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GIORNALE MEDICO DEL REGIO ESERCITO 1902 PARTE 1

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SGUOL \ Il' .\PPI.ICA:T.IO"NE DI S \ \l r.\ ..\II LIT.\1\ E

')l L FE~O~Ih~O DELL..\GGLU ri~ .\ZlO:\E JlH'••rdw l' ·r i lottorl -~ - Al to h t' lli, ···'l"tauo meo1iru ~

G . B e mm o, (PII ·nt•• meoll~u

La reazione del Widal oggi hn aoqui:Sla.to importanza. e valore tali da non ammet.tero ptù disoussiouo: essa costitui::>ce nu mezzo diagnostico, iJ f)nale è enhrabo Mlla prat-icn. di quei medici, che al lt\tto dei malati, por ist.abilire una. sicura dia.gno:;;i, seguendo i progressi delle mediche diseipline. non disde:.!nano l'aiuto del gabinetto. Noi non intendtamo discutt>re d<JI valore diagnostico clf.\lla sieroreazione, convinti ohe anche gli soet.tioi CO· mincia.no a ricredersi. Ci sembrano e~a.t.te le couclu~ioni. alle <1nali. per tacgre di numerosi altri, sono venuti in recenti lavori. .Fiocca, Ya.lngussa e ::llariottiBianchi. 1ft « La sierod1agnosi del Widal è po:>itiva sempre • nei oasi di tifo, purchè si abbia cura, quando mauca, < di ripeterla n. decorso più avanzalo. » 2• « In alcuni casi mor tali, alìì~tto eccezionali, e>~sa. « manca per tutta la durata dt>lla malattia. 11 3• « La diluzione adatta allo scopo clinico c C]Uellt\ « di l a. -10. Con e~sa si può es,;ere swuri d i non trovm·e « la reazione in altre malattie. »


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SUL FEXO~E~O D.EL.t.'.t\GGLCJTt~A7.1•\XE

.J:• (t Una. diluzione minore. per e:>empio 1:20. può < esse1·e causa. di errore, es~oudovi dei casi, sebbene ~ rari, di altre infezLOni, eh~ d:tnno a questo titolo l'ug· c glutinazione. >) o• « P er lo più il poter e a~glntiuante del siero « compare nel secondo settenario: perciò per la diaguo-si « precoce del tifo avrebbe spesso un valore maggiore il '' meloùo di Neufeld. » o' « L'epoca della. comparsa. del potere aggluLi« uaut.e non ba un valore assoluto per la proguosi della. '' malattia. , 7 « Il tempo occorrente per la produzione del t&« n omeno, usando del rapporto costante di l: 40. e « sempre di una coltura egualmente ~eusibile al si~>ro « specifìco, può esser e uu elemento prognostico, se non « certo, almeno probabile. In generalo quanto più r:l.pi« cla.mon.lo avviene l'agglut.i n a~io n r, tanto più fausta. «. è la. prognosì. Ciò potrebbe sostituire il metodo di « Cour mon t; ma come q uesLo so tfre numerose ecceziotli. « P eroi dal lato prognostico la. sieroreazione ha. molto ~ minore valore che dal Iato diagnostico. ~· E qni a noi piace r wordare oome il dott. Antonelli, medico di 1" classe nella. R. 1\la.riua, studiando COtllparaiiva.mente in una numerosa. serie di casi la sieroreazione di \.Vidal e la. dinzorca.zione di Ehrlich, forse oggi alrxua:uto trascurata, abbia riscontrato nella prima un efficace mezzo diagnostico. uelllt seconda un b uon criterio prognostico. Ma. t.ra.lasciando tali qLtestioni, che riguardano il ,·aloro clinico della siet·oreazione, dobbiamo riconoscE-re che il punto tuttora controv~rso è precisamente quello, che riflette l' interpretazione del fenomeno, ossia. il meccanismo dell'agglutinazione. Le ipotesi emesse per i spiegare in qual modo e perchè avvenga. l'agglutinazione sono parecchie.

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l

••


Intanto nalla produzione del tf-nomeno bisogna. disling•t~r~ due fattori: sos'a't~a aygl~tfi,ln,~le e .~>o;:.tnn.;a aggluJi,wbile i la prima e~i.;terebbe nol ::~iero, la. seconda. nei microbi. La produzione del fenomeno sarebbe legata. airo:{i~tenza. di enLrambe; se uuo. delle due venisse a mancare, l' a.gglutinaziono non twrebbe lnogo. J_~a sostanz,~ agglutinante (diasta<~i, enzima, agglutinina, coagulina) già esisterebbe in miniuu\ dose nel siero normale; la. :~ostanza. agg~ut.ioahile -;i troverebbe cost.ant:emonte, per 11 Nicolle, uei corpi dei ba.i.teri. Secondo il Griiber, i microbi aderiscono fra loro e Sl ritmi::J-~ono in ammassi, perch•1 la loro membrana. è resa. vi~clno"<t per azione della. :~o:lta.nza ag~lntinante del siero. Il Kntnl'l, avendo osservato che anche nei filtrati delle coltm·e si ottiene con il siero la formazione di amwa-.::~i come nell'agglutinazione, ammette che si pro· duca. una .:;pecie di reticolo, entro cui restano tmpigliati i ba.ttert. E ooì\l. il Bordet, avendo visto ouo il fenomeno si 1.wvera auche con i bacilli morri, ritiene che per azione del ~iero spe ·llìco, in primo tempo i ba.tt.eri perdono la loro mobilità, e in secondo t·•mpo, si riuniscono in ammas:)i, e:Jsendo cambiate le relazioni d i attrazione molecolnrB tn~ loro e il lirtuido ambiente. Il Nioolle, avendo r ipeLnto le espllrienze di Kraus, ammette ohe !a. sostanza agglntinahile si trovi nello strato periferico del protoplasma LtLCillttr~. e nelle colture veucbio si di;;taochi ditfondeudo~i nel liquido, e precipiti per l'azione della sostanza agglutjnant.e. Analogamente il Palta.u( cn~d(;) oue i microbi siano me ~cauicatnt.>nte trascinati nelle maglie di un coagulo, che si !orma nel liquido ambieute al di fuori det battert, dato dalla sostanza agglutinabile sotto l'influenza della sosLauza agglutinante.


Per il Dineur il fenomeno oon:~i:!te nella proùuzioné di una materia ade.'liva sulle ciglia. dùi batteri, le quali intrecciandosi fra loro, riunirebbero i bacilli in ammassi. L' Emul.erich e il Low suppongono che l'u.gglutina· ztone dipenda dtdlH. combinazione ùi una albuminn. dt~l :Jiero con un enzima :Jpecifi<' >. prorlolt.o dagli ,;t;e;~..,i batteri. enzima, che è anche capace di dist,rng~t•rli. Il Dnclaux. generali?.zllndo ti concetto cieli' tt~gluti · nazione, ritiene che t>ssn sia la riunione in arutna'l.;i di pu.rticellu. orgn.niz.zatè, la cui adc•:;ioot molecolu.re si mo<.liiica sotto uun "'P' iale inliuenzà. Ua. 1ro luzione del fenomeno si avr~bbero clne liun ben di~tintl!: iu primo t"mpo agirabb ,;pt•cifica.monte la .. o ... tauza agglutiuau te con il modificare i rapporti di attrazione molecolare fra batter1 e liquido atnbiente; in seoorLdo tempo i microbi !ii unirebbero fra loru come particelle inorganiche. A tutte le ipotesi, che abbiamo nccermato, non mancano le critiche. Cosi, secondo il Bordet, non apparo alcun accenno della roo Iiticl\zione morf.>logica 1unant>ssa. dal Griiber. qunnrlo i microrganismi ì\Ì agglntiua.no. E se avvenisse una talt• mo hfìcazione, corno ::-i potr~bbe spioga.rt r agghu.inaztOne di particelle inorganiche: come si potrebbe '>piega.n' l'azione dei sieri sul latte senz' ammeLLere una dscositì\ nelle particelle di argillo. o nolle particelle di cn.seiua ? E cosi purt•. volendo accetLrtre r tpotesi de' h.rau~, dovrebbe ved1'rsi la t'ox·mnziotll~ del re~icolo. entro cui re:>torebbero tmp1gliati i batt< rtì.; 1uvece si pnò oTtenere llD forte precipitato in uu siero senz' agglutinazione de1 corpnscoli sangmgui. N;, è l oa.~o di parlare dell'tntre<:"Ìo clellt' ci~lia, quando Ra.ppiamo che il feuoml.'UO di agglutinazione> si produce anche nN batterii; che ne sono !lprovvtsti, uei cocchi. nei globuli rossi.

x.


r.· aggluti.uazioue dei batterii si può ottenere non solo cou i siori specif:ici, ma anche con so;;t~~onze ohimiuhe. l..~e ricerche furono fatte con lo scopo di utilizzare i n1ezzi chunici i n batteriologia ~'l.nali&ica, in altri termini per t;;tituire una diagno3i differenziale tra i varl microrganismi. l\:falvoz per il primo dimostrò che certe !clostanz~. quali p"r es.. la formalina. l'acqua o~sigena.ta, il !ntblimato corrosivo. la so.frani na, la ves1winn., la. fuc:;ina.. l'a~ido ncetico e l'acido lattico, hanno la proprietà di produrre. in emulsioni di bacillo del tifo nell'acqua di· stiliata., ammmssi comparabili par il loro aspett.o a quelli che si ottengono medi tute il siero . .Bossaert o Lambotte dimostrarono che la formalina in determinate proporzioni potrebbe sen..j,re alla tha· gnosi drf.ferenzìale tra bacillo di Eberth e l.ntcillo Ji Esohòrich; perchè il bacillo del tif0 è tè_~rtemente agglutinato da.ll'aldei.de l'ormica, mentrll le varietli. di colibaciUo e di pseudotifo non sono agglutinate. Blach.;tein adopero la crisoidina come me:4zo agglu· t inante del vi brione del colt•ra: e Bo.;saert studiò come si comportano il >ibrione del colèra e simil-oolèra \vi brione di Metolmikoff, di Finkler e Prior, di Oeneke) rispeUo ai ::li~ri e alle sostante chimiche. La formalina, .il sublima.to, la saft·a.nina, la vestwina, la fucsina., il solfato l'ammonio. l'acido acetico, ralcool, la soda si componauo q\lllSi. come il sier o ::languigno specifico, como d siero del latte della capra im· ruunìzzo.ta nel produrre il ienomeno dell'agglutinazione. E il Bossaert r}rede che il miglioro mezzo per ùeLer· minare lo. natnra colertca. di un dato vibr ionP, per mezzo dei caratteri de.suuti dall'agglutinazi.ono, sia. sempr e l'uso di un siero specitico; ma in difetto di quesw valgono, e bene, certo sostani'.e chimiohe in varie propor· zioui .


:Ma non voglia1n0 iusisterù nel ricordare qnosti aiperimeuti: è certo che oltre i "ieri ,;p··cifici, pos-~ono dare l'agglut.ina.zion" dei microrganismi :>ostanze chimiche molto diverse fru. loro, dal formolo all'alcool. dal sublima.to alla vesuvina. Ora a noi sembro che nnn :-.ieno state praticate ricerche per i.:;tudiu.re in qual motlo si compt')rtino nel t momeno delragr;lutmazione ··ostanze chimiche, le quali entrano no11a cosi.ituzione del t~angue, da cui ogm <~iero specifico deriva. Eù è perciò che uel nos~ro studio ttbbia.mo avuto per i3copo di veùere quale e quant.a influenza abbtano c1uell' so,;tanze minerali. le qnnli si riscont.rano nel nostro orgauii'lmO, sitt. in conlizioDl normali, "ia in con lizio1:1i patologiche. A ragione il :\lol83chot.t~ fin dal l 51 co:si scriveva: « Fmora. non si seppe vedert~ nelle ceneri che una ,pecie di zavorra del soitrato organico dei singoli tessuti; ma una legge n!\oe.;~aria. di ailiuita lega nei tessuti j smgoli corpi organici con determinate so:>tanZll minerali. » E ohe i sali abbiano non lie~e i mporta.nzn ~ thmost;rato dal fatto che la loro 1!1ottrazione dalle protPine dtsciolto nol siero del sangu~, ne determina h precipitazione. L'assimilazione e la disassimtlaziouo dellu mole ·ole prowicbo entro le cellule viventi a,·vengouo secondo la leggo delle dopptt' decompo~i~ ion i: le proteine, tt•mtte ,;ciolle dai sah oli ,;odio nel plasma si coml>inauo oon i sali di potassiO fis~ando~i; i prodotLi azotati, d eri Vlilltl dal tU•'tabulismo c.-..llulare o tenuti fis,i dal potas~io, si combinano con i sali di ~odio e abbandonano la. cellula. Dm. ci,:, ii spiega J'.ml.agonismo fra il sodio t<d il potassio: il sodio, cLe prevale nel pla~ma, à di pE·so spruifi,:o minori!, ha. salt .;olubili e ditfu ibili e fnu~e da trasportatore delle proteine; il potassio, che pr~\·ale nelle cellule, presil'de ai prooes:;i inLegrat.ivi .


St l 1!'.1::~0\fF.SO IH;r.t '-\t•GLI.: l'l X \Zit)XE

!l

Uo:~i giova rammentare la grande 1mporlanza. dei Sllli Jt calmo. i CJttllli, oltr~ ·he alla costttuzioue delle os:;a., sono utwessari nll11. solubilità di alcune proteine. IHfuttl basta :Jot.t.rurre il calc10 o n·ndere insolubili i sali di calcio solubili, percho le proteine rimangano alterate. I qali di calcio sono assol•ttameute inlispen· sal1ili per la coagulazione del sangne: secondo il Pe· kelhariug il fermen~o d••lla. fibrina altro uoo t~at·ehbe che una combinazione orgttnico-calcarca, cioè uu nucleo ;\lhmniua.to di calcio. t>u metiiante r acido O:halico si prt:lctpita la. calce nel sangue, non ~~ asvera p i Ìl h~ co a· gulazione, e per ottenerla. ocuorre aggiungere uuova· ment · nn sale ::.olubile d t calcio.•\.ualoghi f•tt.i si osservano nella coagulazione del latLe: anche tpti i sali di calcio sono ituhspell~~~bili per la pro1!uzione del fe· liOIDEmQ ,

E u sali, finora

cou:~idera.ti

come impurità. nello studio delle ùiastasi, si comi ucia oggi a rivolgo re r a. t· t.euziouc. Tutte le diastasi conosciute contengono c<'neri, u talvolta. in pToporzion.i notevoli; se si corea di ->banl7.Z&rle di que-.te c. neri, ai o 3f'rva che lo. potenza delle d1asta~i dirniuuisc.., e di\·ient- sempre più debole Ulan tunno che le di.astl\'lÌ si purificano. E non è sr.~lo questione di quantità di sali, ma nuche di C}Uillità. Il pre::;am", la pla-.mo.si, la pèc~si. chP souo Jiast"si coa· gulautt, esigono p~r funzionar.~ attivnmentP. In presenza d~ mm base ulcaliuo-Lerrosa. la calce. Quesl~~ puù in pu.rte 4.',-sere sostt t.uita dalla magm·~ia o dalla bari te, ma non dalla "o·la o dall11 potassa Cot->i il manganese compie lo ste.-.;::;o ufticio rlel CdJcio ucll'oxidasi, &l.udinta dal Bert.rand; e il ferro. c.:osi vicino nl maug:mese. pt>r la. r~::lazioue dei suoi .;:ah di protosstdo con l'o~.:;igeno, è un elemento costiLutivo del globulo sanguigno, le proprtet.à del quale sono moltO simili u. guelle dell'oxidasi.


10

SUL. ll'~!t\U~lll:.);\) UI~LI..'AilOLUl'I:UZIONF.

Sono q uesw considerazioni o '1Lles~i fatti, che ci hanno gttidato nelle nostre ricerche, teneud.o presente che nel siero del ga.ngue iu condizioni normali e patologiche possiamo riscont,ro.re n.nom·tlie di reazione e variazioni nella quauti~;à e cptalitù delle sostu.nze minerali. ~oi sappiamo cbe le 9Qstanze minerali nell'organismo sono conlemtt9 o cotn.e ~ali n~i suilchi organici e nel t;e~snti o come :>ali nelle vie di tra~por&o dalla muco:..a. intestinale al sangue e ai tessnti e da questi agli organi t.l i escrezione. ::)e i primi :Sono costrtn ti. i seconùi invece sono flntl.ut~uti, e il conteuutù pereentuale rehtti vo rtma.ne sempr(' in variato: perohè ogni disturho dell'ertnil.ibrio salinu è compensato o da tma rapida eliminazione dei sah o dA., una rapida ritonzione di auqua. e di sostanze Ì11org:a.niche disciolte. ~j vero che il sangue vivente ha. sempro reazione alcalina, non diventaudo mai acido e uhe l'alcalinità è maggiore nei corpuscoli che nel plasma; ma i gradi. di alcalinità possono certamente e<~ser~ cii versi, a. seconda deUe differenti condizioni fio;iologiuhe l patologiche. Questa alcalinità può gradatamant.e dimiunire nel sangue estracto -fino ad aver:ti una reazione acida.. Cosi uu"altenLzioue fisiologica. dell'u.lcalinitA si puù R.vere nello forti azioni mu:lcolari, nella ii~tica; mentre durante la digestione si ha nn anmento nell'indice dell'ulcaliuità. l\ ella febbrEI elevata, nelle convul 'ioni srricnicbe il grado di alca.liuit;;\, dimiuui;;ce.

Fin dal 1900 noi, ripetendo alcune delle esperienze del Malvoz e del 13o~saP rt, volemmo studiare il fenomeuo dell\tgglutinazione dei miororga.nismi: e li3 nostre ricerche furono useguite a preferenza con le sostanze minerali, le C)Ua.li dagli altri sperimentatori furono poco o punto impiegate.


In una prima ~arie noi abbiamo indagato l'azione di un grnn numero di sali: in una secondn serie ci siumo limitati a f}uelle sostanze chimiche, le quali eutrano priudpa.Lmence nella costituzione del no..,tro org<tni.;Jno o po~..;ono eveutnn.lmente ri~coutrnr;;i negli !itati p~\to­ logici.

r. Le prtme ricer..:he sono state f:ttte sul haclilo thd tifo. provando l"aziond di molti :;nli, cioè: carbomtto rl"o.mmonio. clornro d'ammonio, fo.;fato ammonico mu.· gllcfliaco, cloruro di potassio, cnrboun.to d1 pot.•t-;~io, ncctl\to di pota'l~io, solfato alluminioo·poLassico, soll'u · cianuro di potassio. idrato di bar·io, nitrato di bario, idrato di <.:a.loio, carbonato di calcio. clornro di caldo, olornro di maguesro. solfato di mngne~io, bioli-;iùo eli manganese, cloruro. di ma.oga.ne,;~. clontro di folTO, ec(!. ~

•• Abbiamo notato come il cloruro di mangaue.-ae determini la. t'ormnzione di piccoli amtntls,;i, il cloruro eli CA.lcio di granrli ammassi "' come il cloruro di t'erro di<t gros.,i ammassi granulosi. A.bbiamo qniudi ripetuto le esperil)llze sp~cìalmentc con qut>sti tre :ia.li. In 2 centimetri cubi di ac[1ua. di'ltilluta. emul'liona· vamo una. piccola. ansa di coltura sn agar di 21 ore eli bacillo del tifo: e poi vi aggiungevamo una. gooci1\ di ;;o!uzione satura. ùi cloruro di calcio o di clornro di ma.ngane,;e o una. goccia di soluzione d i oloruro di ferro al 5 p. 100. In questi primi ~en~t~.Livi non abbiamo esattamente calcolato la quantità relaLiva del t3ale n,g-


giunto: abbiamo fatto le esperienze più •olte, estendeudole al bacterium coli, al pneumobacillo di b'ri(,dliLnder, al vibrioue del colèra e n.ll o stnfilococco piogone aureo, preparando l'emulsione sempn· con il pro(:e.limento anzidetto. J risultati otte11uti dopo 24 ore alla te mparatura della stanza (2~ O) souo i segnen ti:

Cr.nunnn

Gi ,()III IIIO

CLORUIIO

C<INTIIOI.I.O

•li Ct'rro

'J'lfi> .

. • Torbido; ba· 'l'orllido; qunl- L l m p l d o; L i rn '' i d o ; eli li liberi, c.he raro pl•~ gr:u111t nm- gran•! i nm mobili. coloammns· rnrlssl: nes- Dl3~Ai I;O.

Sllll

ba~ìllo

llburo.

l

B. coli . . . Torbido; ba· L i m p ì cl o; Torbi<lo; <11181- L 1 rn p i tlu; c1lli liberi. ;!randi n m eli!} raro pie- ;rranoli 11m mnssi cnrnt· colo nmmas· OlUII!!I.

teristicl

l!O!

F rio d Hin-,Torhi lo; hn· Tori i.Jo; ba- Torbido; ba-~Torhido; qunl tlor. cilli liberi. cilli li bori. ciii i liberi. chi:' mro pie· colc1n.wmas

so. Culèrn •. . Torbido; vi- L l m p i d o: L i m p i d o; Torb!clo: rari brloni llh11· grandi am- Jrrandl am- piccoli :un· ri, mobllfs massi; nea· mns l; nes· m l; liimi. sun 'ibrio su n vibrio-,l>rlt~nì h be· ne libero. n~ libero ri, 1nn iulmubili

l

S taflloc()(:- Torl,ido: a m L i m p i cl o: L l m p i ti o : !'oruido: coc· l'O pioge- mn :o~olini di ltl'andi am flrandi a m-~ cb1 liberi o Il<' nn reo :3- l rocclll. massi. mo~ai. pkroll Ujlgruppnmcu · ti, &eoza oc•

Cl'fliiO di n!!'•

glutwazìo-

ne.


SU!, Pl~:\C>MEXO D&t!L'A<.Hll,GTINAZIOXE

13

Da que:'!Ln serie di esper1enze risultava evidente una azione d(,i .:;a.li, presi in esame, uel produrre l'agglutinazione dei miororga.nismi: e risultava anche che questa azione varia con la specie batterica. InfoLtì mentre il cloruro di ferro agglutina energicamente il b. tifo e il b. coli, non ha alc11na azione sul vi brione del colera e snllo stafilococco. La na.lura del prot.opla.sma baciUa.re deve avere una. grande 1.n.iillenza nel fenomeno. Abbiamo voluto studiare pÌLl esattamente il ristll· tato ottenuto. cercando di indagare a quali leggi ob· bedisse. Abbiamo cominciato con il cloruro di caloio. Per tiogliere più che ci fosse possibile le cause di errore, in questa :Serie di esperienze abbiamo aggiunto alle col· t.ure su aga.r di 2-1 ore, 4 csu~imetri cubi di acqua di· sbillata e sterilizzata, e abbiamo acctuatamente, con l'ago di platino, emulsionar.o lt~ p~tina di svilnppo. Con 2 centimetri cubi di ftnesta. emulsione e 7 ceuti· metri cubi di acqua distillata e sterilizzata, diligente· mente mescolate, prepa.raYamo la. serie dei tubicini, contenenti l centimetro onbo ohtsCUJlo di emulsione.

Queste proporzioni di acqoa erano precisamente C')nelle, che ci davano ttu liquido leggermente torbido e più adatto allo scopo. Del cloruro di calcio abbiamo fatto una serie di soluzioni (l grammo in.J: centimetri cubi di acqua, l grammo in 10 centimetri cubi, in 20 centimetri cubi, :in 100 cen· timetri cubi}, in modo che con ~.o di cent.imet.ro cubo. aggiunti al ooutimetro cubo di emu1sione del micror· ga.nismo, si potesse avere sempre un& proporzione variabile del sale in rapporto alla quantità dell'emul· t si one.


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l: 1000 l : 5000

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Gli ammassi, cho Ri os::~er\'"ano in IJUest' esperienze sono costituiti du hacilli, che conservano la loro forma: appaiono in goocia. pendente balora un pochino ingranditi; prenùouo b et~o, (mobe dopo 48 ore, i colori di. ani· lioa.. In alcuni abbiamo potuto notare all'intorno una specie di capsula, come se il protopJasma periferico fosse rammollito e rigontiato. Le esperienze, piit volte praticate, non banno sempre dato i medesimi risnlçati. ~ inntilo qui ripetere tutti i tentativi e le pr0\'8 fatte per l:Stabilire le leggi, che poteYano regolare il Hmomeno. Noi abbiamo ricercatO quale inrluenza potesse avere la quancità della. coltura, l'ati\, il tempol la lemperatura, remulsiona.meuto maggiore o minore. Da questo lungo lavoro, che CI ha richiesto non b1·eve tempo, possiamo solo dedurre che il fenomeuo esiste, ma. è legato a condizioni. le !]Ual ì nella. loro costanza ci sfnggono, e non sempre si possono esattamente riprodurre.


Il.

In questa. seconda part.e noL abbiamo ,•olnto st.ndiare Repa.ra.tu.uumte quale influenza. esercitano gli acidi c gli ulcali nel f~nomeno dell"agglmina~ione~ prendendo in c~ame quelle ::;ostanz~. che piu ~pe~.;ialmentt' rientrttuo nella costitttzione del siero e del sangue ~ nei proce-<~i qcl riuambio, anch~ alterato. Le nostre ricerche dunque sono state til.lte con l'acido cloridrico. ~olforico. i(hlorico, con l'acido a.ct•lico u o~­ :~a.lico, con ra.mmoniaoa. soda e pota~~~~.. Di flttestt' :;o::~ta.nze abbiamo fatto soluzioni in pe!-!o all'uno per cento in acqua. distillata, e abbiamo oaloola.t.o la. qnanlihì. di ogni soluzione da sperimentare dal numero delle gocce aggiunte, tiE\rvendoci sempre di pipt>tte egualmente ca · libra.tc. ~ella tecnico. seguita dagli ultri u.n.lori, l'emnl-;ioue ciEli microrgauismi era prepa1·a.ta come nella prunn serie dell» nostre ricerche; e le sostanze da. studiare crauo &!!giunte nella proporzìone di un' au.;a. dd reaLtivo a. un'ansa. eli emulsione ruicrobica: il feuomouo pui era. .gt,ndia.to :'lOtto il campo del microscopio. Noi dt'l pari adoperasamo ooltqr4! ~u agar di 2-1- Ol'è, nM inve~ emulsionavamo accuratamente la paliua di :.Yiluppo con 2 cc. di acqua. distillata e sterilit.zala: cl ne goccd ùi que ... ta emulsione. immes.;e in 2 cc. ùi aC(pla. dio1tilla.ta e sterilizzata ci davano u u liquido leggl1rmeuLe torbido, nel quale si poi eva esattamL•nte segture i l J~. nomeuo dell'agglutinazione. Le C<~use rli errore, dipendenti dalla. quantit.'t. maggiore o mlllore di germi in ogni serie di esperienze, ci sembra tos~ero CllSÌ ridotte al minimo; e i risaltati ottenuti in ogni s~rio potevano l


fra loro pam~ona.r:'li. L'e~ame era flltto dopo 16-24 ore, e il rep<!rto ~l fondava :;,ull'ossen·aziOne ul miuroscopio. Molte volte infatti ci i oc·orso di vedere il ltq lido ma.utem•rsi torbido, omogeneo, mentire resa.me microS00pico dimo'\tra.va dei tiptl.lltllggrnppamenti ba.-:llllari. L'aspetto torbido dell',~mul:'lioue uon esclude l'agglutinazione; e, se ci è pcrme~~o i'ltituire uu paragone, si verifica quanto succede nell'opacità. del latte, la qn~le non dip~>nde dali maggiore o minore quantità di grasso contenuto, wa. dallo stalo di t•3pansione della ca"eiua. Cosi si potrà. conservare rasp1•tto torbido dou· emulsione. quando gli a.mw&!isolini dei bacilli sieno più ser· ro.ti o pil'1 vicini l'l'a. loro. È inutile dire che iu o~ni ::lerie di esperimenti vi erano uno o più Lubi di co11trollo. H.ias!'lumendo tuttA' le ricorobe t'tttte, abbiamo ottenuto i segnt-nlii risultati per il bacillo del tifo:

Il CL u~os

H: S01 H~PO•

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Il ren·•m~nu "e'hlcute d••· 1>0 4·5 ore.

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:-.a OH IWH

Per ora. 01 limitiamo a rilevare i fatti. Gli acidi minerali producono intensamente il feno meno e in una. proporzione non molto elevata, se si


Slll.. l!'&SOlJEXO IlE LI/ AOOI-liTI:".\ZlONJ:

17

calcola. che basta una goccia. della. soluzione 1 p. 100 dell'acido su 2 cc. di liquido. Gli aoid1 orga.nioi hanno una minore azione: gli alcali rimangono addirattura 111attivi, anche in forti propor7.ioni. St.uliando un po' più accnratamPnto il fenomeno, ahbtamo voluto vedere quale mfluenza. abbiano in e~~o ti tt3mpo, la quantità dell'emulsione. la temperatura e r eta della coltura. L\\cido cloridrico t: quello che cl dnva. i migliori e pi1't evidenti risultati, epperò di t)sc;o ci :;iamo ~er\'Ìti pur le esperienze. Per vedere l'ìnftuenztt della I]Uantitit dei microrgasimi. abbiamo preparato uun ~eriedi oinqn~ Lnbicini cou 2 cc. di acqua distillata e sterilizzata, e v t abbiamo aggiunto rispettivamente 2, :3, -1:, 6 e (i gocce dell'emulsione di coltura. del bacillo del t.ifo, ot.tennLa :~empre nel modo già detto. Una serie è stt~.ta mantennta a 20" e un'altra a :37":

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Con l .:vcria •11 IICI t •;. Il

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20

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Rhmlta. che nella produzione del fenomeno la fJ UButit:i. dei germi ha una certa influenza. e che la tempe . ratura è fa vorevole a deter minare l'a.~glutinazione. X e,;suna influenza invece ha dimostrato l'età. della coltura. ]'atta una serie di innest.i su a.gar nello stesso giorno, abbiamo ripetuto a vari intervalli, durante un mese, le esperienze, tenendo i tubi alla Lemperatura di 37° O. la quale si era. dimostrata più acla.tta. I ri~


sultali sono 'tati sempre eguali, e il fenomeno s1 e sempre prodot.to come ravevamo ossen·ato nella prima. serie di esperienze:

..

-:-:i.

Coltu ra delfcta •h 72 ore l)

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10 giorni.

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15

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..:\.V\'enuta l'agglutmazione, o:o~servati gli amlllal'~l ca· raLLeristici do i bacili i, Lra loro più streLtamente riuniti o più isolati, spes,e volte molto rih·angeuti. ma. sempre tal1 da ricordaro quello cbl:l avviene con il siero di tifo,;i o di ammali immunizzati <:out.ro il tifo, noi tlbbia.mo voluto fare alcune ricc!·obe sopra il fatto che, mentre il fenomeno si produc.• con gli acidi e più nettamente cou gli acidi minerali, esso non si verifica con gli alcali, anche in l'orti rlosi. E questo peroM alcnni os:-~er­ Vt\lori danno. nel f,·nomeno dell'agglutina?..ione. Importanza alla reazione alcalina del mezzo. la q naia d0\7ebLe avere un'azione :mila membrana dei microrga.nismi. Xei tubi nei quali ,;j era ottenuta l"ag:;lutinazione abbiamo aggiunto succossivamente d-ella potassa all' 1 p. 100: e ll.ubiamo potuto notare che a. poco a poco gli ammassi si nudavano districando, i bacilli tornuvano a essere Jt. bari, perfettamente isolati, il liquido ùa limpido toruava a diventare torbido. La. quant.itù. di potassa che si do\'e'\"a aggiungere era. fino a un certo punto proporzionale alla quantità dell'acido, impiegato per avere . l'agglutinazione, come risulta dal seguente specchio:


SUL FENO.MF.XO D&LL 1AGGLUTISAZIO~"E

19

Per cltsciogliere gli ltltiMIIBS ( ottenuti eon

l goccln d! n Cl OCCOl'l'OnO "Il didi llNOs 1 ~so, • di B, PO, 6 6 O, " dtt ii CtHt 12 c'~B.o1

1

»

"

.

•

•

"

l goccia di Ko H 1 » di A'oH 3 di KolL w 8 dJ J\o Il 9 d! 1\oH .14 dl RoH ))

,

Inversamente abbiamo voluto vedere quale qllantità. di acidi fosse necessaria per produrre gli ammassi, allorchè l'emulsione fosse resa alcalina con l'aggiunta di ammoniaca, pota.ssa o soda., i quali alcali non avevano dimostrato alcuna. azione nel fenomeno: Nell'ambiente reso alcaUno con 2 gocce tli N H, OR occorrono di ~H, Oli • 2 2 » di N Hl OH 2 ,. rli KO U di KOll • 2 di KOEl •2 )l 2 di ~aOH • 2 di NaOB di '\a.OH ~ 2

•

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l3 gocée di H C l 3 di H t-:03 2 ,. di a 1 so, l di HCI i •> di H:\ O, ))

2

di a,so,

9 9

•

3

>>

di E{(;)

d! ]l~ o. di Fr~ RO,

Non sono certamente reazioni ohimiche, quelle che si osservano in questi fatti, ma si hanno fenomeni costanti. Rileviamo solo che l'ambiente alca.!ino dato dalla soda rende molto cliffìcile l'agglutinazione: infatti mentre l goccia di acido cloridrico agglutina. i batteri, in un ambiente alcalino per 2 gocce di soda si richieggono ben 9 gocce di acido cloridrico. Dobbiamo anche accennare ohe questi ultimi risultati si ottengono quando si faccia agire prima l'alcaU, e dopo qualche tempo racido. Se contemporaneamente si aggiunge l'alcali e l'acido nelle proporzioni anzidette, non si produce alcun ammasso: solo l'acido nitrico pro duce l'agglutinazione nell'ambiente reso alcalino con la soda o con la potassa.


:!0

SCl, .FE~CIM.E~ IJ DELl/AOU !,l'l'lX AZIC1N E

In un'ultima serie di ·espe.rienzn Rul ba-Cillo tiflco, noi abbiamo aggiunto acid1 e alcali insieme al 'lÌero di una capra. immunizzata. contro il bacillo del tifo. t;euza. riportare tutte le ricerche, teniamo a. riferire solamente alcuni fatti. Il siero è stato aggiunto iu proporzione tale ohe non fosse sufficiente a produrre ragglnt.iuazione: gli acidi e gli alcali sono stl\ti aggiunti nelle solite proporziOni. Con gli alcali non abbiamo ottenuto nulla: per gli acidi minerali e organici, tranne l'acido acetico, la dose neces:~aria. n proJurre piccoli ammn!;si tJ stata molto -;nperior~ a ouella impiegata nelle nostre prime ricerche. Quando il :>iero era stato aggiuut.o 24 ore prima degli acid1, non si otteue'a. più nulla. Ora oue:;ta azione, di· remo cosi para-lizzante degli acidi, è dovuta al siero: e tra le spiega:tioni plausibih possiamo ricordar.• una delle nostre esperienze, nelle quali, come a.bbio.mo già. detto, in un ambi~nte alcalino per soda, l'azione degli acidi à notevolmentt• diminuita, e nel siero predominano t~.ppnuto i sali di sodio. Ben div··rsamente si è c0mportato tra. tatti, l'acido <\.CeLico, fatto già. segnalato dal ~Ialvoz E a. questo pro· posito vogha.mo ricordarè uno !'itrauo incidente, uecorso al suddetto autore. Era. stato inviato clel Aangue per lu. prova del Widal: sperimentatone il potere agglutinante, risultò di l : 6000. Sorpreso il lfalvolz di si alto potere, volle fare dalle !udabrini, e cot~i venne a ,;coprire obe il tnbicino. il quale era 'lervito per raccogliere il sangue ora stato lavato con soluziouo acetica. Trat.tavasi del sangue di individuo non t1foso! Xelle no:Jtre esperienze con una ':lola goccia di acido acetico aggmnto al st"'ro, abbiamo ottenuto in meno di 10 minuti, un'agglutinazione tipica, visibile anche ma. croscopicamente. L'acido acetico per sè solo si mostra debolil!simo, come abbiamo veduto: il fenomeno corre quindi tra siero e acido acetico. Noi abbiamo altresì

L


i:WI.S FESO)fE:SO IWLL'.-\GC1-Lt:1'1XAZI0'\1":

~1

impiegatO siero di coniglio normale: e l'agglutinazione, con l'aggiunta dell"acido acetico, ai otteneva. pure uet tamente. Studiando le proporzioni minime necessarie, per produrre il fenomeno, sia del siero sia dell'acido, abbiamo rilevato che bastano pincolissim.e traccia (fino a ' ,. di goccia) di siero, perchè si produca l'aggluti-· nazione: per l'acido acetico invece la proporzione non può discendere al di sot.to di '/ , goccia. di una soluzione all'l p. 100. Questo il fatt o osservato : l'acido acetico aggiunlo in minime traccia conferisce al siero no1·male un altissimo potere a.ggh1tinante. Le esperienze fatte per il bacillo del tifo sono state ripetute anche per altri miurorga.msmi, cioè bacterium coli, vibrione del coli>ra e stafì.lococco piogene aureo, procedendo sempre con lo stesso metodo. Ecco quanto abbiamo osservato per il bactetinm coli

<·i H, oj <;~o,

+

+

+

NH, OH Na Oll ~OH

I risultati sono quasi eguali a. qu~lli ottenuti per il bacillo del tifo. Anche qui gli alcali non hanno alcuna. azione: gli acidi, e di essi più i minerali, producono nettamente il fenomeno. Abbiamo voluto vedere poi come si comporliasse rispet-


~2

SUl.. FENO:MEXO OELL1 AGQLUTINAZIOXE

tivamenteil bacillo del tifo e il bacillo coli con proporzioni a.ncora. inferiori di acidi minerali, e non abbiamo rilevato alcuna differenza: ~ ciò, si tratti di un fatto fisico oppure di un fatto chimico, ci dimostra. ancora u11a volta l'affinità dei due bacilli. Abbiamo preso il colèra come tipG di uu vibrione. Una difficoltà incontrat.a con la coltura tipica, che abbiamo nel nostro gabinetto1 era di ottenere i vibrioni perfettamente liberi e dotati di movimento. Nelle stesse colture in brodo, e anche nel brodo di Koch, quasi sempre si formavano ammassi, malgrado ripetuti e sue· oessivi passaggi. Questo inconveniente ci impedì più di una volta. di dimostrare agli alliovi della Scuola il movimento caratteristico dei vibrioni. ~ ei vari tentativi per poterne fare la dimostrazione, a uno di noi occorse di mescolare l'emulsione di una coltura su agar in acqua distillata insieme a brodo sterile; e cosi si ottennero subito vibrioni perfettamente isolati e dotati di vivacissimo movimento. In seguito nelle esercitazioni pratiche di batteriologia., abbiamo sempre adottato questa. tecnica con costante, ottimo risultato. Per il vibrione del colèra abbiamo osservato quanto segue:

l

l gocc~l gocct' Sgocce lsgot~ce j t Ogocce I':!J:(occe ----- l

Soluzioni i •;

II Cl

l

l

+

B~o. R~ 804

B 1 PO• c~

n. oj

c~ H1 o,

.:\II, OII ~o. OH KOH

T

+

+

+

+

+

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~UL l!'ltNOMENO DI~LL'.A.GGI,UTl~AZIONE

23

Notiamo come l'acido nitrico si comporti verso il vibrione del colèra più debolmente che verso il b. del tifo e il b. coli. Un fatto degno di nota è che con la potassa e con la soda, entro cinque ore, l'emulsione di vanta perfettamente limpida, senza precipitati; quasi che a v venga una. reazione chimica, o una. vera so· luzioue. I bacilli tuttavia si mantengono integri e non si dissolvono, ma difficilmente si vedono sotto il campo del microscopio, tanto sono diafani per va· riazione avvenuta nell'indice di rifrazione del protoplasma. Se nel liquido si aggiu.nge acido solforico, si vede man mano l'emulsione tornare torbida, i bacilli rendersi più evidenti e riunirsi in ca.r atteristici ammassi. Finalmente abbiamo per ultimo esaminato il modo di comportarsi di un germe di forma rotonda, lo sta· filococco piogene aureo : ~ gocce

~ gocce

6 gocce

l

l

---'---+ + +

Il(;!

HNOZ

t2 .go eco

{0 gocre

ll11 SOJ

+

Ff; PO~

c~ H,

o!

e~ HtOI

+

+

~H, Ofl ~aùH

KOH

L'agglutinazione non si produce che con dosi relativamente forti degli acidi minerali, i qualì pur si dimostrano cosi. attivi verso gli altri microrganismi: l'acido cloridrico ha un'azione quasi eguale a quella.


dell'o.cido o,;~alico: l'n :ido acetico nou esercita. alcuna azione: e così, come abbiamo sempre notato, gli aletti! t' imangono inerti.

.•. Riassumendo brevemente i ri~ultu.tL delle uoo;tn~ esperienze, possiamo a.Jl'ermare che oltre il formolo, l'alcool, la vesuviua, ]a crisoidina e t.a.nt~:~ altre sostauze ~tu diate dal )ft\lvoz, lllakcitein, aec., anche gli acidi , gli alcali e i sali possono determinare la. riunione dAi m i. ororganismi in ammassi tali che per nulla si difl\..lreuzinno all'esame microscopico da (1uolli prodotti tlalrazione d~i <>ieri ~ptleifici. Per ottenere il feuomeuo in modo caratteristico btL· stano minime dosi di rlett;e sostanze, in propol'zioui compatibili oon la vita dei germi 1:1 certo non superiori a quelle che s1 riscontrano normalmente nell'or ganismo umano. (ili amm~::.i. obe si proJu~ono, ~iù o meno g ra.udi. più o meno compatti, .sono costituiti da batteri, 1 quali conservano la loro vitahtà e non pre::~entano qua.~i mui alt.erazioni morfologicba visibili. Degna di nota è l'os,;ervazione chtj uon poche volte solo l'esame micro->oopioo può rivelare la pre:;enza. eli ammBsi. anche se l'emulsione d01 gormi 8Ì mostri omogenea.meut.e torbida, seuz' accenno a precipit.a.h. Nè meno importante o il fatto che per l'aggiunta rl1 altr(} sostauz~ mmerali di reazione opposta, gli amtnt~.>si man mano si rlit;gregano fino Il. rendersi di uuovo perfettamente liberi i microrgauismi. Gli acidi producono l'agglutina:doue, gli alcali non hauno alcun eifet.to. Degli acidi, gli inorganici son.o più energici che gli organici, e la loro aziono varia. a souor..da. della. formt~

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..,n, FE:\OlLKXu OF.LI.'AGGl.t..rt:'\AZIO~E

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e della specte batt~rina, I cocchi si mo~trt~rebbero piu resistenti che i bacilli e i vibrioni. t/acido solforico è il più attivo per tutti i mh~ror gtulismi presi in esame: seguono raoido cloridnco, tranne che per lo stalìlococ..•o, e racido nitrico. tra.uu~ cho per il vibrione del oolèra.. forse per la facoltà di (jUesto vibrioue di ridurre i nitrati in nitriti (ì'ea:Ìimt> iwlol -~til,•osa rlt>l t:olh·a-~·otlt). L'acido fosforieo si comporta come l'acido cloridrico. ma. più debolment~. Gli acidi orga.nici agiscono egualmente, ma la luro a~10ne è meno ouergica: J'auiùo acetico è il più delmle .)i tutti. 11 fenomeuo t! costante; ~ influenzato dalla temp~· ri\tnra. la quale a 37• favori-1ct> l'azione degli acidi; dipende anche dal rapporto fra. quantita di germi e l'iOsiAtuza chimictL impiegata; non è legato all'eta dPila. coll;ura. f nostri ri'!ulta.ti, qualche volta incerti ma non COli· traddittori, ci dimostrano cho non e sempte pos~ibile di,;ciplinare ~otto determinate leggi fbse i fenomeui nn.turali. Vi sono fattori, che sfuggono all'analisi nostra o che non po:oflono riprodur:;i con l'esperimento. E per citare un esempio, nella stessa agglutinaziont• l!pecifìca, perchò la sieroreazione non si verifica con ognt varietà di bacillo del tifo. con colture di qual· ~Ìtlsi età. e di qualsiasi virulenza? Gli alcali, anche in dosi l'ilevanti, non e:~ercitano la beuchè minima azione: uon e...si invece si possono dt sgregare gli ammassi ottenuti mediante gli acidi. L~ ptoporzioni tra acidi e alcali non corrispondono u equazioni chimiChe: così, se eou la soda si costituisce un ambiente alca.lìno, occorre pPr produrre ragglnt.inazione una. quanLit.à di acido maggi\lre di quella, eh~ (• necessaria, se l'ambiente ~ alcalino per potassa o p~r ammoniaca.


-..tTt, 111~:'\0l!.&SO DEt,t:AGOI.l!Tl~ \ZiO~E

.. Ora noi ci domandiamo, se quanto abbiamo os,erva.to possa. trovare una. spiegazione in l~ggi chimiche o in leggi fisiche. Già. abbiamo notato quale o quanta importanza abbiano le sostanze minerali nel ricambio del nostro organi~mo. Sono i ':iali, che unendosi alle molecole proteiohe. o per doppia decomposizione o per combinazione, tengono dh~iolte le sostanze azotate. Gli acidt diluiti po,.sono sottrarre le sostanze minerali legate nei corpi proteioi, prer-ipitando le proteine, mentre gli alcali, anche diluiti, sciolgono gli stessi corpi proteici. Ora la quantità di sostanza prote1ca., di acidi o di alcali, di sali neutri e di acqua. ha una notevole influenza sulla precipitazione dei proteo·n e dei peptom (Her th) come su quella. di altre sostanze proteiche: di modo cho uno stesso prot.eosi potrebbe comportarsi diversamente, variando l'una o l'altra delle condizion i di soluzione, in cui es'4o si trova (l [amburger). La. coucentrazione, alla qualo nn sale cominoia a preci pi tare una proteina à ta!l t o caratteristica. per la stes..;a proteina quanto il grado di solubilità per una sostanza cristallina. A spiegare l'azione delle so:3ta.nze minerali nel fenomeno dell'agglutinazione cou i sieri specifici, si po· trebbero l'or.se in ''ocare le cognizioni di chimica fisiologica, da noi ricordate, le quali non sono pnut.o in disaucordo con quanLo abbiamo osservato nelle nostre ricerche. Ma. il Duclau'X nel fenomeno ùell'agglutinazione vede un semplice fa.Lto fisico, parngonandolo nell'insieme e nei dettagli a. quello della. coa.gnlazione, che egli de·


:-t:J, FENOMENO DELJ} AGGLO'l'TN.AZIONE

~7

finisce come la rimùone di part;icelle, di cui le relazioni d i adesione con il liquido ambiente sono modificate. L'unica differenza consisterebbe nella. diversa grandezza iniziale delle particelle, che si tmisoono. Infatti noi vediamo coagulare sost.'Lnze le più differenti,· come la fibrina. del sangue, la caseina del latte, l'albu mina dell'uovo, la. gelatina, i succhi di piante. la silice, l'argilla, il cloruro di ferro e, in breve, tante altre sostanze di composizione cosi. variata, che non si può ammettere sia. il fenomeno legato alla loro cost.ituzione chi mica. processo di coagulazione obbedisce alla legge di continuità: comincia, quando ancora nè l'occhio, nè il microscopio pos~ono percepirne r inizio, La materia coagl1labile è diffusa in tutta la massa del liquido sotto forma di molecole o di particelle più o meno grosse, le quaU sono sottratte alle leggi della gravità per l'adesione con le molecole del liquido am· biente. Quando questo stato di equilibrio tra la gravit-à. e le torze molecolari è turbato, sia che Padesione tra solido e liquido diminuisca, sia che la forza di attrazione tra. le pa1·ticelle del solido aumenti, queste particelle si riuniscono in aggregati sempre pm VO· luminosi, 'divengono visibili all'occhio nudo e precipitano. N el fenomeno dell'agglutinazione pa1·agonandolo a. questo della coagulazione, il Duclaux a mmette due tempi: in primo tempo agirebbero specificamente le a.gglut.inine, modi fìcando i rapporti di attrazione moleoolare; in secondo tempo, i microrganismi aggregandosi fra loro, si comporte1·ebbero come particelle inor· ganiche. A noi sembra che nel primo tempo, considerato come specifico, possano avere importanza. le sostanze minenerali del siero, col turbare l'equilibrio tra la. gravità

n


e le forze molocola.n, modificando le oondiziom e le relazioni dell'ambt~nte e dei microrganismi fra loro. Do. una parte abbiamo la coltnra in brodo o l'emulsiona in acqua distillata dei miororganismi, i <].mtli sono omogeneamente diifusi in tutta la massa. del li· quido: dall'altra parte abbtamo il :;~iero di sangue, che vi s1 aggiunge secondo proporzioni stu.~ilite. In questo momento requilibrio comincia a lurbarsi: indi i microrga.nismi si rium~oono in ammassi. E ciò potrebbe av~r luogo per la. semplice presenza delle so-stanze minerali, contenute uel siero, le quali determinerebbero fenomeni di osmosi o di imbibizione ca}lillaremoleoolare tra miororga.nismi e liquido ambiente. Infatti noi possiamo paragouare i microrganismi a :;o:St wze colloidi, le quali non si ~ciolgòno perfetta.. monte in O.O'JU& e CO"'tltuiscouo piuttosto misough mec o!tnici che vere soluzioni. Ora in questi miscugli entrano in azione i fenomeni dell'imbibizione captlta1·e o molecolare e dell'osmosi. 1 quali fenomeni sono regolati da determinate leggi. Questu leggi possono va· riare per la natura, coesione ed ela<>licità del corpo, per la qualit~~ o per l'attrito interno tlel liqllldo, e fi. nrdmente per la temperatura. (Ludwig). Inoltre l'llofmeister ha dimostrato che l'imbibizione dei corpi colloic.li in soluzioni sahue dipen le dal potere di attrazione per racqua Ilei salì di,;ciolti; che r imbibizione lQ acqua pura i; minore di I'JUella. che ha luogo nelle soluzioni dei sali, e che il rapporto \'aria. a :'!••conda •Iella. loro qu•~lita e quantità.

Concludendo finalmente a uoi sembra. che nel fenomeno dell'agglutinazione le KOstanze minerali possano avere una. carla importanza, -;is che agiscano chimica·


• -..UJ, n:SO\IE~O n~<:LL'.\c.(ll.t'TL"'AZIO~E

29

mente sulle proteine, facendole precipitare, sia che favoriscano i feuomeni di o:smo:~i Lra. miororgani:nni e liquido ambiente, variandone le relazioni di adesione e di attrazione. Nell'a.mm~ttere f'}uest'ultima ipotPsi ci conforta, tra le altre. l'osservazione del Gengou che le agglutinine del siero umauo dializzano completamente, quando il liquido inferiore sia acqua distillata.: dializzano invece pochissimo, qnando il liquido infc~riore contenga ~:~ol­ fati, cloruri, carbonati e fosfato di sodio. Firenze, settembre 1901.


30

ISTITUTO I'SICRIATRICO OELL\ REGU U'IVERSIT\ DI NAPJLI

--

Dm~tno DAl.. PaoF,

LEONARDO BIANCHI

EPILE. \ IA P I OHI CA (St::E VA RTF: FO!tM F: OLINICI!E E CONS1DERA7.JOXI M P.:OIOO-LE· G.ALI ALU<; QUALI ESSA ruò DAR LUOGV ~PECI.\L.\IENTE RfSPl~O

AI MlLITARl).

Sluollo del dou. "'"canto .U e l t>, <<lltllano m-<lico, ~1>181111.' ow.rario (CI)IIIIIIua:ziOIIt , fint 1• (.uc. Jl. 12 dtl 1001).

Dopo aver esposti cosi per sommi capi i fatti 'a.i quali r 8J?Ì1essia. psiohica può dar luogo) in riguardo speoialmen.te alla criminalità. sarà beue sotfermarci alquanto sulle considerazioni medico-Jegn.li che da es!ll possono scaturit'e, met~endoli iu particolare rapporto coUa vita. militare. Abbiamo visto come gli atti inorimina.bili possono alle volte svolgersi poco tempo prima. o dopo di un accesso epilettico motorio classico, costituendo di e~so o il periodo prodromico, o l'aura, o facendo parte di quello stato di alienazione post-epilettica che taluue volte può protrarsi molto a lungo. In tali eMi il problema. della l'esponsabilità legale è pillttosto di facile soluzione, in quanto che è agevole il pit\ delle volte scorgere la relazione che passa Lra il futto compiuto e le oond1zioui anormali dell' a.utore di asso. Pur ri· tenendo troppo assoluto e dommn.tico il precetto di Za.cohia, che l'epilettico, cioè, non è responsabile del suo operato ùa tre giorni prima a tre giorni dopo l'accesso, è da ritenere che la constatazione di un vero

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acce~~o cllmiziale in \'lcina.nza di un atto oriminoi\o debba inliuiro in sommo grado suJl'apprez?:amento intorno all'alLo stesso. E se questo inoltre presenta i caratteri propri dell'epilessia., Lra. i quali va notato in prima linea la impulsività, la mancau:.~a di uno scopo determinato e di un~t causa sufficient~, noi non dobbiamo esitare a mettere il reato in dipendenza della nevrosi, e giudicare n. tale stregua. la responsabilità. dell'individuo. l!a se q m !lti casi sono i piu frequenti, sono d'altra parte i meno interessanti per il medtco legale rottiune, percuù oramai nell'e:;ercito gli epilettict couvulsionnrii sono ben rari, in grazia del !!avio provvedi· meuto col quale si è dato facoltà agli ufficiali medici pres,;o i corpi di proporre direttamente l'eliminazione dell'ammaltìtO dopo che ne hauuo constatato l'accesso. Del massimo inter··s~e invece nella mtlizia sono quei lasi in cui l'accesso epilettico o è appena accennato, s1cchò possa sfuggire ad un' O'~Servazione superficiale. o è del tutto soslltuito dall'atto cmninoso, vero ac· c~sso di epilessia. psichica, ed è su questi che giova. intra.t.tenerci più a lungo (l). L'epilessia psiohica., abbiamo visto, al pari deU'epi· lessin motrice, può prese ntar~i sotto due forme fra. di loro molto dtverse, H grande ed il piccolo male intellettuale. Enlra.mbe queste forme po!;SOno essere ca.gioue di reato nella vita. ctvtle. ma molto p1u lo possono essere nelln viLa militare, e ciò per due ragioni speoialment.e. Innanzi tutto l' indiYiduo, cuiuso entro la cerchia necessariamente ristretta. della disciplina militare, può varcare i limiti di essa molto più

Ili l 't>l•ile>•h lhiduca " quella rorm.'l ·h~ plu rhffiralmeote d~llù allr~ entr•·r., n••lla comvrfnsione publoU··•· rer•h, rurnisre Il m~zgior eonUn.lrlltl' ali~ tleho•I UOIIlla piu oiTerat:t. u"coutlentlo l'io!Pn del moriiiJSn ne l puiJhllco, o ns'el!lianrh, l'odio ~ ht l endellll ('J',ir.:.rsl. - U f/lliUSie)

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EI'Il,ltS'H \ I'SlCJTIC.A

filcihn•'nte di ']nello che il ~empliue cit.ta<iino

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andare oltre i coufiui a:'!:'!egnat:.igli clal codice penale. In '>econdo luogo la. viti\ militare co~tituisce ra.mlSiPuto meno a. !atto per l'epilettico. poichè questi, per ragione appuuto della sua malattiA., lut sor~ito dalla natura un carattere violen~ ed impul$ivo, che :.otto la compr··~­ ·none continua della di;;.;;ipltut~ si pi13ga. co md l' an·o, A.cquistando sempre maggiore l Pnsione, onde la. reazione è più ror~ quando 'lr'oc.:a. F: qn63t:.O ambiente E:' oo~i poco confacen te a tali infermi. che spesso ~i dà il C<t..;o l!he in taluni di e..;si la. malattia rEistò allo stat.o _latente durauw la. vit<l cittadina. pt•r mo3t.rarsi poi, e ']n&luhe volta uolla forma più ~rave, in qnella militare. Con· t.ribuiscono pure a fJlle'ltO ri-tulta.to alt.ri duE> fa.t.tor1 r.li uou poca importc'l.nza., nno nol campo della vita fisicn., rappri'~Mtata dagli inovitabili 11trapazzi in La.lune coutmgenzA, l'altro nello. ~t'era. mora.le 1•q e moti va. per i l rlistMco dalla famiglia. e dal paese natio. Per que~te ragioni. l'}nanùo pure uon si mostri l' epile,-sia. come ·orm,1 nuo>a. nell' indi,•idno 'lOlameute pre:la-;posto. t:loilmento es;;a, preesi~tr•ndo, acqui,.;tt\ una maggiort\ ~ra.vita nel militare, l~ più fa,•ilmente può dar luog"' n reati. gsaminiamo ra.piùa.m\)nte (}\ttdi questi possono essuru. La. fo rma più mite di'l piccolo male intellet.tualo abhiamo vidto e3,-,ere l'assenza epilettica, la quale, se nella \'ila ordinaria può e!!sere ca.u,.;a solamente di qualeho d i'lgrazin.to accidente, nei militan può P.SSere causa h ma.nonnze di vario genere. come il non e,:egnare uu ordine subito dopo il comando, il non attenersi nllo. cons»!;llO. essenJo di sentinella, l'a.bb;mdonarH mom ntaneamente il posto. E cbo ~arebb~ d'nn soldato, il '}llale, in un momento tutt'altro oha opportuno. ave""~ un'assenza. simile a quella d~l giudice di cui racconta Legraud du Sanl1e; o M'esse un accesso di esi bi zio-


J·:PJJ.J-:ssL\ p,...JI IIICA

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ui:uno, o quelrecoit.a.meuto c~e il KraU't-Ebing chiama. ,,w·iaco, in preda al quale gli inliJrmi si aggirano goffamente, ridono , motteggiauo, fanno smorfie, ccc.? Gio\·a. poi notaro ohe questa forma. di a.s~enza. psichica, iu apparenza. co~i leggiera, come pure la. semplice verti~ine, sono quelle che menano ad un grado di decadimento p:HchioC> più grave e più precoce, come ha. not.aLo il Trouss~an, e non è infrequente che gli accessi di furore epilettico si abbiano in que~ti infermi. Ma nel piccolo male intellettuale l' epilettico può c:vlere in uno stato di llnb-cosoienza eontinuato, durant · il quale si possono compiere tanti atti che alla loro volta. possono eo~tituire altrettante infrazioni alla. di~oipli.na. militare. È ovvio C()IOO pos'!a dar luogo n reprensiout e castighi la. condotta ùi un individuo in nuesto stato, qualora esso non sia riconoscinto, o peggio, venga interpretato come una ~imulnzione me'lsa in upern. per sottrarsi al propno dover e. In questa. condizione qnMÌ sonnambolica della. personalità. psiohica., la mancanza di rispetto, la disubbidienza, r insubordinazione. le mino.ooie, o (jllalohe volta le vie di fatto possono e~sere l'eApressione dell'impuls ività caratteri"Lica dell'epilettico, ora meno ohe mai rattenuto dai poteri inibitori as:leuti, ovvero cl' una ide!l. delirante, probabilmente a coutenul.o t.errilico. o forse sostenuta (la, ~rrori sensoriali, come fu il caw di qnel soldato che aggredi il 'Caporale perohè aveva avuto l'illusione che quello si facesse beffe di lui. [/ automatismo ambulatorio, ohe si può verHìcaN nello stato crepuscolar e epilettico, può cla.r luogo a gra· vi~~i me mancanze disciplinari, ed anche a. veri reati nelle contingenze della. vita militare. Oltre al ca~o del soldato Benz., riportato dall'Ottolenghi, il quale diserta. S••nza alcuna ragione e senza alcuno scopo da Torino, per andare poi A. compiere un tentativo di suicidio n 'l


34.

EPILESSL-\ I'SICHlOA

Ginevra., molti altri casi di diserzioni sono noti nel· l'esercito, compiuti i~ circostanze simili, ed io stesso ho conosciuto un soldato alpino, ohe varie volte passò la frontiera in stato cl' incoscienza., ritornando dopo qualche giorno alla sua compagnia, non sapendo dare ragione della. sua assenza. Parecchi individui che sono stati ogg~:~tto delle osservazioni ripQrtate in principio di questo studio, hanno presentato esempii abbastanza. caratteristici di queste fughe epilettiche. Se questi infermi avessero fatto parte d·ell'esercito, molto probabilmente sarebbero incorsi nel reato di di~erzione, o almeno avrebbero commes!)e gravi mancanze disciplinari per essersi allontanat,i dal quartiere, o per non avere fatto ritorno nell'ora prescritta.. E di quanto non sarebbe stata aggravata la loro posizione se una tale fuga epi1ettica si fosse verificata in tempo di guerra, ed essendo per caso di sentinella. in un posto twanzato, di fronte al nemico~ Eppure una. tale evenienza in simili circostanze si potrebbe più facilmente verificare per questi individui, pei quali la solitudine nelle tenebre, il sentimento della propria responsabilità, uello stato d i depressione nervosa prodotta. dagli strapazzi e dalla veglia protratta, sarebbero albrettante cause ch.e potrebbero determinare stimoli atti a produrre una scarica psico-epil.:ttica, specialmente sotto forma di errori sensoriali, quali le alluciuazioni o le illusioni. Sappiamo infatti che queste ulLime in singolar modo si verificano negli individui predisposti, a seconda cl el contenuto della mente in un d~tto istante; e, come a. chi passa accanto ad un cimitero di notte po~ono sembrare spettri gli alberi, in simil modo pos· sono sembrare nemici gli oggetti circostanti ad tm epilettico; e questa illusione può essere il punto di or igine d'un accesso di piccolo male intellettuale, in preda al quale si può compiere una serie di atti, che,


35 per le oirco;;tanze speciali, assurgono al grado ni reati, come l'abbandono del posto dava.nt.i al nemico . .Ma, pur restando nella. vita usuale d t caserma, è certo che l' indi" iduo le cui azioni sfaggouo al controllo del p;,tere dtrettivo dei centri più elevati della mente, è soggetto a.d incorrere in mille errori, o in vere colpe, uella. esp1a.zione delle guaii guesti <lisgraziati passano gran parte della loro Yita tra le pene disciplin&ri al corpo. la compagnia. di disciplina., il carcere e la recln'ione mliita.re, che si snccedono e si alternano con ,. ~ce mai tnterrotta. (v. Soarano. l.e nevrosi rispello fcll'esel•t.•ilo ed alla git,sfi~ia militare). E se individui di abituale buona condotta possono commettere mancanze e reati nello stato crepuscolare, come abbiumo visto òi quel soldato che perpetrò una serie di pi •coli furti, ciò è molto più facile per coloro che, por innata tendenza al malfare, vi sono maggiormente predisp()'lti, essendo, dtrei quasi, costantemente orientata la loro mente verso il delitto; poichè gli atti che si comp1ono nello stato di snb- ooscienza sono Rpesso la. ripetizione istintiva, quasi come atti semplicemente automaticl, dPlle azioni de1la. vita. normale. Cosi avviene che il larlro abituale ruba anche nello stato crepuscolare; se non che questi furt i, compiuti in stato di dormi- veglia della opsoienza, non dimostrano la solita abilit.à nel delinquente, onde egli si fa cogliere goffamente sul fatto, come è avvenuto parecchi~ volte al nostro Ma. (v. Osse;·razione .:q. che pur e tanti ne ha. condotti a termine, e con tale fnrberia da costituire nn oggetto di va.nto per lui, obe è affatto prh•o di senso morale. E viene colto sul fatto, vien tradotto in car cere, ma. 'JUando egli ritorna in sè nega. con piena coscienza. di aver tentato quel fu r to, e attribuisce la causa del suo arresto all'odio alle guardie contro d i lui. Lo stesso avviene anche al nostro Sorr. {v. OsseriJa.zion e 4"),


:~r;

che ruba. sempre nel modo più ingenuo. D'altra parte molti epilettici, veri pazzi morali, sono sptnti al furto da una. forza irresistibilo, onde uno di essi diceva a Lauvergne: c Non più rubare sarebbe per me non più vivere»; ed un altro, moribondo, rubava una ciabatta. ad un suo vicino di Jetto, e se la nascondeva so~to il pa.gliericcio. A quali tristi eventi possa. dar luogo un accesso di gran male intellettuale non ècht non comprenda, quando ~i richiamino alla mente 1 di,•ersi e~empi di efferati delit.Li e di sLragi alle quah abbtamo accennato inuanzi. Pnr troppo tali esempi nou mancano neanche tra ltt popola.1ione militare; chè anzi, sia per la. facilità colla quale il delirante può trovnrsi fra le mani i mezzi per l'offesa., sia perchè i mezzi ropie:.sivi messi in opera nf:'l periodo più forte del delirio, se non riescono a mettero l'infermo nella impossibilità di nuocere, sen·ono invece di nuovo stimolo, i delitti compiuti nello stato dt fnrore epilettico fra i militari, assurgono al grado dt spa veutevoli tragedie. E sul modo di svolgersi di que3ti tristissimi ca"i sarà bene intrattenerci alquanto, poiohà è precisament.o dalle circostanze che li accompagnano, che il perito medico· legale può trarre gli elementi per giudicare della origine morbosa di essi. Il furore epilettico può sorgere pr imitivamente, nel bel mezzo dello stato di perfett.a. salute, ed allora l'idea omicida, o altrimenti criminosa tuvade tutto ad un tratto la mente. e nello ste~so i..;tante si tradues in at.to (l l, come un ritles!\O su cui i centri inibioori non esercitano alcun potere repressivo. Tale è il caso raccontato dal :b~alret di quello che schiaccia la testa del :suo unico

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(l) 1~ Il C3$0 tlei r.os1 tlettl monotnurtl unptthh! che cedono nll allueloor.ionl

lmpt•rntlve llnrendial amJnnna l)


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37 amico, pochi minuti dopo che si era intrattenuto piacevolmente con lui. Qualche volta. però l'infermo ha. coscienza. del nascere e dell'ingrandire nella. sua mente dell'idea omicida, e ne avverte i vicini perchè stiano in guardia, anzi talora. egli stesso richiede di essere contenuto. gia.oohè sente eùtro di sè che l'idea. delirante, ma ancora cosciente, diventa. sempre più forte, e tende a prevalere sui poteri direttivi del suo io. Il Ba.ld racconta di uno, che di tanto in tanto 'leniva preso da. accessi di furore omicida, che egli presenti-va., onde prega.và gli astanti che lo legassero. temendo specialmente pei suoi genitori; e passato l'accesso ringraziava Iddio perchè non aveva ucciso alcuno. Altri casi simili riporta il Lombroso nel2° volume dell'Uomo delinquente, di impulsi omicidi, piromaniaci, oleptomaniaoi ecc., a la. nostra. Ossen,a.zione 6" può aumentarne la serie. A determinare l'insorgere più o meno rapido di un tale delirio possono concorrere circostanze di poco conto · in lo1·o stesse, ma che nel ca.so speciale possono essere ritenute come fattori di molta. importa.n~a, e che cer~ volte possono servire come di attenuanti, e altre volte possono aggravare la posizione del r eo, specialmente se si tratta di un militare. L'epilettico è in sommo grado intollerante dell'alcool, ed in molte circostan ze si sa come l'esplosione del gran male· intellettuale abbia le· nuto dietro all'uso del vino, la cui piccola quantità però non poteva aver determinato uno stato di ebbrezza tale da. giustificare i fatti consecutivi. L'alcool in questi casi può mettere la personalità. psichica. dell'infermo in oon· dizione da non poter più resistere alla idea delirante che giit era sorta nella. coscienza, e che or a dilaga, data l'astenia dei centri in ibitori determinata. dall' idiosincrasia di quell'individno per quel determinato veleno. Altre ~olte l'idea stessa delirante viene ad essere in· grandita, e direi quasi spinta. a. tradursi in azione da ~Jl>ILJ!:S!';rA

l'SIOIUC A


EPILESSH

circost~nze

P~lOUICA

che pur troppo sono frequenti nella vita militare; tali sono ad esempio i bruschi rimproveri, le punizioni credute ing.iuste, l'essere costretto a faro nn servizio che si orede non spetti, o per cui si ha a.vver· sione. Tale è il oaso del soldato Em , riportato dalrOt· tolenghi, che punito di prigione per una mancanz11. di"'c:iplina.re. cade in ~tato crepuscolare, durante il quale gli sorge l'idea di fare qualche coda di simile a. qunllo che fece .Misdea, e riuscito a scappare in camerata, avrebbe condotto a termine il suo triste proponimenLo, se non fosse stat.o rattenuto in Lompo, quando già pren· deva di mira ai suoi colpi un utliciale che 1vi ~i tro vava per ca.,:;o, e che non gh aveva fà.tto alcun male-. Lo stato anormale essendosi prolungato per molto tempo, potè essere constatato dal perito medico-legale. Uno dei oara.tLati adunque del delitto epilettico è la mancanza di uua causa proporzionata. ad e:.~so, come abbiamo visto 1n parecchi casi riportati, ed in ispecie in quello della. P a., che uccide una. bambina a cui pur ,·oleva bene, sol percbè questa è stata. un poco irrequieta. Che dire poi di quelli che uccidono il primo wnuto senza una causa qualsiasi? (v. O.Wt1'Vrtzione ;J"). Un a lbro fatto ohe si verifica pnre spesso nell'esecuzione di questi delitti, quando l'individuo é sotto l'im· pulso del furore epilettico, è lu. lSta.nt&neità. dell'attuazione dell.idea orimmosa. nel modo rapido cou cui si svolge un atto ritJesso, nel cui arco diastaltico non sono compresi atft\t.to i centri pi\1 elevat1 della mente, che nelle condizio11i normali esercitano un potere di controllo, e all'occorrenza di arrel:!to i:!Ul modo di reagire ad un dato stimolo. 8 questa la e,;a~~razione di oiò che torma il fondo del carattere epilettico, r impulslvità; ed il caso riportato or ora dal .b'alret n& è un esempio chiarissimo. Il modo feroce, inutilmente crudole col quale si oorn-


l!P!LE~-.r .\

1'81CIIICA.

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piono questi delitti è un terzo carattere di sommo \'alore per il perito medico-legale. L'accesso psico- epilettico, direi quasi, si trasforma. in accesso motorio nell'atto eli ferire, onde i colpi si ri petono con forza sempre maggiore, anche quando essi sono diventati inulili, perohè il triste scopo è raggiunto. Boutellier uccideva con cinquanta ooltellate la madre, siuo a che stanco si sdraiò accanto al cadavere, e Yi si addormentò tranquillamente (Bianchi e Lombroso, Jfisdea e la nuom~ se t'(Ila pMale). Pare che al profondo ~pirito di Dante non sit~. ~fuggiLo que:;to fatto quando dice di Ercole, che diede a Cacco più colpi di clava di quelli che erano uecesll&ri per ucc1derlo : Gliene dlè cento, o non senti le diece.

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Nel piccolo male intellettuale è l'esame accurato delh.t ùondotta d~ll' individuo prima e dopo del fatto incriminato, delle circostanze che lo hanno preceduto o seguìw, quello che deve mettere il perito sulla vla. della giusta. iuterpetrazione del fatto stesso. Ricordiamoci c) uello che oi diceva il nostro V e. ( Osservrtzio,,e 1'), quando ci descriveva l' invo.dero dei suoi accessi: « Di tanto in tanto la mia. testR. si fa confusa e di"'ordinata, tutto ad un tratto, nel meglio del lavoro, onde io non so più quello che faccio, e non posso proseguire l'opera cominciata. }~ in questo stato che com metto atti stranissimi, como quello di fuggire di casa e andare in luoghi igno~i. » Non altr imenti descrive il F nlret nello StaJ.o mentale degli epileUic:i questa. fase: ~ A lcune ore, e spesso anche di più. prima che compia l'atto incriminato, l'ammalato ha abbandonato il suo domicilio, i suoi afl'ari, l'officina. dove lavorava, si è mostrato assorto, clil>tra.tto, ed ha. presentato una vera. ottusione di idee; ha orra to alla ventura; ha avuto accessi di


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EPffiESStA P::.ICU !C A

disperazione, di collera subitanea. e non provocata.; impulsi vari suocedentisi. a brevi intervalli. » Dopo che ha commesso il fatto criminoso, l'infermo si può comportare diversamente, secondo i diversi casi, ma. sempre iu modo da richiamare l'attenzione di un anche mediocre osservatore, per il contegno tuLt'altro che da uomo normale. Non parliamo del caso in cui un accesso convulsivo cla.s.sioo può terminare la scena, poichè vogliamo considerare i iatti la cui natura epi· lettica non viene rivelata così facilmente. L" infermo può t·estare in uno stato di ebetudine, di stordimento, in mezzo alle prove parlanti del suo reato, in modo da farsi sorprendere sul luogo medesimo parecchio tempo dopo che il fatto si è compiuto, ovvero vagando nei dintorni, non avenùo coscienza di quello che ha fatto. Altre volte, invece, la violenza stessa dell'atto o le grida degli astanti risvegliano la. coscienza addormentata delfepilettico, ed egli, come se uscisse da un sogno, ricorda confusamente l'a.cca.dnto, dimenticando parecchie ciroostan~~, e non sapendosene dare ragione. .M:a la memoriA. del reato commesso, mentre può esistere abbastanza chiara nella mente dell'infermo, subito dopo il fatto, può scomparire qualche tempo dopo, come avviene del ricordo di un sogno, e l'individuo può negare in un secondo in&.enoga.tocio quello che ha a.d'ermato in un primo. Che anzi, l' analogia era. la. memoria. del sognanLe e quella dell'epilettico in stato crepuscolare, può andare ancora più oltre. Accade infatti qualche volta che, menlbre uno sogna, vien destato per compiere una certa azione, che egli esegue in piena coscienza; poi egli si riaddormenta, riprende il filo degli avvenimenti immaginari là. dove era rimasto interrotto, e nello svegliarsi all'indomani nou ricorda quello ohe ha fatto nel br eve periodo cl i veglia


E PILE "!>l\ l'SlCIHCA

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-H

intercalato nel sogno. Così accadde al nostro Ve. (Osset·va:ione l ), che tra i due accessi, in seguito ai quali ·.renne al manicomio la. prima volta, ebbe un periodo di tregua, in cui andò a fissare il servizio presso un altro padrone, o del quale, ritornato in se, non si ricordò più, almeno nei primi tempi. Questo contPgno di un indh·iduo che ha commesso un reato è tale da insospettire qualunque magistrato, ed è quas1 naturale per chi ignora questi fatti patologici, che il diniego o l'amnesia dell'infermo siano giudicati uome poveri mezzi di difesn.. Lo stesiO dicasi di quegli altri casi, dei quali pure abbiamo fatto cenno mnanzi, in cui r infermo, non potendo negare di essere stato l'autore del male fatto contro persone o cose. cerca di giustificarsi inventando una circostanza a sua disco! pa, come il bambino epilettico, che dis'!e di essersi vendicato del suo compagno, perchè questi aveva strappata la coda al suo cavallo. Può accadere altresì che dell'accesso si rioordi solamente la prima fase allucinatoria, come io stesso ho potuto accertarmi in un epilettico ricoverato in questo manicomio d i cui riferirò brevemente la storia. Osse;·va~ione 7". - De S. Angelo da Roma, di 60 anni,

ammogliato, spedizioniere. I suoi genitori f~rono immuni da malattie nervose. Da. bambino soffri di corea. e da giovane di attacchi nervo i, che furono gmdicati form~ isteriche. Dice che ha avuto un primo accesso epilettico oon vnlsi vo a circo. lO anni, e da quell'epoca gli accessi si sono ripetuti quasi 1·egolarmente a.d un mese d'intervallo. spesso seguiti da franosi a carattere perseoutorio, come fasi di parlltloia. acuta. La notte dellO all'H gennaio u. s., mentre dormiva, gli parve di sentire uomini nel soffitto della sua stanza, onde egli credendo ohe qualcuno venisse ad aggredirlo, corse


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Kl'lJ,E,Sl.A I'SIClllCA

in cucina, e, brandito un lungo coltello, si atteggiò in posa mina.ooioi!a., pronto t~od affrontare i supposti persecutori. A nulla. valsero le ra-;sicura.zioni della moglie e dei vicini ao<'oNi, E>gli sentiva le voci di scherno e di msulto, e rispondeva ad esile oon insulti e mina.ccie feroci. Essendosi a stl'lnto indotto a deporre l'arma, fu trasportato al manicom10, dove arrivò in preda. alla più \"Ìva agitazione, tanto che dovett.e star legato un giorno ed una notte. In (1uesto tempo perdurarono le allucinazioni uditive. ma il loro contenuto era mutato, ed ora l'infermo udiva suoni di !strumenti musicali che veni· vano dalla viu, di sotto alletto, dal ~offir,to. Dopo due giorni ritornò calmo, e mano mano la. sua personalità psichica 'ii andò r iordinando, ricordando egli tutti i suoi precedenti, e della. frenosi epilettica ricordando la prima fase allucinatoria che iniziò l'accesso. Il resto di questo forma una completa lacuna nella sua memoria, onde egli non sa assolutamente come si trovi al manicomio. H.imasto quivi on·ca un mese nelle sue condi~ioni mentali normali, vien dimesso guarito dell"ultimo ac· cesso. L·e~ame adunque del contegno e degli atti che hanno preceduLo e segnit.o tanto il furore epilettico, quanto gli accessi di piccolo male intellettuale, debbono servire dl guida al m~<lico legale per poter profferire un giudiziO intorno alla responsabilità. che incombe sul reo.

Mtt la osservazione non si deve limitare

esclusivamente al fatto incriminato, ed alla severa. critica delle circostanze che l'hanno accompagnato e seguìto; bisogna. altresì estendere le rioerc11e su r1uella maniera


EPlLESSI..l. PSH'HJC,\

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di esplicarsi dell'attività individuale in ogni e\'ento deUa vita nel seno della convivenza sociale, oioè sul t:a,·a.tte,·e dell'individuo. potendo l'esame di que~to fornire i mezzi atti a svelare la natura epilettica di un reato, anche quando manchino i precedenti di convul· sioni. di vertigini, o di altre forme motrici o sensonali del morbo comiziale. Un tratto dominante del carattere epilettiuo è !'intermitlen:;a nei fenomeni psichici, tanto nell'ordine dei sentimenti, quanto in quello delle facoltà intellettive. L· intermittenza. costituisce la legge generale che domina tutti i fenomeni dell'affezione in parola e ohe imprime la sua fisionomia speciale cosi ai sintomi morali come ai fisici di questa malattia essenzialmente p~riodica. Questa intermitten~a si a.ppa.lesa coll'umore lnuatico dell'infermo, alternantesi fra. est1·emi di depressione psiohioa (e quindi di apatia mentale, di tetraggiue, di angoscia.) e di esaltamento con volontà morbosamente aumentata; col rapido passaggio dalla. 1·agionevolezza al!e più assurde concezioni; dall'i n dolenza all'eccessiva attività, all'esaltata. fa.ntasia e alla. esagerata eu pidigia; dall'aft'a.bilità alla villania.; in una parola, collo sdoppiamento della per;;onalità. psiohioa, nel qu ale fatto, come dice il T onniui, trova ri~contro !"asimmetria anatomica e funzionale dell'epilettico, che è un vero degenerato. In ei!SO tutta. la. mentalità è in un continuo equ~ilÌbrio instabile. Un altro connotato del carattere epilettico è l'irnpulsivilà, la prontezza e la violenza a reagire a. qualunque stimolo, senza che i centri inibitori della merlte faoI.}Ìauo iu tempo ad apporre il loro l)eto, o ne abbiano la forza. In questi individui l'azione segue oolla rapidità del fulmine al pensiero, e cosi all'offesa h1. vendetta, nè mai in essi la riflessione è la not.a. dom1naute. Iu essi è facile il passaggio, come dice il Venturi, dalla sensa-


f:PILES::;rA P:.!C'H IOA

zione alla allucinazione, dal senbimento al furore, dal giudizio al delirio (1). La collera cieca e brutale è la n ota. dominante nel carattere epilettico, che è la conseguenza diretta della morbosa imptùsività. Per questi individui non vi sono riguardi sociali nè convenienza propria, nè affetti che abbiano la forza di contenere la reazione al più piccolo torto, vero o falso, che essi credono venga loro fatto. E sia che il dinamismo dell'onda ner vos~ in _questi individui. sia accresciuto in certi centri a scapito di cer ti altxi, sia. che in essi la. carica nervosa trovi una. minore conducibilità nelle vie di scarico, in modo che, accumulandosi, aumenti notevolmente in potenzar, certa cosa é che in questi inf~rmi la collera esplode come una mina alla più piccola scintilla, e, come vero terremoto umano, squassa e distrugge. E il furore epilettico, o per meglio dire l'equivalepte psicbico, riassumd e concentra in un breve periodo ciò che l'epilettico fa normalmente; peroccbè egli è maniaco impulsivo continuamente in po· tellZa, e lo diventa in atto iu seguito a certi stimoli, come alcool, collera, dolore, o Eer la esacerbazione del male. :\el campo dei sentiu'Wlli predomina. presso gli epilettici l'egoismo più feroce sull'altruismo, e vi è gran difetto, o mancanza assoluta di sentimenti morali, tanto che il Lombroso dice che in essi si hanno tutti i caratteri dei pazzi morah, ingranditi ed esagerati (1. 0 . 1. );è potrebbe essere diversamente, poicbè tutte le volte che l'organismo psichioo è alterato nei suoi armonici rap· porti1 e specialmente quando tale disar monia ba la sua (!) 11 en rattcre epilettico con$iste In unn Rtraorllinnrln irrìwbilitil morbosa, ello rapidamente si trasforma in attllmpulslvL (ScullLf!. - l.•. c.). -E Il Bianchi dice: • lA l~tantaneil:l doll'aUaeco epllctliro volgare trova riscontro nella imputsivìla dol caratlllr•· epilettico: seJ•·aggio il grillo tl~ll'nea!sso volgartl, felino l'allo dell'aece.so p.slchieo. lA ,;carica nerfo..a e<l iocoaclentc della couvulolooe, vale l'allucinazione terrlnc:~otc où uo truce pensiero, o cinquanta PUI!Dillate lnferte ad un' innocento vittima (DlAXCttl - Trattato di Pltchfalria).


l r.o

1à

orig ine su di un fondo degenerativo, come è nell'epilessia, la personalità. psicbice. viene a perdere, per reversione atavica, quanto di nobile e di elevato è nella mentalità. dell'uomo evoluto. Ora i sentimenti altruistici, i morali, e tutti i sentimenti etici in genere essendo gli ultimi acquisiti, e quindi i meno profondamente tissat1 mercè l'opera diuturna della evoluzione, sono i primi a scomparire, cosi come le cose più recentemente ap· prese sono le prime ad essere dimenticate uei disordini della memoria. Per questi tratti fondamentali del loro oartlttt>re. la compagnia degli epilettici è tutt'altro che desiderat.a; e mentre ciò li rende autisooiali, ne acuisce sempre più gli istinti mal vagì, onde essi iipe · o si mostrano chiusi, brutali, suscettibili, illeali, amici infedeli, tiranni domestici. Spesso fa strano contrasto con tutte queste qualità negative dell'animo loro, e col p1ù grlllld9 difetto di senso morale, la. frequenza. colla quale essi si danno alle p1·atiche 1·etigiose. Ma la religione, per questi individui, non va oltr&le esterioritt'l, onde il Samt dice di loro che hanno Dio sulle labbra, il libro delle preghiere in tasca, e le pii1 grandi immoralità nel cuore. _ ~~inalmentl'l va. spesso notato nel carattere epilettico l'alto ~enlire della propria persona, che rende questi uo mini superbi nella vita ordinaria, e vanito,;i, mentre r appresenta. il germe del futuro delirio di grandezza, che talvolta è una delle fasi attraverso le quali passa la. mente di questi infelici, allorquando essa si va mano mano disgregando, sino a. perderdi nella più completa demenza. Ecco degli esempi di carattere epilettico. Os.(!ln'va:. ione 8" -Bi. Vincenzo da Napoli, di anni 2ò, celibe, carrettiere. I l padre è vivente e sano, la. madre


IWILEl:>SlA I'StCIIICA

è irritabilissima., figlia di pazzo. bevitrice smodata. di vino. Di dieci. figli, otto sono morti di convulsioni, erl anche il Vincenzo fu convul~ionario nella tenera età. A 10 anni ftt rinchiuso in una casa. di correzione, dove egli organizzò un complotto, in seguito al quale flt espulso dopo 6 mesi di punizione. A l6 anni andò la prima volta. in prigioM per ladro; nel carcere venne a rissa con un noto oaworrista e gli tagliò netto un orecchio con un pezzo di vetro. Riuchiu~o in cella per questo t'atto, e dovendo subire un interrogatorio, credette di vedere una certa aria di sfida sulla faccia del giudice che lo interrogava, die' di piglio ad una panca, e gliela avrebbe scaraventata sulla testa se non fosse stato trattenuto in tempo. Trasferito ad altro carcere. credette di esservi accolto con dileggio da un superiore, e non potoodo fare altro, gli sputò iu viso. Soont&.te le condanne per questi reati, e poi per un ferimento, andò sotto le arrni. (~uivi al suo carattere impeLuoso e violento c;i aggiunse un'altra causa. che Jo spinge~a al malfare. e questa era un ·ansia, un terrore di tutto o di tutti, che di tanto iu tanto lo invadeva, sicchà gh pa.reva di essere in pericolo dt venire ucciso. Quanrlo era in questo stato anormale dell'animo, egli temeva di commett~re da un momento all'a.ltro un eccidio, ed una volta che un caporal maggioro credette di fargli un'amorevole ammonizione, egli insolentì contro di lui, e venne ~ubito alle vie d1 fa&I.O. E facendosi sempre piit fre<ptente quello stato angoscioso, un giorno, sentendosi leggermente urtato da un suo compagno. impegnò una fiera battaglia con que'lti e oon tutti gli altri soldati prPsenti, ferendone parecchi, pur non a."endo nelle mani che una. ga.vetta. c Se a.vessi avuto un'a.rma, egli dice, in quel momento avrei fatti parecchi cadaveri. • Dopo questi fatti, preso iu esame il suo sta.to men· tale, fn iuvia.to al manicomio di Palermo, dove furono constatate parecchie volte le convulsioni epilettiche.


E•Jnivalenti psiahici di queste furono certamente molte delle sue azioni criminose, come lo fu l'ultima in seguito alla. I}Uale venne al manicomio di Napoli. Essendo egli riuscito ad essere ammesso come infermiere in uno ospedale, s'invaghi di una suora., che vi faceva. -servizio, ed un giorno che la vide entrare nel cesso, corse ad abbatterne la porta per violentarla, sotto gli occhi di tutti.

Osse1·va::ione 0'. - Ma. Vincenzo da. Napoli, celibe, calzolaio. Il pad1·e era bevitore, una sorella soffre malattia nervosa, è irascibilissima, ed è temuta. nel vicinato. Anche egli fin da bambino era di carattere irascibile e violento, e formava perciò la disperazione dei suoi geuitori. Giovanissimo ancora, andò in carcere una. prima volta per aver ferita la madre di un suo compagno, alle si era permessa di ri mproverargli la sua cattiva. condotta. Vi ritornò poi parecchie volte per ferimenLi e ribellioni, conseguenze sempre del suo carattere violento, ed una volta per furto. Andato sotto le ar mi, ben presto si fece conoscere, prima. per ferimento in pel'l'lona. d'un suo compagno, poi per aver malmenata una. donna, entrambe le volte per futili motivi Comandato a compiere uu servizio di pattuglia , si rifiuta ed insu lta. un sergente; venuto a diverbio con un caporale, non tollera che un sergente lo richiami al dovere, e scattando come una molla, gli si avventa contro per ucoiderlo. Fu condannato a. sei anni di carcere e tra.sferto nella. fortezza di Gaeta.. Quivi compi altri reati contro il personale di custodja. e contro i suoi compagni; rna essendosi in quel tempo manifestate in lui convulsioni e ver tigini epilettiche, e segni evidenti di alienazione mentale, fu mandato al manicomio di Aversa.. Ritornato dal manicomio in famiglia, un giorno vide passare davanti alla sua casa la proces8ione del San-


!;I'ILESSI.A PSIClllr:l \

tisilimo Sacramento, ed invece di fiue atto di o:osequio, come tutti facevano, egli, che pure è scrupoloso ossequente delle forme esterne del o.ulto, tutto ad un tratto, ~ senza che ne abbia mai sa.pnLo dire la ragione, ~i slanciò contro il prete, e cercò di ~tra.ppargli di mano l'ostensorio. Questo fatto fu causo. di scandalo gravis· -.imo, e del suo trtlsferimento nel manicomio di Xapoli.

Osservazione IO". - La. Giuseppe, èa Napoli, di anni 30, celibe, ooppellaio. Ha i genitori viventi o sani; è notevole però la ditl'ereuza di carattere t'm. di loro, essendo quello del padre calmo o paziente, mentre quello della maùre è estremamente ira.guibile. D i quattro figli due hu.nuo ereditato il carattere paterno. e clue quello materno; ed è degno di nota anche il t'aLto che i figli somigliano pure nell'i\spotto al genitoro ùi oui hanno eredit:tto il carattere. H Giuseppe von ha mai sofferto di convulsioni, no alcuna altra. malattia importante, compre,;e le veneree. Beve poco vino, ed anche il poco basta ad ubbria-!nrlo; in tale stato diventa ciarliero, chiaqsoso, e se viene per poco coutraria.to, divento. prepotente e violenLo. In famiglit\ à il più irascibile di tu&ti, come egli. stesso riconosce, doplorando le violeuza commesse, ma sog~iunge che ogli quando è sotto l'impulso della collPra., non può t ratte· uer:;i, quantunque dopo pensi che bo. fat.to male e se no penta. La sua ,-ita è una serie mai interrotta di scaLti collerici brutali, di cui sono sta.Li vit.Lima i suoi parenti. g li amici, tubti quelli che gli eon vennti in contn.tLo. O che sia preso at1uanto dal vino, o anche che :;ia in istato di mente normale, guai a. contrariarlo anche in piccoli nonnulla; l'ira gh ace~ntle il volto, I)U&"i lo trasfigura, ed allora tutto quello che gli capita nelle mani diventa un'arma. colla. quale si dà a. ferire, senza. pensare menomamonte alle· conseguenze. Fece il sno


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primo ingre;; o alte carceri ancora in tenera età, e da allora. non ba. più contate le volte che vi è ritornato per ferimenti, ribellioni, oltraggi e furti. Andato sotto le armi , com inciò dal primo giorno a scappare dal distrelito, a. insolentire contro i superiori, a. mil.ia.coia.re e percuotere, onde ebbe Il) prime punitioni dtsciplinari, alle quali seguì ben pre~to una. condanna. per diserzione e per resistenza alla forza. pubblica l\Ientre scontava la pena, seguitò a commettere una se(}uela. mai interrotta di altri reati, come insubordinnzioni, minaccia, insulti e calU!luie contro i supe-riori, aumentandosi co i sempre più la durata della pena. b'ina.lmente, ess•"ndo venuto per un ultimo reato d11.vanti al Tribunale militare di guerra, u non potendo oLtenere dal presidente che venis:;eru ascoltati taluni tes&irnoni, diede in ismanie pazzesche, insolentì contro tutti, e strappatesi le stellette dalla giubba, pretende\'!\. per questo di non essere più soggt>tt<> al codice militare, Fu inviato in osservazione all'ospedale militare di Genova e poi al manicomio, dove dopo tu me~t fu r iformato, venendo trasferto al manicomio provinciale di Napoli. Egli racconta con tutti i più minuti particolari la lunga stor ia delle soe colpe, ricordandole tntt,e perfettamente, tranne due, delle quali egli pure si i> riconosciuto autore, ma solamente percbè i compagui gltelo hanno assicurato, e di cui ha. scontata la pena. Xei primi giorni dolla. sua vita mil itare litigò 00n un caporale per f'util i moti vi che egli ricorda, come pure pa.recchie circostauze defla rissa., ma non ricorda affatto di avergli assestato sulla testa un colpo di gavetta, cosa che gli fu raccontata dipoi dai suoi com pagni di prigionia, e che egli perciò ammise senza esitare davanti al tribunale, onde riportò la condanna di parecchi mesi di carcere. Un'altra. volta essendo n tornato al reclusorio, dopo 't


f>O

Jli'ILES"lA Pi'llCHtCA

uno dei tanti proce~si ai quali fu sott.op<>sto durante la. sua. reclusione. fu mes:iO, come di pramma~ica, in ·e gregazioue; pnre però che gli volt>~sero anche applicar e i fMri, cosa che, a q ua.nto egli dice, era contraria al regolamento . .\ quest.o creduto sopru-.;o egli st ribellò -colla. violenza. propria del suo CHatt •re. e ricorda di ,aver fatto t.ant.o chia,so, rbe moltO personale di custodta dovetto accorrere, e perfino un ufficiale, il '}llal~ lo trattò molto benevolmente. Ctò noa val-;e però a calmare il !!UO furOt'6, in preda. al <]Uale egli titnuse pcl' cinque o sei gtorni, dopo di cui t>gli si tro,·ò adagiato in un letto, perfettamente inconscio di quanto era M'venuto in quel tetopo. Interrogato se ha mai sotferto di convul'Ìioni, o di altre manifestazioni neuropatich~, t>gli dice, ->enza darci importanza, cito di t.anto in t.tlnto soifre di vert.tgini seuza perdita dl co..;cienza. e qualche volta di un r... uomeno morbo~o che egh de~crive ual seguente morlo: « Alcune voi t" mi SI oifu,.:a la vi~t<L o di un solo o'chio o d1 entrambi, ed allora ~li og!;etri li wg~o con· fusi o tremolanti, ma non colorata, da.vanti a me. meli tre non vedo alì atto quel h che sono da nn lato, sicuhe, 11e per ~'111m pio Hto leog~;oudo. vedo le l~ttere mf'lto oscnm nella. wetà del labro tu cui hsso lo -:guar lo. tnPntre m•lruiJ-rtt metà non vedo ello una. macdu.l simile a quelle eh • si ve lono quando si guarda il ,.,oJe. A «Jnestl t'enotneui segue subito nu dolore molto inLenso tu corri<~potttlanza clelle sopra.coiglin e cl ella pa.rte posteriore dt'l C.ipo. L 'oft'nsco.mento d~lla vis~a mi dura nn!{ o dna ore, ed il dolore tut.to un gaoruo. » Qut>sto ft•nomeuo, studiato speciahnento da Ch-aroot, che gh dwde il nome d1 emi· cl'tUlitt o(lalmù;~.J ha il sìgnifi:.;;,to di un e·Iuivalente epilettico. l/esame somntwo dl questo iudh·iduo non fu r ih•va.re d'tmportante che una notevole oLtusità del sen.~o ùo· lorifico, e tatuaggi osceni in più parLi del corpo.

..


EPILF.S$1.\ PSICIDCA

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.. •" Si è detto in principio di questo studio che oell'epismtomi psichici sono piu costanù dei somatici, e che quelli meglio che questi po:~~ono servire a far rilevare la nevrosi, quando manca il sintomo somaLi.~o patognomonioo che è la convuls10ne, oppure quando <yuesta non è stu.ta. constataLa. Il carattere epilettico rappresenta lo stato normale di questi infe1·mi, mentre le loro esplo<Jioni violente, per lo più sotto forma di dt>linquenzt~, altro non sono che la conv:1lsion~ che si esplica nel campo psi~:hico, anzichè nel motorio. Abbiamo vtst.o quali sono i cr1teri che ci debbono guidare por la giusta inteqn·otazione di questi fatti mor bosi a.nLisooiali, ma pur troppo essi non possono f'ssere mestii in applioaziont• se non quando il d<>litto è compiuto; e tutt:al più poq.;ono impedir"' che sia cond!Ulnatu comi) delinquente chi non è che nn infermo. La conoscenza e la giusta valutazione del carattere epilettico, al contrario, può e~sere d'una nt1lili~ molto ·maggiore nflllu. società, e speoia.hneute uell'oseroito, giacchè non potendo quel carattere celarsi agli occhi di chi lo ::;appia indagare, è la rivelazione certa del ~rave male che s1 asconde, ed è quello che d~!\'~ mettere in prevenzione per i mezzi d1 difesa.. I quali, per l't>sercito, si riducono ad uuo solo, reilmina.zlOna dell'epilettico dal suo sono, elimimtzione per la qlu~ole, giova ripetarlo ancora una volta., non deve essere neces~:~u.ria la convul~ione motoria, ma. che può essere determinata specialmente in base alla sindrome psichica.. le~sicl i

!Sa.poli, maggio 1901.


..,

o ... CLlNfC,\ OCl!J, JSTl(\ \ UELL.A ll. CNI\'lmSI'l'1 DI l'AlBI.\ liiiiUTA o.u. Paor. C. GALLENGA

COHRIB~TO ,\LLO Sl[DIO DEl DERYOIDl OITURI Per 11 •lott. 81C•rano tfan,ueei , rap1t.1oo meoliro del r~&lt· Lanoen Mihno l i).

E non solo nell'uomo, ma anche negli animali, furono riscontrati cagi di dermoidi oculari, i quali furono anche accuratamente descritti Il Lodato (50) ha l"Ìunito nel suo studio la. maggior parte dei dermoidi osservati negli animali. E ssi sareb· bero i segnen Li: tlu~J del Ryba uel bue, sei del W ardrop nel bue (51), IMO nella pecora ed t'no nel cane del Prinz (52), tMfJ nel cane di Leooi"J (53), tmo nel cane di Leblanc (51), alt1'i nel c11ne di Boulley (55), di Friedeberger (56), di Oagny (57), di La.bat (58), di Engeln (59), di Wimmer !GO), di Mull~r (61), 1tn0 nel gatto di Schimmel (62). altri nel maiale di .Mòbius (63}, di OelJer (64), di Pagenstaci.:N o Genth (6.)), altri nel bue di Manfredi (66, di Emmert (67), Clausen (68). Bru (69) e Schmidt-Rimpler (70). A queste possiamo aggiungere tmo nel vitello t'd uno nel cane dal Gurlt (71), un altro nel vitello del Piana (72) e quello di cui ora daremo la descrizione. Da. questa rassegna risulta che i dermoidi oculari, sono stati più frequentemente riscontra.tt nel cane e nei bovini. Fra. le descrizioni fatte di questi casi, è classica per la !Jrecisione del reperto quella. del prof. Manfredi. Il dott. Drusaferro, professore di anatomia patologica veterinaria nella R. Università. di Parma, fece dono a.


CONTRIBUTO ALLO E;TUDlO DEl DF.RMOIDI OllUL.ARr

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questa clinica oculistica. di due globi oculari a!:portati da un vitello, di un anno circa di età, nell'ammazzatoio di Torino. Su questi globi oculari risiedevano in corrisponden:r.a della cornea, nel segmento nasale, in pnnti non simmetrici i tumori dermoidi di cui egli diede (73) una sommaria descrizione ma.croscopica, che come quella del Piana non è indicata nel lavoro del Lodato e di altri. Siccome la letteratura dei dermoidi oculari animali, non è così ricca come quella dei dermoidi umani, ma nello stesso tempo è ugualmente molto interessante per gli elementi istologici che vi si riscontrano, come vedremo nel nostro caso, cosi ho creduto opportuno studiare anche microscopicamente il caso del prof. Bru· saferro. E cco quanto risulta. dall'esame diretto praticato sui due globi oculari, prima. di procedere alla sezione di es::~i, per l'esame microscopico.

Oc:c:hio destro. - Questo globo oculare, facendo astra· zione dalla porzione del nervo ottico ancora attaccato, ha la grandezza di nna grossa noce. È di colorito cenere, mentre la. cornea è verdognola, tinta. dovuta. al liquido nel fJnale i due bulbi rimasero m primo tempo immersi, e del quale non si conosce la nnturn. Alla periferia della cornea., è attaccato ancora un lembo di congiuntiva di color marrone chiaro. Nella metà. destra. del bordo corneale, si nota un tumoretta della grandezza di nn grosso pisello, di colore piuttosto scuro. e ricoperto di tessuto che ricorda maoroscopicamente l'epidermide. Esso è impiantato per'/ , sulla cornea, e per'/, sulla sclerotica: questa. s· parte è ricoper&a dalla. congiuntiva, mentre invece negli altri •, ,. v~ sono impiantati


CONTRI:OUTO .ALLO STt'IHO

dei peli di lunghezza variabile dai 2 millimetrj. a centimetri 1 1 • • Essi però sç>no relativamente sottili e si presentano plt't fitti nella sommità del tumore, molto radi alla base. Occhio sinistm. -La grandezza ed il colorito, sia dt>l bulbo che degli annessi, sono uguali al destro. Il dermojde esistente sull'occhio sinistro, e di poco più piccolo del corrispondente di destra, eguale però nel colorito e nello aspetto. Inoltre esso è impiantato~ in tutta lr~ sua totalilà, sulla cornea e propriamente nel quadrante superiore interno. I peli impiantati sulla sommità del tumore sono sottili come nell'altro, ma più scarsi, più corti, -più pallidi; verso la base scarseggiano, come nel dermoide di destra. I due globi oculari non presentano all'esame macroscopico alcun'a.ltra anomalia. Presso la sede d'impianto di questi dermoidi il tessuto corneale è di apparenza normale. Esamin&ndo ad oecbio nudo le sezioni dei due tumori, prima di essere colorati, hanno l'aspetto eli un tessuto molto duro e compatto. I due teratomi sono stati in parte imparaffi.nati, in parte incelloidinati, e le sezioni furono colorite con carminio alluminato, ematossilina, ecc. All' esa,ne micJ•o.~copico risulta qua.nto segue. OssERVAZIONE 4:". .Dm--rnoide dell'occhio desl1'o. Il rivestimento epiteliale del teratoma è simile all'epidel'mide, che presentasi costituita dallo strato corneo ben distinto e molto pigmenta.to, e al di sotto di questo dello strato mucoso a piccole cellule molto fitte (fig. 6•). Più profondamente si osserva lo strato dermic;o, che fo rma. la. massa del tumore. Esso è costituito di


Dm DJ;lfMOIOl OOt1LARl

r obusto t«ssulo connettivale a fasci decorrenti in varie dirf'zioni, in mezzo all'intreccio dei quali, trovansi vas i e gluandule. Ancora più profondamente, dove la massa del tumore poggta. sulla cornea, i fasci connetti vali propri del tumore assumono, a pooo a. poco, una direzione parallela

alla cornea stessa ed alla solerotioa, ool tessttto delle quali membrane si confondono poi e si saldano. Nel limite fra. congiuntiva e tumore, nel punto in cui l'epitelio coug~unti vale passA. a ri vestire la superficie del teratoma, si nota. una profonda propag~ine epiteliale, fortemente pigmentata, che s' infossa irrego· larmente nel derma per nn tratto di circa 870 11: in·


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OONTRffitJTO ALLO STtrDIO

viando lateralmente delle propaggini secondarie, dai 150 ai 200 p. (fig. 7'). · Pa-ssiamo ora in ras3egna gli elementi iBtologici ohe · si nota.no nei differenti strati. Lo strato superficiale del teratoma.. e ricco di follicoli piliferi e di ghiandole s~ba.cee; di qneste, aloune

t>boocano nei peli, altre direttamente alla superficie del tumore, ma molto ro.vvioinate ai follicoli piliferi. Intorno t1. questi si notano delle grosse ghia.nduls sebaces a g1.·a.ppolo. Al di sotto della massa delle gh1anduls sebacee, si osservano molti tra.~ti di dotti estJretori di ghiaudule sudoripare, i oui gomitoli si trovano più profondamente nella massa. del teratoma..


DEl DERMOIDI OCULARI

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P erò, anche in questi preparat i, come in quelli delle altre sezioni non è stato possibile rintt·a.coiare alcuna aluarulula di .lloll, cioè, nessuna. gbiandula. sudoripara con :~bocoo diretto nel pelo, me. tutte con sbocco proprio e.lla superficie libera. La ragione per cui è asse.i difficile riscontrare le. pre· senza di ghlandule di Moll nei dermoidi, dipende, a

parer no tro, de. ciò che il dermoide vero, e cosi pure la parte superficiale degli altri Leratomi a super ficie cutanea.. rappresentano lembi della. superficie anteriore della palpebra, piuttosto obe la superficie dell'orlo pa.lpebra.le. Or bene, mentre nel normale in questa. ultima parLe esistono le ghia.ndule di Moli, esse invece non si riscontrano mai alla. superficie anteriore della palpebra. . .Più profondamente ancora, si osservano delle ghian·


1'0~'1 RtBUTO

AI.I.O STUVIO

dule acitlO ·lub,,lari composte, e fin almente, proprio nel punto dove lo strato dermico della massa. del tera.toma si confonde con lo stra to corneale, si riscontrano nitide ghiandule aci,wse (fig. 8'), cho si possono riLenere quali porzioni ectopiche di gb iav.dule lagrima.li, come ri~ulta dall'esame istologico; e alcune possono essere con siderale come ghiandnle di Krau~e.

Altra partioolaritil. degna di nota, è il faLto che in tutto l'ambitç del t.era.toma. riscontrasi solo una. pio· cola zolla di tessuto cellulo- adi poso, ma molto netta ~ molto ben limitata. Per completare il reperto di quest"occhio aggiungo· remo che all'infuori del teratoma, dove già vi è con· giuntiva. bulbare in condizioni normali, si rinvennero due ghiandule acinose {fig. 9"), corrisvoudenti perfetta-


DEI DERl!OIDI OCULAlU

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mente alle ghiandole descritte in questa regione nell'occhio dei bovini dal prof. Manz (74) di Friburgo, che mi corre l'obbligo di ringraziare per ìl gentile invio fat tomi della sua originale osservazione. OssERVAZlO~E

o•. -

Esame microscopico del de,·-

uloide dell'occhio sinistro.- Anche in questo teratoma il r ivestimento epiteliale ha i caratteri dell'epide1~mide con stt·ato cm·neo, riccamente pigmentato, e strato ,,wcoso ricco di piccolissime cellule. Si osserva. anche qui, però soltanto in uno dei lati, una profonda propaggine dello strato corneo che s'infossa là. dova il dermoide si golJeva. dalla. cornea. Lo strato dermico che forma la massa del Ltunore. r isnJt;a di tessuto connettivale costituito di robusti t'~ci, irregoJarmente ondulati. Nel mezzo del tessuto mucoso ed appòggiati allo strato dermico si osservano numerosi follicoli piliferi, accompagnati da. grosse cellule sebacee. Intorno ad essi si notano pure ricchissime ghiandule a grappolo, molto nitide e caratteristiche. N ello spegsore proprio del derma, si riscontra. scar:So numero di ghiandule sudoripa.L·e, con qualche tratto di condotto escretore. Nel centro poi del teratoma. e al di sopra dei primi strati del tessuto corneale, esi:.tono altre gbiandule aci· nose molto dist.ìnte. Dall'accurato esame di esse, risulta che apparteugono alle ghiandu le tarso-congiuntivali della palpebra superiore, o gbiandule di Ciaccio. Meritano finalmente menzione alcune robuste fibre muscolari presso i follicoli pillferi, e molti vasi sanguigni.

Storia. - La letteratura dei dermoidi oculari è, come abbiamo accennato, ormai riccbist~ima.


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CONTRIBUTO ALLO R.TUDlO

Quest'argomento è di antica data, però esistono an· cora controversie nella.iuterpreta.zione di taluni fatti. Mentre è semplice fare la. storia cronologica delle differenti pubblicazioni, s'incontra qualche difficoltà. a riassumere la storia delle differenti teoria enunciate circa la genesi dei teratomi stessi. Difatti, esse sono molto svariate e non sempre esatte, peorchè i diversi autori, ed in ispecia.l modo i primi che si occuparono dell'argomento, emisero delle teorie ge· nerali, senza badare alla differente costituzione dei te· ratomi stessi. Pare che il Mouchart nel 1742, sia stato il primo a parlare di un tumore provvisto di peli, all'angolo esterno di un occhio. Dopo di lui il Mllsars de Cazale:; nel 1766, Richter nell795, Wardrop nel H:308 ne pubblicarono alLri casi. Quest'ultimo autore nell819, ne tentò anche una prima classificazione. Importanti pubblicazioni comparvero nel 1822 e si devono a De Graefe padre (76 ). Questi li assimilò ai nèi materni e dette loro il nome di naevus pilus o t?'i· chosis congenita coiljtnwli"ae. Edwards (76), li chiamo l1·ichosis bulbi. Altri autori dopo di quasti, avendo os· serva.to dei teratomi, nei quaii riscontrarono a preva· lenza del tessuto adiposo, e scarsi elementi cutanei, si formarono un diiferente concetto della genesi di questi tumort, e li chiamarono invece naemts lipomatodes, ti-

porna crinoswn. Il R.) ba nel1853, pubblicò 26 casi di dermoide, dan· done la prima descrizione microscopica; fu questi che per primo trattò della genesi dei suddetti tumori. Oirca. Ja ipotesi del Ryba. trascrivo quanto è riferito al ri~aa.rdo nel trattato di De \\-ecker e Landolt (77): « E ben noto che la. congiuntiva ha, nei primi tempi del suo sviluppo fetale, una gtruttura completamente


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DEI DEtULOIDI OCULARI

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identica. a quella dei tegumenti in generale, e che prima dello sviluppo delle palpebre essa è liscia e tesa sugli occhi. Questa parte della pelle si assottiglia a poco a poco dopo la. decima. settimana. e si formano alla periferia superiore ed inferiore dei cuscini lisci (rudimenti di palpebra), che verso la fine del 3• mese o al principio del 4• si toccano, s'accollano e si riuutscono. « Ne segue che la parte orizzontale dell'occhio, dove il dermoide congiuntiva.le è stato o~servato esolusivament.e fino ad ora, si trova più lungamente sen?.a. essere ricoperta. dalle palpebre. « Tutte le parti del sistema cutaneo che fino al per- • fetto sviluppo dBl feto si trovano esposte alla snperficie del corpo, acquistano a poco a poco la stru&tura conosciuta dei tegumenti cutanei bene sviluppati, mentre al contrario lo parti della. pelle rovesciata indeutro si trasformano in membrane mucose. « Supponiamo ora che le palpebre che si devono toc· care per la parte mediana non si avvicinano completa· mente, in modo che dopo il 4" mese, resti ancora. una. parte della congiuntiva scoperta, ne risulterà che questa. parte prendel'à le proprieta dei tegum~nti esterni, e che il vuoto lasciato dalla riunione incompleta delle pal· pebre, sarà. riempito come da una. terza parte isolata sul globo oculare. « È perciò che io sin dal 1838, sottomisi a.ll'atlieuzione degli osservatori, la. questione di sapere sa non vi esiste una concordanza del dermoido col coloboma con· genito palpebrale. La st"'ssa. relazione sembra e sere stata. constatata in un caso osservato da A. _-\.mmon, dove il coloboma della palpebra snperiore, corrispondeva. nella sua direzione e posizione, a nn dermoide conginnth·ale, impiantato alla parte su perioredel globo. • 1l De Weoker (78) invece, creùo ohe i dermoidi debbono attribuirsi ad un vizio di conformazione, e tonando


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CO:ì"l'RIDUTO i\ LLO S'l'C'D W

conto della presenza con~emporanea. di dermoidi, e colobomi palpebrali, egli riti~ne che non si tratti di una. trasformazione istologica anorma le, ma di u n arresto nella trasformazione istologioa, o altr\menti che la pelle che deve diventare congiuntiva, è ri masta,durante uno spazio di tempo pi ù o meno lungo, derma. Dobbiamo però osservare che questa interpret.'l.zione del De \Y ecker urta. contro tut.te le attuali cognizioni sullo sviluppo della congiuntiva. V an Onyse (79), invece atLribuisce Forigine di questi tumori ad una. aderenza accidentale e temporanea dell'amnios c.:>l corpo del feto, aderenza che più tardi. secondo l'autore, si dissolve e dò. luogo così alla fonnazione del dermoide. Pfluger (80), Panas (81), Picq_uè (82), La.bouret (23), Rernh~imer (&:1:) condivisero, più o meno apedamente, ripotesi del Van Duyse. Però la teoria del V an Duyse, non sembra. sia amtni:;sibiie sLa.ndo alle ricerche istologiche del GaiJenga, che in e8am i di dermoLdi e di aderenze amniotioùe, non riscont rò alcuna analogia. fra. la. struttura. dei dermoidi oculari e quella del tratto d' inserzione delle briglie amniotiche al bulbo (">. Di questo lavoro pa1·e non abbia preso conoscenZJl il dott. Oolucci della clinicn di Napoli, poichè in questi giorni ( h) pubblicò un lavoro su eli ttJt caso di coloboma palpebrale con aderen=e nl b11lbo, ed iu cui sostiene r ipotesi del V Duy:u~, senza portare però alcuni faLti mwvi e sostanziali in appoggio. Vassau.x (85) ritiene che i1 (iermoide, tragga la sna origine da un'invaginazione delle palpebre in un punto qualsiasi della congiunti va. bui bare o palpebra! e. Que-

------------------ ----l'l GAJ.. LE,.G.\ - Cu11.tribu::ior~t allo $luclto dtHe aderenze tLmflltltiche ne!.t'~ccluo . IM t'. d:1l IJ~Ilr~c:& zur Au!lonhellkuutlc IJt'l ADI$5S tles !:.j;lhr. Prolt.s$O~n-jultilaeum v. Pr()f.

dues... lM$el, i 8:13.

r·J An.11al! 1U o[t(llmoiCigla XXX. !001., png. ti07.


Dl1[ DER'MOJOI OCUL.AHI

:~ta invngiua.zione

trovo. la sua. causa. in un'aderenza. precedente e tt!mpora.nea. fra r amnios e la ve~cicola. ()culare. Il T1llaux (8G) riLien e ohe i dermoidi ocular 1, si svil uppano a spe~e di un a vanzo dt1l foglietto cutaneo dell'embrione ohe per:-iste dopo la. formazione del cristu.llino e dt>l corpo vitreo; e che SI trova imprigioTta.to entro la membrana esterna. dell'occhio. Finalmente tl Ga.lleuga, rivolgendo la. sua. attenzione sopra una serie di svariati ca~>i di tera.tomi oculari, venne nellt~ conclusione che, differente fssendo la ,.. ·rut turn. dei teratomi, difft3rentA doveva. c·~sere la. genesi d i essi. DLià.t.ti tu una. serie di lavori eh~> vanno dal 1 ~3 t87j al 189 l (~t studiò a~oura.tamente quest'argomento t" p ut,è dare, come vedremo, uua classi ficazioue complo•lia. d1 ~~ilsi, ed emise una st•rif'l di "Piegazioni tlella. g·•uesi delle v'1r ie qp"'cie di toratomi, e ciò, sia per Jo sv1luppo dei fC'1'alomi mùti a SU]JPI'{icte mnginnlivale o uw co~a, sia. per t dcwowitli n ·ult{l'i. puri. Difo~.tti nel lSS:J, (f37) o->servan lo che nell'uomo la plica semilunare mpprtlsent.a. uu rudimento della membrd.na. nit.t1t.aute e della, gh1anclula d t Tln.rder, eJ avendo riscontrato dei noduh cartilugin~i in certi teratomi congeniti della. oougiuntiva e della cornea, di cui esista•ano già a.lounP rare descrizioni ( Graefe, Schweigg~>r e Ga~taldo) •8!11, emise l'opinioM che questi te· rtttomi poleva.uo rnppresent.ar e residui della 3" palpebra. iv i ù~satasi, per un t'tttto tera.tologtco spechtle. 'l'aie opinione fu trovata plausibile da vari o. servatori fra cui ricorderemo il Giacomini (90), il Piana ~Ul ), t1 L eter (92), il Cohn (!13) e alt.ri. Più tardi il Gallenga. (':i"), IStituiva. delle ricerche su feti espulsi avan ti il termine della. gestazione, iu cui e-;isteva.no molteplici alterazioni tera.Lologiche oculari


6-1

CO'STBlB~O ALI.O STUDIO

di varia, natura e quindi. in periodi precoci e più prossimi all'epoca della loro produzione. Da questi studi potò dedurre che i dermoidi oculw·i p1wi, non rappresent.ano altro cht lembi della cute della parte della palpebra più vicino all'orlo liber-O. fissati al bulbo e separati-ii gradatamente nel corso della. gra.~i­ danza, dalla porzione soprastante della palpebra stessa. Foi;. IO'.

per solchi trasversali di;;posti alla superficie posteriore ed anteriore delle palpebre, solchi che progressivamente si approfondano fino s.d incontrarsi ed isolare così, nella. grande maggioranza dei casi, nn tratto della porzione ciltare della palpebra. dal resto di essa. Se la separazio::te non avviene in modo completo, invece del dermoide si possono avere le cusidette briglie oculo-palpebrali del Van Duyse.


DFI DEIUlOIDI uCl 1 L \Hl

La. dimostrazione evidente di questo fatto ~i ha. dalle ligure 10". 11 e 12• che ho riprodotte ùa prepumti in ~ori e, getuilmente favoritimi dallo stesso pro f. Ga.llenga. ~ elle figure tO", u·. \""edesi nettamente il solco che partendo dal~ superficie ~uperiore della palpebra. va approfondendosi nello spessore di e~~a, e nella l~' ~i vede il compiuto distacco del lembo palpebrale, e In sua

a.le~ione al bulbo, dando così origine ad

un tfe,·utoirlt!

J)llro.

Dopo questi studi il Gallenga. tenuto conto della. dlll'eront.e struttura dei differenti lera.Lomi oculari, della diversa natura. degli elementt che li costituiscono, delle complicazioni che li accompagnano. dei diJlerenti fatt.ori genetici di essi, ne stabilì. una classificazione razio· 5


fi(i

CON'l'HinUTO .\1,1,0 1'TU010

naie e scientifiaa, di,•idE!ndoli nelle seguenti cinque oategorie: l' nennoidi pud · ìlOno formazioni congenite dipendenti da aderenze al globo oculare di tratti più o meno c~tesi della palpebra, avvenute nella vita. embrionale; i" Lipott~i r·ongcnili: cos~ituiti esclusivamente da tessuto adipo o, rappresentati, :;econdo Hock (94), da l'i!!. ~~-

lipomi puri conginntivali o sot.to·oougiuntivali, che si !>viluppano dal tcssnto adipo:;o dell'orbita., con cui sono pt>r lo piit in connessione: nella stessa. guisa de.i }i. pomi congeniti che pur di rado si osservano nella pal· pebra ~uperiore; a· /,ipodtn·,noidi: i quali sono dovuti al combinarsi del dermoide vero col li poma congenHo;

•


DEl Uli:RMOID't OOUJ•A TU

117

4' Tel'atomì misli a superficie congiu.nti~~ale o mucosa: sono tera.tomi in rari casi, probabilmente dipendenti d!l. residui di s· palpebra fissata al bulbo, ma più comunemente essi rappresentano la combinazione di lipomi sotto- congiuntivali, con ectopie di porzioni di ghiandule lagrimati principali, accessorie o di ghiandule di Kra.use. Insieme al tessuto adiposo furono trovati commisti, in questi tnmori: tessuto muscolare liscio e striato, oartilagiueo (condromi congeniti della congiuntiva di certi autori) e tesst'lto osseo (osteomi congeniti di altri autori}; 5' Te1·atomi misti a super•(ìcie cutanea: dovuti all'associarsi del tipo precedente, dipendente soprattutto da ec~opia. di orga..ni ghiandolari con aderenze delle palpebre al bulbo, col dermoide e lipodermoide. Queste diverse forme di teratomi, furono talora tro· vate combinate, come si è detto, col coloboma palbebrale, ed a questo proposito giov~\ ricordare, ohe probabilmente le forme piit lievi di schizoblefaria, dopo che è stabilita la formazione del dermoide possono, negli ultimi mesi della gestazione1 ed anche dopo la nascita, colmarsi piu o meno completamente e non essere più bene appariscenti, nel momento della nostra osservazione, come ha fatto giustamente rilevare il Niiel (95). E non sono del tutto eccezionali le osservazioni dalle <]Uali risulta, che in uno stesso iudi viduo coesistono, o in un lato solo o in entrambi gli occhi, diversi teratomi di origini differenti (Dor, Gallenga, Piana, Vallemberg, Nobbe ecc.).

CoNotusrONl. - Dopo quanto si è detto sulle diverse categorie dei dermoidi corneali, riportando la nostra at· tenzione al risultato dell'esame microscopico delle nostre 5 ossenJazionì, chiaro emerge che la 1.' è da ascri-


r..s

COXTIUJiUTO AJ,J.. O STUDIO

versi fra i dennoidi con~eati p21.ri, poichè gli elementi istologici riscontrati appartengono tutti alla sola palpebra superiore: e questa osservazione conferma pienamente la teoria enunciata dal Gallenga, circa la. genesi dei dermoidi corneali puri. La 2a osse1·vazione appartiene alla 3u categoria -

lipocle1·moicti. In questo teratoma. difatti, troviamo elementi propri del derma, sovrapposti a grosso ammasso di tessuto adiposo. La 3" os.wn·vazio,t.e, appartiene anch'essa ai lipoder· moidi, poichè in questo tera.toma noi abbiamo osservato tutti gli elementi istologici del derma, e la sua. base è costituila da abbondante tessuto adiposo vascolarizzato, che forma il sostrato del teratoma. Interpetrerei poi la. presenza della ghia.ndula di Krause, nel senso che essa appartenga esclusivamente a qttella parte della congiunti-ra della superficie posteriore del teratoma., che è rimasta sollevati\. dalla proeminenza del teratoma verso l'esterno. Ed a fondamento di questa opinione ricordo il fatto. che per quanto attentamente si sia ricercato il condott'o di sbocco della ghiandula nella porzione cutanea del teratoma, non lo si potè rinvenire; segno evidente che essa andava a sboccare nel seno congiuntivale da cui la. massa della porzione ghiandulare è stata spost&.ta dallo sviluppo as:mnto dalla parte adiposa del lipodermoide. La -1• ossenu.tzione, rigorosamente parlando, appartiene alla 5" categoria dei te>·atomi misti a superficie cutanea: poichò oltre tutti gli eiementi istologici tipici del derma, abbiamo riscontrato anche in questo, una. piccola isola. di tessuto adiposo, nonchè la presenza di numerose ghiandnle a grappolo, a secrezione mucosa, analoghe per la lorc disposh;ione a 1uella. della ghiaudula lagrimale accessoria.


DEI DERMOIDI OCt:LARI

La :j• invece, ci presenta. un esempio tipico di cfe,·-

moide pm·o, perchè conteneva soltanto elementi istologici del derma.

.,.

** ~d ora, prima di depone la penna, mi corre l'obbligo

di ringraziare sentitamente il chiarissimo prof. Gallenga, che mi diede modo di approfittare del materiale della clinica e del laborat.orio, indirizzandomi anche nelle ricerche, che formarono argomento di questo studio. Ringrazio pure il suo aiuto dottor Capellini, alla. cui gentilezza devo, in gran parte, la esecuzione fotografica delle figure.

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CO~TIIIBLTO ALLO "TUlHO Df.l DEII'IOIDI OCliLAnJ

70

c....II"Uil rJ,r 1/orntwut tÌil(l Kalbn.lt:o r l'· BI ( ,,, t.::il' .ltr:le ..,~!l), G~ t:• At~t, , t no r<JI Dcrr1101d liti m 1/lrult. ( Valllutl (. Tien1r.:lt, \ml•llr•

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: '· l "91).

•

C!l. IIRt•. lJtrmoiJ dtr CcmjurtciiL·•t l ea tlllt"• juuyfll Kalbt. {Rerue rei•l'In., t8~1ì).

;o Srllliii•T-IIIIII'LEII. Gra(t's A l'e/l. \\Ili, lhi7. 7\ llUAt:t. olfii(JIIZÌII {iir dir {/t>tlllllllff /'lllrt'ftrii/WIH/e. IJorlìo, -l83~. 1t Memorie •!ella Reale ,lcwùli"tlct ùltllt• uarlfZB Il fU' lslitulo 11! llolo(llltt

'''•'·'A.

T. IX, 1~8H.

;:1 l h· l'~.H f tlltfJ (;iornale di uudlritou utltrullll'ill }trilli ca, X'\ XV. !866, ltuJ:. l:iH. 71. \l Av Zrlhclt. (. ralwn-.llt .Urdirt•a. Ili 111111 \ ', n.J , paJ! H! i~. l•~> lìnÀLt & p·Hire. IJermoiJ der C:llrllt<l (In 1/ul. Al. l.'uthtnscllr). i4 ~=··'' \1111$, .\'~l l>l=ion. Ltltt•l ,, n••birt. l \ l t "' lrrotupi••. ;;. Il& \\'ECiil:ll rt l.ASOuLT. Traal J romplrl d'opht tlmologit. Tom.l, (la;: I~J \lg \\'Jiu,p;n, 1 rmti pr(JII~~ J~ "l•tl•I•JtU dU !JIIU. l bbS. ;·1 ""'" IIU<F. •• lnn•ll<!$ IU IJ S. rìtli .U '111 d .•tt lt<J tJ , l> !. ( Ri(. liJ .11111 J oculu/oljut, ~~-:!. >wl I'YLIO~o~K. C<~rr.-Jp. Blàtltr, l ~. p~~- :a~. (111(. iu .11111 , d'ocw.,li•jiU, I~Jl. M . I'A'U A rclllct$ fJ'opA/nlmuloyrr. 101110 1\, pa~. :tS:i-3liJ. b~ . l'H.Ilt 1 tnomal. de dH•rtopp. ti tlldlud. c~"!Jrtlll•rln de l'oHI. l'art•. ~:d. l'hnmt•rot, IH85. 83. f.A llt;lrfii'T. '1'/w~e de Pm·is, 188S. 8~ llt:II'WI t~l ~n. A1·r/!iv. {iir odfl()e'lhl'illl, Il, 'S. VIli, lllSS. s5. \\ ''~"u'. lrtltiv. cl'opll!lllmotooir, ttll!a I'"K· Jli. 811. 1'11.1.\l \ iiur 114 pathogéllit dt~ dtnllnilltA d~ r!J,if. tL'l.lliOII mtJIWii, :-. . tOI. lobi ,;;. lìo\r.r &:-ta • .An11ulu aoruiiJh•l"' tl~ /Jru.r fll~s. 1~,!1 . i; Al L&....GA. l'ltt TIOTt' COttfii!>UI<I •11/u 11t1 /t oJ dtfl<l IJ(I•C<i dfl lt.rtJIOml ti>T• titO t•ltllllwat;~,tli Pa• l1 tx ~-.) fÌA HLftO • • l ~iiOI 1883. (flt(, ~tii'Oib/•oll

f ,fu ?tnll. :>. 3itl. 91.1 '•14t:OIIt:-t. Gtonaa/e d,!r .tc•alttml•a eli 11110. d• Toru.o, t~;. ~· utenturla

91 PaH '· Jl~mor1t dttlo H. ACCtl<lt'ITtt<l rJt .elt o:t ddl' J.ltltllo di /J•JIO!Jita, "'riCl l\' l umo lX. JSbli. 9! L~e·r~'· ll~ridtl der 2 t• l'(r~ammlllti!J . ll!!ldtofltcrg, 1996. 93. lloiiiiiT IIAYH• Cuux. Teralomu turtt••••~·l'l"')""'"fl<!ll. Jnaug. dl.<rrtaltou,

Munclwn, IS~IG 111. lloo~. 11ruytr med. \Vucllensr.hri(l, N. Il , 1Hi7•• 111. Arrltiv. d'oplctatmotuoie, '1'. l, Jllll'. ~17 .

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il

OCCU "10.\C 1.\TL fl\\1.1: Il\ \ C\IU IH t'OX STROZZAMEN'l'O EllXllRIO

l't'r Il tlutlor Ao&on lo

t• ern~<"l· raplùlllO

Uledlw

Ghi... T. fabbro-ferraio se.;~antenno di Barge. non ha precedenti ereditari e fino a. t)Ualche mPse addil3tro tu .;empre immune da malattie che lo abbi&no obbligato a. star!.) in letto. Cominciò nt-lla. prima. adolescenza a talioure moltissimo, e benehò vert~o il 'luarantesimo anno cl. i. età. avvertisse la com parsa. d i un'ernia ingu inalQ de«t m libera, tuttavia non inlerruppe mai le sue pesl~nti occupazio11i. Da circa tre mel'li va soggetto a ricorrenti dolori addominali vaganti. a~'!ooiati a fenomeni dispeptici. ohe il paziente ritenne dipendere dall'ernia, divenuta. col progredire degli anni. sorota]e e piuttosto Yolnminosa.. Consultato un medico, ebbe la prescrizione di portare un cinto emiano, da. cui non ritrasie sollievo di sorta, malgrado eh~ l'ernia. obliqua esterno. fosse perfettamente riducibilo erl esattamente conLenibi lo. Oltre le molestie derivanti da. digestioni laborio~e. o da. frequenti coliche intestinali, presto si verificò un .::re~uont.e decadimento delle forze. In mezzo a sitl'atte soflèreuzr\ aggravate da abituale stitichezza e da tormentosa insonnia, nelle ore mattinali del 29 settembre, anno corrente, il malato fu aq.;;alito da conati òi vomito, eguiti da singhiozzo pt-noso. La minaccia connessa 1\ cott>st.a. anormale situazione fn subito compresa. per hl coe::~isLcuza di dolori che di LraLto in Lratto si manife ~tavnno con sempre maggiore intensità in corril:lpon~


danza a.llu. tumefazione erniaria. fattasi Le:;a e non piit su">cet.tibile di riduzione: Infat~Ji il tnxis manuale, con {li!iudenza tentato, ebbe un efl'etl-o dann0$0, :Jtrazie.nrlo inutilmente l'infermo. Senz·:~. attendere ma.nife:;tazioni morbo,-;e più imponenti, propo~i l'inten·ento op~>rativo, che ebbe luogo otto ore dopo l'iniziatnsi comparsa dei primi sintomi, dovuti allo strozzlllilPnto inu itinale, prodotto, se..1ondo ogni probabtlit.l, cla. un robu:.to diaframma an'lla.re del sacco comprimente, senza l'interposi:r.ioue dell'epiploon. i capi dell'ansa. erniata. <ltw:;ta. deduzione ::;i a.ppoggitwa. speciahnente l'mi fatto che l' intnmesceu:r.a ingoino scrotale era dolente iu modo ,;piccato, anche esercitando uml lieve palp1Lzione. Il predominante sintomo doloro fece ritenere che ltL debole risonanza timpanica rilevata in tutta l'estensione della gonfiezza erniaria. fosse CltusaLa da una oopiot~!l raccolta. di liquido nel sacco molto disteso, anziclu' dalla presenztL dt nn impacco omentale avvolgente l' mtc~Liuo fnoruscito. Le acconun.te indagini, superflue per stabilire l'indicazione urgente ull'atto operath·o. non riescono sterili ile Cti"O p ...r ca"lo si vuDle in precedenza diagnosticare il grado più o meno acuto di strozzamento e conseguente mma ·i di mortificar.ioue a.sfit.tica nell'intestino strangolato. Benchè opurnssi iu un cas!'g~iatp rurale e con nn modesto armamentario, co1.1t ..nuto in una bnst, chirurgica comun~, tutta \'Ìa non diedi troppa importanza a quelle dilliooltose cou<lizioui ohe talvolta paralizzano iniziati ve nl'ce:-;sane in ogni caso. in cui il pel'icolo delnn,.ucce~,.o aumenta coll'indugio. Del resto tutti gli strnmenti i:!pacaùi, rilenuti indispensabili per dati tempi operativi, di regolo. fnt·ono colpiti da un meritato abbandono. giovando ln<'glio in molte circostanze l'aiuto del dito csor(!itato ((li!Jift~s e/ne:/ us).


CON ~TROZZA~IENTil l:llNl \1110

73

Trionfa ora il principio della semplificazion~. che pre· para un avvenire promettente alla. chirurgia. rurale, e facilita una più e:;te~a applicazione di pronti soccorsi tera.pentici. Gli ostacoli connessi alrambiente e alla limitazione dei mezzi, non valgono a. scusare la manC&ll7.a. di atth'ità. nella persona dell'arte, ut fronte a precil!e e non diff~ribili indicazioni operative. Pro.,eguo a riferire sulla gi.i. descritta situazione clinica, la cui gravezza. si rivelav11 di gran lunga maggiore in confronto di altre poche da me osser· vate come medico militare in servtzio Ì!lolato, non compre~a cioè la pratica ospitnliera.. UuranLe un dodi· cennio mi occorse cinque volte di dover provn•dere rla >!Olo a. strozza.menti erniari. In tre casi la cura. r1el taxi~ incruento immediato riuscì eiììca.oe, nei due re· tòtanti lo scopo curativo fu raggiunto col susllidio della cloro uarcc.si. Condm\·ato dal ùott. Giovacchino Re, medico locale, mi accinsi all'intervento, dopo accurata stflrihzzazione delle mani e del campo operativo. Per gli strum,.nf.i, ii~ta da sutura e materiale da medicazione ricorsi alla bollitura s ~mplioe, protratta oltre mt:"zz·ora. Ottenni tacihnente r1solamento del voluminoso sacco ernin.rto, notevolmente adeso agli elementi del funicolo spermati~o. Dalfincision~ prattcata al suo polo interiore fuo· r usoi un'abbondante quantità di liq11ido citrino, rimanendo scoperta uua lunga. an,-a del tenne di asp tto ne:rastro, cou parett addo~~ate pf'r ml\ucanza di contenuto intestinale. Con dolcezza iutrodu-.si la pnnta llell"tndice simlltro fra i capi del \"Ìscere erniato e il cingolo K~1·ozzaute e sezionai a. tra.tti., con uua. forbice ri· curva, il colletto del sacco, formato da un diaframma spe~so, inelastico e col margine libero ta.glieu te. Il ci ngoto era. situato all'altezza. dell'anello inguinale infenore. il qual fatto spiega, ma. uou giu.;;tifiott, rerrort~


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IJ!'Cl.l'"IO:'O·: lXT~TlNALE tJ ,\ \SC\RIDJ

anatomico commel'ISO ùa. coloro che nei tempi pa,;sati pretendevano di ot.tenerè la. riduzione delle ernie in· guina.li strozzate :Jbrigliando o l11terando con vtolenza, col dito iuguainante la. ente, fanello indicato. La se· zione completa del colletto del sac •o determinù un immediato sollievo, che il paziente, e':isendo sveglio, spe· cifìcò con una e:1pr~:>':iione appropriata al mestiere esercitato: ora le lenaglia banno cessato di stringere dolorosamente il ventre. Mi restava. a. couo::~cere Ja. cau!'la per cui r intestino strozzato si pre:~euta.va vuoto 1 t). 1\fediante un esame accurato constatai cho mancavt-L ogni indizio di pertora.~ :..ione o di incipiento uecrosi . .Ye no accertai pure mettendo allo scoper to uua maggior porzione di iutc..;tino, praticando una ùolce trazione sull'ansa erniata. Durante questa IUanovra ebbi la sensazione che retrocedesse nel capo a.ileronte un cotpo molliccìo, del volnme di una gros::~a. uoco. Ritenni cl i aver così disostruito l'in· testino occluso, ohe venne all'istante ridotto, superando la difficoltà doli a pro:1sione con !.rari a. endo-addominale. J~~;,ciso il sacco, dopo averno chiu:>a. l'apertura più in alto che mi fu possibile, con una. snt.ura a borsa di tabacco, pro~egnii colla. ricosLiLuzione del tragitto inguinale, secondo il metodo Bassini. non completando ptn·ò la chiusura dt'lla. ferita. Il decor~o po:~toperativo si mostrò regolare, vale a dire non insor,;f'rO sintomi locali o generali che ( 11 l'u.LII.\ ~'' {'J'nttl•llu di pttlo/IJfll'l cliirm•glr•t, 1111. Il!, pa;:. 16~1 rlf•·ri~ee rh e IIft rn-1 non l~fllo r.ortth ~ lron.:~menll• •l••ll'ill t•' tlno, ~eOla cuol.euulu, a t· tr.1\erso una pcort:• rrnr,trla lroptm 'lr •lt.•, Il ··••·eu u e. a VOtJ.to o rarcluu!lc\1\ q•itloou. ~··IL• rurno.o dmtu r'3mhl3ta 11 s:acco, dt" hnprl~•~ uava. unicam nh! l'w:.~ <uno \ uoto, era Ili\ ece •J·~roh t•··o tla h•Juidn. l'~r~ u e ,upponìlul<• rho• ti IIIOliO di prudur'' tl•·llo tronarnr.nto 10 •JIIf'>l't • rum :1uhln uu·orr!lhll' oli•Juantu •linr:.:o da qu..tl.t tiri ca~l aozidctu. Il r••tl!'rl<l SjlllCiale oswnalu fors<• tJulrl'l<llf' avrn• •tualt·lro Jio•·,;o t'ù( ln occlusi uJW <'<)o•sl·'•~ utr.


CON ~'!'ROZZA)IE~TO F:UNIAlHO

accennassero alla comparsa di successioni roorbo·e. ~enonchè, malgrado rintroduzioue quotidiann nel rett.o •ooll'ent.erochsma) di un litro di una soluzivue tiepida di cloruro di sodio, si giunse al quinto giorno dalla operaziOne, r alvo mantenendosi ohi uso. Iniettai allora. ool mezzo indicato un litro di olio di oliva, che vidi r11stituito in gran parte, dopo qualche minuto, insieme a poche masse fecali frammentate, durissime. Nel giorno successivo, oltre una certa qna.n ~itti di oho, furono eYacuate spontaneamente abbondanti feci poltacee, commiste a. unn massa. globosa, co.,.tituita da quattro grossi ascaridi aggomitolali. A.llri u;;;caririi ''ennero emessi isolatamente in due alt.ro defeca.zioui successive. E cco come una causa banale, alla port.a.ta della scienza popolar<\ determinò una forma. insidiosa d i ooolusiou a. lli erano noti, da osservazioni regist.mte dall'anatomia patologica, casi cli ostruzione iute>Jtiuale prodot.ta da ascaridi. l'esistenza dei quali si rilevù con so1·presa. all'atto della sezione cadaverica. t l ). :\fa. l'ostruzione causata. da. ascaridi, quale oomplit.:azione dello strozzamento erniario, rappreseuw.va per mo un caso assolutamente nuovo. Debbo alla cortesia del prof. Daniele Ua.jardi le ricerchl~ sulrargomento nella letteratura chirurgica.. Sel capitolo relativo alla. patologia del contenuto ùell'eruia, (l) Aurh•l ùal lato &netlrcu l'rmP•Jrlauza d••IJ,I IQmhr•c•~>l nnn u mriC •IW• •ruta. hcr;s, uPII.1 'ert~u•l:?. e-lizìou~ d•• l flto mano ti••,/.•• dti.I!JIIIIJI ch11fm, to u•o nrl lab..,r~t~r• erta <J5SCrl'3Zri)OI, da cut l no all'e"'"'"ta emer~e Il talore toalOI(f'· ruro •lo·t ~r..,,, vermi. meutr.- la t•rr•·• llt·nttl ('tht.·one, "'l'n tJUr.sto aq:umcnto. •·ra al•tt~rnto imperlolta. !larlm.-ot~ ChauiTanJ •h•,crisir' lln ,lttl 18:1l la Ctmll!l llf,.rde~ •Il lombrir"'i; e nell'anno in ror<O 11 n• stro :-;rlrupt~r (r:n~:;lltu dtylr orpfdnli) pu hhlr<''' un· ìnt•ro· .,31111.• stonl eh nh-a, tl:tllll tjUll" n-ulln che ,;h -~>rarhll, t:ml•\·nrnrnte diagno;t•catl, J•ro•o~M!lOII nna m.rlntiJ,, r~l•l•rtle pure n 1orm.t ttll•· t, mouL••nPndosl jlCro rlt'J(alhtl In ~lt·ro·rrazlone rll Whl;rl o li riiHzll· f•·a~rone di Ehrllrh Come <i 'ede, o 'tudio romplo'lu .Jr Il•• ~ln.;ult• 1arid 1 di· ukhe ro~ltluentl, bCconrlo Concato. alln· uanlt e;~pllulr •h t•alOIII~ta. 01111 tr.r· .~cura alruu elo:rwnto eliolugtco, u1ira·ohlcQ o ntnr robtc~r.


'ili

riCC 1 U)SIOSE I~TY.STI:NAJ,J.: 1>.\ ASO.\IUJ)l EC('.

la Deulsclle (,'ltirm·gie cita ret'erLi in cui tanto nello infiammazioni c1uauto negli strozzamenti erniari , con o -.enza perforazione dell' inteitirlb) si constatò che ,.i prendono una parte importante i vermi intestinali. Ra.rttmenLe se ne diagnosticò la presenza, ma si riconobbero i~ola~i o in massa, durante le emiotomie, nell' in· lestino fuomscito. Se per tal cau:u\ la riduzione fo;;se dif.ficolt.ata, già Larrey oonsiglit~.va di respingere indie· tro il gùmil:.olo di \ermi. 'fa quando l'intestino è dt ,·tmnto impermeabile, come nel caso osservato, in un punto sov-rastante allo stroz7.a.mento, si comprende che l"operazÌone dell' ernia, benchè non colpisca la CI\U'-'6 della malattia., ridonu. tnttnvia al tubo enterico le coudizioni necessarie e sufficienti percha possa sbarazzarsi dalranormale contenuto. Non feci un soverchio assegnamento soprt\ una tale fn.vorevole pt·ospettiva; ma applicai il drenaggio alla. .Mikulicz nella parte mediana della ferita operativa e att.c~i ad annodare i due fili corrispondenti al piano cutaneo e a quello muscolare, t.t·ascorsi sei giorni dall'intervento. cioè fino a che t>bbi h\ certe.lza. ohe si era. ripristinata la. circolazione fecale. Lo zaffo mi rappresentava una valvola di sicure?.za. e una. \"ia aperta per praticartl un ano contro natura. qua.· !ora i fenomeni di ost rnziono intestinale persi:stendo 'lÌ rendessero minacciosi. Fol'Luuntameute non tardò a. manife-.ta.rsi un sintomo, dal lato prognostico, importante: (jnello cioè che indicava essoro, dopo l'erniotomia, subito cessato l'o~tacolo al p;t-.~:\ggio dei ga.s intestinali. Ì·~ ra.g10uevole perciò ~upporre- che. dopo ]a. cura dello stroz?.a.mento erniario, la. masl!a mobile di a.c;caridi non clè.-ge più luogo ad un 'occlu.;iont- completa. Roma. dicembre L901.


RIVI STA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA ~fEDIOA .\. C .\VAZl\NI- P. Luccm:sr~r.- L ' lodlo per vla. gastrloa.

e per vla lpodermloa. nella. cura. del tlfo addomina.le.{ll .\/tJT'{/(1{111 i, Of.{OblO 1901),

Gli autori riportano una slatisticu di numero 107 mala ti di l1fo, da loro curati con le iniezioni eh iodio parte p!!r sem· pJicl} via gt~:.lrlca . [·arte per via ga.,lr1ca ed lpO,Iermica. '\alu· t·almenls nll'aziowJ lc•·apeutica dell' 10J1o a!<~ociarono semt re con ::;crupoiO!:<O esallezza le regole di~>lolico·•tneniche, diwn· tale o r mai UR!iiOmtlliche nella cura della febbre til'oide, o qua~ i se1npre lu c·ura idr oter·apica SCltLo fMma di larghe ve· scic•.ue di ghiacCIO che, oltre ull'ozwm• ena••gica ipolermizzante, hanno il vunlaggio di un'aziono unifl.'lrme e continua. ed applicata <o.ull'oddmne comballmw uel mo<lo miglior~ il 10\!leoJ·ismu. Lrt cura ìodica "enne ìnlrap1'6"a in lutti i malati n,•J p~riodo pr~ c oce dell'infezione, e ciò anclie se la die· g uo~i era dubluo, e l 1 107 ca"i ùa,gli uulor1 curali con <'Ura i od it·u ,·,·onero LuLl1 con fermati con la ~ic•·o·d1agnosi del \V1dal, C!'.eguila con le dovute rt•gole eco n la u'luale diluzione(di l :50). dopo fl\'81' e~clu"a una pregressa •nfc'ZJOIIO lifosa dei maiali. Yent1lrt\ maiali, l'appresenlanli le forme più gravi vennero CUl'ali contemporaucamenle per via ~nslJ'JCa e pet· via ipotle rmica. Pet• viu gastrica venne ndopùrnln una soluzione io,Jo-iodurata, r-ec'Jndo la ;;eguente fOJ'IllUiu:

lodo m,.t»Jiico . loduro potassico . . . .\ ~JUU ÙÌ'-liJlul.a.

.

.

.

grommi

ì

,.

70

•

100

nlla close ch :!0 goccie al ~iorno c.l1 tale oluzione, rapprescn tunli circn selle centigrammi d1 IOÙJO. Il primo gioruo vcmne semp1·e '-Omrnini;;tt·ata soltanto metu dose, la tJo"e ~;u c ­

ce""iva g•or-nalieru d• 20 goccia, venne gempre mescolata con ci•·ca 400 grommi di acqun dolciflcotu cou sciroppo !':CIII· fllico da nùoln epict·aLicamen le da so ln od aggiunta ad un po' di


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RJV'JS1'A MEDIOA

latte. In l'&1·i casi si dovette raggiuugere la dose di 30 goccia, suggerita dalla J:(ravilti e pet·lioacia det sintomi. Nei casi più gravi nei '{USII s' inlrodu!'t~6 l' iodit> anche per via ipodermica. venne o1operala la seguP.Ille rot·mula: lodo tnetallo. loduro potasstco GuAiacolo. Glicerma neutra

grammi 4

» u

l

10 20 100

L'ttgl!i\lnta del guaiacolo, raua allo !"Copo di rendere indolenti le intezioni, pratirale<>r4linat•iameote alla r~giooe esterna della coscia. rece si cho que ..tc l'iuscirono sempre perfettamente mnocue e tollcl'&le. Mai !"t ehbet•o a verificare fenoment di iodil-imO. Con tal rnelodo curativo gli autori oUennero un decorso menn ~rave dell'ileo-tifo con soli tre casi letali pet· o~ni cento cul'ali , ammettendo però che parecchi dei casi in pat·ola appartenessero a quelle forme di liro abortivo che si osservano in Lulle le epidemie. Cosi osservarono su 107 casi curali soltanto due volle l'eoteroraggia, una v('lta Jeggiet•a ed unica, un' altl•a gravo e ripetuta. Pure le recrudescerne furono del LuLlo eccezionali Len to nel cor·so ùella malattia, quanto nella convalescenza. Le recidive e le recidtve subentranti si presentarono iovece presso a poco con pari ft'equenza che ne~li ammalaLi sotloposli ad nltre cure. Invece nei casi curati fin da prin· cipio cou todio, l slnlornt nervos.i, quali il del• rio, lo l"tato sopot•oso o comatoso, i tremori tìbrlllarì ditl'usi, che sono espressione delle to~>~ine del tifo a.renti sulla sostanza nervosa, uon ~i os;;,..t•varono quasi mai. La stessa temperaLura, lt·anne pochf' eccezioni, (!no dal secondo o lo•rzo giorno di cura, coruinciò a ra~l-(iunger·e gr·adi meno eleYati ed a presentare reiJlt!ls-iont più accentuAte, assumeudo, la rur\'8. lermtca, l'andamenlo di una li~i regola t'e Tu lli questi favorevoli risultati, ~ti autori nllr·ibuiscono al follo che l'iodio rappresenta uno degh alnnenli piu unpurtantì per la \lirèsa antitossica dell'DI'· ganismo. Da ullitno rosi riassumono le loro os«ervazioni: t• La somroinislt•azione di iodio per via gastrica nei LIrosi, as!>ociala alle comuni re~wle igienico-dietetiche ed idroterapiche, rappresenta un reale rwogresso nei metodi di cur·a di tale iMezionc. Questo rimedio, probabi1men1 e spiegando insieme un'azione snLitoRsicn ed una anliseUica, nllenua e previene i sintomi


Rn•I&TA YETHOA

7U

nH\'ol'i, trnpedt"ce le maggior·i ip~>rtermie o lo Ula~giot· pot•le clelle rotnplicaziom, a ccorcia la chtl'8la medie dolio malalliA, c rende più ,.ollecita la convale8c·e:nza. :!0 Lo iniezioni soltocu tanee di iod10 "flÌt>gano un' a~ione Anche più manifesta !>UI decor~o Joll'ileo·lif•>, atlC'uuando la g ravitA di tutti i sinlnmt, P rn<'ritano una lur•ga applicazione nlllla pr·utica rnedictl.

:r L'iodio c:omminic:treto nelle doc:i mc Jicam!'nlo~e. tanto per Yia g-al'trica, quanto per ''la 11 od• rmi ·a. nct malati di tiro "' "ompre assolutamente innocuo, e uon da neppure mui ft!OOOHIIIÌ rli iOdismO. i· L'aziOlll' terapeulica dell'iodto nell' iiPo·tifo 1\ tanto jllll mantfe~ta eri uWe, rtuanto più prucm~emonte vu•n c:omministraln tale rimedio. L'iodio é però ut1le in tull! i per·iodt della malattia

r>• L'anttpir·ina ROm minislrata du ran ltl la cura iod1C11 a doc:t piccole, frazionate, può esser ulile nella curn ùcl lifo: non c mai dfmnosa f' non ha a lcuna azione, clintcamenlo vahtlabilo, s ulle funzi oni t•enali. G. 13. Ht:Nou. - L ' emianopsia degli a rterloaol eroalol oolpltl da nefrlte lnterstlzlale. - (l.tt Scm. méd., 11. 2:1, 1!)01).

Un uomo, di 60 anni, carrellie r~. alquanto dedito alle hewmde alcooliche, accu"ava gu) da tempo l1ew tn ales~ore, faetld offaltcnmPnlo. alfaono nel cnmminare. pe'-anlezza di tesla ; t.h~Lu rb1, che però non gl' impedt wwo di nllendere ul "UO me ... llere. Una l:-era, es"endo l'imaqth pet· tullo il gior no ~"-PO"!o e lla piog;gta, ebbe a pro,are -.en,.uziutw di fn• clrlo. non vero brivido; nel mattino suc.:ceqsi\'0 1-i accor~<t• di gravi rli'llurlli Ila pnt•le dt-lla vi<~la l'Oll ''erligin~ al mmimo movi· tn" ralo, "rel'islmentP quando ;rir"lva la lP .. la od nbba~"ava la per~ona, con cefalea Dovette ricoverarc· nell'o~p~:ctalt~ i'lct•k••r, uve la cefalea si ft>ce inten!<a e p~rmam•nte, e"ageraudnsi ru m nvi menll di ll"~"•one P- dt e<~lension~> del capo, mentre • •mltnnl\l'Ono i disturb1 visivt. L'e,.ame dt>l soggPLlO dtmu ..trò com'q!li rosso affello Ja emia nops1a omonima (pet·llìta della viqtn neiJ.. metà omonime sini,tre del C.V.) con r eoztone JHl pillar e ~> mtan opsica, cioè, la puptlla si conlraeHt not•matmenlt• alla luce nelln meta d rilla dol C.V., qua~i nullo nella tncta l'toislra; del r-esto A.V. normale, non discromalopsin,

non dt!'!lurhi Hell'accomodaziooe.


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nrvr~·u

11moxo.A.

g ri saputo qual' è ill'\i~uiHcolo serruol.,~ico tlell'eroinnopsia ~s«a è dovuta UIIU lestone'umlateraJo ti elle \'le oUiche, dal clua~ma al centro dsivo corll<'ale, che è localizzato nlla racl't8 1r1(1•rna del lobo Ol'dptlale, a lhello d~IIR sci~suru cull'ur·mo, ~i a cb e rl!-.ti esclu~r varnente contìnuto nello mede!-~ìmu (llt•u-.cheu), sta che la ,..orpas::.ì e "' e<>ten.Ja al cuneo ed alla cur·teccja d••l loLulo lin~uale e fu«lfot•rne , IJ. Or bt•ne l'A. a.mmt'tte oppunto per ùingnosi di e ... clu~tuue che nel ca--o rrreritu la le:>inuA rJsieùe ndla zouo col'lrcale. locaiLuauJosi fH'Ohabtlmenlt> alla faccrn lftlct na del lobo oc· cipllole, in vicrutwzu dèlla ,ci<~sura calr·ar·ina. Quale la uoturs della meJe.><i ma 1 St esclude urt tumore, ~iacch~ l'emranop!>t8 e rnsorta bru:scamcnte e no 1 •1 stata pre•cot!ula dogli allt•t fenomeni precursnrr der LtllilOt'i cerobr·aiJ; si ll'8Lla invecl1, f'ecoudo l'A, ùi arteriosclcr•o._i, probaùilm~ute ùi ort..:iue alw0 1~'8, con uuft•tte iutm• ttziaiP., la quale ha deLerminnta l'ap•lplc .. c:rn capillaro llel cuut• 1 d~..:tro, olonde l'emt8110pSt8. V~ramonlo nel SO~;.telto i dtllltll·bi (unzionuli da pal'te dt~i reni cr·auo pochi; pollm·iu rnouerato ,. qualche ,·oJta l~ ~gera pollachiuria 111 oli urna, non all wmua ndl~ uriue ma uructuotina liJ 1.11JLondauza, :;cgnu 'luc-oto che. secondo le r1cerclte d1 Har,l~ e Gluber. procede ,po<~sl:sstu•u l'oll.luminuritt, tanw da poLer><i r•teue1·o come indit.io qua><l COI'lr• d'una rref1·ite inlel·~llztoll'. C 10 l'cmianops1u ne• br•tghlicl oon in eccezionule L\. conferma con 1: ::-.ue osset·v<tt.rnni, le rtunll \'alguuo pure a dimo<>trare come l't·~>quenternt•nte ui d1~~urbr fUlJZIOrtali renali si n..,socì l'm•Lerlo:so·lul'OSI. L'CIIUUllop~ia 1 moslr•fl mollo ac· ccnl1.18lu uncho qu11nùo la n ·frrlo é poco tuooiCe,..La; dunrJUC rappresenta un fentuneno prococe di ~rurrdo valol't' :;cmiuluOllliiJIIII\U;

aJ

~nco l' palogeuPlico.

S"COtulo r.\ .. dal punto t! t m; la ddlu progno~i. •fUl~SlO fenomeno !<arohiJe cl' ordinario funesl<>; in fultt su 5 ca~> t os::;et·,·ali :! sono lel'Ulinati rapi·lurnenle r•ort la mor·Le. La guu(l) A orli<' 11 pror. ULIU• tu ~-(Jt'lnenJo w·l .,uo rcr..:nlt• fntl/alv oli i•>trlllt!lna lo ~chi~Z•I :luatomko rlel Hl.tntello cerl'lor,• le e t1c11,1 hO~lnroza ltlnnCII sulnnant<~Jiart•, 11 propùslto ,J,>Il~ vie e •lei o·N•Lrl Ollici luclln:; u ritenere l'ilt> 1l cuoc11 faCCI/\ p:trt•· ll•ll'.orca 't.a 1 e (lfupr~o rll •tUPlla •lu:ata o1i ma;,;1or.. irtb't~>Ull (WlZhll •le. L.a '0" CQ:nlnzlone " COli • ru11ta dal l'.altu dtr in un l' • d• ·:CCI la oli ani t~ lilla, e,bt.•nt.J In on ~erduu olemetll~ murlll nella cllnt• l •h :o;llt•,, 'ennt· lrovull> ·d ro•perlu nu:tlo!lliCQ lnlmt~o graliO 1tl rltrolla del •:un,n. - \ UIANCIII, 'l't'!lllll/t) di fJslchltltria, P\llìl!l Ili l• N3JJOII, 1!1 Jl.


81

RfVJST.A llEDICA

rig-iolll'l può oUenorsi, ma 6 Mmpre incompleta; per lo più !"l.al!O stazionario. In quaulo alla lesioue cerebralP, se des~a è Iegula ad emorragia capillare. polJ'PUbc guaPire per riassorbimenlo dL•l ~augue; ~e è dovnla a Lrombo<>i, lasr.iA serop•·o ùclle tracce, resiJnan,losi un ror.olaio di rammollì· mento, che nella ipotesi più favot•evole finisce con una cicalr·lcl•. Ln rrue~:~l' ultimo coso l' e mia nopsia pt'rsi~te; ma -fallo curiol"O- resl.a ignoruta dal malato, cbe SI abitua a far· tli meno della meta insensibile della sua retina. come gli strabici, nei qual: la diplopio sparisco quanùo non tengono conlo delle impi'GS5>ioni percf'pite da una delle 1·eline. ~un •li raùo la lesione J•cnale ~fug~e al controllo; se v'è albuminuria, la diminuzione rlcWulbumion co~lituisce uu buon segno, però non indica necessariamentf' che la permcabililà reuale sia migliorata. La poliul'ia invece ha un signillcato piu JWeci~o e la sua presenza à di favorevole iudizro, massime !:1' 11011 «ia ùovuta a ten<>1one arterio!.'a ruolto esagerai.&. La persistenza deUa cefalea é ratto g rave, spes~o precursore òi J'utur·i atlacchi. L·' A. infine espone le indicazioni, cui deve soddisfare il lrallamenlo curativo, dando precelli comuni a tutte le affezioni renali; e ciO•\ diminuire la Lensione arteriosa con sangu,sugio ripetuto, purganti dr·astici, ioduro a piccole ùosi o me~lio bromuri; p•·ovocal'o la dm resi o favorire la olimilla· ziono delle tossiue col regime latteo, purganti salini, alimentazirme autipletorica preferibilmente '·egPtale, non alimenti d1e pos~ono contenere Lossiue (com~ cooserve, salami, cacciu frOllùLa, carni marinak, ecc.), non eccitanti cardiaci.

cq S. St.OAN.- C1Ua dell'lmionnia mediante faradiszazionl della testa. - (Medieal Record, aprile 1901). L'autor e, nei ca"i ù' iusouoia d'origine nervosa, olLenne brillanti risult.ati <'uralivi med1aule l' tmpiego delle correnti rru•ad•ebe, applicnndo un'eletl!·ode sulla fronte e l'alti'O sulla nucu.

L'oleltt·oùe applicalo sulla l't•onle sard il più grande, mentre il P•il picolo vet•rà. applicalo sulla nnca. L'elettrode front.ale, che m1sw•a circa quattl·o centimetri dt diometro, è messo in comunicazione col polo positivo, l'elellrode occipilale, che misura ùue cenLirneki e mezzo di diameLt•o, col polo negaG

l

i


82

RIVI~T-\

UF.DIC-\

li\JO, Piu ~ran1le è il numero d1 ~1ri d1 ="Pira della ec'nncla ho/,ine, e vit>mrnagglorme•ile é "coedalivo ~'effetto della roruch/.l81.1QOP; pt:!I'Ciò e~li adopera una bobine elle conta da otto li nnve mila giri di spira. Occorre miStUI'are p1ù rigoro!:'mnentP c11e è possibile l'inlen-

~i ll.l della correute, di cui il ma.cinwm de\'e esscru tli un milliampere, c si a'•rà cura eh AUIIlf'lllara la correnlt' f'Oilanlo i•1 mod:> molto graduale. Le appi1CAI.ioni dureranno in metha un quarto d'ora e vel'l'anuo ripe t uta oluo o Ire volle per sel· limana. Di l"Ohlo bastano sei sedul~: per olt.::.oere una completa scomparsa dell'insonnia e rlei di<~lnrbi nervosi che Ili

...o !Ilo 1'6ccompagnauo, quali ceffi la l ~Xli~. su<>sulli nollurru, ccc. Su d1 ~6 malati, C!ll'tlll dall'~ouloJ·e ,.on tal metoJo, 21 guarir ono radic~olmenle, 15 miJlliorarono n modo notevoili"'"imo, mentre 5 migliorarono !!Oitanlo illl tnodo poco sensibìlt• oprm•·~ paso;e:,tp;ero, e da ullimo inon ebl.IE'ro alcun vantaggio Ilo lia rarad•z1.ione. S()!tanto in un c»so l'i t>bbero o rlle ,·a re degli eflèLli spiacevoli, che però non lar·darono a l-lplll'lrl' contpletamenle. G. B. CIIAUFFARll e GouHAUO. -

Valore ollAloo della reazione

eU Raycraft per la ricerca dei prlnolpll blllarl nelle orlne. - (Jottr nfll de plttJ.'fiol. et de pachol. gttt ~r" e, ma~g•o

1001).

Com' è risaputo, la J'eazione di llaycraft consi,.,to nel far radere poca qtuuttita di fiori di zolfo sulla super Oce delle O l'l ne; lo zolfu preci vita nel fondo 11!!1 vaso, sP quE>ste contengono bile, galleg~ia nel ca~o conlt'IU'io. 11 processo 1\ basato sul principio che la preE;enza clei principii btliori nel hiplldo no modillca la ltmsionP flupertlciale. Gli AA. hanno voluto controllare il valoi·e del metodo con una serie di e perienze. Dessi nP hanno dappr ima determinata la sensibililu, servendosi ll i soluzioni litolale di glicocolalo dt -,oda (sia arquose, !'<ia in Clrma), hanno trovato che la reazione é ancor·a po<oiliva con una soluzion~ nell' IIC!'Jilll di..ltllata a l veutituille<>imo e cou una soluzione nell'o1·tno al quaranta o cin•Juantamillesimo, m••n tre poi la rl"nzione di Peltenkofer ce"~EI di essere .. Pn-s1bile con soluzioni lllolale inf~riori ad i p. 1000. Inollrc la hilirubina ba sui fiori di zolfo un poh•re precip1lanle dehole, ma però costante, come gli s tessi AA. banno polulo riscunlr1:1r e con la debole solu-


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bllil.à cii qu~-;tu «ostanza; llunttue ti me lodo dì Il&) cr·alt permette dl ~cop r ire tanto i ~ali, quanto 1 pigmenti biliari. A que,.;li e~pernnenLi dJ laboratorio fu riscontro una ~erie di esperienze dioicht-, con le quali hanno dimo"tr•ato l'he la reazione in dì"cor~o non !;Oin fu posrtiva in 7 ca~t d' illero da causo diver· ...e, ma anche 111 20 ca"' su 50 di or·ino prese da var r soggetti; 20 casi, in cui lo ~pellroscopio od il pt·ocesso di Sulcow"'kt drmoslrarono p()i la esistenza a• quantità minime dt ptgmenti ùthu r t Gli A A . per • iò cr edono che la renztone di Haycrafl possa re ndere in clinica grandt «~rvigr, perche cJessa é più sensibile dei metodi dt Gmelìn e ùr Petlenkofer e cn'li precisa, con.te quella di Salcowski, la cur appltcazione 1•eru rte~ce assai prù dillicile. lolanlo <· necessario evitare le cau"'~ di errol'e noll'alluarione del prucesso in th<:co~o. A nt.itullo la fermentazione delle orine, che ne t'el ....a 1 risulta h. bisogna pereto agire sopra Ot'illo ra ccolte di fr esco, o, so ciò r1esce impot~sibile, s opr a orine arldizio naLe a r>peha emesse con ctanu t•o di merc urio, !lOslnnza. che pur a vt'-ndo un potere anlisollico considere vol~. non e. ercila atione alcuna sulla precipitazione dello :lOtfo. In !"econdo luogo '8 tenuto pre..t•nlt• che la reazione i• tltula dopo 5 minuti: ttuindi la precrpilazione dello zolfo dopo questo lasso d1 tempo non ha alcun valor e. In ultimo è nt>cessario ricordare cii~ alcune sostanze medicamentose Pliruiuale pèr le OJ•ine (fenolo, cloroformio) hanno per s•\ sl~>.,.se un'azionP preciprtanle mollo netta; la r·eatione di Ha~ era n perciò non può ec;sere utilizza la nei sojrgeUi sotlopo~tr all'uso di qm•sti med1cemenli.

eq.

R. Koru - L'agglutlnazlone del baollU della tuberooloal e an& appUcazlone ln terapia. - (Deutsehe mett. Woe/1., 28 nowmbre 19(lt).

Il Kuch, dur·anlc le ricer che sui rappo rti che esiqlouo tra la tuber·co lo~i umana o> la ti«i polmonare degli n!llmali, è giunto e provare. in vi!~ln della differenziazione deszh agenti palog('ni della due affezioni. il processo delle s1eruterapia, preconiuato dall'Ar loing e dal Courmont. Eglt ha, m collaborazione del Neu reld, Mm plincato la tecnico. e resa più pt'alrca la prova dell'aggluti naziono. Dopo


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Rl~l!;'fA MEDIOA

u\'er raccollo, !;li tli un filtro, una •tuautiti determmala (in peso) dt bacillo tlclln lubercolo~i e. averlu. a~cio;zata ron carla babula, la lritura m un mot•taio, ag~tiun~endovi a pocn a poco di una ~oluziom• tlebole ,(a -.odn caustic:l tanto, do. olteners uua mtscela, cont• nente 1 p. di cullurn p. tUO di ,.,oda. St centrifuga la miscela per Il minuta t• dopo ~i t ogli~. a mezzo dt una pipt>lta, il htutdo ,.eporato tlai bacalli, -.j neutralizza con 8<"atlo cluridrtco ttllungato, tn manieru da rtrtlll· net•u una reazione t!ebollllenle alcal•na. Indi s i diluisce deflniliv~tm~>nte all' 1 '., , coll'n::giunlu di una so'tuztoue contenenti' 0,5 p. iOO di acido fenaco e n. -,p. 100 eh cloruro t!i sodiCl. Il r eattivo co,.ì <·mupo~to olal'à òei a·isullati piu costanti da •1uelli ottenuti duii'Arloan~ P dal Courmoul. Il Koch é venuto alla ronrlu!liOlle chc• n ..ssuna thfferenza e:'IÌ'ile, dal punto tli vista lle ll'aggluLIIJazion~. Lra il ~ie ro •li ~ougue dei tisic1 t' truello dt•gh individui 'd n i; per cui la sieror•t·07.ione non può servrre 1·er la diagnosi preco 'i! della llthercrJiosi. PertAnto dal fallo elle e!'li<;;lono, nella luhm•culu ...i, dei rappol'li lra Il poler·e tlg;dutinanle del SII ro da sangue e la pl·e<>enza nell'orga111srno di !<O tan1.e protettr•aci, in quanlila ptu o meno g••ande, ~i potrebbe, "'etoudo lo ~;LHsso Korh, utilizzar'•' la 1'-ÌE'I'Oreaztone. come meZ1.o di controllo dt>ll' uumunizzazione arlitlciat.~ progi'6""'Ì' a all' initao rll!lla rnnlaltia E::li, dopo ave1· swbilito, per meuo dello esperaenze sugli animoh, o;;ntto qual furma e tlo"'e eon,·iene iniettare la cultua·a d ..i bacilli tuherco]o ..a, 1 er• portare al lllassimo gra lv il polt.!re ttgglutinllnlo del siea·o dt ~angu~', pt·oeeùe nllt> iuoculazioni nell'uomo ammalalo. ::-:e1 h<>aci, al prtmo p~:riotlo, i:' co,..1 rtu ..c .to, meri ante tali ioi~zìont ~ollocullllll'<>, a do"e rapidamente crescente, ad aumenlore al punto il polòl'U ngglulint!nla, da conslRlare un arcre cuneoto del pe<>o del corpo, as-.ieme al uua daminuzione della febbl't·. clelrespeUorazionE>, deì '-Udori notturni c aJ una atlenua7.ìone dei ~c.>gni flstcl dt!lle lesi o m polmonari. 'lei Cthi di ai!Prazioni p1ù avunz~le della malattia 1 r isulteti sono r-tali mtmo favorovoli, essc.>ndo ì1 polere agglulinante piit clitlicile U•l ollenPt·~• e meno duraturo. Allo c;(alo allunlt• d~lla <>cienza, l' uLillzzozione !'IÌ<~lemalica della !'liero1reazannP, "econdo 1\.och, permette di provare l'efficacall o meno del Lratta monlo curativo. G. R.


RIVISTA CHIRURGICA Sull& origine traum&Uc& della tuberooloal ossea. degll artl. - (Central!Jlatt jilr ('/dr., n. :19, HJU I).

KrscANRH . -

Un caPo di tubercolo~'<i della falange basale del le1·zo dito di un piede in un giovsm"! robw:oto 11 tj uale preci<>amente al do rso di quel dito portava una vacchia cicoLI'ice picrulissima, diede occasione a Kisclm!'r di pos·lnt·e un conl1·ibuto alla f UlO~eness della tub&I'COIO!'i 1i'ori~ine traumatica.

Il ratto Hmgolare tla notarsi in questo caso si é che la lesione p!'imitiva et•o scomparsa in poco tempo coll'otdioeria. cura, sicché J'indtviduo potè pr r>slare il suo servizio pet· quaUr·o mesi senza l'isen l it-e incomodo alcuno. Jru do(>o rruesto tempo clJe, riconosciuto ammalalo, sottopnsto all'opera1.ioo~ che fece v<>dere la dislru7.ione complr.ta delle ùue oapili11i e della cap!>ula arlice>las•e. Henchè non si siano lt•ovati bacilli nel focoloio mLwhoso1 l'autore non dubita m~uomam e nle della natura (ubercolara ùell'allezione , cred.e cl:e m quA!<lo caso 1 bacilli, entrali dalla ptccola re-

ru

r·ila primaria abbiano immigralo nell'arlirolazioue e di la si Ri ~>oo sviluppati ~ riprodotti solto n nfluenza di cause de· hililanti spccialmeute nei continuali sforzi di marcie ratico.:::e.

C. P. Pt•or. GAF'l'ANO MAZzoNt. - Reso con to atatlattoo-clluloo della. sezione ohlrurgtoo-gtneoologlo& dell' Arcispedale femminile del SS. Salvatore a l La.ter&no. -tGrugno 11!9 1 - grugno 180!). Hon1a, 'l'ip. Bòrtero, 1001). In questo pr ege,•ole libro di recente pubblicazione, l'ill U!'!lre chirurgo r•otnano r iferisce il contr ibuto della sua sa-

pìenle attività cbir·u rgi~a , spesa coo giovanile at•ùos·e nello uffiz10 di chirurao pr ima1·io all'ospedale di S Giovanni dal gi\lj;{tlo 1RH1 al giug-no i899. E non i.• un semplicE> r esoconto di casi cliuici, ma un lavoro col'lcicnzioso, d11l quale il gio~aue chirurgo può tra l're un tesoro tli ammaestramenti, quegli arnmaes tramenls che derivano dalla espel'ir·uza pursonale dal maoslro, illuminata da una ,-asta dottrina e da un felice inIX!!~ no. Nè minOl' pregio dell'ope ra é la ~>incerilA dello scrillnl•e, il ']Uale, anzi che lacere i casi infausti della sua arte, vi ~o~i t'et·ma lungamente a consiùes·arll, mentorc come spe~so


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RIVISTA. CRIRURGIO \

-.ia senza conft·onto più ricco di in!"egnemeflti un ìn«ucceR~o che non molli e~ili felici. li resoconto, dìviqn in due par li, chirurgia ger11 t•ale r• Jri· uecologia, t•iguArdn 1 O:i infet•me opernh>, riparlile in varii ~ruppi, secondo lo uaLura della leo:Hone. L'ampia molPria ll dispo«ta in ~ui<>a, che il lellore abbia l'IO Ilo gli occhi. rome in une va~la sinte«i, lutto cio <'he •li più iniert• .... anl~ "i è felt" nella cho1cll. Per O!t'Jli gruppo di m"latlie, nccanlo al una tabella <=~lnOltll·n, in cut 1--0110 1 <'Uilnt "Ommarii rìp;uardanli ciascuna nlfttl'ma, la rwlurn dell'oll\•7.ione, il tt•allolllento curativo. l'ef'llo. t• una esposrzwne illu<>tt·aUva dei cac;i piil imporlanLJ, ndla •tual~ l'autore e"pmw lt> <:ue os!>enazioni peJ·..onali, e le ,;UO id.-P. oner•o lfl crillcn .h qualchE.\ proce.<>!'o operatorio erl i perft•zionamenli che u:.rli v1 ha recato.

Lesioni clel/tt cute, dei linjafict. delle bor.~e .<liero.~·, dei ,,uscoli ecc.- ~..1 t• gruppo figurano 'JUIIranta ca--i dt ulrere ca liMe, d1 adelllli ti var1a nnturo e l in dl\·er"a ~edo, òi hor· si li, th retranum cicatriziali, trattati rìApetli vam~nlt' con la escissione, con ln·cHucleazione, co11 la incisionP, Il raschiamento ècl opet•azìoui plastiche. AaC•'!ISi. ~l'l ~o ~rruppo ·!egli O'-CC!\"i, acuti e ft·etldi, di vnrie l'8g1001. """o mer1tevoli .il con!'tirleraztone !:li olio n<~ce<:><>i sub-ft·eotci, alcuni dr origuw ~:~>nital~> (l•mbolica , nllr• di origine inle~linale, n liri di ori~ill"' JIICl'rln. Pù i venlttlto cusi di a"C6""0 della f!J~"'S ill8C8 111lerna, dt'l t}ll&li sei dtl mfezione puerperale, dUl• tlu lesione intt>.. lluall", u11o di or1gme p~o•Lica, uno da flogosi ~uhacuta del!~;~ Jrluondolt• llittcbe pr·ofontle, uno da truuma, e diot>i di origine inc••rla. Cinque d~ltt> operate rnor·irono per ;;Il r>tfelti della infezww·, eù una, inferma ùi p!"'oit~ po'"l·pU!·rpurale, nell11 notte dt•ll'urulrcesuno giorno .Jal· l'atto operath•o, per auemia acultl da t-rnnrraara tlall'mcl"~lOne chirllr!;ICa, prov.>ni... ntr> da un'ulcet·atlOilO della parl'le poste· riOI'S dall'a t•lertll (t'morale, llOI p ulllO 01 p&s&ag~ÌO ROllO J'ar• cala d• Falloppi(l. SM1 uscolo.'fi.- Tumori. - ""l :{• capitolo tì~urano lredrci inr..rme di seni fistolosi. dh·er-.J per el1ologia e po1· ...eùe, e nel cap1tolo segucnLe venti int'••l'me di Lumori varii. frtt i quali deguu di t'icordn ò Il caso eh un ang10ma venoso del tt•il'ipile brachrale ~ini<>lro, eh cui l'nrhcin~ prima -.1 pote ehiaremente dimostrare nel te ... -.ulo mus •o lare. Sol" un altro caQo di Lal genere e di late ~:;cde, Citato da Hc•uoque, ... stato de ..critlo dal Rich~L.


RIVb"'T \ CRIRt."RGll'.\

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Go:;i. - Dellu rinquP opc'rate di ~uuo cistico e lelanf.!eltastco e di adenoma della ltroide, unn morì per Nlllcrt!na del lobo mfet·iorP- del polmone siui~lt•o, ncetdenle non raro dopo l'operazione rlel J.:Ozzo. Fra i rneludi tn ouore, r ... ~llrpo.7.ione UliiiOl~"t'ale, In l'('"I'Zione ali» ~llkulicz, l'exoliropes~itl di Jaboulu'i e J'euucleMtoue intra)!landniAt'<', tdeata da l>ot·la, i• a IJIIC."lll ultima eh~ ~i d1ede la prt-fPrPnvt. Lc~io11ì d•lleosstt e de le artieola•ioni.- Le malnltie clellc o~«a f' delle nrticnlot.toni. l'be rtciiÌt!:o4t•t·n l'inter vento ctHrurgico (1.:) opet•ato), sì posso11o di vide r e> 111 lrl'l cetet:eori~: llogo~i. drt"cwmila oslt<tl-arttculat•i, nooplasmì. l•'ru i proce<~~i JI Cl~islici ll~urano undici ca-.i òi lesioni oq,.pe Lul.wrcolart do~lle co-.Lole, del cnlca!!no, tl••l g ruu tro ·nniPr~. •leiJ'o~lragalo, lt:>llo ~tet·­ no, ccc. L' tlht'-lt'l' chirurgo ~i didtiat·a poco entu~io~ta delle g randi opE>raztoni, dte si pralicauo per tui.Jt>rcolo-..• th-lle vet·lebre. e l·rede ~'~••~ una Luonu c·ura tntPrna, ilregìmt> dietetico cort•otJorante ed 1111 apparecclno che immobilizZI etl aiuti la colonna Jor!;fliP n '-Oslen~r·e il pe~o olol corpu. F<iauo mollo più utili degli inlot·vunli chtt•nrgici ra41icoft. Fra le flo~o~t delle al'licnhMioui nlihondaruuo le artro-.irlovili tubercolAri (<lndtct C~"ì, 'ei •1<'1 ~tomilo, rtiiCJIIO del aìIIOCChitr, uno dell'anca. X ella re«eziont• .td !.romito l'n•tlorc dà la preferen:m al p roe esso th bnionett•• di Olher, L' nelle resezioni Jel giuocchio Hl proceso..o .ti Mackerll.lo a lembo semicircnlat··· tuft>riore, ti qunlu se1'VI' s& per la qpmpltce ur·lruclomin ;.iuovmlt>, come per quella o~leo-sinoYinle "'ella Artreclomto siuovialt', pqegtula la di~~ez1one dello •·ap~ula orticolnr·P, egli, iuvf'c..:e tli nwltot·e a mutuo cnnllltto le carlilagint nrlirolari, sgu<~cia i ccmdtlt del femot•o e la F<uperllcie artirolel'l! della tihia dalle loro carliladni, altMc·anclo superficialmcut~ 1'0'-"''J l! racen.lo qutln roccia arltcolnrc delln lih10 due e<:cavi\I.IOni superlìcJalt, nelle 1ruali si adagiano i condtli femorali. Nel resecat·e, ~o<:liluisce, lìu dove ~'~Ì può, il cucd1iaio e Ila ~uorbia, artlrw oi r•l;pellarf' l>! pat•li "ane, prozill"'i nuclùi osteogent!l!Ct nel prot:'e~so dt ripuruzinni, e nelll' rt•,.ezioni d••l ~otmocchio adopera co«taulemenl•! ti tlrenaggto. l peggiori 1o11 (•bbero nella ro~eziont• dell'anca., l>'ra !t derormilu O"'tco-at'ltl'olol'l fi~urano quattro cast I•li anctnlosi, ùue di mcul'Vamenti rachtlìcì, e due di fratture. ~o levole un co~o di snchtlo<:l angolore fal<:a del ginol'chio clest J•o por fls~azione de llo r·olula, opPralo col distaf'co ct·uent"


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.Rl~1 A ClllRt'Tif.tC \

e dir·ello della rolula, llealn dal oC(Jtnpinnlo ~or. co~lonzo Mazzoui; o un caso di ft·ntLur•fl dell'olt•rrano, in cui fu 111esso in alLo il processo del doll•H' P. Fet·rot•e<~t. con rut, messo allo ~cop.-rlo il tendine d~> l lricipile e ... Len«ot·e, si cll<:,.ocn una lbta le111lim•a che comprt>ndP. lutlo lo "P~"~ore del tendine, larA'a 1 cenlitt~etro tl lunga ;, cenlimelrt, la quale ~· r oYe!lcia io ba«M e st fì!'l~a nel suo O!Slt·erno lit,ero, con punti staccati, Rll"aponevro..,i t'd ai muc:coli ùell'uvnmbraccto. al di ...ollo della Jmea di fratturA, previn t•imozion .. clt>i coagult tlllt•t·po;.;li; si ri AV\'I<·inano o ~~ rJUIIt'H'C>IIO CQn punti stacceli i rnurp-im lalera!t della e;ohlllone di collltnuo fnlln l'lUI tendine del trieipile; l"Ulura per pruna di'Ila p-Ile. L'••«ilo fu feltcis..,imo. Dei dtvl'r'>i cast eh neopla"'mt dello n"'r-.a, nove fut'tlltO !'8r· comi. l sr1rcomi d~llo os<~a o dci calli di fr·atlura t'e«lnno per mollo tempc> limilùti, onde, pt•ima di dernnlir·e, amputando o di!'arl•colando, conviene d•--cttlere ,.o c:~,nv•'ngano inte1 Vt'nli limitati, Riti a dare In guari~u.ne r a hrnle l'd a con ervar t! III'JIO ~le<:~O lPOl(lO lUilo (l parte dJ 1111 flf'lO. Lesroni loraciclre. - J. (~ lesioni tc>rlll'ic:he che r• cl11esero l'inlei'Ven to cltii'Ut'gico, furouo 5:J, 47 IIIHIHLlie clelltl pleura (pio- torace, pio-pnt'umotorace, ac:ce~ .. j intorlobari, lhlole tnracJch~. ecc.), e 6 del polmnue (as"C'~"'i. gangrena. c• .. tr da echinococco, t!CC.). Xel :17 1'8!;1 oli ptotor8L'6, :ro voltu fu e:-eguita la pleur·olornia con res~>zioue di unn o piu cul'llolt>, e l.YOltt' lu pl••ut•otomia stlmpllt·e, con ri·mllutl di ~uorig-ione e di mi~lior·amento pl·e...c;ochi• propor:r.tonalmt>nlt• u:walt. ~ella cura Jt•ll't>tnPwrna l'uultJI'I' cl a lo l"' •ft•rcoza nll11 pleurolomin con r·ec:eztone •l• urta o p1ù l'O.. tole, roun Jllll io basc:o C'11e ~in pn.·«tbile. e<l sllribui::scB J,• diver,..e opinioni c:u11a sceltn dPI uwzzt da prt!f~>rire 111'1 lt'Hllumenlo dt•lla raccolte morciu«c pleur·•cl11', t•tl 1 d tvcrl'i r1'<ultali oll•tlltLi dui \'llrl oprr/llo,•i, nllu confu,..io11o cl••• l'\'gtlll nel !'.Ì>:~lamo delle clas~iflcn;.icmi. in •Iuanlo ctm non si ttcwrebbero coufundere ~li 8"cesst tnelapno111nunici cun tfli ernpicroi e questi coi piotnrllcl o le plt!UI'tli «o ppura li vn. Hi-.erva la pleurolomia !'18tnpltce 111 caH ~r8\'l'< inu, m cut .~ uecess1i.U operare rapidnmenle, o qu~mdo St l ratti di riH't·nlte limilnLn iu ~io­ " ani SOI-!u-Olli; t'u in tuili i t'l\ i, dato P'liln ul pue, l'!'l'gue il Lamponomenlo con t:ar:w. m.loforrmcn "•·nza la\'&g~rtu, per non destar~;~ la lO'-"e. 'PI.l"''-0 pericolu~.u. '\elle ornmalalu d1 fistola L•H·acica .,, o!<e;.l'ui l'operat.ione eli Esllilndot·, con un migliorutnenlo o KOi guarigiorlt detlnt-


RIVY...T\ CHmURGlCA

Sft

ttve; onJe non Muo da seguire ~li operolot·i che •·icorrono elle colossali demoli7.10ni (ope1·azioni di Schedo); rno poiclté una de!IP difficolli1 dello E~lh1nder t• di rar ll1'811Uiare l'angolo compre...o fra la ra ,·hìdc ed il mmH'Oue po!'let•iore tli eMtola , rauto r., prorone una F-un rnodtficozinne, elce e rie:<cita ~empre reJif'emente t\ ~Oirnure IO Sp87.io CO-lo-racJudeO. Egti sJ dichint·o ronlrario all'intervPnlo chirut•gtccJ contro focolai ili luhet·cnlosi i11iz.iult.• (pneumeC'lomi11) e ravernosa <r•rumroolumill 1 E favorevolu lflVPc·e all'intervento nl'lll'a-;ccssc) polmonare, che e~li e.,egue l'Oli !a rc ...ewme dt una n clne co... tole, anLiclté cOn la setnplic~> pleurolornio, cunw Ca ~talbot. 11er potere ttver·e uu campo operall\·o più arnpto eJ un 1111· ghore ùr ennggin e [H~•· remiPrc• più agovnle 11'1 retraziorw loracica. Se vi !-0110 adcl·enze rr•fl la pleura VÌ!:Iceral~ o la costalt-. 111cl'lc col ter mocaulE'rio IH sn!'<tanza pohnonare p~r· apt·ìt·e l'a::~ce.-.<>o: c (II'O<"ede al lampnnomenl(• "enza Javaz~io. che

,.u.-. r·m~cir11 denno,.,o. Bnoui ri,..ull1lli da pure l'intervento chu ur·~rco nel In p.ongr·enn poltnona r·e, specialmente nella melHf'IICUmonicu, <~c il focolaio è cit·co::.critlo e f.:ÌÒ nt!l periodo di t•liminaziOn<', e quanto p1u Jll'e'*' !'li intE'r'>euao. :\'et cas• d t ci.,li da echinocn~·co t lei poltnnnP, la cui diAgnn"i, ::pt'Cialmenle se la Chli non • "uppurala. non è facilP, conll'H l'opinione di color o che propon~ono In eu t·a c!SC!u<:ì vanwul~ ruedica e tli rJHelli clit- vot·relihot·o Jimitur~i alla pun lul'fl, egli 111 dicliiat•a fa\'orevole all' inlet'\'Gnlo chirun~ico, che du o::oJ-

tanlo 11 lG p. 1111 di mortalitu. '\OL<-Yolc 11111110 ,. 11 et~"" di u1:a donnd •li 31 Auni, che A\'eva «otferlo unu poltuon1le crupale dt>l loLo infer1ore d,.J pl"'lmnue "'ÌIIÌSlro , C ll èl CJUSie l'1ntorvenl0 chir urgiCO ru delPI'[OIIII;llll da un l~rrm•e di d•ngnosi, in qunnlo che i l mcrlico aveva l(iudi· calo che lll' ot•n segutlo r .....ito in :suppurozl()ne. Pr•oc••dutw•t all'alln operativo. nor- )';i Lro,·o Alcuna ra\'ilu suvpurautc, 1118 all!l .... upt>rficia cl~lla bo"e dd lobo inrcriore ,.,j ,·idero~ numet •"Ì uoduh btiiiiC.:s-<trl, n coult•uulo mucn- put·uleuto, che "PIC· cavano s ul Le~>~sulo ci r co.,;tn rlll.l indurito. Falla una lcgalul'a in tna<s"a, Rl rekcc-ù col lermocau\er·io la par•le di polmone altP· ruto 1:1 l>Ì ll<:!<ò rl moncone ulle luhbrt~ dl'llfl mct-ion" prlllii'Sll w•llll }'8re t& co><tule. Il p~::z1.o resecato pt•;• ... en tava indurameutn poltnunar.>, IJ•·om·hiella~<tu e nu!Ot<r<><>t a-.c"""Ohni . J.'m(t>rmn

d•Jpo un c!Hmero mit!lioramcnlo, mori 111 caru> at1 un mese tlnll'allo oput·allvo, in mt·z~o u sinlomr di l~sioni probabil· rn ent•~

s uppurativ1, in altt'i punti del pollnon ....


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RIVISTA DI OTO-RIXO~LA..RT~<lOHTRL\

Conchiude l'autore questo b rillante capitolo della chirurgia polmonat•c, sottoscl'iveodosi u quello che ùice Malbot , cbe alla chirurgia del polmone ~ia ancora pietra d' inciatupo Ja difficoltà di una diagno!'i esalta e co111pleta delle lt•sioni polmonari, on.le spesso s'tguorano resislPnza, la natura, lu sede e resLen<~ione delle .pneurnopalie, cho t·icbiederebber·o l'mlervenLo op~raLi"o. ci. ( ContinU(l) .

RIVISTA DI OTO-RINO-LARIN GOlATRlA :atsnlt&tl d1 nn& lnchtest& a111le m&lattle dell'orecchio es e· gutta neu·eaerotto Austriaco nel 1897- 99. - \'ienna, !901.- Rivisla crHica per G. o~TlNO, capitano rne.lico. Nell'anno 1806 il roedico di re~gilllento M ... jewski, in un rapporto al ~liuislero della f!'Uerra austro-ungarico, e::~presse l'opinione che un gran numero dei mtlilar·i sotto le t.umi si procuravano arLifìcialmeote malattie cl'orecchio per ftu·si esonerare cl al servizio militare c pl'Opuneva: L• di limitare la porlola ùell'articolo dell'elenco r·llo prescl'i ve che le perforaziOni limpanicht~ )J~t·maoenl.i e le suppurazioni ùell'orecchio siano lutle motivo d'inabili La; 2• cltt! tntti i militsri all'elli da tali ulalollie ros..,ero mandtlti all'oc:pu.tale, il quale solo dovf'va avere il còmpilo di pronunziare ~iudizi medico-legali; so che od ogni pre~entazione ed in Lul te le visi le pel'iorlicbe fosse esaminala la membrnnn Lrmpanica e notato il r•oporlo. Il CotnilAlo Ji santlA militar~, incaricalo dal M inislero, iniziò oinl 1896 un'inchiesll\ sulle r.nttlallie d'orecchio nPII'esercilo, rivolt.rendo l'allenzrone sui !<eguenti dali. Jo E~ame obbiettivo ùegli orecchi clel\e reclute rli un certo numero di presidii dopo tl loro anivo al corpo allo scopo di ricOOOSC01'8 Se lulli ~OSt-iedevano o r·eccJci sani O l'C r!l'esonl8\'800 lesronì auricolari. Furono incaricaLi di questi t>sami, medici mllilsri specialr~l• in otoiaLria. ~ Dal l' genna 1o t8Uì Lulli i direttori di ospednli do,•o:~ ­ vano trasmettere, in un colle relazioni sanitarie mensili, le ind[t·azionr seguenti per riguardo ai malati d'orecchi: se


RJ\'I~T'

DI OTO- RI:\tl-L \RlSGOI 'TRl.\

Ul

prima dell'arru(•larnento vi e1'8oo smtomi di malattia aurico· lare; il reperto tilllpAnrco ed aru~lico t~ll"u«c r la dall'ospedale. 111 IUsultati dell'esnme dell'o recchio di reclute nell'ottobre 189C.- Le r lcerclw furono falle nl'i prf'~idii di Gr•az. V renna. P rzemysl, I nn~hruck. Dalle cifre ri portata uell'mchiec::ta "'f'ttò dedurre : t• che io un rile,·aote numero di militart !'Ollo le a rm t " "Ono aiLerazioui patolog-iche dell' oreccllto (in mPdia nel 1:!-1 3 p. 100 ni Lulli gli individui e<~amiualt): ~u li corpi e"anunah se no rn•conLrarono 3!15. tra i quali 25 con 1-*rfnrozioni timpumche a~ciutte e :35 con otite merlia purulenla Cl'O· ntel) c loro complicazioni, 2• su 90!-. rt•clute, sane d'orecchio, d1'lla guarnigir.ua dt Graz ve ne e1·ano !IL con un'acuiP7.Z8 ud1th·a minore di'Imi· nit•. um pre:-crillo dall'elenco (ll m per la voce afona,. :.!° Come si cumportarono le ree/me .<~O[Irtl esamtnatc e mnlattiE' crorecelti.o d~trante il loro .~PrOt4iO. - NaturalrnPnte non l"i potè avet·o Indicazioni preri~e che ~~~ poche d€'11c rP.· cluLe esnminnLI'l. Su 321 grù rnalali d'orecchi. di cui !'i poler·ono avere cqnL1e tnd1cazioni, ,oJo 3:1 durante ti trionnio dt ~ervizio c;otto le armt don:~ltcro l'icoverare all'o-.pedale, dei qualt 15 erano c:J.ati prenotati come all'etti da s uppuraztonu a uricolare o dn perl'or aziont>. Per c ui si pu(l conchiudere che numPt·oc;c t·eclulo con RfJUI· sile allerazìonì palolol'tiche dell'or ecchio, anche con proc('s~i JIUI'U)enti e pet•forazillni, pt·e~IAOO Il loro "6J'Vizio j un ratto che deve esser•' l'allo rilevare di rronte al sospelto che molti ~<oldoli si po~<~ano procurar., dellt> otopulie per sottrar!<! al :<ervizio mtlile••e. a• Statisticrt dei malaci d'orecchio W!Citi tlflQ{i ospedali neuti fl/1111 1897-0Y-09 - In tulli ,.:tli oc:pedali militari furono rtI'O\'erali 9'>!.15 malat1 d'orecchi: di •1uec;li rurono all'oc;pctlale : 2 vollt• N. f>91i !l " SG » » 21 ~ !; Il \. ,; • l Btso~a pe1•ò nolat·e <'he un cerl.:> numero di n·ciJive è di natu ra ammìnic;troli\·a (osser vazioni, vi .. ilo medico·legali,ecc.). La mortalitl\ sui malati cu ral1 fu dt 2,!> p. 1000; usciti guo· riti 626,2 p. 1000; ri fo rmati, ri vedibili, ccc. 3i0,4 p. 1000.


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.RlVJ,'f\. l.ll OTO-RI.SO-L.\lH:\GOIATRlt

Su 959:>, dicbiarat•ono d'e8«ere oromtllati prima dell'arruolamt·nlo 431ìo (i5i p. 1000). L e più frequeuti furon o le forme purulenle (i25,G p. lOflO), poi vengono i catarri dell'ol·ecchio m cùio (1B3,2 p. lOOO) e le rnalatlie dell'orPc.:chio esle1•no (177,fl p. 1000). Abbaslauza frequeuli sono Ancora lE> lesioni traumatiche dell'orecchio (19,5 p. 1000) specialmente uella ca valleria. 4• Spéeiali /OrMe di mala.rtie rm r icolart . - Queslo capitolo ha imporlall?.f\ statistica, ma poca medico lega le. ~olo solamf'nte che di 65 ca..;i tlt polipi auricolm·i tr-altala negli ospedali, :-olo 19 uscirono A"uarili dopo una media di 41 giot·ni di d~genza. o• Jl potere ~t~litit:O dei malati d'ortccflio in I'OfifiO r [O al .<wrol~io militare. - RapportalP t\ 1000 le cif1·e dell'arulezza utlillva dei soggelli uscl<li dall' o<:pednle. nel lriennin ._, f:>bbt>ro 9-?9 che !.'ar.•bbero slali iJont!i ~l ...ervizio tf•nando conto esclusivo dell'utlilo. Spt>cialmeute ne!o(li usc1li {topo uvet· !'lot'fel'lo di otile rn1•dia purulenla il 252 p. 1000 aveva uu nltuno uùtl•l, come pure Il 2ì0 p. 1000 dellr~ 1wrl'ot·azioni Ump11.niche. Per rigual'dO a f]ttesta ultime l"i ùnve not.at·e che molli medici militari, mal~radu la tassati va pr escrjzioue dell\•lenco, dimisero dall'o~pedale come idonei al servizio individui con perrorazione permanente deliu lflembrana. Ed i falli pare abbiano dato loro ragione. Di 285 uommi con perfo1·azioni limpaniche, 5olo 1!1 rtlnt•narono all'ospt>dale. La recidiva no11 dichiarò rinal•ilit à al Rervjzio, anzi tfllalche v61La porlò alla ~uarigione tl~'lla peJ•Corazion e giudica ta ru·ima permaueute. ='lei r estan ti 21ìti uomini 0011 è notata nel triennio alcuna re••itliva etl è molto probabile elw 'JUl·,ti nell'ulteriore coro::o del loro :c-el'\'IZIO nnn <>iano stati an alcun anodo tormenlatt dAlla loro perforazione. u• Morte per mafauie d'o r ecchio. - Sui 10,1-f>ì maluli di Mecc!Jio m oriron o 30 individui (<.!.U p. 1000 circe); in Lt·e dei quali però h.t r·ausa dt>lla mo1le ~ ùu ricet·carsi nella tuber· colosi concomitAnte. Il Comitato di ~an tta militare lamenla che i medici mililal't uon posseggano ~umcienternente la Lf:>cnka delle oporazioni dell'orecchio, per cui non interventlero affatto in casi in cui h· indicazioni erano uette, e qu!lndo iuter\'enuero fu per lo più Lroppo tardi.

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ttl\"l._T.à ni IYI'O-IU~U·l,,\RD.GOI.\.TRL\

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Considerazioni e proposte - nnlla magi-.trAie o pon.lerosa inchiesta il Comalsto di sanita militare 1100 trae nlcu11a conclu~a oHe, ma Ja-.cia al lellnre il difOcil~ cl\mpilo di trarre dai numeri le I'.O il '~CI-(Uenzc . .\ mio 1110do di veù~"''e, le dcrluzioni da lrta rsi Hono le sef!Uenli : ,. Non e provato, •tuanlo Allarmava Il me.iir·o dl re~<tgi­ menlo dott. MllJPwski, cbe molla ~uldali <.i provot'8""'ero le· siom auricolara per egimer:;i riAI "Cl'\ izio militare 2· li lnnite mioimo tli udazJnt•e IIPC8>""8rio per il ""r viz.io mihtare (ti m pPr la voce afona accllnluata) (' troppo elevato nell'esercito auslro-unglirico. Sn i medici militar•! 11i olll'aws,ero scrupoln.,arncnte aiJ'.,Ienro rilen~o l'iae c!mr··hhcro di· chiarore inabali nl ser,·izio arrnato il 211 p lOO almeno de:.di inscriUi. Ba ~la con~ultal'e difatti le cifre ottenute da B ezolrl nei suoi esami "-U ~colari per com·iocer,-i che qué~la pert"enlunle non u esagerala E l i medici malii!U'J austro- ungar ica l'hanno tanto inlesn que!>Ltl necos~alà di allhns!'are il limite anmimo di udito, che s ullo t·Pclntcg-iu pas!'a.le pL•l cro~wol o dt~ l ln clt!l't1renli vi"ate medico-leaali ,!!li ufficiali uaetlit'i otoilttrt ri ...conlrarono aucora il 12-t:l p 100 ui SO!!!!elli t'laf! alla -.trel:!ua ti eli' tllenco avL·ebbPro dnvuto essert! e;oonern ta •lal ~ervizio armo~o. :J• È molto l'"'a~erAlo iJ pt>ricolo, Sl'gnalalo Ja1:Ji ntoÌa(rÌ che s olto J' lllflti611Za .JelJe C8U"'0 lllOI'bo,..t> tnerenli AJIIf \'ila anihtare le pPrfnraztoni asctulle della membrana IMnpani..a shtno occasioul' alln r iaculizz.aziorw di proC'essi purulua tli (::lié elllinti) dell'oa·ccchio, pur non Leawnùo conto tlel falln che le cause morbo"e cui "Mebber·o •·... pn><li i t'tformall p~> r rpae5118 cau~a, :;ono ~pe~so nella vita CIVIle mollo più con"'ttlea·evoli sia per la profel'1sione, siu per llll a·egime di ,·ita uli'IIO i!!ie· nicamente r .. gnlata La 1·irr·a eh~' ala delle f(aornale d1 degenza dei sog~etti affetti da fl(Jlipa a uriculat·i , la scarsa percentuale dt>i realmell11' ~m1riti (dubito moll o c he le guariEliorai ollortu lo siano s lalCI deflniti vp·, inducono R consigliare l'elaminazioue di Lulti gl'ic;cpilli e tnilii.Ari portatori di polipi. ~~o Rite11go che la cal'ra ùella morlalilà ripol'lata nell'in· dtiesla ~ia molto al dasolto del vet·o. E ~enza inwtrare le fol'tuile con"L 1\.ozioni t! i le"ioni mor t.ali r i$Coulrale in cada· veri, la cui cauc;o di morte (mening-ite per lo piu) ora ben altrimenti sp ie ~a ta, r icot·do le til'ro di mo rlalalà ùalo dn Ilei·


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RIVISTA DI TE.Rt\PEUTIUA

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ma n per l'e~ercilo rul'so e da Dtnkhan per l'esercito germanico. Il settore degli ospedali mllitari non tndaga, se non in ecceziOnali circostanze, ros!"O temporale, nè grirnporlanli seni venosi che si ascondono o vi decorrono in vicinanza: pet• cui passano inossen·alc le Oebili e trombosi dei seni ed un certo numero di meningili secondarie a suppurazioni auricolari passano comt forme pt·lmitive pui'Uiente delle pie meningi (1).

RIVISTA DI TERAPEUTICA R. P. WIJ!TE E JOFIN liA Y. -

l!iuov e rloerohe anlle proprietà. veneflohe del naftalene e del compoJtl aroma.tlcl. - (The Lancet, agosto '190 1).

La fabbricazione e l'uso del naflaleoe e dei composti dtllla serie aromatica impiegano oggHI\ un numero relativam ente g r ande di operai, essendo clivenutt elementi necessnri ed indispensabili nella fabbricazione dei nuovi esplosivi. {l) V inchiesta del Comitato auoiro·ongnrìco dì ,;anita militare non ci da nesbuna lndl~ziono per modtBMzionl da rar-a al nostro elenro delle inrermita, sol non nel senso che le pretese esagerato de~tli otoialri nontorl devono ~sst'rll \:l~lla te wm grano satis. s.~rebbe desiderahile anvero che i milltari eh•' prestano servizio armato PO>oedessero tutti :~Imeno un buon udito, ma la statistica. ci dice che a llo stato attualo, Sllecin lmen te per la Lrnscuranza delle malattie auricolari dell' inranzla, consill<'rato ancora dai genitori come emuntorii necessari rlcll'organismo, tale de&iueratum è un pio desiderio. Per migliorare il reclutamento, prr rig uardo alle malattie d'orecch io, creolo degni' di attuazione la seguenti proposti' : 1° Stabilire il limite minimo d' u\lizlone compatibile col ~enizio militar~. )10 Modlncare l'art. 49 dell'elenco come segue: • L'olile secreliva cronica accertala in u r. O!fJerlale malitare e permanente oltre tl periodo della rh•edibilìlll. • L'o lite media puruleota cronica se ooswnuta da carie delle ossa o da altr11 cause di diJlkile remozione (polipi, colo:steatoma, e~c.) accertata in un ospe dale militare. • L'obbligo della rivedibilita per quest'ultima, data la tenacia e la reddi vlò.'l !Iella malattia, costituiste nel massimo numero dei casi un inutile lavoro p~r periti degli ospedali ed un aggravio pel bilancio a danno del buou reclutamento.

G. O.


H5 L'A. già ebbe a trattare delle precauzioni igieniche che si richiedono nel maneggio di tali sostanze, nonché della nosografia dei disturbi cui dan luogo (in Prooin.cial Medical Jo7trn.al, t settembre 1892 e in dott. Oliv~r, fndctstrìal Oc· RIVISTA DI TER.A.PEUTIOA

eupations). Nel presente lavoro lralla solo della dosatura e della ri~ sp(ltliva azione· venefica in riguardo anche aJJe asser zioni di Strusman e Stt•ecker (Friedreich's B lèitter .fii;r gerichtliche Medicin, luglio- agosto HJ01) circa la non assorbibilità del di· niL•·obenzer1e attraverso la cute. l composti azotati della serie a romatica agiscono podf;lrosamente sopra i centri, producendo coma e rnor·te. lo piu piccole dosi i loro effetti si esercitano sopra il simpatico e i nBrvi p~r iferici, producendo perdita del tono vascolare e sintomi di uevr1te multipla. Sul sangue la loro azione é in molli casi definita e caratter istica, formandosi combinazioni chimiche con l'emoglobina, do11de cianosi, deficiente ossidazione e disfacimento degli elementi cellulari del sangue. Il gruppo del naftalene, che è largamente adoperalo, é probabilmente meno dannoso che il gruppo del benzene e del toluene. Tra i composti del nafLalene poi , il dinitro-benzeneHaftaleoe é più. velenoso che l'analogo monouitrico. Il mononitrobeuzene amministralo a dei gatti non sembrò affatto nocivo; gli a nimali anzi ingrassavano. Invece il diuitrobenzene è velenosissimo per tali animali, essendo sufficiente la dose di grammi 0,08 a g rammi 1,2 per pr oduere la morte. Tale sostanza amministrata per bocca) offre un pel'lodo di lateuza prima di p rodurre il suo effetto. I l ,trinitrobenzene non è visibilmente più velenoso del dioitro. Quanto al g ruppo del toluene, ha comportamento quasi analogo. 11 mononitrotoluene è affatto innocuo pei gatti. L'esperienza dell'A . in proposito é scarsa, ma da inchieste fatte nelle faLbr.iche, sembra che i composti ni trotoluenici siano oltremodo perniciosi. A d ogni modo il trinitrotoluene é meno dannoso del Lrinitrobenzene, ed effettivamente nei casi in cui è stato possibile soslituirlo a questo, senza danno per l'industria, ne è ris ultato un e vidente beneficio per gli operai. Se ~ai e Sùslituzione potesse oper arsi sempre e dovunque, sarebbe un g ran passo per l'igiene .


RIVISTA DI TEBAPEUTIOA. Qu~>~<lo pet· ciò che riguarda la veleuosita compal'aliv~: quanto olia possibilité. di assorbimento cutaneo, l'A.. cila il fallo che l'obbli!{O di maechere con tubi aeriferi, imposto da una casa t'ldesca a' suo1 ope1't1Ì. non fu sufficiente a fur sconlparit•e i C8"i di venofic1o~ (A meno che non ~;i pon~a in dubbio l'esalta applicuz1one tli Lale misura i!rienica). Ricnr(la la grande di~crepanz.a d i o p m ioni· circa la possibilità o impos'<ibilita dello asl'lorbimento culaneo, che esiste ndlu letleratur·a medica •lA un "ecolo in qua. Cosi Scbi.ifcr dice che le solm:ioni fiC•]uose non sono as:;orbhe ; Krau:-e ammelle l'as<>ol'IJinu~nl.:> di soluzioni eteree o alooolicue, negato da F!l•isher, Rillt>r e Winleruil.z; e L-\.. dubHa mollo dell'eflicacia dei lopici conLent>11li alcalotdi in veicolo gra!'so, e delle pomel.d jodurate C" i'ttliciJic!Je; fac~ndo solo ecceziCJuc per la pumaL" mercurial~ il cui aa~orbimenlo è dovuto ad una serie di lr·asforma1.ioni chimiche. (I globulini rli mercurio in porte o:;siJali, entrano nella cule per• lo slronmo p'ro lun ~nlo; l'ossido nero l'li convet·l~· allora per la presenzà del cloruro di sodio degli umori in calomelano, e questo in aublimato per la pt•e;senzo di ossigeno). D'allru can~o gli oporai impiegati in Lali fabbricazioni affermano che l'immersione rlelle clila in tali liquidi dà eilelti

vene nei. A. ric:tolver~ la queslionl' l'A. praticò insieme col dotLcn·

Ilay di Liverpool una set·il' di espel'imi'lnti sui ç:atli, cou~i ­ c;teoli nell'appliraro, una pomata compo~ta di lanolina anidra con dinilr·obenzene al 25 p .. 100, sopra la cute del dor:-o, per uua t·$l~:nstone variahlil' dR 9 ~entimelri rruadrali a 20 cen· llrnetri f{USdt·ah, aventlo la lll'<'cauzione di l'adere l'animale quale!••· g•o1·no prnna onde dar tempo alle eventuali abr·a· sioni di Clcalr iuara complelamenle, ... di coprire er·metica· mente il ltJpico con garza •· collotlìo. Costantemente ~i ebbe la rnor·te dell'anunale, iu tempo variabile da 1 a G gioroj, con i ~in tomi ehe qui appres!C'o riasf'umiamo: Dio:rmea. paJJidezza l!ianotica della lingua e muccse, sLupi· dità, t·•~idezza nei rnovinwnli, aumento dell'eccilabilita rifles~a a del rìfll!sso patelhwa, la! volla salivaz.ioue, alterazione della voce, tendenza a cadere sul llanco o a giacere sul dorso. U1'ine scolornlo, ~enza pigmenlt blliat'l, in qualche caso con sang ue. Il sanguo bt'ttno con emazie rimpiccolite e deforl!late, e corpiccioli i rre~olol'i e rift·angenli natanti, non presentava la


RIVIS'J'A DI TERAPEUTlC<\

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dlspo!<izioue a r otolo di monete, e nllo speltrO!'ICOpio dava strie di as~orbi rnenlo corr ispondenti a quelle della melnemo· g lobinu (pseudomelHemoglobina) . •\ll'au top~in: polmoni pallidi: ~angue conj;(ulato, color cioccolata; regalo in degenerazione :.rra~t'a; nefrit~ acuta. In •rualche caso l'urina presentava in~iemr ossiemoglobina o m ~laemoglobm a . Non <~i r1scontru dinilrobenzene libero nel !l&ngue nl• nella urmu. li doll Hay sperimento in ~equilo «u sè sli.!S<~Ct ,, ne dà relazione come segue: L'~ ottobre, prima dì veslirmi, mi un!-li gli inguini <'on tO centigr ammi di pomata di dmitrobenz6nu al 2~1 p. 100, con· lenente, per cio, 10 centi~ammi d• •linilrobP.nzt•ru•. Ripete• l'unzion11 la sera al momenLo di coricarmi L' indoman• notai un colnre bluastro sulle labbra e inlo•·no alle un~thw, <>enza alcuu fallo "ubbietlivo. Di nuovo, prima tli vestirmi, praticai una tli'rt.a unzione sempre con ugual cruantilà, che rimossi con lavaggio accurato verso le ore 1:2, avendo ossrrvato un notovolo a nmen lo della cianosi. Alle 13 lo labbra a lo unghie erano rt'un blu livido, e tutta la pelle cl'aspello cadnverico. n polso duva 1()().120, rc!o:iOlare, piuttosto pieno e leso. Sen · ~zione di peso e dnlore al capo accresciuto do! menomo movimento. Incidendo l'alluce fuorim~cl sangue multo bruno che pres•>ntava bande rli oc;siemoglobinu molto Rhiudlle, ma uon sll•ie d'assorbimento nel rosl'IO. L'Cl'lame dell'ul'iua riuscl negativo. .\ Ile 18 il polso era pieno e scoccante. da 96-98, ritmico; io pruvava guslo metallico in bocca e ct>falen frontorbitalc ac· co rnpa~nala da senso di pienezza, l';pec•e nel far le scale. lnalat ossigeno per 5 minuti senza alcun vantaggio. I.e vpne delle mani e delle orecchie erano ingor f(ale, le munì lroma. vann distintamente. Il lO perdurava ancot•a la ci911os1 ma meno distinta. la cefalea e il tremore erano cessali, ti pol~o ancora un po' rre•Juenle. L' ti era t•istabiHLo con lieve tendenza allfl ceralet,. Tale auto-osse rvazione é molto impor tante. porchò abballo le criliche che potrebbero fonda rsi ~ull'eilf!Cl'C lA pelle ùei galli più sollile, più vascolarizzala e meno cornea di nuella dell'uomo. P•·nticamente SI osserva negli opiOci un magg101' num('ro di mol oti fra gli opera i che maneggiano il dini lrobenzene M!· 7


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RIVISTA DI TERAPEOTICA

saluto, e che la percentuale diminui~ce col diminuire della quantilà di detta sosl.anza esistente nel miscuglio M~tgelto alla manipolazione. La decrescenza tultavia non é pat•allela, essendo grandemente influenzata dalla temperatura, dalla umidità, dalle ore ,ij lavoro e dalle pr<~cauzioni igieniche generali e per·sonali. Si ò notato che in questi ultimi anni la percentuale dei malati ò dimilmila dacchò si adopera un dinitrobenz.ene p1ù pur·o (cr·islaUì incolori) mentre prima lo SI aveva sempre lnescolato con mononitrobenzene e probabilrnente con derivati Loluenrei. A spiegare questo fallo apparentemente contradillor·io, giacché (come in principio è detto) il mononitro é innocuo, l'autore ha supposto che questo agisse come ve.icolo capace di rendeJ•e il dinitro p1ù edes•vo alla cute e •1Ulndi più assorbJbile. A prova d! queste vedute, applicò sulla pelle dj uu gatto iO centigrammi di d1nitrobenzene, chimicamente puro, mantenendolo in posto con fasciatura impermeabile, e sulla pelle di un a!Lro gatto di ugual peso applicò 10 centigrammi della stessa sostanza unita con alquanto mononitrobenzene. Dopo tre giorni il pr!mc gaLlo er·a in perfetta saluta, e il secondo invece fortemente cianotico. ll dirutrobenzeoe è solubilissimo oel mononitrobenzene: ciò spiega il risultato dell'esperimento e il per•icolo mag~iore cbo si corre maneggiando il prodotto impur6. Inoltre è solubilissimo nei grassi o negli olii, donde la ne· cessita che gli operai abbiano costantemente le mani pulìle, e non soltanto le mani ma tutto i/ corpo, gi~JMbé il pulviscolo di dinitrobenzeM può giungere fio sulla pelle alLravet'SO i vestiti non ben chiUsi, e là scrogliet·si nel sevo cutan~o e nel sudore e venire cosi facilmente as~orbito. Per questo slf~s.;o motivo è consigliabile che tali operai si radano completamoitle la barba e taglino i capelli più corti che si può onde facilitare la pulizia della cute, e vengano forniti di adalli vestiti e berretti.

1... F.


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RIVISTA D'IGIENE

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0ROOP HICIIMONU. -

n rapido rlOOD080lmento dell'acido

borloo nel latte. -

(Tit~> LattCI't, 10 agosto

IOOlt.

Gl1 usuali melo.li (reazion~> alla cureuma, e reazil)ne alla tiamma di alcool e glicerrna) ~un riservati ai laboratori, ri· ehied~niJu una preliminare evaporazione ed incinerazione. In vista di CIÒ l'A. ind1ca una reaz1on ... peculiare all'ac1do borico. ln soluzioni ncr1uose questo si sdnde (jUasi completamente per idro li~ i in H1 0 1 e lf1 O, od è, cosi, appena acido per la fenolfla loina, il che egli ha provato merc1• la d~'l••rroinszione crioscopica dd ppc:o m olt colare n· Ile l'oluzioni BC<fuose. La rÌCOIIlUI087.ÌOne SI efTellun avenung-endo alla soluzione un alcool polidrogcnalo, come fu indicato per ln prima volta da R. l. Thomp...on mereo la fenolnateine io una soluzion~ di glicerina ul30 p. 100. Nessun altro ncidopossiede lnlt• pr•opraet.A. Ora, lo zuccher·o di lalle compot·lasi cotno un nlcool poliat.>mìco ed una -.oluzìone nl 1-~~ p. 100 provoca la r icombinazìone di qusl'i •luc terzi dell'acido borico. Cio pr·emeSMJ, ecco il motlutJ fa,.iefkli: Una P' rzione del lallt>. circa 10·20 ciJlc. vieo posta in una tuaa od altro simile reripit>oll' e ''i si aggiunge una goccia o due di soluzìono di fenollLaleina. o quincli goccia a goccia una cer ta quantità di solu.lione eli l'oda caustica (titolo presso a poco normale) tlnche uppa r i~ca un debole colora rosa. Si versa rl auìscuglio io due lubi dn sa ggio, e si a ggiunge all'uno uu uguul volume di soluzaone neutra di glicerina al f)() p. 100 e all'altro un UJ:l'ual volume di acqua dt~lillata. Se il lotte non contiAne ocìcio horico non si vede alcuna dlll'erenut di colore fra i dufl tubi; se acido borico es1sl.c, la pro,·etLa con glicerina impBllidi"CA o divif1n bianca, mentre la provetto con acrrua drvlano più marcatamento rosea, cosicchè una CJUnlunque c..lìrfor~n~a di coloro l'i velo ~enz' allro l~ presenza dt~ll'acìdo borico. ecc,•lluando, notisi bene, la maggtore trasparenza del tubo conletu•nle glicerina. La ~<olutìone uPutra di ghcl.'rrtla si prepara mescolando u~uali volumi •l• acqua e glicerina, aggiungendo poche goccie dr fenolflal eina e rruindi gocch• a goccia una ~oluzione di s~da caustica llno alla comparsa di una debole gradazione da rosa. L. F.


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RIV1"'1'.A. D' lOIE'iE

- Febbri mal&riohe e parualtl m&larlol nell 'India. - Naj:rpllr, ottobre l!lOI.

BuCHAN A.N

L'A. ha voluto fare per le febbri malariche dell' lnd1a uno studio analog'O a quello faLLo da Roas, da CbrisLophers e da Stephens per le febbri dell'.\frir·o occidentale. Egli espone una serie di osservazioni raccolle per la durala di 12 mesL Studia la formu dei pura~~ili, i\ loro ciclo dt evolutioo~?, le rorm•• cliniche da e--:oi rrodotte, eh~; non •hll'erJscono dalle noslre, al parassita della quarlana, della terzana bemgna o dt>lln lerzana maliHna o lropica corril'pondono analoghe forme cliniche. f.: da nolar~i però cile a proposito della fel1bre lropica e dello tre forme del paras<~iln ad anello, a semiluna, a ror po flagellalo, ha delle idee alrtuanto diver"e da quelle accetlale og!!igwrno. Allo o:tudio :-;ulla malaria umana, seguono poi uno s tudio sulla malar1a deJ{Ii uccellt ed uno sguardo ~ulla di.. lribuzione delle zanzare nell'l ndia. li libr·o ù òiviso in 16 capitoli e Lel'rnina con un riassunLo sul lraUamc>nto l' sulla profilassi della malaria innegtdnndo alle recen Li scope rh• le quali lascierunno un 'impronta mdelehile a fianco delle u!Lre colebri scoperte ingle<~i quali il 'act'ino Jenneriano e il metodo anli"eltJco di Li<>ter, per opera eh T.a· veran, che ha trovato il paras:>ita malarìco, ùt Cciii, dì <.ra<:~J e d1 altri itahan1, cha hanno allar•guto asaui le cognizioni sul ciclo di parac;sili, lnt\ più specialmente per opera dei due ~uoi eminenti connazionali, il Manson ed il Ross. L'opera è correùutn da figu re colot•ale r·appresen taoli i diversi para<~sili dello malaria umana e dPJCli uccelli n~>i lorn diverst stadi, e da numerosissime Lavt~le lermografh.. he.

te. Malaria. Sua essenza. suo modo dl produzione e sua dUfualone. - Vientta, W. Br·aumiHler,

KERSCIIBAU\!En. -

!!)Ili.

L' A. ha fa Uo i !>UOi ,.sperimenti OL'It'o:spizio marrno di ...,, Pelagto, presso Rov1gno, 10 l <~lria, localrlè mfeslala dalla malaria, per mez.zo dt ac<tuari artificiali, sulle condizioni di vita delle zanzare iu lutto il loro ciclo di v1tn dall'uovo all'insetto alato. Ha studiato inoltre le t{uahlu fl~iche e biologiche delle acque che danno riceLlo alle zanzare, rermandosi in mod(}


RIVISTA D'ICHF.'Sf:

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"Pt!Cialea conc;itlet·are l'assieme organico '·ivente(zooplanklon e pluloplanklOn) proprio delle tlhersP acque slagnanh, ed ha con particolurl' cura mvestigalo qut~nle generazioni di zanzare possono svilupparsi nel decorso della s tagione pl'oplzia (per l'auopheles clovigor ~at·ebbet·o qualli'O). Tutte queste osservazioni, falle veramente con pazieuza e solto ponti di vista che non mancano anche e1i una cer ta uriginalità, Mno però condotte ad uno scopo solo, n quello cio"' di combntlere la malaria colla du~truziono delle zanzare. L 'A. non conrllvide l'opinione dt Koch, che, con una cura siatematica dei malnrici per mezzo del chinino, si pos11a riu~ciN ad impedi re le nuove infezioni Cl a bonificare quindi un ambiente, ma sl specializza nello rit•crca dei mezzi di di..,truzione, da ndo un :.tr·andissimo valore allo poi vere di cri~nlemi, s ia per- la dic;tru zJone delle larve, sia come mezzo ellicace contro le zanzar·e alale. Come caposaldo delle sue proposte, egli designa ìl Calto che lo Rlagno è l'unico mezzo di allevomento degli anofeli, e che in ogni caso l'acqua che da t•icelto ulle zanzare non deve avere una profondità maggiore di un metro; dà qul11di delle no1•me pratiche per la di<>l1·uzione dt:'llc larve in que~ti stagni, co•t un progello di risanamento pt•r Pola, il quale dovrt>bbe aver luogo dal l• ottobre di un nono al 1• aprile dell'anno dopo; P.. for<>e con un soverchio olllmi~mo, atlend1>, con questi mez.zi e coi soliti mezzi ùi p ro<~riugamenlo e di incanal~­ meulo, già noli, la scomparsa dello malaria pet• quelle regioni c l1 e più no sono colpite, com o l' l stria, lo campagua r omaua, Mantova, il Messico.

te. Rt:"E. - Avviamento allo atudlo della malaria. G. F ischer, 1001.

Jena,

rJ dotto maggior e medico di l" r lasse nella marino tedesca, dotl. Ruge, «Llualmonle comandato all'l s litulo per lo studio delle malaltie infellive a Berlìno, ha fatto veramente opera utile a lutti gli slu liosi, e in !specie a quelli che si occupa no della malarta, t·acco~liendo iu un volume piccolo per mole, rna gl'ande per valor e, lutto ciò che attualmente st conosce I'!U questa infezione, alla 'JUale da qualche anno ~i ò rivolta l'aLlenzione tlel pubblico e degli scienziati , specialmente a ca· giona ùello t'Cicenli vedute eziologiche e prolìlaLLiche. Cre-


RlVl:S'l\\ U'l(}mNB

cliarno sia di((ìçile esporre t·on tanta chiarezza e p1·eci~ione tullo ciò chi:' ~i è ratto tlnoru e lutto quello che O!fgi ~i cono!lce 1:.ulla malaria, e com~ introduzione, come guida t.anlo pm• lo studioso, quanto pel pt•atrco, non possiamo che caltln· rnente r accomandare la lttturu di fJUelllO libro. L'opera è divisa 1n !l captloli, ed e corredata da due> impor· tnnti lavo lo fotografiche del Zt•kn0\'1, dn una la vola colora t n, da 110 tnouollo di tavola lermo).t"r·onca pPr ~li usi clinici, n dn iucisiooi nel testo. Il primo capitolo ccmprendc 1111 breve ~!mlo !'llllla distribuzione ;:reogt·afica e sulla stor•in dc•lla malaria. Qu'ast'ullima c'\ divi"a in 3 periodi: da lppocrnt•· al Hi90, anno in rui fu cocnpP-rto e introdotto in terapt•ullc l il chinino, dal IUOO al l ·o, anno 111 cui il La"eran scuOJ•t't ti para,..~ila malartco, dul 1 ~~~ nù oggi, periodo di lavoro dei nuovt e recenti osservatori. Il !"eC•HHlo capitolo t\ dedicato all'eziologia. e vi é dilfu"fl rnrnl.. trattato il modo di <>viluppo ùel p11rassit.a mnl~tt•ico nel· l'uomo c nelle zanzore, e do eccellenti ronsigli per lo studio delle zanzare infette , corno nnc!Je per le infezioni speri-

mentali. Nel capitolo circa all'epidemiologia, l'A. si dichiar& parlr· giano della teoria dt>IIB. trasmif<!\ione della malaria pet• meno delle zanzat•e (anopheles), ~itlcchè lulti i faLli eptdumiolof!iCt lln qut O'-~rvali , lo dimostrnno. Nella sintomatolo~ia, !'lOno pt•ese in ec:ame le feb~ri prodotte dai grandi para'><~ili (lei'Zftrl8 e quarlana), le rebbrt pro· dotl1• dai piccoli parassiti trchbt·o tropico), le forme pet•nicio,..o, l(• forme croniche e In cache<~<~ia malarica. La descrizione delle diverse forme è accompnj:tnala dulln riproduzione delle relative cur•ve. Specialmente tnlet·es~anli sono le curve dl'llt\ fohbt'O Lropica. Il seguente capitolo lralln ùelln patogPnl'si e de<>crive e~L••· satueule 1 rapporti che esistono fra 1 parassiti ,. il decorc:o delln febbre. l rnporlanti sono le ossP.rvaztom sulle febbri quo· lidianE>, sulle doppie lerzano, ull~ quarlune triple, sulle forma mi ... te. Sej:tuono poi nn captlolo sull'anatomia patologicu, un cupiloto sulla diagnosi e ~pecialmente su quella tlilferenzl81U, nel 'luale l'A.. insiste sulla neces~ha. di colorire i preparati ed accenna al carallerislico punlt>~grnmento <.lei globuli c;anguigni con pat·as~iti della terzana, ed altri sulla progno€1i, terapitl e prolllassi. In quanto u que8L'ulllma, dopo aver cspuslo lulti


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)

i metodi di protezione meccanica, tli di ..tr uzione delle zanzare o di cura col chinino, il Ruge ciò u que>'l'ullima decic:arnenle la massima importanza, r rtencrHio che una efficace profilassi gcnet'tlle ò solo possibile colla distr·uz1ons deUa malaria per mezzo del r11zionale trattamento chininico. Naturalmente, Il lavoro é tSplrBlO a lla scuola del Kot•lr e ra lO!-!oro di lutto le os~ervawmi che l'illustre batlerioiOf!O te· desco ha raccolto nei suoi ultimi studi s ulla malaria. \ l olle v edute hanno Il merito di essere veramente ori~inali e "'ì raccomandano percllè fratto di o~Stll'VOZIOill diligenti ed Pslefle. Hipellatncl, 1l lìbr·o /> mollo ben fallo ed istruttivo e, n nosiro 0\'\'i>'O, degnO dt fat• parlo impot•lnnlÌ"SÌDla DPIIO libr•er ia ~denttflca clc•llo c:tu<lioso in ~··ntm•, tlel medico pratico in i;;pecie. te.

OONGltE~SI Doll. L. Bmw,to, ma~gior<' ml'citco Su alcune queationt d1 ohlrurgla tra.uma.tioa trattate a1 Congresso lnteruaslouale d1 med.lolDa di P arlgl. 1900. tCOriiii~IUl:iont

l'. (<IIC. n . l!! dtl /9011

Il.

Premec:c:e c1ueste impressìont ,. r·amintscenze, non del lutto e!'Olranee al h• lcudenzc del nostro sptrilo, g-rato dell'onoro c:onfPt'ilOlni da S. E. il ministro della ~uerrn coll'inviarmi a quel Congresso in delPgaziooe con due illu!'.tri ufficiali med1ci super iori , pas~erò in r ivista le principali questioni d'inte re<~se chirurgico, h·altale nelle dUl• ~oz.ioui di chirurl{ia {Xeuen.tle e dì chit•urgia rnilìta•·e, o che riguardano particolar mente la lraumatologia. Dopu l't>levato eù elegante ùi~corso inaugurale del Lan nelongue, noi «[U&Ie il ùoUo patologo con parola affasdnanl«' e cnu squis1Lo sentimento parla del cullo per la salute umana, rll'lla luce di pace e di amore che le scienze biologichH por·lano in mezzo a lte discordie Pociuli, o delt a IOl'o s alutore. in-


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COXGRE::.::."I

flucnza sul benessere tnatet•iale ~ morale deJr uomo, il piu grande, il plu geniale maestro dei nostri ll'mpi, il VJrchO\\, initta 1 lavori del Congre~"o, parlando sulla imporlafll(• questione seguenw: TIU U\IA.TJsMJ ED I:SFBZIONI.

Di!>linli i Lraumatismi in oisibili ed apparenti o nttln.erazioni, ed in occ11lti o contusioni, ne rilevu la diffel'onle tendenza alle romplicaztoni ~elttcbe. Son-.i delle contusiom, nelle quali, a cute 1nlegra, so1·ge una infe~ione profonda: dei lraumat1smi ossi' i seguiti da osteomielite, malgrado la cute, le aponevr·os1, i muscoli, il pcriostio non vresenlassero alcuna l~>sione di continuo vi!'Jbile. Pe1· qual ,·ia 1 germ1 dell'infezione sono penetrati uel focolaio traumatico profondo, cd hanno potuto invadere il midolln dell'osso? Questa questione cbe apre il campo a tanle ipote. r, mteressa ad un tempo la medicina legale c tvth} e la militure. Una contusione articolare lieve JlllÒ dar luogo ad un'arlt'O· sinoviLe Lubercolare; ad una contusione della libia o del ft•more puèl seguire un'osteom1clite selLica letale. Se sonvi responsallihlà uell'acciùente traumatico, a quali crileri fara capo il r esponso del perito1 Prevale tra le varie tpolesi quelln secondo la quale~; presuppone una pa·ecedente infe1.ione del sangue dovut.u o mi· crorganism1 renetrati per un'aHrn fer1la e trasportati nella sedt> del lraumalismo non comphcslo a vulnerazione dei comuoi tegumenti. Da altri ~i ammette l'es1slenza di prccole et•osiom cutanee invu~ibili, atrio della fuluJ•a infezione. All'una et! all'altra ipotesi manca una prova posi li vo. Per dimo~lrare se il lraumalisrno e l'rnrez1one siano o pur no sincroni, orcorrono precise notizie anarnnesliche. Sonvi delle osservazioni in cui l'infezioue é precedente al Lraumalismo, ed allt'o nelle fJUali si é sviluppata in mezzo ai tessuti traumaliuati dopo mollo tempo. Il {liudizio in tesi gem•rale deve scalur1re dai fatti bene osservati ed interpretati. :\la se queste prove anamnestiche mancano, o sono incerte, bisogoa r icercare nelle condizioni analom1che e fisiologiche dell'organismo la causa predisponente alla infezione.


OON'QIIE~Sl

'

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A questo punto l'illu~Lre palolop:o si dimaoda s'ò posslhile l.ll\'olla da al~uni falli obbìcltìvi desumere la natura endop:ena della infezione, e di tutte quelle gravi !"UCce~sìom morbose dei traumAlismi a prima visla non p1·oporzionato all'agente traumatico, che puil essere stato lieve, a giudicarlo riai suoi eftelli immedJali. Egli a mmette chH lo sifilide e le sue manifeslaziom orga· niche costituiscono il p•·ecedenta causale, o forse il solo fallo obltiellivo conslalsbilc, da cui !>i possa con si~'uro convinCI· ml!ntr) desumere la natura endogena della infezione, dato che dopo un traurnat• s mo nel focolaio traumatico si mantfestino ll•sioni sifilitiche od infezioni mii>le, che possono aver a~Linti i loro germ1 ad alterazioni specifiche m alto o latenti. Un lraumatismo os!>eo od articolare in un soggetto sifililico può suscilaro nella sede del trauma manifestazioni specifiche e> flogosi croniche, come in un altro all'etto da tubercolosi glandolare o visce1-ale seguono degenerazioru tubercolari di flogosi traumatiche AemplicJ. In questi l'agente dulia infezione locale preesiste al t rauma, ma in quanti altri non r ima••rà incerto il giudizio? Il sincronismo tra traumati<>mo e contal{io è solo certo quando esiste una evidente lt>siooe di continuo dei comuni Legumenti ; nel caso contrar iu o s'invoca l'ipotesi della preesi· stenza latentb, o della penetraziooe secondaria precoce o tardrva del microrgani ... mo patogeno. Come si vede, la questione (' ancora insoluta, e la mente dol pcrilo in molli casi r imarrebbe perplessa nella valuta:ttone causai~ delle complicazioni settiche dei traumi .

• ••

l •

Nella prelezione al corso di Lraumetologia di guer ra nella Sl:uola di applicazione di samta mll•tare, n ell'anno scolastico 1899-1000, m1 occupai dello stesso argomento, trallato con sl grande autori là e dottrina dall'illustre palologo tedesco al congresso d t Pari~i; me da un altro punto di viste, studiando cioè l'in.jluen::a dei trallmt8Ltt poter i di r e.•wJleTUa <lei tessuti. Per l'analogift delle questioni e per l'mteressecl1e esse banno nella medicina legale mililat'e, riassumer ò le conclusioni d'un mio .,ludio sperimentale. E noto che una Jes1one di continuo, speete quelle per dw· resi chirut'gica su tessuti nei quali i poter i fisiologici Muo


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QONORBSSI

illesi, può gunt·i•·o pèr prima111. senza suppurazioue, anche in presenza di microrgantsmi patogoni. Se le allh•ilA biologiche !<Ono invece affievolite o dalla violenza lt'aumatica o datlo sfavorevoli condizionj igieniche dei tessuti traumallzroti o dell'organismo stesso, {fii elementi delle infezioni, d'onde essi provengano, anche se iu scarSQ nume•·o, facilmente II·ionraoo. La violt'nza lraumalica sviega un'azione perturbalrice sulla inn«.>t'vazione lrolica e vssomolrice, Rulla circolazione sangui~ua e linratica, sulle attività nult•ilive de~li elementi ana· tomici, sugli scambi molecolal'i, sulla fagocitosi e snlla termogenesi. Il semplice aiTievolimenlo dell'azione lr ofica del ~c>istema nel'voso priva i tessuti di quei fenomeni riflessi con i quali essi reagiRcono, adattando l'attività e la velocità delle correnti liquide agli eccit.amenli periferici. Pel'ci6 io penso che illorporo della sensibilità propria dei tessuti, cl1e chiamerei Ben.sibililci tro(ica, li renda vulnerabili rispell.o agli agenti tlell e infezioni, allo s tesso modo di quelle esll'emita che pCt' lesioni del s istema nervoso centrale o dei g1•ossi COI'ùoni nervosi alla loro uscita dalla rachide, sono invase dal decubito seuLo; come in seguito alle ferile della b ranca oftalmica del Willis, od alla estirpazione del ganglio di Gasscr, la cot·nea s'illto1·bido e si ulcera. In conseguenza un trauma altera le pr oprietà che J1anno i tessuti di conservai'<' l'equiliba•io nutrltivu e funzionale in tuili i mutamenti dei loro ra pporti con l'ambiente esterno. Que~ti perlurbaUlenli l1anno una notevole influenza nello sviluppo delle complicazioni infellive delle ferile. Era noto infatli ai chir·urghi mililaJ'i dell'èra preanlisellica chP le ferile d'ar ma da ruoco negli individui colli dal delir io traumatico e rano piu di frequente soggette alla gangrena, alla resìpela, al tetano. La sra vor evole evoluzione delle fratture complicate a lesione dei principali cordoni nervosi ilimostra quanta parte abbiano nei processi riparat.ori le allività trQficLe che intervengono in difesa etei ~easuli pP.r la loro reintegt"aziooe anatomica e contro gli agenti bacterici. TraumoLizzando ùuo arti posteriori dello stesso cane in sedi simm~triche e con uguale intensi là; ed in un arto recidendo il nervo scia tieo, e poscia inoculando nel connettivo soLtocutuneo in ambo i lati a distanza dal focolaio LPauma-


CO:s'GRESSl

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tico poch~ ~oece di una eullura ùt plo~eni, abbtamo o~~el'­ vato uua evidente disuguaglianza del pt·ocesso supput·ativo, più tnvudenle dal lato della lesione nervo!'tO.. Se la cultura è poco virulent-a e la quanlil8 ino(:ulola è s··ar.oo, dal Ialo o,·e l' iunet•vazione •" ille."a la "Uppurazione pui1 perfino mancare, il che non at·r·thle nell'nltro, ovo una !estone os~ea soltocutaneo può complicarsi con o~lcomieJile suppuralive, orl in~orgere un flemmone ùtiTu~o mtor•no nl focolaio lruuruatico. I nidi dt emboli capillari in un tes~uto colpitt> tla un lr11uma per contusione o schiacctamento, o per colpi ù'arma da ruor·o, ~ono tanlt punti facilmPnte cont{Ui .. tabili dagli a:zenti delle infeziom provenienti dir·ettamente ùallo t•slerno ovvt•ro per via sanguigna o peL· ,·ia linfalica. Il valore terapeulieo del massaggio nei lraumatt~mi, !!pecie se articolari o l ossei, oramai indi'lcutibile, t•onsiste appunto nel r•isve~lio meccanico delle alli vitA t·n•colatorio• o nulrili'e dei le~sutt o nella scomparsa pPr riiiR!IOrbimenlo o per ra· /':t>Cilosi dogli elementi auatomtci morti. Nei traumi di guert'a In slanch1•zzn, l'emozione, i disagi igienici, lo shock, il ratrreddan,ento, Rono Lutti potenti fattori delle complicazioni infettive delle fer·ite; in qua n tu <'lte e~~l alli~>voli~cooo i poteri dell'aulolltre~a. dei tessuti lrf!umaLizzuti di fronte alle cause esterne. È evidt>nle per molleplici prove r·ltnithe e spcrimenlaU quanta importanza abbia io medicinH legale, !<iA ctvil<>, l'ia militare, questo abbassamento traumatico dei poteri .tlsiolo· yu!i c/1 clife3n. dei te~tsuti, e quanto ~io lngi<'o .... lahtlire un ne~so cauo:ale fra traumatismo ed infl'zrone, anche quando tl eonlagto bacterieo non sta sincrono all'o.:ionc ciolenta. ( Co11tfnua).

XIV Concra.•o lntarnaztonale d1 medlotna, 1903

Oal pro~ramma preliminare gentilmente tnvialt>ct, togliamo le seguentt noli:zje: Il Xl V Congresso medico inlernnzionole si t·iunit•à a Madrid, l'Otto l'allo patronato delle LL. MM. il Re Oon Alfon~o Xlll e la Regina Reggente, dal 23 al 30 aprtlo IOO:J. La la'l$9. d'ammissione sarà di 30 pr..,etas. do ver<~or·~i al momenlo dell'inscrìzione; e darà dirtllo o l biglietto th legitlimazlone, che a sua vulta ser-vira per proJÙLare di lutti i


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CONGRESSI

v.. ntaggi cbe potranno essere conces~i ai congressisti, e che saranno fatti noti più tardi. Le tasse dei congressisti non spagnuoll potranno essere raccolle anche dai comitati nazionali, i quali saranno pure incaricali della consegna delle carte di lcgitlimazione. All'allo del pagamento delle tasse, ogni congressista indi· cberà chiaramente il suo nome, cognome e titoli, aggiungendo anche un suo biglietto da visita. Le signore appartenenti alle famiglie dei congressisti, e che saranno da essi accompagnate, fruiranno delle stesse ra.cililazioni accordate ai congressisti, e saranno pure invitate alle '"arie solennità del Congresso, a condizione che siano munite di una carla di legillirnazione ùel prezzo di 12 pesetas. Ogni congressista avr·a diritto a ricevere un riassunto gener·ale di tutti i lavori del Congresso e un esemplare del resoconto in e:denso della sezione alla quale si sarà. inscritto e di quelle allre nelle quali avrà fatto qualche comunicazione scientifica. Si po•.ranno ottenere i resoconti completi di tutte le altre sezioni col pagamento di una somma da stabilirsi per ci~Jscuo volume, e che non potrà essere superiore al costo della stampa. Le sezioni in cui sarà. diviso il Congresso sono le seguenti: 1' Anatomia (antropologia, anatomia compara~a, embriologia, analomio. descrittiva, istologia normale e teratologia). "' F1siologia, fisica e chimica biologiche. 3' Palolo~ia generale, anatomia patologica e batteriologia. 1" Tet·apeutlca, farmacologia e materia medica. 5" Patolog-ia interna. Il' ~europalologia, malattie mentali e antropologia crimiu11Je 7* Pediatr•ia. &• Dermatologia e sifilogratla. Q• Chirurgia e l operazioni chirurgiche. 10' Ofl.almologia. 11" Olologia, rinologia e laringologia. 12" Odontologia. l:l' Ostetricia e ginecologia. 1 i' Medicina e igiene militare e navale. 15' Igiene, epidemiolo~ia e ingegneria sanitaria. H\' Medicina legale.


CONGRES l

lOV

Al momento dell' inscrizione si deve indicare la l'CZione alla quale si desidera essere ammessi . Ciò non esclude 1l · !li ritto di prender par te alte discussioni e ai lavori anche di altre sezioni. Il Congresso siederà lutti i giorni sia in assemblee genet•ali, sia nelle sezioni. La lettura delle comunicazioni non potrA occupare un tempo superiore a !5 minuti; ogni ora loro cùe prende parte a una discussione non potra parlare per più di 5 minuti. Gli autori delle comunicazioni avranno 10 minuti di tempo per rispondere a tutte le obbie.zioni. Le comunicazioni scientifiche dovranno essere inviate al comitato esecullvo prima del 1· genna1o 1903, e dovono essere a ccompagnate da un breve riassunto, il quale, possibilmPnte, sara stampato e distribuito ai membri della sezione prima della seduta rispetti>a. Le lingue ufficiali del Congresso sono la spagnuola, la l'ranl'ese, la tedesca, la inglese e (per quanto abbiamo appreso dai giornali) anche l'italiana. li segretario genet·ale del Comitato del Congresso ò il signor dott. Angel Fernandez-Caro, Madrid, Facullad de Medicina. Il segretario del Comitato nazionale italiano è il professore Filiberto Mariani, R. UnivcrsitA di Genova. Ci affretteremo a portare a conoscenza dei nostri lettori le ulteriori informazioni che ci perver·ranno. Congresso amerloano del medlol mllltarl.

Avra luogo in WashingLon il ;:,, 6 e 7 giugno dell'anno cot•rente il congt·esso unnuale dell'Associazione nazionale di'i medici militari degli Stati Uniti..\questo congresso sono però gentilmente invitati a partecipare ancbe i medici militari delle principali nazioni, tra cui an<-lle l' llalia, sia con intervento personale, sia coll' ir1vio di comunicazioni sopra argomenti di medicina militare. Quei nostri colleghi che, o io un modo o oell'alb•o, desiderassero partecipare al congres!lo, potranno rivolgersi direttamente per ulteriori informazioni al signor dott, .John Vunk Hoff, Major Surgeon, presidente dell'Associazione dei medici milita ri, \Yashington (Surgeon General's Ortìce).


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CONCORR[ Sunto del programmi per t ooooor.i a premi riguardanti le scienze mediche, de. oonterlr&l dall'Istituto lomba.rdo dl •oleoze, l ettere ed a.rtl. 1' Studto monoyraflco intorno all'lfiO/I~t. Concetto anatomo-comparatlrO et! embrwlo!lico de/[oruano; !un !H[!Mficalo lisiologicn; dati di .fatto ed ipotesi intorno alla parte spettante all'if>O/l~i nei riguardi della palolooia. L'argo · mento, dopo opportuna trattazione slor·•co-critica, ùovra es· sere svollo prevnlenlt'rnente in huse a ricerche originali. Scatlem~a 1° aprile 1903. Prernio L. 2500 e una medaglia d'oro del valore d1 L. :,QIJ.

2" Una seopert.s ben pr0\'8ta Sllllacttra della pellagra, o sulla natura dei miasmi o contagi. o sulla dire;ione det palloni colanti, o 1111i modi di impedtre la concroffa.none di ono '!c ritto. Scadenza 31 dicembre 1902, Me 15. Premio L. 2500 e una medaglia d'oro dpJ valore di L. 500. :lo Jllu<~trare ,.talchi!. (aito di rtnaiomin maero e miuoseo· ptcr' delCeM~falo deyl1 animali .'!upPriori

Rcadenza al marzo 1 00~, or•~ 15. Premio L. 2000. ~· Jnzo rno at cost detti nuclec dt orìuine o di iermina;ione dci neroi craiHCI. Se cd in qtml misura ne sia ywsirflcata fa delimita::ione in. senso an atomico e jlsiologieo. lllus~r·sre l'argomento dal punlo di vista slorico-cr ilico e con l'icerche originali . S<'adenw !l l marzo 1903, or~ l -1. Premio L. ~)O(). ~,· Premessa la • loria dell'ecoluzioM dott rinale sull'aruo· mento, locnlus are cun ricerche ed cBJ•ercense flroprie IIft qualsta.si centro di a;ione ct?re/Jrale psichica sert.9orta o motor ia. Scadenza :H marzo 1904, ore 15. Pt•emio L . 2000

•


~O TIZIE

111

6o Prealllo d1 L. 1000 a •JUello tra i t'at·macisli italiani e/w rQJ!Jillfi{Jet'll lln rntenlo I)UOI<tn']UC che renga {}iudicato ttCi[e nl Jlf'(}!J t'ei#BO della .farmacia e della chimica medica.

Scatlenzo 31 mano 190:.!, oa·e l fl . S B. Il progra mrna inlel'trale dei concorsi ~opraccP.nlll) li e qpedilo ~ratuitamt•nle a chi ne facciu domonda alla segrete1·ia del R. Istituto lo mbardo di scienze e lettere, )IiJano, palazzo di Brera. ~~~rà ri lo~ciato

Programma dl Oonoor.o.- A ccademta delle :~cierue fisieh e e matcmaticlw di Napoli. Sarà conferilo un pr·emio di lire :.00 all'autore della mighore memoria ~ul tema seguente: L'urert nelforganrsmo è un pr odotto rler ir:antc direttamente dalla rlecomposi·ton.e ed ossida ~ ion.• t/l' Ile sostan.:e prateieltf', or aero P un prodotto rli sintesi rli composti piu semplici f Or· aani tlooe s( forma l'area. L e memo1 ie (in luttno, italiano o rrance!>e) do,·ranno e!ll'cre in,·iate al c:.egrelario deli'Accademro non piil tardi uel ao ~i u · 1.(110 190:1. Pe1· ullcraori schiarimP.nli pivolgersi alla segrt•leria deii'Ac4.:1ldcmia .

NOTIZIE Sua Macsla la Regm11 sr é deg11alt~ eli inviar_, iu dono Allo ~'<petia.le rnilitar·e di

1\oma la propria fotografia, colla dodwa autografa : il ati uj'flciali rlella Dire:~ ione dello Spella/e militare rli Roma, Et.t~" A. Ii preziosissuno alle!'<lalo dello hE>· n~>volenza ~>ovrana, e s lalo presentato il :28 gennaio, t~gli urflcialt addetti allo :-.pedale dal dirollore cav. Fer•rero di Cavallerleone, elle con ele\'ale parole, fece risallare la nn· fiOrtanza dell'allo ftpC'>ntaneo e genttle dell' Augusla Donna.


112

NECROLOGIA

g tuo1lo itnprovvi~eamenlc a ~e poli il Prof. Eug('niu l•':t7_io. Con lui c:i ò flpenlo un infulicalo cullot•e delle !'lcienze mediche e spccit\lmenle dell'i~ien.•. Numet·osissimi ~ono i ~uoì Mritli tra i quali ci basterò r.itare il suo Trattato complPto d'Igiene, il l'ecenle .\fanualc di opoterapia; numCJ't)stssimi opm~coli etl articoli sull' iE:t'- nc e sul risanarnenlo di ~apoli, a1lr1 scriLli di idt·ologia, e di eh· matologia, infine la Riri.\ta internan onal1• d'igiene da lui dirotta e compilata, e a t'Ili da 12 anni aveva dedicato un n g ran parla della s ua allivit.à. Ma chi ha conosciuto di persona il Fazio sa che e~li ru un lavoratore esemplare non solo cogli sct·Jllt, mo anche coll'opera. Ourante la lerribtlo epiùcrnia colerica del 188i egli ru ùei piu aUiv1 e dei piu enl<'aci Roccorrilori dell' alllilla citta natale. Fu molto lt'mpu dir ettor e degli stabilimenti balncurii di Telt>cte, e roi delle Terme d' l schtn. DocenLe all' umversiUt, el'a Anche lllctegna nte ti' i.lliene alla Scuola tJ'applicaziuno degli ingegneri. Le !IU8 morte lascia adunque parecchi \"Uoti cho non !laril mollo facile di r iempire.

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D rv>t.t.ore

Dott. F. LANDOLFl, ma.ggior genere.le medico. 1

HOOF\ t t.Or<:>

U.• kmot.Fo L1v1, rna gg10re medico.

G tOV ANNI

ScoLAHI, Gerente.

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B I M O R I:ID

OR.. I:GI:NAX..Y.

L.\ \'.\RIETÀ JlORFOLOGlCA 1\D I~~OlDEA :iiU•Iio diDICò pfr 1 d Jtlora G . O!llino. rapiUHIO meo!i(<l e E . Gil u rdooi. t••nent•• m~ ll·o

La inrìividualità. morbosa adenoidea, se !ilDO ad ora. ba dato occasione da. parte dei specialisti a moltissimi Htudi improntaLi a cr iteri inerenti alla "'pecialità, non fu al contrano, per quanto ci com~tn, stndiata oonLemporan~>amenle anche sotto il punto di vista dd la clinicA; generale. Pa.t·eoohi que:-~iti ci si atfaccia.rono da. risolvere non appena potemmo iniztare le osservazioni sn nna deter· minata. !'atie di adenoidei tip10i, tratti, per 11pec1ah circo~te.nze di .;;tudio. quasi esclusivamente da militari dt truppa in ~ervizio attivo. Rtflett~>ndo anzitutto ~mlla. impronta esteriore pressoch.è uniforme e costante che cont raddi ...tiugue qneste. individualità morbosa, abbiamo voluto ricercare se, sotto questo speciale tipo e~teriora, si celas~o anche una uniformità di costituzione morlologic~t.. Convinti dei principii fondamentali che regolano la tt>oria morfologica fondata dal genialo clinico di Pa.· dova, il professore A. De Giova.nm (l , e da lui illnstrata. in tanti !1UOi cla..'>sici lavori, non abbtamo trascurato sin <iall'ini.zio delle nostre os~ervazioni di improntaro (per ngioni che si mtuiranuo più oltre) le ricerche in con· formitA ùi det~1 concetti mortologici. Ricordando fra l'altro ohe egli, per illustrare la patogenel:li dei va.n

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11·1

t.\. V.AtUF.'J:A MORI<'II[,flUICA \DI'.L'IOIDEA

stati morbosi, che pos~ono presentare determinati tipi costit.n~ionah colla propria individuale predisposiz10ne. distinguA tro tipi nwr(ologid fonclumenlali, abbiamo anzitutto come l quesito voluto ricercare se, ed a quale di que:ite tr~ grandi divisioni si potesse ascrivere il lipo a•lenoideo Giil. l11 patologia ci faceva rilevare la grande affinità che pasl!A t ra tulenoidiww e lm{alismo: intesa qnt'sf ul· tima parola nj>l senso suo moderno: cioè non d t una malatt.ta, ma di un terreno predisposto a certe forme morbose particolari. Era pertanto logico cb.e noi cercassimo se fos"'e p!)siibile di èontermare e ad un tempo di controllare <JUesto concetto alla stregua delle nox10ni della. morfologta. Il De Giovanni ha precisamente creaLo il suo 1 tipo 11l0r{oloyico o in altre parol& la sua /• com· ùin.az·ione mm'(ologù.:a atfatt.o rispondente alla indi vidualiti~ linfatica. Detta com binazione in vero sarebbe secondo lui costituita. essenztalmente da elementi deboli, linfa.Lici, canclidnLi in pa.rtic:olar guisa. alle malattie di pett~>, ed alla tisi~.:bezza polmonare. Esso. sarebbe molLo frequente ad osservarsi, e sarebbe pure suscet.tibile al pari delle altre due combinazioni morfologiche. di modificaz10ui spMial~ causate o dalra.mbionte in oui vive l'individuo, o da oure igielllcbe e medicamentoqe successive. o da ~.:orrela.zioni anatomiche varie. Le nc,t.e morfologiche le quali contradd1· stinguerebbero, secondo il clinico di Padova. detta combinazione propria. delle individualità. linfatiche, sarebbero le seguenti: personale < tlt'!la ~traude apertu!'ll. toracJe<t < del11 1/~ deU altezza perso11ale. < • , dell!l. circonfereot:~ toraclca. Altezza. ateruale 1 Al trzza tHltlomlnale /$ del! n circoofereozrt toraclc:n Hlnmetru hlfliaco < '1. tlell'altezza addominale. Cuore piccolo 'lata destra plu ampia della ~1nis tra. i\rtl di solito lunghi e sottili. ,\lte~za

<..:irt<mf~reuz,

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I,A. VARtE'T'i.. )IORFOl.ftGICA. .\UEliOtr>r:,\

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Traducendo questo quadro schematico in parole riassunti "re. iii può dire, che il De Giovanni troverebbe nella sua. l" combinazione morfologica. i seguenti dati: a) dRl punto di vista 'ilO''fòlogitJO: tort.LCe deficiente; addome pure alquanto deficiente ; cuore piccolo. con meta de::;tra, anche proporzioni fatte, prevnlente sulla metà sinistra; {l) dal punto di vista fisiologico: insufficienza re· apiratoria ; ba;;sa pressione intraaortioa; languide funv.ioni trotiohe e nutritizie; pressione intra.veno~a relati· vamente maggiore, e rela.ti ve conseguenze negli organi parenchimai:.osi, nei linfatici e nelle mucose; c.:) dal punto d1 \'Ìsta patnlogico e clinico: nella. iu· famda prcdominanza di fatti glandola.ri e linfatwi ; nella. giovinezz& d1 fatti catarrali delle vie aeree eco. Ora corrispondono queste note morfologiohe a. quelle d~l tipo adenoideo? Il no,.tro materiale di osservazione, como già accen· na.mmo, ci fn dato rla N. 15 militari di trnppa in ser· vizio attivo. ma tutti dicpiarat i inabili allo fatiche di guerra. ed adibiti a servizi sedentari. In es'li oltre la facies adenoidea più o meno tipica, la palpa.zione naso· faringea e la rinoscopia posteriore avevano accertata la pre::~en7.a. di pi\t o meno nlevante iperplasia. della tonsilla del L uschka. A scopo di brevità t ralasciamo di ricopiare •tni tutti i no~tri specchietti, contenenti le mi~urazioni ed i dati avuti dalle nostre r icerche sui det.ti soggetti: per dare però un'idea al lettore del gener e e della. somma delle osservazioni praticate sn cia<~cun individuo, ne trascri· veremo alcuni , avvertendo che, salvo qualche var iante, dovuta più che ad altro alle gradazioni individuali, esse hanno completa analogia con tutte quelle riferen· tesi a tutti gli altri soggetti presi iu esame.


116

LA VARIETJ. MORFOLOGlCA AD~XOIUEA

Soldato Dal... France,;oo. Età anni 22 1 • • Servizio militare tnesi 27. Di~tretto di Tremo. Attendente. Dali anmmteslwi somutàri. - In famiglia esiste pre· disposizione alle angine. Enuresi notturna sino a 6 anni. Ver,:;o questa età cadde da nn'·altezza di metri 10 circa, battendo la faccia al ì!UOlo. Facili e frequentissimi i ratt'reddori, le angine e la ra.noedine. Russò sempre di not.te: sonni spesso agitati. Sotto le armi fece sempre le marce, ma con grande stento, ansando facilmente, aoowmndo vorLigiuc e facile tosse. Dichiarato mubì le alle fatiche di guerra, fu aggregato, quale attendente, n questa. scuola.. Dali obbiellit·i nleraii. Altezza personale metri 1,60 •1. Grande ap. 1,69. Sistema lin.fatico sviluppato, specialmente ul lato ~mistro del collo, a.i due inguini, alle ascelle. Si.~LCIIW t•eJIOSO appariscente ai primi ~>pazi interoo-t.ah. piuttosto ampi. L1eve ciano.;i alla onte o allo muco:~ e del viso Rinolalia chiusa: voce rauca. Palato og1va.le di>ergente. Angolo mandibolare molto ott\ ~o. Denti .;;eghettati, alcuni cariati. Atassia dentaril\. Bocca. sempre aperta. Labbra gro:Ne cianotiche. Rcspir&?.ion esclusiYameute boccale. V egetazioni u.deuoidi. Otite desL1·a. media catarrale remdiva.nte. Devia?.ion~ del !obolo del naso verso smist.ra. del setto na.sa.le ver:30 de:-Jtra.. Pinne nasali tese e ampie. Torace appiattito antero-posteriormente e un po' a llungato: ampio il l" spazio inlercostale ; meno il 2•. 'l1 ipo <.li respiro prevalentemente nddomin&.le.

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LA \AntETÀ. ~tOJH'OLOGTCA .Atn: ~oiD~:A

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Dali delle muurazìoni l teOIIdO ilmtlodo ,,.or(olugico rtguardanta tllortlCe e l'ad<lom~.

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:-,n. - 1 .Jau nturenlisi al ~uore ~ono in altro -IICcduetto 11 113rl•'

OssERVAZIONE

II.

Soldato Al... Amilcare. Anni 22 <li et.à. Di servizio miltf.are 23 mes i. Distretto di Lecco. Piantone agli uf.fil!i d••llll scuola. Dati a,w ,t,lrstici sommrwi. - Iu famiglia. poco di uouevole si può rilevare. Da bimbo fece una quantità di malattie. Pare abbia sotlerto di una formo. speciale grave di rachitismo, con paresi dei muscoh del collo. Comincio a S anni a camminare. Sotfrì di tumefa.ziom glandolari cervicali a lungo, di catarri bronchiali, di facili tonsilliti. Di notte ru~sa sempre e tanto fort.e da molestare i vicini. Ha spesso accessi notturni di a~ma. Ha sempre accusalo grande ~ecchezza alla gola. Venuto sotto le armi fece le prime marce, ma a grande fatica, ansimando subito, con sndon profusi. cardiopalmo. Dich1arato inabile alle fatiche di guerra. fu aggregato, quale piantone, a questa scuola. Dali obbietiil>i 1'ilevati. Altezza personale metri 1 1,5!) / 1 • Grande ap. 1,62. Note di rachitismo spiccate. Si~tema linfatico sviluppato; specialmente palpabili le


118

LA VAIUETÀ liORFOt.OGlC'A ADE..'l'OIDEA

glandole sottoma.scella.ri, le ascellari, nonchè le inguinali di destra. Rete venosa appariscente nei primi spazi intercostali. Tinta cianotica alla. cute e alle mucose del viso; facile stasi all'estremita, specie alle superiori. Voce chiusa. Palato fortemente ogivale e divergente. Angolo mandibolare molto ottuso. Mandibola portata in basso. Bocca sempre aperta. Respirazione quasi esclusivamente boccale. Denti sani ma atassici. Vegetazioni adenoidi spiccate. Pinne nasali sottili, ma tese. Oode dei turbinati molto ipertrofìohe. Torace con tracce di rachitismo, appiattito nel senso antera-posteriore. Ampi i primi due spazi intercostali. · Dati delle mi.tura#oM secondo il metodo morjofa!JICO riguardatlll il torac~ e l'addome. 'I'IIBACE

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Olllmetro , Diametro Ci -~ •nl••loro lra:_~vPr· r~-on ~~-, Alle7.~(1 Splrome· .. ~ ..aie n nza stcroalo J tria posteri(lre m~ssimo toradca

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OssE&VAZIONE IV.

Caporal maggiore Schia .•. Guido. Età. anni 22. Di servizio militare mesi 14. Distretto Pavia. Addetto quale scrittura.le agli uffici di maggiorità del 54° fanteria. .Dati anamnestici somma1'i. - Facile alle epistassi nella. infanzia.. Tifo a 10 anni circa, e polmonite a. 12 anni. Sogge-tto alle tonsilliti ed ai catarri bronchiali. Operato di tonsillot.omia. due anni fa. Dorme sempre a bocca aperta. Russa.. È quasi permanente-


r LA ~· \Rtf:'rA \fOlU'OJ,OGIOA \DENOllJEA

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mente raffreddato. Veuuto sotto le armi non poteva r Pgg!'re assolnta.mente anche alla più breve corsa. Fn a~gregato q n al e :serivano agli uffici.

Dati oiJbiettiti ?'itevati.

Altezza personale metl'i l,G.J:. Grande ap. 1,70 ',.. Ststema. linfatioo non molto Ul<~rcato. Si pa.lpBno .:;oltanto piccole gla.ndole sottomascellari. R ete venosa ai primi spazi intercostali superiort del t.oraoe. Rinolaha. ohim1a. Voce abbassata. Palato for temente ogivale divergente. Angolo mandi· bolare poco ottuso. Denti sani. Qualche dente ata.."'qico. Bocca aperta. Rt~spirazione prevalenLemente boccale. RAtrazione ti m panica forte bila.t era]e. Vegetazioni adenoidi notevoli. Ipertrofia. spiccatis~ima. del turbinato infer iore di destra. Pinne nasali ampie e tese. Toraoe molto appiattito nel !'lemo an~ro-posteriore. Ampi i p:·imi d no spazi i nt,.rco:<~tali. Dal• ddlt rnf1ura:1on• ucoudo 1l metodo morjolfJgJro rtgwardalllt ti lflrace t l'addomt. Ttiii\I; P. 01tlll• lro

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Soldato volontario ordinario Moc... Leopoldo. Età anni U. Di servtzio mesi l. Git\ dichiarato rivedibile per psoria;;i. Distretto Pavia. Dali a,tamrtestici ?'ilel,ati. - Andò sempre soggetto a ratfreJdori. Fece le sohte ma.lattie dell'infanzia. Ebbe

•


1:!1)

LA V \RIETi '10fH'11LOGICA .\lrKSOIDE ~

pure elmintia~i e ingorghi glandolari cervicali multipli. Da bambino giuocando cadde, e riportò lu. deviazione del setto verso ~inistra, che si riscontra tut· tora. Facilis~imo alle tons1Jiiti e alle congiuntiviti. Di uotte fa sonni agitati, con risvegli improvvisi, a.c· compagnati da :>intomi eli soffocazione. SPbuene da solo pochi giorni sotto le armi, tuttavia ha aggravati questi disturbi inerenti ~J.lla slenosi nasale e alle vegeLazioni adenoidi.

Dali obbietlid ?'ile,·ati. Alte~za personale metri l, O ', •. Graudo ap. 1,80 ' ,. Glandole linfatiche sott.o· masl.!ellari ingorgate. ReLe venosa molto spiccata, specie ai prim1 spazi intercostali. Tinta cianotica alla cute ed alle mucose del viso. Rinonalia. chiu-.a. Para.· fa.sia praecep!i. Palato forLemeute ogivale, lievement.e divergente. Angolo ma.udibolare mediocremente ottuso. Dentatura ~ana ma molto atasstca su entrambi i ma.scflllan. Bocca. aperta. permanentemente. Respirazione quasi esclusivamente boccale. Ret.razione timpauica bilaterale e diminuzione dell' acut(\zza. uditiva. Dev1a.· zione del setto nasale verso smtstra. Ptnne nasali tese. Vegetazioni adenoidi mollo spioca.te. 'l'orace appia.tttto nel scuso antero posterion•. Il toraee sinistro è più sviluppato del destro. Fossetta. sternale molto profonda. Dat1 del/~ nusura:.Hnlt secundu 1l metudo mor(ologu:o l'l{lUardanti" torace e {'trddume. \ 1111 O \l E Sfllrhllll'·

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l risnltat.1 rilevabili in questi f!Ua.dri ci indussero pertanto a ritenere il tipo adenoideo, come uua \·era varietà della t• combinazione morfologica. Se noi infatti confrontiamo i da.t1 dei nostri quadri, l!ta genertlli che particolari, a quelli riferiti come tipicumente costanti nel l" tipo morfologico dal Da Giova.nui, noi tro vbmo una. notevole unifurmihl e '-'Omiglianza. 1 dati anamnestici rioorda.no nell'una e nell'altra iudt\•idualità molto frequentemente i fatlii glnndola.ri e linfat.ici, le otiti, le congiuntivitt, lo angine, le coriza. l'elmintiasi 1 dati obbiettivi collimano sta per il tr·•· qnente pallore della cute e delle mucose, o ptw un cerLo grado di cianosi delle stesse; per ~~~ speciale oirt·ola.zioul:l veno>ia. appariscente in esili, per gli iutossamentl in date parti del torace stesso . per il rapporto speciale tra diamutro antero-posteriore e diam~tro trasverso massimo (a oifre àlte questo; a. cifre basse c1uello), per la danta t.ura di solito poco fdlice; per lu. speciale morfologia del onore, per lo sviluppo anormali' del sistemo. linfa.tico, per il rapporto fra. altozza addominale e diamet.ro bli· liauo, per la. conformazione degli arti, ecc. Il quadro p..-.rò, come t~bbiamo detto, è wtalogo. ilOil idt•,llico. Già rl prion (riteniamo) avremmo potuto pre· vedore quest.o fatto, ponsando alle correlazioni anatomiche varie, che il De (i io""anni ammette come uno dei fat.tori principali cile possono modificare e persino tra· sformar e quasl completamente nella sua morlologia. In hldividualitt\ ùi una. det.orminata combinazione. l Nel tipo nostro di studio infatti a'·eva.mo nell'< adeuoidismo ~ uno di que~ti fattori, esplicante principal· ml\nte la sua influenza sulla fnnzione respiru.toria, e q umdi {in base all'assioma è la fun3ione che c1·ea l'ol'!J'lllOl sulla morfologia del torace. Confessiamo però chu anzichè « priori questo fatto e la. sua spiegaztone furono da noi rilevati soltanto prose·


12:!

LA \' ~RlETA ~ORFOLOC IJCA .WCXCIIDEA

guendo le nostre ric~rohe, ed illu..'lt.randole con altri da.tt rica~at1 da. diagrammi sn alcuni tipi di re!!pirazioue, ecc., cui accenneremo in p1·osieguo. IL divario dalla. l'combinazione morfologica del De Giovanni con!liste appunto uei seguenti dati: 1• la circonfemnza torac1oa è qoa.'li sempre superiore, sebbeM di poc•), alia. metà. dell'altezza personale; ~o raltezza "'ternale è puru alquanto superiore al'/. della circonferenza. toracica; 3'1a '/ ,destra. del cuore ò sviluppata nell'adenoideo in proporzioni ma.g~lOrÌ: che non nel ttpo morfologico puro. Un seoondo quesito pertanto .-;ca.turi va dal primo: se cioè questa importante ~arietù morfologica. degh adl.'noidei dovesse per &Yventura. la. sua ~peciale impronta a.ù una. speciale loualizv.azione da.l linfa.tismo sulle prime vte respiratorie. Se noi ci proviamo ad analizzare il complesso dei sintomi che caratterizzano nei nostri quadri il tipo adenoideo, ci accorgiamo tosto come \'1 siano due ordini di sintomi nettamente differenziati fra loro, dPi !')ttah gli uni ~ono riferibili alla dintesi linfaticu, gli altri imputa. bi li alla. speciale loaa.lizzazione del tessuto linfoideo in faringe ed alla. conseguf'\nte steno;;i nasale, i r1nali ultimi sovrapponendosi e sommandosi ai primi, sarebbero appunto queolli che, a. parer nostro, darebbero una speciale impronta al tipo tvlenoideo. tale da costituu-ne una distinta varietà morfologica. !1'm·ono giì~ a.coenna.ti, per non dover ripeterli qui, i primi; entrano DI'l -.e<·ondo ordine di sintomi alcuno alterazioni: a) mf)r'(ologir:he (riferentisi a. conformazioni speciali scheletriche della faccia - palato. mascellare iufenore, ecc. del torace 1 ; b) funzionali (riferentisi al respiro e al circolo).

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La CJue~Lione di una dipendenza ùelradenoidi~mo dal linfa.tismo i, Lutt'altro che nuova. A L oevunberg che esprimeva le proprie convinzioni in proposito. enunciando la sua formola.: lli~()g,la e..<~­ sere sci'O(olosi pe;· e.~se;·e adenoidei. rispondeva lo Cheval (1894 ). contrapponendovi le. sua: Bt.rmg JICJ. esse;·e

adenoidei p~· e.<~se;·e scrofolosi L a IJUe~tione veniva ponata. avant i alla Società Tbérapeutirtne di Parigi nel 1898 per merito del Go.llois (2), il quale vi sosteneva: l . che i uambini con adt~nite cervicale oa.rat.teristica. ùell'individualità linfat.ico ~crofo­ la.re ~ono !JUasi sempre adenoidei; 2• che In. diatesi linfa.tica e secondaria alla. }e;.:iooe locale della farmge, dalia quale faringe penetrerebbero infezioni multiple e specifiche. - Nell'a.cutu. d~cussione susseguita alla comunicazione del Gallois, i.l J.Je Gendre, il Oo ul' ~ade, il Sanné, il Gouguenheim, l' Eiuebard, portarono in coutraddt l.torio varie ragioni, che brevemente riassumiamo n elle seguenti: a) vi sono molti adenoidei che non lmnuo adenopatie cervicali, nè altre stigmate della scrofola; b) vi sono adenopatie cervicali e sintomi scrofolosi in individui non adenoidei; c) il quadro clinico dello scrofoloso e deiradenoid~o è molto diverso; l'aspetto della faccia dell'ade· uoideo (/at•ies adenoiclea) contrasta con rpu~llo dello scrofoloso (per lo più patfuto); il naso è a sottigliato a coltello nell' adenoideo, grosso nello sorofoloso, le labbra t\llnefatte in questo, allontanate e rovesciate in quello; i ganftlii del collo ohe souo il carattere più frequente e caratteristico dello sorofoloso, sono rariqsimamente interessa ti negli adenoidei: questi po<;sono presentar e caratteri differE\nti econdo la configurazione della faccia nei di versi tipi (i dolicocefali presentando la faeie.'? di Meyer, i brachicef~li no). Nell'adenoideo


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L.\ \'ARJKL.\ llORFOI,OOICA .\llf;:\OIDEA

l'occhio è spc:.sCI interessato, nello sorofoloso quasi mai; al contrario per quanto r1guarda le congiuntiviti. In fine le deformi Là ohe la. presenza delle a.denoid i porta o~l meccani~mo degli organi re~piratori non sono cosi pronunciatA nello ::;crofoloso. il quale può esserne im· m une. ~oi riteniamo che nello apprezzamento dei sintomi costituentt il quadro caratteristico dell'adenoidismo, gli autori che ci precedettero non abbia.uo nettament.e sceverato quanto ò dovuto alliul'atismo (presa. qnesta paro!~ nel ~enso moderno cui giU. abbtamo accennato). e lfUanto invece spetta. aUa. speciale localizzazione del te~· snto adenoirleo che t} pllr sempre per altro un prodotto delr individualità.linfatica) in un punto così important" e vitale per la meccanica. della respirazione, e per la fisiologia. dell'orecchio. Accettiamo, perchè sulfra.gata. dalla più comun" e~perienza clin ica, l'opinione del Gallois circa la frequenza dell'adenopaua cervicale negli adenoidei ba m bi n i: anzi in seguito alle nostre ricerche potr«:>mmo anche aggiungere, che eletta frequeuza., seb· hene in grado alquanto minore, si nota pure negli ade· uoidei adulti. Ma non possiamo pet·ò sottoscrivere al Sl'condo concetto soRtenuto dal Ga.llois, che cioè la dia· , te~i linfatica ,;ìa. secondaria alle aden01d1, provocate alla loro volta da. una. infezione fa ringea. Esistono iuvero moltissime individualità spiccatamente linfatico- scrofo la,·i senza alterazione alcuna della. faringe, s«:>nza trae· ~:ia. di vere adenoidi: di più l'a!Lerazione del faringe (ln oui patogeuesi riu:~cirebbe uu po' diilioile a spiegarsi coi ooncet&i del Ga.Uois) si può pit't verosimihnente considerare, come una speciale looalizza.ziono del linfoidismo in una delle parti del corpo giil per sè medesima molto ricua. di te,.;suto linfoide; il quale tessuto si trova in condizioni congenite di piit f11cile vulnerab1lità all'in· fazione. &io. per la costituzione lir1fatioa del soggetto o


!

LA V.\RU:ri \fOllFOI.OlolCA .\DE:'\OJDEA

l ~5

la. sua stessa. struttura. istologica., sia per la. 'ioinanza. a centri J' infezione notevoli, quali il naso e la. bocca. N è possiamo d'altro canto aceettare l'opinione dei contraddittori del Gu.llois, che cioè l' individualita morbosa delradEinoideo difl'eri9Cl\ sostanzialmente da qnella l intà.tico-scrofolare. Il fatto dell'a'>'lenza in taluni adenoidei non Cl"rto nella maggior parte, come si vuoi sostenere) dell'ingorgo glan,lolare cervicale, non ha alcuna. import.nnza, quando si pL1llSÌ che detto ingorgo non cost.ituisce tm dato patognomonico assolutamente nec.:Jssano per la. diagnost di scrofola (e 110i qui non parliamo che di lin· fa.rismo, cLoè della forma più attenuata primith·a di detta diate~i) An;.i osserveremo che i linfatici del ri· nofaringe hanno il loro sbocco naturale nei ganglii che si trovano ai lati della membrana. tiroioidea. (Sappy) e solo seoondaria.menle e per le larghe anastomosi esistenti tra 1-{anglii e ganglu s' tngorgano i gangl n latòro-cen icali in seguito ad uu· in t zione faringea. Aggiungasi che, a nostro modo di vPdere, il materiale \'irulento del tariuge trova per ragioni anatomiche molto più facilmfllJle la sua via d'm;oiLa nel cavo nas(\!o, pnr non volendo tener conto della. minor attività eli us~or­ bimento negh individui linfatioi nè della po stbileazione attenuante del muco nasale. Co~i si spiega percha nella tubercolosi del riuofarin~e e rara l'adenite cen·icale Gradenigo}. N on ci sorproude punto, nò oi si può oppnguare, come al ( htllois, che esistono oasi in cui si banno arlenopatie cervicali ed altre stigmate linfatico-sorofola.ri, pur non e3'endo,•i adenoidL-.mo, poichè appunto, come notammo, noi ammettiamo questo, qnale una ~pe.::iale localizzazione, ma tutt'altro che costante della diatesi linfatica. Il raffronto clinico dttlerenziale tra adenoideo e sorofoloso fatto •risaltare pa.rticolt~.rmente da .Bougue·


1~6

LA VARIETÀ ,\lORil"OI.IICHCA ADENOIDEA

nheim ci sembra anzi un argomento in appoggio ai nostri concetti, a parte il di~acoordo, sia tra antichi che tra. moderni autori, sul tipo del quadr o clinico del· r individualità linfatico-scrofolare; a pa.rt~ le gra.ndi gradazioni e n.ria.zioni nei tipi fondamentali dell'ade· noideo e dello scrofoloso. Infatti nelradenoideo, per effetto della speciale localizzazione del liufatismo, osser· viamo quelle alterazioni mortologiche e funzionali che costituiscono i sintomi differenziali che il Gouguenheim cita come oarat;teristioi dell'adenoideo in confronto allo scrofoloso. Res~a l'obbiezione fa.tta dal Gradenigo ( 11 olle le ghiandole 1infatiche del collo ingrossate in seguito ad ipertrofi.a della. tonsilla faringea non caseificano o sup· purano mai come nella vera scrofolosi. Noi non abbiamo dati da contrapporre all"afferma· zione a.ssolttta dell'illustre clinico-specialista. di Torino, ma. ci permettiamo osservare a conforto della nostn. tesi ohe, in fondo, la ipertrofìa della tonsilla faringea bi può considerare come un ammas"o di tessuto linfoide suppurante, una. specie di emuntorio (ci si permetta. la parola antiquata) faringeo, che secerne e suppura inveoo dei ga.nglii del collo. l~ la stessa ragione per cui anche i ganglii ingorgati sottoma.scellari rarissi.mamente ~1Uppurano nelle tonsilliti. I dati fisico-clinici pertanto da noi discussi, snffragati e controllati da ttnelli morfologioi, ci permettono sin da ora di riassumere la nostra opinione sulla quest.iooè tanto dibattuta, rie,·ocaudo, modificato modernamente, il concetto di Loewenberg: Bisogna essere lmfatic~ per essere adenoidei e di affermare che la p)·oposi-::ion.e inversa non e l't~·a. D ~econdo ordine di :iati cui ora. accenna.vamo, è CO· stituito da due serie di modifìoazioni ripetenti la loro origine dalla stessa. causa:


l..A YARIET.\ ~fOIIFOI,O(;JC.\ \lli~OWEA

127

a) modifìcazioni )no' (ologiche (riferencisi a spe..: ali moditìctt7ioni scheletriche della a' 1 faccia; a"j del torace; ll"') deUa colonna vertebrale. eco. ; IJ) modificaziom (t,,~:;ùmali riferentisi speoudment.e b') all'orecchio; b") a.l respiro: b'") al circolo.

a) modilicazioni morfologicbe: A maggiore intelligenza. del muccamsmo di dotte

altoraziont morfologiche :~cheletriche, noi dobbiamo premettere che r intima costituzione del tessuto o,;seo nello adenoideo presenta delle 'i peci ali alterllZloni ,come risttlta dalle analisi chimiche fa.tLe da. Le Gendre e da Ga.llms) la. cui caratteristica. prtncipa.le sarebbe data. da uni\ proporzione più o mono acceut.uata tra le sostanze organichu e le minerali. E questo se Yiene da un lato a conferma. della nosLra opinione, dall"altro conferma pure qu~lle a proposito del De Giovanni, il quale nella proporzione di sviluppo dello varie parti dello Rchelet.ro, e nella sproporzione dell' intima struttura e costituzione delle ossa, trova un indice di morbilità linlu.tioa o di morbilità rachitica. Oiò premesso, ammessa cioè questa particolare dut Lilttù. del sistema scheletnco, qnale causà. predisponente, riesce abbastanza facile darci ragione del meccanismo di alterazione nella morfologia dello scheletro dell'ade· no ideo. n' 1 Per qu&nto riguarda le alterazioni morfologiche della /accia diciamo subito che tra le molteplici t~>orie invooat~ dagli autori per sptegare la. deformità del ma.<ll.:ella,·e .'luperiot·e (quali ad esempio: il palato ogtvale e l'aLasl:lia dentaria) ha raccolto il maggior numero di fautori quella ohe ammette la trazione e la compressione sulla mascella da parte dei musooli su essa.inseriti. E


l 128

LA VARmTÀ: :ILORFOt.OOICA. ADl~XOTDEA

noi accettiamo colla premessa. già. fatta, completamente questa teoria, in quanto essa è suffragata dai seguenti fatti, da molti autori e da noi pure osservati: 1• l'afllosciameuto delle guancia, oouseguente allo stirameuto continuo dei muscoli; 2• la forma che il ma.scellare su· periore assume nei gradi più avanzati, nei quali l'ar· oata. dentaria è spinta in dire?.ioue della linea mediana della cavità boccale, come se drte forze aganti alla base delle arcate esercitassero contemporaneamente sopra un tessuto plastico o duttile una compressione lanta, debole, rua continna. in direzione centripeta; 3• in adenoidei conclamati si osserva talora che, o sono atassiche le due arcate dentarie, od in casi nei quali manca ogni incurvamento del mascellare superiore si ha nor. di rado un incurvameuto ed una atassia dentaria nel mascellare inferiore, come se rossifi.cazioue della mandibola fo!l:ie rimasta in arretrato al confronto di quella del mascellare superiore: E poiohè nella letteratura della specialità, a questo proposito nulJa di simile oi consta. sia stato registrato (anzi afferma il Kiirner, che il mascellare inferiore rimane affatto normale nell"adenoideo), riteniamo conveniente riferire in brevi termini i seguenti casi osservati da uno di noi: l~ Soldato Arn... Distretto di Milano. Mediocre costituzione fisica, inabile alle fatiche di guerra. Piantone agli uflioi. Alla rinosoopia anteriore riscontrasi una deviazione del setLo verso sinistra assai o.econtuata. Tonsille boccali e faringea di mediocre grandezza. Atassia dentaria. assai spiccata sia nel mascellare superiore ohe sulla mandibola. In entrambi le ossa, i denti stanno disposti su <tna.ttro Unee. 2" Soldato Guol... Dis&re~to di Treviso. Mediocre costituzione fisica. Pleuritico. Facies adenoidea tipica. Torace piatto. Adenoidi voluminose. Retrazione liimpanica. Ipertrofia delle code dei turbinati inferiori. Difficolta.tis-

•


Tipo rl'Spiratorio in un individui>~


UQ S&llO a DAri otlUJ'Ilt.e.


LA YA,Rll!:'l'A :MO:&FVLOGIOA ADE~OlDEA

12D

sima respirazione nasale. AJ!a mascella superiore den-

tatura a V: i du~ incisi vi mediani sono collocati uou di fronte, ma di fianco; alla mandibola atassia dentaria su tre linee. 3" Biag. Guido, di anni 14. Scolaro di Firenze. Ade· noiéleo. Otite destra con perforazione t.i mpanica. Re~ra.­ zione timpanica a sinistra. Nessuna alterazione nelle. cavità uasalì. Nessuna irregolarità nell'impianto dci denti sul mascellare superiore. Alla mandibola si trovano in prima linea gli incisivi mediani, gli incisivi laterali sono collocati iu una seconda linea (a 3 millimetri circa), ma quasi per metà dietro i mediani; i canini hanno il loro punto d'impianto an poco più in avanti degli incisivi laterali ma sono curvi con concavità. volta verso r interno; i preruolari sono pare piegati verso l'interno, mentre gll a1tri denti sono riv-olti verso l'esterno. Obe le déformità ossee colpiscano il mascellare su· periore di preferenza, anzichè quello inferiore, si. spiega pensando alla varia struttura delle due ossa. Mentre, infatti, il mascellare superiore è attraversato da cavità pneumatiche multiple e diviso da una lunga linea di sutura, al contrario la mandibola. è più compatta, e op· pone quindi maggiore resistenza alla trazione museo· lare. E che questi fenomeni non siano dovt1ti esclusivamente alla presenza di adenoidi per sè stesse, ma principalmente in quanto queste ostacolano la respirazione nasale, lo dimostra il fatto che detti fenomeni si possono riscontrare anche in casi, in cui la chiusura nasale è dovuta ad una semplice deviazione otturante del setto. Valga a CJuesto proposito il caso seguente: Soldato Fonta... Distretto Girgenti. Robusta costituzione fisica, ma dichiarato inabile alle fatiche di guerra. Alla rinoscopia anteriore riscontrasi una cresta del setto assai voluminosa, che ol;tu ra quasi completamente ~l


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J,A \' ARJJ>T.\. \IOllFOVJGIC.\ .\ llh:XUTrlRA

la cavitù n~ale di sinistra, mettendosi ad intimo con· tatto col turbinato inferiore. 'Pipo dolicoceJalo. ma spio· oatameule c;tmeprosopo. Palato piatt.o. ata~HÌ•l dentaria ~piccatu. su 1•ntrambi i mascellari. Xellu. atN-.ia congE-nita delle coane èo notata da n.lonni autori (J oel, Kay:~er, lH orf) l' ipsisttttilia, mentr~ altri registuuo la normalità del palato. Talo circo1itan7.a e la rarità. dl'lle datormn.zioui dei masnellari n•·gli stenotici non adt<noidei stanno uppunto a comprovare che oltre alla causa ocoasionale della stenosi nasale, devo concorrere, per la. provocazione di dette deformità. an· che un altro ti.tttore come caulla predisponente: la mag· giore duttiht.A cioè del t.essuio os!'leO nello. giovnne iudhidua.lità ohe no1 stud1amo. a'') Per quanto n gnarda le moditicazioni mortologiche del lo,·ace, dai rinologi ~ono· "tate descritte varie deformità in di pc•ndenza dello vegetazioni adenoidi. Già Robert (18.H3), \Vora.n, Scltnv, studiarono questo defonnità. dipendenti secondo essi rlall'ipertrofia delle tonsille boccali. TI Dupnytreu descnsse un lomce a clessid1•a, anche in casi in cui il rachitismo uou si poteva assolutamente invocar''· Questi autori riferi,ano il faLto da. e:~si osservato ad una ostacolata penetrazione dell'aria nelle cavità. pulmonali, in causa. dell'aumento del \'Olumo delle amigdale palatine, non essendo ancora comparao il lavoro di Meyer. In causa eli questo ostacolo il paziente sarebbe costretto, secondo l'ipotesi di detti autori, a fare degli sforzi iuspiratori, durante i quali il diaframma contraendosi con maggiore energia determinerebbe a li,ello delle proprie inserzioni l'infossamento caratteristico. In brevi parole su.rebbe dunqne un ostacolo della meccanica respiratoria, che porterebbe oome consegnenza r anomalia morfologica del torace. È verosimile iuvero che i soggetti osservati ùal Dupuytreu e dt\l R obert fossero affetti oltraohè da iper·


1•.\ \'AlliE'l'À \lttlH'OI.OG lf'A .\DF.:'\OIOEA

1:11

trofia delle amigdale palatine, anche da vegetazioni adenoidi. 1~; nota infatti la fre'lnente conco,.nitanz., dell'ipartrofia. delle tre tonsille. cl') Accanto al torace a clessidra gli autori Bilh1tut (:3 ), IJane \V. Arbuthuot 4 desorh·ono la t'OitS.<:m·t> della colo;wcT ver'lebralc, l'appiattimento del torace "pecialm~>nte a livello delle prime coste, lo. proiez'ou ìt>lle spalle iu aYanti, la prominenza dull'angolo mferiore delle scapolE' Noi avendo tatto il· nostre ricerche ~u soldati in l:ll'rvizio, nou potemmo riscontrare lt\ forme più :~alieuti di tali modi.firazioui morfologich~ dtlllO scheletro, ma tuttavia notammo: l" Qt111si co,.tante appiattimento del toral.'e negli spazi intercostali ~uperiori, in genere molto ampi. 2 n diametro untero-po>~teriort' del toracv relati· vamente piccolo in oonfrouto del diametr11 trasver:iO mn.::;~imo. Il torauo perciò Vi;t.o di fronte sembra a.~~~ai pii1 ampio ùi quanto in realtÀ non sia. go Abùa~ta.nl!.<~ ft•equenli le asimmetrie trn. to rac~ destro e v;r.t..:e sinistro, e gli info..~amenti o alla r ... giouo stemale o a qnella epigastrica. Cho qu~:>.;Le utodifica.zioni Mila raorfologia d1 l torace sieno, itl pl~ri di qnelJe già notate per la faccia, impn· tabili 1mr e:i.;e precipunmentA alla stenosi nasale è stato comprovato da Balmt3 (ThL•Se de Paris, 1888) e più recenteulente da Grancher, M. M. R édarù, Bilhaut e G. Phocas (5), basandosi sulle seguenti o-.&t>rva zivni: I lievi gradi di cifosi e sooliosi nei giovani soggHLti &ril'noidei guariscono in breve e completamente senz'a.ltra cura che la semplice asportazione delle vegetazioni adenoidi. Al contrario ad ogni riacuttzza7.ione del processo faringeo con conseguente maggiore ostru· zione della rinofa.r inge si accentuano i fenom eni disp noici e in pari tempo si aggravano le deformità toraJ


132

L.\ V,\HIE'rÀ llOR.l.:OI.OGI<'.\ \DE~OID1U

ciohe <Phocas). Queste stesse moditioazioni morfologiohe poi si riscontrano se non identiche. in grado analogo. in vari casi. di ~:>teuosi nasale da altra causa che non sia l'adenoidismo; e il meouauismo di produzione di queste alterazioni toraciohe c:.:i e appuuto spiegato dalle modificazioni funzionali del respiro riscontrabili in simili casi. S1 l'~pisce poi facilmente come gli eil'etti dei disturbi re:-~piratori sullo scheletro toracico neglt adenoidei debbano verosimilmente essere più accentuati, che negli stenobici puri, quando si ammetta, coma ab· biamo premesso e come abbiamo notato per lo deformità. de1 mascella.ri, la maggiore d-uttilità delle ossa, nell'individualità. linfatica, e qumdi anche nell' a.lenoidea.

* * b) Non ci resta ora che di trattare delle modi(ì· cazioni funzionali imputabili alla stenosi nasale dell'adenoideo. Ne distinguiamo tre serie: b') la prima di queste riferentist all'orecchio di cui non ci occuperemo, perchè già note e studiate da molti specialisti; b") la seconda rigu9rda.ute il r·espiro: b"') la terza. riguardante il cir·colo. b") L'argomento delle modifìcazioni funzion11.ll del respiro nel tipo adenoideo non ha, a quanto ci consta, una propria letteratura. Parecchi autori lo toccarono, sebbene indirettamente. Già. Abrams aveva. osservato frequenti volte individui presentanti il quadro sintomatico del l'enfisema pulmonare suba.cuto, nei quali tutta la detta. fenomenologia scomparve non appena furono rimosse alcune alterazioni banali del naso, quali ad esempio: rinite iper trofica, polipi, deviazione del setto. ipertrofie dei burbinati, ecc.


LA V \RIE1' \ MORFOLOGIC.\ ,\DE~OIDEA

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P er mezzo de l r occlusione d~lle narici, Cer vello (ti) produsse costantemente t:d in modo acuto, cioè in pochi giorni, nei cani, nn enfisema polmonare. Questi risultati furono recentement-.e confermati dal Bullara (7), il quale avrebbe inoltre riscontrata colla. chiusura delle narici: a) una dimmuzione di frequenza degli atLi respiratori ; b) un prolungamento dell'inspirazione; c) ed una maggiore ampiezza della curva respiratoria. Uguali fatti però erano stati registrati dal Mare.v, facendo in~pirare uu individuo attraverso un tubo stretto; e dal Mosso dtmmte il sonno, e snlle Alpi ad una certa altitudine sul livello del mare. Noi considerando gli adenoidei, per quanto riguarda le modifì.cazioni del respiro, come degli stenotici nasali puri e semplici abbiamo sottoposto tt.d eguale esperimento due individui a caviLà nasali normali, e òne adenoidei tipici uei quali la respirazione si compieva si può dire e,;clusivamente dalln bocca.. ~e r•endoci del pneumografo di Cantalamessa., gentilmente prestatoci clalla. clinica mPdica diretta dal profe\S!IOre Grocco, abbiamo regit~trati vari diagrammi pneumogratìci dei due individui normali a nari oLtura.te. L'asta del pueumografo fu applicata alcune volte aul torace, altre Yolte sulla. regione ombelicale. ElSaminando (in confronto con altri tracciati fat.ti a re· spirazioue normale) i tracciati ottenuti, (dai I]Uali stralciamo i trat.ti qui retro segnati) potemmo riscon· trare: l " Un aumento di ampiezza. respiratoria : 2• Un lieve prolungamenLo dell'atto inspiratorio in confronto a quello espiratorio; 3• Una maggiore frequenza di atti respiratorì nell'unità di tempo, specialmeuLe uei primi momenti dell'occlusione. Cosi ad esempio uno di questi osservati eh~ in media ha 18-20 respirazioni al minuto,


1:!1

L.\ "\"AR!l-'T\ 'fOHFOI.OOH'\ .AIW~OTOP.A

poco dopo l'ocolnsione delle narici n.veva 37-40 tùspi-

raztOni al minuto per ritornare piit rdi a 30 32; 4." Il tipo r~~puato1·io non si mantiene ptu re· gol11~c. uniforme, lLDZi da principio il tracciato d imosLm una. sew' di profondi e frequenti atti re3pirator1, cht poi degrad;mo b~>n pre~to in altri più deboli e rari. per ritornare di nnovo profondi, ampl e pit\ frequenti, rilt•vando in tal guisa nel tracciato una modalitt\, che accenna lontanamente a 'l uella. del redpiro di Oheyne ::)tokes. Se poniamo a. confronto questi tr!l.cciati con quelli ottenuti dal Mosso (8) o.lla Capanna Gnifetti (circa 3700 metri sul li\"'ello ùel mare) si scorgerà un certo grado di somiglianza. tra i due tipl di re-.pirazione boucale e il ttpo respiratorio rilevato dal Mosso nel sonno. Il che indnce a Cl'edere che pure nel sonno lt\ moùa.lita re:~piratona. oltrt~ccbè dallo caus~ a~' ennate dal Mosso, ripeta la sua e&U'ill. an.ohe du. uu leoggier grado di steno:ii nasale, provocata dalla caduta. del velopt>ndolo Hulla. parote pusterioro del ft\nngc, o da altrt fattori aeotdentali (muco nasale, ad ~:--empio che ft':jtdugauo ti l11me del uoudotto na,.o-taringeo. Questo concetto trowrebLe appoggio nel tì1Lt.o che i disturbi re$piru.torì cio. Ht.eno:;i Ua:4ale da q ua.lsiasi oaniln. si ao· ceutuauo molto ii più ll<'lla. posizione orizzontale, e nel sonno. 0° Dopo Ull certo periodo di tempo duccllò si era praticata rocolusioue na-;ale (meno di un'ora) i sog

getti normali accusarono nn senso di intonttmento, di c011gesttone al capo, e un bisogno dt trarre dt\lle pro· fonde inspira?.toni forzate. Questi fntti, diremo acuti, ci richiamarono 11.1Ja mt•nte il qnadro dell'aprosexia. nasa.lis descrttta dal Guye, e dai riuologi o.Ltributta al dtsLurbo di Clroolo endoliufatico cerebrale (per un ostacolo alla circolazione collaterale provouatn. dall' iper-


LA YARIWr.\. .llOJU'OJ,OGICA ADgNùlDl::A

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trofìa. della tonsllla far ingea), od a distnrbì dell'udito: mentre i suddetti risultati parlerebbero piuttosto per una iuwssicazioue carbonicu più o meno lenta, dovuta ad una minore introduzione di ossigeno (ipoossigena· zione) durante il periodo di respirazione boccale. Accettando questo concetto c;j potrebbe •lire, ohe à sempre la stessa causa che produce ad uu tem~o le modalità del tipo respiratol'io somigliante a quello di Cheyne·Stokes, e i fenomeni di aprosexia. Eguali particolarità riscontrammo ,;ottoponendo ad identico esperimPuto i due nostri adenoidei, nei quali la. r espirazione si compieva. pressochò esclusivamente per la. bocca. 1'rnsori vìamo per ragione di spazio sol· tanto qualche tratto dei dia.grl\mm.i ottenuti nelle no· stre prove. •rali deviazioni sono per noi eloquenti in IJUanto esse ol tre all'importanza fisiologica che hanno per sè stesse, oi danuo la spiegazione delle uote differenziali morfologiche tra adenoideo e 1o tipo worfologico del De Giovanni, per quel che riguarda il torace (cit·conferenza toraoica cd altezza :;;ternale) cui noi accen01\m.tno sin dalle prime pagine. Per verità. è logico ammette1·e che la frequenza e più che tntto l' irrego· larJtt\ e gli sforzi della respirazione in tma età. in cui le correlazioni anatomiche e funzionali varie ha.uno o possono aver e cosl larga parte nella costitnzione mo:r· fologioa di una deter miuùta parte del corpo umano, possano fino ad un certo punto provoco.re un aumento d\m~a respirator ia, ardiremmo q oasi dire una specie di enfisema, i cui effet&i natur almente si ripercuoterebbero sullo scheletro della cassa toracioa. Di qui la log ica. spiegazione delle note morfologiche di!lèt•M;;;i.ali da. noi sin da principio accennata. . b''') p er quanto r iguarda le modifì.c!tzioni fnuzio· n~~oh del cir colo, i con cetti che già a priori si potevano


' l~G

LA ,._\Rm'l'À 'lORFOLOGll'A .lDE~OIDF..\

for mnlare io base ali~ ri::~tt..ILanze dei aati morfologici. e cla quelli sulln respirazion<", ci furono oonfer mati dalle os~er"f"aziq_ni dirette. Av.,tnmo infatLi campo di notare: 1'' uu certo grado di torpore nella. oircolttzioue snperiioiale, parLiuolarmeute dPUe es~remih\. segnala to da un heve grado di cianosi della cute e dalle mucose, da tadle ingrossan1e1,to delle UJaui e dei piedt, ecc.: 2" un lie>'t:~ grado di stl\j:!i vE>nosa nel piccolo circolo, st>gntt.lat..o auohe molto freqaeutemente da una. rete venosa. superfici alo a.pparisccm t~> neJie part1 a l te del torace, specie nei primi spazi tnLercostall, di ::olito piur· tosto ampi ~ i da.&i rifert!nti~i al cuoro. (~uesti per bredtit e chiarezza sono ria,o;,unti per talmu dei soggelti os:>ervati nello l:lpeocbieLlo gni sotto segnato: occorre solta.ntù a.vvPrtire che essi fur0no de sunti seguendo il tnetudo ùi tnisnrazioue d"l cuore, pro · posto dul D e Giovanni.

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LÀ VARIET.ilirJlH'OLOGIC'A ADE:'\OIDEA

l!li

Il fatto che più spicca osservando i dati sopra esposti è la costanLe sproporzione del diamet;ro del cuore destro al confronto degli altri due: sproporzione che varca. di a.lqnanto nei t:a,~ì tipici i limiti che il De Giovanni assegna per gli individui appartenenti al 1• sno tipo morfologtoo (T Abbiamo, cioè, anche in questo punto una nota. differenziale morfologica.. che dà ragione a.l pari eli qnella già disomHa per la circonferenza tora.c1ca e relativa altezza steruale, della costituzione di una \"arieti morrologica speciale pel tipo adenoideo. Questo aumento cosi sensibile del diametro del cuore destro ripeterebbe, secondo i nostri concetti, la sua causa a due f11.ttori: l • L1l co:Stitnzione morfologica dall'indi v id ua.litit iinfatica propria dell'ader.wideo. 2• In più poi la oslacolata respirllZtone e la ine· golarità della. respirazione stessa a cna ,.a soggetto l'ade· no ideo: il sovraccarico dj lavm·o da parte del cuore destro allo scopo di compensare ali l~ i poossigeuuzwne provocata. appunto dalle anomalie fn.uziouali di respiro precedentemente accennat~:~. L'importanza fisiologica e più ancora quella clinica di questi dati ci parve uosa note\"'ol~:~ dt1. indurci ad altre più minute ecl estese ricerche. l'Ifa non reputiamo, pE:'r ora, conveniente divulgarci più oltre su questo argumento delle modificazioui funzionali sul respiro e sul circolo nell'adenoideo, giacchè sconiìnetemmo dai limiti assegnatici; ci proponiamo pertanto di fa.rne un tema speciale per un succe-;sivo studio.

(') Actcennwn"' inridcotalmt·tlt~. pr•rrl"' 111111 •t' "'"'~"•'"'' Jtreth 111'1 llll,.tr•• ll'gomrnto. rh~ l'lltrlil'e cardHJ.ro, ne• casi 10 cnt ru r'Nlunroato, rorri;flll$1' ol dati ~lal!illll tl~l pro!. Dt: GrOI',I>:Nt.


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Per ora ci riteniamo autorizzati u. trarre dalle no~tre ricerche le segu~nti conclusioni: l ' L'udeuoideo si può considerare co ne una. varietà dello tipo morfologico stubilito ùal D<l Giovanni: varietà chl.'l deve la sua speuiale improntn acl una spe01alo localizza.,ione del tel$suLo 1iufoide (vegetazioni adeuoidtJe) in uu determinato punto d·ll'organismo. 2° I caratteri diiièrunziali d1 d •tta \-arietù. si rile· d:-couo all~ alterazioni •norfologkh~ e funzionali dt Ilo apparato respiratorio (deformlta del palato e del torace, circonfP.reuza. toracica alquanto mnggtore del ', • della circouftm•nza toracica.). 3• Nella produzione di detto alterazioni morfologiche e t'un:r.ionali concorrono esseu~ialmente due t'attori: a) tma. particolare dnttilità ORsBa propria dell'individualità linfatica ed adenoidea (causa prt>dispo· n~nte) ;

b) la "tenos1 nasale coi rolati,·i disturbi sul respiro e sul circolo (causa occa.sionale . In ba~e n ql!esti concetti morfologici e clinici si uomprendc r importanza e l'etfica.l.!ta dell'igiene 1:' della. educaziouu fisica. nell'età giovane quale profilas i del linfoidismo o dell'adenoidi~mo; :Ji comprende pure l'ha la terapia. noll'adenoiùt?o uon dcv"' essere limita hL (come -;i :mole genera.lmr:nLe) alla semplice eliminazione del· l'o:>truzioue nasale (ade,tnidec:loutia), ben~i debba accompagnar>ti a razionale cm·a igìe11Ìt'll e ricosltftte,tte del giovane organismo, .\Ilo scopo ùi corregger.~ o di modificare più o meno radicalmente la costttuzwne hnfatica, dì cui le vegetnzioni adenoidi non sono che una spe-.ialt" manifei'ta:r.iotw. Cosi. con questi concett i, p1ù ftlcilmenre che uou colle loro argomentazioni si spiegherebbero i bnoni risulLa,ti di onra ottenuti daBobo'lle(O), da .Morpurgo (10),


Arbnthnot Lane(±), i qnali autori o colla semplice eu m climatica. sulle riviere a clima caldo e asciutto, o con una razionale giunast10a. respiratoria, senza inter,·eulo operativo di sorta, videro regrt:>dire le >E.t;etazioni adenoidi, e nello ste~l:lo tempo migliorare le oon· dudoni ~"nerah del soggell.o. 01 sia p1•rme:;:~o infine di acoennaro all'importanza l!he anche dal punto nostro di v~ta mtlitara ha l'adenodilJmo come mdice di costituzione debole e !infatica, e come fittt.ore di iteno3i nasale colle sue rela· tive consegueuze :ml resptro e sul circolo. Di esso va tennto il debito conto sia nllorobÀ si trat.ta di scegliere il giovane qoggetto da nrntola.re, sia allorchè lo si l>rova. alle prime fatiche delle armi.

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(l) [la G tOVAN'<I. llnr(oi(J!JIII drt r(J,-JJO tllllllllll - lluepll, Milano, IS!!1, l~) l:ur.ots - .... trllu ~ero{ola. V. /1161/thn dt lhtrupwlr~trt, 7 (Phhr3io 1897. 13) thr.u&uT. - 1/u//dltt dt tlr!'ruprullll•tt. annn l'\91! 1\) J, \ NB '· AnncTu~uT.- EJintllll!'lllr mtd J~tfll"lt. ·••llemhrP 1899. l" l'li• .ci•. -V. r~c tn Ga:;::dl4 lltgla wp~J11Ia. t 91. i6 1 I ,..R\'JlLLO. - /ll(tJTM<J 11t<ftCII, IS:I'I. ma!:~IO. (7) lll!.t.ARA. - Rl(t.rma mtdrra, 1114111, vol. 111, p.,~. 3~7.

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Filwluuta. dcii'ICOIIIII ltdlt A.lf-1. -

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1111 /JQIItlliiiO mal. nrtrchl!l, 1!100, l"'"· \!1. (IO) A.rcllit••o ilalirr110 d'ufolotlw, vul. V. Ili) lìfi.J.OoSI .o. - n.e II!JP' rlroplolt ,,.,. /lur.~flll• 11111/t. hltn ll·r 1 •J - J •·ll&, 190l

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LA lHSSI\ll L\ZIO N~ E (;.\ ~ nll1 L .\Z 10 Ng Ut:I.L \ I. ECIT\ Pt:l ('O[.OIU

Nell'òrs d•Jcor,;13 i soil'erenti di ,tlterazione dt>l ;;nnso cromatico non t:ostituivano u 11 pericolo, giaccnè non \'Ì eru.no allora R~rvizi pnbblio.i ne' qna.lì si ta.ce:;:;e u::~o de' '1t~gna.li 1L colot·i. (·Ili alft>Lti dtL cecità pe' colori esistevano senzcil dubbio alcutlO prima che il Daltou, nel 1794 scopri~se il '\HO difetLo e lo rendesse poscia di pubblica rag10ne. Cii studi d'anatomia comparata. con· fermano nn ulie u.-.serto. studi ohP Yangono convalidati dal Maguus con le ricerche tìlologiohe fatte sull'opere letterarie iodin.ue pilt remote ehe stano a n oi pervenute. E come !\e oi<'> nou basta::~:> .!, valeotissimi ot.lalmologi moderni, fJUl\li l' .\ ngt.•lucci a Palermo. il Gnaita. a l!~irenze, l'Alvertotti a Modt;!na. :mila scorta d' una. pertetta. couosceo<G.a. della tisi~;;~ ottiN e della fisiologia della vi;;ioue dei colori, come pure delle alterazi~ni ~i que..;ta, souo ginut.i a rilevare e n dimo3trare difètti del senso oromaLiuo iu pittori di vaglia. che vissero pareuohi secoli indietro, solo coll'esame accurato di dipinti, che. :o~lìclando l' ingmrie del tempo. pervennero quas1 inalterati ni uo:itri giorni I ciechi pe' colori. ne' te m p i andatl, potevtmo al più destare l'ilari ti\: il l!'uch~ parli\ d'un sarto, che ripa.· r ava. i buohl di nn paslimu o nero co n pezze r osse, er e· deudole dalln Bte,;:-Jo oolorù ùel pastran o.


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141

Oggi non è più cosi: se es~i fanno parte del penonaie di manovra delle ferrovie, delle -.ocietà eli navigazione. po..:..:ono dh·euire diretta cagtOne rr immani ca.tastroii, O()lne per lo pns\o\uLo è verameuto Hoonduto. I ntÌLtti. nel li ugnaggio det s(•gn11.li a col od delll1 t'èrrovia, il ros..:o ha il ~igniiìcato di ]'m·icolo; ognuno può da.,lnesro arguire a l)nali tristi c<'n~egueuze può men'lre lo scambio d•• l ro"so col verde, ohe ha tutt'altro ~igut 1cato. E fu per ciò ohe Gtorgio \Yilson, profes:;ore in Edimbut·go, gettò il grido ,rnlla.rute. Ma colu1 ehe prese lA. iniziativa, oousiglia.ndo i govtlrni a. far subire. uon solo a~li aspinwti agli impicgbt nelle Ferrovie e nf'lla ~a· vigazione, ma heno.nco a ')nt)lli che già. vi orauo hn· pi~gati, uu rniuu?.ioso esama tl»l senso visivo cromll· tico, fu r lfolmgr~n. proft•'lsore di tisiolo~.;ia nella Università •l'Upsala uelhL Sn'~zta. L' llolrngren, dopo vive insisleuze, riuscì. a t'll.t' prescrivere nelh~ 8vezia l'esame dt>lla vista in genero e del senso cromatico in ispecie pPr tutt.i coloro che a-;p1ranmo ad es::.er" oocn· patì presso le societ~t ferro\·iarie. Ottenne iuoltre che t ut ti gli trupiegati tb-;sero. a. pj>riodi, uelrobbligo strettissimo dt ,.,ubire una nuova visita, e cio egli fece allo scopo di Jj.ue eliminare quelli che si trovassero in conrlizioni di avere contratto uu'a.lterazione quahuasi della visione cromatica per morbi deUa retina, del nervo ottico, dei centri. Egli intanto ebbe incarico dal suo governo d'esaminare la. perceztoue colorato. di tutti gli imptegati in ser vizio, i rJua.l i uon avevano, lino a llora, subito alcuna visita, e ue trovò viziati nolla percezione dei colori un numero t'orso superiore all'ordinario, pel fa.Lto che, fra. que!Jti, parecchi avevano acquisito alterazioni del senso cromatico per abu~o d'alcool, di tabacco, per iniezione •itìlitica, per traumi, ecc. ecc., men tre prima uon ne erano a.tfet.Li per congenita. anomalia.


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I.A. DJs-.JMt"LAZIO!I.""E r: r•. \ s1~tt L\?.lo:s"E

La Sve1.ia quindi, nell'anno 1876, per opera. delrHolmgren, i'u il primo Stato d'Europa che impo;;o l'eiìame ùel sCJlijO cromatico ad una. determinata ola!l:-;e d'impiegati. L'e!'l~mpio venne q nasi snbi~o imitato dagli altri Stati; iu lt.alia. anzi le sodetù. ferroviarie a.ftìclr\ rouo ad a.ppo:>iti oculisti nn tJlle esame, che nella H.egia Ma.rina viene o:urnpolo,;amentc pt~til!<lto: ed a piit forte rngione, inquauto che, uon i ~oli .tre colori: bianco. rosso e verde uiati dalle ferro,·ie, r/i tutti i colori. uou le loro più svnriate tinte, vengono ivi, a di!'lttmza.. ira· piegati per segnali. ~el .R. Eserci'o parimente vouue ricono~oiuta. la ue· ce:>s1tà. di avore nei ferrovit~ri e nei la~unari indi,·idni che avessero integro il senso cromatico. In contormiti\ per~anto di quuuto si pratica. presso le soctt t L ferroviarie. il rispettivo e,;ame do,•'essere, po-;stbiimenl.t•, eseguito da uffìoiali medici che Hiano stati aint1 proiiRO qualche R. Clunca. oculi~tica. Il prof'essor Angehtcc1 propone che siano ••::.nmiuati per la \'Ìsiouo cromatica gli alunui ~egli r..tit.nli di belle a r ti prima di e'lservi atntnf'!s,.;i, a. fine tli evitare ohe si diano al11\ pittura. •]Uell i che souo ciechi di qtHllche colore. Lo -;tesso provv,~c.Hmento dovrebbe es~ere adottato nelle o;cuole industriali, specie fra ~oloro ohe si dedicano alla tintura, alla leso;itura. ecc., occ.mpalr.ioni tutte nelle quali la perfetta ·d!òiOne dei colori c;~ una cocdizioue iudiipensabile.

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Da tutto <]tt!"sto age>olmeo te può dedur:ii che oggi non pochi potrebbero essere coloro che avrebbero vtvo interesse o di occultar e il difetto visi vo in essi esistente, o, viceversa, simulare di averlo per sfugg1re ad una. grave responsab ilità. L e vigenti disposizioni tendono


DELJ. \ f'EI)IT \ l'J,l CuJ,Otlt

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, non solo a. non accett.are quelli ello par congenita HllOmalia uon po~"·'ggono la pertì.ltta. ' t,-ione cromatica, ma anche u.d eliminare tutt.i coloro che. entrati in servizio, per morbi sva.riat.is::~nni della retina P del nervo ottico. a.cqwsta.no la ceuità per uno o più colori gvidenle meate tanto gli uni che gli altri costituiscono un voro pe:icolo pel pubblico vi.tggiautf>, e 11uindi l'elnn.ina.ztone di qMlli che veugono colpiti da morbi che alterano il senso dei colori si impone. come la non accettazione di coloro che congenitamente sono affet.ti da cecità cromatic;.l.

Tali dispo~izioui, po_lendo lerlera gli interessi di tanti individui chA sono in s~>rvizio o chL aspiri! no ad Pn trarvi, possono, per ragioni sva.r1ati~flime, facilmente dar luogo a simulazione e a dissimulazione di cecità per i colori Om un tale argomento. che si vh·amerne pu6 interessare il medico legale, pr:>r quanto io mi !iappia, non à trattato da alcuno di quegli autori di cose of:.almiche che più specialmente l'i sono interes~ati della. visione dei colori. Il solo llohngren vi dedica poehe pagine. egli consiglia in tali ca..n di e~eguire un e:~ame acr'U!'a.tissimo, di tenero in gran conto il rno· veute, la supposizione della. simulazione, di mettere in nso tutti i più svariati mezzi d'esame, cer tamente non tutti noti all'esatnÌtltt!'dO, e valutare beue le rispost.e adeguate o contradditorie fra loro. Egli riduce l'esame ad un g iuoco d'astuzie, ad un giuoco d'intelletto fra l'esaminatore e l'osa miua.udo, nel <JUale giuoco, egli dice, riuscirà vincitore chi al caso pratico sarà. più bravo, chi meglio conosce tuttA. la. teoria ed i metodi di esame della percezione colorat&. ~ un capitolo quindi, quello della nissimulazion e e della. simulazione della. cecità per i colori, che bisogna ricostituire ùi ::.a.na. pia nta qualora gli si voglia dare un fondamento scientifico. Finora d"un çal capitolo non


se ne ern. avvertito il bisogno, p13l motivo che fino al 1876 in ue<~;;tma. ~ociet.ì~ ferrovi~ria o di navig lziono veniva impost.o al pt~r~ouale l'esame della vis10ne oro· matica. Oggi in,·e;.!e ~ tlll nrgomouto a.lt.amente importautH: bisogna evitare oh • .;iano adrletti a servizi che impli· oano gravi respon ·abilitA quelli che non ne abbiano tutta l"attitudiuu; e. d'altra pa.rt~urge elimin.tre co· loro. che, idonei alratto del loro arruolamento siano diYenuti di~aclatti al ser\'izio per gravi morbi acquisiti, i quali abbiano interes~ato i centri. il nerYo oLttco. la retina. n per:;onale ferroviario. militarizzato in tE\ npo di guerrll. o rli misnru di 'licur~~a t.>ceeziona.li, potrf\bbe avere pecmluLre intore:~se per ncorr~re alla simulazione o•l alltt. dis~imnlazione. IO

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La dissimula.ztou~ della cecità per ~ colori può essera in ,·in ordtnari11 allegata da color~> che. sapendo di essem all'etti da a.orotna.topsta per un colore, a.:;pirano arl e:s'lere tunme~"i 111 sernzio fra i ferro"Vieri. fra i la.gl1llari o nelle ~:~,.:uole di nau l.ica, pre~:~so le Società di na.vigllziune, nogh tstituti di belle arti, nellu s0nole industriali. Vi potrebbero ricorrere anche quelli che, pur essendo iu :~ervudo 1 ud avendo ogni intere:> e di rimaueni, banno aCtJUÌ..;iio il vizw >i'livo o pergra\'i morbi eudoculari o de' centri, o per ~uperiori disposizioni vengono sottoposll a. Vl.,ita medica per essere, se del ca~o. eliminati. All'nspediento d'u11a simtùazione invece potrobb~ro ricorrere coloro che aspirano ad e sere eliminati dal ~on•izio por attendere ai loro privati iutere~;si, oppure perohò, implicati in re~ponsabilità di manovre ferroviarie, ma.l dirette o male eseguite, vorrebbero a


Ilr~LL\ CECIT,\ PEI COLfllii

1J5

loro cli~ carico accampare alterazione dolla. funziouij VIsin. cromatica. P css1a.mo del tutto escludere il ~o~petto di !4imulaz•one in coloro che desiderano entrare a t'ar parte del personala: costoro d1ssimula.no piuttosto ohe ~imula.re. In te mpo di guerra. o di poteri eccezion:1li. la. ccuit1\ per qualch u colore potrebbe e-<sere a.uobe allegat. dn chi, apparteuendo al personale ferro>ia.rio! vorrebbe sottru.rsi all'obbligo d'attendere al suo spe.::iale servizio. IJa di~:~•mruazione della cecità pei colori. corue Ja;;imulazioue. non può essere a. luugo sostenuta e 'iene sma· schera.La. con la massima facilir.ti. qualora si tengono pre· senti tu tte le noto etiologicbe, tutte cpwiiA di ~int-oma­ tologin. che offrono in clinica. i ciechi pt>r i color i.

La r..ecitlL per i colori e congeuità. od ncq uist.a. Ln congenita è una imperft>zione e non nn' infermità: è uu'anom~~o lia della funzione visiva. che non ò legata ad al· enna. alterazione anatomica ri Idva bile con i mezzi odierni che la liCÌenza po:'isiede. Potrebbe darsi che l'alterazione esista, ma. i mezzi d' indagine, di cui po-.siamo dh-porre, non ~o n o in grado di rilevarla, cosi come dt leggteri rile\·i:uno le a.nomahe anatomiche della. ret.iuR.. quali il coloboma, le fibre a doppio contorno, le pliche cong~­ nite, l'inserzione ,·iziosa dei nervi ot.tici. Taio imperfezione non a rreca veramente danno alla. funzione visiva . .fu solo un difetto che ren':ie, cbi ne soil'r e, inubilea potereesercitareuna prole~:>ione, un'arte, un me~liere in cui fra gli altr i requisit.i rÌI:''lCe indi.,pen· sabile l'avere integro il senso della. percezione colorata. E co~\ i pittori, i tintor i. i chimir.)Ì, i uotanici. eot•. non possor10 ùebital.llente attendere alle loro occnpaztont se percepiscono i colori in modo erroneo. IO


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LA ll{ssntlll-.\Zll1:-l'~~ 1!: L..\ Sl)l.ULA.ZIO!\J~

Gli individui uha ne soffrono sono d'ordinario forniti ùi un'acutezza. v1siva. norma.liss4tla: ed in compeo~o della cecità d 1 n no o più colori pOS'~~"ggono un senso luminoso \~m mente eccezionale. In virtit di questa iper;ensibilit.i. pO.,-lOUO agevolmente differenziare i co· lori fra. loro. <-luesti infatti ~;ot.to la stessa illnminazione non pre'3t'·ntauo tutti un'ttlentice. intE>nsità. lumino;:a. Ed allora bastano pochi caratt~>ri acçidentali per guidare quelli che :;ono alletti ùa qualche vizio della pen:ezione colorata.. a denomimuu bene un rla.to colore. N ella maggioranza d et casi i ciechi per i colori igilorano il loro difetto, e. quello che è piit ~orprendente, parlano a sufficienza benu dei vari i colori. Dt\.ll' infanzia hanno imparato a chiamare vertli lo foglie, rosse le corolle dt alcuni fiori, eco. c quindi all'occorrenza, senza avere la diretta percezione di t11.li colori, dicono verùi le foglio, rosse le corolle. Quando e>~si poi s'incontrano in oggetti, deL quali bi~ogna determinare il colore, sono incerti, titubanti. E poiohù i du.ti di cui preferibilmente si servono sono il grado d t sn,tnrazione del colore e l'intensità della luce, della cni sensibilità. sono impressiona.bilissimi, essi portano tali oggetti in p1ena luce, li girano in tutti i 110si. I<:d i• \lll ti.ltto che il Dal tonico non d J;:;tiugue da lungi negli alberi che hanno i frutti ros,;i (p. e. le ciliege) il colorito delle foglie da quello dei fmtti. Avvicinando i invece, viene giU. colpito dalla forwa. diversa: e poi il colorito ema.n11to dal fr utto gli fa diiferente sen· sazioue visiva. per la qualità, q ua.ntità. di luc~ e pel grado di sal urar.ione del colore. Lo sta'ISO puo ci irsi per i vetri, per le carte, per le polveri, pei liquidi. Colorate in rosso tali sostanze pre· sentano un'intensità luminosa differentissima da quelle colorate in verde: e poichè quelli, che congeniltttmente


DJ<:LLA CEC'I1' Ì. pgJ ('O bORI

117

hanno un difetto del senso cromatico, posl\iedono Hquisiti~si mo il sen~o luminoso, comprendono subiLo !11. differemm che intercede fra la sen:;azione di luce e la saturazione data da. nn colore e t}Uella emanata. da un altro. ~e viene di con.;;eguenza che quando un colore e poco saturo e viene per giunta \'Ì5to a fì.ocu. luce, ussi perdono la. facoltà di potere ditf!>ranzinre, con raiuto del loro eccezionale potere luminoso, un coloro da un altro. Da tutto quAsto si comprende facilmente come essi po,;'lano ignorare il difetto di cui sono softèreuti, dando nello sti"<"~"(' t~mpo prova. di conoscere i c:olor1. Nella. maggioranza dei cn.si reca loro snrpresa 1l sapere di essere cieehi eli questo o di quel colore, -;orpresa uhu ad essi sempre capita per imprevista cirocstauza.. Il .l!'uchs nel suo t rattato di oftalmiatria. d ioe: « una \' nlt.~~o vonne cla me un medico il quu l~ aveva il còmpit:.o d'e:o(egnire re-:a.me dei colori sugli impiegati d'una. ferrovia. Egli voleva apprPndere da mf"' i metodi con cui si el'legmsce questo esame. Quando io g li mo:~t.rai le varie provo con cui si suole effettuarlo. ebbi preslo a constatare che egli aveva. la cecitl'~ pel rosso. Egli non soltanto avev& sino allora ignorata tal co~a. ma restò molto afflitto fJUA.ndo g liela dichiarai. ~ Lo stes:~o accad•le al celebre fisico e chimico Dalton. Egli nulla 5apeva che poteva esistere un'anomalu~ della funzione vi.~iva consistente nella ceoitù pei colori e. ancora pt<ggio. oLe egli stesso ue fosse soifereuLo. ~ou fu che per avventura che egli si accor,;e del suo clifetto. Jl:gh poi lo fece d t pubblica ragione unitamente o.l modo col quale se n'accorse in uua. dotta. memoria. chl' mtit.olò: e.rll'au,·tli,wl'.tf j acls ''elating lo liti' vi.~irm oj' 1·olotws with oiJ.fl,.,•vation.~ b11 JI rr .Toh,1 Dallo n, /7 f) l. Crtodo utile cosa qui riportare quelle poche parole uhe t r&tta.no del suo difet.to, perchè o:'lse sono uu'e!latta


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sintomatologia. della cecità. pel colore rosso. Di:>se il Dalton: « NtJI corso delranuo 1790 io mi occupava di botanica e qnes~o sLudio .rni rivolse la mente in modo speciale ai colori. S'e un colore era biu.uco, giallo o ~erde io lo distingueva senza esitazione col suo proprio nome, mentre poi non facevo differenza fra il porpora, il violetto, il cremisi. « ]frattanto la particolarità della mia vista non mi fu conosciuta che nell'anno 1792. Un giorno io esaminavo un fiore di geranio zonale alla. lnce di una candela: questo fiore olte di giorno mi pareva bleu o che in r ealtà è violeLto, mi parve di un colore -rosso del r.;utto oppo!!tO al blett- Dimandai se tal cangiamento di colori era noto a t.ulìtl e pensate qua.! fu la mia sorpresa c1uando seppi che nessuno, eccet.to mio frar.ello, vedeva come t.ne. Tal cangiamento adunqne non veniva av~ertito dagli altri. << Questa os::;ervazione avendomi fa&to conoscere che la mia vista per i colori era differente da. quella dogli altri, osservai lo spettro solare e mi convinsi ben presto che invece dt sette colori dello spet.1.ro io non ue \"edevo che due: il gia.llo ed il bleu. IL mio giallo contiene il rosso, l'arancio, il giallo, il verde d'ogni persona; il oleH si confonde talmente col porpora che io li non riconosco che un solo e stesso colore. . « La parte dello spettro che chiamiamo rosso, mi sembra appena. qualche cc,:~a più di un·ombra, o un'assenza. di ltlce. L'arancio, il giallo e H verde sono per me lo stesso colore a diversi gradi d'intensità.. « Il punto della. spettirO OV<; il verde tocca il bleu mi offre un contrasto souunamente sm:prendente e una dif· ferenza delle più maroate. Di giorno il cremisi mi sembra bleu, al quale siasi mescolato uu po' di bruno carico. Il sangue mi sembra del colore vorde-osouro delle bottiglie.


ll~:r,LA t'IWI'f'A l'l•:t COI.Ottl

t.JD

c Alla luce d'una candela il rosso e lo scarlatto divengono pii1 brillanti e più v h· i: il ,.~rde, di giot no mi !'lembra poco rliiferente dalt·osso: l'arancio e il verde chiaro p~'r me s1 rassomigliano molto. Jl verdd più grade\·ole per me è il verde molto saturo e lo dist.in~uo tanto rut-glio quanto più si accosta al giallo. In quanto al giallo. la mia vistn ò a;;sohuamente com~ quella d1 tutti gli a ltri.» Il dit'et.t.O appar con una fi·e1}nenza. maggiorlj di quel che sembra. Ad onta che le statistiche compilate dai medLci d~Ue noslre l~rrovie portino uua percenLuale del ~:50 per cento. tutti i pii1 \'&lenti autori P~teri di oftalmologia fauno salire la. cifra al 5 per cento. Potrebbe da.rRi che il vizio in I talia. sia m••no l're· quante e <:hE.' pii1 :Spes:.o s'incontri m altre regtoni . ma, almeno per ora, non si ~mpn•bbe trovare uua mgioue di ~i. significante dift'eremm. Tutti per altro sono d'accordo 1 el ~egualaro la fre· quenza di tal diJ\•tto nel sesso muscllilt>, sp~uialmeute n~lle classi sociA.h pm ba.~se. Alcuni gmst.tficauo tale frequenza facendo notar~ che l'esame del ~enso croma.· tico d'ordinario non si prati:::a cb e a. giovanet.ti aspiranti all"ammi,.sione di scuoll· nautiche, a l impit'gati delle R~t i ferroviarie, a. quelli di marina e mni a donne. A togliere un dubbio ùi simil genere il Dor iu Berlino ~ott.Opo:-~e allo e.o;amo di'Ila percezione cromatica 6 11 don ne, e fra I')Uesle non UE\ rinveuue che soltanto cinque t·leche pt•r i colon In que:~t'esame il dif'ett.o si sarebbe riscontrato 1n prop01 zwue di meno dell'l per cento, li, twr essoL'O più preci~i. del 0)32 per cnnto. E poioht, l't-,••rcizio perfez1ona. i1 sen,-o crmunt.ico, ~embr~· rebbe cho• le donuA e'lercita.te a ve(iere, a giustapporre i ~lo~i e l~ loro varie tinte per i loro f ronzoli. per i loro ab· b1ghame11t.i, \"adano ~ogge• t~ alla imperti>;done del sen~o aromatico mt1no di quell o ohe nou lo siano gli uomini.


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r,A. nrsstMVLAZIO:-\F. ~<. r.A swut_,AztO~~:

Quesfe~oroiz10, questa educazione dell& percezione colorata comincillta sin da ora. r emota, ~econdo i l DeneUe si St\rebbe tra.limes~f da generazione iu generazione, d t guisa che oggi gtil sarebbe r idotlo il numero delle sot~ teronti ad una percentuale moltok"~a . fn altri t.:rmiui, pensa il D,~nefi~. che rereditarieti~ e non il personale esercizio della visione dei colori siu la ragione che rende il \'izio meno frequente fra. le donne. La :;tessu. eredi~arietà.' in vece sarebbt> precisamente i a. ragiono ohc fa. t auto spes-;o ritrovare il Yizio . fra glt uomini. E che l'ei!ercizio, l'educa,..ione r.-.uda. piit perfetto il senso oroHla.tico, lo prova il Jatto cbe questo va perfezionandosi col cr('scera degli anni d'un indiYiduo. Da fan ciullo si ha vnga nozione dei colori. quest.n. migliora. da giovrllleLLo, si oompic meglio nell'adulto. è più per· fetta. nell'uomo a. maturità. Il sen~o cromatico si sviluppa coll'alà ed il Denetft•, esu.mlUando fanciulli, gio vaneuti, adulti, h!~ t~otuto constatare uhe gli errori della. percezione dei colori erano f;empre minori a. misura cho l'esame veniva. praticato sn gente più a,·anzuta iu t!tù.

La ceciti~ congenita pei colori é una imperfezione ereditaria e tSÌ tra mette di generazione in generazione. Degno di nota è il fattO ch"" spe~so non prende tnt.ti i compoueuti rii Utili t&miglin, ma ue uttacca solamente pochi. rtmanendone gli altri immuni. Si dis-;' ( 18371 eh~ ne vadnno soggetti quelli co,.t.ituiti di vnlida co~tituzion e tisica, di temperamento bilioso, cou occhi grigi, ad orlo pupi!Jare giallastro, a pupilla uou det:isarnenle nera. Ma tutto ciò non è sta.Lo conf,mnato da aocnmte Ol!:iel'Vazioni cliniche posteriori.


OELLA CEOl'l'À PI~I COLORI

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Non è raro che ue siamo all'etti auuhe i miopi e gli ipermPtropi. Si ammette per altro da tntti uucho oggidì che i ciechi per i colori siano in grado rli rii,;tinguere cose e persone che trovansi in una sNul oscuritti. quando queste non sono vi:Jte da. un occhio normale. Ci rendiamo conto subito del fenomeno pPns..ndo che esii :<ono dotati di un ee0eziouale potere lcmino"o col quale a scarsa. luce possono esercit11.re la. funzione visiva.

Le anomalie coug~uite dalla percezione colorata non sono ola~;;ificate allo stesso modo da tutti gli nutori. Volendo dare alla. classificazione un indirizzo enlint'ntemeu te pratico a che ci agevoli lo studio dol11• di,;sÌ· muluzioui, possiamo d ivjdere la. cecitA cougeuit11. per i colori in dne distinte categorie: ceci/ti cornpletn o ceciltì i ilt'IJnlpleto. La ceci bi. completa viene dett.;t ac,·oowlnp.<:in o untrwt•osi <:J'Oiìtlllica: la incomp le ~u. è conlro•ltstinta col nome di tli~cromnlop.~ia o si r una che l'altm presentano una. t~rma t.,fale ed una forma pm·.;ialt•. NelltL forma totale il vizio esiste per tntti i colori. nella par:-.inle il d1fetto si limita ad nuo o più colori dello ~per.tro e oou a tutti io listinta.mPnte. L'individuo aff~tLo da aCI'oMatopçia totale uon cono~oo ulcuu colore: tutti i colori dE'Ilo ~pettro sono per l1i dellA luci di diversa iutensit1l.. Egli non distinguo eh~ il chiaro dallo -;curo e 1 vari grad1 dt•ll'inteu,it.A. lu.miuo;;:a.: vede gli uomini. gli ogg••tti, le OOSe, i pae!'laggi cosi come noi tutti li vediamo ritrn.tti nelle ordinarie fotografie, ove Lutti i colol'i si riduoono a tinte O\'e pitl chiare o ve p i Ìl scnre . . La a••,·omatopsia. del resto ò una ceciui. l.longenita. t'Cceztonaltueute rara. Il \\TarlomonL che ebbo a notLU'O tntti


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i ca~i noti nella. letteratura non ne riporta. che fJU:\Ltro, di cui du~ dubbi. Il Donùord nt? aggiunge un quinto; il Oira.nd Tenlon un sesto Que·t'ult.imo era dato da un gio\·anetto di lO anni il quale lÒOtfriva di nistll.gmo. All'e.'lame minutissimo del foud~ oculare si constatò che esi'ltt'Vt\ arresto di ~Svilup 1)0 della retina: rr nesta non. era setJsibile '!e non i n nua porzione ri!-!lrettis::!Ìma. ed eccent.rica. Dopo In. morle del W a.rlomont 1890) altri t~asi venuero notati. Il La.ndolt ne oit<~ due: tre, ... ~1uuina.t.i in .M ilano, ne riten .....:"' il ~uarengùi. Dallo studio accurato fatto da tali valenti ottalmolo~i risultò che rcc~.·ro;;~atop iu totale suole as;.ociarsi a. note vole diminuzione di 1';~,(~. i~ uic'ltagmo, a fotofobia. speci~ se h luce e inten,.;;\, Il ro::~so dello spettro vi.•ne percepito como nero e dol rimanente sembl.'a n' pttzieuLi una stri~cia luminosa uon uniformemente ohinm. r.rale strisoin., pel completo a~.-orbitnf'uto del ro:-so, starebbe a rappre;\eUttLre lo spet.tro accorciato nella pa.rte meno refrangeut~.>. I vetri colorati nella ,,c,·oumtop~Ùl totale non d•·tcrminauo movimenti fvtometrici della pnptlla. ~ell'oc­ chio normale invece la pupillo. r~.>agisce varil\ltlt!ute sotto lo stimolo delle l nei coloro.te Piu frequentemente !iÌ veriiicu. l'ac1·omolop.~ia parziale: iu questa forma di ceciti\ congenita uou vengono ravvisati nno o ptÌl colori dello spettro. L'cw1'0 mntnpsi'~ parziale comprende iu ordine di frertlteoz<t · cn la ceciti1. pel rosso; b} la ceci tò. P'' l \•erde ; ,., la cacità pel ,·ioletto. Congenitamente la ceciu\ pel blen non si ri~l!outra. che in casi talmente eccezionnli, che rJUasi ,;i può a-.asserire es-;~: re questa. una forma rli ambliopit\ cromaLica. chi:' uou est:;te. ~on ptw dirsi lo stesso dnll~~o torUla acquisita, come sarò per dire iu seguito.


Dl<~LJ.A f:BOITÀ 1'1•:1 Cur.olll

11 cieco pòl ros~o è il Dtdtonico n~llo "tratto seu.:;o d;-.lla. parola. Egli, ,·edendo i colori come li vedeva. il J>alton, uon distingue nello spet.tro che il giallo ed il bleu. ai quali t'apporta tnlti gli al tri a seconda d~lla mtlrigioro o minore inten,;itti. lumino~a. che il colore gli pre~mnt.a. Ht> lo ;;pettro è poco illuminato. il rosso gli sembt·a n ero e lo spettro in con:>egnenza non ha per lui LL lnnght•7.?.à ordinaria. Con l'anm~nto delr illuminazion~ lo dp~ttro a-.sume l.• suo dimeo,iuui. inquanw che la fa. . cia ro ~a vi~uo ri ..chia.rata ed appare al l>altouicl) 1;\lllle verde bluastra. di lie\'e luminosità. ll ctecc1 p~>l vcrlle ved~ lo spelt.m interrotto da uuu fa~aia o~uum: quolh fa,;cia. appartiene al verde e. potchì, IJili"UO ~ il color~ mediano. l' interrnzione appare qml~i \' t • r>~o lu. met.à Ùtllla. :;tr iscit~ spPU.mlo. Il vel'ùe, il porpu:·a, il grigio fauno al ctt•co p~>l vet·ùe )a. .:;te;:;sa imprc·Ntr•ne coltor&t& ~ri è poruit• du~ egli li confonde fra. rh loro (l:lolwgren). n ,·iolot.to è Il colore più refrau· gibilt~ l i gnis.\ che è la fflsoin più colorata dello speltro. '~nolln parte di e:;sa. più d'acl!o~to all'indaco ,·iene dal cieco vi tt\ come grigia. e tptolla in,·ece più lonl.n.na, q llella clu·, terminando lo spetLro. v.~ tl linire nella o~cu· rit.à, R'l~.111w un colorito nero. Il cieco pel \'ioletto non pnc'• dis t. ingu~re che illJlea e. il \'erriL1. L·1. rh 'lcrornatopsia. o cecità incom pleta. per i colori, :>ia. totale clu• parz1ale. non lm nn qttldro fenomenico cos tan te: t\ proteitorme e com prt\url.e p•~rciù uua. serie s\'l.t· r inta di disturbi. i q nali l n tti cou veugono nel fatto ol.te la percezione cromatica. tro,·a-;i iudebolita. 'ra!A indebolimento può rigttl\rdnre il ,·i.•ws croma· tioo. l'e,;tcn,;ione del campo \'Ìsivo. la legge de' con · tra"ti, lu pArcezione delle grtidazioui, ecc. ecc. Alcuni a. mo' d'('sL·1npio non distinguono che qualche gru.da.· ztoue a.ppcua di un ~;olm·e, H.ltri ue distinguono poche


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LA DI8SIMI:L..I.ZIONE E J.,\ Sl.MtrLAZlOl!li'E

solamente, altri nessuna.. Come può av~·enire che alcuni, guardando at~t.raver:!o vetri colorati, veggono ~li oggutti in modo diver:;o di IJUe.llo che appaiono ad nn occhio normale per tono, per tinta, p0r ..-stensione, per luminosità, ecc...

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La cecità acquisita pe' colori, totale o parziale, è fedele compagna d'ambliopia., d'amaurosi ed in generale non si prl'Senta. isolatamente, non costituisce una forma idiopatica, &Ssenziale. N~>lla maggioranza dei casi à couseg~euza di cagioni ohehnuuo primitivamente interessato l'intero organismo e perciò l'alcool, La sifilide, il ta.bauco tigurano innanzi tutto fra le cause più capaci d'arrecare un"alterazioue della percezione cromatica. Si associa inoltre a dim iùuzione del potere visivo più o meno accentuata, a. reslirÌt!girnen~o del campo visivo e spesso è legala. a. lesioni endooulari obbiett,iva.mente rilevabili ali· oftal· moscopio. Il pazi-nte che prima aveva normale il senso ero· ma.t.ico si accorge del pervertimeuto, dell'abolizione di questo. ~gli, Ìll un coll'abbassamento dél potere visivo, noLa la d1tTerenza. di colorito dello l!Oile a lui più co· muni: frntti e foglie d'alberi, fiot·i, oggetti di vestiario, di a.rr(lda.mento, ecc. eco. Il senso cromatico per lesioni endottiche comincia dà lr indebolirsi; in primò tempo vi è discromatopsia; progredendo l'indebolimento, eommcia la. confusione de' colori e f)Uesta. confusiona int.eressa. innanzi tntto il rosso. Qoesto colore ''iene, anche nei eMi acquisiti, scambiato per verde e tale confusione riguarda in prin· cipio solamente le tinte chiare>. I colori che tardi si sp~ngouo SOil.O il blen e il giallo: qnesti dLle sono quelli ohe più resistono. Il giallo nou


DELLA. CECJT.\ J>F.f Col.Ont

:;oompar\l ohe solo quando il morbo che ne ha detar· minata la distruzione ha ridot.to l'occhio quasi alla ce· cità cQI.Opleta. Il Ga.lezow:;chi atferma. chr• l'acromatopsia aC']nisita ~~ cagionata o da lesioni delln. rei iua, o da quelle t! el n~r vo oUioo o infine da l e:-~ioni dei centri cerebrali. (!} fuori d'ogni dubbio che In. finezza della percezione colorata e dovuta aUa integritiL dei con i retinici e poichò rtnel!li si trovano abbondauti-1simi alla ,i'lfiCula, il punto di perii•tta vi:;ione cromatica i> proprio alla macchia. • g ialli\. Ora i coni. per processi svariatissimi possono e,.sere alterati UAlla.loro grandezza, forma. volume e direzione: possono in altri termini esser colLi da. processo infiammatorio, localizzato in una delle membrane endooulari, imbi bir:3i di siero, andar sogg<,t.ti t\Ù nu processo iportrofìco orl essere coinvolti in un proce3so atrofico. Iu tali Kvariate circostanze il sAn:;o cromatico si altera.. si per verte, si =-pegne. I n All'etti i morbi de' mezzi r.. frangeuti; quelli della CQroide mai danno luogo a disuromatopsia, ad acroma· topsia. X ella stessa coroidi te sililit.ica non si rileva alcuu pervertiml'nto ùel senso cromatico fintanto che l' iufiamrnazione specitica rimane t:Jrcosoritta. allo stromn. curoichde. Ma l")mmdo nello stesso tom po o conseculiivamento ne \'iene a.Ltaccata. la. retina, appare la discromatopsia e po!loitl. l'acromatopsia parzillle. .\.uzi dirò, a proposito della corio-ret.in ite sifilitica. oh e ll Galezo\\ schi st('~:.O atte~t.a cltt• In. presenza o r 8'1Senza. del pervercimento del euso dei colori in tal morbo ò nn sintomo difièrenzial~ che ~iene ad ind1car...:i se la retina. è comprollle•~a con la coroide, o In. coroide solamente trO\'!l.'ii sotto l' impero d'una infiammazione specifica. Intanto i coni sono abbondantissimi sulla macu la,


ljtì

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t.\ lllSSI\11 b\ZIOSP. E[,\. :o;l\IULAZIO~F.

l'occnpatto da soli: I)UÌnùi all<>rohè strasasi saugnigni, proce~~i inlia.mmatori, pressioni si localizzano a. quel punto. il ..an~o crm~ ttioo dì necessità. :si altera. si aboli:;~. gd i• ~r t<lli ra~ioni che numerose e hu·ghe chiazze emorragiche clttru~.. delltl retina sono all'atto scompag11nte da qnal:tia~i alter:>zi ne della percezione colorata, meutre al contrario una sola larga mn.colùa che si impianti proprio !nùla maoula è capace di arrecare disorJine, abolizione del· sen'lo cromatico. Per tu.li ragioni pos..;iamo spiegarci il fatto di riscontrare tptalohe volt11. iut.l•gra la l)ercezione colorata della perif~ria, q n a. n do il l'i\'l'~ oro matioo ·centrale p it't non estsle: ('·colrlnla C1'1i1tlalico ceulrnll1. La larga mao~hia ha. malt.ratULto tulti i coni della macula e la visione cromattca uudò perduta, mentre che le disseminate auffusioui ~mng1ti gue, nou iuteressa.udo la sede del nisus centrale, lumuo del pari rima<~ti integri più o meno gran p.trle dei coni tlt•lla rima.ueute superficie retiuica, coni quindi che sono perfettamente atti alla percoz10ne colorata. .Agginugiamo subito per altro ubo lo scotoma. cromatico centrHle non ùa empre questa origine. Spes,;o apparo ~em:a 1\ppr~~zl\rJile reperto oftalmoscopico per degtonert\ZÌCJne atroiÌca ciel fa~cio papillo-macnl,m~ del neno ottico. Tale degenera.ziouo ò dontta a oevrite intt>t:itiziale retrobulbaro a cagione d' avvelenament.o nioot.inico. 1\lcoolico, atnrnino, oppure sovente per diabete. Dica"i lo staS$0 ueì casi di rctinite albuminurie& e glicosurie!\. b~inohè l' infinmmazionB specifica risparmia. i coni nou s; Os:iNVtlllO fenomeni di alterata percezione colorata, ma, 'Illaudo e~sa iu vade la macula, sono ordiuane a verificarsi la discromatop,;ia, l'a..:romatopsia. Ecco perché in principio, in un primo periodo di tali infemtità i di:>turbi vi,;ivi cromatici mancano quasi


DELLA CEOI'I'A PJU Coi.ORI

sempre, ma ne· periodi più avan~a.ti, qna.udo il processo infiammatorio, e:>tendendosi. ha potuto interessare nervo ottico e retina, determinando lesioni anatomo patologiche ne· coni retinici, i d1sturbi t~.ppaiCJno in tuttA. la loro materiale evidenza. Altrettando succede per la rer.inite pigmentosa, pel distacco della retina, per la apoplessia. retinica. ~ella coroidite pura e semplice non si verificano disturbi visi \'i croma.twi. Succede pertanto che la retina. viene coinvolta. nel processo morboso e se per giunta. i focolai coroidali hanno per seie la ma.cula, allora. q n es ti nella loro ulteriore evoluzione determinano r atrofia de' coni e con l'atrofia appare raoroma.topsia. (Cantlfllla\


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UN CASO .6IH C\ T \ H \T f.\ n \

FUL m ~.\ ZIOXE

~lentorl.l

ldta ~~~~~ ·vu ""'11':. ,,.,.•nt•fira olel m•••e •H at:o~to t!!OI •fili •full. ••ra n et ,... o {,;o:u;uoo. lt•n••nle culvuu .. l!o Ul•thcu

11 militare, a.lleLto da <:alaratta bilaterale, che oggi vi pre~0nto i n questa nostra.Tiunione scientifica mensile, vi può interessare sotto due punti di vista differenti: da fJUello olinico e dall'altro medico-legale. Dal la.Lo clinico vi può interessare non tanto per l'infe1·mi Là in sÈ\ sLessa, fJUauto per la causa che .l'ba prodotta, perchè assai rat:a.men te ci è dato di osservare oa.ts.ratte da fnlmiuazione nE'gli ospedali militari. Dal lato medico-legale vi può interessare per il giudizio in favore del militare che ha promtnziato il Consiglio di amministrazione permanente del corpo a cui appartiene il militare s&es~o. Vi faccio senz'altro un sunto della storia. delltt iu!ormità, e pospia. presemo a1 vostro esame il sogge~t,o. Pas·ano Pietro. soldato nPl 2° reggimento alpini della classe 1879, nativo di Framnra (Spezia.). è persona dotata. d1 temperamento prevalentemente linfatico. di buona oo:3titmzione organica. in origine, ma ora un po· deperita. ila i genit.ori viventi e sani; egli stesso ha sempre godnto buona salute prima di giungere alle armi e dopo, lino al momento in cui riportò la lesione •1ui appre:>so descritta. Nel pomeriggio del 22 luglio 1900, trovandosi cor icato con altri militari sotto la tenda impiantata presso


UX C.\'10 DI CATAIUTTA DA FUJ.m:\AZIO"I~

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il ricovero della .Bicocca., ove puro era a.tteudu.ta tutta la compagnia, fu colpito dal fulmine, che atterrò la tenda stt's,;a., pruduceudogli lesioni all'oJcbio sinistro. ~c, l momento in cui ftt colpito perdPtto completamente la coscienza., ,enza avvertire in precedenza dolori in qualche par te del corpo od altra speciale st'llqazione. Pochi i":>tanti dopo i colDpagni cb· seco lui :-ta.vano sotto la tenda, vedendolo immobil~. lo tra"por tarono all'aperto, gh strofinarono il petto ., gli fecero inghiottirt>, come m ·gl10 poterono, un po' rh vino di l\IaNalu. In :.cgnit.O a que;;ti soccor,.i. 1l eolpito ripreso a poco a poco i St!nsi, riùuperò le forze, ed a\·verli solo un senso di bruciore congiunto ad arrosfla.tnento dell'o<·ohio ~i­ ni:\tro. cosa perù che non gli impedi di riprendN·e il servizio nel giorno stesso delravvenuto a.ùcidentt'. Siccome I'tirro"!samt>uto persistetto anche 11ei giorui tmccessivi, l'individuo fu fatto perciò ricoverare iu r1ue~t"ospednle milttare il giorno 30 dello stesso mese con diagnosi di congiuntiYite. In l[Uest'o~pedale si constatù :~oltaut;o nuu. marcatissima Ì11ie•ione vasale della conginnli va bnlbo·palrwbrale di :~inistra, tts:>ociata a. fotofobia ed a lagrimazione piut· to~to o.bbonda.ute, mentre normali erl\ltO la ~ecrez10ne mucosa oonginntivale e la. tacoltù. vi~i,·a. Mediante bagnoli di solnzione di aoido borico ed il ripo:o~o, i fenomeni morbo~i suacceunati si dileguarono abbastanza prt.>iito e dopo 18 giorni di deg~mza uelrospe· dale, il solda.Lo Passano fu inviato nl propno cor po in condizioni da poter riprendere il '>llO servizio. !:;., 11on che, dopo qua.lohe tempo i accorse che, poco a poco, la. s1ta facoltà visi va andava. sensibtlm ente diminuendo. prima a sinistra. e po:;oin. a destm, per cui ~attosi visitare dal medico di sen izio, fn d1\ questi m~·ia.to nuovamente in qnest'o:~pedale il gtOrtlO 4 l ugho p. p.


In que,to :~tabilimento, e dopo ripetuti e<:perimanti, si è riconosoiuto cb.e il visu~:; a destra ~a eguale a circa 1/•10 del nonJla.le, ed tt. sin istr11 d t l 13. e non migaiorava in ne,snu ocuhio cotruso dt lenti. C'oll"ot· talmo.;;copio "i ri~contrarono a sinistra, e "'i ri.,.coutrano tuttora, delle macchie uerastre sotto forma di ptutLeg· giature :-~rmr>~e qna e là sulla cristo.lloide e twl ol'i,.tallino. per lu. cui presonza. non fu possibile di scorgere distintamente gli elementi del fondo dell'occbìo. Un grnppo di questt> macchie, che Jugra.ndite dalla lente collettiva. delroft.almoscopio, ha ciascuna rli 8''1-!6 rappo.reuza. e le dimensioni 1lei pun~i o delle virgole che accompagnano le parole d1 stil.mp<~ dei libri, su1.uno nn po· a "l ni--trcl dell'asse o t ti. ·o i n "arieudolo anche in parte. Pure o. ~iuistrà. ed in corrispouden?A del lato omonimo del foro pupillar<~, scorgesi un1~ mA.cchia od opacamento piu gr<lnde uvontA un ritle:iSO biancastro a.r.zurrognolo. op:lcamento l}tlesto dovuto. come le macchie ora. accennate. a ~ttar<\tta. .d..ll'ooohio destro rileYasi coU'tlluminazioue laterale ed anche ad occhio un<lo iu pienu. luce, un opu.camenlo irregolarmente tondeggiante, pure con rifi~s::~o bitmco· az:.mrro~uolo, nel mezzo ciel cri-.tallino. Coll"ot.talmo· s ·opio 'i put• vt? lerl', che da. '!Ueslo opacamouto partono tt guisa di nnmnros1 raggi, dutgeutisi alla peri· feria del crisr.al!ino sLe$SO, tanti fiui filam~nti uerastri, formati da una seri•' di punteg~iature, l'aut~ viuina. all'a.llrd.. fìlamentt questi, che hanno talum una. direztone quasi rettilinea. altri uu po' tortuo:il. Per la. presenza eli questo opa.cament.o ceutt·ale e dei lllamenti nerastri che partono clalla. sua poriferia si riesce ancora. metao che a ::~inistra, a di,.,tiug,tere gli Plemeuti del tondo o~ulare; anzi "e la pupilla. nou vit>ne artificialmente dilatata coll'atropina. uoa si puu scorgere, coll'm; o d ell'ottal mo:~uopio, nomrnenl.) i filamenti ora


l"X 0-\SO DI C \TA:R \T'N D~ 1-'CL~ll'>AZlO~E

!Gl

descritti, perchè l' opacamC'nto centralo, più grando del foro pupillare, quando questo è ristretto intercetta ogni raggio luminoso. Si è tentata la. cura coll' 10duro di potassio a do~i crescenti per diminuire J' intensità degli opacamenti nei due occhi (cataratta), ma, come già. si presunse, senza r isultato alcuno, per cui le condizioni della fa coltà. visiva, o lo st<.l.to degli opacamenti sono rtuali erano a llorquando rinfermo ricoverò il 4 luglio in que· 'ltO O'lpedale. ~ on credo ùi dover in ·istere molto per provarVl che la cataratta in amendue gli occhi nel solrlato Passano è stata realmente prodotta dalla fulminazione. Questa in· tàtti oltre a determinare effetti generali vari (commo· zione generale in vario grado, con paresi o paralisi, au estesi~ e disturbi vaso-motori, contratture o convuliioni, eco., quando agisce a distanza: perforazione delle Vt''itimenta. e della cute, linee di lacerazione o di morti· ficazione dei te:t~uli organici, ramificazioni diverse rosso· brune a ghirigori sulla superficie del corpo ecc., se il fnlmine guizza sul corpo umano) può produrre anche lu cataratta, la quale dagli autori viene attribuita o alla commozione, o allo sviluppo di calore, oppure all'azione olnmioa (elettrolitica) della scintilla. elettrica.. Analogamente gli esperimenti di IIess praticati col produrre scariche elettriche suuli animali hanno determinato la. o mort.itì.oazione dell'epitelio capsulare e per conseguenza t\ncbe la cataratta. (1). L'e.rgomento più importante per noi riferentisi alla infermità del soldato Passauo, è quello di conoscere se l'infermità stessa che ebbe origine nelle circostanze di tempo e di luogo surrifllrite e per razione del fulmine Il Ft:cR, dott. E11:11•to. - Trattai., di ollaJnwloo•a a<t tt~o degli 1h1dt11tl 'dd lllt dld pr alrri . Nnpoli, ra<3 rclltrlee O. PasrJuale.

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l'S ll.A"' l Ili fHTARATT \ Il\ 1:TI.~IL\".-\ZIO:<"~

che ho. colpito uu sog~elt.o avènte prima. normale la facoltà visiva, sia o non da con~iderar:-i come dip<mdenLq da causa di servizio. Le dìspostzioni regolamentari circa la. determinazione della provenienza da c.mse di servizio di lesiont, malatt.te od infcrmttti, prc-,crivono. come ben sapele (l J c~...e., leqionì, malattie, ecc debbono non solo essere state riportate mentre In. per:.ona int..ere,o~,;ata. at~.ende,·a. ad un '!en-izio comandato. ma debbono ripetere la loro causa dal servi:.do. Stabiliscono inoltre, che sitt. consideraLo come cansa di servizio quulunqne fatto ncluPst.o dal medMimo cd avente in sò virtualmente i l pericolo della le:!ione od infermità nportata, come pure sarà considc.rat.o tale quando la persona avd operato dietro ordine t~'!pres:'lo, od anche l!pouta.neumente, in fo rza dei doveri che, giul:>ta le leggi ed i regolamenti, spott.ano al suo uiliuio. Per ultimo le disposiziOni di cui sopra fanno dovere a cht deve giudiua.t·~. di distinguerA bene la. causa di servizio, ~pacificata. pm sopra, dalla l!emplice occa.sione di servizio e spiega pot que:>t'occa.sione di servizio per quel fiuto o 'luella cirf.!ostanza attmente al servizio, che ha soltanto un nesso causa.le colla. Jestone od mferwità, di cui la causa vera e propria st.a uel novero dei iacti comuni estmuci al servizio. In realtà, nel caso concreto, l'Msere stato il soldato Pa.ssa.uo colpito dal fulmine soLto la tenda non co tituisce a rigore uu fatto di servizio, cha avesse in sè virtual· mente il pericolo della. lesione da cui fu a.ffetto, come ovidentemenLe lo sarebbe ad esempio la caduta durante le marcie soLto le armi, la. caduta da cavallo in ma· neggio E'Cc. lndir'"'Lta.mente però 11 servizio (\ ~:~tat.o la causa d~lravvenuta lesione c ·,eodo il soA"getto obbli:.tl&

l) Arlicolo 40 e >O~'IIenu tlel lltgulamtnlo per ruu!':::tone dd tulo u•uto delle leg{)i aullc Vlllli01li civili e 111illlar1.


tiN CA-.0 DI C\T\R,\TT.\ 0\ FC'LlUSAZION~:

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gato da ordine superiore di $tare sotto quella data tenda., in una determinn.ta. località, la. quale essendo in mon tAgna, all'aperto, senza. alberi od edifici elevati in vicinanza, esponeva maggiorment.e al pericolo del fulmine, tanto più se si considera che la tenda bagnata dal temporale ed i bastoni fEC'rrati che la sorreggono sono buoni conduttori dell'elettricità. I l consiglio d'amministrazione del corpo, giust.amente, a mio parere, ha. giudicato la lesione come riportata. per causa di sen·izio, nella considerazione che nel fatto av· venuto non fu commessa dal soldato Passano imprudenza qualsiasi o ooutravveuzioue alcuna agli ordini ricevuti dal suo comandante di compagnia, che pt·escri>eva a ppunto. di stare. durante tl temporale, ~otto la tenda Diverso sarebbe stato il oa.so se l'individuo fosse stato colpito dal fulmine iu caserma, poiché, a meno di tro· v~usi iu rango, aU'istruzioue, o ad un determiuato sernzio comandato (di cucina, di guardia, e.:o.) egli in caser ma sarebbe stato libero dt portarsi a suo piaci· mento in un sito od ambiente anzichè in un altre, cosa olte non poteva fare nel limitat.it~simo spazio ohe offre la tenda.


DI UN RARO ARRESTO DI SVILUPPO OkSEHY.\'fO l\' rx JSCRirrTO l)J LEYA l'cr al tlotl 4; io •eoni u c.-rnut"t"i, aj•llano me.Ur"

.-\.Ila. seciuta del Consiglio di levt\. eli Vicenza. del 21 giugno scorso, presenLtwasi l' insoritto d"'lla. classe 1881 Valente Antonio, dol comune ùi Roana, mandautf>nto di .\...;iago. di professione uont;\dino. Il Valente nato de. gen1tori sani tuttora. viventi, primo di quattro figli tutti egualmente sani e vivent.i, dopo ge~tazione e parto rPgolare t> ~ordo-muto dalla nascita.. Presentasi dotato di discretn intelligenza tanto da comprendere beuo con segni qunnto ùa lui si desidPra e ciò ~enza anr avuta alctma ~pP.ciale i~truzione. Il suo cranio tende alla. micrOèefalm, misurando una cireonferenza di soli 54 centimetri, ò di forr.oa subdolicocefa.lica., con tracce di ~cafocefalia; possiede orecchie foggiate ad o.nsa ed il labbro infenore pendente. cou lisonomia a.ll)uanto apatica, senza ll.ltre note degentlrative. Alto un metro e 75 centimetri e mezzo, con un perimetro toracico di 90 ~ut1meh·i. puossi con~idera.re qunle uomo dotato di r obusta. costituzione fi~tca e con notevole sviluppo muscolare, misurando alle aure 37 centimetrt d1 circou lerenza, 53 alla parte mediana della coscia, 27 al br accio. àfentre braccttt ed avambracci, coseie e gambe sono normalmente sviluppate. le sue mani ed i suoi piedi mostrano un ~immetrwo arresto di sviluppo carattt>rizzato da mancanza. di aloune dtta.


Dr UN RAT:W ARRESTO DI SVlt,UPPO ECO.

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e da semplici rudimenti di alcune altre, a.rrestio di sviluppo dai tra.ttatìsti moderni classificato col 11ome di Ecroctatti.lia (1). Difatti mentre ambedue gli ani superiori, carpo compreso, sono normalmente sviluppati, ambedue le mani, a.d un primo esame, presentansi fornite di sole tre dita, delle quali due chiaramente rappresentano il pollico ed il mignolo, mentre l'intermedio è dato dalla unione mediante membrana interdigitale della prima falange del medio ed a:nula.re sulla quale si articola un'unica sec_onda. falange, munita di regolare tàlange unguale. Mediante accurato esame della struttura schele~rica. di ambadue le mani, avvertesi la presenza di sei ossa metacarpee, delle quali, le due prime articolansì con la prima falange del pollice, mentre il metacarpo dell'indice avvertesi attraverso la. cute della. mano con la testa arrotondata sprovvista delle corrispondenti falaugi digitali. Le successive ossa dai metacarpi del medio ed anulare sono unite alle rispettive prime falangi, alla. lor volta r iunite mediante membrana interdigitale, e da ultimo il metacarpeo del mignolo è in rapporti normali col dilo corrispondente. L e imperfezioni delle due mani coufrontat.e fra di loro presentansi perfettamente uguali e simmetriche. Per maggior chiarezza presento (Vedi Tavola annessa) un disegno schematico ùi tali rappor ti scheletrici eù un disegno delle mani del nostro sordo-muto tolto dn fotografia. Naturalmente anche i \'ari muscoli della mano adattansi alle speciali condizioni create dallo scheletro della stessa, in modo però da permettere r~­ golare flessione ed estensione delle dita superstiti e valida opposizione alle altre due dita tale che il nostro osservato potè sempre dedicarsi ad efficace lavoro ma· ' Il OunAr t! BI::CLU i, - Tmltato eU Cllirurqla. Vol. 8, pag. 540.


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Dl CN lt.\RO ARll'Ero\TO DI SVILUPPO

nua.le come lo dimostrano le numerose robuste callosità. che ii riscontraLO ad ambo le regioni palmari. Dtllla fattane descrizione chiaramente rilevasi come rectrodattiha in parola appartenga al genere perochi· rr,s, quale Yiene descritto e disegnato dali" Otto <1), dal F oerster (2) e quale viene riprodotto daUo Ziegler nel suo trattato di ...t 1Ullomia palologù:a (3). Tale mostruositti. per sò stessa molto rara, rarissima poi se assooiata ad altra corrispondente dei piedi come nel nostro caso, diversifica dalle descrizioni da.tane dai predetti autori, peruhè pur constatando la presenza di 6 o sa meta· oarpee, non esiste d(}l pollice soprannumerario degli autori in parola che il primo metacarpeo concorrente con il secondo a reggere la prima falange dell'unico dito pollice. In pari tempo il motacarpeo dell'ind1ce non sostiene come nei oasi descritti dai sunnominati autori, uno o due rudimenti di ossa fa.langee, ma sprov viHto affatto eli esse se ne avverte invece la testa per· fettamente libera e rotondeggianLe a Ltraverso la cute che lo ricopre. Passando ad esaminar~ le estremità ioferion del nostro in'lcritto, :iOorgesi come qne~:~te terminino in quella forma di alterato :iviluppo, descritta. dagli autori sotto il nome di Perop,,s. Difa.tti mentre preseota.n:>i normali le regioni ta.rsiche, lo sviluppo delle met&tarsee e fala.ngee è ridotto a due sole dita, foggiate ad arco con convessità opposte talchè toccansi le estre· mità delle loro falangi uguali, circoscrivendo co~i. uno spazio elitlico·relta.ngolare perfettamente vuoto. che tiene posto dei metacarpi e delle dita mancanti{-!). 111 W. OTTU ,

llomtruurt~m •tHe,.lt rum dtscriptio attalom.etr. (S) Folh~Tf':l\. - •• t/ante dt trtialumfo putologwr. Ta•·. Xli, R;c l·l~ (3) E. ZrllOr.ut. - Trttlllllll ttì twnltlmla patologtea. forno l, png. 5U . (4) Non mi lu po~~lhllo rltramn fiiiiiO!,!rnne stnnte la manl':tUZII Llf BJ'Jlll· recchl c l'lmpos•lhrllta di uoternc a1C'r~ In Virenztt.


Ot'SI::I{VATO IN n: l~('Rrt"ro 01 I.F.:Vt\

107

Le duP dita in parola corrispondono all'nlluce l'Id al mignolo sviluppati iu modo abnorme col metacn.rpo dell'alluce che si articola. con il 1° e 2·• uniforme e quello del mignolo con il cuboide. Anche qui o<~st"rva<~i come mancando lo scheletro, manchi il punto d'attacco dei tendini l" da. ciò l'arresto dello sviluppo muscolare, ;jicchè mentre e<~istono normalmente inseriti i principali muscoli del piede. quali i tibia.li antenore e po· steriore, i peronei lungo e breve. il tendine d',\.· cbille, il lungo estensore del pollice, il lungo fla<~'lore dello stesso dito, l'estensore comune delle dita del piede è ridotto alla. sola. bandella che si in~erisce alla superficie dorsale del quinto dito. Cosi il nostro in~ritto può eseguire i movimenti tutti di ilessione, ad· •luzione ed abduzione dell'intero pierlE~, mentre stanl.e la curvatura e sub-lussazione delle cl ue sole dita superstiti, sono alquanto limitati i movimenti di fles~ione ed estensione di dette dita. In tal gui,;a loscheletro clei rimanenti pollice ed indice acquistano forma di pinza. di aragosta. <1). con tre punti sut C]Uali nella staztone eretta. posa tlttta. la. persona. oio~ il ca.lcagno ed i due punti di riunione dei metata.rsei dell'alluce e mignolo con le corrispondE'nti falangi. Lt- condizioni statiche del nostro esaminato, nella posiztone eretta., "<>D quasi perfette, presentando pre~<~o a poco le condizioni di stabilità date dalla scienza nelle sue ultime applicazioni ai piedistalli di taluni strnmenti di pre· cisione con la. caratteristica. loro forma. ad U. Cosi egli purj reggersi benissimo e p~'~r lnngo tempo in piedi DAlla stazione eretta., ca mminare lestamente, correre, !!alire e scendere per i sentieri delle Proalpi natie. non munito di ;;peciale calzatura. ma dell'ordinarta gros'lo]n,na. del montanaro. Anche alle estromità 1nfo(l ) non "v e Ehcu t.l!$. -

Loeo citato


Dorso della mano.

Scheletro della mano.

Dorso del piede.

· Scheletro del piode.


Polma dulll\ mano.

Piunln. ~iel piede.


}l~

Dl {;:'\RARO \UfU~'-TO lll!'V!Ll'PPO

riot·i, tale mostruoso s\·iluppo è perfettamente tdenttco e simmetrico in a.mhedue i piedi, od a. ditfereuza delle m1ni ò t~imile in tutto ai casi descritti dagli autori sunnominati. Tale e~empio di teratologia da alterato sviluppo riesce interessante: t• Per l'estremo. sua rarit.à, t!pCJcialmente soLto forma di associazione delle due mostruosità: Peroohin"s e pempu.<; (l): 2° Per le differenze che la mogtruosità delle mani (Pe1·ochi1'1tS) presenta nel caso nostro con quella descritta. dagli autor1: s• Per Pembriologta patologica del caso. Difatti a.bbiamo "i~to come sia negativa l'anamnesi, come non si possano invocar~ uè traumi nè precedenti ereditari, non esistendo che la sordomutolezza indice a.uch' es~a. di alterato sviluppo, siccbè sembrami si possano embriologioamente invocare soltanto due ipotesi: l 'Uu arresto di sviluppo dei bottoni. termina.ll,a.vvenuto direi quasi, daUa ma. n caLa vis" let·gr; di quel determi· nato gruppo di cellule ohe progre<~sivamente ditTerenzia.ndosi debbono poi costituire le varie parti dell'arto. Infatti è noto come nelle ;;;ucce:':iive segmentaz10ni dell'ovulo, e speciahnonte nelle prime settimane di vita, i diversi gruppi cellulari che con prestabilite attribuzioni debbono p01 costituire i tra foglietti blastodermici, possano subtre degli aggruppamenti che diversificano sia. per numero oho per quantità dai gruppi normali (2). Ora puossiarguire manchiuo in C]UCsti bottoncini le cellule speciali obe debbono costituire la mano ted allora a,·er:li la deformita. sotto il nome di Achiria), oppure manchino di Pq~a soltanto alcune cel1ul~. ~d allora avers1 la. mancanza di alcune d1ta come nel nol>tro caso (3). 111 :\cll.1 rul:l non bre•o rarru•ra, lHendo A'il•hl•l qual peni" <anlllrto a

e eon•tf(ll tlt , ..,a. ed a•en•lo\1 t>snmh111e JIArl'ahl• dleetoe di mlghatn ol in· •trilli, 10111 101 Yt•noc dalu th rt•"Ontrare un nltrtl ç.t,O di ~tmlle tnthlruoslta. (!) ConNHMtlll. - Atlgemelne 11t•lltotooie. - llerlin, t882. (3) Citi •rurntdo 1;, prima rnrmar.lunl} pe..:ca In rtlrdto, che se 1•er CMO tleCca In uCt'r..i~O. avremo la p<Jii•taeult.•


O&,.,EB.V' ATO I~ CN t::.CRITTO DI LEVA

16!1

2• Il ±à.Lto che oiasohedun grup po cellulare che costituisce i vari segmenti degli arti ha insita in sè stesso la cara.tteriatica. di formare quelle determinate parti dell'arto, per il che nel successivo sviluppo dello stesso abbiamo il crescere progressivo e contemporaneo dei diversi gruppi cellulari, in modo da aver si ad esem· pio omero radio, ulna e falangi che crescono simultaneamente e proporzionalmente, d'onde pnossi comprendere come possano trova.rili braccio ed avambraccio perfettamente sviluppati con la mano invece arrestata e deforme. (In egual modo si può spiegare il fatto di 1.m soggelto con mano normale ed invece con braccio ed avam· braccio present.anti alterato liviluppo). Nel caso nostro ra.ssolut.a simmetria della. mostruositi. in parola. puo, sempre nel campo delle ipotesi, farci pensare ad un ccncetto unifieatore, ad un centro regolatore dal quale emanano tutte le distribuzioni formative dai diversi gruppi cellular i, ad un unico centro embriogenico che presiede allo sviluppo armonico dei 4 ar ti, non potendosi altrimenti spiegare la simmatria completa superiore, inferiore e bilaterale dalle deformità. come d'altra parte, sempre nel campo delle ipotesi, si può pensare che i 4 bottoni carnosi che costituiranno gli arti futuri abbiano nella prima segmenta:t.ione dell'ovulo tutti quatt1·o origine da uuo ste~so gruppo cellulare. V1cenza, luglio 1901.


170

CREOJJINA SUA ANALISI E

PREPARAZIO~E

(CHEO LI~A.

~ot:L

•1••1

farmacl~lll

militare

SOLID A.)

a::. ll a ro ni , perito-chimico iglt>ni<lll

ÌG noto che la creolina è una soluzione di sapone di reaina, rcsina.to sadico, nell'olio pesante di ca.t:r:ame; ma. fino ad ora, per quanto io sappia, non è stato pubblicato il mehodo per la sna preparazione, la quale resta cosi una privativ:~. di alcuni industriali. 'E'ino a qualche auno fa pochi erano coloro che si dedicavano a. quesL'industria, ma il loro numero è andato mano mano all!lrga.ndosi e di pari passo il prodotto ha diminuito di prezzo. Così oggi si trovano creoline da lire 3,00 a 0,30 il cbilogramma.. Senonchè, mentre prima. si trovava sempre un prodotto soddisfacente, ora la concorrenza metLe in commercio delle creoline le quali. o per la. diversa qualità e proporzione dei loro principii, o percbè sono mal prepa.ra.Le, si presentano o torbide o 10 parte rapprese, non gi e mulsionano bene coll'acqua e di conseguenza non esplicano tutta la loro efficacia. Questi fatti consigliano atl u«are molta. oculatezza nell'acquisto delle creoline ed in ispecie d i quelle a prezzo minimo, perohè esse del disinfeLtante, non-di rado, hanno pooo più che il nome o l'odor e. P er poter apprezzare la qualità di una creolina occorre l'analisi chimica, la. quale, se completa, non è nè breve nè semplice tratlamdosi d i nn prodotto tanto complesso;

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CREOI.J~.\

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l'analisi sommaria poco vale se non i:! suifragata dalle prove batteriologiche, le qnali ne determinino il potere antisettico. Con buoni risultati impiego da qualche tempo, per ),, creoline, uu metodo abbastanza rapido per separarne i componenti, deter minarne le quantità percentuali ed i caratteri, metodo che, sebbene dia risultati a ppros~i maLi\' i, reputo in pratica. sufficient-e per dare un giudizio di un tale prodotto commerciale. Per ciò descriverò il metodo suddetto per coloro ai quali manca l'oppor tunità. o la. possibilità di dedtcarsi alle lunghe e pazienti riceroh<> occorrenti per un 'analisi Ot>mpleta. Prima pArò sarà bene ch'io n cordi i

Car·atteri di una buona creolina. - La creolina. è un liquido bruno-rossastro, limpido; ha odore prontmointo di catrame minerale n on disaggr11.devole; la sua densità. varit~ da 1030 a 1080; mescola. tu. o.ll'acqua, nella proporzione del 25 p. 1000 deve dare un'emulsione biancolattea, talvolta volgente al nocoiuola, la l'JU&Ie devo con servarsi per più settimane senza separare gocce oleo~e; C} uesta reagisce alcalina e soprassatura.ta cogli aci d i si abbruna. separando l'olio di ca&rame. Analisi rapida della creolina. l'. DsrEUMtNAZIO:SE DELL.ALO.\Ll, \'ALUTATO P.l-.11 WRATO tlfJorco. - Dieci c. c. di creolina diluiLa con 200 c.c. di &Ot)U<L distillata si trattano con acido solforico normttle fino a reazione neutra; la quantità dei c.o. di acido imp~egato moltiplicata per 0.4 darà. il peso dell'idrato ~o­ dico non saponificato contenuto in LOO o. c. di creolina.. S i aggi ungono altri 10 c. o. di acido solforico uomutle a!la miscela e, dopo agitazione, si scalda a. 70"-80" pur otroa mezz'ora a -;i filtra; si lava il filtro ~on a.oqun di-


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CREO L L'\A

stillata e si satura il liquido acido cou soluzione normale di ossido idrato sodico. La diUhenza. fra i c. c. di soda occorsa per la. Aaturazioue e i 10 o. c. di aoiclo impioga.t i in precedenza moltiplicata per 0.4 darà. la quantità di idrato sodico sa.ponificato contenuto iu 100 c. c. di creolina. La quantità totale di idrato Aodico che trovasi in una buona creolina varia da 2.5 a 4.5 p. 100.

2" DETEttWNAZtONE DELL'OLIO 01 CA.TRAYE. Cinquanta c. c. di creolina si mesi.!olano iu separatore con 50 c. o. di Acqua di~&illata riscaldata a 6o- circa. S1 agita convenientemente e quando la miscela e fredda, si estrae l'olio con etere, del quale ne occorrono circa 250 c. c., u~nto a più riprese. Nel liquido etereo A si troverà l'olio di catrame; il liquido acquoso B, il qu.1le pel momento si meLterà a parte, conterrti. i resinati e gli altri sali.

Liquido l. Si raccogho il liquido etereo iu bicchiere tarato nel quale, eliminato l'etere. rimarri• l'olio dt catrame che si peserà. Il peso tro>ato, moltiplicato per 2, darà. la. quanLità d'olio contenuta in 100 o. c. di creolina. La. creolina. dovrà contenere da. 70 a 80 gr. p. 100 di olio di catrame. Secondo le analisi Gowolowsky (1888) la creolinn Pea.rson dovrebbe contenere il 90 p. 100 di olio di catrame, mentre Pfrenger, Otto e Beckurt3, \Vogl, :Mor purgo,Rodl•inder,ecc.,ne trovaronodal60all'83 p.lOO. Io, u3ando il metodo sopra. descritto, ne ho trovato il 7 p. lOù. Quest'olio do\Trà contenere i prodotti che bollono fra 160" e 270'1- 280•, cioè: idrocarburi, fenoli-cresoli, para.· cresoli, basi organiche, ecc., e ciò si riconosce somma·


CREOL~A

173

ri!l.men te determinandone il punto di ebollizione. Di tutti questi principi interessa specialmente determinare la percentuale dei fenoli (cresoli, ecc.). i quali dovranno trovarsi nella proporzione di circa 20 p. 100 dell'olio.

Determinazione rapida dei f enoli. In nn piccolo sepa.ratore si agitino convenientemente 10 c. c. dell'olio di catrame estratto con 10 o. c. di soluzione di ~:~oda caustica D 1,115. Il liquido alcalino raccolto in un cilindro smerigliato e graduato in decimi di o o. viene trattato con 3 c. c. di acido cloridrico (D== 1,18) e dopo agitazione si lascia riposare in luogo tiepido, fìnohè tutti i fenoli si siano raccolti alla superficie. Dalla quantità. delle divisioni del cilindro occupate dal liquido galleggiante, a lò" C. t., si potrà calcolare il p. 100 dei fenoli.

==

3° DETEitMlNAZIONE DELLA ltESlN.A. - Nel liqu,ido ac'JUOSO B, messo a. parte, si scompone il sapone contenn-

tovi a mezzo di un eccesso di acido solforico; la resina. che si separa viene lavata su filtro, asciugata. e pesata, quindi , volendo, se ne studiano i caratteri. Il peso trovato moltiplicato per 2 darà la quantità di. resina contenuta in 100 c. c. di creolina. Essendo nota la densità della creolina. in esame, r iescirà. facile rapportare a 100 grammi di essa i valori trovati, servendosi della form ulu seguente: :.c== l~X v in cui a; rappresenta la percentuale cercata, v i valori trovati e D la densità della creolina. Come si vede il metodo analitico sopra descritto non può dare dei risultati rigorosamente esatti. ma. con tutto ciò fornisce delle percentuali commercialmente attendibili e serve bene per il collaudo delle creoline.


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CREO[.J!I:A

SenoMhà l'a..naJisi chimica non sempre basta. per po· tersi procurar~ dei buoni prodoLti, poichè, {JBI" etlètto della concorrenza, r industria tende sempre più alla produzione scadente. Mi sono perciò convinto che miglior cosa era trovare un metodo facile per la preparazione della. creolina, persuaso che usando materie prime di valore conosciuto ti prodotto sarebbe stato sempre soddist&cente e si avrebbe potuto anche realizzare una. notevole economia. A tale soopo iniziai Je opportune· esperienze e, per avere una creolina buona sotto ogni riguardo, oeToai le resine che saponiiicano bene e danno un sapone completamente solubile nell'olio di catrame, e fra. questi ~aponi cercai precisamente quello che impiegato nella percenbuale più bassa mi forniva il prodotto coi r equisiti voluti. Ottenni così ptuecchie qualità di creolina variando l'uso dei diversi saponi, le proporzioni e la qualitt\. dell'olio. Fra queste varie creoline giudicai migliore per i suoi caratteri fisico- chimici e per il suo potere battericida, quella che distinsi col nome di Cl·eolina iialianff e della quale i11dico il metodo di preparazione. PH E:Pi\l~AZIONE DE:LLA CtlEOl.INA ITALIANA.

Pr. Tl'••mentina veneta. . . . . . . Soluzione ùi soùa caustica D= 1332 . Olio .li catrame D - 1030- l03il. . .

Gt·. 250 •

-;"!l

•

775

Alla temperatura di 100" si saponifìchi la trementina colla soda e ridotto il sapone molle a circa gr. 300 si aggiunga Polio di catrame riscaldato intorno i 70"·80"; si mescoli e si continui ad agitare la soluzione, mantenuta a 100", .fino a ohe la superficie si copra di una. pellicola persistente_ Si col i e si lasci. raffreddaTe il prodotto che sarà di gr. 1020-1025. Questa preparazione si compie in 30-40 minuti.


175

CRF.OI,I:S \

L'olio di catrame da me scelto fra. le ,·arie qualità avule dalla Ditte. produttrice Ettore Ra.y di T ori no. 6 u n liquido uero rossastro ohe ha la densiti\ di 1030. bolle da. IG0° a 275" e couLioue 22 p. 100 di fenol i mi:;;ti (cresoli, ecc.. La. IJllllhtà. della soda ha pure una importanza per la buona. riuscita. del prodolt.o. Perciò io elimmo dalla soda cau;;tiua. commercialE' la maggior part(' dei .:;ali che la inquinano facendone una soluzione concentrato. (2 p. di soda e 3 p. d'acqua. cirml); precipitati i sali decanto il li~Juido limpido soprastante e lo diluisco colla quantità d 'acqua necessaria per raggiungere la

densità d1 l:332. La creohua cosi preparata è limpida, ba. colore ro~· sa~tro pt>r Lraspa.r... nza. e nero in massa, e h lJ 1044. Mescolata a.ll'at.:qua dà una emulsione biauco-la.tte che si conserva. tale per parecchie settimane e reagisce alcalina. T dati anahtici di questa creolina in conf.-onto con dM fra l,. m igliori creoline che si trovano in commercio e che distmguerò colle lettc•rt) ...1 e B, sono i Moguenti:

IIILt.ll C: II KO LI "Il

Creolina A .

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IDRATO !Il SOII IU l

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Punto .d• t>boUizaon~

dell'olio

1.'76 0.9() :.!.'72 1'7'7 da 180° a 2'70·• 12 1'7.50

B.

2.9G 0.32 3.l.!R

itlllinna .

1.81 0.7ò , 2.60 76 da. 160 a 2iot lG 19.0

GG da l iO• a 260

16 2'i.30


li(}

OREOI.INA

Creolina solida. Fra. le vnrie o:reoline prepara.t.e. oltre a.lr italiana ne ottenni un;l ·olicla ùa non coufonder:~i coi :;apoui creo· linati rlt>l commercio: questa crE>olina è in pezzi bruni che col t.empo si ricoprono di una. rifìoritura. cnstallina, tondo n. 55"-68", t.agliuz?.a.tn, si scioglie facilmente nell'acqua col L'n~ita.zione e dii. luogo ad una emulsione bianco-nocciuola., persistente con reazione alcalina. Sfregata sulle mani bagnate, o sopra. una snperfìcie umida. vi prorlucB come i o.;aponi comuni nua ba.,·a spumosa di un potere 11.ntisE'ttioo potentissimo iu confronto agli altri preparati creolinati. Questa creolina potrebbe trovare utili applicazioni non soltanto nella disinfezione delle latrine, orinatoi, sale anatomiche, pavimenlti d'ospedale. oggetti eli bufiatt~ria ma anche nella medicina veterinaria. in o:;ostituzione dE'i saponi medicati per la di<~infe?. i one delle mani dei cbmtrghi veterinari, del campo operatorio, ecc.


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA ~fEDIOA li. l,Rrxosr, v-nenle medico. -

41 Thomseo. -

Sopra un oa1o 41 ma.lattla

Ricerch~ er·:ro..;rallchr

(/l \/orgagr1 ,

n. Il, 1!101). L'.\. l!lobe ncca ..inn·· di o-. ...pr,·ar~ un ra~o tipi ·o th fJU< Ila llll'ft anoaunlin runzionah• (uuolonin con,:tt•nrt.a) che pr••!>O nnuw •In T hr)Til"en. e che 'ien.. c'l) li fu~a nnch·~ ogj.!i c.on In ruwtonin cou_rnita tnlr.rmilll•nte e cnn la pnr·amiullllllfl La !(l'Un u•••:.'!.!ÌONrnza de~di indiviclui colpili da que~tll a11alnltrn. t:atldl} pruùll di tutt" '-C\lln \'n!>"e''''IIZÌOIH· dci tnPdi •i mililnrl, spt•cillln.ortle leclt·:>cha, che, '" principio, non co11nsc('ndo la rltlOVta tlllli la pat.. loglco, rrten nor·o J-:1 i i n fermi l'li naululot'J. Col'll ,.,.,. ul le nppunto al II~Ziin da Tllom"''"· e ciò !'PIII"''' il m".lreo lt' l<!"co 11 sau liare qur>'-'lll fru ma urnr•ho--a, 1h•lla quu,le egli Il l•·~· o enlfrì \'n.

11 cn ... o pr•e•t~rll"' fu r·ìlevato ch1! ·agnr.r Uir·cttnr•e tli qnnilit, Cm·abbH CAV. Ro.tlileiP, <'IIÌ l' inffrmn 111 \IAin rn giuclrzio d'11ppello, :;\PI'nraln rJUHnlo pre'<t-rhe il § 4 'i •lr•ll'/:ftru.:tollt eomplemen.I11N n/ r• 'JOitzmento !Wl tL· CII O!lllfillo IIICtliCO

rlllillm~n.to. Esrlt. dopo nver &t'llliHD"Uie riiap,nl)"ltcAia lA

ru

non

corutm•• rnalallitt, pr~"enlò l'anfermn in uno confet'Pnza nwusale dt pre,..tolio n:!li urrlciali lllt tli··ì, l quflh ruternno con~la­ hu·c l · nuomRha ìunz.onali pt·oprte della miotmua .

Sotto al ril!unr lo tue,Jico-le::alt>, rr••-,ce l'erciò mtet't.l""BIIle COIJO,.('t re tjiJP.-.1.8 0"'"t'r\'87.ÌOfll! elmi ·n

l.'11af••r·rnn "'lllihato olAI Grixoni pt•ec:.entavo. la sind rome fenoru»nica co111plela d••lla miotonifl v..' rA: il <·araller•• eruh'-

fHruigllare prol'r.o tlell'affnroue; 1 •'"l" lenza 1let d "lurbt uuntonrci. per lu meuo tln dalla fanl'mlle:a.a ; lu JnlliiCHnzu cii Cfllll(llicnziona c·on aie• un· altra manife-.t.atrone runrbo-.a, la rorrno ltp1ca dctraunumlia runzrotJHie nei mo,·im+>nli vnlonlaa·i; tl pndcro"n "'ìluppo rnn-.colt~re con lliiH f'o i"Ul an11lr·ict' nc~n inlt>r·urn•·ule prnpor·zionato ad pqc:o; rl mo<lo coraller t~lrco eh c·omp ·r lurN delr~ccrtabilita meccnauea de1 muscoli, 1:!


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lUVIST,\. 1o!EDIOA

c.he, ~:;econdo Rulenburg, deve ritenersi patoguomonico di questa malattia; il quadro clal'sico completo delle reazioni elettriche, conosciute col nomadi rea~1ooe miotonic11 d1 Erb, e elle costituisce. secondo tutti i neuroptltnlo,!.ti, il caraLlel'e clinico per ecc~ llcnza dE'Ila malattia di Thomsen. Fra le n urnerose alterazioni eli funzionalità Ticordo le pnJ t~piccalc e mnnifesle. Allo s-çegli&rsJ, dopo un lungo sonno. quest'~tmmalato resltwa stecchito, ed et•a incapace, per que.lche mìuuto, di eseguh·o il pil1 piccolo movimento, sia con gli orli superiori che con gli inferiori, lauto che non riusciva a liberarsi delle coperte, se non dopo val'l leulalivi fr·ustr·anei. La funzionalita delle braccia veniva t'iacquisl:ala p1ù speditamenle di lfUella dellt} gambe, ma ancl1e dopo, sebbPne sia libel'o di vnllarsi sui flanchi non era capace d1 Jnt-llersi a seder·o '<.ullello come un inrlividuo normale. ma faceva mille sforzi incoord111aLi e compassionevoli, e reg~iung~va lo ~copo dopo qualche minuto. come i colpiti di mjopatia pri!Dil1va, o i bambinr all'etti da paralisi pseudo-ipel'trofics. Nel ve!"lirsi raceva fZrundi sforzi, non riu scendogli di innalznt•e completa monte le bt•ftccia, nè di ruoLarle per intllare, ad es., le maniche della camicia. Allo sttlsso modo non potendo flettere, né sollevare a l••mpo opportuno le gambe, era costt•ello t11ellersi a ::><>cl<>re per iofilare i pantaloni, e vi riuscivo solo sLrisciantloti sul suolo, e quindi r•accogliencloli, a più riprese, iu pic1·ole pieghe sul piede, per poi liearli su nell' i!Stante che, con uno scatto, riesce f!d allonlanartl di qualche cettlimetro il tallone da l suolo. Il rlislurbo miotonìco appariva in quesLo Individuo molto manifesto noi muscoli della masticazione, delln respì1·ozione, della minzione. Del pari colpili erano in modo evidente gli a r li supe1·iori, onde egli ern incapace tli fare il saluto alla miliLare, di eaoguire movimenti ginnastici di estensione o Hes~ione delle braccia, e quelli di aperluca o chiusura rapida e complPta della mano a pugno. I disturbi apparivano più sp1ccati negli arti inreriori. Riusciva con celerità e 8euza ~fot·zo a mt1tl61'SÌ in piedi dalla posizione a :ocdere; me, IJUanùo voleva iniziare il cammi11o, provava notevolissima difficoltà, la rigidezza che s'er·a impadrouila degli arti inferiori, ostaco taudo il compiCl'$Ì del movimento. l piedi allora strisciavano sul terreno, dappl'ima peoosa.meule, e l'ammalato oscillava alquanto, come se do-


17U

RIYISTA MEDICA

Vf'"se cadere. quindi, dopo alcuni pa~si, i naovimenli riu~ca­ \Rno ptu ff\CJ i. l'~~tce--so pitì celerd o libero, tlnchr' l'andatura da\'Pnt.avn fl,.:iolo~nca. Piu dit'flcile am·ora era il czalia· i primi grntlini di una czcala, per cui rinf••rmo oro obblt~ato, per non cadere, stl nllerr·ar,i

c;

É o

=

da principm spal'licamente ai braccJUoh e dopo poco però 1 111()\'lllleoh potevano cornpJer~i in modo ururoa·me e racile. lmpl) <>ibile ~~ra il cnmaninat·o a passo di corea, e ft~re il d te t ro-Jron.t.

Su <(Ue!<Lo anferruo il Grixoni e"egui var ie indagini czlrumentuli ~ra per conoscer•e lo pa·essione arteriosa, come per


180

RtVIST \ )U.!DIOA

slu·iioro ti tipo reqpiratorto, In cHnkaltililà mu!'colar.•, acr:. Più intcreq<tanti pOI' not sono pet·ò le ricerche ergo~ratlche, chl.l non erano .... talr• mni ratlu su Ammalati dt mioto111a. o che

c =

ci rorni-;rono un meto.lo to:t>mplice e pr eciso per diflJlllO!\ltc&l'O con sicurezza quc>stn nHllatLin, o per metterei al copet•lo di ogni ll•nlalivo dì simulazione.


RIVJ.STA lUC.UlO.A

181

l ufalli ht~sla f!118l'dare gli ergogrurmnì di un ìntiividuo nortnaiP, t~ dt quE'slo malato, pel' acror~ers• delia tipica anorma·

lllit dt~l la curvo mioLonira, che nou può P~!'et· confusa neppure cou ulcuu' allr·u patologica, e che si mnn~iene costante e carllll.t•ri 'llira. nuche quando il musc:olo <~ollopoc;lo al laYoro

p '-lalo s~nt•alo con retetlricilit, roi mo\ i mentì alti vi e pas>'ÌV!, O h11 ,..Ub\lo J' azioiJe del ft'edclu, rlel ~:aldo. del massa~­ gto, o dt•i pastt i.~Op!OSI. l ri..,ullat.i 1lulle rice.rchtl ergogrRiiche collimano, completaudol i rd iu l.t•jtl'fJ.ndoli con quelli dinattH!Irtr:'lll•ici e eon quelli l'!nlla l'l'"Pit·uzionr. I nvece nou !'r>no conformi, du• 1n parte. con le le!!:~i della fatico ~"<lu,Jiale dal Musso, ùal 1f11~giorn. tlul Patrizi, dal ~ovi, f•cc. Ul'l pnri que!'le indagini sll·umentali 11011 s'accordano in molli punti con le osservazioni clanaehe, l'alle >'6HUl l'aiuto di slt·llanenli oppnrtuni. L'ell'etlo aLte11uanle c he si credeva eser(•il&>'":iOI'O i p».$:li copiosi e l'eh · ht·ezzu alcoltca, non potè essere dtmoslrolo Mll'et·gogt'aio, aUo slt>sso wo.lo il caldo non esercita al netlntu effello benefico, &tiZi 101 ''Id~> che l'altezza dt solle\•HmPulo ed il lavot•o meccanico in queste condizioni di e:-peritnt•nlo, ri!>ultavano infer·ifll'i uiiR norrnl'l, e quaf;Ì iùenlieì a '(tll'llt prodotti dal freJdo, cha aveva Humenlalo in modo


182

RIVIsTA MED10A

manifesto la r ~idità iuu .. colart• n~uelìca Ìll\'ece ~ appurso l'azione del massag~in, in(alll nO'I "nln rtsultò uott•vnltnente &tllllcnlato il numero delle con tra:~.roni, ma !ln ·orA l'alllpwua tli e~"e, l'eltt•zza tli soll.-\·arnt!nln Pd il IIIYor<l m ecc. tnrco l.olale.

l..'ìrrfl·rmo fu riformato. Nt>ll'~lt10co clt•ll'rnferrnrta non P"t~Le

alcun nrlicolo <'he rontempl1 flii"Slo dì>~lllt'ho runziunale, pl'rchè l'ori t~. suJie conlNllluro mu~colal'i non può applir;arc;i Al ca.,i di mrolonia. :\1t:;N1JINI.

G. BoEtl.T.- Sull'lmplego della tuberoollna a aoopo dta· gnostloo. - (S'uoca U.tri8la cltnico-tPrapertttca, R•ugno 11101).

L'autore, in molteplrci atnnralalr ufftd li da n1a!allie hrnnc()polmonari, 1 etti curull<~J'i fnct> lnno ~o~pellare la nalnt•a tubert•olure. ebbe a soct•imculur·r 11n'inu•zione d ·l millurammr di tubercolina, che coc;taral<•rnunl~ dtt>de uiHl rot•t:ione f(•blwile mar•rnlissima, menLrt' la t·icor·ca <101 bacilli lubPrcolnrl noi· l'espettoralo Aveva dulo co,tanlernenle ri~ullalo oc~nll\ o. l n ltttli i casi lll'l quali lu r·eatione carulte!'ii'llca data tlalln tuber·colina era Slala pO~IlÌVll, !'IUCè6SSI\'Ornente elJbero aJ OSpilcar.,j lutti i sintomi tli Vl•re !' propr·ie affrztoni lul•crcolari cleglì organi re;:;piralorii. Uu ctn, l'amore, ra rts11llarc l' amportanza ma~stma dulia lub1)rcolino nella d iucno-..i d'-'• ca,., tub-'rcolo"i. menlt·•• riliPIIt' eh~> i ri--ullali molto tu· ccr·li dali da talune tub~r-colinP, anche di fabbncazione lctlc--ra, tlebbonsi allriubire alla loro irupet retta f<~bhricazioul•. Egli ebbe ad u-;are coslunlernenle quella t\1•1 prot'. Maraghnno, e per gli ottimi, risultati 1·he ne ottenne, In COil'•ìglia al colleghi. Nell'rmpiego delln luhercoltna a !'Copo dia~no~Lico, mni ebbe a sperimentare oll't•lli !'piAcevoli; <jUIHHio la t'PO.· ZÌ0116 febbrile si prolr8"5~' oltre ad un !!iorno O duP. UO>.;!Ò 111 somministrazione clt mezzr unlJprr~ti<'i blanch c <"nrnuni pt>l' inler1·omperla compiPlamenlc. In r(Utllllu poi a pos'iibrli errori di diagnosi dovuti a rt>azione in "0,.t!!elll 11nn luhur·rololici, lolt\ errorP, ~e··ondo l'autore, può e"ser" f'viLnlo ~->~si ha l'a' verlenzn di con"tl... rar•· come r ea1.ion• po .. ilrve solumlo lA r eaziOni l,rmiche sr·•crnt~. che anche nPgli in!livtdur nrwmici, convalescenti, cachellici, mni ~in gono al ~rl\do r't"coutra o nei ~;oggetLt luber•colo~i, mt•IJ tt·e ti' altr·a pa te tle\·eo,;i ltmPr con lo anche della reazione lc,rale che aecompagna Apt1R8o di· o~cu ri di


'

RIVISTA YEDIOA.

183

!'liutamenle qu.-lla generale nei Luberl.'oloici. Sara inollre ulile non limil8re le o<:servazioni lermomt>l•·iche al s<Jio g1orno in cui ~i pratica l'illlezione, pol~!ndo non di ra.to la l't!azlone manife;.l>H'«i l8l'4ilvamonte nel giorno stwcesqi\'o. Da ullimo ra rilevare como molLi sperirneniA.lori. m~n lre su migliaia di bnvi111 pre•11 f1 caso, Ìl4ietlati con luhel'colina e!Jbero a veriflcero tul A sLra•'r dinaria preoccupunle f1'equenza delle r eazioni r osilive, p1'ovaro no ancor·a con »ccurate ricer che anatomo-pstnlogicllP, che la prova dcllf\ tubercolina inganna lltJllllnln nel 2,78 p. 100. G. B. G. Gtu'<ol'lt. lt>nentf' medico.- L 'aggluti.Dazlone del sangue

malarluo. -

Comrilmto alla draanosi e cura del palu-

drsmo (Gaa.:elta degli Ospedali, n. :,-;, HIOI). - .1 propo-

positv deU'a[lylutin.~ione dr·l sangue malarico. (Ibidem, li. l :~S).

Noi fll'lffiO slntlio, f'I'U lto ùi rt•equG!tli i' l'l[lClule ossùrvaziool pr 11Lir·nto su 130 inl't'rmi, l' A., che l;li er·a fli'OpMlo di conlt•ollaro le t•icet•che di Lo Mnnaco e Pnnichi, e ra '>'enulo alle r.mwlu~iCIIIi: t• Il sangue od li stero d1 un rnolarico agglutino ftli eritroclli dèll'uomo nnrmale, di quello ma!arico, aoche ~" oli tipo fpb!Jrile ùiversn, e tli quello malAto dt alh'e malallio irtf..tlh·e o no ; 2o Il san~ue 41PII'uomo ,ano manca a fratto eh crue-<hl proprietà; 3. Il reunmt•nn detragf!lutinaz.ionP. e ,., .... bile Et debole Ìllflr andìmenlo dopo qualche minuto dall' lllle~tim et1lo d t> l pt·~pvralo, e ad ot·chio nudo rlO!JO circa !11 minuti; i-• F1110 u quando il saugue di chi ~offri di paludil4Uin pre,;c'riLU Lt'&ccia d'ngglulinaroenlo, q uontunque dal Jato clinico -.i obbia ro gione di m·ederc cho l a malallia sia sla la rlnmata. pm·c ò nMP.ssario in~<tsle••e sulla. sommimstr azione dt>lla f!!Jinina, per•chè l'lnf~1.ioue persi~to ancora allo stato il• ta·11e; ;,• La P•'npriel8 B$-!glnlinanle é $pectfìcfl della malaria, e Ultmcu in inrPrmi a tfelti eia alLr·e malttLtie lltfell•ve, falla eceezlnuo• JWr la rebbre tif'oide ~ 6' La ch101na, lauto in citro come Holl'•w:rAnismo umano affetto do malut•io, eserc•la una BZIOn.; a~:;hJlmante. Comi" cnuferrna o! ella 4" conclu:;;ione, tnUI'tlauo di esse1·e ritordal~ le Of-!lt'rvnzioni fatt e su tre illtlivid u•, nei quali da 6 r.w ..., non Ri era11o prù avuti acces"i malnr·ki, tl noo si riu\'B IIIVt! ".l:ll sun:zue alcun emospor•id io, Jtl<'nlrc pet·si steva ltl proprtetu ogsrlulìnonle. Ebbene, •·ie11Lr'l.! ti i Lt·o individui al-


J81

R1 VISTA llEDICA

l'o<~pedAle p~1· molatt.ie dherse (nrleniLe osrellHI't>, reumatismo pol•articoiRre. infezione hlenorra~-,rica) m•gli Ol'l{lWJE~mi dt>bl-

litoti daiiP nuove infezioni, dopo pat·eccbi giorni d• tlt>!!euza, !Si manif«>.slaroM paror:.si'~mi rubbrtli a tipo let•zanario in due, a lungl.i inlerYalli nell'allro, tlr... cissmente come Ji avevano a vuli m P!ìi prima: ed allora <>olo con t:rnatozoi nPI ~sngue

CII'C0IalllP. Allr1, eh~> in "c>l'fili Lo s' occuporono <h• l l' ar~omenlo (Novi '' Mtwuzzi, Capo~t·ossi, Camo!': • Pa~ruez, Pt~cc, Eisenb~t'l!), vennero u concluR!onJ cootracltlilOI'ie. Il Grixoni rilieno che la di' eJ·gen7.6 fra i oh·er~i O"<::eJ·vatl)l·i noli' apprezza~~teulo del f~.>rmrneno tlell'ngg)ulinazione dipendano dal morio di\'l'l'SO di inlet·ptelot•Jo e dAl momanlo prescelln pct• In sluòio di esRCJ. p,•,ma tlt prost-guÌI'e le indagini p.} alla•·garlt> P. pet•riil indispeusaùilt• !"Labihre su ba~i sir·m•t:> i hmili ,lei fenomeno ecl il •rwm1'11lo opportuno per l'esame rnict·osc.1pico. Alcuni in· falli uon !-~Oio ~rumbia•·ono l'azione dt;>l'lolveule ft!'iolog•ca del SIPt'o sanguigno 1:on ttuella ag-d11linanle pt·c,rn·ia d"'lla malaria e di qualcht! albr·a 111alaltia, ma l'OIJÌUOflJ'O coagnlt~zio11e t>tl tl!!{ZiulinazionP, ollenendo perciò ri'>ultal• t>t•ronei. M.

C. SrCARO. - Olroa la. forma ambulatoria delle menlngltl .- ba.ttel'lcbe. - (La presse tn(·dif'alt, agosto 1901). Uiver!';e !'ono le forme solto cui si presenta la meoingile il corso di alcune e b<•n conn!'ciulc, menlt•e Rllrf' sono delle fnl'me fruste che si possono clislin~uere in lr•• tipi: 1~> Meninr{•te Cflr... brn-!';pinal.- di ll!JO fulminarne, dte !'enza ukun seano porta a lla mMte l'in l'ermo in poe.he ore; 2° Manmgila .~empll(~e ru.,.abilc, CO:!l denommala daJrAulorl' perdtfl perm~tte Rll'tnrermo di allender" alle su1· uccupaziuni, manife:o;tarrdOFi soltanto con unu éafalea, che in qualche orn Fi rende molto aC('entuala. ma llOil accompagnttLA nP da vomiti, ne da rel>br·e, nt!l da verun altt'o sinlorno che po~stt fa t' pénSnT'P. ad una meningitP; la morle avviene in capo u qualche :ziot•no, orclinariamenle :-ei o :>elle; c~t···brO·!'!pinal~',

3° Mt: ningile cerehl'o-spinale a decorso sttflacutll, caraL-

leriz.zaLa da vario cdl'li ùi cefAlea, accompagna la da r~bb re e malessere f'enerA 1e. Può terminare con g11arigìone, oppure d1venlar·c una roeoningile aculn c fln1r~ con lu morlu dell'individuo colpilo.


185 Le forme mer1ngiliefte di quest'ultima cat~goria, ~,, finile con esito mor la lto, all'!lulopsia diede ro a divede re una gr·an •rtumtita di pus. Il se~no di Kemin~ Gi trova in es<le mollo diflieJlmente, laldu~ p~>r· dia~no>:;ticarle non abbiamo allro ruPzzo che la cilodiagnosi del liquido (•efalo-rarhidil:uìo. L 'autor·o all'>'<ll\me d• lliqui·lo cefalo-r•achidiuno J• l..ull malnti ebbo a rJ-.contrat·s il pt•,.dominio ùi linfociti nella mo.>nin~ita tube roolare ed il preòomiTIJo di leucoelli polinuelea li nelle t'oruH~ hadt>r iche. Tutte le forme pa,.:!;~le allo stato t·ronico tlieJero a di v,.der e grande f11Ulntilà di linl'ucill e tal fallo rJ ... coutrò co<~ tan lemenlt! anche nel periodo di convales<•tmza e ,Jj ~ua­ n ..!ione Rwsce diffieilo la diaJ;:IlOSi diiTr•renziale rrn le fo r llle 111 p!ll'ola ula meniur;nlo ù'oril{ine sifilllJca cliC' Rl puo diagnn;::ti,·are sCIIlanlo per l'anamnes-1. In pru•eccbi cosi di mllniogite arubula!oria ri<;conlrò ìf solo mcningocncco dol W t>iclt;::ùlbanm, ma con lulla p1·obabililà nuche 121t allrì microrganismi ne po-;~o11o essere la "8Usa. G. B. ==~-=--=

.lUVJSTA DI t\EVROfATOLOGIA

---

Afdnltà. dl a lcune forme di paloosi alooolloa. oon l' eplleaata. palohtoa.. - (Il .\lnnicomio moderno,

P JANET'I' A . Il.

1-2, HJOI).

Qnale (l<Jler•' ddelerio nbbia l'ubn<:() dell'alcool sul <,~istcma neJ•vo~o ru11lrale ò l'alto OI'!Hmll tr·oppo f·.ono!'lciulo . ÙJ.!g'Ì l"al-

(·oolismo 11011 solo pet• le suo diverso manifestazioni occllpa pos lo <Jminenttj ne• moderni trattati di ratnlogia, UlA è oggr>l!o di continuo ~Ludio ùa pa r le degli spedalisti per i t·apPOI'lJ, cile pl'esenlli con la d~lluquenza, con la pazzia, cnn la

1111

deg ..ner&lJnne, con lA "Pllec::;::ia l•:d a proposi lo deJJa epilessm, é noto rruale primato spelli all'nlcooli:3mo nt>.lla e1·ediltì neu r opa licn, lRDlo freqcenlt> nel la g.,ut•o;;i d1 quel:-La nevro~•. spceiulml'nle poi &t• que~ta coodizlonr mot•hoc::a si verirlct') nei geui tor i all'aLLo del (·oncepluu•uto ; ,·, nolo pure como fra i ù4"lil·i, che possono in<~oraet'O ne~h t::pilelli•·i, quello all'oulico abbia. ma~t;tiore frPquenzo. Sollo l'iullue11zn della ubhriat'IH'Zza può o~ertti la comp arsa


186

RIYI::>T.\ DI ~EVROPATOLOGIA

di un attacco epilettico, e;ia che l'alcool abbia reso palcf'e uno stato latente, sia che ne r nppresenli la causa diretta (Notb nagel, Westphal, ecc.); !"otto la r-te:,.sa influenza "-i pO!"f\0110 commeLtere perfino azioni delittuose con i car alleri òetrimpulsività, dell'incoscienza e talvolta anche dell'amne"'i8 delle azioni cpilettrcbe (Finzi), mettentiQ alloro l'alcool in rwid~nza il carattere f'pilettico. Dun(jl.IC se tali sono i rapporti Lra l'alcoolismo e l'epilessia, non ò strano che l'azione dell'alcool poRRa talvolta pr·ovoc11re condizioni p><ichicbe tali, eh e non pos..,ono dit·si epi l etticb e per cht' si an•erano iu rndividui non epilellici, ma che per ò banno ~randeaffiullù con ct:rle sindromi Ppilettiche e precisamente con i cosideLti equivalenti psrchici dell'atta('co classico. E c1ue<;to l'A. ha voluto dimoRtrnre con 4 sue oc;set•vaz.ioni cliniche, studiate nel manicomio di Brescia, la cui pt•ovincia tra le consorelle del L omhardo- Vent>lo piu travaghala dalla pellagra gode anche il tt·il"te prt malo per l' alcoohsmo (Seppilli, Lui). TraLlasi di 1 individui di varra età, eccc.,~ivameole d!lùiti alle bevande HlcoolichP e di <'Ui qualcurroriv~o•laancheercdilit alcoolica. Des><i presentar ono in se!!:uito a oliver·se cause occa"'ro11ali una p~icol'li tossica tli ori!rine alcooli('a con cat·attori epilettoidi. Infatti ebbero uno stadio prodromico. della durata di qual!M10 giorno, cat·atterizz11to da umnre irt'Jtabile, da ùi.,;lurbi sen~or·iali specialmente ROtto f'or·ma di illusioni e di tJIIucinazioni Yisive, ostili o lerrrftche, solilP a munifestarsi uPgli >;lati alcoolici e che pos!"ono .tur luogo, com~? lo diedero, acl idee deliranti ed a tlisturbr prù o meno gra ,., della coscienza; stadio prodromico, che pub pure precedet•e l'aceesso eprlellico per minuti o per giot•ni, costi,Lutmdo il car·atlere dell'aur·o. Ad osso tenne di~tro un'allra rase, t•appresentata da uo lut•bameuto profondo della coscienza, da viOIPnta tts:ritazion~> motoria, da impuJ><ivilil Ili alli, tanto da ~piogere al sniC"idro (come fu osservato in uno di quel"ti rptatlro casi), o ancora a lacPrare, a lentar·e di percuott!ru le pet•sone as<>.istenli (come •· succe'ls o 11egh nltr·i tre casi) Ebbene questa seconda fase potrubbe in certo I]Ual modo cor·rr~porl(let·e alla fnc;e convulsiva dell'a ttacco eptiPtlit:o. Segu't l'ultimo stadro, bElli manifesto in :l dt-lle o::serYttzioni riportate, tlur·ante il IJU&le gli indi,•idui tor·nati nella Ctllma e con l'apporenza di pe!'>1ona cosciente, pal'lrn·ano in modo coeren te, però le rd ee espresse rispecchia vano ~em pre lo stato anormale della psiche, quasi fosse iusot•la una co ~


RTVIST.A DI NEVROPATOLOGIA

187

scienza nuova. ta11to da presentare uno stato affine si così detti sbdi cl'epuscolari, i quali si hanno con maggiore frequenza negli ìstet•ici, ma possono pure verificarsi negli epilettici, sia d(lpO l'attacco convulsivo, sia nei periodi intervallari. A questo ~tarlio, il piu breve, tenne dietro il ritorno della còscienzll, la guat·igionc; ma si verificò l'amnesia, transitoria in un caso, costante negli altri tre, amnesia, che viene a dare all'accesso psich ico presentato dai malati la caratterislica degli attacchi epilettici. Dunr]ue queste manifestazioni acute psichiche, riscontrate in so,!!gPtli dediti all'abuso degli alcoolici e giammai epilettici, presenlat·ono granrle analogia con certi equivalenti eplleUici, siccllt!> pnlrebbet'O chiamarsi, secondo l'A., deliri epilettoidi alcoolici per distingerli dalle a ltre fr,.mosi alcooliche. Il Loro carattere epilettoide non solo starebbe a comprovare i rappor~i esistenti tra alcoolismo ed epi lessia, ma indirettAmente servirebbe a convalidare i l concetto moderno dell'autointossicazione Of'lla genf'si di questa nevr·osi, giacchè le mani restazioni m di;;eorso debbono considerarsi come 1'elfelto della azione dei pm1cipii tossici dovulr alla esagerata ingestione dell'alcool. Queste speciali estt•insecazioni psichi che dell' aJcoolisrno possono poi assnmere un peculint·e interesse dal punto di vista me.lico-legale. Al,..ooli,-;mo e cr iminalità sono in intimi rapporti, tanto elle il primo costituisce un importante capitolo di psico-palologia fo rense. L'alcool, come ha confermato OLtoleng-hi, pu ò fare scoppiare un accesso psichi co la tente e sarebbe ben g r·a ve pel' le C•>rlsecuti ve applicazioni penali il confondet·e questo con un semplice stato di ubbriachezza. Se, come negli esempi rlfel'l ti r!all'A. , ~li accessi di psicosi alcoolica con fol'Jomeni a carallet·e e])ilettoide sono accompagnali da qualche atto criminoso; se permane l'amnesia, il peri lo non deve Lrovare d1fficol là a pr·onunziar·e il suo giudizio sulle connizioni psicbicbP ùell'ìmputato ~:~l momento, iu cui commise il t•eato, e quindi !<Uila responsabilità relativa. Ma se il perito è chiamato ad &•:c..,sso fimto, se l'indiviùuo mostra di couservttre il ricordo d ~ ll'accesso stesso (come in uno dei casi riferiti), il giudizio potrebbe essere meno g rave, perchè la pr·esenza della memoria fat'ehbe credere ad nrta coscienza ancbra sutlicient.emente presente a sé stessa. Eppur e se si puo stabilire che Per 1111 c~wto tempo dopo l'attacco psichico vi è sLula amnesia


RIVISTA 1>1 ~EVROPATI1LOGIA

parziale O lol&IO Ili 6~~0. 1100 "010 <'ÌÒ '-arò fli'OV8 di Ull complt>lo olfu"CAlllenlo délln coscienza, ma darn "Piegaziono <il:' _)j llllt VtOien l e criminosi C" tffiiii··,.!!'Ì I>OtlO racCI!!'<'-0 IDI.!

dt•"tLOO, f!tacchè Allora P~"t'l'amnesiu •tlle,to uctl'tÌ'-ln cat·ullere <>p ii.. •toi•le. cq. l

Un glioma del plessi ooroldei del quarto ventrioolo. - (llioista dì pat. nere e ment , n " 1!101).

CATIILA -

c'a"• di ~umot•i, che si ori~inano dai plessi cot•oillei, !'Ono relntivumenlo rar1 nella lellet·at ura ed in 'luei por h t illustrali !111 \'fll'i autori non «i i> nu'ti pArlato di ~lioma. i\ella o.:c;crvnzi<JOO clini~ riferita .tnll'.\. lralln"l eppuuto di 1111 tumore de1 pt""'"i coroidei, lim1Lato nl lt·tan~olo po~te1'i11t'e dulla fossa romlioidnle, settla rappot·tn di conlumita col pavimento di'l •ttJnt·to venlt·ieoln, e che all'e~ume 1-toln;.rìco s1 l' I'IYel:ilo un \'t'N e pr·oprio ~:lioma. llnl Ialo clinic" è degno tl1 nuln, perrhC:• è dee •rso ~<enza all'uno dei Hinto111i generic-i pt·opt·t dellù ~teoplns1•• cndoc•·anwhe; fH'I'Ch!'• non ha prt~"entato siclt<>lllt bulh1U'I, ..... ne eccctlui d diabete, che può «tar~ in rapporto cuu In r.ornprt><>· SÌfllll' sercil& U cJaJ lUIIlO!'t' <>teq;,o ,..Ul JlfiVÌDlPnto tJel<Jll8rlO V~"t•l•·•colo; percht; ~i è mtlltifc"lalo co11 una Rillllr·orne g-eneralu sin1ile in ce1·to 'lual modo A •turlla della pm·ult::.-i progt•c•s,..j·;a; pet•chè l'iufel'lltO l'l'Il in predu a gl'ti\'6 autoinlo!t· ,.. nzione iu c·a1 ! 111·Lo con la mag.:i •r Jll•rle dt·i .-intomi pr··se•nlflll Dal lato unaLorno-palologico è poi rimurchovolt' pet• la ol'l~ine <iat ple..sr col·oe.te•i, JWl' l'a<>.,\.1117.8 dì lt'""'"'ll materiali del bulbo I'Ì it,vnhiti t:oi metodi 1n·Jinnri ai ricOI'Ctl i~Lol o­ !!it'R, p r le pArliCOlu •·ìti.l ""ha l' ua llnu slt·utlura. T rftlta,.i di un uomo, 'd1 41 nnui. !<enzu ru·• C~>Ùenll eroJiU!ri e 11\l)rho<>ì .ùmporlant.a, 11 •runlc da circa 2 1Utni fllldunostrò c•nnbiamento cii <'lH'ollere, '<lt'rhf> rlivenno laCilurno, ÌI'I\Scihilc e tulvolta 111inarcioso vee• ...o le pPr~une che l'uvvwmavano. In lui h\ \'Ì'-Ul an.itJ a-t·atllitarn~nll' in Jebolen•ÌM' , m·11 ccfllll'fl, verli;!iru n vomili, ma lorp•1rl!. •• ~onnolent.ll in continuo uumenlo r ne~li ullim• l ·mpi fiCI:I'!'ISi t> 1>ilellici A tipo jack-.oninno. AtnmeR>'O al mnn icomin con la tliAp;nosi di pat·ali~i !•rogt·c~ ... iva, fu ri<~conlral.f• oltt·e n1 lorpn ~ ed alla sonnoh nza (-la cui alle Yulle, in sep;uilo a.len tah\1 de1 medi•~•. -<i ruJe,;lnvll be,..lemtuÌIHlllu e a Jlu.no~trnndo"'' olt"'SI·trtCt) nelln pr onunzie), f\II I!'IOcor•a, t•i;.:-icll liJ pnpll lAI'e I' I IIO!>~u allo.


RIVISTA or NEV.B.OPATOLOOIA

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luce, incipiente marasma. e - faLlo f'lrono - N!a~erazione dei r·Jilcsf<i rotnlt'l. L'el'lamt~ delle orine l'dee no1Hl'8 1.ucchero (~thlcu~io) nella p1·oporw>n•• tlel 5 p. 100 eù act>toue in notevole l'}uantttà. Nella prima nolle ebbe due acceRI'Ii epileLlici a lipo jacksOJJiano; 11ei giorni eonsecuLi vi la LelHperalura andò aurnt>n· n do; alla sonuolenza successe i.l coma e l'individuo mort al i" grorno cn·ca di sua rle!.renza nellu clmica. All'au topsia fu tr·ovato Ull lumot·elto en•locranico. n forma cilindroide col massimo drnmelr:> vet•llcalmenle disposto eù or·cupante 1n sede sopr!lintlirala; inoltre edema polmonare di lieve.> grado Sl'll7.8 altr<' le~ioni notevoli nf'i divPrE~i orogan1 L'e<>aml' islolo;.rìc11 dimostt•o la !>lrullurn di un glioma e di par· licolm·e la esi..tenza m una parLP di •'SI'IO d• nuclei [l!·oleiformi e di dimensioni ~tiganLi, Clho in gran parla el'Stl(l iu lll'eds ad un alU \'0 pt'OCPS~O di SCI~RiOne diretla. Oulll')ue uel cac;o rifertlo mancava Il qundro th ttna lesione venlr·rcolare crrrbrale, cat·aUerrzzala per lo più da ~intomi bulbar i, cet·f'berlat•i e cerebr•ali in iolli a rhslanza, mancavano i ~Sintomi pt'Oill'i delle IH:lopl~~ie endocranid1e. V't>rtlllO la gllco!'luria e l'acetonurin; 1r18 la prec;~u?.a delle slesl'le poteva riceve1·e altrA 1nlerpret.azlllll6 sem1olnttica, non f"'"Pil lo assoeiate at.l altre manif~;;:laz•ooi a carico nel bulbo o ùel cervello. Del r el'\ltl 6 poi r'i'<aputo che llt'i Lumori sviluppaLi si dalla lela cot·oiùen c dall'ep!lrrdima V!JIIlr·icolare il <li&bele n•ln è mollo rrequcnl~>, eS!'f'lltlO!=<i finora rtsccmlralo :; u G volte nei 20 casi registntli nella lt>Ueralurn. l.u l'linloruolologia pstchlca presentata da l RnggelLo é rruella notaLo nelle mat~~.Ltie del bulbo, se nZI\ che (ìnol'a HO ne sia potulo dar e una interpl'alllzione tìl>ul-palologtca. lufaU~ da fJUlllcuno è st.ata riferita all'idJ•ocefaha concomitante nou rora i:1 quesli ca::.i (Spillmann); ma que'-'ta faceva dll'ello nel ca'o r ire!'lto dall' A. Egli perciò inclina A credere chEl la g:encsi dei tli<> turbi psichici vada n1•~ssa in rapporto n ou cou la sede della neoplas\a, ma col $(l'ave st&Lò di autointos$icuzioue del sog,:etto. Eù all'auloinlos';icazione !lt>bbr•no pur·e riferirsi ~tli acr .. Rsi epdt>llict a lipo jackc:oniano, eh~> insorsero rreglt ullirni periodi dE'Ila malattia, quando, cioè, la sonnole nza, il tor·pore, l'obnubilamento dPila co~CH?rMa rivelavano la graVl'Z7.A della intoc;sicaz:iooe «lc·s~a Né vale il tlire che nel peritJdo preagonico la quantità di gluco!<io risconlr~la rosse r~lati vRme-nle nou grande, bt>n conuS>ccndosi che molto fr·e-

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RIVIS1'1\ Cl!TIW.RGIOA.

quentemenle la ehmtnsztone ddlo «le:-"0 diminUt~ce oc.l anche c:;compare atfsllo nei perio·li premortAii. Ln diagon<~i falla rh p!H'RII~i ru·ogt'e"''"'l\'8 è giù"liflcata dnl· l'a ~ociaz10ne dei ,..inlomi P""icltit•t A quellt sorn~~llct gu) rireriLt, ne pol•'va e;;!'>ere llsclusa t n modo nssolulo senza t·ortosct·re il r•i ultato dell'autopsia. N11n va poi dim~nlicalo che nella lelteratur·a é regi~trnlo un alt.•o caso dt turnr>t'O della cavit(L ventricolare, grosso •Juau to una noce aveliHrtfl, il quale si ù l'i velato clinicamente con unn simlrome simile a quella della paralisi progrec:;siva (Zenrhet·); è un fatto t•aro, 111n che il clinieo deve tenet• pre<~<>nto.

RIVISTA CHl RURGICA Prof. GAt:;TANO MAZZONJ. - Resoconto atatlattoo-ollnioo della lezione ohtrurgioo glne oologloa dell' Arollpedale femminile del SS. Salvatore al Later&no. - ( GIUgno l !H - gmgno 189\l. Honta, Ttp. Bertero, 190 1).

lesioni dello stomaeo. - Nelllruppo tlt'lle lesioni tltdlo etomaco figurano 2-l allt oporaltvr, uno per ul"t>ra sempltCl', set per· '!lenost pilorica cicntrtztale c dtcias!!ette per cancr·o ùel pilor·o o delle pareti gaslr·iche. L'intervento chirurgico nt:ll'ulcora è indicato, quando Rono riuACile vane le cur·e mediche, sono fr·equenti te emurr·agie ed ù progressivo il depel'irnenlo, t>tl è l'unica àncoru ur salvezza nei CII 'li di p~>rforaz10ne cou mcipteole perilonrte; ma uon ò oppo1·tuno, Dll utile nèlht gaslt'OJTagta in alto, come vuole Guinoud. Per ~lenost cical rizial~ del p1loro si pralicarono un'operazion(l pilor·oplaslica, cui segui In morte dell'inft!rmo dopo 22 ore, uno ga"lroentero,.tomio alla Woltler·,s..~uita da mor·te, per collasso, dopo 26 ore, e quattro entcroslomie alla Uoyen, segtute da FUarigione. Per eptlelioma dello stomaco ..,j esegutrono cinque laparolomie semplici e dodici gastroenlt>roslomieo col processo di von Ilackor, o col pr·ocesso dt \Voi·


RIVISTA OlliRURG!O..\

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fler, o col processo di Baslianelli, o il più delle ''olle col proces!"o dt Ooyeo. Ne risultarono quattordici guarigioni e lre morti, dovute, una a per ilonile sellicu da mancata sutura dell'anasloUJosi gaslro- intestinale 111 uu sol punlo, e due a r·igurgiLo nello stomaco per accollamenLo tlell'ansa a:fferenLe clilalala !IUII'ansa efferente vuole, incitlenle che suggeri al Bra nn l'idea dell'anastomosi latera lo ft·a l'o n sa aflerenlo e l'efferente. L'ouli.H'e cr eùe che si possa !~pGt'OI'e nella guarigione radi· cale di uu t•pileliotna dello slomaco solo all'inizio, ·~ uanclo invece la diagnosi, è, il piu delle volte, incPrta; e cita i risul· Lati l~rillauli oltenuli da Wulner, da Scllleller. da Pantaloni di ~I t~r~>iglia e da Albin Lambulle rnercl' la piloreclomia e la #laslrectomia. Queste offronco senza du111.uo una prognosi molto r•iù ~ravE' della l,!a"troentet·ostomia; ma. poirllè solo una vasta resczione può dat·e fru1date ~peram.c di guar·igione radicale, è prefertb i!~ allo stut() presente sostiLuire alla pilor eclornia tiptca, che obbli~a il chirut·go a una parca r esezione, la pilorectomia cowbinata alla gastr-oenterostomia. In quan to poi all'intervento 11 01\B affezioni premonHorie uel C11rcinoma, como chiama Doyen le affezioni non cancerose, egh re~pinge la resezione del p!lot·o, limtla la piloroplastica agli !;Carsi casi di stenosi pilorica poco estesi e facilmente accel'>sihili, e da la preferenza alla ga ,.tr oeu let·oslomia eseguita specialmente col metodo di Doyen. dt von Racket', o meglio Ancora, eli Roux (gaslroenleroslomia poster iore), preferendo al bottone tli Murphy la sutur a a sopragg•llo. Le.,iMi clell'inlestino. - Le lesioni intestinali che r•ìcllie~oro l' mle r venlo si dividono cosi: rJ epiteliomi del colon, 2 perforazioni da ulcere ufose, ~~ stenosi di origine tubercolat·e, Oocclu!:!ioni acute , 8 appendiciti. Meritauo specialmente di ~>ss()re ricot·dali i due ca s i di per fot·azione inLestinale da ulcera tifosa, con peritonite diffusa, in uno dei quali l'allo O(,"ratorio ese~uilo dal doll. Ferrat·esi met·cé la resezione di quel punlo del tenue intestino, in cut era l'ulcerazione, e la sutura a doppio piano dei monconi, ru ~;~eguito dalla guarigione. L'autore, dopo di aver discorso della per itonHe di ori~ine tifo a da propagaziCine, descrilta la prima volla da Thi· rtal, la quale è meno frequente e meuo l{rave ed ba poca lentlen2a a genera lizzarsi, e della peritoniLe da per forazione &~!l~i più ft•equeote e solita ad appat•ire nel periodo del fa· s ltgto della malattia, crede che 1' intervento debba esser e as-

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IUVl..,TA. CRJRl"llQ t C.\

solul!illlOIIle tentato, n meno che le• condizioni d Il' 111ferlllo non ~ìtlno ofl'lltlo clic:pernte, !';enza ln~ci arst Lrnllen••r·e dAl li· more Cb t" allt•e pPrfnt'IIZiOIIi pOS"'IIHO pl'Odur si. [; ÌrtlervenlO rie~ce più t>fficace a llur•ch" la perrornz10ne acr» le uel per toclo terminale di!llll inrezione, e •rur~ntn pit'J .. ,n pre ·1ce, oll«l\\ nece<~~ario rlr sl.nhil tre pl'onllltl'll'nle 111 Jiaww--i dull'a' vennln (H•rror~lztotH'. E tle~ni lì ricor·do c:ooo pul't' i 5 ca"i di stenO!':t inle.,tinale eli ori~ine Luber·t:clltlr ••, lr·alltttt cnn la re>~eztorw del tt·atto stcnotico, o cnn l& I'Sclusione dì 1111 tratto piu o meno grand<" di rnt»<;tino. me luml•• l'enlet'O-enlPrcmnaslomosi lnlernle. o cnn l'enter opln-.lica alla Pàon. L'autore dà la ~celta al pr11ce ... o della e"cln.~rorm inle.. turale pt>r la rapidiU1 del procP..'<cl opc•rnth·n. irnpnrlAnlissirna p1•r ammalali di Lttl geuer e, slit11li dnpn onrli di soiTerenze, e pet' 1 gl'AVi pt>rÌCOIÌ rh PCCU Coli se la rt>'-~t'lÌOnl' di llll ~rAII tratto d'in{e ..tino, quljnrlo si lt•alti di .:tletu,-.i multiple. Nr• \'Ili ... oppon•c cha t;un late Jlrlll't'""n non '<i toghe rl f()('o.ato tubercolare, percl1e é ormnr r c:apulo chu lA lubt>rcoltc!'li rnle ... tmalo pl'imitivfl Ira una mnntl'l\sla tendent.n u ~uarr re. Egli rP..,pin~e. corno inulrle complicnnJ.n, il l"'ot'• <~Ro di Hochent>gg e di Franr.k, t'he sezronnlo r inlestino "Opra e '-'Otlo In slenost, compiono l' anastoma'-~i tet•mino-tcrrnwale. QuAndo lA por·zion~ tli wteslmo da o~cludett:> '"18 ecces:orva, ct•edr· rn•·glio prnltCtll'~, uve !Olia po«~tbile. una clnplìcè esclu!,lrnn~; Jlrerer it:sce !'lnrnpre al br1llone dr ~J urphy ltl Rulur a. P, rlr arcordo con PantAloni. nou riltene rtPCO'<!':flrìa l'Pstit·l t~:Zi<lne degli in~or~Zhi ghiandolnri eh~ occupano ìl mesenterio cnrri-.pondente 1111 111l~stino mrtlnlo O quellt "'ili n.,l lD~''1t'lllCrio ruori dr t-~~o. ps,..t:mdo ormni induLbra co"'n t miglìoronlenli e lalor« la guari~tone d ·Ile allerRtiOIIÌ Jinfatiche E' fln rtÌ rocolai pleurici o polrnounri Uopo l'inlPr·von lo lapar·otomi(·o. NOVt' rur·ono i cnsi di occlu~tnnp tlllC'ilinale ncula, dt>ler· rninalll "Cl voltd tln bri~he cicntrtziati, una volta la intu~· SU.:'C~>zione. una \·ulltl de lllginocdltumento eli un'unc:a e una volla ch:1 pelvrper;tonìte plastica. E ~:li atti o per Jti' 1 e ....~urti furonO' du~> re..;ezioni int,.~tinali, un'Pnlet·o-ent••t'OIIIIB"lolìlofli, un ano (ll'lificrale, HM lapnrotouun con distacco di adLwenze e suLur·a dr una pèrfot•azrone inte"Linale e quatlro laparolnmie con t•sci.,._ione tlr br1~lie e dr ricatrrci. Si l:lbbet·o i- frUOrigioni e 5 insucce"~"L Degno dr nola ru il caso •ti tiiiR donna cht•, ....olfet·eole de un anno dì di~lurbi intestinali, prec:.entò improvvisamente i l'enomeni tlell'ol·clusione, od aperto l'ari-


RIVIS~'A ClllRURGI CA

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dom ~ si riconobbe l'esistenza di una perilooile purulent.a dilfusa, di cui er·a stala caUSI) l' invaginamonto di un Lratlo del tenue, su! quale erano due chiazze gangrenose. Eseguila la r·esezione iutestinale, si Lrov6 nel lume della porzione invagina ta, un mioma, largamente impianlato, della gt'Ossezza di un uovo di gallina. L'inferma mC>r\ due giorni dopo. Degli alli operativi che si possono eseguire nella occlusione intestinale, la laparolomia e l'ano artificiale, si daré. la preftlrenza alla prima, se le condiziorù dell'ammalato lo pet·mettono, perché essa ci conduce a rimuovere la causa. dell'ostacolo; ma, l'O le condiziom dell' iufer·mo sono g ravi, è mestieri llmtlarst all'ano arliOciale, lasciando da parla la causa dell'occlueione, salvo ad intervenire in secondo tempo t1er rjrouover•Ja. Nel gr uppo delle appendiciti !.lgurano l) donne, per le quali si richiese l' inLer•vento chirurgico: 6 guarigioni e 2 morti. :--;uu ru eseguita alcuna Opl:'razione per appendicite acuta nel IJE!I'iodo iniziale o per appendicite a freddo. Fra gli inlervenzionì!>ti pl'ecoci e coloro che prereriscono aspaLtaee fin quando, mercé la cura medica, i sintomi acuti si sieno dileguati, l'aulot·e s i pone nella via di m"'z1.o, lanlo più perché egli e cun· ''llllo che si è esagerato ed errato coll'addebitare all'appendJ~~~l·~ ogni processo flogistico avente sua sede nella fo~sa rlinca destra. Il valoroso chirurgo passa f!uindi in rassegna le forme diukh~:~ con cui l'appendicite si manifesta. Nella periavpt-ndtcl\d suppurata rlalu r ahnentt: si deve ioler·venire senza indugio. Vari~t ula sede dell'ascesso, e dipende dalla posizione •Jell'append1ce rispt~tlo al cieco, onde sì potrebbe conronde1•e con processi purulenli di aiLr•a natura e di diver·sa sede; ma ~ é guida aJia diagnosi l' aLlacco appendicitico, la tumefalJoue della regione dell'append1ce, l'ottusita assoluta o r•elalha, la febbre coulJnuo-rem1ltenle, e la mancai.& currispondenza fra il polso e la temperatura. L·autore esegue, contra· raamente a ll' opmione di RoUK, la puntura esplorativa con ogla~ di W eiss, Pl'alica l'incisione anteriore, lat.erale o posle~tore, a seconda della sede detrascesso e, quando con un repado esame non trova l'apoondice, non sr oslina a volerla r•eercat·e ; •a•t••ga con pr udenza il cavo con soluzione boro~licalìca, pone in sito un doppio drenaggio, e sutura la prega IO secondo tempo, quando il cavo è deterso e granulante. Nelle appenù1cìLi acute nel periodo irliziale, egli si dichiara 13


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RIVIS'l'A CRIRUBGICA

favor·evole al LraUamenlo medico, dil·dto ad immobilizznr•e l'intestino, a favorire la deli mi !.azione del proc~sso, tanto più che è l'i"aputo avere l'appendicite una spiccata lend~nza alla rormazrone di aderenze. Un attacco di appendicite pct• lo più si dile~ua co1 traLtaruenlo medico, nè è vero che a un primo attacco debbano seguire u~·assariame.nle altri. L'au· tora infine ~i rifiuta di intervenire nei casi di perilonite settica diffusa, e non ;:;i oppone aU'ope1•az•on~> del l'appendiclle a l't•eddo, ·ma r~:~ccomnntla di 0(111 abusarne. Lesioni del feoato e delle vie bilinl'i. - Le h~f'IIOui del l'egalo e delle vre biliarr, che richieSI:'I'O l'intervento chirurgico, rur()no in lulte 4S: 1G ac;ces<;i del fep:alo ( Il .~uar•gioni, 5 morti), lì c1sti da echrnncocco (Il guarì{.trnni, 3 rnor·li), un ep1telioma primit1vo del fegAto (morte), 1 cancro della papilla del Voler con dill'usione al coledoco (tnor·t.e), !"ei CA~i dr litiasi hihal'e (5 gusl'itdoni, 1 morte), ì cirro«i epatiche, in cui si esPgui la lnparolomra per· err·01•e rli dia~nosi, prrscnlaudo le inferme !';f'gni 1ti periloni~e luherrolare, o per dubbio diagnostico. Il più delle \'OIIe l'a<'cesso epatico erA !l'gato a forme disselll~'t'tChe pr•Pcedenli; ma meritevole di r·icordo é il caso di una donna, ronla!:(ialA tli blenorragia, cur se~uit•ono una flogosi periulerina con un focr1laio p81'8· rnelrrtico, che s i vuotò nel retlo, rlete rmi11 llndo una entero· colilo ulce ..osa, causa rll ascessi ruullipli del fegato e delln di'generazione nm iJoidc di esso c della miJza. L'suture ~<i mlrattiene sulla diagno:;i dell'asCP!'ISO epatico, e confes~<a che talora ~li è riuscito irnpQ«sibil·~ di farla f1·a a«ceS!:'O della cupola del fej;tato eri a~resso !>Oltodiaframmatico, focalai muHipli di angiocolite suppu raliva e raccolte purulenle perinerriliche. Per la puntura esplorativa si ~erve di aghi lungbi P. snllili con aperture lalei·ali, e ripr ova l'uso dei toruuni aghi do cnlomelano, Avendo veduto in un ca~o. dura nte l'alto operalivo, ver·:;:arsi del pus nella cavlt.è 8thlornlnale, allrav'e rso il fot·o praticato dall'ago. L'rntervenlo e transpleurale o per 1&parotomia, a seconda della Sf>t.le dell'ascesso. l n due casi t.li cisti da ecbjnocor.co si e seguì la incisione Lt'auspleurale, aggr edendo la cisti attraverso la parete tnracira e il dial'ramma, alla maniPt'a di lsriiel , quallord1c1 volte si esegui la laparotomia mùdiana o laterale, a prendo le cis ti in prim6 o in secondo tempo, a seconda dei casi, ed 11118 volta !'i fece J'onu•;leazione nello cisti.


RIVISTA OllffiURGIOA

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Le operazioni e~eguile s ulltt cistifellnn per lilitlsi Lliliare furono -\ coleclslO!'~lomie, 1 colecisleclonlia, l eoleci«tenterostotnl8 L'suturo dà Ja preferenr.a alla coleci to<~lomia, perclu' ha indirazJOni mollo più late dPilU rolecistedt'lmia, la qualo r1chiedt: la c·erlezza n«solula ch>lln permeabliitè. del coleciO(•o, e perché t\gli auunalali g ra vi risparmia un atto opf'rotivo lungo come la colec•"Lentero"tomia. E!!h 1'6-<J•tnge la C(llt'l'l"toc;lomta ~"e~uita dalla coleclslot·rufia, aJia rnauiera di Bet•nays d sutura t bordi ùella incistnne falta "ulln cisllfell<>a a lle pareU addominali, tamponando. ErntP. - Furouo operati" 15 Prnie Olnbelicali, lc>Jie •tuali 6 cou ~trozzameulo e 9 libere, 15 erme oddomil~ttli su cicatrici, iU tnguiuali, rJ1l8"1 tutte entet·o-eptploceli, Ji cui 15 strozzate l' 2 intasato, 18 crurali, delle quali :11 cornplicute a strozzamonlo. Nei t> casi di t-ruia ombolicale "'tt•or.z.ala si ebbero • UP morti, dovute Al tarJh·o inlPt'venlo. Nelle donne operato p~>r erma m~inal~ nnn complic-Sta non ~i ebbe a deplorare alcun J0!4uccesso t' 111 esegui "'empre la Ba ..sini, esci<lfllldo il Rocco, lìssandone il peduucolo coli un'ansa di ,of'la al di sopra del mat·~ine dell' obli'!uo in~lf'IIlO col mnncont> del li~t~menlo roltln<ifl pur·e ''"Ci~~o. per rendere più robn!>li i p1a11i di suturo. In un ca«o Fli pratici'! In \Vood. La morl11lità degli interventi per ernia iuguinale complicala a slt•ozzamon lo l'u del l7 ,fi p. 100. Si rsegul !J volle la 8aR"in1, 5 la erruolomia con resez10nl' intestinale, 1 volta l'anCJ arttlìdale. l volLa la WooJ, 1 YOltn l'erniolomtll e l'in· va~inamcnto alla Palasciano. Si o~s .. rvò che l'erniotomia praticatu in casi, 111 cui si orn fatto prima 1! laxis forzalo, dettt• t·i~ulll'ltt peg~iori delle nllre. Acclluln ai il) c·ac;• .li ernio iuguinal•• ... tauno 1 48 d1 ernia crurale, il che è contro J'optn1one di Clnquet, Berg••r e Malgaignl• che nelle donne l'e•·nia inguinale !lia l'eccezione e la cruralo In regola. l.e el'l1io r•·u rali sono p1ì1 pre,li-;r>osle allo strouAmento. ~elle ernie crurali strozzate (31}, si l'bbero 8 morti, i. 2.'),8 p. 100. Nei c.''' di ernin crurale libera si ebbe "empre la guarigionr'. Su essi t:, Yolt•• fu eseguila la erniotom1a semplice, 2 sole volte la Ru ~gi, che, l:lecnndo l'aulnrt', e una complicanza operatorio nJutile, lo!oiln che le crur-ali r~!l"iùivano con difllcnllà, ancbe fJUSIIdo ~i nJII'I"i con la "'emplicP. ermotomta, e dt>Ye e.;;sere ri->ervala nei ca!'i, in eui •lebbouo respingersi gt•nntll sacchi nell'addome.


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RlVJSTA OliiBURGlOA

Lesioni de/L'ano e del retto. - f.'u rono 60 le maiale, cl1e ricruesero l'intervento chirurgico per lesioni deU'ano e rlcl rell~ (ragatli, u~ces~i perranali, proctilt ulct>ro<~e, fislole, slenosi r ettall non neopla<~tiche, emorroidi, epiteliotnJ, polipr del r·ello, ecc.) N(.llle sleno<~i rettali l'autore respinge la drlo.lazione forza!J1 e preferisce la dilalc.!ione graduale. l 4 eprlehomt del retto furono trattati con la reEeziom• ella Kra~:tke o alla Lisfranc. (ConiiflUa).

Doli. P.~- G~rRri.\RO. - Un oaso eU morte istantanea otto glornt dopo un'amputazione dell'antlbraoolo. - (The lan.cet, !i otlobre !nOI). L'A., chirurgo all'ospeaale di$Lreltuale di Vluselan~or (Slali fedet'llli malesi) rrfer1sce il seguente caso. Fu accollo d'urj."(eoza un coolie dell'l'là di 36 anni, il quale quattro giorni prima avt'va sofferto una grave le<~ione traumatica alla mano destr a per uua esplosione di dinamite, con asportazione di tre dita. Es<>enùo la proga evidentemente sellica e notandosi tumefazione ìntlammatorio. dell'articolazione raclio-carpica. nonché una striqcta di hnfangioite progredienle fluo all'a!;cella si procedette all'amputazione dell'enlibraccio - circa al terzo meclro- r·ol mPtodo ci rcolare modificato. Dal giorno succeRsr vola febbre comincio a diminuire; sotto i lembi c;j formò uu poco dt puq, che per altro non disturbava Il proces~o dr granulazione, venendo r1 mosso due volle al ~iorno wn abbondanti lavantle praticate con l'aJUlo da un drenaggio. Al5" giorno ti paziente ~· alzava dr fltà e mangiava il cibo ordinar io. Alhl Sl'ra del 13" giorno, ottavo dopo l'operazione, mori irnprov· visaroPnte. L'infermiere di guardia riferì i settueoli parlrcnlari : Il pazrente era stato bene e allegro lutto il giorno; ali~ 6,25 poro l'infermiere andò a meltergli il termomeli'O- se· dendo~i perciò il malato sul letlo- quando lo r1lirò, quesh cadde all' indidro. e dopo un'agitazione di breve durata rnort alle 6,40. AUa necropsio, praticata 12 01·e dopo la morte, si trovò il lobo ìnfèriora del polmone s inist•·o profondamente coogoslo. Il cuore era normale per forma e dimensione, e il ventrirolo sinislt·o conteneva una piccola quanlit.a ài sangue fluido. L'orecchietla destra conteneva un coagulo sottile che si esteradeva flno al veutricolo, a vendo circa 6centim ett•i eli lunghezza


RIVISTA ORIRURGIOA

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per un naezzo centimetro di larghezza. Questo coagulo arasi formato ante morlem. La valvola lricuspide e la miLrale erano appena ispessite. Non si trovò alc un embolo nei polmoni, benché a~soggetlati ad un minuto e~ame, cosicchè non trovò eonrer ma la dragnosi, falLa a prima giunln, di morte per ero· bolia polmonare. Il fallo che il paziente non si lamentò di palpitazione od angoscia di sorta fino a pochi minuli prima della morte, conne!'l~O con l'aver trovato il suddescrilto lrombo nel cuore de;;tro, guida l'A. alla conclusione che la causa immediRla della morte sia slala una sincope cardiaca, conse~uente alla formazione in c-ita di un trombo cardiaco, elfello di una setU<'emia che, per aiLro, al momento della morte era g1a cessat.e. Ciò induce l'A. ad insistere sulla ulllilà oi abbondante t~omm inislrazione d'alcool ai pazienti che non possono essere operati subito e nei quali l'asso!'bimento settico è già iniziato, e cif'l allo scopo di evitare il rallentamento del circolo e la conseguenLe formazione di coaguli nel cuore destro. 11 caso é intet•es8anle per la ~orniglianza dei sintomi notati con quelli che si hanno per embolia polmonare. L. F. L'elettrolisi circolare ; rlault&ti ollnlol nelle atenoal uretrall. - (Anna/es d'Électr·obioloyre et d' É'lectrother., n. 1., 1901).

VERNAY . -

prtncipali apparecchi per praticare l'eletli•olisi circolare nella cura delle stenosi uretrali sono : il conduttore ad oliva metallica di Neumann; le olive di Débedat, meta d'avorio e metà di melallo ; l'a pparecchio dell'autore; lo candela elellr olittca di Bordie r. Adoperando le olive metalliche sono sufficienli 2-4 sedute, secondo l'A ., per attenersi la dilatazione completa dell'urelra. Rireri!lce al riguardo vari casi clinici guarili con questo traltamen lo, fra i quali ve n'erano di quelli così avanzati, da n~u permettere neppure il passaggio di una candelella di PICColo calìbro. Me rita di esserne l'icorùato uno complicalo da fistola, consecutiva ad ascesso ot·inario, e da cistite e che era già s tato sottoposto ad ure trotomia interna, senza che si rosse ottenuto alcun buono risultato. Le sedute nei vari casi rit~ordati vaPiano da t Oa 20 minuti di duruta ; l'intensità della cCH'rente non oltrepassò giammai


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RIVISTA ORIRUltOIOA

1 20 ~ .

Amp., t> pt'r solilo furono sufficienti le correnti di 8·10 M. Amp. per ottenere l'eflHto r ichteslo. Fr·a i vantaggi, che questo meLodo cli cura presenta, va tenuto pre~eole l'assenza completa del dolore, nonché la mancanza di qualsiasi perdita d1 sangue; di piu l'infermo può a lt~>nclere nllo suP occupaziom, ap..,ana termtnata la seduta eleltr1ca. rt]

Dell'appendlolte e del auot rapporti ool t raumatlaml. - (Archi!'. fii. r die klinische Chirurgie, ft~~cicolo Il, 1901).

M. NEUMANN. -

L'A. premette che princip~ suoi fondamentali nella cura radi~ le

dell'appendicite ~ono: abbreviare piil che e possibile il primo intervento opPrat.orio, specialmente quando le forze dell'ammalalo sono (•sauc;te e che 11 p01·iloneo non si pr~senta in c.ondiz1om "od,fic;facentl; com••1ere l'ec;urpa· zionc totale deiJ'appcndtce CJ110 al cieco quando 1-'0rl ritO r nate le forze del malAto e quando il per·ltoneo p08!1H~de co1npleta la <>ua raco11.6 di as~orbimento. Rtspello alla ~tt>ne~i e.J alla consecutiva cura delle appendiciti d1 origine traumatica egli viene aUe seguenti conclusioni: 1° Un lraumalismo dirello od indiretto può produtTe, in un tndtviduo, ~ano, un'appendicate; :!" ~el ma~gior numero <lei ca<~1, il trautnlltlsmo non produce l'appendicite se non quando Pl'eesistt>va un'enler·olite; 3° l calcoli stCI'Coracei pr oducono una lacerazione che é ti punLo di partenza dell'infiammazione; <\0 L'apptlnclicile lraumaliC!tt deve esser trattata come le appenJicill p1ù gravi, e qu1nd1 radicalmente cou un goiJecilo intervento chiru rgrco: G. B.

Dott. LKBt:Soue. - Oa.ra delle fratture della rotula. (Journal de Cltiru rgie, n 3, 1001). Il modo di curare le (ratlure della rotula si pt·esta a nche ogEZi a delle discussioni, ne è una prova la llr11nde varieta de1 metodi. La natura, l'Importanza dtllla frattura, le complicazioni più o meno wavi, l'età del sog~elto e la data della fratturo possono far variare Il lrallameut.o cura tivo della stessa. Quindi la scella del metodo dipende da molte· piaci faLLot·i. Ciò premesso l'o utore dPsc ri ve una !=>peci a le fn -


RIVJS'fA DI O'fO-.RINQ-!~ARlNGOJATRJA

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sriulura lla lui a Jiplicaln n~o~!lc fr·ullur·e ~ernplici dPila r otuln, fa tlcialura che t>glt chiama a niolo di rondine, composta: t o Di rlue c u!'.Cinelh allunga ti in forma di rotoli di 10 cenlunetr i rh dramelro, formati dt ~pessa ovatta avvolta in uno !!Irato dt garza. Tali CU"•'lllellt vengono collocali rispetllvaw ente ol tli~oj)ra e-i al •lisotto dei frammen ti rotulei; 2o D• una lun ~o ~tPrca di zinco po.,la al di dietro di tutto ti membro tuf.- riorr, 3° Di un e u. emetto c·he sollevando il tallone proùuce una ~uprae~tHntlione;

4• Ui fucocìP, ~1~>dtanto fa..,rratura

ad otto in cr fre !';j avvietnano i due cu-

t;Ctnetli agendo •lirellamenle gui frammenti della rotula. Ap-

plicata Ullt> fosciutur·a fin da bel pri ncipio nei casi di frattura empii o lt•Jia rotula, può cons iderarsi come un metodo cu rativo Relllplic••, erflcuce, privo di danni, percio l'autore r r•ede poLor applicare al 11uo me todo il dello; • Più un'oper•azione ò semplice e fur.ilo ~ piu htcoo~ne adottarla. G R.

RIVISTA DI OTO-RINO-LARtNGOIATRIA ~tJK( v'"''""'

- Le alterauonl delle fo••e nuall in aloune malattie generali e oroJI!ohe dl natuTa non •peoUloa. - Recne hebclotnrrtlnir,. dP lal'ynqolo'lie, n. 3Q, 1001.

~P.IJH clor·11!'i .. j O""l'nan•l -.pe"' o delle tpertrotle dei c·orndll e •lt•lle vege~azionr adennitlr.

~ella leucemia l'l'morr·a~ll'ia i> frequenlt> ed abLondanle ed tulte lu murn~n 111\"alP. :-.\ella Sl'r •>folo«r 11 ca tatTo nagall.' t•on c:ecrezione abbondante è un fenomeno cn!llanlt•. Gli arlrilrcr cou 8"P"'llo plel~mco l1anno sovente dei calfii'I'Ì c ronici. La bl'Onchilr cnhll't'~>lo c ro nica ;;i accompa..,.na ROvente c•on 0 r inite Cl'onica. L'emor·l'll~ia nu"nl" puo es-.ere il c:egno di una mala lt1a di cuore a dl•r!orso cronico, mn allor'n essa ho der caratteri pertnlere~~~~


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RIVl!iTA Dl OTQ-RL'IiQ-L.\RlNGOIATRIA

L1eolari, cioè sorte da tutta la muc0!\8 e si ripete frequtmlement.e E sopralull~ nell'arterosclerosi che si produce, t·at•amente nella mioca•·dite, nella degenerazione grassa, nello aneurisma aorLico. L'ostruzione nasale e l'epist.e.ssi profusa !;Ì osservano presso i malati che sottrono di atonia intestinale e di ipertrofia epatica. L'A. non ha mai notate le epist.as~i segnalate da alcuni nelle malallie del pancreas. Nelle nefriti inlersLizìali l'epistassi s i osserva sopratuLlo in principio e in fine e può cost•luire anche un segno preetll'sore deU'uremia: sì spiega con le alterazioni dei vasi e della massa sanguigna e con l'ipertrofla cardiaca concomitante. Le relazioni che esistono tra le runzioni fisiolog}clle e patologiche degli organi sessuali della donna e le mulallie del naso, sono conosciute. Al momento delle regole, si constata dell'ipel'emia, ~ovralullo al cornello inferiore. Quando esiste un catarro, questo prova una esacerbazione. Presso alcum soggetti, la mesll·uazione è p:oecedula da attacchi di starnuto e Lutti sanno clte vi sono delle epistassi peemestruali c supplementari. Certe forme eli ozena sono suscettibili di prendere all'epoca delle regole un carattere intensivo e durante lll. gravidanza si è osservato sia l'esacerbazione sia la scomparsa dell'ozena. All'epoca della menopausa si osservano dei sintomi analogbi con dei fenomeni di iperestesin o di anos mia senza al· terazioni della mucosa. Le metriti e le oval'ili si accompagnano con ipertrofìa dei cornetti, con anosmie, pat'(lsmic ecc. L'ameonoroa. é compagna delracne rosaceo. Si è notata l'epistassi negli onanisli e nella spermatorrea. L'alcool provoca la coliJrazione nasale rossa e hluaslra, ma questo stesso colore vi può essere negli at•lritici. Nei fumatori v1 è tal volLa ipereslesia dei nervi olfaltivi e parosroia; 1,1ei tahaccaLori, forme ipet·secretive e ipet·troflche. Nella inlos8icazione jodica, si osserva il pemflgo. Nelle malallie profe.ssionati è la faringe la più interessata, ma si not.e.no iperlrofie polipolde nei filatori di jula e neerosi dei eoroelli nei fabbricanti di acido cloridrico. La polvere di cemento, causa frequentemente perforazioni del setto, epistassi, rinoliti ecc. Il cromo provoca catarri cronici, ulcerazioni e perfvrazioni ~ cosi il sublimato corrosivo.


RMSTA DI OTo-RI.NO• LARIN'GOIATBl.A

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Infine si A descrilto come comune il catarro nasale deUe persone che viaggiano in ferrovia e sono esposte alla polvere di carbone. M. F ALKMAN.- Diagnosi delle perforazioni della. membrana.

del timpano. -(Ugesk r(ft.for Laeger ,21-28 giugno 100 !) . • E un nuo-vo metodo, che l'A . consiglia e cbe, secondo la sna personale esperienza, dovrebbP. pre(erirsi a lutti gli allri metodi, richiedendo questi sp~>ciali conoscenze e spesso essendo inutili quando esistono cerle complic:azioni. Desso é il seguente: S'ìntr•oflure nell"orecchio ammalalo la eslrem llil di un tubo di caucciù, menlre l'altra esLremitl.l pe<;;ca in un biccber d'acqua, e con una delle solite manovre s'insoffia aria nella tromba di Eustachio corrispondente. Se v'ha perforazione nella membrana del timpano, quasi subito si ''edono scoppiel'e sulla superficie del lirruido le bolle d'aria. E un m etodo sem plice, che però non riesce ~t: la tromba é impermeabile, ùppure se la pet•forazione è oslrurla dal pus e~l rem a mente clenc:;o. CfJ.

L .. tuberooloal latente d elle tonaUle e 4el1e vegetas.lont a4enol41. - Semrtine médtcnle, nu· m er o J , 1002.

JA'>KELIWtTCil. -

Le tonsille sono sovente la sede di Ulla for ma di tubercolosi, larva la o latente, che si svolge all'interno dell' opgano, senza sogni estel'iori. Strusmaun ru il primo a segnalarne l'esistenza o Schlesinger nel 1896 potè formulare la seguente proposizione: Lll tisi poJmonare é pressoché sem pr e accompagnala da tubercolosi delle tonsitle e inversamente quesl' ultima non va giamma1 sunza la lubercolosr oolmonare. Le ton~iJle sono sane- qua1ldo i polmoni sono la sede di focolai tubercolosi ìnsi gnificanli o in via di guarigione.., Dieulafoy inoculando delle cavia con rrammeolr di tonsille e frammenti di vegetazioni adenoidi tolte da indiviùul appar entemente sani, ubbe sviluppo di tubercolosi, nel ta p. 100 de11e prime e nel 20 p.lUO delle seconde. Macroscopicarnente non sr osser·vnva che una semplice ipertrofla. Allrr au tori hanno in se~ui to conrermalo il ratto, però ebbero propor zioni minor1 di infezione.


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JliVJSTA DI OOULISTIOA

Riguardo alla patogenesi, per ciò che riguarda la fo r ma secondal'ia, si è voluto vedere nello sputo il principale agente d" infezione (GoUstein, Lewin), ma aiLri ammettono che il conla{rio segua una via ascendente a parLir e dai ga ngli lracheo· bronchiali, con l'intermediario dei ga:1gli cervica li e non è esclusa altresì l'infezione per via sanguigna. La patogenesi della for·ma primitiva é più oscura e può essere attribuila sta alla deposizione di germi da pat•le ùcll"aria inspirlll.a e degli alimenti, rite uendo ancora ammissi..: bile la eredita lubercolosa dir etta. Il tratlarncut.o noo può esset•e che chirurgicn. Le Lonsillo o le vegetazioni adenoi li luber·colose devono essert> leva~e come se ~i lr'allasse dt uun ipertrofla semplice. M.

RIVISTA DI OCULISTICA Complloazlonl ooul a.d degll oreoohlonl (lrlte e ohera.tlte). - (Congresso della Soc. Frane. di Ofialm.,

P.ECHIN. -

1901) . È alle nozioni batteriologiche che noi siamo ùebilori di uon più esalta conoscenza della parotite; e sono esse che ci permettono di coropl·oodere quali complica zioni possano insorgere nel suo decorso. Le complicazioni oculari concernono le palpebre, la congiuntiva, la f:d andola lag1·i male, i muscoli estrinseci ed intrinseci, il nervo olLico. L'A. riporta una osser vazione pet•sonale di irile doppia con che1'8lile in un g iovane di 22 anni, aggiungendo anche che gli orecchioni si complicaro uo, nei primi giorni, con paralisi faciale, che guarl rapidamente. L'i r ite non msor se che atrinizio della coovalescenza della pa· rolite, ossia due mesi e mezzo dopo la com pa t·~a della ma· lallta principale; e i r~nomeni subbiellivi si limitar ono ad uno ... semplice diminuzione dell'acutezza vi~iva. Non v·era ùolore. non fotofobia, non lagriroazione; esi!;leva soltanto una leggtera iniezione pericberalica. L'trite fu bilaterale, con chera· lite par enchimalosa parziale dell'occhio deSli'O, il quale fu il


RIVISTA DI OCOLlSTICA

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piu leso e perdette definitivamente la metà dell'acutezza visi\78; mentre ti sinistro, il cui visus era sceso a 11-1, ricnpel'ò racutezza normale. l l corso di questa irile fu di circa cinque mesi. Quest'osservazione, che u la prima che si sia pubblicaLa in Francia, e crediamo pure in Ualia, dovt•ebbe t•ichiamare la attenzione ùei colleghi su tutti i casi di parotite che, in ùate cpocbe dell'anno, !anno la loro comparsa epidemica nella truppa , allo scopo di raccogliere lutti i sintomi oculari, che eventualmente si veritìcttssero nel decorso tlella malattia in in parola E. T. L' anestesia nell' exenteratio del bulbo ooulare. - (Soe Frane. rli O.ftalm. Congresso del 1901).

BR l!NsCAWtG. -

Tutti gli oper atori, avendo riconosciuto i pericoli dell'anestesia col cloroformio e coll'etere, e consideralo che Je cifre della mortalità non sono punto esatte, perché i numerosi casi di morte prodotti da questi anestetici non vengono pubblicati, t·ieorrono. Of.(niqualvolta ciò sia possibile, all'anestesia locale. 01'a, quest'ultima, sia essa ottenuta con le inslillazioni o con le iniezioni sottocongiunlivali di cocai1la1 non è sempt'e suf· ficieute, in special modo nei casi di monconi dolorosi di stafìloma glaucomaloso o di panoftalmite. In tulli questi casi, 1• A. impiega sis tematicamente e raccontanda il bromuro di etile, cl1e gli diede sempre ottimi risultati. E('co i l modo di usarlo: Ins tillazione di qualche goccia di cocaina: appena si è ottenuta l'insensibilità della congiuntiva, l'A. la dissecca abbastanza estesamente indietro per ottenere un vasto lembo cir·colare, sul margirH'l del quale egli passa un filo di seta sterilizzata di cui lascia pendenti i capi. In questo momento ricorre all'anestesia generale col Lromllro di ettle, versato in dose di 10-20 grammi sopra una mascher a o sopr·a un semplice cornello. In meno di un minuto l'ane:stesia, che 1ura ugual tempo, è ollenuta e. l'op~ratore ne approfìLla per Pl'aticare l'escissione della cornea f\ lo scucchiaiameoto del )lui bo, a cui seguono poi la chiusura a borsa e la medicazione rellltlva. L'A. riporta sei osservazioni riguardanti indiviJui di diverse età tdai 1. 7 ai 60 anni), i quali furono operati con esito l'api do ed eccellente. E. T.


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RIVISTA 01 MALATTIE VENEREE 1: OELLA PELLE M. GAUCHER. - Ca r a delle fo r me gravi di al1Uide oon l e Iniezioni aottoontanee dl benzoato di meronrlo . (Le Nord M udical, ottobre 190 1).

Il benzoato di 1nercurio e un sale bianco, cristallizzato, senza odore né sapore, a reazione acida, poco solubile nell'acqua e nelretere, solubjle nell'alcool. Per prepararto l'autore consiglia di trattare l'ossido giallo di mercurio in soluzione acetica con il benzoato di soda e di lavare accuratamente il sale cosl ottenuto. Egli adopera la seguente soluzione: Benzoato di mercurio centigr. 30 ; Benzoato d'amn1oniaca gran i 1 ,~0; Benzoato di cocaina da 15 a 60 cen tigrammi ; Acqua dislillata qua n t{) basi.R per 30 cent. cubici. Di t.ale soluzione, debitamente s terilizza la, s' iniellerauno giornalmente due centimetri cubiC'i. rhe r..orrispondono a due centigrammi di benzoato di me rcurio. Bisogna continuare tal cura per due mesi consecuL1vi e sospendere la medicazione se essa é mal sopportata . Si adoprerà una s ir·inga di facile disinfezione, capace di due centimetri cubici, provvista di un' ago fine di platino iridato lungo due centimetri e mezzo. L'iniezione può esser praticata sottoculaneamenle od intromuscolare, quesL' ultima preferibilmente alle natiche, previa accurata antisepsi della parte. Secondo l'autore tali iniezioni sarebbero specialmente indicate : 1' Nell'ulcera sìfllitica fagedenica: 2•· NeJie s iRiidi generalizza te, connuenli ad elementi infiltl·ali e con tendenza ulcerosa ; 3• Nelle gomme sifìlitiche precoci: 4• Nel1e placche mucose persistenti e recidjvunti; 5* Nelle manifel'llazioni viscere li precoci della sifilide; 6• Negli accidenli uer vos i precoci ; 7• Qua ndo la cura mercuriale non pu6 esser tollerata dallo stomaco.


RlV]sTA DI Y.\LA'l"TU: Vl:..."/ &REE E DELL.\ t•J,;L.LE

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E·l i vantaggi presentati da !.ali inie2ioni. secondo !"autore, sa rebbero i seguenti: l' Non dtslurbano mcnomamenle il tubo digerl3nl& del malato; 2' Assicurano un' e!!aLlo dosomenlo del cnmposlo mercuriale sornmiotslralo; a• Po<~<~e(lgono un'azione curativa evidente e pratica. ~enlre gli inconvenienti sarebbero rappre<~entalt· l' Dat comuni ad ognt cura mercuriale (idrorgtrismo); 2' DaliA posstbdilà di a sce<~Ri e di lmfang10ili dovuti ad un' in~uffi ctenle asepsi; 3' Da dolori talora immedtali, talora tarclivt, vartabili a seconda del nervosismo del so~ getto ; ~· Dallo produzione nel sito della puntura dt noduli intìammatorti . 5• Dall'obbligo quolichano eli solLoporsi ad un'operazione, per tJua 1l0 piccola, doloro"a .. noto~a. lnconveuieoli lutti che, come ben si vede, c::ono comuni alle inezioui tntte di preparati mr rcuriali e che sarebbero largamente compensali dai vanlo~~i presentati datali iniezioni in conrronto:di <Juelle d'altri preparati mer curtuli. (,. B. L& pelvi-perltonite blenon&gioa nell'uomo. (Journal dc JJédecine et cle Clti r uraie, dicembr~, 1901).

BA TTEz. -

Questa malattia è raramente primiltva; non sono !!lati :;egnalati che due casi di pelvipot·rlonite genet•altzzala consecutiva ad ttu'uretrite semplicld; essa è quasi sempre secondat"ia aJ uno infezione blenorragica òella vescica e della prostata, e mollo più spesso dell'epididimo, del canBie tlefe•·enle e delle ve~ctcole seminali. Pare che le pelvi-pel'itonile che complica un'epididunile <~ia piuttosto dovuto all'infezione del canale deferente e delle vescicole; venne anzi osservato un caso in cui l'infiammazione del peritoneo pelvico ha preceduto l'epi.hdtmite. 1;: vero che uou si conosce ben o il meccanismo dell' infezione. e probabile che e<~eta si faccia per conliguila e che i gonococcl.u, cbe non sempre si rasconlrano e che possono per altra parlo essere associali ad allri mtcroot·gaoismt, penetrino co"i nel periton~o. Checché rw sia, questo pel va-peritonile può pre~wnlarsi sotto due forme cliniche: uuo fot·ma acuta, ed una forma


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RlVI~'rA Dll[,A!,A'l."l"'f: VEN.EREF.: M DELLA PELLE

~ubacuta ; la

prima é generalmente òenil-toa, può però generalizzarsi e divPntar" mortai,.. ~la, nt:lfa peh•r-peritomto anchP berugnu, i <~intorm gonPrali e locali ~ono mollo accenluali ; l'affezione !"Ì inJZia con dolori inLPnsi in una rejl'ione tngurno-l'lt'rotale che «i propagano in sel-t•ulo alla fossa tliara corrr!>ponclente e po<l-.uuo a:onorahzzar~l; d malato e in preda a vomiti ripetuti, ad un« febbt·e inten<~a ; la coslip8210ne, lo .ltsuria, il polso. Il) "Ialo gPoPrale, la raccia peritonale completano Il quad1·o. La pehr-perilonole blenorrngrca dell'uomo è caratterizzata dalla sua brevt• durala, dall' inl.-nqrU\ d~i fenomeot locali e ~ener-ali, dalla sua bPnignitn relalt,•a L' rnliammozione ùella !<ieru~a peh ica Ila inralLi una breve ovflluzionc. Mnrcel S1•e dice eh~ nellt' sierose il ~onoccoc•·o srompat·e in geucrole rapitlnnwnte. Se si amrrwlte chP il gonococco sia l'agente palo11eno deliri peritonito, ljUesla interpretazione potrebbe spie~are l'evoluzione r&pitln di quesL' infezione, in cui la temperatura é mollo elevata; il see.ondo cur·aLte1·e cl1e rolpisce é l' intensrtà t.lel fenomPni locali e ~Pn l-'l'ali ; un altro carahere ò la beoignita dell'affezione: par•• che nello sna reazione difcn~ivll, la ~ÌP· rosa pel v1ca mella in tnoto tutte le sue forze vive per porre un al'p;ine all' rnfezlone e prott·~gere l' integritir del res to ùel pcriloneo; talvolta •fUOsl8 terapeulira naturale oltrepassa i lim1li e si pui'J avet·e una gene•t•,,flzztOne del processo infiammntorto; pero ~ono rari i ca ~i di per·ilooile mortale; più rrequeotemenle si os~>ervaoo ca~1 c·on!'lociati a lievi sintomi ~e­ nerali e nei quah 'llamente lo polpazione rettale puo rar~ affermare l'esi~L••nza oIelle pc l vi-pertlonìlt>. E probabrle anche che 'luPo;ta forma di pelvi-per1lomle fru<>la :;ta as!<ai rrequenté e che in molt~> orcbiepidi.Jimit1 biPnorragu•be con rlolor1 addominali inten<>1 e call vo stelo gent>rale, e<>i.,la contemporaneamente un po' d'infiammazione dol pet•iloneo peh•ir.o che pa~sR inavvertita; in r1ueslo caso la pulpazione rettalu puo e.<~"et'6 prezro!Oa per la ù1agnos1 Non ostante la rarità di quest'otfezwne, la diagnosi di p~lvi p~'rllOnlle IJIP-norraFtiCil è generalrt1eote facile, quando viene ~roperlo uno !'!Colo &nleriore, come pure un'epididimile ed una clef~renlile pt·iro1l1ve, ma vi sono dei ca"i in cui l'epididimile non esiste t' nei t]uali la ~indrome peritonica nou può esser rrft~rita di primo acclu to alla !Jienorragia, percbé i sinlomiossel'vuti fano <> pensare all'appendicito, all'ostruzione intestinale,


"RrviSTA DI TERAPEU'l'IOA

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arlurìa perilonile da per forazione ecc.; ~arebbe utile, 111 r1ue~~o casn, rare la palpazione rettale, e se l'epididimo non t\ en~ora infiammato, sì troverebbero !Jer lo meno segni rla parte delle vescicbelte seminati. ~ ella pelvi-peritoniLe blen orra~nca lncslizzala !';Ì ricorrern all"op pio internamenle, al ghiaccio sull"addome et! alle san~uisu~rbe in cor rispondenza delia ros~a rliaCII. Se la polvi perilonrle SI general1zzassP, si dovrebbe I'JCOrl'ere alla lapar olnrnia. B.

RIVISTA Dl TERAPEUTICA W L ORENZ. Trattamento dell'eptle11la. con bromltlna ed eoslna.to di soda. - ( Wiener klin \VochensclcrU:. 11. 2t - i90i). L'autor e ebbe ad usare l'eosina! o rli soda (der1valo dalla 1\u()rcsl'•?ina nrista a bromo o Ouor esceimr letrobromita) fl dosi ''rl'scenli da 0,25 a 3grammi in 23 casi di fancrulli epi lt!tlicì. Cou lAlo cur·a, gli assalti del male divennero fwropr e più ral'i, né s1 ebbe ro a riscontrare influenze dtmuose sullo slalo gener·ale, s ul cuor e, sul sistema digerente e sullo !-~lato psil•h1co. Si l'i«conlrArono in vece distu rbi locali quali rossore ed enfta gìono del vi"o e della regione anteriore del <>olio e del pella nttuché delle mucose del nar<o e della fflrin~e. Talvolta il rosc:ore del viso fu arcoml'agnato Ja ceratea piullo:!lt' iulcu!<a, e dietro influenze traumalicho anch"' di minìmo conto :.1 verJfieat•ono dir<lur bi troflct e• l ulcerazioni dalle parli "llll&ll'.

Le man u'esLaziooi di intossicazione per eosirtAlo di soda apf!IIJ·vt>r·o uel 9:1- p. 100 dei malati con una ,!o~e giornalit!ra Ila 2 a :l ~tt·ammi, mentre racne bromica e ~li at·ce ~i provocali olal bro mo si vel'iflcarono appena nel 75 p. 100 dei casi con una do~o gio1·naliet•a di 4 ~ra mmi di bromuro di potassio. Lo broruitiua, un composto dì olio di sesamo e di bromo, ':e~no dalraulore sommmistrala duraulP 1111 rnese ad epileLtu:t, dopo che da 15 giorni non a ve vano pralicat.o alcun melol4o cur·at.ivo. Tale trattamento venne usato su 18 uo mini e 14 donne, somrninisLrandolo sempre per bocca. Nou si obbero


208

RIVISTA Dl TERAPEUTIOA

distu rbi intestinali, anzi il maggior numero dei malati acquistò in peso; uno di es!';l più di cinque chilogrammi, ma in cinque casi il peso diminuì da uno fino a tre chilogrammi. reU'aulecedenle per10do nel 11uale non era slalo somministrato alcun rimedlo prima deU'iuizio del trattamento a bromilina, era peg· giorato lo st.sto di un.! ici casi, eù in questi, più cbe negli altri, ebbesi a riscontrare un notevole miglioramento appena comineialo l'uso della brom1lina. Per pol-e1· stabilire il limi le dell'efficacia del nuovo rimedio, l'autore ne diminuì la dose, 1lopo luoghi intervalli, ad uno stesso ammalalo. T rovò che tal limite oscillava rra i lO ed i 20 grammi di b romilina io soluzione al lO p. 100, corrispondente ad 1,75 e 3,5 g rammi di br omut·o di sodio, potendo arrivare fino a :lO grammi di tal soluzione, corrispondente a b,25 grammi di bromuro di sodio. Dei lrent.flqualtro ammalati soLtoposti a tale esperimento, 13 diedero a diuotat•e una considerevole diminuzione degli insult.i, tre casi mir:llorarooo soUanto temporaneamente, 17 rimasero inval·iatt. Concludendo, l'autore s tesso confessa che pur avendo avuti. clu.l nuovo rimedio, risullati curativi deci· sarnenLe migliori ùi quelli otleouti dal Flechsig, non crede oppor tuno lasciare i vecchi rirneùii per i nuovi. G. B. l. W. I?R.IEI'!ER. -

Dell'alsol quale a.utlsettloo e disinfet-

tante. - ( Wieaer klin. Rrmrischau, n. 32, JOOJ). L'aJsol è un lartr&io acido di alluminio che prel"enlasi solto forma di una polvere hianca lucente mollo rassomigliante per i suoi cliralleri csterui alla fl'Omma arabica; si scioglie lentamente oell'ac<1ua, ha uo sapore acidulo astringente ed un Jeggiero odore ù'eceto. .In pratica usansi vanta~giosamente le sue soluzioni madri solto la formula del 50 p. 100 di alsol iu allrellanta acqua distillala, potendosl facilmente con questa fare tutte le solutioni diluile necessar ie. Tale rimedio, come rìsulladaUe esperienze delrautore,dlmo~;Lrossi~ anche in soluzioni debolis~ime, come un anlisetlico efficacissimo o come ottimo disinfettante. Possiederebbe inoltro r{ualìlt\ autiodnre, antirermenlative ed astringenti. Il Frieser ebbe aù t~dnperarlo con vanla~~io nella sua pratica chirurgica o lo consiglia anche quale collutlorio della bocca in soluzioni dell' l od 'l 1/ 1 p. 100.

G. B.


20fl

~l\'IST.\ DI Tt~~ICA E~RHVIllll ~tDICO ~lrliTAHE La mortaUtà. degll lnglesl nel Sud Afrloa. nell901 . (llrtl mnl. J ,ur nal. lS ~llrllutio ltJO:! I. l.n mort11ltla .. la ruorbo:-rll.t tlello• lruppr trt!!l~-.r uru•t•nnti 111'11'.\ trwa ùel Su•l hanno pr..... ~<nlulo nel l'Hl! 1111 ....en-.iltilu IUt l!l OI'Amt>nto «uU'anno prcce•lcnl~ . ~C(' 1 J,• Ctfrt> IJ«"''' Ule di'-tlflll! per IIII''Ì, de~li ttlllllll due Ali Ili t~to,·n ""''erti~ che quellt• tlt•l gennuin 1~0 r lllfl11C.IIflO B lhtliO, e quulfe Ù••l feùhrarn d~llo 'll'"'il 8111111 i'<~rtO ÌllCOIIIJII~le. MMli p1•r m~l.ollll' Rtn>Jiatroall l"'r innt•lhta (!1/)ll ~ ~~·~) (\10 1 tiiOl

Conuuio . l•'t•lthr•ttif1

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~lO

RlVJST.A Pl TEC:"/IC..l B SlmVIZW MEDICO \U:LITARE MPIIII\ anon:\le di nlllrt:tiiLt

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G(~nnaio .

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B inncE{abile una conforlanto diminuzione nC'I !901. Il Jllflt-:'· ~10re gua la~no fu nella :olug1one ù' rnvcrn o u prrmavera (lu-

glio e novcmbt'CI) l morti per ferile (non compresi i rnor·ti !'ul campo) furono 6(H in lntlo 11 1001, m~ nlre i morll f'l'l' malallla rurono \0~, ciò clw confernn1 la masl<imn. dwentRln orma1 qua~i un pr·ov~rblo, che in

guerrA uccuiono mollo più i rmcrob1 cho il

piombo. p ... r·ciò, mulgra lo iluulcvole JUJ~JiorfiJnelllO rt"ultauto <luUe ctfre suespot-te, l'articolista insi"l•• !>UIIa uece~<:ità c.li ~Wl'· !".Uaderc 1 comandtinli dellA ~pitale rmporlttn7n ùcll'tetclll'. Le r 1fro ~eguMLJ tlànno lo mortahlu e la morbosità degli ufnc1ali e 1leUa tr·uppa di!>liuta. ~ecooùo l~ ~au~o · \l orli 111 hal'"\81111

Ufficio li lruppn To·r\J.B.

Morti 111

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per r~ nto

Morti

Rimpalriall

per rnalnl ti a per malt~Llll\

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:!:,,7~~·

Disgranalamenlo non ~i corh1sce la r•·oporr.ìonP nurn<>l'ica (nella for1a medt6) deQIJ ufrlcJalt ri«pello al a tr·uppa, lultav1a ~i o:<scrvn ch~> pt>l' ogni urticìalc mor·to in azio11e "i "ono circa undici uomini di truppa ed imp1ogati; pct• og111 ufficiale murlo per f~dle ve no Mno solo 9 fra lruppn eù irupies;tal•, mentr·e v1 sono invece ctrca40 morlt fra truppa ed Hnpregah P~>r o~ui ufficiale morto d• malatt1a.


RfVlRTA n' IGm~F!

Pur Lt>nendo conto eh • ,:rh uftlciRii "i c:ono e«Jlfi-<Li nei comblllt•m cnti più rl.-.11~ trUpf·e, llt' ri-ulta tutta·da un8 tlitTert>nr.a co"• uutevole da doYer condudere c·lw lt• truppe, ..;a per rgno rarna c• Lrnscuralazza pero;onnlc, ~ia perché ner campi "' tr•nVI\118110 111 cooclizioni meno l'avnre\'olr c'e:..di ufficiali. soffrrrono di m11lattie maf:l'~iot·menle di !Juesti. A cio l'i deve in g ran par·tt> metter•• ripat•o. Qnesli fall r inclìcano eh<> lP man~ioni ÌA'ÌIH1iche clijl çorpo rnc•Jico miHllll'e <:ono bl'n più rrnportanlr che 11011 sta no semplicemente CJII" IIe t'I.!U&I'C,Ittllti l>t c•htrur:!iH c· 111 111edicrna

E •flll'!ilh>ne da ,Ji«l'ulur"• c;u coii\OIIf!'8 che una part~ clei fll'}lll brr tiPieot•po "0Hilai'ÌO ruihtar•eci!'Uba e..c:ere «pecialmt>nle Ìll Cùi'IC8lll clell'i~i L rlt>, 0 \ \t'I'IJ "U lu lll debbanO ,..._c:ere Ì"lruitr, c•>mP ~~· •tuec:to do,el'c:e , ......ere la loro llll:ò<:ione principale \"i c mollo a dire tanto in un :.em·n u nell'alll·o. Gli utnc10lt tnedicr d!-!ll'et::ercrlo ~ià riC't'vonu nn\•ccellenlP i'<lruzrorw dr tf:tÌ•'II*', 1110 so11o vincolalr tlu r'e!'1lrit.roni cbe impeJisconu loro cl t potere allun r e 1 ifCJrm••. E~~~ hAnno Ìlll"Utlicien l i JWI<>ri amministralrvi, e non vi ò da ll'8t'ilVI Jlit»t'Si S~ laholla cl011110 piÌIIIII[>Orlall/.8 nlie 101'0 IIIAil"iOill mrtlicb+> e cllirur~t· he I iull.... to che alle IJ.tieuic he. Lo rnrz11 •Ielle co~t· lr ha co... lr• Ur 111 •tuc-.ta campa~nA n r·e~o­ lor c;i in lf1l rnooln. f.: facile 'a v••r u un buon numer·o di loravi medici e chirut•l!hi iu un ec;ercrl o dnrAnlf' la f{uer·r·a. ma uon 1 l'O"\ facile prOHe,iere Jj (>Pr li hctoui mediCI COffifll'lOillÌ di rgi~lll! nulrtarr.

G. F .

RIVISTA D'IGIENE •• SfORZA . - lllaoeratol e zanzare n el contado dl Bologna - (llroista d' t!Jiene e satl. puùùlicct, anno XI Il, l !)(.)~). L'.\ , hn studiato un u1a<:oratow cio canepa f'O"IO u t chilornHri chula ctl u dr BolognA, per l'ispello a le zant.ut·e. L*' lat·ve o le niu1'11 di zanzor·è erano poscate con adatto nppar e"c:ltio e por tale in laboralor·io, duva fflcPva n:-i svrluppn r~. La pruun pal'lt lu rli cauE'Illl fu postu a macerare il 5 a~o"!Lfl e \enrw tolta l' 11 del d· tl11 mese, l a ~eco nda fu teuu~u ur macu,·azìone dAl giorno 12 ul l6, l n Lerza ùa117 al 23, l"t' lllJli'O


212

RIVIsT \ D'Wl F.:>; F.

,Jcllo ~Leco~o mt!H'. Lt• f·rime hlr\1! c njnfe dj zanzrtre ,.j ri· -.cou~rarurw ulcuni ctror·ni oÌ(>f'O i l cullocnmeuto nel rlllt<'l•rutoio tJ,..IIa primn partilll. th canepn. II.·N• nndllrono pl')i <' r<l"~COrr do Slllisura iAmenl~ fiun olia ~wcon ltl irnmersione dt cl111!1pn, Cllh' fiuo nl 12 a!!<•"'lo : da t(UP~lo ;.:rorrw an larouo l'flp1cl11111eule diminu..-ndo fino al gioruo lli, 111 cn1 erauo qua,., cl!!l lutto 8COtnpnt·>;c, (IPI' I'Ìt:OIIlparire P"' n<'l ,..etl.emhre ,. 8Crnprt• r ù abhonclanlenwnte runrr mano t:h•• il ma ~eraloro a•ulavn«i dt•-

pur't11Hlo. l n quc"lO r•ic~rd11-J !';i eonft•rwò 1111cnra la poca r•·~r" liliiZA delle l nrve di zauznrP. in cont'rnuln tiHIJA ruufe, e l'i t•on .. lnll'l durant<' rl pt>rrolo della macr r·nzioue della raut•pn, nuche quan lo le lant? e le ninfe •li zauz11r11 cr·nno lulle "(lllrite, nell•· a .:cJu<' del maceraloio abhond•ww di rmcrorgttni,tm .l'nzut sj)Ct' e. «fl(IJ•illcnli o no, con pre' nh~uL.a de i mobili t• ,., n Il h· bondanza d1 prol •t. L'\. cita gli stuli rlol dott. Feua e del prof. C~nlauni !';U lfll• '"~ lÌ IOACf'l'8IOÌ, l' vione a t(lh•"(H COIIclU5;ÌOlli:

1° No! moce•·aloio studiat o non fii tr·ovar ono mai lar·vo di sprcit• f'enictl-

a twphe!P.~, rna lnr•ve <.li culet• cnllc c:olo tlue lal'/~ a phytophnytl!!;

:!' .r\nch(• l'fUC~le non si rin' t•tuaero nel pet'il)do JH ecedcnte l' mrne!'<ltOue delln CAnepa; mor·u·ono durante l'inrcztonu 11111"... imn del tnUCPratnin e non ricowparvcr•> "'0 non 'fll&nJo e"'~o t'IHIIIOCit\ 8 dCp111'111'"1.

te.

:\IORGE'IROTH- RAs<:~NG~.- Eaame degll a.ppa.reooht per la.

depura.ztone dell' a.oqua lu uao presso le truppe tedeaohe ln Olna. - (Dem!!che nulitcirar;tl. Zeitschrtft, novembre l911l.

t. Filtro Ber la fe/rl.- Da 111111 "t'l'iO di e"pet•ienze ri~ulllt che il tliLrat , ottenuto atlravc>rso l'nppnr·ecdJio Berkereld, pre\ln bolliturn delle candl'l" fìltrt~nlr. r imasi' arntct·obico d a tluP n lt·e ~io rni, dopo di cile le r~n lei~ VPnivano pronlamenlt~ invu!'e dai uermi. Srccome non l· «cmpre po,,.iJu re la hollilura dPIIe eandele 1,,.r truppe in mareia, e d'altra p~trle uell e"eo tualìla di qualche !'Crepolatura nelle ca n i el t•. non "'i a "r.-bbe a lcunn r:nrnnzia senza un costante controllo halteriolngi•·o del filt1·nl•'· hi.,o· g~uwebbe chP, (JUando le tr uppe nrllr• S(h'Ùizioni "' .,ervouo etei llllr i 13er·lwlelcl, si allenesset•o Fmmp•·e a llo prescrit.IOil<~ di l'a r hol lit•e il tì ltra Lo.


RIVlST \ D'lGIE"l\Y.

21,3

Per liberare l'ac•Jua dE'lle «ostanze io so"pen<>ione rimane s Pmpre 11 flltro un prezim·o fl!l~elto di erruqmggiamenlo a causa dellu Rua manegevolczza, stabilita e fMte renditnt>olo. Dev esi nola l'l' t>he fu rono tt•uvato rotte alcune pat·U in ferro. 2. Eho/litnre Siemen.~.- QuesL'apparecch1n fu •·s(Wt·imeulato lanlo in lahot·atol'tO con ris,·aldHmenlo ad al<~onl, I(Uanlo alfuperlo con ri,..,•alùamento R le~na, ne rtsultò cile l'app&recl'hio, nella completa esplic,lzione della sua prudullh•ihi (!•O litri ali"ora). non rorniva acqua compl~lanwnte pl'iva di !lel'llll. Una simili' ac•JIIQ l-Ì ('t lé ldlen .. t•e soltAnto con urt lavnt·n p1i1 leuto ù ell'appt~t'P('Chw (!tO IJlri ull'nra); la tempet·alurfl di PR"a era di s• più ullu d.. ll'ac<jUil 0011 bnllilo L'ac<JU8 hnl.liln incmnincto n fluir •· IO mi11uli dopo che l'appat·ec.chio ~ra t<lalo we~sn in azim~t•.

P er le lt·np( u che ~i lrovano in uoa spedizione. qt:e-.to apparecch:o nou P"" es~ere ··on"Ì•Ìt'ralo adallo. In condizioni or li nari<! P!I~O merita rli cs!"er.:- odnpPrato. 3 B'.>llrfOf'l' Sclt"f11''iwnn. - L' iJnriego d1•ll' oppllt'l'ccbio Sehuppmunn ru ITI<'llO limllAlO 8 causo. r!dln pre,..crtZIOile di u::;are pel' la hollilul'a sollanLu acqun limpida. Aslt'lli'.tOoP fatta da ciò 11 r·e~tditllenln é dell'appar•·c·chio mollo -;c·al'l-10 (tO litri all'ora) ed A!l.tlla ternperaturn dell'at'<JUR bollita (ili" u 1~>0). L'apparecchio influe i· poco manc;,!~e,ole e si tl•'Vt' 'tuindi con""ide ra re ronw irradalto pre-'"0 le lruppe. Spe!';Se volte furono Lro\'a ti l'nlli i pt·zzl di cl11usnnt, u ~crPpolata la reldaia per l'a cqna.

M. C.

Coltivaz ione del bacillo tubercolare • u soatanza cerebrale aoldiftoata..- (Centra/Id .l Bakter ., vol. 2ì, n. 14 e 15).

F JCKER M MtTI:-<. -

L'a ulor·e "'"llopone per l-1 1/ 1 ot·a cer,·elli ft'f•schi all'uzione

d"t vapori !l'ac•tun, fino u che possano esset'l' '\Oztonall itr la· melle. uu ..st~ vengono ta~linle n bl:'cco di !lauto e chtUse in tuoi dn sa~~ to, dove si la~c:uno colar e 15-20 gocce di acq ua gli rel'ill8 lA ul !l Jl. 100; poi ven:;ono ster ilizzal<'. ArrrJte l'acttUtl 1h ~latura ùel cervello si presta mollo bene alla collr\'azloue del bacillo tubet·colare. Si l'iduc.·t• in polliglia la so -.tauzn C~'reLrale fresca, sr ~oltopnne per un •ruarlo d'ora a Cflllura (' p01 si cola alLrEIVl't so ad un panno; 111 seguito si Bf;'(.!:tunge !':ier·n d'a~ae Ili :2,7'0 p. tu() iu parli uguBli. te.


214

RIVISTA BIBLIOGRAFI CA C. ToNzr~ e G. Q. Rt.ATA - Nozioni t ecniche dl batterlolog l a , mlorosoopla. e ohlmJo& appltca.te all' igiene. (Un YOiuolello la"~cabile di :IQrl !Jilgme, L. 3.51J. Hnlo~na, presso N. ZO.nlcli,..lli, 1002). Se!!naliamo con piaeer•e ai no<>LI'i lt~tlor•i ernesto librelto, che cred iamo rle~timll.<) ed ottenere un lai'~O favore tra tuLti 1 me· dici pratici e gli igtenisli. Gli aulot'i l1onno messo in pt·aLica il precetto. l'lw dovrebbe serv1r oli tlorma In ogni mannaie prallco: Multo m ln parro. Xul!a in falli c lrRscurato di flUanLo put.. gw l ora il medico all'e~alla l'Onoscenza dei rotcror~aui,;mt. Né il libretto ha però la forma •li un 81'Ìo]O ria!""'unto, tume la !>Ila piceola n•o'e potrebbe fa t• ~ospetlart!, ma pr·eseulH Lutto l'ordine, la cbi11rezza l'l tulle le rrua.lilù che rendono completo un buon trallalo prulico. Preceduta da conni genet•ali "ulla mol't'ologia. sullo hioJogia, sulla classillcazion~ dei bollt>t•ii e "'ulla melodulo~•a ~e· uerale delle rrcerche. sego.~e la lralltlztooe !>peciale llei VMJ metodi d• JH'l'paraz.ione, di collut•a, di colorazione rl·~' lllict·oorganismi. ~é In parte ig1e111Ca (rii<~ar(PziOoi. anali~<i chimi che, ecc.) é meno nbilmente tra t lata. t nveru può dit·si quosln un libro :·accommHiuiJile, e sarà ulils specialmente a t.u1t1 gli ufficiali su:1 iLari e a lutt.i i illedtci pr•aLic1, ehe hanno ~.;Ila t'twe coll'igiene, Jei rrunli i.l medico rnililM!' e, si p!.lò dit•e, il proLotipo. ·

La. psyohologle mUltaire tncUvldttelle et collective , par· te docl. M. CAMP6ANo. avec une prcfaee tle .\L Th. Rmo t ' . (Parrs, Fatwhou et Maloio, <),JiL. 3 fr.). Lt~ psi('olo~ia del militare, l'io fluoili:a ùel mrH'ale ~ulla potenza deg-1t e!;t>rcili. é stata fi11 qui por·o fii'OfondtHnl'uL~ sLudiijta. VP ne Il qualche accenno •>iii o m,.no profouù" nei Lraltatisti militnri: lllll è la pritnli voll8 che es.,a foruia rin !'c sola l'ar"ornento d t m1 lih l'O; e et è 1001 to ~··adito eh«> l'autore ne sia un rne.Jt ·o, e un nH•olico tnilltare pt!l' giuut.n. 11 libro é !<dP.11litlco e P!'Hl1co fl u11 tornpl!. Dopo uuo stutl io gener·alt~ !'IUI!a. psicologia de ll'individuo o della collellwita, si


CO:SGRES~I

2L5

pusl'a a unn -ludin analitico prima del militare com~> 111ollviduo, poi della <70IIt•LI1VIlà. mililaro. St>gne uno stuolio f~Ullt• collettività mi htar·i di<:.lilttfl per armi e ~m'vizi, c pee graoli, e secondo

le varit> fa~ì dolln guerra. La concJu,..iont> ~.. ue rale l'IJfl si pnò tr·f.lrre dallillrn del tlott. il rattore p<:icologiCO è di gran JUilj:C8 il pill im po rtanl~'> nello buona preparlll.iconP dì un e,::.ercito. La t ~tturn d1 tpHJ,to libr•o "arA ultle e gradrtn ancllc agli ufficiali dei eor·pi di truppa.

CampP8110 P l'li('

CONGRBSSI Uoll. L. BON0'10, maggiore rnedrccJ, - Su a.loune queationl di obirurgia tra.wna.t.lca trattate al Congreaao inter-

nazionale di mediolna. dl Parigi, 1900. (ConUmLaziou~

V. (oar,. 11. 1).

m LA f\ADJOGRAFlA ~ELLO SI'\ 010 DELLt: FRATTURE E DELL~; LU!'SA ZIO 'l l.

Questo 1mporlante srgomeulo 1'11 oggetto ùi uun ltll'ga discussione, nella quale pre!'ìPI'O ptH'le il Bet·grnaun,il Mnn11our•y, il Tuffiur·, I"OIIisr ed il Lucac;-Championnièrt-, n.~llt• sezione di chit•Ut'!!ia ~ener·ale. pre~ie•lula con giovauile a~sltlui!A in tull<-! le <>edule dal vener11n.lo pruf. Tillaux. Lfl dolll'ina delle Ct•alture ne ..!li ultimi dieci &uni hfl fallo due III'! •orln11ti progressi: In cura o p~• ati va di alcunP fratture p~r con~e:;rulre un esalto nlfr·onlamento dE'li rrammenti, e la dl8g'OO'li delle lesioni violonl•' delle ossa e dellfl loro evoluzimle per mezzo) della radìoscopìa e dt>lltt radiugl'f\tla. La ge11iale "CuperLa del l{oenlgcn illustrer à LUlta la flsiolo~ia delh• Ct•allure e tlelle lu><sa~ioni. La t·adro~rnfla va distinta 111 quanto si rifert!-<Ce alla diagno!>i ed aU11 cura delle frAtlur<• e luc;saziooi. P ... r avere una esalta C'>llORceuztl dt>lla pos12iorte dei frammenti occurl'nt w due po~e, UIIA l'ronlale eù un'altra di lalo secondo il p1ano !'lAgilLale, Souvi però delle fc·allure che


210

COI'\OI~S~I

rkhieolono atteg;!.!:Ìatn~nli "IH.l<'ltllt intermPÙt fra la po.,.izioue ft•onlulo• e lll sagtltale. Con quest" tnezzo uìa:mo,.ticn la d1a~nosi clinica non o••t·ole {tl!allo il suo valor<>, ma la radlHj.!rafia la romt l· la e In d"ll· oi~<·e nHI.amP.nle con curattc•·e di r•t-rlt>7.za. "PPcic• quand" per· lfl pr~·foudita tlel focolaio Lr•uutnati.·o, la con:-~i 1c·1·evnle turnef!lziOne dei les,..ulì, la moll••pliC"ilò del P lestoni, la.;:cinno t! nhbJO~(> il cltii'Ur€{o >1ulla eutttll d .. llr l e<~J Oni ossi'~" er1n1·li•·olar·i. Collo t•t~tiJnscPpia f' coiJt, rudinl.(I'Hila ~i evitano J,.. mnnnvt•e e<~pl< Nllt•ici. soven te da11nn<1e qut)l]lo la frRllu ra .«lt•;:sa. Il Ueq<mann porlatHIO 111 rpiE'>-tn an::o111,..nln l'Anlnl't'Vole suo coutriùuto, 1•ileva rutliilil d••llo t•u•iiO~t afia n"'lln ric•erca d~;lle cause h•calt che >"l oppou..!OIIn al ,·on<lo idum ·ulo olt•llt> rrollurt•. La f.Hu comuue, 111 ,,, ...u,. lh·ll'oruel'o .. dtl ft•moi'U, cin,.. l' iulerpoSizione d t 1'6"<'1 Olll"<'olari. in .:i rlethll·c noli" itnluagint• l'Il liO!!I'afica dHlla lll811l:llll/.A <Il COrtl81tO dt'lle "lllliH'· fici dt ft·otlUNl, st>hl ene Hl fruwmenLi «i sia dat11 Ultu giusta posizione· e si siiJ COI't'dla lo diflfocnlìO ar/lonuìludìnem. LR pet'SH<lenza d' ttn intervrd lo 111\'R t' llllti i P lht t't>Rlrenutù r101 l'ra nt11> t'l1~i, ò seguo certo d rll' i n lor1lORiZtOuP 11\\J«•·olarP, specin s~ !TliUtcll il rumore di ~crmwio; c• d aulnrtzza, dice ti B... r gtnann, n l\<enpl'it·•' ron un'luCJSIOue il fornlt~ i ll .j ... IIH le:;iorH' o .. ~f'H. Sembrauli [WI'Ò t'Oli\ en:.ra l• uta re IIApprllull il 1isim Jlt'!!llO lllct·uenln dei t"rurumenli, ed IIICidt>rt• ,.nfo ch•pP HJ(t·t,l!U0""8 1118110\1'11, Nelle !'•·alture arlic• lnn t'C)fl dl ... (lll'(:hi Ppifi«ari. r 88., dell' Olecranon. P p1H'Ill:ulal'mente lll •IUciJe d... lt"' n5o:;<!1 piccole, COlliO la rotulll. il dintrtl'atncn tn der frammenti. dO\ uto u ttl· l'aZIOUO mu:::colare ori all'llll•·t·po<qztonc di gro"i'l ~oA~uli di <~tut~-tue, manca Il saldl'ltllt~I!IO ccn1 le,.~utn o:;!'eO se le supPt•nti di i'l'niLttra non t'urono nf'l't·nulaLt', L'esplot·azioue delle f'l'alluro rt•(•onti delléJ I'Olula f'aLht colla t·arltofn•afia mette in t•vrtl ... llt'fl tt•e ostacoli alla guarigione con Cflllt> 0"'"'60 : 1° L' ine!ruaglianl.A dei clue frlitomenti; il supPl'iOI'e p1ù gr•ì""0 Ùe!J' Ili feriOl't'. 2• La fr·atlura multipla, pe1· cm •1uakhe scb.,~~da s'iuterpoue fl'a i fra111menli e ue osl.ac·ola la conllazioue. 3° lino dei due l'rtHnmenti où t>nlt't\Wbi s1 spt>~<lano (lf:'l' un rliO\'Im~nto Ji r ola7.Ì<IIlC u tw·ltnazioue in avEwlt L'llzione del lrtcipil.., l'emt•r nl••, l' inlHI'posizione d t Coflguli di ~angue. il mo\'i tnentn d1 r otAzione ci' uno " d' arnlwrlue i t'ralllmend nelle fra l t ur•' II'Ul'VOl'S<di de liti l'nlula. s0110 Id cause più cootu11i che impediscono la r iun ione eon callo o!l~en.

.r


CO:XGREt>t:ll

217

La r aoliottt·afìa nelle frallut·e ùella roluJa 1Hl dunostr11lo la int>IJiCac!ia Jei mctodt di cu t·a incruenti. P. la necP"SSÌta di preferira lu "utura m··tallica, che il Bet·:nnauu lta impiegato 2'l vollt• cou pit>uo >-uccesso. l i dotto dtii'Ul'f'O tedesco, illu;;tm cor1 numero-.e radiOgrafie le va t·ioln dt frallut•e ùella rolula, Ctl il pcrfl!lto loro Ct>tt"'OIulameu to r0n cA llo osseo in lull.t 1 eu~i i11 cu i impiego lu IIUl\ll'O C!lll nlti d'H t'gPnlO ti tl'llilllltiLII IO.

Suno convt11 lo anclt'io che molti deglt Apparecchi J•N•po"ti J•er la cura clollt> fratture cleliA rotuh1 non riesrano a mauten••re a coulallo i mobili frumttwttti. e l'lll' TIP!<~uno pun rn~­ J::'Illlti{Ell'l' il l' -.ultato Ì•it>a)e rlf•Jia 11'-ll"Orl!fìa, ma )a Jot•o iuerticACÌA 11011 puo a I'J!!Ol'd I'Jlt'tl!'r-.ì W''"'OIUI!i Per n• n cai!Pre tlt'll' a"'>:oluli"mo 1\f!'!.!tUIIgo che in akuui C8Ri, facilt u "lubi 1rst con lu rt\diol{rnlìa. 1111 buon apparecchio p•tll vnhwe qtuwln la sutur·a. Cit) 8VVI'rrt'hbe rruando. lh>llur·altt J•f!l' a:tiOOP di t·etlll trasver'-fll lfiOIILe la t'Olula, rimanttnlln rllt>!'l t 1 li~ntmenLi alRt'i. l d UP l'rnrHtllPII ti, uguali o disuguAI i Nli:'ln no rnca><l ra li ut-llu I'Pbu-.tn fnscia oponevroli<:u c·he ril t;:re la perifel'ia anlcrolarertdu del ~im>cchio, ed c•,:erclln twrC'iù uu' ellìcace azione antngouista sul quadriei!Jtle fetllnr&lo. Tull'ul ptit le :;:upt-rflci dt lt·atltH·a. "Ì ro,eRcinuo in A\811lì. pc>r lA pressione dell" emar•l t fl, ma non perdono il loru <'CHtlatto. ~l'l corso :->enla~ltco del 1897 -~>R in qwsla Scuola PSposi i I'~»UitH ti tli alcune mie OS"t'l'V8t.toni !IIIOlomiche, nPIIe p~ali riproùue.. ttrlo l•• ft·atture dt•lla r·otu la r·ou ligamenti alar·i, ora illf'!Ct, ~ nt·n tiivi«t trasYel'!:alntt.'lllt•, t•ilfi\"I'IÌ lH uolevole re:'<i~tenza al drvH t'icam~ulo det rr·amm• ttlt lll~lle prime, portando la gaml1i:l a nche nella i'o r zat11 lle!'S tllllt!, !Ueulr·e nelle alt r t~ l' illlorval(o inler frllmmeuta r io era ('()11!-:id<~rnvnle. Queste mie o:--

Mrvazior11 fl l'~f'~deltet•o Ùl tlue ll'IIIÌ lfllf'!IO BIHtlo~be do•) Valln~. Qu11udo la l'l'llllUl'a ùt>lla rotula n\'\11'110 per azione nJu~co­ lar~ o p<· t· un meccanismo mi-.tfl, nel •(lllllt> prt'n'lle l'azion•' di•l •Jlladt·ìcipile, la lwea ùt t'rallura l'li prohm:.ra con un esteqo l'òtJU&t•cinllaunlo dei ltgamenlt nllli'Ì. ed in qu••sto .~aso rintet·vento é doppiamente !!iu"hlll'ltlu. 11011 •·:-,t•ntlo affallo lrac;;curabale l'impet'fl'ZJOne analomictt dtf' pu,', der iva1·e dalla !"COUUnuiht rh•li' ilppnrecchio liswrneulot>o. t•ht· fì,.;:a la I'Olula in I'OstAnle l'flppor lo con }a pule;.r~ia femot'ti)P . St' i ll ~orn ~> uli a lari sono il!e~t. u to de~urnia m o dalla r adiogt·ntln (lti<Hirl o i rramu1eJJli r imangonn a conla~Lo. o so n o


CO'!'<GRESSt

poco d i\'Srìca t i, un ùuon appnr erchio, bene appltcntn e <>OI'veglialo, può f<~l'6 ottima pro'a Descriv .. ro 111 una pl'O:>snlla nola una mra mttdcllcazione alrappar l'cctrio di L I' Fo r i, ~pPr· i ml>n tata in u n c~a!>o eli fra ttura LI·a .. v~t'~'~Oie tlella rolula, nelln quale cnnslatai un divariramenlo imml'liiato eli t r1· crn. Diste"'ll la !.:'Uinbt~ .. u una rur uln n piAno indiuato c11u plantnre sim ,. a •pwllo cic>ll'appnre,.··h o del L~> Forl, cir•'•'"'~rh·o Ì framllll.lllli benc> 811'rontati Ìll 11110 <1p8ZHI JOS81l!ZÌCO fnt'ffi8l11 dR ~ ~trisci~ ,Ji "'parn.Jrappo, dub dì,..c·anclemi dalla <!II"Cia e due ascenclenli clalla gamhu. Le pt•ime f' lt· ser.nrtdc avvnlgent••si a spirale oppol'lla ri~pellivatnt'Ul•• inlot•nn nl a cosdu c l nlla ~ambe,,..; .Jecuo.;-.ano IJUelle sul conlot·no "liP"t'iorc•, Cflll' .. lc~ "tJII'inferiore della rotola, ~ ne fl""-800 i r,·ammenlr. l capi liberi llellP. stri.;;ci .. incr.wiamlo oblicp1nrnenl~ le ">U· pcrtlci lnlerali clel ginocchio po,.,.nno e<:-<PI'e f1"""tl l<ulla ferula o sull'arto "tes"o, f!UeiiE:' di"""llcl .. nli dal remore n "Jiirulo i11 tor no allfl 1-(lllllhu e vi •;evor~a. L'nfl'r•outam<'n lo é co~l \'8· lidamentfl mturlc>uuto.

• •• La radiogratla è di JlreziMO aiuto nellA oiia_lll>,i cfo,lc> l• ~ioni dell'ur·ticolnzione "Capolo-orue-rnle e 1'8rlrcolarmenlc del

Cflpo dell'ornero. proclolle sia pt'r lrlllltnRli"mi comuu1 C'li<' pPr' pr·01ellilt, in quelle tlt>ll'~slrl'lltilé mfer·ioro d ..l t'tldlo, ciBI had uo, do ll'nr ticulnziono coxo-f'emm·ole o dl'lla lillio-tnr~>~f'I!J. In JUPsle ultrmo In noi• \'Oie inllltra7iOIIe c•utorraj.l'icn può J·enclere 8""111 o~curo l' t""lllne delle u:;s.a, "'l'eCie quando :<i l'IOl'Jt·'llano 1.-~io111 com·c1mi~anti del lat·<:o •• de1 ruetslal'~i . .\ dimostt·urc In c.up••rìor rta di qu~slo polente mt>l7.0 diagno ..lrcrr nello llni ICf<IOni lrnlltn1lti<'liP delle oS81!, l'ilern duP. t•l'lempi (fl 111Ìfl Of<"Pl'V8zi0rl". l 11 uftlc1ala f'lltlt!rlclo dalla hicich•!Le t•rpor ta una leFtiona tlol pol~o dest•·o FtOn:r.n apparenti' ~'~<~onliiiUJlù dc>l 1'8il1o. Rulla "Il· purlic1e volaro ciel pui<>O noltt,·a-.1 una e"le"ll turm:rnzione pastp;::a da spnnclllut>ulo emorr·a~otiro. ~J ancaYa In t'AI'IlllPri... tieA del'ormitu clw rtvela In rallut·a •IPII'• slr• mita inr.. riore 11111 radio, ed tt ragione "' "Eil'èitbo dovuto ammell•·rt~ una ~eurplice d1slor~ion" ciel pu~no.

La rtH.Ito~rnfill invorr dimo>:~lrò llllll fralturu ddl'e"tremila d·· l I'IHI IO de l lutto IIII OVfl , t', cbe io S8[1JI ÌII, 11 0 11 8.UC'O l'A dt'"Cl'lllll.


21!)

L:••pilìsi t'.lltiale era dislaccntr. tra,ver ... alrnente ron una linea di frAllurn come in •1uelln del Colles, pern ot !'uoi e~tr·emi lalt>ralt si arre~tavn n pochi mil!imel rt d i •li!'tanza dallo Rlrato Cfll'li~lt-1 dell'osso, r m an nendo cosi il l'rltmmenlo epifl..,ario cougìunto pet• mezzo eh ciii~-' li:<tan•ll•• 0"'-~t>O alla pa· rafìc;i; nelln cu1 «uperficte tlt ft·nltura era<>i incuneAto . :\la la ~peciale <'nrullct+-tica •li que,lfl frallul'a ron:>isl••va lh,lla divillione tl~>l frnrnmento epilio::at•in ''"' t•adio in due peui "~uali

DI'l '-Cil"O 1fe1Jn Jo~ÌlUoltne. .,jcclw risultavanO oue fraDl· menti "eCOII<Iurt, divi..;i rla un bt·~ve inlet•vallo, uno coll'apoft"i !'<lilc>i·lea e l't~ILro con In cavilli <;igmoulea. Tmltavasi 1li una fru.llura a l dell' el'llt'l~tnità infL•rtore dd ra•lto, con cotlllll'll~'lr8ZtnnP ed mcune:Hnenlo Jel ft·nnnneuto eptfis>t rio tH!IIn dtali ...i, :>enza mnhtliw u~ caratlPrio::tirn rlerormuziont:.

t:allro l'tl'<O che io reputo m~rituvole di menziouo t·i~Uili'•IR un lrnumnti"lltn •lellu ~palla. Cn cicli .. tn \'Ì• ne mw.-lilo dn una ,-eLlur a e rnde cc.lpito dulie zamp~:~ dt•l rnvHIIO !'lulla I'I'JCÌoiiP postBro-eRLet·nA della 11palla dec;lr·A Rubilo rJopo ti Lt·nunlnli«mo un cou.. idl•rl'vnlu ll('&n. lim••nto t•ntnrr••Jtii'O '« llr~<leltut leo l'Pilcle ine ..,.lnr·ubili le 0!1:58 . M AnCIUirlo la rnnhilità p1·el• l'lltllurale rwl brnc•·io e nella e palla, rtmnue' n dublua lA d t A .t nn« i. LA rad togrnli' rivel•'• una fr>tllUt'll llll'Omplett. inlriU'ti~;(l]nt·~ tlt>l rapo .t .. IJ'orn•~ro, c 1e lalht gros~ll lthero.«ità ~i e<:lt!t ]ono p.!r tnetu rltll rnllo IHlAlomico, fot·mando nna liru•n dr ti·AlturA <~egheLtntn nd inrt•aziorFI q1ut~i Rubt'C>nd t•ica, tolti cla polrr diwnir NHnplo•ln con :ncaule 11111110\'rl' dt riJuzwno. O\U !o:.Ì ro!' ..C "O• pelt"tln lllltl IU"'<:IIz Olll'. ~our, il punto ali ,,,.la terapeuli ·o e medico- legAle il poter ft.., ... R,.,. c:.ul vetr·o la pt•eci:>a iutm,.~ine do·llt• mmmll' Jpc:.roni 0.,!< ..1', cl11• '-'Rt•ehhern altrimenti ,fug~:ile alln no'>lt'•l irulH!!tne. fa •illl,a ra•liot\t'ufia un m •zzo oliA~tno"'ll'·n intlic:.peu"'llhtl" n,.lla meiltctna lu~.rulr militRt'r• collie in qrh'IIA ffl t•Anc:c. Gli ~'"-ili d'u n lt·uumnli!'ltno o"'ll'n-al'licolat•P, clw ltmilAno la funztou e d'un arto itnpli<-a•lo ::t'll\1 que"ilt, cl•" rl llte·lico

milttare .~ cltiruoato a rtc:.I)I\'Pr·• nPII' intPt·ec:~e a:t.>rteralr· n d~IJ' in d t vi lun, 11 per ~la hili.re l 1<inneità Al servizto ori il rlirtlto a pe11 ,.j, 111 e . Il Mutj,<t,. r u di'Ila :,!uerra it.nlian~t, per lolie,·ol~ trn.J11iorre P!'"murm:o •Id prn~r.>"'"" "Cll'llltlicn del no<>Lt·o r~••r1 o !<Quitarli~ rnilitfm•, nullA IJ·a<;cura pot••• hé ttai uoslri <Hip<lda li la prahca uiot·uulit>t•a e lo "'tudio !-<lnno all'altezza ùtli tempr.


Pocil1 ospoda li u ti l ilari pri<J<'I pali 111 •JJ ;;ono Fili l't rll fnruili tlflll'apJtllrer.l'hio rudH>gl'tdkn. l po~lurni de t ll'flUIIIItlt!<llll at·ttcnlul'i, 1111cLe li<!\ 1, coll't "'81lle IJilietll\ll e t'IIOZIHnllJ••, 'Jl""SII 11 ffi 'lllll>'11te I'IICHt)lllt . . .0110 lUI'"" l ÌO 1!\ iflt>IIZR dfllfll ra.fÌO,< 'RIIfl ; COli la ()IJAit• Jl !..!' lltÌIZIO med co- C-ale lt1t un fnlld·•rrwutn "11'111'0 l'd ll"''"lnlo. Le llllt>r a.t.ionr anutomid1e ÌIII('Ull•l•tli ull11 fii'Oit'llllft 1mmo·

J•JiiuuZion,.>, cioe l'lglriiln •lei lclloliui l' <H'Ì lìg8tne111i, t>tlP I'~"nl'e l"Ìrtc>\'llllt, '<rno;;.:o .. l. t'Bili dl"fnrmi,utr Ilo• • ., .. e ... ! arllcolttruoeuh~

lrtttll118li-<mÌ dt•l f ol-.o ,.. <f••illl 1111111(1 P<i 111 IJII••III <fel l'ICtio• ci "OliO riH•Isli dall'nnm~oaim• r·,.oJ Ol!tlllita nei l•1·n ruin mi del ~.S. t; ed è p re~-:•'' n le que;.to> uu•z;w d' iudtq..:irJt• per dtrnn-

lii!Ì

:o.ll'lll'l'. U\'1' fOC:!o!f'

lll'('o-'-\'-'•li'ÌO,

IJillllllO

"Ìil oiHIIII<o'-'11, !-.I>VI'IIlf'

piil dello ste,;!"o lr·au111111 i~ruo, il !utt)Hl ""l!f!ÌC•rno d'un' t·<;Lrc· mi là Ìll Ull a·i~ido app111 t>C ltio i l lllllb liZZHIIL•• . Ho a·u..:eollo Ullti «•'I'Ìt' oi rttoli .. !!rltliu della mauo J'l't>"e tln ~oggclll che ripOrtllrOIJt) fratlttrt' dt'JI't'"'lreOIIIH Ìllf1•J ÌMtl olel l'lldio,la mAI-'gr<•r Jl:ll'lt• t.:urale r·oiiA iuH11nbiiltu ll""'•llulR, allr·e e~tiiA 1uobihzwr.ione fH't•<'ot:e 0' •·nl 111~<'-"'H!!gio. l.n •ti!lo•reawa dci r·t"llllall é ùVÌ lenlt•: r~t•lle pr·1nra "'nno iE'f"'"''-0 ...cnurparso lP cav1hl Articolari e~u·piclte •' ~ar1 o-nwlilcnt'f ee: le ,. .....a dt l <:Jli'JIO IIV\'Ìiuppalro da IICI•jlr1Jd 1 1t.IOIIÌ Clllllll'lll\'811 ll""lfÌt'ullle"'i, foi'IU-11111 1111 os-. 1 ... 0111 rt,.; ,Jn "P'"''" a lo•reulf' nllt> le-.1·· tlci lll!'l!!CUI'LII ed AII CIJ•• lllntlfl181lll'lll•• Hl t·u.Jin; <JUHIIIIO 111\'S•'C l'• '-lt'l'milà fu lH't•c·m·t•Hreu•a n1• lliltt.zata, e :::ollopo'-'16 nl ma"· ;:;upgio llll'lndieO e fJIIIIlidÌAIII•. le 81'1ÌI'IIIHZ OIIÌ l'llflfl""I ' TO aJiest· con ... t>r\'8ml • le O'"ll IPI carro, eol t nu~tnCAr·pì Ju loru n11rmnle iurlipell•ft>IIZII " ruohil1 ta. La hl t't' c h e u rndl<l_rotìa pnrlJl ne lin "lucito d1 qu .. ~Li fennlllt-~lli flstupatnlngit·r ct tnl'llt• i11 :!l'BilO d1 se~tu re pAsso pa«so lo ' ' nl~m1 n lo de1 prot.:t"-.SÌ I'I[JU ralori, a di Cllnlr·ollaro i ri,ultall d1•1 m••l,,Ji lt•rupeulao.:l u••lle lc..ioui \'loleut.. tldl~ 0" 11 tl del!•· arlknlAztoni. Uul'o "i l'falle I'Ì:!('I'dle 118""''1110 più ho ra ;.. IO Il•' ,J pro p n gnnrl' t• manle11cro 1u•lla praL c n chii'Urg1ca 1 VII' LI pr•·:.:et li al'l<~iomnlir·J •·on 1 qnuli ~~ <·on,Lnnnu,·ann nd una luH~tu im· molulitu a.., .. olula g-li u1·tì l'rfltlurnLr. LI' ra•flllm··· Ppilì~al'ie heu t'Oli' ·lrcllll•• «ono I'ÌI'IJIJ(t-<Ciblh COil la l'tlthogr.'llla pea· i --~~n.-nli nullll: 1 t>onlot'ul dt.JI'oc:lt·emJIU soun tho·ral, l'oull•rn dt> la ._, ... tanzu ._,,w~io'a t• pm marc·fllli O\'e c•orrbpnndt>VA l!i ltne11 d t i't'Hllura; lo ~Lrnto os~<·o corlicalo• è p1ù dt•n"o l' ,fi .. u!!unle.


C'ONORES,.;r

2:.!1

P~r nt .. vare in 111 • lo p111 t•vidt.•nh! tJae,.,t•• mo•lificazìont mnrf..(o::whc lo Stt>chmv, meclkn militar<' l t> ltl'<CO, t.:on<~iglia di p1tl llll"f0 Jm• p '"''• ullll fi'OIIla(P e J"alli'U .ti prolllo, CO lli • p11ranrlo rll'i ,... .,, tluhll• l' lltlllltli(Ìno l'ndtOIXI'Alicn dPI Ialo off··~·~ •on •tuellll d«•lr~o.;ll't'llltlu oppo~la. La rotngl'lllill Hont~ren rlel piNie l't può rivelare lt• (o,ioni OIÌ•I tOI f' l n Il IJI o•o.e Allnlllllltt' lt rorllll\ di'Jio 'll'bt>Jelro. Lo SIPchow rwhiuma l'tttli'IIZIOJte ~•• unR purli•·olart~ mnJatl>a del 1 ,J,., fllil COIIIIJII•' fra 1 "-Oidnl• di 'anler ut. In 111 •18 SI rna nif... o:ln cnn unn lulltl'l~zion~ ed appiattmwitlO dell'avall· pill•le pie·/ lorr·~). nllrtbllll, 1111 ll'IOI•o 11 1 inftamm:IZIOue., U!~ ..ult rno l•, In lioH~ cnn lA radiot.:t•nfln I'J'<IIIIa nella maj.!·

,:ttor (lltrt•• <le• <'ll'l con;~••cultvn n fr·allurn prl.l;;re"'"'" fu110 o •Il p1u m.•·alnr'-i Ln tt<~ l' tll ttle IJO"tl.inne l•'g".!Prmonlt• diVCI'I-fl.lll l"' ed a~·cuuta dt:l m•lJ\lat·.. allnr !!Il 1 p11ntt l an p• ...:a•" delln volla t•IRnlun·. e ft~vnl'ISC•' lfl ci r colnziun •· '-llligllil.tlltl 1• hnfnlica dei lt>l'\SUli moli , la ft8llllrli 111\ Rllt'l'fl J' I'CIIIl"lh l'fl f' "'J" 'Ìla :O:o fft'rPnze eltt> r t>nolo11n J'CIIo~H la dt\ntnbulaziorw. 1.11 folngrn lltl 111 fli'Ofllo della ""Ila piHntar•• Cl h• ru~uno .. •t•t·e A colpo cf ne• 1111 la t· l!(lll"IZÌ OIIO tlello n-< .. n, 1 I'IIPP"''ti rlclle lu!'o ~upe rtlc t Ul'lti'Olnrt, la ~;nutinu llu o me11o d"'ll' at· "· • he tiRI cAka~no s1 Innalza allo ,.,.afuldl' e di.,cl•nd .. 111 t• c·unetfOI'UH' ed Ili mdaiiH'Ro Su una lt•1t>1< relln cht• cnnl!iunga In ;:rro...-.n tuloe1·o-.•ta ,fr•l CHICtt A' 10 e l'e-llt't'lllllH ,ll11lPrtnre •lei pl'lmn naetnl.ftr«o, ilr·niCil~oto nelle> ..lA lo uormole fol'lllll un ungolo d1 :mo u ;~~•0 • Ptn Il pt•·dr tlav1eoo piatto, pit1 f(IH'"t'An~olo •ltminui"'l'e. ~~·l ptedè pi11t1.u l'i,ulta in llr•• uuu e--a .:era l• i ne ina1.ione in ava nh tlell'a!'!ll·ll).(fl fo, di ~tuiflt~ cl n• l' e'-lon"l"ue df'l pitJde è piiÌ li111itnta, lll•·nlr~ In

u..s ..iorlf• oloro>a ,. riiiii\DO inallf•l'aln. 0\'V..rtJ hu

uu· e"'t.:ur...iune p1ù u'te-.n. Q•Jihl<t IÌ"IJJ!t18!:ll811/.ll .t'l dut• fll'lllCÌJlllli fOfi\'IIOt'llll olcl pi.. d··. tl••''lllu ttt l UIHl "1'"4lll1118!1ltl in avanti del conlrn d1

gr,.vi 1à d··ll'art colllltOn•• lthlo- tar"ea di,.lurhll la d··amhulazi•llll'. e r .. n.le il ~nllnto dt"'S hallo ;tlla tnarl·ta pAI'll ·olarmeut•• 111 l" rru11n H ·cithllltato. l:nlla _uuJu lelt'imnllutìu • rll•lt(lgratlca 111 un lndi"idun che 8CCII!'11\\'ti 1 t:-tlll•ltlJi delln ta t·:-;nlgua hll potuto r·tlevRre Rtroh a d .. lla le-.llt J••ll'a-.li'S:ta n, depre ......ion.. delht volla phwlar·e e 8Uhlu""uztoue della ~trand .. npoll-.t del ca lcaguo. M•'•hfìrala iu lnl .:-utsH 1.. -.,•heletricn arclulellura .1 .. 1 pu;~d .. , ~~~ chu per CO!IJi!Piliht t·onformo:t,H>no, pet• acr.tdo11ti trtlllmaUcr, "Pt'Ct<' .. u lit•vr e t'lpetull, ( •nn•• ac ·ade ne~h t',..t:rctzi


COSOHFSSI

g-innici, il pP!>n del cm·po tn lt1Ògo di r•ipar•tir«i sui punti di apr.o~gio cled'nr·co plantut·~>, gravi l~ •tuasi per·pendiro~IHI'ntente sulla ur·ticolazionf nwcll()-tar,.~&. l~ illevtlabile allora un'ab-

O(JI'me ten..;ione •le t lt~amenli piantar•, m ispe~ w dei ligamenti celcnneo-cubouleo, u cult'aueo-scaroid~o. Il prrmo, lHt'l!O Probu ... lo, tesn a g111~A lh <•orda ~Oltu l'~trco pl81llurt>, ltu l'utlìciO piu importante noli' ttrcldtettura dc• l piede; r All il Larli\O si tleprinw, "Ubisce la leo.,ione mag;.:t<)re. :s"ou C"clul!o che per lo ,.,e.,.«o mecct~ nil<rnO v~>nga dolorof'amente !llirato il tendine del lunJ:O pero neo eh .. a gui--a ù 1 ~tatla ci n g., la pmuta del piedi'. mn suJ lignrnenlt plaulari €' Hopt•atu!lo ~ul cslcAneocuhuiden il pec;o tit•l COI'pO est r<'illl ti Ut8~gJOI'e ell'... tto.

A mi'<ura elle la volta planlnre ~<i dept·inw, ed i ligamenli si allun~ano, le faccelle nr·ticolar• drlle o~c;a llellat·--o lt.>nùono a dtvaricare ver;;o la l'ianta ed '' ~ublu~:::-ar,.;i Quc,..te aller<~zioni nell'arcilil•·llurn del piede t•i "ono r1velate datin ra!lmgrafla . con pof'u lat~·rale, e nei cas1 IYI•· 1111 \'Ì<~losi racen•lo poggiare la pianta con mm.h11'8ln ru·~"~rone cnuLr·o una lavolt•lt.n (l<;s;u pet•pt•~tòiro lare al piano dl•lla lfl<;lJ•a fnlogt•afìca. Se la ~uperlicie dulia tavoletta purpendicolar~> è r ivec;liln da unu "'' llile laminA tn·lall ll'tt, ed ti pieode, de ..ombendn .:;ul J8!tl 6Sl('TII0,

\'Ì

8p(l0t.!JZiH, () IOClllrO VÌOIIP

dag~io, "~U dt e;;,..o, e le irradwzu•nr

fJ<l""RlO l'OD

ben•

cadono perpt>ndrcolart al C!llltro di flgura del piede, avr•·mo la P• oiezicme Jwear·<' della fummo metallica, l'\ulla quale si Plt>nd<• la t'U rva della volta pl1111lè1re in guic;a da j)Ol••r~te valutar., l'!lltc•uu. Che lo ,lancbeua dolnrosa f10""'8 1 i-ueJere aol'hO rwi lr!!amruti lo prova qtwl l'lt'II">O di Jl"'llll'~ll rnale!I<>Pr·c <·he 1'<1 localizza dopo una marcia prolungaln nell~ ariÌ!'I•Iazinnr del gilHlCCbio e tiPI pietlfl, t' h1 cossa;(irme dd dolore Lat·salgico nello l'l8lo cii l'ipor>o Io crNlo che Ol'lltnai con In prova racliogratlcu che ci r·ivela rn maniera e' iolt>nle le allet·r•z om ~laliclw di'l ptt>de, "'' pol'"ll t•ilener·t! In lHr·snlgia d'ort,:ine purarru•ntn me~ca nica. Ilo \oluto HCcenn&rt• alla gene'-Ì dt que!'llu mulallro, che tanto illler·esslt il mediCO tndi l81'6, f;e folb1'8rltfOmi clte Ou'OI'fl non ~iA "'taLI, clalla radrogratla de~unla la "'llll '"rn tinuoslraziont· ll118lomica, ch'è il fondamento clelia conv111Ct'll le leor ta sue«po,la, e t·he pnLn\ e"-:ere mefelio &\•valorata d~ ulteriori ricer·che radio!.(ratlche. (Continua).


~23

CONCOR •r Premio Speranza. -

l e• Concorso e rtapertur& del 13°.

Il ctinùUL'O di Pat•ma uolifica ~!"c:;ere HJ~tH'IO il t6• r.oncrwso al 11rrmito, '"lltmlo tlal fu Ù(JlltJr Carlo :'ipertmza, eavallf're

di piu o rdint, pt·oft>~;~ore emerito dt lt>r·npia c:;pe··tale, cliuica nwclica f" lllt>clt~mo ICf!Aie l'l'l'~'~"O qut>sla lleg:n l utver !itla, a •lirl'llore t'rnar·ito <.li>lla F1\COilù me•lico-•·hn·ut·aicfl presc:;o la Rf'gtn l: 111n.. ~tl<l .lt l'ava; Ptl e-.-.cre riaperto al •h·Uo pr e· mw per lu scronda volto il lrtJdi•·esimo concor so. uià pubblicato con avviso 18 mng~!lo tR9!l, non e-.sett•IO ... tola :.nutlicatu ri "J•E'llO al mrdectimo meritevole dt prem1o, ntsctuna •h•IIP meulort(• prel"Pnlate lnnlo ti premio rtferibile nl lli0 concorso, quunlo quello r i"gttar·,lunte ti 13', con"i~louo ìu untt mecla~liu d'nN dl'l va· lora di 1.. :101), rla couferit•si a quel medi<'o o medico-chit•ut·:.ro il~tlla·•o. 1l 1Jilltle aHà t'P•f•O'l" ut?l modo f'IIJ "•td Jtqracente ul r~>lattvo terna proposto dalla !•acnllu mutltco-chirurgica dPllù pr•·dt>Lta Uuì\'et•sllò Ji L'arroti. Nel caso lll cu1 il pt•t>mio non fo" "U confc• rtlll, sat·ù usse~tnuln una mutlaglia d'at·gPulo 11 li· tnlo J, inl'orag!liamPnlo » colu • cbe me-lic degli ultri sì arà avvrcinl!to allll scrngltmento (lt•l lema l'!lt>sl"o. l concor~i r rmangono apet·li a lullo 11 111 genu11io L903, e sono re~olall dalle condizt('ni infrascrille determwate dallo llle""O b,.n,.m rilo te«lalr1re. TemaJIC r 1/ J6o ron.ror l!o: Profllflsst del lrflcoma e ,qcuolfl /lE-i iracumntiJHi. · Tema per ti 13• concorso: Su l calorP immruu.r:ante dt•ì BÌ~I'i di «Srl l~rapP.t•ltCU . Co11di::loni 1lei l'onco rs i. - t. l concnr•«i snno a pe t•li a lulli • medici e eh rurghr ihtltant .

. :.!. Cutscuna memoria dov t·à 8!'1"ere "ct·illa in ling-ua tlahunu o lalmn.


2~1

CONCORSI

:l. 1 eoncnrre11Li 1lovt•anno lrasmett.ere, fr anc11e di porto, le loro 1)1CtnOr iO alla r.. Uni,·ersilà di Par ma entro il lO gennaio 1003. p~Hc<!<tll(l il t{ual t ·rnpo, nessuna memoria sarà più amlllec;!'a al concorso, ~. CiAsc>un concora•ent•· .Jo ... rà conkasse!?uarP la pt·opr ia memoria con una ept!! rttf~ ed accompagnarla t.:on una scheda su~~orelluta, al di (HOI'I deiiH 'luale l'arà r ipetuta la gLes:sa ... pigra(.• e n~l cui interno "Oro iwii<'alo il.nome e c~tgnome A tlomicilio dell'aulore, colla pi'Ova della laurea medica o me-

daco- clururgtea riportata iu unn delle UniversJlà ilal16nc. :;. Le memorie pet·venulo nel te1·mme !"Ud•ler.to, vet'ri.Hlno separat.amenta ec;aminate dai l'lingoli r>~·ofessnri cOmJ·uuenli la Facollà rnedico-<'llll'tll'gtca pre,~o la Regia. Univel'"ità di Pn r·ma, 1 •tuali J'O"Ciu ~:tiudtcheranno in pteno t·onse«"n. (i ll cnn s~: .... ~o april'il la sola :;cheda umta 6111'1 memorza ~iudica tu de>l'llà di fli'Omio; le alLI-e memoriP coll.-1 relattve schPdo :>ar an11o l'l'Slituite, sopt·a 1lnmauda, ai loro aulnT'i, P, scorsi due mesi :-lenza elle sia11o richies te, vet·rannn ahùr·uc1a Lt>.

i . L' nutnre dclln lncmoriu pl't'tnia ta ~a ro. fallo cono<~cc • ·r al pubblico per· tnezz, ,)ella Grt;;;;t•tta rli Parma e d1 qu ..lla d i "Milann (Il Sf'rol(n e !'!M'li invitato a t·icevore il p t'(lrnio. 8. La memot·iu pr etnia tA rtms 1-rA deposi tala (•resso la Ht>gia Uni ver sjlà di P nrma , <:o n fa colla all'autoL'e J i Lrat·no co p~a, e di t•endt! rlfl puhhhc11. nel qual cAso dov!'a t·s~ere slarnpala corna vcnnu pr el<entnla nl concorso, salvo le sole moditicaltoni lingu1slaehe. 9 Ove ne~«uno all"t cOHCOtTeonli abbia nel modo piu so 1di.. rareute '-Ciolto il p•·oposlo lerna, Yerril conce!'<sa una Uìeda ~lia ù'uz·geulo n l•loltt ,J'incfll'ngc:iamento, a quello ft'!l es~i <'hO tiÌ l'Ili'li ma~:;:iurmonle a v vicmato alla chie~La ~olu1.ioue.

11 Dt.ret.t.ore

Dott. F. LANDOLFI, maggior generale medico. tl Hed.at:.t.ore

o.• RtDOLFO Lrvt , maggiot·e m edico. GIOVANN! S coL AR I , Gerente.


M EMORIE

O R . I G I N A L :t

LA DI S lM V L~ ZlO~E E L\ Sllll!LAZlONE nELLA. CECIT.\ PH ( OI.Oitl

Ma, oltre a.i morbi retinici, anche quelli che iutere!'lsa.no i l ner vo ottico hanno per :;iuLorni costanti i dit~ turbi vis ivi cromatici. Il morbo nel quale oou ma.g· giore lt•equeuza etl evidenza essi apptdouo ~ senza dubbio l'atrofia. ottica. In nlcuue circostanze (per degenerazione grigia p. e.) i sintomi ùi alterazione cromatica precedono il reperto ofta.lmoscopico. I disturbi circolatori, le ~ufful\ioni sanguigne del nervo ottico, le alterazioni che seguono a pressioui, i proc~si infiammatori del nervo i stesso, si accoro pa· guano, come i morbi della retina.. a discromatop:>ia e ad ILUTOIDR.topsia.. lufine pos:::ono essere lesi i centri cerebrali della percetionu colorata. Tutte le alterazioni ana.tomo-pa.tolugiuhe di tali cenr.ri possono dar luogo a m1.n1 ·~sta cecità pei colori. Svariate cagioni pos~ono aver agito su tali cen&ri maltra;tandoli, disorganizzandoli, distruggauùoli. La leLteratnra. oculistica registra casi di cecità ao· quisita. pei colori in. seguito a traumi, a. commozion e !:>


2211

LA DlSSJ\IULAZ!O:"E F. L.\.. .;U(ULA7.10Nl~

-cerebrale ~Tay lor, a conge~tione, a compressione por tumori, per versamenti sanguigni, per processi infiam ma.tori, per processi suppurativi endocranici. .1\!a i casi nei quali i di..:iturbi vi::~i>i cromatici appaiono, l:ll può dire, certamente, sono quelli di epi· lesiia, ò'isterilimO, di avvelenamenti acuti o cronici per alcool, per tabacco. N ou è raro voderl i insorgere durante gli acoessi d'ipv0on lri11.. . Ad onta pertanto che in t.ali infermita non sempro trovansi lesioni &Mtomo-patologiche apprM:zabtlt con gli odierni mezzi d'indagmi, purtnttavh~ i centri ce rcbrah sembrano O\>ideutememe oolpit1 e manifestano lo. loro part!'cipazione al mol'bo che a.l11igge l'infermo -ol 1eun·min.1.re la comparsa. dei disturbi uella. percs· zione cromatica.

Jn tanto, oltre nIla percezione, al ''Ìsus cromatico. nt'i ca':ii suindico.li si rilevnuo al perimetro sen-;ibili modificttzioni nell'e11Leusioue del campo urcnnatico pro· prio a ctasouu colore. I limiti normali vauuo d'ordinario incontro a•l un gra.ùuale prc•grt•:'lsivo restringi· mento, ora in modo rapido ora. m morlo lento. Nell'esat::!e uel SOilSO cromatico al perimetro è sul:. ficieute dec~rminare ìl campo d~l verde, del rosso e del bleu. Imperocchè risulta dalla quotidiuna. esperienza. che quando viene di,;tinto il bleu, viene per· cepilo anche il giallo che ha. limiti molto prossimi al hltm. U aranciato ha i snoi lilf'Jti ka il giallo e il ros"'o e viene sempre avvertito se il ro"'~o è stato visto. Il verd~ ha i suoi limiti più ristretti: il cnmpo è sempre il più ~ntrale dt tutti. qna.n lo non si voglia tenere conto del violetto, che, auch't:!sso centrale, non è sempre costante nella sua estensione.


DELLA Cf ClTÀ l'El COl.ORf

227

Il restringimento del campo cromatico interessa tutti quei rimanenti colori ancora atti ad essere per· oepiti. P ari a qnu.uto succede nel campo visivo per il bianco in genere, il ru::~tringtmento può essere concen tn co, a. ~ettnr1, a focolai ed il grado di esso è in rapporto dt'l progre,;s1 fatta. dalla lesione che gli ha dato origin<.>. All'inizio è poco manifesto. ma, col pro· gradire del morbo che rha. cagionato, può rid~usi quasi all'~> ste.t;,c;ioue del t•isw; cenf~'alc. E co<~i n llo sta tio lW&nzt..to della. retJuite pigmeotosa il campo cromatico è talmente ri<~tretto in modo concentrico. che 1 colori ancora ricouo;;cibili debbono tro\·ar,;i sull'asse visivo o poc() di<~oosto 'lUi lati per e&l4ere distmtL Xello stesso tempo in tal ca'IO la visione periferica i> quasi l el tutto '~penta: il paziente p~'r vedere ai suot piedi è costretto a piegare iot·temeute il cspo 11 terr •. A tal notevolo grado di restrmgimento ooncontrioo del campo cromttlico può menare anche l'atrofia del nervo ott1eo. .Mt• colln ùiscromatopdia., coll'acromatop,;ia i colori che il paziente è anuora in grado di ricono~oere non appaiono alla. sua vista che per una. eatensi~>ne più o meno concentricament~ ristretta. a seconda del grado più o meno avanzato dell'infermità. Nel glaucoma la di,;cromatopsia uon sopraggiunge che iu un periodo molto inoiLrato, quando la. visione è già irrl•mtssibilmente compromei:>a.. Sin dal priL.oipio intanLo il campo visivo va concentrioa.meute re•tringendoii, e UPl rt:stringerst, fa diminuire nello ate~so tempo il campo cromatico di Lutti i colori. n Teatringim.,nto è più accentuato dal lato nasale senza. per altro che nou ,.i siano eccezioni a q uesta regola.. ~ fatti vi sono oasi di glaucoma cronioc semplice, 1n cui il restr ingimento del campo visivo e cromatico può a\·ere b en a ltre forme.


~:!8

n

t,.\ DfS!"UlULAZIONE E L.\ SIHULAZIONI~

resliringimento a settori si verifica in modo spiccato nell' embolia d'un'arteria o nella trombosi d'una vena reliinica. La. sezione di retina colpita, rest.<tndo priva di funzionalità, non avverte per tutto quel tratlo la. sensazione di luce e di uolori. :\fa anche nelra.trotia. ottica. specie se consecutiva ad alterazione parziale del chiasma, qualche voltn può osser~a.rsi un reslringimento a settori del campo cromatico che è poi rli somma eviùenza nello scollamento della ret..ina per tutto l'ambito del distacco. Piu frequeuLi sono i restriugimenti a focolai del campo cromatico. Sono questi contraddistinti col nome di scofomi negalh•i relatici: solo alcuni colori in corri· spondanza eH tali focolai non :~ono percepiti. mentl·e il bianco ed i rimanenti sono perfetLamente di:niuti. Qualche volta vi è un solo focolaio, ma i focolai possono essere multipli, occupare la parte periferictl, l'equatore, il polo posteriore, la maoula. La consta~nzione al perimetro di tali scotomi è m· dizio sicuro di gravi lesioni del nervo ottico, della retina, anche •1nando la visiotl~ periferica pel bianco r imane ancora integra. Si associano ad abbassamento visivo più o meno consiùet·avole ed annunziano che il campo visivo pel biauoo, al momento dell'esame ancora iut.Pgxo, andrà. a. subire tm progressivo re:;tringimento iu un t.empo non lontano. I casi più salienti di questo genere sono dati dall'atassia locomotrice, dal diabete, dalravvelenameu to per aleool, per nicotina, por piombo. Nell'a.Lassia lo· comotrice gli sootomi cromatici sogliouo precedere le alterazioni rtleva.bili all'oftalmosoopio, spes~o sono indizi di nevrite interstiziale retrobu.lbare, specie se ne vengono colti coloro che sono in preda ad avvel~>na­ mento nicotiuwo o affetti da diabete. Tali sintomi in questi casi starebbero ad attestnre che le vie dì tra-


&missione dt•l1e sensazioni de·colori trova.o.:;i seriamente alterate. Iu <'ifetti in casi di tal genere esi--te dPgenera.zione dt~l tÌl:;cio papillo-mnculare per mwrir.e interstizialo cronica in traorbitale. Lo scot<1m~ o Il ora è centxale, ha una superilcio di forma ovalnre, a. gmnde asse orizzontale, compreud•·udo nell · sna. est(•n-;ione quel tratto di retina che intercede fra la papilla del nervo ot.tico e la m!lcula lutea. Snlrinizio è integro il campo pel bia!lCO ò il potere visi vo llOU t~ tanto abbtls;;ato: ben presto iu corrispondenza d1 detta zona il verde e il rosso sono malamente pt~rcepiLi e, col prouede.re ùel morbo. non veng ono pii1 del tutto distinti. Nella uena,.;tenia, nell'i .. r.erismo; nelristero epilessia, il campo croma.ti'!o ~·n soggetto all~ più "varinte modifi\lazioui. Si oss!.'rva anzi che durante l'i~tA,.;'4o e'~ame i liiUiti del uampo per tutLi i !.!OlOI·i ÙIV1•nguno più ristretti r1unlora il pa:t.IPOt•' venga trattenuto al perimetro per un tempo piit o meno prolungato. E ciò per.::Lé, ;;econtlo il Foerster, gli indivi1lui ..;he ne \'a.n sog~etti cadono tacilmcnto in P:ianrimeuto uen·o:-;o. lYordi11ano il ..;ampo cromatico per tali infermità è concuntricamt•ute ristr 1LLo. pere\ non tutti i colori pos· souo trovur11i proporzioualment,e compresi nel restringimPuto. Anzi può accader,• che <tlcmu re:'tiuo invariati e. pel re~t-ringersi de'limiti ùe' più perilel'id, "ono essi quelli cho mo~trano avere una maggiore eitou:;ioue. Il rt:striu(;imento pnò ·~"ere efim.,ro o duraturo: ~:>Sèlre col mìg!Jorare delle ooudizLoni del paziente od nccrt"ioersL per condizioni dd tntLo opposte. l uliut3 t1 campo cromatico può es:>ele ridotto a metà: emianopsia cromatica. lndipt-ndentement.e daL caiÌ in cui il ft:Juomeuo si Yeritica. in concomitanza deliA.emiopia, un tal ti1tto può presentarsi da solo per cagioni dipendenti da l~sioni de' centri.


230

LA DISSIMU!-AZCO!\R F; T,.\ <:I:Yt'Iu\ZJO~Jo~

L 'emianopsia. cromatica. può attaccare ambo gli occhi o limitarsi ad nn solo ed ha di caratteristico la.iulegrità. della funz10ne visi,•a. quando per mezzo lato esisto la. cecitil. per i colori.

~ra. 'lOtto qual forma pre~eutnsi la. cecità. ac,}uisita. pei colori? L'infermità comincia sempro sotto forma di di.;; .ro· matopsia parziale e dopo utl certo tempo divieni} totale. Tale discromatop:~ìa interes:-~a. specialmente il vist(~ e il caropo cromatico. I colori vengono di:ltinti ad una elistanza. inferiore ed al perimetro non sono percepiti che per un'estensione moll:io più ri'ltretta di IJ.Uella che essi richiedono nello Rtal.o uormalo ad onta talvolla. che il campo pel bianco si mantenga perfettamente integro. Poiche il risu<~ è diminuito le gradazioni chiare di tnt.ti i colori non ,·engono av,·ertitl· e spesso scambto.te th~ loro iu modo ma.nif•)stamente erroneo. Col progreùire del morbo che le ha dato ortgiue la discromatopsia melte capo alracroroatopsin. Questa comincia sempre come parziale e non div1ene totale se non prima che i l morbo, assolvendo il suo corso fatale, sta. per rendere completamente cieco quel· l'o0chio. Allora. il paziente giungo a vedere l'oggPtto molto a s\) vicino, ne riconosco la forma, i contorni, ma non ne distingue più il colorito. L'amauro,i com· pleta. ò pross1ma; quell'occhio finir~\ per nou distingnere più il chiaro dallo scuro. L·acromatop,ia acquisita parziale pel ro:>so (Dalto· ni-JtnO acquisito) ~i verifica. abbastanza. frequentemente per a.lcoolismo, per abn"~O di tabacco. Gli int'errni che ne sono affetti commettono alle luci spettrali, u' pigmemi, gli stessi orrori che fanno i Daltonici natii.


!:!31

r.;a.crornatopsia parziale pel verde è un feuomt•n o costant~ dell' •• tro6.a. ottica (G·alezcnnchi). Irin dal prin-

cipio del morbo la percezione colorata ò erronea. alterata; e ft··~ i colori e proprio la visione ùel verde oht; prima s ' iudoboli~ce e poi si spegne. L"ucromatopsia parziale pel dolet.to è data dalla re· tinito nlbuminurica (~iu10n ) . Se pertanto questa. si com· plica a nenttE>, In cncit~ è pel giallo. Nella. pàptlli L(' da stasi vi è acromatop~ia. pel 'g iullo a pel bleu: questi ~ouo per cepiti como bianco, mentre il rosso è vi'lto come ~iallo.•\.d un grado d'illuminazione. molto bas:;o, il giallo o il bleu sono visti come tali. Il fenomeno non si verifica ohe a. luce intensa. La. ceoiLà. pel bleu è co:~tante nella retiniLe sifilitioa. (Galt>zowskl); il bleu viene scambiato col verde nel dil!ta•.;co r etiuico che abbta. tnteresi!ato la maonla per ,

tra~ioni .

Nell'epilessia. si mauife~tano sovrmte alt.eraz10ni del senso cromatico. Ordmariamento i disturbi aroma tici si iniziano due o tre ore dopo l'accesso convulsivo, ~d ora. Hi limitano a qualche \.·olore, ora si estendono a tutti i colori dello spettro. P1ù frequentemente esiste aoromatopgia pel ros::;o e poi ,·ioletto ( fi'erè); altre volte in,·ece è il bleu ohe v1ene confuso col Yiola. Il mrorbo infine ch" pr~senta un completo di-.;ordiue de' disturbi cromatici ~ l' i,;teri:;mo et.l anche l' i~tero epilei!sin.. Nessuna stabile sintomatologia. può darsi del· l'alterazione cromatica. tli que~ta origine, pel fatto ohe essa presonta. disturbi di visione colorata i più sv-arirtti, in ogni singolo caso. T t\n l.o il ci.<Hts quanto il campo cromatico sono sogg etti ai più S\'ariati di:iturbi. L'occhio dellnto colto da ane3tesia. vede grigiO tutto quollo ohfl è bianco. Xell'ambliopia. isterica. tl campo cromn.tico st r&lltriuge concentricamente, comincia.u lo da.' colori più centrali. Primo a perdf'rsi il violetto, poscia il vt-rde poi il ros!lo; il g inllo t< il bleu l'imangono sino all'ultimo.


Succede talvolta. o il caso non ~ tanto rnro, (Cbarcot), che tutti i colori più non sono Yisti, ad eccet.ione del r os,;o che l'infermo segmta a ve;lere per i ungo tempo ancora. In un gra lo più avanzato rli ambliopia. le pa· zìenti che ne sono afrètte vedono le forme degli og· getti, ma tnLto in grigio. ' Tali f~nomeni iutt>ressano l'occhio del lato colto da ane,Le'iia ed in gmdo mlUOrd l"a.ltro occhio. L~1 combinazioni che po:o~!lano aversi uou giuug,mo ad esser~ enmnerate. Xulla. rileva l'oftalmoscopio. Q11esto stato può soppragginngere ad un tratto. durar"' poco r.ernpo o molto, scomparire, ricomparire. L"acrom:Ltopsia parziale puù all'improvviso pn.,,ar6 a lota.l~ e scomparire dopo un un ntt;lOCO jgterico. se :!Ì om presentata durante l'anca premonitoria. Anche senza attacchi couvul!iivi può ma· nitl1o;tar;;i gra.rlata.menLe l'acromaLopsia. Questa daltroudo nell'isteri,-mo può apparire di un tratto, oppure ma.nife;;tar3i iu morlo singol1.1.re. L•3 pazieuti cioè ad iuten•alli hn.uno la visione periferica ùei colori e non la Ol}ntrale; o po:lo ùopo aqui>~tauùo b. cen· tralt), perdono la p•lriwrica. 'l'aie abolizione cl<Jlla visione colorata può iuteras~are nn sol colore O\'vero tutti i colori. più ~viùeutemeute le luci ,;pettrali oppur~ piit i pigllleuti.

* "'* .Ma l'individuo potrebbe simulare. in\·ece d"'lle acro· miltopsie, una Crtlp:tia delle più rare. La. ornp,;ia, come è uoto, oo:nsiste nel vedere gli oggetti iu un ambiente colorato tutto ù'uu colore. Il ctso più frequ~ut.e è quello in cui il paziente vede m un·atmosft>ra. di colorito rosso; ma tale colorazione può essere a.uohe gialla, verde, bleu o violetta.


La crupsia. a fondo t·osso è conosomta col nome eli edtrop,çitl. L'in tt>rmo. pa-..;ando repentinamente cliil -

\

l'oson.ritt\ alla. viva luce, dal sonno alla voglia, vede ogni co~a avvolta in una nebbia rossa. Il l'lsus e l il oampo \'Ìsivo re,;t.auo int..gn; (ill!llmpo cromatico r··-.ta inlluenzu.to dal rosso ). Quf>sto !ltato pnò durare da. poohi minuti a. pa.reccltie ore ed eucezionalmente anolte ltn giorno intiero. Durant.e qu..,sto p•~riocio la oolorazinue può mantenersi senza worlificazioni, mentre che in altt·~ circostn.nze ...~a incontro a CltUgtamcut.i. I qu~li cousi· stono nel passaggio da uua crupsia ad un'altra, o uia· tcnn p lbsaggio può durare no tempo determinato o euere piit brevo o più lungo del periodo pNcedeutt.l. Spe'lso sono a~cessi iurennit.tenti, a periodi: dopo l'ac· OC.S30 Ja ,.i,ta torna quale era mentr~ gli acce-.si po,.;ouo ripet•·rsi per pa.r••ccùi mesi •li seguito (Rusfjmberg . L'eritrop~ia. si verifica. pi.!t' liut~.me pnpillnre ampio lD ambiente lumiuo"O intenso. C l è per que~to che ai rÌll l.:On tra uogli a.tropiuati espo"t.t a viva. luce, negli afaohiuì • iu lJtl"-ltli che fanno hmgo cammino ~ulla. ueve. ìn quelli affetti da. coloboma. d'iride. sia couge· nito chl3 artiriciull:). Ne vauno soggeLti i debilit:\Li d.&. morbi Asa.urienti o dotati d'e.;agerata sensibilità. 8i vede peroiù compa· rire negli accessi d'emiora.oin, di mania, di febbri infettive. l~'e,;a.me ofta.ltnoscoplcO d'infermi di t.al genure è completamento ne~ativo. La crupsia a i\mdo giallo e ·la x1mtop-cia.. Si verifioa ordinariam'"'nte iu qnl.!lli ai quali è stl\ta propi11ata la saot.ouiua o il triuit.l·ofeuol; ma è stata auche con~ta· tata. in :1eguit.o ad infezion • ma.lurica, (B-1a") ad iri· dectomia, glico~uriu., ad intos,;i.cazioue alcoolica, a le· tione cl<1' centri a ri ussorbimento di pigmenti biliari, M emorragia. ùel vit.reo, tpaudo il ..augn,· comincia &

riassorbirsi.


231

J, \ DIS..;J \lt'LAZIOXI·' l~ t.A Slll t.;t.AZIO:l\E

La oloropsia. o visione colorata in verde è più ram dPlla. precedente. La lettera.tnra finora non ne registr.l oho 12 c:ui, de' quali la maggior parte era a.tfetta. da retinite. La ciq,nop'iia. o visione col orata in bleu si verifica qua.:~i co-.tautemente dopo ogni operazione di cataratta. Come fo rma inùipendente dall'operazione di cataratta. venne finora notatA S voltA e fu legata ad alooolismo, a leiioni di centri (Pergen~ • a-l infezione ma.larica, a glanooma, ad isteri-.mo, ari omor ra.~ie retiniche. I n fino la janf11p<:ia o t.:t'u psitt del violetto è statn o...ser\'ata una sola volta lll una. donna. di jò anni, la quale nello stesso tempo presènt.avn. allucinazioni dell'odorato e dell'udito. Gli individui a.ll:..t.t.i da crupsia non veggouo i colori cht> in modo erroneo.

•

... $

Da. tutti rtnesLi fnlti, sanciti. cla.Ua clinica e dall'esperienza de' più valenti oftalmologi, noi abbiamo i criteri pii1 validi per diagull~ticare nna. dissimulazione, una ~i · mulaziouo o per rigettarne dol tut~o il sospetto. 'l'erremo iunauzi tutto in deb~to conto i dati morbosi gentilizii di'l paziente, 1\~tà. le condizioni sociaJi, i morbi sofl'"rti, f}Uell i che ev&ntun.lmeute sono per travagliarlo nell'epoca in cni ~ubisce l'e:~ame della Yisioue cromatica. l udispen~1\bile s::m\ un aconrato e:'a.me fuuziou~~ole degli occhi, osaminat.i nno per volta, corredato da uua minuta i~pezioue del tondo oculare mediante roftalmo:~copio.

Nel oMo di silllulazione, l'i.udiv1duo affetto da acro· roatopsia con~euita parziale, già p er caso ha. dovnt.o apprendt're ohe la sua visione pei colori n on è como quella di tutti gli altri dota.Li di percezione cromatiua.


DELf,A CECITA l'El COLOR l

nm·malf'. Se il caso non gli si è dato, Pgli certu.monte ignora il suo vizto congenito, tanto più che godo di buona. vista, e, quel che è più interes~ante a notare, pot~:!iecl e un senso luminoso veramente eocEJ:tiouult'. Che egli abbia appreso pet· caso d't>ssere att'etto da un vizio cromatico quasi certamente potrebbe !'fuggire allo nostre più minute indagini, ma vi sari\ pPrÒ sempre modo col fotometr(l del b'oer...t.er, con le appo:~ite scale del de Wecher, colla diminuzione di lnco nella stnuza di osser vazione ecc., Eleo.; di const.ut!tre com!} egli possieda un senso lurnino;;o di gran lunga sup13riore al normale. Ed è quest.o l'unico caso in cui i di:~turbi della fun· ziou~ visiv~ lli accompagnano ad esagerazione del senso luminoso, il quale trovasi sernpre ablm~sato, quando esistono infermità che nlterano in modo qutd: sia!! i il potere visi vo. Uesaltamento del potere lnmiuoso può r1ui rin~oiro un •intomo di grande importanza poichè uon si r iscontra che soltanto in quegli individui alletti dn qualche vizio cromatico congenito. Uu valore molto condizionato deve accordar:;i alle rispo,;te circa l'ereditarietà; ohi si pn~flgge di dis~itnu· l!'re non sarà certo leale, ingenuo nello sue as,;or;.:ioni. Jt: bene p{traltro tenere presento che la. forma piit frequente. la più comune che si cerca occultare e quella dell'acroma.top,ia conganir.a par/.iale pel ro.;so o pel verde, due colori molto adoperati nei segnali a lli-

atanza. Ora q_uest~ cecità. congenite pa.l'ziali hanno, come innanzi è stato esposto. tma. :iintomatologia loro propria che il dt!\,;imulatore ignora nei suoi più piccoli dettagli Ma. dove possiamo colpire direttamente il dissimulatore è nel modo come que:iti cerca prendere nozione del colore : egli nel delìuirlo, come tlhmzi si


è detto, si serve ùi caratteri accidentali che il colore prc~enta o non t'onda il :mo giudizio sulla diratla per· ce?.ione cromatiua uhe il oolore incluoe all<L su11 vi:~ione. E poicht-, come 'enne e~po~to a stlo luogo. i car atteri ac.;:identali principl\li su cui J'acromatope cerc.'l. orien· tarsi sono tlar.i dalla luce e dal grado di satumzione, noi po,;;siatno sorprendedo. teueuùo priucipalmenle d1 mim tple,;ti due fitttori. A riu:~oire nell'intento l'esame del ~euso cromatico Ya fatto con tino ùe' metodi che esclude la denominazione del colore, con uno dei metodi cosiddt>tti di c:om· pam:.ione. L'esaminando. ;o;•' difeLLoso, provvisto com'è d'nn senso lnmino:!o s'lui-:itiisimo, apprezzi\ lllOlLu bene l'inten:-iti~ di :.atnra;,ione del coioru che gli si iudica di uomiuure e quindi f<Lcilmeute potr\lbbe riuscire a. di;;silnnhne il suo ùifet.-o. l\(a non pnò fare o.ltrettunto se sottoposto all\)sume oou uno dei metorli di comparazione. fm i C]Uali il più sbrigati\"o ò quello dell' Holmgreu, che mette in luQa il vizio in tutta la ~Ila ma.U!rialo evideu~a. E che si~ cnsì ltL prova il fatto ohe si veritìc.1. tutte le \'Olto i u oni si pratico. l"t•:mme del senso croruatico ud n'>piranli ad impieghi n~lle ftll'I'O\"Ìe. l~ noto uhe in tali e.,ami. per ri~parmio di t.ernpo, per uou ripetere ad ogni individuo CJilel eh'&gli dtwc fare, :;i notifica. a tutti gli oila.mina.uùi riuniti com13 dehbono comport.ar~i a.lla. prova dell'Holmgren e t..11tti, uontcmporanea.ruente, a,;,-i"'touo ul modo col qualo ogu11uo di as'ii suhisce l'e:mme. In Ut.l maniera tutti ;;i presentano edotti di quanto debbono operare e per ll\'<'rne a\·nto :;pif"'ga;~,ìoua e per t\Ver vi~to i compagni alla. pt·ova. :Ebbene accade sempre che colui il •Juale h1L nn \"Ì7.ÌO dello. percezione crotn:Ltica viene scoperto nella comparazione delle lane colorale. l~gli adunque. a.d onta. che a.vPs::;e potutO prima premunil':JÌ d'un fallo, uaLumhnente, m·

.


D.h:l,f4A OJ•:OIT,\. PEI COLOIH

!33ì

n metodo l Iol mgren in consegnenza è sufficiente nei casi di ùissimulaxione d'nn vtzio oougenito del sen-so ororoa.tioo,. a tiuci co nascere il vero stato della visione colorata dell'individuo i n esame. Parimeuli util!ssimo riesce il metodo Holmgren se il vizto dissimltlato ripete la :ma origine da morbi che interessano prinueramonte la reL1na, il nervo ottico, t centri nervosi. Anzi con maggiore facilità: inquanLo che in s.mili circo::~tanze il senso lnminoso, la finezza di percezio11e della mar;ula. lutea, trovansi note\·olme11te Rbba'3S8.tÌ e. anche Senza che l" individno lo COUfeSiÌ 1 nella maggioranza de' easi si hunno dat1 per <.:Otlstatare lltl.a infezione sifilitica, nicotioica, eco. A tutto que<~t.o a~giung<tsi r ispezione oftalmoscopica, che, nei mc•rlli sumdica.ti, spesl3o ~ in grado eli rilevare importanti le· :~iJni dPl fondo oculari.) ed anuhe de' mezzi diottrici. Di guisa che la dissimulazione può, in base de' ori· t~ ri accennati , ,·enire sempre agevolmente i:iCopertu., ~enza che si debba. ricorrere a particolari artifizi, a. sp~­ ciall ingegnosi appareucht di sorpre,;a..

~oientemonte f11. palese il ::~tto dit'ett.o.

Maggiore perspicacia. iu\·eoe fa d'uopo spiPgare ne' casi so:>pet.ti di simulazione. Innanzi tnt.to e:~cluderemo in modo assolut0, ne' ferrovieri, ne' lagunari, ne· mariuai, h\ simulal'-ione d'una. acromatop:;ia. congenita. Se l'indi vi d no ne fo~,;e stato congenitamente atl~tto non sarebbe certo st..a.te> ammesso tl. suo tc,mpo a ~ar pa.rLe df') persona le delle ferr ne o della. mo.rina. Il snspett.o di si.mula.zione non puo quindi farsi che per l'acromatopsia acrtuisita., sospetto cbe viene snffragato dalla totale a,;seuza. di tracce di quolle cagioni capaci d'ind une uu'alberazione nella percezione dei colori.


238

LA DtsSDtULi\ZlO::-.'"B E J,A Sl:mJLAzrONE

Accrescono il sospett.o le circostanze di fatto che pos· sono avere mfluLto sul soggetto a ricorrere ad una simulazione. Quest.i, ammesso in servizio soevro di di· stnrbi nella vi:3ioue cromatica, ad un t rattO, o per pri· vati interessi o per es;;er;:;i trovato a. rispondere di qualche siui,;lro accidtWt.e succeduto a. false segualazioni con oggett.l colorati, allegl\ un vizio 'lua:sia.si del senso cromatico. Il simulatore farò. ri,;alta.re il suo difetto sui colori ohe più specialmente vengono adoperati per segnali, e crede riuscire nell'intento tacendo una confusione incondizionata de' colori fra loro. È straordinariamente raro che nn rna.riua.io, un teL·roviere, anche d'elevata. ooltnra., p0:1sa oouosc'dre a. fondo teoricamente e prati· camente la ihiologia. della visione colorata, la patologia dollt\ modei!itnn,, é su.ppia. bene avvalersene senza mai contradrlirsi. Il vero cieco per un coloro non confonde i colori a. caso. come per lo innanzi è sta.to esposto: ogni cecità. per un colore ha un quadro sintomatico suo proprio. IL Daltonico p. e. non mette il rosso col giallo, coll'a· ra.ueiato, ecc., e, ripetutamente, comunque esaminato, dù. sempre ri~post.e cost.a:uti ed adeguate. Di p11:t: il :>Ìmnlatore può essere edotto sui comuni metodi adopern.Lt per l'esame del senso cromatico e non su tutti fuori ogni dubbio. Il parito allora può e;;perimentare tutti quelli poco noti fra l' iunume· revole serie ùi apparecchi usati in proposito e fondare in ultimo il suo giudizio sul confronto de' risultati. Infine i disturbi viiòivi cromatici acquisiti par iuf~r­ mit.à si accompagnano costantemente a sintomi proprii a cia::souua forma morbosa che li ha origiqati, giusta quanto si è detto precedentemente. Nelle forme acqui· sit,e, insieme con i disturbi cromatici, esistono altera· zioni funzionali evidentissime e con esse, nella mag-


Dll:LLA CECITÀ. PK1 OOLORl

gioranza o quasi totalità. de' casi, si associano sintomi oft.almoscopici che chiariscono perfettamente la cagione dai disturbi. Nè può essere sostenuta la si~ulazione di orupsia. I dati etiologici, le stigmate obbiettive sono aiJbastauza. elo'}nenti per ilhuninare il giudizio medico legale. D'altra parte le crupsie, come abbiam 'ç'isto, si presentano sotto forma. aocessionale e, quel che è carat.teristioo, alterano la normale percezione de' colori solo chuante rattaoco, inquantoohè questi vengono potenLement.e iulbenzati, come è noto dalle leggi fisiche, dal fondo colorato.

..

* ... Ad ogni modo, indipendentemente da ogni idea di sitnnla.zioue, s~a il fatto che quelli aU'otti da .uevrite retro bulbare (susseguita a diabele, alcool, nicotina, euu.), quelli ati'ettti da istero-epilessia, da lH~vrosi, possono an· rla.re incontro ad alterazioni della percezione coloraLa. E~si, come di sopra si è dotto, pos3ono essere alfet.ti da ceuità. parziale acquisita. pe' colori, senza ohr..l'oftalmoscopio sia in grado di constatare lesioni apprezzabili del fondo oculare. Ootoe a~sicnrarsene nel caso pratico? B1sogua ricorrere a qualche mezzo di pro,·a. Dall'epoca in cui il Newton pel primo costruì una lumlfl eli colori ad oggi, sono stati in tal numero i uw. todi e gli apparecchi ideati per l'esame del senso ero· malico che si può asserire senza lema di errare che essi "-Ono tanti quanti gli autori che trattarono della visione colorata. Ve ne sono di f]Uulli che svelano uu diteLto della percezionE> cromatica nel paragone dei colori, (metodo dì comparazione); allri invece mettono in evidenza il vizio allorchè l'esaminando dà nome al colore (metodo della denominazione).


~ 111

l.\ DJ..;stAtUL.\ZIO'\ ~; E l.A

Ull L.\ZIO~J;:

Tanto il primo che il seconrio metodo non :-1 prestano a. sma...chemre una. simulazione e P"'r di pitt non sempre ci porgono il modo di vplutare 11 t•i.çlts cromatico, il cui grado. anche ù d\m altissimo iutet·esse IJ"I merlico legale. Tali metodi molto in uso nelle cliniche non ci po,.~ono garantire della veridicità eli quanto n-'.·eri co l"indinduo iu c.;a.me, quando nl~biamo iu lui il ,..o,petto d'una situulu;~,ione n profe:;sor o uaita del H.. l~t it.uto di pprfeziOUn·mento iu Il1 iren~e ha fatto costruire fin dal !805 uu cromoptometro 1ngegnosissimo, che. ideato a Hoopo eh· nico, serve nuche a meraviglia bene a svelare una simulrunor e ed nuuhe uua di "imulazione di cec1ui per qualche ovloro. Uu tah! a.pp.trecchi(l non fa p!Lrte di alcuno de' meLo<li snmmenzion·tt.i, mllo è un'appli< tl'.ioue d~I fatto ehe in nn individno cieco per un colore il bigio risult.a dalla fusione de~li altri due colori fimdamenta!J. A<luu1ue il bigto può e.isere formato: a) da tre colori fondamentali." • l'occhio è normale: b) dal verd(! e dal violetto, se l'occhio è cie .o pel rosso; c) dal ros~o e dal violetto, ~o l'occhio è oiuco pel verde; rJ dal 1'0'1::10 e dal venle, ~e r ocohio ~ oioco p~ l violetto. È uo metodo a.;.;olntam"ut.e obbietti\·oe quindi q nello che può darci ottitoe garanzie 11er un giuctizio medico· legale. A rin.;ciru nell'intento il Guaita si sen•e di ;~ rli::~chi che 'engono messi conternporanea.meu tH i u r~~o· pido movim• uto da 11n appo~Jto meccani::~mo. Ogni •li~co hn. ::!0 c')ntimerri di diametro ed è divi ...o iu 3 settori. ognuno de' quali h,L un colore fonùamautale in giuste proporzioni per concorrere. in modmonto. a dure il colo ito bigio atro, ol•io normale. O~uuuo di essi presenLa auc.:ora nella moLà eentrale dol ru.ggio


DELl,_A CEI IT.\. PEI COLORI

2H

una incisione: una snl limi le del rosso, una. sul limite del verde, uua sul limite del violetto. Per questa incisione può introdursi un disuhetto di carta bigia, op· portunamente ta.~liata, a fine di ricopt:ire tutto o parte delrangolo centrale di un settore: il rosso, il \'orde, il violetto a volontà dell'osservatore. Come funziona l'apparecchio? - I tre dischi. collocati in un<l. stanza, di rimpetto ad una. finestra dalla. quale penetri la 1nce solare diffusa, souo messi dall'apposito annesso meccauismo in movimento rapidissimo e guar · dati dllli.'indivtduo in esame a due metri di di~tanza. « P or ognuno di essi, dice l'autore. col setLore cen· trale bigio, della. intensità ot nvenieme. copro ;;oltanto una picoolLc:sima parte del rispettivo colore da sperimen t.ar.:~i, in modo che, girando, all'occhio norwale appaia a ppena percettibile ht tiuta complementare del di'leo ceuLrale. L'occhio, che con questa di::~po:sizìone riconosce la di.fferenza dal centro alla perift~ria. d'ogni disco, ha il senso cromatico normale. Se in un disco non la riconosce è segno che difetta. del colore corrispondente ed allora vado ricoprendo col disuhe'CtO bigio <.:entrale una. parte sempre maggiore del colore in esperimento, fiuohè, girando, l'occhio incominci a per· capire la. ditferenza. di tinta dal centro alla. peritèria. Determina.udo a.Uora col cerob1o graduato il numero dei gradi del colore che restano a coprirsi e dividendolo pel numero dei gradi dell'intero settore colora.t.o, ottengo la. frazione che misura la visione cromatica del soggetto per quel determinato colore. » Con quest'appat·ecchio il pro f. Guaita riesce ad 11.vere, anche in persone incolte ed illetterate, nozioni precise sul senso crotufi..ico, e snl Vt:ms cromatico del soggetto in esame, in rm modo del tutto obbiettivo. La simulazione pertanto pur), con tal mezzo, venire facilmente COnstatata 1\ltche che il soggetto conosca a perfezione 10


2·1!1

J,.\ lJ.lSSlJ\H J,AZTOX.H El LA Sl)!t;LAZIONE ECC.

rL;trumeuL) el il "lllO modo di funzionare. Iuquanto cllè l'individuo o avverte dappertutto la clitl'erenza di tinLa tra il o~ntro e lti periferia o non l'aYvert~> in qualcunv de'di,; ·hi. N'el primo caso egli ba il ri:ws cromatico normale. n"l secondo difet.ta d'un colore e precisameut~ di tJUello la. .li cui parte centrale è :'ltata in uno dei di:~ ·hi giranti tnasoh.erata iu tnt.to o in parte dal disco bigio dnrnnte l'esame. Iuv1•rt.endo l'ordine de' rlH~ohi il \'ero cieco rli nn colore indicherà semp>'t.t hen,. il disco nel quale non trova òitl'..t'Pnza di colorito, tra la part'3 centruh~ e la periferia. .AltreHanto no11 san\ del simnlatore che solo per caso, anoha conoscendo il funzionamento dell'ap parecchio. potrà iudicare bcmu il disco, col quale si pO!'Sa cou-;tat.un• il dift>tw che ollega. Con esperimeuti rip9~uti egll l:adr;Ì. spe~so in fallo, additando un disco lJel' uu altro e darà co~i chiara ed evidente prova della sua ~imula~ione.

Ou indi ,·iduo per altro che voglia dissimulare un difetto tlf! lla funzione cromatica, con qUf~sto npparecchio, conoscendone l'uso, potrebbe asserire di distinguer~ .w•,np,·e in tutli i dischi la differenza di tintu tra la parte centra le e la po>riferica quando in realtà. t:gli non la discerne. Il prof. Guaita ha pre\"l:ldnto questo ca·w e cou:-~iglia di mettere innanzi ali'occbio dell'individuo in eo;ame un \etro colorato. Ora si sa che i vetri colorati ,·endono l'occhio normale cieco del

cvlore ooruplementttre; quindi se l'esaminando asserisce dt veder~ anche c(}l \'etro colorato innanzi agli occlu la ditl'eren7,ìt di tinta ti·a centro e periferia certamente iìnge. « E t;Ì conienna, dio<' il Guaita, ancor più siou· ra.mente la. finzione le.Yando, senza che egli se ue accorga, il discht>tto bigio centrale e domandandogli se vede sempre IH difl'orPn7.a >).


213

tlmum Mil.tT.\lli J•mmr.\Lt. 111 r.!,\11\ \

CISTI D.\ ECIII~OCUCCO DEL .\L\SSE l'ERE :'iul:t clinicA uel doli l.~onardo Jo'r i::o li . cat•ll~no me.fiC>l

!Ja rarità dell'osservazione e la difficoltà dia.goosttua mi hanno i11clotLo a trattare breYemPnte di nn oac:;o ùi cisti da echiuocoeoo del massetere, osservato l'atmo decorso nollo Spedale milìtat·e di Genova. ltt fatli ne.lla. r iccR. letterature. di detta forma morbosa non mi riuscì di riscontrare una. an~tlogn. looa.IJzznzioue; chè- anzi cerLì autori e::~cludono po;;sn l'ecbinococL·o sviluppari'i nei muscoli piccoli. Il primo a segnalare la presenza dall'idnlid" nel t~· suto muscolare fu Bidloo (1690); ne furono poi ossernl.ti · da Velpellu. Dupnytreu, Davaine. .Morguet nelln. sua te~i riunì l 30 osservazioni, e da quell'epoca. numerosi fatti con fermarono l'esistenza dell' idatide nt>l te~Nuto mus ~olare.

La llisti idat.ide muscolare è tutta via uun rarità. In una ~ tatistica di più dt 7000 casi. di cisti di echinococco oaservali negli ospedali dell'Australia.. dove questa forma morbosa è molto frequente, come nell' hlo.ncla, mentre si ha il 60 p. 100 a cadeo nel fegato, e il 20 P· 100 a oa.rico dei polmoni, si ha n.ppeua l,!J p. 100 per i muscoli, escluso il cuore. Nei muscoli la localizzazione più frequente si avxebbe nelle grosse masse IDU· scolari del LJ·onco e delle esLremìtR. inferiori. I 180 casi


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CL<iTI DA EClll.."'WCOCCO DMI. \L\SSE'l'ERM

di Morgue~ sono ripartiti iu 51 alle estremità inferiori. 50 al tronco, 20 alle estremità superiori, 6 al capo, 3 al collo. Nel tronco i muscoli preferiti sarebbero quelli della massa lombare, il pettorale, il g. dorsale, il trapezio. Nell'arto inferiore i muscoli della coscia, nell'arto superiore quelli del braccio. Nei muscoli del capo si ha qualche ca-,o a oa.r1oo del temporale, nei muscr>li del . eolio allo sterno· cleido-mastoideo. Riguardo alla sede precisa della cisti nel mu:~oolo, pit1 spesso ò intramuscolare, talY"olta OOC11pa uno dei margini del muscolo. altra volta è perimusoolare. La maggior frequenza delle cisti idatidi nel fegato e nei polmoni è data dal modo di penetrazione dell'echinococco nel nost!."o organi:;mo. L·eobinocooco, o idatide. rappre3enta lo stato cistico che asl!ume nell'organismo umano l'embrione del taenia ecllinocoeci~S, che vive principalmente nell'iutescino t:enue del cane. Esso si com pone dì tre o q ua.ttro p.roglottidi, attaccate ad una testa., armata di uncini e munita eli qua~tro ventose. L 'ultima deile proglottidi, quando il tenia. è aui,·ato al suo completo sviluppo, e misura circa cinque millimetri, è gnmde 1uanto tutto il resto del corpo, e contiene dalle 4.00 alle 5000 uova, ognuna delle quali può sviluppare un embrione. Quest'ultima proglottide, a v venuta. l'autofecondazione, si stacca, resta libera nell'intestino e viene espulsa. colle feci, e, quando le sue pareti si di:~gregano, le uova che contiene si disseminano sul terreno, nell'acqua, ecc. Le uova, es· sendo provviste di un guscio ruolto solido, benchè molte di esse vengano di:)trutte, alcune resistono all'ambiente nel quale si trovano disperse, e possono cosi con&l.lmina.re erbaggi ed acqua: ed è per gli ortaggi poco lavati, e per l'acqua non filtrata. che qualoheduna. eli queste uova. può penetrare nello stomaco dell'uomo. Altro mo-


mento Ptiologico non di'>cusso i dato della coabitazione e dalla. dimestichezza cot can1. L 'ultima progloi.tide nlle volLe si rompe nell' int~ ­ stino, e nova dt echinococco possono t.ro>ursi nei dintorni d~Jrauo del cane che- ne e 'llì'etto. Leccandosi. il cane trasporta alla bocca. le uova, e. la mano dell'uomo, aocarezzan.lolo. ne ta>ort!ice r mgresso nel suo organismo. Penetrato l'uovo 11ello stomaco, sia pPrcbè Sl trov1 in na mezzo adatto, sia per razione clei suocln clig~­ renti. perde il gusc10. e L'embrione si tro,·a. libero. L'embrione ò allora ra.ppresontato cla. una piccola mas:~a. gel .. Lmo~a, O\'Oide, microscopica., non misnrando ohe 2.) fJ. di lunghezza, munita. ad uno dei suoi poli di tre pai~~o di uncini acuti. che souo mobili e possono a.llontanar~i e ravvicinar,;i. È a. questi st>i uncmi oh•• deve il nome suo d i e m br10ne t!xacante. llolti di questi embrioni sono distrutti da.l suc:co ga· strico e da.lla. bile, perché, ~e oiò non M'n•nisse, la fre· quenza. o In. moltiplicità delle cisti da echinococco rlo· vrebbe a~~er molto più comune. speoil-' tra gli uomini oh~> con\'1\'ono ~on i cat;t, e tra chi ha. l'a.bitndme di di cibar:;i d'insalata. ed .altm verdnro crude e non aemprt> Ltau lavate. Altri embrioni sono emes:n colle feci, prillla di potue uuLnr-.i e ptmetrare nell'orgunismo. Altri finnhnent.e, assorbit.1 o penQtra.ti nelle radici della vena porta o nel sistem linta.ti·~o. penetrano n!.' i to• · ~ente circolatorio. Oer to il sistema d••lla vena. porta ha ll sopravvento, perL'hè 1 tre quinti delle ci!ltt Ja echinocbcc:CJ o,..,.,n·ate nelr nomo ·.-i hanno nel ~istema ca~illa.re dPl fegato, che forma il primo n.rgtnij n.llu. loro tnva<~ioue .

~a rnte capillare del polmouo ne arresta nn altro qnlnto, che rappresenterebbe quelli ohe arrivano al cuore, dopo di avere t~fuggilo al fegt~to. per la v~ua cava a'1ceHdenlt.•, e quellt che pro>eugono dalla c.wa.


di~cendeHtt·. in es:~a ver.mti ùal canale toracico. Altri, tr.wolti .Jalla. corrontl3 ~nnguigua. si llrrt~stano iu qua lnuque tt~ssnto dt•lr orgau i~mo, d n l C~' l'Vello al te~snlu osseo e mnscolare. che anzi i mn:;coli, in ordine eli treqnflnza: a vrebb.•ro il sesto pl),;to. Qnn.uclo l't1mbrioue •;:menu te,'. fi'lsato, ooutinntt il cielo dt•llll sua ùvulur.iout\ an m»ntu. di \·olume o non umla. ad ne Jni-.tal'o quello di tllll\ t~·:1ta t! t :ilrillo- rirrit.aziouo. cho produca sul tes,;mo vicit1o porta la iormazion~ di uno ~truto connettivale as:;ai spe;;••>, ,·era. membrt~.nn. di iuvilnppo, ohe lo Ì~!OhL dtd te:isnto circo'lt.Hntt:'. Qnestl\ membrat1a. det.ta. ocre,lii::ia, è molto adèrenLe al tessuto muscolare, pa.rticolaritit che tro\'f~ la. sua - pit g:\zioue nel fatto cl111 eflsa 11 preciRatUeiJtf'I1Ìlrmata n -1pesu del perimisio interno. Di natura counettivnl~ :.i prtBenta allt- volte sottile e tiue, quasi cellulo'!la, altra volta sp·~s;;;a, di aspetto 1ibroso, ed in certi ca,;i si constata u.l suo ~on­ ta.tt.o uu certo grado di sclcro'i mu;;co!are. [.a membran<~ idntidea. è intiwtun~u te accollata ulla pre.:erlente. ma si lascia facilmenttl isoltlre. Ha circa l millimetro òi ~pes­ sor·'\, o} elasticl\, tr:mslucidt.. e.s~a non pre:1f:\Ut:t altra. strnttura i<~Lologic:~ che n nn. sovra.pposizione eli più strati. Lo ~trato più interno. ~ de~critto col nom • d i membrana germinalA. Il couteuuto d-,Jla l'i" t i è e.; ·e n· zialtrwntc mppreseatato da. liquido ltmpidissimo. nel qual~~ l'esame Inicroscopico puo :~cmprtt•e tl~gli uuoini . Il volume d~IIA. cisti ~pes:'o dipendo dulla gmude?.:r.u. del muscolo nel quale ~i S\'Ìlnppa. Cosi, mentre si notarono cisti gro;;se 11uanto un cece, alt.r~ ncqui~tuono il \·olume ùi un grosso arancio, della te~ta di un feto. L'i n · fluenza Jooalizzata. dei trallluatism i, che fu messa in dubbio nello svtluppo della cisti in altri t~-.suti, par e sia p~ l tessuto muscolare qna:;;i as11odn.ta. Un cert0 u u. mero di osst•rvazioni 1lovute aJ Audio~:; -;(tUO sicure, ed a.n·ebbero anche il controllo spenmentalll.


P r~me ...:;i quest.i appunti sopra la etiologia e l"anutomia patologica cleUe idatidi muscolari. e::.:><Jrrv oa·n il ca~o clinico o;;;;ervato uel riparto chin1rgia..

11 g iorno H tn<trzo 1901 eotmva. nPJia sala chirurgica. il :~olrla to Baroni Manw, dèlla ulns:-1e l ~78, aggregato al li " reggimento fanteria, eon ht diaguusi di tumore all1 ~ gnauciR destra. Nulla tli noLe\·ole nella ;;ua unamn•) ... j ,, nel gentilizio: non solrri mt~i malattie di 'lunh.:he en· t ità. D i t•itorno. l'anno o;cl)rl'lo, di licenza. Ùu\'C si ern recato iu occasiono dell• f~:-t.e pa~qn~li, l"nfficiale pN ... o cui prestava servizio iu qualitil di attendente, riuhiamù !IL -.nt\ nt.t.enzioue sopra nn piucolo tumorettto eh~ l'li •·ru lot; \liz?.n.to alla gua.nòia. 1lestra., 'lna;•i iu corri;;poudeuza. df. ll"nngolo della mandiboln.. l~gli atl'ermava che, prium di •ptel giorno, non :'lt c ·n mai acuorto dJ •tn~l Lnmoretto. cht, non gli av•wa rt•UJtL<, mai alcun di,.Lnrbo nè dolore, e che fu solo il richiamo doli' ufficiale che lo & \Vv-n fatto :t u,;~io di •ptul futto. Il tumore era allora della grossezza. ùi una pi ccola uocciuola. di ,onsi,Hm:t.a elastica, atfatto indolente. uon aderente alla. cute. 11 Ltt· more sarebb~ rimasto qnasi >~t'lZÌouaril.' fì11o ali~ Utetà c1rua del mesn di f13blm.1.io, oioò per oltre 11ieùL mt.~si, quando. iu 5egtlito atl uu urlo riportato 111 qu~lla n•· gione. cominciò R. cre~c('l'e giorno per giorno. senza c<lll· sargli pero molto dolore, e l'n l'Olo pt•r accondisceurlorE' al de!Jiderio d~:~l :>uo uftìciale. che si era prE'.;eutato nlla. visita medica, e che n veva doma.nda.to di es~ere rico· verato :Lil"o::;peda.le. Il Baroui era un gio,·ctue di costituziOne rnbnsm, ben DUttito, cou ;alide mn~se tnn'icolari. PresPur.ava ulla g ua nda. tles~ra. e preciHatnente in corrispondAnza. tlella regtone massett)rina. uno tnutt•fazioue. che aveva il "'llO


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C .....l t D\ ECHI:\OrOOC'O DEL \IA"'iETF.fn:

punto superiore a li vello della cartilagine trago, ttn ce n· ed il punto inferiore all'angolo della. mandibola. La tumefa:~.ione aveva. volurne e forma di uu uovo di colomba; la cut.e soprastante eu. integra e normale e non aderiva al tumore. La tmn1•fazione aveva. consi~tenza 1:lastica. era movibile sotto la cutP a boC<.Ja aporta: si tì~sava. e ta· ceva. un tutto col mu... colo massetere, se que'\tO era. contratto fortemente. Colla palpa:r.ione combinata ~i percepi,·a un oscuro senso di tlnt.r.uazione. Osservata la cavità orale, non si trovò alterazione t~luuna. nei douti molari, nà nelle g engive c01·rispondenti. L·ultimo dt•ute molare non t>ra ancora <~puntnto, nè si aveva. irrittLzione della. mucoRa gengivale soprasta.nte. Il cateterismo praticato del oou· dotto di Steuone della glandola· parotide destra, llO'l mostrò alcuna alterazione da. pal'i;e di questa. Dai dati anamnestiCi racl'olh e dall'esame locale si rit~uue essere m presenza dì una cis t; pa~~ata. in suppurazione in seguito al trauma pu.tiLo uua. trentina di giorni prima, e, senza. cercarl• di far diagno,i differen· ziali, si propose l'intervento chirurgico, che fu accettato, ed il giorno dopo (16 marzo) si procedette all'operazione. Disinfettata. la regione, ed ottemuta l'anestesia cutanea col clomro d' etile. gj pratiuò un t.aglio lungo l'ac:se maggiore del tumore. inten·~sando la cute, le poche fibre del pellicciajo, il tf:ols3uto cellulo adiposo. Sollavata fra due pinza l'aponeurosi del mossetert~, e fatta 111 quest.'\ una piccola. bottoniera. si ~brigliò in alto fino in corrispoudenza. del!a. guaina d'involucro del proJungumeulo della parotide, in basso fiu quasi all'angolo della manclibola. Si posero co~ì allo s:•operto 1e fibre del massetere, che ... i m9stra.vano compres!w e molto ~tipate. La prt>.ssione col dito rh·elava senso clt fluttua~imetro e mezr.o al davanti dì questa,


CisTI TI.\ l<:mllXC.WOCCO OFI. 3(Assi·TEHF

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!?1!1

zÌOHP. Nou aredeuùo opportuno inoid1•re francamente le fibre d ~1 ma.s~ ~t ~re. e per no11 ledere i ram i bo~ li iut'uriori della branca cervioo-taciale del nervo fa.ciale, si cercò ùi approfondirsi nel te-;suto muscolure, diva· ricando tiolcement" le fihre colla tenta scanulata. Lu sunda. era penetrata appena qualchf:l millimetro, ohe per· mise rn~ ··tta eli qualche goccia. di liquido punforme, di colorito giallo-verdastro. I nsinuata u.llora nella Ytll praticata, dalla sonda un:t pinza di Péau r.hiusa. e quindi divaricatene le branche, oltre ad altra dtscreta quantitil di pus, balzo fuori una. vt•scicola di fo rma ovale, della gro,:;ezm c forma di nn uovo di nllorl.ola, di colonto bianco splendente, ripieno di liquido lunpidissimo. ~­ flplorata.. la cavità, scavata. de11tro le carni del mas<>etere. non ii trovù altJ:a ci:-ti. La"ata acauratatnAnt"' la e&\·ità con soluzif')ne Ji bìclontro di mercurio all'uno per millo, e posoia grattata leggemwute in ogni >~tlt~ parte col cucchinio t.!.gliente. dopo uu nuovo waggio, poljto in essa. un drenaggio lli fih di sf'ta a coda. di é<l· vallo, si suturo l'apoueurosi dt'l ma-;slltere uou ca.tgut, e la cute con :wta. finn all'angolo m~riore, pcl qualo fuorusciva il drenaggio. Due giorm dopo il d renaggio era tollo. Il decorso operato"Ìo fu nonna le, e l'a.mmalat.o nsJiva. guarito il gtorno 27 marzo. undici g •ot n t dopo l'intervanto operaLtvo. La cisti, raccolt.a sopra un pezzo di garza. ster iliz· zata. veniva subito dopo me-:sa in una capsula ùi vetro in siero fisiologico: per essert\ ~ottoposla. ad esame mi· orosaopi ~.~o . avendo diugnosttca.to dalla. "ua apparenza -esterna potersi trattare di una cisti da echinococco . . L'esame infatti praticato po-.:o ùopo dal volontario d1 un anno dottor :Marn.glio.no, aiutante dt R iparto, ~ostrò: l' essere la eisti ripiena di liquido ltmpidi~­ llmo, eh~:~ non conten0\'1. albumina. e che. e~aminato mtcros~:o picameutt>, non rivela.Ya nulla che potesse of-


frire un criterio diagnostiuo; ~· che la lamina p1u m-

terna dellt~. oi~ti ~ra ricoperta da un seminio eli granulazioni tli volume vario, c.:be non erano al~ro che idatidi secoudaria in via di formazione; 3 che in. un punto dellu. m.:mbrana, che si presentava semitraspa.rente. si OS!'Iervava. una om bellwar.ura. della gro:isezza di un grano di miglio, sporgente nell"interno della. cisti stessa;· l'esamt~ della orobellic.:atura la rivelava , costituita da una extrorlt>ssio11e delle pareti dL~lla ci"ti: ·l" cho in e~sa omballicatura :.~i rinvenne uno scolice uaratteristico di Aohinoc.:occu, mnnito dalla c.:ol'onn di uncini e di quattro ventose. Xei giorni succe;;sivi da uu pez?.o della parete ci~tiu~. incluso' in paraffina, -;i tf.uero Vl~r.ie sezioni perpendicolari alla ~uperticie. L'esuma microscopico ùi tali sezioni mostrò La parete costituita di ta.mi stro.Li sovrapposti colla. disposizione che Ri riscontra ordinariamente nelle membrane di ci.:;Li da. echinococco. L 'esame microscopico ·affennù che nel nostro caso si tratta.•a di una ci ·ti da echinococco, sviluppatasi uAila I!Ompagine del mu,colo mat-tl'letere. Ora vieuè "JlOUtauea la domanda: Poteva stabilirsi questa diagnosi prima delL'intervento'? Lo Scoltz dit, un grande valon• dia· gnostico al fatto che il tnmore che si era mauLf'uuto piccolo per tRnto tempo. cresce repentinamente e rapidamente iu seguito ad un trauroatismo. E nel nostro caso avvenni"! cosi per l'appunto D'altra partt? ~ uoto che questo fatto si "\"'eri.fica per altrf' cisti, che, ritnll.ste per molto tempo ùi piccolo volume, ra.pidamente an mentano in seguito a trauma. per fa~Jti !logistici e :;\lppurativi del testmti circostanri. La diagnosi di cisti da echinococco intramuscolare llOU i;> sempre possibile, e la di.fficoltà deriva sia dalla rari là della malattia, sia perohè non presenta segni proprii caratteristici (Dajetta. ù H.azzi111). Mancano fenomeni sogget.tivi, mu.uoauo fe-


lJl'-TI Il\ .EClll:s'IICOCCO UEL \l \1-'"ETRJU~

!.!;)l

oomeui generali~ manca la f'tlbbre, maueano i .:eoni di deperimnnw generale clelr organ i=>mo. A.n che i teuomeui d' irritazione Jooa.le uou si llOLl\nO nella maggiuruuza. dei easi. <~ut>-;ti tumori si :wolgonu in mo1lo latente, ed è per lo più pel' nu tÌ:1Uo ucetdeutulf'l oht• L'nttenzioue d~l puziente ,·iene nchiamnta. sul prodotto patologico. La oi~t i à tli per ,;è ste~;;;a indolente; •1nando e:"!iste <lolore esi!O derÌ\'fi chù \'Oiuult! dt'l tumore. d!~ infiamma· zione .. compn•ssione riPi lt·~~nti ciroumambienti. e il dolore uou ha carat.Leri'lt.iuhe, ,·. vago, imh1tarto iua.to. lJe cisti da ccLlllll.:o~o haun forma ~lobosa. qnn'li --ti!rica, snperfioio li3Cia, configurazir,ue regolartl, 1..'011-<isteuza d ura. loutnnumeu&e ela~tica. 11 ~egno patogunmonico :;a· rebb!3 claw dal fremito idatideo. ma 'lue,;to spe:;-;o manca, e anch•l nei t.!ll st nei quali ~i t'H pusitintmenl~· tl'<tUal'rlÌ di cisti dt~ POÙÌUOcOCOO, e che IJUt>sLa e auche molto wiluppata. rarameute :;Ì riesce a pm\:apirlo. E la cont"nua di rtuestu asserzione si ebu~ roctmb~mcnte nel riparto chir urgico. iu un caso di cisti da echinococco rl~l legato confermaLa. uf'l qna!P uon 'ii pot~ mai perc.•pire P rre· mito. N••i ca~t dubbi tH potr"hbe avere ttu amLo din~no· sttco tl'•lla puntura e'lplorativa; nel uosLro on.so non &YrAbho gio\'t\ to, perch;.. uelt' e~a.me del li•ptirlo non si r invmmero uttciui, che hanno Yalore deci~ivo. Le cisti d a. echinococco iufmmu,;colnri luumo decor,;o molto Juugo, pPrchè il luru sviluppo ò leutis;;imn. Qnauto tempo ora t.ras~.·orso prima. che l'aLtenz10ne del· l'infermo tosst~ stata chiamut,~ sul piccolo tnmura che aveva. a lla gul\ncia? TPu proceduto esso da un trnumc~. alla regione masseteriua clw abbia dato luvgo ad una oontu'!ioue delle fibre mu,cohni del mussetere. e quindi dato o.:ul\siona all'ero brio no exacante di ti:t:-:tU'SÌ fra. queste? Ci·~' potrebbe es~e re. mn r infermo, interrogato in proposito, disse di u on ricordarsi; ed all'erma. che


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C•I<::TI OA f!CHL"'OCOCCU DEL M \!:iSETf!RE

prima d~l :mo ritorno da cusa, avvenuto nel l' aprilP dello steS:iO anno, non Sl era. ma1 accorto dell'esistenza del nodnleLto, che poi andò ingrossandosi negli ultimi t••mp1, in segnito al trauma sofferto. 11 Re~ nacb illu~tra un caqo risoontr11.to in una donna di GO anni, che portava H tumore dall'età di 17 anni, ed il Bidloo il caso di un uomo con una idatide nel muscolo sterno-cle1do· mastoideo da 'lei nnui. Lasciate a sè stesse le cisti da echiuoeocco dei muscoli, possono subir~ diverse trasfor· m azioni. pos<~ouo sn ppu rnre, possono andare ~oggette a degeuert~.zioue gras-.a e calcarea. Il trattnm1•nto più razionale dt-lle cisti da echinococco in tram nscolari è l' iuten•ento chirurgico. Tra!taudos~ di gro'l'la c1sh m g rosse masse muscolari, si potrebbe teuttu·a il metodo di cura proposto dal l3al!· celli, che in questi casi, cotno nelle idatidi del fegl\tO, ha dato lmoui~simi ri~nlta.ti. Maggio l901.

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DUE CASI DI Pl OEMIA 1\0 Ili ORIGl\E OTITI C \.L'ALTRO Ul USTEO\IIELITIC \ gEGUITI DA (ì( .\ltiGI0.\1:: 111

l'o•r Il lollor Fi l i l'l' o t • a ~~ i a , lrnenlo llll'•li~o alJ'(l·pedal~ millt:u,. J•r nciJ•lllt d1 ,\1.-s<~udnll

li prott!ssor Durante, nel suo tnnt11l0 di patologia. l~ terapia ohirurgi0a, parlando dellt) feubn dtirurgiche cou c1uella competenza che lo distiugue. dice: ~ La piemia é malaLtia irreparabile; tre o q uattt'O casì -.oJtttnLo abbiamo nella letterat.ura rip orLa~ i como picmici g1tariti. Posso aggiungere un quinto. da. mtj osservato uel 1:472 ». Data adunf]ue la r arità ùel la guarigione cl i la le ma· latt.ia. credo opportuno illustrare due casi. oapitat1 nel reparto chirurgico dell'ospedale mtlitare pnncipale di Al"';;,,mdrìa, ~eguiti da esito tavorevole, tanto più ohtt i l loro ~tudio mi ha :luggerito alcune coo-.iùerazioni clinicLe ~ terapeutiche che mi sembrarono importanti.

Dt Giacinto ~icola, appuntato dt•l reggimento ca· Vdlleggeri Caserta. della clas;;e 1877. pre~enta genti· li zio negativo; egli, sal vo qualche febbre. eh• è scutnpar3a in pochi giorni, non ha avuto a lLrn rnulat.ua d l enti ti~. (h ~· 'IIIOtla le1t1 nell' OSJI\'rJ:lh> mìliltrd di A 't'o<3ll• lria, llfll3 •nr lir.~- .Nenllflcn. •lol me;;s d t su llembrc ~ !IO \.

onr~rtllt:l.


DUB OASllll f'I•lE)Il,\

Ricoverato all'o:~pedale il J 0 gennaio l!JOO riferì. olte una set&imuua. pr1 ma, in ~egnito a freddo preso, men· tre stant- sudato, fu incolto da. dolori nenalgioi allo e:;~tremiLii superiori ed alla faccia. con febbre che durò due giorni. I dolori a p.:>cu a. poco ;;compan•ero, salvo p~rò a.ll" orecchio destro, dal quale dopo due giorni fuoriusci secrezione abbondante di pns sangninolento. .lll"e;-;ame obuiet.tivo. prattca.ro all'ingresso nell'aspe· dale, si riscontra "t'i\ un indi vìduo d i robusta costituzione fisica con tutti gli organi e sistemi bene svt· luppati e normalroPtlte fnu~ionanti. Alr esamt:l dello ore~iùo destro si nota.va tumefazione· ed arro:;;~ameuto rlel condotto uditivo esterno oon fuoriuscito. da esso di abbondante l"ect·ezione purnlenta. La membrana clel ti m pauo si rin •eni \"a a m pia mente perforata tanto a.ll'e!!perimellto del Valca! or cL e con l'esame C<L_Oscopico. L "a.mmalato era ~•tobbrile l' per otLo giorni di!:!cendeva. !:!ompre a p~ls;;eggial'è n~l cortile dell"o,;pedale. La s~ra del 10 ebbe t'ebhn~ cou brividi che dnral'òno circa. mezz'ora, e coutPLnporatJeamente do ori pun· torii nella region~ mammillare siui.,tra. che ~comp:~r· vero colla. febbre, la quale cudde la notte con profu.,o sudore. L"ll a. sera 11bbe nn nnO\'O accesso fo->bbrile senza fl'eddo e dtm) sìuo alla notte del 13 al 14. cadendo di nuovo con sadore. Riproduco il diario: l~ geìM•tio. - 'l'emperat-urA )[. ~S,I.i. S. 39,2. Polso M. 88, S. DG. Assopimento con seusibilità generale ed intelligenza attutita; dolori estesi tl tutta la rachide celTicale ù dorsale·: pupiiJu a ;;inist.ra. alquanto rigida; movimenti del lmwcio sinistro dolentL così pure quelli della gamba; paralisi ·vescicale, per cui è necessario praticare il cateterismo. All'esame polmonare respiro aspro snl lobo superiore sinistro; area cardiaca nor-


IIUE 0.\SI DI PIOEllTA

male, toni pnri. Esistt" tlolor.d>ilit:"t inteu-Ja. nella regione ma-;toidea. e la secrezione puruleuta dall"orecchio destr o i'• abhondaute e fetida. 1:-1. Ma.t.tint~: tomp. 38.li, polso 88. Set·n: Lemp. l0.4, polso ~G. Coutiuuauo i dolori fllla rnchide ed al braccio sinistr o; ··~pet.tura to croceo .t bbcmd tm t e. Là ente è arrossata tu corn~pondeuza dell'articolazion•J -;tcrno-ohwicolar ~iuistr<~. e la. regione è molto dolente alla pressione cou act'.enuo di Hnttuazioue. La fo ,;'tJLta ~opra-chwi L"olnre P. tutrHd'atta. alla parte sinistra, i gangli l!ervicali dn, t'Jllt•:-t.l parte ~>Ono illgcr;nti e leggermente qnolli a~l!ellari. S i è inci'O l'asl!es'o u >lli.l. re~iouP. "teruo-claYiuo· l are. /.f. - Temp. :\[a.tt. :n,G, sera. 3"i. L11 :-;en.;ibilitiL ;. tor· nata unrms.le, diminuito il dolorP nella regioue mastoidea 1.). -- Tt>mp. }l aLt. 37,2. E!'!pettorato t-~carso deo-.o; per:~i ~tono i dolori alln sprùln.. D td la piaga esc~ scar~a quan tità. d i pn-.. Lo :-;.:olo dflll'or~c\!hio il <~empr•• abbondan te. icoro·w e fetido. La ~na dt•l In compare nn nuovo accc'I'IU ff'.bbnlo oon fr~ddo, cho ca.dtJ nella nott~' dopo circa 10 or, l'OU prOÙhO ~ndor<l. La febbre ba scg nit.atn con acces-;i .;imili pPr parecchi giorni, <.:ome si vede J all'auuessa. tab~lla termografica. Durau t~> la lt>bbre ILYVerth a hevtl stordimento, che oes.;a\·a t!ompletameute dopo di ,•;;,a. /!1. Dur a.ute h~ uotte ba. lWnto br i\ idi o sono ri compar<~ i dolo1:i alla regione IOil!'Coidet~ destra, alla regiout• cervical•J sinistr~ e scapolo omernle. ~l . l>olore localiz;mto alla regione epatica; alla parte infer iore e po:;leriora del lato destro del Lorace vi è ottusi t~\ alla percus'lioue: esiste r e"pirazione so t'· fiante; !"espettor ato ;oi pre:.-ent.a nummulo.re.


D'C:E OASI DI 1'101-:l!I.\

La piaga in corrispondenza. deìl'articolazione sceruoclavicolare sin ìstra. è cicatrizza.ta. La secrezione delroreochìo è andata lentamente dimin11endo senza mà.i. scomparire completamente. Il dolore iu corrispondenza. dell' ipocondrio destro à cont,inuato per 4 o 5 giorni :>enza aumento sensibile dell'area del fegato. Il dolore nell'articolazione omero-scapolare sinistra

..

Fig. l .

ha persistito sompre più o meno acecntuato, eà è comparsa tnmefà.zioue con evid~:~n te fondamento. Nei primi di febbraio gli aeces$i febbrili diveutuno più regolari, non vengono con 1! freddo, n.J cessa.uo con il sudore; la febbre è diveut.ata a tipo intermittente, periodica. Essendo st.ato praticate iniezioni dì chinino e di.


acid o feu1oo, nel braccio destro, dove erano ~taLe t'atte inieztoru, si ;. sviluppato un ascdsso eh'è 'itato inciso il giorno ~ ft~bb raio. L' aspetto dell'ascesso clava l'idea che fo~se provenuto dall'iniezion<.1 di chinino, essendo formalo di pus tenue con molti cenci necrotici. Que~to ascesso. sebbPne limitato, è durato molto. Il l'' marzo la. piaga. residuale fu raschiata e suturata, ottenendo guarigione per l seoondaria.. Il 18 febbraio gli accessi febbrili torn ano tli nuovo con freddo o cessano con Hndol·e, e s'inoomiuoia a. mauitestare dolore alla. regione glntea. e alla cosc1a destra, ~enza. nulla t~.n·ertire localmente dapprima; in seguito si mauife:JlÙ un ascesso nel terzo medio ( partt' esterna} della CO-"cio. destra. che fu -.paccato il 23 ft>bbraio. ed un vasto ascesso nella regione glurea, che fu spaccato il 5 marzo, dando esito a circa un litl'O di pus tenue con molli detriti e cenci nncrotici. Con l'apertura di quesf esteii'lsimo asce·so t caduta definitivamente la febbre. Il 17 marzo ù stata suturata la piaga alla coscia destra, dopo recentati i margini e r aschiato il fondo, ottenendo guarigione in 8 g iorni. La piaga alla regione gluten fu lasciata guarire per 2\ chiudendosi completamente per la fine d1 mo.rzo. Per lo stato generale bisogna. notare che l'individuo era. molto deperito, con ~comparsa. quasi completa del panmcolo adiposo sottocutaneo, con pallore molto accentuato della pelle e dello mucose visib ili, con occhi infossati, naso affilato. oon tutti i fatti insomma di ~n 'adinamia accentuata. Dopo la. caduta della febbre mcominciò a rimettersi subito gradatamente, in modo ~e uscì clall'.>speda.le il 30 aprile, molto ben ntltrito, nmanenrlo. di tutti i ~noi mali, solo una scarsa secrezione purulenta dell'orecchio con perststenza della perfora17


258

nUF. OASI IH l'lO!n!IUA

zione della membrana. ed una lieve rigidità articolare della. spalla destra. Fu inviato in licenza di convalescenza dì sei mesi.

Cu·ra medicamentosa. - Fu fatta. la cura sintomatica delle varie lesioni comparse, dando espettoranti per i fatti polmona.ri, impacchi caldo-umidi o pomate risolventi per le localizzazioni ascessuali, sino"ite, ecc. L'aLite media purulenta-fa curata con lavande gene· rose all'acido borico, ed alla. resorcina. ed instilla.zioni di glicerina. iodofor.mica, alcool borico a. soluzione satura., glicerina tannica, polverizzazioni boriche, zaffamento borico, ecc. La febbre fu curata co11 chinino, preferibilmente fe· nato, dandone in media. un grammo al giorno e quando la febbre era pitt alta furono praticate iniezioni. n 25 gennaio. dietro mia proposta, gentilmente ac; oettata dal maggiore medico ca.poriparto cav. Vigorelli, furono principiate le iniezioni di acido fenico alla Bac· calli, incominciando con 15 centigrammi ; il 26 e 27 ne furono iniettati 30, e il 28 trent.a.tre. Dopo. tale farmaco fu a.bbandonato, lamenta.ndosi l'infermo delle continue punture. Dopo caduta la febbre si fece uso dell'olio di fegato di merluzzo con molto vantaggio. La dieta fu regolata così: durante la. febbre cibi liquidi, la.tte. brodo, uova, eccitanti (marsala, cognac) ; quando era a.febbrile mangia. va mìnestrine e cibi solidi di facile digestione, speoia.lmente pollo.

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'~

Cardilli Francesco, carabiniere della legione diTorino, della classe 1871, è ricoverato all'ospedale il 24 ottobre HIOO per osteomielite acuta del femore


DUE OASI DI l'IO.Bll\Cl A

destro. Non presenta precedenti morbosi ereditari e oollatera.li di sorta. Egli all'età di 17 anni &llllllalò di angina difterica., di cui guarì completamente e non sofferse al tre malattie di r ilievo, prima. dell'a ttuale. R iferisce che verso la metà. del mese di settembre 1900, senza aausa apprezzabile, cominciò ad avvertire un senso di dolore in corrispondenza del cavo popliteo destro, ctù tenne dietro una tumefazione del terzo inferiore della. coscia e d('i tessuti periarticolari del ginocchio. n gioruo 3 del mese di ottobre, veniva ricoverato all'infermeria. presidiaria di Casale, dove andarono sempre più accentuandosi i dolori e la tumefazione, che si estese al 3" medio dell'arto. La temperatura dell'ammalato si mantenne alta raggiungendo verso sera i 30° 5 ed i 40'• Essendosi constatato, dopo parecchi giorni, un senso di fluttuazione profonda sulla faccia posteriore-esterna del 3" inferiore della coscia, il g iorno 17 si pratica va un'incisione, dando esito ad una. grande quantità di pus. n giorno 24 dello stesso mese fu trasferito all'ospedale di Alessandria, per essere sottoposto all'atto opertltivo necessario. AU' esame obbiettivo praticato nell'ospedale, si riscontra un individuo di costituzione originariamente robusta con organi e sistemi normalmente sviluppati. La pelle e le mucose visibili sono molto paUide; pre· senta notevole deperimento generale. ~ou presenta. silìlide in atto, nè pregressa. ~ella r egione sopradetta si nota w1a piaga estesa circa cenLimetri, dalla quale fuoriesce pus in scarsa. quantità. Coll!i. specillazione si raggiunge facilmente il cavo popliteo. e si riscontra l'estremità inferiore del femore destro scoperta e scabra. Non si riesce a trovar e nel· l'osso foro di com.unicaz10ne con il midollo. Le manovre di esplorazione riescono dolorosissime.

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2GtJ

DCE 0\$1 DI PIO~:\IJA

.Nella parte anteriore della coscia medesima, tra il s• medio ed il 3•' inferiore, si riscontra una rilevante tumefazione con lieve arrossamento della. cute. La palpazione riesce in questo pun~o molto dolorosa e si percepisce un senso indistinto di fluttuazione. La febbre si mantie.ne tra i 88 e i i38,5. Confermata la diagnosi di osteomielite aouca del femore, si stabilisco di eseguirè la. trapa.nazione del femore) . che eseguisoo il 27 ottobrE', assistito dall'egregio sottotenente medico Margara. Previe le abituali regole ase~Liohe ed antisettiche, praticata l'anestesia. morlìno -oloroformica, fo un "incisione lunga circa 10 centimetri nella. regione anteriore della coscia tra il s· anteriore ed ns· medio, arri,•an.do lino all'osso. Al di sotto del periostio si trova una. rac· colta purnlenta non molto abbondante. L'osilo si presenta scoperto e scabro per un'estensione di circa 4 oen· ti metri Henza alcun foro di comunicazione con il midollo. A.llora pratico una trapa.nazioue esplorativa in questo punto con il trapanino del Collio, ma non si ha esito di pus dal midollo. R a.sohio con il cucchiaino di Volkmann l'o~so scoperto e tampono con garza iodoformica. Procedo quindi a.ll'allargamento dell'incisione già. esiRtente n ella regione postero-esterna della coscia (3° inferiore), eseguendo un·apertura. Jelle parti molli di circa 15 centimetri sino all'osso. Cosi mi posso accertare che l"o::;so è scoperto per lunga estensione (10 centimetri) e che esiste qualche foro d i comunicazione con il midolio. Distaccato bene il periostio, con lo scalpellosgorbia, eseguisco un'ampia breccia del midollo, asportando parecchi pezzi ossei parzialmente necrosa.ti e raschiando generosamente il midollo. Cauterizzo i11sieme rapertura ossea. ed il midollo con il Paquelin e pratico il tamponamento dell'osso e delle parti molli con garza.


Dt'F. CASI 111 PlOEliL\

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2G1

iodofornuoa. Completata la medica.tura fisso r arto in estensione in una doccia metallica. Il decorso postoperatorio nel pr1mo e secondo giorno fece molto temere; il pol,;o si era fatto piccolo, filiforme, l'ammalato era divenuto più pallido, la t'ebbre si era. elevata., nella notte si vt:-rificava. delirio. T!~urouo praticate iniezioni ùi canfordo e caffeina. e fn. apphcata l' ipodermoclisi, iniet.tando in più riprese un litro e mezzo ùt solt1zione fisiologica. Il a• giorno il polso si fece migliore, oosì anche lo condizioni geneJ·ali. La febhre però non cessò affatto; rimeUAva a.l mat· tino sino 1u 37° e la sera :;i rileHI.Vh. raggiungendo i 3~". 39' 5 t> qualche volta il 40•. Nella nott~> si veri· fica va s~mpre delirio con forti smanie; due persone erano appena sufficienti a mantenere rammalato, ed una volta in un accesso rinsci a strapparsi la. medicatura. Durante il giorno il seusorio era completamentE> normalu. Yadendo obt• la. febbre pro~eguiva e non potendola spiegare come tebbre ~uppurativa, poicbè le piaghe si presentavano di buon aspetto e di scarsa suppnrazione, si pensò tdla complicazione di una febbr e p1emioa o settico-piernioa. In base n tale diagnosi, fu iniziato il trattamento con iniezioni di acido fenico alla. Baccelli il 7 novembre dai 18 ai :30 centigr. nei primi giorni ed in st>gtuto ~i continuò in modo interrotto con 18 oentig•. fino al 22 ùello stes!:!O mese. Come si può rilevare dall'annessa. tab€'ll&. t.ermografìca, in seguito B.l trattamento COn le iniezioni, dopO tre O quattro giorni la febbre andò gradatamente diminuendo e dai 40 di..,oe;:;e ai 39, pot ai &3, sino a scomparire completau.lente il 25 novembre; e cessò rapidamente e completatuente il delirio. Fin dall'ingresso all'ospedale si somministrava un grammo di fenato di chinino al ginr!lo, obesi pro=>eguì;


262

DUE t'ASI 01 l'IOlmi.\

ed i primi giorni fu anche eseguita una iniezione di idroolora.to di chinino di '~ grammo. La febbre ara a tipo intermittente con accessi quotidiani, però qua\:li mai si verificava. freddo e solo rare volte sudore. Cessata la. febbre, le condizioni generali migliorarono rapidamente, la piaga nella faccia anteriore della coscia

f•tg. 2.

cic$trizzò completamente in circa 40 giorni, la piaga nella regione esterna., dove fu eseguita la. trapanazione, si andò restringendo, .fino a. ridursi ad un seno .fistoloso, con granulazioni di buona natura, che non si chiuse mai completamente, per la formazione di un l:!equestro nel 3• inferiore ciel femore. Intanto si andava pronun· ciando P osteoperiostite raattiva (sarcofago osseo) intorno al sequestro e nettament e si delimitava all'esterno,


DUE CASI DI J>IOEMIA

estendendosi per tutto il 3" inferiore e per porZJone del 3" medio. All'esame collo specillo si uotava bene che si entrava. come in una cassa attraver:!o un'a.pert.nra non molto e.'itesa, e si riscontrava al dt dentro un sequestro che si circoscriveva in parte con lo speoillo; es:>o era durissimo, immobile, indolente perfettamente. Con la speciUazione si produceva scarsu. emorragia della. parte. Intanto la nutrizione generale era diventata ottima. e l'ammalato l'Ìusciva a camminare, ma in modo limitato, sopravvenendo qualche volta tumefazione di tutto l'arto, ohe scompariva con il riposo. Essendo trascorsi parecohi meili dall'ottobre 1900, Rino al maggio 1901, ed essendo molto lenta la delimituzione del sequestro e in conseguenza la. mobilizzazione di esso, si decise di accelerare l'intervento con l'osteotomia per sequestro e quindi sequestrotomia. Infatti, considerando che il processo era limitato al 3• inferiore del femore con la. cassa necrotica ben formata, non si poteva incorrere in nessun pericolo per la continuità. dell'osso ed intanto si accelerava di molto la guarigione. Eseguii la 2• operazione il 25 maggio 1901, assi~t.ito dall'egregio tenente meditJO Boggio·Lera. Previe le abituali regole asettiche ed antisettiche, fatta. l'anestesia mor6no·cloroformica ed applicato il laccio di Esmarch nel 3° superiore del femore, ho allargato il seno fistoloso cntaneCI lungo la veochia cicatrice, infossa.ta ed aderente che esil:lteva nel a· ìnfe· riore (regione esterna.) del femore destro, incidendo le parti molli per circa 15 cent. fino a.l perio~tLO. Distaccato questo per un buon tratto, mettendo bene allo scoperto ros:>o mercè uncini grandi a. tre branche, ho allargata la breccia ossea con lo sca.lpello-sgol'bia (o'>teo·


Dl'l-: C.!SI IH I'tOKl(U

tomia), facendo un·apertuta. eli circa -l cen~. di diam~tro. Ho el!triltto quindi, con l'aiuto delJa sgorbia e ciel cucchiaio taglieute, il seque~:~tro a pezzettini (sefJUS· strotomia). ilo poi ben rasohia.ttL A cauterizzata con il Paqueliu la c:witt\. della necrotea. lunga circa 10 cent.. ben as.sicur.lDdomi che si era a ... porhto tutto rosso 11<3· orotièO . .Receutatli}Uindi i margini del d~no fisooloso ed a"por· tat.i i tessuti cica.l rhdaJi. iufossati ed aderenti, bo fatta. la riunione oou 2 piani di sn~nrn, nno profondo con catgut ed uno superficiale cou ~:~etlL. Ho posto nn drenaggio di garza iodoformica nella parte ptù declive c• <Jnindi ho ~se~uito una medicat.ura asettica asciutta. Uo fis,.,lto rarto iu una doccia metallica Il decorso postopera.lorio fu normale, la ferilA~ ohi· rurgioa. aderi per l'' intenzione llOll una cicatrice beu appianata., non aderente ai teHsuti sottostanti e ben solida. La fnn~ione dell'arto ~i compiva. in moùo fisiologico, non risentendo alcun disturbo nella deambulazione. Il malato uscì dalrospedala il J" luglio lOOl, con Lre masi di licenza di convaleSC(JUZfl, dopo circa, uu mese dal 2• atto operativo e dopo pitt di 8 dall 0 •

Prima dt fd.re la discussione diagnostica e qualche con:>iderazione sopra i due oasi de::writti, credo oppor· Luno premettore alcune nozioni ~ulla febbre piemica per poter meglio detrarne le conseguenze. Durante ll) definisce la piemia una malattia infettit'a carattenzza.ta da unà forma intermittente di feb· bre. precedutA. da brividi e accompagnata. dalla forma(l ) DuRANTI!:.

l'rtlllfllo t.li palologla e ltrtJpltl o/iirurgica. Val. l.


z10ne di a<Jce~~i metastatwt Reclns (li di<• • cho la piemÌa e una malattia prodotti\ Ùalla penetraztOllO n ei vasi del pns, delle sue tossiua e dei suoi microbi che, tr11.spor tati dal !'aug ue, vanno lontano a svilupparsi nei tes:mti, provoOàndo suppuraztoni secondarie. S uU'origine e la natura dell'infezione furono avau· ZAte molte ipot.e.;i. Una delle piìt antiche e qudla riella metastasi, che darebbe ongine alrascesso. Per la. via di penetmzione del pus sorsero grandi disou~sioni; a.lcuni ammisero la penatrazione dir etta nei vasi aperti o vene mal obliterat<•, altri omisero la. teoria della flebite .;nppurata. Con la teoria. d t \ircbow sulla embolia ~~ 1'ooe un gran pa.,;so snll'argomento, dimostrando che P" r la produzione cl i ascessi meta-1ta.tici erano nece:;sat·i corpi capaci di embolizzare t vasi, e che per la produzione di t.n li ascessi bisognava cho g li emboli fossero set-tici. Le scoperte batteriologiche con· fermarono e dettero la spiegazione del fatto. St dimostro per gli studi di Koch, Bordoui-Utfre· dazzt, Bonomo e Tucomi che glt ascessi meta.-.tatici nella pioemio. "ono la. conseguenza di trombi di:;futti dai microrganismi piogeni e po~:~tisi in circolazione. Per gli studi di Lister, Pasteur, Or th, R osenbaoh ed altri bisogna ammettere che la pioemia e i caratteristici asces-i matastatici con oui si accompagna. po.;sono es:iere prodotti da. tma o più specie di piogeni. Rosenbacb in SAl casi di pioemia. tipica potè ottenere ctù t ure di stafilococohi Iliogeni, due volLe misti a streptococohi. Un tempo quesLa. malattia em frequentissima negli OSpP,dali prima dell'era antlset,t.ica. e il maggior cont~ngente era dato dagli amputati. che raramente gual'Ivano e dai fratturati. U) ll!cLus. -

'l'l'~tlltltO eU chirrwgltt. Ttl ttin l, p~~og. 1!1


2tlG

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DUK CASI J>I PlO,ElllA

Contribuivano al dilagare della. malattia l'accumulo dei feriti, in alcuni lo sta.to costituzionale, gli sforzi, l'alcoolismo, il diabete, i patemi d'u.nimo, ecc. Dopo l'era antisettica. e coi progressi igienici, la ma· lattia è divenuta rarissim~, specialmente nell'uomo, donde rimportanza dei miei due casi.

.. Prima di tutto. nelle malattie riferite possiamo sta· bilire che re&lmente si tratti di piemìa? ~el l' caso di Di-Giacinto il compito rie3ce facile, eilsendovi tutti i caratteri clinici di una febb re piemica tipica, che ha avuto origine da un' otite media puruJenta.. La pa.togenesi, stando ai fatti rilevati nella storia, si dovrebbe spiegare cosi: che ciotl il processo si sia JJropaga.to de.lla. mucosa della. cassa e delle celle ma.stoidee all'osso, e da questo alle venuzze che si scaricano nei seni; si sia. prodotta quindi flogosi e trombosi settica del seno laterale, eh'è il più prossimo. Il trombo poi si sarebbe disfatto per ilebite suppura.tiva., e ne sarebbe d eri va.ta la. pioemia con l t> metastasi trombo-emboliohe, che hanno prodotto gli ascessi descritti. Infatti così si spiegano i sinton1i gravi che tutto ad un tratto si sono sviluppati dopo circa 8 giorni di beuessere. Confermano la diagnosi il dolore nella regione mastoldf:'a molto accentuato, e principalm~nte i gintomi cerebrali gravi con la febbre &levata. Inoltre la. secrezione d eU•orecchio era di ventata. ab· bondante, icorosa. e fetida. Dopo tale fatto iniziale è incominciata. la sequela degli asoe'si meta.statioi nel polmone, nel fegato, nelle articolazioni stervo-clavioolare ed omero·scapolare e nella cute.


OCF. CAl:ll Dl PJOEMI.\

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~(ì7

Le successioni anatomo-patologiohe di tali ascessi si verificano cosi; secondo Hayem ,. Corni!. I leucociti, divenuti globuli di pus dopo essere st.ati invasi dai piogeni, in va.dono i vasi dopo la disorganizzazione della membrana granulo. a , essi penetrano nelle vene dei bottoni carnosi disfatti, poi arrivano al cuore e sono lanciati nei polmoni. Là. i globuli meno attivi, meno mobili che i veri lencociti, circolano difficilmente, s'arre ta.no nei capillari, li ostruiscono per la loro agglomerazi one. Allora entrano in attività i microrganismi che essi banno rimorchiati· strepto.~occhi, stafilococcbi, germi piogenici d'ogni sorta.; la loro potenzialità. settica si manifesta, i batteri si sviluppano, i leucociti si a.coumnlano e formano un ascesso. Gli emboli settici non sono semplicemente tlogogeni, essi sono anche piogeni per le tossine contenute. La. loro penetrazione nel sangue provoca i brividi, ma. tale penetrazione non è continua, quindi 1 brivtdi sono irregolari. Questi ascessolini poi, per lo ste.•so meccanismo, possono essere il focolaio di origine di altri, che attraverso la. grande circolazione possono andare a formarsi in tutti i rimanenti organi. Nel caso di Di Giacinto i primi a. comparire sono stati i fatti polmouari, e poi i fatti epatici, articolari ecc. Il modo d'insorgere della. febbre con for~e brivido, il rapido elevarsi della temperatura. e poi la. caduta. di essa. con profuso sudore pot.evano far pensare alla. febbre malarica. Però, a. prescin.del'e dal fatto oha il Di Giacinto non era. mai stato in paese mala.rico, e non presentava. tumore di milza, la. cura. ab iuva,llibttS del chinino non aveva prodotto nessuno effetto. Come conferma. decisiva della. diagnosi, fu eseguita dal distinto batteriologo, tenente medico Molina.ri, addetto al Gabinetto delr ospeda.le, l'esame microscopico


e batteriologico del ~a.ngne. L 'esame diretto del l:langua riu.;ci negativo, l'esame ha.tteriologico, 1..-seguito con le cotture in brodo ed in agar fn positivo, f11cendo riscontrare numerose colonie di sta.filococchi. Non così faulii sono invece le oouclnsioni diugoostichf' rela.Live al Cardilli. Anche in que.ito cas:> io, iu~ieme all'egregio tenente medico Castagooue, eseguii l esame micro~::~uopico del sangue, ma riu~ci. negativo. Non fu esegnito l'esame batteriologico che solo avrebbe potuto troncare og01 indecisiouo. L'esam"' della tabella t.ermogra.fìca ci fd. riscontrare uua rebbre regolarmente intermitteut<l, con accessi sero· tini. Non si avevano per lo più brividi nell'ini?.ÌO, e raro era. il sudore nella dofer\-escenza: si venti cava delirio nella nott~. La febbre m~darica era tÌlcile escln derl1\ per le modcsime ragioni che ho esposbo sopra. Si poteva pensare ad uut\ febbre snppnrativa >~empli­ oemeute; ma rista~no di pus ohe avesse potuto provo<>..<lre l'assorbimento non si verificava, eo;sPndo molto estesi gli sbrigliamenti e quindi faoile il deflnsso della marcia; e poi le piaghe si mostravano di buon aspetto e l1\ t;ecrezione purulenta era fjU&,t scompari!& dopo qualche giorno dell'operAzione. [noltre la. febbre suppnrativa non ;, mai cosi alta, quando il focolaio è aperto; nè produce un delirio cosi aocPntuato e prolungato, come nel Cardilli. Si pnò anoho escluderA che si trnttasse di febbre settiooamica. pura, poiche la. febbre era interm1ttente, me n tre ciò non si ~·eri fica in tale fol'ma. morbosa. lWendosi .;;olo remi!lsioni mattutine eJ ttnche non molto accentuate. Inoltre mancavano i sintomi nervo'3i spicoatissimi1 a.ll·iofuori ddl delirio nella. notte. ed i ft\Lti gastro-enterici, che sogliono \"erilicarsi nei setticoemici. ~o n rimarrebbero che la forma p il'mica e la. forma mista sett.ico-piemica.


DUE C \Sf tJt PIOEMU.

Oert.o nel Oardilli non si è verificata la forma tipica della febbre piemioa, poichè esiste\'a è vero inter mittenza, ma. non v'ara quell'irregolarità che suole averdi in tali for me, ed inoltre non si sono riscontrati ascessi m e~astatici; solo si è avuto un processo limitato di periostite nel 3' medio ed anteriore del femore , dovuto probabilmente a propag{\zione di proce.sso, attraverso la ret~:~ vascolare molto ricca della r.~gioue. P erò, esaminando la La.bella termografioa ùel Di Giaciuto, e me~tendola. in raffronto con quella del Cardilli, '\"ad iamo n el J• che dal 30 gennaio sino al 6 febbraio, o~'!i ll. per 8 giorni, la febbre è intermittente e presenta in ambedue il tllE~Ùesimo decorso oon assenza di frecldo e dt sudore. Qutlsto fitUo uel D1 Giacinto si è verifioato dopo le iniezioni eH acido fenico. Durante questo p':!riodo n on si sono notati fatti che stesse\'o a dimo· st.mre la formazione di nuovi ascessi metastRtioi. all'in· fuor i d elraset.sso al braccio sunnotatò, che si ù aperto il giorno 8. dovuto evidentemente a chinino, e che d'nltr·onde non pot,eva produrre una molto visibile reazione, eseumdo limita.l..o. Come mai durante gli 8 giorni sud rlot.ti la febbre era. diveniata iutermittente senza il ca· rat.teristico brivido iniziale e senza il sudore della defervescenza ( Forse probabil mente per la mancanza di as...:es<~i metast.atioi. Rimane semp1·e però a spiegare la. ragione per la quale questi non si sono formati. Durante (l ) emette ripotesi che nello. tebbre setticoemica forse la m aggior parte dei microrganismi danno tossine che ostacolano la formazione dei coaguli nei vasi, indispensabile perchè si abbiano em.bolismi settici. P o tr~bbe quindi pensarsi che si fosse nel caso del D.i Giacinto complioal..a la setticemia, ma mancherebbero pa· recohi sintomi ed anche il tracciato termografico. Quindi. Il ) IICR A:oiT F.:

-

Lo,·o ritato


270

OliE CA:>l DI P!OK\IL\

for e bisogna cercare altroYe la. ragione di questo tiltto. Io avanzo un'ipotesi azzardata, ma. che successive esperienze potrebb~ro accertare. Chi .:a che l'acido fenico non abbia un'azione t.ale sui miororganismi da imp~>­ dire la formazione di emboli "'ettici e quindi di oonse. outivi ascessi? Le iniezioni non furono proseguito per luogo tempo nel Di Giacinto, o quindi il caso non può e.:;sere molto dimostrativo. Nel Cardilli invece le inie~doni furono incominciate subito e si proseguirono sino alla. scomparsa della febbre In questo caso adunque non si ebbe formazione di ascessi metastat.ici. Ora. si cltwe ciò alla. complicazione dalla febbre setticoemica o 4ll'azione dell'acido fenico~ ~J difficile poter rispondere a ci0, ma intanto bisogna notare che sintomi speciali di setttcoemia, come ho gi!'t. deLto, nou si riscontravano. ~i potrebbe quindi emettere l'ipotesi che l'acido fenico po3sa spiegare l'azione a.ttenoante sui microrganismi piogeni sino 11. distrug gerli completamente, e for:;e la sua azione si potrebbe e~plicare prima sul loro potere piogeno e più tardi solo sul pirogeno. Nè vale oppor~i o. ciò dicendo che una do'le così piccola di acido fentco uon è possibile che poi!sa. disinfettare una. massa sanguigna così grande. Noi ~appiamo come ou solo centig-rammo di sublimato al giorno sia capace di arrestare una grave infezione sifìlitica e guarirla. in poco tAmpo. Non è pure la sifihde anch'essa. un'infezione generale? Adunque nes:mna. sorpresa, considerata l'azione A.ntLsettica dell'a01do fenico, che 15 o 30 centigr. di esso ~l giorno possano ~volgere un'azion~> benefica su un'infezione generale. data da microrganismi piogeni. Inoltre può dar:~i che l'uOLdo feuico po,.;sa anche avere un'azione sulla coagu· la. bi! it.à del Sélngue. Del resto la mia non è che un'1potesi, e come tutto le ipotesi, dovrà. es3ere confermata. con prove cliniche


Dt:;E C.ASI DI I'TOE~flA

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e sperimentali, ciò che mi ript:'omet~o di fare, se mi san\ possibile. Termino queste mie brevi note. dicendo qualche cosa sulla. cura.. È noto ohe, per le ricerche di Oba.rrin, di Roger e di Marmorek, la. sierotera.pia. ha fatto un progresso decisiv o. Noi non abbiamo potuto adoperare il siero, sebbene fosse sLato da me richiesto, per le tnolte difficoltà inerenti all'acquisto di esso. Si è adoperato, come .ho detto, racido fenico, solo limitatamente per il primo caso e sino a. cura completa per il 2•. L'azione però di esso è stata. evidente in ambedue e speoialmede nel secondo, nel quale cessò subito il delirio e diminuì rapidamente la. febbre fino a scomparire completamente dopo 18 giorni. È nota infatti l'azione dell'acido fenico, capace di moderare il potere riflettore dei centri nervosi e di abbass&re la temperatura, fin dal 1888, per opera dell'illustre mio maeiitro, il professor Baccelli, il quale propose di int.rodurlo in terapia nel l ° Congresso di medicina interna. Da quell'epoca l'aeido fenico in soluzione acquosa (1-2 p. 100) acquistò oreJito nella cura delle nevralgie, nelle neuro-mia.lgie e nelle nevriti. Conoscendo poi il suo grande potere antitossico ed antibactet:ico, l'insigne clinico romano s'indusse a sperimeut,a.rlo nella cura. del tetano, ottenendo xisultati cosi brillanti da superare quelli offerti dalla sieroterapia (1). A conferma di ciò abbiamo qui sentito nell'anno decorso nn' elaborata conferenza dal capitano medico Gerbaldt, nella quale illustrava Ull. grave caso di tetano, da lui curato con successo nell'ospedale succursale di Parma. mercè iniezioni di acido fenico, nel qual caso erano r iuscite negative le iniezioni di antitossina Tizzoni. ' Il ta lt•form(l mtdiea, N. !lll, j 3 !licPmbre 1 8~8.


llUJ.: CAst D l l'IOK\IIA

Consecuti,·amente tale far maco f. stato adoperato in molte altre msltlt&ie infettive: nel ca.rbonchio, nell'eresì pela, nell'infezione pnerperale ed anche nel tifo addominale da. Skultecki (l), Viola (2), Fedele (3), Andrea. Velia (4', Antonio di l!"ilippo 16), Natale 16). Pietro Carta F~t.u \ 7), Curti (8 ecc. Edotto da una cosi riectl mos<~e di efficaci applicazioni, volli anch' io 'lperimentnre il potente farmaco nella cura rlella pioemta, tla. nessuno finora adoperato, almeno ch'io snppta, npetendo con lo Skulteoki (!J): « , 'e l'acido fenico riusciva tauto effi.ca.cemeute tu una intossicazione co~ì grave 'lual't} quella provocata dal tetano. parchi' 11011 poteva. avvenire lo ste:sso in altre inlossicazioui, se nou più graYi, per lo meno a.ltret· tanto disastrose t » Certo, data rinuocnità del rimedio anche ad alte dosi (nella Olin ioa di Bttcoelli è stato adopera~o nella quantità giornaliera. di 33-fi0-72 cen~igrammi ) (10), la. facile a.pplictl.zionc ed il modo rapido ed economico di poterselo proourarl"', n 'è sempre consigliabile l'uso. spe· cialment~ quando, come nei casi descritti. non sì po~.:;a diilpor re ciel 11iero Come ooroplomeuto dì cut•a. bisogna accennare, oltre alla re:,.Ì'ìtenzu organica notevole dei due malati. alle generose iuoi:,ioni e sbrigh·tmenti da me praticati in ambedue i casi, e che certo riescono molto benefiche.

!Il

upplrmr11lu al 11dflrllnitQ, !'i. :!'1 ;1~1 111~3. pag. i:!3.

(t) Id id .• ~- 3 tlt•l {'l\lS

(31 (jtl;;,ttn drutl 111prdllfi,. di'l/t t.litl;cl;f', N !l' del t89!!. (l UJI/11/IJifll/11 (1/ PùltrlltiUO, ~- ~· •l•·l l 9i. (:Il IJ H •• N 48 tl~l 18~; n N !ti tiPI 11>9'1. !G Gn;.z,;t c ;lrgl; fhptrl•tll 'df'llr t:ll•ur.ht, :0. U del 1~. (;· ·'"Pf'VIIIflllo "t PttltrlwEro, 1\. !! ,J l l lì99. IRJ Gn:zrlln lltqla fl•t•t•lu/1 t dtllt Ctcrurl.- \ 106 del 1!!!1!1 19) <:~tpplrmtulo te/ flollrlctllco, lo~o rllalo (101 Ici. IL. :ol. 3l,f'llll 78:1 <111110 111


DUE CASI DI PIO E'Il\

27$

[uiÌttti il Fouuier di Lione nel 'Hl (l) pt·opone,·a le intt•zioni sottocutanee di olio esseuzinlt:! di trem.mtiua. per pro,~oca.rl:' ascessi da lui detti da fissaziotae (nboés de ti '\ation) nella. cura deU13 forma pìoemiohe, bn"inudo;;i sull'oss<~rvazione clinica che nei co.-:i di lebbra puN'· ~rate generalizzata., questa diminuiva d' iuten,ità, allorch~ si veritica\·a. una. suppura.zione locale. Per pro · vocar.: nrt.ificialmente tali suppurazioui arloperv prima il solfato di ohiniuo, poi il nitrato d'argento, ma. cOli poco risultato e finalmente rolio es>!enziale di tremtmtina con esito migliore. Thierr~, vou Swieoick:i, Ft!rrand RévtliiJrl pro\'o,, rono con risultato molto soddisfacente ta.h· m.,todo; là. magg ior par te dei clinici però ~i mo'ltrò sct:ttica. Un altro caso di guarigione molto dimostrat.iva, in una. t'orma pio emim~ non puerperalf'l, lo riferisce il doLtor Menko di Amsterdam (2), provoonndo due ascessi con l'olio essenziale di t rementina. b'~ochier credeva. che con il suo metodo i microbi circolanti nel sangue si fissassero in un dat.o punto. ma iòappiamo per le ricerche di m eula.to~ ed altri che tali liqC('"Si sono asettici; solo eccezionalmente fn ron trovati &caNi pnoumocoochi. Uuantemesse attr ibuisce l'azione terapentica a.ll'iperleucocitosi determinata dall'asce..-.,o. Oggi generalmente llÌ dà importanza alle a.ntito·:;ine cht> ,j producono in tali asaes,;i e che si versano nel sangue. Ecco COSL rievocata. e spiegata. ~cient.ifica.meuto la curo. empirica degli antichi chirurghi per mezzo dei setoni. Io non saprai dire quanto possa esserci Ùl voro in ciò; il fatto si ~ che nel Di Gia.ointo (1" caso) è caduta (Il Gt~s:etla tltqli Osptdoh e delle Clinicht, N. 31 IIPII'auno t 899, fl&JI. SlV ' SUl(! l ~~tessi tla fl,~a,lona , . ltl Het·l. khn. IVocllenschri{l. Anno 1899, ull imo nmn11ro.

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la fehhre Jefinitivameuto dopo l'ampio sbrigliameuto del vasto ascesso nella regione glutea destra. prc.dotr tosi, io credo. in seguito alle ripetute iniezioni nella parte di acido ft!nico e di chinino. È noto l'afori~ma di uuo «lei più illustri profes!'lori della facoltà. medica italiana, ammalato anni or sono di piot>mta, e guarito dopo molte cure mediche e olururgiohe: Io debbo la mia guarigione. egli diceva. più che ad ogni altra cosa, al coltello del chirurgo.


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA Ooll. M. Mossf:. ·- L'uso delle pata.te nel diabete melllto. - (Journal des practiciens, 21 ùicomlJre 1901, n. 51). na;.;li !'ludi e dalle ricerche dell'autore, tanto al !eLlo dell'81llllll:lltll 0 come nallabor·atot•io, do cìnqu'' anni m 'lua etner,ge la dilno~ l razione ùella se~uenle proposiziOne, che si scosta allallo da1 cnncetli generalmente ammes~i iu seguito ai lavori

ùi Hnuchnr dat, e l'ÌO<' che: Nt>i diabetici, la palata è non solo 1111 alimento permesso, ma, nssat rlll•glio, un ahmentn utile, c ho ptu\ essere cou vantaggro <~o~Lr ltul.o al pane di rr·uroenlo, n dosi elevale e sutJicienli pPt· mantenere l'equilibrio df'lla raziono alrmentare, che <' I]Uanto dire n~lla pr opor zio11e cli 2,!l a :J di potate in luogo ùi l iii {11:1118 . Que-.la tiHSliluzionr è h•'nissillJO lullct·ala in quasi Lul.lr 1 ca«1, an1.i, <'OnLrariamenle a c·1n che si sa1·ebbe potuto temere 111 c::~guìto alle 1dee dominanti :-~ullu ulilizzazione degli amilacei nt'l pazwuli Iii diabel~>, fio .... i ~iornnliet't! di patate va••inl•i r tln ;100 ~ram m i a 3 chilogl'atnnri, e in media da chilo-

:,!raurrnr l od l ,500 hanno •·ecatu 1ma diminuzione rapida , quosi iruur~ùrata <lelh-t F<ele, della glrcocourra in proporzioni talora COh ... i<inro\ Oii, ed un migliorarnento nei VOI'! elementi della ~1nd1·urno III'Oiogica, coinciùenle eziandio con un corrispontll'lll\' miglinrnmeuto generale. A. C.

Devesi curare l& febbre e come?- tReotLC tle méd., n. 11 , novembre 1001).

•IE"iflltASSll<.. -

~el Con~1·esso internazionale di medicina. tenulosi a P!!· ri::i (1!1110) i m euki non fu rono d'accordo cit·ca la neces<:iJà e la llllrocnil~ rlell' anlipires~ pr ouuntiatrdosr r[ualcuno favor evolmente (l.t\pìne), altri limitandola tiOllnnto nelle condizioni allarrnauu (Slokvis) ed altri infine pr osc1·ivenùola addirill.tti'A (Robin).


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RI\'IST.A !a:DIC,\

L'.\, crede che la q•tì:stione non po~sn e-=c:er • ù..rlnitivamenl•l l'i~t>lnlA, .:;e RÌ ll~>n~ solo conto •h•gli studi c!Pi fa1'mA· colo~1,le cui applict~zioni nella lerupiH umana non ~ono l'!ltlflCi di dar•· risultati sod ti!<fac«'nli. Le sl<lc;se stali-.til'lle l'ipr>rlale

per dillll)oòlrnre rnziuuc b{•neficu n 1811110"'8 de!l'aulipi1'6-<l non 8\'ere grt~~t vul01·c, perl.!hà t·cdatle o in lemJII d1 entuc;iasmo mi in qut~lh th :>l'·>ra~!ltamenlo per f!U8siA prati<'a; desso per·ò valgono ~cmp 1 ·e a dimo'<tl'Are cho l' nnlipir·e::;• non ha molla influenza sulla mor·t11liln erl è nalurnh• perch··· CC.11ubnlt1~ la roilbre, .1011 la malattau, di c11i que'-'la e un ::;io tomo. Le cc;pcrreole su~li anunali sono \"aJ..;e a dirno"ll'are che dess1 re"i"tooo meglio <\lle infe:t:ioui, <>e la loro tempPratura ò mantenuta al di so1H'8 tlt•lla not•rnnlc; IIHt 111 quo'ILt lo temperaiura è stala solo elevata di 1-2 centi!!radi., percin non pos,ono tledur,..i dalle •''Pt'r! nze con<"Juc:•ona pt·ec1c:e " tlorlnilive. c:olbmto può dil•..i chu la elevaziOne nrtitlciale della tempet·alura dell'nr:;rani--mo htl un elfdto pl't'\'Cnllvo prima che l'in· fazione dolio stesso ubbia preso l••rt•eno. L e ollro prove addotte per sosll'lll're la influenza favorevole d P. Ila rebbr·e sulla malattia non ltnnnn valore <>ctenlillco: come <>o~t··net·e che la t••mperAlUI·a fe!Jbrale dt•ll' orptlllll""'ffiO ioflutc;c:a dnono..:aroeute •mila v1ta dui micr·organismt, quando l& clinica tl la c«perionza provano ti contrario ? S1 chce t'he la fobbro lifoitlea t' 111 pol tnonilo a Lompt>raturn pocn elPvala hanno o:;empl't' una pro gnosi sfa vnr••volt~; ma in qu••sti ca,., è pnì gm-;!o penc..aa•e cht~ la febbre é lt.t conseguPnzn, non la cau ...a della malallla, P che dc-.sa unn solo dip:.n.Jc• •lalla ma· latt1a sl~:~,. ...n, llla anche dalle conùrzwm speciali clell'organi>~mo ummalato. Dalla osc;er vatione clin 1ra !>i d"'durt' snllanlo che lo morlalità non è essenzialmento cambio tu .lall'u<~o .Jell'onlipit•e<~i; ch.que,.ta non ha influenza sulla durnla della malallia; che l'azione del '•tolipire»t metlll'amento'"'a lhii"CP, al pari di quella dei bagn• fredd1, con 1\·tr~llo anlipirehco del farmal'o e percit• è nnu lllusiono il CI't•dt>rt> che zii allllpircLi•·• e~er•·it1nu uno itllluenza ptù dua·evole nellu malaltia e nell'organi~rno. E se l'nnlipiresi non influisce né sulla ùurala tlelln malattia né '-'UIIa guarigione, pt>rch•~ ricorrervi 1 Perch•• è IIPcesc:aria al malnlo, il cui stolr> è reso più j!rave dalla febbre, Il medico deve racorrervi, come ricorre &. nltri rnezzr pt>r mallgaro il ùolore puolorio nella pleurit.e. quelli t'olgorttnli nella f>0!':40fiO


~77

RIVlsT.A J.l'P.:OIOA

tarw. la l ,,.,e nellt~ t<lfet.IOIII dogli or;.:aau le rec:pu•o. "Cilt.a punto ìn0ul!'e 'lnll'esito linttle ,Iella rnalt~LltR. L'.\. cr• ,],. do\'t>l""'t rel'ir·e l"nnllplrt'"'l med1r~unenlo"a a •ruetla cnl metodo •lt·i l,ncni fr•·ddi, perd1c I[U""'' ultimi ca-

rr..

!ottonuno ul mnlnto un nunaento di Ju,·oro, unn combustione r,'-Rgernlu olove1ufo eg-li J•iprOÙIIrrt" !"llbito tlopo (" \IR<"Ì[ll <hll ha!!un il uurnern t!i cnlnrtP., ctie il ba:?nu '-LO'-'"U gli ha ""Ppt·e.,<:o. l hugru lt'lll(l•'raiJ hnnno cfl••llo ,, dativo e Ionico. uon può quirull pai'IAI'<:l di 8/Ìone anlipì retil'8 deg-li "IC'"'Ì. L'A. cr· de pun· cho pcrieoli •lei collu<:so e •Iella ,J,..boh•zza •·ur·oliacf• per· l'azaoue Ilei rnrmacltl ant pirt>lit•i '-'18 ... lalu e:-n;:e~taln di molto. 1.11 cllininn, "ernpr·P a•·cr••clitala, rnen(l i CM<i di inf!.'zrou e malnr•tca. rla ell .. Ui ìnredori all'snltplrina. alla l'e"""'·ttna t>d in l't'tic co1111 tìont al 'a,pirrnn. Qu• ....·l'ulllmn eia prl'l'e rtr~i nelle fl'llb r i d'iul<•nsitù nwtlia,ln l't'lii\CCiiuu 111 quc•lle :.!ra\1, tnél""'irnt' nl!r l•amhillt, racordando ('fiC spt.>"-"O dopo qunlo•lt. ~:iorno (tCl'olt! la '-U8 ptt•na C'fi!C8<'18. PM l'sutipil•ina dn pr·efPrll'lìÌ la via 1 t! l aie. Rrcortli il prnlrco che lP rloBi pie-rolo ed i u <~uffkic u li cii 1(111'!-ìli iarmaci riMI llpf ••rt nr- utdtla ulcu a: occorrono ùo"i '-Urri<'tenti, ~"tr l.50 d t fl•rHicl'tina per via orni<•, g r·. :1-~1 di nnttpi !'11111 per \Ì8 relt~lo. L'aulipi re<.i , "~"1llllt'f' tudtcalu nei c·ast , 111 cua la f<'bl,rc .. rnal "llfl!JOI'lata dal mf!lalo o nt• a g~::; t ·nvn le condil.tfmi. e·t·

:\1. H. Uf:·Bau~ - Le risonanze tlmpaniohe nell& pneumonUe aouta . - (Recue de mMr-cìne, movernhr e 1!101). Ln pnc>umcmitc acuta ,. •·nratter izzat:a unatom1camo•nle dalla pr·o,luzi<Hae di ur e!";;udato fibrrno"u ch1' mtillra. in una 1.0•1a p1u n nll•uo e:-.tesa, ~lt ah·eolt pohnonar 1, ll'nsfurmamlo <'OSi rn 1111 blnt:co solido c ra.,i<~lente una parll' del parenchilllil polrnunnre. Perlaulo Jal J•Uillo di vi. tn della percU'~'-IOne, f ·nornen ò capitali' ùella molnllio, ,.. l'appar1;riouc tti unn zouo di ottu...il!'l che mnpiatza In ..ono rità norma!<•, manifo"'lanJo cosi tllli'-'culilalmente l'c~asleuza di unn)•t~hùillcazionP •l<' l polmone. Pero tal h:,.:~ .. c;ubrSCl' dellt' mtuhfìCllZtoni, e s u tll es~f> in~i !lte l'A. Acmtdd c iufHlli che in lulunt> circo'-llauzt unn so· noriw anormo iP, di limhro P d'tlllt>nsìlà variahih, preceda, IICcompng-oi O ~O!'<IiluÌ'ICO l'ollusi!à L'A. perlaulo, bac::ando<~i tmll' inler·prelllZton • pato,..:enelica di tal t~ sonori tu PS8~l' raln "~' Vllf'lr casi in cui si mosta·a, dt~t.ingU(' tre varietà di riso3 ,


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RlVlSTA MEDIOA

nanza titoporJica, oveute cr&"cheòulla la pt•opria ragiou~ ù'e:;::crc, od un valore <~emiologico differente. LA prima var·iettl (limpanismo pr emotiitor io) .:,i o~serva al principio· dPIIt~ rnalatlln; e::<M ~ un fenomeno te mporaneo, che i11èicn cou1e il focolaio prH•urnot.ico sia separato dalla superficie da uno l>h'nlo tli te~sulo :-uno. La <>econda var rel.à (tim.pnllismo sa.tellile) e eslremnmenle frrquenle; ri,.,ìedc eh prcferPuza alla sommrtà e spec~almentc uella fos'"u "Ollo-clu ve are e nel rovo ascellar·e, potendo talvoi w OC'CUpare atnho rruesl& t·e:zioni. La si osserva. in generale. rtr 'icuran1.e dt>l focolaio c.h epatizzazione, piu r·aramenl<.! ad Unll ct•l'lf.l di8lanz(l da lal focolaio, che ordinaa·iamente ha sede nPile parh Jatcrtde l'l posteriore del polmone, e che spe~so, ma non e~empre. é ns~ai este"o. La «Ua pa fortenia é probabilnJ+•IILe pill 1·omple~l'<a di IJUAIIn che non sembr i indirare l'appPllath·o di !iOIIOl'tlà coropensulrice t) complementare rhe si cr e.l t>LLt> darle. Nelle dtlO prime vat•ielu é lo stesso polmono cbe rornh;ee l a viba·azioui souore ; u~ lla terza (timprmismo plr>sNimelrieu), esso 11011 fa che t.t'tJMoel.let·le . Qllandn il polmone è totalmi=!Ol!' epalizzato, si posl'lono coni'llatu re due focolai di lirnpanismo pl"ssìmeLrico. 11 focolaiu s upe rJOI'e occupa la regione Mltoclaveat·e e più rar•amenle lA parte supel'iot·e della regiow· par•avertu!Jrale; il suo limpMio.~mo lw il timbro ùel suono tli pentola fenduta ed emaua dnlfa trachea e dalle primP tlivisronr br·ondliali (rumore lt·acbeale): es~o si esagera quando il Hlalalo npl'o la borM e diventa sempre piu intenfòo !11811<1 mauo si avvicina ullo ~terno. Il rocolaio infterro1•e risiede alla b~tse del torace P. può locahzzarc,j indilft~renlemenle in avanli, m diet ro o sopra le costole; la ~>un sonor1l~ è l'ranr a a tal volla mollo marcata; prenclt> probabtlmf'nle oa·igrnH c1Ri ''ì<:cert cavi clell'adJome o dal polmone del lato oppo!ilo. L'esistenza simultanea di 'fuestt J u~> focolai ùi ltmpAnismu plessimetrico è di un prono<>li•·o gra. vissimo . .Il focolaio supcr·iore può esistere solo; perciò bisogna elle, Io parti posl~riol'i dol polmotw steno epaltzzate ln tullo d loro spessore cd iu una uoll'volc estensione. Quesr è i! motivo per cui il forolaio timpanito a llora pr esenlasi bor deggiato mferw ru.onlo da una lt.u·ga zona d i oLlusilà ed ugualmente coincide sempr·e con un'o ttusità mollo eslesa della regione poste• G. B. r im•o e Ruperior e del petLo.


ltlVISTA AtElllOA

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Il . CIIAN 'f t::ME='S B . - Circa la cura •leroteraplo& dell& febbre tifoidea. - (;a.;ett•• de.'( llnpltott:t'. nnvl•mbr·t• WUI. Br "ugnt~ prrma di tutto pr cm1·t1er·e che In rubhr~ lrfnidea hA urta mnrlahta più ele,•ala di quHllo du~ nt·~lrmu•uHn••rtlfl VJ~II t•re.luto; !'l t•ondo le ricerche dell'autore rtr i tlr\'r:r-.t r),pC· dull pRri~inr tal~ inrt!r rnitil Jar•tJbbe una lll~trlalitir dd :!Il p. 100 JJP~Ii adulti e dPI 10 p. ton n•· i barnhrni : c "'·emulo lo cifre roruite liRI Bolll'tlino di "lalr,..l!Cl-l IOUIIÌCipAie olr Paric.:i ne:tli

enui I"Cltl-!>fl la mortalila tolule per rebure tifoidf'a ><nt·ebhu l'lilla ·•el l 'ì.5 ~. lO J. l.'nulore cur ò con la sierolPrH('iH l'PII lo t'Il'" i tli f·•l>lirP.llfniriP.n. T \rlh ì m lflli iniettati prima tl••l deCIIllO ~ror•rto gu11 r iroun, no mnl'lrono sci perr lrè <>ubiron • lroppol.u·d Il IItH t.i >ni e dì aso:::t lt•t• 1wr porforat.iouo inl<'"llltutle se!{nitu dn pur rlo111te. EIOt)U"rtlr son le cur ve lcrmomell•rcho che nccnmpHgtuHW lllli rrC('rche; nella ~tran dd ma:rgtor anz/1 doi t'fi'•Ì l'rnil't.ione

è ~t'J.(UIUl dopo breve iulet'vAIIo. dn ull 'ahba""unwntn dt•llu lcm ('t'ratura, P tale cadula t' or.liflnriiHt.••ntt' ~··!!Uiltt .allo ~unrig-inll tl IJU!lrulo la ntalulltA vennl' in lalnwdn t•ur·nlu prrma d oll'nlln,·n l{iorno. Dopo l'oiiA\'O giorno, l'i otllPrH• u:runlmenlc\ 111111 ~~udulu dellll temptl!'aluen, mu piu lenla c w·nerulmente e<~ •n ri ... ulo dopo qual cht~ giorno t•ù cwcnrre unn 11110\'1\ inie· z or, u p•·r otlerrere un'abba-.·-ntnt>nlu delinrli\o della Lt>m[te· rultii'H. 'l'111ì falli, d.,f r t>l"lu, Mno ~<nllnpu~li a numnr·o... i 'W· raazlfll 1 m th·rduali :-ecnn.Jo In m.t,;~io r<! o ruinnre? \'ÌI'Uicuzo der gpr·mi t;' "t'l'nn .o la rntt~grot•t• n llllllfli'B r .... i~lent.H del nmlaln. Gli ..rreur defl'auiezioue sui .. inlt•llli rl ..llu rnfelallia ~ono muhn lmu·cah; 11 pof..,o ::'i rul o>nla d 1po pnche or••; ~ co nrrar o la diar·r,.u dopo due o tre giorni, ritorna rwt•mulo In (ll't'S"I"Ill~ l'&nguit:na ~ riuppare la 1 oliuru1. V et~h•JII&llr'ore dopo l'iniet.ionc ..i con-.Lntn uua ip~rl e:JCO· c1lu><i e lA ria ppariz.rone rle~ll eo~inotlli. mentre .,compoiuuo i tnidoc-&tr neulrnfili, "O~liluitl de l11r me da tran,.uziouu rrn i rnononucltmri Pd i polinucltJAr i. l.u Ìlii•' Ziooi, t:he non rie,.cono nè doiOI'O"• u·" arr·tlnnll f' snnn fllllt· c·o11 un si• ro prt>pllrulo dllll'tlulnre, "lt't'O otlPtJUI.ll non cnl cnrpo dei bacrlli, ma con Il' Loxrne dc~h til0~!-11, ven· gnu o !Jrtltlcatt> ~ollo la pella dell'H' am br·tct·io r iu"'condu\ 1 il rra""Orilimenlo più colere che St' prnlie·ntc• s ufl'»lltlorne. Ln do ..e ordinaria, per la pr ima ruiezione è dr 12 o t~ c••lltllnelri ''Ubicr.


~so

JU VISTA lli~DlOA

Se in f'Spo ad 1111a do~zina di g,c,r nj l'npiJ•essia non è completa, b1<><•.1!n8 iniPltare nuova meute 4 o ,, cenlunetr-1 cub1cì, quando la febbre e mnuma, 10 uPnll mell'i cubici quando la febbt·e è inlen;.n. La ~1·i n•a do$e può t'itl ur.toi a l O ce n lirnatri eu bici quando c:i può ìnl~> rvenìt'P fin dlll pr in<':p1o, opput'P quando l' iolosf'licazionP ~ vec·chia e IH'nfu!"<a, e che puORRi lemrJ•e una reatione lt•nppo ''ÌVIJ. G. B.

Un segno preoooe e pa.tognomonlco dell 'lnfl.a enza. - (La Sem. méd., n. 2/i, 1901).

KoLIPt NSRI. -

T fcnoweni inìYit~li dell'influenzo non differendo da quel li d l un L'(rtHl uume1•o d1 mnlattie generali, ne raude !<peRso rJJilkile la tiiaj!nost, <JUt!f>lA poi di\ enta più nrùua quando traltasi di l'orme lat·vate o f1·ustP, 01'8 -imulanti maJallte divel'>'e ù grHvi (per flsempio la t'ebb re lll'<>idea), ora r ivela uL1si con un sinto1no isolato non 111 reppol'lo col ']UllJt·o feno•nelo!!ico nh1lualc della malattia in .Jit~corstJ. Orbent' l'A. cl'l'de rli t~\er t rov!l tO un RPg-r to custAote e pnLo~nnrnouico, che pet·mello> l'an• 111 rlraftnn~i deliA lllilu•'nza fin dal !tUO mizio SArebbe 'IU8l'<tn una eruzione !i~pec•ale :;ulle mucosa del velo pa!atino, eruZIOne, che p1·ecuùer ebbe tli qualthl;) ~otio rno ì brtvidi illi7.iali e la ft>bb rl', perAISlendo poi fìu dopo la con,•nJec:ceuza. L'enan·toma c::i pt·esellltl sotto fl> r ma di p1ccole »por genze cnnvesc:o, compiPtumeute l raspanmti o roadr PpPrlacl'e, s11 fondo tli color vat•io. e CIOl, ro,. ...n ner so:,:!!eLLI t~ormalt. dL tinta piì1 o meno v1va nei fumotori e nelo{li alcooll~li, bianco o mo· d1 cera nt>i Lubercolo tici e nr•i marnntici. Queste spnr · genze 01'8 sonn ahbondaull e dlc::Aeminale s u tulla la faccin anteriore del "olupendolo, ot•a m vece poco numet·o~e e limilate a cer ti pun ti della volla palatina mcmbranoRa e uei pilastri, di preferenza t1IIO. hnse dell'ugola, a l 1·afe mediano del velo ed ai l'U()t lali, alla raecia anteriore dPJia ptega IJ&Iatoglos~a, imn•edia.tamenle o! di sopra dell•~ a 1ujgdale . D e~se al lallo dànno la sensazionE· d1 una supe1·flcie dm•a e rugosa. La •·t•uJ.ioue sì t•ileva rneglio ulla lueè flOia•·e dtJ•ella o llit'l'usa. IIWt•co quella ru·li Ocrale è m<>llfficiente, a me11o che •.nn sia mollo inlensll. Le >~pOt·genzo 111111 "anno conf'u<>e co11 le pic•cole ~o;·cc di rnuco o .tì "'ah,a, che <>pesso r1eopr onn la n1ucosu polalina; possuno esser e mas.:he r ale uaì p1·oJoll•


.RIVlS'l'A ~llilDlOA

2l:H

•h·llrt c;ec t•ezinrw !:!'IHn.lulfii'P c;e vtscltiosi Pd aderenti, ed allorA cerca~tdo di ~taccare qnesli coli una cmnpressa, con uno ~palola. col mautt·.cl di ull cucch iatn si ho ltt sensazione eli rt1unsilù, ùo,·uta anpuuto ulle spcr~cnze "lesse. L't!ruztone 11011 dii Juo~o "'{al ·uu dtslurbo <>ubùiP.IIivo, :-ic<'hé glt n:nmalalt non se ne avvetlo11o; ciu spiega perclt•• rles»a sia potuto sfuggiro nll'oss~>rvuzione cli11ica. L'A. ct'f.'•fe che ,.j tratti di una con~?eslione o •li urul infiam· mozione dèlle ~landule riPlla murtba del q~lo palu lino, aspettando chn l'anai.Omta pnlologìca t•i..;olva la qnistionr, il fennmeno 10 «lic;co·..;o rneriltl fin d'ora di rtcltiamat·e l'attenzione

S.\C•~UEPI s

e Pu.TJER. - Menlngite oerebro-aptnale d& luflnen za.. - (Archìre w'nérale de nwdecme, map:gio 1901).

Sono nove i cac,i di meningile cerebr<H<pinala osservati •ial!li A.A. . nf"IJ'o<>pt-dale m tlilare Jt Ht>one,., duran!P la epi· demia d'inOUt-!DZa dal 1900, e ciot\ li di meni n gite ~""lluppa· tn«i nel decorso ùell'epidemta P 3 dopo dt<' que~La Pru rt'~ · "'O la.

LA !!:uat't,:ttone fu completa e slabilrl f'.Pnza estlo ulctJtJO in ti cas i, 4 d~i yut~ll con essudalo pur·ulento, come vunuo dimo"IJ·ato ti& Ila punlurn Iom baie; 'JIIS~Ia riu:~ct c;empre di molta eflicnca, <>ta pet•dJe 1imiuuivH la prel:!sione tlell'er-~uduto. "18 f'U t'e perchu riducevA i prodotti mict·obici. Tre cas1 l'urano !'O· :.miti da lltot'le eu il t'eperto necroscoptco nulla t•ivt>lo di nuovo. L'e;.ame del littu•do cefulo- rachi.liauo ottenuto me rcé la punltu·a lomb~l re dilìhlf'lt'ò in dne ca.,i 1111 bacillo, c li P ehba ÌIH· JIOI'Ianul mA s:siroa nella prnna m~liÌ tlell'epitl··•••ia •l'inllueuzll e ·~he ~li AA. c hiamano bacillo R.; dinl'•,..t• il p111 m tullt i c·a.,, la pt·csenza d••llo f>UI'umococro, del bnf'lllriutn coli. dello !-lt•~tJioroçco cap"ulalo, ul'llo S<LnOiocOc<'O ll.U1'60. Non !':i ebbe •lal lato cliuicCl likiiH8 d•ffe•·enza <>o~tanziale tra '}<te'Ile meniufit li ,la influenza e quclln cerebro-!"piuale P~lt~ernica , ti solo esami' bM lle rioloj:rico permi<>e uno dia~no~i dtllet•rnziale. Del t·eslo è t•i ..apulo che anche nl:lllc meningill ce,·ebro-l>[llllali epi!lcmiche si ~ono de~cri tti bnli.Pri d i Yeria !<J•ecie, HBII(.A che si sia not~lLO sem{'re pt'<'f:enLe il menin goCOt'co di \\'ei.t:hselbaum; sicché in definitiva può uirsi cl1e 'l~le~te due Wll'lela nosolo~iche sono poco o nulla differPn· Ztnb1li.


!?8:!

HIVl~TA

JH.IJIO.\

La forma fulnuuanlE' o tperto..... j~ n~i cac::i Ò•""Critli 1 m• • strn ribello a 1'181-.iust lra tatnt•nlo <·urath•o. Gli AA. Cl't•dono poi a rigua1·do del coqj dello moutrlf.!lsmo. rlu• i CORI rit'el'iti o l'Ono menin~otili ctiOI'(J·flbri!IO"lO, o ~··rnpliei fo1·me roual!"'liti•• di facile gual'&f.(iOil•·, od aneli~ p«Pudo tHe· 11111~1li isl~r·.clll', le 'luali appnriro~·ono 111 <~eguilu ud inf~zlont 116!!l'indh idui Ì"l•·r·•c• Sono anclttl lati rag~ruppnti ...ollo 11 nome di rnen11tgi"rno casi d1 rncnu1,:tile h r'·irulent1, raptdn11\E'nl .. mot·lnli, o[•rnvvenule m·l cor .. o c.h malaltic infl•liÌ\tJ ("'p~<·1alrnenlr• il t1f•l), uelle quah l'u;.wnlù palogeno oleter•u\ulft IMitllli appena nppreuabd1 pPrcltt• gli .. tementi rll'l'''nst hnuno giù "Uhilfl lll lllflli<'IIZU deJI~> tOS"'ÌIIt', IH'IIIlil di dare lliiU rCfl· zipu~ rìle\uhill•. :-:cHt \'U poi drmonlirt~lo che ~e Il loallo•rin t> tli 11ifficih'l cullura può senz'allr·n fu~:gire all'e"tune J,ntl»t·i•r lo::ico. c1.

Complloaziont rare della dlsaenterla. (Reoae de uu'rlt·rtne, Otlobro l!lOI '·

1; RE"LI!'òGLtt.

L'autot·e ~tudio, ~otto tal titolo, la nl'frile, l'ana<~Url'll, l'urlt·tle, l'eptduliuut••. In llt!bile p d 1 ultimo l'n"ce!'<,;O olelh1 mil1.11 di nrieine di '-cnlet•icn. lA M_lrit~.; acowa e una complicazinne cccezionali,,auut della tlissenteria 1.1. e 110 parlu apJ•ena 111 •tnRiclte tr-atl.alo da~"ICo. Essa e tuttavia !-u...cettibile <h J•rudurre un·ana"arcn l{&nel'Sii7.zaLo" dt ddt>r•minar·e una morlt• t•npìda per aecitlellll polmonat't lo~sici. Un cr•rlo numPt'O tli uutori hA dcsc-ritLo tlo:,di Anasarchi ,.:!('IIUt'nltuali S\'iluppali<~i olua·ante la convahl"c••nza tla ÙISSPnterie St'8\l o ut.~t •leco r~() d1 ,IJ ... o,;t'nlerie CI'Orllrhc Ln loro inLerprelozione tino al ùr 1.1'ug~i. rimase mollo o..;rura. poic·he es..,a non coincitleva mai co11 la presenza ù'alltumina

nelle orine

'

J..,'aulore avl'ndo nctservala ù11e vnlln •JUt>sla cotnphrttl.iOrlt', t·ict>rcò in questi mnlnti 'JUtlle fo"'AO lA per•meablillt\ th•l rene al bleu di m~lllcn e e lo. trovò tnull() tlimmurla. In p11ri te111po ri-.conlrò duninu1.innr> tlell'ut•ea c d. l malt!t•iali soltù1. 1n mn•lo che ~i e lenti\ h olt altrtbuire l !ili l'l t• mi ari un·all•,r8/ ione ne: funzaon1unenlo •lei r'''"'· di ot•i::ino rtllf·~ ..a o di nr11.nne to ...... i~a. L'artrite di~•· rttcr1ea é u 18 (!Oill jthCntinne meno l'SII'Il, CJIIAII· tun•Jue aniii'Jt t• lro ... cur ata uon ,. :>c~orultl\ do !estOni o~ .....a od m·Licolari. Pe•·c•tò ftnisre sempro col l(llfll'll'e compl••llllrwut••. 11011 f&Sciandll (IO~lUniÌ di ÌII!:I'(IJlSI)II'IIlÌ 8l'UCOJ81'i Ile d t de•

ne


rm·rn a:tioni. Più l'c·<'•Jneole ll1 Lnl 11, n e alle articolazioni •lei ~in orclu. ed iu lalt ca!c'i sono indlcAlis;;ime le puntun1 arti-

colarr L'epididimite dr.~:~en.terica, di r111 l'autot•e ripnr·tu duo Cl,.'ll' r· va:t.inni. lino nl dl d'os.r~i eri\ l'irnH.;la una cumplicRziouP meditn. "•llltl Jllnlti punLÌ di YÌ'Ill\ riCOrda l"epi,JirJimile lUbPr· n(nre. La llcbitc rlt.•gli ui·li inferior i, ..,1 ns!'lerva lal\'(ll~u clurnnle il dPcor ;;o dc·lln dlc.;!'enteria. Al pari clelia flebite tifoidea, escoa è piu dc ;;o, •nle :<lnl"l!·a o briAll!rllle. Probuhilnrentc d;..t·i,a da un'in f,•zionr~ llf'COnùaria.

L'nutor t• llnio.,ct~ c·ou J'espol'r e un caso 1li asce.~.~o dello mi/:a rl'origme rli«-.pnl••ric•tt. Lo rar·ita rlc tale cornphcnzcnue i• t~nln piu sn r rw~r~elonte, in quantu eh e ![li a-.ce;;si delllr milzn eli m·i· ginl' l rosa -.nno ht:n pm lonlnni rlnl co ... tiluire dello rur!IA. ln\'8~. !ltt[lpttrtuioni epnlichf' tli o rr::nn e rli::-..enlei'ICn contrastano per· In loro ft•er)Ut:uza cun la rarità del{li a~c~,_..,j rlel fegato. dur·an l c il det:orso di'Ila r..ht.re tifocdc.

G. H. G. De:c;<;AUX. n ltevlto eU blrr& Della oura della rlllpel& e d egll eozemJ umldl - ( \'urmandie ltl( lica/1, nove mbi'~> l!UlJ)

L'autore u... n si-ttematicatnenl•l nt>lla cu1·a cJella ri"tP ·lu. 11 seguente nwlnd() <'Urllti\'o: nn enorgi ·o purt!Ali v o o tra eu c chili l ùa catl't• 11.1 giorno •Il lie\'ilo li bir ra Cio .. rhedun cncchiaio viene !<lcmpt>t'alo in un rnc•zzo bicchiere d1 bir·ru o eia sidso L'A . udopera indillt>renlenv•nle tanto il lie"'ilo fre..co come il \'t:ccluo.. Cnn tal metodo Clll'tltivo e~li as-.er i"Ce tl'&\'t~r ottenuti d ei r i.. uiiAti molto lu"'lll~lucrs In capo a due o lrt! I{Ìorni l11 ri ...ipola ;;'nrr~ "lA, "i d'"'"'Cccn lA ""8 !'upertkit•, e lo t!uari gione df-'flni li va :>1 olli,..n•· rlnpo otto o dieci ~iorni. E ·cellcu ti r·isullnti oll•·nue purA con la !"le~«ll cura negli egzomc Uhl Ì lt, impÌI'~EIIltin le qlC'<"6 do:>i di lievito rli uirr·a. adoptH'alo 1'(11' In r·csipeln. T 1altnndosi di ba m bini all'otl1 da tali r..rme cut~nee e~li-. lllllllllll"'lrn s •,ltanlo duo cncl'ltiai di eafl'e •li li t•\ t lo d t btrra a l :.!i .. rno, iu un po' ùi IJroclo liepido, alla rnallin u ed ttlla ~et•a. G. B.


2S.i

RIVISTA Dl ~EVI\OPATOLOGIA

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T07.7r.- I l rUlesso cremaatertoo. - (La riforma medica, n. ;11 t1 3::!, J901).

l!; unta la. importanza, cht' si dii ol t·iflesso crerrta~let•ico nelle diagnflsi di alcun~ malallie uervo~e, rtflesso pt•o,Jotlo dal midollo lotnbat·e f!USle or:.ra11o centrale, secondo le P.spet•ieuze di Freu«ber·;. Or bene L\. in 'luesto sLudio rospone il rtl"ultalo eh uua serie rli os.-.,rvazioni p~trlicnlari. dalle <JUBil "Ì t•ile\'tl <·ome il rilles«o in clt:scorso rJuast mai se~un le lel-(gi co~tanlt l'lahilite dai neuropnloln;.!l e l'Ubtsca ~;<var·iale modi· ticazioni per· molteplici <'llU"'C Que,..te sono disliule iu permanenti, e.;-.en:t.iali ed in Lrausttor.e, t~venluali. Oc:cupnntlosì dèlle prime, l'A. ltn ttolalo che negl'individui con la noLa nev rostc~ della notevole r:proporzione Lt·a l tl !'.lll· lura o la granùe llperlut•l) Jellc llraccia il riflesso crernasle-

rico IH'Pst•nta grandi modlflcBziulli, riai l'assenza a HA esagerozinne. senza clu• esi~la UIIH molnlliu n r rvo::-a propl'ialllenle doltn: de~.:;h è più re~olare f!Uuudo il •·apporlo anzid,.Uo più s• av\·tcma Rl llpo •deale <-tahililu da De Giovanni. lla tro\'alo pm•t• cbe il rtOes"'o può del<'rmlllnrsi in ameo{Jue 1 lati ctnanrlo F-Ì eccita un Ialo =-olu, mentre poi eccilundo l'ttllro lnto ,.. product> il fenomHno !toltonl•> nl lato corr •spondl'nle; che lo ~ le~"O eccitamento puo tOIIl Pmpm·aneamenle p•·odurre grandi contr azioni nel quadra lo infcl'iore dello adJ•>me, quello d~l ì'\lll'kll'iu, del t ensot't! della rasch1 lata, ecc. Cosi tJ IICOt'H il riOc~so può r•petersi dopo pochi ~econd i eccitando nna soiA volla; puù ma nca re al primo tempo r~'r sviluppar·i lcnlallltlnl"' dopo parecchi secondi; può 1\HIIICa t'e il vero r.ne...,so, uon rleterminandosi che una lteq~ tonu·aziflue vermifnrrue, le <filale dal fondo dello scrolo «i t>"'lenòe aiJa cupola del medo~imo.

Ed ha put'e Lr·o,·ato che, contrariame-nte alle al:>Serzioni di ~1o~li, ~ rarissimo che il r ifle&::o crt•nulr,olerico sia uguale i n

ameu.tue i lati uell'uomo l'ano: può mnncare da un Ialo eri t><:il-ltet·e dall'Altro, e&>ere esll~(·t·alo da 'Jueslo ed appena visil>tle dA quello.


]l.JVISTA DI N.EV"ROPA'l'OLOGU

285

Tra t.. <·auRe transitorie ec1 P.veuluali l'A. ricorda anzitullo l'eta. C~>l'l~rulo ti ritle.:;M piu am Jllll e pronto nei giova ni, clw w>gli allulti e nc•i "'i'Pcchi. ner 'TUtllt ullirnt può anche mancare. N,..i rout·iullr sani manca rnc.llo p•il rarurnente che negli aùulli (Euletnbut·g-), anzi in quelli é al"soi piu vivere "itt perchè in esq• la rute è p1i1 sensihile, ~IA!'\ lica P so!LIIP, sra perché nell'ad ulto 11 ce•·v··llo ·~ prù s'·iluppato Pd esercita maggiore aziouo moueralrice sui l'euomPni r ifl es"<i. Anche le ore valgono a prodorr·e modi(icazioni nel riflesso in flllt·olA, moslnm· dosi des~o piit spiccato al mallirlll e Lolvolta mancanJo nelll'\ ser·a, <·ome si ., spf'ci.almente rtsconLralo in que~rindivitlur. m rur e ..i ... le grand... sproporzione ll'tl la sbllur'a e la !!'l'ande apertura dello b!'accia e nei f)nali il srstema ner,·oso {-> più eccihthtle c p1ù facilmenl., e"'attrlbtle. E più torpido s . pr·e· l"enla il t·ltle~so durante la dr~e~Lione, anzi spesso mauca. que!'ile tlilfereuzc• si notano dr pr efert>nza i n aoloro, che abitualmente c;j mtlrono maiA eù m modo in~ullicienle; meno m 'JUlllll, che fllnno uso di alimenti riC'cbi di so'>lanze estrattive, lll!rvìne, ~cc1tanti. Oivrrsi nledicamenti, ma~sime gli oppiAti ed i bromuri, ••endo11rl meHOJ.lrOnLo a<..Lampiu il rÌJII)seo t·t·emasterico. VeLler consi~lia di sospendere l'uso d<'lle for•li d,Jsi di Lromm•o nella cura della epilessia, qua!1do si nola la insensibili là della muCò"'U o t•o.feringea. nonché l'abolizione dei rille<>si della meùe<>ima; ot·bene l'A. avreblJe tt•ovato <'110 11 rilleso::;o crema.. terrco tn quE• .. lo caso si spegne unche ~)t'ima .ti qut>lli cennatr e percin potr ebbe valere a misw·are raziona del bromm·o. La caffeina, la slricnina, la digitale, lt> tntl>lur·e eccilanli val· gono a r•enderlo più pronto cd nmpi•J. N ei maslut•batori già consumati nel vizio pt·esenla la massima instabtlila, ora esse11do s;•iccalrRsimo per mancare dopo poc·he or·e, orn racendosi ast'enle per· var•i f( iorni; lo stesso succerl~ in coloro, che abusano dclla \"enrre. L'A. ha Lro,•alo maucanLe il deLlo l'ifle!'ISO in 2 ca~i di alcooismo a cu ~o durante Io stato di grand<' ubr iachezza, per ricornpat·ire poi appena g-li etf.. lli rl~>l VIIIO furono drleguati Nell'alcoolismo cr·onico e nel ntcolinismo è pure assenlH o, ~e "~i;:;te, moslr asi poco pr·onto ed ompio - fallo queslo che verrebbe a <·clmprovtn•e come l'alcool cJ 11 Labacco non agi!'C?no csclusìvamenle sul cervello, ma onche sul midollo sptnal<-. Cel'le alterazioni delle pat•ti adiacenti ul m. cr emasledco ed


28G

IU \"1"'1'.\ DI ~E\'RO!'A'l'OLOOIA

ai nor' 1, eh& ~li dnuno \Ìln, pO!><>ono rendere più c:piccato o più tot•ptdo il rill\·~ ..o. l'ecnrulo chl' siauo allo st.arlio acuto o da lungo lompo pr·egt e!<fl(' (Prnia ioguiuitle, orch•le, epididimJLe. tr·numnli«ml, CICIItr•ci) Ancl.c le Allezioni •h•llc \te or i· narie,ce1·li •lolorì, ,inno puro• li r Arli lontane. alle \'olte ne delermirlfliiO l'ellìt•\·r,Jimento o lo "COOlpar«a pt:r \ÌU rifl,.._sa. Lo <-tnto d'animo ùell'o-.o;en·nndl).o vnle ad indurre non poche modttic·(ìzioni n~l runorneno rn tli~cor·..:o, motiYo p•·r cur ' tue· !>lo ,. ne~~o lro\'o<-i nllutilr• ne~r indi\'idui soll•)pu<.li aù un certo uunwrn t li p t O\ e ed nccenluatn, q•JAndo la ricet•t·u ,, fa teneudo il .. o!!~elto con gh (l('"ui hen•lati o costringen.lolo a l!UArdart! allro\'c, "t'IIZA che po!" .... u -e!!uire i moYimcnti dd la mano •lell'e,.ploral(lru. Conll•at•tameule aiiP n-c:erzioni ùi la~tr·m' ilz. l'A. 1\Vl't•bhe trovato che Je~f;o puu lll811l'llt'e llelh• emiplegie od e,i~te1·e tanto 11el Ialo ~ano cliP 111 quello puraliualo. In due ru~i d1 !>CI~>ro.>~i a plncchP tft .. ~l'lllinatt> e!.:'h rtuveune che mancava nell'uno, er11 normnla nell'alt l'O; e mancaute lo trmò in un CS="O ùi Lnlw dt>I'!<Hit' t~V(IItzalis~ima, mentre persisteva rn due casi incipionti. Non eh be oppot·Lunitù di e~ami narr il rtilesso crema<~terico iu allrP 11181Atlie dl•l ~i..,l~>mn ncrvo~n. '-icché si rifert!>ce a quanto Ili' hnnnr> ~:~crilto t nevropnlolot!'· cq.

Sullo 1tato atrotloo della midolla 1plnale nella 1ldlide 1plnale orontoa.. -<Nouoelle iconographie de la Snlpéiriert, mut•zo-aprile 1!!111).

LoNG E' \\'tKI. -

La ~illhde rnidolla•·e 1111n presenlat·.... i ,..otto due formP. r•·iucipali. l'acuta o subecuu1 t'la cronicn; •Jllella anatomicamente caraUPt'tnal& da le.... wni "'"colari CJ pt•l'ivascolari dt>lermioaoli foculur llt>CtOtici; 1(\ICS{a, ili cui, llleOlre le aJter8l.IOni 8 fo<'olaio hanno minor~ tmpot•lanza, "'l rtsconlra uno «Ialo di ll-nLa llr"tr<•lla p!'oducenlt• pm tard• J'abvlizione funzwnale ed aualnmrr.n tlegli o>lenlt•nti n•·rvo ....i. ' Ed è Appunto 'tue. l'u lima form e che ~li autori hnnun slu · dialo 111 tllt tll<~o degno ùt parlJCOIAI'e inleresst'. Tr~:~l!a!'lt di un uotno. di :18 anni, sililttico fino dai 18, nel fJU816 1 Jll'ltnl sinlomt dt>II'Hil'ezion~ '"Jlinale SI erano pruMnl8li circa tlut> onnr prima con pe~otezza e ri~idita degli arli inferiori. Quollr·o me~i p1it lnrrli msorsero di«Lurbi da p11r le deg:li sflnlet•i c• lu stato parf.\lito-spasmodico clegli arti st aggt·a,ò,


a ccotupu !l'llBlldo-.• ad ullera:tioui .l t> Ila !-lt!tl~ilnlilù (i poe ... lt"~tn en11 annll-!esia '[uosi as~olula d~glt !<lO~<~t). Il Lrallnm••ulo !'\('t~­ cihcu llpporto una miqlioritt lran..;tlntiu: ben )'I'C\<>lo put•ò In ('ara plegin ru completa e l'mdtnluo mori ol :!t;o me"tl t!i tnR· lallta. I.'Rulop ... ia diru'>slro le:~ . o111 VA!'colari e perivn.,colari. •{•ta~i e"clu <>i\'omenl<! mtramidollari, ginccù~ i \'a.;i llt•lla pio ul'ano oppt•ni\ tocchi; riv•·lh pure allet'sl.kni di <~ch•rn"i a focol11i mullipli, indipendenti :.di uni da!!h allrt e non rl'~thzzanti una \era miehle ll·u«versa. Que;<le Ì<lole srlt•t·osiche orauo "~tl­ c.ahnPnLe mamfe"te nel ~~. :,• e s· .,eznwntn dor~ale: ~~ ure~ e nLRvano rli origin~ di de:;:ent!raztooe <~t>condar•a u.:i <·orJoni dt !.oli e nei 1'11'-CÌ pit·amitlll 1 mcroriah. Ma qn••lln, elle ro'ltlutva una rat•hcnlarttà nott.n·nle, •·ra 1'1trolia tf~'lla uudollu, lllrona , chi' con•incia\'a beu!-'c·amr.nle dall'tll'tgittl• ùt•lla midolla d•1r-ale per Onir8 e!!ualmenlf' senzu l r an!!tZIOne v~r~11 d -;• ~"1-tlll en lo ,lor,.alP. 11 Jtamell·o b·asver::;o tit•lla utitlolln n que-.ti li tUili si p t·esc>nla,-a le~get·mt-nlt• uumeulalo; prt·l'l quollo anl••t·o- pu>~lerinrl· l.'ra da un quarto nd un terzo ututortl otella normali' . Ult a utori CI'edcmo che nt>l caso <oludiato le lt•>lioni vn"~colat·i Mno s tate pr imtltve; elle lo loro tli(l'u$ione ha nppol'lAlo alln rnidolla una i t•ri~azione sanguigno Ì118llllicienl<', dondu la di· miuuzione dt ,oJnme della par•.e :;ia 1wr dl•geru.•t•uzrone dt l'lurnunll rw t· vosi lr·oppo 1sola 11 pet·cho pOlO!<"'ero ~'H"ere rwono"'CÌIIlt al micro<~copio, "'a pet• di!'lr otla gent•t•ole ùt Ila "<,-.:tunza

uervo,.a.

c'l·

s 1 nAf'""· - S alle misure della preastone •&n«utgn& nella dlagnosl della. nenrastenla e della laterla traumatiche. - (Seurol()gisch. Cenlrnl!Autl, n. :l, 1901). Nf' llo neuro~• lr aumaliche lo "tudiu tlt>lln prc.,.sinne ,..ltll· .:•1i:.:na può r tU"'"Ìre tli grande ul1llta pe1· dectdt•re "8 tralla"i l pur no Ili siruula zione. Fed~ru, lleuo, S<·ltule eri Hltl·i l'l• cr·r<'audo IJ Ue"La preA<~ione nelle ne,•rn'i funztonali, hunno tt•O\'fllo che do\"Sa, nella mn~E!'toran:ta dot ca~i. -.i pr•• ... entu piu o tueno a utnen tala. L' .\. lHl pt·altcalo le sue l'ice1·c·he l ro lo• IO e 12 o re, dopo la "ec:oatla colaziontl, !'et•vt.llldO!'ll t!ell'apPIIl't'Cdtio di Gut•lne r ~ul ùilo indll'O Rtnt«Lt•n dell'o"fwrvandu, tonuto all'allezza ciel c uore mcnlrequesli ro ... la Aeiluto; inolt1·e ra"onrlo parel'chte m isurazioni cono;ecull\·1', ho ~"mp ro lra-


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RIVI" l .A DI ~EVROPATOLt)(JlA

~curala la pt·inla r.tl't·n, co:-lnut.em•·nle nlrJunnlo t•levala. ed ha tenuto cnnto d·•lln <:{alo t•mOJ:iont~IA dell'in lhtduo. E..:-11 ho oc;cJu"O dal ~un tl!';nme qnegf'inòividui, cho t'o«sero all'eHi •In art~>rios<•lt.! t'O"Ì, du 111 Lo!<~icaztonf• !'uturnina t•ronic.t, tlll uefrll~ crnnit:a. Ecl'n i ri<lu(lali nllt~nuli: Su 9 Ntsi Pd tn :?~1 clt!lenninozaout faltt• 111 dh.t•r~i .riorna "l t•bb~ro 7 \•Oitt• ntlcll'a, che O"t'illaronn Lt'•t 100 e 11 0 mm. ll g.; - volle rruella tra Il O P 120 m rn. · ; vo ltf' tra 120 e 130 amn. In un "ol c.a!'IO la pre--...ione ,.upe1·o 1 130 mtu e.Jul 3 di!'lce..e 8 05 Ili !li.; quest'ulllll'HJ fAllO fu ~0111prP l'I"COull•utn in llltlÌ· vidui rleg-enU da lun:ro tempo in cliuic11. [.".\ p~rcìo crede di pOl<'r conclu•lt-l'e che "'8 il vn.ore lonolllelr·ìco è r t•lalh·alllente alt'l in llll individuo, cht• pnre afl't~llo da nl."vro!li ll'«umuticu, ~> :i6 qnesL'inclivuluo non [trn,euta Al'ter·ao"clero-<1, !'lalul'lll'mo crolliC•I o n~frile, il flC I'alo può profWilde r·e pt>l' la dia_no..:i d'unn nevr·osi. l'lter10r1 rtcereh<• ntrranno A confermare la gt·an.Je utilità d1 'Jue:c>li A..:ami ..,ulla pre""iont> snn~uigt.a tH'IIa dìn~no51 ddle Of•tll·osi Lraumotìl'lle. Eg-li ha pure ossu1·vato che. mentr e nel fenonwnu di M llnni,;opr la c.>mPres~iofll· rlei 11111li doloro'' fa aumeutarP il nulllero delle puhazaont carùaache, la :-le..:!'lfl •let.,.t•mtna ancor a l'aumento t11•l la prC'-~'<Ìnne san g ui ~n a; fallo questo di g'I'ande importanzu dta!!no... ticu difli·t't'nziale nei ca~i ;:;o... pPlli tli ~>imu·

c'l·

!azione. ll ACSRR E LO RT-~T-.IAcon.

parallal palohlohe. b:•e 1901}.

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Contributo allo studio delle (Rt·rrte rle mM., n. I l , novem-

OéJerwe chiamò paralì~t J•Siclucl•e quelle pa r ali!<l o r~aniche sopl'ovvenute in in lividui, clte m pr ecedenza nnn avevano pre<.:••n Lalo alcun ratto da riferir:; i 11!1' islcril"mo. Gh autori ne r•~·ot·tano oru tre cthi. ln uno esislava rn onoplt•l(ia par ziaiP, sopr avwnula in set:ruitn a trauroatif'mn ·h porh entità, e cne era accorn paJ!uata da leggPrn ·mian e~lesi a . E 1111 caso, eh~ rappr cc;enta una forma di tranRlzinrw tra le monoplegie t~teriche e le vere para lisi p.;;ichil'he.

In uu st•condo ct~c:.o si a\eva pure m onoplegia parzial i:! !:lucce!:lsa in <lOF(uito a ll·aumatismo; per ò la parali~i era eselu!'òivamenl•) hmalala oi mov1menti di tle~!;tOne. L'1ndrV1duo i nfatti pur nou poten,Jo fletter e l(' prime falan~r dello dila,


RIVlST.\ Dr NF:VB.OI'.\TOLOr.rA

pre!lelll.aYa integra la runzionalit l Ielle allre ùne ralal -1, tlipett•lt•nle clngli slo~~~ mu!lcoli. "lei Lol'rilorio paralizzato J"ane~lCSÌà Pi'll ~UCcetlnla all'ipereslP"<i8 eJ i disorJini ffiOLOI'i e «t•n:-ili,·i ~i twann flirnullaneamenle ma•ureslalì. Nt>l 3o caso ... i o<~Rervava paralu'li ed anestesia 1lelral'!o 1\Up ·rior de~Lro, scompm·se dopo 5 giorn1 con la curn pc::ichi<.'a. l.a parali!OI intorll"""''8 in t4(lecial HIO•Io i movnncnti delle tlita, lo cui oslremltfl erA piil colpila della radice. Erano più che nltro inlcrt!":>ali 1 fles"ori, S"l•bcoe anche 1 movim••nh di esten~w11e rH>"~'• vano difficili e deboli. Inoltre v'era di!I'>O· clAZiona nell'n~:1ono dei muscoli inlerol:lsci, che impoll'lllt a ll••llerù la t• ralm1~ ''• po~,;ono e<;len,Jcr<' lP ultimo .hlP finila me.le ima tenuta fl"'"~ll . Nel 1~92 Habin"l-' riferì un ca!(o. in c111 i movimenti delle ilita del piede <>ul motalar,:o, del pìe·le ...una gamba t.! clelia gatnba sull,l •.:Oscin erano del tutlo abolili, meutre I'ÌU"nva po;;,.ibile la tuzione Mella, noncliò la denmbulaLione, quaul•m•lne con l•rrlcoltft. E~li prov•J"I'llh cltiatnare f!UP;.ta r<ll'nla e·ol ttntue di llfll'ali!i!t parziale o sl~t••matlc:H ilelle funzioni lllil· triei, aggmugendo In fJUnliflca d' i"lPl'ÌI'8 par l'irordiii'IH~ la er.iologia. Or~ nei Cii i rift1 rill da!.!li autor1 o:i trattA pur" di pm·uh"i tntores--onto l' clu!'lnamenLt> o pre\·ahmlomeote un g1·uppo musrolnrt> t.le tmoto od una :<pt>c1alc Cunzione ,__ l.àl\'olt.n solo una pot ziNte •lei 1{1'11ppo "'l•·s~o. Pt•r•\ la Aistemnzione è t'egolatu non tlul l:l'uppl) mu«colar·o. mu ,Ja nna •Ielle Rue runt.iom. mfalt1 gl'intoros«ei, che Sf(i~cono c::inE'rl!icomenle cou 1 llo~slll'i e con gli L• lensorì, sono parnlizzati nella fun;,.ione della lles.-.ionè u ri pat·mtali iu ttuelln è. ella estensione. '\el ca,o di Babm ki la rnardn riu«ci\'8 a modificar" lo purali;,::i, rno ne1 ca><i el13gli untot'l uesc;uno degli alli fh;iologici, in cw bt llec::~ione tnlervient!. puo ridc.~Lilrù cpw~ta. abolita in pnrte od Hl lutto. ltUO!JliO 1\ t~l•nhla la funzionu muscolare indipend• nh••ueute dugli alli associaLi, rtecel'IHat•i tWr la t·~·alixzazion l' di dutcrrniunli runviu~tmli. . Pu_t, •Jumdi ummetlerst che esi.. lc uua rorma di pat·aJi...,l 1'4ll'l't<:8. lo quale ~i di4tinjlue dal tipo rnnuoplPgico eul flmiplcgiCf> comune per lA ... i~temnzione llt>lln "'As..a ari un ~rupfl() d~ mu'<~li C~mi'Jonaoti «inergicarncmle et.l snelle per la pm-eabl!l oh!<SOCIIJZi0116, •JlliUtdO tratlasi cJj Un lliU!OCOIO 8 fUII7.lnlle comple"sa- !•8rAlì'fi pqi,..ha~a di ()r~je rinP. r.t . 1


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RIVISTA CHIRURGICA l

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Pror. tiH.T.\NO 1>lA7.ZONI. - Resoc onto statisuoo - olinloo della sezione ohirurgioo- glneoologica dell'Arcispedale femmlnUe del SS Salvatore a.l La.tera.no. - (r.iu:!110 18!11 - giugno llt9!'1. Ro111a, Tip Bertero, l!JOlJ. (Cotrhntw:toìtt t' {11&r \'. (tue.

,r. 2).

Mil:a. - Furono r. ~Il interv.~nli chirurgici per al1'eztooi della milza , fra t IJU&.lì Ùll" !'<pleueclomie per tumore cronif·o da malaria, c ltè ohbct'<l esito relicc, cd uoa splenop~ssia por mtlza iportl·oOca dtl malar·ia, tui wanle, :-;eguita pure da guarigion~>. L'iutlicaziotw della splt'neclomia deve esse r'~> ristretta a quei ca"li, in eu., t lO rt esislenùo i l'<intomi della enches!'lin palustre u vanzaln, la ultlza, o llrt~ eh e esset·e voluminosa, i• anrbe mobilé. L'autore h ù'Mt:ordo col Parona nel prel'eJ•ir" nlla spleneclomitt lu ~plenoptls!:-ia, col melodo della flssuzione extraperilonéale, ut>i c·nlli di tuilzn mobilP e negli infarti emorrag1ci. Peritoniii suppuratioe acule e lubPrcolari. - Furono opet·ate d• laparotomia i inferme di peritonite suppurati va diffusa, con e bito infausto, e 7 i nl'ermu tlt perilonite circoscrtlla. LA slalislll!a è de~olunte pe1· le forme di periLonite diiTu!<a, e l'opera del chu·urgo è di dubbia utiuta. U lavaggio del periloneo non .~da adoperare n Pile forme cirro:>ct•ille, pèrche dà talora fenomeni eli rolla'<so, morluli, e pun iliffondere unu infezion.- ancoro lin1ilal.lt. Non pat•e p~rò consigl iabile il metodo 111 Fin ne~, dirello alla formazione dt aderenze, che sieno barriei'u nll'infezione, pt'l' mezzo dello stropicctamenlo del perilon!'O o·on pezze di garza . Furono [llli opet·a te 128 infe rme di perilonile tubercolar•e, di cui (~ formt• sccl'lw, 2 mì8le (('OH l t·aso di mm·Le) , l t~rl essudalo purul eulo mrislalo (con 2 •·asi di UlOl'le), 17 Ad essurlRLn sier o;;u incislat.o (con 2 ca"'1 di morte), e 98 ad es · l'<Uoato siuroso libere• (cu n 10 casi di mvr le).


RIVISTA CHIRURGICA

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r.a percentualt• ddla mortalìUi nèllu forrn~ 8"1·etiche croniche (8,1 p. LOO • c plUttoc::lo alta, rnu rt·~La ancora inferiore a '!U•'Ila clPII~ ~tatblìclte dt Koemg e dt Aldauel'l. Nelln tubt•rcolot;i pet·itonenlt~ delle donne, o a·dtll&l'lflulonto SI:'!'Ondarìa alla tubo!·rnto"l Lf,_.j ~E'nitah inlerm. l'ablnzioue de~li anm•,..c:i, <:ome pn.•e •Ielle f!hiandole retroper1toneali ammnlnlt', si dtwe e:'!e:mire c:oltnnto, quando nM pre--enti diflkoltli, eh<: rstardll""ero l'alto nperativo. anche perPhè la c:~mplil.:e hlJ~­ tfltomiA determina '-pe;:<:o, ad onta di tutto, la gunrit:1one delh• peritouite tubercolare. Ft'8t}U611te è nei fanciulli la per(ot"0/111110 >'JlOI:tanea dt una sacca peritontca attt•a,·e r>~o le pnruli aùdomirmli. presso l'ombelico. Coc:l.sl11le si ù mu,..h•nta lA legg~ Ji r.odeliet•, lu coesistenz11 t":ioù rlella infer.io11o "PC· caficn •Iella ple•11"a e del polmone nei t·n~i d! pcrilnrute tubon·••lar •. 1.' illu·-tre chirur~o enumera 1 metodi Jllll c,emphct eli cura pr·opo,..li per la guat"l!.riorw della p•·a·tlonile luberl·olnrl', ann cMtdaiu•le ~~•Jil DUJ·unlo, cbe, allo slaln pre:>enlr, 'lu&llllllfUtl RIU lu forma nnalornira, 1100 vi rluhhn •'S'ler·e, a me11o tli ,·nnlt·o-snd rcoz.ioni a~" ol ule, o ll1·u t t'Htlumeuto da e lu la pnr·ulutnia. Alcuni p·m~ono la febbre Lrn lu t•nntr n-iuchcazinui; 111u, se in tal ~--t· ò pr~rerìbile a::-pettare in tnrermi che non Tichlt'.dono 110 inlervP.ntn itnmedialo, hic:;ognu opernt•c "'elczn inclug1o. qu.to.l(• cn11 una puntura e!<pl•1rnli'u «i e.<:trull~otll un llrptirlo purulentn, t• nnu é lecito a~rwUnr·e piu ollrc>, CJillllldo la ft•ltbr•e pr•rc:;r~ht 111 un pe1·ìodo dtt> ,-. lrmlano dall' inizio dùllu rnalatlia, p••t•chP. anzi e~...a !'i giova del l" iutet•vr•lllo chi· rurgir·o. La tlaAt-reu profusa indtcn neltruuente l'allo ope-

ntivo.

L'apertura del perttoneo deve e"~ere C'"'e~uiln cnn pt·u· dl'nza, perclu'• ad e«:-o J>O"Sono nderire an<:e inlec:tinalt; il II(Jt;tdo a-.citico do,·e O"'"'t>re >untnto lentamente, le rnfHIO\"t·o 11 Ugh ur~uni a•ldorninali devono e«~era limitate, le aderenze lll'bbonc, e'-"sere r·ic:;pellale; nioule iorlofot•mio nel csvu nd· •lominale, niente tintura di iodio con A'lireri11a, come fa T rico~ni, nlenle lavag~tio della ~iet·o~a IHJ<Iominale; "'Olo il prl"lllltlll~arnenlo del perall)neo, ec:;eguito con molla delicnlcna, ruerc•· pezze hollite. ~cii·· perrtonili lHbercolar1 saccate, I'Al'IJlOrtazione d<'llu 1 !18l"<'&. \ un' inullle complicam~a doli' nllo operaliv(); c , sebitl")llt• 111 CS'~e, •IUO.ntl'ancf•e l'es~udaltJ aveflse aspetto JHil'll-


RIVISTA Cliin l RO IC \

leuto, alcuni operatori è«eguano, con ùuon e.<>il.-., la "Ullll n por prirna, l'autore, uel .tubhio che po,so esi~teJ•e 'lUfl lcho pkcola ulcel'87.rone in 1.e.::tiuale, unn vi,l8, pref~ri"CO aLioperure il tamponumenlo, ma rig··lla 1 •l rcnaggi. Egh llllilll\ o "JIÌ<>gare le fre•lUenlt gua.rr;,{t011Ì dt•lln lll'ril.onilt> lubet•roJar o, rnf'I'CI'> la ;-;ola. upei'LUJ'O del wul r " t•• l il "emplice proflriuf arnenlo, ri tiene eh•· i cambiamenti ll"ici ed analorni••i liclln s1erosa debbano e~ ... ere JII'Ofontli, di lllt valore ~upet·io re n •lllt>llo che '-Ì possa accordar·u flll 'ul'tU, all'ossigeno. nll'nutoirnmunilu, ••cc. I.esioni delle rie Hrtna rie. - F urnnn operate ~5 111fennu .Ji nff<l:t.IOUi del l'elll'1 :, di nmJZIOIIÌ dulJ'u r élere, ~~~ .J1 Clllllnl· lie della vescica, c 2 eli lesioni olell'lll'elr•a F ur·ono e--e~uile 2•; nefr·ope,«ie pur rene nt•1bile. •·on 1111 olo e.oito inrau ... tu, tlrwutn ad illlO"'ICII?.ione clororormica. Otttmi 1 l'i"'u lAti òul punto di Vt"ln ddlla stab!htit dl'lln uut·igionc . Solo in rlu~ inferllle In Jo....,one era n •lthtrn S1 tr·Pttava qua«i ~empt•e di don1H', dto 11\'&Vallo avuto r·ipelule ~1'8.Vidamm. t• "pesso l'O.I10tnl10ql IIIÌ,.e in chiar o f'u tti, !'lt8 deponevano a rovor·e dell'or lgi riB l l'IIUi natico-mecca rn cl'l <l olltl PC·lopia r·enale, nel so11so rito irt ""f.q:telti predi~ooslt p• r dilltn~ra menlo, atrofia 1lel !ll'8'"fl pt!rlrenole e per In diminuita pres.,ione dei viscP.ri nldominnli, .lovuut a r dU!IICifltn •ulo 1lclle pureti ù••ll'a ldorne. l'ozione traumatkR, brusca o ripetuta. 1O'"Sll lldermiiHII"•• lo "JIO"tamento. ~t olti ~ono 1 processi operalot·ii proposti t>d e"''~Ui l t per• u. . ~A t'e il rene, .topo la primn nefrup~·ssia eseguila do llnhn 111'1 i891. All'uni chir ur gi vogliono r imettere il rene nello ~nn "eùe norrnale più rn Hlto 1·1te "ir1 po<tsibile • nllri, co1ue Murri .... , in hn.. ~o. C1ò non lm rnoltn iut pnrLonza , ed è miglint· pnrllto R<~sa1· rnr gnno m unu pol'rzione meùia. senza che il p••duncolo 1<uhi<~cn trazioni o torsioni, nnche perch., la <~com­ Jllli''~A d..-i tli"-lurhi pr0vocnli olnl rene tnrgl'anle. !'l olli~ne, più che co11 Altro, con lo lmmnhilrn:a1·lo. A lcum propugnano In \·ia intr·aperrtoneal~; ma nt'AIIIIli non v1 e più ùist'\I'"~IOrll', cfu\ le via da l'll:'l:{Uire ti la lombare, fuo ri t!el peritnnt><'. Vt è chi prderi~:;ce la n. . c:aziou~ olit·etln, •lopo che il T ufller· Jr. lll•''~ll'Ò che la «o .. tant.a corlicnl ~ il• l rene puo «nldRmt•nte nth.•r·it·e al connettivo della luggin renale, e cbj vuvle In fl"· "~:tione inilirl'lla, con cu1 la ,..uturu inlt•ressa la C8f1"~Uin pr.opl·ra. La lls.:a1.ione o l a sospon .. iune :;i può fa r., ai mat•;..ttn 1 della in ci<~iom• lomha1·e, a lla 12• o Il " rosloloJ a1Cltvullando


JUVISTA ClllRlffiGI O \.

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con o.n se sospensorie la costola o Il ~olo pe1·ioslio, ovvero al qund•·alo dei lombi, per ineaslramenlo, come fa Triconu: OrdinaJ•iamente !'<Ì tmp1ega la selrl o il t·atgul, ma sono stati proposti altri e"pedienli, come il se•·,•ir si di una sLt'iscia tentlinea del must·olo lunghissimo del llor,o, per sospendet•n ron punti di sutura il rene (VullloL e P oullet), o l'adoperat·e un AO<lt~>gno metullico a mo· !ii gabb1a, oppesa alla 12• co c;tola, uolla quale l'or gano s i alloga (CnlLerina). L'autore Ila !"6!-!Uiln il suo proeesso, cho dal 1802 gli hu dalo setnp•·e ~:;pluntlidi •·isult~Li e che c(\nsisle: ucllo incisione lombare <1lln S1mon sul margine esle1·uo della 101l!'S8 sacr o-lombare, ind,!Otle ad I sulla faccia postel'ior·P òel rene, con cui s1 dtvide la capsulo flbro:a e s1 dellm1tano in e;;sa due lembellt (]Uo•lrangolnri, che si clissecano cou .:aulela dalla soslanz.a c•m•ticalt•, 6 sì fissano con 2 o 3 punl1 ch !'<Ulura per lato ai mar~ti ni ,fl•ll'apone\'rosì lombari!, mentre al disopra del par enchil1lll corticale, rimasto cosi m buona parte scoperto, !:il utlatlauo i tessuli sopea!'llanli, met·c•' suture profonde e superflciali. Negli fl e~~~i rli calcc,losi renato, co~l l't•equenlo nella donne, r~>mpli CAti n s uppurazione, si esuguirono :1 nefrectomie (3 gunrig•ow), :J nerr·otoruie !l m<n•le), un'evacuazione transpleut·odinfrarumnli•·u. s~>gui ta da neft·otomia lombare , e l a diJata :cinnl-' ,J, un q(wo lombare, ll~>guila dalla dilatazione della perforaz.ione ddJa sostanza renale e dalla estrazione dei calcllli. L'rwtoro, cht.' ur. tempo si m ostrò fa,•orevolissimo alla lll•froloUlt o, hR ora mo·1ificalo le sue i•let-, poiché le fist.Jie rt':nali re~• lue a que«L"aLlo operaL1vo sono $pesso ribelli alla guu ri!.rinne, ~ dA la preli!ren:r.a alla neft•eclomia, sempre che ...i pOs'-a tl~''!Gt'e sicuri dt>lla mlègrilà anatomica e funzional e dell'aH1·o r rne, e lo stalo gene•·ale del pa1.ienle sia d i$cr tllo. Nt'lla slalisltr•a. é riporta ln 011 13olo caso di tubercolosi re nAie. ma l'illtt~lrt> l" hirurgn hn <'U rt~lo nurr,erosi infermi ed è ~oddi ... falto dei r isultati oLlenuli. Tra la nefrolomia, la re· s•~t.ioue rrnalt' f' la nefrectomia. é rtuesta !"operazione di " ·ella. nò t: conlr•Jtullicata dalla co~i ,.tenza di lesioni luberco.ar• in alln organi, ma. esig~ !':i abbia la sicurezza ch" l'altro l"t·ue ,;ia sano, la •Jual•' si può ottenere senza il cole· let'Ì'-100 dcll'ut•elere, pericoloso e dirt1cilt! ad eseguire, mercé l 'estune obloiellivo accuroto t' l'ìmpiego del b leu di metilene, l'econdt) il metotlo di Achar.l e Costai gne. La via olu seguire è La lombare, .,a lvo, che il Lumore molto


294:

RIVIST \ C!URUllOlC \

volumithl"'O, non l=-i el'ill'in~echt -ve~o In cavità ad•luminale. nel quale caso si ~egwru lu via tran~pol'iloneale, avt.>uclo cura di gor1.111 li1'e la sierosH dalla inr!.lzinuo. Si eRt>guirono poi ~ ci<~lotomie sopt•npubtche per cpit~;~lioma primitivo della ve.,cica, e rurono opernl,. col metodo americano J9 lì<~tole vesrtco·vaginali semplici, e 2 tl"Lole rt!llova!!iuuli cun lo l:!dopplamento del permeo e con la perineorrafia t'llll~ecutiva. Altrf' ICRioni. - rn nuo altri 81li opet•alivi I'UI'O!IO pralicali per Je~iorti Ili varta lllllura, e ùt div• ''"'fl :;t'de, catnrultn, iperlrofia doli t> tonsille, lot·in~o--.teno:;t, epiteliomi della hnl':ua ecc. Tra c.s e meritano 1111 ric Jrdo il ('8i'O Iii un eudolelioma del rerìtoueo, in cui si et·a lillla la •IÌaf'{noht tH per ttontto lubercolai'O, il caso di Ullfl c:bli s iet·o!'n clol tllesenlot·iu, rho e ra stata ct·edula una ci>~li tla echin oCill'CO, il caso di unn cisti da echinococco del me ..enlcriO, ~rl.lliuta invece tli "Pellanza del lobo .. ini-.lro dd fes:ato ed un altro ca<>o di Ct"lt eia echinococco suppurata clt J CllllOPltivo pru-perilOneaJo tidli!l fossa iliiH·a, chu simulava p<wfellamente uu uscesso di •Juesta regiona. Traln"ciarno di oc·eupar cr della 2• parte del hbr·n, lull.n dedicala ulln ~in~colof,!ra, • così r rc<:n •h casr e dr amrn~eslra­ menlt, come che lralta dr at•gomcnti dw non inlere.. ~ano direUamenlt! la gener alitu der no~ll'i ll'llor i. Ta!P il lavoro del [H'ùL :\lazzooi, un lrhm. che, ~o t to mode~lo Litolo, vfllo bene un lrtllLalo, ne l quale man lYlfiiiO t•tappa riscono innanzi alla meni•· del lt>lLort\ lirtli gli at•g•uncnli più importanti tlt>lla moderno chirurgia , e ri ..ori!onu. "i llluovono. hanno o n ima e vita 1 vecchi ed 1 nuo"i dibalb 11 dPIJo "'cuole e tlt•J chirurgi, in rnl'zzo 8 cui. qer••no ed equumme, ..;i eleva spes!!lo il trtudizio clello !>Crillore, r:Jre c!alla vasta dott rina ~ dalla illuminata espl't'it•nza lrue l'autorità per iwwguare ed a mmnnirt'. A CrAccro.

Relazione sulle condlslont generali a&Ditarie ed opera~lonl modloo- ohtrurgtohe nell'ospedale internazionale durante l 'assedio delle legaztonlln Pechino. - (Cen trnlblatt ft1r ('/ur. n. :m, tnOI)

YELot.. -

Corna n fu reso nolo dat giornali 1uotuliani, VelcJe tluranle l'a~:;e,lio .Ielle legutioui

in Pekmo fu dir... llore rli uu O"'petlale iu ternazional•! sluhilito nellu IP~:tazione iu ,.;lt•'-e. Il nu-


RIVI:sT\ OHIRURGIO.\

1111'1'0 dei for 1ti che quelro~{ll'dol~> ebbe in cu ra 11ou fu invl'NI mnlto gt·anrll•; e da notar;.i pt•t•o che rw<lVPt'l:lrono colit sol· lauto i 1'er1li più gt·a vi me11tru 1 numerosi ferili legge•·i verH va11o curaLi nelle in f'er·merio th•lle sin ~oh• leg-az1oni, corna r1 ~;uJLa dali 1 tab(•llt~ allnl'ssa al r apporto c riguardanh> le pt>r· dtte com!Jie~,.. jve. "'ell'osp••dolc entrarono l OO. :, der ·IU&h rurouo portalr ca· dnveri, mor1rono tHillc prime :H o re 13, e io piu lungo Jlf'· rindo 4. Mol'i rnno 2 per ma1Rll1<1 interne (di~~<on leria). ln com ple,.,so i mot·lt furono 2t. Tr·u gli eulr«ll W ,..otl'riva r•o di 111alaltie rnlerne e t 2•i av• vann ft>ritc lilvt>r-..e. Alcunr porto· vuno lesroni mullipl ... Di que:-<li ferili, 'l'; lo erano da palla tlt rucile, 18 dn proiettile d'ttrligliel·ia, 111 da fra mmenti di pit>l l'l', 1 da 1!111CI8.

Sulle 3:1 f••••ile d'arma da fune 1 della te«tu tr·oviamo () ca-.i lùtah. il che ··orr 1sponde ul IX, l p . 100. 1 ra i ferili alla t'ncdu ru•)ltl ~uarir•IOIJ con ,or iita. co11 perJitu ò... gll occhi o con pnrulis1 facclnle. Ot•lle 1:1 f•·r·ill! del tt•raeP e tlt•l dor;:o, :1 ebher·o ""ilo letale do!\ il 2:~ p. 1011 t\ pr~'t'isamPntl' in causu dt losionP tli g r oss.i "·'"' TrA ' ~11011li lrnvn~i 11110 Ili qnal•l dn un prcuelWe di 1:! rnillirnetri rur no h'tlo.:li"'"'81e 11 o co;:le c• n nrn1 ia aperllll"tl rlellu cavtld t n•·tca e con ;;;tH'Ct :jsi>a Jll!rJiUl •li pur·:tione .Jet polmonu per th"lat•cn rlt't't o ti co t li f(ro"'si lembi del vi-

c·P.re. Uelle 7 rcrll Ùtll ~nllo tliiO c•ondusser·o Il tnOI'lP i paziPnli, 11110 per lt>"'Ìnne tlolla c•urotadr• non o--lm1tt> che si fo!!se praliuata l'allncr•tcli.Oròl, l'allr·o pet• fe1·ita dello trachea e dell'e>~O· foJto b~ncho .,j r..,...,(! opt>ralo eli lrachcc>ll•mia. Enll·amht mn· tll'orto n•·ll•• pruut• 2t nre. Fu pill eJ~,·nlft la mortaliltt P• r le Il fer1le ndtlmrttnalt, in falli tH' mo rirono 5. valo o d1re R3,:i l'• 100. 3nlt.nntn uno rer·itu •• 11elone ullr u \orso le pure li ad«<ommali gutu·l rapi·lam••nlt•. l<'lll1rono colla ranrte dopo poche c'lr due rer1lu 1urrorauli d ull"u l.Jome J>Ot· &rma do fuoco cnn l ' ione del fs~ato, e due complicate n Jwr·rornzrone dell'iute· slluo, in IUf' lo tluu ull1me ft'l' l~ fu prntirata la laparolonua u In re-' C~.ione e --ulura dellu fooriuscilll t\11!"8 iule~llllale . F1· llll!mente 1111 lndh·i.Juo t'er·ilo I~Oil grave !-dliaCCIBffil'lllO del· l'us<~o sacro "auzu fOI'Illl dell' 1nteslino mori consunti) olul t•roce.::so d1 uppurazious . :O._l~no. peri~oJo.;e furono lu lesio01 ÙPgh arta, p •rò di fel'lh n~h arti lllol'lronu •lue per l••la110 traumatico tra 11 s~Ltimo


29t:

IHVThT\ CJUnURGJOA

ed il decimo giorno; UUO di •{UeSll aveva riporl nlo rl'atlura di uo malleolo, l'altro lrallura del remorP. L'autore ricercò il materiale inl'elth·o della malatlin per questi due casi, nella lert•a di cui erauo insudic-iate le ~carp{' ~> net pantaloni ùei pazienti. Ne~lì allt•t casi ru ass:u raro ti proce~so suppuralivo, e pe1· J'egola non gt·uve, d i modo che pocbe volle si ebbe la nece!".sila di t•icorrere a ~rnvi operaz.ioui ùemolllive. Si praticarono nove operazioni immediate con otto ca~'<i di morte. Queste operazio11i furono pet· quantità t• nnme1•o: Ll'O tracheotomie. una laringofomia per sdtiacciamenlo della parte anlP.rtore della laringi' (guarigione), una 1i1parotomta, due ct•aniolomie, due legolure clelia carotide e fnmor·ale. Al· l'incoutro ~àrirono senz.u ecce2ione lullt• le operazioni secondarie e preei~amente: quatl1·o osteotomie di 1-{randi ossa, due craniotomie, due enucl~azioui di bulbo oculare, una toracotomia. una resezione del ginocchio. Ollre a Citi fueonu rmmcùiatamente e"tratti diciasetle proiettili da fucile, quattro frammenti .Ii f{ranala, la maggior parte con pic•:ole mcisioru. Tah corpi e~tran ei giaeevun(l immediatamente SOltO i ll"f,tUffi81lti. Ve~Sel'SÌ l'IUVr•nuti lanli proiettili soff,.rmali nei Les!<uli non Oll'tanle le piccole dislanz~> a cui furono sparati è un fallo comprova nte la grande ft•equeuza dei pr·oiellili dr r·imbalzo, eonfet•malo anche claJio aspetto delle l'erite le quah per la maggior parte si pr•ee;entavano assai lacere. P r·obabilmerrte alla frequenza tli questo rcmorneno può aver conlt•ibuito la cattiva qiUlliLà della polvere. àlolli proretlili di dh·er~o calibro nou produc(•vano grandi differenze tra le forme delle ferila; l'A. aLtrrhtusce •• con ra~ione, qut>!'.lo fallo alle piccolt> 1\islanze. Egli osservò invece in più casi un ragguat·devole effetto esplosivo dei proiettili Mannlichet· pPrèltò, come e~li crede, i cl:inesi uon ingrac:sano le carLucc.:, le conser\'ano tnnle, le portano flncbe per giorni e s~t1imane nllo scoperto, all'ar·ia utntda, di modo che ~i produce pt'ofonda t·u~gint• che iutacca tuUe lo Rpessor•• del mantello del proiettile tlonde av\'engono le e~tese Jaceraztoni del maulello stesso e naturalruente anche dei tessuti colpiti. Fu constatalo poj con tu tta certezza che i proiettili in que~lione non avevano prima rtmbal7.alo. Rtguardo nlla CUt'l-1 ossel'va fautore che nell'applicare il prim<) apparecchio si procuro di a Lluar·e la disio fez ione dei dintorni della f~>rita senza loccarla, di praticare la m e-


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RJ;V'lSTA. CillrtURGIOA

dicazioue asettica e ùi rneltere la parte m a((~olulo rtposo; se tlall'apparecehio lt'apolnva ~angue, di solito nellt! prime 2i ot'O si cambiavtl l'apparecchio stes:;~n. L'autore crede non mollo opportuno u/> effìcat~e praticat·e il tampor.nmenlo per arrestare una emot'l'a~ia 1wimaria, pe1· il motivo elle dietro il lflrTlJHH ie si racroglie iu cruanLilA sangue ed altri liquidi clw -.on poi CSUl>H di -.uppuraztcne e che ancht!. nei caRi più fortunali impedJscono il eoalilo dei mnq;ini della fe1•ita. Il numN·o di qu~!>le os((ervazioni norl è mollo rilevante ma ~>-.se pre,..entano mollo inlere((se per il mo,lo e per le condii:ioni Ìll CUI rut·ono falte. P.

c.

L 'olto del fuolll e ll patereoclo. - (Ctmtmlblatt .fur Citi r., n. 3U, 1001) .

Df:l.t..\1,\ :-IN -

'

Dell' o1·i~ine dei palet·eccl chl" lanl•l di rre•Juenle sopra-vvengouo a: soltltlli, futono diclti!lFSli principali fattori i hallet•t piof.:~ni che -:~llaccano alle mam: i quali approliLlano di Qgni t1ii1 piccola pt!r.lit.a dt -.ostnnza pet• penet.l'are nt'l le::<bu !i; e SI a'· r ebbe rieonoscnt l" cho il lerrorto di partenza d1 qur>sli hs.tleri ~arabhe dalt> pìil spPcinlmente dall'olio o cial ~~·aaso&1loperati d1ll mthlAI'e per mantenere pulita l'arma. no un <'et•Lo numero di assuggi deRh oliì mloperali dallu truppa, i fJ\luli erano Vl·cclli du ()\lJ'e ctnque mesi, Deelmaun potli OLleHbre iJt cullllr11 pure lo !tla1ilococeo piogeno aureo e bianco ,. quesl<' culture si mostraeono su!!li animali PStremamente to~iche. Straordinal'iamenle ricche di mnleriale bauertco. erano le pt•ova ri~vale dai pennellt intrisi d'olio a ~eunli in permanenza nei turaccioli forali. Anche ~li acidi «i trovarono, dopo lungo tempo, numet·osi m quegli olii veg-etali. Per cm J'aulOI't' cl't>de non pot.ersi escluùet•e la possibililiJ che l'olio e il ~rasso adet'(:jllli ai fucili, in cede condi· unni soffrono uua tleconlpO!<Ìtlone assai forle e clte le lracc10 di actdi g ra;;si che si fan liber·1, concorrono alla fot'tnazione di un fermPnlo che può favorire la rlilfusione di maleriali Oogo_geni sulle soluzioni di coulinuo. C. P.


RIVISTA DI OTO-RI NO-LARINGOIATRIA A.tl'eztout ooularl nella tnberoolotl della. muooaa. naaa.le e tra.tta.mento d1 quett'ultlma. oon l 'aoldo la.ttloo - (Z••itsclt. (w OhreT&/reill .. XXXIX, :l, 1001).

HI'ISJSLnG. -

Dei !t cu"'t•li tub. rcolo'-'t na ...ale, o!;~enali dall'A. in "t!i mesi, 5 presentavano lesioni 11culari secondarie; di que!'lt 5 casi i: sr rrvelavanc. ~oltn lu forma di tuutOri granulo:-i al cornello iufdriore t>d Al setto 118$\alo ed l sotto quella di noduli di lupu!< tJI!<;;eminoli ... ulla rnucosa del cornello ~le ......o. h a quanto alle complicaziorù oculurì per sede vrenP prima il sacco lo;.(rimale. Iufallt in 2 ca>~i ~i aveva .tacriocislite, dapprincipio crecluln di natura cnmune, mentre in altri lanatu t·a l'mnca tuhercoiM·o dellfl stessa. er·a evidente, anzi con l'esamt~ IH'curalo si vnune purt> n r·iconosr.er·e la rompartecipol.ione dol canale llfl'-'n- lagl'ironle al prucess(• specifico. La complicat.iorH.l del sncco lagt•imale f. la p.i1 fa,•orevole dal punto d t 'l'• tu ,Jelln pt·o~no!'li, pm·cl•·· ~i arrivi da bnou'ora a ricono~ct•r·uo la uotur·a; Ja ciò la n~:~ccs"ità di pralit·;n·e ro3same d1•1lo ft~sl'le nf\<llllì in lullì i cnsi di tlacriocislile suppurata. Dopo ti '<ACt'O ~ouo lu congiuntiva c lu cornea le ~edi più frefJuenti nelle complicaziom oculari •Iella lubercolo"• nac:ale. Alcune \'Oil~ <~i è tr~ttiJtlo •li alterazioni puramente Jlogisticbe, dovute alla irt•itazrona tleterminat.a dalla -.ecrezione la~rimale t•sa~el'ula; allr e vollt• invt-ce <:i "Ono avute altet·azioni manir••stant i <~i con ioflllr&7.ione della congiuntiva e •Iella cornea, infiltrazione, che nella tnOl!A'Ìoranza dd c~si sr aveva in vicinanza d.., puuli lll~l'iurali, mtt m ct•rli casi anche lonlano (p. e. ali'!UHlOlo e~ter·no dell'occhio) e qualche volla in riunione col "acco mercò tragtllt IJ,..lolost. 1n •Jualche ca~o pure la secreziono del Mt·co lug•·imale c•>lpilo dt\ tubercolosa Ila lasctalo intatta lu t·oHgiunt•vn, dotf' r minando invece alternzioni cuLauf'e di naLur·a ...,pecifkn in pro .. ~irmlà del globo. li traltnmeuto f:'ncr·g•co ddla luber·colosi nasale ha rallo in hr eve miglHwar·e u sparire le complicazioni ocularr, com'ò ri"ultato dall\lsse•·vozione personalt- clr>ll'A. Egli con<;iglia al


RIVISTA DI OTQ-'RINO-LARL'WOIATI<IA

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t•iguardo di tamponare cornplelam~mle le ro~go n8!>8li con ovatta imbevuta in nna soluzione rli acuio faLlico, allel'nnti\arnenle debole e concentrala (fino all'SO p. 100); i tamponi va.uno lasciati in posto per tre ore e la speciale meditn1.ione ti& ve r tpelersi tnlli i gioroL L 'acido lalLico pr-ovoca. a livello delle parli ~ne ùella mucosa na:è>ale una reazione estt·emarnente debole; per lo contrariO fa rt>gredire continuamente t> prof{ressivamente le alteraz1oni tubercolari ùella sleS>oa, la r)uale a capo ati un tempo relativamente br<Jve t•iprende il l"uo aspe~to normale. Il vantagg;io di questo metodo sta l'iposlo nd fatto cl:e qualsiasi intervento chirurgico ,. rc~o inulile. Pet•ò ~ircome la tubercolosi nasale è facilmente reciùiva.nte, l'A. consiFtlia di non at·conltmtaPsi del prim" risultato olt<'nuto e di •·ouli· nuare la cm•a per mesi, t•endendo le sedute stHupt·o più rare, }1rltna tli di uhiarare il malato al rtpuro dt qual "'i a recuJiva. CIJ.

Fr:RtiEnl GHERARDO.- L'ossigeno a corrente •otto pressione nslla oara delle otiti suppurate. - Arcltlnio rli otoloyia, Luglio 190J. L'A. con l'esperienza acquistala in ve n l'anni di eF<et·cizio o:::peolaliero, meLle in evidenza como siano per lo pi(t in0f!icaci le Clll'e prodigate nell'ambulatorio agli ammalati di olite media purulenta cronica. Vi sono individui elle frec1uentaoo l'a mhulonza da qna!lro, cinCJue, sei anni, c;ono curati da ospal'll me.Jtci e non guariscono. Nella praltca privata invece lo guariuioui sono piu sollecite e ancora di [llù lo <>ono nelle cas•· dt cur·a e nefle apposite sezioni ospedaliere. Le CHU->e degli insuccessi sono molteplici: lu pe.,reFsione di crueslì moligenli che li espone a caus;o irritanti conlinuP, In lot•o pov6J'tà che irnpeJisce ùi attenet'"Ì 111 ca<:a alle pt·e:-erizioltl falle, la frelta con cui si fanno la oliagno~i e le ap]'lt 'llZtoui terapeutiche. .\ rtue-,tf' rause ne va aggiunta una sludttlln spct•tmt>ntnlnt~nte dell'A. ed è la infezione del materiale da mt•dicoturu. ~A lmceell•• che stanno continuamente apel'le sul Lavolo, li tslrumenLi che s~>rvono per più maiali, il cott>nP, la garza, per quanto siruto conservati con dili~enza, sono, uell'ambult~lorro lt•n,.rnelillori di germi i fJuali prolungano oll'infiniLo la tn o l~:~llia.


111\'IsTA l>t OTo-nr~o-L UH:-;GOL\TRL\

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L'A, hn fallo ·~saruinltrl' bau ..riolo~icamente delle uoccell·· con tenenti pn·purati th uso comuHP, pnma slerJiitznl• o dnpo i~ ore rho l'l'nuo slnlll MpostP uPlla stila, ha trovato invar wbilmcnle 1 -.t>guenll r·eperti: - !-;terile. A knol Rs.-oluto . . • . Alc(,ol urJin. c formalina t p. 1041 - sterile. Horn:.rlit:Priua o glic~rino 5 p. 100 l COI(JIIÌ8. l colonie. Ghc"rinn • . !. colouic. Oho d'uliva - inquinati,.:-;Ìili•J Olio ,IJ va.,elinu . L'A. tra•· da que.,to IR conclu ... ton3 che biso_na -.emplilicare p tu che "18 pu... sihile la ~u ppt'llellil~> d'amhulatorio c liJOJLill'"'Ì 1:1 quei pochi prl•put·ali che hanno m ~e ~Le!-t"i la potenMI di dJ!-!trng!!eJ•e 1 ,.wrm1 Rìcc.ll'cnwlo a •{uaiJ nu~•licatnenti ~ia dA dare la preferenza, ha volutu r·ìpreudcro in r•c:nme ru ...o ù~tllt' doccie d'o~ ... i~euo, <'Ontro l1• "liPPUrazinni ùt'll orecchio. gtnno beo noti n li'A. gh 8pernnouti rotti d11l lll'Of. Hosa.li uclln clin1ca De Ro"si c·.on l'O. applicnlo per il c·ondollo u. f'!;Lerno ed i ri!'\ullalì negativi otlenuti. \>lt)tllflcò quindi il meloùo e opplicò l'ossis.:eno Rolto prt'~SIUIIO -

1/ ALIIIOSfl'rfl 1

per la via tiPJia l!'OIUha, US">i-

curawlo"i prima delln fii'J'vielà della m , l. Dopo ripetuto prove è arrivnlo nlle seg-u.-nli concln~ioru · to Nelle forme l'lll'l"ll'alJve acut<1 o membr·ana perforala la <:tH'I'(HILt• di O"SIA'Ono per lo lromho i• il mhrliut· mezzo d1 deter«ionP f'ndoaurìr·olm•u e riec:ce in breve tempo a modificar~ In .. f.'CI'•'LIOne pnl'lllenta, con A7ione CO!<Ì ''ÌVA ed intensa dn ott••of.' I'«Pno lu ,·ompletu !<Comparsa. :!0 N~ll" oton·et' nmuche la corrente di os-.igeno e ollicacic:~imn q lllln•lo non vi ~;io. le~ione o-ssea; a• Per •lUC"ta e~p...rilllanlata pl'oprietP. il gac: O. tliventa un 1 relin><u cleuwntn d' tnf!nginc per decidere •(Uil.ntlo :-i debi.JA it•ler,·euire con nlh operath·i in rapporto appunto alle car·ie delle o«sa. M.


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RiVISTA Dl OCULISTICA t\srn:on:r.LI.- La congiunttvlte lpertrofloa. Studio oUnico 41 una forma particolare dJ oongluntJvite - ( 'ìoc Frane di o/tal. Congre"<~o tlel lf)OI}. ~i ha "P~"'>'O o<'casione d1 r l--r.onlt'Are, negli adull1, Uni\ rormn •Jt con~iuutivite cromca Avo•ult• caratteri r•liuil'i cho non ,.j trovano se~natalì nei uo~lt·i lt·atlali cla<>'<ici. Si lrotln di •uùtll'ezirJile essenzialmt•nle lirnilal11 nlla con~iunlava tar· Mie c fil r(lrni<.'e inferiore. L' Ìllfl'rrno è '-'OiliUllO inra .. lithln da una lagrimazione moderata. dAllA !"enSftZinne d i punhlf'i} o d1 pe>~nnli'ZI.Il nelle palpebre e ÙA \1118 Jeg!!iertt (otorohia, !'0Jirlllttllo .turante Il lavorn Ji "l!r!l u hlC•} fll'liliciale: vi lm po••n o punta secrezione agglutinata, Il mattino, oll'nngolo • lnJ(rintall'. Ho,·e.-;ciando la palp••lit·o int'et·1ore, la i'Uf'O rfìcu~ "ungluutìvalo apparisce più t'O<~Ru chH allo stnlo nOJ'tnale, tnfl"lRimo nollu vicmanzo dol mot'l·d•w ciliAre, più Vll"!COIOI'JZ· zat11 o comc> ispes::;ila; invilaudo il 111alalo u gnar·larn bt~u 111 .ullo, m enlrtl la palpebra inf •t•iot•e ù rove..;ciolu, questu !!peeu• t.h ipertrot1a. e di ipervA'41'olarizzuzwne dill'u'"e delln cougitmli\'a ~i mostrano cvit1 .. uli"l'"Ìill~ lino al forniCI', olov•·

le pier:h·· ...embrauo pin nunwro"e e p1ÌI ero"..... Non vr •• lrar-cio Ùl ipertrotìa paplllare, nù IÌÌ r••llicoll, lltj di ;..I'OIIIIIl\· zioru : ma "-'incontrano lalvoltu dei pice<1li infarti calcart de~ l otncoli ruetl•ouliaru. La con:::iunli\8 L81'>'Ale superiortl, come pure il for·n ice "Uperiore, non pre ...enlnuo a<:<tnlutarueuh• ttl· r.u11a traccin or all~razioni. l di<~turbi :;ubblellìvi ~011 co<~ì moJeral1 che gl'infermi con· eultan .. ti medteu ~oltanlo quawlo la rnalaltia ,·. ~ia molto BYauzala . S1 tratta qua~i sempr•• di intliviriUJ artr itici, i 'lllllli pr(• eut•uw ··onlempor•aneamenle uott r111il~ iperll·oflcft, nlltt q~ale l'A. tend•! a ravvicinare la couJ!itHlllvil·· in par·olu, ('riut'lpallueut • rou ..iderando la loro eziologia comun~ (artr•ti&mo), ht l oro f1•equente cont•omilanza e la 1-!ralllla analogia d•·l carattP.ri clhuci nell' ìspez1one t Iella muco<:tl. Sembr·n duoqtw all'A, .t'li~ il uom~ di congirmtioite ipertro}lcn <~1a bene nppr?J:t·talo a fJuesta forma di con(!tllnt/cctc crottien tle(lli ar'· tr•ctrri, riser·vaudo il nome Ji rong1un t1V1Le pr()tirertHtlr• (t'pÌ·

'eltalt1ì ttl catarro pPimaverilt> ed alf,, rorme analoghe.


302

RrvlSTA. Dl OCULIS'tiOA

In quanto alla cura, l'esperienza di nn numero abbastanza gt'&nde di casi hA dimostraLo a ll'A. che bisogna guardarsi dall'usare il llllt•ato cl'argenlo, il solfato di zinctJ o dt rame A ùo!'i elevate. La cocaina e la surrenalina, come aot·slelici e decongestionanti procurano subito al malato un g ran solltevo. Si mostrò pure utile il collirio di gltcerolal:.~ lanuico (1 p. 100) insLillato, per lungo ll'mpo, mattina a SOI'A. MA nei c~Ho~i ribelli, l'A., inspirandosi alla prali<'& dei rinolo~i, toccò col ~alvauo-cauter10 le placche congJUnlivali più spesse e \'flscolarizzale, sulla superficie tar~ate e del for·nice: il qual metodo curativo, as:sociato al trattamento dell'affezione nasale ed alla sorveguanza sul t•egime igienico, puù as~icurarc la guarigione. E. T. \VtcHERKmwrcz. (Po~trmp

Sulla oura medloa. del glaucoma. -

Oknlisltte::n!f, 1901, 11. "2).

Dopo una rapida rivi-.ta storica concernente l'introduzione det r imedi miolicì nella terapia •lei glautoma, l'A. dichiara che egli, da qualche tempo, ra uso molto volentieri uei casi di glaucoma uculo e cronico del ~eguenle collirio: sal1cilalo di eset•ina 0,01; cloridrato di pilocar pina 0,20; clOt'idrato di cocaina 0,05 - 0,10; acqua distillala 10,00. L'llzione midriatica della cocaina è annullala, in 'Juesla combinazione, daJI'eserina e dalla pilocarpina, ma il suo potere di abbassare la tensione dell'occhio resta int~tto o contribuisce per s ino ad aumentare l'azione favorevole di 'JUCslo collirio. Si mslilln queala soluzione tre volle il giorno nei casi acuti e 1·ecenti: e St ha per· efft!llo non soltanto uu rnass1mo di miosi, ma spessi:;;simo anche un ipotonia sensibile. l dolol'i cessano subito, principalmente se si ebbt· cura tlr fare, nello stc~so tempo, un'iniezione Mltocutan~a di 0,0005 d~ morfina nellt\ regione orbilale. Questa cura medica n1m (>, ben s'inlen,Je, che una pt•epa· razione all'iridectorniu; ma ueì ca!'i cro11iti e sopratulto nel g-laucoma semplice, in cui le oper azioni come J'irideclomia o Ja sclerolomia restano generalrnonte senza eiTeLLo, r A. osser·vò più volte che, doj)o l'uso prolungato e mPlOtlico del collit•io suaccennato, si ebbe un arresto nt>IIU p1·o~t'e!'siooe della malattia e persino un certo mi~liot•ameuto dell'acutezza vi siva. lo tali ca~i si fa un'inslillazione o~ni set·a, prima che 11 11111lalo vada a letto. E. T.


IUVISTA DI AXATOMIA E F!SIOT~OGJA NORMALE ECO.

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DE ScawEJ.NITZ.- Pa.ra.llsi tra.uma.tlche del musoolt dell'ocohto. - (Amer. Journ. o; Ophtalm., novembr·e 1900).

L'A. pubblica otto casi di paralisi traumaticbe dei muscoli c.lell'oechio. Il primo è un caso eli paralisi del t'ello inferiore per una ferila eli coltello: la guarigione fu ottenuta con l'avanzamento del tend ine tagliato, associato alla teuotomia del retto s uperior e. Il scc0ndo caso fu prodolLo da una lesione della puleggia dell'obliquo superiot·e durante l'operazione di un a~cesso oebi lario: la diplopia e i disturbi di mobiJità dispa1·vero spontaneamente. ll terzo caso consisteva anche in una lesione dell'obliquo e del r eno superiore durante l'esportazione di un tumore dell'orbita: ne risultò una ptosi leggiera ed ·una diplopia persisteiJte. Nel quarto caso, la paralisi del relto inferiore insorse dopo una caduta sul lato destro della Lesta: la diplopia scompat·ve a poco a poco. Il quinto caso, consistente io una paralisi del retto superiore e dell'elevatore della palpebra in seguito ad una caduta sul capo, fu guarilo con la tenolomia. ùel retto inferiore. Nel sesto caso, la paresi traumatica del l'obliquo superiore e dell'accomodazione, probabilrnente in seguito ad una le~ione basale o forse nucleare, guar't spontaneamente. Gli altri due casi- paralisi del retto inferior e e dell'obliquo superiore- er ano accompagnati da sintomi cerebr ali, talmente gr avi da aon lasciare alcuna speranza di guarigione completa. E. T . ~

RIVISTA nr ANATO~HA E FISIOLOGIA NORMALE E PATOLOGICA

A. P ASINI. brale. -

Rioerohe sui nervi della. dura. madre cere(La Cli(tica. Motlerna, o. 10, 1901).

L'autore ebbe a rilevare due specie di nervi: nervi vasomotot'i P. nervi prorrii. I neroi oa$omotor t seguono esattamente il decorso dei vasi arteriosi solto forma ùi dtle grossi fasci laterali, costituiti da numerose fibre sprovviste di guaina melinica; essi hanno


31H

lll\'ts l'\ lJI A:\A'fO,IlA ~; l•'l~llll.. UGlA NOR:\1U..R F.C<'.

1111 rapporto dit·oLto cnn la pllr~ le avventizia a1•teriosa, nò mai "l ::.co... tano da ""M. Xello tlure uer•vo"e aoA<; omattche, lill•manli unn rete irt'tl~olure a larghe maglie, ..tab11i1<cono lt> comunil'nzioni rra i due là--lt'l principali. '\ei punti eli birorcn:tion.- dei "fl"i arlerio~ì, i dtJt' l'asci lut .. rali s1 !-:Uddividuuo nù Y. t• dunno lunc:o cia.. runo a due fu,..C'Ì ~"CnlttJurÌÌ IUIIIOI'I, che "e,.!OODO a( decor"') tl~i !JUO\'a \'8"i. La l'IUO nltenzanne ru richiamata specialmeule tlal corupnJ•t.nmenlo dclll1 lìbr·alill nr•rvo~ "'· che acc•lmpuj!nnno 1~ arl~>ral fino n li~ ultime pit:cola:-,illlt; lerminuzioni cnpillar·i; in tpae•..fO 6""6 llOII Ol811lengOnrt )a oJaSp0"'ÌZIOll6 laterale !>Opra• calnta, ma formano un inlr~ecin ,Ji tilJre, J•or•• "utldi\'idenLo"i n,J Y, che circorulann umrnrmemenlfl 11 va""· fllrmaud •vi un ple<~ ...u ner\'O!<o. l nel'' 1 proprii !"l trn,aun dl""~'mlllati in gr-audis,.;1ma quautilu nr.llo ~fl""snre dclln uun1 madJ·e ct•falica, e"~i ~<ono co· !=~llluita eia liiH·e mit•liniche-, sin a"olat~> C'he a g"1'0""i fa'-'ci: hanno un dcro1•::;o inu~olarr, tor·tuO"J"'lirno, !>in nella compago da1 fuiiCI cl1e lungo il decm·so isolnlo, nello spessor•1 ddla dtll'l\ madrl;l. Una partir•olnriLi~ t' data dal fr·e•1uenle scnmhw da llb1·t> chL• nvv1ene o~ni volu1 ciii' .lue ~ro'-'si t'a«ci !>Ì incontrano; lo scuml11u Jll'l'O ,. minoro, aiJorchè l'incontro nvviene in rltroztorw pt•a·pe1Hltcolare ai faRci ste!"SI; da fJUC~ti '<Ì distaccnun talvoltn dollr tìl)l'ille. aventi decorso i!'lolatt>. !·:~se duuun luo:.:-n 1.1 "Car"r' ramitkazioui laterali ~fu!!aito r.i pr·ccedcult 0""'érveturi, clw terminano nello spPS"Ore llella d111·a madr•e, prenJcndo porte alla rornwLione di un reticolo IICI''W!<O co,.tJtuitn dali•• nnu--tomosi delle ultime ram1ficaztuni clt•lle llbrillc prmcapnh. l)•... ervo, lunl{u ti tlt>~'o rsn dell~> fibre proprie midollo~>, d••i par.coh segmr'nli molto anlen!!lllllf\ute t•olorali dal bleu 1li mr.tilclll• Ehrlich, 1+-ullanti .Ji unn porzinalt' lunga, avt!nle lo di rezillne del cllintlcr aq:is. e oli ur: 'altra, mollo piu bre\'è, ~'OIOpre~a fru ÒUP Jeg~u~rt! t'll'OZZ!JlUI'6 tleJia fibra 8 direz10110 perpendicolAre a f)tlesta, !legnwnl~ chl11'autore ritlenf' rapprc~eulino gli ~trozzorn~uli di Ranwier. Quunlo al ~>igoalicalo fisiologico t!i tali fibre, ritiene con ;.rli allr1 OS!>~1·vatori che studiando l'argomento. rapp re~entiuo ù·~lle v1e di !lt>nso, cJu che t<arebwe provnlo dagli intensi dolori che accompa~nono 1 proco!'l"Ì patolog1ci di qut>slt~ nwm· brano. G. R.


sou RIVISTA DI MALATIIE VENEREE t DELLA PELLE G. ~om,. -

Polbnorfismo delle maDife•taùoDl tuberc o-

lari outa.nee. -

{Poliklin. A bthéiJ., ''· 31;, !OOJ).

Fr•a le svarratissime forme cliniche di LnbPrcolo~i dr ilA pelle, l'autor~ cita fra le meno nole e comuni alcum cn~i dr lubf>t·· eolo~i cutanea rivestente

la rorma verrucosa e pa[nllomauna volLa ebbe a ril'lconlrare un CO"O Rlraniflflrmo di tnl>ert:olo!'<i isolata verrucosa ed ulcer•osa pertlnn flulla cute dr un rnembro virile, nar-ra di parecchi ca!'li di LuJll)l'COlosi in 11~stala el dorso della mano iu <~olleglli medicr, eh.. nel loro e!<èt•cizio prot'essiona!e eransi punti con aghi infetti di malt"· rrale tuborcololico. Seguono altre osservazioni sulla tubnt•co(n,,j militu·•J alle labbra eù alie nari. In uno di tali ca<~i la lo· calizzazione al labbro rappresentava seoz.a dnbbio il focolaio prirnilivo, che due anni pi1'l lardi diede l uo~o a1l una g-enera· lizzaz.ionfl del processo, che condusse r•apiùamenle il rnalALO alta LornbH. In lal pa;r.iente, negli ultimi lempr el'3<~i sviluppaln un'esantema 1li forma ed aspetto acneo, papulo-u lcProso, nt,lle cui ofnor·escenze si polevauo riscontrare in jlr·an numero bncilli tubercolari. Di aspetto consimile a 'I'H~!'.t'ullirno raso, ebbe a rrlevare no Lupus Jollirularis dissemino.ltt!l sullo fronte Ji un giovane. G. B. tn~a,

B. MULLBR. - EsperleDse sulla dlslofezloDe di ferite in fettate C OD ma.terlall tolti da. uloere molli. - (Arch. t: Dermet urtd Syplt., n. 6. anno 1!-101) L'ft.u lore cel'cò di slabilire se e in quali condizioni sia po · "•IJìlt' lli«in fellare, con uno dei mezzi anlr..elllci più usrt.alr,

•ma r..rila infetta da VIrUS di ulcera molle. A questo ~copo egli pl'oduso:e ad individui ammalali di ulcera molle, delle rerrle lacero-contuse e del!~: escoriazioni della pelle assai este~r.. spalmandole poscia con prodotti ùr uket·r molli, lratta~dol e poi, entro un tempo variabile da IO minuti a parec· chre ore, o con semplici lav»lnt•e di sapoJJeo, o con soluzioni acqu ns.e di soblirnalo, di chinosol, di acido fenico, di permaogauaf.o di potassa, rli formalina, di nJl.rato d'ar•gent.o, ecc. . In seguito a tali esperimeuti potè constatare chu nei casi 111 cui non si praLicava tosto un' enèrgica disiofezir>ne si rnA·

20


30G

RIVhT\ lJI 'flffi\l'EUTl<,;A

nife<>.la\'IHIO b.•u \()«lo n"tf'"si f! .. uppurazione. lllt!nlt'< su S:i ca~i tli fot·ild infette Lrattult• con a talla di;:mfe7.tone, j j nou furono "cguilo da a,;:ce""i t• 31 lo furono, mu qoltauto ll••pn IIOleYOif' rtlat·do, variab,lo du •or•i a dodici g:torni. Qne;.li t•i ..IUllati fu•·ono oll•·nnli con un· intinllll vAt'if'tù «ia tlella conc~>nlt·n?.i<Htt' rlel rimedio. sin della linl'at.a dt!l -..uo 11"0. lu t)SWi nwlo que"LP provt' dimo'-lrann chft, po-....ilulc. entro 1111 •·erto linutP. la. dt'-Ìn fezione <le!le fm·il•• infette <'011 1 rodotti vit•ulnnti Lolli da u t't•ri mnlli, nei qunli tora -.tnl.t• '-0\'l'nll 1 ulle ri..,contralo il bat·•lln ct•c lutn spectlko di tnle. lllfezione, <• che l'a:t.~nne 1legli untlwtll •i vtP.ne nunwntala R "'fl con ma 111 polnzintn mecca r11clu' prnt inllO nei rou Lnt•tli i nnnl'rliroli dellt• fl'ritc, rnnnipola7.illtll cou'-'t!I!Pnti !>Ofii'Ulutl .. 111 fl'lzÌùlll pllt o rncno enet•g:tchP n -..e.·onJ,, della toll~l'llti/R del

RIVISTA DI TERA PEUTICA E. BouH - L"lntosaloazlone acuta prodotta dalla oooatna.. -

(Gn.;et l<' t!t·:~ /l!;flt Wt• r, 11. l l \1, l !IUJ).

LA •·oc'tlllln, mernvi!!liO"O naenlc di aue;;te«in. «'a:!iouu so\fnli L;fù\Ì OCI'ldt!llll di iniO'-"<it'flllOIIl',t!U&IUIII(IIt' !'\IU tfllllltl<t

dr ir•ll·ndll:t.IOlll' deltnedicunH'I1Io nell'orgOili!Omo: lltl\ltlluziolli, tnieztolll inlra-rlet·tuiche. 1111Pzion1 ~olln-aracnoult•e, ••c•·. I fe .. nllll'lll d• ttvvelenameuto "'IIJII'RI:;.!IUngono '-l't; ·ialmente

1wi 111n ropntici: nt•t fanciulli ,. n !li Yi!cchi: è ruvo l'ilo cln ccr·li "<lati ft5~tolol!iCt, com~ il di~i11110. Rt<Cill<l ha ùello gmstanwnlt>: 1\ 111t>gho l'hU ti m~tlato non 8JH n di~iuno: el'<lO dt:ve, durante l'opet'll7.Ì•mtt, trt•nd• l'"' •ruulchC: '0f<lO di cuffe ,. th h•runre, p ·r e\'il~re ht ><llll'Ofle, starit cnrirnln, Pd 11 .t .... cul)llo oriu.onlale conservato por duo o lre ot·o dnpo l'intervento; la sul u:r.ione ...a.-a t'•'<'C'IIlt', pn·pu'ala r.lll due o tre giornt al più; ti •wo Ltolo III\'81'1Abill' "A l'Il deii'UIIIJ J er Cl'lllfl, le olo~ i ahi tuo h da rmqne a dwc1 c~ulihrramma. Le J>I:'IIIH:lll&zioni, h• applicazioni lo1·ali sulle nnH·o..e l'tOllO ,..oyent• o.~u ... ::-e~.:uilf' tla accidenti, per~: ho lt> muco~t· O'"!'orbono I'Opidau)entt'. "' Jll.ll'chè, cmt •tUe'-Li processi, •' tlilliclle rendersi conto dell~l quanLtlà di nlcalo~tle che st ut!li:t1.a.


!UVISTA. DI TERAPEOTIOA

Le applicaziom locali di cocuina nell'urclra «ono l'ot·tgiue rh [J•equl3lll1 inLO!'I"lCIIZioni, "'• ~nprn uove ~'8"'Ì riportati da Botu·, la nw!à e!Jbo esito lelnle Qul'sla gruwzza dip6mle dalla ·~uauLilà di lirtuido che occOl'N pot· oll1met·e l'onaf:l••sia di tutto il canale e rH uua parle d.. LJa ve<>cica; llhlllre, la Jnu(·(,,.a noo f> sempr•• "<Emft, la r<'gione •• moll • vasr·olare, t•d i hulbi ctnerno~i, che diffondono rapidamente la cocatua, eo!'1\iLuiscono una vicmnnza pPriroloso. Soprt~ IlO ~:.a::i (d••i •lltali H} pe1' rAchicorainiuazione) rìlevnti dali'aulm•l•. 10 C8"'1 ruroiiiU morta h: 2 pet• lllhUÌOile, O per opplica1.11lni locali, uno solo per Ìlllezwne inlradet·m•ca. Ma, in ne::-><11110 guisa, in uessuun di dell1 ca~i, la Lecuica ò ,.lnta olt!lich ' Le. Le dosi hanno agito nellu maoieru piu varrabrl~ • •l'uni o ammelt,...re che uello sludio de!dì avve Pnameuli !'lt ùeve I.Pner grop <·rmLu dt>llP l'.U~cuUilJiliLà inJiviùuAii. Si rl~ve pur'n tener pt·osenle un'n!Lra cau,.a, ci0è la questroue dell'oranno o del lo·~"ulo che rkcvu la cocama. Lu stomaco 11 di~Ciuno nssorbo più rapi•JArnente, pe1·ehP la s-oluzione i11ger·1tn non SI può tliluir·e e perdeJ·e In rtualche •nodo in uwzzo nlln [Lfl'-"A nl•melltAI'e JUJ·anle lo ·li~estione. Nella siE'"f'f\ ~lli"a nn a utur'Ol"ll mollo Hl"t'olarizzat~s è piu perrco!o;;a. In· fi11e, la •(Uù...ltona tlell'aUJtu,Jine durunlt! rane!'l··sia, dur·aute t• oiOf'O J'opet'B/.Itllt<.', é lOI)(to ttnpOI'lAltLO, pet•t·hè lo VflACl·CO• ~lr·izion•• agtsce !<nprallutto -.;ull'encafnlo; i !'inlmni osser·vali 111 ca<>i di ncciìlenli .limo::;tt·ano tutti lu vaso-co'>lrizionc cn cr•fa!ica. La p111Lrn, comll hn tlimo~'<tra~o MoS!'Iil, d••lerminauc.lo sempre

•. ra

••na va-.;u-.;:o!'tPizione gPner·all;r,zata, è logtco ammellet·e. avucntln !(h accideuli rl piu :;n,·entj nei nevropahci, elle questi

.tue ele1nenft, l'iulo"l"icazione e la paura, c;i a:-;1'-ocino per deh'rminot·~ IO va~ò-CO~'lrizione enceratica e pet· conseguenza la sincope. La <>mlnmalolol.i& tlì t)uesli accidt>nlt é semplice: la mldria-<t, h wu:bicat·dìa, i for·micolii negli at•Li, lo ~'lalo v~rli­ ~inc)!'>O, la tendenza Alle siuc:opi ltl coJ•alterizzo.no surtlcientemente. La CUI'S conl'.i~Le clappritna uel corl(~81'6 il ma Ialo. nel sommin_i~tt·m'•' uu \'8!'o-dilatatot•e ~nergico, come Jl nitrito d'umile, r.d m l'IOg-uilo nel favorire coi melotit t~biluali (l'rizioni sul rr,rpo, dtur·etìct l'eliminazione del veleno per tlhtl'erenli emun-

lorii.

B.


308

RIVISTA D'IGIENE La oa.mpag na antimala rica oompluta dalla Croce Ross a. ltall&na nell' agro romano nel 1901 . Rappor·to del· l' l '>peltore me.lil'CJ P. PosTP.MP.;KI. - (Roma, tiposrr·atla cooperath·a, l002). ~la snconda volla ~~he la benermwila Croce HoiMiiJ italiana prova l'attività sus it1 lPtnpo di pace a benelìcro dd mular·ici dr.:t ll'agro romano, e. ('Ome per· l'allr·a volla. anche per IJUesla il suo l ~peUora rtledi·~o. professor·t~ Poslernpc::ki. redige il relativo Nlpporlo. Il r .-lalot·e aeeennn prima di lniLo alla parte eronomica, esp<1nendo Ila IJUali 8or·geoti furono ricavati i fo11di neeessari per lA rampa,l(na; riferisce sulll\ ''arie zone alle qunli furono dest111ali i ~pediti con le relative ambulanzE", e eh~ furono le se~uenli: S. Marill di Galera, Caste•! di Guido, Ctll'ano. Pr-a· tica lli mare. Torrr• Nuova, i\tarciglrana, o!Lru un'nmbulanza dPsliunLa al trasporto degli infermi ,lalla slazirme ~'ElnLI'ale di Terrniul fli dive1·si ospedali; lrllLto dt>i mezzi di h·a~por·to e· del pei·~onale di soccorso. compoqlo 1Ji 3?i medit'i e 2~ infermier·i: pa"lsa in t'il~s~>gna i diversi preparati di chinmn usati e chE! furouu: tabloidi di clorJdralo, Labloidi di bi"lolrato, soluzione acquosa d1 chinina per bucra e per iniPzioni ipodermiche, misLur•a anlJmRlarica Baccell1, euchinina, c·on esclus ione di tuLte le specialila anlimula.r•iche. Dopo queste p l'ime inf01·mazioni ~enerali, l'A. passa ati esmuiuare singolarmente l e varte zona col loro fJU&ntiLativo di popolazion~ fis;;a e lluUuanle ne1 dive rsi periodi d~>lla ram· P8RIItl Hd a c-cenna alla g raude sproporzione fra la prima e la seconda, quest'ul lima .essendo enormemente superior e; fn quindi un rapido schizzo sulle condizioni ;;ociali ùi questa popolnziooe e piu spec1almente di quella tlultuanle. condizioni che solto certi punh di v1sta, lfllali le ore d1 la,· oro, il villo e la diaria sarebbero abbastanza buona, menlre lasciano non poco 6 desrdernt•e per ciò che si riferisce alle abitazioni, quasi sernpre ins u!lìcienti, [ut•ide, 11011 pr·oLelle.


309 L'; llivilà •Iella Croce Ro:-"8 non si limitl1, come nella prec,•t!t>nte, alln '!ola cura ecl Ul"~Ìf'Leoza clet malnli, ma ebbe ent·h e Pf'l' compito la Pl'lllllassi, e que>Jta ru fallu COli sommini,;lri\Z.IOIIÌ t! i l o 2 gt•ummi di rhiu1118 allu "'eltimona ; t'IU que..-.to ('llnlo é da ""~ervar"i cltP, anche "nmmini>•lranolone !! !!rammi pt!r \Oita, la chirttna (u !"empn• lu•ne tollerata, e che le runnule piU el"ll!!OCJ ed nc<'elt•• furono 'ruelle lei tnhl11ide dt cloridt•ato, p Ln tnfslUI'Il Hfl<~C'elli lunpìda. La profllns-..i ru tl~"egcti la sopt•o 9~5 indh•idui, d<>i cruali 740 t•imaSPt'o rerlamento immuni lino n tutto no' emht·e. I ma larici curati rumno 111 nultlero eli :I:Wi durante l'mtt>rn period<> •Iella campa!!'na, che

a rul6 clal 1° lu,:rlto al ao 111)\"f'tnbre. Quauto t• consideraz.tont pmllehc, tltOiogiche, e prolllalticiHJ, il t•elatore cou~lata t~on1e anche in que:sl'nnno le localil.ù che diedero un n1a~(.(ÌOJ' numero di llJalarici furon quelle 111 cut t'i .. I&I!IIA l'ac·qua, e mo ... lra<;J con,inlo ~emprtl più che 1 rt"'llt!!ni di ac·que, do\'c molliplicau~i uumerosi«,.imi Jrli nnupl!ele.~. StinO pro.Jolli 'P rtalmente da a-li ~coli tli fjlll'i rouiAnili c~Ol!ll ft'tl')Uentì nell'agro romano, che H•t·vono [>1~1· ablw\'erare il hH-. liam c~; l'li most.t•a Jttoltre ~empr~ p tu pet·suaso tli•ll'efflu\ria delle difPse lllt'cCaJuclw; aecenna allu dtre!-la inrltvi luale cnn c·opt•icapo JWOletloa• .... ma non r li ano opportuni 1 'eh. !ltl.ltene una ma~chera tli reli~:ella melnllit a. L'ele:;mnl•· \Olumello • fl•lorno ,,j nurnero...;e folotipitc, lo q unii rtpa·mlucono le diverse ~toZJtHII dt 11mhulanza e danno una buona id os delle l oPaliLù ucnlol'icllo colle loro spe<'iRIJ contlizio o i orogt·allcbe ed tdros:traflche, e delle condtzioni di vita dei I .. voratori neJI'agro t·omano. L't nte rt>« ... Ante puhblit'Blione ra cerlamentu onore alla flllivi til ed a llu l'pirilo veramente lilantroptco che infnrnltl la no;:,tt·a A c;soctazi oue ilaltnnn della Ct·ore llOR:"~a. te. Sr.RGES T

-

E1lstenza degU &nofell ln gran numero tn malaria. \llt>ales de l'tn"tlltti

'IUl& repone aenza

l'ruueur, n. 111, :'?~> ollobt•o> 1001). L'A. ha pr Rttcolo nell'ootnle del 1901 una. set•ie di r icc•rche sui culicidi rlclle sponde doii'Es::;onne, allluc>n te de lla Senna , in una r·e~ione nella ·~ualc• una volta parltt\'asi tli maJarill, ma che attualmente risull11 perfettamente hbera di que,.ta

entlemta . (,opra una lungtwzza di circa 80 rhilomett·i, ha estel!o le >~ue l'tce!'che !'IU :10 "lag-ni, ed in 22 di t]Uè~Li ha


RIVI:sT \ D1 lllH;~ E

310

t·accollo l<tn•' th .lnophe[e, Se~tuendo il ~uLtall. ciii' in-.i:--te sul! n Ìlll orla n la n urne ricn 1lt> h •ltstrthulionc tlo:zli Jl uopne· Ics. ha fallo ri1·et•clt•• l"lll pi'OpiJ:-iln i;;lilnenolo t.:Clnfroult con nllre t·lcerclu fall·· l'anno Jn·imu, nei rnc<>i di oll••hn• e uovernb rt>, nei di~tlorlll 1li Al,zeri. [..e cnrwlu...iuui Hlh• ttuali lu l'kl•t•dte •lt>IL\. 1lietlcrll lno!:'o. !'•mo J... "e!:'u~>nti: 1" Su liP. t·i VI' dell' E!>sonne, la f'COIIIJHtt·sa della malaria non coi •CJtle cou quclfn Je2li ..t rwpltele8.. che e,i-.tont• in :;!rttn numt>r 1 , 2° SI ral'•:... t...err> hu·v, dt A.ILOf.!tcle.-.: {A. mal.'u ipen.11i~. e A. bi(tii'CIItus) rll'i lcrreui h~l!: ..j, 'leini n l fiurue, e <~p'.lssis­ ~iuto nei sel'hnloi nr·tificiali: 3" l.<~ ~eompar'-a lt•lltt rnnlnrin 11011 e"'"'('Jttln tlll\' Uht alh• s~,;ompar:-a degli , , nfJp!teles . polrt'hhe r,,r,.e .Jipclldt•r·u dal h· :-~egucnli olivcr•,t• rau"e. a~•mli :-itnultnneatnP.IIlc: a) incamtlmnonlo dei torrenti ; irnhll-.citinwulo do· Ile lot'O r·ìve; b) tuìgli•li'Otnenlo nell'i:.:ìeu(• degli abitanti; u<>o più P~lt.!-"O del vino: c) iu unu cerl(l miiwrtt l'u"o dd cl11nino (t'A. dice in tUlA eertrt miRttrtl per·c!t€> Il rh n in(• "'''mhra ec;,cre in 'tuo Ile popolazioni ro::~ello di un pre::iwli.d11 popolnr~-' contrn il quale i medici Jocah hanno clovnto lottare!) . 0 .\. L'e.,h-to•ll7.8 .Je~li .4.mlf'helr·.~ lungo l•' t'i ,.e dell 't•:,sorml' non co<olrluisct' for~<- un par•tcolrl (1''1' gli nhitanli fi•·lln rPgiolll', dato che molto ~pe;;~o rimpttlriuno dal),. •:olor•H· "olcluti '' c:oJolll atfetlt 1111 ntAlaria ~ lt:.

Orltloa dei prlnolpì della calzatura. detta razionale. - (UN·ue d'h 1!1" n "'l tle J•Ol!ce .~nnilrt rt . .. ,..tleml,re I~Hll. Tomo :! 1°, ~. H).

lif.RTHI! 11. -

L'..\., 11111' ricnnO!'ICPildO rht• In <~u wturn 1~0"l tlulln r111.inuale ùt Meye1· hn fllllu fart.• 1111 gt'IHt•lt' po,:"'/) .::ulla vm dt•Ì migltn· rutneuli, dirno"'lt·a cho i pt•indp• ~"<Ili '[Uidi e:::~1>11 J'qndnRi ur· tana conlr•) l' l"~l:tl UllfliOmlt'ht.! C 11-.wl~t.:iche Per lui n 111 Vi ha pfll'llllf'li"'IIIO rt•a J'aJIUCll e tl bordn ÌDl>'rllU de) pit~t!C come JH'c!unolevn ~! ·yer, e l'n~'-e unatomico del pie.Je non fìru~e m~i all'a uce, ma tra qw .. te• e. tl :::econdo 1hlo. r..~ o~<~Prvat.wnt di Regnnull ,, di Mnnuuvrtcr llln:-'li'Uno d10 l'errore u Muyt•r pr'O\'Iene tlul fntto che egli r.a e,.muinuto


HTYII-\1'\ D'IC::H:XF.

311

th.lt neonati '-'OII:t.n o""tlr"al'tl pot eh~ at•f'CIIH l'uomo ~·miucia n camm tnu r e, il diltt g.·o,.,.o tle\18 nli' 111funrt. Un allro punln criticalule e •JUilulo il ~l i:'~ •'r e lA "UH ,.:cuoln ,rogllono t'bt• ti lOmAtu della ~Cfll'(lll sin 8"'"1IDl'lrÌeo, in tnotlo chP. Il r l •• pttl ele vala 11011 sia tu•l llli'UO dd (IÌ~'de, 1118 Hl tJj;:npt·a del

dtln ;;ro'"'''· c eh~ lo log~itt lir11il~l l dulia m••lh tutPrua •Ici tnmai., "ia p11'• SJHIZl()"'R dt 'luellu •tella llltltit t• .... lr·t·u:•. E,.!u'· rt611Ztl p••r llli'Z7.0 ,jj ~op,:•Rrt:••du "J10l'ÌIIIt e t:OII'iderlll llliÌ l'l 0"'"6r\'IIZÌOIII IH; ll llliC te ~ liO'<Ir8110 dtc ti l<'lllt8k• tlt•\·e 0'• "~"rct la:,:linlo tlim rnelt·ic1ltll011le

l.e t•nnclu--iolll rnnlt•J unptorlar Li, ~P•' ·ialrm~me (Wl' cii. clw fllh: cnlznLm·e rniliuu·i, ... onl• : t• che UIIA CUil(R[IH'II \erHLrlt!lllP l'fiZti)JIII]O tlBVl' ét\'Cl'l!

~i rtferlst~t>.

111111 'II OIR "illlUJCtrt.:u: 2" c•lte la ~uoltl t·azionul" ct1·\'e "'"''•·ro l'n:~iulu, cotne fAuno 11hìlnalme tlt> i calloh1i, '-l.!~n cm lo su tlt tum c·nrht il

eoutoruo del pir•.Je: a• t•he il rnr>tlt~ llo .li unn >sttrJltl \'Ot'lllll•'nlo rszinnnk• "'nrit otteuuto p1·e t le •lo ti contorun dt 1111u ... eril' oli pi·~ii hen •·c•ufot'tHati, (in IJIIt!"'ln n111d11 è ~lalo fo,!.!!.!ialo ti lllntlt•llo t'ellO!am,.tllare t!.•(('pQet'CÌl\1 rri\IH.:• "'U) ; i 0 l'ir~ lll!lla c·alwtura VP.ranwnlu rn:.donulc ti loruoio tlcH• t!''l'l'l' la!!lilllo ~irnruelr·it·auwnlt•.

te.

Cu. fltcm:r. - L a. taberooloslsperlmentalo. - (Ht•ntte .~cten­ '~'~tll•', :t! ::iu:n" L' 11 r . :r

SLttlt"'licho pre.·i"t~ dimo .. trHt lll eh~ la rnortnlitu tu•r utfezinoi lther··,,tarr rupprt!,enta , r•'ll ti IUHtlo ddln rnt•rlulil;'t totulc. L~ rusi prillcipRli per le qualr "0110 pus-<Ul\~ le l'llll!hCI'Itle nwdu:h•• "'lllln tullert·oloo.;ì .,ono le "1•guP11li: =-:el lun::o pt>rrod" •lu l ppocrnle n La•'••mt'c uon "'l ì· 8' uto uiruto li 1>e· ciah• '\el l!ooil 11 Lni'·nnec pr·ece lulo di quale-Ile anno dn Onylt•, r.rt·u l·er• ti r r imo la nn•O!!l'ltfiR rle!ln tub••rc<•lo;,r St>!.!tte un JlCltnd u tli •'c)n(u-tOIIe do\-;-Uht nlla t>l'ronea tdoa dt Vtrcltc>W dt Sllpport'è clue formi' llt lul;pr· n)tJ"Ì. lA Cli"C()~a t' lo lulu•r· cnl, 'Il pr·o •rtAUl<' rte •lettn. !':>1 niTt\'8 anGu • oll't' "Pl't'llntJIIlO 'l11 811tlo nl'l t8fn Vlllemirt stqhtlt 11:1 <'onta:nn ... itu dello luber· colo•q çoll~· IIIOC alllzil•ni lt>i (;tltti~li, al 1''8 , ln1 • n.•n l"'"' 0 f'l•'•-•zin ui, ret~l'(l "I'!!IIÌio o ricer·l'ft(\ di Chnuv.·nn, ehc dilltOslrn (u l',011l81:-(IO!<ilfl IIIICfre (.'01' lt• \'Ìt~ di~t•t't'llll U (t l'll'CI'• che a Ko ·h, tl qunle ...,;()pr' rl bacillo "()(Ctficn, c lrt•n\ 81!·


31~

RIVISTA U' lGU:~E

cura che 11 bacH! o c.te.. so fatto ~viluppnre in brodo abbaudonA nel litJUido di collura tlellt! !:'O~lauze che egh en·otwnmeulu cJ·odelle lcrapeultche, mA che. put· non e<>sendolo, h11n11o una ~r&th..le 1mpt>rtauza «ervenrio a diAgno-.ticare una lubercolo!>i lnlent••.

l •iati !'f'erimPntali hAnno J>Ot dimflstralo alcune Jpggi: t• le;:(.!f'. Non u e alcun animale che sia refratlat•io alla tub••rcnlo<>i: mammt!'crt, uccrlli, auimAii fl sangue f1·erlrlo; i lmtlbl•iclti ~lPssi ro~flono contalwrc• bAcilli vivenli; co«\ pul'll lo uto .. che. Il potere ù1 r••sislenza è però· difl'erenle uei •hq~r-.i ouitni)Ji. Per c~empio, la «ci1nmio inoculal:ct muore in poch1 j!Ìnrni; i !>Ohpr•ÙI re;;i,..lono A luns:to. 2' h~frf:'l' . Non n c alcun or·gnno che sfugga ella luberco· lo::~r, nou pcrch(. Lullu lt1 •·ellulu dt>ll'ol'gaoismo ne . inuo inva'-t', ma pPl ratt.o che glt ot•caui r icevono dei vu~i. e clll' ò UPI•unto uel conuett1vo circostante o questi va!-i chd ~i •leltWtctraano le ~ranulaz1011i luberrolari: :!• le~~e. È irnporlllnli~t!<Ìmll ~··•ttn Il punto di v1sla della

patng('llf>!<i e della protlla;;f'li dello lnbt>rcolosi. l badili luhercolal'Ì MilO ass1 ri"!IÌ!<lt'nli allo lu('(•, !lll'es,.iccamenlo, nl CFl· lor·e; dunque §!li sputi tubet•colari !<Ono l'ag:ent<' pt'lltcipalt~ t.lel ronl&~io, ed il molato tu!Jel·culmto è un elenwnlo d'inr,._

zioru• della più altu impot•lanUl ~ ~· le~~e. l ricercato r-i ìlalta1ti hanno coperto che est"lono ,luc varJt~là di lubercolof'll, q ne Il n l:t' iat·ia e quella cJei mamnut'erl, e dwle specie a11trnali Sl-'n«ihsli alla Lubercolo~1 uvrat·ia «onn nwuo ~en!>ib1li a •Jn,.Jia d..-1 tnammireori, e vicPvt'l'l'a. J•er con,.eguenza si pUI·, "I•CrftrP che 1111 c torno si Lro\·cranuo nella aUPnnaztone dei ""'"" e dei lmcilh tuhercolart certe forme nuo' P, r~tzze spectah a vtrulenza all<muala che cosllluir&tiiiO 1111 \ar.c·ino contro lo lul.lorcolosi. Tl.irrLJ•I'cttiea speciale dell', \. Nel 1888 e(.Cii prov6 con lh•l'irourt che Ja tra<~l'u~:noue pcl'ltoneale di sangue nppartcn•·ulo nd animale ,·accinalo co11tro unA malatlta, proleJ!'ge l'unimaltS operato contro que.,ta mAiallla. Questo è ti principio di Pnwterapia da cui derì "n In sierolerapia. l .lUI· AU· lor1 '!Otl applicarono que~la scor el'la ad allre malattie, ma -.i li""""runo sulla lubercoiO<lJ. ch~~rn?.iatarnenl"' 1 riRultati IlOft rurCIIIO molto IIICOI'll~~IROIÌ. La<>ciata allot•a que ... Ln via, cs,.i 1 en~arooo A l allrt metodc, P due anni ra. per at.zRrdo, trovot·ouo un mezzo di u<~sol utu cflir·acia.


R I VI STA D'lGlF.SE

313

L'e:-pel"Ìillenlo tlimo,;ll•o che i coni nutriti con c~>rno cruda restslonn inrlefinilamt~nlt~ alla l ubN·cdn!'i, mentre i controlli nut rili in altro modo mori\'ano sempr·e. Que . la lerapeutica non potrcbbt• ndop.,rarsi co~i come é all'uo mo, guu·cbè es~o non polr•'hbe nutrirsi con una 'fU&nlilù hllllO !!raude di cat•ne cr·uJa. P erctò qj ri•·ort·e al succo rn mwola t'l'. Pet· spiel{&ltl questa a7.ione benefica dt•l succo dt carne, l'A. am nwlle rlte la cau~a clelia mo t·l•' pot' Lubfwcnlo:,;i diP<' u la dnll'aztollc di un veleuo ~":.:re!l&lo dal bacillo lubet·· colar •• "'ul "'qtema nervo-.o, e dll' rll'l succ•, eli carne c.i • ·c t ol · n ~nno ,o::;tanze, che veof!t:do n lì!oo~ar:-i ... ulle cellule nP rvo~E', trnpediscouo 1'8!l"ot·ùtowuto •l •l veleno in poi'Oia. E •In os-.et·var-<i che in una mf'mot·ta pr"'·edeule compar::lO u ~> lla llenru de la tuh~>rculo~,. d• l m»p;gio 1Wl. l' Ilt>ricourl, fa la "torta dei ri!<ultati ~ccellenli ottonuh ••a QU!!"lO mezzo tern peu tico che e::dt cinema ;oriiOitrtlf114 (da \c~......?;, "UCCO di c·aroe) ed espor!e un utile rìceltor•in tu•r la preparazione del succo dt cnr ue.

te.

lli:: Nt TTJ' - Sull' Immunità. del plooloni e delle cavie vaccinate oontro U oarbooohJo e •ulle proprietà del loro •lero - ( l nnllles dt l' Jn,titt•t Pll:scertr, r-.. lO, :.!:i <Jllohre HYH). Val'cìnu iJdl) C{mlro il csrbnuchio. I'Oi metodo tlei due vac· cini c.at·bouchiosi di Pa«t..ur. 1iei f11C•'I<llli, animali t·efrullari, cho il hacillo carbonclrio«n tltflkilllh'll!e wcide, e delle 1"1'\\'ie, enitUo h tanto receltivt cho alcunt Aulo rr uegano la pos::~ibi­ lité drlla lm·o va cciuuzio ne, !=li Mno nvult i seguonl i I'ÌsullaU : 1° i può vaccinare fllciltU!'IIlU cc:ntro il carbonclùo il

piccione e rliflicilmeute la ca' io; 2o n) 1 bacilli introdotti :-olto lu pt•lle dei picciom vaccinati eou~P r vano !a loro v1rulenza • b) la ''it•ulenza del bactllo culli\ a tu in siero di picc10ua nnmuniuato, tlirninui"ce: c) In eiero dt piccioue vaccinato prtolt>gge bene coull·o la roor l•• pt>r cur bonchio le t·a,•ie e i topt ; 3' a) i ha cii li iol t·odolh sotto la pelle delle ca vie ,·eccinate l'Il 8tlonuan o;


IUVISTA D' IGIEJ\R

b) cnlltvali nel stero di cavia vaccinata, ~embrano conl<Ot·vare 111 loro virut.•nza; • c) il !<icro òi cavia fot•lemenle ,·accinRta è ~en:t.a aztOIIl' sull'tnf'"':ttowo~ dei topi e delle ('H''ie iuo<:ulale eli carbonchio.

t P. La. febbre tifolde nel paeat oaldl e n el paesi tropicali. - (RCl'IIC d' lly,rfhlne et tlr• policf' sanitaire, l. XX !I, 11. 7, 20 luglio llJHI).

BR.\ULT. -

Menire. uua volta l» febbrE' ltfnide ùei paesi calrlt c't'a JlllCo cono!Ectula, 11 profillo clelia mnlarm, ora l"i sa che lrova~i COI"t'enletnenle nei pa,•<;j prt>lropif'alt t>rl intertropicali Jei due cmi~rert, anzt osser,·o,;i che mnn mano dte la eolonìz.r.aziuue !<Ì e><;knde, la ma!tma l'ernbra r•ilirar·si ogni giorno piu da· vantt alla l"Pbbre tifoìde. Per· c~ir'• che t·iguarda la Fnwcia, si ho f'he la T uui<:io é più colpita tJeli'Aigeria. È nolo ancue eh• attualmenle. durante la ~ucrt·a 111 corsn coud-africuna, ne è parimenle colpita l'A· fricll au:-<Lruln. La ChtiiH in Al>ta, in 0Ct'811Ì8 la TaRmanio, la Nuova Zelanda, in \.mtlrica il Sud degli Stati Unill, le llermutlt• Rono ugualmC'nle colpilt". Que"tO pE'r i pnl'si <'{!Idi. Per la zona lropicnle, si ba rhe la fehbt·e tifoidP o rara al SPm•gal, a lla Cosla d'Oro, a l CoJJgo, nwntl·e è fi'CCJUPnle nel Sudan egiziano, nt'lle [-.ote afrtcane d<!ll"lkéano indiano, e que... to per l'AfricA. Pt>r I'A"iA, coono colpite I'At•ubiu. l'isctla dt Ceylan, I"Jncloslan, la Cocinctna; per• l'Oceania, I'AuslrAliA, Bor nPo, la Nuova Caledonia. le isolo della SrJciet~r. 1l' isole Stmdwich; pt•r l'America, le .\nlille, lA Guiana, il Bt·ll~ìll'. In quanto alle raue che ne ~ono colprlc, s1 può dtre cht-1 neR"una ,, t•efrattAJ'JA tn modo aR«olult) alla febbl'c! LifoiJc, ma cho per·ò i nativi ùei paeRi caldi: Arabi, Kabili, tH:H'i, giuiJi. lndiant !"Ono meno <~uscetlibili de~li Europe1. Quecota c Ul'll quesltonc• interessante d1 patologit1 esoltc•a; ser·venrlosi d et IIUO\'i mt:to,ti di dia~uosi (sit>rn·dtagno~i d t Widal). si dovrebbe sctcnlifìcameule esatninare la pt•oportiont' e:;:alt~l cle~li iudigent e ùegl! E'urope1 ri"'petlìYam,·nle All'elli nei dìver..:i pae~i culdi, almeno nelle colon:l'. Le cau!'e sono le medesime clte quelle Mi paesi i•:mperali . Or1l per•ò <'111! [a pt'Oflll)!azionP tlrJ le malattie pe1· c•au"!l. di animali infer·tori è all"ordino del ~iorno, non coi ono pn"sare sotto !«ilenzro il ratto che ue1 pat:-<t caldi si lta una -.tt·aordinaria


.IU'VISTA D' IGIEN.El

315

quan~i tà di parassiti alaLi ed una straordinaria ricchezza della

fau11a intesti nale. Esaminando le feci di soldati rimpatriati dal TonkilN "i è r isconlraLo un ~rande numero di uova di vermi inleslinali (t1·icocefa!o, Lenia, ecc.). È possibile quindi cbe ques ti ospiti incomodi abbiano un'importanza llèllo syiluppo del bacillo di E be t• l h come l'hanno in certi casi di appendicite. Quan tt• ai sinLomi della febbre tifoide nei paesi caldi, è <la osset· var~i che spesso l'affezione lta una invasione brusca che non si l'iscoutra nei pae:<i temperati, cl1e la sl1psi intestinale soslituiscP spesso la rliarvea, che sono assai più marcati i sintomi d~l latn del sistema nervoso. In ogl'1i caso, la febbre l.1foide è più grave per le associazioni di miCJ'Obi banali o per quella ùel coli-lJacillo, come anche per la concomitanza colla dissenteria e colla malaria. La cut•a dcvn essen"! fatta cotranl1sepsi intestinale e c:ol melodo dj Bealld, In quanto alla profilassi pubblica e {H'ivala si debbono llaluralmente raddoppiare le precauzioni.

te. SnlJa. ricerca. delle acque in quinate .- Reoue d'hrf{fiène t>{ dc po!iee sanitaire t20 novemb re 1001, n. 11).

POTl'EVIN. -

L'ig ie11ista ttuando deve tiare nn giudizio sul valore di una acrrua lJOlabile, si trova il più delle volte molto imbarazzalo Sarebbe quindi una vera fortuna il trovare una reazione semplice, facile ad eseguirsi. e di ca1·attere veramenle specifico, la quale loglie<:se eli mezzo op:ni fonte ùi incertezze e di con· traùdit.o['i~ inter pretazioni. l n una serie di note presentate nel 1!JOO a 1901 all'Accademia rlelle Scienze, il Causse indicò un mezzo semplice il !JU<lle consiste nell'usare come reatlivo il cloromet•curato di paradiagobenzeue sulfonato di sorlio. Aggiungendo cioè a 100 centimetri cubici d'acqua, 5 cenlimelri cubici del realtivo, 2 eentimelri cubici di nilt·ato di potas:::a e 15 goccia di acido cloridrico, si ottiene una colorazione giallo-ot·ange che non scompare coll'aggiunta di 25 centimell'i cubici di una soluzione a cquor,.a , satura di acido ~o lforoso, quando si tratti di acqua inqui nata, Questo metodo fu combatluto dal Molinié, il quale non lo trovò specirico per lo acque inqninAte, ed allora il Causse indicò altre due reazioni, una elle si produce nelle m edesime condizioni di quella già in:li"ala e fornisce indicazion i equivelenti assieme ad una più facil~ e:::ecuzione,


3Hì

RIVISTA D' !GlE~E

un'allt•a che è una reazione delle acr1ue pnt·e, e può ~<ervire di contt•oprnva. l t·eatlivi sono due soluzioni, una di fucsina,

l'altra di vioil•tlo cl'islalllzzalo, decolorati coll'acido solfor oqo, e si uUengono sciogliendo grammi 0,25 di violetto cristallizzalo o di fu.;,..;ina iu 100 centimetri cubici òi una soluzione satura di ac•ùo ~olforoso. Si misu1a in un vaso cilindrico con tappn e;meri~liato 100 Ct>nlimetri cubici di acqua c si a~rgiunge 1,:, ceolimeti'O cubo di reatlh•o. Le acque puri' rig~uera no il colore violetto e non il color rosso della fucsina: le acque contautinate rigenet'&no il l'Osso e non il çiolello. Anche quoste l'eaziont, però, pur rornendo delle inùicazioui della medesima natura di 'luelle che da l'analisi chirruca, hauno, rispetto alle mode;;ime, lo svantaggio di assere meoo ~enstbilì, e inoltre mancano d'un si~nitìcuto preciso. In pratica, cert•flt'e se un'&l'tJua é inquinata o su...cetlibile di esset·lo, si l'isolve quRsi sempr·A nella l'icet·ca del possibil~ contenut.1 det bacilli di EbPrlh. Se ''Ì fosse un mez1.o sicur o per l'i5:olameuto e la COlJSlalazione di quest{) lJacillo, Lnlto sRrehhé reso facile; ma bisogna conres~re cbe tino ad ora i processi mt>ssi in opera sono tutt.'aiLL'O elle sicuri. Recentemente Cambier ha fallo c1moscere una curiosa par·licolarita del bacillo d' Eberth cousistente in una facililà eslrf>ma acl altt•avorsare le pa1·eti tlelle candele di Chamberlnnd in confronto agli altri bacilli. Questo fallo gli eu~geri un mezzo pet• cet·carlo nell'acqua che è il se~-tucule: si semina una ce1·ta quanlttil dell' 8crJU8 !'Ospelta nell'interno di nna candela posta in un litro di bt·odo ttUtl'ilivo a 38•. Appena maniJ'estato..i un intor bidamt•nlo nel brodo esleM!o, per tnt~zzo rlt uua pipelta si preleva un po' do l b1·odo islesso col quale si fanno seminagioni nei mezzi abiLuali atti a ditfer·eoz1~re ti bnc•llo lipico. L'A. ripelendo queste espe l'ienze, è vPI'luto nelln convinzione che jn qu8$ltl penelrawme dPi germi, la mobilità vi ha gran perLe, ed ha consla t~:~lo auch'egll la rnciliLà colla •JU&le il bacillo dPI tifo passa per le candele. In pratica, però, la prel'erenztt del baclel'ium coli (e non si può cnncepit'e nn'acqua. contenente il bacillo tipico senza che contenga il b. coli). complica ~tssat la buona riusctta del proces~o, e per r{uanLo il Cambier· AblJia ottPouli buoni risultati nelle sue t'icerche, esse sono però ancot·a poche per dare un giudtzio ttssolnto sulla bontà, o meno, del metodo. Il ~ giugno 1901, Chaolemes!'<e comunicò alla Accaùe-


IUVlSTA D' IGU':\1:

317

m•A di mt>drcina un ntfiLodo di r·icer·ca che tien conto della mohrlila tlt>l hncrllo d'Rhe r lh. ma chlliPn conto nnche di lullt• Je nozioni clu• c::i hanno ~ullu lt'-it~lugta ,ft •tucsto microrgnnt ~rno, ~pPciniÌnt>ule dell'aLtenunzione che subtsco dopo 1111 prolun.:alo c;oggiornn nt>ll'acqua. E.!ti op~t·a sopra una gran quon tità cl'an(IIU, che flllt'Aia utlravt•r·"'o una Clllulela Cham· h~>rland (~ i ' •1uec::to ca~o .:;i polrehh ... in uu lnhoral••rio dt !'tll'vegltrwza llt>ll~ 8Ctl118 applicarne• una baLterm alla cnndot· luru per· tltllle ric,.rche p~>rtodit'he) lo!lcta allu "lUJ~·•·Rciecc;terno ddla medi'SJOHI t mlf'rnrgant,..uli clu• contwne Questi sono me"'!'Ì in "0"pen&~nuo in &Ct'f118 pi>ploniz?.llla cltC J>f•t vietw Clllllrifugata. Coo qu ..--to rnPu;o re~tano "' ron.lo i bactlli immobili, mentre i bacilli Ittici mobtlt'-.;:uut r·e~tano in >'nspen· 11ione e -..j in~ernenu111o '~U fll.!ar t'rnte.lilo. Non avendo lo cen· lrt ruga, ~• po ..Mno ror pl'ectpilare i l{f'rmi immobili per mezzo di una <'erla <1nanlilil cii terra d' iofu<~or1 ~terilc. Qualche dtfficollà pu l'identificazione t•imant• però Rempl'l', ~ !!Oif' non \'i pun e"'-c•r duhbto qu melo ti bactllo •" •latu "' mos lri fortenwnle agglutinalnle pe•· meuo dt 1111 staro anlilitlco. Acl o~m modo il mezzo ptù <>icuro pet• togJ,el'" OA'lll dubbto con~i~l•· nel vae·cmarc col germe <>ospotto una cavta o un coniglio, ed 8R'~ap:gtaro le pr r>pr iet€ì ag~lutiruutli dt•l ~•ero che fMn ic::cono i eletti ntumalt di fronte 11cl un bacillo cl'Eberlh auLenl•co. te.

C \SAOR.ANDI. - Teonloa. per l'allestimento d l colture an materlùe poroso imbevuto 41 aolu'&lonl nutrltlve diverse. - (Giornrzle della R. soci! ta d' fltien.t, .10 <>el te mure l!lOt, n. 9). Le coltura su cltschi 111 coolino itnpre~nete eli M luztOni miner'1lli assai gemplil'i recoro cono~·ere oli'\. dei faltt nuovi rei ali v1 alla m orfulogia di alcuni batteri. Eglt indica quindi 111 le,·nica da !;Pguit·~i per adoperare que~li rnezzt M lturali l C11indr 1 di raolino, prcfet·ibili ad alll·i rnlllf>riali po•·<•st t·o m e blocchi d t calcttre, carbone eh storl11 ecc., "ono tagliati in rlue, 8 beCCO eli flautO, COme Ri fa per fp palulO alla Ro ux., e ve ngono ._l~>rili~zali, avvollt in corta bibula, nello ~tura a ~ecco a 1 ~· C. per \&rie volle. ~. preparano poi dci tubi di vetro acl U leggermenl«" ~o~trozzoli nella cut·· vatura, •n una branca dei q•tah l"l tntro.luce tino al ronclo, fll!r un'altezzn di 5 ceotun~t rt del cotono idrofilo, mentro


3L8

IUVL'\TA DIDJ,IOGR,\l!'IC.\

IIPli'aHt·a si versu la <>olnzionu nutr•ativn 111 motlo che quando il cotone è complPtomenle imbevuto, il livt>llo dd li'(Uìdo uelle dut' brauche sia, I'ispetlo alla supurficie d•>) colone, !>uppt·iorc di mezzo centimetro. Si !=>ll'l'ilizza il Lullo, poi st introduce nella branca contenente il cotone un cilinJt·o di cnolìno ;.;[• rilizzato. Si "terdizza ancora una volln lutto l'nppllrecchac> e sulla «upcrticie a becco di nauto del raolino si innPsta poi ìl rnalet•iale culturale. te.

RlVlSTA BIBLIOGHAFIC A ABHA. - Manuale teonloo dl mloroaoopla e ba.tterlologla

appUoata a lla lglene. 2" edizaon~.

i •n·ino, Carlo CltHt!'l'n, Hl02,

T utti i cultm·i della rnici'O"-L'Opia e della hallt> t•iologia applicata all' a~ient>, ebbero a1l App r ezzal'e l'allo vnlor•e di c,ueslo libt·o del chiaris:<imo dolloJ· Abhn, quando l'umpai'Vè la pa·ima \Olta, ctrcu sei anni or sono. Esso co~lilut, ::;t puo tlit·P, durante que!:lll "-t'i anni, ilor((le mecum inda-.pen~nbil"' per ngni r icerca·tlell' igieni;,;la pl'ali<'o. l.n nuoH'I '3dtzaonc, rompar!-\8 in que.,ti guwna. S?iuc:;IJ(icherù ~rmpre ptil il succe;;:"o di quec:;lo laba'ù, che pet· la ~un formn dmll'a, pr... ra~a. spiqhAia, per al SPnso veramente r•·at1co c.ht• lo informo, per la •tunulilà deg li a1·gom~nli che passa 111 rivasLn, si t•occomandA in mndo ~pecialc.

In fJtl•·~ta numa edizionE', la mall'l'iu " t(Uasi duplicaLa. e roF<\ sono quasi duplk·ate le anci!'ioni che ser vono di olLimn guida allo studioso. T ttlti i ca p iLo li ::;o M «!Ali rirn tln•'g!l'iuti c mP"si al cm·t·ente colle ultime ricerche ~rientlfìche, ed a: riguardo mPritano meuzione un r~otevole c8pitolo Rulla pt·olilttRsi di labo ratorio, ed uno Sltlla diHguosi dt>lla rtaal twia. Notc,·oli <:ono le ag~iunte riguAr.!anti gli e!<ami microscopici e balleriolcl:,:tci a '-'COPO igiE'naco, clinicll, medico-IPgale, spl'· ciAimenlo pet• ciò che si riferisce alla diagnosi della febbr e lifoide, ùelln peste, de lla rahbill. Anc he nell 'appendice, che compr·enrle In da!'Ct'17.ione Jei princillali microt'!!tllli-.mi, ~o11o «late falle notevoli ed iropMLunli a~gimtl••. l.in inleresf'onle t•d utile indie~ bibliogt•aftco Lrovasì olia fine cl<•ll'opcl'a.


CO!ì'ORitS!'I

;n n

.\ ~;.dun~l:'rento infine che ntel·ilo -..pecìale dell' A l•ba !.• inoltre '(Uf>llo di avere imprl:'c:;.u 111 libro un"imp••oula anche più f'pl CCata che O>'lla pr ima etliziOIIt!, di italiani là; e 1JUP8t!\ e opera veramente generosa, '-upeuclo--i pur trnppo che la nostra opt'l'8 ::;ctentitìca non e gt>Heralmr•nte tlivul(:!ala aii'P<:l~ro cmno avrehhe diritto di aspelltH"'i.

te.

CONGRESSI lloll. L. BuNO\JO. ma~gior•· 111<'•1 CIJ S u a.loune questioni di chirurgia. tramnatioa trattate al Congresso lnterDa:r.lonale di medicina dl Parigi. 1900 ICOIJtillUfi:IOrlt

V. (11sr. 11. 2).

Utw allre importanti applicazioni ha avuto la radiogrntìa: una uello s tml io d~ll e frat.tn1 ·~ pt.w at'mA da fuoco, l'al tra in fJUello della osleo~ene!'i chirurgica.

Della prima non fu fttliO clte un sobrio accPnno al Coulfl'e-.so di P a r igi, quantunque la fortunata e geniale scoperta ""' Riintgen abbia avuto colà i ma;.r;.riori ofjor i della dìc::cuc:siun ~:~, tan to nella SeziOilt' di cl11rurgia generale, quanto in quella di cilit•ur gia militare Loi<>ou espose alcune sue o--serv(lztoni ~perunentah e clinirlte !;U!I'nzione de~li attuali protctlih sulle ossa , falle Cl)llu radiogt•afièl, e La Garde, chirnr j.!O capo mil i lart~ degli Stati Unili. accennò semplicemèltto a lla uli lita t.lella radiog1·ana llt>lla chagnosi delle lesio ni rece nti eJ an tiche p rodotte con proietti l i da guerra. E pet•ò credo utile far mPHZiono dei ser vizi che ha r eRO e cl1e potrà r endere alla cbir ul'f.da d1 guerra la l'adiogrl\fla. Questo mezzo ba svelRIO l'azione vulneranle degli attuali pt·oiE>lltli sulle ossa in tulli i suiJi minim i tlellagli, ha dirno)llrato CtJ il la precisa fotografia del !ocolaio traumatico, il grado e gli effetti della for.r.a viva del proiettile convertiti! in llZione vul nera nle; la pr oiezione delle schegge ossee, il loro n•mu.•t·o e vo!ume . La fotog l'nfia delle lesioni d~>llo scheletro pr odotte colle armi tla gue rra, mette in eviclenza la sede della fra llut·a, la


320 di~po•:tzin~w

tlt•i rrnmrnenti, l' eulitil della lesiow~ ossea, In proiezione d&llfl ~chf'u~·· c• dei coJ·pl estrane1 Non rr~~do pet·ciò d'et•ra~•e chcendo ch'e-<~ in ctuanto al! .. t.-~1oni cl~llo ~clleldro ~10 piu dHno ... lrAllvtl tlella ... tessa di~«ezione annlo· mic•a. Quale mezzo tl'e"plornzione 1·ip1'0cinc<> più fedelmente le svortntele,IOni o ..ce. che pO!t"-iln,i na~condere sott11 piccolb«iu1e pttr(oi'AZiom cutanee e meglio ri,·ela lt> c:peciali mdtcaZJOlll C lll't~l ve l Le ricercht• "(lCI'irneulnli sull'azione vulneranle degh uttuali prOII'lhl•. merci· In ratliogrufìa. hanno potuto stabilir" in morlo evJdcute 11 Jlll't;caui,.mo c·ou cui l"i ,. ...Lrinseca la loro potenza IIHIHillica sullt~ """8 in rnppr,rto n!la loro struttura, 11110 eh· sllu1za del IJt•o cd alle •)u&llta llsichl• dell'agenti' vulneraute ~t•lle belle ralliogrtllle che !;Ì con~ervano in que!lta Scuolu J'I<'Uvtlle dal c·olonneilo lmbrinco e ùn 1ne. dai til'i spurimenlnli fttlll col piCcolo cahbro Jttlluwo. si • 1leva la prova dellu miuima frammrnlazione del proieltile urlante contro la t'P~<i· sLt'n~a dello Ac·llel<>Lro umano. N (;li campo di proil•:t.ione dr• Ilo ~rhHgge ossee Apiccano pie· cole macchie nere 8Sl'fll p1u oscure• d1 rtuelle deltcssutll O"~eu. Sono macclue uwlallicht• cht• rivelano una limitata frammenLuzione del proH•llilt>, e chu l'esame anatomico il più dtligenlP uou Avrebbl' potulo sColprit•e. Ciò prova che l'in<"ttmic-iamentn '!on un metallo di alta roe· ~ione nou impedic:ce il .u ... Uic•·o di piccole scag-lie met.allidte e la loro proiez1t'lne in mezzo at lt' '>-.uli. Sa ti ~l'ado utmimo della ft·ummentazlone esclucle Og"ru po--· aibtle t~ua inll~en1.a ncll'aLIOne vulnt<ranle. specie rlspello agli t•fTelll esplo"ht, la proiezi.me di c01·pi eslt·anei, slaccalisi da un a~llnle vulnt>ranle non n<>ettico, può acceo ler" a distanztt dal lr ogitln pt~rc·orc:o dal proiellill' tanti focolai cf Infezione, poco o punto acce sib1l1, l'!~nza amp1 qùrigliam~uli, all'azton•· tlell•• <>ostanta bacler1c1de. 81 :..iudichi cfR que~ti minimi cletta::;rli. che ci rivela la l'li· ciioj;rralia delle profon·lc• \ ulnerazioni ciei tessuti attraver~al1 da1 nuovi proiettili, quanto sia insoslenibile l'opinione di nou incidere e non e~plorare lo f•' r ite d"armu da fuoco, parlico· h11·mente quando sonvi lt>"-~IOili d~>llo schelelt'O. Le scheg~e 0"- ee, (li cu1 la radiOgrafia ci rappreseuta il v<,lume, il num<•ro, e l'ubicazione, ricomposte, previn apertura del focolaio lraumtttico, con la sem plice coattazione manuale


001\GRESSI

:321

o ~tlrur.oe ntllle, o cnn le!!olura tempor·ant>a o perduta, pO'"'On o eftlcac·emenlt! par·tecipare al proceq...o cJ1 reo::osillca?.ione. loli ~tudi recenti c:.ulla osteogene<~i chirUl';.!ica ntt>Uouo fuori ,Juùbto la proprietà che hanno l t> ~chegg•· ossee d1 inrw,.,h11·si eulle ..,upcrflci tli ÙJ<:.tac"O, sieoo ade,·.-nlt pt'l' mPuo tl1 ll'mbi pcriostei a1 tec:."ull parostali, siano com1letamt-nle ~ta,·rule, sopralullo c:.c rtve-.Lìle di perioslw 1'.1 111 '<u,:t>!eltt ~io,am . Provocanti(• ft·alture comminute ne1 femur1 ,jj r•Jhu ... li c11ni, h o vic:.Ln r,..irtnf'"tur ... i le scheg;re anche clenu lat~ del pcdo:-lio, e ricns tituir:>i le chatlc:.J nelle quah con In f;Chiacciam>!nlo eruno "tale r tprodollt' t•!>lt•se dislruzwru B <~clleg:graJuentt rnuluph. ~ ei casi 111Mo felici. sotlr'utto il focnlaiu traumatico ulle cou.plicnzioni Rt->lliche. «'includerann o fra ì l~·--'<uti vi\>Puti 8Ch•'1l!!6 non vitali, c Hl e!'er cilando unn 1-Lirnnla:lioue mect·nnica irritalivn. manterranno nei te-"uti o~tt•ogent!II«:Ì Ùl!"t" lr• ntlt v1ta rtparl!lrJCt. Lo <;pir ito con<~Pl'VIILOrP, ch'i• O;ZI-\'Ì li la 1'81-\'0ia cloullnAttle ru~llo cura dt'i traurnali.:;mi de~di arlt, ant'lu~ i piu ~t·avi, Lt•ovn nella ~copet'la tlel Rònlgen un valtdo alleato. L'autist>psi " la rlldiografìa, snno l1• pi11 bell1• conqui;jll' dolla chirurgia traumatica di ~uerra: lt> q unir t·on~iunle ai proifrt>~"~Ì olella lf•cnica op.•rnltva, allarg-heranru. i contini dt>lla d1it•urg1a I'OII!'et·\'alrica nelle lt>sioni òe:zli arti e di quella alli\ a nella le~ttoui ~pla cnit·he.

Sella intricalt• ed o::cura !'Ìnlomatnlo~JR del!.,. fel'tl.. tl'nrtna ola fuoco del ct•aniu e della ruclwiP la scoperta d(•l RoutKP.II ha a perto un nuovo cam~o alla dii i'UI'~ill npet•allva. La r·adiuga·lltla l'i gUJdn con meravJg-)io"n pr••t·ic:.Jone nella rict•t·cu e ncll!l e~er~-..ì d~l proiettile, dt>llto ~tclwgl!e u~:-:M o t'altri rorpi estranei opaf'lli mfis"J udla -..o~Uiuza nervo"&. Uu proiettile clm ~i arn•;::ta nella C8\1Ut cr&Ulc!l pui• trovarsi J'~r rirnbal~o interno io un punlo A&."&lluut.ano dal pre· $Unto C:.llO Lra!!tllo rt:olliliueo. Il Cll~o ~egucnl~ è un bell'esempio eh•! !!ene-re Uu t·a••ubinil!l'e !'i suictda cou un t'tllpo di pi<.lola ll'ot·dinanza 111 cupo. Il f.,t·o di enlt·ala corri;:;pnnde'a ad un cenlunetrn ·ul mezzo dell't~rco zi!!om11lico d1 de::.Lra. l\lancu\'a il foro d1 uscita. nè Ili nola\'ano "egni d'azione· e;:pJoc:.i\ a. Pell"Ai eh t< pt.H' arrt•&lllrlli nella c.twtlò cr·anica un proiPltilu con car iro n bnll..,l ìk, anitnato da uua velocità iniziule elevulu, doveva ave1'n ellnurittt la sun fo1•za viva co11lro una ro~i~lijnza ossea insupora· 21


--

.,.,

8

bile, ,ulla p1rarmde dllll'oppt'"ln Ialo Xou '·era -..la la emorragia llatrorec·clùo "-'ÌIIi~tro, rna ciò può spie~ar!'-i per In morte Ì'<lantant.>n. In nc-.o;uu puulu ciPII'eml~fero cr~trucn •h ,.irliSli'& gi pnte l'llevarc• qualche indizio di la~iont' o-....ea.

Se l'infeliCe aYel"Sl' potttlo "OPI'nvvhere. n noi !'SI't'bht> mancata una ~uida Anatomw 1 uelln ricercn del pro1ettilt Dal ropo d1 que!"ln "nicidn furono prese nel galunetto t'H cliograOPo rlella Scuoln duH rnrlio~rnne, una taternlt• r· l'alli''' frontale. Kelln prirnn. che J'ttppl'a-..••nta 111111 c:ezìon•• ~n~: ttaio tl"l cran1o, llPfH•r H~ ntlidn o di~lmta l'ombra d<'l r r o1••t· lile iu un piano lra~u·J'"'Il-('l'rlu'n.lic-olare, o maqloiclo-'-a itlll •• p , ......aule 1•e1· lo lot~dll'i e della rnasloide ~~~ quu~la figura J',.lniJI'A del proiPUile corri~pond•• ' a n••llu luler;,et.i<lue ari ltn!!olu rel111 eli due d1ametr1 c•·anic1. uno per·· perltltcolare, mn'tf}td • o~illalc. inno zelo clAI puntn mccllo della hu-.e dl:'ila IHA·lllltlt>, •' l'filtro orizzontale. cio,·· dtrell• dal contorno orhilorio "Ulwr·in•·e in dielro in <:en«o par nlil.'ln nll'un·o zt~omatico. 'lelln posa lalerElle, il rn·owltile rJ,.,u llava localizzoto 111 1111 dJ81 twlro lrasverì"&le d1•l CI'Rtllo, btpai'Jetale. coru pre<:n 111'11' inler:<ezi"one dei due piani ~uddetll. Ma n q unii' dn•lnuzA dali~> tlue pareti crani<-he oppl)i<le? lu C8!'10 d'mlervento "li IJUAle dt•i due lati 8\T<;mrno dovuto tt•apanlli'P1 N~IJ,, po-'a frontal•·, c'''~' d rnpprf'"'l'llla 11 cranio in -.e?.i'"''' lr~t,;Yer"ale, l'a mbra tl•·l JH·niettile cnri'I"'POII IP\'8 11 !lt·cvt• ,!J. -.Lanzn dal profilo dellu bou.n pal"it:tale ...ti -.111islr t. l n '(llec:ta 2• figura r111ltO~ratka trovo ulilt• ,f,.~c rl \'l'l'El due rliometJ•i cranici IIICJ'o<'itwli!'ll ad an:;tolo L'~"llo. ut1o pcrprtuh· c•olare m~>tliano, P l'alli''' oriuontal~>. passnnle pe1 il centr•l rlnll'ombra rh•l proidtile. S•• "' mi<:m·u sul ~oggt>lto con 1111 rompat'qo di spe'-'Mro quP~ln f<eco11do diametro. ri 1•sr~ ll!'ll-IHi pl'OCi"fl la detPrrruoat.JOIIP dt•lla tl•~lanza del corpo t>slran Pn dnlla pa1•etc craruca r ui (· ptÌI vi<'ino. Nel no.. lro c·•'-o risullova n :! Cl'nlìmett•i e meno '-'Olio lu bozzu porietale ~llli~tra, a ~ ccnlimutri in allo dalla ba ... e dc In IIIASiuide.

Su •Jlte:;lo ptJil lfl applicai un H cot·ona di h•apano; la C'orl• c eia C'er abralo :;coperta ero t n!.Alta. •·on un Ago infl""O nt•lln Mslanza nervo~<a allo profond1là di circa :! cen linwlri tl\'· verlii distintamente la resi~ lunt.a ciel proiettile. li suo arre"'to nel m ezzo tll'll' em1l::'rt>I'O cot·ebral <' puo RJHI.l· ~nrsi Mio pet' rimbul1.0. Lo Acheletro dell'orP•!chio, como di·


mo ... lra nn le h'•lle e<>periPnzo Ù•'l no~lro dt,.tinto C(llle,~ro pror. Rosati delhi Re~ia llarina, opponl' una con--iderPvole re!!i~lenzt1 a ll'uzionP dt•t proreltili. Ua que<>lo upplicazioni !;J ~iudichi nun 6 fJU81 g-rado di preci!ione 1• dt tinPzza po~c;t~nu ADdArf1 le no,.,tre ricer che diagnO!'li••bo, ,, gli ar·litnt>nli chir urgici co11 1'11iuto dei Ra~wi X; e qnale polenl•• mezzo e,c;j <:reno lll'lltl dururgia traumAtica eiviiA e dr g'IIOITa. LA t'tHlio~r.opio può svf\lar" flnancn In prr!!'l••nzn di un U"'r·o~"'o cerebralt~. L'ombra di una rli,;wreltt I'IH:r~olla di pus t! più c;biadita eli quolln della c:o,.tanza n< l'vn!;l, Ilo vi,ln nPlll.\ cliuiCH •lei Durante 111111 b~lla radio:?rnftn laterr.le tiri c~1po d'una ~IO\'inetta, ciii' pr<'"'enlava sintouri oli suppm·twiout: endocranica. :'l:r>l mcuo ridia re~ione par·it>t;lle appAr•iva l~t•n tli..tintA un'11mhra più ••hrura come !le in •tuel punto In ..nstarrza ct>rebrule lÌ'JS"'e ptu lru"parenl•'. L'ìllrrslre Mae::lr<l, aptlrt(l il cranio, ri .. conlrr', ura A"Ce""n subeorlicale nella <:eri~ preci"A ÌlldlCfllll daJJ'e"lllfll! (unziunaJe e olniJa ratliogra fln. Se co11 ln t•utliogt·ana lal t>r·aln 110n t-~i può ~lahilh•e lu profondità olt>ll'll "C!.'S..;n, 1 rlistur·bi fnuzionall, ~ precif"ame11le quelli inrziali, cmn plt>leranno l:• rliaf!rru~• Lo !'lu<lio comparato .!.•Ile :!rHclllzioni rldle omhre, rlt'r hmiti d'un org~-tno LrA"parerrl•• n c:t•nulra"'pnt·ente ai t'o!:':.:r X, ci polré "'V~Iare 'luelle allerllzi•uli arrnlnmn-palolog•chc chP mo,JIIIrano la tlen~ità d,.J lf',..,ulo nor·male. Per· poltlr lo~ a<>rP •lue-.li tlellA;rli minimi in tura railio!!t'Afls, br"o~n a C""'era mollo obili ed e....-r..:itoti nell'u:<o tlel cnmplicato a ppor·ec.·chio; e roputn r•• rcrù indi ... pen~abile eh~ ad un c:itlilllo !<Orvizio nei nostri o"perJnlr mìlrtari siano pre,,o.. li ufficinli rnatlici el1ettivi ai quali ru r•npfl t'lrlu una specio le i~ll·u­ zione. Una t'A•Iiolo!r'alia fAllA rlu un dileltnnlf' ci può far ca..lère m gro~solani l.'rrori. Serubromi perciò utile ic:tituil'e tll'e"q'' un g rande nqpedale, 111a, per eQumpio, qm'll<.~ d1 Roma. 1·lre ,-., rl no~tro ma~qimo letn (JiO, dei cor~i dr ra dio~rttfìa A piccoli s:n·uppi di teocnti o capila11i ruedici, da aflidar>-i a truel no~lro collPga cho si é eou nm ~~:ior·e c·orupelt•nzt~ rleolicalo a rtue ...la nuova specialitli, degna r~r l granJi sPr•vizi che può t'l'rl•lert> alla medicinn ed alta dair·nrgw militarl•, rl'l'!''6rf' n l nguule alll'zza r·on l'urtai· mo!lcopin, r.on la microscop•n e co11 la chimica clrnicn.


32-1

CONO RESSI

In rlllllnlo al c;uo impiego nella chirurgia di guerra nou dobhiamo t•itenerlo inattuabile, come sembrercùbo a JH'ÌrnR vist.n

I l funzinnarn"nlo del compltcato appart:'cchio. c\ ver·o, lltlll si accorda con la mobilità d'un oc;pedale da campo dt primA linea, nlfl "U I(Uolli di c;econdA linea, meno '~Og'gettt a c;ul•tlanei "JlO"'lnm~nli, le ·iillìcoltil diminuiscono Lo spil"ito moderno !<'impone, e le nostre forze sorrette da un buon vol .. re, ché non hn fntlo :,!ìammai dtfetto in •Juanll banuo la re"ponc;abihtà dl"l nostro serv tzio, trionferarlllft sempre rtu nnle volle lratt.asi di portare nunvi c Jlltl cflicaci meZlì di !'tt<'COr"o ai ferili di guerra. Se il focolnio lramna:ico à difc'"O con una prontu me.iicuziono oc•clu&iva clalle • omf l ~t·a;.iot i c;eltiche, la r&rlìogt·utln. senza e<~<;;ero itnllle·liala al lr11umalismo, può l'iuc:ctre nella ma~g'oronz» cld ca ... i ugualnwule utile anche quAu.Jo ti rer alo lrovuc:i 111 1111 Cl'~petlult• dn rmnpo irumobtlinalo :-ulle Jiuee di "~omht•ro, o.J in o..;pcdull lct-riloriali. E.;;c•lll"<ll In inf••ziotti, il lt•tnpo li'Ascorso nott 1'8illringe lo indicA:t-.Lotll opnrt~lt ~ e. l l Ptlrn•rn rifot•l al Congreil<~O di Parip;1 un fel•ce ri«ullAtn d'una lt•ap01111Ziono larJiva. TrHLla\a.si di fenomeni cerehrnli d..terminlllt do. una palla di revolver, che l' inùtvi•luo porla va nel "Uo er·auio da 12 nnni. Que<~la l·'llleranzn P"'' la l" esenzu c.li coqli e"trattei •" nff,,u, c>ceezionale nel c·on••lln, P.d il caso dt>l Pc'•t•uire nou incoragl!ia a spet'8re nella iunocuità d~i proiettili dw urre::.t.ansi tlt'l c·ra nio. SpPritm~ulnì, ullt•oducendo p1ccole proiettili slPrilizzali nH! cervt~llo dei can1, con IJU&nla facilità essi col tempo lentlano per 11 proplin pe"O a.l allon..!ars• nella massa neJ•vo ...a. Sembra mi chu in que'~la •eu ieuza n spostarl'li debbano ec:sere ravorìli dallo pubazione ~.:erebrale e dalle oc:cillazioni dP.I liquido cefnlu-racbidiano. In •JUC ... li uspet·imt!nti ho uotalo che i proi"'llili t .. ndonu R port.ursi vor~o In bn~·· dell'enc••l'alo ed a cadere nel ventricolo m e.lio, ove p•··•vocano inten~i nccegsi convulsivi, cbP SI :;ucce.-lono ~t·uzu l rc•!{ua li no n Ila morle. L'incap'-ulanll'nto fibro"o del corpo estraneo è più facile rra l~ men111gì o nelle parli declivi d"l cervello. Le gravt ~ucct•s«ìont lllol·bn""' dovute at:rli sposlameoll dei proieLtili rA•whiusi nella cavità cranicu ecl aUe infezioni, a nche as.,aJ tarJive, clt\~!olsi possono suscitare, ne impongono la pl'e-


CONGRi':Ssi

.,_ 3...u

coce l'icerca ed el'eresi, anche ~e rislì:dano in zonP ineccitahili. La c.: ron i~'c~omul temporanea con lembi O"-leopla~lrci 1!118 Duruntt) od alla \\"agner e!'pongono per il prolun~ato e peno"o martellamento l'Ul c ranio a racili tl Jr r6 inevit.ahili .... poaUIIMIIli d~>l proiettile, delle sche:z~Ere ns"ee o d'altro cor•po et~tranco, che diverril. irreperibile cnn ~tr·andt• di~.Jorn 1lel ehir'ur·go, ed adanno tlel paziente, che avrit ~ublla una ~rnvt• opcrnzione inrru ltuosa. Il trn pauo rimane nella drirurgia cr•anica l'ernpro il mr· gliore "h·umenlo, e la trapannziono il rnelndo di elezione. "pecil' n~>gl' interventi precocr per• accr.ienti lr·aumalil'r, "-Ìa eire 11i debba operar e il ,ollevarnento della pareto r.ratiiC8, la nmo1.ione dr raccolte Ji•1urde, o In rrc.•rca rli cor pi f!'llr'UnPi, Ho rlltlo l'Ostruire corone dr trapani di :!O a 3,, 111m. di di&mP.tru, con le rruali si praticano ampie apertu re che rendono u~ev olo l'esplorazione c:erebrale. La lot•o riposizione e so!-<pons iouo, con un mio molodo llt'lll(lllCiRRimo accennalo uel preg-ovole lavot•o del dott. VnIPr·;o sulla crnnioplastica, ripr·r~-; tu r a ln Rcalola c raniNI con UKIIHI t•i ... ultalo della cr·an ieclomia a lembi oRLr·opluslicr.

••• L'apphcazionfl della ra lio:zrafia allo ~ludio della ost~o:;:,..nt·~i fu tr.. uutu con molta competenza •lnl compiarrLu prur. Ollrer. Il prOCl'~~ di QUari~ion·· delle fratturo.: puo ,. .... c:ere ~l'~urto nelle l<U6 var1e fasi senza inl"!rr·nmp"''" il dehculo hn-or ro rlfutrntnre, com'è uso nelle r icerche ~per·rrnenlali Rulla osteo· f't!ltt• ..i lrauma lica. Ed i• loen diversa l'allivit.à oslt'OI:Onotica nei tessutr lt•au· lnllti:tzuli Ila cause accidentali da qut>lln che puo svolg.•r ,.r In uu e<~peri mento, nel •tuale non i• J>O"'"'ibile r·iprod urro lutto le condizioni .!el traumu li<::mo umano ,, '-'Opralulto manlenero l rr·Rromeuti e le !:>cùegge o<::-.:ee in per•rnaocnle re~olar•• po· 81Z.I()IH!.

l.e belle r adiografie deii'Ollier dimn~trano ìn modo 6\'idl'll· tiselmo la di verM atti vitA riparatrrce 10 r·apporlll a ll'nzion~ traurnnliM, allo ~tato dei le<~~uli lraurnulrzzatr, nll'<'là, olle condiziour o rganiche del Rog~rltn ed el tempo Lratocor::;o. Qualt• miglto1·e guida pe r il rh1rut·go, e he Lr·o vasr cos1 In ~ado dì r cLliHnare a lampo uel COI'HO del la c uru la tlifelloRa


NOTIZIE

posLcioue dPi rt·amrnenli, ed eliminare le cause che oppougonsi al regolat·e consolidamento delle fraLLure1 Questa vigilante esplorazione del procdsso riparalore rie~ce di ~omma ullhlà 11elle fratture rl'ai·ma da fuoco, nt:lle •Juali la diglocazione delle scheg;:?e può far fallire la consolidazione o promuoYere un callo deforme. La strultur·n <Ielle neoertJ·ost e l'organizzazione delle esLremrta rìprodolla, dopo le rcsez.ion1 sotloperiostee, mercé la radto~r·aAa confermano la parte imporlantis~ima che prende il perJOSlro nella reo"-l:lifics~ione, specie nelle epifisi e nelle parali!'lt. e l' unportanza che ha nei giovani la conservaz1om· dP\la cartilu!{ine iu~ale della zona diafiso-epilisaria nell' accrescimento ùall'epitls• e OP.!I'allungamento c:tella dialìsi. Mi limito a •1ueste prtncipali applicazioni della radioscopia nella chirurgia traumatica, e tralascio i laPti allrr servizi chi" ho rflso nelle vat•ie branche della medicina, e particolarmente nella ortopedia e nella chirurgia infanLile. Dopo le it•radiazioni a scopo diagnostico, verranno quell"' a scopo cur•aL• vo. l servizi cho hn r·eso la scoperta del Réintgen alla medicintt. p~>r oro nel campo della diagnoslica, nell'avveniee iu quello della palogenesi e della let•apeut.ica, sono cosi grandi, che ùanno dlt·illo alla l'iconoscenza dell' umanita verso il celeb•·a fl><iC() tedcc:co. (Cutliinua).

NO T IZIE PTo vvlda. legg e! La Ga:~etta uJJlctale del Hegno del 25 febbraio u. s. ho pubblica lo il regotarnento per l'esecuzione della leg~e 7 lue-lio 1901 a favore uel Colle~io-Convtllo per gli orfani dei sanitar•i ilaBeni tsUluito in Pet·u~ia. Esea legge, approvata con tanto solennitA di voli e dal Parlamento e dal Senato, fu accolta c<•n plauso anche da tutta la classe ùei medici, far macisti e veleriuari mili tari. Per ossa, la provvidenziale istituzione, sorh1 por virLù di pochi generosi f:llantropi, capitanali dnl-


.:-.'F.CltOLOGl~

!327

l'in taucabtla e benemerito pr ofes:;ore Ca rlo Ruals, t;pslennta poi cou le oblaziom 'lpontal•M dt uurnf'ro-;J collt>J.d ll, ft·a 1 •1uah nou poclli mìlitari. collgt ò divt!IWla ~nle morale, i~hlu lo nuziona!P, e dovr-d mantener,[ "U""idtllla dallo Stato. ma con il cm tributo tli tulli i <>anilart de'l He~nn. È noto ,-om e l'el'lercizio profe .. sionale elci -.~onitar1 in ~en•·r·· e-<pouga riù .rogni altro ul p··ricolo dello vtla, e cotue fr a 1 detti O"'erccnli. vet·• sacerdoti dell' umanità, "ttuto mH~gioa·­ tn•·nle •·sposti 1 medici, fa r111aci<>ti e v• lt'r nar m• tlnri.t fJIIOII. llllre n i r ericnlt comuni det "anilari in gant>r~>. !!O !IO "nggl'llt ui pet·icoh specia li degli e~ercilt siu n• 1 terupo eh pace, du! an ;:::uerra Ln prov vHin legge, mentre ...·m .... ptra ui pi11 ulti sentimenll. dt filnnlror ta e Jt fratellanza "'"dAit•, ut~nlr• slubilillce un vincolo morala fl'a i SAnitAri tulll, eolln beuemt•t·ita io:tlitultt)tH' C.h" 8SSICUr!l l' e~islt•JIZII e l' t!dUCIIZJIJIIC d<Jt loro figli 111 Cll<tO di mol'lc prematura, rNtdo nel sonilal't ~lef\!'IÌ più lrJl'te ti sentimento del doçe1·e pt•oft'"'"llliiOI!' t• prl'paro ti loro auimo p1ù ra s~efrnato a qual~ia"'i sacritlcio pet• il IH'ue dei l(lr o simili de ll a ~ocielù e delln N ur.to iHI. GJVOGRI::.

NECROLOGI E Commemorazione del generalo medico dell'eaeroito pruaalano ALVIMO VON COLER tt:llt t t<t la rott 'erefl;'la ~~·ienti fle•t del m~'<~~> t!t teb!Jrato 1002 pre.<t.~o l'o11pedale ttlilitare dt Tor mo dal eapllano 111ed1CO Cu"'-''1 clottor !\l \nmo.

,l..!uando, il 26 a~osln u ~. ''t'nn~ a lliAnr:are a1 Vt\1 il gemedio•lo vou Cole r . il Cot·pu sanitario ilaltAno pn•so VI\' a pArlt• al lutto dell'eserc·ilo :,rermantc-Cl p r "'' ,!r ll' e pcr·tlila Ora ci è ~tralo dt pubblicare qucsu cen111 bto~otru lìci •·necolti cori molla cu1'a dal captlauo mt!dtco tlotl Mn1·Lmo Cus1111i che tnPltono heuP in rilievo le 111Le henurnel'611Zt' 111 11!18 vita r.he fu LuLla un luminoso esempio clt sciPIIZO, tlt cat•otù e eli IICI'Illl·

althitàj.


S28

!'i lO:OROLOQll~

Eg r,·yi cr>lleghi, Il ~iorno 2 dicembre IHOO il Corpo !>Su iLario dell'esercito germanirr> celebrava. giubilante, il iO• <'Otnpleanno del suo capo, S. E. il gen!'rale medicò StAbale dell'at·mala prus~iana Ah·ino Von C ole•·· A qulllltl festa prendGvano parte, con i medici militari cornenuti da o~ni luogo, le tllnslr·uzioul dellfl scienza medica, e l' Uuivet·sità stessa di Berlino, chr co11rPriva al Coler il titolo di proressot·e ordinario onotar1o; nouchè 1 generali e capi dell'ec;Prcitn, i membri del Parlamento, e lP più

«piccate indivi(lualità, uniti lulli in tm Mlo pensiero, d1 dirHostt·are all'uomo illusLrt> o bt>nemet•ìlo la unh•er~ale t•icouo~ccnzo, e l'ammira:.:ione pt>r l'opera di lullll una vita, nohihnenle spesa a vanta~fliO dell'esercito, e f]Uindi dt>lla !;ran palda tedesca. Ma put• Lroppo, quel Jl;iOI'no rlellfl sua apoleo!'i doveva segnure por l' illusll·e uomo, e per il Corpo sanitario militare. una data l1en trisll', poirhè quasi i~r~roediatArrleole il ColeJ' Yeniva colpilo da quella malattia, clw, dopo n me~i di ~one­ renze, aveva il suo t1•iste epllol!o colla morte; v. Color serenamente si spegne' a il giorno 26 a~otoc;lo u. s.,lascrancio dietro di se La roma eù il compianto Ilei benenWI'iLi dell'utnfllli(ÌI. Ah·mo , •. Coler nacque da una vel'chia farn1!tha pntrizia il l5 marzo 183 t in Gronmg-en, citta posta uel distNllo di llalberl'lad nella Pru.."\18 Renana. CornpHt gli ~luJi giovanili J..ll'ima in Salzwedel, cposcia a Bedmo. guadagnò, quale studente dell'Accudemia medico-chirurgica per i militari in Berllllo, un poslo di studio per In rneolicmA nell' UniverSità di quPlla ciLlà elle tenne fino al l0 apl'ile 1)>(56; nel qual giorno "'gli venne arruolato come sotto- med1co volontario di 1 anno nel 1·eggimenLo dragoni clelia ;.ruarcJia. Olleuuto il dolt•Jt'ato in tnl:'dicina, e dali gli e"amt di Slalu1 il Coler ru uotninat•1 il Hl luglio 1857 mPdico assi"'wnte (corr·•spondenltl al graùo di tenenlè mcd1co) a nel mag~io 1803 promo<>"O a StaiJsarzl (capitano mecl ieo). Scoppiata la guerra dello S r·hlp~wig-Hol!'t!lin df\1 18(ii- al 18(i!\, egli vt pr·ese parle; e rosl Alla sut·tPssivR di Boemia. disl~r~~tuenJosl «pecialmenlc per· la -"Ua nltivJII\, e per l'opt•ra prestata nt-'i trP oc;pedali da Cfltnpo implunlall ad llor silz. Gli splcndidt risultati ottenuti altrussero su di lui l'a.lten-


NEORULOGlE

329

zlone d..,JJ'nllora rueòico capo. •lnllor Gl'irum, ch" In chiami'> prel'•O ùi ~è, tìt chc, t'-lt lutlo nell'anno 18·17 nl MmtstPro della ftUPrrn il diparlrmenln medtco (DrrPt.tOnf' ~rene rall' tld ~or­

Yizio <.~t~nilurio militar••). il Cnlt>r vi vénnt• toRto HùdetLo, non e bban.!oun ndo pru •fiiCI po~lo fuo r cbè dut'IUlte la guPt'ra del t 870-71, clw fe•·•• 1uaiP medtco di ~ohvi;::iono, ~>,morto ti Lam r Cu, il 12 fcbbr•~c~io 188lJ, cr•rnlo c~lpo del Cor·po l'lanilllt'io mrli· \are t~>deS~co.

In tale t!<.'COlf'n po"i7.ione, ti C:oiPr ~i •li<'· a lull'uotno lltl heOI{tlare , t' lrOV81'll i ffit'ZZI J•lll &iatli, p••rché l•• forz.e t;. l'opertt der m••tltci mtl i:s rt ro;::Rero rr voi lP al maggorot· vantag~io del c..ervi;Jo f<llll lario, il ••ut ;.copo lluale ;::i ri-.olwvl\ in qu•>llo eli co11sen•nre ed uccrp;::cere In potenzialità dell'e,.er·ctlo . .\ l11l~ uopo, valendoRi de~li annnaeatram enli r..rnrlrgli dalla Rue rra di Boemia rlel 18611. il Coler ru il \1!1'0 ÌO"fllt'Olore di q uel primo re-olamt•lllo del !'•·rvizto f'llflllario in cnmpa~nn dell'e"~ercilo prn.,siauu, di'l 19 nprrle 18fi!l, chr> tro' l'l "Ubrto nelle gucr·r·a contro In P'r·anciH del lRi0-71 la suu npplicn1ione, e ~ul I'(UAie Yeunero to<~to rnodellnli :;!li ordmomenll lei ~ter vùto '-11111tarw in j.!llernt tie;.:li allrr ~!"~rciti, e, più eh ... di Lutti, dt'l IIO'<lro. Ma r•icou.,..;cJuLenc, durantP cpwlla ;::l<win,» <'Btnp•tg'na, lt• dt!fl••iflllze e J., irnp~>rfezin~ti, il Coler "Ì d •dicti <~ulttlo ad nppMlar \'i lr• moditicazinnì "ll!!.!t'rlll'~li daiJn pruvn rtlllaue, e eh" erano, c.l'nltra purte, irrlpoo..tp anr·hu dolla nuovn ltclli<'a, ehe t~i andll\'8 lln d'allora d,..JitH'ando, in pr·e,•i ..iorw dell'adnziou~>, pre«"o l11lti g-li c~··t·citi, delle ur·mì por·Lalili dt pkt·olo CA!ibrn. E. cort"'t•:;ruen7.a lei ~~~ '' ~lu li e della '-\U'I lllnmit·abile tlllivit(l,opparve ti nuovo r·egolamento di'l 10 geuuoio 1Ri8, t~ull'orciiuamento del "er\'t:ltO "nnilarin m JIUerra ciPIJ'e<>er·cilo pru s"iano Al quale ti Coler audò pni m1m mano apportando l.s Ì O Oil\'UZÌ«Jill, re:.>l! ll"''t',.'lfll'f(' dai prO:!ro•s<:j cidJu «cien1.e m~il·he, l.loll'iutroduziolltl delJ'A,..ep"i e dt•ll'antL"epRi nrllt~ ~Ira >laiJ,. fo•ril~. e delle nuov~> , OlltfliÌ'-t•• ,J,.J1n te<'nir·a op~· l'fttoria nel11:1 pratica chir·urg-icu •!egli ospt-clalt dt !?Uerr·a: coll'appltcazì•llle <lt>Jle ''"perienze h laboratorio alla diAf!OO'i e a lla pr ofiiM;::i cl elle molatl•e ù della epirlemi~ degli efler cil i, col pr·o,·v<>d>'rl• "' cnmplt•lameuto del mal••rìalP <>cìt•utiftcu a dò ~rcorreutt•. cioè rnicr·o,-copi, mezzi di cultura, appar·eccht p•r ' rs:.r~• R"nl!l'eu ecc , col p~>rre ..donarL' r mezzi ùi tr·a"(lOr to e el i t·icovero in t•a mpo.f(na dci mHiati e ferili.


330 A Lulli rrue~li eli\ er~• rawi clelle ~cumt.c• tn~diche, che egli riteneva indispeul'abili ad un eftìcac~e funzioualllento del st>rviz•o sanitario in ~u1 t'l:'tt, ~~ t·avolse ls meravig-lio"a atl1vità e la lenacm Ji propo!!Jio del Coler, ~enza !> 1lcluci a r~i, né o"au·

z•irs1 per gli ostacoli ioconlr11ti nel raggiungere il ;~uo r:;ropo; ed 1\ tullo suo rnet'ilo, ~e l'eserl'ito tedesco ~. solto ti r iguurdo del >'Occorso e l'iella cut•o. dei rnalnlì e dei f'er iti in gue1-ra, pt·oparatn a tplalunrruo ev<'nlo, anclw impr·evi~ln, l'ho p<l<~sa tt·n~ci na rtl la nazione Gormauictt aò una l()lla più c·oltt!-1!-ittle aw Ol'a tli quella del U<70-71. E in siroil gui...a il Cnler atlc!'le all'ordinamento del "ervatìo ~nuitar 10 in pace: poiché, ollt·c alla comp1lozionr dt:l r·elat•vo re~olamenlo ciel Ili tnag:.:io del 1891, 11\t'l'C•' la llduciu cLe ~>~li aveva ~apulo in!'<p1rnr·o, e l'aureola dì CUI era~i c·mto il !'.UO nome. rua più uru•nr·u p~r merito <:peciale clel c:uo :;piI'Ìlo di iniziativa, • ùelln ~uu "neri!•& che vinct•va l!li o<>tncoli. egli potè clultH't' tutte lP Cl rco:-cr izioni nHiitu r • ùoll'irnptlro lede~co di nume1 o~i O!'peJuli, molli df'l IJilttli colli rulli lli Knna p1anta secon!IO lo nol'me drlla modt>r11a il-(•erH' oHpllflliPc·a. ed allr i r•fnrmah in modo, do pot.-rvi sufncienLenwnl•• t'Oolclic:fHr'e; eò ìmpianlure in ogni corpou'armuta depo"ili eli <'Oll vale~cPoza, lll'Ì qunh il snidato pnte!:'SO r inVII{orire la saIn le l'li acqu•slnrc uuO\t' fortt• E l'operA sua p• tè ,·e.ter" 11 Colcr cornnota tini pii! con· fortltnli succes<-1 Infatti .ti an nn m uHnoandaron f• miglioncndo le ,.;tatisliche dt'lln morbilli lo e della mot•lahlu leli' esercJIO l(•clcl'!CO, poicbò 'l"e~ttl ~be nal b•E>nruo 1877- 78 raj.(~iungem ancora la propnrtiorlt' clt•l :, l"'r millu sulla rort.A media pre· "ente. ce•·to gia hen 111fc•·io1'e all'l 1 p. 10110, quule er·u quella ic quell'epoCA, dc l l\•<:t·l'~ l lo 1luliaoo, sce!t'e nel 18!l7- !JH all' l,:! p. 1000; o la morbid•lu clall' ll.&':l p. 1000 aJ 682 p. 1000. A rende1·e però pos~>• b il e al Colo•· il COIIFiegu irnento ù1 tali risultoli, concor"l' l'opt·ra •ii un corpo ~AIIIlario, quale e~li sle!<~<~o pott> fOt'Olll~">l, corri !<~ponùento alle mod .. rne e,..i;:cnze -.c:!.'nlitìl'he. cui «'gli rl t•d•cil tutte le cure eh uu iulelllgenli:-:>imo Qrg&IIÌZZ8l01'e Il eli 1111 \'ertt :-Cienz.i8l(l, 1111Ìl8ffi'.lllle fl qudle più atooro,·oli ed otl"etluose, cb e un patir•• puo n'ere per· 1 propri tì~lt. RiYol:::e pet·lanto il t:oler·, prima di lutto, la sua ull1 n1.ione, e l'opera '<U8 gr•niale, tii.( IÌ -;lahilirrlllllli eh ic:lt'Ut.ÌOIIe medil'n !Oilitare. cioe n ..tilulo llltl·hcu·chirut•dco F(•ùerico Gu~liPimo, o l'Accadpmia medico - cl ll r ut·~ica, ~<ino a che rllnaser•o st•ptt·


XECROLOGIE

:.mt

rall. o po~r'Ia r Accndf'lmin llll(l6J'8loro llu~lielrnn IIPI18 •(Ufl((' i J•l'llm due si fu .. crn 111 !'<ul finir., tlrl ll!Hr,.

11 2 dic~mbra di f1Ucll'annu, il uuovo islltuto celehl'ava it c••nt,..ua r iO d1 fondazion~ del \'ecclaio, dP-IIOmiualo Fcdl'rico Gu,:lielmo. d1 cui er·a ritret111 emanaz1one; c J'alluale imperato t·c. u r•tt:on u... cimcuLo del m ~> riti del v. Cc,ler, e pe1· mumfr•><t.ure a lua la "UA alta «oldtsfaz,onc. t• al l'Orpo <>aollario 1111htar••, la :-.ttma in l'Ili lu t~n•••·a, rwl1rizzava nl Colar !'<le~«o

la "e~11e11to lcltom 1'110 io r.a·e,to di r1fe1·ire qu1 inte-

~:ralrnenh.' A comune t>dilicozlone:

• Nella resttJ odierna, Ìll CIIi I'J!'Ititulo l"edt•rico Gugli~lrno • l'••lt>hra 1! cenlonar1o d..tiR sua fondazione, il mio pen,.iero • si r i Yolgt>, m parlicotar uuulo. allupern "empl'e IJt•oe.lcLla ~di tutti i

meml.>ri del Cot·po sanilnriu, 11111 «perialmenle di eli battaglia dinanzi al nr·nucn, IIPI!Ii • o ... perlult di gut>rrn o in patria, vittime voloutarie 1lel ùo• \ 'P t't' , banno !'<acritìcalt• la loa·c. ,·,ta a lt>nire ,:(li inevitabili • orrol'l rl~>lla f!th·rr·&.. ~ li Cor·po l'anilaJ•io militare ha do;:tuamcnte corr1spo.. to al • uob lt> m lento ·IJe deve rat..,..."IUIIlH'r~. 11011 cli,.,.umle dn quello dlllln toLta delruomo cnutro l'uomo, "'i!l pot· part1• di lulti i • ~'IIOi mernbr1, com•· in o~ni t•nmn di <:enizJo. • Ag~iun,Ro w•lenl~eri, eh·· IJ""n "eau,.. d1 paa·i pa!'I<:O t pt•o· • IH6H"t clelia !lrteuza. merci· i quali l'nrlr• tntldH'a ha potuto trucciare nuov~ ,.,,. a beue hzione dell'umanitù. " Ciò nou e m eu o ptll' me1·ito "' •stro. Pd io l'Ono con v mlo che. ,.otto lo vMlrs 'i&.!il~ dire.done, ìl Coqw :-nnllarto «apri\ • t:s..,ere rualUI'II per la sua alto Jni<>i'iolle c quelli chP "UI <·ampi

• .nrmatu

GuGLIEL\Io l"'l'eratorr.. •

Splendide e l eccel<>e parole, che devono p111'E! <:uonarc grat·

o: ''C>slri oreccb1. Ed t>Sse, che con tanta p::;attt•Zltl Pd evideuza ritrai-!~Ono ti pensiero del suo lr neralort>, ht.m ru1 ono ru•·rJl.Hte dal Coler,

tu infath op~ra ;;ua ~"~ l'lmP61'ittle accatlelllia !ìuglielmo ha potuto ruggiun~ere l'allo p~«lo che or;cupa fra i con .. imili i tilut1 delle altre nnziont. L'indirizzo da lui rlatolt!, ~~ l'ivol"e C'~~"enzialrueulu a fol'lltl'e o~li urtlciali medici tulli l IIICZ7.1 per r·outiuuare, ampliare, appl'ofondare le cogniziuni appre'~e IH•lle l' m,·er~<rla. l->pCcio !<OliO il l'iguur·.lo PI'UUCO e spel'llllentule. Quindi egli ùol6 l' Accudumia di nuovi mu<:ei, completando


332

XEC LWLOGIE

quelli f{iù osislenli; i~tiluJ nuovi laboratori per le indagini cl1i miche, ba cle riolo~iche e ffsiche: arricchi la Bibliolcctl dt tulle le opere t•elalivf' a ll" scienze mediche, sia nazionali che straniere, rendendola pr aticam ente aecessibile a Lullì i me~ dici; in una pa1·ola as~icurò all'ìslitulo una vigo1•osa esistenza. fortemente pulsante di. vita e tli gio,•eulu. Tanto il Coler pol6 faL'f' colla prestanza del suo uome e do•lla "ua aulor1 tà, colla tenacia e costanzo di propositi che ne costituivano il ct~ raHe re. e coila coscienza della riuscita: ma non é rnen ver o che ebbe in suo favore l'opinione pubblica di tutta la G,.rnumia, la '[uale riconosce nel rorle or·ganamento dell'esercito il primo e piu efficaCI' coerticiente della ~ua èSÌSlc>nza e deli» SUU pùlen7.a: e l'approvaziontl e l'appoggio d<>ll'esercilo !i<lo.>sso, llul f!euerale al gregario. Ma nello stesso tempo il Coler nou ba lra!>curalo che i me<llci milital'l usc1li da ll'Accademia potesser o in seguito mantenere In lor o educazione scienti fica a livello dei progressi dello merlicina . Infalli e~l i giunse a dare ai modesticOl'~'i di complemenlo do lui ì!'ìtiluili, a cui erano comandali per turno i medici militari, uno svilnppo pari alla loro importanza, <·all egandoli con quelli del le Università eù accogliendovi i medld mllilari in congcùo. Inoltre aurnenlò il numero dei medici mil1lal'i ~-tiovnni destinali quali assislenLi alle cliniche, e quello de~li tlllnÌ che es!"i vi d<Jvevano l"eslaJ•e. Ed i fr ulli olteu uti da l..l.li SRpienli disposizioni sono mi rabili, come lo diml)c;lrAno le numProse cattedre delle Uuivers:it.a ledegche occupate da profes~ori che u~ci1·ooo dalle file dei medici militari e le pt•egial~ pubblicazioni scientiticlte che sono state ìnspÌI'ale o hanno avuto il punto di parknzo dal Corpo sanitario, U'111lo dal Dipartimento medico tid Ministero delh~ guerra, che ùa l<in~toll tnemb1·i. Il Colei' sl.-sso las.d6 molli e preg:iali lavori r•elativi al serVIZio m edico rnilitore, lro cui la relazione sanitar ia della :rue1·ra df•l 18ì0- ì t , quella sull'azione e sull'importanza chit·urg-ica dei nuovi proiettili, pr·èsenlal a al Coogre!>SO rneòico imernazìonale di Roma del IS!li , e in cui sono rifer1ti 1 risultati degli esperime nti esPguiti io unione allo Schjerning, clte \'alset·o a sfatare la loro immt'rilata aureola. d1 umanHari; e l'opot·a ve ramente classica sugli ospedali-baracche lrl:tsportabili, compilala col la cooper·azione del g raude chirurgo militare tedesco, il Langenbe,·k e del W erner, in cui sono s vo lti lulli i punti prmcipal1 e ptù ìmporlanli del ricovero ùei maIali & t'oJt'Ì Li in guerrR.


NECROLOGlE

N l> il Coler ha dimenticato rH impiegar·a la su11 influenza l' le più premuro::oe ed amorevoli cure pe1· t~oncilla re l'm•gani..:za7 ione del Corpo sanil8rio col maugior vant.ugf:tio dei f;UOI m emb1·i; ava n li di lui la posizione dei meùici mrlilal'i tede~:~clu non poteva cer to SU$Cilare l'invidia òei colleghi llaliom, p rima che il mini;;tro Hicotli, colla legge tlt•l 1873, fac~ntlo ragroue al nostro buon diritto. Cl concl:'desse rl grado etTeUivo e I~ prerogative di Lulli gli uffiCiali. li;gll ottenne•, che &IH·be ai medici veni~;:;ero calcolali, per• la ~uhilaziouP, gli anni di s er·viz1o pr·estati, cile il loro solclo rosf;E' parifil'olo a qu•·llo degli altri ufficiali, che lOÌ t·rea<:se la ca1·ica tli medico cupo, ed il Ptl~"lO òi medico di dirrsione, che lll' ro;.fleru ref.!Oiatì 1 rRugui col pare~triamenlu del gratlo Il quello di urflciah•, e veni~se fissalo da apposite leggi il rnutlo di tfvan-

zamenLo. P t>r la!J benemerenze, il nome di .\. v. Cole•· era circondalo

dall'an·euo e dalla venerazione dei membl'i lulli del Corpo "lnnilario militare tedesco; ellsO drnarra scolpito indelobJl1114jOle nel loro cuot'e, come non l'i :lileguenl la mernorio dell'npara sua a vantaggio dell'eserciLo e del la sua palrin. Forte e•l ailanle clelia bella pe1•c::ona. dalln sguardo sereno •· tra11quillo, m~ da ~o:u1 lrasl'arivR l'eneJ·~1a 1lel proposito, e l'wleu~i lé del pen~icro, dalla compostezza del por·tamenlo P rlt~~li alti, dalla condiscendente alfabililù del conversare, dar rnodi arlc.:locralicamenle di<:li11ti, l'iulpr·~>s«ioue che ~i rit-l?veva alla v1sta ùi v. Colar· era quella dr unn mente elellf\ di un uomo superiore. Ben s•• ne é poluto convincere chr dr 1101 el•be la sortE' eh avvlcinaJ·Io in occasione del Cong-res:-o medico mtornazionele dt H" r liuo. meulre òeve r~nllloenlare con ~rata snd li<.raztoue 1l ~uo lr&tlo alTelluoso e 5entile, e lA d ·fl!r·enz& usata ai collèahi itaHani. Amico, auzì, entusiasta della patr1a nMLra il Col••r R\'ova liducia nei suoi alt1 destini, e co.-i :<1 e acrprbluto 11n nllrQ ltlolo alla no~tt·a ~rattludine, oltre quello precipuo di t>SSet·e 11tato il t•mnovatore degli ordinamenti s&mleri mtlil!ll'i, " rii 8' :ern e dimostrato l'impor tanza per mant,nf.>re for·l1 e potenli 1-!h 8<!erc.:ìti. Le ~'Ila memo r ia rtuindi vivrà anc!Je Lr•a uoi cara e venerata~


s:u Prof. c omm. Giowanni lnza n i . Non e .li certo a,:::~;~volu uf•ora il pnt•tare d~~natnente cl'un uomo ecceziunalo e s:upct·rorP ljUt\1,. fu il lli'Of. comm. (;io' anni ln,;ani 1), tmpet·or·drt' l••li fnrouo le doti t>d i mt~rtti <~uo1 quale palrrolu, dllatlino, ~cicnziolo et! urnanitar•o, riH• nessllllll penna. [ll'l' •ruanto vahwo··a e dRgnn, s:arel>br• capnr·e di comp(mdiarlo, ~f.! nou ··olrapotPO!':i che eglr ...,..ppumer·•lai''iÌ, <ptult• l'u Rppunlo i COt·dog-lto l'(èlli'raJc, P I'UIIIJIIIIUÌLI;l. VCI'O plt'· bi~cito, ond~ tutta Pn1·ma volle onorarrw la memor•n co11 lutto cittadino, nceompa~narulo ancia•• la veneralu ~ua <:alma lino nlrultitna ùiulora. L'1nzani, oppenn latll'~'ato in tnedicina partiva t'oliA primo r·olonna d"'' volonluri plll'llt('II"Ì ciel 18t8 cnm~;~ ~t.·rnplit'tl !':ol· cl n lo e comhallu da 'alo rn,n OP. i cnmpi lomhnr,Ji. Tei'IIlÌIII\lR In campagna ritorni• ui ~;uoi ~ludr prt•dil..tli dedicandosrtrl Ì!Opt>cie all'arwlomia umana, Ili t:ui fLJ poc;cia inseguonle eccebo. :"el IR59 la'-'cio la rnll••dt•a od t>nlrù nelre~et·crl• "llt'do 111 qualill'l di medico O!rgiunto (Hc•llolBuente) pel l~>lllp•> dullu 2• ~llf'l'l'a dell' lndtl'enl·•nza. e si "eannlò come dh·l nlo np• · ralor••, racco;.dit>ndn in Alù::;suuùria. per d1fHcili P bri•lnnti operazronl C!':t'I!UIIP, l'elog-io dt>1 "UJierit't'i, coiupresn il nwdiro

Larrey d~ r .... ert.!ÌlO frarwe-.e . ...,e •u•:ndo le truppe in l.umlmt•.lia, ol:re at \'llrì '''1'\'lzi prP· c;tati lurar le la "OIIIJ·MWil, .topn la fumosa e ,~r:orio"a hatlnglia eli San ~larlino. e!!h •·bile la dir•·Lione d'uno de;.:li osp•·· duli rnilrlnri di D··--e•IZ81Hl. Fu·mala la pace di Vallofranrn l' Jnzani lac;ci•J il "l'r,·izin miliU!r••, e [lt'r mPrato c;pe·•tal~, sal· lando un g rRÙO (d•~PO"tziont:! ••ecezionale) Y•Wno promo'i!-O wedico di r•·g~inw11lo (capitano). Nel lR66 fèce pm•u la cnmpagnn clt.'i LombarJn-Veueto in qualill\ di medicn-chir11rgo, pt>r c·ui. fu tnsigulto della lllt'tllì· Jtlia commcrnorativu con lt·e ra"'Ct Ue cot·rispondenli alle falle ll•e cumpagne di guerra. Il compianto pt·c•(. lnwui, eh~ fu !:;empt•e uno ~ludio~o ln· defec;--o, e non mn1 Mzio d'inve-.tigazioni !':CienLJtìche. t• che Ct~pO

(Il Ai •tnllml"lli di 1oRe1Lo, •Il anuulradnn~> Il dr rnDJll.mto. "'""''(''' •er' l'tlhhlrt• prore"orr ln7illll olall'l'l(rt';!IO rulkga ~:>Jut·rale tn~d•oo rorum. ~lnn · l.tnari, •l nssoelJ lnlto Il corpo ,HIIIarw, o' p:lrtlcoiMmenle Il sollehrrltlo, l'ltc d.11 t•rtf•r.lrolo t l eli~ ~ua rarritra In JIOI ••hl ,,, Il sulJo,J:\Io rrMe•,or••, a •nt•ermrl', 'l IIIM~trtl ed Il t~(lOSigli~fl1 be0810io l'li ROIII'O.

lìtVoii,JIJI,


NECROl,OOIF.

335

di.,.ide\'8 le O!'e diul'ne, e sovent1 volle le notturne, fl'a gh mferm i, la cttmera anatomica, il mict'oscopio, e le vivesezioni, imparliva eziandi<l le sue lezioni di anatomia, clw compendiavt\110 tullrJ quanlo si poteva desiderare nt>l campo teoricopralico,cio•• J'A:lalmnia descriltiva,la Lopog,·alìca e comparala, la fl~iologia, la chirurgia ,l'ana lomja patologica~ In mediciua.

legale. Oltre d'in t:egna r e l'anatomja, egli fu pur e p<'r qu~:~lcbe lPmpo delegfllO all' msegnamento della fi:-.wlngia, e poscia venne nommalo pr·ofessor·e di anatomia pato l o~:;ica, cattedra che occupava valorosamente anche olcuoì anni fa. Eg-li lasciti diversi lavor1, cioè un Trattato di anatomia de~crilli vA P d1 Ptnbl'iologia, cor rednto da tavole prege voli. rn·eeise ed elegnnlis~ime, ed una •Juantiltt di monogratìe, e memorie di o perazioni ed el'per inwnti eseguiti; dei i"unli i nediti dj di\'erse opere !.'Cienlilicbe. l noltre impinnlò il Gabindlo unaloroi"o, e corredò di una quantità innumerevole di prt~­ parali di 8HAI.om1a pa lololgica, un allt·o Gabinetto che può dir8i !tUa ~'reazionE'. E gli fu inOoe il caro e dollo mae;.:.Lt·o che Insegnò efflcaceuwnle a molle I{Cne razioni dt studenti dt medicina che river rnlì, ed aiLreLtanlo l'icono~centi , m oco lo piangono <!ome un padr e venerato. Pt·.-::;"o l'ospedale civile fu per molli annt capo !'lezione clJ clùru,·,zin, e poscia anchf' diroUure del predetto stabilimeuto sanit.ar•io. Apparenlrment~> burhrl'o e tlt modi talo ra 1111 po' aspr i, egli PP~'~' aveva IHl ollimo cuore, ed amava gli infermi affidati alle sue cure, e porta vH altl'el"i affatto fii ;.:.uot discepoli, di cu1 !lerl)ò "empre gratu memoria. 1\iserva lo udì g iudizi, ed a~~ai (Wuliente, era pet·n molto tll'dilo e siciii'O nell'operar·e. Sape'l'a UMre deferenza verso i collrglti, ma, com .~ uomo convin to, fi.IC6VQ valet·e le prO[JrÌt> ragioni, e i<Ì8ffiDlt\Ì da l SUO labbrO U"ri pat•olu i1-rive r~11le, od un rnnprover·o acer•bo, com P talu no avrl:'bhe pet' uvve nlura polulo IIH'ritat·e. specie fj uando fu fllla <lirezioue dell'ospedale ci vile. In una parola, egl1 fu un iltu,:,tre scienziato, distinto altresl pe1· ra ra morles lia ed operosi tà esemplare. doti LnLle l'hP, nell'onot·are l'Ateneo parmenl"e, gli proracciat·ono il rispetto, la l'IMnosc~>uz.a e la stima urri versa l<.>. l nnumere\'oli rw u11o le <'u re e le operazioni, ancbe f!l'aluite, ehe egli t'segul, e con l'll'lilo l'elice, all' O!>ipedale ili P at·ma.


H36

SECHOLOGU:

uellt~ prrl\mCiR ed in cilla v t ciu~. compresa P tac,.nza, c tutlt t•tmpiau$:nno l' it·t•eparabllt• perdita del caritale,olc, c!J,..,interessalo t' di ... tmto santlat'JO e dt~ll'ottimo ciltadiuu o patriota. E per w•1·o, cillpo tanto la vnro. e tanl1 pericolt c·ut si e-<pof'e pel nohllt• ,.,entimenlo del do,•e r<', e per princip1u th rar1111. dei <tuall ~1 fl!ctl un cullo l-<peciale, s1 acquisto mcrttatarncnle la stima e la gralltudine di n&rnl C~;'to di cJlladmi, .. r(Uttst qttnsi una \era vencruzionc. Pei rnerth "'lini. o e Ll'nPwerenze ra~!!iwtle. ::li veuuero ··ooft·t·lle molteplici onortlìct>m:e, c01oe la medR;!Ita .roro dtli bPnemel'itt clelia '<alule pubitlka, la ct·oce di C'a\'allero ùella Corona ù'ltullu. tlt San Mtlut·izio "' Lazzaro e JHI'-Ci» la <"Om· mt>nda dei pro<itolli ordini Coutt> tlln:slt·azione ùt>ll'Univer,-tltt, tnt>mbt·o del Con"i1:llo supcrim·u di ,..anità e tlirellore tlell"o"l'edale c't' ilr•. "l t•bb,. altre'- t numerosi alt<>slati d i IJ"nem"t·enza cd encomi "'oh·nni. Il smùao·o. il l'o•llnre dt'll'Unt\'ersita, il pre~uienle tl!\1 Con"''stlio prm IJICIIlh•, il pt•e:-idento ÒPII'Al\SOCi87.101ll! I'O"'ltiUZlOllSJe ed ~• l tr1, pt·ouunciArono l'elogi() fun<:bre di que ... to nohile, uolto e t•nrn t·.ondLll\diltO, ti quolo colle s ue eleva te e glol'io"e .loll >'Uppe twqui!llat·l' merilRtn c·t~l~brtla. e la grutiludino della

'ua citlu natnlt•, pt·r lo quali puo a huon dit•tlto annovt•t•al'lu l'rn i "»g~i dell'olu moùerntt. Il Corpo "Rnilario roililare JHICJ anoiare ~upcl'iw •Il av,'re fl\'Uill rrR le "Ile 01~ un'iuolividuulito lauto >'6p• !'!Ora 'flllll•• fu 11 cnrnpinuln pt·"f. lnzani, e C'olot·o fl'a 1 provetti che lo f•onob!J••ro, e 1-{11 ut1lciali u1edici <·he furono anche "uoi dbce-

poli. <>euzll dubbio, coll'anun<' I'Ornrnnsso <>t ururamw m.·c'' per paanro 1111 ulttuto lrtbule> clt ricuno,ceozu e dt •·omnianlo. » •JUUli'I.OIUO 1ll11'lt'l', c l~pon ..t~<ln col 1 eu."iero ....uln tomba onor.. ta. ,, 1111''<111 tl n r~ •l'Il li alfl'ttuo ...o .. r·erennt" l'l 'l)r 10. Doll l . ~1.

11 D•rf"t..tt>rE;'

Dott. F. LANDOLFt, maggior generale med ico. I! Rec.tM.t.t.on:::

D.• RtDOLFO L1v1. ma~giore medico. GI OVANNI Sco t .ARt , Gerente.


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di l~uaio~ 10 a t ~ ro !nb dtlla :-.u 11 D•a~rTn n.u .

l'llnr. l;IP•IO

RICERCHE SUGLI ANOFELI IW H~XTE

LA CA)[PA.I;~A .\XTL\1.\L:\Ili OA

I um\rica.Lo dal l.ligoor dn:-ettoro dPIJa campa.gn1~ a.utima.larica in Grosseto ( 1901) di tener dieLro t\ll'andauneuto dell'infezione negli anofeli, sento il dovare di e~ porre il risultato delle ricerche in proposito. Df'bbo per~·~. prima di tutoo, e colgo volentieri questa occ!laiont:~, ringraziare il tenente medico signor dottor Ma· riotti -Bianchi il quale mi fu inLP.I!igente ed indet'ess•) compagno di lavoro, e stimo necessario dichiarare che sebbene le dette ricerche sieno state eseguite nel modo 1l più :;orupoloso ed e3allrif!nte polisibile, esse dovettero però restar limitate fra. i confini impostici ùalle molte altre man~ioni inerenti al sistema di cura pro· filattica e di bonifica umaua per mezzo d,,I chinmo, scopo precipuo della campagna.. Dire quindi che il risultato delle osservaziom sulla infezione degh anofeli prima e du.ra.nte il per iodo veramente Ppidemiuo dell'infezione malarica, oorrispouùe esattamente al reale •t.ato delle cose al punto da costituire quu.si l'esponente, dirò cosi. e:rtraumano delle ricerche epidemiologiche e profila.ttiohe du.rante il periodo in cui si svolse la ~.!


338

RICEltCfJE St:CLI ANO'PELI

campagna., mi parrebbe cosa troppo azzardata.. La gra· duale però e non interrotta serie di esami, le cure che avevamo nel raccogliere giorno per giorno tutti gli anofeli che ci era possibile, sia. in città che in campagna, e per tutta la zona ùi studio, il propos1to che sempre mantenemmo di esaurire a. tempo debito quel quantita.tivo di esami che ci veui va. dato dal materiale raccolto nei giorni precedenti e pronto per l'osserva· zioue, ci sembrano costitu ire sufficiente garanzia per dartl un'idea., almeno in gt•an parte approssimativa, dello stato reale delle cose. Gli esami furono fatti tutti a fresco , nella solita soluzione fisiologica di cloruro sodico. esaminando prima l'intestino medio e poscia le glandule salivari. Ed a proposiLo di tecnica, debbo far osservare che il metodo raccomandato nel recente libro del Ruga per l'isolam ento delle ghiandole salivari, cer tamente eccellente, non la cede per nulla al metodo comune e, per me, piìt spiccio che consiste nel fì::ssare con un ago il torace. della zanzara verso Ja sua metà o nell'appoggiare uu altro ago alla base del capo facendo leggiere trazioni ali'infuori ; oon questo metodo abbiamo sempre isolato beni:::.Simo le ghiandole salivari, e con relativa. J.Acilità. e rapidità. Dirò ancora, a questo proposito, che non rimanendooi tempo sn:fficie-nte per fart.~ opportune se· zioui o preparazioni stabili con complicaLi e lunghi metodi di colorazione, ci contentammo, e ci riescl abbastanza bene, pei preparati di stomachi infetti. di esporre il viscere nuotante nella soluzione fisiologica all'azione dei vapori di acido osmico per q nalche minuto, fino a colorazione giallastra, copr endo con vetrino copri· oggetti, sostituendo poi gradatamente con glicerina, e lutando infine con comune lacca. d'a.sfa.lto. Quanto agli sporozoiti, essi furono costantemente colorati col metodo Romanowsky.


OUHA"l\'l'J.; L,\ ('..\,\((•,\(1-KA \~Tl~IAf, .\IUO.\ I.:OC'.

:33!)

Le riMrche fnrono fatte dal B aprile al 2!1 ottobre. comprcudeJ1clo i due per10di, rl prel:'pidemico che decorse da l 3 apr1le fin ''erso il Lermine di ginguo, e l'epidemico che dalla rlne di 1-!Ìuguo si protrassi.> tino al 29 ottobr e. f'r.H anofeli esammatì furono certamente in qran numero. e 56 s1 tien c.:alcolo di tutte le olJo;ervazioni f~ttfl dai diver,;i componenti la mis:>ione autiUlldarioa. e deglt anofeli nou appurteneutl alle vere zone di :studio, 'lÌ può calcolaro che più di 1300 es~m­ plari turono studiati dal Ja.to parasstlario. lo però, per avt-ro dati omo~enei e !'!icori. nttlizzerò semplicemente il matE-riale ràucolto nelle zone di studio le qutt.li, come • saputo dalla n•lazion•• del prof. Go.~io direttore d.•Jia cam pagn~t, fu rono: GruR eto CJLtà, deposito allevament.o ca\ ,\Ili. Istia, 8.\rbanella e Gonrella.. Dallo 'pogho del regi:>tro che giornalmt>nte veui\a tooui;o al corrente, risnlta arluuquo che furono esaminati nella dett.e zone i 't! anot~li. In c1uesto numero però non sono compres1 poohi A . ùi{t!A'I.'U.Iits osHervati tn principio della uamp.,gua dal :3 all' S aprtlP, nell·'lllno dei qnah fu t rovato int~uo, ecl al ~nu i altri pochi in d t Vtdni d<'lla StPssa sp~t:ie raccolti a.llu. fine ùi otlobre iu :>talle per bovini, che non furono e:>am1na.tJ; nè sono compresi tre .1. •w· pe,•pietu.'l. Como ho detlo in altra mia memoria. dull".l. p.~l'uc/npiclw; uou se no ebbero che po~hi iudi\·idui S\'Ì· luppatisi da lan·e nel h~borator10. l<'tltte adunque le dette r iserve. lo studio si riferi'~ce esdusn·a.menta alJ'..L elatiger il quale del re:>to nell'a~ro grosset!\nO, o meglio nt'lle zone da noi esplorate. ~ il più. diffu~o. menlre si s1~ che per le sue abitndiUl dietologiohe è anche il più fortemente incriminato n ell'eziologia della malaru\, oltre ad e'sere il più fa ·il· ~ente catturabile. Semb rami però cbe sarebbe molto Interessante fare d elle spec.:iali ricerche sulle altre specie, o particolarmente sull' .t l. bi{arc:alus il quale ht\


3±0

RIOlllltcllF. SlJGr,1 ANOFELI

ab itudini meno domestiche de-ll' A . claviger, ma però compare abbastanza di f1·eqnente, se non in gran copia, nelle abitazioni in primavera e.nell'autunno inoltrato, spinto fors~ da ragioni di temperatura esterna più rigida. Nè deve essére lasciata da parte la possibilità. che questa specie possa avere una grande importanza quale agente eziologico della malaria n ell'aperta campagna appunto durante il non breve periodo intermedio alle due epoche citate, ossia nell'estate e nel principio d'autunno. Oc· correrebbe perciò recarsi nelle ore vespertine, e forse anche di giorno (giacchè dalla notizia del Ficalbi e del Grassi, questa specie non disdegna di assalire l'uomo anche in pieno giorno) nelle macchie, nei boschi. in genere nelle località fittamente alberate, e possibilmente in prossimità delle abitazioni umane, per catturarne ed esaminarne un buon numero di esemplari nei loro rapporti col parassita malarico, cosa che per vero dire non è stata finora oggetto di osservazioni molto estese. Il seguente specchio riassume per mesi il numero . degli anofeli esaminati ed il numero degli infetti. L"infezione l'ho desunta naturalmente dalla presen za di un termioe qualsiasi del ciclo evolutivo del paras· sita malarico nel corpo delle zanzare, sia cioè sotto forma. di amfionti, o sotto quella di cisti più o meno sviluppate, sia sotto forma di infiltrazione sporozoitica delle ghiandole sali vari . Ho segnato a pade però, per • alcune considerazioni che dovrò fare in seguito, il risultato delle ricerche sugli sporozoiti, come anche ho creduto bene raccogliere in una colonna a. parte il risnltato delle ricerche sui così detti corpi bruui di Ross, i quali avrebbero una grande importanza per la nostra statistica anche considerandoli come fasi regressive degli sporozoiti o delle masse residuali.


.

DURAXTE 1,.\ C.\ lii'..HlXA A.'ITDlALARICA EQC.

3J.l

SPE CCHIO l.

.\n •f.-li

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tli l!tHS

.,•. trnllt:lll

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5

'Inh" .rio thn:;tu o

117 1!lO

Lu:rlio

15i

A.:o:;to

107

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121

:!2

'i9l

2i

ToTALE .

7

3

1

:1

2

5

lU 4

31

Se noi prendiamo questi singoli valori tali quali sono ricavati dal diario che giornalmente tenevo al corrente sn queste osservazioni, e cerchiamo di raggrupparli a seconda del loro significato effettivo e di para.~ouarli fra loro, possiamo compilare due altri specchi: uno c.:omprPndente tutti i reperti sia di amfionti, o di cisti mature o non, o di sporozoiti liberi, o di residui capsulari, o di corpi di R oss, considerando questi ultimi quali un esponente di una progressa infezione dal Jato eziologico nou trascurabile, ed un altro che trascura i corpi di R.oss nell'incertezza che il significato loro at ~ribuito sia veramente quello di nn residuo parassitario. Gli specchi corredati dalle inclicaziouì sul rapporto numerico percentuale in confronto al numero degli ano· fAli ~>saminati, sono rispet tivamente i seguenti:


3!2

RlCERCllE StTGJ..l .\~O.FELT

SPBCC!ll') Il,

t

~~ES l

Ri>ECCUIO 111. -~-

=l

~~~! = .., <g ~

=-

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~= e = ·-

;l! l

:s

1~1::: 1

~(àg"f\'iO.

·i -,1 .:.

Giugno

. 130

i

5 38

Giujlno

Luglio.

. ,157

61 S.l2

Luglio.

A!!OStO.

. 107

lO 9 . 31

Ajl'Osto.

. 101

l Iii

Settembre Ottobre

.111

'i 5.9R

5ettt'mbre.

ll'i

2 1•'in

ApTile .

5

. 14'1

.,1:111 s~;~N .-J

Aprile . hl atr~o.

Oltobrfl

. 130t -

·11~7, i)21 l .:33

. ,13l j22 1G.'i9 1

Ho distinto i due risultati ottenuti oltreohè per le ragioni sopraindica.te, anohe pel fatto che in genere negli smdi snll'a.rgomortto non mi sembra si sia. tenuto !>uffi· ciente calcolo del valore, dirò così, statistico dei corpi di Ross. La questione mi pare abbastanza intere:ssllnte: o non si dà ai detti corpi gnoll' importanza che recenti autori. quali il Grassi ed il Bastia.nelli e piu speciRlmente il primo, loro dàouo, ·e allora le cifre che da essi derivano non hanno, si puo di1·e, ohe un Yalore di curiosità; o dobbiamo considemrli come residui pa· rassitari1 ed allora acquista no un significato importan- • tissi mo, quasi sarei per d ire superiore al reperto stesso di certi stadi del ciclo parassita.rio i quali, per molte ragioni, possono talvolta ritenersi. privi della capacità di uu tllleriore sviluppo, e privi quindi di interesse statistico eziologico. Ecco perchè. ripe~o. ho creduto bene, nel dubbio, di separare i ·valori, lasciando aperto il campo ad accettare l'una o l'alvra. delle due iutel·pretazioui. Astrazion fatta però da queste considerazioni, ò da notarsi una coso impo.rtan te, ohe ciuè tanco compreu-


IlUR!N'J'J;; Tu\ OA MI'AGNA .AN'rutALARlO.A FJCC'.

:U3

dendo ·ome eo~cludendo i cor pi di Ross, i due specohi sta.tist1ci ;;i corrispondono e vanno di pari passo; cd a. parte che coll'includer e i Mrpi di R oss, Ai verrebbe già ali avere una discreta percentuale di inhlzioni nel maggio e n el giugno, in a.mbidue noi vediamo corri· spandersi il seguente fatta, e cioi:l una. percentuale me· diocre di anofE-li infetti nel luglio, una. maggiore nr~l­ l'agosto, una lieve diminuzione, non inferiore però a quella dollnglio, nel settembre, un ma:mmo d ' iufez10ni nell'ottobre. Il fatto più importante però e che merita. ~ria. considerazione, iltJ uale ri~ul ta dalle tabelle ria.s,;uuti>e, nell'uno o nell'altro modo che legger ~i voglinno. À questo che l'infezione dolle zanzare va ma.n mano cresc~ndo dai prnni agli ultimi mesi seguendo un oa.mmino inverso di quello che fa l'epidemia dell'uomo . I nfatti il mast~imo numoro degli anofeli infetti t:~i ri- • scontro in ottobre quando il quantitativo dei malar ici (intendo dire, ben si comprende, dei malnrict primil.iviJ, è rtdol.to a.l minimo. Nè questo roper to è iJ rifmltato solo delle o...~ervazioui della campagna. antimalarica gros:3etana. dùl 1901. Anche nelle osservazioni dogli anni precedenti , com e attesta il prof. Gosio nella. sua pubblicazione sulla. malaria d1 Grosseto del l 99 (l ' • si ebbe il medesimo risultato, etl il fatto à not.o allo stesso pro· fessor Grassi, il quale, nella sua ultima pubblicazione aulla llla.laria (2), cita ucl esempio che Ja. quantità degli anofeli infetti negli ultimi di novembre del 1898 ha raggiunto perfino il 75 p. 100, ed è stato notato anche da alcuni os:~ervat;ori nella reuente p ubblicazione d ella Societn per gli studi della malaria (3).

'"1.

{l ) 1;u<1 - Jl·tlt ritt di Groutl•t tul 1~1111. - P<J'ic~t nìr(), \'Il, f')()ll. t lill.\· ·t r. ·h di tua ~o.ti•Jgo lu.lltl m•llttrtll. - Ront~. tlp. M'"'tl. 1lt'i

l.tnr, l

11~11 .

(l) .Wa dPII't IIMII'Itt per

ot. ~III•Ji dello llllllat'tll, - f\otnn, IUO:I.


!H.l-

IUCEIWHI·: l:'C<H,l ANOFELI

Mi sono parecuhie volte domandato come questo t'atto veramente sorprendente posso. aodare d'accordo colla teoria delle zanza.m. Già il Grassi, nellil. gia citata sue. opera. d~l aluune spie-gazioni sul fenomeno, colle quaJi vuol dimo ... lra.re come. ad out:t. di questo rapporto iiiverso fra malaria. umana eu tnfezione degli auoreli, la prima Yil.da tnau mano -.comparendo coll'avvicinarsi della Rtagione tredda. Go~ù t-gli accenna. al tàtto che probabilmente in quella stag1oue gli anofeli non si muo· vono dal po... to. ed all'altro della CJU&ntitù. minore degli nuofeli iu confronto coi mesi precedemi. Su que:;~t'ul­ timo puuto, almeno per tutto il mege di ottobre, 1~ ossen·azioni da noi fatte a. Gro;,seto non andrebbero molto d'ac~ordo, poit,hè iJ qua.ntita.ti vo ùi anofeli raccolti d nrante i quddeLti mesi non fn soggetto, a. parità di cir• co!"ta.nze, ~t molte oscillazioni. Pinttoslo, Ronza certo voler menomare l'imporLanza d~i citati argomenti, sembra.wi molto interessant-e, per portar luce su questo strano fenomeno, il prendere iu con siùerazione tnlte quelle otrcostanze, specialmente le in flueuze della temperatura, che possono agire sullo sviluppo nltPriore tlel parassita nel corpo delle zanzare. Cht:> quasto fatto 'lÌI\ di grunclt: importanza lo attt'stauo le esperif'nZb e le a.ft'ermaztoni dt Grassi, Bignami, Ba'ltianelli. Koch, i quali autori tutti sostengono che lo s-viluppo dei pàrassiti negli anofeli 'ta nella temperatura ,ufficiente, il ohe, secondo loro. coli ima coli·epidem 1ologia della malaria. Ll' osservazioni che ebbi campo dì fa~e darebbero mgione. a questo modo di vedere. Noi abbiamo avuto inft~Ui nell'ottobre il 16,79 p.lOO di anofeli infetti (trasunra.ndo i corpi di Ross), ma in nessuno di essi 'lÌ ri· scontrarono «porozoi&i già fo rmati o in formaztonP. In tutti i ca.. i tratto~:>i di amfionti ed a.uche in principio di sviluppo, e so si con;::.idera. che gli anofeli furono e!la· minati almono dieci giomi dopo la loro cattura., per ca·


ItURA~TJ<: LA. CAMI'\G::\\ A:-<TDt\I,AlHCA ECC.

::1i1

giona Ùt!l!'inten5o lavoro che spe,....o ci cnoitriugevll. n. ~rocr~tinure le os:3ervazioni ed anche pt-r.:lh~ {co,;a ohe debbo far pure n otare) il periodo di dige~tione d~ l sangue pare 111 que;;li· epoca più lungo, risult.a. che il para ...-.ita. non aveva molto progredito nel suo ciclo di sviluppo. nì• potrebbe quindi recar meraviglia il fatto che t.nltl• 'lu••ste form~ osservate non fossero capaci per condizioni di temperatura. esterna di arri v are a. maturazione. In· IIO!:tma. potrebbe. secondo me, spiegarsi l'aumuntata in· fe:don e delle zanzare col maggior num~ro di gameti ~IX!ci alment.e delle febbri e~tivo-t~.utuunali ) che tro,·ansi nel sangue circolante dei ma.laric1 infettati nel periodo epi l~>mico. per cni verrebbe aumentata. la pO:l'iibilità del· l'infezione per parte degli anofeli, e la diminuzione della malarin umana per il mancato ::wilnppo delle cil'lti pa.· ra11sitarie n el corpo degl i an ofeli o per la d.imi rmitu t~mpera.t.nra, o per peculiari condi7.ioni biologiche dw attna.lmente ci sfuggono, o fors· anche per condizioni tht;tologiohe non ancora ben conosciute. Del resto tl Gra~si ::~tes ·o, facendo rilevare che il numero di auofeli inf~·tti nPi mesi più caldi ò mag~iore, verrt!ÙÙu poi a !!pit>ga.re, a quanto sembra., questa apparente contraddi· zioue con altri dati numerici non pl\ragona.bili, coll'aun· mettere che per infezione si dev<.' intendere il qunutita· tivo di at101eli che presentano gli sporozoiti pronti ad e..":teru inoculati n ell'uomo. (;~rl ecco perchè nello spec· 0~1io n. l ho raa~:olto in una colonna ::!p••ciale il qnnntita· th·o eli sporozoiti trovati nelle ghio.ndole ~alivari. dal qua(,, si pno dedurre cho il ma~simo •letrinfezione degli au!Jfuli iu questo senso intesa -.arcbbe nei mesi di luglio. a~o~to. ~ettembre, corrispondentemente appunto alma . Slmo della malaria umana. Da. l')ueste brevi con'lidora· zioni !:!orge però una difficoltà. non lie\'e IJUanJo :5i voglia dar ragione dei primi casi un.ovi di terzana. e quart.o.uu, delln pi'Ìma spe~)ialmenLe, cho osl!ervan'Si uelht stagiOne


31G

RIC.&HCITE ~L"GJ.I àNOF.ELI

primaverile e chE', benchè ra.ri, precedono, come si sa. il vero sJoppio epidemico, costituito qua ·i esclusivamente dalle forme di estivo-autunnale. Se Ja. temperatura nel dt>cltnare delrautunuo è tale da. non permettere lo s"i · luppo ulteriore doi parassiti nel corpo degli anofeli, come va che nella primaYera. essa non disturba aifatto revo nzioue dei paras ·i ti <:be furono appunto, per la precoce r:ompar~a di t.'\li febbri, chiamati para-.siti dell~ forme primaverili ( ~otisi anzi a que to proposito, che, specialmente nelle regioni dell't\gro grc 'iletano come anche in quelle d··lragro romano, l'antnuuo inoltrato ed anche molte volte t l princi p10 delrinveruo decorrono più miti che certe epoohe della priml\Vera, nelle quali per giunta. si aggiunge una. somma variabilih\ nelle condizioni climatologiohe. A spiagaro oiò non vi sarebbero che dtte mezzi, o ri.teuere che i parassiti delle febbri primaverili hanno la possibilità. d t r1 mauer" nel corpo delle zanznre per tutt..a. la stagione mvernale in uno atato latente, in una specie eli arre:>to t.P.mporaneo di snluppo, prout..i a riprendere h\ loro completa. for za vitale in condizioni opportuno di st.agioue, cosa. che invero urterebbe alquanto contro le leggi naturali che governano h~ biologia di 'lue.:;ti parassiti, o ammettere che, data. la po.;iibilità dell'inft-zione degli anofeli in primavera per parte di qualche mnlarico recidivo, abb1ano i parassiti delle form6 prim1werili una c;peciale attitudine che non ùauno qttelli della estivo-autunnale a. svilupparsi anche m condizioni che sembrano le meno favorevoli. 'rutti questi però. non me lo nascondo, sono argotnentl apriori ·tiui e non basa~i su fatti di osservazione indi\icUtlbili. ~on ho voluto però tralasciare di fare ques~e considerazioni perchè di fronte a. tali fatti che paiou creati apposta per far sorgere dubbi sullu. modorna e univero:;almente accreditata t.eoria eziologica


lll'IHNTE LA O UJ I'ACi~.A .\~TT\1 \1 ...\RIC, \ t:CC.

;}17

dell;~

malaria. s"impone la. nMeilsità di esserè cauti uelfatti, e di approfondiro maggiorm~o te e da tutti i latii po,;:;ibili i nostn studi su questo• impor tantissime questioni epidemiologiche (1). l'in tl~ r preta.zioue dei

L\~same delle liabelle suesposte e del registro delle o'lservnzioni sugli anofeli ci dà. modo di studiare qualche al tro punto importante in relazione alla. teoria cl egli anofeh, se non di epidemiolo~ia. generale. al meno perù riferentesi ad alcune questioni piìilimita.te ma non meno int~>r•'Ssa.nti dal lato dell'eziOlogia ma.larica. . I punti a. cui mi ritèrisco sono specialmente tr~: 1• Il rapporto fra il rop~rto pa.rassitario e rtnello dei èorpi d i R oss ; 2° Le parziali modalità morfologiohe collo qual i si manifestò il reper to parassita.rio; 3" Il comportamento degli anofeli infetti relativamente a certi focolai malarici bene stabiliti. Ctordlerò di dare un cenno su questt tre punti. con quel r iser bo però che il dilncile studio e le limitatr o'· 11ervazioni m "impongono. l " Come si rileva. dallo specchio n. l, i cosi detti corpi bruni di R o3s furono os3ervati con abbast.anza frequenza, e pe:r un certo periodo, nei mesi cioè di lu-

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Hl n:•r•eo:.a. t.Prm.n·.ill• •h r.•rnpthr~ •1u'·"'t" ru.u In 1 ... tfU:tnlf, cu:o· "'""Il Ili \othtaP <le:rlì .41ti d•ll·a .\OcM·•a ptr 11/a 4luJa d'lta m.o/lfr&•l lu e-.~, lnn.oll•l ,,,cprv:u•O!H ao3lu~l, ~ ali P rnll' ; t• l h•t ~"'"l~tat .. r••ll J>i tr r" eh~ al.,.n oa tlt•l mrtti nrll'Hil~nti pe"'SPI~f! tre ti r'\f•l"•rlu •n,~r·n (r 1 mf,•tt•Jrt,4 tl.,.~lj ~hu• rPia l' 111 r~zlu~I1Jo•IJ Uo)nJu S•IOIJ C"lllh l <l ol:llllcUrlt JUinr& e 'flt'rlllni•'lllf' thl lllt• lir 1 '' I,Jn"<l uiU'J•o. che oh ti'UlP•• <1 ,,~,·up~ •li tiiiP<le •J nP•t hnH, 8;:'1111111~111 ol ."ll lr~ '"J.l'''~' phu.;lhilbsim,. alle qu3h, Jll•r tiiiAI l•ttr•• rhP h'l Jlututo uho•r· varr, lwn VIJit•nttPri mi Slltl•Hrrtvu, nr•··hu p~r t'lu ,..,., ~~ rtr~rhr• a t:r"'"'"'· " ' 'l 11111ltt l'•'ru nllll t:qlh1a rlimlnn •iun~ •1••1(11 nno!ull, rulll•l htt tltlllo• ~uj•r.o,lll· lllelllllht•l ·d l:tll ll e tli ollohrt', la ml•• o~<l'rvazlt~til nu11 rolllnwr.dolocm<""' rtu••ll•• rlul rllnlu au tt~l•t•.


glio. agosto, ~ettembre, ottùbre, il loro numero si ma.nteune, si puÌI dire, in rapporto col numero degli anofeli infet~i. Jn qnesto caso. per l!Uel tanto che da. quantità num riche Cl1:iÌ esigue può e-.;;ere dimostrato, la dipendenza. dei corpi di Ross dalle precedE'n ti cisti pa.rasr;ita.rie anebbe una rag10ne d'essere, sebbene il numero delle za.nza.r~ provvi"te di corpi rli Ross, invece di e:o~sere tnteriore a q nello delle zauzu re con cisti, come dovrt~bbe essere p~"r dimostrare una t.al correlazione di ca.u~u. ad e:fetro, si a in' eoe maggiore. t.j,uesto apparente d i1:1sidio potrebbe pt>r<Ì essere composto colla consideraztotw già. altr.- volte riportata che u~lla stagtone calda le- zanz~rre si muovono con mag~ior facilità, mentre cc,Jravvicinar:;i di:' Ila stagione frE'dda rimangono più tilcllmente 1tlloro posto; d i fatti confrout ·• n do t cl ue dati per d mese di ottobre, si hu. nn numero di lO zanzare con corpi di L{.oss m confronto a 22 zanzare a l'eLte da. amlìonti. Chova anzi a. fJUf.liit.O proposito ricot·dare, e ne farò più tardi ogg~>tto di consid~:~raz ion.i 3peciali. che le 2~ z,mzare infette e le 10 contenenti i corpi di Ross furoM quasi tutte rLnv·euute nel medesitno lnogo, il ohe torna op· portuuo tanto per produrre un argomento favorevole alla corrispon lt"nz;a. eziologtc,l. ft'J. ti para•HttisLno e i corpi di R )H. 11 u ··m~o pel' dlmost.rare. se è pos.;ibi.le. un rapporto for-.e non aucortl ben studiato fra r uno e gh altri. ràpporr.o che nel ca;;o attuale sarebbe di 10 a 32 o:;sia dcl3 L,2.) p lQ,), ma che potrebbe anoue es,:; ere maggioro calcola.udo le succe:1~ive pos~ibili trasformazioni di cisti pll.rll.-4~ita.rie nou auoor<~. ~:~vilnppate. Uu altro punto però de\'e es:~ere preso iu con:4irlera.zione. ed è la preco..;e appariztone dei corpi Ji Ro.;s, indipendentemente da ogni alt.ro reperto parc1ssitario. Infatti nel rue-.e di ma~g10, gtà. so ne tro\·arono in 4 auoteli ::;u 11)\1 esaminati, a co~i in aprile 'le ne trovarono in 8 anofeli su 144. (~ll!de siA. l'origine di queste


liCil \N'l't: L\ CAMP.-\GXA \ '1'1'1)1A.lu\RICA E C't'.

349

forme precoci, non credo sia ancora pos;;ibila ben defìnire. Voglio solo accennare obe in queste forme apparvero pit\ di frequente i cor pi giallo-bruni, qu~tlche volta tondegg ia.nti, ma. più spesso a forma di bastoncini o a pera, con stra.tificazioni concentriche gialle e brune, e con spazio C~'ntra.le assai più chiaro. li Grassi avrebbe trovato qno!lte for me soltanto l' inverno. L 'a\ierle riscontrate anche nella primavera potrebbe forse essere in rapport>o coll'ipotesi che la temperatura bassa, per quanto non bassissima, possa o.ve1·e una certa intiu.em~a sulla loro formazione. In f]_nanto poi alloro llignitìcato r}ua.le di formazione regrc?ssi va in dipendenza diretta colla preeo;istenza. di cisti o di spor ozoitl. non riasoe bene spiega.bile il tà.tr.o che colla loro preseuza, se non numerosissuna, pnr r.utta.via abbastanza fl"equente, non corrisponde la ~imultanea presenza di parassitismo iu atto. intendo rlire di sporozoiti inoculabi li. Le medesime ragtoni che servjrouo a Rpiegare U diverso rapporto deUe forme brune negli altri mesi dell'anno, potrebbero forse essere invocate anche a. questo proposito; potrebbesi cioè pensare che in qne:>ti pnmi mesi deldell'anno pel fatto che gli anofeli sono maggiormente \'laganti, si abbia una grande difficoltà nel tr ova.rùe un certo numero di infetti, é che quindi l'avere t rovato alcuni esemplari con corpi bruno-giaLli o br uni, e il non a verne trovato alcuno con ci;;t;i o sporozoiti, non sia dovuto che a una pura accidentalità. In ogni C&!lo l'esi~teuza di questi corpi starebbe forse a provare la preesiste nza. di parassiti a.ppartenent;i alle forme pri· maverili? Queste sono ttttte ipotesi possibili, come pure non sarebbe fuori di luogo il pensare che le dette forme non rappresentino altro che un residuo del pa1'&83itismo dell'annata precedente in zanzare ibernanti. Ma, come ripeto, tutte queste non sono che ipotesi ed abbisognano quindi di essere esaminate alla str egna.


3:>0

RICr:RCTIE SUGI,l ANOFELI

di un maggior corredo di osservazioni e cii studi per meglio chiarirne i dubbi. Credo a questo proposito che ulteriori ricerche sul proteo~oma degli uccelli nei quali i corpi bruni si formano con molta frequen1..a, possano portare molta luce sulla questione. Dirò infine, per esaurire l'argomento, che la forma più generalmente osservata di corpi bruni, fu quella di corpi allungati e piegati ad arco, forse dipendeuti da residui di sporozoiti o da sporozoiti immaturi, qualche volta isolati o riuniti in due o tre elementi. altre vol~e accumulati in masse più numerose, fino a 30 elementi. Seguirono poi per frequenza, le forme a. pera o a corpi gemmanti, e le forme rotoude. In molte eli queste formazioni si vide, a fresco, abbastanza disti n tamente. una specie di capsula sottile, trasparc;>nte; nella maggior parte però la capsula era. quasi assolu· tamente indistinta, o mancava del tutto. 2• A parte i corpi bnmi. e i corpi giallo-bruni, dei quali ho parlato, ii reperto parassitario che ebbi occa· sione di constatare nei numerosi esami di ~anzare fu costituito da amfionti n~i primi sta.di di sviluppo entro la parete d&llo stomaco, da cisti più o meno svii u ppate fino alla formazione degli sporozoiti, da sporozoiti nelle ghiandole sali vari. Tutti gli esami, come dissi più sopra, furono fatti a. fresco, e perciò non è il caso di di entrare in dettagli. Solo debbo accennare che jn un caso molto interessante perchè riferentesi ad una osservazione dt epidemia famigliare che sarà ogget.to di spe· oiale studio in altra occasione, trovai un anofele con amfì.onti uello stomaco allo stadio iniziale, cou cisti matura in parte rotta. e lasciante uscire numerosi sporozoiti, con residui capsulari, con corpi di Ross e con sporozoiti liberi nelle ghiandole salivari. Questo reper to importante mostra come la. medesima. zanzara erasi infettata almeno due volte, ma fors'anche tre, e si com


DCRA~TT~ LA CHU'AG,NA AN'l'IMA LARICA ECO.

3ol

prende quale parte importante essa abbia avuto nella propagazione dell'infezione malarica. in quel nucleo limitato di p'>r:>one. Esso inoltre pnò anche avere molta irn portanza nell'epidemiologia generale della malar ia giacchè insieme a ll'altro fatto, constatato almeno nei Cttle:r, che non sempre tutti gli sporozoiti vengono inoculati con una sola. puntura, può servire a spiegare come il diffondersi della malaria umana si faccia. auche non ostante il piccolo numero di anofeli che si trovano infetr.i (Grassi ). 3" In un casale distante 4 kilometri circa da Groìl· seto. a pochi metri dal fiume Ornbrone, in terreno coltimto e relativamente asciutto, ma circondato a non grande distanza da località eminentement.e malaricbe, provveduto di due abbeveratoi iu muratura pel bestiame dove furono trovate le larve di anofele, venne ad abitltre dalla metà del lnglio 1901 una famiglia di con~ tadini composta di 22 persone, provenienti da paese a!4solutamente immune da malaria e che non erano mai ~tate in paesi malarici. e mai avevano soffer to di ma· laria. Dopo 13 giorni ammalò di malaria (forma estivoautunnale) uno dei membri della famigl ia al quale seguì un secondo a.Ua cl istan?:a di un giorno, un terzo alla distanza di 5, e cosi via ""ia tutti indistin&amente ammalarono. In questo casale fu con ogni scrupolo seguita l'infezione delle zanzare. Complessi vamentesi raccolsero, a cominciare dal 7 agosto, 113 esemplari di Anopheles claviger i qu ali tutti f urono esaminati. Il primo anofele infetto fu riscontrato l'11 agosto ; esso presentava numerosi sporozoiti nelle ghiandole sali vari. Ne segui poi un secondo il 27 agosto, ed altri se ne trovarono nell'ottobre a pochi giorni di distanza runo dall'altro. È interessante, trattandosi di un'epidemia famigliare, di nn vero e proprio focolaio epidemico circoscritto, quasi


IIIOF.Rf'lll: 'l'IH,J \ NOk'ELI

dirò autoctono, "' rli nnn epizoozia circoscritta in rapporto intimo eolla prima, studiare quale corri~ponrtenz~ vi sin. stnt~ fra. l'una e l'altra. A. tale scopo ho compilato lo ~pt1l'Chio che I) Ui presento. Quali condu~ioui se ne possano trarre è ben dillìoile per ora n-<.;o:iare. Dat.a. perù la. somma scrupolositA mes.;;a. nelle ricerche, sia. rispetto agli individui malarici. sia :-1spett.o ,,gli anotèli infetti, credo che questo specohio poss.~ tornare utilP ulmeuo come incentivo ad ist.ituirne altri consimili. n~lle future campag-ne, ogni l)ttalvolt.a capiti di os:;ervare focolai epidermici cosi t:ircoscrit.ti. Anche in tjnesto spPcchio, come nei prece· denti, ho messo in colonna separata il rE\perto dei corpi bruni di Ro!!s, ~d ho creduto bene a.ncora. indicare quale fu il gt>nere di reperto pnrassitario. In altra colonna ho indioata la. da ta delle successive infezion i negli a bitanti dGI tlasalo. Oome r ipoLo, credo p rematuro ed anche ozioso ihre dei commenti su questi clabi. Li espongo solttt.uto perchè sono conYintu che ricerche si· miti condotte in tal guisa, quando se ne trovi l'oppor-

tunità, possono avere un grande interesse epidemio· logico.


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,35!

lUCEllCRE SUOI..l .A)\OFELI

prenderle in considerazione speciale. Ad ogni modo, e per quelle ulteriori ricerche che sull'argomento potranno venir fatte, e per dare un'idea sommaria dol lavoro compiuto, delle località, cioè, osser vate, degli anofeli esaminati e tl'Ovati infetti, dei rapporti fra. gli anofeli infetti e i luoghi curati o non, credo opportuno esporre nel seguente quadro riassuntivo tutto ciò che al proposito ci fu dato notare. In questo quadro ho segnato soltanto le località nelle quali poteronsi fare osservazioni più precise e pi.tt con· tinue, tralasciandone tau~e altre, nelle quali, per molte circostanze, non ci fu possibile fare più ampie osservazioni. IIo distinc;o inoltre le località cura.t.e da ((Delle che non furono sottoposte alla cura igienica. nel senso che l'obbiettivo della. campagna antimalarica ci impo· neva, o che lo furono solo per brevissimo tempo e in modo diverso dalle direttive stabilite dal nostro programma. Al solito ho diviso le infezioni in atto dalle tòrme di corpi bruni o giallo-brll.ui. Ho riservato quindi apposite colonne per le indicazioni riferentisi al numero degli individui presenti nelle varie località, al numero degli infetti, al numero dei primiLivi (l) segnando poi per le zanzare la data della prima infezione. Il) È oulo tJll3UI•! ~1 "ia ancora di mrPrlu nel còu~~llo di pmuiUvtl.l o reci· • Vl!l'<u l' inf~lum•• malariea. lo que~la rla•;lll•~ mi allerrgn m•lnrnlrnenl .. a quello oPflUllu durante llt campagna. O<l espre""" dal proC. l;os•u oplh >UU l\e1azionc sulla campagna antlmalarlcn u~llll ma!'l'mma gnJ>setu llll, Dllll~> !901. t li VIta


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Rlt'ERCill:. !"\;'(H.I .\:'\O~'P.I.I

Acl esaurire nel modo p1 u com plt-~o pu:>sibile l' a.re per utilizzare t.utto il materia.le che se non fu exe.;sivamenle abbouùante, nou fu neppnrt~ scarso, credo utite dire due parole ~ul pnrassiti.;,oo degli auo.fi•li, all'iuf\10ri del parast:~ita malarico. st.wlio non au••ora. molto esteso l'd ancora. pieno ::li l.tcune, ma. cho potrà col progredire e coiJ'e.;tendersi delle ri1'f't't;Ue riescire mnlto intere,.sa.ntL• e fo rs'anche apnre nuovi orizzonti eziologici. Oome ben dice Il llartit•auo n. propo· 'iito d<-'i distomi degli anofeli, lo stuiio t! interessanti} percuè molti ùi rruesti para::~si ti sono pericolosi per l'uomo (spE'cialmente nei paesi caldi e per gli allima.li dotoPstici; tali ti tl islonta pnlmu,wle, Il rli~l011ta ltaeuwln· lJium, il r/i.~{O"lll lttJpalicwn: ~ non ,,· t'3 da m~ra vigliar::~i che auclw il di:-otnma delle zn.nzar~~ come tA.nt.i altri pa· rassiti o.;piti clelle mede,: m"', po;;'a tor.:;e à\'dre una. partt" unporumte nella po.tologta umana o ùeglt animlili. Gli sturli su qnesti para:i->iti dell'anofele, come lw detto, uou .;ono molto e.;;test, e ::i'~ si eccettuil.no alcune vaghe notizie date dal Ro:i:;, lo stu lio Ùt•l ~lart-.ir.uw • f!Ul distoma., le rtcerche del Gra:;'lt fl del ~o~ sulle fi. larie, le nozioni che il ''Ì"r.ts;i stesso l'Ì dl ::; ti propo-itLo nella sua. gìà cit;lta. O!J'~r.L, ed un nlLimo lJ.\'Oro com· pn.rso nel 'l'ha .lnw·nal of lrll!clical ~·e.~em·dl, hcn poco, a. lfU&nto ne su, è st.ltCJ iattu su questo argolllento. I pa.ras·nLi che ebbi campo di os.;;ervare durante le uumero.;e sezioni di anofeli furon() i segnent.i: l " Un piccolo aca,·o, a corpo o\•alare. di color rosso \'i>o, attaccato gl•neralmente ai peli lell"a ldome, qualche volta in gntn numero. Es,;n ò fro'] uendssimo e ~omeuto.


DlTitANTE LA O.DtPA.GXA AX1'1MALARTO.\ ECC.

357

nelle uostre osservazioni parve prediligesse g li anofeli di alcune determinate località (per esempio Fingrosso). g• TI distoma. descritto dal Martirauo. Questo treroatode è piuttosto frequente; ortt isolato, ora in discreto numero (lìno a 12), ora. iucistato, ora libero, situato o nelle pareti gaslriche, o, più di frequente, lungo il tu bo mtestinale e atlorno ai canali di l\1al pigbi, qualche volta presso le glandole saliv-ari. È facilmente di· stiug uibile per la sua forma, per i suoi movimenti vivaei~simi, per la disposizioue caratteristica del tubo d igt>rente e degli organi sessuali. per le due ventose di cui una al ventre ed una al polo untl:lriore. Ill\Iartirauo (1) riscontrò I}Uesto distoma in gran numero negli anofe li esamiuati dal marzo al giugno, eci in proporzione crescente dal 10-20 p. 100 .fino al 50 p. 100 Le mie osservazioni mi diedAro una percentuale molto pill bassa.. Ebbi però a coosliatare anch'io il progressivo aumento nella frequenza del distoma. fino al giugno, anzi fino al luglio nel r1ual mese osservai il massimo. Debbo però far notare che dopo il luglio, il reperto mancò quasi completamente. i3° Larve di (fla7·ia. Naturalmente trattavasi della [ìlal'ia immiti.t; Gras::;i, o fi laria dt>l cane. Forme embrio· nati ne trovai entro i tubuli di Malpighi e ne ho osservate tanto di piccolissime, corte, con uno speciale rostro mobile che ora si allunga ed ora si accorcia, e con movimenti lenti, quanto di più lunghe, piegate su sé stesse, mobilissim~;~. Le larve adulte lunghe, sot· tili, dotate di movimenti vivacissimi le riscontrai nella cavità. generale del corpo, molto di frequente Yerso il

111 \I AliTnuNo. - I.'IIYIOplt~ll'l t111ciger tupfle di un clfdomtl. "ico \>rnpplementu 'I'Llimannl<'), fB>C. 35, 29 l(ill!(nQ 1901.

Il Pul.iclì·


058

RJCEROITE StJQ_[,I A .\'O l •' .~ LI

collo, pronte forse per tro,-are una. uscita dalla parte del r ostro. A. questo proposito debbo fa r notare LUHl importante os;;ervazione nella quale ho potuto constatare bouissimo coll'esame a. fresco la preBeoza di Jue filarie nel labium e la loro fuoriusci~a artificiale dagli iutegumenti del sno lato dorsale per mezzo di una spaccu.tura. prodot.tasi dalla pressione di un vetrino copriogg•3tti. Questo fatto accidentale è in 1·apporto con quanto riferiscono Gra'lsi e Noè circa n.l meccanismo d'uscita delle larve di filaria dtd corpo degli anof~li ( l ). 1~1 da. notarsi che, come ha O'>Servato anche il 1\Iart.il'd.DO, molto di frequeuLI:' si ha la concomitanza. della. 'filari<t col disLom~~: però debbo fa:re ossen·are che meuLre dopo J'ngosto uon mi fu più possibile rinvenire i distomi, ebbi in\'ece sempre a riscontrare le filarie .fino alla fiue di ottobre per quanto tendessero anch"esse a diminnire. 4'1 Pr·olozoi. In quanto agli speciali protozoi dt>scritti dal Grassi. occorse anche a me di vederne qualche volta a fresco, specialmente appartenenti a q ttella forma di masse plasmi che ltbere con corpi ovalari aventi un corpuscolo ceu~<ra.le splendente. Alcunt> di queste le trovai 1n una glandola salivare dove ave· vano l'aspetto di corpicciuoli o>alari o piriformi con un nucleo centrale molto Tifrangeute la luce. Colgo quest'occasione per indicare un nuovo sporozoo pa.ras- • sita degli anofeli trovato in Am erica e deSilritto da Iohnson. i l qttale per molti aspeLti ::;i può confondere roacroscopicament.e alle oocisLt dei proteosomi. Questo

(t i G""'"' E ~ ...~. - l'mpuguzwllt tiellt {llnrie dr. $fllt0tU e~clll•ivamotl<' per mr.;;o dzll11 J''~nlttrn di /lé<~llutr~ ::;•tnZIIrt. - 1\Pn•llcmtto dell.l R. Ml'i•tlern ta t!CI l.iUC\'l, IYQI).


DURA:'\TE L\ CA~l>\ONA \X'rnr.ALARICA ECt',

35!l

nuovo parassita sarebbe probabilmente una gregarina (1). j• Come appendice a que3te ricerche. noterò inJine che molto spesso mi avvenne di trovare degli stoma.ohi di anofeli r ipieni di speciali corpicciuoli piccoli, ovalasi, spesso in gemmazione, in ttltto simili per apparenza a forme di blastomiceti. Molte volte erano a masst! costituite da innumerevoli cellule le quali, quando si schiacciava l'organo sotto il vetnno coprioggetti, fuunusoi vano dtt una rottura della parete gastrica in· sieme alle corren ti d••i liquidi endogastrioi, ed oecupavano tutto il campo d'osser vazione. Che cosa siano veramente non saprei dire. Se avessi a.vnto a. mia disposizione qualobo mezzo colturale adatto, forse sarebbe stato interessante lo studiarue ulteriormente i caratteri. 'f

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Con questa rapida rassegna dci parassiti più comuni trovati, all'infu ori di quelli della malaria, dò termine & questa. mia rivista sugli esami degli anofeli, non senza ringraziare sentitamente il prof. Gosio por aver mi permesso di usufruire il relativo materiale d'oss('lrva.zione. Non disconosco che un maten ale anche pttl abbondante, una maggiot· estensione dei mezzi d'osservazione, un maggior tempo di!iponibile. avrebbero potuto forse B\·elare fatti e fenom eni di più alta importanza. P erò allo stato pre11ento delle cose, ed in vista di un certo dissidio che ancora non mi sembra. perfettamente com-

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fra i sostenitori a tutt'oltranza della teoria .:ansenzo, condizione alcuna, senza emen damento ulcuno1 e i dubbiosi che ancora militano in un campo oppo~to, e ci fanno vedere anofeli senza malaria e ci espongono fat.ti che non sempre vanno perfettamonte d'aocordo colla teoria, era mio dovere non lasciar perduto il risultato delle ricerche compiuto snl propo<~ito nelr agro gro::;~etano, essendo convinto che ogni pitt moòe~ta ossorvazioue, per quanto for,;e a prima \ ista. insiguifìcantP, può &>ere un uou piccolo valore nello studio di qne,la importante questione eziologica, ohe pure tanto semplice nella sua essenza, e quale viene comunemente enunciata. ma che è tanto complic.tta quando poi ,;;i scende ai particolari. zw·a-,JUIInl"ir~.

Roma, marzo 1902.


LE ABILITAZIO:fi CHIRURGICHE ALLAMILlZIA

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Allo scopo d1 studiare i ri~ultati definitivi otteunti oolle operaztoni cruente pra.t.ic!lte Jwlla gioveu~ù ma· scbilo, considernndo che la visita 1umuale det coscritti ai consigli di leva presenta, sotlo LuLt,i gli aspett,i, la migliore oc~asione per accertare il valore uuteutico di molti i11terventi 0birnrgici an tecedeutemoute subiti, pensai di ri\"olgermi alla cori esi a dei collt>ghi militari, inviati come periti alla leça dell'ultima. cla-4se. Coll'autorizzazione del Mi mstero e dell' [spettomto di sa· nitiL mihtare, mandai ad ognuno di c.-si una piccola scheda da riempire, nella quale dovPva e,;:;ero indicato il numero totale dtgli individui visitati. quello dei riso:>ntrati inabili per ernia inguinale, per idrocele e per varicoct-le, e iutìue il numero di coloro che-, per cilt~cuna di queste infe1·mità, erano stati sottOposti ad Op+>ra?.ioue radicale. distinguendoli secontlo l'e'lito, cio~ iu guuriti e non guanti. Le O,;'~en~azioni raccolte superarono per abbondanza, precisione ed accuratezza., ogoi mia aspettativn. Su 206 penti ai consigli di leva, mi pen·euner o le risposte di ben 201. Ed io sento anzitutto il do,·ere di esternare agli egregi colleghi la mia gratituùmo per In tilticu a


369

I..E ADILITAZIO~I rHIRU,BOICIIE ALLA IDJ.IZlA

cui cosi premurosamente si sobbarcarono. Ringrazio anche il maggiore medico R. Livi, che mi fn largo di consigli nell'indica.rmi le modalità statisniche più acooncie pel raggruppamento numerico dei dati. Un pÌIÌ. esteso ragguaglio sull'inchiesta, insieme arl uno specchio portante le cifre parziali di ogni singolo circondario, fu già pubblicato, per gentile concessione del prof. Dllrante, nel n. l, 2 del Policlinico, sezione chirurgica. In t'jUesta. breve nota riassunti va, mi limito a present.a.re i risulta.~;i complessi vi, distinti non più per circondari ma per compartimenti g"'ografici. Essi sono espo3ti nelle due seguenti tabelline, la. prima. delle quali dà il totale generale dei visitati nei 201 circondari e il numero assoluto e proporzionale dei riconosciuti inabili per ernia inguinale, idrocele e varicocele. La seconda. mette ir1 evidenza il numero di co · loro che si trovarono aver subito precedentemente una operazione radicale per la detta infermità e la proporzione dei guariti su 100 operati. Nell'ultima colonna apparisce il numero proporziona.le degli operati in rapporto al totale dei riformati; è rappreseutat.a cioè, in ceTt.o modo, la distribuzione geografica della tendenza a farsi operare, o ad operare, per queste infermità. Risulta cosi che i l Lazio, l'Emilia e il V aneto danno un per cento più elevato. Dalresame dei dati ottenuti emerge pure la reale • importanza connessA. al nuovo fenomeno prodotto dalla progredieute e salutare applicazione dell'arte chirurgica. Si consideri inoltre che di regola i giovani, prima. del reclutamento, sono indotti a. liberarsi dalle sofferenze e incomodi più molesti, causa di deficiente attitudine per attendere ad esercizi fisici o a lucrarivi lavori faticosi. Enumerare con uno speciale censimento le varie cure cruente subite dagli insuritt.i, significa attenersi ad una forma di ,·eferendttln servibile per l'esacta valutazione


3U3

l.F. ADlLri'AZIOXI ClllRl' RGJClLE \LLA MtLI:l[A

pratica delle stàbili \"antaggiose modifh:azioni procnrate. Come eri\ da prevoder:'li, l'inchiesta. coustatò esiti a~sa i incoraggianti per quanto rigua.rda la cura. radiT .uutt.LA l.

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cale dell'ernia. inguina.le. Risultano invece limitati gli interventi. negli ait\m.i da idrocele (varie fol'me) e da varicocele. Furono inoltre segna.lat.o 5 altre operazioni praticate in altre regioni. auatomiohe. cioè: una per varici della safena. magna; una per gozzo cis~ico, una per pollice dOprannumerario; e 2 per appendicite; tutte e cinque con esito favorevole. Il totale delle operazioni notificate e relative alla. leva 188l, ammonta a 753, cosi suddivise:

669 per ernia inguinale; 56 per idrocele; 30 per varicocele.

I guanti di er nia .. sono Gll; i non guariti 08: Id. di idro.:ele » 42; • ll; Id. di varicocelo » ll:i; ~ 12. Se poco interessa la conferma provata. che il contributo massimo agli interventi operativi è dato dalla. cura radicale dell'ernia inguinale, invece acquista un certo valore la conoscenza, rigorosamente vagliata, che la. cura stessa fu OVllllf'J ue coro11a.ta da. esiti, i q ua.li onorano la chirurgia italiana. essendo le guarigioni compl&te nella. prop6rzione peroent,ua.le del ~ 1.33. Il gindizio sui risultati della t.era.pia cruenta nel varicocele è me1w decisivo. Ciò a motivo dello scA.rso numero degli operati utalmente (appena il 60 p. 100! per siflii.Lta. infermità con siutomatòlogia a.d equilibrio Instabile, e caratterizzata da manifestazioni soggetti ve spesso sproporzionate a quelle oggettive. La relativa deficienza di operazioni radicali negli affetti da idrocele (i cui esiti del resto si aucer taro no abbasta.n.zs. va.nt~ggiosi, 75 p. 100) é da attribuirsi al f4tto oue raramente la malattia dà luogo a manifestazioni dolorifiche. Ecco perchè CJ uasì se mp re sic:~. le


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I.F: -\BlLl'l'\ZI0:\1 CHJRUft(;l(RE ALLA lHLJZJ\

forme congenite ùi iùrocele; sia. le acquisite sono sop· portate in stlenzio (l). Costituisce poi un f11tto abbastanza strano l' llS'\o· Iuta ml\ucanza di operazioni :,Jer ernia crurale, ombehct\le e della linea alba. Secondo i dati ricevuti, tali e1·nie, e specialmente le orltra.li, prima dei vent.'anu1 , souo rarissime nei ma,ohi: e per t utte dovrei ancbt' dire meno fastidiose in confronto delle inguinali. 1:; pnre sorprendente che in ne:;sun caso si siu. ossen·ata la caratteristi~ e t:.~cilmt•nte vtsibtle cicatri"!e, dovu t.l a pregressa tracheotomia Q.te~t'as~enza farebbe p en s.m~ quanto pus"il\no e~sere tallaci le statistiche b.~~at..., sugli immediati succec:;.:;i operativi. {~uali sono le dee! uzionm p1ù salienti emeriltl dal· l' inchiesta? ti i riconobbe che nelle regioni do~e sono p i it l'n~· qnenti le operazioni chirurgiche per ernia inguinale, quivi di regola la percentuale degli erniosi i1 purt< sE-nsibilmente maggtOre. InolLre i risultat1 stati,;tici ottenuti servono a portare un novello, per quanto 1nodt>sto, coutribtltfJ in favore della cu.ra operativo. delr ernia inguioale nell't~tà. giovanile. Si noti pure che dalla tabella unme r ica per cin:oudario (2), -1i r ileva. che Padova eccelle per il m<tggior numero di guarigioni definiLivo di ernia inguinale, senza neppure nn caso di 1 ecirli ''a. Anche a Genova, Bologna. Siena e in qUtdclle t\ltra ciLtà, non si constatarono ne~h inscritti ernie recidiYate. Non ritengo supertluo far notare cbo nelle tre monziona.te sech iudnbbiament.e è risentit.a l" iutlu~nza. ùell'iosegnam'3oto clinico impa.nito dal prof. ~ovaro,

(l) l lllt•> ie~irni COOr~ttf furOJlO ~111111 riu p,~l'Sflffii'Oll' (IIUO'I (\r'r~rl>'lllC nti.l pullt.hc<~tloDP (fiiOI'IItll~ mtJieo clet Il

tlll v. Policlin.ico, r,.srJ,;olo (lrO<'Ilnlo.

b'•tre•to, n. \ e ~. nnno t'JOIJ,


LE ,\DIL I TAZJO~T ClllRCRl•lCHI' ALI \ lliJ.li'.I.A

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segunce scrupoloso nelle applicazioni pratiche. del metodo Ba3sini. Torino, Roma. Padova. in ordine decrescente, pri meg giano per aver dato la c•ifra assoluta più lllta dt operatt. l n\·eoe le cifre mas~ime, in rel~zione al numero dei visitati, si ri levarono iu alcune città secon· daric: il qual fatto può specialmente rlipendere da nn più largo ricovero, per la onra degli eru iosi, offerto negli stabilimenti sanitari locali. È cosa uot.a che non sempre tutti gli afletti d'ernia libera. possono essere accolt.i negli o-;peclali dci grnndi centri per la nchiesta opt:-raziont'. Ed è p<>r ovv1are ari nn lamentaLo tugombro che le :Sempre più n umerose cnrt:l radicali dell'ernia arrecano nei st~r\'"izi o,;pitalieri, che ora si progetta la costr uzione di speciali nosocomi, coll' in~nto eminen temente socialt:l di aumentare per tempo la uman" potenzialità produttiva nei sofferenti di tali tisichc defo rmità, amov1bili colla chirurgia. asettica.. p,,rò o na sitfatta propost:~., recentemente di;;ou:-sa a. .!\lilll.no, venn e contrastata per chè, secondo qul\nto rit"rii!ce il Fa.varo, non fu r icono,:;cmte. la nece,:;~ttà., ed nnuht- la convenienza, di un istituto speciab per praticare un' operazione che appartiene alla chtrurgia generale e che può venir eseguita da '}na l3iasi chir~trgo, iu qualsiasi luogo e coll'armamentario il più semplice pos~i bile. R ichia mo iu6 ne l' a.tten zioue sul fatto che coll' iniziato metodo d' inchi~sto. si raccolsero 1 pnmi elementi stati'ltlci nazionali sui risLtltati (da considerarsi pres· sochò tutti definitivi) ottenuti nei g iovani, prima dei ''ent' anni, n ella cura operati,·a. dell'ernia inguinale. Il prof. Ga leazzi di •r orino, assuntosi il còmpiLo lungo 8 , _laborio:;o d i verificare gli esit.i dopo ùue a n ni dall Intervento oltimrgico, in 840 operazioni radicali di entia inguinale, e:~egutte nel decennio 1 '!J- 1899 ndla


3G8

LE AJULlT~ZIONI ClllJlt:RGICln; ALLA Mll,IZIA

clinica chirurgica. dell'ospedale :àfauriziano, diretta dal prof. Antonio Carla, con.,.tatò che i guariti definitivamente erano 792, cioè il 9-!,29 p. lO:J, e le recidive erano 48. io ragione c.ioe del 5,71 p. 100. Nella sua pregevole monografia (l) il Galeazzi dichiara che, per quante ricaruhe abbia intnaprese, non conosce nua. sola pubblicazione d' in.;;ieme sui risultati conseguiti colla cum radicale, seoondo Batisini, oltre 11. quella dell<~. scuoh~ di Padova. a a qualche cenno stacistico in alcuni rendiconti. ~on saratmo perciò considerate inopportune o superflue le nuove. iuùagiui, eseguite mediante la YOlont~rosa collaborazione degli egregi colleghi, ufficiali medici dell'esercito. Seu,;a alcun preconcetto, esst raccolsero osservazioni numerose e per a.lcnni consigli di leva così espressive, da costituire una valida prova oggetLiva, idonea. a confermare obe il geniale metodo delr illustre cliruco d1 Padova è nato perfetto.

Roma, febbraio 1902. {Il L11 t:linim r:/tlrurgi m. 11 6, aunu 1899.

•


Gabinetto d'Igiene

CIRCA IJJ ~OSTI\0 FlLTRO UA CAMPO

In mnteria di filtri, appropriati allo truppe accampale. gli e..; p rim~nLi e le npplic1.~doui p n •vano ri~nltaro da •tllalcha tempo, piit d'ogni 1dtro, favorevoli ai J!Lt.ri Berk('fc}rl- molto pr te riti in Gern• 111.o ebùene cs~i siauo nnnloghi a. qnelli dt J>Orcellaua. c:.alvn che la canùela del Berk•·l'l,Jd, nm~ich~' di oaoliuo o d'amianto, tl costituiti\ d Ila cosi dotta. « farina ros~ile il> Q « t •rra (h~ iu fu ori. ,. Per v rit'l il K.irchner ne nVu\11 rignrosauumte ~coui~liato l'n so per l'cscl·cito tedt>soo, e ·~eudochè in uno tlt.ndio molto uc•mr11tu, l'atto nd Auuo\ er (l) tdouui mmi or souo o preoisameute qunudo le proprietà di qu~""to filtro erano o:;:getLO di \"Ìvis ime di:-cus-.i, ni l~ . diddarava: cho e~,o ura di br..,·e azione nutimicrobica pas:>aggio del b CHilo ro:. ...o e ,·ihrioue clel colera in ~4 ore: delbooillo dl•l Lifo in ·l8 ore); oh il reddito ùi ahtsonua candelo. era a· . . ai scarso;


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CIRC.\ 11. XO<;TJW J<'lLTRO UA C',DIJ.>()

che la sterilizzazione di queste al calore, :;i presen· ta.va difficile, non potendo-;i adoperare ta.l mezzo. perchè facilmente il calore :;pacca o screpola le candele, ed aucora. prescindendo dal loro prezzo elevato. Se non ohe la maggiora.~a degli spenmgntatori rli allora e di poi, e sopratutt.o il P rochnik dell"arma.t.a. olandese nelle Indie (sotto pr11ssione: reddiLo cospiuuo d i acqua sterile por oltre un mese); qniudi il N ordtmeyer di Breslavia, il Weyl di Berlino, il Lubbert di Dresda, il Coccoue da noi con molto accordo finirono, o ad elogiarlo senza riserve, od a giudicarlo di efficacia ~upe riore ai filtri di porcellana sopra. nominati, o, ~utto pon derato, a ritenerlo il più adatto per i servizi di campagna., secondo si disse. Comunque sia., il pcsitiYo è che 1l filtrv Berkefelù fu addottat,o da parecchie delle nazioni, eh~. come la nostra, concorsero nella recente spedizione iu Oriente. Stralcio in proposito, dalle notizie sul servizio sanitario della spedizione, che sono giunto in questi gior u i, C)Uanto segue: Annali di mé(licùw JUt('ale, 1901, vol. II. fase. IV. Il dottor Giura., medico di l" classe. nei suoi « Rt· c01·di sanitari » dice che, nei tre giorni di permanenza del battaglione marinai a Yang- tsum, il filtro .Berkefeld diede ottimi risnl1 at1, ma cb l" presentò l'inconveniente (notasi: i,1, t1·e !JiOt'Jti) di doYer di vanto in tanto sospendere la fi.ltrazioue per p11lire le candele. In sosta.m1a mi pare che egli, pur lodando il valore del filtro, lascia però ageYohnen~e at·goment.are che l'uso di esso sia. poco adatto per le truppe al campo. Ancora: Deufsvhe militiil'ib·zllù:lze Zeilschf'i/1, 1901. n. 10-ll, pag. 5i)7. I do&tori Morgeoroth e Bassenge nel « Resoconto dei lavori eseguiti presso il laboratorio batteriologico e chi-


emo ~ u, :xo-.·mo FIL'IIW O.\ C.\ m•n

!J71

mico di T ien-t,.;t n dal l" ottobre 1900 al l marzo 1nu l » dichiar.mo: a oh~ le candele Berk~:~i'dd diedero nn filtrato o microbo per due o tre giorni, solamente dopo la cott.ura d el filtro; b) che t.ale nltim.l operazion~> è di rado pratic:tbile dalle truppe tn marcia e meno ancora, in 'tne;;te circostanze. è pos:nbtle tro,·a.re un pt:H'iouale adatto a si· m1h pratiche ; c) che non potendo,;i da. un !aro, e.;;eguire ml•t Jdic:unent • ed u brevi distanze sit!atta mauualità, e dalraltro lato, m ncandn il c'>nt•uu<• controllo batteriOlogico, ue deriv1\ che 1l flltro Barkd~ld è al piìt suftimente, per liberare lt· acl}ne dalle :-:osta.nze hauali in 8o..,pen0

.;tone. ti) uhe e.sso "' soggut.to tt gun,;tarsi fa.uilmeut•'.

Q1wst.e rilevuuti obbiezioui, le.; quali. oouternmnrlo '" '·' lnte del Ktrchn r . .:;embrauo cle~tinl\te ad arrestare tl cammiuo delln prerog<tlive che si ~ono rlu.te, o ,.j stavano p••r dare ul filt.ro 13et•kt~felt!, mi haHHO indotto n rendt•r tJOto il risnlt"to ddlo ri\;ert.:h~ d,1. me ìatt.e llf\llo scor;;o mag~io - per iuca.rico del magt.?;iore medico Jlangul.nti, direttore del Gabinetto sul così detto «. filtro di campo •· Que-.to nell'intendimento di di.,.sipttre. delle ~owrèhie e beu inganuevoli coutidenzo. Ln eonfe7.ioue d1 esso rllLro viene ~pecificnta uel Jfa· )Utlt/•• ddl',,/fìt:tafe del {JP1tio ;,, gue1·nt. rapo IV, ~ 5S, nell~:~ ht,·n;io;ti fJr•aitc:he del yeniu, YOl. 8 , capo V ,~ 14, e nAila. l~b·lt. ,:io,te Slti lcuol'i da :;appnl01'r' }Jet· lo cavalle ·ia t' fler la ta,lfe, in. capo I\', pag. 13:t S l'<'OUdo tutte que~l\.l JstrU7.10ni, tale ( fi.lt ro da CtLITI pO »

è det>tmu.to ~~ « purilìctu·e le acl}ne impure» ed essen · zialmente ad r ,;~o tìltro si dovra rit.:orrere pEH rendere potabili le acqui." "itagnanti molLo putride"'·


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OlRCA IL N0-;1'll0 ~'ICTTHl DA Clill-'0

Consta. di un recipiente. botte o tino. nel qnale ;;i aprono du~ fori. di cui, uno ul fondo che serve di spurgo: ed uno a 10 centimetri dal fonJo per attingere a.~.~qna. ~ualche centimetro sopru. il secondo foro si pone uu dìafr~mma di legno bucherellavo, sostenuto da tacchoLti inchiodati all' ingiro ni:llla botte: il diaframma l'li <:oprCl oon lPla {)l'OSsa o promo, sopnt cui si pongono altarnntt fra loro llue slirati di gh.i~tia. E'l rlue di carbone; per nltimo si meti&e uno strato di s.o.tbbia, o di arena di fì.nmt'. àiliuchè nell'introdLu·ru l'a.c.1 ua nella botte, gli stmti uon abbiano a mescolar~i per l'urto, sarà Len(· (1licono St>lUpre le I struzioni) porrs sopra r arena. un altro diaframma simile al pl'imo, o gettarvi paglia. o ram1 ::~ciolti, euc. I due fori si chiudono con spina. Gettata rauqua ue!IR. botte, si lascia passttro tì dBporre per qualche tempo e 'luiud1 si attinge dt~Ua :;piua ~nperiore. Se il filrro deve :iumre p eL' molto tempo. ocuorrerà uambiare il carbone almeno ogni duo giorni. Non mi è risultato d:t opportune indagini. che sinno ,.,egLl te delle modifìcazion1 ai titoli di questo tipo di « tiltrn da. campo» dopo il l':>9ti. data delle lsli'll.Jio,,i JHlrliche def ge~t,io. E\"identemeute nu jrupiant.o ~ degl' 1ntendi.J.neuti così concreti uou p_ossono n ver I'appnrt.o alcuno con i su~­ gerimenti ed i mezzi uddit.ati da quell'aureo libricuino \!hl' si chiama Tsti'lt:;itme snll' igi(l,le dei mililm·i del reaio eser·cito, nello scopo ben determinato di soltanto uhiarire le acque al campo . .1:'0r le mie ricerche rui sono \'al~w di uno dei moddli, fatti costrurre dal ,Jlaugiauti, nello scorso anno, u. s!!Opo dimostrath·o. :8i,;o ha la oar>acità di 10 litri e la sua dispo:>izioue iuturna corrisponde esattamente ai t.ermini prescrhti dalle Istruzioni accennate.


CIRO.\ u, .NOS1'.110 ~·r r.'I'RO U.\ f'.\1\Il'\l

:;7~1

Io l'ho provato. seguendo l'ordine -.i:>u:matico :ii ri· cerche olw lo stesso .i\fa.ngiauti tWG\"1.\ organizz.tto nel ~aùinettO, durante i precedenti Ulc.si per :-~p~rim ntare < il va lor o• dei materiali .filtranti :.pediti \"Ì » come da. oorri'lpondente pubblic.1zioue {l l. IJi ~On\)egueoza esaminai: J" L'azion{l ohiari ncante, oon bleu olt.remure n.l 2l t 2 L'azione decolomnte con \"tno da pasto 3' L'azione Ù;>Od'lraULè UO l \'iUI) da pasto e col ri sultnt11 della ma ••>razwne per cmquc giorni di '/, chllogmmma ùi carne 10 dieci litri di acqua distillata.. l " L 'azione as--orbeute ,J~lle so:stauze organiche iu decotO posizlOue, col ri:ilttltato ùolla maoorazione anzidutta.. o• f./ aztone sterilizzante, I~Oll acljllfl. ÙÌstillatu, resa :oterile. e succeE<sivamente iu'luiuat.a, mediante il bacillo fluor~scen to e ltquefacentd. ~ I icrorgnuismo molto appropriato n tali indagini, perchr. denuncia la sue pro "'enza nella gelatina. ;;ia col precoèe apparire della. tluo· re;;uouza., SÌl\ colla. propriet.-\ ,o l v..mt•j del mezzo nutrith·o. IJ!I. l'terilizza.zione della pie :olo. bott,.. l'ho eseguita a vapor e lluent.e. pr~vio j/a,llmye ÙL•IIo pareti iulerne. (lnella c!At materiali tiltr.Lnti J' ho praticata in !'tUf<l a SOt;CO, clil:ltenùoudoli ~;epa.ratatnlm t.H su oar ta adattA. :lei vari pian i, a lòO' e pl?r ('trt;U uu"ora. I tessuti, li ho resi stunli c:ou In. bollitura protrat.la. 1 dia ri di>lle numero-.~:\ pro\"t~ ~ouo riassunti nelle an· nes~e due t1wole:

mtJù:o d•l l,,,,.,l ) 1,1utm • d'IJ)oe"~• 4901. Tlltllt

rC:JIO rJ• ··cttu . ,HII;II·•

l\"' l,~ llillfllvlu tlrl/11 su '"'''


314

CIRCA If, ~OS'rRO Fl'tTRO D.\ CAlii'O

THOLA

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Filtro da campo

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La flllr;tzioae

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1• Blru oltremare al 2 1 ! p. l(Jl)Q

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10 litri di acqua distillata (llopo mncerazioue dl3 glorni.

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quasi in "<lt~ro r, ~~

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e odoro•••

4• Acqua tli&ti tlata··Stetilizza ta, iuqninatn ~on 13 tluorescon-

te-liqu efaccnte.

t .i«t n iùi dii <·on \'J·o nto. 2 1/ 1

Bleu oltromare al p. 1000. . Vino dn paRto . . • . . . . . I nfuso oli carne . . . . . . Acqua distilla ta-sterililzntn. inq u inata con B tlnore~cenL~-liquefaceutt• Acqua potabile . . . . . . .

..

Acqua diiilillata .

. . .

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n Sol•l aniclnando n1tllto .tlla scala Ja prol'('ll:\ col li!Juoro ltpo ol scorgon11 oJm•llt11


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CinCA IL XO TRO l<•JLTRO D.\ C\\IJ'IJ

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ACrlU• •lbtlllntn . • l t•rllll<t Ili N llltru 111 ~ ,J lllillntl . n••l :t~• 1ilr•1, tl••l"' or~\ ~·l, no•tlltr;~r.,no >IJIII~·hl ( ") S-'lll <1\lldn,milu lllll!l•l alla S<':lill l11 [lrtHiltl:l wlliqn<•rt•lipu Kl ~CtJfll•JIIO ljtill(rU


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:378

C'IR('A IL NO-.T Ilo 11'1 LTRO DA C.ut:Po

Dalle medesime risulta. evidenl~>tnente: l" Chl il modello ùi « filtro da campo » esperimentato coi piani di tela gro~sa, sopra e sotto i cinque strati filtranti, proseutò null'altro che una mediocrissima azione chiarificante. J.~ questo perchè i due piani di tela, per quanto g rossi, opposero poca o punta. ro· :-~istanza al passag~io del l iq nido. ( Verosimilment.e ò dt~ ritenersi che tale particolaritt'1 dobba attribuirsi più an· cora che alla trama. del tess11to, alle proprÌ•'tà fi'iiclu: delle sostanze tessili vegetali, iu confronto di quell•• auimali l. 2" CLe il detto mod.•llo con pittni di lana (lembi tli cappotto da. soldato, ecc.). present•', una soddisfacunte azione deoclorante e decolorante; una buona aztoue chiarificante, congiunta a. discreto reddito medio di acq na. eh iara.. Assolntamente nulla, anche con tale dispositivo, fu l'azione sterilizzente. Ne conseguirebbe duntJU'-': che quando le uece~sità fo,;~ero tali da. imporre l'uso di -;iffatti filtri, bt•,, i;1(('.~0 .~erl~a rrlai aspetfrr,·.çj l'n'u:;i'I'W .<:te'l'ili;:;,,lle quahù1s1, non dovrebbe t>S!lt.•re atlatto indifferente frapporre tela g rossa., o panno, ma bou:;ì. molto più ra.ucomanda.l>ile n1.lersi di quest'ultimo; premettendo, s· intende, i In. vacri uhe sono ùi banale uouoscenza. Chiudo colresprimere siuuera graticudiue a.l maggiore medico 1Iangia.nti eh~ mi fh benevola. guida in 'J uesto mio modesto lavoro. Fir~oze,

22 dicembre 1001.


IH ClSTl DA ECUlNOCOCCO DLL f E<~ATO

t.Jnl• rcn.t.:l..;clenlltl r,, l" n uta ti l'! _tlirt•mltn• l !IO! nt•ll'o fll'olale milil.tN•h l'~uln• a •J.11 •lolt. 1\nto nino \ m l' ntn ll·rwntll medie•'

.. l n 1h!\ uott ,~S41tta lt I:J '<i\"rllDA .. pol.r xa el m"d''-"'· pere hl la dia· • no•! •~•t~ è la pr•m" et 'MdU. • dviii> Nrll • BA<"CKLLI.

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St()>'ia l'iinwa. - A. V. ca.poml maggiore del 48° fan· teriu. fu r ieevuLo nell'ospedalo miliLare di Palermo il 7 marzo u. s. con ~1iutomi eli plell.rite essudati va destra. Pro,·euiva dall'ospedale di Sampolo, duve trovava-.i in cvn va.lescenzn. pet malaria curata. uel periodo acuto a. Ùllt anzuro. Racconto cht> da. parecchi giorni aYvertiva nn dolore \JOutinno alla base ùel costato <l(,stro, dolore che si ir· ro.Jiava alla spalla ed al braccio omonimo. All'esame obbiettivo praticato al suo ingresso, si è notato: Individuo di originaria robusta. co::.Lituzione: aspetlo abbattuto. sofferente: lieve snll'usiona itterica alle cou· ~iuntive bulbar i. L'ispezione del torace i~ notnrn una leggiera sollevazione degli ult1mi archi co.::tuli rli destra: la metà cleo;tra del torace à meno mobile durante gli atti re"Pirtttori: il fremito toraco-\·ocale è abolito dal o• -.puzio intercostale in basso: il :.nono rli percussione è ottuso alla seguenti altezze: Lungo la li nea emiclavearn, alla 4" costola.


.;,nt'R \ [''\' C.\ '-0 DI UISTI

[Jungo la. linea :t'lcellaro anteriore, alli\ 5' costola. Luugo h~ linea. u->c9llare po'itt"riore, alla 6' co!'ltola. l .. ungo la linea vertebrah•, alla 7' costola. f_..a detta ottu,;itÙ. si t;outmua lllS611sibil!.nent.e COil q nella del f~ gat.o: il suo margine snperior•• è qua"' orizzoutn.!P, non accenna. nti"att.o alla linea asceudenw del \Ve il, o pat·a.boli\ \ d i D,\moisea~, e non si sposta che di poco colle òiverst- po~i,.;ioni del pazientA: il feguto ~porge oirca due centim••tri clall"u.rco costale. Fatta la. punt.ura ,•.,pJo,·attvu a hvello d~ll'au!;ol o della ~capola. fu estratto del lirplirlo chiat\1 opa.lmo, privo i]ua.o::1 eli albumina e di olemenli morfologtci, di rPnzione neutra Peso specifico lOOli; con ablJondam:a di clorùri. Facendo fuorinscire liuPrameute il liquido daU'ago. il get.lo d1venta.va pm pteno coi mo' imenti rospiro.tor1. L"t:·same delle urine riv 31Ò la. presenza di pigment1 biliari. Le condizioni clell'amrnalato andarono però ogni giorno n.ggnl\·andosi: iusor:;;e t\>bbre. preceduta ùu. brividi; disturbi della d• gestione, nausee, vomiti; :;i riscontro ,LJbnmiua ndll<' urine: ~i l>l1be euterorragìtL t! lie\'e ed ma degli art• inìeriori. Il colorita ittcrico dellt> conginntÌ\'e divenne piu ma.rc,tto 11 comparve ancha sui comuni tegnmoo&i. La tumefa.ztono dell'i pocoudrio sini~tro audo ·mmeutando. fat.t.u. il O aprile nua. nuova. puntnra e\·acuath·a con l"a:ipira.tore Potain. si estralisero ciron. 100 centimetri cubi di lif]nido purulento. Insorse 'luindi notevole meteorismo addominale e \'Omito lnlioso: il polso era pie· colo e fri>(fUE>otio::simo: S··te 1\rÙPnte: nrÌL•• s ·ar:>e ~se· dimeuto->••. Jl Hleteorisrno spiuge\"1t in ulto il diaframma; sposto all'esterno la punta cardiaca e resa a.m~nno'\a. e superficiale ln respirazione. ~i ebbero tut! i i segni della per i tonj te.


Il\ l Wli i'\OCOCI'Il lo l•: L l~KCI \'l'O •

3::,1

lla.;petto rlelra.mmnlnto era oltremodo soift:reut~: la faccio. o~c..una: le occhin ie inca,·r,te, lo ~guardo :.ponto: la vol!e debolissima. !t> narici ansanti ; b temperutum amlu rtt.pidamt-ntl al>bas;;andosi, e l.l progre ....-ione del ma),, l'n cosi rapida. llhe uon si fece a tempo rli ittter· venire uhirurgic.~mente, pt>rch~ l'iut'crruo ces,..ò di vi· veN l.t mattina d~>l 18 aprile.

!Ji~ct, ~sione cll,tica.

.,

:iulln di~tguo,..i dell'tm'èzioue ... ju daJr;ngr>;;;;;o iell' infermo ull' ospedale in-;tor:~e discns~ione. I ntatti dai siut.omi brc\'em.. nte sueilposti uou era fa.cil~ atìi!rm·ne :;., la rnecolta li'1uidu ri~elata dalla puntura. esplt)rativa iosse un versamento pleuriuo o nou pin~to~:~to qnnlche rat~ctllta liOttodiaframmnticu. Po·~o o niente potuvnsi rictware dai dati ùelll\ percus ione: una o&ttbit.:i che ocuu pa tutto il .:eno co,, n ciinframmatico che dal ;-/ ::.pllzi,. iutcrco,iaJe sceudtj iu h .;o coufoudendosi colrcottu-<ith epatica. con margine supt-riore pinne~giaute può 5'"er dnt.a tauto da uu versnmeuto plcuricv. c.:hn dM nua raccolta lil]Uida :-Ottodinframmo.tica. 11 tàt.to che il suu .nargim ,nperiore era poco ~po:Jtabile anohbc potuto <:-:serf' spiPgatù utm uua raccoltt~. p l eu ric:~ :;aueata, co nH nc•u Ù1 md o os "1'va,.i. L'1·s~t.·rsi pescia il liquiclo falto purulento pole'"l\ iutt•rprotarsi tanto con un piut.oract', che cotJ nn cou· tenuto c~:;tico suppurato. cou nu nscesso dd fegato . Per una cisti di ec1tinococco, lo. vi ll fre\jUeute a trovarsi uel fe~l\tO, mo.ucavano parecchi caratteri: anzitn~to il CP.ratteristico fremi1o idntidco dato dallo ~li'eg,l­ lOOllto fra di loro dellt) vario wscicole tiglie, contenuta u• lla ci!:4ti madre (Crtl\'eilhierJ. e dal contenuto li'!ll.ido (Bnt~u,;on). :Jlanuo.vauo inoltro: la. tame(n.;io,Lt! enlis(eJ'itt,t flullcm t!le. che ha moYimeuLi u •l ..,en,;o vert.tcul'· d•Jl


H82

~OPR.\ ~

C'.ASO Dl Cù:;Tl

corpo, sincroni eoi movimenti rt•spira.tori. superfìciP li· scia e consisten:-:a e lastica. Nulla di tntto questo tranne la lieve sporgenza del fegato, oltre l'arco costale. 11 carattere del liquido est.ratto colla prima puntura pero era molto sospetto: :>ebbene non si fossero riscontratt uncini coll'esame micmscopico, pure l'assenza di albumina, il bas::.o peso specifico, rabbondauza dei cloruri depone,·ano in fa•ore della cisti idatidea; giacchi; tanto negli es:mdati pleurici, che in altre varietà di cisti esiste sempre u11a certa quantità di albumina. L 'a.s:;enza. di uncini si poteva sp1egare col fatto che il parassita può essere sterile (acefalocisti) o che gli scolici siano scn.rsi. La roancanzu. inoltro dei primi rlne sintomi si può benissimo spiegare. La Yera jl~tltua::ione, come ben dice il Trelat, si pnò solo ritrovara nelle cisti idatidee sottodiat'rammatiche che siano acr.essibili anche parzialmente alla palpazione epigastrica: ma ciù è impossibile quando il tumore si. svolge del tutto verso il torace senza abba~samento del fegato; qui noi potremo basarci soltanto sui dati della porcu:~sione. che ci. farà trovare innalzato il limito superiore di ottusità del fegato; e di ascoltazione, che ci farà conoscere scompar::;o i l murmurt) ,·escicolare. Delfr'emifo idatideo, co-;i bene studiato dal Briant:on sino dal 18:28, innumerevoli sono state lo spiegazioni. ma due sono le prin~;ipali chQ si contendono il verç>. La l" (sostenuta da Cm veilhier) vuole il fremito come risultato della collisione delle vescicole ìiglie tra loro in un liquido in moderata tensione. La 2• ammette che le vibrazioni sien dovuto a che per i.l colpo vien messa in azione tanto la elasticità della membrana, che la vibrazione delle molecole del contenuto fluido. Questa pare che pitt risponda alla verità: percbè esistono osse-rvazioni di cisti ad una sola vescicola madre,


DA ECHINOCOCCO DEL l>'ll:GA'T'O

383

senza. vesoicole figlie che hanno dato luogo al (1·emito id(ltideo; e perchè poi quest'ultimo non è patognomonico. Una borsa cistica a pareti sottili, con nn liquido assai .B.uido può dar luogo al fremito idatideo. Del resto perchè si produca è necessario sempre una parete tesa che possa facilmente trasmettere le vibrazioni; ciò che quasi sempre manca, perchè la cisti è generalmente coperla da. tessuto epatico, il qnale non ha la elasticitò, richiesta; ecco perchè appunto anche nel nostro caso mancav.a il fremito. L'ittero, che manca 9 volte su lO secondo Harley, nel nostro caso era piuttosto accentuato. e dov"Uto alla compressione della cisti sui canali biliari e sulla cistifellea, per cui, essendo impedito il naturale deilusso della bile, questa sì riversava sul sangue. Il limite superiore di ottusità che negli essudati pleurici scende da dietro in avanti e spinge lateralmente il cuore, qui invece era pianeggiante e limitato proprio nella. regione laterale; il cuore ~mch'esso spostato in alto ed all'infuori. Nemmeno poteva trattarsi dell'acutizzazione di un processo cronico, perchè c1uesto avrebbG dovuto riflettersi tanto sulla circolazione epatica, quanto sulle con· dizioni generali di nutrizione dell' infermo, e portare catarro gastTo-enterico, anemia ed ipertermia vespertine; fatti di cui non ebbe mai a lamentarsi il soggetto. Era da escludere anche l'ascesso acuto, dal quale si estrae pus denso, flemmonoso, mentre nel nostro caso si estrasse pus tenue, dovuto al fatto della sua diluzioue nel liquido cistico primitivo. Adunque la. maggior parte dei sintomi era in favore della cisti da echinococco; quale la sede? Abbiamo pochi dati per poter distinguerE;> l'echinococco subfrenico e della base del polmone da quello della convessità del fegato, specie quando quest'ultimo,


:.184

"O l'H\ l X C.\ S(l Ili CISTI

facendosi -.tra h\ nttra.\'el'"'O la pleura, determina m es~a. e nella btt~e clul polmone doi tatti irritativi. Nel caso n ostr o pochi i ftLtti polmonari irritat.ivi; prevalenti i disturbi gastro-enterici, J'<:'pata.lgia e l'itterizia. Il doloro scapolare ~oprauotato (prodotto forse ùa aua:.romo,;i fra il o~;n·o frenico ed il pJe,so brachiale) "tu per una. mllla:..tia del fcgaw; coll'a:>coltazione inoltre della zon~t ottu"'a uou :si riusciva di sentire mù1tli orepitti nè soffio bruuchiale, nè sfregameuti, n è rantoli. L ·a~ cl)l· t11zione ÙQlla \'OCe non pr~sentnva tremolio u.;, modi fica~ioni ciel timbro. come avviene nei versumeuti plen· r ici (egofo)nin). Il carattere i nfiue del getto del li<) nido datrago-can· uula, cho s •guiva i movimenti l'cspit·atori. deponeva per nua r Wt;Oitt~ sottodiaft·,tmmatwa. Per Lnt.t1 rtnt·~t i caratteri, h diagnosi dovevo. propondeL·e l' fu p•'l' uua. d~t.i d' ouhinococco suppnrlitf.l. r!t•lla con V~'l'~i tà d,•l f!.lgato. L'au{Ofl ~ia int':ttti confermò h~ diagnosi. A.l Lnv•Jl(l nnntorntco ,;j tt·ovù il 1ega.to ingr;wdiw o l una. perforaziottb del margine po,teriore con n.~"..:u, CÌte m ettev<L ad nua larga. cav iLà. a11frattuosa del ditmwtro di () ceutimAtri cii'Cll, picma di pus tenue. dentro al qual~ unou.wano i re-.ti della tnewhrana chitinosa dello. cbti idatidea cArattori:>tica pt>l ~uo n~petto stratiricat.o gela·

tiuoso. Ln mombrana I!Onnetth·.lle e;;terua pericistiol. prodotta dalln. irritazione del para:s,;itn. errt di,trutt.a d.tl proue~SOl4ttppuru.th·o; n~· sulla fil.Ct.:ia interni!. della mem· bra.na ci;~tic.t. nè :;ul liqu.idu si r iscont.ravnno ufi'atto cisti figlil' n scoliot; rl!,atno microscopico uou fe~e ri-

levar nnciui. E òa giudkur• ~1niudi che si ,;in trattato di uutl. ci ti non proligera (acefidocisti) la cui e3i..tenza (osuura) (• certu.ml.'ute ùovnt..a ttlte particolari coudizioui antttomiulll' ud lo quali la cil!Li si era svolta.


J)A ECHI~OCI)CCO Pr:T, J<'l·:n,\'1'0

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nel caso nostro infatti essa si era s,·olt.a subdola· men to affatto nello spessore del parenchima epatico, che a mano u mauo era andato disLrnggendo, oblit.Rraudo per la flogosi realtiva. i ca.nalicoli biliari ; e non si era manifestata che negli ultimi tempi della sua esi stenzu, c1na.ndo era giunta nello spazio subfrenico ed aveva. ac:sunto notevoli proporzioni. Il fegato qua~i non se n 'era ri-:entito, e della sua lesione 1we ..·amo soli testimoru un lieve grado di epatalgia. disturbi gastrici ed itterizia. appena. accennata. Il pus s't•ra. vnotato in parte nel c&\'O peritOneale a le anse inte~tinali erano in vari punti infiammate ~ ricoperte da. e ~udato purulent.o. La oisti, che doveva esistere da pu.re~.:ohio tempo, perchè ha lenta evoluzione, non diede all'informo alcun disturbo fincbè il liquido idatideo fn chiaro e normalo; del resto è ben nota per molteplici esperienze t'asepsi rigm·osa del liquido chia1·o delle ciNti idatidee. La febbre e gli altri sintomi gravi insorsero quantlo ~i deLermiuo la suppuraz1one. Ma in qual modo si è determinata !]Uesta. suppurazione? Fu essa un processo primitivo della. ci~ ti, o se· condaria a. qualche a.ltra coesistente alterazione epatica? L 'anatomia patologica unita alla fisiopatologia ha già rischiar ato questo ptmto. La morte delle idatidi può avvenire per tre ca.u<~o differenti: la. compressione, la i,wni.=tone. che succede all'infiammazione traumatica. e :Jpontanea, e la. morte per avvelenamento in seguito a mescolanza della bile con il liquido della cisti. Ora la suppur azione può sorprendere la cisti tanto nel suo stato di oila, allorchà il liquido è chiaro e le idatidi viventi ; quanto dopo che essa. abbia subite le modiiìcazioni regressive accennate. In entrambi i casi il primo movente del processo suppurativo è l'epatite SI'P· 25


"'' 1PR .\ t'N C' \"I.J l li CI:sTI

pura/a pericistica, la IJU&le però ha una. importa.nza diversa. Nel caso in cui la. cisti à giiL morta, l'epatite suppurativa poricisticn. rappresenta la le ione fondamentale: i re~ti della membrana cistica non fanno oh~> mescolarsi al pus di un accesso rlel fegato. Nell'altro caso invece l'epatite peri cistica è, in vero. la condizione mdispensabile della ~nppurazione, ma. dt· Yten"' in seguito nn fatto acces orio. Ora not sappiamo per glt studi n•centi di Chautl'anl e Vidal cbl• la mem hraua. cistica (• una vera ba!l.'riem contro le in vas ioni miorobiche, e come tale l~ infezione del liquido cistico per una raccolLa pnrnleuta esterna. uon può ammetters1 che Ci'ln una IPsiouA della. sua coutiu uità, la. quale d ia. adito al pa..,saggio 1lei germi della snppur.tzione. Adunque due condizioni .;;ono necessarie in que:~to caso per spiegarci la suppura.zione di una ci~ti idatideu, e cioè: l" L 'esì~Leuza. di uu focolaio di epatite pP.ricistioa suppurativa; 2" La lesione di continuo clelia membrann cistica. ~Ia !.l tra~tormazione della cisti m suppurazioue può av,·euire anche senza la pre~ist.euz:~ d1 un focolaio di epatite. Ciù succede in due casi : la. cisti p••l solo ftttto del suo progressivo aumento. o p11r fatto 1.1'1\umatico, si rompt> ed il contenuto 1!\Ì spande nel cavo peritonale o nel pleurico, qualora anche il diaframma, a~sottigliaudo~i. venga 8. rompersi; O.ltre VOltA la Ci:Stl U8. ~i.'t preSO iiJP.renze COn organi vidni. come l'intestino: il polmone. E'Id allora si svuota nei bronchi o nel tubo digerente. I n tal caso i usorge la. sn ppurazione. la. q ua.IE~ non è la causa, ma la conseguenza del la rottura della ci:~ ti. Non parlo delle aperture di cistt in qualch~ ramo della vena porla o della cava, percbè sono casi assai rar1. Anche l'apert.ura nelle:' vie biliari e.;;pouc a. t\\pida infezione.


D.\ ECHI:\(K OOCCI DEl. FF.G\TO

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OttJ•a. - ln quelle condizioni si sarebbe pot.nto intervenire chirurgicamente? Data la lo~~alizzazione della ci'lti nello spazio subfre nico, senza che Il fegato fosse st.ato di gran che spostato, in modo da rendere accessibile in qualche punto la cap:mla ci~tica, l"inter vento chirurgico, come cura radicale, sarebbe stato g rave di cert.o. Qui forse sarebbe stat~ indi~to il mellodo delle iniev.ioni medicnmeotose; e tra. 13sse quellrL che pare meglio rispondere e lo. cura con sublimat.o alla Baccelli, il quale aspira. con nn ago c:u10nJa: 30centimetri cub1 d1 hqutdo cistico, e vi inietta altrettanta quantità di soluzione dt :mblimato corrosivo all'l p. 1000. Pa~·e che il tmùli mato ucoida il parassita., dopo di che il liquido !lÌ riR.!-!SOrbe o la. capsula si raggriuza, com· pre 'a all'intornn àal te3suto epatico Debove invece aspira tutto il lic1uido uccidendo le idatidi che rimougono per mezzo di adatta la\·&.tura un t.h;ettica. Molti sono stati i lifJnidi iniettati, ma. uiLi· mamente quelli a cui più si e ricorso sono il lirruore di V an Swiot.au e l'aciJua. a. l Naft.ol. Ha.not innn e modificò i due proce'!sì consigliando l'iniezione di sublimato, a do"e non to ..~ica. previa. raspirazioue. Ricorderò di pas~aggio che i metodi per determinare adt•renze fra il foglietto parieto.le,ed il viscerale del pe· rituueo, per impedire l'acces~;~o o.ll'aria. ed al liquido ci· stioo nel peritoneo (cauterizzazione col caustico poten· ziale del RA;Ilamien sono oggi abbandonati. Grazie ai progressi dell'antisepsi, l'incisione ha dato brillanti r i· ~+nlta.ti per In t!ura radicale delle cisti idatidee. L'in· cis ione dei tessuti ed il successi ,.o svuota mento delle cisti può far:'i in uno od in dne tempi.


SOL' H\ UN t·A~U DI CISTI.

1• Metodo in~ lentpi. Recamier- Vnlkmann. -S'incide per 5-6 centimetri verticalmente la parete addominale compreso il peri toueo parietale nel punto più sporgente della tnmefazione: si tampona quindi con garza.: al -J/ o 5" giorno, quo.uclo giA. per la flogosi reattiva si sono stabilite le aderenze fra i due foglietti peritoneali, si spacca la cisti col bi'ltnri. se ne asporta la capsula. chitinosa e, la.5ciato un drenaggio. si lascia cicatrizzare per seconda. 2• I"ci9irm~ t>rl, apertura ;,l tm sol lempo. J1etodo Linde,nann. - Fatt..'l. per la prima volta da Schmidt nelrepoca preantiset~ica, uon ebbe buoni risultati. Linde· mann, nel 1871, quando già. era introdotta l'antisepsi sp!l.Ocava Paddome, la oi:>ti, e fissava immediatamente con punti di sutura iluHtrgiuu della cisti alla ferita cutanea. Quest\ùtimo meLodo subì varie modifìcazioni: già Li1nger, prima ancora del Lindemaun, suturava pri rua ili aprire la cisti: applicando dei punti di sutura a tutto spessore fra i margini della ferita addominale e le pareti della. cisti, o spaccava quindi in mezzo alla doppia fila dei plll1tì evitando del tutto il versamento del liquido nella cav1tà peritoueule. 3" Jletodo f,in.clemann-Tan-sini. - TI prof. Tansini, di cui fui allievo, accoppiò l'apertura in due tempi alla. Volkmann, con la sutura. alla Lindemann, ed i risultati numerosi ottenuti attestano la perfezione del processo. La. condotttl. operativa però sarà certamente diversa secondo la seùe della cisti. Per operare l'echinococco dello spazio subfrenico si possono seguire tre vie: r La via addominale quando una. porzione della cisti fa. sporgenza. all'ipooondrio in modo che può essere operato con uno dei metodi suesposti in uno o due tempi. Quando ciò non é possibile, Landau, basandosi sul fatto che il fegato, quando la cisti ha un discreto volume, viene ad es::;ere spinto ip basso e retroverso, fa una iucisione lunga 10, 15 centimetri lungo il bordo inferiore


DA ECHlXOf'OCCfl OR l. ~'IW·.\1'0

del fegato in modo che questo può es,.ere aUerrato: indi sutura il fegato atrangolo inferiore della ferita. in modo da chiudere la comunicazione colla cavità peritoueale; e finalmente incide la cisti. Lannelongue, basandosi sulla. conoscenza. ohe h\ por· ZÌC\UO 1111teriore de11a 8", 9', 10' 8 11 ca.rtilaginb costale non sono r1 vestite interamente dalht pleura, pen~ò di attaccare l'echinococco da questo t~pazio. A tale uopo t& uni\ iucis10ne che. partendo 3 centimetri circa dal margin• destro dello sterno, corra parallela un 2 centimetri al di,.opra del bordo co::.tale e finisca alfarticolazioue conurocostale della IO' costola. Distacca dalla in~erzione toracica i t'a;;ci corrispondenti dei muscoli addomintlli e del rliaframma.; rese ca le cnrtilu~ini e porztoue d 1 co· stole, "e occorre, e respinge uautumeuLe in n.lt.o la pleura. im>ieme ~tl periostw costale che vi ntlerisce. H.il'lu]La. una ampia. breccia attraver:ìo la f]lltde si può aprire in uno o d11e Lt:>rn pi la. cil'lti, a secouda. cho il pel'Ìtoneo diafrl\m Ulati~:o è fJ no aderente al !"'acco ci-;t.ico. 2' .lletcdo tra,tsplew·o-cliaJi•,mmttlicn. I:~rael opera iu tre tempi. X el l" re,..ecr, la. ti• co'iLr>la uella. linea. a>~oel­ lare. apri la cavità pleurica e tu.wpullÒ la ferita. sulla •1uale \·edevasi il diatrammu teso dalla. cisti ~ottostnnte. Dopo 7 giorni incise il diaframma. penotrò uellt~ Cll\'Ì~\ pt>rit.onPnle e fece di nuovo il tampona.meHto, aspotta.udo che si ristabilissero delle aderenze tra il peritoueo e la ci-sti: e dopo 9 g1orni, quando fJUeste fttron formnte "'paocò e vuotò la cisti. L o St.{•s.to lece Volkmann. a• La via lombo exrraperitoneale 6 indtcata. qttttnclo r echinococco si svolg~ nella ~ezione posteriore del fe~alo: es:.-a ~profonda e richie.le lu. resezione dell'ultima. costola per rendere aucP""ib1le la bozza perito~f·a.l e u il tessuto pararenale, Ù0\'8 si :~volge la cistt. IJa ci-;ti d i echinococco ci1e si svuotano nel perito neo o nella pleura, v anno traL~aLe collt~ laparotomia. o oo ll f~ toracotomia.


3!J()

SOPRA UN CASO Dl Cl l'TI ECC.

Mi pare infine utile di riassumere le norme da saguire nella. cura delle cisti idatidee del fegato nel seguente modo: l " Le cisti suppurate saranno tutte curate mediante incisione diretta, senza antecedente teutati\o di cura medica. 2° Le cisti :40ttoepatiche pednncolate \·anno ancb"es:~e curate chiru rgicamente in primo tempo. 3° Le masse multilocnlari, con numero più o meno grande di cisti figlie sono adatte per l'intervento chirurgico immediato. ln Lutti gli altri casi sarà prudente l( cominciare con una puntura esplorativa» ed il più possibilmente evacuativa, seguita o no dalla introduzione di un liquido antisettico. È da badare solo che non avvengano avvelenamenti. (Metodi Baccelli-Debove-Hanot). La pun· tura potrà rinno-varsi una volta o due se non esiste minaccia di suppurazione: ma bisogna guardarsi dal perseverare iu questa via, per quanto si ricordi il caso del Dieulafoy, di una guarigione ottenuta dopo 300 pun· ture. Qualora la cisti non scompaia e si riproduca il liquido. t1.llora. è imposto il vero intervento chiriu-gico: esso è poi urgente quando si ha. la comparsa dei sintomi della. suppurazione. Fra gli accidenti possibili c01iseoutivi alla cura chirurgica delle cisti, sono da ricordare: la cole?'ragia, la carie delle costole e le fistole permanenti. Le prime due però sono abbastanza. rare. Le fistole sono causate dal restringersi troppo rapido dell'incisione, quando lepareti cistiche non vengono a con tatto e lasciano dei re· cessi più o meno sinuosi. E siccome tal fatto è mantenuto dalla. rigidità delle pareti toraciohe, così in tal caso & indicata la. resezioue delle coste o del bordo costale. Padova, dicembre 1901.


B91 Gabinetto di Traumatologia della Scuota d·Applicat. di Sanità militare Duc"TTO DAL CA\' . PROF

L. BOXOllr>. >tA vt>IOill!' " t;OlC~

fil l'S' \\OlULIA Ili RlnlO~E llELJ.E nt E R.Hll('l Uf.l, "[01 \XO ' " RAJ'I'O&TO

ALI,\ LE()ATI'II\ UELL'ARTERI.\ Aq!EI.J..\fiR Eli U~IEIIAL~:

l't'l al dùl~ F.oui l io Jl'iorfontini , li'O!'Oll' uwdiru n~-isLCule

Nell'eseguire h1. preparazione dell'arto superiore di un ca.da\'ere, ebbi occasione di osservare che m esso la riunione delle due branche di origine del mediano,

tùvece di avvenire, come normalmente, a livello deL margine sup<!riore del piccolo pettora.le, avt"eniva solo a cinque centimetri al d.i sotto del margine inferiore della parete anteriore dell'ascella. cioè dell'inserzione om~rale del gran pettorale. La radice esterna contrae rapporli.i col margine interno del coraco brachiale e bicipite, e dalla sua porzione media. si distacca il nervo muscolo cutaneo. La radice interna ha rapporti col1'ascellar9 e poi coll'omerate, che le è situata internamente ed alquanto indietro. eJ è solo a. 6 centimetri. in sotto dell'inserzione brachiale del gran pettorale che incrocia l'arteria, riunendosi coll'altra. branca, per formare il tronco del meriia.no, che da questo punt.o ha coll'arteria i rapporti soliti. La riunione cosi in basso delle due radici del mediano è un'anomalia rara, osservata una vo lta dal rre-


3~t2

DI o'A\0\1 ,\Ll.\ DI RR \IO~E nr-1.1.1·; DUE RAlll()l I::GC'.

stutl e ricordata. anco dal Calori fra le anomalie dei vasi e nern df'lll'arto superiore: non è menzionata ne dall'Hyrtl nè dn.l Sappey. Tale anoma.lia può avere un'importanza uolln. lega. tura deJrasoollare al di ctotto del muscolo piccolo pettorale e dell'omerale in alto. Difatt1 e:;eguita. l'ittcisioue della pelle o dell'aponewosi in corrispondenza del marginu interno d•~l coraco brachialu o del bicipite, uo1 non cadremo ~ul tronco del mediano, ma sulla. !4lla radict' esterna,che, naturalmente. non potendmn conoscere a priori ranoma.lia. di cui o varola, verrebbe :!cambiata col tronco dt>l nervo stesso. Ct tiucmo perciò a ricer· care l'arteria nll' indentro di e:;~o. :>apendo che gli •' immediatamente accollata, ed in qn~'lto caso correremmo rischio di n.rrivare sino al brachiale nnteriore, Llt aprire la loggia posteriore. trovare il uf'lrvo cubita.IP e smar· rirci fra le fibre del tnciptte, tanto più questo se, como ordinariamente !li fa, un assistente sposta. all' iutemo tutti i tessuti del labbro interno ùell'incisioue. Ho voluto per ciò appunto ricordn.re quest'anomalia. risuontrata ll<'l mediano, perchè so caso mai, dovendosi legare l'arteril\., fatta l'incisione. uou la s1 t~ia trova.t l immediatamentt• all'interno del nervo, si pensi nlla. possibilità. di una nunione molto ba-;:'la delle du(• radici. e lJUindi ai mpporti che rarteria. contrae colla radici) interna. rapporti che sono quelh uppunto che es:;a normalmente contrae con tutto il tronco nervoso. Firenze, 22 dicembre 1901.


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1!0IIIt Il' \Z!OXE Jll.E COMU~I IlOCl'E m;nLL!CilE l'li:R L~ CUllA DELLE FR.-\TTl 1 01~ DEGLI .\RTl

l'tl r li dntt. 8tcfnno 81\ntuc-d, t.ll[lll. m~dìc•>

La cura della fratture mediante il massaggio, _già da. molti a.nni entrata nella. pratica chirurgica, va sempre più u.tfermaudosi per i risultati che dà. Difatti il mas:oaggio, per le compressioni lievi e suo· cessive che esercita sulla fibra muscolare, eccita la nu· trizione di 'JUPsta e ue evita l'atrofia: impedisce l'infiltrazwne di gra~so nelle fibre muscolari stesse, ed atti vauda la cu·colazione della regione sulla quale si eser· cita, accelera gli scambi nutritivi dei tessuti sottostanti. Inoltre. siccome il versamento sangu.tgnoè quasi sempre inevitabile nelle frattura; nnadel1e più importau&i azioni del massaggio, in questi casi, è quella di favorire il ria.ssorbimento dei liquidi versati, mediante la pressione che si ta sui lin(atici. Tutti questi sono i fattori di un consolidamento rapido e solido dei frammenti ossei. Però il massaggio deve essere applicato opportunamente e con molta accortezza; poiohè se eseguendolo si provoca lo spostamento dei frammenti, originando una viziosa direzione ossea, si può o.ndare incontro a conseguenze disastrose. E lo spostamento vizioso dei frammenti è facile a.d avvenire sia durante t· esecuzione del massaggio, sia nel togliere più volte l'arto fratturato dall'a.pparecchio1


S!IJ.

:\(QDJFICA7.10:.0 ~: dLLF COlll'.S l llOC'Cl' MEl' A l.l.l!'liE

sta nel riporv.elo per eseguire il massaggio o per eguagliare gli strati di cotone. Se poi si tratta. di un caso di frattura. comminuta, il muovere l'arto da. un apparecchio, il sorvegliare la. gin~ta posizioue dei frammenti, il sottoporre il tratto fratturato almass.tggio, mentre son<J manovra di c:;t.raordina.ria importanza per ottenere uua guarigione perti.Jtta con callo regolare, diventano a tti di g rande difficolt~~ ad rseguh·e COLl le comuni docce o Hemicanali abitualmeut;e in uso. Le accennat.e considerazioni ed un caso uvuto in questo o"pedale m1litare di Savigliano, di frar.t.ura. com-

minuta ed esposta di ambedue lt~ gambe al s· inferiore, m persona di un soldato del 2:J• artiglieria, curaLo col massaggio con ottimo risultato, mi han fatto sorgere l'i1lea di modificare le comuni docce; costruendolo in modo che sit~ possibile mantenere sempre nella. giusta posizione i frammenti, che si. pO'lS& dominarli in ogni pnnto dell'arto e che si possa eseguire il massaggio sul punto di frattura. <:enza mai rimuo"Vere l'arto fra tt-urato dal semicanale. La doccia da me costruì ta, come vedesi dalla figura, è uguale in fonDu o dimensione nlle comuni docce, però,


P ER I.A C'URA DE I.l,E .FR\TTtlUE DEGLI \RTl

3!)5

invece di avere le pareti laterali rigide, questa sono costituite da. tanti piccoli sportellini, larghi ciascuno circa 15 centimetri 1 articolatt in modo robusto alla parte mediana inferiore del semicana.le, e che possono quindi essere aperti o chiusi, o meglio abbassati o rialzati. a piacere, a seconda che il caso richieda. ~ella figura le lettere a, c, d, eco. rappresentano gli sportelli rialzati ; le lett~re rt', b', c', d', ecc. ra.ppre· sentano gli sportelli abbattuti all'esterno. Egualmente mobili sono gli sportelli clelia parete laterale esterno. della. doccia. Questi sportelliui, potendo essere aperti solo in corrispondeuza.del pumo fratturato, o del punto doYe esh!telo spostamenLo dei frammeuti, ci offrono la. possibilità di non muovere mai l'arto .fratturato. sia p~r soltoporlo aL massaggio, sia per accomodare gli strati di cotone; di poter dorniuare lateralmente il punto di frattura; di poter eseguir& liberamente il massaggio in qualsiasi punto delrnrtCl. · Fmalmente. mediante piccoli sacchetti rettangolari di fiua sabbia o di altra sostanza pesante, delle dimensioni di centimetri 9 X 6 circa., noi possiamo, aprendo gli sportollini corrispondenti ai capi ossei spostati o ai frammen ti, imprimere gualsiasi spostamento ad essi, poichè qtte.<H.i, sottoposti aHa continua, ma sorvegliata pressione dei sa.cchett.i, possono essere facilmente spo· stati in alto, iu basso o lateralmente per essere met-~si in giusta posizione. Qu!C'ste docce olfl·ouo inolhre l'altro vantaggio di permettere comodamente la sorveglianza e Ja medica tura di f)Ualaiasi frattura esposta, in qualunque punto dell'arto essa sia a,,·venut.a.

u,


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA l\fEDIOA fo:nEI•. - Bull' albumtnurla ololtoa.. - (Mun ehener e'n ;~,.IH H'oehen.seh , 11 ili-li, J!IIJl).

m~tl • ­

C ~uù: ri~aputo, l'alburumutln cklrcn ;;;r dic:ttn"'th' pel f111t0 che lA eliminazione detrolhuuuna i! mtermtlteute. l!ollll •ren lo Je, ... n cornplclnruento nelle m i ne •Tnandll l' int!t" luo r• !<la ia p ""izione or-izzonl&IP. c rrcomparenJo lll'fht '-hllllliH er·etl.a con <~ ... cillt~zioni n• Ila qunntrlit pt>t' le divcr· c ort• .t •l ~IOI'IlO, RO<~Oittlo

if gr•nert• di \'iln dl'llo f'lCS:"O.

L'A., clw ho n~"'''rVfl.lo vfu•i t·a~i di quesl» mnlnlUtt IH•IIa •·linicn di '\Y•irz.bur·g. lln fullu dr>lle. el:<p,.rienze di g-r111ule importllHZ~> JH'ALICII, pet·ch•• c Jll le '-lesse .;:i lulnno lltdicn · ;.ioni e-.atlc ... uJ motl•) di comhnlh•rn l•• albuminurie iu ::eu• ,., •. E!!li h11 lro,alfl, cliP mentre l'albumina e..:i<>tc 111 'JUOnlrtu li !'l"' ole ne le m·tne ,!eli' indi\ iùuu, che si -in levnto ,!J let\o giu da •1uakh~ tempo. cliruiruri ..c·· dopo il pa... to e pu.. unch · spar•it·e. l diuretit.:r, :<f'PCiAimoute. I'IIC«'lato rli potassio, JII'OVOI'C\IIO la enti..:"inné abhnnrlnule d'ut•infi cnn H'arsa 'JU&rtltlù dt ~rlbu­ minll e 'lualdl•' \·olla senzn qtt··~ln. !:)p l'albumiua t' ~t·ot·,.n t•d accenr111 tt :-;comptu·u·~o, il•·u·colo migliora ed il pobo "' fu più atnpio. piil r'el!olar·o, pìt'r fm•tt•, mentre ~ poi piccolo t' >fre JUentt~ quando In ec:rrezronl' dell'albumina t' Abboru1nnte. Gli !'lle«!'lÌ ba;,;ni CAldi. oltre ul Jli'ClVIICare raunH'Ultl rltlllll diu1'8!<i e l'urin11 hn. trat•ce o ,. privo l'albumina, r·eodouo pii.r ntlivo il cir•·olo per·iferico •' •JUIIIdr il polso "i prll~cuta ptu forte e piu ampio d prima. La dretetica approrll'itttn (ulrrneutazionl! t•rcca di crbr nulrrlh r o ...ana), J'e;;;ercizio lllt.!IO<Iico. rei!Oiare, non -ecce~<>·vo, migliorano le conclizront di qut•~li ma.ali. Cnn~tglin perrio la segtt<'nlu clreta: al mattino, l t'o quarlt pr iwa. di levar·s• ùi !ello, 2- :l tnzzo di latte; allo 8 pr·trnu t'O· lozionP cou llle e cacao, Cllt·n o fredda e qualche uovo; alle 12


RIVISTA M.EDIOA.

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St!t'OIIda colutione ,li cacao, carne ed uu po' di pane: prauzo e cena, compo::~ti scrnpre tli cibi ~ani. lnollre p:li mcih·idùi tlebhono rur·e pas"'eggiate, asceu"ioui in monlagna, ecc., non JUO!,t}W, 11«\0 faltcnse, r app1't'"811lf\OtiO flUC'!l6 Ufl PSei'CÌZJO SÌ · stolmaLlco pel cuor e; non ralicht> ecce~sr ve. non veglie prolunf!ale, non ecce!':si alcoolici. cho mentre acrenluano i di· stul'i)i s ubbielli,·i, rendono le ur ine l••rbide e scarse, fanno aumotll&I'O l'a lburuillrl, deprimono o t•implc!cioltscouo il polso. Il Piposo a lelto va cons iglit1lO 111 CR.~-' 1 rnl'i, IJUantlo v' hn minuc,..in fleU 'e«aurimenlo cardiucct; lo stato del cUOJ'e e del

circoh Jt>ve sempr e esser tenulo di min1 dal medico nella albuminuria ciclica, come in lull•' 1~ 111alatlit> reuali, !!ia~;clw misdinl'nndo la funzinnahl<:\ cR rdiaca, mt~li o ra pur.-. 1a malallla :St!lle nefr tlr croniche alle volle :::i può an~1·e un ciclo simi!~> a f]Ue llo dcll'albuminurut iu rlt!lcor --o; l'A. perciil con"Ìglia per lt• m~clesime di riconc re ullo !~LP~«"'O lralLaraeulo igienico-curativo. eq. lliEULAFov. - Come riconoscere ae una. pleurite siero-ft· brlnoaa franca, acuta. sia o no tnberoolare? - (La Se· tltllùte m éciicale, n. i8. 190 1).

E una lez.ion e <'linica, rec..>utt•menlt• fatta dall'A. neli'Hnlel-

Hteu tli Pari~i. (h grande iul~l't>!>"e preticc, specialmente poi pel me\lico milita re, che pur lr o•)po M come le vteurili raggiUIIf.\'OIIo una delle più alle cifro nello stntisLtca nosologica •lello 6St>rcito. L'A. si è proposto il seguente que~ilo: Esiste m1l l' uomo uu.n v(lra pleurila a .(rigore, ùi n al ura non Luhercolare, e sa estste CtHM J)Olerla differenzJaJ•e daliA p l a uri te tubercolare?

I metodi escogitati sono vart. Anzitutto va menzionata la inoculazioue dell'essudalo nel por• i lo neo delle ca vie, che sa~Oi tO colpile da tnbercrJiosi sperimentale, se la pleurite è ~~ natur·a luber·colare. Queslo m alodo, vet·amenle prezioso, !n molli cn~i IA<>cia nel dubbio; sicclw puo tllrsi cbe co o esso Il t'ISUILalo po!~llivo Jta valo t•e SS!>Olulo, ma quello negativù non pro\'a cho la pleurite nun sia tubercolare. Infatti oon è ~r·o ~'he l't·<>sudalo sia poco vu·ulen lo o che 1 bactlli siano rn es!!o ripal'tili a tal grado di diluzione, da poter essere rapidamente nunichilili e disll'ulli nel periloneo.


:-:li é l'icorFIO alle in1e1.inni dt Lnbercolma, cut ~(JtlO sen'lil.lllts"irni :;::11 ammalali con pleurite luhet·colar·c. Ma quo,.t~ t~nche adopt!rute con prudeuz8 non ,.ouo sempre esenti da pericolo. L'ammolnto rlev·~~~re completam••nlt> apirf'lllrn p~ r tentar•· 'JUCsto mc lodo ( Londouzy ha con~ighnto di Pl'l'll· <il:' t'e la temperatu ra r elwle i- vollt> nd le 21- ort>); la quanttlu dr t ther.:ohna do in ettaro de" e o-s... r e do 1 1 ad '/, 0 di rnilli;.• ,JI)uila n••ll'acqua 5lcrilizzato. ( l) Cio non o;;lanlt• 1.1 dol'e pu<t riu<~<'ii'e in~ufficienle, può nvet·si In r•·nzione pur

non e::Ji'Ctllln la pleurilt' l~tlwrcolar·o, po!=<sono insorg~>re complicazionr irnpr1n:isl1', come lo ~les~o A. dimo,..tr·a con m•t•rn pi cliuici: dHIIIJIJ~ •l wetodo è pet•icoloso e •rualche ,-ollo infedele. S1 ,_. fallo In c11llura 1lell'e!<su lato nel sangue ('•1n 8gar gh·

,•ct·inalo ( Be,atu;on è Gr·itfou), sencndosi per quusta dt:>t lu hi oi prova od Hrtclte t!cllc boecette di grlenmeytJt' mes~l' ne l tcrtnu"-LOlo n 37o; olopo :' o i seltlmmw si wtlono appari11• delle colonie. che o-.~er\'alP Al 111icro•copio fnr111o r·icono,_c,•r·t• il baciJICI caralltli'J~lico d.•lln luber·colosi. :\In anche IJIH'~II) me todo uou !0\POipre rie;we, pepcltè l'e""'Uclato di rerle plc•u· r1lt tubet•.:olol'i c' mollo ttlCIIO ''Ìrull'lllo JJ allrr ~"sudati tlc•lll\ -'le-;,a uuturu (p. e. quello olt> la 11111 n.!ite luhercolar·•). S1 e rnn-.i_tiala la ,..jero-.lin~no"t (AI'Ioin::r, Courrnonl c ·•:.}. supondost, elle tne~c.olu n do uno eultttt'n eh bacillt tub ercolal'i rli 12 F('ior·ni t•ol '>H l'O del Mn~uc• E'stra llo dalla punlur·a del polpa· ... trello del dito (11 llu rni,.cel"l a,J' od ancne nd 1 1 ) ~i ha ri ... ul· Ialo po,..tlr,·o. QIli'" lO rnt>Lo.lo, di gru nole ulilita rwtc·n::-i dubbi d1 lubercnlo!li polmonuro. dt poritouile tnhe ..colare, dr Lubero·olo>'i """ea od ru•h•l)lnre, "i t' ptH'P. adopcl'l\lo nòll~> pleurilr Hl· t!pette. ,.jn l'i··.,rreurlo nl "'iero olc•l '-angue. ,.ja all' es«ud~tt o pleurico nella rniscda di 1, ...,, 1 1 , '!.: ma <:i t! visto cl Ili la !'<iet·o-dio~no'-'i po<:tliva i• più rat•n quuudo In pleur·ite ti uo,;""'Odata· n Jt',.ioui era ,.i. ''ti • più fre<JIIenle qunrtclo pur· l'~· ~endo di uatura Luhcrcolat·e. é berti;:ma e cut·ouile: cht• put'l mnncaro u J•ri ucipio Jclla malolliu pt·t· render!•i poi po"'ilivu U) llprof. \lluullì ndl'ìtntlie;;iJ cli'li;llthlt• • •h'' Il tnl•l!rrullua. (:ttloJ In pau •lì Koch, cu•t •lett.1. rtrtltill . rt•JilJ tn "~'l"'' ~IPrtllzznt~ rllll'91:1(1unla di :trlclu fènico ueiJ,, JlrllporziOih' ol!'l

~cnlina~o~ th r:1~1, ,. ,. servilv •lt•ll:l tub~rcoltnn ~ p. 1000. Ila

eumtnr11tu eon l' lni••II:He or-ll norlament" 1 mtllì~r. di lnht•rr•r-

ltna, •J•cn:cn•lu poi h olv;e a l c Il n·• n 111 uullltr .. <P ts r••nt•Jne nun 31 ~~ n t l 'a. - \ ', \lma uriJ •Iella R. Mn•ll!llll:t .teti.: SCINit~ tlrii"I HtiUI•J dì llul ...;na. ,~ne

\'. tnmu Il, 1 ~11.


RIVI:S'l"A lCEOIOA

3!1!.1

piil lardi, in f.!GOl!l'ale quando questa si avviA alla guarigione (Cou •·mJnt). Ouuquu tlmeLodo, eccellente in ai· s tesso, non r aramente fa diretto ad è di difficile maneg:.tio. Si è pur e c.redulo che ta tltazoreaztone di Eh•·lid1 pol<'S!>C l'ender e ~ìcU t'e indicazioni nella rltagnos i della ploul'ile Luber· ·eolare (Clement}. P~r6 i t•isultoti ottenuti in ret•enli r ice•·cl!l• banno ditno!:llt•al.o che non auro ra puo di rsi uu melo•lo :ticuro pet· cosiiTalle ricerche (Lneper, Oppt>nheun]. Ed eccoci ad un nuovo metodo, alla c itodiasrnosi, o diagnn!':i basalA sullo CfUB li l~ degli f' lemt>nli ceJluiAI'l clelJ'eSSildhtO pkurico e de~lt spandi111enli delle s ierose 111 geuerP. Si sa che ~-tli e lem,•nti cellulart ••eagiscono in mo.lo sp~ciale agli aUacchi •leg-li ageuti pl'ltogen•; però uon sono seu1pre le sLN'l!:;fl Cèllule cht> reagi..cono contro luli aQ'enli - con Allt•e parc1le, se 'O'l•lO i cAc.;i si ha una specie di sel1 .;ione cellular·e. Cosi le cellule polmuclP81'l neulrolili o mict•ofagi !li ~J ~tchnicoft tll1-ilobano !cl Rtreptococco e l o pneumoc-or.co; le ~randi CE'llule mounnuclt>IH'i o mucrora~1 h!lnno uu' nzione ptù polPlllc e •JU&!che \'Oila arrivano u di!'lruggerc> il baci llo tlolln lubel·colo~i. lllenlr·e pot dt:-~Lt·ug~ono factltnt>nle l e emat.te e le ct>l· lula p(ilinuclearL OrbPUO l'autm·e ltn voluto Lrar profitto del rnetodo iu dì· scm-so AnCht> per gli è-.suclull pleurwì. E-,.lrae percu'l qualche ;:rammo di essudnlo, lo c~11l t'i fuga e poi raccoglie qualclw goccia del liq uido •·irnaslo '" ' ' fondn del tubo da sa!!gio, ne fa la p r~>parazio ne cc1loratn alla li0oina, all'eostna·emaleiua o trrru•i·lu tlt Eltrlich n la esnmwa al tnic•·oscopio St >e !ono allora u.lnbuli rossi, l~>ucocitt po linudPari, grandi c-ellule mouonuclea.L'i, Hnfociti, cellulR endoteltali isolate o riunitu a telaio; pet·ò ')Ueslr elementi non esistouo indiO't:lt·elllemenle in tulh gli t>Ssuùali pleurlci, ma va r iano per quali tà e qunulilu, ~ec·ondo lu TJaLurtl degli -<lessi E per questo mo tivo che Wi·lal c n avant Jwnno amme<~~o lre varietà di pleut'iti. cui 1'0t·rispoucle una citodiagnMt diverso. L11 prima i rappre,.~u­ lata dagli spandimunti plourici dei carùiaci, dei brighricì, dei eauce•·os i, eta fJuelli ctovuLi nd irrHa ~1o n e o compressioue vJeiniori- ~->pandiracnli ml!ct.· en ici -ll ~i quali si lr•ovano qna"i e"clusivumerHe J,, .trauùt cellule eodoleliali, provenieult ùalln cle"quamnz•one della sierosA, 11011 llllfllciLi o cellule pol inueleeri, non esisteudc) t)genti infell.ivi ùu combaLle t·e e dislr ug· gere; 'I U<~I c h e volla in questi essutlalì, massima nelle fal'li posteriori, possono trovarsi linfoe~lì, ma IR sola prel'lenza


l ti( l

Rl\'hT.A !.tEDIO.\

dell·· cellule cndolt•liali 1·iunile a LelniCt ba«ta a pruci!.=are la diagnllsi dt pleurll•' mect'nnica. Lu "'ecoodu vat'it>là è C()~liluilA dalla pleurite iulelliva aculn, dv\ uta allo '"eumocoe.:n. allo l;!replucucco, al baci l h liIleo, ••cc., e nel cui Cti"'udnlo !'"'"~ono unn lr·o,·ar,.i eli a!!euti palo..,.cni. ma c"'istono t-ernpre i fa;zocili, i leUC(}CÌII pulinucl ·ari in ahbondauw, l~· gr•ossc c~>llule monouucleari; 111 unu par·01a , ~li el••menli cellulari poliurwleal'i o rnouonuclt•arJ t·nraLlerit.zano 'l Jeslo e~:;u .alo. Fir111lrnelllt• IB leru; 'aJ'rèl.it. ((Il t'Ilo ehe mogli•• risponde nllu pl•·urilt· ucuta franca, eletta a r riu11re. nel r.ui •·ssud11lo ,.,j noltulO qua"i e>~clusivalu•!nle linrncill conlllH'IllÌ~!'Iirni e me"colati ad un nunwro relalinunenlt' ~randH di e11rpu!'cul i ro-.»ì : pos~ono Allei e e~«ervt cel ult• ,10linucleari, ma ' Oli O ussa1 poco uhbou.Jar.u e f.,r-.e rapprll"'t•nlmw il l'l'ultalo d1 untt rnl'eziouo secondar·w. ELbene la li11focito~i plt'lll'ale con J{lobu 1 ros"'t permette al clinico tli rm·e la di&f.CIIO!>OÌ oli pleur1l · lubet•colare. tlia!lrtOSt che, secondo lo os!'t•n·az1on1 riferite dsJrau ore, t conret·matn co o la mnculazione ·leli c.c;su alo nel ptt'tloneo delle cavu~. L'A. dichin1·a la citotliu~nosl tl melorlo più sicut·o, più l'nc I}P, piu spedihvo, prù iuocuoJ per ri"olvere il proLiema, eh~ i è propo,..lo; 1%11 altr·1 uretodi indico li fH•lrunno 'ale1 o u t·ontrollar , 1 rt«ultalt del lllede,iroo. Egli inoltro crede polt•r oiTermart• clw la roag~10r pArte •Ielle pleuriti, già ab aniiqrto dette a lriyorc, Muo in renllll tli nalur·a lul>ercolare e "" ali•· vollt· L!'U8rHwono "'"n7n la~<ciare lraccìn del loro passaggiO, ru'l clipendc dol fallo chA "'ono tubercolo~i locali tiolla pleura, mentre il polmooc c emno. La plouru ,-. beue m·mata per· la dife~a e puu 8\'8r\>t la guar1gioue ~enza cho la lube1·colo~l si gener alizzi, coltll: ,.j "'~le pure ~ucc&ler·e per alcune lubercolo"l urtìcolari, per quella del per1cardio, por alcune pl·rrloneali spcc1almento I'JU<'lle a forma a<~cilica, pt>r la tubercolo'li pleuro- perilonealt) (Fer n&l). Mt\ 1! pr atico dev'essere prt•\enuto, verchè pos~ono QVél'!òl delle pleuriti lubt'rCOI&l'i SeCOrJtl&rie UOlOl'tOÌnalo du Ull ftlCOI8ÌO I>Oimonare tino allora lalonle, Cht> r••:;ame ClllliCO e la Cllodiagnosi non diiT~rdnzìano d11 una pleul'ile Luber·cc>lore prtmiliva e la cut prognosi é più t-rrave. Ricord1 porc1ò che lo plrul'il1 lubet·colari ucute ~ono ::• ueralmenle a.J essudalo obbondonle, donde lu necessita ùi ricorrere pre<>lo alla loracente,i, quoutlo ti h•1urJo è ... UJ •-


RIVISTA DI XEVBOPATOLOGl.\

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r ioru ai 1500 grammi; che !"essudato può •·iprodurS~i rapida· mèuLe, cagionando le morte ~ubibaneo dell'infermo, mentre IJU8sli erll stato messo in cosi buone condizionr da far tra· scurare l'esame del torac(• iu Lutti i gicwni. DunfJue, anche quathiO la fase acuta semb1'11 e!'(aurila, biqogna tener d'occhio ,. individuo, osamwarlo glot·nalmente, va lutare la. quanlilu dell'essudato, praticare la Loracentesi. se questa è d' indicazione urgente. Anche nella fase di convale~cenza l' Apparf'nza di salute può nascondere lesioni LuiJercolari della pleura; perciò occorr·e metlera l'ammalato nelle migliol'i condizioni igienich•~ e terapeutiche per impedire eh•• la Lubercolol'<i si g~nerulizzi, tvihwdo le cause di ~tropazzo e di sperper o dello forze, d11ndo un· aJnnentAzione so-.tanziosH e varial8. t)rat'ar·enclo il c lima d' altitudtne e la vtta all'aria libera, ri· correndo ai medrcarnenli lontci e ricostituenti (olio di feg-alo dj merluzzo a do«i crescPnli, tintura dr Kola, coca e chine, miez10ni di 0,05 di cacodilalQ di soda p~>r quiotlict giorni di seguito Lulli i mo.:;i e per vari mesi consecutivi). Occo!'rono anni p1 ima di polorsi cr·ederl:' ol ripuro di qualsiasi allacco fh luherCl·lnsl.

RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA

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Un oaao di para.ltsl psendo-bulbare oon aboll· ztone unilaterale del rlfiesso pupillare. - ( Wiener ltlttdteinis~hc Pre.~se, num ..\5, novl<tnbre l!JOI).

K NoTZ, -

Que~l<l osset·va7.ione clmicn, seguito doli'A. pet· 5 anni, st ril'!~mwe ad un uomo cou precedenlr s iOiilici, alcooli,:;ta. Era alletto ùa inc,utliric:-nza valvoltu·e, 'lt1811do ad un tratto fu col-

pito ''" sonnolenza e da paralisi totale dell'oculomotore sinistro, dopo vuri ~intorni prodromtci da parte del cervello e dopo »llucinazioui visive. Lo paralisi inle!'essante tutti i rami rll'! citato net•vo era dirno~lrata dalla m1cropsia, dnll'nssoluta rit.titlilà dell~;~. pupilla, dai movimen~i raratleristici d••l bulbo, dalla drplopra. Con la illwuinazione rsolaLa dell'occhio sinistr o si aveva contl·azioue della pupilla de~Mo, inve c~> Il riflesso

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4.02

lUVlSU DI ;o•;VROPATOLOGIA

della pupilla simstra mancava tanto C'on r illuminazione dirdta delrocchio stesso, quanto con t(uella isolata del destro. Sottoposto l' indi,riduo alla rura dello ioduro di pola~io. la J•at·ell::.-ì mt!!lior6, cedendo prf'Slo e completamente in alcu ni musroli dell'occhio, con r11arùo ed in modo incornplelo in altr·t; però rima~e la t'tgidill'l pupiJiare di sinistra, la cui t• ent.tone alla luce e quella consensuale non più si ristabilironP. Dopo :3 anni e mezzo IIJ sto~so individuo fu col pilo <Ja, vet·· tigini e eeralea, da di,.ordini della vista, Jella parola o del f::ll!\lo, andando incontro a not.. vole dimageamenLo; tutli quel-li falli tnigliorarono in seguito n Ila cura iodica e all'adallll Rltmentaztoue, cui il sogg-etto venne sottoposto. Dopo qualc·h~: mese, avendo e:rli solf,..rto d'influenza a forma bronchiale•, pegj:tiorò di nuovo, presenlùnùo ernìanopsia omooirua destra e nt•urile ottica: e comi> di con «u..to la clll'a antisitìlilicu p t'o· dusse novello migliot•ameuto. Il segno ùi Argill-Roberl!'Oil uuilaLer•ale ginislt·o pc,leHt spieJ.rar~>i ammettendo la disLruzi ow~ ùél cenlt'O dello sHntet·•· di <fueslo lato (Bernhe1mer, ll edd acur·), centro cl1e doveva flsser l eso piti pr·ofondameulu (!Pgli 1-ll ll'i ce11lri vicini, i quali pot<'· t'Miù l'ÌpArar~i. MA que~lo !"Oio fCJcoJaio morboso nou t•t>udeva t•agione degli alll'i sintom r os~ervati . Il deco rso della. malflllia, .specialmente nella suo st·conùn fast>, rrcor.Ja la smdr·(Hlt' de•IIH pal'alisi bulbare di Dur-henne t• poralt!>i hulhflt'f' att•oflca pro· gressiwt di Le~·dpn; per·6 l"sndameolo non fu pt•og:N•ssivo; anzi presentò alternaliw incoslanti dJ peg!!ÌOrawenli e d1 mig:liorarnenli; in e-"so non ~i ehbero ~pecialt g:ruppt mu~co· lari lesi, non le conlrazio11i fihr'ìllat•i, non la r eazrone tle~e­ neraliva. Dunque prulLoslo ri ·•n tra nel qulidro d ~> lln pnralt<>i pseudn-bulbare, nella (Jilale drffi,'ilmeule può dislinguer~i unA fot·ma cerebt·ale da un'allt·a f~erobro-bnlbare (Oppenl1ein1) . Tt·aLlandosi di un alcoohsLa, i> !';upponibile che i falli noi.Cili I'M~ero dovuti arl aller·azi<orli tll'lerio-sclerotiche dei va<>i dol lll ha<oe del cervello; alterAzioni, 1'1113, secondo dlvl't'"Ì autMi, ftJnuere!Jbero il fondamento analonllco della paraltc;e p!"euJo. bulbare. Queste aJleraztoni fnr;;e lumno costituilo i l moroen t•l predispouente della le->iont>, la quale in reallà de' 'e;:ilet•e una 0ndnar·teril9 sifìlilica, che instcme ati una menin~1le bal"il~tt·e d+>lla stes:sa uaLura spcctfica rorrnA il subslrato anatomrco <.lei ca"-O deserillo. La le<>lone dl"l eenlro d':lllo sflull' re sinistro potrebbe anch'esst'J'e !"la La deLèn:njnata ùa. uno. picco l te emorragia; infatti mentt•e tuW gli altri sintomi mi~liMat·ooo


JUVISTA DJ NEVROPATOJ•OGrA.

403

con lA cura specifica, la s1>la r igidit.A puplilare sinislra rimase immutate. La emianopsta r ilevata in un cer to periodo della malattia forse è dovuto alla diffusione del processo al cor po l{cnicolalo esle1110 od al tratto ottico siui~lro. l n quanto poi ~i ~inLorni psic!Jici, dessi possono essPre stati ~'\usati da faU• Ji compro-;"ione o da lesioni delle vie di associalione. Il ctJSo d~nico è degno di speciale r tmat•co per i precedenU sifìlilici ùel soggeUo, per i sinlomi ~ene rali cerebrali. per la "ariahiliLà. tle lla maggior pa1·te dei medesimi r eagenti alla cu ra speciflca, pel' la compa•·tocipazionl' dell'apparalo visivo e :;pecialmenle per la r igtdll.a pupillar·e uuilaler ale, menLre ì> rh-apulo che il segno di Argiii-Roberlson pur osservando~i ìn varie gt·avi malallie cereb1·ali t! spinali nonchè in casi d1 stlllide Le•·t.•aria, è per Io J>Ìu b•lolerale. eq

Contributo allo studio anatomo- cllnloo delle atas le. - (Archioes grhlt.: rale~ de Tr'!!'d., sellembt·e- no-

TnucHe. -

vendJI'e Hl01).

Snnn 28 le o8servazìom clìnic·he inedilt3 di ofa.sia, segurle th. autopo::1n, che l'A. riferisce, cla.ssiOcandole in bose alle leSIOIII nrrnlomiclle rr:>contratl.i. E~li 1~ ùistiug,,e in col'ticali, in qu~:IJe cJovule R le::;ioni deliA Ct~psu\a aslet·na, della capsula inlernu. Jel lllllOcchtn del corpo .:alloso. L'•·"IHne dei 16 casi di afa:>ia cor licule dimostra sempre piu la g-rande dillìcolta di stabilire dallo ~ludio fenomenolo gico lu Je~ioni corrisponJenli. Per ratm~ia. motoria la d.istruzinnc completa dPJia ter za cir,•onvoluzione frontale può dare !!-Olla.nl" In pa1·ola ecanùila od un po' J' impaccro nell'articoltHione dPila medesima (iisarlria). SB contemporaneamente è lesa in parte la pr ima circonvoluzione temporale, s i osserva uotevolo Aumento nei dislnrbi dìsartrici, però la parola spou· taw•a •\ uncot·a possibile. Se ~~ lte pur·e le~ione dell' insula, •tuP~t'ulllma é compl~lamenle pe1·dula. lllcnlre poi è conser\'IIIA In l'tpdnione delle parole, nouch/> il r.auto. Silfatle co nrlut.ttoui ronf~rru&no ropiuione di a ~rnhèim, <'he ne!ra la concezioue ltuppo ri"lt•Nta ùel cenlro ùi Ht·oca. Jl,,r ra{wtia !lensoriafe (sordit(ì rerb(lle), quest.a alle volte pw'l 8\Cl''"i m ~eguilo a distruzione ciel lobo tempot•ale, alle volle no. Lo $lesS(J fat to si osser'va nelle lesioni della plica curva. La eecità verbale invece, clw deteri.D.Ìua lauto la ìm· poss1bllilù di !Pgs;!ere senza che esista alcun dist urbo della


RiVISTA DI .8EVROPATOLOGIA

vista (ale~in), rptanlO la impossibililll di scrivere (a{lr·a.fla) sul spontaneamente, sia solto dellalO, pnr~ si verifichi co«Lantemente nelle lestllni della plica cur·va. Pet•ò le osseJ·v~z1cn11 dell'A. nnu ri~lllvono del tutto la qui!llione della funzionalità di questa. partl-l dell'eucefalo; giacché da tempo è risoputo che In lesione ùelln plica curva deterrnintl !Il distruzione della illlma~ine visiva delle parole (Déjt'-rine), ma l> questa la fnm:ioue sola, che dessa abbia? Talvolta la sua il.l3ione s• accompagnH alla cecilé ''erbate od a.Ja sordi l<\ verbAle ed anche le funLionr intellettive ditl~1·iscono nolevohnr•nlt,', seeondo che dessa "IU le<:a od integra. Potrebbe perc16 awmellersi un rapporto t1·a l' inte~rilà del la pii ca curva e l'esercizio normale dellu all•vilà cet·ebl'tlli, che pr·ecedono l'evocazione della parola. l casi rifer•ili dall'A. di afasia per [1•-:ioui della cap-;tlltt esll'riiA sono 7 e di or1gme emorragie~; ([e;;sr dimoslL·ano come "'" impos~ibile tlilfe•·erlZlare queslt ùa •111elli di afa!.>ill cut·trcah.•. asseodochè :;in ne<!li uni, «ia negli aUri possono a,•en•i alt·razioni della pAI'ola, disordini della :;criLluL'a, assenzi.\ del -..-gan di Lichlheim (t·ieorcato in un sol Cf\SQ). In dua casi estendendos i la emor·t'ORia all'indietro e f!C()IIando la plit'A t'tli'VI'l, si aveva un l"(uadt·o fpnomenologico, che l'icorJava quellr> delle lesioru della zona corticale curri~pnndente. l 3 casi di al'a!<ia per emorx·a~ia della capsula inlel'lla sono poco preci-.i; però nonostanll' le loro intompletez.za, par e d tmostrino che le lesioni del ginocchio della c11psulll pPr i disordini della leLtur·a e della sct·ittura possono dal' luogo Allll vera afasia e non alla semplice disal'Lria. rn uu uHimo caso riferito si avuvn, ollre var•ie lesioni, un rammollimento di recente datn dl!l ,zinocchio del corpo <'alloso con para!'asta pur essa roc•'nle. L'A. in altri due casr di glioma e eoobeculivo rammollimento del ginocchio l'lleE:c:o ebbe a trovare di~ordini della par·oh.t; ma quesli eruno sopravvenuti tarclivameole, aecoropagnandosi a falli convulsivi ed a condizioni gene1·ali, cbe no11 p!':'rtncltevaoo decidere s:P dovessero esaer·o l'iferili all'afa sia o semplicemenlo allo di-

sartria.

Clf.

J. B. Buvt.T.- Sieri arttilolall a.dopera.tt nella. cura. delle malattie mentall. - (Thé$e de ParÙJ, 1901). I.'autot•e riport~1 una numero~A statistica di maln1i di rorme mentali ulilmenli curali con la ~icJ·o-LNapl8. Sono oltanlaselle infer mi · sottoposti a tale ~raltsm enlo consistente ordino t·ia-


RIVISTà CRntUR(HOA

·105

meule nell'intro,iuzione minima giornnliera di ciOI(Ut.>cenlo ceutimelrl cubrcr di L11le runu.ho, e:;or l'itout.lu per cosJ ,Jire uu vero lavaggiO del l'IHIIEtUe. E gli si ser vi a lnle ~copo di sier i di ll'O categorie : t• S ier·o c lttrtll'alo al i,5 p. 1000, <·o rrispondente quindi alla soluziona fi'-~iolosnra; 2° S iero brnmut•ato al 6 p. 11100; :{• Sr•>ro io.lurato al 1 p. JO')O, lJ primv ,·cnu•• dnll'autore utilrnenle impit•!!alo nelle (I!';ÌCfl"i to""mfdltvt• recenti od acute. lll'econtlo r isullò es!"erP uu rotenle f'edati\'o, mPnlre il stor o Jl)durato gode di par·twolat·i proprie tà auli"cnlcr usanli t•iu;>coudo per conseg uenza uLlll~­ simo nella po r·Aiisi ~Nner·ali d'ol'i~ine ~:-i[llitica, ed in 1-(CIIt'l'Sie ne~ll aheualt ~itililict G. 13.

RIVISTA CIli RURGICA ___...

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l.to: CLtlRC - Le apofl•lt1 della. tlbla. durante la ore1oenza. - (J(Jurnrtl ,(t .\Jérleci11e Pt rle ( hir~trgte, oltobrt.• l!Kll). La tubero-.itu nntcriltrt> dellu tihia può esc:ere tolvolln la !Ile le dJ u ,· o .... l••tte particolare, lu IJUalo e "lata ~e~ualal:1 tla di.,.er-t nutor1 o constderata di nttlul'll r euma lJca. Qu ,~la maiRlliu !'lì osser·va !'lnpt•nLlu llo ver ;,o l'elù tlt 13 a 15 anni e u1ollo l'ili nei ~iov ani (•ho nelitl glovattc lltl, a C'acinuf' della ma..:r.rior frequen1.n d~i tr·aumatisnn nei primi. Sr,\'PUlÌ, del r~ .. lll, Ju C8US8 imnte•IÌulA e rima"lR i~nola P pUÒ e!'"'ere 'Ptnplicemeute mvocotn unn diate ..i ~:ome il reulllali!>mo. La "U8 c:ittlornato~lo!!ia c "eruplice. Un rn~auo ~i nccorj:te che !"Olfre nel mullcrsì 111 ~-;tnucrhio, è cm·lr·t:Lto a l iuterrornp•~J·e r RllO t tlivertirnenti. ~otlopo!<lo in quel rnomonlo a viRita tnPclica, si t•ìscontra, in cort·il'lpondenzo dtlll' tn,.erztone tiltmlc clt• l quad rtcipila, uun lumerazione del vollllne di un·or·Jinllrta palla dH bili~u·òo ,, la tubet'O"iLa aumentt~la di \"Olnm~ e nlft.!ltA da o-.teite.

La pelle. in generale. ha con .. er \Rlo il "uo r-olorito not·sui prani profon· i. 8olamenlt> n,..l caso .It pt!· l'IO!<llle ~eeondal'in, e!',;a diveuln russn, calda. l!<'PC".. ita at.le1' •n te ai tessuti sottoposti. t~ale e :o-crvolu


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RIVIST.l. CBDUJROICA

La tumefazione è dura, dolor osa a lla pr essionl', anche ll'gget•tssima, sperialmenle nel ca~o eli iufiammazintw pt•ctubero~iLaria.

Il malato cnnluuna, se non zopptcaudo, eviblntlo per lo meno una troppo forte pr•~ssion e l"UI suolo per sfuggire ad una sco!:'sa dolot'OHa tlella regione melnta . D'o rùmario uon esiston o rcnorneru gt>nerati, n•~ bt•i\'idi, ne febbre, nè dt,:.lur bì ga~lrtd. Solt.o r influenza del riposo l~ c.li una r ivulstoue local.:>, il dolor·e dimiutu~ce ra pi.lam~nle, la lutnerezione doct·~><:ce, e, quasi sPmpt'l', dopo un mcM al piit, tutlo scompar13 ~>.enzl}, lascial'e trec<·e. Que~li fetwtneni "Ì limitano acl unu ~oln libia, rarauwnte a•l ambedut) le ltbto contemporan..amPnle. Secondo Gen~:olplle, queste o"'teili circoscritte pc..!'l<:ono Il"· sumt>re lrt> foruH-' forma tpero.. lO!-ICA semplice; frmna i pct'r'~ln<:ìca con :o-uppurazione: f•1rrna ÌJ et·ostosica con "uppurnzion~;. e necro!-lt.

La prima fOI'ma é la piu c0mune; è quella che vunno dt>scrilta. Essa hn pet· e~ito tu ri~oluzio11e ed il rtlot•no delln regione a1l tn.lt'•!rum. Mn può t·e«Ltli'S un certo J:(ra lo di rl· ,~;rouOamento 0"'"eo, che ere~( io quel punto una <>peci e ùi /o'!u s minoris resi~/entiae. Le allrf' dut• forme sono mollo rnre. l fenomeni cht' preseuta 1'1dfezionu i11 tliscol'~n !'Ono cm·ì caratteristici ch" In diagnost di t->~«a è J{eneralmelll\' foctlt•. Una conru~ione però pott·ciJhe E'«"'et· fatta eou l' ·~roma della bor~a pt'<'lthiale, ma la localizzaziOne non P clrl LulLo la medesimA, l!d 11 tumore t\ aiiOt'fl ùilocular e o flultuanll'.

B

L ' anestesl• oloroformloa nel oardtaot. (Jou rnal de J/t·derine et de C!ttrw·gie, uovemht·e, 19tll).

HucuARD. -

Sovtmti vtAno discusso il tptesilo R& si !>Ìa o no aulot'izzali a pralicart• l'anestesia cl01·ofornurn pel' unu opel'8ZIOIIb in un so~gello nffe llo da una malattia d1 cuore. Molh mc ltt•t OJHnano che una cardiopntiu od uun an~ma eli pollo cn"lltuic;cano contt•uindtcaziont prcci!"e a rtue«t'ane"<IC"Itl

Huchard nou condivide •tue~t.o 8\'\'I~O ed ammette al C•tn· trario chd tultì 1 cardiaci, nfTellt da I~!Stoni delle Vfii\'Oie lnitrali od actt'lldte, che sofl'r·auo o uo, po$sono esser~ ane-


RI\'t~·u. DI OTo-Rt ~o-LARDiGOIATRIA.

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ttle!l•ati. Non vi ha conlrntodrcazione che quantln il tnalato P 111 Ì!>lalo eli aqjc::toliO O di dispnea l08!11C0·81imenlore. ll uchard fu chiamato a con .. ulto per un malato affetto da an~ina di pelto coronaria, ~:~ che dovtn•a esseri' npPrato eli una fistola annlo, operazione per la quale c::i er·a indeciRi s ulla sommin•sl!·azione del clnroforutio. Huchsr·J fu di parere rht> il malet.n cluvesc::e t>R<>ere enec::lerr uato, ma alla ~ond•zione cl.e e"'!lo fo ..,.e addormc•nl.ilo • NU· ph•la.mente. 1-: 1111 t>rrore, IO rolll. J'acldor•menl.ar• IIICOffit•le· t.nmenl.., que ...l• malati, per cllé fa d'uopo t-O!Jprimore 111 modo a ... ROiulo i ritles9i. Ora , com(1 nrl CII'~'' iu ù•scorRO, l'opes·u· zioue cloveva fa•·c::i nella regione annle. ed t> in lllle!<ta r·e~inne che ~i t'"~llll~uono 1111 ullimi rillt>!'si; la nPco~:~"il8 dì un•nnostesia tolttle era pienamente indicata. D'nr.lmas·ro :-i c•nrnmelte l'errore cii addormentare rneompletanwnt•~ qut>~li mulali per il timor e troppo csag1•ratn liell'an~l"le~ia clornformiC1l uei carlimci. Ora, per e-.l-'i «oprallullo, il pt•t•icolo ò prullp<>lo iu un'one ...esia incompleln eh .. non :>:OpJiruoe lutti i r·tlla...,i, e:<<~t>IHI!l tptesli la l'llll"'8 prmcipale de~li I!CCidenti f!litH'Opai i. L 'C!<I,Lenza eli un'affezione t•ut•dincn nn11 i'• quindi una conlrointlicazsorm nll'anestc~Jtt. a nwno che il malato rum ~i trc•q 111 i"'tato Ji A'-islolru hen caratlerizzuU\: in SlmJlc ca~o. :-i pun llucora t·t>nc!erP po«<~ibile l'ane«lesia col lt'8ttam!.'nln, pcrchò 11110 ~lttto r!i iposj .. [11lia non "Ul'ehbe 1111 oc::tacolo a <~'lnlnto La òi<>pnPn to .. ~ico-allmenlat·a cn><titui"'ce al coutrario uun r.nnh•oindicnztottt' 1 reci<~a. 1119 mouw11luttra, per·du\ il s·eg:ime lnllOO la fu 'iCOtllptll'cre r~pid&lll!'ll(P, 6 l'operazione viene Cll<ll t•ttnrdata solnuu•nte di qnakhe gio•·uo. B.

RIVISTA DI OTO-RINO-LARlN GOIATRIA L\BROUS.SE. - Le uoltoal del co~dotto uditivo. - (Jortrnal t/f' Jltlclectlu' t't de Ch1ruryie. tiiW• rnbre HlOJ) Lnbr·ou<~-.e Ila -.tudialf• una formA eli PsosLo!'i aqsai rara <'.he hanno unn ... julomatolu~J8 "Pedale, u ca.;non., di'Ila lorn localizzazione, e che sono spe,..n rnn-.a h errori draguo~hu. 8 1 tratl11 ùi .,uelle esoslosi elle si rorrnano talvolla nPI cm•-


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lUVrSTA DI 01'0-RIXO-LARI NGOIATRfA

dollo mlilivo, t\ delle quAli è ancora poco nola l'eziologia. Le une !!ono congenil•>, le allt·e Mno dovute al!a sifiliJe, ed altre infine ~embrano lejirnle all'artritismo od alla diatesi goLlosa. Qualun'lue ne ~iu IR Cùu~a. lu sintomatologia è pressoché sempre la nwdo>:<Hnn. Quzsli neopla"'mi ~i '-Vìluppnno in tultr i punti del ~on ­ dotto. Hanno per·o una sede di predilezione: si osservuno più l'rl~tJUenlernente nell'unione delle porzione cartrlaginea ~>ù os.::ee o contro i lnuparu. Ordiuar·tament.e unica. un' csc.oslo~i può esser e accompagnala da una st>c·onda e anche da una lel'za. Molto spesso ~i O!'~ervano esosLo~i

in ambedue i meali. Il volume delle el"Ostosi ''llrìa mollo: ora non esiste che una semplice cur· valur·n dnl condotto, or·a il lume di questo è r·idc1llo allo stnlo dt fessu ra, ed auche, 111 cer tt cac;1, ,. compl etamente abolilo. Cio c.Le cunlr ibutsct:> anche ad o~Slruil'e il mesto, sr i• che tumori 1uullipli, nali sulle pAreti opposte del canale., va nno incontro gli uni ogh tlltri P g-i ungono ad un coulallo cosi mlimo che é LAivolla impoRsJ!Jila inlrodurvi la punLR di uno s pecillo, sia nlla pAt't.n :;;upl.'ricr·•·, elle alla pat'le infet·iore. ll loeo Llecorso è ordinut•iaruente m olto l enlo, e ciò eire ric hiama il piu soveuti l'atlt'uzione dei malati è la sortii là. Più lut'di compaiono i tlolo r·i clio assumono ot·dinal'iUmenle il caralle1·e di nevc·fl lgie. Tal\·olla infine, si produce uno scolo puruleulo. Qut·~li lltmort sono facilm ... nl•• diagnoslirabili: pet•ò eq<>i pos"AIIO spesso inavvertiti o sono confusi coi polipi n con cor·pi slt'anier·i. Qunudn ,.t tl·alla <li lumor•i d'origiue sifllitica, 8i pui> sperare n••lla IOI'Il r·iùut.ion" con una rura prolungata. Ma Il piu ,.uw•uli , "P "'"'~i cagiouauo accid~uli, fa d'uopo praticarne la t•esezione. B. C.~A~JoA. -

Sul polipi sanguloantl del s etto nasale. 20 luglio l!JOI.

A ,.Ciiif'IO italiano t.b ''ttJiugia -

Colla deuominflt.i(tll!.! .li poltpD sa~tgflinanle dd setlo è slalo inùi,·ìdualrzzuto un turnm·e ))ertiguo, facrlmer.le ~auguruanlc, piuttosto l'l!l'O, unrla~er·alc, localizzato quasi l'osltmlenl{mle alla pa 1·le aulcl'iore iurerior•' della porzione rarlill'! ~iuea del sctlo, CinÒ rrRJ puutrJ di predrloz•nne tlelle amorr~;~gi e . Il volume del tumore VtJI'ia dalla gr•twdezza di un gt'llllO di miglio H qut-lla c..li unù ~l'Oi:!"<tl noce : pu6 essere t•olontlo,


RTVISTA DI 00l1L.I$TI0A

Ji-;c·otJale, con superficie liscia o ruvida. Il eolo re va dal griJ!Ìastro scuro al hianco candido; dal ros!'O pe.llic.lo al I'O!i<SO cupo. Wl consistenza e molle e fibrosa. La megftior parla de~li {IUL OI'i .,i 81'COrdano oeU'ammettere nella Pliologìa di que· "'ti polipi saugumenli una base iulhlllllllAlOJ·Ja dovuta a ~li· mc.li di \'aria indole. I sintomi sono le t'il'orrcnLi epi..,laMi e lnlvolta più lardi la sensazione eli un holloncmCl CAI'!Ioso ili e.or-ri'>pondenzli del sello. L'evoluzione è l't1pirl1.L La prup:no... i ~ b .. uìfrn&, ma sono t'acili le recidtve. L'ablatioue .le\'e e<>!<t>re falla con an!'a fredda o calda con J'av\·Prtenza dr couqtiC'ttr·e prorontlamenLe il punto d'impisnLo. M.

RIVISTA DI OCULISTICA M. r. OE LAPgHsoxxE. - Pa.ra.llst ooul a.rl ed otttt. - (Soc. Frane. d'oflalm., Cqngressn del H101). Cilo le lesioni dell'orecchio interno si ripet·cuolono ~ui Ct'nlri oculo-molori è o~gi un ftltLo ben tlimo"llt•elo. l nudei hulhnri del nervo Vf'slibolare sono in cumunicaz,one C<'Hl i nucl.,i oculo-motol'i del G• pai1) e, per loro mPuo, c-on gli nltrt nuclei dei motori oculari. i': in queslo morlo elle l'il ril•~>ce tt spi~"are il nista!!m•t (Tt·ombetta. O:;tino), e certe parali~i ~sqe•·vate nel corso delle oli!i. Ollt•e le ptu·alisl dell' oeulomoJore esterno, si riscontrarono ullre~i la plo"li e In pat'Ahsi dell'acl'onuJdazJOne Secondo il Bumiel', lullll nuclei oculn· rnolnt•i po.:;:;.ono es«ere affetti per· l' irrudaazionP rllles-;a clw ha punto eli parlenzu nell'app&L"eccluo ampollare (Tt•omhelln) Il caso riferito dall'aut.ore è il seguente.

Un in11\'ì fluo, SPnza precedenli morbosi. é as~alilo imprO\'· 'Ì"Rlflenle da verli!!in1, da rom.io nelle or·ecchie, .la dolor·t \'tOlt>nll, da sordila. Qualche flJOrno piu ltll'lli Ei ri!'lconlJ·a una uiJI~ m ed in suppurata; il timpano vieue inci~o, Il p Ili!' ;;cola all'e... lerno, e, da allora in poi. roti te med1a acuta si 8' vta rapidamunle a guart~ioneo, per«ì<>tendo per ò un po' th esitaZione nel ct~n.minare e dJpl<Jpia. L,) studio rh qursta dtplopta fact> t•it·onoscere una parali:::ì del grandé obliquo dello l.'-LG!'SO lato dell'<JLtLe, la quale paralisi persiste ancora dopo la guari,~tion ... dt•ll'olile, benchc vada dirnìnuendn.


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RIVISTA Dr OCULISTIOA

Per spie~Zare questa paralisi rille~sa del grande oblilJUl•~ dello stesso Ialo, nel corso di un'olile. bisogna ammettere ùelle conue,.sioni fra l'uno dei nuclei del ner vo vestibolare col nucleo del 4• paio del lato opposto. sembranrlo ben tli· mostrato l'innrociamenLo dei due paLelici. Qaesla paralis i del g1·ande obliquo, che dà luogo ad una diplopia così fa.slidìor:;a nella melA inferior e del campo di s~uard o, può Rpiegarl) la incertezza •Jella deambulazione ~imulanle la vertigine vera la quald accompagna cerLi d1sturbi dell'orecchio. E. T. COPPEZ. -

-

Neurlte ottica. da. auorblmento dl tiroldlna..

(Are/t. t{'ophlalm., Lomo 20•. pAg. a56).

L'A. osservò cinque volle (in f]UAllro donne ed in 1111 uomo) la produztone di un'ambliopia tluraule il corso d1 Ull lrallumenLo curalivC\ dell'obt:!>ita colle LavC\Ielle d1 llroidina, " la ~'l'aduale scompflr~a dell'ambliopia ~Lessa dopo la ce><snzione

Ji questa eura, Da cer·ti siutoml, e speciahnenl.c dallo scotomfl cenlt'fllf', l'A. conclude cbe quesl'arnbliopin è dovuta ad una neu•·il" relrobulbar·e partiale. l sogj:telli os!.'lel•vali avevano da Lr·enla A quarant'anni, ~ 8\'evano tll'~orbìlo, per lun:.ro Lempo, dosi spe~so esagernte ùi liroidina, che giungevano tìuo al triplo della Ù0!'16 ma"istm& abituale, e, in !'le~uito alle quali, gli ammalali avevAno !lPr· duto il terzo del loro peso. In p1•inetpw non si er·a prvdotto Alcun fenomeno di lil'Clidismo, il che li aveva preci"~nmenlP spio li ad anmenttH'e le dosi: e l'umhliopia non comparve cltP par ecchi mesi dopo l'inizio della cu•·a. Ma a •1uesto punto Jo slalo g-enerai P non è più cosi ~odfii~facenle: i maletr sor o nervosi, inquieti, facilmente pl'O"li'flli. molestati da affanno, rla ri~idrlà 11.1 lombi, ùo insounia. Oicbiaratasl ratfezionf', PS-<0 cammina roprùamertle, e tra sei sellimane e due mesi. l'a.cu· tez.za visiva scen.Je circa a un decitHo della normalE'. Gfnte· ralmenle SIIJIO lesi enll'ambi glt occhi, ma a ti un gr·a.lo drt'rerenle. La prognosi è favorevole. Alcuni giorni dopo la SOJ•pres~ione della Clll'a tir01dea. l'affezione si arrest.a: 8"~11 l'llnane per qualche letnpO st8z.ionart8, f'OI l'acutezza visiva rtlll!·na allo stato not·male.

E. T.


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RIVISTA Dl ANATO~UA. E .FISIOLOGIA NORMALE E PATOLOGICA

L 'ergograiia. orura.le (elettrica. e volonta.-ria.) in talune oondlzionl normall e patologiohe. - (Bollettino della Società meateo-elurury. dt .'vtot/ena, anno V, fase. to, 1901·1902).

CASARINT. -

L'autore, nel laboratorio di fisiologia dtJil'Lnivet·~iti'J rli Ma· tlena, ha eseguilo importanti esp~r• em.e sul lavorn tli cui è capace ti quaùdcit,ite crurale in condi1.ioni normali o palolosnche. P~•· queste ricerche si é servito dell"er~ografo del Patrizi, li per confroulo ha cc:••gfllto analoghe rrcerclw sul flessort1 del medio della mano, ml'rCl.,. rergo~rafo clt>l Mosso. Le pr·ime o,.stwvaz.ioni furono fattP sullo $les;m autore e .su di un ~uo rolle~a per delcr tuiHat·e la curva quotidiana della fatica ~·t' lll'l\l e. È risuiLat.o tlf• questa prima serie di ri· cerche ciJ~ la ~ambe si stanca più pt·e~Lo del braccio nel t.!iro dt>lla 1{iot'nalA. Coma l'tu·to superiore, anche la gamba presenta tlll ma!'l~imo di all1\ilà nel poiiJerif.l"gio. ma m·lle or e inoltrate ddl pomeri~io oll're invece una notovole diminuzione l'UIIfl q•Jantilà der clulogramroeLrì del mallino; Il che non appa1•e ~i t-la verificato pPr la curvo deU'avambracrio. neUe quali l'er•go~ramtoa maLtutino,d~ll cieole r iguardo a rJUeiJo del JJOmer·iggio, t·imane tale anche I'ÌS<IWllo alla cut•ve della set·a. L'autore cr·..,rie che ciò dipenda d Hl l'atlo che sustli npparecchi pet·il'~'>ri ci neuro-muscolari dell' arlo inft>riore soltoposto A. ma~gior lavoro nel decor $0 della f.l"ÌOrnnla, f;ia per la rret}uenzo d••l molo, sia per ti grave carico del corpo da f;opporttu·e. ,..i accumulino più r•ccamenle i proriolli C'hirolci della conlt·aztone e inizino in entietpaz.ione localmento rtuella che si può tiEo'Ruire la paralil'li fisiologica perirPrir.a tlella .fatrca. In una !'lecoutla serie di ricerche l'autore ha studiato J'"'r·gografìa ct·urale nei vecchi. Ila pre'-O in esamo olcuni uomini di eia molLo avanzala, eù ha potuto osservart• come la ga111ha del vecchio è vint& iu Cllpacilà mu::colarf> dalltl ~amba del ,l.!iovane, di un valoJ•e più grande di quello onde la forza brachiale del vecchio é superata da quella del Efìn,·ane. A seconda cielle professioni si possono pure nver•e dt>lle clttl'ert>nze. Cosr, per esempio, l'auloro h1~ studiato l'er!{ografia


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RIV1"~1.'A Dl .Al\ATOli.IA E Ff'HOi,OGIA NOR)(.AJ,.F: ECC.

crurale in un cameriere dr lrallol"ia, eù ha constaiJiln th(>, dopo 18 ore dr ~er·vizio minterr otto, si a,·eva una dunltlozione notevole della for·za muscola re cr ul'ult' 111 confronto di quella otlenula dopO un ~io rno di ri pt)SO. Co~l pur e l'autore lJa spe· l'imeolato l'aziona di alcu JJi eséJ•cizf fi sici, quali il !l(tllt>vamento ùi pesi, il solle,·amenlo d~l corpo, il ~niLo, l'nsreM delle scale, le marcie, la corsa, le gite in bicicleltu. Hisulla tla 'luesta numero<;a !"erie di .-~perienze che la gamba rivela se~ni palesr di stanchezza dopo i predetti esercizi, e questa stanchezza é massima dopo fle!lSionì del corpo sulle punte dei piedi, ripelnle molle vollP, e seguono poi in ot·din0 decrescente le marcie, il salir le scale, ecc. Dopo ciò l'autoro passa ad esport·e i risultati ott1•nuLi IJel· l'auewia e nei disturbi cinetici delle gambe, e pe1· produrr,. l anemia dt!ll' arto iuferiore lm r1corso all' applicaZJOIIe del laccio <ti E~march al terzo !'lup~ rt or·t• della coscia. Il ri~ullato è slatù uua marcalissima djrnmuzioue ùi enel'{.{18 lauto u»ll•· curve involontarie che volonlau-Je. In condizioni patologiche l'autore ha esper·imeulal o su dì un pella~roso o un pAr aplngico. Il peliAgroso gli tliedo u11 podoergogramma anologo a qut>lli di individui di taNIA eli-i, mentre il lracr·ralo dei flessori cleliA mano poco si di:"cosltt dal normali:'. V na Corte diminuzione ha pure dato per il podoergogramma. come era a preveder<~i, anche il paraplegico. Finalmente l'aulorP ha studiato l'n~ione dell'alcool ed lu:t trovato che in piccole dn!'i determwa un aumento d1lavoroJ per entt·ambi gli orli, ma più nell'lnl'rrio r e, naentre a torti dosi induco uno sta Lo di depressione più llatovole sugli tlrli ird'o1'iori. Specralmenlt~ que<~te ullime eRpeJ'iollze l:'OOO molln 1111p0t'· tanti, pnicb(> danno la prm•a ~pertm~nlale di molli falli m parte ;:rià noli. e possono bcu Sf·r·vice p.:r la clinicA allo :-co('o di non cccedet·a molte volte nella Mrnmiuif'l.razillnc d••!!li al coolici. G. B. M. B.

Un atleta nel la.boratorio dt fla1ologla. . (Boltetl. rlella Sr>e. me(liCO·cldrur!lica rli Modemr, un no V,

CASARI:-<!. -

ftlSC. l ' , lfJ'JI-1!)0~) ,

In questo ~uo lavor·o, esesruito 11el laboratorio d1 fl..,.inlt>JOrt8 del pruf. P;.ltrazi, l'autore rende noli alcuni esperillleoLi pt·alJcall su d1 un atleta, i quali sono molto inlere-.«auli, e possono considenlr'li come una ,·eru cul'iosilit scìPolJfiea. l lopo avere accennato alle rorme r rculel• dell'aUela e descritto le


lUVI-<T,\ DI M.\L.\TTlE n:.N~:Jn:~; E DELhl pJ:o;Lu:

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rna~"'e muo:;colari piu abbon<lanl••mPnle sviluppalt>, l'autore ri· ferÌ"' C6 le ('ÌCPrChe tlli lui ,..,C~UÌie mt•rcè l' ergogJ•Rf\1 del Mo!'c:o, confrontandole con allrtJ ... u due soggelli ùi toglia o r.linRr ia. Le ricer che di e r§.!OJCI'tdht venne r o es~~mtu <>ia p .. ,. mezzo delle contrazioni volonlut·it•, f<ifl per mezzo tlelle coutrazin ni iuvolon lnri<>. mercé l'f•crituztone elettrica iudiretta del mu.,colo, l' t.lieùe r o l'tl'ullall sorpr••ndenll, es~cnclo,.j ottenuta una ctfra, espressa in clulo~otru nunel•·i, oLto volle circa ma:.rgio t·c• d1 quella dalu da 1111 uomo ordinario. lolel'e~ a poi pal'llcolar nlf'nlt· il fallo cb~ c:i vollo l"ulan~ un ec:ame della capacita p"-icologir.a d t> l soggetto; e per fur ciò c:i l'8!1:1o(it'll'altenziooe tli lui l'o! metodo della ~··allea pc:icnm .. lr•ca dt•l Pali'IZI. Ri'-ultò tln c11'1 t'hP l'allela era uu OJirtl · Bl!!rlt:O, 1111 ilullvitluo cio.:. cita pl'•"•enlavo di!"lut·bi rh atlellzinne ; e •tuesta tll"'llll'hi f'rauo curnltet·izzali da una incapucilò " fic: ..are l'oltt-nzionP. C1ù <limo..,lru che rat!~> ta in .-.sfuno, i cui ceutr·i mot(1ri ~ono svi luppati 8 lul punto da rar~ il doc·upJo di lu\'01'0 111\l!Wnltll't' t11 Ul t indlvicluo n nn ese r c tlAlo, fH'OR••ll ll:l al pur1 dei bu111bin1 un iucomplotu av1 luppo dai cCinll'i utle nlivt, o ff're nrlo la cu1·va tip;ca di ch i •' incapace a fls'-'fli'H l'fltlAnz1one. Sernbre rehuu 'luasi che lo l:niluppo meravt..dio o dello rc•tza um,;colare 8\esc:e posto impcd1ruento all'ìmplt'ì-!O delle ~rcr-e iutellcttive. T ali atleti !<arebher o ottimi sohJall per !a loro <:o~liluzunw, ma non u~uale tlducia o:;arebbe da collnCAra in loro per allitndim militari che r·•cluerlono imp1e~o di b~n altr i contri cor tica li, all'infuo r i «Il •tuolli che comandnno ulla contrazione ,[t>lle ipet·lrofìuult• llltll'l"~e muscolar i. G. B \J B.

RIVISTA 01 MALATIIE VENEREE ~ OELLA PELLE

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Il protrargolo nella. oura della gonorrea. (.ll!i nehtner merli e. \Vorft,rt.'lclt r tft, n. {5, HlOI l

Jgs!O:-:tm. -

l.' A, cPrcn d ì «piegarsi gl'lll'l\ICCt'""l, che non rararneute .,.j Pu ra della l>h•uorrl.la col protargolo e ù~i (fuah nu conln an cu·e~h pare•·c hi. ~r~d"' c he Cf'Jeslo fa rm ~wo -..iu u1o prepa rato di eosl1tuzion~ c:hun1ca t• d1 v~:~ l ore te•·apico itwosla• tle; che le eolu.,ioni tic· ' OIIn n vult tu•llfl


414

R I VISTA DI TERAPEOTIOA

pide del medesimo abbiano un ell'elto negativo; che la glicer ina, comunemente U"sociala nelle ~oluzioni, riesca irrtlt~n le per la muco!;a ut·etrale; che la stessa azione irritante abbiano le soluzioni di pt•otal'g-olu troppo concentrale. Egli perciò dà le seguenti PL'ao;crizioni: a) Siecome il problrgolo ò di un valor e incomparnbile nella cura locale della ROnort•oa ed 1 !'isullati dubbi o nelo!alivi debbono riferir si nll'inconwua prepar·azione, così oceorTn eh~ uelle soluzioni non si con tenga glicerina e che uellt• s le~~e si eviti il ri.,caltlmne11l0; /1) La soluzionP slesl"a <kve es~e t·e conservala al ripAro dell'aria e della luce e quando la si adopera, nou <lev'essere -ri~cal data;

c) Le iniezioni debbono I'!'Sf'r raue due volle al glot•nn con "'oluzioni nella proporzione del 1/ 4 c del 2 p. 100 del fttrmaco; d) Occorrendo associare al tr·attamento locale col prntArgolo anche quello con gli a!'ltringeoli, e bene dare la [Wt>· fenmza alla soluzione al 1 ', od all' L p. 100 di sùzojodolo di zrnco; pP.rò bisogna ricor·r·ervi quando è ~ià passa lo il pel'iodo aculo e quando i gonococchi sono diminuili nel secrf'lo: e) Nel cala1•ro ciell'uretra posteriore è necessario porlnre localmente il prolargolo, inlr·uùucendo ogni giorno nell'uretra per 10-:W minuti un catet~ro f'IR!>lico, spalmato di burr·•> d1 ca~o, che conten!!a il IO p. 100 del farmaco; oppurP facenolo le ìrrtgAzioni con un catetere e serveudosi delle soluzioni prop0sle ~ti 1/l od al 2 p. 100. Cf].

RIVISTA DI TERAPEUTICA li . HERNARO.- D elle eruzionilodlohe. - (Ga•elte dcs litJpitau.r, oLlobre 1!101 1•

Tutti i compo"-li io!lici ro~snno essere or1gine di eruzioni pttlog-eneticbe; ma fra tulll l' imlm•o di poras!'iO ne è la coul"a più comune. Conosciute fln dal principio dell'uso dt>llo iod1o in ter·apia,le el'uzroni iodiche e specmlmeule iodurale, vl'n· ne1·o segnalate dal H.icor(l nn dal IR30. Pralicamenl(•, seg uendo


RIVISTA Dl TE.RA.PEUTIOA

415

la di\·isione at.loUata dal Besnier, si può distinguere, fra. le eruzioni iodicbP, una forma comune, carallerizzala dalracne i odica, e dPlle.forme mullìple, molto più rat'e e ben più grflvi, che possono ri pl'odurl'a preSSl) a poco tutte le lesioni elementari clelia pelle. L 'tiene ioùica colpisce con ma rcala preclllezJOne #Cii Indi vtdui seborroici ed i dispeptici; nella sun (Mma abituale, 1'8"'!'ontìglia complclt~ mente all'acne pusto· I0!'8 volgare, deliA quale essa prcl'<!ri~cE' anche le localiuszioni alla faccia ed alla parte supertore d<'l petto e del dorso. I n una forma piu rai'I:l, tale acne prende l'a~petto di una fomncolosi anll'acoidt- o d1 uu vPro antrAC<'. È alle varianti di tal fot•ma che si npplicano i nomi di iodismo .foruncolo-antracoide, di acn.e anlrru:oide iorlo-pota.qsica. di de rmatite /l(· bt· ro~a. Da ullilll ~>, in qualche cMO, le paputo- pustoltl non :-;On!l più acn••iclle, ma eclimatose, di::;lin7.ione d'altroo le senza ìtnpn r lanza. ~iacché non è ancor a provato che raCJw iodir,a l'in una ve1·a actH', nt>gando molli pAtolof.!i una qualf'ia ..,j primitiva lrstonc dei follicoli pil1fet'J t1 ùf'lle ghtandole sehacee. I n qualunque modo, le dttl'et·onli varietà ùi acne iodice flniSCOllO CUli Ja guorigione uopo Ull lampo ~enet•aJmerltG bt't'Vtl dalla cessazione Jella cura specilka, h'lscitwdo quAle cousef'uenza una <'icatric~:~ pigmt'niOla. talvolta pt•ofomla. Fra le forme pìu rat·e di iodismo cutaneo, una delle più intereso::anli é la fiOrpor!l iodica. E«su ha ordinariamente "eolt! alle gambe, t.ah•olt.n aUe mucusP. E mnml'··slazJOne gt•avp dell'iodismo, non tanto pel faUo in si· !<lesso, quanto per d tcr· l'ono nel quale esso alli~na; si osservn sop!'altutlo nei vecc~hi, nei sogge-tli debilitali, ne14li arlero-scleroftci, negli13 pntici, nei brigtici nei cardiaci. L'edema iotlieo è uno fot·ma mollo l'requenlP della intos:;:iCRZIOJle; il piu di frequente hmi· lato alle palpebre. acr•ompagnalo ~->pe"so eia cor1zza e da Jacrimazione: ~uA<iagna laholla la muco~n uoccale, la faringe, Il\ .!lottide e può clelerlllinare degli accidenti g•·ayì. Spe,.~o coincide con un Pt'itema diffuso dello t·egioni ecternalosR. Appare rnptdum ente qualche or a appenf! dopo l'assorbiiiHlnLo dt>l llJedicinale o scompat'é u~uallllente pt·esto, seoza la'lciat'e tra c~ia alcuna. Le er uzioni pemjlf!Otdi costituiscono unn rorrna ~rave dell' ioùi<>rno cutaneo. Se IH' PO"'SOOO dn-tmgue r e tr~ Yarieta: in un Jll'imo gruppo ù1 casi, l'eruzione ~iu1uh• un·erllema polimo,~lo uolloso; dopo fot'maz.•one di marcl11e r 0sse disseminate sulla pelle, appaiono dPJle bolle che rellluno s ierose o suppurano, dopo si ùisseccano e si de.:;quo-


116 mano senza lasciar traccia di ('tCatt·ici; più spesso non esidono fenomeni generali. Da ullimo os~ervasi di sov(.>nte una eruzione chiamala dall' HallopP.au pen.flao oeaetante di origiY~e iorlica, COIISi~tente nella produzion~ di bollo pl'irna sierose, poscin put•ulante e sanguìnoleuli, che compaiono su delle macchte t'C>t:!Oe intilLralt>; le bolle si TOmpono. la"cianclo a nudo nn'ulcerazione ricopet'la da prominenze Ye~etanl , la guarigione la~<·ia qual rest luo delle cicatrici indelebili- Le· sioni simili ~i po,..sono prodm·t·e sulln mucosa boccale t'Cl suche sulla cor nea; in que!:>l'ultimo ca ... o possono deter minare la cecità. Quet:la forma può esse•·~ accompagnaLI\ Ùl!l rénomeni g r avi go11eralj (rebbre, diut•t·r>a, alhuminurie) e produrt'P In morte per cachessw. La r;nnqt•ena iodica, può os!:!erP COIIseculiva a dt!lle pustole d'acue, a delle vescicole, opput'~'> ,~..,. sere primiti"a: in ~:~mbe.!ue i t"9."'1 as"'a é una necrosi u pia..:· che disseminnle Le nodo-~itù iodiclw de;.crill~ da Rtcord, Pelizzari, Talamon, ere.. con"' ,::;tono in noduli ipodermici con rossore cutaneo, rlis""eminali !'Il tutta l'estensioue délla cute e flpecialmbule au~Ji arli superiori ed interiori. Ohietliw,mente, tali ltOdO!;ità nssomiqli ~;~ no MI una gomma sifllìlica, ma la loro evoluzione è mollo dtiTct·ente, scompat•cndo 1la due ad oLlo g"tòrni dopo cessala la Mtumiuistrazione d"l medicamento. DA ultimo clebbonsi re!.!iRtt"are le appariZioni sotto l'influenza de li" 1ndto e sopralnltn dell' iodu rCl di pola~Rio, tlell'orlicarin, di eru.;ioni tc::eltlalijorm i, dell'erpete laùial1· e della zona oftalmica. G. B.

RIVISTA D' IGIENE

..•

Attl della Società. per gll atudl della ma laria. -

Vol. Ili .

Romet, 1002. Per t•hi ~i occupa !'=eriamente tlell"imptwlante studio tlella ntntariaèintet·e,.$&1lteiltent!r-"i nl conentt> di lultoctòchevien pubblicato in pt•oposilo. Questo nuovo volume cl1e la Soctela peT gli sludi della mal81'ia ojft•e tll pubblico medico come pt·ova della sua solerLe ed tnlellwenlt3 attività per l'anno HlU1,


IUVIST \ D1 IG I ENE

è ricco di 10lt1res~antis<>ìme lllOIIIori•• e ili prezio«i dali, cJ è perciò eh•• t•re.Jiamo ulile riu!'«urnere le condu.. ioni p1ù ìrnpor lanlt di ciao:cun la -çoro, RlimanJo con ciò o th in\Of(llare ~li sluùio~i rlella malet•w nù 8C(JIIi~tar~ più JH'Ofondt> cog-nizioni eolln IPlLu ra cOOlp foto Ilei volume, o tli fnr cosfl ~ra ta a chi non ne Ila il tempo o l'opportunità f'nr11endogli in r tassunlo •tuelle notizie <'lu.• ptù lo po"s:Jno ltlteri'S!"ara "'III'Cialmt>nlu dal lato pr atico L e memnt'le sono 32, compt'PHl una memoria t•ia<>suutivA .iel claiari~"llno prof. Cl'lla l'Utlfl ricet'~'he E'piJemiologi cla~ e JH'•Jfìlattic~he compiul.e nell'anno 1001, e !>Ono 1 re•·cdule da un pt·oemin lll'l quAle il Co11R1glio J'nmmimstru1.ìone dalla Soc1età bJ•twomeule espone gli inlendimenLi coi qunli fu1•onu 111 trapre<>i gli <>lnJi. Vediamo orn l'arlltamenle e Pel' sommi •·api per cia<>cunA eli esse, le cnnclu«tooi generali e i rutti

più irnpo:·tunti e d~gni di uola.

OxoNJSr. l'' malari'l di .\1arearl'se dal mar•o 1809 alleb/,raio 1000. - Conctu<>tmi: l n camp&!:\'118, com•• nc~h ospedAli ~i VCl'IIÌCfl lA prevalenzA !lC11Je fl"bbri e'-lÌ\'O·OllltlllllllJi in lu~lio . Nel maile dt giugno si t•i nvcnner o ~olo euceztnrwlmente l ..mmel l •Jell·· rebbr i f'S l ivo-uutunnall. Non polé 'l[lll'l:!llrl'li in modo COII\'ÌIICt!llle l'inwo dello rebbri e:;livO·Illlllllllll\li Ln <>vol:,:imenlo uelle lèhhr 1 t>~hv~>·aulunnah non e irnpro\'vi<>o, mA f.ti'Adunle A.ppuiono com plt.>tamenlo giu<>lificate l~ .teno-

minaziom lf1 fchbr t pri rnawrtll per lo lPrzana e la •JU&r tana t' di fehba·i e"li\'O-autunnah Jn>r le altre, odollando ,·ome ct•i· t••rio d1 Ùl~llflZÌtHtO il pretlOrnlltÌO di Ciascun liJIO rebbrJ11• in una duta sla~io n o. OurMllt~ l'nnno le terume rom uni e l e febbri esliW\·aulunnali p r cd'>mtnano sulle quat•l.artl' La morhidilit per mnlar ia dP.! personale e~arninalo fu tlel f);i p. JOO. P E RRONE Sw COI!i!lmt delle la roe di'Ile ;an.:art• del uenert· anoplt• letf. - :\1emoria 2•. L'autot't> che aveva fallo oll'll·• r•cerch•s nel 1!)00. le ha C"Le-.e nel t!l() J alla put·l" calln dell'llalia prendendo ancJ1e in esAme nuovi problemi come qm•llo della salseclinc dello IW11H8. o~se r vaziulli dl'l i!JOO. Conclus ioni Le larve di anoph~>le~ non vivono nello acqu(• 111 m olo, nu 10 qut:lle snlale e dei maceratoi delle piante te"sili, non vi\· ono pr esso la ruce dei corsi d'ac•tua, vivono in,·ete in rptu lunfJue aCf]ua fo>1·rna che non sìa qolfun•a, n ~a· lata . o di mac,.ratoio. prefet•Pudo quelle con erbe, n quot.e fino oltre i 1:100 m., e o lcrnpor al.ur e fr a gli go,5 PII i 31°, le

27


418

ItlVl!S'r \ U' IGIENE

larvp •li cuh·:x seguono la sle~se abitudini. e per di più vt\ uno vu re nelle acque ::olfurec e con grande predilezHmc iu 1111~lle pult'Jde dei m&C!-r&loa. 0$~et•vazioni del 1901. Conclu-

Le lar·ve di ano tele e di culici .;i lrO\'ano in ottime con li7.toni oilre i 1500 m. sul tllfll'l' ed anche in acqui! a lempet·alura inferiore ai l cenligr:tJdi. LI:' boscaglie, (]USIIÙC) ra·a N!'i'e si fol'mano stugnì, ravot·i~":cono m modo stl'a(>rdinario ll-1 v:ita dei due generi dl larve. Le c-os\ delle oc fossi.' o Cll!'ISe di pr~"Lito •l a fianco delle strade l'errale sono veri ;;cmenznl d t ltn•vo di anofeli, an eh n quA urlo queste mancano nei d111 torni 11 massimo j::radn ùi ::~alsedine deJle acque in cui \1· vono {!li anofeli, fu risconta·ato di 0,8 per mille. L'nutoa·e l~:­ nen•lo pre<~enti rrue..,ti dali di O~!>CI"V87.ioue fa poi c!ellt" utila t• pratiche osservazioni «ui metodi di bouificamenlo applicabili uiiP regioni da lui pet•coa·s~.

!o>ÌOlll.

TEOALDL Corllributo allo .<H11flio rhlle soslart::e ::an::.ar il'i!le - Couclu<>ionj: In or·.linc dl~rrf:Hcenle di azione zouzAri et do Vllll~OOO: rra gli alcaloidi, ltl C011li110, Ja nicotina, la CiiiConiua, In 1eroina, la codeina, la brucina, la coroutioa, la spat·toina, In herberina e la cliinim1; fr·a i vflgetali, l'infuso tli flMI c i11u"i ùi crisantemo di Dalmazia. varieta Melaciui, e l'infuso da c1..:ula; l'ra i mineeali la ruiiC'ina e il cloruro sodtco. Tenuto conto della dose, della pralicild e del pr••zzo, resterebbe f!Clh• in campo l' infu::.>o di Iloti chJU~I di cri!"anlemi, dalo però cl1t! Mlle collr vazioni sucte.sl'iw que'lta pian la mantenga il suo polP.I'e larovietda. Fmor·a per la di~>lruzaone delle larve rinmngeono il petrolio, il larvicrd e la polvere oUenula coi fiN·• chmsi dr crisanten}i d1 Oalmnzie.

Cto:t..U e GASPER!N!. Stato 11alustre ed atto(elico(paludi.~mo) nen..;a malaria. - l" memoria Conclusioni: Sono molLo uu tnc:r·o11e cd e stese in Tosr.an~' h~ località palustri ::~enza la

pt·op!lgaz1one della malaria, ad onta della prelòenzA di num<" maltHici dal di fuor1, e dell'eventuale scoppio di qualche 1:1ulodono esso di febbre. Di que~lt• lo,·ahlù St' ne trovano a nelle nell'Alla Italia. La ct.nt'a .Ji qu ~>·

J·o~i ttnofeli, dell'arrivo da

~lo fenomeno

non si può llnorn certamente eJ esc·lusiyameuta a llrabuire uè ad immuniltt ot•gamca propria di Ct' J'l • popolaLioni, nè alle curo »pecitlche col ehiniuo, nè alle bonifiche idr·auliche ed a gruric, ne a condiziona speci1:11i melereologiche. Forse si lralto JL un l'ttlLo cho sf rifet·tsce alln btologia delle zaozat'e senza però che con ciò venga scossa


\

PJVJS'I: A D ' l O lgl'\ll:

la uu"va Lem·ia eziologu~a. CerlamP.nl~ à Ancor~ inesplicabile il fatto di casi perfettamente isolati ed autoctoni di malaria, ma il l'allo non é uuov0 nt•llo ~luflio delle epidemie u~'lle quali ~i Ol<~ervano allenuazioni tino a non aversi Jtiù che cns• -.parsi t>d i;::olali. ln Olnnda IH Hhllar•ia chè era ~com­ l'ar·sa aN·enna R ritornate. I n altri pae!>i com~> in Fraucio, Gennania, l n~hillm·•·a, il per10dn dell'allenut~zione .della malal'ta é j:tiù Lt'nscor~o. e gli anofeli che l'imougono dove non c'è pi(J uwlut·in ue sono for sB tnt ùocu n1ento stor ico. Gr::Lr.t, CAHouccr, CASAGl\ANDI. l'rimi tentativi di ri('erca. di una emofisrna nefla malaria. - Conclu~ioni : Non si può dare un ~iudiz1o defìnili..-o sull'es•slenzn dell'emolisina malarlctl; però ,.i $OliO molte prob11bililà Esse scaturiscono ùu I'IC61'che le •1uati hanno dirnostralll elle 1wr spiegaFe le vurìazìoni ù~i ~lobuli ro~si ~ tltlll'en•o~lobma 01'11. incuba~ione e nella <·onvalel<ccnza dell' inft•ziono mah\f•ira si può ricor•·e1'e ull' i~~<>le~l di una sostanza emoht1ca noi S11ngue tlel m alato, rla e"f ~C t'ienze clw hanno rutto (·ouo:-;('era c he il sier o del malarico iuotu lat(l Ht>ll'uomo sano ne ro variare di mollo iglohnli r·ossi o l'emoglobtna f) pPrciò .leve con te nere qualche sostanza "reciale che manca nl'll'uo111n sano, dalla ùilnoslrazitHtO dell'emolisina nelle vacche e•uoglo!Ji ouriche. CACCI:~ l. La r~/Jbre quotidiana ''Stira IIJUOlidiana oera). L'oulore esnmma11Jo lutti ;.!11 amrnalali t11 mular ia entrali nllll'o~peùale di Santo tipir·ilo H llowa negli anni 1S9"l, iS!l!l, 1!100, 1!101, l'OCCOI>'e 1.)2 Cf\Si di rebbri t?sl11•e a l1p0 quOtidianO, Atnu1ess~ p-rit dal Ma~cllialavu e dal Calli corue tipo clinico a sò, e ~>i convinse, sluiiJanclo il cit•lo del pot·assiLa in <JLtelllimte, che esso mantenendo sempt·e i cur a llel'i specifici gu'l notAli uai suddettì autori presento. cos ~antemeu te le slosso notH din'tlreuziali da qu e llo df' lln ll' r ZUntl muligna. JJ ciclo di sviluppt> d ~J pat'assita ;<ar ebbe in quesltl fo r·mu cl!nica ro~tautenwnle di 2~ ore. Le provo ùi r·ipr od uzioue del tipo febbrllò quotidiano colla inoculaZJono d1rella ùt.:l sangue di 1111 iufet·tno in per·Rone sane e che mai aveyano sofferto di malar•a, d~t•d··ro risultato po:silivo. L'autore si •·iserva d1 pubblicut·e ;.l'li esper'iiUenti di rip,.oduz•one del hpo febbrile q uotidiano allraverso il ciclo sessuale nel cor po delrauofele. VrvFl NZ,\ e P ot.El'TlNI. La rnafaria n.el Veronese. Per la s-toziono ~per !mentale di G t•ezztuto é du notarsi che lt'ft le


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RIVlSTA D 1 101ENJl:

var·io maniere di JH'Ofllassi sper imentale sono risultate parlicolarmenle ultli le protezioui e ru ..n del cloridr·ato dì chinino ad alt.n dnqa lerapeutica pre~a ogni selle giorni, che è riuscito super•ìore a quello dell' u~o quotidiano di pillole ferro-cbino ataenicali. Pillr la stazione di Vigasio è da notarsi che tutti coloro ehe pt·eser o regoltmnenLc l'eucbiniua r·imasero immuni dallo febbri malal'iche. SOLIANI. Lu malaria in prooineia di 'A-fanioTJa. - Conclusione: Il decor-40 epidAmico della maht't·ia & Mantova specinl· rnente riguttr•do alle ~arie rorrue d' infe:7Jone, non dil1(wisca 11\oHo da rruello descl'illo dal Ct~ Lii nellf.' altre parti d' llalta dove domina la malaria grave. Nel territorio di Gazzuolo, invece, a 20 ch ilometr i ila M:o11lova si ebbe un enorme pr·e· dominio di cas i di tel'zana lieve in confronto a qudli di esti vo-auluooale.

ORTA. ùc malar ia nel Ferrarexe. La prolìlas~i rneccaoica, e Ja profila~qj medlcamflnlo«a colJ',.•uchinina e con 1 gr. di chinino ogni 5 :.~iurni, prali cale n<"l comune d'A rgeulu dleder·o buoni:osi1ni risultati (su 25 individui 3 cas i, meulre 1Wgli individui di controllo si cbLB il :{t ,-l p. 100 di casi).

CACCINI. Stcllo srilttppo e sul clecor-.~o delle epirf~:mie mala· r iche degli anni 1900-1901 studir1te nel/'osped(t/e fii S. Spi· rtto. - Sonu dall «lalislici inLel'e"!'<tlnti sulle due epi lemie, delle quali la primu assai più gravo, ro11 osset·vazioui a confronti riguar·.t o all'inizio e alle cu!'ve della lemper alur·n esterna mrd ia, massima e minima. Risulla che m entl'e 111

flne dell'epidem ia si può in geoe!'a.le mollore iu ralfltrorae coll'andamerllo ùella temperatura, nou :'li può aucora. precisare come la lemper•atura stlls~a agisca rispello all· ìn1zio dell'epidemtfJ. CELLl e CARNEVA LI. l.a campC:.fJ n fl antimttlarictt n11lla ba~;sa oalle dell'Antene durante il i90t. - Conclusioni: UtililiJ prufl luttica inthsculibilo delle 1·eti metalliche. Oifncoltà di

divulgare r uso dell a maschera di r·eti meta lliche. Utili là profilattica certa e tollerabilita del hLsolfalo di chinina alle dusi di gr. 0,25 1111 giorno si ed uno no, e del bisolfato eù idr·oclorato di chini na anche aUe do~i di ~otr. 0,50 o~n1 giorno. t;tilità profHalLtca noll'islesso grado e tollerabililà as~oluln dell'euchinina lino alle dosi dr l gr. ul giorno.


RIVI<;TA. D' IO IFXE

421

Q OIRJCll. Proj11rr'1.~ i meccuntca afllmwla,.ica nellfl Ro~er oa Reale di c:accrn di rastelpo r ~l(lfiO. - Colla pr oLezioHo nwccanica si ebho coane l'i~u i Lato clw Rll :iO persona (la quali nelle scorso annate tul le indi!C<tinlurneote soffl'il·ono eh febbr i) llOil !'i ebbPro che 2 febbri reci•iive, 2 di nRLUt'R. inct!t'la e HPS<:un ca... o di febhre primithn. }1ARHNJ. La !'""lassi ontin.ola,.ira a Foro Af'/tifl (Palude P ontine) - Huoru l'i~ultala 'li ebbero dalla prolila~~i Ulf' Ce&lll ca IH'l' quanto non in modo us!\oluto pt'l:llicnla, e dalla profJ i as~:~i medicamenlo!\o coll'ouc hmina (tnezzn g t•nmmo 11l giomo). L'oulor-f' l'a ah•un~ con"idPt'azioni sui d t \'et·~i pre· parati di chinina e ~ull' efficncin ùt•ll1• somm wi~lraziom di chinin'l con clo;~i paccole P r tpetu•e quolldianamentc pr.J fatto dd suo succ•·~qtvo accumular"i nel ,angue.

F EDERtCI. La profilassi antimata,.tca nelle sal11te di Cornelo nel 1 901. - E int,..resf-ante notare che l a rnoltll'lfl é -;lata r idotta a proporzioni miuimc tu causo della botlttlca l" cale consi!-~IOnle nel fat' ~pa rit··~ le acque dolci slftg nanli e uPI rt>ndue d~>llmliYo e mdaf···ndeniP il laYer;tgin pt'raodico •lel ìosso che eire• nda la ~atina, in modo clw l' tlC<[U& ~~a m •·onlinuo mo,im.. nto e dtvt>nti "Riata. R o:>SI.

l rafJ!•orti 1 ra la mnlnrm e la maeeT'a~10nc della

canapa. - Come •·onclusione l'au tore dicu iar tt clw In tua crra1.ioue dello cnnf1pu nnn favnt•iRce la propa~az ionG dPIIa malat·ia, put·chò l' acquu l a qualn ò destinata ad tthtnNllnt·o 1 macer atoi 11011 ven~a adlbtlA ad a llt•o scopo. OccOI'rPrebbe ["'ro che t.ale indu.,lr aa a~rtcola vem<~!:'e ben ::-orH·frhata e re~olamentu lu Gli !:'ludi furpno rallt nel territor io eh ~I ur­ cta nise.

LA BRANCA .

La malarta a TriTLitapolt. -

Le concltlf' ioni

più importanti !'louo che si obbo t·olulivumente utt uu1gg-ior numero tli le t•zmte e quarlaue c Ull minor numet•o da tnfeztoni estive, che mentre all'inizto t>pidemico si ebbe un t'8ppot·lo fra il numr· rn dei casi c lu quanltUl degli anofeli, nei mes i di a:::o<~to e etlembre questu rapporto non .,, r invenne !•tu, che i ca«i IIU0\'1 si ebbero di preferenza nea bnmbim ed in quelli l'Ile dimoravano per 11 primo anoo in ptH<!W.

Bocmccmo. La malat·ia noi Meljcse (Basiltcnln}. - In <fu Uslo lavor o va ~o no osserva;-.toni che ri guat'dano l' uomo


lUVlSTA D'IC.TRNJo~

!YI(llarico, le :tanznre malariche, le contlil.toni climalif'hc Incali. È da nolo.r·si che nella ll'coliLù di Monticchio rcnoruv~ qnantita di quasi lulte le specie di zanzare mala.ri~ene non o in rappol'lo colle limitate epiclemie eli malaria T&'fSARELl.4.

La malaria ;"' pronincict di Leccr. -

Vr

sono oservarioni l"Ulla maJaria ùell'uomo, sulla frèt(Utmza de!!'li anofeli. sulle condizioni almo~rt>rtche. La diminu:ttnue della malaria a Specchia ollr•p a ~pecinlt condiztoui metenriche sarebbe da allribU1rs1 alla ••ura inLt>.nsn•a fallu da tulll gli infermi.

H . I. M. Scuoo. / .n malaria in ()lanrla. L' autorf' J'n notare che nell'Olanda la malaria, ~iu molto forte una volta. poi sensibilnwnle 11iminuita di f•$len<~mne e di iuleusilti, ora si.A nuovamente e<>tendendosi. Ha ~tudiato le condi:r.ioni locali E-minentemente ndntte per lo '''iluppo degli anofe'l, e ne desct'i'e i focolai pi(l importanti rr·~lta anche dci malar·wr ddle colonie olnndesi e descrive l'1mtla.mento dell't3pi lomifl, ed espone le sue o~sorvazioni sugli anofeli. GALLI VALERtO. La malaria in, Valtellina. L' aulOI'e descrive i focolai malarìci delht Vallf'liinfl anc01·a e<~istenli e cita molte locnltlù dove la malaria ~i è estinta. F;l.!li attrilnusce l'eslirv.ioue dei focolai rualat•ki valtellinesi ai la\'<lrr di cor1·ezione dei fiumi. alle bnniHclw, R.llo sviluppo della coltura dello vf\lle, alla cura t'azionAle l'Alta col chinrrw. !>or Ja protìla«!'li dolla mo lar·ia nella VtdiP ilina, l'autore prende in esarne: i lavori eli bonifica, lA lott~l conl1'o glr (tn.ophele>~, l'eslensiorte ~~~ lat•ga scala dell'uo:o del chinino, i mi~liot·a­ me nti economici c detrigieue gcn•'t'ale.

FEzzr. La malarcn nel Crema$CO. - Conclusioni: Si hanno casi pri1Iliti\'i di quartaua e di ..,slivo-autunnale anche durante la seconda decade c.li gennaio. l casi prirnttivi di lPr·l'.ana lieve $i po<~sono avere fnl'se anche nella primn decude d! aprile, cei'Lamenle poi nello seconda, prolraenrlo'~i poi per• tutta la ~tagiònl' E-pidemica. La lPr7.ana lieve è il tipo rredommante nell'Alta Italia. La ~tagione tnlerepidernica St l'iduce a tre mc~i. Lo svolgimento dei ca"i primitivr d1 lntli i tre tipi dì febbl'i malariche avviene in modo gradualo. 'K••::!Ii indh·idui colpili da J'ehbre eslivo-aulunnsle le forme sessuale possono trovar•si nel sangut:'l itr tulln l'epoca accortcia allo sviluppo delle zanzare.


Ho~rA NIN .IAGOIJ R. La malarw nel l ·eneto. L'autore ha rivolto la ... ua "Jil'Ctale eUE>n1ionc nllc t·oniliziolll locAli ,]j Padova e alla presenza rlelle zanzar·P malar·ifE'r'e ri"'f"lto al· l'eziologia dellA. ntalaria. Lt' conclusioni di quei!IIO lnvor·o -.ono <'lte rwi d111torni dt P illlova , nnchc ad imnwdmlo cnn talto colla ciUr\ ,.i sono le enndi:~.inni opportune prw t•r·eare un Ambientt lu•r lo meno m•1lt0 Hcirw al palu«lr·e, clio tanto le lnrve dt r.u l~>r ,. •mè 'JU~lle ,Ji anf'Jp!Jt t~ S)llfl t~bbondan· lil>co.inw nella par te fJf•t•ifer·inl P«tcr·nn ec.l inlernu d!'lla cillil. ch'-' la malaria nel ~uburbio ò I P~:Je ra, ma nelle prt~\'i ucie . spechdmontl' trr ttl<-u11e zo11e, ,, ft·t•quenle t• dtfl'u«a, t'ltP la cillà non può dirco.i località malnric·ll ~ebh!'ne 11011 waneltino le condtzrunt ~p( cialt pet· 1" erlo. Su 'luesl' ultimo punto rifcreniC'"I AllO f'l alo palu<o.lt•t• et! nnofeltco '"Nlla rnnlaria, l'aut we fil ·on"i•l raztoui ed ipote'l vari dicltiar· \nd•, l(' l't l\lll'Or·a in-..olulo ti problema. Pt:SER.IC·I e prur. SERH'J~r l (l 111alar ia n.fd l'cn eto . - Il 1Avnt·o <'Otnpt·onde due pa rti: In p1'111111 lralla oli' Ila rnaltt~·ia nrl VìcenLtiiO, la Recondn Lr·ntta d Pila malaria llt>ll n lo ~una veneta. In quf'!!le due relazwni !!li a11lot·r trnlutno dt•ll'an tJamenlo tl~ll'o('irlernia . del mpporlo con l~ inlluun;r.e melerMio:t~t•lt ... tlel rapporll"l dPire('tdemia colla ri ..a ia, del rapporto ..Jcll'epithwtia co la J ~ "H III"CCllll t'8, dr.l .1 protìlA«-t ml'ccamca e rnediearnenlo«n 1!: inlPres<:ante noturo che il rel.t!or" del lavor o prof. SPr·atiu • al quale ,..on rHna~tt aucot·:J a lcum dubb1 s ulla nuova dolll'ina della propa~Hl.IOlll' deliA malat•ia, ucce•tna ad un lenlnli vo di espet·nneulo, tliHgraziatamcnl" non bt•n I'III"Ctlo pel' <'agi0111 estranee all'• ... perunenlo l'>l"'~"o, !:ol f{ut!lt' proponeva"i di Rtudiar e ~e le za11zart• tnÙl· pendenl.. nHmtl' dall'uomo iorcuu. potP~seru tofe.U tr-r pt•l "Oio r apporto ,...i,.lcnle fra t.anzartl,. !-IUOio malaricu. 1-: zh rrlieoe ino)(r,. cht• occorra sempre continuare ad iol>Ì,.lt!I'C "'111 b·)nitkumt>llll della localttil.

l\1 >\RTtnA NO. La malrtria rwl .\Jeno(!iOI'I!.O ti' Ila/i(l. -

Me·

morta Il Le o<~-.er vazioui t'iJwardnno lA Cllpruannla (Tt•inilapnli e zona Cll'<·nslante), In Ba.-iltcala (Bacino tlell'Oranto), Ja Calabra>~ (A:t'fi\'P epidemia di C..trnr J). E""'Pha uno litllO"lrato che l'epi<lomia tll'l 1001 1 "-ltlln in ~enere m"no zm"e e ,r !l'usa, che la Ji<~l ri b uziooe det parns"'ili malarica è in COTilJ•II';:~o poco diwr:;a da ' Juella iodr,·nta pl•l L ozio e l allr~ rt>~ioni, che "Ono molto impor·tnnti dul IAlo opidemtOlo~rèO le r eci•live dei haurbin i i più l r avAgliali olnlla mal a l'in e i p iii n a-


HlVISTA D'lOIE.SE

f!leUi io qunnto n c'ura, che ell'oumento delle semilune "UI liutre .lell'ephh.lmia è ctua ..i conlempot·aneo un aumento di zanzare mrett<', wa. di rc!!Ola non ~~gue a '{uesto aumenlo d'mfezione nelle• zan<:Artj un g ran numero di casi nuovi, cht' In CJUilrtltla riuglt ttiiO(eli spt>St'f' volle inversamente propor· ztnnale allo grnvita Jellu JUalarut, CltP 11011 ru ri<lCO!Ilr&lO r.l. p!iettdopi~twt il quale percio, anch•· e'listendo, deve ave t e nel ~ft'Z1.0ZÌIII"Il0 JlOChÌl>SÌffiA parte pea• la pl'OJlagBZIOill! cJèJIR ma lario. L'A. illtt"Lrn •tne"la sna metnOl'tn con molli dati stali~lld, c let'miua dando il ~<eg-uente concetLo Pinletico della malaria dell'Italia met·idionale. Il perio•lo epiclumico dello. malaria è un'epoca dt>ll'anno in cui (,:o v•arsc '"'P''Cio eli emo~porulii ..,j moltiplicano attivamenl~< uogli or;..:unNni unHUii eh!! lo O'-pitano c si propagano dn uomo a uotno por tnPUo d~~li l:l nofeli cb e temporanea mento lo o~pit.ano e lo dtll'onclono. Non !;i dis"'irnula pet•ò che que"'to ft.•nomenc> co~:-~ì ~:~outplice nella ~ua o:<senza è nei por licola!'i 81 t·aor·dinat·iarnenle con 1plicalo.

e

Rrccsu. /.rt rrw1 fJn(flla antimal al'ica del 1.901. nelle ferrorie Adriaticlw. - l.o localtla pr~<tc-ella per gli espPrimenlt l'u il trutlo Pr•ene'lllno-Cet·v·ara della linea Roma-Tivoli. OUE>mperandcl ai c·oncetlt funch\ment.Rii della cura rigoro~a det mn· lnrici nt>l perttJtlo pr••malarico ~ della protezione morcanka d ..glt indsvichu th,lle Abitazioni e fuori dus•ante Ja slugiont> malartca, 'li ehhcr·o risultali ossoi "oddisfacenti. L'A. non dictconosce dttl anche.' la protllnct<ti intensiva e prolun!Wla po~-a pl•e,..cr·v·nro dnlla malaria, e In :;:iudtea indic:peusabile •ruando non ~llllO npplicale od applicabili le dife<1e mece&ut· che, ma ritiene che il mantenere l'or~amsmo per piti me«i '-'Olt'-' l'oziout> det pt•eparati di ch10ina poc:sa esser cnu«a •li Il lCUUi t.>Tiltl.

VALAGU~'<sv. l n campagna anttmal11rt'ca mediante la proflltwJi mecc11n.irtt .~ulln lin.ea Roma-Pi11a. - L' e"pe1•imeuto

fatlo pl'r couto dolln Socielil dello rerrovie mediterranet• u dirello doll'A . ..,i iniziò il primo di t-:iugno e si cbiu!'e Alla fine eh uovpmhre, e comprese la protezione delle case c dPIIe peri'one, la curu preepi lemka delle recidive (per la quale t~i lt•ovm·ono sArte dtfficolllì), la cut·a dni m t~larici du!'ante 11 pt'riodo epi<lPmico. l risultuti fu1·ono U!;~tti soddisfacenti. Lun~o la via maromnwnn, clt)c::<>icemente molariaa e pe1· tutta la


RIVISTA D' tGlENF:

4~ò

pll;.-.ala sla!.!ioue estivo-autunnale, il ptw...onale completamente protetto ammalò di maiAI'Ìa nel a ba,qi,simo propor·

zione rleli' 1,51J p. 100, e quello incompl•·tnnwnle prolutlo nmrualò uella proporzione sempre ba~r-o dell'8.21 p. 100. \14RTtB4"0, ..L'IDA BTTA, LAVIA' o e NICOLA t"

La ctrnlfH''fntl

flll"tmtalarr~a mediantt

la pronla11si mrct•aruca .~u/la linea R(}ocltetia Snnta Venere-Monltc<'ldo. - Anclte ttueslo u-;pe· rimenlo fu fallo per cura llell"uOicio Ct'Hlrnle delle rerrovill me lit~rranee. Curando col cltinino e (;Oli l'nr.:-enicll e l 11 rt!rrn i vecchi rua.larLCi tlel giu~no. eri adottnntlo ùal lu~ho in por la protezione meccamctt cume unico tH~uo [H"ollhlllico, "Ì ,·, olleuuto rÌ'~f•t'lto all'anno pr~ce.Jenle una dlrntnuzioua tlr oltre 11 !'rtl p 100 dei casi di malaria. 'l'M't iR I. La malarirL a Pachtno (Siracu.~a). - Conclu:·lOIIl Jll'lltt•ipali · A Pachino non ~i ~·rnu os"'el'\'llltl inl'••zioui mtll&· r1dt6 primihve 111 prunavera. Jl tipo .. pulernwo dttlt•rt4C6 dr P<II'O dal tapo epidemico dell'ltAltamedla 11 rtH'radionalto Non l'l JlllÒbenoAilt:Ol'a defìnirP al rapfiOI'LO r1•0 la lOIIIJlBI'aLura 11 1'ii11ZÌU d1 Il•• tre epidemte di f'!:<livo - aulunn&l<", lorzana lievo o qiiHl' t1na LP operazioni agr1cole intlulsconn ~ul rnn;.riot· nunwro rlt•ll•• infezioni e spe8~:>0 bipar·trsconn l'Al'lllt'! ~>pldern a co.

lll f.!. SAccur. La campnan.a anti•llf{/tu•icn nel lf/01 lllnfln la ftnea della terr ocia Sicultl occidentale. - L'\. • urnunic•n <.ui rtc:ullali brillanti cle:!ll e~per·une nli da prot.. Zitlllt.! rueccu· IIICI\, fa O<lSOI'\'azioni pratiche Q,UÌ lll6CC811Ì!:Iffi1 di prol<.'Zl0116 •· .. , liUI!ura che la me le.,irna vengA e"te,.H non !:<Oin pf'r parte dcll'nmrnim-.trazione ferr.~viar1a. ma anche l·er parte •lei pro· praetari lalifmu.li-"li.

studio della maL'A fa l'inlt're'<"'Ortlt> o"'en tZlone che 1 pi11danno 1 t•or"l d'acqua della ~1c1llll rl"l't'llo alla HtU la m • ouo 1JUPIIi 1 cui h•tti pre:,entano in e!<Uite delle 4pfl rs~ pnllt! dr 81'•1118 "01'fott>lll6. In IJU6Sl0 CtiSO OCCOI'I't>reblJe In co<>l dt•tln /IÌl!etJ/rl bttnrjlca sulla quale il Baccelli nchi11mo ~in l'flll~'nl.iono a l'Ire pe1· la icili3 acqmslerebbe un'importunza Lulln :opecialc I NZINNA

t• \fANZELr.A. Conlr tbrJ.CO allo

lana rn Sicilia. -

FrmMr, M ELLONI S.\TTA e CANO Bnt.sco. Ltt fl r o(llassi C/Jnlro la malaria nelle r eali jerrocil' .\'t1r!le. I.H prote7.aone roeet·allica tanto nella provinciA d• CAillial'i ctw in quello

di ::ÌII!<\!lt1ri diede ottimi risultati. Pt)rò l't'piclernia fu 111 1161161'0 Ilei IUOJ molLo miuore che nell'atlllO fi<·or .. o.


CF.LU. /.n Tllrtlarin in !tali•l cluranll' il 1901 . Ric,.rche epitlt!IIIÌOlO!Jiche e t• r M1fflttiehc. - Il prof Celli ria-~ume 1 ri~ullali r•Ueuuli nolln cuutpa~ua nnlimalarica .Jel i 9011< h mel!~;

111 ('Oofronlo l'olio pr•·ceùunli Que I'Ì<'el•ehe epidemiolo~i <"hu e !'rofllattich~.Phiuden.ln rO"t con •lati importanti dal lato c;cien-

lific~t ~ pratico hl "'erie delle inter·e""Allti memori•• che ~o. li­ tni ... con., l'ruapul'lant.o \'olume 111 t!e~li atti delia Socit'la per ~li c:trdì ùeliH mnlnri.t. l piu irnporlanli dati che "Ca uri-rnnr. da que"to -..tutlio "lllleti~o del cltinr·r"simo prof. Celli ;.ono 1 "Cg'UI.'Otr: L'nnnAta Ppidemit•a ru in gt•nt.'re più mi t+> chu Ili'l· l'anno prot·edento. Vi "ono in l lulia due tipi epJdernic•, uno al Nor.:l con mahu·in più lievP., uno al Sud con malariA piu g-rave. Tu A'"neral ... In lertana tln l'Impronta carulleri"'l•:fl Ile• luoghi c cJegh nuni di malar·ia ptù mite. mt!otre le febht·• e"'liYo-autunnoli danno l'improuta Hgli annt e ai luorrhi dt

costituisce l'epidPmia piu piu ulllf,mneroeute dt<>Lrthuila •n tutta llnha. E un rstto comunH In t'['f't'IHiesctoiiZA p•·oopitlcm\ca della te•·zn11a Jìove e dellu rt•uwLnnt\. La racidivilù, ttd intervalli ancht\ lunght , () unn ca.l'allcrit>tit'ltl'on•JamenlRle delh• l'ebbri malariche. Dovr.1 f>!lisle malnrill, ~11 unofeli non mancano; però non in lutti i luoghi In loro qunnlilt\ t' in proporzwne diretta dell'111llm"'•La d••ll'epi lemin. Si l11conl•·ano pni nell'Italia media e supermto numerosi Juo~lu ··o11 paludismo t•d anorelismo ~enza malaria. Lu •]ueslione t!t;llu coltura tl,..l r•~o nwrita ulterwri slutlt. l.u maceraziono tlt•lln r•anapa, di pE't' ~e e pel t.:mpo che dut'fl. 1\ causa di bonillcu anzicM• di mulorin. Si conferma tl de•·or~o .. pì l 3mico divt•rl'o delle tt•e forme di malaria. Si •·nnferma anr!u,- l'e..i..;t.•uza di vnri tipt f>Ptdemici: tipo Xor t·ltnha ,. tipt• Std-rtalm, tipo Xord-Europa. Debbono es:;ert• me~lw tleftn li i rnpporh fra l'ìnfeziou~ emo-pori lica ùe~:u anorelì e l'cpid"mia ùi malar&n ouo ancora <la ~pie~arsi le O"C&Ilaz.&oni periotlicln• annuali, le t•ecruùe'lcenze panrlentrche, la scornpar~a a tnlvolln In I'ICOrnpar·su clelia malaria dow lo "Ialo loMlo pnlu-..tre ed unofeliro rimane essenzialmenl<> irnmulato. Cir·co nlln palolo:;ria d.-lln malaria si ò ossf.'nata e "luùiata nnrhe In quotidiana vera. Le ricet·che pN' tr•o,·arc un metodo rer·tu per la diagno'lt clelia tnHI&.ria lalenlt• t• rectd&vant~> (proprietù a~eglul&nanlt-> e l emolitica dd srero del !'<an~uc) uon htH111o nncora d~tiO •·isultali Rtcuri. Riguardo ulln lllflltH·&a Jllll J.(l'll\1', J.11 1JU8t'lfmfl

~cat•sa e

prolìls~>~i si 6 cnnl'o3rmalo

C'ha alcune febbri sono nstrnali"'clte lo cur·c nel periodo r•·ce-

~ i me od n~ n i muzt.u curativo,


Rt\'ISTA D' lOlEXR

1~7

pid.•mico non riescono ad impcdit•e lo <~viluppo f' l'f'steu<~ionA dello mala ria. Buoni l'isultali d1\ In cut·n prevenlivu col lti'-Oifnll) e l'idroclornlo di chinino. Brtllnnli rì>'ullati si llamw colla dife<~a meccanira.

te.

W \"'IF.LE\\ '1'1. - Rloerohe sulla propagazione e •nlla.lno ouladone artificiale della male.rla. d egli uooelll. (. l rclt o fur 1/tffJ•ene, vol. U •, ra" • 1•. I!JOI)

L' \., 8Vt'vn ~ii.t annuncialo in un" ntcrnot•in provenlivn C(ttnpwr"a twlla Hyyu:nisc!te R•utrlsdtou n . l~. 1;, lu:.:lio 1!101, Il' co tctu"iona dt •Jues , ~uo tmportaule htvoro . ulln rnulltrtll d·•l!lt uccelli prodotta da uno :-<p('Ctttlt' pnra<~<;tln, il pl'llteo"'O'na, l' haemamo~ua , o meglio il Citn.~t•Oro'l mnl•trrr.e cotnt' e:.:li lo dl•linic;ce in o maggio allo prima dt>uomiunl.lone <111la:;t•s tlal Danilcw'-kl. In questo "'liO nuovo luvot•o, l'numero tll'Ltuglialalllonle le osset·vaziolli fatte e 110 fa la t'l'tltCI\, per!-~IIBf<O cho tutte le ricer che sull'argomont.o so no dol p1ù ullu intero•ssr• per la Cl'1lrcma somt~liaoza. mor·f,,lo!Zicn l' biologicu tito questo pnra::;~ita hn con •1uello della maltwia um1H•ll. L1:1 rwer<'l rl:l dell'A. dirno::;trano innu11zi lutto rhe il ('1/11IIJJOrO/l é dìlfu!:'is~imo negli nccclli, Bf<Rni p·u di IJIIPlltl c lw t·omu nemcnte si ere l •. Inoltre esr:;o dimostra 1 l!cgur n li fn ttJ: t• L"tnQculazione riec::c~· con pnca qunulilit t! i "'llll~ue ~"nn J'llra!<<~ttl (ru•ca 0,01 r·mc) nei muscoli peltot•alt di numeror-~1:\ "PC<'tP afllnt d1 ucct'll. ma -.o,.o "peciahn+'nle i COilt)ltui, nei IJilllli del re ....!o nno è rnmstata ditllo-..Lrata l'int'l:l7.100t> ~poutant•a. Chù tnl'glìM•i prestano aciò.Jn '[IIO<sltll ~nru.me lrallorla lltl verw tlt•lle ali mostt·a la pr ec:enza di pat•aq.. tlJ al 4• f.tÌOI'IIo dalla innculoliune. Alla lerzu sellirnana ,..j O""'crva "••rnpre una f(l'llll lt• Jimmuziooe nt>l loro numl'rO. 2• Le moculazioni dei frmgrwlti e det canttl'lllt con emoonwbu ledel<t'ltP . all' opposlu oli qudle rallt> d1 Kot•h con ma· l~rtale ilnliuno, e da R uge con ulaler·rolc te ie~co, t•ondu.,. <~rro sempre ad unu !<ladtO òi tnrez10no t·r·onicn, nel 'lttOil' •l t'tlfH•rlo dei parassiti i' mollo ra ro, ed " più tiimosll'abtle t·ol· l'irtfl'llare nuovi animali, che colle 0"'"01'\18ZiOill lllirrO~CO· pwhc; in alcuni animo li si ùimo-<trarono para <~~ili Jìno n Ilo l to me~.~ e più., e lllll i s i os'lerv ò un dncor·so acuto con p('l'· futlu guariA"ione e r elnLiva imr11unizzuzione. Di pii1 t~ i ossel'vò


-128 in qualche caso di infezione cronica con ram~simì parassiti nal sangue, una rapidissima invasio ne parassilaria, dopo una nuovo inoculaz.tone. 3o l numerosi ('asi di morte nei canarini inoculati et·ano dovuli per una par te minima alla iufezione del sangue, per la massima parle ad una acula c•occtdiosi inles tinalc. le.

Ricerche sull'influen za. del supporto d1 fronte alla. effioaoia. del m ezzi di dls1nfezlone Impiegati ooatro le spore del oa.rbonohlo - (flygiMiselte Rundsclwu, t. X, 1900).

OTSUKI -

Le spore carbonchiose l'rano disseccate su Rli rli seta, su penne, pt>li, cuoio, legno, cat·ta d i filtro, vetro, raceudo agir·13 !SU questi rnezzi ora il va por d'acqua, ora rucido fenico al 5 p. WO. Piu il supporto é poro~o, e più le spore r esistono; il migliore di questi mezzi ò il vt>lro. In generale la resistenza delle spore è t•elativsmenle ar;flai gt·ande sui nti, ~ui tessuti -e sul le~no; invece é debolissimA. sul cuoio. Anche lo spes~ore dello str a lo di f'J:'Ol'tj ba i rnpurtaoza sullà t'8pidìta tli aziono degli agenti disinfellanli. Non sono cose nuove, ma es!';endo corredale da un numet·o gr a r1disshno di esperienze, acf)uistano molLo valore pe1· le ricerche r elative ugli agenti disiofetlanlt e per la p r atica della disillfezio11i. te.

f\èlMF:R. - Sul valore dell' iatrumento per l ' esame d ella lace proposto da. Cohn per a pprezzare l' 1llum1nazlone dei posti d i lav oro. - (1/ygienische Rundschau,

X., 1!)00). Come òt sa Colm ha imaginato uno strumento tli facile maneggio. economico e che ser ve tanto per l'esame dt>lla luce naturale quanto pet· quello della luce arlifìciale. E"sO consiste essenzialmen te in uuo cassetta avente due dei suoi lati opposli a pet•ti e l'acchiudeute uu piccolo quadr•o bianco in cu1 sono impre"se in nero divel'se colouo e di numeri di quatlt•o cifre le quali pO!'IflOOO es!'ler veduti da un occhio normale solto un angolo di un minuLo fl metri O,GO, mentt•e i numeri si leggono fa cilmenle, con una buona luci' a metri 0,40. P c>r un'idea del !!l'ado di illnrninazione prodotto delle luce artificiale, si conla qt•anti numeri si pos!'lono leg-


RIVL"T.! D' l GIF.XF.

129

J.!'6re \'icino nd una line«lra alla f(Ualo si vol!l'e lo spalle m una determinala nnità di tempo, p. eA., 10 so secowh, e s1 ripei.A • l'e::-pt•r•enzo p~>r il mede!'luno .tempo nel po--to illuminalo artificialmente. Si dichiara f(Uest'ull~rno po~to RUfficionltimt>ute illumionto, qualot·o H r•"ullnto sia 1dentico. Pet• e"antlllfll'6 l'illuminaziou~ del pnAto colla luce naturale, "i 111cltono davanti al quadt·o bianco della sctllolA :J vell•i trasparenti rhe insieme iutercettROo Jl 90 p. 100 della luce che J;riunge el quadro metlc~imo La luce t\ <cee/lenir so !li può leggere a ncora nel mede~imo tempo cnrne pr·•ma, é /monti se si può leg-gero rolt' interposizronl' di llue vetrt co11 che !<r rntercelta r ).:, p. 100 della lure, P. accelcflbi/1' se la lettur·a. "empre, ben inte"n, nel mod•'~imo tempo. i• poS!-11hlle con un vetro solo il tt unle intercetta 1'80 p. 100 di lu ·e. Se ì11 tJUt'"'le condizumi, vl!le a dirt> con t '5 dolla lucr oalut"8le. non SI può legl!ero co•·rr•nlemente, rl po,lo u da rilener<~i macceUabde a scopo di lettura tJ scr1llurn. L'.\ dichiara lo ~trumenlo B'l"at buono a\·eudo oc;servato che lu indtrazioni do e<~so so111ministralo si cor·riApo ndouo heni-.c;iulO COli quelle dato dnl folom••lr•o th \Yeber. te.

I a&natorl per gli ammalati provenlent 4alle oolonte in Fr&nola. - (Reouf' tf'lt!f!Jiène et de poltce .wlfl.tlarte, :W di ·embrd 1901).

HEvsA uo. -

L'A. culla sua b•,ll nola competenza in mal!' M& e"pont> le RJWCiali c;anatori che e~li g iudica iudt~pen ..ablli e ùelln mu-<s1ma urgenza come conseg-u •nt.n cleJt'.,spansione colornale. E;di r•n~surn., le e->igt'nze alle q un li '~uo idee 'lnlln ct•cazione di

tali ~nator1 colonialt debbono r·1spoudere nelle ~et:tuenli condusioni oppltcnbili dPI re"lo (lll altre rtRLioni spuctalmente a quelle che, come la Francta, h•111no spe.·tali condizioni !opograflche e rlimALiclw. I tlelli t'lnnntori tlovmnno e<~'~er~ ecllflcali in lontananza dali.- piu Importanti agg-lomer·aztont urbHne Oovrunno, per per rnPllet·e il rilor uo al.(li ammnlati tlellt~ coloni~ da quai"'ÌO!Ii pr11VBni611ZB, e rn LutLe le ::;ltlgtunt dell'anno, es--er '~ttualì Ot•lle re..:ioni piu tern;>et•llte. di pL·ef•'r enza nel menogiurno della Franciu, in vicinanza a1 poPll d'arrivo. A !'leconda ,Jelle divers~ indicazioni forn1te dal geot>re d• maiHLtia, IIO\'J'Ilnuo d:~tmg uer"i ch•lle 8( t.:toni sflnitarie ba.~se a delle stnz10ni alle; a queste ullim<' nou dovranno accPdea·o i malati RO non


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RIVISTA D' IGIESE

dopo una selezioue rwlle 8lazioni bas&e. Le ~tazioni alte non dov ranno !'lMpassuJ·o l'allena di 1400 metri; le stazioni basse avrauno molti ,~antaggi eolre~"ere vidno aJ mare e iu apei·ta campagna. L t' migliOJ'J condizioni climatiche si troveranno nt!l sud-est della fi' t•oncia conLmentalo e in Cor~icn. I f'analoi·i dovranno avere lutto il conl'orto po~gibile insieme alla massima seruplicitù, e non sorpas~a1·e il prezzo me lio di 2~1()() lire pet• letto come srw;;a di primo impianto, e quello rli 2,50 per giorno come spesa per il tt•allamcnlo te. iucliv1duale.

P e rTER;<ON.- Ricerche sperimentali sulla. conservazione della carne e del pesce per mezzo del S!l.l e. - (A rchio. fii r ll!Jyif.ne, vol. ~X. X VII, HIOl}. microrgani,;;mi p1il sensibili all'azioue del sale sono quelli che decompongono più profonda mento l'aLbumina, vale u dire le fMmc bacilluri. Queste ulwne, inralti, uù t•ccezit)PO qualche volla ùel b. Slli.JLilis e cult;atus, cessano di prolif(>ra t·e col l:! p. 100 di sale. Al contrario, i cocchi, ad eccezione dello steeptococco piogeno, s 1 sviluppauo ancora eon una propoi·zione di l'alo al ~:! p 100. Le medesime conclusioni si hanno anche riguAJ'do ai pt·odolli chimiCI dei germi in pArC)hl, g iacchè col '12 p . 100 eli sa lo non Fi l1a pilt sviluppo eli idrogcJJO sol foralo, ùi irHlolo, di renolo prodotti che ~ono in relazione collo ~nluppo delle forme bacillal'i, melllre anche col 15 p. 100 di ~afe si ha svi uppo d1 arnmonia('a, di adtlo bulirl'ico, di peploni, prodollì che con Lulla probabilila dipendono dall'azione dei cocchi e dei fermenti. Le esperienza fnrono falle ~polve ranùo con cloruro sodico c.lei piccoli pezzi di carne e di pesce, e JJI'ati~ando poi resam(l batteriologico e chimico. te. DoFLEr~.

tia.. -

-

I protozol come parass~tl e causa di malat[('na, U. FischeJ', 1!101.

Per chi vuoi tenet•,i a l corl'enle de~li studi che sempre più. vanno estendcnclosi sul pal'assitismo dei protozoi, questo t•ecen te libro del Dollein è un'ottima guida tanto per l'estensione della mater ia che travasi al corrente con le più recenti ricerche, quanto per la chial'ezza dell'es)Jo~izione e la


RlVISTA D' I(ll!J:NIJ:

131

Jmonll distribuzione tlegti at•gomenLi che sono !J·atlali con compeltmza e diffusione. Il I!Lrt> è diviso in una parte ~:renerule nella IJUSie lraltasi clt>i protowi in genere, della lcro classltlcazione, t.lella lùrO impol'lanza come parassiti, e in una parte speciale che compretllle la de!"Crizione delle sinf,!OI•• ~pecie raggruppate in genct·i, ordin i. classi. Speciali capitoli sono risf!r•vali u quei parassiti che pii1 ho11no importanza in cerle afl'eziuni dell'uomo e degli finimali, tali il capitolo sull'amoelm <·oli, 'Tuello sui lripanosomi, quello !:>Ui parassiti della malaria, noi tjUali l'A. enlt·a in dclla:.rli uliti al medico, non tralt~,.;ciando anche di wccaro la tecnwa ~peciale per lè relath·c r1ccrche. Il libro termina con un Plenco d1•i proto;~oi para;;ositi dell'uosuo e deall animdli domestici eù utili, P adornato l]i molte e chiaro fl~m·e, e fa amp10 tl!!".oro ùi tutte le ricerche e dP!Itl opere dello P t'eiO'Pt', del K1·u~e. dello Schaudin, tlel Luhhc\ del \\'asiele\\sl-.y e lli a llr·i. tt!. Dt::ZArH:oN. - L'acqua. di Ia.vel come mezzo pratico dl cUs\nfezlone. L'A . ..,enza negare l'alto pOt('t'r' tlisinfellante dellA solt~­ ZIOO•' til cloruro di calce

pt't'Coniu:ala sopratullo da Chambel'lautl e Ferubach , crede più oppor·tnno, e per la ptù funilo cou!'l't·,·azione e per es.,ere d'u!<o cort·enle uella pralica domc~ticn. l' ipoclorito di soJa uolo do,•unque sotto 11 nome eli acrtua di Ja,•el. Le espet•tenze falle «u fili di sela sterilizzati (' imbr·uttat1 delle colture dr bacillo piocranico, di colibacillo, di colera, di difterite, ùi b. lelt•ageno, su pezzi di stotru medcsimt\mcute tr<:~Ltati, su Lerreuo, s u biancheria infettata da sputo tubercolare uam10 dalo ol.tirntl. pr·ova. Una soluzione di acqua di l nvel a 34 gradi r loromelrici, diluita. a l ao·; corl'iHp!!llÙente al graùo di soluzione che ~~ impiega comuuern~ nle per rl bucalo, sterilizza i dive rsi germi pato~eni, pa rlicolarm<>lllo il bacillo della tubercolo~r, dopo un contatto di lré Me. Solo certi gerwi c:porulati del terreno non gouo t.litt·u tll dalla !"Oluzione al 30o, ma lo "ono da una soluzione al 2f)O. 13i!'logna però cht: la biancheria dopo l'azione dell'i pnclorito, vengu abbondantemente e ripelutamente lavata con ac'( ua semplice, pe1' levare ogui traccia dl'l disinfettante e,l impedir!.! <'OSI che essa riman~a danneggiala . te.


La. cUagnoal latologloa dell' idrofobia· - Hir.i~ta d' Ì!Jrene e sanita pul.blica, l h dicf·Ulbre 1901.

DADOI. -

L'A. p8'~!'8 in ra<~f<egoa i diver~i metodi finora U'Htli pet• d~cidere •l più rtlpidnm~nte pos~ibile so un animale i> 1cl1·o· robo o no; lcc::ioni macr•oscopiche pre«outate dal f'orpo dell'animale, allPJ'n:t.ioni nelle ~ecrezioni normali, artillzii per abbre\lare il periO•Io di incubaz.sone ne~li animali. o dì'!lltr· b~:~OdO le fllll•Wllli di unport.llnll centri ne r\·O~Ì, O r;Wf>O •JO iuoculazioni mulliple conlempo•·onee. o cf'rcando animali da esperimentare che avesc;;ero uu periodo più bre' e d1 inf'ubaz.ione di qurllo eh,, ha ordrnaJ•iamente il coniglio, 1• d1chia1·a Che la diOI{IIOSi il".tOiogiCa S()l8 è quella che (lnorn f)lll ha re ..istito a1 colpì della crillCfl e che in mano di e-.IH'rimentator• esperti e prudenti, ha dato huoni eiTt'lli. Le prime rtcorche in propo .. ito rurono h;lituite dal Babe:;. Seguirono poi ~~~ ml.,rec::sanu.. ~nm studi del Gol~ì, e recentemente co!nparvero i la,·orl eli Van Gehuchten f' '\eltc;. Tulli quesl.i aulor·i lro\•aronodiiTuse lesion1 inleres~nnti il ct'rvPilo, il cervc•IIelto, il bulbo, il nri<lollo spinttle, i t-(tìng-li pi!riferici intervertebrali e simpatici, in grado molto varia· bile, pt"rò co$lanternente tanto negli animah, 1111anto nel· l'uomo murli per rabbia. Il Ba bes diede un' 1mporlanza ~peciHie ai co..1 detti nwlu /t rabirli, o accumuli ùi elementi rotondi intorno ai \&:;i, f" specialmenta rnlorno allt> ~randr cPIIulo dei nucle1 motori del lmlbo e del midollo sprnale, ma Lali no,Juli non furono lt•o,•nlr da altri autori colla freCJuenza da lui l"Oslenula. Golgi cliede lo massima impm·tnnza, non alle varie le,.;iom prese rer sè. 1na sii' insieme de1IP medt1Sime e al modo con cui si "eguono e ~i combinano l due ultimi autori su Citali rschiamarono in ispec1al mo(lo l'attenlione sulla pt•oliferazione delle cellule di r•ve ..timeulo d~>lla rapsula ove s t.anno g li elementi uervosi uei ganglt pc r• fer1ci, co:~dizione Jlei'O anatomo-patolog•ca che essi si limilanl) n ritenere COlite peculiaro nel CBIH' morto per evolnt.ione noLurale dell'id•·orobJa. Colla $!1U8la vululaziùne ùelle ltl~ioni pt't'~enlule dal 5i~lema nE>rvoso degli l\lllmali 1drofobi, e t.enentlo calcolo tanto delle ultcrazioni dill'u!le parencb.mnh, ~1uanlo di quelle parli<"olori •iellcrilte dal B11bP!<, cllll \'an Gehuchlùn e dal Nolis, può quindi r•tener ... i po"sibile la du1gnolo1 1c::lologica dell' Jdrofohia. le.


4-33 BoNt. -

Btoerohe sulla. oa.pJul a. del batteri. - (GioT'nale

della R. Soc !tal. d'Ig iene, :H ottobre 1901, n. IO). L'A. auoper•H per la ùimosti'Q:t.ÌOile delle capsule• dei pn eumococchi il semplice metoùo di allestire il pr·t>paralo sosLi~uendo alla g-occia d'acqua ~~orilizza ta una goccia di brodo da coltura, e di colorar·e poi t·ol lirtuido Ziehl. l o ~e~uito al brodo ha SO!"t iluilo un Liquiòo eornposlo di un albume d'uovo sbattuto con 50 ~enlimetri cubi tli r;rlicerina purisstma e due goccie dt rormnlina, e poi ha a~giunto una seconda colorazione col liquido tii LoOleJ' Le conclusioni alle 'lUalt é giunln con que;.Lo metodo sono le seguenti: t• Il diplococco di Ft·aenkel e gli altri ballel'i che lralli dall'uomo c dagli animali mo•.lrano una capsule, la presentano anche soe tralli dai mezz1 di coltura arlilìciali. 2• Lo stP~l"O metodo fa veder·e una capsula anche in molli altri batteri. 3" La cap,.ula non può esser'l' llltinùt considera1.!1 come ca· raU.erislicR di alcune speci~>, per (]nanto pero le condizioni della sua vi~tbilità sieno Assot variabili a secontla d~lle diverse specie A det ::.ingo!t irw tvidui di una stesso spec1e. ~·La produztnne deUa capqula é u11a manifestazione dell'azione ball~rrol!Uca dei liquidi ballel'icidi. 5• A Ila !IU8 produzione non prende parte la sola membrana esterna, ma vi può prender por·le auche, in varia proporziont:i, ìl res tonte rlel corpo ccllular·o.

te.

RiVISTA BIBLIOGRAFICA L'opera. i g ienic a. di Bernardino Ra.mazzint. - Discorso letto ti 4 novembre 1001 in occasione dell' uperlura dell'lmiver·sita di Modena dal prof. A.RNALno MAGGIORA.

Premessi alcuni cenni biografici, l'autore dice che il Ramazzini antivide il vero còmpito dell'jgiene, che egli cb iamava medicina preventiva. Parla del suo libro Epheme ri(ie.~ ba-

28


43-1

rometr icar mttLim nvx, nel <JUalc l'autore espone e dìscule sullo O!-.Cillazioni baromt'lr iche rruotithane, sulle c•onuJzionì del tempo, sui veuli o le prec i pllaziOJii a tmos!'m·iche o~;ser­ vale durnnle l'intero Anno 16H4, t• parla inollru d••l ~t>lll'O d1 prel'"ione al capo ~ •li mal~>ss~rc che alcune per"ùlle provano -..ollu razionf• del \'CuLo mer1d ona E', e J'inh'rprt'La come eonsc~uenza eli un dì!'lurbo c1rcolnLorio, interpr etazione rJ1P non ò un re::opingat·e neppure nggi. Parlo. di'l male di moolaf!na. che nllrihui"ce a di:illll·hi l11!ila circolnzmne polmonoru 1·rovocati (l alla m in oro pt•e·--"ione dell'aria nllt• gr·aorli Rlteue, cume in parte viene fllnmesso anche clnl Mosso e tlll altr•1 espet·11uenL1lori mod• rni. CitA il trattato D· funtwm mrtflllf!r&RÌltm admira11rlrt scaluriylnc, nel quale Hnrnazzini da un' i11l!'rel"sanLe dosc1·izione della configuraziow• sul"'rflciale e dulln slrultura ~eniO'tica del ~ode ne 'e, OP indi ·a lA tli"PO~iz.inuc "'ll'llh~ratiCR .. c]pJie rawe acquee. Nel discutere le •1ualild i::tt-•uic:he ddle aciJUe, moslra d1 tl.\'••re conO"'q'JILI.l ti>•lfaziom• prulf·Jlgitrice dt•;.;H "'lralt argiJloe;l 1• di a,·ere i11tullo alcuu1 di'l faltor•i cht' posc;onn inquitHII'll lo acque>. Nella stessa npul'll ~ono c~pos l r o successivlllnenle di~CU!<"'I i dnli di IHHI "erie ti' o--~ei'Vdzroni sopr·a In lcmperalura del ,.uolo o cliver-.e profonditi•. ricerche di ,.:rando importanza per l'igiene tlt>gli operai impiegali nelle rnimere c nelle ~al!errl _\pprnfondi ~li RLudi, gia l'alti Il n dal 1 ~SU du Ft·uncesco Ariosto, Rui pozzi di pulr•olio nel MotiHnuc;e, e per mel{ho cono!'ict•rt• i pencoli ai t(U;lli er·ano •·spo"lr ~lr optH'IIì \'Ì «i fece calar ,J~ntro. Xe slu1lu\ pure raziou•• lerapeulica . ~el lrlttt.Ato De morbi~ tJrtijìCI1111 <:i runde coulo olelle diverse nl(llallre cu1 vunnn so~gt>lli ~~~ operai in corr'it'~ueoza delle pt•ure~sioni cui tlsAi allenùono. Quest'opera Il n d'allora fu lrtlrlolln in tedH'-'I'O, i11 inglese e por.o più Lord1 in /ìa mmin<.tr •·d l> ronsicltHaln tuttora 01 m• lavoro ruwlarncntale dell'ktf'lle del lavoro. Xon lra!o'~urò gh " IIth t·pidt!miolo~icr. e nel ""o libro Con.slttfl rron.es epidemìcm m.uti nuiHt·s annorum IJI'l n'l ue c1 da u11 nBnLlo rendiconto deliA maltllLic infettivo dtn dominarono lnnlo ne:ruomo t)ltanto neg-li Ullltnali domestici negli ann1 Hi~KI-lfl!t:J. ~~l voi umetto De f"'incipum r.a/,.trnline tue/llltl, t.ICd1calo a Ft•anC•'"H'O n'E!;le, uu nl f!Ìovaue princtpe una "'erìo di preziosi eon... ìgll igienìcJ o morali, i quuti t•endono il libro pre-


Rm-,T\ BIBI.lOGRAl'IOA

435

,;Pvole come studio di rgume perJ=~onale e profe;...,jonalt• e <'u rne truUalo educativo. Scris~e anr.lw sull'igiene ùell'allaltame>nlo, e sull' igi!'ne dei monaster i e Ilei collegi. In quest'ultimo lavoro sono dale le norme r•eluliva all' alimenla•done. e•llllsì"'l"' pet•chù in sHTalle a bitazioni collt•Llt vt> si pro'· veda alla ventilazione nullu r na tlei dorrnilut·i; cotnbalte l'abilurline del ~>eppellire ntllle chr•·se e conc;iglia dr costruire cirnilet·i a ronvcnienle distanzu tlol· l'abitato. (Juesti rapidr c••nni. che abbiamo ria"<!"unli dall'erudili"'srma m ~rooria del pror. :\Iag:.:ior·a. dimostrano come n giu ... to titolo> il 1\amnuini può chiomar·"i un precursore dell'igiene moderna. C· rto c~li ru ti pi11 grande i~ìenbla de" "'UOi t' mpi ed il ~Iorgu;tni, amtco t giu>;IO P.stimnlore delle su~> t)f·Crfl, lo disse • d'immortale lUf'lUOI'ltt "· La pubblica.tione del prlJf. Mn~g1orn ,·. conedata dn iauporlanli docum~>nti IA•lti da. ma 1 "CrJlll u-.i,.lènti in varre bi:Lliotache ed nr ·h' vii, C'ha tralle~giano il nobile caraltcr•• del Hamazzini o l•• vtcende dellA ~ua vita, e ùa una culllpl"'La bibliogra lla dt!IIA oper e rli ltu. Va ùnlA o-~incet·a lodt3 nll'~~n·:zio profe'-lsort-. che i r·tlngli <Jr tempo Ja.;;cintigli dalla "Cuoln e dal ~ahioello impiegò co!!i hcne a ~eLtnro nuova luce o:opra unn t:lot·ia delln sch:nza

u.aliann. 13ANTI prof

G. F. Gurt>o -

P atologia del polmone. -

(E.!il. Nic-

colaì, F irenze 1902). lo '1He... to volume ùdl'iJluqlre pror. Banti, compilato in gran pa r·te ~ulle l••zioni dettale nell'l ... tituto d1 analomia·palolo~tca e raccolte ,Jagli studenti, ,·. fAlla lar•ga parll', conw l! hen naturale, alln ruorfologia pntolo~nca, pur non trao;curnnd{l In fl :-iopalolo1-!i8 t• la clinica delle ~,·nrtolì!ò!lirne forme di runlnUie

polmonal'i. lllavnro, O:-!lii'IIZinlmenle tlidollico, ,. Alalo diviso, con molla npportunilà, in due grAnt.h perlr; la primu delle quali ri~uur·da le ma/(Jtiie ['Qirn.o~tnri non inll'ltioe (enfl<~emi, ateleun... ie, cou:!e~lione, 'La"i, e,lema, tromho,.:i, emboli<! eù infarti); o lo "llèonJ.a tratto •li tutLe le ffl'Llatlit! polmonari infeuice uei loro 111omenti ezrul•lg"Ìt'i e palogcnetici, nelle loro manir •'-laziom diniche, nnatomo-palologichr., micro e ma.croscopicho, nei


IUDSTA .BIBLIOG:R.H'JOA

436

lor o esiti, ecc. Sono particolarmen te intet·esstmli le ultime cinque lezioni cbo ri:rua:•clano In tubercolosi. La hibliografla è rirchi~sima, nnzi :-i potrebbe dire qua"i completo. M ICIIEl.li: DE RosA, (:a(.li tano

rnedico . - Guida. per 11 porte.Padovo, sla.bilimenlo Pr<)Spl' rini, 1902. - Un W~lumello ùi pag. 48, centesimi 15.

ferlt1. -

L"e~t·egio collega ha inlès<O, con ·questa pubblicazione, di fare urr libretto, ei re pet' il suo hnssis!'irno prezzo e l a sua piccola mole potess•· essere fttcilmente po;;;$PduLo ùa tutti i porta-feriti; e che pc t• la "empliclltt dell't>"'pm::izione, pt>r l'assenza di vocaboli tt!cnici. poti.'~SI' essePe !ello e t-;lnllrato tial solùalo per conto proprio ~lltlZa bisogno di spiego:.::ioni u commenti. Egll ha perciò rtdoLto la lll!llf'ria al puro necessar·io, ed ha procurato di scrrvere ne12li ~;tessi termini con cui si parlerebbe e 11ersone mcolle. N oli dubitiamo chequesto lllH·iccioo i ucoutt'erà fa vo t'e fH'esso il soldato, al cui esclusivo uso é stelo sct·itto.

Te.feln :zar Entlarvang der Slmulatlon elnseltiger Bllndhelt u.nd Sohwachstohtlgkeit na.oh Snellen entworfen - Wicsbflclen, J. F. Bergroann, 1901. Marchi 1,60.- (Tacole per scelar e la llimultuion.e della cecitiL e dell'amfJliopia un.ilateralP).

v. HASELBERG. -

l l dott. von llaselberg, s tabsa.t•zL (capitano medico) nell'esercito ger manico, ha L'esa un vero scr·vigio ai medi<:i e speciolmenleai medici militari pubblicando queste sue Tal!ole per svelare la :;.imnlazione ùella cecità e dell'ambliopia unilaterale. Fondale snl principio degli OLloLipi dell n Snellen esse sono in numero di 8 (1 con caratlet·i latini e 4 con cat•allet•i gotici) e conlen:rono !altere e cure numeriche con lralli in parte neri e io parte rossi. (t; noto il modo del loro impiego e l'autor e ha con molta cura scelto il vetro rosso e il vetro verde necessari, i q uali sono vendibili al prezzo ùi l marco presso la cesa editrice delle tavole stesse. Il collega dell'eserc.ilo germanico, cotne egli stesso clic& nell'opuscolo che illustra le Taoole, non ha rallo opera nuova,


IUTisT.\ UlBLIOOR,\I''lCA

)

1:n

C)gli ha però colmato una vet•u lacunn nella 1etlernlnra medica poiché t:rli Otlotipi colorali •lellu Snellen ~ono t'Siwriti e co ... tano molto (una lreulmn di lit•c) u l ~hcbauù, •t~>ll'e~ercilo Crt~ncu~ ... che t> "talo uuo c:trt!nuo pmpugnatorc. ch•l m~toùu. cou"iEtlia i medici di diset.:nllt''"'i da ~~· l·· lt'ttere con trntli net•t l' l'O'~"': con~i~lio che eia hun pochi può e«l'ere segui lo poicltè bf'n pochi hauno attitudini nrtbtiche. Noa ~iamo ~icurt che i collt•ghi clelr~ ...Prcilo e c:pe~.:ialmenlp ~li oRpeclalì ,.j pro\'vecler&nno tli !]Ue'<lrl vet'SIIH'lllt• pregevoli LA.\'Oie. G. G.

Oo·t G. Pu:RAccrst. - La. morfologla. del sangue nelle n efrlti . - (Fsreuze WO.! Edit. ~iccolaa). Que,.to Lìbt•o Jel giovunc l' \"Aloro~o anatomo-patologo me· l'iter~Jbbe uua re><censiono n-...ai più e:<tesa •h CJUCIIa che r.i

é ennces!Oa dullo c:pazao, c che noi ulfreltalamenle ria 4 ~u­ utiHtnO dulie nule presti durante lo lettura, !a quale- dicinmoln ~-;ubiLo- rinsci oiLrrmodo illlf•rc"~>lwle. Anzitutto rirhiamiatn. l' nllenli•me cl•·l lettore :-.nlla ruq. cgul\ cielln letleratura ~rnr Il, inNmpleta e conlradòJlorin r•'lath n al "'angue d~'• nt'rritici. e ~ulla dimo~lrnzione clPII'ollro ,·alor~ della formolo c\matoiO!!ÌC8 nelle "vuriule forme climclu~ di uera;ti. 111 ,..ecouùo luof.ZO non possiamo non ummlrnre respo,izione minuta et! accurata di una CB"i~tica nri~innlc ed abbontlantt=, .Ji... cu<~,.n cun c'J'tlPri clinici genJUiì c, uulh) 'lle ·sn tempo, l"f'\'81'1; castsLu·u -:he forni molo all'.\. di potere stabilire i camllllra clelia forn10l11 emal.ologica nc>llu vut·ie forme' di nefrilo>, i quuli carull,.ri non soltAnto escludono l'ohgnetnl8, amme!O!;O lln qui molto le:r~ermento dn~h nul i)J.'I, ma fanno r Jlenet•e sulvo ca~a '~peciali- t'ome po;s'lallile tllltt Cl"ttsi sangui.\!;1111 no•·malo o l(ll)rnor·male 111 nefritiC'i nucl•" conclama Li. l.'A . ha voluto di-.culere. nd uno al uno, lutti i .!nti rile· vnt1, t• po>-cia nel lor., co111plec;..o. Perchè il ,:angne dei ncfrtta(•i, egh c: i •· domnrulnlo. pun mHntenPr•• spesc;e \tJitt~ eh•' a t~ le cifr o erilrot•ilicl"~ ed il valore globular(', menlr" l'mnl11eote plasmotico in t•ua <ti muo\'ono e 'l'ivono t1ue~ti t•rilrocits è cronicamente iutMc.icalo l L'A. trova genialnumlt• un'analogia lra l'ipertrofln del venlrat·olo sinistro dei hri~htica c ronici o l'ipet•glohulia dit111Zi accPmlatu, nonclaò lt•a lo rauM


JUVlsTa BIDLIOOR \FIC.\

cliniche e m ecca niche dell'uno e dd l'altro faLLo: ed il;!"i,.te sui le~ami Iii ~oltclnriulà fnnzionnle fra cuor e e san~e. fra conlenNwnl~ .. conlllnnto, ravvi!:<ando nell'iper globulia ro~<>a dei nefrilici, <~n m a ncll'iperlr•Jtla df'l le<;suto mioca•·dic{) due conseguenze d1 uno 11te~c:;o stalo worbo~o e, in pari tempo, uno dei <>olili romp n'-i nalurHii eh~>, con linguag!!IO \ilaltc:;Lico, !<i potrebbero) dire toleoh>~•ci . Xc Il' ullimA p11rl~ ciel suo lavoro. veramente podero~o e l or•:;rinale. l'A. ha voluto e-<por re le numerose rice rche c•omplernE>ntarl dPiln nwrfologi11 ematnlog•ca nei nefritici. per \'erurf~ a concludN·e: t• l'11e la granr!Pun dei globuli ro-;si e la loro rormola di t in~ihllill! nei nt>ft·1lici i> normale; 2• CIH' hal· lE>rioloiZiram••nlt•, !l «ungue dc•i nernt1c1 gh diede sempr~' risultnti ne~aliv1; :1u che il s-angue anelli' 1110llo tonico dt>i llt'l'dlici consf?l'Vf\ molto hene le su~> qualità isoLonicùe, ~·che le ct>llule eo!'inolll~> "OliO in numero inversamente pr·opot'ZIO· uale al grado di l'lllmnlo~sicaziOne reale, talchè 1lloro cnnto~no può e~<~t•re valido aiuto pE't' ~tal.>i lir e se esista un'•nLossicaziono I!Hu ~uigna <' per gi udicur•o auche ùel gt•arlo ùi, quec,ta. In altre pnt·olo: il ()uauLitnLlvo eosinofilo è uu !'~po­ nente della majlf(IOI'6 o minore ~ullktf'IIZtl depurativa rl•nalt•, e cioè. inver·sarnenle proporz10ndl o al gr·ado di lossicemio; con una ri<~•••·vu, pe1·o, ,·ate a dire <'he la r·icompar.,a dl'lle eo"-inofile allorchè uun stato ut·emicu è !"Uperato, e !>t e "UI· llcienlemenle l'l'~tabditn In funz1one rt.>nale, non esclude affallo la po<:.~=;ibililil di nm1 r1cadula a brevo cocaùenza, la qualt> r·iproducu uno r•t•t11LO'ISIC8zinne gt•ave con una nuova anaeo'~i· nolilia r rJuuli til lti, conlrollati anello! !"perimentalrnente, l'ono anche di ~randt• importanza dal puuto di \'l<>la di una raztnnale terapia. Pe r concJu,lur·o: col pr~<~enle '-UO lavoro, 1'.\. ba illu..lt•ato in modo completo il campo sino ad o ra quasi inesplornlo tlella morro! ·~iu del <~n ngue; e se togliamo qualche leggi ero a ppunto che SI pol•·ebbo m uovtll'e al Lecnicisrno usato nPIIa po.tle !"periml'ulale, non si può che amm1rare la ~enialltit e In corretLeUl con cui l'.\. ha iulerpretaLo i fatti clinici, che co!llltUì"cono la bacoe delle sue ricerche e dei suoi studi.

E. ·1.


13~1

CONGRE 1 Unll. L. Bn:-~0\10, maggiore mcdrco - Sa a.loune questioni dl oblrargia. tra.amatioa trattate &1 Congreuo lnterua.zlonale d1 medlotn& dt P artgl. 1 900 rcontllum:tollt L (•llt. '' 3).

IV SUI..l. t. CURA DELLE FR.\ TTURF. CO :-i L4 \JOUILI7.7.Ali0:S E

E

COl

\JA<;SAGGIO.

Da akuni anni il concetto cla~sicn rlella ri~orO<'II e prnlunguta immobilizzazione nella cm·n delle Cr aLlure Fì va motlillcnuùo a vttotaggio della molnfi:uazione m.etodicat~recoc~: . Gli opposilori di questo nuovo i ndirizzo si bnsann su 'JIIPlll• lt\C'dosi111a leggì flsiologichu che r·n~o l rult) lo sviluppo c l'nc(' l'o~ri me nto delle o~;sa. Se iu un sogget.lo l'fiChitico 11011 <li r'Ol'rt•gJtOHO con mezzi or topedici lu lend~nzo di al cune osso lunp;lrc ad incur·var.si, l'osc;ifìcazionf' dPforme si accentua. St• le c;upC'rficie di fr allur a non munlengooo rel'lprm·o. clirello e rnmpleto contatto. o ...,j avril un Milo defo r me' od uno p uudar tro,i. L"ec;trernità dei frammenlJ 'IIISndo sono acute o tngliu'nti, '!p0-4tond or.~i, o per il pe~o t.lell'arlo. o per l'azione mu...,colot·e. pm;... nno mfig~ersi fra 1 tessuti molli luuitrofì, e lace1'8re nel'vi H \" 8 <11 ,. per for are linanco la pelle. P.•r t•ipr i!'ltinare la forma u la funzione della parte Je-.a '-'Ì rili••ne mdispensabile r immnuililil a<-solula protralla lino ul dall nìlivo consolidamento della rrallura. Il lavur(u ripar&tore. che e"'ord1sce, !,ltlcondo le ricPrehe del H M IOIOC', ne lle prime 2i ore. SI q volgerebbe più regolar·mt!nle ~1un ndo le parti costituenti la h•,·a M<~ea mlerrolta "Ono roal· Ulle, mentre la mobili li! rorn(lèr ebbe il te11suto uuili vo non IIIICOI'II oc;sificato, qujndi accnva llomenti, lor ... ioni, rltwiazionl nngolm•1. Dall'altr o canlo l'inerzia prolungata di un arte> chiu•111 m tut apparecchio irrigidisco lo ar·ticolazionr ed i lignrnenli nt'li· colur•i ; r tendi l\i per dono la mobìhlù nelle loro gnoi11P; i 11\U· MCOii S l a Lrolìzzano; le borso mucoke st oblilet·ouo; le pot'Li


!4()

va ..cohii'J pPrdorw lA "'ll'rnale conll·allilita, specie quelle delle vene, •' predlspon~-toun 11111ì edemi. La drrolazìollt' "AilftiiÌI!liA nPi lt•<>suli condannati ad una luutw irwrt.la ...,; l'al hm lo : In "'l11sì nei capillari vt>no<:i aumenta le rc.,.l stenz~: pet•JfericiH~ e le atl .\Jtit nulrrlive ccllularr, co->J nei LP«~uti normali. co1110 in JUelh Je,..i -.i a.ffievoli:>cono a !"capii J .!Pila cuu~oJa ,laziOJII' tiCIIa fr.allura e della. nutrizione delle ffil\!'::!t'

IIIU'-('(tiSrl .

Le Cllrlllagirlt tlì rÌVl!FolÌilll!UtO rlella "Uperlici articolari perdono In loro le"i~aleu:a ,..J da,..ticità per e<:suda o u per· produzroni osl~>oliticlJC, "'car... t•gf!ia Ju >-iliO\ i a, i recel'"'Ì e l'l'"'lt'ofle~siOni ~ino\'i81i tlo!Jn lun~a inet•t.ia della adrcolaz1onc SI oblilet•two per mutua nd•·r·t>nza delle !<llperfìci c.iero!lc. Questi tlisgrErZintt l'fl<ili d'un si~lema di cura, fondalo ''sclu!ll\!lffi•'llle ~<ullo imtuob1liuazion•• lll-'"'0 ula, ricorH~"~Cihili oggtd\ cou In ratliogrutin m tutta lù lol'll enlita. convins~>r• gl'incrt'duli dt>l nuo\o llldir•ìzz•J n ricon o...cere IJUanto sian, miglittl'i 1 ri,ultaLi l'ho dt>l'ivnno dR un11 lllOuilizzazlolll' pt·ecoce. Or.t;.:idr, ··olio prOVH oloqucnle del f'ulti si i• affermalo il rr'ÌIIcipio c>ho Ln11L0 r•W{.{Iin :-i r·iprislina la funzio11e d'uu ar•lo fral· luralo '111!\lllo più prt•!-ilO "~Ì l'Ollopone all'azione dt>l rnas~ag~io e più pre .. l•J «i mohiltzznuo le nt•licolazloni limJll'Ofe, cioé quautu lllt•no dur·u l'iuotliniH tle1 lessu!t. I 11falll, coll'aet'orciare la durala clell'unmobllizzazionE', coll' impr·in~t·r·o uiiP rwlit•nlnt.ioni .lell'at•lo frallm•alo, e porlicoJarmenln a quC'IIt> litOlli'Ofe, rnu vinll'nli melodici ~empre p1u este,;, e•JI mo""'O~~~o dt)l ·e e •JU8'-I c.trezzevule. le fratlut·e :.:uari ...couu scnt.a ri:.wiitu arlicolnri, ne lendi01•e, "enzn l(lOll'Oiill olct ll)II~COii U dct C•JIDUIII IIIIO!.:'IIffienh. "'eiiZ8 SIOO• <:to<>i, sc>n:t.o calli tloltli'O"I o defornu. Il Luca'- Clu11np1CJIItl1ère al':sai piu rad1cale di quanti hanno accell~Jlo il nuovo inJir1zzo. pot·ta la r1fnr·ma fino all'Abolizione doli' nnmnbilizwzìorH• .. dt!!!h apparecchi. E:;! h "'O~ll~'lla d1e l' nnmob1lizzaziune a<:o;;olula della frallura ritarda In formallnnc .lei callo: che In r•parazione O!O~ea pi'O· cede prù alltva e raprdo •1uundo i le~suLi del focolaio trauma· ticn sono llt~>lntlicAmenlt• mobilizzali. Il ~uo metodo con,isle nella mohtlt~::a~tone metodica rtf imrn.Nliatn della regio11ll clelia frallnra, combinala al masfla[PfiO dolee e p rogre.~.~iro.

Espltc>antlo il !'luo COIICI'lto fa chiurnmente inlende1·e che • lrnlln si d'un a RCmplice e misurt~ln gi nnaslica pn~si va

IlO Il


CO~GREssi

delle arli::olaz10ni e dei mu<:coli tlell'arln leso, ma in~i<tt<• ~ulla utilità d'imprimer~> limilalt mo\'unc•nli elle o<:sn frallu· r·al~; e lhl dellnisce la tecnica t'Oli uni\ nuove purolu : ylueol.tne!JI.~ (mo,imenti dolci). Sicché Il ron•Jamcnlo dPI '<IlO meloclo sta nella unmediata mobihzzA.zion,. metodica del rrnmmenlo e nella soppres«ione degli appnrecl'hi immobilinanll. PN· i chirurghi di lulli i tempi l'wwtobiliua.:iont· ,fefl, fratlurn è stata la condizione uuli<tpeu«abrle per· rl rilor·nu 1Hia fUIII.ione dell'arto; per L. Championnière ~ l'uppo'<LO. Ecco i princip1i sui 'fUali egh ronda il <:uo melotlo: l movimenti sono r.ecc$<~arr pet• In riparazione rli lulle le parli ,·ivt>nli e per il rt!!::OI&rt! "'Volt.:iln••nlo delle utli\'lla nutr·ili"e clei le~s.uti. Lu intluPnza benefica dei movimenti, ~e è iucnnle~LAbilc per lo vilalita dei les"'uli molli, lr• è u:!nolrnenle per le nssn. Non -,olo i musr.oli. i tendini, i lignuwnlt, la cule t'ltiCfJlll~lllllo t•oi movimenti le lor o alllvilu fl<:iologich~. lllll oncha 11 cullo 1-10 ne B\'Vantaggia, lhrmnn1losi piu pt•cslCJ, ptù solrdo ~~ più t·o~islt;nle.

Il mos~:~agg10, iniziato P.UbiltJ dopo il tl'aurnatiP.mo, pN· la ~"~Uu azione tme8letica,

tniltgaudo il dolore e le coulrazioni lllll"'colat·t riflt>ssP, aj:;evola le maut vro de lla mnltiliaaz10ue, che tl,..vnuo e~sere misur·ate e prop01'Zt0118lc. al l!erwre della frnllura ed alla tendenza cile hnu11o i rramml·nlt u "'compor"i. Il f"io .. ,ot·himenlo dei liquidi ll·a Hi«alt. "J in par ltcolaro del ... nngu'' P. Je!!li elemeHlr anntomic1 delllinuti allo morltflcuzionu Hvvi.. ne rapu.lame11te; e l'ado ben presto riproule la l<UU (OI'Wa lltlrmale. ~le nlre 1 go~lenitori dell'immuuili.::a:tone della /ralttt r 1 ratengon tl ~olo a questa condizioni! po><Slilile un callu t·e;,to lar·c.>, che l'ipri<>lini la forma fl8iulo~ica dell'os«o, L l.htun pinr111it'• rc non si preoccupa delle defcJI'mit&. del e& Ilo, quundo f!IH' lo u solido, resistente, indoloroso. l r1~ullah prallci del nuovo mPlodo sono cosi rio ~tunli clol <~un cgr<'gio aulore

t• La rormazioue del callo e piu rariJa è sicura; :! ' Il dolore prrmilivo delln frallura scompare ben pre-.tn, e1l 11 dolore secondar•o manca: :J• • compare la contrattura ch' é la <'IHI'a dcglr 8posb\· '"enll t'Onsccutivi, più difficilr a cornbottersi cogli allr·r metodi; ~· 1•: co11set·vata iutaLln tu rnOI'bidPUt'l t• Ili vJLalilu dell' orlo;


4+2

CONGRES~I

5o Le ipolrofìe muscolari sono r iJotte al minimo od addi r ittura eliminale. In base a que~Li risultati, che lo Championnière allribursce alla mobilizza.:ione della f rattura, e che spettano invece 'luasi del tutto nl massaggio, il detto cpirur go conclliude raccomandando il suo mctorlo, che dovrebbe essere pr•eferito a qualunque allro, purchè prontamente intrapreso, poic·hé il ritardo loKiie mollo del suo valore. l movimenti <'Omunicati al focolaio traumatico non provocherebbero l'infiammazione nella e:. Lessa guisa rh c l' immobilizzazione no11 la previene. Il L. Championniére ò lieto d'apprendere che il uolt. Tr·ouette, veterirrario èllgeri no, avrebbe constatato anche sui grossi animali la possibililà della ri pa· r·aziooe ossea malgr·ado i movimenti. Sart>bbe un bel pas><o verso la soluzionP ùel diffìcilt• problema sulla cura dtdle l'r·atture negli animali domestici di gl'OS!':a Laglhl. Lo Cbampionnrt•re enumera J., rrallure nelle quali è ~empre possibile il suo melolo senz'apparecrhi, !!'alvo qualche ~em­ plice soslef.nto uci primi gior·ni. Esse sono: quelle dell'estremita s uperioz•e ed inferiore clell'omero; le fratlur·a del cubito, specie quelle dell' olecJ•anon, le fratture dell'estremità inferzore del radio, quelle della clavicola, del perone, d~l ginocchio, lP malleolari. In un'altra categoria cornprelltle le fratture delle diafìl"i dell'omero, del z'emore, della gamba, nelle quali r1Liene inclispensahile l'uso di apparecchi di sostegno, siano feru le, siano semira11a li, dai quali l'arto v i 1~ne ogni ~iomo rimosso per la manovra dci movimenti e pM il massaggio. E evidPnle che la ~>oppr·rss ione degh appat·ecchì si restr•inge a quelle fz·atturc epoflsaz•ie che banno limitata o nessuna tendenza a scomporsi; e non v'è perciò ragione di elevarla a pl'incipio, quando nella magg10ra nza Il elle fratture si rico110<\CC la necessilà dei mezzi di contenzione. In quanto al massaggio, lo Cbampioranif>re, insistendo sulla moderazioue e s ulla dolcezza del~a mMovra, a ragione f'Onsiglia di eseguirlo assai leggermente nei vecchi, nei quali per lo soancamento delle vene sono a!':sai leroibili gli emboli, partenti dal focolaio della frattura. Il metodo del L. Cbampionni~re, preso rivorosamente, com'era del r esto naturale, ba trovato una forLe opposizione lra i vecchi t!d anche tra i giovani, ed il suo entusiasmo, fln'o ra, ha av uto pochi seguaci.


CO:"GRE:>S1

Dobbiamo però riconoscere che l' ide~ ar di la ,Jet di .. tinto t•hirurgo d<•ll'llotel Dien ha molto innuilo a vantaggio del nuovo indi rizzo, facendo l~ce1·e le tenaci' rep ugnanze etei vecchi clm·urgi, fedeli a lla ~immobilizzazione assoluta del metodo clas!lico. Non entra nella mia mente la persuasione che mobilluantloi fram menti, il callo proceda più rapido e me~dio si conc;oJidi. Se alcune fratture, come quella della clavicola , dPlle costole, della fibula, <ruelle malleolari, guariscono bene ~ nche "enza a ppar ecchi, ciò non prova l'inulililà dell'immobili:o:oa;,one del focolaio traumatico. Se si ri tiene indispensabile per una regolare conc;oltòazione il mutuo conlallo, de Il(> superfici di frattura, perché si esclude i'flppnr•ecchio, che 11' é 11 mezzo per t•aggiun grr~ t:.n "'tffalto risulta IO? In lulte le le•aoni òi continuo ùei tessuti molli l'atft·onla· mento e r immobilita della pnrle lesa sono le condizioni indispensnbill per la regolar·e .rl"inlegr aziont· anatomica. P erché per le ossa i ct·iler i devono mutare? H traumaLis mo esercita pe1· '>è stesso un· abnorme slimolaztOne rlfl es~'>a vasomokice sui tessuti lesi e su quelli li· rnilrofi. d1 gu1sa che nvn ,, indispensabile una stimolaz10ne arlitìciale sul focoìaio traumatico per tnantener ùesle le attiv•la nuLJ'ilive nei tessuti osleogenelici. Secondo il concello f0ndamentale che informa il metodo del L. Championnière, ltl sutura ossea sarebbe più dunnosa che utile ; poichè s' f> ben falla, s i oppone a qualsiasi rnovtmeuto dei frammenti o~sei. Non é la f1·attura che devesi mobilizzare, ma l'arto leso . le articolaziOni limttrote ed i muscoli ed i tendini, mentre il chirur·go con ogni cura s i s luùiet·à di mantenere eoultati eù Im mobili in r egolare posizione i fr·ammenli. l movimenti trnprcssi al focolaio traumHtico nella ma;rgior pa rte delle ft•allUI'e conducono a deviaziOIIl e spo~tamenli, cer to non a ,·anlaggio del regolare svolgimento del processo t•i par alore. Se poi trallaE>i di movimenti pl'Udenti, limitatissimi, tali da non provocar r> lacerazioni dei tessuti unilivi neoformati, nè· sposlamenti delle ossa, ma r1uale influenza questi potranno spiegare allora ? Avremo provata la nostra abilità nel compensare il male cho possono arrecare movimenti e sposlamenti non neces-


Hl ~art, ~e

CONGRE"!-.1

per l11 prud~nza e 1 tlr lu m b11ra U'"8lll nell'imprtmerli, non ~ono shlli eapact dt nuocere, con quale rag1one st sosltene clw g10vano1 Sembra mi purciò molto ftzzartlnllt l ' all'ermazione cl te tanto meglio !;j riuni"COIIO i framm enti d' un o<:so fi'IlllurAlo qunnlo meno «i n«~;illnv le parlt lesP- 111 l'tpo ...o e piU pre>~lo !"i rnu btlizzttno. In JU'lntu nl ma<..,.oggio é heu nltt·n i m10 an·i~o Esso cu..,ltlti,..ce una e f•icnce rr-.nr!Hl specìatmenLP tn f1U61lt~ ll.l'"oni lr~HllllAtll'he dello "Ciwlelro c·lu• "ono nccompa;unle da E'Sitò"'' 'f'lln.lunenli siero!-<i e !11\nguigni. Quc:-~Li liqtwli ... HW vPri el<•men lt tll('li'Li che deprimono le Atlivila vitali tiPi t.. ..,. ~11li che imbPvuuo ed oslac< la no Il proc·esso d• ripat•uztnnc. Il ma"'"ag~1o metodico, precoce, mt~uralo ne favori"c•• al I'Ìil!'Sll!'l.lirncnlo, e lll.lllempu ~te'4<..utuilH;:R l'ecc•labtlilA I'Ìtle...,~u l h' è r.. ttor .. ! rt~Ct;mo degli <:pO .. IIlll • 'l l U.lli\'Ì Cl IIIU~COIJ. l hquitli 'll'nvn<:at• che lltllllrano ,.d imuevonn t le~'-'llll IliO Ili, "U leulumenteo si rm ...!>ol'l> •n", Pl'O' o•·aro werpla'-'lt' conneUI\·ali 11·a • mn-<coli, o aponuHusl, 1 legamenlt, i tenduu, onde scHIO abnlìt1 in parte g li ~~~n~i inlo.,.linali indi..,ponsuluh ol libt>I'O .... vol,mucnlo dei moYinu•ntì e dell'az.wue rnlhcOIHI'c. Il Jna ... ~a~~''' ncc••1era il riu<:"rtl'himenlo, rl'lpflrrniunJo ugh eiPment• .!!iovnni dl' conw Llh·o e1l a1 leucoc l Il Invorio d chmìnfttiom• de• ..!··triti 1:0l1•1l IDlii'IÌ, a \llltUigg•o dPI proce~""O riparalore '\ou metl.~ 111 duhl>i • i b 10n1 r1"ult•lì ottenuti, cu •·undo J,. f1·atlure con IB uwbtltzzaziune e sonw appa•·ecclti, tna '>ulo diman(hl n JII'PZlO di 'IUHit precuu.:lolll e di quan te cu•·e nel •luutiJ,ano lltnrtc~f:Cin J' un a l'lo ft•nllurato, la"cialo liber o 11 "H F'le:>'-'O, f"i ~on•l potuti e,·ita•·•• CQII~oli lamenti durorm• e P"euda1·tro.. 11 l fautul'i eh f'liiC,lo nuovo melo•lo credono rllr~e insuftlcicuto l' t',..len<:ione l"'t'man••nle con 1 pe~ 1 tl mnnteoer .lesta l'alti vi tu lrulica di'l mn ..coll t> forse unc ho cii lul11 1 le~~\Uli ùcll'a r lo? Ilo O$SPI 'VHLO p1u volle ma11LC'II CI'S Ì inall(•ruta In nult'l· z.!one dei •nu<~l'CIIi della coscia, co~run io lt> fr atture del femore COn J' e'-len~IOIIC permaneule, p.J Jto pensato che fJU8~lU, (jUantlo non r!! ecccs!<i va. e non m duce c;tanchcza~ nelle mA"'"6 musco.Art, mnntiene in moiet-ala permanente allhitn vtlalt• 1 mu<:coli e lullA In rircola7ione twrifat••ca r iflt•ssa dl•ll'ar·lo per elfelto tli una '-'limulat.•one fum:10nale. Se alla esll•u!lione perman~'ntc iu f!Ol"izione r ellilirteo del· l'urlo, merc~ l'aiuln di semplici ferulc di appog~io o semi


CO:s'GRESSl

canali conlentivi, a<>sociamo Il massagt-riO blando. dolcissimo e la m eltJdica m obilizzazione delle al'licolaztoui Ct!ntr ali e periferiche tlel!'at•lo, seguit·emo il vero metodo tt.!cHie. Secondo le norme stabilite dlll L. Championniéro 1 movim enli da imprimet•e all'es tremità doì t'rammenli devo no e~­ sel'e assai limiLslì, e consistono in bt·evi oscillazioni del ft•ammento perifr>t•ico contro l'eslremila di quello centrale. A parle 1 ~1 dtscutib1le ulthlll •li <11ffatte manovr~. !'arA tor;.e agevole mantene re hl coaltaziooe sperie nelle frallu r e oblique e nelle multipli.', senza apparecchi e per giunta aS"C'{:rgettando metodicamente non l'nrto fr·allul'alo in. loto, ma il focola io della fralLu ra a movimenti, com e se s1 intenda slabiltro una neoa t•trosi ( Se malgrado ciò la fr·allura si consol ida, non vuoi di t•c cbe il me t{)ÙI• é buono, ma cbe Je fo1·zu riparatrici l'ono l"'UJ eriori al Lraumaw~mo e anche aJJe coose~uenze dei nostri e1•ror i. Il L. Chompiounrère ronda il suo metodo sul princtptc• che i movimenti sono necessari {'er la oitalità ilei tessuti. Mft é pr·opt·io 11ece!!sario m obìlizza1'U il callo parche più pt'e~lo e meglio !'$Ì organizzi? F orse le ferile dei nervi, dei tendini, a1 quali ~ indispen<>aoile l'imwolJililu. quelle degl1 organi fiss i, fei!alo, r ene, ve~cica, n<m g ua r1srooo ugualmente bene rest.antlo immobili, come <lei rP~lo e necessario, in tut lo il per iodo lli ~uarigione ~ Se si optwo un innesto osseo, o si lPgano o si sulurano i frammenlt e le schegge d'una. rratlura multipla, specie se per arma da ruoco, s i consolido rorse per questo imperfettamente il cnllo? Un no$lro uu-.t inlo e valoroFo collega, Jl compiAnto lenente mec.lico Pucci, pubblicò nel l&);; una pr egevole monotrralla ~;ulla cura delle frallut'e colla moblliua zione e col ma$"8ggio, nella quale e~li si fa sosl.enilorl' del metodo di L. Championnière, e r ip()rLa risultati clinici felicissimi da lui egr egiamente oUeuuti neii'Qspcdnle civile di Lucca. Il metodo del <llslinto chii'UI'go franc~se non poteva k ovare fra noi un più inlellit:enle eù abile osservo.lore del le llOI'llle pralic1Je dn lui sLabilite. Il P ucci per·u r·osll'inge e •JU&l'>l annulla l'importa nza della mobtlizzazioue ove d.rce che non si tratta di afferrare i frammenti d'un os~o ft·atturato per c;muover li sia pur·e lim itata mente, ma bensì deve intender·si per mobilizzazione 1l movimento che s'imprime alle articolazioni vicine allo l'rallura


CO~GRE$$1

cd ai mu"lcoli per· conservare la funzione delle un~ e degli altri e la viLulitù nei tessuti. Ma poi sort:riunge che siffaLLi moviment: sia pure in grado mtnitno si comunicano anche ai framm enti ossei, e che per tal fallo favotT'>Cono la forlllazionP del callo. Diciamo piuLlo«to cbt' pe1· quanto si sia abili e delicati !:~'l mohilizzar·c' melodicamente o con movimenti g radalameule piu esle:;i lo arlicolazioui llmiLrofe allA frallurn, non si eviteranno bt'e\'1 oscillazioni clei frarnmenla, ehe in gr azia dell'a· bilrtU. del cltlrtU'fJO non cltslurbano il proces:.o òi riJiarazioue del callo. La prude11fe e misurata [Jinnaslica ar·ticolare e 1IUI.SCOl<1re p r ecoce i: il roudamenlo del nuo ,•o indit•izzo nella cura del!~ frallure et! in genere 111 Lulli i lraurfi8Lisrni dello scbelelt'"· E«su anrho senza l'~ffica.ce concorso del massaggio ect·tln l'azione V881>tnOlt'ice 11Pi tessuti lllOUJJizzati. e p1'6VÌene lt> Al· towzioni degener ati\ e. Chi mette iu dubbto che il moto è condì::iont necessat a dolltt cita, e e/w l'iner:ria affteoolisr:•• ed ~ltn!Jue le aturit•t (lr/oli dei te.~suti e deyli oraunif' Non a caso, io penso, la natura ha i m posto all'encef!llo 111n· v ime n ti concordi col cuore, ed al m•tlollo spiuale il dvlce ,.limolo esel'c h• lo dalle o:-.cillaziom .Jel liquido c••falo-rachidwuo: ed al regalÒ, ed alla milza e.! ai t'eni, or•~otani privi eli movimenti propPi, a seguir·t• sem~a ll'r~g- ua lo escm·sionì tl••l cliafr•amma. Ma sonvi dt•r.di !':lati mori.Jo!'i nei quali la quiete eù il tipo-.n ciel lt>ss uto malato sono indi..:;pensahili pet' il r egolal'e svol;;rlmenlo dei processi ripa.ra.Lor·i. l. llf\ frallurn t•ecenLe ò uen divel'Sfl. da una p~cudoartt•or;J, nella quale il chirurgo prima di addivenire ad un inlet•venl•• ct•uenlo tenlà il confricamenlo deli'eslretnilà dei (rammenti col l'obbiettivo di dO$ la re per me1.zo della "limolazione meccanit'a le aLLivita osteogeneticbe tlel callo rimasto allo s tato fib roc::o. So l'ideale della cur a d'una frattura seconòo le nuove vedute de·n' cou<ti!::LPre nella osteorJ•atla, il risultato i.leala cl..-. con o~ni Inetodo, sia cruf'n to, siA incl'llento, dohbiaJUo ra:.t· giungere, sta nell'assicnrarll nel modo più pel'ft>Uo la riclu:ione e l'irnmoùili.:::a::ione della f t•attu ra, 8rt 1oo a mofli li::::Me al pitJ. presto le arli;o:ola..ioni limitrofe ed i nwxcoli della reqlone {l'sa. Qw•o;to è il lato veramente utile e•l imitabile del nuovo indirizzo. il ro~lo e azzat'•lo sia pul'e innocuo iu mani abili, ;


CQ~G RF.~SI

cornt> quelle di'l vnloro::,o chirur go dl•ll'llotel- Lieu, ma cbo può rrusci re pt•rkolo!"O in •ptelle degli inesperti l.' di dti non e io g r·aJo dr esl•rt•rt:we sul rerito unu conlinua sor veglianza. Nell•· fr·altiH't' bimtilleolar i, in quolll• tlel peronP, ù••ll'e~trP­ mità inferiOI'e tiPI radio, delle o!'sa dPI prPde e 1lelln mauo, le ;;ole capa ci di KUIH'ire ~~nz'appa r·occhi, ma non ~enza difflrulta, un app11recl'hio di e;oo:teguo ntl un semicanale non rettifica no l'or-.•· rnPdio la po<!-izion• delre ... lreruìl8, opponen-

doc:i ad alle~~inmenli tlt>ft)rnlr ? Convt!ogo dro l' unmotbrlitazrtHrr• u-.solula non ''' bbn p111 avere ogo$tidì «oALt•rrilot·i, mtl f'embrnmi non si pO<~!"a, Ranzo cad .. re iu wr A!l"-ur·do ossoluli~mo fAr ~ello dei pr·incipr foodtirnf'ntaJi che tll•\'ono prP!'Ie IPre »l l'll~<tlare svt)lt::imeutn dP.i proces~i r•iparatorl nelle le:.wni violt•nle dellt~ """'" St?nza !"eguir·e perciò rl L. Chumpiounit•re finu alla mobiliuazione dei frnmmeuli. llll'Ominceremo la mohiliuazione III"Jie or·ticolazionr hmill·ore al focolam ùr fr attura dall' 8• al 10" giomo, •Junntlo già un manicotto uhruso riuni:-ce l'e,lre· milt\ dei framtntmlt. Re il masMggoio s'inizia do l primo aioroo, metodico ,. ltlundo, "i a \'l'a nuo rr~ulllili t'l'Cellcnll; d'onde la nt>rec;,.illl dr O\'Ìlar e apparecchi ciuu<>i, o di cuuwrtirli al piìt l'r<?sto in ruo\·o-inamo\ ihdi. ~elle frallm·e t•omplt.!le ùella garnh» e dell' avnmbr·accw !>Opratulto il lllll"'"'l•~gio tla r il" ullati lnulo più per·fctli quanto piu à precoce. rorrotrgenùo i dift>ll tli PO"iziont'! r•ecipr·oea olei t'r·arnmenti tlt•IIP- duè os..a, ' la lt>ndcnza clw eS!-'1 hAnno u couver ger P.. Questo mPtodn di cur·o, di mao.;<~imn per tutte lo frallut·e ~ollocutan e~". ò npplica!Jile anclte a 'JUl'lle espo«le, comprese quelle per arma d n ful)co. limitando per il mas"A ::gio alle t·errront limitrofi! alla ferila, o ri<:pllt'llltiHHiolo quarulo per la nnluro Jella fralltu•u e per la e~ten,ione e ...eole drdln ferita pur) cotllpr•omettPt'u ln roallazion0 e J'anli!'<OJll'li. Nutt.. ft·allur1• Jli'Odotle rl&!!lt allualt proiettili, avendO"Ì per· lcJruzrom cutmr"c piccoli,-stme anche con le~ioni o~c: ..o rile'·antt, la moh rlll.lAZÌone 1m~coce r·d il ma~sag::trl potrannO avcr·e utile upplicnz•one, a. l'econ!la ùei l'asi, se c;j conflidera che 1·ou unn huona occlusione antic:etti1:n e con un hcu o rt;»llll.l.alo ser vizio di "t::ornloero, dopo crnque !!icwni il ferito pun lro\·arst 111 un o"pedale c;t.abile •fuawlo !!tù la ferita eu· tarma é in viu di cìcutt•tzzaz.one.


·lAS l critel'i fontlorrwntuli del nuovo mdir1zzo nella cura d ..lJil' fratture <~iano "lotlocutanoe. c;iano e~poste, pos;;iamo •·ia«-.umerli nel "oguonte mod,) · al app11rt>cclu f'ernplici movt>-iunmovibili per le rratwre facilment6 ••iduc•bili, appai'<>Cclu Ad estenl<ione CQnlinuu in •ruell~> cltc luuum lenrlcnza alla ,..composizwne; b) ma""aggio immed•alo: C') mol••lizzal.ione prècoct• melodica delle arlicoluzioni. lim•tr'lft'. Clrllllnun).

NECROLOGIA Il 15 nrrilr nw t·lva in Roma, clopo lunga malatLin, il cuptlano med Jco (~ha Mt-JlJie (;x·os. Era nato ti t• ottobre 18Gi a llrnPut, peovincia .lì T ot·ino Laureato a Pic;n n,.f 18~7. t>rtlrttvo subito dopo ali n c:.cuole •l'apuli ·azrone eh l'ircnzc c ne u~ci\'8 c;ollotenente 11 1° lua-lìo 18· ~. l enenll' mt>diro il 20 lu~ho l 00. fece con tale g1·a~o la campagnu ti'Af•·•cn Jul JH!)(i, nello •tuale delle prova rli co· ragg1o c di Ahnegnzione . coli Mtrtfl.tio della pr opria ~s:~lul••, tanto chè dopo l'n~;ln me~ì ùo.,.elle, "UO malgrado, e.«<lore r•rnpttlrialo. Era cap•lttno dal 2 1 marzo 1901. .\ veva collivotn cou umore <>ptwialt.l l'ollalmoialria, come fanno (t>d~ alcu111 -.uni prege,·oli luvon scienllfici pubblicall

in questo g"IMIIOIP.

Il D t .rcl..torc

Dott. F. L.umoL'Pl. maggior generale medico. Il Red.e.t.t.ore

O.• RIDO LPO LJvJ , ma ~gtO I'e medico.

G IOVANNI

ScoLAnl, Gerente.


MEM O R I E

OR.:IO I N ALoX

OlllKTTO DAL PROV, 00Sill

TOPOf.lUFJ.\ \~OFELIC.\ E 00\ll IC.\ InH.\ Ul.lt:\

L e ispe-zioni sistematiche de-lle loealitit mula.riche in rapporto alla. presenza. delle larve di A 1tophele.'l hanno certn.menl.e un' impor tanza grandissima sia. per le v n r1e questioni di epidemiologia, come ptn- q nelle cho si rit'o· ri,.uono ai diversi metodi di bonifica.. O~:~servazioni sparse C]Uf\ e là. non manoano per r Italia. Basterebbero. pf)r citl\tl\e ~lcune, quelle raccolte nei diversi campi speri· mentali con tanta. solerzia. promoì'.-i dalla benemerita. Sooi~t.à. per gli studi sulla. malaria, e quelle del lì'icalbi a. Cel'"\·ia e a. Comacchio. Speciale menzione però rot;Jritnno al riguarùo le ricerche eiteso ed aconra.te fatte d~tll'ingegnere Perrone nelle più svariate località dell" Italia centrale e meridionale, :spt!cialmente litornli. dietro incarico avutone dal CeJii che tanto ,j è occupato dell'argoml'nto. Era perciò di speciale interesse obe anche nell'Agro Grossetano, durante la stagione epidemici\ d t• l l 901 nulla quale la. Commissione antimalarica governt\tiva. dirotta. dal prof. Gosio fece un'estesa applicazione dellu. profilassi malar ica a base di bonifica umana, uou si tra· soltras:;e uno studio il più dettagliat.o possibile della condizioni locali in rapporto alln vita delle larvo di :W


TOPOGR,\J?l.\ \l\OFllLlO.I. .

anofeli, in rapporto quindi alle nuove vedute eziologiche sulla malaria. Ebbi l'incarico di occupar mi di queste ricerche, e accompagnato e gentilmente coadiuvato durante le me· desime, dagli ingegneri del genio civile della provincia di Grosseto signori della Rocca e Birindelli ai quali sento l'obbligo di porgere i miei più vivi ringraziamenti, percorsi durante i me~:~i di luglio, agosto e settembre le regioni malariche dell'Agro Grossetano, specialmente del litorale, prendendo nota di tutte le raccolte d'acqua nelle quali mi imbattevo, dei ioro carattel'i principali e della presenza di larve di anofeli. Non posso nascondere che l' impresa. era tutt'altro che semplice, e pel tempo che si richiedeva. in queste ricerche, ed anche, debbo dirlo, per i disagi materiali inerenti a tal genere di ricerche nella stagione più calda dell'anno. Il lavoro non potè quindi dirsi esaurito, nè tanto meno si potè pensare a quello che in sul principio pareva una larga promessa di successo, la compilazione cioè di una specie di cada. anofelica della. provincia di Grosseto. Pur tuttavia molto si fece, ed è per non lasciare infruttuoso nn materiale importante di studio che, sebbene incompleto, ho creduto bene renderlo di pubblica ragione, augurandomi che possa iu altra occasione avere un più ampio e meritato svii uppo.

La regione da me esplorata. rappresenta una striscia di terreno compress. fra. il mar 'rirreno e le colline. più. allargata in alto dove forma la vasta pianura circo· stante a Grosset;o e che va à poco a poco restringendosi man mano che discende in basso verso Chiarone. La pia· nnra grossetana fu esplorata ad ovest di Grosseto, vel'i:!O il mare, dove è limitata da una linea che dalla città va.


E fiO);JFICA IDlL\ULlC'.\

.a. Castiglion della Pescaia, dal litorale, dalle colline ed in basso dalla vallat~ dell'Alberese. Le altre zone che più o meno seguono la linea ferrovi aria comprendono l'Albegna1 Talamona, Orbetello, la spiaggia settentrionale del Monte Argentaro, i dintorni del lago di Burano. L'aspetto generale di questa regione è eminentemente palustre verso Castiglion della P escaia; piano e intersecato da numerosi canali, di cui molti artificiali. scavati a scopo di bonifica, pit1. in basso; acquitrinoso, sparso di piccoli stagni, di numerose pozzanghere nella stretta regione più. inferiore. REGIONI ESP LORAT.ffi. 1. -

Fra. Grosseto e Castiglion della. P escaia.

a) Fosso allaecianie, iu pt·ossimita del maoufalLo (caleralla), solto la strada cbe da Grosseto va a Castiglione. Acqua un po' mossa (velocità: cm. 2 al minuto secondo). Profondilà: metd 0.65 cil'ca. Vegetazione di ninfee e canne.- Nessuna lar oa. b) Margine della palude eli Raspolino. Poca acqua, perfet· t.amente slagnanle. VegeLazioue di canne.- Nessuna laraa. c) Casotto di Maccbiascandoua. To!'reole Bruna: Acqua corr ente. - ]\'e1$suna lat•oo,. Fossato costeggiante la stt•ada, ricco di ninfee, con acqua corrente. - Nessuna laroa. d) Lungo la strada di Castiglione. a destra, un abbeveratoio, pr oprieta Valentini, presso la Rombaia. Forma fJUatlt'an~olar·e, con ristagni laterali Profondità media O.l5 meti•i. Su· pe1•ficie melt·i 1:) X 10. Poca vegetazione solo nelle sponde. - La roe di A nopheles. e) Manufatto X imenes (calar·atta). Antico canale naoigante che comunica a sinistra colla Bruna. Acqua salsa. Vicino alla cl1iusa profondiLa media metri 0.80. Acqua legget·mente cot·renLe. - Nessuna laroa. /) A destrs. del suddetlo canale, verso Grosseto, numerose pozzanghere, con l'icca vegetazione di canne. Acqua leggermente salsa. - Nessuna lt~roa.


'L'Ol'Q(,(t \ k'U

AXOFELlCA

t/) Casotto dei pesr.atori sul fosso Tanaro. Tulto attor no un esteso can11eto. Acqua ferma, antico vivaio di anguille. Xessuna /arra.

2. -

lleglone fra Grosseto, San lloooo e pa.lade di Caatigllone.

a) Abbeveratoio a sini"lr•a della strada di San Rocco. alrorij.nne ùE>I fosso dì S. Giovanni, presso il ponle. Forma reltan!!olare. Abbondanlis:;iltlo tuppelo di lemna con pochi" ~1mo spazio dì AC<JIIn libera. Superficie: metri l l X 8. Profondi l H lllclri 0.6~1. - Ne.~.~una laroa. IJ) Alli~uo fo~:tsino dt•i 1nuliui o della Darsena. Acqua as;.al lorbicla, pult·ida. Qualc·he lem.na, canne abbondanti alle spo111i... - .Vtsstw.a lart·a. c) Ca1tale .~o.~teyno, a destra della strada <liSa n Rocco. Acqua assai sporcu. Vegelozioue abbondante dJ canne. -Nessuna larva. d) Presso la fOl'llllCC Mi llaola. Tutto attorno, acquitrini cnn abbondante vf'gelar.i11ne di canne. Onvanli alla casa un piccolo fosRo chH p1•oùuco qua e la acquilrmi, con rolla verzetazione, wolla lemna, mollt) canue. - Numerose la r ce di .-1. noplwle.~.

e) D:waut1 la for·nace, al di là della slrada, fosso RigAto. Profondità: motri 0.711. Vegetazione a larghe fo~he. Acqua lelfgermPnt(} cort·cut<• ('·elocita metri OA3 al secondo). - ~es· 11una laroa. f) oa ..anli la fornace, al Ialo destro della strada che cont.lw·e n Sao Rocco, un abhevt>raloill pel be~Liame, con acqua lorbida, cou ricchi ..sima vegetazi.me di canne e lemne, con roudo panlanoso, con aubondanlissima fauna entolnOlogica. - Jloltis!ume /arre tli Anvplteles. !l) Fosssno al IAlo sin1"trn della strada che va a San Rocco,

poco primo ùelht casa eli Ven!"zia. Poca vegetazione. Acqua leg!{er·meule mossa. - Nume,.ose larce di .:1nophelNs. h) Abbeveratoio presso il Pingros!:'o. Acqua spor-ca, fondo

limaccio-.o. Poca vef.{~;lazlone.- Qualche {arca di .lnoplteleiJ. /) Lungo la via che va a San Leopoldo. Fusso Squarlapaglia, al punto d' 1ncror.io col la via, soLto 1l ponte. Acqua fet·mo, vBgrluzione subpnlusL1'e. P!'ofondità : meLI-i 0.50. Xe.SI!IIntt laroa.


E BO:.\TI'ICA IDR.\CLICA

kl S •olo fra SquarlapAglia e <)an L1•opoldo. Acqua ferma. \' t•get•IZIOtll' subpa U:"lre. - Ntsl!tlfla lnrca /) Ca'~ollo San Leopoldo. Fu~s 1 a "ini~lra dell'etni"l'IRrio di Sa n Lenpoldo, che sbocca nell'emis'lorio <~le~qo .:;otto un ponl•' dell'argine !'<ioistro. Ac JU& st.a~nanlc, ebbu... tanza limpi•la. Vt';:elazione ùi canne ed alghe. Pt•ofondità: metri 0.:2~•. - Molti~t,lùne hrre d1 Anopllele.~. m) Fo"'<>o Tanaro. Accrua limpi,la. Vegetazione scal',a. .Ye~Jtuna

larro.

n) Emi<><~Rrio San Lcopoldo. ACIJUU le~'termento mo,. ... n per riflu .:~o dd mare. Le caleratle .,ono chiu«e da u11 anno. ~ pre~so le me l ·--ime ra••qua t> perf••ltamcote rt!rlllo. Profonciila : metri (l 78. 3. -

Xe~su na /arca

Deposito allevamento oavallt

a) Dì fr onla alla casa delta Bt>lluvl"lll, » -.ioi~lra tlt>lla ~lrado, nel pr·Ato, alcuni acquilruli con acqua limpiùn, vegotaz1onP ubbondaoLe. - Quale/w lar oa di A ttorlieles. IJ) A pocl1i metri più avanll nollu medesima prat<'I'ÌA, uno F<tngno, di forma irr egolaJ·e. ron Q('!'JU& sp()rca, prorondtl 1wl IIH17.ZO circa l metro, con abbondante vea:olaz1one cii canno t• ·h lemna. Sumerose lfzro' di A nophdes. e) Cnnale diversivo. pre~<~o nl CtiÌOCCIOimo quasi complctam·•nte asciullo. In molti punii piccoli raslaiirOJ panLnno<~1, con s.:ar :-a vt'getazJOne. -Quale hl' l arra di .l fll)phr/t s -i -

Grosseto e dintorni.

a) Fo««mo dello della Darsena. Aequo rJUalche volla mu~;.a, ahba-;t.anza limpida, con ricca \'Q.,:t>lalione. Forma facili I'Ì"ta,.rni. - .\"umeroscsswre (arre r/c f.'u/1 r. Ve..<r~tunn larra di A noplaelnJ. l1) 1-'o~so d'acqua che circon•la al tli là clAJle murn la rnetlt occidt>nlale della c1Uà. L'alvt>o e in cemento. Ar<(UB lc;.{~l'­ rist>iulamente corrente, 10 qualr.he punto ferma. - \es~run11 lrtrM ti! , l noplteles: molti~.~inw ti t CII/P.r. e) P1ccolo acrruitrino aliA hm·e dalle mura, pr·odollo da 111fllll'Oziont• dell'acqua polalJde dolln ci<~leroa sopt•a<;tanlt•, fuot·i Portn Veccbia. P oca vegetazione. - ,\"u mero se larce d i A nop/te le.~.


J3J

'I'OPOGH \Fl \

X~OFELICA

rll Fosso che circonda, al di là delle mura, la metà. ot·ientale ùelfa cillù, costi tuilo da Acque di r ifiuto, dallo in!lltrazioni dei tlepoc;tti d'acqua pot~bile che sono suLle mura. Non è pavimentato ed ltfl !lcqua fet•ma con abbondante vegetazione di lemma. - A bllondanli /arce di A nopheles. 5. -

Talamone.

a) Stat.iOM di TaJamon11. Subito di fronte alla st.az1one, al tfj )ò. della linetl (el'r()\'18ria vi t• uno stagno, contornato !ÌU eucalipti, all'epoca dell'ispezione completamente asciutto, w 1 fino ad un mese prtmo pieno d'acqua. Aveva lulle le con d t· zioni opportune per lo !"VIluppo delle lar,·e di anofele. b) Piccoln fosso laterale alla strada che va a TalamoM prosRimo al f'osRo tli mezzo pres~o il padu la di Talamonl'. Acrrua limpida, veg~lazioue di alp:be. - Nessuna larva. c) Nel OJezzo del padulo'tli Talamona, ttna t•aceol tu d'acquu, arlWciale, Ji lbt'tlltl ovalru•e, lunga. m. 50, larga m. 30. T ullo a ll' iultlrno ca nne . Aci{Ua sbbasLanza limpida, priva di v egetaziOne in supe rllcle. Al fondo alghe. - Nessuna laroa. rl) In fondo al putlule, ai pierli uella collina, casa colonica dalta S . Giuseppe. Vicino ollt\ casa lrovasi un fo,.so (!OIIcltore che passa sotto In slt•ada. A sinis tra del ponte, e~so >-i aUM·ga e surve pet· abbevo1·atow del bPsliame. Acqua abhagl.outo limpida, l'ot·nHl. Vegetazione di alghe e canne ai mar!!iui. - .\folte lar(l( dt . l Mpheles. ~") Fo'<so tl'f!t''JU& dole•· lungo la via di Talamone, che ,.a lino al podPt•e S. Fr·ant:e,.co . Aequa abbastanza Jimpi<la. Veg-dauone ds alghe e cartne alle sponde. Acr1ua stagna nte. Larve di AtW[IIteles.

6. -

Alb egna..

n) Luu~:ro la strada da Orbetello ad AlbPgna, a :>inistra in faccia al pr·iruo ca::wllo ferroviariu dalla stazione di Or·betello. uno slajl'no di fo rma irregolare, lullo coperto di canne, profondo dal piano s lratlnl e cii·ca i metri. Nell'epoca dell'e:<plot•azione era Mccco. mn aveva lutti i caratteri per esset•e alhArgo di larvo di anofelt. b) Po IPre Acqr~a salata. A di!'\lanza dalla casa di ci1·ca. 150 me tri, u110 slagno col la superficie 60 X 60, pt·ofondo a l rnas-


E BO~"'U'JO, \ ll>H \l' I,JO \

metri :1.50. di forma irt·.. golArl!. Pocn aCI]U8 "lagmwlc. S umerose /arre lli .l nopltele~ c:.pcc•olmPut~ in un pìccol•1 C81l8ll!llo JaturaJ•~ di ACqUa ~tagnanlU, rJeriV8ZÌOII~ dello ~>tll• ~no prult'Ìflale. c) A cir<'tl 200 metri dalla canloniPrll. ùove la \'i& Aurelia taglio In ferrov1a. ~ubilo ~oltu ht linea rert·oviut•ta. ver'-'O il mart•, uno sla~no u"alo pet· ahhu,·eralolo del be"limm•. d• rot•mA rulb111golare. Superfici•• 1netri l ~ X~. Pr·ofonditù rna"· l-'itun d!'ll'acqua metri l - Larce di . lnfl/'helt.'<. ti) St11gno eletto del Cerio/o, a dcl'tru clellu ,.Lracln A ut•clin. SuJ•erlkie: !lO X 50; profondilà dell'ac•JUA m. O,!:IJ. Vo;..(etu?.Ì!•nu u cttnne. Tappeto erbol'o fìiiÌ'-'~irno che nnu Ja.,.cia 1'11e pochi punll c:cuper-li. - Poche larc:e di .-\tW[Ihelc.'(. ··) SUI~uo Br·ornaz1.i prt ""o In !:<Uddclla \'io, \'CJ·so il mare. Como In precedente. - Poch e !arre "' Ano{'ltr:les. j) l.t,calilà Saline di A lot"Jna. Dove la "lratla prnvincìflle ..:il·n "er·~o la foce ùell'Albt•grw vt é un <'unalo w 1hrella co111lllllt'.u7.JOrle col lago di Ot·betello. Acqua le:.q;tl•rmeulr. rn<'MII. Vegelat.toue di algh~ . - Nes:mna larca. 1lal uredesimo si stacca ur• f'ol'~ulo cllu dccort·u lni.C'rtJIli H'IIIP nllo strada, con acqu1-1 leEt~Ormenlc ~alala. Il !'ol'l~ato loc·ruina p rP~so la torre d'Aibegna a fondo cìtlco.- .\e:tl!una lnrr.n. o> LUII,I:!O la ::;traùa V('l'!iO le saline e al pt•incipio ùel Trrmholu numcl'l>si acquitrini Non pnlPron"i o"~er,·Are, 11111 llnnuo l ulli 1 cnralteri per es"et"' ulbet·~o di lar\'e. ~i n1o

l. -

Orbetello.

a} Di fronte al casotto rerrovtorio olio <~camhìo v('r-..o Pisu, prccolo stngno. -

!'lllblt o tlopo la staz1one, ver"o il In~,, un

l.nrcc di .1noplteles. IJ) .\ppena ruori detra porta di Orùelelln, Ull fo:-c:ato che cit'C•mda buona parte della città. È in C.lmunicazionl' 1:01 lngo. A crttrn :-11lata. - Sessuna farra. r) Picc(Jio «tn~un nei fonùt Dt> \\·,u. pre""'o il mHzaaiuo cl t> l "file, in pro«stmiln del la g-., Molte pmnlt• in rlecmupo~i­ ~ imw. - .Ses.~una tarcrr. r/) Lun~o la !'lrarlo. ver;oo lA c:.Lotiouo Fontlo \'t!dovo Bar;<~i, n rh·-.tr·a della strada. Sta~un con acqua putri.iu, pu~nn eh mn l<•r •nlr organici in tlecompoqrzione. - AIJIJonrlanti /arce tlt Cu ltt.~ .\l'RR1Lna larca rli Anopllf'IC~-


'l'O l'O GR \VIA A 'S'Ol!'EI,JO \

e) Fondo di propr1t'!h Burnbi no. 3 huche con po~·a atqun stagnante, torbida. - Q1talche larca d1 CuleJ!, ne11suwt di J\.tlo· pii le.'1 •

R.- Monte Argentarlo. a) D0\'6 si ~lM•~a la diga eh., unisce il monlt• Ar~enlar10 a O••bt>lello localitEJ della Terra rossa, nola rln L~mpo I'OIIIn locahlà malari~"a. Terreno basc.;o, a 1·iclos«o del monte. cou rnolli eucaltptu.'f. Sulla sp1A~~~u del lal!<>, 1:1 pochi metri dAIIn I'A"8 della H.JI!UiO d'oro, in uno pra tcria cinlaln da mm-o che coslegl!llt la l:'Lraja ,Ji P<lrto S. !:itefano, alla •h-;tanza ùi c1 ren 70 mele•• clnl la ~o. vi é un ncqUttrino dol diamott·o mus<:irno d1 circa lO rnf'Ll·•, con cana!~ che ,.a al l~t..:·o. V··~· Lat.:wno di ca une c lemna.- .Vumero&r•larae di llttopll.ele:J. Ques~ !SI o.;;. !';t•t•vano anche nel canale e non ..:es!;ano che a una ventina tll mel!•J circa dal ln!.(o. b) Sulla via di s. :--itefano, pri!"'SO la p••!'cbJera «li Nns..n, u pochi m •lrt dal a strada. u 10 stagno. supertlc1e GX i. Prufouùità m. IUO. - l a roe clt A nc)(l/teles. c:) Tombnlo. LoCfllitfJ Pl'''"~o la pe"lclliei'O di NO<~"~O, prn(11'1 ·w Se>1Uo \'ar1o pozz. h forma c•rc ,taro. con 2 metr1 dì diametro.- Larne di Ctde.r. ne.~suna tl.i .lllnphel.-s. d) T ombolo. Propriutù Burubino. Poun dellu uh Sprofolldati. Altezza dell'•ll~fJUR io m~>d•a mett•i :s. D1 fot•tnu cll'colo r u con 17 m. di diametro. Yt>getaz1one eli ~·none o •ti lemna. .'..ttmerO'ItS~ww

larrr t! i A nophdes. e) Fc1'l'ien1 e Miniot•e vet'FIO PorL' ll:t·,:ole. Uuo sLng11o con

11lle canne elle n1an mano vo. Sl'Ompnr·undo e<~ ..Po.lo in "'Il h colmnta a rllflciale. Pochi«..;ima acqua. Non ho lrovulo lan11 di A nOt•lteles. però ••ranvi lutt~ le con.llziool favorevoli l"'' loro sviluppo . Tenuta Ricasoli, ai pied1 (lt•lla collina dov'~ il penil~n1.1 u·io di Port Er.:ole. Fo«s l Bocca loro. Pre~,..u lt~ foce n~ l lOOre, V'l\ 8CqUB «la~llROlP, nbbn~lnnza lunpiriR, f1 ;{Q Clll. eirca piit solto il livello d1•l mari'. N'··i puoi t p1i1 omltreggiali, allu t'l\ a. twrw•ro~"' larr di A.11op!t l e'l.

.n

!l. - Da Orbetello verso Ohiarone.

a) Anlicu peschiera di Anse Jonia. E'il>:~le uuo slngno ron eJ•bo alle. lacu-;.lri, lun~o c1r<:a m. 60, ~trgo cir ·a m 20, Ji acrua dolce JII'Ovenit•nte in gruu parte da una C8'1"8 d! prc-


slito per formar~> il tert•upieno fert·oviario. Prol'onditò. circa m. t . - Larce di Attophelcx. ò) Lungo la ~h·u<la provinciale verso Roma vadi acquitrini, ~::d

abbeveratoi pel bestiame.- Ln.roè di Anoplwles.

c) Lungo !1:1 stt•acla pet· Mflcchiatonòa, due fosc;i a cleslra e

a simslra, larghi al fondo cu·ca m. l, con m. 0.30 di profondttà. - Poche laroe di ,ln.upheles. Su•r~erosrssime larre di Cule:r:. d) Lago dt Buriana. Alla riva f()J•ma piccole insenattu·e, a fondo ba~so, ed acquitrini. - Qaalclte laroa di Cul.:-.c . .Ve.<~ suna dr ,1 nop/teles.

•

•• Bo dovuto estendermi alquanto in questa. enumerazione, olt.reohè per specificare il lavoro fa.t.to, per dimostrare a. quanta. varietà. di acq ne più o meno stagnanti con-ispondano gli habitat delle larve di Anopl!eles, e per potere colla scorta di queste osservazioni (le quali avrei desiderale più numerose ancora.) trarre qualche conclusione di importll.nza pratica specialmente in rapporto alle opere di bonifica. Osrtamente un esame così condotto, e moltiplicato in ragione della natura. del terreno da bonifioa.rsi, può es!\ere una guida. preziosa per gli studi occorrenti a.d una razionale bonifica., uè mi parrebbe, qua:ii st.arei per dire, giusto, allo stato delle cognizioni attuali, che si applicasse a.d un t ratto questo o quel sistema senza rendersi prima ragione dei rap· porti che esistono fra stato a.uofelico e malaria Per dare un esempio pratico di quanto dico, citerò la. cosi detta palude di Talamona, la quale rappresenta a prima. vista. un ottimo terreno per lo sviluppo della malaria, e tale da richiedere un' urgenue bonifica. I vi il terreno è basso, quasi in una conca limitata dalle c~>lline eli Talamona e da quelle che si innalzano al di. là della linea ferroviaria, ed è solca.to da. canali e fos<~ati con nume· rose pozzanghere ed acfluÌtrini.


T< II'UVR \FI \

\Nflr'ELll' \

Ebbene, mentre da un l1\to lo ~tudio della fauna e della fiora acquatica, i caratteri organoltlttioi delle acque st~~o (il ~emplice saggio gustativo mi dava una fàml~ id€',~ di un grado più o meno elevato di sal~edine) stavano u J indicare che la cosi tletta palude di Talamona è di prete renza. d i natura marina., le corrispondenti ricerche snlln larve di anofele riescivauo costantemente negat1ve ed avvaloravano il giudizic• ~mila nat.ura. idrologica mariltimn. della palude <;tessa \.1 margine dello. palndf', 11 Yece, a.1 piedi della collina di Talamona, es1ste, OOlllt~ ah biamo visto, un fo,;:;o di acr1na dolce. il qn.de. lli'r co1 dizioni forse di mancat;a pendenza d~l terreno, uon hn il suo libero corso. costituisce impanta.namen i ed a~; quitrini, ed è ottimo albl:'rgo di larve. Non garu.ntisco dì 11.vere e:~pletato completamente ogui ricerca :mila lucalitil, ma mi parve di averla 1mllìcieutemente pel'COrRa in lungo e in largo per poter dire quindi che la mnlarÌtl rll•l palude di Talamona trova la sua. rag1one uou nel palude stesso, ma uei fo'S,;Ì e negli ac']uitrini che lo cir· condano, compreso forse uncht- qualche acquitrino n~i press~ della stazione. In una parola, ~i ripeterebbe qu· l') nello che fu ossdrvato nelle ;;aLine di Cen·ia. e l~ Comacchio dal Ficalbi, e ne risult.erebbe il corollario im portantis~imo che lavori di bo n ifica est osi a t.ut.to il palnde non porterebbero alouna modificazione sensibile sul l'endemia ma.larica. di '.rala.mou~, mentre basterebbero poohi lavori limitati al fossato e agli acquitrini so· pracceuna.ti. (~uesto fatto che ho riportato per Ta la.mone s1 ripet" p•r part>cchie altre localiu\ da me e.:ammat~-. 8e, infatt1, st dividono le raccolte acquee della regione ma.la.rica. gro~seta.na iu diverse categorie, e si comprendono: 1• palndt più o meno grandi, come a Castiglione della Pescaia, a Raspolino, a Talamona; 2" canali collettori, canali diversivi, emts:;:nì. tut~a nnu. rete di canali iu


E SO~U'll'.\ lliRi\l'I,lt' \

relazione alla così detta boniHca. PCI' c:olmala ; a· fossi di searico o di infiltrazione; 4" st.agni, pozzanghere, &CfJUitrini. vediamo che per ciascuna di esse esistono condizioni varie o per la proYeni~nza. dell'acqua, o per la sua. salsedine, o pel suo grado di movimento, o -per la natura del suo contenuto vegetai~ ed animale, fattori t.utti i quali fanno sì che ad C<~>~i rimanga per ogni ca!!;O subordinn,to il r eporlo pos1ttvo o nPgativo dello larve di .A110pheles, e che si possano modificare le risultauze protilattiche nel senso da mè riferito in quanto alla. palude di Talamone. Quello poi che dalre::-ame delle singole località. esplora t"\ risulta. i m portante dal lato pratico por ciò che ci riguarda. <~: che delle grandi paludi, alcune non albergano all'atto larve di anofeli, altre ne nlberga.no forse1 ma. solo ai margini, dove la palude stessa forma piccoh ed avventizi a.cq nitrini; che i grandi emis<m.ri, i canali che si scaricano in mare e che hanno, almeno per nn certo tratto, acque miste dolci e saline, molti dei grandi collettori non hanno atfat,to larve; ehe 11ueste si trovano specialmente nei piccoli fossati tl'ac.qua dolce o con pochis~ima corrente, e meglio. nei punti ove per mancanza di pendenzt\ del terreno sono t't>rme, o dove si sono allargati> alli\ ~panda ed hanno formato piccoli stagni, nei piccoli acquitrini avventizi forma.ti o ria acqua. del sottosuolo che viene a. fior di terro., o da acque di pioggia, o dall'una. e l'altra insiume, e specialmente in quelle numerose pozzanghere che si incontrano tratto tratto nf'lla vasta pianura grosseW.na e che alimentate dall'acqua. dells due citate proveuit>nze c;ervono quali abbeveratoi pel bestiame: inìine anche le più piccole raccolte avventizie d'acqua, quali po:>sono aversi in botti, Ìll vasche da giardino, perfino in vasi da fiori, pos~ouo e,;sAre albergo di larve. Da c1ua.nto sono venuto Psponendo risulterebbe t}Uindi uhe !L preferenza delle graudi pnlud1, il pericolo mala-


4Gil

T01'00R \Fl.\ \XOFRLI C \

rico nell'agro gros~etauo v~rrebbe dato da tutte le numero!:>i~sime e piccole raccolte d'acqua {fossi, pozzanghere, acquitrini. cns"e di prestito hmgo le ferrovie). Rimarrebbe quindi provato quello ohe da tempo ~oste UP\"a ti Tommasi-Cra.deli a proposito della campagna romana, che cioè non tanto alle grandi paludi, I"Jtlanto alle migliaia di piccole paludi sparse quà. e là si deve la malaria, colla dilferenza. perù che, a qua.uto senlbrami, nella. campagna grossetana, il fenomeno ù dovuto più che alla 1mmensa ncchezza di acqua sotter · ranea, alla. poca pendenza n~tturale del terreno, tu rispetto alle acque !:luperficiali, tanto è vero che il metodo classico di bonifica il quale per la prima volG,a venne usat•) dal Fo<~,.ombroni per il risanamento diV..l di Chiana, è stato ncouosciuto per l'Agro Gros-.etano, quello della colmata naturale, uttlizzando le piene del finme Ombrone. Ma se qnesto mezzo di bonifica iu granrle porterà. col tempo ottimi risultati, come ha già portato, non pertanto ~i deve dtsoouoscere la necessit • di non trascurare un'altra. bonifica, alla qnale molto opportunamente allude il Ba.ccell i, voglio d1 re la cosi detta piccola bonifit:a. L 'imporlanza di !] tle.'iLa bonifica., la qual&, del rosto, oltre alle prime nozioni del Tommasi-Crudeli, e all& vedute ~peciali del clinico di R oma, ha la sanzione del Celli ohe le assegua. il giusto valore nella sua memoria: Jf,tlada e BOtli{ìclle e nella sua opera: La mr~lat·ia seconclo le ìlUOt'e ricel·clte, risulta chiara, come a.bbia.mo visto, dall'osservazione delle localitA malaricbe; n è debbo tralasciare di citare il recentissimo contributo allo stu· dio della malaria in ~icilia del dottore Insinua. e delr ingegnere D . .:J1anzella i quali studiando le oondizioni locali in rapporto all'eziologia maltrica. nella r~gione Nord dell'lsola vennero alle conolu~ioni alle quali giunsi io peregrinando nello. campagna di Grosseto.


.& BONJJ."IO \ IJJR H:'LlCA

CONCLUSIONI.

Io non ho certo la pretesa di aver trovato cose nuove, nè mi sento in grado di tnaggiormeute addentrarmi in questioui di cosi alto interesse, nelle quali oltre al medico, all'igienista, al naturalista, si rich.iede in modo speciale e per la maggior parte il concorso dell' iuge· gnere sanita1io. Solo ho avuto di mira di esporre il risultato delle mie ricerche, per ciò che si riferisce all' \gro Grossetano. sulla di::;tribuzione delle larve di anofele cercando eli metterle in rapporto colla profilassi contro le condizioni di luogo. E credo utile riassumere i principali corollari delle suddette ricerche nello seguenti conchtsioni: l. Nella zona malarica grossetana gli acquitrin i, le pozzanghere. i ristagni d'a..:qua, anche avventizi, albergano, a preferenza delle g randi paludi, il massimo n11mero di anofeli. 2. Accanto alla granrle bonifica. idraulica., la quale del resto conduce alla possibilità. della bonifica agraria. che è in definittvo l'equivalente del ri:~a.namento completo di una regione, non devesi trascurare la picoola borufìca. la tj uale può a vere un'importanza capitale siu. che vada pari passo colla prima, sia anche che in cort1 casi la possa sostituire. 3. In ogni caso (cito a. questo proposito le parole testuali del prof. Celli) it fJÌudi~io s~i 1-netodi di lmni· fica idraulica, tleve esse~·e t.l!tlo alla sb'egwJ. della n·uova epidemiologia; ed io mi permetterei d i allargarne il concetto aggiungendo: de!Je esse1'e dalo in relazione ad wn' incltiesla ,·igorosa .·u~llrc presen;a delle la1've di


u:!

TUI'OGRAFI.\ A.~uJ.'F.LlC \ E Dh~ll<'IC' \ !DR \l'Llfl \

et ,,ofele ed in ~·elazion.e td (.'Oit lp lesso d i concli:ioni fèJ • torevoli o ,wn, allo ~cilt'PPJ delle lara sles<:e (nlllum, delle acque. grad<J dt wl.<:edi,,e, modme,d,, vegela:in,te. ec:c:.) In questo moJo si adotterebbe anche per la. bonifi ·a idraulica, il pnuoipio del clisce,·n.itneuto so:~tenuto do.l prof. Gosio a proposito della profilassi malarica in genere.

p,·ot:et~ie,,;;a, qualità

Roma, aprile 190:2.


Istituto di Anatomia Patologica della R Università di Roma OlltKTrO DA t- PllQY. KTTORI> ~l \IICIIIA~'AY ,\

CONTRIBUTO SPERIMENTALE ED ISTOLOGICO ALLA

SUTURA

DRLLB

ARTERIE

P~r i c.1pitani mPdkt a.•si•tPnti onorari tln~L -.al volnrt• 8alloori e dott. Tomnu•"" 1' i rdia

L'arresto dell'emorragia uellP lesioni delle grandi arterie ha in ogni epoca preocoupaLo grandemente i chirurghi, e ne ha sempre lusingato l'amor pxoprio, pe1·chè rima.ne anche oggidì vera, come a ragione osser\·a il Sorrentino, la sentenza del La.ngenbeok, che, cioè, rlalla condotta di un operatore dinnanzi ad uua emorragia, .si può &\ere ocoasione di meglio apprezzarne il valore. Di fronte agli insuccessi ed ai rovesci dell"èra preantisettiea, segnò indubbiamente un gran progresso il me· todo della. legatura. asettica, la quale ha rappresen!;ato pe1· molti anni - e rappresenta. tuttora - il trattamento, per così dire, esclusivo delle lesioni dei grandi vasi in genere, e delle arterie in ispecie. Ma gPincEl:>· santi progre~si della chìrurgia, e sopratutto la tendenza da essa spiegata di volere applicare ad ogni lesione il trattamento ideale, quello cioè ohe risponda nel miglior modo possibile al fine di ridonare alla parte lesa la fo1·ma. e la struttura. primitiva., e quindi la primitinJ. funzione, non potevano lasciare indifferenti i chirurghi cLrca. un argomento di così alta. importanza, nè farli


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CnN'rWBl.TO SPERBiENTAI,J•: EO l~">TOI.OG lCO

paghi della sola legatura. Questa invero, quantunque risponda efficacemente e sicuramente al desideratum dal momento - vale a dire all'arresto dell'emorragia non provvede in alcuna guisa al ripristino della inte· grità funzionale della pal'te. Tale inconveniente non ha, come è uoto, conseguenze apprez?.abili se piccola è l' arteria legata, e !imitala quindi la sfet·a. d'azione; perohè, per qua.nt.o brusca. sin la chiusura del vaso. lo stabilirsi del circolo collaterale riporta ben presr;o il sangue a. qnelle parti che ne erano rimasta prive. Ma, allorobè si lega. una. g rande arteria - poniamo l'arteria nntritizia di uu arto - la sna improvvisa oblitera:~:ioue sottrae il untrimento ad un territorio Groppo esteso, in cui, se pure il circolo collaterale si stabilisce, non sempre si effettua colla necessaria prontezza e diù'usione. "Ne segue per questo ìa morte più o meno rapida. ed este~a tlella località, cioè la oangrena, che è uno degli. esiti non rari e molt.o tristi della legatura dell'arteria principaiP di un arto, e specialmente di quella dell'arto inferiore. N è ciò è tutto; chè, se il tardo o deficiente stabilirsi del circolo coHa.terale può menare a_Ua. cang r~ na, il troppo rapido determinarsi di osso può dare origine ad una. complicanza altretLanto non infrequente e temibile, vale a dire all'emorragia secondar ia. Questi casi sfortunati si verificano nella. legatura di quasi tutte le grosse arterie; ma ve ne sono altri che riguardano esclusivamente la carotide, la cui legatura riesce ancora più pericolosa. Se si pensa infatti oh•3 essa rappresenta la. sorgente precipua della irrorazione san· gnigna. encefalica, e, d'altra parte, se si considera come non vi ha tessuto della economia animale, che al pari dell'encefalo richieda. una. nutrizione eguale e continua.. si comprenderà facilmente che, divenendo essa per qual siasi ragione insufi:ìciente o mancan te del tutto, debbau o


A !,L.\ ~UTt' Il.\ IJI':IA.E \ ll1'JI:lt1E

seguirt' gra.vi alt<'razioni dell'organo ìn parola. Queste. na.tnra.lmente, tusorgouo con mn.p:gwre o minoro faoihtà. secondo il modo di coro port.m;i delle auastomosi nel circolo di Willill, nonchè secondo lo stato d'integrìLi1 o d i malattta delle pareti vasal1. Esse possono mam· testar:~i sotto forma o di uecrosi iscbemica o di rammollimento emorragico; e. ~eco n do il grado e l'esteu<none d t'i relat1vi focolai, st ha.uuo manitestazLOni morbose tra.usi· torie o permanenti, leggere o gra.Yi, e l'ersino let.ali. l:; iegrist ezutndio lut o:.servc.~.to, in due ca:u di l~gatnra della. carottde comune, la cecità dell' o.:cbio corrisuoncient.e al lato dell'opera.zionP, ed ha potuto dunostra.re in entrambi i cu-.i - in uno anche anat.omica.mente un'embolia dell'arteria. centrale dt>lla retina ed uua. trombo<>i a lento decorso dei vaRi ciliari, eh~ vanno ad irrorare la cororde. Le slati~t.tche oompila.te iu proposito dai vari autori !'louc, scou.forta.uti. ~enza parlare delle legature pr lticata stlll'aorta .ddominale, nelle quali, secondo Lulel, ..;u lU pazienti uno :;olo sopmvvi:-;~e dieci giorni dopo rop~mzionn, la legatura. dell'iliaca comune, secondo lo st...-so antort.., ha dato una mor talità. del 76.5 p 100 (l . Quella ùell'arteritL femorale per aneuri:~mi, secondo Ba· lauc.. e.l Ec.lmundus, :1u 31 casi ba dato 18 entorra~ie (60 p. 100), e 12 esiti leta.h (40 p. 100) (1). Ca.mmerer ri unì 2:2 casi di a.llacciaturll della vena c dell' artN·ia femorale insteme, di cui 12 seguiti da caugrena; ed inultre raccolse 178 casi di legaLnra della. solt\ arteria., n ei quali la. cangreua occor:m 25 Yol L~ ( 1). Btllroth, in una :;tatistisca propria di leg1~ture dei ,.;ranùi vasi neUa. con tinuità, ebbt> tl60 p. 100 di emorragie secondarie (l ). lJi 106 casi di aneurisma dPlla. curotidf:' comune. con


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('O~TRIBUTO l:-P~HlMt:N'l'..U.J:t: ED ISTòLOGIC()

legatura del tratto vicino all'aneurisma, raccolti da Wyeth, si ebbe una mortalità del 35 p. 100 (1). Nella legatura per aneurisrna dellà. carotide esterna. la statistica raccolta dallo stesso autore dà una mortalità del 22 p. 100 (1). Secondo Pilz, la mortalità in seguito a legatura della carotide comune \! del 54: p. 100; se· condo Klomm, è del 41 p. 100, e secondo una statistica di Zimmermann, che va dal 1885 al 181..11. è del 31 p. 100 (2 ). I disturbi cerebrali che insorgono per legatura della carotide comune si avrebbero, secondo lo stesso Pilz, nel 32 p . 100 dei casi, e tra questi si noterebbe una mortalità del 56 p. 100 (2). Albanin infine riporta 370 casi di legatura della carotide comune di cui 100 presentarono distm·bi e 78 furonò seguiti da morte (3). Dopo una sequela rli cifre cosi poco incoraggianti non OC1~orre aggiungere altro per dimostrare come la. legatura. non meriti di essere consideral;a. quale rimedio sovrano nelle lesioni delle grandi ar terie; e fa mera· viglia che non si sia più di propo:iito cercato da. tempo di sostituire ad essa un altro mezzo meno pericoloso e più rì~:~pondente alle esigenze della. chir~1rgia. m o · derna.. Questo mezzo è appunto la sutura. Egsa. in verità, fu ideata sin dal secolo xvm, epoca alla quale rimonta.110 le prime ricerche sperimentali eseguite da Assmann (1773) (±). Però questo ricerche non furono fortunate, per cui quantunque HaUowel (4t tt.vesse pochi anni prima ottenuta colla sutura la guarigione in un caso di ferita parziale dell'arteria omerale, pur tutta.via, per quasi un secolo, non ~i credtipiù conveniente di provarla sull'uomo o di sperimen· (Il Citati da Mcnvu\· (~l Cll3Ù d3 SEGGBL.

(3l Cì141u 1la III IIRJAçv. (~) Cilall 1lil OOl:GLE e tf3 Ultrl.


\I,J,>, '1.7TL"ll \ OF:LLE ARTEfUF:

1G7

tar la. sugli animali. A tale oorren' P sfd.Yorevole ha in l41•gui to contribuito molto l'av\•er::Jo pu.rere di grandi autorità chirurgiche, quali Laugenbeok, Volpeau ed altri, che rit.ennero la sutura impossibile ad essere effettuata. Es:~i partivano dal preconcetto che questo mezzo potP:'ìse dar luogo ad un tes'iuto di cicatrice. capace di rt~wrmiuare l'obliterazioue del vaso o la formazione cii un aneuri::Jmo., oltre alle possibtli emorragie <~econ· d~rie pel distacco dei puut1 di sutura, a causa dt cu.t· tiva applica.ziouo di essi o di sopravvenuta suppurazione. ~è poterono servire d'incoraggiamento al nuovo proc~s::Jo gli esp··rimenti eli Gluck, di Postempsk1 e di voH llorock, perchè anche questi ebbero risultati negati\;, I.J•' esperienzt• praticate nel 18S3 da Glnck riguardano solo ferite lou~itudinali . Egli, non avendo avuto ri . ml· La.t.i favorevoli mercà la semplice sutnra. cercò anche di ottenere ln riunione con mezzi di .fìs:;azione di allnmmio e di a\'Orio: ma neanche in tal guisa ragginu~~ l' intento. T uttavia egli sin d'allora intuì che il metodo rlello. suturll. dove:lse in pro:ìie~uo ottener~ il plau'!lo d~ i chirurghi, qualora. fosse possibile ottemperare alle iud ioo.· 7-Ì.oni di una rigorosa asepsi e servir:;i. di uo pro~esqo abba~..;tanza. perfl!zlouato. Postempski uell886 esperimenlù ~n terite longitndiuali e tra~versali d 1 arterie di cane, determinando l' emosta.sia. provvisoria mercè pinze a pre3'>ione continua. e Stlturando con catgut u. O ed aghi comuni molto fini da cucitrice. con sntura a. '>opragg1t.to. intere;;sant.e le tre tuniche vw:;alì. Egli venne alle se gueoti concluiioni: « 1• che la. sutura nelle ferite delle arLerie p nò esegui rsi e riesce in primo tempo emo'>tn ti~~a.; 2• che l'arteria rimane pervia p~r pa.rec.::hi giot'lli, ma dopo si torma uu trombo ~~nalioolat.o o parietale . ., Von Horo.::k, uel l SS, sperimentò su femorali di cane•, sn Ct1i praticava. sozioni longi t n'l in a.li e Lraver~~ Dai


!1~8

rON1'HIDU'l'O '-l'l RL\li::XTAJ.r·; ED 1!-.TOLOGICO

suoi e::;pt>rìmen~i risultò che la 'Utura. apporta. va sempre l'oblitoraz10ne dell'urleria. e non aveva. sulla legatur~t che l'unico vantaggio di preparare le vie collaterali. Il primo sperimentatore che arrestò questa dolorosa. serie d'insucce~ i fu Jassino"·scki, il quale nel l '::>~1 istit.ni accurate ricerche in proposito, rius.:eudo a con seguire risultati uon mai speratì fino allora. Questi furono !:lenza. dubbio rlo\·uti all'avera egli praticato le sue e<~per ienze in ma>~sima. parte :;u anunali di gro,..,;a. taglia. (vitelli, pule:iri, cavalli), eri alr a•ere introdotta un'important.emodifìoazioue alla te ·nica coll'ese>guire la sutura nello spessore della parete vasale. risparmiando ad ogni costo l'intima, però i ~uo1 esperimenti si limitarono soltanto alla riuDioue di terite parziali. Oomuuque sin, potè venire alle :;eguenti notevoli conclusioni: che, cioè, la. sutura delle arterie guarisc~ indubbiamente per prima intenzione, senza emorragia, nè in primo nè in secondo tempo, o senza trombosi o aneurisma.; che e~~a. Lrova le sue indicazioni nelle ferite longitudinali, oblique, a lembi o trasversali, queste \Ùtime sino alla. metà della. circonferenza; che, infine. l'asep::~ i e\ uua condizione indispensabile per la buona riuscita. 8egui nel 1800 il la'"oro dl Oeccherelli sulla • Forcipres~ura e sutura delle arterie », lavoro che ~morzò alquanto gli entu'ita<~mi suscitat.i da Jassinowski. Ecco infatti le conclusioni a cui VIene l'autore: < 1° merc.". la sutura. si può ot.teuere l'emostasi completa, la quale si mantiene malgrado le eventuali ulcerazioni e sup· pura.zioni della. paro te del vaso; ~· la emostasia prodotta. dul coalito delle pareti dell'arteria è dovuta in massima, e qua~i direi esclusiva parte. ad un tromba, il quale occlude completameute il vaso e quindi intercetta il ci rcolo. In uuu. parola, secondo le mie osservazioni, 1\ un trombo ostruente non semplicemente pa-


\Ll,A SUTURA DEJ.l,E .\RTERJJ<:

.ilì!l

rietale quellO Che Si forma; 3° Ja Slltttra UPJlG arterie agisce in rapporto alla circolazione come la ligatura. arteriosa. però meno bruscamente; 4• la cicatrice a v· viene completa. in una ferita arteriosa suturata; .i• il trombo che si forma si organizzt~ e non si rias'iorbe. » Xello stesso snno Bnrci pubblicb i suoi numt'ro.;i ~perimenti fatti su cani ed asini, e ad essi t'e' :;egnire nell'anno successivo le ricerche istologiche. Qu~te pub· blioazioni valsero a far rinascere iu parte le spfJrauza. Da esse in vero si ricava. che nelle fe ri te longitndiunli la sdtura chiuda stabilmente la. scontinuitil. arterio~tl iu primo tempo, e la reintegrazione delle tuniche, nel ·ito della. lesione, resiste consecutivamente all'urto dt>lln corrente sanguigna, per la valida barriera di so-.wguo fornita dalla n eoformazione infiammatoria dell'nvven· tizia. Nelle ferite trasverse invece il tratto sut,nrato cade in necrosi per la retrazione di quegli elemenLi elastici ùelht paret~. i quali decorrono nel ::~euso lougitudinale del vaso, e per la trombo.;i dei ~·a~a t-•aso, ""l, che anche essi decorrono in gran parte nello ste~so st>nso. D1 qui la perdita degli animali da ~!sperimento per emorragia. I successivi layori di Muscatello, di Lampiasi. di Vetere a di altri, se mantennero al nuovo metodo il credito acquistatosi. non gli fecero però fare alcun "erio progresso circa l'applicazione n{•lle lesioni trasvero;e. :\Iuscatello comunicò nel l 92 alla. Sooiet<ì. italiana di chirurgia le sue esperienze, eseguite su grosia nr· terie di cane aorta e carotide pratica.n(lo ::~azioni longitudina.l~ oblique e trasverse. !.;gli ebbo i :>eguenti l'Ìsulta.ti: nelle forite longitudinali ed obliquo la sn· tnra corrispose quasi in tutti i CàSÌ, dando emostasi definitiva e conservando il luwe del \"aso; in due casi di ferite trasversali, non oltrepassanti la. metà. della circonferenza, segui occlusione dell'arteria. L 'importante


però della. comunicazione di 1\{uscatello è stato quello di aver dimostrato con un'altra. serie d1 esperienze che anche in arterie con perdita di Bòstan?.a, interessante circa un terzo della circonferenza, la sutura riesce emostatica. ed il lume si conser va pervio, beucbè ristretto; e che la ridn?..ione delle dimensioni del lume, sino a due terzi del normale. non ingenera la formazione eli un trombo di dimensioni tali da obliterare com. pletamente il va~o. Dalle ricerche fatte da La.mpiasi sopra cavalli, asini e cani. comunicate alln. medesima Società italiana di chirurgia nello stesso anno, t+mlta che, in seguito a ·ntu re parziali di grossi tronchi arteriosi, si ha adesione completa e salda della fòrita, e che la cicatrice si presenta resifltenti~:~ima; risulta inoltre che mentre si ~ avl\l,o buon esito nelle suture longitudinali ed oblique, si è invece ottenuto esito negativo in quelle trasverse. Nell89.1 Vetere esegui 22 esperimenti su cani e su montoni, produ.ceudo feriLe dn punta e da taglio, lougitudinali e trasYerse, e Vl'nne presso a. poco alle stess~ conclusioni dei precedenti. Egli insiste che la. sutura rlspa.nni r intima per ovi(,aro l' obliterazione trombotioa. del Yaso (l). Le prime prove di sntnra. circola.re, felicemente riuscite, furono fatte da Briau e J a.[,onlay. Qu~>sti, benchè in nna serio di 10 e ·periment.i su ct~rotidi di cane, e:~eguiti nel 1896, mercè un proce·NO speciale che descriveremo. a.Ye3st~ro notato la. pr~enza di coaguli nel lume vasalu a r:c~po del terzo o quarto giorno, purP, ripetendo le ste:>~f\ esp<>rienze due anni dopl, poterono presentare alla Sooiotù. di ~cit>nze mediche di Lione una. carotide di asina, che dopo ue settitnaueo dalla pra.ticatn sutura mostrnva<>i perfettamente [H~rv1a. Il) lllflOrt;llo ,1;1 C\lUGillo.

/h(. mr:l. lblS, Vùl. 4.


171 l~uegli però che fece fare un gran passo alla pmtica sperimentale della sutura arteriosa. fu l'americano Murphy. il quale nel 1897 pubblicò una memori1l, in cui descrisse minutamente i suoi esperimenti di ~mt nrn. circolare di arterie, praticati su animali di gro~~a taglia, mercè a n suo geniale processo di cui faremo parola in ~t!~n ito (l '. In tali esperimenti. dopo svariati insucces::;i, poto giungeru tn molti casi ad ottenere la guarigione definitiva, con<~ervando al vaso mtegra la. sua permea· bilità.. Il proces~o di Murphy fu provato in seguito da vari n.lLri sperim.enrotori; ma. prima di questi ,·engono in ordine cronologico le ricerche praticate nel 1899, per ft'rite parziali, da Silberberg, il quale adottò la teunica di .Jnssinowski e, come questi, ottenne in parucchi casi buoni risultati. muok - in una serie di nuo vo prove- si a.LLenne ul proo~sso di :\Iurphy e si ùovè convincere della bontà cl i ~>sso; per cni. dimenticando gl' insucces>~i avuti in epoca anteriore, proclamò la sutura delle artorie pre· fcr•bile in massima alla legatura.. Otorfler ripetè aurb' egli sui cani il processo di Mur· phv, ma non ebbe alcun durevole 1·isulta.to, ciò che attribui al do,1ere operare su vas1 di piccolo ualibro e a pareti sottili: per cui ricorse alla sutura. a tutto spe~­ :-\Ore delle tuniche >asali. Egli riteri~e di avere antto ~m -!3 casi solo 5 -ç-olte trombosi. Ga.rrt, anche i~ti&ui esperienze iu proposito E>, se~ondo una comunicazione verbale da. lui fatta. nal 1899 nell'nltima riunione dei medici e naturalisti tedeschi, <>bl>o sempre col processo di Murphy risultati soddisfacenti.

111 In una comunic.v.tooc raua nella ti• se.lub '""tG marzo rurrent• IUlnu ~l \VI Con~tresso della Sùcieta it-aliana di t•hi rurlfiO. 111 lloma, 11 f1ollur U;l G:~~...

tanu rh•enthca al ClomenU il processo dl'll' io>aghoamento. rhc Hl ~olio il nome di Murt>h}.


4'1:.!

( O~"TRIBLTII "l'l::nt.\1 EXT \I.B F.fl l'TOI.OI'òiCO

Durante il 1900 apparvero i lavori di :.\{usumeci Gra'!SO, dt Fiesch1, di Toma.:.'lelli e di P a.) r. Sono importa.u ti )f) conoluRiou i del }lusumeci Grall'!O, uho noi qui riportiamo nella loro integrita rica.vandole dal Supplemento al Policlitlic.:o del 20 gPnnaio 1900. « 1.' La. sutura e r invaginamento delle ~~orterie sono tàctli aJ t>seguir.ii cd entrambi raggiungono il doppio scopo, remostatico cioè, od il funr.ionale. 2.• Nelle ferite lnugit.udin'lli, nt'lle oblique e trasver-:;u tncomplet+•, non oltrepa ·santi il terzo della circonferenza del tronco arterioso. t; indicata Ja sutura. ~~ punti staccati : nelle t.rasverse compJeLa iuvece è iuclicato l' invagiuameuto. 8." Nelle trasverse incomplet.e, interessanti il lronco arterio-~o per più di ' ', ò utile recidere il va-;o totalmente e praticare quindi r iuvaginamento. 1.• Il restriugimento dtollume >asale sino ad ' , delle su t• dimeu,;iout non apporta trombosi ostruente solo nelle grandi arterie vicine al cuore, mentre ciò non si ha per le u.ltre arterie. nelle qun.li la trombosi ostruente i, scongiurata solo coi minimi restringimenti. :>.• La sutura e r invagina.u1ento sono indicati nelle ferite recenti, a. margini netti n inferte in arterie sane, fisiologiche. lì." 11 tmpiantamenLo di pezzi arteriosi è di taci le e'lecuzioue: i l pezzo traptantato attecchisce e vive e non vi è pericolo. come pure manca per la sutura. e per l' inwl!,;iuamento. eli emorragie imtnl•dillte o secondarie, nè di for mazione di aneurisma traumatico. Riguardo poi alla funzionalità. del vaso abbisognano ancora studi p(Jsitivi: i."' L 'asepsi più rigorosa è unt\ crmditio sine 'JW! non per rlllscire ». Anche iutere3santt sono le conclusioni del ll'i<>schi. Egli rittene possibile l'innesto di nn tronco arterioso importauto in un altro di pari importanza. Il ri!!ultato immediato o lontani) è perfetto. Il u1etodo per invaginamento ~li pare più rapido e "icuro, perchè co11 esso si evita bene il contatt.o del sangue cot fili. Con r1uesto


\I,LA HiTUR\ IH·.Lt.Jt AR'ri•.I!H:

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il risultato immedlato c anche il definitivo. n punto d' 1m~esto viene ttd essere posto in condizioni di mag· giore resistenzu, pt>rchè nel puuto d' iuue,;to la parete à n1.ddoppiata. Dalle sue esperienze poi ri·mlta ,;opratutto di nota\•ole questo. che tronchi art.nosi diver-.i innestati vtvono e funzionano bene. auch~ isolat1 eù allontanati di parecchi ceutim<!tri dal loro let.to n•tt.tvo. Tomasellì, in segn ito ad esperienze fatte sui cani e montoni. ho. potuto coustat.are - dopo 10-12 giorni la permeabiliti~ del lume \'<\Sale. Egli si è servito al l'ttopo del processo con all'ronta.mt>uto dell'endotelio, ideato da Salomoni. Payr infine. ricor'reudo ud un nuovo genere di pro· te~i che descri\'tremo, ottenne anche egli, nelle suture circolari, risultati in gran parte favorevoli. i quah furono confermati nell'anno succesiiÌ\"o da. uu'o.pplioaztone fatta sulla venn. femorale di n11 uomo, dopo resezione d i un tratto rli 1 • , oenriuwtri del '\"&SO. Nel corso del 1901 Bouglè ripetè gh esperimenti :>tn caut col proc. -.so per invagina.zione. da lut alquautn mod i.ficato, e presentò alla Società. anu.tomtca di Parigi rlue esemplari di sutura di carotidi pienamente riu"cita. Quasi contetuporaueamente, Troiani pubblioavt\ i ri~ultatt delle o-;servazioni fatte nella Scuola di applicazione di 'lanjt.U. militare in Firenze con un altro proce:'!so, che parimente accenneremo in !Seguito, ritmltati, t\. suo dj re. in massima favorevoli. E~uali succe:hi, infine, otteneva poco dopo alla stessa S ·uola. Funaioli, spPrimeuta.ndolo su cani col proce-so Salomoni.

.. Abbiamo creduto utile e l opportuno riferiTe succintamente i risult.ati di tutt.e le esperienze ohe, per quun to a noi consta, sono state esegutte sin' oggi sull'argo-


4:71

1'0.:-.TrHlHT'l'O !:>PERIM.E~T.\LI<: Erl I~TOJ,OGICO

mento; e cLO per tìn risa.ltaN ancora meglio 11 gnmdt.~ interesso che quest..o ha destat.o nel campo ... uier.tt~..!o. X.> ros ... Pr~aziOne 'i è circoscritta nei conlini etei laboratorio, ma e'lsa. hn invaso ancha più \'Oile il ca1npo della clmtca. e g1à. 1 casi in cui la. satura artt>nosa. si è praticata sull'uomo si vanno ogni giorno moltl licanlo. E si può dire cou soddisfazione che, noi uHt.:;~imo numero di questi cn-<i, benchè manchi per Io più il reperto anatomico per poter giudicare dEillt> moùitìoazioni subite dal trattO -.u turato, il ris•tltato clin1 o è ... wto nondimeno molto lusinghiero. A prova di quanto sopra. 1101 raccogliamo in uno ::;pecohio (Vedi ptù oltre) tutte le suture arteriose, cbu, u. no:.tra cono5oenza, si sono.fa.tte nella prati~ chirurgi • dando per ciac::ouna le notizie che ci è riuscito poter aV l'l't'.

"'*"' Circa. il modo di eseguire la sutura van sono, com" visto, i processi adop•ra.ti e var1 gh apprezzamenti che su ciasuuno di essi hanno fatto gli nucori, "6CCndo la preferenza data all'uno piutto.:;to che all'altro. Parlando innanzi tutto di quelli che riflettono le su· tu re parziali, essi in so,:;tanza si possono ridurre a due · quello. ciot>, vantato e sostenuto da Ol.irfier, che comprende i tre strati della parete, e quello introdotr.o e molto commendato da .Jassinow·ki, che interessa solo l~! due tuniche esterne - av\'entizia e media - ri:>pettaudo l'intima. To.nto nell'uno che nell'altro poi a.lcuui hanno preferito i punti a sopraggitto ed altri i puntt .t bbia.mo

St<ICcatt

A sostt.'gno del suo meto lo. J a,:;sinowski adduce le seguenti ragioni: in primo luogo si evita con usso, trattandosi di vasi eli piccolo calibro, dt ledere la parete


A l. LA SUTURA UEJJLl~ ARTEI<lE

475

vasale eh~ st.a di fronle; in secondo luogo è minore il JH•ricolo dell'emorragia. secondaria, per la ragione che. uella espansione rit.mica del vaso, r intima applicandosi sulla Lunica muscolare comprime i canalicoli dei punLi di sutura; infine - ed è questo, a parer nostro, l'argomento più importante - non sporgendo i fili nel lume vasale, si ovvia ad una facile sorgen te di trombosi. P 1u-tendo da un altr o punto di v1sta, Dorfler so!lt.1ene la convenienza di compr endere nella suttua tutti gli strati, percha ciò offre maggior e rapidità. di esecuzione, è applicabile anche nelle arterie a pareti sottili e garantisce dall'errore di interessare coi punti poco tessuto. Egli per altro assicura che in ':1:3 esperienze di tal genere e.bbe solo 5 volte trombosi. e non per colpa del processo. L o stesso autore, spimo anche in ciò dal movente di guadagnar tempo, nonchè dall'oppor tunità di poter sollevare col filo le pare! i da cucire e tener le cosi a contatto senza l'aiuto di pinze, capaci di maltrattare ir1 qualche guisa i tessuti, proferisce alla sutura a. punti :>taccati - abbracciata da J assinowski e da altri quella a sopra.ggitto. Volendo ora accennare ai processi usati per la sutura chcolare, il primo, per or dine cronologico, è quello di Briau e JabouJay, col quale questi autori si propouevano il doppio scopo di non restringere il calibro dell'arteria e di accollare por tutta la circonferenza intima contro intima. Ecco, secondo e3si, il tragitto ohe •leve eseguire il filo. Traversando da. fuori in dent.ro uno dei due monconi arter iali a una certa distanza dalla 'lezione, l'ago s'intromette m uu punto corrispondent..e dell'altro moncono, che perfora da dentro in fuori. Dopo un breve percorso, parallelo alla sezione, il filo riattraversa quest'ultimo moncou~, e dopo aver H.ltto lo s~esso cammino di pnma, tn senso inverso, Ya ad uscire in


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Fe r.UL louzlt per B!LpU· :'oett<so tazaom• •n·•wmrlla Ferita long"! t. pnr ampu· t:ulone u.awrntJlh

CoutrJJio •lvpo h me-r • .;::ll<~~>-•o

E lirpa7. one di un tumore. Cìnnrlzlo e l!teutata l'e rita lnt•zit. d i l '/1 <'lll. E~tiqmziona •!i un cancro

Cang-rt•u t. l;omur.lcaz. fatta nel l '-9G

hl<'l"ionc asc,..,so pericecale. f'e.rita tras,e~">'a

~DIX" "

:huot:un . del C3\0II ''lla re per CIUICro mammario

'Uceeli<l)

Svuo ta m, del ca.'o a~rella S c c -o rt> pe: cancro mammario

lncis. esplor. Jl<'r lr• ricerca del flleO!:'Iio •li uu Pmùolo

~f•>rte dotJt> l !t g;torni

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Ferita III S"I!Ilitondupcraz. Amput.

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Bull.,l c)ml'rale

StM. JUd, p. li:J.

C:u•>tideillt

Su t ur;a a puntast.tc. rlt~pet.l. !'intima


,\l, t,\ sOTUR.~ Dl~LLB

l:;rr.vr"ll. ~

lltsultl'lto

euusecutlvn

FNita tla colt.ello

l SncctlSKO

.-\nenrisma 'lrtero-Tenoso del ~om ito

Ami m:unm J>er cant•M Est:it~lcmc di un c•nrciuoma

d•• l l'ing-uini.'

111ortPdopu lnulsi per ri Jlroclur.iont• d P l tumore inr.llult:ntt l'nrtl'rin

F erito. In seguito ad opcruz. .A nnurlema. t rnum. pPr r~~ - 5nct·t>~•O ri t a da. pu n t ti

Suì••ulto

5o·••·· ~~., cnntmlhto tlo ~:l tnl! l

l Amp mnmm. per cancro

Rnct:t!t~l!o


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CON'l'HlDll'l'O ~I'I.:Rl],fi~Yl'A t.E El> JSTOLOGIC'O

vicinanza del prilnitivo punto di entrata. Annodati i due capi. si ve lono i margini dell.t sezione arrove.;cia.r,i in fuori e l'int.imn. accolla.r~i saldamente all'intima. Altri punti !limili, molt.o serrati in tutta la circonferenza, ;~s­ sicura.uo da un l.ltO l'impermeabilità assoluta della.snLura, l'! dall'altro la con;:;en·azione dt•l lume va;;ale. Per garantire meglio l'esito, Gluck e Xttze ricorsero a. mt>zzi di prote~i. u"àndo piccoli anelli di a v orio d..calcifica.ti, o anelli di gomma, che si spingono su di un moncone. pnma. s'int.(mde, lli praticare la sutur circolnre, e ftllindt, t'•rminu.c:a. questa, vi si sovrappou· gono e vi ;;i Ji.;,;ano. Xt>ll' ist ssa guisa Gluck mt>•lt · simo, dopo aver rinnito 1 t110uconi con una prima. serit> di punti, vi applioa.va su un mauichetto di arteria u di vena fresClL, clw lis,;a.va con sutura. In tal modo lo primt1. linea dt punti restava protetta. e consolidata, l'emosLa.si durwiva. p"rfet.t.a e la cicatrice della ferita. nrterio:~a si facev1~ al covert.o di I)Ualsiasi irritazione. Eglt l\ rÌUl:Wito 1Utdtt> a soppc•rire. negli esperimenti su!:{li animali. a. un diretto della carotide con un p ezzo re· secat.o della veua giugnlo.re interna, di eguale groi· ,;ezza. Raccomanda persino qnesto processo nelle fe· rite dn punta. ciell'a.rtcriiL femorale. immediatament~· a.l disotto d(jl pont n di Pon p11rt, con formazione consecutinl. di aneuri~ma, e propone di e,;cidere la. porzione aneurismatica della parete ~-asale e di sost.n.uiro il dit'etto con nn pezzo ugua.lment" grosso della vena. ,afeua )11• tutti fJU~"'ti e:-~pedienti, c:;o sono ingegno:;;i, sono per altro molto compli<:ati e il pitt delle volte non rea· lizza.bili in praticn. Essi ,;ono stati giustamente dimPn· ticati dopo la pubbli<'nzionu di processi piu semplici, c sopratntto dopo quella Ùt•lla sutura. per invaginazione d t Murph)'. Ecco in eh•) consiste tale sutura. Tagliata tra.svorsaltnente 1\uteria, HÌ pratica sul capo periferico nn·incisione longitudinale di 3-4 millimetri, in guisa. chi


J~l

permr>t,t,•re fiuva~inameuto in o,:'>-<0 del ..:apo centrale. Si prepara intant-o un 'an-.a. di !ilo di seta, m un ila. a da,;.:uno ~stremo di un ago da .;;n tura iule:'ltin:llc ; !ÙO· tro·htcl1!..ù un dopo raltro i duo 11ght tJello ~pe:'!<~ore «lel11\ parete del capo centrale, a. poca. diitanzu du.l rmtr· giue di sezione, e si fanno uc;eire da questo senza uLt.r.LnW>~Itrl• l"intima. l due fili cammina.UO J"nuo vicino all"Rltro. in modo da. formar~> un punlo ad U n branche molt o rav\·icinate. t) quindi attraversano da dentro in fnori tutto lo spessore del capo p9ritE:rico. Si piaz:.r.auo co~! pa.recchie anse. qumte oc.:orroun per a;;,;icurn.re l"invAgiuazione. Selle arteri·· eli can ~ sJnO snilleicut.i tre. A questo punto, SL t~ penetrare il capo ceutro.le 1wl cli•Ha.le per circa. 8 millimetri e si annodano su qneit"nltimo capo 1 fili delle• l~UHu . .Murphy aggiunge clt•i pn.nti di sicurezza, che li~ì![LllO l'Pstromo cl<'l monuon~ pcniferico al tratto corrispondente ù.el m()ncone cc•Jltrttle. Oome i prece<lenti, I'JU<HLi puuti oompl1•tnen· tari uou devono emra.re nel lume del capo iuYaginato. In fine a.pphca un nltimo punto H. tutto spes~or~o~ P"'r chinder~ la piccola incisione l,.>ngituèliuale. Bou~lè ha cercato di moditicu.rf'l H proce ·so di 11.urphy, "lf•mplicizzandolo. Egli infat.li sopprime innanzi tutto r iuci~Jone longitndinale, non ritenendolà ueces~aria. peroht~ ::~i puu ottener e la. dila.taziono di detto moncoue cuu nn lieve divaricamento delle branche di nna pinza. I noltre. invece in\'aginare \lU tratto del capo (J!'Illtide rli "i millimetri, limit.a l' invaginnzione ad un traUo di l-.) mtllimetri. sufficiente allo qcopo che SL -çuol ru.ggi.ungere; ed in nltimo. ai punti ad O a branche ravvicinate, sostituisce anse di filo semplici. Un altro processo di sutura circolare, obe ba mcontrato il tin·ore dei chirurghi, è qnello dt Salomoui, che si e!!egue nel seguente modo. Si trafiggono, a. 2 millimetri circa dalla linea della. ferita, le pare~i dell'tu·-

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(O~ TIUBT:TO SI'&RUI ~ :\'1' \ I,K Jl l> ISTHI,r GJC'O

teria n tu1.to spe~sore, da fuori 111 dcuLrn su di nn segmento t' da dentro in t'nori sull'altro. I punti ùebbono essen' molto vicin1 tra. loro, e tauti quanti occorrono per la. chiusura perfetta della ferita.. Coml· ve· deii, 11uesto processo si raçomiglio. molto a. quello di Bria.n e Ja.boula..), con la di!Terenzlt che alle anst1 uom· poste 1-1i sostituiscono anse semplici di hlo. Pa.y r ha. rimesso io voga. la. protesi nt'lla sur.ura cir colare, senendosi di processo e di materiale speciali. Il ma.ter ia.lo r. appunto il ma.guciio, metallo che, la-;t!iato nei 1/'s:.uti, t• facilmente rta.;;sorbibile in nn t.empo piit breve di qnulun(}ue tdtro corpo usato a suopr> di pN tes1. .All'uopo Payr ha riuorso a t.nbi di magnesio della lunghezza di O 3 ad l centimetro, a paretl molto sot.tili, •• che portano in vicinanza eli un'estremità nua s..mnalatura poco larga e p rofonda. I n uno di. que-;;u tubi, il cui calibro corrisponda il più ohe è po~sihi lt alla grossezza. dell'arteria, s· introduce il moncon centrale. 11 quale dev~ oltrepas~are d t ' . ad l cent.imetr l'e:stretnità del w bo vicintt alta soaualatura., in gu1sa da poter L'<lsere quindi. coll'aiuto dì pinze o dt fili a1 · plic~t1 a tutto spessore in vicinanza del margine dol moncone - arrovesciato sul cdindro. Sulla scauala.tur.1 di questo si lissn cou forte filo di Reta.. Ciò praticato, s· ìzn·a.gina il moncone centrale n el periferico, tirando questo coll' E~iuto di altri fili impostati como nel moucone centrale. Eseguita. l' mvaginazione, si applica. unu. nuo v~t legatura, sempr~ in corrispondenza del solco scavato nel tubo, legatura che comprende qui11di nm· bedue i monconi, la. cui rtunione st où'ettu&. marcò chw estese Hupedici di inti ma. Quest.o proe;esso riproduce f~dehnente la sutura intestinale alla .1 ober t. ed è analogo al proces:So usato da Queirolo e Masi n i per l' innes~o della vena porta alla cava. Di speciale non v i è che il m~zzo di pro-


tesi - il magnesio - che, al dir ùi Payr. ~i riassor· bir.,bbe nel corso ùi tre settimane. T roiani, iufine. uei suoi esperimenti si servì di un altro proce~so. Cou uglu etlindnct sotttlissimi dà punti staccati. simili a qnelli di Czern~- per la. sutura. iute· stina.le; in!igge ctoè in un capo l'ago alla. distanza di 1 '/, a 2 milltmetri clalla lmea di sezione. attmVt>r-;a avYt.mtizia e muscolare ed esce ~ulla superficie di sPziouo tra la muscolare e l'intima; quindi a.ttraV• ·rSA nell'nltro capo le due tuniche c~terne, uscendo alla. stessa distanza. Cosi a.pphca di millimetro in mil· Jinwtro i punti oucorrenLi, annodando sempre il filo ad ogni punto. 8n fll sta prima sutura n<' ·~egu<> un'altra continua, come quella lll Apoltto per l' mtestino, com· prendendo c;oltautO }' &\'VH!ltizill. Ife

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:::>e n e, l~Ome •~bbiamo ''ÌSLO, cliv.. r~ità di processi, uou mancano eziaudio dillereu?.o circa i particolari che nguRrdano la esecuzione della sutura.. Cominciando dal materiale usu.to p~r quest.a, alcuni sono ricor"'i al oatgut, nltri alla seca. ucl altri ai fili di oeJJuloide. Oggidi però, quasi concordemente, st dà la preferenza alla seta, perchè es~'.\ si può ridurre a fili molto 11ottili. pur conservandosi resistente; si pre:-Jta ad essere perfetta.rneute sterilizzata, si annodl4 con molta facilità ed inoltre, come ha. notu.to Ja-s:~inowslu, ageuùo da corpo ostranoo. determina. processi energici di pro· liferazione. D 'altra parte, usaudo il catgut, non si "' mai sicuri obe l'adesione si :-~ia. gi i~ stabilita prima che se ne det~rmini l'assorbimento. Riguardo agli aghi, i più hnnno thtto uso di aghi fìuis.;;imi d n sutur.t intestinale o congiunti vale; P o· st.emp,;ki e D oriler iuvec•• si souo sen•tti cou buon risultato di aghi retti comuni.


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CII"-'TRlDl'l'c) SPJ::RDIW\T\l,F. P.D ISTO!..Ol11C11

Un particolare che ha molto interessato gli 'lperimentatori ò stato la sedtu. del mezzo miglioro per ot· tenore l'emoi>tasia. provvisoria.. Alcuni hanno ricorso senz'a.ltro all'uso di semplici pinze da legatura; 11ltri, compresi della. forte coutu.,iono che su bi vano i tos"nti, hanno u!':ato gli stes!>i strumenti rivestiti di gomrnn.: altri ancora. si sono servi ti ciel h~ legatura temporanea mercè grossi fili di seta o di cn.tgut. Jassinowski adottò nei suoi esperimenti una pinza di propria in,en?.ium•, la. quale. sa presenta. il vo.ntuggio di comprimere nello ~tesso tempo i duo capi. nonohè qualche va~o eollal1• rale distaccante i dalle o;•icinunze dùlla ferita, uon O\'\'ia alr inconveniente di uua non ben miSurata pres>4ioue. Questo ineon,·eni.mte .:, di Odrto evitato e"..gntmdo la emostasi colla. compressione digitale, ma esl:'a. hn d'altra parte lo svantaggio d'ingombrare colle dita il eampu operatorio e di aumentare le eventuali sorgenLi ù' ilifazione. Silberberg si servi di fili di seta, che venivano attorCigliati lentn.mente attorno al vaso .-. f]U i01l i .fi~sati con klemmer. Murpb \ in principio uo;;ù ~ l'nnsigliò la pinza a pressionP di Billroth, di forza ~radtu\­ bile, ri vesteudoue le branch•' cou tubo a drenagt,;io; m seguito però fini anche lui por preferire i forti fili di seLa. che pa.ssaY~:~o sotto l'arteria, la quale ve n i va com pressa. esercilaudo trazioni sul filo contro il dito pn stovi sopra.. Payr, infuw, hu, ideato un'altra pinza omo• sta.tica, le cui brancho sono ripiegate ad angolo retlo così da ch iuder::;i parallelamente, e sono ravviuinn.te merce una cremagliera di l 2 ùeuti, la qual o si presta ad ogni grado di pressione e lo mantiene costant(•. Detti) branche sono rivestite di gomma, ed una di esse ba un rilie' o roton.leggia.nte all'e~tremità, il quale, a >4trumcnto chiu ·o, evir;a la. po:;stbtle sfuggita. del vaso . .\f olti poL si sono preot.:cupat.i di rispettare nel mi· glior rr..odo possibile la guaina vasale, e ciò non t.ttnto


\LL \ SLTrnA m:r,t,F. .\lll'P:Rll::

a llo scopo di muglio assicurare la. nutrizione del tratto arteri<•SO snturat;o e di evitare anche per tal riguardo unn eventuale formazione rli trombo. ma sopratutto per ratforzare sempre più la. linea. di ;;utura e consolidare la p~n·ete vu.salo. Questa. praoanzioue, ut.ile in tutti i processi, è poi indispensabile in qnolli uhe si basano sul -;emphce ravvicinamento dei monconi. Che del resto essa riesca. provvidenziale, allorchà si verifica insufficieuza. della sutura. arteriosa, lo dimo::~tra. il fatto riferito dn Silberberg, il quale in uno det suoi esp~:~riment;i pot:J constatare che. essendosi detf~rmmato un piccolo stravaso sanguigno attra.ver,;o un punto di sutura venuto meno, il ~angue si anestù por l'ostacolo opposto dalla guaina suturata. D trombo in seguito si organizzò cou lieve r83tringimento del lume arterioso. Un altro vantaggio della. sutura della guama è quello di proteg· gere come nota il Murphy - in caso che la ferita snppnri, la l inen. di sutura dalla infezione. Allorcbij nou l'lÌ è riu:soitt a potere utihzzare la gna.iuo., t cbtrurgi. ~ia negli espsrimonti sugli a.nimali chP iu atti oper~tti vi sull'uomo, La. n no ricorso a te,;suti di vano generi!. tmprour.ati dalle parti vicine ed arlattati a mo' di l~mbo sulla terit.<t va,;a.le. Kummel, ad esemp1o, suturò un muscolo sull'arteria femorale recisa e cucita, e Seggel prese, uolla sutura. della carotide comune, un lembo di connettivo dalle parti circostanti e lo suturò coi re,;idui della gu~iua..


huu.TToB

fiROI'. R. 00510

XEL l'RE. 1IHO DI TAT..DIOX1~

l't•r Il dllU. c;. u ..u orio ll i Ui ""orhi. tl'lh'OI" m~·l•ru 11••11' O'l'~ l lt III lIItH•• •l llu lll

Il l o luglio 1901 Yemvano im·ia.te a Talamona d ne compagnie di artiglieria da. costa, una da Spezia ecl una da. Ancona. par le annuali esercitazioni di tiro, e dalle suporion Autorita militari, d'accordo col profes"'or Gosio, fni destma.to a provvedere al servizio sanitario di quel presidio eventuale. Perciò mi recai a 'l'a· la.mone la mattina del l" laglio, provveduto di tmto l'occorrente per gli studi sulla malaria, a fine di poter trarre risultati >~oientiJìcarnenLe at.tendibili da quel wa· teria.le abbondante che ci veniva otferto. I milttari che furono inviati a Ta.lamone consistevano in 6 ufficiali, '176 uomini di truppa; un oomplesl:lo quindi di 182 persone, le quali vi rimasero per 15 giorni e cioe fino alla mattina del 16 luglio. Gli uomini di r.ruppo. om.no alloggiati in appo1;~te caserme, ampie, ben n.erea.te, ben. riparate dal freddo umido della notte; gli utlìciali abitavano una piccoln casetta, di rtna.lche metro più elevata delle caserme. Per disposizione mini:~teriale prima che i locali fos: sero occupati dalla truppa, era stat.o provveduto a. mu nire di reti melalliohe tlltte le aperture e:>terne delle


"AOC.IO Dl I'ROF!L.\S:)I A~TJ\1.\L.\IUCA ~:CC.

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casenne e della. casetta degli ufficittli. Le port.~> erano state munite di avancorpo sul tipo di 1iuello u.doLtato per le case cantOniera ferroviarie Alcune fine~tre non nece sarie erano state sigillate (l . Tnttavia al m10 giungere sul luogo, osservai che i lavori per la fretta con cui si 1•rano dovuti eseguire, non erano riusciti iuoou~urabili. Co.,ì. per esempio. qualche porta non era mnnita di avancorpo. Nei giorni successivi poi. quando Il legname adoperato commciò a. risentire l'influenza de!J'unùdill\ notturna.. causata dalia. immediata. vtcuu1.nza del mare e delle ~:~ottosta.nLi paludi. si verificarono alcuni altri piccoli inconvenienti, dovuti al piegarsi delle assi. co· sicch.\ le porte lasciavano delle to . .sure per lo quali potevano benissimo entrar•' delle zanzare Tuttavia in oomplosso è doveroso riconoscer~ ohu ~ i trattaVI\ eli pio· coli iuconveu ionti, e che la protezione JDP,Coa.nica dei locali era stata fatta discre-tamente: '-J deve, come in a.ppre~~o si ve-:lrà, ad altre cause, se la protur.ione l:ltes~a riuscì in prosieguo inefficace. Per la. protezione dei soldati era stato provvt>rl uto merce ruso di guanti allungati. che copriva:::o la parte .. inferiore deUo maniche della. giubba, e per mezzo di veli ch9 si applicavano direttamente al chepi, con rapidi'l~nna. opPrazione, facendo uso di an cerchio di filo di ottone. Essi erano della. stessa. fogg1a di quelli usati dalla. Commi:>sione governativa. nel presidio di Grosseto, e pur riparando be01ssimo dalle punture delle zanzare. recavano poca molestia. a chi li portava, e"sendosi avuta cura di tare il cerchio molto amp10. in modo che il velo stesse ben discosto dal volto.

' l) l. OJtportllll!l 3\\erlire che, pro ma Chi' la ltolf•p'l nrtUJIII''r l forali, furoru.t twrl~c Il' zrtoznrc rimaste prigionere ron ahhunol;ulti rnmlttadoni th nnlolrl<lr• ~olforosH.•


Finalmente :;i ebbe cura. di tentare un· efficace profilassi meroo l'uso del chinino. Questo veni\ a. somministrato iu forma di biclori· drato, per lo più in soluzione, in pochi altri casi iu o:>t.ia, quando c1oè -.i aveva. a chE' fare con individui in· tolleranti. La sommioistrazione del chinino '\'eniva fatta al mattino a. digiuno, alla. doi!e di un grammo per tn· dividuo nei giorni seguenti: 7-8-14-15luglio ed lDoltre, tornate le due eompagnie alle rispe&&ive guarnigtont. venue tatla una ult~riore ùistribuzione di chinlDo ne1 giorm 21 e 22 luglio. I militari suddatt.t vennero tenuti per o' tre un meslj dopo la loro partenza. da Ta.la.mone in osservaziono ri· goroga dai rispt>ttivi ufficiali medici: a.l sopravvenire d t qualche callo di febbre ce ne veuiva fornita notizia ed insieme ci venivano inviati vetrini per l'esame dt>l sangue. Por i casi di Spezia poi, i quali sono più nnmerosi, e che furono ricoverati iu cura pres~o quell'ospedale militare madttimo, l'esame del sanglle fn fatto, oltre che da noi, anche dai valentissimi sanitari di quel Nosocomio ohe qui pubblicamente ringrazio. ed in ispecie dal dottor Se~tini, medico di l' classe. Inoltre, d'ordine del professor Gosio, mi recai io stesso a Spezia, e prusi det nuovi preparati di sangue che f'urono poi conia ma.~ima oura. esaminati a Grosseto. A tutti quei colleghi che \Ollero aiutarci nel tenere e.:;att.o conto dei rh1h.ati ottenuti, e in special modo al capit.auo medico dottor Melampo, del presidio di A.noona ed li tenente m~.>Jico dottor Liouti del presidio dt pezia., come ancho al direttore dell'ospedale militare di Ancona. cM·. Per.:;ichetti, il quale pure ci soc corse per le nottzie che oi interessavano, sono lieto d 1 poter pubblicamente porg~re lt.> grazie più. ·dve.


~EL PRESIDIO DJ T .ALA ~Hl ::O-H~

1bll

La. località nella quale esperimentammo è po'lta a poca. distanza dal paese di Talamona, a circa meu\ di .:ammina fra Orbetello e Grosseto. Le caserme sono costruite a mezza costa di una col · lina. che dall'altro versante cade quasi a picco sul mare. Alle- ft~lde della collina vi è la stazione ferrovia.ritt di Ttdamone, e davanti a. questa una vasta. palude. Più in là il terreno è a:;ciutto e colt1 va bile, ma dall'altra. par~ della collina vi sono di nuovo terreni ba~si e paludosi. quantunque in parte corretti, mercè un"impor tante opera. di bonifica: il canale dell'Osa. l.Ja. plaga è eminentemente malariua. Io mi detti onra. ue1 giorni di mia. permanenza in qtlei luoghi, di visitare le poche case circostanti, e potoi constatare che souo veramentt> eccezionali quegli abitanti, che uou .;inno ma.larici o che non lo siano stati in que.1ti ult.imi anni. Quasi tut.ti erano recidivi dell'anno precedente, per la più partii• terzanarii; nella prima quiudicinn cli luglio si ammalarono inoltre alcllui ùi quei poohi che uou avevano contratto le febbri !"anno precedente; oit.orù il più piccolo bambino delropentio d'ardgherin, dell'età di 10 mesi, che, a quanr.o mi riferirono 1 pa· renti, non o.vevaavuto febbre negli ultimi mesi dell900. il 2 luglio ebbe il primo acc~"S:iO febbrile, i} 4 il Se condo, e resame del sangue dimostro la presenza di innumerevoli parassiti di terza.ua. I ntervenni subito con adatta cura. Un altro caso nuovo fa osserntt.o in perdona di un cateratt.aio che lavorava alla bonifica dell" Osa. Da cinque anni era andato ad abitare a Porto S. Stefano e non aveva. più avuto t'ehi.Hi. 'l'ornato uollDOl


j!)O

SAGGIO D1 PRUFII •.\!->:<1 \N'l'DIA LAJW'H

m quol luogo malarioo, il 5 luglio Yenne colto da tl,bbre. Quando lo visitat era ~ifetLo da terzana. cloppia e pre orissi la cura. opportuna. Come ho detto, gli altri era.no qui\Si tutti malarioi, e parecoht ebbero aoces i nei giorni in cui rimasi sul luogo. Cito qualche es~mpto tolto a caso dai miei appunti: 1. La famiglia dell'operaio d'artiglierie. è composta ùi 5 persone. Di esse il solo oprraio fa eccezione. non avendo da molto tempo soll'erto di febbri. Le alLrù quattro sono malariohe ed t•bbero febbri anche tu qu(\i giorni (uno è nn caso UU0\'0 uome sopra ho riferito). f.~o. loro casa ù vicinissime. alle caserme e non è protetta. :2. Ne1 casello ferrodarto vtcino a1la stazione abitano tre famiglie. Una à venuta in febbraio. Lo allrt:due comprendono 11 per~one le quali tutte hanno avute le febbri nella passata stagione, prolunga.tesi in mol ti anche nelr inverno. Unn. ha avuto la febbre anche negli ultimi di giugn0. 3. Nel casello ferro·da.r io prossimo al cavalcavia :S. ll)~ ) abitano quattro persone le quali lttlle soffrirono di malaria l'anno precedent.e con recidive nell' iuvenlo e nella. primavera. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi, ma <]ttelli che ho riferiti bastano per dimostrare che la zona in cui esperimentn,mmo ò eminentemento malarigena. Oio vinn dimostrato e dal fatto oho l'anno scorso si ebbe negli scarsi abitanti una morbosità. che varia dall'SO al lOù p. 100, e dall'altro non tMno importante che i pochi individui che non avevano contratte le febbri, commcLarono ad ammalarne i pnmi di luglio. E che la. zona sia gra\'emente infestata dalla malaria è dimostrato dn. un tUtro fatto importantissimo, che mi venne rifertto da persone degne di fede. Molti anni fa venne invintn da ~pt'zia n Talamone una compagnia di artiglieria da.


'\1-:L l''RESIDIO tH TAJ,A I!O~E

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costa nel mese di luglio. La truppa vi rimase nu periodo pre"'~0 a poco eguale a quello di que3fanno e al suo r itorno in ~pezia quasi il 50 p. 100 cadde ammalato. F u appunto in seguito a ciò che le autorità. mi· litari soilpesero Ja dimora estiva in f}UP.lla località., e ~o lo dopo le recenti conquiste della scien7.a, fidando con sagg io e illuminato consiglio nei mezzi che essa ci ho. fomìto, vi in via.rouo di nuovo le truppe nella cer tezza che il flagello sarebbe stato domato ( 1). S t~~obilito adunque il fatto dell'esistenza in quei luoghi di una gra\'"e endemia niah.rica. pa-.;;;iamo ora a vedere como ritl:lctrono in pratica i vari mezzi profilattici usati, e s incontrarono ostacoli nellll loro attuazione, per farci un concetto a quale dt e:~si debhansi attribuire i r isnlta.ti ot.tenuti. La chìl\\zzazione periodica. procedetLe seu?.a incon venienti. S11 176 militari, Wl l'ecL~ro regolarmente la cura, prendendo il chinino alla. doile voluta. e nei giorni indicati, l i) inJividui pre::~ero il chini no con minore r egolarit1\. mancando qualche ,-olta all"appello. Ciò avvenne per varie ragioni. Uno clei soldati alloggiava a Por to . Stet"a.uo per ragioni di !lervizio e veni"a a Talamoue di pieno ~iorno restaudovi poche ore. Un altro prese il chinino la prima 'ietttmana, poi parti in breve licenza. U u terzo, dopo la prima settimana. fu invit\to all'ospedale militare di Livorno per altra malattia. \ l i Od. lui Rll1 cvrl•, a deJm.,.lir•l 1uc.11e 11 t"ltllri'ISinlD ti•Jllor P6t01, '" oo~'o n~t;~iunJ(I're nlrune nltn· inrorma1it:~ul sulln. rn11•on~. Rgli mi h~ nrerilo IJU:llllo

UPJ•r 'u: l. Gli ~I•WDit d l paP<• <.h Tabro uoe ,. •lmlo:-tll suan tOit• l) qo~~~ tutti mal11rlri. ' l luo,jlll p!U mnlarìci 501111 P•Jnlehlaruh, neugu li p lr adiatPille doli:\ 'Ili liOne, l •IU&h lncr~hi SuDu flUI'I IJ oi(I( ' UIIIO Chi' tlr.-. rndanu da \ fdno Jt o

cn,~rrne.

i\t"l rwrloclo •li mn•im;. int~nSiloi olf•llt• r~l•hrl Clu~llu-agoliO) il numrro dl•t t••lf•ltl (prunlll\ 1 e r~•·~tl•vi) ra~~:"mn;.:•· Il 6• Jl. 1001 c re:•. ,·vmpreso,•ì Il p:Je~e il flUt\11' 11:1 UM morlto'tt:l minore


Questi tre. esseLt.do stati soggetti o meno degli altri, o per nulla a contrarre l' inféztone, saranno con.::iderati a. parte quando si parlerà dei rtsultati. Restano adunque 12 individui che sfuggirono qualche volta alla chinizza.· zione ~uza. giustificato moLi~o. Il chinino fu benissimo tollerato e non produsse disttubi apprezzabili all'infuori di un po' di ronzio a.lle orecchie. l G ufficiali si sottomisero pill o meno regolarmente al Lrattamento col chinino. Ttntavia. non ritenni nece:l· "ario insistere troppo preg4o di loro per una ragton•• moloo ovvia: sia per reducazione e r istruzione ùi essi, e :;ia anche in parte per il timore di coutrarre le febbn, ma ~opratutto per dare un esempio salutare ai soldati, gli ufficiali furono esattissimi sino allo scrupolo nel sottomettersi alla protezione meccanica. La nostra casetta ve n i va cont.iu ua.mente sorvl~gliata , e runica porta tenuta :;empre ermeticamente chiusa.. 8i cercavano con cura indefessa le zanzare nelle stanze, negli anditi, nella latrina, e se per caso se ne trovava. qualcuna, si chiudevano ermeticamente u:;ci ed imposte e si facevano abbondanti fumigazioni d1 anidride solforosa. Stùl'imbrunire indossavamo il velo ed i guanti, e non li deponevamo se non quando c1 eravamo ritirati in casa. In conclusione posso dire che gli ufficiali, personL di cultura elevata, costituirono quasi un esperimento di profilassi meccanica, eseguito con tutte le cure ricbteste per un esperimento vMamente scientifico. Si capisce quindi che in tali specialissime condizioni , nstraenLi completamente dalla. vita pratica delia grandi masse, i risultati dovevano es~ere ottimi, e tali dovrei infatti dichiararli, come si vedrà. in seguito~ se iluumero esiguo degli iudividni non mi vietasse di Lrarntl qualsiasi conclusione.


Ad ecceziOUP della. nostra ca-.etta, lo reti metalliche in prat.ica., dtedero tn&t"altro che un buon ridnltato. I primi incoU\·t•nienti si verificarono po ·o dopo l'arri>o rlelle truppe. giacchà per molte ore fu nn cont1nuo andirivieni eli soldati per portare a'lsi, prtgliericci ed altre cose necessarie per una ca>1erwa. Oosicchè per molte ore lo porte restarono quasi sempre aperte. Ma in ~eguito avvenne di peggio. NonoRtaute tutte le nostre esortazioni e le nos&rt3 minaece, i!pe--~o i soldati lasciavano le porte aperte, fermandole con sassi ed altro; negli ultimi giorni rtualohe rt'te fu rotta, qualche intis"o Qganghera&o, co,;;icchò le zunzare entravano etl Uicivano con tutt.a li· bertà. hl i!iccome gli anofeli nella regwne erano abbondantis•nmi, non sembrerà stranol'fuanto ,•erro esponendo. Ogni mattina, subito dopo uscite le truppe dalle cameraLe, vi factlvo una i~:~pezioue miuuziosa cerccl.nrlo so vi fossero zanzare. l~} Ila avvertire che il ~ot'· tittf) ùall~ ot\'4erme era alti!-lsimo, e Hiccome non pos..ed1wnmo ~c.de, cosi mi do,•et.tl limi tu. re alla. ricerca dt.>gli anofeli nei lnoghi più bn'S~n. N" trovavo sp cialmeut.e otto qu<>Ue as~i che son poste ,;opra i cap~zr.a.lì dei ... ol·lati e che servono per posa n i lo zaino. l risultati delle ricerche sono e~posti i n qnesta r;abella. Anofeli catturati nel luoghi protetti. 1,\lllllhi

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In complesso ndun•]Ue catturai nei luoghi prot.eni ben 2 l anoplleles tutti appar tenenti alla specie claviget·. Molti altri ue catturai in luoghi delle caserme, cho per non e,;serB occupati dalla truppa non erano stati protetti. ~umero~is~imi poi furono gli anofeli che vidi nelle camerate ma che non potei catturare. Si nei luoglu protetti, si. in quelli non protetti moltissuni auophele.ç erano pieni di sangue, colla mas~imn prohnbilitù. succhiato ui soldati. f~ da tenere dnu•1ue presente ciò che ho detto sopn. che ùlO~ rni fn impos:ubile cercare nel soffitto dPlle camPrat.P, per pt:!r'!uader-;i che se f]Uasi 300 furono gl anofeli eia me catturati, forl!o dieci, cento voltt• pÌ\1 numerosi erano quelli che non potei raggiungere. E datti la vicinanza di numerosi malarici in atto, si pnt• asserire cho il veLoolo di trasmissione della malaria non subi ulc.mn nocumento ùalla presenza delle ret1 mottdliche applicate t11lt) caserme, seppure queste nou produssero un danno, rendendo più difficile r uscita delle zanzare, una volla penetrate uelr iuterno. Xt•l giorni di mia permanenza sul luogo, non mancai di esalllinare più zanzare che mi fu possibile per quanto il tempo rne lo permise. Su circa 100 zanzare esami· nate, ne trovai una con corp1 bruni di Ross ed una con sporozoiti nelle ghiandole --alivari. Questa è dunque una prova novella che la fonte di infezione era prossima e abbondaut.. Non è facile intatti trovare in una località all'inizio della stagione epidemica una percentuale di zanzare infette maggiore ciel 2 p. 100. Circa l'uso del velo e dei guanLi. fin dalle pr ime sere notai disubbidienze in massa. I soldati uscivano liberamente allo ore 17 per rientrare alle ore 21. Orbene, aggirandomi per i dintorni, potei notare che


:s'f.J, PR~SlUJO nr T\LA\IoiNJo;

nonosta.nre tutte le nostre raccomauda?.ioni, hl const•gn •~ ''aniva continuamente violata. 'L'rovavo d~>i soldati in gran numero diste!!i sull'erba, col velo ed il ch~pi buttati a. tilrr& e senza guanti pNndere LraD•Juil· lamente il fresco, incuranti della più piccola. precau· ?.ione, e proprio nelle ore più pericolose. }i'u ricorso alle minaccia, ma "euza etf~W>; e fiual· mPut.~ furono stabllite d t> Ile ,.o,tde, le qual i a \'e,· ano il 'iOlo còmp1to di sor vegliare che gh ordini oircn, l'uso del 'el o e dei guanti fos,;ero osservati. ll~bbPnt:>. fu lutto tnutlle, ed una sera, che una ronda &\'t•va costretto u.ll' ubbidienza un gruppo di soldati ~draiat.i sull'erba. un ufticial.,, che veniva pocht pas8i pÌll in· ÙÌt:'tro. ne trovò una ,.·entina che 'Il erano di nno~o lih~ ra.li 1ial ch•· pì e dal velo, e dovet.t~ rioorrt!re alle punizioni, riuscite pur troppo poco o punto esempll\1' i. Anche dal lato della protezione meccanica. pMsooale 11i eblw dunque un completo insucce:~so; e CIÒ non perdtò i soldati fossero cattivi. cM t\nzi emuo fra i migliori che io ahhia conosciuto nella min vita militare, ma perchè in piena ~>state, quando unico refrigeno all'ardente temperatura de!la gtornata, P 111l'afa op prun~nte della. maremma è tl fresco della sera, o un torm ~uto il s<>rvirsi di guanti gro~si ~ pe:>anti l' dt un fitto w•lo intorno al ~olto. Xoi stessi, che pure comprende"vamo la grande importanZà delltl cosa, n~ ri~en­ tivamu 1n alouui momenti g rande molestia, e si deve alla loro cuh;ura se gli ufficiali si sotLomisero lino all'u ltimo alla. protezione. P er quanto bo detto sopra. credo cluuque di poto?r escludere che su i risultati abbia influito la protezione moccauica, sia individuale, !lia colleLLiva. l~ mi ~ono convinto che se essa p uò e de\·e dare ottimi effetti. qoanrlo s i tratti di un e:-sperimento, o di speciali ceti


cbDI.i

l:ii\GGlù Ur PTto1Ht.ASSl ANTI~I.\LABH'!A

di pen~one, che per la condizione della loro ·vita pos sono so~tomettervisi scrupolosamente o possono essere colpiti all'occorrenza in ciò ohe è per molti più intert:ossante della propria salute, la tasca, non può darli più nelle condizioni reali della vita pratica, ove le difficoltà cho si incontrano ad ogni momento sono tali da costituù:e altrettante cause d'insuccesso. Resta dunque stabilito, per quello che ho sopra esposto, che !"unico mezzo profila.ttioo che può a"ero infinito sui risultati ottenuti fu il ohiniuo. Sulla somministra.zione di questo rimedio, a scopo preventivo, debbo dire ancora. poche parole, essendo varie le o pinioni di quelli che ne usarono. Alcuni hanno preferì to somministrare dosi piccole (10 20-25 egr.), ma. giornaliere, altri hanno dato dosi più forti , altri ancom banno dato dosi var iabili, a qualche giorno di distanzi\. Noi abbiamo preferito, come si è detto, la chinizzazione al sesto e settimo giorno, colla dose di l gr. di bicloridrato. L e ragioni di ciò furono varie. P rimi' d i tutto i risultati che venivamo ottenendo nell'Agro Grosset&no erano &&li da farci ritenere ottimo questo trattamento; inoltre una cousiderazione scientifica ce lo fa.cev·a. preferire alle dosi giornaliere, ma. r efraUe. 1o acceunerò appena di vo lo a tale questione, riser· bandomi di riprenderla. in seguito. È nota per stud i antichi e recenti l'azione della chinina sulle cellule ameboidi e sui parassiti della malaria. P ensare perciò ad nn, azione immunizzante o preventiva della chinina nfll senso batteriologico della parola, nel senso cioè che con uno di quei meccanismi ancora non ben conosciuti, q uali si osservano, a.d esempio, dopo F inoculazione di virus attenuan ti o di tossine, essa renda r or ganismo inadatto allo sviluppo del parassita. mala.rico, è cosa impossibile, almeno secondo le nostre conoscenze a.t-


N.Ef, PREHtDlO Dl rHJi\MONF.

tua.li Il chmino, dunque, secondo noi, anche somministrato come profilattico, agisèe sempre come curativo, ncctdendo i pochi para:isiti esi:Jtent.i durante ti periodo di incubazione dell a malattia. In conseguen7.& di ciò io credo che non è alle dc si refratte eh~ 'lÌ deve ricorrere, anche se tlato l}notidil\nament••, mA. alle do~i forti, e t.tli do. spiegare un effetto deleterio su 1 parassi ti. St dove insomma produrre una. vera carica di chtnina nel :-nogn• e negli altri umori dell'organismo. 8econdo me le dosi piecolf' ma ~iornaliere av1·ebbero dati buoni riqultati a vari :>perimtmtat.ori, solo per il fatt,o, che l'eliminazione ùel clunin•) facendosi lenta.mente, dopo alcuni giorni nane a produr;:;i egualmente nnu. for tl'l carica. di chinino nell'organismo 11\:erner. Pt~r>~onue, Kl.. iue, ecc. l.

Ed ecl.!ooi a parlare dei risultati oLLenuti. H o detto gil'~o che di l 'ilj soldati, Wl compirono regolarmente la. cura. e lò irrPgolarmente. Il 24 luglio si ebb·· il pmno colpit.O da a.cce$si di fabbt·e ma.la.rica a l' 8 ago-.to ammalava l' ultimo. I u l)uesto spazio di tempo i ma.lat1 furono 13 in tutto, ripartiti come appresso: ";umt•t•o

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Esaminiamo par tita.mente queste cifi·e e vedianw di trarne delle esatte percentuali. a:!


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~Alit.IO DJ I'IWFU,.\~SJ \~Tll\IAL.\RJOA

f'111•' l'egolm·e. Dallo specchio suesposto risulterobbe ohe su LG l ind1 viùui ne ammalarono 11. l:)i aYrebbe quindi una percentuale del 6. 83 p. 100. Tut ta~ia e da av\·ertire che a degli individui colpiti erano recidivi ddlrauuo precedent., e perciò debbono togliersi dal novero dei ca"i nuovi. Risulta allora che su 161 iudividni ne ammalarono soltanto 8. il che riduce In per..:entuale a ·l. !17 p. 100. Tra questi 8 è compre-.o no ~oldato, Liva Pio, il quale fin dai primi acce~~i dimostrò la presenza di semilune nel sangue circolante. Ciò potrebbe far pt!utJare che anche in qne;;tu Ol.\'>0 si tra.tt.t"Jse di rectùtva, il che ridurrebbe la pel'centuale a ·1. 31; tuttavia noi lo comprendemmo tm i • oasi di n ttova iufe7.10Ue poichè l'anamnesi era muta iu proposito, e Dll\llten·emo perciò la. percentuale del !. D7 come quello più conforme alla. verità. Otwrt il·regolm·e. - Dei 15 individui che fecero Ja cura irregolarmente ~ furono i colpiti for mando co,.,i una percentuale del 13. 33 p. 100. ~~ opportuno però avvertire che dei 13 individui ve ne fhrono 2 cha rimasero puohi giorni esposti n.l p"'ricolo, ed l che non venne a Talamona che m ore di pieno giorno, per speciali ragioni d i servizio. Questi evidentemente debbono togliersi dal novero degl' individui che rimasero sul luogo per tntt.a la durato. dell'esperimento. i quali perciò si riducono a. 12. La percentuale dùi colpiti sale allora. alla rispettabile cifh dol 16. GG p. 100 Gli ufficiali presero il chinino irregolarmente, ma su di essi non credetti di insistere troppo, perchè. come ho detto più sopra, essi trovava.nsi in eccezionali condizioni di una perfetta protezione meccanica. La casett;t da essi occupata fn sempre guardata con molta cun1, ed a ciò contribui il fatto che in una stanza vioinll all'ingresso avevo impiantato il mio piccolo laboratoriO


dt micro .. Jopia. e 1Jelle molt43 ore. che il ~en·izio ~ani­ tnrirl del piccolo presidio, mi lasciava lib"rt>, io vi sta. v o a lavorare. sot>egliando contemporaneamente la porta. Perciò anche nelle ore in cui gli ufficiali erano a.;.;enti a cagione del loro servizio. la ca-.setta fu sempre cn:4torliw. J risultati. come bo già detto, furono che ne+ ~nno contrasse l'infezione, ma non mi è lecita alcuna uonc l u~!one a-.ssolnta per lo s~.:ar:So nnmero delle periJone clu~ p.trteciparono all'esperimento.

•• l'~.;po~tA cosi te cifrd dei ri.;;ulta.ti ottenuti, è mio iuli'Ldim .. nto trattenermi un po' più minutamente :;u nlouni fatti osservati. r oasi di malaria· veri6catisi uelle due compagnie ci oH'rouo una particolat'ità uon priva d'interesse. Noli n l~ compagnia. si verificarono U casi di malaria, C\ pre ci.;a.meute 7 febbri estivo·auLunnali e due ter:ll"ane commu. ~ella. quarta compagnia, invece, ~u quattro ca'i di febbre. due furouo di terzaua e due di qua.rtaua. Le due compagnie erano allogginte nella stessa ca~ertnn, in due camerate distinte, ma attigue. Rte~ce perciò difficile spiegare come in una. si sia ossen·ato 1111 nnmt>ro cosi rilevante di febbri esti-ç"o-nutunnali e neoo~inua qua.r tana 1 mentre nell'altra s1 ossen·nrono l'eh bri r1nartane, ma nessuna. estivt~ a meno che si vogl ia am m~ttere, cosa assurda, che uua. sola zanzara abbta intt:ttato tutti gli individui lh una compagnia. Ho già detto che nei dintorni la forma predominante era la t~rZ•lna; di qna.rta.ne, anche dal la to clinico, non mi vPnne fatto di tro•arne alcuna.. D el resto, anche aro· tnelLendo che esistessero nei dintomi tutte le formt• d ' in fezione, c iò che si può ammettere senz'altro, restt>· rebbe pur sempre difficile a spiegare come mai, abi-


htn1lo tutti i soldati uello Lesso ambiente. le v!lrie forme segnis~ero una distribuzione per compaguta. [o queste non \'i fn che una differenza. L'una si r e • a Spezia, raltra ad A.nconl\ dopo ìl termine dell'tstrnzioue Potrebbe avere 1wr caso influito sulla modalità e sulla sp • 1e delrinf~ztoue, il diverso clima ed il rliverso genere ni dta a. cui .;j trovarono sottopo'4ti ~li individui' Io non mi u.tMmt~rò neanche a rtspondere u tale quesico. Rono o rmai troppo note l~ i1lee (1,..1 Lavct·a.u da un lato, e d •l Celi i, llar~.:hiafan\. Golgi. Bi.gn .~ 1 .BastianeUi, Diouisi, e in qnesti ultimi tempi del K.J ·h e della ·ma scuola. dall'altro Dn. una parte si " - • stiano la possibilità della trasformazione di una "PL'· cie paras~itaria. in un'altra, do.ll'altra par te una. t·tl•· possibilità ò negata e si distinguono alm~no 3 spt~ cl•> fisse, immutabili, di pnL·a.ssiti . Il fatto da noi O~-lPr­ vato può por tare quall'he lume in appoggio dell'm, o rlell'altra dì CJUeste teorie? fo non sono in g rado d1 pronuncio.rmi, e mi ba~ta. di a ver riferito il fatto: l· esperienza di varii anni in fatto di esami di saugu••

malarico non mi consente di. abbandonare così legg~>r· mtlnto l'idea che le specie di parassiti siano intra->tr•r ma.bili l'tma nPll'altra.. ma è certo ohe il fatto da me riferito ha. qualche analogia con 'luelli osservat.i dal llirchou-..: nel Senegal ( l). Infatti quest'autore atferm.t che gli Europei che vanno in quella regione contn~· gono febbrt con parass1t.i a evoluzione raptda, memr... gli indigeni hanno febbri con paras-siti volumino~i :!j. (Il \IAIICu•n·x -

/,r J•lll!VIIsm•• "" '>tlll'l/11/, .11111. tlr 1'/lt$11/. /'1t$l• tu•, Ili>".

ftt Ma 'POil•r • Ofll"•rtunu n ~tU• . . tu pro••tl .. •tu •·•t:ur• un ra~ttJ a-t<-al lnti'•rr ... <.1111t' Il• 't)t..,IOII rt•c· IIUOIII~IIIt', 1'11 ilhhlre ufficial•• 1lel OthltO e<~r,•tl•• ••O· tru~s" t'nofi'7.HJIII' mnlori•··• 111•1 •<~ll~mllrt• 1!111 ~ roll'e,;:un" mtrrOil'll(ll•"·• ·li'l S:\111!110 ~~ pot•• ac•·Prt~n· In mulo ln<IUt>hiu l'e.~><h'lll.ll di rurme ··~rivo-antun · nah. \1 ol,:r.tdo l~ l"" ro~~h•n,h rure egli r•·nhht ''''"''r''• a lnn::hi iul•·n-,llr. finO n l f~ll r·l iH 1h l(lli''t'll'utO (t ('(••JillC i]t'l \,tll;!'llt' fla rne r:tllu :t•l 1)~111 :t'·


Nl~t~ PUESIDIO DI

T,\ f, IMO~~;

Qualora. fatti analoghi. purchè bene O'i~ervati, si ripet essero molte volte, è certo cbe la teoria òell'unicilà dei parassiti acquisterebbe nuovo valore (l l La data delle prime manifestazioni della malattia variò molto nei casi da me oqservati. Il prtmo si ummalo il :H luglio, rultimo rs agosto. o tra questi due e-..treml ammalarono g li altri. Tuttavia. è interessaute il tatto che le febbri tropicali, ad Pccezione di una. compan·ero piu precocemente, cioè dal 21 nl ~6 luglio, m~m r~ le terzane e le quartane furono le ultimo n man itestarsi. Le. terzane comparvero Ira. il 'li luglio e il P agosto, le qua.rtane una il 26 luglio e utm l'b ago· )lto. Le estivo-autunnali adunque si manifestarono t.ntte, mPno una, nel termine di 10 giorni, le terzane E:' le C] uar Lane più tardi. Sul periodo esatto dell'incubazione non posiliamo dai nostr i d'ati desumere che cifro approl:lsintative. 'l'ntte le ricerche eseguite molti anni or sono da nUtnerosi autori specialmente r oml\ni (Gualdi e Aulolisei. Autoli"ei e Angelini, Di Mattei, Baccelli, Baslianel1i e Bi· g nami, Celli, Santori. Mannaberg, ecc.) inocula.ndu il .:cangue dei malarici, banno oggi perduto in parte il loro Yalore. Si comprende infatti cotne debba. e:-sere

-, , ro ''" ('.,'lf••rllloJ '~rnpre 13 !lilgO'.ISi llt<h<rnlthil~ th P•ll\tHIOlUIItl1lo~ J~tJ•O Un lor•''t! tlt'rtOlo tli r.-l.tlhu lo!'Oe.»el't', >lll prtnrtfllO oll llltril.' f>l•loO Un 111101n ~r~-~·n l'Il'.>" il •..an.:ot'. con mh rn~'ran~Zlla, nnWPIIl 1 l'tU ltplrlf'.lr:1~1111 •h hT.t-1!11 I II·H!.

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rvun 10.\l tr••Ull. ~:•rlittlo pot 'r·nt' allr.t tht• si pn«a lr;ttlnr~ di una nullvlt inft•1.inu~. ~111 l"'r••t ... •tuc•L1 •ltoHo!IJIJ.o e,,•re stnl!t cont ra•t.l in mar1o. •tA 1 ~rrh•' l'trtftrmoo

•1-t ruult•• tempu non t'rll '"''''" da Ruma. H) l.t• IH~crvatiuni del Mnrchou~ mPritan., co:Jf••rma; Infatti fn tu tU 1111 lllll•JI r.•t't•ttù

C•f'Atuti

ì11 Mr~ca

(1\uch. Strpht·n~ 11 Chrfst.. pht•r,, PC<'.), nun

fu .....n,t&t3lu 1111 ratto analo;.:o: a l ··ontrano p~ re t~rmAI ""'' f:tlu rhe 111 lulli l clt~u l tr••rricali ' pnrJ;•il• <li Ler?.nrHt c !fllnrlllnt sinnu n'·~l r.an.


;)(1:,!

'\O.G IO n t I'UOI• ll.A~l"l \STilt.\I,ARlC'.\

dh•er,;o l' inoculare i paras;;iti gta 1n pieno :wiln ppo endogeno, ùall' inoculare gli -;porozoiti e3isteuti n.,ll~ glandole ~alivari dl'gli ttnofeli. Un valore reale haruw mv~ce. gli esperimenti eseguiti facendo pungere dn anofeli iutètti degli individui -sani. Cosi, per e;;empio, dagli e~perimenti e cguiti da Grassi. Bignami e Bastianelli, risulta un periOdo d'incubazione d t 10-1:2 gwrui per re~tivo-autunnale, dt 15-lU giornt per la terzana. I rasi da me o,.,;en·ati confermano; come bo d··tto, quelli foruiti dall'esperimento, poichè le estivo autunnali :>i manifestarono al mass1mo dopo IO giorni 1lalla partenza della. truppa. dal luogo d'infezione, e le ter- • zaue a.l massimo dopo 15 giorni. TutLavia u. qu~stc regole 11·i sono delle eccezi01.i. Cosi, per esempio, si ò v.iAto che pUl' escludendo un easo manifestatosi il 30 luglio e che era recidivo. "i fu t.l\tta.via un ii.<clividtto ammalatosi di estivo-autun· nate il 5 ngosto, cioe dopo almeno 21 giorno d"iucu · bazioue, ~ ciò n.nohe ammes::to che l'infezione fosse stata contratta l'nh imo gtorno di permanenza a Talaruone. Eppure in questo caso t.rattavnsi cer tamente di feubre primi ti va. L·"' quurtaue e le ter;,ane avrebbero &\UtP invece un pdrio: lo 11i incubazione non minore d~ 15 giornt, ed anche iu ciò questi dati concl)rdano con '}Uelli forniti da) l"esperi fil• D tO.

Chu la chinina goda. di un potere profilattioo (nel s<mso sopra accennato), oltrechò cnrativo, è ormai snp posizione antica, e numerosissime sono state la ricerche eseguite ~u questo argomento. 'rutta.via la mttggior parLa di esse, per essere state ft\tte prima della scoperta del Laveran, prima ciotl che


l 'e::~ame del sangue poteilse assicurare lu. diagnosi, per· dono molto del loro valore. Ad ogui UlOdo mi Hembra interessante citare brevemente i fatti più importanti

{tSSen•ati. ~ella guerra di secessione americana il chinino fu uqato largamente come profila.Ltico, con buon rhmlLn.to. \\a.rren (l) diede !l 200 uomini gr. 0.30 di chinino al giorno, e ne ammalarono J. mentre degli altri 100 uomini del reggimento ne ammalarono 300. Satnuel Logan 1 ~) nella Carolina del Sttd ad alcuni uomini fece prendere gr. 0,25 al giorno d t chinina; i ri:mltati furono questi: coloro che presero rl'golarmonte il chinino diedero il 19 p. 100 d1 rnorbos1tl'l; quelli che lo presero irregolarmente dieJero il 3U p. 100; quellt che non ne presero a.ifatto diodoro il 58 p. 100. Jlek (di Pola) (3) narra che su 500 soldati chù prendevano 10 egr. di chinina. al giorno ne ammalò il 18 p. 100, me~t.re su 230 che non lo prend••vano ammalarono il ~8 p 100. Groser (4) a Batavia col ohiniuo ha ridotto la fre•tuenza e gravitl dei casi. In questi ultimi anni la profilassi medicamentosa è l!tata rimessa in onore e parecchie sono state le ricerche eseguite. Il Koch (5) ba in varii suoi lavori diverse volte accennato an·azione pro filattica della. chiuina; co-Ji riff.>risce che due componenti la Missione da llli guidatn sono rimasti immuni dall'infezione probabilmente per· cb.ù si erano sottomessi al trattamento della chinina.. Inoltre nella sua III relazione riporta il tiltto mollo

11 C1tato da l.~"c""' ·- 011 l"'"'dl""' Lo~. cii. Lo1·. ci! 111 llrr 1• klin. \Vnc/1., ISSll l' JS'~ (G} IJtttl . m~d.. ll'rlclt., HIOO, n. 5, H, t~, J;. 3~, ,,().

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SAGGIO DI t'ROI:"JLAC:.-..1 ..\"1'n1Al•.\ RII \

tmportant.e, che di un gran numero di A.mbont~si \'eunti a Friedrich-\\ tlhelms-Hofen una metà fu trattata profilatticn.mente col chinino, l'altrn metà no; del primo gruppo uessuno ammalò, del secondo tutti meno una donna. Il metodo per la sommiui'!trazione del chrnino era il sohlo usato dal Koch nelle sue ricerche, cioè un grammo per due giorni cousoontivi alternati con sette giorni di pausa. Plehu (l) usò invece la somministrazione di gr. 0.5 di chinino o di euchiuiua ogni quinto giorno ed all'erma uhe con tale mezzo protìlattico vide nell'ult.imo anno diminuire in Kamerun le mor ti e la morbilità. per ma· • !aria e i casi osservati furono più lievi. Lo Ziemann (2) pre~crive in>ece mezzo grammo di chinino ogni quarto giorno, con buou risultato. In Italia sotto la direzione del Celli fnrouo fatte nel 1000 varie esperienze a que~to riguardo. usando però r euchinina. Dalle ricerche del 1\faraili e Innocenti (3), del Barone (4), del Mori (5). ricerche r.\ccolte. completaLe e ampliate dallo stes~o professor Celli, che ne rese conto in varie sue pubblica:r.ioui (6 , risulta complessivamente che su 116 trattati n<> ammalat·ono 12 (10.3-J: p. 100), dei 271 controlli ne ammalarono L72 (G3.46 p. lOOJ. Il sigteula segn1to fu la sommillistrazione di 50 cen· tigrammi di eucbiuina agli adulti, e 25 centigrammi ai bambini, sempre ogni giorno, metà al mattino, metà a mezzogiorno. 11 Pu:u,.

\\'tUtru ub<r ~f.llnrid. - lmmuull•rl i'nd L.rt~;,JH'f(udt. -

J••na, Gusw.v l asc ll cr, 4901. rt ) Zu!~AI\:>~. O 111. me t 1\'or.h., !9/10, n . ti. l3) Poltclltllrù (.'il.lpJII<!tntniO), !UOII, o. :1;. 1t ) P t•lldit•I'O ( '>t:. Prcdrml. 1 1~~1·901. n. i. ".) J'ohtlwtru (IL hl.]. 1900·,.11. n. 8. 161 Ye.lert• C.:& I.r.I. - .Stlllllllllltilllla d rll'in{f;h"" flwlorrea .hl n. 1l'iglr·11~ lflti'Ìfll., t'-9-J , Jlai!. ltl!.- C~LLI. ''ti lnltllllllll•• dlllrin(t:ionf IIUIClt'lfiJ. lhhl. 19111, p:o •. 3t..


Posteriormente d Oelli stes~o (l) ha esperimentato la chiuina e ue ha tratto miglior~ vantaggi che non dal 1\mchinina. Egli pure ritiene cbo non debha eqsere somministrata a clo,.u minime, ma piuttosto elevat~. Ricerche più este<>4" sono qtate fatte sotto la direzione dello ste:t::~o Oelli nella stagione ep1demica 1901 iu vario parti d "Italia col bisolfato e cloridrato di chinino e coll'euchinina. In vario modo sono stati trat.ta.Li comple:;si•amente 491 indiviùu1 i <1uali rimasero esposti a contrarre r infi.>zioue da un minimo di lo giorni a uu ma-.;simo di t-5 mes1. I risultati sono stati ott1m1 pmchè la morbosità. pe1·centnale \·ar iò da O a 12,00 m1•ntre i controlli davano percen tn<~.li Yarinbtli da 20 Il ljf; p. 100. Secondo qnest.t\ ricercne 1 welodi che darebbero maggiori risultati cousistMebbPro nella sommlllÌ'ltrazione dt grammi 0.25 eli chinino a ~iorni altPrni, 0.25-050 ~rammi ogui giorn o, un grammo in uu sol giorno dt Ognt <:PtLLmana (' Òna(mente 0,,)0-1 gn1.10010 di enohÌ· nina. a.l giorno. l risultati peggiori si ~nrehb~ro otte· nuti oon un gnuumo di clnnn10 ogni ;; giornt (~1~ final mente i l ..E'errero d i Oavallèrlt-ouc (3) ha OL· tt-nuto ottimi r1snltati profila.ttici dalla sommini-.tra7.ioue di 20 centtgrammi di chinino al gioru11. 11 irchìu. (11r lltJUitnr t !l<tl , Uri. In. Il 3•. (1 Setl\fiNt, 01.\NIJIII 1• G1c~<\Nt.- 1.•• ttwl.n·ifl t~tll•• ltl'l'""l t•nt•ln. - .!111

·1•11•• ;;oe. J•tr ali ~lu-11 tlfl/11 m •l·tr•~• \'ol 111. I!Jlt~, pn~. 'tt!O. \ I\ 1!'\ZA. - L· ,, ; Oll• $J•trilfl(ll l•tl h ,.,.,;;: Ili•• l liti. roa.:. 3H9. l'lll.t:TTI:O.t. IIft T A. l.a

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A. t.ulto queste E'~per ienze porto ora un tenue con· tributo collo osservazioni che potei fare a Talamoue. St t< vi~to che le trnppu vivevano in luogo eccessivamente mal1uico, e in periodo corri~pondente a quelJo in cui nella località era massimo il pericolo di con t rarre le t"E-ùbri. Si è visLo uhe per varie ra~ioni la protezione m,c canica fu asso lutament~ irrisonn. Se dun1ue si ehbt:l non morhosità del 4.97 p. 100 in qut>gli individui che tecero r~golarm ent.e la cura, ci ..:ia permes:;o conch 'ndere ch'3 t l ohinmo. $Ommini~tralc' ogni sesto e settt m giorno alla. dose di nn grammo, ha. prodotto un etfetto • realmente salutare. Con ciò non si nega che il metodo, forse, sia aucora capace di e~"ere perfezionato; dopo di che la. morbo· sità. por tnn.la.ria soernarà ancora; sarà questo anzi un punLo di cui ci occuperemo con ulteriori stuclii.


DEL COME SI POSSA FACILMENTE RADIOGRAFARE IL CUORE DELLA GINNASTICA SISTEMA ZANDER \[L fnTRII tJRCUL\Ttiful ERNII \TIJklll

'1•)1,, rluu,'ll ~l'l •lott. OdtJoot• Od d i. tew·11te me Jj( ' l'r"""' l',,.;pe.blr nuhtar~ .11 roruu•

Or 'iOno due anni mi fu dalo es<:"glltre nelr I~Litnto Kiut•siLerapico di Roma. uu lavoro snll' aziono della kinesi~et·apia n ei bambini gr::toili e deboli, od i n~:~peoial morlo la. mia attenzione fu portata sull'azione ciH' queita. cura aveva sul sist.ema cardio-vascolar e e respiratorio. Fu nppunto in seguito a. ~1uesti st.ndi che m1 convin'li della somma. azione che ha la g1nna.stica, ~pecie ~e razionale. sul centro cardiaco. I r~>-ultau it'J tÌ\Lti che ottennt furono i ~t:>guenti: 1 Aumento dei diametri t.oramci e dimmuzione dei dtametri addominali; 2' Che il poJ..;o diminuisce nei ~uoi battiti 'JUOtidianameute sotto l'influenza del t rat.tamento razionnle: 3° Che la frequenza del polso diminuisce n. poco a. poco pl'ogre33ivamente dopo n n certo penoJu del trattamento: 4" Che questa diminuztone nel numero dello puliazioui si ottiene tanto più ro.pidatnont.e per f]tllmLo più co~taute e piit diligente è tl trattamento cura.t1vo; 5 Questa diminuzio ne è più sen'libile all'inizio 1lella. cura;


6° Sotto il trattamento si ha aumento di pressJOue arteriosa e dt temperatura; ; • Il ricambto materiale viene molto aumentato; ·• Lu. sangu ifìl'azione alquanto migliorata. -\.v evo app ·na terminato il precedente lavoro, allor· quando rui fu fcttto di leggere nella Ga.::.ello degli O!.:petlnli una cOlllllllicazione nportata dal giornale tlfeclt ·tcl Uet:rn•rl. 26 marzo 189- , ou·ca un lavoro fatto d.t ~obott. sulr nzwne tonica dei bagni e della ginnasti ;;ul onore. Riconor,oendo come tali dati erano di grande valorè, e vE>nÌH\00 a coufermartl q uello che io gi(t avevo pr•' ~upposto nelle mio o:~st>rva.zioni . li presi in cousidt ra?.wne <' volli. giacl'hè ne avevo l'opportunità, ri pren dt•re simili e"'perienr.e onde controllare i risultati. Prima di ogni altra cosa riporterò qui in succinto <J uollo c ito fn t.t·ovato dallo Sohott. . Egli, dopo a\·er sugnato sopra il tavolo, snl qua.!t riposava il soggetto col dorso, i con torni del suo corpo. o fatto in modo che la distanza fra il tubo d i Croo e lo schermo fosse costauLGmeu te di mezzo metro, ondt• e,·itare che l'immagme ra.diog ra.fica. del cuore apparis'i· più o meno volltminosa.. a seconda della. distauza. fra. il soggetto, il tubo di Crook e lo schermo, ha radi<grafato un fa nciullo di 13 annt, anemico. con cuore ùt· latato, prima di fargli tdre gli esercizi e quind tci mi nuti dopo nn11. seduta di un quar to d'ora di ginuastica. Pote CO'il rendere evidente a tutti i presenti che mentrttl cuore a.v en~o primitivamente una f orma rotonda, dopo gli esercizi u~~unse la. forma di un limoue, esseudo·H il suo diametro t,rasverso ridotto di un centimetro e mezzo ( \' . .figum l e 2). In una. fanoiulln a.tl'etta da òebolezza cardtaca, in ~eguito ad un attao.:o eli reumatismo uouto. dopo gli esercizi il dia.m eLr o trasver.,a.le si ridusse di un centimetr o e 6 mi!-


R-lDIOGRAl-' \RE u, Ct 'ORt-: ~:C('.

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limetri e contemporaneamente (corue risulta dal dia gramma Hgnra 3) il diaframma si era noteYolmeut~~ inalzato. Colla r adiografia. poi l'autore ha auohe dimo· ·tr a.to come il lavoro eccessivo fa dilatare Il cnore ~

oome risult,o. dai due diagrammi numero 1 e 5, eseguiLi l' uno prima ed il secondo dopo la lotta. Oiò d11to, io volli fare ulteriori esperimenti snlla. ba.mbma che ftt oggetto di altre osservazioni. sembrandomi t•s~a. assai adtuta., avendo to1·ace e,::; ile, e per •1nanto miglio-

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rata. Jallà ouru. tàtta, ce1·to non ancora in uuo "tato di compl~t;a sauguificazioue e di normale at.tività. cnrdial'a.

E senza interrompere la cura. giil. da due me<~t intrapresa, pensai di fate le osservazioni ra.dioscoptche pr ima eh~ la bambina. f11cesse la ginnastici\ l:'Oltta, e quindici minuti dopo che questa era ~ta.La uompittta.


Prima di mtrattem~rroi 1m i r isultati ottenuti dirò du• parole sulla tecnica usata. Seguendo dne vie io c~roat eli raggiungere lo s.:opo prefis,;omi. cioe ..:ol mezzo Iella radioscopia e delle ra diogrufie, le quali bench,j uon p :ls:mno essere compRrtttf' colle prtmE", essendo mutato forzatamente le courlizioui di esperimento, pnre servinmno sempre di controllo iu discutibtle circa rands.mento del fenomeno. Per lu radioscopia posi la ha.mbina fra. il tubo di Orook" e lo ~chermo. in modo che le spalle guardassero il tubn ed il petto sullo Sùhe1·mo. La. po'nzione della. fanciulla era e rPt ta, e la distanza tra il tubo d1 Crook e lo schermo

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t-~m costantemente di 37 CE'ntim~:~tri . Date C)Ueste condi zioni di esperimenti), riusch·a. f'tleilissimo il vedere l'un tnagiue radioscopica del cuore nelle sue alternanti fasi di din.~tole e di sistole, riprodotta. sulla lamina. dello sohertno. Oiò dato disegnai tali 1mmagini sulla. lamina di celluloide dello schermo ste;;so, :;eguendo diligente tndDtf' i coutornt chiarissimi d«>l cuore. riportando pot vtle disegno sn eli un foglio òi car ta. Dopo aver ..t•J tatto per alcune volte, c.nde e-ts~re più certo di eliminaro o~ni errore, ne risultò la figura 6 ov~ si vede la. gra.nde~za del onore nella diastole e nella. sistole, prima della ginna tica. Il cuore oi a ppare molto più volnmino;~o


R.\DIOGILU'ARE II, r. t OHF. l·:cx;,

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di quello chfl realmente non sia; ma. ciò ~' dovuto certamente alln minor e distanza a cui tnnemmo lo scb~rmo dal tubo di Crook, cosa a cui fummo indotti onde ottenere una. immagine nitida. delraia. l·a.rdiaca.. ~ell e identiche condizioni di e::~pt•rimento ..-erifìcate colla più ~c r·npolosa diligenza ripetemmo le mede,:;ime os 14er vazi.oni1 dopo la ginnastica ed otl.enemmo la lìgura 7. Per ciò elle concerne la radiografia, la tecnica. fn la Sl·guenle : ' U di un tavolo fe ci coricare la bambina in ci<'cubito dor,;ale, in modo che al disotto d"'l tronco si trova~se la lustra. fotografica. P osto allora lo specchiutto del tubo di Crook perpendicolare :-mi onore ottenni cbe i raggi Roengten. pas;;ando a.ttra\"'er:w la bambina.. andassero ad impressionare lu lastra sottostante. La di,;tanza fra. il tubo di Crook e la. lnst.ra sensibile fu costantemont~ quella di 36 centimetri e cinque millimetri. PPr..:hè poi il soggett(\ potesse in og11i esperienza. pren•l~> re la medesima. posizione, disegnai i contorni del suo corpo ~ul tavolo sottvstante. Ot.tenut.e colla radioscopia le due tigur1.1 rappresentanti l'aia carcliaca, tirai varie corde onde poter farne piit facilmente le misure, ed otl:.en ui, conw più facilmente si può rilevare dallt figure rlella. ta\·ola litografì~. non ;;olo una riduzione dopo la gio nasttca. del diametro traverso .1 B, come era. gui. stato veduLc.1 da Schott, ma tutte le corde tirate hanno lunghezza minore dopo la ginnn~tica: di quello che non sin. prima, solo un diametro aumeuta. di volume, il supt•riore F B che chiaramente corrt:!ponde a l fascto vasoolare, che, forae, per una tonioità maggiore del mttscolo cardiaco, per una. sistole pii\ vigorosa viene ad eo;sere pi\1 e'ipanso e quindi di un diametro maggiore. Un altro fatto di somma impon auza ci è dato rile,·are dalle due ra Uoscopie, ed ~ che mentre la differenza fra il diametro diastolico e sistolico è poca, prima della ginnastico.. e la contrazione sistolioa appare molto in-


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completa, rlopo la ginnastica, nou solo il diametro diastolioo e sistolico sono inferiori ai precedenti, ma è maggiore la diiferenza fra la cliastole e la. sistole, andando da 0,5 millimetri prima della ginnastica. a centimetri 0.9 dopo e la contra,zione sistolic.a. ci appare molto più v igorosa. e completa. L'esame delle radiografie poi, oltre fa rci confermare completamente questi dati, oi da luogo ad osservare che il diaframma si solleva notevolmanrtdi pi(t dopo la ginnastica, il che sta ad indicarai 1tna• aspirazione più profonda, più co1npleta, più at tiva. Ed ora vorrei dare una spiogar.ioua di tut.ti j fat.ti osservati a carica del sistema cardiovascolare e t er mu generatore. Per ciò che concerne il polso, abbiamo potuto constatare ciò che già era. stato visto da 1\fadame 'fhacht? e da altri nelle malattie di onore: l '' Ohe il polso diminuisce nei suoi battiti quotitliauamente sotto l' inHnenza. del trattamento razionale. 2• Che il polso si abbassa. a poco a poco e progre'si va mente dopo un certo periodo del trattamento. 3• Ohe questa diminuzione di numero dolle pulsazioni si o~tiene tanto più rapidamente per quanto più costante e diligente ù il trattamento curativo. 4:" Questa. diminuzione è più sensibile all' inizio della O\lra. A che è dovuta. I)Uesta diminuzione costante della pulsazione dopo ciasonn trattamento? È .questa certameHte una. qne'ltione abba.st.a oza complicata. È fuori dubbio che la ginnastica msccanioa. possiede dei movimenti di un effetto tutto affatto speoi.fico. cioè di diminuire il numero delle pulsazioni cardiache. Per spiegare qutJsto fenomeno il Zablucloski disse trattarsi di un'azion~ riflessi.\ s ul ''ago per parte dei nervi sensitivi della cuLe. L'Hasbrock fece esperienze, specie per ciò che concerne le vibrazioni sul torace

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DOPO LA rm~NAS [l('~


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stnrliando gli etiiHti sulla circolazione e ,;ul respiro. ed egh ;. dell'av,-i,o che il fenomeno sia dovuto a contrazione dei picuoli va::~i po~moniLri, o, diminuitn. superfit'l•· respiratoria., che renderebbero all'aria. espirat11 un •Jnn.nti[,ativo 1liminuito di anidride carboniua. trau,itoria Cun •1nesta tran'liloria ritenzioue di acido carbonico )4Ì otterrebbe, secondo lui. uua. irritazione del centro del vnso-motore nel midollo allungato colle note ~onsc­ gneuze, frel}uenzn, diminuita di pol'lo, coutra.zionB delle piuc11le artet'ie, rinlzameoto della. pres::~ione sauguiguu. :\In 5e q tlosta spiegazione come gu\. ho deLto la pos :;Ìamo applicare nel caso della. tretnulotora.pia. uou certo c1 couvinc• r~bbe 'Jualoru. uoi \·ol.•-;imo confermarla per Lutti i comples"'i esercizi ginnastici, specie quelli che, luugi da dure dolle semplici seosar.ioni, obblig<tuo l' iu· t~:nno ad nu lavoro muscolare progre.;siva.mente ere ,;ceute. Io creo:iu che la nostra alt6nr.ione iu queslo ua~o debb ~essere ri \'11lta all'organo eh*' maggiorment-e entra iu giuoco. all'organo chl' abbiamo ..·i-;to ipertrofizzar~i: ac11Ù:>tare in couicitl al nlllscol;l tn una parola. fld in t~pl'oie al llluscolo cardiaco. Il ~-!osso, studiando le variazioni looali dt•l polsn nella ooutra:~:ione mmH.lolart~ voloncaria e per correntt indott. •, vide che mentre i l pol~o è quasi uguale nelle due O:itromità, quando i mn-;coli dell'a.vambru.. ~io non compiono alcuno ,.forzo. il pol:io delrn.vambracoio destro oresce immediatnmente oiroa del doppw iu altezza, n.llorctua.nclo i muscoli eli detto avambraccio si contraggono per due minuti di tempo; mMtre il polso dell'avambraccio oppo:itO conserva la forma di prima, eccetto il rallentamento nella freo tttenza.. che i> comune ad entrambi. Da~ li esperimenti che egli esegui su larga. scala, oha io tlui nou riporto per brevità, risulta che, se l'improvviso elevar$Ì de Ile pulsazioni r{ uraute l n. contrazione pare deporre i n fa· :t~


vore della presenza di nn ostacolo meccanico al lletln~-o sanguigno nei capillari e nelle ver.e, non posstaruo esclmlert- il concetto tli un mutamento del touo vasaio: ed è appunto fJ.uestQ quello che io credo dov1~r pr·'ll dore in grande considArazione onde dare una logict\ sptf'gaztonE< del fenomeno. Infatti l'Oila ginnastica attiva obblighiamo i mn!'lcoli o. cont,iuue t:Ontrazioui. che deter:nlDano certa.menta per il circolo sanguigno nn an mento delle resiR tenze, ed "i vasi vanno incontro ad un a.mu~nto di tonJCltli. Chi n on conosce la •ltsposizione che hanno nllo sv~­ luppo delle \'l.ll'im coloro i cui museo l i sono deholj. atr !ici? Chi 11011 sa che uPll' incipiente varicositù, spec:1o clegh a rti, iuten-enendo col mas:~aggio e colla gìnn.1 stica. attiva. le paretl vusali riacquista.no la loro tom ~.,i tà. norma.} .. , ott.... nendo~• la completa guarigiotw? Ora questo aumento delle. resistNlzt: periferiche. rrne ... ta tonwità aumentata dali<' nareti \'a-:1\li. credo dt>bba e:.· SGN qut>lJO che detOTUliDI\ i'O.lllliPUt'l delln })ressiOIIO sanguigna. clw iu un amm:tle sa11r1 con nervi Illesi rnllenla il polso 1\C ·rescendo il tono uorm;t)o del Cf'ntrtJ del vago nel mi lollo allnnga.t<•. Dopo poi le confer me avute a mezzo dcllt> radìl)grati.e e radioscopie, ritc•ngo che la Kiuesiterapia non solo bt~ un 'a:-.1one tonico. sul sistema vasai e come a priori a.-çevo ammesso. ma la sua. azione si e,.ercìta auche sul muscolo cardutco tu una proporztoue molto rilevante, mentre dnll" aiJ:,ro ca.n to glt es eroi zu i rregola.ri Ìndeboli~cono il cuore. Ilo poi volnto riportH e tu tto il procedimE~nto che ho seguito per otten e r~ le radiografie e radioseop1e. onde dimostra.ro 11.ucora. una volto. oou quanta ii\cilità. esse si possono ottenere ogm qun1volta. v1 siano tutti i mt>zzi a di~pot'izione.


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RIVISTA DI GIORNALI iTALIANI ED ESTERI

RIVISTA ~ffiDIOA t fNNE.- Cura del diabete zncoberlno -<La .~rm. mfld., 11.

46, I VO I).

Cl'lrue deve cnmportaJ•si rl medico in pr e;;:enza ùr urr caso di tHobo;le zuccherino? g II('Cessarro nnzilulto indagflre ùilig•'lllernente i preceJenlr dt>l soggetto od Jl 1-(enere dr vita, c!Je mena; pos!'OIIO esistere C'attive ebilndini co~tiluenli iurt•azronl igieniche, che vanno suhito cot•relle, pl'ima d'inlraprendeJ'e 'lual~iasi trallamenlo curativo. SP~ue l'esr-une t\pJl'orinn. nella quale bisogna l'iconoscer(' la l'fUHIILi ta di z.IIN:Iiei'O emec:so nelle :H ore; perciò l'e:>ame va fallo su di un campione lollo da (1uella eme~E<a in l'(uestn las"o dr temp{l, a,·,.mdo cul'n l)he l'llnnualato sia slalo in pre· ced~II:Ul ~ottopo .. t•l per 2·3 ~::io roi unifol'memeutc> al suo re· g-rme or•dinllf·ro. 1!: l'esame vo pr·atical.o col polarrmelro e col liqutdn di F t'hiing; il primo da solo rie~ce insullitticnle, po· tendo l'odns non ùi rado contenere mallo:;:io, il cui polero rolalor·i o e lre \Oile superiore a quello del ~lucosio. Il do· Mg~.:ìo ,Jello 7.UCC'her·o dev·e~--ere l'allo r.on vari metodi, in m odo che l'urw valga a conli'OUar'e l'ultr·o. Dop'> il dos11ggio dello zucchPro bi"Oftlll:l proceder·e a quello dell'urea, ou le "ia riconosctUlo il gr&do di disa.,simrlazione delle materie albumlfloidi. Non btl"la ra pporltwe l'urea nl pesu del corpo, non esse udo lulti gli uomini eguali per com· ple<~<~ione, peL' ~rassezz.a, per· c là; de<~sa va mes<~a in rap· parlo cnn la quanlila di alhomina li!'lf'A conlenut.a nel corpo dl?lsoJ!~ello (Bnuchard). 11 rapporto dello rrtccbero con rurea ba Arun~e importau~a; nel diabeLiciJ, che r ii!Ol'osamente segue il I'Gg' ÌinA antidiabelico. ùesso è Com e l 8 3 CÌI'Cf\ e se presenLA<>Ì più ba.,so (p. e. como 1 a 5 ,, 6) bi:::og na t'oucluder·e <'he o l'ammalalo nou segue realment.c il r·i~oro'!o regime anlidiebetico, OV\'Pro che :-.i tr·alta d1 1111 thabetico f,trove. nel <ruale o le maleria pr oleicha perdono il nucl eo ù'iul'ato di


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IUvt:;T.\ lO-:DIC'

carbouio po~<>ednlo {BllllnPIIllwl, UrnbPr), o l't>ronomio rnbbt•ietl lo Lll ···h.. ro a spé.,U dell'udtpP. Occort•o pure pt•oeorler • ulla. r•i••ot·ca tlell' alhuminn, rs<>r•ni" l'n bumrn ll'i<t l'Omuni<~srmA nel dtabete (i!lp. 100 Kulz). La fruqneulo pre"'enza df>i cilindri •linw"'trn cht> rtot• tr•r•lta«i di alhurnm•tria ~ uram••nle •iiscra~ko, mn 'he 1 t\'eCo • - i-le irritawmo r~nale, s•· 'llllnrli i r·rltrtdri MilO molli, hiso~ rra P.vilut·•· nel tt·a.Uameolo qunl'<ia~i farmaco capaco d' ir·rtl81'f! ti renr•, ~inc ·hè una lll!frHe ancho liuv!' t•npprc>senlu la cnndizronc (liit favor.~voJ,. p~>r l > "" luppo clell'mtos"'i ·.az.i•me (II'C· • muml..riu •lei coma (Rh'<lem, Reunnnn). È ner··~---.at·io pun• clte nel diabetico -i ric~'>rcbi '<e O"istP. In rliaccluritJ. 111111 l'acelonur iu polenJo l'11c••loue ri"'<'OIIlrnrst anche 11ell'nrina. cle!!l' tntll\·idui <:ani; In dmretur·ia è il ~·wgno ,.iù "'icua·~> .tr.lltt liscra"an tncipienle. "iì procede a flll!'"l.tl ri c<>r~t ''er~nndo gocciu u gocr.in una solut.ione di perdnt'uro di ferro ut•ll'cwina dr t beli ·n. ~e ollre In precipìlnzron • •lei fl · ~rali, l'i ha In cnlorazione r·o""fl·><curn dì I(UC:<tn (nou l'ren•l•·ndo J'arnrn dAlO aiCilll f!lt'lrl•lCO rllpllt'C di dllt't) oJU•'>~ltl l'Il· !OI'nzinne), "t può allt\rrmtl't' cho l'ac·rdo dlncetico r<~i..,te r •azionP tlt <<erhardl. Ed ò la dia.cP.luria cho deve "ervit·o dt norma pl'l l!'Aitamenln dA a-.liluir~i; L:iArchò <:e 110 11 C"1Slt:', -;i cerca ai eomhallere la ~licosurin con uu rcqime ><evcrn a.ntidiob ... ltro l'•l nll'orcnrr<>nw con qualclw farmaco. eh~ ~e invf'<!e e<:r ...lu, la. gltCO~UI'Ìil pns~a Ili Si'l'OIId(l liOPU, C~<lOOdO ohblig"O dt•l medico prc,.r·<>uporsr 111'111111 di (Uelltt. t)\.. perciò in vi!-.lll •lol prono... ticò ra dru• gs•uppa di diabetici, compreudt•ntht nel

primo quelli .. , n.w Ac'ido lncetico ncll'orin!i e nE'l sccontln r1uelli r.on urulo diaceltco. ~ei primt pos ... ono \~>rillcnr,..i i seguonli casi: a) Il !ltab••lt' !'lpll.t'isco c;otlo l'influenza fi,•J regime sprt:1ale, cui ~•El slalo '<nltopo~to il SO!tgc>Lto nlm no l'er 3 yiornt e che dt•ve ·mr~i"tert• in <:o..,tauze alburnrnoidt e !!ra'-se in propon.ioni hlli du manlenf't·lo nelrequillbt·ro tlt>ll'azolo (<'nrne, f.it'"'cr, for·maggro. c·r·urua Ili latte, uo"o, noci). ~iccome l'albu mina in ec·cesso SSI'ebbe ùannosa co~i !>i !"endo twc·essurio di Lt!llcr· c·onlo nell'nlimentRzione del peM del malato, del sur1 stato .li obesità o di mugrca.a, della "Uperflcìo ùel corpo (Bouchar Il), iell'et.ù, della esrrezione abituale cleU'uzolo. La l!lrro'lurio scornpat•e? Trntta~i allora oli un diabete lc>j.rgero e lA progno"• u il più ::.pes~o ravorevole, se non esistono altre


RIVISTA llEI>lCA

517

cumphraziom l't ro1 va r Ol' hHn che nul lt·a l.tmenl e,,.:enztol.~ del re~irno dev" p11re u~r-er tenuto conln dello !0-luln diul~>~ico df'll'iucli'•iduo; p o pet· un artrilic·" ti regitnl.' ~a t'H mi..,lo, non cnt•JteO, n•>tt ahllliltdttnle, at.zi il n.J.zimo h1tltlO lllllt~R lo polrA rius •trt• di grnnd<' ulililu. "e il soggdto per• qur.~lcho> "'t.>Uilnnna w n e~cr~a p'u zm cilf'r\), «i ctJrchen.t sno·r.e ~-;;ivume11LU o lastont dt (ll't!l't"'are In IJUIHililà e In t(Utl· litù d'idt·ati di c·a rb onio da c•onsumar;;i !-CllM lllCOU\CIJinult. l•) 11 diHb \·le (~co l r egime anltdiabetico tlinllllllisce mu non !oòCOcolpare. Il ll'aUamento ollot·a c'• piit ,JIJTictle e l'A. non rrede col Cantoni dr do'\'er i in .. blet•e nel I'C!.pme carueo, Jr ttlRudo optefolo il rPIIL' e fue<•n lo numunlate l'ulbuuunul'ia, c1unlnra e!'ot~lA: frwot·endo l11 ,.,vtluppo dalla f!i-.ct•asta acuta: "levundo il lt~"'-O della gltcm•uri11. l n qucl'lti co~• :;i t. rac· c•omauJalo da •1ualcuno d'in'-'i~Lerc• con i grossi, che non dort•bhero luo~o ul a 1 'r maztot,c• dello zu~chet•o: ma l' lllge!>houe ahbonJonle <,li 80:.tnu1.o A'I'R""e, oltre nl ripngnarc• al malnto, può O'set·e C tU'fl oleJIO pt'O Juzil)lll' ùeJJ':;CNOne. Perno t\ hu11e non aiHI"tll'no. N ..i diah t> Lici cl~>l secondo gr'llJ·I'o, cioè, con diact'lllt'lll ~i consi..difi (H~..!t dt rliruinUJr• lu tuA'O!'ttioue dei ~ras:>i, ool nl m••no dt c~rll ~··Hs~i, J.!Ìtwclw si tenù. • nel l'lmmell••••t• cito que,ti rappre~l'ntunn una "nr~:ente IIDlJ(II'lanlc •li acido us" hutirric, (' dot "1101 derJ\1\lt, l'a ìolo rlt t.;etico e l'n•' tono (c: ~el'll uyol ou) Pal'l'ebbu chu il gc·a.,"'o t li huc e di mnntota• prl)ducano la dt"~'rEI'-ia ad d11 mt•no ùellt• '<o<tlun:t:e gc·O"'"O \'O,Jetalì ,. rlel hu rro. P er far ce..."nt·e •Jnec;ta gt·a~e complicuz lorw ollre all11 "Jlecinl • alimonlllz,om•, l•i"'ognn uure ricort·t>re ai rarmt~ ci. L o iug-c!lliOnt• ahhondanl•• cl'tdt•alt di cnrbonto spe,so è ~t·gutla cllllla dirninuzinm• Jelln diacf•luria, però rntalmente aumenta In glico!'luria. Si è pr oposln lu glicerinu (Sch nltzc'n), hn<>nn cl•J .., sullu teol'in che lo zu•·ch l'n coll'a,.~orb i r·~ un e•tuivalentè di u ·qua '' 5d•>PPIA iu ultl""i,ft> dt ghc•'ruto e ,.lwt>rma c· l"'rciò amnuubtranolo qHE'I'IL'ullima st l:lnppJi,..ce al ·hfelln d1 <~lloppmmenlo del ~luco .. io. ~a la leot·io nou è conf•·r·mnta d n IlA pratica St è pur dello elle l'acido J.ChtCIJIItco, det· i vn lo dul !((oeo,to (~ ~o:-l u coo:;io gi(l iu pa t•te o"siùAlo) fa dimiuui r·o In uiaceluria, compieulo la !IUO combu!tltone nelJ'~conomta sles<>a del diob •ltco (Scll\nu•J..); a r tguurdo :,i e rirortlo un CA'-o cli111cO. t n c· w IJIIe~ to ucttlo 1 er b '" due vult~> a' 1·cbhe !'llllvalo nn di &bl~ L •co a:cro'e dal coma ,. clullu morlfl. Ma é


018 un caso ~olo. "ilt'Cbb.. 'l'llndt tlec:i,let·uhilc 11 controllo ci t nllr•' e" "rienze. fU8ll1Cl t•t!rò <>i Avec: ... ., l'acido ~luconico in 'lllllnlilll taln da pote1•;.i aclnpPrfl!'e pe1· le lllt>de~inw. I n alle'-'8 ùi" •1uesta 6\'Clllt"lllll. contt·o la ch~c rasia acida non v'Ila ~ho ti l>icnrbonalo ..,odiro 11 elm-i ele,alP., t•imeùin che !'P\'"SO "l ,.., a dd mo .... lrato ut,li«-.imo, almeno temporao~atm•nt~. S'mtcn1lu rhe pt>t' i cliabclici, nei quali lu d111ceturta per~i"'lt' non o!llonlt< 11 l rAllum ~nlo inizia to. In progno:tt ~ ~rn ,·orevolc e •tua ....i c:empt'l! falnle . cq

• \'11 \N r .

-

M:ala.ttia d1 Deroum (adiposi doloroaa) .\!i lt•cine et ti• ( htru r e ot 'brr> l J

(Jo~t rnal dt•

Que'>la malallia b -.lata os ...e rvats l:'j')i)Ciahnentc 111 .\ mertCII. .. ,.1lu;opa 10 ~ent'rale da 30 a 511 nnni, hn un inizio l••nlo ed tn«idio"'o coo:lltuilil "OpraUull• ola dolori, da cocior·.. o eiA 1 r urtti, rl~ìed..uh nella peli•• delle divet·"(l pntlt dt>l corpo. Ptù tardi «i ri.,contrnn r )-<sor~ e Lum••faztOnfl de t tegulllenti piu o nwno til!linii.Jile l'he hen pre<>lo carult... riaano la u ~lattia Quar· ·i, fUC«ta •· costituita, pre-.enlfl <>imomi che pos,ouo divider!'l in due r: ru ppi: ~intorni cardimtlt e <>in_lonti "eron a rt. l }H'Iffil sono <JU8tlro · luUlo ri , •lolori, a<>lcniu, e dtc:lurhi P' L l Cl. l tumori po<>«ono prc?<>entar "'i solto Ire ùliTerPnli a<>pelli : orq ~ono rttlollt ullo "'lato dt nodu a di 'olumt> vartahile. "0· pora tt ,!lli uni daf!li alt ri, nt>tiAtrlt>olP i<>olnbili. ~;i lralta nllot•n rh Ila fo rma uotlulare; orn P.S'-Ì formano ma ...se t•sl,•::~t•, tnvudenll un mPmbro 111tiero od un se~mP.n lo di memhro, t• la for mfl tli[1'us't loe(l{iM.:attl; ora, inlinè. nun s1 lrO\'Il piu tumore propl·iamcnte tleato, 0111 l ulto il corpo e aumenllll• i volutn~> in proportioni tal\'olln consuler•evoli, per l' 1pCl'phtRlU adiposA .del te-'<uto connt•ltivo <>ottoculaneo: è In rormn ~~

ti r/ìt!'fa qenrrali~::·ata. Nel!<~ for·rna nodttlare, le tum ·fAZioni ... fanno "' tto forma di ~ermo.:lto m enti e ciascun germoi-!l lamento c.i accomp•lgna a fenomeni cloJorO«Ì C'lratleri-,.liCt' 11 (Oru \'O(Umt.> 8UlllC1tl8. la pellt. che le ricopre diventa più t'O"Sll, e , pa"~nln la ert--i, con~c~rvano clìme u<>ioru piU a:t"lnt.h di que lo> che a\'eYurru prima; innllr··la loro consi..lenzo di"u~ne clustrca e rest l · ute Qut>!:-le r.ri~i .. opra((arun,;:ono s• nza ca usa appreuabìle, toa


Rl VIS1' \ lmDIO.a

519

sovenlt anch~ uopo un Lt•aurnati:;nHJ o dopo uno ~>fot·zo viol ... raw. Qua:-ti lumol'i vtHiano daliA ditncmsione di una nocciola a que lo di una noee ed anche di un mandarino. Ma e8si ragJ ~iuu$:Ono 'luoslu geos,ezza soltanto progre~~ivamento. I più

vohnninost sono apuari~cco~t alla vislu, i più pie oli devono palpazione. Ma. esammR11do allentumenle il malato, in pieno giorno, !;Ollo una luce l'>~.vOt·evolP, si rJ;:conlt'<HlO moditìcazioni della pelle 111 ctJrti punLi: esso pre~enltt una tiutu azzUt·rat<lt•a do' uta aù una legrzera •·ete veno'>a supet·fìciale. l Lutuot·t si sviluppano 'O!Il'HLI.utlo "ll~lt Arti, alle hr·acria, alle co"'cte, ed anche sul lOI'Sl'e e i'ull'Ad•lume i ma l piedt, le mani e la fttccia sono setnpre rispettati Laforma tlilfusa localt::;ata pUt'l sur.cedt>t'e alla precedente compare il più <;p es>~ o Ji primo acchito. l n questo t·A~o. ti lllfllalo avverte dolot'i in tulla l'e<:tcmìnm• dt uu membro, e ben pr·esto Lullo il membro presenta una tnmoraziono edelll!llo,..a (ecilmellld ttppn•zzabile COIJ8 Vlf>l.a. L'evoluzioni" della mnlallta è id~nticn a queiiH dell!l fornta uotlulare: la tumefazione >!dt•l\lato::a -1 tra:<foru.a, dopr> vat·t~ <'t'isi, in tltla 1111\'"Sit ltpotnaLo<~a che dtvenla l'empt·~ più dura e che paru si o ,•vii ulla sr•lel'osi. Ltl formn di(Jusauenerali:aatu è mol lo meno ('Ut·allcrisltca ~\t'ile oue precedenti. In moll1 puuli essa l:li avnctna a crrti casi di ob~ilà rnixoedernato<>a. L'eclem!l r•uò cmnporit•c rap!<lil'-stmamente, per co~ì dir.. ù1 primo acchito, ~u tutta la superlkie del corpo, aumentar~ pt·ogressivarneule e avvia1•si verso la hpomatosi; opptJt•e cominciare sopl'l'l UIIH parte quolsittsi (addnm e, natiche) <·on un'asimmetria evidente, p~r geuerolizzat•si in Sf'guJlo. Lt• regtom colptte prtm•errunenle sono '" bruccia, 11 sc>no, l'addome, ì fìauch1, le natiche. Di tfU~sla tt·e for·me, In più comunt· e nello "lesso tempo la più caraLteri<:Licn é la forma nodulartl Qualunque si11 p~1·6 la fo r ma, non montano mai t dolori; essi variaou mollo u .. lla lor o for ma e nelltl loro inten-=t18, 5oponlanei o pm"orali, ed oiTt·ono Mrnpr e il earaLlet·e ùt presentare t:>l'!ac~rbazìooi pat•ossisliche consociale a fenomen1 curiosi in corl'ispoudenze dHl!e partt affette. R•·uscomeuL... , o in ~eguiLo ad uno srorzo. ad nn traurnat1 <:mo, t dolori ~~ ranno più "ivi. Nello sll'lsso Lt:>mpo cho si f'l"agerano le sotf<lrenze, :;i noLa che le neoformoziori aumenlaU•l eli volume. Se si tratta di e~s .. t'e ricer···aLi colla

"'l'l


.1u vI~'l'A \U:uw \ un no<lulo. •tu~~t-> vierm t·n· ·nnlint•l dn uun zonn Pd ·umtn"l• piu n 111eno e-.t,•-.a; .... • -.j tr~tlln di uua Lurnef11z onc dilfu"a, int~r~<.-.nute un "'~!!ment" inllt•ru di rnembro, la peti .. 11 que<~tll lr\'1.'110 clh·enln Le-.a. la ... un •·u·t·onrorenza aurneulli . A rnt,..Ul'h eh :,;1 ulteuunno 1 dolori, la lhr ....... ion•J 1n t' ,rri ...porulenzo cicli(• l'l'!!tolll lumPiiute rr•Lr·ocedt', "6n:t.a pnrt'lruni scnrnpfll'Jre r·orn· pl• lunwule, 1•er CUI d,>po •'lll'c:uua t r·i<.i 11 voltune cu•lle 11• n· pr111hnHm1 si trova sempr e l'llllnontnto. l.'u<.t<•nia è un sintomo qun'<i cn..tnule. E""r"le a :tr·aar chn'r-.J, 11111 raramenLP manca. Alc-uni mf\lllll ~ono colli Ja tlebolezzn• n gra In tule da non poter ln«dard il letto. l di'lturbi p ... ichi ·1 nou «un•> t•o«tnmi; ''""i ·~On·:tslouo :"ol'''nllullo neiiP modiflcalrorri di enr·nll••re. nella m ·lam·ouia ,. talvoll 1 nel clehrin l sinlorni "'•·concJI<rl c::onn coslrluili specilllnlf'nte ùa cli"lul'lll rul'llc•r·r t!A li~turbi ~ell"ttrvi ( 111 :-l~ "'a .• la tJi,-tu rbt rlt!ll'odo· ruln e del qu<slo. 8 da d1:-turh1 lroflct deJIA [WlJE'. l)ndiposr ùnloro"a c::i "'iluppu IPHLflmcule, per• g-ertlloghnlllenti ~~~,·cessrvi, e nellA rnaggrot• p11rte dei ca"li, il ~o~uo dt•I'Ot'«O ò rutalrnPnte PI'Ofll'I''"'SÌ\'0 ~ovcnli il malato l"OI'('{llflbt• JICI' un nlluzronc inler·corrent ·. La c!lu ..n 1!1 fJUC!-la rnalolliu •' pol'o cnuo-.ciula: ,..j "8 c::c•l· tn rlo clw rl truumalrsmo, "òprnllullll •1uan ro P. a ·cnmpn!!natn r!a un vi v., ~"pnventn, ha "lll"uo snluppo rctollo IWobabrlroent(• un· mfluenza, tna ,.i lrallu Jll'-'t ..:erupre di sog_tJL\i c·nn ereuilu nct'\Oi"tl molto prouuncrai>L Pare ar~e•he cÙl' la sllllrrìe 11 l'nlcooli<~rno nbbiano un<~ ·erli nT.iont'. Ln JH'Ogno-.i de\"C: e« ..cwP c:nn.,lclc•r•nla ··ome gTaw·, ma •• altenuutu .Jnl fatto rhe In lll"cl •cAzit~ne tiroiJiaua !•Hr·e c·hc• nhbiA sull'a lipo~i doloro~ 1 un'ul.rorc • lalrnPnte fHvOr••vol~· du ftll' ril0Jll' 1'6 che IJUl'"tll n,nlallrn dt•\'I.J H"'!'ler· r•on~idcraln c'Ollll' drp~nd•·nle tla un'urto-. .. ì•·azinnt• di ori!!inc liroicliaun. allìul' {)('l' con'e~uenul per sun 1181111'11 t11 11aixoederna. [J"allt•ondt• l" nulop"io chi' S•1no -:tal" (t\lte hnnuo rlimo,-lralo c-be l cor·po tiroidt! er·a CIUA"i <'O ....l.flult•mt•nl•· le"<o nella malnLlru 11 Uorcum . 13 P. l. CA. \1\tJUGE.

cadaverina.. -

Un oa.so dl obUnurla. oon presenza. di ( Th• Lt~twet, n ..w ... tn Jq{Jt).

c•a«i di cì-.linuruJ e !"f'tJcia1nat!IILP

'l'"'"' acrnmpag-n•llt .!11

uliminnzao11e di cliarnme -.mw tnlmeniL' l'lll't che rner·rtu 1•n•·· )l\ l'li C.


RIVI8'l'A .MElliOA

PraltclltHIO un oriinario e«ome m11·ro~ ct)pieo con un cu•n· pione 11! ut·tnn di una gionlllella rh 12 nnni, l'attenzione d·''· l'A (u ntliratn dalla presenzA tli lii\'Uidte é"ll~ouali ùi ci,lino, •Iella 1fU8fe 11011 SO~pell&v8 pUDltl J'C:'ISll'llZII; CIÒ )(J infu.,...,e a praltcure ullo•riori ~sami. L'ut•tnn el''' alrtuanto pall1ofa, !'6117.8 l't)dOrè oli H,~ l'he ~uol~> av,· r~l 111 stnHii ca"'<i; 11 peso ::specirh:o IO:W e la t•eazionP debollllonla alcnlma . .\ "'''11~8 di albumm8 e ùi zuecnro. Al rnicro~t·opio sca rl"i ~ri'<\11111 di c1,c;tinn o eli lriplofo,..fnto. Le ohamin•• fut•ono 1 ice l't'n la l'Ili tnclodo •l i l'dt•onszky •~ Rauu111nn (7.eilsct.rlft frlr plty~iofr>•Jts~hc Ch mi , IS'\9). L'inl.. ra flllAilhtA d'urinn, ttll' mcit• 'ti DO t'IWtimett·t cuoi. fu IHtilnLn encr;..!H'Iltnenle cou 3 o·enltfll"lt·i cuh1 ol1 clt~ru ro di ben· zrut~ c con lu t•enlimclri cubi di urtn ,.oluzione tli dralli di c:oolu al IO p. !IlO, llncbè fu "Cotnpnr ,;:o J'ojlore del cio ruro dt la•uwile l>rn u ,.;;lrlim"enl.(azioue. lu tliomim• rorono separate rhu f<l .. flllt e .IHII• oltre so!<lom:e, puro PI'('CÌ(Hh:lle, me.liunte 1'1fl6lllll IJ'~lfLUtn~llti CIJJI a leno! t:Uidr• O Slle1"6l'lSIVH ri pt•t•r·i [lÌ · WZ ÌIIIIOI t'Oli I\C'<Jil8 dil'llilloll\. Si oJllurltoO CO!<l OliA liue Ull p•·e· ciptltlO tli ri··c rll c rt~lalli I·ÌAIII'hi tlt 111111 ... oluztnne ma Ire per· te Ltnn,eu te clnat·a. Il pt'f!t'Ìptlnl> tiltralo e se~.:Ml<>. nmruontava a grllmmi O,O:!k l ("t't llllluu in oliscnr"'o avl!vnno l'n«peUo di u!!hi •J tavolellr• slr~ll•l, r•orne tjuelli ddla benzoilcurlnverirw: erano ta::oluhili in r•ler ma lilciltuPnle solubili in nlcnol e aci lo "Oiforico cnncentra l•>, ti pl•nlo d t ru~ioue do+ 1:.!9° a+ t :i(~; caralleri lulli pr·opri Ili detti\ "lCJ:>LAnza. Un l1•nlalr' n oli pl'l•pararno il pict•nto •• un oloppio sal•• tlì plnt1nn, runn-;c ~enza effallo, "lanle lo ..c~rsezzu del H11ltet•inlo, In rrun lo i m ped i alLre!'ll ul L(H'ÌOI·i a 11 nliKl. Dn i risu!Lati ol· b>nnli, p•11'1 lullnvia rileuer~l C'Oli 'JIIO«i rcrle7.Zil che il mniP-

rinlt> tqnJnto fo<~"'•' una ,Jiamtm.l e tnolln prubnhthneme pU1'8 r·arltH't'l'ltlll (C, fl" "~t-::: penlumPiiiPnoharninnl

l) o'a"O Ò llllp<lrtanle' l" p J'r!hu li nora Ì I'U';Ì J'UbbJicali di ci·-<lmm·iu non sono elle IIJ, ;!n pordt~ di rruesti «olo :JrJ ri~unrdano il St'""0 remmin lt>; :1• POI'I'hC In Cuti8YCrinu i> .. IAlo isolalu llnor,t ... lJtanlo in 5 llltri cn··i di ci .. tiuuria. ,. "CnlJ•re

in ({llfltltità mlutme.

L. F.


IUVIST.\ DI NEVROPATOLOGIA

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Clasatflo aztone delle malattie m entali Dwrno 1111 "'01lo In cln«-.tlicaziOI1~ approvata ud X l C r>u - • g re!<qo dplla :Sot·telu F r eruntt·tca d1 Ancona (19 selll'mbre, :1 o ttni.Jrc HlOt, e l' r oolitHun onchù tli far l' ·"'a _ rata ai 110-1r1 l··llo ra face11do"' .. t·,.cuire Alcnth~ .tllu,·iù&t.llllli, che ùobl,iomo nll'··· gregio colle~n ··npitor10 med ico A"-canio M.-le, a!"t>is teule OI10 · rario H la cl11ricn psicluatr·u·u Ji ~ar oli. l" Gll UPI'n. P S I CO~ I CO'l UGNll'E. - Frenaslf'nia, P,r:::;ia moralt, Pìlit'CJf•t'llif' •t'.~Nna/t 2• ( Ì IIUPPO . P ~ I COS J SR:\1 P l.ICJ .\C UT E. -Stafim(l/ltiU' i, Stati malin. eorLiel, 1\ nu·tutt . Frenosi .~en.~uriale. 3~> GRUPPO P"' ICliS ( CHIIX!C I-IE P HI:\IITI\'E l!~ (;0:'\S ECUTI V E - Par rt101e, J•sico.~i per iodit·he, Freno.~i SI !l ili, S tatì di dem tt;a· 11) primdirrt ttioranile, u) secon darta. ~ linr Pr'O PS •COS I P.\ R.\LITI CHE.- Dernf'tl~a f'n ra-

lrtiea daM11c:a, JJemt•tua fHJrtlfllù:fC fr1etil'n, J)emen~a J•O r all-

tica alt·wdica. Der111 tt~a f'a rttlrt1Nt t•m:e(alomalae ca. 5• lÌ IH JI' Po PS ICO 'l DA r\EU H OSI. - P~ico~t epiltttrea, ister tca. l'siro.,; net l'tl~tertica, l'.~ìl'O:< i eorPica a• G R UPf'O. PSIC0:::-1 !OSSIC H E. - P~irosi l•t!lla(lrosa. p!H· ctr< alcool ca. f>, ,., •1 morflnit•n, P.'liCO!Jt cocatn1C11 7• GrH.I'PO P:;! COS I lXI K l'l' l VE. - P~ieosi [IOSl ·inflnl'fl· ~ale, P:1rcost ltflca l'l't:., l'~ICflilt dtt ~tlll le, Del1riu (ll·utc l '.~ico.t

1• tinUPP<l. P S ir.O:o; J C O NGE ~ I I' K - Sono dovute td a rr e.,lo naol tlnout n lìe t h,., iluppu rP r t'urale congenite o acquìc:ile n~i [11'11111 tiiiiiÌ oi(•I( Q Vll8 . f 0 ffll'tnl' dP.!81Jt}rUlive fanno llllCh e parlo di q uo,.lo g ru ppo. - l a frellaslen.ta comprende : t• ta• 1 lio:ottt. Cht! • lu fo rma piu l{l'av.. oli a rresto m e nta le, in cui fa dtfello pcrllno lo pfll'olu; 2" l'itilbecilfixmo, colle s ue vat·ie g rad ll l i0 11Ì , )'iliO a l p~l fiS81!1-( Ì O , CCJII s ['urnut ure insensib ili , tlJIO s ta to nor ma!.•; :1• il rnitniNttlO, 1IO\' Ulo ull'arre ..lo olello ~vi­ luppo n doli o funli!Hu ps1chiPhe ~o lto l'intl uenztl tlolla tlil'llur-


JliVIST.\ DI ~"EVROT' \ TOLUlliA

523

lHJI.R ruuziorw tiroidea (probab1lrueute in r·elazione con un llliCI'orgnrri~mo).

LA l' t.;: in. mora(P, o demen;a morale, o ""''eeillawto t,wral''· p8w.<Jllt crunir.ale è nua anomaliA dello !'VIlUpfJ(• ruentnlt• 111 cu1 piu che rl difetto ;nt...llellivo. vi Ila il clirello ·lko: onde 1'iwlin luo. H\'UtHIO il sen~o lllllrllle 1 ocn t>vululo, •·un fprle predonuuio der sentimenti egoi-<Lrcr !>iuo all' ll!'I"COLS 8'-loluln rlei <~enlnrrenlr ullr•urst•ci, .: un '\""" 'rf' "minuut.. Jul'ute c..nli..ncmlu, cd " il tipo del tleli11quente nato B uun formn dr df·· ~"uernzi on P p~ichlca che spt>s--o va unita o uote molteplici dr ,fc,:.roner azioni "ùtnaticue, l' eh P rl Lun1hr••"'O Hentilica colla epilell.~ÌII, dre a "'U8 volta, è unn tl~llo piu alt;• lc!"J'I'•'"'"'ÌOIII •lt:lla rl··gimerazione. Lt• Jlf{rr.l)palre S!!';Sttali. erot•,mttni,•, c~umpl'ent.lonn lulle le rurmo clt percertimento sessuale (in.lill'ercnl•• omo'è"~lltt le, " ontrrtl'lntO, clero::;es~uale; rpoe::stoticu t'Ù ìp• r•e..,lelteo). E~'-o, qtiiHHIO " SfH!ltn al mass imo )!radn nllr·c sii' inver"-rorw dogli i .... tinl r (l tlollo vita p1.<ichica, !'.t uccom poi{IIH fl vir.ii di <'Onfot•1110/iow• !'lomaLica 1 eire ricordtnto i cat·allert dol l-esso oppo!'lto (ontlru(fittia, yl11andr ia). Le eroLornuui(:l sorto fnrmo d ogO tH~ · f)

I'IJIÌV(• ,

,\ 111'11 forroa di disturbi mentali u ba-.c ùegoncraliva •• In pu;~ifl rlr·ll~ ulee .1sse. d t> Ile Oill!essi'>ni e delle inrp~tl.~ro n i, delle

idee cd a:~ioni co(ltte . paranoia rut!in.urtar ift, ere. È uu'nllP.ruzluue del ri('ambto de!la. vitti p:-icnaca, pt>r etfetlu dulln quale lulunc idee perman$:'0110 unormalnlt'lll~ n,.lla CO'-CI611ZII, u , j unpniii{OilO nlla cooùulta dell' irrr.. r·m o, dett•t·minuudol(lu l Alli iurpul~hi, ']UHOlUnfJue e~li ne ricnnoQ•·a l' irr·a:tionnhtò. Qne... ta an nmnlta si può svol.;.. re nel compu ideolivn (Jifl.· •·arwta. rurlimellla.ria, ideativa c "i ha la ltJllia del tl11b/Jto, lu tollta. tndayaloria, la w rt11ra del pcrd1è; ~>i può svolg~ro 11•' 1 ro n11o emo'ivo (paranoirr rw/imenlaria emuitca) e ..i 111111110 luttu le paure morLo!Oe, co l rclat1vn ~lato ango"l'IIJ'O, lt• fobie, a:Jora fol11a, '' pam·a t! ello "flHZrO, rupojobta. " ['UUI'I\ ùcl "lldicio. patofobirz o paura dt•lle malalli"'. trzjejuiJia u paura tli es--er l:'epolto ,.i,·o. ecc , e tìnalmeull' l<i pw'• .... ,oJgere nel ··n npo dd la volonlù (J•flran•JW rutlttm lllllt in. rolt· tioa), c " ' hanno le aulrche mrmomanie, r1 cui ca raltct•,• pri ucrpnle ò il comptroenlo coatto di azioni non m o ti vate o pure co:-:~t·rentt, cnrnt> la dipsomania, lu ciPJ•lo nw nia, lo piromani(l, ffli'Ofii'I.Jfalia (ÌtllpUii;;O è1 dire porolo SCOIICtl O OSCl'ne) P, qUt~IIO ello l' pii1 L(t·nve, l' impu.tso al :~uict'dio e all'omicidio.


u:.H

IUVIST \ Ul ~J.;YROP \TOLOGI A

;!Q !JnLt> o PS I CUSI Sl•.l\JPI.ICI ACUTE. - lJ11 lllOilt .ot· Luhlnwul.... ,., lo!lt•h' a mclto•1lu in dipeudt>nza li a11ln-111lo« t• caz.lnut • .tai.H però In J•rl!lii"P o!òoiziotte udiv•dua e del "1'-Lemo net·~o"O. -Stati mawaci. l.u mnnirr Jmr:r .iafJuRI·uuo O.!.!t t ll('~8IA COlO • forma 8 >'è; li C l"·i"l01J(I pero olei ca-i. !JIIIllllUIIfJUC la tllltl!giol' pa1·te dallli 8lflli mauiuci uon rappr~-ertli1111 clio !>ltulii u fa._i clt nlh·e (llt'lllt.!. La Ulfllllll c co;.lilultu dall' o:.oal· lamcuto morbo.:o ò1 ulll•• le fttcolla p!>tcbtche, t~lla ra p11lllil ~~~ u~ces-ioue dei cliver-i J•roce--i mf n tali, sino al puntu do rt.l--torne JIÌU o tnt•no t)"Cut·atu !u cosdenza. e dA t>cctlaru<·nf:• molnrto; il lnllu "opru 1111 fono lo emozi,male orùlmu·iawe.ul• al tep·,, ">l•tlt malineoniei Lo tllllltnrnnia propriamenl,. i•'·lla, o ltf • m lll.ta c co .. li tUtta ùu 11110 !-<l8lll dolcwoso dell' nt1inw, dH llll clolnre pstchko io~wsllfl;nto, che domllttl e disltu•IJn lullu Ju mentaltlu, cu"i cln rtlat•dnru t' quR-i dA inlerdit·o ì val'i fil'>· ce«si psichi•·•. t' ~pecialuwnle la i«l•·nzione e In volontà L ipucowl ria.~i o m et l mcon rt t poco111/rta~a é cp1ollo stato 111 t· li llt'OilH'O COIISO<:U liVO ti ~l'lllo\llZ,Ìf'J ni rnurbOSf' nei di VI' r E>i or~ulll cl!•llo vito vc•g-,•lullvu, for·~o percep lt• JIIÙ iolour-ameule. c ~pl!s"<o ullP~ot'ilznle in "'en!'o delir.ante. cosi ui1 "utTc•t'Pnlt• d1 •·alnrro gn ...lrtco ùira \li nv~t·o nel o !>;Jomaco un Anirnalt• cile lo ~t·nllio e lo mni'CJe ccc. Lo mafwconia senile, la neorw.tenJca, ;;pc•;;~o ciO\ n lA ad ttCC<'"'' mostut•balvrii, la n lo ehe "'' "'' {J fnllfl llllfl. rul'lllll Il pnrlt>, 1/lfll/11 ('()llÙl ma.'l/ttrfJ t(QI'ÌII, !'OliO Ili dipc•n lt>nzu dt 1'"8Urlllli!lllu. P «[Ualt-hc• volla anch" 11i iulo ..... •

C8liOIIt'. l.'amcn:a, cl•'llu o n eh • deme11 Jll m·uta, e me~lto conja:;ione ''''''Hale erm 3lltflitlita, iflupor<• pritotliro. torpo r e ct:rebrale, di.~nom e ··c ; è uno "~tlo moi'IJI)~O m t• nlale curall••t•tzzut

doll'itLifJ•J-~ibllitlo dt t'OOI'I11;81't! le 1 ie;o (confu<>ione) t) da wra ~lupi litu acut 1 c• d<1 .ii ..ol'lilll '-eu-.orlali. ~Ior ... elli la di\l clo in nmetua ~dUJ'Lrlrr a con{t~.~mnccle u ~econ la che predorn111n la ... tupulttu o lo cnufn~ion••. 1.» J renoJI :<~"fi~Orial~> •• pro lollu da un d stJrbo cl ei ceni t't ~eii-Ol'IAii, i <(HIIJI for'C "'0llo lunoJt l 1«~ir.i ù a ltri che flO""CtllO H.!II'O nuche ~ullt• vie pPrift>l'tche, clllllllll prodotti anorumlt .. ntlo l'ot•ma d1 nllucutationi c illu ... iOI JI «li lutl1 1 fien'<J A •tuc ... tl dt"'lurlti F-e,!.WC llllt) slnlo dt confustone o eli st·tpor•• po.<tt- n.lluc,wtorio, opplll'f' 1111 delirio clte può c"'"'cre anch• Sll'>tCJnotiz:wlo, e r.ho è ~ll't>llnmen le collegalo ai ùi ... tm·bt sensot·iHlt, ed in q ne !'IlO co~n pi;.rlia Il no nw di paranoia nlltter

natoria.


!UVISl'.\ DI \'EVlWI'ATOLOOU

525

.IY Gt\l'I'Po. l'SI COSI CHO;\ ICI18 PH l ~11 fl \'E F CON SI•.· CU l IVK - Pnranore. Ln paranoia 111 :.:eut'I'C è Ullil f,t•ma mnr ho"'n menlalo costituitn tla un tlellrì{J (JI'[ftWt;;;:ato «' si· sremnti;:a lo, il •1uale qualche vollH puo'1 ave•·•• anche l'uppnr~uzn •lclln lo~i··a, ma 1 fou•lalo ,u raJ,~ preme ... ~e . .\ ~ecotulu •'el cout~>nuto clclic·ante la paranoia ,:;i di ... t111gun iu : delirio di peru.cll:irme, di r,rande:::a, erotiC•J, rclifliO.'uJ, qucruloma~tia. 11 pnuin clt!i ,,uer lllnntt ecc. St può nvere an~he chu 1111 rl••· llr1o -.j o:·!!amz11 in modo a ·ulo. e llllloru In p(lrl/noia at'lltrc .. j uvvictnn n l altre furme morbo,;e, on•le ~i hn In JIO. r antli'l rnatwtca, malinconica, senl'lorial.. ,_, all11dnatorifl dì cui nllhillmn ~11'1 parlnl·•· e la f.WJOro.sa P.firvsi /'( r 1o·lwhe. La mnnta o la mnlin•·rtllin pn ~ono pc·e· "lllnr... j o 11\SCII lll 8 periOdi mrrnnlf'Z7.Alt t.Ja 111 O ~tudiO llller· vallnt't~ lurltlo, o si b.mno co~1 dne lnrrno tli;tsìcosì periodirlte, hl t.Sttltnw, uellu qnalt• SJ ripete lu u.nnio, t• la t/Pt•reR.~ìoa, 10 rui é In mnlmconia che semprP "ì t•ipole Oppur.- lll mautn e lu mal1uconia si pn<::sont> allerntli'L' fra tlì lt1rn nrì (wrindi cht• .. ; !-l'guono, co>'t dnnver•• t!O(·O unn fO!"o man •ca n mnlinconica una SE't'onda fase malinconico n mnnlnco, pt·o · ··e luht o "'"~uita tla un rerto lo ùi lu<'hlth~. e <III<'Sllll' la pa; .. ,a r'ÌIWJlrrri! . Ollrt' alla manin rt.l nlla tnnlin~.:olliU, può ~lllt·m·o •~el ciclo In paranoia, pnranoia cìrrolttN', uella qua P il JIPt'ioclo •li i'I'CIIamflnlo mnnia<'o o di depre<~l"ioue malittColll<'ll .. 1 td· Lcc·na "' •Il uno li delirio !>i'-lt>rnut zzaln. ~ou.. , il punto eli ,·i<::ta del decm·~ .. fl''""'oun enlrnre n fnt· I•Al'l" li 1(11~<''1.8 :'\Uddi\•1"-IOIH' le p.~ic·osi me.çlrU(l/i, cJw [!0" ..11110 H ... «umr•re tltv ... r-; · forme, come •h parar>m~>, d1 mnuin o malilll.'nuin, di frt..'no-,i isterictl o epilellicn, dipRomauUl, deplo· mnnin ec·c. L•• fl~r(!Oifi altrrnaMt proprtamenle ùctle "-1 possotlfl lmvnre 111 un ~~·nu numero lt -.tali psicopRLici, e Jll't·ialtn••nlt• uolln pazzin rslerica, epllellictl, \) UPUa f11\1'8lt"'i g~IIOI'fllt•. In que ... ta rorma morbosa "-Ì ha che gli slatt di crcilamento o di dupn'!~· 'ione si rtpelnno n gioi'Ui che "'' altenwnu con ~iorna le di lucitlilù qllll"i completa. f.'rt nf)Yì Benti i Ri!-<enlono sempre Jel ch·cfldtmenlo dol c:j. ~<ternu no1·vo<.o, B sono più frequanlenwn!A> :o;tali molinconici, tpucnuùt•iaci. mo qualche \'Olla arll'he fa.,i d1 Pccitamt•Ull maIIÌI'H: t, ~E'rnrwe però "Il lli un fon.to d~>menllflle, t1r.m1 n.za ·~''"le, onde si collegano collo tlivic;ionu se~ut•ule . .\wiì tlr tlemcn:oa: a) primitirn yiorantle, delta auche


lli\'I:,:r.\ JH ~Jt \' Itoi'\TOLOOL\

tlu••entia J•raeco:x, demcn.:a acrtln, e "}rPnia, /' t;;;;ia rltJI/n puberltc, idw;ta acctdentale o ae•t ,,H; t a, ne 11 c;j dtlTereruiu d nIlo ;,"t,er.dlismo se non in <Jilftllln che 'JliC"lo P. con:;tenit.., e •tuelln in,orae a 1\•po•·u cirlln pnb1 t·til; in qnf'o:lo i JII'O~'<' '"'I p~ichÌCÌ S (• llll S"ID!JI'6 St8ll Jm1li Pd tnCOtnpleli, \~ (]UÌII.it Ji ffi l'di li' t1UOVI> UC lllÌ"ÌZÌOIIÌ, Ìll l')llello, COtn(;' in IUlll !!Il •lati c'i clernpnm. In dt>cadenza Jl"khi< a fo ··••r.tere cio clw ·• e 1 A ·qui~-otalo c• nulln p1ù !'Il n:.r;ziun~o di nuovo ol put rmtOIIIO nlPtiiAle. g,._o ~i inizia <'Oil VAJ'ii sintomi deltranli, 1 n• (:nrnpaJ!un nd impul.-i !ltlltllnnei e l»nnina rapidamenl•' t'! t iCIIlt'IIZII

hl Drl,tCnt.a S"t:Ondari•l Comprende lulli ~l i --tnL1 d1 dt•· ,.,ltltmeulCI psichico c·onc;o>culi,·o ,.,, nllrP. rorrne m1.rbo men lnli, oleJie •JIItlil l'J'C~SO rnp( re«l1 111tt la (O!"C fìnale. CO~I ~l hn In dem-:nz11 ttrmi11ale twll'eptJe ... ~ sa, 11"118 rr.-no,i ., ' Il" 1r1ol ueiiA mania, nella pa1·anoin ecc. ~~ Gnt.:I'I'O. PSICOSI P.\ HAUTICHE.- È un ~rup111 !òlll· lonutltco, tr1 cui il smtomo pllrtlla~t. m teso nel S(~ rt ;;o Romnl•• , non sernp1·e f'i r·iflcun lrn (l). ncmen.::rt paralitica eia.~ Nil'"•

allrimenlt til>lta paralist pruarrq~tra, paralisi gen.er•1/e, • 1111 formo di IIHiellolimentn p-;tco-Hornaltco nPIJU rui Pltol o~ n lll(urnno in primo luo.w In "'iflltle. l'alcoolism". l'er.c<!""l\'11 l~tv<.ro mentAle (;' l'artrslt-.rno. olll'e nll'et·edità, ed •· cl t<. llnl• ola All••rnzioni analomo-pnlolos::rche "JIP.Ciali, l! da <>inl olllll pcaicltic· (•h l trio di ~ranJena t• dl'menza) l' <;o malie• (lt·e 1110 f.> tne.!Hll~liarrzll d f'Upillc, •l r-:arll•iu) carallt>rJ'-'Iol'Ì. {)~IJIC(I:O(( pa r a[t(tl'a /111 {Ùf(. J.O "ifilide, Ollt'C FIIJ'CH!Wrl' Ju cau .. n pit't l're•tuenlt• dello paralt-., fH't•:zrr«siva. das'-'tCH . pu" clar ltugo ad una !'Jndronw p-.lcO--;omal.l'a, do" ula a -.cll·t·• H ~ncd11l i <·lte mulliple, e ~tnO,.i monin:,ttw, che "Ì rli8COI'I l ll piu o uiPno dallo. fut·rnn vel'll eli pfl!•alisi gpnerale, onde fu dettu Rll"h•• pseu,lo-t•aralisi M lì itrca. lu que..,la, "'~ J•Ur•• 'i P, ti deliri•) dj grandeUH é Je~giOt'O, lll60li'B '"000 piil <;pÌCCAll l <li"'ltu·hi ~en<:oriali, alluctn8l.IOIII t'li iiJu.-inut. lino rnanìfe,.ta· Zt<)I)C ··nraltPristicu Iella pnrnli--t luetica ahlla'<lanza rretJIICIIlt' ò In for ma cJt>lla pa:J;ia Ctrt'olar". 1.11 termiii87ÌrtllP in dt•III CII /. 11 (: 1 111 rop11lo; ma vi po'<"CIJIO 6"'-l.'re anche de liP rem1' .. jmu. Cile Hl' ren Inno irregolart• l'an•lomenlo. Somalwilrn('nlo· l'O li O (H ;\on m~no•,tno peru mai le altt•ruirml anatom<l·(latolozirhe Ilei ro•no'll<~. unotn rttr<.~no «1Nl6 psi"'" dn le!intli mc~f••hclte.


IUVTST.\ DI ~I-:VIlOI' \ rcll.Or.H/1

fr·'lfll••utl le pto-.ì, 1l vomilC>, lo "lrllhiS!llo, clae nun SI h11nùo •run<>t 111Ri 111~1lo pnraJj,, da<:,.ira. /) ·men~a paraltlica alcoolrC•t e l"ulllllll) ru,.e deJJ'aiC(IO[i"'mu crncllco, .,,J ù anch'•·::-sa una vor·Jelù olclla purnh;;a prol!re,..stva. p ,.jchicameulo~ ù cara \lcriu.ala tla poro-... J... rni maniaci, da bn,.. ... 1 a ~tupitln delìrao .Ji ~rnnch::z1.n e tlt pc r-:ccnz.ont', cou illlncinOZIOI11 spPdali lall,li t' vi~i\ll di piccoli nnamah, ovvPro di inft•della) coniugali: e "nmHlwnmrnt•• eia in!;uf(lcJenze e rit"tmlinl rnolot·il, lrt.•anori, Anllaturo imhni'A7.Z8ln . di"At·Lria e .ta tll)lnt·l ed nltri falLI nevl'lllr•i Demr;n;;a t•aralitieta PnC• ra omafn,.wa, o post-t>miplr-IJicn, o [IOSI-flJ'Ofll ittt'·l : "i ha quaudo un fncolam eli rammoll11nento inleresc:a 1 ''••nlri ''sich ci. o ,:rrnn prHlt> clt•lle JÌhrt> a'"'''ciali\·c•, in m r•dn d~t• i cli\'f•r-.i fattc~r1 ri<'IIH meulalita non po,,..On•l piti ··oncora er e lil•r•rame11le alln f•ll'llllll.lolll' del pensceJ'O cb e 1• In "-in l·"' nruanuica dc1 \·ar• 1 er1'1•llt nllunli o rievoca!a. l.n l]"llll'll/,(1 [1111'1 eS!'\t'ftl pr ... cedUlll da f.c~i di ~rCilnmenlo IOUIIIIH'(I n

da (191'8111111< ACII In.

r,o Ci~<Ut't' O. P S ICOSI DA NEO ROSI.- C,Jucl'to gruppP <~l io· lo:.r · 1 puo ~•11np1'en lei'•• J,;. p111 Jl\'1'1'"1' 101'1116 cl nlleun~wue ITlt•lllll] (', & JI~ f[UOlt pe t'O Vtt!llfl Ìlllp!l l' lÌlO UII O fiS0111Hll a

cd 1111

~nlnralo "J'C'Ctaledalla lli-'\TO"i l'lw fnJ'IIIO il fowlo della P"icm:a,

Cn'-1 n~lla l"'~:;ia epiletltca ~i lrl)\'11110 l"ùmp r e le nole •·or nll~l'l"liche tldl'epìle,..e:ia. la impuJ ... •villi ~ la inl·•rmtllenza; nt!lln p.:u;ia istcru!a pre lomuann 1 !11 in<>laltih u e In er·t·uablhtn af-

feltrvn. eh,. "~ltlCI ti sube:tl'alo clr.llemp... rutnoulo io:;lo•racn. rwl111 fr eqllt•lllt lo• rnt'tll"' tfepr!'S'-'1\'e, tan tol !<0 l1'8llfl~i Jj nPUrllslCIIÌI\ re1·c1Jrn•e fJ11 8 1lltl <:pinolo. COli tl'n lonzn du pnrl•• rl.ell'111fermn nd inloa·ru·fllo re in seuso ipoCOIItlt•tACO lo f'en:-llZhlfll mole<~le oti vuoto el capo o da dolentia i11 'nrìe parti ( Il; nellA p~ieo.~i r.ort•crrt souo forme di t•crilfl· rnt•11to "dt d1<:ordine ruent.al~>, put· dtll'uF:inne Annrmale dello Rlluwlo, pnra a quello l'!t» tl\Tene twl campo motori • La cor "• di lfu n.fin.,,tmt si accomptlgno 11 dentl'nza procrr•!\siva. :-\t•l '~:lp l•'""'i8 t'Arce~!':O delil'lllllf', dt•• <>t può so!':liluirt> •·om· plt lnmeutc tlll'n ·ce:-"0 ronvu) ..i\'O, rl"!lurnt• varie fm·nte. che p~if!u!li flt!t'r!t.~lPfi.ÌI'a SOllfl JIÌÙ

lll l.:t 1111;:'" d~llf r.I(P {lsu ol:t 11olunl \'INil' m~Nl 111 reh71•>:11! ~•llln ne v~t•cun IP•t;:(ll lltr'ra.slettictl tU 1\r,,~p~llll), l' ttnalrhr 'olln c·~sa eiT~UJva meni•• ~1 m"nl!l'sta In <e;mt11 :ut f•aurirnt>nto llt·rvo u. o"n m~oea ('l•·rv Il

ron•hl •lr:;enl'rntlw.


..,j !"'":;Ouo r·uggruppan~ "Oll11 lo ofue Jenotutnaz.Jillli òi qrandc pi•:coio male intellettuale, e che COl'lilui~cono la I'Jitle$3tr&

c

!•·•i~!tica

!i" Gaui'I'O. Pl::IICO~ l TOSSICIJ K - Onta unn nrigiunt·io òebolezza d t> l !'t"lenl!l n'"'rvoso. t' ~re 'tnlmentP lu pora t'•'" Ì· !'Sl••nzn indi\ tdna le doli n ~'Orleccia c••t't•brnh•, t> facili• cl te •rue.oto, !'oUo l'inl1ttcllt8 di ..o,.lanze lo""' ·he provenienti olull'e,.lerno o elahor·nto n~!ll'orgatll"mo da .. p,.,ci11ll ballerii, rcH g i"CII nllo ~lunr o anormale 111 mr do dt!ltrttnlt? C11 dica::-1 ntlf'lti' del • ~ruppo !'ej..:-ot•nlt'. PRicosi pt.llflgrosc. N~.>lla pt>IIR~I'fl si possono OVPI'C nllt' uu:?ioni lllPnlali, acull.l ,. croniclu•. Le nrule ,., prP'<tlu!lwn O!'· oht Rrlflmenlt~ '-Otlu la tur1Jla d1 tlemert:a ("lupuliUI con alluci· noz1oru) o ppuro di nHtlittconia ·o n lPndenza al sui c d 10, e 11 11 1 o !<pe,.,o Ji pnranollf J•l•ll((qrvsa I 11 fot'mll nonica piil rontlllltl t.: In demt!n;a J•Ciln-,r():.•r. e fJtl/ll r uno hn !•ar·lnlo anchu olr 1 a· t·ali~t prO< re~

tra p(ll/ngro>sa. Psicosì akonlica. lu C"'!'a s1 lwnun le fnrm speciflcho•, prn· prle d1 qut JO<Ia inLM~-i t t'flZt!1n , f> lt• fo•·rne enn1uni Ili ftlwnazinu•· mentale. La lllln~c::icnllono pull C""' !l'e ar.uln E" cronica l.'nt·ull !!Ì pr•e;;;enta C•Jtna delirio alcooltc:•J, dtt• è la forma pr•rillca, oppure come la comune manie, rrutliucouia con teudenza nl suicidio, demt~nza HCIIla, o fJ'enn~i c::en"<nr·iale. Il delirio oleoolir·o ocutfJ ... , pull A""l'llllt!41iA.re tld una paranoia alhtrlitt~lot·in

ncuta, a coulenulù ter•••lìco "" .,.e,..~ual • depresstvn. nnd«' l'in f1.wmo vedo fln1Mne, l'lnugue, e poi vt>tle l'inf,•delta delln llto~lio, <~i St'nte mulilore i 1-:'"llilnli. ere. Questo delirio put'1 ruppru c::entare aucht> uua fal't· dell'alcoolismo cr•onico, t·d 111 •JtH"·l • cn"o può 8""'Utnerc In forma di dt•llrio dt ~~andPZ7.B o di l" r "-ecu1.iuoe. L'nlcuolt.~mu er onicu t'Allllprencle esso pure fot·me comuni di P"'icoo.i. marun, m11lmronia c paranoia, l'd ha pot rome forrua "'P>JCifka ti del;ritl1ì1 trcmnts, colle clll'"'ch" al· lucinazioni di lutti 1 8611f"i, sempl'l' nelll' it.lt>nltcbe rormc, topi, stelle cadenti, corpi t'Slranei ::;ulla pelle, cattivi otlcll'i e ~o­ pori, ecc. Psieosi morflnirn: è caraHertua a da t'llllj:!tamenlo di umort· melliludinL fil lavoro. perdita th memoru.1, insonnia, th•ltquu, tremore, e po• da allucinaziont latlili o della sen!"ibtltlll ~c­ nerale o cenoo.lcsi. P!licost eol'ainicfl. ~t->i sintomi <~amatici somiglia ul morfi· nismo, tranne che, invece di mto~i, produce midrtUsi; nei :;111


R TTISTA DI :S EVROPA.TOLOClU

62\1

tomi p ichici è C'ara tter izznlfl dal lielrrlo di gelo!lia, ~pe~so erJnsecutivo ad allucinozioni \'Ì!IIVC o ntl1tive chi' or ientano la mente in (jUel ~enso. -;-o GRLI'r>O. P SICOSl INFETTI VE. l ùislur bi mentali piit ··omun. eh • "Ì hanno in se,.:uilo ali(' inlo!<sicezioru ballPriche t:ono il ùelil'io }Jlù o mAno fugace, la ullucmo1.1oni di ''8rJo gt'nere, la ronfmwma mentale, o aJmPno rottun<ilmenlo della •·osci~>n7.11. Le infe1.ion1 che fHÙ farilmenlc danno luu~o o quelllP r.. rmc ~i p ico,i, •·he s. po "ono rav vJc;marc all"ament..a, allo 1•aranoia atula, allu llemen:tu primat·io ed alla franosi !lOn:.orinle, sono In febbr·e puerperalo, !a polmonite, reresipela, la rAbbin, il tifo, il voiuolo. In ;;carloUinn. l'intluenzo, il 1 eurnot .... rno articolar·e. l·• malarta Psicosi rln srjllitlt•. La :ltjtfid• • ert dr tar m tardica, secondo IIAm!'n, put•t> può es~ere la ·· ansa Iii uno <~Loto ùementi&IEI utollo unalogo a qn,.llo dello ptn•alisJ progresc;iva. M a nello · ltldio r~cenle de l'infczion•• «i può aH•re una ror ma <~peciole d1 mali nconia ipocondr1aca, dntla sifilot"obùt, con rttsi ò1 e!>ioltnmen lo e d1 81\J.rii'ICiu. e qual<:he voltn con leudcnze omidde •' l'IUJcide. Delirio acuto, t/Plirro •Jrar:c, pa;;ia acuta mm tale : t• una fm·m fl dì nlìeoozinne meutnle chn I'Ol'J.rt: twuturnente coll'a" !·eUn •t'uno malattia Jnfetlivn, CHl'&lll't'izznla dn l'orte fl'L)ht•t' t• eia <>inlom1 d1 111Lenc:n l'Ct'llll!.ionc c.-.rebralf', a lit o moniacornuvul 1\'0. Que!<LI fnr'mH,I'III• 6 la piu •·omuue e la più gruvt>, i· in tfl pendeozn d1 unn f•H·Ie ipi'I'Nlliu allivu Cl"t'ebrul,., L'lltl " econli11 I'Ot•ma ,. !'nntrodi:-;l ir.la eia rllllt! di irt•ilflztont• mPnn inten"n. P ìn<>iemernt>nl, cl n lo_·pnre. ha olecm·su meno orulo l1•bbrr' meno alln, n f'Un uv••rt~ l'c~ìlo in d,.m~Hza, nwulre lo primt\ l' quasi "<t>mpro fulnlt>. La noiA analurno-patoiOJ.!ÌCH di •ttteo.;tn ,~ In iper••min PM"'<~Va del o.!crvf'llo c rt .. lle nll'lltngi. J<: lemenlo per:-1li • cu u~al• rlel do>llr o aruto r3r" r.hl 9in l ru ìcr·Mguui>~mo cnpf'l'~l' •la Binnehi o Piccminì. A. M. C 1:-:1 -

Nuove p ropeletà. tosslohe e terapeutiohe delslero d i eangue dogll epUettJct e loro appllou.toni pratlohe. - (/tir.i,qtu .~Jil't'ìmentaf, dr /rcnwfria, !orno l !l- IV, LHOI).

Que lo slutii". che ha rnllo vincere oli'.\ . 1l concur"G internuzwnole totlello da :! anni t.htlla Cratq roton'J jor ef'ilf!ptics dt New-York pct· il111iglior lavoro lPo r JCO·pratir·o sullo 3}


JUV'IS'l'.l DI !\EVROPATOLOGIA

cura dt·lla t!.prless1a, mer rla dr (''3:'tWO conosciuto con qualche dellaRiio dAi l'OIIe~hi dt>ll'e'-er·cito. Fautore rl<'ll» ll•oria autoto ~..;ica nella epiles"ra comune (1) e convinto che i fenomeni epaleltici, almeno in ~vr11n paJlc, «ono duvuLI u pro•loltr tossiCI c1r .,,Janll nell'organi'-mo, l A . ha rivolto la ~ua ullenzrone sul sier·o di san#!ue degh t>pilethci, 11 •l quale d •vrebl~ro conlener«r 10 •{U&nlit.A varia i principr opiletlog.,ni comnui, e ne ba studiato l'azione con l'iniettarru~ plCCt le do~• in Allri eprlettrcr per <'ercare di d... terminare ~ <-ostot·u prc>pr·ietu aolrlo~~ica e curAtivu. ~la i r isultati rum furono ~o.t,h~r'acenli, pt•rch•· le iniezioni o rimasero, ir.attrve, ovver·o cau arono fenom~ui d' inlo""s•cameolo r·iu o nrcn, f!r8Vl. Dunque i I'ISultall ullennlt rompmvano che nel l"8!1,:tlle tle[.{li ••ptlcllici 6"1SL6\'0IIO non princtpl ant lO~<ltCI nel ver 1 sen~n della parola con caratleri iderrtict a qu,.Jh d61 l"iert microbicr, ma un lo<~..;ic·o prob&brlmenle ~pectfico, cile man. 1 nell'sn~ue degl'wdtvtdui uorlllolì. Allora l'A ccr·cò di stucliar·e ''' pi'Oprielà immunizzanti dolio stesso tossico eprleltogeno, Pil'er<'nndo ~e, mercè le iniez1oni pl:ogreE»sivalllenLtl ripeluLc cl i si oro di ~Angue de!!li epilelltci, t<i poteva t•r•ndert> l'or~anisrno di un epilelttcu pii:J refrullar·to all'azioue nocivu del medesimo tos~tco, che in lu1 circola llbitualrnenle. Sp~:>rtmentll dappl'ima !~ulle cavi~ e quando ' dc che que te non ri"~ontivano tlunno, anzt ct·es•·e,·ano di pe!lu, passo agli Pprlelti<'i, it11etlanclu in alcun1 ti l<it?ro dc sau .. ue dr altr•o Pp:tellico, in allrr quello .l t'Il' iutli\iduo ste~so, ull~­ nuto con uu sala<~so fattogli clualche gin1·no pt•ima. PresceJ..u lu rei(JOne de1 (.'lulel, l'eguentlo le rtgoroc:P m 1 me .tell'a"-ep:;;r e dell'antil-'epsi, adoperò in priuct[IIO 3-5 cc. di c:ie•·o (161' P"i Hl (; rb<apoto th!t tlu" sonv l cuncctll (•rÌII'Iflall. ron i quati "' e el'rt:ato •li

r01lÌIUUull

Sl'l~ì!art• l• palugrn~<l •l•lh <'IHI""'a !:• 'iUIO<. L'uoo 3ffiiDell.<' Ull:\ •• nurrnalt, t<10~enlla flella rurt••trlr\ c••rt•IJralt•, 1•er cu1 le relluln ululri••• ,1 lr<>· van J 111 ~lato tli t"}uthllrtu l.• lui~ P. tJaunv hHl!u p··rh• lirarnenll! alla scann <;Onlub~>a, for••t

<ltto ltnnu~nz.~ d• un'alteraltOIIo> dt•l ctr~u o -angui::ru). L'altro,

p1u mwlt'mo, allrlbul-.•t~ ma~stma 111liiOrl.1117.a art

uno stato anormale tlt•l ri ·

c.unlllu rnat•·r•alf\ 1 p<>r tul ttru.Jia nell"ufl.'"IIOI>Itlu nn,.,,,,•., •onvul,sllaott'. llalh ru<ion• 1h •tu•··tt d.ut· tevn~ ne ,. n•nllat.a nru ten:a - are<' l tata tlai r•lu con In. •tuale SI nmm~uc· che 1!1 U(lilc<sla •l•JlPnriA dall'arlone cootf'mr•oraue• di lotti ,. tlu~ qup,u rauur•. c chll>. un 1·c1enu ~eneratu dal riramblo mat• rtal". lnnu~ndo 'opm una C<~rteccla

r.rrel<r.tlo anurmalmt•nte cu~lltuita, <111 luo);o ac

ft'nomeul l'<HIYUIShi. IJunle del due ft~ltort nhltia mna-t.:ior,.

importanza; tll ctte nMura ''' 11 veleno ••ttliNtogeno, clw proclu•·• que3la autoinro.;sirazione, sono 11roblerU1 tuttora Insoluti.


Rf\'lSTA DI XEVROP\'l'OLOGIA

681

..rm·are a 10-20 cr.. per volla nel pe1·ioolo dì 30-iO giorni cirra: nel primo mec;e rece le iniezioni con l'lllter-.allo d• quolcho ;:•orno ed a do•-. p1·ogressh·e, in quelli successivi la doo~o t·ompJeo.;<.: iva ru porlttta a d 80-90 ed a nche 100 cc. La CUI'8 vc>llllC\ tontinuata fìnt) a eh .. i vanLag~i conRtoj:tuili raglo{iunc.:et·o il loro massimo, come potava dec;umel·t~i dallo sta to th u IUÌIibrio ;.;labile delle condizioni gene1·ali del soggello e tlttl foltu (•he l'or~m.,mo Cf' ...sava di reag1r c. Furono IO 1di ep1leUici <-oltopo">ll all'••..perimeolo t: ... c •Ili di \&rin età, lra 1 pm {?l'avi e da an m convul<>i\·anli. Dei meclo"lmì l'A. ra la c;loria, ne traccia ti diar io tlu••aote la cura flpedfira, notA i rll"ullali, m ba~e ai quali distingue co"llorn tn ptelli con esito po!ttlico e 'fUelli con eqao negalioo. OPI prim1 (~) m entrl! alcuni, Jopo ec:sere rimasti per poco IPmpo in uno '-Ialo mvar•abile. ::-i adattarono pr~"to alln cur·a. altt•i da priucipio presenlarono renumeni 1l' ioto<>"'icttmento acuto, che "Comparvero tn lfl g1orni. pc> l' dar luogo ad un proftressivo miglioramento rhelanLe<~l con l'aumPnto d•,l p~so del corpo, con In di mi nuzione o la A••omparsa tli qualsiu~i eli· l"LuL•bo della vita or•ganica e di quellA di relazione, dei di Rlu rbi psich•ci, di o~ru manifeslazione epilettica. Quelli con r isdlaLo negativo (l) dnp(ll'lma r·eagirono alle iniezioni, ma. dopo la t·risi tran~itor1a di bellf'<;<.:ot·e generale, diminuirono nel peso del cor po. rnen•re qi ag!!ravarono 1 di"tlll'bl della vtla o r~auica e di quella di rulaziono, pe~l-POra· rono le funzroni psich•cl1e e l~ mantfe<~lazioni eptl~>~liche, addivenendo que!\te più numero<~•• ed intense. L'A. cr ede di poter ammetter,• fin d'Ma che la èllU':48 di l(ueqti dtver~i eff,.tlì ri-<ieia nell'or;:rani"mo me<!eqimo dell'individuo sottopo1;t0 alla cura Crò u conrermato Jul rauo che •JU&Icuno di •1uelli con r1sultalo negativo fu trallato con lllieziom di ;.;iet•o eli c:ttngue di altro epil..ttico e con fJU8ll•• llt "lero tol tQ da lui sles!"O, e sta con le une, s1a con lu allrc on.tò -.empr·e peggiOrando. E confermato niLr•esi dall'osservazione •Il ùue bimbe epilettiche gr?vi (con mNiia d1 100 e plll a ccessi crm vulsivi n~>l mese), trottate con siPro ,JI altro (•pllt•tltco ; una miglis>rò fin da principio autnl'lllando di pe~o ed avendo minor numero di occe<>si, l'altra peg~oriorò sl'mpre, diminuendo rli pe ..o ed avendo rnaf,!gior num~ro di acce<.:si convu(•qvi. S JM dunque condizioni indiviJuoll. roppre.c:entotc ror e dolio l'rec.lilat·iela del male, dalla preco ~e comparsa dellu epile~l'H a ; donde il corollario pratico. che ptlr le forme eredi~arie, svi·


Rl\'t sT.\ D I ~ 1-:YROPATOLOGIA

luppale!'li fin dalla prima mfanzia, il trattamenln <~peCLLJco art•bbs meno indicttlo, che p•·r qul'lle acqui!"il•J e J 1nta l'ecente. E 1'.\ . crl'de pur e <h poter um metle1·e che Jl potere antie· pilellico sia p ropr io del ~iero d 1 sangue delrepilellic~ e non del .;;iero umano in ~enct·e. per che, avendo solloposlo 6 epl· lellici ad iniezioni continua lo di siero ùt sa ngue tollo da n· dividui normali, rleRsi p r•estm tm·nrw inva riaLn le condiztolli gent•rali, il peso ùel corpo, le crisi epilettiche. ~ Secondo il suo rnodo dt \ecJt>re, t prinetpl epalt•lloA"etti J'Rp· prr~enlano la esage1·nztoue eh fllcum principi fisiologici Clt'eolanli abalual menle nell'orf!'Oilt"~tno c.nno; soltanto co~i pn6 "Ptf>S?arst come le iniei'iOnJ eh q.tern di <>aogue t!' indi\llu not·mnle diAwl fenomE'nt 8q."ni am•no gra,·i dt qttelli otteuulr con le iniezioni di sit•ro epilettico in coloro, che e::li ha eiA"'· "'illca.ti con e~ilo negativo. La diminuzione e la scompat•c:a dHJie manifestazioni t>ptlPtltche ~~ poc:sono spie~arc <~on la eventuale immunizztlZtOIIl per adatl8lll6UtO ai {OSSit:l t<~pÌIOllOr{ùlli. f principi flUiVI dt•J sìer·o di ~ungue de~li epilettici twn ltanno un Vtllor e VA Cc 1 nanto, rna sono r·ico!'<ltluenti e teropt'utict. Il rniglinram~>n t" delle condizioni del rtcttmhto nutrtll\o rapprel'enta. in une:, Al fatti O'i"'!'r vali, il r tlor no allo '!ilo lo normale degli elenH nt1 organici, 1 qua li, allet·tJli io 1111 Jato sen<~o costituivano pr.,hn· btlrnpnte la ,ede dt elnt.orazion,.. ,J,•ì principi toc:,.,ici eptlettlct f• perciò rarpre:&en tavano In Lla~t- anatomiC"a dPlla eptlo ..... Il comune. Questo prtn<:ìpio Allivu pUl~ consrtlerar;<t un semplrc•• prwcipio stimolante clt>gh AlLi d1•l rH'ambto e nnn va pPt'ClÒ roufu<~o con quei principt ault~lo~sici. cltP si ammettono per i "•e•·t immunizzanti di naluru llllcrohi<·t~ e che cosllluli-roun ìl fo nda mento della sier o-tet·npia modeJ·na. Aurhe gli esili ne#l&livi poc:sono <~piegarsi con lo <~lt~!'l •o priuctplo ,timola nle Infatti, '-C le condizioni palologtclll' ttt· 1tividuali q.ono lalt dA pernwllPr e a~li elemenlt cellulari eli r81\!!Ìl'o allo stimolo, si ha P•~tlo po~ilivo, cioè, un orumtnmenlo o ti ritorno dei metlt>~imt 111 pnrle od m toto allo ...tAt 1 fl ...iolo::icn; c. e de::;"(' invece non permeltono tale rea1.ionc, i ha ('.;;ilo neualivo, ctoe, gLI elem«.:lllt anatomici acqui"lano unA tpe•·nt!lvitt't patolot:tca con cou~ecultvn tperproduzione !IP.i pt•tttctpt eptletlogeni ctrcolanti uel ,.,f'lllllUO dell'epilettico. E con lo ~tesso priucipio !<limolante possono ~piegnrc:i i miglioramenti otteuul1 con J'aulo·sief'n·Lerapia. Se non rlle.


an qu~.: •>!tl cac:o, lraltan losi ti~l medesimo "•et·o di :sangue, che allo s lalo tisiolo,:rico gia circolava J1&1l'indP<Iduo ~<o llopo,.,to alle mu:•zJnn• 111 m.oùo inerte e che poi ha dimostrato la pro· prietu anz id~>tta, bi,..or.na arn melten • che aLbul ac•1uistato la propr1elil s tunolanle t~ol o dal momen to in cui cessa di esser e umor e fi~iologico, cioè, cessa d i circolai'& uc>i va si e viene in contalto con l'nmb•ente esterno. Ouuque il l'oncetlo di un p•·inclpio Hl imolante può spiegare 11 roeccanit>mo dei d1ve rsi risultati olteuuti; clesso, forse sollo l' inl!ucnza nervosa , tl capace ora eh ult ~IÌIJra re, ora di pegJ.dm•nre g li alti del ricambio roalerinle u le ma n•festaz•onJ 111orho"'" degli epilettici. l f!illi cl'iu to~--•camento acuto e trun«itono, o-.c;er vati in a lcuni c.> pileltici tllle prime iniezioni, po.. :,~on'l inle•·pelra rsi coma una c ri~i dì adallameulo aln1wvo to,l<ico immesso nell'orgam<.mo eptlt>Ll!co. E s iccome fur()no --oltan lo osservau a ·lopl'ra nd u le iniPziou i di siero tollo dB ttllro epilettico e non ~iii nelle aulointezioni, cosi può a • nmelle t·~i che i detti fenomeni so11o da a.Ur rbuirsi, non alla qua nLilA clt•l tossico e pilelll'l~eno, u1a a possibi li variazioni inùividuuli es istenti nella ualur·n bro-chrmtca del sier o medesimt>. In concluMione, nel sangue tlegli epileUici esistono d ue prin-cipi althi, ch.. per le diver "e ,.tJ opposte propr iei.A vanno con~i·lerali tlt natura e di orrgtne drll~rente; - uno drcol~t .allo stulo Jibero ed è dotato Ji propl'ieta pura mente tossiche, che si manife.,tuuo con le iniezioni del s iero di sangue di uu t> pileltrco in ullro e pilettico, l'ollro crr cola allo stato la tente eù è dotalo di pt•op riolll stimolanti tn queg li elementi cellular·J, iu cui "' com piono le funziOni del ricam bio. pt·opr ielà , che t'Il lll8nlfestano inietta ndo ripetu tn meu te ed a lungo il 8il'ro di san ~u o di un epilettico s ia in un altro epileLlico , sia nell'llpilt•llico medesimo; - i pr incipr slimnlanli possono mo· dilìcare gli ath del r·•cam bio c le ma nifestozroni epilettiche, Ageu.lo or·a come ricostituenh• e te••a peutico , ora come debi· ht.:mtP ~ venefico; -la iliver·~illi di azione e legata a condiztoni "'pecia h ort!aniche dell' indh·i,luo. cui " ' fanno le iniezioni, rn udizioni fJUasi del tutto sconosciul~.


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RIVISTA CHIRURGICA l

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E . G \ I.LOIS e P. PtOLLET. - La laoerazlonl vaaool&rl da fratture ohlue della olavloola. A propoalto d'un oaao d'aoeuruma. &rterlo·venoso oonseoutlyo a. llll&.frattura lodlretta della olavtoola destra. - {R f•t•ru de t 'hi.ruruie, n. 7-8, 1901). Gli ,\,\. mtttano tl loro lavoro ncrennandn alle r arihì ù••lle !estoni dei vasi del collo por frattua•e della clavicola, !fOtlenùo ess1 di uo'hnmunltà parlicnlare P""'' la loro J.!OSiuone, a rn 'Ot) che HOil st tra tti d1 un pro•ettile o di altt·o cor po vulnrrant~ che leda i vasi dopo t'rallural.o l'o"lso. Hic·ordata la poca o nes~uno conMceoza che ~li antichi chirur•gi avl'vano •I•·Ua pos~tbtlil.8 di 11ueste le~ion1, citano i la\ or i di Oupu) tr·fln, JacquPmier, l!:rich'lell, Flower ed Uolcke e poi quelli romplelt di Mercier, Champomier e Fabre. Dopo queste <·on'liùerazioni gh AA. riferiscono la sloria clinica di un 1nfermo uel cJuale, in "le~ulo a caduta da un multllo e rorle urto per Let·ra della spalla de~l ra es~endost avuta rrattm·a della clavicola, dopo tollo l'apparecchio unmobiljzzante ('Onl'lal.ossi il non avvenutu con -oliùa meolo e la rormaz•one di un aneu r isma. E sseutiO!'I mnnirt><>lula inllammatione pu••ulen ta dell'ematoma. aneurismatico, per la minac ·ia di una s~llico-pienlla, intervengono coll'rrtlcnztone dt op~r·are la legatura dt>l vaso o dei va i al d1 sopra, ma, ~up ravvenu la tw'imponente emorragia, malgrado 3pac~:;;sero ampiamente il sacco, e riu-rtsl'ero a cl ollenore l'cntoslai>i, l'mdividuo moriva 4 ore dopo l'allo operutivo. A ll'aulop•da cnnRtel.twono nr·l frammento e~t~ruo la !':'esenza dt una ~cheggia. acul.is<~unn, tagliente, la cui punta ar· l'ivava a.l una larga lacerazione della vena succlavia. Per rneuo Iii que~l8 lacerazione la Yt>na .. i continuava nel sacco aueuri~malico, menar!? l'arteriu, conservando il suo normale tragitto, vi comunicava per una Sll'ella a pertura. Dopo aver e rtporla to le <~lot·te cliniche di Il ca~i dt le~toni vascohH'J per l'l'alture doli a clavicola, osservati da allr·• autur•,


RIVISTA CRJRUROlOA

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ve ngono alla conclu~ioM cùe 6 posstbile la fet·1ta della ,:riu· mterna, p1u lrerpJenta qualla della vena succlovia. rara quella dell'arLu1·ia: la vena succlav1a é ferita Ol'dmaria· manl~ ruor1 degli ~caleni. l'al'leru\ fra quesli : cont11zione (~nasi essenziale lo violeuzu del lraumnLismo. Dolio studio analmno- palologico di'Ile rratlure della davicnht Jtli AA. ·ledu••ono rhc le Crallnre p• r cauqa dirella od m .lireLta intere«,ano c::empre la porte med1a, o l'unione del 11. medio c •l 1 ' ec::tc>ruo, che sono o schP~giata od oblique. che MilO le E~Chl'~~le o l'el'trematti uguzza del frammento t~::>Le ru o che lt•dono i va..,i. Dnlle espel'ienze sul cadaver1•, fatte pe1' risolvere In que· <~ !lono del pe•·rhc:! dt>lla rat·ità di tali le-;mni, !!li AA. hanno vh;Lo che a vas• vuot•, mal~Jrado la rruttura comminulivn pro lolla, nou c::i o mai a\;uto lesione va'- ·olare. che o::i t; uvuta 'IU81lt!O p1'l'\'t'llliV8ltlente 1 vasi erano ~tali inieUali col "6go, coudì~ione questa !iella ripieoeun d~>i vo"• cho si ba !'lui vivo per lo sforzo istintivo, violento che accompag:na la caduta. Altr e conclu.;;ioni ricava le (la 'lll''"tc espcrienzt> souo. l'i m· po~qibilit.c'l di rno rcat1 spo!ilamenLI flllch!') Il muscolo succlavio e l ar•onevro<li ct•rvi<'ale media «ieuo inlnlli: la neCI'....ilu cho il moncone dPLia palla "in portato in n vanti ed in ba<l~O. che l'arteria è inlares~ala quando lo !ìcaleoo anteriore ò la· cerato, e che ~ meno frf''}uentemcnte le"a e~"ewlo da es<>o protetta. N,.J ca.,o dagli AA. rtret·it() lo ..:caleno ~ra appunto lllCI!T'fltO. Pa<:~san lo alla "intomalologia, dislinguMo la lac<>razione rlella vena Phe dà lu0go oJ un vAsto Pmaloma pulsante iso· cronamenlo al cuore, con o::offio continuo con rinfor~i t"~O­ crnnl al polqo. dalle ferile dell'~trl .. rta eh(' danno 1 smlomi cornnni rlell'aneuri<lma, e rla quPlle "imultanee Jell'artPrta o della vena che dùnno luogo all'ancurio;;ma a rlero- veno!'lo di eu • cat•allet•i ... tico il fremtlo ecl ti soffio continuo a rmforzi s is tolici. Lo progn!><~i é infaustu. In rtuanlo all'inlorvenlo, gli A.\. credono che nelle ferale llelln veon debba U"ors• la forcipre~sut•a e le~alura: nell'ematoma aneurismatico da fertta doll'erlerio, sempr e grove ~ c hf) llnon\ ba avuto e~ito infausto, non credono si debba al. le nrlP re, usfln~lo le inH~zioui di gl'latina per il pericolo di una "et hco- piemia, ma si debba iute n t> n ire aprendosa una largu via rl i acceco~o, anco colla disart•colazione del fa·amrnenlo in gular~


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IUVI~TA Cllllil r~OICA

terno della rlavkola, e •1umrli fari! In legatUI1l cd u,;por&.are il tumore aneuri,..matico. Benché molto più gravi, pure ancl:c nl!~li aneut'IHlli artero-venosi, dtnn nz t nll'indicazio11e vtlale t'epulano giuRliticalo l'inler wnto t'lw ~arA lo Rleso;o t•he per ~~~ aneu1·i 1m1 a rte!'iol'li. E F

Nuovo prooeuo per l' anesteala gene rale ool oloraro dl etile. - (O,ue.tt,.. des 1/t!J.ilfuu •

l\1. \IALUERBI . -

ollobr·· W Il). L'uso del clnt·uro d1 eltle con ~t • arw,tettco ~enc ra lo ,. da data mollo receul•~, rimonlandn !'!Ollnnlo al 18!1~ qunndn venne per lal •wopo adoperAlu IH prsma volt11 dal pt•ol't•,..~orc vou Hackt•J' d' l nn,..pr uck. L Bulnrt' dvpo prahCAlu l ili an~:;.te..c;ie gf•n&l'Aii con l;tle ~n~lnnza, r iliorw cho es~o pos:-r. pre"enlare lltlll't•"ercnio pr-.l'ico dt•J r••alì vaoi.A~~ti: luh ,.a. rahbero tu pkctolu clo&e d1 ane1<Letwo ianpit?:,rala (•111 2 a i J:l'.), la rap1 lila d•'lln nRrCf'ISI (olleaula 10 1111 periodo d1 lornp•• va••iabile dA 10 a 40 ~Pco ndi); il ~nn no ant•slelico lrnnquillo, senza ciaoos1, ~enza a;.!llazione, senw ::-oli\'aZJone ne lagTI· mRzione e senzn \'Otnilo Il •·isvPgho è rapuhc:suno c l 1 rnalah pos,..onu toslo ru uover~i e.eot.u per• colo d 1 sincopi' Da ullimo l'alilfl, .topo l'oneste:-ia. nnn pr•"eni.A akun n•IOr l' speciale. l•f a.nuale Operatieu - La::;Cillle da [•8110 l~ maschl're, hlll:il,t una somplico compressu piegata 111 'tualLs·o, che viunc ap .. pOftfrÌ~Jla sulla " Uperfktt' pulma•·e, l'o~~l ala a ctmt·uvilt\, della mano de"~ll'&. Su tAle comps·e!<sfl "Ì cliri~e 11 :::ello ti ù 16 LubJ di C'lor uro oli etile, lubì che OJ'cliHAI'I8menle bCr \0011 oll'a neslesia locnlt•. "'econdo l etn llt>l '-O..{!.!ellu, ba,.tano du :! a -1- gr. d1 hrtuulo Allora, ~woza pe1·der tempo, f'i applic:c la compre~stt ... ut na,.n P sulla boccn ciel pazteote, ualurallnenle cot'tcalo 1n decubito dorsHle, anvìtundolo a fat·o tlollt •nsuit•atioui profmtJ(\, f.: assolu tament e nece5sario non f'a•·gla J'e~pi rarc 'tell'al·io. (.)uantlo i maluli l'suno ùdlc fot•li m~pì1·t; z1oni oi esnettuuo tlell~ ~rida, ,·ome uvv1cne nPi ranciulll, es~i ,.·addormentano rou u11a raJlidilà !<Orprendenle, 1la 111 a 15 secondt. Talvolta accade cho tnluni maiali, ce..,Hllto <h r e,.,pirAre per qualche ~econtio; ùa~ta allora '-Ollcvar~ leg ~ermen le, quind1 rinpphcat·e lm>lo lo compt·os~a, per vcdcl'l1 Cnre immedialarnenl.t> uua in ~piru:t.tOHo p1·nfonda, l>eguila dn


RIVI::.TA ORlKt.:ROIOA

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altr·e in,..plrol:ÌOni rPgolari, ed in una ventina di -.ecoodi l'ane..,le::.ìo o completa, l:'enza eho 'fUo~i mai ""' d"bba rlcor-

l't!re 9 1! alll'll liquido. I segni clte permcllono d1 riconoscere la narcosi eonlpletu sono poco r·il evanli . ERsa e caraltei'ÌZZilla dal I'ÌiosAalnento dei ffiU!-ICOii, in tal ca-.o, non prt•rcùuto da un p• l'iodo di conlrazioui, ed inoltre dal ritmo rc~pm1lo1·io che e rt•ftolare. accompagnato talvolta da un rus~are leggicro. Da ultuno la mauo che racupt·e la ~ompre:o>'a pt·ova une sen&azione tli evaporaziono fredda che nE-l movnoentì l'i'pi ratorii del narrotizzato pas:-:a ls·a l(' dita ,lei na1'cotiuator e. Lt1 faccm 1·ilnan6 quas1 sempre normale. talora l>Ì con~eRLiona leg'gemHlnlo; la pupilla é 1111 po' dilatata e qh occhi inseus1btli ul tnlto "-Ono spt>sAo r•uolali 1n alto. Se :;l•prolunSta ttllut\ltlo l'oper nl:IOne, p»r e\'itat·~ il rnwe!!ho. ,..j rìlon111 a versare. nello sl•~sso mocJo della pmna volla, ,uiJtt compru-..,a, una nuova •(Uanbta di cl01·uro c.li etile (circa 2 qr) e cosi pt>r tre o I(UO.th·o volte se ciò è nece~­ sm·io. Rinnovnndo co~ l ltL dosi in medio ogni cinque rninul1, con 15 r;trolllmi ,1, ltquid<>, si l10 lompo !JÌU che suffirionto pt!r praticare numerosr rm·t'nlt• opet·aztona dellft darata di diPcJ, qumc.lrc1, vanta, venLICIII•(U(' minuti. Traltando'lt <l'operazioni eh•• lubbono clurare un tempo piu lun~o. l'autore continua l' nw .. tesra, sostituendo la prima com pt•es!-a lrnpre).!nata d• cloruro eli etile con un'altra, sulla quale ver~a del cl01•oform1o npplicandola ugualmente sulla bocca e sul na~-10 del malato ~e nzA lasciarlo rcspi1·are dell'At•ia, co::~i c·outinuando col uwlodo delle piccolo dosi senza n ria. Secon lo l'autore i vunta~~i pr.-... t>nlah 11all' ane"'tl.l.. la geuerale ron al cloruro di eltle consister ebbero pr mltt nella ...emphc•tll, poo;;cia nell' innocuitu liS~oluta. Rae~ce praticatnenle uttli-.-.iruo nella chirur;.eu1 mfanhle, nella 11Uole l'autore con ~oli 10 ;.\'rommi eli ancslct•co p1•aticò perfino se1 operaziolli. Da ullimo of'fc·o il vantaggio della r·apidilù con lo qual~ fil olliene una narcosi pe1·fetla1taento inommsiva e ''he pel'm••lle da praticare le piu doloro"" operazioni. 1!: lollo da ullirno qualsio'-'i pericolo di '-IIICOpe e si guadaFtnn lullo il tempo, spe~tso mollo rilevante. r•rcliieslo oalle or·clinarao anef-lle~ae geut.lreli med1ante il elororormio. G. B.


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RIVI Si A DI OTO-RINO-LARI NGOIATRIA Sull' e tlologla o • al trattamento d el pollpl uaull LACK, BAUEA , SI'ZSCER, PARKLil, I>ONELAN, ScAN~s­ SrrcER, DE SANTI, TILLEY, TIIOMSON, P oweLL, \VAGGETt .

HILL. GRA'H, Bo'lo, WYATT-\VrNGnAVE, HALL ( 01c::cu~-

.... iooe ella Società lerin~ol<lf(ICA th Londra - SPdula dt•l • 7 dict>mbr e 1900. Re()ue hebdofllatlaire de laryna , elt· n. H-13, 190 1).- BAR RAGO C1AR KLLA Uber r/1•rz nlcht :~eltenen Rej unrl rrm Bla~lom!Jce/!•n bet Schleimpulr;{'l!fl der :\11se (ArC'hio Jzi r Lar yfi!J., ~.p. i8!J).- COHHE .... Vbi!r dw "'lfll! t'plasie, die fKll'Jfi'J~e Degenerati6n der mUtleren Musellel, die :Vasenpolypen ~tnrl ilt r e 8f':Jif!lmngen Zl(n knoeh~>rnen Tltedt (/P.<J Siebbein•·' ( A. t't!/11n jiir Laryng., Er!>lar Band, pa~. 2XO) - Rio islo llinti"CJCII, per il dotl. L. RuoANI, LeneuLe rnrdico. Le varie tPorie sulla patogene~<i tll•i pohpi nasali sin qui dJ· . cu~<~e, si po-.~ono rm,..<~umerè nelle <~e _~tu eu li : fo Che i polipi ltlucosi non !'liano che la derivoziono dr una llogo::li cronica nella muco!'lo. !'II'Ovocali talora da rinohl•, 1 er irritaziorw r·o<~ta ntt•

2• Che derivino dalla s uppurozione dt>i <~eni, <~ia per pro·

paj.çazione del pr·oceR::;o all'istmo dAl sono rnnscellar·e, 11ia pPt' uno scolo nella cavitil nasale proveniente da un'ompiema dPI «eno frontale. :~· Che aùh1ano ori~1ne dalla pre'>enza d1 blaslomtccti oPItorno dei pohpi, i n vocando~ un nes110 Cfllt"ale tra ~li uni e gli altri in con"lderaZJCme dell'inti mo rappurto col te" uto po· hpo<~o e delln costante <:.ede aJiu 1Cl'ift>rin della neoforrnaziontl e clell'infiuenza che Rembr·aoo el'et'CilSI'O :>ul nucleo o :-ull'lll· ler·n cellula. \• C h e pr·o"engono da un'elmoiJtle uecro~anle (L"or 1A dt>llu lesiont os11ee) o che il polipo sta ùa considerar"i como una fll)mplice por·zione di mucos() edematosa e che que~lo etlema sia il l'isull.nlo dì un'affezione dcll'o«so sollu~ lantc . BRominanùo le accennale teorie noi ' 'erliamo che il catarro nn«ale da moll1 é r itenuto non c;ia la cau<:a, ma l'effetto ch'i pollpt nasali per la !SOs:tuenli ra gion1:


RIVI..,TA DI OTQ-RJ);Q-1,\RThGOUTRIA

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a) i pohpi .,i ~v:luppano 111 fU&Ile pttrti deUa muco~a in cui per )l) più e~istouo poche Lr accie di catarro; b) non 81 sviluppano ma1 ~ul lurbmalo mferiore che é il più !<pe<isO colpilo ùa catarro; e) pot'sono e~iste re senza lA compar tecipAzione del catarro nasale, d) !-li svolp:ono L'lll'ameule prima dt>lla puberte, ciot\ 'JU&ndo sono più rari i catarr1. In concluc:ione l'i•·ritaz10ne non sarebbe che la cau"a occa,ionale. Nemroen('l :.1 può portare come c~mc;a direlta l'empiamo tlei sem rnascellare e frontttle, l!l&cché ~mlunlo ltt. fiogo<~i si mantiene ne1 liro1l1 dtquesla cavitù non ha luo~u alcun sviluppo dei polipi. c1o che avviene uon appeua il procec; .. o "i propugfl PJ invad~ la mucosa na· sale. L'ussolulo ma11canza dei pulipi ne1 neonati esclude pure la pos;ib1lil8 dt neoformazioni conjl'enlle. 11 vaiOI'P poi de1 blaslomiccli è n~rgidl molto thc;cuqso, per non dire ne,:tato, pmché f)1la~i luUi propendono a credere che ~~ lralli da granuli alterali lumefAUI d1 leucociti e eli cellule m•granll. La magg1or parle degli osRt>rvutori ha oggi dimoqtralo che l'o"so solLoslanlu si punto d'itÌtpinulo tlel polipo nac;ale è necr osa lo e che ~<i ha sovente a•ec1di va allorcùè Sl praticò la semplice ablaz1one dt>l tumore. Coloro poi che ummetlono ... , trnll1 di un'edema localizzato ali o:<.so necrosntv, lo pr•o,·ano mediante l' os-t rvazlone clinica a) e colresame micr'oscopico b). n) Clinicamenl•• hanno os!'t•rvato toLti i pas~agg1 tra un'edema della mucosa ed un polipo· edema leggero -edema loco lizzA lo pl'onunziaLo- polipo :>ossile a largo ba!>e e polipo pedunculaln tapico. E' semplicemente una quesliune di ga·ado. h) l <~tolog•carnenle il polipo l• costituito da les~uto fibroso le""o, nelle C'Ui maglie contiene un li11Uido "Ìaroso con vasi e ;:tlua ndol••, rn"nlre il Lumore é rivestito dall' epitelio normale tic• Ile mucose, ..i ha CJOt• eh& e"'"O è co!>hluiLo du muCO'~a nor mali•, da una certa quanlllà <li essuda li imflamma lorl, d11 ~o~iern e cellult• rotonde, di p111 ogni polipo pm;sa nella sua eslreçnilà a poco a poco nella mucosa oorntale. Rig uardo a llA lesione O!;"en vione amme ·sa un'oqteitc r·arerace nle. Il proce~~o s' iniz•a con prolirerazione cellulat•o sullo strato profondo di'l periosuo; qua a la appariscono uurnero8e cel· lule osleobla ... liche in conloLio coll'ol!lso che gradualmente ili· vadono for mando d<'lle piccole rPli Ir regolari ai IJordi. Al


f>!()

RlYJ::-TA DI Ol'Q-RJXO-LARJ~GOUTRIA

tempo ste,<~o pure la c~llule osst-e iugro... sano, diven,.ron•• piu numet·o~o e dan11o all'osso un 'appt\l'ettza cellula re Comt• que~lo pi'OCe"~so dell'o~leile si E:stende, I'O"~SO lermtntl col diSI{I'CO:a l·qi eù i frammenti c1rccmdali dtt o~nt Ialo dn o,..leo: bla<~li, sono lentamente du:;trutli ed a<> ... orhllt. L'inizio di'l proces...o <>i manife!ò•.er•ebl.le l'OD un' tnllannnaZJOne acuta dellu tegiono ehnoidale ò ciò particolarmente nellt> for·mu ~r·a' i Pd antiche a s~ocutle a va•·ie a lfeztouJ (eresipela, HllluenzA, sinlitle, tubercolosi, s u ppu raWJD~-' dei • ;.eni ecc). Per concludere st può rilener·e -che nei ca"i st>mphct i 1 olipi na<~nli -.i"no i prodolli di un • s utlalo flogistico su~ro::.o della muco"a, mentre noi casi multipli e t·ecidivanll tale mtìammaztono troYasi localiuat.a nell'osso, ove talol'll s• può t•isconLrare la «ola infiammazione del perio«tio e del te"~"lllO midollat'tl, ma spesso unche pP rtO~lilo IH'oliferante od osteile o~teopla t1cu L'affez•one ossea, come in aiiJ·e o<o.so, può comincia1·e nell'osso stesso in seguito a malallta infetti\'& (ti fo, sco rla tlina, ecc.). o per pr opagazione alle 0"~!\8 dalla nmcO!-<U del naso o dt>J seui. P er il decor so e la terapm la sede del processo e clel ma,simo ...atore : se è malata la sola mucosa basta l' a"~po rta ­ zione dei polipi e muCo!\a malata, se invece la :."ede della malaLlll\ è nell'oss(·, l'etmoide deve t>ssere aspo rtato per quanto •' molAto. La malAttia dell'oss•) è ammissibile ctuando dopo uno e portuziOno l!ner:.r•c.; e r•pelula dt>J pol1pi, compare la rscn.liva. A riguardo del trattamento tli tali turnOI't, ecce"-«1\&menle rrequenlt, 1 vari ,·asi st po,.sono t•iassumure in quaUI'O~(ruppi: 1° Casi ove non esi~>lono che uno o due polipi d• an tica data i quolt non presenlo11o aucora alc~tn ~ogoo di ofl'ezione acuta e dove la lesione •· iniz1ale. In casi simili può bastare l'ablaz.Jone sen.plice coll' auc:a fredda da prt>fUI'Jrsi olrau;;a galvanica . Raramente ~~ lm r ecidtva. 2" Cas• ~'em[Jiict di lesiono ossea con pt'!'COce lumel'azione dell'eslt'emilà aoterio•·e olel cor·nello medio, con edema della mucosa solloslanle e for111azione di polipi nl prtmo " Ladio. T utta la por"tJone ulteraln dev·e;.se•·e allora tolta. t' ciò !:lÌ esegue med:aulo l'amputazione classie<l dall'estr emità llttteriore o di unR porzione pìu estesa del cornello medio.


ll1Vl1"T\ DJ OTO·nt~Q..L.\RIXGOI \TIU.\

;,..u

:l' Ca'l O\ t' 11011 esistl• che un piccolo uu mt• ro dì 1nhp1

ed una l e st!/118 o!lAea cir coscrilln. Si pof-<<:~ono togliere 1 polipi <'olran!'8 e quindi raschiare l'osso all'ello, ed aspor tare il cor·nPito 1nPdio, se e nPce<>'l8rln pt·a tirnre un passa~e,llio ummalala. ~· Casi c.h lec.ioui os<>ee dilfu'-c nei •tnali una gran parte clell'elmoide e inva"a da numero<~ì polipi e dovA s' 1mpone un'operazione •·ad t<·Hie. In tali ca'<i una ~empiH'H abluzione rle1 polipi é seow uliJilà, poiché recidi\'Ano. J.(u•k <>egue un metodo operali\'o ratlicale il qunle, :-ebbene sia <~lato tt<~sai discu-aso. oggi • U138lo dm 1•iiJ. 'l aie proct>rlirnenlo operati,•o, tranne alrune modilrcaziour, sombi'R sia idenlico a quello Reguìlo in Cernuwia ed ln~hil­ lerra SinO clal 1k!l5. L 'operat1om· e condotta nelle <>èguente muniera : ~at•colizzetn l'infermo .. i procede ad un rigCiro!<o e~ame .JeJin r•egiOIIt' e!moicllll6 coll'aiuto dt>l ditO, Ollo)t> rendersi conio, pe t• tJuanlo i1 pos;~ibile, tlatl'c~tton~ione dt>l prort•l'l::.o mol'hoso. Se il cor netto medio el'i!•l•'. "'Ì to~Iierfl 11 me~7.o di 1111 t·ollt•llo a doppio te .... lio. ed 1 J:t·o, ....i poUpi "''n·anr•o e~til'pal co11 una p1nza, come l'lAraonn uccuratameni~J ra ..cbiate lulte le mas<~e latPr tli dell't!lmoìch•. In tale rnnuiera ~i tolr-onu i ,.trOS!;>Ì polipi, la rna"'!;>8 del!euel·ata ed 11 "CquA>~lro. Di lanlu in tanto ~<i intl'oùuce il dito per render~i conto del pro~retliro 1lell' alln operativo e per ....entirP ,.,... t'"'l"lono aucora •lei frurnment d'osso, deJ pt>1.Zeltt di parti rnolll e ~i conlillUPru a 1·aschiar~ sino all'ablnl.ionc~ complt>la tlt tutto 11 tes~utc. friabile. Le partr '<ane dell'èlmoulo ~nranno ral'ilnlf n le ricono~ciul• coll'a iuto do l dito e del ('Ucchia io, pet·cJtt.J sono liscio, resi"lPnlt e da11no pocn pre"'A ul collello. NPI C8"0 in cui lulla In pat·tc po... teriore tlell'ehnot•le non !:'Ili atltH'e&la, J' opernuo!le ..., prntil'lwrll pon .. ndo Il pa1jenle concuto di flnnco, t• lo ~paz•o rPtr o-na ... ale sora tomponoto con una s:rro~sa .~pugna. L'ernorragtn M\l'à frenata t·ol lamponatnt.'ulo ùel oe<:on 1116d:a nt~ g&t'7.8 itobevuta itt $<1iCPrina joclnfot•mizznla e Il' rnedicalure .._j continueranno pt•:- 1 2- 1~> g1orn1. I l perio.Jo posi-operatorio nella ma_ •ioranza dei cal'i ~i svC\I!:!e sent.a fo•bbre. lalvolla ,..i hanno numPrMe granulaZIOni esubl•ranti, lt> quah t:{•·neralmenlt• <>pat'hcono da l'B. Nollo spa7.trJ da r1- ? sellimane nella pat·le l'upel'iore dr.l naso ~i no ella rPJttOnt~


R I VISTA DI OCULI-.rt OA ~i forma

una ca,·•lu -.eccu r•veslìla di mucm:a --ana o bene Otl61't.!llle. Questa op(•rnzione é per lo più t'«enle da ogni p •ru·olo. per ò talvolta «i può avere edema palpebrnle, otat,.. suppuraUva acuta, enlOI'I'Agio, ascesso orhttnrJO, schoh: {speciahnente nei vecchi), m~>ningite, ecc. l risultati, 111 quanto concerne la re •'• hv11, non polrehherv es!"ere pìu bi'liiAnll, ment re quando l'opera zaone ru esel{lllla coll'nn-.a si ebbe in\'ttrlabilmt•nle rapelizione del lutnOit'. Sa., &!lgiunga che il metodo del Lack non pr oduce Yerunu nltel'ttziolle nei ~en«i tlel gusto e ùell'otrnllo o dà il ' ''H1Loggi<1 di diminuire lf' numel'ose sedute P"r lo innanzi nece~ arie nei C8!'1l di le~ioni estese, alfOl'CIII• f'i U>~8V8 l' 81l«a freddu o l'lUIM ~aha11ica. Pea· conchiudere ~• puo ralenel'c che l'operazionP. uuuu lA men te descl'atla, é indicata in tulll 1 CSf'i ti i pohp1 t.lel nn!'lo. o ve esiste lt>"'ÌùnO ec;tesa dell'Ptntoide, doYe altr• me loda op•·r&tÌ\'Ì fur·onO inulalmenle SS!.!'Uili, t•d 1''-'ÌSLe <>oppor8/.10ilt' di cellule elmoadali o di altre cavità accessorie .le! naso.

RlVISTA DI OCULISTICA Parallal tra.uma.tloa del plooolo obliquo (A rchiot•S d'opldrtlmologte, HIOI, n. !1).

TF.RSON. -

Le paralisi ll'aumatiche cl e1 mu... coh oculari <>ono t·a ru e, nella m&gf'ior parte dei casi, hanno una o ri~ine intrael·an~t•a. ln viA ecceziunnle illl-aumali~mo mlet·e a diNtlamente l'm· ~erzaone del mu«colo sul glo&o oculare; t• lìnalmeole la pa· ralisi traumatica può seguir·e ad una violenza esercitAlo noil'orbita. sul suo morgiuc• o~seo u sull ~ os3a della rncc1&. A leu n i casi· souo vrramen te i m poa·tanti per la loro IOt!ttlizzazionc pr<!CJ"O, cù il caso riferito tlall' A Il ~:l é un esempao. Tr.lltl8\'asi da un gao' inetto d1 1:1 anni, al 'luale, poca n• lo l'Oli un ~uo compo::nn, ricevette da qur. to una forte• teslotn s ul ma1·~ine infer iore d··ll'orbila s111it=~lra: pocbi mlllula tlopo il trauma. egla '>l 8l'CM<:e di YS•Iere Joppio. L'esame r~ce COil·

'-\L&Lare un ccchimo"l palpebrale roco estesa e una Joggicra


1UVIST \ DI OOULI'-TIC.\

&-..1:3

tumefazione della palpebt·a iuC·r·iore e Jella guancia sinistra: la palpazione cttli~ente del margine o r bilaltl infertnre di quec:to lato f••ce rlle,•art> anzi tutto una mas);a dura dolente alla pr·essrone, coslltuita da l pet•ioc;;tro t umefalto e teso f01•su da Wl ematoma; f'ece rilevare, inol lre,cho l'orlo tag liente del margllle orbtlale mft•rJIJt'e prt•"entava uua ~pecie d1 fessura, •· chP la presc:ione l'Ili punto tumefallo che lt• l'ovrastava, face,·a av,·erlire uuu ma~_.iorc dm·ezza e tle:-Lava oolore. com e ,..è si e"ercitu:-sfl ~opr·u una scheggu\ ~po,..tata. L o stud1o della diplopia provo che esisteva una parnh 1 del muscolo tH·ccssorio dell'clevar.ioue •• non del muscolo prmcipale, o, 111 nllr i termini, una pll 1'8li<~i del piccolo obliquo (<liplopr ~l omonima la fAlsa nnmagmo più alta e Cfln l'estremtla c:uperiore inc linata in allo e 111 fuori). 11 decot''IO dt•lla mulallia fu beniguo, e nel tet·roioe di due roesi, anchu '""nza il "oc ·nr::o tlell'eletlrizzazione melodica, la diplopia scumparve dr~l tullo c i mu\'imenli dell'occhio ritornarono not·mall. Si lrntlil .Junque di una pora.lt..,i lraumaltca del ptrcolo ohli•tno, m ollo J•r·ohabilmenle dO\'IILH allo spautlimenlo siero-~an ­ J;tuigno mollo Abbondante, cons!'c!Utivo ad unu fe!lc;u ra del m.ar~ine ot•bti.Mw ed estec;o linn al muse<>lo oc.l al c;uo lilarnentll mu·vr>l"ll. Il volumr· d ..LJu sd•eg~ia e1·a ltthnentc ptccolo d1e non è probnb1le ehe e<~~>a f-lle<>"a abb1a punto il ner\'0 o leso ti mu,.colu Questa localrnazrmw LI·autnattca o eh 1--'Tanùe interec:se, anzilullo perch•, l~ pttt•aJic;;i isolnle d~>l piccolo obli((UO- traumatiche o spontanee- c;ono e!llremum«:onte rare; in secondo luogo, par·ché nei rasi anlicln ed inru1·abilr, la diplopia put'l Oll!•nuar;:;i, sp11rire n mo lifìcarst, od 111!-lor~ono allora dello• deviazioni !:'ecorvlane dovute sia ad uno ~>lt•a.bic:mo secondat'IO lell altr'occhio "''" n rdr·azioni antn~(>llt"Le, le 'luali mac;cher·ano la lesw1w pr inllltva e ne 1·~n Inno difficile la cha guosi, conlrat·ramcnt,. a •JH .n lo '-Ì verrfica Ile i casi recunli e dtlr~otentemeu lc osc:et·vali, corno ù quello rifet•tlo doll'autot•e. Lo ~tu lw di cosi ~imili pr·ov11, inoltre, la rt•nlltì d!11lt1 par aliM traumatica isolata del !IICI'olo oblùttw, C' la po<~sihiltlà Joallo ~ua ruprcla gual·tgtOuc, IIH'IIIl'•' ~ noto •1uanlo '~Ìano le· naci cerLt• paralisi traumatiche dt!i muscoli oculor·ì, e <>p!!SSo anch ' mcunshili, come le pa1•uhst mtracr&nidte. FmaiOlt>nle, la possibili tu d'unii porali~r del p1ccolo obhquo deve essere reoo/q, r mcn.le asrgiuula alla sintomulologra !5pesso co~r complicala (esoftalmo. enoflaltM, amauro"i, les1oni del


nervo ottioo, ecc.) tJe,Je t.•vnwsioni e t/elle j rmture del mar .'line orbilttle; e tue~ l'ultimo punto - ··ome ognun vede rne rì ta l'allcnzJOne 11..1 chtrur#Io· E. 1'.

L& peyonJna nelle a1l'ez1onJ ooulart - (1'hlrapiP m•:dil·a e ru~""e, 11 l, 1'101).

"'HR:-oOFP. -

L'Autore trae le seguenti ~nnclu~ioni doli~ "Ile e.."'perienze in propo"'ito: 1" L'aua...,le><ia prodotta dalla paroni11u è ropuJa e tluratura~ 2" L' inif•zionc e l'edema pt'O\'O•·ati 1la ...oluztoni coneehlral • h peronina 'o •l c 1ll~tderevoli . wa -.j altenuOJl(l di lllOilo ,·on l'u«n eli -.oluzior.i ùebnli, le •tuoli, dPI re'ilo, dinlll<'t un·aue ... lPsia ,.;ufli~lenlu. a• Per 6\"Ìtare, pt•r quanto è ['ll<\Sibilt•. l'o.lema. non hi<\0/ZOO iniellat·e che una !:accia :-ola. in due o tre• ''nlte, ,Jt una "~OIUI.ìont> al •;. p. 100. 4• Lu N'rooinn fa contrarre In pup1lla ; 6'-''fl t! l'ontag nio;ta do•U'all'npir a, tJ abba.... lA pro...stone "Sngui~no. 5' La paroninn ,.., ul gint"no d'oJ!!!i, il ooolo ageute au t'· qlelico l quale pos><e~ga a proprwlt\ \li •nlt·srre la pupillA e dt abh:J""'Ilre la pres~ione san~uia-na. F.. T.

Rl\ IST .\. DI A~AT01H1 E FISIOLOGL\ NORMALE E PATOLOGICA

Le albumlnurle flalologlche. - Rioista ~intetiN del clollor 1, R :\lARturTJ-BtA:-iC H, lt>nonle medit"O.

In que--li ullimt tempi ,..ono compat•..,j parecchi la\'Ori "U or!!ornento, la t'U mp~trLnut.a pel m•·· dico é gr•antlill~irna, ..riact'lu'l dallu cono~ccnza e..ttlta rli es!'o .iipend•~ il ;;iuootu a pprez7.a•nenlc' "u al•·une albuminuria che p'l,.; ... ooo rt-.conlro~• oc•llll pralt a Nell'urinn normale. oo('t·ondu •l St>n&lor. e.-;i~te una piccQiioo<\Hna Lracria di albumi n!\. ma queqta non i! s\elahile coi metodt comuni d'indagine, ma lutto al più con reattivi .. ensiblli•"•im'. come quello « 1 <:;p; ~ler. di 'fanrel c !'1mili. Un

<}UC"'Io int .. re.,,.nnlt\


NCIR'I \LF. 1•: PATOl..OG!C\

aumento dt que!'Jla mintma ll•accta di alhumtnn puo o::~sPr­ varsi dopo g-rantli fatiche cnu.;;colari, dopo lnngh~ mat·cu•, dopo str apazzi corporei in ~eoere. U n altro elemento copace di provocarè l'eliminazione di «luanlìta s~usibili .ii albumine è il frerl o Su 'fU'i!!!tO argo· mento sono slaLe esegUILe numerose ed accurAto ricet·,·he dnl Hem- P.cci lPoficlinleo, <Jez. me.iira, 1901. N. 9), ti quale hu po~ulo constatare cnme 1 ba~ni freJdi 11.1 disotto dt 12"-13•, auche se la loro d1tl'1tbl si limiti a 3 mt uli, Jli'O\•ocano ttuast costantemeoto I'elirninHzione di quantità t.lt albumina rileYaLiJi ancl.te c.oi t•t>aLlivi d'uso ordinhrio in cJumtca r.limca (lleazioue d'HeUe~·), e taJoru s· ggiun~enli il 0,15 p. 1000. l tna lemper ulura ndl'ucquu superiore a 13•, ma 110n sorpassante 1 :!Qe>. può pro lurre albuminuru.J. ma occot·r.. in tal caso ··he Il bagno ùut·i piu ùt 15 minult. Una teropBra~ura snperiot·e non ps·uvoca ptù Il fetHHnen<~. L' t:omparsu dcll'ai!JumntR t'! moll•> rapidN; llOpù un h11;;no di Hl mmult allo ternperalura d1 lO•,:, l'A. ha vtslo compHrire l'ulb.mtina dopo 1l minuli. .\ uclte la scomptu·sa u rapida, «in poche or e a un giot•no dopo ìl ba~uo. · ·

Quanto ttlla palogen.. st di

quc~ta

nlhunt1nuria l'autore

esclude eh•~ possa rhpentlor~ tla stHsl renate, coruu put't• d a cambi·•menlt molecol ••rt dell'all>uuun~:~ circolante in modo da farla, ns,;omigltaro all'nlbumllla d'uovo, ""' rptal ca...o, come \'eJ r·etno in scgutLo, que,.ta sarebbe espulsa dol1'or·~anismu come un.- sostanza esi rane3. i;; pure poco probobtle che J'all>u n)inut•ia a fri']Ore dipenrla ùa emolisi, poirhè i n tul caso vt tlovs•ebb& essealj contemporant>l\ urouilinuria, la tjuale inveco non sl ossorva mai, ed ugualmeute è da escludt>T·st l'or·rgme lo-..stca, perchc; èr diffictle conct!ptre la pt·oduzione di un veleno per una nziono che dura appena Lre minuti. Seconùo l'autore adutoquè si Ll'allt•rèbbr> di un'albuminuria da causa ner\'O~>O, sM•ond" lo quale r itupre,stoue culanea lt·a<>messa al centri vert•t>bb•1 rt11essa sul rene o pt'r l a vtu del vago O del SlmpaltCO. Uu'alhurtnnurin che si puù considerore co111e fì~iologtca, IJUanlunqu· leffala a un distut·bo di'Ile VJO dtg•·t·enlt, l! qutdla d1e fu ol>ser vata ùat Kobler i11 ~a!<t dt copl·Oslasi durata porecehì ginr nt: io questi casi il Kohler os,.ervò la scomr)ar·'-a ùt>ll'albuminuria cullll <~compnl'ire uella coprostasi. In ba!'le a ttue"L(• o~s(>r•vazioni il W alle t·~Lcin (Berl. klin Woelumschri/t 19tH, N. 21) l.m voluto rtcer~at·e sptH'tmenlalmente l'influenza 35


UlVl:->1'.\ DI A~ \TO~IIA Y. ll'J-;JOLOGI.\

ciell11 coproslasi ar·lificiale ~ui reni, c per n(.Lenerla sì é set·vito del prcli'8!>.SO nel Posrwt•, L'cwclnsioue trleccnnica cio!'> tlalrapertura nnale. Nei conr~li gui dopo 2~ ore costatò fieli' urina lievi lrl\c•·e tli alhuminn, e la •ruantitù di essa aumenti'• nt::r ;rinrni '-UCCC"''•Wi, finché cii "'01j lo dopo ~ giorni :-i obbP. la morta olell'anirnalc. :\el cuui non si OS"CI'VÒ mai clirninaziono di albumina. tino al 5°- ll0 giorno iu cur gli animnli vennero sacr·iflcali. ~ opportuno r·ic;ordare che !'lÌ uer C!llli cr1me nei ··nnr~li 4.

os!'enò cilindruria (ciJin,Jri ialini, gt•onulosi, epit••linll), e nll'e~nmu micro~copico dr.r r·cni <::i costnlorc1no le~i11ni mollo :;tra\'i. A jll'OfiO"JtO di <JU~!-.l8 OS~tW\'8ZÌOJJÌ, t'l IWI'C8S81'io lt•tt61' Jll't'· s~nlr• •tnal,.. l'norme dill'et'OII7.8 esisln fJ·a una CO(II'<lslasi clu• si osF>at·vn talora nell'uomo, o quello nrtiliciale pt·odotta ùal '\'nllarstcin nei ~uoi animuh ::;r cornpron•le infatlr come in IJUc~li CII SÌ si do,·esse produr·re un' into~<~icazionc gravi"'simn tlell'or~nnisnJU; ma in o~ni modo le rwerche del \\ nller.stein dimo!;lr·t~uo chi.' uu'orr~rue AnAloga ctehhono aver·u 14• olbumiuul'ic os!lervate dnl Kohler nello cnpr•ostasi clu• ~ì può o~­ ~er"are nell'uomo. Ec:Lte una ,: •e-:ie di alhulllinuria clw ~i può r·ì~contrar·e, sempre rrrnanendo nel carnpo lì!:'rolo~re•l P~sa •·• slnlrl cilramals in drver"'ì modi, com•• aflmmin.tll'ì(l intermWt•ntt·, malrtltit~ rlel Pa('IJ (essendo t<lolo il Pa'') l'Ire pel prinro la de· scrt!'-Hl), a lown nuria eiclit:a. allmmtnu ri" orto.~tntiea. Questo ~ruppo tlì niLnlllinurìe, poicho etr... uivnmenle si trotta di un gt·uppo mollo coulplt·~so, do\'ulo u cau"e multiple o iu parle uon hen dPiltnte, l'li osser\'u prevalcutemente rll'!i r.rìovalll, per· In piu nevrt,palici e apparlen•·nli a famiglie ueuro-arlritiche. Molli hnruw n' uln convul~ioni da bamhini e pre'-~t!lllan r• nole dt liufuti,.ruo. Sr é osservata aucht! una for111n J'omiliare di •fUO!'l•l album uur·ta; infatti il Lorult• la Lt·ovò in ,::ette mem· bri ùcllu ~te.,;oa famiglia. 11 ('fti'Hllere e~>!<enliale i· tfuetlo di ini7.ìur·"i al mattino, dopo quakhc tempo che l' indi\'iduo si .~ nlutlo dal letto, rnentr·e ba~lu il r·iposo in po.,i:r.ione ol'izzontal•·. pt·rchè l'alhurninurio rapi<lnmenle "Compara. n Yirc (Titè"e ùc Ll'UII, l!lill) che '-8 n'è O~cupolo. i\lft rms che ba'-laiiO 5-15 rnmuli dr ~t1.1zione erellu per produrre in alcu11i casi un'elimi11azione di olbumina piu o mtmo irtlensa;


'\llll"\IAI.f~ l~

t

P\ rOL(II,Ji).\

51 i

il mag-gior• ternptl neces.,.Rrio ru nelle os~erva1.ior11 del Virt• di lt'l' JU8l'li cJ',lra Dr solito egli non OS"rr,·ò che una sLanc hPzza note,·olfl, mai urcmia, i:'tlemi, ipdrtt·ofin th cuore. S"· cr,ndo ìl Vrre lu pro!!llo,.r • bPnrgua, por. h col ~'rC"Cere d,•JI'elil il fenomeno scoruparo o si Rllonua, e 11011 !lÌ é mHi Cl"~ervate la lruotformazione tlì q ne, ti l'enomeoi in u11a nefrile . Co<:iechr' l'aulOI'e ritiene elle non pru it!"ponca tl ·~onh·arrt• ut•fr·rli per Pau••· iuter,·orreuti. Anche I'Edel (\lun~h mcd Woeh ., I!JOI, ~ 4/l-1.7 <:i è occupato del l'argouH'Illo cd hn potr.Lo cnslulaJ•e che mentre nl nltlltiiiO, I oco do ' nlznlr l tto, gli indh·rdui t•liminano unn quanltti.t notevole h album na. i1tvoco tlnpo il fllt lo 'Jue,.lR d~tn rnui~cc c talora <:compnr c. Un'al ont ·a,· re,ole c pure ~pi<'galn dall'ucatutn rli polu~'<io, il qunle tì1cenrlo aumenlar·c l'ul'ina, fa drmrnnire l'albumina. Un eflèllo identico si ullierre rner re ru~o dei bugni caldi . Que.,Li rimedi ollre a fat· <:compariN l'albuminA. fanno m•~;liorare lo condizrom ùolla circola7.1one, come è dimo,lr ato dal pol~o. il 4!U81•· ,-j l'tt piir forlt· e plir f1·equPn t e.

La .treta dt>ve e~"ere ahhondante, ricCll, u1a di cibi sani. L'a utore ,..j ludt• poi in specral modo dello sommiru'-'lrazion•• <h due o tre lane di !alle IIJ••zz'IJI'O, l1·<· quarti •l'ora prirnn d'alzm·-.i, l nnHrc gioveranno esercrz1 melodici IUU"<'olari. non •· cr.es~< i vi. Circa la pato::cnesi di •tue.::ta curÌO"II forma rli olhuminurJU, ~i e giu ddlo quale inf1uenz<~ e"'ercilino l'erf"diti.t e le condi· zioni gtner·ali ~1:a l nti. l n'rnlluenza n• l •voh. pare l'e"tTcllr l'ure la vitn ilt'l)entoria In •·ornpleseo lluve rileuPI'Ri che Ri trnLli di un di ... turbo vu.,ornolorio, in 111 ll\·idu1 in cui e~i:4n unn -.peciule atonia va-.culr,r·e. Sulla SCPlln elci r.ibi per 1f118t'li indi\ it!Ui é opportuno fare '}IIOk Il' 0~"•'1'\87.ÌOile. ~el {'R~h preotcl'llli daJI'Fdel <òOIJO <l'lll'li del luLLn (>~eluse lo uova. Lu ragione di ctò n fo r-.u l'rpo,tu ìn ulcune ric»rchr, fra cui IJO~lle di SIMkwi" e tl1 Olt, i quali honno rlimo ... tral<l che dopn l'ur;:eslione di albu-

lllllra cl'uovo c1·uda pu•' a' t•t·>-i uu' alhumtnurrA. dtl è meno o" denle 1er· l'lnlroduzion•• cl! uo\'a clllle Es1"Le dunque una album inuria alimentare. ùt~IIA tJUOie lo ~piegozrone ri..,ictler cbbf> nel ratto che l'ovo-nlbumìna rnppresenterebhe corne uua :oosla nza PLer ouerwn nel saugue, In 'lualu devu essere eliminala. E In pt·o"a ~per uuentale li ciò e'isle da temp<•, avouelo V erdell r o Gabbr ùunoslr alo tln dal I HU6 che 113 i n r~:~-


5!F>

1! l VI!-:T \ Ili A '0..1.'1'0~1 LA. 1•: fi'lsiOt,OUL\ NOR:\f,\.LF. El't'.

?.IO Ili !11 alhUOllllM oleiJ'U0\"0 pt·o.Jucono a lbuminuria. Que ~to cono!>renzf\ é lllflllo imp()J'ltlllle, pet• ·he ~ervit·ù di ~oruidfl nulla c .... tituztHne ,Ji un' codnlla luh ·Ila dìeletl< 1 n~• ca-<t dt nlhulllt· uurte co i dl.llto ll!!tolo~otichc. Unll"iu!<i• me oli lult•• lu r tcer-clu> riferì le ri- ullano falli di inrlisrutibilo ml•H"éS-<e praltco. U nn pr11nn cou«ulet·aziotlll è fJUl'"la. che il nome di nlhumtnurio f1,iolu~ncho è pOCQ nppropnalo; infdtli in tut h •JU~ li ra 1 ....j lrulla qua:-,1 toempro di mdh·iùut ! qualr pre-.e etouo lat'P. sp.•dnli, ronali, cit·colnlorta, neuro-arll·iticlee. s,,h l~ a(hUIIllllllrJe dA rt•.,dt!CI SCtnlJr8110 (.'O,.;la Ili O f(UB"Ì li tche m·~li uomini r t'rl't' ltttnwntu ~nfti. Per :tò il lereuine alllllmt· nttr it fl8tOII.JifiC'h cl••vt• iuleuder:-i in sen""'n relnll\'0 no•l "<'li o CIOt• dt ll!bUlllllllll"lo che !<i 0'!:-el"\"11110 "'811Z8 uefl"tlC e :':t'IIZft ullet·aztont t•it·co o ol"ie rwlevoll. In ... •condo go i• da O'~"'ervar•' che queste albuminur e non hann'l un 1 "lWl'ial•• gt·avrllt; 1~:~ loro pr·o;.wnsi o rau,tn , urll'he ~o. c , • 111;!1 cH~n dl'lle trcerche del Rem-Ptcci. r o ervr I~Ot•ltll.t i•Orllllt>a cdmtlrut'IU. Dal tulo dìagrlt)slit·o ò ìrupcll'taulP dh-Lin!!uer~ tali alhuminurre tln •tlll'l l• J.l•' rtnAueuli che ~o11o re~pres:;r .. ne di un full• mcll'bo~o 1\ carwo dot t·ent o dell'organo cenlruJ.., della cll'CII· l11ztone. Pet• tl\'llare uu !<Ìnule <-rrore. rl ttuRlt' espor r eloiH' l medico prattco n un Jtllltlizio prngno~two ~ravl', ;.rueultlu pot d nl drcnl"l'\0, ò uccos!'urio pt•tm& dr lutto e;<clu•let·e 1 reallt' 1 troppo "tlll"ihih, cmn~ qu .. llu dello SJ'''"I-!Ier. La r ...azi1•11e tlt Heller, pur·ciH• berw o~egutla. é prù cho1 s uftkH'nle pet• lultr i l·i«ngni dellu PI"<IIÌCA. lnol:re PII"'U ra~comaulare, w·r Ullll lu11ga espcr·telll..lt JWr onalt', rl ... i .. l··nm cLe io tengo ifùa'l eo,lanlemenll?, tt•rarulo ò po~--ibr[,., quello cioè di el"amumrt.l le urme cme,,.c in duo momenti cJiver'• del a ~tornut.R, cino nl Jevur:<~ dr lutto ,. (>111 tar.ti uclla malltnala. Con lah" precnuziOIII:! ,, lllll'"""ibilc conrouder,.. un' aluummurta ciclica con un' nlburn11 ur·ta !JIIlolu~!lca. Sotto rl puulo> Il t 'i fila i~ì~nico infiue, a parte la qu•·~lion•· dell'nlitnent'lziolle p••t t·n~i .Ji nlbuutinuria ortO,hltica, é portuno ricorù~tre qu•tnlo O\i verl• ti Rem-Picct, cl1e ctoè In prnltca t li' i ba~rri l!'~ J'PO ft·o•oJdt "a «con"rgtiala io gt•nere, cci a~~olutam r n te pro«critln Ullltdo 'i -Ja anche 11 sospetto dt

••r-

!estoni rtonalt lulcntJ


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RIVISTA DI TERAPEUTICA • A HtER. - Impiego pratico del calore artUlolale in te· rapla - (IJte Therapte Jer Geqenwart, fchbr~tlo l\lll2).

t.'nulor,• adOJlf'ra •rual :;Orf!N1le d t calore unn lampo In 11 i nko"l a largu recipt.. nle e c11n ttro<~'lO :::toppino, o poten lo un h eco Bun-:en a {:as; l'aria t' :l io ''io n rart·olto rnodtnnle un tubo mctRlllco (Quwcke-S~horn"-tein), pt..gttlo nù augolo t•t•lto t> sva-.alo fot·temente nello ,.;uu porzione inrol'iore. in ' iciuanza della ha m ma che 0:'"0 copre, uwntre è IIR<~alo ul disnpt•tt dt>llu "tef-:<8 medtante un supporH1 rn~nllico. L'e"tremtla a,.;,olltl!liala di que.,.lo tuht1 l"i ndallo esallnm l'ltlt> ad uu corto tubo meta:Jico, di ,•ahht·o conispond.. ulc, di"'P••<~lo su di una delle rrlccit'l ddle .:Assollt• d ·~tirwte a conh•uet·e il nwmbt·o o la • e. ione d t <·orpo che den)lto c;ub~t·e ti t•nnlullo dell'aria caiJ . Tali "cotnte c;ono t n le. n:-~; pre!"etttuno tmu o piu aperture 10econ lo il memhro al r. t: le c;ono tlt>sliun le; 1111 l,.t·mom•"~Lt•u fic;!<nlo su di una del!~ .ot·o pat·eti r·ermellc di mt uru ·e il ~t·ado dello tPtnperalura mlerna. menlr•• ti le>gno coslìluonte le <>catola .. ba~nnlo. t> rtvesttlo di h• la d' imbnlla~gio urnula per evttaro lo c:roppio del legno !"l"l""~n co<~llluenlt' In ~raloln. L'ttulort• pone qual re~ola :::enerale cito la temperatura •lev~ ,...;::ere ell.'''ata tanl•t 'luanlo l'ammalolo la può "Opportare: ciò chs varia a S<!co n Ja eieg.i indi\ j,Jui e tielle vnt•ie l'tH!IClllÌ t.lel COI'pO. In g••nerllle la pelle sopporta tma temperatura t.li 150 ::mdi; le t.lìt& doli ~ maoi e dei picùt •''-'-OOtlo in ispe1·ial mo.Jo ,.,,nsi btli. ~,.e""' non sono malati,,., p o;;:souo av\tllt!llre enlr • <'Or'lpt·~q<~e !11 ovatta, ciò rhe perull'lle dt t•lev1u·e mworn In lt'mperalur·a.

Tal metoclo <'u ra tivo, secontlo l'aulPrc, tt·ovo c;pemnlmente l11 suA appltcazione nelte r·igidez:r.e articolAri, <>teno e<~<~e tlt vute a reumatis mo c romco, ati un' nrlrtlt• defiJrmnnlP o ad unn ft.wila.

N..l 1'1-'U tnA lismo cronico esc;o clo>ve tal vollA <'Ssert conltnusttn per d e~li anni inler1. OLtimi t'ic:ultalt oltenne pure ne$tli (•dcmt cronici locali, come pure nell'elefontia•q; COSI pure

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R1Vt<:1',\ U! TI•:IL \PF:CTICA

negli l'lpandimenlt sanguigni o sierosi arlicolar·i, nPIIe nevral~ie !'lcialichù, nelle Jomba~:~ini e nelle nevrliLro dd r•~emulo. In que l'ullirno <'&so, l'aru1 calda viene ùirellamerrte in,·iata sullA r·c~.rront' dol01·n,.u, A\ en.lo cur•a di prole:,r;!Pre ,zii occht rnedannle una ra:,ciatura. ll rt<.ouJleto in tale etfezione ru gerwrulmento menu eflicace che nella l'cialica. Da ultimo h n1Tc1.ioni \lurico~e ed anche lub••rcolari superficiali vennero !'Nnpr·e ,·aulaJ:rgio~ameute inlluenznte dnlla cura me.Jtnnl•· l'ada cuiJn. G. B. L. :\to..,cO\\ rn. - Iniezioni sottooutanee dl paraffln& ( \l'tem:r kl&nlflt/1(' n <Jclu,;nqer~{t, D. 25, J!IOI}.

11 m•·todo ùi lnli inietroni ,. basato sull'osservazione rhc la parnrtlnn o la vo!'eliua (unguento dì paraftina). po~!'<OIIO Q!;Sor·e intr·odolti !"MZA pel'icolo n ell'orga11i:imo, senla escoervr acosorbite, uon c1Pl61'1111110ndo r• azione al una nel punto dov.• vengono inrotlate, coRliLuentlo un corpo e:-;Lraneo inùoloro Generaltn~nll' la paraffina. ~tvendo la consis tenza d1 una pomi\ lO, iu ìellnl•t !'\Olto la pelle t~lla Le m per·alura dell'a rn biente. ùopo diect l!ior·ni di permaot-nza vi costituisce una ma~!',t clurn. ch11 il arra ~sog-,.:io può inlluem:are ancora, mentre dopro un me,..e o JUl' la sua consistenza é quella d~lla cartila>!in<·, c1ò che ~enza clubbin 11 dovuto all'incapsulamento della pa-

l'afrlna. Perch•) tale Jncapsulnrnento si pncosa cornpier·e 1n rnodn perfetto. occorre dro la ma:;-<a della parAffina non "u •r--ea il f•ontral-c:~Jlpo •h urti r.sler·ni o d1 contrazioni muscolarr. L'nulore ;,pet·n di ottenere dei durevoli ricoullall. avendo con... lat.sto cbe 11 clcpo~ilo di vao;elina ~nssi!>teva mt.allo in cap•) A due anni, nel cac:o flnol'ft 11 piil vecchio da 1111 curato con tal metodo. r:av,·eniro conltanto ci rno«trt•rà rJuanl(l di veramente pratico ed ulale contenga tal pratica me liCHtnenlo. a. l"raltnnto Il Mo,knwicz a lopt•rò il sul) metodo nelln corr•r.ioue di dìfelh dci palato t• del velo pewJulu, nèll'iraeonttner•tn dr malf'rie f~<·uli. nel proia::so della v» gina P. ddl'utero, nnlla crtrt·ezione co:-oanolica tli molteplir·i deformità na~ali e ,Jt numero ..c cicatr1ct dtfelto!'e. A~~iun,.re, qunl t·or•t·edo del suo .. tudro e ad rllu~lrtlzione dei brillanti ri~ullat1 nllenuti, uumero,.:e fotografie. G.U.


RIVISTA D'TGII~NE

• Blcerohe sperimenta.ll Intorno alla tostlna e bao1U1 tubercolari contenuti nello •perma eU anlmell tuberoolotlcl. - (Hrri'<lflt rlltra d t l111ie11 metlrca, l ' II:Z. n - e 'l

MAFI-'UCc:.t

Lo inle•·e!<~anti ..sime ricerclw dell'.\. l'i c·ollugano :-L1•eltn· menle alla vecchia e ìmportRnle 'lue .. liono delll• uc·ethtu tub•·r· C•)lare, se cicw ~• lrasmello la mftlltlliu o 111 tt'rlllcnw mi um1nn· lare di lUbPt'COIO~I. i!: sortn pOI III!JUC'<IÌOTif' •w Il hHCÌI O ubl •Ili li ('OlUt'U Jj ~IUIIgel'e lì no ~;~Il' UOVO coll' UIIICO IICiliH"'flOrma fOt'OII <hlltle, o rnt•glio oll'embrionP pe1 rnt'7J.O d· 1 lo·w ot·sh lt> In muco<tA utPrina. Lo sper•ma rAbìduale cho <~t trova •·accollo !-Uila "uperfil'ie ulerina, non adibito nlla fe~orlll~tziouo, (~ome si "'8, é dh-<Lr ullo dai leucodlt t'JlllgTtl\i dnlln supertlt·te tlt•lla U'IU Nt'~fl 11terinn dur·anlo> 1 prtmi pPriOth li for·mnzrorw t•JoL>r innnle, leucocrLi che (W!4SuJIO sprvH·o di pO!<lO lll{li llletttOntt dei rof(llt'lli hlastoJermict, prtmu clttJ !;j ).Ìftllll "lallihto le connl'SSioni vao;flli Lra l'PnJbt•JOnt• t' In llll!dt•o. ::ii t!Om prt!ndt• Ja ctò che i b.Jcilh lra,pot·t~tti C'olio -.pel'lna ~ulln muco~autertna, pos~ano pt•rvt•uirP noi LL'"'Su~i emhriouali pot· me1.z • Ùl 1 leucnciti. t>sseutl J tanto •ltthcilc che l'unte<\ Dl'flll\· ~pt•t•mu fecondante porti all'ut•w • huctlh. Oitre a riò é da lener molto colliO. cl)&t rh· 11uora non si t\ (all(l, Ùt•l \'!i:l••rtO tubercolare COlll••lllltO nello "1'61'fll8 C dei """' ellctli «!l'l "'uUa pro! ··h • :-ullo rllrnn11na. l ,\ , p•! t' ~tu d !ArO tali que::.h )Ili h n (&Ho IIUOI6l'O,..t> rtt't•rche, dt • 111 ecco le conclu-.ioni Nello ~perrna del masch1o tubcrcolotit'o ,j può conlem·t·e la l s-.ma e Ìl rt~p6tl1VO bacillO lUÙOI'COlare. Ln to,..sina tubercolare conlenula nello .. perma può t.leler· tuinare lu slel'ilita della remtrJinn, cotno ancora la -.uo inlm<· "ÌC8 J.IO!le.

LP conit.die irlgravidate da •nu<:clti luhercolotwi po«snno abOt·Lh·~>.

l fl'Li nali da padrn LubN•colnlicl) possouo prcscnlnt•o uun IIIOt'lblìltt pt•ecoce senza lesioni lubercohwr.

...


Jll\'llrt'\ D JOIE:\Jl

Ln mod,, precoco ~ l'nb"rlo del IJ~Iio oli pa l re tuberC(olotico pP.r fre•tnf'n1.~ ~la 111 rngiow~ din'lla della gravcna dt•ll11 malaltin del pndre nlrepo •n della fecondazlf'Dt> In murtnlllu per tn/Jt'asmn avviene ancora nelle coui~lw inzravrdnle du mn<~chi tubercolotici, «t an 1 èS."'e al•ortite, o 1 ab brano port1llo n temu ne il fe tn. Ln ra pt iitft ci•' Ila morte tlell~ c mizlie rer marac:ma -.ta iu ra~ionu dtrclla 1l•'llu graveua della uwlAlliu del mu"-chin 11 • repoca di'l -.ulto. Il vclt·no t11bert·olar•• iniellat" nclln voaiua delle !!onr~lr· delèl'ffilllll ti IIIAfU"~Olf\ ddle c:te~-.c • .COme o.,e fu:::~ei'O sallu l~ dal mafl<'hio tubN•colotico. Il colllullo ùel rna!>chio tubercololt•·o per la femouno c più pericolo~o per l'inlo~stcnzroue c!t" pc·r l'infezrone luber· colare. L'nh•>rto e lo uwrlalilà ('l'ecoce tiPi neonati avviene lllt· cor.t quAndo rl wJ.. no tuùrrcolare pn~<sa altraver~o la p!Hcenta. Tnlt conclul'ionì ucqui~lnno uu'importanza notevole pL'r lu patologia umnua. La ft•equ ouzn •lui t'Pfll'rlo pc•!'litivo dei ba· cilh nello spernla dei rouìgli tubt>rcololìci, anclte a lestrcoln ed e~•idrduno «ano, la prC!<tJIIW ~:~ncora piu t're 1uenle tiPI ve· leno LulJt•t•colnre n<•llu "-P8t'ma meJe~uno, i perniciOSI t'fl'ell1 cht> l'A. ha o""Sl'\lllo "lll !<lilla pt•oll', sin sulla femmina. ul mo..,trano quanto <tanno~o possa riuc:cirl'l Il coiw eh uominr tubercolc·~i cou

htun,. "Bill.'.

L'A . prumolle cn altr·,\ pubbhcazrone dr render noLi esperinu:uh da lui ratti "ull uc.mo. ~e anche per questo, come ,.. lerrto ~11ppo rro, !<i uvrnnno ~li slessr r isult.alr, si consl~tlerù clOÒ la (.re!ICIIZ8 rr<'l'tUOill•l del bacillo ::;pacifiCO e Ùt'l SUO \·e. leno, anche -1rouzu le~roui Luhcl'colar r dell'ot•g:uno serernenle. an••mo un uLLrmo el m ento di !!IUdtzio per tslcunì problemi di igteue snctole. G. B \1 B. llJ.. (inHWIHO . - Sulla ventlla.zlone delle vetture ferro viarie viaggianti. - lJo l tlelfa Sue. tlal. d' l{)t''ne d t Pal• rmo, onu•' l v, fa"~c Ili).

l.'A. accenna oi principali $tslemi d• venlilazione propostr e sperirnentott P"~' o<~~icura r·o un cfficAc~ rrcambio n'aria nello vcllur e t'HtToviat·jo, sonla ••spurt'l' i vio~gratori all'aziolne nociva delle I'Orr'ellli d'ar·tn. ùiretle, esatuino le divrt·:se circo-


IUVIST.\ BJUJ,toOll \FIO\ ~otlnnzo che tnflui'<cono "'ulie variaztnnt di3l o·oniPtlllto in ac11lo •·nrboui ·o n di' mL-'rno O"'i va ~oui. ,. eh•' ~nrao: lA chslant.a .)alla Jocnmnttva, la prc:wnzu di lt·inc"~ e gnll.:rto durante ti per ·nr"n icJ Lr<> 10. il r.on--umo tlol r.omhu!'!lilule, lu vclnr tu del lr·etH>, la Lopo;rafia della hn~>A ft>rrnv•nr111; dA quale h•• cenno olcscrt Uivo c::ui rli "er~t l1p1 eh velttu•e d••IIH ltncu l'et•roviarta •la lui ~tudilllfl: espoue il mod., dt detormluoz.iouc dell'a ·i lo C8l'h1l11ÌCO ch" è «fUAI!O f(I:Ì noto rlèl P··lleukoffct•. Gli e....per• me11 Li furono nttb nelle Yt>tture cnu vtngsmt tnri ordina l'i, ll"lle '/t'Uut·e con l'n::azzt! rleJI'elu ma• ha rh lr11111111 appur· tonnnti a. l un i.::tilul•• della dLta ''' PRhwruo. iu \'el turo o•on 1'11gtlZll d"'ll'eta minore d1 nove anui th una uoln dt!llo <tlessn eilt.A, 111 vetture wn J'~>parti di lrn >pa f'tll'nlln (Ali•} poi altre ••·erdtP pi·oduo·Prlllo arlrflcilthnenlellci lfJ cnt•bnrucuper mezzo di t·audt31t> .. tf'»richE• prect>delltementc tnt•nta, ed i l'li!Uilatr co11 qu •sLo mezzn rurono rrun.::i prc•ct~iml'ule ugualt n quelli uvull m•gli t·~pertmenlJ cul le r,.r,.nne. l>u1 r•i,ulinti •li tah r icerchi' :-i t•icava: l • Che l t • vellure di t• e 2' rln<~~e A r•orr·idoio crontl'nle, ~nno dr<~ ·relnrneute ,·entriate lun~o i viuggi con treui mr!'lli

o omnibus; 2" Che lr• vPllure a c11rridoio latorale "000 le migliori per·

rÌ•JwtlO 8118 \6Dlll'lzione; 3' Che il ricambio dell'arin nelle v~>Uure di :J• r:ln~::e t<Ì ompit me liocrernente. ~ell'••ventualita dr num·e co.::truzioni, .. nrehbu utile nurnnuLAre ti uumPrO des.rh atlualt venltlùlori o <'nn In sle..,so di"PI"· stzron.. che lmnno ne!:li spazi sopra le tlnc ..lre. o <'Oli h rh"(lll«izione del letto a cn vali ere. t~.

RIVISTA BIBLlOGHAFICA LALLIASO. - La scuola Sa.maritana nell'era novella d ella

Crooe Rossa In Italia.. - Conft.l r cn7u.

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Il c•mferan t.ie r.•, prendeu lo lt' mo:>se tlu i primi P ~ener....l lNt!.alivi di >~occot·so ai ferili pnrlalt da tnis~ FIMOilCt Nl~hliugale in Crimea, 'iene a parla rr• d t Eurko Dunnnl, ch" imitando il 110bile e:::;empio dellA dama tn ~otlc~e, acror·se !lUi


RIVhT.\ lHDI.lOGB\1 H'_\

cttmf'Ì d• Solft•rn•n uel l'•59 e dt!llù 1 e !:>Jt cenir de So~fcrmo pa!!iue cnmmo,·ent.i e :-trazumt1 "U!!ti orrort delln 2uerra, libro che di.•de un arande unpul"O al mn\1mento umnrutor10 <~ll!!~clla.l·> co la ,·nnvenz.tnrtc fii t; inevrH c coU' i<~tituz.ione flctla Croce Rossa. :\arra cotutl ctue... tu s o r~e e "'t Ot'!.."aruzzo 111 Ila ta d ce c'' attualmente hn -.uft1.!aeuto materiale da dare imanedinto sot·cor..;o a h ·n 15 mtln ft>t'Ìll, c1fra che1 all'occorreuzn si può uuche ( le,·are al doppio. So~;.;iuug e però che non basiAno i mczt.i maltJrinli. nHI ci ,·uoJ., anche il pt•a•,..onalo,.ù•~h•larnt1nle ISLt·utlo per soct;orrcre 1 ferili, e cita i ~avi toc·,.uvenJenti 0"'6l'\'8li oet11• gut-rre del

J8!iH e JS711 J•er dellcumza di per... onale aJnttb. Dice conto pi!r i ~l cap1lano Joun Fourlt•y sot•-,et·o in l ngLtllerrH le mn l!ulance cla~~e~, ve t'ti "'Cuulc pt·atidw d·•:.tinale All' inscgnnm 1 c1 ,.d alla òilfu .... ioue delle c;;)gnizioni indi:Spou~abili J r poler pre«tar~ lo prime e ptti ut·g,..uti cure nelle lesioni vi•)ltlnte, cotne in ngni impt•uvviso malore. Sull' !'empio d t quec:te, con iderHico «~:opo, per l' impui"O dal l tiRI ..:olebri durur~ln Btllroll• e l E«murcb, "' i"tJtuir.>no it Germania to l m Au~lrlll le !'lcuoh• co"t cleltP ~nmarilnn c. iu oma;:gio nl ~amnrìtnuo d ·l vun!.!do dte ~c.-ot'"~' il ferito a t oan•tooato ,.,ut..:111uante Iuu~o la via d Gt!rt o. Parla dci pr1rni sliwzi fatt1 a tal tlt 10 Ilnlta. ~ t•orue tali istilu:t.i()ttt rnpidamente si difTu=-ero ~e t!irnoc:tra l' itnportAuza e la crande ut•lilfl in ngni C8'•l h calluuihl pubblica. Dice clte, p··r m ertlo :-pPcialmente del ..,,.., prcc:ì.Jeole, <~('­ uulore Tttverno, lu Croce Rossa l h•linna teude ~ «pit·gorc In sun alli'\Ìll! onch,.. in ternJIO di pace e cita ,:li e:o-tlmpi delln cmnpa;ualmtunelarica n ell'~~ro r umano, lJUl'lh df"ll~:~rremoto th Rieti, l' clelia slHliOill! '<lOhtlilu llCI porto Jj Geuova per l~ pt'l llle cnr•' ai ft•rtli "Ul lo.vuro. In u timo rtpetc ch1•, per ll!:!evolare il cilrupilo della Ct·oce RMqa, •• n••ces-:al'iu l'Ire ~i a dit'fu"o r> t'e"o popolaro l' io1'e:::unrnento ui pr·iu1i ,..occor~t d'urg;•rua, e cou quella <'nmp lenzA ed aulCirrllt elle ~li è univer-.nhuenltl rkouo ..ciula. ne enulllcra l11 6\'ernenle i precuUi, c ~• augura ~he ne!!li o:;perloli e nelle "'Cuole '-ia anche pr e""O noi Ì"'lituilo un t·or<"O tll lt>t.iot i Sttmaritenc a "Oitiev!• di 0~1 sventura umana, eJ e<>em1 •tuanto con l l',(~tj dd lS9:-- giu vanno fallo in Pru..,~'<HL G. F.

ON>ra


co TGRESSI IJo l. L. B• :-.o,tn. IOO!l'!Xtor•· m•• lwo - Su alcune queatlonl di chirurgia traumatica trattate al Congreaso Internazionale dl medJolna. d t Parlgl , 1900 . ft:oulln1111;lou<' t fin~ l . (•Ile. n

1).

Allorl]ttando con manovre mauunli non è fudle ottener~" in modo Cc>mpleto e detirutivo la correz.aonc tlegli 'PO"lam• nti, o gli appnrccdu contenlivi non ne evitano il riprndut·~•. è

uopo ricorrere all'estensione pr.rmanenta. La più a!Jile m11novru da riduzione e l'upparecchao il meg-lio est>guito 11<111 potnwno p•·ev(•nia·e f.(li Bpostnmenti sot·on· riorr, ì prù dirfkili a corresr~Xerc, ron eg-uale siruret.za e perC z.ione che con l••..,tun<:JOne coulinua, In cui azione lenta e prog:ressiva t•ìe«c~> o:;empro pflìr.act• cootr·o le contrnltul'e mu.... colari. Le ùer rmitu t•tit vislo'<t! "Cornpniono "olio l'azaone gruduule de1 po~i. Nelle l't·allui'O dc~l femore, della ~ommba, ed anrhH in quelle •lei bra~cio, l'e"u•nsione continuu, ollre a tuauten •re 10 normele po<~izione i fa·nmmeull, c ad e"~crcita t'e una -.timolazioua lrofica sui m!t"coli e su luLii gli alt rt lecosuli, soppl'llne il t! olo r e lraumali<'o e c::pal'modico, cJ in cert1 ca~i puu pl'cvcuire u combattere lo complicuLtom iuOilmmnlorie delle ::ran•h articolazioni.

Rrlengo che •tu Mli r·isullalt pt·ntici ~aranno piit compll'lt quando l'apparcccluo ù'cstens10ne viene applicato c::ull\•slremità dell'arto. in tal modo spief.{an.tof<i 8 u LutLi i tessul1 la l'Ua aziont• trollca t.:osi, per e'empiO, m una frattura della Ùlanc::i cl~l (~more, non S<tll'e"trcrnitu infea·iore dulia cosc1o, ma su lfllella dello ~C8mba appliclwremo di preferenzn rappat•r•cchio cl'csten<~tono. Foro:;•• anche nlla luce ,..pella um1 pat·le uon ll'ao:;curubile df>t feli ct l'isultnt1 che si ottengono dagli apparecchi apert1.


556

l r·tsultAlt clìnic• dcll'eslon!<tOue permanente, quando no H mobihzzazione precoce e ciel ma<>,aggiu in tullt i 1!8"-t, in t•onCr onto d1 •tuellì che sorttvanc1 dat cl&"'~tci apparecchi tmmolulizzanti, T'l'"'' o~gìda oncora pu) eloquenti dalla prova t'ntltogr·ufica, gm ..tificano 11 rnerit.a l•l oblin uol quale ~ono <'atluti gli appnr·ccchi immohilizzanli po:'l~i!Jllc l'impieg•), rtuelli d .. lla

ch•u"'' :'\on ttiCO ehe clehball(• e •ere banditi dalla praliCD, ma bi~"~ 18 /imitarne 11 .,m l' 1so, 1'4

mOlllli;;:aJione, tra!l/òrmar mor.il•ili.

lf'

flec:orciare la durata dell' ima: pi 1 pr''·' o in. moro-ina-

.

•• l chirurgi mlltluri haouo 11\Ulo scmpro una ~fH:>CJAie "im palul per ~li appurrcchi llOS"~tlti, e dobhiorno ricuno ..eer·~ che nella ch11·ur~ia eli gul·rra ft•n le so..tauzo mduranh ti ge!-lsn amdro nlcr·ita tu pr• ferent.u, mn bi"O~na non esagt•rar,.. ~~~ enlu ..tasnti, e rtl,.nariJ ollt pii· ullr asporto tlei ferili che c·om1 mezzo clt <~nt•a dellmtivu. lnl•·udo pal'lare degli oppar•eccl11 ges<4nlt chius1, pntciH\ quelli fo~o• ati a tlor.c·s possono, e::clu-.i cerli tlifr'lli, r·i~pontler·e egt'6!-f u ~nts nelle r. t.tture per armn da fuoco. Gh appArecchi •h ~nrza ~w~<4nln w falde, modellalé aiiP ditnPn~ioni .lell' a rto, come <, :elh di Mtu"onneuve o quelli dì Ret·goll fWI' la ~~mhn, o di llennetJum per il bracc1o, ~on11 pt-e-,..evoti per la pronle:tza con cui ~i npplicano, e perclw t>limtnauo gl' inr•onvenicnti della corupre~«t•lllC circolari'!, oltre a rPndt•t·e pos..ilulo un·a.,sidua l'Orvt>gltanza della ferita nelle rt·olluro esposte. Sar·r•bh·· a~~i upporluno che nel mater·iale sarulario d,, gut>r Il ~i trO\.'&ssern prepnrtale queste (nfJe di ;!&rza 8 piu strati, rii!<linte per u~o. da m~e."sar~i nel momento in cui de· von!li applicare. Qu~"ti <~enticanoli gessati, pt•oge,•uli nelle fratture per arm11 du fuoro, poc::sono C"<4ere l'inrorznli ccn <olriscie di bende dì panno. eh flanella, 011 anche di cambr tc, impregnate th pasta dt Jtt'<~ ..o, da di-spot·!<i a gut'n d1 !'Lecche laler·alt. Il Bi••cher a llOnw dl'l maA'~tore madtco Sabli, di Berna, pr·egttnlò al Comgru~'~<' 1111 tipo di benda ~essata, utile nelle frallure per tu·rna d.\ fuoco H fog~tu•Ln a guisu di lunsrltl""'mo ~'alta o sacchetto aperlo agli t•«Lr't>mi, largo qunllro clttn trasver~e, nel cui interno


.

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t'All'l'o uuu ~ll'i'"Cia di t•ouul'lta tarlatnn, ù1 e~uule laralwua fipf suo cnntenenk. H i~111lu urm li'Ìplit•e b••nda impregnata dentro " Cuor a di 111(111.1'1 ptoh·ere rli gc ..so. Per u ..Rrla la ,.,'irnmer~ote nell'acqua; '" Ì tnccanu di'i pezzi della lun~hezza voluta, o lu•n t11-.to,.1 l'i apphr auo a .!111"0 di f··rulc -..ull'ur:o prt!t:cdeutemenle a,•vnllo d'ov»llO. In 10 o i5 minuti ;;i consnlhlauo, cd mwhe 111 tempo piu bre,·e. se nH'acqna an cu1 c:i bagnatw, "-i ncgmn~a òoll'allume, 5 a IO ~.trtuomi per hh·o. Il gllw•tnle medico Moriz Hitte1• ='a~~ von Uolhl<r ·u~o, rliretloa e del ser,·izio "nn ilario cll'll'e-.el·cito ttu.. lroaco, unulanCfll)lle eri alll\'0 in lulli J COII!..rro>«"l inl••runzrounli di llle Jacina, seruplilicA r iden del Sahh. Pel· Ìlllllli)bJiazzaro sul c;utiiPfl lh IJ&lltl lta 1 fratturati ud modo più "Pl'dlln, ed acc>'l~t·llrDP 11 tr·asporlo, ''A' h r~:u•comtul>Ju il cawp/flsma gt ssmv, co i lo h1um a•\''l;ollo in luu~hc e lnrall•• compres~,, rt•tlnna:olnt•i, Sl~•l'l di r. m'-r • Ji tlanella o di pnnno, t•.l nndw c.h Ll'la t'Oh llllf'. 1 :: la "<opr11 In pn~ltt tli ge!l!'lo, l~ r·iptegn dut> o ll'l' volte ~ utl•• lu lunl!hezztt, e lP applwa N on s1 potrebbe in modo Pti• ~pedtLo alle!'<l\t•e fiOintcunolt ge,!<flll o rerulu lalet•ali. Ove mnuchi il _ge.,;.o, il Na!.!y lo !"0.-.Lilttl'ICL' col cn1·Lonl! ha!Zlllt tu. 11 doltor Qnunjer, ass1cura t·he gli IIJlf'Ure ·cl11 gu~~ali alla Sahh nt'llu ,ZIH ra ciel Trauc;voal prt'""O l'atubulsuz& '5VIZ7.N'A, hanno falle oltima fli'0\'11. La "'elllplicllu e la p1·onlei.Z11 dell' npplicazion•J rend(lno l'uun c l'nllra propo~la nlllis<~illle nella clururgia d' urg•·nzu e "•lpr~tlutlo 11 rudla di zuerra. per il ,ervit.1o eli pt·1mo liOCCOI'SO •• po-·r lo "gomb••ro dei f,.l'lli. F rn i tanti apparecchi e mezz1 d' immoh11izwziouo Jlroposh pPr la ch1rur.:ia Ili guerra la scelln rimn11t.> nucnrn tllCPrla: ne mi --cmbra che lu d1flì~o!Ut poct«ano 6'~"•' rC 1·i~olto ··on l' 111\ '0uzlone deg-li appar..t'Chl i m pro\ Vt'-all. Ntm nego che fra 'lue~t1 w n'a!Jbta ~lt!1 buouì, tua ve n·~ tnull i as:<a1 "Uizzarri, ci.Je uon si accor.tano 111' con r.rltPrl pratiCI d' npf 1rtumta e tanto meno con le e<.1genze oll•ll'a'lepsi. Sono inoll >' th as<~ai dr:sculibile ntihlà, ...,e ~~ t1cn conto del ICIIIJII), sovenlo lunghissimo, 1 er fllleslirli . 6 uon dobbuuuo 1lirue nlicnro eh nella clmnrgia d'urgenza il lt!mpo ~ ritn. ~ulla dt p'u ~··m 'ic delle fer ult• di l~>g-no, sul lipo di quello di l\lar-hv.t u o dell'A!'llegiauo, cl elle quali, r del 1ua-


t~rìale per ft~bbt•tCJlrlc, •lovrebbero o""'erc lar!!'auwulu fornite lulle le 'lnt.touì ~anitar•ie •la ~uerrn. Queste, cl te hanno ti pregio d'el'!'IOt'O le~tgiere e d' occupare pochissimo spnzio, e !!>Ì possono allesttre as.9ai pir( pr1·.~lo di 'fllalnnque apparecchio improol'isato, l'llurt>bher·o as-.ai meglio in luo~oto di 'luell'inulil· ed in~ornhrAnte ur enole di appnre~chi storici, che '-ono conM~'iuti, non che ai giovani. perlinn ai elurur(!i che hnnno quotidiano e"erc121o raella cura rlelle le .. ioni \'tolellle: ne ciò co~tituisco demerito, l'o ,..j ra a~<lrazr,,ne dni rh::uardi «torwt. l.n sempli<'ilà o ~pedrtt-zza con cui ~i poAsono allc1illl'• c·l applicare r endono lo ferule rii legno n~sni pregevoli nrl !';t•t·· 'izin di prima li11~>n. Se st pen"a ulln piccolezza dcii•• pPrforazioni cht• ln<=ciano glr alluali pr01ellrli: al a "C8r,..a rmuu-<-.ione di !termr, all'a • ~eula quasi abituale dì corpi e::trancr. r.ar·alterì lulh ftt\0r·e,·o i aJ una più fucile evoluzioni• aseltica. !'ebb >ne !'tollo l J., apparenzr dr lt•--iom hevi po.. ,.ano na<~condersr ftPnvi dt~or•,Jini nssor, ti prono~lico delle fra llur·u per· arma da fuoco , un tempo !!'ra.vt t~~imo, oggidi è .Ji mn .. <~una favorevol~. t.• l·• lnrP cura sempliOcota, con notuvoh• v,mtagt:rio Jello t~ptritCJ di conc:;enaziooe. L'o».-ervazrooe climca e la ricPrca ,perimental!..l rn.. llono oramai fuori cluhbio che le piu gr·a\'t le"toni os<>t•c. "ICtiO rnulliple, comminult•, o complicato 11 ft·t·itt> vascolo-nt>r\·o. e.

pos!'ono aver•\ ru a:;~enza di complical.llmt infellive, unn t•voluzione favOI'Qv()lfl. Lo ~cheggio O!lHao completacnentc 811\ec•ate, od anche clr•rntdoll' ùel per·ioHLio, fl0"'"'0no, Hpec·ie IItH

giovuni. reiiHIP!'Iar=-• c partecipar·c 111 proce;::so di reo« ifiClll.ioue. a condizione che il rocnltun trnnrnatico !;;Ìa ottrallo

cnn lu ma!l'ciore pronte:r.za astli agenti t'Ielle infezioni. ~on sono i germi (•he può rmmeltt•re uella ferita il pt<'culo proiellrle pn ·o o punto deformato, racilrnenle vmt1 dall•l r·e~iRtcnze vrtah de1 tessuti. mA i contagi COllseculivi 1 fnllori prù lemibil i dt•i pt'O<'Ol'lsi sellici. La mag~ior par·lc delle fratturo pt•r armn ùa fuoco nvt'IIIIIIO ti .!Pcorso delle fratture non ,•omplicate. però alla condi7ronc · •o ,iano con la mag:::iore pronteu.n o..:cJu-.e e.i irnmobiltnatc. sott 1 questo puulo di ,·isla, mentre arwora si di~cute "'ullo ll"'~olute qualità balt..,liche e vuln ranti tlol piccolo ralibt•o, pos~iamo ricono~cere la mitezza tununitaria dell'arorarnonlo utLuale.


Se rlrwes«imo "tabiliro dello uorme per la cura imrnedialtl .Ielle Ct·atturo d'orma dii fuoto, due mdicaziom comp<>ndiano lutto il noHlro compito . 1' occlusìoue &!'!ellica od ault"Clltr.a precoce Mll•• perl'ora~.:io ni e!'!lerne : 2' pronta immobiliuazione delle ft·allurl! con appat·ecchì ,aperti, l'Cl'lli di preferenza fra quelli or·dinari . Po.~sono ohl itet'S.t'~i le perforat.•oni cul.ano;>e per l'eia ltctlll dt>l le,..~u ti e per l'ec:.«iCCAmeuto dt>l ,.nogue 1'8J'Pl'Cl'O : ma U piu s.icur·n lu chfe~n della fdrit.a dH!!h &A'l'Oli clclle iurct.ioni, eon l'o ccln~ione m·tilictal~. sia us1t11clo malt>riald a-.pllìco. sia anlisellicn Il Birchet•, ptwlando dci pr·m.i nccor-.i, COll"igliu il tampon•· ~t«etti co rtt!lle fc•t•ilP nnn infette, e cptello anlisel!l('o nello nllt·c. ;\la "6 tr tliO"I dPI pr·imo "'UCCIW~o. e"clu~o un deplm·e,·ole r1tardo, cr tr-overemo --empre dt fronte n ferito "''~mpilcll­ ntPllle !-<o!'\palte. sar.•nht> fcl c~.>rlo assnt utll ~ Ulld clisinft>zione. n lu semplire doter~ t oup mot'eant<'.n dull n r·t~gtoue colpitn, tnu 'JIIOndo il bisogno incalzn, loven.lo~• lirntturt• allu pt•ofllll o ·clu<:ione della fer·itu, setuhrnmi "ia lltdill'••t•entn at!opar·nrc ruutc•rialo 8"ellico, ucl aulr:::ellil' ), so le propr·tt!lll. li"-iche u~"'orhen li dell'ur1n e tlell'nllrn nell'i«ullllto prali co si eq ut valgl>no. E bcm nALUJ'tde che lullt i no:.tt·i ~rorzi mirino » !::QLtrarre -con la mo,.tg1ore .-.:olle<'iludmo 1 to •ulai di frattura ai cnnLA~i ac1·ìdt?nlalt , ed a miligar•e co11 un'•·flì<'ace •muwbiliaozione, i danni ,f,.llo fatale neee~<>ilu del Ll'll<:porlo. Co!>i <'iullrnava J. A. Pl'lit al c.l ur·o c peiiOS•I "UI'Vtt.•o eli sgombet·o dd ft• r tll. .\.<::;icur·are nn dal pr m ... ncc·nr~cl r 1_)\'0luzior:c. 8'- ·llica dell•• l'rallut·e pet· orma da fuoco: P<'I'O ti funùamei.liO d~->1· I'tudiri.u.o c·on~er,·attvo nelln cura de lc> les•ont h":,èC; alh·imenti cou tutto il .-.:us.-.:ilfrll tlell·ttnh..,f'ps.i. rivedrt-mo tornare• trislantento m onot•a la dlÌI'UJ'~IIl demoltltvn. In utili unta osucce-<"-Ì\'8 rl""'"unwro gli "'ludt dinici e !>peri•nenlt1 1i an torno alla eu l'Il ùc liP ferito, so peni Lultn i11 rupporl•J a.la cll rurgtu dt guerra Sulla utilità dr sbri~liare In fel'ite c~lern a non v· c cnncordia 1l1 \cdut• fra ~li scrillnri eh clur ur,..,a l ~uerra; ma 10 credo. rri'OIIO"cen ione ti 'e loro pratico, si P"" a ~ubor ­ drnarla al criLcr•o clelia opportu111tà, non pJL •n.lv l"or :;ere alcun ,fubbto, eh.. così facendo <~A rn meglio t:·val tto il r·i ... tagno dei li'lllidi nel focolaio ll'AtllnALtco.


CO~ CORs i

Que~ li cr·r ltJJ'I s_,mplicr nrlatluabilr uellfl chir ur•gia tlr guc•rru,

d n Ili C t>SpO,Il t wl C01''"0 rh tr8UIIH1 tnlugiH rl~lfn l'CliO)» d'Ap• pticnt.ione di f.nruta mrlii.Rr··· t' rut""'UIIll in unn cnwuuicnzìonc, hanuo lrov~;to ntll Cor1gr e.;;"n dr P artj.!l "0'-lenilorl R'!~f•i priJ autorevoli eli rno nel Brrclrul', nel Oujnrurn - B .. nulttclz e n•'lln ·chnnnel.

CONCOR ~ r Con corso al premio trlennale Ga Wgo per lav ori 41 aifl· logra.tla • pediatria.. 1:; npet·to rl coucor:-o nl prc tuin triannnle di lir·n 5tlll i!'lituilo clal fu ('8\'. t.loll. I!<HCCO <ìRIIigo. Il ltH'IUÌIIe utrle pat• la pre· seultll.lnoe l!et lavort ~catlt• col ;H r-èii118JO 190:J. Sono aunnè<~Si al concor"o tullt quelli cbc f1•r·annu 'tualclru lavurn Jnte:o>!">:<lllll~:: Ji propt•ta iiiiZJIIIrvu o Chi-' illu ..Lr·or anliO ']Uulcl i porlllule part.-, dt sitllogrttlia o ,Jj lll8lttltlll dt>i uau•llini; a non ne sono t>l:'clu~r t comprmcnli 1'.\ cc·ntlemin ult'Jicu·li~ ca

fiorNtlino. l eoueorrtlnli dnvt·anno inviar·"' i llll'o luvori alla Pr'el'lrùcnza dt.!II'At•'a•l~min rn_,dico-fi"Ì<"Il lloreullnn (VIti dc•gh Alr1u11 ;J.I) "!enw rar·::i connsct?re, sullo peua di C'" e:"<clus•. u.t a •Jill''to oggollo dovranno ronlra-,;:-OI(IIRrt i la \'O n l'Oli un lllOllo, rr ~ . POllllo ~:~opr11 11110. "Cheda !'Ì~illata che c;unlerl'à i l loi'O uonw, cognonte e ùomrrilto. La puhblica:ttone tlel mollo nel gicornole Lo Sptrimental~ Vtsl6 pc•r r JCl!VIIII\ .t.-J 18\'IIC, o.

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o· r· t. t •>r~

i: 'L. F. L...m>oLFI, maggior gen erale medico. I

H( Utt.I.Or.,.

D.• RIDOLPO l.rvr . ma~gtoJ·e medtco.

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r.toVANNI Scol.Afll. Gt>rente.


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