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MEDICINA MI.LITARE Pubblìcato dall ' Ispettorato di Sanità mili t are Q iorna l e
Giornale di medicina mlillaro : 18~1-1884 meGteo del Rtaio Enrc:lto • d ella Reafa Marina :
GJornere
m~ieo del
Rtaio Eaerclto : 1806~1907
ANNO LXIII - 191 ii
FASCICOLO
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SOMMARIO
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!'ioove rlrercne sulle con~er•·e alimentari delrescrcito . l! mencismll • l'\uo•·e ved ote soll"tSterlsmo . . . . . .
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ROHA • Palauo del MillÙ!tero della Goerra, Via XX Sette•bre • ROMA
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I NDlCE DELLA RIVISTA DI GIOR KAL[ lTALlAKI ED ESl'ERI RIVISTA DELLA STA ~IPA lllWICO-MII.ITAHE ESTEIU
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T.ranqullll.- Il segno rlella narartaOfllina rer la d•a~rru>i ~ella in;uftir•~nza aort1~a lrmes et Campbell. - T he oceureuce or xyuri~ ver m..-u lari> lu uoe 1Ju•u·1n Yermirorm .\f•l'l}n•l•~
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RIVISTA nJ t'iEYROPA'IOI.UGIA. ~ KrUger. - Zur Frage IJaCh eiroer ··ererbhareo 0«(10Si l1011 7.U Gd-ll·<~rarrkhetl•'O
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Delorme. - C• o<i;rh ai chìrur~:hi Pozzi.- Tinture u' iotle i:Hantaii~P puur le ~ulolat 111\'ISTA •DI ANAT0\11.\ ~; FI:'IUI.U!OI.\
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Sav lnl. - Le<iom trnum:~tiche nucroscopirllt• do•! la muco" ri•c••lllr.t,• m ol··un. ra>l re<'t•o· ~]
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Pubblicazioni vendi bili presso l' Amministraz. del " Giornale di medicinamilitare " •l hiBBIAOO PIETRO, tenent<t generale modieo. -
Sull'azione degli attuali fucili da guerra o specialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confron to con quello di. medio calibro. !Studi sperimentali, con 15 tav. dj fotografie e radiografie ri· prodotte in fototipografia).-Roma, 1903. (Vendibile presso la Tip. Voghera) L. 4 lo. ID. - Le operazioni più frequonti nella chirurp:ia dj gueiTa. con 112 figure interca.la.te nel testo. - Firenze 1898. (Vendibile pre&~o la. Lib. Bernardo Seeber Firenze) . 1 s Antropometria mi/ilare.- Risultati ottenuti dallo &paglia dei fogli sanitari delle clB88i 1859-1863; d ue volumi in 4° con atlante : Vol. I (Datj nntropologici ed etnologici) con Atlante della geografia an· tropologica dell' Italia. - Roma, 1896 1 18 Vol. Il (Dati demografici e biologici). - Roma., 1905 • • 6
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-GIOR,NALl~ DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di medicina mililare: 1851-1884 Giornale medico del Regio Eaercito e della Regia Marina: 1885-1895 Giornale modico del Regio Esercito; 1896- 1907
ANNO LXIII -
1915
ROMA TIPOGRAFIA :ENRICO VOGHERA 1915
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SCUO L A D'A PP L I CAZIONE D I SANITÀ MILITARE (Gabinetle d'Igiene diretto dal Cap. med. Prof. G. Orixoni )
NUOVE RICERCHE SULLE CONSERVE ALIMENT ARI DELL' ESEHCITO
Pel pro(. dott. Giovanni Grixonl capitano medico, libero docente
Le conserve alimentari di guerra adottate nel nostro esercito sono, a differenza di q uauto si usa prt'sso altre nazioni, poche e di facile preparazione. Ciò, è dovuto, fra l'al tro, e alla considerazione che il nostro popolo non fa se non eccezionalmeule ed in numero molto ristretto uso di prodotti alimentari in conserva, il che lo r~::nd e restio, anche sotto le armi, a profittare di quelle che gli. ve11gono offerte nella razione alimentare ; e alla constatazione (;ho non poche delle conserve complesse che si s9mmiuistrano ai soldati di eserciti stranieri, se hanno una costituzione lodevole solto il punto di vi~ta chimico ed organoletti co, non ris pondouo i11leramente in pratica al loro còm pi to perchè i valori nutritivo ed energetico sono d i molto inferiori a quelli calcolati teoricamente. "C'no fra i principali difetti delle conserve a limentari di guerra in genere è quello de l lt~. facile alterabilità nelle loro qualità intrinseche, donde la necessità di rinnovare con frequen1.a queste provviste con grave onere per l'erario, e senza, spesso, aver con tutto ciò l'assoluta garanzia di conservabilità. di tutti i caratteri alimen tari. Alcune al terazioni soHo di natura microbica., a ltre di natura chimica propriamente detta, dovute cioè a l'postament.i molccolari i quali, se molto spesso non s< no accertabili con l'analisi chimica dire~ta., si palesano con l'indagine fisiologic~t. Per le scat.olette di Ctirne in conserva di Casaralta infatti io ebbi occasione di dimostrare, nell'istituto di fisiologia diretto da.l prof. Albertoni, che l'invecchiamento, se non modifica va i valori chimici della
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NUO\'E RIO~~RO I!E ::.ULI.E CO~;;I,;RV R ALIME:\'rARI IJI~LI}ESF.ROITO
carne cousrrvata col metodo A pper t, ne alterava uote ,olmen te il va· !ore alimentare. Mentre infatti da una prima serie d i ricerche tl!-1021 Tisultò (l ): fra l'altro, chu il valore m1trifivo delta ?~ostra carne in con· .~enJa è quasi uguale a quPllo dr'lla cm·ne lesxafa di bnoi detla .stessa reyione ed a q11ello della comerva di Chicago, nonchè quasi icltntic:o a quello delia conserva americana in t~-~o nell'esrrcito (1·ancese; e chP. es.~a ?'apJJI'esimta il peso di carne cruda 'TII'Ct'-~.~a ria alla sua fabbricazione ; si vide anc he come le ·ricerche ctnalitiche pu1·e, per quauto prat i<:ate su conserve fabbricate in un periodo di tempo piutiosto lungo (l~ anni ), non pote1;ano autorizzm·e a. stabilire se le carni in sctdola con l'incec· cltiamento aces.~ero .~u.bìto delle altel'(t;;ioni. l n uno stuùio successi vo (2) venni, (1!:)02) in collaborazione col dott. Pavia, alla conclusione : 1° che le sostanze proteiche ed i gra8Si ContenMti nella came in CO/I.~e/'l;a di J•ecente r(~bbricazione. <:011 legge1·e differenze in meno, sono a~-~orbiti e qztincli digeribili quasi i.n eynal modo eli qnelli C'mlenu.t i nelle carni le.~.~ate ; 2" che, mentre non esi8tono quasi differenze snt g1·aclo eli cligeribilità ed as.~orbibilitù dei gra.~si della carne lessata e della ca·rne in conserva, sia que..;ta (li eletta recente o antica, vi è ùn:ece una le,r;gera tlil/èrenza per le sostanze 1Jroteiclte, nel IJen.,·o che sono -meno asJJorbibiti e meno digeribili, 1)16elle delle ca1'1~i in conserva eli antica fabbricazione. Da queste indagin i traemmo il corollario pratico e~sere opportuno modificare le norme .t ino ad allora in vigore, che permettevano la con· sumazione delle carni consenate in iscatola da 12 e fin 15 anni. Il limite -mas~;imo di consm·razione (1t da noi portttlo, in base appunto a tali ricerche di chimica fisiologica, {t tJttatt1·o-cinque a.nni. Tale criterio fu accolto dalle autorità militan e si dispose che le scatolette veuis· sero conservate per un periodo non snperioro ad un lustro. Una contestazione simile fu fatta in seguito per le carni conge· late: nei primi sei mesi di conservazione esse non presentano alcuna modificazione or~;auolettica o chimica che ue alteri il valore nu tritivo. Poscia però subiscono trasformazioni, probabilmente di natura diastasica, solu in piccolissima parte accertabili con l'aual isi, ma che non sfuggono a lla sensibilità del nostro apparecchio digeren te. Di queste <dteraziOù.i e deterioramenti complessi ed ancora oscuri che si ripercuoton o sovra tutto sul pote re nutritivo degli alimenti fanno indubbiamente parte le modificazioni che subisco no le vitamine del Funck, le qual i, dist.mtte od alterate dalla cottnra prolungata, dalla ( l ) Di quosto stndio fu seduto del 29 maggio
d~ta
eomunicaziono alld soci6LÙ. tosc11na d'igiono noli~>
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NUOVE R I CERCHE SULLI!: COXSERVE ALIMENTARI DELL ESERCI'.r0
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.sterili7.zazione, dall'in v ecc h ia.mento, ecc., perdono la caratteristica funzione stimolante indispensabile neÙa nutrizione. un'altra modificazione chimica sulla quale richiamai l'attenzione ( 190~) (3) è la peptonizzazione della gelatina contenuta nelle scatolette di carne in conserva. È noto che il brodo alquanto concentrato che si versa nelle S<'a· tolette ripiene di carne, per colmare i vuoti, e per dare alla carne stessa [privata con la mezza cottura e con l'esposizione per più ore su reti metalliche di una. notevole quantità d i acqua, che può spingersi fino al45 p . 100 del volume del prodotto allo sta.to crudo (Bousson)J un'idratazione conveniente, nelle sc!l.tole chiuse e sterilizzate si solidifica, costituendo uno strA.to di gelatina chiara, color ambra, che involge e comp~netra il blocco di carne. Avviene talora, per opera di germi che sono sfuggiti alla temperatura rli sterilizzazione, che ln gelat ina subisca una fluidificazione, ed 3 impossibile, anche portandola a temperatura inferiore a 18° C (a temperatura più elevata si sa che Ja scarsa quantità di gelatina contenuta nel brodo si fluidifica) che essa si raffermi. Questa alterazione, che qualche volta è accompagnata da intorbidamento del brodo, da cattiva colorazione della came, da odore più o mellO sgradevole, qualche altra non è contrassegnata da alcuna modificazione apparente, tanto che si sarebbe indotti a credere che la conserva siasi mantenuta in buono stato e sia, senz'altro, alibile. Osservai (4) invece costantemente che il contenuto di tali scatolette, nelle quali la gelatina aveva perduto l'attitudine a risolidificarsi, era tossico. Le cavie inoculate con qualche centimetro cubico di quel liquido residuale morivano per marasma; i topi delle chiaviche -- che pure normalmente si nutrono di prodotti più o meno decomposti morivano in pochi g iorni se alimentati con tali carni; i comuni g ermi della putrefazione erano incapaci di vi vere e d i esercitare la loro azione su quelle carni, le quali, allora solo potevano subire la decomposizione putrida, quando con una temperatura di 100" si erano distrutte o modificate le tossi ne, che rendevano quel substrato inadatto alla vita dei microrganismi saprofiti banali. In base ai risul tati costanti delle mie ricerche sperimentR.li ritenni che nelle scatolette di carne in conserva la flt~iclifiwzione della gelatina, p ersistente anche a temperatz,ra in(e1·im·e a 18°, costituisse indice sicuro di avaria. I risultati di quoste mie lunghe e !llÌnute indagini non ebbero questa. volta la fortuna di esser condivisi dalle autorità militari. Il regolamento di amminist razione (l898) ~ 584, riteneva~ ritiene tu ttora:
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NUOVF. RICERCHE SULLE CO~:;~;f! VE ALDIF.NT,\Ill DEI.L ESEilCITO 1
c: Non è indizio di avaria il sentire, scuotendo la scatolett.a, suono di liquido agit-ato o di materia solida non aderente al guscio:.. La mia conclusione fu invece accolta interamente da specialisti di autorità indiscussa, quR.li ad es., il Ballallcl e il Pelleriu, ed oggi la troviamo sancita nei più accrerlitati trattaLi di bromatologia e di ig iene (Ballaud, Pellerin, Rothea, ltouget e Dopter, Lemoine, \illìers, Oollin e Ft~yolle, Spataro) (o). A nche la farmacopea m ili tar e (1903) a m mette 0he il ballottameJJ Lo del contenuto delle scatolette sia Rutilciente per giudicare, a guscio chiuso, della avvenuta avaria (U). Non credo possa accogliersi l'opinione, per quanto autorevole, di quelli, (Balland, Gautier), (7), i qual i riLengono che il brodo da immettersi nelle scatolette di carne debba esser concentratissimo se si vuol evitare che esso si fluidifichi, si intorbidi, e dia all'insieme della conserva un aspetto poco gradito Se ciò fosse, non si spiegherebbe la. relativa scarsezza delle scatole pre;;entanti que:;ta altemzione, poichè essa dovrebbe riscou trarsi in serie numerosa di scatole, e precisamente in quelle fabbricate i n uno stesso giorno e che qui n di hanno ricen1 t o la stess:L qual i tà d i brodo. Io ho sempre trovato che la fluidifi0azioue della gt•latina era dovut~t a germi che, o persistevano ancora viventi nella c0nserva stE>ssa, oppure, ciò che è la regola, era11o morti dopo e.~sersi moltiplicat.i t~b bondantemente ed aver reso il snbstrn.to, come è di norma, iuadatto alla loro ;ita. medesima. Tl brodo, anche poco conc<·ntrato, si sovraca ri ca, d nra.nte la sterilizzazione a 1~0°,3 0., di gelat.ina in modo da solidificarsi appena la temperatura ambiente si abbassa a 20' C. Ad ogui modo, anche sorvolando ~nllP cause del fenomeno, e facendo molte riserve alh affermazione del Balland che quat1to maggiore è la distanza fra l'iclrataz.i one della earue e quella del brodo, tunto più sono rapiue le tra;;;formazioni (0), è 01'mfli fuori di dis<'n.~sionP, il che e di massima importanza pl'(ltiNt, che In fluidificiTZi011C del/n gelatina, no'/1 duvutct all'azione della temp11ratam t>lerata, i'> indite di arm·ia. Non posso di,idere l'opinione del generale medico Sforza (8) (alla cni competenza indtscus,;a d'altronde io n~udo omaggio) il quale pur riconosueudo in genera.le esatt.a. la mia affermazione, obhietta « dte qnando Ja scatoletta è co:stituitn. da parti eli cami pre,·ale11temente muscolari, come sono quelle dei filetti, ùei lom bi e di'Ila parte superiore della coscia, la q nantita di ~el ati nn. è così piccola che non basta a far condensare il brorlo ()Ontenuto 11ella scatolet,t.a stE>ssa eLI allora il fenomeno dd bu.llo!.tameato si ossen·a ind i pPtldeu t e m eu te da qua-
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~OOVE RICRRCH E SULLE CO:SSERVE ALHIE~"TAIU DELL'ESERCITO
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lunque avaria •, e quindi non può ritenersi indice ùi a.ltern?.ione. Innanzi tutto ed in via di fatto ricordo che le parti di cami sovraricorda.te, quelle precisa.mente che son servite a preparare l'a1t.ro l ipo di brodo, quello concentrato, non sono immesse nelle scatole che fraziolwtissime e quindi in proporzioni minime rispetto all'altra carne clw dà il maggior contributo a riempire il guscio. Pt•i l'elevata tt>mperatnra di sterilizzazione è, per sè stessa, ca pace cl i trasformare i n gelatina altri principi, per cui la percentuale di essa è sempre tale da indurre, a t.emperll'lUra di 180·20°, la solidificazione del brodo nel qu;~le PRSa è !ICÌO] to..
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P er il brodo concentrato, poichè è di questo che in modo particolare mi oc<:upo nel presente studio, le altera.~ioni conosciute sono poche, ed esse son dovute all'azione dei microrganismi . Lo Sforza (9} aveva già notato come il nostro brodo conceutrnto, quale si prepara attualmente per uso dei reparti sanitari d i gnarra, è un pe!!simo substrato per gli schizomiceti. La sua ricchezza di sali, il forte grado di aromatizzazione e soprat.ntto l'acirlitit che corri:<ponde a fl30 cc. di soluzione
Po di soda su 100 cc.. costituiscon o Ritrattante
condizioni sfavorevoli alla vita dei batteri. Io po:>so confermare pienamente le osserntzioni del genern.le medico Sforza, poicbè vidi crescere nelle boccette eli brodo coJwentrato i banali cocchi cromogen i e qualche bacillo sporificante, come il subtilis, solo dopo che vi si erano abbondantemente e per lungo tE~ m po sviluppati degli ifomiceti, quando cioè il substrato a.veva flubito profonde mod ificazioni. Re;;tano però non spiegabili alcuni faLt.i ricordati in un sncces~ivo studio ( LO) dello Sforza, che sembrerebbero a p rima Vlflta contraddittorii. Invece essi a chiare note rivelano come le cose non si svol[(ano in modo così facile e piano come a prima vista potrebbe sembrare, e come sperimentalmente spesso non si riescano a riprodurre quelle coudizioni naturali c he pur sembrano così ('biare, ::emplici ed ovvie e qaindi artificialmente riproducibili con esattezza. Lo Sforza infatti vide che, nè gli schizomiceti, nè gli ifomiceti innestati in provette contenenti brodo concentrato, rinsci,·ano a svilupparsi, che tale brodo abbandonato all'aria libera di laboratorio in caps ule di Petri, tenute allo scoperto, resta,·a sterile, mc·ntre altre volte ottenne la riprodu zione di quanto si osservi\ in boc('etto previamente sterilizzate, l'inquinamento cioè con penicilli"m glaucum e con 1mtcor mucedo, sia di provette, sia di Erlenmayer, che di boccette.
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NUOVE RICERCHI'. SULLE CO:\SERVB ALIMENTARI DE LL'ESERCITO
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' Gli ifomiceti ~he, come è noto, sono meno esigenti in fatto di terreno nntritivo, t~escono a crescere con facilità nel nostro brodo. Anzi essi costituiscono, si può dire, la sola causa di alterazione conosciut a, la quale, per non eE<ser troppo rara, merita di essere studiata. Nè q ui è fu or di luogo ricordare che le indagini di questi ul ti mi anni provano in modo evidente quanto sia errato il concetto volgarmente accolto che g li ifomiceti siano meno te.roibili, nei riguardi dell'igiene alimentare, che. non gli schi zomiceti. P er !imitarci ai penicillium, ricordo che Gosio, ed ultimamente Alsberg e B lack trovarono che alcune varietà di esso (fra cui precisamente il glaucum ) conferiscono al substrato sul quale si moltiplicano un notevolissimo potere tossi co che sui topi ed anche sui cani si esplica con mnnifestazioni tetaniche. I prodotti del ricambio dell 'ifomicete passerebbero sempre e t utti n el mezzo d i co! tura (Aisberg e Black); !Jer Di Pietro invece l a sostan za tossica. resterebbe n egli elementi ifomicetici, senza diffondersi nel terreno colturale. Tale tossina non scompare nel processo di putrefazione, r esiste all'ebollizione di parecchie ore in acqua a 100°, ed è particolarmente attiva sull'uomo. Somministrata agli anim ali per via gast rica
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od ipodermica, determi na dima.gramenbo, d it\l-rea ostinata, paresi, tre-
m ori, disturbi vari nella deambulazione. In base n queste indagini il brodo concent?·ato nel quale si sono :miluppate mttffe det:e 1·itener.~i assol1tiamente dannoso e da. 1·igettorsi senza alt1·o. L a fil trazione e la successiva sterilizzazione, ammesse anche le vedute del Di Piet.ro, che non sono q uelle più generalmente accolte, non autorizzano l' uso di tale prqdot to alimf:'n ture, poichè molti miceli, disfacendosi, abbandonerebbero al liquido la sostanza tossi ca.~ Il brodo concentr:1to in uso nell'esercito n ostro, una. voi ta prepar ato secondo le speciali indicazioni, vien riposto i n boccette di vetr o, pre'Viamente steril izzate, e chiuse con tappo di vet ro munito di rilievi a spirale che VfLnno ad avvitarsi sulle corrisponde-nti scanalature del collo della boccetta. La. chiusura è avvttlorata da un <mello di gomma che, poggi<lto sulla parte più alta del tappo, o'e questo si allarga per coprire tutta l' imboccatura del v:1so, form<'l un cuscinetto che garantisce la ch iusum ermetica. Anche gli anelli di gomma furono in preeedenza sterilizzati con l 'ebollizione in acqua. Il tutto viene sottoposto alla steril izzazione frazionat.a. i'l 100° per un'ora e per tre g iorni consecutivi. Da. u ltimo le boccette sono nella loro parte superiore protette ancora con un foglietto di carta pergnmenata, assicurato e stretto nl collo della bocci:t stessa. Le boccette così chiuse sono riposte in custodie di carton e e chiuse in casse. .Malgrado 1'<1 pplirazione rigorosa d i questa. tecnica che pàrrebbe
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NUOVE RIOEROHI!: SULLE CONSBRVE ALIME:-ITARI DE LL'ESERCITe)
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dovesse garl\ntire in modo as~oluto la sterilità del prodotto, avviene non di rado, specie in certe lavorazioni. che un numero non inùifferente di bocc~tte presentasi invaso da muffe. · Poichè deve escludersi che l'inquinamento avvenga dopo che le boccette sono state riposte nelle casse, essendo noto che i germi non percorrono per forza propria vie anfrattuose ed ascendenti, si deve supporre che gli ifomiceti giungano dentro i vasi o col brodo medesimo e resistano quindi alla temperatura di 100°, oppure che vi penetrino subito dopo avvenuta l'ultima fase della sterilizzazione frazionata. Queste due condizioni di cose io sottoposi a iuda.gine sperimentale. L'ifomicete che si rinviene nella grande maggioranza delle boccette avariate è il penicillium gla1tcum1 raramente si trova il nwco1· m"cedo. Dai brodi alterati tobi frammenti di pellicole costituite da un numero infinito di miceli ricchissimi di spore, e li distesi sulle pareti interne di boccette vuote o contenenti searse quantità. di acqua, di brodo normale di batteriologia o di brodo concentrato. Portai tutto alla temperatura di 100° in pentola di Koch, per un'ora, e quindi feci delle colture. Risultò costantemente che l' ifomicete era stato ucciso dalla temperatura di 100". Altre ricerche nelle quali portai p. 60 minuti a 100° boccette piene di brodo concentrato sul quale si era sviluppato in superficie il penieillium mi diedero identici risultati. Col riscaldamento, controllato da un termometro immerso nel liquido, il brodo formava abbondante schiuma che invadeva tutto lo spazio vuoto e sommergeva il grosso cercine cotennoso di muffe, uccidendo anche le forme spora.li del fungo. Se il cercine era spontaneamente precipitato al fondo del vaso da un tempo più o meno lungo, la resisteuza al calore era ancor minore. La temperatura di 100· per 10 minuti era sufficiente a distruggere la vitalità delle forme sporal i dell'ifomicete. Risulta quindi che il penicillùmt non può esser gùtnto nelle boccette col brodo, nel qua l caso la temperatura usata per sterilizzare il prodotto l'avrebbe sicuramente ucciso. Il germe quindi deve esser penetrato dopo ultimate le operazioni di sterilizzazione e precisamente durante il raffreddamento delle boccette avvenuto all'aria aperta. Durante il riscaldamento in vasi chiusi sul brodo si forma abbondante schiuma, e l'aria rinchiusa si dilata in grado tale da forzare l'apparecchio di chiusura. Quando infatti si tappano le boccette
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NUOVE RICEROllll: SULLE CONSI<:RVI•: AJ.nu·:.NTARI DBLI}ESP.RCI'l'O
con sugheri si osserva con grande evidenza uno spostamento del tappo stesso che viene sollevato più o meno fino ad e::ser talvol ta. proiettato lontano. L'ari<t che sotto l'a7.ioue dd ca lore si è a porta una via di sfuggita, },a i n questi casi m odo di rientrare quando, pel sopraggiunto raJfredd nme.nto, al disopra del liquido si è fatto un relativo vuoto. Solo che, mentre q uelJa fuorius<.:ita era steri le, quella che penetra con maggior o minor celerità port;t seco i germi che tiene in sospensione o che trova sulla superficie esterna dt' ll' apparecchio di chiusura. Cotesto meccanismo di penetrazione dell';~ril1. estenia ricca di miCI·organismi, intuitivo gia per sè stesso, si pnò dimostrnrP sperimentalmente, <'d io ebbi a c·onstatarlo a più riprese nel modo più lampante. Alcune boccette con tappi di sughero, prcced ent~mente bolliti per oltre un'ora, e che erano cap:1ci di chiudere ermeticRment.e le boccette stesse, \(•nivano riropertu con nn abbondante st.rato di cotone idrofilo, mentre altre erano lasciate senza questo mezto di pl·otezione. Sottoposte quindi, piene di brodo, alla temperatura di sterilizzazione, si uota,,a in molto nn le~g(•ro spostamento d;l] basso in alto del tappo, e si Yide costantemente che !'Olo fra quelle non protet.te dal capuccio di cotone si verifìca•ano inquinamenti da ifomiceti, mentre mai si elJbe eiò ad o;:;servare in quelle che filtravano l'aria esterna che veniva aspirata nella bottiglia. Identica constatazione si fece in un gruppo di boccette preparate come !e preredenti e sottoposte a steriliz:tazione in autocla\e. Quelle che si lasci<lvano raifreddi!.re nell'a::toclaVI:', dopo che si era diminuita la pressione interna: aprendo al vapore nna •alvola di scappamento, e quindi Yf'nivano ad a.ver a contatto del brodo aria sterile, permanevano in moùo costante pri>e di gf'rmi, fossero state o no ri coperte alla bocca sul tappo da cotone, meutre penicilli e mnuor si el.Jbero nelle boccette che, dopo aver subìro un egual trattamento in nutoclave, si collocavano rapidamente all'aperto in ambienti dove l' a1·ia era rit:ca di ifomiceti. :F..; inutile ricordare che le esperienze di controllo furono fatte con boccette chiuse con èRppi di sughero, perchè più faci lmente si pot<'va provocare, col fatto stesso della steril izzazione, un naturale spostamento dei tappi e quindi una fuorinst:ita da prima ed uua penetrazione di poi di aria. La chiusura t:on tappi di vetro scanalati garantisce indubbiamente molto di più, sia per la fattnra stessa, sia pel cuscinetto Ji gomma. )fa se quf'sto non si adagia bene e non aderisce completamente alla bocca della boccettR-, ciò che non di rado si verifica, e la boccetta.
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-NUOVE R I OER OHE SULLE CONSERVE ALIMENTARI DF;LL1 ESERCITO
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stessa n el sistema di chiusura è difettosa, ciò che accade con qtHdcbe frequenza, come d dimostrato da frammenti di vetro che si riu vengono al fondo del vaso, l'inconveniente lamentato può ancora verificarsi. Che l'inquinamento si debba attribuire al fatto ricordato è comprovato dalla. circostanza che a nulla era valso, prima che si adottasse la chiusura attuale con tappi di vetro e cerchietto di gomm<t, il provvedimento di para!Dnare alla parte superiore il tappo di su· ghero. L 'aria coi germi era penetrata prima e quindi il ripiego non pote\·a eliminare il verificarsi del fenomeno . Non si ebbe mai ad osservare la presenza di i fomiceti nelle boccette di b rodo alle quali si erano applicati, prima rlella sterilizz11zi;one, tappi di cotone greggio, non sgrassato. Dall' insieme di queste ricerche parmi 1·isulti clirnoslrato che gli ifomiceti che infettano le no.st1·e boccette eli brodo concentralo penet1·ino in esse co·n l'a1·ia, che viene a.~pirata nel momento, in cni ·i t'a8i di ?:etro 80110 fotti dall' m~toclm:e OL'e il priJclotto {t~ ste?·ilizzato. Si spiega in questo modo come la chiu->ura con i tappi eli sugb~ro, romunque preparati, presE:'nLi minor garanzia, a causa del ft10ile spo· stamento che, sotto l'azione d!'lla pressione iutArnA. aume ntata dall'elevazione eli temperatura, i l tappo di sughero pnò snbire. Con mgione perciò questo sistema di chiu sura. fu abbandona.to e sostituito con quello a tappo di vt-tro con rilievi elicoidali. Ma la garanzia assoluta. di sterilità e data fino ad ora solo dalla chiusur11 alle lampade delle bo~cotte. Il sistema incontra pPrÙ gravi ostacoli sotto il punto di vi~ ta economico e sotto q nello dt-lle esigenze della guerra. I nfatti per p~rmettere la chiusunt. alla lampada occorre far uso di vetro buono e quindi costoso, e disporre di p ersonale pratico nella. lavorazione del v~tro . E con tutto ques to si andrebbe certamente incontro allo scinpìo di non poco materiale. Data poi la fragilità del si~tema. di ehiusura, i l trasporto col ma· teria.le di mobilitazione, per necess1tà alquanto i m perfetto e g rossolano, darebbe luogo a non pochi guasti. Questo sistc~ma di chi usura pel caso nostro è quindi poco pratico. Occorre perciò studiarne uno p ilt conveniente. P er il momento io credo si possa evitare l'inquiu amento delle At· tuali boccette lasciando chi' l'aria scacciata nelle bottiglie a chiu sura imperfetta sia sostituita cou aria sterile. E questo mi pare si possa raggiungere con faci lità e sicnrHzza lasciando, dopo l'ul tima steriliz· zazione, raffreddare le boccetue dent ro l'autoclave, per modo che nelle bottiglie non ermeticamente chiuse penetri dE:'ll' aria sterile, e poi
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attendere che fra dentro e fuori della boccetta si ristabilisca l'equilibrio di pressioue. L'applicazione del capuccio di carta pPrgamenatn e quutdi la attenta. J!lanutenzione dei r ecipienti in posizione diritta completerebbe l'opera. Non mi dissimulo però la difficoltit di applicare sistematicamente e senza sottcrfugì tale processo <.:he richiede notevole perdita di tem po, poichè d evesi attC'ndere che l'autoclave si n>ffreddi prima di vuotarlo e quindi di nuovo riempirlo di altre boccette da ste rilizzare. Uu sistema semplice di chiusura, che credo possa tornare al caso nostro, ritengo sia quello adottato, sotto il controllo dell'ufticio d'igi<:ue municipale d i Milano, dalla fattoria Vittadini, per la conservazione del latte sterilizzato. Io ebbi opportuuità di osservarlo nell'ottobre scorso i11 occasione di una delle gite fatte durante la. lR riunione dell' associazione degli igienisti italiani teuutasi a Milano. 'l'rattasi d i un dischetto eli carbone paraJYinato, ricoperto su una. delle superficie da una sottilissima lamina metallica. Il disco, concavo nella parte inferiore e convesso in q nella ricoperta dalla lamina, si adagia su un rilievo circolare esistente nella parte mediana della superficie iutema del collo della boccetta, quindi, a mezzo di una macchina a bollone, movibile con un pedale, si comprime il disco fino a invertirne la forma: la parte superiore, oioè, da con v essa diventa concava, e ctnella inferiore concava diventa convessa. La com pressione esercì tata spinge naturalmente in un primo tempo i margini del disco contro le pareti della boccetta fino a quanto è fattibile, causando cosi l'adesione completa del contorno del disco al vetro, e qui ndi in un secondo tempo si entrofl.etLe nella parte mediana. La chiusura è di estrema semplicità, di fac ilissima applicazione e di sicuro effetto. A.llon·bè, durante la sterili zzazione, la pressione · atmosferica aumenta dentro la bottiglia per l'elevata. temperatura, la superficie in· feriore del disco tende ad appiattarsi rendendo così più valida la chiusura. E quasi impossibile che la pressione interna riesca a viucere la notevole resistenza che oppone il disco rinf0rzato della lastra meta llica Hno a renderlo un 'altra vol ta alla forma primiti va, nel qual caso si avrebue sfuggita d'aria calda e poi, dopo il raffreddamento, pem•trazione d'aria esterna e dei germi da essa tenuti in sospensione. Questo teoricamente il funzionamento del nuovo metodo di chiusura brevettato dei fratelli Vittadini. A\-endo pensato che tale sistema, seducente per la sua semplicità,
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potrebbe esser applicato alla chiusura. delle nostre boccette di brodo conce ntrato, volli istituire delle ricerche sperimentali. A tal uopo mi p rovvidi del materiale opportuno: boccette, dischi, ed ottenni, per cortesia, in prova. una delle macchine a punzone di cui si valgono nella latteria. municipale milanese. Per esser maggiormente garantito dell'efficacia della chiusura mi valsi, per riempir le bottiglie, del brodo normale di uso batteriologico. Poicbè il brodo concentrato, come già ricordai, costituisce un substrato pochissimo favorevole allo sviluppo degli schizomiceti, per cui i risultati ottenuti con esso non avrebbero offerto sufficiente garanzia, lo esclusi dalla prima parte di queste inùagini, preferendo quell'altro peptonizzato e leggermente alcalino. Dopo la sterilizzazione sotto pressione in autoclave o a vapore fluente in pentola di Koch, abbandonai le bottiglie nell'ambiente esterno pe rchè si raffreddassero, quindi dopo parecchie ore le metteva al ter· mostato per più giorni e fin per settimane. ~ai mi fu dato osservare alcun cambiamento apprezzabile nella forma o posizione del disco di chiusura. Mai, tenendo capovolte anche per giorni interi le bottiglie, constatai passaggio di liquido tra i margini del disco e le pareti della. boccetta, come nemmeno quando agitai fortemente il liquido contro il vaso, spingendolo fortemente conti'O il tappo. Il brodo rimase sempre limpido, indizio che era mancato qualnnque sviluppo di germi. Nondimeno, per averne la certezza, procedetti allo esame microscopico in goccia pendente ed alle colture in gelatina su capsule Petri. Il risultato fu costantemente negativo, per quanto adoperassi per l'insemenza.mento della gelatina fin 1-2 cc. di brodo. La numerosa. serie di esperienze ripetute a più riprese diede risultato uniforme. Nell'interno delle bottiglie tappate in t[Uel modo non si ritrovarono mai ~ermi. È superfluo aggiungere che identico risultato ottenni dalle boccette che, in una. prima serie di ricerche, per ottener una. maggior certezza di chiusura, aveva paraffinato, versando al di sopra del disco uno strato spesso di paraffina calda. Poichè non credetti opportuno procedere a.d una sterilizzazione preventiva dei dischi innanzi d i nsarli per la chiusura., abbandonai per settimane intere le bottiglie capovolte, in modo che il suùstrato nutritivo stesse a. contatto col coperchio e, se ne avesse avuto la forza, lo avesse infìitrato ed imbevuto, nonchè avesse fornito opportunità di moltiplicarsi a. quei germi sporigeni, che fossero sfuggiti alla sterilizzazione frazionata ed a quella sottopressione.
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Il risultato fn sempre n egativo. Il me?.zo rimase sterile ed il disco presentavasi intatto. Quest' ultimo accertamento, molto importante sotto· il punto di vista. pratico per il brodo concen trato, fu fatto più volte cou ris ultati uniformi e costanti. Anche dopo quaranta giorni di continuo contatto del brodo concentrato i diversi strat i, dei quali è costituito il disco, presentansi asciu tti. Oi0 prova che, anche dopo nn :rist:aldamento notevole e prol ungato, il cartone resta impregnato di ta.n ta. para.flin a qnanta è sufficiente a renderlo impermeabile. Si osserva infatti talora che tracce di paraffina si son fn se e sou passate nel brodo. ~a ciò non è costante, ed è dovuto probabilmente ad un eccesso di paraffina esisteu te nella parte in feriore del disco. Ad ogni modo essa n on può essere dannosa al consumA.tore del prodotto alimentare, nè modi fica i u modo evidente la. consistenza ed il valore del ~li sco di chiusura. L a paraf:lìna c he ba imbevuto i diver si straterelli di cartone costituenti il disco non sfugge, e quindi, col r affred damento, si risol idifìca., e continua. a com piere la sua funzione protetti va. Da queste ricerche, continuate per oltre sei mesi, e variate secondo consiglia ,'auo le esigenze teoriche e pratic he, risuHa ch EI il .~ù,tema di chùtsal'et brel'ettafo Vittadiui, può con vantar;yio appl h·arsi alle boccette di brodo concentrato in n~o nell' esercito. Per eecesso di scrupolo è da consigliarsi di rinforzare il sistema di chinsura, versando ml' disco. quaudo la b oceett.a si e,.,trae ancora calda dal l' appan.1ccbio di steriliz7.azione, uno strato d i paraffina fusa che cuopra interamen te i margini dt·l di!'lco per l'altezza d i l cm. circa. Questo sistema d i chius ura non permette d i t.appare successiYamente l a boccetta con lo stesso disco, dopo aver nt ili zzato una parte del con· tenuLo. Ma. ciò è rual di poco; pùma d i tutto accade in gc> nerale, data l'ind icazione di usare il brodo concen t rato nelle formazioni sanitarie d i campagna, che il liq uido contenuto in una boccetta vien consumato in uua volta. sola, dovendosi preparar brodi per più ammalati . Poi il nostro brodo concentrato, come già ricordai, è pessimo substrato per i comuni germi dell'aria che potrebbero, penetrandovi, alterarlo. La prima. chiusura ermetica. può essere sostituita senza ineouvenienti, pel tempo sempre breve che è necessario a consumare s ul luogo il brodo residuo della boccetta, con un tappo di cotone slerilizzaLo alla fiamm a, ovveru con uno degl i u suali dischi. Questo tappo a me pare offra garanzie, se non ma ggiori, n on certo minori di ostacolo alla penetrazione di batteri, dell'attuale tappo di vetro scan alato.
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In quanto ai microrganismi che possono cadere nella boccetta e venire a contatto col brodo ad ogni prelevamento di liquido non credo siano in numero minore con un sistema piuttosto che con l'altro. Il danno di cui essi, d'altra parte, possono in un co~ì breve periodo di tempo esser causa, non debbono esser esagerati in base a vedute teoretiche. A mezzo di colture io ho provato che, la;;ciando il brodo concentrato in boccette completamente esposte all'aria, o addirittura su capsule di P etri, il numero dei germi che vi si manteneva vivo era insignificante. Le colture isolanti in gelatina fatte col brodo concentrato, che era rimasto per 24 ore esposto all'aria del laboratorio in boccette aperte e in capsule Petri, diedero la presenza di qualche muffa e quasi mai di batt.eri, i quali erano solo sporigeni. Verosimilmente questi, caduti nel brodo dall'aria, non vi si svilupparono ma non vennero uccisi, onde messi poi in snbstrato favorevole passarono dalla forma duratura a quella vegetntiva, dando colonie. Eppure nell'aria di laboratorio i ge-rmi non mancarono davvero, ìufa&ti dalle ricerche di controllo praticate col brodo ordinario d'uso batteriologico, lasciato in ide n ti che I!Ondizioni di q nello concentrato, si ebbe rispettivamente un numero notevolissimo di colonie. l microrganismi erano i soliti che abbondano negli ambienti cbinsi . ~
** Oltre la questione riguardante la buona conservazione del brodo concentrato, altre due meritaao di esser eli nuovo e con maggiori dettagli studiate : intendo il metodo di sterilizzazioue ed il sistema di preparazione del brodo stesso. Il Lrodo concentrato prepamto per i reparti sauitarì mobilizza.ti del· l'esercito ha. dei caratteri orgauolettici veramente bnoui, e, somministrato in dtluizìoni opportune, riesce realmente eupeptico. È di color nocciola·oscuro, di odore gradevole e penetrante di carne arrosLi ta, di sapore gradito, spiccatamente sapido, di consistenza oleo·sciropposa. Ritengo però che nella sua composizione possa esser ancora migliorato. La sterilizzazione di esso si f t\ in modo frazionato, entro stufe a vapore a 90° per nn' ora e per tre giorni consecutivi. Il metodo è ricalcato su quello che si usava nei gabinetti battt'ltiologici per stdrilizzare il brodo nutritivo. Oggi però anche questo snbstra.to viene sterilizzato correntemente all' ant.oclave portandolo a 110° C. per 15 minuti. Ritengo conveniente sia applicata anche al nostro brodo concen-
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·\ trato questa pratica che fa risparmiare un tempo prezioso, che inoltre '·,, garantisce in modo assoluto la morte di t utti i germi sporigeni che per accidente fossero caduti nel brodo. · La paura di intorbidameuto e di precipitazioni che ho sentito ripetntamente affacciare per giustificare la persistenza n ell'adozione del vecchio metodo, non credo abbia fon damento. Nel brodo alcalino di uso batteriologico si ha, è vero, un intorbiclamento quando si supera la te m pera tura d i 100-ll0° C., ma esso, se la sorveglianza su la preparazione di tale substrato fu oculata, è solv temporanea. Col raffreddamento il brodo ridiventa limpido, perchè il fosfato di calce che è meno solubile a caldo che a fredùo, si ridiscioglie. Kel nostro brodo concentrato, che è spiccatamente acido, ciò non si verifica mai. Del pari non si può verificare o, meglio, non si deve verificare, l'altra causa di intorbidamento e di precipitazione che talora si osserva per lunghe ore, dopo che il brodo è stato tolto dall'autoclave. L'opalesceuza. e la precipitazione so n dati, n ei brodi di laboratorio, come è noto, o l tre che dai fosfati anche dal grasso emulsionato ed in parte saponifìcato che si ritrova n ol l iquido quanrlo non è stiLto filtrato con cura. li brod(} concentrato, quando giunge alle boccette, deve esser assolutamentE' privo di grasso, se si è avuto cum di appl icare rigorosamente le norme dettate doi capitol i d'onere imposti per la fabbricazione delle conserve alimentari di carne. Dopo un'ora di permanenza a 80° in larghe vasche a doppia parete, dove viene grossolanamente sgrassato, il brodo passa su filtri tenuti a caldo con apposito apparecchio, fino a quando è completamente limpido e di color giallo citrino. L o si versa quindi nell'apparecchio a concentrazione ove resta a)]a temperatura di 45• e con una rarefazione di 65 cent., finchò ha raggiunto la densità di 1080 a 50° C. In questo stato il brodo viene imbottigliato e sterilizzato, e de'e mant.enersi limpido e senza sedimento di sorta. Del resto, anche se qualche leggero sedimento si producesse, esso, come ho potuto con9tataro, non altera in alcun modo il sapore e si può trascurarlo. Che se poi lo si volesse a llontanare, ciò poi è facile farlo al momento dell'uso mediante filtra?.ione traverso cot.one idrofilo. Da molteplici prove fatte mi son persuaso c he la sterilizzazione del brodo concentrato in autoclave a 110° per 15 minuti, non provoca, dopo alcuni mesi di attesa, alcuna modificazione apprezzabile nei suoi caratteri esterni. Questa ste1·ilizza.zione rapilla e _;;icura credo qnindi debba, a.n che pel nostro prodotto, prl!(e;·irsi a qnella fino ad 01·a t~,~ata .
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E poichè siamo in tema di sterilizzazione, mi sia permesso qualche appunto sulla steril izzazione delle scatole e scatoloni di came e di ventresca, preparati nello stabilimento mil itare di Casaralta. La di;;gre,;sione è autorizzata dall'aver constatato che le temperature prescritte dai capitoli d'onere del 1908. tuttora in vigore, non danno garanzia assoluta d i sterilizzazione, anzi, in base alle accuratissime indagini sperimentali fatte in Francia, in Germania ed in Italia, si deve ritenere che talora si mostrino insufficienti allo scopf). Alcune delle ricerche di controllo fatte presso di noi, fondandosi sulle quali si è affermato che l e temperature adottate sono s ufficien ti ad assicurar la sterilita delle scatolette, perdono gran parte del lor o valore, perchè la tecnica seguita è imperfetta e difettosa. Ora, poichè è fuor di d ubbio che nella fabbricazione delle conserve, l a fase più importante ~costituita dalla sterilizzazione, dipen· dendo da essa in modo quasi assoluto la conservazione e l'innocuità del prodotto, si intende con quanta cura si debba seguire l'andamen to di qnesta operazione. L a commissione francese (11), costituita da il1ustrazioni dell' igiene, della uhimica e della tossicologia, aveva imi)osto (13011 a tutte le fabbriche di carne in conserva la sterilizzazion e alla temperatura di 118°-120' per la durata di due ore, a partire dal momento in cui il manometro indicatore segna la temperatura di 120° a. Attualmente i ,dne tipi di scatole di carne in èonser va, di cui è dotato l 'esercito francese, (la scatola individuale di g r. 300 e q uell a per l'approvvigionamento delle piazze forti di gr. 2000) sono sterilizzati all'autoclave a 120° C. per ore 1,80 la scatola piccola, per 2 ore ed un quarto qutlla grossa Bi intende che sempre il calcolo del tempo decorre da quando la temperatura ba segnato 120' . La rigor osa esecuzione di queste norme è gar antita dell'applica· zioue ad ogni autoclave di termo-manometri registratori, coi quali si può controllare con facilità se la temperatura ha raggiunto l'a ltezza prescritta, e se ha esercitato la sua azione per t utto il tempo rich iesto. In Germania in base agli studi di Pfuhl (12) e dei suoi collaboratori Bis<.;ho)ff e Wintgen (13) si è concl uso che, pnr riconoscendo che la sterilità. sicura delle conser ve si può ottenere a temperature variate, i ris ultati migliori si ottengono, per le scatole della e?.pacit.à di 600 gr., con la cottura definitiva a 120°,5 C. per 70 minuti, e per quelle dal contenuto di ~r. 200, con la cottura alla stessa temperatura per 50 minuti (Bischoff e Wintgeu). 2 -
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N GOVE R!Ct::RORE SULLE CONSF:RVJ<; ALIMENTARI DBL·I}BSERCITO
Le esperienze di controllo fatte in Italia (Sforza, Grixoni) hanno di mostrato che il soggiorno all' aut.oclave delle nostre scatolette di gr. 230 a. 120°. 5 C, per GO minuti, assicura in modo assoluto la sterilizzazione del contenuto (14). L 'inquinamento che si produce in q ualche scat.oletta è sicuramente prodotto dalla penet razione d i g ermi dall'esterno, verificatasi dopo l'uscita dall'autoclave, non essendo stata la scatola ermeticamente eh i usa. Nell' interno del!€' sca.tolette sot toposte alla temperatura di 120\ 5 C. non solo si raggiungono i ll6° C, che sarebbero sufficienti per uccidere anche le spore, ma si ha quasi costantemente 120',5 e ·fin 130o C. (Sfor za ). L a tem pera tura nell'interno d elle nostre· scatole è uguale a q nella segnata da l termometro dell'autoclave dopo 30 minut i. Il g rado di calore raggiun to d::Lila. carne dentro il guscio metallico, q ualunque sia la posizione che essi banno nel l'apparecchio d i steril iz:t.azio11e, é sèmpre t ale rla ?arantire la sterilità del prodotto. Negli att;uali capitoli d'onere è im po;;t.a la sterilizzazionP delle scatolette a l20°,5 per 40 minuti, ciò che è suffic iente q uando la <.:arue non <;ia, eventual mente, venuta a eontatt,o con germi sporigen i del ~uolo. S1trebbe però pih 1'aiisicurante prolttngm·e di altri IO minnti la 1Je/'1nanenzct a 1 :!0 ' ,.'5. Insu fficiente mi parP la tem peratura di steril izzazione del le altre ;;catole di capaeità ~·aria., e p recisamen te di: l ora F,er le scatole di kg. 0,500 l ora e 20' ,. :. ,. 1,000 l oro. e 40 ' 2 ore
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2 ,000 3,000
come anche di quelle ripiene d i cal li e vrntresca.. le quali devouo eont,enere non meno di g r. 8 1O di carne e 90 dì brorlo e che devono esst:r sot.tomessP a 120°.?.) per un'ora e mezza. Non ronosco su qnali rlati sperimental i siausi stabili ti questi limiti dl p ermanenza, all'autoclave, che a me sembrano inadeguati. In F rancia, come accennai poco innanr.i, per le scRtole di 2 kg. la durata all'autoc·lave è superiore a quella prescritta per qnrlle d i ng ual capaeità che si fabbricano da noi . Occorrerebbe perciò ehe, con rieerche sul tipo di quelle acc ura,tissirne ed esaurienti fatte da Pfuhl, si determinnsse il tempo necessario ad assicurare la sterilit.à del contenuto di ogni singolo tipo di seMola. Tali indagini non possono compiersi con la uece~sa ria larghezza ed attenzione se n on negli stabi limenti OYe si confezion ano lP carni in cons0n·a.
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NUOVI!: RluEROHE SULJ,E COSS;ERVE ALlì\lENTAlll DELL'ES ERCITO
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I dati stabiliti per i nduzione non ci offrono notevole garanzia eome risulta dalle osserva· zioui di Pftthl, Biscltoff e Wintgen, i quali rilevarono quanto siano molteplici le cause, che inducono variazioni nella penetrazione e diffusione del calore nell'interno delle scatole stesse.
~ulla assoluta conservabilità del prodotto,
** * Ed ora, prima di finire, alcune osservazioni di indole generale sui l'l'iter! che presiedono alla preparazione del nostro brodo concentrato. « In caldaie a doppio fondo, è detto nei capitoli d'onere per la fabi-ricazione del brodo concentrato, si cuoce a lento calore ed a leggerissima ebollizione la carne muscolare di coscia, Iom bi e fil etti, completamente scevra di grasso, aponevrosi, tendini, ossa e curtilagini. L11 cottura si inizierà con 20 l itri d'acqua, nella, quale si porranno, qnanclo bolla, gr. 100 di salgemma e kg. 50 di carne. Allorchè questn. ana raggiunt o in ogni sua parte i caratteri di mezza cottura, si estrarrà dalle caldaie. Nello stesso liquido bollente di questa prima cottura si porranno, con aggiunta di 150 gr. di salgemma, a lt ri 100 chi! i di car ne e vi si terranno fìn chè avranno raggiunto i caratteri della mezza cottura. Nella stessa maniera. e con le st esse proporzioni di sale e di carne, e senza aggiunta di altra acqua, si procederà alle cotture successive, e quando il brodo sarà ritenuto esubemnte per una sola caldaia, si suddividerà in altre caldaie nelle quali si opererà nel mode indicato. In ogni modo la carne sarà mantenuta in ebollizione in ciascuna cottura non meno di 20 minuti :. . Il prodotto che si ottiene in questo modo, addizionato del B ",', di sugo d'arrosto, di volta in volta preparn.to con particolari attenzioni, dopo esser stato sottoposto a mnnualitil. che lo liberano d al grasso e da una. eccessiva quantità di acqua, risponde ai caratteri fisiGi più or•pra ricordati. :\Ia quale ne è la composizione chimica? Oggi questa non può essere tenuta in poca considerazione. Il concetto più comunemente ac.coho, che cioè il brodo in genere non rappresenti un vero e proprio alimento, ma unicamente uni\ bevanda stimol11>nte, confortevole, è no~evolmente modificato. Non pnò più ritenersi una soluzione di ma· Lene minerali e di materie e~:trattive; per le ricerclte recenti di .ltu:ater e della sua scuola è accertato che il brodo possiede anche uu non trascurabile valore nutritivo. Non solo d unque il brodo eccita ~'appotito e la. digestione, aumenta le ,;ecrezioni gastriche, tonifiea 11 cu?re, atcelera leggermente i suoi battiti, eleva alquant-o la pressione artenos!l. ed attiva il lavoro dei reni (Gou.tie1·), esso nutri!-lce anche.
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NUOVE RICEROE SULLE CONSER VE A LIME:-ITA RI DELL'ESERCITO
La. carne muscolare cede all'acqua. 7-7,5 dei suoi proteidi totali, calcolati allo stato secco, dei quali 5 p. 100 circa si dissolvono e restano nel brodo, mentre i l resto, cost.ituito da albumine solubili e co<tgu· labili passano nella schiuma. A twater ha trovato nel brodo fin 8-9 p. 100 degli elementi albu· minoidi della carne, ciò che rende questo l iquido, indipendentemente dal contenuto in su.li e sostanze estrattive, un alimento prezioso. Dobbiamo quindi aver cura di preparare questo prodotto in modo che ci dia il massimo di rendimento utile, e per ciò fare a. me sem bra, francamente, che si debba seguire una v ia molto diversa da quella attualmente battuta.. Se si volesse cuocere la carne in vasi chiusi, come nella marmitt.a. di Papin, nei quali a temperatura superiore a 100° l'acqua sovrariscaldata idrata le sostanze albuminoidi trasformaudole in peptoni, si otterrebbe un brodo pi ù ricco appunto in peptoni e quindi sicuramente più nutriente. Noi, pel uostro scopo, non possiamo penr::a.re a. preparare enormi quantità di brodo concentrato col sistema seguito per far quello che i F rancesi chiamano bonillon à la bouteille, che indubbiamente possiede nn alto valore nutritivo. Ogni 500 gr. di carue forniscono 150-160 cc. di un liquido l eggermenle acido, m-olto gustoso, concentrato, che contiene 70 gr. per litro di sostanze fisse e 50 di sostanze a;r.otate. Nella pratica militare è perciò necessario tornare a.Ue vece h i e buone norme culinarie, che hanno sicuro fondamento sn ben noie leggi di chimica e di fisiologia. :~ ·:. . P er ottenere un buon brodo è necessario· valersi di carne magra di animali adulti, la. quale deve essere immessa in acq ua fredda, che poi lentamente si porta alla ebollizione, tenen àovela per un tempo più o meno lungo. In questo modo nel liquido passano non solo la maggior per~.;entual e di sostanze sapide ed estratti ve, ma anche di albuminoidi. L'aggiunta di clururo di sodio all'acqua non pare raccomandahile come quella che riduce iu modo notevole (1/5) la quantità di prinripì solubili che passano nel brodo. Come si vede, è perfettamente l'inverso di quanto si pmtica nella preparazione del nostro brodo concentrato, ove si verifica appunto che nella carne restn.no la. grandissima maggioran za dei suoi costituenti. N el brodo invece, per la immediata coagula:r.ione delle sostanze albuminoidi esistenti aUa superficie dei blocchi di carne che cadono in un li q nido bollente, non possono passare che scarse quantità di sali e di sostanze organiche non albuminoidi.
NUOVE RICEROllE SUL LE CONSE RVI<! ALIMENTARI DELL'ESERQITO
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La carne così trattata. darà. nn brodo scadente ed un lesso saporito e nutriente. Con questo sistema si è seguito solo in parte il metodo del Liebig, il quale, per ottentlre nn buon brodo, consigliava di immergere la carne nell'acqua bollente, trattenendovela per pochi minuti, per poi mantenerla. a. 70?·75° per alcun e ore. Ma la soppressione della seconda. parte del trattamento alla Liebig concorre potentemente a diminuire le proprietà del brodo ottenuto col metodo originale, che d'altronde, come è ormai accertato, è in capace di fornire un prodo tto altrettanto buono quanto quello che si ha con la immnrsione nell'a cqua fredda. Jnoltre a me pare che la scelta delle porzioni del bue che si adoperano a preparare il brodo concentrai;o non sia la più appropriata. Il filetto e la parte centrale della coscia sono indubbiamente fra i fram menti che hanno il maggior valor e commerciale, contribuendo a costituire la carne cosi detta d i l" categoria; ciò però non significa che siano le carni più adatte a far d el buon brodo, infatti son quelle, meno adoperate nella pratica domestica, a questo scopo. La composizione chimica centesirua.le delle diverse parti di un bue ci dà la ragione di tali risultati. Sarebbe opportuno quindi modificare il sistema di preparazione del brodo concentrato. Ri sarebbe così sicuri, seguendo anche le norme ~,...,._," ;!\ ,· ~· ... da me proposte sulla sterilizzaz ione e conservazione delle boccette, -c~·,~::> di ottenere nn prodotto, dotato di maggior valore intrinseco e di più -- :; ' lunga e facile conservabilità di quello attuale, senza per questo pe~~.•~-t~~, d<:!re in nessun modo alcuno dei caratteri organolettici possednti . ci@~~\
BIBLIOGRAI!~IA.
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.'~V.f~,, ;'
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Cnnco~r. - Sul conteuuto in ClC'ft•a, azoto e grassi di alcune carni in conserva. - ~
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OSPEDALE MILITARE PRI!'ICIPALI!: Ul Pl!:llUGIA
lL MERWISMO- NUOVE VEDUT.I.!: SCLL' IST~RlSMO Per il dot t. Ro~olino C lauri, capitano medico
Abbiamo ritenuto opportuno desnivere il segucnt~ caso di mer•c•smo, no n !JPrcbu t>di casi non siano già abl>Nstanz a noti n~lla loro fis iouomu\ cl inica, ma percbe ci sembra di essere i primi ad esserci avvalsi dei raggi X per lo studio del meccanismo fisio-patologico della rumin•zione. Abbiamo cùlto frattanto l'occas ione per abbozzare un'idea sulln concezione patngenica di t a le episodio import ante dell'isterismo e per sfiorare la quest ione di que-;ta ultima afiezione, s ulla cui nat ura ancor receu temer1tc è Stato aperto i l dibattito.
I. Osserwzio>I.e.
Orione G Battista, <li anni 21, scr itt\nalo; d a .Fiuale Pi11. \Ge-
n o ,·a), (soldnto battaglione "aviatori) . .Jnauul~$i. Dice che il nonno patemo era afl"etto da una speci~ di vo m ito ch e soprav \·euiva riopo i pasti i c iò non ostan t e la s ul\ n utrizioue ~i mau teuue ~em· pre bene e m ori in ta rda età :-:uo padre sofl"re fin dalla più tenem etil lo st<:sso d isturbo che sopraggi unge a lcun i minuti dopo i pasti i però può rimasticare ed ing hiott ir e ciò c he ha riguTgitato senza alcuno sforzo; la. sua nutrizione s i wantieue esu be ntllte tanto che ~:gli pesa kg. 105. La madre è vivente e sana, e mai ba sotl"erto disturbi a. enrico del sistema nervoso. Ha. fraw lli e sorelle viventi e sani. Non ha mai avuto malatt!e degne di r ilievo; nato a termiue, ba compiuto la sua infauzia regolar mente uouostantl· i s uoi disord ini si siano iuiliati fiu dalla prima iufanzia Tali disturbi sono quotid iani e si verifican o quasi imullw cabilment.e do po t utti i pasti, specie se essi sono costituiti da liquidi (latte, brodi, ecc.). Essi consistono nei fenomeni seguenti: dopo 5·10 minuti dal pasto, non preceduta da nausea o da alc un senso in corr>spondenza della regione g as tri ca, senza che egli faccia alcuno sforzo, s enza che vi intervenga apparentemente la volontà, avverte la sensazione di un bolo che mon ta dall'epigastrio verso il faringe ; tnlvolt11. t u t t o si arresta a codes ta sensazione ; ma il più spes<o al faringe sale un vero uolo a lameot are, acidiccio; il quale o viene masticato ed iugoiato, o viene gettato vin; in quest'ultima contingenza interviene la volontà; poiché egli potrebbe llene uti· lizzare tutto ciò che ba antecedenteme nte rigurgitnto. Tnli disordini continui che durano, per quanto egli ricor,l:t, da più di 16 auni, non hanno avuta alcuna intluenza sulla sua nutrizione, n è Lanuo provocato in lui Rlcuna preoccupazione od llltro disordine nervoso o p s ichico apprezzabile. Tutte le sue funzioni nutrittve si sono compiute a bbastan?.a bene; ha mangiato sempre con buon appetito, senza m"i presentare alte mzioni quantitative o qualitative del senso della fame, ed ha digerito bene ; la fun?.ione uri natia è stata sempre regolare. Le funzion i della s ua v ita di relazione sono procedute regolarmente.
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IL MERIC!SMO -
NUOVE VEDUTE SULL1 IS'rF:RISMO
Non ha mai solftlrto ma lattie veneree, ne contratto la sifilide. Non è fumatore, nè alcoolista. S tato altnu.te (maggio del 191!). - Colorito della pelle e delle mucose visibili roseo; nutrizion11 lodl.lvolissima; sviluppo del pannicolo adiposo e d('i muscoli eccellente; sviluppo scheletrico di indi vid uo di media statura. Temperatura 36• 5; polso 85 ; respiro 22. ~ou vi è poliadenopatia; assE>nza di edemi. Non si riscontra nulla di n otevole a carico dell'apparato cardio-vascolare, t·e· spira.torio, digerente, so si tolgono i disturbi che ade~so de$criveremo. L'indi\•iduo, d>L quast'ultimo puuto di vista, è stato esaminato molti giorni
consecutivi, anche di ~;or presa; egli è stato nei differenti e~a.mi sottoposto a, re-
ma
gimi vn.rì, da quello sem plice di Ewald a quelli misti, complessi, ordinari; cio non ha modificato la qualita dei fenomeni che haiUno avuta l'istessa costanza td identità nol modo e n el tempo. Dopo 4 a 10 minuti dai pasti ~<gl i è capace di r ig urgita re a boccate, raramente 11. fiotti sotto forma di vornito Vt-ro e proprio, gli alimenti ingf'riti. Il rigL.a·gi to è prer.l•d uto da una sorte di aura seusitiva. come di un corpo sferoide, eh(' sale dall'epigastrio al faringe; tah~oha tutto si arre~ta a questo semplice episodio SPOsttivo; ma ciò è stato raro durante il pet·iodo di tempo (per più di un tue<ei iu ~ui egli è stato tenuto in osserva.7.ione; più frequentemt~nte tale seu~o di bolo si ripett-, e ciò non ostantP, sott·o l'influs~o della no::.tra suggestione esso non è seguito da alr.un altro fenonwoo; più frequentetnenti' ancora avviene il rigurgit..o degh alimenti inge riti sotto forma di boccate di materiale poltaceo. in cui è r icouo.< cibil,• ancot·a la qualiti~ d egli alitlWilti, ll•ggermente a cidi pe r pr•·senza di tmccl.l di acido clondrico libero; tali boccate, secondo la volontà dell'infermo, vengono senza alcun disgusto rimasticate ed ingerite o vicever.-;a, quando egli !SOtnhm che vo~;lia io qua),iasia modo interessare, rigettate. 1'ali ftlnomeni nou si as,.,ociauo ai disordiui niJitualmente concomitauti al vo · mito. uon vi è altt~razione dei trat.ti del viso, uè al cu n fenoUleuo facciale sirnpA.· ti•·o-vascolaro :appr.·z7.~<.hile, non n.lterazione del pol~o, che conserva frequenza, forza. ritmo ltOrrnali, uè ael re~piro, i cui atti si coLUpiono cou la :o:Le'isa prnfon· ditil, frequcnz1t e ritmo che nella norma, non coutn1.tt.ura dei muscoli addominali <· degli au:-;iliari re<piratori n è moriificnzioni sensibili del fenomeno di L itten. Lo stomaco è nei suoi limiti normali; spt1zio di '.rraube rP.golare per forma e dimensioni; ti suo wnrj!ine iuferior" arri v:~ a metil della. lin,•a xifo-ombelicale; il f'lvtdll.< giuug<· in 1dto al Sl·sto spazio, alresterno df'll 'ascellare mtotlia. L't ro11tin•·nt.a piloricn e cardiaca, SRggiotta cou Il' pòlveri gassogtme, si rivbla nonual~;>.
La motilitit. ga'<trica, snggiat:l, all'infuori dei pa,ti, con l'ioduro di pota;;sio e con il hetolo, si ò r in:lata f:isiologica. J\ulla di note1·ole .,i è os:-wr~ato Il carico d.· l chi mismo ga!<trico. All'esame r:\dio~c•> l>ico, fa~to dopo !l\'ot·e alimoutato l' inft~rmo con un panino cd una tazza d i latte ed avergli somministr:'lto due C!lpsule di sottoni trnto di bismuto cloimicnnwnte puro, si sono osservati i f~nomeni :<eguenti: nessuna accentuazione oel ritmo e nella forma <'lei movimenti del diaframma. dumute il periodo nella sen -;azioo!' di bolo e dumnle il r igurgito: le c;tp:.:ule di bismuto vengouo, duraot<> i movimenti d i bJ·as.vwte gastrico, a gitate iu tutti i ,;ensi ma soprattutto iu scuso invers o a i moYimenti fisiologici , finchè v engono e:<pulse con la prima boccata di rigurgito.
lL :MERICISVO -
NUOVE VEDUTE SULL'I::.'TERlSMO
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I fenomeni di rigurgito possono venire quasi sempre evitati se a ll'infermo ''iene somministrata, immediatamente dopo i pasti, qualche cucchiaiata di una pozione cloroformica.. L'esame del sistema nervoso noiJ fa rilevare nulla di notevole a carico della motilità Vi è anestesia faringea. spiccatissima; esistouv :wne estese di anestesia. tattile ed algesica nel lato destro del corpo; essa ba forma di guanto n ella mano e nel polso. Le zone di anestesia non hanno alcuna fissi tà, p()tendo allargarsi o restringersi durante lo stesso esame. È notevole il fatto che, là dove sono le zone di analgesia, l'individuo può tollerare profonde trafittura senza modilicnzivni nello stato del polso e delle pupille. Il riflesso planta1·e destro è diminuito; non vi è Babinski ; sono accentuati i rifles!'i cremasterici ed addom inali; i riflessi tendine i sono nonnali. Son vi è nulla a carico dei sensi specifici all'in fuori dell'occhio che è colpito nella sua visione periferica e nella sua sensibilità cromatica. Vi è r estring imento del campo per il bianco soprattutto a si nistra; anche il rampo p er il bleu è ri• •tretto concentricamente, mentre quello per il rosso salta fuori di quello per il bleu, specialmente a sinistra. Come nell'esame della sensibilitil. genemle, i ris ul tati ottenuti nelle varie mi:mrazioni della. visione p••r iferica sono oscillanti specialmente per i colori, per i quali, malgrado ogni nostra cura e l'intelligeuza de ll'indi,·iduo, non si può dire quanta influenza abbia 11e lle percezioni l'intensità luminosa e la qualità del colore; il r estriugimento per il bianco è però costante n ei s uccrssivi csn1ui. L'es~tme psicbico fa rilevare i seguE-nti fatti: a ttemdone, percezione. idt>a?.ione, astrazione, memoria normali; esagerazione della emotività, ril evnbi le dalla fac iliti\ con la qu.de il malato ba disordini vaso-motori cutane i per stimoli psichici vari riguardanti le sue soffereme, la. sua afJ"etti\· ità ; suggestiùilità ac~:entuatn, tanto cl oe si possono modificare a vo lontà. le zone di anestesia in quantità e qualità, poichè si può pervenire a provocare l'allochiria od il sen so di nausea eccitando la muco~a fnringea, e si può a rrestare il h•nomeno d i l"igurgito. Nulla d'importante all'e!'!lme dell'urina. li caso om descritto non off"re difficoltà in quat_Jto si tratta di sistematizzarlo tra le sin•lromi cliniche note. E«so non preseuta le caratteristiche del v omito, sia in teso come sindrome di pendente da stimoli gastrici che generali, perchè non troviamo nulla dei fenon.en i premonitori, concomitan.ti e consecutivi che 1\bitualmente si assoc·iano ad t: ....,O.
Il vomito, come è ben noto, è preced uto da un a sensn?.!on e speciale, peno~a ed indefinibile che dicesi nattsea, e da una saliva7.ione abbondante. Per la sua produzioue sono necessarie: una contrazione enPrgica e brusca del diaframma e dei muscoli addominali, in modo che vengano compressi i visceri contenuti nell'addome: una contrazione pilorica. che impediscn, il passaggio del contenuto gastrico ntlll'i ntestino; un rilasciamento del card in, che permetta la proiezione del contenuto gastrico nelle Yie digerenti superiori; con molta ve1·osimiglianza una contraz ione delle paret i gastriche. La brusca contrazione del diaframma determina con una profonda iuspirn7.ÌOIIe il vuoto toracico che si fa risentire sull'esof!lgo, che, perciò beante e pieno di
TL ~lt:HlC'ISMO - NUOYF; n<:DU'T'E SUI.L'JSTF.RISMO
aria, lascia libero passaggio al contenuto gn!'trico. Nel meccanismo del vomito è es~cnzi•de la contrazione ùel diaframma e dei muscoli addomiunli, mentre quella d(>llo stomaco, secondo i lìsiologi, sareblH·Jaccessoria: il vomito da tartaro stibiato non si produrrebbe difatti dopo la sezione dei freni ci e ciel midollo dorsale superiore: esso non avviene negli animali nd addome largamente aperto e negli animali curarizzati a dose-l imite. Lo stomaco non godt·,•bhe, secondo, i comuni dati di tisiolo;ia sperimentale, 11n ufficio motore e~~enziale, tanto che si è potuto nei cani, sostituendo nlto sto · ·maco una vescica inerte e piena di l iq uido, avere il vomito da tartaro stibiato. Ma questa esperienza brillantissima non è decisiva se non a condi7.ione che venga con lo stomaco anche tolto il cardias; lo stomaco non rimane nffn tto inerte dttraute il vomito; affinchè questo si produca e necessario, indispens>tbile avvenga il rilasciamento del cardias e tale rila!>ciamento non ~i ha elle se lo stoma.co è conservttto. Tale :funzione attiva del cardias si rPnde ancora evidente in altri cnsi in cui ,.i ò comprPs~ione gastrica ptlr contrazione del dia.framma e dei muscoli addominali, come nella tosse, negli sforzi di d~:fecazione, ecc. Se lo stomaco si dimo~tm incapace, senza il su;;sidio dei muscoli addominali P del diaframma, t\ produrre il vomito, e8so non è da ritenere completamente inerte. A parte i.l fatto che sono ;;egnalatP delle onde di contrnzione. propagantisi dal piloro al cardia negli animali sottoposti al l'azione dt>l tartaro stibiato, l'espe· rienza clinica .iimostra che il vomito ·avviene facilmente spe~l;o nei bambini forse per l11. posi·lione verticale di'ilo stomaco, e seuza che si possano const.atnre delle contruzion i freniche o addominali, ed in certi malati in cui lo stomaco ~olo è in causa ed in cui <'onviene di pRrlare del cosi dPtto ?'ÌfJ1LI',IJÌto. Vi è un rigur· gito negli individui grandi mangiatori, che si verifica dopo i pasti abbondanti di cibi male masticati e di alimenti soprattutto vegetali, i quali distendono ' lo stomaco, prima che il conten uto gastrico sufficientemente a cido possa eccitare alla dilatazione l'anello pilorico, forzano anche il ca1·dia, ed in individui cosi detti deboli di stomaco nei quali una lieve pressionP. dell'epigastrio, il riso. l'atto del pommre, i movimenti bruschi del corpo, bastnno per determinare il rigur. gito; e vi è uu rigurgito pato!og;ico nei ca<;i di ,;tenosi e diverticoli esofagei. nei casi di antro cardiaco e di pre;;tomaco. l\[a. in questi ul t imi ca~i la chiave della diagnosi, a pnrte le altre particola· rità. cliniche rilevabili dai di;;ordini subiettivi e fun.-;ionuli, viene fornita dall'assenza di acido cloridrico e di fermenti (pepsina, ~fermento-lab) nelle mn.terie reiette. Per tali brevi considerazioni, d'indole fisiologica· e clinica, noi dobbiamo escludere che nella nostra osservazion<> si tratti di q ualsiasi delle forme di vomito o di qualcuna delle forme di rigurgito dipendente da lesioni materiali o nevroti r he ùelt'esofago e del cardia. Interessa ricordare, infatti, che nella reiezione del 'contenuto gastrico (e <'he sia contenuto gastrico n oi abbiamo avuto la di mostrozione evidente nella constatazione dell'acido cloridrico nelle materie) nel nostro infermo non intervengono contrazioni del diaframm:., dei muscolt addoruinali, degli au~iliari inspiratori ; ciò ancora abbiamo potuto dedurrll oltre che dall'osservazione diretta del meccanismo respiratorio, ancora d11.lla radioscopia, la quale ci ha potuto far constatare, accanto all'as~enza delle modi6c11.zioni nell'intensità e nel ritmo respiri\• torio, una serie di movimenti di anti-brassage diretti in senso in verso al corso regolare d.el contenuto gastrico.
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n, MERIOISMO -
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NUOVE VEUUTE SUf-L 1STERISMO
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Con questo preziosissimo metodo d'indagine abbiamo potuto concludere che nel nostro caso esclusivamente lo stom,aco ;) in azione nell'oc·<·asione del ri!J«<',IIUO. Da questo punto di vista possiamo detini re il fenomeno osse1·vato nel nostro inferm o come un ?'igttr!]ilo di Ol'Ìgine gast1·ica, il quale, perchè associato al fatto della rimasticazione del materiale reietto, va compreso sotto la dcnommazione di rmninazione o mericismo. Non e nostro intendimento fare la bibliografia del mericismo. Descritto per la prima. volta. nel 1618 da Fabrizio da Acquapendente, se ne e pa rlato come di malattia rara. tanto che Kuschneff, nel 1893, potè raccoglierne 133 osservazioni; ma i casi debbono ricorrere con una certa frequenza, ed il uon trovarli ~pt>Sso descritti proviene dal fattv che il roericismo ;.i presenta come episodio di $\'ariate psico-nevrosì, e da che i mericoli, per un senso di vergogna, d iffici lmen te si decidono a confessare il disturbo. L'affezione e piil frequente nl'gli uomini che nelle donne (S-1, 5 </0 nel la statistica di Kuschnetf). Nella maggioranza dei casi esso si origina nella fanciullezza, sebiJene sia stato osservato dopo il 20° anno di età (Freyban) e nel 300 (Eichhorst]. I n qualche caso l'affezione si presenta ereditaria e f a migliare, ed in ciò godo grande influenza l'imitazione, tanto che l!'reund e Korner poterouo osservarlo in d ue bambini i qual i l'avevano copiato d!llla loro govòrnante, ruminante isterica, e noi, nel caso attuale, in cui l'affezione si è riprodotta att•av.•r:.:o due generazioni. Riscontrl•to con relativa frequenza, come stimmflta funzionale. in alcune psicosi costitu.tionali degenerative, nell'epilessia, nella corea, uel l'id iozia, uell 'i pocondria, ecc. (àrnold e Patru ban, Bourneville e Séglas, Dumu r, Jtil·gensen, Boas, Decker, Alt, Ferrannini, Kuschneff, Morselli, Monti, Cantan~no, Beìmondo, Cristiani, ecc.), esso rappresenta in tA-li anomalie psich icbe u n episodio sulla cui interpretazione patogenetica sarebbe bene ritornare. Ma il mericismo, nel maggior numero dei casi, esiste quasi come entità nosogra6ca a sè e aven te apparentemente un SU(' proprio con·edo etiologico, anatomo-patologico e patogenetico. I contributi anatomici ·sono abbastanza scarsi e poco concludenti, data la varietà. e l'incostanza dlli reperti; cosi, accanto allo sviluppo esagerato del ramo interno dell'accessorio del Willis (Arnold e Patruban), alla dilatazione permanente del cardia e dell'esofago (Dumur, Mi.iller), a lla ga.strl'ctasia, vi sono i repe rti negativi di Boumeville e Séglas, i quali avrebbero trovato sano lo stonHtco nel maggior numero dei casi. Ciò dimostra. che per la costituzione clinica del mericismo non occorre, per lo meno sempre, l'intervento dì lesioni materiali, gastri· che, tangibili ed aventi sempre l 'identico determinismo anatomico; per Lowe, ad esempio, il mericismo non sarebbe che una semplice nevrosi del frenico. Rembrerebbe quindi, che, se la dilatazione d el cardia durante l'atto del :-igurgito è necessaria ed indispensabile, in quasi tutti i casi essa è provocata da aziolli che, come nell'atto del vom ito, occorre ricercarll in a.ltl'i fa ttori, che non in quelli materiali. A r.ost ituire il rigurgito, che è il primo atto fondamentale del mericismo, intervengono parecchi coefficienti :che conviene sottoporre ad analisi, e di cui alconi potrebbero dirsi psichici, alt;i fisiologici ed altri meccanici. I piu noti nella loro costituzione. come è ovvio intendere, sono gli ultimi ; l'Ssi sono quelli del vomito ordinario, da cui però ditferem:iano per l'assenza dei
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IL MER! CISMO - NUOVE VEDUTE SULt.'I>.TERISMO
fenomeni concomitanti generali (nausee, disordini vasali simpatici da a:r.ioni centrali, come il pallore, il sudore, la depressione sanguigna, ecc.), per In irrofrennbilità. dell'espulsione del:contenuto gastrico quando l'espressione gastrica e la concomitan te dilatazione del cardia hanno raggiunto un certo limite, per il non in dispensabile concorso dell'aumento della pressione endo-addominale (contrattura del diaframma e dei muscoli delle pareti addominali); perocchè siccome risulter ebbe dalla nostra osservazioue, le condizioni per il rigurgito potrebhero trovarsi esclusivameute n ello stomaco. Bisogna allora ammettere che quest'organo possa es~cre capace, contra.endo~i, di evacuare il suo contenuto. Il fenomeno diviene oscuro quando si tratta di studiare le condi-.ioni per l e q uali si arriva al semplice spasmo gastrico con dilatazione del cardia, ciò che equivale allo studio di quelle che noi abbiamo chiamato le condizioni fisiologiche e psichiche del mericismo. È do. supporre a 11riori che, essen do negli effetti finali quasi identico il feno· uwno così uel vomito come nel rigurgito, la stimolazione all11. contrattura gastrica tlebba compiers i per il vago; se non che nel vomito cosi detto centrale può mancn.re lo stimolo g:tstrico (vie centripete del 10" paio). mE'n t re che, a costituire cliuicamente il l'igurgito, occorre l'eccitamento delle terminazioni sensitive del vago ga~trico dato dalla JW<~senzo. òi a11menti: mo., a differenza di quanto avviene n el vomito, tutto può arre!;'tars i a lla stimoln.zione delle vie rentript-t e dell'arco dio.stRltico che pn>siede al vomito; almeno questo fenomeno è costante nel cosi detto mericismo che ha cor:;i gra ndi analogie col r igurgito semplice o vomiturazione. 1\el merici,;mo possono intervenire del le azioni inibitrici tali che l 'individuo può avere solo la sensazione del 1° atto del rigm·gito prim:~. dell'apertura del CRrdia; e ciò è con~tatabile alla radio~copia ~<otto forma di quello che noi abbiamo clti:llnato movimenti di anti-u1·assa,qe o anlt-J)eristalli:puo gast.·ico. Se p~1ò bastnrt> la presenza del cibo uello stomaco di un mericolo o. spiegare Ili compa.rsa dei primi atti del rigurgiLo, non s i comprende facihlll·nte la na tura delle azioni di inibizione che po:;~<lnO inten"cn ire ad arrestare i fenomeni succt•ssivi di vomiturnzione. Egl i è che, tanto nella prima che nelle sueces~ive fa;;i del rigurgito, le ~tzioui Jl!'rvose debbono !'Ssere dill'erenti es>=enzinlmente da quelle rhe ordinariamente iu tervengono nel meccanismo d~l vomito. Per quRnto po~sa a prima vista sem· hrare a.utom:otico il meccanismo che pr e;;iede al rigurgito ed Rl mericismo, vi à da ~uppone che tale automatismo sia dcstitnitu di quella impre~cindibilitil, dell::t fatalitil. che e propria a m olti fen0meni fisiologic i o Jmtologici nel dominio dl•lln vita di uutrizione; esso può, se non del tutto almeno in massima parte, esser giogolnto da stimoli supedori, selettivi, come si vo.-<sono concepire nel dominio della <'Oscienza. D>lll'osservazione dt-i casi di men<·Jsmo risulta intittti che l'atto del rigurgito può e;sere determinato (ammes~o lo stimolo gastrico pe1· la presenza del cibo) esclusivamente dalla volontà, sin. che esso rappresenti un fatto cosciente, come a'v\'iene nel maggior numero dei casi, s ia che esso appartenga al dominio dell'in· cosciente o del s ub-coscieute, come può particolarmente accadere in cPrti ps;copatici. Ammesso quindi che il fenomeno del merici~mo' rappresenti un fatto n base mentale, bisogna considerarlo come un disordine mentale puro e semplice o come una siudrome di entitil cliuiche n ote?
IL M.ERIOISMO -
NUOVE VEDUTE SULL'ISTERISMO
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Il riscont rare il mericismo in concomitan?:a di differenti ~tati di insufficien?:a cerebrale, nei quali è indebolita o annullata la f<tcollà di sintesi psicologica o che favoriscono la formazione d'idee parassita, svilnppantisi all'infuori del controllo della coscienza persona le e manifestantisi come disordini d'appa renza fisica i più svariati, fa pensare che il mericis mo non debba considerarsi come un'entità clinica d istinta, ma come una semplice sindrome che può riscontrarsi in affezioni clinicamente definite. Noi non 7ogli8,1Do addentrarci qui nell'analisi di tu tti i casi di mericismo descriLt i, nei quali volta a volta sono stati incrimin><ti la nevrastenin e varie psiconevrosi; ci sembra che, essendo ident ico il meccanismo patologico degli accidenti ruminatorì, possa essere s imile, se non identico, il meccanismo psichico di sua. produzione. L a. difficoltà. consiste, come avviene del resto ogniqualvolta. si tratti dello studio d i fenomeni mentali, nella determinazione qua.lita.tiva e quantitativa dei disordini sopravvenienti in essi e t;ali da. dare origine a fatti ave nti una considerevole consistenza fisica. La con(:ommtanza con il mericismo di fenomeni che s i conviene da. tempo di !\scrivere all'isterismo, fa pensare che i d isordini l'umi natorì rappresentino un accidente isterico vero e proprio, una crisi viscerale, come il singhiozzo, i r umori lario gei, l'anoressia, l'esofagismo, i l ti m pll>nmsmo, ecc , anche nei casi nei quali, come avviene in certe psicosi, l'intelligenza appare più profondamente altera!;a che non quando si suoi parlare d'isterismo.
IL l. In ma.teria d'isterismo le nost;re conoscenze !'<Ol'IO in continuo divenire, e l'accordo non e ancora intervenuto in quanto si tratta di ricondurre i suoi mec<'anismi fisio -psichici ad u na concezione univoca; percbè, come avviene in tutti i fenomeni naturali, così anche in quelli biologici deve ammettersi un'esatta, propor7.Ìonale, unilatera le rispon· danza fra causa ed effetto, anche quando apparentementb gli effetti sembrano mutati soltanto perchè gli strumenti per la reazione sono d i fferen ti. Le idee sull'isterismo sono oggi molteplici; ma il disaccordo sembra piu formale che sostanziale. Gli autori classici (Charcot, Pitres, Breq uet, .Raymond, ecc.) che considemno l'isterismo da un punto di vista nosografico, ne fanno una mala.tt.ia. vera. e propria., uria nevrosi con s!;immate fisich e (anestesia faringea, anestesie varie, rf\stringimento del ca m po visi vo, ecc.). P. J anet ne fa invece una psicosi con stimmn.te psichiche (anestesie, amnesie, abulie, catalessi, modificazioni del carattere, suggestibilità, restringimento del campo della coscienza, ecc.). Altri autori, facendo della pura semiologia, non vedendo nell'i sterismo una vera. e propria malattia, si limitano ad isolare soltanto dei sintomi o delle sindromi. Per Bernheim e per la scuola di Nancy tutto si riduce alla crisi;
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IL MERICJSMO -
N!JOVE VEDUTE SO LL IS'1'ERIS~t0 1
per Déjerine è q uestìone dì costi t uzìone e moti va, per la quale esi· stono individui più isterilizzabili di altri : gli accidenti isterici consisterebbero nella scarica emotiva, nella crisi, o, all'infuori di questa e sempre in seguito ad emozione, si instìtuìrebbero in maniera ge · neralmente dure\>ole. Babinski, in questi ultimi tempi, ha. isolato nell'isterismo una sindrome nuova che ha denominato pitiati.mw, da non confondersi con altre sindrom i e s~.ati secondo lui riscoutrabili negli isterici (il nerVt'Sismo, l'ipnosi , la suggestione, ecc.), e che comprenderebbe la maggior parte o tutto l'antico isterismo classico (le grandi e le piccole crisi convulsive, le paralisi, le cont ratture, gli spasmi, i tremori, le anestesie, le iperestesie, le algie, i v A.rii di ·ordini viscerali e psi<:hici). Eg li, sotto la nuova denominazione, congloba tu tto che era considerato come ~ti m ma te ed acJidenti uel l'istHismo della Sal perrière. Per lui l'i;;teri smo è uno stato psichico 1·endente l'indicidno capat·e di antu·.~uygestionarsi e di presentare disturbi primitivi, che e possibile riprodurre o fare scomparire sotto l'infl uenza della persuasione, e di:;Ln rbi secondari strettameu&e subordinati ai primitivi. R ecentemente Dnpré, assim ilando l'isterismo alle mitomaH ie, le quali consisterebbero in una tendenza costituzionale a ll'altemzionc della veritù, alla menzogna, alla fabnla;~,ion e ed al la simnlazione, lta definito l'isterismo come uno sfato più o meno co.w-iente r volon· ln?·io di simulazione-fabulazione di sinclromi mu.ro-p.•icltiat?·ù:he, ed ancora come una mitop/.astia inco8àente ed inrolontaria di sindromi psichiche, sensith-e, sensm·in/.i e molO?·ie. Di fronte al dilagare d i t:tnte teorie, ma lgrado il favore incontrato dfL alcune di esse data la grande autorità degli autori, ci t r o,·ia.mo, come una volta, all e prese con una massa caoticH, o come in nn grande mercato co;;mopoliLico dove è dimciie intendersi perche si parla no lin gue ddferenti. Noi non p osse>diamo alcuna autorità per entrare nel dibatt.ito; ma ci sembra' che, in attesi\. di meglio, le concezioni della scuola di Charcot non abbiano ancora fatt.o tutto il loro tempo, per ch& g li sl'hemi sono is pirati al puro n osografisruo; le nuove denomilliLIIÌoni, non ost;ante di recente Laiguel-Lavastine si sia occupato con affetLo di discepolo di sostenerle, non risohono il problE-mA.. A noi pare che vi sia dell'accettabile in tutte le teorie emesso e else forse un po' di ~clettisrno potrebbe conci liar lo cosE>. X on è mio còmpito attuale d i discutere se l'isterismo, iute!lO come quel comple:-;so prnteiforme di accidenti interessanti la vita di reln.IIÌone e di nutrizione, sia u na malattia od nna sind rome o cbe, piì1
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XUOVIè V IWU't'E !';ULL'Iii1'ERI SMO
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r e-;tritti va mente ancora, sia. nn sintomo; tutto ciò è al di là o al di q na del vero. Data la molteplicità delle sue manifestazioni, sì che può dirsi cbe non vi sia strumento dell'arsenale patologic<? cui non ricorra per rendersi evidente, esso non può considerarsi come una malattia definita e definibile, ma come una infermità o meglio an<' ora come uno stato, una diatesi, alla stessa guisa di altre diate::~i che rappresentano come lo sfondo, l'lwnms di malattie vere e proprte. In che consiste tale stato? Non si tratta, secondo noi, di una. forma concreta, definita d i neHosi o di psicosi, intese nel senso volgare, cioè aventi no<>ogralì.smo uni>oco, e tanto ciò è vero c he si è di recente sent,ita la necessità di smembrare l'antico isterismo classiuo concepito come nevrosi o psico;i. C1ò in <.;ui tutti g li autori sono d'accordo è che ncgl i isterici \i ,.;ono profonde a lterazioni della personalità, del carattere, dell'emoti vita : gli i:;terici sono eminentemente sng~estionabi li tan to che il pitiatismo d i Bauinski sta t u tto nella :mggestione, e la mitoplastia di Dupré, nmiatis nwta11dìs, non è forse in fondo che un particolare stato <li suggestionabi li tà. 1\la, secondo u oi, le !:!edncenti teorie moderne non affrontano che alc uni dei termini della questione; pen:hè gli isterici debbono essere emotivi, sugg;est,ionabili, mitoplarstici? ~oi non abbiamo la for7-a nè la volontà di affrontare la questione per nostl·o con to, anche perchè ciò che noi pensia,mo dell'isterismo ci potrebbe indurre forse iu trascen· <lenta. lism i da cui vorremmo rifuggtre. Ci sia permes.so però immagina re ] ;~ nostra, personalit,à im piantata su di un fondo emotivo, il quale nella evoluzione filogenetica ed on to!..(eltetica indubbiamente presema i carat.tori di maggiore autichità e di minore àifferenziazione, e però più semplici, sicuri i meccanismi atti a raggiungere uua finalità, esse nzialmente nutrit.iva ; s'immagini anr:ora che, nell'l'lvoluzione dello psichismo, a questi meccaJti!:'mi emotl\·i, riflessi fondamentali, semplici, automatinati, ridot ti involontari, ~i SO\·rappongauo, come frEmi, dei meccanismi più complessi la cni differenziazione si rende evidente nell'evoluziune dell'essere e della spe<;ìe, e conglobiamo, per comodi tà di studio, tali meccanismi, che souo alcuni fm gli atti complessi di coscienza, sotto la. di:>.ione di vo!ontù; fra i <Ì ue ordini d i meccanismi ci sembra debbano stn.bilir~i correlazioni tanto intime che riescirà sempre diHicile far la parte degli uni e degli altri nell'analisi dei fenomeni di cosc ien;.~a più <.;Oruplessi; ma s•Jmbra plausibile che sui feu omcni emo1iYi, sfondo, trama imprC'sc.:in-
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XU0\"8 VEDUTE SULL'ISTE RIS MO
dibile dell'intelligenza, i meccanismi pitt differenziati e tardivi nell'evol uzione, cho noi abbiamo convenuto di chiamare volontari, debbano esercitare delle influenze regolat.rici, frenatrici. Codesta conr·e:-.ione, forse molto schematica, si fonda es,;enzialmeme sul c~u·atter<> evolutivo dell'intelligenza e sulla considerazione che. tel<>olùgieamente, 11 prinmm moren.< di ogni ano intellettivo è il pia· cere od il dolore, equivalenti dinamici di ogni stato emotivo e di CO· scienza; ciò che equivale ad ammettere che fondamento dell'intelligenza sia l'emozione. Noi non possiamo addentrarct nello studio della psicologia. sci<•ntifica dell'emozione, per la quale si è tanto sott.ilizzato, talvolta senza aver tenuto io conto alcun principio generatore. Ci basti a.ccennn.re che sulla. natura delle emozioni sono stat.e sostenute due tesi fondamentali. Secondo la prima, che trovò i suoi principali sostenitori in Herbart e nella :.ua scuola ~ahlowsk,v, Holrding, ecc.), tutti gli stati affettivi sono secondari, denva.ti, qualità, modi e funzioni della conoscenza. e non esistono se non per questa; soppresso ogni stato intellett.uale svanisce il seutimento, poiche questo ha vita fittizia, quasi parns:c-i· tari a. Questa t.eori a intellettualistica, sal v o qualche rara eccezione (Hor· wicz, Sehneider, ecc.), è tuttora predominante in Germania. I n opposizione ad essa sta la teoria fisiologica, la quale ricoudul·e tutt,i gli stati affettivi a condizioni biologiche e li considera come l'espressioue diretta ed immediata della vita. vegetati va (Bain, Spencer. ~Iaudsley. James, Lauge, R ibot, Sergi, ecc. l: i :;entimenti scompaiono n ella profondità della psiche individuale ed banno le loro radici nei bisogni e nt>gli istmti (Ribot) ; essi sono primitivi, autonomi, irrirlncibili ptlr rapporto all' in telli~en za, capaci di esistere all'infuori di essa e seuza di essa. Le cause dell'emozione sono fisiolo~iche per \V. Ja.mes, il quale lH\ fatto scuola in matC;>ria di jJSicologia dei sentimenti; in opposizione all'opinione volgare, secondo la quale, general111ente, la percezione me n· tale di un fatto provocherebbe lo stato affettivo che dicesi emozione, la quale ultima a sna volta provocherebbe l'espressione corporea. egli dice che i cambittmenti corporei segnono iuzmecliotamente la percezioue dt'l fatto eccitante e che il sentimento elle noi (t/Jbùww di tali mutamN11 i, a misura clze es.~i .~i pro,lucono, è l"emozionP. 'l'ra queste duo tesi esiste una gra11de qnantiLà di varianti, su cui non è mio còmpito intrattenermi, poichè non debbo fnre la storia della p sicologiA. doi s•3ntimenti.
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:SUOVE VEDUTE sULL HrrERISMO
Però ci pare che bisognerebbe esaminare il problema tanto tenendo conto dei dati di fisiologia che di psicologia. e di patologia nervosa e mentale, non escludendo gli stati affettivi organici che gli herbartiani scartano, nè i differenti stati cerebra.ii di piacere e di dolore di cui i fisiologi non si occupano che poco, e studiando quanto importino la periferia od i centri nella produzione dell'emozione, per la quale finora non può stab-ilirsi alcuna l ocalizza~ione sicura e precisa. Per lo stabilirsi dei sentimenti occorre l' integrità, anatomica e funzionale di tutto il sistema. nervoso, dell'encefalo e delle sue propaggini cutanee, mucose, sensoria.li, viscerali; è illusorio oggi un tentativo di localizzazione dell'emozione nel cervello; poichè, a. parte certi stati emotivi in rapporto a lesioni incostanti dei ta.lami, del· l'istmo e specie del bulbo, niente autorizza. a localir.zare in nn punto piuttosto che in un altro; lf'l crisi emotive si rinvengono in tutte le determinazioni cliniche nelle quali si presentano guasti variabili dell'intelligenza e nelle quali sono in passione i punti più vari dell'encefalo. Ciò potrebbe far pensare che i disturbi dell'emozione debbano avere l' istessa localizzazione che quelli della eonoscenza. Non vi sarebbe quindi da ammettere cellule aventi differenziazione varia, nè cellule corticali di rappresentazione, nè cellule dell' espressione emotiva: ogni neurone psichico ltv1'ebbe funzione 1·app1·esentatit:a ed et~~o ti-ça; tutti i poligoni disegnati per spiegare i rapporti fra meccanismi psichici inferiori e superiori, sono utili perchè accontentano lo spirito, quando però non si pensa che essi segnano, s&mpre un poco, un ritorno alle artifiziose formule galliane. · L' incognita più seria consiste nello stabilire la correlazione che nel neurone psichico si stabilisce tra quello che noi abbiamo detto fenomeno primordiale, ancestrale dell' intelligenza., l'emozione ed il fenomeno di differenziazione evolutiva che noi chiamiamo volontà e che pensiamo eserciti influenza regolatrice sulla funzione neuronica. )[on vi è quasi alcun dubbio che l'elemeuto volitivo non manchi mai completamente in ogni stato di coscienza, il quale risulterebbe pen:iò dalla associazione di uno stato affottivo cou un elemento intellettivo. Per la tesi nostra, senza preoccuparci delle relazioni di dipendenza tra emozione e conoscenza, ci interessa studiare i rapporti che colla emozione ha la volontà, intesa, non come facoltà esattamente isolabile, ma come quella forma di attività pratica, mediante la quale noi possiamo governare quasi tutta la nostra attività psichica in tutte le sue forme associantesi a coscien;,a della fin alit à, ad un certo sen 3 -
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t;oo>·nalt di u•ràicina l!lilìlar~" -
Fase. l.
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XUO\"E \"EDUTE SULL I »n: niSMO
timento di energia direttiva e perciò differenziantesi dalle altre forme di attività prati.::a, come gli istinti e le abitudini, e dalla attività ideo-motrice, nella quale, come nelle antecedenti, vi è sempre del· l'automatismo, nessuno intervallo interruttore tra la rappresentazione di un 11.tto e l"atto medesimo, ed una cert.a pa:-;sività di fronte alla finalità ed ai mezzi per raggiuugerla. Nell'attività volontaria l'ana,lisi ci fa considerare parecchi fatti: P degli elementi di arresto, mediante i quali noi possiamo sospendere l'esecuzione di atti consecutivi ad un primitivo processo ideomotorio; tale inibizione può essere passiva, in dipendenza di antagonismi di motivi (Ribot) o del timore, o attiva in rapporto diretto con la formazione dell'auto coscienza; 2° degli elementi deliberativi, mediante i quali, già ancora in atto i fenomeni inibitori e con il con corso della ragione, possiamo giudicare del valore del fine e della scelta. dei mezzi per pervenirvi, sostituendo al \alore affettivo delle rappr esentazioni il loro >alore razionale; 3° degli elementi risolur.ivi, mediante i quali, t utto valutato, uoi possiamo determinarci in un senso od in un altro; 4" degli elementi esecutivi, mediante i quali con atti esteriori traduciamo ia realtà il fine scelto; questi ul timi rappresentano, ma. nou sempre, la continu11zione degli elementi precedenti. Condizioni ind ispensaloili quindi dell'attività volontaria sono la. riflessione e la libert à che significano cosr.ienza e padronanza di s€-, le quali ultime per loro conto sono conùizionate alla. volouta medesima: per volere bisogna aver voluto; coscienza e vo]or>tà qnindi s i identificano in un •terreno cotnuue, l'energia psichica; non vi è rifle;;. Sl(JUe senza volontà, come non vi è volontà senza riflessione. La volontà 110n è, come tutte le altre forme di atti vi Là affetti va e conoscitiva, ident ica in tutti gli individui: essa sembra completament3 assente n ei bambini , e subisce un rinvigorimen to con il diflerenziarsi della psiche, per indebolirsi o sospendersi nella vecchiaia, nelle malattie, nL"I :;ouno, nell'ipnosi, in molte intossicazioni (alcool, m orfina, ecc.) ; essa segue le leggi di eYoluzionC' e rappresenta, come dicemmo, un fenomeno di differenziazione, relativamente tardivo nella sua com pttrsa, e eh e, nell'occasione d i alterazioni che col piscon o la conoscenza, si sgretola con una uer ta faeilità e rapidità, seguendo la com une legge di dissol uzione in psicologia e seguendo per ciò un camm i no inverso a q uello dell'evoluzione. Noi ci proponiamo di ritornare sulla patologia della volontìt in una prossima OcC;asione, facendo tesoro degli ammaestramenti di Ribot, il quale ha LrattnLo le malattie de lla volontà in mvdo esauriente .
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~UOVI!: YEDUTE SULL'ISTERISMO
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Basta per ora accennare che, accanto alle forme di abulia, eiiiste una innumerevole serie di disordini che occorrerebbe sistematizzare, e che· -colpiscono la volontà in qualcuno dei suoi elementi constitutivi e che non sono pertanto malattia nel senso volgare della parola: quanti disordini della volontà non si osservano nello svol~ersi quotidiano della vita e che costituiscono spesso ragione d'insuccessi, di amarezze inenarrabili, in individui che vengono definiti volubili od ostinati, impazienti, timidi, impetuosi, temerari'? .Accanto a tali disordini ne esistono altri ancora che rientrano nel dominio della patologia ed interessano la personalità. Perchè la. personalità si integra nel concetto di volontà. e fa sì che l'indi viduo pos~a dirigere sè stesso, avendo coscienza del fine, dello sforzo per raggiungerlo, specie quando si tratta di vincere, ciò che sembra debba accadere in quasi tutti i casi, resistenze interiori nel campo delle emozioni e dei sentimenti. Nei rapporti tra i due gruppi di azioni consisterebbe, secondo noi, il temperamento, il carattere, la personalità; le alterazioni varie del!)!, personalità., le quali si manifestano con i disordini del tono sentimentale sia in eccesso che in difetto, debbono principalmente trovare la loro origine in disturbi dei meccanismi della volontà, i quali sarebbero gli ultimi a comparire nell'evoluzione mentale e, per una legge quasi costante in patologia, i primi ad essere colpiti nell'occasione di malattia. Torniamo così un poco alla concezione schopenbaneria.ua del mondo. Nessuno può revocare in dubbio che nell'isterismo il tratto fondamentale consista in un'alterazione della personalità, sia essa una disgregazione particolare od un restringimento del campo di coscienza, od una costituzione emotiva, od il pitiatismo od una specie di mit omania: l'isterico è ricacciato nel passato della. sua evoluzione mentale e diviene un emotivo, come nei gradini più bassi della scala .zoologica o come l'uomo nella sua infanzia ed allo stato selvaggio. Il ritorno ad uno stato emotivo primordiale non potrebbe, secondo i nostri presupposti, ammettersi senza il concorso di una deficienza parziale, di una diminuzione di t ono delle influenze volontarie, che non possono pertanto indirizzare"!più ad una regolare reazione i fenomeni emotivi. È p erciò clze ci sembra dover 1·ipo·rre la mrrione del· l' iMerismo in ltna alterazione primitiva della volontà, in w1a specie eli di:ibulia, congenita, e1·eclo· fa·nn"tiare, O(l acquisita ·n ell' occasione di intensi chocs emotivi o di intossicazioni v Mie. Inteso come alterazione della volontit, riesce facile intendere la snggestibilità, il pitiatismo, la mitoplastia d egli isterici, e come sia
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N UOVE VE nU T E SULL 1 I STERIS~IO
possibile il contagio mentale, l' imitazione; codesti stati rappresenterebbero degli effetti, non la. causa dell' isterismo, dovendo quest' ultima riporsi in una alterazione primitiva della volontà. La disb·u lia, più che val01·e di malattia, ,qiccome p1·oduce una cond-izione di instabilità. neuro-psichica capace di mani(estttrsi con p1·oieiformi estrinsecaz-ioni cliniche interes.m?~ti tt~tti i campi dell'economia
nelle occasioni più vm·ie, de'Ce ave1·e, secondo noi, il ·n~lore di diaft>si , di malformazione probabilmente sempre congenita. Gli isterici sono emoti..-i, suggestionabili , simulatori, perchè non sono più dei volontari ma degli infan tili cerebrali; privi come sono d i regolari poteri intussuscettivi, non possono sottoporre a giusta critica. le suggestioni interiori ed esteriori (l). (l) Il prof. M. LE\' l BIANCHI N! nel suo libro L'i&terismo eùtllc antiche. alle moderne dottrine, ha esposto le varie dottrine, che dai tempi più ant ichi fin oggi, sono state formulate intorno alla natura dell'isterismo, e, merc~ vArie osservazioni cliniche, ha illustrato un suo concetto, che si può dire originale. Egli premette che gli aggregati cellulari costituenti il t essuto specifico d.,l nevrnssesi possono, secondo la loro importanza funzionale, ripartit·e in quat.tro gruppi : a) ele mt'nti rellulari dAlla cortec.,ia <'L'rebrale !"EEde clell n. coscienzB ce neRtetir" e epiritualis ta dell'Io pensante e centro regolatore del psico-somatiamo), (psichioni ) (funzioni di associazione dell' • Io secondario • di Meynert); b) ele me nti cellulari doi gang li della base, e forse del mesencefalo {strati sottocorticali di Meynert) {11ede d ella coscien:ta aub·oorticale <Li coorclinazione, di concentrazione e di difesa, e centro delle emozioni brute), (psiconeuroni); c) elementi del cen·elletto, del bulbo e del midollo spinale (sede dei fenomeni di autotnatismo sensorio, dei riflessi viscerali, inferiori sensorl, motori, vasali), {neuro ni ); d ) ele menti del sis tema simpatico, (sede dei fenomo;~ni di autonomia e reflettività viscerale, vaso-neurotrofica ). Ci!Ylcun gruppo di elementi del neurasse compie la sua particolare attività, in guisa che una s treti.a coordinazione tutte l~ avvolge, il che non toglie che talvolta, nel meccanismo, sia normale che patologico, della vita, possano rendersi indipendE-nti a lcune attività. fWlzionali di questo o di quel g ruppo, dando luogo a fenome1li noti in psicologia ed in psiconeuropatolog ia, d i psicoschisi, psiconeuroschisi, neuroschisi. L'isterismo, secondo l'A., dipenderebbe da una dis posizione congenita del nouraes(' e dei s uoi differenti sistemi a reagire ai vari stimoli, interni od esterni, con un'autonomia eù una indipendenza, maggiori della norma, con una funzionalità quasi stucca ta, con mobili sintomi di contrasto, facilme nte modificabili nei loro reciproci rapporti. A tal modo il fondamento delle manifestazioni is t e riche procederebbe da un dinamis mo neursssiale d egenerativo, da un'attit udine originaria ai fenomeni di psicoschis i, psiconeu~oschi"i o n eurosoh isi, p~evslendo o ra gli uni, ora gli altri, a seconda che la maggiore dissociazione ed ind ipendenza a vvengn. n egli elementi della corteccia cerebrale , d t-i sistemi ganglio·basilari, del ponte e del bulbo, del simpatico e del m idollo ; d 'o nde lo fo rme isteriche a tipo prevalentemente psichico, a tipo aomatic<J <J a tipo misto. Con una definizione sinte tica si potrebbe dire che l'isterismo, a t al 1uodo con-
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2. Se così stanno le cose riesC'le facile ricondurre l' ipnotismo, certi stati crepuscolari e stati secondi alla disbulia isterica; l' ipnotismo della. scuola di Cha.rcot, quello della scuola di Bernheim, l'ipnotismo secondo Babinski non sarebbero rispettivamente nè malattie a sè, nè un episodio normale degli nomini, nè un fenomeno che non si possa provocare se non con il consentimento degli isterici. L'ipnotismo, ed in ciò siamo perfettamente d'accordo con Babinski, deve considerarsi come un episodio isterico; ma. dove mi permetto di dissentire dalle idee dello illustre neuro-patologo è nella esclus ione che egli fa, in tutti i casi, di alterazioni della coscienza e della volonta; lo spirito critico, secondo lui, non è abolito negli ipnotizzati, i quali non diventano passivi e fanno la scelta. tra le diverse suggestioni : che1·cltez, dice Babinski, simplernent, par .SI~g,ge.çtion, à fah·e adopter pat· une (emme, en état de sonnambulisme, ttne toilette ou une coi/flt1"e qu'elle t1·ouve désa-cantageuse pou.r sa beauté, et vous verrez queiiJ obstacles 1·encontrera votre prétendue toute puissànce. Ma ~isogoa. distinguere i casi veri da. quelli simulati dello i pnotismo; poichè l' ipnotismo con le grandi suggestioni e le gravi alterazioni della coscienza realmeni,e esiste nello stato leta.rgico e sonnambo-
lico: ciò venne apoditticamente dimostrato d alla scuola della Sal petriè re, e se si studiassero molti più affari giudiziari, all'infuori dell'epilessia la quale dovrebbe secondo alcuni tutto spiegare nel meccanismo della. capacità penale, si potrebbe conoscere tutta. la portata dell'incoscienza, degli stati crepuscolari e secondi cui potrebbe dar luogo l'isterismo. Del resto come bisognerebbe intendere le anestesie, le profonde a.nalsiderato, rappresenti una reazione degenerativa per eccellenza del somato • psichismo. )ion è in contrasto, poi, con le principali teorie intorno la natura dell'isterismo, la teoria oonestesica da Alberto Salmon (Riforma medica. 1914, n. 49) atto. a cbie.. rirne i punti più oscuri, come, ad esempio, il meccanismo della connessione di Freud, della s uggestibilità plastica di Hantemberg, della mytoplastia di Dupré, della i mprunoflabiliti 8emuelle di Dubois, ed a chiarire altreai le cattse del reatringimento nel campo della coscienza e delle modificazioni della porsone.lità, illustrate da Janet e da altri psicologi. Il fondamento dell'istorismo sarebbe secondo l'A. un'alterazione della cenestesi, l'ipe. restesis dei centri di essa, d'onde la formazione di vive immagini cenestesicho fiBSe, alimentate ùa tendt~'lza affettive, elemento interm.,dit~rio tn• l'emozione e l'atto ioterico, le quali operano come centro di attrazione di tutto il dinamismo nervoso, imprimendo un potere impul.sivo e plastico alle idee affettive, di tal grado d,. tradurle prontamente perfino in fenomeni vasomotori e secretori ed in manifestazioni motorie e di suggestibilità plastica, la mytoplastia. A. C.
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Xl"O\"E \'EO!;TE SI.:LL1JSTP.RISMO
gesie dell'isterismo e dell'ipnotismo senza pensare a profonde alterazion i della coscienza? Secondo alcuni, nell'uomo e negli animali. accanto ad un automatismo esterno, ve n "è uno interiore, cerebrale, P" l quale si pen~a meccanif'amente senza. che la volontà e forse l'intelligenza intervengano se non poco o punto: cioè, accanto all'atlit:itlt cerebrale intelligente, bisogna ammettere un auiomatismo ce1·ebrale, una cereln·a.ziune ?ttèccanica cbe negli uomini, secondo ~tefani 1 si metterebbe in e,·j. denzf\ nel sonnambulismo e nella suggestione post-i puotica. Ora bisognerebbe provare che ciò esista realmente; in questi casi Janet parla di automati.~mo psicoloyico, cioè non lfll'ccauico ma accompagnato da coscienz~ . P er ~Iackenzic l' idea di Rtefn.ni è un ai!surdo psi1·ologico; infatti, egli dice, a pm·te lrt t·olontù, se l' inte/lig1'11::a interrie11e, sia pur poco, iL pensie1·o non è più 1lli'Ccanico, e, seJ'intelligeuza non mterviene, si m: rei, be nn pen.~iero non itltelligPnte, ciò che è ll711t contradtli.~ione. ( Nuoee rio•· la::ioni della psiche animale, 1914). Bisogna allora ricondurre i fenomeni alla comoda dizione del subcosciente; ma lJUali sono le leggi e la natura dj es;;o, e quali le reJa . zio n i con la coscienza orJ i n aria? Bisogna ricondurre i fenomeni alla telepa.t;ia? Questi esiston<> (Stefani, Mackenzie, ecc.'. P. riposerebbero sulle azioni che il sub·cosciente di un uomo eserciterebbe su altri; ma per quanto i fatti oggi non sembrano impossibili, essi hanno ancora del fantastico; lo stesso vale anche quando si voglia, per analogia, ammettere dei fenomeni medi11.nici per i quali gli ipnotizzati e gli iudividui n('gli stati po:;tipnotiri d iventano come strumenti passi 'i tli for~e psicbiche a loro estranee. L'ipotesi di Babinski non ci sembra sostenibile se non genericamente, nel senso cioè che ogni forma di attività. psicbica riveli sempre un'origine coscien te; ma, iu senso specifico, non può parlarsi di coscienza nel senso ordinario, perchè nell'ipnotismo e stati successi vi interviene l'alterazione della Yolontà del p1\ziente, a cui, secondo noi, bisogna dare il maggior peso, e per la quale manca, vorremmo dire, la personalizzazione dell'atto di coscienza. La suggestione ipnl'tica non è solo capace di produrre, come ,-oleva l~ scuola della ~alp~~rière, dei reati fi ttizi, dei ('rimes de labo1·atoire? ma dei veri e propri reati, nei quali bisognerebbe vedere fino a quanto la capacità. penale del!" indi vi1luo che ha commesso il reato possa essere impegnata. }~a tutti noto che gli isterici possQnO rendersi capaui el i qualsiasi
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reato, per quanto esso abbia un appaunag~io speciale, étl·ange, nt,tj-'férieu.c, 1'ouwne., que, tenant lÌ la fois du drawe, de let {(e?·ie et clu f "nilleton (R égisl ; dalle semplici diffamazioni e calunnie, dalle fughe 1e ciò è im portante a considf3rare dal punto di vista della diserzione militare', si può andare al furto, all'incendio, all' infanticidio ol tre che al l!nicidio, senza che in molti casi si possa attribuire il reato ad una preesisteute, sensibile o latente anomalia della sensibilità morale; gli individ ui hanno compiuto il delitto perchè erano g'!mplicemente isterici. Chi volesse esaminare a fondo dne affari g i ud iziari che recentemente hanno appassionato l'opinione pubblica i ~a lian a (Tarnowska, Tiepolo) vedrebbe che, per quanto si siano applicati nei due casi pesi e misure differen ti, le conclusi oni peritali hanno fatto emergt~re tutta. l'importanza dell' isterismo uel determinismo d el delitto. Ora noi, dati i nostri presupposti, che ci auguriamo per la bontà d el l' intenzion e vengano sottoposti a giusta critica ed accetta t i, ci domandiamo se, ammessa un'anomalia primitiva della volontà, n on si debbano in avvenire far beneficiare gli isterici degli stt'ssi dirirLi acquisiti in materia penale dagli epilettici e da altri psicopatici. 3. Ci si permetta, infine, di sfiorare la <ille;jtione della terapia dell'isterismo. Noi crediamo che, come la terapia med icamentosa, tutte le al tre f,)rme di terapia fisica e l' ipnotismo, la cui erficacìa secondo la maggior parte dei clinici e patologi consisterebbe nella suggestione, sono dei ferrivecchi ohe bisognerebbe riporre una buona volta se non altrl)o perchè spesso essi sono di una comicità straon1inaria. La terapia dell'isterismo dovrebbe aver di mira la ricosti tuzivne della stabilità neuro-psichica, combattendo quella particolar forma di disbnlia che noi abbiamo pensato di sostenere e che altera la person alità.. S i tratta di fare ·o di rifare la personalità. La personalità non è immutabile come volevano Kant e Schopenhaue r, ma può essere alla. luvga. trasformat1t sotto l'influenza delle forze e sterivri; ma a modificar tendenze occorrerebbero secoli (S!Jencer) dat~ la grande influenza che l'eredità esercita su di esse. Ciò sarebbe scoraggiante dal punto di vista dell'eugenetica, ma non perciò bisogna. a.rresta.r:;i e dich iararsi vinti come tra gli altri ha fatto 'l'aine. Noi riteniamo con Dugas, il quale nel suo receute libro sull'Eclttcaziol~e del cm·aUere ha a-nalizzato la questione dell'iuneità ed immutabili tà del carattore, che sia po:;sibile l'educazioue di esso, e divi-
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XI:OVB VEDUTE SULL'ISTERISMO
diamo Le sue conclusioni sulla negatività dell'educazione in genere nel senso che essa non deve ostacolare lo sviluppo del carattere individuale col pretesto di sostituire al carattere proprio nn carattere comune, fami liare. nazionale, ma deve favorirne l 'autonomia, avendo ogni uomo, tanto dal punto di vista morale che intellettuale, la sua originalità, la sua vocazione; ma un~educazione positiva della personalità deve esistere. perchè l'educazione deve proporsi di fortificarla e renderla salda.. In materia di educazione della volontà non bisogna essere schiavi del libero arbitrio; occorre avere un equo concetto di libertà. G li stati affettivi possono tutto sulla volontà., come questa molto su quelli; vi è reciprocità, un circolo chiuso, eterno; ogni volizione è preceduta da un'onda emotiva, da una percezione affettiva dell'atto da compiere; ma, dal punto di vista educativo, si andrebbe molto al di là del vero col credere che solo le emozioni possano muovere la volontà. Trovar la giusta misura, tenendo di mira le mutue influenze che si esercitano la volontà ed i l sentimento, ecco ciò che dovrebbe co· stituire il fondamento d eli 'educazione. Ma in questo senso il problema -::o n è risoluto perchè siamo ancora troppo schiavi .di teorie e di scolastica. Secondo Payot, che ba. dedicato un bel lihro all'educazione della volontà, bisogn9. tener conto dei rapporti dell'idea colle potenze affetti 'e favorevoli, e di quelli con gli stati affetti vi ostili all'opera della l'adrouanza di sè; egli pensa che l'educazione della volontit fatta da. noi stessi, e possibile, e che si può pervenire al pieno possesso di sè, soggettivamente, con procedimenti puramente psicologici, e, oggettivamente, con procedimenti esteriori del mondo. Bisogna pria di tutto, seC"ondo lui, meditare e saper meditare in modo utile; ma la riflessione meditati va da sola sarebbe 1m potente se non si capitalizzasse nella nostra at.tività, sempre nn p0co sotto forma di abitudini, dell'energia provenienl e dalle spinte delle emozioni vigorose; l'educa~ione della volontà è impossibile senza la formazione di eccellenti e solide abitudini senza le quali i nostri sforzi sarebbero sempre da ricominciare; queste abitudini non possono esser create se non dall'azione paziente rinnovata diuturname11te; e, siccome la volontà è fatta ài piccoli sforzi reiterati, nei suoi fondamenti è fatta di piccole cure igieni che di riposi e di esen:izi fisici ben com presi; si potreblJe, specill.lizza ndo l'aforisma, dire; t:oluntas sanu in corpore sano. Tra i nemici da combattere dal punto di vista dell'educazione della volontà e con mezzi puramt'nte personali, egli pone la. senti· mentalità vag;a, la sensualitìL, i cattivi compagni, certe relazioni mon-
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dane, i sofismi della. pigrizia, mentre esalta le gioie del lavoro. T ra. ~li aiuti che possono provemre dal mondo egli pone l'influenza escr· citata dall'opinione pubblica, dai professori, l'e ffic<~cia educativa dei gnmdi morti, ecc. Questo suo libro, dilettoso e denso di analisi, è unilaterale pen:hè dedi<·a.to alla gioventù studiosa; esso no11 potrebbe esserci utile se non p~:rchè vi si analizzano in una maniera razionale i vari coefficienti educativi nell'individuo normale. ?Ifa sul modo di far sorgere e fortificare la volontà ed il carattere esistono biblioteche di libri e di conferenze, sovratutto per opera di scrittot·i americani; ma vi souo fra essi molte teorie ed esagerazioni, non esc-lusa quella. di recente sostenuta. da. C. G. Lela.nd, nel suo libro sulla. Forza della volontà, il quA le ripo11e l'educa?:ione d ella v n· lontà quasi esclusivamente nell'Hutu-ipnotismo ed auto-suggestione. Noi non possiamo, data l'indole e la brevità del nostro abbozzo, addentrarci in quest'argomento; a.bbi.tmo voluto farne un accenno p~:1· far conoscere come in tale mttteria sia forte l'urto delle tendenze e non ancora stabilito un modus agendi. Le difficoltà educative si rendono più gravi quando si tratt11. d'intm·eui re nell'occasione di malattie della volontà; la psicoterapia è ancora rudimentari<'t e ad essa si dà molto poca. importanza. Ci sembra. di aver manifestata. la nostra idea. sulla modifìcabili tà. d~l carattere individuale, che, come variazione del carattere comune umano, deve andar soggetto a variabilità successive. Ma nei casi in c ui, come nell'isterismo, l'emozione e la volontà sono in passione, per a.lt.eraziOJ;le, sf' condo le nostre vedutr>, del potere inibitorio volontario, la disbulia isterica, bisogna agire !1ull'una o sull'ah ra indifferentemente? Non escludiamo che i sentimenti, le emozioni superiori possano t>ssere per loro conto educabili, modificabili; ma bisogllerebbe vedere se ciò può farsi direttamente od indirettamente per azioni esE> rcita.te sulla. volontà, attraverso il vA.Sto terreno della conos<·enza. Non si pensi pertanto che ciò pos!la indurci a. conclusioni herbartiaue sulla natura. delle emozioni; ma, essenzia !mente fisiologisti iu tale punto, non sentiamo di potere scindere emozione e volontà, che si svolguno in Uh medesimo circolo funzionale avendo identi ca lur·alizza.zione neuronica. Quello che nell'isterismo bisogna rifare è il term:ine psichico più e;oluto, l'ultimo nato, il primo ad essere dissoluto, anche perchè sulle profonde stratificazioni emotive forse l'intervento educativo potrÀ. proporsi ben poco di operare, data. la loro origine e costituzione; bi· s(,gna. agire quindi sui freni dell'emotività.
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Nt.:O\"E: Vl:mU'll'E SULL'ISTERISMO
Per gli isterici bisogna tener conto JlOn solo del loro particolare· psichismo ma, sovratntto, dell'ambiente nel quale vivono. Data l'in· neità e l'ereditarietà dell'isterismo, occorre tener conto della famiglia i:;terica., dal punto di vista dell'importanza dell'imitazione e del con· tagio psichico; basta p ensare che, n el nostro caso, il mericismo si trasme~te attraverso tre generazioni; nell'ambiente dell' isterico vi è un'aria dùsbulica fa.miliare, che frusta 'lualunqne tentativo di cura; in questo senso n on è mai abbastanza lodabile l'isolamento proposto da Charrot. :Ma esso non ~ tutto: bisogna rifare la volontà, cominciando chtll'infanzia, e, perciò, i metodi ordinarì di educazione, catt ivi per la norma, riescono pessimi per g li isterici; già p er sè stessa l'attuale educt\zioue scolare ù f<\tta per rendere isterizzabili gli individui. Bisogna abituare gli isterici al dominio di sè stessi, con esempi di riflessione e di fermez:t;a, giogolando la spontaneità morbosa degli ;nr i, agendo !'ui vari elementi C•>;;tituti ,-j della volontà, tu.nto su quelli inibitorì, c he su quelli clelibm·aLivi, ri solutivi ed esecutivi. 'l'ntto ciò tl<m s~u·eùbe possibile fare $e non n ei sana torì. Non abbia mo inteso co11 questo breve abbozzo dirimere la que· stione così dibattuta della natura dell'isteri smo, delle reazioni anti· sociali degli isterici e del la psicoterapia dell'isterismo; ma ei sembra. di a\et' pùsto il problema sotto un punto dì vista nuovo. È nostro inteudimeJ1tO pertanto di tornare sull'argomento con d~~ cumenti nuovi.
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E PATOLOGIA COLONIALE
SULLA DISSENTERIA Il-i CrRENAICA. -
Nota de l
llott.
prof.
FIIANCESCO
TESTI, colonnello medi co. :\e l nume ro di luglio dell'anno in corso degli ..l 1!11llli di medidna nat'alt• e coloniale trovo accennkti alcuni a·ecenti lavori sulla dissenter ia amel.ica e bacillare ed una ri vi~ta sinteti~a snl la cura 1lella prima per mezzo dell'ematina: n el nume1·o di Sfottem b.re del nostro Giornale di medicinu. 111ilitare trovo la recensi011e lii riue lavo ri s u ll'ultimo argomento compr11·si negli A1·clrires de medecine et de phannacie militaires. Siccomtl in tlue dei primi lavori c i t~tti·. ossia in qu ello di Sangiorgi e Bongioanni ni SII di u1m epidemi;~ di dissenteri<t. bacillare in Piemonte ed in q uello dell'Ascoli su di un caso di dissenteria da« l:,'n/amoeba tetrayena » in un soldato reduce dn Tobruk, si fa cenno dei pericoli elle vengono all'Ita lin p el t'atto dell'importazione di amebe e di bacilli dis>enteric i per opera d i soldati reduci dalla Libia, e siccome n el lavoro rinssu ntivo del Riz:r. i vengono r iportati i brillanti s u ccessi ottenuti dni m edici frances i della marina c de lle colonie con l'u-;o dell'emetina n ella cura della dis:,;enteria amcbica e nella recen.;ion e dei la· \'Ori sullo St t'sso argomento pubblicati n el gi•\ citato giomale di medicina francese ii chiarissimo collega colonnello medico prof. Tromhetta molto a rn~ione f.- cenno all'intere"se cbe essi pos.!lono avere presso i colleghi che pre~tano >-en;izio n e lle nuove colonie, cosi bo sentito mio dovere, quale direttore dei servizi sanita ri nella Cirenaica, d i prende t·e s ul proposito In parola. Ciò n !lo scopo di dimo,.;trnre ancora nna v olta cloe, pure accettando con piacere tutti quegli incitamenti e cousigli che i colleghi militari e civili credono di fare nei r iguarJi delle condizioni sanitarie della nuova colonia, pure tenendo in massima considerazione le osse rvazioni fatte su am malati e convalescenLi e com unq ue rimplltriati dalla Libia ver tale malattia infettiva come per tante nltre n ei riguardi e pidemiologici, questa direzione di sanitA della Cirena ica ed i collegh i t utti che con tanto amor..l, con unto zelo, con tan to ~tudio ne s eguono le direttive e cooperano al bene~sore saoitarro della coloniA., t engono gli occhi vigili s u tutto e su tutti e non t1·alasciano di sr.are al corrente, per quanto lo permettono i mezzi a disposizione, dell e ultime e più accreditate nozioni cliniche, epidemiologiche e t erapeutiche che ;;i riferiscono all'epidemiologia coloniale.
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Come è noto, la d issenteria è unA. delle forme morbose più .:omuni nella. patologia dei paesi caldi, nè la nostra nuova colonia poteva sfuggire alla norma, quando s i pensi da un lato che l'occupazione m ilitarE', r endendo, almeno in sul principio, notevoli g li agglomeramenti e di fficile L'osservanza de lle sane r egole igieniche, dava ragione di quanto uno dei più illustr i m edici militari, l' H eyfelder, ~criveva • da quando si conosce In guerra si çonos<'.e lA. dissentel'in e il suo c ontngio,., dall'alt ro, che la Cirenaica. posta all'est.remo limite orientale del Nord ·Aft·ica, confina coll'Egitto, una delle regioni classiche per la presenza di una forma important e di dissenteria, la dissenteria amebica. E d infatti fi n dai primi momenti
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E PATOLOGIA
COLO~IAJ,E
dell'occupazione, come risulta dallo spoglio delle statistiche sanitarie, s i ebbero cas i di dissenteria, prima sporadici, poi gradatamente più diffusi, seguenti in gran parte nel loro decorso e nel loro modo di estendersi gli spostamenti delle truppe, le loro condizioni igienico-sanitarie, le influenze climatiche e di stagione. Debbo l'lubito dichiarare però che di veri focolai dissenterici tali, da impensierire, non se ne formò che uno solo e fu quello di Derna il quale fin dalle prime osservazioni \·enne constatato appartenere alla dissenteria arnebi<'a. Quanto alla dissenteria bacillare, essa comparve piuttosto in forma sporadica non producendo che molto ristretti focolai dei quali si ebbe presto ragione; nè sono alieno dal ritenere, in seguito all'esame d elle carte cliniche ed alle comunica:-.ioni fattemi In diver·se circostanze dai sanitari che ebbero occasione di presenziarle, che in l!'<'lti casi !<iasi trattato non di vere forme morbose da bacilli specifici, ma bensì di forme dovute ad esaltamento di comuni commensali dell'intestino, specialmente ilei bac illo coli e dei suoi affini, cosa di cui mi vado convincendo ogni giorno se mpre più nell'esame d elle numerose affezioni del tubo gastro-enterico di ques ti luoghi, s•ariatissime per la loro s intomntologia, per la gravità e per gli esiti e nelle quali la batteriologia insegna che entrano in giuoco le più svariate prepondera nza e combinazioni di g ermi banali. Ciò ho voluto dire perchè in m olti casi di entero-coliti, anche gravissime e perfino con esito letale, l'es ame batteriologico delle feci invano ci svelò la presenza del vero e proprio bacillo d issenterico a tipo Shiga·Kruse o ad altro tipo (lffin e. Stando così le cos e, ognuno vede quali ~ieno le diflicoltà che spesso s' iucontrano nel volere accertare se un convalescente di una forma morbosa a carattere d issenterico sia o meno da considerarsi come portatore di germi, e come po::sa fac ilmente sfuggire alla. osservazione ed al con· trollo batteriologico uno di questi ammalati nei quali l'esame delle feci durant e la malattia lasciò de i dubbi s ulla presenza del bacillo specifico o nw glio au cora ne es cluse la pres enza. Gli egregi dottori Sangiorgi e Bongioannini nel loro lavoro su di una epidem ia di dissenteria bacillare comparsa in Pillmon te (J>atl!olo· gica 19 1~ e I_qiene moderna marzo 1914) ritengono riguardo alla. epidemiologia che t>ssa s ia s tata importata da un soldato reduce dalla Libia ove era stato ammalato di dissente ria inquinando colle sue feci le acque superficiali del paese, e fanno un accurato studio s ulla ent ità batterica del germe da loro isolato dimostrando c he dal complesso dei suoi caratteri, pure appartenendo al gruppo dei ù a.cilli dissenterici, tutt avia non corrisponile esattame11te con n essuno dci tipi fon damentali s tati descritti. Ora io mi p ermett'> osservare al proposito da un lato quale importanza epidemiologica pot rà avere il fatto dell11. provenienza. o meno dalla Libiu di uno di tali portatori di germi, quando è noto che anche in Italia vi sono localitll particolarmente soggette allo sviluppo epidemico della dissrnteria bacillare, quando si sa che la presenza di germi pseudod issen terici e paradissenteric i, come dell'infinita varietil di germi del gruppo tifo-coli producenti le più s ,·ariate affezioni intes t in a li, è uG fatto d i osservazione banale, quando si pensi che tutti i conval<"scenti di tali malattie, almeno qui in C irenaica, non v engono d im~:ssi se non dopo lungh issimo periodo di osservazione e dopo ripetuti esami b:Hteriologici. :Yfa amme ttiamo pure il fat to ed io domando: Allora che cosa do· vranno dunque fare le autorità sanitarie della Libia affinchè il pericolo di una importazione di t ali malattie in Italia venga scongiurato? Io comprendo benissi mo che in fatto di colera o di peste, o, fino ad un certo punto, intendiamoci bene, di t ifo, si possa colla prolungata osservazione e colle ripetute ricerche bat· tt.-riolog icbe prevenire il pericol o in pa rola, ma in fat to di dissenterie bac illari
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più o meno tipiche, di entero-coliti diverse, di infezioni intestinali parat-ifiche, coli bacillari, ecc., non si potrà certo pretendere che il sospetto portatore di germi non possa o non debba sfuggire alla vigilanza dei sanitari coloniali, perché allora una delle due: o bisognerebbe impiantare in- ogni ospedale dei laboratori batteriologici con una tale ricchezza ·di mezzi e con tanto personale da. renderne im· possibile il funzionamento, oppure, peggio ancora, si <lovrebbe negare ai disgra· ziati convalescenti di queste malattie il conforto di ritornare al loro paese e presso la propria famiglia, a meno che non si voglia addirittura saltnro il fosso provvedendo per la denunzia alle autorità sanitarie del Regno, come probabili portatori di germi, di tutti i convalescenti di malattie infettive intestinali con u n risultato pratico del quale mi permetto dubitn.re. E non insisto oltre, non certamente per criticare quanto gli egregi colleghi sunnominati od i loro recensori hanno creduto di concludere, ma. soltanto per mettere le cose o. posto nei riguardi dell'azione sanitaria di qui. Sono troppo vecchio del mestiere, mi si pE-rdoni la parola, per non esse re il più caldo sostenito1·e dell'importanza che hanno in cllidemiologia i portatori di germi e per non essere il più ossequiente alle dispos izioni superiori che su tale argomento regolano i rimpatrii in Italia datla nostra nuova colonia. E vengo al caso di dissenteria amebica.
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Anche per la dissenteria amebica potrebbero farsi gli stessi appunti cht> ci si potrebbero fare a proposito di quella bacillare, anzi a più forte ragione, giacchè, se ~ vero che la prima forma è propria soltanto, o quasi, dei paesi caldi (1), a maggior ragione potrà temersene per parte di portatori di parassiti l' introduzione in forma epidemica nel nostro paese. Ora è bene che su questo punto si sappia che la vigilanza sui rimpatriandi cho già soffrirono di queste malatLie è delle più rigorose. Ormai i singoli direttori dei gabinetti batteriologici degli ospc· dali della Cirenaica hanno acquistato la dovuta pratica nel riconoscere la presenza dell'ameba dissenterica in tutte le sue fasi di vita, ma specialmente in quella cistica che si sa essere la più pericolosa pel contagio percbè è h• più resistente, non solo, ma nel capitano dott. Conadi primo che presenziò e descrisse la grave epidemia dissenterica che si sviluppò a Derna nella seconda metà del· l'anno 1912 (V. Gi07'fl.ale di 1nedicina 1nititare, Ricerche eziologiche sopra una epidemia dissenterica manifestatasi a Derna durante la guerra italo-turca, apri h'maggio 1912), nel capitano medico dottor Malanga: che lo sostituì, nel capitano m1-dico dott. Romby e nel tenente medico dott. Pass,;lacqua che con tanto zelo e competenza dirige a ttualmente il gabinetto microbiologico dell'ospedale Ji Derna, come negli altri batteriologi presenti in Cirenaica fra i quali eccelle il capitano medico dott. Rizzuti, trovai e trovo sempre il più zelante, costante, intelligente aiuto nel cercare di impedire colle loro accurate e minuziose ricerche la ditrus ione di q uesta malattia nell>\ colonia e la trasmissione sua nella madre patria per opera di portatori di germi. Ma è sempre facile, sempre possibile evitar& che qualcuno sfugga all'osservazione ~ Bisogna soltanto aver pres enziato qualche volta a tali esami per vedere quali e quante difficoltà si incontrano nella diagnosi dell'ame ba (l) Debbo però a qutosto proposito far osservare che l'egregio dott. )fei, il quale da moli anni trovasi a BengMi, mi assicura essere la dissenteria colle soe conseguem;e, come l'ascesso del fegato, non molto frequente nello. popolazione indi~ena; il numero maggiore di ca.,i egli li ha. osservati in persone reduci do.ll' Egitto do•·e nbitarono per parecchio tempo.
in certe sue forme involutive e cistiche, come facile sia, in certi stadi del parassita, la confusione con forme bawdi non patogene, come sia facile la scomparsa o quasi delle amt>be dal contenuto intestinale salvo poi a ripresentarsi più tardi, o naturalmente in seguito a riac<·ens ione di disturbi intestinali, o artificialmente in seguito alla soruministrazione di purgati vi salini, come in defiuitiva sia, a nche per questa malattia, t·ome avviene del resto per tante altre di natura infettiva, il criterio clinico o meglio epidemiologico quello che aiuta a risolvere i dubbi non infrequenti a m;\nifestarsi sulla natura degli agenti eziologici. E bisogna anche essersi trovati qui, come mi sono trovato io a proposito dell'epidemia tifica cJ,e regnò nella i'econda metà del 1913, per vedere come, ad onta. di ogni buon vole re, a. dispetto auzi de lle nostre COJIOScenze e convinzion i in materia epidemiologica , si sia dovuto() ceder e di fronte all'ingombro degl i ammalati negli ospedali, alla marea montante dell'epidemia, alla deficienza dei mezzi ospeda.lieri ed alle esigenze belliche, si sii\ dovuto purtr oppo in certi casi sollecitare g l i sgomberi, organizzarli anzi ad ogni costo per tema di peggio, cou quale pericolo di impor tazione e diffnsione in altre locslit:ì. è facile immaginare. Ma queste sono esigenze inelnttabili che in ogni guerra 11i osservano e per le quali a ne~su no può essere tinta colpa alcuna, se deve essere presa qualche misura di caratte re eccezionale. Quello che mi preme però fat· osservare è che, diminuite le fatiche, ridotte le azioni militari, ri dotto l'agglomeramento, m igliorate le condizioni igieniche, ma. specialmente organizzati più ampiamente e con m~tggiori r isorse igieniche i luoghi di cura ed i depo~iti d i coHvalcscenza. l'epidemia di dissen teria amebica. parlo s empre ,\ i quel la di Derna che fu si può dire l'unica, in breve. tempo diminuì di intensità fino a scomparire del tutto o quasi, e che certamente l'epidemitt in parola
più presto ancora sarebbe scompn.rsa se fosse stato possibiiP, cos ì come ebbi a proporr<' in una mia pl"ima visita all'ospedale militare di Derna, fare opportuni lavori lungo ti corso dell' Uadi pet· convogliarne e proteggerne le acque im pedendo cosi chi' esse sparpagliandosi qua e ln in tan t i rigagnoli e passando pe•· la città l':ervissero come a cque d i la vatma delle biancherie inquinate e degli oggetti per· souali dPgl' indigeni ammalat i e convalescenti di dissenteria, per poi disperdersi fuori della città ed alime ntare i numerosi orti ricchi di verdure che si vendono a l pubblico nei met·cati del S'Uk. ln quanto alla formR di a meba che diede luogo alla. epidemia in parola il dott. Con·adi fu d i avviso che si trattasse dell'Entamoeba histolytica. l caratteri pri::lcip~tli infa tti" che si osservarono nelle numerose osservazioni prnticate (477 esami di feci con 393 r eperti po~iti vi, ossia 1'82.2 p. 100) furono i seguen ti: lobo podi con ialoplasma chiaro splenden te, mobil i; nucleo poco manifesto con contorno poco marcato, generalmente eccentrico dura.nt11 i movime nti del parassita; nel plasma detriti diversi e globuli r ossi : fo rme di riposo sferiche con nucleo eccentrico; di · stingui bile l'ectopla-sma d!lll'endopla>;ma; forme più piccole a contenuto chiaro con nucleo poco vis ibile con a ppendici g lobose a guisa di gemme ; qualche volta ìorme a biscotto (scissione~) ; uei convRiescen ti forme degenerative e forme cistiche con contenuto splendent e, con pareti a doppio con torno delicatissimo, con esi li puuteggiaLut·e, d el diametro di 8-10 1.1. ; io s tesso ebbi occasione r ipetute volte di esaminare i prepamti e mi convinsi tra ttnrsi dell'ameba in parola. Non posso però nascondere il dubbio che fra queste forme non ve ne fossero anche di quelle apparhmenti all'E. l etrayeno giacc!::.è qualche volta parvcmi osservare delle cisti a quattro nuclei. specinlmcnte ~in un caso che vPnne Rlla. mia osset·vazione qui in
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B engasi in un individuo con ascesso epatico, come non potrei escludere in a ltri casi anche la presenza della comune R. coli. Ripeto quello che dissi più sopra, che la diagnosi molte volte è difficile, che i caratteri diagnostici non sono sempre distinguibili, ed aggiungo che non è raro vedere forme indecise che stanno fra l'uno e l'altro tipo di ameba. Ciò potrebbe fino ad un certo punto spiegare come solo abbastanza di recEinte si sieno potute differenziare morfologicamente tali specie, differenza che, bisogna auche dirlo, non da tutti i protozoologi è incond izionatamente a ccettata, tanto è vero c he anche nell'ultimo congresso d'igiene e d emografia tenutos i nel 19B a WMhington nella sezione d'igiene, battP.riologia e parassitologia furono fatte di:>cussioni da non pochi sulla questione dell'unicita e moltiplicità delle amebe patogene. Io sono convinto però che i caratteri distint ivi fra le due specie patogene dell'uomo siano ormai nel dominio della scienza; soltanto ritengo anch'io che la g rave epidemia di dissenteria amebica osserva.tnsi a Derna sia stata provocata dall'E. histotytica, su l che mi conforta anche una informazione personale avuta ai recente da Derna, nella quale mi si cout'erma che a nche negli ulteriori esami praticati dai successori del dott. Conadi e nel de· clinare dell'epidemia sempre si trovò la stessa ameba cogli stessi caratteri, senza e;,cludere però che in qualche caso siasi t rattato anche della pt·esenza dell'E. l etrayena, come l'osservazione che io feci in Bengasi e q uellal'ecente e positiva del dott. Ascoli tender<'bbero a dimostrare.
•• • In quanto alla cura de lla dissentet·ia amebica pet· mezzo dell'emetina è da os· servarsi che fino dall'ottobre del Ull2 il capo ufficio di s anità della divisione d ì Derna, t enente colonnello Calegari, fece richiesta al M inistero de lla. g uerra del cloridr ato di emetina in fiale El ch e l'Ispettorato di sanità mili to.re lo inviò alla fine di novembre prepa.rato dalla farmacia centmle di Torino coll'incarico R.l!a D irezione de ll'os pedalé n. 8 di sperimen tarlo e di riferire in pro posito. Da un'ac· -curata ed asauriente r elazione invi1tta dal dirett ore del detto ospedale, maggiore medico Lo Scalzo, risulta che in 12 casi abbastanza gravi una iniezione a.l giorno produsse un graduale e sens ibile miglioramento lino alla guarigione, che in un febbricitante abbastanza grave la febbre rapidamente scomparve, che non si osservò wai intolleranza, che come risult1~to della cura s i riscontrò una certa diminuzione d ella funziona!ità epaticll mentre nulla si osservò di speciale c irca l'azione del rimed io sul parass ita ~pecifico. Come vetlesi, 1mche qui l'uso dell'emetina n on fu t ra~curato e, se essa non ebbe un impiego maggiormente esteso, ciò fu dovuto, come lo stesso dott. Lo Scalzo riferisce nella citata rel nzione, alla preferenza c.he egli credette di dare ad un metodo di cura tentato da altri ma da lui s pecia lmente messo in v<tlore con qualche modificazione, avente per principio di render e il terreno meno adatto per lo sviluppo dell'ameba, consistente uella somwinistrazione di solfato di soda per 4 o 5 giorni di seguito, nella dieta idrica per 7 od 8 giorni, nel riposo R.Ssoluto e che gli servì ottimamente, tanto che la mortalità, la quale fu all' inizio dell'epidemia del 8.84 p. 100, andò diminuf'ndo fino al 0.24 p.lOO nel d ice mbre, risultato favorevolissimo in rapporto alla gravità della mal1~ttia che fu sempre assai considerevole.
•••
lo conclus_ione io spero di aver dimos tra to che nulla s i è t rascurato n ell'iuteresse degli ammalati ed in quello riflettente il diffondersi della epidemia nellA. località e nella madre patria. Se q ualche caso si e importato in Italia, ad ont a
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JGJENE E PATOI.OGIA
COLO~IALE
delle pitì accurate misure prese e della sorveglianza continua che tutti i sanitari, dagli organi esecutivi minori ai maggiori organi direttivi, hanno prestato nell'interesse supremo della salute individuale e collettiva, non se ne p t:ò far colpa ad • alcuno giacchè vi sono contingenze speciali inerenti aìlo stato di guerra le quali frustrano ogni buon volere ed anzi si impongono. Lo stesso colonnello medico della. · R. marina, Guerra dott. Pirangolo, in una ~;ua recente relazione sui servizi resi dalle navi-ospedali o: Regina. d'Italia» ed« Albaro • riconosce», quali e quante fu· rono le difficoltà per lo sgombero delle baracche·ospedalecostruite in fretta e furia nelle diverse bnsi di operazione, come fosse urgente sfolbrle, come fosse indispensabile, anzi doveroso, accogliere sulle navi sLesse anche ammalati in atto, fra i quali molti dissenterici ». Ora però che le operazioni militari si s ono di molto ridotte, che l'organizzazione sanitaria è notevolmente migliornta dovunque, che si sono costruiti locali di cura in muratura con tutto il materiale occorrente per un completo servizio s anitario, che le condizioni igieniche sono dovunque m igliorate, che questa Dire· ?.ione di sanità tenendosi in diretto e continuo rapporto coi numerosi luoghi di cura e cogli ufficiali medici dislocati anche nei più lontani presidii, ba modo di assumere informazioni, di sorvegliare, dirigere, provvedere a tutto con un indi· rizzo unico ed omogeneo, gli inconvenienti sopra notati sono cessati d<1l tutto ed è a nutrirsi fiducia che sempre maggiormente miglio reranno le condizioni sanitarie e che sempre più salda e completa. sarà In. preparazione a combattere con successo le molte malattie epidem iche che di continuo minacciano questa colonia, specialmente le esotiche. Del resto. che le misure igienico·s anita1'ie già prese, come quP.lle attualmente in atto, abbiano dato e diano i più lusinghieri risultati, lo vediamo appunto anche dall'esame dei dati stati.;tici rifit>ttenti la dissenteria (b11cillare ed amebica). Il presente specchio dimostrativo rol quale termino queste poche notizie C'be ho creduto rendPre di pubblica ragione, per atnore. d••lla verità e per desiderio •li tributare il dovuto e meritato elogio ai miei dipendenti, è la più eloquente prova dei risultati otte nuti.
Morbosità per dissenteria calcolata per • oo della forza da lngllo 1913 a tutto agosto JtU. - - - - -· - - - -- - - - - - -
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RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI l\ l VJSTA DELI;A STAMPA MEDICO-MILITAI\E ESTE l\ A Per il dott. Edmo11do Trombetla, colonnello medico
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BULLETIN DE L'ACADf~MIE DE MÉDECINE. ~. rlu Décembre 1914. DE LA CO!<SRRVAT10 N DES MEM8llES DAN.'> LE$ PJ•.UES DJ•:S PAKTlES MOLLES ET LE mACTUBES DIAPHYSAl RES. Par M. L uC!EN PIQUÉ. -
Stabilito il principio assiomatico cbe lo scopo della chirurgia di guerra nei traumatismi degli arti per colpi ,('arma da fuoco dev'esserne la conservazione, l'O. si propone d'indicare in quali condi zioni questo scopo può e deve essere raggiunto. Durante le guerre del Primo Impero, i chirurghi amputavano e disarticolavano prevenlit;amente nelln. maggior parte delle ferite degli arti, giacchè, a quei tempi, le complir.azioni delle ferite e1·ano numerose e il più sovente mortali. Nel 1863, nella guerra dei Ducati, i chirurghi tedeschi eseguii·ono, sempre a scopo preventi vo, le resezioni al'ticola1·i e diatisarie, e i l'isultnti funziona li remoti furono, in genera le, d i fattosi. -'iella flue?'l'a rusBo-lU1·ca venne in luce per la prima volta il valore della chirurgia conservatrice, e i risultati ottenuti dal chirurgo russo Reyer l'ichiamarono l'attenzione dei chirurghi militari ùi tutti gli eserciti. Da allora in poi la conservazione fu considerata come il metodo dell'avvenire e insegnata dai più illustri maestri della chirurgia militare francese, tanto che essa è divenuta uw• dottrina fmncese, a cui i chirurghi g iapponesi, i qual i l'applicaron o in condizioni molto favore voli, furono debitori di eccellenti risultati. - f)yyi, dw1tp.t.e, /.'amputazione e la re.~ezione e.~"'guite preventivcmtente nelle guerre anbn ·icn·i, devono cedere il campo, nel caso di /è rile non in(ct'.e, alla consen;azicne p111·a e semplice. Quantunque le ferite da proiettili di fucile non possano essere rigoros<tmente a,ettit:he (micl'obi della pelle, brandelli di abiti, microbi importati dal proiettile stesso), pur tuttavia è le~ito il dire col R everdin che lo ferite recenti sono praticameute asettiche nella magg ior parte d l·i casi. Coi m ezzi di cui dispone, il serviz io di prima linea può quasi sempre mettere i fe1·iti al riparo dell'infezione primitiva. Trasporto sollecito dei fl•riti dal campo, chirurg ia semplice - secondo l'ispettore generale Delormo - in rapporto alle c ondizioni d'ambiente, delle circostanze e del funzionamento ch irurg ico; soprattutto aste n'>ione d a. ogni manovra d'esplorazione digitale e stromeutale, sovente ~ -
r;ioi'>HJI•· eli '"''cli··ina wU:la1·~ -
Fase. l.
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RIVISTA DELLA. S TAMPA MED100-M1LI1'ARE ESTERA
infettante; conservazione in quasi tutti i casi; applicazione im.mediata della medicatura individuale (secca e antisettica) ; sgombe-ro rapido, che fu per i Giapponesi, i quali avevano il dominio del mare, una delle ragioni principali dei risultati da essi ottenuti.
*** CON1'RE Llil PltOIO A.UX MAtl\S 1,;T AUX l'lli:DS. Par M. FERNET.
Da qualche giorno - dice l'O. - la nostra sollecitudine, t anto ufficiale quanto privata, ha fatto lod11voli sforzi por preservare i combattenti contro il freddo dell'in.verno che s'avanza; e già. si spedirono alle truppe delle coperte, delle maglie e delle calze di lan.a, dei guanti e degli abiti d'ogn.i specie. A queste commoventi dimostrazioni di fratellanza e di altruismo l'O. crede utile associare la prescrizione di alcuni mezzi molto semplici, e purtuttavia efti. ca.ci, che egli esperimentò già da gran tempo sopra se stesso e sugli altri per premunirsi contro il freddo ulle mani ed ai piedi. Il principio su cui si basano codesti mezzi t, quello che, pe1· le abitltzioni, dà valore alle pareti doppie (muri r i vestiti di legno, doppie porte, doppie fìuE-stre, ecc.) e che, ugualmente per i vestiti, dà valore agli ;~biti multipli e alle fodere nel· l ' interno: nulla è più ell:icace per mantenere il calore naturale del corpo e per impedirn.e la. dispersione che questi rivestimenti, n.Jlorch(l l'amb1ente e::: terno è ad una bassa temperatura. Per analogia, n Ilo scopo di combattere il raffreddamento delle mani e dei piedi, l'O. consiglia l'uso di due paia. di guunti sovrapposti e q uello tli due paia di calze o di mezze calze. A.llc mani, il guanto estern.o -guanto comune o a sacco (mottjle) - sarà di maglia di lana fodero.ta di pelliccia: il guanto interno sarà. preferibilmente di pelle ordinaria, o anche di semplice tessuto di cotone. Per i piedi, occorrono innanzi tutto calze o mezze calze di cotone crdinario è. sopra a queste, él\lze o me.:Zè calze di lana più o meno spesse. Quest'aggiunta, la quale non aumenta che in g rado insignificante lo spessore dell'indumento e pel'mette, senza difl'icolti1 alcuna, l'uso delhi calzatura. abituale, basta per aumentare in una grandissima proporzione il valore termico della calza esterna. Se si vn ,;oggetti 11. ragadi e a geloui, di cui son ben noti i pericoli e le mol<:lstie, è util<' tener e le mani e i piedi spalmati d'un leggicro strato di vnselina., non lnvarli che con a cqua tiepida e, dopo la lavatum, a~ciugarli in moclo act'U· rato e complt·to, per non lasci!u·e sulla pelle alr-una tm,ccia d'umidi tit. Le ùizioni energiche delle nu1ni l'una contro l',dtra, il loro massa.ggio, i rno· >imeuti attivi delle dita e degli arti superiori in loto, i g randi movimenti di abbracciamento del torace con questi arti stessi (pro.ccdimo:>nto bt·n noto ai vet.turi n i), <\ gli e:;et·cir.i analoghi dei piedi e degli arti inferiori, pure in toto, sono mezr.i di riscrLI<lameoto di provlttl1. efficacia.. l'••r i milit.ari a cavallo che sono esposti, n cagione del freddo, a pericoli gravissiud, l'uso Ù(•Jle calzature da nc,·e (suow-bootil sopra quelle ordinarie è molto raccomanùnbile. (juesti mode:<ti consigli sembreranuo ben piccola cosa d i f t·onte alle grandi questioni e ai grandi interessi di cui si occupano e si preoccupalto i Gov•·mi in questi momenti; ma il fn·ùdo è pul'!l un JH.:mico t e rribile che può nnnieutarc gli sforzi del 1 iù poder oso esercito (la campagna napoleonica di Uussia informi); ond'o che d obbiamo essere molto gntLi all'O. per aver richiamato su quest'argomen to l'attenzione dell'Accademia di medicina di fraucin e, per riflesso. delle autorità Sanitarie militari di ogni nazione.
RIVISTA DEL.LA ST .H lPA
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MF. DIOO·Mll.ITA RE ESTERA
PROI'OS DK LA CIIIHURGIE DE Gl:J~RUE
DA:-IS LES H ÙI'lTAlJX
DE L 1ARRIÉRE
Y.T D O SBRVICE o'll:vACUATIOS oes su;ssts. P ar M. 1'1biOIN (de Bourges). -
Stralcin.mo dn questa comunicazione tutte quelle notizie e quelle osserva7.ioni di chirurgia di gaerrn, che ci aembra. non siano state accennate ùa Hltri, e in special modo dal Delorme, il quale, con mirabile precisione e concisione, ha esposto i fatti più meritevoli d'attenzione, enunciando le norme diretti ve, si può dire, per ogni drcostnnza e per ogni unità sanitaria. Le ferite gravi dell'addome, prodotte da pallottole e da Sf:hegge di granata, non sono sovente osservate negli ospedali di riserva, mentre uftluiscono nelle formazioni sanitarie situate a breve distanza dalla linea di fuoco: t uttavia l'O; potè ·constatare che, come avviene per il polmone, un proiettile può attraversare l'eddome senza prodnrrt> quei guasti che sarebbero da temerP. Un gPnerale ebbe l'addome attraver~ato obliquamente da una pallottola nella re~inne sotto-ombellicale senza che si fos.<>e verificata alcuna lesione importante e, dieci giorni dopo il suo ingresso n Pll'ospPdale. era già in grado di partire in convalescenza. Ben pitì gravi sono, in generale, le ferite per schegge di granata; in primo luogo, perchè spesso il ferito ne ha riportate parecchi!!, e, in secondo luogo, perchè lo scoppio delhi granata, avvenuto a breve distanzu dal ferito, imprime ai frammenti una considerevole forza di penetrazione; e finalmente perchè il vo· lume delle schegge può essere molto grande e produrre quindi, nelle regioni che colpisce, lesioni estesissime. Queste ferite, in cui i tessuti son più lacerati e le superficie aperte più grandi, e per le quali la medicazione individua le è insufficiente, son quelle che s'infettano con ma,ggiore frequenza e che dànno più sov" nte le complicazioni settiche. Ma. sia che l'individuo sia stato colpito da una pallottola rotonda di shrapnell, dalla pallottola conica d'un fuci le, o d>~ una scheggia di gran ata, la lesione che pii• spesso presenta è uno frattura co1nminuta, se m p re complicata, con guasti più o meno estesi delle parti molli; in certi ca!:'i, tanto gravi, d a far s ubito pensare all'amputazione. Eppure non s'inSi$terà mai abbastanza sul precetto d i esser sobri i nelle mutilazioni chirurgiche. Malgrado i gut\St i prodotti. malgr11do lo stato Rpparf·n teml'nte di$aStroso dei tes~ uti lacerati, malgrado le condizioni delle ossu fratturate in più punti e uscenti dalle ferite, malgrado le preghiere s tesse dei pazienti che, pet· metter fine alle loro sofl"erenze, d~side rano l'am putazione, la chirurgia conservatrice, in grazia ai me;-:zi di cui ora disponiamo, dà. risultati cosi soddisfacenti, che il chirurgo dt·ve ritiuta rsi di pr••cectere a ll'amputazione allorché il ferito entra nf'l luogo di curi\. Non v'ha duub io r·he alcuni pochi feriti sar11.nno vittime di quest'indugio, ma la quasi totalità. ne tt·arri• un tale benefizio che l'esit11.zione non e permessa: rimanendo iu tal modo stabilito dall'cspel"ien;-:a che il cllirw·_qo non d1JVI"Ì4 .çacrifit·a?·e un cn·to se 11011 quando !Jli acddP.nl i locali provi no fino all"el"idenza l' hnpos~ibilitlt della sua consen·azioue, o i {alti di seltir-emia generale 1·eudano nec•:ssaria l'ablazione dl!l focolaio él'i1~(ezioue. In questi ultimi cas i bisognerà operare colla massima sollccitud i ne. · ~uusi tutte le fratture- cooti!!ua l'O. - sian esse pur complicrtte, gnari~cono pt:rfettamente; ma. per ottenere tale scopo, son necessarie du.- condizioni: disinfe ttare le ferite e immobilizzare l'arto il più sollecitamente che sia possi bile. In fatti. per mezzo di qnesta immobilizzazione, i fra mmenti o~sei, r imessi ::t posto e m ;1 ntcnuti tìssi in modo da nou poter sovrapporsi l'uno nlral tro, non verranno
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RIVISTA DELLA STAlfPA MEDICO·MlLITARE ESTERA
più a fare sporgenza, ad ogni medicatura, nel vano della ferita; la suppurazion&cesserà più presto e spariranno le sofferenze del pazillnte. L'O. ebbe a curare,_ secondo questi precetti, 87 fratture complicate ùell'omero, 35 fratture complicate della gamba, 27 fratture complicatE> della coscia, e non perdette che un solo individuo, il qunle era stato sottoposto ad amputazione ed era affetto da tetano. . Le fratture del braccio e della gamba - appena il ferito giunge in un luogo. di cura - son messe in un apparecchio gessato, a vendo cura di lasciare delle finestre sufficienti da permettere le medicature regolari delle ferite, s pesso molto. estese a livello del foro d'uscita del proiettile, o quando la fr·attura è dovuta ad una. scheggia di granata. Allorchè si tratta di fratture della coscia, il migliore apparecchio - secondo. l'O. - è quello del Tollaux, il quale è pochissimo incomodo, lascia libera t utta la regione aperta giacchè lo si 111pplica al disotto di essa. e permett{) di fare l& medicature senza spostare molto l'arto e, per conseguenza, senza far soffrirE' troppo il ferito. Ciò che soprattutto importa in codeste fratture si è di rispettare lo ferite,. di non cercare - specialmente in principio- ù'introdurre le d ita o gli strumenti nei tessuti per accertare i guasti prodotti o rintracciare i corpi estranei profondi. L'opera chirurgica d ei primi giorni deve limitarsi n semplici merlicature a piatto,_ senza mai ostinarsi a riunire i m a rgini della ferita. Sono pure frequenti le fratture del cranio con depressione ossea. lu questi cRsi, l'JUtervento dev'essere precociss imo, prima, cioè, che l'infezione - SJ>f'SSO già iniziata - si estenda dal cuoio capelluto alle parti profonde, provocando meningite o flebite dei seni. Fatte molto presto, le trapanazioni dìmuo risultati eccellenti. Dopo aver parlato ddle compl icazioni delle ferite, quali si osservano con insoli ta frequenza nella guerra a ttuale, e di cui gia ci occupammo in una precedente rivista, l'O. si dimostra s odd isfDtto dei risultati ottenuti negli ospedali d i riservn. e temporanei; ma aggiunge subito che, per continuare ad ottenere tali risultati favorevoli, e di assoluta necessità che le formazioni sanitnrie possiedano - in personale ed in impianto - tutto ciò che è ind ispensabile pet· fare dell:1 buona chirurgia. È pure assolutamente IWC!'Ssal"io che i feriti siano unicamentl:' d iretti, dopo una C(·rni ta fatta con gmn cura, a quei centri in cu i possano trovnre tutte le u cch irurgiche richieste chi caso: ontl'è che questa cernita assumt> un'im portan za di prim'ordine, senza che, perciò, presenti delle diflicoltà molto gravi (questa è almC'nO l'opinione dell'O., che noi non condivid iamo interamente'. E ssa si può fare nel t re no sanitario, e c iascun ferito dovrebbe portare, appuntato con uno s pillo sul suo vestito. un cartoncino di colore diYerso e convenuto in autecedenzn, secondo la g ravità del suo :-taLO : c~rtoncino che permetterebbe di fare rapidamente la scelta de ll'uniti~ sanitaria più conveniente (cosa che, nel nostro e.;;ercito, è giù. prescl-itta dr\ molti e molti anni). Tu tal modo, si diminuirllnno i casi troppo freq uenti d i muti lar.ione e si e\'itemnno molti esiti letali, che, nonostante tutte le precauzi•1ni. non possono essere evitati dn quei medici cl•o non sono nYvezzi alla pratica chi r urgicA, o non h nono gli apparecchi e l'impianto neces~nri.
llE:-> BLJ~S~URRS PA R BALLES DE RTCOCHE'l'. Pa1· :\I. le Dr·. RO!'IlArto. ::-ielle ferite prodotte dagli npparcce:bi hellici moderni. esi~tono due var·ierà differeuti l'una dnll'altrn: ferite dovute a schegge di gr.. nall! od a pn llottole di
RIVISTA DELI,A STAMPA MEDICO·MILITARE ESTERA
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~bice,
e quelle dov.ute a pallottole di fucile o di mitragliatrice, r.he sono assolut amente simili. Le prime - quelle cioè dovute alle grosse armi da fuoco - sono molto più numerose e anche più pericolose, perchè non solamente sono più estese in super· 1:icie, ma anche perchè sono sempre infette e prodotte da schegge, la cui irregolnrità Incera e mortifica i t essuti. Tuttavia, c'è una categoria di ferite da. pallot· tole d i fucile che, per l:t loro irregolarità, s'avvicinano ~t quelle prodotte dalle piccole schegge di granata, e son le ferite prodotte da pallottole che sonc 1'Ì7TL· -&alzate.
Ora, occorre osservare che· si sono studht te soprattutto le fel"ite prodotte da -pallottole di piena gittat11, le r1uali, dato il piccolo calibro e l'enorme loro velo citit iniziale, att raversnno le parti molli senlla dar luogo a grandi guasti, il che le ha fatto chit~mare umanitarie, quantunque, se incontrano un osso resistente, i {oro effetti sian te rribili. Ma non si sono studil\te abbastnnza le f erite prodotte '<la questi stessi proiettili quando colpiscono di rimbalzo, mentre la conseguenza '<li questo r im balzo è meritevole d'ogni attenzione, giacchè il fatto stesso di an· -<!are n battere contro un corpo duro, de forma la pallottola, la tmstorma. in un -corpo irregolare e, facendole perdere l e sue qualit;'L balis tiche, le impt·ime un mo· vimento di c bascule • o di leva, che è causa d ella lacerazione dei tessuti in cui penetra. Le ferite ,da proiettili di rimbalzo rassomigliano, dunque, a quelle prodotte da '\l n a scheggia di granata di piccolo volume. Il foro d'entrata è esteso, irregolare. f rastagliato e dà. origine a una cavità o ad un t ragitto piu o meno anfruttuoso e sempre infettato per la ragione che il proiettile s'è inquinato prendendo cont l\tto coll'oggetto sul quale è rimbalzat.o ed ba spinto innanzi a sè dei brandelli <ii vestito. Il foro d'uscita. è pure irregolare e più largo di que llo d'entrata. Questo -corpo estraneo produce un grande guast.o uelle parti molli, scavandovi una cavità anfrattuosa cope1·ta di piccole placche in isfacelo e riempita di sanie o di pus l'iù o meno emorragico. Le lesioni recate allo scheletro sono poco considerevoli, perchè il fatto ;.tesso -d'aver urtato contro un corpo e3traneo prima di penetrare nel corpo umano, attenua di molto la forza di penetrazione del proiettile, che s'arresta facilmente alla minima resistenza. Molto si è detto e molto s'é discusso su questi proiettili di rimbal zo senza fornire -sempre delle prove. Innanzi tutto, non si può ormai imettere più in dubbio che, coi fuc ili a ripetizione e colle mitragliatrici, la quantità dei proiett ili mandati inpochi minuti sopra un medesimo punto raggiunge una cifra considerevole. Si arriva perfino a sostenere che i Tedeschi non appoggiano neppure più il fucile alla s palla c tirano ad arbi trio, sapendo che l'essem:i11le è di scaricare s ul nemico una -quanti tà enorme di piombo. Per tale fatto, deve avveni re necessaria mente che molti proiett ili incontrino, sul soldato stesso, o il suo fucile, o il fodero della :"Ila sciabola-baionetta, o i bottoni del suo cappotto; toccando il suolo, essi rim· halzano sui sassi, o incontrano muri, e fors'anche cozzano l'un contro l'altro 11ello spazio in quel continuo tu1·binare di granate, di shmpnells e di pallottole di fucile , come si v.edono talvolta i pallini da. <'accia incontrarsi in aria e dar iuogo a r imbalzi veramente straordinari. (Ì1eccbè ne sin, l'O. insiste sul fatto che qne8ti p1·oìettili, rle(o1-mati dl.tl rimhalzc, si comJlO'I'lano assolutamente come l'aliottcle dum-dwm. le quali, in fin dei -conti. non sono altro che pallottole ordinarie composte d'un involucro di mPtnllo-
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RIVISTA DELLA
STA~IPA
YEDICO·~IILITARE
ESTERA
e .l'un contenuto di piombo, a cui s'è tolta l'estremità della punta metallica: i P che fa sì che, sotto l'influenza dell'1uto, il piombo fuoriesce, trasformando cos: la punta del proiettile iu uo rigonfiamento tagliuzzato e irregolare, il qu1\le produce delle ferite frastagliate. Xon passa giorno - dice l'O. - che non si legga nei giornali: c Un medicoha accertato, con ogni evidenza, ferite prodotte dn pallottole dum-dum"· Ora senza contestare la possibilità. di ferite prodotte da tali proiettili, occorre non dimenticare come sia scientificamente impossibile l'affermare, basandosi sulla.na-. tura delle ferite esaminate, che es~e furono prodotte da pallottole dum-dum, giacchè è fuor di dubbio che una pallottola ordinaria deformata dal rimbalzo può· produrre lesioni analoghe. Dunque, per provnre che un esercito belligerante si serve di codesti proiettili vietati, bisogna constatarne la presenza prima che essi siano stati tirati. Del resto, quando si pensa alla gravità delle ferite fatte dalle sc:hegge di granata, ci si può domandare quale interesse può presentare l'accerta-· mento delle pallottole dum-dum, le quali producono ferite che son quasi benigne· se si confrontano con quelle prodotte dai proiettili lanciati d!ì>i cannoni.
••• INIECTION I NTRARACHIDlENNE DE StRUM ANTITÉTANIQUE, FAITJ::: LE MALADE ÉTANT PLAC}~ EN DJ:~CLIVITÉ BULBAIRE. P ar M. le Dr. GEOR· GSS D'HoTEL.
Data la grande attualità della questione del tetano nelln, g uerra·· attuale, l'Ocrede doveroso sottopone all'Accademia di medicina un nuovo metodo d'iniezion& intl·arachidiana avente lo scopo di bagnare nel siero antitetanico il bulbo,·che sembra. essere il centro d'irritazione delle tossine del Nicoln"icr; il qual metodo fu già applicato con buon successo io due casi comunicati alla Società medica di R eims e pubblicati nella R ewe 11u:dicale du. No1·d-Est nel 1909 e nel 1910. Ecco in b1·eve la tecnica seguita dall'O.: 1° P untura lombare e fuoriuscita del liquido cefalo-rachidiano·
20 Iniezione di 21l cc. di s ie ro antitetanico, vale a dire, un po' meno del liqu ido sottratto. 3° Il paziente vien poscia coricato Ìll posizione declive della testa e dellespalle e col bocino molto sollevato (25-30 gradi circa): In quale posizione dov'essere mantenuta almeno due ore. 4° UlteriormPnte e secondo le indicazioni. nuova iniezione intrarachidiana f'posizione declive delh testa e della colonna vertebrale. Che da parecchio tempo s'inietti il sie1·o a nti tetanico nella regione lombare con risultati diversi, è cosa noto.; ma l'immersione del bulbo per posizione declivenon risulta che sia stata ancora fatta, mentre il buon esito ottenuto dall'O. in due casi incoraggia a trattarla. La guarigione del tetano è essa dovuta alle modalità della cura? Ness uno potrebbe affermarlo senza. la prova di ulteriori osservazioni? ma ciò che non si può negare è la diminuzione dei fenomeni spasmodici nelle ventiquattr'ore che seguono all'immersione dd bulbo, ècmtroJ delle contrazioni tetaniche.
RIVISTA DBLLA STAMPA
MED1C0-~11LI'l'AR~
ESTERA
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STATI UNITI D'AMERICA. lJEDICAL RECORD. (November 21, 1914). Il corrispondente da Londra scrive una lettera molto interessante, nella quale egli non si occupa che della guerra presente, e in cui ci dà notizia di molti fatti che, per aver attraversato due volte l'Oceano, non sono meno c palpitanti d'attualità~ di quelli che ci pervengono con ritardo e a. spizzico dai luoghi dell'azione. l'tor quanto r iguarda le pallottole dum-dum, il colTispondente dice che la questione di\ luogo discussioni in tutte le classi di cittadini, che si sentono ofl'esi nei loro ~enti mentì più intimi di uman ità e di giustizia da questa tragressione delle leggi d i guerra ; ma si affretta ad aggiungere non essere punto provato che gli esercì ti belligeranti abbiano fatto o facciano uso di tali proiettili, i qunli, del resto, come ha detto benissimo il dottor Rochard, non producono ferite oè più gt·avi nè più laceranLi delle schegge di granata. ::iir J . Rose Bradford, sir W. Herringha.m e sir A.lmrotb '..Vrigbt sono stati nominati medici consulenti, r.oll'assimilazione al grado di colonnello e col relativo onorario, presso il corpo di spedizione; H ad essi furono aggiunti tre batteriologi. Sir A. Sloggétt è partito per lR .Francia, nella.sua qualità di commissario cnpo ùell'associa:odone della Croce Rossa e dell'ambulanza di St. John, cC'n autorità di direttore generale dei servizi di entrambe queste società. presso il corpo di spe· dizione. Egli vuoi esssre in grado di coordinare il lavoro delle associazioni di soccorso con quella. del corpo sanitario militare, allo scopo di assicurare risultati più soùdisfacenti di quelli che si otterrebbero dalle ~ingole organizzazioni separate. Le strade di Londra sono, di sera, quasi al buio, in seguito all'ordine di tene1· abbassate le fiammelle del gas per attenuare il proverbiale ed eccessivo splendore della metropoli nelle ore notturne; cosicchè i nottambuli si aggira.no in una semioscurità. In connessione con quest'ordine, fu pure ordiuata la cbiusur;l. anticipata dei pubblici eserc.i zi; anzi, si s'era persino pensato di stabilire, col consenso del f'-r<>verno, che questa chiusura avvenisse alle dieci pomeridiane; della quale dispos izione già. si rallegravano le società di temperanza, che tanto l'avevano sollecitata; ma, all'ultimo momento, le autorità non ebbero il coraggio di sanzionare il decreto. .Eppure- aggiunge il corrispondente- si trattava d'un ordine spiegabilissimo in tempo di guerra, coonestato anche dal fatto che il pericolo dell' ubbriachezza fra le t ruppe è dimostrato dalle atrocità commesse dai 'l'edeschi, una gran parte delle quali sono inJubbiamente dovute all'azione eccitante dei liquori tracannati durame i loro saccheggi (l). Pur constatando il fatto doloroso, il corrispondente scrive che si ora preparati all' annunzio di numerosi casi di tetano fra le truppe combattenti; alcuni dei qua.li ~·si non si man ifestarono che dopo l'arrivo dei ferit i negli ospedali di Parigi; il che non deve recar meraviglia, dato il lun go periodo d'incubazione di questa malattia. .A questo proposito, pare sia. stato accertato che il terreno della vallata de ll' Aisne contiene in quantità straordinaria bacilli del tetano. (l) È superRuo raccomandare al lettore di accogliere con beneficio d'inventario queste ed altre aasurzioni circa la presunte atrocità. commesse dall'uno o dall'altro degli eserciti belligeranti; perchè, a parte il fatto che tali asserzioni partono sempre naturalmente dagli avversari, abbiamo già. detto che, durante la guerra, le notizie C'sa· gerate o fantaeti~he passano vera~ente ogni limite. (Nota di E. 1.') .
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RIVI STA PELLA STA:>l PA MEDICO-MILITARE ESTERA
Circa. la gangrena traumatica enfisematosa (gassosa), di cui si verificarono pure moltissimi casi fra le truppe, il corrispondente scrive che essa è talvolta associata.
al wtano, e che quest'associazione farebbe supporre che essa predisponga a ques t'ultima infezione: la qual cosa tJ difficile appurare, giacchè tan to il tetano quanto la gangrena gassosa s i sviluppano nelle s tes se cond izioni di luogo, di circosta nze e di t rauma. Ancora. a p roposito delle regole di temperanza, il corrispondente ci fa sapere che lord Kitchener si è rivol to a tutti i cittadini invitandoli a non esser larghi d i bevande alcooliche coi soldati, ma d i indurli invece a resistere alla tentazione a cui sono continunmente esposti. Propone inoltre che in quei luoghi, dove sono acquartierate delle truppe, s'istituiscano comitati i quali provvedano, con speciali conferenze, a confermare nell'animo del pubblico che l' Inghilterra. è in pieno s tt. to di efficienza. ma che ò indispensabile non s ci upare le forze nelle pra t iche d'in temperanza.
AUBTBIA.- tJliOBERIA.. WIENER MEDlhlNI~CHE W OCHJ<:NSCHRU"I'. N. 49 (o Dezember 1914). ÙuF:J< H.\U'I'- UND GESCIILT~CUTSKRAXKUEITE~>
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KwEOE (Sulle malattie rlella
p elle e ck!!li m·qani genitali in guen·a). Von Dr. Al\TON BLt:~JENn; r,o. - L 'A. richmma
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molto opportunamente l'attenzione dei medici militari sulla frequenza e sull' im portanza di queste affezioni morbose i n tempo di guerra, potendo esse sottrarre per un t empo più o meno lungo dalle truppe comba ttenti un g ran numero d'indi· vid ui validissimi per ogni a lt ro riguardo. L a malatt ia della pelle più frequentemente const a.t!Lta è l'ip e1·idro:<i dei piedi con tutt<·le s ue cousecutive manifestazioni (fatti infiammatori, vescicnzioni, ragadi, •··cc.), il cui t rattamento deve consistere, secondo l'A., md bag ni t.'\ldi, nelle penne llature di formalina in diverse soluzioni (<ial 20 p. 100 fino 11 satumzioue) fatte due o tre volte il giomo, e nel riposo a. lett o. La cura consecutiva com prenderà le frizioni con vaselina. per attenuare il molesto ,;eu so d i secchezza. senza preoccuparsi dei succPssivi distacchi d(• Ilo strato corneo. '.rutte le polvel·i contro il sudore, generalmente r accomandate, non s ono di certo più efficaci della formalina. Questo semplice procedimento arresta per un certo tempo l'ip•~ridrosi e mette perciò in grado il soldato di fare le marcie, avvertendo che sarà opportuno di fargli portare delle s peSSI' calze di lana. Un'altra mal atti" molto di fl'usn è la scabbia, la qun.le disturba grandemente. col prurito che p rovoca, il s onno dei sold;1ti in momenti in cui hanno maggior bisogno di riposare dopo le veglie delle t rincee e gl i strapazzi continui della guena, c che esercita una nociva influenza sulle condizion i gene1·a li di salute. Una norma che bisogna assolutamente adottare è il sollecito invio degli scnbbiosi in un luogo ,[i cu ra , giacchè- date le condizioni s peciali di guerra - la malattia si diffonde con rapiditit grandiss ima. Il metodo di cura è, in tali casi, brevissimo: all'in· grasso dell' osp•ldale, bagno g enerale, possibilmente in acqun calda con sapone. poi friz ioni non troppo energiche coll'unguent o del Wilkinson, ripetute dopo 8 ore: dopo un secondo bagno di p ulizia, l'indi viduo p uò fa r ritorno a l suo reggimento. È da oss~>rva.re che le eruzioni consecuti ve alla scabbia, anche se appa· t·entemente gravi, non costituiscono un a controindicazione alla suddetta cura, e guariscono sollecitamente, n on appPna ò cessnto il prurito, coi mezzi ot·dinari, po·t· t>sempio colla pomata all'ossido .li zinr.o.
RlVISTA Di'.:LLA
~'l'AMf'A
)[E0lCO·lULJTARE ESTERA
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Fra gli eczemi, il più frequente è l'intertri.'}inoso, che riesce di non leggie1·o im pedimento alle mn.~cie, perchè non soltanto le regioni affette si arrossano, ma s i tumefanno e trasudano. In quest'ultimo easo son da raccomandarsi le pennella· .ture con una soluzione di n itrato d'argento al 3·6 p. 100, dopo aver disseccato la trnsudazione con polvere di ossido di zinco. Negli altri casi, ba.stano la sem.plice polverizzazione con ossido di zinco e la. protezione delle superfici di contatto con lunghi strati di 'cotone non troppo spessi. Negli eczP.mi cronici cl1e sovente si riacutizzano, negl'individui eczematosi, per gl'insoliti strapazzi, pec la poca net· tezza d ella pelle e anche per i patemi d'animo, è molto utile la pomata s alicilica .a l 5 -20 p. 100 coll'aggiunta del 3-10 p. 100 di catrame. Quando si tratta di eczemi psoriasitormi e lichenoidi con accentuata infiltrazione della pe lle e forte prurito, il mezzo d i cura più semplice- quando si abbia un conveniente apparecchio a disposizione e un medico che ne conosca uene il funzionamento- è un'irrad ia· zione di raggi Rontgen. Jha le malattie della pelle che s'osservano sulla faccia, so n da annoverare la jollicolile e la funmcowsi, il cui tratta mento locale - s pecie se si tratta di forme estese - ò, com'è noto, di poca o nessuna efficacia, l'A. consiglia la vaccinoterapia: e siccome non è quasi mai poss ibile aver a disposiz ione un autovaccino, mentre, -d'altra parte, i vaccini polivalenti che sono in commercio dilnno ottimi risultlt.ti, sarit conveniente servirsi di qutlsti ult imi. Secondo la sua esperienza, d atante dal tempo anteriore alla guerra, l'A. afferma che non è da appl icarsi una cura siste· matica a dos i progressive, ma che si deve Jimit.are a due iniezioni con uu intervallo ·di -1·5 giorni fra l'una e l'altra (per esempio, l" iniczioue di 300 milioni di stafìlococchi, e 2• iniezione di oOO milioni di stafilococcbi). Sovente, si vede già dopo tma sola iniezione la regressione della malattia. Per quanto riguard a la profilassi di queste forme morbose, in guerra non è neppure il ca so di pensarvi: c'è però il ..-autaggio che la vaccinoterapia protegge per un l ungo periodo di tempo dal le recidive. Comunissima è la blenortagia- dioe l'A.- non soltanto fra i giovani soldati, -ma anche fra i riservisti, e si presenta con ca1·atteri assai più gravi di quelli che si è soliti osservare in tempo di pace, giacchè le marci e spiegano una dannosissimn. intluenza sull' acuzie del processo: allo scolo purulento seguono ordinariamente: la t\Jmefa zione d el membro, l'ingorgo delle ghiandole linf,<tiche, la fimosi, la para fimosi, l 'orchi te, la prostatite e le artriti blenorragiche. P er questa ragione, ogn i soldato che è affetto da blenorrngia dovrà essere mandato in un ospedale. Nel peJ·iodo acuto, rendono buoni servigi i balsamici, fra cui ottimo l'olio di sandalo, che, alla dose di 30-40 gocce tre volte il giorno versate in una pallottolina di mollica di pane preparata estemporaneamente. fanno rapidamente scomparire i 1'enomeni infiammatorì. Cessati questi ultimi, s i dovrà procedere alle iniezioni, le q uali dovranno essere fatte con soluzioni non troppo irritanti. almeno in principio, ed essere ripetute ogni ora. Le sos tanze più efficaci sono : il nitra to d'argento (Il. l : 800 fino a 0.1: 500); il protargolo (0.1: 200 fino a l: 200\; ed eventualmente l'al bargina. (0.1:800 fino a 0.5: 200). L'ulcera molle si laverà con acqua cnlda, vi si applicher;IDitO alcune gocce di acido fenico per mezzo di un cannello di vetro e poscia s i coprirà con g1nza io· ~oformica, d a rinnovarsi t re volte il giorno. Negli ingorghi g hiandolari, son da tentarsi le applicazioni calde mediante sacchetti d i sabbia, e nei rammollimenti consecutivi, si faranno eventualmente <ielle punture con una siringa del Pravaz, invece <l'intervenire con un atto opera ti vo.
RinSTA DELLA STAMPA llEDICO-JoULITARE ESTF.RA
L'importanza della sifilide consiste essenzialmente, come in tempo di pact'l, net pericolo della dift'usionn del contagio; il quale pericolo è in spccial modo rappresentato d11.l le placche mucose della bocca. Le manifestazioni primarie ulcerose sarllnno ricoperte due volte il giorno colla polvere di calomelano, e, senza tentare una vera e propria cura abortiva del morbo, si farA subito una iniezione eftlio1Jencsa di salvarsan per evitare soprattutto le lunghe e dolorosr infiltrazioni che seguono alle iniezioni inframuscolari. Il salvarsan produco in tali casi una cicatrizzazione molto più rapida di'Ile manifestazioni primarie, <'Sereita sovente una salutare influenza sugl'ingorghi gh iandola1·i specifici e abbrevia il periodo esante· matico. Ma è specialmentP nelle manifestazioni secoudal"ie - ~oprnttutto Dlllle placche muccso - che il ealvarsan è i ndicato d irettamente, gincchè provoca una rapidis!:imn. regressione delle pericoloso placche mucose, anche quando esse son gi;, nello stadio di corrosione. Fie noi - conclude l'A. - diamo grande valore o l fatto che, in tempo di guerrn.,. le malattie della pelle e degli organi genitali vengano curate coi più semplici mezzi che si hanno a disposizione, non potremo però esimerci, in qualche caso, dn.l ricorrere ai nuovi ritrovati della scienza. E , a tal proposito, l'A. propone che ogni istituto bn.tteriologico prepari una grande r isPrva ,Ji vaccini i quali potreb· bero essere racchiusi in altrettante fiale (come giil. si suoi fare per J"artigon) perfeitamente tlosnte. di cui dovranno essere provviste t~lcunl' unitit sanitarie.
RIVIS'rA MEDICA Prof. TnANQt:n,u - 11 aegno della paraganglllla per la 41qlloal della. taautllolensa aortloa. - (M alpiglti, Gazzetta .\Jedica di R oma, fase. 21). Dopo la. comunicazione del prof. Ferrannini al congresso di mPdicina internll,_ del dicembre 1918, il prof. Tranquilli in dodici casi, a lui occorsi, l1a potuto nrcertare le deduzioni pratiche del :Ferrannini, che cioè, somministrando venti-trenta. gocce di paraganglina, per os et pro die, ad aortici, si abbia a dedurne una prognosi infausta circa la resistenza cinetira del miocardio, se tutti i 11intomi su~ biettivi e funzionali, e i caratteri del polso rimauguno invariati; e se ne debba.' trarre una prognosi favorevole, che il miocandio possa resistere allo <'sagerllto lavoro inerente al vizio cardinco della insuliicienza delle S('milunari aortiche. st> il cardiopalmo, In pulsazione alle tempie ed al collo, l'insonnia si attenuino, e si moltiplichino in pnri tempo i caratteri del polso, da celere a tnrdo. ('.
et l '.\)tPB&LL (A. ELltSLIE). - Tlaeooournoe ofOzyarla vermtoularia In tlae Hum&D Vermltorm AppendJz. - l'aJ·asitology, 19t.l.
h:s~o:s (I. Au::u:sDER)
lune, vol. 7, n. 2. -
(TI'OJ•ical Diseases llulletin, December 15, 19141.
In uno studio di cento casi di append icite, prl's i a caso, in cui l'appendice fu demolita, mllrc.:· intervento operativo, in Aherdeen (:-'cozin\ gli autori sono giunta. alle seguenti conclusioni :
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BlVIS'rA )lEDICA
1° Il numero di appendjci in casi di appendicite infettiva, con la preseuza di Oxyuris vermicularis, è relativamente elevato. I n Aberdeen è del 17 p. 100; ~o Le appendici normali hanno un'assai più bassa percentuale d'infezione; 3° Le appendici dei fanciulli dimostrano una più alta percentuale d'infezione di quelle degli adulti; 4° Il tipo di appendicite ricorrente è molto più frequentemente associato alla p1:esenza dell'Oxy~tris ; 6" Vi è probabilmente una forma clinica di appendicite da Oxyuris; sn L a forma suppurativa di appendicite non ba praticamen te rapporti di d i· pendenza con l'in fezione d n. Oxy m·is; 7° Il T1·icocepltalus trichiuntB non si rinviene comunemente nell'appendice. I casi s tudiati si riferiscono principalmente a soggetti d ai 16 ai 53 anni di età, e l'età in cui l'infezione dell'appendice da 0x[JU7'is è più frequente, sembra sia tra i 21 e i 2-1 anni.
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CIACC!O•
RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA Zur Fra g e naoh elner v eru bb&ren Dlapo1lttou s u Galllte•lu&lakhelten un4 lhre n Ge1etzen. - (Zeitschr. f. die ges. Neurol. un d Psy· chia.tr, Orig., Band 24., S. 113).
H. KnCGER -
In uno s tudio sulla eredità psicopati(!a, compiuto su varie famiglie, l'A. viene a lle seguenti conclusioni: Genitori e prole ammalano gener~o.lmpnte di psicopatie differenti, •l onde eredi· tarietà polimorfa; laddove f ratelli e sorelle presentano identici disturbi men tali· L'ereditarietà ha un carattere progressivo; evvi, cioè, la tendenza a manifestazioni psicopatiche, d i prognosi sempre più infa usta, a traverso quattro grad i di diversa intensità morbosa, dal primo grado rappresentato da alcune sindromi, ~onfinanti appena con la psicopatia (nevrastenie gravi, deficien ze morali, emicranie), al secondo grado, costituito dalle psicosi funzionali (psicosi maniaco-de· pressiva, paranoia, isterismo, amenze, ps icosi di origine tossica esogena), al terzo grado - processi demenziali endogeni - (demenza senile, demenza precoce, ed anche arteriosclerotica , secondo l'A.), al quarto- forme d i debilita mentale con· genite e infantili, epi lessia - . Solo una parte delle famigl ie raggiunge il quarto grado, cui seguono la sterilità e la fine di un dato ceppo familiare. Nei casi di ereditarietà emologa., l'atl"ezione ps icopatica in'l<>mincia più precocemente nelle sue· cessi ve generazioni, e si manifesta con forme ~:~empre più gravi. Talora occorrono psicoei d i uguale intensità in d ue differenti generazioni, talvolta avviene una vera rigenerazione, dovuta probabilmente al· soYrapporsi di un ceppo famili a re sano su tli uu ceppo psicopatico. Non si eredita una determinata forma di affezione mentnle, ma la p redis p<.rsir.ione alle ps icopat iP., dipendendo la forma che la psicosi ll.Ss ume. in parte dalla predisposizione congenita, in parte da fattori esogeni. L'in· fluenza paterna nella trasmiss ibiiÌia della predis posizione alle ps icopatie, si rivela.. di preferenza nei figli maschi, l'influenza materna nelle femm ine. C tAGCTO.
RIVISTA DI CHIRURGIA DI GUERRA E. Dh:LOIOIE. - Oonsll(ll al ohlrorifhl. - ( PI'esse médicale n. 62). r. ione fatta all'Istituto il 10 agosto Ul14. ~ell'orn a t tuale, la chirurgia di
CoJUunica-
gue rra dev'essere conservatrice nella 1rta!}gio-
?'anzct dei casi e nella quasi tolalit:ì. delle ferite d i pallottola. La piccolezza delle fe rite prodotte dai p1·oiet tili attuali, l'astensione dall'esplor azione delle t'cri te e dalla ricerca sistematica dei corpi estranei, infine la pratica <iell'antisepsi e dell'asepsi ha nno potuto trasformare la prognosi del maggior numero delle ferite in guerra, allontannrne le co~plicazioni, ridurre le perdite, mi· gliorare i r isultati. Siccome la v ita del ferito non è più così spesso in g ioco, come in altri t e mpi, grazie all'asepsi ed all'autisepsi, l'attività del chil'1t1'!JO deL"e tende1·e ad ottene1·e la ,guarigione col mininwn di p ostumi consecutil'i: l'interesso del ferito, dello stato e il buon nome Jella chirur gia ne vanno di mezzo. L~ pratiche delln. chirurgia di guerra, n elle prime linee d ifferiscono da quelle della chirurgi11 comune perchè sono imposte dalle condizioni di ambiente, di circostanze e di funzio namento chir urgico. ~egl i ospedali delle lince retrost anti, invece esse t.entano di confondersi con q uelle della chimrgia giomalie ra. La cn.ratteris tica della pratica nelle prime l irwe è la semplicW,, i m posta dalla massa di feriti che s u bitamente invade le f~Jrmazioni sanitarie e reclama cure -q unsi s imultanee. St: la guarigione di un graude numero di f erite s i ot tiene con l'asepsi, que lla d i molte altre non può essere assicurata che dall'antis epsi. Le fe rite delle Jla;·ti molli, prodotte dal proiettile tedesco, dall'estremità a p unta, sono generalmente piccole, quando tale proiettile ba colpito le parti del corpo aeuza ave re deviaio i l loro tragi t to, è spc·sso frammezzato, otturato dalle aponevrosi le cui fibre s i sono dissociat e liuearml•nte: non è s porco di particelle, di s toffe, con d izioue t a vorevole per la loro guarigione. Queste ferite g uariscono dopo qua lche giorno o qualche settimana: la loro medicatul·a è semplice: il paechetto di nwdicazioue de l soldato bac;ta n. coprirle sulla linea di fuoco. Quando il proiettile ha deviato o rimbalzato, quando la ferita è r;tata pro· dotta dalla palletta rotonda di un o s hra.p ue ll, essa produce fe1·ite più larghe, più aperte. compliMtc spes so co11 part icelle di stofl'e da vestia r io: queste ferite non sono gravi, ma hanno tendenza a suppurare: il ferito dev'essere s orvegliato durante i l trasporto sopratutto ne i primi dieci giorni. La cicatrizzazione è un po' più l enta d ella prima. categoria di ferite. ll trattamento delle /'rafture delle oss~> lunghe degli arti, costituisce uno clei ~orn pi ti più import anti dei chirurghi militari: sono esse che reclama no le cure ,piu costanti e più accorte. Esse difì'eriscono da quelle della pratica giornaliera: 1° per i loro tipi che bisogna ben conoscer~;
RI\ISTA DI CHIRURGIA DI GUERRA
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20 perchè molto spesso non s'accomp:\.gnano a soluzione di cont inuo dell'osso:. 3 ° perchè sono esposte; 4° perché ~ono quasi sempre complicate con schegge, libere e aderenti ; 50 perchè sono più s pesso complicate per la presenza d i frammenti di vestiario e del proiettile, intatto, deformato o frammentato. Quando le fratture sono totali, s i associano a soluzione di continuo degli arti· e presentano i segni conosciuti delle f ratture comuni, in cnso contrario offronodei sinlomi tutti particolari, di cui i principali sono: l 0 lo. grandezza notevole dei fori di usci to. nei vestiti e nella pelle ; 2° una crepitazione localizzata percepita con una press ione diretta esercitata verso il foro d'uscita osseo (focolari di schegge li bere): go una crepitazione più estesa percepita con in pressione esercitata perpendicolarmente al canale della feri ta e simultaneamente sulle due facce dell'arto (avvicinamento delle schegge aderenti) ; 4° infine ad ulteriormente pe r l'aspetto dell'i111magine radiografica. Nei dubbi, ~bisogna comportarsi come se vi fosse frattura, sotto pen;~ di ag g ravare i guasti. La corlServazione der'essere la t·egola del t rattamento deUe fratture per p roil"ftili . Essa assicura la gum·igione neU'immeusa maggiomm:a dei casi, quali si· siano le ossa colpite, l'(·strazione o il gmclo di commiwutezza della lesione ossea. L'amputazione non è pe~messa se non quando è imposta, quando i gl'ossi vasi e nervi sono simultaneRmente interessati e la t•italif2t dell'm·io non solo è mi nacciata, ma assolutamen te conp•·omessa. La conservazione comporta anche, pritnitivamente, i l mantenet-e in una le schegge aderenti e le libere . .Astenersi dalla ricercR primit iva dei corpi estranei metallici: pratica inutile. La 11ola immobilizzazione ba.~ta r&l p:tì. -~pes:so. In certi ca si è necessaria l'estensione, sopratut to alla. coscia e talvolta Rl bracc io: t~tlvolta s i deve mettere il segmento inferiot·e nella direziouc di q uello superiore dev iato e s ul quale non si può a g ire (bra ccio, co~cia). l migliori apparecchi coutentivi sono quelli a movo-inamovibili nwtallici a valve; permettono la sorveglianza dPll'arto, il r innovo della medicnturn., facilitano h• compressioni localizzate sulle facci e dell'arto corrispondenti alle lunghe schegge a derenti. Queste fratture guariscono in g rau numero s"nza s upvurazione o dopo snppurazione leggera (orilizi piccoli): nl tre infettate e ad orifizi ingranditi s uppurano più abbondantemente ed impongono la disi ufe;done del .foco laio con l'iodio, l'H~ o. (le soluzioni c lorurate, feniche, ecc.). L'esperienz~ delle g uerre ha mo;;tratO cbe gli sgomberi a grande dis tanza compromettono la guarigione delle fratture; ·essi infatti non permettono d'ass icumre la sorveglianza del ferito ed il tmttamen to precoce delle suppurazioni. I l t ra t ta mentO complementare (elettricità, DHISsaggio. a cque mim·ral i, meccanoterap ia) dov rà essere cominciato dalln consolidazion~: della fr:tttura . X elle fe rite da proiett ili' con lesione dJ>i grossi 1·asi, l'l'morragia è molto più rara che in altri tempi, a caus:~. della piccolezzn del tragitto; invece g li aneurism i sono meno eccezionali: il loro trattamento, d iflicile, d ev'essere ris ervato a chirurghi di carriera molto esercitati, Per le ( P.rite dei nerl'i non occorre u n inter\'CnLo immedi ato; gl'interventi ulte riori s ono poco utili in ragione dell'este nsione del traumatismo.
RIVI!'-:'A DI CHIRURGIA DI GUI·:RRA
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~elle
ferite <lel cra~&io e del cervtllo pet·foranti, a canale, a fessura, la disinfezione delle ferite, l'ablazione delle schegge sottodurali o cerebrali è raccomandata sopratutto nelle fessure: bisogna astenersi dalla ricorca dei corpi e truoei profondi. Il trasporto è in gent-re dannoso a questi feriti. Le fuite del polmo11e, stJn za lesione d i gt·ossi vasi, guariscono quasi tutte e p iu fucilmente di prima. le complicazioni sono più rare. L'immobilizza~ione del torace e l'occlusione a~ttica della ferita costituiscono il trattamento primitivo d i esse. Il trattame nto delle ferite dell'addome, con lesione intestinale, merita ogni attenzione dei chirurghi, sopratutto delle prime linee. Esso s'è arricchito di r isorse nov•·lle, ancom .non sufficientemente conosciute, il cui uso può molto attenuare il prognostico sempre grave di queste ferite. Se si discu te sull'opportunità della laparR.tomia larga nelle fet·ite addomi nointestinali della pratica giornaliera, non è lo stesso per quella della chirurgia di gtt&l'ra. lA lapa1·atomia i mmediata è da rigettare. X..e guerre più recenti, quelle del Transwaal, dell11 l\Iauciuria, dei Balcani hanno dimo,trato qunnto s ia nociva. Nel Transwa.al, benchè praticate da ch1rur~hi laparrotom isti eminenti. nelle migliori condizioni per assicurare il succe5so, ess!l ha· dato meno guarigioni dell'a.~tensione.
Il proiettili' tedesco, colpendo l'addome per la punta, sopratutto alle distllnze grandi e m ed ie, lascia sulla parete addominale 1111 orifizio d'entrata piccolo, e non tt·ascina particelle di s toflè infettanti. Sulle ltnSe intestinali, non lascia che ol'ifìzii t> p•·rforazioni m anime che tendono ad otturat·si spontaneamente. In certi casi, può in~inuarsi fra le anse senza perforarle. 11 ,·uotamento iustintivo, pre,·entivo, rnccomandaùile d ..J resto,•lell'intestino e della vescica, l'immobtliW.. del ferito per dell•' 01e sul posto, senza suùire le scosse d e l trasporto, bono condizioni che mettono al coperto da una peritonite o por lo meno la limitano e favoriscono l!< guarigione. A quu~ta cattogol'ia di tmumutismi, i trattamenti antichi sembrano bastare: l'iposo ns;;oluto, ue~sun trasporto a distanz:•, privazione completa deg li alimenti e sopratutLo delle bAvnndi·, per parecchi giorni, dicLil sopportata gmzie H.ll'umettamento co11tinuo della bocca, alle iniezioni rettal i o iuLn1cellulari di siero artili · cinlo, nll'oppio, ai quali si aggiunge la posizione semiassisa alla }'owler. l~unn tlo, inv!'cr·, la velocità del proiettile è stata mnggiore o hn devi11to o ~i trnui di pallottola di :;hrapuell, l'orifizio d'entrata. de lla pelle, circolare od o\·a· lnre. i: più largo: più larghe anche sono le ft:>rite intelltiunli, sono meno l'U!<cetti· bili <l'oblit\'ra;r.ioll'' spontanea, e d'altra pane la complica?.ioue dell'mfezioue per urntuli'lli da sto!l'e è fa·equent.e· l n qui!'< ti 1·asi l'infezione p.·ritoueale è cer ta. ma il chirurgo nou è disarmato: al trnttamcut.o già indicat.o aggiungd possibilownte le inl'lt.illa?.ao:u continue, ret· tali, g.>ccaa a g occia d i Murph y, sopratntto l'incisione pt·ecoct•. il dre naggio allo. ~urphy e il la,·ag~io largo del peritoneo con ett>re (:\lore>;tiu). L' inci~iouc di )lurphy è unu b~e\"s bottonitora fatt a a lla parete adduminale, sopra l'arcata pubit'a. Con tale iuci>ione. t'atta precocemente. sotto la semplace anest•·sia locah·. e dop•>
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RIVISTA DI CHI RURGIA DI GUE:RRA
u na d isinfezione jodata molto rapid a della pelle, si drena la cavità pelvica, dove pel fatto delln posizione a lla Fowler, i liquidi settici tendon o a d aumentarsi. Q uesta incisione rappresen ta una valvola di sicurezza col prevenire una ten 'Sio n e pericolosa che f a vorisce il riassorbimento dei prodotti settici. Su 17 casi d i feri te d'arma da fuoco con perforazione dell'intestino, Har ris deve nll'incisione d1 Murphy 17 successi. La concezione e la tecnica del Murphy si accordano bt>ne con le condizioni di funzionamento del servizio sanitario nelle a m bulanr.t' e negli ospedali da campo: ·essa apre o. noi chirurghi una via nella quale dobbiamo risolutamen te avviarci non più l'operazione complicatR, come la l u.paratomia classica che una ,:qui71~e di chirurghi d i carriera non poteva r ipetere pil\ di 8 o 4 volte a j giorno, t rascurando gli altri feriti, operazione faticoso, che aumenta lo chok, suscettibile di distruggere aderenze s alutari, che esige un im pianto speciele, precauzioni minuziose d i aseps i per riuscire a d are meno guarigioni dell'astensione, mn, al contrario, un ~tto molto semplice, di esecuzione rapidissima, alla portat a di ogni pratico. Tale, schizzata a grand i tratti, è la pratica. attuale dello. chirurgia di guerra. ALF ONSO,
P ozzi. -
'ftnture d 'lode tstanta n é e pour le soldat. - (Société de chirurgie de Paris, 25 novembre 1914. La Presse .'lfédicale, n. 78, 3 dicembre 1914). È un piccolo flacone alto cm. 6 '!., per cm. 2 d i diametro, nel quale si può preparare istlmtaneamente gr. 6,50 di tintura di iodio, mercè una. ingegnosa di·sposizione dovuta a Lemeland e Langloy. TI Bacone contitme gr. 6 d i alcool a 95° : è chiuso con un tappo a smeriglio vuoto, che termina con un tubo lungo fino a meti1 della bottiglia, chiuso alla lampada, e nel quale vl è mezzo grammo di iodio metallico. I n caso di bisogno si fa saltare la punta del tubo ed allora istanta neamente l'alcool va a contatto -dell'iodio e, colla semplice agitazione della boccetta, si ottiene li per li una tintura d i i.odio al tredicesimo e di recente preparazione. T tnELL!.
RIVISTA DI ANATOMIA E FISIOLOGIA ~OIUIALK E PATOLOGICi\ ( ·. St\ vi!'il. - Les toni traumatiche mlorosooplohe della muooaa r iscontra te i n alouul cas i rec enti dl appendicite. - ( Médical J:ecord, 28 novembre Hll,b). L'd.., riptendendo il concetto d i Talamon, i l q uale a ttribuiva l'app<•ndicite all 'ar,ione traumatica di corpi estn~onei sulla lllucosa a ppendicolare, in seguito ai Te perti di 2.J! op•·razioni sull'appendice ha messo a ppunto in evidenza la pos; ibilità che piccoli corpi a cullli nati, che t.rovansi a hitu nhnen te nell'append ice, deter · m ìuiuo le l es ioui iniziali che sono poi caus a dell'appendicite. All'es ame microscopico d elle appendil'i asportate C(;li h.a. con~tarato che nei primiss i mi sta tlii dell'appendicite esistono sol nzioni di continuit i• dello strato g landolare d!'! la. membrana mucosa, tal volta a marg ini aett i come se prodot te da stromenti tagl ient i. Le glandole del L ieberkiin in cor ris pondenza di ques te abra· s io ui sono parzialmente distrutte: in una sezione alquanto lonta na dal la le~ione inizia le ~ i pu~) trovare la sottomucosa semplicemente infiltrata. In uu'appendicite d i grado piu avanzato la infiltrazione è mngg iore, e i tnb nl i sono non solta nto
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RIVISTA DI A~.ATOMIA E HSIOLOGJA NORMALE E PATOLOGICA
spostati ma anche contorti irregolarmente. Anche la muscolare e la sierosa appaiono p iù o mono iufìltr ate. Ora è interessante il fatto cbd la lesione sopraricordata è una vera lesione traumatica e non dovuta a difetto ciel preparato: coo l'esame rad iografico l'A. ha potuto constatare In. presenza di un gran numero d io coTpuscoli, specialmente numerosi nel fondo dell'appendice; con altre ricerohe dirette microscopiche e macroscopicbe l'A. ba potuto accertare che questi corpuscoli sono di natum metallica o come renella; essi sono numero~;i e pesanti; che si possono sepamre auche !'enza can trifugazione, e possono essere riconosciuti facilmento al microscopio. Il loro esame chimico ba dimostrato che essi sono costituiti· in massima parte da carbone con particelle di ferro. Secondo l'A. ò molto probabile che questi corpiccioli producano even tua lmenteuna lesione traum~~.tica n•·lla mucosa appen dicolare, la quale favorisce l'ingresso. d i g ormi patogeni, ca usa p oi di infiammazione e necrosi. BALESTllA.
Dott. .ALt'nli:DO BE\"AcQUA. - &all'ematoma perireule •poDt&Deo. clini<.:o, vol. XXT, c. 1914).
( Poli-
L'A., capitano medico 1>rof. :Hevacqua, ritorna s u di un caso di c;matoma perirenale s pontaneo, gi i~ pubblicn.to 10 anni or sono in qut:sto giornale (11104). È uno dei casi più interessanti del genere, perchè è l'uniro, in cui la patogencsi dl'll'emorrag ia è dimostrata in modo evidente. Si tmtta di u na guardia di cit tù, affetta da sifilide, mo rta per pohnonite, cbe in vita uon a veva ma i soff"erto d isturbi dell'appa recchio urinario, ed in cui. alla au to ps ia, si rilevò, nt•lla loggia renal e sinistra, un grosso tumore perirennle, del vol u me di una gro,sa t<·sta di feto, che sost itui,·n il rene. Spaccatolo, vi "i trovò un'abbondante raccolta di snngue, in massima parte •·oagulato, attorno ul rene; t aio r accolta poi era av>olta da u na capsula fibrosa molto spessa, in cui s i era. trasforma ta la ca!lsula adi posa de l rene medesimo. Questo si pr!'scntavn atrofico, e al disotto del!a ca psula fibrosa si fa.ce\·n osservare u n f ocolaio emorrngico. con una cn,·ità ripiena di sangue coagulato e di detrito, comunicante con la sacca ematira perire nale. Diversi altri iufarti emorragici sì t rovavano sparsi nel rene~ All'esame istologico, oltre alla n e f'rite interstiz inle cron ica, furono r iscontrate alteruzioni vnsali molto diffuse, c iot: endoarterite obliteranti', trombosi. degene· raziono ialinn, in fi ltramenti vnsali e perivasali. ~[a lo l1·sionì pìu importanti, scoporte in vicinanza di un focolaio emorragico, r.onsistPvano in un piccolo aneutisma mil in r P, non ancom ape rto, ed in un'arte riola rott11., col snu g ul' fuoriuscito, che infarciva il t essuto c ircost:une. L o m edesime al terazioni dei vasi, trnm10 questo due u ltiml'. furono riscontrute nello strato interno della capsula a di posn, clw contribuirono alln emorrngia, r i cord:\DÙO ciò che an·icne nella pacb imeningi to vnscolosn ernorrnt,;ica. Pri10a di q uesto •·aso sono state! descr itte poch is~ime os~cn·nzioni del ~.;enere, n ella maggior parte delle q uali si t rat ta di ci:-ti e111ntichc sott.ocnp~ul ari. Se~uouo 23 c:osi d i emnton1ia perirenale. pubblicati dal ltlOI allUW, eh!' l'd . riporta, como i primi. io qu:ult-i sinottici, da cui r•sulta. che neR~uno degli autori era a con oscen za della osscn-azione suddetta. Tutti discutono ant·om ~nlla p:tt ogenesi dcll11. emorr:ogi<\ perirenul<", concludendo ch'•·ssn dchbn riccrcarsi per lo più nelle alter azioui dei ,-asi e nella consecutiva rottura di fJital.-Jw arteria del rene e dt•lla cnp;ula, il che però n on è stato ancora mpo;~o iu O\•hlenza dn alcuno, men tre l'A.. l"lm d mo'itrato 10 anni or sono. (At"10HI.\~Sn;1 O/.
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RIVISTA DI MEDICINA LEGALE S. DIEz. - L'erDla tu relulone aglllntortut. - (Rivista sanitm·ia siciliana , dicembre 1914). Le ricerche sperimentali, gli studi anatomici, le osservazioni chirurgiche hanno dimostrato che il peritoneo sotto la spinta di una pressione addominale, per q uanto forte essa sia, non può improvvisamente di,;tendersi e formare il sacco ('rnie.rio: lo sforzo unico, anche violento, non c1·ea il sacco, n è esiste ernia da sforzo senza predisposizione. Per risolvere il problema dell'ernia-infortunio però noi non possia mo attenerci esclusivamente al criterio che nega un rapporto di causalit!l. diretta tra trauma e malattia, senza restringere in limiti troppo assoluti la portata della' legge sugli infortuni, ridondare la finalità: essa infatti ammette la risarcibilità anche quanilo il trauma. abbia contribuito, intervenendo come elemento concau~a.le a. determinare, a rendere manifesta, ad aggravare un processo morboso preesi!:ltonte ed a scemare l'attitudine al lavoro.
L e statistiche dimostrano che la predisposizione all'ernia. può restare latente per lunghi anni, se non per tutta la vita, permettendo all'operaio, che ne è affet to, di attendere al la voro senza limitazioui; la. sua. capacità lavorativa è solo diminuita dopo che uno sforzo abbia determinato la fuoruscita dell'intestino dalla cavità addominale. Per giudicare quindi se un'ernia sia infortunio non dobbiamo chiederci se è patologicamente possibile che lo sforzo abbia causato l'er nia; dobbiamo invece, ricercare se, pur esistendo condizioni predisponenti, uno sforzo, nel senso medico-legale, abbia determinato la comparsa dell'ernia e per'questo lo sforzo deve possedere le carat teristiche della causa. violenta. La legge infatti tutela l'operaio contro gli eventi dannosi dovuti ad accidentalità fortuite ed improvvise, cronologicamente individualizz11te e costituenti un fatto anomalo nello svolgimento del lavoro abituale. Perciò non sono indennizzabili le ernie formatesi lentame nte per una serie di sforzi, anche se la loro evol~Uione definitiva avvenga in seguito ad un ultimo sforzo, al quale non si può giuridicamente attribuire un valore preponderante, non costituendo esso che l'ult imo episodio, nell'ordine cronologico, di una serie di fatti concorrenti tutti in egual misura alla formazione ed a llo sviluppo dell'ernia stessa. Lo sforzo perciò, secondo i criteri infortun istici, risponderà. alle caratter istiche insite nella formula «causa violenta~ qua ndo sia costituito da un atto anormale, che agisca in danno dell'organismo con rapido ed improvviso moto. CASA!U:--IJ.
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(;;..,·naie eli llltlli~illa wili/aro -
Fase. I.
(i f.
RIVISTA BIBLIOGRAFICA Dott. O. :BEuNnARD.- L'elioterapia tn alta montagna. - (Ed. Ulrico Hoepli) . Il dott. Hiccardo Curti, della societi1 italiana di pediatria, presenta ai medici i taliani una chiara traduzione dell'interessan te libro del dott. Bernhard, l'erven te apostolo della elioterapia, di questo metodo di cura che nel nostro paese, ricco di ridenti spiagge marine e della più varia montagna, può trovare una larghissimi~ applicazione cd apportare i suoi migliori bem·ticii. Nell'elegant.e volume l'A. raccoglie ed illustra il frutto della sua lunga <•sper ienza e ci mr.stra quali meravigliosi risultati possano attenersi dalla luce solare m•ile più svn.riate affezioni, dalle semplici ferite traumatiche, "l le lesioni tronche di \'a ria natul'a, alle tubercolosi chirurgiche, ai carcinomi della cute, ecc. :l'iella interessante e piacevole esposizioni..! l'A. ci conduce da una rivista cron<>Jogica della terapia solare ad una ricca rivista bibliografica, attra verso i capitoli ri guanlanti l'azione della luce solare sui tes~uti e sui batterii ed esponendo i meravigliosi risultati statistici dell'elioterapia appl icata nell'alta montagna. Di speciale: interesse sono le illustrazioni dei casi di tubercolosi chirurgiche ed i consigli, frutto di largl\ esperienza, che l'A. largisc•' circa le cure complementari, circa le esigenze cui deve corrispondere una clinica elioterapica, circa le moda lità di cura nelle Vàrie mllli\ttie. 1.: nH ricca serie di nitide fotografie conferma i risultati in vero meravigliosi di que:>to genere d i terapia che. come l'A . con clude, merita giustamente una larga appliCl•zioue; appl icr.zione cui può servire di guida sapiente e sicura il libro che egli ha compilato.
Dott. G. B. ltOA'J'1'A. - L 'elioterapia nella pratl,a medica e nell'educazione, con prefazione del dott. RoLI.!ER. (Ulrico Hoepli, editore, }.Jilano).' Di non minore interesse del precedente è questo secondo manuale reJatto d<d dott. Roatta, che, capoclinica in nno d1·gli Stabilimenti del dott. Rollier, ne pr·a ticò i metodi di cura e ne di~·enne un ammiratort: ed un seguace entusiasta. Eg li rivend!ca ad un ital iano - il Barellai - che nella metit del secolo scorso inizia>a la campagna in favore degli ospizii marini, il vnnto d'1wer gettato per primo il ge rme di questa pratica che ba oggi acquistato uno dei posti più importanti m' Ila tet·apia 1 :;pecie delle forme d i t~tbercolosi chirut·gica. Ricorda quale e quanto fosse il culto degli antichi per i beuefici effetti del sole cou le gallerie orientate a nw?.:zogiorno, dPi !JI'eci, e con il « solarium :oo delle t erme romane e come, in t t•mpi più recenti, empirici goto:nE del!'elioterapi n des~ero occasione a medici esperti di r icorrere a tale sistema e di o~tenerne mi~;liori e pi ù completi r isultati. l)i grande inLere~se è tutta l'esposizione riguardante: la composizione della luce solare i le \':\riazioni che essR subisce nelle divfll'se località ed altitudini; i risuluui sperimentali del suo potere battt-ricida e della pt:netrazioue a tra\'erso i t essuti del corpo umano; le benefiche modificazioni che
RIVI!'.TA BIDLIOGRAFICA
in essi induce e che decidono in favore dell'organismo la lotta fra il microbo e l'organismo stesso. E perché tale lotta si svolga con sempre maggiori probabilità. di vittoria, il Roatte. illustra i pra tici consigli per l'a pplicazione della elioterapia, in genernle e nelle varie aft"ezioni. L'A.., infine, dopo aver fatto constatare com" da una dinica elioten1pica, l'in· fermo esca guarito della sua malattia e rinvigorito in tutto il suo organ:smo, poiché ha vissuto in condizioni igieniche infinitamente migliori di quelle nelle quali aveva prima viss,lto, passa. a dimostrat·e quan ti beneficii apportino al corpo ed allo spirito, le scuole all'aperto, le scuole rinnovate alla campagna, la vitR all'aria. libera, al sole, recando esempi d i tali istituzioni in cui i l ba mbino irrobu· stisc{· la mente e l'organismo, e che rappresentano opera meravigliosa di profilassi sociale, specitJ con tro la tubercolosi. Chiudono il volume una raccolta di suggerimenti prat ici circa l'impianto di una clinica eliotera pica ed un ricco indice bibliografico DE·BERARDINIS. D. ~I. Frgaao, capitano medico. - llote •ul valoolo In Eritrea. - O••ervazlonl •ull' apparato dentario degli Indigeni della ColonlajErltrea. -Due estratti delll\ Collezione di pubblicazioni .~cientificlte sull'E rit1·ea pubblicate a cura del Governo della Eritrea. Vo:.1, studi medicina tropicale. Is tit. ital. d'arti grafiche, Bergamo 1914. Souo due lavori importanti, i quali, insieme all'altro del Di Marzio di cui s i fece cenno in altro numero di questo Giorna le, contribuiscono a fornirci..notizie s ullo speciale carattere delle malattie t ropicali in E ritrea. Il primo di questi ha lo scopo di menzionare alcune osserva11ioni fa tte durante l'ultima epidemia di vaiuolo avutas i (aprilé·giug.uo 1910) e d i illustrare i cas i più importanti curati nel lazzaretto d ell'Asmara. L'A. tratta delle epidemie precedeuti, delle vie più comuni di penetrazione dell'infezione, delle forme più comunemente osservate, le quali in genere sono tutte g ravi, a forma confluente ma non emorragica, delle complicazioni piu frequent i. Speciali osservazioni fa sulla dia· gnosi la quale ofl're qualche volta qualche difficoltà, essendo facile lo scambio con qualche forma cutanea di sifilide secondaria (sifiJoderma vescicolo·pustoloso). I o quanto alla cura l'A accenna all 'applicazione loca le della tintura di iodio che raccomanda in modo speciale; cil·ca la profilassi fa grande assegname nto sulla vllccinazione la quale è molto favorevolmente accol ta dalla popolazione. Termina. il lavoro una breve descrizione dell'impianto e del funzionamento del lazzaretto pei vaiolosi ad Asmara. Le conclusioni più important i della seconda memoria. sull'apparato den tario degli ir,di geni della colonia Eritrea sono che le anomalie dentarie non costituì· scano vizi di dentizione originati dalle comuni cause tossiche, infettive ecc., ma sono carat teristiche di razza, che le anomalie dentarie osservate nei S udanesi sono meno importanti di quelle presentate da altre raz11e, non o!frono cioè caratteri regressivi nel vero senso della parola, mP.ntre in altre razze i molti casi di prognatismo più o meno accen t uato e le anomalie di volume hanno presentato una graude analogia colle forme di apparato dentario di a lcuni esser i della scala zoologica e di razze umane scomparst>, cht> anch~t sotto il punto di vista. dell'apparato dentario uon si può parlare di un tipo unico di ind igeni del la colonia Eritrea. ma di tipi antropologicamente diversi insieme mischiati ma an tropologicamente non completamente fus i per diver >'e cause, e specialmente per la difficoltà dei mez:;o:i di comunicazione fra regione e regione. TESTI.
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RIVIS'l' A BIBLIOGRAFICA
Compendio di medlolna legale ad 1110 degU 1tudentl, 4et me41ol pratlol e dellegall. - s• ediz. :Napoli. Li b. Detken e Rocboll,1914.
ERNESTO MADIA.
È l'ottava ed izione interamente r ifatta ed accresciuta, corredata da molte illustrazioni e messa al corrente colle modificazioni apportate dal nuovo Codice di procedurn. penale, che il chiarissimo colleg a, che da poco ha lasciato per lim it-i di età il s ervizio a t tivo nella R. marina, ba voluto pubblicare del suo libro già noto e che per un quarto di secolo si guadagnò il favore di migliaia di studenti e profess ionisti di medicina e di legge, per renderlo all'altl•zza della scien za attuale s ia modificando e mettendo al conente qualche capit olo, sia p iù specialmente aggiungendo qut>gli argomenti che banno acquistato sapore di a.ttualità. Chi legge questo libro lo scorre con facilità e con diletto fino alla fine, tanto la materia n'è bene ordinata, tanto i ilive1·si argomenti sono svolti con quella praticità e
quella accuratezza non disgiunte dalla sobrietà, tanto la forma dello stile ne è piana e s conevole. Ottimi sono i nuovi capitol i riflettenti le 7Je1·izic e il p e1·ito medico-le!JaiR, il 'opraluogo giudìzia1'io, la polizia scientifica, l'autopsia giudiziaria le le.sioni personali e gli infm·tuni :rul la•·m·o messi al corrente colle nuove leggi e colle n uove cognizioni di medicina forense. Completamente rima neggiati o r itatti sono i capitoli sull' identitit delle macchie, s ulle 111m·ti volontarie pe1· asfissia e J•Cr sostanze veuefiche, sui motivi di mdlttlt del matl'imouio, s ulla gravidan:a, su! pa1·to, sui delitti contro il buon costwae, sull'aborto, sull' iufautiddio. Ben trattati, per quanto schematicamentt~, sono i capitoli sull'antropologia c•·im.inale e suli R. psiclziat·J•ia fo·rense, dando s pecia le sviluppo, come coloro che dànno il maggior contingente alla crimmalità, allo stud io della frenasteuia. delle neurosi, dell a paz:>:ia mon\ le. Per accrescere l.a praticità del libro, l'A. ha poi nvuto cura di aumentare la casuistica ed ha Rggiun to alla f:iue una serie di modelli da s<·rvireai medici di guida nel red igere un verbs\le, nell'eseguire un'autopsia ecc. I n complesso il libro del Madia si raccomandn per modernit.à di idee, per chiarezza di concetti, per praticita somma tanto ai sanitnrii e a i legali in genere quanto, e più specialmente, n i giovani laureandi e laureati i quali troveranno in esso le bn.si fondamentali, le cognizioni più ris poode.1ti ai bisogni della pmtica e alle necessità. del caso, raccolte in modo da r ispondere a tutti i più svariati quesiti medico-legali. TEST!.
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NOTIZIE XXV Congre•ao dl medlolna Interna. Giusto. la recente deliberazione dell'assemhlea dei soci della Società italiana di medicina interna, il XXV congresso di medicina interna avrà luogo a Roma nell'ottobre 1915, ed i temi generali figsati dal consiglio direttivo sono i seg uenri: l. Fisiopatologia dello scompenso cardiaco. 2. Ci1-rosi epatiche di origine splenica. 3. Uricem ia. Il consiglio ha, poi, deliberato di richiamare l'attenzione dei soci sui seguenti :1rgomenti, affinchè nel futuro congresso sia portato un largo contributo di ri•·.,rch e originali: a ) La patologia intestinale, in rapporto alle nuove conquiste. b) I metodi endoscopici applicati alla clinica medica.
CONCORSJ Programma del oonoono al XID Premio Biberl dl L. 20,000 La R. A ccademia di ~Vedicina di T01·ino apre il Conco-rso al XIII Premio Rl llerl di lire 20,000 (me!W l.a iassa eli manomot·ta) alle seguenti co-ndizioni: a) Possono concorrere tutti i ln.vori scientifici di argomento appo.rtenente alle d iscipline mediche in genere pe rvenuti a quest'Accademia entro i termini stabili ti al comma d e tali che segnino un im portante progresso nel ramo dello scibile cui si riferiscono. bi ::ìono ammessi lavori stampati o scritti ·a mncchina in liugua italiana, lat ina. frnnf'C~e.. ingit'se e tedescR i se i IRvori sono stampati, questi devono essere e.jtti dopo il l!Hl. c) I l!wori saranno inviati in piego raccomandato in doppio esemplare n.ll'Ac.:adcmia, della quale rimarra.nno proprietà. Qua lora l' Accaù~mia aggiudichi il premio ad un lavoro S(·ritto, questo dovrà essere stampato dall'autore p•·im.a che S<·atlano due anni dal conferim€-nto del premio i l'ammontare di questo sarà con~egna to solo dopo l'invio all'Accademia di un doppio escmplfll'e del lavoro ;<tampato. d' Sono accettati per LJ concorso i lavori che risultino spediti all'Accademia non oltre il giorno 31 dicembre 1916. In ogni caso, scorsi due mesi da questo t en nine, il concorso s'intende chiuso, ed i lavori giunti dopo, anche se spediti in t empo utile, non saranno presi iu considerazione. e) Gli autori, nella lettera di invio, a ccenneranno alle part i o agli argomenti pi ù importanti dei loro scritti od opere che stimano dovere maggiormente fissare l'attt>nzion e dell'Accndemia giudicante. Il Segreto.rio gMerale ll Pi'esideute V. Or-tYA .
B. GRAZIAIJEI.
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NECROLOGIO LUIGI PASTRO. Alle ore 20,-!o del 22 gennnio, all'ospedale milita1·e di ~anta t'hiar11. in Venezia, è morto il senatore LUJGI PASTRO. Iu quell'ora i fantasmi dei sogni gremivano la cameretta, ove il vecchio com· battente spiraV(I, di martil'i e di eroi, suoi compagni, orm•1i tutti scomp!\rsi. gli ri tessevano le leggende del guerriero, gli ripete vano le storie e gh epi;;odii delle epiche pugne, e lo rapivano tra i canti e i suoni di guerra, in alate visioni, mormorandogli ancora uua volta a l'orecchio l'inllO deLla vittoria. Era l'uJt,imo superstite dell'infausto vrocesso di ~lantov~t, non mai dimenticato dagl'ltaliani, il quale riv ive e viv1·à sempre nel suo prezioso libro « R icordi di prigione,._ );acque a ~eh-a di Volpa~o il 2:2 ottobre 18:22, s i laureò in medicina presso l'università rli Padova nel 1817, combattè a ;-;oria e '' Venezia nel 18-18, e, dopo la r·apitolnzione dd 26 ago;:;to 18\9, tornò al suo ufTizio di medico condotto n \"ilJorbia. in pro,·incia di Treviso. l\!a il 2! giugno 185 l fu cnrcera.to, come reo ~i aver partecipn!o alla formazione del comitato rivoluziona rio di quella regione, e, pitl tardi, nella pia?.za di S. Pietro 1\ Mo.nt ovn assistè alla lettura delh\ sen· tenn di morte di Tito Speri, di Bartolomeo Grallioli e di Montanari, ed egli
stes:'o si senti condannare a. diciotto 1\DDi di carcere duro. Fll condotto d11. l[:m· tova a losephst:tdt, ma, amnbtiMo nel 185H, il l" gennaio H:iGù fuggi, travestito, da Treviso a Torino, ove si arrolò nell'esercito ita liano come u!Tiziale medico. Cosi prese pa rte alle campagne per l'indipendenza. e a. quella contro il bl"igan· taggio, sempre tra i primi nell'ora del pericolo, Qv'era un dolore da alle viare, una miseri:t da soccorrere. N~! 1&!4, a G2 anni, Jnsciò i l servizio cou il grado di maggiore medico, innalzato, in seguito, a quello di tenente colonnello Nel l tklG, eccolo tra i colerosi, cui prestò l'opera sua con tanta abnegazione e con tanto coraggio, che il ministro t'rispi g li conferi In medaglia di oro al valor civile. Pareva dimeutic~tto, ma !:i. ì\I. il Re, su proposta del ministro Sonuino, lo no· minò sen~ttore nel 1910; e tale nomina riscosse il plauso degl'Italiani di ogni partito. Alle onoranze resegli nllora a T{oma per tale nomina gli ulfiziali med ici parteripnrono con entusiasmo, ed Egli IIS<:oJtò, tutto raccolto nella sua modestia, le parole di omaggio del sindaco Natban e dell'on. Baccelli; ma, quando il nostro e•~po, R. E. il genemle Ferrero di Cavallerleone, il capo del suo antico corpo, gli portò il saluto dei vecchi e dei g iovani colll'gbi, che avevano appreso a traverso la storia ad amarlo e :t venemrlo, l'illustre vcgliardo fu invaso da viva cornmo· zioue, e, lagt·imando, lo abbracciò ;o;trettamente, quasi a testi monianza della. c11tena di affe tto, che lo legava ancora >ti corpo s>tnit~trio militare. B quando il 10 muggio dello scorso anno furono soiEmnemente commemorati nella Scuola di nppl i·
:'<F.CROLOGIO
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caziooe di Firenze gli utliziali meòici caduti in Afrìca, uel bel mezzo dei loro ritratti in fila apparve quello del senatore Pastro, ad esprimere, come ben dissero io quella. occasione il nostro ispettore capo e il dirertot·e della Scuola co· lounello medico prof. Livi, il legame fra le n obili figure del corpo sani tario dei tempi eroici de l riscatto naziona le e i colleghi venuti dopo, ed immolati:;i nel fiore della giovinezza po : l'onore dell iL patria. Ed in vero, come bene ha scdtto il direttore dell'ospedale militare in Yenezi11, il senatore Pastro era ormni considerato come un simbolo, il rappresentante di una g e nerazione gloriosa, che, con ogni sacritizio, anche quello della vita, aveva combattuto per le g uerre d'indipendenza, ed a Ycuezia era popolari~~ imo, circondato da affetto e da venerazione, oltre che per il suo passato, per il suo r•a1·at· tere, fatto di nobile fierezza e di rara modtJstia, che lo rendeva tanto simpatiro a chiunque avesse avuto la fortuna di avvicinarlo. ~egl i ultimi tempi il vecchio soldato, ancor valido di s alute, seguiva con Ìll · teresse il corso degli avveni menti interna7.ionali, e nella parola. 11t1llo sguardo nelle movenze rivelava ancora l'impeto, l'ardoro e l'entusiasmo dei giovani anni, e la fede nei dest ini della patria. Il corpo ;;anit.ario militare, ch'ebbe l'onore di annoverare, tra i suoi più cletri, l'insigne pat t·iota, lo ha v~>g-]iato t1·epidante, durante la malnttia, me rcò !"opera a~idua ed atrettuosa r:lei colleghi dell'ospedale militare di Venezin, i quali lo hanno conteso, istante per istante, a la morte. ~a ora che anch'Egli e sceso placidamcntP n~lla tomba, tutti noi ne nbbiamo seguito con il pens iero, riverenti c conunùssi, la bara fino a l'ultimo destino, pregando che l'immagine dell'uomo giusto e del ·patriota arde11te rimanga lungo tempo cara e benedetta nella memoria degl'Italiani, e, chi nato me~tamentc- il <:apo, abbiamo esclamato ancora una volta con Schiller : ., Auch das !"c· hone mus<; sterben ». L A rn:DAZIOSE
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Le onoranze funebri, che sono state tributate in Vene7.ia alla salma dell'ill ustrepatriota, sono stato l1t più sincera manifestazione dei sentimenti, ch'erano per lui nell'animo di tutti. La salma, circondata da palme e da fiori, è stata esrosh~ per due giorni in una !>ala a pian terreno d ell'ospedale militare, trasformata in cnmera ardente, dove facevano servizio di onore due reduci delle paçrie battaglie e due soldati di sanità in a lta tenuta Innumerevoli sono state le autorità e i cittadini, che si sono recati a rendere l'ultimo tributo di profonda venerazion" all'illustre estinto. 1 funerali hanno avuto luogo a lla. mattina. del 25 gennaio, alle ore 10 -:\ella cb tesa. dei Tolentini si sono svolte le cerimonie religiose con gran concorso d i rappre;;entanze e di pnvat.i cittadini. Fra le rappresentanze, notevoli quelle dP.l Pre~idente del Consiglio dei Ministri, da parte del Prefetto, del ~finistro della. marina, da parte dell'ammiraglio GMelli, del Ministro della guerra, da pnrte del generAle Marangoni, e dell'ispettore capo di S~tniti~ militare generale wedtco Ferrero, da parte del direttore dell'ospeda!e militare. Il fert:tro, circondato da numerose e ricche corone, fra le quali quella tli S .~- il Re, del Presideote dei Ministri, del Presidente del Senato e della Camera dc i dep ut:ni, della città di Venezia, degli uffiziali del presidio, dell'ispettorato di sanità militare , a uome di tutto il corpo sanitn:·io, e degli uftiziali del n·gio esercito e
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NECROLOGIO
della marina della Piazza, accompagnato da nume roso corteo, in mezzo a una folla riv~rente, è stato tras portato sulle fonclamenta di S. Simeone, di fronte alla staZIOne ferroviaria. Il sindaco della cittt\, i l senatore •rdcchio, il }'rofe~sore Fradcletto, interpretando. con frasi vibranti del p iù vivo pa triottismo, i sentimenti che riempil'ano l'animo di tutti gli astanti, r eSl'rO l' ultimo vale a ll'illustre pat1·iota . La salma. c<1llocata in una lancia della R. marina, è stata tras portata a Mestre• per pros~guire poi in autocano fino n. Treviso, dove l'estinto aveva espresso i 1 desiderio di essere tumulato.
Prof. LUISI GUAITA Con grau dolore annunziamo la m orte, avve1out:~ u Firenze, il !30 dicembre scorso, d opo lunga malattia, del cav. prof. LUIGI GUAITA, direttore della regia clinica ocu· listi ca e dell'ospedale of~a lmico di Firenze, valoroso insegnante, infaticabile lavoratore, noto in Italia e fuor i, p•·r le numerose pubblicazioni, rig uardanti le patti p iù svariate dell'oftalmologia, specialmente per gli studi i di a11atomia patologica sui tumori dell'occhio e degli anne~si, pt>r gli studii di istologia normale c patologica sul cristnllino e sulle alterazioni di questo nella cataratta maturata artifizinlmente, per i suoi metodi operatori i dell' entropion, della dncriocistite, della e,eutut·n-zione del bulbo oculare. po r i lavori dì ottiCI' e sulla m otilità d ell'occhio, compiuti n e lla s ua clinici\ e da lui ispirati, per il suo me todo di cura nel tracoma, mediante il sublimato conosivo, e per l'opera sua geniale, dal ti tolo La sciwza
d ei colori e la pittura. A lla memor ia d1·ll' insigne scienziato mandiamo un me more, rc ~·erente saluto.
LA REDAZIO:iE.
SERVIZIO SAN IT AHIO ('I liorme l~rlenlco-profil&ttlohe n ell~ menlnglte cerebro-•plnale epldemloa. Alle direzioni di sa11i/ir militare J~o snivente ha do\'uto purt.roppo r ilevar<' e laUJeotl\re come, in occasione di alcuni casi di meniug ile e•· rebro-spi nalc epidemi(:a sviluppata;.i recen temente in qualche p1·esidio. non siano sta te adottate sollecitamente tutte quello misu re igienico-profilnttiche che, allo stato attuale delle conoscenze scien tit:ic he. si debbono z·itcnere i udi:;pen~abili a t:ine di impedire UIW pl·ricoloFa propa~a;done e diffusione del morbo fra le truppe ed a nche uell" ambieute civiJ,.. l'ertanto, essendo oramai accertato che la meningite cerebro-~p i u ale epidemica è malattia infettiva e coutngiosa. dovuta ad un ge rme spt•cifico, i l mcningococeo eli \\\·ichsclbaum, e ch e b tras mission e del la malattia s i l'n'attua per contagio diretto in te ro mano. sia per m rzzo dei malati clw dei connllescenti, come nuche di iudh·ià u i wui pot·Laturi di g•·nui alùt:rganti nel riuofaringe, oppure per mezzo di ogget.ti letttlrccci o personal i di vestiario od anche loca.li stati inquinati da ammalati. lo scri\'l'lltt: dispone eh(' a complemeuto delle norme cont••nute nPIIIL .. Istruzione per
(l ) Da ora innanzi, purchò tntLi gli uftiziali medici meglio le ri cordino, pubbliehe· r emo nel ~iornalo le norme igienicho, protì a ttiche o di sen·izio sani tario in genere, impartite dall' ispcttQrato.
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SERVIZIO SANITARIO
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la igiene dei militari del R. esercito» siano in ogni r.aso seguite ed attuate le norme e le prescrizioni seguenti: 1° Di ogni caso, anche soltanto sospetto, di meningite cerebro·spinale epidemica, si dovrà dare telegrafica partecipazione a questo Ispettorll.to con cifrario riservato, comunicando quindi l'andamento e l'evoluzione della malattia specifica, non appena sarà possibile il precisarln, sia in base ai reparti clinici, s ia con gli esami batteriologici. 2o In ogni caso di forme meuingitiche, siano esse pure dubbie e semplicemente sospet te, debbono ess~re prese sin dal principio tutte le misure igienico-profilattiche prescritte dalla « Istruzione per la igiene dei militari del R. esercito ,., com~ se si trattasse d'un caso bene accertato; tenendo appunto presente che vale assai meglio ottemperare subito a prescrizioni, le quali potranno in seguito essere riconosciute inutili e superflue, anzicbè correre l'alea. di gravi pericoli nell'incertezza della. diag nosi. So Ogni caso di meningit~ cerebro-3pinale e pidemica, anche semplice mente sospetto, deve essere immediatamente isolato, ordinandone il trasporto- con l e cautele inerenti al caso- nel riparto infetti vi dell'ospedale militare, e, in ma.ncanza di questo, in una. camera di isolamento bene appartata, adibendovi personale ap· posito. tenuto a sua volta rigorosamente isolato. Nel contempo venanno anche isolati e tenuti in osservazione alla infermeria del corpo i soldati vicini di letto. E venanno non meno isolati in apposito locale della caserma tutti quegli uomini che s i trovavano nella stessa came•·nta. dello infermo, nonchè quelli che avessero avuto contatto col medesimo, in modo che non pos-ano avel· più commercio col res tante pe1·s ona.le di\! la case rma, nè coll'esterno. J o Il periodo di isolamento per tutti gli a ccennati individui deve avere la durata media di 15 giorni, durante i q un li ess i dovranno e,;sere accuratamente visitati ogni giorno a fine di scopriTe quulche nuovo caso, che eventualmente potes~e manifestarsi, fino dal suo primissimo inizio. Nel contempo, inoltre, i detti indi\·iùui devono essere assoggettati due volte al giorno a disinfezione del rino· faringe, prescrivendo gargarismi antisettici per il faringe, pomate boricnte e mentolate per le cavità nasa! i, oppure irr igazioni boriche. 5o L'accerta me nto batteriologico negli individui con sintomi meningitici deve essere praticato negli ospedRii militari sul secreto nnsofaring eo, e, quando ciò si a possibile, sul liquido cefalo-rMhidiano estrHtto con la puntura lombare. Devesi pe rò ricordBre al ri g uardo che la ricerca del meningococco, anche in casi clinicam<'n te acce~ta.t.i ùi me ningite cerebro-spinale e pidemica, non raramente riesce negativa. In tali cas i, se la sintomatolog ia si conserva tale da far pe rsistere dubbi sulla natura specifica della meningite, fa d'uopo ricorrere all'esperimento negli an i mali. L'e~:\me botteriologico del secreto nasofaringeo dovrà ess ere praticato a nche n~i cnsi lontanameute sospetti. s~ Questo s i praticherà, inoltre, og ni qual volta è,"possibile, in tut ti gli individ ui isol:.ti a scopo profilatti~.o, per cura. di un ufficiale medico all'uopo comandato. Cou tale ricerca si potranno cosi fac ilmente sceverare e quindi appartare i portatori di germi tuttora sani, e quelli in cui il morbo fosse gi à iu incubazione. 7n Tutti gli oggetti di corredo, le biancherie e il materiale lettereccio dello infermo, come pure le camerate dove eg li alloggiava, devono e:::seJ·e accuratamente E col medesimo rigore disinfettati. Al rigua rdo si richiamano le norme e le p rescrizioni con tenute particolareggiata mente nella « l struzione per !A. igie ne dei militari nel R. esercito,. E si ricbiltllH~no
:,;ER''lZIO :5AXI1'.\fll0
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nltresi tutte quelle altre misure igieniche d'indole generale contenute uell'~trt . 9 di tlettn istruziont>; ricordando inoltre che, poichil In menin~;ite cerebro·spinale si sviluppa a preferen.r.a nella stagione in,·el1lale favorita dall'n.r.ione diretta del freddo umido sulla nuca, e con predilezione nelle recluto, è nece~-<ario uon esporre ecce-sivnmcnte le trupp(· n li' azione del fr~Jdo, ed accertar;,i che le camerate si tronno nPIIo condizioni v lllute di cubatura ed aerazione indicate d al par11grafo 7;'} comma b) e segut•nti della sopracitata istruzione, suggerendo nll'uopo, in caso contrario, i rclntivi pron·edimenti. ti" Allo stato odit-rno dei progressi scioutifici uon si può n on tenere presente nuche ln ~i··rotempia nella cura della 111eningito cerebro·spinnle epidemica per
qw·llo upplicazioni che si ritenesse opportuno di farne in ogni siugolo caso; e ciò nnche nella <'onsiderazione che tale mezzo curativo pos,a avere indi rettamente imporlanza quale misu ra profilllttica. Q1111lora po•rtanto il detto mezzo curative. l'in en•ntunlmont c applicato, si ritiene opporuano rirordare i seguent i pl'iocipii fondanwntnli di te~nics. La Ri .. rotHapia va appl icata il più precocemente po~sibilo; e consiste nell'iu iet· t:ore ptr B o ·1 giomi cons<·cntivi tlll a -10 cc. di siero antinwniugococcico nella cnvit:\ umcnoidCi<, n. livello della qua rta e qllinta \'Crtehm l1.1 mhru·e, twendo l'avverten7.a <h fu.re uscire iu pr~:ceden1.a tanto liquido cefalonv·hidiauo quanto è il siero J n. iniettare. È preferibile che il siero da iniettare sia r iscn.ld1UO fino alla temperatura d i !17 :lti"; ma e;;so può anche essere iniPt.tllto alla t cmperatua·a ambiente della stanzt1.. 'I'ra i sieri attualmente conosciuti pare siano da preferire quello di Flexner e quello di Dopter. Dopo l'inic?.ione l'inf··rmo dovrà restare per due oro rorirato, prcìeribilmente con In te.o;ta piutto'!to hassa, per favorir!' la ditl'usione ciel sica·o. Dopo ·t o l:! g iorni dall'ultima iuie.r.ione, specinlml'Dlf' se i fenomen i generaJi per~i:<tono, ò bene fare una nuova p un tura lombare por constatare lo stato del liquido cefnlo-rnchidiano. ed accertn.re ~c i fntti gPnerali, e specialmente quando vi è rutcutiz<~:azione d i essi, sono dovuti a res1.ione da sit~ro o a ripre~n del proce,;so morboso. In q ue~t' ultimo caso occorre ripetere l'i eiezione di si•·ro Però, ad evitare possibili fenomeni analilattir·i, i rJIIIlli si possono manift:Star~ anche l!;rn.vi, <tuando si ripet l·l'ini!:'~ione dopo 3 ~iorni, bisogna ricorrer11 al metodo Hesn·clka. che consiste nel diluire con sol u zioue fi,.,iologicn, iniettando quindi un cc. di que~ta d iluizione in una. vena del braccio; dopo quattro minuti si iniettano n.lta·i S cc; dopo dieci minuti altri 10 cc.; infiuP. tra<;c•oa·si Hlta·i due minuti, si iniettnno 2::; cc. In questo modo l'indiYiduo si può con~idr•rarecomn vaccinato cont ro i fcnomr•ni nnn.tìlattici; o si può quindi f ar l'inil'zione iutmrnchide:1. di siero norm11lo. ::li pu& uncho iniettare dapprima n ella cnviti• rnl'h irlinna2cc. del siero edupo due on, nltr i :IO· IO cc.; oppure, se il caso non ò ~a·a,·e, si possouo iniettare sotto !11. p!'lle 2.::; cc. di siero la ;.era, e l'indom:•ni si può fnrt•l'iniel.ionc ordinaria nella ca \'i t:\ rach idea. Il fPnPnte gr•ll~l'rtl" mPdi<'o /.<p•lfm·P crtpo
L. Fnttn:no l> l CA\',\ a.u:RLE(J:o;E
Movimenti avvenuti nel Coq1o ~an!ltnio e nel Pol~sonalo ~,al'maceutico Ufdolalt In aervhlo p ermanente .
R. decnto :W nocemb,·e l!JU. CAt'ARO Yicot(t,
capitano medico o~pedale Genont.- Collocato iu nspettati,·a per inierrnitu t emporanee non provenient i da cause d i sen·i1.io per -.1 mt>si. C .\ llERASESI Dino, tenente medico, id. Livomo. Jd . id . pe r infermità temporanee proveui<>nti da cause di servizio. CA~&PA R omolo, id . 72 fanteria. Oi~pen~>lto dal servizio pennauenle, per sua domanda: iscritto col suo grndo e COla la sua anziani ti\ nei ruoli degli ufficiali medici di compleme nto ed a~segnato distretto Piaccm~a ~~ datare dal lG d icembre 1914.
Determinazione ministeriale 3 clicentbre HJll. Giu.seppe, tenente medico H. corpo truppe coloni;~ li della Tripolitania e dellA. Cirenaica. - Cessa ùi esse n: a di;:posizionc del :\linistero delle colonie dal ·n ottobre 191-:l ed è de~tinato a l 28 fanteria. Scort'l ot Ut;CIO Domenico, id. 75 fante ria. - Collocato a disposi/.ione del }[inistero delle colonie e dest inato, d'autoriti1. nel R corpo di t r uppe coloniali de lla Tripolitania. e d ella. Cirenaica dal 18 novembre l~ l~ nel qunl giorno lm preso imbarco a Siracusa. B. decreto 3 dicembre Ull-1-.
ll.\GAROTTI
Ooo1 Od®ne, Ctl p itano medico. ospcd}\lo Ancon:\. -
Collocato in nspettnti va per infermità t em poranee non provenienti d a cause di servizio pt·r 4 mesi. "1-"Hxocn Quintilio, teuente medico 7 artiglieria campagna. - Id. id. id. id. per un ann o. CmttEm 011o{rio, id. ospedale Savigl iano -Dispensato dal sorvizio permanente per sua doma nda : inscritto col suo grado e con la. sua. anzianità. nei r uoli d..gli u fficiali med ici d i complemento ed a sseguo.to distretto Mc;;sinn a datar e dal 16 dicembre 1914.
Determinazione ministetiale 10 dicr·mbre 191-k I seguenti capitani medici sono colloca ti fuori quadro ùal20 novembre 1914, n. l:W2, restando comandati a l corpo, comando od ufficio dove :Htua lmente prestano servizio: TliRlLLI .Muonio, 58 fanteria - BttUN ! cav _Vicola, Nizza cn.valle ria - Foro:o:o 'alt:atore, ospedale Caserta - CURClO Sat:erio, scnola npplica;.:ione saniti1 militare - LI VtRGBI Satt·alore, 76 fanteri a - LovAOJ..!O Rocco, 47 id. - ~f o~. LABARB.\ Pietro, osptlt!ale Udi ne - D'ALBORE Prartce~co, id. Casca-t a - Lor·· PREDO Alfredo1 4•.1 fanteria .MzRO~El Giuseppe, 23 id. - S•~GLITICO Giuseppe, 5G id. - Pii:ZZALI Robe1·lo, 24 id. - SALI>ll Alessandro, 80 id. - RomJY cav. Paolo, scuola applicazione san it1\ mili tare - Bat;~O Francesco, 93 fan-
M O\ ' JMENTf AVVE~UTll\EL CO RPO l"AXIT. E N~:L PERS. FARMACEUTICO
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teria - SASSO!.! cav. Ernesto, 6! fanteria - BA'l"l'IS'rrNr Camillo, 87 id. I'ERRIER Stefano, o-1 id. - D.: BERNAitDINIS llirginio, 26 id. - CRESPELLANI Carlo, cavallegge ri di Alessandria - CtACCIO Vito, id. Foggia - SctBETT.o. Gaetano, 8 bersaglieri - Cr·rELLI Alessa.11d1·o, 63 fanterin - FOR1'1 Igino, cavalleggeri di Caserta - DE SulONE Ghtseppe, id. di Roma- MAZZETTI Car lO', 78 fan teria - Cccr~OT'I'A Alfredo, 30 artiglieria - GrAGNONI Pietro, 1)5 fanteria - AZZARO Ginseppe, 1 id. - YrsCONTI Giuseppe, 65 id.
R. dec1·eto 16 ollob,·e 191-1. POLESTRA cav. GiuseJ•pe, capitan o medico, R. corpo truppe coloniali dell'Eritrea - CEHYEI,r.O Uyo, tenente medico, id. ià. id - BINI Domenico,. id . id., id. id . -Collocati a disposizione del Ministero delle colonie dal 1° luglio 1914. Nont'ICAZJONE.
I seguent i capilaui medici sono stati dichiarati idonei all'avanzamento a scelta in seguito al risultato favo!'l•vole riportat o negli esperimenti sostenuti in conformitil del disposto dell'articolo 9 della legge 8 giugno 1913, n. 601: BERxr..;ccr Rodol{o, ospedale Padova - GRr xo~ t Giovanni, scuola applica~ione san it:'t militare - MAClr.rOLl Antonio, osp('dale Milano- ANNARA't'ONE cav. Cm·lo, collegio Roma ·- FRANCIH L uigi, 2 artiglieria fortezza - CASTOLDI Ettore, l g enio - OLI\' ARI cnv. l'iet1·o, cavalleggeri di V icenza - DE MARrA N icola, lnncieri di Firenze- :hlAHIOTTI-BIA:,<Clll cav. Giot·anni Battista, ospedale Roma. ll. d ecreto 20 dicemb1·e 19H. Ru~1
cav. Camillo, tenente colonne llo mAdico, direttore os pedale Piacenza- Eson erato dalla carica controindica ta; collocat o a disposizion.c Minis tero gtterra. d al 21 novembre 1914, a senso dd di~posto dal R. decreto 16 novembre 1914, n. 12!~ e comandato ospedale Ancona. KOOARI cav. Piet1·o, id. id., id. id. Ravenna.. - Id. id. id.; id. id. id. dal 3 dicembre 19J4, a senso del d isposto dal R . decreto 16 novembre 1914, n. 124:.1 e ~om~mòn.to osped>1le Padova.. BAHLET'I'A cav. Sa/t:alore, id. id., infermeri.a pr esidiaria Catania- Nominato direttore osp(·da le militare Piacenza. 1\IEKXEI.LA cav. A1·ran.gelo, id. id., ospedale Firenze - Id. id. id. id. Chieti. :MoRitS:O cav. Franeesco, id. id., id. Torino. - Id. id. id. id. R avenna. SCA LJA Holial·io, capitano med ico, in a spettativa per motivi specia li (R. decret<> 1° giugno 19l4). - Tmsfl'rito in a spettativa per riduz ione di quadri dal 18 diC(•mbre 1914. SCAI.IA R osario, id. id ., id. per riduzione di quadri aù Acir eale (Catania). - R i chiama to in servizio effettivo dal 18 rlicembre 1914 e destinato ospedale Messina. con decorrenza per gli a ssegni dal 1° gennaio 1915. Delem~ìnazione minisleriale 24 dicen~b·re 1914.
PrROLI cav. Am.e<lr:o, capitnno medico, 16 artiglieria cam png nn. - Tra~ferito 33 artiglieria cam pagna d al 1° geun a.io Hll5. GA.~PARI:O:I Iginio, id. id. 18 fnnteria - Id. 34 id. id. dal l• id. P.\~ .\C:lA Antonino, tenente mt>dico, ospedale Verona.- l d . 29 id. dal t• id. D~~ .\LilH:~TIIS G~ti<loJ, id. id., id. Ancona. fd. fH id. id. dal 1° id. CAJ.n.u wr.A Francesco, id. id., id. Roma. - I d . 35 id. id. dal 1° id.
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MOVDH.:NTI AVVENUTI NEL CORPO SA:\IT. E ~EL PERS. FARMACEUTICO
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R. decretn 17 dicemh1·e 19U. SAOOINI cav. Evaristo, m aggiore medico ospedale Bologna. - Collocato in aspettativa per infermità temporanee non provenienti da cause di servizio per sei mesi. Dete?'1ninazione ministe1·iale 21 dicemb-re 1914.
I seguenti capitani medici sono collocati fuori quadro dal 31 dicembre 1914, n.i tel'llli n i del R. decreto 8 novembre 1914, n. 1248, r estando comandati al corpo, comando od ufficio dove attualmente prestano servizio: DEJASA Oreste, o~pedale Cagliari - SAJ.JA Paolo, id. Torino - SEvERI Luigi, la.ncieri Mantova - RISICATO Emmanuele, 18 artiglieria. campagna- CASELLA Dartte, 61 fanteria. - B rNr cav. Guido, 69 id. (comandato scuola applicazione sanità). - QuAGLIO Celio, 20 artiglieria campngna.- CRISCION~~ Gaetano, 66 fanteria - RASERO Riccardo, 53 id. - AccORINT! Vincen!'o, 53 id. - l\IAR01'TA Gaetano, 63 id. - DE MARZO Vincenzo, 27 id. - SFERRAZZO Filadel(o, 90 id . - RESEOOTTl cav. E1trico, 9 artiglieria campagn:b- CoNCIATORE Domeuico, 52 fanteri~t- GiARRUSSO cav. Gesualdo, 10 artiglieria fortezza (assedio) - DoNATI Giuseppe, 60 fanteria - CoLITTI Silvio, 30 id. - CoLLOCA Enrico, infermeria presidiaria Monteleone - BI!IRTitLLI Enrico, cavalleggeri Lucca - DE P onCELLililS Ca1·lo, IO artiglieria. ~ampa.gna - FABRI:r.J Xicola, scuola l\pplica.zioue sanità militare - FRAU cav . Giusepp-e, ospedale Verona - Gozzi Celestiuo, infermeria. presidiaria Pavia - Ro&~llOLÀ Antonio, id. Reggio CalttbriR Sonni Giuseppe, 37 fanteria.- MALA!\GA Donato, ospedalE: Roma- D'ANNA Giuseppe, 85 fanteria. - BILANCIA Costttntino, 14 id. - GA'!"fl Dionigi, 6 artiglieria campagna. - MASSERANO Giulio, la.ncieri Montebello- GASPARINI Iginio, 34 ar· tiglieria campagna- CASASCO Egidio, 12 fanteria- PELLEGRINI Francesco, 9 ar· tiglieria. fortezza. - Tosr Riccardo, 79 fanteria - CANDlDO.Rr Enrico. 13 id. BIFANI .ilfa rio, fabbrica armi Terni- PAOLE'I.'TJ Verecondo, 4artiglieria campa· gua-GRANATA Saverio, 45 fanteria - CATALANO F1·ancesco, ospedale Catanzaro
FarmaolsU mWtart. Decreto ministeriale 4 novemlwe 1914. I seguenti farmacisti militar i, essendo stati comandati iu Libia, sono col· locati fuori del rispettivo ruolo organico a decorrere dal 1° novembre 1914: ~L'<NFRBDI IAt.igi, farmacista di l ' classe, ospedale militare Napoli - V.-H. ENTI Anto11ino, farmacista di 2• classe, ospedale militare Novara.
.R. decreto 18 ottobre 1914. Di: Vr~CENzr Cosmo, farmacista di 2" classe. - Collocato a disposizione del Mi· nistero delle colonie per essere destinato in servizio civile nella Somalia itn.liann, a datare dal 13 agosto 1914.
Determinazione ministeriale 17 dicemùnJ 1914. MARTIN! Francesco,
farmacista di 2• classe, ospedale militare Bologna. sferito ospedale militare Savigliano.
Tra-
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MOVBIEXTI A \'VE~l'TI NEL CORI'O SAXIT. E ="EL PERS. FAR~IA.CEUTIOO
R. dec1·eto 11 ottobre 1914. CottSELto J.ui!Ji, farmacista capo di 2• classe, a disposizione Ministero finanze.Cef;sa di essere a disposizione del contronotato Ministl!rO dal 16 ottobre 19U ed è trasferito ospedale militnre di Savigliano. FORl'UEittO Luigi, id. id. 2• id., farmacia centrale militare. - Collocato a disposizione Ministero delle 6nanz_e dal quale ricevert\ gli assegni e le indennità s peltantigli dal 16 ottobre 1914. R. dec1·eto 26 novembre 191*.
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I seguenti farmacisti mìlital'i di complemento di sa classe sono nominaLi farmacisti militari di :?• classe ~t decorrere dnl l" dicembre 19H con la destinazione per ciascuno di essi indicata: JdAG::lh:T"ri Gaspare, direzione di saniLà militare I corpo d'armata. Ospedale milita re di Savigliano. D'Aoos·r·tr-.o Ettore, id. id. id. XII id. id. - Id. id. di Cava dei Tirreni e oollocato fuori ruolo perchò comandato in Libia. MmA:>TE Umberto, id. id. id. XJ id. id. - Id. id. di Torino. MAJ'I'RF:DI dott. Enrico, id. id. id. X id. id. - Id. id. di Napoli e collocato fuori t·uolo percltil comandato in L ibia. f-:M·cocctA dott. E11<idio. id. id. id. \'lr id. id. Jd. id. di Ravenna e collocato fuori ruolo perchè comandato in Libia. Sut..\S J>asq~tale, id. id. id. lX id. id. - Id. id. di Genova.
Uf4olali in posblone 41 ..rvisio au.War1o. l Jecreto m ini~tel'iale 26 dicemlJ,·e 1914.
cav. Em·ico, tenente colonnello medici>, distretto Roma. - Chiamato iu sen·1zto temporaneo all'ispettorato di sn.nitit. militare, dal 13 dicembre 1911. ALutGOTTA rav. Cesare, capitano medico, id. Sa ci le, in servizio ospedale Udine.Ri collocato in congedo dall'S dicembre 1914.
M OlWiltSI
Uf8olaU 41 riserva. li'. d ec,·eto 29 novemb1·e 1014.
l seguenti ufficiali medici sono dispensati da ogni eventuale sot·vizio militare, per età., conservando il grado con la rl'ilttiva. unifonno•: CAttoTE:>UTO cav. Domeuico, tenente colonnello m ed ico, distretto Nola- P.tWF:TTO ca,-. GioL·anni, id. id, id. Torino - :-:·rHtSGAHt Fraure:~co, capitano medico, id. di :'ncile - Mons!':LI~TTO Giuseppe, te nente medico, id. Yicenza.
Detcrmiua::ione mi11isleriale 3 dif·embre 19 14. PAI.mtiiAHI Saza1·eno, cnpitano medico, distn t to Mace rata. - Trasferito distretto A,coli Piceno, per cRmbio di rPsidenza. ZAt'I'Attvt.t l.1119i, id. id., id. Sacil(·. - ld. id :ll .. ntO\'H, id. id. CA,..l-.ISI Ilalit·o. id. id., id. Como. - Id. id. Milu uo, i,J. id.
YOVBIENT! AV\'ENUTI NEL CORPO SA:\IT. E NEL PERS. FARMACEUTICO
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R. dec1·eto 6 dicembre 191-!.
I seguenti ufficiali medici sono dispensati da ogni eYentuale servizio milita.re per infermità non dipendenti da cause di servizio: {'UERUBJN! cav. Edoardo, tenente colonnello medico, distretto Roma CONENNA cav. JTito, maggiore medico, id. Caserta- MONDIO Guglielrno, capitano medico, id.. Messina - DE CESARI': Liborio, sottotenente medico, id. Salerno . .CoRRADO Raffaele, capitano medico, distretto Castrovillari. -Accettata la volontaria rinu nzia al grado. Decreto minisl.eriale 12 dicembl'e 1914. At1tonio, capitano medico, distretto Livorno. - Chiamato in serv1z1o, con assegni, per tempo indeterminato, all'ospedaltl Roma, dn.l 2 dicembre 1914, a sua domanda. ScnrA\'ONI Mario, tenente medico, id. Roma, in servizio ospedale Roillla. - Ricol· locato in congedo dal 1° dicembre 1914.
RICCI
R. ckcreto 17 clicembre 1914. maggiore medico, distretto N a poi i - Brsc~:GL!A Litigi, tenPnte medico, id. Castrovillari. - Dispensati da ogni eventuale servizio militm·e, per età, conserV>\ ndo il grado con la relativa uniforme.
.Ct::RQUA Nicola,
ONORIFICEBZE
concesse nella ricorrenza della festa di capo d'anno 1915. Ordine d e lla. Corona d ' Jfalin.
R. decreto 31 dicemln·e 1914.
In considerazione di lunghi e buon l servizi. Uflìziale. medico direttori\ saniti1 XII co-rpo armata. Ettore, id. id. nr id.
YALLICEI,Lr cav. Antonio, colonnello D 'A.XGRLA!\TONIO cav.
Cavaliere. GA~>PARI Pio, farmacista capo l " classe ospedale militare Alessandria. BRuXELLO A.?Lgtc.Sto, maggiore medico
ospedale militare Alessandria. Cumw Francescantonio, id. id. Genova. GRILLO Ettore, id. id. Milano.
In considerazione di speciali benemerenze. Uffiziale. ABBATt ca>.
Attlonio, chimico farmacista ispettore, ispettorato sauiti\ militare.
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MOVIt.fi:Nl'I AVVENUTI NEL CORPO SANlT. E NEL PERS. FARMAOEUTlCO
Defunti. FARINA ca v. Giu~teppe, tent:nte colonnello medico direttore ospedale Chieti. - :\Iorto a Torino il 12 n o vembre 1914. M1L"TTI Jticheli!, capitano medico di riserva, distretto Avellino. Id. a Bonito (Avellino), il 28 id. AL\'ARO cav. Giuseppe, maggiore generale medico riserYa, hl. Roma.- Id. a Roma il 7 aprile 19U. DE D uRAN'I'E Sicola, tenente medico 12 artiglieria campngtJa. -Id. a Tolroetta il S1 maggio 1914. ' LA MANXA cav. 1'ommaso, capitauo medico riserva, distrE'tto Palermo. ..:._ Id. a P a lermo il 18 maggio 1918. MAUHO Vincenzo, tenente medico id., id. Ca m pagna. Id. a Lauri to (Salerno), il 21 novembre 1914. GUAlllNO cav. Luirti, colonnello metlieo id., id. ::\Rpoli. - Jd . a Napoli, il 10 d ic,·mbre 1014.
ERRATA CORRIGE. A pag. O«, li•.ea ll, invece di; oftalmologici, leggere: oftalml'llogi 17, » risarba.ndomi, » riscrbandomi 945, 29, 53 , 53 » 53, :>8 36, quello quella
950,
• 951, •
9fll,
26, 28, 31, 33, 4, dopo :
tra versale trasversale apachia. » afachia 3JJO<l 3 P· 100 innbilità l'inabilità o ttobre u. s. aggiungere: cioè ch e l'operazione di cataratta O, invece di: normale, leggere : corneale
l! Rc>ùattOrt'J
ANDREA CIACCIO, tenente colonnello medico
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llnrna. 1~1~ - T lp. E. Voghera.
LUIGI
PALIIIKRI, gtl'tnlr
S.uoJ'no e S.roau. - Compendio di chirurgia di guerra compilato aulla storia medioo-chirurgioa della guerra di eeoeeeione d'America. - Roma, 1888 4 volumi, prezzo ridotto . L. BnN.uno e BREZZI. - Lo sgombero degli amn...,lati e feriti in guerra. M&moria premiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 276 con molte figure e tavole grafiche. - RomA, 1905 • Cu.uno. - La fatica nella vita militare. l\lemoria premiata nel conooreo Riberi 1904-1906. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. • ID. - l.u malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al concorso R iberi 1905-1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e statietiche. - Roma, 1908 , CuBANI. Esposizione sommaria dell'ordinamento e fun uonamento del aervizio sanitario in campagna pres!IO l'aaeroito italiano. - Roma. l ll06 • • Da CJ:SABE. - Studio sulle riiediastiniti (mediastiniti euppurative, aacesso m&diaatinico). - Roma, 1900. Un vol. di ps.g. 144 • • HYRTL. - Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguagrtio anatomico. Traduzione libera italiana dei dottori C. PaB:TTI e C. Sroa7.A. Roma, 1884. (Ediùone rara) • Le ferìu caruate dalle arm' àa g11erra. Sintesi della relazione sanitaria sugli eserciti tedeschi durante la guerra rranco-germanica 1870-71. - R oma, 1889. Un volume d i pag. 348, pre'lzo ridotto. •> M.&NAYUA. Studii storico-critici sulla meningite cerebro-spinale epidemica in Italia e particolarmente nell~eeercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto . • S.u.n;A.RI. - Le lesioni trl\umaticbe dei centri nervosi. Memoria onorata del premi-' Ribcri. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. • 8 1'0B:u. e GmUAaSLLT. La malaria in ltalja. Opera onorata del 1° premio al concorso Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, l886; prezzo ridotto . . . . . . . . . . . . . . . . . • TOXlU.LINl, - Delle malattie piò frequentemente simulate o provocate dagli ÌD!lc.ritti. - Roma, 1875 . Cus.&NI. - Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sarutorio in campagna
5 60 3 60 6 8 l 50 2 9 2 ISO S 50 3 3 50 2 50
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Alt1•e p ttbbUcazioni. mellico-milita1·t: Fu~J ~LU FJU.li'CESOO, capitano medico. - Manuale di bromatolo~ia pei n:iediCl militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 16° di pag. 48<\. (Vendibile presso l'Autore in Firenze, scuola d'applicazione di eanità militare). . . . . L. 6 A. Ssnror._T, cap1tano medico. libero docente a• patologia speciaie chirurgica nelìa R. Uruvera1tà di Pisa. - Contributo allo studio del rinofirna e ricerche istologic?e sui trapianti di cuto secondo Wolfe (con 18 tavole)- Livorno 1911, ~~Clne grafiche Chil'ppini. (Vendibile presso l'Autore, Ospooale Militare di lverno) . . , , . , , , , , . . , , , , , , , , , . , , o 6 JA~OLO CosT.L':fTTllo. colonnello medico. - Oftalmoscopia ed ottico. oculistica. t an~la teortco-pratico. Un vol. in so con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, 8 .ab~~e~to tipogrnfico Ferrante, 1905. (Vendi bile presso l'Autore, Roma, M vur. rtnclpe Amedeo 47) . . . . . . • . . . . . . . . . . •> 8 ' ÀNO~"TT Buo, colonnello medico. - Lo sgombero acqueo dei feriti nella v~ ~-del Po (l889, 1898, 1905). Testo e progetto con illustro.zio ni, pre~a ~~~n diploma d'onore all' Esposizione internazionale di Milano 1906. lD men~ ile pr~ l'Autore, direzione sanità militare) . . . . . . . • ' ·eh: tEeerc1to e tubercolosi. (Notizie. - Profilassi attuale. - Età della al lama a.. - Ferma biennale. Abb88Samento della statura). Relazione Prof. ~:greaao ns.zionale d'igiene 1006 Milano. (Id. id. id.) . . • 2 Sullo 8n:zl.A..~ P!&TRQ, vice-direttore del frenocom•o di R cc:c:io Emilia. librer' Bntol di monte de l soldato Aug us to i\fnsetti - Vond ibilo presso lo. .ogna, o preS!lo l'A utore . . . . . » S.A.LlNAJIImS e trarni d'l L . Cappe u·1 - B o1 della lll ALI·tTORE, maggiore medico. - L'anatomia e la chirurgia operatoria 1 vol. in~? . ols. e delle parti molli che la rivestono. - Napoli, l!l06. Un l'Autote c{!• pag. l30, con 58 figure intercalate nel t esto. (Vendibile preeeo {D. ID, _'t ra? Vittorio Emanuele 386, Napoli) . . . . . . . • • • 3 della Soo'18atàbirurgia delle vio bilis.ri. Memoria onors.ta di un att..stllto di lode pag, Ì9s V Tne_di,co-chirurgica di Bolot"lla.- Bologna, 1903. Un vol. in 16° di ' ( end1bile preeeo l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli). • l -
GIORNALE
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MEDICINA · MILITARE Direzione e Ammlnlstraz : Via Venti Settembre (Palauo del Ministero della guerra)
CONDIZIONI DI ABBON.!MENTO. t• Il Giornale di medicina milita re ~i pubblica l'ultimo giorno di ciascun mese in fascicoli di 5 fogli di stampa. 2<' L'abbonamento è annuo e decorre dal 1• gennaio. 3- Il prezzo dell'abbonamento è: P er l' l Lalia e la Colonia Eritrea . • L. t 2,Per !'Estero . . • • . . • • . • t 5,U f · ~ in ILalia . .,. t ,25 n asc1co1o separato costa l all' Estero .,. t ,~o Il supplemento contenente l'Annuario ~ in ILalia . .,. 2,~0 d el corpo sanitario militare costa . l all'Estero. .,. 2,75 4° L'abbonamento non disdetto prima del i • dicembre s'intende rinnovato per l'anno successivo. 5• l signori abbonali militari in effettività di servizio possono pa gare l'importo dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (anche a rate mensili). · (i0 P er i soli ufficiali medici (dell'Esercito e della Marina) è ammesso un abbonamento cumuJatJ..-o al Giornale di medicina militare ed agli Annali di medtcina naoale e colon iale al prezzo di L. 18 a nnue. Per ottener e tale abbonamento gli abbonati del giorna le di medicina militare devono far pervenire direttamente L. 6. a ll'amministrazione degli Annali (presso il ministero della Marina). 7• a i librai si .fa l<l sconto del i O0fo• ma soltanto per gli abbonamenti delle per!.'l,O,nll ~ degli enti n·o~ militari, che non possono fr ui1·e della facililazi<lne di cut:~il. n. 5 e 6. · · , s• J-e 'Spes e p·er ·gli estratti e quelle per le tavole litografiche, folograflçhe, · ecc.,"'èhe accompa gns,ssero le memorie, sono a carico degli autori. · . '" 9-'..GH autori delle men;10rie potranno a verne gli estratti facendone richie_) ta !lll'~t~o.' tietl'invio delle bozze corrette. , ,· GJ-i.,eStratti ' !'lono di ·duè lipi: ,' · TJ.pÒ !..t. - Con copertina in bianco, senza frontespizi(), e colla impagina· . .. • . .; . '. : . tura· e numerazione del fascicolo. ,· T11m B . - Con copertina stampata, frontespizio, impa~inatura e numera. · .' ~·) zi,on~ s'peciale. .. ,. ti prazzo è r egolato dalla seguente tariffa: . Pre~.zo. cl.l o la.•ou n.. i'og1io c:l.i ata.mpa. NUMER O DELLE COPIE
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IORNALE DICI N A MILI1 ARE 1
h.bblleato' dall ' Ispettorato di Sanità m ili' are 8fonlale di flle<locona '"'lltare 18&1 1884 liiDnah ......., eMI ROCfo Eaen:llo • de'la Rea:ìa Marina • 188&·18~~ 1811&·1~7
tllomala me.slco del Reclo E-ello
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ANNO LXIII
28 FEBBRAIO
SOMMARIO • • • • • IlE eaiGI:.ALI. •
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C~SL'ISTICA CLINICA.
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DELLA RIVISTA DI GIOR NALI ITALIANI ED ES1' ERI l
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RIVISTA DELLA. STAMPA MEOICO-MILITARE ESTERA '
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RI VISTA MEDICA.
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Ancona. - Nuo vo metodo rapido di dosaggio dell'acido urieo nell'urina . Job et Salvat. - Typhus exanthtlmatlque ot bacillo paratyphlque B. Sforu • Cosoo. - Sulla dltrW!iooe della tubercolosi umana a i muscoli e al midollo delle ossa
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RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA.
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MuaeiM. - Le 'Vie d'Invasione d ella demenza precoce . Aguglia . - Il riflesso oculo-cardlaco negli allenati di mente. lllor..ll i. - Le localizzazioni ftsl()opslcologiche e la clto-archttectonia della cor teccia cerebrale
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RI VISTA DI CHIRt:RGIA DI GUERRA. Schlle~. -
l.'att.ivllà chir urgica di guerra nel posto priocopale di medicazio ne Scheda •nd Lanaen. - Ofteoe bebaodluog eìtt>rhder wunden. kreltmalr.- Dwm Dum Geschossverlehun~t . l:rave. - Oie Znhoiirdllche t beraple der schussveletzoJngeo der klerer Morax. - Consig li per Il trattamento d ' Orllenza delle rer ite di goerra interessanti gli occbi Kijhler. - Sul eoutagio del tel.lno llogers . - L'oso del permanganato nelle rerite s porche od infette di tetano Stewart • Lalng. - Tet:mo t ratta:o con iniezioni di atido renlco Syrlng. - Trattamento del tetano col sotrato di magnesio • Siemon, Hochhaua, Martin, Wltte. - IWologla e terapia d el tetano Danlelsen. - Es perienze chirurgiche lo t• linea Grangte. - Congelazione dei piedi ; cura ~on l 'aria calda Me lchior. - Ferite caU$3te da proi~ttili imliretti; Jlerlcoli degli orolog l·br acclall Madelung. - Tet.ano nei feriti Bler. - Aneurisma dt g uerra Jeger. - Sutura dei vasi io chirurgia milotare
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RIVISTA DI OTO-RIJ:\O·LARINGOI.\TRIA. Campeggla nl. - La diagnosi della sordita nei suoi rappor ti clinici e sociali Caldera. - L'ozena con speciale r igua rdo all'eziologia e terapia .
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RIVISTA DI MALATTIE VENERtE E DELLA PELL&. Nalner. -
Le m alallie vener ee nelle tru ppe in campagna .
RIVISTA 0 1 MEOICINA LEGA LE.
C. - Arteriosclerosi ed infortuni
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RIVISTA BIBLIOGRAFICA.. Ln l Blanchlnl. - Elementi di assistenza 8 tecuica manlcomiale ad uso degli Infermieri frltsch. - t 81G-if . Ricord i 8 considerazio ni
NOTIZIE VARIETA :\'ECROLOGIO. Al rredo Fournier . Van Geb uch teo Gennaro Degli Uberli Eugenio Gimelll Angelo Valle • Raffaele Carabba
CO:>FERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MI LITA Ili . SERVIZIO S AJ" IT.~RIO . t.IOVIMil:NTI AVVENUTI NEl.• CORPO SANITARIO E NEL PERSONA LE FA RMACEUTICO
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r'~ ;\'' :. CLINICA OCULISTICA DELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI •i'~-: ··· .,./ .• ·. :}.,~ diretta dal P roj . A. A ngelucci.
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LA CURA CHIRURGICA DELLA BLEFAROPTOSI PARALITICA con speciale riguardo al metodo Angelncci. Pel dott. Giuseppe Giordano, capitano medico as8ìslente onorario
Per la cura della pcosi paralitica della palpebra supL·riore esistono numerosi processi operati vi, fra i quali alcuni auche di data recen te. In prat ica però la maggio r parte di essi ha dato risultnti cosi poco soddisfacenti da mettere o<Yo-i il chiruro-o nell' imbarazzo della scelta t:>b t:> del metodo da seguire, per la mancanza di precise indicazioni sul riguardo. Xon è mio compito di descrivere tutti i processi finora escogitati per la. cura. di questa affezione, ma in tendo occuparmi solo di quelli più comunemente prescelti dagli operatori e, su lla scor ta d ei risultati ott~nuti e dei g iudizi espressi in proposito, studiare a q nale di essi puo ncorrere oggi i l chirurgo per avere .maggiore garanzia di sueressa. . Le indicazioni principali, cui d eve soddisfare l' intervento c hirurglco nella blefa.roptosi panditica, sono: il ripristino della funzione pal ~e brale e la correzione della deformità. E indispensabile riattivare la funzi one della pa] pebra a.cciocchè l' infermo . . d 1" uno o a·1 entram b"1 g l'1 oce h'1 a. secon d a ch e . . possa serv1rs1 1 a _PtOst 51& unilaterale o bilaterale; l' intervento poi deve essere sol1 ect~o per evitare il pericolo dell'ambliopia e anopsia, la quale non aruerebbe a so · · · presto a Il'occh'10 se non f ossa restitUita 1a sua. normale praggmngere, funzione. ~ccorre anche riparare alla deformità, la q uale imprime alla fisonotma d~ll'a.mmalato un aspetto ridicolo, per cui egli si vede obbliga 0 s. ncorrere 1 h. · . a c 1rurgo sottoponendosi volentieri all'atto oper ativo. •
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LA CURA CIIIRURGICA DELLA BLEr'AROPTOSI PARALITICA, F:CC.
Per r~<ggiungere tali importanti condizioni è necessario di sostituire all'azione dell'elevator e della palpebra, il quale nella quasi totalità delle ptosi congenite e traumatiche è completamente inattivo, l'azione di altro muscolo ausiliare di esso, senza creare pero nno>e d~formità nella palpo· bra o provocare alterazioni secondarie nel bulbo oculare, come avvit'ne colla maggior parte dei metodi consigliati. I processi operativi esi:;ténti si propougono d i soddisfare alle suddette indicazioni i11 q nnttro modi: 1° EscidPndo dalla palpebra un le m bo cutaneo più o meno grande secondo il grado della p tosi; 2n Esegue ndo l' avanzanwnto del tendine dell' elevntore della palpebra; 3° Sostituendo l'azione del retto superiore, q uando e::.sa è conser•ata, a quella manc1mte dell'elevatore; 4° Sostitue ndo a quest'ultima l'azioue d1·l muscolo frontale . A. ciasculla di queste categorie apJ,artengono di versi proces"i opC'rativi, che esamineremo par t;itamen te per vedere se e come essi so<l· disfauo alle iuùicazioni g1ù enniH:iate per la. migliore correzione della. blefaroptosi paralitica. 1" Il de Graefe incicle cou un taglio parallelo al margine ciliare la cute palpebrale, che disseca in alto e in basso da questa int·isione fino a mettere allo scoperto il muscolo orhi colare, di cui escido poi una porzione. Indi sutura i margiui della ferita, com preudòndo nella sutun1 anche le fibre dell'orbicolare rimaste. Se lo ritiene necessario, prima d i sur.nrare la ferita, pratica nn altro taglio cutaneo a convessità. snperiorf.', le di cui estremità abbracciano la prima incisione, es•·idendo il lembo cutaneo interposto. Questo processo opera.tivo, se dà risult.tti fav0rHoli nella ptosi senile o quando in generale la ptosi è prodotta da un eccesso o da un rilasciameut.o della c ute palpebrale, r iesce insufficiénte e molt~ v r,lte pericoloso nella pt.osi paralitica. Giacchè in quésti casi, se il 1embo cutaneo escisso è scarso, l' iufermo non potrà sollevare la palpebra di quanto è necessario per tenere scoperto l'orchio, mentre, se si è tolto un lembo troppo vasto, i due ma.rgini palpebmli supe riore ed inferiore non potranno più collabire e si provoC'a così un lagofta.lmo più o meno grave, ma sempre pericoloso per l ' integrità dell'occhio. Nè si pno fare assegn.tmento sull~ contrazioni del muscolo frontale corrispondente, perchè mancano connessioni anatomiche fn.\ esso e la pnl pcbrn . ~o Parecchi C'birurgi hanno ideato e C'Olls1gliato dei metodi f o n dati sull' avan.z s.mento del tendini:' d.-.ll 'e}e,atorc della palpebra iu
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LA OURA OBIRURG!CA D ELLA BLE FABOPTOSI PARALITICA 1 EC'C.
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m01lo de. ottenere un ria.lza.mento della palpebra di tal g rado da tene re scoperto l'occhio. Everbusch, dopo avere applicato sulla ]JB1 pebra la pì nza di S nellen, pr.1tica una incisione attraverso la c ute ~d il muscolo orbicolare per tutta la larghezza della palpebra, par allela a l margine cil iare ed eqni· dist.lnte da questo e dal sopracciglio. Disseca poi la pelle e il mnstolo orbicolare tanto q n :tn to è nece.•l>ario per mettere a u nùo il mar~ne tnrsale superiore col tendine dell'elevatore connesso\Ì. Trapassa il tendine più in alto che è possibile ·con un'ansa di filo. i di cui estremi fa passare sotto i l muscolo orbicolare ed il tarso, faeeudoli poi fuorinscire nel bordo libero della palpebra, dove vengono prima. stirati e poi annodati sn perline di vetru. Applica tre di tali anse, uoa nel mezzo del t.endine e le a ltre dt1e da cia.sc\ln lato della prima. Galezowski, Boucherou, Nicati e G illet de Grandemont operano a nch'essi l'avanzamento del t endi ne dell'e levatore, ma asportano dalla p.,Jpebra una par te del tarso, del m u scolo orbicolare e della eu te o di tutti questi tessuti. Rect:ntemente dalFAddario v f> nne comunicato all"A.ccademia medi~di Palermo un nuoyo processo operat)vo per la blef;Hoptosi pa.· rahttca. Il lavoro non e stato ancora pubblicato ed io m i sel'\' O d i m.. n. lettera gentilmente invintami dall'A. per esporlo com'egli lo descrive. Il m · do consiste nell'avanzamento dell'elevator e della palpebra . eto ac•·opptato alla ta.rsectomia parziall· e proporzionato ul g rado di ptosi da corregrrere L' · · a 1cun tag l'10 est.erno, ma s 1· pra.· • <> • ope.ntzlOne non es1ge ~lca dal lato della. congiunti va. e sostituisce l'operazione del 'Motais, :mpr~ che il retto su periore è paralitico, o nei casi in cui questa perazlone . . l ta.to, causa 1'l poco sv1'l nppo d e l t .ha da.to .tnsu ffi101ente nsu ret o supenore. "-
l'A.;lon. è .possibile dare un giudizio definitivo su q uesto processo del< ano m quant . . D' o c lJe non e. stato ~u fJ:ìlCienteme nte espenmentato. 1 atronde gli lt. d ' d . . l . solo . . . a n meto 1 l'Scn ttl u.rrecano un r ea e v an taggiO Del cast tn c . • . cl . .ffi . d li' l h. colla d . . UJ estste pa res1 o msu Cienza e e evatore, pere e col!· emohzlone dei tessuti si alleggerisce la. palpebra; oltre che avanzament d l . . . parte d e tendme de ll'elevatore e colla sottrazwne d1 una 18 0 lità di e ~ antagonista, c ioè dell'orbicolare, si accresce la potPnziaanziùet~ue mus?olo. Ma nella paralisi dell'elevatore l'i mpiego degli 1 proccsst . . · · h · 1tatl· comp1elamente negativi. 0 peratlvt Poichè a. d ato nsu , pur ottenend . d" . Ost un tscretL• na.lza.men t o della pa.l pebra, non ne è rip . t' ns IU!lta la mo bil''. . "1 . l d'1 pro,ocare q uas1. sempre 1111 1 ca '~ s1 corre 1 pcneo o 1agoftal · · o minor . mo PIU o meno accentuato a seconda la m aggiore e estensiOne d e1. t essut 1. esctsst. . .
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LA OUBA CHIRURGICA DELLA RLEF.AROPTOSI PARALITICA, ECC.
3° I metodi più importanti, coi quali si cerca di sostituire l'azioue del retto superiore a quella dell'elevatore nei casi di assoluta i nattività di quest'ultimo, sono quelli di Motais e di Parinaud. Motais, fondandosi sulla sinergia funzionale e sugli intimi rap· porti anatoma.tici esistenti fra muscoli retto superiore ed elevatore della palpebra., quando è abolita l'azione di quest'ultimo, ideò di sostituirla con que lla del primo. Dopo avere arrovesciata l!t palpebra. superiore ed averla attirata molto in alto per mezzo di un uncino acuto, stira fortemente in hasso il bulbo oculare con un altro uncino applicato sulla sclerotica. Affidati poscia i due uncini ad un assistente, pratica. un'incisione trasversale di 10 m illimet ri ciAca sulla congiuntiva a 6-7 millimetri al di sopra della cornea : un'altra incisione verticale eseguisce a partire dalla metà della prima fino al bordo superiore d ella car tilagine tarsale. Dissecati i due lem betti congiunt.ivali risultant i dalle due incisioni già eseguite, mette allo scoperto il tendine del retto supe· riore liberandolo dal tessnto connettivo e dalla capsu la pretendinosa, di cui è rivesti to. Nella regione mediana di questo tendine fa un taglio trasvers<dc di 3 millimetri e dagli estremi cii questo taglio fa partire altre due incision i verticali lungo i: t e.ndine per circ11. 10 millimetri. In tal modo isola chtl tendine una lùtguetta mediana di 3 millimetri d i larghezza e di 10 millimetri rli lunglwzza, che deye essere inse ri t~t sulla cartilagine tarso. S'afferra pertanto questa linguetta con una pinza ad arresto e si trapassa con uno dègli aghi, di cui è armato un filo, dalla faccia superiore verso la facc1a inferiore a 3 millimetri dal suo estremo libero ed a l 2 millimetro dal suo margine: la stessa manovra. si ri pete coll'altro ago del filo nell'altro margine i n maniera che l'ansa riposi sulla faccia superiore della lingnetta. Dopo avere tolto la pinza ad arresto ed abbandonato la li11guetta compresa nell'ansa, colle forbici si pratica un occhiello ad disopra del tarso attraverso l'inserzione del tendine dell'elevatore e si disseca con piccoli col p i di forbice la superficie pal pebrale del t arso per una estensione di circa 5-6 millimetri. S'introduce poscia successivamente ciascuuo degli aghi dell'ansa nella bottoniera sottotarsea, attraver· sando il tarso dalla sua superficie p alpebrale alla F<nperficie mucosa a 2 millimetri dal ma-rgine superiore in modo che gli aghi fuoriescauo d1tlla superfieie mucosa. alla distanza. eli 2 millimetri l 'm10 dall 'altro. Colla. trazione dei fili si a ttira la linguetta tendinea nella bottoniera sott.ot.arsea e i fili v engoJJO annodati con un semplice nodo sulla congiuntin tarsale. La faccia profonda del retto superiore viene
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LA CURA OBIRURGIOA DELLA BLEl!'AROPTOSI PAlULlTIOA1 EOC.
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così a contatto colla superficie cutanea del tarso e la palpebra resta rialzata. Si sutura poi la breccia congiuntiva.le e dopo pochi giorni si tolgono i fili. Parinaud, dopo aver stirato fortemente in basso con una pinzl\ il bulbo oculare e arrovesciata la palpebra superiore, afferra con altra pinza il margine superiore del tarso e parallelamente ad esso pratica una. incisione di 12-15 millimetri. Diss~cata la congiuntiva e messo allo scoperto il muscolo retto Pnperiore, sotto a questo fa passare uno dei due aghi, di cui è armato un filo, comprendendovi anche la capsula vicina. Ciascun ago poi attraversa i margini del lembo congiunti vale e il tendine dell'elevatore e viene insinuato fra il tarso e la ente, facendoli fuoriuscire entrambi nel mezzo del margine ciliare a 78 millimetri di distanza l'uno dall'altro. I due estremi del filo vengono poi annodati sopra un piccolo rotolo di cotone idrofilo. Ba;;ta stirare i due capi del filo nella giusta misura per ottenere che la palpebra resti sollevata in modo da lasciare scoperta non solo la pupilla mu anche, se si vuole, tutta la cornea. Il procedimento del Motais, mentre si dimostra insnfficieute dove la paralisi dell'elevatore della palpehra è as:;ociata alla paralisi del retto superiore, riesce quasi sempre dannoso per le alterazioni anatomiche e funzionali che si provocauo necessariamente nel bulbo oculare. Ed infatti colla sottrazione di una parte del retto superiore avviene un indebolimento di questo muscolo e quindi la predominaoza del suo antagonista. Per questo grave inconveniente ed anche per la trazione in avanti esercitata dalla linguetta tendinea innestata sul tarso avviene sempre un dislivello delle cornee. Inoltre viene r:reata una intima connessione anatomica fra palpebra e bulbo oculare e perciò la palpebra. si può muovere solo alla condi;;:ione che sia stirata dall'occhio cioè nelle escursioni di questo. Sorgono pert~nto gravi disquilibri nella statica del bu lbo oculare e consecutivi disturbi della visione binoculare. Nell'ammiccamento il bulbo è stirato verticalmente dttlla palpebra e si provoca diplopia verticale; nel sonno la rima pa.l pebrale rimane aro pia e si ha un certo grado di logoftalmo più o meno grave. Il metodo del Pa.rina.ud e quello del Cannas, che sono di più facile esecuzione e coi quali si lascia inalterata l'integrità anatomica e fuu~ionale del rett.o superiore, non vanno esenti dai gra"i appunti mossi a.l processo Mota.is, per le stesse considerazioni enuuciate ri· guardo a.i disturbi nella statica del bulbo oculare derivanti dalla conn essione tra questo e il retto superiore. E pe rciò questi metodi non corrispondono alle principal i indica-
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zioui ùa soddisfart' nella ptosi paralitica e in special modo quando esiste anche la par alisi del retto superiore. 4° Più numerosi sono i me10di coi quali si cerca di sostituire l'azione del museolo fron tale a quella dell'elevatore. Drausart, modifì cando il suo primo processo operatorio, introduce uno dei dne aghi curvi, di cui ~ armato un filo forte di seta, uella regione mediana superiore del tarso. Attraversato questo, dirige !"ago in alto, facemlogl i seguire un tragitto sottocuta.ueo fino al d isopra del sopracciglio, dopo aYer trapas;>a Lo tutte le parti l11olli di que;:;ta regione, e f<ICendolo fuori uscire sulla cute della fronte a 3-4 m i !l i· m etri sopra la mel.à ùel sopracciglio. l l secondo ago è introdot to poscia pure nel t.ar!'o a qua.lehe millimetro di distanza dal primo e srgne un tragitto sottocutaneo parallelo al primo ed è tirato fu ori . sulla cute d Plla fro11te accanto al precedPnle. N"ello stesso modo vengono passate altre due anSP nel terzo in terr:..o e nel tPrzo esterno della palpebra e cosi si stabiliscono tre vifl di tntzione colleganti la cartilagine tarso al muscolo frontale. Stirati allora i fìli delle anse tanto quanto é necessario per te· nere sol levata nella ginsta misura la palpebra., si annodano sopra piccoli eilindretti di garza al iodoformio. Essi vengono stretti ogni giorno di più fino a quando si stabiliscono dei cordoni cicatriziali tra tarso e muscolo frontale per l' usura dei tessuti. P agenste...-her si serve di. dtH' sole anse armate ciascuna di due aghi. Introduce m1 ago della prima ansa nella palp<'bra a 6-7 mil li· metri dall'angolo interno dell'occhio ed a 2 millimetri al disopra del mnrgine libero della palpebra, e gli fa seguire un tragitto sottocutaneo verticale fino a 3 millimetri al disopra del sopracciglio. Coll'altro ago dell1l stessa ansa penetra a 2-3 millimetri di distanza dal punto 0\7e ha introdotto il primo ago e dopo avergli fatto percorrere lo stesso tragitto sottocutaneo iu direzione pa~allela del precedente lo tira fuori pure a 3 millimetri al disopra del sopracciglio. Uguale procedimento segue colla secondt1 ansa, la quale deve esser passata a 5-7 millimetri dall'angolo esterno dell 'occhio, 2 millimetri al diwpra del margine ciliare, facendole p Prcorrere però un t ragitto obliquo in a lto ed all'esterno. Si stirano poi i fili quanto è necessario per tenere r ia lzata la. palpebnt e lasc iare scoperto il foro pupillare e si annodano su cilindri di garza, togliendoli in ~eguito, quando si sara,n formati cordoni cicatriziali, che collegano tarso e muscolo from.ale, come nel processo Dransllrt.
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Entrambi i metodi Drausart e Pagenstecher preseutauo alcuni gravi incon venienti, fra i quali vanno specialmente annoverali; l'l la nuova deform~tà risultante dalla. formazione dei sollevn m... n ti cutanei corrispondenti ai cordoni cicat1·iziati: 2° la scomparsa del solco fi siologico orbito-palpebntle, perc:ht. la palpebra resta pendente vertical mente, come una cortina, dal sopracciglio; 3: le sofferenze procurate all' iufermo dal bisogno di stringere ogni giorno sempre più dopo l'operazione i nodi delle anse, per formare coll'usura dei tessuti i tramiti t·icatriziali fra pal pebra e muscolo frontale. A ta li notevoli inconvenienti ha cercato di ripantre Panas col sno processo operativo, col quale so:;tituisce alle anse di filo uu pednucolo cutaneo, che mette in diretto rapporto palpebra e muscolo frontale. Egli, dopo aver applicato la plac·ca di como ::;otto la palpeura, in corrispondenza Jel margine tarsale su perioro della pttl pebra pratica una incisione cutanea a coocavita inferiore ed interrotta nt•l mezzo per circa 8 millimetri. Dagli estremi mt>diani di qnesta incisione fa, partire altri due tagli verticali che terminano sul solco orbito-palpebrale ed in questo punto unisce gli estremi dei tngli cou altra in· cisione profonda fino al periostio. Si disse•·a allora dall'alto al basso tutto il lembo cut.aneo mediuno patisando col bistori t.ra l'orbicolare ed il tarso, rispettando il legamento sosp{'nsore della palpeLra. Eseg::ita allora un'altra incisione di circa 3 ·centimetri profondamente fino al periostio subito al disopl'a del sopracciglio, si scollano bene t.utti i tessuti fra le incisioni eseguite vicin o al bordo orbitario. Al· lora sotto questo ponte muscolo- cutaneo viene attirato il lemho pre· parato precedentemente a spese della cute pal pebrale in modo d ~t far venire a mutuo contatto il margine ~uperiore di quest'ultimo col. labbro superiore della. ferita sopraciliare: queste due superficie vengono indi riunite con 3 p unti di sutura. Altri 2 punti di sutura. debiJono essere appli<:<tti lateralmente in maniera da fissare il legamento sospensore della palpebra e la congiunti•a al margine superiore della breccia sopraci:iare. U metodo del Panas, se ovvia in parte ai principali inconvenienti dei processi di Drausart e Pagenstecher, crea anch'esso nella palpel:>ra una nuova deformità.. Infatti, dopo l'operazione, hL palpebra rimane tesa. senza pieghe al disotto del sopracciglio, rosicchè anche il normale solco or bito-po.l pebrale resta annullato. Inoltre si formano delle grosse e false pieghe cutanee all'interno cd all'estemo della palp~·bra, che assume perciò un aspetto sgradevole.
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LA CURA OHIB URGIOA DELLA BREFAROPTOS I PARALITICA, E CC.
Nè colle modificazioni apportate al metodo da P ergens, Tausley, La.personne si sono evitati gli in con ~enienti lament&.ti. lless incide per tutta la sua. lunghezza il sopracciglio, scollando poi la cute fino a l margine ciliare. Passa poi tre anse d i filo ad uguale distanza l'una dall'altra dalla regione mediana della cute palpebrale scollata fino alla fronte, 2 mm. al disopra del sopracciglio. , 'tringe ed annoda in questa regione i fi li delle anse quanto è He· cessario perchè la palpebra resti rialzata, suturando in.seguito i mar· g iui de lla ferita sopra.cciliare. Le ste~se considerazioni critiche fatte a proposito del metodo Pam~s possono ripetersi riguardo al proces:;o operativo di lie;;s per la forma% ione eli ftdse pieghe cutanee orizzontali sulla p1dpebra, che ue r imane rleturpata, aggiungendo anche la facilita rlella su ppurazione lungo il tragit.to dei fili. J{ecentemente r Elsching ha moJifieato il metodo lless, sostituendo alle anse di filo un lembo tenùineo tolto dulia fa:;cia lata. Prati~:a nn taglio orizzontale profondo di circa n cm. in corrispondenza ùel sopracciglio, ed altt·a inci:;ione della. stes~a. luughozza nella. porziuue cartilaginea della palpebra. parallelamente al margine ciliare: scolla po:;cia la cute fra le due ureccie. Tolta poi dalla l'Oscia. una piccola striscia di fascia l~ta, luuga. 3 '/,-4 cm ., la sutura da nua. parto al muscolo frontale e, dopo a,erJa. iusinuata sotto il ponte muscolo-cutaneo precetleutemente scollato, la annoda a circa 10 mm. sopra il margine cihare a due sottili cilindretti di garza all'iodoformio. In tal modo la palpebra si può teuere solleYata quanto e necessario e si forma, secondo le affermazioni dell'A., una bella piega tenuta. costnnte per mezzo di cuciture da materassaio. Egli lti\ operato un solo in fermo, la cui guarigione fu not evol.meut.e ritardata perchè Pra scrofoloso. Anzi, dopo ::;ei settimaue dall'operazione, dovette praticare un nuovo taglio sulla palpebra e ra schiare le granulazioni torpide, di cui si era rjvestito i l lembo trapiautato. D~dla fotografia del sol!getto annes:;a. A.lla. pubblic~tzioue d i Elschi ng si rileva però che la ptosi non \'enne completamente corretta : infatti la rima palpebrale dal lato Of.>t'rato si presenta più ristretta dell'altra e sulla palpebra risalta anche una gr<>ssa piega cutanea ed una cicatrice molto appariscente. Il m ~t.odo di Elsching ba bisogno perciò di e..sere r.ncora sperimentato, ma, stando alla descriz ione del caso ed al risultato ottenuto dall'A., u on si è certamente incoraggiati ad adottarlo. Senza dire poi che il lembo tondinPo trapiantato per la trazione, che esercita
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LA CURA CltlRli ROICA DELLA BT.EFAROPTOSI PARAI.ITICA, EC'C.
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tra muscolo frontale e palpebra, 'distrugge il solco orbito-palpebrale fisiologico. In ogni caso poi, invece di ricorrere a l trapianto di una strisci11. tendinea trasportata sulla palpebra. da altra regione del corpo, si po· trebbe benissimo utilizzare la. fascia tarso-orbitaria, la quale è molto resistente ed ha intimi rapporti ana tomici colla palpebra. Wicherkiewicz nell'ultimo Congresso internazionale di medicina a. Londra comunicò un nuovo processo operativo per la cura della ptosi paralitica., dal quale assie;ura di a,·er ottenuto risultati fa,orevoli:!simi. Dopo aver applicato la placca di I ager sotto la palpebra, pratita una incisione convessa 1n alto di 2-3 cm. attraverso la ente ed il mu~colo orbicolare lungo il bordo tarsale superiorr. Altn\ iN:!i~ione profonda di ugua.l lunghezza eseguisce al disopra dell'arcata sopraciliare, scavando poi con un coltello largo un ponte muscolo-cutaneo fra le due ferite. Con due a nse di filo armate di aghi attraversa muscolo tarsale ed epitarso a lla distanza di circa 2 mm. l'un~ dall'filtra e, pas;;atele sotto il ponte muscolo-eu taneo, tra passa cogli aghi delle anse il muscolo frontale. I fili delle anse Yengono poi stirati ed a~ nodati in modo che la ptL!pebra rimanga sollevflta a lla giu~ta a ltezza e che il !aro temporale di essa resti un po' più alto dt·l lato nasale. Sutura indi le due ferite cutanee, e vi a[>plica un po' di collodion. Al metodo del Wicherkiewicz possono muoversi g1·a 'i appunti circa la diilicoltà di ricerca del muscolo di ì\fuller, cosi esile f;J><'t:ialmente nella paralisi dell'elevatore, e che richiede perciò u na tecnica minuziosa e uon scevra di pericol i per la disposizione n,natomica dei tessuti. E poi il tragitto dei fili produce gli stessi incon;enienti. C'be si lamentano nei processi del Drausart e del Pagenstec!Jer. Angelncci, eseguite le necessarie pratiche nutiset ti che e rnso il SO[>raccig lio, pratica a 4-5 mm. sotto il margine inferiore del sopn1c· ciglio un' incisione curvilinea lunga 2 t/ , cm. ed interessante la cute e l'orbicolare; disseca i tessuti incisi fin presso il hor do ta.rsale superiore. Messa indi allo scoperto la porzione pi\1 periferica del tendine dell'elevatore, la quale ha intima ('Onnessione colla fascia ta.r;;oorbit<'l.ria, vi pratica un occhiello a. ciascun lato della linea mediana, un po' più sopra della. sua. inserzione tarsale, in modo è! a poterlo afferrare con un uncino da strabismo. Isolato il tendine della fascia tarso·orbitaria., Ri recide a. 5-6 mm. sopra il bordo t.fusale, oppure anche più in alto dove esso si continua col veut.re muscolare. Nel primo caso si scollano dal basso in alto i tessuti del sopracciglio dal periostio, e dopo aYeJe applicato sul margine del tendiue delle an$e
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L A Ct:RA CH ! Ill' RGIC'A DEI.LA DI.EFAROP TOSI PAHAL1TI C'A1 ECC',
di fil.> mnuite d i due aghi per ciascuna, si fan passare queste sotto i tes><nti ;>c oliai i e ;;i f;\n no nscire sulla ~ute della fronte, dove " en gono stirate ed annodate. X el l'<d t.ro t: l\SO i nYece si eseg11 isce una iu<:isione sul margiue de l sopraccigl io e, dopo a\'ere adatt.ato sul margine peri ferico del ten dine reciso le ans~ c·ome nel ça:so precedente, si s utura d tend ine al laburo superi ore della ferita sopraciliare. Prima déli'A11gelutwi nessun o aYPYa mai pensato d i poter r estituire allo ,;.tess•> ele,·;~wre della palpebr!l. la sna funzion alità perdu ta, procnrandogli intime conu ession i amttomirhe e funzion ali col muscolo fronta.h•, il qtHtle iu conJizioni normali <'oucorre n! marcato sol le,·amento della palpebra I·~d in t'M ti q uest'azione ausiliaria del mu~colo fron1 altl è mc·s~a. a. profitw dagl' imti vidui afi'dtti da blefaro!JtOsi l'aralitica, tanto è vero che in e:;si :;i nota sempre un'accentuata contrazione permanc·ntt\ di e..;:;o mus.::olo, resa mA.uif'esta dal notevol e ar<:uameuto del sopraccigl io e dalla pre:>enza d i numerose plic he cutanPe nella reginue frontale dal la.to affet.\.0. l ! merito principale c1 uiud i dPll'An g:elucc-i consiste nell 'aver saputo dare genia](• a.pplicazioue a queste osservazioni, crean ~o un metodo, il quale :;odJisfa splendidamente nella pratit:a ;dle due principal i iud icazioni: eli ri pristinare cioè la funzione della palpebra, rest iLuendole la mobilità, e di correggere la dflformità. Il prot:elli mento dell'Angelucci è st.ato largamente sperimentato ed ha incontrat-o sPmpre il favore d(' i chirnrg i, i quali ne hau fa tto il metodo di scelta in ispecie nella blefaroptosi pamlitica (Sourdille, LapE>rsmme·, Puccioui, Bacchi, Desogns) . Per gentile concessi o11e del prof. An~elucci durante quest'anno srolastico h o potuto anch'io operare col suo m etodo alcuni inferm i di pt0si para.liti,;a d ella palpebra superiore, ed i risultati n on potevano essl·re più soddi:;fac"lnti. In qualche caso, come si rileva n elle fotografie anuesse, >:i stenta an<'he a ricon oscere da quale lato l'individuo fn operato, tale è la perfezione del risu1tato otteuuto. o.~sen·a:ione 1". -:\L P., di ann i 18, carrer.ti ere da S. Anastasia (Napoli ). La maclre non ha mai l:loff'erto el i malattie importanti, il padre è attualmen te affett.o ùa para.lisi. Ha 4 fratelli, di cui uno ricoverato a l manieomio provi11ciale per epi lessia, mentre gli altri sono stat i sempre sA. n i. L'attuale infermità rimonta all'epoca della nascita, e l' infermo riferisce di aYere avuto sempre una vi sta molto rid otta nell'occhio ma lato.
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All'esame obbiettivo notasi: abbassamento completo della. palpebra. superiore de'ltra, che si sposta lievemente con le contrazioni del muscolo frontale, quando l'infermo è invitato ad aprire fortemente l'occhio. Il movimento nor male di chiusura delle palpebre riesce possibile, ed anche la chiusura forzata di esse si compie normalmente.
!Stoni• la l~prnrrtnr<la o11idazio11• doi c/ichl'f al mQmeula di and ' " in mtlcthina. qut~t•
dut. figurs riuco,w con}1tAtJ,
Ordinando all'infermo di aprire fortemente gli occhi, mentre il muscolo frontale di destra eseguisce delle contrazioni molto accentuate per agevolare il movimento di ascesa della palpebra, quello del lato sinistro rimane inerte. Nella posizione abituale dello sguardo risaltano uella regione frontale destra delle pieghe cutanee per l'abituale, costante contrazione del muscolo frontale corrispondente. Il V =
6~ nell'occhio ùestro, mentre è di ~J nell'occhio sinistro.
Nel bulbo oculare destro si osserva strabismo di v~rgente di circa 35° e sursum vergente. Le escursioni bulbari sono molto limit1tte in dentro ed in basso, mancano in alto; all'ester no sono ancora. ben conservate. Congiunti va., cornea., camera anteriore ed iride sono norma li : un po' torpido il riflesso irideo allo stimolo luminoso.
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Il fondo oculare non present a a.lcuna alterazione apprezzabile. Nulla di anormale riscontrasi nell'occhio sinistro. Osse1·vazione 2&. - - l\1. D., di anni 22, marinaio, da Ischia. Nulla di notevole nel gentilizio ascendente, collaterale e discendente. Riferisce di aver sofferto solo nell'infanzia. le comuni malattie esantematiche. Fin dalla nascita. le palpebre superiori di ambo gli occhi ricopri vano il bulbo oculare più del normale e questo difetto negli anni successivi si è andato man mano accentuando fino ai dieci
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anni d'età e da questa epoca, a dire dell'infermo, è rimasto stazionario fì no al giorno d'oggi. L 'esame obbiettivo fa rilevare: accentuata p tosi delle palpebre superiori di ambo gli occhi, che lievemente si innalzano colla. contrazione dei muscoli frontali. Questi muscoli si trovano in uno stato di contrazione quasi continua, come possouo attestare le numerose e profonde ripiegature cutanee che si riscontrano nella regione della fronte. Il movimento di chiusura, sia lieve eh~ forzato delle palpebre si compie normalmente. A carico dei bulbi oculari niente si rileva di importante, perchè essi sono normali così per posizione che per funZIOne.
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li V. infatti è uguale 11.d l in ambo gli occhi e nessuna alterazione notasi a carico di essi. Osservazione aa.. - C. S., di anni 24, casalinga, da. Napoli. Niente di importante nel gentilizio. L'anamnesi remota ci rivela che l& inferma fin dalla infanzia fu affetta da un abbassamento della palpebra superiore dell'occhio sinistro. Questa imperfezione è rimasta starionaria fino all'epoca attuale, nella 4 uale l' i nferma si è presen· tate nella nostra clinica per essere opportunamente curat.a.
L'esame obbiettivo fa rilevare in com p! eta ptosi della. palpebra. superiore sinistra. Il margine palpebrale infatti n ella posizione d i ri poso arriva. esattamente al margine inferiore della pupilla. Il muscolo fron tale di questo lato no n presenta una contrazione costante, ed anc he quando s' invita la paziente ad aprire fortemente l'occhio, la palpebra superiore di poco si solleva e le pliche c utanee che si producono nella regione della fronte non sono molto profonde ed appariscenti. L'esame schiascopico [a notare l 'esistenza ài una i permetropia. di 3 D. n ell'occhio destro e di nn astigmatismo ipermetropico semplice di 2.50 D. secondo la regola nell'occhio sinistro. Il V . O. D. = V , O. S. T
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O.ssen;azione 4a.. - A. F., di anni 45, contadina, da S. Giglio. Negativa. l'anamnesi remota. Ha a vuto cinque aborti ed ha set te figli vi venti e sani. Circa 40 giorni addietro, mentre conduceva in paese delle vacche, una di esse cadde a terra; l' inferma per incitarla a rialzarsi venne accidentalmente colpita dalla testa dell'animale alla regione orbitaria de~tra, r~portando una ferita lacero-contusa al margine orbitario inferiore. Subito dopo compan·e in questa reg10ne un notevole edema
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infiammatorio. Consultato pertanto il medico del luogo, le venne medicati\ la ferita e prescritte delle compresse fredde. I n tal modo dopo pochi giorni scomparve l'edema, ma l'inferma notò che non le riusciva più di rialzare la palpebra destra, la quale era rimasta pendente davanti l'occhio. Impressionata da questa costatazione l'inferma è venuta in clinica per consiglio e per esperimentare le cure richieste dal caso. All'esame obbiettivo rilevasi ecchimosi in tutta la regione orbita.ria destra. Si nota una cicatrice lineare, recente, dell'estensione di circa l '/2 centimetri in corrispondenza del bordo orbitario inferiore. La palpebra superiore è abbassata in modo da lasciare appena
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evidente la rima palpebrale, nè può essere sollevata malgrado gli sforzi della paziente. Congiuntiva palpebrale e bulbare, cornea, camera anteriore ed iride sono normali. Esiste leggera midriasi, ma l' iride reagisce allo stim olo luminoso ed anche all'accomodazione. Le escur>-ion i bulbari si compiono normalmente a ll'esterno, all'interno ed io basso, limitate in alto. Non vi è diplopia. V. = l. L'esame del fondo oculare risulta negat ivu. Nulla di anormale si riscontra all'esame dell'altro occhio, 11el quale il Y ::-: l.
Osservazione 5.• - P. R., di anni li, casalinga, da Baiano. Nulla di notevole nel gentilizio. L'attuale malattia rimonta fin dall'epoca della nascita, nella quale i genitori notarono che la bambina era affetta da un notevole abbas· samento della palpebra su periore sinistra. Questo st.ato si è andato man mano accentuando tanto che a datare dall'età di sei anni la ptosi è divenuta quasi completa e la piccola pazien te ha avuto sem· pre l'occhio chiuso. Preoccupati per questa affeziona i parenti dell" inferma la fecero visitare da. un o culista, ma. questi per la tenera età di essa consigliò loro d i rimanda r e l'operazione in uu'epor a pi ù orportun a.
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L'esame obbiettivo fa rilevare ptosi completa della. palpebra su-
periore sinistra. con paralisi quasi completa del muscolo retto superiore. Invitando l'inferma ad a prire fortemente le palpebre, mentre quella dell' occhio destro esegue il movimento in ma.niera normale, q uella di sinistra non si solleva quasi per nien te ad onta. dell~ po· tenti contrazioni del muscolo frontale di questo lato. Sollevando col dito la palpebra superiore sinistra ed invitando la paziente a ruotare
i bulbi oculari in alto si riscont ra una limita zione quasi totale di questo movimento per il bulbo sinistro. L'esame diretto dei bulbi oculari non fa rilevare alterazioni an atomiche a carico di essi, ma dal punto di vista funzionale, mentre dall'occhio destro il V . è ugua le a l, nell'occhio sinistro l' inferma. per l'accent uatissima, ambliopia ex -anopsia non riesce nemmeno a. per cepire l'immagine g rossolana degli oggetti .
*** Riassumendo ora brevemente i risultati ottenuti n egli infermi da. me operat i, e senza entrare di nuovo in considerazioni che già. occuparono un largo posto nella esposizione dei varii metodi nella prima
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parte di questo lavoro, a me interessa far rilevare i seguenti fattori a. vantaggio del metodo usato. In tutti gli infermi da me operati la guarigione definitiva avvenne appena. otto o dieci giorni dopo l'intervento chirurgico, nè occorse mai alcun intervento secondario per affrettarla o modificarla. parzialmente. La. mobilità. della palpebra operata è stata. sempre riacquistata in maniera soddisfacente, e quel che più importa è che' i suoi movimenti sono stati sempre del tutto indipendenti da quelli del bulbo oculare. L'ampiezza della rima pa.lpebrale è simasta quasi sempre identica a quella del lato sano, mentre nel movimento eli chiusura delle palpebre e nel sonno i margini di esse combaciavano comJJietamente in modo esatto. L'estetica del viso, come si può vedere dalle fotografie annesse, in una delle quali, (os'!ervazione 6"), si vedono ancora in sito i punti di sutura., perchè fu a bella posta eseguita pochi giorni dopo dell' operazione, non venne in nessun caso alterata e ht ricostituzione del solco orbito-palpebrale fa fede che il movimento della palpebra si compia non soltanto dal basso in alto, ma anche un po' dall'avanti all'indietro, come avviene normalmente. Da ultimo è opportuno considerare che anche nei due infermi nei quali esisteva paralisi del retto superiore i risultati non furono meno soddisfacenti, ciò che è molto importante, perchè jn essi nessun altro dei metodi tipo :Motais-Parinaurl avrebbe potuto trovare Ja sua. applicazione. Pertanto dalle mie osservazioni personali nonchè dai giudizi espressi dai chirurgi, che prima di me sperimentarono il metodo dell'Angelucci, :;ono autorizzato a concludere che questo metodo, fra. tatti gli altri finora. ideati. è l'unico che offra nella eu ra chirurgica della bJefaroptosi paralitica la maggiore garanzia. di successo e che perciò dovrebbe essere prescelto da tutti gli operatori. BIBLIOGRAFIA. A.~GELUCCI. -
Archivio d'o/talmologia, vol. VIIT, 1900. A rchivio d'ofUJlmologia, vol. XI. 1904, pag. 489. BoccBJ. - Il proceJJao Angelucci per la correzione della ptoai paralitica della fKilpebra superiore. - A rchivio d'ojtalmologia, vol. XliT, 1905- 1006, S. 30. B oucHXBON. - Soc. /ram. d'ophth, 7-10 mai. - Arch. d'ophth, mai-j'Uin, pag. 221l. C~~ AS. Operazione dellll ptoBi mediante la sutura del m!l8colo elevatore della pal· p ebra al retto 11uperiore. Torino, Tip. Boria, 1902. A.."'GELUCCl. -
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Gtot·nale di mtdicìna mililal"c -
Pasc. Il.
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LA CuRA CHUWRGICA DI':LI..A. BLEFAROPTOS! PARALITICA, ~:CC.
La·v ori della Clinica oculi8tica di. Na7)oli, \'ol. V, 1898. Rendiconto del X V Il Congres~o di ottalmologia. Nnpoli, lO· U •lttobre 1903. DEs occ-s. Il proces9o Angelucri nella Cura, ecc., Cn:;!liari, 1904. DnAuSART. Bulletin m éd. du Nord de la France iuin.- Société de médecine àu Nord, Annales d'oculutiq><e, juillet 1880. Er,s,·ax:s:o. - Ueber Ptoaioperationem. Berlin, Ur ran und Schwarzenborg. 1913. EvER!lUSCH. Klinisch~ Monatsbltitter / iir Attgenheilknnde, 1\iiirz. 1883. v. GRAEFE's. Archiv, Hd. IX, 2, pag. 57, 1'!63. LAPERSONNE. ArchiveR d'opl!thalmnlogie, 1903. Monrs. - Annales d'ocul-istique, juillet, 1897. pag. ;;. PAG !>:\STRCflF.R. - Eine •~rte operation :mr H~ilung der Ptosis. Jnternat. Congress zur London, ISSI. PAl\As. - A rchiv. d'ophth. T. V I , pag. l. - D'un 11o••veat' procédé operatoire du ptosi-8, ttc. , 1886. PAJUNAUD Amiales d'oculistique, juillet 1897, pag. 12. PAHIXAI1D. Annales d'ocrtliatique, rnars 1904, pag. 161. P UCCIOXI. - Pol·i clinico, 190 2. Sounr>LLLE - La Glinique ophthalmologique. mara 1903 . TE RR!EX. Cllirurgie de l'oeil, Paria, Steinheil, 1902. \YlCJIEJtKJEwrc z. XVII th. lnternational Gon:Jresa of M edeciM,Secti/:m IX., Ophthalm ology, p6rt. II, png. 181. L ondon, 1913. DE Llf;:ro-VOLLARO. -
DE Boxo. -
Sento imperio8o il clovere di ring1•a.ziare vivamente l"tllu.stt·e profesArnald(} Angelucci degli aiuti e consigli prodigati.mi e della gentile 08pitalità accordatami nella Clinica. da lni diretta. SOI'e
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CA SUISTICA CLI N IC A {j,X AXNQ DI SERVIZIO
OTO·RI~O·LARINGOIATRICO NELL'OSPEDALE
TERRITORIALE N. l IN TRIPOLI. medico dottor ì\lai•io ( ,;a gjt"ia) .
(Resoconto clinico per il capit~tno
L'ospedale militare di Tripoli, dopo poco più di due anni dnl suo funzional~ento, oltre ad essere :r-rovvisto di gran parte dei mezzi più recenti d'indagine dtagttostica e di moderna terapia, trovasi fornito di un gabinetto della specialità oto-r:no.Jaringoiatrica, gabinetto dotato di un istrumentario relativamente completo, •sia dal lato chirurgico che diagnostico. l:oico del genere della colonia, ne ebbi la direzione col P maggio 1913, e la t~nni ininterrottamente per un anno fino al l 0 maggio 1914, curandovi complesStvamente di militari nostri i taliani, e non di quelli dei battaglioni libici, n. 260 otitici. Di essi: u. 60 per otite estt>rna, n. 14 per otite catarrale secca mista, n. 62 per otite acuta di prima manifestazione, n. 128 per otite acuta recidiva. A questi 260 infermi si posson o aggiungere oltre 60 affetti da irritazione delle Pl\reti del condotto, e da ipoacusia consecutiva a grossi Mppi di cerume che veni>.·ano tosto tolti all'atto della visita, nonch è una ventina di casi di otite acuta ùa tifo o pa.ratifo curati nel reparto infettivi. Dalle cifre su esposte chiaramente risulta come il numero dei soldati otitici, curati durante l'a nno, sia :;tato abbastanza r ilevante, data anche la forza media del presidio di Tripoli, aggirantesi in quest'ultimi mes i intorno agli ottomila soldati presenti. La media mensile dei rir:overati solo per malattie d'orecchio fu di venti indi· vidui, ed il maggior contingente si ebbe nel maggio 1913 in cui il numero raggiuns~ la cjfra. di 53, fatto questo giustificato dai disagi sofferti dalle truppe in quel periodo di tempo, nel quale, òopo la battaglia di Assaba, il corpo di spedizion!' marciava a grandi giornate verso il confine tunisino. Kegli altri mesi press'a poco le cifre si uguagliarono, se si eccettui qualche lieve aumento nei mesi più umidi e freddi di dicembre e gennaio. Le otiti esterne furono prevalentemente date da foruncoli o da dermatiti delle pareti del condotto, dovute ad eczema umido e !<ecco, forme in Libia piuttosto fac•ili p()r la polvere irritante del deserto che, sollevata a nembi dal vento, pe· ne t m fncilmente nel condotto uditivo, provocando in tal uni predisposti un prur ito molesto ed insistente, con le consecutive lesioni da gmttamento, sulle quali poi si innestano i foruncoli e le dermatiti. I casi di otite cata?'l'aie secca mi.yla vennero ossen ·ati in vecchi adenoidei cou turbinati inft:.riori ipertrofici, nei qtlali la funzione uditiva. eta già precedente· mente compromessa. In tali soggetti i disagi della guena potentemente influirono a peggiorame le condizion i cosi da rendere necessario il 1·irupntrio per ulteriori provvedimenti medico-legeli. Le otiti acute furono 185, di cui 52 di prima manifestazione, le altre invece apparse in individui che ave~rano gi:\ :\]meno una volta sofferto di detta mala ttia
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CASOISTICA CI.INICA
prima di venir sotto le armi, prescindendo poi dA. parecchi oA.si nei quali si trattava di vere forme di otite cronica riacut.izzata. Infatti simili r ecidive presentavano tutti delle alterazioni del quA.dro timpanico, consistenti in piccole perfo· r azioni cron iche circolari con qualche chiazza calcarea, oppure perforazioni più ampie reniforrui, ovçero estesa distruzione di gran parte di membrana. e taluni anche con carie degli ossicini o granulazion i polipoidi sporgtonti da l fondo della. cassa Di qui la. necessità e l'utilità pratica sia per l'individuo che per lo Stato di un rigore maggiore nella visita di idoneità coloniale, ove il medico dovrebb~t sempre informarsi presso l'individuo se vi siano o meno dei precedenti otitici, ed in caso affermativo, sottoporlo all'esame otoscopico, oppure inviarlo all'ospedale militare viciniore per una visita accurata, escludendo senz'altro quelli che prestontassero delle perforazioni od nltre lesioni del quadro timpanico. Venendo mo· bilitati, tali soggetti rappresenteranno sempre dei non valori che ai primi disagi finiranno per riuscire d1 ingombro, e verranno r icoverati all'ospedale per la cura e il rimpatrio d efinitivo consecutivo. Difatti nell'ospedale militare di 'l'ripoli in simili casi sempre ci si attenne nl provvedimento del rimpatrio definitivo, avendo costantemente rilevato come taluni di tali otitici afl"etti dn lesioni croniche nei quali la secrezione era del tutto cessata mercé le cure ospedaliere, pure dopo poco tempo, ripresa la solita vi t a del camp0, rientrarono tutti per recidiva. Quelli in vece affeLti da otite 1\cuta di prima manifestazione. uei quali In perforazione timpaoica si" e ra completamen te cicatrizzata, inviati nuovamente A.! corpo, r ipigliarono generalmente senza ri:;:en· tirne inconvenienti di sorta il primiero tenore di vita. Nè sarebbe meno oppor· t uno che nnrhe in tempo di pace i medici dei corpi alla visita delle reclute ponessero maggior cura ne ll'esame di quegli individui che accusano pregresse ma· lattie auricolari, poichil tutti quelli all'etti da perforazione secca, e non son pochi nell'esercito, dovrebbero esser considerati tosto inabili a lle fatiche di guerra e comandati a servizi interni di quartiere, permettendo cosi di togliere cla mansioni facili ed implican ti poca fatica itHiividui sani e robusti. che sarebbero meglio uLilizzati nel servizio di compagnia Gli alti OJiera/iri che !'i dovettero pratirare sull'orecr.bio furono : paracentesi . N. 10 estrazione di poli pi. . 6 autrectomia con svuotamento delle cellule mastoi dee . 6 Venne praticata sempro la 11araceni(' Si nei casi di otitt' med ia a cuta purule nta imperfornta, in cui esisteva procidenza della membrana accompagnata n. dolori as.;ai vivi ed a. febbre. Previa d isinfezione elci condotto con acqua ossigenata seguita da. pulizia a secco di esso con portacotone :;terilizzato, ed ottenuta una perfetta narcosi locale con la miscela di alcool assoluto, cloridrato di cocaina ed acido salicilico in parti uguali, s i incideva la membrana con l'ago da paracentcsi nel luogo di elezione, cioè nf'l quRdrante postero-inferiore t impanico e nel punto più sporgente, zatl'ando posr·ia. lassamente con stuello di gRrza. iodoformica. Mediante questo semplice atto operativo, oltre il doloro. cessarono certi stati di bbirintismo. cho a prim1~ vi«ta potevano far sospettare qualche fatto morboso di g r;\vitil maggiore. L e operazioni pe1· polipi provenienti dal la casso. furono sei. Due piut tosto voluminosi cosi da occupare parte del condotto uditivo vennero estirpati coll'ansa a. freddo del polipotomo. gli altri con la pinzett>\ a cucchiai di Rartmann, tutti previa anestesia locale con soluzioue di cocaina ed adrenalina. In due casi, oltre
CASUlSTIOA CLINICA
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le granulazioni polipoidi vennero tolti mediante il cucchiaino ed il piccolo uncino delll\ scatola di Hnrtmann il manico del martello e pat·te dell'incudine già in piena carie e moblli. I casi nei ~uali si dl•vette intervenire sulla mastoide furono sei, pochi in relazione al gran numero di otiti curate Ritengo che molta otiti acute con abbondante secrezione, quando vengono diligentemente e parecchie volte medicate nella. giornata come si è fatto sempre nell'ospedale militare di Tripoli, possnno dar luogo con assai minor frequenza. a complicanze mnstoidee. Tre cast furono rappre<oentati de. una vasta. raccolta perimastoidea, consecutiva 11 fistola dell'apofisi mnstoidea. L'operazione eseguita nel reparto chirurgico dal capitano medico Zaffiro dottor Antonino, direttore dello stesso, si limitò all'apertura dell'ascesso e a. quella dell'a.ntro con apertura e raschiamento del seno fistoloso e di qualche cellula mastoidea. Nel quarto caso trattavasi di un ammalato che al suo ingresso nell'ospedale per il vivissimo dolore accompagnato a febbre elevat:t veni:va d'ur· genza operato di paracentesi. In seguito, quando tutto procedeva regolarmente e la !ebbre era. già scomparsa e la secrezione diminuita, cominciò improvvisamente ad acousare di nuovo vivo dolore all'orecchio accompagnato da notevole eleva.mf:nto di temperatura. Praticassi una seconJa paracentesi senza risultato di sorta, al dolore frattanto dell'orecchio si aggiunse forte cefalea e senso di sti~·amento ai muscoli della nuca as<~&i doloroso, così da rendergli impossibili sia i movimenti di flessione del capo che quelli di laterali~à· Credetti quindi opportuno di intervenire chirurgicamente. consigliato pure dall'egregio dirigente del reparto di ~Chirurgia, il signor maggiore Di Giacomo, al quale rendo grazie per avermi prestata gentilmente la sua illuminala assistenza durante l'atto operativo. .d.perto con una certa difficoltà l'antro si riscontrarono poche goecie di pu:;, abbondante jovece il tessuto di granulazioni che venne accuratamente raschiato ed asportato. L'apofisi m&Stoide pure presentava i segni di una osteite necroticn, il tessuto • «~eo era facilmente friab1le con molte fnngosità, però nessuna raccolta purulentn. 'Delle cellule. Considerati l'inten.sa cefalea ed il senso doloroso d i stiramento -della nuca si volle, prima di finire l'atto operativo, osservare lo stato della. dura madre nella fossa cranica media, nel dubbio di qualche raccolta. I!Xtra-durale, l'esame però riuscl negativo. Nei primi giorni consecutivi all'atto operativo si ~bbe tosto la remissione della cefalea e dei dolori dei muscoli della nuca cosiccbè que;:ta poteva muoversi, se non liberamente, almeno relativamente bene. La seerezione continuava. a fuoriuscire abbondante sia dal condotto che dall'antro, pero dopo la terza medicazione comparve nuovamente,nccompagoato da febbre (38), violentissimo il dolore e lo stiramento dei muscoli della. nucn cosi da·rendere impossibili i movimenti del capo, specie quelli di flessione. Altri sintomi e segni ehe facessero pensare a fattl meningei mancavano, motivo per cui si ritennero i ~uddetti dol&ri originati da miosite prevalentemante dt>gli splenii del capo dovuta a. trasporto !lttl'averso i linfatici di prodotti miorobici e ci si limitò a impacchi -continuati e risolventi caldo-umidi, cosicchè l'ammalato dopo nove giorni era del tatto a.pirettioo, poteva. muovere speditamente il capo e (cessata in breve lempo la secrezione del condotto e la ferita chirurgica cicatrizzata), rimpatriare, ga.arito. Nel quinto caso si trattava di un soldato otitico fin dalla prima sue. giovi· oezza, il quale era entrato d'urgenza all'ospedale per febbre assai elevata e con secrezione purulenta abbondante del condotto uditivo destro, secrezione che da· U.va già da quatt ro mesi e iniziat&si in qunntitA assai scarsa. Operato insieme al maggiore medico Di Gia.como due giorni dopo il suo ingresso all'ospedale per
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C ASt.;JSTICA CLIXJCA
ma!;toidite e trombotlebite infettiva. del seno, se ne avevn dopo sette giorni lo esito letale, e l'autopsia eseguita dal capitano medico )1ariotti riscontrat·a oltre al trombo settico del lato colpito che si diffondeva al torcolare di E rofil o, la trOm· bosi pure totale della vena magna Galeni e del seno trasverso del la.to opposto. Le vene giugttlnri invece enmo ambedue pervie. Nt-ll'ultimo caso trattossi di un soldato affetto da otite media purulenta ncuta destra di prima manifestazione, che dopo un periodo di venti giorni di degenza, quando la secrezione era assai diminuita, senza causa nota, cominciò di nuovo ad avvertire improvvisamente dolori acuti all'orecchio, violenta cC'fR.l ea fronta le, vomi ti, vertigini, alterazioni del senso statico "' dinamico con notevole nistagmo orizzonta lo Quantunque fosse apiretico, e non vi fo~se alcuna :depressione della. parete posteriore del condotto, pu1·e , persistendo inn.lterati nel secondo giorno i sintomi suddetti, interven11i chirurgicamente coll'assistenza cortese e sapiente d el dirigente il reparto chirurgico, capitano >'ignor Costantino Monaco. Aperto l'ant ro ed asportate le fungosità, raschiate pure poche cellule mastoidee che non presentavano alcuna raccolta purulenta, in considerazione dei sintomi si credette opp01·tuno mettere n. nudo la dura madre nella fossA. cmnira media senza tto· varvi alcuna rRccoltra extradurale. Dopo l'atto ope~·a tivo scomparvero qua.si subito tutti i fatti labirintici e cosi pure andarono rapidamente diminuendo la cefalea, i dolori interni dell'orecchio ed illlistR.gmo, talchè l'ammalato dopo un mese rim patriava sulla nave o~pedal e con la ferita operatoia qm\si cicatrizzata. Un cn.so pure assai interessante fu quello di un soldato entrato nel reparto otitici proveniente da un reparto di medici na, ove era degeottj da circa \"enti giorni per una forma reumatca, a cui era soprlloggiunta da sette giorni una otite acuta feblH·,Je. Accusando l'~tmmalato vivissiruo dolo re, quantunque scarsa ne fosse la secrezione, si intervenne con una paracent,!-;i senza alcun risultato. La febbre cominciò u. prendere fin d!dl'inizio un tipo manifes tamente piemico con remissione notevole al mattino e violente esacerbazioni serotine, precedute dR. intensi numerosi br i vidi, con sudori profusi notturni e dolori qua e là vaganti articolari. Sia per il dolore vivo mastoideo, s ia per In cefltlea localizzata pt·evalentemente alla metà della testa corrispondente al lato eolpito, sia per i g1·avi sintomi generali, si imponeva la diagnosi di unl\. trombo-Aebite del seno e si stava per intervenire chirurgicamente, quando l'inizio di uno scarso versn.mtlnto pleurico pnrulento a destra, come lo dimostrò la puntura esplo1·ativa, e le gravi condizioni gen erali del· l'infermo ci consigliarono e desistet·e ùa qualsiasi intervento, trattandosi evidente· m ente di iufe7.ione generalizzata. L'esame microscopico del pus sia dell'orecchio come del torace dimostrò la presenM di soli numerosi streptococcbi, qua li riscontransi in coltura pura. Trattavasi quindi senza dubbio di sorta di una infez ioH~ generale streptococcica causati\. da otite ed il caso venne curato con due, e allo inizio, anche tre iniezioni quotidiane di tloctrargol, che corrisposero assai efti<"n.cemeute modificando il decorso della febbre e migliorando i fatti genernli. :\el n entra però che questi ultimi andavano attenuandosi e cessava del tu tto la serreziano otit1cn, aumeutava invece il versamento pleurico, cosiccbè ne veniva nec,•ss ario l'intervento chirurgico, e l'informo, operato di costotomia, rimpatriava poscia completamente gunrito. Gli inte1·veuti chi1·urgici sul naso e SIIlla .'JOla furono assai limitati per difetto di materiale. Snl naso iufa•.ti si opemrono: resezioni del turbinato inferiore. n. 4 rese<~:ion i della s pina del setto. • 2
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• OJ.SUISTIC.-\ CLI:S!CA
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più una estirpazione d i numerosi polipi mixomntosi da ambedue le cavità nasali di un soldato. La resezione del turbinato i nfe riore ~-enne sempre praticata, previa anestesia locale con cocaina ed adrenalina, con la. f orbice lunga ad angolo, limitandosi generalmente alla semplice d ecorticazione; la r esezione della s pina del set to invece molto agevolmente con uno dei comuni septotomi. In quanto poi ai polipi nasali si us ò l'ansa a freddo per i più voluminosi e per i pit\ piccol i in~ece si prestò assai bene la pin za del Luet·. Gl'iuterventi sulla !fOla si limitarono all'incis ione col bis turi di undici asces.~i peritonsillari, previa puntura osplorntiva, ascessi consecutivi ad nn gina lacuna re e causn.ti tut ti, come lo dimostrò l'esame microscopico rlel plls , da soli streptococchi. t.:ndici furono pure le es portazioni di tonsilli, e per tale piccola operazione chirurgica si praticò s~>mpre con gran vantag gio lo spezzettamento mediante i l concotomo di Ha.rtmann e m>.i si ebbe a. deplorMe alcun spiacevole incidente. Tre volte s i inter venue nel retrofaringe: la primtt per un raschiamento, mediante l'ndt'noidotomo a paniere, di grosse ad~>noidi, e le altre due per l'abla~ione di una sanguisuga indovatas i nella vol ta faringea. Nella. laringe nulla di impor tan te si ebbe occasione di praticare, se si eccettuino diciotto inte rventi per ablazione d i s a11guisughe collocKtesi in località diver~e del lttringe e Rnche nella parte alta della trachea, che 11e rea.d eva.uo lo. presa più o me11o diffic ile e pericoloso.. La. pinza laring ea di Fran'kel a scartamento antero-pos tt!riore per le sanguisug he collocate nelle regioHi laterali dellari11ge, e quella di Pauvel a scnt tn. mento late· rale per quelle sitltRte nella reg ione della commessura anteriore delle corde vocali, c-orrisposero sempre bene dopo uno o talvolta ripet n t i ten tativi, previa cocaini zz•~z ione.
(Jues te brevi note, scritte senza pretesa. di sol'ta servono se non a ltro a d imostrare ancora. una volta come si impong>L una più accurata visita sovrat tutto a i Mt·pi di quanti ebbero precedentemente a soffrire di otite media sec t·eti va, curandone l'allonta name nto da.i reparti mobilizza ti, dove il gene re d i vitn. e i di sagi •i dc>terminano delle noios issime pericolose recidive con danno de ll'individuo, dell'esercito e dell'erario. L'ar t. 49 dell'elenco delle infermitu dice esser motivo di riforma l'otite secreti'<'a cronica se sos tenuta da carie delle ossa., o da altre cause di difficile rimo~ione, a ccertate in un ospedale militare e permanente oltre il periodo della rived ibiliti\.. Non sarebbe inopportut\O forse a g g iungere «e nel militare dopo infrut· tuol'a cura ». Ques ta aggiunta troverebbe sua giustificnzione dal fatto che generalmente g li ufficiali rassegnatari trattano per a nalogia i militari come g l'inscritt i di leva ed applicando l'art. 49 viene così concesso un anno d i couvalcs<'enza >Id ammala t i affetti da esiti di otite cronica insanabili e talora pericolosi d i vit a, ammalati che rientra ti dopo un anno alla vita di caserma tornano all'ospedale e finiscono con la riforma. Con l 'aggiunta invece sunnominata si dà modo ag li uffici ali medici rllSsegnatnri di emettere un giudizio con scienza. e coscienza d i licenza o di riform>L secondo <'he le lesioni s iano suscettibi li d i guarigioue od al contrario gravi e ribelli ad ogni UHttamento. Sarebbe inol tre opportuno nfiid11 re a ll'illuminato d iscernimento del direttore dell'ospedale lu decis ione di riforma anche d e ll 'inscritto di leva, senza pass~tre pér il tramite d ella rivedibilità in tut.ti i cas i• di lesioni insanabili causate da otiti croniche; se ne a v vantngerebbe cosi gra ndem e nte l'individuo e lo Stato. Tripoli, mag gio 19U..
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IGlENE E PATOLOGIA COLON IALE P. l\I:GNACCA. G. PtAXTELI.I.
Note clinic!Je sulla ·1n'llaria in El'it1·ea. Bre1·i note sulla patologia di .Jssab. P. MJOXACCA. Se1·penti VPlenosi e loro diff'usione in Eri! rea. P. M lGNAt:CA. Filal'ia di Medino.. G. hlA IWTTA. - Di a/cu11e praticlw e c1·edenze inerenti alla medicina t1·a gli ind iyeni in Eritrea. G. BtNI. - Le lesioni t·ioleute curate nel repa1·to indigeni dell'o.,peclale d'Asma7'a dal 1° dicembre 190!1 al ."10 givyno 1910. M. FtERRO, G . BtNt e A. BE\'tL.ACQUA. - ft{alaftie cw·ate nPttli ospedali ed infennerie clell'Eri.tl·ea clal 1° l~tglio 1909 al BO gitt!JIIO LfJLO. G. BrNr - Note di climatologia medica dell'altipiano el'ih·eo. M. CAHJ>ANO - Tl"ipano.<OIIIa tipo Tllei!e?'i nei bot•i11i della colonia Eril1·ea. M. CAT!PAXO. - Parassiti ma.larici elle pih fl'e')uentemente si ?'iscontrano nella ( ·olonia JJ:dtrea. M. CA IH'ANO. - S11l ciclo evol1lfiro dell'lfaemopr otewJ Dauile11·skyi. ..Vote biolo!lir·he del pa?·assita riscont1·ato in alcune 11pecie di ?tccelli de!la Cotrmia ErilrPa. Collezione di pubblicazio'1i scientifiche sull'Eritrea. Volume l. Studi di medicina tropicale. - Pubblicato a cura del Governo della :>olonia Eritrea. - Istituto italiano di arti g rafiche, BergaUto 191-1. Già in altro numero di questo giornale ricordammo alcuni lavori dei capitani medici Fierro e De Mat·zo facenti pa.rte dell'importante e recente pubblica:>:ioue qui sopra segnata. Rite11iaruo opportuno completare la recensione dell'opera stessa indicando gli altri lavori che fanno parte della medesima. e che sono dovuti agli egregi capitani medici Bevilacqua, Bini, l\Iarotta, Mignacca, Piantt'lli, uno di essi in collaborazione col Fierro, eò. all'egregio capitano vete rinario Carpano. Dalla collaborazione dei capitani Fierro, Bini e Bevilacqua devesi un impor• tante studio statistico sugli infermi ricoverati n egli ospedali e nelle infermerie della Colonia Eritrea nell'anno 190~!-1 910. dal qua. le risulta che si ebbero in totale 2107 ammalati, di cui 1802 militui (459 bianchi e 1349 indigeni) e 305 civili (65 bianchi e 2-!0) colle cifre più alte di 602 per le malattie infettive, 208 per quelle dell'apparato respiratorio. fl4S per quelle dell'apparato digerente, 285 per quelle dei tegumenti esterni, 253 per le lesioni violente; <;he i diversi presidii ebbero un totale di ammalati decrescente nel seguente ordine: Asmara 6·18 ammalati, Adi-Ugri 308, Cheren 29~, Saganeiti 104, Agorda.t 98, Massaua (H, AdiCajè 5:?. Ai dati statistici seguono alcune nozioni cliniche sulle malattie riscontrate nel reparto indigeni dell'ospedale militare di Asmara, le quali, classificate secondo la nomenclatura iuternazionele di Budapest alla quale però vennero per necessita aggiunte alcune voci, ci apprandono che le intossica:>:ioni alcooliche sono poco freqm>nti, che frequentissima e la bronchite acuta, che non si riscontrò che un caso di dissenteria amebica, che la maìaria è la forma morbosa pit\ diffusa o spesso complicata con disturbi de l tubo gastro·enteriro, che frequenti sono le forme di tebbre ricorrente sulla cui natura però (forse spirillosi) non si poterono far ricerche, che f1·equentissima è la blenorragia e pure frequentissima e diffusa è la sifilide spesso manifestantesi con forme bronco-ah·eolari, che piuttosto fre-
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..... IGIENE E PATOLOGIA COLONIALE
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qtH'nte nell'altipiano è la polmonite crupale, che rari sono il morbillo c la parot.ite epidemica, molto di fl'•1so i n vece il vaiolo, che difi"usissimo è il tracoma con tutte le sue complicanze e conseguem;e. Il Bini in un suo lavoro sulle lesioni violente curate durante un anno nel r epart.o indigeni nell'ospedale di Asmara, espone un quadro statistico di 821 prestazioni chirurgiche e fa menzione delle lesioni piu important i dalle quali si r ile,·a con piacere come l~ ferite da punta e da taglio a scopo omicida, ad onta cbA gli indigeni siano tutti provveduti di armi toglienti, siano rarissime. il che s.-condo l'A., è dovuto all'alto concetto che l'indigeno ha della giustizia delle sue l eggi e dei suoi tribunali. Fra. le più importanti lesioni violente sono citati alcuni casi di frattura delle ossa craniche e facciali. In un altro interessante lavoro il Bini fa uno studio sulla climatologia medica dell'altipiano eritreo dal quale »i apprende che in complesso il clima è temperato e può co,;tituire un t emporaneo sollievo agli europei costretti a condurre la loro v ita sui vari porti della costa inospitale del Ìlfar Rosso, ma ha anche lo svantaggio di essere troppo uniforme e dannoso a llo svolg ersi del metabolismo necessario alle diverse funzioni or ganiche, e che g l i effetti dannosi si avvertono Terso la fine del primo anno di vita sull'altipiRno e più evidentemente nel se· condo con una serie di distur bi che colpiscono più specialmente il sistema nervoso e l 'apparato digerente; ad onta di ciò però, l'A., dopo aver passato in rivista anche la particolare nosografìa. che osservasi in questa r egione, conclude col dicilianue di non mostrarsi pessimista circa l'adattabilità dell'europeo al clima dell'altipiano, purchè se ne sorvegli l'acclimat.aziono e si proceda alla selezione di quei soggetti che non raggiungono J'optimum di nda.ttabilità. svelando deficienze o latenze morbose, le cui conseguenze sono perniciose pel soggetto e per b razza, se questa deve all'armarvisi St1tbilmente. Le note cliniche sulla malaria, le notizie sulla filaria medinense e s ...i sf:'rpeuti >elenosi e loro diffusiOne in Eritrea del Mignacca sono interessanti capitoli di patologia eolonia.le. Circa. la malaria sono studiate con diligenza la. sua difJ'us ioue e le cond izioni che ne favoriscono l'insorgenza, la. frequenza e la siotomn.tologia delle diçerse forme malariche, le complicanze, h\ cura e la profilass i la quale viene in\·ocata più attiva ed energica per certe zone che potrebbero essere ubertosissime, se non vi fosse que~to flagello; una buona carta dimostrativa delle zone ma!ar icbe dell'Eritrea completa questo studio. Circa alla. filaria di Medina si apprende che I'SSa è molto comune nelle regioni del B a re>\ e in quella d ci :Baria e d~i Cunama; l'autore poi lr>\tta dell'anatomia del verme, del modo d i sua penetrazione nell'orgnnismo umano discutendo sulle due principali teorie ritlettenti,J'nna. l'introJ.uzione suA. per via. cutanea, e l'altra quGila per via gastro-intestinale, dell'in<'ubazionto della malattia., della sua. localizzazion e, della sintomatologia. della profìla.ssi e della cura. Nel lavoro sui serpenti velenosi i l M ignacca rlopo alcune generalità sull'argomento e sulla classificazione dei serpenti velenosi, tratta di quelli che più comunemente osservausi in Eritrea, dei caratteri fisici e chimici e dell'azione del veleno, della sintomntologia div~rsa a seconda che trattisi di morsicatura di un colubride o di quella di un viperide, della cura che consiste n elle lavature della ferita e nelle iniezioni di soluzioni di ipoclorito di calcio e permanganato potassico e nelle inocula:>:ioni di siero antivelenoso. Il Piaotelli nelle sue brevi note sulla patologin di Assab illustmspecialmente l o scorbuto che osservasi con una certa frequenza negli ambienti de l reclusorio,
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IGIE:'iE E P.-\TOLOGIA COLOXI \L.E
le febbri di natura malarica, certi edemi che si manife<;tano negli Europei nei mesi piu caldi dell'anno, che egli ritiene di natura angioparetica, e troverebbero condizioni fAvorevoli di sviluppo negli individui presentanti scarsa tonicità òelle p11.reti v11.sali. le diverse specie di piaghe tropicali. Il ~farotta in u n interessante capitolo tratta di alcune prat iche e credenze inerenti 11.lla medicina tra gli indigeni dell'Eritrea, lt> quali sono, pt>r verità. ancora circoscritte 11.d alcune '\'ecch ie pratiche it·razionali dettate dall'empirismo e dnlla supet·stizione. L'A.. dimostrA come la mentalità delle genti eritree in ordine allo pratiche di tnedicina e di igiene sia ancora allo stato primit ivo, come !11. \'Ìta ordinaria indigl·na per quelle specie di fAtalismo che tanto :aratterizzn le t·azze pri· roitivc, si svolg11. nelle peggiori condizioni igieniche sia rispetto allo abitazioni, sia rispctto al l'e:<tiario, all'Aiimontuione. ecc., t1 como la magr:;ior parto dei rimedi sit•no tt·atti indistiutameute dal mondo animale o da qu<>llo vegetale, quel li delia ~ocondn specie suggeriti più che altro dall'empirismo, quelli della prima sugg~'· r iti piuttosto da strano associazioni di coutrasto e d i som igliam:n, di atfinitil o di antAgonismo funzio nale. Anche le pratiche di chirurgia sono quasi tutte empiriche fondandosi sopmtutto sui due concetti principali di riparnro alle perdite di so~tnm:a, ove queste siansi verificate, c di agevolnre la fuoriu~··ita di corpi, di so· stnuze, di umori. Giova però ricordare, dice l'A., che tutti qut>sti rimedi empirici~ comP. lo praticha superstiziose. t'ra le quali quelle di ingoiare il pezzo di cRrta "ll cui il pr~to scrive le benedizioni t.>d i versetti di S. Giovanni, vnnno mnn mttno ~comparendo. e migliorate an~he le condizioni di e:;istenzn, cominciano anche ad el'Sere l'aiutati adeguatamente l'assistenza medica sia in ambulatorio che a domicilio, il ricovero gratuito nelle infermerit>, le cut·e pt·ofllatt ic h e di di'<'erso getwt·e. l lavori del capitano vettlrinar io sig. Carpnno souo indirizzati allo studio dèi pt·otozoi paras~i ti sia degli animali che dell'uomo. ln tre lavori interessanti ben corredttti d11. ta1•ole fotogrnficbe ed a colore, l'A., tratta del ~t·ipanosonta 'l'heil,,l·i parassita dei bo'i'ini nei quali produce una speciale malattia, la gall-sicbtl'sN o GalziP/o'te e che egli ha trovllto se111pre m isto con nitrì protozoi e !!pecialmeute col pi1·oplasma riu!'lcendo n coltivarlo nel terrt>no di !\ovy e :Uac :'\<>al dove acquista una speciale morfologia che lo avvicina ugli Ilerpelomonas ed ai Ch1·itidia, passa in ri \'Ìsta i parassiti ma larici che più ft·equentemente osservansi nella. co· lonia :Eritrea, e fa uno studio interessante sull'llaemoproleus /Janilewskyi che ha riscontrAto in alcune specie di uccelli e sul quale lm potuto seguire il ciclo e\'0lutivo, dimostrando per la prima volta l'esistenza d ei co'lì detti schizontigameti aventi lo !'copo di a ssicurare maggiormente la conset·vazion<' dello. Sptlcio. ('ome vedesi da questo riassunto forznta mente breve, l'o~em dei nostri med ici c 11(' tl•rinari milittu-i nella colonia Eritrea. è d1·gnn di ogni en1'0mio e di grande incornggiamonto. Auguriamoci inoltre t:he i mezzi di indagine scicnti6ca ancora alquanto scarsi, come del resto alcuni degli autori dic hiarant>, vengtmo più abboudantemon tc concessi e d itl'usi e che sorga quello che è desidr·rio di tutti. e cioè un istituto di l'tudi t ropicali t11.le da poter pe rmettere le ricerche su molti pro· blemi non ancora risoluti e da :opec ializzure i medici ed i Vl• terinnri destinati alle rolonie fAcilitando loro, come ben dicono gli autor i nella prefnzione al libro , c non solo Il< conoscenza della specialt> patologia, ma la speciale missione che t'S!'i debbono svolgere, quE>lla cioè di plasmare una coscienza colonmle la q ualt· renda il snnttario un buon diplom>ttico, tal& cioè da aff'ezionar,i colla scienzA l<' popolazioni d i colonizzazione e di dominio 4 .
RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RIV 1STA DE.LLA STA~IP A ~lEDI CO-liiLITA I\ E ESTERA Per il dott. Edmondo Trombetta, colo1>nello medico
FRASCIA. Crediamo far cosa. grata ai lettori col pubblicare quasi integralmeTJte l' r~trri cura delle f erite à'ciT-Jita da fuo co, compilata dall'ispettore gene.rale dottor f'havasse, direttore de l servizio sanitario militare dell'esercito opertnte: istruzione che venne comunicata a tutti i direttori di sanità, ai medici capi di di\"isiooe, ai medici capi delle formazioni saui tal'ie e d egli ospedali della zona delle armate, e ai medoci capi dei treni sanitari. I. ~h:otCATUrtE. l 0 Ogni ferita e i suoi contorni de\"ono essere pennellati con tintura di iodio all'l 0 0 : basta un solo str ato. L e ferite prodotte Ja frmn menti di proiettili d'artiglieria, cosi ft·equonti nella guerra di pos izione, vanno considerate come infette. 2° L'applicazione delle norme essenziali del metodo aut isettico (l'as:cp3i compresa) dev'essere rigoros11. : e~~a è tanto inctispeusa,bile durante le m edicature, quanto durante le operazioni chirurgiche. Una ferita non de\"e essere Jas,iata scoperta che per il tempo strettam<·nte necessario alla sua « toilP.tte ~. soprattutto quando la medicatura è fatta o rinnovata ne l letto stesso del paziente. I materiali di ruedicatura saranno a portata di mano, ma ben riparati. Si eviterà di deporre sul l etto o su tavolette di pulizia dubbia gli strumenti che servouo alla medicatura. X elle formazioni sanitarie di prima linea, le scatole e i pa nieri restano purtroppo scoperti molto spesso in mezzo alla polvere e a lla paglia. Le sale d'operazione e di medicatura saranno sempre t enute rigorosamente pulite. Le medicature sudicio non devono essere gettate in terra, ma nccolte in un recipiente: la quale prescrizione sarà osservata tanto ne ìle ambulanze. quanto negli ospedali. Pulizia massima nelle sale dei malati. 3° Si ba troppa ten· <lenza. a rinuovare le medicature, non appena la loro superficie esterna appaia. impregnata della secrezione delle ferite, senza che lo stato del ferito giustific hi una tale pratica. Certe medicature furono rinnovate pers ino tre volte in uno stesso giorno su feriti sgomberati. L'attività chirurgica e quella delle dame infermie re hanno altri modi piu u tili per man:festarsi. ~on si deve mai dimenticar e che il r iposo delle ferite è uno dei migliori agenti della loro guarigione. (~unndo una ferita non dà UO>\ suppurazione eccessiva, quando il ferito è apirettico e non soffre, e quando l a medicatura non è abbondan temente imbevuta Ji sangue (indizio di grave emorragia' , basta, in generale, irrigare largamente In superficie dt>lla med icatura con un nutisettico deodorante '(per esempio, un cucchiaio di estratto di ZÌ011P, sulla
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RIVISTA DE:t,LA
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MEDICO-MILITARE ESTERA
Javel in un litro d'acqua, oppure 100 grammi di liquido d el Lab~rraque in u n li t ro d'acqua), e d i aggiungen •i - se lo si ri tiene necessario -uno strato di cotone idrofilo . t;>uaodo si toglie la medicatura molto aderente alla ferita, s i eviterà ogni stiracchiamen to, che potrehbe produrre uno stillicidio di sangue ed es porre a infezioni secon darie. Per d istaccare la medica tura, s i!ricorre rà all'acqua ossigC'na ta. al siero s terilizzato tiepido o a qualche soluzione antisettica. 4° In alcuni Oi<peda.l i le dame infermiere hanno preso la cattiva abitudine di tagliare e preparare le fasce e le compresse n elle sale de i malat i e d i farsi a iutare da feriti ancora suppuranti. Questa pratica donà esse1·e rigoros~tmeo te v ietata: e il la.voro di pre parazioue delle fRsce sarà fatto nei locali del la guaTda•·oba o in un locale speciale, da mani pulitissime. li. I~TEH\"Ell\TJ c.;Hmi..' HG!Cr. - 1° La conservazione degli arti sarà s pinta fino ai suoi l imiti est1·emi, particolarmente se si tratta di ferite dell'arto superiore: il che sa r~l grandemente favorito da lle c ure assidue e da un t raLt arnento antisettico a ppropriato : la quale conservazione n on yuol dire sempre aspettazione, so prattu t to nelle fratture da schegge di proiettili d'artiglieria . Per un rhirurgo sono titolo d'onore, non giil le operaz ioni mutilanti che ha eseguite, ma quelle che ha evitate ai suoi feriti. L o s colo dP lle secrezioni delle ferite. l'evacuazione delle r:lccolte e delle infi l trazioni purulente s~u·anno a ssicurati per mezzo d'inci.;;ioni o di sbrig liamen t i e di ltnghi drenaggi. Le ind icazioni generali delle. amputazion i nei primissimi giorni sono gli estesi sfaceli degli arti e le g A.ngrene fulminanti: le vnste perd ite di sostanza delle pa r t i molli sono sovente r iparabili. l'iù tardi, le suppurazioni eccessive con os teomielite e febbre persis t en te, che mettono in pericolo la vita del paziente, potra nno divenire un'indicazione di amputazione, come pure le emorragie secondarie i ncoercibili. Le fe rite d'arma da fuoco non dovranno essere mai suturate. Per quanto ri guarda i mooconi d'amputazione, i chirurghi s i limi teranno - nelle unitÀ. sanitarie di prima linea - ad applicare uno o due punti ùi sutura sulla metà del mnnichetto o dei lembi, sosteuuti da sostanze agglutinanti antisettiche o da suture so:cche senza ostacolare il gemizio delle secrezioni. Nella cura delle vaste perdite di sostnnza, l'uso delle varie suture secche (a l diachylon, al leucoplnste, al collod ion, ecc.) faciliterà il lavoro di riparllzione. :3° Nelle ambulanze immobilizzate e bene allogate e negl i stabilimen t i sanitari di prima linea c he rice,·ono i feriti poche ore dopo il traumatismo, le l'ente f rastagliate, an frattuose, con o senza frattura, prodotte da t'ra mmenti di proiettili d 'artiglieria - divenute cosi frequenti - saranno diligentemente ripuli te, liberate dai corpi estranei di qual s;asi natura e dalle schegge libere in caso di f rattura, posciadis in fettate. L'acqua oss igenata e il siero &rtiticiale sterilizzato e caldo in particolare faciliteranno questa pulizia. la quale sal'l\ completata dnll'azione d e lla tint ura di iodio, portata in t ut te le 1\cfratt uosità della fer ita. 3°. In caso d'emorragia, nessun laccio costrittore sarà lasciato in pos to più di una o due ore. L'emos tasi do vrà essere ottenuta con mezzi diretti, o, in caso d'impossibilità assoluta, colla compressione pe r tamponamento. Negli aneuris mi diffus i. è quas i sempre indicata la legatura al disopm del la sacca prima d'inciderla, se ciò è giudicato nece~ario. ,to Nelle ferit e penetranti del torace e dell'addome, prodot te da armi da fuoco, l'astensione ~ di regola.
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a ) To1·acP - Se la vita e compromessa da stra vasi pleurici che determinino soffocazione, saranno praticate le necessarie punture a settiche. G li empiemi saranno s empre aperti secondo il procE-dimento ordinario. Vi sono raccolte puralen te incistate che soltanto la radiografia riesce a svelare. b) .dddome. - Nelle ferite d'arma da fuoco penetranti nell'addome, l'uso combinato del ghiaccio e dell'oppio applicato fin dal principio, diede buoni ris ultati, pan1gona.bili - se n on superiori - a quelli d ell'incisione soprapubica del Murphy. Le indicazioni di questa incisione possono tuttavia. presentarsi a un dato m o m ento dell'evoluzione d'una peritonite; senzà tacere c h e a lcuni chirurghi In eseguir ono nei grandi s travasi s anguigni, con ris u ltnti variabili. Q uando si f arà un n tale operazione, che ha le scopo di assicurare il drenaggio dell'addome, non si ometterà, per f avorire lo scolo delle secrezioni, di usare dei t ubi di d renaggio di gross o calibro e di tenere il paziente semiseduto nel suo let to. Se è possibile, v i si ag· g iungcrR. l 'istillazione endorettale di s iero a r tifici>\le caldo, secon do la tecnica d e l Murphy; ma tale istillazione non è sempre ben tollemta.. Gl'inten·ecti piu importanti collo scopo di suturare le ferit e intestinali, :lnche eseguiti in buone con dizioni, n on d iedero risultati incoraggianti. Q uando la. vescica e l 'uretra. profonda sono fe rite, è sempre indicata la. cistotomiR. Se, nell~ ferite del rene, un'operazione s'impone, bisognerà limit~rsi all'incisione e al dreoaggio iiO ~elle ft!rite penetranti do\ cranio, è quas i sempre in dicato l'in tervento per pulire e disinfettare i fori d'entratu e d'uscita, le docce, i solchi, ecc., estrane le schegge '>isibili e regolarizzare i m argini ossei. Talvoltn si è costretti a fare una trapa nazione decompressiva o emostatica n<>i casi di lesione della meningea. In nessun caso s i farà l'esplorazione del tragi tto endocerebrale. Ili. FRATTURE D llG LI ARTI B RKLA'l'IVI APPAHECCUI. - L a Scelta e l'applicazione degli app!lrecchi per la cura sul posto delle fratture - p nrticolarmente quelle dell'arto inferiore - rich iedon o grande attenzione. Lo s pirito d'iniziativa dt:i chirurghi troverà moclo d 'esplicarsi nella creazione d'apparecchi, che permettano la fot.ci le applicazione delle m edica ture. Gli apparecchi g essati ape r ti (in do~.ce o con stecche), a vah•e, fe nestrati, rinforzati, ecc., e gli a.pp:uecchi modellati in zinco o in allumi nio, sono certamente i migliori, sia d i posizione che di trasporto. Le docce ordinarie non si applicbernnno che in manennza di meglio. Per l'arto superiore, il tess uto metallico regolamentare a ssicura. u n 'ottima immobilizza zione. X elle frattu re della coscia, l'estensione diede eccellenti risultati, ma dev•esser fatta in modo che sia ridotto al minimo l'at trito sul piano del l etto : è sovente necessaria Il\ trazione in posizione d 'a bdu?.ione. ~elle fra tture della gamba, n on è abbastan za f r equentemente im pi.,gata. la ;:ospens ione, c he è di gran sollievo al paziente e si combina facilmente con tutti g li apparecchi. E ssa è pure utile n elle infiammazioni ditluse degli arti. JV. TETA!\0 l> GA~GRENA F ULMINANTE.- Queste temi bili compl icazioni insor gono molto spesso nei primi giorni della lesioue. l 0 T efa1w. - Bisogna soprattutto agire preventiv:~.mente e colla maggior solleci t udine possibile dopo la lesione. Le iniez ioni preventive devono esser fatte
nPlle ambulanze, negli ospedali d i sgombero o in quelli di primn. line&, e poi nei treni sanitari: ed è a codeste unità sanitarie che dev'es<;ere particolarmcnta riservato il siero antitetanico, l a cùi produzione è ancora. poco abbondante. Le
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mtezioni saranno rinnovate entro ~;li otto giorni; e talvolta può r endersi n ecessaria una terza iniezione: es;.e sono attualme~te riservate per le ferite irregolari, frangiate, anfrattuose, per gli sfaceli e gli strappamenti, per le lesioni dt>lle dita delle mani e dei piedi. Sarà sempre necessario fare un'accurata pulizia antisettica delle ferì te. Contro il tetano dichiarato al quarto o quinto giorno, si ottennero risultati soddisfacenti dall'uso del siero antitetanico in iniezioni sottocutauee, nelle dosi di -ro.100 cc. ripartiti in due iniezioni giornaliere e ripetute per due o tre giorni di seguito; o anche in inie~ioni endovenose alla d01;e di 30-40 cc. Ma siccome le riserve attuali non permettono di dare una larga. estensione a questa pratica, cosi bisognerà serbare il siero come agente essenzialmente preventivo. Questo metodo fu, del resto, associato sempre ad altri mezzi curativi (cloralio ad alte dosi, morfina, iniezioni ipodermiche di l cc. di soluzione fenica al 2 p 100 ripetute dieci-venti volte il giorno, secondo il metodo d el Baccelli). 2• Gangrena fulminante. - È stata osservata soprattutto durante il periodo dei calori estivi e particolarmente in seguito a ferite da strappamento. molto anfnJ.ttuose t>, di solito, complicate da fratture, nonc.h è nei gravi sfaceli prodotti da schegge di gran;tta. S i cercherà di prevenirla per mezzo di un'antisepsi minuziosa e coll'uso dell'acqua ossigenata o dell'ossigeno puro. Quand'essa è dichiarata, s'impone quasi sempre l'amputazione, che si è eseguita più volte, con buoni risul tati, nella zona cr epitante, facendo seguire all'operazione iniez.ioni profonde d'acqua ossigenata o d'ossigeno puro.
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..•.. BULLE'riN DE L'A.(;ADÉMIE DE MÉDEClNE. Nurnéros t!e novembre et décembre. NOTES sun LES I'LAtli:S 0~1 Gus:nnE, par M. HENll\' HAtt'rMANN. L'O. espone all'Accademia ciò che gli hanno msegnato tre mes i di chirurgia di guerra, e noi abbiamo trovnto in questa sua esposizione molte osservazioni interessanti ed oltremodo istruttive. Il primo fatto. egli dice, che richiama l'attenzioni!, è la con$ideret·ole p1·oporzione di (t'l'ite 1Hodolte da proiettili d'm·tiglieria. Su 311 feriti, 43 voi te egli non potù precisare la causa della lesione; ma. nei ri mauenti 2GS, 168 volte si trattò di ferite da proiettili d'artiglieria (127 da frammenti di granata e ·U da shrapnels) e 99 vol te soltanto di ferite da pallottole di fucile. Un secondo fatto importaute è la lreque11Za delle (1·atture: 112 casi (13 del cranio, 5 del mascellare s u pt:: riore, 11 del mascellare inferiore, 4 di costole, 5 della colonna dorso-lombare, 3 del sacro, 3 dell'os;.o iliaco, 27 dell'omero, l O del cubito, 6 del rndio, 5 delle due ossa dcll'ava.mbraccio, 17 dt:l femore, 10 delln tibia, l del pet·one, 6 delle due ossa della gamba. La 11UYrlalilà fn molto elevata: 28 morti su 811 ca~i, ossia il 9 p. 100: il che dipese dal fatto che la maggior parte dei feriti osservati dall'O. si f ermarono a. Parigi, perchè il loro stato gill grave non permetteva di far loro proseguire il viaggio verso le formazioni sanitarie più lontane. 4 morirono di peritooite, 4 di ferite alla mc::hide con sezione completa de l midollo, 2 avevano avuto esportati due a1·ti inferiori. Due cause di mortQ, che non si ossen·a.uo che raramen te nella. pratica civile il tetano e la gangreno gassosa. - meritano di r ichiamare tutta. l'attenzione; tanto più - dice l'O. - che t:>SSE' si possono evitare in molti casi con una cura .appropriata.
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RIVISTA DELLA STAllPA l\IF: OICO-MILITARE F.:'iTF.RA
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Per il teta11o, è sufficiente la cura mediante l'iniezione preventiva d el siero; ma. bisogna farla in tempo. L'O. ne osservò 2 c:tsi : l morto e l guarito; q uest'ultimo, trattato colle inie:tioni d'acido fenico associate all'ingestione di cloral io. A &..san~·on. durante il suo giro d' ispezione, l'O vide, su 2-!73 feriti, 36 casi -di te/ano con 8:/ m orti, tutti sviluppatisi in individui in cui non s'e1·ano flltte !t: iniezioni; mentre nelle unità. sanitarie, dove si faceva l'iniezione di siero a ll'arrivo de i feriti . non si sviluppò neppure un caso di tetano. All'Hotel-Dieu di Bourg. su c irca 900 feriti, si veri6cnrouo 7 ca!'i di tetano, t utti in individui non iniettati. Se in tutti i feriti - senza d istinzione fra ferite semplici, insudiciate e anfrattuose - si face!<se sollecitamente un'iniez ione prenoti'\"a di siero e la si r i nnovasse, dopo sei o sette giorni, nelle ferite anfrattuose, si giungerebbe a sopprimere quasi interamente q u ..-sta terribile complicazione. In quanto riguarda !11. gatwrena !lasvosa, si può dire che una cura appropriata riesce io molti casi a prevenirne lo s>i luppo, e in molti altri a.d atTestarne il decouo. Questa complicazione non si ossen·a mai nelle ferite estese e largamente aperte: l& s i osser>a., invece, nel le ferite a tragi t to molto stretto, sinuose, approfoodanti i nei tess uti molli degli arti, so prattutto quando si tratta di ìerite da schegge di granata o da shrapuell. che, più sovente che le pallottole, traspor tano brandelli di VE:Stito. Codesti trogitti sono molto frequentemente la sede d'una suppurazione saniosa. lllÌ.tlt a g ns : nn giorno la temperatura si eleva al disopra della n o rmale , e il doruani l'a' to assume un colorito gialliccio, m e ntre, a. Ila paJ pazione, si a \'Verte d,,t gas sotto la pelle: quand o il processo è ph\ profondo, l'arto s i gontia in loto e la g11ngrena gassosa è dichiarata. Il d ottor Roger trovò n<'l pus ga'lsoso d i co· dest i tra~titti il B. perfrinyell!t, giungendo, per conseguen za, a risultati concordi con q uel li recentemente pubbl icati del Doyen e dal ''1\'einberg. P e r prevenire que· sta ~'ompl icazione, è indicato di sbriglia1·e laq;amente i tntgitti, di libe rarli da o~i corpo e s traneo, di drenarli da. un cttpo all'altro e d'irrigarli con acqua ossigenata. Quando la gengrenn. gassos a s 'è dichiarata, che cosa bisogna fare t Si son proposte le iniezioni inte rstiziali d'acqua ossigenata; ma, tan t o all'O. q u anto ad altn chirurghi. esse si dimostrarono ineffi caci Ciò che occorre l'art! è disinfettare il focolaio iniziale, a ssociando a questa disinfezione larghi sbrigl iamenti d e lle parti invase e procede11do 111l'amputazione quando l'arto è i nteressato in tutto il suo s~sore. In quest'ultimo c~tso, l'O. propone di lascillre il moncone - i cu i orli s i r iRccostano semplicemente per meuo di due o trtl fili di bronzo nella. parte media - largamente aperto nE'Ile sue parti laterali, applicando~·i gt·os~i tubi di dreuaggio e strisce di garza imbevute d'acqua. ossigenata. Con questo m e tod o, aggiunge !'0.. n bbiamo guarito un gran numero di fe riti. Com e medi catura delle fer ite di guerra, l'O. d ic e .ti nott esser;:;i ser;ito della t intura di iooio, la quale gli parve convenire soltanto nei ral'Ì cas i di t'e r i te da p~tl· lottoiP non in fette. ~elln qu><<:i tota lil.à tlello ferite, che, nelle primo 2J ore git1ngono infette alle formazioni s anitarie, consigl ia di aprire la rgamente i tragitti e d i 1rngarl i generosamente con acqua. ossigenata o con sol11ziom• fenic a, r ico rrenclo nei giorni sE>guenti e quando la fe rita è molto inft•tta, ai grandi bagui locali, o, quando !A. r e (tiOne non vi si presta, alle polverÌ7.llazioni antisettiche. L 'appl icllzione d..Jie compresse imbe..-ute d'acqua coo a gl;iunt a d'un po' tli .lave! - m ed ica.t ura molto sem1•lice e poco costosa - diede ottimi r isultati. pnrticoln.rmt>nte nt:lle for it e sanios e ed esalanti un odo1e fe tido.
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Prim;• di porre termine alla sua comunicazione, l'O. dedica alcune parole a! vantaggio indiscutillile che si ottiene sottoponendo tutti i feriti all'esame 1·adio· scopico, com'egli ha sempre fatto nell'ospe,Jale ausiliario n. 58 coll'aiuto del dottor Maingot. Ques~'esa.me, molto rapido, semplice ed economico, rende servizi assai maggiori che la presa delle grandi radiografie, oggi tanto dill'usa. Collocando il feriw dinanzi allo s chermo ed esnminando successivamente l'arto di faccia e di profilo, si vedono immediatamente le ùatture e i corpi estranei. Per localizzare questi ultimi si ricorre a varie manovre. Facendo eseguire dei movimenti attivi, si vede il corpo estraneo muoversi col muscolo che si contrae; facendo eseguire dei movimenti passi"ri, si osserva se esso si sposta simultaneamente con un osso e, seguendo il senso dello spostamento durante i movimenti di rotazione dell'osso medesimo, si vede se esso è incastrato nel piano anteriore o nel piano posteriore di quest'ultimo. Con questi ed ''Itri procedimenti, che sarebbe troppo lungo l'enumerare, l'O. dice esser giunto in tutti i casi ad estrarre rapidamente i corpi estranei.
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*** ~~~}'l'I!ODE DE BA,S:\:EJ.LJ. Par M. le Dr PAUL SAJN·ro:-~. - Durante i mesi di ~ettembre e ottobre, l'O. ebbe occasione di curare nell'ospedale temporaneo di Cheroourg 22 casi di tetano, di cui 4 sono attualmente guariti e 2 furono seguiti da. esito letale per malattie intercorrenti quando il tetano era. già spento. C'ome si vede, dunque, l'O. non intende di pre sentare una statistica eccezionalmente favor,..vole (6 guarigioni su 2'2 casi); intende soltanto di dedurre conclusioni pratiche dai fatti osservati, facendo osservare che tutti i casi avuti da lui in cura erano grnvissimi. La cura adottata fu quella proposta dal Baccelli, con associazione di c loral io: i nostri primi tentativi - d_ice l'O. - furono timidi; ma poi, dopo un perimlo d'incertezza, adottammo il procedimento seguente : Due volte il giorno i pazienti furono sottopos ti a un'iniezione di 40-50 cc. d'una soluzione fenica nl 2 p. 100: per modo che, in ciascuno di essi, la dose giornalie ra Vtll'iò fra grammi 1.60 a 2. L'iniezione s i fece sotto la cute e, qtu\ndo era pos8ibilo, nella regione sovrastante alla sede della ferita e nelle sue vicipanze; altri menti la si pral;.icava o a lla facci11. esterna delle cosce o nell'addome. In due dci malati, che l'O. ebbe in cura, le iniezioni furono ripetute per circa un mese ; cosicchè la quantità totale d'acido feuico introdotta nell'organismo di ciascuno di essi fu di 48 grammi in un caso e di 88 nell'altro. Localmente, queste iniezioni non pro\·ocarooo mai dolori; ma, in due casi, diedero luogo ad eritema e ad una. infiltrazione lardacea dei tessuti. Non si ebbero mai sintomi di avvelenamento da fenolo: le orine non presentarono mai il color nero caratteristico. Nello stesso tempo, i malati erano tel.luti i~olati in locali tranquilli e nella semioscua·i tà: il matti no e ln. sera ve uiva loro applicato un clistere costituito da 6·8 grammi di cloralio, Ja uno o due tuorli d'ovo e da 2[>0 grammi di latte. A quelli che a,·evnuo un notevole spasmo ad ogni dcgluti:done, s'iuterdivnno le bevande. 11 metodo del BacCl·lli - continua l'O. - ci diede risul tati veramente positivi, i quali sono, senz'alcun dubbio, dovuti all'acido fenico e non al cloralio, come lo dimost rarono vari casi in cui, sospesa In medicazione fcnicat.a e continuata la somministmzione del cloralio, si ebbC>ro ricadute abliastanza gravi, che furono >\r~ restate dalla ripresa delln. cura fenico.. :Ma aftinchè questo metodo sia fecondo di efl'e tti salutari, occorre sia iniziato presto e precisamente dalle primissime fasi della malMLiR.
SliR LE TRAITE~IENT DU 'I'I::TANOS PAR I,A
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RIVI:'>T A DI::Lt.A
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}IEDI~O- MH, ITARE
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P ..lRlS MÉDICAL. No" 38 et 39. (Janvier l!Jlo). Troviamo in questi fascicoli molte noti;o;ie interessanti circa l'opera. coraggiosa. prestata. dai nost.ri colleghi francesi sui campi di battaglia. AIJ'elenco dei morti in comha.ttimento vanno aggiunti altri 13; a quello dei ferit.i 3; a quello dei citati all'ordine del giorno per atti di valore ol, di cui parecchi furono gravemente feriti: n umerose, poi, le croci della Legione d'onore concesse 1\d ufficiali med ici di ogni grado.
LBS MAI,...DIEii INFKCT!RU'5ES DANS L'ARlt.;E, PLUS PARTICUI.IÉRE:llENT JC~ T.E!ofPS or. GUERRE. Pa.r le Dr DOPTER, médecin-major de Ire classe. - Dopo aver passato in rivista le malattie infettive che più frequ.mtemente si sviluppano in tempo di guerra, l'A. fa ,alcune interess11nti considerazioni c irca le cause per le quali queste malattie a.ss umono un carattere speciale durante il periodo bellico ; carattere che talvolta ne trasforma il quadro patologico in modo veramente singolare. Fra tali cause, la piti costante è la fatica (o surmenage, o 8lrapazzo, c he dir si voglia). Il la•oro imposto al soldato in ttlmpo di guerra è continuo: egli deve fa.re ogn i giorno marce lunghe e penose ; marce che sono beo sovente forzate, sia di giorno che di notte, non permettendo le esigen;o;e della lotta un sutficiente riposo. Dopo un certo periodo di tempo trascorso in codesta. vita estenuante, la. fat ica passa allo stato cronico: gl'individ ui sono indeboliti e pallidi; si trascinano sulle s trade, in coda alle colonne, e divengono cosi incoscienti o indifferenti, che neppure l'avvicillani del nemico vale più a stimolare il loro coraggio auni en~ato. Uua tale miseria fu;iologica diminuisce ogni resistenza. alle infezioni, le quali sta nno, si può dire. s empre uU'a.ggua.to per colpire codesti organismi, in cui i germi infettivi !anno facile presa. àl la•oro muscolare intensivo imposto s 'aggiungono le emozio"i della fotta e l'esaurimento nervoso, c he contr ibuiscono a. esager·are la depressione generale. L'alimer~tazione diviene qui un fattore di prim'ordine. In tempo di guerra, l'alimenta.;o;ione è quasi fatalmente difettosa i n quantità e in qualità : in quantità, perchè la ra;o;ione è insufficiente a riparare le perdite e i rifiuti organici dovuti allo stato di strapazzo continuo; in qual ità, perchè in campagua l'alimentazione è troppo uniforme, consistendo ess a quasi sempre in conser.-e, lardo salato e galletta, che finiscono per irritare il tubo digerente, apreudo cosi La porta ai germi infettivi. Inoltre, ben sove nte anche l'alimentazione liquida è diiett<lsa; giacchè, nonostanté la sorveglian;o;a., l'ingestione d i acqua non potabile apporta. i germi più d&nDosi negli orgaJJismi indebol iti e perciò molto ro:cettivi. D'altra pa rte, J'atten;o;ione delle ~ormi combattenti essendo for;o;ata.mente concentrata sulla lotta, 9li errori e k deflc~nze igieniche sono numerosi e contribuiscono alla propagazione delle infezioni contagiose: basta ricordare la diffusione del tifo pet ecchia le per mezro dei pidocchi, che pullulano là. dove manca la. proprie tà. personale. E ancora: le truppe si s uccedono di villaggio in villaggio, e nn tugurio, infettato dalla febbre tifoi<iea. o dalla dissenteria., serve di accantonamento successrvo a. parecchi reparti di truppa, che, quando si rimettono in cammino, spargono nei reparti rimasti sani tutt i i germi che vi hanno raccolti. S -
Gim'llalt d& mcdicma millla1·e -
Fa.-;c. Il.
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RI\"1-':TA
Dl~f.I.A
S.TUII'A MIWH'O- MILITARE ESTERA
Un fa.ttore importante, che contribuisce a deterroiua.1·e t:tlvolta una elevata perce n tuale di morbilità e di mortalità, è l~~; natttl'a del terreno su cui si svolgono le O)Jerazioni di guerra. Certi ten-eni, infatti, riconducono- ogni volta che essi son teatro ù1 lotta- le stes~e malauie infettive : ed è cosi che, durante la conquista dell'Aigcl'ia e nelln guerra di Cdmea, la ma hnin. la febbre tifoidea e la dissenteria dominarono nelle truppe: il c h<' !lYvenne pure nella guerra turco-russa, n cl111 Cocincina e nel Tonkino. E se alla natura insalubre de l hrreno s'aggiunge la miseri!\. del pne:::e, allora avvengono disa~tri incalcolt~bil i; e la guerra t ui·co-russa n t· è un esempio. Le truppe tnm,;itavano per r egioni insalulJri e miserabili, i cui abitanti vi\·evano in tuguri se uzn cnmiui nè finestre e do•e s'n111massnvano alla rinfusa. uomini e animali. Quando i Russi vi penetrarono per accantonarvis i, ogni Y i llag~io, ogni casa, ogni capa nna d ivenne un centro d'infezione. un focolaio )'Otente di contagio, da r ui si sparsero la dissenteri:~., il tifo esante:11atico e In febbre tifoidea. A nchr nella natura ste~sa delle guerre e particolarmente n ella loro dt:rata, :;i tl·ova la i-:piegazione della morbi lità e della m or t fl.litit più o 111en o elen\te. Nelle _111cn·e bret"i, la campagna fìuisce sovente prima che le epidemie abbiano a \'Uto il tempo, se non d'rtppari re. almeno di cosi ituirsi e di p1·opagarsi. Nelle yuen·e di lunga du1·ata, invece, le epidemie hanno tutto il tempo di svolgen;i e di difì'onders i, e la loro gravità non può che a<·crPscersi per dato e fatto dei successivi passaggi dei g<> rmi; passaggi, che ue aumentano la. virulenza. D'a ltra pa rte, tutti i fattori di r ec;ettività vanno a cc umulandosi; e lo snapn:p:o (surllte1Wf/e) cronico, conseguenza natut·ale delle lung he e coutmue fatiche, accompngnato da un'al imentnzione de ficiente e dalla dl'pre~J>ione prodotta dalle emozio ni della lotta,cout1·ibuisce a imh•bolire il terreno su cui i germi pntogeni faranno facile J'resn. La yuen·a d'o.11sedio si segua la nucora per l'ekvata proporzione delle mala t tie
iufettive che dominano fra gli assediati e gli assedianti. Nell'esercito o.s~ed iante, oltre l'afl"ollamento che, da ~è solo, reudcudo i contatri più intimi, aumenta le probabilità di contagio e ~rea ciò che gli autichi chiamarono « mcfìtislllo ,., v'e poi il pericolo del sudiciume dovuto alla quantità conside r evole di cavall i e di animali da macello, la cui presenF.a contribuisce certonneute a inquinare il t e r nmo. Non è esagerazione il dire che l'uomo Vi\·e allora iu un a111biente dove do mina la putrefazione. la quale invade non soltflnto il suolo, ma ben anche la fnlola acquea sottenanea. Ne ril'mlta pe rciò un'alta percentuale di fe bbre tifoidea, di d>arree e di diss~;uteria; la qunle ul ti ma può preudcre, insil·me col colera, un ol gmude este nsione. ~f'gli eserciti as~ediati, i l pericolo è auche maggiore, giacchè essi sono costretti a trattenc J·e i loro malati, i quali divengono dei focolai c ontinuamente minacciosi . Inoltre, in tali truppe. la d epressione ne1·vosa è intensa (emotività, timore dl disfatte) ; l' la peuurla alimentare - se anche non raggiunge il grado di carestia ve ra e propria - accresce la recet tiv1 tà per ogni infezione. Cosicchè quando le afle zioni 1-'pidemico-contng iosc insorgono nelle piazze Msediate, tro~ano un t erreno di elezione pe1· s vi lupparsi e p.-r t'are un gran numer o di vittime.
INGHILTERRA.
JOURNAL OF THE IWYAL ARMY MEDICAL CORPS. N. 6. (Novemùer 1914). TllE TltEA'l'MI~ ~-r o~· ACUTE J;;)JJ>H\".SK)tATOUS GA:\Ci flE:\E, Preliminary comtuunication by licu tcuant-colonel U. J:l:, Luwsu~ aud lieuteuant BECKWJTII \\'lll'I'EHVU:sF.. ( La Citra detta ga11yrena enfisematosa (Coroun icv.zioue vreliminare).- Le conclusioni delle ricerche e delle o~servazioni di questi due utii ciali med ici, addetti al corpo di s pedizione ing lese iu Frìl.ncia , sono le ~egueuti:
.... l Rl \ ' l:STA DELLA STAMPA MEDLCO·MILITA!tl!: E i'T ERA
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l • La gangrcua infettiva acuta dovuta al B . aerogenes capsu latus o al B. oedemati:~ maligni è, quando colpisce le estremità, un processo semplicemente locale in princ ipio, che poi si estende per continuità diretta nel tess uto sottocutaneo. I muscoli e i tess uti profondi partecipano a l processo morboso nell'immediata vicina n7..a d e lla. ferita. Quando la. gangrena è estesa a tutto un arto, essa è donna a un trauma molto grave, in specie di qual che vaso principale. '1.0 L'am putaz ione d'un arto per gangrena ,mfisematosa a cut a non è ncces· saria, salvo c he s iano interessat i i tessuti in loto o pe r uni\ note vole e;,tens ioue. l:I.L~tera aspo rtare i t~:ssuti raortifica ti, rico rdando che l'Mnput a:;ione e,;eguìfa mol to al d~opra della zona affiJtla è controindicata e può riuscire d i esito l et ale p t!l' slwck . s• L'infiltrazione di ossigeno nei tessuti sani al di s opra della linea grangreuoBa e s uliiciente ad arrestare il percorso ,Jell'infezioue e, n ella maggior p•~rte dei ca .;i, a salva re l'arto. 4° Il m ezzo più conveuieote per introdurre ossigeno uasc('ute nei te~suti con· ~i-"te nell'miezione di acqua ossig enata. n eutra calda. o• L 'operazione non è segui ta da incon venieuti; ma bisogna aver cura di evitrtre lo shock e il trauma venoso.
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.-\ KEr•oRT oN GAS GANGRENE. (R elazi one sntla
ga n.urena gas11osa). By colon e! Si r A~1'no xY A . .l:lowLBY. - L 'autore è venuto alle seguen t i conclu.~io ni : t• Tutte le fasciature strette, in Spl'cie quelle che s i appl icano Ili poS[Ì di Sllccorso, de,·ono essere evitate. Le ferite da. pt·oiettil i d'art ig lieria sono così ;:pesso segui t<! da emorrag ia inters tiziale che la r egione s i goutia. : ond ' è :>be In fas ciatura diviene ben presto troppv stretta o osta cola In c ircolazione. P er conseguenza, molte fasciature bebbono essere tagliate pochi giorni dopo la loro applicazione. 2• In molti casi la trazione richiede incisioni e drena ggio: e si approtitterà della circostanza per lavare la f eri ta con una soluzione antisetti ca, daudo la prere ren za all'acqua o~si genata. Occorrerà porre ogni cura n ell'es trarre i hraudel\i di vest it o, ch e, di sc lito, contengono l'agente iufettivo; come pure le schegg e o,;-;ee. i frammenti di proiettili e la terra. SO s·pesso l'amputazione eseguit.'\ a livello dt' i tessuti enfisema tosi . m a non a.n•·ora ga.ugrenosi, dà buoni risultati. 4• Il gruppo degli anaerobi, che son causa della g ;1ugreoa, sono s por igeni; e ls spore (specinlm~nte di questo gruppo di anaerobi) vengono molto di ffici lmente uccis e da gli antiset tic i o dall'ebo llizione. Per cons eguenza si ric hiedono al tr i msz:z:i per ster ilizzar e gli strumen ti e gli altri og getti imptill!Lt i ~ a) Distruzione delle coperte e degli abi t i insudiciati dalle Sl'crezioni; b) R iscaldamento in autoclave ali>\ t emperature di 1200 C. ; c) Bollitura per u n'ora in una sol uzione di fenolo Id l' l p . 20 o di !isolo (l in 10). o• Quand'è possibile, gl'individui affetti da gangrena g assoStl debbono es ser e i..:.olati negli ospedali; il che è tan to più necess ario quando s i pensi c he quest i ammalati mandano u n fetore insop portabile. BEPUBBLIOA ARGENTI•A. REVI STA DE LA SANIDAD MILITAR. N.os 9-12 (Dice mbre 1911). S O BitE PROCBDD! IESTOS DE DES R ATlZACION. Su AI'I, ICAC' ION J::N LOS CUARn;u~S . (Dei m ezzi per d'ist1-uggere i topi· Loro apJilicazione nei quartieri). P ar el Dr. P EDitO G. RtYERO, Cirujano de Division . - Dopo aver ded icato t:.n te pagi ne a.lla e ro· n a c a d olorosa della distruzione d egli uomini. dii. quas i un senso di sollievo l'oc-
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RIVISTA DELLA STAMPA llEDICO·MI LITARI!: ESTERA
cupa.rsi brevemente della distt·uzione dei topi, riassumendo quest'interessantissimo articolo del nostro collega argentino. l mezzi più noti per distruggere questi dannos issimi animali, che prediligono purtroppo le abitazioni, sono i seguenti: l gas asfissianti.
Le sostanze tossiche· L'infezione bacillare. L a sommersione. L'impiego degli animali domestici. L'uso delle trappole. Ora, l'A. consiglia giustamente i gas asfissianti, q uando si tratti di distrug· gere i topi nelle cantine, e i boli tossici quando si tratta di procedere a tale di· s truzione negli altri locali. l gas preferibili sono quelli prodotti dalla combustione dello zolfo misto ad arsenico (apparecchi del Gubba, del Nocett i, ecc.), o dello zolfo solo (Playton, ecc.), o l'anidride solforosa e l'ozono (Marot). L'uso delle sostanze tossiche (fosforo, 11.rsenico, stricnina, cloruro di cal'lio, car· banato di bario, ecc.) d it. buoni risultati; ma è evidente che la loro azione si esplica soltanto sul roditore che ha ingerito il veleno, ed è perciò molto più limitata di q uella dei gas asfissianti. Ser.ondo il François, gli a1·senicali sono fra. i tossici mi· gliori, e, delle molte formale, la seguente sembra la più efficace: Sevo . . Formaggio in polvere Acido arse nioso in pol vere Nerofumo . . Essenza d'anice.
1600 g rammi 1000 • 100 »
lO
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l grammo
In quanto nì virus, di cui s i hanno molti tipi, non pare che a bbiano datori· sultati soddisfacen ti. Ma., oltre che sulta dis truzione dei topi coi mezzi suindicati, l'A; insiste gius tamente sui due punti seguenti : 1° CU7·are l'igiene giornaliera del qum·tie1·i; e cioè: a) Pulizia del quartiere e dei locali accessori: b) Rimozione giornaliera delle spazzature e dei rifiuti; c) Con~egna immediata dei rifiuti all'azienda pubblica incaricata di tale servizio, se non si a vesse a. disposizione un forno inceneratore; d) Se non fosse possibile n è una coS>< nè l'altra e si disponesse d'un ter· reno libero nelle vicinanze della caserma, si bruceranno i rifiuti in un forno da campagna oppure si so tterreranno in a.ppo8i te fosse; e) Fintanto che i rifiuti rimangono in caserma prima del loro i noeneri• mento o della loro rimozione, devono star chiusi in recipienti a.dRtti. 2<> Im p ermeabilità dei paviuwnti: a ) Il provvedimento ideale sarebbe quello di rendere impermeabili tutti i pavimenti dei vari locali della caserma ; ò ) I depositi degli effetti di vestiario, dei viveri, dei foraggi, le cantine e le cucine avranno il pavimento di smalto; c) Se è indispensabile che il locale abbia il pavimento di legno' s i procu• rera almeno che siano assol utamente impermeabili le pareti.
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RIVIS'rA MEDICA
G. !~coNA. l'uln&. -
Buovo metodo rapl4o di do•agglo dell'aoldo urioo uel(Riv ista critica di clinica m edica, n. 47, Ull4).
L'A., bas(>ndosi sul principio che lo jodo in ambiente reso 1\lcal ino da un sale senza azione su questo metalloide (bicarbonato potassico, horace) agisce r~gol ~<r· mente ed esattatnente sull'acido urico secondo il rapporto dei pesi molecolo.ri, tr'l,forwandolo in a llossa.na ed urea, h a ideato un nuovo meto•lo che oltre per r~sattezza dei r isultati si raccomanda per la facilità. e capacità d'esecuzione . In una provet ta da ct~ntrifuga si v ersano 10 cc. di urina, vi si ag giungono gr. l.ii d i cloruro ammouico e cc. 1,6 di ammoniaca, si agit a e si lasc ia in r iposo una mezz'ora: dopo questo tempo l'acido urico è precipitato sotto fonn a di urato an1 monico. A Ilot-a si centrifuga. e decantato il liquido limpido s ovrast ante, s i lava il s.edimento a ggiungendo 2-3 cc. della segu<'ute soluzione: cloruro d'ammonio gr. 15, ammoniaca cc. 16, acqua distillata q. b. cc. 100. Si agi ta., s i cen t rifuga Ji nuovo e decantato il liquido di lavaggio si ripete l'intera opPraz ione ancora una o due v olte. A questo punto con circa 30 cc, d'acqua distillata si trasporta il preci pitato io un becher e s i aggiunge acido acetico quanto basti a discioglierlo pQr intero. Dopo a vere alcalinizzato il liquido a m ezzo di una. soluzione satura di bicarbonato POtassico e borace, si procede alla titolazione dell'acido mico con , una soluzione :->{oOod N{lOO di jodo, facendo uso quale indicatore di alcune goccie di sald1• d 'amido. La comparsa di una colorazione azzurra persistente indica il t erm ine d ella r eazione. e poichè la colorazione azzurra svanisce rapi damente, <·d è quindi f a r ile aggiungere un poco di jodo in eccesso - alterando così l'esattezza. dei ri,;ul tati - si t iene p ronta una soluzione N{éO ed N{l OO di iposoltito sod ico, che :>i hgg iunge rapidamente sino a che il liquido ritorni incoloro. Il qua nti tativo d i i pS<Jlfito sodico impiegato venà naturalmente sottratto da quello (n) J cl la "'o lnzione jodica . Il risultato, ove si s ia. fatto uso della soluzione NjJO, sarà dato d !l !la formula : x = (n X 0,084) 0,01 gr ; la cui t·isoluzione e;~pri me la qunutit à di acido urico cou tenuta in 1000 cc. dell'urina in esame: il centigramma che si agg i u u ge al r isul t ato serve a correggere la perdita di acido urico rimasto in solu· zioue nelle a cque madr i e di lavaggio. Con tale procedimento, oltre che a. rendere p iù spedit a l'operr.zion!', poich è i r i..,ultat i s i conoscono appena dopo tre quarti d'ora, tenendo presente che mezz'ora è im pieg nta n ella prec ipitazione dell'acido urico nou richiedente veruna. s or vc· l!l ianz a , si ha anche il vantaggio di una maggior facilità d i esecuzione, in quanto l'uso della soluzione equivalente di iposolfìto sodico, permettendo di valut ar e ~oo esattezza i l dl più di soluzione jodica impiegata, toglie ogni ince rtezza nello ;ta bi li re il termine della reazione, altrimeuti non sempr e evideut e.
+
c.
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RIVIS1'A ::\IEDICA
Joo (E.) et SALVA1' (J .) - Typhus exauthématique et baoUie paratyphiqae B . - (1'ropica.l Disea.:;es Bulletin, dece111ber 15, 191-1).
È ben noto che il bacillo parati6co B. possa passare nel sA.ngue lungo il decorso di va.rie malattie, e gli autori sono stati in grado di scoprire questo bacillo nel sangue di oltre duecento soggetti, che avevano sofferto il tifo esantematico a Casablancn. (i\larocco). li baci llo paratificl) B. è considerato come non n.vente alcun rapporto con il t ifo esantematicù; ma, siccome l'infezione provocata tla esso è molto estesa in Marocco, non reca sorpresa che esso abbia potuto stabilirsi co•ue sapi'Ofito nel corso di una malattia così grave come il tifo esantematico.
c.
Sulla dUJ'aslone della tuberoolosl um&'D& al musooli e al midollo delle os•a - (Il Polic;linico, vol. XX-M, a. l!HS).
Iìott. c. s~'ORZA e G-. Co;;co. -
Gli autori hanuo studiato la difl'usione della tubercolosi umana ai muscoli e al midollo delle ossa, inoculando sotto la cute dell'addome di cavie pezzetti di muscoli e di midollo de lle ossa di ind ividui morti per tubt'rcolosi cronica degli organi res pirn.torii. E con pezzetti di muscolo tolti da 16 individui inocuhtrouo 34 cavie; con pezzetti di midollo osseo prelcvA.ti asettica mente da 18 indi \'id ui inocularono 40 cavie. Delle cavie inoculate con pezzetti di muscolo soltanto S manifestarono un'in· fezione tubercoiA.re; di quelle inoculate con pezzetti di midollo H presentarono manifestazioni tubet·colari. Per queste p rove gli autori concludono che nell'uomo aA'etto J a. tubercolosi polmonare cronica. l'infezione si d iffonde raramente ai muscoli, p iù frequentemente invece al midollo delle ossa. D. BAI.ESTHA.
RIVIS11 A DI NEVROP A1,()LOGIA .MASSIOL0:-1. -
Le vie d'invasione della demenza preooce. -
(Encéplwle,
n. 4, 1914). Coatr~riamente a l s intetico concstto unitario ed estensivo del Bleuler, l'A fa notare dapprima la dive rsità dei tipi clinici sotto i qual i insorge e decorre la demenza. precoce, per poi venire a. tliscutére l'opinione che essa costituisca un gruppo di psicosi a. patogenesi multipla. Dopo, viene a distinguere da unn parte i casi in cui essa appare come un processo morboso primigen io, con sintomi, d ecorso ed esito ben d eterminati, per quanto l'evoluzione clinica. possa talora essere continua, tal'altra int'rammezzata da remissioni più o meno lunghe, per quan ro se mpre caratterizzate da deficit mentale; dall'n.ltra i casi in cui essa appare s econdaria o ad un certo n umero di acce~si di psicosi maniaco-depressiva a tipo irregolare, o a casi di psicosi tossi-infettive ed attualmente conglobati negli stati ebefreno-catu tonici.
JUV1:5TA 01 :S:l::VltVI'ATOI.OGlA
nn
Q uind i, la demenza precoce kraepelinian n appare un processo morboso a l quale si gia.nge per v ie diverse e che si costituisce iu punti di1l"eren.ti dal decor>:o delle p sicosi; però, n.na volta costituitasi, essa si svolge J•er con to pt·oprio e in modo origi.n.ale. P e rciò la sua patogenesi dev'ess~1·e multipla, quale risultan te di influenze ereditarie, di fragilità mentale e di processi tossi- infetti>i vari (e for· s·a.nche di turba endocrine) Se cosi è, allora dt~lla attuale concessic.np un1taria s i dovraa.n o ,;t accare form e va rie o stati psicopat ici diversi d ill"erenzia bili nell'attuai«:> uniformità appar ente del tipo. P. COKSIGLllJ.
n riflesso ooulo-oardlaoo negU allenatl dl mente. di psichiatria, fascicolo XI, llH4 ).
E. AGuuLtA.. t!
riv~ta
(-Vole
E' noto che il riflesso ocu.lo·cardiaco e l'insieme delle mod i ficazion i della frequenza e della successione delle contrazioni cardiac h e e dell'amp i..-zza del p ols o provocat-o da una compressione di pochi secondi dei globi ocubui: le vie del ri flesso sarebbero costituite dal trigemi no ( via centnpbta), dal bulbo (centro) e d~tl pneumogastr ico (via centrifuga). lo g enerale nei soggetti norma li si ba il rallentamento del polso c be di solito è di 6-8 pulsazioni pe r minuto p rimo e la compresSIOne uni htterale dell'occhio destro dà un rallentamento piu notevole che n on quella dell'occhio sinistro: la ris posta del riflesso del trigemino s i può a vere talora pt:r la via d el simpatico, ed aUora si ha un aumento del numero delle pulsazic.ni. L 'A. ba ri cercato 1l comportamento di questo ril:lesso in 7-! ammalati affetti dalle varie comuni forme mentali ed ha constatato che nel 6tl p. l UO esso e ra assai esagerato e resageraziooe e ra qua3i sempre in rapporto con la gravità d elle condizioni mentali del soggetto io esame, senza ess~:rvi di1ferenza m a r cata fra i due se--'Si. )iei soggetti sitilitici invece, qualunque sia ltl forma e la gravità d e lla malattia mentale, ha notato costantemente l'abolizione o l'inversione del riHes::;o. Nei t"rena.stenici l'A. ha g eneralmente osservaw uno stato vagotonico molto accent u ato, mentre n e lla paralisi progress iva, contrariamente al risu lta to rife rito da al tri autori, ha constatato l'abolizione nel r iflesso, e n egli stati melanconici, oltre il ralle n tdmeoto d el polso du.rante la compressione ocu.lare, ba. notato unt~o sen...;ibile diminuzione della pressioue sanguigna. Egli r i tient~ che il riflesso oculo·card i aco possa servire a differenzit'\re in primo tempo un tremore senìle od alcoolico da u.o tremo1·e parkinsoniano, poicbà in questo si ha l'abolizione del riflesso, mentre e ben conservato n e i casi precedenti. Co:.i n egli epilettici il riflesso è quasi s em pre esagerato ed asso'liato ad abbus:eameoto della pressione s angu igna, e tale esageraz ione è m rappo1·to colla gravità della mala t tia.
K
M ottSELU. - Le loO&Uszazlonl a..to pstoologlohe e la olto~archUectonla della oortecola cerebrale. - (Quaderni di psichiat•ria, luglio H114).
In un precedente u rticolo (vedi fascic.o lo IX a. 19U, di q u toosto g iornale) l'A. ha lumt:ggia.to le recenti conquiste nella conoscenza d ei differenziamenti istologici clae eo.istono n e lle diverse region i della corteccia. s&nza corrispondenza con In morfologia delle c irconvol>n;ioni e dei lobi cerebrali. Ciò naturalmente rimette io discussione s-otto u.n nuovo punto di vista la dotuioa del le localizzaz ioni tisio-ps icolo-
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RIVISTA Dl NE\"ROPATOLO' ·IA
giche corticali: intanto il fauo fondamentale è que::.to. chP, nel campo della fisiologi a eerabrale si assiste ad un progresso funzionale evoluti\"O nella serie dei mammir'eri, per cui i camp i destinati alle funz ioni cortica li più basse (psicomotorie e psicosensorie, e. fra queste. primissima la zona olfat.t.oria) si r iducono gradlltamente, in modo relativo e proporzionale. m entre si estendono molt.o e si complicano sempre più le zone prefrontali, In pariPtale supero-mediana e la temporale in feriore che hanno funzioni più elevate e composte, donde u n loro maggiore differenziamento strutturale cou tiJii st>mpre più numerosi e specificati. Dei recenLis~imi ricercatori, mentre il Brodmaun ti rimasto riservato, i coniugi \ogt hanno intrapreso numerose ricerche ~perimen tali di eccitamento elettrico, di ablnzionp, o d1 separazione- con tagli sottili dallo circo.;tanti o dalla sostanzil bianca- dei singoli campi corticali nelle scimmlll. moltiplic11udo !;li 11ccorgi meuti "perhneutali per cui, ad e,;empio, nell'eccitamento elettrico ricerca\·ano la durata del periodo di latenza, la rapidità della reazione, !11 tenden;o;a di questa a generalizzar·si, e la sua tendenza a d essere seguita dn crisi epilettiche. E:-.-,i han no concluso per le zone eccito-motrici, che o~nuuo dei campi mielo-cito-tectonici e l 'e,..pre~,ioue auatomica d i una funzione determinato., e c he i limiti di ogni fu n · 1. one sono netti e lineari quanto quelli de i Clllllpi con cui coincidono: infine, fatto di enorme interes."e pe r l'evoluzione, in tutta la S•·rie dello scimmie, dell E: pro"•·irumie l' delle lemuridi si mantiene la s te-<,a reazione per lo st.e,.so campo arclu tectonico \"alo• a dire c he la filogene,;i della p"<1che umana ha un decorso parallelo a fJUello dt·l 'IUO organismo e dai t i pi a n tropoidi all' llou.o sapiPIIS i detti campi, 'e <;ouo a umentati d i numero e t!i ampi•·z;o;a c ..,; sono perfe.donati n ella struttur''• SI sono 'lempre p iù specializzllti n.·lla auiv1ti< fi'IIOiogica e percio anche psicologi<:a. l due Vogr hanno di mostraTo, nel cercopiteco agiJi.;;,imo di mano in confronto del lemuri,Je, e di quello in contronto all'uomo. uua differenzinz10ue not.-\·ole ed un'ampiezza car.. tteristicbe del relat1v0 campo nella frontalt> ascendente. così pure J><-r il piede della prima frontale nell'uomo in rapporto Rlla st<tzione eretta., con· trontato ron gli antropoioli e con le altre scimmiP, e sopM\ tutto per lo S\'iluppo mielo-tectonico (6bnlle di associazione e proiezi01w): e'~i hanno meglio ùimo"trato la grand!' differenza c1to-tcctonica fra frontale a>~cenden te e parietale a«cende n te, un di ritenut-e omolo!;he. come pure hanno re~<a du b bia la creouta caratteristica funzione motrice delle grandi cellule pimmidnli o di Hf'tz, Il" qua.ll, llel resto, maucano nella parietale asct.>tHit:'nte, deputnla - l!econdo essi - a funzioni sen-;o-tattili e senso-muscolari o kine:~te~iche. don.le la sindrome ap1·a:n;ia (o incapacitil a ben~ eseguire i movimenti intellJ:ional it: hanno Msodato che il lobulo parl\centrale appartiene iuduiJhiamente alla reg10ne psicomot rice. ma non co~i il piede della seconda frontale o preteso centro dell'.. g rRfia di Exner. In v~o·innnza di ciascun centro psico-st•nsono si spt•cificano nel t i po tect.onico •du·i centri, as,ai probabilmeute per la elaborazione e la sint~si delle impressioni S• n~orinli (:\larmesco) ;sono pur sempre le woriche aree di erolu::ione del Bianch1_: in que::.to c:l'>o si con·1spondono le ricerche di Marini!,CO e dei \-ogt con la g••ograba dei calllpi corticali di Brodmann e Campbell (visione p~il'hira generale- •·edt~' p.,icliiea, e visione propriamente sensoria-cec:ilà t'l'l'Utili', nlf'sl<ia: sorditì• psic!lica l' :~qr,Jilì' rullate di Wernid:~>). l'••r BroJmann maturano progre-<sivame nte i cam p1 citotectoo1c1 po,r-rolaudicl, poi p rc-rolandici. poi del frontale e del par'etalf' "uperiort>, pni del polo occipitale,
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poi del temporale, in ultimo del polo sfenoidale: la ta.rdità di sviluppo della zona temporale si a ccorda. con l a fìlesi dal linguaggio nella specie umana; la relativa preeoeità del frontale, dopo la zona cenestesica parietale e della psicomotr ice, darebbe ragione al Flechsig, che lo considera centro so-rnestesico, ed al T. Ribot che pensa ora con sistere il fond o della coscienza dell'Io somato-psic hico, e quindi del caratter e e della. volontà, nella evoluzione delle immagini m o trici (a~sociate però a lle immagini c.scure del nos tro somatismo - 1\Iorsel l i): cosi nel l obo preft·ontale starebbero le rappresentazior.i simboliche che ci guidano n elle manifestazion i d~l cara ttere e d ella. volontà. :Ma tutte queste conoscenze anatomo-fisiologiche, sussidiate dalla cl iuica, ed il sapere che tutta l'attività mentale d('l nostr o phylum si è svolta attorno ad akuni alem enti fisio-psicologici primor dia li nei p rogres!'ivi adattamenti a lle condiz ion i es terne d i vita con correlativo di fferenziarsi di campi tectonici e moltiplicarsi di a ssociazion i: tutto ciò b<'n poco <'i fa. progr..dire n el problema. Yera ment e psicolog ico , e noi contin uiamo a. vedere dell'ar <'o senso·psico-~ensor io solo i ùuc estremi, n o n la parte mediana veramente p~'<ichica. (come, e dove, le seusa;doni d1>entano rappresentazioni ed idee; come, e do ,·e, s i forma la deliberazione psichica. dell'atto; dove risiedon o le emozion i, i sentimenti, le pas;;ioni, che stanno a base della >ita p sichica, della coscienza e del la. sub-coscieuza). R i mane >-empre l'a bis.-<o fra la. cosa :oentita e percepita e la s ua im111agine ricor d a ta, pe rcepita ed a~ociata, cioè fru l'ogge:to e la sua r 1o ppresentazione simbolica; ma - io penso contentiamoci per o ra se da.v>ero possiamo, <'ome v ogliono Tanzi e I .ugo.ro, localizzar e i campi di appe rcezione delle sensazion i da que ll i in cui e,-se si rRppre· sentano simbolicamente, e se potremo me>ttere i n rapporto le di ITe r l"nze psichirh e indi.,.iduali, e delle varie razze, con la tect01tica mi("lo·ci to·ce r ebrale. ed accerture le imluzion i del Flechsig sulla funzione conosc ith·a del reale e dei nostr i rapporti con essa, pe r la zona associativa. posteriore, e sulla fu nzione a ssociativa somestesi ca ( coscienza dell'Io e determinazione volitiva) per il lo bo prcfrontale. Poss iamo ben dire, pe rò, cùe n on è a ncora il tempo per una s pecificazione ps ichica nei territorii morfologicamente difJ"erenziati dal lato roielo-citotectonico ; tanro weno , poi. per 1,· sind r om i psicopa.tolog ich€' (allucinazione. fobiu. iùen fi~sa, d elirio, ecc.), per cui fors e è meglio pensare non a. loc alizzazione cor ticale, ma n elle v ie oli collettività encefa lic;\, cioè nei sistemi associativi (Beci.Jterew e Paulow), donde la. magg iore importanza. de lla mit:lotectonica dei Vogt. L u ngo ~:d >tSpro cammino rimane alla. scienza d a s uperare ; le belle acquisizioni già fa t. te n on possono affatt.o cond u rre a d un pri ncip io di psicologia. anatomica ; occo rre moderare i facili entus iasmi. e saper conoscere c on ~iusta c r itica. quali :;iano le "ere conquiste del pensiero u mano, cou i vincoli t'enei che a d e;;:;;:o po ne s-empre i l relat i-çismo gnoseologico. che è p u r sempre l& foudament:1.le rel a tività della conoscenza del K ant.
P. C u =-8!GLl O.
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RIVlt:;TA DI CHIRURGIA DI GU~R RA
S<;J:JLrEP. -
L 'attivi tà ohtrurgio& di gl.erra nel poato prlnolp&le dt medl·
O&UOne. (.luesta memoria. ha notevole in t eresse, pcrchè ci dà un quadro dell'atti vitA chii'Lirgicn in un posto di medicazioue. Vi erano due medici, che curarono 5~07 feriti, dei quali 351V nella sola battaglia presso Leskain e Vinica, colla. seguente proporzione: 56 ulticiali, 422 sott ufficiali e ~IJ·H uomini di trupp!i, e cioè l'l p. l(JO dPi feriti è dato dagli ulticiali. il 12 p. 100 dai sottutficiali e l'd6 p. 100 dagli uomini di truppa. Si ebbero 1615 f~,riti g ravi e 3542 Jeggieri, colla proporzione di l::?,bS. Sono importanti 623 cont!l.<ioni da p1·oiettilt> di yTanata, sp!'sso associatE> a ti· pici tremori nervosi con vertigini, sudore freddo, raritit o frequenza del polso, fenomeni di melnnconia, di terrore, spinto fino a forme gravi, nelle quali i con· tusi da granata erano incapaci di muovere anche un solo arto. Yennero subito tmsportnti negli o~pedali delle retrovie. La prognosi di queste contusioni è cnttiva, c spesso esse uccidono i colpiti, senza che in q t1esti si riscontri alcuna lesione anatomica. L'A. h <L visto un soldato, che per scoppio di granata er:t stato cosi completamente coperto di terra, che i suoi compngni dovettero dissotterarlo ' in questo caso però egli potè subito riprendere il suo se1·vizio. I feriti di baionettn furono appena 58, e tutti gravi: questo esiguo numero si deve al fatto che !a mnggior parte di questi feriti mori sul campo di battaglia. I feriLi per pallottola di fucile sono distinti secondo In regione colpita, e cioè 575 alla testa, 605 al torace, 200 all'addome, ~3l3D ngli arti. Nei feriti >\Ila testa l'attività. chirurg ica si limitò a rimuovere ed estrarre ,.;chegge, corpi estranei e l'impurità delle ferite; di assicurnre il deflusso continuo dei liqu idi e la protezione dei tessuti lesi con accurata medicatura. Le ferite al torace si trattano colla morfina, immobilità assoluta pPr 3 o 4 giomi, e quindi si provvede per lo sgombero : quelle all'addome, c he nei pritui tempi furono subito tmsportati a distanza, diedero un risultato disastrOS(•, mentre questo fu ottimo col trattamento conservativo e colla immobilità assoluta per alcuni giorni. Le ferite alle estremità inferiori furono assai più numerose (22W) che in quelli superiori ll~M), e ciò è dovuto al fatto che i soldati giacevano dietro piccole coperture, piccole pietraie, e che spesso succedeva che le trincee nemiche non erano c he a 40 ruet1·i di distanza. Se quindi un ,.;oldato sporgeva, anche un pachino solo, una gamba fuori, ri· ceveva subito un colpo a.l piede, od al calcagno. :lloltissime ed interessantisslme furono le ferilp ai polpacci. L e fraLture furono 113, e per esse, malgrado che l'A. sj fosse proposto eli non evacuarle, specialmente se gravi, e di ingessarlf' convenientemente, dovette :<ubi to attenersi alla s teccatura provvisoria, lasciando l'ingessatura alle rctrovie ed a.-sicurare il loro sgombero nel modo più rapido possibile.
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RJVIS'!'A OI C HIRURGIA DI Gt:ERIIA
Le operazioni furono 37 e si ridusstro a sbriglia.menti rli ff'rite al crnnio e legature di vasi. Infine si ebbero 350 colerosi e parecchi malati di maln.ria, febbre ricorrente, dissenteria e tifo, che furono evacuati rapidamente e m essi in brtracchA isola te. TIRTO:LLI.
Scu&oE und LANGE. -
Oft'ene beh&ndlung elterhder wunden. - (Feldàn~lli
che JJeilage zm· M iincll. med~ Wuchensch.rift, n. 42, 1914). Il metodo è bas ato sulle esperienze di alcuni chirurgi dell'era preautisettica, i quali trattavano senza fasciature i monconi da anqmtazione, e sugli ottimi risultati, che a Davos avrebbe ottenuto, in simili casi, il Bernhard colla cura dell'aria e della luce, e consiste nell'assicurare il deùusso continuo dei secreti secondo le leggi di gravità, mette11do cioè il paziente in modo, che l'apertura della ferita sia rivolta in basso, oppure, se ciò non è possibile, con opportune contro aperture, che funzionino da fistole, e quindi lasciare il focolr~io traumatico allo scoperto. I risu ltati sarebbero verame11te ottimi, ed in prova di ciò riporta, fra i diversi citati, un caso di grave ferita da scheggia. di granata alla regione del tendine di Achille, che era strappato e spostato in fuori; ambo le os,:;a della gamba erano frantumate, l'arteria tibiale posteriore allo scoperto, e dalhl cavità traumatica, i cui tessuti apparivano estesamente necrotici, usciva. ai)bondante icore fetentissimo. A ginocchio lievemente flesso, fu applicata una. ingessatura, dalla mett\ della coscia alla punta. del piede, continua sul lato anteriore della gamba, iutet·rotta in corrispondenza della ferita e tenuta a. posto da due striscia di ferro A.lla pianta del piede era stata posta. ader.ente alla stessa ingessatma, una statfa. di filo metallico. La ferita. era mantenuta sollevata. per cira 20 cm . dalla superficie de l letto: sotto il ginocchio collo("Ò un guanciale e sotto la ferita una vaschetta per raccogliervi la secre<~ioue. La ferita non re11ne fasciata: le coperte erano soste· nute da un archetto di feno e tutt'intorno era ricoperto con coper te calde, per proteggere dal freddo la ferita, che ogni due ore v eniva lavata con H.o, al 3 %· Dopo un giorno cessò il fetore, la secrezione perdette immediatamente i l suo carattere icoroso e divenne siero·torbida, scomparv ero il dolore, h\ tebbrtl e il gonfiore, e dopo altri 5 giorni !11. ferita. era già rimpiccoiolita della metà d11. granulazioni di buona uatura. In altri casi fu applicato lo stesso principio, sononchè 111. modicatura era completamente interrotta intorno a tutto l' Mto in corrispoudenza <.Ielle ferito e le d ue parti della medicatura veuivano tenute assieme da lamine di ferro, ricoperte, massime l'inferiore, con un otre di gomma, per preservarle dal contatto d. è i secreti e difendere le cute. U sistema. si dimostrò ottimo, anche nelle fratture di tutti gli arti, pei quali l'A. ba i ndicato apparecchi l'pecia.li. La guarigion~o viene accelerata con u n tratt..meuto ad aria calda. delle ferite, rappresentato da. un comune inalatore, che mantiene umida l'aria sotto le coperte, rendendo più fluidi i secreti. L e lesioni degli arti superiori possono essere trattate a.mbul<Ltoriamente, immobilizzando il braccio, in modo che la soluzione di cont iuuo principale sia. ri-
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RIVIS'.rà DI CfHRt:RGIA DI GO F:RRA
volta in basso, appendendovi sotto una bacinella sospesa all'a rto con una stoffa ster ile.
Le ferite migliorano rapidamente, e quaudo cessa la secrezione purulenta e sono ricoperte da tessuto grauulante, si trattano come quelle asettiche, occludendole con materiale sterile. TIRELL!.
KREITMAJR. -
Dum Dum Oe•oho•• verletzung. -
Mii11chene1· Jledizinische H'ocllellscltri(f,
n
(Feldih-zlliclle Beilage ::m r
42, p. 2117, 1914).
Gg. G., sottufJiciale della Laudwehr nel reggimento di fanteria di rise rva bavarf'se n .... , ferito nella notte Jal 4 al o settembre presso Luneville, alla distanza di 80 metri, da proiettile di fanteria ~tlla g11mba df'stra. Al lnto est<>rno di d etta regione, al punto di passaggio del terzo inferiore col medio, vi è il fo1·o di entrata della graude?.zn di una moneta da 10 l'(enniy. Al lato intei'Do. alla stes~a altezza, il foro di uscita della grandezza di una moneta di 5 marchi, che va restringendosi ad imbuto verso l'interno, mettendo allo scoperto le os~n ~c heggiate, e dal quale esce un pus feti(Jo. La regione circostante ai fori Ji entrata e di uscita è fortemente anossata; l'intera. gamba tumefatta. La rèintgeugrafia mette in evidenza che il proiettile non ha ancora abbandonato il caunle della fc•·itn,, ma che anzi, circondato dallo:~ schegge ossee isolate. si è conficcttto per 2 mm. nella tibia, spingendone avanti le parti f ratturate. Dal foro di uscita è soltan to estratta una scheggia ossea, ancora attaccata. al . tes~uto muscolare, presenta.ute la forma di un dente incisivo umano, e che uon può in nessun modo aver avuto influenza sulla produzione di questa seconda ferita, la di cui forma semb1:a in1•ece si debba attribuire alla specifica azione e$plosiva del proiettile. Il 2 ottobre si procede all'estrazione. Esso è incurvato leggermente (1600), con diametro di 2,o cm. dalla parte convessa e 2 cm. dalla parte conca v:~ Il terzo superiore è contor nato da un solco ad anello, attraversato ad angolo retto da 4 inci;;ioni longitudinali, larghe ciascuna 2 rum. risultaudone 4 croci. L'estremità superiore, R contatto della tibia , è completRmente schiacciata e sulla parete laterale, il proietto h a un dente irregolare, rugoso, lungo circa 2 mm. e largo alla base l mm. costituito da metnllo deformato. Il proiettile è rivestito da uno spes>lo strato di verd e-rame assai fetido. InduhbiamPnte si tratta di un proiettile cl10n dmn con punta smu,.sata. Trnm,LI.
GnEvE. - Dle Zahnarztllohe theraple der •ohus•veletsungen der ktefer. - (FPldiirzlliclte Beilage zm· Miiocll. med. \l"och., n. 41, p. 2084, 1914).
Dato il grande numero di fer ite della farcia, che noll.J. guerra di secessione raggiunse il 60 p. 100, in quella cino-giappouest'l oscillò tra al 40 ed il 60 p. 100, nella italo-turca arrivò al 4.0 p. 100 delle ferite della testa ed il14J;3 p. 100 delle ferite in genere e nell'attuale guerm pare superi assai detta media, è stato rico• nosciuto n ecessar1o ammettel·e nel corpo sanitario tedesco un certo numero d i den• ti;,ti, con obbligo di servizio militare. Chirurgo e dentista debbono operue in· s ieme, s enza però lasciarsi trascinare troppo dalla tecnica dentistica. La cura eoosiste nella sleccatm·a d~i (1·aunnenti e nella LOI'O (issnzione.
RIVI!':TA DI CHIRURGIA DI GUERRA
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Il primo soccorso d'urgenza, che potrebbe anche essere applicato al posto di medicazione, se esistono denti a sufficienza, consiste nella fissazione dei frammenti a mezzo di un semplice a1·co di filo metallico, preparato in precedenza ed applicato mediante una sottile legatura di filo metallico attorno ai d enti ed immobilizzato con alcuni giri sull'arco di fissazione. Nelle lesioni assai gravi i grossi pezzi di frattura si potrebbero riunire per mezzo della sutura delle ossa. Se sono stati asportati alcuni denti, si può saldare col « tino! » alla fiamma :...d alcool un piccolo uncino al punto corrispondente all'arco di fissazione, per poi fissare al frammento mascellare, privo di denti, il filo di metullo della legatura che si vorrà adopera re. I denti fratturati si debbono possibilmente conservare, perchè possono servire all'immobili-.~zazione; gli orli taglienti debbono essere limati e le polpe dentarie corrose con acido carbolico. t questa una medicatura d'urgenza, assai pratica, utile ed accessibile a tutti . Più sicuri son.-, gli apparati classici e per evitare operazioni di laboratorio e l'aiuto di un meccanico, cose impossibili in un ospedale da guerra, si prendono già pronti ed in condizioni di applicabilità. Premetto che la terapia meccanica delle lesioni per arme da fuoco si riferisce alla mascella inferiore, essendo la superiore curata in modo analogo e deve distinguersi tra le mascelle con suffici.:nte numero di denti e quelle mal dentate. o sdentate. Quando esistono i denti, e, se le linee di frattura si trovano nel pezzo mediale della mandibola, e precisamente non oltre il secondo molare, la fascia tura di filo metallico già descritta viene ancor meglio assicurata applicando le madri dell'anello ai secondi molari ed eventualmente anche ai primi. Si tratta di semplici strisce metalliche, le quali dal lato delht bocca recano una matrice percorsa da una vite che stringe le striscia. Le viti sono forate attraverso, in modo che vi può essere fatta pnssare una staffa di filo metallico, colla quale si esercita la trazioue dei denti e delle parti fratturate della mascE~lla, e ciò tanto più facilmente, quanto più recenti sono le fratture. Se esiste già il callo, allora la dislocazione può essere correttn colla trazione a mezzo di anelli di gomma, e, questa non riuscendo, si ricorrerà a sussidi chirurgici diversi, tendenti a formare una nuova articolazione. Trattandosi di grandi spostamenti, si dovrà mettere un analogo filo metallico alla mascella superiore, per conseguire un ricollocamento in sito, a. mezzo della trazione a gomma, applicata. nella direzione opposta a quella dello s postamento. Se le fratture si trovano fra gli ultimi denti, cioè fra il secondo ed il terzo molare, oppure nella regione dell'angolo della mascella e del ramo ascendente, si applica ugualmente la stecca di filo metallico, che si fa spostare fino a raggiungere un piano sghembo costituito da una lastra metallica, collocata dalla parte non ferita ed un po' piegata in fuori (verso la bocca), contro la quale rimangono a contatto i denti della mascella superiore, cosi che, aprendo la bocca, la mascella inferiore non può spostarsi dalla posizione dell'articolazione. L'uso ù~::l pi!ino sghembo è necessario anche per le fratture poste fra dente e dente e nelle quali non ~i può sicuramente ottenere h~ fissazione di qualche frammento. In ambo i casi si può favorire il ricollocamento in s!to mediante la tra· zione interma.scellare esercitata da gomme o molle elastiche. Migliore e più sicura è la riunione delle mascelle nel punto dell'articolazione con stecche :tcorret:oli a con dizione però che l'applicazioue sia subito possibile. Ogni stecca. consiste
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IHVL'TA DJ C'HIHl"flG IA DI GUERRA
in due parti corrispondenti, che veugouo assicurHte alla stalfa di filo metalli-co deHa. mascella su periore e dì quella inft>riore. Si possono avere p ron te e coufe· zionate in modo che le mascelle immobilizzate non pos:;ono smuoyersi aprendo la bocca. Con questo apparecchio semplicissimo si raggiuuge lo scopo ortopedico, senza ostacolare i mov11uen ti della bocca, l'alimentaz ione e la disinfezione. Questo apparecchio venne variamente modificato. L'A. r icorda soltauto che in caso di bisoguo si pnò auche far uso di due pinni >:gbembi, oppure della cuHi11. di Greve, all11. quale vieut: Msicurato sempliceme11te, per Jtl ez7.o di leg>lcci, un sostegno pol mento, a ssicurando così una posizione di riposo della mascella, m~tssime della superiore, nelle estc~e fratture. Se dih·ttnno o mancano i denti, oppu re se e;;i~te VHRto f1·acassnmento osseo, richiE>dente r egezion i piò o mr•no e~tese, Sto si trnttn della mascella superiore, si può dopo la resezioue ntteudE.'re la guarigione e n l'lla maggior parte de~i casi bas ta un buon tamponamento: ma se si tratta della mascella inferior e, occorre un intervento immediato, per e\'itare d islocnioni e deforuaazioui ditlicilmc·nte co r· r ,•ggibili Le fratture liauitate si riuniscono colla doppi:\ sutura ossea : in quelle assai estese s i incastra una slecca di alluminio. che ri;;tabi lis('e la coutinuit:\ ossea inte r rotta. Le ~tecch e sono giit pronte. Con una ~ega da metalli si sega il tratto or conentll, col r:1spaloio si toglie la pellicola mucillaginosa chtJ la rivr·ste, e col lilo me~1dlico da. legature si leg~\uo la stecca e l'osso. L a Stecca corrispoude a l lato linguale della masc<'lla i nferi01·e, per cui la cavità boccale ve ra e propria i; chiusa dal •·eslilJ'ulvm, e la cura delle ferite può essere fn tta per da va n ti. In caso d i biso~uo . si può fissare la lingua nlla stecca con un filo di refe. ::le si deve resecare una metit, o se questa fu asportata, ma rima ne p<·rò intatta una pt•rte dell11 bmnr.<t asceudeute, si può teot!lre la fissazione colla stecca. Se poi manra tutta uua metit, compre;;a la parte articolare, allora è necessario ri correrEI alle così deLle mascelle di operazione dello Schroeder che souo di gemma dura prepnmta, dalle quali viene segato via il pezzo occorrente, di cui, per mezzo di filo metallico da legatura, si ottat>ne la riunione provvisoria alle superficie ossee, come colla sutura o"se:t D opo la guarigioue, si può applicare In protesi definitiva provvista di denti. Se manca tutta l'intera. mascella inferio re. si usa una mascella intera di gomma d un, al di sopra del h~ quitle si suturano le p~trti molli. TIHELU.
V. MullAx, ofLalmologo dell'ospedale L:\J·iboisière. - Oon•igll per il trattam ento d'urgenza delle ferite di guerra interessanti gli ooohl. - Presse Jlédicale, n. li:?.
Prima medicazione. -
Sulla line;\ del fuoco, il solo interveulo possibile sat·à la prima med icazione asciutta ed occlusiva delle ferite stesse sul posto (pacchetto i ndividuale o medicatura C) senz1\ cl\ustici per le ferite del globo oculare, dopo p ennellatura con tintura iodica per le fel'ite delll\ pal peba·e (evitare In pt>uetrazione di tintura di iodio nell1• fessura palpebrale. All'a111bt~lanza. -La m edicutura preccòente sarà. fattn procedendo come segue: I . Co1pi estranei supe,.ficiali. - Qut>sti devono esser{;' ricercati, preda ane stesia con solmdone di cocaina cloridrato. n l l'l 0 { 0 o meglio al 3 °/0 :
nl\'J;,TA D I <"lliRl"RGIA DI GUER IU
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a) sotto la pnlpebra ;,uperiore, rove;::ciau.lola, dopo a'er fatto guardare i l malato in basso e afferrandone il bordo inf.. riore"per le ciglia: b) sulla cornea, con l'aiuto della lente o d'una buona i lluminazion e. L'ablazione del corpo estraueo dev'e;:sere ìattn nei due ca;;i, spingentlolo dal rindiet.ro all'avanti sulla p unta. d'un ùistori, piutto;::to che grattare sul posto dove travasi : si limitera il più che sia po;;.sibil... il traumatismo della corn ea. IT. F e1·ite f.ll>l !lloòo oculare - L 'esame dell'occhio rich iede sempre unn i>uona ill uminazione. A ). Ferii~ non in (~'tle· · l 0 Prevenire l"mt'ezione secondRria con Ja toi/P/1(' asl'/ti•·a dell'o:chio procetieodo nel seguente modo : a) e v itare ogni contatto ch•lla fer ita con le dit>l o gli s trumenti non Stl.! · rilizzati : ÒJ i nstilla7.iOnt! di COCI\ioa.: c) insaponatura d elle palpehre e ,·itanclo ogni pre;:>;ion e sul globo ocular e ; d) lavatura palpebt·ale co n acqua bollita o con siero fisiologico, poi )a,·at 1ra del globo con lo stes;;o liquido. d i ntricaudo legc:e rmente le palpebre: c i si p;~ò s:ervire di una grossa siringA. o di una pera Ila in-<t!Jiazione bollita: e) Tmmobilizzazione delle palpebre co n l'app licazione di u11a mc<licatura mouoculare : un r otolo di garzrt o un pe?:zo di compressa; un11 falda •li coton e; tma bemla di 5XO,OS che pa-isi due volt~ -ulla fronte"' poi sotto il padiglione di'l· l'orecchio d~> l lato leso: :?" Dopo queo;t.a foilell~. evitare ogni toccame oto la-<ciamlo in ,;iro qu•'Hn mrdica t ura almeno -18 o re. 8° J\on usard mai sostanze caustiche : HgCI.; , tintura d'iodio, formolo. Questo trattamento s i applica. a tutte le fer ite d e l globo, supedìciali o petwtranti, non infette primitivamen te: altre fe rite r ich iedon o inoltre interventi COill· pl.:memari immerliati. B. Ferite co111plicafP. - Se la ferita è penetrante e le memhrauo interne ner.tstre !iride, corpo cil iare, ecc.) s'interpongon o fra le labbra. d e l hi fer ita, si ftn·orira la r iparazione e s i preve rrit l'oftalmia simpatica, rel't'cando lP membrane erniate, ra~eu te la fer ita. con for bici fi ni, cur vt'. a cuminate: ind i immo bilizzazione ,Ji entrambi gli occhi con una medica tut·a d a numteucre in sit o alme no 48 ore. Per le ferite corneali penetmoti, p raticare una co1wrtu ra congiunti vale se se U P conosce la t ecn ica. F••rite della sele1·otica. Suturare con fil o fino nrmato d'un ago curvo la. co n g iunti'& davanti la. feritf\ con punti ad U senza penetmre nel globo. Si asporteranno i corp i estranei penetran ti, apparenti e supPr ficiali, come ··~ he~ge di legno, di pietra, metalliche, ecc.; .le due pt·ime specie eli corpi estranei ~aranno trattate come le ferite settiche de l g lobo oculare: iniezione di 10 cc. di siero antite tanico Se ,,i è un corpo e;:tra.neo profoudo, il ferito dovrà e;;;sere in\·into ad un rep.uto oftalmologico. O) Jl'erit.e wrnPali infette.. - Il dolore t raumatico, che accom pagna una fer: ta ocular e, si calma generalmente i l secondo giorno; la per,;istenza, la recrude$cenza o l'apparizione dei dolori n ella. region e oculare o perioculare, ùenota una com plicanza i n fettiva: in tal caso due sono le indicazioni: calmnre i l dolore, com b.. ttere l'infez ion e. Io Co,lti'O il dolore: a) instillazioni di solfato neutro di atropina all'l 0 / _00 • b ) a nalgesici: aspiri na e al bisogn o morfina .
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H!VISTA DI CHJRl'RGlA 0 1 GUERRA
2• ('ont1·o l'i,~fezione: a ) se è su perficiale (essudato bianco-giallastro n livello del ho ferit;\ ) si ca.uterizztlrì\ superficialmente con la fine punt;\ d~ un termocautflrio senza. penetrare nello spessore dei tessuti. ::;i può anche toccare con tintura iodica: con un tampone di cotone dell n gros sezza di un chicco di frumento montato su spillo o specillo: dopo averlo i mbilvuto di tinturA. bisogna aspettare un istante l'evaporazione dell'alcool e limitare il conta.tto a lla ferita; b) se è profon,la (irite con pus) sgomberare il malato sopra un reparto s peciale. III. Le fel"ite palpebrali sono sopratutto g ravi per la deformazione cicatt·iz inle che possono determinare: si cercherà, perciò, di evitare l'infezione e di ri· stabilire i rapporti dei tessuti feriti, il più esattamente possibile. l• l~er l'infezioue, si farà la toilette pitlpt~bra.le pilÌ in alto indicata, completandola con l'uso dPila tintura iodica.. 2• Per rista.bilire i ra pporti dei tessuti feriti: sutura superficiale sotto a.ne~<tesia cocainicn (l 0/ 0 ), con fili fini e aghi 'curvi fini: sopratu tto se la ferita è verticale od ob~iquA. rispetto alla fessura palpebrnle. I V. Grandi t1·annwti$mi. - Toilette dt>lla ferita e vicinanze, coa tt'llzione dei lembi e sgombero del ferito nel più breve tempo sopra un repa rto speciale. A LI:'OX'SQ,
H. KonL&H. -
Sul contagio dlel t etano. -
(Deuts('he ntiliWrlirzt. Zeitschl'ift,
Hft. 24, 1914) . Il Cohlor riferisce su di una serie di sei casi di tetano, nei quali con grande verisimiglianza bisognava pensare che l'infezione si era prodotta per contagio trR. feriti. Per tre di e"si, provenienti dallo stesso s ito di combattimento, poteva. anche pensarsi c ha l'infezione fosse avvenuta all'atto della produ:r.ione delle ferite; ma in tre casi non vi poteva es~ere altra spiPgazione all'i nfuori di quella che fece ammettere ii contagio tetanico avvenuto nell'ospedale da campo. CIAUIU.
L. RoGEH:;. - L'Wio del permanganato nelle ferite sporohe od infette 41 tetano. - (HI'itish Medical .Jowmal, 19 dicembre 1914). R ogers crede che l'uso di soluzioni for ti (non me no dell'l: 600) di permanganato, por irrigare ferite sporche -di terra. è degno di ogni fiducia in catupago>~. Il farmaco può essere faci lmente trasportato ed utiliz:r.ato, sia nei c;~si anzidetti, sia in quelli in cui le fer ite sono suppura nti, e più ancora io quelli in cui si teme che possa so praggiungere il tetano o. qualche altra infezione settica ed anaerobica. CIAURI.
P. STE\VART e J. T. C. LA!~G. - Tetano trattato oon iniezioni di aoldo fenico. - (!Jrifi.~li Medical Journal, 26 dicembre 1914). Gli autori riferiscono il caso di un ufficiale inglese che manifestò dei sintomi di tetano dopo sette giorni dall'aver riportato parecchie ferite. :Malgrado l'uso di r i petute e lal'ghe dosi di antitossina tetanir.a e di abbonda nti dosi di clot·alio e
!~lVlSTA.
tll CHIRURGIA DI OGERRA
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bromuro, le condizioni divenivano sempre peggiori. Fu deciso rli cominciare la cura con acido fenico. Furono iniettate sotto cute, ogni duo ore, nella. parete addomi nale. II migliora mento cominciò lo stesso giorno ; lo spasmo tetanico diminuì gradatamente, ed il paziente fu completamente ristabilito un mese dopo l'inizio del tetano. CtAUIU.
SYRJ:SG.
Trattamento del tetano oolaolf'ato d1 m&gneaio. - tDe•ttsche me-
-
dizitlisclte Wocheruclwifl, 3 dicembre 1914). Syring riferisce un singolare caso di t etano in cui non fu iniettato del siero.
11 periodo di incubazione fu di venti giorui ed il ca;;o fu relntivameute l~g giero, i sint-omi principali essendo co~tituiti in trisma e spasmi localizzati nel braccioiinfetto ed in quello del lato opposto. Il non grave decorso potrebbe es;;ere attribuito 1\l pronto e vigoroso uso del sol fa to di magnesio. Il paziente stette malato otto giorni, e durante questo pe riodo egli ricevette venticinque iniezioni di 10 cc. ciascuna di UDa soluzione al 10 p. 100 di questo sale. L'A. pensa che il soliato di rn11gnesio sia ben tollerato e non provochi reazionj speciali.
C lA URI. ~~f.~IV.S. fiOCBU •.UJS, :\[ A RTI:S 1 \\"E'l'TE. -
Etiolog ia e terapia del tetano.
1Jluncheu.l'r 1nedi=inische Woclwu schrilt, l o dicembre 191-1). R Ja!'~u tn inmo
gli articoli di questi autori sulla terapia del tetano. Sieruon b a il tetano n ell' 1.66 p. 100 dei feriti, cioè in una cifra 5 volte più grande che nelle guerre del secolo passato, mentre la morbosità por tale infezione nell'esercito francese è normale (circa 0)15 p. 100:.Ciò deve rl i pendere d n speciali circost.wze: sporc tet>~nkhe uon sono state rinvenute nella uniformi tedesch tJ ; la r agione d qui.ndi per ora. inesplicabile. Su 26 casi di questo A., 10 furono curati dapprima. col siero, ma n essuno sopravvisse; 11 casi furono t rattati con siero e solfato di m:~o~tne,io, e l'~ito fu la guarigione; 5 casi, a.I momento della compilazione dell'articolo. erano in cura . L'A. crede che il migliorame nto d ella percentuale delle guarigioni (100 p. 100), nella 2• s erie è dovuto esclusivamente all'uso del magnes io. l narcotici non furono usati ed il cloralio fu dato la sera per provocare un sonno sicuro. Furono anche praticati i bagni caldi e le rndiazioni solari del mezzogiorno. La cura col solfato di magnesio è stata praticata in 28 ospedali alla. dipendenza dell'~-: le iniezioni sottocut unee di tale sale combattono efficacemente la ipereccitabilità, gli sp~~o-Smi e debbono usat·si in g randi dosi n ei sinto111i miuaccio,i, come lo spasmo esofageo, la dispnea tetanica., ecc. L'iniezione può, se vi è indicazione d'urgenza., essere fatta intraduralmente. Jacobstal e Ta.mm credono che si possa prevenire l ' infezione rndiando le fer it<.· con i raggi ultra-violetti; può per ciò ben servire la larupad :~ di Kromayer e la l ll1:e arti fìcis.le solare. 11 prof. Hochhaus scrive che in 60 casi di tetano la sieroterapia si mostrò molto inù:riore a quella del solfato di magnesio ed alla curn Baccelli. Martin ha avuto o guarigioni !lu 8. ricorrend o !!Ovratutto al magnesio; Gener, invece, 10 guarigioni av ute principalmente col Siero, e \Vette 3 guarigioni su 13 con la sieroterapia. ri~contrato
CL\CRJ.
9 -
t,ro•·~tJ/•· di llltdrdnu mrlitare -
f'asc. 11.
lBO
RIVI::-TA lJl CIILRL'llGIA Ul l·l'F:R IU
DA:SIELS~:=-.- Esperleue ohlrurgiohe lll l" UDea
-
(.lfiincltl'/ler medizi n i sche
Wochenscltl'i{t, 24 novembre 1911).
L'A., che fa parte dell'ar mata. del Kronprinz, ha avuto occasione di curare 4500 feriti. Dopo di avere accennato al servizio compiuto dalla sua Sanillils-Kompagnie ed aver fatto notare come spesso i siti di sgombero riescl\no quasi irrep.,ribili e che non tutte le costruzioni requisite si prestino come luogl1i di cura e ricovero. s i intrattiene su alcune particolarità. che mer ita. la. pena che sieno conosciute, perchè rnppresentano il frutto di una lar~a esperienza. Egli opPra sempre con guanti di caoutcltouc e personalmente si d1mostra contrario all'uso della tintura. di iodio pe r la disinfezione delle ferite, che non ritiene efficace. Una prognosi iunuediata delle ferito da proiettili di fucile nou è pos~ibile. In materia di ampuLazioui egli è stato sempre conservati\'Oj sui primi 4UU0 feriti egli ha operato un'amputllzione di'l braccio ed un'amputazione dcll'avambracl'io; di 89 ferite t ornciche tutte ebbero decorso benigno; di G3 le~ ioni addominali la lllaggior parte ebbe esito !(:tale : il numero dt'lle frattun• ò stato considero\·olissimo. CtAUili.
:'Il. u JtAKl.~E. - Congelazione del piedi ; cura con l 'aria calda. 1rtédical, n. 41, 27 f~bbra io l l:l15).
(T'a l'i.~
In que-;ta g•u:rrl\ di tJ·iucct•, all'ol<pcdale n. lo, ad Evian, l'A. ha osser\·ato da S mt>~i ill2.5 p. 100 di congelazioue~dei pii!di. J~gli ba o.doperato tutti i metodi, n on 11scluso quello biocinetico di Jacquet. Ma si è trovato rnt'glio con la cura esclu~ivR metliante i bagni locali di aria calda R 90°-1:10°; con tale mezzo egli hn ottt>nuto rapidamente la sedl\zione dt~l dolore, la diminuzione della durata della cum, la limitazione e caduta rapi la delle esc:ue. L a tecnica &~operata è semplicissima: il me lato mette i picrli in una cassa di legno chiusa, t ranne che nella pani che sen-ouo a dar pa<;saggio alli! gambe, o che è mediunto tubi metnllici in rapporto con una lampada ad alcool chl' serve a ri:-caldar l'arta da immettere nella ca,.sa; la t empl•ratura interna della ca-;.-.a ...aie siuo a 1'20•, cd in tale a'llbumte i piedi -vengono dapprima. tenuti 5 minuti n el primo giorno, e quindi 10-25 minuti ne i giorni succe~sivi. Se le crisi doloroie si ripetono, si può ~tppli care il bagno d'aria calda per 3-4 volte nelle 21 o1·e e per la durata di 10 minuti. CtAURJ.
11EI,CIIlOR. -
Ferite causate da proiettillincUrettl : pericoli degli orologl -
braootali. -
(lle1·litte1' l.:linisch6 Wochen:~cllri{l, 16 novembre UH4).
Per proiettili indiretti l'A. definisce tutti gli oggetti (frnmnlPnt.i di pietr.,, di leguo, di m~.:tallo) che veugono mobilizzaLi dal proiettile: certi oggetti, come gli elmetti, i bottoni, ecc., che talvolta servono come protezione, spes~o possono e~scre cfiu<~a di ferite abbastanza gravi. L'uso dell'orologio-bracciale al polso sinistro. cosi ditl'uso fra gli ulliciali e soldati tedc-.cbi, oltre che a costituire un punto di mira. tanto che le ferite delln mano siuistra souo state molto frequenti n ~:lla guerra balcanica ed anche uell'•ttt.ualc, produce dollc le~ioni complico.re pt'r illlmissione dei t'rammenti dell'orologio nelle fl·ritc. L'.\. pertanto vonebbe che l'uso di t~tli bracciuli fosse abolito. CIAURI.
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RIYISTA. DI CHIRURGIA DI GUI.:R RA
Tetauo uel feriti. - ( Miinchener medizinischc v.:ocllenschri(t, 29 dicembre 1914). L'A. ha collezionato una serie di 9:1,677 di feriti, d i coi 174 (6.6 p. 100) colpiti da tetano. La maggior parte di questi casi provengono dni Vosgi; in 80 si trattava di proiettili di fanteria, in 27 di sbrapnell. in &S di frammenti di o bici; le ferite occupavano tutte le parti del corpo, i polmoni essendo eccettuati. L'A. ha. potuto a\'ere dati s icuri su 166 tetanici, dei quali 61 guarirono e 116 morirono (lnortalità d el 69 p. 100). Molti pazienti non ebbero inoculazione p rolilattica, alcuni ebbero i niettato poco s iero, ed altri non ne ebbero affatto; 3 pazienti furono curati con solfato di magnesio e gua rirono. lL!. DELU NG. -
C IAUIU.
Aueurbml di guerra - (Berliner klin isclw Wochenschl'ifl, 14 dicembre 1914) ~ei due ultimi mesi di guerra (ottobre-novembre) l'A. ha operato 43 opet·a· Z1oni s u 42 pazienti per aneurismi dei gr11ndi vasi e per aneurismi a rtero venosi. Gli aneurismi traumatir.i sono, egli dice, dei f alsi aneurismi . vi è perforazione delrarteria e consecutivamente formazione di un ematoma. Le cavità aneurismatiche poss ono raggiungere le d imensioni di una testa di bambino. ed il modo di loro formazione non 6 chiaro; i l proiettile per st: produce un'escavazione dove si ra<'cogliE' il sangue i le pareti sono cos titui te dai muscoli e d alle f;osce i tali aneuro•wi sono pulsanti. Col tempo il s angue è riassorbito ed il sacco s i organizzA.. Gli aneurismi artero-venofli si formano quando le due specie di vasi sono ferite i il ~aogue va dall'arteria alla vena. I n 14 casi a':loperò il vecchio metodo della legatura. mentre in altri casi ricorse alla sutura od a l trapianto ve n oso: due pa zienti ài ane urisma intratoracico della s u,ccla via perirouo; in due casi occorse un se~ondo intervento. ClAURI . BtER. -
JEl .ER. -
Sutura del vul lo ohlrurgla mUltare. -
(Berliner klini:;clù! Wo·
cMnsc/&ri(t, 14 d icembre 1914) .
. leger ha operato la sutura dei vasi s anguigni 8 volte su feriti nei forti di Przemysl, ed ha pubblicato di recente una classica opera sulla chirurgia dei vasi sangu i~ni. Gli autori, in genere, r itengono che la s utura dei vasi in guerra sia indiCata. in una piccola proporzione d i casi, perché è r itenuta impraticabile negli o-<pcdali da campo; ciò è forse vero nel magg ior numero dei casi; ma. secondo !"A, si tratta di deficienza d i tecnica. Egli, in cinque d ei suoi otto casi, riuscì a <:alvare parti per le quali sembra va indicata la demolizione: in un caso il braccio era quasi totalmente stacca to, e f'u riattaccato con la s utu ra vas colare ; in dne cas i egli potè ottenere r isultati che Carrtsl ed a ltri non banno potuto ottenere in via espe rimentllle ; se i volte egli praticò l'anastomosi da moncone a moncone. due volte l'anastomosi laterale, sempre con successo ; in t re casi g li operat i morirono per complicazioni in tercorrenti. CIA U JU.
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lUVlt;TA DI OTO-RINO-LARI~HOIATRIA ~. C.\~ti'EGGJA:-<J, capitano
medico. -
La dlagno•l della •orcUtà. nel •aol
rapporti oUnlol e ~otaU (1). L'A. si è proposto di facilitare al medico prfltico ed in spocial modo al mE'· dko militare la diagnosi d ella sordità, sia nelle comuni contingenze dell'esercizio professionale, sia nelle perizie, ed il prof. Ferreri, preHcn tnndo il volume con una. lus inghiera prefazione, lo definisce appunto uno studio clinico e med ico- legale delb~ sordità, una guida a lla diag nosi di tale malattia. Dopo brevi consid~rnzioni di indole genemle, relative alle variett\1 alla frequenza della medesima ed alle principali cause pr·edispooonti (eti~. !lesao, clima., stagioni, professioni), t ratta dappr ima le alterazioni dell'or~-;nno dell'udito, che ne t u rbano in J;naggiore o minor grado !~t funzione i pt·ende quindi in e!:<anre il rapporto rer.iproco fra le alterazioni dell'udito e le affezioni delle altre parti d el corpo e di tutto l'organismo in g11ne rale. E spoue le cause della sordità, cla~siticnndole dal punto di v i->ta anatomico in periferiche e c<•ntrali. Ri cot·da le anomalie congen ite dell'orecchio i le mnll\ttie dl.'lle sue din·rse ,..e. xioni (orrccbio est erno, orecchio medio, orecchio interno) e di ciascuna illust r a sobriamente le varie forme, soffermauclosi sulle pii1 importanti, con le considerazioni maggiormente accredita te, r('lative alle medesime. Nella rivista sistematica della patologia auricolare r ichiama le opportune applicazioni d i prolìlaf:Si individuale e collet.ti\·a. l'onduce quindi il lettore lungo le vie acu<~tic be fino ai rent.ri tlcll'udito, di· mos trando quauto è svariata. la sede delle affezioni cho inducono lo. sordità, ed esponen do i c riteri che servono a localizznrlc. Pe r stabilire poi la natura de l difetto uditivo, lo esnminR sotto il punto di v ista etiologico; e pRssa in ra$::.egna lo . sordità tmumRti cloe, q m Ile dovute a i mt•dicnmenti, ai tossici abituali, ai veleni propriaml'nte detti; quelle in mpporto con lo s tato generale (\·itR sessuale, stati febbrili, malattie infettive, vene ree, alterazioni del ricambio, tlell'ot·iua e del sangue, mn lattie dei v1tri apparati: r e spir·n.torio, circolatorio e dige r·ente, adenodistrofie). Pa pnrticola r o menzioJJe dt•lle sordità nervose, distinguendo le forme organiche e funzionali, cd accenna a i processi patologici con cui potrebbero essere confuse. Ded ica un capitolo specinle al metodismo di csnmo di un caso di sorditil : m <'t to in rilievo gli elementi da cu i dove scaturire il t•oncctto diagnostiroi fa una breve critica. dei vari mezzi di indagine, relativi all'e~nme obl>ieLti,•o e fun zionale (qualitativo e quantitativo) dell'orecchio i ricorda l'nnportltn?.a dell'esame general•l e del le ricerche sussidiarie, r• anllliZ?.a i cn<;i, in cui è piutto~to n ecessar ia questa o quell'altra ricerca, a seconda del modQ di insorgere del d ifetto dell'ulli~o.
lutiue illu~tra le manifestazioni extra-au r icolari dt•lla sordità ed il loro valore in rapporto a lla me.licina legale. ( l) R oma, tip. Kszionale Bertero, 19 14.
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RIVISTA DI OTO·RINO·LARINGOIATRIA
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Considera. la ripercussione delle malattie, alle quali è legata la sordità, sui sensi specifici (vista, gusto, odorato), sul linguaggio, s ull'intelligenza, sullo stato generale, sulle affezioni delle regioni limitrofe all'orecchio, dell'apparecchio respi· ratorio, digerente, ecc. Si in,rattiene sulle turbe nervose psichiche, riflesse ed nnatomiche. Termina ricordando l'importanza sociale ed estetica. dell'orecchio, il suo valore professionale, gli effetti individuali e collettivi della sorditil, la. sua influenza sulle estrinsecazioni più eleva.te dell'ar.tività e dell'intelligenza, negli oratori, nei poeti, nei magistmti, nei pittori. Trae In conclusione che la so:dità non è soltnnto un sintomo, che nei rapporti io•'l ividuali noi dobbiamo localiz za.re, apprezzare e curare, m a assurge anche ad un'entità morbosa, che noi dobbiamo considerare nei rapporti sociali, per i gravi problemi a cui è legata, e perchè essa può darci la misura del v alot·e fisico ed intellettuale dell'uomo, far luce sui disnstri individuali e collettivi, e portare persino il suo triste contributo nella storia dei popoli. La pubblicazione è arricchita da una ordinata bibliografia, e da una tavola dimostrativa semischematica delle vie acustiche.
C. CALDERA. - L"oz.en a oon •peolale riguardo all'eziologia e t erapia. •Torino, Rosenberg e Sellier, 191·1). ~el n ostro « Elenco delle imperfezioni ed infermità che sono causa. di inabilità as:>olu ta o tempot·anea al servizio militare» l'ozena non è nominato, beusi e,pl:citamente sottinteso n ell'art. 63 cosi espresso: "' Le imperfezioni o le malat. tie dei seni e delle ossa. nasali, accompagnate da. fetore pe rmanen te ed acce1·tate in uno SpE'dal~ miUtare •· Recentemente al XV Congresso della Società. ituliana di laringologia ( Roma 1912) , il maggiore medico Nieddu Semidei, n ella sua comun ic:,zion e: c L'oztma in medicina legale militare», commentando, oltre all'art. 53, gli articoli 51 e 52 d ell'e lenco, articoli riferentisi pure ad imperfezioni e malattie del naso, faceva presente la n ecessità della modificazione d ell'art. 53 stesso, nel seno;<> che mentre esso, come è esposto, risponde a l con cetto antico dell'ozena, mentre real mente comprende oltre a.ll'c ozena nel senso moderno, m a lattia sp~: cia le "• pure le <-affezioni sifilitich e e tubercolari con ulcerazioni, necrosi, sequestt i, tumori maligni ulcera ti; empiemi dei sen i: corpi e11tranei con ristagno e putrefazione del pus». Come appa.re. l'argomento dell'o;o;ena è di sommo interesse scientifico e medico· lega le per il medico militare, considerato anche che, per quanto molte pagine soiano state scritte su di esso, è sempre argomento nuovo, per i molti p unti tuttora oscuri, specie sulla sua eziologia e terapia. Per cui ritengo di non fare cosa sgra d ita, portando alla conoscenza dei !Attori di questo g iornale l'interessante monografia, tesi di libera. docenza del dott. Caldera, assistente della Clinica otorino-laringoilltrica della R. Università di Torino. 11 la>oro cosc ienziosamente condotto, si impone alla attenzione del lettore, perché oltre a.lla sintesi di quanto finora era noto sull'argomento, trovano in esso largo posto i r isultati sper imentali e lE' idee personali dell'auto1·e. Ad un primo capitolo d 'introduzione : « L'ozena ,., in cui è nettamente stahi· lito il concetto moderno di detta affezione (sua triade clinica: fetore, presenza dl croste giallo-verdastre, evidente a.trofìa. delle mucose e dello scheletro dei cornet ti: ::.ua base ann.tomo-pa.tologica: sclerosi della. mucosa e d el tessuto sottomu· c o«o seguono altri capitoli nel seguente ordine: Eziologia. tlell'ozena; ricerche
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RIVISTA DI OTO RINO-LARINGOIATBIA
personali sull'eziologia dell'ozena; ricerche sierodiagnostiche; sperimenti di cuti· reazione con eu ltnre morte del bacillo del Perez; ricerche batteriologiche, ri cerche di indole cl inica; anatomia patologica; sintomatologia: diagnosi; prognosi : terapia dell'ozena; contributo per~onale al trattamento dell'ozena. Non posso seguir e l'A. in tut te lP particolarità del suo lavoro; ricorderò sole i principali punti ch e dànno l'impronta di vera originalità al lavoro medesim o : 1° Coll'inoculazione del hllcillÒ rli Pet·ez (da.i più ritenuto qua le agente spe cifico dell'ozena) l'A. uon ha ottenuto n egli animali da e~peri mento (conig li) la produzione di una rinite atrofica fetida; 2° Dal lato sierodingnostico, egli non ha ottenuto in nessun caso una reazione positiva [analoghi studi sull'ozena egli aveva fatti nel 1911 col capita.to m edico r.r. Gaggia (v..1rch. ital. (fotologia, 1911)]; 3° Spiccata fu la reazione locale collA. cut:renzione fatta con culture morte di bacilli di Perez, tauto in individui ozenatosi quanto n elle person& ,::ane: 4° In lue e la tubercolosi, le sinusiti non hanno un nesso causale coll'ozena; la lue e la tubercolosi piuttosto hanno « un'1nBuenza indiretta nella produzione dell'ozena, in quanto causnno uno stnto di deperimento organico favorevole alla comparSI~» d ella malA.ttia; piuttosto negli ozenatosi lo stA.to linfatico è di unn frequenza vemmente impressionante; ))o Non è per ora dimostrata in modo <tssoluto la contagiosità dell'ozena: 6° Circa la terapia. esaurientemente trA.ttata da l Caldera, rammento l' iluportaute modi6cazione da quest'ultimo introdotta nella tecnica delle iniezioni sottomucose d i par nffina, n el senso che egli ba costruita una speciale siringa. fa cilmente maneggevole, smontabile e sterili:r.znbilc, collA. qua le inietta paraftina fus ibile a 52°-55°, a cui aggiunge etere !'olforico nella proporzione del 10 p. LOO. Io che ho visto usare dall'A. il suo metodo, non ho ::be a lodarne la sem p! icita\ della tecnica ed i buoni risultati. Col predetto capitA.no medico G11ggia, l'A, aveva sperimentato anl'!te il tannoformio in soluzione alcoolica, per pennella ture sulla muo:osa degl i.ozenatosi: per ò, poichè i risultati furono poco incornggianti, essi n on credettero di farne speciale menzione nella memoria che pubblicnrouo sull'uso otoiA.trico del tnnnoformio (.;h·chit•io italiano di otulogia. vol. XXII, fase. 4) . Tt·a gli altri metodi di cura dall' A. adoperati, uno semplice, tollerato « splendidttm ente 'nnche dai malati pit\ ribelli e in specie dai bambini • · è quello dell'inalazione a secco col metodo Stefanioi-Graden igo: i risult11.ti furono mcor11ggianti. L'A. insiste giustamente sulla n ecessità di una cura generale doll'ozena ; egli, seg uE•ndo le indicazioni del prof. G radenigo ed in base alla constnta?:ione quasi costante di un manifesto abito li nfatico negli ozeuntosi, oltre ad al t re prescrizioni d'indole g enerale, ha fatto largo uso di cure iodiche per via orale ed ipodermica. A quest'ultimo scopo r isponde mirabilmente !A. formu la seguente: !odo metalloide cenl.ig1·. not·anta, Ioduro di sodio, Guaiacolo s intetico, Ca nfora ra,:a ana .lf1". ww, Ol io purissimo cc. trenta: Steri lizz11.re. P. v . ipodermico. Come: ho detto, si tratta di ottimA. formu la, che rende le iniezioni appena dolorose. La ricca bibliografia comprende nume ros i nomi di autori itnlinni: del no4ro corpo sanitario militare, oltre ai nomi, già menzionati, di Nieddu Semidei e di Gaggia, sono ricordati quello del compiA-n to maggiore medico Ostino, e quelli degli allora. colonnello medico Sfor~a e tenente medico Uizzuti per il loro lavoro:« Sop ra un nuovo bA-cillo piogeno fetido isolato d11lle cros t e di ozena » (Giont. med. dd R. Eso·cito, 190G, fase. V11, pag. 512). Il testo è illustrato da 32 figure ed è in nitida veste t ipografica. BAU.A.
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RIVISTA Dl MALATTIE VENER~K E DRLLA rELLK Le malattie veneree nelle tt'uppe ln campagna. - (Deutsche m edizinisclte Wochenschrift, n. 33, 1911).
Prof NEr.SSER -
Le tre malatttie veneree, blenorn.gia, ulcera m olle e sifil ide, son da cons iderarsi ass ai diversamente in rapporto a i disturbi c he arrecano all'organ ismo sotto
il punt-o d i vista dell' idoneitil al servizio. La sifHide, che in a ltri period i è la più terri l1'ile, è qui la piu blan,\a. Le sue manifestazioni prim11.rie e s ecoo iarie sono pres.;:ochè ind olenti. L' i neo nveni~nte p iù grande s ta n e lla sua contagrosità. Ma nellle tru p . e in rnR.rc ia e in servizio i n campagna è attuabile una cu ra generale della sifilidf' ? L 'A. dice di si. Questa d e ve esser praticata coll'olio grigio usato per iniezioni profondamente sotrocutanee, c h e, se fatte nelle regioni glutee in alto e all'esterno, sono a ltrù tl.lmto eilìc>lci quanto indolenti e non impediscono d i marciare e cavalcare. La dose è di '/,. sino, al m assi mo, a ' , di e me_ di medicamento per i n iP.zione ìatt.a settirn >lDI~lmente. Dose massimn. per settimaua 0.14 Hg. Dose complcssi,·a della cu ra. 0 .711 Hg. Occorre molta pulizia della bocca , ch e puo la varsi ~~oll'uopo anc h e •·on acqua\'Ìte. Le in iezion i d i preparati solubili di mercurio e le frizion i non sono pratiche; la cura interna è troppo debole. Assai p iù i mpo r tnut o ed effica ce è la c ura col neo~alvarsan tanto più attiva quanto p iù s i t ratta d'inf~>zione rerttnte, usato per iniezioni endovenose che, se e.">eguite con t~cnica perfetta, s ono a-<solutamenta indolore. La soluzione deve esser f atta in 6-10 eme. di a cqua di-.tiliata o acc~u·ata mente bollita. Ù \ dose d ella prima iniezione ~ d i 0.4; quella d<:llt< iuiezion e succe-::s:va di 0.6; quella della a•, 4", o• di o.~ sem pre a lla distanza di 8-10 giorni. È consigliabile onire lo. cu\·a del neosalvarsan co n que lla mar curiale. Entr;•mbe le iniezioni possono esser praticate nello stesso gioruo. Assai maggiori sono i dis turbi che dà l' ulce ra molle. Bisogna q uindi combaltere al più presto e nel miglior modo possibile il virus infettan t e. S i tocchino o St rofini no iu ugni angolo o a nfrat tuositÀ. le erosioni con a cido (en ico puro ap· plicandovi sopra vaselina a ll' iodofo rmio a l 10 p . 100 o unguento di ossirlo di zinco con balsamo del Perù al 20 p . 100. l buiJboni, appena a ccennano a ralllmolIirsi, bisogna io ciderli; s i s vuo ta il pus; si 1·iemp ie la cavità c he n t! r i<:ulta con l"as..lina all' iodoformio al 10 p. 100 e s i chiude la ferita con cerotto w olto adesivo. Le p i ù gra.n di difficoltfl son d a te dalla blenorragia. Se d i rect>ute contrn.tta e n ou molto vi r ule nta, si può tentarne la cura abortiva. Si fanno iniezioni con pre· cauz ione di una. soluzione d i protargolo al 4 p. 100 con aggiu n ta di alipina a l 2 p . lf)(J o di antipirina al o p. 100. S i prn.ticano inoltre a ltre due iniezioni giorn alment.e d i una sol uzione di protargolo al 1 , - ' • p. 100. Ogoi inie zion e deve rimaner e n e ll'uretra 20 minuti. Il pnzil'nte de•e po1·tare
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RJ\"ISTA 01
~(ALATTIE
VF::\EREE E DEL LA PELLE:
un buon sospeosori\l che sollevi e fissi i te~ticoli. Invece deUa cura abor tiva cit a ta si può fare quella della poma ta rli c .Kovinjectol • iniettandola d ue volte al giorno e cosi composto : protargolo 6.0: a cqua d istillat a 2!.0; alipina 2.0: eucaina a n idra, grasso lanoli nat.o a nidro an a 36,00. Se n•' iniettano, riscaldan dola nell'acqua calda, G-10 eme. nell'uretra e si chiude• fa~ciando, il mPato uretrale. Se si rie.;cc a fula ritenere per 1:1-10 ore nell'uretra, con un a o due iniezion i, come ba potuto constatare con sicua·ezza l'A., In blenorragia é definitivamen te guarita. P er evitare le complicazioni e lenire i dolori servono bene i balsamici. Se queste insorgono, bisogna subito prescr ivere il riposo a l<~tto. I vaccini antigonococcici, mentre sono cosi preziosi nella epididimite, ar· ta·ite conclamat>1, non hanno per tali complicazioni aie un valore preventi ~·o.
E. C'OSTA .
RIVISTA DI MEDICINA LEGALE Arterlo•oleroal e d infortuni. -
(Dal J'olicli~tico, sez. pratica. fase-. :?•, 1911'>).
L'arteriosclerosi, affezione fr;:quente nei lavor:~.t.ori, oltre i 50 anni di età. può per le \"erti~ini, cui van no soggetti coloro che ue sono infermi, e può, d'altra par te, aggravare e ritardare la guarigione delle le<>ioni chir urgiche, per i disturbi del cir colo locale e pPr la in-.utlìcienza dolla funzione cnrdia.<'a e della funzione renalo. Si ritirne, se bene non ne !'ia. st:~.t>t data fino.-a una sicura di111o<;trazione anatomo-p:ttologica., rhe un tra uma, fisiro o psichico, pos-;a aggrnvare un proresso arterioMlerotico pree8istente. ~[a può un trauma produrre l 'arteriosclerosi in so~gl'tti precedentemente immuni da qual~iasi lesione va~ale? Opp<'nheim ne ammise, per il primo, la po~siùi l it.à, a (·agion e dci disturbi d'i nnervazione vaso-motr ice, m olto frequenti nei traumatir.?.l\ti, e riten uti come una delle cau-.e della lesione vasale. Goldscheider o Rivalta ne banno riferito ciascuno nn caso, che sembrò loro dimostrativo; mn sono fatti isolati, nei quali non appat·e evidnnte la dipendeuz;\ di cansn ed eft"etto, non essendo, ::opra tutto. noto lo stato vas~tlo prcesistente dei soggetti. In ciò é la diflicoltà di stabilire un nesso etiologico fra traumi ed artcrio."lcler·osi, trattandosi in gPnPre d'individui dtl' hanno trudenza ed interesse di attribuire ... 1 trauma tutti i loro m11lanna. D'altra parte, beo poco si conosce dolla patogene."li dell'arterio;;clero;;i: Rnmpf h11 me~'!O in rilievo nei traumatizzati )'aumento progrc~sivo della pressione arterio~n. e rt•centemente ha riferito su due rac;i, c-hP, !'econdo lui, dimostrerei>l>ero la produzione di un'arter iosclerosi locale, in con~t'!;lii'IIZR di un infortunio. Il primo di c«si ri~uarda un minatore di 52 anni, che, per un gra\'tl tmuma cefalico, solfer...e commo1.ione t"Preùrale. e tre anni dopo es~ore es~a steSsi\ causa d'infortunio,
RlVIS'l'A DI MEDICI NA I,IWALE
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t'u obbligato ari abbandonare il lavoro, specie per il distur bo nell'and>ttura, che avevo. un carattere cerebellare. L ' esame otoiatr ico fece escludere una lesione la birintica, e l e più accurate indagini accertarono che il paziente non fiVeva, prima del trn.u01a 1 mai mostrato fenomeni vertiginosi, ed esclusero la lue e l'alcool ismo. Dopo varii periodi di remissione, il disturbo dell'equ ilibrio si acc;.entuò, si m11n i· f~stò u no stato malinconicu, e l' infermo si tolse la vita, annegandosi. 11 B.umpf aveva in lui constatato un au mento progressivo della pressione arteriosa, ed aveva peusato ad unn lesione del cervelletto. .dll'autopsia si rilevarono le seguenti note : arteri E> dE'Ila base del cer vE>Ilo apparentemen te sane, ad eccezione dell'artet·ia proftmda ce·relwi, In quale presentava una considerevole infiltrazione calcarea, ma il cui lume vasai!' era ancora per· meabile; tracce di deposito calcareo n ell'aorta; qua e la degenerazione grassa ed infiltrazione calcarea nei vasi coronarii ; sulla base del cranio, nella fo~sa anteriore rli destra. una cresta ossea sporgente, che decorreva obliquamente ed irre· golarmente tino alla sella turcica, con le apparenze d i una cicatrice di antica lruttut·a. Su J.,. bastl di questo reperto anatomo-pa.tologico, il Rumpf ritenne che il paziente ave~se riportata, per il trauma del 1906, um~ fra.ttt~ra della base del cranio, non diagnosticata, come che non aveva determinato \estoni dei nervi cerebrali. nè emorragie esterne; che fosse, invece, avvenuta un'emorragia sotto hl dura men inge ddla base del cranio, cui segui l' inspessimento· della dura e del t essuto osseo; ed ammise pe rciò c he l'arter iosclerosi dell'arteria cerebrale s i fosse verirìcata, per propagm>:ione d el proce-;so d ella dura. Il secondo caso si riferisce a d un uomo di 35 auni, che, in seguito a caduta dall'alto, riportò una grave lesione del capo. co n commozione cerebrale e lussazione del piede ~inistro Ne segu: emiplegia sinistra compl eto~, durata uove anni, dopo di cbe si manifestarono gravi ncct~ssi vertiginosi, cef11.lee intense, deliqui, eJ in ti ne nttacc bi epilettici, in uno dei quali avvenuo la morte. All'nutopsia s i ril evarono i relitti di un'emo rrag ia capsulare destra, d eco rs o :;erpi~i noso ed in~pthsimento d i tutte le arterie cerebrali, con macchie giallastre e deposi ti calcarei nell' intima; le stesse 11lterazioni nelle coronarie, e, sebbene as~ai meno a <:centmtte, an r.he nell'aorta. ! n que~to caso, meno cl.tiaro do! prece· dente, è caratteris tico, no ta il Rurnpf, il fatto che, come cousegtteuza di una emorrngi:\ cerebrale, tutte le arterie del c~rvello divennero ate1·omatoso, laddove lien altera:..ioni prusenta vano l'aorta e lo coronar ie. Lo ste,;so Rurnpf, dul re><to, soggiunge che scarso è an<:ora il numero di C!~si. in ctti sicurame nte s ia apparso un ne~so etiologico fra trauma ed artet·iosclero~i. LenznHtno ha rile vato che nel primo Cllo)O di Rumpf, l' induran:umto e la calcificazione dell'artel"iu Jll'O(un.cl(t ce· rP,b1·i siano da attribuire, non già ad un processo scler otico vasale, ma si bene ad un proces;;o d i flogos i propagatosi dal di fuori; ed anche il C'ossmann ha me:..-;o in dubbio che s i fosse trattato vera mente d i nrteriosclt.rosi, onde il caso in e-<ame non porterebbe alcun lume a lla risol u<~ioue del proi>lem;\. Rumpf, r ispondend o, ha affermato non essere ej?li incline ad ammettere un nesso etiologico tra trauma ed arteriosclerosi, pur riconoscendo che questa possa aggra\·arsi dopo un trauma., ed ba soggiunto che, secondo lui, i processi, che menano all'arterio· scl<lrO<si, son o in parte flogistici ed in parte degeuurativi, di cui efl"iltto e causa insit>tn6 è la calci ficazione, e di ordinario il loro punto di par tenzll è nella. media e nell'avventiz ia, lo.ddove affatto secondarie sono le lesioni dell'in tima; onde nes· ;;una 1ueraviglìa che il processo si sin. diffuso all \ tvventizia e quindi a tutta la
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RIVISTA DI MEDICINA LEGALE
p arete "Vasale dal tessuto circostante al vaso, ove si era iniziat o, determin a n do un processo tipico di arterioscleros i. Anche Hubner, Dietrich, ::;cht·akamp !taun.o escluso la possi bilità di un'a rteriosc leros i traumi\tìca, ma hanno ammesso che la lesione vasale possa essere ag· grnvat!l dn. un trauma.. I n questi ca si è difficile stabilire, se e quando l'aggrava mento dell'affezione vasale ed i d ì-;tu rb ì provocati dal t rauma s ì sarebbero determinati, SII e~so n on fo:;se a vvenuto O ). C.
RIVISTA BIBLIOGRAFICA M. Lc:n Bt ANCHI NI. - Elementi di &IBlsteoza e teonloa manloomlale ad uo degll lofermlerl. - (Padova, fratelli Drucker , 1914). L'A., medico del manicomio interprovinciale di Nocera Inferiore, ha r accolto i n que:;t.o volumetto le lezioni impartite al personale sub~tlteruo dello stabilimento, e non ha avuto nltra pretesa che quella di infondere all'in fermiere di man icomio il desiderio di istruirsi, l'ntfetto e la pietosa benevolenza verso i malati che gli sono affidati e la convinzione che la missione di cui è investito è difficile, nobilissima, santa. In fonna semplice e chiara l'A., premesso alcuni cenni sulla legge e regolamenti dei manicomi e sulle malattie mentali in g enere, e!>pone le basi fonda men· tali e le cognizioni più rispondenti alla pr atica per quanto rigur.rda l'assistenza clegli alienati n elle v~trie sezioni (tl·anquilli, agitati, frenast enici. epilettici, contagiosi, ecc.), intrattenendosi specialmente sull'esam e d el mala to, s ulla preparazione e somministn1.zione dei medicin nli, su i metodi elementari di cura e sui soccorsi d'urgenza . Il voi umetto è complet:~.to da alcune n ozion i di anatomia,·antropometria e fisiolog ia de ll'uomo indispeasnbili per chi assiste tnl gene re di malati e da un'e~posi zione sommaria sull'ammission e e dimissione d a i manicomi , sulla cura domt>stica e sui patronati e colonie per alienati. In complesso questa guid a risponde piena!lJPOte allo scopo: d i insegna re cioè all'infer llliere che spetta a lui ed 'llle autor ità mediche preposte di curare e di assistere gli alienati con zelo paterno, di eliminare dal loro a n imo, per quanto è po~sibìle, l'impressione penosa del forzato soggiorno manicomia.le, (di ravvi\·are la lo ro intelligenza arrecando la luce della pietà e della solid:~.rietà umana. CASAIH::\1.
( l) I l concetto del Rurnpf concilia in certo modo le nozioni delì'antica dottrina dua· listica delle. ~cuoia di Virchow, relative all'a rteriosclerosi ed a ll'ateromasia: processo flogi.-tico l'lino, neoplastico l'altro: questo pit) proprio dello:piccole arterie. quello delle grandi; con altorazioni che s' iniziano d all'endotelio va.~"le. nell' uno. proliferazione di esso ed aumento del connett ivo, onde il lume dell'arteria finisce per es.qerne ristretto, o p<'rfino obliterato, (endoBrterite obliterante); con alterazioni, che s' iniziano, nell'altro dalla membrana fenestrata in terna, neoformazione Iii te$suto connettivale, de!(enerazioue e n eocrosi dol t ossuto degenerato. e formo.zio,li d i ammassi composti di d otriti, d i grassi e di cristalli di colesterina, (ateroma). cui seguono erosioni, calcificazioni ecc. ('.
RIVJ~TA
BillLIOORAl'lCA
Dott. prof. E. FRtTSCB. - 1870-71 . Rloordl e ooulderazioni. Con questo titolo e coi tipi nitidissimi degli editori Marcus e Webers di Bonn il prof. Enrico Frit.sch, di Halle, ba recentemente pubblicato un bel volume di 818 pagine, fruttò delle sue os ervazion riilevate all'epoca in cui. come m edico volontario militare, servi nell'esercì to prussia no durante la guerra franco-gertuanica del 1870-71. 11 libro interessa in modo particolare i medici militnri; è scritto in uno stile semplice e piano e per la chiarezza dell'esposizione, per le notizie che oft"re e le considerazioni che contiene si legge a!'sai volentieri. Da esso si apprende come funzionavA. nelle linee più avanzate il servizio Sftnitario nell'eser cito prussiano: come si apprestavano le prime cure ai malati e feriti sia n elle marce che dorante e dopo i combattimenti, come si etl"e ttuava il loro trasporto ai luoghi di ricovero e di cura. Da allora quanto progresso nella medicazione delle ferite l Basti dire cbe si us11-vano ancora le filacce, e il metodo autisettico col s istema L istar fu diffu$0 soltanto più tardi in Germania per opera spe<"ialmente del Volkmann. E la esplorazione sistematirR delle ferite, già controindicata oggidi, anche se prat tcata con strumenti sterili, aveva dato allora risultati disastrosi; per cui l'A. ba parole roventi di disapprovazione conrro un professore di Berlino, il Gurlt, che la caldeggiava ad ogni costo e lo chiama chirurgo insigne soltanto in teoria. Da buon patriotta egli esalta le incontestabili virtù militari dei reparti che seguiva. Ma anche in quell'esercito prussiano tanto decantltto, a~canto ai valorosi c'eran dei fiacconi che tentavano, con ogni mezzo, di sottrarsi alle fatiche delle marce; c'erau dei s imulatori, o, per lo meno, 1legli esagemtori di malattie specialmente d ell'appara.to gastro·Nlterico ch'egli presto vinceva coll'arma infRIIibile dell"olio di r icino, somministraodolo rancido a cucchiai ogni due ore e prima dei pasti, occorrendo anc he colla forza; c'erano dei timidi che cer•:avano di edtare i rischi dei combattimenti, che a guerra termiuata, tomati alle loro case, ass unsero po~e da eroi mettendosi a capo di sodalizi aventi per iscopo la prepnraziooe alla guerra, facendosi vanto d'esser pronti ad ogni istante a sacrificare il sangue e la v ita sull'altare della patria. Facendo poi un confronto tra i caratteri e le consuetudini della popolazione francese e tedesca, l'A. trova in quest'ultimo. maggior correttezza di costumi, più alto senso d'ordine, pi(t radicato amore alla pulizia e scagiona i soldati suoi compatriotti non solo dall'ingiusta a<"cusa di esser poco teneri per l>\ nettezza, ma anche dalla taccia di depredatori, affermando che i primi a dar l'esempio di inll;iuste requisizioni o di saccheggi furono i Fnaocesi ai tempi delle guerre napoleoniche. Ed esalta il patriottismo delle madri ted(•sche, sùblimi nella rasst!gnazione, a differenza delle francesi, dt>l sncrificio dei loro figli per l'onore e la gran•Ìezza della patria. Tocco~., infine, della severità della disciplina. ,Questa doveva t'ssert' b(·u rigida, se tornato in p><tria, dopo quasi undici me,;i di peripezil', di dis:tgi e di pericoli supernti in guerra, n on escluso quello di una grave sofferta infezione di vaiolo e tTovanèosi in una città vicina a lla sua nativa, si vide negata dal colo nnello co· mandante il reggimento, cui apparteneva, una breve licenza di tre giorni pe1· recarsi subito ad abbracciare i suoi genitori, tanto che, non potendo resistere n.ll'im· peto degli all'etti, fece uno strappo ai suoi doveri disciplinari e vi si recò egualmente di soppiatto in abito civile. **~ Considera ndo ora l'opera in particolare, riassumet·ò in brevissimi cenni la pnrte soswnziale dei varii ~apitoli, che sono in tutto cinque. X el primo, intitolato Verso ,lfelz, l'A. narra come, pun to dal desiderio di ve-
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RIVISTA BIBI,lOGRAFlCA
der11i brillare sul petto una medr~glia d'una campagna di guerra, s'affrettò ad arruolarsi il 21 luglio 1870 nel corpo sanitario militare. In tre giorni il suo equipaggiamento, compreSSI. l'uniforme, era pronto, sicché potè presentarsi subito al 4° reggimento di fanteria di Turingia a Torgau sull'Elba, lasciando la clinica. di Halle dov'era assistente. Fu :tssegnato all'8" compagnia del 2° battaglione. Da Torgau mo1;se verso Metz col su<. reparto del quale descri ve le marco, i bivacchi, i combl~ttimenti , tra cui impoYtante quello di Kaarbrucken. (2 agosto) riescito f avorevole ai Tedeschi. Noi secondo. cb o ha per ti ~o lo J'resso .Met::, l'A. descrive In battaglia di Grnvelotte (U:i agosto), il giubilo d e i ~oldati a ll 'annuucio, comuu icato in pompa magna, dell'immenso d is>tstro toccato all'esercito france,e a Sedan (1° settembre) e l'inizio dPII'n~scdio di Metz, dov'c m t·inchiuso Bazuinc. Nel terzo, In S tta rloui.y, la fortezza sorta per incauto, giacché Louvois, mini~tro delia guerra, scom mi.~e col suo re, Luig i XIV, e vinse, che in un anno l'avrebbe costru it11, nrn111ta e popolatr~ (maoriò, infatti ad a bitarla, dopo coHtruite le opere di difesa, soldati condannati alla galem e prostitute tolte da Parigi ed altre città) l'A. ,]e~cri ve lo malllttio infettive, specilll mente disst>nteriae tifo cho inlìerivano, sopmtutto tra i soldati fmuce~ti, prigionieri di g ue rrn, raccolti a decine di migliaia in quella fortezza, in attesn di treni che li intemassero i n Germania. Lo s pettacolo eli quei povet·i prigioni..ri, rimast i, per il loro n umero stmgraudo, qua11i !et tcralnwntc senza cibo, senza vesti, senza me?.zi d i riscaldn toento, ammucchiat i nei corti li, a cc;ltas tati nelle caserme e negli ospedali, era dei piu tristi e miserand i; era po1· molti una coudizionc peggiore de lla morte. li 'lut~rto c11pitolo, c hos'intitola: « f'ontro GaTiualtli, » il più lungo e importante di tutti, coutiene il raccon to dell'azione svolta cont ro i franchi tiratori e contro i garilmldini capitanRti dall'Eroe e du s uo figlio R iccio! t i. J 11 tale azione sviluppnta in pieuo iu veruo, con un fred do intenso, g iacchò in molti g iorni il termometro sPgnava 12 e p!'rs ino 14. gradi sotto zero, che richiese l unghe marce sulla ne ve e sul g billccio, movimentati\ tli sorprese, d i att~tcchi improvvisi, d i regolllri combattiment-i, t ra cui itnpo rtanti que lli d i () h i~ti llon, di Courceau, Mon t bn.rd, Jt;pagnye Digione, le t ruppe tedesche f urono du rìtmente provate. E per qua n to l'A. consideri con disprezzo Garib~tldi, chitunflndolo t'it•1t.r bri!Jand, pe r il qunle ins ulto poco ma ncò nou fosse s tidato >\ duello alla pistola dal padrone della casa dov'era a ccantonn.to, pure dovette ammettere c he la tattica gnrib~tldina coudotta con intelligeuza e ordi n~tmeu to fu tnlorn causa di p;ravi perdite ai suoi compntriotti. Ricciotti, infatti, a Cbatillon, dov'arasi reca to il giorno prima, vestito in civile, e aveva bevuto nell'nlbergo cogli stes~i utliciali tedeschi, con un attacco improvviso notturno annie ntò e t'cee prigionilli'O l'intero battllglione di landwehr Uont\ e uno squt\ÒrOJH' di cavalle ria con cui si fo rmò In propria. Me moranda e poi la disfatta c he il 21 gen· naio 1871 il padre inflisse a Dig ione all'intera brig11talù•ttler di Pomerania. È vero, pe1·ò, r he quei bravi soldati non morirono in\·ano, giacchi!, impeg nando Garibaldi a lJigioue, quest i non potò più piombare alle spalle di Mauteufi'el, che riuscl fra.t· tauto a s pingere l'e~erc ito francese comn.ndato dii Bourbnki, forte di 80,000 uomini, o l t re il confine s vizzero, o ve fu di~armato. Ciò <letenninò il principio dcll'ar• mistizio e pace, che sono o~getto dell' ultimo capitolo. E . COS'l'A.
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NOTIZIE
Il lG gennaio, alle ore 15, il capitano medico prof. Amedeo P erna, libero do· cenre in odontoin.tria, inaugurò il suo corso pareggiato nell'anfiteatro dell'isti tuto anatomico, in via Depretis, innanzi ad un numeroso uditorio di professori, di me· dici e di studenti, trattando delle origini e dei progressi della protesi dentaria e IDASCellare. Presentat o da.l prof. senatore Todaro, egli svolse l'argomento con facile ed ele· gante parola., risalendo fino ai tempi degli Etruschi e dei Romani, e seguendo man mano, con fina critica, lo sviluppo ~ei varii sistemi e metodi protetici, fino ai nostri tem pi ; e in ciò si dimostrò espositore efficace. profondo conoscitore della materia. valente Rtomatologo e chirurgo. La dotta prolusione fu illustrata con mol te interes~ant.i proiezioni, ed alla fine fu insistentemente e con cnlore npplaudita.
c.
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VARIET.A
L'apparecchio di coerctz1one per agita ti del Rota, già adotta to presso gli ospedali militari del R. esercito e della R. marina, riunis co in sè i requisiti per ottenere la pronta coercizione di un agitato. senza che egli ne risenta danno o fastidio, anche se questo mer.zo di contenzione debba essere a lnngo man tenuto. La rapiditlt e la facilità dell'applicazione, che non richiede necessariamente l'opera di un infermiere esperto, la robustezza e la resistenza dell'apparecch io, che pur non impedisce al paziente di fare d ei piccoli pass i e di compiere i movimenti non pericolosi, la innocuità di esso, lasciando il mall\to in una pos izione comoda e permett.endogli la massima libertà del respiro e del circolo, sono pregi che sono stati rico· nosciuti da illustri professori e dai competent i nella pratica manicomiale; onde q uesto apparecchio può riuscire utile anche agli o;;pedali civili, alle associazioni di pubblica. assistenza ed alle case di pena.
C.
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NECROLOGIO ALFREDO FOURNIER. li 21 direrul.lre dello scorso anno si sp.. Hse a Parigi ALFREDO FOURNIER, il cui nomo immortale n elle mediche discipline costitui:::ce per sè solo un elogio. Discepolo di Ricor d, tin dal 18o!J nsl:oicurò il trionfo defin itivo della dottrin& dualista, couferrnò su base incrollal>ile la specificità della sifilosclerosi iniziale, ne dimo~trò l'origine per contagio da ll•sioni del periodo luetico secondario e lanaturu diversa dR quella dt>l l'ulcern. semplice, In cui etiologin divenne più t ardi ovv1a, mercé la c)a<;sica scoperta del microrganil'rno s pecifico di essa, per opera del nostro Ducre.". L'etiologia luetica della tabe o della pamlisi gener ale, l'intiera plltolo!;IR della eredo-sitilide, con le mnnifestar.ioui p1·ecoci e tardive, con le distrolie, con le mostruosit:\ congl'nite di eF<sa, l'igiene e la protilassi della lue. ebbero in Alfredo F'ournier lo scopritore e l'apostolo, l'oss<'rvatore scrupoloso e il critico imparziale, il clinico sommo e il ma<'stro di VRrle generazioni di medici. In num<•rose opere classiche, sullu cnttedrn, nelle Rccndemie, nei congressi interna;-.ioMli. n<'gli o<;pedali e nciiR clini<'& pri\'Rta egli dii<':'O le sue dottrine anrerso le oppo;.izioni di scienziati, anche eminenti. e con gli scritti, con la parola facile cd t•llic:.ce, l'OD le dimostrati\·e ri.•erche stati'<ticlw ne Assicurò il tnonfo. La memori:\ di un cosi grande maestro vivri1 pen•nne nella letteratura medica ùi ogni paese e nei cultori di sifilogrutia di tutto il mondo; e, r ipen:<ando al m ar:o,·iglioso edilizio diuico da lui costruito, si può con ;:icum coscienza affermare, <'be, con In morte di Alfre<to Fourruer, nel tempio delle ;.cienze nwdiche una chiara lampada SI è spenta.
VAN GEHUCHTEN Il 9 diceml>re u. s . è morto a C11mbrirlge il prof. VAN CEHUCHTEN, dell'Un iver · si t !i di L ou \•ain. dove si era recato dopo la distruzione eli que~ta Università. La morte di questo grande oeurologo rappl'c~euta lmto dulia scieuza. L A REDAZIO!\E.
GENNARO DEGLI UBERTI. Il luttuoso annunzio d ... lla repentina mort..: del colonnello GENNARO DEGLI UBERTI. direttor e dell'o.::pedale militare di \'erona, avyeuuta n ello scorso mese di febbraio, ri<'mpi di amaro cordo~lio il corpe> sanitnrio militare. J<~ra nato a Pomigliano d'Arco il ]t; aprile 18~J7, e, laureatosi, a soli ventidue nnui, nell'ugosto 1819, nella regia Uuiversità di ~apoli, entrò nt•ll'esercito. con il grndo di sottotenente medico, nell'ott.olne di quello stes~o anno, onde pen·enne ai grndi sup<'riori in ancor g1ovane et"-.. erl era in fatti uno dt•i più gtO\'Rni colonnelli m··dici direttorr di ospedali pnucipali iu srde di corpo di armata.
14-3
:--'E.OROLOGIO
Era un nobile carattere ed aveva tutti i pregi, che rendono un ·_~uome caro e s t imabile, l't\nimo gentile, i m odi cortesi, l'equilibrio della mente, il senso pratico delle cose, l'equanimit à. del giudizio, il rispetto. delle altrui opinioni, la bene>olenza verso i d ipendenti, non d isgiunta, all'occorrenza, da risolutezza e da energia. Fornito di ottima coltura professionale, scrupoloso nel cornpimento dei suoi doveri, tutto amore e carità. verso i soffe renti, egli profuse per ben trentasei anni, sem1a mai risparmiare a sè disagi e faLiche, tutto il suo sapere, tutta la bonta gene•·osa, ond'ern ricco il suo cuore, per alleviare i dolori del soldato infermo e ridargli la !'anità, e nei vari i reggimenti e negli O$pedali, ove prestò servizio, in tutti gli uiJi?.i ch e tenne, seppe conquistarsi la stima e la fiducia de[ superiori, l'~ lfetto e la devozione dei dipendenti. Cara e venerata rimarrà per lungo tempo in noi la sua mcmorin. LA RF:DAZIONE.
EUGENIO GIMELLI. Un'altra dolorosa perdita ha fatto i l corpo sanitario m il itare il 21 febbraio . I l maggiore medico cav. EUGENIO 61MElll mori in quel giomo nello. sua città natale, Avelli no, in mezzo al compianto di tutto un popolo, che ne accom pagnò la salma fino a l'ultima dimora. Da oltre un anno era alquanto malandato in salute, ed er!l ven1.mente degna di ammirazione la serenita, con cui, ad onta del rr. ale che lo travagliava, egli attendeva con l'u!'ata scrupolosità. alla cura dei suoi infermi, al compimento di rutti i doveri del s uo uffizio presso l'ospedale militare di Cnva dei Tirren i, ove era addetto. Otto giorn i prima di morire, presentando forse imminente la s ua lìne, volle tornare n ella sua diletta Avellino. per chiudere gli occhi ft·a i parenti e gl'innumerevoli amici ed affidar loro la vedova scou8olata e la diletta figli\lola . Distinto medico, gentiluomo perfetto in ogni manifestazione del suo pt>ns iero, utliziale valor oso, tutti g li volevano be ne, s uperiori, colleghi e dipendenti, tutti r.e stimavano il nobile caratte re, la mente aperta. il cuore gentile ed nffettuoso. Aveva preso parte alle campagne di Africa del 1895-96-97, ed aveva meritato due mf:daglie di bronzo al valor militare. Alla mt:moria del comp~gno perduto. che hà la~c iato ovunque il più grato r icordo di sè, vada l'omaggio unanime del nost1·o dolore_ LA REOA ZJO::>E.
ANGELO VALLE. li 13 febbrnio, a Vigevano, mori il maggiore medico nella posizione ausiliaria cav. ANGELO VALLE, dopo quattt·o mesi di sofferenze, per cardiopatia. Nato a Sas~ari n e l 1854, entrò nell'esercito come sottotenente medico effettivo nel l f:l86, e, dopo ·ventun'anno di servizio, fu collocato in posizione aus1haria, nel dicembre 1907. A Vigevano, che aveva scelto per sua d~finiti va dimora, era conosciutissimo, e la s ua scomparsa è stata compianta da tutti i cittad ini, che a vevano avuto spe.>So occasione di esperimentarne la valentia profes;.ionale, il di!linteresse e l11. bontà dell'animo. LA R ED.\ZIO:S F:.
NECIWLOGIO
RAFFAELE CARABBA. Yerso gli uiLtwi giorni di gennaio si spense a Roma, nella. età di 7J anni. il cav. RAFFAELE CARABBA, colonnello medico " riposo. ::\1\rquc a Lauriano il 16 mano 1841, compi con molto onore gli studii secon· dari. cons,.gui la laurea in medicina e in chirurgi!\ C'OD brillanti t'~ami, ed ent.1'11.to uel corpo sanitario militare. ne perc01·se la carriera fino al grado di colon nello, cui pervenne nel marzo del 1899, con le funzioni di dire~tore di Sl\nità del VI corpo di nrmntn. Auste•·o o ri gido nelle appareuze, fu uomo di CSI'mpl!lre rettitudine, di gra n de bontù di animo, sempre benevolmente disposto verso gl'inferiori; forni to di estesa coltura medic11, esercitò in speci1\l modo la chirurgia Il fu n e l corpo !l&nitario militare uno dei migliot·i operatori del suo t c111po. Abbaudonò il servizio, per i limiti d i cl/1, n el marzo del l!lU3, ma conservò serr>pre vivo l'nlfetto per il corpo, per i suoi compagni e per i suoi subord inati, e q un odo gli n<:cadeva di r ivedt'rne alcuno, gli si lr·ggevano nel volto e nel mobile Rgunt·do il piacere e la commozione che ne provA.va. :.'<lanùianto un ~aiuto r i ,·erente alla .~111\ n••·mona. L." Jh:IIA7.11):-;k;.
GONFERENlE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI SOIIARJO DEGLI ARGOMENTI T.RATl'!Tl I>Al PROC~;>':';l VEI!BAI,[ PERVI':St:Tl Al , J/l);P~:TTIIH \Til D I ~AXITA ~lJI.ITARl!: DAL 1° AL ~H l'I•;HJIH \l i>
l !l] i)).
CAlA DEl TIRHENJ (fehbmio'. - Tl'nente colonnello nwdico AN'rnsto P b:HAssi : Comunica le seguen ti notizie medic!Je di attunliti\: I. Ricovero e trasporto di feriti gravi su bflrconi rC'qui~iLi: Il Policlilli,·o - Sezione pratica, del 21 gonunio, nH no in cor~o - riporta l~ n otizitl che l'ospedalizzazion e ed il trasporto dei feriti gmvi, a mezzo di barconi 1\~LrC'anti , fu utilizzato dal prof,•ssore Amloin doll'Univer~ità di P oitiers. l vnntnttgi conseguibili con questo metodo itnpr ov,·isato di. trasporto, sono qut>lli di evit~tre le scosse ai feriti gravi, di poter mmt't·uirc di un'nssistenzn ospedaliera iu11uediata, a\·Pndosi iuoltre ottime coudi?.ioni di aercazione. Ora sarebbe opportuno procede re ad l WI esnme dC'I nu1terinle galleggiante e~istente in Itali<•, allo scopo di stnbilire se sia opportuno prop;ettnre installazioni consimili, allo scopo di dotare eventuuhneute la 'Nuziono di numerosi o'pedali galleggianti, da servire ,.ome elìica,.e mezzo au~ilin rio pe r lo sgomLero ed il trasporto dei feriti gm\'Ì in guerrn.. J [. Altra noti?.ia ritenuta importante ò quella in~crita nello slt·sso periodico, numero succl'-ssi,·o, e chériguardn:l'arruolnruculo di medici per la Croce Ro~a l taliana.
COSFEifE~Z.E
SrtE~"TTPICRE
DEG LI t ,:;PE OAW ldi LITARI
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\a specialment-e segnalata. l'innovaz ione che, per conseguire la nomina e. maggiore medico in detto corpo, OC{;orra la presentazione del diploma di libera doct>nza. Ciò armonizza con le vedute c be pure s i affermano nel corpo sanitario de l R. E sercito in cui, agli ufficiali medici in attività e liberi docenti. ora s i accordano faci litaziooi, compatibili con le esigenze del servizio, perch~ attendano all'insegnamento nelle aule universitarie. III. É da ricordarsi infine la nobile figura di Luigi Pastro, speutosi nonagenario nel mese di gennaio ora decorso, uell'o!=òpedale militare di Venezia. Qoesto glorioso vegliardo, emulo di Silvio Pellico, ancora negli ult imi anni della sua esistenza mostrava vivo interessamento alle nuove questioni di medicina sociale ; e fu visto prender parte nl Congresso uazionale sulle malattie professionali, tenutosi in Roma nel mese di giugno 19 18 . In tale occasione, al suo comparire, fu da tutta l'ass~omblea dei congressisti onorato da calorosi applausi di ammirazione. Di lui, chi riferisce, può a ggiungere un ricordo personale. certn mente ignorato. 'Mentre nel giugno 188-2 il Pastro copriva la carica di maggiore medico nell'ospedale militare di Ancona, talvolta si rammaricava con l'O., allora suo assistente, di non avere potuto perfezionarsi nell'esercizio professionale medico, percbè interrotto per più anni dal rigore del carcere straniero. Le sue benemerenze patriottiche gli procurarono la generale estimazione dee;li Italiani. Gli fu pure concf s so l'alto onore di sedere nel Senato d el R egno. Tale nominn, prima di lui, per g li appartenenti al corpo sanitario militare del R. Esercito, era stata conseguita esclu~;ivamente da Alessandro Riberi. CA VA DEI TIRRE~l (id.).- l . In ottemperanza all'ordi ne del comando della divisione militare di ~alerno fu tenuta agli ufficiali medici di quest'ospedale una con ferenza sul servizio sanitario i n guerra. II. In presenza pure di tutti gli ufficiali medici dell'ospedale fu eseguita il g 1oruo 8 di detto mese la necro~copia di un militare deceduto nel giorno precedente con sintomi indubbi di meningite cerebrale, probabilmente di natura tubercolare, ed associata a manifestazioni di affezione n focolaio degli organi respiratorì. Il prefato Jmilitare ricoverato in quest'ospedale il ?:1 febbraio u. s. per bronchite s i aggravò quasi improvvisamente il fi del s uccessivo marzo: presentando la s intom.o.tologia clinica caratteristica dei processi morbosi l ocalizzati alle meningi cerebrali. Fu perciò oggetto di osservazione s peciale nei due giorni in cui venne iaolato nel reparto infettivo. La diagnosi anatomica fu: Tubercolosi polmonare circoscritta al lobo superiore destro e consecutiva meningite tubercolare in soggetto portatore di un tubercolo solitario .:erebrale. NOVARA (gennaio) - D capitano medico ERCOLE PASSERA riferisce circa il caso presentato dal soldato R. M. del J4o fanteria, della classe 1892, contadino immune da lue e da altre infezioniJo intossicazioni. Distaccato a Scuta.ri d'Alballi& nel luglio 1913, vi contrasse infezione malarica, che lo tenne a lungo infermo e per la quale dovette rimpatriare ed esperire nnl\ licenza di convalescenza di 90 giorni. Qualche mese dopo s'accorse di disturbi oculari, a<:{;entuandosi i quali, entrava in questo ospedale. L' R . al momento dell' ingr8890, presentavn tipica c facies ,. d'Hutcbinson, e ci oè una paralisi totale, estrinseca ed in parte intrinseca, del III e del IV 10 -
t;iont4lt di medicina ~~~iUta•·~ - Fase. Il.
14G
CO:-;r"F:liENZt.:
SCII~:-;TIFICHE
DEOJ.l OSI'J::lJAL l MILlTARI
paio di sinil>tra, quanLo dire blefaroptosi, aboliz•one di tutti i movimenti del globo oculare, all'infuori dell'abduzione, m idriasi di 6 m m. Esisteva 1\nche paralisi abbastann a;anzata del III di destra, ossia ptosi totale, ma midriasi appena accennata, insufficieuza del retto interno e del superiore, paralisi del retto inferiore, paralisi dt:ll'accomodaziooe, di 2 diottrie. Emmetropia d'ambo i lati. V. :~.llegato, in O. D. 1/6 e i11 0.5 = 1/2. A causa della ptosi, l'infermo non allegava diplopia. Negativo l'esame del fondo. L'esame generale rilevava: tumore :duro di milza, fegato ingrandito, tinta. :<ubit tt-rica, poliuria, sopravvenuta ultima uel quadro sintomatico, tono muscolare assai diminuito ovunque. N~ssun diswrbo della sensibilità. Riflessi tutti integri. Leggero tic del capo n scos'le laterali. Esame del sangue nega tivo. all'infuori di le~gera polinucleosi. Ne:;~una anonuulilil nelle urine. 11 quadro n oso logico accennato parla pPr un'oftnlmoplegi" n ucleare (von Graefe, Hutchinson. Pariunud, \\"emike, Panas, ::lnuviueau) dipenden te da una policefalite s uperiore della regione peduncolo-protuherenziale. A notarsi l'inizio della poliuria. segno che il processo dal pn vimento del 1V venLricolo, va estendendosi indieti"O e in basso verso i centri secreton del bu ll.>o. Questo per la sede. Quanto alla natura, si rimane nel dubbio: esclu,;a la Jue, tratta8i. probabilmente di un postumo infetti,·o o tos~iro della grave affeziooe palu:;tre ><offerta in Albania. NOV ARA (febbraio). - Capitano medico ERCOLE PASS&IIA. Pre-ent11 un braccinnte. padre d'iscritto di leva, che ha inoltrato ricorso per e.<>sere considerato inabile a lavoro prolicuo. A seguito di gravi' traumatismo da corpo estraneo. ripot·tuto sei anni prima in certi lavori di galleria, in Svi1.zera, il richiedente dovette subire l"enucler,zione d'un globo visi\"O e l'infortunio venne liquidato sotto forma di nn capitale di lire 3800. L'occhio superstite è emmetrope e normale, con visus -- 1. Dall'altro lato la cavità conseguente all'enucleazione t: regolare sotto ogni aspetto, liscia, tap· pezzata ovunque da epitelio e quindi pienamente a tta a contenere una buona protesi, di cui il richit:dente infatti si presenta fornito; protesi dot.atK di un soddisfacente grado di mobilitti. e che maschera perfettl\mente. anche a breve di~;tanza, la subita mutilazione. L'O. prende quindi occasione da questo cnso, in cui pensa non sia sosteni. bile un giudizio di inabilità. a lavoro proficuo, per accennare brevemente al c riterio di alterata cosmesi oculare in mMerie di visite a parenti d 'inscritti o di militari. Un semplice anoftulmo post-operaLorio, o pportunamente corretto con protesi, non p uò certo essere sulliciente allo scopo, ma deformità notevolmeute piu accentuate "' non mascherabili in tutto o in parte da p1·otesi, quali, in certi casi, i postumi di un'esente•·aziou<' di orbita, cicatrici estese e notevolmente irregolari nelle regioni oculari, buftalmi assai accentuati, vegetazioni fungo~e molto sviluppate, secrezioni purul.:ntc inamovibili e simili, possono marcatamente influi re nel tener lontano un la \"Oratore, un impiegato, un professionista da. u na proficua occupazione. per la ripugnanza inspirata dalla deformità. E d i questa perciò, oltre che delle minorate condizioni visive funzionali, VII- pur tenuto couto nel giudizio in materia d'inabilità n lavoro proficuo.
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SERVIZIO SANITAL~IO Il y iornale militare utfìciale, dispensa 10•, in data 18 febbraio 1916, pubblica il decre to m i nisleriale, r e lativo alla obbligatorietà d e lla vacinazioue antitifica nell'esercito, con le norme per la esecuzione di essa . che sono le soguenti : l. L11 vaccinaz ione deve essere eseguita s u tutti i compon enti dell'esercito. E ssa sar à facol tativa soltanto per gli ufficiali e sottuBiciA.li o militari d i truppa c he abbiano comp iuto i 4o a nni; nel qual caso l'ufficiale medico dovrà accertarsi dell'integrità delle funzioni renali e c a rdi11.cbe. Sarà fatta eccezione soltanto per quelle persone che il medico vaecinatore ricooo,;cerà doversi per ragioni speciali dispensa re - a d esempio quelli che abbiano certamente già soffl'rto il tifo o che s iano già stati vaccinati nell'anno; o quelli affetti d a fPbbre o da malattia intercorrente (malaria, inBuenzn, angina, ent-erite, bronchite, ecc.). . :2. Prima di iniziare la vaccinazione antitifica gli ufficiali med ici dci corpi e reparti dovrann o tenere una conferenza agli ufficiali combattenti, nella quale, dopo nvt>re som m ariamente illust rate le perdite enormi che dis graziatamente si ebbero in tutte le c ampagne per le malattie intettive ed il tifo in ispecie, dimo · strando quanto sia difficile nelle condizion i specia li in cui si trovano le t r uppe 1'?3Servare tutte quelle misure e prescrizioni igieniche che sarebbero indispensabili per salvaguardarsi dalle infezioni, devono spiegare con parola semplice la nece•.:.ità e l'importanza della vaccinazione stessa, i vantaggi che s e ne ottengono portando a conoscenza quelli che si sono già ottenuti in Libia n elle nostre tru ppe, le quali volonterose si sono sot toposte alla vaccinazione, affinchè gli ufficiali stessi possano alla loro volta fare opera di efficace propaganda nelle truppe. 3. l comandi di corpo d'armata, allo scopo di conciliare le esigenze del serviz io con quelle deila vaccinazione stabiliranno turni di vaccinazione fra i vari corpi e reparti o nell'i nterno d i uno stesso corpo o reparto, tenendo però sempre presente che t ra una vacci nazione e l'altra deve t rascorrere un periodo di tempo tra i 7-10 giorni e mai s u periore ai 10, e c h e la. vaccinazione di t utte le truppe dovrà comp iersi nel più breve spazio di tempo poss ibile. Onde non interrompere la prima istruzione, la vaccinaz ione antit itìca per le r eclute sarà iniziata, salvo casi specia li, sol tanto due mesi dopo il loro arrivo aj corpi avvertendo inoltre che dovrà essere trascorso un mese a lmeno dalla vac• cinazione antivaio losa. 4. Ai direttori di sanita è de voluta, dal J.~to tec nico, la sorveglianza e la responsabilità della vaccinazione. 5. La vaccinazione sarà eseguita nei vari p1·esidi da ufficiali medici designati d ai direttori di sanità i quali li sceglieranno fra quelli ch e già h anno a cqu istata la p ratica della vaccinazione, o che per avere seguito corsi speciali pratici di batteriolog ia o di igien e danno sicuro a ffidamento della loro competenza. o. n vaccino sarà richiesto nella quantità occorrente dalle direzioni di sonità militare all'ispettorato d i sanità. militare, e doVTà. essere conservato nella ghia cciai a presso la farmacia degli ospedali militari o in locali adatti al riparo dalla luce e dal calore nei presidii nei quali non esistono stabilimenti sanitari militari. 7. La vaccinazione antitifìca consiste in t r e su~cessi ve inoculazioni di l centimetro cubo di vaccino, contenenti ognuno q uantità. diverse di germi del tifo uccisi. Ad ogni iniezioue può scgllire n na reazione locale (dolore, aiTossam cnto, tu-
141;
SERVIZIO SANITARIO
mefazione) e una reazione generale (spossatezza, cefalea, talora. febbre). Tutti questi fenomeni però scompaiono dopo 24·18 ore a.! massimo. Le reazioni di regola sono minori nella 2" iniezione e minori ancora nella s•. Il vaccino è contenuto in fiale di l centimetro cubo o di 10 centimetri cubi: le prime sono individuRli, le seconde valgono per la vaccinazione di 10 persone. Sopra ogni fiala è indicato con etic-hetta di diverso colore (bianco, rosso, verde) s e si tratta del 1• o 2" o del 3° vacciuo. Prima dell'iniezione si de·v e agi tare bene la fiala in modo da rendere perfet· tamente omogenea la sos pensione ba tterica. Il collo delle liale de ve essere sterili?.zato con la. tintura di iodio prima de lla rottura.; e por le fiale di 10, si raccomanda di tenere inclinata sempre la fiala. 9. Le inoculazioni sottocutanee devono essere praticate con intervalli di 7-8 g iorni l'una dall'altra (m11.i oltre i 10 giorni), il luogo di ele:r.ione è nella regione pettorale sulla linea emiclaveare, oppure nell' ipocon.drio in alto. Preferibilmente le vaccinazioni si dovrebb~C'ro fal'le: la l" nella regione sottoclaveare sinistra, la 2" nella regione sottoclaveare destra e la s• o nell' ipocondrio s inistro o nella regione sottoclave11.re dello stesso lato. Se vi sono ragioni spociali, le vaccinazioni si potranno anche applicare nella regione posteriore della spalla 11.! margine interno del deltoide. Si deve assolutamenw evitare rli penetrare con !"ago nel derma, sotto l'aponevrosi o nelle masse muscolari. Il liquido deve es.~ere iniettato lentamente e non si deve eseguire al più che un leggero massaggio. 10. La disinfezione della cute dovrà essere praticata scrupolos••mante con h\ tintura di iodio e la sterilizzazione della siringn dovrà essere fatta con l'ebollizione. 11. L'ora più propizia per la vaccinazione è quella del pomeriggio, verso le ore 16, perchè cos ì la reazivne gener•tle (cefalea, talora elevazione della temperatura) potrà avvenire nella notte ed essere quasi inavvertita. 12. La vaccinazione dovra eseguirsi in un camerone senza mobilio possibi lmente con due porte contrapposte, preparato in antecedenza, cioè ben pulito ed im biancato a nuovo o a ccuratamente disinfettato. Il locale de~re essere convenientemente riscaldato e dovrà avere due tavo li dei quali l'uno se rvirà per quanto occorre alla steriilizzazione del materiale rli vaccinazione (recipienti per l'ebollizione dell~ siringhe e degli aghi, tintura di iodio con pennello per la sterilizza:-.ione del collo delle fialette, lampada ad alcool per la sterilizzaziJne delle pinze pe1· il prelevamen to degli aghi, cotone e garza sterile); e l'altro porter1\ quanto occorre per la disinfezione d ella parte ove s i deve fare l'iniezione (tintura di iodio, una capsula nella quale versare la tintura stessa, un ponnello per la dis infezione,:della cute). 13. Gli individui da vaccinare saranno riuniti e, chiamati da un sottufficiale, con apposito ruolino, saranno introdotti uno per volta da una delle porte nel locale di vaccinazione. Dovranno scoprire il tronco, passare prima. innanzi al tavolo, ove la persona inca.ricGta procederà alla disinfezione della cute con la tintura di iodio, e quindi innanzi al t11.volo dell'ufficiale medico vaccina.tore che eseguirà l'iniezione: usciranno poi per l'altra porta della sala, per essere lascia t i immediat11.mente a riposo nella propria camerata. 14. Durante la notte tutti i vaccinati saranno oggetto di speciale sorveglianza da parte degli ufficial i medic i dei corpi o del personale dell'infermeria.. Nei casi nei quali eventualmente si destasse reazione generale grave con alta tempera-
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l:ìERVJZIO SANTI'ARIO
tura, ad altri t.ntipiretici sarà. preferibile la somministrazionl' di autipis·inA. o fe· dosi eguali. Nelle prime ore del mattino susseguente alla vaccinuzione, tutti i vaccinati saranno visitati dagu ufficiali medici dei corpi che prenderanno noto. sui libretti personali delle reazioni locali e generali che possono essersi mnnife'ltate. Tale visita individuale sarà. ripetuta anche uel pomeriggio, csoò 21 ore dopo l'iniezione. lu. I vacciuati perciò dovranno sempre essere lusciati in riposo assoluto per ~-& ore dalla vaccina;tione, e saranno poi E'Sentati nncora da qual~iasi servizio quelli che presentassero reazioni locali e generali fino a sr~mpnr~ll delle medesime. lG. Le vaccinazioni antitifiche eseguite dovranno essere in1-erite nel libretto personale d(') soldato, indicando la data di ogni vaccinazione e specificando per ognuna di esse con la. lettera R (reazione) se la reazione sia locnle cho generale fu nulla o di t o grooo, o di 2° grado, o dijSO gmdo, n.ttenendosi ai seguenti cr1terii: locale - leggero risentimento rit'nrl'nte~i piti Ili doloro che ad altri sintomi obbiettivi. RMzione di 1° grado j generale - temperatura inferiore ai 87°,& - ues-;un disturbo gen!'rale. locale - lieve ro~sore e infiltrazionll nella r.on" eli ino· culazione. Jleadone di :JO gra® generale - temperatura fra. 37°,6· sse,r. - cefnlea, senso di spossatezza. locale - dolore vivo - ro!'lsor!• o infiltrazione accen· tuata - riRentinlt•nto glandolare. generalo - tcmpora.tura superiore a !iH0 ,1i - Ct•falea grave, vomito, senso di depressione. Di tutte le vaccinazioni eseguite si terrà nota in un appol'uto regiAtro, indi· cando la qualità del vaccinoYimpit>gato o le reazioni locali o generali: e non ap}JeliA ultimata la vuccinazione del corpo o del reparto verrà inviato nlla dire· zione di unità milita~e uno:'ltralcio riassuntivo, compilato come nello specchio segnente:
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•v. H. SI 6 lmplet~Mo Il t&r.CIDIJ. jQn~tor11 veru<tMu lmJolegali nello ~tt-•>•J curJ!u o ro•pMtu •llleral •ucclnl, •l d.!•ranno rare specchi dl•tlnll I•Pr O!lnuoo 11&1 mede.~lmo). ~arA. cura delle direzioni di sanità di riunire tali specchi ~ di trasmetterli All'ispet.torato di sanità. militare, dopo averne accertata la esattezza.
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Movimenti avvenuti nel Cor~o Sanitario e nel Personale ~ armaceutico (IMIIa <11-l•~n<a t• "li·• 5' d el /Jt•IMiino tt{llclale delle nmniru).
Unlol&llln 1ervtzlo permaneate. R. dec1·eto 31 dicembre 1914. A~GELICO Giuseppe,
tenente medico in aspettativa. per int'ermità non provenienti da. cause di servizio per un anno, (Regi decreti 21 ottobre 1913 e 4 giugno 1~14). - L'aspettativa di cui contro è prorogata di mesi sei dal 21 ottobre 11Jl4.
R. deC?·eto 3 yeunaio 1915. I seguenti ufficiali medici sono promossi al grado superiore con anz ianità 31 dicembre 1914 e con decorrenza per gli assegni >11 1° gennaio 1915: Maggiori medici promossi tenenti colonnelli medici : Gunoo cav. Achille, direzione sanità militare II corpo armata. - Destinato ospedale Torino. PEn&oo cav. Vittcrio, ospedale Milano. - Continua come contro. ARELLl cav. Vittcrio, id. i:)avigliano. - Id. id. TOMBA cav. Giuseppe, id. Venezia. - Id. id. ROSSI cav. Alfredc, infermeria presidia.ria Terni. - Id. id . VmDJA cav. Tommaso, direzione sanità IX corpo d'armata. -Id. id. Capit11.ni medici promossi maggiori m edici : BASILI Andrea, legione allievi carabinieri. - Destmato ospedale Caserta. COBBI Edoardo, R. corpo truppe coloniali della 'rripolitania e Cirenaica . - Continua come sopt·a. BEID!UCCI Rodol{o, ospedale Padova. - Id. id. (a sceltn). Toau. cav. Arttwo, 18 artiglieria campagna, - Destinato os pedale P crugi11. Boz.z1 Piet1·o, l id. fortezza (costa). - Id. id. Genova. l'ROOACCI ATtu.1·o, 83 fanteria. - Id. id. Ancona (a scelta). TESJO cav. Giusep11e, R. corpo truppe coloniali Tripolitania e Cireuaica.. - Cont inua come sopra. I seguenti tenenti medici sono promossi capitani medici con r iserva di anzianità e con decorrenza per gli assegni dal 1° gennaio 1915. ARIOLA Luca, 2 bersaglieri. - Destinato 7 alpini. CARBO~E Vincenzo, R . corpo truppe coloniali dell'Eritrea. Continua come sopra.
MOVUI E ~7I A\'\'EXL"Tl XEL COR I'O S.\:-iiT. E SEL PERS. l"AR~!ACEuTICO
lol
A rturo, 86 artigl ieria campag na. - Destinato S fanter ia. - Continua come contro. Cli.IA Gaetano, infermeria presidio.ria. Lecce. Id. id lJ'ACCARDo Sah·atore, ospedale Palermo. - Destinato 75 fanteria. C!ARJ,O Silt'io, R. corpo tr uppe coloniali dell'Eritrea. - Continua come contro. RA)! Pl Piet1·o, lancieri di Novara I d. id. D EYEDIO
PA."AGlA .elntonino, 29 id.
Detenni11azion.e ministe1'iale 7 gemwio 1915. TE:MI'El!TA ca.v. Co.~tanzo, capitano medico 24 artiglieria campagna. - Trasferito ospedale Napoli. \n<Cl Francesco, id. 71 fanteria. - Id. id. Venezia. PAVIA Caliman, id. 6 a lpini. Id. id. Verona. SAliPERI ca.v. Gaetano, id. 88 fanteria . Id . id. infermeria presidiaria Catania. llAT'I' IA ~lfichele, id. lancieri di Milano. ! cl. ospedale Brescia. CtAURI Rosolino, id. ospedale P erugi11. I d. id. Roma. Z\FFIRO ca. v . .Antottino, id.· id. Venezia. Id. legione carabiniel'i Roma. )JOLISAX1 Al{redo, id.. id Ancona. - Id. ospedale Roma. r Eccm o:sE .Adolfo, Id. ò artiglieria for tezza. (costa e fortezza ). - Id. 24 artiglieria CAmpagna. Losco Orozio, id. 3 fanteria. - Id. ospedale Messina. 1IALANGA D onato, id fuor i quadro (comandato ospedale Roma), - Cessa di essere comanda to come contro e comandato 13 artiglieria ca mpagna (fuori quadro). Tosr Riccm·ào, id. id. (id. 7l:J fanteria). - Id. id. id. e comandato 15 id. id. (id). llASOANAHO Car-melo, id. R. corpo t ruppe coloniali dell'Eritrea. T rasferito 71 fante ria dal 20 gennaio 1915.
R. decreto 14 gennaio 1915. I seguenti tenenti medici sono promossi capitani medici per effetto d ei ]{egi decreti 8 novembre 1914, n. 1:2-18 e 15 novembre Ull4, n. 1Z62, con ri:;erva ni anzianità e con decorrenza, per gli assegni, dhl l' g t>nnaio 1915 : cav. Yicola. ospedale Firenze. - Destinato 18 fanteria. id. Palermo. - Jd ospedale ,., enova. CAllORIÀ:-10 Pietro, 2 fortezza (costa). Id. 70 fanteria. DE DoalESJCO F rancesco, ospedale Mcs<oina. - Continua come contro. M APt'l cav. Giuseppe, id Roma Destinato 8! fanteria.. DEG LI ~T'TI Vincenzo, l genio. Id. 47 id. liJISTROVITr Ni-CQta, ospedale Bari. - Id 10 id. St:J.Vl Giot:anni, 27 artiglieria campagna. I d. 67 id G .\LLOTTI Giovanni, ospedale Napoli. De-s ti nato legione carabi nieri Napoli. S Av t:-.1 Gualtiero, l artiglieria fortezza (costa). Continua come contro. f'uSTA FatU~to, ecuola applicazione sanità militare. - I «. id. Br.V ILACQUA Amleto, R. eorpo truppe coloniali Eritrea. Id. id. Y OLINO Carlo, R corpo truppe colouiali Eritt·ea. Continua come contro. SoLARI Cesare. ospedale Genova. Destinato 37 fanteria. B .-\S>ll Giu,;eppe, id. Verona.- I d . 79 f1<nteria.
P1TR&LLI
C.u-FARELLI Be1~.edetto,
132
MUVDIEX'ri A \ "VE:" l ' TI N'El. C'OR l'O S \XIT. ~: :'\&L I'El(S. FAR)IA CEUTICO
O<;O&RO Ctsare. scuola applicazione di cavalle ria.
- IJt•st inato laucieri Vi ttorio E manuele. ::>rsrsr Guido, R. corpo truppe colon iali Somalia (a dlsposizi<>ne ~lin ist11ro colonie). Continua come sopra. GtAl<Dl Oalileo, infermeria presidiaria ::iiena. - Deslinat o :37 fanteria. G lAliDI J,uigi, -! alpini. - ld. 21 artig-lier ia campn~;na. T~o::-oAOLlA cav. Gitl.~f'ppe, o id Ld. leg ione carabin ieri Milano. JAPOl'~; A11i011io, ({. corpo truppe coloniali Eritrea. - Continua comtJ contro. DE ALIIEHTIR G11ido, 3l artiglie ria cnmpngoa. - Id. id. PrsTAI'UDA .SalmlonJ, osped~tle Palermo. - Destina lo :!6 fanleria . Sc;Aor.IO:-a: nttori u, R. corpo truppe colon islli l<:ritrca. - Continua come contro. Srnso11rso Rosa1·io, id. id. - Id. id . MAUOI.:rtl Nicol•ì, b>lttaglioue specia listi genio. Destinato cavalleggeri Ales sandria I NurtAVA I L R Al(redo, lan cieri di l:'ireuze. - Id . l artiglieria campagna. G~o:R~I INO A/(,·e•fo, B.. corpo truppe coloniali Tripolilanil\ e ("in.nn.icn. - Continue come sopa·a . ~lAH U a.u .1//;p-rfo. osp('da!e i\apoli. Dcsti1mto. ca,·Allcggeri Umberto I. 1 :-ou~<:I. ICA'fO (;iasPJ•pe, R. corpo trup pe l'Oionaali Eritrt>R.- Cont inua come contro . C EHVF:t.r,o Uyu, id. id. (R dispo-.izione )ln!ist er o colouie. l d. id. FASA ' l l'rance.~co, 3 fortezza (costa e fortezza). - Dt--lti n11to 60 fameri a. H~;u:o;op \:o;E ('ado, cavalleggeri di ~Riu1.:r.o. Id. 8 id. DE:>AIIO . l nfonio. lt. cor po truppe coloniAli Erilrea. - Continua come contro. S<"llli'A:-11 JliucPit::O, ospedale ~ ilano. - De.,tinato à artigli,•ria moutag nn. L t:ccr A lltl!ri co, sruola militare. - l'ontinu11 come I'Oulro P&l.LEORl:-11 Oreste, ospedllle Roma. - DPstinato 60 fanteria. F~:r.act,\:"!òF-1.1 Guido. H. corpo truppe coloniali Tri politaoia e Cirenaica. Contiuua come ro ntro. ROII IIAIIA f·:milio, id. id . Eritrea - r.I. id FADDA Siro, id. id. Tri pol i<.ania c Cirenaica.- Id. id. CA I.LMIWl.A Francesco. ;3;> artiglieria c.ampagnu. - Conliuna rome contro. RI)SSI Antonio, ospedale CAsertu. - Destinato 13 fnuteri". L ucA:o;Gii:l.l Gior·auni, in fe rme ria presidiaria AquilA. - Id. 1!! id . Lo.1 \ CO,u t hrtonio, ospedale Napoli, - ]d. o-<pcllalo ?ll cRHina. F aDn:a··amDuO Vi11cen?.o, infermeria p n·sidin r in CRtan in - Id. 1:a fanteria. BAc·çnt ALON I Adolfo, B.. co rpo truppe coloniAli Tripo!itauin e ('i renaica. - Continua come con tro. .Ft:sa l 'ietro, cavAlleggeri di Alessandria . - Destinnto 7:.! frllltel"ia. Fott~lluG r:o;t ,l[anlio, 2 artiglierin pesan te cf\mp~tle. Id f•7 id ROMASO c~tv. :Vicola, o~pedalo Horn!\. I d. o hers11gl ac ri. J{oS!ll F erruccio, Savoia ca,-alleriA (comandato hattaglioue aviatori). - Co.ntinua come sopra (comandato come sopm) Cl'CI:-IU'ITA Eugenio. a artiglieria ca mpag-na. - De~tiun lo r.b id. PoJ.Ol:IA l 'itll"I'IIZO, cavalleg~cri di Romtt. - Id. 7! id. CAliTOt<•:"A Git•s•PP"• ospedale Bologna. - I d. la ucil•ri di ~l il.< no. CAmiAHATA Gic,,·auni, id. Homa. - I d . 11 ber<aglicri. CoHJ 1 /,uigi, 1{. corpo truppe coloniali Tripolilau ìa e Ci r<'nnica. -· Continua come con t ro. MtADO:S:"A Antoni o, -1 fortezz" (co<:tn). - Lei. ili. (da.,t.•ccamen to TarAntQ).
l10>IMI'!NTI AVVENUTI NEL CORPO SA::>IT. E NEL PERS. FARMACEUTICO
l f>3
MAZZOOONa: Camillo, R. corpo truppe coloniali Tripolitania e Cirenaica.- Des ti· n ato 7 alpini.
RO:YEO GiambariO<lo, ospedale Roma. - Id. 27 fanteria. RJTUCCI·CHINNr Agostino, R. corpo truppe coloniali Somalia a djsposizione Mini· stero colonie) - Continua come sopra. 'l'A:-!Gii&RONJ Dan.te, ospedale Livorno. - Destinato 88 fanteria. VJGLJANI Fede1·ico, R corpo truppe coloniali Tripolitania e Cire11aica.- Continua come sopra. DEl CARIS Agosti?W, id. id. - Id. id. GALA:-ITE Carlo, ospedale Bologna. - Destinato 28 fanteria. :'IIEREU Hosoli1t0, ospednle Cagliari. - Id. -!6 tanteria. Cmto Giuseppe, infermeria presidiaria Girgonti. - Id. 55 id. Otti.ANDI Vincenzo, 11 artiglie ria. - Id. tl-1 id. fJORL'II M"wz:io, iofermel'ia presidin.ria Cremona.- Id. l alpini. l'tLATO Adolfo, ospedale Catanzaro. - Id. 2 fanteria. R. \SJLJ;J Antonio, R. corpo truppe colonin.li Eritrea. - Continua come contro. flRAZWLA Ge1·ardo, ospedale Bnri. - De~tinato 16 fanteri~~o. ABATE .llessandro, tenente medico ospedale Verona.- Promosso capitano mudico con riserva di lìnzjunHù., cou decorrenza per gli r.ssegni dal 10 gennaio l!l15 e destinato 12 artiglieri a campagna. S!!guirà nel t·uolo il capitauo medico RAMPJ l'ieh·o in >~ pplicazionu del dispos to dall·l\rt. 2 del R.. decreto 01 dicembre 1914, n. 1·1:31. ~A C:CO ltosa'l"io, tenente medico di complemeuto distretto Ca~trovilhu·i. Revocato e considerato come non avvenuto il R. decreto 18 gennaio 1914 riguardante la sua dispensa dal servizio attivo permanente. SAcco Ro:;M·io, tenente medico o~pedale Catanzaro, - Revocato e considerato come non nvveuuto il R. decreto 25 luglio 1913 nella parte che si rilerisce nlla sua nomina o. tenente medico in servizio attivo pemHmeute. GHJf'l Vincenzo, tenente medico di complemento distretto AncoJJa. - Revoca to e cousidcrato come non n.vvenu~o il R. decreto 21 giugno 191<1 riguardante la sua dispensa dal servizio attivo permanen te. I seguenti sottotenenti medici di complemento sono nominn.ti tenenti medici in servizio fitti vo permanente. Essi sono destinati al corpo per ciascuno indicato, continuundo a far parte dei corpi mobil itat i, quelli che attuahnento vi si trovano. Dil S.\:-JCTI!! Gm·lo, distretto Roma. - Destinato ospedale Perugia. :M \GLIU 1,0 Alfonso, id. Casc•rta, in servizio cavalleggeri di Lodi. - Id. id. Genova. ColiEJ.r,.l Umberto, ici. Ferrara, in servizio lancieri di Mantovn.. - id. id. Ra,·enua. CIAXCIU:-.1 Giu.veppe, irl. Siena, id. 87 fanteria. - Id. id. Livorno. C..uiPE:-INJ ()?·itot(rro, id. C>ttnnzaro. Id. 2 artiglieria fortezza (costu). Rm;:,l .d1·tu1·o, id. Genova. - Id. l alpini. P•ILIZZJ Antonio. id. Girgenti. - Id. 2 id. SAcco Rosario, id. Castroviilari, in servizio ospedrdt< Catanzaro. - Id.' 4 id. RQCCA Michele, id. Cosenza, id. 11 bersaglieri. - fd. ospedale Alessandria. ~JOor.LA Ca1·n~-elo, id. Catania, id. 58 fanteria - Id. id. Savigliano. Cwco:-.'E Eliseo, id. Nola, id. 83 id. - ld. id. Brescia. TELJ::SE Vincenzo, id. Roma. - Id. Hl artiglieria cnmpagna. GlltFI Vincenzo, id. Ancona. - Id. 6 alpini.
}54
MOVIMI:NTI A Y\'ENUTI NEL CORPO SASIT. E NEL PERS. FAR~l.-\OEUTlOO
MASSONE Giacomo, distretto Savona, in servizio 68 fanteria.- Destinato ospedale succursale Parma. l'ERRI Gu.ido, id . .à.rezzo, id. 69 id. - Id. id. Pir,cenza. GoszALES Al(redo, id. Boma, id. 81 id. - Id. infermeria presidiaria Terni. CAPEC&LATRO Ettore, id. CR.Serte., in servizio ospedale Napoli, - Id. ospedale ~ilano.
DF: Por Pietro. id. Treviso, id. 68 fllntflria. - Id. id. Venezia.. GRIFI Filippo, id. Macerata, id. lancieri Aosta. -Id . id. Ancona. RES1'AGNO Annibale, id. Savona, id. l btrsaglieri. - Id. id. Savigliano. T .HTONr Filenu, id. Teramo. - id. 7 a lpini. MASTRA!'ITONIO Vincenzo, id. Campobasso, in servizio 84 fanteria. - Id. ospedale Chieti. CHntl::N1'1 Ferdinando, id. Arezzo, id. 88 id. - I d. id. Ancona. SAVII\'1 Gttglielnw, id. Roma, id. 59 id. - Id. 8 alpini. CAlULE Raffaele, id. Campobii.Sso. - Id. ospedale Verona. PJ':ZZULLO Luigi, id. Napoli, in servizio 35 id. - Id. Id. Padova. CJUAPPE R enato, id Massa, id. S bersaglieri. - Id. id. Alessandria. V&zzrNI Santo, id. Genova, id. 44 fanteria. - Id. id. succursale Mantova. GASl'ARINI Giulio, id. Varese, id. cavalleggeri di Saluzzo. - Id . infermeria pre · sidiaria Aquil n. MASTHO~ATT&O Michele, id. Foggia. Id. ospedale Verona. STUt'FERI Mario, id. Sacile, in sesvizio r eggimento Genova cavalleria. - I d. 2 alpini. PnEITE Cesa1·e. id. Taranto, id. 92 fanteria. - Id. 4 id. MonEI.LI Jfa1·io, id. Firenze, id. 98 id. - Id. ospe<.lale Verona. CA,..;To:-<E Fraucesw, id Catania, id. ospedale Torino.- Id. 5 artiglieria. fortezza. TARCW Vir,qilio, id. Firenze, id. 46 fanteria. - I d· 2 alpini. AGOSTDW Vincenzo, id. Reggio Calabria, id. lancieri di Novara. - Id. ospedale Catanzaro ALE:;sro Paolino, id. Roma. id. 38 fanteria. Destinato infermeria presidiaria F oggia. LAZZARO Francesco ANtonio, id. Catanzaro, id. 20 id. - Destinato 7 artiglieria fortezza. GARRAG:-11 Ghtseppe, id. Novara, id. 21 id. - Id. ospedale Novara. MA:->~'HEDJ Alfredo, id. Nola, id. 68 id. Id. 4 a1·tiglieria fortezza (costa). BA::;:;r U.IJO, id. L ecco, id. 11 id. - Id. 29 id. campagna. l'AIIW Gaef.ano, id. Lodi, id. 29 id. Id. 8 id. id. VF.NDRA Salvato1·e, id. Caltanissett a. - Id 5 alpini. D.& LEO Salvato·re, id. ~ola, in !'<ervizio 8 fan teria. - ld. ospedale succursale :'l:l'antova. GAGGIOLI Cat·lo, id. F errara. - Id. 6 artiglieria campagna. MAZZO'l"I'I Uorlolo, id. Brescia, in servizio cavalleggeri di Aquila. - Id. Nizza cavalleria. lfo:sna.EO:\'E Vilu:Mzo, id. B ari, id. 25 fanteria. - Destinato 12 ILrtiglieri a campngua. CALVAN l Fed erico, id. Roma. - Id. ospedale Verona. FAJLLA Giovaani, id. S iracusa, in servizio 4, f~tnteria. - Id. 15 artiglieria calU· pagua. NrTRJ:-<1 Pelle!JI'ino, id. Lucca, id. cavalleggeri di A le~sandria. - Id. 16 id.
J
110 \ ' lllE:\TI AVVESUTl :><EL COR PO "'A:\IT. E :~n:L l'ERS. F' \ RMACEUTICO
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Determinazione ntinisteria!e 14 ge11naio 1915. PtG:-IATELLt Filippo, capitano medico 8-l fanteria. - Trasferito Ol':pedale Firenze. MASSAHOTTl Giuseppe, id. legione carabinieri Milano. - Ld. id. Milano. FtORE!"TJNI cav. liimitio, id. 70 fanteria. - Id. id. Firenz11. JACONO Francesco, id. cavalleggeri Umberto I. - Id. 29 fanteria. RoTA Sebastimw, id. S bersaglieri. - Id. ospedale Livorno. Cosso Alberto, id. R. corpo truppe coloniali Tripolitauia e Cirenaica. - I d. 4 ur· tiglieria campagna. AJROI.DI Lv.igi, id. 8 fanteria. - Id. osped1tle Milano. MESStl<"EO cav. Giuseppe, id. 49 id. - Id. arsenale costruzione Torino. TEliiPBS1'A Francesco, id. lo id. - Id. ospedale Caserta. CERVELLERA Donato, distretto 10 fanteria - Trasferito ospedale Bari. Sl.llBO~"J cav. Alessandro, id, 12 artiglieria campagna. Id. 82 fanteria. Mo:\TA:SARI Attilio, id. 11 id. id. - Id. ospeda.le Alessandria. CAPPAREL.Ll Vincenzo, id. 57 fanteria. - Id. id. Padova. P ORRO cav. Pietro, id. 41) id. Id. id. Cagliari. BL'IJ cav. Guido, id. 69 id. - Id. id. Firenze. Di: MARZO Vincenzo, id. fuori quadro (comandato 27 fanteria). -Cessa di essere comandato come sopra e comandato 19 artiglieria campagna (fnori quadro). LovAGLIO .Bocco, id. id. (id 47 id l . - Id. id. id. id. ospedale Bari (ii.). LAPPO:St Guido, id. 82 fanteria. - Trasferito ospedale Roma. PELr..S:GRtNI F rance11co, id. fuori quadro (comandato 9 artiglieria fortezza. - Cessa di esser e comandato come sopra e comandato 6 alpini (fuori quadro). PAOt.ETTI V erecondo, id. id. (id. 1 ~artiglieria campagnn). Id. id. id. id. ospespedale Perugia (id ). CASASCO Egidio, id . id. (id. 12 fant11ria) - Id. id. id. id. id. Alessandria (id). Soaot Giw;eppe, id. id. (id. 37 id.). - Itl. id. id: id. 11 artiglieria campag na (id.). BATTISTTNI Camillo, id. i d. (id. 87 id). - Id. i,J. id. id. 9 artiglieria fortezza (hl.}, CR&SPELLA...'H Carlo, id. id. (id. ca valleggeri di Alessandria). - Id. id. id. id. ospedale Firenze (id.). GUGNO~'l Pietro. id. id. (id. 55 fanteria). Id. id. id id. 83 fanteria (id.). Roxt.so E 11rico, id. 11 bersaglie ri. - Trasferito o::;pt~dale Napoli. TGRit.U Antonio, id. fuori quadro {comandato 58 fauteria). Cessa di essere CO· mandato come contro e comandato 6 artiglie ria fortezza (tuori quad1·o). R~ALTA Raffaele, id. 11 fan teria. - Trasferito ospedale Bologna. Co:-;sJGLIO cav. Placido, id ospedale Messina (comanoato ospedale Roma). - I d. id. Roma cess>mdo di essere comandato:come sopra. FRAU cav. Giuseppe, id. id. Verona. Ici · S bersaglieri. CATAPL"O Eduardo, tenente medico S alpini. - I d. iù. Genova. MAZZA Rosario, id. 2 fanteria. Id. id. Udine. lJAPl M atteo, id. ospedale Genova. - I d . id. M ilano. DE ANGBLIB Arduino, id. R. corpo truppe coloniali Tripolitania e Cirenaica. Cessa di essere a disposizione del Ministero deJJe colonie e destinato ospedale Napoli. GtoRGl Gior!JiO, id. id. id. id. - Id. id. id. id. o5ped ale Roma. CusAXI Mariano, id. id. id. id. - Id. id. id. itl. Na poli.
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MOVI MENTI AVVENt:TI NEL CORPO SANIT. E NEL PERS. FARMACEUTICO
Decreto minist1wiale 21 gennaio 1915. L o stipendio annuo del maggiore medico MARRAS cav. Raffaele, inscritto nell'Annuario militare con azianità 31 dicPmbre 1909 è portata o L. 5600 dal 1° gennaio 1915.
Lo s tipendio ann uo dei capitani medici 1nscritti nell'AIIItuario militM·e con le anz ianitl\ 29 rlicembre 1906 e 31 dicembre UJO'J è portato rispettivamente a. JJ. 4800 e L. 4400 dal 1" g ennaio ' 1915.
Farmaotsu mWtart.
R. clec1·eto 8 no~:embre 1914. CAR!.:T'I'O dott. Ercole, farmacisti\ militare .li 2" classe, R . corpo truppe coloniali dell'Eritrea. - Collocato a disposizione ,del Mi nistero delle colonie per pre· stare servizio nell'Eritrea a decorrere dal 1° luglio 191-!. DP.rrP.I.n miui., lniaiP 4 1wvembre 191-l.
I seguenti farmacisti militari di 2 1 ~classe sono promossi a lla 1" classe a decorrere dal 1° ottobre 1914: DE VINt'E~ZI Co:~mo - C.\HET'I'O dott. E rcole - Vl'I'A dott. Gaetano.- A dispo· siz1one del Ministero delle colon ie. SJ(;cARnl Guido. - Fuori ruolo. perche comandato iu L ibia. UffiolaU 41 rtaerva. DeC?·eto mioi.~te1'iale ~ !JPimaio 1915. cav. Attilio, maggiore medico, distretto Genon1.• ....:. ·Chiamato in serv izio, con assegni, per tempo indeterminato, dall'S dicerubre 191*, all'ispettorato Ji sanità militare. a s ua doo1anda. A PPLO'fTI Ca1·w, tenen te medico, id. Torino, in sen·izio osye1ale Torino. ·Ri· collocato in congeclo dal 1° g ennaio 1!115. · .
BATWONl
~
...:::
ONOBIFICENZE nell' O rdin e d e i SS. :u a nrb:io e L azzaro
concesse nella ricorrenza della festa di S. Maurizio 1915 (15 gennaio). R. dec1·eto 14 genuaio 191&. In consider azione di lunghi e buoni servizi.
Cava l ie1·e. L ANZA cav. Em.man1lelto, colonnello medico direttore ospedale m ilit>ne Alessaodri"-
i.
:W:OVUlE:STI A. V\"F::SOTI NEL CO RPO S ANIT. E :SEI~ J>ERS. PARilAC EOTlCO
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DefonU. Morto a Roma, il
maggiore medico riserva, distretto Roma. 18 dicembre 1914.
A SCii:NZI Rutilio,
aettt1loastolli. Dispensa 1•, anno 1915. Id.
Id.
id.
s•,
id.
Antonino, invece di: legione carabiuieri Roma, leggasi: legione allievi carabinieri. BINI cav. Guido, invece di : 69 fanteria, leggasi; fuori quadro (comandato 69 fanteria - ed invece di: id. id. id. Firenze, leggasi: Cessa di essere comandato come contro ed è comandato ospedale Firenze (fuori quadro). FRAU cav. Giuseppe. Si consideri come non avvenuto il provvedimento che lo riguarda.
ZAFP'l.RO CllV.
Il Redattore
ANDB.BA CIACCIO, tenente colonnello medico USI!} -
Ro ma, l9t5 -
Tip.. E. Voghera .
LDIGI PALJUBil.l, ,.rer&lf!
Pubblicazioni vendibili presso l' Amministraz. del " Giornale .di medicina millta11 " Vu. XX SBTTSIIDilR, PALAUO DeL MoNI>TBRO ogLLA GUERRA
lliBBIAOO PIJ:TBo, tenente generale medico. -Sull'azione degli attuali fucili da
guerra e specialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimentali, con 15 tav. di fotografie e radiografie riprodotte in fototipografia).-Roma, 1903. (Vendibile preeeo la Tip. Voghera) L. 4 lo. m . - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel testo. - Firenze 1898. (Vendibile preMO la Lib. Bernardo Beeber Firenze) . . . . . . . . . • 8 AIUropometria militare. - R ilultati ottenuti dallo IIJlOglio del fogli aanitarl delle ol. .i 1869-1863; due volumi in 4° oon atlante: Vol. l (Dati antropologici ed etnologici) <'on Atlante della geografia an· cropologioa dell'Italia. - Roma, 1896 • 18 Vol. II (Dati demografici e biologici). - Roma, 190:1 . . • 6 Buorno e Sroau. - Compendio di chirurgia di guerra co mpilato •uUa atoria onedieo-obirurgica della guerra d i ~one d'America. - Roma, 1888 4 volumi, p~zo ridotto » li 110 BIIJl!UllDO e BaJ:ZZI. Lo agombero degli amn.slati e feriti in guerra. M. moria premiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 27.6 con molte figure e tavole grafiche. - Roma, 1906 . • l 60 Cu.uuNI. - La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel concorso Riberi 100.-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. . . • 8 ID. - Le malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al eoncono Ribori 1905-1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e stati- , etiche. - Roma, 1908 , 8 CosuL - Esposizione sommaria dell'ordinamento e fun~tiona~ento del ~~ervmo aanitario in campagna prea!IO l'il8er cito italiano. - Rom... 1906 . • 50 D1 Osu.a& - Studio sulle mediaatiniti (mediaatiniti auppurative, ucefi80 mediutinico~ Roma, 1900. Un vol. di pag. 144 . . . . • 2 Bun.. - Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguag~io anatomico. Traduzione libera italiana dei dottori C. Pai:TTI e C. Sr oBu. Roma, 1884. (EdWone rara) • 9 Le f~ COU8aU dalle armi da guerra. Sinteei della relazione aanitaria angli •roiti tedeechi durante la guerra franco-germanica 1870-71. - Roma, 1889. On volume di pag. 348, p rezzo ridotto. . . . . . . . . . l Kos4nu. - Studii .torioo-critici aulla meningite cerebro·epinalfl epidemica in halia e particolarmente nell'esercito. - Roma, 1883. Un volu me di pag. 262 coo 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto . . . . . • . . • 50 dunu.1u.. - Le lesioni tl"um.a tiche dei centri oervoai. Memoria onorata del premi.> Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. • 3 50 Broau e GlOLI.ABELLT. - La ma laria in Italia. Opera onorata del 1° premio al concorao R iberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1886; preuo ridotto. • S fOIIJtLLINI. Delle malattie più frequentemente simulate o p rovocate dagli inacritti. - Roma, 1875 . . . . . . . . . . . . . . . . • 3 60 Ct7s4NI. - Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio llllllitario in campagna . . 2 60 ~ H. - P•r l'a cquisto delle oper• aopralndlo•te lnviare commlnlon l e vaglia all'Amministrazione dtl Giornale di medicina militare via XX Settembre Roma.
Altre pub blica:eiQ'ui me<Uco-n •t.U.ttwi: FB.t...'(OJ:eoo, capitano medico. - Manuale di bromatologia pei medici militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 16° di pag. 484. (Vendibile pre6BO l' Autore in Firenze, ecuola d'applicazione di sanità militare) . . L. A. SERTOLT, capitano medico. libero docente a• patologia spooiaie chirurgica nella R. Università di Piea. · - Contributo allo studio del rinofima e ricerche iBtologicbo sui trapianti di cute secondo Wolfe (con 18 tavole)- Livorno 11h1, Officine grafiche Cbiappini. (Vendibile presso l'Autore, Ospedale Militare di Livorno). . . . . . . • l.i.NDOLO CoBTAl!TJNO, colonnello medico. Oftalmoacopia ed ottica oculiatica. Manuale teorico-pr:-atico. Un vol. in so con 82 figure e 12 tavole.- Napoli, 8tabilimento tipografico Ferrante, 190:1. (Vendibile preaao l'Autore, Roma, via Principe Amedeo 4'1)
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GIORNALE DI
MEDICINA 1tllLI T ARE Direzione e Ammlalstraz: Via Venti Settembre (Palauo del MlnLstero della guerra)
CONDIZIONI DI ABBONAJIENTO. t• Il Grornale di mediema militare ~• pubblica l'ulllmo giorno di ciascun mese in f'o!<cJcoli d• 5 fogli di stampa. 2• L'~thbonamento i> annuo e dt>COI're dal t• A"ennaio. ;~· Il p••..,zzo dell'abbonamento e: Pllr l' llalia e la Colonia Eritrea . • L. 12, Per l'Estero • . . • • . . . • • :. lfi, . ) in Italia . • 1,25 Un fal!CJcolo separato costa ! all' Estero ,. 1 ,;;o l l supplemento contenente l'Annuario ~ io Ila li a ,. :.!,fiO del eor po sanitario militare costa . l all'Estero. ,. Z ,75 4• L'a!>bonamenlo non d1sdelto pr ima del t • dicembre s'intende rmnovato per l'anno SUCCeS'-iVO. 5• l s•gnori abbonati militari in effettività di servizio possono pagare I'Jmporto dell'abbonamt>nto per mezzo dei rispell1vi comandanti di corpo (anche e rete mensili). r;o Per i ~oli ufficiali medici (dell'Esercito e della M arma) è ammesso . ~ abbonamento nmulatiTO al Giornale d t medie ma mrlitare ed o gli i!. nnal' dt mectrctna navale e co,oniale al prezzo di L. 18 annue. Per ou enere tale ab~ namento gli abbouali del giornale di medicina militare devono far per ve01re direttamente L. 6. a ll'amministrazione degli Annah (pre!'SO il minisLero d~lla ~Jarina ) . ' . 7• Ai librai si ra lo sconto del 10 •,•• ma soltanto per gli al.JhnnAme~•t• r.t!lle perPOne e degli enti non militari , che non possono fruire della fa cthtazlùn\1 di cui al n. o e 6. Le spese per gli est1'8tti e quelle per le tavole litografiche , fot~graG che, ecc., che accompagnassero le memorie, sono a car•co degli autor•: . 9" Gli autori delle memorie potra nno averne gli eetratli facendone r•chieeta ttll'atto tiell'invio delle bozze corrette. Gli estratti sono di due tipi: . TrPo ..1.. - Con copertina in bianco, senza frontespizio, e colla tmpaglDa· tura e numerazione del fascicolo. • TIPO B . - Con copertina stampata, frontespizio, im paginatura e n urner11 zione speciale. I l prezzo é r ejilolato dalla seguente tariffa :
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Gli estrtollt minori di un Coglio si contano come foglio intero per le ordiD&'Z tom d1 100 estra tti o meno. . . . . . erano il P er quelli che superano un fogho, le fraziOni m p1ù. che non su~ia inCamezzo r~,glio, ~i contano come meta, purchll però l'ordinaziOne non
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Pttbblicazìone mensile
GIORNALE DI
MEDICINA MIJ_jiTARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di medicina militare : 18&1·1884 Giornale modico del Roglo Eoorcllo o della Regia Marina : 188&· t 896 Glornalo modico del Regio Eoorcllo : 18116-1907
ANNO LXIII - ·1916
FASCICOLO III
31 MARZO
SOMMARIO .H E /JI O R l E
O R l G l " ~ l. l .
Chlra.l e Crewtller. - Sull'epato-colanglo·enterostomia e sulla plasllca del coledoco .
• Pag. 161
CASt:ISTICA CLII' IC•.
MJvii4U. - Ceunl Slllle ferite vasali da arma ùa ruoco osservate durante la campagna del llontenegro contro la Turcltla (191H3) . . . . . . . • • . . . . • . . • • . RIYIIJTA DI GIORI\iAI,I
IT~I.IAIU
181
ED E8TI!:RI.
(V. l' ll1d~e n ell' tnlerno della eoperHua)
DIREZIONE ED AMMINISTRAZI O NE
ROHA • Palaao del MlDiBt.ero della Guerra, Via XX Settembre • ROMA
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l
LNDICE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RIVISTA DELlA STA MPA MEI>IW-MILITARE ESTERA
RIVISTA MEDICA. Rheln. - Diagnosi !Iella febhre liroule in r~mpagn·• Klelllplrer. - l.a prognosi dell'arlrriu·sclerosi Barloooo. - Albumlouri~ nou neCMUcbe . Eve. - l'ancreatile acuta emorrcgrca, con o•servazionr ~nll'ellologia della pancreatlte cronica Wllllama. - Disturbi Mrtessi do••uu all'appenrlicrte cronica .
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RIVISTA 01 1\EVROPATOI.OGIA.
Durante - t nlluzlonl e ratti sul rrofl<mo nervoso simpatico llllngaalnl. - La morrologla de~li emi:;ferl rereorall in raPilOrto col genio RI VISTA Ili GHIRt;HGIA 01 GUERRA.
Wlener. - l.o SIIIIIPIJO dei SOC<"orsi volontari''' DJRI;. tl e fprlti in ~:uerra in Ungheria l'arr. - Una proposta per la cura delle r.•rrte <l 'arma ''" Cuoco dell'ad<lome In gurrra Fnre. - RifiPS>ionl sulla cblrurj!ÌII di prima linea Ouul. - 18 aneurrsmts traumatiques op•'"'s . Slcar d, lnlllert, Jeurdau, e Gattau. - Cootrlbutron a l'étude mfldlco-chirnrgicale drs blessures dc.> neri• . 0•6nu. - Curo Ilelle ferile di guerra gangrtno~e ccn gli sbrJgllament• e la sterlllnazJone con
~3
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t!5 !J7 U7
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Pantoll..~ppunll dr tecnoca radloiOllic.a m 1=uerra . RIVIST.~
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0 1 CUIRUilGI A GENER \ l. E.
'!30
L•lltnthll. - Toracotomra lnlercostale nell'emp•ema lllgot. - Goutlrères en plomb pour lracl ures . l.e r.ll"ll PII Il trntlamento flelln 1!8Df!rena d'o~ped1lr lllarcozzl. - Sulla cura ch~rorgica delle varici dell'arto mCeriore
! 31 731
.,
!31
RIVISTA 01 1F.RAPJWTICA. !33
Quarulo o perché hiso11nà prescrivrre la oli~itale Rern. - Cura solare delle tuberrolosi chirurgidre. Comunir.azJOne prevenU1·3 rirca alla ~·> s lltuzione <i~r ra~tg< solari con le làrnpaùe a•t arco .
!34
'.·.
RIVISTA BIOI.JOGRAFICA. De Marzo. -
Noto sulla patologia llclle rcleionl del Barra 11 del Gasc·Sctll Patlega. - Gli anticorpi nctzli umori oculor t di aoimali normali rd ImmunizzaLI o di ralla· veri umani Mendes. - Manuale (jJ mP<l•cina e rtl chirurgia di ~uerra . Mel. - CJII nb•lanli d~lia C~renaìr.a. Sludio ~tn•eo-~nlropolog•co . Slatl. - G111da per •l medico di ;:uerra • Uflreduzzl. - Guicta per Il chrrurl(o 1!1 ~:uerra ~O TIZIE
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VAHieTA
:\ECilOLOGIO. l.ul~l Bernnrdo
Erwm · E-ruarch - Pr<.>"azek C•sam C~rando CO't'KIIEC\l~ SCII>::'irtFtCHE OEGI..I O$J•ELHI..I MILITARI
•
MO\' I)If.;\ rl AVVE:\UTI :"El. CORPO S\1'\ITAHIU 1t :\El. PEHSU.:-IALP. FARllACit.l fiCO
J
CLINICA CRl.ROROIOA ÙPERATIV.,
DELL~ U:si>ERSI'l'À D I TORINO
diretta dal P ro{. Sen. .d. Oarle ·
Sull' epato-colangio-enterostomia e sulla plastica del coledoco NOTA SPERBl E::\'TALI':
pei dottori cap. med. Chlronl Pietro a ssistente e Carlo Crowther aiuto
. Con i recenti progressi della tecnica c hirurgic.:a, che ha pcrmes:>o
d~ praticare le più ardimentose operazioni, spesso suffragate dal preZIO~o aiuto sperimentale per essere state pazientemente st1tdiate e ~rfezionate sugli animali, anche le vie b~liari, un tempo ritenute lnt~n.gibili, presentano ora la possib] litn di non fac.:ili interventi operatiVI.
d Tra le operazioni più complicate le anastomosi dei dotti escretori b~le con l'intestino, allo scopo di ripristinare il regolare defiu~so ~Ila bile, costituiscono quelle di maggior importanza, e di esse noi cr occuperemo .
/Ila
L~ vie biliari sono tal volta sede di masse infiammatorie o ueol · pastlche b emgne · · segu1·to a J opera.ziOnl · · d .. ' 5 la c h e ma1·1gne, e se 10 b;~O~ltlve, la. cistifellia. ed iJ punto di biforcazione delle gram.li 'ie d~ l&r1, sono conservate, si p resta molto bene a ll o scopo ht formazione ; un anastomosi fra. cistif"ellia ed intestino (colecistenleroatomia ) (l). al lu~st' intento vennero utilizzati, oltre al duodeno, all'ileo ed g t gluno, perfino il colon trasverso e spesso lo stomaco (colectsto as rostomia). · esC1"dere fi no a l punto d"1 confl uenza. d e l cist·~e invece e· necessariO epa~~o e dell'epatico nel coledoco, allora. l'allontanamento tra il dotto lco e la. porzione residua. del dotto coledoco, questa inoltre tal(l) R iacont
ibi., Bd. H -
91
.
• rare L lavori di: E I CH:HEYEK in A.roh. f . K li.n, Chir., Bd. 8. ; e: Kaosos:
Glo1"1141 e d' llltdkana milila1·e -
Fase. Il!.
v o l't a molto e5igna q uaudo non venga com plet.ameure asportare., è per lo più rrnppo grantie perchè si po,;sa praticare su eli es~ i una ~utura circolare. In questo c;a..:o .;;i riuunzia a sen·irsi dell· èstremità duodPnn.le del coledoco e si pratica una riuuioue diretta tra l"epatico e la parte più vicina del tratto jutestinale (Ppatic,J·dnodeno.,t<JIIIÙ~J. ) fnrcel Bea lonin nel lS!lG e Lan(!eubuch nel ll:IU7 idearono Ìn\·ece pPr i primi l"ana:-t omoRi diretta dei dotti biliari intraepat1c1 cun }" ÌntesÙUO nell' OCcJU:'.ÌOllf' di tttt.te le Vie biliari (e[lllfO-cOflll!fJiO-I!IIft!?"().,·fomill), ma la priori 1à rlell\tppl icazi .. ne del metodo Hel l 'uomo a p· paniene a Jorda11 t l l, ron esito !>fa,orevole poicLè la paziente soccoml>e'\a per peritonite. Parla vecchio 1 ~ 1 nel 1902, i nfot·manrlo~i agli ste::.si pri nei p t del prN••·tlcnte O!J••ratorfl. discuteva ampiamente i Y:tuLaggi del metodo. Kt>hr (H) ha seuz"alrro il merito di a\·er pra.ti•·a~o tale operazione com~> primo intPrvento. Eglt escide\-a dal mt\rgine i nferiore del fl·r,-ato uua li::;terella ellittic·ll. luuga l) centimetri e larga 2 o 3 eeutimetri eù apprllfondiYa uella fE>rita una IJUnta im:auùe::H.:ente del t er mo<.:auterio ùi Paquelin, aprendo in tal u1o·lo dei grossi dott.i biliari. SuturaV<t poi ai margini <Iella. ferita epat.ica il ùuotleuo per un tratto di G centimetri senza recù:ione del coledoco. L " inferma ùa lui operata. las~;iò rospedale tlopo ci nque set.Lilllane, ma dopo bre\·e tempo morì senza aYer pvturo an:·re notizie preci:-.e sulla natura del dece,.so. E~li perv giustamente ritiene c:he : solo uei l'asi di::<perati è permes.:;a l'epato-colan~io 8J1terostomia: quando poi l' occlusioue del coledoco ~ prertam··nt.e iufiammatoria o tli pendente da cican-iei di natura infia.mmatori11., allora l'operazione può riuscire ad eli minare la minacciante col'emia. salvando così la \Ìta dell"i11ferno. Sel HlO± comparvero penanto le e,;perienze <li Enderlen e Znmstein 1-lo). Esse con siste'ano nel liberare iu primo ìl coledoco in viciuanza del duodeuo e l[UÌndi resecarJo tra due legature, per eYitare in tal modo che si potessE' r ist.abilire la pen-ietà delle v ie biliari, il che sperimeutnlmeute è sta.ro osserntto abbastanza fa.cil: l .ronDA.:-!. - JJemmutrotùm ei»•'8 prae(JCiral~B ~·on prinvrr• n Carcinoma du Doctw GholrdQetL8. in Jl•rh<ll. d. De~ttsclt. llesellschaft /iir Chir , 2$ Kon g:r .. 18!1!). 12) G. P."RL.\l"F.CCJUO. Ln. wlet.m?ioBtomia oome cura delle ostr!Lzioni invincibili dfi cann.li bit ori. R oma, no,·ombro l no2. (3) KEHR. Die HrT>alo- Cola»IJ<• - 1-."n/eroi!/mnir, in ZentraliJlau fiir Chir urgie. 1904. num. 7. (4) EN"ORRLF.S und Zlnt STEIS Ei» l)l'itral) zur H epnto-Cholangio-E»tero• lomie und zttr Anatomie der r.al/Pn'Ja»f}e. in ,1/itteilunge» a!l~ tlem Urenz der ftled. und Chir., Rd XI \ ", ptts:( 104.
::iOLL'EPATO• OOLAN!HO• P.:\Tfo:HO:-'rOMl.-1, ECC.
16!)
mente do1J0 una semplice legatura. Inùi praticavano una larga rimoziouE> del margine di uuo dei lobi Ppatici e con l' aiuto del termecauterio producevano nel parenchina epatico, così messo a nudo, un cauale d ella profondità di circa ;1 ce n timE'lri . Sol tanto nelle esper ienze sul ~.:ane fn da essi tralasciata guesta eseavazione del parenchina epatico. Nelle emorragie che tal volta si manife~ta.vano servi molto bene \' inie?.ione di soprarenina. Infine incidevano il duodeno per una lunghezza .corrispondente alla ferita ep<'ttica, e praticavano l'anastomosi, avendo cura di me~ ··re per precauziotte un drenaggio riassorbi bile, eli cui ntta metà veu1 1·a in · trodott.a nel dotto biliare mentre l'altra mecà s i spingeva nel ònndeuo. La sutura veniva pratie<tta con sota sotti lissima e per sicurt"zza veni>a fissato intorno ad essa con nleuui p umi un lembo eli grande omento. Di un certo vantaggio riusci\7a l'attirare su lla supedìeie dd fegntu nn Je mbetto pod uncola to di peritoneo parietale, il quale veniva com pt·eso nella sutura, evitando meglio in tal modo l'erosione s ul fegato da parte del filo. lnfine usavano esercitare con vantaggio Ull<l trazi,,ne del fegato Jall' inJiet.ro in avanti in modo tb1 risparm iar(' alqtu\nto il te:>suto :;pongioso. Procedendo con qne;;te eautele riuscirono in ogni caso fld e vitare una deiscenza del la ferita. I risultati negativi otte nuti dagli sperimentatori l'indussero a, formulare le seguenti conclusioni: l " L 'i ndicazione llell'epato-colangio-ea terostomia è r1ata rarisst· mamente e forse può trovare solo una giustificazione nelle occlusion i cicatriziali, tutte le altre escluse; 2° Non si ha la menoma dimostrazione che uua t.ale anastomosi ahbia potut.o funzi onare a lungo; 3" L' esperien;~,a sugli anim a li Hon parla in fayora di questa uuione tra le vie biliari ell intestinali; 4" Secondo le esperienze compiu te il contennto intest inR.\e n on .sembra eserci tare una nociva influenza sul tessut.o epatico. Inol tre essi hanno voluto ~tudiare con di versi mezzi la distribuzione dei dotti biliari intraepatici, ed hanno potut-o constatare, merce· svariate osservazioni, sia in casi normali ebe patologici, e tanto nel neonato che nell'adulto, chd la loro disposizione varia di rado e <·.he raramente si trovano g rossi dotti biliari al margine inferiore llel fegato, dove riesce facile a praticare l'anastomosi. Un anno dopo Maylard (l) praticava pe r la second a volta. sull 'uomo un' epato-colangio-digiunostomÌ<1 con discreto decor;;o postl l
::IL\JL..~<Ro. -
lirpalo-UIIolangi'>-J ej ttno.•tomy, Annn/8 of 8nrgery gennf\ÌO 1!)05.
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SULr.'J·:PA1'0 COI,A:O:GIO-ENTEROSTO.MlA 1 ~;cç,
operativo, poicbè gii nel secoudo giorno le feci si presentavano alqnanto coloritP, ma due mesi dopo il malato moriva di marasma progressivo. Bobbio (l ' nel 1906 comunicava le sue e,.,prriPnze a l riguardo, avendo praticato sui ca1!i l'P pato·colangio enterostorn ia sus<eguita in second.o te m p o dalla legat,ura del coleùoco, od ambedue nella stes:<a seduta. Egli potè con eludere : l 0 che l'adesione dell'ansa int.f•sti naie al fegato avviene sempre m modo perfetto :. 2'' che l'anastomosi epato·i ntestinale funziona più u meno abbondantemente, ma snfiì.eiente solo a mantenere in Yi ta l'animale per un bre\'e periodo di tempo, che corrisponde a quello necessario per la cicnt.rizzazione e la chiusura sia dt·lla brec~.:ia epatica, che di quella inte,tinale, la quale a\verrebbe in un periodo vario dai 12 ai 15 giorni; 3• che la cicat.rizzar.ione e quindi la chiusura delle due bocche anastom~ttiche avviene a parte per ogni singolo organo, come è stato rilevato dal l'e:;n me istologieo; 4:0 che dal lume intes~ i nale è possibile l'infezione diretta dt>l fegato. Per conseguenza egli rletluce che l'operazione d i Eehr, la q uale trover~bbe cl ini ca men te soltanto l' i n d icazione nei casi a com p leta chiusura di tutte le vie biliari extraepatiche di origine flogisti ca, non può sal~·are tm:;;portamlo i dt~t.i sperimentali all'uomo, il paziente dall'ittero rapidamente mortale. E ssa eostituisce adunque un'anasto· m osi insufficien te ~.;h e si chiude pi it o meno presto completamento, trovandosi eon ~.;iò pienamente d'accordo con Enderlen e Zuu1stein. H.i ti P ne i noltrc che l'anastomosi j n altri si ti del fegato, come per esempio o. l l'i lo, dcn·e potrebbero esservi gros,;i dotti aClatti, riesce non solo malagevole, ma l'ansa intest.iuale ris~;hierebbe di rimanere schiaecitttadal peso del fegato, e che qualche altro ingegnoso me:-:zo meccanico, il quale petwt.rando nel fegato riescisse a raccogliere la bile, verrebbe ad essere poco pratico e dJ problematica efiicacia. Suc~.;essivamente furono pubblieati altri casi clinici di quest' operazione : Eln·ltardt (2) nel 1\107 dimost.rò col suo caso il proba.bile temporaneo passa.g~,;io di bile nell'intestino innestato; Garrè (3) nel (l) Bonow. - Contributo sperimrnt<Jie all'rpato-colangio-enteroawmia. - C'omuniea fatta n lIn R.. Aecademia di ~1odicina di Torino nelln RNluta rt(' ll' l i m"cgio Hl06 _
zion~
(2) EunHARI>T -
H~p,ltl-Chol'm!fio- t.'ntr·ro~tGmie bei
Apladie alter groasen 011/lm.
tl'f(le. in Ze»tr, f. Ohir .. n. 47. nuno 1!1117. (3 ) GAnna':. - Traumati.<che H•patu•r uptur, geheil du•ch R epato-Cholangio- Entero·•tomic in Srpt., .4bdr. Beitr z. Phf. n. l'atlt , anno 190S.
l
SULL.'El'ATO·COLA)I010 ENTERO,;TOMlA, E CC.
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Ul08 ottenne una definitiva guarigione, ma. j critici mossero la stessa obiezione fatta a Kehr, che cioè la bile pote>a. aver ripreso le sue uormali vie in seguito ai maneggi operatorì; Lejar..- (l J nel 1909 ebbe dall'operazione esito del tutto negativo, non avendo l'anastomosi ftmzi0nato, per cui l'e~ito letale si ebbe dopo 4 giorni; ed Alexandroff (2) pubblicando un caso di Fedoroff, in cui l'anastomosi fu stabilita con un'ansa del tenue posta a mezzo metro dalla piega duodeno-digiunale seguita da un'entero-anastomosi laterale tra i due capi di quest'ansa, n ferisce che si ebbe dapprima miglioramento dell'inferno e poi morte dopo due mesi . .A.ll"autopsia fu riscontrata funzionalità negati va della colangiostomia, steno~i cicatriziale dell'an1~olla di Vater, ascessi multipli nei polmoni ed uno grosso nel fegato. Taddei nl ritornando sull'argomento si preoccnpò di ricerca.re n ella tecnica operativa delle condizioni f.tvorevoli alla formazione di una fistola epato-intestinale, prat1cando nel cane l'anastomosi alla base di uo lobo epatico vicino all' ilo ed introducendo l'intestino ad una certa profondità nel parenchima epatico per ottenere un largo contatto della mucosa intestinale col tes~;uto epatico. !noi tre, per evitare l'ef· fett.o dannoso del contonut.o intei:itinale sul pa.reuc bima epatico, formò un nuovo processo di anastomosi laterale di 1m'a.nsa del digiuno al fegato completata da un'anasLomo~i laterale tra i due capi dell'anlla intestinale. Bobbio considera in una sellonda memoria che il processo ideato dal Taddei, se compatibile con la posizione orizzontale nell'addome del cane, non può appunto per .il pericolo di schiacciamento dell'ansa intestinale, dovuta alla posizione verticale dell'uomo. essere il metodo di anastomosi preferito, tanto più che l'operato dovrà per qualche tempo osservare il decubito dorsale, ancora più sfavorevole per l'in· testino innestato. Inoltre nei ca.si in cui l'operazione di Kehr può trovare una. reale indicazione nell'uomo, nou crede di essere tanto facile di maneggiare il fegato per le molteplici e tenaci aderenze in modo cla arrivare comodamente all'ilo per praticarvi un'anastomosi . Trova invece del tutto giustificate le modifh ·azioni di tecnica circa l'anastomosi del fegato con l'intestino e quella dei due capi dell'ansa innestata.
Infine Lameris 14) nel HH2 eseguis<:e l'epato -cola.ngio-enterostomia (l) LEJARS. - Semaine .Méd., marzo 1\)09. (2 J IX Congresso di Chirurgia russa, i\Io~ca, 1909. (3) TADDKl. Bi/arma Medica, n. 36, 1910. (4) H. I. LAMERIS.- Hep<:&lo-Oholarlgio-Enteros tomie, in Z entr. f. Ohir., 2° sem . 1912,
pag. 1665.
lliG
in un :wconòo tempo operati\'O per riprorluziouf' di tumore delle ,je b iliari ~ ir·no-earcinoma). Orto tnP~i rlopo l'iutÌ>rmo muor(' ed all'autop.~ia si riscontra.no a-<ce,.:si multipli del t't•~ato. fn g<•nerale si ritieHt- che il tPntat ivo opPratorio di ]~ehr non po~"a essere elt·>aro a dignità di metodo sicuro e dPfiniti'I"O percbè manca es-;••nz.ialmente il fondamc·tJI.O aHtHPrutco. Anche nc1i abbiamo voluto ~pt•nmeutare il risultato di tale opera;-;ione attPnPndoci alla tePniea che ci i• sembmta pitl completa. Le esperienr.P sono state e~vgnite sn trP cttni con tutte le più scrupolose r egole rlf'll'asrp~i f'd in narco,;i eterra. 11 ta~lio laparotomico mPÙiano è stnto portato piu in alto possibile fuc•·ndo però molta attenzioH<' a non ferire il tlla!ram ma ed aprire le plr·:tre. Applicato nn dilat<ttore e ricopMtr lE> an,;c· iute.stinali con compres-:e, abbiamo cominciat.o a ric<>r'c!lrP mt'ansa del tenne più vieina al duodeuo. stabilt>udo la lun~hezza. neCI'""aria per rag~iun~ere il margine epatico pre'<celto. HPcisa l'ansa al limite nece~:<ari o tra dnt· <·ompressori inte>-tinali tra loro alla di::;tanza di cirra 10 C!·ntimPtt·i. abbiamo e,;t-gnito anzitutto l'anastomosi tt-r:uino-latfrale del capo centrale sull'a.n"a efferente n cin·a 20 Cl'ntimetri dall'apertura. e ciò con lo .wopo d'impe.lire che. eOBl]>lt-tata tutta l'ana<;iomo.;;i, il coutPnnto iHtPslmale pote:<se ra~ ginngere il fegato e fan-i sviluppar!' un'inlf.zione. Dopo aver eseguita la perfetta A.nastol110::.i iutestinalt-, pa;;~aYamo all'anastorn.,,;i tra intestino e fPgato. A11zitutto a~porta,-amo con nna forl>il'<' un pPzzo di parenchi111a Ppat.ico dal nu\rgine libero dt:'l h)bo più facile aù aggredire, alquanto piit corto del diametro intcsti unle e profondo circa tre cenliml"tri, eù infig~o,·amo prof'omlamente nella snperfìeie crnenht dPI fegato tmA. gm~sa punta in<·nnrll':;eente del termocanLerio fino alla fuorinscita. di lnlu, indi inizia,·nmo >'ollecitameute la snt.ura. del margine della ft•rita epatit•n con qnC'lh) del lume imestinale, cerca.nùo nel fratt<>mpo di arrpgfnro alquanto l't·morragi11, ~tl>ba stanza importante, con battuffoli impre!-!:11!\Li di soluzione di adrenalina. La -<Htllra del tes~nto f'p:uico <'on l'iut~>!:ltino, :::ebbent- ese!:{uita con sottili aghi da ÌJltestino e con nlo molto sottile, ('Ì sempre riuscita di una ecc·ezionah' dillìcoltà data la enorme friabilità d('l !Nsuto epatico nel cane, tanto che nella prima e.;pt•rit•uza dnhtta·.amo della reale posstbilitù. e {'Ì siamo solo rin,citi (1cmq>n•t111PlHio HPIIa sutnra un lembo di Ppiplonn1 dPI quale è sempre cou~rl!l i ahile SPl'\·irsi. poichc> e>:~o tacilita ;mch,, gra.udemente l'ader<'nza dc·lln ~utnrn .
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St:;!, L'EPATO·CO LA)<GJU•g:q·rEROS'I'OMlA, B<'C.
Vì7
'I'olti i compressori com pleta.vamo r att(l opera ti vo asportando sollecitamente la cistifcllia con un tratto di E-patico e culecloco re>ieoato tra due legature onde escludere il dubbio d i qn~tlsiaRi perYia bi lith del coledoco alla. bi le. Riportiamo le esperienze eseguite : P esperienza : 19 maggio Hll B. - Grosso cane da pastore>. maschio: peso chilogrammi 13. - Aneste5ia geuerale (>tPrea. L<lparotomia. merliana. E steriorizzazione della. prima ansa del tenne e recisione tm dm· compre:-:sori i nte'ìtinali a circa ~O cen r.imetri dal m uscolo so~ p<>n sorio di Treit z. Il capo pross irn ~\le viene ahuot'C!tto con sutura laterale a 20 centimetri al di!>otto dell 'an"'a efferente, ed il moncone d i que~ ~a è abboccato ad una superficie cruenta del fegnto l)rfl.ticabl snl mH.rgine lihero del grande lobo, la quale è stR.tA. preeedentemente pPrfor11,ta nel centro col termor·anterio fino acl ot tflnere dal fondo fuori n:<ci ta di bile. L'emost.as1 parenclt imatosa. viene e!';egnita p er mezzo di pi•·t·oli batuffoli di garza imbevuti d i soluzione di aclrenalina. La sutura tra fegato ed inte!';tino è fat ta. con l'intPrmet1iario clel 1!1·ande epi pl oon, il quale è a.;tirato snl fegato e forato in cnrrispon denza della perd ita di sost.anz1t ep1ttica., per cui nei punt.i el i sutura vengono cosi compresi intestino, epiplt)Oll e parenchi ma epatico. Asportazione de.lla cistifellia con un tratto dell'epatico e del coledoco com preso tnt due legature. Emostasi cl el letto della colecisti con sol n zio ne adrenaliuiea. :-lutnra delle pare t i add0mi na li con t ri plice strato. 'Protezione della feri~;a operatoriA. ('On stri:>r..:e J i garza tenute aderenti da colloclion elastico. Decors!J post-opPratorio : Cane debole, sonnol ente eri inappeten te. :\Iorte dopo due giorni 121 maggi o) . .-\ll'autop~ia si riscontra snldnmento completo clellc >"ut nre con permeabilità d el ]urne dell' inte!'ltino e necrosi del tessnto epatico circostante alla su t nra. F egato ingrandi t o e d n ro. Di latnzioue dei doti i biliari. Lieve tinta itterica dei v isceri addominali. 2~ Psperienza : 22 maggio 19Vì. Cane da pastore, nero, con macchie hianche, maschio. Peso chilogrammi lL In narcosi eterea si esegue l 'epato·colaugio-en terostomia e l'a~por tazione della cist]fellia come neJ!n precedente esperienza . )forte dopo B giorni (25 maggio). Con l'autopsia si osserva: saldamente normA.Ie delle sutnre. Ader(m ze l abili tra. lé anse inlestiual i circosta.nt.i alla sutura. Enorme a:;cesso epatico. Ittero intenso. Ra esperienza : 26 maggio 1913. - Vol p ino nero, femmina. : peso
l t i<.,
:-n.r: EPATO-l'OI.A~OJO E)!Tt;ROSTO~IIA, ECC.
chilogramuJi S. - Anestesia ed opera;r.ione come nei cas1 p recedenti. :n maggio, morte. - Alla sezioue cadanm('fl il fegato presenta in tutti i suoi lobi delle zone di colore arcle:lifl\'0 e di aspetto necr otico. I uten:ln. i peremia della. faccia poHteriore d.. llo stomaco aderente la!t· sa.mente al fegnto. La sutura r._. salda. Xel peritoneo esiste liquido emorrag-ico torbido libero. La superfiuiP del feg11to, dove era st11to as por tat o !l pezzo, è di aspetto necrotico e di con:;istenza semiflnida: i dotti biliori molto dilatati . Dnl risn ltu.to di que::;te poche e"perienze e dall'esuma di tutta la let.teratura noi siamo iudotti a. riJ,euere uho re~tlmente l'operazione di K eh r, per quanto iugegno::a e nzionale, ofl're u n dubbio esito operatorio e non merita la precedenza. !'U altri metod i cougeneri. l!~ casi estrem i però e q uando vi e conserntzione delle g rosse v-ie di sel'rexione biliare, sian o pur es:::t> r iteuu1e stenotiche ori anche iu1pervie, è cen amen te da tentare tale operazione sperando in un fortuito parziale ri pristino dt•lla }Jermeabilit.it biliare. Allorchè, invece,
i gr<•ssi rlo~ti biliari Yengouo nece:.:snriam~nte re:,ecat i ed usportati, l'impiego dell'epato -colangio -entero~<tOmi a in tflli circostanze è un azzardo, riconoscendo che la. funziona.lita auastomotica nei Clll>i favore voli è sempre temporanea, e che bt>n prf'sto SII<'Cede l'ittero intenso, il quale uccide fatalmente e rapiùnmente l'infermo, quando non sopraggiull~!l prima. l'inft>7.ione acuta del fPgato, che, come è stato rife rito, uon è maneata nemmeno negli operati più fonuna.ti, e con esito abbastanza d nmt uro di guarigione 10parat.o d i Ale~andro A ')
••* Qnando si pratira una notevole rcsezione del dotto coledoco insieme con la cisti fe ll i a, la plasticct del col~dt>co è i l solo mezzo atto a ri prist.inan• il normale deflusso del la bile Sl"nza richi<•dl'l'e uu interv ento molto luHgo e laborioso, e~ert"i tn.udo inoltre una uotevole in· flnenza n ella produzione d i una bnoHa guarigione. T ale mezz'>, invero, rappresenterà l'ultimo rit'np-io a l qnnle si potrà nc·OT!'ere qnauùo non sarà pos:;i bile ottenere iJt al no modo la riunione del coledoco con r intest ino. I metod i d i so:;tiluzione del dotto coledoco ~ono numerosi e sv!\· riati, ma mentre in alcuni casi sono utili, iu altri ca.:oi sono assolutamente iu-;en·i bili . .\lcuni autori hannu proposto di ;,~ostituire i st>g· menti di coledoco asportati con dei dott.t artifkiali e furono anzitutto adoperati i tubi Ji gomma. d i a~l'ai facile applicazione.
SC LL' EPATO·CO LA:SGIO-E:\T~:ROSTO)I !A,
f:CC.
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È m olto conveni ente fare queste operazioni plastiche nelle vaste perdite di sostanza delle grandi vie biliari percbè ci viene mo lto in aiuto la natura, avendo tutte le ferite praticate su di esse meravigliosa tendenza di guarigio11e, e possedendo l1J vie biliari uno straordinario potere di rigenerazione. Infatti Kehr, in un caso di resezione del coledoco per carcinoma, potè r iunire con alcuni p unt i i ntercisi la parete posteriore delle d ue porzioni di coledoco rimaste, e non riuscendo ad a~·v i cinare le d ue pareti anteriori, drenò l'epatico, e la pt>rdita di sostanza andò a poco a poco granuleggiando, ottenendosi una guarigione duratura (l). Questa mede:;ima operazione praticarono p ure Riese in ùue casi e Doberaner i n u11 caso. Quest'ultimo. per carcinoma, resecò tutto quanto il tum ore con un tratto di coledoco ed impiegò pel drenaggio un tubo a. T, la cui branca orizzoutale egli introdusse n ell'epatico e nell'estremità duodenale del coledoco, e la precedente perdita di sostanza bentosto fn colmata per granulazioni sul drenaggio (2) Doyen, in un caso di calcolo del coledoc-o, dovette resecare un tratto d i coledoco al terato : egl i introdusse nei monconi come drenaggio un t ubo di gomma, !<ll l q ua le praticò una su tura Circola re, dopo d i che abbandonò nella cavità addominale il tubo da drenaggio. Otto g iorn i dopo l'operazione il pazieute mori d' insufficienza epatica, m~ nel reperto d'autopsia uon è detto co,;a fo:;se avvenuto del tubo eli gomma. Iu tutti q uesti casi esisteva sempre la diflicoltà di a.llonta.uare poi il tubo di drenaggio, il quale giaceva dall'u na parte n el coledoco o nell'epatico, e dall'altra nella nuova apertura praticata nel duodeno. Voclker vinse quest-a diBicoltà. col d isegno del suo drenaggio tnms· duodt-ua.le del dotto epatico : e:rli, cioè, fncendo una fì stola eli Witze] ricoudu,;se fuori del duodeno il tubo di drenaggio cbe ave~·a posto tra il duodeno stesso e l'epa.tico. Così l'ana='tonwsi epatico-duodenale po· teva guarire con tutta calma, e q uaudo questa guangwne era rag· giunta, il tubo di drenagg io veuiva eliminato traendolo attraverso ra penura duodenale (3!. Nel caso di J enckel (4) il coledoco era raggrinzato da cicatrìui e n ou poteva essere sondato in cansa d i queste stenosi cicatriziali. Il duodeno era. distan te cjrca 8 centimetri dal lo sbocco dell'epatico. P oicbè era impossibile effettuare u na riu niout diretta del duodeno {l) K EHR - T eclmik der Ga/le1•8t'Ìiloperationen Mu t'hen, 1905. (2 ) Doa~o:RAUJ::n. - l:Jnms' B eilra!Je f. JC/il1 . C!t ir .. Rd. ·~7( 3 ) VoELKEB. Bruu8' Beitrage f. Klin. Chir. , anno 1911. Bd. ì2. ( 4) JENCKsL. Deut3clte Zeit..<chr. f. Chir., B ù. 104.
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Rl"l.f; lèi'A "I'O·C'"Oiu\ :-1010 • E:\TEI!Oi--Tll.\1 I A 1
1•:1 '1'.
con l"epati<~o, nn t.nho eli gomtUa gros;;o quanto un dito mignolo V<'nne ;.;ospinto p:·r 1111 trat ro 11ella più umpia clrlle d ne ramificazioni dt>ll'epatico, ~:~.mhe1luo dilatntP, e l'e:<t.remitit librm del tubo venne poi Cl)lldOtta nel rluorlf'UO COU \111 camtlf' Ùecorrent.e ouli qnamente Dl·lla pareh' dell' intrstino ;;tos,;o 1 r;nturat.o col proccdimnnto Ù(·lla fist11ht di \\'i t~:cl, OJ.tPncntlo un e~ito f,>}ice . Sebbene a,,e;;:;e prorurato solo un grave 1l.t'r·idr-nte la so~tituzioue 1lt'l tnbo, pnr tut.t.avia !lttoruo ad e~:;o ;;i fonno nn ~t'o-<~o canale per pr•1lift>rnzione epite li ale pro· venieute dalla nHwosa duodetJale e daii'PpJtl ico, e.d as~un;:e la fun r.iono di roledot"o dopo l'al.tnziollo tlel tnbo. Un consi m i lo pnwed im e nto fn i m pi...gn to noi l !107 da V erhoogcn (l) in tlll Cf\1'0 di ca rcinoma rlt•lle Yifl biliitri. ])11p0 resczione CÌeJla ci::;tÌ· fl'llia, ÙPI <·ist.i•·o. e di unn purte dcll'epat.ic.:o e !lol ullletloco, t>gli tentò di riuJJire le restanti por~ioni dell'epatico e del coledoco, ma, poiche i due monroni distavano tm loro circa G <'m., 1111 tnbo di 1lrenn~gio del diamrtro di qnttsi l <'lll. VPnne.sospinto Hr•lla porzione dnod(•nale del coledoco e sett?.A. fii<sarlo lo con:::usse liberameme ntt.raYerso il letto della fl'rit.a, !-lino al lume !lell't•pntit:o, erl in qttt·>:lo punto lo fìue,;~rò e lo ri1•it>gl' condut·enclolo fuori della. ft>rita n.itmverso il tumpouamento di dretmggio. Dopo cìieci ~iorni fu tolto il tlreuaggio e si ebbe 111111. guarigione dnratlll"l\. La meravigliosa tendPnza alla ri;!el1Pnt7.Ìone delle vie bilinri indu.,~cro (ìt•org<' EnH•rsnll BrPwrr IL New York e \Vilms a Herdel· ber,c:r, Hd impie~l\rr qnrsto metorlo dr l tubo d1 gomma l'lbhandonnto nella profondi!Ì\, evitando cosi i peric(,]i del camhiamt>n!o dPI tubo C1ho> 11\"1'\'Hno mr"so in ilf'ri<, peri t·olo l' inf<•rmo di Yem:kel. Hmwet iu nn ca~o nbha:>talt?.il grave t2 • u:::ù di un tubo ùi gt)mma tro. l'epatico ed una pi t:~.:o la apertum ll••oft)J"liH~tn. nel duodeno, ri\"l~ slendo liL por:t,Ìolle Ìllt<'rposut di Ollll·nLo iu mOtlo d:t SO\"ra!ltnrc un poco J'Ppatieo e l'~~ntraLa del tubn nt>l duodeno. !'u drenat.a la sutura omenutle e I'Ì1itt~n In. restnntt' fPritR.. Il tubo JW!l Yf'Jtne ritt'OYJ\tO nl'lle feci. !Hl potf> ;os~err :cworto .-.nllo st.:henno rugiologieo. Net; medcsimo tempo in cui Tirewt>r riferÌ\'a rtnesto m•H.odo. anehe \Vilms f<WHt\ rifr>rire, alln. So<'ietit mt>tlit·a òi Basilea, dal !<tw a>sist.Pnte dott.~ l.enrnhergPr, nn cnso du lui opemto a Basilea, in cui il tnbo di tlrcnngg-io er11 rlistimnmt'llt.r \'i~ibile al lo se!H'rnlo ra~iologieo dopo q nali" ht~ ~-oot t.iumntt dal In guarigione. Il risult.at.o 01.1 cnn Lo d n. qn~>><ta ;;u!l. prima opf'rn~iotH' i ndn.-se \Yilms ad impiegare no! 1911, t t Hift·rito rln D1• (1u.un• w~ Htll Zrlltl"llll• d ìc lfrsrktiv1t tlf8 ('hof,·doc/ws.
/. Chir ., nnuo Hln~. png. 7!lll, f'rùtf'
12) R1o:wt.n.- .·l11wd.v nf •'llr!tftJI. Jun.\ l !llt1.
SULL'EI'A'rO·COL,\::-IniO·ENTERO>'Tù~lA, .ECC.
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nella Clinica universi ta ria di Heidelberg. il metodo del tnbo di gomma abbandonato nell'addome in ben 7 pazienti, e 5 di qu('sti ca<si sono stati pubblicati nel Betline1· J[l'{l. Woclt (marzo 1012, n . 12). Propping (l ), in un cnso in cui la sutura clei due monroui era impossibile perchè la distanza r»ggiungHa i 4 cm ., si servì di nn drena!:(gio a T con l'estremlt.à orizzontale imme;;sa nei du(' c-api di coledoco. L'infermo guarì, e dopo due anni, essendo st.nto o perato questa volta di steno;;i sull'epatico, il Propping constatò che il seg· mento di coledoco neoformato era completamente permeabile. Hiirtz (2) ha praticato il drenaggio transduoclenale del l'epatico in tal me..nie1·a. : incomincia a fare la sutura della metà posterinre del coIE>rlot~o all'incisione duodenale, qniudi per l'orificio che rima.ne introduce un drenaggio, iJ quale per una metà è ;;ospinto nel coledoco e nell'epatÌço, e pt'r l'~:~.ltnt llU!ttL si affnn<la nel dnudeuo. Ad 8-LO c m. al disotto dell'au astomosi, nella parete anteriore del duodeno, Hortz pratica con un mezzo ottuso un callaie obliquo, nel quale l'orifi<•io mucose trovasi a valle dell'orificio sieroso, ed attraverso a qnl'sto attira l'estremità inferiore del dr!>naggio coledoco-duodenale; q n i udi, termina la sutura anteriore dt>ll'anastomosi. Al clrenaggio poi, che fuoriesce dal d uodeno, viene aclattato un lungo tuho, il qnala si porta fuori della ferita e conduce la bile all'esterno; così la bile vi~>ne •lrenata e l'anast.omosi gj ·va consolid,llldo al rlisopra del drenag~io. In otta\a giornata si fa trazione sul tubo a si esporta così il drenag-gio; la piccola fistola duodenale si chiude spontaneamente in pochi giorni. .à.dunque, fatta eccezione del caso di Doyen, di quello di Brewer e rlei casi di Wilms, il dre11aggio di gomma nelle opern,zioni plastiche delle \Ìe biliari, usato molto freq uentemente per costituire una riunione fra coledoco ed inte~tino, fu sempre impieg<tlo temporaneamente e venne sempre ritirato dopo un detPrminato spflzio di tempo. Il tubo di gomma ÌI! tutti i casi è servito solo a form~tre nn'impalcatu ra per Ja fonnazioue di nn te:>suto vitale, il q uale dopo !"espulsione del tubo ue deve assumere le funzioni . Poichè era ueces.;;ario Sa!JPre come 'iene a comportar,;i nu drenaggio di gomma, il quale sia stato impiantato qnale !';Ostit.uto del colelloco fra le grandi vie biliari · ed il duocleno, qm11Ho a lung-o pos,:;a rimuovere in loco il tnl,o di gomma che funge da. ca.nale artificiale per il deflusso della bile, ed infine quale destino abbia qnP:-:to tubo (l 1 l?aoPPINO . R eyenerierUtlrJ d•8 Gholedochus >Utch F:i>llea"• eines 'l'. Rohre4, in 8citra1e z. Klin. Ghir. vol. LXXXIII, fo.so. 2. ml\rzO IHI:l. png. :369. (2) H o.RY. Transduodcnal he11aticu.• dreinar1e . in Herlin er l(li1l. ll"och., Jamnu 1913 pag. 160.
172 e come si componi la nuova via biliare formatasi attorno al tubo di gomma., dopo che questo sia. !ìtato eliminato. Arnsperger e Kimura (1), per consiglio del prof. \\ihns, hanno fatto delle ricerche in proposito sperimentando sugli animali. E'lsi introducevano un tubo di gomma nel lume del coledoco, isolato dai vasi e reciso al disopra di una !Pgatura fatta sul duodeno, ed il tubo veniva fissato mercè nn laccio circolare annodato sulla parete anteriore. L'estrt>mità perifl'rica del drenaggio di g om ma -çeni'a. impinntttta obliq uamente con HUtura interc isa. nella parf'te anteriore della p orzione discendentP dei duodeno, un !JO' al disotto dello sbocco normale d el coledoco. La porzione del tubo r imasta libera . della lunghev,u\ di 2 o 3 dita trasverse, von i,·a ricoperta 01·ùinariamen;e dal grande omento, e 2 volte con n n le m bo fresco di fascia, preso, durante 1\>perazione, dalla. guai n a. d el mu!'colo rf'tto addominale. Xei casi in cui l'introduzione nel coledoco tlel drenaggin era troppo diflicile. veniYa praticata una colet·i..:to·enterostomia per mezzo di un tubo di gomma, previa le~atura et! iuci..:ione del coledoco: e cioè, dopo liberazione d ella cistifellia dal Ietto epatico, veniva. praticata u !Hl piccola incisione sul fonùo della nscichet tn bil iare, ed a t tra verso a quest'apertura •enÌ\a imroJotta l'e:-tremità tli un drenaggio d i gomma. ehe era fissata con uua. smura alla parete della cistifellia: l'altra e..:tremità del tubo \eni\a im piantata. attra.\erso il duodeno con canale obliquo. Il tubo decorre\& abitua lmente per 2·3 centimetri libero nella ca,·ità addominale, e veni,·a circondato da omento. Dn~li t>sperimeuri risulta che sopra 18 e~perienze (J4 cani e 4 gatti ) si ebbero U3 colcdoco-duoclenostomie e 5 colecisto·dnodenostomie. Da es:;;e si dedussero le seguenti conci usioui: che il tubo di gomma funge per un 1ne~t> circa quale canale artificiale e quindi approssimativamente Yerso il :;:,o giorno, se ue par te neirinLPst.ino. In un cane r.ezionato 18 giorni dopo l'operazione è stato trova.to il tubo nel digiuno; che il pericolo dopo l'operazione consi.;te in ciò, che ruuione tra il coledoco ed il t.ubo di gomma si ~tacca, per cui ne deriva. uu' insulliciem:a della ::;utura e r1uindi una peritonite da pt>rforazione i n quel punto do\e il tubo non era completamente ben circondato. Iu tre casi sperimentali ben riu..:citi compR.r•ero dei fenomeni itterici dopo qualche me:<e; in e,si il canale neot'onnato, là dove es;;o (l) L .\R""I'ERCER o x. Kl'\tUn .... /;:J:4p~rottn1Jr ,, vu..uct.e ìil>er ku•l-tlit:he Cl• ni,.~n• l>ild•ln'l r/11rrl. cin•a•·h,-• Drainrt)ltr. in Dr>~t,.d.• z, •l•rltr•ft , f (•hir.• anno 1!112. Bd t l ti pn.;. :H.>.
SULL'EPATO·COLANGIO•ENTEROSTO MIA, ECO.
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sboccava nel duodeno, era in uno stato di forte retrazione cicatriziale e presentava. una stenosi di alto grado. Adunque il pericolo della riunione tra le vie biliari e l'intestino con nn tubo di gomm11., secondo le esperienze di Arnsperger e Kimura, sta anzitutto nell'insorgere della peritonite dovuta ad una precoce liberazione del t ubo di gomma ed alla perforazione del giovane canale dopo la partenza del tubo, ed in secondo luogo nel restringimento secondario del p unto di sbocco nell'intestino. È da amm~:~tt.ere uhe il tubo di gomma, precedentemente rico· perto da epiploou e da uu lembo di fascia, viene circondato da granulazioni ed assume per una medi~:~. di 35 giorni dopo il sno impianto le funzioni del coledoco: dopo viene verosimilmente espulso nel duoden o . 't'ale frequente espulsione del t ubo di gomma di pende sicuramente da ciò, che il deflusso della. bile in q nello stretto canale è i nsufficiente e per ciò i canali vengono dilatati. Il canale neoformato dopo la eliminazione del drenaggio, svtto l'azione del contino\) deflusso della bile, si epitelizza gradatamente e probabilmente a spese del moncone di coledoco. I predetti sperimentatori riconoscono cbe i risultati di q ueste esperienze sugli animali non si pos:sono ad ogni mod·o trasferire direttamente all'uomo, ma sembra loro che siano degni di considera-zione potendo dare un incoraggiamento per la pratica di tale operazioM nell'uomo, la quale naturalmente sarà molto variamente indicata e solo quando esista l'assoluta impossibilità alla formazione di un' anastomosi diretta. Essi però ritengono che rispetto a tutti i poricoli suaccennati l'uomo si trova in condizioni più favore voi i: per lo piìt esistono già prima. dell'operazione delle aderenze numerose e tenaci, poichè solo in via eccezionale quest'operazione sarà primitiva e sarà invece pra· ticata nel massimo numero di casi quale intervento secondario. In secondo luogo il tamponamento sempre usato nell'uomo dopo tale operazione s ul sistema biliare, diminuisce enormemente il pericolo di una peritouite da. p erforazione. Anche il terzo pericolo, quello di una stenosi secondaria., è piccolo, giacchè si possono impiegare dei &ubi di calibro molto maggiore. Riepilogando il tubo di gomma venne impiegato per stabilire una comunicazione tra il moncone del coledoco ed il duodeno allo scopo di sostituire il coledoco asportato od alterato, sperando che attorno a tale tubo si formasse una nuova via e che il tubo stesso venisse attirato a. suo tempo nell'intestino ed espulso con le feci.
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Brau•lt (lJ, il qnalo ri feri~ce estesamente i ca~i oper ati da \Vi lms, il 1n etoùo dt> l tubo di gomma tli ìVilms è relativamente se m p! ice, fa ci le, rapido ad esegnir,;i, e dà una huon~t p r ognosi. Que,;;to 1:1<-mpre nei t·asi più c<nnplicati, in cui è ~tata asportata la ci stifellia o clP\·e a,.:port.ar;:;i e unn può qnindi pmticarsi una colecistenterostomia in cHi nna diretta, rìuuioue dell'epatico co11 la più viciua au:-;a inte!::tinale è impossibile per aderenze, nè riesca l'avvicinamento previa mobilitnzione del duorlt>n0. molto danno~lt. JG,.;so può dare un coleJoco perfettamentt:> funzÌOJlltnte senza ricorr•·re ad una fistola biliare est.erna, che indPbolisce profondamente il paziente : come operazione p.tlliari\•a pnò u..,a.rsi nei easi rli tumori in operabili del !iistema Lilia1·e . '1\de metoo1o, aggiunge egli, e uoi .,;iamo con Ini com p letameon te ù 'acwrdo, è rh·,t.i nato a so~titnire l-n t te le alt.re operazioni plasLich e, che IJ!rm ad e"'sere <:ou1plicnte e delieatP souo molto spesso di esito incerto, pen:hè ll,;:-;irura un deflusso sicuro della bi le uell'intest.ino attnt\·•· r~o ad uu tnho ùi gnmma assolntame11te separato dalle parti cir costanti. e cerca di nHtuten<n·e le c·outlizicJni n!ttundi . Xota però che volendo impi.l•gare que,;to metodo, dovranno considerar.~i dne ptmti: l '' il tnbo non deve fare eccc·ssi,·a sporgenza nel lume dell'i nte.~t i no; ~·il rnhetto don·a j•Ossihilmente essere con accuratezza ricoperto di ouJcut.o nel Lraltn in etti decorre nellt>tto della ferita. Le Jlostrl-' espj'rieuzc sono state iniziate provando la sempli<·e :-<O· st i tuz ione d i un tra.Lt.o d i eol<>tloe:o re><eeato, previa lt:>gi\ tura praticata solnm<'ntf' in vieinanzfl. del duodeno, moreè un tubo rigido ma fless ibil,', preceduta dall't>slirpazione della ci~tifel.lia con sezione ùel ci· stÌcO tra dne Jao·ui e1l l'lllO:itasi nel letto epatico della colecisti con sol uz ioue R.Ùrenrtli ni~.:a. fl tubo -venÌq\. lisf'at,o in alto al lllOIICOlle snperior e del coledoco con leg!ltura. di filo, ed inferiormente \·euint iuuestato obliqu11.mente uel dnoùcnu, al eli sotto della pa.pilla di Vater. per formare così una nuova via di shouco della bile nell'int.estino, ricordando che la papi Ila di Yater vio·ne ben spe,.:$0 obliterata o distrntta rla.i p rocessi patologici delle grn-.se vie biliari 8uec~>ssi \'ttmente abbiamo ciro•ondato con epiploon il tratto di t u bo sostituito alla pen1ita di sosLauza del eoledoco, ed infine abbiamo pensato di fermare il tubo al mo11cone del dotto escretore de lla bile consiJ~->ra che
r l) R. H11 \" IJT. Dmitlr•!hr.<. -
Die l1ild•m1 ein rx kiitMtlic'hter Choledochu11 mittels eine~ einfocl"'n ZeitRr/orift /. ('/!lruryie. UllllO 1\ll:!, fltl. li Il. K"ft 1-2, Plllt. l ).
(Drut~<che
Sur.T}Jl:PATO•COLA~GIO · E:\'l'lmOsTOMT A1 ECC.
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con eatgut anzichè con filo, per ottenere dopo l 'assorbimE>n to del laccio di catgut la più faC' ile liberazione del tubo stesso e quindi l'espulsione per le vie inuestinali. Ecco il vrotoeollo delle esperienze. Cane 1". Mas~.;hio fox Lerrier incl'ocia.to, bianco-marrone : pt>so c hilogrA.m mi 8. 28-V-1 0 1~ : Narc:osi m orfì.o-ett>rea. Laparotomia mt>diana ~;on applit:azione di amodi,aricat<,re. E.:;tit·pazione J ella cistifellia i11uidend o il dotto cistico trn. llue l t>~atu re pratic<tte avanti al suo sbocco n el coledoco. Resecato qninùi un t.ra.tto di colelloco, s' introùnce nel capo centrale nn sottile catet ere d i tela gommata per qmtk:he centimetro e si fissa con legatura 1 11 filo : il capo duodenale si occlude anch'esso con laccio di filo ed il capo inferiore dolht l-'Onùa s'introduce per nn foro nel lume del duodeno, facenJolo pe 11et.r;~re per ci rca 2 centinwtri e.l a l disopra si sut.ura. obliquameut.e la parte duodenale con molt~~. aee;uratezza e con doppio p iano siero-sieroso. Sutura a strati delle pare t i ad cl o m i uali. 3-VI-}lorte, ave11do rifi utato l'animale il cibo dal giorno dell'operazioue ed essendo perc iò notevolmente d imagrito. Ne>ìsnna traecia di ittero alla sezione cada \erica : poch issime arlerenze epiploiche pa· riet.a li. Tu bo i n sito. Vie biliari note\'Ol meu te ingrossate. Cane 2•. Maschio, piccolo spinone incrociato, nero: peso c !t i logra m m i G. 4-VI-9l3-Laparotomia mediana in narcosi morfìo-etere11,. Ripetizione esatta dell'oporaziona prat.icata uel cane N . l. 10-VI. :M orte per peri toni te generaliY.zat.a fihro-adesi va. Esperienza nHlla. Cane 3". Masqhio, piccolo spinone iucrociato marrone coli macchie bianche : peso chilogramm i 7 circa. U -Vl-lnl3.- Narcosi morfio-eterea. Lap:uotornia mediana. Chiusura del cistico con cl!oppio n odo in vicinanza dPl la sua unione con l'epatico. Aspor tazi011e della. cist.ifellia col ci;tf.it:o. Introduzjone di un catetere di tela gommata (n. 7 OlJarrière) ne l coledoco attra verso ad un occhiello, spingendo lo per un tratto nell'epatico, e sua fis,;azione mediante un laccio di catgnt attorniante il dot.to epati co. Al di sotto dell'apert ura resezione del coledoco fino in vicinanza de.l dnodeno, dove avviene occluso con legatnnt. Il capo inferiore della sondo. viene innestato obliquamente per circa 2 cen timetri nel duodeno, 3 centimetri al di sotto dolla papilla di Vater. Il tratto di tubo scoperto è d i circa 3 centimetri. Sutut·a completa a strat i d6lle pareti addomi nali. 2 1-Vl. Morte. All'autopsia si os;;;ervano numerose aderenze
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SU LI, EPATO•C'OI.A~GIO· E~TEROSTO~IIA , I~CC. 1
epiploicbe sulla linea di sutura aJdominale. Discreta quantità di bil& libera nella cavità peritor1eaJe proYeniente con probabi lità dalla superficie cruE'Irt!t della cistectomia. Dotto epatiuo d ilutl-Lto s1 da raggiun gere quasi due volte il suo calibro primiti,·o. Buoue condizioni della sutura duodenale. Leggero decubito n ella parete del duodeno opposta a quella d'impianto della sonda,. Nessuna trnccja di tessu to ueoformato che teudtsse a rivestire il catl'tere. Il fegato ed il duodeno con la sonda in sito vengono fissati in liquido di Kai,;erling. Cane .J• - l\Iaschio, da pastore, nero : peso chilogrammi 11.300. 21-Vl-1913. - ~art:osi morfio-eterea. Laparotomia. mediana. Aspor· tazione della cistifelliu col cistlvo. Jntroduzicme di un catetere di tela indurita nel dotto coledoco ed epatico e dell'estremità libera in un foro sulla p<ln•te t1.nteriore del duodeno. Il segmento d i ca· tetere è lu11go circa 6 centim•· trì e viene fissato come nei casi precedenti. Il tratto di tubo 1ibero nella cavità addominale, di c]rca 2 centimetri, viene accuratamente circondato da epiploon fissato circolarmf'nte al tubo, in a lto Rll'epatico, ed in basso al duodeno, con sottili punti di catgut. Chiusura a strati delle pareti addominali. 11-VII. Morte. - Con l'autopsia si riconosce un abbondante versamento siero-ematico nel peritoneo. Tr>~. la faccia superiore rlel fe gato ed il diaframma si t rovano delle solide aderenze, le quali vengono strappate provocando la fuorius(·ita di ùiscreta quantità di pus cremoso. L' ilo del fegato ed il duodeno sono tenuti riunì t] dall ' interposi:-:ione di un bloc<.:o di epiploon, e perciò si a;;porta per i ntiero il fegato col duodeno. Aperl.o questo, -si vede sporgere nel suo lume la. sonda, la quale 6 mobile in un cauale ueoformat<,>, e spaccando in alto il fegato si vede l'estremità superiore della sonda g ià libera i u un dotto di calibro molto dilatato. L'insieme del pezzo ci rcouJante il tubo vien fissato in liquido .-li Zeu ker ed incl uso in p<~ra11ina per l'esame microscopico. Le sezioni colorate con emat;ossilina alluminata ed eosina dimostrano che il calibro del canale neoformato è mùformemeute ben ricostruito e conservato (vedi fig. 1"). L e pareti del nuovo cana le sono POstitute da fasci fibrosi circolari be11e arldensat1, in modo da dare l'appare11za di una vera parete ben di><tinta. In quest'addeusamento dei fasci fibrosi dell'oruento, che souo quPlli i quali costitui scono la i)areLe attomo al lume del nuovo canale escretore della bile, si nota un leggero grado d'infiltrazione di cellule migrauti. li can;de in alto si continua. col moncone del colcdQ(·o, al quale è fortem<'nte saldato : un tratto della parete posteriore del. coledoco, che era stato conservato e eh&
SULL1 EPATO-COLA~OIO-ENTJUIOSTOlf U 1 ECC.
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scendeva più in basso della. parete anteriore, è rimasto ben innestato nella parete costituita da omento e si continua direttamente con questa. Subito all'estremo di qnesta parete costituita da fasci fibrosi dell' omento si nota il tessuto adiposo omentale a struttura alveolare, ricco di vasi e senza traccia di fatti infiammatori (ved i fig. 2a). Gane 5" - Maschio, giovane bracco, marrone chiaro: peso chi10grammi 7. 24-VI.-1913. - Narcosi morfio·etera. Laparotomia mediana. Asportazione della cistifellia e del cistico e piazzamento di un sottile catetere tra coledoco e duodeno con procedimento eguale al precedente. Il tratto libero di tubo risulta di circa centimetri l '/, e viene contornato da un lembo di epiploon, fissato con punti al catgut. Ricostituzione a strati delle pareti addominali. 1°-VII.-morte. - L 'autopsia dimostra tracoie di bile liber~ nella cavità addominale. .-\ssenza di peritonite. Fegato ingrossato giallastro. Il tubetto è mantenuto in posto con aderenze solide dal tratto di epiploon suturato attorno ad esso. Il nuovo canale e l'aperttua duorle11ale sono mantenuti pervii dalla presenza del catetere, il quale dimostra di possedere uu lume troppo ristretto (n. 5 Charrìère) e perciò poco capace a dare facile passaggio alla bile. Il tratto dei tesduti interposti tra fegato ed intestino viene fissato, incluso, sezionato o colorato come sopra per l'esame microscopico. Questo fa rilevare che la parete attorno al tubo di drenaggio è in via di formazione e di spessore differente: infatti, mentre nella parte posteriore è grossa e costituita da connettivo giovane con qualche traccia. di infiltrazione emorragica e di infiltrazione parvicellulare, verso la parte anteriore è costituita da una. !lottile lamina. di connettivo fibroso, che si continua co) tessuto adiposo omentale, il quale forma uno spesso strato circolare intorno a tutto il lume del canale neoformato (vedi figure 3" e 4 a). Cane 6' - Maschio, volpino, giallo: peso chilogrammi 8.500. 2-Vll.-1913. - Narcosi morBo-eterea Laparotomia mediana con taglio trasversale sul muscolo retto addominale di destra, non riuscendost ad aggredire il coledoco dall'apertura fornita dall'autodivaricatore. L 'estirpazione della cistifellia e la plastica del coledoco vengono eseguite con la precedente tecnica. Lo spazio libero del catetere (n. 7 Charrière) rivestito di epiploon sorpassa i 2 centimetri. Le due incisioni delle pareti addominali vengono suturate a sLrati. 10-X. - L 'animale, che si presenta in ottime condizioni generali, viene ucciso con protratta inalazione di cloroformio per esaminar~ il risultato dell'operazione. u -
t;i(}t·llal~ eli meclidna lnilllnrr -
Fa<c. 111.
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SULL' EPATO-COLANGIO ·B!'\TEROSTOlUA, E OC.
Aperto l'addome, si riscoutra il fegato leggermente ingrandito: il duode no è unit0 all'ilo del fE'gato da un blocco cicatriziale cilindrico, al q ua.lo aderisce lassamente qualche ansa. intestinale. Nessuna. traccia di ittero. Il blocco cicatriziale con un pezzo di fegato ed un
tratto di duodeno, in cui si scorge all'interno lo sbocco pervio del nuovo canale, viene anch' esRo fissato in liquido di Zenker. L e sezioni, colorate, come avanti, dimostrano all'esame microscopico la perfetta organizzazione del nuovo canale. Questo ~ munito di regolare e ro· busta parete fibrosa, fornita. dall'omento, del lJUale alla periferia si osservano ancora traccia abbastanza conservate, ma in preda ad nn intenso processo infiammatorio con grande infiltrazione di cellule migranti (vedi figure t>• e 6•). Sulla parete fibrosa si nota che il rivesti mento epiteliale si è in gran parte rigenerato, ed in alcuni punti si è anche alquanto desquamato, ma i residui di esso sono visibili nel lume del canale stesso (vedi fig. 7')· In alt ri punti, invece, è ancora aderente al tessuto fibroso sottoposto e ha dato perfino luogo alla formazione di numerosi sfondati ghiandolari, simili ai normali (vedi fig. s•). In corrispondenza dello sbocco nell'intestino il lume del nuovo canale biliare è alquanto ristretto, ma non vi è vera stenosi, come fu osservato da. altri, tanto è vero che il tratto di canale sovra.pposto non presenta alcuna dilatazione. Dall'esposizione dei fatti riportati e dal risultato delle varie esperienze noi siamo indotti a concludere che, specialmente_ nei casi in cui il tratto di coledoco resecato è considerevole, o resti anche solo un tratto del dotto epatico, la. plastica praticata sopratutto con la sostituzione di un catetere abbastanza grosso, fissato con catgnt e ricoperto accuratamente da una plica circolare di grande omento, può offrire dei segnalati servigi. La facilità e la brevità dell'atto operativo, la. rapidità di formazione della parete del nuovo cana le, la sicura. permt!abilità alla bile, dovuta. questa. al pronto ta.ppezza.mento epitehale dell~ parete stessa del nuovo canale, per proliferazione dell'epitelio delle vie biliari ed intestinali, fanno ritenere che tale metodo sia di indiscussa riuscita. e che debba essere sopratntto preferito sia ad operazioni più complesse e pericolose, come a metodi di plastica più delicati e di esito molto spesso fallace. Sentiamo infine l'obbligo òj est-ernare i nostri rmgraziamenti al prof. Ottoriuv Uftreduui, aiuto della Clinica, il quale è sempre e per tutti guida paziente ed intelligente, ed aJ dott. Cost ero Vincenzo, aiuto chirurgo dell'ospedale maggiore di S. Gio-
vanni. che con abile perizia e massima cortesia si è prestato a ritrarre le microfotogra6e. che abbiamo fntto riprodurre. Torino. aprile 1914.
l
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SULL'EPATO·COLANGIO·ENTEROSTOMIA, E CC.
TAVOLA I.
Esp.za C.me IV.
Fig. L
Fig.!.
l: ~
Esp.ta Cane. V.
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Fig. 3.
Fig. 4.
Sezioni trasv•rse del eaoale di nuova formazione e sezioni longltullina li. Korlslka: ObiJ. da mlet·ototografla 75 m m. l lngr .to 6 diametri. Tiraggio di camera • . 380 mm. l
180 TAVOW.
Esp.7,, Cu•P n.
Ph1. 5.
Fig. 6.
Sezcone tr~sver.oale del nuovo r.1nalc e sezione otJIIqun. Koristkn: Q:;h. cl~ mlrrorotogralla 75 m m. l t ~ d'" Tlmgglo eli camera . . 3BO mm. n:rr. 0 o«metr1·
!
Pijl. i.
1\orl:!lka: Obh. apocr. . . . 8 mm . Oculare da proiezione N. !.
Fig. 8. lngr.to 74 d~1metr1.
II.
181
CASUISTICA CLI NICA
CENNI SULLE FERITE VASALI DA ARMA DA FUOCO OSSER\ATE DO· RANTE LA CA.MP AG~A DEL MONTENEGRO CONTRO LA TURCHIA (1912-13) (1), per il dott. nart.olo ~igr·hmli, medico capo dell'ospedale n. 5L (Bologna) della Croce R ossa italiana. L 'antico concetto di Pirogotf « la guerra è un'epidemia traumatica,., così sem· plicemente enunciato, appare quasi ristrett-o davanti all' immenso flagello attuale, che ha invaso cielo, mari e terre. Due anni sono, allo scoppiare di questa immane epidemia, io mi trovai in uno dei suoi focolai primitivi rimasto localizzato ad un piccolo paese, e v idi cosi sol· tanto un numero ristretto di ferite, tanto da scomparire quasi davanti alla fiumana di traumi che ha. desolato poi l'umanità. Di quanto allora osservai come medico della nostra C. R. al servizio del :'-Ion· tenegro, durante la campagna contro la Turchia ( i9L2·1913). d:trò breve conto prossimamente, lieto che il destino non mi conduces~e davanti ad un numero maggi<>re di sventure. Accenno qui intanto i casi di ferite vasali considerandoli dal punto di vi~ta strettamente pratico. La frequenza di queste ferite nelle ultime guerre è molto aumentata e di esse quelle che arrivano al chirurgo sono per lo più dovute a proiettili di fucile o di mitragliatricli. Fino rlaUe not.e e oramai antiche osservazioni di Kiittner, di Hildebrandt e di Raga è opinione comune, accettata anche da molti dei chirurghi della campagna balcanica, che col proiettile dei fucili moderni sia molto dirninu i t~ la mo rtalita sul terreno per emorragia primaria. Questo ora è da mettere in dubbio; ma già sino dal '900 ern in parte contradetto n.nche dnlle osservazioni dei medici della C. R. di Amburgo in servizio dello Stato Libero di Orange (Fiockemann, Ringel e Wieting). n proiettile moderno non permettE< ai grossi vasi di spostarsi: le lesioni loro sono quindj assai frequenti e, lesi che siano i grossi vasi, il ferito resta per lo p iù sul terreno per emorragia. La circostanza che nelle retrovie non è frequente osservare gri\ndi emorrhgie. all'infuori di queUe se.:ondarie a complicazioni per lo più settiche. è fo1·se quella che ha indotto a credere altrettanto poco frequenti le emorragie gmvi mortali sul campo od in prossimità di esso. (l) Quest'articolo è estratto da un volume, di prossima pubblicazione. in omnggio del prof. A. Poggi pel suo XXV anno d'insegnamento. Bologna 1914. e non essendo in origine d estinato ad un giornale della specialità. contiene coso fin troppo note ai medici militari. Di ciò l'A. chiedo venja,
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CASUJSTICA CLINICA
Certo, minimi orifìzi cutanei. tragitti stretti, sottili, di proiettile inramiciato moderno attraverso i tessuti possono impedire il versarsi del sangue al di fuori d ella ferita e, favorendo lo. formazione di un ematoma, evitare il pericolo immediato, mo. da ciò non si possono trarre deduzioni assolute e negare quasi le gravi emorragie primarie. Purtroppo anche oggidì, come nelle guerre del secolo s corso, molti dei feriti nei grossi vasi restano sul terreno. È poi perfettamente indifferente dal punto di vista della mortalità per d issangua mento, che il versamento del sangue avvenga all'interno in una cavità, o si manifesti al di fuori degli orifizi cutanei delle ferite. ::,e nelle guerre ultime vi è stata diminuzione delle morti o immediate o abbas tanza rapide per emorrngia prima ria da colpi di fucile . tttle dimin uzione deve essere sta ta :,ssai scarsa. E forse ancora più scarsa deve essere nelle cnmpagne attuali, se è vero che i combattimenti della f anteria avvengano spes~o t\ n on grandi dist anze (l) e che alle es igenze tattiche, almeno nei primi mesi della guerra, si siano sacrificati i soccorsi o.i feriti, come mai prima d'orfl. Ma del resto, anche lasciando da parte la questione della frequenza delle emorrngie gravissime jmmediate, è certo che la frequenza delle ferite vo.sali è c resciuta, come ho già detto, nelle ultime guerre e con essa quella degli aneurismi. Quest'aumento di numero delle ferite Vl•sali era stato intuito da Berg mann ~ubito dopo l'adozione del fucile moderno e dimostrato sperimentalmente da Haba rt Delorme, Fessler, lm briaco, Bonomo. ecc. In quanto ngli aneurismi, essi nelle guerre del passato rappresentavano quasi una rarità. Nell'enorme materiale chirurgico della guerra di Secessione ne sono riferiti 74 casi; e .W casi nel Rapporto Sanitario Tedesco sulle. campagna del '70 e ''il, m entre i chirurghi dèlla Serbia hanno operato da Holi 106 feriti con aneurismi d urante la campagna balcnnica (1912·918). Pratica mente la frequenza degli aneurismi fu riconosciu ta nella campagna dei Boeri (1899 900) da Kiittner, Mo.thiolius, Hildebrandt, Makins, ecc., ed in que lla dei Boxers (1900) da Haga Le casistiche di ques ti chirurghi furono notevoli per sè e relativamente alle c ampagne precedenti, ma sono poca cosa, se parll.g onate alla grande casistica fornita per la campagna della Manciuria (1904-06) da Bornhaupt, S11igo, Brentnno, Kikuzi, v. Octtingen, Omachi, Zoge v. Man teutfel, ecc., e per quella dei Balcani ( l ) Il dott. Ga ccia, in Libia. esaminando i cadaveri di 37 nemici caduti a non 50 m. dalla linl'a di tiro trovò 12 ferite del cranio con 8 fenomeni di scoppio : 4 del collo, tutte di grossi v Mi: 8 del torace, q ulUli tutte interessllnti il cuore: 11 dello addome di cui 4 interessanti il fegato. Qu011ti gli effetti del nostro proiettile a piccola distanza. Kappis comunieando le sue osservazioni in una. seduta di chirurgia d i guerra tenuta il 16 ottobre 1914 in Hagen (Westfalia), dioeva. che la grande mnggioranza delle ferite d!l proiettile dei grosai vasi fa dissanguare il ferito sul terreno con versamento allo esterno o nelle grandi cavità. Anche infNmazioni ,·erbali avute da un collego belga mi confermano la grande mortulitù sul cBmpo per emorragia primaria ol~re
OASUIS'fiCA CLINICA
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{1912-13) da Laurent, Cadenat, v. Frisch. Lotsch, Wieting, Subbotich, Ex.ner, Sofoteroff, Riccardo Bier, ecc. F arebbe eccezione sinora la campagna di Libia, dove gli aneurismi furono rari. Almeno a me è occorso di vederne comunicati solo sei casi da Caforio, Amenta Salinari e Vaccari e Crespi Questa rarità è forse dovuta al fatto che molti dei turco-arabi erano armati con fucile di vecchio modello a proiettile di piombo. Ma anche fra i turchi il Go bel dichiara di c non avere osservato ferite vasali ne recenti, nè antiche (aneurismi) •· Egli crede che i medici turchi procedendo subito alla ricerca dei proiettili e allacciando per questo d.,i vasi ed asportando dei coaguli, impedissero forse la formazione secondaria degli aneurismi. Questa supposizione non parmi probabile, percbè nel maggior numero dei casi gli aneurismi si riscontrano in ferite tra· passanti. Intanto quello che si sa della guerra attuale conferma ancora la frequenza degli aneurismi. Augusto Bier il l 0 dicembre ne ha comunicati 44 casi da lui operati a Berlino in meno d i due mesi su 43 feriti. Lampe nella sua sezione chirurgica a Bruxelle!', 7 casi su 61 ferite di arteria dal 1° ottobre n metà dicembre; Hochenegg, v. Eiselsberg e vari altri chirurghi, parecchi & Vienna. Una serie ciascuno Weiss e G ross a Nancy, Hotz a Friburgo; Duval a Pnrigi ; v. Haberer in Innsbruck; Tissot alcuni a Cha.mbéry e co~:-i di seguito quasi quoti· dianamente. Si hall DO anche casi in cui furono riscontrati due aneuri~mi nello s tesso arto (A. Bier, \-Veichselbaum) Per il :Montenegro in particolare oltre i 10 aneurismi qui pubblicati, ve ne sono 9 del Rychlick a Cettigne. riferiti dal Subbotich, e qualche altro di cui. ho notizia privata; quindi un numero molto più grande di quello della Libia, quan· tunque in campo assai più ristretto. A Scutari un solo caso in mezzo all'importante materitde del dott. Nai m Nausset, riferito dal prof. Rosati. L'importanza degli aneurismi traumatici è comunemente riconosciuta; solo alcuni fra i chirurghi non sembrano rendersi conto nemmeno della gravità di oerti casi 1-er il pericolo di emorragia secondaria, specie nelle ferite settiche. Ecco intan·to la casistica dell'ospedale italiano aperto in Podgoritza il 13 novembre 19U e chiuso il 7 maggio 1913; sino al 10 febbraio funzionante con una sola sezion~ chirurgica, dal 20 febbraio in poi con tre sezioni di chirurgia, una di medicina interna ed un posto da medicatura. l. Aneurisma arterio-venoso della femorale sinistrn. Batricevicll Ivan, di anni 45, ferito 11ul Decic il 14 ottobre 1912 da colpo di fucile alla coscia sinistra in corrispondenza del triangolo dello Scarp11. Trasportato da una case•ni.a all'ospedale italiano il 16 novembre 1912, dopo che g li era stata praticata una incisione contro la sacca ematica scnmbiata, in causa della febbre, del dolore e del rossore, per un grande ascesso. Appena infisso il bisturi l'operatore aveva con sgomento visto sgorgare un getto violento di sangue e di coaguli. Fortunatamente un giovane medico bosniaco, il dott. Jova.novic di Serajevo, ·ch'era là vicino, corse a fare la compressione e non avendo a sua dispo~izione
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OASGISTICA CLI:\lCA
che garza ed tlna fascia <"Orouue, applicò que$te stretti:;simaroente e dominò la emorragia. lnrli Ieee trasportare il ferito a l no.;:no ospedale, aperto <la tre giorni. L'emato~i temporanea ottenuta dal Jovauo vic era perfetti!, ma anche sotto la str ettissima fasciatura. la pulsazione, il fr emito ed il soffio erano allora mani· festis-<imi. Il fer ito era pallido, ave\·a febbre alta, dolore alla co~cia ed a tutto l'arto. ma polo;o abbastanza nd id o. Operazione in narcosi eterea. seuza laccio ela~tico. Appella rimossa la fasciatura applicata dal Jo..-auovic, si ha emorragia che è dominata con la compre;;.siooe digitnlu 1ell<\ i liaca. s,·otata una enorm e massa di coagnli. putridi in parte. che a-..eva scoli1He ed allootnnate le mas~e muscolari fino al lJo inferio re dPlla coscia, si scopri auterior· mente, n el bel mezzo della arteria femo.-nle, uua ferita linear e, lunga un centi· metro, a margil1i nettissimi, come fla coltello. La "ena er a lacerata e con le pa· r et i in isfacelo. Fu p ra ticatn l.t legatura della arteria femorale sopra e sotw al punto ferito: il laccio supe•·iore fu collocato subito al di satto dell'a.1·ca.ta di P oupart. Allacciatura del la vena ZaffamPnto con garza, ,.:enza. "<utura. Il dolore :;compar..-e; la fehbre diminuì rapidamente : il decor.;;o post-operatorio fu ottimo. Quatt.1·o g iorni dopo l'operazione, la ferita fu suturata lasciando solo un drenaggio. La guarigione fu perfetta sen7.a alcun distm·bo circolatorio, ne n ervoso Fun· z ione dell'arto n ormale in tu tto. Il paziente f a rh·edu to i l 10 marzo in ottime condizion i. Questo ferito deve la vita alla prontezza. del dottor J .J\·auovic, cb e quantunque privo di u na fa<;cia elastica e di qua.l~ia'ii alt ro miglior m ezzo emo'Sta.tico, seppe tuttavia con della garzfl da ruedicatura ed un a fascia comune ottenere una emostasi provvisoria perfetta. lo un caso della mia pratica civile di falso a neurisma dl:llla femorale da colpo di coltello, la fe r ita della arteria aveva carA.tteri identici a questn : m11 si sa che .i proiettili moderni a p unta producono t:dvolta ne!l<} grosse arterie ferite che banno tutti i carattE'ri di quello da taglio. Anche A. Bie1· recentemente ne riscontt·ò n e lla subcla>ia una lunga più ,li due cen timetri a mtu ·gin i netti come se t'atta da un coltello. L'errore di scambi:~re un ematoma od un an eu risma con un asces~o e notato frequentemente in chirurgia di guerra e purtroppo non potè sempre e~sere r ipa· rato, come in questo caflo. Qualche volta l'errore di non riconoscere un anP.urÌ<;ma è scusabile, perchè non sempre i sE'gni dell'aneurisma si manife~tano subito. Augusto Bier rimandò a casa un f ...rito con un an•·uriilUR. dell' arteria g lutea rimasto nasco..t.o alle ricerc he sue più •ii ligenti, di r ette appunto a s<·oprire l'aneur isma stesso. Talora invece la mancanzA. della dia11;nosi è rlonlta a d ino;ufficienza d i esami p er la. ri<;trettezza del tempo e l'ntfollamento d("i t<:'riti. Co~ì n on è ecce7.ioottle i n guerra che l'aneurisma sia rii'OnO'i~iut.o '<Oio durante atti operatori eseguiti ad altro scopo. o quando si rompe all"estemo. Q cudc he -..olta gli A.neu1·ismi n on furono trovati che alla nec roscopia. quantunque per emorrn~ia. fo~.;ero state praticate allacciature in vicinanza di e~si (\\'ei<:h!<eli.MUIU'. Questo a dimostrare la gran le attenzione e dilig•'n7.a cbn l'a«!<i ~r.enza e g li esami tlei feriti ric hiedono.
C ASU Il''!' l CA C l, I :\lCA
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Per il Montenegro, e piu particolfmnente per Podgoritza, not: è a meravi gliare se alcuni aneurismi non furono nei primi tempi della campa~na. l'Ìconosciuti, perchè allora, specie nelle caserme, trasformate improvvisamente in o<pedali, mancava ancora ogni assistenza medica e qua lsiasi mez11o di cura. li. Aueu risma dell'arteria omérnle. Lakicb Gavro, di anni 2:'1, fe rito il IO ottobre l:Jl2 ~<ul DPcic da eolpo di fu cile trapR.Ssante al 3° s uperiore del braccio de><tro. Decorso a:;ettico del la ferita. Ri-
mandato a ca'la come gu!l.rito. 18 novembre 1912. Entra nell'osp~o<d ale italiano. Tumore pnlsante con soffio e fremito caratteristico, del volume di un mandarino, all'interno del braccio destro, 8" Sllperiore. Paralisi del radiale. 19 novembre 1912. Na.rco:;i eten:a. Senza laccio elastico. Allacciat ura dell'omemie sopra e sotto la sncca aneurismatica. Apertura della sacca, organizzata ed indurita. Svuotamento dei coaguli. Za.tl"ameuto con gnrza. Suturf\ parzia le de lla ferita. 29 novembre 1912. Gunrigione. P ,n·mane la paralisi del J'adiale. lii. Aneurisma dell'1trteria ascellare. Jovan Bobicich, di anui SS, ferito il l O ottobre 1912 :3ul Decic da colpo di fucile entrato dalla parete anteriore dell' ascelln, usc ito posteriorm ente al 3° inferiore del marp:ine interno della scapola, senza ledere l'osso. Decorso asettico Rimandato a casa pe1·chè guarito della ferita. 8 dicembre 1912 Entra nell'ospedale italiano. Tumore voluminoso fusiforme che dall'ascella scende :sino al 3° med io del braccio; segni soliti dell'aneurisma_ Pulsazione violenta che clisturba il paziente. Dolore vivo, ed in continuo aumento col crescere del volume d el tumore. Paralis i d el n. mediano. 12 dicembre 1!)12. Narcosi ete1·ea. Senza emostasia preventiva Incisione dalla ascella fino al go medio del braccio. Scoperta e preparata la sacca. aneuris matica. fu allacciata )',nteria a~cel la1·e al disop ra della sacca s tessa. A pertn q ne~ta si ebbe immediata forte emorragia dal suo tratto inferiore e dalle collatemli. Allacci~ tura del tratto inferi ore de ll'arteria; punti emostatici sulla sarca. Zafl"amento. Dopo quattro giorni, durante la medicatura lieve emorragia da colhteral i, a rrestata colla se m p l ice fasciatura compr es!'<i va. Guarigione sonza dis tu rlli di cir colo. Permane la paral is i del nervo. Iv. Aneurisma dell'arteria omern.le. Aletirb Mita.r, d i n.nni 50, ferito a Bnrdognol il 9 novem bre 191:2 da colpo di fucile trapassante al 3" inferiore del braccio destro. Decorso asetti(·o. 8 m arzo 1913. Si presenta all'ambulatorio dell'ospedn.lo italiano. Tun1ore g rosso come unn noce, coi segni abituali dell'aneurisma, d oloroso, !'< it.unto alla facciR in terna del braccio sul decorso della omerale. È subito operato senza narcosi e senza laccio elastico dal dottor Pantoli . Semplice allacciRtura dell' :nteriR omerale al di sopra del tumore aneuri~matico. Sutura. Guarigion e. R iveduto dopo un m ese. Tumc-r e ;:comparso; semplice ind urimenlo. Ness un segno d i aneurisma. Kessun disturbo di circolo, n è dei n ervi. ~on dolore alla preS· sione contro il punto ove fu l'aneurisma. A que;:;ti tre (IL ITI, IV) rico'"erati nelle ca~erme, mandRti alle loro ca~e guar iti delle ferite esterne. e pe rvenuti poi dopo all'ospedale ital inno, dove f u ricon osciuto l'aneurisma, seguono ora alcuni c~si di feriti i nv illti dirE'ttameo te d alle ambulanze di campo n.lle sezioni nost re in Podgoritza.
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CA.SUI STICA CLINICA
\-. àneurisma dell' arteria ascellare destra. Kartovich Milovan. di anni 20, f er ito a Bardagnol il 7 febbraio 1913 da fucile. Il proi .. ttile, entrato dalla faccia posteriore del 4° s uperiore del braccio destro, è, attraverso all'ascella, penetrato n ella cavità toracica senza lesione ossea. 11 febbraio. Entra nell'ospedale italiano. Condizioni gravi, febbre, emoptoe, dispnea, enfisema sottocutaneo della metà destra del torace, versamento pleurico. Grande ecchimosi sottoascellare. Dolore a tutto l'arto s uperiore destro. Paralisi del radiale. 11 ferito è agitat issimo e q uesta sua agi tazione si mantenne poi lungamen te. L'emoptoe dura tre giorni, l'enfisema viene diminuendo; e, migliora ndo alquanto le condizioni generali, si rende più manifesto il dolore c he dall'alto della regione pettorale anteriore scende al braccio ed alla mano S i hanno presto segni evidenti deìla formazione di un aneurisma. Verso l a fine di febbraio l'aneurisma sporge grosso come un arancio, nel cavo sottoascellare, e si continua in alto sollevando i muscoli ptottorali. Anche la fossa sopraclavicolare è scomparse. Il tumore pulsa in t utte le d irezioni; dà un rude soffio c he in basso si ascolta sino alla piega. del gomito. Il versamento pleurico è quasi del tatto riassorbito. Alla base del torace destro &fregamento pleurico. Dal 8 a l 7 marzo l'aneurisma aumenta rapidamente, la pulsazione è cosi violent a che si ha l'impressione che l'aneurisma debba rompersi da un momento all'altro. Edema, rossore della cute in corrispondenza del tumore Febbre. Si è ritardato l'in tervento, perchè il pa7.iente lo ha finora rifiutato. Nel pome· ri ggio del 7 marzo 1918 operazione. 1'\arcosi eterea. Inc isione dal mezzo dell' ascella fin sopra il mezzo della eiav icola. ezione dei muscoli sulla stessa linea dell' incisioue r.utanPn, Ment.re con delicatezza si isola la sacca aneurismatica di forma. ovalare, questa si rompe dando una emorragi a imponenti', che si riesce a dominare abbastanza bene mediante forte t'ompressione sopra e sotto la sacca. àllontauati rapidamente i coaguli, de i quali parte in decomposizione, si scopre un foro laterale dell'arteria. Sutura laterale del vaso c he cosi resta alquanto ristretto. Legature so ttili e qualche punto emostatico su parecchi vasi collaterali sa ngui nan ti. Indi si addossano s ull'arter ia, i n modo da protegger!&, mediante qualche punto di sutura, i residui delle pareti del sacco. Sopra si dispongono i muscoli e si zaffa la ferita. Fasciatura a ccurata compre~si va.
Quando il paziente è rimesso in let to, è assai pallido. Polso 160. Notte assai agitata. Apparendo segni d i emorragia si applica sulla medicatura una fascia elastit'a modicamente stirata. Al mattino dell' 8 marzo 1913, te m p. 38°. Si scopre la ferita. Non vi è versamento di s angue sciolto o coagulato: si ha gemi~io da collaterali su cui s i mettono lacci . Per il pericolo di emorragia secondaria. temibile per i fatti di sepsi in corso, s i pass.1 alla allacciatura dell'arteria. Si colloca quindi un laccio s ulla subclavia. ed un a ltro in basso sulla ascellare al di sotto della s acca aneurismatica. Il breve atto operatorio è fatto s e nza narco~i. !\el pomeriggio 16Q pulsazioni. lpodermoclisi. \"omito. Temperatura 38°. Si nota aumento di volume della tiroide. Ferito sempre agitati-<simo. 111 mano 1913. Gang rena ga~sosa che io\"ad<· rapidamente quasi t utto l'arto.
CASUISTIOA CLINlOA
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Col termocauterio del Paquelin si isola completamente, senza narcosi, tutta la parte gangrenata. nel modo seg..ente: cominciando dal lato dorsa le delle dita e salendo al 4° superiore dell'arto, longitudinalmente si scavano col termocnuterio quattro solchi profondi sino all'osso, che in alto sì congiungono con un solco cir· colare egualmo:~nte profondo. Altri solchi trasversa.li si praticano in basso. Il ferito reagisce solo quando si esegue la sezione termica superiore trasversale nel limite dei tessuti sani. Il paziente si mantenne gravissimo per tutta la giorna.ta; -poi cominciò a mi· gliorare: il 19 marzo lo stato generale era già relativamente soddisfacente. Il 14 marzo Hll8 fu segato l'omero: la sezione ossea fu eseguita un po' al di sotto di quella delle parti molli perchè non riuscisse dolorosa. Fu allontanata cosi tutta la parte gangrenatn e fetida. Questi interventi furono esPguiti successivamente in vari tempi, ribellandosi, come già sino dai primi giorl'i del suo arrivo all'ospedale. il ferito alle cure. 25 marzo 1918. Con pochi colpi di forbice si disarticola facilmente il moncone o~ residuato. 26 aprile 1913. Incisione di un ascesso formatosi in corrispondenZI\ del mar· gine anteriore della scapola. 6 maggio 1918. Chiudendosi l'ospedale italiano, il ferito è co:nsegnato in ottime condizioni alla Sanità montenegrina. Il goz:r;o è scompar~o. Questo è il più grave fra ~li aneurismi di guerra da m" osservati. L'allacciatura della subclavia porta talvolta alla mortificazione dell'arto, e per ciò sarebbe indicata la sutura, ma il campo operatorio è spesso settico e 111 sutura puo quindi esporre più facilmente il ferito a pericolo di morte per embolia o per emorragia secondaria. Altra. volta le pareti vasali sono alterate a modo da rendere !a sutura impossibile. Nel caso nostro la gangrena ebbe tutti i caratteri di una infe%ione acutissima. Si manifestò e si estese subito co.n estrem&. rapidità. invadendo le parti molli in toto profondamente sino all'osso. L'arto, per lo sviluppo dei gas, si ingrossò enormemente. Il ferito voleva ad ogni costo conservare la mano, ed io dovetti sul momento ingnnnarlo, assicurandolo che col Paquelin si sarebbe salvato il braccio. Ma anche se il p11:11iente avesse acconsentito alla disarticolazione, a.vrei egualmente preferito ad essa la distruzione, come feci. della parte infetta, col termocaaterio. perchè intervento ad un tempo più lieve per l'infermo e più efficace contro la infe:~~ione. Qualcuno dei miei colleghi act:ennò alla disarticolazione interscapulo-toracica, ma essa, in caso di tanta gravità, avrebbe quasi certamente tratt-O n morte ra. pida il ferito. In questi giorni il Morestin ha comunicato appunto un caso di amputazione interscapulo·toracica eseguita da lui con successo a Parigi su "Un ferito di guerrn con suppurazione grave della spalla. Kel caso nostro non trattavaei solo di grave suppurazione, ma di gangrena gassosa j quindi la disarticolazione into:~rscapulo·toracica era assolutamente da escludere. Ma io d ichiaro francamente che simile intervento in guerra, contro una sup· purazione, ha alquanto dello sport chirurgico. Yien fatto di pensare che il ferito del Morestin non fosse in condizioni gravissime se ba resistito a tale trauma· t ismo chirurgico. Forse incisioni adatte consprvatrici potevano egualmente ave re ragione di
188 qul'lla snppul'!I7.ÌOne, ma a Parigi in un o;;pcdale lontano dal campo la cosa può es11ere vista e cousiderata d i ver"" me n te. E, l:iuchè sono a parlare di infezioni gravi, dirò che dall'uso dell'etere e da quello dell'acqua ossigenata nelle ~;randi suppurnzioni e nella gangrena gasso::a in P'Hticolare, non ho riconosciuto valttaggio. In uu caso tli aneurisma analogo n que;:to mio essendo~i rotto il vaso sotto la costrizione dPI filo duraute la lP.gn.tura, \Yieting pa;;sò egli pure alla n.llaccia· t.ura della subclavia e continuando emormgia arteriosa dagli a•anzi del ;arco, pinzettò qum;ti e lasciò le pime in sito. Tamponò e t.ol~e le pinze dopo sei giorni ottenendo così la guarigione s~nza ulteriori incidenti. Gli ancuri~mi infetti possono portar" a morte non solo per emorragia ;;Pron· dar ia. come av\•iene più ft·equentemente, ma n.nr.he pet• sepsi e in t.al molo Wie· ting perdil appunto t r e dei ., uoi casi. lo invece in questo C>\~O ebbi la sola perdita, pct· qmmto grave, dell'arto e nell'am•uri~1m~ difluso della femorale, pure infetto, ottenni guarigionP completa e buona sotto ogni rappor to. Vl. Aneurisma dell'a rteria poplitea. Vuhtnovich Drago. di ,,nni -.1<5, feri~o a Bardngnol il 9 febbraio 19l3 da colpo d i fuc ile trapassante lu gamba dt>stra a l 8° medio, con ft·A.tt.ura del perone. 11) febbraio l!H3 Entra in o«pcdule. Dopo alcu ni giorni si ma n ifestano i primi segni di o.nPtll'ismn. Dolore dolente al polpaccio. l marzo 1918. La gamba è molto gonfia, pulsante. Osservan do la gamba a. ri· poso nel letto, si n ota al piede un picr.olo ritmico mo,· imento di adduzione e fle~~ione do1·sn le sinf'l'ono col pol,.;o. 6 mii i'7.0 191.0. Dal foro di u~cita del proiettile al h1to inte,.no della gnm ba fuoriesce piccola qnaotità d i sangue. !:1 m:tl'ZO 1913. Narcosi eterea. Legatura dell11 poplitea. Sutura. Rcompare su· bito la pulsazio11e della sacca aneuri:;matica e diminuisce il do lore. (O peratore dott. l<' Ro."~i). 15 nHtrzo l!H3. Il sangue della sacca nneurismaLic~t sgorga dnl foro di uscita del proietti le. 31 marzo l!Jifl. Dimesso gua1·ito completamente. :-;~coDdo \\"ieting gli am•uri!imi drlla poplitea SRn•bb... ro quelli uhe d~tnno più spesso la gangrena, ma in questo ed in altro mio caso il risultato della allncciaturn fu ottimo. ll caso \" l [, t'u operato dal dott. Fabiani da Fiume, poi, per In partenza di qucoto collega, pa"sato alla Se1.ion<' italiana. \"IT. Aneul'i,;11u1. d('ll'artt·rin omernle. Radovan Vukotic, di auni 21, ferito da. colpo di l\ocile al braccio dPstro. Ope· rata nella :=:er.ione dellft C H. 2\loutenelFina dal dott. }\,binui d i legRtura dPil~ omet·ale e di e,;tiq>azione «in toto • della sacca aneurismatica dt•l volume di una gross!L noce. Z.tfl'amento dcllfl. ferita. Qualc-he giorno dopo è passl'tto alla Sezione italiana. Guarigione. I casi seguenti uon furono opernti, o perchi• non si crerlè indicato l'intervento, o pc·rché i feriti riliutao·ouo ogni cura, o perl'he giunsero al nostro ospedale a campap;nn. tinita, mentre noi eravamo in procinto oli es,;ere riehiamrtti al Mooteneg:ro. \'l! I. Aneu1·isma dell'aorta adJom inaiP. Zivko J>jurovich, di nnui 19, ferito il 10 febbraio 1913 a a Bardagnol. da fu· cile alJ':,dtlollle.
CAS(; I~TICA CI.J l\lC'A
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Proiettile entrato a destra al disopra dell'ombelico, fuoriuscito t raversa ndo l'addome al disopra dell" spina iliaca. post.eriore sinistra. 12 febbraio una portato a!l'o~pedale italiano con fenomeni gmvis,;im i' di pcritonite generale. Polso piccolo, frequflntissimo; dispnea; ventre enormemente diste.-o: vomito contiauo di materie fecali, ma senza sangue;. singhioz;w; « f11cies hippocraticn. "i febbre; agitazione; delirio. YJI ferito è emaciatissimo e dimostra I'Pt.it d i un ragazzo di 13 o 14 nuni. Lo stato di eccezionale gr:witl1 si protrn.s~e per una quindicina di giorni. Durante questo periodo si ebbe vomito di materie fecali cosi ins istente e penoso da non lasciar mai tregua al feriro . Polso appena percettibile. Per lo stato di estrema agitazione non fu mai pos~ibile ma n tenere il ferito in posizione conveniente e nell'immobilità. 11 10 marzo 1913 le condizioni erano abbnstanza migliorate, quando si notò un ingrossamento pulsante attorno all'ombelico. All'ascolta2;ione soffio caratteristico dell'1meurisma: nou fremit.o. Quattro giorni ;,ppres,;o uscì spontaneamente dall'ori62;io anteriore (d'ingresso) della ferita presso l'ombelico una discreta quantith. di pus il Huire s pontaneo del pus durò qualche giorno, poi l'orifizio si chiuse. Uscito il pus si percepi anche il fremito e s i palpò un tumore del volume di un gros~o pugno situato profondamente in mezzo all'addome ed avente il suo centro nll'altez?.a dell'omb!Jlico. Con la fuoriuscita del pus le condizioni del giovane migliornrono presto e poi venne diminuendo anche la mas.~a dell'aneuri::>ma. Sul fi nire di marzo il giovsme aveva già abbandonato il letto, camminavfl. bene, SPnza dolore e senza alcun rilevubile disturbo dPIIa circolllzione. Il lo aprile 1913 tornò alla famiglia che fu avvertita dei gmvi pericoli a cui il giovane era sempre esposto. Diagnosticato l'11neurisma dell'aort;~ addominale, pRrvemi IUiglior partito la astensio ne assoluta non solo da interventi operatori attivi, ma 11uche da compressioni controindicate pei fatti recenti di peritonite sac•·ata purulenta. Quantunque Wieting insista sull'opportunità d'in tervenire in guerra sugli anenrismi dell'ar co stesso della. aorta, dandosene il raso, io credo che c iò sarebbe più esiziale che utile ai f e rit i. La diminuzione spontanea del volume dei falsi aneurismi dell'aorta addominale e l'attenuars i progress ivo dei fe nomeni (almeno durante il tE"mpo di o-;serva.zione chll può offrire una. campagna) sono notati nella casistica di gue na. È inutile che io mi fermi qui ad insistere sul grande vantaggio che, almeno per non aumentare le sofl'erenze e per diminuire i pericoli im mineuti, in casi come questo potrebbe offrire il riposo immediato e assoluto su un letto, e l'evitare lunghi e cattivi trasporti Ma purtroppo questo in guerra non ~ sempre possibile. Se il ferito nostro &vessu dovuto perconere nltre tt\ppe par essere inviato a piu lontani ospedali le sue condizioni serebhoro ct"rtsunente peggiorate. IX Aneurisma arteria venosa dell'arteria femorale. Garich Tomas, di anni 20, ferito il 7 febbraio 1913 n Bardognol, du colpo di r'ucile pEWetrato anteriormente nella coscia destra in corrispondcmza del tri,lllgolo d i Scar pa, u<>cito dalla natica destra a. circa 3 cm. dnll'orifi'l.io anale. Poeo dopo la ferita n vverti un rumore speciale come di fremito nel punto colpito. 10 febbraio 1913. Entra. in ospedale. Sotto all'arcata di Poupurt destra si nota una tumefazione fusiforme avente tutti i caratteri di un nueurisrun. La radice
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OAS0IST1C.A OLil\"ICA
della coscia è tumida, infiltra.ta: forte stra.vaso sanguigno notasi anche posteriormente nella ustica. Dolore lieve, spontaneo nelln coscia anteriormente. Il ferito rimase in riposo pochi giorni, poi volle abbandonare il letto. l l tumore pul~ante venne spontaneamente diminuendo senza alcuna fnsciatura compressiva, rifiutata dal ferito Sulla fine del marzo il ferito diceva di sentire delle srosse salire d~<lla regione ioguinale lungo la. colonna ve1·tebn•le e netto.111eote ripercuotersi allo st11rno ed al giugulo; scos~e ritmiche col polso. 17 aprile 19l3 (dott. F. R ossi). All'ispezione poco di notevole. La regione inguino-crurnle destra è un po' più grossa <!ella ;~inistra, ma senza sporgenza evi· dente. Col dito appoggiato al Jato interno della regione inguinale, in corrispondcnzn degli adduttori, S!lnza fare pressione. s i avverte un fremito lungo e dolce. Non si palpa alcun tumore circoscritto. Comprimendo di ptù si avverte una pulsazi.>ne. data dall'espansione dell'arteria e contemporane11mente il fremito diventa rude ed aspro Questo fremito è limitllto n.! lato interno ùel triangolo di Scarpa ed all'arcata inguinale, ,;empre verso l'interno; all'esterno dell'at·t.eria femorale non si avverte nulla . Con l'ascoltazione, senza prerut~re, rumore quasi continuo lungo, diviso d& pause brevissime, che r icorda il rumore di trottola, nella clorosi, sulle giugulari. Il rumore è più forte all'in terno della regione iuguinale; arriva in basso & metà della coscia, dove però è di altro timbro. Premendo lo stetoscopio sulla femorale, il rumore si fa brusc:o e più breve,. diviso da un tempo molto più lungo. Il rumore, prima de;ooritto, più lieve si diffonde molto in alto, all'inguine, alla fossa iliaca, sopra l'ombelico fin quasi all'apofisi ensiforme. Questo rumore si ascolta pure posteriormente al bacino ed alla colonna vertebraJ ... 8 aprile 1913. Esce in buone condizioni. Dei casi nostri questo è l'unico in cui il ferito abbia qu&si immediatamente ùopo il colpo avvertita una sensazione speciale di fremito nel punto del vaso leso e•l abbia poi avvet·tite scosse speciali ritmiche col polso a forte distanza dall'aneuril!ma Il fremito vibratorio s peciale, la prop11gazione lontana del soffio in direzione centrifuga e più ancora centripeta stanno ad indicare la fistola arterio-venosa. Ad o.vvalorn.re la diagnosi d i comunicazione dell'arteria con la vena sta pure la sensazione dell'infermo di avvertire una scossa ritmicn col polso risalente dall'inguine lungo la colonna vertebrale fino all'nltezza dello sterno, segno di polso ve· no~o s istolico positivo. X. Aneurisma dellarteria. femorale. P erovic Filip, di anni 23, ferito il 81 marzo 1918, sotto Scutar i, da colpo di fucile, entrato anteriormente nella coscia destra in corrispondenza del triangol~ di Scarp11, usc ito alla reg ione glutea destra. Decorso asettico della ferita. 27 aprile 1918. Dalla sezione del dott .F'11binoi, nella quale era degente dai primi dt!l me.;e, è pa'<sato all'ospednle italian o. Alla regione ingumo-crurale destra si nota una s porgenz11. pulsante ritmicamente col polso. La palp11zione limita un tumore O\"Riare in corrispondenza dell'anello crurale pubar.te in tutte le direzioni. All'Rscoltazione si avverte un rumore a~ pro, rude, coincidente con la sis tole card iaea. Il tumore~ unifor memente teso.
CASUISTICA CLINICA
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Dal dott. Fabiani si sa che precedentemente era vi un grande ematoma silen· zioso e che la formazione dell'aneurisma. era per ciò pas~ata inosservata.. Si consiglia pel momento riposo e fasciatura . In questi due feriti non era da pensare, come ho già sopra detto all'intervento non solo percbè uno (IX) l'avrebbe rifiutato e perchè l'altro (X) p>\ssò all'ospedale italiano quando il nostro ritorno in patria era imminente, ma anche e più percbè ne mancava pel momento l'indicazione, essendo gli aneurismi spontanea· mente assai regrediti e ridotti a piccole dimensioni. Questa spontanea regressione fu già ·notata nuche per l'aneurisma dell'A,orta addominale (VII), ma in questi due degli arti la cosa fu, naturalmt~nte per ragione della. sede, più evidente e meglio controllabile. Questi feriti poi in Montenegro rimllneo,·ano sotto l'osservazione del Matnnovicb, il valente chirurgo di Cettigne, ed ernno bene affidati. A. questi aneurismi traumatici s,e gue il ricordo di un aneurisma micotico, embolico, egualmente osservato in guerra. Un giovane venticinquenne, cardinco gravissimo. con grande dispnea, tosse, sputi di sangue giunse dal campo, dove per quanto cosi ammalato, aveva voluto recArsi, all'ospedale con un voluminoso aneurisma embolico della tibiale poste· riore. Appena dosi alte di morfina. calmavano i dolor i atroci che l'aneurima dava a questo infelice, morto poi durante il trasporto alla propria casa dove volevn reearsi a finire i suoi giorni.
••• Anche nelle ultime guerre, e più specia.lmente nella attuale, i casi di infezione delle ferite sono assai frequenti e con essi quelli Jella emorrae:ia secondaria Nella campagna del '70 e '71 la mortali tà. per emorragia secondaria nelle feribl infette fu dell' 81 °/o, mentre attualmente, secondo Heyrovsky, sarebbe del J4 %· Se quest'ultima cifra sia esatta io· non so; dt. quanto è finora pubblicato parrebbe dovesse essere ancora maggiore: certo è sempre alta. L'asserzione di Wieting: c. la chirurgia delle prime linee è chirurgia de lle emorragie, quella delle retrovie è chirurgia delle suppurazioni ,. non è esatta del tuuo, perché sembra non tenere conto delle emorragie secondarie che si verificano appunto nelle retro'!ie. La questione delle emorragie secondarie è della massima importanza e richiede da parte del chirurgo grande vigilanzn, prontezza e giusto discernimento ne lle indicazioni curative. Comincio la breve serie dei miei casi di emorragie secondarie settiche con una della carotide. XI. E morragia secondaria dell'arteria. carotide interna. Pietro Racich. di anni 00, terito il 9 febbraio 19L3 n .Bnrdagnol da colpo di fucile. Il proiettile entrato dalla regione parotidel\ destra in corrispondenza df!! lobulo dell'orecchio, attraverso la bocca è fuoriuscito a sinistra. sotto rangolo della mandibola fratturata. 15 f~bbraio 19IS. Ingresso in ospedale. Suppurazione abbondante, fetida. Ili febbraio, 19L6 ore Ll anti meridiane. Improvvisa violenta emorragia spon· tanea dal foro di ingresso del proietti le e dalla bocca..
CA >'U l >;'J'lCA C LINICA
L'emorrngin fu ~uhito avve rtita. 11 dottor Felice Ro..;si, che era nella sezione corse e facendo energica compre!'>· sione col dito sulla carotide primitiva ottenne l'e uwstasi provvisoria completa.. Fece immedi~ttam en te apprestt< re i pochi ferri indispeu~a b ili t\d una llllacciatura. ~ chiamare D'e c be ero nei p rt>s•i della caserma. Fui prontissimo, ma già il Rossi ingi noccbiato presso il g iaciglio del ferito, stava incidendo la cute. Fu cosi in pochi istan t i allacciata la carotide primitiva destra, e }'(•monagia fu stabi lmen te arrestata. Es eguita l'allacciat ura si notò solo qualche scos~a clouica della gambn e d el pietle sinistro : ma non segui alcun fenomeno im portante, Il decorso fu r egolare per quanto risguard:wa la funz iono cerebrale: ma seguitarono i fatti di sep-<i. Profusa suppurazione dalle feri te della bocca. Brividi: ternperatura elevata. 21 febbra io 1918. ~! orte. Il retto giudizio e la prontezza del dottot· Felice Rossi salvarono questo ferito da un>\ morte immediata per emorragia e forl?e lo avrebbero conservato alla vita se non fosse:·o stati in corso gravi fatti di sepsi. P er quanto ho visto. le feri te della bocca che arrivano suppuranti agli ospedali territoriali di guena sono assai gravi s pecialmente in individui di utul cer ta età. L'n llaccìatura del l'arteria in posto d i ele~ione anziché in q nello della lesione non è ,.;empre indicRta, pen:h.:. dalle collatera.li il sangue può g iungere al vaso fe. rito e dare nuova emorrogia In un caso recente, riferito dallo Schlossmann, di emorragia secondaria della auricolare profonda, s i ebbe nuova emorragia. tardiva anche rlopo l'allacciatura della carotide esterna ed il forito f u salvato solo con un secondo intervento; la legntura dire tta dell'auricolare nel puuto leso. Ma nel raso nostro la allllcciatnrn in posto di elezione si imponeva per la violenzll de11a. emorragia. Nè nelle condizio ni speciali dell'Junbiente, trovandoci nel dormitorio di una caserma n el quale er·ano ammassati 150 feriti, era. da perdere tempo nel cercare il punto leso del vaso. Questo invece fu fatto ne i due fer iti di cui passo Il dire. XT ' · Emorragia secondariA. dell'arteria ulna1e. Nicola Sovovic b, d i anni 35, ferito il 10 febbmio 1913 a Bardngnol, da proiettile di s hrRpnel trapRssante l'avambracc io de~tro riai d i dietro io avanti al fJo medio, con fra t tu m delle ossa. ~ marzo 1918. notte Trasportato d'urgenza a ll'ospedale con e morragia secondaria a ~up pu raziono della ferita. Allacciatura dfilla ulna.re. Guarigione. XIII. Emo rrrt.~in secondaria dell'arteria ti biale posteriore . :\li lovan ;\letchikukic, tenen te, fet·ito da scheggia di gr11nata a Bardagnol il 6 febbra io 1913. La sche~~ ia penetrata Jnteralmel.ltl' contro la testa del perone destro che ha asportata, è fuoriu;<Cita postl.'riormeute producendo u na gra nde lacera zione. 11 febbraio l!:Wì. Ent•·a in ospeunle. 11 :\[etchikuk ic era. appena convalescente di una grf\ve tonsillite flemmonosa quando ''olle recarsi a l campo, dove gamto ebbe subito la g amba destra spezzata. La ferita è suppurante: l 'arto gonfio, arrossato: vi è febbre. 19 febbraio J9 ,?,, notte. Emorrn~ia grave dalla tibiale posteriore, contusa forse
CASt:I!:>TICA
ULI~I OA
da qualche frammento ossro e morti6eatasi second:trinmente per il processo settico in corso. L accio elastico, legatura della tibia le peste t i ore senza nessun d isturbo c-onsecutivo di cit·colo. In quest'altro caso (XlV) di emorragia Sfcondaria settica con ampia lacerazione dei tessuti e frnttura, non parve che per lo stato gmvi>simo del ferito e dell'arto fosse da pensare alla ricerca d el vaso nè ad Rlcun mezzo di emostasi. e si passò senz'altro alla am p utazione della coscia. XIV. Emorragia secondnria. K osto ::'\:[ilon icb, di anni R5, ferito a Bardagnol il 9 ft-bbraio 1913 da shrapnel, entrato contro la testa del peroue destre, uscito con grande laceruione auterionn~nte subito sotto alla rotula. Altra ferita superficiale da striscio all'esterno della coscia destra. Paralisi del n. peroneo. 12 febb raio. Entra in ospedale. Suppurazione. Arto gonfio, arrossato, febbre alta. La su ppurazione è s empre p iù abbondantb e le condizioni generali :e quelle dell'arto peggiorano p rogressivame nte. S marzo W13, notte. Forte emorragia secondaria. Per In vasta suppura?.iono e d istruzione dei tessuti, per la gravità dello stato genl<raJe si applica la fascia elastica e si procede all'amputazione. Guarigione. Il tn.mponamento compressivo delle ferite ccme mezzo emostatico delle emorragie t'econdarie in vece della emostasi ottenutn con la legatura dei vasi sanguinanti è in genere da sconsigliare: tuttavia in alcuni casi può trovare utili indicazioni ed in altri può essere imposto dalla necessità. Sta nel criterio del chirurgo il riconoscerne l'opportunità dell'applicazione, como nel caso seguente, nel quale un intervento per la r icerca del vaso parve eccessivo. XV. E morragia secondaria. Mar.k o Perasich, di anni 26, ferito 1'8 febbrnio 1913 a Barùagnol ùa colpo di fucilt> trapnssante la gamba sinistra dall'esterno all'interno senza lesione o<:sea. 17 febbraio 1913. Entra in ospedale con for te emorragia drtl foro rli uscita del proiettile. Sbrigliamento della ferita in corrispondenza del foro di uscita, znffa· mento. Guarigione. Le emorragie secondarie si verificano più spesso, come in questo caso ( XV), dal forame~ di uscita del proiettile, pet'chè più ampio e perchè in prossimità di es;::o la distruzione dei ttssuti è m'lggiore e si formano cavità che favoriscono la infezione. Occorre in tali casi sbrigliare. detergere la p"rte dai coaguli e dai detriti che vi esistessero, per metterla nelle condizioni più adntte ad evitare la formazione ed il r istagno dei nuovi material i settici. ~ell'altro ferit o (XVI) del quale dirò ora, lo znffamento fu imposto dalla nece3Si ~à.
XV I. Ferita della vena iliaca destra. Djuro Kusmara, di anni éO, ferito a Bardagnol il 7 febbraio da un colpo di fucil11 c he ha trapa&:ato l'avambraccio destro al 3° inferiore, poi è penetrato nell'addome fratturando la. spina iliaca anteriore superiore destra. La ~era del 17 febbraio 1913 fui chiamato d'urgen za fuon dell'o!<pedale ital iano per operare questo ferito che, per emorragie profuse delh1. ferita addominaie rip.,tutesi nella giornata, era ormai ridotto in fio di vita. t3 -
r;;.,nwle di medicina mllll aJ·e -
Fase. 111.
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CASUISTICA
Cl.l~I('A
L t con<iizioni sue frano gravisiime. AoC'he la medicatura era i nzupp1.t1< rli -,angue. Prat il'o rapidamente una incisione dalla .:;pinll iliaca anteriore super iore destra lino verso il pube contornando l'arcata di Poupart. Tro\'O la fossa iliaca piena di coaguli sanguigni fet.itii e di sangue pro>ciolto. SnJOt:.trtla e deter;;ala alquanto, non r iesco in mezzo aiiR infiltrazione settica dei tes~u t i a scoprire la lesiontl vasRle. Non vedendosi sul momento nscire nuo\·o sRugue, nl.. potendo per lo stato dell'inftlrmo e per mancanza di luce prolungnte l'atto operatorio, zaffo accuratamente con gfll"za !R. cavità che i co!lguli si erano formata e colloco adatta medicatura. Rinnttosi alquanto il paziente, lo faccio trMportare nll'o~Jl"OII.Ie italiano. Nel In notte la mcdicaturn si macchia di sangue; mi\ lll llllo.>va emorragia si 1\rra,;tn. to>to con f asciatura compressiva. Alle 111 del giorno successivo (18 febb raio 1\1!!3) morte improtovisa. Alla necroscopia (l'tmica p otuta fare su fl'riti di guCITil al J\rout~-JH·gro) ero.~ione lntemle della vena il iaca destra. Proiettile dcformnto di fucile ?l!auser. Nè coa(!uli, nè snngue in cnvità. Le emorragie secondarie d a eroqione pe r suppuraziom• sono d n alcu ni con--id trat~ più frequenti Belle \·ene, che nelle arterie; io ebbi Rolo quP"tO C'aso. Qui la nmn fu contusa primitivamente, poi erosJ. d1dll\ SJppurazione nel p u nto contu"o. l n '!l'Bere queste emorragie secoodaril.' veno~e sono di minor pPricolo immed iato chu 11011 h· anerio:o;e, perchè appunto in es...e un conveniente tnmponameuto può tm,·nre utile appli <'a?. ione. l:u inten·ento più sollecito anehiJe fo1·.>t· io que ... to caso o con la legatura o con ndatto tamponamento, potuto sah·arc il fl'r ito. . La m;oncanza di luce ;.nfficiente per ope1·1\re di noti••. ac•·em1atR in que-.to caso, fu purtroppo u uo dei frequent-i e non mi no1·i iuconvt:ni!'nti 1lelh r Rm pagnR. A volte e a ... «olutamente impo><->iiJile r"u<;are ad interventi o pemtori o•l n 'lual~i.1~i altro m!'ZZO curativo. tale e tanta c l'imponenzl\ immediata di ctrn· cmorr,\g ie -.c<'ondarifl, come n p pare dal caso sq;nl'nte. X r11. Emorragia second~trin bron~o-pol111onare. \ uka,hinovic Bozzo. di anni :?'3, r.~rito Il nari)Acnol il 7 febiJraio 191:~ da colpo d i fudle fl proiettile pe netrato dallu n•gio11e p:1 • otidc:1 ;::ini,trn. attru vt~rsuto il collo, è fuoriu scito al lato destro del t orace Jwl 4'' ~pnzio inter·co~tnle sulla nsce llnn· media, senza ll'!>ioni os;;ce. 1L fchbrllio 1!)1!3. Entra in o~pedn l e. En fi~cmn. Di..,pnoa. Non fchbre. C'owliz ioni g<'n!'rnli Luone. Ne.~ .;un :;egno di suppurazionc. !!:! r~bhl·nio 1!11(!. notte. I mprovviso impouente siJO<'<'O di l"llii~·Hl ru tilante, '-Chiumoso. In questo primo sborco il ferito hn ln:ttnto fuori ci rcn un litro e mez?.o di ,angm·. Perdita d ella co:-:cicn1.a e del pol~o. Hinrquistnta la coscienza il ferito dice di nnm· l'impre,sionc che il sangue <·-ra dalla parte de.;tra del to race· dove acru'-n rlolort'. L'c~pl oruzio ne 1lei vasi del C•11lo e drlla. suiJclavia di1 risultato negati\·o. Jl pol.;o to rna percl'ttibile a sinistra, n on piil 1\ 1leqtra Al primo sbocco. circa uu'ora do po ne sPr;uc un altro con gli Sll's:,i caratteri dd s~~.n~ue schiuniO"-O: indi un rerzo mortale. (,'uantunqne sin raccomandata da lllcnno l'cmo::.tn~i rlirettn sul polmone, a me non !\Cll1l>ra che nel ca.-o ora ll<'cennnto ciò fo;::<,e pos..,illil••. La prima perdita di
CAStiJSTICA CLINICA
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sangue aveva ridotto il fe rito in condizioni tali da non poter resistere nemmeno alla sola apertura del torace. È d a deplorare che ci fosse proibito di fare In necroscopia e di poter cosi riconoscere con precisione la. ferita vasale. Furono anche osservate in alcuni vecchi d elle emorragie non dovute a ferite vasali, ma discrasiche: queste furono specialmente gravi in tre casi, due dei quali finirono con la morte. Tratta vasi di vecchi dai GO ai 74. anni, emac iati, con ferite suppuranti da arma da fuoco rispettivamente al ginocchio (colpo di fucile), multiple al braccio (shrapnel) ed al piede (shrapnel) . Le ;:;uppurazion i si protrassero molto in lungo: poi cominciarono delle leggi ere emorrngie tardive rinnovantesi spontaneamente o durante l e medicature, anche se iatte con grande delicatezza. ln questi tre feriti non emorragie da arterie o vene avvertibili, ma diffuso ript-tuto gemizio di sangue, o spontaneo o nel cambiamento della medicatura. Dei tre guari il meno vecchio, quello colpito al piede, la cui lesione era anche la meno grave. Forse l'amputazione. se accettata, avrebbe potuto salvare la vita agli altri due. Qui l a med icatura compressiva e lo zaffamento furono imposti dalla necessità.
••• Questi 17 casi di lesioni vasali furono riscontrati su 1500 feriti ospitnlizzati e su oltre 300 curati nelle case od ambulntoriamente. La percentuale loro à quind i di 0 ,!:.14°/0 : pei soli aneurismi poi è di 0.55°/0 e per le emorragie secondal"ie di 0,3!;1. Ho tri\Scurato vari ematomi di secondaria importanza. I 10 aneurismi ·sono da ferita di fucile. Com'e noto il fucile di cui erano arm .. t i i Tur c hi in Albania e ra il Mauser del calibro di mm. 7.65 o di mm. 7 con proiettile incamiciato, per lo più ogivale, raram Pn te a punta. Prima della campagna balcanica i casi di aneurisma da pallottola di shrapnel erano cons iderati come del tutt.o eccezionali, ma d opo sono diventati meno ra~i p+-r l'impiego sempre maggiore de lle artiglierie nei combattimenti odierni. Tornato dalla campagna ùcl Montem•gr o. io ho visto un voluminoso tl·aumntico aneurisma della tibiale post~riore d a proiettile di rivoltella Browning, un altro ( nell'ospedale di Ancona) dell'ascellare, da rivoltella dei cara.bini<'ri, ed \lD te1·zo della femorale da semplice urto (contusione m ediata) senza lesione dei tegumenti esterni per scoppio di mina in un infortunio del lavoro. Uno clPlla. femorale, ma da coltello, l'avevo visto prima della campagna. Questi quattro casi dimostrano che nnche nella pratica ch·ile gli aueurismi traumatici non sono poi del tutto eccezionali. Già. nel materiale operatorio di v. Eis elsberg, raccolto nd 1906 da v. Friscl1, su 19 aneurismi lo erano tmumntici. D~ Ile emorragie secondarie quattro erano da colpo d i fuci le, due d a pallottole d i -.h rapuel ed una da scheggia di granata. A proposito di feri te da shrapnel des idero r icordarne qua un1l assai interessan t e. nella qllale si ebbe tutta la sintomatologia di una lesione in tracranica, men t r e il proiettile si eta fet·mato nella loggia cru·otidea contro i grossi \"asi senza lederli.
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CASI:I'\TICA CI.I:-.ICA
OjPios "Likieh. ullkinle. di anni 26. t'Prito a .Hnnla~nol il 9 febbraio 1913. da proi•·ttile tli ~hrapuel. Foro d'ingresso nl lnw siui<;~ro dt>l collo, dietro lo sternoc't'ida, !"en7.n fuoriuscita. Subito òopo il colpo : pE-rdita della co~cicnza e paralic;i del braccio destro. 12 f!'hbraio. lugre<:.so nell'ospedale itnliRno f erito in~oscir-n te, nRitato: poJ,o piccolo: rPspiro irregolare: temperatura no1·mnle: pnrtd i"i dell'Arto super iore dt>stro e di metil. della. lingua : nfa~ia. :Xes,;unn l'l'Azione della ferita: lie ç e infiltra· zionc ~anguiqn11. l ungo lo sterno-cleido: ne~'lun !"Pgno di lesioni del ca po. l G fl•hbrnio. Miglior<\mento dello st~tto ge>u!'ralt'. 2 ~ fohhrnio. CosciAn7.n, p;nola, memoria, ll!Otilità P s~n'!iuili t;\ del brAccio in p!lrte ripri!>tina te. TI proitttilc si p11lpa p1·ofomlam<'nlo nPI collo in nlto ed all'int emo dello SteruO·cleiòo sin i,;trO, come Ò <'Oilfennato anche daJin radiografia. J1 f \!r it" 1\ ~r~spo1·tnto Rlla SU>' cnsn, vicina all'o,.pedalc. J !1 nuu·r.o. P:Lrola e memoria t o rn ate quasi normali. Res idua insensibilità dell' in dit·o o del pollice d~stro. 7 aprile. l::ìen1.a narcosi. Estrazione del pt·oictlile ~itua to nl lnto interno clel fn~cio va~colo-nervo~o, i cui elementi ~<ono tutti snldnti insieml'. Attorno al proiet· tilc u n po' di liquido siero-sanguinoltoto. Guuigione complrta. Questo ca~o ba qualche a nalogia con uno comun icato lo sror~o anno d a ~nrx c Ptleger, neHqunle una fer ita della rnrotide intf>lllll. passata ino~servata. offri il quadro perfetto di un ematoma meni ngeo e fu pmli<"Ria lo. trapnnazioue senza trO\'RJ'e alcuna lesione, nè straçaso. L'autop~in dimostrò poi uno strr. ,·a<:o pro· fondo del collo da recisione della ca1otide interna prodotta da due pe1.zi di ç etro che comprimevano ancora l'nrteriA.. Potr<~hhe ammettersi con :'lf11rx e P flcger che In com prt>sc;ione. esr~ui ta sulla CA.rotidl' in questo lor o ca!'o da due pezz.. tti di vetro, nel mio dnlla pallottola di shrapnel, determinasse nneroin di'Ila metit destra d('] cerçello, da cu i i sintomi simulanti il quadro clinico delln emorrn~ri:1 1 dell'a. meninfZca media.. Ma anc he in altri c11si senza alcuna ferita del collo, !'Cnlll- ]Psione nò comp reQ<:.ioo e della carotide fu diagnosticRtO un ematoma menin~eo, avendosene tutto il quadro ed alla trapnnazione e succe,siva necroscopia non si trovò poi null,, di nulla. Recentemente l'illustre prof. Murri nccenn11vnm i uno d i t11li CliSi. Dci l O Cl\t.;i di 11neurism11, 3 ernno d t!lln f pmornlo, 3 della omerale, 2 dell':tscel1:\.re. l d ell'aot·tR addominnle ed l Jella popliten e furono riscontrati dai tre ai sessnn t!l giorni dopo la fer ito, ed operati dai vent isci ni sessantn.due dalla d11ta stef!~a della fe-rita. Duo en\no settici. Il num!'ro degl i aneurismi della omernle è qui egur\le n quello della. femorale, mn. ciò non è comune, perchè in qun~i tutto le casistiche la percentua le maggiore è d ata dalla femoraiP. Sui -14 aneurismi d i gutlt·rn. dolln campagna del 'I O o 'il ben 26 erano della femorale. Le t•monagie secondnrie si venlknrono dlllsettin1o fino al v~>ntidu csimo giorno: ma por lo più, dnl settimo al qu indi c-e-..imo. l'er gli aneurismi in genere il sintoma dolore fu quello che richiamò l'ntten· 7.ionP dci f,·rit i Noi ~cnsi I , H , III, IY, gli aneurismi non eran o stati dia gnostica ti dni primi cumnti . L' indicn7.ione operatoria fu d'urgen7.a a<;soluta nel caso I (femor11.le). dove era stata da 11-ltrl praticata una incisione credend o tratt11r,;i di un ascesso; anche
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CASOTST!CA
C [, J~ICA
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nel ca so V (ascellare con allacciatun\ della subcla.via) fu quasi d'urgenza asso· Iuta per il rap ido aumento, la violenza dell' impulso ed i fatti settici in corso. Ntol caso III (pure dell'ascellare) l'indicazione fu data dal progressivo aumento del >ol mne della sacca ane uris matica e dal grande dolore Nei casi II (omerale), IV (omerale), VJ (tibia le posteriore) l'intervento avrehbe forse potuto essere ritarda to di qualche altro giorno, ma comunque era n'!cess1nio per il dolore e per l'inabilità a qualsiasi lavoro, in cui l'aneurisma mn:1teneva i feriti. Le lesioni riscontrate sui singoli vas i furono un taglio netto lon(\it udinale come d a coltello nel mezzo della fe morale nel caso I e delle piccole ferite laterali con perdita di sostanza nei casi II, 111, IV, V. Nei cnsi VI e VII essendosi praticata soltanto Js legatura dell'arteria sopra la Sl\cca aneuri:>matica In le.;icne del vaso non fu riconosciuta. E ccett uato il caso I (femorale), in cui il sangue e ra tutt o sparso fra i mu· scoli e non limitato da alcuna membrana, in tutti gli altri casi la sacca aveva pareti organizzate e più o meno indurite. I casi II, III, V, erano complicati a lesioni dei nervi. Nei casi I {femorale), II {omerale), III (ascellare), fu eseguita la legntun~ del vaso sopra e sotto al punto della lesione vasale e ris petti vamente al di sopra e al di sotto della sacca aneurismn.tica senza avere il menomo disturbo di circolo. )iou ho mai estirpati• nei casi miei la s acca aneurismatica in folo: ho anzi c~rcato di lederla il meno poss ibile per non disturbare il circolo collaterale. l'er lo più, s coperto l'aneurisma cd allacc iata J'a•·teria al di sopra di essa, ho inciso s emplicemente la sacca, l'ho vuotata del sangue e dei coaguli e, operando s~nza fascia elastica, ho man mano preso i vasi sanguinanti Di regola primo e più importante fra questi è il moncone dista!e dtll'arteria ferita. Il g etto di sangue dal moncone periferico, senza avere il valore assolu to ac· CJtda togli da Coeuen. è in massima da considem re come segno che il circolo per le collaterali si compie bene e che si può praticare l'allacciatura tranquillamente. Du1·ante l'operazione, l'emostasi provvisoria fu, quando occorse, ottenut a con la semplice compressione digit-ale. S'intende che chi dovesse operare senza ad~ttta assis tenza troverebbe grande vautaggiCI dall'uso del laccio o della fascia ela~tica. Operando senza laccio elastico è più facile orientarsi, pet·chè si ha la guida del vaso pulsante. Il metodo di Momburg può, seconilo me, avere solo qualche rara appplicazione d'urgenza e di necessità, ma non parmi sia da usare, come me todo di sc~lta, du· rante le operazioni. I pareri però ;;ono, al soEto, divet·si anche a questo rig ua rdo : e molta parte è da riconc.scere, nel dar la preferenza ad un metodo piuttosto che ad un a ltro, a11a a bilitA tecnica ed al criterio individuale dei singoli operatori. l c birurghi che operavano in Serbia, in 42 operazioni sulla fe morale, di r e gola non f ecero uso di akun laccio: L otsch invece applicò il laccio di Moruhurg tutte e due le vol~e in cui ebue occa>:~ione di intervenit·e sulla femorale. Nei casi IV {omerale) e VI {ti biale posteriore) bas tò la semplice legatura d el· l'arteria al di sopra dt~lla sacca aneurismatica, ad ottenere la guarigione completa, come fu riscontrato rivedendo gli operati. In genere questo trattamento, quantunque sia stato recentemepte da alcuni usato con successo anche per la carotide, non è indicato nei vasi più grossi, nei <:asi di aneuris mi voluminos i, nè q uando sianvi processi infettivi i n corso.
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CASCISTICA
CLI~lCA
Così fu insufficiente ne l caso accennato, della mia p rat ica. privata, di volu minoso ancu ri,:ma. della t.ibiall' postt•riore da colpo d i rivoltf:lla Browning· Trattavas i d i un collega, di 54 anni, pingue, il quale voleva evitare l'atto operato rio o ridurlo al minimo. Riuscita na t uralmo:ute inutile la. compressione, fu prnticata (luglio 191H) l'allacciatura dt·lln ti hiale posteriore al disopra d~lla sacca luteurismatica. Pul.>a;r.ione, fremito, soffio cessarono subito e d imin uirono notevolmente il dolor e e la tensione. Per vari g iorni t utto procedfltte per il meglio, ma poi r iapparvero pulsazione, fremito e soflio, assai meno intt>nsi di prima ma bene avvertibili, e ad essi seguirono pre~to la tens ione ed i l lolore. Fu a llora decisa ed est"guita l'aliaccia.tura dell'arteria anche al di>'otto della sacca, con incisione di questa. allontnnamento dei coaguli e legatura di qnalche collaterale, da cui appunto il san g ue perveniva nella sacca. La guarigione fu perfetta sen za disturbi di c ircolo, n è di nervi, e tale si mantiene tu t torn. L'estirpazione in toto d.ella sacca. fu eseg uita solo dal dott Fnbiani n el ca~o VD (omPrale) con buon risultato, ma non pn.rmi i n massima n ecessaria, tranne nei casi in cui la sacta è completamente organiz7.ata e ridotta como ad un tumor e cistico. Ne l caso YJ (a scellnre) eseguii da prima la sutura laterale dell'artetia lesa, Jll !\ poi il giorno <lopo, ri vedendo la ferita, percltè e t·ano apparsi segni eli emorrngin dnlle ccllo.te•·al i, pnss"i soro z'1dtro n ll'nl lacciatn ra del vnso al di sopra e,l al disotto d eli!\ sacca <lDeurismatica, te mendo per i fatti settici in corso una e•Ytor. ragia se~ondaria che, nelle gra,·i cond i7.ioni del pazien k sarebbe sta t a letale. Il laccio super iore fu collocato sulln. subclavia. A <Juesto secondo atto operatorio Sl"gul, come ho gii1 detto, con ,-iolt>n za d i S\•iluppo e di manifestazioni, ga.ngr!'IH\ gai'So:m che co1~dusso alla perdita dell'arto_ l .a <) Ue>'tione della sutura va>::de in chirurgia d i gnenn. è di g 1·anda impo rt n.o z a . La sutura costitui rebbe il trl<tta meuto ideale n ella cura delle lesioni \'ùsa li, ma essn incontra spesso difì'1 coltà g ra\'i, e può esporr<> a m agg ior ris<·hio i feri ti. sia per i l pericolo dell'emorragia secon daria che pl'r q u ello della trumbosi (' <h·lla embolia. Prima di tnt.to ric hiedi' abili tà. pratica speciale chirurgica e t empo: poi asepsi dell" feri tu, abba~tanza buone condizioni genf'rali del p11ziente, mezzi ed amb iente :tdntti. Nei fer iti grn.vissimi, nei cnsi settici o complicati ad altre gravi lesioni. sul campo, n ello ambulnuze, rd a nche in molti ospedali di guerra, non è da pensare a lla su tum vas:de. In t1di cir costfln 7.e ò meglio passare srnz'a ltro nli'Rllacciatura che dà imme l iRte maggiori probabilit à di salvare la vi tn al ferito. Infatti il me~gior numero di suture va~ali fu ed e ora e~eguito n elle città o dove sono impianti c hi rurgici sotto ogni mpporto completi. Jn quesli p osti i feriti restnno Us-;i. sotto adatt!l sorveglianza o ~enza subire u lteriori tra~porti . \\"ieting ed i suoi " Costantinopoli o~egui rono s u 20 aneurismi 16 nllacci ature e 4 s u ~ure, m a egli •lichiara che con Pgunle buon succe~so avrebbe potuto es e guire tut te all!lcciature. T m orti non li ebbe per g:m g remt, mn per ~rpsi delle fer ile. T.otsch, v. Frisch, L auront e molti altri e~egui rooo solo a.llrH:ciatu re. l 2! chirurghi che Opera \'llnO in s~rbÌ>t e•egttÌI'OilO SU ]P!) fel'Ìt,i ('011 Rn t'll riSillÌ 8!1 allacciature e 4G suture. Sulla femomle i n particol!~re e.••·guirono 28legnt u re, delle quali 2 sec,onthn·ie, e 1-1 su t ure.
CA:>U ISTICA OLI :-IICA
È notevole il numero di gangrene del piede e della gamba. in questo mareriale: 4 dopo la. legatura della femorale profondA, l d e lla poplitea., 2 della ti bi alt>, che Subbotich attlibuisce (con dubbin interptel>~zione) in gran parte a ma ncato svoto.mento della sacca aneurismatica ed a conseguente compressione sulle col la t erali. ~la la frequenza delle sut.u·e di contro alla legatura è in routinuo aumento d:. Ila campagna dei Balcani in poi: a tal punto che Au~usto lller nella sua cusistira odierna sente quasi il bisogno di giustificare i casi in cui esf'gui l'allacciatuno . . 'ono però frequt>nti i casi in cui dopo la sutma o la plastica dell'arteria s i olovè in secondo t empo passare alln legatura. Co me non sono rari i ca:>i in cui ~ia dalla. lettura delle os~crvazioni, come da notizie d i. chi assistette alle operazioni, s i ha l'impt·es~ ione che il vn>:o con la sutura non s ia. rimasto pervio, e la sutura abbia quindi agito come uua legatura, con tutti i danni e senza i vantaggi di questa.
••• La cura degli aneurismi ha maggior probabilità di riu -;cita., se eseguita ab· basta nza presto, prima che intervengano complicazioni. Pare tuttavia sia, in g enere, bene attendere due o tre settimane per il buon ~<vviamento del circolo collaterale, ma non molto più. lntanto il ferito deve essere tenuto sotto costante osservazione, specie durante i tras porti, da evitn!·.-i quando siavi possibile. Nei casi settici, negli aneuris mi molto volum inosi, in quelli ove siu pe ricolo d i emorrAgia secondaria, ed in tutti i -complicati, l'inte rvento non deve essere ritardato: ad es, nel ca~o mio de ll'nscellare (IV) ad eYitnre pericoli sarebbe stato necessnrio operare prima, ma il ferito \' i si oppose. È specialmente per gli aneuris mi della femorale clte furono riscontrnti i mi· glio ri risultati con l'allacciatura o primaria, od eseg uita. abbastanr.n presto, aozichè con quella es.-guita molto tardi. Mo. anche per la femorale, quando il decorso è del tutto aset t ico, e l'aneu· risma è p iccolo e in regre~sion e, potrà non trova rs i indicazione ad un in ten·co to, almeno durante la cnrnpng na. La tendenza alla guarigione fu specialmente riconosciuta per gli aneurismi arteriovcnosi. Cosi nei due ultimi nostri casi ed in molti della campagnn. balca· nica ed attuale (Lotsch, v. Friscb, ecc,). Lo s tesso \Vieting che considera l'intervento semp re necessario, ed iu primo tempo, operò solo venti volte su ventiquattro casi.
Durante le operazioni di aneurismi è necessario avere cura ai r, ervi ed, ove
sia possibile, isolarli da ciratrici che li impigliassero o riparere e\·entunlmente a lesioni loro. Sorprende come finorn nelle importanti pubblicnzioni francesi (Gosset, Claude, Dumas, ecc.) sulle lesioni dei nervi periferici non sia mai in centinaia di casi fa t~ paroln di lesioni vasali: eppure assai spesso esse sono associate, come io bo visto in Mon.tenegro, e come dimostra l'osservazione comune delle campagne pre· cede o ti e dell'attuale. Nell'os pedale nostro di gut>rra per io più lo non ho chiuse com pletamt>nte le ferite operatorie nei casi di aneuris ma.
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C.\Sl'l'>TICA CLINICA
Au.:;u>lo B.er in B~rlin'> ha invece f!'HHi costantemente suturato del tutto: ma ali n fine della sul\ comuoi::azio:~e ~e m bra a ~ceonnrc ad un cambiamento dei su:>i con· c •tti a t .de t·ig tarlo, nel St!n'o di la.;~iarco in nvvenire qualche drenaggio di garzll. E2;li i n <>ist~ sulla frcqu'luZ'\ con cui a:~c he in casi giudicati a;ettici ha in1·ece, d trante l'tntervento oper>Ltul"io, tr.>vato segni di suppurazione nei tramiti delle fe nte e ft·a i tessuti cicatriziali. I o n . > n credo sia ne.;!i aneuri~mi da pra~icarsi mai alcuna corupre3sione istru· mentale. anche la fl• ru la che l(adglcr u,;a1•a in Manciuria è ciu proscrivere senz'altro. Inutili ct·edo le init~zioni di g!lla ti u a e tutttl le altrtl cure del genere. l:orca alle omorragt~ sec )tdarie Stlttich~ che a.vveogon o por lo più n ella secooda ssnintana dal ìerimento, è oecess uia la mai;ima !lorveglianza. SpeSS) si verifi. cn11o di notte, e n on è raro pas;ino inavvertito anche al ferito. (Jua ntunq a e il mas;i mo numero dei ft> :·iti ci arri vasss improvvi~amente in un momento in cui il no3trv persona((} era Mii\Ì s car,;o, pure anche allora i casi uostt·i di emorragia secondaria furono im uu:iiatnmente avverttti. ~lolto utile negli arti ad evitare ,]a parte di sch egge o di moncoui os;ei dan ni ai \'t~ii e con:;eguenti emorragie è l'immobi lità. ottenuta c:m un buon apparecchio gesqa to fenes trato. Come h:> g ià a~~enn1to, il m iglior rnezw di cura è la legatura diretta del vaso nel punto leso: o l'alla~ciatura nel punto di elezione. l~uaudo s i fa la legatura in s ito, c he è il metodo preferibilt>, è bene mettere un laccio sopra e sotto il pun~o leso e b:dare che il laccio cada in t essuto sano. In qu:d che caso an~be i punti etnostatici applicati con cau tela e discerni mento per uon ltsJere nervi o altro vaso nel passare l'ago, o per no o stringerli n ••ll'anno:iare il fi lo, p><;.sOU') riusc ire vantaggiosi.. Gli inter venti in questi cnsi dtlbbvoo esset·e e ;eguiti con l'applicazione del laccio o della fa~cia. elastica.
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Del tamponamento compressivo a scopo cmostRtÌ<'o, mediante ga rza, bo g ià detto come ,.;ia in geuere da sconsigliare e d<'IJba e;scre riservato a pochi casi s peciali, per lo più come mezzo di uecessit:ì. La p iù adatta indicazione del tamponamento è f.>rnita dallo l esioni delle vene o dei seni e dalle emorragie a nRppo. 1\ou credo ~in da usare gnrza propnratn con SOitan7.e e mos tl\tiche speciali ( percloruro di fe rro, ecc.) che a lterano tr->ppo i tes~uti, determintl UO spesso escnre c per lo me no r eudono poi sempra difllcile e pericolosa la rimozione rlel tampon e stesso. Dovendo In garza rimanere pe r parecchio tempo in pos t.:>, è da molti- specie fra i ~edcsrhi - con,;igliato l 'uso deliR. g lrZél al vioformio oJ R.ll'iodof.>rmio perchè consen ·rl a lung o il suo potera nnti~ettico. Sull1l specialo e fiicncia poi dello iodofot·tJJIO come emo;:tatico, efficacia p1•r cui d Ilio SchiUs-;rna.nn ne è tanto t·accornand.tLO l'u ~o in guerra, credo sia {r.on tutto il dovuto rtspetto nlla s cienza le<lc;cn) ùa fare lo stes<o conto che del ba'snmo del P erù contro le iniezioni grad llt·mmonose. LR semplice I:Rrzl\ s ter ile sen·t> bene: ciò che ha m assima importanza è la buonR di,po~izione ei Rpplicazione della g.1rza ste~a sulla ferita ed una adatta fa~ciR tura
l'armi poi as~olutnmeute riprove1·ole In p raticn !'>eguita spesso oggidi, come r ii,•I':Hi da pubhltcationi germRHiche di rinno\'are le m e·iicature e l'llpplicazione
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CASUISTIOA OLINlCJ.
di tali tamponameuti compressivi sempre sotto emostasi preventiva median te il b ccio o la fascia elastica. Quando esistano lesioni ossee,: tale mezzo, specie se ripetuto, non può che ag~ravare ìe condizioni dell'arto e dell'infermo e rendere fatale l'ampLilazione. Le operazioni furono eseguite da me o dai collcgl•i Pantoli e Rossi Ad essi ed ai dottori Muzzioli, Miti, Prassos, Paglinrello e Benelli, al prof. Giovanniui, ed allo studente P. Nigrisoli che as<~istettero con grande zelo e valentia i feriti dt:l ~fonteuegro, e<~primo qui tutta la mia riconoscenza. Bologna, marzo 1915.
.... :>.
La Biblioy•·afia delle lesioni vasali, anche ristretta alle osserva:lioui pratiche di guerra, è ass ni vasta. Qui sono indicate, se<:ondo l'ordine delle ca mpa gne, alcune fra le pubblica· zioni principali (contraddistinte da •) e varie altre fra le minori.
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CASU1S'riCA CLl~lCA
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RIVISTA DI GIOR NALI ITALIAN I ED ESTERI
RIV lSTA. DELLA STA~IPA ~lEDI CO-~IILITA RE ESTEl\ A P er il dott. Edmondo Trombetta, colonnello medico
OEBJIIAI!II&.
DEUTSCH E l\fiL I TARARZTLICHl•: 1914-1915.
ZEITSCHRIFT. -
Dezembe1·-Februar,
SA:'aT;\s~IANN::;cu.u'Tii:N UNO zw E!.l;\uniGE DIE:'ISTZELT. (E•"(alwungen und VotsdtWge ). - (Gli uomini di t1·uppa di ;;anità e la ( enna biennale. - Propo.~te de~u.nte dall'esperienza). Von G~oueralobennzt D.r WF.ItNF.A. - L'A. affronta il p ro· ble ma molto importante relativo a lla deficiertte istruzione delle truppe di sanità in seguito a lla promulgazione della legge sulla f erma bieunale per le armi a. piedi: deficiente istruzione che va a grave detrimento dei malati in tempi ordinari, e a gravissimo danno di t u tto il servizio sanitario in tempo di guerra, come avviene at.tua\ruente. La s ua esperienza in proposito avvalorata dall'autori tà del nome e dall'erniuente carica ch'egli occupa n ell'esercito, suggeriscono all'A. alcune proposte che si possono riassumere nel seguente modo: 1. L'istruzione speciRle in tutte le scuole di sanità. (con sede ,,.,i si ngoli presidi) donà essere limitata a 4 mesi. 2. L'addestramento pra tico e il completam('nto d'istruzione degli uomini di sanità, addetti alle truppe con ferma biennale, avranno luogo, dopo ~ei mesi di servizio sul fronte, nella stagione estiva del primo anno di serv iz io. 3. Gli uomini di sanità delle armi a cavallo (con fer ma triennalc) riceveranno l'i;;truzione completi\ soltanto dopo un anno di serv izio sul frou t tJ, nella stagione invernale del secondo anno di servizio: e ciò nell'interesse della loro capacità equitA.toria. 4. Gli u omini delle truppe di sanità in congedo dovranno esser e richiamati, alme no per un l!:t:Sc J' inverno a pres tar servizio in un ospeda le.
VERLAG E RUNU DES HODENS UNTER DI E HAUT DER h;t;UJNALREGION ALS EINE A RT oxn SEI.IIS'rVERSTÙ~MELUNO. (Spostamento del
testicolo sotto la pelle della 1·egione ingwttale a scopo di (1·ode;. Von D.r EouARD DoMBROWSKY. - L'A. riferisce s u set.te casi di t a le provocazione di difetto, che, dalle commissioni d i r e-
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RIV'l .TA DELLA STAMPA MEOJCO•lU I.ITARE f:STERA
clutamento, furono mandati all'ospedale. Molto p1·ohabilmente, come nei casi di !oimil !:>euere nportati dal Tannliew e d11.l Romantzl'w nel l!H2, anche iu questi lo ;,po:.tamento d~l tèsticolo venne provocato mediante uno special_, apparecchio costituito da una fasciatura per le ernie e da un cuscinetto: vale a dire una :,.pecie di cinto erniario. Coll'applicare e col tener compresso il cuscinetto sulla ptlle dello scroto, il t esticolo viene spinto in ~~.lto e trattenuto dall'apparecchio stesso tiuche, per le aderenze connettivali che ''engouo a stabilirsi fra il testicolo •· il tessuto sottocutaneo in seguito alla coutiuua pressione, la fissazione di,;ene duratura. ;j:
** D1 ~= Sl'll:ZtP scu,;: J>noPHH,AxE t>En DJPUTEftlE. (!,a profilassi specifica della di(/eriit .. Vou Stabsarzt Pro f . K. E. BO J!:IlNCK K. - Di qu csL'articolo, in cui sono espol'ti con molta c h iarezza i principi batturiologici su cui si fonda la cura della d i t te l'i te coll'antitossina, tl vengono accennate lo norme pratiche da seguirsi ùni medici sia civili che militari, n ella lot ta contro la diffusione del morbo, apprendiamo che in questi ultimi anni - e piu precisamente dal lt!O(; a l 1911 incluso - la tcmibile infezione ha subita una rccrude.9cenza non t rascurabile nell'a;l'I'Cito l<•tle~co, come risulta dalle seguenti cifre ufliciuli: lVOG-07: 263 = 0,49 • oo; L90ì- 06: 215 = 0,51 °,00 : UJU8-09: 511 ::::.. 0,91 o oo: l~fl-10: .J.OJ = 0,73 ° 00 ; 1~10-11: 649 = 1,-3 °,oo • .E cioil un tota !e di 210:? casi con 27 morti. L' .l., prt:occupato giustanwnte di quest'aumento, che, !Ld eccezion~: del Hll!tl-10, (, ~tato progres:.i\·o, si chiedo ::e nou ~ia il caso d' inteusificnre la cnmpagoa pro· fi lattica contro In difterite, rivolgeudo in modo speciale l'atteuzione sui portatori d1 bacilli, ai <filali l'i deve p<lrtroppo in gran parte la dill'usione subdola delia malattin: e ~i nugura che si facciano tentllti\'i cd cspPriem~e col nuo\·o mezzo chimico ploposto dal Bischoli' e dal Kau!':ch - il Yatrell - che avrebi.Je l' imJlvrtnute proprit:t1\ di rendere innocui i portatori di I.Jacilli.
)flf . IT.\ IWJL':N!'!T u:s-o TnYIOWTùXIE
(•'>'errizio milila1·e e tiroicli~mo). Von Ob~r
.~t"L'arzt D. DAN~F.i! L.- Le conclusioui di questo lnYoro- ioteressn.nti~simo per
In medicina militare -
SOJlO l~> ~cguenti:
l. 11 numero dei tiroitlei ucll'csercito è grandemente superiore a quello amIIIC::.:,o finora in base for.>e ad oss<'rvazioni superticin.li. 2. ;\on sono da ritenersi idonei al l'<ervizio milita•·o tutti quei tiroirlei i llHall presentano t11tte e tre le man i f~stazioni tipiche dell'nfl'ezioue, od anche una ~:>uln molto acccntuat", <>ppu re oll'l·ano i segui di ~rnd diso1·din1 nel ri clllni.Jio lll;tter;nlc o nel sistema uervol'o, :3. È dui.Jbia l'idoneitil dei tiroidei con accentu:lta frequt:nza del polso e con d ·,turlti ~ubietti,·i. Essi dO\'ranno e<:<;ere mnndati i 11 os~on·nziono dai con~igli eli Je,·a, Jli'OJ•O~ ti per l'ultimo termi ne della rivedibilit.à anche se il loro organismo appuri'''-' robusto, o, ad ogni modo. non \'crranuo m11i assegnati alla fat.ter:a.
RIVISTA DELLA STA MPA MEDICO MILI TARr; ESTERA
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~un lora es~ i fossero arruolati, dovrebbe1·o venir sottoposti a
non in t e notti esami <ii controllo, po<>sibilmente senza. rnaudarli all'ospedale. 4. Il serYizio militare esercita un'infl uenza dannosa sul tiroidismo, s ia a mc.tivo degli strapazzi (in pri ma linea le marcie della fanteria), sia per In facilità di contrarvi malattie infettive, sia infine per l'azione dei fat.t o ri psichici. 5. Kell'esercito fa assolutamente difetto la cura interna del tiroidismo e, d'al tra parte ess6. richiederebbe troppo tempo. La cura chirurgica, finora poco diffusa, non sembrerebbe da adottarsi nel soldato, in vista dei suoi incerti r isultati e Jelle complicazioni che apporterebbe nel servi:'.io. 6. Non è improbabile che molti casi di diserzione, eziologicamente oscuri, e a nche di suicidio siano da riferirsi a ps icopatie d'origine tiroidea.
AUSTRIA-'DNGHEBIA. \\'IE ~ER MEDIZINISCHE WOCHENSCRIFT UND MILIT ARZT.- Dezem·
ber-Februar, 1914-1915. l'BER DJE ANWE~DUKG DER PHl'SIKALISCmtN REILMETllODEN BEI .KRtEGSKIIAKK·
(S t1ll' impieyo dei metodi di tempia fisica nelle malattie della !JUe1Ta). \"o11 D.r MAx KAHANE. - Quantunque l'articolo sia s critto da uno specialista, che è . del r esto, una vera autoriti1 in mate1·ia, tu ttavia lo proposte in esso con· tenute si possono accettare da tutti i m ed ici, tanto sono improntate a praticità e ad una larga esperienza, purtroppo recente, perché contemporanea alla g uerra attuale. Precede un'esposizione delle varie malattie ùi g uerra, che l'A. divide giustamente in pTimarie e seconda1·ie; le quali ultime non sono che le conseguenr.e, le compi icazioni e i reliquati della prima: pescia sono specificate ] e precise in<licaztOni della terapia tisica nelle malattie ora dette, mass imamente per quanto rsguarda l'elettroterapia e la termoterapia, i cui eftetti snlutari si rendono sopra t tuno evidenti nelle malattie del sistema uen·oso e dell'apparato di locomozione (muscoli, articolazioni). Non mancano infine accenni alla fototerapia (elio terapia , raggi ultrn·violet ti) n ella cura delle ferite e dei tumori i alla meccanoterapia (ma-;aggio, ginnast ica m edica) n el trattamento ulteriore delle lesioni e dt>lle affezioni art icolari, muscolari ed ossee; e. per ultimo, alla chirurgia ortopedica. losoruma., un lavoro completo i da consultarsi. però, con calma negli ospedali terr:toriali, dove le applicazioni consigliate dall'A. trovano il loro vero posto in tempo di guerra. UF.ITES.
***
l\' LIS"rE OElt GE~'ALLEl'RN, VEUWUNDETEN,· KHAl\KRX AuzTE:-1 U!\D SA~lT.ÌTS· l'F;II:!OXEN. - I n questo quarto e lenco dogli ufficiali m edici e delle truppe di sani t:. dell'esercito a us tro-ungarico (dicembr e, 1914), fra un grandissimo numero di rue· iid colpiti da malaLtie mf'ettive - in ispecie dal tifo e dalla. dissenteria ne fi;;u rano venti fedti e d ieci morti sul campo.
Du;: KACHBEUANDL!i~G UElt J{RIEGSYE HWU:-<DJ;;TEN. (La cul'a coltseculìt:a dci In questa couferenza lenuta
(e?'ili i n guerra) . Yon P rof. D.r HANZ S t>ITZ\'.
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RIVISTA DI];LLA ST.A ~IPA UEDICO·M!LlT.IIlE EST"RA
dallo Spilzy il 18 novembre dello scorso anno in unA. seduta della SocietiL di medicina 6sica e dei balneologi austro-ung:J.rici, si ribr.d iseo no, per cosi d ire, gli aq;omeuti espo~ti e tra ttat i dal J\a!Jane nell'articolo. che abbiamo r ial'sunto piu sopra, ci rca l'importanza dei tne?.Zi llsìci nella cura dei reliquati delle malattie di guerra; cosa, del resto, di cui siamo tutti persuasi .
••• MuutLE ZAII~ :\nzn.t CAE
F'ELDA)113ULATORIE~.
(Ambulatori mobili da comz1o
}'cr la Clt1'(' delle m alaUie dell<t bocca e dei clPnli). Von D.r JuLJAN ZtLz. -
1::-:eo
un'ec<·ellente istituzione, che ha già. reso notevoli sr>rv;gi all'esPrcito austro ungarìco, e che gìustdìca pienamente le pnrole di loda che le Jedica l'A. in (j Ue~to breve articolo, illustrato da una flgura la quale riprodu.:e appunto un alllbulatorio odontoi::trico in funzion o. Che la cura delle m:~.lattie della bocca tl dei dent i sia di primaria importanzA. nnche in tt-mpo di gu11rra è dimostrato - oltrechè da molti dati di fatto - nnche dalla recente disposizio.ne per la quale fa aumentato di due il numero dei met!ici dentisti in ogni ospednle da gue rrn. dell'e· sercito tcde<;.:o, cosiccl1ò pre~entcmente ve no sono sei per ciascun corpo d'armati•. Nell'e~c·r~i to austrO·\ltJgnrico, in se~uito a proposta del geuerale Hordinsky. fu rono istituiti, presso la lV armata, t1·e ambu lntori odontoiatrici mobili con un armameutnrio completo, e a cin~cuno dei qunli sono addetti 2 mediri specialisti, 5 mf>ccanici dentisti, l sonuiHciale ed un contabile. L'invio dell'ambulatorio alle diverse località. ha luogo dietro richiestll. del ,lirettore di !'anità di corpo d'armata o del comando del servizio di tavpa, e il trnspor to s i compie pM mezzo eli due Cl\rri. Vi si curauo con grande vnntnggio n on soltanto l~ lesioni viole nte dc>i ma<;cellari, mn altresì tutte le malnttie della bocca. e dei denti da. cui sono alletti g l i utlici1di e i militari di truppa e che ri escono t nlvolta. cosi dolorose, da rendt>r e impossibile l'adempimento del servizio: laqunl cosa è di danno gravissimo in tempo di guerra Dopo l'isti tnzionc di questi 1\nll,nlatori, di ce l'A ., un buon nunwro d'iudividui, cl1e A.vevano riport11.to lesioni alle ossa mAScc•llari. furono in breve tempo in grado di ritornue sul frontl-'. perchè sottoposti a cura appropria ta da specialisti nventi a disposizione tutto il materiale occorrent e.
••• UuEH DJ F. ETAULII::ItU:SGEx DF.s ~.:. u:m K. F1;;1.nS!'lTAI.ES N. 4 '2. (Ci1·ca gl 'im]Jianli (il•ll'impF?'iale e regio OS]Jr!dtt!e do campo S. -1/:!). Von Komrnandant Stabsarzt D.r lf&IOIAN~ KAPO!il.- Ques!'o~pcdnle f u impismtato cinque v'>lte in localitll di\'er~e con diver-:e pt<ripezie, delle qua li l'A. fa la storia molto intr r es· sante, che si lel!ge d'un 611to come il capitolo d'un romanzo. Il primo impianto avv('nne in te rra nemica, cioè in un piccolo villAggio ru,:so; il secondo pure in terrn n e mica. in una. fattoria; il tt•no in un grosso borgo della Galizia; il qnarto in uu giuuasio d'una città che non è nominnta; i l quinto, in un convento. Il ri cordo dt>II'A. si ferma con compiacenzA. ne l d~>scrivere i ùue ultimi impianti (nel ginnasio e nel conven to ), in cui la salubri t!\ dei luoghi e la disposi;done dei locali furono condizioni oltremodo favorevoli nll'nllogamento dt>i feriti e dei mnlnti e alla loro cura, che sì potè compiere con tanto agio quanto si sarebbe avuto in un ospedale stabile. Queste non sono che pngine sparse del diario d'un utlìcial<· medico: mn quanto vnlore esse hanno nelln storin modestn, e pur cosi glor io!<a, d ~ l corpo sanitario militare nella gue rra p resente!
. :..·
RIVIS'l'A DELLA ;,.TA.)JP.-\
~tEDlCO-~ti LI'rAR&
E~TERA
.
•• V LISTE DER GEf"ALLKSEN, Y&nw~,;:~WETF.:-1 UND 1\HA~KF.:-; quinto elenco delle perdite di ufliciali med ici comprende: Per l'esercito austro-ungarico: ufficiali m ed ici morti X. ~~ . • " feriti " 15. Per l'esercito tedesco: utficiaJi medici morti N. 15, ,. 63 . feriti
..
ARZTE.
-
Qu~:,>to
.
•• C'I:IOLKRA lM FnoNTBEnErCBE. EtNIGE RAsOGI,OSSKs ZUR PROPIIYLAXE
lera nella zona del f rcmle. _\-ote slll/a
(TI co-
projifa~>si).
Vo n Oberarzt D.r E'IIL Gt.AS. - L e osservazio ni citate in queste note non sono numerose (q unttro), ma bastano per dar modo all'A. di fare alcune proposte relative esscnzi n.J.nente: alla n E>ceEsità di prov;edere le unit:'l. sanitarie di d i visione e di l>dgrtta di veico li S!Jt'ciali per mnlnttie infettive (lrtf.-clionswagerl) con un personale ben istruito p.,,. l'immediata disinfe.-;ione delle deiezioni; a ll'impianto, nella stes;;a zonl\ del frontt>, di baracche p e i colerosi, com ple tamente attrezzate e po-;te so tto la protezion· della couvenzione di Ginevra; all'impianto di laboratori l>atteriologici n e lla zon ~ delle tappe dove sia possibile fare sollecitamentP la diagnosi di colera; all'opportunità di r endere subito riconoscibili alle truppe combattenti tulte le casa le C>\· panne, ecc. in cui fu r ono trovati t"ulerosi o individui sospetti d1 tale malattia: il che, secondo l'.à. si potrebbe effl'ttuare mediante un segnale (per esempio una banderuola bianca e nera) da appor;oi n ei detti locali . .Ma le proposte, per quanto utili, non sono sufficienti, conclude il dott. G las, a scongiurare il pericolo d'una dilfus ion<o: in guerra, e soprattutto sul fronte, gli ufficiali medici dovranno essere sempre pronti ad improvvis are i mezzi più ad•t tti per rendersi subito padroni dell'epidemia.
INGHILTERRA.
J OURX .AL OF THE ROYAL .àlUIY ::\IEDICAL COHPS. Dec~>mber 1Ul4. (Questo
e )'u 1 timo fascicolo pervenutoci alla data d 'oggi . ~OTES ON TUE BACTERlOLOGY Ot' 1\"0UNDS. {NofP .ml/a batteriologia delle f erite'. By lieutenant T. H. JvsT. - L e ricerche, i cui risultati sono riferiti in ques to articolo, furono compiute dall'A. sui militari f eriti, ammessi nell'ospP.dalc 11. 12 impi:tn tato sul campo delle corse in Rouen. Tutti codesti pazienti, tras portl\li coi treni d'ambulanza, provenivano dai combattimenti della Marna e dell'A.isne. Ecco le CODclusioni del lavoro, tanto piu degno di lode inquantocbt., quantuuque l'Seguito dal dott. J ust fra innumerevoli difficoltà. di tempo e d i luogo, è riuscito limpido e preciso come se fos~oe stato fatto nella tranquillità. d'un laboratorio. La sorgente d'infezione delle ferite è la pellE', le cui culiure anaerobiche fanno rilevare la presenza dello Staphylococcus epid~nnidi:; albus e del JJacilttLS coli communi:1: i quali germi infettivi sono comunissimi sulla pelle di que i militari che giacquero su terreni inquinati.
u -
GiO>"tlale dL mtdieìna militare- fase. 111.
Rll.bTA Tlf·~ I.LA STAMP,\ ~n;nJCO -MILJ'J'.ARE: ESTEIU
Le 1\Ulture nnaerobiche tratte da alcun•• ferite contengono un groSSI) bacillo po,ili\•o nl Gram , che si t l'ovn nel suolo: carattE11·i di tali ferite sono il fetore della loro secrezione e la gnngrena dei tessuti immediatamente sovrastanti a lle ferite >.tes:;e. Che questa g:mgrena sia prodotta dal bacillo anaerobico ò provato dal rapi do roiglionnnen to ottenuto coll'uso Jell'acqua ossigenata. E'laminando i eMi di ferite gangrenose, s i r imano colpiti rla.l fatto che esse hanno tutte sede nelle gambe o n ell'uddomr>, ~ai\'O due o t.re casi nel palmo della mano: il che fece supporre che il germe inf<'ttivo fosse 1m m icrorgan is mo del suolo. pa;.snto, c,)} fango e col sudiciume sulla pel le degl'individui, esercitando in modo specia le In sua azione d eleteria sugli arti inferiori e :;ulJ'addome, che i sol· d:~Li non inglesi bnnJLo quasi m:ti l'oppor tunita d i lavare, a ddl'.,renza d i questo avvi.·ne per il capo, In faccia e gli ar ti :-upe rior i. (~ucsin breve ser ie di casi parrebbe d i mos trar<> che l'infezione delle ferite n on i>, iu gener ale, molto vi rulenta. e che i guasti mRggiori dei te~su ti son prodotti p i il dalla violenza d(· li' urto d ei proiettili cl 'artiglieria e delle pallottole che d n l germe iofetti,·o.
..
• • 'I Il E 1\F.RU l:'O R A SliOI\T POR)! 0 1-' S1'ltl.:TI'liF:R .l-'o R t;,;E IN TIIE TRb:J)WAF.::.. !Circa la IJI'Cessità di adottare u na barella co1·ta nelle friu ,..ee). B.'· captain c:. ]{. .AuI~HF:Y. Qlesto t ipo utilissimo di barella, corta e soli<la, eli cni qu•·st a rti colo dà u na descrizione complP.ta corredata da cinq ue fignrC' 1 s'i mpone oramai nello guerl'e m udct·ne. io cui la t rincea ha acquistato una cosi g rande importanzA. L'argomen to è dt·gno di studio ; e quesuo breve n otrl de l collega inglese può costituirne u n b uon pnnto d i partenza.
.
.• 'IHE l.A:\CET. X.:!, ·1 e 11 . l!•liJ.
~rm: I'llll'I ' F:SS ('IIRISTIAN MOTOR J,ABORA'I'()I! \'.
( A ufomobiU- IaiJO•·atorio « l'rÌII·
T'er gen erosità d' un anonirno è stato donnto a l ~[inist..ro d 1•lla guerm ingles() tm laboratorio battt~riologico completo a cui venne impo:>to il nome di « Priuc()~S Chl'i~tinn moto1· laboratory ~ e eh<· fu d,,stinnto jJCr il ser · viz io :-ul f ront e. La direr.ionu di que;to labornto J-io. che i_· de~tinnto - soprattutto pur la sua g rande mobilità - a r ender e impon..... ti servizi d urante la gnerra, è st:\ta affidata al cap ita no medico <irny professore alla scuola med ico- mi liiare. L'anicolo è ill u~trnto da tlue figu re, neltn p rima delle quali ò riprodotto J'estemo dc\l'nutolllobilc : e, 1JCI1a seconda l'i n terno colla maggior Jla rte d ,·gli ap parecchi scientifici di cui e dotato il laboratorio. f'ÌJ'•' S><rt ('ltl'i.<fimw l>). -
*~:
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'fnl~~('!l ST.\TIST!CS OF TIIE WOU:>'DED. ( :{trJfisticlle (1·ancesi dei (rritiì. -La dì· rezione del sen· izio sanitar io franci'Se ha pubhlirato recentemente il per cento <lei militari frnnresi fl'riti ne lla gu()rra attuale. i quali sono, o snrn nno prob~>bi l men te, in gra lo di riprendere servi~ io, facend~d :-eguire anche il per cent o dcgl'inaloili e .!oi morti i n segLJito alle f,•rite. E d a notnrsi rhe la pubblicazione porta. la d.1t:\ dc:\ 1" dic<·mbre HJ I.J : r, uo p. 100 Feriti ritornati ultimame nte sul fronte . :!1.50 p. 100 Feriti o convalescenti in cong··do tempnran<·o
tUVl~'TA
DELT,A STAMPA MEDICO·MILITARE
EST~RA
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.F el'iti in cura all'ospedale . 17.40 p. 100 Congedati perchè inabili a ulteriore servizio. 1.46 p. 100 Morti in seguito a ferite . 3.40 X o n s i può non riconoscerE' che tale statistica è molto lusinghiera i ma si t ratta di un solo elenco.
TI! E :\F.EO OF THiil Alt~!\· POR MEDICAL OPr' IC~~llS. (L'ese-~·cito ha bisogno di uffì· L a vera. strage di medici militari compiuta dl\lle armi da fuoco e dalle malattie durante gl i otto mesi di guerra, rende sempre più evidente e dolorosa la loro deficienza numerica presso le truppe com b~tttentì. e ne (là una nov~lla prova la seguente lettera aperta diretta al 7'/te Lancet dal direttor e generale del servizio sanitar io militare presso l'esercito del Regno Unito.
ciali medici). -
Ministero della guerra, \Vhitehall. S. \V. Si!Jnore:
:'arò g rato alla S. V. se vorril permetterm i di esporre nelle colonne del sno giomale la no9tra situazione presente riguat·do a ll'impiego di medici per l'es.er· cito. ~ssa è, in breve, In. s~guente : 1° La nece:;sità di avere medici disponibili, tanto per il Sl"rvizio mctt·opolitano 'luauto per il corpo di s pedizione è impellente '1° Si ha specialmente bisogno di pratici generici, ma sarebbe pure desiderabile l 'ope ra di chirurghi esperti, di oftalrnologi, di radio:ogi, ecc. 3° I medici fisica1nente idouei a l servizio e che lo assumono volo11tariamente, avra nno subito un impiego. J.o Pres(mtemente - salvo casi speciali - non fu rono m1wdati presso il corpo di spedizioue medici di oltre ·10 anni i ma. pl"r il servizio metropolitano si accetterebbero anche di età più avanzata. o0 Non si ha intenzione d i privare il paese dell'opet·n dei medici; ma si fa a ppt·llo a tutti coloro che, potendo senza inconvenienti tralasciare i loro servizi ordinari, si rendano conto, in questi momenti, ddl'assoluta uecessita di rinv igorire le fil•· <lei !'anitari presso il corpo di spedizione. È questa realmen t e un'esig~nza nazionale; e si lm fiducia che il corpo medico, il quale ha dato sempre pro>a di abnegazione, vorrò. a nchl• nelle a ttuali circostanze, coadiuvRI'(' le :tutorità responsabili. 10 marzo 1915. AU'ItED KF:OG
Direttore !Jenerale di'l set·1·izio ·'·anila1·io milita1'e.
...."' A:< !'J'J' YPHOID lSOCiJLAT!Ol\ ( VaGeinazione a11lilifica). - ll:ì\1 ini,te ro d ella guerm ingJ;,, e pubblica un elenco indicante la distribuziotu> dei casi d i ttt'o tra i milit a ri .) ... \ co t·po d i spedizionE' tenendo conto d egl'individu i non Vllcc iuati, dei vaccinati i n modo completo . e di quelli vaccinati par~inlmente. F ra i non vaccioati s i e Lber o 350 cnsi con 48 morti (13.3 p. 100): fra quelli m !·cinafi I'Omplelamenl·;.. (d ue do~i ) entt·o due anni, 111 casi con 1 morto (O,l-J p. 100) ; fra quelli J>ar.: ialmenle inoculati (una dose), l :lr; casi 1 mor to (0,72 p. 100).
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RlVI~'l'A
OF.r,J,A STAMl'A lH:DICO ~IILITARE E ST!';RA
FRANCIA.
1tEVl JE SCIEXTIFIQUE, 2·9 ,Ja nvier, l lllf>. L'E)Il'I,OI DE LA T~I:->'J'UIIE D'lODE SLIR J,E CIIAMI' DB BA1'.~1LLE.
Par le ]).r Lasciando d9 phrte le critiche e le proposte c irca i vari morlelli d i fia lin<·, riassumiamo •:iò che l'A. espone circa le modalità d!>ll'uso della t intura di iodio nelle feri te di guerr a . TI J,andrieu compr•' Jhle in d ue capitoli le norme da ~egu irsi nell'applicare la. medicaturn a lla tilltur~ di iodio, CApitoli, ch11 ri;>i<><umf' :·emo b re\·emen te sembran docì che l'argomento mt·riti d i richiama re l'attenzione d ei colleghi. L .\:SDIUEU . -
CIO f'll8 BISOGNA l'AnE:
l 0 La ferila dm·r· e~.~ ere medicata il piì1 JIH!slo JIO.~~i/AlP, gi~ccbè l'azion e <Iella
tin tura di iodio è t anto p iù efficace quanto più la sua ap plicazione è precoce : infatti la s ua Hzion e è p i ù prevt•nti,·a che curativa; donde lP. n ecessità d'usarla fin dalla fJI'illla m etlit·atn1·a 2° La f erita ~m·à p ew u·llata seuz'alcwta (riz ione, et:ila ndo di passare pii! Tolle snllo 11fesso posto : IIA ='TA UN Sù LO wntATO. Il tampone dovril penetrare n elle anfrattuosità d el h• ferita stessa, pur procumn·i o che la tioturn. d i iodio s'accumuli nt• lh~ parti declivi. 3° J.a pe•mellazìone clom·à com prende·re tutta la ( l'l'ila e il stto contnrno clltan~o. s01·passando n ettamente la rP.,;ione r;he sa1·ì1 COfHWi a dalla m edicatw·a. Per im pedir e lo spostamento de1la medicatura durante il tras porto e per evitare l' infe~ione secondaria della ferit.a 1·icoperta in tal modo. sarà bt-ne q u nndo ciò · sit• pof;Si bile- di mante1wre in pof;tO le com pre!";;e non soltanto pe r mezzo di fa,:re, ma anr,he con striscie di cerotto, o me>glio, fncennola aderire ai contom i della. f1•ritn mediante un liquido apposito - per esempio l'agglutiuolo - spalmato col pennello. 4° Per qur>sta meclicat1tra non ci :;i don·à servire che di materiale asettico e preparato a s ecco. 5° L 'ap nlicazione della tintu,-a di iodio so)1ra w1a (e1·ita donà esse1·e fatta a inti'Tvalli piutloMo {UIIfthi : pe r esempio il 1~, il ·2°, il 5• fl 1'8 giorno, giacchè l e n-ppl icazioni più frequen t i producono eritemi molto dolorosi. G0 L 'uso w •fla lint11 ra di iodio non clot'l'à. e::sere esteso alle ?'l?!tion i cle!ic·ate, ]Ja?·ticolannen le all'occhio 7° Son bi.,O!JIII't'<~ SPI'J'il·si che di tintura di iodio 1·eaute (come quella che si p uò p repa rare estemporAneamente colle compt·e!<>-e che sono ora in commercio) o i l/alterabile. vale a dire in ~olu?.ione iod urata o bor atn. La tintura di iodio a ll'l: 15 o quella all'l: 20, è m eno irritattte di qne ll!\ delll\ .Farmacopc;a all'l : 10. 8° Applicati\ la tintut·a di iodio, la si la:<cerà seccare prima. di apporre la. m ed icazioue. U0 Si atlcnuerh di mollo il senso di ln·nciore prodotto da.ll'a.pplicnzione d ella t;ntura di iodio fat·o,-enclo l'c~:apomzio11e ?'Q}Iida dell'alcool con 1tn'ene1·gica 1·enfi l'tzione. (.'1ù Cll li: ~O:-> S I DEY~: ~'AllE: 1• l:l'ila1·e la la,·atura pt·twn t ira cb•lfa (el'ila . in specie cou :11ntisettid (acqua o5sigenttta, ~oluzione d i sublimato), i qua li impcdi:;cono la penetrazione del iodio
RIVISTA Dli:LL.A. STUl PA MEDICO·MILITARE ESTERA
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e d an -luogo a combinazioni chimiche pe- ricolose. Ln tintura di iodio sarà applicata dopo una semplice pulizia a secco mediante una com pre.:;sa o un tampone a;;ettico. 2° Non bisognerà. mai servirsi di tintura d i iodio vecchia, la quale può contenere acido ioclidrico molto ca1,ts tico e prodotto dn.lla reazione del iodio sull'alcool: n è d i quella couse rvata in boccett e non ben cb;use, o vet·sata in r ecipietJti larg:~.mente aperti in cui l'evaporazione l'a}1ida del l'alcool in pochi minuti produce un dannoso aumen to nel titolo del iodio ( da {
a ~),a c ui s i dp ve attri-
buire la maggior p:ute dei eMi di vescicazionc, che si fa erroneamente dipendere dalla tintura di iodio all'l : 10. S" i:: cosa nociva il cop1·ire le ferite, su cui si è applicata la tintura di iodio, con co1npnsse 11mide o i mbwttle eli sostanze a11tisetliche, in part icolar modo d i su blimnto (formazione dl iodato di me rcurio, molto initante) (1). 4. Se la regione è .:operta di peli, s 'eviterà. di adoperare il rasoio, ma si ri· correrà a lle fo rbici o ad una macchina tosatric(,, 5 . È da s consigliarsi l'aspers ione o la vaporiz zazione della. tin tura d i iodio sulh• ft:rita, perchè non né permette la r ipartizione uniforme. nè la limitazione prec·isa, ch e è cosi n ecessaria in tali casi: il solo metodo pratico è la peuaella· tura diretta, (Ma di ciò noi dub itiamo fortemen te, sembr·ondo~.: i pref'eribile il sistema dell'aspersione). Bisu,IJII(). assolutamente astenersi dall'imbe1·en& di li11tw·a di iodio le COntJmesse della m edicat m ·a, giacchè s i produrrebber o, in tal modo, lesioni gravissi~e e perfino lo sfacelo - della r egione.
••• PARIS ~EDICAL, 30 Jauvier, 1916. T ttA ITJmE:S'l' DES BLESSU lH:S ET Dè:s BLJo:ss~::; SUR !, E Cll.-HIP l)E BATAlLI.Iò: Par le Dr. V. Pauehot. Premesso c h e la ch irut·gia del campo di battagl ia è soprattutto a;:tensiouista, e cht· gli scopi essenziali del medico militar e son quelli di dnt· sollievo ai feriti, medicarli e sgombrarli, l'A. espone con molta competeuza, le norme da seguirs i a secondA. che bi tratti di prestar l'opera propria s ul campo d i bat tnglia, Ill posto di med i,.azione, ull'ambulanza (per no i, la sezione di sanità) e n ell'ospedale dn. c;,mpo. ~- CUltA DE l }'ERITI SU l. CA)IPO 01 BATTAGLI A . - Gli ufn ciali m ed ici e i portaferiti sono sulla linea di fuoco duran te il cornhntt imento per l'Occo rrer e i fe ri ti e farli trasportare all'indietro. P e r cerca re d'evitat·c l'azione del fuoco micidi:de del n emico, essi utilizzano gli ostacoli àel t erreno, avanzando n shtnci successivi o si fermano in quei punti dove son raccolti alcuni feriti (nidi di fe~i ti), e llt, d ietro un ripiegamento dd terreno o in un fosso, s ta biliscono una speci<' di posto d i soccorso d 'urgenza. Il mater ia le 6 costituito dal pacchet-to iltdiv idtude e dai
(l ) L 'A. fa a questo punto un'osser vazione molto importante che deve ri~hio mn re la no~tra attenzione; e cioò che, contrariamente all'opinione comune, la tintura di iodio det·'e,8ere co1~ervata i n boccette di vetro bianco e a llo luco del giorno, poichè -quest'ultima impedisce fino ad un certo punto la decomposizione dell11 tinturt\ stessa ~ Il\ formazione di acido iodidrico
RIVISTA O.,;LLA STAMPA MEDICO·MILITARE ESTERA
pochi ogl.(ctti di medicatura contenuti nella tasca tl1•i portaferi ti. L'inr arico oli ultimi e dei medici si limita: l. a po't'Stare al ferito i soccorsi più urgenti (Jargli drt bere, combattere la sincopi·, sbarazzarlo dell'equipagg iamento) ; ~- ad npporre s ulla ferita il pacchetto di m edi cazione; :3. ad applicare sugli arti fratturati un a pparecchio d'immobilizzazione o u n!l sem pl ice sti'CCa; 4. ad applicar!' in caso d'emoll'agi~•. un apparecchio emostatico pro n· isorio. Quest'ultimo è rappr escutato o da un laccio di traliccio, o da uu fazzoletto, o da uua cra.v1ttt a, che si annoda alla radice dell'arto, Il clw può esser lasci>~to iu posto quattro o eill'JUe ore senz11. pericolo di gangrena. Do?O un tale t ermine, b isogn a che il medico ap!Jlichi una compressio ne sul trngiLto dell'artf'r ia o cbe •H O fnccia l'allacciMurn. 2. (' u HA O Et n: l! l'l'l M. l'ùSTO ua :IIEDICAZI0:-11': . - Il posto di m od ica:>.iooo, c he ò la formazione !lanitaria r eggimentale, s'impinnta :lll'aperto, presso la lin en di fuoco, in un fo;;sato o <iietro un muro. ICiò sembra poco consigliabile, e parer nostro. giltcchò i proiettili d'artiglieria possono far rovinare il muro sul posto da m•!dicazione). La chirurgi a da farsi in qtwst'unitit sanilariu è semplictl e rupi d n, ronsistcndn in medicazioni f' in immobilizzazioni delle fr:ttture. L'ufficiale medico dd po,t•> di mlldicazioue donà conformar~i alle regole st>guenti: 1. Avere le mani bl·n pulite e conservarle t ali : <ju in<li a ccura to taglio delle unghie, 1:\\'alura con sapone e pennellatura r ipetuta olcllo ditu e d••ll e u n~hie •·on una !loluzione alcoolica al 5 p. 100 di iodio Que,.,!a c!isinfe;done i! pratiraruente !.ullicicntl': n&, del resto, l'i potrebbe fare •li p iia. ~- :\on mai e,plorare una ft!ritn allo scopo di cercare u11 corpo e-<tr .• nco o di fare una disl{uosi. :5 Con~idernre le ferite come n ••n iufette; e p e rciò n e,"una lnvaLur,, anti Slll tica, non sbrigliamenci, non drt·u:t~;~io. Jmpedin·. invece, ch1• esse s'.ut'•·ttino ulto·riornal'llte : al •tuale sropo, si pennellerà la ro·gione ,·icina con t iutura <li ,iodio. si m•lcrn.noo 1 contorni della f.,rita e si copr ir:\ que:st' ultima con unn nwt!acatura. (:O: u que,to puuto, non siamo d'accordo intemmcnte coll'.-\. : s t ll beni~<<>itno la no rma di non fare lltvnturo nò slmgliameuti con d t·ennggi cou~eruti\'Ì; ma ci ~•·tu bra m agllor cou-<iglio considerMe le ferite come infette e t.rnttarle collu tintm·,. di jodio, la quale n on va limitata ai soli dìutorni della l e~inne ). ·1. .Fare init·;(.io ui ipoderntiche d'acqu a salata ai feriti ro n (•morrngia. :i. Fnre un'iniE'?.ioue di ntorfinH ai f•·riti in i;;tato di s hock. (Anrhe que•·to provvcdiull.'lt to è l!isrutihile, o, per lo mello, non !'lÌ potrebbe arl ottnllu a "llOl' leggiero in tnUi i cl\,;1). A. l-'l 'l'l/t· c/l·yli m·ti - ~n si trutta d'uoa ferili~ t]o·lle parti molli st•nza em01·· r~gia, radere il contorno d··lla ferita ;.t..ssa e pennellare con t.i u tura di iodio, appli•·audo poi una medicatnra n'ietrica. :"t• v'hl~ emorragia, pulirr la ferita l' tamponante il Lrn~1tto con garza, sping•·ndola median te unn soucil~ scanaiA.ta. PI\~Sn t!\ alln fiarnmn: po-.cin \'Ì si applica sopra unn meJicntura compressin1. al cotone, c al tuUo si sO\'rappone ancora un apparecchio emo,tatiro prov visorio. Il ferito poll'à rusi giuugertl S•·n;m incom·enicoti nll'o!"perlnle da campo dove si fai(\ la legatura del \':r-o. :Se si tt"otln d'una. lesione nrtl'riO-<Il eh•· abbia !Jrodotto un ematoma nn~·ur "'n•nta·o dillu!"o, il chirurgo si limito•Jà a pulin· Il\ t't:rita ~· nd appli can·i UDtl. mrJicatura cumpre~si\'a , Se si tratta d'una fr.. ttura. non prnc!•dt•rr oò :d amputA7.oone ni: a re,.ezaone. quc~tl
RIVISTA DELLA STAllP.A
~IF. DlCO·.loliLITARE
E~l'ERA
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qualunque sia la grnvita della lesione. Radere i peli, pennellare con tintura di iod io i contorni d ella fe rita o imn;obilizzare l'arto con stu.:ch e o con pezzi th cartOne. Se si trntta d'una lesione articolare, curarlt• come una frattu ra esposta, ,·a le a dire con una semplice medicatara occlusivu. B . l·'~ rile del C1"Cin io - Sia che s i tra tt i d\m proit•ttile o d ' una fr.~ ttu rA. esposta. hmitarsi a rad ere i capelli, pennellare la pelle con a l<'ool iodato e applicare una medicatura. compress iva. C. P e-rite del collo. - Se vi ha emorragia, fare un tamponnmen to serr a to clell'a: teria. tie si tratta d'una ferita dell a laringe con mjoa ccia d'nsfi,:sia, proc<Jdere A. ll:\ tmcheotomia . D. F erile d~l torace. - R adere i peli, pen n ellare i margini d ella ferita co n t intu ra di iodio, e poi A.pplicare collodion e una fasci11 tura bene stretta. E. .Ferite dt'/l'adtlome. - Pulire la ferita e app licare, com" pel to race, unn fascia tura occlusiva. ben aderente. 3. Ct:R..\ DEl t'EIIl'l'l .u,t:,utiiULAXZA. - L'am bulanza è destinata a s os t itui re il posto di m edicazione dopo il combattimento. Il suo scopo consiste s oprntutto n e l lo sgomberare ptr quanto è po.,sibi le iferiti senza fare operazioni : perciò i medici che vi sono addetti srguiranno a uu dipresso l e stesse norme in d ica te per i posti di soct·orso. 4. Ct:RA DEl FERITI ALL A~111,;LA~ZA Bl~l0lltr.IZZ.\1'A (che corrisponde press'a poco al nos tro ospedaletto o ospedale da cam po). - In que.,~'ultimo scngltoow del -ervizio di prima linea , Il\ cond izioni dell'unità sn nit:tria si av>iciua no a 'luclle del tempo di pace. Pnr tu ttavia n on >i si praticloerA.ono che le operazioni d 't!Strema. urgenza, limi tanJosi quasi s empre n medicare le ferite e ad immobilizzare le fratture. Ecco le r egole che s i constgliano ai medici clu· vi sono aù,letti: R i veder e, disfare e rifare t u tte le medicnture ; vale a dire, t ogliere le coml'r~,se dal pacchetto individ uale, r ade re i p oli per una larga estensione, p o•nnellare d i nuovo con t intura ùi iodio la ferita e la pe lle. Estrar r e soltanto i proietti li e i corpi estranei che si trontno din·ttnm~:ute nolla feritA. Fare i l d reun~gio di tutte le f:!rite asettiche nei m ini mi ango li. ~on proccdert n è ad amputazioni nò a re~ez ioni: lim itar:;i n regolarizzat·ele t'erice. Cambiare tutti gli apparecchi per frattura e sostituirli con altri di ge"-ì~ o o;imili. Fare 1.- operazion i urgcn ti, e cioè: estrarre qual ch e co rpo est ra uco, r•·golarizure i lembi, procedere alle allacciature dei vasi e a lla t rHpana ziouP. Non fare la lapa rotomirl n elle ferite penetranti. CjJ:\CLUStO~E. L a chirurgia del campo di bA.lhtglia è essen;~,inlm •·nte n,;tens!oni:>ta, e la part e principale vi è rn.ppteseu tatA. dn lle mttlic11zioni e du lie imurobilizza;doni. E ssa è, in fon do. una piccola chir·urgia, ma ciò n on toglie che. P•'l' ~uo mezzo, la mortali tà e le malattie consecutivo n on siano jliminuite in proporl ioni a ssai maggiore che colla. g rande chirur~ia del passato. 1
LE CAlJCCEE. F ti vrier et mar~. 1915. L g :,1\' RE D'OR DE LA btEDECINE mLtTAIRE. - 11 :20 geuuaio u . !'.• alla SocietÌI di chirurgia, il Dr. Tuffier. presidente, ricordò in uu suo pntriottico discor~o le tradi zion i dei vecchi medici militari che correvano in soccorso jlei soldati caduti
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111\"I:.T.\
DEl, LA. ST,\:\II'A li EUICO- :\lll. lTA IlE F.O:.TBHA.
~ul campo Ji IJnttaglia;
traèizion i che fm·ono vnlorosamrnte se~uiw <lagli attuali ut'tidali medici, sulla cui con•lotta n ella pre~unte gut~na espres..,e il sPguente giudizio: " 11 corpo sanitario francese ha tenuto alta In sua lradiziow• di cora!lf!ÌO. E un grnn de onore, ma un onore molto pPricoloso, qudlo dei IIOitri colleghi che pn·stnno ~el\·izio sul fronte, ed è perci<J tanto più meritato il cord iale saluto c he voi avete lo ro indirizzato. Ecco,· i Jel re... to le prove: .. Alla fiml di dicembre, dei lif>UO u1'tjclll.li uwdici sotto le armi. 9tl figurano fra gli u(·cisi sul campo, 2GO tra i feriti, IJO tm i di<;pers:, 007 tnt. i malati; vale a dire uu totale di 1:100 fuori cornbatLimento. In lntti i gradi. lo stesso coraggio: infaLti »On rnorli rln vnloro;;i I·.J. u1'ciri ali mo1lici superiori, ()0 u!'ticinli inferiori, llf.i ausiliari : senza dire chll è toccato proprio nl corpo stDiiturio il 1'eco1·d delle fcriLl', com'è pr·o,·ato dal maggior·e medico .Decle rc, il qwde fu r ialzato pre;;so M···~i&rcs cou \J7 f<!rite oli shrapnells 'l'ali souo. nou le perdite, ma le generose otr.·rte dol corpo m edi co alla liborazione della patl'ia. • Il comando ha sanzionato r ecentemen te il cora ggio e l'nl.lllegnzione degli uf· firiali med ici: 1;15 cita?. ioni all'ordine tlel giorno doll'e~c rci to; lo croci di ufHciale e G:'l di <'avaliere d<•lla L egion d'onore; ll ))lf•dayfip mili/ari. " Ed è que«ta una bella pagina di storin che la medic1 na mr litnre fr:urce:<e uggiuu~e n l suo libro d'oro». )la. proprio a f&.rlo apposta e mentre il corpo sanitario militare f~auce:<e si copre rli glorin sui campi di battaglia, la burocrazia ha. d i~po-.to silenzio<amente che il personal e di'gli uflicial i sia dinso iu due categorie : l'unn tletta degli c ufririuli di truppa c de~li Stati maggiori,., l'altm de~li c uf1iciali d ei servizi • ; e per distinguerle praticamente s i son dati al primo gruppo, distintivi in oro. e al ,,•condo (a cui apparten!;OUO pur!' i medici) i distintivi d'arjlc nto. La qualo disposizione ha inrlotto il Dr. J'ey mux, deputato della ~en na-Inft•rio re, a rivolge r e n! :M r n i~t ro della guerra un'inte rrogazione. cou cui !'gli cloicde : « t;e il )[inistro non r•tenga opportuno revocare la t·ecente circolare che riserva e..,clusi,·arneute i d1s tintivi d'oro agl i ufficiali detti « combatt(•nti,. e i distintivi d'nrgento a qut>lli detti «non combattenti,.; essendo climostn\to che. insi!'mll colla t'antel'ia, il r·orpo s:'nitario militato ò quello che ha dato Il continua n dure In più alta pt·rccotnale di morti e di feriti fio dal principio della guerra ...
HIVLST.A. J\li~DI C A H111> 1~.
- D la.g-nosl d ella febbre-tifolde i n oampag-na zinisr·lu• ll"ocllelt~clwi(l. 8 dicembre 1!111).
( Jl iinclle11er .lfedi-
L•t. no·rt·s~it:, pe r una rapida e accurata tlingmhl della febbre-tifoide, in prima linea. ùa buontl opportut11tl\ per s t ama re d ,·alort• ,Ielle r•·a?.ioni impiegate nella pr11tÌt'n os peolnlicra. l\el suppltlmeuto mthtnrE' rlr qu• -to giMnale l'a. espone le
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RlVIS'r.A. ?tiEDICA
sue esperieu7.e in 100 casi di questa febbre, ~d è così soddisfatto delle reazioni urinarie che n on dà alcuna importanza alla siel'o diagno'li. La diazo-reazione di Ihrlich e troppo complicata per poterla adoperare in simi)., circostanza, m•l la modif:icaziooe di \\'eiss a l la diazo-reazione non si presta a questa oi.Jbiezione. L'orina viene diluita fino a che il suo colore :<compare quasi cowpletameute: a quest."'- diluzione (abitualmente fatta con l'11ddi7.ione di 2-3 parti tli acqua) vengono aggiunte 3-10 gocce di uua. soluzione di perruauganato <li potassio all'l p. 1000. Se la reazione e positi'va appare uua. distinta colorazione g ittllo-a.urea, dovuta all'o~s idaz ione dell'um-ci·owogeno, W>rmale costituente dell'orina; se l~a reazione è negativa. o non vi ha cambiamento, o invece si ha una lieve colorazione brunaStra. In tutti i casi nei quali la vecchi>L diazo-rea.zione dà risulti positivi la mo~ificazione di Weiss riesce bene. Nei casi duùoì ( lO p 100 della c>o"istica di ,Rhein) coll'originale dia~o-reazione, la modificazione di \Veiss era positiva. CtAUHI.
G. Kt,E)tPF:nF.n. - La. pJ"ognod delra.rterio-scloro•i - <Di,.. Tlwmpi'! da Ge:Jt:.tHcart, n. 7, 191-!).
L'A. distingue t r e stadì del l'art<>rio-sclerosi: il ! 0 , iniziale, caratterizzato da seno;azioni dolorose carrliache. a.s!'\ociate tulvoltn a fenomeni di eccitamento cardiaco, da accentuazione del 20 aortico. talvolta d a rumore sistolico alla base. t :tl,olta da dispnea psichica e d:\ aum'!oto della pressione periferica: in quasco 1° stadio il decorso non ha limite e l a prognosi è favorPvole: il ::2° stadio, cara.tt~:rizzato da dilntazione del cuore e t alvulta dell'aorta asce1:dente e discandente, spesso da soffio diastol ico, da sintomi subbiettivi, simili a quelli del l" stadio e spesso meno acceutuati. da frPquenti irregola1·ità del polso, da aumento della pressione san~;uigna; la prognoo;;i è ancora relativamente favorevol~; il 3° stadio, caratter izzato da insufficienzll cArd inca, asma cnrdiaca, angina pectoris, edem i: la viln del pazieute è seriamente minacciata; cattivo significato prognosttco ha specialmente l'angina; iu tale sta•lio non è t anto la diffusione dell'art t:rio-sclerosi alla periferia elle ha valore, quanto inve<."e la sua Jocaliz?.azione all"aorta ed alle coronarie; maggiore signil:icato ha la gangrenR delle dita, l'apople::;,.;ia cerebrale: in quest'ultimo senso le emorragie lievi non sono sfavorevoli per la progoosi, quando esse so no in scarso nuwero; ma se ge-nerano pllresi multiple. peggiorano la prognosi: particolare ~mvità per la prognosi hanno le vertigini, J"angoscia, i ronzìi. lo stato mentale, lo alterazioni cirrotiche renali, pancr•·atiche. La prognosi riesce tanto piu fnxorevole quqnto piu presto si riesce a combattere le cause d eli 'a rterio-~clerosi (i n fczion i, into..:sicaziou i \•nrie. a lcooli.:mo, tabngismo, slorzi sessuali, emozioni, anomalie se!'suali). Merita speciale c-onsiderazione la sitihde che è tra le cause più frt!q uenti dell'a rterio-sclerosi card inc••: in tali casi lo iodi o ed il mcr<." urio, se ben tollerati, suuo superiori al sah· arsan. P er :a terapia dell'arterio-sclerosi in genere Klemperer è fautore con>into della ~>ftìcacin della iodo- t e rapia, alla quale è utile associnre la cura ar.>CJticnle ~!'i-G gocce al gio1·;,.) di ljquore Fowlt>r). CtAII:t
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fU VI"i>'fA
~li:: !JIC'A
A. BM<L•>cco. Albuminurie non nefrltlohe di ,\Jedic. i ntema. 3 di cembre 1914).
( .\.XlV Cong>·. della ·"'oci<:l'èt
Tra le nii.Jnminurie non nefritiche oneritn.no di essere segnalate, come pnt nnvortauti, le seguenti : 1° nlbnmi nut·i a JH:rvosR: essa, già. riconosci uta sperim e n talmente (Bemard, Vu lpinn, Capitan, Boeri, Lus tig. Oliver, ecc.), è stata nell'uomo osser·vnta io seguito a commozione cerebrale, fratture dE'l cmnio, lesioni bulbari. epilessie, emozioni, fatic he intellett uali. ps icosi depres;ive, ecc.: la sua formaz ione è in rnvporto probabil LO (•nte a di>'ordi ni va:so-motorl e secrotorì rt-nali: 2° album in uria protubPrcola re (da t ubercolosi latente): essa. può e:;sere il 1° sin ooma premouit.orio del l!\ tubet·colosi (Teissier) : 11 ~<piegare tale forma bisogna forse pensa re ad un'az iom· del l!1 tubercolitut sul rl'ne : l'albumin uria prctubercolare oggi com prender~bbc, secondo Rey her, il 100 p l UO dei casi dell'ulhuminuria ort<>!.tntica lordotica, e secondo Ura.lier il 73 p. l UO dei casi; essa in g enere è ioter· mit tente, a. ciclo regolare, per lo più matti naie, si asEocia a leucocituria: 3° albuminuria d,, piccola insuiTicienzn cn-niinca, che riconosce come causa determinante un'in~ulncicn za lif: ve cardiaca, n oi! lt·gRt:l. a lesioni oriche o VR.lvolari, che s i può as~oci:. re anche n cilindrnr ia, e che può 1wer,.. i carat.teri, q uant o a decorso, delle albuminurie ortostatiche. ed a ssocia,r;;i a dilatazion e cardiaca (Dila l a fire Jfe?'Zsc/urliche di Mart in~), n fatti simili n quelli dell'apla!'ia cardio-va ,.;colare infan t ile (Trop(enllerz di Iteycr ), ul co~ur d e croi.~saltc•: d i Lommel. [Snxebh" molto i" tF>rA~sn. ntt• pratic11rP. in qu,.,;to s••n,::o t'ÌI'eo·<'he n ('i so lei:\ ti. N. ti_ I( . C' tA t.:lt! .
S .l.-..1<. EvE. - Panoreatlte acuta emorra~loa, oon osservazioni sull' etiolog ia d ella panoreatlte c ronica. - ( 1'11~ J.allt·l'/, Z gennaio 1:!15). L'autore r ileva c he 1'e~perienza eli n ir a ha d i lllO"tra to che la stasi intestina! ee 1' in ft•zione sono le cause p rincipali della pancre11tite, e l'una e l'altra sono per lo più in rnpporLo oou lt\ coleli t iasi. Eventu~lmente la pancrcn ti te a cuta pnò , . ..,_ ;;en• dovuta a ri gttrgito Jella secreziouc duotle11ale. Cna pnnc reatite a cuta c:h e n on te rmina. t'Rtalluente colla morte può dar luogo alla pnuc r~:ltite cronica o alla. sclerosi. Awdogu tn(·ttte alla pancro>><tite acut:\ la forma c.ronir.tt può e~sere in r a p porto colla colelitiasi, specialmente nel l:• calcolosi dt>l dotto ,;o m une che può i ntermitt~ntt>mente produrre la stusi della secrezione biliare e pan('l'eatica. Ln- gas troduorlon ito e l 'ulct•ra favori~cono l'm f'eziono asc·undente d el dotto biliare, e l a congestiono della papi l la può prorlu rre una stlsi interroittcote L'autorl' pn~sa i n ri,· i~ta i sintorui Jella pan<' rùatitc acutn. in loase aJ una nnalis i di ventiquattro casi coo~erurivi occorsi n t>gl i O!'J)Ildali d i Lond ra. e di ses~un ltl c:o->i r iferiti ùn. Didrich. Piio di una Juetil. degl i infermi ehbcro sinromi premonitor i: d i ,·uri R i nteusità, co,..tituiti da cri:;i di dolore in corrispondenla della porzione nltn dcll'.t•lùowe od unche in tutra h r·er;ione a<ldomin:de. l si n tomi della pancrl':tLote a cuta t'ÌPDtmno t1t.'l gruppo di quelli delle cr isi addomi nali acutt>, e r:b:.ùmigliano molto a quel li della pcorfomzione di uu'ul cem g><strica o duodenale, oppu1·e di u11a colecistite ca lcolosa o a quelli di uua perfor:ozJOue <lell'appcudict•: mo lti casi sono s tolti scam biati con ostrmr,ione :tcutn inttJstinllle. L'inizio è ionp rovi'Ì~o, COli l l [ l ne ris,imo dolore all'epigastrio, \'OtU ito p.:r::-ist•mtc, OJ·.Jinarialll<>ute stitiche;r.za, dit'e:;n adt!omimde e dolo re, tlistensione
RIVISTA
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~IE Ol•~ A
gt·ada.tamcnte crescente; il polso è frequeut.. e debolP, senza corrispondenza col grado di temperatura. la quale è talvolta snbnormale con collasso. L'infermo 0 in uno stato di tossiemia at,uta. La reazione di Cadmige non ha valore per la diagnosi; e l'operazione è in<ticat.a. quanto più pre~to è possibile. Il prvcedimento operatorio generalmente seguito è quello di isolare la parte inferiore del cavo addominale con della garza, aprire la piccola cavità addominale >tttraverso l'omento
gastrocolico, e di raccogliere accuratamente il liquido siero-sanguigno o purnlento: si pratica l'emostasi con tamponAmc nto alla garza o con l'allacciatura con catgut, lMcian,lo poi in pos to un tubo da drenfl.ggio: se si c ver~ato una quantità di liquido nel peritoneo, bisogna r.olloc~tre un drenag-gio al disoprn del pube. ~e vi è nna forte raccolta di pus, bi;;ugna fa1'11e l'aspirazione dopo ~tperta la cavità addomi nale. BAI.Ei!TIIA .
C. A. Mc . WrLLIAMS. -
Disturbi rUlesal dovuti all'appendlolte cronica.. -
(.lfedical R ecfYI'd, dicembre 19H).
.:\ell'nppendicite cronica possono mancare i sintomi classici ed ..sistere, iu~o·ece, dei fenomeni riflessi di varin natura che possono essl:t·o cosi classificati : Fenomeni d o lorifici a tipo colico nei bambini simulanti l'ulcera gnstrica o duodenale, oppure calcoli biliari; nausee; vomiti; eruttazioni; t ossicmi;t int~sti nal e con produzione di auemia, costipazione cronica o diarrea e colite; cefalee bilio,;e o tos· si che ; f e nomeni nl'vrastenici. ~el la ~forma di appendicite a tipo colico si può avere tutta l'apparenza. di un'uke t·a. gastrica o duodAnale, come pure tutto il quadro c!Ms ico dl•i calcoli biliari; semm notare poi che l'ulcet·a gast rica o duodenale come pure la litiasi b iliare a~sa i frequentemente vnnno a ssociate all'appendicite cronica. i"ellr1. forma nause0sa il solo sintoma può es~ero rappres.entnto d a unn nausea di medio grado cbe n on si aggrava col mungiare, ma che non trova sollievo u e i comuni t· ime•l ì : lo stesso d icas i del vomiLo. il quale può persistere luugamcute, in r apporto coi pa~ti o indipendentemente da essi. Nelln fot·ul a con eruttnl'.iolli si ha una mo]P.,.ta disten s ion e dello st omnco da gas, In qunle non si allevifl. ~e uon con l'emissione del gas stesso. Del resto si possono ave re svariate forme di dispe psia, con ipereloridl'io, nnaciditi•, t'd f•cbilia: ma orclinarillmente una lcggiern iperse crezione è il disturbo più frequente nell'appemlicite c rouicn. ~ella t ossiemin inte· .<tinale di origine append icolare si può avere una ll·ggient a.tHnnin secondar ia con i sintomi cbe l'accompagnano; in questi cas i i preparati di ferro a ggmvauo la ·~ondizione morbostlj bisogna invece agire con t ro la tos,;iemia iutesti nalc, ed in pat ticola re contro lo sta si. Nel t ipo intestinale di appendici te c rouica, e degna di nota una forma cara t terizzata dalla sola costipazione, accompagunta o no da vaghi sintomi gastrici; questa costipazione è dov•1ta a diminuita motilità per irrit a:r.ione r itlcssa di origioe appe ndicolare, ma vi possono essere ;mche esempi di aumeutnt~~ mocilità con dianen. Si è molto discusso circa i rapport i tra appeudicito e coli t<' ; non v 'hll du!Jl.,io che l'appendicite cronica può produrre la colite, e <'iò in tre modi; 1° per p1·opagaz.iooe del processo infiammato rio al cieco ed a l colon; 2° per alterazioni don1te ad aderenze del colon, da cui ha poi o1·igine l'alterazione e l'infiamm a· zione t.ld la mucosa; 3• perchè i materiali settici clt·ll'àppPndice si ri\Te rsano nel
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Rl\'1!'-1' l
~lE OliA
colou. :\l'l lipo bilioso o tossico dell'tlppen•lio·itl' si hanno cefa lee periodiche con attacf'11i eventuali d i nau!>c:\ e vomito. Que~ti ricordati sono i prinripHii di,turbi rilh•"si dcll'appeml icite cronica : ma nltd vu no po,sono e-.sere in rapporto con t'do formi\ morho~n, la quale può .,,_ sere m1·~sa in evidenza solta nto con un e~nme minmdoso ed accurato; l'asporta· z tone d••ll'uppendice in sifl'utti cn!>i hn di rt•f;ola per ctl'utto In cessazione di ogni disturho. B.u.EWruA.
RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA L. Dun.1sn;. - llldaziont e fatti sul trofltmo nervoto tlmpatloo. vista ~iuteticn in Q11ademi di l'$icliirltl'ia, settemhre 1Vl4).
(Ri-
La funzioue più sicura e di maggior v1dor.• del s impnlico, fra le tante che gli !lÌ attri bu t~rono, è quella di nervo moto re dt:i vnsi nrterio~i: la preRenza di nel'\' i
vnsomotori non ti soltanto una ll<'Ces,.it:\ per le ipt•r(•mie funzionAli, ma anche u n gmnde fatto re dcll'.. modina.mica (cuOit' arterioso, ritmo vnsnle a llato a l c u ore ce ntmle e al ritmo cardiaco, pres.,iono vasaio tota le e compensatrice locale, nniforrnitil e co~t110za del cor"o del snn~\•e. t•cr.). :\ei vasi e negli organi vi è una. inncrvn.:ionc estrinseca ed una intrinwca data dnl simpatico gangl iari', che pt·od ure il to no, legato al sarcoplnsma della fìbroct>llula muscolare: il tono è lhJitnuto intluenzato dulia imwrvuzioue simpnticll estrinse.:n, e difatti la vasoJil!ltn/.ionc paralitica da simpaticotomin corvicalo (HPrnnrd) o dt\ miclectomin dura soltanto un certo tempo, poi il tono ritorna. Si è molto parlato, e molto si parln di trolì ~mo Mrvoso: or amai si è dimostmto che Ili trigemino-chcrntih• è evitabile c che l'nmiotrolill da lo:1ioni uuclel\l'Ì o uervo~e è eguale a q uclla che si ha por la teuotomin o per la costrizione mcc<:nnicn innttivn ucl niii!-I<'Olo, soltanto che ò più proroco pl'rchò. olt1·e nlla in a ~ione, Ri ha distruzione dell'attività intima dalla quale dipende i l tono, influenzMO dnll'intlusso nervoso. Così la dcgc•H'ra zione cellulil'ug:~. o dl~ccndente o \Vollcrinnn clelln fibra nervosa ò dovuta dali~ lcsiouo dciii\ uniti\ collnlll.re, no::: a prete"e influenze trofiche cessate. Gli efl'etti morbosi delle lesioni del simpatico nou sono do,·uti n cesRate iufhwn~e trofh:h~, 1111\ n perturbata innervnzione ,·asale e conseguente altcrazic.ne nutritiva r pr rciò funzionale dello ct:>llule rellltive. Cosi le r~porienze recenti, ptlr I'Sempio, di Angelucci. riproducendo la cla;.sica scoperta rlo•l U•·rnard sullo modificnzioni di pr.. ~sion•·. (:i 'lPcrezione e termiche nelltl faccia conseguenti a lla miosi da pe rdita di to no del muscolo radiale del Hritke ed all'enoftulmo da perd ita di tono dr·~li elcm•·nti muscolocap~ulari lli!l 1\:non, che si ouiene con hl -<impMicotomia r('rvi <'alo•, l' vicc·Jersa, e studiando m•·~..:llo le ,..ucce~•i,·e lesioni local i (d"'!Ju nma:r.ione epi teliale, lesioni oculnri, e n .·i n••<lflnti - forte emi- ipotrolia o~'t:ll r rnnio facc·inlc ed 11trolìll corneo-irido~clen\lt>. hnn no dimostrato istologicntnenk In lo ro dipendunza di\ una vasodila-
2:21 t.azione paretica in primo t e mpo, e da un r estringimeuto artf'rioso succos;;i\·o da. proliferazione dell'intima. Ciò avviene pc•· lo. iperfu1nionaliti\ tiroidea del primo t ~m po nella simpaticotomia cervicale, con successiva ipofunzionalità da fenomeni degeof> ra tivi delle pareti arteriose e dell'epitelio secretore. . L}~ medesima influenza deve ammcttersi per il simpatico cen·icale inf'eriore r e lativamente alla funzione polmonale e cardiaca. Atutlogamente, ed anzi in modo clinicamf'nte piu manifesto, per le lesioni speri mentali del p lesso solare e degli splRncnici, producenti, per l'intermezzo di disturbi vasali, le~ioni molteplici dei visceri addominali (ulcera g'}stl'ica cosid,•tta n eurotrofica del prof. Durante, glicosuria, atrofie intestinali, marasma, lesioni capsulorenali e renali. epatiche e pancleatiche, enc. I fatti speriruentn.li recenti, meglio interpretando i fenomeni clinici, debbono portare alla conseguenza che nou per azioni neurotroCìche, ma per l'intermezzo vnl'alc si manifestano le lesioni del simpatico: la exeresi porta subito va~od ila tazione paralitica, cui consegue iperemia attiva, ipertermia, maggiore alllus~o e velodtà del sangue, attivazione di sca.mbi nutri tizi SpPcie nssimilativi, impulso pla.stico-fonnA.tivo di sta·uttu r:~; ma in una seconda. fase. per l'elfett.o «ulla struttura di una tu rba funz ionale !;egue ispessimento dell'intima e tlegcnorazionl:l della media d e lle arterie cou dnnno dell'organo, come n elle arterioscle rosi in cui si illanguidis<:e la vitaliti\ dei tessuti. La funziono è di per sè uno stimolo plastico " formativo, sopra tutto pe1· i vasi in cui la prc~si one varia produce vari>< tessitura, come gli stimoli funzionali specifici sono morfogeni e trotìci per i singoli ell'rnenti c ell ulari (con trattili, secretori i, ecc ). In tal modo riesce as~ai più age\'Oie intendere i fenomen i strutturali e fun· zionali dipendenti dagli stimoli eccitatori o distruttiv i del simpatico, cioè per mezzo d i una prima fase <li iperemia sanguigna, funzionale e formativa da vasoparesi, e di una secondA. di lt:sioui vascolari tardiçe e di inanizione da mancato lavoro, anzichè ammettere dei nervi trofici da nessuno vis ti ed un trofismo dR. nes~u uo r ealmente dimostmto. P. Co:-;sl(l tMl.
G. ~Jr~GAZ7.!XI. g enio. -
La morfoloe:ta degli emisferi CJrebrali lu rapporto col 1Clnaderni di f'siclliat,;a, 11. 2 del Wl <l).
Ri.idingor per primo dimostrò che n ei r ètori e nP!!li orn.tori ò piu Slwcialmente sviluppata la pa•·s operc •liari.~ del g. fronta le ter?o di siuil'trft, che è la ~cde dei ricor·di o d ei foci delle immagini motone delle parole. b:s~a è ridotta n.-.i sc•rdom uti. m entre la si trovò assai estesa e fl~ssuo>'n in Gamuctta, Laborde, in molti giuristi di ~Ionaco, nei Séguin (con forte sviluppo anche dell'ins11la); invece Rssai sçiluppato e f1es•tlOSO il lobo frontale in Ga.us'<, in Olivier (•o<ltematici), in '\Vriegb (c ritico e scaittore): il lobo parietale in a ltri, come in Di)Jiinger nnatomico ed in Liebig; il temporale metlio e superiore e specialmente il giro sopramnrginale n ei grandi musicisti (Helmotz. Ba~la. B,;t•thoven, ecc.); l'nccipitale nei grandi pittori. Cioè a di re, rinnovandosi il conc .. tto frenologico di Gnll e -'purzhei m, particolar_i tendenze art istiche sarebbero rappre-Hntnte da un'ipertrofìa di specific i e corrispondenti territori corticali. Quindi, la base ann.tomich del genio può dia·~i consista nello sviluppo predominante di uno r1ei centri delle im· mllgini sensoriali o dei centri associativi del Flechsig, a secondo il tipo artastico
(ed allora può sempre n.ve t· valo re quam o i l Nonlnu opponeva a l Lombroso. che cioil ncl hl ge mrcltil\ dei gcuii ò più e lcvnt o il gen io intelle t tuale, scienti fico o filosofico corTispondente al tipo (1'0IIIa le.·. Comunque, airermn. il Alin gazzini che, tn le essendo la con d il<ione, <"d arn i il presu pposto a natomico del genio, q uesto oonsi,te esscn ~ial mcnte in u n progrrsso, non in u n r cgresso, o degonern zione del cnvello e for .•e d el ~ol o m antello, e pllr lo più di t utto quanto, 'Perchè c iò molti p lica e facilita l t> associnzioui d i un dato g ruppo di immagi n i, rend eudon e piu perfetta o p iù n•ale la creazione. Mo lte \'Olte l'enorme ri crhezza degli clemen ti di u n cen t ro si esplica con una ipera t t ivitil, pressoch è i nvo lontaria, (come a \"erdi cd a Goethe che senti\·nno, di n ot te, r isuonar nella m en te frasi mus icali o versi) (idcazi o11e !Jetliale iiiCosci ellte). Nè lo s vilu p po maggio re di u n C(•n t ro p uò r iten ersi, come tRlnni cred ono, ell'e t to d i ipe1·plnsia f unziona le, percbè i l gen io si mam fe~ta sin dalla a dol esccn~a ed an che dalla fanciullezza; del resto la morfo· logia tm:h itoLtou ica esterna Ct'r elmtle è gin abbozznt u. n el neonato matu ro, ed il cervello non cresce p iù poco dopo i :lO anni; ~>o l tan to il gonio ma t ura con l'eserc izio e la cul t ura, per chil l'aiiPnanwn to men tale per feziona i fenom e ni psi· co logici, e ciò ha In Rur• bnse a na tom ica nel fMto ch e il t·ol111ne delle C(•ll u le cer.·bmli e a lo a nni 1:?0 volte maggiore ch e non alla na,ci ta, od a 30 nnni l oO volte. e nel fatto che si no R -!0 n nui si rendono più fitti e numerosi g li strati tao gen~iali dt·lla cort eccia, lm!'P dtlle nssociazioni men~nli. Il fntto mcs9o in luce da E ti nger di n na id r occfnlin lie\"6 tmn,i t or in i n molti g en i i, donde il peso o In cap•l cità cranica n otevole d i Cuvi<n·, !'hnla•speare. Ru b inst ein, ecc., e la fronte olimpicu o bozzula d i molt i uo miui g~niodi , com e pure In es istenza d ella sut ura m!ltopicn, s i ~piega punsR ndo ch e. J:'(lln l'endo l'id roccfn l in, il ce rvoIlo può o~pn n de1 s i e sviluppnr si meglio in unn ;;catoln crartictt g ià più d ilatn ta . Ce1·to, non pocht; volte può rwe rsi i pertrotia. d i u no o p iù cen tri ed ipoplasl•l di nl tri, a rwhe relutiva, ( mnnr11l1\ cor reluzionc dt s vilu p po), don de dif<>trmoni ll p;icb i<'a. tendc·nzc iu fnutil i. impu lsioni epilettoid i e simili, mR. ciò n on sip;n ifi<'a rwuro>i o degvrlt'r:l?.ioue. L :t idea (gominle) de l Lo111bro~o c.h• ve essere conett a. da t>lli punti di vi~tn : i t1•nomcni psicltici in 1•goln ri possono dipende re daliA. rn~:ione olett fl ~<opra o d11. e~11n rimento n p,n·o~o acuto postcrea ti~·o; n on poch i gen i i fu rono C> [ltilibr,tti~ ...imi (tipo il Goeth,•) ; le ~co~s~ epilet toid i di t a lu n i ( Maom et to. Cesarl', :\npoleonc) po<~sono dipencll•ro da into-;sicn.zion i t!Jt fatica llCrcs~iva, o da a r ter lo· s ·lero><i fli'I'<Cni lo; tnluue volte la cren?.iOII<' geniale pnò sembrare u n fRtto psiC)patologico, per· esempio, una Rl lurinazione, mentre iluun. s peci,• di altuciua:dune liiCillalr, da ipemttidtit in volonta ria cii un <'entro p-;iro:>cnsor iale ( r i.~onn nze Vt>l'· h:>ncustic:hc du lie idee in :-ocmte, visioni di fi~u n• e di fiori in Goetloc) ; il g •·nio può po r tar e iu sè gli Plcmenti delln. srPgolatczza o delln degeneraz ione a ta \· ira. indipendente dnllo svi luppo degli :,pedtirhi <'Pn il'i cori i c~ li (Byron, Wolf, Schunu1nn, D•) niz;~etti, P oLn•lla) i molte \'olt.c la fnma d i pnzzt'Schi dt• ri vn da sq u ili bri uei ~entiment i mora l i, o da bizznrrie o dn s regolatezza; infine. an che l' uomo di 2;en io \'CL sog~etto nllu lne.~ c~nbri, n i dan111 dell 'a lcooli~mo o de i vi:di t ossici, allo din· lll~i. ecc.. rnoutn· lo ~ p1eco di l'llergie men t nl i può nccc•uiunrP le varia zioni di umore uonnale, e t'iu· nrdcrc n ~~a~i depressi ~· i, o par~ noid i od i po mnni!H·i. a on re di, o di orrgim· eterolu~sicn: Leopard i. ri tenuto n tort o n n mchLIICOnico-ipocondl iaro, era iuYcce udtlolornto da soH'I·rrn~l' rì'ali di'l In ccMstesi i i delirii si~lc· matizzati eli cui tnluno l m J>nrlnto non erano che deli ri i psendo- sistemat izznt i, ~,·oJti,i nel corso dt·lln d~.:rncuza ~cnile o di un i ntossicarnento, nò il gon io, clotato ,ti pol•·nte critic-11. può :ndtiteltan• un Nlifìrio dt•lirnnll', pos~ib ilo ~olo in un"
RIVISTA DI NEVROPATOLOOIA
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lllen te deficiente. L'uomo di genio è un p rotlotto superno rmale. che presenta una maggior ricchezza di elementi nervosi, fors'anche di quali.th migliore, in quelle zone cerebrali ch e dift'erenziano tanto l'uomo da tutti gli alt.ri n.nirnali, nelle quali "Si forma il patrimonio dP.lle conoscenze (gnosic), e la conosocn?.a. dei singoli atti ( Jn·assie), e le loro correlazioni associative, in cui essenzial mente consista l'c \•O· luz ionc organica. l'. CONSIGI,JO.
RIVISTA DI CHIRURGIA DI GUERRA Dott. E. WmNER. - Lo sviluppo del soccorsi volontari al malati e feriti in guerrP. in Ungheria. - (Dalla Wiener clini.sche Hlochensclwi(f, n. 85. an no Wl4, pag. 1255).
Le ultime guerre balcaniche han dimostrato qun.nto r<·sta ancot·a da perfeziona t·e a nche in altri paPsi a tale riguardo. La Croce R<lssa. ungherese con quello 'Ze lo che la distingue, derivantele dal carattere nn?.ionale, sollecitò una disposi· zione dal ministro ungherese della difesa nazionale in 'lti rtù della qun.le le persom' che prestano stHvìzio 11elb Croce Rossn non possono essere distolte par altre t.tansioni. Con ciò Yeniva m (!glio assicumto alla as'lociazione il personale e si poten• dar principio ai corsi d' istt·azione per le infe rmiere. Data In foi'Z:t dell'eser cito austro-ungRrico in caso di mobilita?.ioue genernle ~: i.; calcolato dte si sarebbero avu t i circa l OrJ,OOO feriti e 2~,0,000 malat i, di cui 141J.COO, fatte le ùebite proporzioni, R. enrico de li'Uughcria, per cui sarebbero oc· cor;;c circa 7000 infermie re. Già da anni in Gern~ auia t a li cors i hanno dato ottimi risultati. Direttori di cliniche, professori, docen t i e a ssistenti si sono di ch ia· rr.ti pronti a dirigerli o a cooperarv i E' continuarli sino a tanto che si fosse mg· giu11t0 tJll sullic ienle numero el i libere infet.·miere. Ogni dirett.ore di clinica o di ca~a d i ;:nlute si assume al ma>:~imo un numero di 30 scolare. J} is truz ione si imparti sce pet· cinq ue giorni de ll n settimana e comincia alle ore 9. Al ma ttino il medi c o preposto insegna le esercitazioni prati cb e sec ondo il programma sta bilito. ,:\c l pomeriggio hanno luogo le lo;o zioni teorich e s ull'anatomia., tì,.;iologia, le m ..lnttie più comuni. l'infezione delle fe rite, i s occorsi d'urgenza, ccc. :Finiti i corsi e s uperato il relativo esame, le frequentat rici 1·icevono il titolo di infer· miere v olontarie della Croce Rossa uugherese e n e ric t'vono i l distin t ivo e l'attesta t o oon cerimonia soknuc. Col·s i del!~ durata di sei set.tim ane s on ritenuti sntiicicn ti pet· l'istruzione delle donne infermi ere in cRso di guerra. 11 prog r a.mma che si s volge è il seguente. P s eUimaua: s tanza p er malati; stanz.a d:• bagno e s ua pulizia; assettn.mento ciel letto; ves t izione e alitnentazione dei m a lati; somministrazione ,lei mcdi c:~,menti; alimen t azione art ificj;,Je; mis urazio ~te de lla tPmperntm·r~ ; numerazio11e del polso e del respiro; t enuta del regi· :stro n osologi <'o; s tralcio della di t't a. 2• settimana: trA.ttnm onto d e i febbricitanti;
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RIVI~TA
Dl CHIIWRGIA DI GUI::fiRA
impacchi fr1-dtli e cnldi; ve~cica da ghial'cio i cambio d i l etto d"i maiali: Jr,ro trnsporto nella sala riei malati. 3" sHtimana : materi:de: str umenti chirurgici: mnterinle da medicazione; ns~istenza nel camhio delle medicazioni i prima mc:iicn~ioue n elle ferite· d'arma da pnntn, da taglio, da fuoco; fasciature gessa t e; l oro rilllo?.ione: iutrodu?.ione dei mnlnti uella sala da operazioni; pulizin dPJ!, mani prima dell'operazione•; steriliz1:nzione degli strumenti e del matE:riala da mPd icaziom•; disi nfezione a •apore 4" settiman>t: narcotizzazione con et~: re e clorofor111io; a ssisten z11 cogl i strum enti o• settimana: massag~;io; cure t>lt•ttriche : bagni <l'a ria calda i b11gni d i sole j ginnnstica di re·:i ste:~za. 6• settimuna: gabinetto dei n<g!;i Hiintgen i ripeti:done di tuttft !11. mnt~ria. Un progetto di legge conteneut:e vari capit oli fu pt"rsino elaborato da una special~> commissione per ottenere la. cooperazione ai tutte le donnP al serdzio sanitario in guerra, coopet·azione che può riuscir.:J segnalata, preziosa, importante.
E. Co;;T\ . Una proposta per la. oura delle ferite da arma da fuoco dell'addome ln guerra.. (.\[iiltdtrner m.edizinisclle ll'oclwnsrhl·i{l, n. 34, 25 ngosto 191<1).
Generale medico prof. P AYH
Le ultime guerre hanno dimostrato che le massime che s i dànno n ella p t· a tica in tempo di pace per la r·um delle ferite d'arma da fuoco del vt-utre non hanno in guerra alcun va lore. Ntdle perforazioni del tubo gastro- enterico pro · dotte dal pa~saggio di pro!•·ttili di armi moderne di piccolo calibro è r elat iva.. m ente grnnde la t endeuz» alle adesioni che si osservll av\·enire in srguito alla chiusura pa•Regge ra dei fori median te il rigouliamc nto della mucosa. l'<>rc iò è molto dubbio se una lapa r otomia possa. giovare, quando lo stato del ferito s1a p oco favorPvole o dei processi ripnrati\'i spontanei sieno già in cOrtio. L a mortalità, infatti, osservata nei casi di ferite d'arma da fuoco del ventre. tra ttnt1 col metodo <:ou~ervatJvo nel le ulLime guerre, fattll colle moderne armi portr~tili. è stata a~sai inf('riore di quanto dalla com une pratica pote'-'Se aspettarsi. Le ope rn~i o ni di lapa rotomia intra prese in s tad i tardiv i d i ferite d'arma <la fuoco dell 'uddon•e h:tnno dato sovente pe<~imi risultati, giacchè s i son trovate le an>:e in·testiurdi come fortemente· in Mllate tra loro dalla fibrina per lo più già in preda ad avau?ato processo di o!·ganiz;mzione cou aScf'Ssi sparsi qua e lil fra ,Ji esse. A111d ogamente a quanto avviene in ca~o di uke1·i perforanti dello stom:tco e del duod eno, per i l pas~ap:gio di un l)r oietti le a t tra \·erso la cavità addominale con aperLure multiple del canale gastro-intestinale e lace razione di piccoli va:;i sanguigni, si determina un ver·mmento sanguigno nrlla. libera cavitil. del l'entre misto a contenuto intestinale, che a poco n poco si ,dfondn nella cavit>'l del piccolo baci no. L'A. infa tti in d iversi C!tsi d i l ltp~rotomie praticate al secondo giorno dalla avvenuta le~ione per proietcili d i p1stola lirown iog . non hn riscontra t o alcuna quontità di san~uo nella libera. cavità del ventre. ma bt>n8Ì dei versnmenti, tulorn, abbastanza abhondnuti, nel piccolo bacino, che per lo più non si riassor biscono. pnchè inf~>ttnti dal contenuto iutestinale. Trattasi, quindi, SP.cond o l'A., di r isolvere la questioue di impedire profilatticamPnte o terapeut icamente lu iafezione di tali versam enti. A ra ggi ttnp:ere tale scopo si pre~entnno tre vie. Nei casi recenti di ferite d'arma do. fuoco del ventre che non datino di piò di 2·i-{8 ore l'A. consiglia d i praticnre, sotLo l'anest<>~ia.
l'
RIVISTA DI O.IIIRURGI.\. DI GUERRA
22.)-
local~ un~ piccolissima laparotomia al di sopra. della. sinfìsi pubica, appena tanto
ampi& da poter introdurre nel piccolo bacino un tubo di drrmnggio gro11so quanto un dito. Se il fe1ito si presenta pit\ tardi al chirurgo uisogM procc•lere subilo ali& e!lplorozione per il retto della cavità del DouglnR e ::~e si riscontra una spor· genza circoscritta, grande dolorabilitA, tenesmo e difticolti~ nel vuotamtmto della vl)scica non si tardi a introdurre, fissando In mucos1\ ln due puuti tra le br11nclH1 di ù1o1e pinze, un ago da siringa esploratdce, il cui foro Ri può poi alltngarc col bistori o col Paquelin; si svuota il versnmento e si introduce il drenaggio. :-io tutta. la parte corrispondente alla. cavità del Douglns è sporgente e molto dolorosa e sienvi in atto i sintomi di uuu. peritonite del piccolo bar!ino ron minaccia di una pcritonite generale, allora l'A. consiglia di praticare una incision~ sulla lmea parasacrale, u fafl:li strada sin nella cavità dt>l piccolo bacino enucleando 11 coccige, spaccando la fascia. retro rettale per poter liberare il resto e stirarlo in bas11o, i11cideudo poscia laLeralmente la piega perilOlll'ttle anteriori'. Tu.lo pro· c.ss110 è più lungo, ma sempre abbastanza faC'ill' per un chirurgo esercitato. Il tr~ttamento post·operativo è chiaro da sè. Si introduce un t.Ibo dn. drenaggio, lo si fissa, si lascia aperta. la ferita e la si tampona. E. Cowr.~. E. FAune . - Blfle..lonl •nlla ohlrurgla dl prima linea. rale, n. •J.).
(l'res.vt• mùli-
La chirurgia di prima linea sfugge al giudizio dei chinll'ghi delle formazioni sanitarie arretrate. Indipendentemente dal suo carattere imp1·evisto, dai mezzi che variano senza posa e sempre differenti delle installazioni ospedalirn·e classiche, dove essa si svolge, sembra che la chirurgia ùi prima linea tl!nda ad evolversi sin dal principio della guerra. Evoluzione doppia, avuto riguardo al cambiamento progrefsh·o della realtll. patologica e alle idee dei medici che sono alle prese con tale rrnltà. L'inverno, il freddo, la pioggia, il f1tngo, la cattiva propriel/1, la fatica, la modil1caziono del u1ora.lo dei combattenti, sempre alto ma lontano riiiil'u~nltn· zione sentimentale del principio, la guern~ di trincea che lta iuvenito la pro· porzione delle tre grandi categorie di ferite (quasi soppresse le ferile per rnma. bluaca, rese più rare queU6 per proiettile di fucile, sempre più fr~quenti quelle per eeoppio di granate - le più settiche d i tutte) son tanti olomenli nuovi che obbligano il pratico ad udattarsi alle necessitt\ che sorgono di !lettimo.na in settiman~~o e quasi di giorno in giorno. Da duo mesi il torpore invernale del ricnmbio, l'aJsenzo. di luce solare micro· bicida, sopmtutto il rallentamento delle funzioni della pelle, coruzz11ta di fango e di lordure, che le schegge metalliche trascinano nellr\ profondità dci tt-ssuti in· s1eme con brandelli di stoffa degl'indumenti, banno aumentato le suppurazioni. Noi non S~tppiamo disgraziatamente quello che avviene dei feriLi che h"nno lasciato le ambulancts; si sa soltanto che, tre mesi fa, essi. dopo S-4 giorni, venivano sgomberati con le lesioni apparentemente nsettrche ed in via di cicatrizza·done, mentre, oggi, SG-48 ore dopo la. prima medicazione, già cominciano a suppurare: donde una prima tendenza a trattenere i feriti qualche giorno di più
all'ambula11ce. A proposito delle critiche, mosse recentemente all'organizzazione del servizio sanitario in guerra, l'A. .nota che, fra. tutti i servizi d1 guerra, il sanitalio è t~ -
filorn4k eU mtdlcìna militare- Fase. 1 1.
22G
HIVI,_i'A DI CHIHL'HOlA DI Gl'ERRA
qut·llo .:he più deg:i al tri de,·e fare i conti con l'imprevisto e col caso. Mentre il numero dei combattenti da nutrire ed approvvigionare, pur variando i punti ÙO\'e tali servi:1.ii devono esser faiti, è sempr<• previsto e, nel compli·!<SO invar in· bile, il numero dei feriti , invece, può variare da u n g iorno all'al tro in propor;doni formidabi li; non solo, ma il servi;~.io Ù('ve provvedez·e ad essi proprio sulla. liuca ù i fuoco e in ore sempre difl"t•renti: il ferito, inoltre, è una materia in6nitzuneute più fragile e più difficile n mnneggian• che non l'obice, la cartuccia, il pane, la came, ecc. L'A. esprime il parere che, per risolvere i proble mi sollevati ùalla guerra per quanto riguarda le prime cuz·e d a prestare ni feriti e nl loro sgombero dopo la balta~?;lia, occorre costituire una riserva medica mobilissima e molto numerosa da portare con mezzi rapidi (l'nutomobile in prima l inea) sui punti della lotta do\"e le formazioni snni t ud e ne reclamano l'intervento. I ft·riti che. secondo l'A., dovrebbero essere trattE-nuti d i più all'ambulanze, sono naturalmente quelli pil! graYi, trasportabili diflicilm('nte, C"OD ferite pene· tranti nelle cavità p iù importanti' o in istato comlltoso' si ncop:1 l~ o di lipotimia consocuti \"O a grave emorragia o a forte sco~sa ne rvosa. Come ci comportiamo ùi fronte a questi fer iti, si chiede l'A.? Salvo cnsi eccezionali (ga ngrena meccanica o iufettiYa, emorrn;::ia in focolai accc~~ibili) abbiamo r i nunziato ad ogni iate n1en to precoce e anch" in caso di operazione (esert>si di un nrto o tli un frammento di arto, r egolarizznzione di lembi, disarticolazione al di so1wn di un focula io di f rattura colllminut" da schinc· ciamento), si è rinun?.i <t to nd ogni riunioni' pt•r prima intenzione, la quale sa· r ebbe Sl'guita q uasi sempre dt~ a ccidenti :Settici d i o rigine preoperatoria, che è im possibile evitare. Ogg i si pulisce : all' imballtt.qyio del principio della gt~e na si è so~tituita la pulizia : si l!t\'ano le cavità ed i trngitti, con l'aiuto di uu recipientt' e una can· uula o di un!l siriog:~ m·PTrnlf', nwrl innt.A Rri)IIR cR.I d !l aòclizion:ttA tli o~-<icinnnro, :<.;qua ossigenata o iodat11 : tnh·olla si r,·alizza l a b:llnt•aziOIW contiuu:t. E i risultati non ~i fanuo attendere : dopo 4-6-G giorni il focol:lio si r ipulisce, il dolo re si at~enua, l•· ~trie linfnogioitich•· impnllic1i;;cono, gli edemi scom paiooo e il ferito può e:::sere Ì lllOClllato P ii• si vn avanti e me no s' inle rviPn e : le cl. irurgie cranica, tora.ci ~a ed ad· domiuale devono p iù successi all'~t spettn ti va ''igi l:11zte che all'intervento : secondo il Fame i feriti all'addome guariti spontaneazuez.te audrtJIJbero dal 20 al 26 °/ 0 • L'A. pensa che n on è iudi!:>pcnsabile r ngionarè altrimenti in chirurgia ruili· Ulrt> e civile; consiglia di mostntrsi ancorn pii1 p z·udenti n ella prntica di guerra dJe in quella di p~ ce: quindi aspettativa armat a e cosi la ,-ecchia au t i;.c·psi ri· torna in ouore e rirq>pnre a11<:he h~ mcd irazione umida. Da •1ucllo che ha vi,..lo nelle formazioni sanztarie di prima linea l'A . con cl ud<· <'lu· l'uomo r lw viv,. lontano dni lnhoratorii e dai mezzi arti6C'iali. cr t>nti per i mutui r appo rti del citlntlino e del dotto, è s t:tto uno degli artefici più at-tivi d el l"i.~talJilim•·,do .,tml(·r;icu m edico-cldru ryil"o : quell' uomo è il medico di campagna che l'A. saluta combattente tanto i n t empo .1i prtce c he di guerra, padrone n elle formnzioui !lanitarie tli prima linea, do\·e l'ec•·ezionc e l' irupre \'Ìsto sono la re· gol" di ogni giorno: el·r·eziooe ei imprevisto. che senzn po~a richiedono decisioni, in•liz·izY.o mauunle, fermezza di cuore ed indipen<lenza di carath•rc.
227
Rl\'ISTA DI CHIR URGIA DI GUERRA
DuvAr.. - 18 anéurhmes traumatlques opérés. - (Société de chinwgir-, 17 fevrier 1915). Riferisce su 18 aneurismi traumatici àa lui curati in questa guerrn e cioe 10 arteriosi, 7 arterio-venosi e. l cirsoideo. Gli aneurismi tu·teriosi (l radiale, l tibia le posteriore dietro nl malleolo, 4 omerali e cioè 3 nel tratto mediano e l alla piega de l gomito, 2 sotto clavicolari, l della carotide esterna, l della carotiùe primitiva) furono trattati colla legnturn arteriosa semplice, o doppia e colla apertura del sacco per assicurare l'assenza d i collaterali. In sette aneurismi arte1·io-venosi (l popliteo, l omerale, l della carotide primiti\·a e giugulnre interna, l sotto clavicolare e 3 ileo-femoralil bastò la quadrupla legatura, seguita dalla resezione d el tratto intermedio erl in uno fu necessario p rocedere alla d isarticolazione del g inocchio pe1· gangrena del piede, sopraggiun ta dop0 l'operazione di un aneurisma arterio-veuoso fpmorale a l terzo inferiore. È intereflsante, per la novità., un caso di aneurismA. cirsoideo nel soldato M. (Jules) del 27° reggimento dragoni, ferito il 12 novembre 1914 alla faccia palmare della 2" fnlnnge del mignolo sin istro da scoppio di obice. On mese dopo, apparentemente guarito, presentavA. aumento di volume del dit.o, che era divenuto di colorito violetto, indi man mano si gonfiarono le vene della mano e dell'avambraccio fino a l gomito e l'autore fece diagnosi di aneurisma cirso ideo del piccolo dito, dell'emineuzn ipotenare e della regione palmare media, con d i lata;r.ione notevole dei vasi dell'avambraccio e forse omerali. L'atto operativo, c he condusse alla guarigione, consistette nella disarticolazione del quinto dito e relati~·o metacarpo, e legatura do··i numerosi vasi dilatati. TIR!l:J...Lf,
Contribntlon à.l'étude médiOO•Ohlrnr· gloale dea blesanres dea nerfs. - (T..a l'1·esse ;lfùlicale, n . 8, pagina o::J, anno 1916).
:51CARD, hlBERT, JOURDAN, GASTAUO. -
Riferisce sugli interventi chirurgici all'ospedale militare di Marsiglia, richiesti da lesioni dei nervi perifel'ici e loro conseguenze. Nelle ferite recenti, specialmente se vi minaccia una infezione, non si deve mai intervenire, ma lmsu•ni. curare Ja guarigione per prima. rlella ferita, limitando l'intervento alla cura dei postumi. Una prima indicazione è data dalle algie gr·avissime, se as~ocinte n processi fibros i locali evidenti, ricordando però, c·ome spes!>o la lesione di un nervo periferico possa determinare una sensazione dolorosA. di formicolio, che pPnlum p•·r 2 o 3 mesi e che pnò quindi guarire senza inte1·vento e come queste sens:~.zioni si siano dimostrate più i ntense nelle IPsioni dello sciatico, quindi del mediano crurale, cubitale e radiale. In questi casi gli r~utori ricorsero con van taggio aJ:o sbrigliarr:.ento del t ronco nervoso, per liberarlo dal te~suto cicatriziale ed alht iniezi one infranen:osa di aria, allo scopo di provocare ie distensione del te~suto connettivo intraCascicolnre, oppure di 2 a 3 cm' di non soluzione cloruratn stova· cocainica, contenente per cm" d i a cqua salata al 7 o/0 , '/,egr. di stoYaina e '/.,egr. di cocain a. Le pa,·alisi motrici, eccettuate circostanze speciali (compressione da cicatrici Yi ziose, dolorose, calli ossei esuberanti ed inclusione .Ji frammenti di proi!:'ttile).
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!UVISTA 01 CII!Rl!Hf;JA DI GGERRA
che di p!>r si! sle~se ric hiedono l'intervento, si potranno trattare chirurgicamente solo tre me<i dopo nv,·euuta la le<~ione ed in assenza di note,·oli migliommenti. JluN\'O pui• presentarsi in coudi?.ioni apparentemente normali (stnto eli stupore). oppure con IPsioni organiche evidenti e l'acchiuso in un processo fibroso od osseo. X ello stato di stupore dar·ehbero vantaggio le iniezioni endo-trooculare di ar ia o meglio di :? cm 3 di soluzione al centesimo di bleu di metilene chimicamente puro, in uc')ua disti llata e salata al 7 °/00 • In caso di lesiom' organica, potn·mo trovare il nervo sezionato e con allont:,. nameuto dei due monconi, e•l allora se ne debbono rer.entare gli estremi e suturar! i, ma più spesso a,·,·iene di os~ervare due moncoui più o meno ipertr·ofici, con o senza nevromi e riuniti da un tc~suto tibroso. In qtu>sti casi gli autori regoh~no l'inten(•nto a seconda dei risultati dell'esame de ll1• JlPI'!IWab.lità del ner\'o, al bleu di metilene, o all':arin; della biopsia tronculare ,, dell'esplorazione eleltric~t. Il primo c riterio diagnostico si sag~ia isolando rigorosamente il uervo dal!a. ganga fibrosa che lo ravvolge nella porzione opposta n quf;!)a in cui ,i dovrà fare l'inie:>.ione, che può ..•:::ere fatta f>ntro al tronco nen•oso con una com11n<- si· r inga del Pravatz piena di \.,!eu di m etilene nella già ricordata soluzione: il ù!..:u si arresterà. contro i processi sclflrotic-i e ne colorirà i contorni, il che può ''enir facilitato con piccole incisioni fatte con un bisturi. È più semplice introdurre l'uria colla pompa premente dell'aspiratore Potain, attaccata ad un e~treruo Ji un tuùo di gomma che all'altro estremo porta un comune ago di siringa ipodermicn: inoltre s i reude più facile la dis~ociazione del libro neurom:.• e la perrueabilit:\ del nervo se nza bisogno di incisioui o di altre mauovre. J,a biopsi1l 1?·o11C1tlare s i fa t11gliando co11e t'or h ici una pic<:ola parte di tessuto del moncone periferico, che :o:i esamina imnwdiatamente al microscopio. È raro che l'estremo nen·o~o resecato sia totalruente fibroso, e nella mnggio ranza Jei feriti curati dagli AA. apparve conservaLo l'orientamento fn~ci<'olnre, il che è importante potendo qut•sti fasci favorirne la neurotizzazione del capo inferiore dal superiore. L'e!<plornzioue elettrica è della massima faciliu\ e semplicità : s i pratica, n. mezzo di speciali elettrodi sterilizzabili, direttnmcnte sul tronco nervoso perife r ico. mP.;;so a nudo. Se il tronco nervoso non è penn~>:LlJile aii'Hin, se manca la eccitnbilit>\ f!lra· dica o galvanica de l tronco periferico e se la biopsia lo dimostra completamente Jisorganizznto, si ricorrerà alla r osezione del sl'gmento nervoso interessato ed alla sutura dei due c~pi . Se però esistono delle fibre nervose con mielina normale, prelevati a 2 cm. circa nl di sotto della lesione nervosa, mentre l'cl~ttrode non dlt nessunA. r eazione uel tcnitorio sottostante, non si de,·e resocare, perché queste fibre nervose di ri· generazione vanno risp<·ttato. In questi casi basta liberare il nt•rvo, regolarizzare i nenromi esuùeranti, mfli rosecan: Gli autori asseriscono, che lll'i feriti dell'attuale gu <>rra da loro curati, n on videro mai il ritorno della sensibilità e della motilità colla rcser.ione e colla sutura e che le guarigioni rapide furono dovute essenzialmente alla liberazione <li tronchi nervosi più compressi, che lesi.
Tnun,LJ.
Rl\"ISTA DI OHlRt:RGI A DI GUERRA
22!1
Qul~:q;_ - Cnra delle ferite dl guerra gangrenoae ooil glt sbrlgltamentl e la •"eriUzzazlone con l'arta calda . - (So:iété de chirurgie, 14 e :28 ottobre). I n due recenti sedute della Svcieta di chirurgia di Parigi b stata discus~a la
qu<·st.ione della. cura delle f erit;e gang1·enose.
Qu~nu dice che gli sbrigliamenti
immediR.ti riguardano sovratutto le ferite da ob ici o shrapnels e contenenti corpi e>traneì ed esse sono di colltpetenza d ei servizi sanitari avanzati; nHI. in tali cond izioni esse servon o a facilitare altri interventi urgenti; allo scopo di prevenire infezioni essi debbono e:::sere praticati nelle unità sanitarie ospedaliere e per riescir bene debbono farsi nelle pri me 2 L o 36 ore; gli sbrigliamenti fauno spesso riconoscere la gangrena al fondo di fer ite c he esternamente si pres<>ntavano be ne. Egli non crede che la terapia di tale complicanza debba consistere soltanto in qnalche iniezione d'acqua ossigenata; questa (a 12 volumi) è uti lissima nei picc.:>li sfaceli superficiali, ma non r iesce quando la gangrena interessa i muscoli e si approfonda. In tal i casi Qu6ou si è servito della sterilizzazione della. ferita con l'aria calda, utilizzando l'appar ecchio di Gaifre; l'aria calda a 500°-GUO•, portlta a contatto delle parti nect·ot iche, le dissecca e mummiiica e perc:ò non occ.:>rre c he essa venga s contatto immediato con i tessuti ma de'\e d i:;tare da. questi qualche centimetro; nei giorni posteriori a d una simile applicazione egli consiglia di far dei l!H'aet·i con acqua ossigenata, la quale fa eliminare le escare e da alla ferita. un aspetto dt buona natura. Anche Tuffier ha a vuto degli insuccessi con l'acqua ossigenata. Faure ha largamente u s ato l'acido fenico e l'aria calda con buoni risultati. Thiéry p reconizza, nelle setticemic r isultanti da ferite di shmp nels, l'uso delle iniezioni ipodermiche di pilocarpina (1-2 egr.) ripetute quotidianamente. CrAulu.
F. P.\STOLI. - Appnntl dl teonio& radlcloglca ln guerra. mP.dica, novembre 191-l).
(T-a radiologia
L·A., ch e fu addetto all'ospedale da guerra n. 5 1 della. Croce Ross a, impianta to a Podgoritza durante la guerra balcanica, e che venne incaricato dal direttore
,.
•.•
prof. Nigrisoli del servizio rad iologico, ha pubblicato alcune note intet·essanti sul funzionamento dell'apparecchio radiografico portatile t:po Ferrero di Cavalle rleone, di cui e r a dota t a quella u n iti\ sanitaria. Premesso c!::e per le esigenze del servizio sanitario i n cumpagna l'a ppareccbio piu pratico è quello che per la sua semplicit.i.t. é facilmente trasportauile e utilizzabile da tutti e c he abbisogna di minori mezzi pet· il s uo funzionamento, senza richieder e la vic inanza di centri abitati e di officine, e dopo a~er dato un <'" nno sommario di quello Ferrera, che meglio ri::ponde a q~<esti scopi, l'A. r iferisce c he per la scarsit a de i me:>:zi e la. difficolta enorme di possibili rifornimenti si lim itò ad e,;eguire le ra d iografie strettamente n er-essarie, quelle cioè di quei ca'-i in cui ne;;sun altro s egno clinico poteva servire di gu ida. Il t empo di posa variò d al minimo di l minuto e mezzo per le rad iografie delle mani ad u n massimo d i 6 minuti p er bacini voluminosi: le lastre adoperate fur ono dapprima. le Cappelli, poi nel secondo rifornime n to le J o ngl:\ j lo s~iluppo usato fu quello a lla glicina, il fissaggio fu all' iposolfìto di S<>da e la stampa in carta a l bromuro d'argento. Questa parte della radiogra fia fu la p iù ditncile e deficiente, per chè, data la scar sità dell'acqua per i lavaggi, l'A. fu rostretto a
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Rf.VISTA DI CHIRURGIA DI (;UERR A
trascurarla, in JUodo che molte delle l,tstre c he erano ben r iuscite, si sono poi v olate in seguito non essenJo state lavate a sntfìcicnzn. Per la ricerca dei proiettili la rnd ioscopia fu poco eflicace, sia per l'intensità lumiuosa del tubo R o ntgen troppo VIHial>ile ed a vol te iusufficieute, sia per le oscillazioni de lla. l uce dovute alle modificazioni della velocità delll\ dinatno e dell'interruttore e sopratutto JWr la. difticoltà di ottenere un ambiente bene oscunno. Ottimi risul tati si ebbero invece colla rncliogra.fìa, fatt11, su las tre grandi. qu11lche volta in serie per avere un vasto campo di osset·vazione e poter determinare il p e rcorso di proie t.t ili a lun go tragitto. L" necessità di s tabilire, se ce rti seni
fistolosi 1\ntichi erano t enu t i vivi da semplici sche,e:gie ossee o dalla prescn a, di proiettili o frammenti di ess i co~titui il compi to princi pale dell'A. nei primi due mesi di campagna. Rintracciato il proiettile, rima neva il compito difficile di localizzarlo: per g li arti l'A. ricorse a due proi!'zioni fatte su due piaui perpendicolari, per il t ronco invece si basò sulla grandezza dell'ombra del proiettile, sulla maggiore o m in ore n itidcz7.a dei suoi cor.torni e sulla sua modificazione in r npporto ai movimenti rcspi ra to rì. Più interessante dal lato radiografico l'n lo studio delle frattu re : per l'imposta economia l'A. si limitò n radiog rafa re quei casi, in cui era necessari o s tabil ire se in me7.zo a scbeggie ossee vi fossero fn\lnmenti di proiettile, quali foss!'ro la loro posizione e direzione, quali i rapporti coi tess uti vic ini e quanta fosse la distru:!:ione di sostanza ossea. Non di rad o eg li constatò che le lesioni de lle p arti molli emno cosi poco iu r Phtzioue colll• le~io ni ossee, che senza l'aiuto dell11 rad iografia si sarebbe incorsi in gravi errori d i interpretnzione sulla g ravi tà della fe r ita : cosi a piccoli fori cutanei si a ccompRgnavano fratture comminn t.e e gra~ii'simP rich iedenti an che un rapido inten·ento. mentre grauùi distruzioni di so;;;tanza molle erano ta lora r•S5oci;tte a lievi lesion i della sostanza ol'sea. L e raciiogrnfie esPguite furono 340, cosi ripa rti te : r.apo 3U, collo 8, tonte•' 3~. 1uldome 9. bacino 9 . spalla 25. nrto supel'iOI'e 57, anca (H, arto inferiore 1:?7, \·esc!ca 3: di queste ò7 erano per fratture . L'A. da ultimo os«er va t he qualche volta la presenza di iodoformio applicato colla m edtca;~ i one fatta s ul campo d i bat taglia da qualche med ico che ancora lo usa, h a tbnncggiato la ne t t ezzn, Jel r eperto rnd iog mlìc:o, non ultima controindica zio ne quPsta dell'impiego di tale ri medio s ul le feriti'.
RIVISTA DT CHIRURGIA GENERAL.b; HowAJtO Lu,.JF.NTIIAJ,. -
Toraootomla tnteroostal e nell'emplema. -
(l··-··w-
Yorl.; .l[M7it;al J oul'llnl, !30 gennaio 19lò).
lloward L ilienLhal descrive un metodo originale di cura òc-ll'empiema. Anes tesiz;r.ato il paziente, si pmtica una lunga incisione intorcostalf', iuiziantesi d:\ll'angolo iutercosta lc sino all 'estrcmiti~ anteriori della costa: parte del gran dorsale e
RIVI:'-TA 01 CH1 Rt.:RGIA G E::\EilALE
.Jel gran dentato viene sezionata; s i penetra nella cavità pleurale; con retrnttori smussi le coste vengono di'l"aricate finchè p ermettano l'iutroduzione di un diva ri catore di coste; tale ntto dc'l"e essere molto sorvegliato a s intstro per la presenza del pericardio, il quale p~.;ò, specit- !;e infiammato, rompersi facilmen te, s i e;;amina quindi lo stato del volmone agen do, se occorr e, sui minuti punti necrotici, s u i piccoli ascessi bronc h iectas ic i, sui tt·aumi e sui tu mori pul monari: In mano, introJo tta nella cavità pleurica, rom pe le a ùt>reuze e rim uove i coaguli tibr inosi. L a r<!trazione delle coste d:\ uno srazio di 4 7 pollici nelractulto; nel bambino, per quanto p iccola, essa si pres t a b ene a d ampie m a nipolnzioni. Term i n ate le operazion i endo plcur:tli, il d i'l"uri catore co:stale viene lo tto ed il torace riassume la ,:ua configurazione normale; vengono a pplicati ~ 3 tubi da ù reuaggio, si sutu m n piani e :;i a pplicn una m eùicatm·a a :;cin tla. Se l'e mpiemn dipende dallo puel'ulococco la g u arigione s i otrie n e in due t>ettimane· Mai bi::ogna usare ir rigaidoni. :"iei casi C01Dp1•cati, specie Dl'~li empiemi metnst ntici, se è n e::ess aria una e«plorazion e e udo-pleurale, si può r iaprire la ferita e riapplacare il tl i'l"m·icatore.
RIGoT. - Goutlières eu plomb pour fraoture•. P- 33, a. 1\!lo).
(La P1·es1;e Jl,·dicale, n. 1,
I l B :to<t.ide n elle fratture dell'omcro, massime nel terzo superio re, consiglia di U5are delle l:\miue di piombo, co•ue me zzo di contenzione. Esse sono fanili a trovars i presso tutti i chincaglier i, di poco costo, con alcuni colpi di marh:llo s i possono 1·iJ urre allo spessore desiderato, s i tagliauo f~tcilmeote con !;emplici ce'loie da m .:dicature. sono a,.;~ni malleabili e si m oJellaoo t'acilmenLo e perfettamente a ll'arto. Con t~tgli a livello della s palla in a\"au~i ed in dietro permettouo l'applicuzione e<;attn in questa r egio1w, procumndo u n punto di appoggio solido alla :.pa lla. Si fissn con una. fasciatu ra a spica. lJoo. bendt\ a cifm ad otto attorno a l gomito e coi capi cwlenti dall 'e~tremo superiore dell'avambracc io. sosten~:nli un pe-;o, assic ura la contro estens ione . :sarebbero ottime, spec ialmente n el le fratture suppur a n ti, permctn•nLione la. m.odicatura col t ogliere l'apparecchio e rimett erlo previo abhrucinmento C'O! l'a!t:ool. mentre la contro estensione permanente permette ni f rammeuti di n on :ipo3tll rsi. 'l'uu:LJ.t.
Le oa.u•e ed U trattamento della gangrena d "ospedale. - (l 'resse .\Jétlic:a l•'~ n . 7 0). Tino. compl icazione delle ft'l"ite che, a c au:<a dei p rogreso<i della chi r urgia si poteva. considerare scomparsa. In gan~rf:' na d' ospedale. sembra che towi o. comp:nire perché è stata constat ata clinicamente e batteriologicamente in alcuni feriti francesi. ):.a, iue\·i tab ile scars a puli;da d~i tegumenti e dei vestiti, n ei militari fer iti, c la diflicoità di p raticare, s ul campo di battugli~>., una medicatunt rigoro5a e di rinnovari1• ~ t e mpo opportuno, spieg"no certamente l'infezion e delle ferite prot!ott::~. J:.J ba cillo del Vinr.eut.
R!VI.:01'A l.JI CIIIRU!lGlA GENERAI,E
Streptococchi, stal:ìloeocchi, IJ. pl:.r{ltnl!ens di Veillon, e cc., che, come risulta dall'esatne batteriologico si trovano in numero euorme nelle suppura.zioni di questo geuere, f:woriscono ed aggravano l'in rezioue. Come preven ire questa co mplicanza locale? Kc~~uu dubbio che il pacchetto di me iicazione rende utilissimo servtzto in guerra, però la prima medicazione, semplicemente asettica, non può essere consi. derat.a ;:;ufiìciente, per la natura di tnlnne fe rite, spes•o contuse. e pPr il loro inquinamento coi ge rmi del la pelle, dei Vl''Stiti, del terriccio e anco ra d elle escrezioni dei fe riti stessi. Jn queste circostanze bisognerebb ~ :>pplicue una medicntura anti;ettica. per prevenire od attenuare le infezioni; la titJtura di jodio in ;;oluzione al ventesimo rappresenta un antisetrico che in cnsi s imili è raccomanrlabile. Come risulta dalle e<pcri enze del Walther la ferita. preventivamente trnttata c:on l'iodio è protetta molto più r·fficacemente dal pacchetto di medicazione . Sarebbe perciò utile che questo comprendesse anche quanto occorre per preparare contemporaneamente una tintura di io::! io fre;ca al ventesimo o per lo meno ne fossl.' ro forniti medici reggimentali c porta-ft:riti ( 1) . Quale il trattamento della gangren11. d'ospedt\le ? l l prof Viucent, che studiò la ques tione in un gt·nnde numero di feriti al lrndagascar. dopo numerose pron' con i più svariati ~tntisettici (iodoformio, percloruro .li ferro, iodio, b icloruro di m ercurio, acido fenico, creo~oto, ecc), ottenne rapidissima la guarigi one col cloruro di calcio. Si deterge a ecurn.t11.mente la fct·ita dal p ltS e si dtstaccano le mem brane difteroidi che la coprono: si irriga con liquido di L:tbarraque al 5 p 100, si asciuga e si copre la ferita in tu tte le sue anfrattuos ità, con una polvere CJSi composta: Cloruro di calce fresco . . parti l A cido borico polverato . » !:1 a 1-.L La quan tità d el clornro di calce è prcporzionale nlla gravita dell'infezione e l'ac ido borko non SC'rve che ad allung,tre il primo Coprire la l't!rita con uno strato spes3o della polvere e spolvernrne nuc he la pelle sana vicina, o dopo applicare uun medi c:~.tura asciut ta. In 2·3 giorni la piaga c completamento trasformata, è dete r;;n, gr·anuleggiau te e s enz l cattivo odore. La med icatura si r innova dopo 48 ore, e, ~o la s ecrezione è stata abbondante e ha sciolto la polve re, d opo 2 ~ or o. Eguale ric;ultato si ottiene anche nelle piaghe infette dai batterii della pntrefazione e d t>lla suppurazion8. ÀL~'O:\SO .
\ . :.\fAiwozz • -
Sulla c ura ohlnu·gioa delte varici d ell'arto inferiore . -
(Il 'f'o1nmasi, n . 2:3, 1!114).
Dopo avere accennato ai ,·ari processi operativi più com unemente u;;ati pe-r la cura radicale de lle varici <legli ~nti inferiori, a quelli del Trendelemburg. dello f';chwartz, hlnriani, More.;chi, Parona, ecc, <>d ai vantaggi ed inconvenienti che c i as~:uno di essi prese nta, l'A., aiuto pres'o la clinica chi rurgica di Napoli, riport a (l) O! t ra i francesi, anche i solJati ingld3i. s~condo i giornali, sarebbero forniti d i una fiala !'ont.enentc la tintura d'iodio e di nn pannellino per applicarla. (A.).
•.
JHVISTA DI CIIInGRGIA OEI\ERALE
23FI
u u a statistica di 2:l casi, con altrettante guarigioni e senza r ecidi ve, da lui operati con metodo proprio Questo consiste nella r ese?.ione della snfena io alto, cui SL'glle la re,ezione di due o tr.- cm. di tutti i tronchi venosi che si incontrano 1\ livello di un ta~lio ci reo l are della eu te e del connettivo, c b e incomincia immediatamente al d botto del la tuberosità dl'lla tibia e prosegue indietro cd alquanto obliquaroento in alto fino iu prossimità. dello sbocco dd la piccola safenn nella poplitell: da ques to punto l'1 ncisione si prolunga perpendicolarmente in basso, possibilmente pst· ci rca G8 cm., i u corrispondenza del tronco do.! l!n pic"ola safena, la q naie, come la grande, viene a1npiamcnte r esecata. Il capo prossimale della piccola snfcna legato e reciso, a I Ì •ello dell'aponevrosi Jella. gamba, viene spinto al disotto di questa, di cui il t"oro di pa~saggio <!elle vene viene chiuso con alcuni punti di sutura. Con tale process:> l'A associa al taglio um co al h~ :\Ioreschi la resczione e lega· tura della snfenn alla Trendelemburg : detta modilicazione n on solo r iesce nell"intento di abolire lfl pressione sanguigna uei monconi venosi recisi e legati al disotto del ginocchio, ma ha anche uno seopo profilattico, potendo nei casi di varici con ulceri vnricose impedire che si pos--ano verificare embolismi settici, come è avvenuto i n qualche caso seguito da morte. E ssa inoltre serve ad intercettare !a cireol:\zione venosa n011 solo nella grande, ma anche nella piccola safcna, nel mentre coll'allacciatura e la r esezione della grande sa.fona in alto e con un'ampia r ..st·zione della piccola nel suo punto di sLo~co nelìa poplitea, s i rie:;ce ad imped ire. sop.-atutto nel campo della grande safena, una n eoformazione va;:alP capace di ristabilire la circolazione venosa in terroLta. Tutti gli infermi operati con questo metodo son guariti qunsi semp!"e per primn. non ost.nnte s i avesse nell'arto inferiore la JH"Csen7.a di ulcerazioui più o n.e-no e<;tese. Le tl lceri Vàticosa furono d:III'A. la.vnte prima e dopo l'opou~done con a cq ua sterile. di~inf'ettata con tintura rii iodio e protette con ruedicatura st erile, c J n esito favorevole. flu tredici casi, invece, operati col proces.:o TrcndelemhurgS ·hw.utz l'A ha in quattro avuto, dopo n on molto tempo, ulceri r ecidi vanti od in altri 1-! trattati (·.ol metodo .M:orcschi-Mariani, quantunque dopo molti aruti, le reci li ve sono ugualmente state numerose.
RIVISTA DI 'l'ERAP.EUT[CA Qaando e perehè bllogna p reaorlvere la dlgltale. -(La !'··esse .11<1 !it·ale, aprile 19H). La. digitale nou se1npre ha un'azione ipc rt.ensiva; talvolta ha un'azione i t ot••n.:>i,-:.. anzi, se si somministri opportunamente, abbassa sem pre la tension .. JUi· nim:•. L'azione diuretica, alm('no in parte, è subordinata cd un"azioue ren nl e vnsod i l:.J.tatricE'.
lli VI::ìTA DI TERA I'IWTlCA
La digitale opera spesso come un ipotensore nelle nsi,tc.lie con i pt:rtCD'>ÌOLe,
c noi casi, i n cui l'ipertensione dipt·nde da un:t l'CIP FOSi cnrdio-ren:de. Jn qutJst'ultimo ea,;o, la di11;ital e, a do~i minime ('/10 n 1/ 1 di mmg. ·Ì.i digiulana due \'olte per settiman a . o a periodi inte r mittentt d i 4 a 10 giorn i;. m igliora spt·Sso la diure;.i etl abbassa la tensione massi111a, al>bnssando ancor più la tenSIOne miuima. J,n reRzion e dell;l digitale, se riesca ipertensi,·n, nella sclerosi cardio-rena!<'. samnno po<'o ftworcvoli i ri.>ultnti (sclerOSI rennle nd u u grn<lo avatnato), e ,-j. cever~a (sclPro~i r eual<: iniziale). Nell'angina pectoris, la tensione massima non è sempre ell'vata . e l'ipertensione minima i, la regola. Komministrando l:t digitalo col metodo in termittt•nte ( ' 10 di mmg. d i digitalina durantu lO gio ru i. o ~~~ goccie di d igi t nli nu col riposo du 10 a 20 giorni). si ottiene un a.bbns,nmento ('ostnn te, piti o meu o notevole della tensione minima, e l'abbassamen to e a nelle la ,;com pn.rsa dello cr isi e degli n<~ cessi d ispn oici. L a digitale è pure indicata n ella stenosi mitrale lm·ya, qunndo non vi ;;ia t~-ude11za al blocco del cuore, n il polso giugul11ro. ::\elle ns~istolie eia inRufiicienza mi t nlle ed aor tica. la digitale no o ha rivali. CJ.\CC IO.
Axt>J, REni. - Cura solare delle tobe rooloal ohlrnrglohe. Comunicazione preventiva olroa alla sostituzione d ol raggl sola ri oon le lampade ad arco. - (C'I'utrat&lafl (iir CltinO'fJÌe, n. 5, :10 genunio l:JI;J). rle_yn riferisre cirr.a allR cura ~olare de lle tubcrcolo~i chirurgiche e S\llla po~ ,.ihile soslitu1.ione della luce d··lle lampade a1l at·~o nlla luce solnre Ettli adopera tlue lampade ad arco di 75 amp ; i pazienti \'t'llp;ono irradin.ti alla d istanza •ii un metro sino a dh·enir pigmentsni senza :\\'ere però dell'eritema L'A. comin• ia C(lD inaolimdoui d i '/1 d 'or i\ al giomo ed arri1·n sino n 2 '/1 ore sii giorno: egli 11011 ha vi::;lo mai azioni dannose ma r i~ultnti molto iucoraggin.nti. l ca<;i cumti co11~i'<tono io tubercolosi o5sea e ghianclolare, in lupus; un pa1.ieute <~ifetto eh tistolo tubercolnri nelle a rticola?.ioni della m ano, il quale 1\VPVO. t en tato invano n ltrfl curP, guarì in br cvi;;simo tempo: e cosi guarirono am·ora •l ne individ ui :tll'eni da tubercolo.~i ghiandola re che nvcvnno ten tato scn~:\ succe~su curr· generali e h runtgenternpia. CIAUIU.
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RIVlSTA BIBLIOGRAFlOA rr~cf:~lW
lh: .:llAHzn. - Note sulla patologia d e lle reglonl del B&rol!. e del Gaso Setl t . - Istituto italiano d'arti gro.tìche in BHgo.mo, 1!111.
Questa monografia fa parte del \'Ol. l , studi di medicina tropicnle della Col · )PI.Ìoue di pubblicazioni scientifiche sull'Eritrea, pubhliratn per rura dt'l go\'erno
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RIVISTA BIDLIOGilAFICA
dell a Colonia Eritrea, e.i è con vero piacere che coustato come nostri ufficiali medici, anche in quelle lontane regioni , dieno pronl di stare al corrente degli studj o dierni di patologia coloniale e si acci ngano aù illustrare dal la.ro scienti fico quei paesi pur troppo fino ad oggi sotto questo punto di vista molto dimen ticnti. Dopo uua breve esposizione sull'ospedale Arimondi da poco tempo inauguratosi Rd Agordat e dopo una succinta descr izione delJe regioni del Barca. e del Gasc -Setit nella quale veng<'no esposte le nozioni princ ipali sulla s ituazioue geografica. sulla configurazione del Stlolo, snll'idrogmfia, Stllle popolazioni, sulla climatologia delle medicine, il De Marzo di d cl endo la nosogra.6 a. del pae,:e in quattro grandi gruppi. malattie cosmopolite predominanti, malattie trop icali, lesioni chirurgiche, malattie ginecologiche, pa'isn. in r ivista le principali form e morbose venutegli i n osservazione Troppo ]ungi mi trat·rehbe il rias;;umern anche nel moJo il più conciso le principali nozioni che possono tmrsi d;~lla lettura dei relati\-"i capitoli: accennerò soltnnto a.lln diffusione una \"t>lta grandissima del vai nolo, ora ridotta al minimo pel larghissimo u..;o della vaccinazione (checchè ne dicano gli antivaccinisti!), alla relativa immunità verso la tubercolosi, nlla frequ.;:nza della pert<>sse, all'assenza della menin~ite cert•bro-spinale e a.:h\ ra1·itit dnlla febbre tifoide, e in ctuanto alle malattie tropicali, che meglio chiamerei endemie be. alla grande dilfusione e gra\·itil ùella malaria, spesso complicata a lla prest-oza d el kala-aznr, della spirillosi, della lebbra colle sue di..-erse forme, del beli-bel'i, dt>lla e lefantiasi, della dissenteria (rara l'amebica), a lla granùe dill'usiouc d .. Ua sifilide con forme diver.:::e e decorso generalmente irregolm·e, alla pt·eseuz:\ di una. dermntosi speciaiP detta craw- craw, ali:~. rnolteplicitit. di formu .ldle pin.ghe tropi•·ali, alla presenza del micetoma, dalla bilharziosi. aliA. diffusione delle ot'talmie. Un capitolo è destinato 11.lle !e'lioni da animali velenosi eù un altro all'igi• ·ne .!enerale"' individnale in quelle regioni con delle considerazioni di fì.~io -p<1 tologia fo~e u n po' azzardate e un po' soverchi11.mente g enet·alizzate. In ogni capitolo vi sono proposte degne di con~ide1·azione e buone osservazioni. Buone illustrazioni a.ccompagnano il t e:<to. Solo è da lamentarsi, e l'A. st~s;:o lo fa rilevare in parecchie cir<:ostanze, che la diagnosi di cert<.- malattie endemiche non ,.ia stato po3sibile affermarla rccisamente o conedarla con inves~ igazioni microscopiche e batteriologiche e con ricerc he sperimentali . Mi permetto es:primere l'augu.-io cbP al p iù presto ~eoga l'ospcùale Arimoud i dotnto di tJtti quei m ezzi di gabinetto atti ad imprimere allo studio delle malattie tro picali uo carattere Ji maggiore rigorismo-diaguos tico e a. portare qualche nttO\"O C:ln tri bu to alla scienza. 'l'EST l.
A.. P~ ' TEGA, maggiore medico nella R. mal·ina.- Gll antloorpl n egli a morl
o oularl eU a nlmalt nor mali ed immanlu atl e dl oa da.v e rl nmanl. ;::;tudio sperimentale. - Spezia, WJ4. Le ncerche degli anticorpi negli umori oculari sono entrato, coll'evolvere della b.o•:himica e più specialmente della sierologi'l, s u piu largo campo nel dominio dell'oc ultstica, e l'attenzione degli osservatod si è t·ivolta con più larga messe di l'")J•·rienze all'umore a cqueo ed al vitreo. i quah, oltr·e rifiottere taluno conùizioni d:!lle membrane ioterne, megl io si presta.no alle indagini biologiche, sia per la. uatura fisica. che per il piu facile e'>amc.
~:16
L'.\., mata~iore medico Jwlla n. m.trina, hl\ rompiuto nt>ll'istituto sieroterapi.:o milanes.. un imporrante e completo studio sp•·rimentnle <.ul p<L""agg-io dt>gli ll.ll· tirorpi ne~li umon ocuhri. di cui t. inu•re--~1\nte ria..,,nmer1• le conclu<qoni generai.. In nlllmali immunizzati artificialmente tutti gli ant1corpi, ad eccezione dtile pn•ciplliue pa--sano n ..g Ji umor i a rqueo e \'itr('o d1 occhio normale, ma unicamcutt• quau•lo il titolo di e~so mg~.uu~;«> un gra•lo più o mt·no elevato nel ;;:ierc IÌ .. Ilo -,w...;o animale i detto passaggio si erlettua in proporzione di\·ersa n la:innwnte al titolo di ~-~"i nel si«>ro rispetth·o. l siugoli nntico•·pi. sia negh an mah imm•mizznti contro lo stes.;o nnri~~uo, -;io. in qu~.:lli ro•ii immu ni rispettivament~ rontro dill'erenti antigeni, non m ;lntengnno costauzn di mpporto fra il loro t;o<;So 1'011'-tutahile n egli umori di occhio normale (non trattato) e quello del~;it'ro dello ste,...o 1\11 i male. {:li nnticorpi più di ìrequ••n te pn<>.-:nno io u~Hnl proporzione nell'umore ncqueo e n!'ll'umo r ''iLreo di ocl'hio n onnale i alne volte mvPre si trovano in maggior quanlitil 11ell'umo•·e acqueo. In que,;to rigeot:rato dopo la primn paral'cnte-<i <lelln conwn, nd intervallo di me~;-.'ora da qno·sta, gli anticorpi aumentauo 'J'IIII!tiLnti\'nmente io propor zione che o<>r illa ùal minitno di <!al mn.-.,:iulo di 50 \'Olte la quota cont•·nuta n ell' umor nrqueo d• vrima paracl'ntesi i a1whl' nell'umor \'itreo dt.:il'orcbio sottopo!<to a pa· rac••ute~i df'lla. cornea. l'aumeuto degli anticorpi è sen.;;ibil.· rispetto nll'omolog> umore dell'altro occhio non trattato. ma in minor proporzione a qut•llo dell'umore ao·q neo corri ~p et ti \'O, Jn 'll'~Uito nd irritazioni· cherato·COI")l!iunti\'nle (cn.ustic:\7ione termicn) si b.1 aumento di anticorpi net:li umori oculari d. ll'ocl'hio Irr itato. mac:c:iore per l'umore acqueo l'he 1wr il \'Ìtreo: in o.-chio sottopoc;to aJ iniezione ~otto•·ou~;iunth·ale di ..olu.-.ione d1 cloruro sodico al o p. cPnto st ha in\'ece dopo li"> minuti Jall'iuiezione a unento n.ppeoa rile\'abile eli anticorpi (emoli,int•) negli umo~1 oculari r i"pertin e l in p•vporzione uguale per l'umore acqueo c pf'r il \'itrco Jl proce.,...;o d'immunizzRzi•lllf' applicato colle mo•lalitiL di LCC'uira u•ntal .. in an· Il ali (~av·tlli 1 1\'in i, COOI~li) n o>n rag~iunge CO-.ll\lllt'ITII'Ute l'ohlJiettÌ\'0 di immunizzaziOD<' desidl'rl\to. In animali norm:\li (ca,·nlli e asllli) l'umore Rcqueo non pre'leotn potere nentralizzaute apprt-.t.zahdt.: ri~pt.>tto alla to<>siua Jd'terica e tcta· nicn. ne l'uotor vitreo v e •·;;o la d i<:.;cn te•·icll: ~li umori ncqut>o e vitreo sottopo.sti n reazione n~t;lutinante con emul~ione da coltura di IJncillo della di ....,cntt!ria. del coJ,.ra, del tifo, dnnno esito ne ~:\livo, 1 ~li <;tc.,,.i umol'i oculnr! trattati cou estrntto otw nuto rln coltura di colera, di tifo, di cnrltonrhio ematico. Jn mil:r.a di animale cnr· b~nc·hio"o e da ÒRcilli tubercolari, da coltura di gono••occo e di ,;treptncoccn dell'ndenit•· t•quinn non ri,·eluno pre,;enza di prt•c•pitine e ucmmeuo il siero dei rorrispettil'i nnim<tli me~50 a contatto cogli ~te,~i ant.i~;t-ni dìl reazione precipit;tntt!. L'umo•·e a•'•JUt'o di cavallo nornmle non mnuife.;tn potere batteriolitico rilevnbile v er.;o il bacillo del colerl\, del tifo , oè l'umor<> \'i t r eo verso il bacillo del cnrhouchio cm.,lico e neppure gli umori ocnl11ri di nsiuo oll'r<mo potere emolitico '''r"o i r:;l•tlmli rossi di con'~lio: risultntt pu,.c n••~;tth·i si ottenqono nell'n.cqueo e nel Yltr~o di rn,·allo normale m~.:s-;i a reazioni.! fJ...;anto• ron nntigeno da coltura di ~onoror•ro e ùi nd••nite equmn.. ).ci ca laYeri umnni di t•fo;;i nei quali il siero prf'"<'utn titolo agglutinant<' non c;upf\r,ore 1\d l: ~00, non si rdeva pa,,Rg~io di 1\~glutin•ne negli umon oru· lari ri'J•Ctti,·i. e la rc.tzioue prec JJitantc ron t>'ltratto di ufo- coltura nPgli ste-<~i umori e uel "iero dil e<:ito negati,·o. Co~i uei ca )a,·<'ri umani di tubercolosi anche
con 1esioui multiple e profonde di n:nura tubercolare, il siero c gii umori oculari trattati con estratto di bacilli tubercolari dis~..ccati e tri~urati non dnnuo reazioue precipitante. Nei cadaveri umani normn.li gli umori oculari e il siero trattati con emulsione di tifo coltura, oJrrono renzione agglut.inante ncgn.tiva i primi, p:>-<itiva i l seconrlo, ma non costantt~mente e !<olo a dilui?.ioni molto bao;!;e (Uil) : negli su,ssi umori, usando antigeno tratto da tifo-coltura, nou si hn nè rea~ione preci p i tante, nè di fissazione del complemento, ed analogameute presenta etiito ne· ga ti vo la reazioue precipitante saggiata con estratto tla baci Il i di tubercolosi u m una diNieccati e triturati. C.
G. ~E:SDES.- Manuale di medicina e dl chirurgia 41 g uerra. -
L~oma, 1!:!15.
L·e~regio nostro collc·ga, già noto per le inte ressanti riviste di medici na mil· tne che d..-ne pubblicando sul Polirlinico, ba fatto opera certamente utile rac· cogliendo in questo manuale, senza la pretesa ùi scrivere un libro puramente scitn· tilico o di v ole:t· insegnare cose nuove, le no1.ioni indispen"abili sul set·\·17-iu sani· t~uio in guerra, uni tamente ai ricordi diagno.;ttci e terapcutici sulle malattie e S.11le lt!SJoni che più di frequente si riscontrnuo in campagua, e si ò proposto i n q te.,to lavoro esclosivameute lo scopo di fare cosa gmùtta n tutti quei collt:ghi c .te spnrsi nelle varie condotte, o impegnati giornalmente ntd duro l~t\·oro vrofcssiouale, non banno avuto tempo e modo di occuparsi della nostra specialitit e che pure, m edici militari improvvisati. saranno chiamati un giorno a prestare in ca~o di mobilitazione La prl:'ziol'a opera loro. )Jolto raziona lmente l'A. inizia il suo manuale colresposi?.ione del nostro orùin.nntnto sul servizio sanitario in guerra, illustrando gli organi diretti\·t cd ese· Clltivi, descrh·endo le varie fvrmaziooi sanitario, dai posti di medtcazione e ;:c. ziotJi di sanità, agli os pedali da campo da òO, 100 o 200 letti, trat tando dello ;:goml.Jtro dci malati e feriti per mezzo dei treni attrezzuti e dei trtni-ospc~ale, e con un cenno iutine sul rifornimento del mattrinle sanitario. Xdla se.::onJa parte svolge ampiamente le malattie che sono piil frequenti iu campagna, a seconda dei vari sistemi ed apparati e con speciale riguardo alle in· fe1.ioni cLe insorgono piu facilmente m guerra, con uua n ota sulle ricerche ed aoal1:>i chimiche sommarit- c he si possouo esegu ire in simili contmg.-nr.e. Alla tt·auma.tologia di guerra è dedicata Il\ terza parte con uno s~udto analit :co wol to accurato sulle arwi mod eme, sulle ferite dei divc;rsi tes,utt e loro COIIl· pltcaz ioni e sulle Lesioni di~tinte por le vario regioui. Ne meuo interessdurt sono i rtcorJi di igiene dell'esercito in C!Lmpa ~ na per qunnco riguarda specu1lmente gli ali• ggiamenti, l'alimentazione, l'equjpnggiamento,le marcio e la pt·uti hts:>t delle m~~olattie infettive. Completa il manuale l'esposizione dei mez.-.i per il funzionamento dt•l sordzio 3aaita•·io in campagna, delle di:;posizioni conte uute nella Convenzioue di t.Ymevra d~! 1~013 e la riprodu;(;ione dei modelli degli stampati viu com u nemente usati n e llo •<~rie unità samtarie, dalle tl\belline diagoo,ti c h~ ai regi,;tri d'ospeclule,llcc. Concludendo, questa guida compilata per cht non Lul ac-quistata gii1 una certa i.uniltarità. ed una certa prati.:a del servizio sanitano in campagna, torntn·oi. cer· t!rne n te di grande utilità nelle impreviste e nuvve contingenze della gutrra, in cui l'opera dPl medico non può esplicarsi cogli stP.~i criteri e collo stesso metodo che nelle qu iete corsie di un ospedale o nella pratica prot'e;;:;ionale d'ogni gtorno. (.;AllARJ:SI.
At,nn )[Et. - Oll abitanti della Clre n&ioa. Stndlo etnlco·antropologloo. (.llinisltro d•'lll' colo11ie. Roma, tipog:rnfìa nazionale Berlero, 1914). Il dott. Aldo :\lei già direttore del R . ambulatorio e dell'i nfermeria civile di Bcng:Rsi, giil noto per altri s tudi di indole coloniale, ha fntto opera v eramente degna di considerazione studiando la popolazione della Ci ren aica dal lato etnico ed lllllropologico. L'A. prend,•ndo per base i classici studi del Sorgi sull'antropolc.g-ia della s tirpe cn.miticR, C('rca prima di tutto di scE>vemre in m~>zzo nlle popola;doni tan to di ver se' per ori~ine è proveni om1a i camtteri p iù spiccati dolla razza aborigena o berbera da tntte le altre che vi stanno fmmmischiate e d n quelle che pl•r incroci n e hanno modificati i cnratteri princ ipRli, nl:r.?.:ll s peciale rhe fa parte del ramo o rientl ale o 1lel nonl·t·st d'Africa della ~tirpP camitica e c he comproudo precisamente quegl i nb itanti che dai Greci e dai R om uni lurono chinmnti Libi; con feli ct' intu izion e poi, appog-g-iandos i sull'esn.me di nl.cuno fì~n1·e riprodotte nei monumenti e~tizi doll n. X\-111 dinastia, dove sono ben distinti i tipi sem itici d1\i camitici. sull'esn.rue di un iutercssante bassorilievo;scoporto n Slont.a dn.J lfeimaun e dal medesimo d(''lCritto, e colla scorta delle proprie os<ervnzioni personali le quali po ter ono e~~ergli fa<'ili tnte dal contatto quoti d inuo co~ li indigeu i d t· Ilo città, de lle campagne o delle oasi più lontane per nove an ni c1rca di sua perm anenza i n ( ' ironail'a, 'l'iene a dimostrnre che la razza bl'rbl'rR. od aborigenA. non tro\"n-.i c-he 111olto a !md e pre•·il'n.mente nelle os«i di Ogiln e Ginlo Stnhilito esattamente questo punto principale, stnhilita cioi: la re)!ione d ella Cir,·nnich ove esi-.tono dt'i veri berloeri t ipici, in \'Cl·ità n..,.:ni pill ridotti di n u m• ro, per ragioni :<tor iche. di quello c he non lo si1•no in Egitto e in Tripolitania O\'e t rovn.nsi be1·b('ri puri all'oasi di Siwn, n el l o•fren, nel F czt.an, n G hadame,<, •·c:li n e ~tud in i cn.rn.tteri antropologici speci6<'i, non trn~curn ndo le altre razze piit numerose rhe nbitauo io Cirenaica e ,J,•dirnudo SpPriale attenzione a quella :trnlla che ··ostitui.c;ce la razza dominat!'ice o la p iù dt!t'u~l\. Xo·llo Rtudio singolo di tutte que>te razze egli presenta il sc:rut•nte ,.pecchi!•tto molto dimostr11liYo: I Aboregi ni- Berberi (antichi Libia. l d' . . . . . . Arnh i Il Immigrati ) 1 proven1enza n~mt1ca - :-<t~mltJ l SI'IIl'li ti
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/ di provenien:r.a nf'ricuna - N••gri e uegroidi. berberi Tll Incro<'inti Arabo - m •g1·i l Berbc•ro - negr i. J berberi di Ogila studia t i dnll'.\. hanno lin~:un JH'O)H'iR., perff•ttanw o te disti nt a dtt quella a r aba, ch e ch iamano IJel·illana, e s i di~ti n guono dngli Arabi per carat teri somatici e,·iden tissimi, di t:di caralll'ri i principnli l'Ono i S!'1:11en ~i: mRn ifesto sol(·o rircola re tras 1·ersnle che cingP la bac;a c r11nica subito n.l disopra delle !'opra<·iglia, fronte inclinatn. all'indietro in un piano !'en~IIJihnente po~te1 io n· a quello tl<>lle nrcate orhit:'ll'iP, tondPggiauw nel mezzo, ~fu~:genl•• a i ln. t i, YO!ta cranira a schiena d'11:-ino, in comples'lo crnnio ipsiccfa lo, nrcnte soprnorbitar i·· fortemente roo vergenti ver_.;;o la linea nkdiana, occhio e rima palpeLrnle orizzo1 • tnh, uaso retto con narici ln.rgbe ma col maggior diametro ne l ~~·nso autero·poMerion·, bocca la rga, labbra gro-<se spesso di1·arirnte per cui ln..,rinno vedere i rlont iu••i..,i\·i molto svi luppati spe~so nnn1·ri t i, bnlli srar'>i, m•a ndihola gro-<sa nei lnti cou mu~coli mns<eteri ,·olnminoc;i, ment~ corto, toz1.o, q"adrnto onde la J·a.-cia
l Arabo -
HIVJS'l'.\ DJBLIO:JR.H'ICA
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presenta nell'insieme una forma qu!tdrangolare, barba o maucante o assai rada. Gli Ogilensi si dedicano specialm!'nte all'agricoltura, sono quindi, a differenza degli Arabi sedentari; l1anno intelligenza meno vivat:e e pronta di quella degli Ara.IJi, dimostrano però ronggior costauza e tena('i a: sono di indole abbastanza mite e tnmquilla. A •enti chilometri di 0gi l~ travasi l'oasi di Gialo la quale per essere meno a datta dell'altra alla coltivRzione degli ortaggi in causn della cattiv11. qualità dell'acqun cost ringe gli abitanti a battere le vie carovaniere come guide e conducenti Nella p:a.rte orientnle di questn oasi abitano ! Mogiabra che hanno triste fama di commercianti dj schiavi; dR ciò derivano frequenti incroci per cui, pure essendovi in questa popolazione del sangue berbero, essa deve ritenersi piuttosto come un incrocio di Berberi, Arn.bi e negri. Trattando degli ar11.bì bisogna fare una mclicale distinzione fra gli arabi delle città costiere e quelli dell'interno o beduini. Nello prime vi è una popolazione mista derivata da ripetuti e diversi incroci ed è a-ssai difficile poter riconoscere le cflrnttcristiche delle diverse razze: dove il tipo arnbo è meglio conservato e nelle famiglie dell'aristocrazia indigena. Le tribù nomadi dell'interno invece si sono mantenute abbastanza pare da contatti estranei e sono q nelle che meglio h anno conservato i loro caratteri originari, caratteri che sono nettamente difrerenziabili da quelli dei Berberi, la qual cosa è della massima importan:-.a etnografica giacchè si sente molto spes!'o confondere Arabi con Berberi e ritenere che gii indigeni nomadi dell'interno o beduini siano d ei Berberi. Gli Ambi, come è uoto. sono di o1·igine semitica, derivati cioè dalla penisola arabica. e più particolarmeute. come sembra, dalla sua zona settent.riona le. Circa allr• distribuziom~ gcogrnfiC!l. delle tribù arabe in Cirenaica l'A. ci presenta i seg·~enti dati: al confjne fra la Libia italiana tl l'Egitto la tribù rlegli Jl uled , Ili che s i vantano di n obile origine araba., ne l territorio fra Sollu~, •robruk e Derna la grossa tribù degl i Abeidab, intorno a Cirene la tribù degli IIa.'>.~a (•d a. sud di qut>Stll. una p icco la tribù originaria dell'Egitto, quella dei lo'aied. ad occidente di questa. la tribù dei !11·altsa •ma delle più ribelli, e sempre più verso occidente le tribù dei Dorsa, degli HoJ'fa. degli Abid, dei lJrn!fta, degli Anayhir. alle fa lde meridionali dell'altipiano cirenaica ai confini col deserto li bico la tribù dei Puaclter forse arabo-berberi. Al cantine fra la Cirenaica e la Tripolitania vivono poi i lt{Offa1'ba popol:rzione fiera e considerata come di puro sangue urabo e a s ud dei medesimi ,-er;;o le oasi di Ogilo e Gialo gli Znvia. Prendondo in esame i beduini di Cir bnaica si vede che in g en ere hanno una ;;~atura alquanto superiore alla media (frequenti q uelli che supernno m. 1,76). cn rporatura elegante, snella, collo lungo, arti lungl1i e sottili, giunture asciutte e deli~ate, muscolaturA. solida, ben disegnata, non esuberante, adipe scarso, pelle !'ottJ!e di colore tendente al rameico, capelli lisci, di colore nero o castagno scuro, barba e bnfli radi, la fronte è in generale alta, liscia, ripiena i\uche sui lnti t' q u asi r igonfia e tondcggiante in avanti, sovrastante n picco sulle occhiaie che s e rubrnno perciò molto profonde; manca il solco notato nt·i berberi fra il cJ·anio e la f accia. Il cranio è ortocefalo, mai ipsicl!falo o p laticefalo. Il naso è diritto, qua">i mai aquilino, mai rincagnato; frequentatissima è l'incurvatura del lobo nasale onde il naso r isulta adunco. La bocca è un po' g rande, mai però come nei Bet·beri, le labbra discretamente carnose, chiuse, mai arrovesciate, i denti di giusto svi lupp~J. bianchi, bellissimi. 4a mandibola è poco sviluppata, l'angolo esterno di essa è molto sviluppato e le b1·anche piuttos to brevi convergono rapidamente
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RIVJS'l'A DfBLIOGRA"FIC.\
verso il mcnlo sottile e aguzzo; le gual!cie sono inca,·Mc, i ma-;setcri poco sviluppati. Jn comples~o negli àrabi si ha il predominio del cranio e dtllla. fronte sulla fucc1a o almeno la g1usta proporzione (r,~ queste due ptHti: n ei B .. rberi invece la l'accia predomina :<empre ..ul cranio. L'intoliJgc,nztt degli Arabi è mollo S\'cglia, npert:., vi,·ace, tiui~:;imo ed acuto è lo st•irtto cntic·o; predominano però '>!JO~so la nota fantastica e l'umore mclauconico e socio. rivo iu es"i e l'amor~> guadagno che troppo si manifesta sono forma di mpacità: fre<jlHlllti aiJclse ~ono gli atti imptdsi\·i. Il più gra,·e d1fetto dogli Arnt1i dulia Cmmaicn è il t'nnnti,mo reltgioso che t1·oppo spesso domina an..:he la persone p i li intelligenti. l n cowp:e~.:;c> hnuuo grnndi difutti ma nuchC' inestimab ili quJdttà naturttli. Uuo dei più antich i elcmeut.i etnici della Cia·ennica ò duto dagli israeliti. La coloni<~ di .Uengasi è 1n gran p'trte di origino tripolina o ùi imm•grn;.ione piut· tosto recente; qualcuno è originario della tipagua mn non proviouc dircttanwnte dnlln pcnisoln iùerica. I camtt eri somatici e H.;ionomici degli iHa~liti sono noti n tutti; llOitnnto importa far rilevare ln notevole rnssomiglinnzn ne lle forme craukhe e facciali fra ebrei ed Arabi dciii\ C1renaicn; non sono rari individui con irirlo az~urra chiarissima e con cnpl·lli biondi. Clli cllrci so11o laùoriosi cd attivi-s imi, di intelligcnzl\ S\'eglia e pronta. Gli ~\rabi ostl!ntauo Jl('l' loro un graude disprezzo, 111a efl'ettivaweutc ne ricouoscOIJO lt> ottime qunlità e spesso ~i nssocinuo a loro negl1 all'ari. Vengono p!lr ultuni i negri Ùt'Ì quali eo;istono nttmcro,e vnrietil ;,pecinlnumte po1· cau~tL dei uuUlerosi lllnod avnmuti per h111~his,1111n serie di geueraz•~'ni. L.~ colora.r.io110 della cute uòn è in ogni ca"o quell:t che po~~;a giu~Litic•are l".\ppdlutlvo di u..gro; occorre sempre cbe alla colornt.iono bruua vnd•mo nggiunt1 i cnratteli es<en;:iah della razza. La presenza dd nl!gri 111 Ciremuca :11 col h g:L colla que,.t•one d~:lla schiavitù: la maggior parte di l'S"i prO\'Cngono dall'ua· gia11g1a, dal l:.lorcu, dall' Undat, dal ~udan e (>\:'tino dtdl,~ n·goono dci Ha utu Ut!!l'At'l'lca equatoritde.l neg•·i souo geucr:dmeute di buona iuolvlc, di carattere gicvialo; si nll'etiolllliiO molto a eh t Il tratti con [tmorerol~ua e possono n·ndere gmmli sen·igt :-pecialmcute pt:r co<>tituire dui Utloni uuclùt per le nostre trup1 e liùiclw. Come vedcsi da quanto ho snccintameute rias.,unto nei suoi puuti principaii c più i1uportlluti, il lavoro del dott. Me 1 o..:cupa. uelln letteratura ancora molto scarsa che ~i rìt'!•risce alla nuova nostra colo111a uu po~to d1•i più importautt e prc,eutu. una nmh: utilità per chi si acci11ge a ri cavui'IIP quei frutti che tutti desirJemuo. 11 pregio dul lavoro )lOI è gmndCllltllltC aumeututO dulia uelli:;,imll racco ltt\ di più di HJO fotografie nd te,..to e fuori testo dci pi(t importanti tipi etuici e da una carta gcognd:icn duoo::.trativn dcllt\ dl~tr1buzioue d~lte tribù i n Cirenaica.
.P. St.~TI. - Ould& p er tl medioo in guerra. O. Un•tumuzzt - Guida per . 1 cbirurg o in g uerra. -
Torino, Unione tipo·
gnl.licn editricu torinese, HJlo. Sono due interessanti pub~l icazioui d'<~ttualità destinate n richia mare alla me· moria dei colleghi una sene di cog111z1oni util i e pralicho per il g ioruo in cu1 chinmati n prc·Mar servizio presso 1 es~:~rcito si t l'O\'crnuno nella necessità di do-
..
R I\'ISTA
DrllLTOt~lU l•' l CA
vet· ngire pre!:'to e bPnO ur·lle ditHcili "sp<'s~o impr eviste cowlizioai di una campagna di guerm, lontR.ni da ogni lib1·o coi chiedere uu ricorùo, da ogni comp11gno cui domundare u n consiglio. Il Sisto, docente io pntologi11. speciale m~<l ica pres,;o In. R. Uuive rsitli. di T o· rino, ha m<·colto in b revi pagine quanto occorro 11.! mPJi<·o 1\i tenP I' presente s ul lt· mala~tir- che p i1ì di frequento si o~.:ervano n••gli cser ··iti mobilitati, trattltllf1o con specinle am pie:\lln le meno n ote e q uelle che in t:poca di gue rra sono le più comuni e più pe•·icolose. Nclh~ chi1HA. e !!UCciutn eop•lSiziOht' l 'A. non hfl dinicntic•llo quanto ha in~e· gMto l'esperienza dc>lle u ltime guerre ru~.:;o.g i nppone'<e e bnlcnnu·a, A. qnt'lln c he iu!lP r iscc attualmente nftlJ'gu rop:~ . Egli hl\ tinto uel sno mauunletto molto opportnnarnPnte una. pn.rte preponderan te alla ma lattie da infezione, con riguardo speciale 111la sintonu\tolo~ia precoce che può pe n nettere una r apido. diuguosi, alb profiles!li ed alla <:ur11. \' eugono successivam<•uta riassu n te le mrdattie inleme e;he più fre•tucutcutente s i riscontrano negli accampamenti, le n!l'~zioni dr·gli OC<'hl, del nn~o, del faringe e déll'orecchio, le malar.tie del sistema n er voso e mPnt:di, e iuliue le mnla~tic ven.,ree e cut11u ec. E di cin~cuna aff'o·zione l'A. P~poue lJJ·c,·emcn te e lu<'idnmeute le CIUibC. i siutorni, il decor,o. 1,. cum e p rotila~si. Il dott. utl'rtlduzzi, docf'nLe tli cltimic·n. chi r urgica uell;\ Stf'SSI\ "Cu i\'BI':'ita ha compilato per la l'UA. specialitit unn guidR. per il rhiru rgo iu guc•na. colla quale si è p roposto di for utre n.i medici eh .. saranno tnohilitati Òt;lle no/.ion i SCillplici e chiare dte non possouo R. mcuo di t o· nare <l i graude uti lita uei ca~ i duhbi e li t ili' pri 111e i ucertl'zze. Pnrtroppo 111 guel'rtl. è u ua t.errihile sruoht aur.he per il chirurgo provetto, poi,.hè que~ti nella pmtica giornailcn• non esplica un'Mtivitil parn p;onnhile a qut>lla d e l chi rurgo i n guerra : divPrso é l'amhiente, difl'en,uti son o i mezzi <li cui si può d i,;porre e $OJ"ratutto v nri•• il u umt;rO a la qmditi\ dei ca~i rla tratta re. L'..\. pe r dò, u uifornmndosi a qua nto si è fat.to pre~so le altn· uazioni durnnte l'auualc> guerra colle pubbl il'azioni di gu1de e ma nun li per parte del Oo;tting.'n, dt ··choeHwert, di Koohlm·, di Delorme, etc., ha cer cn.to di m ettere iu v a lore per nui tn questo suo li bretto In dolo rosa esper ien za dngli altr i e !=<ulla lm~e dello o,;-ervaz i oni a ltr ui h a dettnto delle norme ~cmplici e pnl.ticho por la cura dE'Ile ferit e e delle le!'ioni. 1 Premes-o un ceu no sull'orga nizzazione del nostro servizio ,;ani t.ari o in gtw rra l'A. t rn ttn delle fe1•ite in geuera le. dci processi di g nsuigione e com plicanze, e d.,lla cu rn, indicanclo in ti ne le nor me drtt.: da (ha~er e Kirsc hner e dall ' Angerer n c ll 'nttun.le glll)rt'l\. \ie n e qu inrli a tra t t a re s is t ematica mente del le lesion i del le va r ie region t, m tr.Hteuendosi per ciascuna di e~se sulla siutoltlatolo!jin, sul decorso e u ol t ra t ta meu to t erapeutico e n egli ul tit oi cap it oli indica chiRrament e quale d e ve e~sere il compito dul c h irurgo iu g u erra n ei vari sca g lion i dal posto d i med icazione a lle sezio ni di sanità E><l agli o:> ped1d i da ca mpo. I n complesso que$ti due mau un le tti pe r lo svolgi men to d ella mater ia, p er la. ch ia rezza, corrispondono perfetta men te allo scopo di essere un a. u t i le guida ai medici cb e saranno chiamat i n pres t o. re la. loro ope ra. u man itar ia. in ctompagna.. C ASAHJNl.
i6 -
Gwnlllle eH llltdlrin,, 1111/1foll'e -
p,,sc. 111.
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NOTIZIE
NOTIZIE Perdite nel corpo tanhario tedesco. Recoudo una statistica ufficiale il corpo sanitario t edesco. durante i primi cinque mesi dt>lla ~uerra, ha perduto i:IB medici di cui 112 leggermente r'eriti, •10 gmvcrncnte feriti , un ammalato, Go morti, 76 scomparsi, 41-i prigion ieri i cioè quasi il 3 °/ 0 del numero dei medic i militnri tedeschi.
Souol& nazionale per l mutilati in Francia. Il Govemo ha presentato un prog•·tto per la creazione di u na ~cuoia nazionale per i soldati mutilttti. Iu tale scuoln potranuo essere rico\•erati 600-700 peu· sionati, che vi potranno ultimare le loro cure meò iche e chinu·giche e ricevere gli app;,recchi necessari per la riedu~azione funzionale. Quaudo essi ~arnnn.o rapaci di lavora.re, r iceveranuo un'edurazione professionale.
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Il Consiglio fe:lerale d<:llle uu i ,·er- illt popolnri, per mandato ricuvuto ,]a.J Con· gres~o nazionale di Firem~e. (aprile l~H), con circolare del 28 tebbraio Wlb, si è r ivo!to ai prPsidenti della. benemerita a,::;:ociazione delle uoinrsitil. popolari dellu v1\J'ie provincie d'Italia, perrllè promuovano con ogni me?:r.o nei p i ù piccoli Ct>ntri, specialmente nelle regioni che pi:ì ne hanno bisogno, scuole dn aggre· gar;:i, quali sezioni, alle univo•·~ità popolari p:u vi~ine. stimolando gli elementi più adatti, (meùid, veterinarii, agronomi, farmf•<:isti, ll.V\'OCali, notari, ~egretari comunnli, in;:egnnnti ecc.), e co~titu i re circoli di coltura. a tenere conferenze, le;r,ioni settimnnnli. o piu frequenti, su argomenti Yarii. ed in forma el(·mentare.
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Ahhi11mo ri cevuto il primo numero Ù<:llla rivista di medicina legale e di giur i~prudenza medicn, diretta dal prof. Carlo FC'rrari, ordinario di medicina legale nolla R. Unin.rsitll di PisR, con In collabor ar.ione d'in!'ligoi giuristi e m edici legi"ti, ed alla r ina'icente consorella auguriamo ogni fortuna..
La R.
VARIETÀ Il problema della morte naturale [perchè si muon:?] IReme Sciel!tifiqne, maggio 191-l).
Prof. O. :\I.An!NE;;co. -
Fece gramle rumore la celebre ipotesi del Mctchnicoff, che In degenerazione scuile é caratteri:.:za ta dalla a trofia degli elementi uohili. specifh~i, dei tesSuti e degli organi, e del loro r impiazzo per mezzo di tessuto connettivo, costituito da
·Ati t .....
VARIE'l'A
24.3
cellula mobili fagocitiche (macrofagia delle cellule funzionali ) e tutto ciò in dipendenza di intossical'\ioni intestinali continuo. MR le critiche recenti hanno scosso tali ipotesi i le ricerche istologiche, per est~mpio sul sistema nervoso, spesso non fa.nno trovare, o poch issimi neuronofagi, nè l'intossicazione spiega la regressione t i pica delle ghiandole sessuali, o J' ipotiroidismo " l'ipofisarismo. Ora si pensa che molte cause intervengono (intossicazioni varie, infezioni, usura delle cellule, stanchezza fuoziouale, e specialmente sminnito poten:tiale reintegrativo e rallentamento progressivo della l'i produzione cellulare) di cui il tempo sarebbe il totalizza· toro. In fondo, la vecchiaia e la morte sono fenomeni inerenti nIla materia vivente. La senilità rllppresentn un processo eccessivamente complesso, produrrmte sopratutto modificazioni del chimismo cellulare e prima di tutto dello staw colloidale cellulare : si sa ora che tutti i colloidi hanno una cu1-va vitale, che essi invecchiano pet· disidratazione dei loro granuli donde la loro riduzione in \•olume, il loro agglomerarsi e successivo precipitarsi, ed anche agglutillllrsi (Bechold :->nmec). La loro età influisce molto sui fenomeni di assorbimento e diffusione protoplns maticn, inversamente proporziomlli alln conceutrnzione di essi, o viscosità del protoplasma, cosi nella retrogrndazione dell'amido· colloide cessn. la. colorazione c'oll'iodo e IR ~rasforma.bilità in amido·cellulosa. La. disidrat1\zione si avvera in tutti i tessuti, e sin dall'embr ione; questi La il 04 % d'acqua nel 8° mese di vita intrauterina, il 90,3 nel 6• mese, di 83,03 alla nascita e cosi via sino al 67 Ofo ilell'ndulto : ciò in tutti i viventi, con contemporanea diminuzione dell'Az e del Ph. con l'età. Nella cellula nervosa si vedono all'ultrnmicroscopio moltissimi granuli fini, di co!ore diverso secondo In loro denl"ità, costituzione cltimica e il loro volume ; mancano io vita gli ammassi geometrici detti corpuscoli di Nissl; essi sono più fini nelle cellule grasse (ganglionari, radicolari, giganti), sono sparsi nella celJuln, nei dendriti, mentre il cilindrasse ne è privo. La disidratazione progresSi\'a della cellula ner vosa produce rallentamento metabolico, eliminnzione pi(a difficile delle sostanze tossiche (minore respirazione intrnmolecola.rc di 0), diminuità a ttività dei fermen ti. rallentamento della crescenza) che i fenomeni di autocntnlisi). minore plMticità. e resistenza agli agenti esterni (dimostrabile con l'acqua dist illata ecc) i i grn.nuli, ingrossando per la precipitazione, presentano sempre una superficie min<•re, mentre dall"assieme delle loro superfìoi dipende l'attività di un corpo colloidale; su questi ammassi di granulazioni si depositano sostanze grasse coloranti, don de i granuli pigmentnli delle cellule senili. La disidra.taziono dei micelli che costituiscono la neurofìbrille producono l addensarsi di qucRte o il loro forte ispessimento, riscontrabili nelle cellule corticnli dei vecchi. La seni· liti\ produce nel nuc1eo atrofia della sostanza basofila, cioè deliR armatura cromatica. donde la cessazione delle mitosi in tutte le celh1le organir.he, cioè la nuleina di minuisce progressivnmente con l'età, mentre essa è più abbondante nelle cellule embrionali, come nelle nevrogliche ed ependimario che sono as$ai proliferati ve, e più negl'animali a vita. corta; nell'uovo non fecooùato ò sca.r,;n, percbè esso è morituro, nel fecondato deriva dalla testa dello spermatozo, grazie alla quale la vita prend& il suo slancio nell'uovo. Dunque, la. nascita e In crescenza, come l,a senilità e la morte, sono fenomeni naturali e necessari, fasi normali del ciclo della vita, per l'organismo basato sulle c u rve vitali delle sostanze colloidi. P. CONSIGLIO.
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NECROLOGIO
Colonnello medico LUIGI BERNARDO. L'inopinnln scompars& d i LUIGI BERNARDO ci hR riempito l'nnim'l d'ind icibile cor·.toglio. Dopo d i avere trPpidnto p<'r vRrii giomi, !ìpcrando che la robusti\ fibrR d i lui 11.\'essc trionfn.to della. grave ed improv"i"" eompliranzt\ carcliacl\ seguitn nlla bronco-polmonit,, soli'erta, de lhi quale onnni pn.rt>vn guarito, un laconico telegrammi\ ce ne annun?.iò la mortl•. ltl·<;tRmmo dolorosamente colpiti, e, qua~i increduli, so~chiudemmo gli occhf, per richi:unare 1dla mente ancora una voltR la simpatiCI\ fi~;um dell'uomo. ehe ci avevi\ per sempre abbandonato. l'erchù Luig-i Bermu·rlo non fu solt11.n to un ,.,.. lente cultore della scienza, un medico mi li rare eclettico, chu sapeva tante coSI' e di tante cose •li•correva con competenza, 1m vh·acc ed arguto intelletto, ma fu un uomo di rar.• horn/l. t.' òi cuore genero<o. Nni lo amavamo: ne 1una\·amo il no· bile t·nrnttl'r<', ndombrll.to dali;\ lio>ve vernice di uu ro•ro !'cettiri,mo, proprio di colui, che, conoscendo i d1fetti dt•li'Jrn•\na nalura, li comprPnt!o e li intE-r p reta; ne amavnmo lo spirito intraprendl'nte ed irrerp1it>lo. la multiforme atti,·itil Ilei pensiero, che l"pes«o riveln,·a uel ;;uo discorso pa~qiouato, vnrio ed iu1ma~;iuoso : no amavamo gli scntti improvvi;;;i, che non <utpcva dominRre, qUJmdo una idea elevata alimentava !11. fiamma del suo s pirito ard!!nte, o qunut!o era da abbattere il contraddittore in una cau!'a. che gli p!lre,·a dovt•ro t!if.. ndere; ne amavamo per· fino i pMados~i, in cui, n ella foga drll'in~saurib•lt- e colorita con ver:<azione, t.'\1 voltn carle\•n, non mancanti di umor ismo e di un1~ cerltt eleganza, e dei quali, pii~ tardi. ··~li !<te~~o ride,•a. Entrato nPI corpo sanitario milit1re U!'ll'ot.tobre del 187fi, n e percor:<l' con relntiv" rnpidit!\ la carriera, 6uo al g"1do di !'OIOlJOt•llo, c he rngginn'o nel gennaio del l9U8, e nei quasi quaranta a1mi di vita militare irraggiò attorno a sè la !<Ìmpatia, ch'egli stesso sen tiva pc•· gli uomini e per le co~e, che g l i sembravano degni. Molto egli scri~so o pubblicò, e di vario n.r~;om<>nto; ma sono sopra tutto ricordevoli i lavori sulla trapanazionc del cranio a proposito di un ca~o di frattura frontale con intropre~sione dei frammenti; sulla lernpia mecrnnica e sul mas«aggio; snlla mi-.urn della sta tu m, della vista o dcll'info•·cl\tu ra nella visita degli inscritti n l loro arrivo sotto le armi; su Ila i n fez ione tif,J.;a n t> l pre~id io di Bologna tiurnote l'autunno del 1891; la m t'm nria sulle nevro-li nei militari, con sider t<te ;;otto il rt<p porto medico·lt'gale, premiata d olia mt>nzionc onor<Jvole nel concorso Riberi ; lo stuclio i ntorno ad una contusionu dell'oc<'hio, st·~u•ta da par csi dell'accomoda· zione; il lavoro intorno nd nn caso ùi lehbr••· os-ervato oell'o.;~pedale militare di Palermo, con un cenno sulla diffusione dc·lla lebhrn in Sicilin ; l'altr o in torno l'azione d~lla ~;innastica medica nella cura della plt•urito e q nella pregevole mo· nografio. sul tr11sporto dal campo di ba.ttaglia ai luoghi di cura, cosi r icca di os-
~I:.CROl.OG!O
Sèn-azioni e di utili proposte, che ,-alse a lui ed al suo degno compagno di Ja. >oro, l'allora maggiore medico dott. Brezzi, il primo premio n el concor:-.o Hi bcri, Fra le altre o oorifi~eoze egli nve\·a merita to la medaglia d"argento per i be· n •·meriti de l terrt:moto del 1!108. Egli no n st:ppe il ra ncore e il disprezzo, r ifuggi dn ogni ecce~!'O nell'eser cizio dt>l comaurlo e dell'ubbidie nza, e con l"amor{' couquislò a ;.è. sempre ecl O\"•mquc, l 'animo di tutti : onde s i può con sicura co,.cienza nfi"ermare cbe pochi uomini n el corpo sanitario militare h anno lasl'iato uo compianto cosi sincero ed unanime; ed il no;,tro elogio non è d i vana forma. ma e figlio di un sentimento di afl"etto e di simpat ia. che ci lega ancora alla memoria di un uomo, che fu per noi come un maestro, come lln amico buono, fetle lt> e superiore. A. C.
ERWIN von ESMARCH - STANISLAO von PROWAZEK. Durante il m ese di feJ.J.raio del corrente anno le scir·nze mediche, e in parti· colar modo la batteriologia, ha un o perduto due grandi campioni. con la mor te d i ERWIN von ESMARCH, professore d'igiene a Gottioga, e di STANISLAO ~on PROWAZEK, dirdtore della sezione zoologica dell'istituto per le malattil! t ropicRii ad Amburgo: illustri nomi, che per la gra nde ope11\ compiuta r imarranno ::nemo· raloili nella storia della medicina .
CESARE CARANDO. La m o rte quasi improçvi~a del cav. CESARE CARANDO, di rettore tlella tipo· grafia Vo~he ra, ci h a molto r attri;;tnto Noi clae per lungo tempo avemmo frequenti mppo rti con !ui. a causa della redazione d..l n ostro gioru~tle, 11e esperimentammo in molt1· ocra::.ioui la diligE-nza nel compiment.o d~i suoi impegni, la bontil dell'aniwo e la g entilezza dei morli: onde con la sua d ipartita ci sembra di aver perdut~ un a mico. L A REU.\ZIO:'iE.
CONFERENlESClENTIFICllE D~GU ~~PtDALI MILITARI MJ·:S:::;I:;:\ A (febbraio). -
Tenente wllolico di COIIIJllemeuto STEF\:'iU l't·u LISt ·.àL Delle (mtlun• i lll,.acap., uluri del •·olio del fPmore. - lliferi'-'ce come per lungo tempo si pensò che dette fratture fossero incapaci di riu,cire ad una con solidazione os.ea; però io !'eguito s i e creduta po><sibile la riparazione con callo osseo, ed il ~en n r~tccolse f>-l casi. in cui si e potuto constatare la co••solidazio n e, s .. btrene con qua i scomparsa do! collo. L'Hocker pero o!'servò LE(iRA. -
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OONFERE:\ZE ilO!EN1'1Fl0B r.: n ::G~.; OSPE!"'ALl ~l !LITARI
che sono tutt'altro che dimostrati, per f1·atture totali, i 64 casi del Seno, rlescritti come fratture intr11cnp~H lari guarite con consolidamento osseo. Del· l'istessa opiuione è il Kocker. Si è cercato di spiegare il difetto di consolidazione ossea colla presenza della si novia, colla. mancant;a, o almeno deficienza di nutrizion.e del frammento sup~riore, lR cui irrorazione resta llffidata Rl pro· blcmutico contributo dd sangu~> che le può apportare il legamento r.:-tondo, all'alterazione senile del collo, l'os teoporoSI, combinata con la difficoltà d i una. buona immobilizzazione dei frammenti. poichè il frammento costituito dal corpo e dal collo del femore difficilmente si può mantenere in conta tto tisperto al piccolo fmmmento formato dal capo articolare. Generalmente quindi si ha conviuzione che la consol idazione ossea, se poss ibilmente, è eccezionalmente rara, che ordinariamente o res idua una pseudoartrosi, o è se1uplicemente con· n ettivo fibroso che unisce i due fmmmenti e che solo nel caso che per progres· si va atrofia la testa del femore si riassod>e, molto lentamente si può ottenere un certo grado di ripristinamento della funzionahità dell'arto. Si è cercato di ovviare a qut•sto inconvenieut~e con due varietà. di intet venti operativi: la resezioue della testa del femore fratttnato e la sutura di essa al collo del fen1ore. Questo metodo, che evita il raccorciallleO to ùell 'arto, SE'm brn a. prima \"i sta più seducente, ma senza cnlcolare le difficoltà tecniche, la fissazione r eciproca dei due framment i del collo femorale non conduc<C alht formazione di un callo osseo fra essi. A ques te conclusioni vennero lto ed Asahara, che cercarono di stabilire con 23 esperienze sui cani se realmente la frattura intracapsulare del collo del femore non si con sol ida e che resultati dà la. su t u m ossen. Quando la frattura era incompleta, si eube un callo osseo; con la frattura completn su cinque es perienze in un sol caso si ebbe la consolidazione, n egli altri una pseu.Joartrosi, con la sutura immediata tlei due frammen t i, giammai si eb be a notare traccia di riunione ossea Conclusero perciò ;:he \a n •sezione della testa del femore è l opera>.;ione tipica nei casi di fra t tura intracapsulare del collo del femore Aven dola praticatt• in 7 casi clinici se ne ebbe1·o a lo!lare, poicbè ben presto ottennero un miglioramento cons idere\·ole della funzionalità dell'arto. Prima che fost'e comparso il lnvoro testè riferito, l'O. aveva già istituito esperienzE' per s tabilire st qual ragione ascrivere la rarità di formazione di un callo os~eo nelle fratture intracapi ulari del collo del fenl(>re. Egli ha prodotto sem pre fratture complete e per pote re appre~zare l'influenza del legamento teres e della nutrizione da esso apportata. alla tr•sta del femore, in rela zion e alla frequen za, o me no. della form Rz ione di un callo OSS<' O, in molti casi, d opo aver prodotto il distacco della testa del femore. hn t.agliato anche il 1("-gam en to te re;;. L e e;;pel'ie.nze dell'O. portano alla conclusione che quando la t esta del femore non h!l contatto colla sino>iale. conse1·va pe r un cf' rto tempo una vital ità lateute, la quale però t ende fatalmente a scomparire. E la sinovia articolare che uw.ntiene in v ita il tes~uto cnrtih•gineo, come quello che per llt s ua stru ttura si ad atta m eglio a vivt>re fuori dell'inJ:lnenza dt•lla cir colar-ione. Nel ca'-'O che si formino aderenze fra esi;e e la si· novi ode, si h11. i n un primo momento una certa o~preil>ione di vitalìt1\ limitata al t.ratt.o con cui l'adereuz11 è avvenuta, ~o que~tll il parziale, a tutto il fram·
CO:-IFERRNZE SCJP.~TTFtC'riE DEG!. l Oi': Pio:DALI M!Ll'l'ART
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mento cotiloideo, se è totale; però in ~eguito il te!'f'uto di gmnu lazrone t'!tvorisce il rinssoriJi rnento del tessuto osS\'O e cartilagineo. Nel 1° caso la formazione di un callo osseo deve essere e!itremR mentc diflì· c ile, nPI 2" caso pitr proiJnbile, poiché dal l!'gtun enl.o tores e dnlle ndur·out.e, s pecialmente per un certo tempo, viene un vo' provveduto alla nutrizione della testa d el femore. L a con sol idazione o~sea, S\! s i ottiene, comincia probahihnente quando si è arrestato il lavoro di rrassorbiml'nto. che St>mprc· si verili r.n con not evole rapid i t :\. sebben e i rregolarmente ed inPg ualmeute, si può nggiunger e, nel cnso però che si s ta hdisc11.no aderenr.e. La consolìdnz:ooe ossea q uindi delle fra t tu re i n tracap~ula ri di'l collo de l fernnre é estremnrnente r nra, perché ben pr·e~to su lht Lesta distaccntfl s i ini zil\110 processi di na turn rcg res~i.; a; poco vi cont ribuisce lo !<postnmenlo dei frammenti, che non sempre è r.on<;iderevole, d ifa tti pratican do IR. sutum motallir.n della testa frattu rata al resto dell'opilisi s i ha sempre assenza d i formazioni di callo osseo. Una condizione, che l'O. riti ene influisca molto sfnvo· r evolmeu te. è tlatn dalla mauCiltrza in tutti e due i franunouti di Llll r ivcstiruento periostale, c ioè di quel te~suto da cui prevalentemente si svolge il prorcsso di guarigione dt·lle fnttture.
Uftlolallln aervlzlo permanente. R. dec1·eto 28 yPunaio Hll5. M AccurA liJ•·w.,lo, capitano medico l bersnc;lic.-i. - Collorato in Rspotrat i\'f\ per ioff-rmità t emporaneo nou provenienti da cAuse di servizio, pt>r mesi St•i.
R . decreto 13L 9ennnio HJL5. A t:SIEL.I..O c~•v . Pasquale tenente colonnello medico, di ro;ttore ospedale Padova GM!O l. E cav. !taio, rouggiore m c·dico, oRpctlrtle G~nova- DAH illo:l'f: PWppli, ca-
pitan o medico, id. Torino. b r·aio lfJlfi.
Collocflti in posizione au Rili:tria <ild 1° f ub-
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l "t·p:neuti u!liciali medici sono promo..;si al gntdo superiore con a nzianitil
1° (ehhmio L!IJ:,, con cleco1·n•nz'l. pc•r glt ~~~~<'gui rlnl IG detto t con la dt·<:tina-
zione p~>r ci:\,t'Uno in•li.·ata : :\h:.r~ior1 mt•dìci promossi tenenti colonn•·lli ane•ilci: CAxT~:u. \ <·u\·. .llal'iauo, •>.,pl.'dnle Xnpoli . - ('ontìnua come <"ontro. DEI.•tUt; rav. Ga~f11 fw, uu'errncria pre~i<iinria ='il':teu~a. Id. iù. ici.
Ca pitani llH·dic•i Jll'lliiiOS~i mag~ior i llltorliri : Sc·Ar.J':il·: ca,·. C:ioryio, R. rorpo truppe colouiali T•·ipolitH.uia e Cin·naica. - l'outinua co111e ;.oprn. MA'''AH<JTrt Gin.~'PJI''• o~re•laiP ~lilano. 1·1. i•L irl. 01. S<'tlltn). MAHI:\1 ra\' 1·:111ilin Paolo, infermeria prc;litlin.ria Cl\•itu<·ecrhia. - Id. id. id. l st'l{llt'llti tc1wnti 1nedi<!i promo~,i capir 111i meri ici con riserva di amdanità e C•m do·.·orrt·JI>~a per f.!li a',;egni tini lli f<•hhrnio Hllo. Z~;I'Po:\1 .\ "J•ol•OIIP, R. <·orpo truppe colonirdi Tripolitauia e Cirenaica. Continua comt· sopra. PAH~::q E Ft:rtliutotdn, R. corpo truppe l'Oloninli dpll' F:ritn•a (n di">po~izìone ~ i ni~tero culouu>) d . id. itl. On;1o l 'inr•utzo, uspt•dale C:aserttt. - lle,tinato 29 t'ntHI'ria G n~:t ·o J>tlll/l'llit·u, R corpo nuppc coloni11li della Jo.;om11li a (a di~po~izioue :\I ini'<tero coloni••). - C,>ntiuua <'OITIP '<Opra. llt:IL\1'11111 ('arlo Fi<li.·e, o'<peolalc 'forino. ll••-,finato ;, aniglieri.1 cnmpngua.
n~-u.,d•tltJ SultiiZÌO. tPJll'lltl' C'IIIOIIIII'IIO nwl iro oli rE>ttorc OSJlE'·lale Jo:..;onemto dal!.\ carica controiuolìt•atn; col!orato a di-.posiziow :\li"'"tt!ro J.:IH'rt'H. dal ~2 gennaio 1!115 n ~Puso dol <ii'>po~to dal n. l del R. iecrctu 11 1:! W rlt·l 1:> uovcmhre lUI-~ e <·n•naJHiato O"l"'olale Cn8Prta. tl.\1.1:\.\ICI cnv. Salt·alo,·r. id. ici Sapoli. - :\omrnato dirt·ttore riell'o<pe<lale md itaro priiii'Ìpalc di Caserta e comundnto <•;;pe la h· :\.~poli. 0GGIAXII cav. Oitii'WIIIÌ, 1d id. Aucona. - lrl. irl. id J'nci0\'11. GAlot:IA .l[ rt,·io, cnpitauo uw<lico o~pcdale Holt,gnn. ·- Collocato in n-.petr .. ti\·11 per iufer•n•ll'< t.·mporlllll'e provo·nienri da l'llll«t) di "'·rvizio. PJ(IJ:\IJ'Il'U Cl\\',
t 't\'>erta -
)J \Tt:l'C l (;j, ·" J>fll', <':OJ'it:\110 medico O nrti~iÌOl'Ìa (':IIIIJ•ap;nn
Trn,r'crit{) ospe-
dai<J \lil;rnO. J AC< ·~n Fl'tWI'Psr·o,
id. 2!1 t'nnlo•r in. - I•l irl. Anrona. CEH ~IUI.I \ lhnllt'fiÌCII, tl'llt'nte rn•·•lico li irl. - Id. 1d. l'alo·I'JOO. Rt:\.\l,lll l'wl l'il, id. IL t'Ol'l•O truppe colouiall ipolitnnin e Cirenaica. - Cè~NI tli c--•·r" n tlhpll';ìzioue dt•l :\I111i~tcro d!'llt' <•lllnni!l .lnl :? febbmio Hllò e dt>~ti· unto o'p•·•l:dt· ltonw.
•r,
MOVIMENTI AVVENUTI NEL COR PO :-<AN!T. E NEL PERS. FARli!AOEUTICO
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R dec1·eto 23 yennaio 191:., di 111oto Jll'oprio d i S. M. il Re.
medico R. corpo tru p p~ coloniali doll'Eritrea. Nominato cnvaliere n eli'Ordiue dt•lla Corona d'lt1tlin.
BEI' II,ACQUA Amleto, capitano
R. decn-lo 14 f••bbmio 1915. CAHA cav. F•·a11cesto, ma.g[iiore m edico in n~pettati1•a per iufermitil nou prove-
nienti da cause di serv1zio a Sas~nri. l 0 marzo 1915.
ColloclilO in posizione Hu~ilia rin dal
R. decreto Hl ( ebbmio l!Jl4.
T seguouti uflit:iali medici sono collocllti in n~pPLtnt.i1·a per inferlllità tem· pornnce non provoniooti dR cnu~c di servizio, per la durnta per ognuno conlroiudiratll: LosOAJil cav. Ro<lol(o, maggioru 111e.li•·o o~prclale succur~nle l'nrmn. - l'er un ILI1110. B11SI) cnv. Gio•·awti, id. i1l. di Raviglirwo. Per qulltlr·o meR i. Znti'~:TTA Giuseppe, capitnuo id. id. Caserta. - P~ •· qunt tro mesi.
Do:-.l'rl Gi1ueppf, CRpitiiDO medico fuori qundro (comnndRto HO fnnteria). Col· locnto in n ~ pettfltivn, p<•r infermità tcmpornrree provenienti dn CIIIISO eli ~er \'izio. I sC'guenti temmti medici ~ono tliqpen~nti dnl ~ervizio nttivo permnnl' nto, n lo ro do mnndn, in~cri tti col lorr, gmdo c con IR loro >Lilliauitll nei ruoli degli ulìiciali medici di <·omplcmrnto, 1lal 1° mar?.o lOiiJ, od ~~~~~('~unti ai dil'ltrc•tti llt'r ognuuo routroiull i<'ato: DE SA:o<l,;'l'IS Carlo, ospcdnlo J'orugin. A~~t•gnato di>ltrctto R omn. RI·:~TA USu .4 nniùrtle, id. Snvi glitLno. Id. id. :'>1voua.
DetermiunzionP llliniste?'illll' :25 J"'l,/n·aio Wlu. B&v~t'Qt.: A CO\'. Alfredo, cnpiLano medi co ospedale Xnpoli.- Collocato n
tli--posizroue Mini~tero colonie o dest11u1to d'>wtoritlt, Ut·l R. corpo truppe coloni~Lii dell'Eritrea, dal 7 dicembre Wl l, nal qual giorno 1111 pr!!SO iml.mrco a Nn poli . .\lAStiA:-AttO Canne/o, id. 71 fatHeria. Collocato fuori <tuad ro, dul lR feubra io l!llo. e comnmlnto 71 fanteria. GL\tiiiUSS() Gesllflldo, capitano n1ecl ico fuori quadro (comnudnto 10 arliglietin fortr·zza). - Cessa di e'sere com11ndato come soprll e conumduto osplldale Piace nza (fuo r i quadro). C A)IJ•r;;t /JtLldas.~are, teuento medico 81i fanteria. - 'l'rRSfllrito 2 artiglieria mon· tngna. Lrr.to Ga•·fano, id 2 artiglierill montagna. - Iù. infl'rmerill pre~idrRriu Cntnoia. B,\rtTnr.o:-~~; Giottccldno, irl. R. corpo truppe colonisdi 1' ripolitania e Cirennira. l'e>~~a di Ps~.-re n disposi1.ioue del ,\l ini~tero delle colonie e de~t innto o--pednle ~l e--c; i n a dal .1, t\:ubraio l V 15.
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MOV IME:\Tl AVVENUTl :\EL C'OI\.PO SANIT. E XI·.L P J<:HS. FARMA CEUTI CO
Farmacisti milltart.
R. decreto 21 ge11naio 1915. MAGNFCTTI Gaspa•·e, farmacista di 2" cltlS'>e ospeda.Je ~avigliano - Collocato in aspettat.iva per infermità compra\•ata a decorr ere dal l " dicembr e 1914 con l'annuo assegno di L . 93H ~:3.
Ufftol&ll In posizione di servizio auautarto.
Decreto ministeriale. 10 [ ebb1·aio 19lo. BE:>ATJ cav. Alfon~;o, maggiore medico distretto Bolo~nn, in serivizio ospedale Bo· logna. - R icollocato !n congedo dal 4 febbraio 1915. FALCOSI cav. Ga1>ino, colonnello medico id. Roma. - C!Jinmato in servizio tem· poraneo clal 1° f.,bbraio 1915, all'ospedale Firenze. R. deci'Pto 18 febbraio 1915.
Colonnello medico promosso maggiore generale m edico: SuscA cav. Vito, d is tretto Bo.ri.
R. decreto 26 noveml.n·e 1914. LICArtl cav. Vincenzo, colonnello medico distretto Torino- CITA NNA cav. N icol.o.1 tenente colonnel lo 1m•dico, id. Catanzaro, in sen·izio temporaneo ospedalv Ca-t anzaro - GJANNI~r cav . &tl{onso, maggiore medico, id. Genova. - Collocati a riposo per a n zian ità di serv izio con dt·corren7.a dal 16 dicembre 1914: in scritti nella r iserva e notninati cavalieri nell'Orr!i ne dei SS. Maurizio e L a z7.o.ro.
Ufflciall dl rlaerva. R . clecn3lo !31 !Jewwio l Di o.
PATELLA cav. F'rancesco, tenente colonnello medico, id. Palermo- L uooV ISI Romeo, capitano medico, id. Orvieto -Dis pensati da ogni eventuale serdzio mi· litare, per età, t:ousernl.ndo il grado con la re latiYa un iforme. D'IPI'OI.I'J'O Saf,·aiol·e, id. id., id. 'l'arante. - Id. id. id. id per infermità non dipendenti da cause di servi:do. STAD~~~tJ~ I Carlo, id. id., id. G"nova GAVIO .-lmlibale, tenente medico id . \'o· gbera. - .Accettata la volontaria rinuHz ia al grado. D eterminazifJne minislf'Ti ale ~ f'e&b,·nio 1915.
ROGCA Gelso. capitano med ico, di«tretto J,odi - ~I-~SSUTI Gaetano, tenen te medico id Poteo1.a- TA!<:\JU~J.J.I l'aolo, id. id, id. I'ot~uza. -- lnscr itti fnt. gli uffi cial i itvii~pon i b i li del proprio di><tretto.
.,
MOVIMENTI AVVRNUTl ~EL CORPO SA~IT. E :s~:L PERS. FARMAC EUTICO
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Decreto ministeriale 9 f ebbmio 1\:115. SCHtAVIl NI .Mario, teueote medico di~tretto Roma. -Ch i amato in servizio con a ssegni, per t~mpo indeterm iw1to, dal lo gennaio l !Jl5, nll'os pe,lale Roma.
SreURIASI Ferruccio, tenente medico di<;tre tto Sieno\. - Chiamato in servtzto con a ssegn i, per tempo iud.etermi nato, ùa l 3 febbraio lD15, a ll'iufermeria Sienrl.
R. decreto 18 feqbraio UJlo. I seguenti ufficiali di riserva sono pro mossi al grado superiore con anzianità. 11 ottobre 1914 : Capitani medici pt·omossi maggiori: BRtVIO cav. Francesco, d istretto Brescia F u HTUNATO ca v. Carlo, iù. Napoli PA S' NO ca.v. Eli!Jio, id. Casale. Tenenti medici promossi capitani medici: L<JtH; F,Cii: Silvio, d is troltto S iracusa - GUADAGNO Paolo, id. Salerno - BRcscHETTl Luiyi, id . Toriuo. Sottotenen ti medici promossi ten enti medici : MAR INO Giu{eppe. d istretto Cosenza - ORLANDO Sebasliani, id. F ireuzc.
Decreto ministe1·iale 18 febbraio 1915. B ure :-;o ct~.v. T<Jbia, m'l.g giora me lico, d istretto Foggia, in serv izio distretto Fog-
gia. -
Ricollocato in congedo dal 10 febbraio U:llo. Detenninazione ministe1-iale 25 (ebbraio ll:l15.
R tc..:r Vinc~ nzo, capitano medioo, d istretto Cosenza. inii5pouibil i del proprio dis tretto.
Inscritto fra gli ufficiali
D efunti. Cn.~ zzu c<.:A ca.v. G ittS'-PJ"~' (·olonnello merlico in r iserva d istretLo \"erona. a Vero n '1-, i l 18 gennaio 19lo .
~Iorto
I:S RU:-l<J DE C U Rl'IS SIJ.l•:a/tJrP. c \pitano medico, id. id . Trapani. - JJ . a ~J11.zzara del Vallo (Tr.lpani), il 17 id. R t ~AI.OI .'ili c?'.Je,nf). ID\~~i<>r<l m~dit:o. il irl. B ~neve u to.- Id. n Campolattaro (8Ane vento), il 31 id.
2ò2
M• tVn!E:'\1'1 A \'VE:'\l''ri :-11-:1. CORt•n .'-'.\:'>I1'. E ;>;EL PIWS. l!'AR~lAO"U'l'ICO
Uffic iali in s ervizio perm~nente. U
d~creto :25 ji-l;braio Hllf>.
Fu;;co Cl'\~-'. Emilio, maggiore medico in aspet tativa per infermità non pro>enienti da cause di serYizio per mesi ..t a Ca~erta. (R. decreto 27 settembre HIJ5). L'aspettati,·a di cui sopra è prorogata di sei mesi dal '27 gennaio 1\.115. H. d~crelo 4 muJ·zo Jl:Jif>. P ICGINl~ l
Cyo. tenente medico ili nsrettntiva per infermità temporanee proveuieuti da cause di servizio a R oma (R. decreto :m dicemb re 191B). - Richia· mnto in ~ervizio pfretti\'O dal 28 dicemb re 1914 con deconenzn per gli as~egni dal l " gennaio 1915 e destiuato al 18 artiglieria da Cftmpagnn.
/11'/(•rntitwzioltt mini..,teriole 11. maTzo HHo.
I S!:guenti ufficiali medici d el H. corpo di truppe coloninli della Tripolitania
e Cire11aica ce;;sano di e;.><en· a di~posizione del :Ministero delle ·~olonie. Es~i sono assegnati c·1rettivi agli o.<pedali o co rpi e d~tlle date per ognnllo {'Outroindirnti, continuando a prestarP se1·vizio in Libia quel li che vi si trovano : Cottlll cav. Edoa,·do, mnggio re medi<'O. - Ospedale Perugia dal 31 dicembre Hll·t '1'1>~10 ca v. (iiu.~eppe. iLI. Id. Torino dal 3 1 id. ScAr.r::<m ca v. (;iol'!!iO, id. - Ìd Cava 'J.'irre11i (;-;nlel'llo) da l 15 febbraio 1~1!'>. FELICIA~GELl G11ido, capitfmo medico. - Ospedale Ancona dnl !H d i;:embre 1\JH. DE C>~~ms Avoslino, id. - ld. l'ia<'en7.a dal tH id. fAOOA 8il'0 1 id. Jd. Cagliari dal Bl id. Zt-:1'1'<11'1 Xapol~o11e, id. - liJ Rrti glierin. fm·tezza dal ]l) t'el;braio 1915. 1 segu~nti tene11t1 medici sono collocati a disposizione dt•l llfiui.- tcro delle colonie e de:<tinati al R. corpo di truppe coloniali della 'l'ripolitnnill e Cira-
na u:n: Viii<'Pnzo, O!<JI!'dnle Catnnzaro. - A LKf'S IO l'aoli110, infermeria prli'SÌ · diaria Foggia. - l'AlitO Gaetano, ti artiglier ia campagnn. - CO)tt-:1.1.1 l.'m/,prfo, ospedale vcnun. (TON~; Eli.<eo, iù. Brescia. CIIJAI'I'F. Rwalo, id . A I P~~nudria. - B1 \Xl'IIJ:-;1 Giusr•p/•e, irl. Livorno. - ll.1SS1 'L'!/0, 29 nrti· glieria rawpngna. - CII I ME:--TI F.nli)l(mclo, o>'peòale Anconn. - DE :.r.~t:Ti,:>;O J:lo/,~rlo, ~li) urtiglierin campngun. - Go:-;zAI Es .llf'n•do, infermt·ria preflidiaria 'ferni. - I,mtu.\Hill ] ,·nriro. 2 art ip;lie1·ia monl~gna. - D1·: Po1 l'il•(ro. ospedale \'ei WZÌ R. - GA~I'.\RI:"'I Ci1liio, infermeria pr<'~idiaria Aquila.
At;()Wfi:"'U
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MOVUn; N'fl AVV~:NUTJ XEI. COH PO SA:'\IT, F. NEL PERS. FA IUIACEUTICO
253
R. decreto 14 nw1·zo 1915. Unffaele, tenente medico o-.pednle Yeron:~. - Dispen!lato dul >;erv•z•o per· per s ua domanda; in~cfitto col s uo grado e con la sna anr.ianita nel ruolo degli ufficiali medici di complemento ed assegnato distretto Campo• basso, dnl l • apr ile< 1915.
CAniLE
m~nente,
R. decrPIO 18 nutrzo 1!115. TE~Tl cav .
.Francesco, colonnello JJledico di rettore ospedale .dnconn. - Esonerato dalla carica sopraindicata e nominato di1·ettore oBpedale Verona, continuando a prestar serviziCI in Libia 0ALL1 cav. Giot:. D omenico. teneute colonnello mlldir:o ispet l.orato sanità militar.l. - Promosso colonnello medico e nominato direttor e o~pcdale Ancona. I segu enti sottote nenti medici di complemento SOII O nomiut\ti tenenti meùici in serv izio attivo permane11te. Es:<i :sono destinati al corpo) per ciB>;cuno intlicato continuando a prestare sen·izio in Libia quelli che vi "si trovano : APR Nicola, distretto Ca<;trovillari. oe~ti uato ospedale ,-a ron a . DUI!IIIusr Emilio, id Nola, in servizio !31 f'anter•a. Id. id. Alessandria. :\1.\RJ:-;AC'CI Afa1·io, iù. Roma. Id. C!\\"aiiE'g~eri Saluzzo. CAPAN:-IA Anwldo. id. Roma. 1•1. o~pcrlale P iacenza.. BARIIA Aur;nsto, id. Avellino, in servizio 39 fante ria. ld. 4 alpini. SARZA:-;o LttirJi. id. \-enezia. Id. osped:de \ rerona. Pr.~e Haffa.·lo, id. Salerno; in servizio 30 fan ter ia. - Id. id. succursale Mantova. 1ìANTnLI Pasqu.alillo, id. Avellino, id. caval le~.~eri Gui le. - J d . id. Padova. Dt S.u.1·o Giuseppe, id. Pal<:rmo. - Id id. Brescia. 8TEt'ANio;,, , ,, Sevuo, id. Gaeta. Id. id. \"e rona. DR Rril Auto11io, id. :-ì"ola, in servizio cavalleggeri Udine. - I d. id. Ravenna. Gl.\(;u~A b'w:.lid~, id. Torino. - Destinato ospcÙ:\le l enezia. M ICRLI A11tonino, id. 'l' rapani, id. 85 fanteri a Id. id. Udi ne. SAVP.LLI Gioi!. J:Jcttlista, id. E'orli. I d. infel'Uleria presidiaria Pavia. FIORE Mario, id. Potenza, in servizio 9 ber~aglie1·i. I d . id. Cremona. D etcnninazione milli.~tel·iale t8 nw•·zo l iJlo.
B1:Rxucc1 cnv. Giot·am,i, tenente colonnello tnedico, :dirottore osdedale Perug ia.Comandato ospedale Verona. GALANTE Carlo, capitano medico 28 fa nteria. 'rrasferito os p edale Bologna. R. decreto 2'2 marzo 1!.115. Achille, tenente medico io aspettntiva pe1· infermità temponmee non prove· nieoti da cause di servizio per 6 mesi (R. decreto 17 settembre 191-1).- •rrasferito in aspettativa per r iduzione di quadri dal 17 mar zo 19to. ARA Achille, id. id . in aspettativa per riduzione di quadri a :Brescia. - Richiamato in ser vizio effllt~ivo dal 17 marzo 1915 e destiuato all'ospedale di Brescia con decorrenza per gli assegni da l 1° aprile 1915.
àRA
2i..!
MOVDI EXTI AY\"&'WTI NE L OOilPO S;\:->lT. E !H:L PI':B~. PAR)IACF.UTIOO
flel'!rmi nazione ministn·iale :25 marzo 1916. l st>guenti ufficia li medici sono colloc·11ti fuori quadro dal 1° marzo 1916 & termiue dell'art. 2 del R . decreto 21'! gt'n na io 1!)16. n. 64, restando comandati al eorpo. comnndo od utncio dove attualmente prcHtano servizio: MA nm:to ca'l"". Al"hille, tenente colouncllo nwdico, o11pedal!' Napoli.- P&T fi:S&LLI cav. Fi/rmwno, maggiore medico. id. Toriuo - ~lA ilTlNELI.I cav. GittsPppe, id. id., id. Piacenza. - Mtt.IT&t.J.(I r nv. J.ui,qi, id. id., id. :Palermo. - L tCA• s-rno cav. G i u~eppe, id. id., id. Palermo - H~:llAKTIAiiJ·:t tJ ca v. Gianyius•p~ maggiore medico, ospedale Ca-erta. - GAUSF;ut llarlolomeo, capitano medico, id. T or ino. - P t nOLI cav. AnwdM. id. id., B:l artigl ieriA. catnpng na. - PtAZZ.t /lmiatuiniJ, id. id., 6 fanteria. - Sc.;oTO Jo'iliJ•JIO, id. id., 86 id.
Deler miuazioue mini~leriale :?V marzo 1916. Ftl l.l'~:·t'TI J.UÌ!fÌ, capitano
medico bnttnglione !-pecinli~Li genio. - Trasferito battagl ione aerosl:eri. FA u .:nr Lni!fi>lo, id. id. lancieri Vittorio Emanuèle lf (comnntlato hR ttnglion e a v ia· tori). - Comandato ha ttn~liout' ~·lua•l t iglir avia tori ce:-::nnd o di essere coman· da\ to collie 'Opm. Ro;.-<J F PJ'I'U cdo, id. id. Sn voi h cnndlt>r ia (id , id. id.). - Id. id. id. id. id. id. id. :\1 \1\lo:O:E J)o!tali llo. tenente medico stabilinll·nto e!'pent'o zc costru zion i a eronnu· tit'he. - Tra;;ot'erito stabilimento co,truzioni aeronRuticht!. T our..tto Gwmnui, id. id. hntlagliom· a.-iatori. Id. huttoglione sq untlriglie aviatori. S< \:O:AVI:>O Z••Hìrilw, id. id. id id. ·- ld. id. ,tuole R\' tatori. C ISSF:'J 'J \ C··sare, id. id. id . id. (com1111dnto Huola appla<'IIZÌone san ità militare). - fd. id. ~<quadri glie aviatori (continun111io ronumliato come sp pra). Gurwo Pie1·iltO, id id id id. - Jd. id. ;:cuole nviato a·i.
Ai cnpitani nwdici inscr itti sull'annua1·io 111ili/ar1:' !'OD anzianità lino al 16 dicembre 190ti e tino al cnpitano medico l 'ossu cnv. A/lJI?·to incluso è coT, fe· rita In r1ualifica di Primo capitano medico con le inclc>nnita e lo a l tre •·onces· sioni previste dall'articolo S del R. decreto del :2H mnr?.O l!JJr>, n. Sf\9, a dt:com•re dtd 1° ll prile 1\Ho.
Ufflolali in pos izione di •ervizio au•lliarto. Decn •lo mi11i.•feria/e ~ mal'zo 1915. Bu7.ZI cav. F..ticP. colonnello medir o, di .. trt>tto )lilano, in servizio ospedale :\li· lauo. - Ricollocl\to in congedo d11l 5 genu11io l~l15. Decreto m i 11islerìall' ::i marzo IV16.
Go7.ZA:\O cnv. Fra1t CPSl'O. maggiore gen(>rale medico. di ... tretto Roma. - Rich iamato in servizio temporaneo dall'l:! marzo 1!116 pre-.!;O l'isp<'ttorato di snnità militare.
MOVIMENTI AVn::-IUTI NI!:L CO IH>O SANIT. ~~:"EL I'EilS. ~'AI~AfACEU'J'JCO
2òf>
Decreto mini~tel"iale 8 marzo 1!!15. Bozzt cav. Felice, colonnello medico, distretto M ilano. - Chiam11to in servizio temporaneo d1d 18 febbmio 1915, llil'osprdnlo Milano. Ai capitani medici iuscritti sull'allnuario ·oni/itare con anziani tè. a tutto l'H marzo 19011, è conferita la qunlificn di Primo c11pitnno n senso dell'nrt. 6 dol R. decreto del 28 marzo 1915, n. 3R9 dal 1° nprile UJ16. Se l'ichinmnti in servizio s petterRHno loro lo iurlcnui t è. e le llltrl' concessioni previste dall'art. 3 del R. decreto succitato.
Ufflol&U dl rlaerva. R. decreto 28 (ebliraio lV lo. cnv. Adolfo, teueute colonnello medico, distretto Rom!~.- Di~;pcnsato dn o~ni eventuale servizio militare por 111formit!\ n on dipendenti dR. cause di servizio. ZA ,.A~O~E l!.'vosio, maggio•·e modico, id. Rogqio Emilia. fd. id. id. id. id. Soouuo l•'ra.ncesco, C!Lpitano medico, id. Napoli. - Id. id. id. id. id. C HJ.\ VA t'l!! Pietro, id. id., id. Luccn. Acrettata l n volonl!Lril\ rinunzin al grl\do. CwNt~l Eme11to, tenente medico, id. Vercelli l tl. id. id. CARICATI cav. Vinceuzo, id id .. id. Napoli. -;- Id . id. id.
TAIWC'C!ll
D ec1·eto millisfen'all' 17 fJCIWCIÌO UH5. C!1'A:-INA c1w. Xt<:olrt. tenente colon twllo ll'lt>di<'o, distretto Cntnnzaro.- Chiamato in servizio, con nssegn i, per teru po indctermitmto all'o,.podala Ca.tanzRro, n su n domnnda, dal 16 dicembre HlU. l et~rminaziolll' miuisfe1·iale 4 marzo UJ15.
DR GAt::1'ANI l,u(!Ji, capitnno modi co, distretto MP~Sillll. -
{nsorilto fra gli uffi·
ciali indi~pooibili del propl'io di;:tr.. tlo.
/)ecreto lltilli$leJ·ialP 8 1/Ulr?.O l 015. PEk~rcu~;TTl
Michele, capitano medico, distretto Cloioti.- Chiamato in servJzto, con nssegni, por tempo in1leterminato, dallS febbmio 1016, nll'ospedale Roml\1 a su11. domaudn. Lon~:sY.us r E.IJi.•to. t enente medico, id. Pistoia. Td. 1d., con aSSl·gui, per 8 mesi, dal 17 id., nel presidio di Pistoia.
R . tlecJ·eto 18 wo1·zo lt!Hi. P ErtClJINUN=-<0 ViiiCeltZO, capitano medico, distretto Foggia.- Dispensato da ogui eventuale servizio militare per iuft-rmitiL non diponit•nt.i da Ct\use di servizioe DE GE,NARO fJaNquale, sottotcnon te medico, id. Nola. - Al'cettata la volontaria rinunzio. al grado.
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MOVB!J;:\Tl A\'VENl'TI :\Ef, CORPO SAXlT. E :\ET, I'~:RS. FARMACEUTICO
D r•IPrmi1wz ione minisferiale 18 nw1·zo UJlo.
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l :-;(iE0:-<1 Giot·anrzi, capitano medico distrPtto On·ieto - Trasferito distretto Roma, per cambio di res idenza. Ai capil11.ni medici inscr itti sul!'atmltlll'ÙI mililfL?'P. ron nnzianitù n tutto il 1° ot t obre J!J06 é conferita la qualiHc·a di Prirno capitano n senso dt'll'arti· colo 5 dPI R d1'c1·eto 2!.1 01111"7.0 J!ll~•. u. 3:1& dnl 1° aprile Hl15. Se riclli>tmati in sP.r>i?.io l')lettem uno loro le iudftmità e le altre conees· sioni prev i::.te dHII'IIrt. 3 dol H. decreto sucdtato.
"
De funti. cav G"nnaro, colonuPllo medico, dinltore OS)Jcdale Yeroi•»· i\lorto a \'erona, il 16 febbr:ti<> l!llo. G '" ~;1.1,1 <·a v. l~·"!lenio, mag~;iore m ed ico, osredn le Ca v n. tlci T ir •·c·ui (8nJ, ru o). Id. ad Avellino, il 2 1 id. DtWLJ UBEIITJ
.s
•.
,,
11 ~c-d,.. U <>r., ANDHEA CJACCIO,
(251 -
R<~nu, ! 915 -
To)l. ~~- Voogher:l.
tenente colonnello medico LUIGI P ALMIKill, gtrt nle.
Pubblicazioni vendibili presso l' Amministraz. del " Giornale di medicina ·militare , V IA
XX SHrTIUt ORK. PALAZZO DIL ltHU:IT~RO DKLLA GUSMK A.
lii'BJUAOO PncTBo, tflnente generale medico. -
Sull'azione degli attuali Cucili d a guerta e epeoialroente del fucile italiano di piooolo calibro, in conlrooto con quello d i medio calibro. !Studi eperimeotali, con 16 tav. di fotografie e radiogr&fie rl· prodotta in fototipografia).-Roma, 1903. (Vendibile preuo la Tip. Voghera) L. ' ID. ID. - Le -operazioni piò lrequentì nella chirurgia di guerra oon 112 figure intercalato nel teeto. - Firenze 1898. (Vendibile preeso la Lib. Bernardo Seeber FireDU) ' • • 8 d.~ miliJ«•. - R ieultati ottflnut i dallo 11poglio dei fogli 861litad delle claeai 1869· 1863; due volumi in 4° oon atlante: Vol. l IDe.ti antropologici ed etnologici) con At lante della geografia an· ' ropologioa dell'Italia. - Roma, 1896 • 18 Vol. Il (Dati demografici e biologici). - Roma, 1906 . . • 6 BARO~ n o e 8 1'08%..6.. Compendio di chirurgia di guerra cumpilato sulla atoria •nedico-ohirurgiot\ dolla guerra di seceBSiooe d' Amerioa. - Roma, 1888 o& volumi, preo:zo ridotto • 5 IO B &llNARDO e l:!BEUI. Lo sgombero degli amn.~lati e {e riti in guerra. M• moria premiata al oonooreo Riberi. Un volume di pag. 276 con molte figur. e tavole grafi che. - Romt\, 1905 . • l 60 C.&.I ARIMI. La fl\tica nella vita militare. Memoria premiata nel oonooi'IIO Riberi 190o&-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. • 6 l o. l.e malattie e gli iofoctuoi della vita militare. Memoria premiata al con coreo Rib<.>ri 1905-1906. Un volume di pag. 402 con tavole gratlohe e atatl· etiche. - Roma, 1!108 , 8 cau.Jn. - Espolriz•one eommaria dell'ord:.Oamento e luot~ooamento del .or · viaio aaoitario in oampagna prt!MO l'aeercito italiano. - RomA. 1906 . • l 60 O. Cau.a& - Studio sulle mediastiniti (mediaatiniti suppo...Uve, ....,.,...., m&diutinico~ - Roma, 1900. Un vol. di pag. 144 . • 2 BYlt'l'L. Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno lÌ!lguag!lio anatomico. T,aduzione libera italiana dei dottori C. Pa&TTI e C. S r oau. Roma, 1884. (!!:dizione rara) • 9 Le ferlù oaW<Jlt dall'- aNn6 da guura. Sintesi deUa relazione Mnitaria 11ugli -r-oit.i tedeechi durante la ~&t'l't\ fraooo-germanica 1870-71. - Roma, 1889. U n volume di pag. 348, prezzo ridotto. li M&NAYllA. Rtu dii etorico-oritici euUa meniogite cerebro-epinale epidemica in Italia e particolarmente uell'eeercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 261 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridott o . . ·• l 50 8 .lLIN A RL L<> lesioni ttauroatiohe dei centri nervoai. Memoria onorata del pr emi, Hiberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. P rezzo ridot~'. • · l 110 8 1'0RZA e OmuA RBt .r.t. - La malar ia in Italia. Opera onore.ta del t• premio al ooncorao Riber i. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1886; prezzo ridotto. . . . . . . . . . . • l ToMBLf..JNL - Dello malAttie più frequentemente simulate o provocate dagli lnsoritti. - lloma , 1875 . 3 60 CuaANI. - Guida d el medico militare per lo esercita.Joni pratiche eol servizio eanitRrio io campagna . l 50 _. R . - Per l'acquisto dollt oport sopr alndloata Inviare commissioni o vaglia aii'Ammlnlatruloot del Giorna le di modlclna mllltoro vlo XX Son ombre Roma.
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Manuale di bromatologia poi medici militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 16• di pag. 484. (Vendibile pte88o l'Autore in Firen%8, souola d'applicazione di sanità militare). . . . L. 6 A. S &RTOLI, cap•tano medico libero docenw n• patologia s peciale chirurgica nelìa R. Università di Piea. ·- Contributo allo studio del rinofima e ricerche ieto· logiche eui trapianti di cute aecoodo WoUe (con 18 tavole) - Livorno 1911, Officine grafiche Chiappini. (Veodibile presso l'Autore, Ospedale Militare di Livorno). . . . . . . . . . • ti J u moLO Co8T.uiTlNO, colonnello medico. - Oftelmoacopia ed ottica oouliatioa. Mano,.Jo teorico· pratico. Un vol. in 8• con 82 figu.r e e 12 tavole. - Napoli, etebUimento tipografico Ferrante, 1905. (Vendibile pre880 :'.'\ut ore, Roma, via Principe Amedeo 47) 8 -
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GIC)RNAL~
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DI
MEDICINA :NIILlTARE Direzione e Ammlnl straz: Via Venti Settembre ( Palazzo del Ministero della guerra)
CONfHZH)NI JH AllBONAJl~N'W. t• Il Giornale d i m etlicuw. mditare !Il pubblica l'ulluno g1orno eh c1ascun m Ps... m fal'cicoli d1 5 1o~li di stam pa. 2° L'abbonamento è auuuo e dt"cOJ-re da l 1• gennaio. :lo Il pn·zzo d•~l l'abbonamento è: P e t· l' ItAlia e la Colonia Er1trea . • L. 12,Per l' E stm·o . . • • . . ~ 15,. l . in Italia • • t ,25 Uu ht,..cJcolo ~E·pR ralo cosla , ,,. a11 ~ste ro :t t,no Il >'llflf'ICme nto co 11tent~nle l'Annuario ~ in llaha • ~,50 dl"l cor,.o sanitario mi/ttare CO!ìlA . ~ aii'F:~ter·o. • 2,75 4° L'a bbonamfm lo non disdetto prima del 1' dicembt·e s'intende rumo vat<l per l'anno succe!ì!>ivo. 5° l si{<IJOI'i 11bbcmati militari in e ffettivi tà di servizio pos>'ono pallarel'im· porto dell'abboname.uto per mezzo d ei 1"1spett1vi comanda nti di cor po (anche a rate mensili). li0 P er i f'oli uffi ciHii medici (dell'E ser cito e del la Marina) è ammesso un abllouamento cmmuln.tlvo al Giornale dt medieina nulitare ed agli Annali di medtcina navale e co OTliale a l p1·ezzo di L. 18 armuH. P t>r o tte nere ta!e abbo· narn~>n ln gli abbuuoti del gior nale di med icinH militare rtevono far per venire diretuuuente L. 6. aiJ'amminislrazìone degl i Annali (pl'e>=so il minister o della Marina) 7° Ai librai si fa lo !'conto del i O0 f 0 , ma soltanto per ~li at.honamenl• delle per~on e e deg li enti non militari, che non pos~ono fru 1re della fa cilitaziOne di cui al n . 5 e fì. go l.e spese pe r· g-li estratti e quelle per le tavole lito~traflche, fotog raliche, ecc., cne acc:om paj!nas,.,er o l il memor ie, sono a CH neo Jc!o{l i autori. 9o Gh autori Jelle memorie potranno averne gli es1ratti facendone richies ta ~;ll'ai.Lo rj,.JI'invio delle bozze corr e tte. Gl i 6!'lralll l'OliO di uue tipi: TIPO ..t. - Con eopertina in bianco, senza frontespiziO, e c olla impagina· tu re e nu rnerazion<: del fa!'cicol o. TIPo B . - Con copertina ;;tampata, frontesp1zio, impallinatura e numera· tiOlle speciale I l prezzo è r P!llllfiiO dHlla ~e~uente tariffa:
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Gli estra lli minor 1 di un foglio si contan o co m e foglio intero per le ordi· nazioni d1 100 eslralLi o meno. · Per qu elli che supe1·ano un fo!lhO, le frazioni in più, che non supe rano il mezzo fol{lio, s i contano come m eta, pur chil però l'ordinazione non sia infer iore a ~O copie. P o tranno ave rsi estr-atti 111 carta e formato diversi, previ.i accordi person ali tra gli Autori e la Ti pogr·atia. 10' l manoscritl! uon S1 r estituiscono.
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MEDICINA MILITARE Pubbllcato dall'Ispettorato di Sanità mUi l are Giornale di medicina mllltore : 1881·1884 Glomolo medico dol Roglo Eoerollo o della Ro;la Marina 1 1881·188 & Giornale medico dol Roalo Eoorolto : 1880-1007
ANNO LXIII - 1915
IV
FASCICOLO
30 APRILE
SOMMARIO Il lol ltl o R l lo! O R l G l Il A 1. l.
•uutu. - Epldem~n 111 mentuplte cerebl'O·splnale Sl lluppatasl tra 1 militari del presidio Il,.. ( '-"Plla • .
Chlu
• · · · · • · • · · ·
F r&nchl. - Un ea
Pag. i31 !83 i
rera. - Scale acumctrlch~ J•roresstonnll. . • . . . . . . . . . . . . . . . CASCISTICA CLil'iiC •. so
di
spondllit.e post·Ufica
an·I.'FA DI GIUR~.U.I ( V. l'Indice nell'lntt1·..
u:.1 lol l) lo:8Tio: KI. .t lla copet·Una)
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RIVISTA DI PATOLOGIA ESOTICA. l'a tser a . - Ambulatorio oftalmico militare della l\leoscla Ili Tripoli Soprano. - Sul decor.10o della sl01lo1e oel climi tropicali negli Indigeni
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31.0
SERVIZIO SANITARIO. Proposte di aggiunte e variaoU al libretto personale n. 339 B del Catalogo (Per mobilitazione)
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NOTIZIE
SO
NECROLOGIO.
Luigi Bonavoglia
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CONI'KRENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MI LITARI
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WOVI!II&NTI AVVENUTI NEL CORPO SANITARIO E NEL PERSONALE FARl4ACEUTICO
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Pubblicazioni vendibill presso l'Amministraz. del '' Giornale di medicina militare " v•• XX SnTawon&, PALAZ1.0 D&L l\IIIIIHIIRO ouu nusnnA
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brsau oo PIETRO, tenente generale medico. - Sull'azione degli attuali fuoill da guerra e specialmente del (uoile italiaqo di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. IStudi sperimentali, con 15 tav. di fotografie e radiografie ri· prodotte in fototipografia).-Roma, 1903. (Vendibile presso la Tip.Vogbera) L. i lD. m. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel teeto. - Firenze 1898. (Vendibile preeso la Lib. Bernardo Seeber Firenze) • . . • . . . . . . . • • . . • • • . . • • 8 .irnropometria miliJare. - Risultati ottenuti dallo ~~poglio dei fogli sanitari delle cl8118i 1859-1863; due volumi in 4° con atlante: Vol. I (Dati antropologici ed etnologici) con Atlante della geografia an· t ropologica deU' Italia. - Roma, 1896 . . • • . . . • . . . . . • 18 • eVol. II (Dati demografici e biolugici). - Roma, 1905 , • . . . ' B~J'riO e S• oazA. - Compendio di chirurgia di guerra compilato aulla et'- ria medioo-chirurgica della guorr• di secesaione d'America. - Roma, IJ81' ' volumi, prezzo ridotto • • . , • • . . • , . . . • 6 60
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MEMORIE ORIGINALI
I STITUTO D'IGIENE DELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI.
Direttare Pro(. Vincenzo de Gia:-m
~~ifiemia di meningite cerebro-spinale sviluppatasi tra i militari del presidio di Capua
pel dott. Loreto Mazzettl cap. med. ed assistente onorario
Scopo della presente pubblicazione è quello di riferire in breve sulla epidemia di meningite cerebro-spinale sviluppa.tasi tra i militari del ~r~sidio di Capua e sulla campagna antimeningococcica in · tal prestd•o condotta. . ~'epidemia che ha infìerito sulla maggior parte dei corpi d'armata. ltahant si è iniziata a Capua il 26 gennaio 19li. . Capua, antica. piazza forte, è recinta. da bastioni e terrapieni e ctrconda.ta. in parte da fossati e dal Volturno. Per la. sua nbicazione è. una città notevolmente umida. e l'inverno d eli 'anno in corso fn eccesSlvamen~e freddo e piovoso. Di più, contrariamente al solito, la leva. fa. eseguita a··lllverno, l e reclute furono dtstnbmt . . . e nel gennaiO . a.1. corp1, . . al qna.b erano state destinate e per il precedente richiamo di classi sotto. Je armi ~ · (1e1· soId a t .t . , ·s·1 dovet tero allogg1are presso a poco 1·r d opp1o degb annt precedenti e di conseguenza ne risultò un notevole affol-· lamento . nelle caserme s t esse. L · • ~ era pres1·a·tuta d a ctrca · < . 8. Città . ' D e ) geunato l!Ho, -)00·0 uom 1.111. det qth\h 1250 a t . · - · GOCJ · • ,. ppar ene uti a112o regg1mento d'art1g11en a, en ea. ad· un bat . ed 1. r esto a a sa. m·t a, • ·-t z . ta.g . 11one de l 1o- 'l fantena. snssJ:> e n a> 11 1 a1 ca.rab1n1eri, ecc. Tutte r ueste t · · · 1 1· t tt"1 d"1 . ruppe sono accasermate in 5 caserme e m varn oca • u a .sat antica fabbricazione che1 sebbene tenuti cou cura, pura17 -
C:ornate di
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mectlcma militare - Fase. IV.
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EPIDEMIA DI MENIN GITE CEREBRO•SPINALE1 BCO.
lasciano molto a desiderare per quanto riflette o la loro ubicazione, o la cubatura, l 'esposizione, la ventilazione, le condizioni igieniche in un a parola. Come dicemmo, il 26 gennaio si ebbe il primo colpito in una recluta del 12° artiglieria del distret to di Potenza da pochi giorni giunta al reggimento, e due giorni dopo una nuova recluta, egualmente de\ distretto di P otenza (1)1 ma appartenente ad altra Latteria, fu attac· cata dal terribile morbo. Il signor direttore di sanità, r ecatosi immediatamente sul posto, provvide ad ordinare tutte le misure atte a debellare la malattia ed inviò a Capua il personale sanitario necessario per l'assistenze. dei meningitici; per la ricerca, l'isolamento, la cura dei portatori; per presiedere alle disinfezioni necessarie, ecc., tutte cose queste di cui più dettagliatamente parleremo in prosieguo: frattanto diede ordini severissimi acciò la infezione non si propagasse tra la popolazione civile e nei presidii vicini ed impedì che militari giungessero o par· tissero da questo presidio infetto. L'epidemia durò ò5 giorni, durante i quali si verificarono 22 casi di meningite cerebro-spinale, come appare dalla tabellina qui sotto segnnta:
(l) La diroziono di sanità potetto assodaro che in tale città si erano ~asi di meningite cerebro- spinale subito dopo la partenza dei coscritti.
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Santa.roongelo MiclJel11 » • 7 » Ra.viola Francosco . • • 2 » Ghiglione Gint!Cppe . • l • 1 Pesce And~a . . . l • • l • Silvestri Giuseppe 1 ; • • Trono Ciardl Pietro. » • Mauri7jo Augusto n ll 4 batt. Bonassi Antonio • • l • SerraAni Alfredo . • • 4 • !<rizzi Ernesto . 16 rant. 12 com. Cancellieri Giovanni 12 art. , 3 batt. Valontini Ernesw. • • 3 • Vannicelli Carmine . Treno Massotnni Dario • 1 2 batt. Lolli Antonio . . . • Treno Liberatore Na1.zarono. • • 8 bntt. Paelorino Luigi " • Treno Scarpaz:ta Umberto. ~ 2 batt. Giannini Pasquale . 1 G fnnt. l 2 com. Lauro RaiJaele . 12 arL. I S bntt. llontagna Qiusopp<'.
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EPID~MIA
DI 1\IENINGITE CEREBR0·3PINALE, ECC.
Noi cercheremo, quanto più brevemente è possibile, di descrivere l'andamento clinico dei nostri ammalatii; le cure praticate; i possibili incidenti dovuti alla. siero-terapia; le complicanze osservate; diffondendoci infine a. parlare sulla profilassi nonchè sùlle ricerche atte ad identificare il meningococco di Weichselba.um.
*** Nettar e Debré distinguono, nella. meningite cerebro-spinale, oltre la forma. acuta, che sarebbe la. più comune ad osservarsi, forme di eccezionale gravità, come: la. fulminante che uccide l'ammalato in poche ore, ed una forma anche grave c.he l'uccide in qualche giorno e ch'essi chiamano forma acutissima. A lato di queste forme gravi essi pongono le forme benigne, che dividono in forme fruste od atte· nuate, ambulatorie ed abortive; infine forme di lunga durata, come la forma a ricadute e la cachetizzante. Secondo questa classificazione, che ci sembra. la migliore, i nostri ammalati possono raggrupparsi come nella sottosegnata tabella:
--
l
Numero
Dorata della malattia per l deceduti
Numero degli ammalati
del deceduti
15
7
da 5 ad 8 giorni
a cutissim a
3
3
da 36 a 48 ore
»
fulminante
2
2
da IO a 24 ore
•
a ricadute
2
l
41 giomo
TIPO clinico
Forma acuta
)
P er brevità, senza r ipetere caso per caso la storia clinica, descriveremo i sintomi osservati nelle tre forme acuta, acutissima e fulminante, accenneremo alle ricadute verificatesi, alle complicazioni osservate ed a tutto quello che ci sembra meriti d'essere riferito. Forma acztta. - I sintomi caratteristici della meningite cer ebro· spinale erano g ià chiarissimi, nei nostri ammalati, fin dall'inizio della malattia, ma. i pochi casi in cui ciò non si verificò furono r ico · verati in apposito ri par to dove venivano tenuti in osser vazione: di lì, q uando il quadro della malattia si era fatto chiaro o quanJo la. puntura lom bare non permetteva dubbi in propos.i to, erano trasferiti nel reparto moningi tici. Durante l"epid~mia abbiamo a"Vuto form o influenzali erl un caso di torcicollo reumatico che, per la sintomatologia, simulavano dei
EPIDDIA VI KENINGlTE OEREBRO·SPINALE1 EOO.
"
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ea.si di menmgite cerebro-spinale, ma che la somministrazione di qualche grammo d'aspirina fecero rapidamente guarire e che l'osservazione, l'esame batteriologico del muco rinofaringeo, ed in un caso anche di quello del liquido Mrebro-rachidiano, dimostrarono non trattarsi che di forme fruste di meuiugite. I sintomi più precoci furono naturalmente la rigidità. nucale e di tutta la. colonna. vert.ebra.le ed il segno del Kernig, che in tutti i nostri ammalati, tranne uno, fu sempre evidentissimo. Si notava inoltre cefalea intensa, iperestesia cutanea e dolori muscolari spontanei sopra.tutto lungo i muscoli della. coscia e della regione lombodor::;ale. Tutti presentavano un grado vario di eccitazione psico-motrice, qualcuno era delirante, la. coscienza però, fatta eccezione dei casi che descriveremo in seguito, e:ra. perfettamente conservata. Il segno del Trousseau era abbastanza. frequente: strisciando con l'unghia. la. cute del malato si vedeva. rapidamente apparire una. riga rossa intensamente colorata., qualche volt& limitata da altre due righe bianche e tale disturbo vasomotorio persisteva. lungamente. Nei CRsi in cui tale osservazione era. possibile per lo stato dell'ammalato e soprattutto per la rigidità delle membra. e l'i perestesia, si notò sempre abolizione dei riflessi tendinei tranne in un caso in cui essi erano pre~enti, per quanto climinuiti, pur essendo l'individuo in stato molto grave. In tutti gli ammalati, in cui venne ricercato, Hi osservò sempre il segno del Brudzinski o sotto forma. di riflesso controla.terale identico o sotto quella. di rifles~o controlaterale reciproco; :flettendo iuf11tt.i un membro si notava. la flessione o l'estensi0ne passiva del membro del lato opposto. Il polso offriva in genere le caratteristiche che si osservano nella meningite cerebro-spinale, presentava cioè variazioni assai brusche ed alle volte era regolare e celere in rapporto con la tempera. tura del corpo, alle volte non aveva con la temperatura stessa rapporto alcuno; é così, tornando a.d osservare un ammalato, si costatava, per esempio, che solo dopo pochi minuti il pol3o da debole era tornato ad essere ampio e forte. Il >omito non mancò mai in nessuno dei nostri ammalati come primo sintomo della malattia., ma. esso scomparve assai pre11to per non riapparire che durante le ricadute. L"alvo, in genere, era regolare, pex quanto a.l principio qualche ammalato presentasse leggera diarrea; la. lingua era fortemente pati nosa; l'alito fetido. In due oasi, all'inizio della. convalescenza, sopra.v-
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EPIDEMIA DI MEXIXGITE CI!:RBDilO·SPINAI.E 1 ECC.
venne intensa stitichezza e si dovettero somministrare forti purganti, perchè gli ammalati potessero avere bene ficio ventrale. Le manifestazioni cutanee furono, nella presente epidemia, fre· qnentissime, dirò anzi q uasi costanti : verso il secondo o il t erzo giorno, ed in qualche caso anche più tardi, si notò in tutti i nostri a mmalati una eruzione erpetica localizzata esclusivamente all'angolo delle labbr a ed al lobo del naso ; non si osservarono localizzazioni n è salle mucose n è su altre parti del corpo. In q ua.lche caso l'eruzione era 1\bbondantissima e le piccole vescicole fondendonsi e scccaodonl>i da vano luogo alla formazione d i una orostt\ spessa, di colo· rito brunastro, che sfigurava addirittura gli individui. Nelle vescicole erpetiche non mi è mai riuscito di rinvenire il meningocooco; nè n otai mai la interessante localizzazione erpetica. lungo il decorso d'un nervo cranico, come in qualche epidemia era stato os'lervato. Iu un caso si notarono vaste chiazze d'emorragia cutanea spenial· meute localizzate nella regione lombo-sacrale ed addominale; l'aroma· lato, che era stato colpito da una grave forma di meningite, decedette in cinque giorni. La temperatura, tranne in un caso in cui non si elevò al disopra di 3 gradi, sali bruscamente, all'in izio della malattia, a 39.5 e 40 gradi, preceduta da brividi di freddo. La curva termica fu " aria ne-i nostri ammalati: alle volte presentava il tipo di una febbre continua. manten<>ndosi costantemente fra i 39 e -10 gradi per 4, o ed anche G giorni di ·fila; altre volte invece si notarono grandi oscillazioni ed una. temperatura, che alla. sera sorpassa,·a i 39 gradi, scendeva alla mattina seguente quasi a 37; in altri termini la curva t ermica non presentò nessun carattere spe· cia1<>, nessuna r egolarità. La temperatura, nei period i preagonici, sali rapidamen te anche al disopra dei 40 gradi. Gli ammalati in genere presentavano pol inria. e polidipsia e le uri ne, all'infuori di un aumento dei fosfati e dell'indacano ed una. lieve diminuzione dei c loruri, non offrirono null'altro d'importante. ~on si notò albuminuria o glicQsuria. L'esame del sangue fece rilevar'' leucocitosi e polinucleosi (30,000 leucociti per m m'); eosiuofili scarsissimi ed in qualche caso addirittura scomp1~rsi. Forma acuti.vsima. - Gli ammalati che prec:entarono tal forma di meuiugite furono trtl e la loro malattia ebbe una durata. variabile dalle 3G u.lle -18 ore ; tutti i casi terminarono con la morte. I sintomi classici della meningite cerebro-spinale si presentarono com ploti ed assai pronunciati fino dall'in i zio della malattia. Mancò
BPIOEMIA DI MENJN'GJTK CEHEDRO SPINAt.l~ 1 V.OO.
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nei nostri tre ammalati qualsia~>i qintomo prodromico eù essi furono colpiti improvvisamente nel loro più completo l1enessere. Anche per questo gruppo di ammalati l'infermitit s'iniziò con vomito, cefalea intensissima.. 'L'l'asportati rapidamente all'infermeria fecero rilevare una temperatura sempre superiore ai HH.5 gradi, estrema rigidità. della. nuca, segno del Kernig molto netto; senza eccezioue essi perdettero assai presto la coscienza i si mostrarono in preda ad agitazione intensa compiendo con gli arti gesti disordinati i il polso e la respirazione erano iLTegolari ed in due ammalati si notò incontinenza d'uriue. Più in là. accenneremo a.i risultati dell'es11.me batteriologico del liquido cerebro-raobidiano estratto mediante la puntura lombare. Porma (ulmmante. - Se ne notarono tlue soli casi e la st.oria. degl'individui merita. di essere brevemente riferita. Uno dei colpiti era un caporal maggiore del 12" artiglieria., della. classe lSDa: era un militare robusto che non aveva allegato nessun malessere e che si era recato con i suoi compagni alle istruzioni a. cavallo. Ad un tratto era. stato sbalzato di sella. ed aveva. battur,o col capo a.l suolo rimanendo per alquanto tempo privo di cosciouza. Soccorso, si era perfettamente riavuto ed asserendo ùi sentirsi t·ompletameute bene, e di non avvertire nessun postumo del traumatismo ROfi'er lo, aveni. ripreso le sue occupazioni ed era anche uscito 11 diporto con i snoi compagni. Aveva. trascorso la nottata perfettamente tran<1nillo, alzandosi alla sveglia con i militni della. sua batteria e bene era stato per tutta la giornata fino al rancio della sera; mentre tra nn gruppo di amici mangiava un po' di pane aveva avnto vomito, era encluto a terra. come fulminato ed era stato trasportato nll'o<;poclale in nuo stato disperato. La temperatura era a.1Lissima1 il polso irregolare qun.si impercettibile, le estremitil. cianotiche, il reRpiro frequentA e snperficiale. Era appe11a accennata In 1·igidita nncale ed il ~(;lgno del Kernig. L'ammalato mori in 24. ore ed avendo snbìto nn gravo tranmatismo, se ne fece l'autopsia, ma non si riuscì a rintrac>ciare noRsnna. lesione da potersi addebitare alla caduta. da cavallo. Le alterazioni anatomo-patologiche che si 1·iscontrarono furono quasi insignificanti: le meningi sembravano, ari nn esame grosflolauo, quasi normali; solo, guardo.nò.o attentamente, si vedova una Sl~arsis sima quantità di pus localizzato speciall:!ente lungo le circonvoluzioni cerebrali, ma quello che maggiormente colpiva era la fortiss1ma dilat.azione congestiva. di tutti i vasi encefalici. L'esame del pus e quello clel liquido estratto dai ventricoli C3l'e· bra.li dimostrarono in modo il1dubbio la presenza del mouingococco.
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EPIDEMIA P I AIE NINGITE
CEREBRO-SPINALE~
ECC,
Il militare era deceduto in seguito a meni ngite da diplococco di "Weichselùaum, ma non essendosi trovate fratture visibili ùella base ·del cranio, non si potette assodare in modo indubbio s~ la caduta avesse favorito o permesso il passaggio diretto del meningococco dal rinofaringe allè meningi. Il secondo degli individui col piti era ugualmente un soldato anziano della classe 1893 appartenente al l 5° reggimento fanteria, che es· sendo stato riconosciuto portatore, era da 16 giorni isolato i n appo· sito locale. L'infermo presentò le identiche note cliniche del suo com· paguo e decedette in 10 ore solamente. Forma a 1·icaduta. - Tra gli ammalati curati abbiamo potuto no· tare solo due ricadute. Gli infermi erano apirettii!Ì da circa tre giorni e cominciavano a sentirsi meglio, quando la febbre si rinnovò in ambedue ed in uno ri<:omparve anche il vomito. Quest' ultimo ebbe tre J"icadute, sempre precedute da vomito, e, per quanto fosse stato eu· rato con iniezioni endorachidee di siero an ti meningococcico ripetute ad ogni l'Ìcaduta, decedette dopo 41 giorno di malatt.tia. Il secondo invece guarì completamente e come in tutti i guariti della presente epidemia, la convalescenza fu di breve durata senza che persistesse cefalea, rigidità o dolore nella regione lombare; tutti pre· sentarono un cospicuo dimagramento e si lamentarono di eccessiva Jebolezza degli arti inferiori, ma in nessuno si notò cambiamento d'u· more o di carattere, dell' intelligenza, della psiche. Liqw'do ce1·ebro·1·achicliano.- Cade qui acconcio parlare brevemente dei risultati ottenuti osservando il liquido cerebro-rachidiano estratto mediante puntura lombare dai nostri ammalati. In qualche caso, quando la puntura era stata eseguita proprio dopo poche ore dall'inizio Jella malattia, si notava che esso era piuttosto chiaro e mentre ab· bondanti apparivano i meningococchi, pochi erano invece gli elementi figurati, per la maggior parte mononucleari. l\Ia, praticando nei giorni segueuti una nuova puut ura, si notava che il liquido era divenut.o d'aspetto purulento e l'esame microscopico faceva notare una enorme quantità di polinucleari e di questi qualcuno appari va addirittura in· farcito di meningococchi. Col migliMare della ma.lattia si nota\>a aumento dei llofociti che diventavano più numerosi dei polinucleari; il liquido diventava sem· pre pii.t chiaro ed il meningococco era sempre p i\1 raro fino a scom· parire del tutto. Occorre qui avvertire che spesse volte, specialmente all'inizio della meningite, si può e~tran·e un liq nido chiarissimo e ciò è importante .a. sapersi per non ritardare il trattamento siero·terapico. Se si esami·
BPIDEMI A DI llENI::-IGITE OERRBRO·SPINALE, ECO.
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nano però attentamente questi liquidi cerebro-rachidiani chiari, si vede ch'essi' hanno riflessi giallastri e qualche voi ta posseggono piccolissimi fiocchetti sospesi; la p rova chimica lascia rintracciare piccole quantità d'albumina e l'esame microscopico del cent:rifugato, che è scarsissimo, mette in evidenza i m eningococchi, quasi tutti extracellulari, e pochi linfociti.
*** Cura. - T utti i nostri ammalati f urono curati col siero antimeningococcico che ci venne fornito dall'Istituto d i Berna e da quello sieroterapico Milanese. Non può es»ere ormai posta in dubbio l'efficacia d'll siero specifico n ella men ingite cerebro-spinale epidem ica e le statistiche mostrano che la mortalità è discesa dal 70 e 00 p. 100 al 30 e 20 p. 100: di più la guarigione si stabilisce più prontamente e più difficilmente si hanno ricadute e complicazioni. Anche noi, nei nostri ammalati, abbiamo avuto un buon risultato dall'impiego del siero; la morta li tà f'u certo elevata e si ebbero 13 de· cessi su 22 casi, ma bisogna considerare che l'epidemia fu eccezional· mente grave e si ebbero t re casi di meningite acutissima deceduti in meno d i 48 ore e due casi di meningite fulminante deceduti tra le 10 e le 24 or e. Ora, se si sottraggono questi cinque casi, g iunti all'infer· meria. in condizioni disperate, per i q nali sarebbe stato vano sperare qualsiasi aiuto neHa sieroterapia, la mor talità di Capua fu del 36 p. 100 dei colpiti. Le iniezioni debbono sempre essere fatte endorachidee, poichè tutte le esperienze fin qui fatte dimostrano che l' iniezione sottocutanea. di siero non d iminuisce affatto nè la mortalità n è la durata della malattia; il ~iero inoculato sottocute o non arriva o solo in quantità minima negli spazi sottoaracnoidei. P r aticata la puntura lombare con le più scrupolose norme antiset· tiche, si lascia defluire tart.o liquido cefalo-ntchidiano quanto ne esce (100, 150 centimetri cubi) ; non bisogna temere u na soverchia so t tra· zione di liquido e, ad ogni modo, bisogna sempre toglierne una quantità. superiore a l siero da iniet.tare. Qualche volta il liquido eerebro· rachidiano non cola facilmente e, per quanto si cerchi di ritirare od affondare maggiormeute l'ago, di sb<Hazznrlo di q Halche fiocchetto di pus che l'otturi iniettando un po' rli siero fisiologico tiepido od i ntroducendo nell'ago lo stiletto, non si riesce ad estrarre che una q uan· tità. minima di liquido. Sempre, ma sopratLlLto quando ciò accade, bisogna spingere dolcemente e lentamente il siero da iniettare ed arrestar.;;i appena. si avverte una cetta sensazione di resistenza. Abbiamo sempre iniettato non meno di 30 centimetri cubi d i siero riscaldato a 37°
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l
EPIDEM.IA DI MENINGITE Cll:Rl'.BR0•SPJNALE, ECC.
e qualche volt.a, nei casi gravi, anche quantità. maggiori. È buona norma praticare per tre o quattro giorni consecutivi una 1n1ezione di siero di 30 centimetri cubi e, per il t.rattamento da farsi in seguito, ci si lascia guidare dallo stato generale dell'ammalato, che, dopo l'i· niezione, appare in genere molto migliorato e più calmo. La cosa mi· gliore però è di praticare 7 giorni circa dopo la prima serie d'inie· zioni una nuova puntura lombare ed esaminare il liquido cerebrorachidiano estratto. Se questo non contiene più meningoc:occhi, si arre· stera la cura, ma molte volte qne:>ta felice evenienza non si avvera chè anzi, dall'aumento di torbidezza del liquido cerebro-rachidiano e dall'aumento del numero dei meningococchi che si rinvengono negli strisci, si può sorprendere l'inizio di una ricaduta ed allora si comincia una seconda serie di iniezioni e così di seguito fino alla guarigione completa. Va da sè che alcuni ammalati richieggouo 20 e più iniezioni prima di potersi liberare della malattia, ma nei militari, che abbiamo curato, la massima quantità di siero iniettata fu di 200 centi· metri cubi in 6 o 7 iniezioni. Il siero iniettato nella regione lombare si diffonde ed arriva negli spazi pericerebrali e \entricolari, ma per favorire questa penetrazione abbiamo sempre posto dei cuscini sotto le reni dell'ammalato od a.b· biamo sollevato di circa trenta centimetri i piedi del letto, per modo che la testa risultasse più bassa del tronco mantenendo l'infermo per di verse ore in tale posi r. ione. I meningitici subirono le iniezioni endorachidee rimanendo cor icati di lato, mentre gli infermieri li mantenevano fermi per impedire bruschi movimenti, poichè l'iniezione di siero, anche quando si è lasciato defluire una cospicua quantità di li•pido cerebro-rachidiano, è sempre dolorosa. Nessun a ccidente abbiamo osservato nei nostri ammalati iu dipendenza delle iniezioni di siero antimeningococcico, pur tuttavia accidenti possono prodursi ed è opportuno accennarli bre·;emente. Alcuni di questi accidenti sono di natura sierot.ossica e sono comuni a quelli che si osservano per le iniezioni sottocutanee dei vR.ri sieri e del siero antidifterico in particolare. E così può O!;Sen·arsi ele· vazione febbrile, 0omparsa dì orticaria, artralgie siero-tossiche da. non confondersi con quelle pl'Ovoca.te dal meningococco; tali accidenti ;:>erò sono rari fLnche iniettando forti dosi di siero in una. sola volta o, c iò che vale lo stesso~ eseguendo le iniezioni quotidianamente per parecchi giorui. Ma se si è sospesa la cura da dieci o quindici giorni e per una ricaduta di moningit~ sopravviene il bisogno d'iniettare altro siero, l'amm alato, in cui nel frattempo si è stabilito uno stato a na.~
EPIDE~IIA
DI lLENINGITE CEREBRO SPINALE, ECO.
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filattico, presenta assai prontamente ed intensamente gli accidenti sie· rotossici che abbiamo descritti; di piu l'infermo può essere assalito da dispnea intensa e da malessere profondo che sopravviene circa un'ora dopo l'iniezione del siero. · Ma tutti questi accidenti, che in genere spariscono presto, essendo ben conosciuti, non meritano che ci si fermi lungamente a discuterli; ve ne sono invece degli altri cha meritano tutta la nostra attel\zione perchè possono simularè una ricaduta di meningite ed il medico, tratto in errore, può con una nuova iniezione di siero mettere in qualc he caso a. repentaglio la. vita del paziente. Può per esempio darsi il caso che una settimana circa dopo il trattamento siero-terapico ricompaia o si accentui la cefalea., la rigidità. nuca.le, la febbre e qualche volta anche il vomito; ma osservando l'ammalato si nota la presenza di un'e· ruzione simile a quelle siero-tossiche e da questa costatazion~ il cu· rante deve essere messo in guardia a non praticare una novella iniezione, se il liq nido cefalo-rachidiano estratto mostra non esservene il bisogno. In precedenti epidemie, furono pure osservati, specialmente in soggetti ca.chettici o con meningite prodotta dal meningor.occo e dal bacillo di Koch associati, fenomeni gravi che possono causare la morte dell'individuo o immediatamente o dopo poche ore dall'iniezione di siero. L'ammalato perde la coscienza, diventa cianotico, il respiro si fa stertoroso, il polso piccolissimo e se non può essere ricondotto in vita, ciò che sfortunatamente spesso succede, cade in coma e muore. Questo accidente non è da ascriversi ad anafilassi, perohè può sopravvenire anche dopo la prima iniezione di siero. Complicazioni. - Come in quasi tutte le epidemie di meningite cerebr o-spinale, malgrado l'intemita del processo infiammatorio meningeo, non si ebbero a verificare lesioni gravi del tessuto nervoso, che son sempre rare se si eccettuano, bene inteso, disturbi visi vi ed udì ti vi. In tre dei nostJ;.i ammalati notammo paralisi della muscolatura dell'occ hio che fu sempre unilaterale ed interessò sempre uno dei retti interni. Questi disturbi si notarono fin dai primi giorni della malattia e scomparvero in seguito senza lasciare nessun esito. Per quanto riflette la IDuscolatura. intrinseca. dell'occhio, si è notato in genere miosi all'inizio della malattia e durante i periodi d'eccitazione meningea; nei periodi di stato, durante la convalescenza e sopratutto negli ammalat i caduti in uoma., si osser>ava sempre midriasi; in un caso. seguito da morte si notò anisocoria ed in due casi miosi con immobilità pupilla.re; negli individui guariti q uesti fenomeni scompar vero presto ed in essi non residuarono diminuzione di visus od altri disturbi.
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EPIDEMIA DI
ME~IXGITE
OEREI.lR0-SPIXALB 1 E CO.
Nè a. Capua nè nei presidi vicini dove ha iufierito la meningite cerelJt·o-spinale si sono avute complicazioni gravi oculari (irido-coroidite, oftalmia metastatica, flemmone dell'orbita, ecc.). Durante la deg-enza degli ammalati nel riparto infettivi non fo. loro mai osservato il fondo oculare e non si potette quindi costatare la presenza delriperemia papillare e della. papillite, che sembra. accompagni costantemente la miningite cerebro-spinale fornendo anche un cospicuo ~lamento di diagnosi differe1~ziale con la meningite tubercolare, nel la quale il fondo dell'occhio è quasi sempre normale. Essendo anche interessante dal punto di vista della diagnosi, accenneremo anche al fa,tto che i nostri ammah~ti non presentarono mai fotofohia che in vece ~i osser\"'a sempre nella meningite tubercolare. lu due dei nostri meningitici residuò sordità completa; in uno talu complicazione si manifestò uel periodo dell'acme della malatLÌH 1 che P.bbe decorso gravissimo, durante la fase d'agitazione, mentre nel secondo si stabili quasi al momento d'entrare :.r. convalescenza quando la febbre acceuna-ça a diminuire ed anche questa sordità fLl totale e bilaterale. Gli ammalati, che furono trattenuti all'infermeria per quasi nn mese dopo la loro completa guarigione, non pre:-:entarono miglioramenti di sor ta e riferirono di non essersi accorti affatto del momento in cu i tale grave complicanza li aveva colpiti, tutto ad un tratto non avvertirono più alcnu rumore e si accorsero di esser sordi solo quando non riuscirono a percepire nessun suono, mentre i medici e gli infermieri ri>olgevano loro la parola. I due ammalati non ebbero ronzii agli orecchi f'd una volta abbandonal,o il letto non presentarono disturbi della statica o del cammino, segno del HombL·rg, vertigini, ecc.; così pure in ambo i Cttsi si notò assen4a completa di nistagmo provocato e di altre complica:r,ioni vestiboiari, onde :::i dovette ammettere in tali di~gr:tzif\ti la dist.ruzione completa del lnberinto. Dulie gentili notizie fornitemi dal capitano me!lico Gozzi a Pavia. su 14 casi di meningite cerebro spinale si ebbero 9 decessi e tra i 5 guariti in 2 residuò sordità complata. Come \'ari autori, e segnatamente Kolle e \\"assennann e Netter e Debré a vevuno osservato, secot~<lo le epidemie si hanno preùomiuanza dello varie complicazioni, e nella presente epidemia, almeno per i presidi di Capua e Pavia, le complieazioni otitiche sono quelle che predominano. )\c:~snna complicazione d'origine nervo!'a, oltre quelle segnalate, si notò tra i nostri ammalati e per quamo ritlette le complicazioni sen-
EPIDEMIA DI MENlNGITE OEREBRO·SPINALR, ECC.
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sitive diremo c he la cefalea intensa, che in tutti i nostri casi accompagnò la malattia, dileguò col cessare di questa senza che persistesse nemmGno sotto forma di rare crisi dolorose. Egualmente scomparvero i dolori rachidei e la rigidità del tronco e del collo. Per quanto, specie nelle forme gravi, si notasse un leggero catarro bronchiale accompagnato a tosse e scarsa espettorazione, pure non si ebbero complicazioni polmona li o pleuriche. Ugu~~olmente nulla si osservò a carico degli organi genito-urinari, mentre in qualche epidemia. tale complicazione è stata con discreta frequenza segnalata e diffusamente descritta, poichè tale localizzazione era interessante ravvicinando il meningococco al gonococco.
••* Profilassi. Portatori di gernti. - Appena accertati i primi casi di meningite cerebro-spinale si procedette con la massima urgenza e cura alle disinfezioni delle caserme in cui si erano verificati casi ed alla ricerca ed all'isolamento dei portatori. ~elle caserme fu eseguito un vero lavoro di risanamento. I militari per batteria o per compagnia, secondo che appartenevano alla artiglieria od alla fanteria, vennero all'infermeria presidiaria portando con loro t_utto il bagaglio. Con le norme ohe più avanti descriveremo fu prE!levato per ciascuno il muco del rino-faringe e mentre si procedeva a tale esame, gli indumenti dei militari venivano disinfettati alla Geneste-Herscher. Disinfettati egualmente erano gli oggetti letterecci; all'autoclave: il materR.sso di lana, le coperte e la biancheria; con soluzioni disinfettanti, a mezzo di pompa irroratrice: gli oggetti di cuoio, le assicelle, le t avole di legno, ecc. Nel frattempo si procedeva all'esame batteriologico del muco del rino-faringe e gli individui dichiarati portatori 'enivano isolati in apposito locale, mentre qudli ritenuti immuni venivano ricoverati in un locale appartato, finchè non fosse completata la visita a tutti i militari della stessa caserma e 6ncbè questa non fosse stata disinfettata. Le disinfezioni consistettero nel la lavatura dei pavimenti con soluzioni dis in fettanti, imbian· cbimento delle pareti, lavatura delle finestre e delle porte, che \en · nero pure riverniciate. '.rutti questi lavori e tali e cosi severe misure di disinfezione sembrerebbero certo eccessive, se non si pensasse che le caserme stesse non erano in troppo buone condizioni e che tutto quanto fu ordinato servi per il risanamento igienico d egli ambienti e non certo mirò ulla distruzione del meningococco, germe di ]abilità tale che secondo le moderne vedute non è necessario disinfet-
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EPIDEMIA DI llENINGlTE OEREBRO·S PINAI.E 1 ECC.
tare altro che la biancheria personale dell'ammalato, anzi, di questa. solo quanto ha potuto essere inquinato col muco nasale e con l 'espettorato. Tra le misure profilattiche adottate la prima fu q nella di diradare un po' gli uomini che occupavano le singole camerate che, come ab · biam detto, erano soverchiamente affollate, e siccome mancavano a Capua locali adatti da adibirsi come caserme, cosi si addivenne, mercè il consenso dell'autorità superiore, all'invio altrove di trecento individui d'artiglieria che costituivano i complementi di batterie di nuo\a. forma.zi011e. Si scelsero 300 militari che dopo l'esame del muco del rino-fa.ringe risult~~orono immuni, si approntò un locale d'isolamento a Nisida ed in tale locale furono inviati gli uomini visitati e furono ivi tenuti in osservazione per lo giorni. Si poteLtero così diradure alquanto i soldati nelle came1·ate e sic· come molti dormivano col pagliericcio a terra, si provvide a fornirli tutti di bmnda o letto a ca>alletto. D'altra parte i vari comandanti dettero, dietro proposta delle autorità. sanitarie, disposizioni perchè la. sveglia. fosse ritarda ta, percbè fossero soppres,;e o limitate le eser-
citazioni esterne, perchè si curasse la distribuzione del rancio sempre caldo, perchè fosse :lata giornalmente una razione di caffè la mattina; perchè fosse distribuita una terza coperta di lana. Per l'esame dei portatori la ricerca del muco rino-fa.ringeo veniva praticata. n eli a seguente maniera.. Il metodo classico di Lingelsheim-\\"estenhvffer, volgarizzato in Francia da Dopter e Kocb , consiste nell'introdurre, previo abbassamento della. lingua per mezzo di spatola, un fiocchetto di cotone sterile montato su un sottile specillo a coda; spingere l'ovatta. il più profondamente possibile, dietro il velo palatino e prelevato il materiale, praticare l ' insemensamento su àue o tre scatole di Petri contenenti agar ascitico od agar-siero, strisciando dolcemente col tampone di cotone la superficie del terreno di nutrizione. L'esame diretto del muco non presenta grande interesse, potendo esser numerosa. la. varieL<Ì. dei cocchi Gram-negativi che si osservano sugli strisci praticati sul >etrino: ne consegue da ciò che 6 indispensabile l'esame del materiale insemensato sulle scatole di Petri dopo 24 e 48 ore di permanenza al termostato a. 37". Con un po' di pratica. si riconoscono al.,bastanza presto la colonie sospette che appaiono piccole, n ettamente rotonde, isolate, trasparenti, leggermente sopraelevale, di consistenza vischiosa. Si saggiano queste colonie e se dagli strisci si osserva che sono composte da diplococchi aventi i caratteri del meuin-
KPlDElUA Dt
~JENINGITE
CE:REBR0- SPINALE1 ECC .
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gococco di Weichselba.um si trasporta. la colonia su tubi di cultura e si proseguono sui germi così ottenuti le prove principali d'identificazione quali l'agglutinazione e la fermentazione degli zuccheri. Si capisce subito che prove cosj lunghe e complesse non potevano esser e praticate per la r apida. ricerca dei portatori in un reggimento; seguendo tale metodo con i mezzi e col personale di cui si dispone in un ospedale militare occorrerebbero varie settimane prima di poter dare una. risposta. e l'isolamen to dei portatori, che tnuta. import~tnza. hanno per la disseminazione della malattia., specie in un ambiente ristretto ed affollato quale è quello di una caserma, si sarebbe effettuato for se dopo che l'epidemia si era per suo conto estinta. Di più, per la difficoltà della ricerca, in molti casi si commettono errori: il meningococco può, per c~tuse varie, non attecchire sui terreni di nutrizione; le colonie nate sui terreni d· isolamento possono estinguersi prima. che le prove d'identiflca.zione sieno compiute; altri germi p ossono prendere il predominio sul meniugococco stesso, onde tale germe si perde nei successivi pa~saggi e, se nei casi pos itivi la. ricerca. non ammette dubbi in proposito, persiste sempre un dubbio invece per tutti quelli che dettero risultato negativo: il che 'al f}nanto dire che un ·certo numero di portatori, sfuggiti alla ricerca, seguiterebbero a coabitare con i loro compagni disseminando largnmente t.ra loro il meningo:mcco. Conseguenza. di tutto ciò è che tal metodo u o n pnò essere adottato ed occorre trovare qualche cosa di più facile e so pratutto di più rapida esecuzione. Nelle nostre ricerche abbiamo scartata. la. via boccale, percbè il muco prelevato per questa. via. è molto più ricco di batterii che quello prelevato, pure dal rino·fa.ringe, ma per la. via. nasale. Ad esempio: il micrococcus catarrale, ospite delle prime "'\'Ìe respjratorie, si trova. più difficilmente nella. porzione alta. del rino faringe e così pure il diplococco del faringe tipo dipl?COCCUS fl<t'l-"tt.o; I, n, III, tipo diplococcu.~ $iccus e cinerelt8 sono molto più abbondanti nella porzione bassa., ment re scarseggian o in quella alta di questa. reg ione. E tutti q n es ti sono microrganismi assai vicini al meningococco di \Veichselbaum e da que· sto non possono, il più delle volte, essere differenziati che H. mezzo di p rove lunghe e delicate . .Ma vi è di più, anche il moningococco è più abbondante nella. porzione alta. del rino-fariuge, onde per la via. nasale si arriva. più facilmente a. strisciare la mllcosa di tale regione dove il diplococco della. meningite è più abbondante, mentre scarseggiano i microrga.nismi affini. È noto infatti, da. numerosi es perimenti in proposito eseguiti, che si riesce assai raramente a. dimostrare la pre· senza del meningococco a livello del faringe boccale, mentre esso si Io-
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EPIDEMIA DI YI!:NINGJTF: CE:RF:BRO-SPINALE 1 ECC.
calizza nella parte alta del rino-faringe ed in quella posteriore delle fosse nasali, mentre risulta che la mucosa nasale sana è priva o quasi di microbi. Il prelevamento era. fatto con una fine bacchetta di vetro lunga. circa 25 centimetri e diligentemente arrotondata alle estremità. La. bacchetta veniva introdotta nel naso e spint.a. delicatamente finchè la sua estremità non andasse ad urtare contro la. mucosa rino-faringea. Col muco rimasto aderente alla punta della bacchetta si eseguivano due st risci alle due estremità di un copri-oggetto segnato nel centro con un numero corrispondente al nome dell'individuo esaminato. Di tali bacchette se ne possedeva un gran numero, se ne adoperava. una per ogni esame e appena eseguito il prelevamento s' immergeva in una soluzione di acido fenico e lì si lasciava finchè la provvista di bacchette non era esaurì ta; poscia si asciugavano, si lavavano con alcool iodato riasciugandole nuovamente prima. di usarle. In tal modo in poco pit't di un'ora si potevano praticare circa. 200 preleva.menti. Si procedeva quindi all'esame diretto degli strisci eseguiti ed a tale uopo si colorava. il materiale strisciato ad uua estremità del vetrino e se l'osservazione microsco pica lasciava costatare forme sospette, si eseguiva il Gra.m sullo striscio che era stato lasciato senza. colorare. Gli individui nel muco rinofaringeo dei quali si rinveniva un: diplococco Gra.m-nega.tivo con i caratteri del ,meningococco di Weichselbaum si dichiar<~.vano portatori ed erano immediatamente isolati in apposito locale. Con tal sistema. evidentemente si sarà potuto isolare qualche individ uo che in luogo del meningococco di \Veichselba.um era portatore di q ualche germe affi ne ; ma tal0 inconveniente era certamente meno grave di quello di lasciare un por tatore di meningococco in mezzo l1d un uumeroso gruppo di militari !>ani, tanto più che i portatori enmo alloggiati in locali igienici ed ampi, rimaneva no in ri poso l'intera giornata e pratica\·ano, fin dal primo giorno del loro ingresso al r eparto, cure speciali, a cui innauzi accenneremo, e che miravano a. fari i spo3l iare dei germi che allJerga vano nel t·inofaringe. l.,assiamo ora a dire poche ::ose sul numero di portatori scoperti ed isolati e su t utte le particolarita O'sen·a.te e degue di essere riferite.
EPJOElll,,
I'll!Ppe a piedi
DJ
Truppe a cavallo
:\IENlX•·lTI•!
CERF.III<O·~Pl:\A I . C
Numer o d el pOrtatori
123
700 1246
G75
17 %
273
1 E (T . Tol.ale
Forza 19 16 Portatori 7 08
%H Dalla soprascritta tabellina risulta il numero dei portatori eJ il loro per cento rispetto alla forza sia della fanteria com e i!el l'artiglieri<t. Nella ricer ca d ei p01·tatori si viJe che reparti ùi t ru ppa in cui non si E- ra ve rifìcaLO n essun caso di meningite cerel>ro-spina.le davano nn numero di portatori assai spesso mHg~iore <li quell i clJ·e,·ano stati isolati in camer ata, compagHie o batterie m•lle qnali si era vc>rificato qualche caso di meuingite. Cosi pu1·e mE'ulire su 23 casi ben 17 individui appartenevuno alrultiwa classeo a pp<'na giunta. sotto le a rmi. il numero ùei portatori e ra i ndifferentemente grande sia fra gli am~ia.ui come fra l e r ecl u te. Tutti i portatori , che vennero, come aLhiamo dett.o isoh\ti in appositi locali, furono ammaestrati di non spmare che in apposite spu tacchiere ripiene di soo~tanze disinfettanti, di steruutire coprendosi il Vùlto col fazzoletto, di non parlare con la facc]a ri volta ,·erso ch i l i interrogava, ecc. Ricevett.e ro cioè tutLi nn;t speeie di istruzione 1gi~nica e furono sott.opo!;ti a cur e consistent.i i n pennellazioni della gola con soluzione di glicerina iodata al 30"''' ed in lavaggi nasali sis~ematicamente praticati due volte al gioruo da personale appositamente istruito e sotco la sorvegliau za di uifieiali merlici. Tali la vaggi a l boro-timolo o con soluzione boro·salil:di ca iniettata iu una narice a mezzo di pera di gomma m unita di un'u)i,·a ua.sal e doravano per l o spazi o sufficiente a c h e passassero un a quarantin a di centim ~tri cubici da u na narice all'altra e dalle fos,;e nasali a lla gola . Fu a n che distribuita. poh·ere a b ase di aciclo b orico, timolo, mentolo ed a ci clo sa licilico, che gl'individui aspira>ano come tnbac<·o da naso. In lin ea g ener a le tutti i porta tori apparivano complecamente sani e non si lamenta•ano di n essun disturbo, ciò non d i meno in q ualche caso si osservò che il muco rinofaringeo era più abbond ante e visc·hioso o purulento addirittura . Qualt-be rara volta abbiamo nutat;o una corizza più o meno inten sa probabilmente determinata d al meningococco che si trovava eccezionalmente abbondante nel mu<:o rinofari ugeo. Tale corizza ebbe in genere durata. brevissima. e non superiore ai cinque giorni. tS -
(;ionw/~ ai
mcclicin " m ililnrc -
l'asc. 1V.
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EPIDE~IIA
DI
MENl~GITE C~":RKBRV·SPI~A T.E1
ECO.
Con le em e a c ui abbiamo accennato i portatori si spogliarono abbastanza preiito del meningococco chl' os pitavano nel loro rinofe.ringe ed in uno spazio variabil~ dai 7 ai 14 giorni il 70 p. 100 di costoro potet.tl'ro lasciare il locale d'isolamento e ritornare nelle loro caserme. Dopo 21 giorno qnas i tutti i por tatori furono dichiarati immuni e solo in 10 persone n on si riusd a disinfettare il loro rinofaringe prima d i 40 giorn i, uuo fu por tatori:) per G4, d ue per 52 giorni. Per tali individui s i sogni il consiglio del Vinceut e si assoggettarono ad inalazi oni, ripetuto durante la giorn11.ta, del st•guente miscugho: grammi venti Iodio Guaiacolo • duo Acido t imico cent igr. venticinque Alcool a GO grammi due<;ento. U n cucchiaio di t ale liquido em ver sat o in una capsula di porcellana I:JOsta stl un bagno-maria contl'neute acqua c11.ldissima ed i portatori aspiravano len tamente col naso, por lo spazio di t re minuti c irca, i vapori antisett,ici d 1e si sprigiona vano dal la capsula. L 'o!>servazione ci ha àimostr nto che il metodo è r ealmente buono, ma i yapori, pur non e:<seudo danno:;i, sono forte men te irritanti. G iova in questo capitoletto accennare orevf'menLe alle ric<>r che fatte 1Wl rinofaringc dE'gli individui colpiti da meningitc cerebro-spinale e r urat,i pres-.o l'infermeria prE>sidiaria. In tutti gli ammalati, tranne cho in uno, f u sempre riscontrato, al loro ingresso nel repano i nfettivi, il meningococco Ji \Veichselbanm nt'l 111nco rinofnringeo, ma, senza che e~si ave~,;ero praticata cura alcuua, i l m eniugOCilùcO scomparve rapidamente durante la malattia dal .;no luogo di Plezione eri i guariti potettero tutti lasciara il nosocoru io 11rm esseudosi tra ess1 rinvenuto n essun por tatore. Come al,hia.rno visto gli indiYidui c(llpiti d1\ mun ingite t'<'rebrospinlllo tra i m ili tnl·i del 12' aniç;lit·ria fnrono ]\) t2 furono colpiti tra Ì mi lita r i nel lt1'' fanteria, 1111 CllSO kl \erificò Ìn persona di un ufficiale), 4 di q ue>'ti casi si m an ifesLarono tra gli indi ,-id ui i~So lati come portut.ori, U tra. i milit.ari eire O.H!·ora DOli avevan o subito l'esame del mnco r·in ofr~riugeo ed un caso :>i ,-erificò in un individuo di chiarato immune. Il 27 fel>hrn.io si e rano ma11ifest.ati 20 casi di mell ing i te cerebrospinale e p er lungo tempo 11011 si era. avuto più nc,.;sun col pito tanto che si sperava che l'E-pidemia fosse domnt,n., qnawlo ad onta delle disinfezioni praticate, dolle m i:mre igie11iche atlottato, dell' isol ameuto
EPIDEMIA DI
)IF.NI:'<GI1'1~
CEHEBRO SPINALE, ECC.
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h1rgo e rigoroso dei portatori il 22 marzo si ebbe un nuovo caso di meningite; il soldato colpito era stato per tre volte visitato insieme ai militari della sua battl'ria ed anche nell' ultimo esame praticato il 24 febbraio era stato riconosciuto immune. Di nuovo furono esaminati tutti gli uomini del reggimento d'artiglieria in cui il caso si era verificato e si scoprirono, ron sorpresa, altri 175 portatori che, come i primi, vennero rapidame nte isolati. Dopo t anti e così ripetuti esami non avremmo certo mai sospettato di poter rinvenire un cosi gran numero di porta tori e per quanto potesse benissimo darsi che qualche portatore sfuggito a lle precedent i r icerche avesse potuto inquinare i suoi compagni o che questo inquinamen to fosse avvenuto per opera di qualche militare dichiarato immune e contagiatosi in seguito per contatti con la popolazione civile, tra la. quale si erano cominciati a verificare va.rii casi di meningite cerebro-spinale, pure non sapevamo spiegarci perchè altrettanto non fossb accadu to tra gli uomini di fanteria, sanità, sussistenza e carabinieri. Mentre tra. questi ultimi si era avuto un sol caso di meningite (poichè il secondo caso si era verificato non in caserma, ma tra g li isolaLi nel reparto portatori) in artiglieria si erano avuti ben 20 casi; di piu in questo reggimento si erano riscon trati portatori anche tre at tendenti che, riconosciuti immuni al principio dell'epidemia, si eraro in seguito contagiati senza aver avuto conta tti di sorta nè con mili· tari nè con borghesi, poichè dai loro ufficiali erano stati col loro cavallo isolati in scuderie appartate, onde per il p. 100 dei colpiti e dei portatori enormemente superiore tra i militari a cavallo rispetto a qu elli a piedi ci venne il sospetto che nella diffusione della ma lattia potesse en trare in giuoco qualche causa ignorata che sarebbe stato interessante ricer care e che, forse, anche i cavalli poterono e~ ser e portatori. Con una. prima. serie di ricerche eseguita su cavalli presi a ca~o nelle batterie· constatai che una porzione di questi presentavano nel loro muco nasale un diplococco Gram-negativo con caratteri morfologici identici a quelli del meniugococco di Weichselbaum. l\Ia per identificarlo occorreva isolare e studiare i l germe e scelti i cavalli che presentavano nel loro mnco nasale maggior ricchezza di diplococchi, prelevai il materiale a mezzo di una grossa bacchetta. di vetro sterilizzata, e l'insemensai in scatole rl i Petri con agar ascitico. In dne cavs.llì riuscii ad isolare un diplococco che dai caratteri culturali, da quelli morfologici, dalle prove di agglutinazione e di fer· mentazione degli zuccheri mi risultò essere il meningococco di \Yeichsel baum.
EP!Of:~I!A
DI ì\[10\!XGITE ClmF.BHCH>Pl:-IA!.E 1 ECC.
È pos..;ibile quindi chi! anche i caval li in determinate circostanze possano divent.are portatori ed è possibile anche che essi possano spandere tal germe e couta.giare gl i uomini che con essi son venuti a contatto. Naturalmente, come h o già detto in altro mio lavoro, per assod are se oltre il contagio inter-umano i caY<1lii e magari qualche altro ani· mn,le domestico, abbia una part,e qualsiasi n el la diffusione di un'epidem ia di meningite cerebro-spinale, occorrerebbe determinare se uu caya]Jo port,atore possa contagiare altri cavalli immuni e se un uomù portatore possa contagiA.re ca.valli immuni o viceversa . Sia per il gran lavoro che dovevo compiere, sia perchè dovetti rientrare all'ospedale di Napoli non appena ultimata la campa~na antimen iugococcica, non mi riuscì possibile int.raprendere tali ricerch e. Concludendo r1iremo che attualmente non si ammette il contagio indiretto a mezzo degli oggetti d'uso, dei vestimenti, mobili, ecc., e si ritiene che solo le biancherie sporcl:e d i muco na,sale o dei prodotti ùell 'espettorazione possano offrire quale he pericolo di contagio. Il meningococco dal rinofaringe del portatore cade nell!t cavitil. boceale e, proiettato fnor della bocca misto con le fine gocciolette di sal i va (gocciolette di Flùgge) nella to;;:-;e, nel parlare, e~pirare e starnutire, penetra nel rinofaringe degl i individui che g li sono a contatto. Il contagio è du11qne la causa quasi esclusiva della malattia, il portatore è l'agente della sua estensione; la proiezione della loro saliva nella bocca dei \icin i il modo d'infezione abituale di questi nlti m i. Tutti gli sforzi quindi della profilassi minmo H rintracciare i portatori, isolarli, distruggere il germe che alberge1 sul loro rinofarìuge . Assai meno pericoloso è l'ammalato di meningite: egli è isolar.o senza. la possihilitù. di potersi muovere, è accostato da poche persone, nll'uopo istruite e che usF.nO tutte le cautele per preservarsi dal contagio ed infine, se è vero che il m L'niugitico nei primi giorni della malattia alberga con costanza quasi assoluta il meningococco llella cavità nasale, è pnr vero che il suo rinofaringe dopo pochi giorni diviene in genere nn ambiente poco adatto alla. vita del meningococco tanto che esso raramente vi si rinviene dopo una o due settimane dall'inizio della epidemia. I nostri meniu~it;içi infatti furono assistiti dmante tutto il periodo dell'epidemia da ± squadre di infermÌf'ri che a gruppi di 4 persone si altemanmo per 15 giorni nel reparto infett ivi, eppure uno solo tra costoro risultò portatore e noi non sappiamo se lo era anche precedeutemente, perchè prima di entrare nel reparto infettivi gl'i nfer-
El'IDEmA DI )IENI:\OIT~; OER~:nRO SPI:oiiii.E1 ECO.
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mieri stessi non furono visitati. Ugualmente gli aiutant.i ed i medici che avevano curato gli ammalati risultarono tutti immuni. Osservazioni presso a poco simili furono fatte da Net.ter, che non l'ha trovat.o che una sola volta in 10 per:;one che lo coadiuvavano nella cura dei meningitici; dnll'H t\rford che non l'ha mai rinvenuto i n 4B persone tra medici ed infermieri adibiti alle cure di tali mal ati e da Lingel~beim che h;t trovato un solo portatore sn 34 tra medici ed infermieri. · Questa costatazione che il portatore non si i·iscontra che con relati va rarità nell'ambiente del meningitico, di pitl la costatazione che il numero dei portatori aumentava con l'epidemia, arrivava al loro massimo nell'acme di questa, diminuendo poi col dileguarsi dell'epidemia stessa; il fatto osservato da liayo Bruns e dR. J. liohn che si t rovano portatori dovunque ed in persone ed in loc.:alità dovo non si erano sviluppati casi e che con meningitici non ~~ovevano avuto contat ti di sorta, provano, secondo il Kelsch « cho i portator i non sono affatto creati da\ malati per una contingenza banale (starnuto, tosse, ecc.), ma preesistono all'epidemia, ch'essi sono il primo impulso che la fa nascere, ch'essi rappresentano in una parola l'autogenesi sotto la sua forma vivente e sorprendente ~. Il contagio quindi è uno dei modi d'estensione dell'epidemia, è· un ausiliario dell'epidemia stessa. ma. non è la causa « la. quale invece deve essere ricercata in influenze generali e diffuse che si esercita su dei germi ubiquitarii, assopiti od in stato di morte apparente ch'esse richiamano ari attività patogena ~. Comunque e senza permetterei di discutere le idee del Kelsch, diremo solo che noi abbiamo già. visto il perchè il meuingitico sia poco pericoloso per il contagio e siccome non possiamo combattere le in· fluenze generali, che nessuno certe nega, e che aumentano la vir u· lenza del meningococco, così per la profilassi non ci rimane altra arma che la ricerca, l'isolamento e la cura. del portatore. :3e è possibile però questo isolamento tra i militari, non è assolu· tamente possibile praticarlo tra la popolazione civile e là dove è stato t entato, a Bonn, in Germania, per esempio, è completamente fallito. D el resto t&nendo presente il numero grandissimo dei portatori nella meningite cerebro·spinale e le difficoltà e l'incertezza delle indagini, si capirà subito come la ricerca. dei portatori nell'epidemia della quale ci occupiamo non costituisca ancora, nella pratica, Ull mezzo molto efficace dal punto di vista del! a profi lassi e dell'igiene.
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EPIDEMIA DI ME)l'I:\OJ'l'E OERI':BRO SPINALE. ECO•
* •• Batteriologia. - Dal liquido carebro-rachidiano dei nostri ammalati abbiamo eseguito gl'innesti nei terreni di nutrizioue speciali allo scopo d' isolare il meningococco, e poicbè tale isolamento richiede cautele speciali, non sarà inopportuno che noi riassumiamo brevemente le norme che si debbono eseguire per arrivare a questo scopo. Descri veremo quindi i caratteri culturali del microrganismo, i suoi caratteri morfologici e le reazioni in genere necessarie alla sua identificazione. Il meningococco, per vegetare, ha bisogno di terreni speciali di nutrizionf' che contengano albumine animali e sopratntto umane. Il migliore dei terreni è l'agar a scitico che si prepara uneudo a due parti di agar comune al 3 p. 100 una. parte di liquido ascitico. Dopo aver fatto fond ere l'agar, si atteude che esso sia sceso ad una t emperatura di circa 60 gradi e si unisce il liquido asci tico nelle proporzioni volute; dopo a ver agitato diligentemente i dne liquidi si versa in sca.tolH di P etri o si fa solid ificare, nei tubi a becco di clarinetto. Il li q nido asci ti co deve essere naturalmente sterile e per potel"lo conservare a lungo vi si u nisce qualche goccia di cloroformio. Il liquido ascitico può essere rimpiazzato dal liquido plenrico, da quello dell 'idrocPle o dal siero scaldato a S0°. Con rad i ha r~ccomanclato un substrat.o nutritivo che può essere preparato col liquido cefalo-rachidiano estratto dall'ammalato che si vuoi o"servare. Mediante puntura lombare si estrae il liquido cefalo-rachi· diano, si ceut.rifuga rapi damente e si u nisce il liquido chiaro, scald ato a G0°, iu porzioni uguali con l'agar al 3 p. 100 disciolto e su questo terreno, appena. avvenuta la soli difì cazi one, s' innesta il materiale centrifugato. Qua,lnnqne sia il terreno che si sceglie, occone centrifugare il liquido cerebro-mchidiano estratto e :>trisc iare una discreta quantità del sedimento ottenuto sul terreno di nutrizione. L 'insemensamento deve essere fatto as:>ai presto, poichè se si tarda più di"lS ore non si sviluppano le colonie; di pitl, poichè il disseccamento uccide rapidamente i germi, sarà cosa opportu na p roteggere con cnppncci di gomma i tubi d i cultura e porre nei coperchi delle scatole di Petri un foglio di carta da filtro steril izzato inumidito con a<:qna sterile. La temperatura più confacent.tl pPr lo ~viluppo delle colonie è quella di 37 gr~tJi, onde i terreni iuJPmensaLi debbono al più pre=-to possibile essC're .messi in t~>rmo;,tato.
EPIDEK IA DI KENl)(GiTE CEBEBRO• SPlNALE, ECC.
279
Ove mai non fosse possibile di eseguire l'insemensamento si ponga. almeno al termostato il materiale estratto con la puntura lombare. Il meningococco di Weichselbaum si sviluppa abbastanza rapidam ente e dopo 24 ore si vedono nettamente delle piccole colonie di uno o due millimetri di d'iametro, isolate, sovraelevate dal terreno di n u trizione, perfettamente r otonde e che presentano nua colorazione c a ratteristica bianco·grigis stra o bianco-bluastra.. Proseguendo lo svil u ppo al termostato, le colonie presentano una parte centrale più spessa, un diametro di 3 o 4 mm. e, per quanto più sporgenti sul ter reno di nutrizione, conservano la stessa tinta e la stessa trasparenza delle colonie di 24 ore. Prelevate coll'ansa di platino tali colonie appaiono alquanto vischiose e si fanno facilmente e completamente stemprare in liquidi di diluizione. E seguiti e colorati degli strisci su vetrini si vede che le colonie stesse sono formate da un diplococco che presenta diversa affinità. per le sostanze coloranti e che ha grandezza varia a seconda dell'età della. cultura. I n una cultura molto giovane i meningococohi son quasi tutti della 11tessa grandezza, ma in uno striscio di 48 ore o più si nota che i diplococchi, oltre ad ac~:entua.re la diversa affinità per le sostanze coloranti, son'o di varia taglia ed alcuni sono assai piccoli mentre altri, specie nella parte centrale della colonia, sono 4 o f> volte più grandi. Il meningococco è rigorosamente Gram-negativo ed appare negli str isci od in éoppie isolate od in tetradi ma giammai in catene i si deve attrilmire ad un artificio di tecnica quando ciò avviene con un meningococco già. accertato. Anche sui terreni di nutrizione più fll.vorevoli, per un prodotto di autolisi spontanea il me ningococco assai rapidamente si distrugge, onde per mantenerlo in vita occorre farne passaggi ogni due o tre giorni. Dopo sei o sette passaggi in agar ascitico, quando il germe si è abituato a vita. saprofitjca si può trapiantarlo in aga.r comune dove vegeta relativamente bene. L'animale più recettivo è la scimmia n ella quale determina, inoculato per via endorachidea, una meningite cerebro·spinale i ma recattivi altresì sono la cavia. ed il topo bianco. La. cavia è uno degli animali più sensibili all'iniezione del meningococco, ma occorre servirsi di un animale g io,ane del peso non superiore ai 200 gr. ; la. miglior via d'inoculazione è la intra.pleurica o, meglio ancora, la intra.peritoneale. L'animale inoculato qualche volta muore rapidamente per intossicazione, ma. sovente sopravvive 4 o 5 giorni ed allora la temperatura si abbassa, il peso diminuisce, il pelo
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EPI!)E)IIA DI
Ml~N l:'\G l1'E
CJ,:RF.l3RO·SPT:\ALE1 I•:CC .
si drizza, l'addome si contrae ed all'autopsia si constata una peritonite con essudato ,-isuhioso trasparente, pri>o rl i or1ore fet.ido, che ricorda, per la sua cousistenza. ed il suo colore, l'agar i n semifusione. Qualche volta questo e"sudato, che è sempre scarso e non oltrepassa i 5 o 6 <'.en timetri cubici, ba delle leggere strie di sangue che provengono da pit.:cole emorragie peritoneali. Si not.ano spesso degli a ccenni a false membrane, più abbondanti intoruo al fegato ed alla milza. Agli esami microscopici, eseguiti con g li strisci di questo e~su ch\to, si riscontrano numerosi m enin{;ococchi. Aggiungeremo che Jl OU c'è corrispondenza tra la virulenza del meningococco nell ' uomo e ttell'animale ed il germe c he ha. determinata una meningite cerebro-spinale mortal e può benissimo non pt·o· durre la morte inoculato nella cavia. La .-irulenza di una cultura è d'alt ronde passeggera, si pPrde dopo parecchi passaggi nei mezzi di nutrizione ed una volta perduta non può e.~sere ricuperata; è quindi indi speo~abil e, volendo spPrimentare la tossici tà del germe verso g li animali da laboratorio, di ser virei di una cultura di primo passaggio. La dosfl ordinariameute mortale \' a da 1/ , 0 a '/. centimetro cubico di una patina in agar ascit-ico di 24 a 48 ore erpulsionata in un centimet ro eu bico di siero fisiologico tiepido. Per l'identificazione del meuingococco ci serviamo in genere delle seguenti prove : Ayglutinazione. - Si adopera il siero an timeningococ~ico, preparato dai vari istitut i, alcuno dei quali, come quello di Borna porta il tit olo d' agglutinazione scritto sulla fiala. Si fanno diluizioni varie di tale siero con soluzione fisi ologica e si aggiunge per ciascun tubo un'ansa di diplococchi presi da una. cultura gio,ane di 24 a 48 ore ; perchè sia positiva la pr<:>va occorre che l'agglutinazione si abbia almeno a l tasso di l su 100. F ermentazione degh ::uc<:h eri. - I l meningococco ha la proprietà di far fermentare il mal tosio ed i l g lucosio ment.re non rid nce nessun altro zucchero (lattosio, levulosio, saccarosio, mannite, dulcite, galattosio, ecc.). Per eseguire tale prova si p repara un terreno d i nutrizione così costituito : si fa una solur.ione al l O p. liJU di CJa<;cuno zucchero i n acqua al tornasole e si sterilizza per p och i minuti a bagnomaria a 100 gradi (evitare la st.erilizzazione all'autocl ave per im pedire la caramellizza.zione degli zuccheri ) e aggiunger e, dopo il raffreddamento, '/, centimetro cuhico di soluzione normale di soda, unire un <:eutimet,ro cubi co e mezzo di questo liqui do a l B cm• di agar ascitico al terzo mantenuto liquiùo ; agitare dilige ntemente e quando la tinta. Tiolotta del tornasole è egualmente ripa.rtita nel mezzo, versare nelle
EPIDEMIA DI ME:-IJNGITE CF. RERitO· SPINA l.E 1 EGO.
281
scatole di Petri. Al termostato a. 37°1 in tale substrato il meningococco produce in 24 ore delle colonie che arrossano i.l tornasole solo nei terreni che contenevano glucosio e malto,;io. Qualche vol ta però occorre attendere 48 ore prima che la prova sia evidente e talvolta, nemmeno in questo lasso d i tempo, si ha ri· sultato positivo anche quando si tratti di un meningococco d'indubbia provenrenza Prova del Dopter. - Questa prova detta anche prova del peritoneo si e::>egue così : s'inietta un centimetro cubico di siero a.nti meningococcìco, non scaldato, nella cavità perìtoneale di una cavia e 24 ore dopo s'inocula, sempra nel peritoneo, una dose non mortale di meningococco (l cm• di emulsione di cultura su agar in 6 cm• d i siero fisio· logico). Se ogni 5 minuti si fanno p releYamenti, si os,.;eJ'va su pre· parati colorati un'intensa fagocitosi e 24 ore dopo l'iniezione microbica non esistono più microbi nell'essudato, mentre ciò non a vviene con qualsiasi altro germe. Tralasciando di parlare della prova di fi ssazione e precipita:>:ione diremo che di tutte le reazioni biologiche q uella che ha maggior valore dal punto di vista. dell'identificazione d el m eni ngococco è l'agglutina zione. Anche se uu germe ha le proprietà. di colorazione, di cultura, di fermentazione del meningococco ma non è fortemente agglutinato dal siero specifico, sarà ri tenuto per una forma atipica e viceversa.
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DoPTER.
SCUOLA DI APPLICAZIONE DI SANITÀ MILITARE (GABINETTO DI MEDICINA LEG.I.T.E)
diretto dal prof. Nieddu Semidei. Antonio, maggiore ?nedico
Scale acumetriche professionali (l ) pel dott. G. Chlabrera tenente medico assistente
La determinazione della. acutezza. uditiva in medicina. legale frequentemente si fa allo scopo di conoscere il potere uditivo del soggetto rele;:;ativamente all'udito necessario per il disimpegno delle mansioni di nn.ar.; data professione o di un dato mestiere. Secondo Nieddu (Acwmetria teorica e acumetria pratica) ne consegue che l'esame acumetrico medico-legale, allo scopo suddetto, dovrebbe essere relativo: a) alle fonti sonore o prevalentemente sonpre (stimoli misti) usate nella professione; b) all'aro bi ente del lavoro. L'esame colla voce dovrebbe dare il grado di potere uditivo: a1 per la qualità e per le modalità delle voci usate nel servizio, io generale pa.role o brevi frasi e non già sillabe o fonemi; b) nelle condizioni io cui il lavoro realmente si svolge. Un esame astratto dell'udito, quale si suol fare abitua.lm ente, non pnò dnre quindi risultati pratici medico-legali che a condizione: 1° di sapere in che r elazione sta. il potere uditivo normale per i mezzi di esame adoperati con quelli per gli stimoli acustici dell'esercizio professionale ; 2' di sapere esattamente in che relazione stanno le condizioni dell'ambiente in cui si svolge l'esercizio professionale con quelle dell'ambiente in cui si pratica l'esame, quando le prime non siano state riprodotte durante l'esame stesso. S iccome a nessuna di queste condizioni ottemperiamo nei nostri esami, è preferibile la osservazione diretta del soggetto nell'atto del disimpegno delle sue funzioni, quando ciò è possibile, come nel servizio militare. . (l) Comunicazione fatta al XVI Congresso della Società ftaliana di otorinohmngologia dal maggiore Prof. Nieddu, in assenza del!' autore comandato in Libia.
, '284
~CA 1.~~
A Cll ~fE'fiHCBE
Pl((fj,' ESSIONAI.I
Dal lato medico-l egaJe poi, secondo . Gradenigo, è equo che l'acutezza uditiva (auclitn.~ l sia rappresenta ta dal complesso delle i mpressioni che il soggetto sa utilizzare per riconoscere o distinguere i vari suoni; àonde le conclusioni che l'esame deve essere binaurale e che de\·e essere con cesso all'esam inando di servirsi, oltre che delle impressioni acustiche, anche delle ottiche, tattili, ecc. (poteri di supplenza). Con t ali criteri medico-legali mil itari ho praticato una serie di esperienze eolla v ot<'t a scopo acu metrico mi lit are. Sono stat i usati ordini militA-ri di u na parola, di due parole. d i tre o più parole (brevi frasi). Essi risultano dalla tabella seguente: Prima !Wrie
Seco ndn serie
Terza serie
Atte nLi . Serr ate.
Pied ·arm . A \-anti-wnr c Alzo abbattuto. A lzo rovesciato. Dietro front . All'anni.
Corsa veloct>-marc. Cessate il foc. Chi va là. A de~tra stendete\'Ì. Avanti pt}r uno. Avanti a gruppi. A lzo rovesciato a otto. Prima 1 iga in ginocchio.
:B~noeo .
Fronte. Fissi. AY!lllti. D e,;tt'.
l\Iarc. Sinistr. Saluto.
Plotone. Senti nei la. CAricn.t.. Di questi ordini è stata determJDat.a In distanza d i audizione per la voce afona, per q uella d i conversazione e per quella di comando. Gli interlocutori sono stati scelti t ra i graduati ist ruttori e si a avuta cura di cambiarli spesso nei vari e:>perimen ti. S i souo i m piegati per le esperienze soldati che venivano prima vi· silati e che non presentavano alterazion i dell'orecchio e delle prime v1e aeree. Gli esperimenti sono stati praticati tutti all'aperto e in lo<·al ità d i vcrse. N ei singoli esperimenti si tenne con to dei fattori seguenti: a) Snolo: p iano o <\ccidcutato - n.lben~to o n on - ba.ttuto, er· boso o stepposo - umido o secco ; b) r enfo : 1° inclinazioue in gradi del \ Cll to sutla linea rett.a tra in terlocutorC' e soggetto, 2 ' forza, 3° dumt,a (continua. o intermitteu te) ; c) R1tmvri: l o ynal ità dei r umori: del mare - di carri - di \ OCÌ di persone -- confusi della c itt.à., 2° forza, 3° durata : cont.inui .e uniformi - intermit.tt>nt i - 1m pron·isi;
.i:OALl~
ACUMETRIOH!è PHOb'ESS10:!<ALI
285
ç/1 Temperatura; e) Stato atrnos{e1·ico: umid ità dell'aria - stato del cielo. La determinazione della forza del vento e stata ftttta con un apparecchio semplice costruito dal collega del genio signor ing. Serra. Lo strumento consta di una bilancia, il ful cro della quale poggia su un sostegno di ferro da impiantare verticalmente 11el suolo e a sua volta sostiece una. asticciuola verticale, al cui estremo superiore e saldata una laminetta meta llica quadrangolare. Questa ha la super· fìcie di 10 cm~ ed è disposta in senso trasversale alla direzione delle braccia della bilancia, di cui una sostiene nn piattino, l'a,ltra un corpo di ugual peso. Asti eciuola che sostiene la lamina. quadrangolare e le braccia della bilancia hanno uguale lunghezza, 10 centimetri Ciascuna. L'apparecchio viene disposto in modo che la superficie p1ana ri· volta verso il lato del piattino sia nonoale alla direzione del v ento, la quale si rileva mediante una banderolina :fìs:;ata al soRteguo. Il vento premendo contro detta. superficie, inclina la bilancia in modo che il piattino si solleva di tanto, di quanto il peso dell'alt ro lato si abbassa. < La pressionfl del vento contro una superficie piana normale a l suo moto (p. es. di 10 cm') è data da una formola complessa che, ridotta al caso di aria secca alla tempera,tnra di 40 centigradi ed alla press ione barometrica di 760 mm. di mercurio, suppo~to la gravità uguale a 9.81 e il coefficiente costante ?" = 2.8fi, si riduce nel caso proposto, in cui la s.uperficie è di cm• 10, alla formula V = 2.86 Vp, dove ,. e la velocità del vento in metri at minuto secondo e p e il peso in grammi che equilibra l'ane mometro. L'anemometro co~ì costituito 11011 ha bisogno di essere tarato e dà cliret.tamente la velocità del vento dal peso che equilibra la bilancia (basr.a moltiplicante la r adice quadrata per la costante 2.861. Nel caso di vento umido la formula varia assai poco per differenze nella temperatura a.tmosferica ; per cui, sebbene lo strumento non sia un apparecchio esatto di fi sica, esso dù. indicazioni sufficientemente approssimat ive ,. lSerra). 3ft
**
Gli esperimenti praticati furono venti per ciascuna delle tro voci usate. Nelle seguenti prime tre tabelle sono d11.ti i risultati di dodici singoli esperimenti di ogni voce; nelle tabelle successi \e sono dR.te le medie desunte dai risult11.ti di tutti gli esperimenti. Circa la indicazione del vento nelle prime tre tabelle, esso è stato indi cato come debolissimo, d ebole, medio, forte, fortissimo, seclmdo che la. sua velocità era: inferiore a m. 1, da l a 2 m., da 2 a. 4 m., da 4 a. 5 m., superiore a 5 m. al minuto secondo.
~
286
SCALE ACUMETRICHE PROFESSIONALI
v ~plano atepposo
sUOLO . v ENTO
·
l lncUnazlono fona . . . durata . . ~ qualità .
R l'MORI / !orta. .
durata .
non alberato omldo
plano stepp010 non alberato secco
10 gradi deboU.slma qWU!I continua
debolis!llma qnasl continua
Plano atep poso non alberato secco
plano etepposo DOD albe..t<l
BeCCO
- -- -- -
l O gradi
20 gradi
15 gradl
forte lotermlttente
del mare deboli cont-Inua
del UlAtll
confuil dd la cltt:\ deboli asaentl . 1 continua
-
t o-1
..... '.
- - 00 gradi
forte lotermlttente
--
piallo
~:':n "' a, mtdla
. -·
inlU11111~
1UI<IIU
dlocretl
1·.
l L"
oonUoua
------ 32 gradi -- ~-~Bill 22 p:rodl 28 gradi SS gradi T EMI'ERATU.RA -- .. - ""'!Gli& - umida ascl~ta--- 1111cl utta l asetutta urt•• sTATO ATMOSFERICO/ ~f~fo : lo parte ccperto oereno lo parte coperto coperto
l
l
;
l
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42
A ttenti
42
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39
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F uoco
18
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18
27 24
j'issi .
39
A v u nti
39
l
51 51
40
31
37 42
31
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lifare .
33
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~2
p loton o .
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l l
p .ed-srm
39
A,·an ti-mare
33
A lzo abbattuto A lzo ro\•oscioto
l
l
D ietro-fr ont :
A ll'arm i.
c orsa voloct'·lllll re Cossuto il foc .
chi va là
l
48 48
27
42
40
51
33
45
39 33
48
:~G
l
l l l
45 48 42
A vanti per uno .
36 3H 39
A vanti l\ gruppi.
39
27
A tzo rovea~iato a otto p rima. r4ln. in ginocchio .
36
33
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48
A destra. stendetevi
l
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51
40
52
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-19
35 42
31
37
34
40 40
34
52
ll l
52 52 22
43 22 43
40 38 40 37 40 3i
l
l l
5!
l
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40 40
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37
D ostr.
sinistr s aiuto
l
52 52
31 3l l
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43 31 5~ ~3
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tò
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CALE
ACOMETRIOH ~;
287
PllOFESSIO~ALI
r, afona
TAV.
I.
plano
!/';
ptano
plano
ten oeo ,... ooa alberato
eteppaao non alberato
BeC·CO
"""""
46 lltadl
60 gradi media lntermlttonte
media lntermlttente
oabblooo non alberato eecco
plano plano plano terroeo· ba!.turo te.rNso--baU.uto t.errooo-battoro non alberato non alberato non alberato umido umido umido
120 Rnldi D1edla lntermlttente
HO gradi debolloshna quasi continua
&S90Dtl
dl voci di per . della eli~ eone e dJ carri debole dlsrreta conttnua
della cittA debole continua
Sl gradi
21 gradi
26 gradi
26 grodl
aeclutta sereno
a.seiutta
uo po' umld~
sereno
lo parte coperro coperto (bmll<>l coperto !notte)
umida
t aaciutta
37
28 28 19 16
30 30 21 18
9 12 6
15
34 31 34
39 36 33 27 33 24
15 6
30 24
12
27
erboao alberai<> (a di· etanza) aecco 90 gradi debollaelma intermltt.ente
plano
-
del mare d ebole
8!MDtl
contlDua
29 gradi
2&-27 gradi
- -- 30-32 gradi
l
-----aectuua eereoo
aaeSoa.ta
eereno
v
24
ri
30
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12
l
12 42 27
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36 36 15 15
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34 31 37 37 28 28 34
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39 36 30 36 24
27
39
21
24
37 34 34 34 34 31
42
3~
31
30
30 39
12
36
34
1.5
30
24 27
24
29 33
36
31
24 24 27
33 l
della ciUA debole
continua
34
l
31
-ISO gra<ll
170 gradi tortlsalma lntermiltente
debolisalma quasi cootlnua
-
eontl.nua
-
25
28 J6
22 31 31 31 31
-
-
---
- - - -- -
24 24 18
9
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18
30 12 21
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27
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lS
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l
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38
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30 33 27 30 30 30 33 21 21 24 27
18 12
24 24 21
IG
25
6
24
26
31 22 31 28 31 25 28 28 34
24
21
6
27
15
27
9
10
12
15
6
12 21
12
--
289
SOALE AOUl!ETB.IOHE PROFESSIONALI
conversazione '
plano at.epp<»o oon alberato secco
plano atepp0110 non alberato secco
plano terr<IIIO non alberato aaclotto
plano ateppoeo non alberato aecoo
debole Jotermlttente
80 gTadl media lnt.ermitteote
80 gradi madia Jntermltteote
1so ar&dt
-'1& &radi l
-
-
deboi!Mima Jntermlttente
della campagna della CAIDP8iD& debollaalma deboli•! ma aaeentl continua CODtlnua
1
l
' l
~
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ì'
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l ~ ~
'
uclutta sereno
-
-
l
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26-28 gradi
-
asciutta
aueno
27 gradi
-asciutta -
aer~no
sereno
so so
60
60
so
so
140 120
140
so
60 60 120 120 120 60
100
so
so
60 140
120
so
so
140 100 120 100 80 100 80
140 100 100
120
so
60 120
so
so so so 60
25·27 gradi
asciutta
so so
120 100 140 60 140
so 100 60 80 80 80
so
l
l
100 75 65 65 100 65 75 65 65 65 65 65 76 100 100 75 75 7:3 75 75 75 65
so
100 60 80
80 60 100 60 80
100 100
so
so
7J 75
100
100
75
100 60 100 60
so
t9 _
plano plano erboao alberato (a di· atepJ>OIO non albarai<J stanza) leCCO aacluti<J
plano etepJ>OSO non alberato aecco
150 ~di debolt.slma continua
150 gradi media lntermltteote
1150 trtadl debolldlma lotermlttente
l
dellacamp&lrlla deboU•Jma oontloua
l 135-88 gradi
25 gradi
della campaaoa della campa1r0a debollalma debolllalma aaaentl lntermltteote contlour.
so so
100 100
II.
TAV
75 75
Giornale dl 111edici11a militare - Fase. tV .
35 gradi
-
a&clutta
aereno
so so 100 70 100
so so so 100
so 100 120 120 100
so so 120 120 100
so 100 80 80 80 100
so 120
aaclutta
l sereno
120 100 100
so 100 140 120 1~0
120 100 100 100
100 120 100 100 120 140 120 120 120 100 120 120 100 120 120
aaeiutta ID parte coper t o
60 60
so 60 100 100
so so 100
so 100
so so 100 60
so so 80 60 60 100 60 80 100
so so so
290
I'ROFESS IO~A LI
:>CAlE ACuMETRit:JH:
Voce di 8l10f.O. l
loc!lnaalone
~
V E~T() /l lo n&
dUtlltA
1 qu•lltil . RUMORI / forza • durata .
. . . .l . .
1
plano olepJlO•o
non a lberalo secco
I O Rr&dl
1:. Rr&dl
f orte
m~dla
lnlcrmltte nte
lotermftleute
del mare deb<lle continua
del m~ro l' delm,le eont.mua
. . [ 30 grndl
---
pl&no llCJl(li>'O
non alberato aecco
-
STATO ATMOSFEIRTCO lnrla · r •solutta
plano lloi•JX••o no n alberato
lecco
t ~~;~~ ~lberato (a di· RtnnJ.&)
b: (&
dJ.
ft&m.a)
aocl uuo
u clntro
20 Rt&dl mo<lla lotcrrnltteote
00 ~radi d ebole lntennltt enle
110 gradi d tbole lntermlttenle
d ~lln dtt.l do•l•>lo oootinua
de li& t'Ili.\ e del· della cllt4 e dJ la ferrovia carri debole debole cootloua contlnu~
27 gradi
J 27 gradi
- -1
l "'r.lnl~
~;~o alberato
lll!Ciutta 1cruno
• a~~lutt11
2~27 gradi
----asrlulla
oJelo. aorcno 8Creno l ICrt'IIO eer~oo ------~---------------~---------------~-------
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500 5ii0
Fuoco
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500 400 4;i0
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400
400
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400 4110
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375
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Sinistr
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3110
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375
375
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:175
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375
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3i5
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PJtOFES~IO:\ALI
ACUMETR!CHE
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non alberato
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plano eteppooo n on al berato e ecco
plano
1 plano
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I~PPOIO
ateppo•o
non alberato aecco
non alberato secco
plano ltePpOOO
IIUI>POSO
non alberato
nuo &lbernto
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leCCO
plano terrow non alt.erato secco
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181) llt&dl forte lnter mltlonte
plnno
mt<lla ltotermlu•ote
110 gradi m e dia lo termlltente
120 Rradi 111edla lntcrmlttente
120 l!t3dl debole lotermlttento
media interUIIttente
1..0 J!radl d•hole lntermlltonte
l""f~Dtl
a&~~ e nti
del mnrc dlscr• ta cootluua
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ail•ntl
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28 gradi
28·30 gradi
2!1·28 gradi
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292
SCALE ACUllETRICRI!: PROFESSIONALI
TAv.
A 1° -
n·.
Voce afona.
Distanze di audizione per le singole parole o frasi (in metri). Vento favorevole
Vento t.raaversale
Attenti
43.5
Serrate
45
Fuoco .
32
F ronte.
29
Fissi Avanti, Destr
PAROLA O FRASE
l
Vento contrarlo
Media
30
24
32.5
31.5
25
33.8
20.5
17
23 2
20
15
21.3
46.5
40
28.5
38.3
45
31.5
24
33.:;
42.5
33
25.5
33.7 30.2
1\farc
41 5
27
22
Sinistr.
45.5
32
28.5
35.3
Saluto .
31.5
23
15
23.2
Plotone
33
23
21
25.1
Sentinella
43
29.5
30
3-1.2
33.$
Corioat
45 5
30
26
Pied-arm .
43.5
30.5
27
33.6
Avonti-marc
43.5
29.5
27
33.3
Alzo abbattuto.
39
29
2.i
31
Alzo rovesciato.
45 !j
32
21l
D ietro-front .
38 5
23.5
22
All'armi
41
32 5
24
Corsa veloce-mare .
39
24
21
Cessate il foc
44.5
34.5
2.i .."i
Chi VQ là.
42
28 5
22.5
A d estra stendete\'i
4-1 5
31
27
A'·anti per uno
37 5
28
11).5
Avanti a g ruppi
3tl
27
J.'j
Alzo ro,·escinto a otto
34
26.5
13.:)
Prima riga in ginocchio
43
29.5
:!l
28
~;.:;
24 lÌ
SCALE AOUME1'RIOHE: PROFESSIONALI
Segue TAV. I V. 2~ -
Distanze di audizione per ogni serle di parole o frasi (in metri).
l' 3EitJE <D
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o~ c;:,
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40.27 1 28.5 123.2 30.66 11 42
29
l
3° -
l
25.5
l 32.2 11 40.3 1 28 6 1 20.25 1 207
Distanze di a udizione per la scala complessivamente (in metri).
\"ento favor.,vole 4 0.8 .
Vento trasvors-~le
Ve nto contrario
htodla
:18.7
23
30.8
TAV.
v.
B.- Voce di conversazione. 10- Distanze di audizione per le singole parole o frasi (in m etri). Vento
Vento
calma
M odla
74
123
97
07.5
130
97.5
l iO
GG
IlO
9-J
Fronte .
78
57.5
90
73
Fissi
11 6
111
130
118
A ,·n.nti .
130
94.5
130
117
DE'slr
118
87.5
83
95.8
PAROLA O FRASE
favorevole
trns,·ersale
Att e nti
96
Serrate
96
F uoco .
l
:?.In re
110
H.5
70
84.5
S ioistr.
123
86
117
108
Saluto .
118
64
130
103
Plot one
96
97
110
100
Sen.tinelln..
130
71.7
123
107
Caric a t
123
99
130
117
294
SCALE ACUY ETRIC'HE PROFRSSION.ALl
S egue TAv. V. Vento favorevole
tras.-enale
Vento
Calma
Media
Piod-nrm.
laO
94
130
118
Avanti-mare.
130
94
123
115
Alzo abbattuto.
130
73
123
108
Alzo rovescil.\to,
12~
8 1.5
123
108
Dietro-front.
123
79
117
106
PAROLA O FRASE
All'armi
130
70
123
107
Corsa veloce-mare.
116
62.7
103
94
Cessato il foc
123
94
110
108
Chi va là.
123
61.6
123
102
A destra stendetevi
180
91.5
117
112
Avanti per uno
130
77
117
107
Avanti a gruppi
130
77
103
102.5
Alzo rovesciato e. otto
90
82.5
90
87
130
1\8.5
110
108.8
Prima riga in ginocchio
2° -
Distanze di audizione per ogni serie di parole o frasi (in metri).
t• S ER IE o
~~
"e ~~ .:!.
Ili
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Media
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s! c:<> ....
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J!
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180.9 1113.5 1 3° -
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Calma
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Calma
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l
8 1.9 '
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"" >:!j
Calma
H odia
~
i llO&1 121.5 179.3 1 109 103.2
Dist anza di audizione per la scala complessivamente (in metri ).
Vento favorevole
Yeoto tr11vemole
Calma
H ed.!a
117
80.7
115
104.2
29&
SOALE ACOMETRICHE PROFESSlOXALl TAV.
C.
VI.
Voce di comando.
1° - Distanze di audizione per le singole parole o frasi (in metri) P AROLA O FRASE
V ento
favor evole
l
V ent.o
trnaveroale
Calma
lfedla
Attenti .
464
308
164
3 12'
Serrate.
457
308
221
328.5-
Fuoco
414
300
157
290
Fronte.
400
233
135
256·
Fissi
457
325
221
33~
Avanti.
4-13
300
178
307
Destr
428
225
164
272"
~are
407
204
164
258
Sinistr •
393
254
l7S
275
Saluto .
435
250
160
281.5
Plotone
450
262
196
302.5.
SentinAIla.
443
283
178
301
Caricat.
457
283
186
309-
Pied arm.
407
354
21 4
325
Avanti-mare .
435
325
178
312.5
Alzo abbattuto.
464
266
157
295.5
Alzo rovesciato
478
283
178
313..
Dietro ·front .
493
333
207
344
All'armi
435
275
189
300
Corsa veloce-mare.
443
208
154
268.5
Cessa te il foc
443
300
178
307
Chi v a là.
435
237
171
281
A destra at endetovi .
47 1
308
1 ~6
321.:>
A vanti per uno
457
287
168
304
Avanti a gruppi
.(6 -t
291
171
308.~
•
A lzo rovesciato a otto .
428
22.5
135
262.5
Prima riga in ginocchio
485
304
191
326.0.
296
SOALE AOU~IETRICHE P ROFESSIONALI
Segu~ T&v. VI.
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Distanze di audizione per ogni serle di parole o frasi (in metri).
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Distanze di audizione per la scala complessivamente (in metri).
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'l'ento trasvennle
Vento contrarlo
Media
446.6
282 5
180
303
Le conclusioni che risultano dalle tavole precedenti sono: a) è stata relativamente meglio udita la voce di conversazione che quella di comando ; b) sono state udite a distanze maggiori le frasi semplici di due parole ; a distanze minori le frasi di tre o più parole e le parole iso· late, con differenze così lievi che non hanno importanza pratica.; o) la calma del vento è stata propizia all'audizione quasi quanto un vento favorevole debole, almeno per la voce di conversazione, poi· chè durante gli esperimenti con altre voci mai si ebbe calma assoluta dnll'atmosfera.; d) il vento ha influito notevolmente sulle distanze di audizione secondo la direzione, l'intensità e la. continuità di esso; e) in accordo con altri sperimenta.tori è stato osservato che i rumori continui (rumore del mare) disturbano meno dei rumori impr ovvisi anche lievi (accomodazione). Sulla influenza della temperatura e dello stato atmosferico non si possono t rarre deduzioni attendibili, stante la preponderanza delle
SCALE ACUltETRICHE PROFESSIONALI
297
altre influeDLe (e in particolar modo del vento) negli esperimenti praticati. P Il fatt;o che la voce di conversazione è stata meglio udita che -quella di comando si ritiene dipendente in gran parte dalla pronuncia: colla voce di conversa:r.ione infatti le parole ordini militari vengono pronunciate più adagio, completamente e con accentuazione normale ; colla voce di comando invece esse sono pronunciate più rapidamente, con minore chiarezza di alcuni fonemi, spesso anche con spostamento d ella normale accentuazione ( « plotone • a voce di conversazione diventa c pl6tonée » a voce di comando; così pure « salùto ,.., « siuistr ,.. diventano « salutoo » e ~ snistr ,..). 2° Il fatto che le frasi di d ne parole sono sentite meglio delle pa.· role semplici dipende da che, pru·e esprimendo ambedue concetti semplici, quelle hanno maggior numero di fonemi accentuati. Gli ordini militari di tre o più parole constano in generale di due parole con fonemi accentuati e di altre parole che vengono pronunciate senza accentuazione, onde tali frasi non hanno elementi intrinseci di maggiore percepibilità delle frasi di due parole, con lo svantaggio della confusione indotta dalle parole non accentuate. 3° Il fatto che la calma del vento è propizia alla audizione q nasi quanto un vento favorevole debole, si ritiene .:lipendente da che anche un vento debole, considerato favorevole, subisce variazioni di direzione in rapporto al soggetto sia per sè, sia par i movimenti della testa d i chi ascolta, e in tal caso più che favorire l'audizione, la disturba col suo, per quanto lieve, susurro. 4° Il vento esplica. infatti la. sua influenza in p rimo luogo colla. direzione, per cui comincia ad essere di ostacolo alla. audi zione già con inclinazione di 15-20° e la. disturba molto se è trasversale o contrario. L 'intensità del vento può disturbare l'audizione per il rumore che esso produce. P er quanto riguarda. la continuità, è naturale che nel -ç-ento debole, che è favorevole alla. audizione, le intermittenze apportino uno svantaggio; nel vento forte invece, che per il rumore prodotto disturba l'audizione, l'intermittenza è favorevole a questa. Tutte le conclusioni suddette, annhe quelle relative al vento, che è stato uno degli elementi di maggiore importanza sui risultati, vanno interpretate colla avvertenza che sulle medie banno influito anche altre circostanze (attenzione, intelligenza, ecc.) . L e medie suddette si intendono quindi calcolate tenendo conto dell'influenza complessiva dei fattori tutti che possono influire sulle distanze di audizione.
29H
SC'ALF. ACU METRI CHE PROFP.sSlONALl
I n ciò anzi si ritiene stia il loro valore pl'll.tico e medico-legale, n.Jore che si può concentrare colla conclusione cbe: 1° /,a distanza di audizione per la mce a(omt è di circa m. /30 rid nt"ibile per gli scopi rnedico-legali milituri a m. 15- :.!0. 2° La di.~tanza di audizione per la t:oce di conrersazioue e di m.. 80-100 ( Graclenigo), riducibile per gli scopi medico-legali militari a m. f.iO . 3° La cli.• tanzn d i audi::io11e per la voce di comando è di m. 800 circa con ampie oscillazim1-i, ridncibile per gli scopi m edico-legali militari a m. 150-200. Al prof. Ni ~drl u, che mi fu largo di consigli , vadano qui i miei più vi vi ringraziamenti.
299 OSPEDALE MILITARE SUCCURSALE DI APOLLO~IA
CASUISTICA CLINICA UN CASO DI SPONDILITE POST-TIFICA, pel capitano medico Luigi a:l·anchl. Nel decorso mese di dicembre ebbi occasione di osservare, in un soldato con· valescente di febbre tifoidea., traslocato in questo dall'ospedale di Cireue, un caratteristico caso di spondilite post-tifica, che mi è parso deguo di essere descritto. Il soldato M. L., venuto in Cirenaica. nel gennaio 1013, aveva goduto fino al settembre, cioè per il periodo di otto mesi circa, periodo fra i più faticosi, ottima. salute In sul finire del settembre venne ricoverato allo spedale di Cirene perchè amma.latosi di febbre tifoidea, clinicamente accertata, la quale decorse senza spe· eia le gravità. Entrato in convalescenza, in sulla fine di ot tobre fu tmslocato in questo spednle. La convalescenza, almeno nel primo periodo, decorse abbas tanza regolarmente. L'infermo appetiva discretamente e le funzioni gastro-intestinali si compivano bene. Aveva avuto, bensl, qualche rara volta, un lieve rialzo serotino della temperatura, m~~o non venne data molta importanza al fatto. Nonostante si cibasse con discreto appetito, l'infermo notava che il suo stato generale di nutrizione, il colorito della pelle e le forze non miglioravano che poco. Nella seconda metà di novembre cominciò ad appetire meno e ad avvertire nn dolore intermittente, però non mai molto intenso, localizzato alla r egione lombare della colonna. vertebrale, dolore che si esacerbava nel camminare e nella. stazione eretta alquanto prolungata. Alcun tempo dopo il dolore s i estese ai fianchi e alla. regione anteriore dell'addome; mi Sl!mbrava tcosi esprimevasi il malato) che una fascia dolorosa mi girnsse attorno al corpo. In seguito, per un periodo di 16 giorni, 11.vverti qualche lie ve. passeggero dolore agli arti inferiori. che poi scomparve senza lasciare tracce. Col manifestarsi dei fatti morbosi ora detti, il camminare e la stazione eretta si fecero dolorosi, per cui l'M. rimaneva tutto il giorno in lett.o. Tenendo la posizione orizzontale egli evitava ogni dolore. Alla fine di dicembre, quando ebbi occasicne di esaminarlo, l' infermo non era in grado di fare un solo passo se non veniva sostenuto, ed e ra costretto a tenere l'arto inferiore destro alquanto sollevato dal suolo e semiHesso, non potendovisi appoggiare senza suscitare dolore alla regione lombo-dorsale. Ecco quanto rilevai dalla anamnesi e dall'esame: Nulla nel gentilizio. Di mestiere contadino, affermò di non nvere mni fatto alcuna malattia di importanza prima di venire sotto le a rmi. Insistendo nel chiedergli se avesse sofferto qualche infermità, anche lieve, dell'apparato respiratorio, egli lo escluse nel modo più assoluto. Non eccedette mai nel bere o nel fnn11ne.
300
OASUISTICA CLINICA
Individuo di originaria robusta cost ituzione, presentnvasi assai deperito e profondamente oligoemico. r\ulla ho potuto riscoutrare ai ripetuti esami dell'apparato respiratorio; mormorio vescicolare, suono di percussione, fremito normali in ambedue i polmoni. Negativo riusci pure l'esame dell'apparato cardio-vascolare e degli orga ni addomina li. L'infermo teneva, seuza difficol ti1 e senza avver tire dolore, la posizione supina. lD\>itandolo a mettersi prono, nell'eseguire il movimento accusava acuto d olore in corrispondenza della colonna lombare. Alla ispe1.ione di tale regione si notava, invece della insellatura fis iologica, una cifo- scoliosi man ifesta, colla convessità a destra, la cui curva maggiore corrispon deva alla 2" e B• lombare. La reg ione lomLo- renn.le destra for mava una. lieve sporgenza; i tessuti molli superficiali non erano però infiltrati. Scorrendo con un dito, esercitando modica pressione, sulle apofis i spinose, a cominciare dalle cervicali, giunti alla u• dorsale l'infermo cominciava ad alle gare dolore, che aumentava d i in t ensità sulla 12• e l ' e 2" lombare, per raggiun g l're il suo massimo s ulla 3" e 4", e qui ndi diminuire s ulla 5• lombare e l" saernie per cessare complc tameute più in basso. F acendo scendere l'infermo dal letto, egli compiva. t utti i vari mov imen ti a ssai lentame nte e aiutandosi colle ma.ui, per non suscitare dolore alla parte malata . lnvitandolo a tener e la stazione eretta, egli doveva appoggiarsi alla paret e, o nd un" p<>rsona vicina, non poteu dolo da solo, causa il dolore che insorgevo. t osto
a lla region e lombare. Dovevn, inoltre, come già dissi, tenere l'arto inferiore destro alquanto sollevato per evita re la sensazione dolorosa che avvertiva alla regione lombare, non appena lo appoggiava al suolo per sostenervisi. L a nntica destra si presentava alqu anto M rofìca , e lR piega glutea omonima. obliqua vPrso il basso. Sorreggendolo e invitandolo a com piere colla coscia destra i movimenti di flessione e d i estensione, egli li faceva li beramente senza accusare i l più lieve dolore n ell'art icola.zione coxo-femor~tle. C'o!!Ì pure percuotendo fortemen t e colle dita sul gt an trocantere, o provocando un urto brusco della t esta del femore sul r e t rofomlo dell'acetabolo, non si susc itava nlcun dolore n e lla sopra. detta articolazione. Era perciò da esclu(\er si una coxite, come poteva ind urre nel sospetto l a posizione dell'arto destro. Se, continuando a far tenere la stazion e eretta all' in fen uo, s i premeva con ambedue le mani sullP sue spalle, si r isvegliava subito dolo re n ella regioue lombare. Cosi pure avveni\-R se gli si faceva scorrere una compressa di garr.a, bagnata di acqua calda, lungo la colonna ve r teb rale. J\leutre l' infermo non avvertiva nulla sulle a ltre r egioni, accusava dolore non avpena s i arrivava su quella m~tl nta . Se, sorreggendolo, gl i si faceva compiere qualche passo, incedeva a fatica, strisciando i piedi a terr11, inclinall(]O il tronco verso destra. Se lo si invitava a raccogliere un o~getto, l'gli non s i chinava, come dn tutti usualmen te si suoi fare, ma si accoccolava in modo affatto caratteristico. Si notò che il ri flesso r otuleo era assai esag!'rato. All'esame delle varie sen.,;ibilità nulla si è potuto concludere, essendosi il mal ato frequentemente contraddetto.
CASUISTICA OLINIOA
301
Temperatura serotina 37•4-37•6, che cessava verso me<:zanott6 con sudore non molto profuso. La diagnosi era facile: si · era in presenza di un caso di spondilite. Prima di esporre il mio parere sulla sua eziologia, se cioè il processo infiam· ma.torio doveva imputarsi al bacillo di Koch o a quello di Eberth, mi sia con· cessa. una domanda: al momento deJP.esame quali saranno state, presumibilmente s'intende, le alterazioni anatomo- patologiche stabili tesi nel nostro infermo? È noto che la spondilite si può presentare sotto due forme distinte: la forma encistica e la forma disseminata. Nella prima si ha una fusione del corpo vertebrale nella sua parte centrale, per cui risalta una piccola caverna circondata da osso sano. Naturalmente, progredendo il processo infiammatorio, l'escavazione si apre al· l'esterno con distruzione più o meno considerevole del corpo vertebrale. Risultato finale: cifosi caratteristica per deformazione del rachide, ecc~:~ttuato il caso in cui si formino le cosidette stalattiti. ossee che impediscono la defor· m azione. Nella forma disseminata, invece, ai trovano nel corpo vertebrale vari piccclissimi focolai; il tessuto osseo che circonda ogni focolaio e che ancora non è in· vaso dal processo morboso, si trova in preda all'osteite, onde tutto il corpo vertebrale risulta alterato e alquanto rammollito. I due processi infiammatori ora descritti possono interessare una sola vertebra, ma. per lo più - specialmente nella forma disseminata - invadono molti corpi vertebrali, per cui i dischi frapposti sono alla loro volta alterati per difetto di nutrizione, essendo obliterati e distrutt i i loro vasi nutritizi, che - come si sa partono dal corpo della vertebra. Nella forma disseminata, perdendo alquanto i corpi vertebrali della loro resi· stenza ed 1lssendo alterati i dischi intervertebrali, ne avviene che le vertebre sane, poste superiormente, per il peso del tronco si avvicinano a quelle Rane poste inferiormente, per cui si produce lentamente una. cifo!li che, quasi sempre, è asso· ciata. - come nel nostro caso - a. leggera scoliosi. Riferendoci ora. al nostro infermo e ricordando il decorso della malattia e i sintomi clinici rilevati, mi pare che, con una certa sicurezza, si possa affermare che il processo osteitico che lo ha colpito, sia piuttosto da ascriversi alla forma disseminata cht> a quella. encistica. Infatti: nella forma encistica avendosi una piccola caverna centrai~:~ e tutto attorno osso relativamente sano, il col'po vertebrale conserva la sua forma per un certo tempo, e non si ba. deformità della colonna vertebrale se non in un pe· riodo molto avanzato della malattia, cioè allorquando la caverna ha. tnlmente eroso il corpo vertebrale da averlo distrutto in gran parte; mentre nella forma in61· trata, per i molteplici piccoli focolai disseminati per tutto il corpo vertebrale e per il conf'omitante processo osteitico, il corpo ve1·tebrale é r~>mmollito e pe rciò anche in un periodo non molto avanzato della malattia, come ne! nostro cnso, si ba deformazione del rachide, p<•ichè - 1·ipeto - il peso del tronco gravitando sulle vertebre malate, lentamente le schiaccia dando luogo ad una cifo-scoliosi. Ho accennato, nel riferire i sintomi rilevati nell'infermo, senza pet·ò darvi i m· portanza, ad una lieve tumefazione della regione lombare destra. Essa uon era certamente dovuta a raccolta di pus formatosi n lato della colonna vertebmle, come poteva far dubitare un esame superficiale. Praticando, infatti, la palpazione profonda dell'addome, e ciò era t•elativamente
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C.ASUISTICA CLINICA
facile, causio la denutrizione dell'infermo e le flaccide ed infossate pareti addomiHali, n on si rilevava alcun fatto anormale. Ed ora : al bacillo di Koch o a quello di Eberth dobbiamo far r isalire l'origine della spoudilite r1el nostro infermo? Basandoci sullA. storia clinica d el malato si è tratti ad afre rmare, che non al bacillo di Kocb si debba essa attribuire . .Xegativa, infatti, era l'anamnesi famigliare; l'infermo non aveva precedenti morbosi propri; Pgli esclui<e di avere sofl'erto alcuna malattia dell'apparato respimtorio, o di quello linfatico, i cui gangli palpabili n on emno tumefatti. Che egli fosse di costituzione robusta e completamente sano ne è prova evidentissima l'aver passato, senza interruzione e senza la più lieve infermità, otto mesi in Cirenaica, nel periodo di maggiori fatiche, di maggiori disagi, di maggiori preoccupazioni e con una alimentazione non sempre a datta. In basa a que!:'t.i fatti (altre ind:.gini non furono possibili, mancando di mer;zi adatti) non credo sia a7.Zlwdato mettere in dubbio che sia stato il bacillo di Kocb la causa della sponddite che ha colpito il n ostro malato. Considerarla invece come un prodotto della infezione tifosa di recente super.J.tll, mi pare aRsai più l'azionale È noto che le ossa non sfuggono alle lesioni tifose. La co-idetta «Crescenza e3ll.gerata ~ che si osserva nei giovani tifosi quando lasciano il letto per la prima volta, è un seguo clinico che chiaramente dimostra come nelh• febbre t ifoidea avvenga m1a irri ta7.ione del tessuto osseo. :\la i fenom•·ni di irritazione ossea prodotta dall' inl'cziona tifosa più interes· sauti sono le o"'teo-pcriostiti d(•lla convalescenza, le quali, iu genere, compaiono tardi, come precisamente è avveuuto nel nostro cnso. L'osteo-periosrite colpisce di prefere11za le o;,sa lunghe, specialmente la tibi11; uon sono però rispanuiate le OS!'la piatte e le brevi. ~e è vero che essa si OSStJr\a specialmente nei bambini, 110n ò però infrequente anc he nei giovani in cui il siskma os~eo non ha raggiunto ancora il suo completo sviluppo. :;\el nostro pa;<icnte, che per In sua etiL si trovava in queste condi7.ioni, il processo osleitico post-ti(ico invece che alle ossa lunghe, si è localizzato. caso non molto frequente, alle LrC' vi, e cioò alle ultime due dorsali e alle lombari, dando il quadro ruorl>oso caratteristico della spondilite tifosa. Per corociuderE>, mi pi,tce riferirvi le parole che il Brouardel scrive sulla spon. dilite post-titica; esse, siuteticn.mcnte, ci danno il quadro morboso che riscontrai nell'infermo M ... «La spondilite ti fosa si inizi!\ nella convnle;;cen:'.a, si localizza quasi l'empre nella colonna lombarC', e si traduce con tumefazione della parte affetta, con rigi· dità, qualche volta con una gibbosità e qualche leggero s intomo spinale (dolori, parestesie). Essa dura a hmgo e provoca spesso rigidità permanente ~. Apollonia, aprile lf!H.
303
RIVISTA DI GIORNALI ITALIA:\! ED ESTERI
RLVlSTA DI CHIRURGIA DI GUERRA O. LAURKN'f. -
Le ferlte dell'addome In guerra. - ( Revue ck Gynecologie et
de Cllimrgie abdominale, tome XXII, n. 4).
Il L11.urent di Bruxelles, coll'ausilio dell'esperiel!ZII. acquistata nell'ultima guerra balcani.:a, esamina, in u1.1 lungo stt1dio, le ferite dell'addome in guerra, le varie lesioni che un proiettile può produrre quando colpisce 1'!!-ddome, discute del trasporto dei feriti cavitarii al posto di soccorso delle indicnzioni operative di urgenza e delle indicazioni del non interve1.1to. La questione della Japarotomin in chirurgia di guerra è un problema nngoscioso, che hn afl'aticato ed affatica tuttora le menti di chirurghi Vlllorosi, che ha provocato e provoon sempre profonde discussioni e che nou può dirsi ancora. risoluto. Lo studid delle ferite addomi nali, dice l'A., è importantissimo per la chirurgia di guerra 1\ causn delle difticoltà estreme che presenta il loro trattamento nelle condizioni più complicate, che s i possano incontrare. E cco dei feriti all'addome: bisogna contentarsi di trasportarli al posto di soccorso più vicino ed operarli ovvero t rattarli col riposo e la dieta assoluta? Quali sono i casi che devono essere operati d'u rgenza, quali quelli che prest>ntano probabilità di guang1one e per i quali invece è indicato semplicemente il riposo? Quali sono i casi c.lispe· rati? Vi ha o no peritonite? La peritonite può uccidere in 6-36 ore senza dare il tempo d'intervenire; cosi l'ope1·azione in piena peritonite è ordinariamente fatale mentre la peritonite ge· neralizzata può finire per localizzars[. Non sempre poi l'insieme dei sintomi (polso piccolo, febbre, timp11nismo addominale, vomito) significo. peritonite. Anche la morto.Jitll, del resto, non è sicuramente stabilita: combinando le sue statistiche con quelle di altri, l'A. trova le proporzioni seguenti : Intestino Fegato Vesckn Stomaco. Milza .
Preq nenza relatl\'a
Mt>rt1lltll
50%
46 %
22
28
lO
!30
7-8
16
4
35
Le ferito più frequenti sarebbero quindi quelle che perforano la regione ombe· licale, le più gravi quelle della regione ombelico-splenica, specie se determinate da. proiettile o. grande velocità e che colpisce trasnrsalmento l'addome. Dopo a vere parlato della contusione addominale, delle ferite penetranti e perforanti dell'addome, della loro diagnosi e ùel decorso, l'A. si occupa nnche del loro trattn.mento. Dopo avere riportata l'opinione del Delorme, che consiglia l'astensione, il Lnurent aggiunge: tuttavia quali rimpianti dolorosi l'astensione lascin tanto nei chirargbi delle prime lince che in quelli delle altre? i primi i!Ì rattristano di
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RIVISl'A DI CRIRCRGU. DI. GUERRA
trovarsi in condizioni impossibili e di vedere i loro tentativi frustrati, com'è successo nei Balcani, gli a ltri non possono che incrociare le braccia protellt•ndo di fronte ad una situazione senza via di uscita, che avrebbe potuto essere evitata, almeno In certi casi l Anche il L ejars, mesi fa, studiando il trattamento delle ferite addominali per armi da fuoco, r.omparava le due pratiche di pace e di guerra, la laparotomia e l'nstonsioue oper atoria e dimo~trava l 'insufficienza di questa. L'A. riporta quindi la discussione fatta in proposito all'Accademia di medicina di Parigi e 11 quella del Congre>JSO itll.liano di chirurgia e a ccenna anche all'ordine dato dal nostro ispettore capo generale, S E. Fer•·ero di Cavallerleone, agli uffi. cinli medici dipendenti, d•nante la guerra della L ibia, d i non intervenire nelle ferite cnvitarie, s pecie dell'addome: nè operazioni ni trasporto a. distanza ~r tali
feriti. L'A. ebbe occasione ad Adrianopoli, dove dirigeva un grande ospedale da cantpo,
c a So ti a, nella seconda guerra ba lcanica, all'ospedale Alessaudra, di vedere un certo nu mero di feriti, che guarirono senza intervento: tuttavia pensa che per i grandi progre.;si fatti dalla chirurgia dell'addome, per il perfezionamento costante della tecnica operativa molti feriti potrebbero essere salvati. Se non si possouo applicar e attualmente tutti questi p rogressi ad una certa distanza dal campo di battaglia, ciò avviene, a suo avviso, per l'insuQlcienza dell'organizzazione sanitaria. :Bisognerebbe stabilire un sistema di ospedali asettici, riservati unicamente a i feriti addominali e che permett ano di praticare la laparotomia nelle prime 12 ore e in ci\Si determinati (emorragie, feri te della vescica), con persona le, medici e ai uti, selezionato. Nelle condizioni a ttuali dell'orgaruzzazione sanitaria, il Laurent consiglia l'astensione ed il trattamento seguente: applicazione di jodio e garza mantenuta in sito con empiastro adesivo o bendaggio, riposo sul posto per 6 ore o trasporto sopra una barella sino al prossimo ospedale, dove il ferito deve soggiornare 6 ore almeno o parecchi giorni, SO gocce di tintura d'oppio in un cucchiaino d'acqua, o meglio iniezione di morfina, ghiaccio sul ventre, canfora e caffeina se occorre. Evitare rigorosamente le bevande. All'ambulanza, trattamento, se necessario, delle complicazioni, ghiaccio sul ventre nella peritonite, lavaggio dello stomaco in caso di vomiti, incisione degli nscessi ~econdo il Laurent, la laparotomia è stata praticata raramente ma ha dnto dei successi eccezionali nella guerra degli Alleati, esprime pertan to la speranza che, nell'avvenire, possa i n ventarsi un sistema intermedio fra le sale d'oporazioni au tomobili e quelle d'opemzioni ordinarie, che permetta d i praticare la l aparotomia poche ore dopo la ferita o almeno trattare un'emorr.. gia, un ferito alla vescica o una frattura del bacin o. Condizioni che ostacolano la laparotomia in guerra, sarebbero: 1° Il ritardo nello sgombero dei feriti dal campo di battaglia, le distanze eccessive, i tra.:;porti impossibili o complicati. 2° Ocrln~;ionP rlPIIR feritA intestinale con un tnppo muco..;o, il che farPhbe c~itare il chirurgo. l\0 As~enza di perforazioni viscerali in certe ferito tra.s~ersali. 4• Guarigione eventuale della perforazio ne inte:;tinale. 0° Insufficienza dcll'installamento, del personale, dei mt:ZI.i di riscaldamento, dell'ac'lua stcrilizzabile o sterilizzata.
RIVISTA DI CHIRURGIA DI GUER R A
!305
So Difficoltà nel tt·asporto ciel materiale per laparotomia, del pe rsonale o clelle colonne lapa?·otcrrniste. 7° Gravità estrema delle lesioni. SO Cas i di peritonite non diagnosticata. Anche le lesioni del bacino osseo possouo guarire senza incidenti o complicarsi con una fistola urinaria, uretrale o inte:;t!nale, che portano a guarigione. In conclusione: bisogna praticare la laparatomia precoce in certe feritE\? S'intende ch e lo s vent ramen to, la fuoriuscita dell'intestino per una ferita clelia parete addominale devono essere trattati al più presto, s pesso con sbrigliameuto della ferita. Secondo l'A. i casi che reclamano l 'operazione urgente sono : l'emorragia grave, le ferite dell" vescica con versamento d 'urina, le ferite della milza, le ferite trasverse dell'addome verso la regione ombelicale con segni di perforazione. Tali c a s i, fra i feriti all'addome, sono quelli cbe darebbero più morti, essi dovrebbero perciò rappresentare l'icleale della laparotomia in guerra.
Ar,FoNso.
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--===--:- =---
.RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE Dott. F. JACOULET. -
La frattura del Bennett !frattura obUqua della bue
del primo metaoarpo) -
(Pa1·is m6dical, n. 47 del 1912)
Le f ra t ture dell'estremità superiore del primo metacarpo possono esser divise, dal punto di vista delle lesioni ossee, in tre gruppi: 1° F ratture della base dell'osso a tratto t rasversale, generalmente senza spo· stamento ; 2• Fratture a Y, rare, recentemente descritte da S ilvio .Rolando; S• Fratture oblique dall'alto in basso e da dietro in avanti, con notevole spostamento del frammento inferiore in alto e in dietro. Quest'ultima varietà. costituisce In frattura del Bennett, la q uale, come le due altre varietà, fu messa in rilievo soltanto dopo che si è proceduto a una radiografia sistematica di t atti gl'individui affetti da t r aumatismi del carpo o del me· tacarpo. D al lato eziologico, bisogna. t ener e ben presen te cbe la fmttura del Bennett non è una rarità, e che moilti pazienti sono cumti per pretese contusioni o distorsioui1 mentre, scomparso il g<>nfiore, ci s'accorge d'una deformità dovuta a un callo più o roeno deforme. Dal lato anatQ?no-palologieo, il tratto di frattura obliqua dal basso in alto e dall'avanti all'indietro, stacca dalla. testa del primo metacarpo un segmento pit't o rneno esteso della superficie che s'articola col trapezio. La posizione d el pollice, nelle fratture indirette, i1d'lnisce sul volume del frammento osseo staccato: frammento piccolo, se i l pollice è in abduzione; frammento grosso, se il pollice è in adduzione. j ( ) - Gi~>'tlale di "''dicìna m ililare. - Fase. IV.
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RIVISTA DI ClllRU RGI.\ GKtH:R ALE
Lo ~<postnm~nto del frammento iof~riore è uno dei segni cara tteristici della fratturo dd ll~ouett: questo f raUIIllento e portato io d ietro, verso In faccia dorsale del trapezio. 'l',de spostnmento ;;i spieJ!a colla co,;titu;done dell'articolazione met.acarpo· tra.peziana: la parte auteriore della bn,:;e del pr imo metncarpo è molto sporgen te, e forma una vera e propria apofi s i, che costituisce i due ter zi della superficie articolare i d'altra pflrte, la metà posteriore della hnseo del metacarpo sporge notevolmente sulla faccia dorsa le del trapezio. Se un tratto di frattura St.'lcca l'apofisi anteriore, il co rpo del metMarpo, lib<' rato da ' s uoi attacchi legaraeutosi anter ior i, si lusserà. facilmente in alto e in dietro, scivolando sulh faccia dorsale del tra· pe:o~io. L~ consolida?,:ione avviene frequentemente per me:r.zo d 'uu callo deforme, che fa s porgen?.a, sia in nvnnti \'e rso la faccia palmare, sia in avauti e in dentro verso l<t base tltJl secondo metacarpo. I n qua,11o al meccanis1110 della f'?·allura, esso, nella massima parte dei ca s i, e il seg-uente : il trnumatismo ha lucgo sull'apice del pollice, se qu esto è allungato; sull'apice della prima falauge, se la ~econrla è flessa : si produce, innanzi tutto, la frattura del metncnrpo, e, ~econdariamentc, il corpo del metaearpo, su cui continua a esercitA.I'SÌ la forza traunmti?.zante, si lu ~sa indietro l~tcemndo h parte posteriore della cnpsuh. I sinlo111i clinici .<ono: •.rumefa~ione nella regione dell'eminenza tenare e <lella tabacchierst awu omica ; ecchimosi palmare; dolore vi>o local izzt~to alla base del primo metnrarpo : n.ccor~.in mell to notevcle d el Hl<:>tarnrpo i spos!lunenlo do1·~ale del corpo dt•l lliP/ata'l·po, e/w si ?·idn,·e (acilm•m/P. 111rt c.'w si l'iproduce snbito Qu,'sto dello ;;postamento ò ç emmNlte il sintotua caratteristico, il quale permette di rnre senz'nltro In diagnosi La dia,q•wsi <ldla (raflum del !if'onrtt può es,cre n·sa dif(ìcile d<\lla tumefazione e dall'edema delle parti molli. Ln di~Lùrsioue e la coutu,;ione dell'articolazione trape~o-metac!u·pica non pro· ducono nò dl·formazione uè l'repitio o~:<<'O. La lu:-ilal.ione trapezo-mctacarpic:~ vera e senza fmtturn può essere ~cambi >t ti\ per lllli\ fratt.urn. del Bc·noctt : in entrnm!Ji i ra-<i si tro,·a la s porgt•nza dorsale retro-trapezira d l• l tnetaca rpo; ma ciò che perm~:t.te di d istingm•rl' l'una les ione dall'altt·a si ò che, n~lla lu,;sazione trapezo·toelat•nt·pica, la ridu~ioue n on il po;;,j. bi l(' se non con uno sforzo considereçole, e eh~:. d'altra partt', lo spo.~tamento non si riproduce. La frattura trn.• \·ersale del collo chirurgi•·o dol metswn.rpo non s 'acrompngnR. a lu~sflzione indtetJ·o dol corpo dcll'os~o La frattura del tt·npezio non può eS."('!'(} riconoi!ciuta che per me?.r.O della radiogralia. l.a PI'OrJIW~i d ella fratlul'a del /:t•JIIIIdl ~. in g-E'nernlt'. g ra\· e, a moti,·o d'un Cl'l'tO num~ro di complicar.ioui, di cui l'A . cita le spgnenti: artriti' trapezo·m(•(.a,. carpicn : persisteuza della lus~azione del metacarpo in di eti-O i t!efonnitil del callo l"oprnttutto quando la fri\tlnra il stata d iscono,ci 11 ta, non e raro i l verlPre i pazienti presentare una impotem;:t funziouale pandalc, talvolta defjuitlva. : impoteu za. di difl:icile valutazione e di cui la profcRsioue dell ' individuo è un fattore molto importante La cm·a della frattm·a d·•l Bennf>ll consi..;te unicamente nel mantenere la riduzioJlo: al quale scopo furouo consigliati ntrì mezzi. Il Robinson, per ottem·re ln conttazione dei frammenti, esercita sul pollice una Lt·a;o:ione continun, pro l un.
RIVISTA DI CHIRURGIA
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GE~ERAI.E
gata per trenta o qua1·anta giorni. Il Grashey ottiene l'iromobilizza7.ione mediante un apparecchio a stecche, con una corupressione ovattata s ulla r egione dorsale d ell'articolazione metacarpo-trapezica Altri autori consigliano un apparecchio gessato comprendente il pugno ed il pollice; apparecchio che si applica esercitando, nello stesso tempo, nn a trazioue coutinua sul pollice per mezzo di du., ban. dellette di sparadrappo applicaw sulle facce dorsale e palwa.re Sembra all'A. che quest'ultimo sia il processo di scelta. La. sutu1·a della capsula e dei l egamenti trnpezo-metacn.rpici, e la sut ura ossea dei due frammenti, consigliata d al Wittok, non pare all'A. che sia di facile esecuzione. Un intervento cruento non sar ebbe indicato se non nel caso di frattura con note vole spostamento; o, secondariamente, nel caso di callo defor me invadente lo spazio interosseo e ostacolante il movimento d'add uzione del pollice. E. T .
La cremazione iD g uerr a. P r eoccupazione gra.vissimn, nello guerre odierae, per gli igieni:;ti militari come per i comandi di truppe, è quella riguardante i numerosi morti i n couseguenza delle battaglie sanguiDosissime. Il dott. Blau, medico tu ilitare tedesco, ricord:• che soltanto intorno n Metz si tro \·arono BO mila cadaveri insutlicien temente ricope rti di t erm; c nttomo al villaggio di Gorze ben 14 mila, donde diffusioni epidemic he gmvi, inqui11amcnti diffu;;i di acque, e ~ravisl'<ime difficoltà di permauenz.l delle truppe negli assedi dello piaz;-.e f orti. Unico rimedio l'iuceue1·imento dei cadaveri sul campo di lmttnglia, come del r ùsto s i fece ùai .r'rancesi nella grnnde ritirata di Hnssia, e Jai Giap· ponesi in Manciuria: tale soluzione si può ottenere agevolmente a dott!lndo spe· cinti forni crematori automobili (utili molto n el lP guene coloniali per non lasciaro ai n emici cadaveri che posl;ono c~sere disstpolti e I.JaruaranJeute mutilati l)
p . CONf< l(lL !O. Eqnipaggiamento del soldato giapponese I~o zaino pesa 2 kg.; conti e u e una camicia ed il nece.-;sario per ruci rc e per la TIUii~ ia persouale. ed i viveri per 2 giOI'ui ~2 scalolette di cnr·~~e, (i pncchetti di rJ='o, the, zucchero), più SO cartucce. Attorno nd E'S'iO f. arrotol~tta la coperta, a l d i ~opt·a la mantdlina (con cappuccio moLile) e la tenda; nei lati l'OliO lis,;ate l e scarpe ; al cinturino gli arnesi da :;mppntore; la gllvOLtll d'allum i11io, della <'Al· pacità di 1~ c; c., è nel :-;acco. Peso t ouda 14 kg. Inoltre il soldato port~t lilla bot tiglia d'alluminio, un sacco con lilla razione di zut'ieback, un bicchiere, uno spaz7.olino con polvere doutìfric ia, una. salvietta, ttlll o pipa, tah:.cco. carta, un pacch><tto da medicazione, e viveri CO!Upressi, per un giorno; infine 3 cartuccere con 1 20 cartucce.
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H IVI STA DI 1'E0:\10 A f•; SEHVI%10 llfEDICO MILlTARF:
Qu e~to equi paggiamen t o ò portato solo in caso di
vera necessitò.; d'ordinario
è messo sulle carrPt te e il sohlrtto porta con sè il puro necessario inviluppato in una borsa d i lana messa. da destt·n. a siui,;tra (viveri, cartucce, sapone. gavetta) , oltre a gli arnesi da zappatore, e 3.1 mantello mes~o a tracolla da sinistra a destra.. Tutto l'eqn ipn.ggiamento d'iu\·e1·no pesn. B2 kg., d'es tate 30; ridotto, pesa rispetti va mente kg. 25 '/, e kg. 2B 'h P. CoN:sll\LlO.
RLVISrrA DI PArrOLOGIA ESOTICA Dott. ERCOLE PA S:o;J;;R,\ 1 e~~pitano metl ico. d ella Mensoìa. dl T rlpoll.
Ambulatorio oftalmico mllltare
L'ambulatorio milita re, ideato da S E. il t t'nente generale medico L . Perrero di Cavallerleone in coutinuazione almeno parziale di quello della disciolta poliambulanza Guido Baccelli, vem1e aperto al pubblico il 17 aprile 1914, in Sciara Zauia, nai pressi della !{o;;idt>nza. e del Mud iriato della Mensda. e di Gargrll·escb , e sotto la di1·etta dip~ndenza dell'ospedale militare territoriale n. l. Si adattò a tale scopo, opportunamente, una casa a raba e in essa, accanto a quelle medicochirurgica e dermos ifilopatica, funzionò anche la sezione oculistica. Quest'ultima, debitamente dotata, non solo dei mezzi atti alla diagnos i ed al trattame nto delle
malattie esterne dell'occhio, così frequenti in questo regioni, ma anche di una camera scura e del mobilio e tl<>gli str umenti chirurgici occorrenti per qualsiasi operazione, venne ben presto affollnta da un numero rilevante di oftalmici di tutte le r11zze, religioni e na'Zionalità. Bast i accennare come dal 17 aprile a tutto i l 26 novembre vi si presentat·ono 1H3 oftalmici e che le visi t e.e medicazioni q\lotiJia.ne, in continuazione di cure, ammon tarono a 9!$42, fornendo cosi un totale complt>ssivo di 10.48ri prestazioni giornaliere, fra le quali parecchi interventi chirurgici, anche tra i più difficili e doli<'ati. L'ambulatorio continua a pros pera r e . 11ttira.ndo da Tripoli, com'bra facile prevedere dopo la soppressione del G. Baccelli. attraverso una strad:~ incomoda e lung a, molti frequentatori. U no spt•ciale sistcmH. d'archivio per la registrazione dei malati, delle loro infen n itil oculari e di alc uni speciali dnti, mi ba permesso di r accogliere, bene o r. dinato, un vasto materiale scientifico, da cui ho in animo di trarre materia di pubblicazioni. P er ordine del Governo tlf•lla colonia vennero ivi curnti a scopo politico moltiss imi not:obili arabi, parte dei q uali, ricoverati n cll'o!<pedale militare, vi subirono operazioni. Fra es~i: Sultan ell'endi Ben Sl'iaban, kaimakan di Zt.a.ra, e A.m u r Ben Hog, scheikb di Gia.do F i~sato. operati di estrazione di cataratta senile, col met odo a pon te del Bajar d i; lo scheikh di Zavia J.fohammed El Beschti , sottoposto ad i1·idectomi,. ottica ed antiglaucomato!"ll ; il capo dblln zavia seo ussita di Tripoli, l'inflneute $('heikh Abd E l Uahhab El Issnni (stricturotominl ; il mudir del Gnriau 1\efaty B oy Nassuf (ferita d'arma da fuoco, penetrante, all'O D.); il mudir del Sakel di Homs E l Hng Moha.mmed eil'e nd i Dib (protesi), ecc.
RIVISTA DI PATOLOGIA ESOTICA
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:Ma in una regione ove i Turchi nulla mai hanno fatto per In profilassi delle malattie oculari e nessuna ricerca ne pubblicazione i loro medici banno mai compilata sulla loro natura, frequenza e diffusione, si presentavano spontanei importanti problemi da studiare e da risolvere. I Francesi in Algeria e in Tunisia, gli Inglesi in Egitto, hanno pubblicato da tempo importanti lavori st atistici, etnografici e geografici sulle infezioni congiuntivali in genere e sul tracoma in specie, ~ulla frequenza clelia cecità. e sulle malattie cui e~sa è dovuta, sul numero e sulla natura di altre affezioni oculari, Un còmpito quasi analogo mi proposi per questa colonia e durante la mia permanenza in Tripolitania, che oramai è superiore ad un anno, con un piano prestabilito, con apposito schedario, ho raccolto e vado raccogliendo dati ed osservazioni cliniche riferentisi alla natura ed alla diffusione delle malattie oculari, con potrticolare riguardo a l tracoma. Studio importantissimo, perchè l•nzitutto nelln, nostra opern, ora appona in izint>t di civilizznzione, cl t anche indispensabile conoscere, per uno "ppropriMa p]·o6lassi, la grsn-ità. e la diffusione delle mO\Inttie ocuhui tra gl'indigeni e perchè & necessario sapere, per evit~orlo, fl quale e q unnto pericolo di contagio si espongano i colonizzatori italiani. Per ogni cnso d'osservazione clinica ho tenuto conto dellu nu;za , della religione, delhi n azionalità, dell'età, del genere d'occupazione, dello stato economico, della vaiolizzazione, del luogo di nascita e di 1·esidenza. ecc. 1 Par giungere n conoscere la percentuale di uua datn malattia oculnre tr" gli nbitanti di una regione, non bisogna certo limitarsi a ciò che si osserva in un ambulatol'io, ove, com'è naturale, il 100 p. 100 dei frequentatori sono oftalmici. È d'uopo che l'oculista vadn. e11:li stesso a lla ricerca degli ab i tnnti, sorprendendoli nel loro stesso ambiente di abitnzione, di convivenza socinle, ecc. e li esami ni tutti sistematicamente Cosi in una 1' se1'ie di ricerche, che l1o denom inato: Inchieste oftalmiche fra gli abitanti, ho visitato (lo s poglio delle m ie osservazioni per ora è giunto solo al termine dell'agosto) 1320 persone, non richiedenti l'opera dPll'oculista, ispezionando nbitnnti comuni, alunni di scuole. form11zioni militari indigene, ecc. Fw le molte constatazioni do1 me fatte, ho eosì trov"to che il 7o.62 p. 100 degli abitanti d'ogni rnzznereligione:ernoftalmologicamentesauoe il24.3b"mmalutod'occhi. Analizzando queste cifre per ogni rnzzn, ho veduto cbe tr» i musulmnni (nrabi, negri, beduini, berberi, ecc.) il73.2'2 p. 100 ernno immuni e il26 78 oftal!T!ici; tra gli israeliti, rispettivamente, 1'80.87 p. 100 ed il 19.13 p. 100 e cosi frn gli individui di àltre religioni, rane e nazion>tlità, 1'82..16 ed il 17.64 p. 100 Il tracoma 6gum con r.Tia proporzione globale del 16 51'> p. 100 abitanti e, drecisamente, del 17 08 fra i maorr.ettani, del 15,43 tra gli ebrei e del 10.90 frn, le ,,\tre religioni. Le ;\!tre infermità e gli altri difetti oculari sommano nll'~.95 p. 100. Sembrerebbe quindi (è bene però ntteodere l'ulteriore c.poglio delle nltre mie osservazioui in corso) che in Tripolitania il tracoma sin nssni meno difl'uso che in altre regioni del litorale nord-africano, n giudicarne ;rlrueno d nl confronto con le citra del Morax e Laka.h, d'Eloui bey e d'altri. La :!" serie delle mie ricerche è costituit.n. dalle vere e proprie ossen:azioni cliNiche, delle quali Rolo 800 bo finora esaminate e riassunte. Ho cosi trovato che i tra.comatosi rappresentano l'ingeute percentualo del 51.63% di tutti gli oftalmici. Qu~sta media è smcora superata dai musu lmani granulosi (57 ,:27 p. 100), mentre gli is raeliti vi figurano col 50.\IU p. 100 e le nltre religioni e nozze coll8.47 p. 100 soltanto.
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Rl\'ISTA DI P ATOLOGIA ESOTICA
Sui detti 800 oftalmici, ho trovato In proporr.ione del 58,87 p. 100 di altre infermi t!\ o difetti dell'org:ulO della vista, all'infuori del trncoma. Fra essi figurano, tra l'altro. i catarri congiuntivali, in prevalenza acuti (22.50 p.lOO): i \'ÌZÌ di refrazione e le pre,;biopie (solo il 3.75 p. 100); lo ptcrigion (2.75 p. 100), le af· fez ioni d~:~ll'npparato !agri male (appena il 2.15 p. 100); le cherato-congiuntiviti linfatich e (soltanto il 3 p. 100); In. cat:,mtta senile ( 1.50 p. 100 a.p pena) e il cal~zion (0.25 p. 100) Notevole il fntt<> che le razze europee (Italiani, Greci, Mnltesi, ecc.) dnnno la. forte percentuale del -18.\H di catarri congiuntivo.li, mentre gli islamiti fornis(·ono solo il HH3 e gli israeliti il 22.51 p 100. A fianco di queste o><servazioni, tuttora in corso, tra g li abitanti, stanno quelle da. me sistcmatic:l.meutc raccolte nel ·ri,,a,·to oftalmico tl('tl'o., pedale militm·e, la cui formazi..lne ed il cui arredamento wi vennero affidati dal gennaio scorso. lvi, tra l'altro, per stabilire se i militari abbiano qui maggiori occasioni d i contrarre l'in· f'ezione tracomato5>t, ho teuuto conto, per ogni malato, del periodo di tempo da cui si trovava in Libia. In questo r iparto ho potuto eseguite 30 operazioni dal l 0 febbraio fino ati ora. Tripoli, 20 novembt·e 1913 MOVIMENTO dell'Ambulatorio oftalmico militare per indigeni dello. ~lc.nscìn ripartito per mesi
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Totali 1nen•lll del Tntall men•lll dci Totali comPI.asivi mnluti prrscntnt.isl ronlntt vi.i§itatie me- meug"tli del maiaLI c u rs ti per la prinm. vo li a dwati ìo cootiuua ~ \'l~itutl nl'il'nuno alla con· zaoue di cure KiOramlmentt-. Sol!l· eult.azlone , ma delle co looooA·B
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Aprile ((la! 17 n l 30) .
173
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!.\laggio.
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94fi
301 1136
Giugno .
179
1424
1603
Luglio
170
1532
1702
Agosto
102
147 9
1[,81
Settembre .
102
1449
) .>51
Ottobre.
152
1448
1600
Nowrnbre (dal 1° al 26)
75
936
T OTAL I
1143
l
9342
~
1011
10485
l
Dot t. SOPRAXO EDUARDO. capitano medico. ollml trop1oa ll negli tndi g e n t.
8111
d ooo rso della allillde nel
La sit:iliJe n ei climi tropirali è mol t o piit ditTusa di quello, che dalla tUn;;gio· ranza degli autori si ammettE>, in compen-,o però della maggior diffusione t: iu g enere molto più benigna che uei climi temperati.
RIVISTA DI PA'l'Ol.OGIA ESOTICA
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Da una statistica fatta su v11rii amma.iati di truppe indigene (arabi libici e dello Jemen od E ritrei) ricoverati n el reparto speciale dell'o~pedale mi litare teni· toriale di Tripoli cla me dire~to ho rilevato, eh•: più del 50 p. 100 pre;:entavano tracce di sifilide pregressa e qualche volta in atto, che quasi tutti ignorAvano a\·erla e non l'avevano mai curata. Il numero piuttosto rilevante r;i casi di prostituzioni senza sorveglianza e In t'Ì· lasciatezza dei costumi in parecch;e di quest e regioni in rapporto senza dubuio anche col <'lima caldo e col piil precoce sviluppo della puberti. predispongono gli indigeni al pit'J facile nttccchin1ento dPIIa me: P da spcrarsi pertanto che colle conquis te coloniali e per noi in Libia col tempo, con una regolare sorveglianza sulle case d i prostitn;r,ione, nonchè sulla prostituzione libera e con la difl'usione della cura specifica si riesca a limitare questa malattia in quello popolazioni e di riflesso ancha negli Europei. Si a mmette da alc uni che la incuba1.ione sia abbreviata presso ;~)cuoi popoli, come nel l'iicrtragua e nel Siam, io però ritengo che tale >ìsss:orziotte sia errata e d ipenda dallo sb>~glio nel calcolo del t em po eh.. commt>ttono quasi sem pre e facilmente gli indigeni quando si domanda loro quanti giorni pri>n<> de lla com· p arsa dA sifiloma inizirdo hanno avuto l'ult imo contatto con donne. I ndagando bene, ins istendo sulle do.wmde e facendosi bene capire dall'amm>~lato, ho potuto sempre con"tatare nei pochi cns i, in cu i si sono presentati alla v isi ta e per le cure in prinH> t e mpo, eh ' la sifilo;;clerosi e1 a comparsa. dopo il tempo ordinario che impiega per comparirE' sui nostri climi. Ripeto però c!•e è molto difficile constatar e l'inizio della sifil ide in qnesti >l.ln· mala ti, dei quali raramt1nte si presenta quakuno agli ~mbulatori nei primi giorni dell'invasione della m;\lattia : i pochi casi d1\ me const!\tati in primo tempo erano in aScari e sopratutto in zaptiè arruolati, i quali spesso si spingevauo a pre,::entarsi alln vis ita per esent nrsi dalle istruzioni. Le mar1i{e1tazioni l!CCOndarie sono abbastanza rare n ei cl imi c;tlrli ed io posso confermarlo ;;pecie per quando riguarda gli arabi Libici e dell'Jemen: un po' piL~ frequen ti invece l"i presf!ntauo nella rnz;:" n era (nrabi del Fe?.Zan e Sutlau ed Entrei). XPgli a ra bi bianchi della costa unn. m11nifestazione cLltauea quasi sempre la più cost!tnte in tutti è costituita d:tlla compa rs a di numerosi coudilomi piatti perianali, nonr bè dogli or p;ani gen ita li e tra questi sopra t utto de'Ilo scroto. Questi condilomi piatti o papule mucose, come ,],t molti " cn gono chiamate, della gr:tudezza d"ordinnrio di un grOSiO ph;ello. ral'amente quauto unn moneta di nn ce ntesi mo, di forma per lo più cir colare od ovalare sono alquanto appianati ed u> nicti e SPcernono un essudato scarso ma continuo, ch P raramente si rap· prende sotto forma d i tenue crosticina. Per il po~to ove s i localiz?.ano e per l'attrito continuo, che suiJiscono n~l cam· mino, s i man ten~ono sempre umidi, prod uco no senso ùi prurito e, qualora si ir· 1itano molto come f acilmeute nvvieu e, dete r minano b ruciore continuo e talvoltn. anche dolenzia. Se sono situati sulla pC>riferia del l'ano p resentano facilmen te piccole escresceuzo a cavolfiore e sono causa di bruc·iore. Qur.lche volta as~umono n egli in terfemori e sullo scroto la forma circin na tn. da rassomigliarsi nd un erpete, dal quale però si difl'on•nzia fa-:ihnente p er la cont..mporanea presenza tli poliadenopatin difl'usa SJlecifìcu. ~ella r azza nera con un e~ame supPr tlcial.,, spec ie uei pri m i casi, per chi non vi ba di me-;ti<. hezza non ò certo la cosa più t acile r iscontrare \101\ manifesta· zione cutauea, mn. dopo una certa pratica e con un" nttenLa osse rvnzione si rie·
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RIVISTA DJ PATOLOG(A gsoTJCA
sce a rile>at·e chiaramente le manifesta.zioni cutanee secondarie, le quali si preSflotano q uasi sempre in forma Jichenoide, cioè di piccole pa.pulette, o n odicini un po' acuminati mn leggermente prominenti, il cui colorito visto a un semplice e <ame si confonde facilmente col colorito della pelle dell'individuo. Guardando bene e nttentamente si nota J•erò che hanno un colorito gialletto scuro ed esercitandov·i una pressione digitale si vede che, mentre sul primo mo· meuto impallidiscono un poco, subito dopo as~umono una tinta r osso-scura. Le forme papulo-crostosa e papulo-ulcerosa sono rarissime a verificarsi n egli Anobi, si rilen\Do in vPce qualclw volta n egli Eritrei agli arti inferiori sopratutto e :ocompaiono abbt\4anza presto, specie se cura te a tempo. lJi r oseola invece non ne ho mai osservMo alcun caso nei neri in varii mesi, qualcuna ne ho visto negli Arabi. R elati>ameute piu frcqut>nti possono dirsi le manifestazioni di sifilide sulle m\teoso, specie di quella orale, ove si notano spesso placche mucose, alla cui facile comp:orsa sono coa>into che predisponga fortemente l'abuso di fumo presso gli in digeui. Da parte del sistema nervoso, deglo o1·gaui dei sensi ed interni, anche dei peli e delle unghie non ho mai constat.ato manifestazione specifica alcuna. Le lesioni ter ziarie non ~<ono certo frequenti e, qualora si verificano, sorgooo spesso molto precocemente, talvolta anche sul corso del primo anno della av,·enuta infezione ed io genon~ ~ono molto meno g ravi di quel che si verifica negli Eur opei contagiatisi nei climi tropicali o nei climi temperati. Infatti sono rare ]e diffusioni estese di esse siano in forma ulcerosa, siano in forma gommosa e non causano mai uotevoli distmzioni, per cui ditlic~lmeu te si constata la deformazione del naso, cotue si verifica facilmente invece nei nostri climi, o q nella del palato molle. In un solo d,•j p:n·ecchi casi curati l1o conatatato un!l gomma ulcerata del pn· lato molle, la quale cedè abbastanza presto riparandosi quasi completamente e senza residuare alcun disturbo. Una sola volta poi ho osservato una gomma dPi testicoli in u n ascaro eritreo a fonna di fungo, che aveva già di:ltrutto metà di un testicolo ed a veva invaso
l'alt1·o ed anche su questo o:aso la cura Spl'cifica ottenne la riparnzione con lievis~imi
reliquati in uu tempo molto più r apido di q~t.,l che non succede nei climi tempera Li. In genere nel decorso della s ifilide negli indigeni non ~'<Ì h~tnno disturbi gene· rali, giacché g li ammalati rarissimamente si lamentano di cefalee, dolori osteo copi e altri distut·bi, ne vanno soggetti a forte deperimento Non ho osservato mai alcun caso di febbre sifilitica nel primo periodo di questa ma:attia. Data la difi\1•ione della si fili-le nei climi tropicali parrebbe a prima vista che dovessero ve1·ificarsi p i L't facilmeute negli i od igeni le mr~lattie parasifilitiche (tabe e parali~i progressiva) eppur non e co"i e al contrario da tutti si è notato che sono rn.ri~sime. Anche l'artoriosclorosi c gli aneurismi, il cui rnpporto colla s ifilide non può rnet· t Prsi in dubbio in molti casi, souo rari negli indigeni. Il decorso, come g ià ho detto, e come e già ammesso da parecchi autori, è in genere più rapido, ma h rapidità non è in mpporto con maggiore malignità, come si verific>L nei ca;i d i sifilide galoppante dei climi tempernti. La diagnosi è facile in primo tempo ed an<:he nell'ulteriore decorso presso gli Arabi della costa, gincchè, pur essendo rare le manifestazion i secondarie e ter-
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RIVISTA DI PATOLOGIA E30TTCA
-ziarie e .Jon alcuni peculiari caratteri locRii quRii dR noi è difficile ri ;contra.re, sono però sempre accompagnate da poliadenopatia biiuguinale latero-cervicale e s oprattutto epitrocleare, che varrà. a met tere ~u lla dritta via, Un po' più difficile e il r iconoscimento delle m:mifesta;-.ioni second nrie cutanee n ei neri, ma dopo visti i prim i casi, acquistand o un po' di esperien z·, e facendo un'accurata ispezione nei ca~i sospetti d ifficilmente ;.i riuscirà ad enare. La prognosi per le r agion i su cspost e è a lq uanto fa usta. La cura specifica iodo-merr. uriale applicata agli indigeni dà gli s t essi se non m igliori r isultati di quelli, che si hanno ne i nost1·i climi. Sia le frizioni che le in iezioni dei vari preparati mercuri.tli sono etrica ci. Tnl volta però le manifestazion i sifilitiche scornp>liono anch e senza alcnnn cura soprattutt o quando uon sono este~e, come spesso avvie ne ciò che, se sta R dimostrare la maggior ben ignità del d ecorso della sifilide, non porta certo a dover negare il benP.Jicio della curn specit:ica, che si risente dagli indigeni molto p iù di q uel che s pesso non Rvvi eue negli Europei nei climi temperati cd anche nei paesi caldi.
SEI-tV lZ[O SANITARIO Sianw certi di fare cosa 1tfile e gradita ai nost1·i lettori pubblicando te p1·op o,:fe di ayyiuntP e t;arianti al libretto p ersonale dettale da S. E. il 1'enmte !Je· nerale 1/ledico Luigi F en ·ero (li Ca1:allerleone, bpellore capo di sanità militare. LA REUAZI 0:-1~:.
Proposfe di aljgiunte e varianti al libretto personale n 339 B del catalogo. (Per mobilitazione). l. -
Pagim\ 6 Vaccl<~azlono antlvnloiO!a -
\"&ecloa.tlone o
rlv~ccloozione
Data
Stato antecedente
Esito
l
Firma
- - - - - - - - -- - -- --+--:- - ----;--.;------ detrufltclale m: : 1• V ace inazione.
2• Yaccinnzione. ~·
Yacdnnzio ne.
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SER l'JZIO SAXITARIO
vaccloaztone antlttfica - Qaalltll vaccino Impiegato:
1-
Data .
Rea•lo ne l orale (a)
l
Reazione generale (o )
l
Firma dtll" unlolale methco
1• Vaccinazione.
2• \' sccinaziono . 3° Vaccinaziono.
o) L' utnclale medie~> ocll& colonna reazloo• locale e 11eoerale segnerà 110ltaoto •• le ""'zlool etouo furono di 1° o 2' o 3' Qrado lo base al criteri dati nella clrcolaoe cooccutlva emanata per la vacclonzlooo "tessa. bo ~ella colonna annoLulonl el ae![oeraono, ae del CMO, la ragioni per le quali eventualmente fa dJapenaato dalla n cclnulone o le pertlcolariiA Importanti delle reazioni
II. - Si r itiene opportuno che anche nel libretto 339 B vi sia spazio per segnare alruono i movimenti di ospedale e le rassegne. III. -
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P ttg. 21- 2 7. Soslitu ire ill'eguen te capitolo:
Jg leno Chinm!lto r. eompiere il più alto e più nmbito dovere che po~sa spet targ li, quello di comhnttere per lll Patria e p1·l suo Re, il soldato deve accudire sc:rupolosament(l allo. couscn·azione d••lla proprta snlute, p<'r es,ere !'empre in grndo di adempiere bene tnle glorioso dovPre e di coglierne l'ambito premio : la soddi· sfazi0ne dell'animo propdo. Egli tcrr:\ pl'rciò sempre ben pre~enti quosii brevi ricorrli di ie;icne, se~;uen· dono scntpolosn nwute tut~i i precett i che sono llettnti por di fender lo dalle inliuenze dnnnose s perinli. alle quali è soggetto sper.ialmente in campl\gna, ricorreuùo sPu z:. indug io all' ulliritLie medicv, non appena a V\'Oria lìt\cchezzn, poco appetito, febbre o di=-turbi di qu~tl'>iasi geuerl', specinlmen te intt>stinali L e prescrizioni da o~;;ervarsi con~i:;ton o principalment l' nella netlellza del corpo, nella t•• lllJH•r·anza e in c<Jrti riguardi n<'lle vestiweuta e n .. i cibi. Curo per:-.onnll.
La nettenn del corpo, che è un dovere dovnuque, è tanro più JH'ces~aria io cnmpaguu. Il soldato sappia perciò fare uso giudi1.ioRo dcll'ncqua che avrà n s ua di~po sizione pnr la\'ln~i giol'llalmen te faccia, testa. collo e po<sibilmente tutta la pe r sona . Se l'acqua .~ani. n:olto scarsa, i<e n e ·s~r~iril. imbevendo l'a;;ciugurnano.
SERVIZIO SA:NITARIO
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Egli dovrà specialmente la varsi di sovente le mani, e possibilmente sempre prima di mangiare: le mani sporche possono imbrattare il pane e gli altri alimenti con sostanze noc ive, che sono la causa più frequente delle malattie infettive. In modo speciale dovrà lavars i gli occhi dopo le marce e dopo lavori alle trincee o agli accampamenti, ma ciò dnvrà sempre fare con l'acqua dA. b~re, e dopo esser1<i lavate le mani. Cura speciale dovr;\ anche avere pe:· i piedi, per preveni re escoriazioni e piaghe che sarebbero favorite dalla. mancanza di pulizia e dal sudore, e che basterebbero a paralizzare ogni s ua buona volontà . Terrà sempre corte le unghie delle mani e dei pi Nli1 specialmPnte le primtl, perchè il sudicit•me accumulato sotto le unghie contiene SoYente g ermi di malattie.
Vestiario. li soldato deve sem pre aver cura dei suoi indumenti. E ssi ol trcchè rendcr lo bello e fiero d ella divisa che indossa. gli sono di ripa:ro alle tante influenze dan· n ose che ins id iano la sua salute. E ssi lo difendono dal freddo e d:\1 c:ddo ecces~ivi, dall'az ion e del sole t roppo cocente, dall'aria troppo fredda, e d11.1la polvere che il vent o solleva. Durante la notte, in modo speciale, il soldato dovrà co prirs i be ne, per non incorrere nei danni prodott i dai bru~chi abbassamen ti di te mpe ratura. No:-~ 00\'RÀ. D()!B:-.'TICARii: li Al DI l'OitTA Rli: SI; L VF::-.'Till': L.-1. F.\ Sl' IA D l 1, .-1.1\A:
essa é il m iglior pre,ervativo dalle mala t tie intestinali. La forma degli ah• ti non dovri~ mai essere alterrtta a Janno d<•lla l i berti\ del respiro e dei movimenti: tu tte le parti del vestiar·io devono e3sere comode e sopr~t ttutto si don·à evitare di string<>rr· il collo con In cranltta, i l ventre con la c inghia dei pantaloni ed il collo de l piede con i Jcg~tcci del le mutande e della calzatnrn. in modo che nulla impacci la r espirnzione, i mo\·im•·nti dei muscoli e i l corso del sangu~ Non saranno mai troppe le cure che si avranno nella scelta di una calzatura bene adatta, cioè nè troppo larga, n è troppo s tretta - la prima espone i piedi al freddo, nll'umido e r ende facili le scorticatura o le distorsioni: la seconda è d opo bre\~e cammino causa di doglia e di CtiCOrinzioni, a predispone ai calli : rnotivi pei qua li in guerra e n elle lunghe marce parecchi eutrn.no all'ospedale sapendosi poi che il piede si allun g a e si allarga cnmmin ando, le scarpe si debbono scegliere alquanto più larghe o più ltinghe del piede in r iposo. La bnona manutenzione delle scarpe è di ca pitale importanza : sono esse c he permettono al soldato di marciare agevolment e e d i giu ngere in buone condizioni sul luogo di combattimento. Quando le scarpe sor.o inzuppate di acqua, bisogl1fl fàrl o aseingMe all'aria e non nl fuoco, l'ie mpiendole prima di fieno o di paglia, atrinchò l'ac•!ml n on le in· du riscn, ed unge r le frequentemente con g rasso. Anche la biancheria dovrà essere sempre tenuta ben pulita, lavandola il più sovente possibile: sal'i~ resa cosi più facile la traspirazione del corpo, che concorrerà ad ass icurarne la salute; e s i evi terar~no, in caso di ferite, le fncil i in fezioni di quest e. Le pezzuole da piedi dovrebbero poi essere lavate giornalmeute.
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SER\"IZIO
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, .ltto e hr Tandl'. li ntllrim••nto ripara al dispendio delle nostre foue; ma se t•ccessivo, le paralizza. La sohriet:"l, che è sempre una virtù, è iudi~pensalJile per la !'ln\ute, specialmente in guerra. La razione che si d:\ al soldato corri,..ponde al consumo ùel suo (.rgnnismo; ogni cosa di più che egli prenda per soddisfare la golosit:\ o bisogni uon reali, co~titui~ce un pericolo, o peggio un danno. 11 soldato ~:~i astenga perciò dall'acquistare alimenti qual~iansi ùai venditori ambulanti, specialmente so:atole di cibi in cousorva, ~rdumi formaggi e commestibili con;;imili: ed in ogni caso. prima di acquistare qualche vivanda, osservi bene co1ne ò cnstodita, astenenrlosE-ne quando si avvt•dl< che non s ia prototta dalle mosrhe: le mosche sono frequen temente il veicolo di gravi malattie infettive, di quelle pnrticolnrmento cho pos;;ono i nfierire fra le truppe. Eviti sempre il mangiare verdur<· crudo s•• non dopo averle r ipotutnm.:nte e Rcrupolo.~n.uwntt• Jn,·n.te r.ou acqua da bere. Ri gunrdi non mPno tlal mn.nei:tre frutta ncerbe; e~~e sono sempre cn.u~a di diarrea; e se mnn~erù f, uttu. mn· turc, ,.appia limitarsi nella quantità, le sbucci ~l'mpre con le mn.ui pulite, o le lavi accurntarncute con l'aeq ua da bere. Protrggn dalle mo~che il suo pane ed o-:;ui cibo che ch'\'C con~umRre, nouchi! In sua gavetta. La pulizia della gavetta, della tazza, della bornccia, tlovrit sempt·e e<;;;cre fatta scrupolosamente; tali oggetti non dovranno mai es:.ere sciacquati con ultra ncqua che nou sia quella da bete. Rifugg:\ poi in modo assoluto dall'uso di b~'·ande spirilO!i<', come l'acqua,·ite e tutti gli n.ltri liquori, che sono un ,·ero veleno, veleno tRnto più potente quanto maggiore è la quantit:\ di alcool c·he tali bevande cootens;ono. St ricordi che la bevanda migliore e che meglio di..,sl'la e ripa ra le perdite del nostro corpo è pur sempre l'acqua pura, ma. bevi\ e~~lusivamcnte quella che gli si di.c:trihuisce o che gli si permetti·. tanto più qunnrlo si ntengn nece,.snrio dalle Autori til superiori la filtrazione dell'ac-qua o l'ebollizione o la F<terilizznzione di Pi<l:'!\ con so-;lanzt' medkamentose. Se vorrà renderla più gradevole, potrà corregg!•rln con succo di limone, con call"c, con lhò. con n.ceto o con sciroppi nci,luli di limom·, lampone od altri sim ili, clelln cui hontl'~ egli sia però ben sicu ro. Non mangi e non beva mai nulla di ciò che potrl'bbe t.-ovare nbbnu.Jonato dal ncmil:O; e prima. di nsarc l'acqua d ciii.' località dove arrivn, la<>ci che i suoi superiori ne :wccrLino In bontà. .\llo~:g lo.m en U.
Le 11•nde e le b:uncche, rapprest•utano in guerra la Cll'lll cho protegge il sol dato: e~li ue at.hia qnindi cura come della ca!m propria. I u eo;~e l'ordine. Il\ pulizia., la buona v eu ti hodone. dèvono es,ere n.ssic urnte per ~arn.ntirne la salubrità Il solduto don:, perc1ò allontauare da esse scrupolo'la.meuto tutte le immou. dizil~; non ingombrarne lo ~p11zw, già ri!'tr~>lto, con ogc;Ptti inutili e Ruùici, o
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col tenere io disordine i suoi oggetti d i conedo: dovrà fa vorirne la frequente aereaziooe, sollevando opportunamente qualche telo della tenda, o aprendo le porte e le fì nestre della bl\racca. Dovrà. evitare in modo assoluto di insudiciare il t etTeno, sia dentro che attorno a tende o baracche, noochè insudiciare la paglia o la branda che costituiscono il suo letto; non dovrà mai gettare in t ena i rifiuti del 1·ancio, che >tttirano mosche ed insetti di ogni genere, diventando fomite d'infezioni. U p1~gliericcio o la brauda dovranno essere portati ogni giorno all'aperto: il sole è un grande purificatore. Sempre quando lo potril, dovrà smontare la tenda e cambiarle posto: od almeno lasciare che il sole purifichi il teneno dove essa è piantata. tie i l soldato non avrà giaciglio o branda, stenda sempre, alla notte, Il\ sua coperta sul terreno, per non soffrire l'umidità. Questa precauzione sarà tanto piu necessnritL quando il soldato deve pernottare nelle trincee, per le quali si devouo ossen•are ancora più scrupolosamente tutte le pre-;crizioni suaccennate per le tende e le baracche. Non soddisti mai i sttoi bisogni corporali fuori del le latrine che furono preparate all'uopo: se farà altrimenti, n on soltanto verrà m!\no alle leggi della decenza, ma sarà Cl\u.sa d'inquinamento del suolo, con ptlricolo gravissimo della salute propria e di quella a l trui; si rifletta che gli escrementi umani, lasciati scop erti sul terreno, attimno le mosche, che se ne cibano e li riportano poi con le loro zampe e con la loro proboscidi, sulle vivande e sugli oggetti persouali, op· pure, essicati e polverizzati dal vento, g li escl"<'menti stessi penetrano nella bocca. e n ei polmoni, causando co:si malattie gravissime, mortali, per i ge r mi delle infezioni che contengono. Ogni volta che a vrà soddisfatto i suoi bisogni, il soldato dovrà perciò coprirli con terra; ed a "questo scopo, quando si reca. a soddisfar! i sarà utile che porti seco la vaoghetta.
Malattie l'Onoreo. Le malattie veueree più gravi sono la si fì lide e la blenorragil\. Colpiscono h~ pelle-. le mucose, gli organi interni, cagionando mal~ttie talvolta mortali. Il malato di sifilide o blenorragia deve ricorrere subito al medico per evitare le conseguenze di gravi mtdattie pet· sè, e la possibilità di contaminare gli altri con contatti sessuali. o pt>r altre vie non sessuali, talvolta anche a ~ua in.-;aputa. Trattandosi di ma.lattie eminentemente <:ontagiose, si asterrà dai rapporti ses· s uali; e nelle manifestazioni della sifilide dovrÌL a nche astenersi dai baciare qualsiasi persona e da ll'uso promiscuo di nteusili rla tavola o d'uso personale, come bicchieri, cucchiai, forchette, fazzoletti, tovaglioli, pcnnt:lli (h~ barba, pipe, stru menti musicali da fiato, e in genere di qualsiasi altro ogg<>tt{) che possa essere stato in contatto specialmente delle labbra. La sifilide si può trasmettere anche invo,lontai"Ìamente alla propria mogl ie. e per eredit<i. ai figli, i quali se non muoiono, come ordinariamente avviene, trascinano l'esistenza miseramente, sono iucl\paci a l lavoro e portano pe1· tutta la vita l'impronta della malattia dei genitori. Per tal motivo il sifilitico non dovrit cou· trarre matrimonio se non dopo 3 o 4 anni di cur!l continua e fatta da modici, non da em pirici.
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SANITARIO
La blenorragia, per r1uanto se:nbl'i un'aifezione leggem, può avere delle conseguenze g r·avissime e dar luogo a ma lattie lunghe e torm entose delle vie urinarie, a lesioni d t:i t esticoli ch e possono r~ggiungere au che un tal grado dn r eudere impo•si bile l'aver f:ig liuo li, nouc hè R. gravi lesion i degli ocr.hi ch11 posc;ono por t are an<, be alla ce cità; e per ques t' u lti mo fatto il blenorragico avrà gran cura di non toccar s i gli or1chi colle d ita e con biancherie sporche della secrezione blen onn.gica. Quando l ' individ uo è alterato dal vi no o dai liquori è più sogget-to a prendere tali malattie. Og ni s pr<>co di forza n ervosa, dannoso in ogni luogo ed in ogni tempo, è pericoloso pi ù che mai io t em po di guerrH. Sappia perciò i l soldato r esic;tere ai suoi istint i, .ai desideri S<'ssmdi, per conser vara tutto il s uo vi gore e per n on subire l'on t a de lle mala ttie vene ree caus llte dall a pro sti tu;d one; esse lo fa rebbero man care al più sa cro dei suoi dov eri, quello c ioè di couser var·si s empre in g rado di com battere per il s uo R e e pel suo paesi". Ad ogni m odo pr ima d i congiu ug~ri'Ì con d OJlntl di ma laffare, prenda. sempre . a!meno, q uelle precauzioni cho g li sono s uggeri te d a chi ha cura. d<>lla sua <;alute . ~lalal ti<:
lnft·tti"f!'.
Le malatt ie gravi che p ii.t fnci lme uto possono col pire il solda to son o i l ti fo, !P. la mnla r ia. Per prese n·" r si dal t ifo e da lla dissenter ia valg ono specia lm<'n te le norme d a te per i ciiJi, le b,·,·ande, la pulizia personale, della g nv•·t ta, d ell'accampa men t o. l'or i l tifo la m isura più ellkacc rl i preser vnzione è la vnccina~iouP a n ti tifica , a lla qua le• perciò il so!Jato dovrà sott oporsi volonte rosa mente !<t:nza im pressionars i dt>i Jpggeri disturui, ch e possono tn! ora s u.>st'guire mo mon ta ueameu te, sen za mn i ri\•t;stire carattere d "i111p01·tau7.a. 1·: all' occorreuza doyr:\ non meno !)Ot topo r,;i senza ril uttan~a a t nlt c qu,• lle a ltre vn~ci n at.ioui che potessero es~ere impo,;te d:tlln. tll'co~si tli: Per la mallni:t, il soldato •lonit r•·endere scr upo lo,;amente il •:h in iuo, quando gli S>trit ù1stri buito a l"<'opo pr ovc•nti,·o. ed usar e con tr o le ~am:are i mez~i di dift:sn ch e gli verra n uo dati, p rocu:·a u do d i tene re coper t i, di nott e, il Yiso e 1~: man i. dis~~·nteria,
Tuhr rrolmd. La tulwr <:olosi o tisi pol monaro è una ma.latt. in 1110l to d ill"nsa e g ra ve , ch e s i trasmette ,pecialmen te c-ollt• secr ezio ni che escono dn lla bocca, le qua li con teugono i germi d~>ll a malaltia. L•~ t.rn.-;mi~sionc può nv >enire per mer.r.o delle gorcioline d i l iquido proiettnte dalla bocca dei tisici nell':ttto del tossi r•·, rlello s~:u·uutRre, del pn.rlar e o per mezzo degli spu ti essicc<~.Li e poh·erizr.nti , i quali me~<co lati colh\ polve re del l"nria p en e trano ne.i polmoni d1•gli i~t~lividui sn.u i dur:mte l'atto d<·lla r espil-az iono; per ciò s i de,·e sputare soltanto 11elle sp utucchier o 11ppositt· ch e sono col locate negli and iti, nellu camerate, uelle sale, ed usa r·e ogn i r iguar do pe.rch e le m odesime non s i r om· pano o non si vPrsino. Tutti g li eccessi d'ogni gener e, fra i q uali l'abuso dell'al cool predis po ng ono al la malatt ia.
SERVIZIO S.&NITA RIO
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Alcoollsmo. L'uso degli alcoolici è tutt'altro che nl'cessario all'uomo; esso non costituisce quella sorgente di energia che generalmente si crede. La sua azione è pnss.eggera, ed al momentaneo eccitamento del sistema. nervoso succede presto uno stato inverso di debolezza fisica e morale. Sono nocivi tanto il viuo preso ID forte e continuata quantità, quanto i liquidi spiritosi più o meno puri del commercio (cognac, rhum, acr1uavite, grappa, branda, ecc.). I danni sono peggiori quando all'alcool sieno aggiunte delle speciali essenze, come avviene per certi liquori o bibite speciali, quali l'assenzio, il bitter, il ver· mouth, l'anice, ecc.), nel quale caso all'azione d;mnosa dell'alcool si aggiunge anche quella tossica delle essenze stesse. Gli alcoolisti soccombono in gran numero alla tubercolo~i; popolano i manicomi, danno un gran contingente ai delitti ed ai crimini, costituiscono un danno eco· nomico per la società, ingombrando gli ospedali, i ri coveri e le prigioni. La razza deeade. diminuiscono le nascite nelle popolazioni dedite all'nlcool, sia perchè le gravidanze non giungono al termine, s ia perchè i fanciulli che nMcOllO offrono tanto fisicamente che moralmente. unn grande debolezza, o anche delle vere altera?. ioni nervose (ueurosi, idio7.ia, epilessia) che li rendono in seguito inatti a propagare la specie Da tutte queste ~orribili conseguenze di un abuso facilmente evitRbile derirauo la. miseria. l'in felicita delle famiglie c spesso il disonore.
l'amo. Lo smo<lerato fumare danneggia In salute. Il masticare btbacco è abitudine dannosa, schifosa e riprovevole. ~!arre. ~elle 111arce conviene osservare le seguenti prescri1.ioni igieniche: avere la borMcia piena d'u.cqua di buono. qualità, alla quale saril ottima cosa. quando :;i possa, m••scolare cafl'è, vino od aceto. :\ou mangiar frutta a<'erha o altri cibi noci>i; nè bere liquori spiritosi, anclw nelle gim·nato fn•dde. Quaudo ~i è in trn~pi razione. por qul\nt'l .<;ete si pos~fl avere, bisogna limitarsi a ri~ciacquue la bocca inghiottendo dell'ar.quo. a piccoli sorsi e a intenralli. Anche dopo 1·iposl\to nou conviene berne nè troppa quantità, nè troppa fredda. È un errore il conlinuare a bere fioche non si ~ente dissetato. porcbà l'acqua metto un certo tempo a produrre. dopo In sua ingestione, la sens:tzione della >:eto appag::~La. St! durante una marcia si sente la bocca arsa e non si ha acqun da bere, o si -y uole giustamente evitare di bere troppo, si tenga io bocca una pagliuzza, un fuscello; la sete s arà cosl momentaneamente ealmnta. Trovandosi in sudore o riscaldato da lunga marcia o d:~ altra fatica, non COli viene sbottonarsi subito e tutto ad un tratt.o le vestimcnta nt. scoprirsi il capo, salvo i l tempo per asciugnrsi il sudore, nè st:1.r fermi sf'nza cambiarsi, nè esporsi nlla. corrente d'ari11, nè lavar~i con acqua fredda: d eve astenersi insomma da tutto ciò che
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SER\JZIO SAN ITARIO
e~ pone a repentma soppressione dellA. trn-,pirazione: curare particolarmente i piedi; rqm lirli e lavar! i dal sudore e dalla. polvere: ciò, ben inteso, dopo nn rerto riposo e dopo ct•-;sata. lA. trA.spirazione: sarà anche utile ,Ji unger,;;i i piedi di sego o di IJUelle polveri medicinali che saranno prescritte dal merlil"o, specialmente dove siavi pt·ricolo di e~coriazioni. Quundo il soldA.to siasi di molto impoh·erato nella m:\rcia o nell'esercitazione. giunlo alla t nppn, ovvero ritornato in cn"-erma, bisogna si netti gli occhi dalla polvere, che può essere causa di irritazione o d'oftalmia, col mez;r.o di leggere nspt·rsioni d'acqua, e sarà pu1 bene si lavi leggermente la fnccin e la. b<lcca.
••• Nou trnsgrcdt·ndo A. nessuna di questo massime, il soldl\to potrà consarvarsi :-;auo c forte, fl ritornare a ca~a snt~, in seno alla propria famiglia, fA.tto anche più robusto, soddisfatto e supe rbo dell'opera compiuta, di nver cioè <'Ontribuito alla gloria ed :dia grandezza della PRtrin. l V. - A pag. Hl aggiungere alla 4• lin!'n: . . . . . più facile la ,-ittoriR: e combatta nella 6ùucia che se Pgli sarà feriLo, r iceverà con scienza ed amore tutte le cure e l'a.ssistem:a richie~ta. Potendo però q uc~ta tardare ed e~sendo im·ece preziosa una pronta medicazione della ferita per ripararla da ogni causa di infezione, il soldato dovrà sen·irsi to-;to del suo p >tc chetto di medicazione che per questo dovrà gelosamente conservare. Al pacchetto di medicazione va unita una fialetta di tintura. di iodio, che è il migliore presPrvativo dalle infezioni: e il soldato donà servir!'i e di questa fialetta e del pacrhetto di medicazione, com!' è d etto Jll'lla istruzione stampata ed a p posta sopra i! pacchetto e i l tubetto. l'orcheri1 per quanto surà possibile di non toccare la ferita con le sue mani. che nccessl\riarneote durante il combattimento non potranno essere pulite.
Il TfiiCIIte genel'(t{e 1nedi co Jspel!ore raf'O
L. F&llltlllltO Dl CAVAI.LEitLEOliE.
NOTIZIE
~rruri di far co<:a grata a tutti coloro che fnnno parte olol corpo sanitA.rio militnre, riportramo dagli Atti parlamentari del So·nato del ReguCIIo svolgimento dt'll' intcrpl'i!A.nza del senatore Santini al ministro della guerra. nella S(•duta del l!J mr\rzo Hll6, sulla organizzazione dei sernzi sanitari d el regio eserc ito nei riguardi tli e\·entuali mobilit.azioui. La R.
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Svolgimento dell' interpellanza del •enatore Santlnl al mlnl•tro della guerra PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l' intet·pellanza del senatore San li n t al ministro della guerra sulla organizzazione dei servizi sanitari nel regio (Sercito nei riguardi di eventuali mobiliz7.azioni. Ha facoltà di parlare l'onorevole Santini. SANTINI. Il tema dell'interpellanza, che mi accingo a svolgere innanzi al' Senato, non è nuovo per questa Assemblea, che, nella sua alt11. snpienzn, Ri è sempre i«pirata ad argomenti d<'gni, come degnissimo è induubiamente quello che riguarda la difesa sanitaria dell'esercito. Nè è nuovo per me, che lo scelsi ad oggetto del primo discorso, che in Senato, or volgono due anni, ebbi, benevolmente ascoltato, l 'onore di pronunciare. E mi è d'uopo di una confessione dolorosa, quasi mortificante, se, pur la mia professione imponendomi la famigliarità con ogni argomento, che nella mia interpellanza rientri, io mi vi senta scarsamente preparato, chè avevo ragione di ritenere non ne volges~e cosi presto il turno. 'l'auto più che, ad assolvere con minore incompetenza l'impostomi còmpito,. sul nobile esempio di uu nostro illustre collega e mio maestro sapiente, il professore Durante, mi proponevo condurmi a studiare d e t;i~u i1 funzionamento dello ambulanze nell'attuale immane guerra, >:iccome egli fe' sui campi di battaglia nel 1870-71, ove raccolse pre;r.iosi elementi, donde trassero poi insegnamento i suoi tanti e tanto affezionati allievi. E, se troppo impari SRrò all'arduo tema, vogl iasi cortesemente indulgere alle mie scadenti condi?.ioni di salute cosi da 1-lS• sere io presentemente quasi un valttudinnrio, Ri,·olgo questa mi.a interpellanza all'onorevole Ministro dclln Guerra, non sospinto da intenzioni critiche, ma con animo amico e d(•ferente, se egli mi consente la espressione ed apprezzando l'opera provviùa, cbe egli, come di tu tte lecose dell'esercito, spende per l'organizzazione sanitaria, coe1licente logistico, ed egli ne e giudice cotnpeten.tissimo, di ordine supremo. E mi tnrda riconoscere ed afT'e rmare como la preparazione sanitaria dell'esercito è oggi quale meglio non poteva desiderarsi, specie se la si raffronti con anteriori dec•denti vicende, ormai fortunatamente lontane. Oggi, senza entrare in dettagli, puossi nettamente afT'ermartl essere il male· riale di ambulanza dell'Esercito di primissimo rango, per guisa dn non temere rafft·onti con quelli dellll nazioni ntilitarmanto e scientificamente più progredi te. E che sia consentito a me, per quell'amore, che irresistibile ed ancor più vi>o, ,;e se no sia stati n. malincuore e dolorosamente divulsi, si esperimenta por quelle. istituzioui, cui la miglior parte ~i è vot.,ta d ella propria, por modesta, esistenza, che, lu~ingandomi fedelmente interpetrare fanimo del Senato e del ~Iinistro della Guerra., in,·ii ai Corpi sanitari di terra e di mare, un omaggio di ammirazione per le loro altis.~ime beoem~ r<lnze o nf'i cimenti delle b:tttaglie e nella benefica, pro\'videnziale opera di civiltà in ogui pubblica calamità. E citerò a titolo d i onore coloro che dt~gnnnll'nte vi presiedono, i tenenti gene ral i Ferrero di CaYal-· l<!!l~oue e Cal.:ngno e i lOt·o volonterosi collabo1·atori. Gio\·a ripetere che le condizioni de l materinlo souo eccellenti; vi si è prorveJuto da lunga mano, e vi si sta provvedendo nel modo miglioro, ed io credo cbe i progressi, che si verificano nel servizio sanitario, si svolgono paralleli a.
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quelli degli altri serv1z1 dell'esercito, cosi che, fioche sotto questo riguardo, il Paese pos~a sentirsi completamente tranquillo. Senonchè a m.t~ preme togliere ogni ombra di sigoificato preoccu pante al testo della mia. ioterpellanza., perchè, se ho usato le parole: c esigenze del servizio sanitario io ordine ad una eventuale mobilitaziooe » 1 è lungi da. me il pensiero di dare a questa formula il significato di un pericolo immanente e•j imminente. Che, se dovessi esprimere in proposito il mio pensiero, non sarei io, che bo conosciuto talun campo di battaglia e ne ho dolorato gli orrori, ad augurarmi il prorom'J)ere dell'immane flagello, per guisa che ogoi atto, inteso ad allontanarlo, deb· basi considerare benemerenza patriottica. Il che non esclude che, appunto per ·c iò, si debba essere preparati ad ogni eventualità. ' Le deficiem:e, da me lamentate, riguardano il personale nel senso numerico, percbè si può dire che il Corpo Sanitario è tanto alto di valore quanto scarso di -numero. E silfatta insufiicienta numerica è triste, ma ineluttabile, conseguenza di tempi ormai lontani, e che speriamo non abbiano piu a rinnovellarsi. Il Corpo Sanitario Militare era colpevolmente tras<·.urato, e di questo deplorevolissimo abbandono espiamo tuttora i gravissimi danni. Vieti pregiudizi, che ormai si per.dono, la Dio mercè, nella notte dei tempi, sbarrarono a questo benemerito corpo l'ascesa ai fastigi, cui la sua sapienza, i suoi sacrifizi, il suo valore be llico gli davano diritto. Nella Camera dei deputati, alla quale bo avuto l'onore di lungamente appartenere, talun militare si espresse tanto poco mil itarmente da beffeggiare il corpo sanitario, chiamandolo corpo non combattente, ignaro come le statistiche di terra e di mare di tutte le nnzioni attestino essere il corpo sanitario a pre;:eutare, proporzionalmente, il piu alto contingente in morti e feriti. E si giunse a tale incoscien~a da proporre si togliesse l'uniforme agli ufficiali sanit.ari, quell'uniforme, che essi han s empre squisitamente onorato nelle opere della pace e della Rcienza ~ nei bellici cimenti. l\Ia sifl'atti inconvenienti detrattori inco::~trnrono la meritata disapprovazione, per guisn che di loro possa dirs i : Domine dimiUe illos, quia 11esciunt qvod dicanl. Il personale sanitario dell' F.sercito, ali onta degli ultimi incrementi, non ha ragg iuntO il numero necessario alb tuol,ilitazione. Il miuistro della guerra può :<t tosta.re, con autorità infinitamente s uperiore alla mia, come l'unità regg imento, che deve recarsi sulla linPa di hattagl ia, mentre dovrebbe avere sei ufficiali subalterni, non può contarne che tre. Io ho piena fiducia che ]'onorevole ministro, il quale cou tanto amore e con tanta lena intende alla sua alta missione, provvederà del suo meglio i ma servizi cosi importamti torna impossibile improvvisare. Intanto, percbè il servizio sanitario in guerra proceda nel modo migliore, a me sembrerebbe opportuno che, .essendo :>carso il personal<l tanto della Croce Rossa, quanto qutollo del Corpo SH.flitario Militare, amendue fos~ero posti sotto una direzione unic:~.; ed io credo ehe gli egregi person•<ggi, che sono preposti nlla Croce Ros~a, accetterebbero be o volentieri la provvida dipendenza, in tempo d1 guer ra, da lla Di rezione S ani t aria. ddl'E~ercito.
Ma queste ddlcicllZC numeriche, so possono in parte spiegare le condizioni, alq u:1nto sfavorc\·oli, in cui versano i scrvbli sanitari, non devo11o giustificare l'a~scntcismo i anni devono es~e re sprone a maggiore lena. pcreh~ a colrnare questi '>noli, nei termini del poss ibile, si p1·ov,·e::la <'O U la maggiore urgo.:uzn. Senza d ;te d i un':tltra preocc upazione, che in questo te rribile moment) ne ns~illa, quando,
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oltrecbè dal Hagello della guerra, siamo minacciati da altro più grave fiagellc•, da quello, che chiamerò la '\"eramwte impo.urante situazione sanitaria internazionale. Ad illustrare siffatta minacciosa contingenza posso mettere n disposizione del Senato dei grafici, presentati all'osservazione del Consiglio Superiore di Sanità, dEil quale, insieme ad ins ignì membri di questa Assemblea, mi onoro essere membro, grafici, che dimostrano come la stagione, che incal zerà fra breve, allorchè ai rigori del freddo succede1·anno le alte temperature, può determinare la diffusione entro i nostri confini di gravissimi morbi, pericolosissima contingenza, contro la quale strenuamente, e finora vittoriosamente, lotta la Direzione ùella Pubblica Sanità con i suoi efficientissimi ordinamenti, onde va meritata.)ode all'cnorevole Santoliquido, come all'attua le direttore commendatore Lutrario. Che la nostra difesa sanitaria sia salda, illuminata, veramente splendida po~siamo ttssolutame ot<J affermare ; noi alle frontiere combftttiamo e vinciamo contro le minaccianti invasioni epidemiche: ma sull'avvenire non può imperare(che Dil>, 1'\on è un mistero che un altro flagello in questo momento minnccia l'I tali>\, unn terribile malattia : la meningite cerebro-spinale, che pure provvidamente infrenata da sapieoti disposizioni dei sanitari militari, ha giA inficiato talun Corpo d 'Esercito. Ne affida e ne rinfranca il sapere che, come tanti alt!'Ì insignì generali, 01Hie si onora il Senato, il minis tro saggiamente ricouoscu quale importan te me?.<O log:i3tico rnppresenti il servizio sanitario. :\on è rinudare tempi troppo antichi se rammentiamo che Napoleone I assenva. di sentirsi nelle grandi bntt:lglie più tranquillo, quando aveva il famoso chirurgo militare Larrey al suo fìauco. Il soldato, sicuro che, cadendo ferito, sarà confortato di a ssistenza i mmediata ed eftìcace, combatterà con maggior lena. E, pvichè non può esservi alcuno, che non porti uno speciale a more ai nostri bravi soldati, parte <'letta della nazione, snn· gue del nostro sangue, di cui il leggendario valore, anche di recente riconsacrato, rappresenta In più forte garanzia delle fortune delln. Patria, portiamo certezza che le provvidenze dello Stato saranno loro gelosamente apprestate ed es,i s i troveranno senza indugio confortati delle curo più affettuose. In ogui ardua contingenza il cor po sanitario, ft>dele alle sue eroiche tradizioni, assoh·erll splendidamente, fronteggiando i più aspri pericoli, il suo provvideu:r.ialo còmpito. Ed amo augurarmi che il ministro della guena prosegua nell'opera di ampiamente secondarne i mirabili sforzi. E d è per me ragione di profonda com· piacenza il sapere che, tan to il ministro della. guerra qua nto l'illustre capo dello l<tato maggiore, accettano volenterosi tutte le saggie provvidenze dell' Ispettorato di Sanita Militare. ?\on voglio impegnare troppo a lungo la benevola attenzione del Seunto, per quanto l'argomento sia degnissimo di questa Assemble;\. Quindi, riservnndomi altre os5ervazioni in seguito alla risposta, che mi nugu1·o soddisfaceute, dell'onorevole Ministro della Guerra, conchiudo per ora, col vivissimo augurio che questa r isposta sia tale, non solo da rassicurare il modesto interpellante, ma da nffid:ne il Paese che i suoi tigli, chiamati a grave cimento, saranno ci rcood:.ti da quelle cure, che mP.ritano coloro, che per la Patria adorata oA·rono e sac1·ificano le giovan i. promettenti, preziose vite. (.lpprot:a::io!li). MAH:\G LIA::\0. Dobbiamo, onorevoli senatori, essere gmti al senatore San· tini di a\·ero, in questa circostnn;r.a, rich iamata Jn nost ra attenzione sopra l'organian;r.ione dei servizi di 8anit;', militare. Se gli armamenti debbono essere og-
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g etto di cura speciale da parte di chi ba la responsabilith del governo 10 un mum~uto nel quale anche popoli civili intenti alle arti dclll1 pace pi>~%DO ('$-ere loro malg rado trascinati a prendere le armi per difende re il loro onoro c la loro esi~tenza, è peraltro necessario oltre i mezzi di offesa attendere n tutti tp1ei presiolì che In S<'ienzn alleata alla carità ha escogitato per )eu ire taute s< fferen ze, per sottrarre tante vittime al fato incombente, per rlaro allo fami glie la !'irur('zza che quanto era possibile di fare pci loro cari si è fntto. P erchè, onorevoli colle· gbi, e perm ettete che lo di ca un uomo invecchiato nella cono;uetuòiue ron le !'offcreuze umaue, pos~o a ssicurarvi che innanz i alla perd1ta d'una persona ('arn hn\"vi uno strll?.io a nche maggiore della perdita s t essa, noi dubbio tormentoso ,.he i soccorsi necessa ri per sal varia siano ad essa nel 111omento fatale mancati; ')\ICI dub hio che dice: So fosse stata opportmnmen te soccorsa non si snrebbe p<>rtl uta! Se osserviamo le statistiche d el le vittime che fa la g1H•rrn, n oi t roviomo dhl è grande, che è enorme il numero dci feriti, in confronto di qu!'l lo dei morti. Om noi sappiamo <·ho la salvezza di questi feriLi è in rapporlo diretto con 1"1\S· sistenza immediata di essi. Quanto è più pronta qu~stn, as~is tenza, quanto è più rap ida la prima medica?.ione, d'altrl!ttanto è piu pffic,tce il soccorso, o maggiore il numero delle vittime che si sottra~gono al l'esito fatale Nò !lolo il piom bo in ~irlia i combattenti l Abbiamo una serie d 'infezioni. eli morbi contagios i e di morlti creati dtdle condizioui di am biente, tnlchò qunh:h1· volta la morbilità nt-g li e >t:J·riti è piu perniciosa, è più fatale di quello cht' non siano i proiettili. Una buona orgnniz.zazione !;an itaria tempera illlngello della guerra, previt!nt: spes~o i morbi: inrarnn In lotta della civiltA con la bMIJorie <> ci confo rta nPl· l'attesa d t• l giorno in cu i la civil t! potrà riu-.cire in que~ta lotta trion fan l!'. Giu!>tan,eute l"o no r. :O:antini si chiede: a bbiamo una buona preparaziou<· SA · nitaria di guerra? Se la bontà della preparazione con«ic;tesse tutta nel pos<;edere un Corpo sanitario còlto l' perito, familiarizzato con l'uso di t utti i pre!'idi prt'Vcntivi e curath·i, noi potrl'UIIDO di re che la nostra preparazione !'anitaria è perfl'tta. L' fi<pet· tornto di Sanità militare. di CllÌ i l nostro Paese può audare orgoglioso, ha curnto ogni dettaglio che em in suo potere curare. non solo dal puuto d i vista prat ico. mn. <:zia ndio dal pnnto di vista scientifico. Per· :,ù il uostro stato maggior" ~u n itario h11 sem pre ;,eguito, in questi ultimi a nn i, con ntten tll r111·u, tutte le c·e>u · qui~:e ~cientilìr.hc e ha ~>a puto util izzarle m·ll' inte1·e:>~o t>ventuale d e i sern zi militari. ì\e è un e<!'mpio la vaccinnzione antitif1c11, d1e tin da llUl :.l l' I spettorato di :-;1\nità militare ha procurato con insisten1.n di introdurre nel nostro csE>rrito e che ora rappr~senta fo1·t unatamente un fntto compiuto. Anche il mMeriHle strumentario ò pe..Cet to E'd in que!'.t.o pure concordo con quauto di;:;.;e l'onor. Santini. 1\oi abbiamo !'l'rvizi di bnt leriologil\ da campo per· fetti, abbilllno i migliori mezzi di disinfezione (st:1fe locomol11li, apparecchi di s tcl"ilizza?.iorw e cosi vin) L'organiz~n zion c quindi per sè è eccellente. E tutto i l uostro Corpo snnit:. rio m ilitare hn 1111a tle\"oziooe sem:a puri al suo alti•simo compito e, como h a ~i:l saputo dimo~tra.rlo col sacriticio della vita in altre occn~ioni, lo dimo!>trerù pme se dovremo nlrrontare una grande g<.~Prra l', fra il g•·nndinnre dei prou,tt il•. ,;i troverà sul lo prime lin<!c del fuoco, a soc<"orrere i no,tri cari l' ad attenuarne 1,.. soffcrem:e. ~rn l'ooo r. Santi n i ha os~Pr\"ato, e molto a propo~ito, che oltro lo. bontà de~; li uom ini e d ..gli apparecc hi ~trumeutal i, é neces-.ario il numero. Ora q uesto per certo nou ò suflk;eute nlln bi·ogn...
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!3e n oi e~am in iamo i quad ri attua li troviamo che in servtz lo stabile vi sono circa 81)0 sanitari, d1e ve n o sono 1!>00 cir ca di complemento o in posizione austliaria ed altri 1800 circa appar teueuti al gruppo tenitoria.le, alla. riserva. Quindi cogli tiCO sanitari in servizio perm anente, ne abb iamo 3600 c1rca fuori d(·] ser .. izio pormanente, in posi:r.ioni diverse. roa tutti pur app::~rtenenti al corpo ~11nitario militare; in complesso 4100 circa: numero certo insufticiente; ne Dlltn· cano molt i a ucom per soppel'ire a tutti i hi.;ogui. Si rende quindi necessario ricorrere al concorHo di tutti quei san itari che n ou ap partengono in nlcun modo all'e:::trcito. C"si i medici pt>rmanenti potranno prestare i servi;~i d i prima e secouda liuea, o gli altl'i d:He l'opora loro pei vari ospcdn1i esi~tenti ed in q uelli che saranno istituiti. :\!is ura questa, del resto, a cui sono ricorse anche le nu:tiooi oggi in guerra, per che certo hOn è p res um ibile che si possano avere nei quadri tutte quelle migliaia di sanita ri che sono all'uopo nece~sarie. Forse uu g ionw si prov,·edcril nd uua organizzaz-ione mista come è stato fa tto io Germania, do,·e una g ran parte dei medici civili in qu alche modo sono legati al corpo sa nita rio m ilitare. E d>\ noi, lo const>tto con soddisfa:.~ioue, si è rnesso mano a prepRrare un personale adatto all' infuori di quollo appartenente ai quadri, comiocinnJo dai giov;n>i che stnnuo pt>r entra re uell'arriugo profes::lionalo. A tale uopo il ministro ddlt• gut:rrn, con opera av\'eduta ed efl'cace, ha provocato l'is ti tuzione d i corsi speciali di traumatologia n elle università dd R egno, e, dietro opportuue iu telligenze col ministro d ell:\ pubblicn istru:tione, ha pro \'Vedu to che valorosi medici mil itari, uelle 'i'nrie sedi di universi t!\, t eugano, agli stud<;uti del quinlo e sesto an no di m cdiciua, corsi per a ddestrarli nel maneggio di tut.ti gli apparecchi n ~ati per il ~ervi7.io sani tario in guèrra. Questi corsi tecnici speciali fatti dai medici mi litari sono di una grande e fficacia ed io ho potuto constatare di presenza il valore didattico d i ques ti bmvi mae;,tri sold ati, pei quali porgo qui pubblica lode al loro illustre ca po. ,'j è poi provveduto a fare appello ai medici liberi da ogni impegno col corpo san itar io militare, e certo n on manc heranno i voleu terosi, onde i v uoti saranao colmat i. Non sono certo i sa11itnri che f:nanno difetto; ne dà sicur ezza il pronto patrio t t ismo del corpo medico italiano. A questo proposito mi permot.to di ri volgere una speciale r:tccomandazione all'onore\·ole .\l inistro della guena, quella cioè di P•">r mente alla coord inazione di tutte le energie che sono d isposte a pre~tare l'opera loro ai l>isogui del Paese, nlti11chè i nuovi e vccch1 elementi ~inuo utilizzati secondo il loro i11tr inseco \·alore. \fi spiego-. La progressiYa naturale modificazione cho col t empo avviene nelle po:<i:r.ioui, fa sì che, ad esempio, si abb iano san itari pro vett i che apparten ucro un giorno al corpo san itario, che ne sono usciti col grado di sergente, i quali, se r ichiamati, dovrebb(:ro prestare come ser~e uti l'opera loro in funzioni umili. Eppure, n e l corso degli anni questi sanitari sono diventati professori d i clinica, pt·imar i di ospedali, docenti apprez:r.ati 11elle univer,..ità del Regno. Se oggi quind i n o n si stabiliscono norme s pecinli, avverr~<bbe che un profossore di clinica,, primano di os vedale, potrebbe esser e subalterno di un proprio assis tente, che, avendo p t·e~tato servizio come ufficiale di comple mento, ri vesta un grado ~u perioro E n eces:sario evitare questi rontmsti che possono n uoce t·o nll'l•tììr.acia dei serv izi, poi c hè in questo campo la ge rarchia do vrebbe essere specialmente bnsata sopr-a la. compet enza tecnica. Prego l'onorevole minist ro di voler prendere in esame la qu istioue che prospet to. perché è importante risolverla con criterio pratico. Le Facoha universita-
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rie mediche del Regno, poi, a loro volta, potranno 'Prestare u tili servizi come sussidiarie all'opera. del Corpo sanitario L a. esper ienza. di quanto avvenne nei paesi belligeranti ha dimostrato l'utilità di tale conrorso e da noi, se richieste, presteranno con devozione l'opera loro. Ove il bisogno si presentasse, preghere i l'onorevole Ministro della guerra a considerare se non fosse il caso, t uttavoltn. che sia. possibi!P, di valersi de l persona le delle cliniche in blocco per avet·e un per~onale già completame nte affiatato; piLI pronta e più eflic.ace quindi l'opera sua. Del re· sto, in qualunque modo, in qualu nque posizione, quanti s iamo professori delle Facoltà mediche italiane n cui In forza regga ancora. d i poter prestare ~ervizi o. lo posso di q ui assicurare, onorevole ministro, certo di esser e interprete di tutti, in qualunque posizione e in qualunque modo saremo pronti a dare l'o psra nostra devota e subordinata all'autorità SBoitaria militare. Ed e nece~sario insistere bene sopra questo punto della subordionzioue. altrimenti si avrebbe confusione n ei servizi ed il numero dive rrebLe ingombrante, poco uti le e t alvolta anco dannoso. In Italia oge;i nesistinmo allo spettacolo d i uno s lancio n a:r.ioualt< in tutte le cla~si di c ittadini. desiderosi ùi poter essere in qualche modo utili alla patria. Vediamo unB folla di genLili signore accorre re a frequentar" corsi pratici per es,.ere Rhili a prestare l'opera loro d'infermiere. È bene avere q uesti elementi volenterosi, ma è indispensabile chll siano bene ed organ icamente disciplinati. Ed a bbiamo poi istituzioni ausiliarie private, cospicue ed altamente benemerite per servizi resi; la loro opera sarà preziosa. ma, come ben disse l'onorevole Santi n i, deve essere subordinata. all'autorità sanita ria militare; tutti ad e;;;sa debbono obbedi re con ,.;piri to militare, anche non essendo militar i. Non m:\Dcheran no, quin di, le menti, n on mancheranno le bracci 11, non manclof'rann o anche le lllftni ge ntili, ma voi, onorevo!e Ministro, disciplinatPIIl l' siate ~ordo a tutte le influPoze, da qunlunque plll't(• esse venga n o. Do,·ete impe· dire che si ripetano comp<•ti:r.ioni che s i mostrarono già dntp10se in pic0clo camp-:> e eh~ s arebbero disastrose in una grande guer ra. Dopo questo ho finito, sicuro che l'onorevole Ministro, il quale ha ,)imostratc con qua.nta fe rmezza s volga l'opera sun, vo rrit fa re in modo che, come nou mancheranno certo le munizioni per l'offeu~iva bellica, cosi non mancheranno qut>lle sanita rie dif,•n!<ive, <:be devono essere in quRntitil straordinaria per tutte le riserve pos;;ibili al di là di ogni presumibile bi.;ogno. Con la ferm e7.7.11. ed enerp;ia di cui egli ha d11to pr ova, col consiglio dt>gli uomini valorosi che siedono all'l"pettomto d i Sanità mi litare, egli snpril in questo raggiuugere i migliori risultati: faccia ed , ove iL ft~to incomba, ne avrll in prem io le bcnPdi?.i.,ni di tante e tante madri itnlianP. (Appl'Ot:azionil. ZUPELLI, ministro della y11ena. (Seyni di vi1:a a/lenzioHe). De bbo nu:r. itntto ,·ivi r ingrnzinmeuti all'onor evole ~nnlini . il quale in primo luogo mi i'i è dichiR· rato suni<:o. !Id io sono nlt.amontP onomto di e<ssere suo ami ~o; m>t debbo ancora rine;•·nziame nti p iù grandi di que~ti per le s ue es1>re~~ioni di plnu;:o al Corpo ;:auitario militare, sin per quanto ha t'atto nel passato, sia por quanto sta facendo ora. li plauoo d i un illustre e compet•:n te pt·rsouuggio come il geu t•rnle medico Santini, dato in qu<"'stn nltissima a~semhlen, d ella quale fanno parte illu!>trnzioui meri io·b<>, hn un '':\JOJ·e er<·ezionale e cer tamente avrit uua r iper cussioni' bt'u lietP nel <"orpo .~auitnrio dell'esercito, cui ~:n1L di r.on t'o,·to ad oporA.re Rneora nwglio in seguito, cosicr·bè se anche s i pre-<entns-<e •·o eccezionali ccca~ioni po'>SI\ sen.iplP E>S· s<>oe 10 grndo di far fronte ad ogni esigenza.
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Riguardo a. quanto l'onorevole Santini e l'onorevole Maragliano hanno osservato circa la scarsità del personale, rispo11do loro che forse inconsapevolmente· mi hanno fatto la strada per la presentazione di un progetto di legge che io ho· appunto ora in corso di esecuzione; un progetto di l~>gge che provvede appuntoad aumentare il personale sanitario nelle attuali contigenzE'. Tale progetto non sr occupa della questione morale, che bi!'ognerà trattare in altri tempi. e con maggior calma; ma provvede soltanto alle presenti contingenze ed è b:•sato sul concetto che ho già impiegato per il reclutamento di alu-i tecnici. Vi sono infatti nt~ll'esercito degli incarichi che sono sostanzialmente professionali e solo parzialmente, direi, milit-ari; ft·a queiiti, ad esempio, è quello che disimpegnano gli addetti ai servizi tecnici di c.rtiglieria e genio. Per questi ultimi, poiche la Camera non era aperta in :quell'epoca, ho promosso il decreto-legge 10 gennaio scorso per voterli reclutare rapidamente. Per i medici in•ece metterò in corso un disegno di lt>gg-e, già pronto, nel quale ho anche tenuto conto di quanto, con molta saggezza, ba esposto l'onorevole Maragliano, circa la necessità di una graduatoria nell'ammettf•re nell'esercito quesli professionisti, affinchè non debbano le loro giuste sus.:ettibilità essere urtate per essere trattati ad ugual stregua, e forse anche a dannosa stregua, rispetto alh• loro abilitA professionale ed alla posizione sociale già conquitata nella loro precedente caniera. Per questo, a. differE-nza di quello che feci per gli in~Pgneri, nel decreto-legge di cui ho fatto cenno, per gli ufficiali medici, in cui la qualità professionale ba la predominanza, io propongo, e spero il Parlamento accetterà, una. graduatoria: ossia avrei progettato che nell'ammetterli nell"esercito come ufficiali di complemento si possa conferire loro. a seconù:L dei ca~i, o il grado di sottotenente, o quello di tenente o quello di capitRno medico. Ciò per i gradi fino a quello di capitano, e per l'età tino a JO anni P er i gradi super iori e per etit anche ;..uperiore non ho creduto di st.nbilire un reclutamento permanente, musi potranuo, nel caso. stabilire vltri gradi in altra forma, anche percbè i professionisti più anziani di età non potrebbero mai e«i<et·e impiegnti pres~o l'esercito combattente, ma piuttosto negli s tabilimenti sanitari di ri;:erva, che si troveranno nel paese, e fuori della zona dci combattimenti. Pet·ciò per gli altri, per quelli di età maggiore ai 40 anni, vi sarà piutto,..to una assimilazione di grado anzichè un vero e proprio grado militare, il quale, in quella zona, non è as~"<olutamente indispensabile. Le d eficienze di numero (fortunataml!nte solo di numero, e non di qual il:\) del Corpo sanitario militare sono gravi effettivamente. e ~ono anche più gravi se l'i consid.,t"a che anche l'organico s tabilito, e che non si può r11ggiungere in qucl<to mome nto per i repo.rti di truppa, ò già iu::mfficientl! per sè stesso. Io bo dovuto personalmente constatare in J~ iui11. in combattimenti di qualc·b& entità ( i quali puro:, se paragonati alle battaglie chfl oggi si comb~>ttono in EuropA, sono co><a minuscola, e appena. un minimo t"pisodio), che quando in un battaglione - presso il q~ale souo in d e6 nitinl due soli m P.dici - si a•e•ano SO o 40 feriti, forse,<tualcuno di quei fe1·iti è morto pe rche non ba avuto soccor;;o suf· ficientemente pronte>, non per inettittltline d egl i ufliciali m edici, ma perc hé essi non banno potuto giungere a soccorrere tut Li a tempo. Eù è doloroso, dopo un com battimento, vedere una lungo. fih~ di b.• re l le, portate vicino all'o!'pedale da campo, che debbono attendere il loro turno perchè il ferilo giuuga sul tavolo ope· ra~r io; ed è doloro<:o vedere c he 1\ tale tavolo di operazione ngiS<'e molte volte, dopo il combattimeuto, un sole chirurgo. per parecch ie ore1 Anche pe1· dieci e più
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ore. È evidente che l'uomo più forte ha unn energia fisica determinata e la sua azione, quando sin vicina nd es;\urirsi, non può essere certo elficace quanto lo era in principio; è perciò che gli ultimi arrivati su quel tavolo operatorro potL·Rnno forse non essere cu1·ati come i p1·imi. È chiaro per tale motivo la n ecessità d i nr· ricchire di maggiore numero di personale sanitario anche i reparti <:omLattenti, ed è per questo che mi sono indotto a studiaro il modo di aumentare gli utliciali medici di complemento per potel'ii ell'ettimmente utilizzare in prossimità delle truppe impt'gnate e non soltanto negli stabilimenti di riservu più arretraLi. Quando ritomeremo ai t€'mpi normali però, bisogna sLuditn-e qualche co~a di più e di meglio; bi$ognerll cioè !lun,eut~re il pt'r;;ouale sauitario militare po.:rmanente, anche se risulti e;:uberante iu te mpo di pace; perchè bisognerà provvedere con maggiore larghezza R questo s~rfizio. Oggi com·iene accettare la situazione come e, e studu1re soltomto i ripieghi che si po~sono adottnre . .Ad ogni modo, dai sentimenti espressi da illustri clinici qui dentr0, oggi ri· sulta che i sanitnri de l Regno sono animati da spirito così elevato, elle certa· mente, dopo pochi giorni che sarunuo inquadrati nelle unità dell'eserr.ito, sap·ranoo dare risultati indublJi,\mente eguali a quelli di coloro che vi hanno passato molti anni; e questo de\·e confortarci. Si è parlato dall'onorevole Stmtini di vecchi pregiudizi che si avevano rispetto agl i ufficiali. Egli hl\ ben ragione; ma meritamente questi pregiudizi sono scomparsi, e dico meritameote perchò gli utfìciali medici del l' E~ercito, sia per l'aumen· tato livello di cultUJ·a, sia per aver dato prova sui campi di battnglia di essere altrettanto combattenti quanto gli ufficiali delle vere e proprie armi combattenti, hanno SRputo, col loro merito, mettersi a l posto che loro com peteva, ed oggi sono appunto tenuti iu altissimo concetto, e mi è grato o.fft~nnarlo, tra i loro l'olleghi delle t.d tre armi . .Anche du1aute la guerra libica si sono avute di ciò parecchie prove, e \' i souo parecchi utliciali medici insignni di decorazioni al valore militure per aver atfron· tato il fuoco, ed aver prestato al fuoco l'opera loro con quella calma che dimostrò valore non certo inferiore a quello che R.uima un focoso assalto alla baioneLta. !'-;i iJ fatto anche dall'onorc,·ole 8Rntini un accenno alla Croc~ Rossa. Questa beneticR istituzione ;~i è molto adoperata, ed ha gi:'t uu ricco e bel ma. teriale a sua disposizionei ma ancbe essa soffre un po' di mancanza di personale. A n che h\ si h11 lo ~te~so p: oblema dell'esercito, per cui, se noi fossimo rimasti nella s ituazione attuale. J <• ndo al!'ese,·cito ciò che occorre, si htsciavano scoperti i me01zi di l'erso· naie 1 er mobilitare gli stal>ilimenti del111 Croce .Rossa. ]n diversi co1n·ogni che ho avuto con la presidenza del),, Croce Rossa e sempre coll'assistenza d.,ll' lspet· tore di sanità militare, si iJ potuto trov1ne per ora un ripiego. Quando noi avremo aLtuato compl!:tameute quel progetto di legge che ~pero di coodurrn presto in porto e elle mi auguro diR i ds .. JtaLÌ rhe mi propongo, cioe uu largo recltltalOento di utliciali medici di complemeuto, spero di poter la:;ciaJe R.! la C1·oce Hossa anche quegli elemllnti, che oggi :souo sogg"t~i ad obblighi di servizio militare dei q u1di u na p1u·te devo oggi togliere alla Uroce Ho~~~t. ì'm Cro~e .Rossa e Corpo sa· nitario non vi è antitesi; vi è solo gan• ed emu!azioue nel portart~ il maggiore amto possibile all'eserciLo; perciò sono sicuro che la Uroce Rossa accot.teril quella suborJiuazione che è necossaria da parte sua alle alte nutorito\ sanitarie dPil' oser· cito e l'lLCcettt!J'il beu volentieri per non creare un dualismo fra due istituzioui, cl.Je hanno pllr meta comune l'elevarsi dei de~tini della patria.
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Si è anche accennato dall'onorevole Santinì a qualche questione sanitari ~~ dì attualità e del tempo di pa•:e: ha arcennato ad una epidemia che si è manifestata in vari presidi in questo inverno, certamente di rigidezza e di umidita n<.n comune. Infatti abbiamo avuto dei cas i dì meningìte cerebro·spinale: i casi non sono s ta t i molto numero~i e bisogua dire a nostro conforto che da cinque o sei giorni nei centri di maggiore infùzione, e preci~nmente in Lombardia, dove si aveva un>t infezione di qual~ be entità, non Fi ~ono più manifestati casi nuovi; il che prova anco•a una volta che il ser vizio snuit~Hio è stn.to fnito realmente secondo principi e regolo nbbast«nza ri g ide, in modo da produrre l'isolamen to necessario e da arrestare il corso dell'epidemia. I cn~i furono in totA-lt', durante ttttto l'inverno, 3;)0; disgraziatamente l'epidemia è d i g enere abha~tanza maligno, talchè abbiamo avuto HO morti. L'onorevole ~fa ragliano ha poi accennato alla nece!'sità. chE>, parallelamE>nte all'armamento, si costituiscano anche i me·,.,i di difesa È ben gi usto il ,uo criterio e ben plausibile, perchè certamente combatte meglio qnel soldato il quale sa che, ove cada ferito, sarà. soccorso immediatamente. Egli ha anche accennato alla necessità di avere materiAli adatti. ì\[i è grato a.ssicurarlo che in tutti i preventivi, molto vasti e molto larghi, c hts ho dovuto pre5entare nell'attuale periodo di prepara~ione, in tutti ho amme!'SO ridu~ioui, ma nel servizio S>•nitario non ne ho mai ammessa nes:mna. (lieni:;simo). E infatti si è data maggior lfnghe~~a a tutte le provviste non solo di medi· cinali e di materiali d'ogni specie, ma anche di mezzi di tra«porto più perft'zionati, che sono tanto più utili in quanto impediscono che >Wvengano troppo di frequente quei passaggi dei feriti da un m eno di tra~porto ad un al t ro, molte volte più dannosi che l'<tblmndono s ul campo: tanto cho s i dice che un uflìciale medico inglese nella campagna del Suclan, ferito gra,·emente A.l torace, avesse raccomandato di !asciarlo s ul posto e di non tra~portnrlo agli o~peda.li perchè c redeva più facile In guarigione r estando li, che subendo tutti qu ...g li sposta.menti che un tempo si avevano, dal luogo dove il ferito giaceva agli ospedali da campo, ùa questi al treno-ospedale e dal treno agli O!<pedali eli ri!'.ena. I nuovi mezzi consentiranno almeno in parte un trasporto diretto di molti feriti al luogo di definitiva degenza e ques to sar~ certamente un grande progresso. Il grande sviluppo assunto dall'automobilismo in Italia ci consentin\ di usare con larghezza di autovetture, ove la necessità s i presenti, reu<:lendo cosi molto più sicura la guarigione di parecchi fet·iti. L'onorevole senlltore i\faragliano ha a ccennato anche alle \'accinazioni. Eff'ettiva.mente l'Ispettorato ::oanitario militare fu il primo in l'talia ad innugurare le vaccinazioni ant1tifiche. L& inaugurò durante la campagna di L ibia nel 1912-13. P erò >tllora non si aven1. la possibilità ùi ordinare t11.le 'l'accinazione e bisogna dire che n queste innovazioni la popolazioue italiana si dimostrò un po' r en itente. Occorse perciò una disposizione giuridica per poter introdune la vaccinazione a n ti tifica. li Governo in questi ultimi tempi, con un decreto-leg~e, ha stRbilito l'obbligo di tale vRccinazione e già. oggi molta parte delle truppe sotto le armi è stata cosi vaccinata, molta an co1·a lo s Rl'à in questi tempi, e così confido che vel·so la metà di aprile tutte le truppe sotto le 1umi ~llranno vaccina.te. Si sono nuche provveduti, per determinate eventualità, altri s ie ri per vaccinazioni,, essenzialmente il vaccino antitetanico, visto che, durìtnte la guerra att uale, 81 sono manifestati pare<:chi casi d'infezione tetnuica in feriti che vivevano
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entro le trincee, ove il germe di tale infezione sembra l'li sviloppasse con molta facilit:ì . Un altro provvedimento pre>o dal l[inistero, co n l'aiuto del ministro dt~ll'istru zione pul.hlica, anzi su proposta di lui, è quello dell istituzione di corsi di traumatologin, che sono stati creati pre5$o la maggior patte delle Univer.iilà del Regno, e che io spero diano buoni risultati. Si è anche provveduto per l'istituzione di un corso di istruzione sull impiego dei mat•)riali militari e si farann~ alcune cont'Prenze per dar modo ai giovani studiol'i delle nostre uni\·ers 1tà. di a pprendere dai nostri ufficiali l uso dei vari materiali di guerra, che non sono perfett.l\meute uguali a ttnelli che si impil.'gano nelle cliniche, per ragioni evidenti di peso, facilità di trasporto e simili. In qualche luogo, nnzi, que~te confer.;nze già ,;i stanno facendo. L'onorl!vole Ma ragliano raccomanda pur" che si coordini con u na gerarchia· tut!~ ciò che riguarda il soccori'o che altre associazioni pos!'<ono dare nel servizio san itario. An che qu!'sto problema si stn. studiando. E siste già, anzi, un progetto p er la. Croce Rossa. Questo progetto ofl'rc però qualche ditììcolti' di forma e quolcbodifficolta\ di natura giuridica, che peraltro io spero di risolvere ablJI\Stanza presto. I n tal ca.s~ a vremo un>t organizzazione volon ta.ria, la quale però, dal momento che avrl< assunto servizio, hvrà anche degli obblighi e òei doveri militari, come i militari c he sono ~otto l~ armi du1·ante la guerra. Tutto ciò uatumlmente co:-tituirà la. coordinszione desid erata dall'on. lraragliano. r;onorevole MarRgliauo raccomanda an.-!1e che si adoperino pos<ibdmcnte le rliniche con il ll'lro personale in blocco per il soccorso dei fe riti (.;n provvedimento di questo genere è possibile, nou per tutte le cliniche, ma soltanto per rdcune di e~se, e que~to rooor. ~Iara~liano me lo insPgnR. Ad ogni modl', speciRimente in certi casi, queste cliniche potranno essere utilizzate come stabilimenti di riseTva nell'mterno del paese. Tale problema, del re-to, sal'it. studiato dall'isr ettore generale di sanità alla cui competenza io mi rimetto. QuRlunque spiegnzion<• io volessi dare sull'argomento non potrebbe a\·ere un sufficiente carntl.ere di sicurezza. Ha accennato infine l'ono r. N aragliano anche al concorso che gentili da me intendono dRr e a l sen·izio sanitario. Io non ho c he da npplnudire a questo sentimento che inYade oggi la nazione in tu tti i suoi membri; certanwutc sarà. un soccorso ben effÌ<'nce e ben utile quello c he presteranno dette dnme nei vari o;.;pedali e sopratutto nella 7.ona non di combattimento. Dopo qn>Lnto ho o~servato a me non r e,ta l~he ringraziare i duo interpellanti,. o comc,:min istro dichiar0 che non potrei augurarmi di rworo dc~li iu tt>rp<·llanti pii1 bPnovoli per il tempo che :.\llcora reste1ò IL que•to po"'lo, IJt'rchu cfft'ttivamente io li ho trovRti di una bencvolcn7.a e di una COIIl]lillceozrL taio che non >-O come o:<priut•·ro lo1·o la n.ia g1·atitudine La interpreto como un S!'~no tli quella concordia di ~ontimenti e di quelli\ tewi1·nzn , r he in questi momenti nrlimlt tutti i cittndiui italiani, per ottenere il ~ran .te scop(l ··he potr/1 E'S'lerci un giorno proposto di con"e~uire e che il Pae!"tl !-.i n•petta da noi io <JliC'-ti grn.\'i momenti. ( l 'il'i~<.<imi "l'l'lousi) GHli'PO, m inistro de/{,, puh&li.:a i.<lru::imtl'. D··bbo una pnrola di ringr.Lzia~ mt>nto n li~ rort,•.;;i e-<pre~~ioni dell'illust rP !'t>ulltorc ~lar;tgliano. Come ba gii\ detto il mio collt'~:t, ministro della gue rra, una dellt• co~e che mi preoccupò appPna ebbi l'onore di oc<'upare qu.·sto posto, iu quella di utilizzare i ~io,·ani di quinto e ,n ,e,to nn no di medicina per l'aiuto intE'!{rlltivo che pote\·llno d nre n i corpi san1tnri
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per ogni possibile evenienza. D'accordo stabilimmo di autorizzare corsi pratici di traumatologia e di metodo di cura dei feriti in tutte le universita. Posso assic urare il Senato che i giovani hanno corrisposto con grande entusiasmo, ed io sono convinto che questa parte della nostra gioventù potrà rendere, ove ne fosse il caso, molto più utile servizio n ell'occasione, speriamo lontana, di dover soccorrere i feriti in guerra, anziché col fucile alla manc.. Specialmente i giovani di sesto auno banno in parecchie occasioni, anche nei luoghi dell'ultimo terremoto, dimostrata t a.nta attitudine, tanta capacità ed esperienza, che io sono sicuro che la relativa insufficienza d el nostro personale militare sanitario sarà largamente attenuata da questo indirizzo pratico che abbiamo creduto di dare a questi giovani. Io penso che in a v venire bi!.ognerà coordinare alla d isposi:l;ione in favore dei giovani di rimandare la chiamata sotto le armi fino al conseguimento della laurea, qualche disposizione per questi corsi speciali di traumatologia nel quin to e sesto anno di studi, rendendoli obbligatorì, onde i laurenti siano prontamente u t ilizzati n ei servizi sanitari non appena si presentano ad adempiere ai doveri militari. (Appro"t:azioni).
SàN'f iNI. Mi sar ei volentieri taciuto per non impegnare oltre la benevola attenzione rlel Sena to, se non mi corresse imperioso il dovere di esprimere t utto il mio animo, memore e riconoscente, all'onorevole ministro della guerra e al senatore Maraglinno per le amabili parole da essi rivolte al corpo sanitario militare. Ambedue hanno portato una nota autorevole, della quale saranno lusingati i medici dell'esercito, ed io credo di rendenni in terprete d el lot·o pensiero, esternandone la profonda soddisfazione. Avevo dimenticato, e forse per non offenderne la simpatica mo<iestia, l'opera rle l mio benevolo ed insigne amico on. Grippo nelle sue provvidenze per l'insegnamento della traum~>tologia di guerra. De l resto, dall'al t a mente di P asquale Grippo non potevo attendere che atto altamente degno. L'on. Marngliano molto opportunamente ha ric hiamato l'n.ttenzione del ::ienato sopra una questione molto difficile, ma ben risolta, quella della. vaccinazione antitifica che i due mini:;tri militari banno da tempo codificat-a. in modo da renderla obbligatoria, superando le resistenze ed i pregiudi:r.i, cui oppo rtunamente a ccennava l'on. ministro della guerra. E ne abbiamo tratti splendidi risultati. Rammento che nella guerra libica, in Tobruk, ment re alc•me un i t;\. dell'esercito, cbe non e rano immunizzate, pagavano largo tributo di malati e di morti all'infezione tifica, i nostri reparti di marinai, cbe erano già stati vaccinati, prest'ntarono pochissimi malati e nessun decesso. È quest:r. una gloria scieutifica, un'altissima benemerenza, che onora l'esercito e l'al'lnata d 'Italia. L a que~tione di tale vaccinazione può d irsi una vexata ()t~aestio, ch e np ri larga e dotta discussione in seno al Consiglio superiore di sani t à , sotto ht direzione siLpiente d el mio insigne maestro, senatore Toùaro, al quale auguro ancora lunghi anni di vita per il fecondo insegnamento e per il decoro della Scienza ital iann. (Approvazioni).
L n- d irezione di sanità pubblica de l R egno è altra istituzione, che ba fatto assurgere nei suoi sapienti ordinamenti l'Italia alla tP.sta d i tutte le na:r.ioni. E , poich è è d'uopo, anche in politica, di non essere nè immemori n è irricon oscenti, mi. si. conse~ta cbe io invii un meroore saluto alla grA.nde anima di France,..co 0 1' 15 ~ 1 • ~he, . I D mezzo a lotte memorabili, contro settar ie opposizioni, coll'avveduto con stg!Jo dJ un esimio medico il Bertani elevò gli ord inamenti sanitari it1tliani a <i uella f ulgida gloria, da og~i n azione invidiataci.
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Nella mia interpellanza ho dimenticato di richiamare l'attenzione del ministro della p;uerrn. sulla quest.ione dei treni-ospedali. 1 treni-ospedali, per quanto riguarda la direzione del Ministero della p;ucrra e deli'Tcpcttorato di san ità, sono bene organizzati, ma sono in tropp<? scRrso numero. E uoi, che assistiamo anche nell'ora presente aJIR disorganizzazione dei nostri ~t>rvizi ferroviari, ci sontiamo ragionevolmente preoccupati dell'organamento ferroviario nella cveutualità. di una mooilizzazione. Auguriamoci cba la Commissione di in,.hiesta. sulle ferrovie concluda qt1alche cosa e voglia correggere anche qur>"ta tra le tante dE>ficien7.e, create dalla passata direzione delle feno,·ie dello Stato. Io mi compiaccio an,.he. e mi consenta il Senato che io que~to mio compiacimento qui manifesti, dell'acquisto di una grande quantità di siero nntit.-.tanico, cospi<'na benemerenza !'tcientifica del nostro Tiz7.oni. T casi di t etano, chP i-li sono verifìrati nell'attuale terr ibile guerra, sono qualche cosa che sorpaSSI\. ogni i mm~ p;inazione ed è proprio tenifknute. Nello scotso in\'eruo, nei due campi nemici di 0<'ridPflte si contavano, se le s tatistiche non falliscono. cir<'a 18,0()() cao;;i di tetnoo tt·aumatico, onòe le sofl'o'renzc sono impaurnnti, insopportabili, atro~i. Quando uno sl11·apnrll hatte su un terreno, specialml'nte sr• concimato, solleva in~i1•me ai frammt>nti nwtallici d611e parti di tenPno infette dal bacilio del tl'tano, chP, attnrcnndo la feriti•. dN!'rminn lo insorgere rlella terribile infezione. Do lode quinrl i all'on. m i11istro della guerra dell'acquisto in larga scala di questo siero : sono queste pron·idf'nze e previdenze, che non potevano mnnrare. Porto certezza che il Corpo sanitario dnlla lode del Ministro si sentir/\ ruagp;iormente incoraggiato nella sua opera; rua io mi permetto anche di prt•~are l'on. Ministro della guerra che s i concedano le inoleuni tà professionali. E~li sa che gli utlìciali <li artiglieri<~, specializzati, banno una indennità professionale, ed io credo che estenrlere questa indennità anche al corpo sanitario sarà una. provvi<IPnza tRle, che varrà a colmare in parte i vuoti, che oggi lamentinmo. A me non resta che rinnovare le mie vini azioni di grazia al mini~tro della guerm, non solamente per l'onore, che mi ha fatto, di accogliere con tanta bPnevolen7.n le mie modeste osservRzioni, ma specialmente per le lodi sue al corpo sanitario, lodi meritate e d elle quali io, come vecchio soldato, appartenente a quel benemerito corpo, non posso cbe altamente compincermi. E mi si consenta chP. io. in questo momento, in cui nobile sangue itRliano si è spa1·~o ancora sulle aspre ?.olle di Libia no>:trn. invii un memore, affettuoso saluto n qnPi bravi soldati, ~·be ancora una volta, sotto la guida snpient(> del prode gPn~rlliP Amo~lio, SC'mpre vittorioso, e del brRvo g1mernle Moccagattn, hanno novelh11neute nfl'ermato il valorE' italiano, che deve essere affidamento e presagio di altre vittorie, se Iddio e la Patria ci chiamt>ranno a nuovi bellici cimenti. (llt>tH>.). MATI AGLIA NO. TI in~rnzio gli onorevoli ~l inistri della Guerrll- e della pubbl kn. J.;truzione delle r i;:poste e dei chiarimenti che hanno a\·uto la corte~in di fornirci in relazione all'argomento dell'interpellanza; mi compiaccio soprntutto di vedere su questo terreno l'unione ùell'on. ministro dalla guerrR con quello della pubblicR. ist.I'Il7.ione : unione c:he spero nvn\ risultati fecondi anche in avveni re, quando cou calma !':i petri\ JWOvvadere, e pen~are, come ha dct.to l'co. ministro della. guena, ad \101\ più <'ompleta. orgnnizr.azione dei servi7.i di !'lanità militare. f'BERIDF.N'l' K l\on facendosi proposte, e nes'lun altro chiedendo di p~trlare, dichinro C'SI\urit!l. l'interpellanza.
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NECROLOGIO
Colonnello medico LUIGI BONAVOGLIA. Il gior no 30 aprile p p. alle ore 21 spegnevas i serennmente in Firenze, nello e>ercizio delle sue funzioni, il colonnello medico cav. LUIGI BON~ VOGLIA, direttore di sanith dell'VIII corpo d'armata. Nacque il 7 luglio 1858 a R icigliano !Salerno), compi con somma lode g-li studi m edici n ella R. università di Napoli e il 16 ottohre l t;77 entrò nel corpo sanitario militare como sottotenente medico. Egli avt>va sortito dnlla natnrn. unR ment e eletti~sima ed un cuore d'oro, sen· sibilic;c;imo e generos issimo. Percorse tutti i gradi della carriPra di medico militare sino a quello rli colonnello, che ottenne il 30 settem hre HllO, superando s plendidamente tu tt i gli esami prescritti. Con paziente studio ed indefesso amo re di v enne cli nico valen tissimo, felice nella diagnosi e ne lla. cura; chirurgo operatore r.oraggioso. calmo e prudente; valente igieuist a batteriologo. I suoi modi distinti, gentili, benevoli, i suoi occhi sereni, sempre atteggiati a benigna letizia, affascinavano gli infermi, che n umerosi, militari e borghesi, ricbie<levano l'opera sna e che egli tutti assisteva r.ol mass imo impeguo, di'!interesf:e e con carità fraterna. Al collegio militare di Roma, ove fece servizio più an ni, per la sua valentia nell'arte medica, per la bontà. del suo cuore e la dolcezza del s uo carattere, si ncquistò l'amore e la stima degli a llie vi, d('!le loro famiglie e di tutto il pP.rsonale mil it are A borghe~e, addetto a. quell'importante !sti tu to. Kello stabilimen to militare di Casandta, ove prestò SPrvizio in molte lavomziooi. moùiticò razionalmente la p reparazione dP I brodo concentrato, per cui ottenne s pl'ciali elogi ufficiali e la onorificenza della cr oce dei SS. !lfaurizio e Lazzaro per speciali benemerenze. Nella campap:na di L ibia. quale direttore d i so.nità del I corpo d'annata speciale in Tripoli, dal ::?9 marzo 1912 al 29 giugno 19113, disimpegnò il suo servizio con lodevolissimo zelo, somma competenza ed esemplare abnegaz ione. P e r questi suoi meriti altissimi ottenne la onor ificenza di ufficiale della Corona d'I tal ia. p r 1· par ticolari bene merenze acquistate s ul teatro della. guerra. Fu. i n poche p:\l'.>le, u n medico militare completo, 11apace di prestare egregi•l· mente l'opera sua all'esercito in pace ed in guerra. Ua compianto sincero mi opprime il cuore pen '!nndo a l lacrimato amico ~co u1 · pa rso im1naturamento ed improvvisamente.
c s.
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rnNrERKNZK SCIENTIFICHE DEGLI O~PEDALI MILITARI (DAI PROCESSI VERBALI P ERVENUTI ALL'ISPETTORATO DI SANITÀ MILITARE DAL 1° AL
30 APR I LK 1915).
MI L ANO (marzo). - Tenente medico di complemento G AETANO R E P ACI. -Sulla vaccinazione antitifica. - Premessa una rapida esposizione delle basi teoriche della vaccinazione antitifica, l'A. l'iassume brevemente tutti i lavori che su questa importante questione sono apparsi, dalle prime ricerche di Chnn temesse e \Vidal a i nostri giorni. E numera. quindi i differenti yaccini proposti, il loro modo di preparazione, indica quali sono i requisiti a cui debbono rispondere ed i vantaggi e gli svantaggi inerenti a ciascun vaccino. Dopo aver fatto in modo speciale rilevare che le ricerche sperimentali di Metchiruikoff e Besredka non depongono a favore dell'utilità della vaccinazione antitifica e che attualmente non esiste un criterio veramente sicuro per giudicare della p rocurata immunità, in quanto che la presenza degli ant.icorpi circolanti nel sangue dei vaccinati 11on è che l'indizio dell'infezione artificialmente procumta e non è lecito dalla quanti ti• di essi rit'erirne la maggiore o minore resistenza che l'orga nismo vaccinato opporrà a ll'infezione naturale, ove essa si produca, l'O. rit iene che in base alle numerose statistiche pubblicate in seguito all~ larga esperimentazione fatta negli eserciti in campagna, la vaccinazione antitifica s'impone come mezzo eflicace di preserv•ìzione da una cosi grnve malattia che tante vittime miete spe~ial mcnle fra le truppe esposte ai d isagi ed ai r igori di lunghe guerre, in locldità poco salubri, o dove le pre cauzioni igieniche ordinarie non po.>sono esse1·e osservn te. L'O. infine insiste in modo part icolare sulla tecnica della vaccinazione, sui c rite ri da seguire nella scelta dei sog getti, per i quali la vaccinazione è inutile o può essere dannosa , ed enumera infine le reazioni morbose che acc identalmente in seguito alla. vaccinazione si possono osservare nei sogge tti vaccinati. ID. (marzo). - Tenente medico di complemento GA!i:TA!'IO R&PACI. - Sulla meningite cerebro-spinale epidemica. - L'O. dopo aver brevemente riassunto la storia della scoperta del meningococco, espone le ricerche moderne i n base alle quali si può con a ssoluta certezza afl''e rmare che il germe s pecifico della men ingits cerebro-spinale epidemica è il meningococcu di \Veichselbaum, mentt·e cha il germe di Iaeger- H cnbuer, da una grande qu:mtità di osservatori, e nou dei minori, rite nuto fino a qualehe t!'mpo fa come l'agente specifico della malattia, non ha che una importanza secondn1·ia, se nou del tutto nulla. Accenn a . alla biologia del diplococco di \Veichselbaum, enumera dettagliatamente i caratte ri peculiari di esso, cJ.e permettollo di idenl ificRrlo e nettamente sepa.mrlo dl\i genui che lo s imula no, ~;ermi che in>:ieme nl mcningococco pullulnuo nella reLrocavit.à delle fauci, che, come si sa, è l'asilo nbitualtl del meuin gococco.
.... CONFERENZE SCIENTIFI CHE DEGLI OSPE~ALl IUIJI T ARI
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Passa quindi i u russegua la sintomatologia g enerale dell'affezione, insistendo -,:>articolarmente su quei 11egni che il medico, quando sospetto. un'affezione me· :uingeo., deve tosto ricercare (rigidità della nuca, segno di Kernig) per stabilire prontament e la diagnosi; enumera le varie forme della meningite cerebro· !<pino.le epidemica, tracr-iando rapidamente con pochi tratti i caratteri p ropri a cil\Scuna forma. In questa esposizione l'O. dice di fare un lo.rgbh;simo uso delle osservazioni fatte nel reparto delle malattie infettive di questo ospedale militare. Dopo avere fatto risalta re l'importanza che per la diagnosi dell'a f. fezioue e per sta.bilirne con matematica precisione la natura, ha la puntura lombare di Quincke (vera biopsia delle meningi), l'O. enumera i vari aspetti che pùò ass umere il liquido cefalo-rachideo ~d i caratteri batteriologici, cito· logici e chimici in base ai quali si può differenziare la meningite cerebrospinale dallé altre affezioni meningee. Indica in succinto i vari tempi della tecnica dell'esame del liquido cefalo-rachideo, la maniera. di ottenere le cul· ture del meningococco. In quanto alla cura l'O accenna. brevemente alle varie tuedicazioni adoperate fino a pochi anni fa, ma insiste in modo part icolare sul miglion, mento c onsiderevole che la sieroterapia ha apportato alla progno!'i della malattia, iìno ad ora pessima, al giorno d'oggi relativamente benigna., come dimostrano le statistiche fino ad ora conosciute. Ricorda come sono p·rcparati i vari sieri io uso nei vari paesi ed ins iste infine sulla. tecnica della siero-terapia antirn..,ningococcica , indicando il modo di somrninistrazione del siero, la quan tità da iniettare, i criteri da seguire nella ripetizione delle iniezioni, le reazioni che il siero può provocare. Secondo l'O. la sol<~. via d'i ntroduzione del siero da consigliare è la via. intmracbidea, perchè è lR. sola maniera che ba permesso a tutti gli esperimenta tori di ottenere gli splendidi successi annunziati. Le iniezioni int rarnuscolari, sottocu tanee o in tra \'enose non hanno consentito di segnalare successo a.lc uno e perciò debbono senz'a ltro essere abbandonate. L'O. espontl quindi i risulta ti che colla sieroterapia. furono ottenuti all'os pedale militare di Milano I casi osservati furono 34 'l' re morirono qualche o ra dopo il loro arrivo all'ospedale e non furono currtti. Dei treutuuo curati, due erano in condizioni g ravissime e morirono dopo la prima iniezione; degli 11ltri ventinove morirono 8 e gli a.ltri guarirono. Quindi l a percentuale delhl mortalità fu del 27,59 p. cento. F u adoperato il siero Dopter dell'istituto Pa · steur di Parigi ed il siero Belfanti dell'istituto sieroterapico milanese . Solo in due casi furono rilevati postumi degni di essere segnalati: in uno sordomutismo bila terale insorto nei primi giorni della malattia, certamente inguaribile, ed atrofia del deltoide del braccio sinistro, suscettibi le di miglioramento e forse di guarigione completa: i n un altro emiplegia destra, insorta qualche giorno dopo che la guarigione pa reva completa. ID. (aprile). - Tenente medico di complemento GAETA;.;o REI'Al:t. - Sull 'anafilassi della sieroternpia antimeningococcica ed e pidemiologia della meni ng ite cereb ro-spinale. - L'O. r icord a prima di t utto il significato della parola a na· filassi, introdotta nella scienza dal Ricbet e le esperi enz<~ fondamentali che questo scienziato ba eseguito in collaborazione con Potier. Accenna qui ndi a l fenomeno di Artbus, al fenomeno di Teobaldo Slllith, alla malattia da siero, alle esperienze di Von Pirgnet. S'intrattiene alquanto sulla pntogenesi dell'anafilassi, esponen do le vediute attuali sulla quest ione ed enumera quindi le maniere difl'ereuti d i mani festnrsi dell'anafilassi sui meningitici, curati collasi~ ro terapia. Dopo avere
dimostrnto clle hc·n rari sono i rasi in cui i fenomeni annalattici vernmentegrnvi furono SPgnalnti, in~ic:a quali siano i mezzi di cui il me1lico dispone per fronteg· ginrli c .,• intr:.t tit·ne ;;pecialtuente •;ulla vacc inazione anafilattica di'Besredka. Fa. rile,·~tre ilolìuo c·he questi disturbi aoafilnttici sono largamente compen~ati dai succc:~si che colla ~iE!ruter;~pia si ottc·ngono e chP. per con~el!'uenza il medico, pur e;seudo ohul gato a ttnerno conto, non dovo a rnusa di essi e~sere esitante nd npplicaro un metodo di curn verame-nte elli•·ace e geooralmente innocuo. Jn qnl\nto all'epidt>miologin, l'O. accenna rapidamente nllo differenti epidemie di meningite cerebro·spiuale che dRI principio dello scorso secolo infie· r irono in Europa e l in America. ma s'occupi\ in modo speciale dell'epidemia elle infier i nei mesi scorsi in Italia o non si è anrora del tutto spenta. R i· corJn che secondo In grande maggioranza dogli nutor·i che hanno studiata l'epi· dcmiologin di questa m1tlattia, ri~ulta: 1• Che es.<:a ò UIH\ mnlf\ttia d'inverno e di primrworn; 2° (Jho l'inizio delle epidemie coincide qua~i somprC' coll'arri vo delle recluto; so Che l'esteoqione e la diffusione delle epidemie è gene· ralmente me lioc•·e e che la malattia. si propl\ga. per mezzo d i fo.:olai limitati o poco do..:nsi; -!° Che insieme colla epidemia d i mouingite cerebro-spinale io:>orgono contemporan eamente altre epidomio i"pecialmcote di feubri esantematiche: o° Che la maluttia 1 re ferisce gcn!Jrn.mento i soggetti gio\'ani L'epide· mia itnlianl\ è caratterizzata dal fatto che cs~a in sori!!' q nasi contemporaneamente in \'tlric provincie d'Italia, mentre non ri.,ulta che rultecedeutemente alla ~<un segnalazione esi;;tessero dei focolai i lo lati (t•"•ti moniauza dd Bollettino d,• l le mal!\ttie infetti\'e del re-gno d' Italia e del .M i nistero dell'inh·rno). Infine- l'O. fa rdt>vnre che qui in Milano, quasi contemporuueamente slln mcniugite cea·ebro-spinnle, inl.ìeri fra In guarnigione un'epidemia eccezionalme nte gr<~\'ll di morbillo e che gli ore<'chioni, la scarl<~ttina. fu rono osservati con grandis,:;ima
freq 1wnza. Sulla que'ltione del contagio l'O. sostiene l'ile non mancano nella letteratura medica, uè nell'oc;scr\'uzione quotid ia na esempi meccep•bili di contagio. l portRtori <li lJacilli cap:oci di portare la malattia a grandi dista nze, esi~tono resiIUI'»LC, ma non è da credere che la loro e•i-ten?.a basti da r;ola a spie~are lo ecoppinre dell'epidemia in loc~tlità molto lontane d'uuo stesso paese, eome 1\\'\'cnue in Hai i a. Bisogna, secondo l'O. nmmetten· d1c i l meuiugococco di \\'eich~•·lhnu m vegeti nella rctroca.vitll dell .. f:ouci nei ~o~~;etti sani più fre<t u~n tcmente di quanto sia dagli autori ammesso e elle e~~o po:<~a iu doternllutne cico,..tan?.o, alcune delle quali conosciute, fll'qui!'<tare Il\ v1rule uza ne••e:-.sariu ed indi~pcnsahile p•·•· dar luogo alla malattia. Nè più nè numo di quello elle avviene f-O'' il pneumococco. In qutliiLO alla profilus~i, l'isolamcuto dei mul..ti e Jui portatori di bncilli s' i m pone, ma q ucst'ultimo ò cstrenmu1entc alentorio cd i m possi ui le a rea l izz.,re n«·lln p opolazione civile. 11 si~;nor colon nullo dir ettore dell' o-;pe•l<lle riu~rat.ia il dott. Hepuci olell\l <'Onf••rc!lzC fatte e ricorda la splendiJa memoria elle sull'argomento Ila pubulicato m ol t i anni fa il generale medico :\11\llii,Yra. Il .-rgnor colonnello direttore di ;;:ani t>\ rtt'eri~ce eh,, thl un n inch ie-tl\ da l ui fatta allo scoppiare dell'epidemia attuale ri~ulta che a Potenza, prima dei ca~i o•,cr\'.'lti a 11 ila no. ci furono o casi <ii meningite cen•hro·spinale, che non sono rit•ort'\LÌ dal Bollettino dello malattie JUfettive del :\l111istero dell'interno.
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-337
Movirn~nti avvenuti nel Cor~o ~unitario e nel Personale Farmaceutico
(Dalla dispensa l 5• alla !()& del Bolldlino uffici ale tùl~ nomine)
Uftlo1all lD servlslo permaneate.
Determinazione ministeriale 1° aprile 191&. CASTJGLIOLA Orlando, capitano medico 12 bersaglieri. Trasferito ospedale Milano. BILOTTA cav. Vincenw, id. 20 fanteria. - I d. id. Messina. FocE cav. Edgardo, id. 21 id. - Id. id. Firenze. ~!.UlO'.M'A Gaetano, id. fuori quadro (comandato fanteria). - Comandato id. Napoli, fuori quRdro. SoRDI Giuseppe, id. id. id. (id. 11 artiglieria cam pagna). Id. id. Alessandria, id. id. CANDlDORI Enrico, id. id. id. (id. 18 fanteria). - Id. id. A ncona, id. id. PERRIER Stefano, id. id. id. (id. 64 id.). - Id. id. Torino, id. id VtSCONTJ Giuseppe, id. id. id. (id. 60 id.). - Id. id. succursale P nrma, id. id.
63:
B. dec1·eto 28 feb/J.raio 1916.
(;&RVELLO Ugo, tenente medico R . corpo t r uppe coloniali Eri trea (a disposizione Ministero colonie). - Cessa di essere a disposizione Ministero delle colonie dal 9 dicembre 1914. BEVACQUA cav. Alfredo, capitano medico R. corpo truppe coloniali Eritrea SoALPATJ .Alberto, tenen te medico id. id. id. - Collocati, d'autorità, a dispo· sizione Ministero delle c olonie, dal 9 dicembre 1914.
R. decreto 8 aprile 1916. T ALLARICO cav. Bonifacio, colonnello medico, direttore ospedale Firenze. - Eso. nerato dalla carica sudd etta e nominat-o direttore di sanità del VI corpo a r• mata, dal l 0 apr ile 1915. TESTI cav. .Francesco, id. id., id. id. Ve rona. - Id. id. id. e nomin at-o direttore ospedale F iren.z e, dal 1° id., continuando a pres ta re servizio in L ibia. PEBASSI cav. Giovanni Antonio, tenente colonnello medico, di re ttore ospedale Cava dei Tirreni (Sale:rno). - Esonerato dalla carica suddetta e collocato d. disposizione del Minis tero della guerra, dal 2"3 marzo 191&, a senso del ùisp.osto fl -
Giornale df medicina miiUiu·e -
Fase. IV.
'8:38
MOVIMESTI AVVESUTI NEL CORPO SASIT. E SEL PERS. FARMACEUTICO
d;\l n. l tlel R. d'lcreto 15 novembre 1914, n. 1249. e comandato ospedale Cava dei Tirreni (Srllerno). TO)tM,ISINA cav. Ma1·io, id. id, id. id. Novara. - Id. id. id., id. id. id. dal 22 marzo 1915, id. id. id., id. id. Novara. B&HNUCCI cav. Giovanni, id. id., id. id. Perugia (comandato ospedale Verona). Promos!'<o coloouello medico e nominato direttore ospedale Verona, con anzianità 31 marzo 1915 e con decorrenzn per gli assegni dal 1° aprile 19lb. TAVAZZANI co.v. Cesare, id. id. infe rmeria presidiaria Ivrea.- Nominato direttore dell'ospedale militare di Cava. dei Tirreni (Salerno), dal 1° aprile 1915, e comandato infermeria presidiati!\ Ivrea. SCHIZZi cav. Pietro, id. id. osped.de succursAle Mantova. - Id. id. id. Novara, dal 1° id., id. id. succursale Mantova. I seguenti uffi c iali medici sono promossi al grado superiore con anzianità 31 marzo 1915, con decorrenza per gli assegui dal 1° aprile 1915 e con la de· stiHazione per ciascuno indicata : Tenenti colonnelli medici promossi colonnelli medici: PERASSI cav. Giovanili Antonio, a disposizione Ministero guerra (comandato ospedale Cava Tirreni)- Run11 cav. Camillo, id. id. (id: id. Ancona)- PRONOTTO cav. Henedetto SuljJizio, id. id. (id. id. Caserta) - TOl!MASSINA ca v. Mario, id. id. (id. id. Novara). - Continuano come sopt·a. Seguirauuo nel ruolo il colon· nello medico GALL.t cav. Giovanni Do·menico. Maggiori medici promossi teueuti colon ne ili medici; dispos izione Ministew colonie. - Continua come contro. CEINO cav. Achille, inferu1eria presidiaria Lecce. - Id. id. id. FURNÒ cav. Giacomo, direzione sanità XII corpo armata. - Destinato ospedale Palermo. VIALill cav. Anyelo, ospedale succursale Mantova. - Continua come contro. DEL~ll:-110 cav. o,·azio, id. Livoruo. I d. id. id. Rossi:-<1 cav. 1'omm.aso, accademia militare. - Id. id. id. ZtBETTl c1~v. Gi·uscppe, ospedale l\filauo. Id. id. id.
11I0117.E'r'fl cav. Eliseo, a
Ca-pitani medici promos~i maggiori medici: SANNA Attilio, ospeda le Milano. - Continua come contro. ANNINO IJeniamino, id. Padova. - Jd. id. id. (a scelta). TE:Ul'ES'I'A cav. Costauzo, id. Napoli. - Id. id. id. NJt:GRO Em.e.~to, 1° artiglieria montagna. - Destinato infermeria presidiaria Ivrea. RUTA Sebastiano, ospedale Livorno. - Continua come contro (a scelta). Axot<~~INl Alf•·edo, 89 f11nteria Des tinato os pedale Udine. FERHO-Luzzt ;l[assiut.iliano, l 0 granatieri. - Id. id. Perugia. GtUJWNI Giovanni, scuola applicazione sanità militare. -Continua come contro (a scelta). SANTUII Pcderico, infermeria presidiaria 'l'ra.pani. - Continua come contro. CODA Oa•·lo, ospedale l:'ado\·a. - Id. id. id . CASTELLA:-<! cav. Romeo, id. Alessandria. - Destinato direzione sanità II corpo armata (a scelta). VniCI Francesco, id. Venezia. - Continua come contro. R ONGA Vincen20, Piemonte Reale cnvalleria. - Infermeria presidiaria Capua. ~{AOLIOLL .Antonio, ospedale M ilano. Continua come contro (a scelta). ROMANO E rwico. id. Napoli. - I d. id. id.
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YOVI .M ENTJ AVVE~UTl NEL COHPO SA~lT. E N~~L PERS FARMACEUT!CO·
339
I seguenti tenenti medici sono promossi capitani medici con riserva di anzianità, con decor renza per gli assegni dal!" aprile 1915 e con ]a destin azione per ciascuno controindicata: B RANCO Vincenzo, 8 alpini. - Destinato l3 fanteria. SAVARINO Saverio, ospedale Palermo. - Id 63 id. ZAPPALÀ (iiacomo, id. Palermo. - Id. 25 id. Su~u. Cosimo, id Firenze, Id. 3 ber~aglieri. RoooER t Antonino, id. Messina. - Continua come contro. PETTI'ri Pas11Uale, 3 alpini. - Destinato 54 fanteria. BoCCA Tito, R. corpo truppe coloniali Somalia (a disposizione Ministero I'Oionie. - Continua come sopra. CAMBISE Etlore, a dispo~izione Ministero colonie (L ibia). - Destinato 74 fanteria . SEsTO Antonino, 22 artiglieria campagna.- Id. 12 bersaglieri. ALBANESE R icciotti, infermeria Reggio Calabrirt. - Id. 20 fanteria. CROSrGLIA Evaristo, R. corpo truppe coloniali Somalia (a. disposizione Ministero colonie). - Continua come sopra DE A.NGF.Lis A1·duino, ospedale Nv.poli. Destinato 18 fanteria. Rtccò Eltm·e, lancieri di Mantova - Id. 28 id. SlNAPI Vincenzo, infermeria presidiaria. Civitavecchia. - Continua. come contro. PORCARA Isidoro cavalleggeri d i Caserta. - Destinato 11 artiglieria campagna. VALE:-ò'tE Gioachino, 3 alpini (comandato scuola applicazione sanità militare). Continua. come sopra. G&LORMINI Lu.igi, acca.demia. militare. - Destinato 17 fA.nteria. RJNAI.DI Gi!neppe, R. corpo truppe coloniali Eritrea. Continua come contro. To~tASF:LLJ Vito, IA.ncieri di Montebello. DestinaLo 9! fanteria. DEl., VASTO Giltseppe, scuola applicatiooe fanteria. -
Id. 21 id.
Determinazione m inisteTiale 8 aprile 1915. VtRGALLITA cav. Mario, tenen te colonn ello medico ospedale R omA.. - Collocato fuori quadro dal 20 marzo 1916 a senso del disposto dal n. l del R . decreto 15 no· vembre 1914, n. 1249 (comandato ospedale &oma). GntSTINA cav. Cnstrern:e, maggiore medico id P A.Iermo.- Trasferito di r ezione sa· nità XII corpo a r1nata. Sm&cr Giuseppe, capitano medico 4 bersaglieri. - Id l art igl ieria monta~na.. MAssERA::-10 Giulio, id. laucieri di Montebello. - Id. 4 bersaglieri. P oLOSA Vincenzo, id. 74 fouteria. - Id. lancieri di Moute.b<~llo. S1MEONI Alessand?·o, id 82 ici.. - Id. l granatieri. DE B ERNARDINIS Vi1·ginio, id. 25 id Comandato fuor i quadro, 82 fan teria . SAGNOTTI Auqusto, id. 94 id. - T rasferito Piemonte Reale cavalleria. SORDI Domenico, id. 9 id. - I d. ospedale Bari. GRAZIOLA Gerardo, id. 16 id. - I d. 9 fante ria . MIDOLLA Carmelo, id. ospedale Savigliano. - Collocato a disposizione Ministero colon ie dal l• aprile 1916 e destinato R. cor po truppe coloniali deìla Tripolitan ia e Cirenaica,
R. decreto 11 aprile 1915. G-HlDOLI Enrico, capitano medico lan cieri di Vercelli. - Collocato in aspettativa per infermità temporanee non provenienti da cause Ji servizio per l~t dura ta di ~ei mesi.
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MOVB!ENTI A\"\'ENliTI NEL CORPO SA:\lT. E NEL PERS. F AIUIACEUTICO
medico di complemt~nto, distretto Barletta. Nominato tenente medico in sen·izio attivo permanente con anzianità 18 marzo 1916 e con decorrenza per gli assegni dall0 apr ile 1015 e rlestinato ospedale Ud ine. Seguiril uel ruolo il tenente medico FwnE .Mario.
DELL'OLio Anyelo, sottotenente
Dec1·eto ministeriale 9 aprile 1915. Lo stipendio annuo normale dei maggiori medici e de i capitani medici inscritti nell'annum·io milita?'e con le anzianità 31 marzo 1910 è portatr, rispet· tivamente a lire 6500 e a. lire 4400 dal 1° aprile 1916. Determinazione ministe1·ia!e 16 aprile 1915. VJRDIA cav. Tomnwso,
tenente colonnello medico ospedale Roma. - Trasferito is pettorato sanità militare. Citi8ERÀ Gius~ppe, tenente medico R. corpo truppe coloniali della Somalia (a disposizione ì\1 inistero colonie). - Si consideri destinato R. corpo tru ppe colo· niali della Somalia, a domanda, anzichè d'autorità. R. dec1·eto 15 aprile UJ15.
LA MANNA Salvatore, tenente medico in aspettativa per infermità non provenienti da cause di servizio per un anno. (R. decreto 10 ma rzo 1914). - L 'aspettativa di cui sopra è prorogata per un pe riodo di un anno dal 19 mar zo 1916.
R. decreto 18 ap1·ile 1915. Gio. Battista, tenente medico infermeria presidiaria Pavia. - Dispensato da l servizio attivo permanente per sua domanja; inscr itto col suo grado e con la sua an1.ianitll nel ruolo degli ufficiali medici di complemento ed assegnato distretto Forti dal 1° maggio 1915
SAVELLI
Determinazione ministel'iale 22 aprile 11)16. PEZZA LI Roberto, capitano medico, fuori quadro a termine del R . decreto u. 12fl2
del lo novembre 1914, comandato 2-l fanteria. - Collocato fuori quadro per infermità dal l" maggio 191!'> a termine dal R. decreto n 64 del 28 gennaio l!'l15 e comandato o~pcdale Novara. SANTOlt.\URO Rurl!liero, id. inferme1·ia Foggia.- Id. id. id e comandato infermeria Foggia. .Antot.A Luca. id. 1t fanteria. Id. a termine del R. decreto n. 1262 del 10 novembre 1914, e comandato 11 fanteria . Determinazione m.ini:sleriale 28 a1n·ile 1915. CRI.'>TI~J
Alfredo, tenente medico R. corpo truppe coloniali dell'Eritrea. - Si consiJeri destinato nel R corpo di truppe colon iali dell'Eritrea, a domanda, anziche d'autorità.
MOVnlliNTI AVVENUTI NEL CORPO SA:-IIT. E NEL PERS. FARMACEUTICO
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l"armaollltl mWtarl. Determinazione ministe?·iale 1° aprile 1915. FOLCO dott. Libe1·o, farmacista di 2• classe ospcdrLle militare Milano (comandato
infermeria presidiaria Bergamo) -
Trasferito farmacia centrale militare.
t1ftlolall ln poalzlone dl aervlslo auUlarlo. Decreto ministe?iale 30 marzo 1915. Francesco, tenente colonn~:>llo' medico, distretto Caserta. - Chiamato in ser vizio temporaneo dal 20 marzo 1915, all'ospedale Cava d ei Tirreni. (Sa· lemo).
ROMANO cav.
Decrtto ministeriale 8 ap1·ile 1916. MANGIAN'l'I cav. Ezio, colonnello medico, distretto Roma.- Chiamato in servizio
temporaneo dal 28 marzo 1916, all'ispettorato di sanità militare.
Ufllol&U d1 rlaerva. R. decreto 21 marzo 1915. PIOE!<'I Orlando, capitano medico distretto Novara. -Accetta.ta la volontaria ri-
nunzia. al grado.
Decreto ministeriale 24 marzo 1916. A.l(omo, maggiore medico, distretto Genova. - Chiamato in servizio con assegni, per tempo indeterminato. dai1S marzo 191 ò, all'ospedale Genova.
GIANNINI cav.
VoGHERA. Leone, id., id. Venezia, in servizio ospedale Udine. - Ricollocato in cong~o dal 16 a prile 1916. DEL PRl<:>Ju~: cav. Garibaldi, id., id. Firenze, id. id. Firenze. Id. id. dal 9 id.
Decreto ministeriale 2 aprile 1916. FLORIS Antonio, capitano medico, distretto Sassari, in servizio ospedale Cagliari. - Ricollocato in congedo dal 16 aprile 1915. TAMANTl Vasco, tenente medico, distretto Pesaro. Chiamato in servizio, con assegni, per tempo indeterminato, dal 6 aprile 1915, nel presidio di Fossombrone.
a
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MO'VIMP-NTl AVVE:O.lJTI :\ EL CORPO SANIT. E NKL PERS• .I!'ARMAOEUTICO
B. dec1·eto 26 aprile 1916. PnONATr Cesa1·e,
maggiore medico, distretto Pinerolo. - Dispensato da ogni even• tuale servizio militare per infermità non dipendenti da cause di servizio.
DefUnti. PoLrDORO• Giuseppe, capitano medico riserva., distretto Sulmona. -
Morto a Colle Armele (Aquila), il 13 gennaio 1!-115. BERNAHDO cav. Ltti[Ji, colonnl-llo med ico, direttore sanità VI corpo armata. Id. a. Bologna., il 25 marzo 1915. DAL Pozzo Domenico, capitano medico di riserva, distretto Alessandria.. - Id. a Torino, il 4 aprile 1915. L OSITO Tommaso, tenente medico riserva, distretto Barletta. Id. ad Andria (Bari), il 2'2 id.
Il D irct.to r o
c- R elaLo:rc
CLAUDIO SFORZA, tenente generale medico
(88) - Roma, 1915 -
T•P· E. Voghera.
Bu:~~.uoo o BREZZI. -
Lo sgombero degli amn.~lati e feriti in guerra. Memoria premiata al concorso Ribe.r i. Un volume di pag. 276 con molte figure e tavole grafiche. - Roma, 1905 . . • • . I,. 0.Uu1J>"I. - La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel concoreo Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. . • 1 Io. - l.e malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al concorso Ribori 1906-1906. Un volume di pag. 402 con tavole gra.flche e statistiche. - Roma, 1908 , i> CusANl. - Esposizione sommaria dell'ord!namento e funzionamento del aervizio sanitario in campagna prosso l'asercito italiano. - Roma. 1906 • 1 D• C'xsA.RE. - Studio sulle rr.ediastiniti (mediastiniti suppurative, aBCeti80 mediaatinico). - Roma, 1900. Un vol. di pag. 144 . 1 H--rBTL - Onorua.tologia anatomica. Storia e critica del moderno ~io anatomico. Traduzione libera italiana dei dottori C. Pn:&TTI e C. SI'OB:U. Roma, 1884. (Edizione rru-a) • C.e ferì~ ca.uate dalle armi da guerra. Sintesi della rel.az.ione sanitaria sugli eserciti tedeschi durante la guerra franco-germanica 1870-71. - Roma, 1889. Un volume di pag. 348, prezzo ridotto. » M.Ul.&.YliA. Studii etorico-critici sulla meningite cerobro-apinale epidemica in Italia e particolarmente nell'esercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto . . • . • . • • Su.m.l.llL - Le lesioni tlt\umatiche dei centri nervosi. Memoria onorata del premiJ Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. • SroBu e GmUAXBLLT. - Le malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al concorso Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1886; prezzo ridotto. • TOMilLUNI. Delle malattie piò frequentemente simulate o provocate dagli ine<'l"itti. - Home., 1875 . • CuBANI. - Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario in campagna "'· 11. -
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F:&BBARI LELLI Flu~OBsco, capitano medico. -Manuale di bromatologia poi medici militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 16° di pag. 484. (Vendibile pr-o l'Autore in Firenze, scuola d'applicazione di sanità militare) . . L. 5 TIRELLI. - Ferite da arma da fuoco portatili TeRi di libera docenza. Un volume di pag. 370 con 17 tevolo. -Modena, 19lii. (Vendibile presso l'Autore - Scuola Militare) . • • 16 A. SKRTOLI, capitano medico. libero docent.e a• patologia spociaio chirurgica neiìa R. Università di Pisa. -- Contributo allo studio del rinofima e ricerche iatologiche sui t-rapianti di cute secondo WoUe (con 18 tavole)- Livorno 1911, Officine grafiche Chlappini. (Vendibile presso l'Autore, Ospedale Militare di Livorno). • Il J.lNDOLO CosTANTINO, colonnello medico. - Oftalmoscopia ed ottica oculilltica. Manuale teorico-pratico. Un vol. in 8° con 82 figure e 12 tavo!e.- Napoli, stabilimento tipografico F ..rrante, 1905. (Vendibile preaso l'Aatore, Roma, via Principe Amedeo 47) 8 MA.NOIA.lfTI EziO, colonnello medico Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po ( 1889, 1!198, 1905). Testo e progetto con illuatrnzioni, premiati con diplomn d'onore all' Esposizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile presso l'Autore, direzione sanità militare) 4 In. ID. - Esercito e tubercolosi. (Notizie. - Profilaasi attuale. - Età della chiamata. - Ferma biennale. - Abbassamento della statura). Relazione al congresso na7ioof<.le d'igie.n e 1906 Milano. (Id. id. id.) . • 2 Prof PETBA.ZZANI Pu;:TRO, vico-direttote del frenocomio di Reggio Emilia. S\lllo stato di mente d~l soldato Augusto Masetti - Vendibilo preBBo la libreria Beltram i di L. Cappelli - Doiognn, o presso l'Autore. flALiliABI SAL"ATOJIE, mllggiore medico. - L'anatomia e la chirurgia operatoria della. ma.n-:libola e delle parti molli che la rivestono. - Na.po:Ji, 1906. Un vol. in s• di pag. 130, con 68 figure intercalato nel testo. (Vendibile preSBO J'Autor.e, Corso Vittorio Emanuele 386. Napoli) . • 3 lo. m. - LA chirurgia delle vio biliari. Memoria -onorata di un atte~tato di lode d olia Società medico-chirurgica di Bolo>"la.- Bologna, 1903. Un vol. in 16• di pag. 198, (Vendibile presso l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli). l -
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GIORNALE DI
MEDICI N A MILI'l1 AR.E Pubblicato dall ' Ispettorato di Sanità m ili t are Giornals dJ meatc1na m1lìlare : 18~ 1- 1 884
Giomal• medlcc; del Reg io Eaérc;to e oe ll•
Regia Marina: t886 180!>
Gro r,.al• medico del Reg fo Esercito :
~-l NNO ],;XIli -
FA SCICOLO
t896~1Q07
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httore •1 C&VIII l et eone. - Normjl per gli urtlciali Ili<!< Ilei dUrali l<' la carnpag11a IUYII!IT" DI 4-:IOa!t"AI,I n· ,,l,l .,~l ·~D IE·'I·• :a l.
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RIVISTA 111 R.nn: RIOLOGIA '\n;
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Norme per gli ufficiali medici durante la campagna per il tenente yenemle medico L. Ferrero di Cavallerleone, I:<pl'ttore caJ-o
La gllerra che si sta combattendo in Europa da dieci mesi, nella quale entriamo ora attori per difendere i nostri sacrosnnti diritti di italianità, animati dai più alti ideali, ci ba dat.o ormai un11. lunga messe di esperienza, di cui dobbiamo tener conto pel funzionamento del nostro servizio sanitario, per la cura dei feriti e per la difesa dallo malattie che continuamente e ovunque insidittno le annate. Di larga esperienza è stata pure per noi la c~tmpagna libica; ma se es::~a ha assodato il principio della chirurgia conservatrice - per le condizioni speciali e locali in cui si svolse ben diverse da quelle a t · ]' , t ua I, e per la differenza dei mezzi bellici di cui disponevano i nostri a vversari - poco si presta. come base di insegnamenti per l'ora presente. Credo perciò non debba tornare inopportuno, a similitudine di quanto feci per la campagna. libica, riassumere alcuni precetti che p ossano stabilire una certa uniformità di indirizzi e di criteri nell'opera che gli ufficiali medici dovranno svolgere, pur lasciando ne.· tura.lmente a. Ciascuno . d'1 essi. e speCialmente . .. a1. a·1retton. d'1 serviziO, quelle. iniziative che l'esperie~za. personale e le circostanze facessero a ppanre loro opportune. h Per quanto ne sia stato scritto e detto in contrario, premetto però 6 c •. se la. guerra. attuale ha. messo in luce la utilità di qualche innovaztone in h" . . · · . . c 1rurg1a eh guerra e nel funzionamento del ser viZIO sa.n Jta.no non h fì · ·· . ' a. nora. modificato sost anzia.lmeute quel precett'l c h e g ia Sl eran0 accettati· ed adottati in base agli insegnamenti· d e11e guerre passate.
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Xvi\ME PER OLI t:~'FICIAI.l Mf~DIC I UCRANTE I.A CAJ\I PAGNA
Due grandi fattori sono venuti bensì a cambiare apparentemente la fisionomia della chirurgia nella guerra attuale: il predominio enorme dell'uso r:lelle armi d'artiglieria, delle bombe a mano o lanciate da aviatori proporzionalmente a quello di fucili, mitragliatrici o rivoltelle, e perciò un numero di tanto maggiore delle ferite gravi a lesioni distruttive multiple con grande tendenza a complicazioni settiche; e la guerra di trincee sostituitasi ai combattimenti di grandi masse in campo aperto, donde la possibilità e opportunità di fare quasi sul sito grandi medicazioni ed operazioni che prima erano riservate alle formazioni Snnitarie più stabili. :Ma le massime, le direttive principali della <.:hirurgia di guerra restano immutate. L~ chirurgia conservatrice elevo riaffermarsi e nulla deve cam biar"i ai precetti ste~si es~enziali dell'asepsi e dell'a.ntisepsi, come devono mantenersi le grandi direttive per lo sgombero e il trasporto dei feriti. Pnnu: wr.oiCA.ZIOXL - P e'r prim3. cosa è pertanto necessario, anzi più che mai, chi! la raccolta e il primo soccorso dei feriti sia il più sollecito possibile, perchè in tal modo non solo potrà essere provveduto ad indicazioni della massima urgenza, ma riuscirà meno difficile di opporre un'aziùne efficace al maggior pericolo a cui sono esposti i feriti, quello cioè della. iufezione. E non meno ora che prima, la chirurgia sulla linea del fuoco e sulle sue vicinanze deve a'\'ere per caratteristica. la massima semplicità e speditezza, improntata al criterio di proteggere in primo tempo le ferite con una medicatura occlusiva, preceduta da una rapida disinfezione con tintura di iodio, evitando qualsiasi esplorazione sia digitale che strumentale. Eù a. tal nopo è ind1spensabile che gli aiutanti di sanità e i portafori ti siano bene ist.rui ti sull' applicar.ione razional e del pacch etto di medicazione individuale e sull'uso sia della fialetta elastica che della fialetta individuale di tintura di iodio annessa al paucl1etto stesso, e che ogmtli istruzioni si estendano a tutti i soldati, anche ora, facendo loro comprendere l'importanza delle manualità. ocr·orrenti. Sia la fiala elastica che la fialetta iudi>iduale furono pensate in modo che la tintura di iodio si possa spargere tutto attorno alle ferite, e, se occorra, anche nelle anfrattuo:'lita delle ferite stesse, ma in minima quantità, senza mai tocca.rle, appunto per evitare qualunque pericolo di insudiciamento. E si dovrà racl!omandare che la medicazione sia sempre ascintta e con materiale asettico per l' incompatibilità della. tintura di iodio col sublimato.
NORME PKR GLI Ul!'FlCIALl ME DI CI Dt;RA:-;TE l.. A CAMPAGJ'i"A\
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Non si dimentichi mai il precetto, che ha valore di aforismar che l& prima medicazione decide spesso d ella sorte dei feriti . E perciò le medicazioni dei feriti più gravi per quanto possibile vengano praticate dagli ufficiali medici eh~ si trovan o fra le file dei combattenti. L'esperienza attuale ha ancora dimostrato che le ferite prodotte da proiettili di fucili o mitragliatrici, quanrio non sono accompagnate da. fenomeni esplosivi: si possono considerare clinicamente asettiche; quindi il precetto unico già accennato della semplice disinfezione iodica ed occlusione delle ferite. Al contrario per le ferite da proiettili di artiglieria o da bombe, e quando eaistono fenomeni esplosivi, occorrerà. accurata toeletta e detersione delle lesioni mediante ac:J_ua ossigenata, soluzione di permanganato pota.ssico, acido fenico, ecc., associata a quegli sbriglia.menti che servono a mettere all'aperto scolla.menti p rofondi, focolai distruttivi, ricorre-ndo anche all'occorrenza al termo-cautere quando la
prima medicazione riuscisse fatta soltanto dopo parecchio tempo dalla lesione: la tìnt ur&. di iodio in queste ferite non ha sempre corrisposto con sufficiente efficacia. E per esse devesi pure tener presente che qualsiasi sutura è con troi ndicata. Inutile soggiungere che la. medicatnra. delle ferite dovrà essere completata, come romplemento indispensabile, con fasciature che man~ngano la regione offesa nella migliore posizione di riposo allo scopo d1 attenuare le sofferenze, di favorire la guarigione, di rendere più agevole il trasporto e di prevenire qualsia.si spostamento della rnedicatura stessa, per il che tornerà talora opportuna l'applicazion e di qua.l:he striscia di pfla.ster. Nelle fratture esposte specialmente si dovra_cercare la immobilizzazione assolu ta della parte con apparecchi prov~lsori o definitivi, dando la preferenza. agli apparecchi gessati circolan o~portunamente fenestrati, bene 11.dattati - tenendo presente se~pre 11 pericolo di cancrene da compressioni - od anche meglio ~-gh apparecchi amovo- inamovibili alle doccie gessate doccie metal' · · quan d o s1· t'ratt1· d.1 sgombIche fenestrate . , ret.l me t a 11·1ehe, tanto pm erare l frattu ra. t"l a d.Istanza Nel qual caso e speCialmente . ;;e g l"1 apparecchi so t . f: . . ., h f: . no s att att1 con stecche conviene fissarle con quale e ascla gessata o destrina.ta.. , in Ma a.. proposito delle medicazioni credo opportuno di rilevare un conveniente eh . . l
m ente d , . e n tengo d ella. massima importanza dettata !>peCia quali . all espenenza. della Libia. Se da. una parte le con dizioni nelle Sl
svolgono i grandi combattimenti , la insufficienza dei medici
H18
~IIR:\IE PER GLI
liFJo'l ClA I.l :\IIWH"I Ot:IIA~T I·: ).,\ C.\MPAGI"A
e talora dei mezzi materiali di soccor:~o. quando si ha in brevissimo tempo un'ingente massa di feriti, molti di questi pur troppo r imangono per molte ore e magari per giorni fienza soccorso e senza me· dicazione, q uando invece mediei e mezzi souo sufficienti e che le operazioni di soceor;;o e di ~gambero si poAsono 1wolgere in modo re~olare, si os~erva i n genere una esagerata e pericolosa il'lHienza a molti plica.re inutilmente le medicazioni. Dal posto di medicazione alla sezione di sanità, da questa all'ospedalE>tto ùa campo, da questo agli osperlali più stahili eli rieovero, da. qut>sti A.i treni- ospedali è un succeùersi sovenli di medicazioni, anche quallllo sulla tahellina diagnostica si segnala la indicazione c medicatura definitiva,., anche quando la medica11ione si presenta pulita, non scomposta, fatta a regola d'arte, anche quando il fer ito non a ecusa !lotTorcuze o prese n t a stato speciale che possluJO i m porla . Ognuno vuoi vedere, giudicare e rifure, e co:;i m olto o molto volte
si sottopone il povero paziente a nuo,-i disagi e dolori, si disturba un proces;;o già. inir.iato di riparazione e cicatrizzazione, esponendo benanche a nuovo pericolo di infezione la ferila stessa, s:i consuma inutilmente una quantità enorme dt materiale di medicazione che è pur tl\nto prezioso e del quale si corre sempre il pericolo di difettare al momento opportuno, Ri affaticano inutilmente medici e per sonale di assistenza e si perde un tempo che potrebbe essere meglio utilizzato. I n tutti i vari scaglioni sanitari compresi gli ospedali stessi, q uando non si tratt.i, s' intende, di gravi e g randi ferite, n è si abbia ragione alcuna di dubitare che la medicazione sia stata fatta a dovere, questa dovrebbe e~;sere rinnovata soltanto qua11do ve ne sia vera indicazione, e devono essere di guida ; il dolore, r elevazione di tempera tura, il gcmizio sA.nguinolento ed il cattivo odore; in mancanza di questi si rispetti la medicazione. Da al cune puLblicazioni che riferì vano gravi uccidenti settici ed esiti letali per feri te estese degli arti, parve un momento che si volesse ritornare alle mutilazioni dei tempi passati; ma ciò non ò : come ho già detto, il principio della conservazione anche nelle ferite più gravi va uucora tenuto come precetto assoluto. Soltanto, questa. consen ·azione non deve essere passi va ma bensì attiva ; una conservazione che ammette. anzi esige, tutti quegli i nterventi chirurgici che ::~iano dettati da indicazioni d'urgenza o da indicazioni particolari ch e mirino a combattere fenomeni minacciosi, a favorire un regolare decors<>, ad arrestare com plica.zioni, a. limi tare il danno anatomico e funzionale re~iduo della parte od organo leso.
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NORAn: PER Gt.r L' FFIC IAI ,I liEDICI I>ORANT~: t,A CAMI'AC:NA
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Grande perciò il dovere di osservare attentamente lo stato ed il decorso delle lesioni per afferrare prontamente le indicazioni che possono richiedere l'opera chirurgica. Questa pertanto come nel passato, deve essere diversa, come è detto nel regolamento pel servizio sanitario in guerra, a :.ecouda dei momenti e delle unità sanitarie nelle quali si esplica l'azione del medico. PoSTI DI MF.DlOAZIONE.- Nessun alto operativo va di massnua praticato nei posti di medicazione, il còmpito dei quali deve essenzial· mente essere di raccogliere al più presto i feriti dalla linM del fuoco, di provvederE di una prima urgente inedicatura. e di affidarli sollecitamente alle formazioni sanitarie retrostanti. lndica1.ioui d'intervento possono essere soltanto l'emorragia, qualora non sia possibile altrimenti frenarla, o non possa. subito il ferito venire inviato ad una. sezione di sanità od a uno ospedal~;; il pericolo d i asfissia per ferita. o compressione delle prime vie respiratorie che imponga la. tracheotomia.. Ed ancora, se la. emorragia imponente fosse agli arti, sarà sempre più opportuno il porre semplicemente un laccio a permanenza che la arresti, ma in tal caso non si dimentichi mai di apporre sulla. tabelliua diagnostica l'indicazione dell'ora nella. quale il laccio stesso fu posto, non potendosi, nè dovendosi lasciare al di ltì di dtte ore, favorendo esso fra l'altro, anche l'insorgenza successiva della. cancrena gasosa. SEZIONI DI SANIT1. - Nelle sezioni di sanità l'azione chirurgica può .essere più estesa, ma non deve andare al di là delle indicazioni più urgenti: sbrigliamenti di ferite gravi lacero-contus& imbratta.te, con fenomeni esp·losivi e di grande distruzione dei tessuti; emostasi definitive; toletta di focolai di fratture comminute; apparecchi definitivi. Sono da. evitare le operazioni di alta chirurgia. Se nella. guerra moderna si è letto che in alcune sezioni di sanità dolle truppe delle nazioni estere, si sono compiute e si compiono operazioni di alta chimrgia, cosicchè l'operare presso dette sezioni di sanità è diventa.ta regola, lo si deve alla. guerra in trincea che si combatte, che si può paragonare ad una. vera guerra di assedio, ed in tal .caso anche per noi, ma soltanto in tal caso, la. spedalizzazione in sito potrà esser fatta dalle stesse sezioni di sanità in infermerie allestite in luogo adatto. OsPEDALI DA CAKPO. -
Negli ospedaletti ed ospedali da campo e
da. guerra, gli interventi chirurgici trovano un ambiente più adatto e
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NOmiE PER GLI GFPICULI .MEDICI DURA:'\1'E LA CAMPAf:NA
meglio preparato, ma anche qui l'azione del chirurgo deve di regol& inspirarsi a chitu·e e precise indicazioni nel senso già detto ed attenersi al principio di non disperdere in tentativi chirurgici di dubbio esito e ebe richiedono lur..go tempo e il concorso di più operatori, quelle energie e quei mezzi che saranno certamente utili nello stesso momento alla grande massa dei feriti. L'esplorazione radioscopica o radiografica avrà qui tutto il suo valore e dovrà essere largamente utilizzata: - dovrà rammentarsi tuttavia che la ricerca ed estrazione dei proiettili non è, salvo indicazioni speciali, intervento da farsi negli stabilimenti sanitari di prima linea. E sarà bene pure tener presente che quanto alla anestesia è da preferirsi tuttavolta che sarà possibile, quella locale regionale con iniezioni di cocaina o uovocaina, secondo le formule regolamentari; anzi tale anestesia. deve essere la. sola ad attuarsi nei piccoli interventi dei posti di medicazione. Soltanto nelle formazioni sanitarie retrostanti trova la sua indicazione anche l'anesu:sia midolla.re stovainica o l'anestesia generale, da pr eferirsi quella, come già ebbi altra volta da raccomandare per la chirurgia di guerra, sia per la semplicità di tecnica , sia pel risparmio di assistenti che essa permette, quando ragioni speciali non esigano l'uso del cloroformio. ANESTESIA. -
l:o;TF:RVI~XTI SPECIALI. Se l'opera del chirurgo non deve essere troppo attiva neanche negli ospedali d<\ campo subito dopo il combnttimPnto, non de>e però nemmeno essere troppo astensionista. E tuttavolta che sarà possibile si dovrà impiantare nn ospedale da campo, prossimiore al campo di bat.taglia per raccogliere tutti quei feriti giudicati non trasportabili ove i chirurghi pi.ll provetti do· vr11.11110 addivenire agli interventi necessari. Iutanto, per quanto riguarda specialmente il tra.ttamento dei feriti 11.1 capo, al torace, all'addome, al bacino, reputo oppor tuno si tengano presenti le seguenti regole dettate dall'esperienza odierna: a ) nelle fPrite del capo con penetrazioni ca.vitario: toletta. accurata del focolaio, estrazione delle scheggia mobili e di quelle affondate nella massa cerebrale, legatura dei vasi sanguinanti, non ricerca del proiettile - estrarlo solo se è facilmente accessibile - ; prudente e pn.rco uso di antisettici, leg~P,rO zaffamento o drenaggio cnpillare~ è questo il miglior modo di prevenire l'infezione o meningo-encefalite per lo più mortale.
NOR)IE P!!:R GLI UFFI CIALI MEDlCl DUHAN'fl~ !.,~ CAMI'AI;NA
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Se la. ferita del capo non è penetrante è ugualmente indicata una -scrupolosa toletta e lo za.ffamento o drenaggio; b) nell~:~ ferite del torace : astensione vperatoria; medicazione occlusiva e immobilizzazione con leggera compressione; qnalche iniezione di morfina. Soltanto .se l'èmitora.ce minacci. per ta 81ta entità la 1·espirazione si faccia u1~a p1·tulente e pm·ziale foracentesi; c) nelle ferite dell'addome penetranti: sia pucetlo l'astenBivne e la immobilizzazione; dieta idrica per due gi0rni. Svitunto in cirrn~tanze farorevoli di tempo e di ambiente e di personale potrebbe trovare ind icazione la lapn.rotomia. I u caso di minaccia eli peritonite si può tentare l'incisione ad asola del :Murphy nella regione i poga:>trica o nelle due regioni iliache con succ~:~ssivo drennggio, ed anche, se possibile, con lavature interne di etere od olio canfomto; d) nelle ferite del bacino: se vi è soltanto lesione ossea: toletta del focolaio ed immobilizzazione; - so esiste lesione della vescica o dell'uretra posteriore: cateterismo a permanenza con sonda molle; cistotomia; prevenire in ogni . morlo l'infezione; e) nelle ferite della colonna vertebrale: immobilizzazione assolu ta del tronco e possibilmt:\nte anche degl i ar~.i inferiori e quei prt>sidi terapeutici che saranno del caso a seconda delle manifestazioni che ne saranno la conseguenza; ( ) anche nei casi di larghe e profonde ferite degli arti, special mente se con fratture comminute, che costituiscono il còmpito più frequent.e e oserei dire il più importante della chirurgia di guerra, oltre la toletta più accurata, si dovranno fare degli sbrigliamenti preYen· tivi e nell'applicare apparecchi contentivi, questi dovranno sempre essere fenestrati per poter sorvegliare la ferita, r innovarne facilmente la medicazione e non correre il pericolo di costrizioni troppo forti.
Sgombro dei feriti. FERITI lNTRASPORT ABILI. Tutti i feriti sua.coennati, si devono considerare come ·intrasportabili; perchè si è constatato, a conferma del r esto di quanto già aveva insegnato la chirurgia di guerra pel passato, che il loro trasporto il più delle volte è causa della loro morte. E come intrasportabili si dovranno considerare anc he quei feriti che presentano gravi fenomeni di shoclc e quelli che abbiano subito anestesia generale od anestesia midollare. Essi vanno quindi ricoverati
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~OHU€ PER GI.T UFFJCIALI M~;Oit:I DUR.-\1\TF. LA Q,UIP.-\0:\A
in sito, in ospeclaletti od ospedali da, campo di guerr11. a ciò designati e non dovranno essere mossi se non quando i l loro sgombero n on presenti più alcun pericolo. A l difetto d i lettini da campo dei nostri stabilimenti sanitari di campagna si sta. provvedendo in m1· sura conveniente: si sappia in tanto provYedere pel momeuto nel mlglior modo p ossibile a dare a questi feriti giaciglio adeguato. FrmiTI TllA~l'ORTABll~I. -
hla nel mentre raccomando caldamente
d1 non far sottostare atl un trasporto, che potrebbe es»ere fatalE.', questi feriti, non posso invece non raccomandar e anche più vivamente che si proceda nel modo più sollecito e più largo allo sgombro di tutti i feriti trasportahili dal campo di battaglia negli ospedali delle retrovie n ei q U<tli le cure migliori cv m penseranno largamente i feriti delle sofferenze pat.ite nei trasporti. G li sgomberi imm ediati, oltre a rendere libere le u nità sanitarie che devono seguire le truppe, sono per i feriti i l più graude sollievo morale, e d eve tenersi pre~ente che l'ingombro sui campi di battaglia è fonte costante di infezione e i disagi iuevitabi li negli ospedali da campo non possono che aumentare quella depressione mot·ale che anniento. qualsi asi resistenza organica. Si dovrà. avvalersi perciò di tutti i possibili mezzi di sgombro, adattandoli alle di>erse lesioni, ma, ben s'in tende, non dovranno essere fatti senza il necessario temperamento e l e necessarie prime medicazioni; e dovrà essere rigorosa la cernita fra quelli che dovranno essere trasportati soltanto a brevi distanze negli ospedali viciniori, da quelli invece che fin dal primo momento si ritengono t rasportabil i a grandi distanze, e se ne giudichi la opportuni tà, non potendo essi essere in grado di riprendere servizio. I gra~i di massima dovranno .essere sgomberati per mezzo di treni ospedali delle Associazioni di soccorso, e qualora si dovessero trasportare per necessità di cose a nche con treni attrezzati, si dovrà fare sempre in modo che i l loro t rasporto non ecceda le otto ore, comprese le fermate. E coi treni attrezzati si trasporteranno invece tutti i feriti meno g ravi per non ingombrare i treni-ospedal i e più ancora. tutt i quelli, le cui lesion i sono cosi leggere, da rendere certi che dopo un non lungo periodo di cura potranno rip rendere ser vizio incondizionato.
Complicflzioni delle ferite. Il vero p ericolo, e pericolo grave, che ne incombe nella. chirurgia di guerra per le condizioni speciali n elle quali essa, si svolge, per i
SORME PEI< GI..I OPFICIA L.I )IEOICI DCRAl\"TE I,A CA ~IPAGNA
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disagi ai quali sono assoggettati gli uomini di cui vengono stremate le forze e per le mille cause che si sommano a svantaggio dei feriti, i.l costituito dalla infezione delle ferite. E purtroppo l'esperienza dell'attualo guerra europea sta a dimostrare come le complicazioni settiche siano frequenti e gravi malgrado la sapiente azione svolta dai medici di ciascuna nazione. Sono particolarmente, è bene ripeterlo, le ferite a larghe e profonde distruzioni di tessuti con fenomeni esplosivi, quelle che sono rimaste a lungo scoperte e che si presentano imbrattate da terriccio, inquinate da corpi estranei, come brandelli di abiti, che offrono il più serio pericolo e che debbono richiedere tutta la JJostra attenzione, tul.ia lA. nostra diligenza, e per le quali faccio largo assegnamento sopra la nota perizia ed abnegazione degli ufficiali medici, sicuro che nessun sacrificio, nessuna fatica sarà ri sparmiata nella esplicazione dell'opera loro. L'accurata prima medicazione nei modi già indicati, gli interventi chirurgici parziali, l'uso degli antisettici ci possono rendere fino ad un certo punto padroni delle infezioni da piogeai, ma sono ora riapparsi su larga scala e minacciano, quali terribili invidiosi nemici, due germi anaerobi, che dopo aver fatto larga strage nelle guerre della prima. metà del secolo passato pareva si dovessero quasi tenere per debellati, contro i quali invece bisogna essere di nnovo previdenti: il tetano, cioè, e la cancrena gasosa.
Tetano. Per quanto riguarda il tetano, la. esperienza della guerra att1:1ale ci ha fortunatamente però dimostrato in modo confortante l'efficacia delle iniezioni preventive di siero antitossico specifico, e ]Jerciò se ne sono dotate tutte le unità sanitarie. E là. ove sarà possibile, stante le difficoltà di accertare in modo sicuro quali ferite possono essere infette e quali no, sarà buona. pratica. sottoporre tutti i feriti indistintamente alla. iniezione di siero antitetanico. Tali iniezioni vanno fatte specialmente nelle sezioni di sanità, nelle unità ospita.liere da campo, od anche nei treni sanitari; nei posti di medicazione soltanto quando disgrazia.tamecte i feriti venissero raccolti parecchio tempo dopo che essi furono colpiti o quando non fosse possibile l 'immediato loro trasporto alle unità sanitarie, come po::!3 - Glort~alt di lictdlcma mllltart- Fasr. v.
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t•FI'ICL\Ll MEDJCl Dl.HA:'>T~; l.A CAM PAG~A
trebbe succedere specialmente per i reparti alpini, e perciò sarà bene in certe contingenze dotar questi di alcune dosi di siero. La ragione della precocità. delle infezioni preventive antitetaniche risiede, rome è noto, nella nece~;sità biologica di far trovare nel circolo sanguigno l' a.ntitossina. specifica prima che la tossiua. tetanica che si diffonde dal focolaio infetto. si fissi snl sistema nervoso centrai~, per modo che venga cosi neutralizzata. Fatta in tali condizioni, una sola iniezione preventiva può di mas:>i ma ritenersi sufficiente; ne verrà fatta segni re una seconda soltanto quaudo l'aspetto della ferita non sia rassicurante. È tanto piLt necessaria la cura preventiva in quanto che disgraziatamente a tetano dichiarato la sieroterapia si è dimo:;trata quasi sempre fallace. 'J'uttavia anche a tetano di,~hiarato bisognen\ non rinchiudersi in un nichilismo coJJdannevole, ed in tal caso si dovrà ricorrere ad iniezioni subaracnoi<lali d i siero, mettendo poscia il ferito a. tronco e capo declive, e si dovranno contemporaneamente anche mettere in opera le iniezioni di acido fenico secondo il metodo l~accelli e la som miuistmzione ad alta dose di cloralio, e i bagni cald i proln ngati la dove sa.rà possibile, assicurando ai ma.lati una assoluta quiete e !:!Ot· traendoli agli stimoli della luce . .'\el prescrivere l' u::o del siero antitetanico a tutti i feriti non debbo però omettere di i·accomandare che non se ne faccia inutile spreco. La prorl.uzione di eletto siero è lenta, costosa. e difficile ad ettenersi su larga scala, sì che le alt.re nazioni ne difettarono, ed a noi pure potrebbe imporsi la necessi tà di esserne parchi, necessità che, potrebbe imporsi talvolta anche percbè le uni tà sanitarie 11e saranno rimaste temporaneamente scar:;e. In tal caso sarà bene ricordare c he, come già dissi, le ferite da piccoli proiettili possono ritenersi d i massi m H. asettiche; devono invece tali iniezioni essere fatte prostamente a quelli che p rese11tano le le:<ioni sospette nel senso su accennato, cioè da grandi proiett.ili, largamente lacero·contuse, o con fratture comminutive delle ossa., imbrattate di terra o con presenza d i corpi estra.nei.
Cancre na !;a~o~a.
Per questa è indispensabile soprat.ut,to una diagnosi precoce se s1 vuole avere speranza di vincere la terribile infezione. Il fetor e che emana dalla ferita, la dispnea, il senso doloroso d i costrizione a li vello dell'arto malato, la temperatura che diviene sempre più alta man mano che il processo cancrenoso si estende, la tumefa.-
:\OIH!lo: P(,;H GLI L"FFlClAf,J MIO:OlC'I lll'R \1\TF. LA t'AMI'AGNA
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zioue, il colorito speciale della c:uLe, ora bianco, ora bronzeo, a striscia, la frequente preseuza eli g<~S nei tessuti iof•)tti ne sono i caratteri principali;- le hrghe sbrigliature dei te:-;suti in esl.ensione ed in profomli tà, l'ossigeuo o l'acqua ossige tHlt a. portata nel profoudo della ferita, ed iniettata a }larecchi gni c>oucoutrici nel profondo dei tessuti attomo alla feritH- stessa, la medicatnra all'etere con sol uzione di clontro di sodio, la t:austicazione larga del focolaio con l'ari a calda, il cloruro di calcio, il li CJ uÌJo di J.abarracp1e SOltO a lt retl.anti mezzi p reCOitÌ 7.zati n ella cura di es:"a. :J(a tutte C]Ueste cure per riescire efficaci de>ouo essere pronte etl in tense. E qui purtroppo occorrerà tah·olta anche es"ere demolitori quando r i nfczione è fatta così grave che la demolizioue si presenta come unica àneora di salvezza, poic~ bè mentre n el tntano l'amputazione si moMra raramente efficace a salvare la vita dell'individuo, nella cancreml. se ne ebbero t alora buoni risultati: ed in tal caso occorrerà a,tenersi da q n a. l un q ne sutura dei m ouconi. li'
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}fa di~graziatamen te più ancora che le i ufezjoni chirnrgiche che
lw accennato, potranno riuscire ben gravi all.re infezioni che sono p ure il trÌRte arpannaggio delle t ruppe Ìll cnmragna e che pOSSOO(l strr· ma re le forze in breve tempo e la compagjne dell'e~ercito più agguerrito. Le notizie che si banno d'oltre confine sulle condi;~,ion i sanitarie degli e;;erciti <'omb~ttenti segnala no la pre;;pnza del tifo, della di:;sen· teria, del tifo esantemat,ico, del colera e delln, meni11gite cerebro-spinale e pidemica. La massiwa sorveglianza da parte dei dirigenti i sorvizi sanirari dovrà applicarsi perciò ad evitare il contagio alle nostre truppe, contflgio che, come ognuno sa, sarà. graudcmente favorito dAllo inoltrarsi della .;tRgione estiva e dalla diminuita resistenza degli organismi per i disagi e le fatich e d i guerra. Tu l ta. la cura d egli uflicial i medici pertanto, nelle l oca l i tà che sara uno occupate dalle nostre truppe, dovrà rivolgersi nel far subito accurate indagini sulle condizioni sanitarie della popolazione civile, sulle condizioni igieniche delle località, sopratutto nei riguanli delle acque potabili, dei sistemi di fognatura e di smaltimento dci prodot,ti di rifiuto, Ìltdagini che varranno a dare criteri e guida per la profilassi. Nè sarà mai eccessiva precauzione procedere alla disinfezione dei locali che dovrebbero essere occupati dalle truppe anche quando le informazioni possano essere favorevoli .
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:\Oit~IE PER (';LJ UFFICI \1.1 mWICI I>UI~A!"n; I.A CA~If>AONA
L'aureo libro d'istruzione elementare per l'igienf.\ delle truppe dà tutte le norme principali per la profiln;;si delle malattie i nfetti'e nell'esercito e donchbe far parte del corredo cl'Cigni ufTiciale medi,·o, ma poic·hè <·osi non è, richiamerò a gmurli tratti l'att.C'uziont: di e,;si spN'ÌAlmente : A - Sull'igiene degli accampanwuti, la quale sempre erl in ogni circo'ltanza deve essere rigorosameute ~orvE>g l iuta ed assirurata : a) con la disinfezione e pulizia del terreno ocrnpato, mercè la rimo7.ione nccurata di tutti i materiali ùi rifiuto ~in hruciandoli con gli inrenemtori da campo dei quali sono st<lto dotate le nostre truppe o con inceneratori improv> isat i, od internawJoli a profondità; b) col tenere le tende, per qnanto è po~i\ihilf', diradRtP, perchè l'nria. vi possa circolarA ampiamente e lib(lramMto, e cou lo spiautarle di sovente onde esporle r ipetntamente all':u~ione solaro insieme con gli o~gett.i di corr~>do del soldato, ott.enenrì o anche co:::ì nn pro!;Ciuganwnto e ri-anamento del suolo; c) col difendPTe gli accampamE'nti da ogni lordura umana, co~trnondo le latrine a con~rna di;;tan7.a. Pci a T('gola. d'arte. curandone la frequente cli-;infezione e di.;;ponendo clw i soldati. \'Olta per YOlta. ricoprano, me liante la vanghetta, con t.f'rra. gli escrementi emessi e costruendo anche orinatoi estemporanei molto st>mplici erl in ~ari punti degli aceampn.menti onde e\·itare che i soldati per non recarsi alle latrine lorclino di orine tutto il campo circo,;ra.nte: cl) col trasportare bt>ua.nco di tempo in te-mpo gli accamiJamenti per sfug~ire l'inquinamento del suolo che ne J(•riva dal prc,lun gato soggiorno delle truppe iu una stf'ssa localitit. B - Con l'esercitare la massima sorveglian7.a : a) .sull'acq ua, base fondamentale della saluto dello tmppe. Sia i Corpi che le unità san itar ie sono tutti provvisti di nltt·i Berkefeld e di potnbilizzatori eli g ran de portnta, n onch€1 di preparati chimici per ht depurazione e sterilizzazione delle acque. J\fa più ancor11 che sull' uso eli questi mezzi la ma.ssi ma curn. dovr:'t essere p ortata a che n on vc•ngano inquinate le acque po~abili dall a polvere, o da lordure, o da deiezioni, n da cat ti vi tra<' porti, o da ree i pie> n ti non suOicieu tementE' puliti, o dalle mani stessP di chi le u,.:a; b) flUII e cucine• e sn Ila preparazione del ranci o, inculcando la dife!'la dei generi alimentRri dagli inr1uinamcoti e specie dalle mosche; c) aulla. pulizia scrupolosa dei mezzi di trasporto de~! i alimenti, la ncltezza de~li utensili da cucina e non meno dei cucinieri, dai quali dovranno e"sere as,olutamente esclusi t utti coloro c he p resen-
SORME PER GLI UFFIOIALI MEDICI DOftANTE LA OAMPAGNA
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tino anche in lieve grado disturbi gastro-enterici, od abbiano avuto contatti con malati riconosciuti poi tifosi, o dissenterici o colerosi. C - Ed a ~iminuire le cause che possano predisporre i soldati alle infezioni, sarà bene che gli ufficiali raccomandino e sorveglino: a ) l'uso rigoroso della fascia di lana sia durante il giorno, sia durante la notte; b ) la massima nettezza personale del soldato, spE-cialmente nei riguardi dei parassiti cutanei, al che varranno la pulizia. della testa e della persona coil abluzioni e lavaggi con s~tpone a più frequ-entemente clte sarù possibile; .:) la disinfezione pronta degli oggetti di corredo e personali qualora fossero infestati da parassiti; d ) e sovrattutto ancora che portino una sorveglianza accurata sui cantinieri ai quali non deve essere data facoltà di vendere altro che latte, limoni, acque minerali e poche sostanze alimentari rigoros a mente controllate; e ) e caccino addirittura dagli accampamenti e durante le mt~.rce i venditori ambulanti di generi alimentari, che sono la causa, nella massima. parte, dei disturbi gastro-intestinali dei nost.r:i soldati. Se ciò malgrado in un reparto di truppa si manifesti una malattia i n fetti va., due problemi tecnici sono della massima importanza : 1° riconoscere prontamente come e perchè si sono manifestati i primi casi; 2° impedire la diffusione della malattia. In tutte le epidemie sono i primi casi di infezione quelli che sfuggouo alla diagnosi, nè d'altra parte si debbono gettare falsi allarmi per la ripercussione che potrebbero avere sul Ìnorale delle truppe. Occorre quindi anche per questi stabilire esattamente e prontamente la. diagnosi, e questa. sarà. ora. possibile mercè i laboratori .chimicobacteriologici da campo coi quali sono dati tutti i mezzi più sicuri attualmente suggeriti dalla scienza per ogni indagine più scrupolosa e con gli apparecchi termoliliput trasportabili, in dotazione alle direzioni di sanita di corpo d'armata, con i quali è resa possibile una diagnosi bacteriologica. Riconosciuto un caso di malattia. infettiva, quali siano i provvedi menti da prendersi ognuno conosce: il pronto isolamento del malato; il trasporto di e~:~so in ospedali appositi con carri disinfettabili; la. disinfezione di t-utto il vest iario e degli oggetti di corredo racchiusi e trasportati in sacchi alle stufe di disinfezione; la segregazione degli individui che hanno avuto contatto con gli ammalati facendol i mar11iare al seguito delle truppe ed accampare isolati sotto rigorosa sorveglianza.
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;\t JR ll l:: pr;n Gf,t lil>' ~· tcl AI.J MIWIC I IJURAXTE LA CAMPAGNA
Questi i princi pi gen erali . )fa non t ornE>rà inopportuno richiamare l"attenzione dei dirigenti i servizi sanitari s u alcuni speciali provvedimenti in rapporto alle mala ttie cl1e più ue minaccian o.
'l'ifo.
P er il ti fo si è pro-ç~ednto con la -profìlas;.i ormai ri conosciuta generalmeuie la più efficace, tanto c he anche presso di noi si è voluta ohbligatoria, cioè la vaccina<:ione antitifiea. E~><a è st ata applicata sulla ma<;,:ima parte d cll'csere ito corubaften te, ma pur troppo, P•'r esigenze di mobilitazione, per molti reparti i n modo incnmplt>to, si che vi saranno finanche riparti intieri e classi di richiamati oE>Ile quali essa non sarà stata peraneo eseguita. f4i donà quindi, compatibilmcute con le esigenze m ilitari, prov,·edere <l complotnre am:he nella zona di gu<:!ITa la vaccinaz ione~ antitifica per tutti. i componenti dell' e~erc i to. E rlalle esperienze della Li bia ho ragione di riten ere che l'esecuzi one pratica cii un tale prov>e,liment.o non dovrebbe presentare neanche ora grave d i fficoltà . Gli eserciti stranieri belligerant.i l 'hanno e><egni ta per fìno snl fronte e nelle trincef', n oi per il momrnto avremo meno ditficoltà poichò finora non risulLn ancora. i mpegnata la maggior parte delle truppe, o le ncci11azioni eseguite nell'esercito p~> rma,nente llt>lle ri:-;pett.ive sedi hanno dimo:;tmto ormai che le reaz ioni g~'ne ra li sono mollo limitate, p~r cni, soltanto una più che lieve percentuale d i V!H.:cinati è slata d i><pensata dal sen·izio per 2-!-48 ore. Le e;;perien zo ci i que:;ti ul timi mesi df'll e \·ncrinazioni prarit:R.te presso gli eserci t i stranieri ci ha. inoltre anche dimostrflto che quel pericolo che si temevA. dalle sncr'essi,,e vaccinazioni fatte a distanza superiore di dieci giomi l'una dall'a l t ra. è per lo meno esngèTato, per cui noi ci sentiamo oggi legit t.imat.i a. fare una ~econda vaccinazione anche dopo 20 giorni della prima e cosi pure una t erza dopo la secon dfl , ouùe si potrà praticare più facil mente sopra i singoli individn i la seri e del le tre • accinaz ioni anche durante un servizio c he de tra~ga per qualche tempo la truppa dal proprio presidio. E ci conf0rta unn meno i l fa tto che una seconda v accinazione dà di già una garnuzia eli una certa durata coono J'in fe zionl:l. Si proceda pPrriò co11 \7 Pro sont.imento d i coscienzioi'o do,ere alla vaccinazione antit ifìea fra le truppe stf'sse nella zona di guE>rra .
:"\ORM& PER GJ,I UFF ICIALI )IEUICI DCRA:"\TI~ L,\ CA~Ii'A(iNA
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I casi stessi di febbre tifoidea già avvertitisi fra le no~tro truppe mobilitate fin dal principio del maggio dimostrano per l\tppunto l'importanza d elltt vaccina:tione, poicbè si avverarono in individui che o non erano stati vaccinati, oppure avevano subito nna::;olavaccinazione. La vaccinazione antitifìca non deve tuttnxia far dime nticare l'utilità di tutte quelle altre misure profìlattiche d'indole generale e spe· ciale circa la vittitazione., che hanno pur tanto valore.
Colem. Se in qualche reparto di truppa dovesse manifestars i il colera, anche per questa. infezione, oltre a tutte le misure profìlattiche d'indole generale che valgono a combattere la diffusione del morbo, si è mostrata efficace la vaccinazione preventiva; tale vacci11azione è raccomandata sopratu tto nei medic:i, n!.'g li indi>idnli. incaricati dél le disinfezioni ed in massima in tutto il personale che venga a contatto con colerosi. EJ è indicata poi non meno per i re parti d i truppa nei quali si sia verifkato qualche caso di colera e per quei repar t i cLe devono inoltrar;;ì in una regione nella quale risul ~i l'epidemia n ella popolazione ci \- i le. La vaccinazione anti-colerica consi:ste in dne iniezion i di vaccino (ln e 2'') da praticarsi con intervallo di St:li ad otto giorni l'una dall'altra. Come per la vacc inazione antitifica il vaccino ordinari ameu~e è in fiale da l o da IO cc., e quello preparato dalla d irezion e gener ale della stmità pubblica è coutrodisLinto: con etichetta gù~lln. il primo vaccino, ~.;on et.ichetta azzurra il secondo. Per ogni individuo occorre l'iniezione di l cc. di Jiquirlo : anehe le modali tà della n\cc inazione anticoleri•:a sono quelle stesse che> ebbi a dettare per la vaccinazione antitifica. Le reazioni sia locali che generali sono m inori di quelle antitifìche. San~ cura pertauto dei dirige nti dc· i servi:ti sanitari d i fare richiesta telegrafica del vaccino anticolerico all'Ispettorato di sani tà militare non appena si avvererà un caso di colera. fra le truppe, e si rite rrà possibile applicare la vaccina.zioue. Ma l'azione di ogni u!nciale medico dovrà essere per intanto que ll a. di preve nire la diffusione, colle misure opportune di isolamento e di disinfezione, che dovranno es;;ere at.tnate immediat11.mente col massimo rigore quando se ne presenti il pericolo. E sarà obbligo di accertare la .diagnosi col reperto batteriologie.:> a fine d i non destare per errore un dannoso allarme. P er la cura, l'esperienza che disgraziatamen t e si è dovnta. fare anche in Italia. negli anni 1!)10 e l !Hl ci b a dimostrato qual i sono i
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NOB~IE I'I:!R GLI t 1 FFJCIALI MEDICI DURANT E LA OA~I PAGNA.
presidi migliori, ed io non potrei che ripetere quanto ebbi già a seri ,-ere nelle norme per il servizio sanitario in Tripolitania circa l'utilità dell' ipodermoclisi, delle fleboclisi, delle frizioni eccitanti tipt•tute su tutto il corpo, delle applicazioni calde alle estremità e speciahnt·nte sul ventre. Ed ancora dovrei ripetermi per quanto riguarda ai portatori di bacilli, che molti '"orrebbero pur sempre ritenere come gli agenti precipui di diffusione del contagio colerico. Sarà bene d i prendere per essi le stesse misure che già ho acl:ennttto più sopra per gli iodi,•idui che hanno avuto contatto coi malati Ji malattie infettive.
Tifo esa n t ematico.
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1\fa il pericolo p1U grave che ci minaccia è quello rappresentato dal tifo esantematico. È conosciuto ormai che il tifo esantematico ò una iuf~zi,Jnfl e.stremamente contagiosa che viene propagata dall'indi~iduo malato al sano e particolarmente pare dai pidocchi del capo ed anche ùa quelli delle vestimenta. S'impone quindi per profilassi, oltre la rigorosa igiene dogli accampamenti, anche la. ma:;sima nettezza. del soldato specialmen te nei r iguard i dei parassiti cutanei, come bo già detto. I primi casi d'infezione più ancora di quel che accade nelle altre epidemie sono quelli che purtroppo sfuggono alla. diagnosi, la quale uon può nemmeno essere confortata. io questa. malattia. da. ricerche batteriologiche. IJ inizio brusco di tale malattia però, l'andamento delle curve termiche, i sintomi nervosi accentuati, l'eruzione cutanea, sono dati che devono essere tenuti presenti e che de\"'ono mettere in guarcii11. gli n!i1ciali medici. L'isolamento del malato dev'e'Isera pronto e rigoroso in lazzeretti speciali e il mahtto appt>na ricovemto de~e essere .~ot.t.oposto a bagno di pulizia generale possibilmente caldo, saponato, e al taglio dei capell i, della ba.rha e dei peli delle ascelle e dell'inguine e ad unzione con olio canfonto o petrolio o benzina o !LCl(Ua ammoniacale della testa e delle parti del corpo ove possono uHnidarsi i parassiti l:Utanei. Tutti gli oggetti di poco valore devono essere brutiati, e disinfettati gli oggetti di conedo, le biancherie, a\'endo di mira in ispecial modo la distruzione dei parassiti. I compagni e tutti quelli che hanno avuto con tatto con il malato devono e:;sere visi t a. ti scrupolosamente ed assoggettati subito a rigorosa di si nfpzione dPgli oggett i personali e alla distruzione dei parassiti cutant>i, e, compatibilmente con le esigenze gravi di servizio, anche isolati, o per lo mt>no tenuti per lo giorni in continua e rigorosa osservazione.
NORME PER GLI UFFICIALI ~tEDICl DURANTE LA. CAMPAGNA
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Se il tifo esantematico si manifestasse in una trincea., questa deve (!Ssere immediatamente abbandonata; ma. se ciò non fosse possibile per ragioni militari, si dovrebbe ra.~cogliere almeno accuratamente la paglia e bruciarla. e lavare in ogni parte la trinct-a con soluzione di acido fenico e di latte di calce e provvedere alla. nettezza accurata dei soldati. E poichè le notizie pervennteci ci designano tale infezione come una. fra le più estese fra le truppe di altre nazioni belligeranti. dovranno pure gli ufficiali medici in modo specùl.Je portare la loro attenzione sui prigionieri che la nostra avanzata gloriosa ci procurerà indubbiamente numerosi, per applicare ad essi le stesse misure di pulizia personale, di disinfezione degli abiti, di osservazione e di isolamento che ho preSt!ritte per gli individui sospetti, e quelle misure tutte dovranno possibilmente essere prese sul luogo stesso dove saranno riuniti i prigionieri facendoli poi viaggiare per internarli nel paese in vetture o carri facilmente disinfettabili, da segnalarsi come sospetti durante il viaggio, come da. norme particolareggiate già. dettate.
ll.enin;ite cerebro·RI>inale ed epidemica. Purtroppo gli ufficiali medici hanno già avuto campo di fare esperienza durante la leggera. epidemia che si è avuta recentemente in numerosi nosLri presidi e sono 11. loro conoscenza le disposizioni date dall'Ispettorato di sanità militare con la circolare con la. quale si prescrivevano tutte le misure d'indole profìlattica. e di cura. La diagnosi batteriologica in campagna sarà resa certamente anche più difficile, ma là. ove è possibile non dovrà. perciò essere meno tentata. e le prescrizioni d'isolamento e di disinfezione anche per questa malattia dovranno essere quanto mai rigorose. Per la cura. s'è manife3tato efficace il siero antiruenmgococcico, tuttavia. stante la mmore probabilità. d'infezione, data l'attuale stagione, n on s'è credulo necessario dotarne le unità. sanitarie - anche per la grande difficoltà di poterne avere a. disposizione - e perciò dovranno man mano i dirigenti i servizi sanitari farne richiesta, se del caso, telegraficamente all'Ispettorat-o di sanità militare.
Malattie veneree. Un accenno non inutile sarà. por bene che io faccia, nel chiudere .queste norme, alle malattie veneree. Già nella campagna. della Libia.
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:'>ORM~: l'eli GI.I l'FFI•'I.\1.1 ~1 1-:IHCI C UIIA.'\TE I.A (' DII'AGXA
dii'grnziatamente s e ne ebbe uu numero enorme, spec i:limPnte nei pri m i t empi, che deC'iwava così le filE' dt~i combattenti. Le relazioni di questi primi giorni degli ospedali territNria li e d i 1·iserva. dimostrano an~he ora una pen;entuale e le vata di tali malattie tra i ricoverati, <'Osicchè ho r itenuto necessario rit hiedere ma ~~ior r igore di so rvl'~lialtZ<t sopra il mer etric io rt'gol;~mentare e più ancora ;.opra il
merelrieio ciandestino. Ed è nna raccomandazione speciale che io credo do>er rivolge re agli ufficiali mtJdici pe r tutle le zone occupat e dalle nostn• truppe, perché essi stessi vogli ano concorr<>rE', se Oel'Or· r essE', con le autori Lc't. san itarie ci vili a questa difesa del nostro soldato. Ma sovra~utt.o varra nno misnre t1' indole g<>nerale come lo ha. dim o)<Lr~tto acl e \·iden7.a il ri,;nltato ottenuto nella campag1a\ dl:lla Libia. Ni dovrà, cioè, aduttare il pro·HetlimenLo di (' lll·are ambulatortntnenle tut.te q uelle forme di blenorragtA, d' nk~ ri, lmJano-po,..titi, SC'evre dn. <:o m pli<·azioni, tenendo i suldat.i afT'et t i sotto rigor oso. sorvegl inn z<~ per impedire loro le po,.,ibilitil. del con tagio, ed obbligandoli pnre a prE'~ta re t;utto imiero il loro ser>izio, compre:<o, ben s'intende, qm'llo di pri111n li11ea nei combattimenti . E );i dovrà far couosC'ere non meno agli ammalati che si dovranuo ri ~.;overare n egli o,;pedalt pt•r timnr e ùi complicazio11i o ùi C'O nLtgio - come nelle sifil id i o mal:ife!;tn7.ioni secondarie - c he 11011 sa ranno COIH.:e.sse loro nè licenze eli convHlesceuza, nè rimpatrio, a 1nen o di casi ect•ezionali.
• ** Po~"ano quu,te brevi norme- che rivolgo speci;dmen te a quelli chn n noYi sono entrati a porLare il loro contingente d i stnd io e di opero:-ittt tll ~er·>i?.i<> sanitario milita re - coneon e r e n che qne,to pro· ceda r egr.dare ed in modo inappunt abile, t.ale da SlllvA.re la wa!>l"ima parte tb quei pn1di che caduno eroicamente sui cam pi di batt aglia nd sacro norne della loro Patria. e ùol loro J~e , e d a dif..ndt·re l'e:;er ci t o ùall:t .iattura ùi tntle quelle malat-tie ehe sono SO\'Unti più di~astrose del ferro e de l fuoco ùe l n ~mico. :\la più ancom faccio affidamento sull e splend i1le tradizioni del <:orpo sn.nitario miljtnre. Le pagine d 'or v (•he gli nffij ·iali medici banno srritto nelle ~uerre pas~•lle sono sicura garanzia che anche i pre::enti con la l oro scienza, col loro zelo, cou lt~ lo ro a ùuC>ga zioue, col loro valore, col loro sacrificio, e s ui campi e nel le t'orsio di ospedali, sapranuo r endE'rs i Jegni dei loro an tece-;~o ri. (~uesto è l'au!jurio, 'luest<L anzi la. cert••ua.
•
RlVIST i\ 01 GIOR :'\.\LI lTALli\:'\1 ED ESTER l
RIVI ST A D' lGI E ~E ~liLIT AR I~ R")fLt:-;c:ER e
J. D t:)tA,;. -
Diarrea detta. «delle t l'lnoee ». -
(Het·ue il'lfy-
!Jièw, lVlo). L'e.~pressi oue : o: diturea delle trincee » è por quanto r.on-:ta ag li autori, dt!l tutto nuova e nel pul.ohlico de~tinntn a designare una diarn·a ban>\le e benig-na nel pronostico, cnu~n.tn dtllla guerra di trin cea per l.illl"mP-na!le fisico, esposizione al fredd o, nutrimPllto freddo ecc. P e rò anr-he nell'amhient.P. medico è regnal:t una certn incertezza. ripo rtnndola. ora aJ un'att'ezione b<\n ale, ora all' Ebet'tiana, al para tifo A e B, alla dis~t·nterin bacillare e amebira, ecc. ecc. Le din n ee e la diss~utcr·ia hnnllo iocJ·udelito sulle t ruppe accantonate ueli'Ar· gonna. dall'iuizio dl'lle O'itil!til ed hnuno appena dimi nui to con l inverno. R icevu t o l'ordine di studiare sul posto In natur" rlella mnlnttia, gli autori hauno p otuto O!«ervar~ parecch ie centina ia di ca~i dd la co~id•,tta "diarrea del le trincee >J . Alcuni pl·o,·engono d a dci g ii1 di•peptici t• perciò ipocon rlriac\i, altri sono colti iroprov,·isawculc da en tt> ri le muco·me01branosa. Anche duranti' il re~; ime aliment are speciale sono soggetti a rincut i ~;r,nzioni e l' !dimentalliOiltl cnru~a gros~olnna pre~so l'a r 01nta, llltc.ha ~(·nza ~oggi01· no nelle trine~<', può d:lr luo~o a viol('uti acces~i da nec~ssitare l in vio ag li osp..dal i. Qui un rer1divo di disscnterin. amehica c oloniale, là ~i tratta di u na c! iarn:n. ~intomatica di iufe11ione ehertiana o di puatifo. Però quest.i ca;;i sehhene nulllerosi costitu iscono l'ecct>zio uc, m entre In maggior part.e dcllt> d iarree ccrr i~pondt~ ad un tipo clinico diver~o dai precedenti. Q uesto tipo si r iassume con q ue~ti caratteri: ana.mne~i rem o L:< n<'gativa p<!r disturf.Ji gastro·in testiuali, sa lute ott i p1>1 Hno al suo arri,·o nell'.\rgonna. Entra in t rincea, fatica e frt'd:l o fun no appnrire la dia rre:1 <'he insidiosnrul'nte s i inizia e s i sviluppn poco per volta cou •l o 5 scariche giom al ier e. ginllnstre. ;;cuza "offerenze. Non :<O nll <li1 pensiero e uon modifica per nulla il suo r Pgime Jl nunw ro delle scariche nottu rue auntenta, d i natura più liquida, di c:olorito più chiaro, oppme verdastro in rolcuni cnsi. Lo stimolo a defo•cnre a u menta ~em pre più ed è prPceduto da coliche dolorose. Dopo la scarica non s i ha alcun sollio•\·o; poi tenes lno cou In pr€'senza nelle materie di « gra~~o *secondo si e~ prime l'ammalato, con qunlc he t enue stria sanguigna. Falsi stimoli e perd ite fecali involonta rie. N el l e :!4 orC' s i hanno 12 o 15 !;Cari che delle quali dutl t erli a.vwn gono di notte. Lo stato generale dpcndL·, apiressia nc;,oluta, ma dimi nuzione di forze e d'app etito, sete int.m;.a, un po' di cefalea frontale. qurdc he nausea ed uno o due v omiti. All'ospedale il V<'utre è tmttabile, non meteorico. La. pnlpuziona è leggermente d o l o r oc;a alla regione epigastrica e nella fossa iliaca sinistra. Il colon, all'C';; plora:r. ionP, appare come una n1nssa cilind ri ca più o meno dum e contratta.
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111\'ISTA D'IGIE:\E MILITAR~;
Oltre un certo grndo di decadimento e l'aspetto saburralo della lingua non si rileva altro sintomo obbiettivo. L'ammalato riposa in letto e al caldo. Le sue condizioni senza alcun speciale trattamento curativo migliorano s pontaneamente o gradatamente, con la d imi nuzione dello scariche, che si modificnoo per colct'e e consi ~tcm:a, dileguandosi anche lo sofferenze dolorose. l L'uppetito ritorna, lo stato generale è eccellente. In qualche giorno, an c~e a di:~petto di qualche errore dietetico, l'ammalato è guarito. , Il d ..stwit to s arebbe un ci\SO di gravezza media. Ve n'M. di più leggeri, ma anche di più gravi. I casi più gravi si modellano s ull11 dis~cntel"ia t ipica. Raramente l'insorgenza d'una. sindrome surrenale rap idamente mortale, l' ineffica cia d~l siero anti-Sbiga o del polivalente permette di distinguere questo tipo dalla dissenteria. classica dei paesi caldi. Ad eccezione di questi ultimi casi, i decessi !l(lno rari, e l'Ilo topsin mos tra lesioni del grosso intestino, ipertrofìa di ghiandole mesenteriche. come nella dissenteria bacillare; le placche di Peyer sono sane; la milza, piccola, dura, contratta, sterile alla cult ura, con esclusione del bacillo del tifo o del paratifo. Il passagg io allo stato cronico è eccezionale. Questo sarebbe il quadro clinico tipico della c diarrea de lle trincee».
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L'esame microscopico delle deiezioni, oltre a cellule epitelinli. a globuli rossi e sopratutto a forte reazione leucocitaria propri1L della dissenteria bacillare, mos tra f:carsi microrgaoismi; bacilli coli formi, poco mobili, con zona centrale chiara, decolorantisi al Gram, r ispondenti pienamente alle caratteristiche del bacillo dis· st>uterico. I parassiti ani mali, amebe, balanlidimn, uova d'anchilostoma ecc. mancano. Il bacillo di.;senterico si isola fncilmente nelle feci diarroiche, pii\ difficilmente nei fiocchi di muco e nelle materie decisa.me1.1te fecaloidi. Il t usporto su placche di aga r lato!'ato al tornasole - tecnica Dopter - è quello che ha d~tto agli autori i migliori ris ul tati ; lu colonie vi si sviluppano <'On un deciso colore bleu, e si distinguono nettamente <!alle colonie rosc;e del co!i·bacillo e di un certo numero d i altre specie. Aumentano in numero secondo la gravitil.. I cnmtte ri morfologici, cultnruli, biologici di questo bacillo corrispondono a quelli del gruppo F lexner. P erò per la. re,;isteoza, delle affezioni che provoca, al siero au ti· ' higa e nl poli· valente, parrebbe gli si debb" accordare una certa individu:tlità. La siero.diag nos i, con l'agglutinazione, prova la natura dissenterica della c diarrea delle trincee • anche in quei casi nei !JU!Lli ric-;ca negativa In ricerca del bacillo. Cosi pure le ricerche sulla deviazione del complemento, forn iscono anch'esse l'is ultati positivi.
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Lo studio et iologico di questa malattia concorre a farne ammettere la sua uatura ben indit:iduata e non ba nale. Tutti indistintamente gli ammalati interrogati incriminano il freddo, il freddo al ventre, il freddo ai piedi, il freddo umido delle trincee, ove spesso l'acqua arriva alle caviglie ed anche a mezza g:\mba, f•d ove l- dillicile difenders i dalla pioggia , dalla neve, do.! vento spes..o contemporanei . I casi frequenti ssimi di congelamento dei piedi testimoniano che 1\·lemento temperatura è e,senziale e cht: gli ammalati non e~agerano. NMsuno si lap;na •lulla qun.lità e quantità degli alimenti, m& rilevano con disappunto la impossibilit:\ di poter mangiare il 1·ancio caldo. che por la lontl\nanza de lle cucine dalle trincee, vi giunge freddo, Alcuni accusano l'alimentazione eccessivamente cnrnca, pochissimi l'acqua, perchè la maggior par te se ne astengono, con.;umando
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RIVISTA D'IGrEl\""R ~IILITARF:
vino, thè, e caffè. Insomma per gli infe1·mi le cause sono : la fa tica, il f reddo ai piedi e al ventre, e per alcuni l'alimentazione prevalentemente carnea. Gli autori senza negare l'importtuna di questi fattori, li considera no come cat'Ce predisponenti. Il fatto che nelle feci d i indiv idui sani venutì a con tatto con dis.,enterid, s i son tro vati i bacilli Specific i, senza che quest i indiv1d ffi. siano s tati esposti a d intemperie, prova c he fe d e t te cause de l"ono essere ritenute solo quasi predisponer1li. Mentre la natura speci fica della malattia è provata d ll'esistenza nelle fec i d'un bacillo ben individuato, tanto più abbondante q uanti> più grave il C!L>'O e che all'infuori di qua lche porlalo're di bacilli non s i rinv iene 11eg li individui ~ni. n cara ttere lento e strascicante dell'epidemia e il fatto che tutti i regg menti a ccantona ti nelle Argonne pagano un t ributo quasi eguale a ll'epidemia parrebbe deporre contro l'origine idrica della ep idemia. ll fatto che l'e pidemia si traduce esclusivamente per casi s poradici ed in mod o quas i uniforme nel tempo f nello s pazio s ta i n favore d e l contngio in ieru n,ano. Questo. durante l'inver no, e per mezzo del fango cui s i s ono mescolate le feci, pare si s ia r ea lizza to. Il t11ngo nelle scarpe; dalle scarpe nl tubo digerente per mezzo delle mani e degli alimenti, il c a mmino non è lungo. Nell'es tate invece, con la polvere e con le m· sche. Cosi avvie ne anche fuori delle trincee, ai reparti ehe riposano a torno nei ,-illaggi retrostanti dove l'affollamento è estremo, con tutte le sue conseguenze, e dove s i t rovano materie fecali sparse un po' dappertutto. Qui vengono preparati gli alimenti destinati al fronte l Gli a utori prima di conclud.ere fanno os servare che in Fn\Dcia la d i:;,.enwria non è malattia nuova, che anzi nell'esercito serpeggia, massime durante l'estate. nelle guarnigioni anche in tempo di pace, e più spesso in Allemagna.
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In conclusione, gli autori, ritengono che la « diarrea delle trincee ,. non costitu isce una malattia nuova, nè un'entità morbosa. Essa copre nella sua dizione, infezioni dis parate, quali le tifiche, paratifiche, enteriti muco -membranose, diarree sostenute da cattiva funzione dello stomaco, ecc.... Nella gran maggioranza del cas i trattasi d'una dissenteria, sebbene a t teuu11ta. Ess a è mala t t ia che è stata sempre negli eserciti e più diffusa in estate. Certo c h e la guerra di trincea la favori~ce, ma questo non è una ragione per legittimare un nome nuovo, tanto p1ù che si osserva anche negli accantonamenti d ietro il fronte. E. Sm.r.JOTTt.
RLVISTA Dl BAT'rEHIOLOGIA ll'ote tratte da glornaU m edici della Germania. vol. l 1916).
(T!Ie Lancet, n. XVI,
Le seguenti note ei sono state mandato da un corrispondente in un paese neutrale, che ba potuto procnrarsele dai giornali di medicina. della Germania e
dell'Austria.
1 HJ\'I!<T.-\ Di B.\TTF.II IOI.OU IA
Un -eg1.o d€'1 te:mpi è il rambiamento d' intnesse nel trnttllm(.'nto olel tetano c altre ana€'robirhe infezioni delle feritP, alla proli];,~~; e al trattam••nto del tifo. tanto a1loiominRle (f;·hbr;• tifoid e) rhe csant•·mRtico (t'ebbre pt>tecrhinle). J.'attnnle cun delle febllri tifoidi ha avuto erceJJ,•nti ri<~ultati nell'o~pcdale militare di ~trasburgo, sotto il profe<sore von Tnbora, superando app•·nn la mortalità il 6 p. lfiO, compnr~tndoln alle stati-tiche dd tempo di pare. Xo·mml.'no un caso di inft•zione è stato o~~en·ato nd pet·sonn le, r isnltnto nttrihu•to alla quotidiana ispezione rlelle mani dci 2DU aiutanti : questo ac;·:~df'\'1\ prium che fo,,.e prnticata la inoculazion•• profilRnira. La. dieta f'l'R limitatn da o a 7 tazze dt latte td ~iorno (ognun•t di U:i0-::?11() centimPtri rubi). con 4 o lt la~"-0 di fariuate d'on:o piutto... to den~e. Il longno fu li'O\'ato impratirabile e internnwnlP :-,o•Hituito con In cura tnttll'llll di piramidone; 7 cucchiai alla soluzione cieli' l p. 100 in ~H ot·e( l.O:i grammi giollmlmont&) grltdunlmente r idotto ma non tr>du;ocitlto fino al quinto o nl settimo giorno di ~<ft'bhmmPnto. La dcfìriell?.a del cuore fu r~itata sommiuistrnudo ~uiJi tO e in tlllti i cn:;i la digitale, li volte 0.1 grammo di d•!liJJ~tl'atl/ 111. la tolleranza €''<~en.Jo ktracmJlOuria, e In mottaliti1 pPr iutos-icazione o deticiPnzn cardiM·a nwno di l p. 100. Il profc..;'-Or t:o]t)..;cheider parla di'l trattamento col vnreino ne1 cn..;i eli tifoide. l'..;sl'u<lo "tato tratto a provarlo per l'e"Jl"rio·nza di una do-P protìlattica sorulllin i~trau~ nel pt·riodo pro.Jromico. Il \'II<'Cmo di )(arx fu u-.ato nl'lla dm-t· eli :?òo-750 milioni tli hnrilli. Ciuqunnto.sdte ca-i furono ro~i trattati, .. dal pnmo al te1z0 ;.:ioruo segui uua diminu ziol'l• eli ft hiJrp in !);) l'Il 70 infermi IIIOC!IInti con una llll'tlin di Jue gil'rni, e quaii'!Jl' \·oltn co11wideudo con il tinale l'fel>hrnml'IHO. :\o•i rirn •ncnti rn-i ,.i fu un :lllllll'nto di t't>lol•rt-, ma nou di cHrattt•re !>eno. l'<·r·ò nh .. uno spl!<:i:de o·ll'l.'tto fu o~..;ervato .. ui -<iulomi, la reazione locale e''t!n•lo minon! dw in !<o:_:~t Ho ~ano, uè ri tu ,);, c·on-:idt,rar" qualche ~p··cltlle t-flotto •li una prt•\'iR iuonlluzione profilntticu. :o;t'ortuuutameute nei più gr:n·i r.u~i d<'l tuorho non Jhh•ouo adoprnrsi du· !t> più pi••f·ole do~ i del ~areino. Il tlottor :\l. 1: hein rirorda un n P' ù piccola :<t>rie di ca'i " :o;tra~hu•·fto curati col ''~tccino eli HaliP dil111to nll'l p. :?U. una ri<>'<t· dt O.G a l. l centinwtri cuhi n ella ,·,.un ulnarl'. In !I l ra"i "li }1!0, dopo una mezz'ora o <lul• ore e lllt>7.Za. l" temperatura dei p:~zienti "l t'lt·\'ll\'1\ rno\tiq~imo cou brivid i a frPddo e su-<l'E'guente rapida dt>f'•·n·csccnzn. '\ow ~~asi ~11 n:l elJI>t>ro cotuph•to ~uc·ce:<"o con una iniezione, un altro con due. o noto-~i in tutti \lOa altu eo•inotilia (lllf1-:WU cl'llulo per centimetro rubo) in;oienw a un'a,soluta h-uc·opPniu. Hai prot'P;;~or Z icglet· dciJ 'oSJ•ednlt> di Frihurt'O \'i<•tw l' i nt ere;o~1111te notizia di tlll t•·utntivo di auto·sioro·ternpia. Cinquanta centimetri cuhi d i ~on~ue furono c~t1·atli. f'c·nolizzati, e 2-o a ·l centimetri cubi del relntivo si<.-ro iniettati giorual· tiiPlltl' ~otto Jn rutc del lato e~tPrno della coscia. Su 1~ ~a~i, 11 mi~;liornrouo rn pi•lnuu·nte, ahbns•andosi la tempprat ura fra 2-5 g1or11i, sp··~so ~on mnnnt:t sudore, diiC>gn:;ndosi il cown dopo S o 4 ioipzioni, con gran sollic>vo tlui mnlnti 1 ca~i co8ì traUMi erano qnni'i tutti gnn-i. ma potero110 tutt i in quattro setti111nne risoh·er;>.i : dup vulte fu notato un !.uhitanco nhba,:.-amento di 2- o• C. cc•n polso piccolo ma no n frl'qlll·nte, sensibile allR canfora. IJu•·~to ell'etto WrRilt'tlliCO de\·e probabillllt'llte nscrinr.si alla b1~cteriolisi. ;occoudo uua "P1egnzione dati\ dn l [nmmerschlag m·l 11-•:t:J. 11 professor :\.la.tthes, di :.\farburgo, sta IR\'Ornndo con unR soluzione tnp,.;init·a di loacilli tifoidi filtrati, quale ngeote immuuizzntore, che ha gia dnti iuc·oragginuti r i..,ul tati sulle ca>ie. Tutti gli scri ttori concordan o nel r it••nere che
IUVISTA
nr BA'r'n: RIOI.OGIA
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l' inoculazione profilattica sia ancoro. in prova. e chi' ri vorrà molto tempo per dimostrarla utile. La perce ntuale di immediati eil'l:tti di gra~·e uocumento è molto bassa. Sotto il profe~sore Penzolòt a Erlnngcn, ùi 4lHJO iniezioni su 1780 persone soltanto r;.s p. 100 ebbero la febbre ~opra !kl° C. e C J 2 p. 100 sopra. a 39° C. Io due casi (di :28 e 33 auoi òi età) accadile la tl'OJubosi : una volta n e1 cubito, e una volta. m •a trombosi embolica della ~amba lu un terzo caso, poche ore dopo la ~econda inie:~.i one protìhtttica, la te111 poratura si elevò a fH}.G° C. se· guita da nn tipico aumento di milza, eruzione roseolare, e urouchite e succe;.:;oiva emorragia in testinale H giorni più tanli. Il :Jen7.er ha già ricordato un caso con d iarrea e roseola, e il profesMr Penzol<lt inc:lina a pE'n;;nre all'aggre::siva azione del ba.~i l lo morto sopra una coocol'l'~nte inf;•zione viva.. A StrasbLII'~O il pro· fessore Schle;;inge1· uon \'ide Jllni nessuna grave e loeale r eazione su 13Jtl iuie· zioni; dopo le tre init>7.ioui :d 5 p. 100, al 3 p 100 e al 2 p.lOrl, i pazieuti erano in..apaci al sen·izio n el mattino scgu(lote; l' indi~po:<izione mo;;trav>~'<i difi'e~·ente dall'influenza. poich& il migliornmenio ('l'l\ qua1·oi ~ernpre not~tto nolle 21 ore, L'orticaria non era m ollo ~tcccutuata. e in 5 e l:l p, IIJO la milza era a umentata di volume. Il profes~ot· \ Veicha rdt (Erlangeo} t1·ova che la r eazione localP è più leggera con i. più recenti vllccini swr ilizzati a piLÌ br.,ssa temperatura. non c;;,;endovi uu appTezzabile rischio nel loro impiego, poichè a 0.5 p, 100, il fenolo ucc.idP nel vaccino ogni vivente bacillo nelle 2-1 or~ Più piccole dosi a pil'l lunghi intervalli imruunizzernun o probabilmente e pieuamente come più grandi dosi a più brevi in tervnlli. L P.
RIVl~TA
Dl CIIIRURGIA DI GLl!}RRA
Riunione tedesca di ohlrurgta di guerra tenuta in Bruxelles Il 7 a p l'ile 1 9 16. tiono stati trattati i seg uenti temi: I. GAI\IIIi:. - f ,ldicazioni i11lorno agli alfi OJW!'fi!O I't da compie1'si a/. (J'()nte e di~l1·o al (ronlt•; eutQ8tasi; r iparazione alfe perdite Iii .~anyne.
L 'emostasi che de ve pratico.rsi d1d medico militare può real i7-zarsi col tampon a.mento o con la fascio. di Esmnrch. Siccome ambo i metodi possono produrre molLo danno per una prolungata azioue e l'emostasi definitivo. non é sempre possibile n ei posti di medicazione, s i raccomanda di string-ere <'OD le pinzf' i vasi san guinanti e d i lasciare le pin:z;e ste~se entro la fasciatura. Le iniezion i endovenose di soluzione di clor uro s odico al 7.5 p. l OùO ele\·ano rapidamen te In Gapacità di coagulazione del sangue ed aiutano co:"i l'emo~tasi . P er In riparaz ione a11e perdite d i sangue la solu7.ione fisiologica di cloruro sodi c o è da ten ersi meno in considernzioo<:>, poi ehè il cuore è per lo più t roppo debo le. Sono invece d i mnss ima importan za l'autotrasfusione e l'uso di stimolanti.
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llJV!:;1'A DI
CHIR('I~GI A
DI GU'ERRA
R iguardo alle operazioni urgenti da esegui •·si al fronte e dietro al fronte, G11.rrè riferi~co che sono da operarsi nel l n p t i mQ. li nea le le~ioni tangenziRii del cranio, il ptù delle Yohe negli o;.pedaletti da campo od ~tnche prima nelle sezioni di sani ti\. quando que~te si tro~vin o !'tabil i in buoua po~izione. Ogni ritardo nella trapanazione po rta con sè un pericol.>. Il trasporto del ferito è per lo pi ù po:<~i bile dopo :?-1 g iorni, quando sia applicata una fasciatura della testa ben ade rente, oppu•·e Y<'nga cucita In ferita. tamponaw1. Parit)tenti l'cmatomR intracran ico ric h iede un'OJil'ra?.ioue urgente per la quale basta gt>nernlmente unA. piccola trapanazioue al dt,.opra dell 'ematoma. •rracheotom ie uclle for i t o al collo si r ichiedono generalmente più di rado di qtwllo c he s i suppongll. E'orti dosi di oppiacei bastano per lo più a far sorpll-<sare lo stato critico di dispnea e soll'ocazione. Lo stt>~so vale per colpi del meòia-<tino con enfìst!ma pe ricolo~o. Per colpi >1\ pttto de\'esi inten·euir~ immediataml'nle soltan to a pneumo torace aperto o per prola«so d.-l polmone. Le gmvi emo rragie polmODI\t'i si lasciauo migliorare sul f ronte soltanto col r iposo eoi aspettaudo. Le compressioni pericolo,e rlel polmone richiedooo Il\ pu u tura. S•ue\JI>e gra ve error e riassumere in modo g<·ner alc le iJJdi r·azioui relati \'e ai colpi al ventre. L e emorragie minaccio<:e, le perforazio ui dello stomaco e dt>ll'i ntestino de\·ono es"ere oper l<ta solo quanrlo è pos sibile un in tervento tPcn icamente irr<'pren~ib ilf'. (~ues ta coudi:doue si ha negl i ospedali d>' campo e nelle sezioni di :>anitil, quando anche n on vi sia c he uu solo chinu-Fto esp<!rto. La fuoru.~cita dell'intestino r ichiede che qut>sto sia iwmP.d!>~t>~ men te riposto o ta mpona.to. l'ielle lesioni dell'u rett·a e del perineo è nP.cessario al più presto la puntu ra de lla vescicll ed un drennggio permaneute. Pe1· le pun tu re le c:mnu le sottil i sono più mnnt>g~;icvoli dei t rt'i[Uilrti vescicnli. Le infiltrnzioni di u r ina ri chiedono inc i~ioni profonde. indicazioni s peciali rich iedono le lesioni per granate, esigendo esse un intc rveuto a s:;ni rapido e deciso, perche la lo ro gmn<le cRpaci tà di_ infezione porta con ~è le più g ravi complicazioni, dovute n lesioni per lo più indir ette, ad altemzioni meccaniche e chimich e, ~~ cedimento dei muscoli distut·bnti nel tr·ofì~rno, compli cazioui che producono i ofG di tutti i casi di fiemmon i gassosi , di tetano e di ~otticemia acu t i\. L a puli?.ia dt!lle ferite per lesioni di granate è la vera operazione degli ospAdaletti da campo. n ei quali de\•ono largame nte npr ir.,;i tutte le ferite da gnma.te, tu tto le r ela tive succocc ie e ltt. fer ita. d eve poi completamente asciuttars i. E u eci'Ssruit~ l'tlsplomzione della feriti\ co l dito gunn ta.to. Ne lle fra t tu re de lle estre mità deve tlillidarsi dell'amputazione pr·ccoce, per il pericolo dello slwck e p er 1'impos~ibilita di fare delim it az ioni precise, dato cbo i lembi diven tano per lo più cancrenosi. Dl>lCG'SSt0:-1E. - F rieclrich (Konig~borg) rileva le difficoltà ch e s i incontrano per il trasporto dei fer iti n ello scacchiere orient.\le della. guena.. Date q uest;e difficolti.L bisogna far di tutto perchè, nonostante le cattive condizioni esterne. mol t o s i cornpift uoi posti avnuzati di sanità. R iguardo a lle emorragie si banno s pes~o delle idee ermte. L :l massima parto delle emorragie si ve riticau o sullo stesso ca.mpo di battaglia, molto spes~o u el trasporto delle truppe dalla linea di cornbattimeuto ai posti di rnedir;a ?.ione. Devons i limitare più che è possibiltl le allacciature l Rbol'iose, faceu do invece U $0 della piuza La sepsi è frequente. È necessario coutrollare le prime fa.sciature. Non devono adoperarsi il mastisolo, n è empias tri ane;;ivi, giaccbè essi fa\'Oriscono l'infezione. piocianica. Riguardo alle
RIVIST.~
DI CHIRGRGIA DI GU ERRA
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lesioni prodotte da granate, trova giusto quanto hrl as;:erito Garrè, pet·o e necessario compiere l'amputazione precoce non potandosi spesso attendere trattamenti tardivi. Relm (Francoforte s ul Meno) comunica una statistica riguardante le llmorragie sul campo di battaglia, tiferentesi a 178 formazioni di Lruppa. L e emonagie arter iose non sono cosi f requenti come si ri teneva prima della guerra. ::>ono il piu delle volte p rodotte da gran ate. Sono g eneralmente legger e le emorr11gie per asportazione completa di membra. La legatur>l e lastica fu applicata in r.u:.t ca,;i e solo nella metà di questi fu poi necessaria l'allacciatura. I n 739 casi fu praticata una costrizione con qualunque mezzo a portata di mano ed in parte dagli stessi soldati. Si evita che il tubo elastico rimanga troppo lun go tempo, contrassegnando il ferito per mezzo di una fascia in modo c he il medico c he sorveglia il traRporto lo riconosca già da lontano. Schultzen riferisce anche esso sulla rarità delle mot·ti per emonagia e su quelle per flemmone gassoso nella Polonia media; mette poi in guardia dall'applicnre genericamente le conclusioni di Friedrich a quanto egli ha riferito. Jl11ille1' (Ros tock) come regola generale ritiene pericolosa la specillazione delle fel'ite. Per lesioni della vescica la sezione mediana è m eno pericolosa della pnntura anche nei posti principali di medicazion e. Non devono tamponarsi le ferite suppuranti per non far progredire il flemmone. Ganè conclude parlando della. necessità di es plorare le ferite e riferendo che le lesioni prodotte da. granate n ella guena movimentata non sono co.si p ericolose come quelle prodotte nella guerra di trincee. Non possono iufine accettar si le con· elusioni di F ried r ich sull'ampu~zione pt·ecoce.
II. Ko~mELL (Am burgo). -
Sulla in(eziMe delle (Prife ecl in particola?·e
sul tetano e stilla canc-rena gassosa. Il t etano si è verificato finora in tutte le guerre, ma in quest1l odierna con frequenza spllventevole c he si può calcolare del 6-6,5 p 1000. L& causa principale di ques ta frequenza, tanto più rilevant e d i quella osservata iu altre guerre (guerra di Crimea l '/1 p. 1000, guerra di secessione american a 2.6 p. 1000, guerra fran co -tedesca 3.6 p. 1000) deve ricercar.si nel t erreno f r ancese fo1·temente infetto di spore di tetano, tanto che già in tempo d i p ace il medico francese era costr etto prima di ogni inter vento a praticare iniezioni profìlattiche di antitossina tetanica Per ciò c he r iguarda la frequenza e la prognosi dei casi si sono potute n ettamen t e distinguere tre fasi. In agosto e settembre si ebbe forte frequenza con altissima m ortalità (60-1()() p. 100). In ottobre si notò scom pa rsa del tetano, che fu poi osservato fino a febbraio in piccolo numero di casi. In febbra io l'infezione s i ripresentò con m aggiore frequenza ed ora. è scompar sa. La prognosi è tanto peggiore quanto più breve è il periodo di incubazione (1-7 gior11i di incubazione, mortalità 90 p. 100; 7-14 giorni, mortalità 60 p. 100; 15-GO giorni. mortalità so p. 100). Per la terapia ha. importanza. la diagnosi precoce. Le iniezioni profilatt iche agiscono inoltre quasi sempre beneficamente, per cui in tutte le lesioni da granate devono possibilmente farsi le inoeulo.zioni. Le. cura. del tetano conclamato è difficile. Nei casi con decorso m ite si può raggiungere il 65 p. 100 di guari· gioni iniettando 500-2000 unità immunizzanti. Oltre a ciò occorrono grandi dosi ~
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Gio1nale di medicina mi/Ilare -
f'asc. V.
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(pt•r na lombare ('d •·ndoveuosa, )(Xl uoitÌI pt>r eia-cuna vi.t) m comllinazionP con pr<'parati nr-enicali. Sintomaticamente hanno importanza gli oppiacei, l' idr:oto rli domlio, la scopolamina, il bagno protratto e soprattutto i l solfato di magul.'sio che ,·. il più attivo e può es~ere som111ini-trato per !t• vene o sottocute. j),.;c t!'sto:<r.. - Franz. Le ino~ulnzioni profìhttidoe di autitos,ina in oltre '20 l() r a!'i ft>co•ro scomparire il tc·tnno quando ],. inondazioni stes~e non furoLo prnti<"ate troppo t:Lrdi e fu adopcratn. autitosc;iun te•lf'~ca. Hill~r moùitica le sue opinioni gi:\ espre~"e nollla• /lerfi•wt·.J\Ii". Woclll!n.~··hrl(f, riguurdo nllu neces~ità òdle iniezioui prolilnttiche di 1\lttit<>s~inl\ di fronte al tl'tnno, giac·chil l'ioio·zione precoce può scon,!.(iurare il tetano, qunmto contenJporan••fUnt'nte la fPrita sia tratt>~tll antist•tticnrnrutc (ron bnlsamo del Perù). 1\all:~clt vanta il sncc<'~so del le iniezioni profilftttiche di nntitetnnotossiua. A tetano sviluppato ,.;i hanno per lo più soltanto ~uccesqi paR~e~geri. ~i può iniettare sotto cute unn ~oluzione dal 3 al 6 p. 100 di solfato di magnc<io 1.' pPr sostenere ltt nutri;doue si prnlicano infusioni di zuccbol·o pure por viu sottocutnnca. Jl[~IUJI'I' ammon i~cc· con 1-ro hL poli pr11~mn-<i a n el la eu rn del tetMto : basta huon'nrin, riposo, bagni e terapia il più po~qil/i l mente risparmiante. f.e:re1· vide coutparire il tetano anche in rnpporto con ferite da decubito. Tt.>rapeuticameute s i rnccomnodano iniezioni intrllrachitlt>e di antitos~illlte posizioni alte <loi piecli. Guarigioni 87 p. 100. J)riiner, in accordo con Ri tter P l~au~ch, dopo l~> iniezioni di nntito~sina non vide più casi di tetano ed nffennn cile le ini..,zioni profHaltiche fi n iscono con l'essere la miqliore terapia dt:i casi all'iub:io. Kiirte su :?8 cn'li di tl'tano vide soltaut~ due casi eh glllnigioue St>nza iniezione eli antttus-.iua. S/PIIIJ>Il ha os~en-ato due guarigioni di tetauo in S<'guito ad iniezioni di au tito'i•lina nello sciatico scoperto. Nella terapin. nntito<.~inicl\ del tet~t uo devono protrarsi a lungo le iniezioni. f{olle a-<scri-<ce cht' la ~ieroterapia d·· l tetano sroppinto ò vn.na: al <'ontrario. Il\ profila:!si cvn inie:t.ioni di antitos-<ina è nere!'..;arift in tutti i cl\qi liiitiiii!Pll in~ic;te sulla n<'ces~ità rlell'u~o pro61attico dell'an~itossioa, nu.1. mette in guardia contro il uikilismo della terapia nel tetano conclamato, poichò anl'he in questa circostattz>< osservò un solo oaso letale. },e itt:eziotti perittervo;;e sono inolic11te solo nel tetatto locale. Si raccomanda, i n base nd es].erienze di veterinari, la tintura. d i iorl io, considrrata du essi come uno sp ecifico ne l tetano.
III
Tu.~tA:-iN
ed ExoER L :i:N. -Sulle ( e1·ite del cmnio
'J'i lm~tnn parla òel grande e continuo interesqo che ofl'rono ai ch irurg i di guerra le le~ioni del cranio per ciò che riguarda In relativa teoria e terapia. L a teoria basata sulle e~perienzP fatte iu tempo di pace non chè le vedute J. i Cohnht!im sono state confermate dalle lesioni ri~contrate nella guerra. Sono di ùecisl\·a importarna la lunghezza che presenta il cnn~tle f;Hto dal proiettile e la mtiS~a d i partic·elle cerellrnli che è staLa urtai!\. L e fer ite transfosse prodotte a distanza m inore dei mille metri uccidono generalmente sul rampo di battaglia; qut•lle prodotte a mn~gior d istanzi\, quando non possono essere subito trattate, devono prendersi in cura nei posti di medic~tzione principali per impedire il p r o-
HJVJS'!'A 0 [ l lllla'IIGIA l)! lol I'RP.A
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cesso d'infezione. Seno sta t .. os.-.e• \'attl t c,;-,ure e !'ente t-au~euziah prodotte alle più svariate distanze. J...e fes:::ure tauto profonde co1uo .;;uJJerficiali devono operarsi in modo da mettere in comunicazione l'entr>etn. con l'uscita, alla1·gando il canale delb. ferita nell'os..-;o fino a che con il dito pos-;a entrarsi nel cer•ello. Quando si è tolra l'ultima scbPggia si passa al c .. rvello. Se questo 1·imane ancora fuori po.;;to Jeyono e,.....;ervi altre ;ochegge. Nou è cousigliabiltl l:\ taU1ponatura pt:t·ch.;, l'irritazione del tessuto cerebrale prodotta dnlln gnrzl\ può g enerare delle encefaliti. La gan:a dev1· essere poggiata solo leg-gcrmeutP. Le fcl'ite di runhabw sono generalmente prodotte da shrapnells: l'o\'Emtuale parnlisi può essere c:ogionnta da t'rattura del ta\·olato interno sen:Ml ematorun o, co:nl: per le ferite delltl spina dorsale. da contusione del cervello Dal lato dèlln proguo,i la contusione ~ s pesso più ~rn.ve delle ferito tran-.fossc; in tal easo le trapanazioni faci!itano la reintt-grnzlone della corteccia cerebrale. Le fer ite p~>nct1·nuti del cranio senza uscita del proièttile a v vengono quando è cebo le l'i m pulso dei proietti li. Le ferite di tal genere devono solo operar,i qunndo il proiettile può esc;ere precisato con i raggi fWutgen. Gli etuatcmi sono più rari perchè i vasi s i ag!trovigliauo. Fn·quenteuwnte si n otano fènomeni mutevoli di minaccia di morte; sono t'requ .. nti i mi~lioramenti sponb\nei. co,icchc lo status non p uò d,•finir;;i prirna di 8- J.t giorni. Hile>antc è il ptricolo di infezione per tutte le ferite del c1·nn io : spesso l'infe:r.ione comincia ne l nu:zzo del canale della ferita. L'infezione produco encefalite o piti rnram .. nle men ingite, la quale ultima spesso f. una manit'estuzione couc·omitante dr•lla prima. I risultati della puntur a l on:~bare (li•tuido sicm,;o, purulento, emona~ico) pennl•ttono di coududere sulla natum Jella meuingite. La. meniugitc purulenta migliora co11 la puntura lowbare, m·, tenninu con la morte : la meuingite sie1·osa pnò guarire con prolungata pun tura lombru·e. L \mc.:fnlite, la qu·tl" compare più spe~so di quanto era ammesso prima d~:lla. gncrra ed è la più importante frn le successioni morbose, compal'l'l generalmente dop0 un intervallo di benessere, con febbre, aumento della pa1·alisi e dei fenomeni di compre.,sioue cerebrale. Po.;souo A.\'\"Cnire guarig1oni per cica trici e for mazione di cisti, per cqi la prognosi è da fa1·.;;i con In. massima cautela. È diìlicile la di>\guosi dill'erenzinle con l'ascesso ce1·ebrale; il sopore del cerve llo, il rcssare delle pulsazioni e la febbre parlano per un a scesso in profondità. La t'e bbre è però -"pesso dL·terminata anche ùa riassi:ubimen to. Per la terapi~< delle ferite del cranio il criterio più giusto il quello cou,ervntivo. T ilman.u ha visto 18 ferite transfosse guarite senza operazione. Devono praticar;;i
intel'\'enti nelle ferite del cranio solo quando si possiede sullicient.e prnti;:a e può di::.porsi di una completa asepsi. In generale le guarigioni sono a."sai rare. Gli interventi per le ferite del cranio non possono eseguir~i nelle suzioni di saniti1; le ferite di rimbn.lzo e quelle a fen1litura sono da operarsi ncll'ospe,lale <la campo. D ifficile a curarsi è l'ernia cw:ebrale; generalmente torna a vosto da sè quando si svu6lfl l'ascesso. Le pu n ture lombari e dei ventrieoli po:;sono f~tr ritornare R posto il cervello; se ciò non si veritica bisogna allargare la breccia os,ea. Devono asportar:;i i pezzi di cervello ca.ncrenosi. E1tde1·len ha osser va.to, fin dal novembre 1()1 t 311 lesioni del cm n io, delle quali 149 finirono con la morte nell'ospedale da campo. Molti feriti soccomb~>ttero alla gravità. delle lesioni fin dai primi g iorni. La meningite e l'toncefEd ite rappreseutano gravi complicazioni. Ogni ferita deve riosserva rsi anche se 11pparentemente le ossa non sembrano lese. Operazioni precoci m igliorano 1~>. proguos i. I pro iettili d e vono esser e tolti soltanto se trovansi superficialmente, rile,·ati da sintomi, oppure qua ndo pos ano essere localizzati. La r imozione secondaria dei proiettili è necessaria solo
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Hl\'1-.,TA Df C'HIIWH\. 1.\ nt OCtmnA
nei ca.;i di sofl'erenz,~: pPrò è dn tenersi pre~eute una lo1·o vo,;sihile migra.done: per oiò la const~tta:done coi rag!içi R<intg•' n deve compiersi nella ste~sa posizione nella (1unle il paziente trovnsi durante l'operazione. Il tra~porto può l'Olo r eali7.7.1HSi dopo :3 •t sE>ttimane. La prognosi i! ri~ervatis s; ma ; nl'llf, tt>rl\ pia va evi tatR q unl~iaqi plast.ira. Dtscussws~:. HiPse rarromandn, che si compiano atti operativi, p<>r6no Jclle ferite t ran~fos-.;e, pe1· il pericolo delle scho'!!ge L'opct·azione può e!'sere compiuta da ogni chirurgo nella sezione rli sanità. È perio·olo;;a l'e>:plorazioue digitale. I succe.'<si sono mnp;~iori nell'intervento atth·o e specialm€'nte le pnralisi si r i,ol\'Ono prima. l1•·st parla dell'importanza e frequeu?.a dei sinLomi oculari nelle le~ioni de l cranio. In 92 ri cercl1e egli riscontrò tali si10tomi in 213 Jei casi (papillite nella metà dei casi, t·mianopsia in l /6, ecciti\ psichica in 1/7 dei casi). La pnpillite, che al più pre;;to comparP al !3° giorno dopo la le~ione, !'<ta in relazione rou h• naturn J 1 qut>.:;t'ultima. E~~:\ ~i ri;;;coutra rlll'Rmente n ei casi di du ra illesn. di coutu~ione o di ematomi, spesso nelle lesioni della dura e nelle fotite pt>netranti senza u~rita drl proiPttile. più intcn'Hlmente nelle ferito alla rPgioue t ront:tle <li quello chu nella reg-iou(' occipirale Nou e g ì ustilir.ata llllll. terapia troppo con servati\·a. /JiP.r. ( proiettili souo "l''h"'O ditlicili a rimuoversi La loro asporta;.~ione ,·ien e ftlcilitHta ponendo il pa1.ianw <:ullato in cui è stato rolpit0 e per cuoten !o il c·r11nio, oon che "Il•• volte si li bera il proiettile. In gPIJerniP i dati ~peri mentali di Holl,eck circa le lesioui del cr nn io. relrt.tivi alla guerra r·u:Bo·ginppone,p, !'<ono anche oggi iu te1·e,<;sauti soprattutto pl'lr ciò <"ho r·igu:u·da la f,·,..que nza dolle succe.<i<Ìoni mrdive. lileist. La p1·oguosi dipPnrlo dnl modo col f!.Ua.le ha agito il proiettile (le ferite penetra nti e le trnnsfo•se danno prognosi enttive, qut.-lleo a f~nditura miglior i), tltdln. ent iu\ della pe1ditu dPIIa. dura (grandi penlite rng;io n 1~no sempre In morte) e dn l tPmpo in cui si ri o..,;••rvn In fer·ita (le ferite operate nei primi t.re giorni dàuuo I(! p. 100 di mortnlitlt, quelle operate pi1ì tarrli 1/2 p. 100). Giibd, dopo avere constntato cnttiv1 ri$ultati per opem di uua terapia iniziale con~ervatrice, <'ono;iglia di operRre in ogui le-<ionP cerebrale. SpeS$0 nell'a.llnrgnre le fe•·ite CPrehrAii con le piuzette escono fuori dci coagul i d i saugue n. guisa di lombrici. Le fp1·ite penetrflnti sono t alora diflicili a locnlizzarsi. Fr•'i/wrr v J~i.~P/shery. Nelle ferite a stri ~l'ia si con stata spes~o con i raggi Rontgcu u n inn.rcnnwn to del la tavola inte rnR. Le ferite tRngenziali de,•ono ope· rarsi tutte. Non deve pi'Rt i~t<Ni la tamponaturn. I,e ferite t rnn~fosse non \'anno overnte. La gr<~.ndezza delJ'ernia dipende spes.::o dnll!l durnta del tra;;porto. Dopo la guarigione può es~ere applicata la pla~tica di hliiller-Konig. Nel1'11utopsiR si rileva che ;;pesso 111. meningite iJ piu estesa dal lato sano di quello che dal lato ferito. /)>l ri.'lw.nl. - I feriti di recente devono t ratteocr si il piti lungamen te possibile n c>gl i o><pedali da ca1n po. La terapiR inizin.lmen te a spPttante io una serie di casi ha portato in sc~uito a peggioramenti. J3urkhR.rd opera perciò subito i casi più lievi; nelle lesioni più gravi aspetta ppr non sov rnnporre lo shock della ferit~ con quello dell'ope1·nzioue. Più tardi vengono operati anche questi casi il più rnrlicnlmente possibile, es"endo l'operazione l'un ica via. di !'alvezza. 8peci11.le nttenzione nrhiede l ernia cerebrale. Le parti molli fuor·iusoite vanno IRsciate in riposo, quellu d ure van no operate, poichè im-pedisco no !<pesso la secrezione della ferita ed agi:<couo corue una fa~cia troppo stretta per cui è necessario ali>Lrgare
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la ferita ossea. L'e dema del cuoio capellm o indica delle ::;uppurazioni progreùienti.
È pericoloso fo.re delle schematizzazioni n el caso d elle lesioni del crau io. ~liiller parla d oll'irnportam:a che ha l'allargamento della lmlccia osst•a nella. fuoriuscita del cervello. Denker riferisce sulle lesioni del c ranio dalla parte facciale, che cianno spesso su ppurazioni secondarie nelle cavità vicine. L'amp liamento del cnrupo operativo, cousidcmzioni cosmet iche ed impcJi onon to de lle suppurazioni secondar ie r ichiedono operazioHi nel la bor:ca e larghe comuuica.zioni fr" le Cltnti.l llasal i e mascellari e ri,.pettiva•nunte fra le froutali e le etmoidali. Nt•gli stadi ulteriori è l1ecessario i l drenitggio con tubi d i ve tro e di gvmuw. L a d1agno,;i d••ll'ttscesso cerebrale è spusso possibile per mezw doi m ggi R uutgcu. La mt:ulllg ite si puo favorevo.l lllente i ulluonz><re con l'urotropiua. l'ay r imp •~ga per la COIIStatn./.ioue ùi piccole schegge un !:ilo di una siring a ltckord couu' a go da pun ~ura. Le ~chcgge sono s pesso molto lontnnc dalla. liutn. di p~netr;t?. ionc, per cui p os:sono non ~;:;:;e re messe in evidenza con l'nlla rgamento della Lruccia o:;sea. Gli asce~::; i cerebrali non si pos:souo ric;ouoscere s ul campo. HiJp !.e, in base ad osservaziom continuative, asserisce c he la mening ite purulenta e rara . ln un caso s i ottellne guarigione aprendo largamente e scariticando fiu mo lto r~l di sopra della parte rammollita (secondo 'l 'ilm>uln). Nella fuoriuscita dd ce n·ello nou hisogmt procedere t rop po attivamente; deve evitarsi la compressiont>. 'l'ilmatul. conclude che soltanto le f,.rite trnnsfosse p 1·odotte a graude distanza d:\uno speranza di guarigioue. Le frequenti papilliti dimostrnno la frequenza del· l 't.:oceftdite. D~:ve evita r s i l'uso delle p inzet te divar ican t i, tanLo p iù che i coaguli s>~.ngu igni possono essere la.:;ciati 1\ sò. A nc he il sond a ggio di Payr non è del t .tt to scev1·o di pt~ricoli ed è du bbioso se pervenga tiempre a far sentire le piccole ~chegge.
l V. SAUJ,:RBUUCH e BuucuAitD. -
Fcl'ite dd peUo.
Snuerbruch rifer isce c he le fer ite der ivanti da lla guerra coucordauo in gene· rale con le nostre conoscenze sulle f~.>rite del p~tto, anche se e iu parte n eces· sario di com pletal'le ecl allargarle. L e sue osservazioni riguardano :!2,000 ferite delle quali 80(; interessnuti il petto. Per il UO p. 100 dei casi la morto sul campo di battaglia e dete rm inata da ferite del petto. Per il decorso dello feri te del pet to ha ir nportnnza il morlo col quale h11. 1q:;ito i l proiettile (solta nto lo. s ompl ice fer1 ta del proiettile di fa n teria da delle ferite in buone condizioni, mentre i colpi tr:Ls\·orsali provocnno laeernzioni), inoltre l'emor· ragia, che in p;~rtfl con duce alla morte sul campo di br1ttaglia, in par te an che in v in. secondar·ia . E ssa d eri va dalla parete toraclCa (mammari l~ interna ed arterie i utercostali) o dai polmoni, pe1· i qua li il pericolo uou ~t:• tanto n ell'emorragia, quanto neg li etl'e~ti m eccanici, che di r egola non producono però una cosi forte cowpressioue polmonare da rondore n eces,;;,r ia la puntura. Sono singolari lo Olnorragie del t\lssuto pol monarll che compaiono soltanto dopo 2·3 settimane e l<lntum~nte portano alla. morte. Di grande importanza per il decorso della fe rita ~ l'apertura della pleura. I grandi squar cia menti prodot t i da grnuate possono conduue a lla mo r to immed iata. Anche le ferite di fuci lu possouo p rodurre un pne ulllotorace aperto e causare percrò la morte. li p11eu mo torace chiuso nou 6 pericoloso
RIVI'-TA DI CD !In w: t A lJI Gt:t·:I!R \
c rcrte volte -:f"ug-1:!'~> an<'hc alla diagno-:i. Il pnuumntorate dn ten~iooo è raro. Il p••rirnlo cl!>ll'infezinnc aumenta cou la grau•lezza cl!•IIR ft•l'Ìta. Xellr ft·J·itP ,)ella parete tom~ien •lovt><:Ì priurtpnlmente fRre uni\ di.;;rinzione tra ft•rite tli fu<'il!' e qn!'lle di granata. L e prime non sono gpn~ralmf'nlt· peri· coln<:P e non r ichil'clono alcun internnto oltre J'e,·cntt~;~le emo~H<:i rlclle l·mor· raç:it• d!'i ,.a,j interro~tnli . Lr• ultime. <pt:u11lu ::;uno l'>.tr.. ph•urit-he, non <:ono pari· nwuti pPri<'olo~e. rii'!Ji!'tlono però in o~ui C:t-<o un':V'<'Urat:l revi-.i r nr clo·llo. ferita . L1• lart:!'h" npPrturP •lt'lln. pleura richierlouo invcc~> una tPmpia attiva: il m•·glio ,, f'tnhilirl' una rlill'o·ren:r.a di pres<ione che anche rlurnnte In gu••rt·l!. i· llf'l'I'"'Rt'tl!. e llO.- •;ihilo (in,ulllazionc S!'rondo Aut•r )l!'ltzl'r) Ln sutum dci polmoni n l mnrginP d"lh• f••ritn è solo ~ulliricnto p~>r il momento, poichò non virne con ri;, imprll itll l n tl i n·u-io ne dell'in r...r.ione. Le t'eri te del cuorr e dci f{I'O'<Si \'1\~Ì po.•-ono l'al·n.meutl' forn1111'C Of{l-{•·tto t!Plln terapia di gue rr~. ~nn!'rht·u•·h hn potuto in t•n rn~o Rutumr(' il lrHIII'!ts anonymu.<. ~[ot'te rlopo & giol'lli prr mediac;tinite. In 1m !'!Pconclo raQo per fct·itn. eia ~mnat>~. ~i praticò la fluturn del wntricolo dPI cu o n•: mnrt•• rli plrurill'l :"•·ll'antopisin fu r invt•nutn virino al luo~o di sutnrn una ~~· condn <;(',ltP!!gin. l n un 1\ltro caso ~i oss:!'rvò unn pt:ndl'f\7.ÌO!le •li sehc~~in Yl· rino 11.tlo ~tt>t•no: uni<'n con,eguenzn In tnchicnt·dia: dopo l l giorni mortt• impm\·. yic;n L'nntop..;ia ri\·rlò che il proiettile 11\'C\'1\ attra\'1'1'-:LtO l'artl'rÌ!\ polmoHan• e-1 il <;('tto \'rutrirolarr prr finire nel veutricolo --ini-tro: mot·te )Wl' la srhe~gia l'm· bolinatn"i nc>ll'nrteria ili:t<'l\. N el le frrit<' rlo·i p ol mo ni, prod<:>tte da furil<>, b proc;no~i fA.II!Itn '<"ieno limitntn 1\:1111' Pmorrngi·· -.pro nl!:nifl rhe comp:tiono g•·nernlnwnte nl t o·rzo ~ionto c <:ono dl'lerm •nnlo dalla fu-.iono r!l'i te~"uti o dalla corro-<iotlt' \':t' ·olare prt· op•·rn tl.•IIP srhP~!!I' od an c hP dnlla inf.. zio•w. Le ferii" 1h grnn'lt:l cnt:iO'lnno il 40 p llkl <ii mortalit:ì. C'nth!' <i<•lln morte !;Ono !-<pe,o;o un'iut'~>ziont• p ~~tnmn <I<'IIP ft-rit<' polmonllri o ran··r!'lll~ polmonare pe r fu,ion{' lll'i tt··~u~:. \,•Ile t't•rit" tlll fu<'ilo• la h•rnpin uon ù mni ha~talttl'ml'nte conserntti,·a: :thhotulnnLi e ,... ~ulari dost di oppinrf'i, tra~por1i orulati, pt•rf<'tto ripo~o ( mortalitil 1:? :!l p. 1\Xl). !'inmo imp tenli dt t'ronte 11lle emotTn~ie •mrre~~i"a ~:he in ti-l l p;iot·ni rondnt·ono i pnziPnt 1 ad una lenta morte. 1/inft•zio n<', rhe av\•io•uu g••npmlnwntP al .;;..~to o ~··ttimo ~"'""o dopo un inten-1\lto di bPII<'"""re e c-omincia ron f,•hiJr,. lll I'Jll!lll' nlttlllll non può 1·~-:.•re interpretata come l't·blll'•' oli t·i•t'l"orhiuwnto. r idw·ole Ull tratLI'lH'Illt) t"Oll ·<(>l'\'llti\'0 nel ptll'tllllOtOI''l.Cl' inft•lt<J ~~~n rt'"'l.lt.ÌOHi r\i <'O<:IoJ,., mn. pnnt n rro f t'GIJUPnti che pt·ovorano speo:;..:o ahha~-<nm~>nlo tll'lltt t('mper;,turll. I'Pr fr•rit(l dn gt·nn:otll mni C'll l'fl n~pctt>wte. l nt!'l'\'t•nto pt·N:O«'e pc•r difl'n renz!l rli pn·~· siouA. l>i H:l cn"i, 7 t no mor i•·ono ~t.ll'o«pPtlalo d a r.:unpo l n tlliRLiro t"R~i lrnttn.ti r.on d i fl',•r••n7.11 eli prc><;..:ionc non si ott1·nnc n leu n StH'Ct'~-o J,n ft•rito !Jt•) pc•tto lll'lla linl'fl aS•'PIJarP, fra ln ~·•Uiml'l C Ja IIOIU\ ro.;;tub . ,.j compli<'ano pf.'r lo pil! ron lr-c;ioni a•ldomin:di Di 8:! 11i t ali ra~i, i l t>hlwn) r-ito IPtnlr. C)u'lllllo rompaiono ><interni n.•ldominali l· nece~•nril!. l'opurnlion•'. T rolpi l) t furilr rirhi~•iono or··razioni nelhl linf'a llll'·linnn: lr lt•rite !la gmnnte r ichi· . ,Jono invpre la I:J.parnt•>mia trans-<liafrattllnat' t·o. .·ou nllarc;nnwnto <!l'Ila ft•rìtn d ··l dinframma P t·iliu.,ura della pleum m ..<liantt• !;Utut·a Ò<'llr, f<•ritn dinfrnmma· ti••a nlla plN>n frrita. ]li l ·~ <'ll"i co:-i opcr:tti. W guanrono. ll•>ri'/Hnl ( f>n,ru). - ("ondi,·ill~> in lllll"'itua l•• \'r>titttl' di t.;nucrhrudt: r•ttt·ntl p••ro nPC<'''arie spr·•·ial i <'On«i •lo>rnzioni sulla que,tione delle 1\•ritl' polmon:\I' J. L:~ mnnranzn di c;uar1p; nnE' iutli-t nrhatn nelle !<Cmpliri ft·tite dn. furile è Jn nttr>· hui~si llllll n ot rnrri,pontl•·nz;L (j,.)lp fpt·ite p•>ln•onnri ron la t.(t'al.rlt•un tl••ll·· i~-
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rite di entrata e di uscita, alla sorgente di infezione detPrmiuata dalle ferite polmonnri e finalmente ulla dispnea r.onser.uti~a alla hron~hit<~ pn>esistente. l perciò po<:Sibile un trattamento più attivo delle fl'rite polmonnri. (1111' giolfli dopo avvenuta la ferita. que~la de\'e e<~~ere nuov~tmentl' ispe•l.iouata, il rho tJOH può !•ili costituire pericolo. L'incrl'lnento di febbre che si \'t•rilir·a al sesto I,(ÌOnro con numento dell'essudatO e per )o pÌÙ COnseguenza oleJin pJeurÌttl C!llJSiltrl. dallo stimolo !lel sangne e dRil'infezione soprn~giuntn. f>opo In gund~ione dellu ft•rib~ polmonure richiedono ulteriori trattamenti le mauife-.tu~.ior•i snue~~in•, \'Ome eit·atrid, retrozione del torace. a!LermllOni polmonari indurutin•. Questi falli po..;tumi ,.:ono genern.lmente causati tla.ll'emotorace che in principio ngi--c•· fa\'<~rt.'volurt•ull'. mo>ttendo in ripoSO i} polmone e facendo l'emo~tR~i meo•r·n.nÌf'n., Jlel'Ò )le!" itnpNJire Je s•Jcce~sioni mm·bose deve essere cautamente rimos~o uwdiante ]Hitltura, 'llHIOdo abbia rompiuto il suo effetto e non siR "compar,;u spontJtttPtttnenle all'otta\·n giorno. Il 5 p. 100 delle morti è cauqato dnll'!'monngit~, il li() p lilll dRII~· inf~:· zioni. Per la guarigione Jove tener'li in cou«idr•razin:w 11nchf' In !'n•fJnP.uzn •lr•lln bronchite e polmonite, nonche IR sl:n.~J;ion!'. Il tra.'!porto df i fenti dd polmoni 11on deve avvenire tl'oppo pre,.to. me~litJ alla 3a--!• ,:;ettinlllna DISCUI'I!:!COS~~.- Bm·lmrd comllnÌ('8. m torno alle contusivui do•gli or!!;ani Ct\llsnte dalle fet·ite mngenzinli rlel torace le quali r.on frattura •li (11\rer~hi.- ,o~tole, a pJeura COStale illaSI\, portanO ati imbihizione ~nnguigna di ! : de) tP~SIItO j)OJIIIO• n.u·e. Per ferite della regione costale inferiore ~i tronmo )p-;ioni '!i m ili m•l fpgato. Polmoni ed organi (reni) :vlerenti possono t•J;sere lnremti.. Sintomi rli eontu~ioni polruonnri <:ono In di~JlliPn sr>nzn nnP.nJia, spnro ~tm g11igno, ottu'litA nella regione della fPrita. È intAn•~s:~rth> la pos~ihilit;\ •lelln '<11)1· pa1·a.zione delle contusioni polmonari n. mouo di infPzioni <l•dl'inte1·no coli guarigione ntJrmnle dellR. ferita alln. parete torncica. SaueJ·brucll concorda con Borr bo.rd i!UllR nerps<;it :\ d••lln r un tnrn per pre\"en ir<l le formazioni di cicatrici: nllèrmR p~>rò rhe la puntura non ,(.,.\'Il an·enin• troppo pre'lto. Le contu<oioni sono rare: l'ipote"i di Burk:u-cl in rigunr•lo nlla <ouppurnzione non può so!ltener,;i. Gli empiP.mi devono tratt:nsi <·onw iu h•mp•> •li pacL·. co~ i le infiammazioni incapsulate, mentre per l'emotorace ìufetlo hnsta la puntura.
Kiirle (Berliuo) tratta unicamente delle ferite perfornnti del nmtr.•. In cui lP· ra.pia è ancora. sempre controversa. Per formarsi un giwiizio pos,;ono pr••nd~>r~i poco in considerAzion6 le O.il~ervnzioni tli>ll" pratica f:1tla in tempo di pace lofatti le ferite della guerra., sovrn.ttntto qu~>lle l'nll'<llt" •lnll'artip:lieria, sono grnvi come pure g.ravi sono le )pqioni collaternli (lni'Pr:m1•·nto dc~li inte<;tini e dci grllncli vasi) alle quali !'lpesço non o sufficiente l'nrte chirurgica. Bisogna inoltre con~iderare le di,•er;;e condizioui di trMporlo (i ::;f'ntiP.ri ghinrci:Lti nuo<"cionn ai feriti più che le buone strade) e le condizioni est11riori ùPll'npernzione (le: ..;pzioni Ji sanità improvvisate e gli ospedali da cnmpo non pet·m.. tttJno In IIN~c<~sarin tranquillità per una laparotomia). Importante anche e il t Pmpo trnsrorso dopo la ferila (dopo 12 ore diminui~;cono le buone prospettive rlPll'opermdone), nonr.hè lR eirco!ltanza se il ferito qia rimasto io quietp dopo ps~;ere ç;tato ~tJipilo, oppurA sio. stato trasportato per parecchie ore su <;trndl' tUHlngeYoli . Finnhnente molto ùipendf' dall'opl.'ratore. poichà le lo.parotomie in ~E'guitn a fpt·itP rirhi··•louo una
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grande e"perienza. (~ueste condizioni po,.sono essere di r ado soddisfatte in guerra, quando tmche po~St\no in certo 4Ua! modo r~aliz1.arsi nella guer ra di triuco;a, poi· ohò i1•i la se~ioue d i sauitil pu\l esse1e talmt>nte impiantata da concedere in brevis:;imo t empo l'atto ope ra tono. Per decidere sulla preferenza da dare alla t erapia cous~:rvuLiva oJ a quel la attiva bisogna pone due quo::>tioni principali: 1° se nellt\ t erapia a-;petlaute le pr,,spettive sian•> tan to stavorevoli da giu,titicure iuten·euti •·ou e!>it.i du!Juii; 2° se le prospettive Jella t erapia arti va siauo tanto 1n igliori da u~.<cre lcci,t o il uon n~pottare. L a stat isti ca ce n e oll"re In soluzione. Uu di:;cr,·to 11umt!rO di f<• riti addominali muo re sul c.•mpo di battaglia (lU p. ltlU d1 t utta i caduti ~econdo CatroL oppu re u.-lle !Jo;~.ioui di :;anit:\. Le O>hervazioui di J\.iirte ~Oill!JTCI~<ionv BI~ ferite perforant-i ddl'addome : due dn l..aiou etta, la maggior varte d a prol tlti ll d i faoa.,ria. Ne morirono U!:S uelle ~e,.,ioni di sa n !tà, :ti ·l g•uu..;ero vi,·i a ll'vspe<iale ; t.li 'JUesti l :?G furouo tm,;portati iudietro giil guariti (2 mo1 i •·oliO :;accessi ,.ilmeu tc), HG mo rirouo e ùcgl i altri ~ ea~i no o si euuero u otizie p rot:ise. 17 aurouo opea·a~i in pnmo tewpo e ùi quetiti H pt!rirouo, ~ furono rintandhti gtmnLl e di l non s i ebberv uotazie preci5e. :!57 furonJ n-soggettati a ter:tpta l<"l""t.talltc, o in tende od in s<·zioni di sanità, fino al St!:,ro o settimo gior uo e pvi pt·r due ~t:ttimane aucora udl'o~!JI!dalc da campo; l:lJ (pari al jl p. lLU1 morirono, l :!J (pan 11l 17 p. lOUJ guar irouo. Di quelli duuossi guariti lU do,·ettero t·SSele curati }HÙ rart.li e di (JUt'.;ll G IJlo r irono, l non OIH:rato mori io ,;egu•t o a strozz:uueutò ddso stonuu·o tu una t'o·utllturu del tlit~framma ed a cancrena del letuuo strou.aco ; co-i l.t terl<jl lll con~e,·v•• tt\'a ha dato uua m ortalità comples-.1va d··l 60 p. JlJO. Vi :Z:I morti SI hanno i r~p..,ni a w< LOtll ici utli qunli sono nconlati 4 casa <11 ferite pe rl"omuLi :;euzll lt,-.ioui ll<tl·sti mdi. In parecchi opern~i non fu rouo trovate p.,rtoraziuul. J'iù ,·oltto in caso di f<.' rile profoude <.Iella ve;;eica, questa fu suLuruli~ :,Cu zn c he s a !"o~s<l nscout ru ta una coutcmpo rnuea perfonLzioue d el c rasso : s pesso si nscou.trarouo g ravi contplicazioui: in due cr•s• fu vista um\ <'Olltl.llll· porauca appeuJ icite pt:rforaLi ,·a d1e iu u o caso rima:;e uas~o:;w., nel s<:coudo caso produsse 1:. utortu per shoek operati,·o. Su :!;3 funta al fegato 14 guarirono :-;pontuu~autelltt-, il cltu tlltla\"ltl llOU e;;cJude llll8. fotlst:\ZIOIIO S~COUd arm di R3Cc.,SI <ti un11 pcricolt!Cistate crvuicn. La lt:ttm·><turu c he si può ciaare per n :;oln'te questioui pnncipali è assni contraditturia. l<.ugu rtftldsce !lvJII"II H! fen t i addoutinali cou b\J tlSiti h:udi. L"autop:-in dimo,trò chu solo in i{ casi :>a sarcli!.c pot.nt:t ot.tt:uere 111m guarigioue pe r iuter·v t!utv. Hottcr, cbe pritu>< sosteu.,vu. la tenqua n~pcttauto; c a ·les."v seg-u..ce della. ter a pia altl\">t; pute gu~<riro G cu,a di seguito. Ti>pfer ottenn ~ in 1 l ra,;i li gnarig ioan coll'~~tton·euto. Aucbe Hartb rìfo;rì.,co su unoui risulta ti di opera7.toni. Borchunl t: l'crth~:s, a ~iiiJigl t au,ta di Ki"> rte, mccoman1lauo invece la terapia a-petlan te, cosi puru Hebu, dw iu !Oli fl!riti uJ v<!utro vi.to Vt:'rilicarsi il 7U p. HIV di gnnngiutll ~)>Otllalle!; ( t11t. qut'<;Le ati ferite <.li fucile COli :1~ guarig ioui spOnl:tll<.'<.' ) . ltia"sunttlld<l J\ o"irlu 1\SSt·ri~cu che molte 1erit~ de l veutr~ "ono geueralmeute l t· rm•unto; colla murte, che :-p~s~o nvvicne p<!rfora~ione >'l'OZI\ waltrattnmeuto de~;li tu tc,twt, che i v.ers:tlu•'lltl ::.nnguigui e bdiari nd pcritonco prod ucono t<.·uswui d,·lle partlt.i a!ldotuiuala., qllluda reudouo paù dillìcile la di11~u o.;i di peritonitt'l. ))0 1 e o"'(•rvarsa elle t"<~·ite al ventre e l<>rite agli intestini IIOU sono la .. t .. ss~ co:-u. p,. r opc1aro: ac f L·nLu Ul•glt intebtini è des•dt!rn uile che l'operazione p-.,..::-a avveu1 ru nel le priaue U ore dopo ltt lt•siono, cbiJ sm evitato uu lungo trn~pono, che il fe•ito uou si &rovi in t ruppo C!Htivo stato. cLe l'asepsi poss•• e:;-.;er~ sutfiCit'nlcnwn te gatantiLa e trov isi sul luogo tlll chirurgo e,..1•erto.
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RIVISTA
DI CIIIRt:P.OlA DI GUERRA
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Schmir·den si fonda. priucipalmente sulle o,.;sen·azioni fatte uell:l guerra di trincea e non con-;idera c he le ferite penetranti. Con la t e l'l\pia u-:pettantE' si rnggiuoge raramente il 60 p. 100 di guarigioni. P ossono attenersi dei vantaggi IlO! tanto quando le ci t·costaoze permettono un inte1·vento attivo. Il quadro de lle ferite addominali è gra vissimo, la prognosi pessima, pE"ggiore an cora per le ferite dt<l cranio e del petto. La teoria d l.'gli znffi mucosi, che è forse fondata sul l'azioue tl el proiettile giappouese a piccolo Clllibro, de\·e essere ahbandonnta. Gli za!Ii mucosi pos..-ono avere importanza soltanto nelle ferite dello stomllCO che pe rm ettono una prognosi più favorevole n ella terapia consenrati \'a, NE'l le le;; ioni addominali penetn~nti cbt> guarif'cono f'pontautawente si può con sicurezza esclud ere una perfon,zione intestinale. D eve a~giunger::i clte i priuci p ii della terapia cou.oel>ath·a si appliCt\nO con grande difticolt:'t qua n ùo il personale s aniuuio è iue!<perlo. cosiccbè ogni fE"rita addominale, cl1e dentro le 12 ore non prese nti condizioui disperate, d e ve ef'st·re ope ratn. in c·onuizioni di ambiente favore,·ole. ~on si deve intervenire nei casi di pet·itooite : pe rciò de-;e e-<sere edtnta. nuche l'operazione nei feriti trasportati fra le 12 e 18 ore. È giust iticato soltanto l'intervento precoce assolu to che tenùn. n ripara re sem· plicemente la lesione rrodotta dal proietti!~:. La tecnica richiede tagli semplici,.;simi. lavaggio e chius ura della fl.'ritl\ addominale. Ln statistica, c he cambia :;empre col luogo, compr ende l!J::) casi, in 157 dei quali vi era siruramente pe rfornzione dello stomaco E' degli intestini. Di q uesti ultimi 5B f tuono operati ( In gunl'Ìgio)ni e o7 morti). D~:i !):3 non operati 7-2 perirono. Ln proguosi dei c:lsi trattati co n la cura aSpl'ttante è anco t·a piu Stllvo•·eyoJe allorchè si prendono in considerazio11t:' quelli che muoiono di periton ite nelle fo rmazio:ti s nnitarie avan7.ate ed all(·be la ci rcostanzi\ che per qualc·uno dei 37 morti dopo rope1·nzio uP In rn u-<n letale (tetnuo, flt·n1mone gnssosol non hl\ a che fare con In. lapa r otom in. Le ferite del fegato"' dt>lla milza danuo una mortalità del 50 p. 100 QuAJle del fegato, con grnndi t"ori d i entrata e di u<;citll, devono ef:~e,·e lasciate P.perte quanto piil a lung o è pos,ibile. Nou sono attendibili prt>cedcnti misure profìlattiche mediante il ricino erl il digiuno. Al contrario l'intervento operativo è f~tvorito quall<lo, 4 rhilorne tri dietro a l fronte. nelll\. goerra.in tt·inet>a, è istituita. una formnzione sanitaria stabile per laparotomie. DISCt;SSIONE. - Friedricll rinun7.ia ad ogni lltto operntivo In &! rasi cur·ati in modo a~f:olutamente conservativo (81 in o'lpednleLto e .1,8 in una sezione di sanità) iOgli ebbe 66 p . 100 di guarigioni. La. migliore )Jl'ognosi può farsi per le feri t e della r e-gione epatica e gastrica, la peggiore per quelle della regione del colon. La. fre q u e nzt\ delle ferite addominali si 1·ileva d t\ l t'atto c he sn l 320 fel'iti se ne ebbe- ro '3il con lesioni nddominali rimasti in vita. Di qu.,-<ti ne soprav\'Ì,...,ero solo ii. La mortalità nelle prime 2-l o re è del -U p. 100, nella prime 27 ore dell'r35 p . lUO. Erulel'll'n 1·iferis!!e su 8!-1 operazioni in Cllsi di t'ente intestiuali, dt>lle qual i 17 operò ~>gh ste..so. 28 (pad a l 30 p. lOU: guarirono. Il oume:·o delle perforazioni sali l.ino a H: in alcuni casi fu n ecessaria la resezione intestinale (~ casi guariti ). Spesso è diHicile il dccidNI! se l'intestino sin o no fe rit.o. In 5 casi non compresi n ella statistica. non fu t1·ovata perfontzionl' dell'intestino ed i pazie nti guarì rono. L 'i ntervento r ichiede buoue condizion i di trasporto e d eve prat icars i da '.l a 10 ore dopo la lesione N tolle operazioni fatte dopo 12 ore si trovò una peritonite icoros>~. seuza tendenza a.d aderenze . .Non furono mn.i osser•ati zaffi tnucos:i. L e ferite d el cra sso hanno la proguosi più sfavor r-vole. Il trasporto degli operati non d e ve avvenire troppo pre-<to, perchè possono Ancora esistere asceélsi incapsulati.
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Jù·nske vuo!e un a precisa distin zione fra ferite del la parete addominale, dt:lle e dell'intestino; q twl'te ultime offrono in primo tempo una prognosi a:>solutamente di,:perata, il che induce qualcu no ad operare anche in primo tempo. Nonostante singol i risultati fRvorevoli, il 1\.raske, che n on è in gene1·ale f•worovole all'iuten·ento, si accosta all'idea di inte rveni re soltanto nella g uena di trincct>, poiché non può immaginar:>i rhe unn vera, le.sione iute<tinale pos~a spesso guarire spout:llll'amen te. ~u H operati t; guarimno. Nella zona di set·vi:t.io di 1\xa~ke è istituito un osp<'dalotw da c11mpo per lnparotomie; egli spt·ra di ott..ncre buoni ri -<tdtnti nella guerra di trinree. , 'a!t~ri)l'1u·h operò 5-t casi rou 2J guarigioni, tre dl'lle quali si o=hbe ro in ferite del fegato. L . llr;/m nella gul·IT>\ nJanovrHta uon vide che t·alti\'i risultati dnll' intervento. Come J~orte riti~u•· um·he egli che l<J pert'oJ">tzioui gnstricllè et! intc~tiunli possano guarì re spoutancnrnoute. ghitmdol~ ad,lominali
V l. PA YH e Go i.DAmn:tt. s11ppurn:ion1 arlir.· olari.
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S11lle f rrifr dPy/i a1·ti 1'- dt·l!e articolazioni; S~<lie
l'11yr all'enna rhe la fr:Htum prodotta lln Arma <In ft•oro. yu:llldo manchi l'inftnione, va consiùerntn rome una frntrnra sottorulanea . ..\la per lo più l'int',,zione a vvienE'. Olllle la ueres~iti• di cnrnre fnrita e fruttnrn. Jn principio le frat turo da proidtili di fall Lt-ria guarivauo senza complicazioni. più tardi si notarono molte snppur11zioni. Gl• shrapuels o !P l10mhe producono ]!':;ioni più gravi. Le p:ù gn\\'i di tutte sono q nelle prodotte d:t graunte. co~if;rhè ;;'i111poue spes;;o l'nmputrtzioue in primo tempo scltheue "Pe~so " i po;.sa otteuere lr. gu11rigione in casi con piccolo foro d i uscita e non t,.oppo est.c"o !'<r hc~giaml'll t o d el proiet l i le. È ~Jl!'-~0 n ec··~~aria l'c,.plora?.ione della ferita ron dito inp;urwtnto nonché la rimoz:ione delle !>1·hegp;e i~oi>Ht·, avendosi co"i migliori ri~ ultnti che con In l'emplice a~J•et tali\·a. l flemmoni ~a:<s1•si e incipi~llti . i proce.-si settici e le flogosi gravi r<' ndono indispeusa!Ji]e Ja revisione. J\ci IJ<'ffill!Oni gn-;so~i llpOll!' \'rOtici Si devono pratil':lft' incisioni profonde; "'' dopo l:J ore non si vede miglioramento biFogna ricorrere all'nr•lJHttnz.ione. Nelle ferite da gmnt\ta hi~ogun preroc·cmonto cscidere i mnrp;111i della J',,rita. ì\ei casi eli iuJ'czione g •·ave occorrl" ln·.-o,·cupnr<i più <IHlift c:url\ c.lell•l f erita che della fratturu . Le frattu re infette hanno c-omportamento lh,·e r<o. O ccs-;11 ,.uloito la suppurazionu. o ,;i produ"e una f01·te suppurnzione pu~ritltt. ovv e1o Hua osteomicli te trll•lmatica a tipo ...cttico. ],. qua.le d:d punto di trattura avl\nza Vtll:so In vicina articolazione l' si !<vilnppa nnrlte ;<opra le srhl'gp;c s taccate per finire io guarip;iouo con ri<,ca produ;.ir>ne tli o~tt·oHti . (~nesli cn"i rit-hi edouo e~tesis"ima npertura. l'll~porta?.ione delle sclu·~~t! ed in parte anche l'nmputazione. \' i sono inoltre rasi in cui nono~fnnte tal i esp.. rinu·nti il proct>!<!<O settico continua per nJodo che i n·ntri 111\lStolar i vengono ad essere isolati dal pus. conte in una prep;u·nzione nnnto111ica. Complic!lziou• ulteriori ,;ono : lillt• Jlurazioui tardive od emo rragie sf'courlarie. "l\ l'ila re v isi<•llo d(•llo fe!'l ti' \' a li IlO ri ruo,.,sc r:ou graudt· JWP<'ntlzio!IC le ~rlwgge fortl'mt!nt•· ndt:reuti: hi.-ogua evitare il tampowq~gio ~oli,lo. L:t ferita può e:,-<l!re Jn,;.:intu apertn sutur·audo i nHts<:oli al rnnrgllle t'Ul>\ ueo. :\ ella o~t•,ontil'lite tr;tUillllt ..-a bisogua i11Lerveu ire liu<'h;. il pn>~·e-so twr •·ot.iro non è fi nito.
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RIVISTA Dl CHJRnlGI.\ DI OL:IènR.\
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È importanto il controllo coi raggi R;;utgen. llopo la rimedicntma !;Ì provvederà alln cura della 1"1'11.ttura. Durante In rcvi~ioue J,i~ogua proteg~tere ùn ultl'riori infezioni le cavitf\ mi•iollnri n.ptJrtP, per mel.zo tldla Liutnm di io•lio e dt•l Paqueliu. Per la cura succesc;iva si uccoruandano irriJi>ll.ioni penuanC>nti. IJ11gni caldi e b a.k11no del Perii. La medicaturu devt> P<;s!lf<; ri.·.ttnlti~<ln. n l mas-inw ogni ~-•l ginrni quando il s<'creto In trnpasstt. Gli 11scessi e-.tef:i twgli iut•·rstizJ musr•olo.ri <' lt\ srJpsi progressivlt costJ'IIIg<mo nd amputare Xell1\ curu delle t'nntnre hisogna tt-uel' pr.,sente l'estensione iu :<•lDlÌH>'s-;ione, l'inge.ssaturn fl'lllhLr:lta, l't·st!'n'<ione oli illu·keu· brnch e per le estremitit snpe1·iori la fnsc:iatura t:vll ;;tt•cche. La IE:sione articolnre aseltJc:ft è umt t'erillt 1\ cuni~olo o tran,;fo~!'lt, (Wvero, v iene complicata con t'rnttura nella dia!isi. L'emartro n.vvieue sempre e richiede,qun.uùo non di111inuisra o 'lun.nrto ,.,ja infetto, l;~ puntura e il lavaggio. l)c,~orre ~erupre irnmobil•zz:tl.ÌOIItl ~ •·mnpJ·p,~ion~•; l't!o;tensioue soltanto IJUnudo n.vv••nga rRpidamente llllll ìnt·urvaturu. Il proieU.ih• dtot·e togliersi ,:oltnuto u('l t'n'IO Ji po!=!iziouo anortmde, ùi ,.intomi di lesioni dci mu~roli nt·ticohui O\'vero di t'orti dolori. I proiettili d'artiglif'rll\ producono un peril'olod'iuf..,;o:ionc doppiamente grundl', il qual<" è ma~simo nElIla n rticolazioue cl11l rier:le L'iuft•zione ,.,i verifica o nella articohL7.Ìone o in vicinaO'II ,Ji e;;sa" ,:i munife,tn per IIJ più "u!.•lohuuente dnpo li-IO giorui. Importanti fenomeni ,,onroruit>Juti di ogni infrzione nrticolare sono l'cuJ!>Ìema 8 il molto pÌÙ maligno flf'llllllOlle I'RpsuJnre d10 I'OIIdllce rttciJrut•ut·• t\•1 ~scassi pamarticolari U•l agisce ns~ai J•lli;!;iO dr•Jb\ -.nppnJ"azionc ~orticolare. Nello. articolazione del ginocchio, ed 111 •tttelln cld pit·ole, '!Ono i'rcfJUllnti le roLturll della t:apsnln. J"'\ rott11ra. avvit•ue in t'ol'lltn tubulnro unlle guuint~ d••i tt·ndini o negli inter,;;tizi IUU><eolnri. Nella routt>mporauea f'rllttl1ra •l•·lle dialisi sono decisive per la din~uoRi solllllttO la p;dpatiouu e la puulum per o:ut la dii\· guosi stes,;a ;, 1litlicile X eli•• infezioni le~:g••re Ì! l"llicMe l'iniel.ione di !3-10 c. c. eli fenol cauforn: uun. infezione più t'ul'l•~ richit;dt: l'inrisiona dell1~ t'l\psuln articolnre, abbondan tu clrennggio, rnschiatura tlclht urt i<·olal.iOI!I'. artre~touda; nel trltU.ttiU~<lltO socctJS!Ii\'0 'lÌ richiedf' l'r>ston,ioneo. :\ei ectsi g-mv1ssimi uiso~na pruticarr! l'ampu· tazione e la diAA.rtieob.ziotw. ~·;lll' nrttroin.?.iou i a GemiHm \':\ tt·nuto prc~eute che vi sono dne spazi vuoti st•parati; nellt> ani.,nlnzioui del pieùfl ~ t're•tllf'nte lo strnva.;o di pus vet·"o !11. pi11uta dt•l piP.!tJ. Goldmmner o«ser"a che la quPStionP. dt•lle ft·attun• •In ]Jroh:tdli iJ di m:ts~imn importanza polChe esse comprcHdono ~/5 rli tnu" In ferile. l"na tempia .:ou·~n·a tivt\ non è soltanto dovere \1.,1 mo-litco, ma \lovere socitde. r,,. po~sihilitil di guarigioni vengouo git\ tlr•linoatc ll1dln prima meclicalum clte rlel'e t•apprewntarl• una fasciatura ideale di immobtlizza;\Ìou!'. Come t alt! ,J .. \·u c;amut in• la po~i~ionc di r·iposo, fornire buone condizioni Jllll' il deflusso tlulln ><el'tl'l.ÌO!JC dulltl (',•rila •' riparare ogni nocumento dnll'e>~terno. L'uppure•·chio ge.o:snto nou u eousiglmbil1:1 come prima medict\turA. Nl:llle t\nnutzìoui di ~nuitil <WIIJJz;at•l il qe::"o ""ll l: lll'Cc~sario essendo il suo impiego tecni\,atUente ,li1Ji,:ile, l'.tcendo penl.,rc te111po ed es· ludl·D•lo inoltre la po~~ibilit/1 di trasporto gia~chi;l deve c~'icre ,·outroll:lto udh: pl'lme :'!l ore. Come fasciatura detluittnl è spesso uoci\'o, pl·t·cbè 1iu1nue so\'t•utr• 1/t donn•' •lo· vrebho esser tolto. La t'a,.~illtura per esteusione, onmiJue e quando sia po,sibile, deve pl'eforirsi allfl ftu-ciatura conteutiva. Apparecchi portatili rirhiedonn la tecnica di ortoperlici pruvetli, ~~::.,icchi· possono est;ere impiegati solo C•'CezionrdmPntt•.
R1 VJ1'1'A DJ !'li iiiOHCl lA Ili GlWlH!A
DrSI' USSIO:\E Ansclliitz raccomanda la stecca di Hacker, già p•·ov!\ta. da Saar nella. guerra loalcanica, la qtulle pnò esst>re rapidamente impro\·visata ed usata per e~te11~ione. specialmente p~.>r l'artir·olRzionP dell'nuca e del ~ino~chio. L. /( P/11 ha costruito una stecca di fil di ferro, facilmente trasport1thile. ripie· gabile, di poro costo. la quale, pro\'Vi~ta di ali lateral i, fis<a l'a nca, il ginocchio non chè il bncino. Srln-ofll 1·ac<:omandn l'>tppnrPcchio gt·ssato a stecche di p>1gl ia. Frauz prP~euta la sua stecra di lntt.n. pPr l'.:u·t,,cola;doue dPII 'n.ncn. V. J.:i~e.l:;òerg ri]e,·a che anC'he l'app:•rec:rhio in gP:<<o può e-;wre opponuuo e mostra una stt>cca di Kramer con ali Intendi pel bacino e per i l ginoc ·hio.
\'II. Bmn -
811fla rhi rw·g ia ([,,i ?'fl.<i e sugli flnPuri~mi.
Bier ha op~.>rxtQ. finorn 102 :m<>urismi che per.;istevnno d n. 8 giorui uno a 5 m~>si e per lo pi1ì non ernno an rorn fomiti di mombnl.na a\·volgente Le le,ioni dt·lle arterie ernno svnTinte: incisioni •·o•ue prodotte da coltello, n~portazioue di parPti cnme sfl fos!<oro ricavate con punzone fornto, perfomzione dc.-11 ~ pnrHi ( -pecialmeut e frt~quente (tlla ff>mora le1, n~portazione per opem tlel proit>ttile dt>ll'intera 11rtt'ria senza sopprcf'Sione deiiR circolazione L'~ueunsma nrterio~o è più alli pio di quPllo nrterio-venOciO che dà tn>tggiore f:\~ti,lio e si riscontra specialmente nelle estremi t/t. inferiol'i a cnu!'a della disposizione t opoc;rafir·a. dt>lle arterie e delle \'ene. É raro l'aueurisma 'l'!lrico~o. La rliagnosi e r...·i le Sf!bheue sia possibi le scrunbiarlo COli a~ce.-;~ i. Spes~o gli anNli'ÌHmi compaiono soltanto dopo compiuta la gu•uigiono <h•lla ferita. allorche i ft>riti sono gi1\ di nuo,·o pre~so le truppe. Le soll'.. rcnze s i vt>riHcnno princip111ml'nte negli aneuri'lmi della testa P e r l'opl:'rnzione è mccomandnhile in pri1no luogo la sutura longitudinale e 11el modo più ~t>mpl icc da un lnlo (:~')volte in 7-1 c11~i ), prorlueendo a1·tiucialmente l'ischemin. La sutura è fM:ile. Nf.'i colpi transfossi dovrà. teaE'rsi in conto la sutura tJ·a~versalE', e,·eJltU•\Imt•nte dopo rPst•zioue. l for i nelle vene devono chiudPr:;i iu dire,.ioue longitudinale. L'aneurisma arterio·veuo~o, a causa dell'i;;pe~simen to !'elll· pre pnlS<'llte, è più diltit:ile ad operltr;.:i, pi'I'Ò rieS"e ~empre la ;:epnrazione tecnicaDIIHlte non se10plice di arteria e vr•ua. ll trapiì1nto di vene è snpertluo uon partecipando In pa1·eto dc·ll'a.rteria nll'uueurismn. Dt:ve eviL!Lr.si l'operazione n IJori'l\ por ri-;pnr•niare le collaterali Nelle piccole nrlerie la legatura è g iu,titicata La sutura ri chiede J>rima i11l••nlio; nelle fprite infetto sus-iste il pericol o della emorrRgÌ!~ po;;tumn A nche in un cannle di ferita appnreutt>mente asettico, dopo l'opemxioue di an e unsma, può ricomparire di nuovo l'iuf..-zione, pt'r cui Ìl con-oigliabile ;;empr e un drenaggio della grande cavità. dPliR ferita vcr,-o il lato sano "Kei colpi n cunicolo rleve allont:tna1·si prima il corpo e;.;tr:meo ed o.;eguire poi la. sutura. Le ;:uture arterio~u i ut'ette p1·o~·ocano il pericolo llell'emorrngia po~tun1a e della trombosi. N<-lle emormgie st•tt.iche la cavità della ferita de''~' ripuli1·:<i e de,-e l~garsi il ,-a~o L'emorragie acute nlle estr••mitù richildono rmzitulto ischemia artifil:ial11, se u\ln te~ta ed al dorso sutura della feritn e fRsriaLurR comprcssivtl con gomma, Hnche "i" pos~il.ile In guarigione clelinitivR. Dt>i L02 O!'l'rati ne morirono Rl risultati pe~giori li ùi<-dHo g li nn~11ri>:m1 del h succlat>ia (4 morti in 9 op<!mzioui). oei •lU!Ili in primo l uo~o dc,·e !<c•mtwP metter:-:i al lo scoperto il tronro innominnto. Aucbe la lt,gntula. della carotide d~cone sfa.
RIVI~TA
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DI C RIRURlò!A 111 GU.EHRA
vorevole cosiccbè deve essere possibilmentE' e'·itata anche la sua temporanea 1~> gatura. Gli a neurismi della ft!morale profonda devono essere allacciati perchè la sutura complica le condizioni della fo~ritn. I n primo tempo non devesi esegutre l'allacciatura e,sendovi s pecia lmente pe1· la femorale il pericolo di cancrena e mal sopportando il soldato ferito la legatura dei grandi vasi. BEL J.UCCI.
o ..ervazlont e oonalderaztonl augll oapedaU 41 fortezza in Straaburgo. - (Corrtsponden~·Blatt fiir SchtC'ei~e?· .&erzte
Dott. FnEISS o dott. NAI.:OgLJ. n. 1:2. -
Ba~:~ilea, 20 marzo 1916).
Erano stati allestiti in Strasburgo S! ospedali di fortezza per circa 20.000 fer iti e malati in ospodali, scuole, nell'Università, nel palazzo imperiale c in altr i fabbricati ada t ti. 11 loro funzionamento fu affidato in gran parte ll.i medici civili, in piccola parto ai medici militari sotto la direzione generale del medico della g uarnigione, da cui dipendeva pure tutto il ~ervizio sanitario della cittlt. A. noi fu a ssegnato il 28<> ospedale di fortezza, che era destinato ni gravi casi chirurgici En. costituito dall'os pedale privato delle d iaconesse e da una scuola femminile, il Buon P11store, trasformato in ospedale con un totale di 180 letti. Il personale era costituito da 4 medici, 16 !'orelle, lS sorelle ausiliarie, e da 20 infermieri. Inoltre vi fu addetto un sottufficiale di pulizia e uu ispettore, dir ettore dell'amministrazione. Scopo di un osperlale da fortezza era quello di curarvi i fer it i, finchll questi fossero divenuti trasportabili nell'i nterno del paese. Se la guarigione si otteneva in 14 giorni, allora i rispettivi feriti erano rimandati direttamente alla guarnig ione o al servizio di guerra. La maggior parte dei traumatizzati provenivano dai Vosgi, da St Dié, Raon l'Etappe, Baccarat, St. Mihie l e a nord fino da Verdt.n. Diciamo poche parole sul funzionamento del servizio sanitario tedesco in c a mpagna D ietro la linea dci combattenti trovasi il posto di medicazione delle truppo, ovo sono a pplicate le fascia ture d'urgen za. Dietro ad esso è il posto principale d i medicllzione (la nostra sezione di sanità), ove sono eseguite le operazioni im· p rorog•lbi li (amputazioni che non ammettono dila zione, emostasie, ecc.), e pm·e più indiett·o, mn esposte ancora al fuoco delle Mtiglit>rie, trovansi in fabbricati a datti gli os pedali dll. campo. Da questi si effettua il traspor to dei feriti medi· cat1 per mezzo di carrozze, o di automobili sino alla prossima stazione ed inoltre a i treni ospedali od ai treni ospedali ausiliari sino agli ospedali di tappa permanen ti, che per Strasburgo erano costituiti dagli ospedali di fortezza. La regione g eografica e strategica nei Vosgi non permise l'erezione degli os pednli da ca mpo, e quindi i feriti furono trasportati direttamente a Stras bu r go dal posto di medicazione delle truppe o dal posto pri ncipale di medi t azione dopo la prima med icat ura. Il medico di stazione di.ipose ivi per la ripartizione dei malati nei div ersi ospeda li, ove general mente entrarono da 6-40, uomini 13 ore sino n 4 giorni dopo la ri por tata lesione. Il trasporto nella eJttà si esegui con pa.rticolari automobili sanitari. Anche le carrozze dei t r ams e ra no attr~zate, in modo che le ba relle potevano essere introdotte e sospese in esse, attrnverl!o le finestre a per te.
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All' iu~reso;o u Pll'o"pedale i fe1·!ti recenti presen ta vnno ord innriamente un aspetto a~sai tri~te.
Ablmttu ti cla:;li str npaz1.i e spe~so da penof<i viaggi, emno in 1100 stato lcggermPnt e npntico. Il viso pnlSelltava spesso una tinta subittr>rica. Le u1edicature erano spesso bagnate da liquidi siero-sanguigui fluenti dalle ferite. L" maggior parte di essi portava appc~a una taiJOJiina clinica, che riusciva molto pratici\ ed ut ile al medico: il quale in gra zie di essn ~i orientava facilmente sulla natura e gr•wità. dell>t le- ione . Per regola ogni ferito, appeua arrivato, fu spogliato ed esaminato d>d cnpo ai piedi e quindi !'i rinno ,·ò ad e~~o In medica tnm. I pazienti torano principalmf'n te Ba\·~tres•, S1\SSoni e \·u.·temhergh esi, in piccvla parte FrRnce~i. Il numero t otale dci p;,zienti, che fumno da noi curati nei me;;i di St'ttemhrc ed ottobre, ra~g iunse il n u mero di 23!> (:l:H tetle«chi e il5 france!'i). Fatte poche eccezioni, COlliO distorsioni, srottaturo e coutusioni, ecc. ( 18), l'i trattò di lesioni d·armi d11. fuoco. lJt•i feriti circa due tt>rzi (J5bJ e rano st11.ti colpiti da proiettili ùi fucile, com prese le mitragliatri<'i e un t erzo (80--1.4 da :<cluapnells e 3d d a gra• uate) da proiettili e el i 1\rtiglier ia. 1:\ou si os~ervarono feriti con armi biancbe (b:dout>ttl', coltelli, calcio di fucile. frl'rcic). :-;u) totale dei 2~>·i f,!riti se ue <'bhero : al (•apo. al petto al vt>ntre . alle e~tremità, compresi i fpriti a lla colonna vertPb ra lc, a l bacino e alla !<palla . Inolt re ùivt·r.~i malati furono tr:o~portati per e1·rore n ell'osp<Jùnle chiruro-ico
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LI numero dci 1norti fu di Bl - 12."2 % .
27 di cui morti
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P er le arniÌ è d a n ol!no che la fante ria tcrlesca era provvista del fuc ile ~au ser, model lo ~ 8 di 7,U mm. di calibro. Inol tre fu usato pure il n•rchio fucile :\!ansar mode llo 88 dt>llo stcs~o cnliLro. Il proiettile il di nuovo modello ad S, nccu m i n:~to, con cope rtum d i ncciaio nicht>lato e nucleo di piombo. Il proietti le francese é un L•'bell con coperturn completa di rame I proiettili di artiglieria u~ati dn~lì Stati combattenti sono le n ote granate e gli schmpnells. 11 proiettile ai fuc ile att.rn.versn. onlinariameute il corpo con un sottile canale. I fori di entrata e di u~cita sono piccoli, corrispondono circa al calibro del proiet t ile, c cica trizzano per lo più dopo b reve tempo. Nei colpi da vicino invece possono produrre fenomeni e!'plos1vi. se furono colpiti organi abbondanti .ti sangue. Inoltre cagionano considerevoli lacera:t.ioui dei tessuti, se i proiettili peoetrnno obliqunuwnte, o t rn.sver;onln.ente ln gr•ne rale si titicue per lo scopo pn\tico che le ferite dn proiettili d i fucile sinno l'terili Non cosi avviene uelle ferito da ~;t·/trapllt'll. l proiettili .ti st·hrapp~~t•l. clw po~se~gouo uni\ minore forza viva dei f\lCili ed ha::m o un di:lm~:tro mnggion• t•d una superficie non liscia, IRcernno il vestiario del soldato, ue tra-.:portnno dentro le ferite brandell i col su,liciume c he si trova sulla pelle, e cosi producouo l'infezione
RI V I STA DI CU Tlll: RniA Dl Ol:EIHlA
L e sch egge rl i g ra n~tta So al me n te cn.gion:tttO fet·itt- d i form e \'1\riatissi m t", per Io piu grandi, lacere ed int't~tte. "Xei colpi di granata pel sollevamento di masse di t Pna e <h p iet r e s i possono inoltre n"<"e r e il1di r~>ttameute ,gravi "out.u.;;ion i. Lesioni nmn- Dum, du r l\lltt" la p ermanl.'nza dt:i rt~ltHOri iu :Str11Sbur~o, tJOJl fu r ono o!;>se n-1\te con !'iicurez;.a io alcun OSlH~rl~tle. 1\elle ft>rite so!"pt>tte si può trat ta r e di ln<'erazioni prod ott e dall'in ,·olucro del proiettile defonunto e dista<'Cato. N elle le,iooi col proiettile t ede->co ll;li au to ri o:--:ervarono due volte che l'involucro e il nu cleo di piomho e;iat·e\·nuo st~parat:t.nt ~o"ute nella ferita. La c ura delle ferite in guerrl\ nou 1len~ discostarsi dai pt·in< ip:i del tempo di pace. D i :;omma. imp01·tanza è la raziounle Rpplic:~.r.ionr· llelht p•·ima nwdit-aLura Ogni solda to ted esco pont~ co n sè in guerra due paccb ct.ri di m t-oi.i....azioue. I !'ioldati si appl icano ;;:pcs«o cta sè le prime medi cn t.ure, où a \' Ì<•emln, beue L a cura !\ella ferita n .. ll 'ospedale ~on:-iste in uun. pulitura mecc:m ir.a di essa, n ell'allou tanameuto di corpi estr~tnei e d i lacinie di tes,; uti, 1uediaute forbit•i e pinzette. talora merce irrigllz ione dd l1t. feri ta con a cqua OS"'i!l;t'natl\ o con !'iol uzione fisiologici\ d i c loruro di sod io e nella successiYa copertura d i es-;a con med ica tura ster ile. N elle fudte lacer e p e r grl\u n. tll b scbrapndl l 'a<'yua. os.::iF'.-nata e i l baJ:<a mO per UV Ìl\n O Spiegarono azivDG UenetiCa. J'e r t ener ft~l'lllll. la m<o:dÌI'IttUI'a corri:< pose bene il auas ti<;ol o di Oetti ngen. Per la d i.;;infez iooe corri"po!'e beue la ~int ura di iodo. Il m ater iale da medicatura deve essere r i,:;p armin t o pt'lr quanto è p ossibi le, tenuto conto de l numero s traord inariamente ga·aude dt:ll~ lesioni. L e t'asce (<i i m u ssol iua e cambric), tolte dalle medicature e hH· n t e pos<;ono ser vire p e r 6 - 8 \'ol tt>. Io sostituzione dell'ovatta f u u sata talora. cell ulo..,a. .cl.nc h t• la. l:ilnc•·in. ste1 ilizzala e i m pa.cc:aa i n iscatole, co:; ti tu i un buon materiale 1\Ssorb.- n h!. 'Cna gra u p 11.rt e dell e fl'rite, s pecialmente pe1· proietti l i di 1\l"tigliel ia, er11.uo infette con s e ('r ezioue sier o-pu r ulenta. où icoro-.o-puruleota No::l l~ prima m e tà. della DO>'tra. opera n o n r iusci mmo a liùerarci del pu;. col nan "eante orlo r c. L e iof..-zioni col piocianeo t\Hono r elativame n te heque n ri e p Pl' lo più inn OC!le. I flemmoni ga!'isosi non fu rono ran Jn princ 1pao. Acca nto aù al c uni pochi casi coo deco rs o fulmineo, se ne osse rvarono num e rosi d i oatur11. in n ocua, prodotti d11.i co mun i g (• rmi della putre faz ione. L e molte suppura,doni richiesero giornaliere inc isioni, drenaggi, au c be amput azioni. P e r anestesia furono qu nsi sempre usati vapori di e t e re . .6ne.<;tesie locali n ei t essuti infiammati ordinariam ente n o n fu r ono n ec&:;sari e. I v apori di etere, come p tu-e l o regolari n arcosi con etere, anche nelle operazioni di lunga durata, co r r is posero a ssai beue, a doperando w iniwe quan ti ta di etere, e qua:,i :;enza stadio di eccitazione . Per comba t tere il dolore si fece l11.rgo u s o d i mo r fina, ordinariament e nella d ose di 2 centigrammi. Il siero contro il tetano fu t1sato a scopo p.-ofìl attico nei ca:i!i sospetti. D i questa infezioue si parlerà in appresso. Dopo tali indicazioni g enerali ~nminiamo l e le,;ioni seconrio le reg ioni del corpo. U n c apitolo triste formano nella chirurgia di guerm le lesio ni de l capo.
HIVISTA. Dl C'lflHL'IW L\ Ili Gl'I':RUA
I <·olpiti in v1cmanza con manifesta az iono esplosiva non giungono naturalroènte all'o"p<•dn.lE'. Nelle lE-sioni del ca po distinguiamo: 1° i colpi tanger.ziali; 2° i colpi con penetrazione del proiettile e 3° i ~olpi trnversauti. T primi, cioè i feriti al cranio con i colpi t .m gem:ial i, o colpi con fenditLue, dt'vono essere opl•rati pre~to e per qu:~,nto è po:<sil>ile in modo semplice. L'operazione cousiste n el rendere libero il cranio n el luogo le;;ionato, risecando i margiui della ferita o riunendo i l foro di entrata o di uscita del proiettile con un taglio. Si scorge allora spesso comP il cranio !';ia stnto leso dnl JWOiettile per 10-12 ('entimetri ùi lunghe~Z<l e p~r l centimt>tro di larghf'zza. Numerose sottili sch !·!!;~é ossee si annidano nt>lla corteccia cerebrale sanguinante perforata e in pn,rte ,pap volntn. L e srh"g~e, facilmente afT"crrabili, sono eliminsw~ : occorrendo. i margiui o~«ei sono appianati, vi sd collor·a un drtnagg io e l'operazione è terrninntn . 1 colpi a cunicolo, o trasfo,si richi .. qgono un iutervento operati,· o qnanrlo esi stono sintomi di lesioni dei centri nervosi. Qunndo e:-;isiono sint<Jmi ger~t'rali di compre;;sione cerelm~ le per edema del cervello ocl pmorrngia meningea può e:;~ere pre:;a in considerazione la tr.ap:1nazione d el cran io pl'r evacuare i liquidi. La pro;::uo>'i dell!• lrsioni dt·l cranio cou inte1·-rento opeJ·.ttivo non è l>uonn. Dal lnto anatorno-pntolo~iro le ferite n cunicolo r•·oducono n~ttevoli di4urbi. rammoll imf"nti ed emorragie rerel!rali. La morte sopravvieue per meningite od ascesso cerebrale. Spe.:so si ri~coutrò una contemporanea bronchite pnrulenta diffu~n con i mccic<:imi gPrmi come nella meningite primari<\. :-\el ~Su ospp.Jole si el..hf' ro 27lesioni del capo, cioè 5 lesioni delle parti molli, 16 lesioni tlelh\ scatola cerf'hmle e 6 Je,.ioni della mandibola. fra le lesioni dtll>t scat ola cerebrale si ehbero 7 casi di fenditure del ç.raoio1 5 casi di fllrite n cunicolo, !l C'asi di ferite trasfosstl ed l raso di fra.ttura ad impronta pe r scheggia di granata. In 12 Cltsi furono estt·utte schegge c1.,1 cranio, l voltn. fu e~eguitn. In trapnnl\· z ione per fenomeni di un focolaio cerebrale, 2 ''olte per !Psioni perforanti degli occhi fu e><tratto il bulbo orulnre. Le le:<ioni delle mandibole furono gl'nernlmente curate in un osped:llo ~peciale diretto dal prof. R iimer, ove anche fncevn servizio il prof. Stoppany i Zorigo. ~el detto ospedale fu purt' cu rata frn.ttura della tn,·ola esterna del crani o. senza contemp01·anen. lesione della tavola vitren, prodott>' da un colpo tangem:iale di fucile a 600 metri di distauza; inoltre r iferiscono gli autori sopra u n colpo di shrapnPll del cranio. in cui nel foro di entrata all'occipit~ fu trovata incuneata la met;\ eli un proiettile di sllrapnell e in cui più tard i nll'autopsin fu t1·ovata l'altra me tà del proieti.ile in nvnoti nei lobi frontali. '!.'ali spezzamenti dei proiettili di piombo sulle p~treti ossee taglienti uon sono rari. In tre feriti con penetrazioue del proil'ttile nel cranio, che entrarono all'o~peda le con emiplegia, dopo 3-4 ~f'ttimllne la pnmlisi dimunui in modo, che i n appre;;s0 g l'infermi poterono cnmminnr e col solo appoggio. Anche questa scomparsa della par1.!isi non è cosa rarn. Per le lesioni degli occhi è necessario eseguire alla sezione di s an ità un necuralo nettamento della ferita. Le ferite delln cornen sono uti lmente coperte con una plnstica della congiuntiva. Ndla perfornzione dell'occhio, bisogna eseguire subito l'enucleazione del bulbo, per scongiurare l'oftalmia simpatica dell'altro occ hio.
R!Vl~TA
DI C HHWHGJA Dl C:UEHHA
385
Una prognosi assai migliore delle lesioni del cranio dànno negli ospedali le lesioni d'arma da fuoco del polmone, ma anche qui è da ossorvare che un gmn numero di ferite per lesioni di armi da fuoco del polruon~> muoiono sul campo di bnttaglia. Le lesioni d't.rmi d1\ fuoco del cuore. del rned iastino e del diaf'l·nmrna producono la morte dei colpiti sul campo di bnttaglia e giungono questi in l'ermi assai raramente negli ospedali . Le ferite dei polmoni si dividono secondo il dc<~orso del canale della fe rita in: sagittale, t rasversale e longitudina le (nei soldati giacenti). Le ferite perimetrali del torace sono rare. Le ferite d el polmone sono tanto più p<·ricolose, quanto più v1cmo all'ilo, p oichè qui si trovano i più grossi vasi. I colpi con cannli periferici per la retrazione del tessuto polmonare prodncouo la chiusura d ei lumi va~ali, cosiccbè non n e deriva chtl uu piccolo emotorace. Un esteso emotorace può produrre gravi pe· r icoli, che possono essere scongiun•ti con la puntura. Nell'omotora.ce chiuso e lim itato conviene attenersi al metodo conservativo, fac.endo coricare il ferito di fianco e somministrnndo largamente ad esso preparati di oppio. In ogni caso di lC's iono polmouare s i manifesta. inoltra un pneumotorace più o meno esteso. Durante i moti respiratori aumenta la pressione di esso, che può divenire pericoloso pei movimenti del mediasti no e del cuore, per cui è necessario diminuirne gli effetti con le punture. L'emotorace infetto od empicma deve essere fognato nel punto più basso. Un emopneumotorace aperto praticamente è da curare come un empiema e deve essere fognato . Per moderare i movimenti del mediastino nel pneumotorn.ce aperto Jehn ha proposto di applicarvi un tampone di garza ùalla ferita del torace. P er lesioni dei polmoni da granata fu osservata estesa gangrena, talora d'intieri lobi polmonnri con gravissime emorragie secondarie. La tubercolosi polmonare, consecutiva a ferite d'armi d•• fuoco del polmone, sembra finora un'eccezione. Nell'ospedale 28• si ebbero in cura 24 feriti d'armi da fuoco al polmoue, una. ferita penetrante senza uscita d el proiettile e tutte le altre trasfosse. Furono prodotte da proiettile di fucile 18, da colpi di shrapnell 4, da granate 2. L'emot tisi mancò sei volte. Minacciose emorragie secondarie si osservarono tre volte. L'emotorace non mancò mai, in due casi tu minimo L'empiema con drenaggio si ebbe sei volte. La mortalità raggiunse il 16.6 p. 100. L e ferite d'armi da fuoco dell'addome devono essere operate q uanto prima è possibile, al primo giorno. Se ciò non è possibile, allora deve essere assicurato a.l ferito un completo riposo con assoluta astinen za dal vitto e dalle bevande almeno per 4 giorni. Durante questo periodo di tempo bisogna provvedere al bisogno di acqua pel corpo con infusioni di cloruro di sodio. Durante il riposo dt-ll'intestino le aperture intes tinali delle ferite, per lo più piccole, possono chiudt~rsi o per prolasso della mucosa, o per s tratificazioni fibrinose e per vicini zaffi, cosicchè solamente piccola parte del contenuto intestinale penetra nella cavi tà addomi nale. Altre volte si formano ascessi sa ccati, che spesso si es plica.no nel piccolo bacino e quindi sono drenati. Spesso vedemmo d opo le~:ioni d'armi da fuoco dell'intestino formarsi fistole stercoracee, che durano settimane e mesi e che ordinariamente spesso si chiudono spontaneamente. Emorragie addominali si riscontrano nelle lesioni di armi ~5 - Giornale d.l m•d.lclna mililare- Fase.
V.
3SG
nt\7 1::'TA fii CHI III:RGIA DI GIJETWA
da fuoco dei gro;;,;i organi glandolari. L n, loro prognosi, come pure quella delle lesioni di armi da fuoco contemporanee del petto e dell'addome, e nefas ta. Nelle nostre lG le~iooi di armi da fuoco dell'addome si tmttò : 4 volte di lesioni delle pareti addominali; 6 volte di 110n recenti le;;ioni d,•!l' intestino con fistole stercoracee (g iunti S-12 giorui dopo In lesione) ; 2 voi~ di non recenti lesioni inte;;;tinali senza Gstole stercoracee; 2 volto di recenti lesioni iutestinali (giunti H - 20 ore dopo la ferita}; l \·olta d i uno giunto moribondo per fer ite del torace e dell'addome; 2 volte di lesione scroto uretrale. 'C'no gunri con npertura del canale uretrale, i l secondo mori per lesione complicata dell'addome. I due infermi di lesioni addominali rrcenti furono suturati, ma uno morì per embolia polmouare, il secondo per P<'ritonite. La mor talit!\ tlelle lesioni dell'addome raggiunse il 43 p. 100. Il maggior nnme1·o delle le;;ioni di armi da fuoco si ebbe allo e:;trt>mità. Ne lla guerra balcanica fu d i preferenza colpito il Jato sinistro delle es tre m it;à. Si disse por ispicgare qne,;to fatto, che nell'adoperare i t fucile i soldati espongono ai colpi più il braccio e la spalla sinistm, che i corrispondenti d i destra, e che inoltre uell'avnnzare, quando il fucile è tenuto nella mano destra, l!\ sinistra è stesa in nvanti per controbilanciare il peso del corpo. Kelle nostre lGl lesioni di 1\r!Ua da fuoco delle estremit.t\ la parte destra e la sinistra furono quasi egualmente colpite : braccio dt!sLro 21 volte, gamba destra 60 volte b•·~ccio sinistro 29 volte, gamba sinistra 58 volte. In ~ ca~i si trattò di semplici lesioni delle parti molli, in 75 di les ioni delle ossa e i n 3 di lesioni dei vasi. Per frequema le fratwre di armi da fuoco souo çosi disposte : gamb11 a piede . . . 29 casi braccia e cinturn dellll sp1dla . H :. av~trubraccio e mano . 11 " coscia e articolazione dcll'fl.nca 10 " gomito . 7 » articolazione del ginocchio . 4 "· Inoltre si ebbero 5 ferite d'armi da fuoco del bacino senza interessamento dell'addome, 3 ferite delle pareti del torace e della colonnn. vertebrale, 6 ferite d ella midolla spinale con pamplegia e paralisi della vescica e dell'intestino e 9 lesio n i di farite prodotte r1 on da. 1u·mi da fuoco. Essendo la proguosi delle ferite d'armi d a fnono del midollo spinale nefastn, è da raccomandarsi caldamente la sollecita laminectomia. Il prof. Gule<·ko l'ha J)raticata più volte con successo. lla i relatori dovettero rinunziarvi per le estese piaghe di decubito a cui andarono incon tro i loro infer mi. Nella cura delle ferite fu già riferito intorno alla frequenza delle infezioni. In numerosi casi furono drenati a.sces~i e flemmoni, rua spesso non fu possibile evitare le amputazioni. Per quanto i relatori fossero alieni dall'eseguire amputazioni, tuttavia furono costret ti di praticarue per estesissime infezioni, 9 volte alla coscia e 4 volte a l brRCcio I n S aneurismi spuri, una volta per lesione dell'arteria brachiali/; e 2 volte dei vasi poplitei, che furono complicati da gravi infezioni e da gangrena incipiente, non fu possibile di salvare con la legatura l'arto corrispondente.
387 Sl1lle lesioni dei nervi è d11 not11.re che una recisione completa dei nervi por ferire di armi lla fuoco è rara. Per lo più il proiettile lascia sul nervo un' impronta simile a. un bottone. Utile è la prova de lla reazione ele ttrica. Durante la operazione desta spesso maraviglia di r iscoutrare in una paralisi completa i nervi intatti. Talora basta sbrigli:tre un nervo da una massa cicatriziale, per far ces· sare la paralisi. Se le due cst~;emità del nervo colpito sono uuite intimamente con l a cicatrice, allora p1·ima della s utura ò necessario esciciere la cicatrice. Nelle ferite di anni da fuoco delle ossa, eccettuate lll. scapola e le ossa larghe dt-1 bacino, i fori sono rari. Kella. maggior parte dei cn.si si riscon t ra1·ono est!'Se fr<tttu re scbcggiate (cornplic1~te a l braccio per lo p1ù con h·sioni nervose), la cui gllarig ione avvenne assai taJ·d i. L e fr;"ttture del femore e dell'omero furono generalmente mauteuutc in esten· sione con apparecehi improvvisati e g essati. Fra le malattie infett;ive da ferito merita particolare attenzione il tetano. Se ne ebbero 8 casi, di cui 6 morirono; 4 vol te avvenne tale Ìufeziooe dopo lesioni di granate, 2 volte di sltmppnct e 2 volte di proit.:ttili di fucile. L'incubazione oscillò fra 6-39 giorni. L!~ tempia consistette in iniezioni d i antitossina tetanica di 100 uui tà immunizzanti, cloral io nella dose di 2 grammi a.l ~ioruo, e di morfina nellll do~e di l centigrammo sino a S volte al gioruo. A scopo proli\attico il sieJ·o an titetanico era stato U"ato solo eccezionalmente. Nel primo ospedale di fortezza. in c ui ogni ferito vi em t rasportato nei primi 8 giorni, ri cevette un'iniezione di antitosc;iua, a scopo proli lattico e <'On ottimo risultato. li numero dei cn.si d i ter.a no in qnell'os pedale fu 10 volte minore c:he iu ,quello del 28" ospedn.le, e in alt ri ospedali il tetano fu nuche più frequen te. S i ebbero 6 casi eli risipola, tutti leggeri. Fra le malattie epidemiche, ol t•·e casi isolati di tifo, non si ebbero che dissen· t e rie bacillari, però fortu natamente in forma Jcggent. b ino alla fine di ottobre se ne manifestarono 500 casi, di cui 7 terminarono con la morte. l'olamente in una p iccola parte dei casi fu potuto esegnire l'esame batterioscopico e fLl d imostrata In. presenza dei bacilli T~>rapia: riposo in letto, inviluppo caldo del corpo, dieta li"!uido., bibite mucillag inose, talora bol-us atba grammi 100 t re volte al giorno, nel tcnesmo olio di ricino. L e psicosi di gue rra non furono diverse da quelle che si osservarono in tempo di pace per cataclismi, terremoti, disastri fe rroviari. Esse appartengono al gruppo dei delirii alcoolici, dell'ts te ria, epilessia e de.lla nevrastenia. Si ebbero n umerosi casi di gravi nevraste11ie da. s pavento. Una particolare psicosi di guerra secondo il prof. Wollenberg non fu osservata. Ricapitolando queste considerazioni d i chirurgia di gue;-ra, conchiudiamo essere importante una buona prima medicatura, che evita una infezione second!wia. della ferita ed inoltre un buono e rapido mezzo di trasporto, che permet ta di portare i feriti negli ospedali, ove potranno essere eseguite le necessarie operazioni. Dott. Naegeli (autoria.ssunto): il relatore spiegò la sua attivitit nel 1• ospedale da. forte;r.za sotto la direzione del prof. Guleke. Dal principio d ella gu(•rra ai primi di novembre furono curati in quell'ospedale più di !3000 feriti. Egli riferisce sulle ferite di armi da fuoco del torace, che studiò particolarm e nte in compagnia del dott. Jehn. Sulla. cifra tonda di 6000 feriti si osservarono 200 ferite di armi da fuoco del torace, rispettivamente del polmone. La meta di esse fu prodotta da proiettili di fanteria., le altre da proiettili di sh?'apnelt o da schegge di granata. Più perico-
R!Vl,...TA DI CHIRUR\.IA DI GUERRA
lese sono queste u ltime per le e~ tese Jacerazioni dei tes;;uti, che cagionano facilmente ·ufe:t.ione. Secondo la specie della 1esione si distinguono i seguenti gttlppi : 1° ferite dei polmoni i 2° lesioni del medinstiDOi 3° ferite complementari i -l0 ferite delle pareti- fet·ite perimetriche. Clinicamente la divisione in ferite chitLse ed aperti! e più pratica, poic hè la. loro cura e il loro decorso è del tutto diverso. Delle 200 ferite del torace circa "/~ decorsero senza reazione, nelle altre si ebbe ro complicazioni secondarie (empiema, forti emorragie) : pe t· la magg ior parte di esse fu neces~ario un intervento chirurgico. Ne morirono 20 = 10 p. 100. Circa In metà di essi non morì per l esioni polmonari, ma per altre complicazioni. ad esempio, del midollo spinale, di vasi, dell'atldome. Cosicchè la mortalità per ferite d i a r mi da fuoco del polmone si riduce al 5 p. 100, che sta molto di sotto a quelle delle lesioni del cranio e dell'addome. Più importante è per la diagno;;i, la te1·api1t e per l'ulteriore decorso la divisione delle lesioni Jel torace in chiuse ed aperte. Come per lesioni articolari, cosi per quelle polmonari de ve rite nersi in genC'rale che le aperte sono da consider11.rsi infette. Il loro decorso è perciò molto pi.ù grave e lungo. Mentre nell'emopneumo· tomce chiuso la oura consC'rvativa- giacitura elevata, morfina, alcool - il più delle volte raggiunge il s uo scopo, nelle lesioni aperte si ottiene ciò assai raramente. In quest'infermi fu qun~ i sempre necessari;' la toracotomia . Importante pe r la prognosi fu, oltre la cur va termometr ica, lo stato generale dell'.infermo. I casi non complicati poterono dopo 8- 6 settimane lasciare il letto. N't>gli opemti occorse la degenza di pArecchi mesi per ottenere la guarigione. R a ramente s ì chiudono spontaneamente le cavità nelle lesioni di pneumotorace aperte. Per molti di questi CliSi fu necessàrin un'operazione plastica secondaria . Le feri te perimetriche non fut·ono osservate. Ciò dipende dalla mag~iore velocità dei moderni proiettili. Sul hl cura del tetano il relntore osserva che in 3000 ferite d'm·rn>\ da fuoco si ebbero sobmente 6 casi di tetano con un esito letale. Questa cifra. di morbidi tà e mortl\lità si diff'erenzia molto dr1 quelle d i altri ospedali. L a. spiegazione di questo fa tto consiste in ciò, che per pl'incipio nel primo ospedale furono a scopo profìlnttico iniettati 20 cen timetri cubi di siero antitetanico a tutti i feriti, che a l loro ing r esso la lesione non aveva unn data. superiore di otto giorni. La cur a f u in generale fatta con clomlio e morfina. L a terapia col solft\to di m:1gnesio, che specialmente fu raccomandata pei casi g ravi, non fu usata. Discuss ione dott. Monnier (autoriassunto): :tfegli ospedali di B esançon ebbe occasione di osservare molti feriti gravi. Nel maggior numero di casi s i trattò di ferite per proietti li di artiglieria. Queste ferite per la massima parte erano infette e suppurarono m oltissimo. Si manifestò un grandissimo numero di fratture scheggia t e, specialmente delle estremità infe riori. In generale le ferite furono curate strettamente a scopo conservativo, eccezionalmente furono eseguite r esezioni. Emorragie secondarie perniciose non fur ono rare. La estrazione dei proiettili fu esaguita nei processi suppurati vi e n elle lesion i del midollo spinale in primo t empo, le quali ul t ime sono di pessima prognosi. Dott. V~ragut (autoriassunto): riferisce sui cas i di nevropa.tia. osservati n egli ospedali di F rancoforte e Strasburgo al principio di novembre 1914. Esaminò a lcuni casi di lesioni del sistema. n ervoso periferico e centrale, i q uali dimostrano, che la semplice ricostruzione del canale della ferita spesso non giova affat to per
RIVISTA lll C RIROROIA DI GLOERHA
la spiegllzione anche di sintomi permanenti che in molti casi si comprendono meglio r icorrendo all'etiologia combinata col complesso dei sintomi. Un fatto psicologico interessante osservò l'autore: che cioè in un ospedrtle di Strasburgo nelle stanze in cui erano curati i feriti francesi si cantava. allegramente, 1x.entre in altre regnava. un profondo silenzio.
c. SFORZA.
Impiego dell'oro colloidale nel trattamento delle ferite di guena Infette. - (Revue Scientifìque, 1915).
Dott. A. D. -
l dottori Cunéo e R olland hanno impiep:ato l'oro colloidale nel trattamento <l'una sel"ie di ferite infette, quando i sintomi di infezione persistevano dopo l'intervento chirurgico. L'~ro e s tato somministrato per via endo'l"enosa (2 a 3 centimetri cubici per puntura intramuscolare (fino a 60 centimetri cubi), oppure anche per iniezioni intorno alla zona della regione infetta. L'oro ha dato i migliori risultati nei grandi traumatismi delle membra con infezione sostenuta da specie microbiche (vilrrio>ti settici e sopratutto il perfrigl!;ns). Gli effetti sono meno sodisfacenti nelle infezioni di piogeni Nei casi di ferite penetranti d ell'addome, gli autori hanno impiegato con successo l'oro colloidale come preventivo dell'infezione. Volendo agire con prontezza e quando si tratta d'un soggetto sovreccitnto, l'iniezione intrnvenosa è formalmente indicata. Al contrario nei feriti depres~i ed in stato di ipotensione, l a via intramuscolare è p1·eferibile, almeno in p rimo tempo, Se si vuole ottenere un'azione locale, bi;.ogna praticare le iniezioni ci1·colarmente alla zona che l imita i tessuti infetti, a mezzo d'un lungo ago, senza ledere i vasi, p er evitare la reazione violenta consecutiva a ll'iniezione endovenosa.
E. SULI,JOTTI.
O. LANz. -
La ohlrurgta di guerra In Germania. -
(Le Cadttcée, n. 6,
16 mai 1915).
Il prof. Lanz, che fu inviato in qualità di chirurgo cons ulente a Tròves, ove dall'inizio della guerra tutte le caserme sono st ate tras formate in ospedali di r iserva e per cura delle Associazioni di soccorso sono stiìti impiantati 16 os pedali (Vereinslazarette), ha. raccolto le sue impressioni di guerra, che sono pubblicate n ella 'l'ydscr. v. Geneeslc del febbraio u. s. e che riassumiamo nelle linee principali. ll dolore provocato dal proiettile è pressochè nullo e la maggior prute dei feriti riferisce di non aver sentito che un leggero urto. Discutendo la questione delle palle dum-dum, l'A. insiste specialmente sul fatto che dal solo aspetto della lesione non dobbiamo essere tmtti a diagnosticare una ferita. da detti proie ttili: la palla francese è formata da una massa omogenea di rame, nè può assol utamente produrre tali effetti; la palla inglese invece per In sua speciale costituzione sembra esercitare un'aziono esplbsiva. Il Lnnz è stato sopratutto colpito dall'ingente numero di ferite con suppunt• :r. ione: i treni ospedale nella quasi totalità erano per lo piu infetti; e trova una facile spiegazione nella guernl di trincea, che obbliga forzatamente i combattenti a trascurare le piu elementari misure igieniche e la pulizia personale. La prima medicazione ha poi un'influenza preponderante: nè sono mai sufficienti le racco-
S!JO
IHVI<;TA DI CUIRU R(;IA DI CU ERRA
ruandaziooi di non toccttre la f~t·ita colle dita. L'opem del chirurgo deve limitarsi ntl estrarre tutt'n l pi1t delle sclteggie o~see o brandelli di vesti; mui t::gli dovrà ricercare i proietti! i nel pro fondo dei tessuti, operazione che potrà ei'sere r imandata, senza pregiudizio, a momento più opportuno, poich è In permnnf•oza del pt·oiettile nella ferita non dctNmina gr·avi inconvenif'nti. L'A. è decisamente contrar io alla pr·atica di V~J·s:\l'e sulle ferite r ectJnti la tintura di iodio o ~palmarle di bnl~rtmo t.lel Perù, ma se~ue il concf'tto del Lister. eh~ l'astc•nsione sia la regola. Elticncissima è invt>Ce l'applicazione della tint.trn. di iodio e del balsamo tutto attorno alla ferita al lo scopo di immobilizzare i microbi della pelle e di diminui rne la viruleuzn. r cr qunnto :si ri feri;;re alle lesioni pr·odotte da obici, il Lanz è d'aV\'iM che non si debba mai omer.tere di trattnrle eogli antisettici, dando la preferenza al tnmponamento colla ~arza al iodofornaio: ritiene inoltre che il bal,;amo del.Perù possa dare hunu i r isultati, poichò detta sostanza penetrro ,;pontaneameute in tutte le anfratLuo-<ità della lesione e mppresrnta un me..:zo ideale di protezione. Circa il trattamento dellP lesioni infette negli o:=:pedali di Trèves, l'A. ha Yi~to applicare piu metodi : la semplice esposizionu aJl•,,.j,. del la ferita, le copiose it·rignzioni. il l.'l.mponamento, ecc. : questo ultimo mt' ZZO tcrapeutico egli ritiene però che non sia su!Tìciente R.d assicurare lo seolo del lifJoido !' che non si clebha applicare che in casi in <'ui le lesioni siano largnmmte aperte e di facile ispezione. L'uso dPi guanti di gomma negli inte•venti chirm·gici dPV<l Cl'ser c ohbli!;atorio. Negli ospedali di riserva, salvo ca;;i di assolutA. urgen1.a, s i può fare a meno di eseguire opcrA.zioni a settiche. L'infe7.ione dR bacillo p iocironico è ns~ai frequente, ma fo rtunat>llnenta que~to bAcillo non è molto virulento e non proroca che una nbhon<l:wte ~ecre11ione e la formazione di membrane lihrinose : il I~1tnz consiglia i n que1<to ca;-;o il trattamento coll'acido salicilico; altri usano con sue· ce~~o una solnzioue d'acetato d'allume al 2 p. 100. Jn <'asi di cancrenl'l gasosa sottocutanca .-i pratica no pi,.cole incisioni multiple in~ìemc nll':tpplicazioue del tnmo,.auterio e dPll'ol'sigeno. li Lanz non ha o~~ervato che tlue casi rli tetf\no, mR è noto che la mngg ior parte dei chirurghi ha dovuto con~tatare con un>\ C'erta frequenza. la compar~a dcll'inf~zione. o t'tre nciJ,, regioni dove il t Ptnno trovasi nllo stato t'udemico !>i 13 prore.lnto alle inie..:ioui di siero an titetan ico sn ttotti i fe1·iti . Nella guNm in trincen la rt·gione dPl corpo più frPfJuentemente colpita è la testa: l'C il proit!tti lfl penetra nel <·ervello la pro~nosi e in gpuere Ìrtfausta. L'inten·cmto rhirurgicl) s! impone '"JIP.rialrnente n~>i ca.~i di colpi tang-emdal i l' con:;i;;tc noi sollevAre d<•gli avvallamenti os;;ci, nel rP~ol:nizznro i m>ngin i dell'os!'lo fratturato, nr:l togliere le schPggie, drenaggio e tllmponamento con gan::~. al iodot'onnio. La prognosi 1\ fn ,·orevole, se l'atto operativo vì<'ue praticato uelle prime 12 ot·e: più tardi, qu:ando sì mauifestano i segui dell'infezione, si de>e intervenire con prudenzR per non provocare la meningite. Le le:sioni rlci nervi periferici, soprattutto qnclle del rafliale e pe1·oueale, !'ano molto fr·cq uenti: pcor 1!1 mag-gior parte si trntla. di sintomi da comprel'«ione per un ematOIIl>l. uua <'i~ntrice, ecr. L'intervento è bf'nfl rimnndarlo, a due, tre mesi dalln ]e<;ione, tanto nd ca"i eli soppr<>s-.,ioue clelia continuìt<\ del nervo che in que l lo in cui s'impone l'iutt'rv~uto attivo. Contr:u·inmeut" all'opinione roJTeutc le lesioni del torace. <:ecvndo il Lauz. sono delle più gravi e pPricolo~c : in un o~pedale d i Trèvcs egli ha avuto o~cn sione di os-;•·•·vare ~!() ()n~i tutti •·on complicanze tli <'motorace, piotora<'e, pneu-
:BIVISTA DI CHIRt::Rt;JA DI Gt.:ERRA
motorace, ecc. Queste ferite esigono il riposo assoluto ed ogni riguardo nei casi leggeri per un mese L'A. ba pure coo!'itatato che in tutte le lesioni del polmone, la dermogrnfia è un ~egno co"tant.e, come a\·e;a g i:i. o'~en·nto il Seigert. Le statistiche favorevoli delle ferit·e all'addome portate Jal Mac Cormac per la guerra sud- africnna e dal Kuttuer per la guerra nei Balcani non sono per nulla applic:tbili alla pre,ente guerra. avendo l'A. potuto accerta re che tutte le lesioni perforaati dell'addome etl iutere~sauti l'i ntestino sono per l:, qw1si total ità mortali, anche dopo l'intPrvento chirurgico immedinto: e tl\le l'ituazione non potrà migliorare sino a che non si avril a dispcsizione una formaz ione l'aoitaria speciale allestita in modo da potet· praticare la lnparatomia anche in vicinanza della linea del fuoco. L e ferite degli arti sono molto frertueuti: per quanto riguarda le fratture complicute il Lanz ne ha o~servato in poche setlimane un numero a:<sai maggiore che non iu vent'auni di eset·cizio professionale : nei casi di vaste lesioni, con esteso pesrnweuto, il tn.ttamento metodico col balsamo del P l:'rt'l, come è stato preconizzalo d>Lllo Stockum, dà. ottimi risultati. Un'appropriata imruobilizznzioue dell'arto e 1l bendaggio geso;ato costituiscono il trattamento d'l'lezione. per cui sarebbe utile che tali operuzioui potessero praticarsi tino in prossimità dd fronte. Nelle suppurazioni delle articolazioni. con o senza intere~o;amento delle epifisi, l a cura coll'artarotomia e drenaggio non sono sPmpre sufficienti. In un ospedale di Tre>es l'A. hn osservato che si Ju,:;savauo le nn·<:olazioni malate per trasformarle in ferite nperte: tale trnttameuto è in;et·o molto dolo· r oso e il successivo ripristino è spe.sso a";;;ti ditl:idle. Gli inter\'C•nti operativi souo in genC're sconsigliati negli individui deLilitnti per fatti suppurati,·i, per timore di riacutizznre detti procc.:;si o provocare polmoniti. n Lnnz tratta infine tlell'nttivit:'L del medico militare al fronte: suo còmpito p rincipale consiste anzitutto di 11pplicare sollecitntoeute la rued ic<Hura, provvisoria, che decide della sorte ulteriore del fento. Harnmente avrà occl\~ione di applicare il laccio elasti('o agli arti per emorragia, e;;-,cndo que,ta in genere sul campo di battngha, o iu~ignifica.nta, o rapidameute mortale · spes~o in v~ce ,Jo.-ril. ricorrere all'immobilizzazione di arti fratturati, qualche volta acl iniezioni rli morfina. per calmare il dolore e facilitare il trasporto :l!!;li o!'pcrlali da campo. Lo s~ombero è il seconc!o compito importante dell'ufl'h:iale medico: nelle uniti\ :>anitarie ui prima linea il chirurgo farà qua.nto è in SUO potere per fa\'Orire il sollecito trnsporto dei feriti agli o,;peclali di ric;en·a impiantati nella cittA più vicina, nl riparo dulie artiglierie nemiche; n..,gli ospedali dn ct~mpo egli non procerlcrà che arl operazioni chirurgiche strettamente Dflres,:arie È nell'osped:dc di ri;:;er>a che cominr!ia la vern. attività del chirurgo militare: il Lanz rittcue d1e p er ottenere una perfetta organizzazione e funzionnm(o' uto negli ospedali di riserva è neces!'ario clte i chiJ·urghi siano designari fin dul tl.'mpo di pace traendo pnrUto speci:tltm·nte dalla collabomzione dt-i cbii'Urghi civili, poicb& non si de"e mai dnre la preferenza ad un nwdico militare, che non possegga lunga praticn chi1·u•· gica o che no n sia mai stnto a capo di un reparto invece che ad un rhirurp;o civile di carriera, il quale aLbia già diretto u11 servizio di t11lc genere. Altrimc-mi si corre il ri:>cbio, come si é g ià verifknto, di mandare uu chirurgo a dirigere un ospedale di tifosi ed un medico ad assumere la d1rt!zioue di un ospedale pieno di fet·iti gravi. Il .Franz ritiene infine che le nnzioni nentrali e le ri-<pettive Croci rosse dovrebbero presta1·e la loro opera umauiraria invia mio dd gio,·ani m ed ici e perso-
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III\'J:,TA Ili ('I IIRCIIO IA D i l.l gJIH \
nn le d':•~sJ-,tPnza sul teatro dE'lh• guerra: le Croci ro~~e svizzera e danese hanno gill fatto opPm proficua i nsti tuendo degli uffici d'IDfomlllzioni per la ric~:rca dei m alati e ft>riti. CASAiti:S[.
L~:~1 \lln: -
feotées -
L 'emploi du obarbon toodé dans l e traltement des plates to(/,a PrP~se .\f,;dicale, n. 7, p. 6.?, a . lUlr).
Il carbone ioda to, o carboide, fu studiato teoric:tml'nto dal Ll!pinoi~ ed è una vem solu;donc solida di iodio nel nero an imale 111 10 p. 1.00 in pe,;o di iodio puro. A ll'a?.ione dell'iodio aggi unge la proprietà. a<;~orb(•nte del carbono. Si conserva in un tl acono a t :1ppo smerigliato. Se n o Spl\rge la•·gnmE'ute la ferita, come se si tJ·attn!'l~e di iodoformio o s i med ica a p iatto con garr.t\ sterilir.zl\ta. R :\pidameute
la feriti\ r11mbia aspct.to e quanJo si soll~va la mcd iclltunl, il carbone aderisce alla ganm, sotLO fonua di c rosta umida e non re~ta l'llllll pin~<n. La lll<'dicntum può essere lasciata in sito diversi giorni, erccttuat i i casi Ji t'uri te gn.u~rcno~e, ue lle quali è neccs~ario cambiarla qnotidutuamente. Mai il car· houe vt~uue tn\ttenu to n e i tc~suti e quindi non è i l ra<;o di t e mere tatuaggi coll'uso duJ CRrboido. :\[ai produsse f'-'nomeni di irritR?.iOUO locale. O d i intosSica7.lOlle, conw coll' iodoformio e colla ti n t ura di iot.lio, perchè l' iodoformio contiene il lJ7 p. 100 del suo pe~o di iodio, e la t intura di iodio al decimo mette bruscamente a contatto coi tes,uti una c~:rta quantità di iodio, che può e::.sere cnu,;ticu. tnl!utre il carbone iodato non S\'iluppa il ..:uo iod1o che len tament~:, e ci~ m a n mnuo chll e,.so vieue chiamato a cornbi nlll'si colle >:-ecrezioni delle ferite; inoltre nou cont iene acido iodid•·ico e non è caustico. T11n:LL I.
L a ohirurg la plastica d ella bocca in Germania per fer ite 41 g u erra. ('1'/w La~to;ef, n. X\"T, vol. I, l lllò). Il proft•ssor )';toppnny, di re t t ore della scuola t!en ta r in. di ;/,urigo, e c he è ri· tom ato dopo una lunga p(•rmaneoza io German ia, ha puhhhcnto un interes,ante rins-;u n to del Rlorlo con cui sono ivi tratta te lo fc1·iro della bocca e rlel viso. Se h t loro ro udi'l.io ne lo permette, i soldati solT'o'rPnti per tali fl!rite sono portali a Rtrnshurgo, d ovo vengono c-.urati in uuo speciale ospedale, organi?.zn.to o diretto •la l pruft•s«or JWm\!r. Dopo n ve t· ricordato clte la mnggior pn n u dciii! ferite rip or tato nelle tri nCl'e sono quelle della hocca e dcii n m11sc<:lln, il prol·ll~sot· ::ilO p· pnuy prolwgue: « L'o,.pedale che esii'tc a Stra~hurg-o ò il primo ch e l<ia s tato or· gnnizznto in gue rra per il trattatllento delle suddette fl'rite. l l perSOJHdo ò costituito da 5:i JH·rsonc, e tutto il lavoro (compresa la cuci uR.) o <'llf' ò t•ot•guito dalle mogli c dalh· (jglih dei profus~ori, è effet tu:tto "enza !<all\rio. L'o~pt•dale steQ~O è dh·iso in due ""'doni. Xell11 prima u na dozziJJ<\ di rleutisti e--ammA.no i denti dci soldati, l1 ll~trac;~ono o l i otturano: e ({tJe<;to lavoro è condotto innanzi a "P'"'e delle au· t ori t i\ militari che agi"couo sotto il giu~to punto di l'i'ita che u u soldat o roi Ùéuti diìettosi 11011 puo es--ere completampnte eLTit•icnte. La seconda Sc7.ione dell'ospedale compn•u,le due ~uddi 1·ision i; il teatm operator io e il ripa r to do\·e si fanno le forme plastiche destinate a rimpinz?.ara gli os,i o sezione d1 o:<so Sl\crificato
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R I VISTA DI CHIRURHIA DI GU.:HJU
dall'operazione, e il lavoro chirurgico li tutto e~egurto da dentisti, molli dei quali posseggono la laureo. medica. I feriti sono fotografati e radiografati al loro arrivo, e fotografAoti prima della parte!lZa, e que:;te fotografie e radiografie costituiscono una collezione dl•l più alto intere.ct'lO scientifico, Nel momento in cui il proflll;:~or Stoppany lasciavtl Strasburgo emno Il!., sotto cur11, più di 200 soldllti, t1 i ri~nltnti gin ottenuti erano qunsi mer11vigliosi. Un altro e non mPno intores!lante punto è questo: il professor Stoppnny è convinto che contrariamente alla dichiaruione fattll rtualche meso prima, nessuna palla drmt-dum t•ra stata usata contro le truppe gt>nnaniche. I P.
I .s::wli:. - Dum -Dam- Verletsung. - ( MillldtPner J(t)dtzinische 1\'ocll~nsdtrlft, n. 42, p. 2117). È certo interessante conoscere un ca"'o ti]lico di una ferita da proiettile dum-dum Il riservista. Ferd. H., del reggimento furilieri del n. 80 (Von Gorsdoofl), fu t'erito il 2i! settembre durante i combattimenti sulla Marna, ed il 26 di detto mese venne ricoverato nel grande ospedale di riserva. La parte superiore del ùrnccio forma una grande ma~ bigio-nera, sudicia, fetidis,imu, benchè l'ultiJnn fusciatura fos>~e stuto. o.pplic11tn il giorno precedente. Pre~enta una grnn•ll' ferita, che comincia 10 centimetri al disotto dell'olecmuon e giungo fino alla pil•g~<tura del gom1to, lungo. H centimetri, larga 11 centimutri e profondn •i centiruotl'i; ed una seconda ferita più piccola sul ln.to interno clt.>lln parte superiore del braccio, di forma circolare con uu diametro di 7 centimetri che costituisce certnmcnto l'apertura dell'entrata, poicbll regolare, mentre la ferita nnt"8rioro è multiforme, lacerata e -dilaniata. Jo'rn le due ferite vi li un ponft· ettfanto, cancrenoso, lungo circa 1 centimetri o largo dai 2 ai 8 centimetri, cho ricopre il tragitto. Dopo vari tentativi, il pazi~nte fu curato con fa~ciatura a sospen'liouo u costante scolameuto del pus. In tal modo, i dolori, che prima erano spesso in~op portabili, ce~sarono q un'li del tutto : la febbre (t'ebbre di riassorbimento), in prmcipio continuo.tiva, tinoJ a 09 G, li discesa ulla temperlltnm normale alla mattina ed n. 88.6 alla sorn., ed il paziente può presto cominciare n. muoversi Henzl\ disturbi. Allo perdite di sostanza cutanea. si provvederà. in 'lrgnito con trapianti. TIIU:J.l.I.
DEI..ORMK. -
Sur le1 ble..urea del organu génltaux externe1. - cl.a Prus6
JfMir.al,, n. 7, a. 19lo). Riferisce diversi casi osservati da lui in alcuni ospedali militari francesi. Le f erite cl,.lle borse dltnno a volte luogo nd un gonfiore ematico considerevole, che com uneuumte si tratta colla incisione. Se sono un po' esteRo, il più spesso si complicano nd ernin. del lr,sticolo, il qu•le può esRere intatto, oppure variamente ferito. Se è intatto, non vi è alcun dubbio sulla necessità. di ridurlo e mantenerlo in cavitlt con una sutura 11crotale l enta, praticata .dopo resecato il collaretto scrotale, cho retraendosi potrebbe dar
rUnSTA Jl! CUII?UIWIA DI
(òl'~;RIU
luogo a fenomeni di strozza mento ed anc hA di gangrena del testicolo ( Malg aigne), ma pnro che lo stes~o tratt11mento sin consigliabile anche nei cllsi in cui il testicolo è cont u'!o o ferito sup!'r!ìrillhnEonte. Ebbt> orra~ionc di ossen•are aurhc partJccbie feri te o. sctone delle borse con te.,ticolo non erniato, con o l'enza con~idere\'ole ~o:onfìore. dolore e atrofia, mi\ non può e~primersi sulla. lli'CP<sill't, o meno, della. orrhiectomia. All'w·etra peuicnn e perioenle, acrauto 1\ p<•rdite di sostanza locnlb:zR.te, per le quali, se recenti, molto chi1urgi fn.uno con sutcesso la suturfl., e se tli data piuttosto antica e cou norluli cir11triziali, reclamano, s••con clo i casi, IR dilatazione, J' ureLrotomi11, oppu re l'uretrcctomia, drbbono essere rirorrlnte lo f<'rito o~teso da colpi antero-po,tei·iori, o taugeu~is\li tdln sup.•rfìci<.' dol porin l'o, per lo quali pnre utile l'nutopln~t.ica, como io duP c11si, uno dei q mdi ri coverato llll'o'Jl'' l aie tcm· porn m•o d i Utwn, con proietti lo pctwtmto duo dita tmsvur~u dnll'o•·i !i cio anni e cd u~rito ucllo spos~ore dt•l glande 11 dc~tra cd a l di:-ot.to dol mento. rc~iduamlone un indur:uncnto libro-o, lungo 5 centimot•·i; cd un sucontlo tdl' ospetlalc compie· Hlontnrc ,lo I'Ecole du S(·tvice de sante l1o Lyon, con una pcrdila di ~o~tauzo1 lun~a tl cCHlimetri. Il g/11nr/P può e~sero nbrac;o, perfomto od Rncho •livi~o longitudintdmeute. A. Ponti\')', all'o-:ppdnlc t('rnpo raoeo n. 1!3 ~r., \'i <'l'Il ll)l)Junto un ferito con glande separato in due lobi uniformi flno nl eli li1 d('l prepuzio e 11el qunlc ln sutura fu S('gnitn dn. e-ito ;.od,Jist'ncrnle {La CltnptJilc). ~ono fruqucnti le pert'orn~ioni dn parte n p~nlo <lei corpi cnvcrno~ i, seguite dn. noduh Clcalraziali, apportanti <tpesso ti(•\'Ìa;. oni doloro~e •Iella verga, che non scompntono nt•ppurc a"<portandoli A Fonti•JU\~·-Ie-Combe vi era un fo•rito m•l quale un proi\•ttile 1\\'evll perforata la co,.cia dco;tm, eri\ u~<' ito sotto al pube alla ÙMA d•·Ila verga, c he aveva ~cguito in tutta In sun lunghe?.za fino al glande. cd l"rll u<~cito tra qurslo et! il prepnzio, rrs i<luatHiooo unn cicatrici' resistcntis..;ima e doloro:;i~simn, che dt•\'Ìavn il glande od i corpi ca,·ernoo;i durante l'erezione. l i dotLor Ulmuvel ottenne un notl!vole migliommelllO colln e~cisioue dl·lla pnrte medilt della cicatrice. Di,·ersi t'umno i <'liSi di s<>zioue di uno, o di atnl!o i corpi c·averno'li, come i:1 un ~oldato , in cui un proiettile trnsv!'rsalo aveva prodotto que~t'ultinm lesione in corri~ponden;o;a dc>lla hn~o della l'Cl'~!\ e nel quale J'e,tosa m•cro~i re~c inutile In ~uturn primarin, produ<;qo una forte cmorrap;ia ed il peno orn riJnasto aderente pu1· un piccolo JHilllA di parti molli, COillJll'On<lenli l'nH' t m, eh!> presentava un11 pe•·•litn di sp,·s~oro lung11 due rcutimulrJ o ln.q;n uu quiuto clol -:uo dinmotro. lu mt altro caso, nll'o•pPdnlo di B1e•t, i corpi cnvcrnosi erano p erfomti trasversalmente n metil alte7.7.1l ed il glande ern tenuto unito n m<'l.zO di uu ponte di te~suto comprendt•nte l'urclra intutta. Jn quc-1ti ca~i di!'dl' ottimo risultato la legaturn d1•ll'arteria dor;;alc della Yerga c rlcllo arteriole J•rO\'Cnienti dai corpi ravnno~i ni'C•'""nritl por domare l'e· mot·l'llg Ja e In riromposizione d··ll'org.mo, prl",·io raV\'i\•anwuto •lulle suportiric ne· rrotil'll\', <'oosistt>nto nell'applir aro sull'urtltrn, dtlntaln n ml'zto di una ::-oudn, diVt·r~i punti di sut\tra non perforanti, 11111 cotnpren•h·n ti tlll buon >-JlCssorc dei tessuti; nel riunirP solidamente ti glandi' a m• ·Zt.O del ll"''uto fibroso r imanenti' e nel pruno ca...o lll·l rico,tJ·uire 1111 prepu1.10 con qunlllo di 11\tl<'0'-1\ r t·:>taça pre~~o nl t'rcunl•>, rimto•nrloln 1\11:1. peli•• dt·lln ha-e d..!l11 \"(•rga. '1'1111'1 1.1.
Rl VISTA DI CU IIWRGIA !Jl GUERRA
I. DAN\'SZ. - Trattamento delle ferite dt guerra con la soluzione di nitrato d 'argento l p . 200,000 a. &00,000. - G. R. Accademia delle Scienze. - ( llolletti11o defl' l slituto Pasteur, 15 maggio ll!H), G. Hertrand). L e sostanze le piu antisettiche sono i sali metallici e pit\ particolurmeutc i sali di mercurio e d'argento. Il bicloruro ùi mercurio sterilizza u n'11cquo. molto infetta in soluzione t p. l milione fino a l p . 5 milioni. ll nitruto d'argento sterilillz:t con certe-.;r,a un'acqua inquinata n ello stesso modo in soluzionP l p. 1 mil ione. D'altra. parte. il suhlim,to coagula gli eh·menti del sangue tlefibrino.to Ìl! vifro i n soluzione 1 p . 15,000 e li solubil izza ancora a l p. 200,000. Il nitrato d'argcuto non dà col san gue in t'itro a lcuna reazione apprezzabile, ma iniettato nelle vene, d istrugge gli endotclii e produce infiammazioni venosl' anche in soluzione l p. 50,000. E sso produce le->ioui pa~!'<cggere an che in .diluizione l a 100,000. A 1 p. 200,000. il ui truto d'argento non ùll più alcuna reazione patologica apprenabile. L'autore ne conclude che, per p roduuc un'azione ancora sufficiPntemente bt~t tcriciùa, sonzu ledere i te!'<suti trattati, non si devono impio·gare i sali di mercurio che iu solu:~;oone d i l p. 300,000 e al d i lit, e il nitrato d'argento u partire dalla dose l p. 2UO.OOO. PartPndo d1t queste grandi d iluizioni, questi sali, oltre all'azione battericida., eccitano q uella fa g ocita ria, per modo che è Ol1POI'tlmo impiegarli cou vant>~gg io per il lavaggio e la guarigione tlellt~ fer ite. La miglioro nzioue si real iz:~;a con l'impiego d el nitrato d'argento in sclu,done di l p. 200,000 e d iluenrlo la cum fiuo a l p. 5UO,OCO. E . :-;uLr.JOTTI.
A. Dnz. - Ferite penetraDtl dell'addome in chirurgia dl g uerra. - (Jlt·v?te Sdenli!frtue).
D urante le guerre del T ransvaa l, rus~o-giapponese e balcaniche, il trattanH•uto delle ferite pcnetrnuti dell'addome con l1t laparotornia b a dato risultati co~i poco iocorac;gianti, che i chirurghi m ilitari, sulla b:tse delle stati~tirhe, h anno conc luso per l'asten~ioul'. Ed altri, csag:t·rrwdo, concludevano: (e1·ito opc1·ato, ( c1·ifo mo-rto. E evidente che la laparotorui~~, praticata in condizioni deplo revol i, sul campo o in v icinanze, non può raggitnogere l'esito favorevol<' che r~ggiunge uelln praticA. civ ile. L'autore pe1·ò crede che la principale cau~R <11'11' insuccE':"lSO risiedA. nell'iutervallo di t empo che pa$sa t rn. il traumatismo e l'opt·rnzione, che tentata 20 ore dopo è votata all'in,;uc<'esso. OccorrP poi per u u simile iutt•rvento un impianto con veniente, cosa che nel Tran!<vanl p. es. uon solo maucnnt. ma è accRdu! o spe;;so che si fosse co.4 retti nd operare a ll'aperto- polvere, mosche - co n risultati disastrosi. Al principio della guerra europea l'asten~io ne era la r egola, ma t<· ntativi di i n tervcn tv, tncoraggia rono i dottori Dupont e Kentl irji, che prima praticavano il solo trattamen to medico, a intervenire con la h.pnro!omia nei casi non dispemti, ed ottennero qualche successo I dottori Hallopcau e ~a.rci l le in una ambtdanza c b i1·urgica presso il fronte. su 6 lapRrotomie ottenuero 3 gua r igioni, ma i feriti vi arrivavano rapidissunamente. Il dott. Fruch t, ass istente chirurgico n el l'ospt•da le m i litao izzato d i H •m-i in una sua pubblicazione recente (Jmlkazioni operato1·ie e tmllame11lo delle /'M'ile
0\.l fì
Rl\'ISTA Dl CUIRl"llOJA !)[ (11"1-:IWA
p P11Piratl li dl/l'tllldome i n clliT"urgia di gutn·a, editore Lorraioe) ri le\·ando che
l'ossen·nt. tone mos tra come le complicazioni più freotuenti sinno remorrngiu e la p t• r itonit{•, cercn d t stabilire che un inten·euto precoce. praticato con un adeguato impinn to (am biente, mezzi di st~rilizzazione. ecc. ) è su:;cettibile di attenuare di molto il p ronostico sfavorevole tlelle fetit e peu!'trnnti tll'll'addotnc. Ma che un in· tervcnto 1iopo 12 o lfl ore dalla ferita non è con..i:,:liablle, mentre può ancora snlvnrsi il fe rito con l'immohilitil. e il trattumento medico, sul vezza che purtro ppo è limit nt n. a pochi cn!>i.
:K ~t; J,LIOTTI.
L'ambulanza ohlrurgloa lmmobUlzzata vlolllo al fronte. - (l'aris .llfédical, 1915).
Pror. Dott. A. LATAR.JET. -
L'nutoro oron un internssnntissimo rendiconto sintetil'o, ospono le mgioni per cui l'ambula11za chirurgica SJ'ecia/i:zzata - che hn dat o è dtl ottimi ris ultnti in F rancia - n on po~sa essere sostituita dn. alcu n altra unità Sflllitnria. l feriti vi arrivano da una a quatt~o ore dopo essl're Stllti colpiti. Xon si po· trehbe de,iolerare sgombero p iù pronto. ne meglio Sl'lczionn to. ])al punto di vista clinico c~li divitle i feriti in cinque g randi clas~i: l .F rattun• dt•lle membra. 2o Ferito dt•l cranio 3" F erite dell addome e t omco addominali. -1.0 :Ferite iotra· t oracicht>. 1">0 b·rite superlicinli e multiple pcr scoppio di ol,ici o di bombe. l. /· ralture d··lle m Pmbra. - Categoria la p iù uumPro~a, che esige il più spesso l'interven to d'ur:,:l'nza, ma c he da le migliori soddi~fazioni e spernn ze. ~uando i l diamt> tro d!'lla ferita o dl•lle ferite sorpassa quello del proi(•ltile, l' inftrt:ento 1n·ecocr. e p ron to s'impone. Questa formula che sembra tl·oppo a~"olutn il più sp{!~~o è l'ont'ermnb. dall'andamento clinico. P oro import a se' si trntt.a di fratture- che il trauma sia causato da una. pnlla da ltu·ile o da unn sclu~ggia d'ohice o di gra uMn. Chiun•tue a bbiu visto queste fratture comminutl' con numer oo.:e scheg-~·· e con t e....;uti maciullati nel focolaio e n distanza, con abbo ndanti congult - t erre no ideale di cultura per le più grrtvi iufl'zioni - non res ta più in forse sulla n ••cessit ù dt·i larghi sbriglinmenti, d ella toelctta pit) miuuz io!la del cnm po - schcg~ie mobili, r.oagu li, d etriti d'ogni gt"ttere - t > d'un drcnr.ggio il piit po~sibilo ,~IJ'npcrto. lmmobilizznzion e e ~orn• glinnza continua, fino 11 che sia SC'ongiurnto il pe l"icolo dell'infezione, tino nll"inizio dulln conVIde.;conztl Per lo ~~o m boro, npparccch io gessato. A questi~ clns·>e n<>segnn anche Il' feri te intra-nrticol11ri. P!'r e-<se, so <'On ori· thd pnutil'ormi, ron~igl ia l'a~ lensione; s e con ol'itizi larghi, n.pcrturn de ll'nrticoln~ ione o SPcoudo i casi, nrtrotomia o resezioue prontn. H i,on·a l'amputazione alle gt'flnui distruzioni ossee, con interruzione d e lle principali vie vascol:ni d 1•1· l 'arto. l L Fuife dPl cranio. - La ,·icinnnza. deJle trincee, l'ell'et to esplo,ivo d ello pallottol•· da fucile, la violenza o.lelle grn ndi esplo~ioui d'obice, da nua parte, la mptd otÌ\ con rt.i ci son trasportati i feriti, dall'altm. ci pl'rntettc d i poter c;:ami· nl'.re i grnntli tmuwati~mi c ran inni. con scoppio dPIIa !:'rntol:\ crnnit·a e lesioni c••rebr ,J, i111potwnti, ..:he app na possono e'~e re immaginate, se non v ist<'. Que~t• fonti - che forruerebhero la prima categorta - arrh·Rno in comn e il piu SJlt'S..O si ~pengouo nl'll" printe ore di ospedalizzaztoue. C••rtuui, cou grn\'Ì:<simc h•,ioni, sopra\"\'Ì\'0110 per qualrhe ~iorno.
RIVISTA J)l f;}l([{{I!Wl,\ Ili GUERRA
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LA. secondtt categoria è eo'ltituita dt\ quelli che semln·a abbiano delle ll'~icni relativamente limitate, ed .~ qui che l'inlPI'\'f'IJto è L·ilict~ce. Larp;n incisione di tutte le lesioni del cuoio cnpl•lluto, con l'~plora1.ionu JH'ofonda e Lrnptmazione per tutti i sintomi locali di frnttum, o rl'info•N\mento nrH'he inRiguiticnntl': tutti i sintomi cerebrali anche senzA. locA.lizznzioue Pslcrna, nutor·izzano h trnpanazionl'. La. puntura JombiU'e sistematicn ò pruzio,issimo fm.;iJio, ~welaudo una frattura del tnvolnto interno o un foc:olnio di contusiouo rcr~>lmdo o un t~matoma ipo-dnrale m feriti che non ue presentl\no sintomo alcuno. l'm·c•iò anrhe in ljUesta clas~w, intervento precoce. III. Ferite pmetranti rlF/l'a<ldomf' P. forrr,•n.rrtlrlomwali - Solo ron l' amhnlanzR. chirurgica immohrlizzntll virino Rl fronte si può spt>rnn· di snlv11.re \111 piccolo numc•ro di questi feriti. Si discute sempre !lull'iuterveuto o mello, ma esi~te un fatto capitale: tatti i {e1·ifi dell'addome elle .~oct'Oitllmno l'H pidcwwtf~ 111 uoioliO
per emol"1·agia. I nfatti il s·eperto anatomico tlimostrn che iu queste ferite pPuetmnti per pal· lottole o schegge di obice n breve ùistnnzn, oltre td prodursi ~varill.lo lesioni multiple di orgnni ed apparecchi, ~i banno qua~i rostantenH'nto gnwi lc!'!ioni vascolari. L'emorragin. è rnpida; i feriti in collasso muoiono rnpidamenttl e nll'autopsiu si constatA una vera inondazionu di snng1w liquido. Un'altra pa.rti<-olarità antLtomo-r.linira consisto nel fatto chl' il piano clelle lesio:ni interne corrisponde, di norm~t, al piano Jel tragitto del pr·oiettilP, quRndo questo ba prodotto nn foro d'entratA. ed uno d'uscita. Per cui è consigliabile l'utterovento rapido sn questo p inno, ~emprechiJ vi sia l'indicazione. Questa però non è unn regola assoluta, potendosi anche avere delle lesioni n rli~tauza per scoppio rl'orgaui. Di solito questi feriti anivano, da qualche chilometro di distanza, iu stato molto grave; faccia esangue, polso piccolo e debole, coscitJnzo. integra. mA. tendenza a lipotimia per il minimo movimonto; è il quadro dell' emorragio. grave inter na. Qualsiasi trattameuto contro lo shoch è inefficRce. Il chirurgo è certo che la minima incisione ucciderà il ferito. A ltre volte il ferito RrrivR senzn grave shoch: il polso è normale, be11 sostenuto, l'Rspetto è buono, qua.lobu nausea o vomito; il cA.so è allora favorevole, il ferito non ba una grave emorragia, e la. peritonite non è uncom insorta: l'intervento s'impone e prontamen tA, aem:a alcuna attesa. Infine una terza classe, rara ad osservarsi nell'nmbulanza ~omprende quei feriti in collasso, che anivano molte ore dopo essere stnti colpiti e che col tratta· mento genernle si sono i n parte riavuti. In questi ca~i, l'autore erede, che l'intervento s'imponga non appenA. lo consPntA.no le forze d~ll'infermo, ma segnali\ anche casi di ferite addominali operatoriamente inoperabili, sebbene lo sta.to generale l'avesse permesso. Quanto alle vie d'accesso, egli segue il piano sopra indicato dal tngitto del proiettile. Se esiste un solo foro le diflicoltù operatorie possono moltiplicarsi per le eventuali piti svariate di rezioni che può seguire il proiettile, producendo lesion i in località distanti e non sempre opposte. Per que~ti t'11riti più ancora che per gli al tri, lo. necessttà di yruppi chi1·urgici già allenati s'impone e la tecnica perfetta in questi oasi è elemento essenziale di successo. E qui l'autore lancia nna. frecoia contro gli astensionisti c he lascia supporre malsicuri di tecnico allenamento l IV. Ferite b wl'a- toracich.e. - An che fra questi feriti ve n'ba di quelli che non sorpassano di molto la linea di fuoco, tanto che le lesioni sono gravi e la.
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RIYfSTA DI CHIRURGIA DI GUERRA
morte rapida Per gli altri, l'ambulanza chirurgica immobilizzata presso al fronte, è il più spe.;;so ht salvezza - assistenza chirurgica, i mmobilizzazione rapida, riposo assoluto, elementi e.~:>enziali della cura delle ferite del polmone - e la stA.tistica delle due ambulanze chirurgiche in merito, dice l'autore, è brillantissima. V. Fe1·ite mulliplP e sn)•l!'r fidali pe1· scoppio lli oltici o rli bmnbe. - L'ospitalizzazione vicino al fronte s'impone per questi feriti in sboch, cbe p1·esentano fe. rite lacere, sporche di sostanze estranee e perciò prontamente settiche. Appena arrivati son trA.ttati con la stessa meticolosità io uso per le fratture delle membra: sbrigliamenti, pulizi<\ s cr upolosa, dr(•naggio, assistenza allo stato generale L'autore soddisfatto dci successi conseguiti dall'amlmlanza vicino al fronte, rileva che l'assistenza ai feriti iJ Jargita p1·onta e sicura, sen?.a alcuna perdita di tempo, seu?.a alcun ritardo. Appena il ferito arriva e esamimtto, e stabilitn l'indicazione, è operato Ed aggiunge. per concludere, che, l a chil"lt1"fJÌa aftit;a deve e.~sere {atta al ripa1·o clegll obici, il più ?"icino pO!<;;ibile al {ronte, quando le condizioni per la o~pitaliz~~;a?.ione siano sufficienti. TI valore del gmppo chi:-~t~·gico consi~te sopra!;utto nell'abilità ed allt'nameuto del personale chirurg ico specializ· zato: ad esso il compito di salraJ·e, ag-li ospedali da campo, ed a quelli di r iservl• il compito di mggiuugc re la guarigione e di praticare le operazioni tardive o a {1·ed•lo. or topediche o d'altro genere. Quc~ta ambulanza chirurgi ca, conclude, deve essere conservata, non potendo essere sostituita da n.lcun'altra unità sauitnr ia. E.
s.
E . DELOIOth:, ispettore generale dell'esercito francese. - Le ferite prodot te dall'armam ento frances e. - ( Pu.'ise m,:dicn.le. u . 7P).
L'A. io<·ltricllto di una missione dal 1-Iinistero della guena , alla cittadE>Iia di lll11ye, nello >;corso setwmbrc, ebbe occasione d'o><<;ervare, circostanza veramente eccezionale, g li otretti dei g rossi proi ettili francesi e del proiettile del fucile, di cui é anuata la fa.ntcria francese, su circn 700 feriti, quasi tutti gravi, che i te de~chi avevano abbaudonato sul campo di battaglia. avendoli giudicati intra.sportabili. · Tut ti que,;ti feriti portavano le tracce di fatiche e privazioni sofferte molti e per molti giorni: un g 1·an numero aveva febbre e quasi tutti pre!>entavano fer ite infette. Couvenientemente ospedalizzati, muniti di adatti apparecchi e di regolari medicature, il loro stato gen erale migliorò rapidamen te, anche per il largo uso di morfina e di caffeina. L'A. r imase soprntutto colpito dnlla eccessi1·a rarità delle ferite dell'addome e d el baci110, della colonna .,;ertel11·ate e del midollo, dalla ?'a1'ità ,-elatit·a delle ferite del petto e del, cranio e dalla eccessi1·a {?'e'}uenza delle {1·atture gravi degli arti, specialmente dello fratture della coscia, il cui numero era preponderaute delle gamhe e delle braccia. Pili rnre er<~no le fratture delle ossa dell'avambraccio. Le ferite delle articolazioni, sopmtutto il ginocchio, colpirono l'A.. pli'r la loro frequem:a e per la loro benignità relativa : vennero dopo proporzionalmente quelle del collo del piede, della spalla e del gomito. Le ferite del cranio offrirono parecchi esem pi d i fratture a. doccia.
RIVISTA DI CHI'RURCIA 1>1 t:t;ERHA
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A parte l' insolita, straordinaria serie d i fratture del:a coscia, il Delorme restò meravigliato dell'asseuza di complicazioni ,qmt'i in simili fer iti. D'infezioni non ll bbe a constatare che il tt'ta.no, relativamente frequente o uelle fra ttu re solo un caso di osttlom ie lite incipiente. L e suppur~tzioni n on presentavano alcun carattere difruso ncuto. I corpi estranei, mal tollerati, non provocarono che a ccidt•oti !imitali. P ri ma di passare alle singole ferite in particolare, l'A. divide i tra.nmatismi osservati in var•ie categorie secondo la natura del proiettile che li prodnsse, facondo il parngone con le ferite prodotto dai proiettili tedei:chi, e ch'egli aveva a vu to agio d i esaminar e in piò. di 6000 ft>r iti francesi. Riassumianw ltugamente le os· St'rvazioni dell'autore.
J<'El!ITE D A GROSSI PROIE'I'Tll, I E LOHO SCl!EGGIE.
Gli effetti esplosivi che il Delorme aveva notato in 20 feriti francesi, uon vennero ossen ·ati in quest i e sa.r obbs da attribui rl':i tale mancanza. alla morte ~nl campo di tutti i feriti che subil·ono g: i efl"etti di scoppio, pcrchè si sa che la ~ranata e.;plodcnte frnn cese, che contiene uua carica di g r ammi 850 di melinite, produce all'etti esplosivi piti gravi di quella tedesca. L'A. deduce ciò dal fatto che uno dei feriti tedeschi, il quale non presentavo. alcuna tmccia np])aren tc di trauma della colonna vertcbrnle e del rene e le cui le;;ioni non potcvauo spie~arsi che come effetti d i esplosione, è morto rapidamente con escare da decubito acuto e ritenzione di urina ematurica : lo. ve><cica era enormemente di latata. I n nes!'un feri to furono trovati nella lesioue gro.,si fr~m menti d i granata, m>~ è vero.>imilmente, i piò. vasti traumnt ismi emno stati prodotti,da grosse scheg-,f!;e, ecc. Uno dei feriti aveva tutta ln f'nccia estern a del braccio sinistro a sportata da un gro!'so frammento i in fonJo alla fer ita si d isti nguevano contuse, suppuranti abbondantemente le mnf'se muscola r i del bicipite e del tricipite e in hnsso il framr.:.ento inferiore dell'omero den udato. T a le lesione nei primi medici cura nti avrà fatto sor g(!r e l'idea di un'amputa· zione i mmediata, ma il Delorme n on credette di doverla praticare cs~enrlo integri l 'avambraccio e la mano e quindi utili al paziente: si li1IIitò ad avviciuare con punti ad U i margini della ferita per d iminuirne l'estensione e ,,d immobilizzare l 'arto in una doccia di zinco i il fer ilo va bene. Fratture commiuutive e numerosi solch i di 6-10 centimetri di lunghez;-.a per 4-6 c entimetri di IR.l'ghczza furono pure osser vati dall'A .. più estesi in genere ,Ji q ue1li prodott i dai proiettili tcùf!schi. Le lesioni da sbrapnell gli sembrarono uguali sia per i p roiettili f rancesi che tedeschi : orifizio d'entrata regolare, rotondo, di dimensione approssimativamente uguale a quella della palletta; frequen te la permanenza del proiettili\ in mezzo ai tessuti. F!!:RITE PRODOTTE DA PROIE'f'fiLE Df FUCIU:.
Tutte le lesioni che 'luesti proiettHi producono furono osservate dall'A : d1dla. contusione semplice alle ferite a canale, dai solchi alle ferite a fondo cieco: t ra· g itti corti e tragitti lunghi da intilaen, sopra tutto constatati alla spalla, al dorso, a lla coscia, infine le perforazioni mul t iple con aument o delle dimensioni man
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Rl'I"'STA DI CJUR OROI A DI Gl!F.RRA
mano clw si nvvicinavano all'ultima: que~ta non raramente presentava un'apertura d• 1-i> centimetri di lunghezza. e larghc7.za, mentre l'orifizio d·entn1ta avevo. l!! d11nE'n-ioni del proiettile. Rare lt> ciP\·iaziooi e ra•·issime le deformazioni della pallottola (deviazioni della punta, ecce:donale lo schiacriameuto antero-posteriore). ues,;una frammentazione. Nei proiettili tedeschi, costitui ti da un nucl('o di piombo e da un involucro, facilml'ntc sepambili, la deformazione e la frummeutnzione avverrebbero più frt>quentcmente che nei francPsi. ( fori d'entrala avevano d imensioni ditrerenti secondo la velocità del proiettile che l'aveva prodotti i talvolta runtiformi, talvolta con perdita d i sostanza di 6-7 millimetri di diametro, rammenta p1ù grandi, in genere circolari. I (ol'i d'u.~cila er~no p iù grandi, spesso irregol!u·mente circolari o a solco o a squardo, di 1-2 centimetri di diametro i non rarament<> di ~·5-G centimetri di lunghe?.u\ per S-3-4 di larghezza, anche quando ne~sun osso em stnto leso, e somiglianti a ferite da frammento di grlinatn. Quest'ultime lesioni erano state prodotte a brevissima distanza e non si sarehbet·o a ttribui te a proietti lo di fucile se non fosse stato esaminato con cura il loro orifizio d'entrata, che presentava tutti segni di una feritn. da pallottola. Queste ferite guariscono ordinariamente presto.
FEI:JTE DELLE REOIOSI.
Ferite della testa. - Contusione d el crcmio, con denudamento visibile dell'osso e llSSenza di sintomi indicanti una fessura de l tavolato interno o frattura con avvallamento di esso, frattura con infossamento, perforazioni a ( 011do cieco con pe rmanl!nza del proiettile nella massa cerebrale, 1olcature e docce furono le lesioni osservate nella testa. Un solo caso di perforazione doppia del cranio ebbe a notare l'A. e due rari casi di una frattura a doccia interessante soltanto il tavolato esterno e la diploe senza la menoma t raccia di fessure o depressione del tavolato interno. L e ferite del crt~ nio e dell'encefalo. osservate hanno confermato secondo il Delorme l'esperienza anteriore: i feriti che sopravvivono, cioè, non pre:;entano che pochi disordini cerebrali. Questo sarebbe dovuto in g ran parte a l fatto che le loro lesioni sono state prodotte da proiettili provenienti da distanze grandi o da proiettili che hanno agito superficialmente, scavando il cranio a doccia. Malgrado l'infezione della lesione, questi feriti non presentarono nessun s egno i mcningite nè di ascesso cerebrale, confermando cosi il principio che i feriti al cranio che banno sopravvissuto ai primi accidenti hanno probabilità di guarire.
FERITE D&.L L'OCCWO E DELL'ORBITA.
L'A. segnala soltanto un caso d'incisione della cornea nella parte inferiore per un proiet ti le dal bordo tagliente, che a veva attraversato la palpebra s uperiore vicino alla sua inserzione orbitaria: la corc ea restava tro.sparente, mancava lo scollamento d~Sll'iride e la reazione locale era insignificante.
• Hl\'JST.\ DJ CIIJJll'liGU Dr f,l'J~IWA
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I n UUlO ferita alla fa,•cia da !<cheggia di gntnata, <Jrn. !'ta la nsportatn uua JMrt.e dell•l lllctà 111t'eriore della faccia, l'estrilmitit del naso, il labbro supf'riore nella sua Dletil sinistra e l'iul'eriore nel suo quarto siuistro : il pinne mu{·oso era in partf' conl'ervato : i l procbso di ripristino procedette ùcue c rapidamente. Uu p roiettile, in un altro caso, travcr.~ò i due mascellari superiori e fece ~cop phne In volta pal~<tiua. J u un caso, 1'.\.. os<ervò th:nudamento della facc 1a estf,rlla del taascellare int'Priore con frattnm atipica prodotti da una scheggia eli granata ; in un altro il corpo della mnudiLola era tut~o distatto, la lingua ~porgtmru in fuori , In saliva· zione continua; q ut>st'ultimo ferito migliorò rapidamen te con irrigazioni continue di acqua os~igeuM'i. Ferite del collo. - Rare : in un ca..;o, notato dall 'A. la ferita avr.. uhe prodotto un ,·as to fl.,mmone .;otto;.teruomastoi.Jeo, che fu inciso con fuoriuscita di pus a bbondante. Lif\111'0. CO illO latte r appn·so. Fen t e del torace - J.o'ra. le ferite parictali, l'A. segnala tlne tragitti particolarmente curiosi Pd ni qutlli d'ora in a,·auti, si doH:'l assegnare nu posLo a parte. Si tratta d' un colpo d'arma da fuoco che attraversi\ le dtte clavit·ole e lo :;terno per mg~iungere l'a.,;celln. In uno \'l'a stMa t'mtturab1. la cla.>icola. destra, perfomto obli<tuamente lo sterno e la super licie esterna dell'e!>tremo in terno dell' nltl'!\ clavicol>~o era i;ollevata e forma va l'involucro d 'una tumefazio ne non crepit:1nt e, ma durn, grossa come un p iccolo uovo : la fer ita. ascellare corrispondeva alla parete anteriore dell'nscelln, a l suo margine inferior e. Il ferito fu colpito mentre stava per tirare : lasciando i l hratcio s iuistro pendente, si poteva credere che le tino ferite fvs><cro dovutu n due proiettili diversi, pe rc!.e quBlla dell' nscella, più bassa, sembrava non ave~se alcun mpporto con q uella del collo : meLtendo, i n vece, il brar.cio nella posizioue che aveva in que l m omento. ~i capin L abbastanza fad lmente come le davicole, lo steruo e l'ascella a bl.Jia n o pot uto es~ere col p ito simul tsmenlucute. Il secon do fer ito era per ftltbl.lnente ÌÙtlllt lCO al primo. l esioni dell'omoplata. - Nume rose t u rono queste lesioni consisleuti sempre in intaccatu r e ai rnargini, p urforazion i a sta mpo nel corvo de lla scapola. Il corpo dell'osso, però, se colpito tan gcnzialmente o da un colpo d' i nfilata o d a uua scheggia d i p roiett ile d'ar tigl ieria, l ungo i l tragitto suuisce un a t'ram· m ent a z io ne comminuta : le scheggie r estano in :;i t o o vvero s'incastrano n d lo spes· sore dei muscoli ;;ottoscapolari e sottospin osi : in t al cnso hl regione e t nlvolt a notevolmente t umefn t ta. Ferite del polmone. - Le ft> rite del torace, cou per for11zion e del pol mone, osserv.. t e da De lorme, f urono dieci, tut te con decors o not e \·olmen t e ben1gno, perchè interessavano t utte il polmone n ella sua peri feria• L'emott i3i era r appresentata da alcuni sputi ~un gu i gu i : n ien te truumaw pnea; una volta ebùe enfisema circoscritto ed una volta emopneu motorace. Un ferito ebbe, come complicn.nza consecut iva, una broncopol monit e, un a ltro pleurite puru lenta. Le più i nter essant i fra queste iesioni era no quelle presenta te d .. un fer ito nel quale l'orifizio di uscita corrispondeva iu avanti a lla r eg ione cardiaca, ma senza ! 6 - Giùnwle di lllediclrw milila J·e. - Fase. V.
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RI VISTA DI CRIH URGIA DI GUERRA
lesione del cuore e senza sintomi di perforazio ne polmonare (il foro d'entrata tro· va vasi posteriormente) e, da un 1\ltro in cui i due polmoni, ~Ila base, ed il fegato erano stati attraversati dal proiettile. FEUIT& OELl..'ADDOm ,;, DEL BACINO El DEGLI OHGANl GENITAt.l.
Solta nto 3 casi di ferite penetranti d ~!l'addome, su 700 feriti, cioè '(133, furono osservat i da ll'A. In uno era stato leso lo stomaco, in un al t ro la milza, nel terzo il colon di·
scendente. In un caso di lesione del bacino, i due pubi erano stati frantumati e la vescica messa a nudo. In un f erito agli orgnni genitali, lo scroto -presentava uua larga apertura con ern ia del testicolo contuso e strozzRto da un colletto sc1·otale molto stretto: costituita una specie di tasca p~l testicolo, la guarigione si avviò bene. In un altro, il proiettile ave,·a perforato uu corpo cavernoso e si era poi fermato nella. ferita ; l'orifizio era largo. mol to contuso, l'uretra intatta: anche in questo la guarigione s'iniziò presto. FERITE DELL'AUTO S\JPER!f)RE.
I feriti agli arti superiori presentavano ogni g enere di lesioni, dalle più leg· gere alle larghe asportazioni dovute a scbeggie d i granata: in genere, sembrarono all'A. più gravi di quelle osservate sui soldnti francesi . Lo ferite suppuravano tutte, ma, in generale, poco profondamente e in su per· ficie: i muscoli facevano ernia attra\"erso le labbra della ferita, la loro s u perficie era. coperta da uno strato fibrinoso sporco, che scom parve subito coll'uso dell'acqua ossigenata. Parecchie perforazioni d ella spalla, d is infettate e regolarmente immobilizzate, non determi narono alcuna reazione. Le fratture dell'omero erano abbastRnza nu merose, alcune comminute, tutte infe t te: furono t rattate con Rcqua ossig,.nata, dopo ablazione delle scheggia libere dal fo ro d'uscita ingrandito, ed immobili7.zn.lfl in doccia a valva : lo stato generale e quello locale migliorarouo r apidamen te. Le fer ì te del gomito furono di vn.ria gravità e trRttate tutte col metodo con· servativo senza estrazione di scheggie; alcune si dovette1·o incidere immediata· mente. Quando la borsa olecranica è perforata, il flemmone può fa rsi rnpidamente minaccioso. Molto benig ne si dimost ra rono le feri te dell'a vambraccio e del pols o. Le feri te delle m'1oi furono molto benigne e non presen ta rono ne!'lsuna com· plicazione malgrado la poca proprietà delle mani st.esse e l'aper t ura del le guaine. FnATTURE DELL'ARTo tNFEnronE.
Il notevole numero di fratture d i coscia curate dall' A. dimostrò la superiorità. della doccia. metallica a valva dell'A. stesso sug li altri apparecchi con• tenti vi.
BIVIS1'A 111 ClllfWRGIA Dr
GG~~RRA
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Una. condizione f0ndamentale, che ogni buon apparecchio rli contenzione e di estensione deve realizzare e che è poco cono;;riuta dalla maggior pa.rte, che equipara invece le nostre fratt ure a lle fratture comuni, è la seguente : coattazi011e cosla1lte e 1·euotm·e delle schegyie laterali loro 7Jrop1tlsione contro i fmnunenti superi01'e ed inferiore. Gli apparecchi devono realizzare le condizioni seguenti: essere i mpermeabili, amot:o-inamovibili, permelte,·e l'applicazione 1·apida e facile delle 'lnedicatUI·e, la so1·reylianza dell'arto per assicumre la cortttazioue ?'C!JOlt:tl·e costante delle scliCg!Jie laterali e la loro propulsione conf!·o i f"rammeuti supe1·iore ed in(e1·iore, (acilitare gl' inte?'Venti chirmyici (incisione dello raccolte purulente, a:<portazione dellescheggie libere e dei corpi estranei, ecc.), una COitten.~iolle p erfetta. I focolai di frattura erano tutti infetLi e furono dall'A. t.ratta.ti con H .. 0 ,11 etere o permanganato potass ico, sbrigliamento del foro d'uscita ed estrazione delle scheggia libere ed immobilizzazione. Parecchie fratture erano comminute. Altre ad X: in un caso vi era anche aneurisma artero-venoso sotto l'arcata di Falloppio. Un ferito !'occombette per emorragia secondaria della femorale, cont usa dal proiettile dentro il canale di Hunter. l'ei ferite del ginocchio furono ril!•vate dall'A, tutte in buono s ta to e sen1.a reazione infiammatoria da parte dell'articoln;-.iooe: i condili erano stati interessati quasi sempre e presentavano perfornzioni centrali e laterali. Le fratture della tibia consistevano ordinariamente in perforazioni, una :-;ola era a doccia: l'A. notò pure parecchie fratture per contatto a gt·andi scheggia. T u tte decorsero nel modo più semplice, dopo disinfezioue del focolaio con acqua ossigenata ed e~ere ed asportazione delle scheggia libere dn.l foro d 'uscib~, allargato. Lo spostamento era insignificante. .FurotlO immobilizzate quasi tutte con la doccia del Delorme. L e perforazioni dei piedi furono numerose in tutti i sensi con foro d'entrata piccolo e foro d'uscita molto più grande, specie nei colpi con fenomeni esplosivi. Cura conservativa in tutti i casi: in nessun caso si sviluppò il tetano, nè la gangrena gassosa, nè il flemmone diffuso malgrado la poca pulizia dei piedi di tali feriti. La rarità .li gravi complicazioni infetti>e, in seguito a queste f e l'ite de i piedi di mostrerebbe, secondo il Delorme, che, nella. loro pa togenesi, i corpi estranei, costituiti da brandelli di stoffa. degl'ind~Imenti, rimasti nelle ferite a fondo cieco, cioè in un vero vaso chiuso, hanno una mnggiot·e importanz~ che non l'infezione cbe s i produce per gli orifizi e la superficie delle ferite.
CONt;ERVAZIONE ED AM.PUTAZIONE. Tutte le ferite che l'A. curò, e delle quali la maggior parte avev!•no sede negli arti ed erano gravi, furono tra.ttate col metodo conset-vativo puro e se mplice con risultati ottimi. Fu a mputa.ta soltanto una falange del dito medio, perchè i tendini di questo dito erano distrutti e la falange non avrebbe quindi potuto servire. Questa prova giustifica. la difesa, che, a.l principio della guerra, lo s tesso A. aveva fatta della chirurgia conserva tiva sul trattamento primitivo.
RIYhT \
IJI CHllti'JI"IA Il i OUF.RR \
E\lflltRAGIE li: A~EUiti>DII OltTUill.
!"ircnme nl suo arrivo a Blaye, le ferite suppurnt·ano da n Il 10 giorni. co;,i era giu-tilicato 11 timore di emor.·ngie second;tric o ritardate, o In fonnnziono> ri'nneu· ri.;mi dill'u•i, falsi con-<ecutivi . P<'r tale dubbio il D•·lormo ehbP occa~ionc cii euumare ordini pn•ci::i: infatti le misure prr~c giovarono, e su tre feriti, iu isp111:inl modo, l'A. potè rll}Hliamentc prnti•·nro la leg:l.tura dell'ascellare. quclln doll'oult'ralt• e d··ll't~-:cellarc, e la le~a tura 1!ella ti bude posteriore nella sua con li n ui t>\ per nnouris1n i d i fl'u-<i, fa lsi con~f:'culit•i con emona::.;in. A bbinmo gii1 accellunto al ferito morto per emorragia dl'lln fcmoral <'. Le lagature t·ondouo neces-<nrie grandi nporture ; non ò più l'itH•isioJie di 6 8 Cl'ntimt·tri che, nel cndavere, bu<ta per mcttoro nllo scnporto nu'artcria, quella chP or,·orre. mit. un'incisione di 12 li> centimetri. ;\,•Jh f.,rÌt:t sporca. e grannfeg!;ianl!', <mniO~ll ('(\ infiJtrata, hi.<O~IIII I'Ì l'Pl't~t\ l'(l suhito e prima di tutto non il v11so, ma il 'IIPI'I'O sat1•1/ife. Più che mni qut>..::to prert>t to d t me.li•·ina opPrnti va dev'essi' re S!'I!;Uito. I rapporti ben noti, che cs~o ha con l'arteria, son·ono di guidn. e quando lo SI ò trOYalo. si lib~ra ciù che rcsi~te, largamt·nte n el piano o•~cupato d.tl t·a,:o; si lilwm t•iò che puÌJ es<n·P, ciò che, infonne. •IPv'e,.~e re il fns.-io vnsrolnre. L1 h~rato qu•·«to bisogna ces-nre la compn·ssione : il ~augue indil'a il punto occupato tlnll'nrterm. Sti!'llo tm le pinze il punto sanguinante si denuda il \';<SO e <;i npplica il ti lo sopra uo:t. por?.iont> ~ana, che t;tlvolla può e<~cro 111olto di--tnnto•. Attent>ndo~i a tali iuùicnzioni, l'A. ha. potuto lt•gnre l'a,.relinre n elra ...rt>lia : c'"" erà tutta in taccata e per fJuaoto non prc<euta<;-e una r-;olu7.Ìonc totRII' nella cont111uitiL, non crn riconoscihile per un'estt•nsione di 1·5 ceotimE'tri. l-\1 il nervo Satellite rho lo ~uidò nella ricerca. AnC"he ], tibiRie posteriore. in un nltro ferito, t•ra irril"ono~cibile per o·•> centimf'tri t•, per legarla, il Delorme dovette praticare uno sln·igliatnento .li 15 centimetri. llisognn e\'Ìto.re 1 i usare l'nc<!UI\ os'ligenl\ta n e l io r~rito n ello quali sono state ricercate c legnte al catgut lo arterie, pot·chò l'ar~qun ossi~-;cnnta nltern e scio)glie il cntgut e quindi si ri><c h i11. di fare riprodurre l't•morrngia, specie ~e il filo fu pas!mto sopra uua parte contusa dell'nrtcrin .
TETA~O .
Il tPtano è <;lato, come si è detto, la sol n compi icnzionc importa11te in queste ferite e, set·ondo l'A ., Rarebl.le stata ancori\ pitl frt~quonte !le non fo;:sc stata u'aU\ )'!\l'qua o-.sl!!tmata per la di;;infezione, topico anaerobico, e por con~t·guenza letale pel bnc1llo del Nicolaier. La forma di tetano ossert"ata è stnta quella a cutn. AL.t'O~SO.
HJ\'ISTA lll CH!HUIWIA l>! l.l:J::!WA
4.05
Il trattamento del tetano con l'acido fe(P1'èsse Med.icate, n. 7G).
'fAL.I)Io:-; e signorina PomJA l'. -
nico -
La frequeuza notevole di casi di tetano, che si sono av,Jti dal principio del· l'athH~le guerra in Francia, e
i risultati poco iueornggianti ottenuti coi dive1·si metodi curativi usati, hanno spinto gli autori alla pubiJlJcazioue di alcune ossen·azioni di casi di tPtano guariti colle iuiczioni sotLocutanee di acido f,·nico, secondo il principio del grande dioico romauo, Gui(lo B:tc<'elii. :Sn f'ei casi. gli AA. hanno ottenuto ò guarigioni : la morro sopr.tv\'enne in un cnso panìcolnrmente grave, a breve iucul.azione e a crisi convulsi n: subcntrauti meutre le alt..re o:<l:Hclrvazioui riguardano dei casi di mcJia gravità. A. diJJ'erem:a della soluzione proposta dal Baccelli, gli Ad. . ha.nno adoperalo la s~guente : gt. lO Acido feoico cristallizzato. ,. uo Glicerimt pum a ::S0°. .. 1000 Acqua distillata q. b. p . . F.ssi praticarono sei Ìltiezioni di 20 cm• (gr. 1.20 di feuolo) al giorno e per 15-:?0 giorni, poi tre (gr. 0.(;() di fcmolo) per 8-10 giorni, sino alla completa scowpar~a delle contrazioni tet:tnichc. Inoltre, somministrarono sempre6-8 gr. di cloralio pro di~, in pozione, 'luaudo il tri~rua lo permetteva, o per clistere. Dosi massive di siero antiLetanico, iniettato per le vene o m•l sottocutaneo, nssociate al cloralio e o.ll'hcido fenico non esercitarono alcuna intluenza apprez· zabile. Gli AA. pel.lsano dunque che il metodo ùel trattamento ùo.:l tebmo confet'· mn.to con le iniezioni s istematiche di acido fenico potrà dare dei dsultati più iucomggianti o meno fallaci dei varii trattamenti preconi:-:zati sinora (siero an· titetn.nico cura t ivo, solfato di magnesia, cloralio) e grazie a lla sua facilità di applicazione ed alla sua innocuità, potrà essere usn.to in tutti i casi d i tetano. Au·o~so.
D.Jtt. BAzY. - Nota statistica sul tetano. n. 10, 11 e 12, 1:H5).
(Gozette Médicale de Pa 1·is,
Su 108~16 feriti s i et.bero 12!J casi di tetano, ossia l'1,li:!4 p. 100, di oui 90 morirono, in media G9.76 p. 100. li tetnno può svilupparsi tardivameute dopo la ferita , nelle osservazioni dell'A . dopo H, 16, 17, 18, 20, 27 giorni in otto casi con due decessi. Con un'imezione di siero pr.,ventiva si sarebbero e vitate le due morti e si sarebbero risparmiate le sofferenze ai SUl'pertiti. Se l'iniPzione preven tiva si fa l, 2, S giorni prima della comparsa clel tetano non può avere alcun'effica cia. In B+ casi il tetatlO si sviluppò G, 8 giorni dopo la ferita e in questi casi uu'iniezione fatta iu tempo sarebbe riuscita ellicace; come lo sarebbe stato in 11 casi, in cui jl tetano si sviluppò 10 giorni dopo la ferita. I'<:r conseguenza l'iniezione pre,·ontiva. riesce ellìcace, 1lnc.:he quando la ferita c avvl'nuta quarz.ntott'ore prima ed anche più.
106
Ili\ hTA DI CIIIRt;!WIA DI l.lli..:IH!A
c
Nello formazioni t.anitarie, iu cui l'iniezione pre\·entiva fatta a tutti i ier iti al loro ingrc•sso, la morhosità è sce;.a a 0.418 p. 100; nelle formazioui sanitarie invece nelle q ul\li l'iuiezione uon è pruticata che agli ammalati sospetti, la morbosità fu di 1.:!7~ p . 100, e •J uindi t re >Olte superiore. Su ~00 feriti. 100 r ic<•vettero l'iniezion e preventiva e s u questi non s i ebbe che un solo ca'>o •li U>t:.no, s,·ilu ppato'<Ì il r;iorno ,Jopo l'iniezione; nPgli altri ltlO in cui non fu JH·atic&ta l'iniezione si verifìc.trono 18 casi di tetano, cio~· •tttasi sopra uu 'luinto dei fe r iti. Su altri oO feriti, in 10 colpiti da scoppio di proiettili .ti obice, di shrupne l, e trattati co n la iuie.-.ione prevPntiva non si ebbe alcun caso di tetano: n egli altri 40 fe ri ti da proietti,li di fucile, e nei q uali non si fece la cura profilatticu, non s i ebbe pure nessun caso di tl.'tano. O,\ ciò (o dimostrata pure l'efficaciu ch•1la curu profilatti<'ll 1 u ltrim~>nti 2 ferili clelia prima catt'gor ia a vrel.Jhero qullsi sicuramente contmtt o iltetuno. Eppure le in ocul" ~.ioni non si fecero in media che cinque giorni dopo la riportnta feritu dì g rossi proietti li. S ui 12!1 cnsi s i è avuto il te tano 120 vo lte per l'n;doue di g ros-;i proil'tti li di cannoni o di mortai, ecc. e !:1 volte in seguito a ferito di proiettile di fu<"ile. Questi :J cnsi sono stati seguiti da morte e in n e~suuo di es~i era statn praLir.ata la cura prl'ventÌ\'a. J,e hie~:ioui ùi siero a ntitetanico dC\'O IIO e:ssen• fntte uellc furma zioui eanicarit> di prim!l. linea e in casi ercezionnli nei treni sauitnri, su tutti i teriti, tanto in quelli colpiti da gro~si proictlili. come in altri le«i da proiettili di fucile. L& dose di :? cc di ~iero potr<'hbe ba..tare per un'iniezione profìlnttica.
C. S voaz". E. DEr.onm:. - Conalderazlonl j~;&DeraU aul trattamento delle ferite ln guerra. - (l'l'':;se J f•·dirof;., n. 72). Quc~tf' ron~iderazioni costituiscono oggetto della seconda comuui<'a:>.ioue c he ì1 Dolorme h a fatto ali'A!'cad,•mia delle scienze, dal prin<'ipio d(•lla guerra sino
Rd<·~so.
Come ~i vcdril, la t attica. per servire i della parola del Dclorme stesso, da u~llre r ispeuo a certe ferite, dev'es~ere cambiatn 1', a q uesto scopo, l'A. p ropone auebe di motliticnre in pllrte l'org:mizz11.zione de l servizio. l'rt•nwsso che lo st:~.to sanitnr io de.ll'e"erci to france~o si é mnnte nuto buono e che il ferito fruncesc il llD uomo sn.no, che il mon~lo do i feriti s i conserva a lto anr ho nei più gravi traumntizzati, l'A. pro~e~uo: La tn.t tic a a ttunle che inc-hioda sul cam po di hnttnglin. i COlli battenti. pPr pa· rerchi j!Ìorni, sotto una grandine di proiettili, l'ondl'ggiare dd la lotta, ln pennancnzn fo•·z•1tn dci f'<' r iti sul luogo do,·e caddero colpiti, r Pnùono mollo s pt•S»O d.ifficiJi,..,imo, tah·olta impossibile. il soccor:<o nellt\ prima liueaj ne deri\'a che molti di quP... ti t't>riti, arri,·ano, perciò, alle lince retro<;tanti m edicati con ritanlo e spe~~o quando In suppu r~zioue è iniziata. Qur-;tf\ ncces~ità impone al servizio sanitario di cambiar talti1•a : es-;o non pnò più Cllllll\rC sull'a~t•psi che J'auloriZ?.Il\"1\ a "~ombt•rarr lontllnO Ì feriti po·rchè l'llSI'JhÌ null•• può -..ulle fc•rite inf<'tte. A nel c l'nntisPJ"'Ì, in questi ca~i, non dit alcuna g .• ranzitt SI' non viPue r i nno· vntiL spesso e ra pidamente, il che non può prnticnrsi du r nnto lun~hi tra-.porti. I noltre l'nnti-.l'p-..i non costituJsce tutto pere h è \'Ì sono nitrì inter\'euti da com p ie re.
R!VIST,\ DI O III RUR OIA DI GUJJ:ROA
·!07
Con Il\ suppurazione, la nostra terapia chirurgica deve assumere nltro aspetto, altri mezzi e cambiare azione. Bisogna perciò separare i feriti in 2 grandi categorie: 1° feriti da pallottola. di fucile non deviata; 2° feriti da proiettili d'artiglieria e da pallottola di fucile che ha .c1ubito una deviazione. Se per i feriti della prima categoria, nei qnali le lesioni, generalmente, non sono infette, si può pensare al trasporto a distanza, eccezion fatta per quelli riconosciuti intrasportabili (ferite del cranio e dell'encefalo, del tomce, dell'addome, fratture gravi, ferite e contusioni delle arteriE', ecc.), lo stesso non può farsi per quelli colpiti da proiettili d'a.rtiglieria Ora il numero di questi ultimi è considerevole e la proporzione del 6 p. 100 non è più esatta: vi sono dei combattimenti che sono esclusi vamente combattimenti d'artiglieria. L a pallette degli shrapnells, le scheggia di granata sono, per lo più, 7eicoli di terriccio e trascinnno nelle ferite, dove spessissimo si fermano, brandelli di stofJ'a infettanti al mnssimo grado La ferita viene minacciata dalle più gnwi complicazioni: il tiemmone diffu;::o, la gangrena gassosa, il tetano. e tali minaccia non posso.n o sparir" St! la ferita non è liberata dallo sorgenti d'infezionE', dai corpi estranei e non è resa sterile dai topici più letali per gli anaerobi. Percbè sia elllcnce, In difesa dev'essere nssicurata prostissimo e non può realizzarsi nei feriti che vanno trasportati lontano Ed allora? La chirurgia conservativa non dove più contentnrsi degli atti prepnratorii che ha praticati sino nd ora, nell'att<'Sn che venissero completati a distanza, e~sa deve fAre tutto quello cl1e occorre flnchè le circostanze lo permetteranno, concentrare intensamente il suo soccorso su questn categoria di feriti già infetti o che stanno per essnrlo. La regola dell'astensione si,.tomatica dalla ricerca c d11ll'estrnzione del proiettile, eccellente nllorchè trattasi di proiettile di fucile, non deve pi1i 11pplicarsi per le pallette di s hrapnells e por le scheggie di gmnnta: per q nesto hiflo~na seguire la regola opposta: la disinfezione deve precedere e seguire la loro estrazione. Una formazione sanitaria ricca di personale, n prefPn<nza un ospedale di sgom· bero, avvicinato alla prima linea, momentaneamente immobilizzato lungo una strada ferrata , potrebbe eseguire quello che, per la fret.t11 e le vicissitudini della. lotta, non può essere fatto dal chirurgo sul campo di battnglia. Per nssolvere il suo còmpito, tale formazione dovrà organizzarsi como un g rosso posto di medi· cazione ed essere forn ita di personale chirurgico giovane e numeroso: in tal modo, grazie alla prodigiosn attività di questo per~onale e alla sua vicinanza ulla. strada ferrata, le riuscirà sempre fncile di rimandnro indietro l'ondn dei feriti, che avrn trattenuti per il tempo occorrente per prestar loro le cure indispensabili. Nei po10ti di soccorso, non si fermano forso i feriti por rimAt tersi, rlissetarsi, nutrirsi? P erchò non vi si fermerebbero anche per fa rvisi medicare? Ri terminerebb(• cosi l'azione che, per motivi difl'ercnti, può essere rimasto in completa: lo sgombero dovrl\ farsi a dist.an>.a soltan to quando medicature C'd in· terventi saranno tH minati. Sino o.d orR si è avuto motivo di riservare la chirurgia attiva alle linee più arretrate: le circostnnze adesso impongono di concentrarla in r arte e risolutl\mente verso le prime linee. Riassumendo: la disinfezione rnpidissima delle ferite prodotte dai proiettili d'artiglieria, l'estrazione dei corpi estranei ch'cs~i ln~riano uello ferite sono una n ecessità imperiosa: queste operazioni devono t:lSSere precoci: la radiografia verr/\ in aiuto al chiru1·go.
Hl\ lsTA T.t C'!II';t l;tll l
hl 1:\'I'KR 1
e
Hilf'\'lltO poi l'be la chirur~ia COD'-!'1'\'1\li\';\ dj\'(~lllltA la ru;ola an··hc n•·i lraumati-mi Jl ù ~ra ... i. •wlle fmtmn· d!'!!;li ani pii• ('0lll)llicatt!, il nelornw ac· <'t'lllta ll.!b H)'p:ll'o'<' hi utili:r.>mbili nelle frattur+' P• r nrmn da fuoco, soprntutt•l nd pt·riu•lo della ~uppnrn:r.i..,rre dundo la J•Tt!r'H~u:r.n, comi' in un nltro la\·oro l'bbr• a ciimnstn\l·t>, allo• dm·de •li ::inco a •·a 1•·••, pcrrho) W>JI··I'III•·nlnli. amm·n- iliii/1/0I'il,ili pt'rc'la · ]){'l'lll'lffJIIO l'fiJ>p1i··•r::ionl' l'Il/" la t• fari/e (/.1/.J ,,~tfil'ltfttl'(l l' la t'UI'~''!tli•lJI::a (/,.ff',r/o, JW t•hè t!S.,Ìt'lfl'lll/0 la <'OIIII<l.:ÌIJIIP I'O.,fnn/• l! 1'1'f/Oflll• c/tl/1 t'•'ft•:f!ftl•/olft•J'IlfÌ,
/11 loro prot•llhioll•' cuulru i (nwnnetlfi ·'"Jl' I'ÌtJJ'e •·li iufi•r·iort•, {ttdfilarw !Jl'illferI'PIIli cltirto·yid, 11u•u/r" a~.,intruno ww confet~zitlltl' pr:~·j(ofla
Le l't·ritl•, i11 questn guern•, preqentano, con ••n:\ t'rt''I'H'll?.n f' con una ~rnvità t·lu• sorpn•tHiono, due conq•IÌc'Hzioni: la e;nup;a<>nR W'"'""n o il tCl>tno. C'nntJ·o bt !frtii!JI'PIW !t••·'·'Ot'll, l'A drplom rhe i dtirurqhi ~i arn•slino troppo ali<• lnr~h" inci~i"ni eol sile amputnzioni e pt>r fJ\HllllO tali misuro dinuo doli ;.uc,.,..,.. j, ,.~ .. , s1 potnd,l,ero Ottl•net·e rgu,.lmelltl' cou altri nwui poco cono~ciuti, lfl j Il Ìt•~itJII i t{j (l<'lji/(J. OS.'Ì!fl'lltl(l't. Que"\1' ini··~ioni si pr11tic••uo n~>l ~c~upnle modo nl di SOfll!\ delle pnt'ti bron· :r.ate. f't!lbr•umtos•·. tt>~<'; ('011 una ~irin~;a di Pmvalz. clat> ,j trO\'R dO\'UD'JIH'. si inio·ttuuo 111'1 sotto<'utnm•o l-1.5(1 rmc. di ncqun o..,,j~•·nat;l t• <·ir•·<>larmPnte n cormi\ ..,. l'• l' •t 1110 hl punture 11 di•taozn. di •·m l 1..-.o l'n un t!nll'nltrn. f'uperiorntPiltP nloa )'I'Ìnoa, ~i pr:ttica un'altra rorona d'inio·?.toni 11 lin•llo d(·gl'intc:rnllli della priu.a: ]Wr una t•o.-ria uccC>rrono !11)-~!1-(jO init•;doui. Il giomo oopn. o ]'i•llt 'to, nell'l c::tc..... o gionto !.i ri[•f·touo lto inie:r.ioni o:;opra t' 'lOtto le p r imc c·oroue, iugegu:\JHJO~i di gu:.d .. gnR re il t.orrcno che la gangr.. n&. lnsrl;o lii.PrO, ritirandosi. Q·•esto inil'zinui l'ono inoifo•nsÌ\"P. 11llu port;nn tli tutti in qualunqul! forma· ziu1w s•uiwrin. di tecni<':t f:tcilis~ima: ''nut:t~gio prezio-o pl'r•·hù la gaugr··un si d H'orHlc rnpulnmente, e ...«a non atter.de il chirur~:o. L'l·,rt·ricPz' prova clw lll'""uu altro topi ·o /• p t il to,.,,ico d1·ll'arqun o,;-i!t·•nata pl'r il IJ.t.:lllo nuaerol.io d'Ila gnn~reua gn,sosa. ).t·~; h o><po·hli, )p in ;ezioui potrehbo·ro PS·wre so" t itnite dalle in,ulllazioni sott o"lltltUt·P d1 O~!>igcuo, Jnll i) pr imo lllOtodo pt·Cft•Ji}n)f'. p.,rò. i'C In tPu,ione tlt·ll'nrto div,.llta crre,.,-.i,·n, Jlt'r el'itnrP In yanyrena. da IWIIIfll'•·ssiO>IP, IJi~ogna J•mtic:ore pre... w larghi ~!,rigli:tllll'nti u('lle aponeur,,si di iuvaluppo di o::ui rt>gioue, utilizzanrlo le larghe hn•c"w rr!'at<l nelle lo~gi>• mn· sc.:olnri JH.>r l':ot·e IMghe irrigazi~>ui di ncqnn ossi~enaln, nou diuHmticaudo di npr il'(' nw·lw una bre<'oin luugo il d ...cor><o dci gro><~i vasi, cptns• nl limite della gtllagt·o•ua, per slml'l'lt re la str atln alle i n ti l 1razioni '<l'ttit•lt(' eh o st•gui nJblo~-ro i l t••"· suto cellulare cd i linfatici che <'ircondnuo il t'CI"cio ,.n,colnrr. 11 tmspor to rapido dei feriti ,(al cnmpo di ba1tngliu agh o~peolali più vicini, In l'tCCI'<'l\ e l't> ... tm:r.ioue rnpirla d('lle pt<llette di F<hmpn"l l c dPIIe sch!'p;~ie d i grauntn, h1 dio;ilofe?.ioue ahboudante delle fl••·itfl da l'"~t· prodott e, l'JH'•'ltl quelle a fondo r·i!•ro. falt!t con arqua os~igennta, ro•titubrouo i uwt.zi di proltillls'i e tli ter;,p1a pili lll'l'e-..•:arii e più uttli .\ucbe il totauo, per la sua frequPozn uel monwnto attn:dl', <lt' \'e attirare 1'.11• l•·u-.i·me tut:a th·i d1irur~;hi. Lo Sl·iluppo ma~giore e In durata ins.•lita doi romhattimcn~i •li arti~liet·in in 'llll'sta gut•rrn, la muggiorl' facilità delle pnlll'ttC di ..,hrapne l e dl'IIP sdt(·g~ie di ~:ranahL a lru.;portare nelle ferite del terricrio. dei frammt'nt.i di \' CStlti sp~·rchi, iufettanti. proil·ltant.loli luugo il tragitto. co..,tituiscono le cuu~c: di que-.ta frequen7.J.
e
409
RlVltiTA DI CBJRUUGIA 01 GU&RitA
Ad eAAe bi!lognn anche aggiungere le coudiz10ui de; le lotto moueruo c la per· manenza t'orzata del feriti sul campo per parecchi gtoruj, che impediscono al chi· rurgo di mcdiearo immediatamente qucat~ ferite e di prulknro l'estrazione dei corpi estr11nei. Le mi'lurc pro61Rtticha sono porfettamento uguali n quolle citate por la gangrena gas~o~a. Nelle formazioni prosllimo nlln linea Ji fuoco, si praticherouno, potendo, delle inie;r.ioni preventive di ~;i~Jro nntitl•tnnir.o, o 'lll•ttldo il t!'tauo o di· cbiarato l'A. oonsigltll. di uo11 di~porure e di usare, "ou la C<>·tnnt.t~ e In convin· :~:ione di riuscire, il bromuro potn~Atco ed il t~lornlio nd nlto dosi (•tut>!tt'nllimo, occorrrndo, pt-r iniezioni intrt\V('llO~t·), le i niezioui i ut rurachitl inno di siero auti· tetunico e le iniezioni di solfato di magne~in al :?5 p. 100 11 solf~tto <li mngnesia, pt·otJOSlo dal chirurgo •~merictlno Blttyo, su non curt\1 hu il vauluggiu tlt diminuire l dolori, la frequenza delle contratture, calml\l"e il pazionlo e pl•rmetterne l'alirnentnt:ione. A 1.n1s.~v.
RIVISTA DI NEVROPA.rroLOGfA G. A. W.\Tftllt~L\N. -
I rapporti tra l'eplleaala e l 'emlora.nla -
(llo.~to11 7/W·
dica t an d turglcal J ou.rllal, li marzo W 14).
L'Autore rileva che l'epilossia hll molti puuti tli somìgliunza con l'emicrania. Ambed'le queste malattie si manifestano con grnude frequenza quali formo morLose ereditarie fl\mihari o cox1 eredità collaterale. Ambedue !li manifestnuo con maggiore o minore perioùicità nell'individuo; e nell'una e nell'altra le ma.uifestuzioni sono quelle di una esplosione dell'energia sau~orinlo; nmbeduo iuoltre pos.~ono ei!sere precedute dn un'aura. rapportn.bile ad un disturbo di una zona cor~ica\e definito.. Sobbono l'auro. doll'emicran1n. si11 del tipo visivo nella. t'orma di scotomo. ed emianopsia, mentre l'epilessia dimostri ordinariamente un'aurn nel campo del pneumogastrico oppure anche diRturbi motori o sensorinli o.d un arto o aUn. faccia, si può ~iò nonostante avere che l'nttnr.t:o di emicrtmio. cominci con una parestesia in un braccio o in un labbro o alla lingua (con o sonza afasia), mentre l'epilessia può c!Ssero preceduta da disturbi vi~>iv• romo otruscnu1ento della vista o ,;cotomi. E non soltanto In medesima specie tli aurn può precedere un Mtacoo tli epilo!'l~il\. come di bmicrania io di!rereuti individui, ma in ambedue le mala~tie può avar.;i l'aura premonitoria senza che esstL sia seguito. dall'attacco. }; come noll'cpiles'lia il torpo•e della ma.no o il formicolio dollt• dita può insor· gen1 una o più volte al giorno a periodi variabili, me11tre l'attacco convulsivo può Auccodere con intervallo di settimnne, nelh\ stessa mnuit>rn in un individuo in cui gli attacchi di emicrania si ripetono ogni poche settimane preceduti da scotomi scintilJanti, l'autore ha constatato il mn.nifestnr::1i di attacchi soltanto di sr.otomi per un periodo di settimnno con UIUJ. durata tli venti n qtmrauta minuti per ogni attacco. L~o. ricorronza di sintomi p!<ichici a~sociati con attacchi di emicrania o di epi· lessia sono stati descritti da vari autori; ed woltre l'attacco nell'una o nell'altra
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RI VISTA DI NEVROPATOI.OGIA
malattia può esger e sostituito da equi,·alenti psicbici. Un altro sintoma comun& a ll'emicrania e all'epilessia è la sonnolenza. l rapporti di somiglian;(a t ra l'u na e l'altra mala ttin possono e•sere raggrup· patì come segue: 1° Il ricorrere dell'una o dell'altra malattia nei membri di una stec;sa famiglia per d i,·en:e generazioni. 2° La comparsa dell'emicrania nei primi an ni della vita, sostituita più tardi da emicran ia che può scomparire del tutto o a ttenuarsi. In questi casi l'aura epilettica è la stesqa aurn che precedeva gli attncch i di emicrania SO L' in~orgenza di attacchi di emicrania in individui pre· <'<'<lentcmente sofl'erenti di epiltssia, m·i quali gli attacchi epilettici :;uarirono con la cura b romica. ·.1° T.a compar;:a di siutomi epilettici du rante gli attacchi di emicrania in certi individui. P. BAJ,Ji:STRA.
Contribuzione allo studio del delltlo d' Interpretazione nel milltarl ln cura nell'asilo Saint-Pierre 41 Maulglla . - (tir·chit:Ps de
LATTMUm:. -
m édcch1e et de pllarmrtrie militai1·es).
S ino n poco tempo fa il delirio di in terpretnzione ha fntto THtrte dpi deliri sistema tiz7.ati, dai quali prima il Kraepelin hn separnto il ch·lirio cronic·o metten· dolo nello. demen7a prtlcoc~ p:~ranoi.le, (an che l\1 Rgnan ne faceva un gruppo separato, delirio cronico dei predisposti ), mettendo il re"to nel gruppo della pm·cmoia (de· liri i Si<;t.enmtiz:r.ati dei degener ati secondo )JagnRn). ~IR contempornneamente S~ ricux (1890) distingue\'& i delirii a base Ji intf'rpretazioni d111iranti dalla psico~i dc•i perse~uitati·pt'r"ecutori; seguito da Scgla'", Ballet e Ri·~is, infine, a.c••ierne al Capgrns (WO'J) li ha definitivamente individuati dalle altre psiC"osi. qual ificandoli per « psicosi sist crnatizzate croniche caratter izzate da : l o moltiplicità e organi7.znzione di intHprE-tazioni deliranti: 2° a<;seuza o pt•nu rin di allucinazioni. e loro contiu~enza; ll0 persisten za della lucidità e dell'atti>it ll psichi<'a: 4° evoluzione per esteMione progressiva dd le interpretazioni; 5° incurahilitil senza demenza terminale • ; essi derivano dal terreno de~enerativo. sono degli squilibrati, questi interprelatori, ma formano un gruppo omogcU<·o. Alcuni ncromunano anche i delirii di rivendicnzione; ma il rivendicntorepresenta l'idea o;;st>s,_i,·a inizinle e l'esaHn7.ione mnnio\CIIIP cousecnli,·n, por cui dt-· vicno p<'r~c>cuto re. mentre l' interpretatore fugge. si clifc'rtilc, m n non atta<'c:!l mai: nelle• follie periodiche dei dc?gPuerati. nei loro delirii poli modl, c'è instabilità e mobililt\ e mnla sistemazione delle conCl''l.Ìoni, men tre l'intetprctntoro ha acuita In ri cerc!\ d 'n rgomc·nti giusti fic~ttivi :~tt i n ti <In i ftttti esteriori : l'au to-accu~n psi· chialgka ne distingue i per iodi depressivi dngli stati molanconici: l'as~urditlt ed il vuoto d elle concezioni deliranti, e i distlll'bi di'Ila volontà li rlisti uguono dalle dtlmenze paranoiìi; nella psicosi sistemolti7.?.1LLR pt·ogrps;;ivn (par anoia dn~;:ica) vi sono di,.turbi seu~ori>di e ccoestesici inlcn.«i. e poi sdoppinrneuto e trasform••zioue della per:<ooalità: il paranoico tra una folli\ di pt'r:<ecutori 6nirà con lo scc?~l ie rne poi uno, meutre l' interprdatore comincia con l'nccu~arne uno, cui più tardi as · socierà altri. Tra qtwsti iuterpretatori (folli ragionanti), alcuni c;ouo att.•null.ti. o ras!>eguati (Rou;.-;c>nu), "ono lucidi ....,imi, po~~ouo nou mnnife..;tare in nlrun modo la loro morbo,itil. nella vita socinlP come nella militare: i .Ji ..... imulnlori po..sono, cpi.c::odi· canwut(', da uu nonnullA. ri<'O,IOH'~I'I' un JW~'<P•·utore. e trns<'i nnr~i anche n ·l'iolentt'; oppur•· na..,.·ondouo con cura il loro rlt•lirio, pur conlìrlandolo speq..o nlln
RIVISTA DI NEVROPATOL• GIA
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scritturn, e, talvolta commettendo anche mancanze gravi per motivi banali o assurdi (un tale disertò percbè, non riconosciuto malato, temeva una. punizione; an 11ltro, in una fmse banale pronunziata dinanzi a lui da un graduato, comprese un invito a prendere del denaro e fuggire. ecc.). Il gr11ppo più importante e n\1meroso è dei veri interpretatori sistematizzati in piena luce, senza disturbi affettivi, sensorillli e della volontà, con int.>lligenza lucida, con interpretnzioni multiple .di fatti recenti ed an<.he di ricordi pa.Qsati; per lo più ritenuti originali, bizzarri, misantropi. in un modo subitaneo possono entrare nella vera psicosi, (l• caso dell'A ), oppure l entamente a tappe successive (2° caso). Dal punto di vista militare le loro reazioni conducono ad atti delittuosi od nnehe a raptus impulsivi: rifiutano d'obbedire, ostinatamente. o per indipendenza di carattere (iperestesia dell'io), o per conseguenza del delirio (per coricarsi soli in cella onde evitare mnnovre vergognose da parte dei compagni (2° caso dell'A.); i'i as~entano per varii giorni, e ripetutamente, per sfuggire ai persecutori (2° ca!<>o) o anche dif;ertano del tutto (i legionari però cercano di riarrolarsi sotto fals i nomi); talvolta sono vere fught>, simili a quelle dei degenerati, perché coscienti e con ricordo integro, ma non legate a CJtuse reali benchè insignificnnti come nei primi, ma alle loro interpretazioni deliranti; per lo più rassegnati, o fuggitivi, o difen•ivi, pochi reagiscono, e questi o calunniando e diffamando (1° caso), o anche:con ra]'t11S violento, più f~cilmente nelle prigioni e carceri (ove non è facile la fuga quale valvola di scarico), e la violenza va dalla cl asti a all'incendio, all'omicidio, tentati e prravvisati (1° caso) o l anche effettuati. Vi sono dissimula-tori, difficili a diagnosticare; è facile invece differenzinrli d ai simulatori, che non sanno mostrare l'intelligenza l'Ucida, e un reale fatto all'inizio del delirio (male fisico, 2" caso; eredità, l• cn~o), l'assenza di disturbi sensorinli, la sincerità dell'accento e la ricchezzn delle ideo e il polimorfismo delirante (d i persecuzione e di grandezza nel 1° caso, di persP.CllZiooe, esotico e mistico nel 2°). Nel l • caso. di sold11to colon.i ale a 29 anni, ecrentrico, alcoolista, spesso punito, in prigione scoppiò il delirio sul sospetto di esser stato avvelenato, causa prima. il tutore che nc•n gli ha dato il resto dell'eredità (da lui invece tutta di!•sipata), cui ne hgg iunge poi degli altri; ba delirio di grandezza, e ;ropmtutto di (a1:uleygiare. e poi di metabolismo di altre personalità, !lino a. spiegare l'accusa di avvelenamento f]a parté di un ufficiale, e di un omicidio da parte del tutore. Nel 2•, soldato della legione, di anni 28. pigro e svogliato da fanciullo, in segoito a leucoplasia boccale crl'de a. manovre indl?r:euti da parte d•· i compagni. fa delle m11novre brutali per sputare lo !lj)Prma inghiottito di notte, e per dormire solo in cella commette molte mancanze e fugge più volte, accusa tutti di pe rl'e· guitarlo, si crede bello, e da qui sorge un delirio erotico-platonico pl'r una monaca, e poi delirio misti!'o; al di fuori di ciò è lucido, intellig~ntP, affettivo, ma se si insiste per spiegargli la irrazionalità delle sue idee deliranti, diviene sospettoso e crede Rubito alla presenza. di altri persecutori e li accusa. Soltanto delle perizie psichiatriche salvarono in ultimo i due d11 condanne gravi; però il t• arruolatosi di nuovo dopo B anni e mE'zzo di congedo. fu moltissime volte punito; il 2'> passò 2 1mni in compagnia di di~ciplina per rifiuti d'obbedienza. ed IUlse nze illegnli ripetute, fu poi prosciolto dnll'accu!'>a di diserzione soltanto per ragione procedurale, e l'anno dopo, imputato di nuova a~senza illegale, venne inviato in osservazione perché rifiutava di obbedire in modo bizzarro. P. CON!ll()I.IO.
4.12
RlY fST A D!1:L SERYfZIO SA:\LTA RW l~ GrE RRA
E~:E "'n:·ms::;.- Organ!-z;zazi one d el !!orvl zio sanitario ìn o a.mpag-na. -
('J'he
Lanct,t, n. XX, vol. l, U!lG). ~< L'orgaui:r.za?.iOn" snnitaria al c'trnpo, cou~i.;te in due specie di formazione, quella dc•lle armale e quella delle di\'isioni. L:t prima dipende da un direttore di servizi nt~Jdid, il quale, mentre è re~ponsabile per l'op!'ra tecnica d i tutte le unità e hrnnrhe dt>l st>rvizio snniutrio nella sua annata, ha sotto il !"no diretto con· trollo le grandi sta ?.ioni di transito, st::tl.i lit,, in pro~simitk della ferrovia, gli au· t01noùili per lo sgomhero dei feriti e malati e tutti i s:tnil~tri assett::tmenti nella zona spcc i a le dell'aruu:ta. Le formazioni divisionali sono sotto la ùipPmlenza del direttore dr.i sen·izi sanitnri del la diriaione, che invigila !':ni posti d i medicazione sulle stazioni di ml:!dicazione, sui po~ti di soccorso e sulle ::;~zioui sanitarie nella zona division ale. Per· di mo>-trnre !lsnttamente come oprrano queste formazioui Ranr tar ie sarà beue tracciare il progres~o uormale dal moml'nto i n cui il militare è stato colpito sulla linea del fuoeo. FHito nell'a\·anznta egli è ri masto gracen tc allo scoperto sorto urHl grandiuo di proiettili di ogni S JWCÌI'. rlw battono il terreno tutto intoruo. Da qul'sta pt'ri•·olosa posizione egli è liherato da due porta ferit i, che, sc·eglieudo il momento, si slauriano in avanti, lo raccolgono c lo portano indietro al riparo di .ma trincea. Quc><ti portatori possono appar·tenere t uuto alla sua uuitll (lG porta· f€'r iti pt•r 0gni batt:lgliont> di fanteria) quanto ai porta·feriti della sezione di sa· nitl'l. Essi porteranno il fllrito Ili suo posto di soccorso reggilllcntalr, probabilmente situato in un fos~o, in una cantina, o in qualche rifugio al riparo Ùt•l fuoco, do,·e egli ricevcn\ il pr·imo ~<occor>;o dall'uffici:de sanitario mlc!etto al battaglione. Di qui egli l':trà tr·a><portato o sopra una hardla, o, se le circostllnze lo ]Je rruet· touo e una strnda è prossima, sopra un carro di ~nnit:i, sdla più vicina sezione di Haniù I. P.
L uCrA 'O P Alli ! ' . - Trasporto san i t ario. - (l:tt:rue Seienlifi']ue, 1915). - Un treno stmibaio della Great E(l.8iern llrtilu:ay. l\fnlgrado gli importan ti servizi che le Compagnie ingiPsi delle ferrovie han no dovuto rendere tìn dnl principio delllt guerra, e><se si sono occupate per preparare r apidameute pnrcc:chi trPni d<·stinati ad un ti ne umanitario, cioè il trasporto clei soldati mulati e feriti uelle migl iori condiz o ui pOS$il>ili. La Compagnia C:rcn,t Eustern l{ailway ha organizzato un tipo di treno sanitario sotto ogni riguardo rimarchevole, che re.-;terà come un rootlello perfetto n l'Ila ~toria delle ferrovie. · a,·endo essa saputo adntta1 e il suo matcrinle r ot abile ad un uso che nou era !'tato previsto.
RlVlSTA DI•: L SER\"JZ!O S \ X I T,HllO
l~
C.CERIIA
4 13
Questo treno è composto di nove vetture interromunicanti della. Compnguis., l unghe ciascuna mt>tri l ~.47 dietro i re-.;piup;enti. Cinr~ue fòono adibite ad oso -<a le, ciascuna con venti letti; un'altra ad uso farnr:v•i11, con 1mn !>ala operatoria ecc.: due altre sono destinate al personale med ico, n~li inf<>rmie ri !'d ai domestici. con tutto il materiRle nece.;o;ario: la nona. c una vettura ri:-rorante di l" classe Hrredata. ad U!'O refe ttorio e dormitorio per il personale HlnUUlantt>. Que;;te Vl'tture sono state tra<:formate in brevi.,c:imo tempo Originariamente crnscuna vettura per feriti era una vettura mista di s• cln«c;e - a tre scompartimenti - con scompartimento hag::~r;li . La d i!<posiziono interna è stata rimaneggiata, tu t te le parti fissate, ad eccezione d ' un pnio di doppie porte in corrispondenza dello :wompartimen to bagagli. I letti sono disposti ,.;u c;olidi montanti eli legno fi«c;ati sulle pareti lunglw, a. distnnza rO!l \'eniente. ed in modo d11 poter es;;:ere applicaLi contro la paretP (quan·io non si usano) e!l abbass•1Li per dic;porvi l'infermo. A questo modo vennero disposti dodiri letti, lmrglri metri 1,9~L per m<>lri 0,762 (in tre gruppi di due letti sovr:lpposti per pnrete lunga) nello scomp:ntimonto Jliù lungo, c·d altri otto {iu ùue gruppi di due letti sovrnpposti per parete lunga) nello scompartimento hagn~li . R nùiatore n vapore per il riscaldamento, corridoio centrale di metri 0.7G. becchi a gas con fiamma attenuata da uno schermo, tendine verdi alle fine::tre. ~nbinf't.to di t oeletta ingrandito con pavimento ricoperto di lastra. di p iombo. mentre nel r esto della vettura. è ricoperto da un rivestimento di linoleum: tutte le pllreti interne sono ricoper te di smalto binnco, co«iccbè l'insieme co">tituisce un nmuiente pulito e tranquillo. In un11 delle vetture, qunttro letti sono da">tinati per ufi1ciali. L n Tettura-f11rma cit\ è per molti rispetti la. più interessante del treno. E costituita da cinque scompartimenti in comunicazione con il corridoio laternJ e. L a. biancheria pulita occupa un'estremità, la sporca l'opposta della vettura; il re-;to
comprende: farmacia, sala operatoria ed un ufficio. La sala operatoria ba il suolo e l e pare ti fino ad una cert.a. altezza rivestiti di lamina di piombo, ha porta scorr evole, è r iscaldata a vapore come il resto del treno. La vettu r a - ristorante è convertibile in dormitorio per la not tE>. Abitualmente contiene quattro tavole per parte con due sedili per ta.voln.. Qu~tndo si vuol trasformare le tavole son ripiegate, e sui sedili s i dispongono appositi telai, sui quali si sten dono i due cusciui della vettura con un terzo interposto fra queo:ti, per modo che s i ottengono dei comodi giacigli. L11. cucina non è stata modifirll.ta. Le r.rasformRzioni delle ri manenti clue vetture sono molto interessanti. Sono v etture miste a corridoio laterale, lunghe metri 16.24, con tre scompnr timenti di s• cla'lse, d ue di l" ed uno per il capo tren o. Gli scompartimenti d i 1• classe sono desti nati, nella. vettura. c he sta a ll'estremità. del tre no, ai medici ed agli in lermie r i, quello centrale di 3 3 resta. quo.l'è; dei due a ltri, uno funge da. dispe nsa. e l'altro da mag~zzino. Quello d el capo treno è diventato un ufficio. \i ~<i p oso:;ono installn re anche dei letti. L'altra simile alla precedente serve come magaz,dno e vi si po!=!sono dis1>orre a nche letti. Croce di Ginevra. molto a ppar iscent e dipint.a. su ogni vetturn, da ciascun lato. Iutercomunic11zione fra le d iver!'e vetture con piattaforma e passnggio coperto. Aereazione, ventilnzione e riscaldamento, perfetti. A bbondante provvista. d'acqua. Segnale d'allarme e telefono da un capo all'altro del treno.
E. SuLLTOTTI.
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RI\'ISTA IJEL SERVIZIO SANITARIO IN GUERRA
ALBJ>RT MouCI!ET, - Oli ospedall tedeschi a Cambrat. - Impressioni della infermiem signorina M . Schwab. - (Pa1·is M édical, 1915), Dopo la battaglia di Cambrai - 26 agosto 1914- i Tedeschi presero posses~o degli ospedali 01·ganizza.ti della città, i quali non avevano an~ora funzionato, ag• giungeudoveue poi degli altri col crescere dei bisogni. Essi vennero divisi in tre categorie: 1o I Feldlaza1·ett, specie di .. mbuhtnzn cui era annesso un deposito d1 spedati; 2° I Krie,g.,[azM·ett, ospedali di sgombero. Bo Klappenlaza.1·ett. dove i feriti godono gin d'un certo con{o1·t. D'altra parte questa divisione non era assoluta; di preferenza si opera. n\ in -questi ultimi, ma. in caso di urgenza, spesso si amputava anche negli altri due. All'inizio del meso di ottobre vennero creati due nuovi ospedali per ri covero di numerosi tifosi, uno da 200 e l 'altro do 150 letti, mentre prima g li all'etti d~t t ..le malattit• venivano ricoverati in una. veutina di letti annessi all'ospedale mi· l1tare locA.Ie. Le difficoltà mA.teriali fucero rinunziare a l bagno, e il trattamento di questi primi tifosi si r iduceva alla dieta liquida (latte, brodo...) ed agli impacchi umidi; come 1uedicina, il colargolo. L'esame del sangue si faceva regolarmente. I tifosi erano tutti tedescb i, mentre la popolazione civile venne risparmiata. Il personale di questi ospeda.Ji em numeroso, scelto e attivo, UJa a uno spirito critico poteva apparire superiore ai reali bisogui. Per cui non è fuori luogo rilevare, che questa forzi\ d'organ izzazione tedesca tanto va.ntatl\1 non è esente da. inconvenienti. LA. divisione del lavoro spinta. all'estremo suscitava spl'..s,;o dei conflitti di r espousabilità spiacevolissimi. E q ui l'A. condisce con un granello di sale attico, l'episodio di un'evacuazione di un ferito inviato su ccessi\·amente a dodici ufficiali medici dilfereuti, i qua li, ciascuno per suo conto, scaricavano la respon· l'abilità dell'esame sull'altro l E soggiunge ~he !11. tendenza gennanic11. a prender papere non In cede per niente alla nostra, ciò che non è poco! La maggiot· ·parte degli infermieri, negli ultimi•tempi, veniva. inviata a l fron te e sostituita con ele menti tratti dai feriti convalescenti ed ancot·a deboli. Così pure si vede\•ano squadro della. Croce Rossa A.ttendere alle istru?.ioni militari nei pubblici giA.rdioi. L e infermiere applLrtonevauo generalmente agli ordini religiosi: diaconesse o suore di Mri tà. Vi emno anche del le volontarie della. Croce H.o:;sa.. Tutte hanno assistito con amore i nostri feriti, e ciò non ostante hanno lasciato a. Ca.robrai un ben triste ricordo E:<se veniva.uo confuse con quelle orde di donne, anch'esse vestite col costume della Croce Rossa, che di tempo in tempo visitavano la città e vi organizzavano iu grande il ladroneccio, rlegne emule di molti ufficiali, ai quali ù'altra parte distribuivano con molta liberalità i loro favori. Il servizio, grazie al numeroso personale, non era gravoso, ma contuttociò i feriti inglesi ed i coloniali in genere erano spesso trascurati. Vi era poi un punto nero (che in pa1·te perdetto della Sul\ gravità n egli ultimi tempi), cioè l'alimentazione de i fet·iti . All'ospedale ruilitl\r~ il regime tra il seguente : mattino - caffè nero, pnne n ero; a me<~.zogiorno- zu!Jpa con uu pez· ~etto di carne irrisorio; alle sed ici caO'è nero; alla. sera- crostini di pane uero con sugna. Per i ferit1 d'importanza si facevano due piatti in aggiunta. : del brodo e del cA.cao senza latte.
RIVISTA UEL SERVIZIO SA:SITARIO IN OUF.RRA
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Al Kriegslazarettsi distribuiva: al mattino - cnffè nero e pane; a mezzogiorno zuppa e lesso; alle sedici -caffè nero: alla sera - zuppa. Solo nell'ottobre 1914 si cominciò a fare qualche piatto special& per i feriti più gravi. Quanto ad assistenza si faceva il possibile, ma si mancava d i tutto. I primi :\rrivati avevano spedito in German ia tutte le vesti di ospedali' e tutta la. biancheria. Durante due mesi i feriti erano difesi a letto dalla sola loro coperta che non venne mai disinfettata. Questa forse è la causa dei numerosi casi di cangrena o di setticemia che si verificarono all'ospedale. I sa.cconi dei teta.nici e le vesti troppo sporche venivano normalmente bruciati. Il provvedimento era eccellente, ma sfortunatamente servi spesso di pre· testo al furto organizzato. In un dato momento tutte le unifortni e bia.ncberie degli Inglesi e dei Francesi feriti erano, per così dire, bruciate e nel tramestio sparivano anche i portamonete, ma gli ufficia.Ji chiudevano gli occhi. Nel mese d'ottobre incomincia.rono ad apparire i pidocchi ed altri para.ssiti, importati dai feriti irlande&i, gente avvezza ad una estrema pulizia, che forse venivano dall'aver occupata qualche trincea tedesca. Il flagello andò man mano -
~:~vilupptt.udu:1i.
I treni ferroviari sanitari èrano perfetti, ma erano casi rari l I feriti venivano trasportati in tatti i modi, anche con ca.rri di 4• classe e senza. paglia! Si cominciò a sgombrarli il piò pres to ed il più lontan<i possibile, ma in seguit.o l'affiutmza era tale, che anche feriti molto gravi restarono sulla paglia per lo o 20 giorni. · · Sui met.odi di medicatura regnava una certa confusione di vedute e parecchie volte ho assistito a delle vivaci d iscussioni tra medici francesi e tedeschi. Il materiale di medicatura veniva requisito grezzo sul posto e fatto poi preparare dall'officina del dott. Bompard. I medicamenti invece venivano dalla Gcrm" nia. Per le medicature ordinarie, non si praticava la bollitura. dei ferri, ma s i immergevano nell'alcool a 900. Le emorragie ribelli veniva.n o frenate con iniezioni di siero gelatinato. Le fialette di morfina in uso erano di 2 centimetri cubi, mentre quelle per una. iniezione preventiva di 11iero antitetanico erano di 6 centimetr i cubi; di q nes~e erano scarsamente provvisti. Un giorno per 1200 feriti vi erano disponibili tre sole fiale! Le disposizioni preparatorie alle operazioni erano ridotte al minimum. Non analisi di urine, nè di feci; amputnzioni eseguite s u pa;r.ienti che pure prima avevano mangiato, e ciò non ostante non si ebbero accidenti da cloroformio (venne a o.onoscenza di soli due oasi di morte). Di una ventina di cAAi di tetano l'A. ne ba visto guarire SE>tte Questi oasi apparvero 10 o 12 giorni almeno dopo la ferita. Ma questa regola è lontano dall'es· sere infallibile, perché anche f ra i oasi a lento decono si ebbero molti morti. Il trattamento era vario Qualche raro caso è stato trattato col siero antitetanico ad alta dose, altri col cloralio -12 a 16 grammi per giorno-; altri sono stati abbandonati a loro stessi. Due medici preconizzavano le medicature col Maslics, una specie di agglutinalo con il quale si ricopriva la ferita implaoandovi sopra poi una compressa di garza che finiva per aderire. I risultati però di questa medicatura non si pote• rono apprezzare perché i feriti venivano sgombrati. La medicatura era di norma secca, raramente umida; si rinnovava ogni 2 o S giorni, salvo nei oasi di grandi suppurazioni.
TII.\"J-<TA DEL SERV l ZIO
'>A~TT.\1:10
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GCEIHl A
I molti ca.>i di d is~~nteritt, durante i me<; i di ngo;;to e scttetnhre vennero trattati ron bi;;muto e oppio.
*** SPbbene n on drl tutto sce\'re da un nnturnlc ;;~ntinwnto di pt\<>:<ion<• per la Francia sua pRtria (la intdlig;entissima infenniPra è re -tuta prigioniera all'o"pcdal(' di Arras), le noti ~ir l'ngacemente rnrcolte ;:;ull'ot·gA.nizzazione del servizio sanitario t<·desco dimo~trano rhp non ostante una pt·.. parnzione mi tllt7.iosa appr<'•tata da lunga mano, le e~i!?;ett7.e della guerm comlmttut'\ hanno c-apovolto og-ni po~sibi l l' pre;isiorw e TO<'S"o i feriti nello più doloro,;e conlingPn7.e di ahbandono, scn7.a che la complicata e d ilig<•ntt' ore;aniz7.azion!' sia r iuseita a pamrne le pietose conseguenze ~Y il ~wb sole nol'i I
E . S!.:t:.I. IO'I'Tl.
U fflctaU In servhlo permanente.
R. clecreto 15 ap1·ile 1915. Vincenzo, tenente me•lico 10 artiglieria fortezz11. (Sl.<:<ledtO). - Collocato in aspPttaliva per infermitil temporn.nee non provenienti da ~au:"é di servizio per sci m~si.
As:q; :-;ztATA
R. decreto 2 ll!ri!J!fiO 1915. BAHBATELCl cav. },'l/ore,
colon nello medico direttore sanità V corpo hrmnta. Esonerato dalla carico controi ndicata e collocato a dispo;;izionc del Mi nistero della guerra dal 21 aprile 1!l15 a sen.<o del disposto dal n. l del R. <h'creto 15 novemb re WU, n. 12-l~ (comandato d irPzione san ità V corpo armat a ). CAvrCCUIA ca v. FI'G11CPSCO, id. d irettore ospedn.le Genova. - I d id. e nominato direttore sunit:\ del V corpo arm a ta (comandato os pedale Genova da.l 1• maggio 1915). T ESTI cav. Prance:>co, colonnello med i~o dirett ore ospedale Firenze. Id. id. e nomi nato direttore ospedale Genova dn.ll0 maggio 1916, continuando a prestar servi zio in Li bia. FARALLI cav. Celestino, tenente colonnello medico id. id. Livorno.- Promosso colonnello m edico e n ominato direttore ospedale F irenze, con anz ia.nit:'. 30 a· prila Hllo e con decorrenza assegni dal 1° maggio 1915.
:UOVIMF.NTI A VVF.:>UTI NEL CORPO SANIT. E NEIJ PERS. FARMACEUTICO
417
RosA cav. Michele, tenente colonnello medico direttore ospedale Caserta. Nominato direttore o!'pedale Perugia dal 1° maggio 1V15. DARt~ cav. Vitun·io, id. id. Verona. Id id. Livorno dal 1° maggio 1915. BEVJLACQUA cav. Amleto, capitano medico R. corpo truppe coloniali Eritrea. Collocato a disposizione del Ministero colonie percbè destinato ad assumere un incarico civile nell" colonia Eritrea dal 1• maggio 1916. RiCCI Gastone, tenente medico in aspettativa per motivi speciali per un anno. (R. decreto 9 luglio 1914). - Trasferito in aspettativa per riduzione di quadri dal 1° maggio 1915 a senso del R. decreto n. 64 del 28 genMio 1915. RICCI Gastone, id. id. per riduzione di quadri a Firenze. - Richiamato in servizio dal lo maggio 1916, con decorrenza per gli assegni dal 1° maggio 1915 e destinato al 13 fanteria. VANNOC01 Ql."intitia, id id. pet· infermità temporanee non proveuieu~i da. cause di servizio per un anno. (R. decreto 8 dicembre 1915). - Trasferito i'n aspettativa per riduzione di quadri dal 3 maggio 1916 a senso del disposto dell'art. 19 del regolamel}to per l'esecuzione della legge d'avanzamento VANNOCCI Qttintilio, id. id. per riduzione di quadri a Siena.. - Richiamato in servizio dal 3 maggio 1915 con decorrenza per gli assegni dal 16 maggio 1!)15 e destinato 62 fanteria. RIGHI Albe1·to, capitano medico in aspettativa per infermità temporanee non provenienti da cause di servizio per sei mesi. (.11. decreto 13 agosto 1914). L'aspettativa di cui contro è prorogata per sei mesi dal lS febbraio 1916. Ooor Oddone, id. id. id. id. per quattro mesi. (R. decreto 8 dicembre 1914). Id. id. per un anno dal '3 aprile 1916. DE
Deter-minazi()Tie ministeri.ale 1° magg·io 1915. CASAPINTA cav. Giovanni, capitano medico a disposizione Ministero colonie (R. corpo
truppe coloniali della Libia). - Cessa di essere a disposizione come sopra ed a ssegnato legione Palermo dal 1° maggio 1916. C I TJi:f,LI Alessand1·o, id. fuori quadro a senso R. decreto n. 1262 (comandato 62 fanteria.) - Gessa di essere fuori quadro e di eAsere comandato come sopra e col locato a disposizione del Ministero delle colonie per il R. corpo di truppe coloniali de lla Libia dal 1° maggio 1915. DEMEDlO Artu1·o, id. ~ fanteria - Collocato fuori quadro a senso del R. decreto 15 novembre 1914, n. 1262, e comandato 8 fanteria dal 1• maggio 1915. NocE Giovanni, tenente medico l artiglieria fortezza {costa). - Trasferito 89 fanteria. R. d ecreto 6 maggio 1916.
cav. Paolo, maggiore medico in aspettativa, per infermità temporanee non provenienti da cause di servizio, per uu anno (R. decreto 19 maggio 1914). Trasferito in aspettativa per riduzione di quadri dal 10 maggio 1916 GRADO cav. Paolo, id. id. in aspettativa per riduzione di quadri a Palermo. Richiamato in servizio effettivo dal 10 maggio 1915 e destinato all'ospedale militare Palermo, con decorrenza per gli assegni dal 16 maggio 1916. DocCESOIH cav. Modesto, id. id. ospedale Venezia. - Collocato in aspettativa per infermità temporanee non provenienti da cause di servizio, per sei mesi. GRADO
'1.7 _
Gim·nale di medicina miiUm·e - Fase. V.
418 MOvnt ENTl A\'VENt:'l'l NEL CORPO S..!.:'\l'.r. E NEL PERS . F ARMAOEUTIOO Detern~inazione ?llinisle1·iale 6
maygio 1915.
MO:-<TELr:uNE Vincenzo, t enente medico 12 artiglieria campagna. - Collocat o a dispo:;izione del Ministero delle colonie e trasferitn n el R. corpo di t ruppe coloni;tli della Tripolitania e Cirenaica dal 16 maggio 1915. C.\TAPANO Edoa7'1lO, id. id. ospedale Geno \·a. - Trasfe r ito accademia militare. Ai capitani m edici, inscr itti nell'(tn n>taJ·io militare con anz iani tà 16 giugno 1907 fino al capitano medico lt1Z 1 Lniyi incluso, è conferita la qualifica di pri mo capita11o medico con le indennità e le a ltre concessioni previste dall'a rt. 3 del R decreto 28 marzo 1Ul5, n . SJ!:J1 " decorrere dal 1° a p rile W15. U. dec1·eto 9 magyio 1915.
OGGIA!\0 cav. Gio1:anni, t enent e colounello med ico, direttore dell'ospeda le militare Padova - E sonerato dalla carica sopra indicata e collocato a disposizione Mi· nistero guerra dal 10 maggio Jùl5, a soo~o dell'art. 2 del R. decreto n. 6.! del 2tl gennaio 1VJ5 «o comandato ospedale Verona. B URAT1'1 Aristicl11, capitano modico 3 artiglieria for tezza . - Colloca to in aspett ativa per int'ermitll temporanee non provenienti da cause di serv izio per tlll anno.
R. decreto 13 fllOY,<JiO ll>15. I seguenti ufficiali medici sono promossi al grado superiore con anzianità e con deconenza per gl i a ssegni dal 16 magg io 1915 e con la destinazione per ognuno indicata: Maggiori medici promo~si tenen t i colonn elli medici : MAJW;'J cav. El'neslo, ospedn.l e Cag li11.d. - Con tinua come contro. cav. Vincenzo, a disposizione ?.Iinistero finanze. - Id. i d. Pu;mcaANNI cav. Vinct•n,.zo, ospt>dtale Chiet i. - Id. id. Mo~IIIELLO cav. Ernesto, irl. Milano. Id. id.
SPINA
Pr imi capitani medici promoss i maggiori medici : IAcoxo Ft·artcesco, ospedale Ancona. - Continua come contro. A:>~:>ARA'J'u:>~Jo.: cav. Carlo, collegio Roma. Id. id. (a scelta). PAYtA Calima,t, ospedale \ 'er ona. - Id. id. MmAGJ,I.\ cav. Eustacchio, lU fanteria. -- Dt•stinat o ospedale Verona. Tenenti medici promossi capitan i medici :
Achille, ospedale B rescia. - Continua come contro. VIUGIA~O A//'?'edo, 7 alpini.- Do~tinato 42 fanteria. NocE Gio1·anni, 89 fanteria. - Coutin ua come contro. FEIU!ARI Gio,;anm', lancieri di Novara. - Destinato la ncieri di Vercelli, GJu!.LO Gi1·olamo, 10 bersaglieri. - I d. Go fanter iR. COUI, JATI-DEZZA Giuseppe, ospedale Roma. - Id. ospedale Ancona. Plc,\ZJU Antonio, 10 artiglieria campagna. - Id. 16 fanteria. Pf:HII,LI Giot·anni, 2 granatieri. Id. 3-1 id. A RA
I PrOI.ITI Anwlclo, 6 genio (battl.glioue R oma). -
Continua come contro.
MOVIMENTI AV~YEXUTI :SE COR PO ~ANIT. t-: NEL PERS. FARMACEUTICO
419
MtGm:m Francesco, 2 artiglieria campagna. - Destinato ospedale Udine. BtxAGRJ Alberto, r.1·tiglierin. a navallo. - Td 33 fante1·ia. CollC!OSI Corradino, ospedal e Caserta Id. cavallt•ggeri di Palermo.
Deteru1inazione miuisteTinlP 13 ?lla!JgiO 1915. BERXARD! Lttigi, capitano metlico J2 fauteria. - Tmsfet·ito o~pedale Genova. BARZOTTI V iltceuzo, id. 81 id . - rd. 3 fortezza (costa e fortezza). DELLACHA Giu$eppe, id. 33 id. - I d. 50 fanteria. Rossr A 11tonio, id 16 id. - Id. ospedale Caserta. SOGNO Armando, tenentfl medico ospednle Torino. - Id. 24 fanteria.
R. dec1·eto 16 maf!gio 1915. P ,\STOnELLO cav. Liborio, maggiore medit"o ospedale A ncona. - Collocato in aspetta t iva per i nfermità temporanee non provenienti da cause di servizio per u n anno. lL~RDIA CCr .;"\{ario, tenente medico cavn.lleggeri di Saluu:o. Di&pensato dal servizio permanente per sua domanda, inscrilto col suo gNdo e colla sua anzianità nei r uoli degli nfliciali medici di complemento ed as.;;egnt\to distretto Roma dal 1° giugno 1916.
R. decreto 20 ma!l!/io Hl15.
cav. 1lfau1'izio. colonnello mf'dico direttore sanità I corpo armata. - Esonerato dalla carica soprai:HliC"ata, colloc:oto a disposizione del Ministero d e lla guerra dal 16 mng~io 1915 a senso dell'art. 2 ùel R decreto 28 gennaio J!)l5, n. ol, e comandato direzione sanit;l I corpo arma.ta. TR<;T J cav. Franr.esco, id. direttore ospedale Genova. Td. id. id. e collocato fuori <tuadro dall6 mngt;io 1\:115 a ~>o>nso del R. decreto 13 maggio 1~15. n. ù21, continuando a prestare servizio in L ibia. VtYALDA c11v. Carlo, id. id. id. Torino. - I d. id id. e nomin,.to direttore di sa· nità militare I c01·po armn.ta dal IG mnggio Hllo. B I.Io:sm.ro c a v. Lorenzo, id. iri. id. Bari. - Td. id. id. id. id. ici. VIII id. dnl lH id. e coman dato osperlale B ari. SA:SGvi NETI cav. Gi01·anni Ca.rlo. tenente colonnello medico d1rettore ospedale Udine. - Promosso colonnello medico, nom i nato di•·ftto re ospedale Bari, con a n zianit/\ e con decorrenza per gli as;oegni dal 16 maggio l!Ho e coman dato ospedale Udine. SA:SDRETTI ~av. Enrico, id. id. id Cagliari. - Id. id id. id. id . Torino, id. id. id. dal 16 id. e comandato ospeònle Cngliari. :\!ARROCCO r.n.- . Achille, id. id. fuori quadro per infermi tè. a senso del R. decreto n . 64, del 28 gennnio 1915 (comandato ospedale 1\apoli). - Id. id. fuori quadro, con anziaoi ta e con decorrenza p er gli a!;;;egni dal 16 maggio l\H5 (continuando comandato come sopra~. RIMA
.J.2l)
~I OVJM~::\TI A VVEXUTl SEL COI" PO SA Nl'l'. E :\l{L PERS. FA R~!AOEUTICO
J)Et.LA VALt.lll
cav. F•·anee:~co, tenente colon n ello medico, capo sezione Min istero
guerra (incaricato). - Promosso colonnello medico, collocato fuori quadro a senso del R. d ecreto 13 maggio 1916, n. G:31, con am:ianitù. e con decorrenza per gli assegni dnl Hl maggio 1016 e comandato Ministero guerra. VlTTA orNI cav. Camillo, id. direttore ospedale ~fes->ina. hl. id. e nomiuato dir ettore ospedale Genova, con an?.iauità. e con decorr.enza. per gli aS-;('gni dal l G id. e comand!l.to osperln.le ~h·ssi11a. F u u,o:-<1 cav. Adeotlalo, id. comando corpo stato ma~giore. Iù. id. collocato fuori qu11.dro a ~enso del R . decreto 13 maggio 1915. 11. 621, con anzianitl't e con dec01·renza. per gli assegni dal l(; id. e comRndato comando corpo di stato maggiore. GunGù cav Achille, id. ospedale '.rorino. - Nominato d irettore os pedale Cagliari dal 16 iò. e contando.to ospedale Torino. PEHRGO cav Vi!t01·io, irl. id. Mil!tno. - Id. id. id. Udine dall6 id. e comandato ospedale Milano. An&ru cav. l'illorio, id. id. ospe.lale Savigliano. - Nominato direttore dùll'ospedale militare Me~sina dal 16 ll1Rggio 1D15 e comandato ospedale Savigliano.
R . decreto 23 maygio 1915. CAFARO L'i'fcola, capitano in o.~petto.tiva per infermità per quattro mesi (R. de· creto 2n novemhre HJlf•). -
T•·asferito in a«pettntiva per ridu~ione di IJUR<lt-i
dal 29 marzo 1915 e ri chiamato in o;ervizio ell"ettivo dal 29 marzo 1915, con decorrenza per gli assegni dal 1° aprilo 1915 e dost.inato ospedale Genova.
Farmaol1ti mWtarl. R. decreto 25 feòbtaio 1915. PIRAINO Stefano Giova11ni, farmacista militare in aspettativa per infermità . Collocato a riposo a sua domanda per infermitll non proveniente da. causa di servizio, con decorrenza d a l 1° marzo l!Jl5, e nominato cavaliere nell'Ordine della Corona d'Italia. Decreto mi1~i.~teria/e 28 ma·r zo 1915.
I seguenti farmacisti militari di 2• classe sono promoss i alla l" classe a decorre re per gli assegni dal 1° marzo 1915: FARI:<A
.Felice, ospedale militare eli Firenze - SAVINO Vito, id. id. Bari farmacia c~ntrale militare.
MELLO dott. Con·ado,
Uffiolall In po1lzione 41 • ervlzlo au11Uarlo. D eterminazione ministeriale 1° maggio 1916.
CtPRlA:->0 cav. Lui1;i, tenente colonnello m edico, distretto Livorno. - · Trasferito di.~tretto Palermo, per cambio di residen7.a.
1lOVIM~NTl AVVENUTI NEL COHPO SA~IT. E ~EL PER..'>. FAR~IACEUTIOO
421
Deterrnhw.zione ministel"iale 6 magyio HH5. Benedetto, tenente colonnello medico. rlisttetto Roma , in servtz to deposito allevamento cavalli P crsano. Trasferit.o i n servizio ospedale Cagliar i
L EvSAROI cav.
R . d ecreto 9 waggio 1316. I seguenti ufficiali i n po;:izione ausiliaria souo !Jl'Omossi al grado superiore:
Colonnello medico ptomosso maggiore gcnemle medico: St;SCA cav. Domenico, distre tto Bari. Tenente colonnello medico promosso colonnello medico : Orlando, distrE-tto Firenze.
CHERt;I3INt-Gt..\)lllAROl\J cav.
Ma ggio ri medici promossi tenenti colonnelli medici: - SCI.AVIJ cav. Luigi, id. Cuneo -CuS ANI cav. l•fa?·tino, id. Torino SuLLfOTTt cav. Efisio, id. 'forino- Tt;CCI cav. Filippo, id. Perugia.
I~FELISE cav. Gi11s!!ppe, distretto Catanznro
Determinazione ministeriate 20 maggio l l.l1o. f;ULLI OTTI cav. Efìsio,
ospedn le Torino. maggio 1!116.
tenente colonnello medico distretto To rino, in ser vizio Trasferito in s ervizio ispettorato sanità militare dal 12
Unlolall di rt.erva. Determinazione minisleriale l o ?ILa!J!JiO 1916. MALEti.\.!U
Lui{;i , capitano medico distrotto Verow~ -
F osTAXA l!."icf)iò, id. id.
Trapani. - J nscritti fra. gli ufficiali indil'poni bili del proprio distretto. ÀNGELETTI Ann ibale, id. id. Alassrt. Trasferito distretto Firenze, per cambio di res idenza. FERRA~TE JJiagio, id. id. Cosenza. - Id. iJ . Napoli, id. id.
R. decreto 9 maggio 1915. I seguenti ufficiali di ris erva sono promossi al grado s uperio re: CITA~"NA
Tenente colonnello medico promosso colonnello medico: cav. Nicola, distretto Catanzaro.
Maggiori medici promossi tenenti colonnelli medici : QuiRICO cav. Giovanni, d istretto Roma - Lu<:CJOI.A cav. Gio. Giawmo, id. Bari QASSl cav. Francesco, id. Bari D ' A 3IAT O cav. Carmelo, id. Salerno - TAPPA•
422
MO VHtF:~Tl AVVENUTI NRL CORI'O SA XlT. E NR L P ER.'>. FARMACEUTICO
ntsr cav. Cesa1·e, id. L ecce - I o niO cav. Luigino, id Campobasso- BOGJ Er· nesto, id. Lucca - CAc<.:IIIo:-IF: ca v. .F'rancesco, id. CampobASso - B.~nOONJ cav. Attilio, id . Genova PA"C'AI.E cav. Albe-l'lo, id. Na poli TRWER~t cav. [;~>opoldo, id. Arezzo MF.L~~ cav. Ascanio, ii. Benevento - DET· TORI cav. Anyelo. id. Rassn ri :-ìTI('<JO cav. Antonio, id. P erugia .
Tenente medico promosso capitano medico: M&Llil
Gi01·anni, d istretto Foggia.
:RICOMPENSE
al valor militare ed onorl8oeuse •uppletlve \)er la oampagna dl guerra tn Ltbla.
n. d,ec?·efo 22 apl'ile 19 15. "llBDA OLTA D 1ARGEXTO.
ln conwmtazione della medaglia di ln·onzo già conferita. T!Jino, da Palomba ra ~A.biua (Roma), tenente mediro 52 reggim ento fan• t eria. SANNA Attilio, da Ozieri (Sassari), capitano medico 89 r eggimento fanteria . Onr.ANl>J Yi1t0, da Veronn, sottotcuente medico 6:1 reggimento fanteria.. IxGilA\"ALJ.E Alfredo, da Ro ma, tenente medico 82 reggitnento fa n tel·ia. . F OH'r l
~fimAGJ.IA DI
BRON%0.
ln conwwtazione dPl/'Pncomio solenne già conferito.
To~, A~I-:LJ.I Vito,· da. Nicolosi (Cat!~nin), tenente med ico sezione sanità da moutn!-(nR. Danle, dt\ Bagni Sa,n Gi ul iano (frazione Asciano) (Pisa), tenente m edico 8 reg~imento ber.~agl ieri. S<.:OTTl Di UCCIO Domenico, da Napoli. I'Ottotenente medico di complemento 8 reg· gimcnto berRaglieri. BARTO I.ONE Gioacchino, da Castror eale ( ~fcssiua), sottotenen te medico di compie· mento 8 reggimen to bersaglieri. :->AJ.YATOIIE f,ui_qi, da Rapino (Chi!'ti), sottotencn te m edico di comp lemento. S.uJA l'aolo, da ::\fcssinu, tc•uent.e med ico. flAnTo l'ilto1·io, da Vigevano (Pavia.), cnpit><no medico 5 reggimento alpin i. TA:>GIIflli\0::\I
R . di'creta 22 aprile l !J l u. LosoAt.zo
Vito, da Marsico X uovo ( PotenzB), maggiore medico.
lCO\"JY ENTI AVVENUTI :SEL CORP O SAX IT. E N~:L l'ERS. FARMACEUTICO
423
Ol'iOBIFICEliZE SU.PPLETIVE oonoeaae in oonalderasione eU apeolaU benemerenzE: acquistate aul teatro della guerra in Ltbla.
R. decreto 9 maggio 1915, di mole p ropì"io d i S . .l'lf. il B e. Ordine d e lla Corona d ' Italia .
Cavalieri. PIAZZA
Beniamino, capitano medico 6 reggimento fanteria. Piet:ro, capitano medico ospedale militare Udiue.
lliLABARBA
Defunti. PALTRJ~"'ERI cav. Um.bertc, maggiore medico direzione sanità VI corpo arma ta. - :\!orto a &logna il 13 aprile 1916. RUFFA cav. Luigi, maggiore generale medico nou più i nscri tto nei ruoli Id. a Milano il 13 maggio 1916.
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= =-=--=='""===-== = = = = = Il Diretto r e CLAUDio SFo» "•
•.....,., tenente generale medico
(~)
R oma, t9t5 -
Ttp. E. Voghera.
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~t·dat..Lorc
ARTURO CASARINI, capitano medico
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Lo egomb~ro degli amn.slati o fe riti in guerra. M... moria premiata al concorso Riberi. Un volume di p11g. 276 con molte Bgure . L. e tavol<> gmf:ichG. - Roma, 1905 'C.&UJUNI. La fatica nella vita militare Memoria premiata nel con <·on!O Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 IJgure. - Roma, 11l08 . . • Io. - l.e malattie e gli infortuni nella vita militare. Memorie premiata al concorso Ribori l 906-IIJU6. Un volume di pag. 402 con tavole gra6ohe e etat!eticbe. - Roma, 1908 , CUe.&lfL Eaposizione sommaria deU'ord:oamento e funzionamento del eervizio eanhario in campagna pres~o l'aeercit.o italiano. - Rom11. 1906 . 1 Dz C'EeA.BE. - Studio euUe noediaatiniti (mediastiniti Ruppurative, Mce~;so mediaetinico~ - Roma, 1900. Un vol. di pag. 144 . • HYBTL Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguag~io anatomico. Tradut.ione libera italiana dei dottori C. PaBTTJ e C. Sroau. Roma, 1884. (Edit.ione rara) Le /eriù cawote do/le armi do guerra. Sintesi della relazione aanit.aria Kugli eserciti ted68Chi durante la guerra (ranco-germanica 18'70-'71. - Roma, 1889. Uo volume di pag. 348, prezzo ridotto. •> !d.&N.&TliA. Rtud.ìi ~torico-critici aulla meningite C8rebro-spinal<' epidemica io Jtalia e particolarmente oell'eeeroito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto • S.&UlURI. Le lesioni t1 .tumatiche dei centri nervoei. Memoria onorata del premi.1 Riberi. - Roma, 1900. Un \•olurue d1 pag. 320. Prouo ridotto . • 8roBu e GlOLlARELLl. - La maloria in Italia. Opera onorata del 1° premio al concoreo Riberi. Un volume con '7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1885; p rez.zo ridotto. 1 To•zu.nu. - Delle malattie più frequentemente simulate o provocati! dagli inR<·ritti. - Homa, 18'75 . Cus.&Nl. Guida del medico mihtare per le eserc itazioni pratiche sul servizio eanit,.rio in campagna » Baii.IUBl>O e BBBZZJ. -
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GIOR-N ALE Dl
MEDICINA MlLlTARE Direzione e Amministraz: Via Venti Settembre (Paiano del Ministero della guerra)
ùON.I HZIONI IH AimON ..UU;N'l'O. 1• Il Giornale di medicina militare ;;j pubblica l'ultimo giorno di ciascun mPse in fascicoli di 5 fogli di stampa. 2° L'abbonamento e annuo e decorre dal 1° gennaio. a• Il pt·ezzo dell'abbonamento è:
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GIORNALE DI
MEDICINA M-ILITARE Pubbli cato dall ' Is pettorato d l San it à milit are Glornal •
Giornale di Mediolna milllare : 1801· 1884 mtJdlco etei Regio Eeercito • della R esia M arina t t 8 86 '8Q& Giornale modico del Ro110 Eoorollo : t8Q6-HI07
ANNO LXIII - 1915
FASCTCOLO VI
30 GruGNO
SOMMARIO •
1: M O a l lE O a l Q l N -' L l .
lern~~eel. - Della Tr1""11 l' anno t~u '"" tanta e dello stato sanitario ()el corpo d' occupazione rlurpn te • con eeonl aun• opern de{l:li ambulatori per lnrligenl, ret tJ da mc·llrl militari p,,g. 1~5 ktHII
C4SCISTICA CLINICA. - Reato d'lnsubordlnaalone commn~o dal soldato X del 30" reggimen to ranuri~.
471
ai'II'I·T~ •• GleaJW&I. I IT-'LI&I'fl IEb Eii!ITERI. ( Y. l' Indice rae/1' inltt·rro ddla enperlina) ~Q!--
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Dl~ E:ZIONB lllD A.\OllNISTR AZl O N H
IlA · P••·- d
~o al M.1nl8tuo deUa Gnura. VI& XX Sflttulb~- ROMA
Per le '•ttrtl ·~ • Mrvllfo - Roaa :;'' di ~oltà rlvofterel dJreLtame ote all' Unlola delegato 1 tale 1 ' Coadotti, n. 91 - Teletoao 1106.
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INDICE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RIVISTA DI MEDICilfA. Rttter. - Contenuto linfoeitleo ed albumlooso dello sputo
• Pag.
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RIVISTA MIWICA. Pierre Marie. -
La eromo-sl~ro-dingoooi dell'emorragia eerebr.1le . RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE.
G5._1 u. Spar•a•n. -
Cun della tubercolosi chirurgica con la tobereolo-muelna Wele·
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RIVISTA 01 CHIRI:RGI A 01 GUERRA.
m
Marrnuuke Shelld. - Sul trattamento delle ferite settiche Trlgonotl. - Gangrt'na gas.;osa e congelazioni . Edna Stelnhardt Harde. - Sulla gangrena gassosa Lac•p•r• c Lenerrnut. - A proposito <lei trallamento delle gangrene con l'arsenobeuw lo. Relu. - Lcs batles cxploslbles autnchlonnes Meltzer. - L'uso del sollato dJ majlnesio nel t rattamento del tetano
ISO
481 481
18t
w.
RIVISTA DI OCUUSTICA. Coats. - Opaelti anulare anteriore del cristallino In seguito • eontll!lone
1\IVISTA DI MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE. O•aalo. - Al cune norme pratiche sulla cura altuale della siftlide .
RIVISTA Ul MEDICINA LEGALE liiLITARK. Potoua. - El nuevo euadro de ioutilldadu •
RIVISTA DI TERAPEUTICA. Sawlnl. - Sulla cura locale della pustola mali{tna col bicloruro dJ mercurio
KIVISTA DEL SERVIZIO SANITARIO IN GUERRA. 4911 493
Pagllanl. - La tllstruziooe del cadaveri sul campi di hatlltglh Peru111a. - 1~1 prima automobile radiologica italiana
RIVISTA BIBI.IOGRAFICA. 495 496 49S
Tlrelll. - Ferile di armi da fuoco portatili . Pa11era. - l trnumallsml oculari nell'esercito . Taatoa. - Trnìté de.., lractures
MOVIMENTI AVVENUTI NEL CORPO SANil'AI\IO E NEl, PEitSONALE FARMACEUTICO
Pubblicazioni vendibili presso l'Amministraz. del " Giornale di medicina militare " VIA
xx SBTTR\IUitll:, PALAZZO OaL MIIIUTBHO OKLLA OOKRftA
IMBRU.oo PlP:rRO, ù>nente generale medico. - Sull'azione degli attuali fuoili ~a
guerra e apecialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto oon~e ? di medio calibro. !Studi sperimentali, con 16 tav. di fotografie e .*logr 4prodotte in fototipografia).-Roma, 1903. (Vendibile preee<> la Tip.V~'iure lo. m. - Le opera.z ioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con ~o intorcalate nel teeto. - Firenz.e, 1898. (Vendibile pr.-o la Lib. 8 • • l Seeber, Firenze) . . , . • • .
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MEMORIE ORIGINALI
Della Tri politania e dello stato sanitario del corpo d' occupazione durante l'anno 1914, con cenni sull'opera degli ambulatori per indigeni, retti da medici militari. n·~~
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per il dottor Giovanni Bernuccl, colonnello medico
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\Z,;} La Tripolitania, parte la più importante della nuova italica colonia, r ibattezzata con l'antico classico nome di Libia, stende le sue coste lungo il Mediterraneo dal confine Tunisino di Ras Agir fino alla località di Mucktar, in fondo al golfo della Grande Sirte, là dove antiche mitiche leggende posero le are dei cartaginesi fratelli Fileni, comprendendo le coste della Tripolitania propriamente detta e q nelle della. Sirtica. Queste e quelle so n vi dappertutto bas'!e, prive di q ualsiasi rada o golfo, provviste soltanto di rari piccoli approdi od insenature (11. Mentre nella Tripolitauia propriamente detta, dal confina Tunisino fino al capo di Misurata (Bu-Scheifa degli Arabi, il Oefalas prom. di Strabone), succedousi lungo il lido, pure a lunghi intervalli, ma abbasta nza numerose, le oasi costiere, .::entri in gran parte popolati da. agricoltori sedentari (in arabo fellah); lungo le spiaggie della. grande Sirte notasi soltanto il povero malarico villaggio di Thaorga, abitato quasi esclusivamente da negri, e quello di Syrt (anticamente Kasr Za.fran), sorto a nuova vita. dopo la recente nostra occupazione militare (2). Da. Syrt fino a Gheda.bia nella. Cirenaica, spiaggia e regione {1) In aNho Marsa. {2) Le spiaggi" della Sirtica occidentale, da me ripetutamente percorse nei mesi di
aprile-maggi() 1914, nel trAtto di circa 1!10 chilometri, da Syrt a Sultan e Nufilia, mi parve ro davvero poco amene, ma non quello spaventoso deserto descritto da storici greci, romani, medioevali e moderni. Il terreno vi è ondu]ato, stopposo e roccioso, privo di piante, v i pascolano rare mandre d'ovini e qua e là nelle uadi cre9ce l'orzo; i pozzi d'acqua. più o meno enlmaatra .• ono abbll8tanza frequenti e pxo profondi lungo la. c'oeta. diventano sempre piò rari e p rofondi mano mano che dalla ~oste penetrasi -:!8 -
Gim•nulle d i llltd.cma »tllila•·e -
Fase. v 1.
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421ì
DEl-Tu\ 1'Rli'OLITANIA E DEL,!.O STATO SA~ ITARI01 ECC.
interna sono assolutamente prive di abi tazioni, di qualsiasi genere, t ranne due capanne, in mezzo all'unico gruppo di palme di tutta la spiaggia, già posto telegrafico t urco, segnate nelle carte col nom e di Sultan, antico ricordo della medioevale Medina-el Soldan (ci ttà del Sultano) sorta sulle roviue, anche oggidi visibili, di antiche costruzioni r omane, e la lontana Zauia Senussita di Nufilia, su di un piccolo dosso, a circa 20 chilometri dalla costa. Così, mentre la regione Sirtica è abitata, quasi esclusivamente, da. poche migliaia di nomadi pastori, costantemente in cerca d i nuovi pascoli, la massima parte d~gli abitanti della Tripolitauia ùOMentra.si lungo la cost.a, che da capo :Misurata (Bu-Sceifa) steudesi fino alla frontiera tunisina, e lungo la catena litoraoea che, staccandosi dal mare a poca distanza dall'antica Lept.is Magna (Homs), mano mano se ne allontana in direzione da est ad O>est e da nord a sud, limitando fra mare e catena una pi11.nura triangolare di oltre 13,000 chilometri quadrati, la Gefara degli Arabi, la di cui massima larghezza corrisponde presso a poco all'attuale confine settentrionale del111 Tri politania non la 'l'unisia, punto in cui dista dal mare (all'altezza di Nalut) circa 120 chilometri. Trattasi di un vero golfo terrestre, probabilmente anti(·O fùndo marino, c ostituito dall'attuale pianura, che dalla spiaggia lentamente elevasi fino ad una a ltezza media di oltre 300 metri, salendo quindi bruscamente sotto forma di dirupato uiglione, somigliante a gigant~>sca ripa marina ((aloise l, fiuo ad altezze varianti da 600 a 700 epiù metrÌI. Di lassù un immenso piano ondulato si stende verso il sud abba:-.samlosi progressiva.mente e lentamente scompa.rendo nell'Erg o regione desertica delle dune. Y erso n ord, profonde intaecature interrompono qua e là il pro.fìlo della catena, sotto forma d i vaste breccia deten:niu;tte dalle erosioni delle acque che di là vanno a perdersi nella sottostaute pianura stepposa . Alla testa, nel fondo, ed a piè d1 simili valli (in arabo uacli) tro,ansi delle sorgenti, che di solito \ Ì mantengono una zona di vegetazione arborea più o meno estesa con re lati vi piccoli centri st9.bilmeute abitaLi (l). nell'interno. quando il vl.'ro dosorto sas~oso (Rerir) ~ubontrn alla steppt•. Il paesaggio è da,rvero dei pii) monotoni, ma pnt·erchi di consin1ili ~e no incontrano anc he in altri punti dalla Tripolitania, ad eRempto nell'altipiano do! Gel>el occiùontnle. Rare \ ' l sono le vipere, e soltanto della specie ccra.sta, innumerevoli invt'co e grossis<>imi gli scarabei del genere sczcr.v, infatit•abili la,•oratori e provvidi trasformatori di deil'z.ioni umane ed animali. (l) La parte est doli a catena è conosciuta col nome di Gebol Cario.o, la centrale di G ebol Jefron, l'occidentale ùi Gel>ol Nefusa.
DELLA TIHPOJ,JTAJ\1..\ E DELLO !-TA'IO SANITARJ01 KCC.
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Il corso delle numerose uadi che dal ciglione in parol~~o dirigonsi verso il mare è naturalmente breve, mentre soltanto alcune (di minore percorso) giungono alla naturale loro meta ; fra queste 1'uadi Lebda dai classici ricordi, l'ua.di Ramleh, e quella del Magenin, alle porte di Tripoli, celebre per i suoi periodici straripamenti. Invece, le acque del versante sud dell'altipiano vengono quasi tutte convogliate da una sola uadi importante, data dall'unione di molteplici affluenti, l'nadi Soffegin (in arabo Soff- el-Dggin o Valle dei diavoli, degli spiriti), che descrivendo nn esteso arco di cerchio da est ad o•est, raccoglie quasi tutte le acque del versante meridionale della regione Gebeliana, e senza raggiungere il mare forma e si perde nella palude di Tbaorga., dando prima vita, con uno dei suoi affluenti di sinistra, alla regione degli Orfella.. La popolazione dell'intera Tripolitania, escluso il Fezza.n, compresi Ghadames e la regione sirtica, secondo l'ultimo c~nsimento praticato dall'amministrazione ottomana, nel luglio 1911, alla vigilia, quindi della nostra occupazione, censimento che devesi ritenere ab· bastanza esatto, pe1·chè mosso da intendimenti fiscali, risultava di 623,000 abitanti, dei quali oltre nove decimi popolanti le oasi costiere da. Znara a Misurata e le località scaglionaie lungo la catena del Gebel da Cussabat presso Homs, fino a Nalut presso il confine tunisino, nonchè le piccole a piè del ciglione Gebeliano allo sbocco delle uadi n ella Gefara (Bir-Ganem, Scheck·Sciuk, Ka1·-el-Hagg, G iosc, Tigi) (l). Questa affatto sprovvista di abitazioni stabili rappresenta un vasto campo aperto al pascolo delle mandre di cabile nomadi, degli abitanti delle oasi costiere, e dei villaggi Gebeliani che la circondano C2). R .-\ZZE. La più antica e la Berbera aborigena, antica Libi ca, appartenente alla grande specie mediterranea del Sergi (3 ), luga.mente ( l ) Oltre 90,000 abitanti vengono assegnati alla città di Tripoli con l'oasi omonima e la contigua Tagiura. (2 ) Recenti studi e ricerche praticate sul sito dal Donau e dal Matbuisieulx, il· lustrate dal Cagnat, ci danno delle indicazioni precise sui confini dell'occupazione romana di questa parte dell'Africa d e l nord. Della Sirtica i Romani occupavano appena la costa e ciò fino a Leptis Magna, di là la frontiera a poco a poco si allontanava dal mare con una linea paralle la al ciglione Gebeliano, l ungi dallo stesso ID media un 2 0 elùlometri. Avam:i di fo rtilizi romani e di fattorie romane fortifieate esistono lungo tutta la linea in parola, mentre Gadàmea (Cidamus dei Romani), Sinaum, Gberiat, BuG e im, rappresentavMO dèi [ort.i avsn~ti che garantivano la sicure:~;za dèi oolooi délla costa e delle comunicazioni con le oasi dell'interno. Cosi i limiti dell'odiel'Da nostra occ upazione (febbraio 1915) corrispondono quasi esattamente a quelli dell'Africa proconsolare all'inizio del terzo secolo deU'èra volgare. ( 3 ) S I!:ROI. - Ajl'ica. Antropologia della &tirpe camitica.- Fratelli Bocca, edit., Torino.
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DELT,A TRTPOL11'AN1A E D EU.O S1'A'f0 SAN11'ARI0 1 ECC.
m esoolntasi con gli Arabi conquistatori di razza semitica, immigrati
nell'vm e xr secolo dell'èra vo lgare. La fusione fu tanto completa, che in tutta la costa della Tripolitania oggidi più non esiste che Znara, solo parziale cent ro berbero (1). Il tipo b~>rbero invece conservasi abbastanLla puro nelle località Gebeliane d i J effren, Giado e Nalut. con lingua propria, con speciali usi, abitnrlini e costumi, con diffe renze d1 rito relig ioso. Al tro importante elemento etnico è dato dagl'Israel it i sparsi in tutti i centri costieri e nelle località Gebeliane da Garian a Na.lut (2). Conservatisi p urissimi di razza, fra di essi son comuni i tipi spiccatamente biblici. Nelle remote località del Gebel, adottarono molti degli usi e costumi arabo·b!:'rberi . mentre spesso assomigliano etnicamente agli Arabi pur essi semiti; nè è raro incontrare fra di essi, contrariamentE" a quanto ordinariament.:~ acearle in Europa, soggetti ed intere fam iglie con occhi azzurri e capelli e barba biondi e t al volta rossi cci (0). Da ultimo un elemento im portante è dato dai neri di ogni gradazione, dal bruno-scuro al nero·ebano, dai lineamenti q uasi semitici al più puro t ipo camitico. Jn origine schiavi o fi g li di schiavi provengono dall' Uadai, dal Bornù, dal Sudan. Generalmente ben trattati dai pa· droni, anche prima del!'ttbolizione della. schiavitù imponendolo il Corano, in molte delle princi pali famiglie di Tripoli veggonsi mulatti d'ogni sfumatura trattati alla stessa streg ua dei lor o fratelli nati da madri circasse o levautitte. N ATURA or:r. suoLo. Il litorale, dttl confine Tunisino fino in fondo al golfo della Gran Sirte, present.asi costituito da uno strato più o meno spesso d i terreno sabbioso rosso a grana fine, molto uuiforme, che cost.ituisce il suolo o terreno agrario di buona parte delle pianure (l ) Il R nnt.Fs n el suo: Viaggio da 'l'ripoli all'oasi occidentale di. Ot<{ra, così si esprime : ~ B er beri ed Arabi a ppa rtengono a diverse razze, non si scorge porò una differonzn frn di loro nella corporotura., nelle fattezze. negli occ hi e ne i capPIIi ». Simile OBServazione no n dove essere genornlizz!lta. Come ben dioo il Mei nel suo studio nnt.ropoloa:ico degli abitanti della Cirenaica, sonvi diversi tipi di Arabi e di B erbe ri <"ho possono assomigliarsi fra di lo ro, ma vo ne sono anche d i molto diffe renti. l o pure e bbi a rile vare tal fatto sovratutto a J offre n e Nalut, difìerenze che snltnno all'occhio anc he d i un profano. (2) Sono colonie antichi!<Simo, stabili tesi nel paoso. sembra dopo la caduta di Gerusalem me. nè in m assima nulla hanno da fnre con gli ebrei le va nt ini d'origine spagnola; difatti moi mi accadde di se ntir parlare frn di loro il caratteristico gergo spa gnolo dei loro fratelli di Salonicco, Smirne, Costantinopoli. (3) Ciò verifico.si abbnstanza di frequente nnche fra gli Arabi, specialmente ditalune ragioni, come negli Orfella e nei Beroori dell'altipiano. Del resto è noto come fra. i Berberi marocchini, eovratutto della catena del Riff e d ei contrafforti dell 'Atlant.e. eieno comuni i tipi biondi e b;ondo-rossicci.
DELLA TRl POLlTA:-IIA E Dl!:LI.O STATO SANJTARIO, ECO.
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che si estendono fra. le scarpate è egli al ti piani ed il mare, strato a sua volta sostenuto da una panchina di rocce relativamente impermeabile che impedisce il disperdersi dell'acqua. filtrata attraverso il suolo sabbioso, mantenendo quella falda acqnifera, dalla quale trae origine l'acqua della maggior parte dei pozzi delle oasi costiere, a profondità che nelle oasi stesse variano fra i tre e i quindici metri, mentre queste vanno aumentando a misura che la pianura s i allontana. dal mare, lentamente salendo verso il Gebel (1). Da questo banco acquifero attingono, le loro importanti masse d'acqua i pol'.zi della Bu· Melia.na e la nuova galleria filtrante del forte Hamidiè, che provvedono la città di Tri poli. Cretaceo è tutto il sottol';uolo do l Gebel Trìpolino da H oms a Nalut con le regioni di }fpssellata. e degli Orfella e tutta la vastissima interna comprendente Ghadames, il territorio di Misda e Gheriat, cou l'Hama.da-el-Homra (deserto petroso ro~so) ed i l Gebel Soda (monti neri) (2). Così dal nord verso il snd nella Tripolitania. •ediamo sf'gnirsi prima le oasi costiere, poscia la steppa, quindi le oasi de~lì altipiani, cui fa seguito ancora una zoua. stepposa, e da ultimo il deserto, sicchè di permanentemente abitate, con terreni adibiti a colti,azioni va.rie, n on sonvi che due striscie di oasi, l'una costiera, l'altra degli altipiani. CLIMA. - Il clima della Tripolitani a, grazie ad una estesa rete di osservatori termo-udometrici, oggidì fun zionanti in tutta la colnnia, puossi considerare come abbastanza noto. Sono daLi che si riferiscono, tranne che per la. città d i Tripoli, a poco più di un anno: taluni abbracciano anche un periodo minore. ma data la natura ùel suolo, la sna posizione. la scarsa vegetazione arborea ed i venti dominanti, si può fondatamente ritenAre presentino un gra1lo rli notevole stabilità. La citt.à di Tripoli (3 ) gode cii un clima medit.erraneo , l) I pozzi delle oasi costiE-re sono innum e revoli ; la sola oasi di Tripoli, prima d ell'ulti ma p;uerra. ne possedeva circa -1000 (più di uno per ettaro di terren o suscet-tibile di cultura}. ciò che storobbe a dimostrare come la tanto deprecata p ol t.roneria degli Arabi sia per lo meno esl\gE>rata. D e l re!<to la Comruis-io ne nominaLu dBII'on. Nitti per lo studio del problema a2ricolo della zonu di Tripoli dopo esnlteta l'opera del contadino jndigeno, testunlmente condurle: ~ l'itBiiano anà molto da imparare. poco dn mutare arl una cosi intensa ed ammirevo le utilizzazione del suolo » (pa~. 191) 12) Oesunsi que,.ti dati dal magistrale lavoro: Relazio?le della commi<!aione per lo 81ttdio agroloyico della Tripolitania (Roma, 1913), che ag~iun~e come, in taluni punti, l'Arabo iodustre, per poter piantar e olivi od altre piante fru ttifere. scavi dei fori attravArso il crostone cret.a.ceo per ra ggiungere lo strato sabbioso sottostante. (3) Desunsi questi dati dalla pubblicaziono: La clinwtologìa di Tripoli e Bengasi, studio del p rof. F rLI:PPO EnKDIA, Roma, 1912, Ministero delle colonit>. Tra ttasi di osservazioni di un ventennio.
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Db:L LA 'fi{JPOI~ ITANIA E DEJ,LO STATO SA~ lTARl0 1 ECC.
che molto si avvicina a quel lo di talune città insulari e peninsulari d'Italia. r~a media ann ua è di 19°,7, superiore quindi di soli 2° a. quella. di Siracusa, con la media più bassa in genuaio di 12° e la p iù alta nel mese di agosto con 20°,4 ed escursioni diurne che in media oscillR.n<? intorno a. 7°, raggiungendo valore più elevato in aprile e novembre, minimo in gennaio (1). ln\ece escursioni ben diverse si osservano tanto nella costa o rientale come nell'occidentale. Ad esempio ad Homs d'inverno si n otano oscillazioni medie d i soli 0°, in estate invece d i oltre 10", mentre lungo la costn occidentale fino a Zuara l'oscillazione invernale varia intomo a 10° e l'estiva intorno a 15°. N elle 011.si di Zanzur, Sor rnan, Ag ilat, Zavia, l ontane dal mare pochi chilometri, osservansi d i inverno e~cursi o ni alqnanto superiori a quelle che s i riscontrano lungo le coste, mentre d'estate le escursioni sono circa il doppio eli q uelle di 'l'ripoli. Oltrepassando la regione delle oasi, continua a verificarsi aum ento delle escnrsioui, tanto nei mesi aseiutti quanto nei piovosi, ma spE.>cialmeute nei primi, nei qu ali si hanno escnr;;ioni medie vicino a 20°. Snll'alti piano Je escursioni variano a secon da che trattasi della parte centrale, orientA le od occidentale. Nella p1trte centrale le escursioni aumentano specialmente nella stagione asciutta, con escursioni di J.i)0 , maggiori ancora si ossPrvano nella parte orientale ed occidentale, dove, sonatntto nella regione marginale, spesso raggiungonsi quote superiori a 20', pari a quelle riscontrate nelle località J->iù i nterne della colonia (1). Nel complesso, lungo la costa, favorita dal l'azione moderatrit·e del mare, le escursioni termiche sono molto limitate, nella pianura. steppos!\ si hanno varÌitzioni più notevoli. spe1·.ialmente nella stagiono estiva c~pesso CC>ll temperature eccezionali come ad Azizia}; differ enze ancora pitl no t e voli osser"Vansi sugli al ti piani cl urante i mesi esh,i, mE-ntre sngli stessi, nei non estivi, rilevasi piut~osto diminuzione dell'escursione con ternperatme spess0 molto basse ed in qualcl :e rara annata perfino con nevicate ; così. nol febbraio 1D 13, qna11llo sul Gnrian a G50 metri snl livello del mare, ca.ddt> ahboudnnte ht ueYe, sceudendo fino a Bn -Gh<>ilan la soli ~GO rli altitndine) a piè dell'altipiano .12). ( ! )Le to(omporntu re mnd ie min ime son o a Siracusa di U,5, a Pnlermo di 8,7. a L erce d i 8.7. a Fo~gin di 6,3, e le rnMsime : a Siracusa di 2.1.!), u P olormo di 24.9, a -~'op:gi~> di 3.'1.7. a Lecco d i 25.5. (2J Le tempernture molto elevate, superiori a 3 :;0 che nntonRi dnt marzo 1111' ottobre, e molto di rndo purfìno io {obbrnio ( 19 14), corrispondono in >oassimaalle giornat(' in cu i ~pim il VPnto del sud. (in arabo Ghibli equivale n s ud ), carico di sabbie d el d rsc rto.
• DRLJ ,A TRIPOLITANU E DEr,LO STATO SAX11'ARI01 ECC.
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PmGOIE. - Le osservazioni di un ventennio danno per la citt à di Tripoli una caduta media annuale di 420 millimetri di pioggia, vale a dire una delle medie più basse del bacino del Mediterranf'o, se si eccettui la Cirenaica e l'Egitto, dove non piove quasi mai. Disgraziatamente a Tripoli e nall'intera. Tripolitania, questa non è equamente distribuita, perchè mentre da ottobre a febbraio ne cadono 359 millimetri, da quell 'epoca fino a settembre ne precipitano solo 61. Considerando la colonia nel suo complesso rilevasi come nella re· gione sede di oasi, le pioggia raggiungano la più elevata freq uenza, come questa sia alquanto minore nella pianura litoranea (così ad Azizia si ebbero 10 giornate piovose in meno di Tripoli, nel 1913), mentre verso l'altipiano e sulla fJ&rte marginale dello stesso si hanno frequenze non molto dissimili da quelle che si notano alle coste, ed avanzandosi man mano dall'altipiano verso il Sud, una rapid<l riduzione fino a. pochissime giornate di pioggia, all'anno, nella regione desertica.. P arimenti lungo la costa. occidentale piove presso a poco come a Tripoli ; invace la pioggia caduta progressivamente diminuisce mano mano si procede lungo la costa. di levante, sovratutto nella regione degli Orfella, di T haruna ed oltre Thaorga, con un•e,·idente nat urale analogia. fra temperatura. e pioggia. nelle varie regioni (1). UmntTÀ. -- L'umidità relativa. è costantemente ragguardevole in ambo le zone costiera e degli altipiani, e ciò per la durata di tutto l 'anno; Tripoli ad esempio ha una. media quasi costante di 66, in· vece nelle oasi desertiche, questa riducesi in tutte, mentre in tnlune, l ontane dal mare q ua.lche centinaio di chilometri, nota~ i una. straordinaria secchezza naturalmente associata a grande povertà di cnduta d'~cque meteoriche. Trattasi ùi clima veramente desertico come a Gheria.t,· Gadames e sovratutto Socna, oasi, q uest'ultima, del grnppo di Gioffra., nel deserto sirtico, dvve a.d un clima estremamente asciutto con temperature àltissime d'estate (spesso si raggiungono i 50' a l· l 'ombra), succedono nell'inverno giornate fredde e notti quasi gelide. N el complesso, l' umidità, r elat iva fenomflno strettamente legato al c lima, nel la Tripolitania non desertica è uguale a quella. che osservasi in parecchie cit.tà delle coste sicule. P erò dal lato igienico r ichiama sovratutto l'attenzione la morbilità piuttosto elevata che suole verificarsi nei soldati nostri e negl i europei in genere, specialmente italiani, durante i mesi di luglio, agosto, settembre, q uando la temperatura raramente scende sotto i 23°, mentre l'umidità relati va è superiore a 60/100 e scarso il movi(ll Nell'anno 10 13 si ebbero eolo 18 giorni pio vos i a Sirte in r iva al ì'llcditorraneo, e nel 1914 soli 4 a Miada nella regione predesertic~ al sud di Tripoli.
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DEI.l.A TRIPO I.IT.\XIA E DELLO S'!'ATO S\~ ITARI0 1 ~;C'C.
mento dell'aria. In detto periodo manca sovratutto il refrigerio della u o t te, a ccentuandosi allora l' umidità rela.tiv<l fino a dare condensazion i di ..-a.pore acqueo sulle >esti e sulle pareti. Talora, quando sopm'·'·engn. una correute dt!l nord, l'umidità relativa, sce:ia durante il gior no sotto il 20 p. 100, balza improvvisamente ver,;o sera al 70, pt>r la somma d~>ll'umidità accumulata. nell e ore di caldo asciutto d t•ll'evapor!\zione marina e di quella d«·l vento di n ord che ha attraversa.to il )fediterra.neo. Il termometro segua. ordinariamente soli :300, ma l'a.lt.i-<siml\ umidità mantiene la cute estuante ed inumidisce g li abiti, danrlo sen'laziune di sensibile freddo e di malessere. L 'organi~mo nuovo anivato de>e adattarsi a queste nuove uonllizioni; i s1w i resistono e se ne a'' vantaggiano, ma i meno r obusti se ne risentono Iwlle loro de fìcieuze organiche . V&~TL I venti Jominanti sono quelli Ùl!l R0 qnarlrante comprt>,;i fra. ponente e m~>z7.ogioruo iu inverno; dol l '' quadrante fra tmmontana ~ le>ante in primavera; n ell'estate pre val~ono i yeu ti Ji len\n tf'l, in autunno dominano ng ualmente e si alternano i venti d<L le,·anto e tla ponente . Il Ghibl i che proviene da sttl o da snl-est, generato da depressioni e~islenti n el )fediterraueo, è caratter istico per le tem perature infnoc·ate eù asci utte e per le sabbie ùe~N"t.i c he che a.;;sieme tra:; por t a. Da flltan to si è ~>-<posto, risulta c he i l clima d i Tripoli e d ella 'l'ri poi i t an in setteutriowde, può con~i derarsi come te m parato o cl i ma sub·tropic>ale ( 1), cou un rapido passnggio al <'lima proprio dello r<?gion i prc<lesertiche e desertiche, appena dagli al ti piani ci inolt riamo v~>nw il sud (2 ) . AcQn: PO'rAillLL- ln una regione do>e m!tJH'R. assolntame1:te qualsiasi cor;;o ù 'n.cq ua, e d o\e le preci pitaziou i metoori ch e sono tanto sc·nrAe, priva por g iunta rli vere e proprie montagne (il punto più ()levato del Gebel, il monte Tigrenna, a sud d i Garian, supera di p<)Cll gli ROO metri, mentre le medie della caL<>na aggiran:;i intorno (l) i':i•'«'Uncln la clMsifìcaziono del K o ppon
(2) Il 1)~: Clf.Lr~ n t'lle R iccrch• e studi IIQrOllll]ici wl/a /,i/,icl così cont·lude In sua r <•lnzio no sul t•li rnn della zo n!l di Tripo li: c Oullo s turlio colllpurativo Rugli l'le menti c limatici dc•lln -,;u nn rli Tripoli c quello dclh• tl'!!ioni più cr•lùo d ell'ltnlin, apparo cho non rai~tono. dnl punto di vis ta delle lo ro inlluonm sull'ngril'oltura. diffcrl.'nro tali d!l consitlornrli comn nppart~·nenti a tipi m o lto difTt>renti. Ln 701111 d i Tri poli ha lll stt·s~a fnr:l'in dei n <>stri p•w•i: è so lnmente un po' più calda, un po ' p tu 81.'ccn, un po ' m •mo {!l\'Ortta dal punto di vi~ra dl.'ll!l distribuzione d i'Ilo piot::t.:il'. c E~sa quindi, in ùl'fì nith-a. porta in m isura ancora più acce ntu,ota i diretti delle n oqtro rer;ioni mt'ridionali ,._
DEI,LA TRIPOLI TAYIA l!: DEI.J,O STATO" SA.!\1TARI0 1 E CO.
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ai 700), l'acqua. utilizza.bile per la vita d'nomini e d ' a.nimali, lungo la costa, là dove è concentrata la maggior parte della. popolazione, è fornita esclusivamente da. pozzi numerosissim i e poco p rofondi, ch e diventano sempre più ra.ri e profondi n ella. Gefara, mano mano che questa ~l e v er so il Gebel. · ~u l ciglio dell'altipiano, n e lle uadi che l'intaccano e dove queste sboccano ne lla pianur a, là soltanto l'a cqua scaturisce da ver e e p r oprie fonti: cosi quella d i S ciar-Sciar a nei 'l'arhuua (1 ), di Ain-Turk e d i Mamona presso Gar ian, quella di Rnmia neii'Uadi ed oasi omonima presso Yeffren, e quelle di T ala L ota in quel di Nal ut, ed altre allo sbocco dciJe uadi predette nella pianura, quali quella d i BuGheilam, d i Kasr-el-Hagg, di Scerk -Scink, eli Giosc, di Tizi e di K asr Tecnt, cui corrispondono le pi ccole oasi omonime con i r elativ i villaggi. Per cura sovrat utto del gt>nio mi lit~ re, nei centri d i popola zione civile e militare di tutta la colonia v enne provvisto a d una saggia e d~finitiva sistemazione d e i ser~'lzi idrici, trivellando po;.:zi, a~giun gendo agli stessi sistemi perfezionati di estraz ione d'~tcqua con motori a vapore, a scoppio ed aereomotori, serbatoi di cemento armato, r egolari cond utture e distribuzione in fontane, a.bbe\eratoi ecc., capt:mdo le acque d i fou te, sistemando! e e conJ ucendole ad ed i fie i d i raccolta. c ome a B u-Gbeilam, Garian, Giosc, Tizi, Nalut, ecc., m en t re un vero a cquedotto di circa 6 chilometri di lunghezza porta l'acqua d E.> lle sorgive di Ramia al villaggio di Yeflren (2 ). Nelle onmerosissime trivellazioni praticate n ei diversi p u nti della colonia, non verificossi che d ne sole volte il fenomeno artesiano dell 'innalzamento dell'acqua, la prima n ella tiivellazione di un pozzo n e l cortile della caserma del genio militare in Misura t a, profondo 88 metri, nel quale l'acqua sali a metri 2,50 da. l suolo, la seconda nel pozzo m·tesiano di Zuara profondo 2-10 met.ri dove l 'acqua sale a circa 4 metri dal suolo (3 1. <l ) La fonte di Sciar -Sciara con r e lativa piccola ca.ocata, r appresen ta l'unico esempio di piccolo <:<>n!O d 'acqua pere nne deliA. Tripvlitonia. Scorn po.re p resto nelle sabbie dell'uad i Ramlech (in arabo sabbia) e ricompare in vicina nza del mar e nella l ocalità di S id i -Ben-Ur. ( 2) G. MARI~!. - I lavori del genio militare in Tripolitania. - Monog rafia edite per cu ra d e l Ministero delle colo nie . Roma, 1914. 13) Il DEC.l.A CPJLL A.. ne! noto suo V iaggio da Tri poli di Barberia a lle frcmtiere occidentali cùll'Egitto, narra prima d e lla dva curiosi tà, poscia d e lla gioia provata da Aokemct Be~· Caramanli e dal suo aeguit.o, C}uando egli ebbe p rima t\ descriver e loro, poscia condurli alla fonte di Apo llo in Cirene. Quei tripolini abituati ai pozzi d e lle loro oasi litoranee, non ave~·ano alcuna idea di c osa fosse una fonte, ed E'gli pitt.o-
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DF.LLA TRJPOLITA~IA E DELLO STATO SANITARIO, ECC.
Data la natura. del suolo da cui provengono le acque della. Tri· politania, queste presemano una grande uniformità anche nella loro com posizione chimica. 'l'auto alla costa come sull'altipiano e nelle oasi, tutte le acque sono molto ricche di c loruro di sodio, di sol fati e di nitrati; fatto quest.' ultimo degno di nota essendo la presenza. di nitrati molto pro· babilmeute data dalla natura stessa del suolo, ciò che sarebbe con· fermato dal fatto che viceversa dette acque hanno qnasi sempre nn contenuto in sostanze organiche relativamente ba~so. Aggiungasi che talune delle sorgive, come quella d i ~ciar Sciara, e quelle di pozzo utilizzate per uso della città di Tripoli o per le caserme dell'oasi, presentano nna composir.ione chimica che molto s'avvicina. a quella delle a.cq ue dell 'Europa meridionale. D1\ ultimo riscontrasi una grande analogia fra risultati delle aue.· lisi delle nostre acque e quelle, prat,icate per cura del GoYerno frau· cese, di a.c,pte della finitima 'Tunisia meridionale, utilizz!l.te in quella reg~enza pE'r alimentaz.ione ed irrigazione; anzi dal confronto chia· rn.mcnte risu lta come generalmente le nostre non siano peggiori. Dal snesno:;to risulta come le coudizioni di climt\1 di suolo, delle acgue, di vita insomma, fatte all'elemento italiano nella nuova co· lonia, se si eccettuino· le lontane oasi de:;ertiche, uon sieno quali comnneuwnte veugono descritte, ma bensì. come ebbi ad accennare in nanzi, non molto dissimili da quelle delle co:.te meridionali della ~icili~l, mentr~ la piaga della malaria, propria di buona parte di questu, in 'l'ripolitctnia. come vedra,-si in seguito, è limitat~t alla re· gioue di 'l'haorga, a piccole zoue quasi sempre disabi b,te lungo la costa, a piè dEII Uebel, sul C-h•bel ed a qnalche rara località ddl' in· ros~R nwnto uarm rosi d ella loro m~raviglin: • Arrivnt i olia frmto di ,\ pollo, q unodo vidnro sgo r)lt•ro tnnta R<'•t"" dalla rupe. e t·ot olnrsi fra aoesi p•ll d o<'li,·o dtJ I monto, ornis~ro nlto grirla di r;ioin •• tntti si nfTnllnrono ntt.OI'IIO ad E'P~n Il Boy, prot,.JS<l aoprn il suo !llllrt:ino, comi nciò a tufTarv i e mRni o piedi e testa; il auo esompio fu imit nto a Jl:t\m da tutto il SU(> seg uito, fB<"OndO fra loro tnntn gallorÌI\, quanta l\6 nvreuOO fattn un brnn"o d'oche cho da molto tempo (ossoro privo d o! loro elom.-.nto. Il Bt>y vollo la 8Utl tnn!ln presso la fonte, e dura nte tulto il tompo cho quì rima~o. non n fu lliorno cho l!' acquP sncra ad Apoll<>. no n fos~oro contnminatc dallo suo la,•ando e da qtu•llo dt•i suoi schinvi. Qui r imane\'& sdraia to ~rn n parte del giorno, nè cr~do che 1\ltra colll\ occupns36 la sua mente che 11 mormorio dello onde cho lo une nlle alti'(' si ~ucrt>dl'\'ano • E più nvnnti. pnrlan•lo s<>rnpre d<• Ilo stos~o ar)lom l•n to sul!giuntro: c (: in<'chè c r,•do che lo zampillare dell'nrqua fosse lo. ~ola rarità cho t'gli ave~;:e no· tnto nl'l suo tnccuino in tutto quel via11gio •· Png, 109 d ell'Edizio ne pubblicata ptor cura d11l Comando dd Corpo di Stato mag;•ore, Città d1 Cn:.tello, tipiiJ;~rBiìa ùoli'Umono delle Arti ~rnfìcho, l 912.
DELL.A TRlPOLl·.rAN lA E DELLO STATO SAXIT.\ 1110, J<:CC.
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ter no, come G heriat e Dergi, rappresentanti nel complesso un'area minima. rispetto all'estensione di tutta la colonia. Del r esto l'Africa Romana., tolte poche località , era consi1lerata come sana . Il Boissier ( l ) cita a proposito le testimonianze di Erodoto e d i Sallustio, ~.:be narrano della longevità. che caratterizza\a gli abitanti della Libia, p ur viveudo nelle immonde ?tWpalin: nbl011f]a, im.:tuci.'J latPribus teclct, quasi nat:iu,m carinae. (Ballustio: De B ello Ju!/urtino, XVll), dimore presso a poco ugual i alle odierne di fan go e ciottoli Jei villaggi arabi (2), mentre il nomade Beduino del giorno d'oggi, pari al suo antenato d i virgiliana memona, omnia secum .-\ rmamco tarius Af'er 11.git, t cctumque Laremque Armnque •
Il serv1z10 sanit.nrio dell' intiera colo nia, tolta la citta d i Tripoli e gli immerliati snoi dintorui, fino al dì d'ogh--1, venne quasi esclu~i vamente disim po~nato da ufficiali medici del R . E,;ercito. Appena con l'oceupazioue militare veùne aflennato il no:;tro do· minio, con l'estendersi della stes~a. mau mano .;orsero dapper t utto ambulatori per i ndigeni, e ciò ualle coste del Mediterraneo fino allo Sciati ed alle più remote oasi del Fezzan. Le aurorità militari e po· litiche, a somiglian?.a. di qul'm to fecero e fauno altr:i popoli colonizzatori, ben compre~ero quale potente mezzo di penetrazione pacifica rappresenti l'opera d e l m ed ico press:o gli indigeni, ed alla sLessa. vollero dare, con mezzi suffic ien ti. la massima diffnsione. A lot· volta gli nfiic!a.li m etl i<·i addetti a còmpito tanto clelicato, d ifìicile e pencolof<o. pienamentE' corrisposero alla iìdu(;ia. in loro ri po-;ta.
( l ) Dcu<:SrER. L'A/riqlte Romain e. Prom• nades nrcli~ologiques et• .-1/g;,rie el en Tunisie. - P aris, l R!JJ, png. 142. (21 Giustamente il ) loss<-dn!:!lin, ne i Comm(nti al l"iaggio del Dc:lln CtllCt, o,.;;crvs como lx-n poco in fo ndo sian di mutato fra talune popolazio ni dello cnmpn~e del l'Airica lntina, dai tPmpi d i G iurguta in poi, ess<·ndosi ottnwerso i set:oli c·ooservato le stesse nbituclini. eli stessi gusti. le s tc-Me concli7.ioni òi vita socialo. Le stesse dimore r ustiche, corno o~scrva il B o issit>r (opera citntfl, png. l~ l). scope rte d n~li st udiosi i n Al;:!~ria, non sono gran cho di,•crso ùn quelle d Ai moderni dllal:!g i dei Cauili. (L. ) l ..:ssE:nAOLJA. Per lo stuclil) della patologia e dr/l'igiene della Libia. Le os~<crtJa zioni di. Paolo D ella Cella. - R oma, )!inistero d e lle colonie. R acroltn di rapporti e monografia coloniali, a nno 1913)
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D~:U,.I TRIPOLITAXIA K DEI.J,O STATO SAXITARI01 E (;C.
Uoa val!ta rete di ambulatori coprì l'intera colonia, ridotta dopo il recente abbandono del F ezzan e dei posti militari più a~anzati ed isolati (ll. Per gli ufficiali e soldati del corpo d 'occupazione e per gli asca.ri inrligE>ni funz ionano l'ospedale militn.re territoriale di Tripoli e le infermerie presidiarie di Homs, Misurata, Zuura, Azizia, Garian e Yetfrcn. PE>rtanto le n ote n osografiche cl1e illustrano questi a ppunti ri· g u11rrlano: 1° J,..e condizioni sanitarie del corpo d 'orcupn,zione (volontari itn.l iani, t.ru ppe metropolitane) e delle truppe ind igene (reparti li bici, eritrei e somali) desunte dal movimento dogli st11.bi li menti >;anitari militari della Tripolitauia, dnraute l'anno l UH, qnaudo veune ridotto eli molto il corpo d'occupazione, sistE>mati i servizi, accasermate ed accautnoat.e quasi tutte le truppe (2 1. ~" I dati forniti da migliaia di osservazioni praticate negli am· bulatori per indigeni, sparsi nella colonia, nfliùati alla direzione di medi,·i militari. (J,uesti sovratutto permettono di formarsi uu esatto concetto d~lle condizioni sanitarie dell' intiera. r egione, se si COn$Ìdera che ai nostri ambulatori ricorsero sempre numerose tanto le popolazioni seùentarie come i nomadi di lontane cabile, attratti dalla fama acquistatasi dai nof!tri nflic1nli medici.
I. CmllliY.ioni ~anitarie d t•l corpo di OCCUJH17.inno (roloutal'i ita.liaui l' truppe UH·h·opulitanc) e de lle trliJ)llO inlli!.\'4'110 (I'Cllllfti libi ci . <' l'itrd, som:1li) durante l' anno 1H14.
Il corpo d'occup~tzione dellA. Tripolitania, durante l'auuo l !lH, ebbe una forza media el i HUSO uomini di truppe italiane (ufliciali compre,;i) e di circa 8000 (esattamente 7873) di truppe libiche, eri· ( l t li IO gonnuio 1015 D<'lln Tripolitnnia funzionavano diretti dn medici militof'i
i s.:,::ut'nti o.mbulatorì: ~hmscio (Tripoli), Tnt;iura, Zonzur, Ztwia. Agilat, Zuara. T ar· huna. Cussnbnl, Aziùa, Gurian, YefTrcn, Giodo·FMsnlo, Nolut, (';iosc, Sliton, ~fisu rat.a c1ttù. Misurata marina, {Bu-St'eifn), Beni Ulid, Bungcim, Socna. 12) Tnluno n uove CASerme. come quelle di HRmman;:d e di Bu-Sella nell'oaai di Tripoli, pos~ono considomrsi come dei ,·eri modelli del gonero.
DELLA TR IPOI,ITAl\IA E OEJ.J,O STATO SMIITAll l 0 1 ECO.
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tree, soma.le, compresivi i numerosi reparti di gendarmeria. indigena. (zaptiè) e le bande al nostro soldo. La. quasi t otalità. delle t ruppe italiane ebbe stanza. lungo la costa. (Sirte, Misurata., Sliten, Homs, Tripoli, Zavia., Agilat, Zuara, Sidi· Abdes-Sa.mat, Du-Kamez), nella. Gefara. (Azizia) e lungo il ciglio dell'altipiano ('r baruna, Ga.ria.n, Yeffren, Gia.do, Na.lnt), mentre nell a maggior parte i battaglioni libici, eritrei, somali, di lor natura estremamente mobili, vennero impiegati nei lontani presidi e nelle lunghe lontane spedizioni della. Sirtica. ~ del Fezzan. Perciò, mentre sono esattissimi i dati sanitari forniti dai primi, avendo i servizi t utti funziouato come in un tempo di pace, molto imperfetti ed approssimativi sono qnelli dati dai secondi, trattandosi di reparti che continuamente si avvicendavano, sempre impegnati in operazioni guerresche, i di cui documenti, per la snarsa sicurezza delle retrovie, spesso andarono smarriti o di:Jpersi . Gli Italiani entrati in cura negli stabilimenti sanitari militari, durante ra.nno l!H4, furono in tutti 7972, dei quali 4384 per malattie med iche ordinarie. Ora., queste presentttrono in tutto e per tutto caratteri simili a quelle d'ugual gen~re O!-!Servate nella madre patria, nè credo sia il caso d i sofferma.rvi11i. Del resto, per un'esperienza libica. di quasi due anni, ho dovuto constatare come individui giovani, scelti con retto crit erio, q ui ndi sani e robusti, con funzioni nervose ben dirette e disciplinate, liberi da patemi d'animo, ben osservanti delle prescrizioni igieniche imposte dal clima sub·tropica.Ie, non aggravat i da sovercbio lavoro nè da una vita troppo emozionante, facilmente si adattino al nuovo ambiente, godendovi perfetta. salute (1). 1\[eritano in veco speciale riguardo le forme epidemico-contagioso in g e nere, sull'estensione ed importanza di taluno delle quali corrono notizie e dati spesso esagerati, talora enonei, dovuti alla scarsa conoscenza del paese, sovra.tutto dal lato igienico. Gli entrati in cura per forme epidemico-contagiose, durante Panno 1914, di tutti i presidi della Tripolitania, furono in numero di 430, e di essi 158 per infezione malarica.. (1) Simile concoLt.o esprimo anche il capitano modico V. DE MAnZI! noi suo bel lavoro : Note tuUa patologia delle rtgì<mi del Barca e del Gallo SeiU (Vol. l : Studi di ml!tlicit~a tropicau), pubblicat.o por cura del Oovorno doll'Eritrca. Do! re~~to, oho la razza bianca possa occlimatan~i nolle zone tropicali è fatto cho va ogni giorno piò affermandosi col coetanto abb&1181\rs i della morbilità o mortalità Il piò boll'o110mpio vieno dato dalla zona del Canalo di Panamo, tropicale por eccellenza ed un dl tomba di migliaia di lavoratori. ( BRICE e SWPSON. - Annali d~ tnMici n<J MtJOle e coloniale, 1913, n. VI).
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D g LLA TRII'OJ,lTA.NIA E DELLO STATO SANITARI0 1 ECC .
SULLA YAJ, \RIA. In Tripolitania molto si disse e scrisse, a parer mio, non sempre esattamente, e ciò anche in pubblicazioni di recente data (1). Come ebbi precedentemente ad accennare, i focolai d'infezione malarica. in Tri politania non sono nè molt i n è molto estesi, e ciò, notisi, in una vasta regione con pop0lazione estremament.e rara. Ve ne sono lungo il mare, là dove talnne uaùi, rnggiungendo la costa, in talune stagioni dell'anno, per breve tratto, impaludano, a piè del ciglione Gebeliauo, sul cigl ione stesso, ed in taluue oasi de~ertich e dell' i n terno. Lungo la costa, parall elamente al mare, corrono estese strisci e di terreuo impregnato di concr ezioni sali ne (2 ), coperte da u na monotona vegetazione di rachitiche solanacee, per la maggior parte dell'anno aseiutte e liscie come un bigliardo, ricoperte per breve stagione, durante il periodo delle pioggie, da uno strato più o meno alto di acqua naturalmente salmastra. Um. sola selika corre dal confine tunisino fino a ll'oasi di Agilat, ed una più estesa dal sud di Thaorga fin quasi al fondo del golfo Sirtico. Ora, che io mi sappia, simili raccolte temporanea e superficiali di acyue salate, mai si prestarono alla. vita e allo sviluppo di veruna specie di zanzare malarigene. L e uadi che giungono al mare appartengono tutte alla regione del Gebel. Scendono dai contrafforti settentrionali di 'l'baruna e 1\Iesellata, e dopo breve corso, alla loro foce nel :Mediterraneo, formano brevi iJUpaludamenti d'acqua dolce, c he \Ì permangono buona parte dell'anno . Irivec:e le nad i del Gebel centrale ed occiùentale, do,endo, per giungere a l mare, percorrere tratti sempre più lunghi, si perdono nel la steppa della Gefara. dando luogo a piccoli focolai mahuici nella pianura stessa ed a piè del Gebel. Cosi, lungo la costa, dal cont.ine tunisiuo a 'l'ri poli, sono sanissi me tutte le oasi costiere ed un'unica località malarica è data d.tlla bassura paludosa di El-Rarscia, fra ZaYia e Sorman ; uguiLlroente sa na è tutbt l'oa~i di 'l'ripoli (3).
( l ) l RCrt>izi sa"itari del ,1 [ unici pio di Trìpoli. Rllpporti e monogrnfie coloni n.! i, a((osto 19 14, png. 65. (~) I n 1\mbo Sebka, tln /:iabaka , Bi\lato, salsetlinoso (31 Io tnlune •·ecenti pubblicazio ni, si parla di malaria nella pino.. di H ammnngi a •md-ovest d olio muru. s pnjmuole delia città di Tripoli; orn proprio in detta locnlit/1 sorge un n uo,·o moderno quartiere occupato da un battngl ione, e nelle viciusnze sono accantonati nu111erosi reparti di altre truppe, senzs che mu.i nelle stesse siasi v erificato un sol caso d i nuova. infezione mo.lnricu.
Dl'LI..A TRIPOLI'l"AXIA
E
DELLO ~TA10 SA:\ lTAniO,
EI'C.
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Proced tmdo ad oriente verso H o ms, trovansi gli sbocchi delle uadi Ramlech , M s id ed A.rbia . Soltanto alla foce della prima, a Sidi-B e n -Ur, piccolissi m o centro di popolazione stabi le, negli u omini di un battaglione c be vi soggi ornò durante l 'anno HH3, ebbero a manife:.tar:-i alcuni ca::;i di febbri malaric h e, disgraziatamente non con trollati con l 'esame del sangu e (l ). · Oltre Homs, ad appena t re chilomet ri da questa c ittadina, ver>:o Misurata, trava si una localiì.à veramente malar ica, r appresentata d a1la z ona i mmediatamente vicina allo sbocco Llell'uad i Lebda n e l mare, presso le rovine rli L eptis )lagna (2) . . olranto n elle truppe del pres idio di Homs, accasermate n ei forti e uloc/;luut..; >-Ovr ustanti dott.a ua.di, s'ebbe a >erifìcare la quasi t otalità di casi di infezione malar ica n ella 'l'ripolitauia. d u raute l'anno UH-!, sorutuando q uesti a 11-! s u 1J8 colpiti Bell'int-era colonia. La forza u1edia annnale di qnel presidio fu ùi l:JOO uomini ed i v ari reparti che si avvicendarono nella guardia di 4uelle fortificazioni rimasero tutt i p iù o meno colpili. P oco o nulla v~:~.lsero le dif ese m eccanic he, mollo l a. cura prevAntiva chiuiuica; i l:B.Si d iminuir ono mpi ·lameute ver:;o l a. fine d'anno con la scomparsa di quelli di p r ima ma.nifeHazioue, qua ndo le esigenze militari permiser o di togliere l e g uardie addette alle località rualari1:bc. Oltre Homs il 8ahel omonimo (o:\si co»tiera) è 1wrfetttuneut(' im mune. A met à strada, fra Homs e ~lilten troYa:;i l'uadi Cbam (l'.mtico Cinyrhus d i E1·odoto) c ha raccoglie Le acq ne della. r egione d i )[asellata e cLe alla foce preseuta fondo petroso con qt1alche pozzangl.era di a cq ua dolce. Quantunque ~tlfa.tto spoglia di abita zwui, i n omadi pasLori che per un tempo più o meno l ungo soggio rnano su quelle sponde, vi con traggono febbri ma.lariche, che app~tiono curtLLe Hei]o st.atisti che de~l i ambulatori d i Kus,-abat e di :-:;liten; sanissime sono le su<·cessive oasi di Sli~en e di Misurata; invece a ::Jud d i .l[isura.ta, un centro mala· rieo impor tante è dato dagli stagui d'acqua. dol ce di 'l'haorga, cir condati da. una este:;a v egetazione palustre, con una popolazione stabile selezionata dalla. mal aria stessa., composta eli fabbri can ti di stuoie (l) ~el tnarzo l !ll 4, il capitano medico pro f. Mariotti -Bianchi v isit ò e s t.udiò detta località, n o n riscont.r ando anophele8 nelle abita zioni, nè alcun m ular ico pr<'gresso od in atto fra g li a b itanti. (2) Sembra d estino comune a molte distr utte città g reco·romane delle coste del Medit.erraneo, di essere oggidì focola i di intensa malaria Det resto, di tal une la s t oria dice che decaddero e scom pan·oro p r ecisamente porc bè invase dalla malarie..
4J.0
DELLA TRIPOLlTA~IA E DF-LLO STATO SANITAHI01 ECO.
quasi esclusivamente neri e meticci, discendenti da antichi schiavi importati dal centro dell'Africa (1). Risulta che simile popolazione fissa, d'altronde mol to ristretta (non arriva a 500 abitanti), ebbe ad acquistare uno stato d'i mmunità che, pur non garantendola dall'infezione, ne renùe le manifestazioni pitl benigne. Simile resistenza riscoutrerebbesi in magg-ior grado in questa zona sub-tropicale che in Europa (2). Oggi dì il presi cl io di Thaorgaè costituito da una se m p l ice stazione di zaptiè (gend11rmi) indigeni, comandati da gradnati dei Reali carabinieri, e in tutti la profilassi chiuinica diede splendidi risultati (3 \. Procedendo da Tbaorga ver~o Sirte e da Sirte ai confini con la Cirenaica, non risulta esistere verun altro focolaio malarico, meutro Sirte, sola località intermedia dove sorgono abitazioni stabili, edificata su d i una duna di sabbia, provvista di discreta acqua potabile, presentasi sotto ogni aspetto sanissima. Sul cigl ione del Gebel, un focolaio malarico pinttosto i ntenso è dato dal vallone di Rnmi a a piè del castello di Yeffren, e buona parte dei trentfl.due malarici curati nell'o~pedale milit.are di Tripoli, durante l'anno in esame, proven ivano precisamente da YC'ffren, localit.à salubre, ma p ros!'<Ìma al focola io in parola (41. A piè del Gcbel, sul versante nord dello stesso, !lei Oazà (territorio) di Giado Fassato esiste un centro d'iufezione malRrica. nell'nadi Zarga, eù altro di minor importanza a nord òella catena collinosa, fra Kasr-El-Hagg e Giosc, mentre altro piccolo cent,ro trovasi a Rabta Sergbia lungo l'uad i Gana n ordovest di Garian nel vallone di Assaba. In dette località att.ualmente non so11vi presiùi di sorta, ma v iene bensì praticata dappertutto nna generosa razionale distribuzione di chinino per cura dei Reali cambinieri. Da ulr.imo, nelle oasi desertiche occupa te dalle nostre trn ppe rilevasi un focolaio mal ari co piuttosto
( 1·2) Risu lta che il san~~:ue di parecchi mnlarici di Thaorga, venne micro3copicam<:>nto e~arninato a ll'ospedale d i Misurata dnl capitano medico dott Andreini, mo nulla potei r iscontrare che mi facease conoscere il risultato delle praticate ricerche (3) D ella malaria d i T haorga pA.rlano tutti g li acrittori e vinggiatorì, così il ::'llin utilli, il ::'ltathuisieux. ecc, mentre ne l noto scritto d e l DELLA·CKLLA l'unica allusion~ di malaria nella Tripolitania si riferisce appunte alla località di T haorga; tOd infatti così egli scrivo: " In qncsto passnggio le carovane S<'hivano il paese di Tavarga a • una giornHtu di cammino a mezzogiorno d i )fistlrata, perché il suolo è Infetto di • esalazioni palustri ». (4) La denominazione di Rumia evidentemente è d'origine latina, significando la parola Rwni. in arabo, il cnstiano, il romano. Con simile appellativo vengono distinte altre località della Tripolitania e dell& Sirtica. Tal nnmo è un ricordo della g randezza e della potenza d i R oma.
l'ELLA TRIPOLlTANIA E DEL, LO STATO SANITA RI0 1 ECC.
441
intenso a Dergi, oasi ad est di Gadames, ed altro a Gheriat-el-Serghia (Gheriat di oriente) al sud di Misda.. Le statistiche ospitaliere di Homs e Tripoli, dove venne c urata la quasi totalità dei malarici della Tripolitania (centoquarantasei su centocinquatotto), fanno rilevare chE:\ la massima morbilità si ebbe in settembre ed ottobre, rappresentata da malarici infettatisi in Italia, recidi v ati nel periodo di acclimatamento in colonia, mentre i casi autoctoni cominciarono a comparire più o meno precocemente, a seconda dell'andamento stagionale, nel novembre, aumentando nei mesi successivi. Del resto, con i pochi dati finora raccolti, non puossi senz'altro stabilire una curva epidemica. Spesso nel mese di novembre av~·engon o le grandi piog~ie che trovando i letti delle uadi e le bas!mre semisature delle precipitazioni d'ottobre, formano specchi d'acqua. e pozzanghere che col persistere della t emperatura intorno ai 20°, danno agio al le uova di anophele.~ di svilupparsi . I n tal modo comp utando i necessari cicli . evolutivi, si spiega il periodo epidemico predetto. Nei p1·epara.ti microscopici di sangue di mala.rici fatti negli ospedali di Homs ~ Tripoli vennero osservati, in grande maggioranza, casi di forme estive autunnali, talora con abbondanza di seroilune, insolita. nelle nostre regioni (2 o 3 per campo), molto sensibili all 'azione della cura chininica (l). L e forme recidive furono nella proporzione di circa d ue terzi del totale, mentre q uelle di prima manif estazione nella quasi totalità. vennero contratte nelle località predette di uarli di Lebda e Rumia. I malarici dei reparti indigeni ricoverati n egli ospedali della Tripolitania durante l'anno in esame furono soltanto 3 (2). Ora, quan::lo si consideri che il maggior contingente delle truppe è dato da battaglioni eritrei e somali, provenienti da regioni largamente malariche, simile dato presentasi assolutamente fallace. L'Eritrea per una buona metà è malarica. (3), ed i bat taglioni somali, per modi) di (l) Identici risultati si ebbero nell'esame del sangue di informi di malaria autoctona p r aticati presso l'ospedale civile di Tripoli (servizi sanitari del municipio di Tripoli, pag. 56). (2) Gli Atabi nella Tripolitania, nel loro linguaggio, non posseggono un termine specifico per le febbri da malaria, che chiamano semplicemente col nome di Hiimma od H~mma, che significa. anche semplicemente caldo, mentre distinguono con la parola Hdmma rtuba le febbri da umidità, le febbri reumatiche. In'lece nefla. vicina Tunisia il concetto di febbre malarica traducesi con l'eapreaeione Berà u Hdmma, che letteralmente significa freddo e caldo. (3 1 Vedi: Note cl·iniche aulla malaria in Eritrea, per il dottor PJ.lllTRO M.IGNACCA, capitano mt'<iico. (Studi di medicina tr<rpicale, volume I, pubblicato per cura del governo dell'Eritrea., Bergamo, 19lf). j9 -
c;s,,.nale di meài<ìna m llilMc -
Fase. vr.
44~
DI'LI,,\ TRlPOI,ITANIA E DF.l.LO STATO SA~ITARI0 1 ECC.
dire, vengono reclutati per la m11.ggior parte fra le popolazioni dell' J emen, dove sovratutco nelle vallate dell'al ti piano di Sa.ana tro,ansi zone malariche (l ) ; Orit, per quanto trattisi, di uomini accuratamente scelti, non è possibile che qualche pregresso malarico non entri a farvi parte. Sta invece il fatto che tutt.i gli u ftìc iali addetti a tali reparti curano la profilassi chiuinica dei loro uomini e così solt!lntO puossi spiegare un dato a prima vista paradossale. D'altronde le brevi soste di de~ti battaglioni in colonia, il loro frequon te avvicendarsi, il l.)rO modo di agire in lontanissime r egioni desertiche, lo stato di continue guorriglie, non lasciarono certamente campo ad indagini scientifiche. Tn·o ADOOMI:xALg. - I casi di tifo addominale curati negli stabilimeut.i sanitari miLitari della Tripolitauia, durante l'anno Hll-1, furono in tutto G::J, così distribuiti: :-:TABILUIENT I ~.INITAlU
Ospedule militnre di Tripoli. ln[~rmeria
E>'TRATI
O CAI\ITI
:!Il O!<TI
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9
presi,liaria di :'llisurnla
lufernlf•ria pr•Jsidiaria di Homs
IO
7
3
Infermorin presicliuria Ji Zuora
18
13
5
Infermeria pr'"'sidinrill di Gnrio n
2 47
18
65
Nel loro tlecorso non si differenziàrono affatto dall'ordinario osservato in Europa. In gen~:~re q uest.o fu mite e regolare, senza gnn·i complicaziom, tranne le perforazioni intestinali, cui debbonsi attribuirtl tutti i casi riusciti ad esito letale. La. diagnosi clinica venne sempre accertata con la sierorlia.gnosi del Wi::lal, controllata con emocc.Jture del bacillo di Eberth-Gaffki. Soltanto n ell'infermeria presiclia.ria di Garian, per mancanza. di me;,zi, non vt>nntl faLLa che la, Sl'mplice diagnosi cliniln~. l'J"ella ma;;sima parte fu rono casi spontdici; ri,·estirOIIO forma epidemic.;a soltanto quelli curati nell'infermeria presirliaria, di Znara. essendosi pres::>ochè tutti mauifeatati alla fiDe ci"agosto ed ai pritni di settembre nel pie(l) :-Ielle varie mio rirerche non trovai a lcuno. memoria scientifica che ai occup nsse dolla malaria ne lla Somnlie. itt~linna.
DELLA TRI!'OI.I 'L\NlA
E DEI.LO ::;T.\1'0 l'A!'\ IT ..UH0 1 bCC.
4.J.:R
colo presid i o della località d i S iùi-Abcle;; Arnad. Trattassi d'in fezione da causa esclusivamente id1·i<;a; confermata daLre.;ame batteriologico, dovu ta all'uso dell'acqua d i un nuovo pozzo sca\ato nell' inter no d i una ridotta. La piccola epidemia cessò dt>l t.utto, e completamente scomparve q uan do, proscr itta l 'acqua del pozzo recentemente scavato, ritornassi a far uso d'altra acqua attinta ad nn poz:r.o più lontano, di a ccesso men comoJo, ma perfettamente :;alubre. Venuero inoltre rile\ar.i sette casi di para.tifo .d e sei di par at ifo B ., diagnosticati, mercè la. reazione \Tida.l, controllati da.ll'emocoltnra. I casi di paratifo A. ebbero andamento r egolare, mit issimo, con bre\e convalescenza seguita <la perfetta gnarigioot>. I casi di para· tit'o B., in numero di sei , ùitldero luogo aù un decesso. Non si può dire q nanta parte delle malattie riportate sotto la de no m inazione, eziologicclm ente i mprecisa, di fehhri autoto:-siche, i nfettive, ecc. (5\:.l in tutta la colonia), siano forme ebertiane abortive e non riconosciute. ] )el r esto. la forte diminuzione dei casi di infezione t i fica e delle for rue i ntestinali acute verifìca.tesi nell'anno i n e~ame, corrisponde a tut..t.i i provvedimenti adoU;tti dalle antorit.à sanitarie per fornire alle po· prJlazioni ci vili e militari magg ior copia d·acqua potabile garantita eu n frequenti esami batteriologici, ad una più accnra<-a son·eglianza aHnonaria suifragata da t u tti i mezzi suggeriti dalla :;cienza alla sistemazione e a lla sorveglianza di fogne e latriue, e da ultimo alJa vaccinazione antitifìca. È notio quanto va.lidament..e l 'illustre i spettore-capo di ~anità milir.are, generale Ferrcro d i Ca,allerleone, n e abbia propugnat.a l'applicazione e dimostrati i beuefh;i e.fi'et ti, taUI,O iu receuti scritti apparsi in r i•iste mediche e di coltura generale (SttOva Antologia\, come du· ran te !·ultimo congresso internazionale m c>dico di Londra (agoH>o l!llB). ::lleutrd quest'opera di propaganda attende a.ucora .il suffragio supremo, che so lo può darle Ja sanzione legisl::tti '' a, ren•1endola obbligatoria per tutto l 'Esercito e per la )farina (l ), la co,;t,an7.a1 lo zelo e l'asce lldente esercitato dai n ostri medici militari sni suldati, ne persnaseru oltre 2 500 a sottoporsi \olouta riamente alla vaccinazione antiLifica t2). Venne ( l ) È noto come tutti i solc!nti do.:gl i t~Serci éi ingledu e l(o>rmanico 1\ttualml"nte in guf"rra. sia no s' at.i E!Oltnposti prov(mti vilmente alla va('('Ìnnzinno nntitifka co n risultnti b 1·ilhl.otis"limi. mentro n ul l'<;>sorcito fntnCI"se vennero vn<'cinati snltt\nt'l i contingl"nti d i prima linea. par imenti con ottimo successo. v c>rifìcandosi in\'OCO nu rnt-ro~ i casi eli tifo n ei soldati delle r ii!crve non sottoposti prima a cura antitifica. ( 2) Recentemente una pro,·vida disposizione mi n istcriala rosè obbl ic:a torin In \·nec i n azi o n e antit.ific~< per tutti i soldati del R. E;~erl'i to (S. d R ).
4.1!
liKf,J,A TRlPOJ,ITA!'il.! F. DELLO STATO t-Al'ITARI0 1 'ECC.
usato sol tanto \S.Ccino polinleute d el Vincent. di 1", 2° e a· gra<io, prep!lratl) dall"istituto sieroterapico n.ilane><e, somministrato per \la. ipo•lcrmica, nelle region i sottoscapolari, a lla di~t,~nza di sette giomi fra una iniE.>zioue e l'altra. Nella maggioranza dei l'i\Si le Yaccin~ zion i in parola vennero tollerate, uè mai d ied ero luogo ad i neon \"e· nienti cci a (·omplicanze. Fra i vaccinati ebbe a verificarsi un sol ca~o di infezione tifica con d ecorso molto benigno. Nt>,.;-<nu ca"o di f~bbro ricorren Lc uè di tifo e~aut.emati co ehbe a. manifl·st~trs i nelle truppe italiane e nei bat.tng-lioni indigen i. La febbre ricorrente in Tripoli, egregiamentE'! studiata dll.l "nostro col!E>ga capi· tana u1odico G . Rizzuti (1 1, n on sembra esi:;t<'l·vi allo stato endemico (mont re trova"i endemica in .à lgeria ed ha i suoi focolai nell'elemento inòiu:t>no), tanto è vero che l'epidemia del 1912 n on ebbe a ffatto a ri petersi negli anlli succe:-J!-lÌvi; altrettanto dicasi del t 1fo esantema· tico, di cui si ebbe una piccola epidemia dnranlo l'anno l!ll2, cbe colpì non soltanto gli indigeni, ma anche qualche italiano, memre nt·gli anni 1~13 - Hll-1 nessun malato di simile forma infettiva. \enin~ ricoverato n egli stabilimenti sanitari della città. Dato che la diffusione di tali forme m orbo>~e accadE> molto probabilmente per mezzo d'insetti (pidocchi pel tifo e:sautematico, zanzare, pulci ed altri insetti per la febbre ricorre n te), ~ certo che, ces.:MO l'ngglornera.mento delle truppe, ltt migliorata igienfl personale e dedi allog~•amenti, le freq n enti ùisin fezioni, il riu no\·arnento d i bi am:hena e l 'uso continuo di poi vere insetLicida do>€'ttt>ro contribuire poteutemoute alla totale loro sco m par~a. N1·gli ascari delle varie razzE>, durante l'anno l!H4:, v erificaronsi sol tanto quattro casi di tifo addomin!lle. Eh boro decorso m i te, senza gravi complicanze; in ne:;snn'> >erifìt:OR,;i pPrfornzione inll'stinn.le . .Furono pochi ca~i, dai quali non si possono (;ortn.m ente ritnn-re dati di carattere genentlc: questi porò cuucordano con quelli d'alm osservaLori cho ebbero a ril evnre la rt>lati\"a rt-fm1t.arietà dt>gli indig en i per tali forme morbose ed il dt>corso ref!,tiVIlllH'nto benigno delle• stesse (2). H.itengo che tal fatto possa soltanto in piccoli\ parte spie· gnrsi cou la scelta. pmt.icata ncll'anuohun ento, ma sovratutto ammettenùo uua notevole resistenza organica congenita, una vera resi.:teuzll (l ) G. R1ZZl-'TI . - Csacn'O:ionr aul tifò ricorrente a Tripoli. Commissiono b'"t""~r· nativa por lo studio dE'Ile malattie tropicali nella Libia . - Tipografi" Gu!'rriero. )!eosina. l!JJ2. ( 2) Tal fatto venne rilevato nell'ospedale militare di Tripo li nncho nei tifosi indi!;l'ni d e ll'anno 1913: anzi il capitano dot-t. Edoardo Soprano no foee oggl.'tto et' una aun memoria s cientifica.
01-:LLA TRIPOLITANlA E DELLO STATO S.AN1TARI01 ECO.
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di razza. in soggetti c he riuscirono a. sfuggire ad una. pleiade di micidiali malattie del tubo digerente durante la loro infanzia (l ). PEsTE BUDBO~IOA. - Durante l'anno 1914, nelle truppe del corpo d'occupazione della Tripolita.nia non si verificarono che soli due casi di peste bubbonica., uno in un soldato del treno residente in Azizia, l'altra in un savari (soldato indigeno di cavalleria), distaccato ~ Tagiura. Il primo ebbe esito letale, il secondo di guarigione. Ciò accadeva. negli ultimi giorni di maggio e primi di giugn o per il 1° caRo, nel mese di luglio per il secondo. Il primo caso si ebbe ad oltre 50 chilometri dalla costa nel bel mezzo della Gefara. a d A zizia, e fu unico verificatosi in quella r egione, tanto nella popolazione militare come nella civile. In vece a Taginra nell'oasi omonima ed in quelle di Tripoli e Zanzur, nella popolazione indigena, verificaronsi a ltri sette casi, senza. che si potesse par lare di una vera e propria, per q uanto limi tata, e pidemia, essendosi manifestate in località d òverse, talora desertiche, molto distant i l'una dall'altra. <iuesti pochi casi rappresenterebbero uno strascico dell'epidemia sviluppatasi in Tripoli dal giugno al settembre dell'an no precedente con un tolale di 64 casi, dei quali 16 verificatisi in soldati italiani e 6 in ascari indigeni (con 5 morti italiani e 3 indigeni). Ne ll'anno 1863 erasi verificato in Tripoli l'ultima epidemia di pes te, nè si possiede a lcuna memoria di donde e come sie venuta. Pari incer tezza dom ina anche sull'ultima, mentre sta il fatto che la malattia comparve su lla costa e q u ivi rimase loca lizzata. Le oasi e più ancora la pianura. stepposa litoranea, sono infestate da miriadi di topi in g r andissima prevalenza della specie 1a1t,S decumanu.q, mentre il mus rattus fu trovato solo in a lcuni locali del porto. Per mio <'onto ritengo che simile forma morbosa nelle regioni costiere della. Tri politania tt>nda a. diventa.re endemica come ad Alessandria d'Egitto. F ino ad ora. il serviz io necroscopico presso le t ribù nomadi e semi nomadi della costa non può essere c he parzialissimo, e t r oppo facile riesce l'occultare un cadavere seppelleud(llo, mentre la ca.bi la, leva le tende e s i allontana di decine di chilometri. Del resto g li indigeui posseggono una vaga n ozione delle forme infettive in g euere e della pestosa. in specie, e ne hanno un sacro terrore, che manifestano isolando l' in.fermo, seppellenàolo appena morto, senza (l) N . GABBr. - Generalità &ulla pa 1ologia delle tribù della Tripol itania e regioni /ìnitime &tudiata nei campi di concmtrazio1~ deglt Arab·i. (Commissione per lo studio d e lle malattie tropic.ali nella Libia. Messina, tipog rafia Guerriero, 19 12)•
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OI·:J,(.,\ TRIPOL1TA:\'1A E DELLO STATO SANITA R IO, E CC.
c urarsi delle prati r~ he d i rito, quindi allontanandosi dalla località o>e accade il decesso. J,a migliore pr otezione contro il diffondersi di tale forma morbosa è data certtt.mente dalla r ada popolazione del lll. steppa, dalla stagione torrida. e dalla scarsa resistenza del bacillo specifico. Il decorso dei due casi osservati fu quale viene descritto nei trattati con la caratteristica remissione A.} 4° giorno d i malattia. La lot.ta. con· tro la diffus ione dell'epidemia Yenne fatta con la profilassi specifi, a., precedn t a nella stagione in vernate HH3·1914 da intensificazio11e di tutte le misure di ris>tnA.mento cittadino e delle caserme e baracche occupate dalle truppe (1). L ro;nnRA. - ~e ve nne ossernttn un sol caso di nodosa nella per sona di un ascaro del 2° battaglione eritreo, in Libia da par ecchi mesi; la malat tia data\a da dne anni . Venne egreg iamente d escritto dal capitano medico dott. Arturo Balliano cbe ne fece oggetto di uno studio clinico (2). Del resto la lebbra iu genere è molto rara a Tripoli e UPII<t 'l'ripolitania, ciò cl1e sovnu.utto puo;;si desumere dalla stutist.ica dei \'ari luoghi d i cura e degl i ambulatori indigen i. Cosi il capituno medico prof. .IJentGftna, durante i l periodo che ebbe a funzi•llHl.re in 'l'ripoli la poliambnlanza c Guido Baceclli •, ne ri· scontrò in tutto un ca.so \3 l, e due casi vt>nnero cnrati pre>:so l' OSJ•e· dalo civile rli Tripoli durante l'auno Hl1:1, in due indigeni , ma uno di e~si provenh·a da Tunisi, l'altro era oriundo dell'oasi di za,·ia ,-Jl. EsT~;Iw-coLrrr. ~e nnnero curati i11 tutti G:-1 ca;;i, ed il ma~gior numero ntl h1 stagione ca hl a, dal l nglio al st>t~em ùre. N ella maggio· ranza. dei casi venne isolato il bacillo entfwitidis dc>l Giirtner, molto virulento in siml,iosi col colibacillo. D<'ll pnuto di vista clinico si è avuto un andamento r f'glllllre, senza complit·auze, seguit.o da couvale~ scenu~ rehltivamont.c rapida . .!1'1-:nnHil: .m: t.. t n::\s~o;. - :Nt•iBun C!l.SO venne rilt>vato nE-gli uomini eli truppa, Jut> invece in soldati inJigeui della Tripolitania (uno za ptiè ed un ascar o libico).
(l ) , ·,·cgn!li in propo~ito In stnd io Oa.•i di pc.~te curr.ti n rll' o.•p•·dal~ per mnlattif i n Tripo/i, nelln ri\'i-1ta ,lf nlar .t• e malaaie n ei pat8icaldi. Luglio agosto llll~ de l prof. A. IL,·g-.ro o d c•Lt. )hcHELJ> ;\L,ZZITF.LLt. (:! 1 A. H ,\I,.LIA:--'0. Un a.•cnro afictlo da lrb'1rr1 ([/l'o.•pr·dalr mi/;tflrr tcrrit orialr di Tripoli. (fliomale di medi•·in<• m i litare. non~mloro 1!114). (3) ùenoralt> O. f;~·on/A - Nott• 81' a/c11n"- m<rlatrie il•let:ive ch e hann<~ domir••oto n ella Li1;ia d<1l gwrrV> dd/11 no.• tm occup<r:ione !i11o rul oggi. l A tO!'Cn t re Ranitario, 4-ll aprile 1[11:2) H l l scrvizt sa'l'lite&ri drl munici11io di Tripoli. Rnppurti e mo nogralìe coloniali. :.'l linistNO do• Ilo colonie, ai!Osto 19 14 r.onla(JÌOU
DELLA TRIPOLlTANIA E DELLO STATO SANITARIO, ECO.
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Simile scarsità di casi è certamente l'esponente di una morbilità frequente nella popolazione, certo inferiore a quello che avrebbe potuto tt>mersi, data la vicinanza del gruppo insulare di Malta, dove tal forma morbosa è tanto diffusa. Certamente alla ridottissima morbosità. di febbricola, riscontrata anche nella popolazione civile (1), dovette contribuire il divieto d1 i ntroduzione di capre mal~esi, gii\ in vigore da 3 anni, rigorosamente attuato ed imposto dalle autorità sanitarie italiane (2). MALATTIE CUTA!'IEK.- Nei vari st.abilimenti della. Tripolitania, durante l'anno 1914, vennero complessivamente curati di forme cutanee, 354 soldati italiani. Queste furono rappresentate dalle più svariate forme di dermatosi, senza che alcune di esse rivestisse C!ll'a.ttere d i gravità, nè che si verificassero forme degne d'esser menzionate. Prevalsero le dermatozoonosi, in specia.l modo la scabbia (233 casi), e fra le dermat.omicosi le forme varie di tricoph:itia. ~all'estate si manifestarono diversi casi di eczema e di sicosis vnlgaris al capo ed al viso. Si ebbero inoltre parecchi casi di dermatite esfogliativa, psoriasis, pityriasis, herpes zoster, ecc. Nessun caso di forme cnt ance proprie della zona tropicale. Cinquant'otto furono i soldati indigeni curati per malattie cutanee. Parecchi fra di essi i casi dt scabbia che talora. assunse il tipo crostoso ~ pusloloso; spesso furono escoriazioni, comunque prodottesi, che assunsero forma fagedeuica, sovrat u tto in soggetti deperiti, cachett.ici e vecchi sifilitici. MALA.TTIE VI?YER~; E. Delle troppe italiane. i curati per tali forme morbose, furono in tutto 1173. Pre•alse la gonorrea con tutte le sue complicanze (cistiti, epididimiti, prostatiti l. Le forme più gravi vennero riscontrate specialment<' fra militari provenienti da ìontani isolati presidi, privi di mezzi per le cure immediate. La maggior parte di essi venne curata con sier o antigonococcico, ot-tenenùone risultati veramente brillanti (3). Tanto nell'uretrite acuta come nella cronica \enne inoltre esperimBntata la vaccinoterapia con stock vaccino polivalente (preparato col sistema \Vright), ma i risultati che se ne ebbero non furono co:;ì n~m
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(l) I llervizi Banitari clel municipi-O di T ripoli. Rapporti o monografie coloniali. Ministero delle colonie, agosto 1914. (2) Invece la febbre rnaltese surebbe endemica cd ahbastanza diffusa a Derna (Cirenaica) come riloval!i dalla memoria del capitano dott D . S.\LVATORE. - La fehbre d• lllalta nel presidio ài Dema (Oiomale di medicina militart, maggio 1912). (3) Dall'uso eli tal siero preparuto dall' istitnto sioroternpico milanese, non s'ebbe a deplorare ver un gra.ve inconvPnient-e. t ranne qualche leggero caso di anafìlassia che cedette rapidamente alle cure instituite.
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Ohf.I.A TRIPOLITANIA E DELLO STATO SANfT ARI0 1 ECC.
buoni come quelli, d3vvero eccellenti, dati d all a sieroterapia. Relati\amNite scar;;e furono le adeniti da ulcera molle. Quelle suppurate vennero operate o con l'aspirazione e successiva iniezione di a cqua. os-<igenata, oppure con doppia puntura da permeLtere il complete Ja,ll~~io de'l ca\O suppurante. Mai venne praticata l'enucleazione di gl11anùole linfatichP; con tale sistema si ebbe il \antaggio, non !;Oio dello. r;1 pida guarigione, ma di lasciare quali residui dell'intervento O!'t.>rativo, piccole cicatrici quasi i nvisibili. Ben alto prcscntasi i l numero dei casi di sifilide; salirono a 465 su d i un totale di 1178 malati ù i forme voneree. l~ no~;o eome simile infezione croniea sia largamente diffu,..a nell'elclMnto incligPno; tal fatto ebbe ad i mpre~siouaro quanti, viaggiatori e merlici visitarono l a'! ripolitania dal Della Cella in poi ! l), nò man· ca no ree t> mi st urli in proposito, opera di disti uti mcd ici appartenenti al llo,tro vorpo (:.! 1. )Ientre la prostituzione, diremo uiTiciale, è beu dist· ipliuaw e n on molto estesa, ad oma delle leggi civili e coraui<:he, ug'uahnento abl,on.lauo le pro,;titute non so~~etle a controllo, specialmente nelle vicinauze di baraccamenti militari. Chi ha frequentato per poco gli ambulatori della L i bia, ben sa quanto sia diffusa qne,.,ta. mal a t t ia e quanto gra \'i ne siano le mani test azioni terziarie, spe•·ialmente c·utauee. La certezza che ~utte le pt·ostitute sono sifìlitiche ~piE>ga n~evolmente nn fatto OS:)en-ato a"sai frequentemente, e cioè che la ma~gior parte di coloro che si contagiano di ulceri veneree e di con.lilomi \""auuo soggetti 111!' infezione lnetica, vide a dire che qua"i tut te le ma11i festa?. ioni apparentemente venereo sono i n vece miste. E ùella l ne, si ebbero nei \ari stabtlimenli della Libia le p•ù \ arie ruanifosrazioni, ùa simulare spesso malattie e~antcmatiche, ta),olta forme Ptttan<'e delle piÌl rare. Di queste ultime, al..:une verameute ri· belli alte cnre specifìt:he, subirono benevCilaevoluzioue con le iniezioni endoveno,;e di n eo-salvarsau d i cui, durante l'unno, f u fatto htrgo uso nei \'ll.ri l'fi)J!lr t.i d i venerei. ( l) [ pn~>si harlmroschi furono, per secoli, il prediletto rifu~io eli innum!'ro ,·oli r innrJ::oli d,•ll'intoro bacino del )leditPrronPO cho, intC'llil(onti e &<'>l itri, vi ott<'ne,·tu\o fo!'ilmcnt•• ~rud i ('Ù onor i. cù ai porti buruar.-schi, s pl'ciulm<'ntl' a qul'llo di Tripoli of· fhth·nno r;li s~'lw\\' i cristiani. pr~'<la dei cor~ari. IUisicrnl' n numl.'rosi m•g01.ionti d i ogni nnzionulità, mns•irne ltnliani: devesi qo.lindi rng'onl'\'olrnento supporro che l ' in~rodu ~ionl.' dl'llt~ sifìlidn in Libia r io di data molto antica, fo,·oritn noi suo d iffondersi dalla pcssirnn ir:::irne e dnii'usscnza di ogni !'ura. (~) F. De N \l'OLI. capitano mcdi~o L'opero rkl tnf'di~o i" Libia a propottito delle mfl/ollir. vrn--rce sililitiche ~ cutan•e predornit.cmti Mil'DMi di Tripoli e "'"'- dif'F"· demt (tJir>rNJie di mrdirirw militare, febbraio 19 14 ).
DELLA TBII'OLITAXIA E Df:LI.O STATO S.\XITAR IO, ECC'.
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Le ulcerazioni iniziali spesso presentaronsi multiple ed in qu!l}che raro caso si osservò il passaggio dall'ulcerazione primaria al periodo terziario, saltando il secondario. Gli ascari dei reparti indigeni entrati in cura per malattie veuere~, furono in tutto 196, e quasi tutti per manife-.tazioni di sifilide nei suoi vari stadi. A ppartenevano alle più s>ariate razze semitiche e camitiche, dall 'arabo dello Jemen e della Libia., al nero nel Wadai e del Bornù, dall'Am hara al Fulbo de l centro dell'Africa. Senza di~tinzione d i razze, si potè osservare come in tutti fossero so~ratutto gravi ie lesioni cutanee, specialmente terziarie, spesso a:-;soci a~e a lnsioni osseP, mentre nel periodo secouclario, con mol ta frequenza, ve n 11e ri levata la presPnza di specittli sifiloJerm i o gomme, con forme anatomiche pnstolo-crostose, ,·e:w ico-pusto]o;;e, tnbero-cro;;tose e tnbercoli isolati, con notevole distruzione di tf':-:suti, infiltrazioni ossee, c-risi doloro:-:e, e!D'Jrragie cntanee; e per gravi re liqnnti di sifi lide terziaritt1 pare~:cb i dei curati do~ettero es'ere definitin1.u1ente allontanati dalseP:izio 1l ). SconnuTo. - Ke:-~sun ca.s.> di scorbuto 'E'une rilevato fra gìi italiani del corpo d'ot'cupazione; invece 24: casi di simile forma morbosn, vennf'ro o:;;sprvnti fra gli ascari dei battaglioni indi!!eui, dei quali lO in a-.cari libici, 14: in a:;ca.ri eritrei e somali. Tratun·a-.i r!i individui provenienti da spedizioni nel lontano Fezzan, che per lnn~hi me,-i ave~ano sopportato disagi e pri ~azioni di ogni specie, nella massima partP vecchi malnric i e sifìhtici. La piecola epidemia manifestossi nei mesi di settemhre e ottobre iu modo benigno, camtterizza.ta da dolori muscolari diffu.;i, mHles:-.c•re generale, debolezza progressi~a fino ad uno stato di vero altba.ttimento, polso dE-bole e frequente, diminuita attività cardiaea, gengive tumido d i color ito ec·himotico, facilmeme sauguinauti, gt~.n~li sottoma->cellari aumentati di volumE' o <'Onsistenza, masticazioue dillicile, con >ertigini, sE'uso di cefalea intensa e di rouzio agli ort?cchi. ~I eùi ante opportunr curcl m edic·o-igieniche guA.rirono tutti in una qu indicina di ginrni, senza che ne residnassero post.umi di sorta . PrAOJH: ·TnOI"IOAJ,L r\ mmala.rono di tali forme soltanto ascari dei va.n battaglioni indigeni, in numerò d i 3:-,9. Della varie razze vennero maggiormente colpiti gli ascari libici. quiudi quelli della Somallt~. ( pur essi recluta.~i quasi esclusivamente fra le tribù arabe dello Je( l 1 1\Jan ifesta~ioni quasi identiche ebbero a rile va"" nella sifilide trop:cnlo il PhJen ed il n ol'tro De-:\tarzo. A. PITLEV. - Malattie tropico/l della pelle, vo l. 1°, pag. 86. V . Or.:·:llARzo. - Z..."olc 6ulla patologia nella r~gione dd Barca e lVI Cose· Seti/. Slll.di di ~icirw tropiea le. \ "ol. 1°, pat:. '~ l
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DELLA T IIIPOLITA :'\ IA E DI':LLO STATO S A:"ITAIH0 1 ECC
men), da ultimo gli Eritrei. Tal fatto vien giustificato dalla maggior resistf'nza fisica di questi ultimi rispetto ai loro compagni d'arme di raz7.a semitH;a. Sull'ulcera fagedenica dei paesi caldi, o piaga tropicale, esiste un'estesa letteratura di medici coloniali, ed un notevole contributo alla stessa venne dato d a parPcchi nostri colleghi del R egio E-;ercito, quali il Piantelli, il De-:Uarzo e d:t ultim o il Soprano (1 1, che, nell'osperlale militare di 'l'ripoli, addetto a quel reparto indigeni, ebbe a studiarne diverse ceutin aia di ca;;i, fatti oggetto di accurate ri r·ercho batteriologiche da pRrt.e dei capitani medici H.izzuti e Germi no. Conosci n tissi rna. ne è la sintomatologia, noto il decorso, che, n ei C<rsi osserv11.ti iu 'l'r.ipoli tania., mai n\.ggiuuse ~li estrem i descritti d a a li ri an tori, ~aratterizzati sovraLn1to di'l. nn lungo ed iu tenso periodo di sfac.,Jo con dis,ecazione di tendini e di n E'n' i (2). lllvece nelle piaghe tropical i, curate uegli stabilim~nti sanitari della 'l'ripol!tanin, s'ebbe l!~>ll<:>rrtlml'nte esito di gna.rigione più o meno mpidll col ri poso asso ciato alla. 1nigliontta igiene generale eù alimentare degli infermi e c·on la cn ra >:pt•c•ifil'a anti:>ifilitica in soggetti che mai l'ave\'ano da prima "P"rimenta.ta, mentre localmente \'alsero i geucro:;i ra~chiamc nti, lo c·ant•·rizzazioni del fondo, iu seglllto tutti i riml•di che St'rVO•lO a JH'nmuovE're e sollecitare la formazione di granul11zioni rli pia!;he così mo lilic·llte e la loro cicatrizzazione, comprPl'a l':wtic·a ntedicazione alla Uaynton con stri.;·ie embricate Ji cervttO. :-4imili aff,·zioui, cui gener.Lim••ttte pn·di.;pongono le malattie geUl·rali df'bilitanti (mal~tria, sifi1id t>, (•c·c.) con la. loro rl i ffusiune e con il l n ngo st ra.;cica rsi de l periodo ,. tra.Lt\·o.~ono ca n--a eli grave Jimimtzione dell'l'lliciemm bellica rlei va t i n·pa.n i 3), mentre Sl•mbra coufermata la loro coutagio;:;itù. e pos~ihi lthi. di tnoculaziune e di auto-iuoculazione 1-±). ( l ) Q. Pr '"'~'"t.r..t , rur•ttmo rnodH·o -
Urm•i twt" sulla /ltll<~lorn'n di As•••b. (StwU J, ro~. :! l). - 1':. Sor·u \NU. cnpiLHI\0 OlPdko. - flot6iri111410 allo iltwl,o tl•·ll'u/c1 rt• /lly~./,•,.icr< d., j pru•si retidi, o pi•lf.ll t r o flÌr ' '" (Uior11a/,· di me•/iciu,, "'ilitarc, ~;iu~.: no Ull 1). (2) V. Dt -.\ 1 \ltLO, opr•t·a citah\, pag !< lì. r :IJ \ •·nnf• rmf\ d('lh• importnnzn cho nssumono In t ra"'tlt'atn i~ionc p<'f,.onalo cù
d t nh 1 itciou tru,Je,t•fllf'. vol.
Hlun••nturll rwllo qvtl11ppo .ll'll'ult:<·r>l fn)!!'doni,•n tropio·•tl(' , rrodo df'l cuMo di 1\C'C'Cnnnre un fnliiJ, di •·ui vt•nui n cono~!'Pnzn dopo •"·ritto rptC'Rt.o notn, Nt•llo lonl1Ht8 Oa•Ì
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tli U1ul<l '"'· d•·l J,!'rnppn di .Jofra. n ell'ott"bro st•or,;o nmrnulurono di uJ<-,•ra tropiC'nle :1 ~uldnti buuwhi o C'on es<i il rnedico G. L n.ldetto a qut•l pre~idio: quet<ti 1\uGi rni f'('HHUUit"u
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toto~rnfìn
clell'nlcoro. da cui {lira ntl,•Lto
nurnn(:(l lu l oro P''rJJh.UU."OLi\ A
Uuld,un o;:n i curu rro;l'i inutil<'; tutti e qnnllr > t:•tnri<ono U('llf' e ru pidnllwnte rtunmln, [;l.«'H\In <JU<'I pr<·~rdto ,-.. r~o la fim, di dicombt'Q, f lll!t!llli\Bl'ro quollo rw'no ino•pit.• d i :::ht•nn, d <"''' Jl"t••rono u~nfruire eli uo re~inw ahmllntnre prù ~!lno, mono monotono e sonunr,rJu. cun~nmandu finalmente ca:rno f' \·l"rdur~ frf'... ct'<'• ( 4 t \\', St·nt'f'l"'-<;. lnton1o all'ulcera lropicalt. 8~trntto ùn~li Annnlt di mrdr-
.•. DELLA TRIPOLITANIA E DELLO ,.,TATO SA:-:1TAB!01 ECC.
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MoRTALITA. - La forza media giornaliera delle truppe bianche del corpo d'occupazione durante l'anno 1914 fn, com-e ebbi ad accennare, 19,130 uomini, compresi gli ufficiali, mentre i morti sommarono in tutto a soli 3!). Quindi la mortalità non raggiunse neppure il 2 p. 1000, cifra in vero bassissima, presso a poco la metà di q nella delle truppe di tutt-o il R. E:1ercito nell'ultimo decennio. CoNCLUSIONE. - Dal complesso dei dati suesposti chiaramente risulta come l'anno 1914, negli annali sanitari del corpo d'occupazione della nuova colonia, ben a ragione debbasi considerare fra i più fau-
sti. ITn risultato tanto lusinghiero, dopo due anni soltanto dalla nostra occupazione, devesi ad un complesso di fattori, riuniti in felice sintesi, quali : !"accurata scelta dei nuovi contingenti inviati in colonia; l'invio d ei vari compl ementi nella stagione più propizia, vale a dire durante l'inverno, permettendo cosi un g raduale A.dattamento degli stessi al nuovo amb iPn te ; le migliorate condizioni igieniche J i quurtieri, baraccamenti etl accantonamenti; all"acqua potabile generalmente buona e sufficienr.e; alla sevel"a sorveglianza annonaria ed in molti presidt alla quasi impossibilità, da pane dei soldati, di procurarsi generi alimentari e bevande all'infuori di quelle fornite dai magazzini della sussistenza. militare; da ultimo e sovratutto al fatto che la Tripolitanifl, pa.ese povero, prevalentemente stepposo e d esertico, per questo stesso fatto preseutasi nella. tnassima par te sano. A.g~iung<tsi le limitare operazioni gnerresuhe nelle quali vennero impegnati i reparti ùi truppe bianche erì il mo lerato lavoro 0ui que· ste vennero generalmente sottoposte. Cosi, menn·e queste servirono a ritemprarne l;t fibra, evit.arono lo st.rapazzo morale e fisico che spesso n e deriva, e con esso l 'attecchimento ,li forme morbo:;e. Quando si peu.:;i ai disastri sanitari che, anche in ep•Jo'he relat ivamente recenti, acuompagnarono le spedizioni milit>'~rÌ francesi nelle finitime Tunisia e Algeria , regioni sotto molti aspetti simili alla nostra, ben a ragione pos:;;iamo cbiamarc.:i fortunati ed E>ssere orgogliosi se, scesi per ultimi uell'agon~c: coloniale, abbiamo saputo far sag-giamente tesoro dell'esperienza a ltrui, applicando con scienza e 0oscienza i migliori postnlati dell'igiene, in modo da raggiungere risnlts.ti tanto lusinghieri . cina tlalKJle, 19 12 -Casi di ulcera tropicale vennero rilevnti dal Lac11va anche in Italia . n Bovalino. in provincia di Rl'~gio Calabria (L,"· ""·'· l..'ulcem tropicale ~ B ovaliwJ in Malarw r m~lattie dei paesi ccll.di, 191 l ).
DELLA TJllPOLIT,IXI.-\ 1!: DEI,LO
~TATO
S,IXITAR101 ECO .
I I. ])at i fHI'Jliti clalle 0Si;Cl'rll7. ÌOIIÌ pmticate negli a mbulat or i p ('r intligeni
spars i nl'lla colonia, a llid;tti alla direzione di medici militari. Agli ambulatori per indigen i ebbi precedentemente ad acèennare in altra parte del presente lavoro, i ndicando come lt> attuali note siauo in gran parte fru tto di relazioni e r apporti mensi li inviati a questa Direzion e d i sanità militare dai \ari ufficiali medici a •ldetti a~li stessi. Le visite praticate durante l'anno HJ14 furono iu tutto 1 5G,G97, numero r ilevantissimo se si tien conto della popol azi•me dell' intera Tripol itania che di pocv supera il mezzo milione d 'abitanti e del carat t ere e delle a br tu d in i del la stessa. Difatti questa. mal pre;;tasi a cure continuative accontenta ndosi, sonatutto nelle affezioni croniehe, specialmente nelle multiformi ma.uifestazioni sifilitichc, del momentaneo vantaggio dato dalle prime cure, non cou t,inuando nelle stes,;e, rarau1ente ritorn11ndo dal medico e sol t-au to quando per caso aggravansi le su e condizioni di salute (l ). D'altronrle l' int.errompere ed il completo cessare dalle iniziar,e cure è spesSO im pOStO d~lJe SpPCinJi COWl izÌOni di Ylbl della massima parte di po polaxiune, s peci a l me n te a~ricola, della Tri poli tau i a. Questa per nncessi tà d i vi ta deve condurre un'esistenza continuamente movimen tata, quasi nomade, contntùisti uta da periodi quasi rotat.i"Vi di colti'azione dell'oasi e raccolta di datteri, d i semina. e raccolta. dell'orzo n ella Gcfara e di p<Hcolo delle m<mdre nt>l1a. steppa. L'opera degl i uificia.li medici ehbe a svolgtlrsi principalmente e nella. massi ma parte negli ambulatori, limitatamente nel le visite a. domieilio, largamenLe presso le varie tribù e cabile, l::L dove talora occor;;ero m isure d i profilassi e di igiene per la pre venzione e cura. delle varie malattie infettive. Le visite a domicilio furono relativA.men te scarse, data la rilllttanza dt-ll'Arabo in g<!llere ttd introdurre nn est raneo nell'i11t imità ( 1) Orandeone nto llpprezzati sono gli inton·enti chirurgici, il di c ui successo se mpre rapido, spasso immediato. profondAm<.> nte coliJisce l'immaginazione dell'indigeno. che paru~ona il chirur~;o ull 'essere per lui dotato di poteri straordinari, quasi divini: al
" "'rabuuo.
DELLA TRII'tii.ITA:SIA l~ DI~I.I.O ST.\TO S.H\ITARI01 ECO.
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della sua famiglia e ~ovra.tntto nel fargli visitare persone di sesso femminile. Però in molte località. l'opera. oonlata. d~i uostri '!ttni~nri ed il loro tatto squisitamente fine giusero spesso a supPrarE'I ogni ot~tnc-olo, vincendo vecchi pregiudizi BO<'ÌI\li (' religiosi e lo strano mison(>i~mo di queste popolazioni. Rovratutto lt\, dove nna protmth~ pennnneuza., fecero cono,cere ed apprezzare ugli indigeni l'opera dE'l sanitario, questi raggiunse rirmltati in~pernti di pÌE'DI\ fiducia. e di vcl'a dedizione dE'gli individui iu cura. e delle loro fl\tniglic. Però è altrettrmto ,.,.ro che l'Arabo-Berbero, al pa.ri di tutti i popoli primitivi, non giungendo a comprendere astrattamente i vantaggi di taluue illtituzioni, queste sovratutt.o apprezza pet• la. pertlOlll\ chA vi è aòtlot t a, tdfezionandodsi sincermnete e riponen•lo in es:~o. pit>ua fiducia; iuvoco t•e:-~sa\ completamente e tutto acl un tratto dnl frequentare gli ambulatori, .sospendendo qualsiasi cura, appena gli si para d'innanzi la t'ncda cii uno scono>~ciuto, che alla. aua volt.à dovrà lavorare di tatto tl rli persuasione per guadagnarsi la. stima goduta dal guo predt"ce,sore. CO!!Ì 1 essendo l'indigeno nttr.ccnto più all'indh·iduo che dirige una. istit.u~ione, obe all'istituzione per RP ~tesst~, fnrouvi 1\tnbulntori sovratutto in località. con popolazione ahba~tanza nnmerot11L t.>cl urbnnizzata, ben forniti di mezzi tenuti da. lungo tempo dA.IJo steAso sauitA.rio, dove l'afnuenza. ftl davvero straordin1ni&, con risultati oltremodo lusinghieri per la sulute degli indigeni e pt~r la no>~trn. prnctral'.IOne pMifica., facendo si che i vantaggi portnti dalla civiltcì e clnlla !!CÌ!'uza venissero altamente apprezzati anche rla. queste popolazioni primitive (1). 1\(AI,ATTIIC m:OIOHP:. - JJ8 visite pt>r malati Ìe modiche praticate neJ)'annO furono in numero di il8,22S. ?t[ALATTH: DELL' AI'PAR \TO DIGF:RENTF.. N nmerict\mente prevalsero su tutte le altre, sovmtutto ean9ate chdl'alimentnziont• inc~nngrua, proparata. in modo per nullo. igieuico, e dalJe troppo fncili perfngera· zioni addominali. L'a.limontnzione na.tura.lmento varia a. seconda. delle risorse economiche; per le popolazioni derltmto.no delle oa-;i co~ t i ere e gobeliane, con~i!ite sovratutto della tradizionale basina, del ku~slmH~, di pane con cipolle, e per i più poveri di un Aemplice pugno eli ciatteri, talora llSsocinto nlla\ geddia, costituita. di carne ed interiora cliKseccate da pa· (l) Nell'ambulatorio di Miauratn città, dtretto dal capitano modico Bottnri, du· rante l'anno l 9loi, "-ennero eseguito bon 32.848 vi~ite, 29,Gl0 in quollo di Zuara citlà, dirut.to dal capitano medico Do Borunrdime. mentre l'uffidnto uwdico ape<>iBiit~ta addotto alla .oziono o!t.almica dell'ambulatorio della Monscin. eohùorgo di Tripuli, curò bon 1961) infermi di malattie oculari prosentetiei per la prima voltn, coo 21,020 visite
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OELI .A TRIPOLITAN!A E D~:LLO STATO !>ANITARlO, F:CC.
rec<'hio t e mpo, spPsso fetide, di man1.0 e di montone, cotte col semen o burro i ndigeno, vero cibo atto a provocare attacchi di botu lismo (1). Assai di rado consumasi carne di montone arrostita al fuoco, spesso pannocchie di mais abbrustolite, ed i l tutto su piat.ci o cocci lm·idi , serve ndosi delle mani, qu~tle naturale fon:het.ta, pur e,.;se <'osta n temente sudicia (2ì, mentre i nume rosi povenssimi fra i poveri, S)'esso contendono ai cani i rifiuti alimeutarì cl1e trovansi fra le immondizie cittadine. B e \'anda d ' uso genei·ale ~ comuni ssima e il t è fortemente edulccratu. mentre ordinaria.mente l"Arabo dissetasi con qualsiasi acqua attinta da pozzi o da cisterne ed in \·iag~io con acqua piovttna o di pozzanghere. Nei pozzi l'acqua è spe.sso in 'luinata, od as"ieme alle Ja n ·e di numerosi inst>tti, contie ne tah·olt~t delle sanguisu~he ch e, veneudo b<>vute, si attaccano alle fauci, dando luogo ai noti iuconven ienti :;ià largamente illn~ trati da disti11 ti colleghi del nostro Eser<·i to(3t B en puossi immaginare 0011 s imili alimenti e con tali acq ue quanti ma.i parassiti accompagn ino n el sno viaggio i l bolo a limentare; nei bamùini quind i, per la minor difesa degli organi digesti\i, le affe. zil)ui catarrali dell'inte~tino, souo all'ordine del giorno, e perciò il ventre meteorico è fra loro comu nissimo . I bruschi cambin.menti di temperatura e l'abbigliamento sempre sommario, spesso quasi nullo di gran parte della popolazione indigena, coutribui scono potentemente col det\'rm inare facili rerfrigera?.ioni intestinali seguiti da q uei disturbi dell'apparecchio digereuLe c be ne sono l'ordinaria conseguenze.. Le forme enteriche, le entero-cr,liti m ucose o muco membrA.nose, le dispepsie, le g<lStriti acnte e croniche, la gA.stro-ectasia, sono affezioni comuni n elle popolazioni del la Trifol itania, che si esplicau o con tutto il ben noto corteo ft·nomenieo, ordinariamente molto più m anifeste n ella stagivuo.> estiva, con la quale coineide anche il digiuno rlnl J:amw.la11 (·.1:!. (l) N. GAD Ut - Jlnlallic dcll'r.pparrcchio dtgercllle e della cute. Commiss io n e g o ,·ornativa por lo studio d e llo malatt i<' t ropicali della L •bia. 1Jessina t ipo grafia Guer· rie ra, l ~~~ ~(2 ) La bcadin<• è una minestra fatt.a di farina d'orzo. P<'IKl e .•rmtn o burro indi· gt>no ; il kusxku~s è una somola di grano rotta su l ,·npnrA c ho vi<'ne d alla ku!<sku~$iera, ovo iuRi••>nt' ho llono ('arno, vnnluro. or hc· 11rOmnt1~ho e drol!ho. C:l) v,,~l!nrtai in proposito ' lttvuri doi cnpitani moò i,•i P . Toniotti. ;'Jf Gnce:in eù E . Cost-a compflrsi m vnri nume ri d e l Oiornflle di ,,,.r/iriru:t militrorc dogli anni 1912-1!) 1::1 19 14. (4 1 t:om' è noto, con Il\ pn roln Rcwvul "~ ,·ie ne c"ntnl-«SN:nat.o un mese- d ol ~alen · dnrio mu~ul 11t•mo, aa~ro porchè nello sto:~so venne rivt'lnt.o al profeti\ il conumu to del libro d <'i libri - il • Comoo • - . Durnute il Rmnada n oa;ni fode le nstiensi assoluta· m ente duran te il g iorno da quals ias i cibo o beva nda, tOE'IItre d u ruote ln notte ,·e n· gono con~umati tre pas ti. il primo nl t.r,.monto, il secondo vorso la m e tà doll!l no rtt-. od u n t e rzo, prima dollo s puotnr d e l &alo.
DET. LA 'fRIPOLI'rANIA E DELLO STATO SA NITARIO, ECC.
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Però è certo che nel loro complesso, le forme gastro-e::!teriche, non presentano una cifra così alta, come sarebbe da supporsi, dato il genere d'alimentazione ed il cli~a locale. D elle stesse riscontrasi una morbi lità piuttosto ridotta, sopratutto nella città ed oasi di Tripoli e nelle altre località della costa, dovuta agli sbalzi di temperatura meno sentiti che nell'interno e sovratutto al fatto che dopo la nostra occupazione, con le migliorate condizioni economiche degli indigeni, verifì.cossi anche un n otevole miglioramento dell a loro igiene alimentare. Spesso le enteriti acute in soggetti immiseriti dagli stenti e dalle privazioni assumono un andamento grave e sono causa di morte. I parassiti intestinali riscontransi frequenti nei bambini, rari negli adulti; conosciuto fra gli indigeni è l' uso della santonina quale anti· elmintico. Quale successione m<•rbosa di pregresse affezioni croniche, s pecialm ente della sifilide, avvertesi con relativa frequenza, la presenza di tum ori addominali sovratutto a car ico d ella ghiandola epatica, parimenti ab· bastanza frequenti sono le forme carcinomatose sovratu tto dello stomac0. MA L ATTIE ))tt.LL1 A P PARECCHIO RESPffiA'I'ORIO. Gll indigeni curati per pneumonite acuta, non fnrono in numero mol to rilevante, ma fra gli stessi ebbe a verificarsi una mortalità molto elevata, dovuta alla poca o nessuna resistenza orgu.nica presentata dagli infermi. Frequenti le pleuriti secche, rare quelle accompagnate da versamento p leurico ; del pari frequenti le bronchi Li acute, sovratut to nei mesi di inverno, ed in tntto Panno frequent issime le croniche c he spesso rappresentano affezioni bronchiali hrascurate oppure localizzazioni di processi specifici. R aro è l'enfisema polmonare, più comune l'asma. MALA'l'Tr.E DELL'APPA RATO CIROOLATORIO. :\d onta dell'infezione Joetica tanto diffusa, e delle forme reumatiche abbastanza frequenti, le l esioni valvolari del cuore risultano piuttosto rare. Invece più fraq nen t i sono le alterazioni vas ali come le artero-sclerotiche, di conseguenza non sono rare le morti improvvise per insulti apoplettici. I nvece sconosciute affatto sono le altera.:-~ioni d el sistema venoso superficiale. Caratteristica è la. generale sottig liezza degli arti inferiori d egli i ndigeni (1), sui quali ma.i scc,rgesi la più piccola traccia di ectasie venosa. In q uesto gli Arabo-berberi della Tripolitania perfettamente assomigliano ai nostri isolani siculi e !-lardi, di ra.zza mediterranea, nei quali è rarissimo il riscontrare soggetti affetti da varici ag li arti inferiori {2). (l) Caro.t;~ere comune alle re.w~e d el Sudo.n ed a llo camitiche in genere. (2) Vedi la nC'ta opera d el SOR:IlAN"t: Geografia medica dell'Italia ed i R esoconti 81<i m"ltati d :lle varie leve pl'aticate n el R egno.
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DI•:J,I.A TRIPOI.ITA:'\IA E Db:LI.O TATU S.\Xli'AR101 EOC.
::.iouo invece comunissimi gli stati ohgoemici, idroemici, clorotici . • imili alterazioni deUa massa sanguigna sono generalmente con secut,ive a pregresse malattie, quali le infezioni croniche, sovratutto la sifilide, ed in spec.ia.l modo dovute a lesioni gast.ro-enteriche provoc·ate e mantenute dalla pessima alimentazione. E nel paese ove splende - eterna. face - il sole, non mancano anemie diffuse ad intere caste di cittadini, sovratutto mercanti, che per la loro professione e natuntle pigrizia., mai sortono dai loro fondachi dove raramente giunge un raggio di sole, mentre spesso fanno pomp;t tl! una m<daticcia pallida corpulenza, frutto del prolungato stt.~to d' iuerzia. 'l'al fatto osservasi, non soltanto fra i negozianti della costa, 1Ua sovra tutto fra i mercanti (arabo-tagir) della lo n te na oasi di UadaUJes, che, vivendo i n un clima torrido ed in ambienti quasi l.Jui, in tut Li i modi procurano di ridurre al minimo ogni sforzo tisico, anche il più semplice e meno faticoso. )l-\LATriE m-;1.. srsTK.\IA NERvoso.- Sono a.bba.stauzo. comuni ìu sog· getti d'ambo i sessi. Negli uomini non sono infrequenti i casi di epiles:.ia; occorre SO\'ente eli do-çer eliminare dai ranghi dei nostri b11t . taglioni mdigen1, degli ascari, perchè affetti da simile infermità. NeUe dot.ne venuero nlevati frequenti casi di vero isterismo. Comune è la. crt>dènzo. cLe ::;imile sindrome morbosa s1a don1ta all'influenza. di spiriti (arabo-ùggin). Pure frequenti sono tutte le altre forme nervose: tremori, paraplegie, paresi, contratture, paralisi, ecc., spesso sostenute da speciali iufoziou•, ml·ntro, ad onta della sifilide tanto diffusa, mai venne riscontmto un sol caso ùi paralisi progre->siva. (1). Nei vecch i, quando cuu l' attutitO istinto erotico, ces~a la funzione geuitale, spes~o deterlllluasi uno scaLO di spiccata. ipocondria e di ribelle nevrasteuia. (2). Del resto le forme di isterismo, le epilessie, alcune forme di Jelirio acuto, rli follia cicli<:11,, sono considerate mtwifest.nzioni di santità, ed (l) Tul fatto venne ripetutarnente osservato da mori ici coloniali frunccsi, t-edeschi od in~l.,si tlÙ attribuito al genere di vita puramento ve~otativa, sonza ombrf\ di applicazione intell<lttunle e di qualsiasi sforzo mentale. condotta dn!;li indigeni. 12) li gJdiment;o sessuale è con~iderato quale aupromo dei Jx.ni dolio popolazioni libiche che in tutti i modi no curano la conservazione. adoperando uno serio di rimedi empirici che vunno dui semi ùi tal une pianto ull' ingostione di t.oaticoli e di membri di animali. Tul fatto riscontrasi in tutti i popoli primitivi sovratutt.o ndlo razze camitioho e semitiche, ed il nostro Mozzetti ebbe a rilovarlo fra gli abissini. giuatarnont.e ossorvundo como esso si spioghi benis~imo in popolazioni estremamente misere. fameliche, i~tnorunti, cho non possono concepire alcun god imento d'ordine superiore, mentre quello sessuale loro riesce taow facile, comodo o..... por nulla costoso.
Dl':LT,A TRIPOLITANIA F. DELLO STATO SANITARIO, ECC.
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i soggetti (m!lrabutti) riguardati con nn misto di terrore e di rispetto, nè più nè meno di qnanto accadeva nel medioevo in Europa, e di quanto ac;caclo o~~i g iorno presso altri popoli primitivi MALAT'J'lE I:-J F KTTIVE. Durante gli ultimi anni dell'amminist.razwne ottoma.na vi fu un'epidemia di raiuolo, da emi venne attaccata molta parr.e della popolazione e molti ne portano nucora le tracce !'Ul volto. Oggidi, grazie alle adatte misure profilattiohe e sovratutto all' intensificazione della vttccinazione-, simile forma morbosa, se non del tntt.o Sl'Ompursa, è rirlotta a rarisfl imi casi sporadici, per lo più iwportati dalla vicina 'T unisia o da indigeni provenienti dall'interno dell'A fri cn, ma senza alcun segui r.o epidcm ico (l ). Le va cci na:r.ioni prntica te salirono a parecchie decine di migliaia, ed alle stesse gl'indigeni. si sottoposero sempre volonterosamente, specialmente quando l'uffi ciale medico, dnndo prova dii rara a.bne~azione, eli vero spirito di sacrificio, recoss i in mezzo alle nomarli tribtl vivendo lnngamente fra di loro, co mpiendovi il nohile suo apostolato. Parimenti vennero os ~ervati cas i is o h~ti di vm·icella, di morbt"llo, di srartatthw e di difterite ed un mugg ior numero di ort>cdtioni, influenza o perto.~se . La tubercolosi i n genere ciegli indigeni è comuniR!Iima, e gli ambulatori ne rilevano l' enorme estensione, malgrado che i colpiti usino di riconere al medi co soltanto quando essa ne bR. fiaccata del tutto la. resistenza. Generalmente la tubercolosi polmouare, presso le popolazioni libiche, ha decorso rapido e presenta fenom eni parimenti rapidi di distruzionfl aucompagnatÌl da frequenti emott.isi. Delle forme di tubercolosi extra-pol mona le, grandemente estesa è l' ossea con tutte le svaria.tissi me sue ma n i festazion i rosteomieliti 1 as<;essi frEiddi, ecc.). .Presso l' ospedale civi le di Tripoli i ricoverati per forme tubercolari in gen ere, durante l'anno 1913, sommarono al sesto di tutti i curati, cifra a l disotto della. media dei visitati e curati Mgli tt.mbulatorii dell a c olonia dove approssimativameute risulterebbe superiore a l quinto . Per il tifo addominale, puossi ripetere quanto ven ne precedentemente scrit,t,o (nella prima parte di questo lnvoro) a proposit.o dell'inf ezione tifoide negli ascari indigeni. I n tutto non vennero constatati c he 265 casi di simile forma morbosa con carattere generalmente (li ( l ) Nell'accampamento a.rabo-beduino di Tripoli, retto con tanto int elletto d 'amore d al capita no medico cav. Casapinta, egli nvrebbe r iscontrato trncco di sofferto vaiuolo io circa. il 20 p 100 di quei ricoverati, che per6 appartengono alla classe pi\1 misera. e povera della p<>polazione libica. 30 -
GIOI'tvlle d i ll• t cllci liO m lhtm·e -
FaKr. VI.
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DG I. LA TlUPOl... lTANIA E DJH,I.O STATO :;ANITA RI0 1 F:CO.
relativa benignità, al contrario di quanto ebbero a notl\re altri osservatori in zone e clim i tropicali (l) Certamente che una m o rbilità cosi limitata de>esi in gran part.e a tutti i provvedimenti presi dalle autorità sanitarie per fornire tutti i centri popolati di acqua dolce, il p1ù ehe possibile garant.ita. Naturalmente di simile' vantnggio, allo stato attuale delle cose, vossono usufrnire soltanto le popolazioni sedentarie, men tre le nomadi normalmente attingono l'acqua occorrente per i bisogni d'uomini e d'animali, da pozzi per nulla protetti, quindi quasi sempre inquinati. A Jimit<tre i danni che potrebbero essere p rodotti da simile stato dì coso, concorrono indubbiamente due fattori: in primo luogo una speciale resistenza dell' appamLo digerente del nomade beduino verso l'infezione ebertiaua e le consimili culi bacillari e paratifich e, ed in secondo luogo l'azione benefica del sole, di quest'eterno vi vificatore, che ngenrio su d i un suolo quasi sempre sabbwso,. spesso desertico, con l'azione sua costantP, ed in talune epoche and1e violt>nta, serve a depurare natnralmenle nomini e cose; aggiungasi la scarsissima densità di queste popolazioni nomadi, sovratutto iu mpporto all'estensionfl del territorio. lfALAHIA. Com'ebbi antecedentemente ad accennare, le zone malariche della •rripolitania, cQntra riamente a quanto ritieusi ordinariamente, son poche e non molto estese. Procedendo da oct•idente ad Qricnte, lungo la costa, tro,iamo prima la zona malarica rlì El Harscia. fra Rorma.n e Znvia., dove, dumnte la stagione delle pioggia formansi piccoli stagni, che, quando qne:;te sono c(lpiose, dnrano fino a prima vera inoltrata; segue la regione !lupposta malarica. della foce dell'uadi Hamlek ad est d i 'l'ripoli, là dove questa a. Sidi-Ben-Ur, sbocca nel mare, in regione quasi priva ùi a.hit1tnti, <"}Uindi la regione malnrica allo sbocco dell' uadi I,ebda nel mare, già lungamente descritta, cui fa seguito l'ultimo tratto della. Yalle del Ci nyph us (uad i Oham) fra Homs e Sliten e da ultimo, a l priu cipio del golfo della gran Sirte, i ben noti stagni di Thaorga ove fa capo l' uadi Soffegin. Lungo la caè.ena Gebeliana sonvi focolai malarici presso Garian lungo l' uadi S1t01 a1.torno alla località di ltabta el Shergia, nel vallone di Rumia (l) Molti dei cnsi os~or\'uti si sono AllontRnAti alq uant.o n e l loro decorso dul quadro tipko dull' infezione: si è t\\' n t o un esorcl io brusco. qualche \"Oitn precedu to da brivido iniziale, e ltl tompl'rRhara ha ruggiunto so,·onte n oi 1° giorno i 40°. La febbre sol tanto in quu.lche ca!lù è stata continuu, p iù sposao remittente. È mancntn In rosrola. Gene· ralmenta g li infermi h"nno conservato inte$!rO il sensorio, non hanno presen t.ato pro· atrazione, insonnia o delirio. Non fu pos~ibile stuhilire, ri.~ta la mnncRn'M\ di mezzi, se l'ugento pntogeno s ia il bacillo d i Eberth o piuttosto un parotifo.
OET.LA TRIPOI,lTA~IA K D€LT.O STATO SA NITARIO, ECC.
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presso Jeffren, e nel Caza di Giado-Fassato l'uadi Zarga e talune piccole valli del tratto collinoso fra E:ars-El-Hagg e Giosc; èla ultimo i due focolai malarici nelle oasi desertiche di Dergi e di Gheria.t el Shergia al sud di Mis:ia (l l. I malarici che ricorsero all'opera degli ufficiali meàici dei vari ambulatori furono in tutto 45:3, e questi quasi esclusivamente negli ambulatori di Zavia, Cussabat, Garian, Jeffren. Giado-Fassato, Gheriat. Pochi casi isolati vennero riscontrati ad Homs, Kars-el-Ha.gg e Nalut in individui che a vevano contratta l'infezione nelle località ma.lariche predette. . A 'fhaorga, a Dergi, e nelle altre piccole località malariche dove non a v vi servizio sanitario stabile, la distribuzione del chinino di Stato, tanto a. scopo curativo come profìlattico, venne affidata all'arma dei Reali carabinieri ir: ciò aiut.atn da massima. buona volontà da parte degli ammalati i~digen i !2). In genere in tutte le località dinnanzi enunciate, più o meno esistono tutti i fattori localistici atti allo sviluppo ed alla propag<lzione delle anofele, quali pozzanghere e raccolte d 'acqua stagnante, con attorno una vegetazione di giunchi o d'altre piante acquatiche, oppure la presenza di pozzi poco profond i, abbandonati, senza che l'acqua vi venga utilizzata o comunque smossa, con la sua superficie letteralmente coperta di muffe. Generalmente si infettano i nuovi giunti provenienti da località immuni, mentre molti degli abitanti a sede nssa vi si sottraggono per l'adatt~:~.bilità avquisita vivendo in dette regioni. f::>enza d ubbio essi banno acquistato uno stato di immunità che, pur non garantendoli dall'infezione, ne rende Le manifestazioni più benigne. In base a ciò spesso avviene che i nuovi arnvati nelle z one ma lari che sono col pit.i dalla. malattia se non usano la precauzioue di profilassarsi,. mentre la popolazione del posto ne e risparmiata o co lpita leggermente (3). (l) Nella località di Gheriat, la malaria era mant,enuto. da duo piccoli stagni c ho duran te l' nnno I!H4 ven nero bonificati col petrolio: a D e rgi invece vi è c ausata dalla cattiva. Ristemaozione dei canali di irrigazione c he vi formanu piccole raccolte s uperficiali di acque. Ambedue questo località vennero a.bhando nate nel dicembre 1914. ( 2 ) I sali di chinin o e la loro azione specifica sono conosciuti d a lungo tempo dalle popolazioni della Tripolitania Lo ste&So [ntto venne riscontrato nel Fezzan durante la nostra occupazione. Primi a portarlo laggiù furono l celetri viaggiatori te· d eschi Barht e Rholi, poscia i medic i militari turchi, che però so lo facevano lautomente pagare. ( 3) Identiche osservazioni ebbe a fare in Eritrea il capitano medico De MARZO (V . Note 8ull·e& patclogia tkl Barca e del Sa8c-Setit, nel primo v olume di studi di medicina tropicale, edito per cura del Governo dell'Eritrea. Bergamo, istituto di arti grafiche. ) 914).
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DF.t,t,A THJI'OJ, JTA:SlA F: DELI,O STA'l'O SANiTARIO, ECC.
Le zanzare malarig1'ne Yennero trova te in parecchio località so~pese ai soffitti oseuri delle catapecchie indigene e si souo mostrate del generu anoph,·lc;;, varietà lllfH.:uli penniil, ac.:ompa.gnate spesso dalle culicine loro in nocue son·lle. hla.i Yennero riscontrati rasi di perniciosa, bensì rivt-i>tirono sempre i l carattere d i forme semplici ai febbre terzaua o quartana benigna. Date le abitudini eJ il grado eli ci\·iltà dolle popula7.ioni t ri!Joliue, è perfettamente iuutile pensare ad una profilas~i malari<:a a~·ente rli mira soltanto l'uomo e la 7-anzara. La protezione meccanica, dillicile iu Europa, quì sarebbe impossi bile, la chiniu ica t rova un grande ostacolo uelle frequentis~ime diseoutinuità della cura dovute alle abitudi ni di semin omadismo imposte all'indigeno da impellen ti neces~ità di vita, mentre per il suo carattere apatico, qu~sti r iuhie.te il medico e prende roedi<.:ine soltanto quand'e infermo, ed ai primi segni di miglioramento, abbandona l'uno e le altre. Rimar:e il risanamento del suolo, col quale noi possiamo fare molto e bene e con poca spesa, data la li mitata estensione delle zone malariclie. Qualche cosa venne di già fatto per le loca! i tà. malariche del Ca.zà di Giado-F asSR.LO per opera di q nel resiùen te, tlietro consiglio !lei m ed ico addetto, a. l tre t tanto e più si potrebbe fare nelle alcre lo~.:alità malar :obe, quando queste saranno ben con osci ute (ciò che a mio parere n on si è <.;Orn pletamente fatto finora1, cosi contribuendo alla prosperità e al benes· sere generalfl ( l). · Nou venne r iscontrato nessun caso d i A"ala-A zar, ma trattandosi tli infezione che molto facilmen te può andar confusa con la malaria, ed essendo quasi tntti gli ambulatori spro\ visti di mezzi che p.:rrnettano l' esame del sangue e del la poi pa splen ica, non è da esci udersi che qualche caso di simile malattÌ•t ;;ia pttssato i nosservato 0 comp reso n el lllll?'e 11/llff/U~IIt Jella. malaritt. A ltrett.autu dicasi ddht f'ebb t e 11telile1t.~ ·~. Le capre souo numero~e soltanto a Tripuli ed ùa:;i omonima, rare invece presso le cabile & tribù dell'intento e delle altre oasi cu,;tiart>, meutre fin dal l !lJ 2 >en ne 11) l:lon dico il 0 .\llBl (nello R elazio11i e contributi 8Cimtifici della commt6M~ governativa per lo stu.dio d elle malnttie tropicaH in Lil>t' a) che i servi ùi ra1.1.e colorote rappresont t no ll\ son;ente prin,.ipalo d e ll' info1.iono mul6riett famigliare negli Enropd o specialrnonto fll'Ì bnmbini; perciò suggor iRce il p recetto, a.ciottato dai T edest·hi. cho gl i individu i ò i razzo colorato potranno essor prosi como domestici soltanto quando essi non siano porlatori di tu rnori d i mil~a. Oggidì, con la oessa'lio ne d'ogni rommMc io delln T ripolitania, col contro dell'Africa e con lo st.ot" di ostil ità delle t r ibu d 'lll'inte rno, l'irnmigruziono di simili elementi pericolosi puossi considera re complctt\m0Dte cos~nto.
DELLA ;t'&IPOI, !TA;\"IA E DI':L LO STATO S.I);I'J',IRI O, ECC.
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assolutamente vietata per le~ge l' int.roduzione di simili animali. l\1i mancano i dati degli ambulatorii di Tripoli città e di Suk ·ei-Giuma. nell'oasi omonima, tenuti da medici civi li coloniali, mentre sta il fatto che negli a.mbulatorii diretti da medici mi litari, non ne venne ri::~contrato alcun caso. Anche per questa forma morbo:;a, che richiede un accurato, ripetuto diligente esame dell'infermo e del suo sangue, non è improbabile che tal uni casi sieno sfuggiti all'osservazione dei sanitari, ed erro nel! mente com presi con altre forme infettive. Sn'I LIDE. Vennero praticate beu 21563 visite ad ammalati di forme sifìlitiche e veneree, nella massima parte inf'ermi della prima specie. È nota l'enorme diffusione preBa dalla sifilid e in tutti g li antichi stati barbar.eschi, sovra tutto lungo le coste. Frutto dell' ignoranza, della miseria e della mancanza di qualsiasi regola igienica, più che tutto la sua diffusione deve attribuirsi ai rapporti 1<essuali ed a ll'ereditariPtà e per una parte minima agli oggetti d'uso comune, e ad eventuali porte d'entrata (escoriazioni, punture di insetti ecc.) ed alla comune pratica del bacio. La prostituzione, dove più e dove meno esiste dappertutto, come sempre, più pericolosa la nasuosta perchè non sorvegliata; ove sonvi postriboli, esiste un regol are servizio celtico per la cura delle prostitute infette. Oggidi agli ambulatorii ra· ramente si prest:lntano pazienti indigeni con sifìloma iniziale, comn· nemeute trattasi di ammalati di forme seeonùarie e più di soveut.e terziarie. Gli indigeni conoscouo benissimo la sifilide col nome di granJe malattia o mala,ttia sultana (in arabo: Miire(l Kebir o .lliirerl Sotdan ), ma per la scarsa reazione data dal sifiloma iniziale e per la poca addolorabilità che esso presenta, ord i nariarnente non se ne preoccupano. Fanno eccezione gli israeliti, fra i quali la sifibde è molt.o meno diffusa che fra gli arA.bo-berberi, che attivi ed intellig enti, ap· profittano tost.o della cura gratuita appena s'accorgono di qualche manifestazione sifìlitica o venerea. Parlando della sifilide nei contin· genti indigeni dei nostri battaglioni libici, eu bi a de:;cri verne le ma· uifestazioni più frequenti, ne aggiungerò altre più rare riscontrate nei nostri ambulatorii: Noto due casi di ulcera dello stomaco e del· l'intestino, migliorati con ltt cura specifica, as~ieme a qu<\ttro casi di cirrosi epatica ed a· due di locali7.zazioni renali. R arissime le lesioni vasa.li, comuni le paresi ed emiparesi di uatura luetica. Predominano sovratutto ed in tutte le età le forme reumatoidi, cara tterizzate da dolori osteocopi, intensi, notturni, da mentire spesso le forme reumatiche. Freq ueutemen te vennero riscontrate pP-riostiti delle ossa lunghe, raramente delle croniche, deformazione, rigidità, .contratture, anchilosi delle articolazioni; parimenti vennero rilevate
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UgLLA TRII'OI.!TANIA E UEI.J.O STATO SA:s'ITAlHO, rtCC.
Jocalizzazioni di ogni specie all'ano sotto forma di gomme, gra.nulomi. ecc. .:\fentre, com'ebbi già ad esporre, !'lono comunissimi i sifilodermi s0no i n vece altrettanto rare le alopecie. f'req uentemente tal une piaghe atoniche agli arti inferiori, localizzate sovntutto nelle regioni malleola:-i ed alla fronto-tihiaJe guarirono con semplici cure igieniche associate ad una c ura specifica. alquanto protratta. In complesso la sifilide nella. Tripolitania presenta quello stesso pulimorfismo ~che tant.<J la contradistingue presso le popol<tzioui civili, soltanto llccentuato e peggiorato dalle infelici contlizioui igieniche di vita dell'indigeno libico e dalla tanto diffusa sua miseria fisiologica. Col tempo, cessando vet:chi pregiudizi sovratutto religiosi e famigl iari, è certo che l'indigeno apprezzerà sempre piu l'opera del nostro sanitario ed accorrer~~ dallo stesso alle prime manifestazioni del morbo, mentre sovratutto curando le gestanti i n fette ecl in apposi t. i ricoveri, i bambini eredo-sifìlitici, elev~tndo in pari tempo il tonor ùi vita dell'indigeno, potrassi finalmente sperare di preparare alla colonia delle popolazioni moralmente e fisicamente meno misere delle od i eme (1). PJ.\GII8 TltOPI<'AI, J -Ne vennero curat.e parecchie centinaia, e pt>l" le stesse Yalgono le considerazioni fatte in proposito sugli ascari curati di tali forme morbose presso g li stabilimenti militari della T ripolitania. .Aggiungnrò che tale al1'ezione, osservata n ella generalità dPgli abitanti, colpisce indi~·idui d'ogni età e sesso, ma specialmente il ma-;chlle pitl espo--to ai traumatismi che esplicano la loro azione n oi tessuti. Certamente alla loro formazione contril.miscono i disturbi neuro·trofici, sicchè i t.essnti mag~iormente risentono l'effetto delle azioni \ Ui neranti, ofrt·ono eondizioni propizie all'attecchimento dei germi piop;eni, mentre os,;e!'vasi come predispongano 1dla forma?.ione dell'affezione in parola tutti gli sta.ti nei qnali la ente presenta grRse pertnrbn?.ione n ella sua nutrizione, quali atrofia dell'epiderm ide, sca.rsitit dello st.rnto cellulo-adiposo, flacidità. dei muscoli, sproporzionato sviluppo delle epifisi . Vengono d11. prima interessati lo st.ra.to cutaneo Prl il connettivo llOtlo;;tante ed una crost.a resi:;t.Put.e e molto adereut.e alln parti circo,;t.anti, C'Opre e nast:onrle le le:;ioui pÌLl profonde, crosr.a (l) O i d"tto nnmnwnto oce11poqsi con la rnn~::(inr comp<'L!'nza. ed in forma brillanto il no~tro collC't;B <'npilt\no rnc<lico prof. F'"nr>1:> l :SO<) DE N .1T'OI.1 nel suo lnw,ro J/oprra d<l m•dico in L i/,iCt (' 1"01>0.~ilo d•·llr malallie vcnereo-si/ilitir.he e cutanee. prrdominantiwll'oMi di'fr;!'?li ~.•ac diprw/•n7e.(Oitmwle ili "lfdicinn miltlare. fobbraio 1914 ). Quanto "gli <'SpOtle in proposito su Tripoli o sua ol\Si, puossi estendere nll' it1tcra Tripolitanin.
DEL!,,\ TRIPOLITANIA E DEl-LO STATO SANITARI01 ECO.
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formata. di elementi necrosati dei tessuti affetti, assieme ad essudati siero-purulenti con attorno un alone infiammatorio che delimita le parti sane dalle malate. Il fondo dell" piaga presenta aspetto ]A.rdaceo e le granulazioni fungose spesso ricoprono e nascondono altri tessuti infetti ed edematoili. Quando le piaghe hanno lor sede nella regione pretibiale, osser vasi spesso progressiva infiltrazione del periostio, con sinuosità, scollamenti, margini frastagliati e notevole ritardo del processo di cicatrizzazione. In qualche caso, a lungo andare, per il non uso, si notano delle atrofie muscolari e delle anchilosi articolari. Dato il loro carattere fagedenico, guariscono quasi sempre dopo lun,go decorso asso~iando a lle varie cure locali, le toniche generali. Dat;a. la. mancanza di mezzi non si poterono praticare ricerche microscopiche del bacillo fusi forme del Vincent ritenuto specifico di quest'affezione. MA'LATTIE OUTA~EE. - Le visite p raticate di t,ali forme morbose fn· rono in numero di circa 10,000. È generalmente nota là grande intensi~à assunta da talune di queste forme, quali la scabbia, la. tigna, le suppurazioni cutanee. Il grande de-cadimento organico, spesso per inanizione, l'assenza assoluta di pulizia, l'abbondanza di ogni genere di insetti parassiti della pelle, la trascuratezza di qualsiasi cura medica, spiegano la diffusione e l'entità. assunta da queste forme, di oui soltanto una piccola parte g iunge fico al sani tar io. Le suppurazioni cutanee idiopatiche raggiungono talora una diffusione tale da giustificare la. diagnosi di piodermosi, diffusione dovuta al cumulo di epitelii desquamati, che assieme a par assiti ~tu imali ed . a microrganismi d'ogni genere, fra i quali in prima linea quelli della suppurazione, contribuiscono a formare quello strato di sudiciume che abitualmente copre la pelle dell'indigeno, specialmente se nomade be· duino. Ora ben si comprende come, dato simile sLa.to di cose, qualsiasi benchè piccola soluzione di continuo possa servir di porta d'accesso a. batteri patogeni, domiciliati nella cute, determinandovi affezioni suppurative ed uloerazioni. L'attutita sen!!ibili tà, l'uso di stracci immondi per medicare le eventuali lesioni, aggiungono al primo, nuovo materiale patogeno, fin endo col rendP.re l'affezione cronica, m~n.tre col grattarsi, praticato da unghie infétte, le lesioni si disseffilOau o su tutta la superficie cutanea, talchè è rarissimo vedere delle ulcerazioni isolate (l ). Invece raris,.ime sono le le;;ioni cutanee che ( 1) U. GAJJ at e SA Sli:LLA. - Gene,alità Bt,lla patologia cle/lc triM della Tripalitania ~ re~on~ fìnitim•. sttLdiate 1~&i campi d·i concentrazione degli arabi. (Commissione govern~t1va per lo studio delle malattie tropicali nello. L-ibia. - Messina, tipografia Ouerl'lero, 1912).
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IH;l.I.A T ll ii'O I.ITA:\IA E OELl.O ~TATO l),\ :'\ITAitl V, <X'C.
trllggoPo ori~ine da alterazioni del ril'amhio organico, fntto dovuto a ll'alimeotazione quasi esclusi\-amente ~egetaria.na degl i indigeni ed alla proibizione coranica delle bf'vande spirito$<.> ( l ). {,a .s1·ubbin, gra.uclement~:~ diffu~a. ad uomi ni t>d an imali (i cammelli della. Tripolitania, in buona parLe souo S!·abhio,;iJ \'enne ri..co n~rata sotto forma d~i due tipi, crostoso, e pnstuloso, o~empre estesa a tutta la superficie t u t a.uea. Ben ~i com prende come, d~\ta la fon:ttta promi~cmtù. d t> Ila vita sotto la Lt>mla, la :'!cabbia, come ogni altra affezione parassitaria, possa fal:ilmeute estendersi da uno agli altri membri della famiglia. Comuni.;~si me le ulceri (agedeniche (da non conf!mJ<>rsi con le piag he !.r upicali), c he talora in vado no u n a ;.n perfide est esis~ i ma dell,l cut e e si approfondano complicandosi con miusi. Seconrlo gli studi fl\.tti dn. un Rani tario specialista uelro~pl'dalo civile di Tripoli, che Gol limano con le O~!';ervazion i dei nostri ull i~.:i nlì medil'i, taluue aneb· b~ro origine sd1iett.anwnt.e sifilitica e gullri,;t·ono con In. nettt>zza della parte e t'Oll una cur a. ricostituente e mer{·tniale ; alt.re mo...;tr auo nna coiLura d i fusoba~.:illi, e qut>:-:te facilmt>nte pro ltwono auto ed P.tero(·ontagto, auche s u sn perfici m uco..;e. "l'"cie i u q u!'lla della bocca. con esLensioue delle lesioni ai tessuti J•rofou.li Altn', infine, sono ulceri vrneree od esl'orillzioni comunq u e pro· dottesi che hanno assunto la torma fagedenica. L'e:~tcnsione dell"as· :-.i,t.t>nza sanìt.aria ed un più elevato tenorP di ~•tn. r<'nderanno sem· pro più rare queste forme cutanee gravi aù PtlOrme e ..;teu,.,ione (2). :::\e>"tlll t·a·;o d i buf,!Jone climafiro , Ji IIIÌ('t'ft•nw, tli lwffrme d'orienti'. di fi·wublìfwia dei frllpici, di pian, Ji grnlllllllllll ulct•raf,, delle parli putlende c.1.dde sotto l 'os;;er vazioue d Pgli uflicinh medici addetti agli ambulatori civili della. colonia, altrettllUto diL':t'li della. lebbra. I nvece un caso ti pico di Ainlmm del quinto dito in outrambi i piPdi, iu una donna nera {sndanese) venne riscontrato dal <'apitano medico ca't". Ca· lmpìu ta ne ll'ambulatorio del campo arubo·beduino da lui diretto. Nou pote s~gu ire l' interessante ca8o per c hè la dùnm1. in J.lar ola, dopo pod11 giorni di perulallenz<t, abbandonò quell'a.ceam pam1'llto. (l) t':: dolo roso con~lntl\re cr>me con l'au mentnto bont•sf'Oro portnto dolln oost!'& occupazione. IEL pio!l;a detl'nlcootismo sbbia comincillto n diffondersi nnche fr8 ,::li iodi~cno. so•·rnlulto se lsvoratori in contatto con gli cur••poi. Finora rora fra g li a rabi, !i dtllondo invcce focilmente fra i ne ri, la di cui n.ent.ll litù fonciultoscn fa si che troppo flcilouoo•te dimentirhino le !IIH!!::it" prc~1·rizioni <IPI Cornnb, &)!J:Ìungcndo cosi un a ltro malnnno 11i tanti cho gra,·ano sulla loro raz1.o. t:.!j \"t•dt i Strvhi ~anitari di'l muniripto di Tripoli. p 5 1, iu Rllf·colta di m}'porti e fi\OliQ(lrafi•· coltJiuaU (agosto l !ll 1 1.
DRLLA TRIPOLlTANIA E DELLO STATO SANITABIO, ECC.
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O(tctlrnie. - È generai mente nota l'enorme diffusione di simili forme nella popolazione i adi gena delle coste dell'Africa. mediterranea. Nei nostri ambulatori la. percentuale dei visitati per oftalmia, fu del 40 p. 100 sul totale dei curati e fra essi enormemente predomina il fracoma con i suoi postumi e complicanze (1). Evidentemente la vita in comune, con lo scambio degli oggetti personali r ende pitt agevole il contagio, mentre ol trechè per contagio diretto, la propagazione accade anche per il tramite delle innumerevoli mosche, ospiti abituali degli angoli palpebrali degli indigeni, su di un terreno ma· laugurat.amente già troppo predisposto dall'irritazione provocata dalle sabbie, dalia mancanza. d'acqua, dall'assenza di ogni norma d'igiene. S ono infatti maggiormente col pi te le classi sociali più povere (come venne riscontrato anche in Egitto), molto meno le agiate, sovratutto le sedentarie, dove spesso, accanto a fl\miglie indenni, altre
se ne trovano i di cui membri sono ~utti tracomatosi. Così rilevasi come i colpiti sieno di più i beduini, tanto nomadi. come urbanizzati, il di cui tenore di vita e uno dei più miseri; seguono gli arabi agricoltori, quindi gli esercenti arti e mestieri, poscia gli Israeliti, da uhiroo gli europei in geuere, con prevalenza fra gli stessi, dei maltesi e siciliani C~). E del tracoma riscontransi tutte le complicanze e conseguenze, prima. la ceci tà, dovuta a consecutive gravi lesioni corneali. Visitando la nuova colonia, scorgesi da per tutto lo spettacolo miserando di numerosi ciechi, che soppor tano con orientale rassegnazione la loro sventura, e di quP-sti puossi calcolare che eirca i due terzi furono resi tali da postumi di infezione tracomatosa. PM-rimenti frequenti sono i soggetti resi monocoli dal tracoma, e straordinario il numero degli affetti da ma.cc hie corneali~ spesso associate a sinechia anteriore, e gli affetti da ectasie della cornea con rilevante frequenza di stafìlomi corneali e sclera.li in taluni casi eon deformazione accentuata del bulbo. ~aturalmente il tracoma è più comune nei bambini (3), mentre n egli arlulti rilevansi, nel bulbo oculare, gli esiti suddescritti della. (l) N~gli 11mbulatori urbani di Tripoli, alla d ipendenza delle autorità sanitarie -civili, circa il 60 p. 101) dei curati è malato por tracoma e postumi o complicanze di esso. (2) E' nota la gran<le diffusioPO del tracoma in Si01lia, illustrata da uno studio del generalo medico Alvaro presentato al Congresso siciliano di medicina, 1902. (3) L'amministrazio ne municipale di Tfipoli saggiamente provvide alla profilassi «>ntro il tracoma nelle sue scuole urbane, valendosi dell'opera di apposito sanitario specialista. Maleuguratamente finora queste scuole sono frequentate soltanto da europt"i ed lsraeliti tripolini, ~iccbè la maggior parte della popola7.Ìone infantile sfugge anoora alla provvida sorveglianza. Simile provvedimento venne adottato anche per tutte le altre scuole della oolonia, dipendenti dalle autorità civili.
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DEI.f.A TRJI'OI.I'I'A:SIA E D ELLO STATO SA:N1TARI01 ECC .
pregressa infezione, e nel si.;tE.ma palpebrale protettore, l'ispessimento della congiuntiva: la deformazione del !.arso, l'entropion, la trichiasi, il simbleforon , ecc. Non mancano, sebbene abbastan za rare, le iriti sifilitiche, rarissime invece le cherat iti parenchimatose, come in genere la. caratteri· stica sindrome di Butichson, e questo in un paese, dove, com'è ben noto, è tanto diffusa la sifilide. Non mancano le congi untiviti e le cheratiti traumatiche, determinate dai soliti agenti, scheggia di me· t (l,llo, di pietra, p R-rticelle di legno, ecc. P er ultimo, nella sezione of· talmica dell'ambulatorio per indi geni, annesso all'ospedale militare di Tri poli, nei mesi di giugno, luglio, agosto, osservassi una lieve epi· d emia rli forme acute di congiuntivite, che colpì, quasi esclusivamente i ndividui di razza israeliti ca, scegliendo per lo più quelli deboli ed anemici. Piuttosto comune è la cateratta che riscontrasi anche in soggetti di età non molto avanzata, e parecchi vennero operati dai nostri spe· cialisti con bri llaute risult.ato (ll. Oggidì la popolazione indigena, ri· conosce i vaP toggi ottenuti con le nostre misure profilattiche e cu· rative nella lotta contro il tracoma, e tanto più le apprezza vedendo diminuite gra ndemente le dannose conseguenze dello stesso, m entre è con vera compiacenza che rile>asi annualmente una lenta m a pro· gre;;;;iva dimi nuzione dell'infe zione iu parola . .:l 11i?1W.li telenoxi. A chi oggidì \7isita la Libia essa più non ri· ~<erva. lo speth1colo ùi mos~ri e di animali velenos:i terrore degli u om:ini fiuo dagli a ntiehi tempi (2). Di rettili velèno;;i che nello scorso anno abbiano con la loro m or· l'Ù·atnra prodotta la morte d i indigeni, non bavvi che la vipera ce· ?"a.<IPs (che a lcuni VOITPbbero identificare <·on la celebre di Cleopatra) o vipera clel C'orno, facilmPnto riconosci bile per dne protuberanze a mo' d i corua, che ne rendono bru tta la testa, l unga circa t,renta cen· timetri, cb(', sdJl)t'ne picco/a,, dice il Calmette, è '11/0lto pericoloso. e ( l ) Il capitano m Niico Battistini ehbe a riforirrni come ne lla trib1ì degli Orfella, in mezw alla quale ogli soggiornò a lungo , vivosse un adrabib (vol ~armonte tAbibmodiro) ma rocchino, cho con un suo ogo lancr.olato, operav o. le catoratte con l'antico metodo indinno d e lla lu~snzione in basso do! cris t nllino. ( 2) Lo sro~so Dante raccogl ieva ta.l voro, t ra.ducendo la in versi irumortali là d ove noli' In terno descrive In bol ~.:i>' doi lad ri:
P iù non si van ti Lihia con sua re n n Ch~ se c holidri, incul i. e fareo Produce, e ceneri con anfasihomt ..... (l nfemo, cL•nto X.XV).
DEI.L.\ TRIPOLITANIA E DE L LO STATO SA::\ITARI01 ECC.:.
4.67
q11i11di aHsai temuta dagli a1·abi che sanno come le sue mor.~icafttre .~ieno mortali (l). In genere i bianchi sono preservati dalla calzatura, sicohè tutti i r.asi di morsicatura accaddero negli indigeni, e tutti in una limitata zona della colonia., ed in una sola. tribù, quella degli Orfella, le di cui sedi corrispondono alla parte inferiore della petrosa. e sabbiosa. valle del Soff-el-Dyin t2) volgarmente Soffegin. I casi osservati fu rono in tutto sei. I due primi, ad onta delle t rdinarie praticate cure, ebbero esito letale, gli a.ltd quattro guarirono mediante iniezioni di siero polivalente del Calmette (tanto contro il veleno dei colubridi, come contro quello dei viperidi), proveniente dall'istituto Pa.steur di Parigi. L'intero processo curativo consiste in nna sollecita prima. inie· zione di dieci centimetri cubici di siero, pratiQata nel tessuto cellulare sottocutllneo della. regione costo-iliaca., e nel contemporaneo ampio sbrigliamento della. feritn, facendone sgorgare abbondantemente il sangue, quindi tra.ttandola con impacchi di soluzione di permanganato di potassio all' 1 p. 100, o di ipoclorito di calcio al 2 p. 100. È bene inietttnb qualche centimetro cubico della. medesima. soluzione nel tragitto della ferita o nelle vicinanze ~e è avvenuto un po' di assorbimento. In caso di urgenza, si può iniettare rlirettareento il siero in una. vena. Qualora fosse trascorso uu po' di tempo dalla morsicatura, sani bene, secondo i casi, di raddoppiare od anche triplicare la dose da iniettarsi. In generale dopo la prima medicazione è eviJonte il miglioramento che continua nelle successive, e dopo qualche giorno tutto ritorna. al normale. Esercitano benevole azione tutti i sudoriferi, dannosi invece rie· scono l'ammoniaca, l'alcool, l'etere, la morfina, ostacolando tali so· stllnze l'azione del siero (3 ). Di morsicatura da scorpioni ue vennero osservate in tntto una dozzina. guarite in pochi giorni mediante i comuni impacchi di permanganato di potassio o di ipoclorito di calcio. Tra.ttasi in ~enore di grossi esemplari che pungono gli indigeni so vra.tutto nelle ore notturne ed ai piedi q na.udo camminauo s<·,tlzi, n<' risulta che mai con::~ecutivamonte sienvi stati casi di morte. (l) Giustamente osserva il 1\:[es~edaglia nell'opera pii) volte citata: • Quanto agli aoim"li vole noai ed ai serponti in prirnu linea, un vero e completo studio dell'argomento ò ancora da fare • . 12) MATRtJTSII!:UX, nolla 'l'ripolitain~ d'hier et de d~mait>, edit<l dopo iniziata la nostr_a o.ccupazione, ricorda (pag. 162-163) gli ~r.nombrablu ~erpcnu pilhoru dolla Valle de• Duwo li (Sofr-oi·Dyin). (3) Vedoai in proposito l'osauriento memoria del capitano medico P. MIONACCA: 1 llerpal' i veleti.OB' ~ loro diQu~ione in Eritrea (OoUt~ d' pubblicazio!li 6CÌe!lti/icli~ •ull'Eritrea, volume l, • Studi di medicina tropicale •, Bergamo, 1914).
DEI.l,A TRli'OI.Il'ANtA E Ol,LI.O "TATO f<ANJTAH10 1 ~:CC.
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Questi brevi sommari cenni circa l'0pera prestata dai nostri uffi · ciali medici dumnte il decorso anno nella nuova Itali0a colonia, chiaramente dimostrano quale importante lavoro essi abbiano <;ompiuto, lavoro utile e f econdo <li bene presente, germe di migliori promesse per l'avvenire, i di cui vantaggi si possono anche oggidì rilevare nella l enta ma co::tante diminuzi one ù i forme parassitarie e sovratutto del tracoma . L'illustre mio maestx:o prof De Giovanni, salutando in Napoli i sanitari convenuti a quel congresso antitubercolare internazionale, éon felicissima fras<' ebbe a chiaJHarli <i diplomatici più efficaci delrumanità. "'• perchè nel nome stesso del dolore trovano il mezzo più eflicace di affrat.ellare i popoli più differenti. E sovratutto nelle eolonie il medico ùeve rap!Jreseutare u • a siute:ii di diplomatico e di filantropo, creando simpatie e saldi legami del cuore fra popolazioni che a t.ali sentimeuti sono tutt"altro che aliene. Chiudo qne,;to )a,oro con le parole di nno dei nost.ri più ::.ereni ed Pquiltbrati e;;plorat.ori della Libia, <;be per me rt>ppresentauo un in· tE>ro programma: l.'intere8~ttlwÌ ai muli clt-yli iwliyeui, il111itiyarne le soff erenze wl meglio chepr"/(,ncle1· doni e (m· parate d'armi (l) .
Tripoli, marzo ln15.
BlBLIOCRA FlA.
P. DELLA CELLA. -
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CAS UISTIC A CLI N ICA REATO D'INSUBOLWTNAZlO."E COMM ESSO DAL SOLDAT O X DEL 300 REGGJME::-lTO FANTERlA, per il dott. l O: t•n est o Sa~Moll, capitano medico. I n seguito a richiesta del tribunale mil itare territoriale di Napoli ho sottopos to a visita medica il soldato nella 10' compagnia del 300 reggimento di fante ria, ascritto alla classe 1893, X, imputato di insubordinazione c.on vie di fatto verso un graduato, per ris pondere al seguente quesito : Se il detto soldato X, allorchè commise il reato di insubordina~ione, del quale deve rispondere, avesse lo sue facoltà mentali cosi alterate da togliere, od almeno diminuire la responsabilità dei s uoi atti. Dall'esame dei precedenti famigliari dell' individuo, fatto sia sulla guida delle wtormazioni da lui verbalmente forn ito, che da quelle pervenute a mezzo dell'arma dei reali carabinieri emerge che un di lui zio paterno, con tendenza al suicidio, morì di paralisi, che la madre fini t ubercolotica, e che il p11dre era si6litico. Uno zio materno d ecesse nel manicomio di Firenze tre anni or sono, d iversi cugini materni furono carcerati per atti violenti, ed una zia. fu detenuta per percosse e maltrattamenti io persone di famiglia. Nell'anamnesi personale troviamo che l' X ebbe uno sviluppo alquanto irregolare, tanto che a 18 mesi fn sottoposto a due interventi operativi, uno per ernia ombilicale e l'altro per ernia iogninale. A dieci lumi conseguì la licenza. elementare, e rimasto orfano, fu accolto da alcuni pa1·en ti, dai quali a lS anni fu impiegato quale fattorino postelegra6co, occupazione però che dopo circa un anno abbandonò im provvisamente, non garbandogli pi(t. Risulta che ti n dall' iufanzia fu di carattere i rascibile, collerico, facilmente e~citabile, strav>lgante ed alquanto volubile, con tendenza agli alcoolici, l'uso d ei quali in certe gio rnate sopportava bene, in ce rte altre gli provocava ebbrezze violent i. A neanche 14 anni, nella psich e ancora bambina dell'X, sorgono, con una precoce morbosa violenza, i primi impeti della passione amorosa, ed egli infatti, pressochè impubere vide una donna di circa 25 anni, se ne invaghi perdutamente, e si unl a. lei maritalrnente. Q uesta relazione, sa lvo brevi interruzioni, durò 6no a 18 anni, quando l'X dovè andare in carcere per 11 mosi per resistenza ad un11. guardia. Ment1·e conviveva con la. donna anzidetta, non si negava però il piacere di darsi bel tempo con altre e di queste, a preferenza, la mnssima parte e rano donne da tri v io ; alcune però, egli afferma, erano anche donne per bene, mai però ebbe la malinconica idea dj s posarle in un fnturo più o meno lontano, e tutto in lui si riduceva a raccogliere una bnona metitie dì cuori e di favori più o mtono licenzios i. A bband ouatn. l'occupazione di fat toriuo postelegra6co, si impiegò quale fotog rafo nella casa Alinari ed in questo nuovo impiego ebbe occasione di girovagare in var i paesi, anche all'estero, ritraendo ~empre soggetti osceni, special ità fotografica alla quale si era appassionatau1ente dedicato e che gli per metteva cosi di a sseco ndare e coltivare le suo tendeuze ed aspirazioni, perchè doveva e poteva
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frcquemare postriboli e.! altri luoghi dfl trivio e donne di malo nO'n.re, per le 'luali ha sempre avuto una spic~ata inclinazione. L'X racconta d•·lle poco edificanti condilioni p«ii'O·morali dclln fam ie;l ia, e delle suo non cPI'tO t1·oppo corrette nhitudiui cd az ion i, col massimo candore, anzi il più delle volte. qun~i con uu'aria di compiacPnza e \'ltnleria. come se es;;e veui'!sero ad illustrare la sua. v ita. ;\el 1!l08 egli si contagiò di sifilide e n~>l 1!)10, a. qua nto a~~E'ris<·e, dormi d ue gior ni di ""gnito io cousr-~uP nza di una solcn ne lih,u;io ne di cognac. L 'X, che v enno allo armi solo il 12 novembre 1913, prmhò iu cRrcPre, da rnp· porti di superiori e compagni suoi, tra~ml'>!•i in coluunicat.ioue, npp:Lre come un indil'idtlO di c;trattere S•·mprE' chiu'lo. pensiero~o. tnciturno, poco amante della compagnia, di modi a rrogan ti e con un portamento ..-p•·~o gl i uguali e "upr·riori poco defcrt>ntc, si:\ in servizio che fuori e tnle chL• trat tan do con lui, tnnto i c01n· pagni, q111llltO i grndun.ti, dovt1va•1o us•tre molta buona v oloutit. e pazif'uza per evitare indi~riplinatf'?.ze. \arie voltP si è bi!!licriato con i camE'mti, era poro !'ollecito nf'll't•<:pguire ordini e nel no vembre l!ll~ ri«pose in modo scorrettiso:;imo ari un uffil'i:de. A ta le manca11za però non ~i dotte "owr chia importanza in .~onsidern.zioue dci pochi giorn i di s<·rv izio r he il militare nven1. pre~tnti . E~li la sera dPI 1° febbraio 1!11!, a qunnto ri,ulta tini ra pporti, venne a di· verhio rol capornl mn,:?;gior e R. N. per fut ili nh>Livi e in 1111 ecces.,o di ira ~li si slAnciò reiteratamente routro, min>tcciandolo prima cou la propria, poi con la sciabolfl. di un rotnpngnl', St'IIZa r iu~c1ro a colp1rlo per l'int•·omissione di •dtri militari. L'X. veramente n~~eri-<re di non rammt'lltue nulla circa la Sr(·na di'Ila minaccia con la sciabola, ammetti' però di ,n-er<' iuveito rontro il sunnominato caporal mAggiore e di averlo pf'rro.;~o per 1st :-wgu~nte rngione : c Al mattino l'X cd i! R. nvr!'hhero 1wuto a che d ire, perchè que4'ulti01o, n detta ciel primo, gli avrebbe mangiata la sua razione; siccbè il solrlnto pretendeva che il cuporal mag!;iore gliela pae;aR'3e "· Dopo alquanto bisticcia.r-<i, pE'r l'iutromis<;ooue di altri, la cosa. 6nl, e l' .X, che aveva il perm e">SO giornaliero, u~ci con un compagno e In ~era, senza aver bevuto, nll'oro. d elln. ritira tn., r ientrò in cn<;Crma. ~rentre rontemporA.ncameote 111-(li altri ~old.oti s t ava prepRrA.ndo~i la hr11nrla. il s uddetto gmduato, che fuugcvn da sergente d'i~pPzionR, lo reclargui perchè non era nnc-orn a letto. T/ X gli fece o~ser>an• che en\ SUIWrHuo un tnlt• nppunto a lui che m ~i ue avrvA. nvu t i pt't' qu!'~to mot.ivo . .~pecialui(:H te poi, qu,.llllo gli altri COm]Jll!:lli t'rl\110 tutti !Ielle sue COHdlliÌO!IÌ. TJ r:aporal 1111\l!'t:;ÌOI'e a)Jom , COllie gii\ al mattino, gli tli:<•e rhe era un propotentr- e l'X di rintundo: « ;;c •ono un pre· potente pngarni la gtwetta che m i spetta-. . ~re~«A. la qnP~tione ~u questo tono le cose andarono tRnto oltre cho l'X ~i ri· corda di rwer dato duo puP;ni sul vi ~o del snprriore e di nvel'lo visto cadere riverso ~u una brandn, poi neon ramtnr•nta più nulla e la •UH psi che ha una parentesi chp si rhiudr nl mattino surc•·~i..-o. J>:t que~to istante però le ft\rolt:\ intellettuRii dell'Imputato ritornano complt-tRm<'nte luminose e co-;cienti, ed t>gli infatti ricorda c hr rlettn. mnttin11. fu r ic·>vt•rato ncll'inf.. rm erilt rrg~ i mentnl e, O\'e rima~e 4 giorni ~t·nza dnrt> 1 oil ricevere mole'ltit\ a lr.un11.. e che il giorn o Il febbraio, seh· bPtot• de ..i.lera,se rirntmre in compa~nia, t'n c·onolotto all'osp<'Jale. ~fili gli è venuto nlln mente lllll\nt<> accl\d•le, dall'i~tante in cui dette i pugni. al rul\ttino succcs~i\·o.
CASUIS'l'lCA CLI :"lOA
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t-luesta l'esposizione del fatto S<·coudo l'X e che corrisponde in gran parte ai rapporti pervenuti, salvo la per;;onA.Ie interpt·etnzione degli eventi da parte del soggetto. Ad ogni modo, sia d(llla sua narrazion~, che dalle comun icazioni avute, risulta evidente il contmst o fra la tenuità dello stimo lo (perchè tutto, se m"i, si riduce alla parola : prepotl'll te) e l't>ccesso violunto della reazione'. Da lla dich iarazione ri la,;ciata dal cnpitano tnetlico <· he visitò l'iu.Ji,·iduo subit.o dopo la scena di violenza e succe~si vamPnte, risultano come note patologiche menzionnbili : notevole e•::tgPrazioue dPi l'iUe~,;i patollari che erano q n asi epilettoidi, aumeuto dt"i riflessi addomina li e lieve torpore nel riH~;;so iticlo-con · giunti v11.le. Durante il t empo trascorso n el quieto ambiente osperlnJiero, l' X non ha .a\'uto conv ulsion i, nè ha commesso atti violenti ed impulsivi, chò anzi hn dimostrato un facile adattamento a lla vi ta inerte, quasi beandosi dell'ozio c htJ doveva cor;durre all'o~pe lnle. Questo stato di inerzia però ces.• a suhito ~otto l'inOuen<.n di stnti emotivi 11 allora nell'esamiuato subentrA. ULl;t erceR•iva eccituhilità ed una morbosA. vi.-acità che s i palesano con uno stato di instnhilità r.ontimm, C<•n un frequente t·otear di occhi. con parlare a scr.tto, cott rep<"ttLini fucili ros~o ri rlcl volto e con trazioni mimiche nppro'>simantisi qltasi a lÌ\'. ('iò " J•Ccialmenle qnaudo gli sin detto qualche co~a che possa sonargli come t·improvero o appunto. Ha tenuto ~emp re un contl'gno fatuo e ,·anito•o, <"on sov<>rch ia attillatura e nz· zimatura della pE>r~ona, atl'ettando di ~erhare verso i s u periori un'nria quasi di uguaglianza più ch e di deferente inferio rità. Si è sempre ornato di liori agl i occhiel li e s i è anche po~to sul cappotto un Cl rdon r. ino tricolore acl ari ..ge;iare il nastrino di una decorazione. Si è ,] imostmto obbediente, si, agli o rdini imp;trtili, ma li e,eguiva svogli:Ltamente e fiaccamente, dando l'impr~~sioue che gli ordiui stessi incon trassero una t·esistenza nella trasmis,ione ed e,:ecuzioue da pa rte dPI sist.oma psico·nervoso ddl'individuo. Mai ha parlato con ramma r ico o con desidPrio della famigli n ; nessun r im pianto o ri cor.lo affettuoso lu• avuto per le amanti, e se di e~~e lta discor,:;o, è stato solo per vR.uaglorinrsi, dimost ra ndo qua nto sin sc~t·s:t.mente vibrante in lui la sfera degli affetti e bas~o il senso momle, se il suo lustro consiste solo nell'n· >ere a vuto a moreggiRmeuti con donne da postribolo. All'esame obbiettivo l'X risulta individuo cou buono ~viluppo scheletrico muscolare, ben nutrito e snngui!icato, con p leiRde glandolare gen••rnle, ma specialmente sensibile agli ingui ni. Il cranio, a tipo liovemen te.dolicocefalo, con circouferenza di cm. 65 '/, . iodice cefalico= o. 79, non pre.•enta, nè ruorfologicnmentc, nè n ••lle sue misurazioni note degenerative apprezzabili, e altrettan to dicasi per la fn.ccia, in ru i risc:ontmsi solo l ieve p1·ogoatismo alveolo·dentnle e s v iluppo alquantoeccessiYo della mandibola. La grande apertura delle braccia supera di circn. 4 centimetri il vn.lore della sta tu rA. ed alla parte esterna dee! braccio d estro rill.'\'as i un tntua!'gio (lira musi cal e). AllA. radice della coscia destra presso la regione crurale, riscontrasi un a ci· catrice di an\.ica data, che l'X afferma e•sere r es itlun.le all'open\zione d'emin subita. G li organi t oracici e addominali, come le funzioni vegctath•e iu gt•nere, non h11.nuo p er llle&>o di rilevare alterazioni ltotevoli. l.'e-;ame del sist ema nervoso somatico ha mostrato sensibilità generale tnhile (estesiomet ro Leyden) normale, così d icasi per In. termica, per la barica., la igt·ica, il senso stereognostico e per la sensibilità meteorica e la cene~tesi. Couservata, ma. attuti ta, la sensibilità dolori6ca, l egg ero ritardo n ella conducibilità . :ti -
(;iomale Ili medicina m illlflre -
Pasc. Vl.
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CASCI'>TICA CL.I:'\IrA
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:'\ulla di pntolo!!;ico r iguardo le sensibilità speciali e c:olo accenno di inver<iione nel Cl\mpo vio:;ivo, ec:;:endo es~o per il rolore bu\nco della st!'q~a ampiezza che pE' r il ro~so, \'erde ed nnurro: senso c romatico alquanto dt'firient!', più per ignornnza cht> p!'r dif•·tto di percezione. Motiliti\, tonicitll mu'lcolare e senc:o dl'll'equrlihrio normali. L a. fona m uc:co1:\rP, ci<>terminatn col dinamometro, è ri~ultata normale, mn facilmente !'qauribil e. T r iflr•.,qj cutanei. ercetto il piantare che ma nra, c:i 'IOno tt·o,·ati n orm<tli, cosi pure il pm,illarA: i tendinei ec:agerati, in !'pecial modo i putl'llnri. l,'r·~nme p~ichiro. Jll'Rl ÌCRtO in ript>tutP oc:c:ervnzioni d1•J SOggetto Il t'O] diutu rno Rlurlin riAI Ruo romportnmPnto nPI tt•mpo tra<;I'Ol'~O ttll'o~pPtlnle , h 11. rlimo~trR.to i!P<:Il' e hPn rnnc:ervRte l'attemlionc spontrliH'A. e la volitiva. ma quc~tn pr·rò fnri l· 1ur•ntr• t<l'!Rnrihil•·, tanto rhe Jll't:di illtl'rrogatorì, mentrl' rp;li d•lppl'imn attl'nde erillpC)n•l•• !'rnc:ntnm~>nte erl nbha~tanzn J!nrbata.ml'nte il volto via 1·in ~li ~i an·o;;><isce rnme qurllo di rol11i ~he <:ompir uno !'for?.o, il corpo tutto cnlrn. in uno stnto di prriln7.i1nP ~lw ne prO\'O~a dri fr~>miti . i <JUrdi qj propn~ano ai mu<••oli il111lR mimiM. si ini;dn. uno stnto di orgn~mo e l'in<fiyiduo frrqtn•ntPmeufc «i rigim da um\ pnrl~ e ciall'nltrn, guarcia nl soffitto, prlle~a <'ioi> il pro~rPrlir(l dell'inhrlc~himento riPi potl'ri inibitori <>d attentivi P l':wan;:nntP prl'rlominio rlt>i moi'Ìml'nti jqtiutiv i T.' irl•'a~ion!' c;i i;> rih·vRtR bPn con~rn·nta, del pari ln men•orin. finrrn In ,·olouh\, di· sr rrt:t l'•·mnti1·itll dPfiri .. ntP il potPre rli pc:nme>, nc:~•·ntl' o IJilnsi il ~Pn t imento l'tiro. L'inrl1virlno rhe, ('omP gii1 è ilt·Ho ~oprn , o\ npp:~1·~o fatuo P \'Rnito~o. c;i o•llltPgginto «l'mprP n•l un'11ria di "uperiorit/1. e nt>i minimi attriti, chi' h11 inrontr11to nPI · )'nmhiPr)tc di o~pPoinle. ha mo~trato tf>n<IPn7.n nrl una fnrilr P••rt·~c:h•a rf>llzionf'. ciò però nlrune ,·olte piu pl'r mautPne•·e r~lto il !'rntimento cit'lla propria temibilitll e di llominio Qttgli altri, cliP per un n•ro c:pn!>o •li infn·na!.iiP rrn?.ioo•'. A1'1'HF.7.7. 1llf"O:TO 1'1.1'<1!'0. - Cono:;it!Pranrlo ohhiPtti\·am~>nto lA p•·r~onn fì~irn e mornle dl'll'X. "i di'vi' nmmertrrr rli e::<;~>rP in prP<;I'I17.:l di nn c:ojt~Ptto PrPditarinmrntP tn.rato sin nf'l ~orpo rhl' nPlla pc:irhe, e nPI q unii', ron l'nnrl~rP dPI tl'mpo. e l'nmhi••nl!' E' !P 'lnrrP<:><ive mRIIIttie, h~nno rr>ucorc:o n qtu•ll'opPr:\ di di~-.oluzion e (rri si p11rnwtta 111 pnroln) chP o:;i et:\ gi;\ ini?.iatn fin dnll!\ mntrirr. Dt>ll'Rlteroto hiorhimio:;mo t>ndoutPrino fip} soc:e;Pito non 1\ n tlttbitnrr, ~P si tien prP~I'ntf' r!.A In ma<lre rra tuherrolotirn, il p:-ulrl' ;:ifilitirl', e r.hr r>l!:l i a 1~ tn~"'!'<Ì r\ov•' ~ubirn <luP intl'n·enti opPrn t i,·i prr (• t·niR inp;ninnlr P omlwliC'alP. l~ dn tntti ri ~nputo rom~> norivnmontE' ngi<:rR !':ntl't>mht·iom\ la tnhpt·rolo~i. t11nto rla pro1·orare -pl.'r fino p;lì nhorti. f' !11 madre d~>ll'X. lo' E'rn. Di non ce rt o mi norr nn portnnzn ~ ln !un ~··l il <li lui pRdre em sitìlitil'o; dtP •·p;! i poi sin nnlo ri~entrnrlo l'inflnrnz.n rlrllo tnRlnttiP dei p;Pnitot·i è pRle~nto cinll'nllOtnnlo ~~·i l nppo rl•'ll'nppRrRto musrolnrl', rhl' fu finrco tanto dn. per mE'tt1•rP lR fon11nzion1' ilt•llr cine t'rttiP. Cirra l'ere<litll p<;iropntira o~!ll\ s'inizia nt>i grnitori, p<'rchè qup) 6nf' l' dt•lirRtn rompll'~so rhe è il si;;tPma nervo.;;o, non può, come co<:titnl.'nte doll'orgnn i~mo. non ri~enti rsi dAllP nltPrn7.ioni di ronformazione che in es~o si ahbinno. e rome il tutto €o male orqnnato. ro~i pure il <:ic:t~>m n. norvoo::o. rhe di l.'~'lo è pnrtr, non può riuo;rire llrmonirn P normRle. \la oltrP rhe nei p;!'nitori In tarn non·osa hn aurora più lontane rndiri: infatti, u no zio p11t€'rno, con tPn<len7.a al snicirlio. mori pnrnlitiro, uno mrott> rno mori nl mnni<"omio, una 1.i11 e di,·er~i CU!!:ini furono rìnrhiu«i in rnrrl're prr violpnze. ?\Pi con~iunti quin•li. oltre ChE' ne!;li n«renoll.'nti. ciirelli, nhhinmo l'l'tP<litarit>t.à pc:icopntira e l'nm hirnte che concorrerà n.. dAr~;> il profilo nll~ pqirhA in e'"ol uzinnc dP!l'X. Lo informazioni dei Reali carabinier i ce lo dipingono fin dall'infanzia. ira'ld-
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bile, collcrico, eccitabi le, stravagante, volubi le. con tendt!nza agli alcoolici, e, seh· bene l'intelligenza sia huona, tanto cho a 10 anni, quando r imase orfnno, a~·eya. già conseguito la licenza elemeutar(•, pure fi n da quel tempo facevan o cnpolino l e a nomal ie dd carnttere per la d eficienza dei poteri iu ibitor ì e di crit ica. Però, tol te quelle sfumature degenerat i ,·e ini:-.iali, non f'i hnono nella sua infanzia n ote ri levanti ed egli si mantiene in normali conrli;r.ioni nella famiglia che l'ha accolt.o dopo la mo1·te dei gtlnitori per diverso tempo, tanto cho n 13 anni fu impiegato come fattorino po~tell·g raìico. Però poco dopo, ~<ocora impubere e quando gli altri f11nciulli pem>aoo ni bnlocchi, egli in preda al pre,oce ùomiuio degli istinti sessuali s ' invnghisce di una llon 11a che ha l~ anni più di lui, e abbandon a l'occupazione e la famiglia per !<tn.re cou la sua f.:m1uina. fncomincia allora per lui una vita randagia tisicamente e p~ichicamentc; infatti egli vaga dapprima. in cerca. di mestieri e più tardi, percha impiegato quale fot ografo, p er fotogr afie oscene (si noti la specialità scelta), è obbligato a. girovagare continuamente, e come cambia pae~e, cambia nuove braccia che lo accolgono, e pur co11s0rvnndo nel fondo un auimalesco attn.ccn.ruento per la prima femmina che gli concesse il p1·inao ampl ei!so, tuttavia rlominato dalla lasci via o por un fidso sentimento di amor proprio. si slancia alla conquiìlta delle donne, sper-ialmente di quelle da tri vio, al puuto ta le da fare il ritrattis ta di sogg~>tt i oRceni pe1· asse··ondnre le proprio ten denze. Un po' alh\ volta compaiono sulla scena. anche i liquot'i, dei quali l'X è ghiotto e chB soppo rta beue, tolto in certe giornate in cui l'ebhrez:r.a a lcoolica lo dominava ''iolenta, com P oel191 Oquando, ùopo una solenne inùigostionedi cognrtc, dorm i due giorni. Sebbene dominato dai sentimenti di più bassa sfera, vu1·e l'individuo agiva consciamente ed ammette che sempre nell'assecOJad~tre le proprie tendenze E'gli era. ('OnsapE>vole di riò che faceva. Come p recede uell'nmore, co>-i anche 11ei reati che venivano a p rocacciargli di che nppaga1·e i prop r i dosided; infatti le 6 condaune le ha r iportate per rapine. Di e~se, la prima. Sc' la bu!>cò non an corn quiudJr.enne, le altre si successero 11. più o meno breve distanza. In carcere s i face tatunre, nel 1910 si contagiò di lue. \'enuto alle armi con •JUUI"ta zavona momle e 11dusato all'mdisciplina, egli mal s'adRtta.va all'amhiente e dai rapporti succitRti risulta l'anomala condotta dell'X, il quale, sebben e alquan to ind is<:iplinato, a gisce e si comporta i o modo r elativameute normale, finchò gli ~timoli rnggiungono un ccrto grado; oltre di es~o però, quasi t'os::<e stato vinto l'indice dell'elasticità momlo. la sua psiche non è più com· pre~sa e contenuta n el dominio della coscienza ed esplode. ::-;-el r eato d'insubord inazione infatti noi troviamo c he lino ad un dato limitAl l'imput ato è stato pieuamrute conscio del suo n~ire, t.n.nto cbe ra111men ta tu tlo, anche di a.vere pùrcos.;o il cnporn.le maggiorP, del qun.le atto egli accetta In r espon:~abilità. t rov11ndolo, secondo lui, giustificato dalla provoeazio11e del g1·nduato cou la parola .. pre potente,. _ Giunto però a questo m11ssimo tli coscieote teusion e psichica, l'individuo perde la padronanza di "è ed all'errata una 5cinbola, agi~<·e i" con,ciamt·nte. Dopo In scarica r esta. esaul'Ìto od in torpore per tuttn la notte, lutto rammf!ntando fìn do ve i suoi poteri d i critica e inibitort hanno potuto frenarlo, il resto dimenticando. Le note degenerative, soma ti che rilevn.tesonostn.temolto limitate, se si accentu i la grande apertura delle braccia nh e era di 4 centimetri superiore alla statura, l'nccent uazione dei riflo~si rotulei e l'aceenno all'inversione du l campo vis ivo; il Sorgi però amm ette che, « ove non esi:::tono note antropologiche degenerative, ne ano-
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malie aJ•parenti m•lla confNmn~ionc del cervello, JlO'<.-<ono esist~re anomalie nel la struttura iutimn di es"o; anzi è in queste anomalie che bi>:ogun ri conoscere il vero s.a!Jstrato anatornico della condotta anomala • · Se poi coustderinmo l' iofe. zioue ltll·tkrL tini !'oggetto coutratta. e teniamo pr<'!H' Ilt<l che il Kowaleuscki dice non es~ervi unfl, soln p~ic:o~i c lo e nou po:-;sn e'S!'l"ij prod0tra dalla sifilide fino a giungere all e complete forme clem ~nziali, e le o'sen·azioni dd Berkley e del Clnus. tou e del B iRnc:hi, i quali luwno I'Ì,.,(:outrato fruqu<'ntcment~< nltera7.ioui psichiche in ùipt>nden:t.ll dtllh sifilide, la quale agi rebbe sul sist.ema nen·oso in due modi, di rcttanwme con le to'<.~iue e inùtrettnmC' uto l"O D le lc~ioui Yasnli, ci resta ovYio intend ere come Rncho in corb.. ,.:uell:t.l\ d.,J]a lw•, poss ano uell'auimn dell'X esser,i prodotte tl\li n lternzioui da. farlo <lt.'\'Ìnre dali >~ Jill•'>l n ormale. Il Bianchi ha. riscontrato che i di~turhi p~ich ici, che s'ini?.iano poco dopo la. peuetm?.ioue Jel virus ~ihlitico nell 'organismo, sono da mPt.tersi in conto della intO>'!>Ìraz ione e di quelle tiui a.lternzioui r ellulat·i che non si è in grado di di· mostrarf>, uon provocano palt>.;i lPsioni orgauic lw, ma mostrnuo la loro presenza con l'altemta funzione, e dc· lla. alterata fuwdonalità ps ichica ùcl soggetto è stata. fatta. sopra Ulla luu~a (!~ posi zione. Consider<J.ndo p!'rtun to l'aontunesi f;tmigliu.r·e, lo sYiluppo, la condotta, il t:on· t egno e lo condizioni orga.nic he dt•I1'X, egli r isulta come un individuo ad eredi· tariet;'t p...icopatica ed n si~tema oea·,·oso ulteriorme nt e tnrato per la convivenza n ell'nmlrieute gua-;to, per l'uso t! l'gli alcool ici o r ··r l'iufezioue luctica, ma in cui pelò il sentimento momlo cd i p11te ri di cl'itica sono alquanto sviluppo.Li e nelle ordi· no.rie cond izioni della vita eseacitnuo uu limitu.to pott·ro diretti,•o e co:-;tritt.ivo, potere 11erò che viene ad essere vin to, quando r auiuro è a.ttrn\'Cr:<ato dn una cor· rente ellloti\·a e quando il sog~ctlo sia sotto l'impero di iutc·n~i dPsideri o di violenti sentimenti egoistic·i; perciò egli è tino ad un certo punto conscio e respousa.hilo di'Ile proprie azioni, ma superato questo limite, l'istinto sfugge al domini o dl•lla. co~cienza e l'individuo agisce 1\IIR cieca. Dal suo~posto, concludo : 1~ che l'X ò un ano malo p,.;ichteo con prevalente in:;utric ienza del ,;euso morale e dei poteri ioibitorì (<lclinquento). 2° che per que'lto specillli condizioni della psic he, le sue fncoltà mentali potevano. Rllorchò egli commi,;e il reato d'in;~ubordinazioue, e~sere cosi alterate da. rcnderlo solo p>trt.ialruentc co.~ciout«l e (luindi da veuiroe in parte (iimi nuila la rc~pousahiliti• d'"i suoi atti. l'osl-:;cripfton. -In SPguito o.llesuespostoconclusioui il tnbuuale militare di Nllpoli ord inava la. traduzione dell' imltviduo a l carcere militare. Senonchò uell'i<>taute in cui egli venivi\ ammanettato dai reali carabinie ri fu colto d.~ una fttse di eccitazione sus,;eguitn da uno stato crepuscolare della coscienza, motivo per cui fu rit1mu to opportuno intornare il soggetto nel mani comio interprovilwio.le di Xoc<!ra Juferio1'e. Dopo un cougn10 pt.> r·iodo di osse rvazioue in detto stRbilimento, egli fu riconosciuto nlr~:tto da a ccesso lipemauiaco in degcncn\tO. SuccessivRmente la commissione d'inchi esta pre><so il tribunale milit-are di Napol i lo ha prosciollo dal reato imputatogli, e hn futto voto che fosse eliminato dalle 61.: dell'esercito, rappresentando un elf' mento assai dele terio. Infatti in bnse alle di,;po~izioni contenute nell'articolo 18 dt·ll'Eienco per in!<utricionza delle funzioni psichic he fu giudicato perman entemente inabile al scrvi:>.io militare e inYia to in famiglia con dete rminazione di riforma..
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RIVISTA DI GIOR ~ ALI ITA LI A ~\! ED ESTERI
ltl VI STA Dr MpjD[C[NA C onten uto llnfooltloo ed albuminoso dello sputo. - (Jo11rnal of the Ame,·ican A~sociation, 26 dicembre 1914).
J . RITTJ.:tt. -
Ritter dice c he un e~pettorato che presenta FiO o più p. 100 di l iufo,iti e un moderato aumento d'albumina, depone per ]'.,si~tenza della tubercolo'i polmonnre t'e i ca•i di tubercclosi pre-incipien te od incipiente, l'e!<pettorn.to liufocitico con maggiore o minore quantitiL d'albumina. ordiuari:•mente non manca; in esso il bacillo di :Koch è q uASi sempre as~ente. La pl't'scnza di linfociti in pr11ponderante quantità con reazione po,itiva dell'a.lbumina, precor1e la comparsa. dei bacilli ; qunudo si è di fronte a tale configu nPion~>, occorre rirtm'nre in parecchi succ~>,.sivi campioni il bacillo tul>crcolnre. Ma anche nei casi in C'Ui quei'tn ricerra ri~s·e negativa, bisogu:\ ~cm pre sospettare che l'individuo da cui proviene quell'espettorato è tubercolot ico. Cl AURI.
ltiVLST,A MEDTOA P1ERKF: ~IAim:. -
L a. oromo slero-d1a.gnosl d ell'emorr&gla. oerebrale. (Bull. de l' J cud. dP 111é leeine, n. Q:3).
L'A. in collaborazione con A. Leri. e•sendo stato colpito d:\lla colorazione verdastra e più o meno tiuore~ct>nle df'l siero proveniente da malati afT'etti da e mor· ragia cerebrale. ne ha fatto uno studio a ~copo diagnostico spcciahueute per differenziare l'emorragia <·l'rebrale dal rammollimento. La tecnira è semplice : si raccolgono 10-20 centimetri cubici di snngue estratti dalla vena. d'un braccio i n un tubo ben secco per evita re l'emolisi; formatosi il coagulo, si distacca con una pipetta dalle pareti del tubo, e quindi ~i lascia ripailare o a t<.mpernt uro. ambien te o in s tufa a 37o, aqpettando che si separi il siero, 11 quale va C-iaminato a p~nte ; pe r procedere più rilpidameute si può raccogl iere
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IHV[,.;'L' A
~IEDICA
il sangue io un tubo du centrifuga, si distacca il coagulo appena formato e roi si centrifuga per una diecina di minuti; si ottiene così il siero quasi immediatamente. Allorquando il siero de i malati affetti da emorragia cerebrale è ben vt>rJe e fluorescente, la sua colorazione colpisce a prima vista; quando la tinta è meno manifesta si r ende evidente gnnrda.nllo il tubo che contiene il siero per tras parenza . Il più spesso poi, all'infuori della tinta verdastra. e del dicroismo, il siero è di colore particolarmente scuro, sebbene perfettamente limpido. Ora tali modilicazioni cromatiche del siero gli au tori le banno riscontrate soltanto n ei casi di emorragiA. cerebrale e non nelle altr e all'azioni, ed essi propen · dono a credere che si tratti ùi prodott i di decomposizione dell'emog lobi na dd sangue stmvasato, escludendo in ogni modo 1a bilirubina e l'urobil ina. È impor tante il f11tto che la speciale colorazione eompnre fino dalle prime ore che seguono l'ictus, e persiste almeno cinq ue o sette giorni. Nelle emorragie meningee i fatti si presentano con le s t esse caratter istiche; però in queste la tinta veruast.ra sembra manifestarsi soltau to progressivamente nei giorni seguenti. È innegabile il valore di:tgnolltico di questa colorazioue speciale Jel siero, so· vrattutto per chè essa a ppar e poco dopo l'ictus, e perchè perme~te con sicurezza di dititlreuziare una emorragia da un rammollimento. G li au tori si ripromettono di s~uJiare auche i casi di emorragie interne in altri punti doll'c.rg~tni.~mo per veri ficar e se anche iu tali casi è ugualment e applicabile la cron10-si~ro-diaguosi. D. BALB:>THA.
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BI VlbTA Dl CliiRURUIA GENERALE GO-rz~:rJ u. ~PAR MA :-IN'.- C ura. della. tubercolos i
m uc lna. Weleminsky. -
chhurglca. con l a tubercol o · o, 30 g ennaio 1916).
(Ze/(tl'ulblalt (ii1· Cltirurgi", n.
Gli AA. riferiscono su 51 casi di tubercolo,;i cltiruq:;itll, curati nella clinica di V. Bi~olb,.rg con la tubercolo-mucina \VelcmilJ-ky. È riuscito a que><t'ultiu o, selczion;~,ndo un dato stipite di batteri, di prorlurre unn ~Jl<'cialo mucina. la qua le, in una lunga serie di ricerch e, ha prolungato h\ vita <li animali tubercolizll<~lÌ ed in alcuni <li que.:;Li h a p1·odotto In gl•:uigiono. Per no n a.lt.erare i r isultati Go&zel e :-:ipar mnun non souo ricorsi ad alcuno dei mezzi ordiuari di cura, ma. banno soltan to adoperato iniezioni settiman>lli ~otto cutanee di mmgr. d i tube•·colo mucina, non sorpa~::;nudo la dose di mm~;r. 10. L e iniezioui provocano una reazione locale e fenomeni genernli (;;ino <\ 2°.od'liUruento di t emperatura, b r1vidi, stancbt>:>.za.); si hR. u n ~OT)H'euclente IHJilll'lllO del peso n ella pri ma settimana, mrntre snlle nffc7. ioni tub.•rcol .. ri local i la t utwn·olomucina eserc1ta una n otevolf' azione specifica curati \'a :3u -W ca~i : 2~ migl iorn1·ono o guarirono. 11 non ri ma.:ero inliueuzaLi, i r imanenti pt>ggiorarouo. La prima rt>azioue !orale Jt,, un grande valort> progno::;tiro : se e~sa m au eR od é touue, la tubercolo"i cl1irurgica non sari~o intluenznta; so è e\"id~nte o forte la proj:!nosi è ru:gliore. I miglioramenti si hanno dopo :Z- 4 giorni dopo la. prima in iezione.
'*
(T AURI.
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RIVISTA DI CHIRURGIA DI GUERRA A. MAn~tADUK& SnEtLo. - Sul trattamento delle ferite settlohe. Lancet, n. XXT, vol. I, 1915).
(The
Avendo intrapreso la cura di qualche r.aso chirurgico, nell'ospedale di S. Giorgio, l'A. ha raccolto Rlcune osservazioni sul trattamento delle terite settiche. È evidente che la rimozione di sostanze estrauee, il libero drenaggio e specialment e la irrigRzione meccanica. per liberare ogni piega e anfrattuosità, sono più importtmti che l'uso di soluzioni antisettiche, che possono avere poco o niente eff·etto sull'organismo; per la diluizione rolla quale sono in genere usate senza pericolo. An che il lavaggio con a cqua calda salata è probabilmente oflicace come «agente vigoroso,. quanrlo può essere u!'ato. L'A. uon ba veduto grandi risultati d;tll' uso di lunghe immersioni in un bagno di acqua calda; per le ferite delle estremità è un metodo senza valore. Egli lo ba usato costantemente solo per lA ferite settiche into t·no all'ano e al periuco, specie nei casi di fistole maligne. l risultati ernno sorprendenti, e dovuti senza dubbio alla meccanica rimo· zione del pus e dei germi patogeni, filtrando e penetmudo l'ucqua dovunque. L'A. é rimasto particolarmente impressiom,to dolle osservazioni di si r A. E . Wright sul trattamento della sepsi, con metodi fi~iologici. Tutto ciò ch e migliora la salute, la forza e l'appetito prou1uove la gu:nigione e diminuisce la sepsi. F u questo concetto che tempo f~t condusse Paget a dare ai suoi pazienti quell'antica mlt ecci'Jlente droga - la corteccia di r.hina - e consigliare l'aria di Margate e di Enst Coast ai malati so1l"f·reuti per lesioni tu• ùercolari chirurgiche. L'A. tratta dt~lla meravigliosa intluenza della costante esposizione all'arin e al sole nelle ferite settiche. Aveodone e~porimentato il benefizio nella sua lunga malattia, egli può parlarnH con qualche cognizione. La. rapida guarigione delle ferite negli anim>di e nei ~elvaggi e senza nessuna cura, e da g~an tempo conosciuta. La frattura per uu colpo eli fucile alla zampa di un fagiano o di una lepre, si consolider·à. completamente ~otto una copertura di tt!rrR, di piume, di pelo. È noto pu1·e che gli Zulù por-tano i loro feriti sulla cima. di un'altn collina e Iii li lasciano, e la guarigione è rapida e completa: niente e pili mera,iglioso che il pronto ristabilirsi, Rncho da ferite pt>ricolosP, nelln campagna o sul mare, in pn.rngonl' ai centri affollnti di un quartiere di T.ondm. L'A. ha mandato spe!;SO alla costa dPil'est quei ca~i di feriti! di diffic ile cicatrizzazione, e la prontez;-.a della guarigione era in genen• sorpreudente. Nella. sta~ione estiva, i fabhri•·ati delle grandi citta non sono po~ti ideali per favorire la ttlsistenza 01·ganica, essenziale a combattere la ~ecrezione e l'e~sicta<mento delle ferite setticho. È una sfortuna dover criticare quanto e stato già fatto, mR. parlando con ogni riguardo, non si possono che riprovare gli aJfollameoti dci feriti nelle grandi città. A Cambridge é stato ~tahilito 1dl'aria aperta, e co n buoni ri·ultati, un •a~to ospedHlo, e sarebbe interessante udire il parere di quei chinu·ghi !'ldl'etli-
RTVhT..I D I Cl1 1Rt:IWU 111 Ol'ERRA
<'aria di -;imi le i~tilu~ione, e >:pecialmeute sulla salute delle infermiere e ci~>l personale cii a"'io;tf>n/.a. L'A. teme che molte di queste os~erva?.ioni siano empiriche e lascia ai batteriolq~i la spiegnzione di fatti clini•·i indubitl\ti e imp(lrtltuti. Sfortunatamente :-IHÌ• fac·de eh~· tutti i nostri prPpRrativi rie~cano qua~i inadeguati al bi!'ogno rwi me~i rho• \'erranno, e l'A consi~lia vi'"amente le autorità a stnhilire o~pe dali •li l··~no e oli lemie in luoghi idti o ;;ulla co-.ta, an zichè accumulare i fPriti neg-li improvvistli ospedali delle città. il che Sl\rebbe anche meno coc;toso. I cas i tl'tt.t't•t.ioue ~'i«olo•rehlwro piu farilmeute; i poriroli d'inquirmmeuto delle latr ine s<'ornp:u·ir.·hbct·o e no n vi ~arebhe preocc upazione pl'lr gli inct'noll: cosa utile a rio·uroh11·-;i in oo·o·n::ione dl'l rnid oli uno Zcpp11liu. L1\ s:o Iute d~> l pt'r~ounle d'ao:;~i~tenza si consen·erebb.e inollrc in mori o più soddisfllrenLo, e non vi san,hb•• lJisogn•.> di mandnre i par.icnti in luoghi 1li con· vnlc><o·enzn. I. P .
G P. 'l'HII:II:\Ot't'. -
Gang ren& gas sosa. e oo n gel &zloni. -
(Prt•sse uu:dicflle,
Il. i:) l.
L' \.,rh t> Sl"l:{nl l'e-erci to bnlga ro nelle guerre b>\kan i<'he ulli mc, ria<:sume una p11r te clelia <;ua e"perieu?.a per!'onale. Egli t>bbe a c:urnre nn gJ·Rnrie numero di flt•mruoni ga~~o.,i, che -;i s\'iluppaYano pre::<tis,imo, due o tre giomi dopo la le~iollc, !' -.i ma11ifl'~ta \':t no sopra tutto :~gli art i, specie inferiorr. Il Trigonotl' cerc-a cii o-<tllcolan la necro'<i del cellulare. diminuendo la ten<>iooe e•wrdlatn dal ga<: c l' in61trameuto. Jn tf' rvieuP d'urgenza, adoperautlv, all'occorrenza, l'~tm•Stl'Sia col cloruro d'etile c pmt i•·a lunghe incisioni, sbrigli:.ndo largamente da ogni par:e dell'arto e traver-<:uulvlo tal volta da un lato a ll'altro. X ello lltC'lSO tempo pratica pun• pure,·rhie inci,i•mi supl•rHcinli tlella pelle di 6 8 cm. <li lunglwzza, in motlo !In stabilire una harrit>ra cireolare n li' innu;ione microbi ca . Puli-<cc. a«pot·ta medi.ontc forbici curve, le parii llPI'rO~ate, pronaranrlo rli e\'itare l'cmorrngia e poi lava largnuwnte con nl'qna o<;,jg.•nnta (l~ volumi). Penncll:\ <'011 tintur:\ di iodio tult'' la. superficie delln fl'rrla e la. copr·e con garza sterile imhenrta con ncqua os~igpnat.'l. (S volumi), ll\"enrlo b<·n cura di allar~?;nre gl' inter,-tizi mnscolari sino ai tes'!nti sani : nvvo lge poi l'«• to con gr·andi compres~e baguato sempre :11l'ncqua ossigcnatn, che l'Ìt'OJ>rl' rou cotone sterile e guttap•·r!'a la rni11atn; terminn h1 uredicatur·a applicrmdo nnro ra uno !ltmto di cotone, poi hondnggio C'Ù immo bilizzn?.ioue dell'arto in uun doccin. I l mnlato ò i!<olato e messo 1\ diotR. Qnn~i "~'llll're l'erlemn sro11tpa1·e e la temperntur·a, il giorno dopo, sct>nole da 1()'>,:1 [\ flfi0,:'i l~i".
Se la tt~utpemturll p!'rsi~te sopra i 3::>0 .5, si rinnova la medicntura, nelle ~4 ore, e '<r•rnpre n•·llo ~tN:so modo. e in Sl'!!;Uito si pratil·a una iui,)zinno intramuSI'olnre di argl'nto colloidale ,t~lettrar~olo 10-lf> ~.:entimctri 1·nhi o coll:u-golo 5 IO c.·utiull'tri cubi 1. St· al ter~o !!torno la tPmpemturn uon fo"e cirscc~a a llli•>,S o a :Jio, bisogna amputaro• s•·nz'.oltro. prima o·he l' lllft'zione provorhi un S!•ltii'Ptnrn. t'~ la tf'nrpct·atnr:~ rioiiçieue normale, si contiuua sempliremt•nte a rinnovare la lltl·d•ratur.•, e qrttlll<lo il te;:... ulo necrO'-'A.LO e ..,t,.to t•liminA.to si applica lar{(aD\L'IIl.l:l sulla ferit.a del ha.l"aauo peruvinno e ..:i applic11.no compresse aJ::ci utte sterrli.
RIVISTA DI CHIRGRGL\ Df GI1ERRA
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In 10-15 giorni il malato comincia a camminare e la guarigione avviene rapidamente. Nelle congelazioni l'A. praticava bagni antisettici !di'acqua ossigenata, al permanganato potassico, quotidiani, p1·vlunga.ti e caldi (t18"-.J.0°}:ncttava le parti necrosate, evitando di fare sanguinare la piaga e toccava. con tintura iodica a '/, 5 • Faceva. applicazione di pomate astringenti, antisettiche o caustiche: nitrato di Rrgento al 2 p. 100, balsamo peruviano 20-30 p. 100, preci piLato rosso di mercurio a 4-5 p. 100, incorporato in olio d'oliva. cloroformio, sottonitrato di bismuto e vaselina . Dopo questo trattamento l'edema scompariva e alcuni alluci cadevano spontaneamente. AJ,~·u:-~so.
EosA STEINllARDT HARDE. -
Bulla gangrena gaasoaa. - (Société de biologie,
23 gennaio 1915}
L'A. distingue tre fasi nell'evoluzione clinica e batteriologie~. della gangrena gi\SSosa: il primo stadio è <:aratterizzato da una grande produzione di gas, seuza fagocitosi, per la presenza del bacitl1ts pe?'{ringens; nel secondo st~tdio la produzione del gas è anestata; la fiora mostra piuttosto i microbi aerobici della. s u p· purazione ordinaria, mentre il perfrillfJClt~ s i fa setnprc più ra:·o ; iu uu te.·zo stadio la fagocitosi si manifesta m entre i tea~uti del h~ ferita ript·eudouo il loro colore normale. L'A. preconizza l'uso del nitrato di sodio con tro la produzione di gas e contro l'intossicazione. Il mtrato può essere pre,critto per bocca alla dose di g r ammi dieci nelle 24 ore. CtAUJti.
G. LACAl'ERE e Cu. Llil~ORMAN'I'. -
grene oon l'arsenobenzolo. -
a. proposito del trattamento delle gan(Presse mùlica.le, n. -t).
Lavori recenti hanno segnalato i ris ultati favorevoli dell'arsenobenzolo, sia per iniezioni intravenose, sia per applic..zioni locali, nel trattamento di alcuni proctlssi gangrenosi. Laca.pére e Lenormaut, due medici militari francesi, ebbero occasione di usar t nle tmttamento in u n grande n umero di feriti con complicazioni gangrenose, specialmente nelle lesioni da proiettili d'artiglieria, e o.ncho in sogge~ti colpiti da congelazioni gravi degli artt inferiori. Dalle osser vazioni fatte, gli AA. credono di po~er concludere che l'arsenobenzolo è di grande utilità uella cura dello piaghe gangreuose. Non soltauto esso costituisce una tnedicatura. realmen te s pecilica dellto gargrene dovute ad associa· zione fusospirillare, ma anche in processt gangrenosi che non appartengono a tale varietà bntteriologica, in particolare nelle gangrene ~ettiche postr!\ltmatiche ed in quelle consecutive a congelazioni, è un antisettico potenw, d i Afficacia certa , d'azione rapidissima, che in molti mnlati si è mostrato egunlmente capace di arrestlll'e la necrosi e di accelemre la riparazioue.' L'iniezione intr11venosa è certamente molto più attiva dell'applicazione locale, non solo per ciò che concerne g li accidenti generali dell' in fe>\ione, ma anche per lo stato locale della. lesione; nei casi gravi bisogna ricorrere alla prima. AJ.FUI\'SO.
482 R. A. R~;1ss. -
R JV1!:'1'A OI CI:!IRlJRGIA ni GUERRA
Les balhs exploslbles antrlohlen.n es. -
(Archi·1:es d'Anllwo-
p ofoyie c1·imin. , T. XXIX, 1914, e R ivista di 1nedicina lCf!ale, fase. V, 19l o).
L'A., addetto al quartier generale delle truppe ser be a Va ljevo, ha av u to p iù volte occasione di constatar e l'u so fatto per parte degli Austr iaci di proiettili esplosivi, ben più micidiali ddltl palle dum.duro. Detti proiettili sono costituiti da un c il indr·o di piombo cavo internamente e contenente nella sua metà a nteriore una mis<'ela e~plosi va, costituita da polver e secca compressa, mescolata a polvere di alluminio, e posteriormente un percussore in accia io, il quale, quando il proietti le incontra una re;:istenzfl, scorrendo in un corsoio d'ottone, batte contr o una capsula di fulmiuato e provoca l'esplosione della miscela, nonchè quella del proietti le. Tali cartucce a palle esplo~ive non solo furono ><equestrate a dei prigionieri austriaci, ma ne furono trontte delle ca<>se intere fabbricate nellr\ fabbrica di Stato di Wellersrlorf in tanti pacchetti, costituiti dn due caricatori ciascuno. Le ferite prodotte da que-<te palle esplosive sono caratteriz?:ate da un foro d'entrata, che ditT'orisce di poco da quelli determinati dagli attuali pt·oiettili, e da un foro d'uscita rappreset•tato dn. un'ampia e;;cava7.ione, coi tessuti ridotti nel fondo a poltiglia e coi margini e:;trotlessi. Le ferite del cranio e d€'1 torace sono mor tali nella quasi tot~tlità: le ossa vengono ridotte in minutissimi frn.mmenti e per tali lesioni è nec<'s,.•uia f!Un.si se:11pre un'operazione d6molitrice. Il meccanismo d 'n.zione è n.bbastauza Sl:lmplice: In palla penetrata fra i tessuti per effetto dell'esplosioue si frantuma ed ngisce come un colpo a mitrnglia; a quest'azione distruttiva. sì aggiunge poi quel!>, e:<plosivn prodotta dalla misreln contenuta entro il proiettile, che provoca va;;te esca vazionì. L'A. tme una conferma dell'uso di quP-;ti proiettili per parte dPgli Auf'triaci dal fatto che frammenti 1li e.;si fnrono più volte e~trattì dalle feritB e chP gran nurncro di sol<i1\ti ser\,i furono da es.~i colpiti: Jl solo ufficiale medico serbo Voulovicht, al t:i0 osped:\le di riserva. di Yo.Jj evo hn. avuto occasione di osservarne 11 7 cas i in appt"na nove g ior·ni. D'altra parte, per confcss iono degli stessi prigìouieri austriaci. è 1·ìsu l ta ~o che qu este cartucce v enivano pr~>.f,•ribilmente distribuite ai tiratori srl' lt.i austriaci erl uughere~i coll'ordine di sparare contro il nemiro. Tali fatti ven~ono pet·ciò a s rn en ti t·e rec is rtruente le :\:O.Serzioni degli Austriaci, che, come gìustificnzione, afl'e rmano cht> rprcsti proiet tili erano de~ tinati Il regolnre \~Sclu<;ii'Rmente il tiro. prt;ldtu•r•ndo <'~si coll'es plosion i! per l'ur to sul terreno nna rolonna. di fumo di g ion1o ed un a fìammnta rli n ott •·, e costituiscono uua provl'l irre futabi h' rlel ln vio lazio ue d elle conYeJlzion i intet·nazionali. C.
fl. J. ~b~LTz~:l!. - L'uso d el s olfato di m ag nesio n e l trattamen to del tetano. - ( 'l'he L m1>Y'f, n. XX n, voi I, l!JI5)
Il tetano, come frt>qu ente complira zione de lle fr>rite ne lln. presente guerrn, è una s paventosa m~tlattia Orribili sp~t~imi torturano le ~·itti me piename nte coscienti: oltre a ciò, son g li spas imi .~ te~si che. nella. mng~ ior parte d ei cnsi, produ cono la morte, alterando profoml:~mente le funzion i rl elln. respimzione e della cir·colnzione . Con;:;egne ntNu ente un tr:~ttflmento che ::'tfra niente più che il sollieYO da questi dolori, de1·e essere di conside revole importanza.
\ RIVISTA DI CRI RUTIGJA DI G liE HRA
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Le varie esperien ze praticate negli ultimi nove anni con l'uso del solfRto di magnesio in c.asi sporadici di tetano. hanno senza dubbio d i mostrato che gli spasimi del tetano possono essere m itigati con la somministt·azione di questa so· stanza medica mentosa, più che con ogni a ltro metodo di trattamento. Anzi, in molti casi di tetano, il solfa to di magnesio può essere il principale rimedio per la salvezza. Risultati simili furono ottenuti con l' uso dei sali di Epsom, nei nume· rosi casi del la presente guerra. L'A. ha portato la sua attenzione su questo speciale trattamento terapeutico studiando i varii metodi di sommìnistrn.zione, le loro indicazioni, g li evcntullli pericoli dovu ti all'uso dei sali di magnesio e i mezzi per combatterli. Sulle bn~i di una vasta esperienza esperimentale e collo studio di una copiosa bibliografia sull'argomento egli svolge interessantissime considerazioni s u q uesti diversi punti. Sì hanno quattro modi di somministrare il solfato di magnesio, ognuno dei quali ha un'azione speciale e conseguen temente una speciale indicazion.,. Es~i sono: 1. Iniezione sottocutauen . 2. Iniezione intrauJUscol~tre combinata con innlazione di etere. 3. I n iezione intravenosa. 4 Iniezione iotraspinnle. Eccetto che 7 lli O) :>ar:\ dato in per l'iniezione intrMenosll, il sale di · magnesio (.li ySO, una ~oluzione (molecolllre) del 25 p. 100. Nello sterilizzat·e la soluzione deve tenersi a mente che, se l'evaporazione non ò compen~atn con acqua sterilizzata, la la soluzione 1=arà molto pi(l concentrnta, e il paziente rice ~·erà del sale i n più. La. iniezione deve essertl fatta a~etticamente o almeno antisetticamen tc. l. Iniezioni sottocutanec. - La dose non deve essere più di 2 c. c. e non mew> tli 119 c. c. dBlla soluzione (2~> p. 100) per ogni cbilogra1n ma del P <'SO d el corpo, da iniettarsi -! volte in 24 ore. N es~un ma~saggio. Uu leggera eteri:.:zazione o rnorlìnìzzazione precede1·à la. iniezione di mngue:>io. 2. Iniezione int?·amuscolm·e e inalazione di el.rl'e. - È provato sulla scoperta di Auer e d ell'A., che una morlernta inalazione di etere :o~um~nta con;;iderevolmente l'efficaci!\ dei !'ali di magnesio. Il clor oformio non e'ercita ~imile elf•·tro. Il paziente deve essere molto bene eterizzato, e 2 c. c. di un a solu?.ione di solfato di magnesio !lo p. 100) per ogni ch ilogramma del pe;:;o del suo corpo, saranno iniettati nei muscoli dPlla cos!'ia. Alla fine della. iniozioue deve escguir•i il mnssa~gio della coscia, e l'anestesia d'etere SRri< continuata almeno per nl tri venti minuti. 8. Tn iezio11i i n!?·a7·enose. - La concentr:c?.ione d ~>l la soluzione deve e.<sure circa il 3 p. 100, (isotonica ) e non pi:J di 6 c c. per minu to possono essere iniettati nella vena . ..t fniezio~~e int,·a.çpinale. - L a. dose da iniettarsi nel punto ~olito della re· gione lombare, deve o.<sere di l c. c. (d i una soluzione al :15 p. 100) per ogni 10 chilogrammi del peso df,l corpo. Le iniezioni sottocutanee esercitano lentamPnte il loro effetto. l~~se non pn.-. sono allevia re gravi o pericolo~i spasimi, ma esercitano indubbinmente un efJ'et to benefico con azione cum ulativa. Sotto la loro influ,•nza gli spasimi, g rada t amente si fanuo più miti e meno frequenti, e il paziente può eventualmente guarire. L e iniezioni sottoeutanee debbono intraprendersi a ppena s i 1·ivelino i s int()mi iniziali (t~tano Jo,·ale, leggero tris ma, ecc.) e continuarsi per tutta la malnttia. (Nei bn•n· bini la dose non deve eccedere 0.8 c. c. per ogni chilogramma di peso). Le iniezion i intramuscolari con ete•·e possono allo,· il\ re grandemente anche gravi spasimi in meno d ì mezz'ora, ma il benefico e fl'ctto il più delle volte cessa.
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RIV!:';TA DT CFILRURC:HA Dl GUERRA
complt-tamente dopo due o tre ore In rappor to alla reazione locale che prod u cono le iuiezioni non possono r ipetersi troppo fn•quentemente, e il metodo non dovrebbe usat-si come un tnntnruento d'uso. Pure, per la semplicità. della tecni-ca, si può ricorrere ad esso per gravi s pasimi, quando per qualche ntgione non sono praticabili altri metodi, capaci di esercitare un rapido effetto. Le iniezioni int.rnvenose po~sono rnitignre i pericolosi efl·etti de~l i spasimi (te· tnoo del Jiafrumma, costrizione df'lla laringe) piu prontnrm·utt, che ogui altr·o metodo di somministrazione. :MP. il henetir-o t'fretto può svanire in meno di mez. z'ora. D'tdtra parte con questo trattamento. la circolazione può sothirue per la diretta azione sul miocardio L'uso di que:<to metodo di iniezione dovrebbe esse1·e risen·ato soltanto per casi urgenti, qurwdo è richieSti\ una pronta azione Il polso e la re:-:pira:7.ioue debhono esser sorvegliati durante l'iniezione della .:;oluzione; quando il pobo mostra debolezza o iotennitteuza, o la. r l!spi\·azioue si rallenta, l'iutezioue deve suuito esser so:<pe;;a .Fortunatamente que:<te dannose con:>cguenze &pru·iscono quasi subito dopo la CPSSazione d ell'iui.:zioue. L e iniezioni iotra!;pinali comiuciano a produ rre \tu uole\·ole sollievo dagli spasill\i in meno di mezz'ora dalla loro applicazione, e dopo un'ora la rilassatezza può esser coutplPta L'elììcacia come la durata del sollievo dtlto al pazieme è riù grande quando la soluzione di ma~ne-;io è iniettata col metodo iutraspiuale, anzicbè con oc;ui altro metodo di sommini:-:trazione : il sollitwo può dura1·e dalle 1:2 alle 30 ore. \i è una diO'tlreuza fondamentale uel modo di azione fra il metodo intraspinale e gli altri t re m~:totli di iniezione. Il primo agisce per l'appli<'a7.ioue locale d ci srdi di rnagne-;io agli elementi inilahili,.;sirui del sistema nervoso centrale, richiede soltanLo una piccola quantità. della s oluzione e gli effetti sussi:::tooo abba.;;ttlnza a lungo. Gli altri tre m etodi di iuit>zione r~giscon<> per le v ie circolatorie, richierlono piu forti Ù<J~i . e )'('fl.etto è, o moder:~.to e lento in appa1·(•nza. o di bre;e dun\ta.. Vi è arrd1e urr'al tr:\ signitit:ante ditrerenza : I dannosi efret~i sulla respi· razione, causati tl:\lle iniezioni attra\'e rso la circolazione, si possono rnpidallJcnte combattere co n iniezioni di cloridrato di c:tlcio e lisostigmina, mentre c1ue~te iniezioni non hanno tali benefici n eutral izzanti, quando la par:tlisi rt!~piratoria è stata prodott>t da uu'inieziont· intrn~pinale di soluzione di mngncsio. Come si è ùet.to, l'uuico darrno c he può derivan• da u na iniezione troppo forte di solfato di magno<-io, conqi;;ta in una paralisi del la respirn7.ione. La paralisi è temporanea, e q uaurlo ò prodotta dalla sommiu i'tmzione po r le de circolatorie, può scomparire prontamente. In molt.i ca3i uu ini~;ziono di 1.6 milligrammi di fisostigmiua migliora ta respirazione, sem:a prPgiudi care il rila:<snmento del paziente. Un ell"etto anche più prouto si ottiene con un'iniezione di cloridrnto di cnkio. Questa può esser fatta int.ramuscolannente (30 o 40 c. c. di una soluzione a l 2 p. 100). Con 'luesto metodo, che ba il vantaggio della semplicità di esecuzionP, l'a1.ione ravvivante non può es-.;m·e cosi rapida come sarebbe dPsitlerabile; oltre a ciò può a volte riacut izza1·e a11c he gli spnsimi. 11 cloridrato di calcio può f'ss.:re somministrato pH vift intuwenos:a in una solnzioue molto diluila (O' 2 Ca Cl,+ O'ti Na Cl al JOOOdi 111 0 ) ini<·ttl\ta lentnmenw. :!Son nppeua che ,mn sutficient.e e s poutanea re~pirazione $ia ri~>tabil i tn, ciò che p tlò a<:cadere in meno di un minuto, de ve soSpt;lnd,.rsi l'iuiezione. Quando la soluzione di mnguesio vieo rlata intrnspinalmente in uon dose di l c. c . t26 p. 1110) per ogni IO chilogrammi del peso del corpo per gli :d !liti, come
RI\'ISTA DI GHIRCRGIA DI GGERRA
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regola non si verifica alcun disturbo respiratorio Ma se ecce:~:ionalmente la respirazione s i facesse stentata e lenta, la pr1ma cosa da farsi ò d'infiggere un ago ne l rachide e iasciare che venga. fuori un po' del liquido e poi lnva.re parecchie volte il cana.le con una soluzione tiepida di sale o una soluzione di Ringer. Ciò non deve es'ler fatto quando si ha a portata di mano u n apparecchio atto alla respirazione artificinle. L'A. ritiene che In insuffiazioue faringea, sia il metodo più efficace d elll1. re· spirazione arti6ciale nell'uomo. Ogni volt&. che sia. po~sibi le dis porre ,li un ap· parecchio adatto dovrebbe prescegliersi quando c'è da curare un caso di tetano. Se ciò nou è possibile, la paralisi respiratoria. de\·e esser tratt11.ta immettendo in un taglio profondo della trachea. un c:~tetere, il quale deve e~sl're connesso po un t ubo di gommA. a un serbatoio d'ossigeno. Il catetere deve I'<!SOre di dimensione da riempire quasi i due terzi del condotto t rachea le. L11 corrente dell'os-igen o deve essere ~ospe~a qualche volta per due o tre secondi in llll minuto. I'er rin-sume re brevoutente : ogni caso di tetano, leg~iero o grave. clt~l principio a.lln fiue, deve es~er trattnto con iniezioni sottocutauee, ogni Rei o re al l'iocirca, con dosi di solf1uo di magnesio come si è detto prima. Nei ra!li rnmtterizzati da gravi attacchi si farà in aggiunta una. iniezione intraspinale. Que~tt\ può esser ri petuta, se necessMia, mn le su•sE'guen ti dosi snranno leggerment<' pil'l dl'boli delle preced.:!nti. s., l'attacco do.Jter mina immediato pericolo, una i n iezione in· traveno.;a può e;.sere pmticatn nel modo su de,crit~o. Quando pt~r una ragione o per 1'11.ltra le iniezioni i ntraspinali e intra.venose non siano pratic.\bili, si p uò ri· correre all'iniezione intramuscolare previa anestesin con elere. Quando !lÌ cura il tetano con solfato di magnesio, btsogna preparaTI' l'occorrente per la re•pi1·azione artific iale, onde PSSer pronti a usare soluzioni efficaci del sale. Il rn~>zzo dell' in· suff!azione faringea ò il metodo piu semplice e pratico a t.a.le scopo. Quando questo s pediente non sin alla mano. allora d e'l"e essere sommini.;trato l' o-sigèno col metodo d 'ios ufOazione, p1·evia tracbeotomia. Il tratttuuento dt:>lla rcspit•f\zione rallentata deve cominci aro al più pre,;to : così si evita l'nsfis~ia dei tes~uti, e un completo ristoro può esser presto ottenuto La cum del tetauo col solt'!llO di magnesio non esclude, infine, la cura sieroter,pica. I P.
RLVISTA DI OCULIST,[CA G. COATS. - Opaoltà an·i llare anteriore del oriatalltno ln aegnlto a oont.ulone (anello con tusivo d i Yossius ). - ('l'he ophthalmi c 1'et·iew).
L'A.. riferisce un caso d i quest'affezione rara (23 casi in tutta la letteratura) descr itta per la p r ima volta Ja \'ossius ne l 1903. In llU fanciullo, 8 g iorni dopo una contuc;ione all'occ h io deslro, oltre ad inie· zione congiunti\·ale e ciliare ed emorragia nella camera anteriore, l'esame a luce diffusa. faceva rilevare nella lentl', Yer:;o il centro deiJa pupilla, dilatata artiti· cialmente, un piccolo anello d i opacitt. super6ciale, nettamente delimitata ver•o la parte profonda, mPno invece verso l'esterno, ove si notava no margini legger·
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R1Vb1'A DI OCU LI S TICA
tn('n te festonati e spnrl'li g ranu l i d itficiln•en te visibili nella parte centrale. A forte ing randimento tale opacità appanva costituita da p11nti e!:tremamcntc fini; con l'illumina?.ione obl iqua riusciva di g rande difììcoltà il rilevn..tn. Nulla di patologico n l fondo; norl!lale l"altro occhio. L'A. ricorda e di::cute i cll.r at1eri propri dell'afFezione in pnrola. quali ri::ul tnno dai casi pre<'ed('ntf'rllente desc r itti: essa !;•·gue sempre a d uni\ contusione, e SJ manifrsta lo stes"o giorno iu cui qne.st•t ò !;tata r iportat11, ~trrompa~nnndosi quAsi sempre ad ipoem;•: nou !luole dar luogo por "è stP<"a a diminuzionP visiva, la quale può manife~tarsi in dipendenza di complicauze ( iri<loclialisi, mi!lriasi traumarica, ere.). L'anello di opacitil !'nole scompari re clopo pocbe settimane. j~ caratteristic-a de li'Rifc?.ione il fatto nomto che ad imm~tgine oiJliqua non si rileva, o assai difli<'ilmente. l'opneità. L a parte centrale dell'anello re!-'ta per lo più trasparente, ma tRio ra lascia vt~dere un'opacita e'ltn•mnmentl' sottile. L'anollo di opacitit. !'arel.be prodotto dnll'impres,.ioue dt·l margine pupillare dt·ll' iride spinto contro l11. lente (\"ossius, Casper, ecc ). \~ossius r itiene cb'eS-"O sin. prodotto da un disturbato ricambio della parte supertìciale del cr istallino, do· vuto prolmbilmente a lesione dell'E>pitt>lio ; ma che in alcuni casi conrorra n costi tui rlo il pigmento proiettato dall'epitelio pigmentnto cieli' iride. Con quei<ta ipot.•si resterebbe l':J1iegato rome qualche volta la le"io ne !'>i pos•a r ilt>vare, bPnchè !'lentntl\mente anc he ad illuminazione ololiqna. Hig-uardo al meccanismo di produzione, ~i è !'1\ pposto cito il centro della cornea s'inflctta al:'indcntro per u10do da spingere l'iride COi"ttro la corn ea 5te.;;,;a. L e ohhietioni a quest'ipotesi non pare resistauo alla critica. Hoeg ritil' ne che l"n ppo;;izione della cornea alla lente si deh ba all' impro\'viso aumento della pre:<sioue iu traoculare e non all'azione diretta del corpo contun!lent e contro la cornea; a compro\·a di ciò viene r iferito il cnso ,]i :Heiner, n<!l quale la con tusione si verificò sul segmeuto posteriore del globo per un colpo di ri,·olt<•lla che perforò l'orbita; ma l'ipotesi <li Hocg !'piega meno bene altneno i casi con opncità n l ceutro dell'anello. S. CAI.l!:NLJOI,J.
RIVI~TA DI M.UHTIE \'E~[RU~ Em:u~
rHLR
Aloane norme pratlohe sulla oura attuale della ( Ret:i:~lr~ d1• Saaidad militar).
O:s-~ALO, mr11:~~iore m••.\ico. -
s i filide. -
Il metodo SPguito <lnll'A. nella m:~ggior parto d.·i ::itìliti<'i dn. lui curati, si può in qu<Jste norme: 1o t re o quattro ~ettim~tJl e di cura mo•rcu t· inle intensiva (frizioni o i niezioui ÌHtntmw•coll!l'i <li !';ali !<oluhili o insolubili)· 2° inie?.ionc enclovenosa ,]i gr. O ·lil-O.HO di salvar~an in 200 gr. di siero s t e· r ile e in >:olu7.ione leggcrmeutP alcalina. mantenendo il paziente n dieta lattea e a bc\·nndc ~tlcnline duE> giorni avanti e tre giorni dopo l'inil'ziono stes~a, e anche per un tt-mpo maggiore S<', per un ca~o ,·Rro, per~istesse la febbre, éhe s uole seguire nll'iniezioue e che o1·dinariamente dura meno di :H ore; ria~sunwn·
RIVI STA DI MJ.LATTI E VE!IIERI!:E E DELLA PELJ.E
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8° somministrazione del lo sciroppo del Gibert alla do~e di due cucchiai da zuppa il giorno (equivalenti a circa l cm. di biioduro di mercurio e a &O c m. di ioduro potllSsico) i e, inoltre, cura. mercuria le mitigatA. (per esempio : una fr izione a giorni alterni con unguento mercuriale doppio) durante trl' settimane: 4o seconda iniezione di salvarsan in dose eguale alla. prima e c·ollc stesse norme i , Ilo t rascorsi i tre giorni di dieta lattea e di be vande alcaline, nuova sommini~trazione di !!ciroppo del Gibert nella stessa dose di due cucchiai d11 z uppa il giorno. " per tre settimane. Queste. cUce l'A., son le norme generali della cura applicabili :tll11 maggiot· parte dei sifilitici, ma non R tutti. I n quei casi, per esempio, in cui occorre agire rapidAmente per sollev:He lo stato generale rlel pa:tientc, calmare i forti dolori o impedire l'avanzars i di certe lesioni distmt tive che producono bene SJltJSSO disor· dini irrepa rabili (gom me, ulcerazioni della mucosa della bocca. della ;;ola e de ll'ano se ~ono in gran numero, ulcera?.ioni estese della cute. iriti, pcriostiti e ostciti, ne vralgie violente del capo o delle membra, infarti ganglionari molto volu tnino~i, f:1.gedetusmo delle ulr.era.zioni e ulcera dura recente, per la pos:<ibiliti< di arre:;tnrc l'infe?.ionP), l'A.. modifica ln cura nel seguente modo: 1° iniezione endovenosn di s ah·arsan , secondo le dos i e le norme già accennate; '.2" t re o qu:1.ttro ~ettimane di cura mercuriale intens iva: SO seconda iniezione di salvar;:::1.n: 40 due cucchiRi dn zuppa il giorno di sciroppo del Gibert e, inoltre, cura mer<:uriale mitigata. per lo spazio di tre settimane; 5o ioduro di potassio (2 gr. il giorno in media) per tre s••ttitnane Secondo l'espt-rienza dell'A. ., gl'infarti ganglionat·i scrofolosi o tubercolosi di alcu ni sifìlitici suppurano !'ovente per razione dt>l salvari'l\n in iniezione endovenosa e nella dose sopradetta, producendo uu miglioramento negli indivi<lui afl"tti da scrofola torpida, nessuno o quasi nessun miglioramento in quelli ntl"ett1 dn. scrofoln eretistica. In q uesta categoria d'in fermi danno forse buoni risultati l!' ripetute iniezioni endovenose di piccole dosi di salvarsan (1 0-1:3 centigrammi); ma l'a utore preferi:.ce applicare ad essi la cura mercuria!(' clll~Sira, coll'a~jl:;u nta - pure classica d<'l ioduro ferroso e dell'olio di fegato di m<>rlm:zo, lnsci~tndo da parte il S:\lvl\l"~n.n. Impi(•gando un n dose di s alvarsnu non inferiore a gr. 0.40, l'A las()ÌÒ ~emprc trascorrere tre set timane fra. Il\ prima e la seconda inie1.iou e, poichè è convinto che quello s pnzio di tempo è necessario alla completi\ e liminazione del composto arsenicale, avenclo rilevato - e q uesto ò mol to importante- che tale composto, nPll'eliminsnsi in grnndi proporzior.i d urante i pt·imi cinque giorni, provoca congestione renale, che non si dilegua di certo prima di tre settimane. In qualche caso in cui, per imperiose esigenze, si dovette fare nn& seconda iniezionP dodici o quindici giorni dalla prima, l'A. osservò nei pazienti sudori profu~;, diminuzione nella quantità delle orine, febbre 1\lta durante 3-7 giorni: e. in nlcun i casi, un esantema diffuso, si mile ir.. tutto nl mor billo. L'A aggiunge per ultimo che, se nella prima iniezione endoveno~a di salva rsa n, il paziente prova dis turbi molto intensi o durevoli (sen~o di gra ve oppre~~ion e to racica o precordiale, vomito sanguigno, sudori profus i4 esantema mot·hilliforme, febbre che d ura oltre 24 ore, disordini digestivi con nausea e vertigini che s i protraggono per alcuni giorni), t>gli non pratica più la seconda, ritenendo o So· spettan do che debba esistere qualche lesione organica latente o poco manifesta, che controind ica l'uso del s alvarsan, almeno per via e ndovenosa. E . T.
~ l Rl rlSTA Dl ~I~DlC l.XA Lb:GALI~ )ILLlTARl~
Pr,•rot:.~. maggiore
mP!liro. - El nuevo oaa.dro de inuttlldades.- (Il 1Ut01'Q
e/l'l/CO ddle i 1nf11'1'(nio11i) -
( Re1'i:;la de ~anidad milita1· - 11fw.lrid; .
'
Questo nuovo elenco n on è pt•r ora che un progetto elaborato dall'uilicio di sanità militare rlt>llo stato m:~ggiore ceutrale ; ma l'autore, che iu mac~"i tna lo approva come un deciso progre..;,.;o, in spl'cie per qua,nto r ignarùa l'apparecchio visivo e l'ampi.·zzR di criterio cotJCt."'Sa Ri periti cit·ca l'esclusione dei tubC'rcolos: fin dal periodo iuci p iPnLo dtdla mal~~ttill, fa voti che, dallo stnto di progetto, passi presto a qu(,]Jo di fa tto rompimo. Que~to nuo\'o elenco si di\'ide iu cinque grandi gruppi . Il p1·imo grop po comprende turte que.le malaLtie e imperf\nioni che, esseudo C<'l.USa manifo·.~ta. d'inabilità ns~oluta 11! servi?.io militare. saranuo dichil\rate din anzi ai municipi coll' intervento del medico, e con riserva del giudizio detiuitivo di\ pronunziarsi didle comtni-sioni miste. T<:sso contiene U n umeri. Il SN'ondo !11'11PJ'0. cho.: comprende nove categori e, tratta delle midattie e im perfezioni esimeuti in modo assoluto dR! serviz io militue, il cui 1\ccerlamcnto spetta nll<:> corumis«ioni mi><te di reclutamento, lenendo conto soltanto di ciò che risulta ::di'atto della t"isita. L e categorie sono lEI stoguenti : l. Inqwrfezioni, che e~sendo indipendenti da stati morbosi determinati, son costituite di\ conoli7.ioni 1\"SolttLUtn('nte negative d'idoneità fisica (lfl numeri). 2. l 111 perfezioni fisiche costituite d11 dit'.,tti o Stllti morbosi generali e da. malattie co~tituzioual i (IO numeri).
B. lm perfet.ioni fi~iche corrispondenti 1\i tes"uti cutaneo, connettivo e osseo, ed al sistema linft~tico 112 numeri). •! . I mperf't>zioni fisi che del cranio e del ~ist~:tnll nervoso corebro- spinale (5 numeri ). 5. Mlllaitie dell'apparato digerent·e e de' suoi ann"ssi ( 15 numeri). 6. ~falattie dr·ll'aJlpnrR to cirrolatorio e d i quello respirntorio (11 nulllori). 7 . Malattie deii'Hppan1to di locomozione (17 numeri). o. I mperfezion i o malnttit> dell'appamto >ii:ivo (12 mnneri ). !:1. lmpcr!e?.ioui e malattie de ll'apparecchio genito-ot·inl\rio (8 numeri). Jl fer.:o !J1'1lfiPO cùmprende quelle impe rfezioni e malattie esimenti a~soluta meute dal sen·izio militare, il cui accerU\IllOilto ~pctta alle commissioui miste di reclutAmento, tenendo couto di quol che r isulta all'11tto del la visita e dell'o~ser vazione pre~critta dagli articoli del regola me nto. Si divide in otto CR.tegorie : l. Malattie dei tessuti cutan eo e connettivo, e del sistema linfatico (7 nu· meri). 2. l\falaltie do! sistema n ervoso ccrcbro- spinl\le (12 nllloeri). ~. .Malattie dell'app11rato digen•nte e d è ' suoi nnne~si (l~ num (• ri). 4 Malattie delt'appnrato respirlltorio e cirr olntorio (20 numeri ). o. ~lalattie dell'u.ppnreccbio di locomozione (6 numeri).
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RIVISTA Dl MEDICINA LEGALE MU.ITARE
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6. Imperfezioni e malattie dell'apparecchio visivo (21 numeri). 7. Imperfezioni e malattie dell'apparecchio uditivo (3 numeri). 8. Malattie dell'apparecchio genito--orinario (8 numeri). Il quarto gruppo si riferisce alle malattie e alle imperfezioni fisiche, che son causa d'esenzione temporanea dal servizio militare, e il cui accertamento spetta. alle commissioni miste di reclutamento, tenendo conto soltanto di quel che si constata. all'atto della visita. Esso si divide in sei cr1tegorie: l. Malattie e imperfflzioni indipendenti da determinati stati morbosi e che son costituite da condizioni relativamente negative dell'attitudine fisica (2 numeri). 2. Difetti fisici o stati morbosi generali e afiezioni costituzionali (2 numeri). 3. Malattie dei tessuti cutaneo e osseo (G numeri). 4. Malattie dell'apparato digerente (l numero). 6. Malattie dell'apparato locomotore (l numero). 6. Malattie dell'apparato g11nito-ol'inario (l numero). Il quinto gruppo è relativo alle malattie e alle imperfezioni fisiche che son motivo di esclusione temporanea dal servizio militare, e il cui accettaruento spetta alle commissi~ni miste di reclutamento, tenendo conto di quanto risulta all'atto della visita e dell'osservazione prescrittn. dagli articoli del regolamento. Comprende sette categorie: l. Malattie della pelle (6 numeri). 2. Malattie del sistema nervoso cerebro-spinale (4 numeri). 3. Malattie dell'apparato digerente e de' suoi o.nnessi (8 numeri). 4. Mo.lattie dell'apparato respiratorio e c ircolatorio (3 numeri). 6. Malattie e imperfezioni dell'apparato locomotore (3 numeri). 6. Malattie e imperfezioni dell'apparecchio visivo (10 numeri) 7. Ma lMtie deli'A.ppareccbio orinario (4 numeri). Ritorneremo sull'argomento quando avremo sotto gli occhi l'elenco completo: per ora, e da uno sguardo complessivo, ci sembra di poter afferma1·e che esso non è molto dissimile dal nostro e lenco attuale, il quale ha pur bisogno di molte modificazioni, che, del resto, l'ODO allo studio.
E. T.
RIVISTA DI TERAPEUTICA - Balla cura locale della pustola maligna ool bicloruro di mercurio. - (Interstate Medical Journal, n. 9, aprile 191o).
CARLO SAVI NI t1)
Nella cura della pustola maligna deve farsi uso del siero di Sciavo, quando è possibile, ma anche usandolo, la pustola deve essere loca lmente distrutta. (l) D dott. Carlo Savini, valente chirurgo, ha una propria C&!l8 di salute a New York, ove esercita la sua professione da più di 15 anni. Egli fu già nostro distinto collega. per ciroa. 12 anni, parecchi dei quali trascorse alla Scuola di applicazione di sanità in Firenze quale assistente alla cattedra di t raumatologia di guerra. 32- (;ior,.ale di medicina milila•·e- Fase. VI.
c. s.
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Hl\'ISTA DI TERAI'EUTICA
Ecco come procede l'autore: applica sull'arca della pustola un disco di cerotto adrs ivo forato nel ~;entro, in modo che rimanga scope1·ta la pustola e at· torno ad es~a. una porzione dellu cute sanll di circa mezzo cenLimetro di di!lmetro. Quindi la pustola è ricoperta intieramcnte con abbondante bicloruro di mercurio finamente polverizzat-o, che è tenuto in sede con altro disco di cerotto ades1vo. I n tnl modo la cute saua è protetta dal primo disco di cerotto forato Dopo ventiquattro ore si tolgo110 i due dischi di cerotto e l'eccesso di bicloruro di mercurio aderente alla pustola. Qut>sta è Lrasformata in un'escara nera, l'edema che la circondava è scomparso. la cond1zione genernle dell'infermo è assai migliorata e nou rimane che una lesione locale, IJOn più dolorosa, che viene r icoperta con materiale asettico. Qualche volta è utile applicarvi sopra l'unguento di ossido di z inco. l n due o tre sectimaiJe si ott iene guarigione completa. Nell'Uu11Jriu, ove il Sa.vini in gioveutu cse1citò la professioue di medico in un paesello di ruontugna, è popolare questo metodo di cura, e i pt·corai portano con loro una sufficiente dose del ri1uedio entro un corno di capra. A Ncw York l'A. curò con lo ste,.~o metodo cinque infermi, i quali tutti guarirono. C. S~·OR7.A.
RIVISTA DEL SERYIZlO t::;AKlTARlO I~ GUERRA L. PAGLTA~r. -
La distruz ione de i c ada veri sul oamp t dl battagl i a..
(Hi1Ji:;la di iug~yn.eria sanita1·ia e di edilizia moderna, n . 16, 1\Jlo).
Una legge di grande importamm per la soluzione di una gmve questione di igieue pubblica, creata dalla immane guerra, che oggi toru1cnta l'Europa. fu \'O· tatt\ d1•lla C"mem ùei deputati di Francia tl l!:> giugno 1~15, per la quale ò stauilito, che per tutta la durata della guena, si eseguisca l'incenerimento dei corpi dci soldati n emici o dci soldati francesi, morti sul campo di battAglia uon identificati; come pure dogli animali morti in seguito a ferite o malattie e di ogni oggetto o matenale contaminato, suscettilJile di divenire causa di contagio o di difl'usioue di malatth• infettiva. La stessa legge vieta che si faccia qualsiasi esumazione di cadaveri sepp~l liti pure durante la guona. 'l'ale decisioue fn presa s u rli uu rapporto del deputato Lucien Dumont, preseottltO a nome della Co1omissioue d' igiene publJlica francese. Il rapporto del dott. Dumout. ricorda come da gran tempo è in U!:'O 11\ incanerazione dei carluti in guern1. NclHHg si hruciarono i cadan;ri dei caduti twlla ritirata dalla Rus;.ia; a Watorloo si cremarono 1000 cadavoJri su cataste di legui resinosi. Iu seguito allu. lJattaglia di ~edan si dowttero, per ev1tat·e gra\·i malattie ne l nord di Fran<'ia e nel B ·•lgio, e,umare 4lJ,OOO cadaveri, seppelliti pri111a troppo suporlicialmonto, por distrul'!i ool flloco. Dura:ute lo. guenn russ o -ginppo -
nese, iu ~landuria si crt'marouo sistematica.n1eute tutti i morti, e si elJbe per r isultato che le malattie contagiose. in 111ezzo a quel gnwde afl'•Jllamento di combattenti, diedero un numoro di casi inferiore a quello che s i verificava in paese in
IUVIST.\ DEIJ SEft\'IZIO S .\1\ITAI:IO IX (;t;J::HiiA
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tempo di pace. Migliaia di piccole- casse contenenti le ceneri dei caduti, insieme coi loro piccoli ricordi e i ndicazioni per il loro ricouoscirnento, fur·ono spediti in patria. II rapporto del dott. Dumout si pr·ooccupa, con ragione, delle miriadi d'insetti e particolarmente di mo~che, che invadono le localrtà dove resta all'aperto nu\tcriale io putrefazione, di cui ditl'oudono agenti infettivi, noucbè dolle aequo delle pioggie, che trascinano i material i ed agenti stessi nelle correnti supediciali o nelle falde idriche del suolo, serventi poi agli usi domestici delle popolazioni. L a sola incenerazione di tutti quei re~ti organici morti è vemtneute ellicace per prevenire molti gra·1i malanni che sono ancom spesso la consegueuza di taute m ir.idia li lotLe. • La decisione della Camera dei deputati francese, viene d'altra parte a regolar izzare, se pure ve ne era bisogno, tma prrr tica giit io atto, impostasi nei due campi belligeranti, degli alleati e dei tedeschi, pel' ovviare ad un pericolo che si p resentava più gnwe forse di quello dei proiettili, io ragione del gran numero di cada ~·eri di soccombenti, che appestavano colla loro putrela?.ione il fondo delle trincee e i campi aperti. L e autorità militari tedesche haHno, iuvero, risolto, sen;o;a invocare leggi speciali, a loro modo il problema fin dal principio della guerra, esclusivamente nei riguardi sanitari, improvvisando dei fomi cn,matorì sui campi di battaglia o valendosi dei templi cromatori delle città che ne sono fornite od anche dei forni di industrie, di distillerie, di miniere. ecc., mandando iuoltre c:cdavcri a fasci su treni a grande velocità. ill varie localitll, dovo allo scopo di liberare i terreni da essi occupati nella loro avanr.ata nel Belgio e in F rancia, essi hauuo gii>. costruiti cinquanta forn i crematori grandissimi. Iu Francia fi11o a questi ultimi tempi si è i n gonemle seguita la inumazione in fosse singole o coll.-ttive scavato pnsso al punto dove :;i 1·invennero i cadaveri dopo i combattimenti. Ma queste inurna:doni si debbono fare in condi.zioni tali, da ri chiedere poi l'int.erveuto presto o tardi dei Pervizi d'igiene pubulic<~ del Ministero dell'interno, per il ti'Httamento di tutte quelle sepoltura con calce viva, in q uantità. abbastanza grando da disintoga·are completam<;ute quei resti in stuto di più o meno avanzata putrefazione. Cor1 questa indispen,abile operazione ogni s peranza che si poteva lasciare alle famiglie di più tardi riesumnre le spoglie der loro cari pea· riportar! i al loro paese ò resa. vana. Xon vi è duubio che il rispetto alle esigeuze igieuiche E> ai diritti del sentimento è a.-s ai meglio salvRguard:oto dalla inceueraz•one il più possiuile pronta d,i caduti, in vicinan.-:a idei campi di battaglia, se anch t' n011 ~i pos~a ottenc1·e completa come sia111o orn. us i ad aver·la Hei nostri crematoi perfezionati Per secoli e secoli la i ucencrnzione fu in uso presso le anti•lhe civiltì< e pa.rtacolarwen te presso i nostri p;odri l ati ni; e, il piir delle voltc. consisteva solo in una parziale carbonizza?.iouc e sterilizzazione dei corpi. che poi seppclliti o messi iu urne, nou dava110 più alcun incomodo o pericolo ai viven t i. Cosi si può ben fare anche oggi, dopo le a t tuali cosi cruente battaglie. Sia che la incenernzione dei morti sul cnmpo si f>~céia individuale per crascuno di e,-;i o colletti-ç-a per parecchi assieme, quando non siauo identificabili, sarll molto più fr.cile r intrncciarne poi i resti, raccolti iu piccole casse o seppelliti con oppor· tune indicazioni, che non a.bbundonandoli ad una schifosa decomposiziontJ, nncbe se accelerata con nu impasto di calce v iva sopra al suolo o sotto a piccolo strato di terra. Il quesito non facile a risolversi JUH uoo in~olv ib ile, è quello del come ottenere,
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RlVI"-'I'A DEI. SERVIZIO SAN ITA1110 I:-1 GUEf((tA
r;1pid•• mente ed anche economicanlente con i m~~~~i a disposizionP presso i campi di hattn~lia, tale cr emn.zione. 1\on è il cnso di parlare di forui crematori trasportahili. In prt:senza di diecine e dieci ne di cad,.veri da consumare in breve tempo, non è con quelli che si può sperare di otte nere dei risultAti soddisfacenti. I Giapponesi h~tnno invece già in«egnato a fare delle fosse poco profonde eJ a consumnrvi e ntro i cacH"·at·i uno pPr· nno, su paglia e stuoie <li pagtin di sorgo o di riso illlhibite con un po' di pPtrolio, in poche ore 111 gran numero duntn te hl n ottP.. l 'l'P.de~chi n ella gncrra attuale, IJU:\Urlo 110n b1rnno mezzi più t~.dntt i . brucinuo i cl\rlaveri dci caduti, di~tesi a due n due, separatamept e, su assiti d i lE'gno, col pl'trolio, per modo d a poter poi d istinguere, come i Giapponesi, le Cf-neri dei corpi diversi e raccoglierli, ove sia richiesto, in piccole cassette per trRsportarle a di1<tnnzn. Il VI corpo d'arm!\ta fr!\nces!', Stl proposta della Commissione d'igiene pubblica di Fran cia, hn iniziato nell'ora pa..;!':ato giugno ed ha r.uttcra in corso degli esperirnPnti in riguardo, i cui risultati sono ritenuti come molto bene riusciti pe r realizzare praticamente quPsta rnisur::t igieuica; pet· cui se m bra sia per l'armatn f1·ance~e ormni questo probll•ma risolto. Le prime esperiE-nze, seguite a B enoitevanx (Meu;;e) n pocl\ di~tanza dalla lim•a del fuooo. e di cui lo stesso (lott. L ucie>n Dumont diede n otizia alln Camera dei · d eputati durante la discussione della votata leg~e. si possono così rinssumere: Si sonosca~·ate due fo,se a formi\ di piramide quadrilatera tronca e rovescint11, avente nlln base 3 m e 11l fomio2 m d i lato, con profondità di m. 1.50. Ai quattro angoli di cin~cuna di esc;e si costruì una canna a pnreti interne refrattarie, pe r SC'rvire 11.! richiamo tlell'a.rin, n ecessaria per la cornbuc;tione de l rogo el~vato dentro la fos~a. Il rogo era sostenuto da ùue traverse d i ferro posate su mattoni, a guisa <li alat·i, e cosLituito da un p1·imo strato di trucioli imbibiti di benzina e petrolio, poi d i altri soprastanti di L!•gua in piccoli pezzi, di car\JOllella fiun, di fascine e di pezzi tondi di legno. Su que~ti si posero in una delle fosse due cndaveri di ted Pscbi esumati colln lo ro ca<;sn, e nell'altra un cavallo appena ucciso, del peso di 500 kg circa, sovrapponPndo ancora n ei due casi uno strato di tondi di legHo. La combustione durò d •·t\A. 4 ore e mezzo nella prima fossa, con riduzione completa in cenere dei due cad.v~>ri. e H ore e mezzo n ella seconda, con qui\Si cotupleta coruhu,.tioue dell'an i ma le L n Commissione, d i cu r f'ncont pftrte il dott. L emoine, ispettore generale me · dico dell'armnta, e il dott. Ro\tg-et, direttore del servizio sanitario di !'anità dt.'l VI corpo d'nrmat11, oltre parecchi altri tecnici, deputati, ecc., dichiarò in base a queste e~peri1·nze, che l'incenerazione d ('i corpi umaui e df>gli nnimnli è un'operazione rea liz?.ahile in tempo di gnerrR. sul posto coi m e zzi che v i si po;osonotrovnre e che i l sistemn. seguito, pP.rfezionnto alq uanto con altre esperienze, ris ponde molto bene allo scopo, e tanto più, rha ~i t. constatato non dare luogo, con un'attivR. combustione, ad alcun11. incomoda e~n.lazione du rante l'operAzione. P ct· l'Italia, dove non vi è punto lri~ogno di leggi speciali all'uopo, e,:sendola cre mazione riconosciuta qllale mezzo di dist.ruzione dei cadaveri come l'inumn· zione, sarebbe d i tutta neces,;ità. l'applicazione di tale pratica, poichè colla cosl hene fonrlata speranza che il no.,tro B~ercito proceda sempre vittorioso nelle conquiste delle nostr<. terre. deve, purtroppo, t rovarle pas:>o passo d is~eminate d i cadaveri, alla cui di<;truzione spetta alle prime truppe arrivate di provvedere in modo che non ri esr.a di danno alle truppe che seguono n ell'avanzata.
RIHSTA UEL SERVIZIO SANI'l'ARlO DI r.UiWllA
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Non vi può es~ore me~r.o più sicu ro pe1· raggiungere questo intento cl•e colla cremazione sul l uogo dei corpi abbandonati, se pure non completa. I ! s istema della lotta in trincee deve rendere spedita la installazione di questi forni crematori in fo~se già prima scavate, e con q uesto loro uso si ha modo di fame uso civile ad un tempo ed igienico. A t utte le obbiezioni. che possouo essere suggor.i te dal sentimcntalismo, rispon dono q ue.ste poche parole del rapporto del dott. Luci<>n Duu10nt alla Came ra de• deputati a nome delh• Commi;;sione d ell'igieue puhhlica di Francia: • Les soldat.s font .,;ans hésiter le sacrilìce de l~ur vie. Ils se conduisent en bé ros. « Honorons- le.:; connue les anciPn~ honoraient leurs hcros en bri:dant leurs corps et eu r e ndaut ainsi leu rs cendres impéris.~ables L<\ patrie tou t e entiòre sera leur tomheau. c Dr'·gageons- nous des préjugé~ et ùes vil•illes coutumes qui, dans les circonstances actuelles, peuv~:~nt etre funcstes: ne peusons qu'à la défense et à l'n.venir du pays ».
F. Ph:I\USSIA.- La. prima automobile radlologlca italiana.. - (La ·radiologia medica, fase. G, giugno l!Jli'i). L'd.. è partito dal concetto r he, p"r un serv•z ,o .-adiologico dn campo, modernameute inteso, d o ves~'<e riuscire molto lltile la istituzione di automol:lili radio· logirhe, le quali rappre~entasscro non solo impianti ùel tutto nutonomi, di facile e rapida trasportablli t a, ma ancora impiauti di tilassima con•plctezzn cd oJlìcienza, nt-i q uali fos-<e curato ogni particolare di tecnica mdiologica e fo~sc pm· provved uto rigorosamente alla protezione del radiolugo ùali'>\Zioue noc.iva dei raggi X. E .:;l i arnmette anzitutto che la zona d'azio ne preferita per dette automobi li ed in genere p~r gli impianti 1nobili di r~tggi X debba c~se1e la zona degli Ospedali da cam po di seconda linea, ove pi ù trauqu illa ed oflicace può svolgersi l'opcm d el chirurgo, serubmuùogli invt'cc inadRt ta p t>r le iudagìni mdiologic be la ~oua delle formaZioni ,anitai"Ìe di prima liuea, ove ogni in t ervento ha una caratteristica <li ur genz:t e ~pe.~~o di p•·ovvisorictà, dovendo~i sempre teuet· pre~ente il con1pito piu inqJellent.:l della evacuaz ione. ::\atundmente t>gll si rif~risee con ciò sult:wto al sen·iz•o radi ologir·o da esplic:ar~i iu zo nn. di guerra, c~~eudo pcr gli o~pcd ali terr itoriali ormai umrne:;sa da tutti la. n ecessità, lin dove pussiiJile, di impianti radi·•logici fbsi, completi ed t-iricit!nti ~otto 0gni ns pt tto, destinati anzi a fornire il mas•imo r~;ndmwnto uti le per la. ch i rur~11t e la m ed ici na di guerra, e questo seuza preg iud 1zio della eveutuale uti lizzazionc di autou1o1Ji li rad iologiche a uche in zona. ter ritoriale p~ ·· qne:J;Ii cspedal i improvvhati che fos~oro t'forniti di impianto raaiologico ti,:so. L a propo:;ta di adot tare tale automobile è st.. ta accettata co n entusiasmo dalla presideuza del Comitato Lombardo della l'1·oce B.o~"a Italia na, la 'luale hu dato incarico 11ll'A. di proseguire gli ,.;tudi pe r re~tlizza 1·e ul più prc., to l'istitu~ione di una prima unità radiulog;ca dt:>stinata appuoto a disimpegnare il ser vizio n egli osped:di da campo de ll' Associnz1o~• e. Ed oggi, grazic alla valida, collaborazione d ella Casa Bal?.arini di llfilano, che ue curò la costruzione, la prima automobile radiologica italiRnll è in proc into di partire, pH portare l'opera sua prezio,:a in aiuto di que• valorosi c he cadono combattendo per la granden:m. d!llla P<ttria.
Rl\'J-.;T,\ DEL SEliVlZIO
~ .INI 'rAllfO
IN GOERIIA
L'au tomobi le rad iologica è montati\ su cllassis di 25 - 35 HP, il cui motore a benziun., fornito di specinle sist<'ma di r:<Hredcinmento, può venire disinnestat.o dlllle r uote, per mettere invece in a zion e u u alternatore, destinato alla produ;o;icne dell't·nergiA. elettrica necessaria a l fun;o;ionamento d ell'istrumentario radiologi <:o. 'Iale alter natore pnò fornin• unll corrente alternata di LB5-l50 Volts ., di 15 Ampères, s ufficiente quinrli a n che per la nviiografia ra pida. Nell'ampill c:uro7.zerill, la quale misura m. 2,50 d i lungbe;o;za, m. 1,70 di larghez:.~r~- e m. 1,75 di altezza, è contenuto tutto l'istrumcn tario, il quale viene agevolmente o r npidnmcnço scn.ricn.to quando deve outl'lHe in funziono. E;~~o con~ta essenzialmente dei
seguenti apparecchi :
l. Un trnsforma.tore ad alta. tens ione con isolamento speciale per t'orti iatcn ·
sitil, contenuto in apposita cassa, sost.:,nut a da terra da isolatori ad alta tensione. A detta cns~a sono adattati u u o. resiste1na ad alta tens ione, destinata n. ri cen•re ogni onda iu vcrsn, rifiutata dal selettore, di cui appresso, ed un milliampero· metro. La cassn è munita di attacchi por il collegamento agli apparecchi di utilizzazione e porta qunttro impugnature mobili per fncilit:nne il traspor to. 2 . Un sclettoN d'onda a contatti g irevoli ed a segruenti accorcia bi l i, azionato da motor e sinr,r<·oo t> munito d i motorino au:-iliario per l'avvia ment.o e la posa in sincrouismo : il tutto rinchiuso in una cassetta facilm(,nte s:montabile e ;:;ollevabile s u nppo~ito wccolo. !3 Un tavolino di manovn~ con ruote di gomma e maniglie mobili, sul quale sono montati tutti gli a.ppa.recchi di mauovra, d i roisuru e di r egolazioue, compreso un interrutton• a scatto automatico per le radiografie istantanee. •. t Un apparecéhio universale che riunisce in s~ la triplice fum~ioue di COIU pt·essore-lisnitatoro, di trocoscopio e di ortosropio, in modo da permettere agevolmente ogni indligine, an che la più delicata e complessa, di radioscopia e Ji radiografia, realizzando nel temvo slc!'SO la massima p1otczione dai raggi H iiotgen. 5. Un sostegno semplice per tuhi, soJi,lo e leggero, smontabile in modo da oc. cupare piccol is•imo spazio. G. Diver:<i cav1 e lili conduttori mt~niti di i11nesti a spinn, costruiti in modo da impedire errate con~iunzioni e destinati a collegare le diverse parti dell'ist rumentario. Un grosso e b··n isolato cavo, diviso in due parti, l'una di 16 e l 'altra di oU metri, che si po;;sono eveutualmente uuire t'ormaudo un unico cavo di 45 metri, è ravvolto su tamb u ro gireYole e set·ve a colh•gare l'altematore, sito ,u]. l'uutoruobi le, coll'i»trmne11tnrio radiologico. 7. Due cassPttc contenen ti sei tubi l{.i'•ntgen, fissati n <·ll'iuterno medinnte spe· ciali sostegni elastici, in modo da proteg~crli contro ogni possibile urto, capace di dannt•ggiarli. S. La sene completa d i tutti gli acces~orl ut.ili alla tecnica rndiologica moderua e cioè gli schermi di rinforzo con le r elative ca~$ctte, la st·ain di \\'alter. i guanti, il grelllbiulc di got;;ma antix, ecc., il tutto contenuto in appositi scaffali di..;posti in modo cl:t utilizzare ogni più pil:colo spar.io lib.,ro. (~unodo dal l>l carroz7.eria ><ono a,.;portati tutt i gli np pareo·chi che cos tituiscono l'impi11.nto radi ologico, f'~Sa .~ i trnsforma. in nna comoda ed ampia camera o,;cura munita di mensole pe r le har·inelle c fornita di acqua co rrente ch o ])I'O\'iene da ua capace serbatoio (circa 180 litri', moutato anteriormen te sotto il t~;tto della antomobilc. L n camera oscura. è illumiuata elettricnntente, aerMa d:t appositi sfìat!'ltoi ed in es~a in ùiversi sca.f1'ali hann o :posto tutti gl i acce~"ori fotografici, nonchL- la
RIVISTA
D ~~L ~F.R\"IZIO
SAX lT,\fliO IN GUEH UA
dotazione di lastre e di CA.rte sensibili, ben protette dalle radiazioni Iliintgcn. Alla camerA. os cura. è poi adattato nel la parete antt::riore uno specia le ~'>portello che consente la t rasmissione delle lastr e dall'estemo >di'inte rno o viceveri:a, senza che per quE"sto entri luce nella camer a stessa, mentre la parete posteriore è for· nita di doppi vetri. rossi "' smer igliat i, utili questi u lti .u i a se•·vire di diafanoscopio per la lettura delle las tre. Queste, a grandi linee, le caratteristi r he della prima automobile radiologìta. della. quale la Ditta Balznrini stlt. già allt!stendo qualch e nuovo esemplar e, per la munificenza della Associazione m edica di Tori no, che ne vuole far dono alle locali I stitur.ion i sanitarie di guerrA.. L'A. augurA. che l'esempio vengR seguito presto e s n più vastA. sCR.Ia, afl'inch& anche la nostra Nazione, come gi:\ h~ m assima. pRrte delle straniere, po~s:l nel miglior modo usufrui re per i propri feriti e malati di guerra di quell'ausilio importantissimo che oggidi vappresentnno C:. raggi X .
RIVISTA BIBLIOGR.AF fOA E. TIR F:LTA . -
Feri te d i armi d a fu oco porta tili. T esi di lihera docenza in clinir a. ch irurgica e me<licina opPratoria.- Moden11. Società tipogrllfica mode· nef'e, 1915. (Un v olume di pag . 570 con 17 tswol<').
L'A., che ha conseguito r o.;centemcnte la libr ra do<·el17a in clinica chirurgica. e medic ina operRtoria presso la R. univer;;ità d i ì\fodl'na, ha d!lto molto opp01·· tuo Rm Ente alle stampe, la tesi as!<<·gnatagl i dalla commis8ion e e><aminatrice, riguardante le ferite d i armi dR fuoco pcwtatili. argomPnto cho ofl're nell'ora attuale il pi\1 vivo interes~e. TrattJ\~ i di un volume d i circa. 600 pagiue, in cui le lesioni da 1\J"mll da fuoro ~ono illustrate io forma chiara e lucida. ~on ..riteri d i moderna praticità e rigorosaroP.nte scientifici ~otto tutt.i gli aspetti. e l'espo· sizione è A.vvalorata anche da importan ti ri cPrc he !<perimcntnli e da os;;ervazioni clin iche person11li. L 'opera è divisa in 15 parti Nella prima, preme,~so 11.lcuni cenni stol"ici ~u l lc Rrmi da. fuoco portA.tili (fur.il i o moschetti, mitrA.g liatrici e pistole), l'A. tratta collA. ben nota competenza delle qunlità G:<iche e diuamicloe de i p roietti li, dc i cambia· menti fi!<ici cui vauno sogget ti e dPI!a ar.ione Vtllne•·ante dello armi da guerra portatili !<ni vari ber~agli inanimati. I llustra quindi e~auriPntemente il mf.'rca ni,;mo delle lesioni !<emplici e quello delle lesioni esplo~ive coll'esp•'Si?:ione delle v llrie teorie addotte pE'r spiegA.re t>tle R?.Ìon.,, stabilendo i nfine il ndore balisti<:o delle a ttuali a r mi in baso nl mpporto t otale delle perdite ed 11i rapporti tra morti e feriti, tra mortalità immediata e r.onsf~cutiva, fra feriti g•·avi e leggieri, fra morti e gua r igioni complete ed incomplete. Nella !<e<:onda par te l'A. si or~cupa in altrettanti capitoli delle lesion i semplici delle parti molli. dei vasi i:anguigui, dei nervi periferici, delle os~a e dt>gli art.i, intra.ttenendo,;i diffusamente per cia~cu nn el i el':'le sulla frCIJUenza, anatomia-l>a· tol,;,gica, sintomA.to logia, diagno.~i, prognosi e cur11. P nelln ~uccf.'S~ivll pane S\·olge
4!16 dil igPntemente tutto quanto si rift>risce Rlle ferite del cranio c suo conte nu to, dellR faccia. del c.ollo, della raclaidr e midolla spimtle, tornce. addome ed organi genito-urinnri est<'rni. Nella p1lrte quart.o. sono esposte le Ya.rit> esper itmzp fatte su bersagli in~~,ni mRti eci animati vcr studiar e l'a zione vulnerante òrlle pistole dR guerra e del commer<'io, della cartur.,•ia a. mitraglia e della p sdlott.ola frnngihile, nonche della cn.rt u<'d a per il tiro ridotto per arm i modello 1891, e l'A. riferi sce le interessA-nti r irnrr.he fAtte per~onalmente ed in collaborazi onp coll'AlloRtti A.! riguarao. XPll'ultimn p:Htt' infine tratta delle nrmi olll cnc<'ia con una. intere~;;a.ute ca::;uisti~a di oltre HO osst'rvazion i. l n nppPndice, rome utilll complemento, sono riun ite le ttwole di ]e<;ioni da llrma da fuoco o~sen·at<' ne li Il guerra li bica. che fanno pa rte del rPsoconto clinico operativo d i VMcaro e Crespi e di Cn.forio dei frriti curati rispett.iva mente a bordo dPlla R n~"~ o<~pf'dale n~!Jillft d'I ta.lia e ne ll'ospednle dip:\rti men t alf' ni Tnrnnto È i nolt re ripor t:ltn. nn'P.st!'"a hihliop:rafin, raccolta con quella a.ccurat('zzn. e rliligenza rhe Ò propria dell'A., il qun.le con questo lRvoro hn <:'Ompiuto ore1·n util isimll a d egna di encomio. C.
Dott E1:cm.w. PA!ISF.R ~ , c11 p itnno merlico. - I tra umattsml oculari ne ll' E>sero lto. - Novara, p res"o l'autore, lf\15. (U n vol. di pag. 226, in·S g rnnde.). Di fronte a lle gi us t o e moltt-plici a ccuse ùi cui in Jtali!l, dav~tnti al t ribunnle dell'opin iouP. pubblica dt-lla cla~se medicn, sied e irn jiutata l a libera docenza, n E'l <'ni i!'tituto perciò si annunzin no pt·o."sime radicali rifon ue )egi;;lative, sar('hbe certo azione p:trtiginna negare l'E>s i ~tenzfl di qualche merito, di qualcltP virtù. L a prorligi·~sa fioritura clelia libera dor:eu:r,a, spe<'ie ]JP r ecnmi, ~;bocc iata dalle f(-raci terre d'ltnlin, è maturata speso;o a frutti fecond i, a dis~erta zioni r hP, sovente co· flti tui.~cono impo rtanti monografil>, o vnsti Nt.pit.oli dr·lla scienza e colmano, come l'i dire, lacune esi~tf'nti n ella letteratura. J~t>nefico stimolo e for t e eccitamento 1\~nnqne, almeno, que<:ta dPprecnta l ibera rlocPnza , ad unA. produzione bi hliogrllfirn, spe~!'O tntt'nltro che metlior re. Che tale sia proprio il ca!<o di questa disst>rrazioue del dott Pasi<erll per la sua docenza Jll't•sso l'Uuiversità di R.omll, spetta il g iudiz io, n on a ll'A .. ma ai lettori, c he lo dara nno piPnament..~ favore\'Ole. In reln.,ione >llln pmtica ed alle esig-enze dt•l servizio ~anitario militare, le ll'o· ;;ion i Yi0lr•n to d ell'or.r.bio pos~ono !'òtud ia a· i< i !"otto due princi pa li p un ti d i vistn : <]nello r lini•·o e qn r llo m ..diro-IP~alr. Di~tinzione, qu eo::ta, naturale, semplice ed utilr· )la VP•Iiamo. rnpirlamrnt". nlmPno le linee fondaulf'utali d Plla tnon ogr·afia. dn nes-nno finora tra~tuta nel suo nssierue e che pPrciò <'O"titni~<'e una n oviti\ f', al tempo o::tes~o. twi momr nto jl;uerrP:<co attuale d'Europn e d'ltalia. pure un la v oro rl'attnalitn. F,-;s:~ è stata divisa in tr11 pnrti. La p r·imn cou~iò r ra i tmmn n lismi milila1·i d r•ll'nrr:!tio dal punto di dsla cliniro. qunJi e"SÌ rioè <:i j)l'PSentnno aJl'ufficinJe men ÌCO perÌ] trat tnmeu to, n cJJe continge nzt· rlt:d !':t·rvi?.io. L'\. e~pone ntw.itutto br!'vemf'nte g-li agenti, i fattori e le ''1111'40 d<•' traumi oc:uln ri n rli'Pser cito e li di~tingu!' in vnri paragrafi: qu<~llo dei proi Pttili d c•IIP armi da fuo<'o (por tatili. art iglierie) o n.rc:identnli : que llo delle l'IO· stant.P, dispositivi o conge~ni es plodenti e dello !<Coppio d'at·mi da fuoro o di loro
497 accessori; quello delle armi bianche e quello, infine, degli altri agenti e fattori che pill comunemente sono causa di traumati!'imi oculari nella vita militate. Pa•~a quindi a considerare i traunanti<>mi m ili tnri dell'occhio. dal punto di vi•ta delle circostanze di luogo e di fatto in cui sogliono av ...ernrsi o da quello dPl Sl'r· vizio sanitario; e sotto tale &spetto si ha la naturale distinzioni' do' traumi di guerra. da quelli di pace. Sui primi la trattazione si dill"onde più minutnmente. pns~andono in rivista la storia, la statistica DI'Ilo varie campagne, l'inHnenza della tn.ttica gurrre!'ca moderna o dci progre~si della tecnica delle armi sui traumatismi oculari, la pro. filassi de' medesimi, riferendo inoltro sil'tematicamente sul merrnnismo, naturA, frequenza, modnlitl\, ecc., delle lesioni per armt da guerm di r.iascuua pnrte ana· tomica dell'org11.no della vi!;ta e. infine, grttando u no sgtmrdo generalo sui trau· rnatismi oculari nel servi?.io ~ani tario di guerra e sul!;• conclottn da seguit·e per es~i in cnmpo.gna. A que~t1.< parte del lavoro è annesso un quadro st:otist,ico o p!'r· centurde delle lesioni dell'occhio in varie guerre, e l'A. vi contrihnis<:e con cifro di\ lui r&ccolte nella guerra di Lihia. Seguono i traumnti11mi oculari nell'ese1·cito in tempo di pa<'e. <'On note ili sta• tisti<'a, nuche personnli, con lo stu l io dell'inl:luen za dell'armn. cui il militare a p· partif·nc, dei servizi e di altre cause, con qualche nota sulla profilassi o consid~ra7.iooi sul modo di presentarsi de' traumn.tismi oculari nel servizio sanitario milita re di pace. Queo;;ta prima parte de l lavoro è chiusa da una vao:ta l'ac;ui<:ti<"a pPr.'lonale di traumatismi militari dell'apparato della \'Ì!<ione dal punto di vi;;;ra cliuiro, dall'A. raccolta durante parecr hi anni nelle più svariate contin~uze di pal'e e rl i guerrn della vita militare. ~iffattn casuistica tf>nde a fornire n.i lettori un'idea, quanto meglio reale, sul modo, a"'sni spe,..so del tutto peculiare, di pre<:entnrsi delle lesioni traumatiche riell'occhio nello !<peciale ambiente dell'e,:ercito So•guono cosi 1:2 os;;;ervnzioni !"U traumi da proiettili d'armi da fuol'o portatili e d'artiglieria, da deflagrazione di sostan~e. di!=:positivi e congP~ni e'<ploJenti e ola so•oppio d'armi da fuoco e di loro accessori; e vi• ne poi un secondo gruppo di 77 storie cliniche di lesioni per altri agenti, fattori e rausc. La trattazione de' tramnafi:ani oculari nP/l'Psercifo dnl pvulo di ?'i.<fn medicole?ale occupa In sN:ondn e piit vast.'l. parte delln monografia, cho compa·ondo tre c;,pitoli, d13l cui contf'nuto non sono possibili qui se non cenni ~ommnt·i. L'A. e~po n e iu primo luogo i traumi dell'appar,.to della vi~iom1 in relnxioue alle malet'ie del rt>clutRmento e dei giudizi sull'indoucitl\ a continuare il sorvi~io militare, o trnttn co~l d111le le~ion i in rapporto n.lle opernzioni d'amm is4iouo e d'c· scl u~ionc dal ~ervizio; dc' traunti oculari n~lle visite 1li panmti d'i nscritti o di militari, per la constatazione olell'inabilità a lavoro proficuo; e df'lle f1·orli in m~ teria di tra.umati'lmi oculari nel campo medico · le~nle dPl reclutamento o dell 'i· doneit:\ a continuare il servizio. Quest'ulti•no para~rafo stndin particolare,::git\ta• mente le simulazioni, il mantenimento a1 arte, l':oggrav~mento, l'artiticio'<a prc· vocazione e la dis~imulazione dc' traumi dell'occhio. Il capitolo seguente è dedicato ali., le!:ioni violente dell'occhio nelle pratiehe di collocamento dei militari in a~pottati,·a, in riforma ed a ripo~o e si estende poi in considerazioni sulla medicina legale delle pensioni miltt:~ri e sulle frodi ne'1 traumatismi dell'occhio in materia di aspettati,·a, di riforma e di tollocamento a riposo, chiudendo con brevi cenni sugli atti medico·legali relativi a le,toni tmu• matirhe dell'occhio nei militari.
4HS
RJVJf;'rA DISLIOGRAFICA
Lo studio dei traumi clcll'uppan•to visi\·o ucll'e:;ercito, danJUti alle sanzioni penali e disciplinari, forma materia pel teno capitolo, che si occupa di essi sotto la veste delle vie di fa.tto e delle lesioni personali e sotto quella delle frodi. Anche questa seconda parte è scortata da una abbondante casuistica personale tolta dalla lunga pratica. medico-legale militare dell'A. n el campo ofta\mol"ogico. Le osservnz ioni, in numero di 32, sono ra ggruppate in varie sezioni. corrisponden ti ai paragmti sopramenzionati (Casi riguardanti il reclutamento e l'idoneit•\ a. continuare il servizio e ciò negli inscrit.ti di leva: nelle reclute ai distretti e ai corpi; nei militari in ser~izio, in congedo o richiamati; nei parenti d'inscritti o eli mi litari e nello frodi. Casi riguardanti le pratiche di collocamento in aspettativa ed a ripo:>o. Osserv~tzioni in rapporto alle sanzioni penali e disciplinari). La te-~·za pa1·te, che chiude il volume, port.a la lelle1·atm·a dei trau·1natismi mi· lita1·i dell'appal·eochio della risione, nella quale l'A. volle comprese soltanto le pubblicazioni che si riferiscono nlla vita militare, esclud~oudone perciò quelle che pure contengono materia di lesioni per arm i e mod~lith estr11neeagli eserciti (per armi da caccia, per suicidi ed accidentalità della vita civile, per espJo,.~ivi ad uso inrlustriale e simili). Que~ta bibliografia non è uno dei soliti aridi cataloghi di opere letterarie, dottamente poliglotti, ma., al t empo Sttlsso, per la pluralità do' lettori, veri libri chi~1si, che non ne attirano nè l'interesse, nèlo studio. Essa il sotto' forma cronologica e contiene breve commento e note espl icative per la maggior parte dei lavori citllti, onde lo stu-dioso possa cosi, senz'altre consul tazioni, per lo più ardue e inclagioose, orientarsi subito nell'argomento. L'A. ha posto gran cura nel mettere qui in eviclemm la l etterat ura italiam~ sui traumatismi militari dell'occhio, in massima parte dovuta alla penna de' nostri ufficiali medici, letteratu ra abboudarlte e notevoli~sima, ma pur ignor11ta o trascurata, in massima par·te, nelle opere italiane, e, più ancora, come il solito, in quelle stranie1·e.
c. J. TANTo:-~. -
Traité dea fractures. (Paris, J. B. Bailliere et tils, 1915).
La nota casa libmria J. B Baillière e figli ha. recentemente pubblicato un intPrel'saute tmttato dtllle frntture compilato dal dott. Tunt.on, maggiore medico dell'esercito francese e profe~-<OrP ttggn·gato a \·al-de-Gr:"\ce Trattasi di llll \"Oiume di SuO pagine il lu~trattl da oltre 5110 ra.diou;mfi". iu cui è esposto in una prima parte, in formfl. lucida e pinn~ tutto qm~nto riguarda le fmtture in g~ncrale, la cura, le contplicanz.e c gli nccidt•nti dt•lla con;:;olidaz.ione, ed in una Sl'condn p11rte sono sbtematicamonte illustrl,te le varie ><p1·cie di fmtture d ell'arto superiore. Uu secondo volume chP U!'l'irà nell'o t tobre pros!iimo t.mtteril delle frattut·e dell'11rto inferiore; questi due volumi f:muo parte d el nuo\·o trattato di chirurgia clinica ed oper11toria. clte si sta pubhlicaudo sotto la direzione rlf}i professori Le Dentu e lJt:lbert. È ormai notu la trasformazion•• profonlia che In scor erta dPi raggi X e !"applicazioni' della radio!t)::;in alla chirurgia delle fratture bauno determinato nello studio e nel trattamento di quN<te lesioni: ln possibilità d'uua diagnosi più e!'at.ta, l'applicazione di mezzi tPrapPutici più razionRli, l':q•prezz:unento più rigoroso della diminuzione della capncirà al ]~~,,·oro costlli>'cono inv.~ro i p r incipali v antaggi di questa C011quista, la quale ci 1111. dato moJo di u~cire dallo stato embrio-
~~--~--------------------~--~~~---11.1\'l!:l'l'A B!BLJO(:IIA I•'ICA
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naie in cui lo studio anatomico dello fratture era da tempo condnunato, alla stregua d'una clinica ancora oscura o rnrn.roente di un controllo al tnvolo anatomico. La radiologia infatti hn ricostituito dei cnpitoli interi, quali q uelli delle frat• ture del carpo, del collo del piede, del tarso, ecc., perrnetteudo, por cosi dire, di fare dell'anatomia patologica sul vivente col fornire dati precisi sulla fo1·ma e direzione delle soluzioni di continuo, sul numero, volumo e di~ posizione dei fram· menti e sulla presenza od assenza doi corpi estranei· o servendo inoltre di con• trollo sicuro per accertare il risultnto di una manovra di riduzione o l'eflicncifl di un apparecchio contontivo. Inoltre noi vari dubbi fra In dingno~i di frattura o di lussazione, di contusione o di frattura, !1~ mdiologia è venuta a portare il suo insiudacabile giudizio obbiettivo. Il nuovo trattato do! Tanton è tutto improntato n que~te modemo vedute, e viene perciò n costituire una vera attualità tutta !!per.ialo alli~ gnerrn odierna.
c.
Movimenti avvenuti nel LOr110 ~auitario o nel Personale ~,arnmceutiro
Ufdolalt In aervb.lo permanente. n ecreto l110,tJolenenf'-iale fiO maggio 19lii. )JAXCINI Ari(JCiantmio, cnpitnno mrdico o~pcdnlo' Roma. - Collo~nto in Mpettn·
ti va per infermità. temporaneP non proveniPnti da cause ùi 1;ervizio, per quattro me• i. Dec1·efo lunyo/eliP11ziatc lO fJÌI'IJIIO W15.
Giuseppe, tt-nente medico in aspettntivR per inl'..rmità temporanee non provenienti da cause di senizio, per mesi dit:iotto (Regi dccreLi 91 ott.obr<' lllli1 e 4 giugno e !31 dicembre 19B). - L'll~pett•lti vn di cui contro è prorogatll per un pe riodo di sei mesi, a dlltare d!d 9lupJ·ile Hi15.
.d.NI;EL ICO
Tenenti medici promossi cnpitani medici, con risPrvll di nmr.innitìL1 con rl··· rorreozfl per gli assegni dal 16 giugno J!llo e con le d.-stinfl;r.ioni ~ottoi n•li· ente, •:ontinuRndo nel servizio Ili quale sono ntLualnwnte as~egnati.
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MOVDIE:\'I'I AYVE:\UTI NEL CORPO SA:'\ lT. E :'\Ef, PP.RS. FARMACEtiTICO
Seguiranno nel ruolo il capitano medico per ognuno controindicato, a senso del di-.posto dall'art. 2 del R. decreto 3 1 dicem bre J!Hl, n. 1181: PICCI NINI Ugo, 18 arttglieria.. - Continua come contro. SeguiriL nel ruolo il capitano med ico INOKAYALI.E Al{•·eclo. RICCI Gastone. 13 fanteria. - Destinato infermer ia presidiaria Aquila. Id. id. id. l s u&I.IC.\'fO Gi11Reppe.
J)elenninazione minislel'iale 10 giug110 1915. P•·:ZZAI.t Hoòetto, capitano medico f. q. a senso òel R. decreto-legge n. 6-t (comaudn.t.o ospedale Novara). - Continua fuoi'Ì qu11dro a senso del U. decretoleggo u. 6-t (comandato ospeJale ~'orino).
R. dee1·eto 16 111Cl1'ZO 1915, su prOJJOSia del minist1·o eù>lle colonir. CALO l'tllotio, capitano medico, ospedale militare Piacenza , - Nominato cava· liere nell'Ordino della Corona d'Italin.
l •elerutinazione mini.<IPI'ialr 17 !JÙI!JIIO l!Jl6. P1zznc" RU cav. Clemente, maggiore medico, ospedale Rn,·enna.- Collocato fuori quadro dal 26 maggio UHo, a senso del d ispo~to de l n. l dal R. decreto 15 UO\'cmhre 191 '· n . 12-11:1 e comandato ospe-lale Hrwe nn11. GALASSO cav. Alli()llio, id., id. Yerona. - l d. i•l. dal 13 gi ugno 1915, id. id. id., id. \' ~·rona. MA'lTI!A~ToNI O l 'in.:nno, t ene nte merlico, id. Chieti. Trast't•rito DPI H . corpo d i truppe t·oloniali dell'Eri trea H:t preso imbarco a I\11poli il 21 maggio l!Jl5. :MA,.:sl E milio, id. R. corpo truppe coloniali L ibia - .\o usnxo l 'incettzO, id. id. id. - 'l'r:1.~t'eriti nel H corpo di truppe colonial i dell' l~ritrea dal !!1 aprile 1!11 6. hl ,\OJ.IUJ.O Al(o11so, id. ospedale Genova - LAZZAIIO Frrmce~co Antonio, id. 7 a rti p;lieria fortl'zza. -· Trasferiti nel R. corpo di truppe coloniali L ibia e collocati a disposizione M i ni~tero. colonie, dnl 2! aprile ltltfl.
Decreto i'!IO!JO!enen:liale 2 1 gillffiiO 1!Ho.
Dfl HA itLO cav. E11genio, c11pitano medico ospedale l~ireuze.- Collocato iu as pettativa p~>r infermit R. temporanee provt>ni Puti da c-ause di servizio.
Decreto minisletiale 17 !fi11,9JIO 19lb. Lo l'ti pendio a nnuo del eapitan o med ico ltGO ANI T,liÌ!fi, inscritto ne ll'annua-
rio militare con anzianità b aprile 1905, è ponato n lire 4800, dnl 1° maggio 1!)15.
liOVI14ENTI AVVENUTI NE CO RPO SANIT. K NEL PERS . FARMACEU TICO
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Lo stipendio a.n ouo dei capitani medici GAGGIA Mario e BOLTIERI Roberto, inscritti nell'anmUirio militare con anzianità 29 giugno 1905, è portato a lire 4800, dal 1° luglio 1915.
Lo stipendio annuo dei capitani medici FRIGIERI Giovanni e C ERAFOOLr Tullw, ins critti n ell'annuario militare con anzianità 1° luglio 1910, è portato a lire 4400, dal 1° luglio 1915.
Farmaol•tl mllltarl.
R. decreto 25 maggio 1915 . I seguenti sottotenenti farmacisti di compleme nto sono nomina ti farmacist.i
militari di 2" classe a decorrere dal 1° giugno 1915, con la destinazione per ciascuno i ndicata: PULKGA dott. Donato, distr etto militare R oma. - Ospedale militare Bologna. Cuozzo dott . .Alessandro, irl. Avellino. - Id. Caserta. POLVERJNI Angiolo, id. Arezzo. - Id. P e rugia. MOLJSANI dott. Ricciardo, id. Chieti. Id. Milano. I seguenti farmacisti militari sono collocati in sopn.nnumero nella classe stessa, con la decorrenza a fianco di ciascuno indicata :
BARONI cav. Edoardo, farmaci sta capo di t • class e. - Dal 6 aprile 1915. NATALE cav. L uigi, id. cii 1• id. - Dal 29 maggio 1916. C&NTA cav. Attilio, id. di 2• id. Dal 12 a prile 1915.
Unlol&ll lu po•lzlone dl •ervlslo auaUiarlo.
Decreto ministeriale 7 giugno 1915. BussoNE·CHIATTONE cav. Giov. Antonio. colonnello medic o, distretto Firenze. Chiamato in servizio temporaJ\eo dal 10 maggio 1915, ispettorato sanità militare.
R . decreto 17 gennaio 1916. B2CCAIUA cav. Lv.igi, maggiore medico distretto Mondovi. - Collo cato a riposo per infer mità. non provenienti d a cause di servizio, a decorrere dal 16 febbraio 1915, inscritto nei ruoli cii riserva, e nominato c avalie r e n ell'Ord ine dei SS. Maurizio e L azzaro.
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MO VU I EXTL A \' \ ' E l'.l JTI NE: L CO RPO SA:'\IT. E N E L P ERS . ltA R )1a CEU TICO
Ufftoiali di rl•erva. D ec1·eto L·noyoft·nruziale 6 fJÙJffiUJ 1915.
Rwo ro Gi acomo, capitauo fanteria, distret to P alermo, laureato in merlicina. e chir urgia. - T ransitato, a SUA. doma nda. nel corpo SRnitar io milit:. re, conser vando il grado che r i\·estc e ln relativa anzianità, n senso dell'ar t. 6 del B . decreto 13 maggio 1915, n . 621, ed assegnato efi'l 'ttivo di~tretto PaiPr mo.
RICOMPENSE
al valor militare e d onorificenze per la campagna dl guerra tn Libia. Decreto del L'lior;otPnente !JPnerale di 8 . Jlf. il Ré 5 g i ii!JIIO 1915. M EDAGLiA 0 1ARGE:\'TO .
Cossu cav. Alber to, capitano medico, ospedttle mili tare Bengasi.
ONORIFICENZE in conslderaz.lone dl speciali benemerenze a cquistate sul teatro della guerra in Libia. R. decreto 23 ma.IJ.gio 1915, eli m olo proprio di. S. M. il Be. Ortline d t•lla Coa·ona d'It a lia.
Ca1;alieri.
CooA Cm·lo, maggiore medico OSJ>Pdale militare Padova. Calima11, id. id. id. Yerona.
PA \'IA
Den·eto ciP{ Luo!Jolene11le !f"lleralt• di ,'-,'. .lf. il Ul'. 5 ,qingno 1915. Cc>RI!l Rdoa1•do, maggiore m~>Òico o>;peclale Perugia. GA(HHA .\fal"io, capitano medico in aspettativa. R IZZUTI Giu.•epJII!., iù. id. !l. disposizio11e }l i nistero colonie.
Mu\"'UIK..'ITI AVVENUTI NEL CORPO S.\.Nl'l'. E :-/EL PER<;. F \R,JAOEOTIOO
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8oo.;1 Guido, capitano medico R. corpo truppe coloniali Somalir•. GlfR}(t~O Alfredo, id. id. id. Tripolitania e Cirenaìcn.
PERRrrrt Cristofaro, tenente medico 82 fanteria. M.\RTI!iAZZI Pietro, id. id. lttoncieri di Milano 7 .
Ol'iOBIPIOENZE
concesse nella ricorrenza della festa nazionale 1915. Decreto luogotenenziale 5 gitl!J1W 1916. Ol'tlioe d el SS. 1\laurirlo
f"
( ,azzru•t).
In considerazione di lunghi e buoni servizi.
Cavaliere. Runn eav. Camilw, coJonnello medico a disposizione.- (Comandato ospednle militar~ Ancona). R. decreto 6 giugno 19lf5 di moto proprio di S. M. il Re. Caval~e.
BE&!iuocl cav. Gim:auni, colonnello medico direttore o.:;pedale milib1re Verona.
Ordine della Corona d ' Italia.
la considerazione di lunghi e buoni servizi.
Co11lmendatore. PUlSI cav. Feli"e · · à mr'l'ta ' • ma.ggxore genera1e m ed'1co ·tspettore d'1 samt 1 re.
Cavalieri. BA.SJLr Andrt>a
.
Coaar Edoar~ ~ag~o~e medico ospedale militare Caserta. BEtt..'lUC(tr ~ ' lei 1d. 1d, Perugia Bozu Pi·• ~rdo, id. id. id. Padova.. ld• 1'd• 1'd. Genova. PlQCA, "'<l'O, , 01 A lf •<>l'lt{TO 'd 'd . .t83Aa<11'l'1 G. • 1 • 1 • t d. Ancnna. :rru.eppe, id. id. id. .Milano.
50J
MOVIME~TI AVVENUTI :'<EI.. COli.l'O SANIT. E ~~;L PERS. F'A R~fACEUTICO
In considerazione di speciali benemerenze. Cavalie1-i. GmxoNr Gio•·anni. maggiore medico scuola applicazione sanità militare. l"lilrmAnr J J ELLI Prancesco, capitano medico id. id. id. :-:;!G:>OitiNO llo.~a·1·io, id. id. R. corpo truppe coloniali Eritrea.
Bloompense al valor olvlle. Decreto luogofenenziale 30 ?IWfJgio 1915 su proposta del Ministro dell'interno. MEDAGLIA D I liRO:>ZO. DONATI Giusepp e, capitano medico legione carabinieri r eali Roma.
ATTESTATO DI PUBBLICA BE:;!EMEI!E:-!ZA. COTRON.EI Touanaso, capitano m edio ospedale militare Napoli.
Detnntl. Lii:CCIA J>asqtwle, CRpitano m edico di riserva, distr etto Oaserta. - Morto ad Ave rsa (Caserta) il 2 ottobre 1914. ALBF:RTI Eyidio, farmacista militare di l" classe ospedale succursale Mantova. I d. a Mantova il 18 maggio 1915. B oNAYOOLtA cav L uiyi colo nnello medi co di rettore sanità VIII corpo armata. Jd. a !f irenze il RO aprile 1915.
~-~------
Tl Di re t. toro
n HeuaL t ore
CLAUDIO SFORZA, ten ente genPral e medico
ARTURO CASARtNI, capitano medico
(:!Sii) -
Rr,rna. iYI5 -
Top. J.;. Voghera .
Lutco PAtlllllRI, ger"'' l e
c= ---l -·. '·
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Risultati ottenuti dallo opoglio dei fogli sanitari delle ci&Ai 1869-1863: due volumi in 4° ooo atlante: Vol. I (Dati o.ntropologiei ed etnologici) oon Atlante della geografia an tropologica dell'Italia. - Roma, 1896 . . . . . . . . L 18 Vol. U (Dati demogre.flci e biologici) - Roma, 1906 . . . . . . • 6 B.uo:rno e 81oau. - Compendio di chiru.rgi.n di guerra compilato aulla eWria rnedi~irurgica della guerra di ~one d' A!nerica. Roma, 1888. 4 volumi, pN:Uo ridotto . . . . . . . . . . . . . . . . . • 5 60 Bau~o e Ba:sz:u. Lo sgombero degli &tlllb.!\lati e feriti in guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 276 con molte figure e tavole grafiche. - Roma, 1906 . . . . . . . . . . . . . . • 3 60 C&&.UUNI. - La fatica neUa vita milita.te. Memoria premiata nel ooncono Rìberi 1904- 1906. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. . . • e ID. - l.e malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al eonouno Ribcri 1905·1906. Un volume di pag. 402 con tavole gra6ohe e etati· etiche. - Roma, 1908 . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 8 A"""J>'m<lrÌ<I milil<J<<. -
Cllla"L -
Esposizione oommaria dell'ordinamento e funzionamento del ~er-
vizio aanitario in campagna preeso J'aeercito italiano. - Rom", 1906 . • l 60 Da C.e~L - Studio BU..Lie mediaetiniti (mecUaatiniti euppurative, aecetNtO m~diutinico~ Roma, 1900. Un vol. di pag. 144 . . • • . • . . • 2 BYRTL - Onomato1ogia anatomica. Storia e critica del modemo lingu&gflio anatomico. Traduzione libera itali.an& d ei dottori C. PB.K'rl'l e C. SJ'oau. Roma, 1884. (Edizione rara) . . . . . . . . . . . . . • 6 Lo JlriM ca.-to dalù armi da gum-a. Sinteai della relazione eaniteria sugli -roiti tedeachi durante la guerra franco-germanica 1810-71. - Roma, 1889. Un volume di peg. 348, prezzo ridotto. . . . • . • • . . . • • » 2 llbNAYBA. Studii -rico-critici aulla meningite cerebro-epintJe epidemica in Italia e particolarmente nell'818r0ito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavolo grafiohe, prezzo ridotto . . . . . . . . . . . . . • l 50 8.u..t:NAR1. L& lesioni tJ ftumaticbe dei centri nervo.i. Memoria onorata de) prani, Riberi - Roma, 1900. Un voluruo di pag. 320, preuo ridotto . o 3 60 8J'OBU e GlOt.UtELLt. La malaria in Italia. Opera onorata del 10 premio 61 concorso Riberi. Un volume con 7 graudi tavole cromolitografiche. Roma, 1885, prezzo ridotto . . · . . • . . . . . . . . . . . . • 3 To11•LLJKL - DeUe malattie piò frequentemente simulate o provoca~ dagli inanritti. - Roma, 1815 . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 3 60 C'1186.NL Guida del medico militare per te esercitazioni pratiche eul servizio aanitario in campagna . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 2 60 !W. B. -
Per l'acqul1to dilli opere 1opralndlcate Inviare oommllllonl e nglla all'Amministrar lotti
~&l Giornale di Ndk:lne militare, wl& XX Settembre, Roma.
Alt-re pubblkazioni m "tUco-7nilit<tt•i : fDB.A.Bl ~ FBAso.Esoo, capitano medico.- Manuale di bromatologia pei me dici milite.ri. - Fire~W>, 1906. Un vol. in 16• di pag. 484. (Vendibile pre.o 4
)'Autore in Firenze. Scuola d'applicazione di eanità militare) . . . . L. 6 Tta.m.u, capitano medico. -· Ferite da arma da fuoco portatili. Tesi di libera docenza. Un volume di peg. 670 con 17 tevole. - Modena, 1915. (Vendibile preuo l'Autore, Scuola militare) . . . . . . . . . • 15 A. Ss:aTOLI, capitano roedico, libero docente di patologìa speciale chirurgica nelìa R. Univenrltà di Piaa. ·- Contributo allo studio del rinofima e rioerohe isto· logicho aui trapianti di cute secondo Wolfe (con 18 tavolo). -Livorno 1911, Officine grafiohe Chiappini. (Vendibile preoao l'Autore, Ospedale militare di Livorno). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • li J,ufDOLO Co8T.urTDfO. generale medico. Ortalmoecopia ed ottica oculistiea. Mannaia teorico-pratico. Un vol. in 8• con 82 figure e 12 tavole.- Napoli, Stabilimento tipografico Ferrante, 1906. (Vendibile preMO l'Autore, Roma, via Principe Amedeo, 47) . • . . . . . . • . . . . . . . » 8 M.lli'OU.,NTl E%10, colonnello medico Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po ( 1889, 1898, 1905). Teeto e progetto con illustrazioni, premiati con diploma d' onore all' Eapoaizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile pr.-o l'Autore, Roma) . . . . . . . . , . . . . . • 4 ln. m. - Eoercito e tubercolosi. (Notizie. - Profileaei attuale. - Età della . chiamata. - Ferma biennale. - Abbaa.aamento della statura). Relazione al Congreoeo nazionale d'igiene 1006 1\filano. (ld. id. id.) . . • . . . • 2 -
GIORNALE DI
MEDICINA NllLITARE Olrezlooe e AIIIMinlstru: Via Venti Settembre (Paiano del Ml•l•tero della fllrft)
CONDIZIONI DI ABBONAMEN1'0. t• Il Giornale di medicina militare Ili pubblica. l'ullimo giorno di cieeeun mese in fascicoli di 6 fogli di stampa. 2- L'abbonament.o e annuo e decorre dal 1• gennaio. Je Il prezzo dell'abbonamento é: Per l' Italia e la Colonia Eritrea . . L. l :.l, Per l' estero . . . • . • . • . . ,. 15,. ) in Italia . ,. 1,25 Un fa!:!CJColo separato costa l all' Estero ,. 1 .~• Il supplemento contenente l'Annuario ~ in ItaliA • :!,!'iO del co1'po Banitarw milita1'e costa . l all'Es tero . • :.:,r.. 4° L'abbonamenlo non disdetto prima del 1' dieembre s'intende r1nnovato per l'anno succe!'slvo. 5° l signori abbonati militari in etTettivit8 di servizio possono paf"lre l'imporlo dell'abbonamt'lnlo per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (anche e rate mensili). li• Pt'r i ~oli ufficiali medici (deJI'Esercito e della Marmal ~ ammes~o ·un abhonnntento MnnalatiYe al Gio,.nale di medicina milita1'e ed agli Annali di mec.t1cuw naoale e coloniale al prezzo di L. 18 annue. Per ottenere tale abbonamento gli abbonati del giornale di medicina militare devono far per venir& di rettamente L. 6. all'ammio.istrazione degli Annali (preuo il mmtstero della Marina). ?o Ai librai si ra lo sconto deliO •,., ma aoltant.o per gli a bbonamenti dell& penone e degli enti non militari, che non possono fruire della facilitazione di cui al n. 5 e 6. se Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litogl'8ficbe, fotografiche, ecc., che accompagnassero le memorie, sono a carico degli autori. g. Gh aut.orl delle memorie potranno averne gli eetratti facendone richiesta ttll'allo tlell'invio delle bozze corrette. Gli estratti sono di due tipj: TIPO ..t. - Con copertina in bianco, senza frooteapi~io, e colla impagina· tura e numerazione del fascicolo. TIPO B . - Con copertina stampata, frooteepizio, impeginetura a numere· &ione speciale. Il prezzo è r egolato dalla seguente tariffa : Pre.-.ao d.t. oJ.a.•o'-1r1 :f<>K1J.o d i •ta~pa ~U~KRO
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G[ORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Qlo,.,...le
Q iornele di m~iclna mll118re : 18111-1884 • della Regia Marina: 1885· 18111!• Gloreele ~leo d el Realo E urcilo: 18116-11107
medico del R e gio Eurcilo
.-lNNO LXIII -
FM!CIOOLO
1915
VII
SOMMARIO -~!111081...:
081GI~AI. I
Salln rl.- Contrihllto allo studlo del granfie el>lploon quale organo dì tllfesa ncWorganlsmo
Pag.
505
RIVISTA Sl:-iTETICA.
S...rl. - Terapia anenobenzollca e sistema nervoso BIYI.-TA
IU GIOBIWAI.LI ITAI. IAI.IWI 1•!1' E8TE81.
( V. l' I n4kl: rtett• tn.twno della cQpet•lfna)
D.ta EZJONE ED AMMINISTRAZIONE
ROMA - Palaz7.o del IDniet.ero della Guerra. Via XX &tttembr e - ROMA
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INDICE DELLA. RIVISTA. DI GIORN.d.LI ITALIANI ED ESTERI RIVISTA ~IEDICA. Strauss. - Cura della sciaUca con inledonl epidurall di soluzioni saline Jordan - Sulla diagnosi della tubercolosi polmooare coi raggi X •
Pag. 5H ~47
RIVISTA 01 CHIRl:RGIA 01 GUERRA. Reynes. - Nove mesi di chirurgia sul rronle di Verdun • MoaM e Lamare. - Dcscription et application de l' appareil a exteo!lon de Pierrre Delbet pour Jes rractures d e l' humérus Coleschl. - 11 plu semplice e plu rapido metodo ,Pr la localizzazione ilei corpi estranei, rnedi.~ote i raggi Ròutgen . Fer rarla!. - A Jlroposito dei proiettili esplosivi usatJ dall'esercito au.;triaco nella guerra nttu~le .
518 550 551 554
RIVISTA DI PSICOLOGIA. Ferrari. - Osscrv:tziooi psicologiche sui rerili delln nostra gu~rrn .
556
RI VIST.~ DI OCULISTICA.
Cuened e Penel. - La vaccinotcrapia della congiuntivite da gonococchi col vaccino di Ni· colle e Blaizot secooclo Il trattamento di i6 casi . Offret. - 32 casi di ortalmia gonococcica tr.1ttaU col vaccino di Nlcolle e Blalzot Marax. - Resoconto della s• d uta d~l 9 rehhralo 1915 <Iella Socret~ ostetrica di Parigi
561 561 ~
RIVISTA 01 M.\LATTIE VENEREE E DELLA PELLE. Resoconto riassuntivo del VII Congresso internaziona le rti dermatologia o siOiografla. Carie. - Stu~ io comparativo dei clue metodi di tratta mento dd la blenorragia acuta: aspdtativo ed antl!ettico
564 565
RIVISTA D'IGIENE MIUTAR~:. L· alimentazione del so ldato onglese
566
RIVI STA O' IGIENE GENEilALK E BHH:RJOLOGI.~. Due nole sulla profll:lllsi anti·valuo!o•sa • Canalla. - Badiamo at eessl . Dudgeon, Gardner, Bawtree. - Su la nora bacterlca nelle rertte dr•lla presente guerra
Sormanl. -
56i 568 570
IIIVISTA DI TERAPEUT!CA. Brelet. -
La cura dell'ipertensione arteriosa
575
RIVISTA DEL SEilVIZIO SANITARIO IN r.UERRA. Bordler. - U11 mezzo semplice di elettrizzazione per ospedali milltMi
5iR
NOTIZIE NECROLOGIO MOVIMENTI AVVENUTI :\EL CORPO SANITARIO E NEL PERSONALE FAR~HCEUTICO
ISSO
Si V 580
Pubblicazioni vendibili presso l' Amministraz. del " Giornale di medicina militare " VtA XX SRrTI!liiiRB, PAt..uzo Dlt.. llltNt~TBRO DILLA OOBRRA
lMsauoo PIETRo, tenente generale medico.- Sull'llUone degli attuali fucili da guerra e apeoialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio oali.bro. IStud.i sperimentali, con 16 tav. di fotografie e r adiografie ri· prodotte in fototipografìa).-Roma, 1903. (Vendil>ile presso la Tip. Voghera) L . ( ID. m. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figure intercalate nel testo. - Firew:e, 1898. (Vendibile preBSO la Lib. Bernardo Seeber, Firenze) • . . . • . . • 8 -
MEMORIE OR I GINA LI
Contributo allo stuòio òel granòe epiploon quale organo bi bifesa nell' organismp
per il dott. Salvatore Sallnari, te nente colonnello medico, libero docente di clinica chirurgica
Alla febbre delle r icerche, che in fo rma eminentemente contagiosa arde da parecchi anni a questa par te nel sa ngue d ei seguaci di E sculapio, non ha potuto sottrarsi nessuna b enchè piccola e recondita P_ane del nostro organismo, e tanto meno il grande epiplorm. Di questo Sino a poco tempo fa, se pur si avevano semplici nozioni d i anatomia sommaria e grossolana, s' ignorava no del tutto la fisiologia e la patologia. Oggidi invece l 'organo in parola ha preso il suo posto nel vasto laboratorio scientifico che l a moderna medit:ina è andata a mano a_~a.n o edificando, ed il suo patrimon io è destinato a divenire sempre PIU ricco e prezioso, dato il grande interesse che l'importanza dell'ar~omento ha suscitato nel campo teorico e pratico. E degno di nota in tanto il fatto che gli studii e le ricerche sulfefunzioni del grande epiploon h anno progredito, si può dire, di pari pa~so con quelli riflettenti l'infiuen"'a grandissima che l'organo è chiamato ad esercitare nella difesa dei visceri endo-addominali contro g!i elementi morbosi che attentano la i ntegrità di questi. Cosi. è denvata una. mirabile fusi one dello esperimento e della clinica;· e lf' pr~ziose conquiste sperim&ntali, rinnovate ed accresciute mercè l'ap'. phcazione dei più moderni presidii della chirurgia, sono pnssate dal. lb.boratorio alla sala d'operazione, dove il chirurgo ha sapu to pie-. garle ai suoi scopi d i guarire l'umanità sofferente, riuscendo talora a pr~orrere e ad ispirare la prova sperimentale. ~ = Gim71ale di mutitilla milita t·~. -
Pasc. VII.
oOG
CONTRIBt:TO ALLO STUDI O DEL ORA:OWE EP!PLOO:-<, ECO.
.. ** Il vasto e caratteristico grembiale che cela la massima parte dei visceri dell'addome si origina dallo addossamento, a livello della _grande curvatura dello stomaco, dei due foglietti peritoneali i quali l'Ì>estono l'uno la faccia anteriore e l'altro la faccia pos~eriore di quest'organo, e si porta in basso, sin quasi verso il pube, donde rifil.'ttendosi dallo avanti allo indietro e dal basso in alto, raggiunge il bordo anteriore del colon trasverso. Quivi le due lamine d i cui esso si compone, o si saldano colla lamina superiore del mesocolon tra· S\'erso, oppure (ciò che più di frequente accade) abbracciano, sdoppiandosi, il colon trasverso, e si continuano colle rispetti \'e lami.ae del mesocolon, confondendosi i n fine, al par di questo, col r.eritoneo che riveste la parete posteriore dell'addome. Bisogna ricorrere alla embriologia per avere la spiegazione esatta del come uasce il g1·a11de epiploon od omPn/o che dir !'<i voglia, eome ~sso concorre alla limitazione della ,grande cm:itù degli epiploon e come si connette allo stomac:o ed al colon trasverso. Se per poco abbiamo presente ciò che è l'embrione umano tra la 4• e la i)ll. settimana di sua esistenza, vedremo che i n si:lf'atto ]Jeriodo lo stomaco è rappresentato da nna semplice di la tazione dello esofago e n on giace trasversalmente ma longitnùiualmente dinanzi la colonna 7ertebra.le. L'intestino, di,;Gendendo rettilineo dal lo stomaco all'ombelico, forma quivi un ginocchio, e da qul3sto pnnto continua a scendere auehe rettilineo verso l'ano. Stando cosi lo stomaco, la sua piccola curvn t ura corrisponde a destra e la grande a sinistra i alla prima si attacea i l piccolo epi ploon provenieute dal fegato, ed alla seconda, i n vece del Yl'alld·epipluon non ancora formato, s'inserisce una duplice plica peritoueale detta dal :Mi.iller mesoga~;trio, la quale, come il mesenterio, originandosi dalla colonna vertebrale, inclina subito a !:inistra per guadagnare la grande curvatura anzidetta. Ne consegue che t ra la parete posteriore dello stomaco ed il mesogastrio rimane uno spazio .a mo' d'insenatura, il cni ~pigolo è ri,7olto a sinistra e la. grande apertura a destra. Col crescere intanto del feto lo stomaco di v erticale tende a diventare onzzontale; ed il piloro, che prima rappresenta,·a la parte più bassa ùi esso, si porta a mano a mano in alto e werso destra; di pari passo il pi0colo omento si fa sempre più corto, mentre si allunga il mcsogasfl·iu; e l'ampia apertura di comunicazione ehe menava nello spazio situato dietro lo stomaco si riduce alle pr oporzioni di un forarne (forarne di Wins lowl, mer..tre sempre più s'in-
OON rRtBUTO ALLO STUDIO DEL. GRA~IOE EPIPLOON, F.CO.
507
grandisce e si delimita. lo spazio suddetto, Yale a dir~ la. grande ca?.:itlr degli epiploon o borsa omentale.
Il m&~ogastrio segue per necessità lo stomaco in questi cambiamenti di posizione, e diviene, al par di quello, trasversale; ma nel contempo una parte di esso divenendo esuberante si estrofiette verso il basso e si dispone a mo' di grembiale davanti l'intestino. Questa. plica ciondolante, che in fin dei conti rappresenta il grand' epipluou, ·risulta in conseguenza di quattro lamine, delle quali due discendono dalla grande curvatura. dello stomaco -verso il basso e due, dopo la riflessione: risalgono verso il colon trasverso, com portandosi rispetto a questo nel modo sopra indicato. Le prime rliconsi superficiali o discendenti, le seconde profonde od ascendenti. La lamina discendente anteriore si continua colPascendente posteriore e la discendente po~teriore coll'ascendente anteriore. Queste due ultime nel loro insieme fanno parte della. parete limitante la refrocarità degli epiploun, la quale comunica colla. grande cavità peritonea.le mercè il forarne ùi Winslow compreso tra. i ligamenti epato·duodenale, e duodeno·renale, e hmitato indi"'tro dalla cava. inferiore. in avanti dal pedoncolo del fegato, in basso dalla. prima. porzione del duodeno ed in alto dal lobulo dello Spigelio. Come in ogni altra. plica. peritoneale, cosi anche in questa non vi ha. alcuna. scontinnità tra le lamine generanti la plica; t>pperò tra. esse si cir~.:oscrive uno spazio a. forma di cul di sacco, che esiste soltanto nei neonati e nei fan~iulli ma non negli adulti, nei quali <'ollo sfaldarai dello epitelio di rivestimento le lamine si fondono tra loro, cos] che il grande epipwon si tro'\""a ridotto ad nna lamina unica. Questa è attra.versata da dietro in a\a.nti da. numerosi orifìzii e {>etcol'da. in senso longi tudina.le da. tre ordini di vasi - arteriosi, venosi e linfatl(;i- che emanano dai vasi gastro-epi ploici. Attorno ad eslli si deposita. del grasso g1a.llo-oarico, che dà alla. plica. un aspetto ~pecia.le e che, mentre negl'individui asciutti è poco abbondante, per ~ui in questi l'epiploon appare sottilissimo, è a.l contrario più o meno COiJioso nt>gli obe$i. in cui detta membrana acquista perciò uno spes~ure con:~iderevole. )Iel grasso corrono esili rami nervosi; ma. ciò che ln e1190 predomina è !"elemento linfa.tico. sia. sotto forma di ammassi c~llnlari che appaiono, visti a. trasparenza, come cLiazze lattiginose, ata sotto forma di reti, nelle cui maglie spiccano delle cellule speciali, 1 ~ _Pl&.~maeiti di Ranvier, che sono grosse cellule rotonde come leucoChltl modificati. Quest:a.ntore rimaneva. giustamente sorpreso dalla. ric· c ezza di questo tessuto, e perc10 · · paragonava f e1·1cemente 1·1 gran d e . ~P•Ploon ad un grosso ganglio linfatico.
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CO:\TRJBUTO ALL.O S'rUDIO DEL GRA::-iDE EP1PLOON 1 ECC,
Cosi costituito, il grembiaJe epiploico si presenta sotto forma di una larga lamina quadrilatera, che fa di sè mostra non appena s'incide la parete addominale e che nasconde e protegge la massa degli intestini. Il suo bordo superiore è fissato ad un tempo alla grande cnrvatura dello stomaco ed al colon tra::;verso; i suo1 bordi lateralit destro e sinistro, rispondono il primo al colon ascendente, il secondo al colon discendente senza aderirvi; il suo bordo inferiore infine ge· neralmeute convesso, talora sinuoso, sempre più o meno irregolare, fluttua liberamente al di sopra del pube e delle arca~e crurali, discendendo d'ordinario un po' più in basso a sinistrd. che a destra. Delledue facce, la posteriore si spiega sulle anse intestinali, l'anteriore è a. 0Ulltatt,o della sierosa delle pareti molli addominali. A prescindere intanto dai casi in cui per morbi intrinseci od e:;trinseci la plica subisce altera~ioni più o meno rilevanti, altri vene sono in cui essa, sen:-:a cause morbose apprezzabili, pre:;enta anomalie di forma, di grandezza e di disposizione. Da ricerche personali praticate su cadaveri sezi.onati di fr~sco e con integrità dei visceri addominali ho pot11 to constatare le seguenti deviazioni dal tipo fisio·
logico : su 250 cadaveri, a) in 22, cioè nel 9 p. 100 vi era predomi· nante sviluppo della plica da un lato (lG volte a sinistra, 6 a destra); b) in 11, cioè nel -! p. 100 circa, il grembiale ripiega vasi su sè stesso e s'insinuava io parte od in totalità tra le anse del tenue; c) in 8 , cioè nel 3 p. 100 circa, esso rinvenivasi in alto, allogato al di sotto del muscolo frenico , tra questo e gli organi ipocoudriaci; d J in 5 infine, cioè nel 2 p. 100, distendevasi a mo' di diaframma dal colon trasver:;o alla parete addominale con piano più o meno ÌllCiinato, pur conservando il suo aspetto liscio-brillante e non presentando tracce di aderenze o di briglie accennanti a processo morboso pregresso od in atto. A siffatte anomalie dev'essere preparato il chirurgo, perchè non riescano per lui sorgente di merav1glia, di difficoltà e eli errori negli interventi che pratica sull'<~ddome. Mastin (de Mobile) infatti riferiva nel 1908 al Congr. di Chir. amer. che, avendo dovuto prattcare iu un negro di 26 auni la Japarotomia per ferita d'arma da. fuoco della re· gione lombare sinistra complicata a sintomi di perforazione intestinale, ed avendo ull'uo1JO praticata una. incisione sottombelicale e suturate otto perforazioni, si accorse che il colon trasverso si lasciava con dJffi~.:olt.à tirare fuori e sembrava come fìss11.to da vecchie aderenze epiploiche. Prolungò quiudi la. incisjoue in alto, e quale non fu la sua meraviglia, allorcllè riconobbe che la. difficoltà era dovuta ad una. congenita disposizione delJ'epiploon a dict(ramma.:~ Il fatto fu confer-
COSTHIBU:I:O ALLO ~TUOIO DEL GRANDE EE>IPLOOY1 'h:CO.
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u.ato all'autopsia, essendo l'individuo morto in quarta. giornata. di peritonite, e si constatò ivi che la. plica. non a.vevn nè la. consistenza. grassosa, nè l'aspetto cribriforme normale, ma. presentavasi costit.nita da due semplici foglietti peritonea.li, superiore ed inferiore, tra cui estendevasi una sottile la.mina. adiposa. prolungnntesi col grasso sottoperitoneale (1).'
.
• ••
Non si può certamente nega.re a.ll'omento la. sua importanza. quale organo di sostegno del colon trasverso e per esso di tutto il grosso intestino, funzione che, al pa.ri dell'altra del trasporto dei vasi, esso divide coi mesenteri. A mano a. mano infatti che si sale nella. scala zoologica. e specialmente a. misura che si accentuano negli animali la pesantezza dei loro visceri, la rapiù1tà e violenza. dei movimenti e sopratutto Ja. tendenza. alla stazione T"erticale, diventa più notevole lo sviluppo e più salda. la. fissazione del grand'epiploon. Detta plica. inoltre, come la gastro-epatica. e la gastro-splenica, rende possibili le periodiche dilatazioni dello stomaco, e colla. formazione della. borsa ome n tale impedisce alla faecia posteriore di quest'organo di venire a contatto diretto colla facCia superiore del colon trasverso e col pancre&S e di aderire ad essi con grande discapito della. libertà dPi suoi movimenti. Ed un'analoga. azione protettiva esercita. l'omenfo per rispetto alla. massa. intera. degl'intestini, coprendoli nella totaliLà. a mo' di grembiale ed opponendosi così, più che al raffreddamento di essi, alloro mutuo cont11.tto colle pareti a.ddominJJ.li ed all'eventuale formazione di aderenze. Per tal motivo tutte le anomalie di sviluppo di forma e di disposizione della membrana possono essere sorgenti ignorate d'infermità. più o meno gravi; e per lo stesso motivo si raccomanda. che dopo qualsiasi laparotomia il chirurgo abbia cura. di spiegare là plica. ·omentale davanti i visceri prima di chindere il ventre, onde evitare che questi aderiscano alla cicatrice e posRa in tal guisa insorgere un Ùeo tardivo. .Ma. non in termini cosi angusti si l'omprende og~idì l'azione del .fp·and'epipl-oon; e ben insa.no va. giudicato colui che si ostina tuttora a. ritenerlo come un molesto ostacolo a.lla pronta esecuzione degl'in· terventi addominali e peggio ancora. come un nemico messo li quasi in aggnato per divenire ad ogni minima causa. morbosa. fomite d'infezione, anzichè come uno dei piu efficaci baluardi posti dalla natura. .a difesa. dei visceri del ventre. Ed in vero l'azione rii tale membrana (1) S.moirM M&l .. 190S, p. 142.
;:)10
CO:\TR1Dl"TO ALLO STt:OIO OF:L ORA~OE EI'IPL0 0:'\ 1 E CC.
non si limita soltanto ad una protezione puramente e semplicemente passiva, bensì rappresenta una mirabile potenza difensiva pronta. ad entran• in gioco ogni quah·olta un agente morboso qualsiasi attenta alla intPgrità del ca\o peritoneale e dei visceri E'ntrostanti. Lo spie· gamt>nto di questi straor dinari i mezzi di di fesa è n•so possibile per la peculiare struttura del grand'epiploon e ben ant•o per la eccezionale mobilità di cui esso è d otato, mobilità che, come hanno provaLo gli esperimenti, si esercita in tutti i sensi: dall'alto al basso, dal basso in alto, da un lato \erso l'altro e persino attorno al proprio as::;e. Il meccanismo di tali modrnenti è dato da una specie di serpeggiamento della sua massa protoplasmatica (Millian) coadiuvato dalla peristalsi intestiralo, nonchè dall e contrazioni delle paret.i addominali e mas· simamente da quelle del diaframma. B en a ragione quindi il Roux. chiamava il grand'epiploon il gendctrme dell'addo me, ed il Comil gli riconosceva una specie d i chemiotassi (posi ti va o negativa), per cui gli dava il nome di membrana intellige>1te. Io non mi fe rmerò lungamente a parlare dell'altiL"ittì ·a.y.wn·bente dell'epiploon, circa la quale dagli esperimenti è ri!;ultato essere l'aspor· tazione della plica causa di ritardo nello a'!~orbimen to di sostanze solubili iuieLtate nella caYità peritoneale, ciò cbe va spiegato, a uz ichè per una <·apacità maggiore dello epiploon in confron to di quella ch•lle altre parti del peritoneo, assai pii1 probabilmente per il venir meno, in seguito alla sua. asportazione, di quelle correnti di t rasporto che si di rigono da ogni punto della. sierosa verso il centro teudineo del diaframma, ritenu to oramai la sede precipua dello assorbimento (1 ). Ed alla stessa causa, ptù che alla mancanza di una azione neuLt·a.· lizzante speciale delJa membrana , va con assai maggiore verosimiglianza attribuito l'al tro fatto risultato dagli esperimenti, e cioè c he negli animali, cui fu tolto in precedenza l'epiploon, la morte in seguito ad iniezioni endoperitoueali di sostanze velenose di azione locale si verifica in modo più rapido che negli animali di controllo (azione antito.~sica).
Più spicca ta in,ece e pii.t caratteristica è l'azione antibatterica c1<'11'omento1 il quale, al d ire del Roger (2) 7 riunisce tutte le qualità
richiP!>te per la distruzione dei microbi int.rodotti nel peritoneo, e cioè potere fagocitario degli elementi cellulari, potere battericida degli ( l ) OI URA"N ,\. 1!)01).
(2) RooEn. Srm . .lléd., 1898.
Sulle funzioni del gran-i'cpiploon (Oiom. int. di 8:imze medide,
Rulr prot.cteur du grand lpiploon. -
• ~•lC.
de méd., 1898, r if. io
CONTRIBUTO ALLO STU DTO DEL GRANDE E:PlPLOON 1 ECO
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umori, p otere di arre!!to e di attenuazione dei germi p>i.tOgeni da parte del ricco sistema linfatico. Classici sono a l riguardo gli esperimenti del su citato autore. Egli estirpava il grand'epiplmm nel modo più completo a conigli ed a cavie, e trascorsi da lo a 60 giornit inoculava nella loro CS\vità addominale sopra l'oro belico ali-une gocce di cultura pura di stafilococco aureo, praticando contemporaneamente la stessa. inocula.zione ad animali di confronto di peso eguale ed anche minore, alcuni dei quali erano stati per giun ta in antecedenza. sottoposti a la.parotomia.. Or bene tutti gli anima.li di confronto sopravvissero, la.ddove quelli privati di epiploon morirono tra le 24 e le 48 ore. Lo stesso fu sperimentalmente provato dal Giuranna. (l ) e da altri iniettando bacilli tifosi, tubercolari e colibacilli. A parere di Koch (2 ), la. maniera. secondo la qualfl l'omenfo s'impadronisce dei batterii è duplice : da. un lato i linfa.tici di eS!'IO possono succhiarli direttamente; dall'altra parte i leucociti fago citantj, e specialmente i macrofagi, inglobano i batterii e poi li trasportttno in alcuni punti della membra.na. dove vengono assorbiti da.i linfat ici. Non è poi escluso che i germi, specialmente i tubercolari, assorbiti dall'omentn suscitino in esso lesioni specifiche. Il Koch ha studiato anche il modo di contenersi dell' epiploon di fronte al passaggio di bacilli attraverso la. muco~a. gastrica. od inteetinale, ed ha trovato: l 0 che esistono comunicazioni linfatiche tra questi due visceri e l' omento; 2° che una. infezione t ubercolare dei primi si comunica di frequente al secondo; 3? che devesi ammettere che, oltre i batterli, anche gli altri elementi cellulari, tra cui i neoplastic i, possono dai visceri suddetti, a ttraverso dette vie linfatiche, passare nell' omento. Il nettamento batterico-cellulare, di cui gode l' epiploon, "'i estende anche a i corpi estranei in genere, c he, per avventura, capitano nel cavo peritoneale. L ' esperimen to infatti ha. dimostrato che, introllucendo a.setticamente nel ventre di animali polveri metalliche diverse. o grani di piombo, o piccoli frammenti di sughero, o perline di vetro~ se l ' epipwon è normale, si verifica. dopo un tempo più o meno breve il netta.mento della cavità. sierosa ; altrimenti i corpi estranei restano senz' altro in essa. disseminati. A tale conc lusione venne sin dal lfl03 P . Heger colle sue ricerche, le quali furouo nell'anno successivo confermate da. La. Play e Corpechot alla Società biologica di Parigi nella.. seduta. dell' 11 giugno (3). <l) GtOltAlm'A. - L oo. cit. \2) KooH.- Med. klinik., 19 11, n. 6 1. (3) Scm. M édtcal, 1904, p 89
(l] :,2
CO:\TlliBl'TO ALl(l STUDIO DEl, GRA NDE F.Pl PLOON1 ECC.
)la ceni punti restavano ancora a dilucidare, per cui nuove esp~ rienze furono eseguite negli ultimi anni dai fratelli H eger (l). Questi i n troduce..-ano nt'lr addome di cavie o di conigli, attraverso una bottoniera praticata in uno dei fianchi, rlelle perline di vetro rilevabili coi rag~i X, e sacrifica,auo dopo 48 ore l'animale. Mercè successive ra1lioscopi(' hanno potuto seguire la dis.~eminazioce iniziale delle perle
nel ventre t'd il consecutivo graduale accaparramento di esse da parte de l !Jrand' epiploon, netto rimanendo il cavo peritoneale. Hanno inoltre con-;tatato all'autopsia che delle perle, alculD erano fis~ate da una manifesta iperplasia connettivr.le senza traccia d'infiammazione; altr e im·ece erano ritenute soltanto da nn leggtJrO rrticolo fibrinoso e quindi nvevano tendenza a cadere. :Mantenendo in vita g li animali per settimane e !!lesi, gli O. hanno seguito l'ulteriore destino dt'lle perle, ed. hanuo visto che per quelle gi<i fissate si stabiliva a capo di 4 o 5 giorni uua vera capsula d'incistamento dcsti.nata. a divenire col tempo sempre più spessa e defìnit iYa, e che per le altre invece determinavasi una migrazione secondo le correnti linf!ltiche. Giustamente pt'rÒ gli esperimentaton negavano la possibilità che tuMi questi fatti fossero spiegahili solamente colla grande mobilita dell' omeuto e colla forza di contatto del medesimo. - "Se così fosse (es<>i osservavano), le perle a\·rebbcro dovuto trovarsi a preferenza nello parti più distali,. -. Ammettevano invece come pitl verosimile che le pliche omentali, indipendentemente dalla loro mobilità, posseggano una particolare attitudine a fis'lare le particelle solide erranti che arrivano a loro contatto, e ciò in virtù di una secrezione agglutinante particolare formata a preferenza di fibrina e di mncina, la. quale esisterebbe solo allo stato fisiologico ed andrebbe invece perduta. negli stati morbosi. I nfatti, allorchè l' epiploon è reso aderente da peritouite sperimentale, l'accaparramento da pnrte di esso delle perline non più si verifica o si determina. in modo ass11.i rud imentale. 'l'aie proprietà e stata riconosci uta non solo al gm11cle epiploon, ma anche a ll' epiploon gastro-epatico; di fatti. avemlo i fratell i H eger iniettato in diversi punti del cavo addominale di un cane del siero animale ed avendo, dopo 4 giorni, ucciso il Cflne estraendo dal ventre una parte dei visceri in guisa da mettere in evide11za l'epiploon gastro~patico, hanno rimarcato il contrasto esistente tra. l'aspetto degli epiplotm e quello delle parti vicine; solo i primi erano infa.rciti d i particelle di nero animale. Anche il legamento lar,qo, secondo gli 0., ( l ) F. e P. H &CI':I< J!l09. IX. 3.
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' l' ln•tit. Solvay
CONTHIBUTO ALLO STUDIO DEL GRA~DE Et'IPLOOS 1 ECC.
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-goJrebbe della proprietà i n parola, avendo così una parentela funzionale cogli epiploon, la quale r isponde bene all'origine ero brionale di es~o ed alla necessità di difesa organica, cui fisio logicamente è chiamato. Nell'eseguire le loro esperienze, i fratelli Heger si sono potuti convincere della vivac ità ed energia dei movimenti del grand'epiploon, tanto vero che banno talora constatato, a causa di essi, Jell9 !acerazioni e persino il d istacco della, membrana d alla sua inserzione allo stomaco. Hanno visto inoltre che se col curaro e colla morfina si sopprimono le contrazioni del diaframma, tali movimcnt.i riescono meno anivi ed inefficaci. Donde la conclusione cbe la mobilità delP epiploon è legata ai movimenti di detto muscolo, e donde ancora la giusta a.·versione da taluni spiegata contro le iniezioni di morfina nei laparotomizzati, perchè vedono i n quella calma ingannatrice l'annientamento d i ogni principio attivo nelle difese bio..:b imic he dell'addome (l ). l\Iercè adunque la grande mobi lità. e la speeial c secrezi one agglutinante di cui è fornito, il grand' epiploon rappresen ta il centro prin~i pale della fagocitosi , nel senso ch'esso fi ssa su sè stesso ra pidameo te. sia i microorganismi che i corpi inerti, e mercè i suoi macrofngi l i ingloba. ed all'occorrenza. li digerisce impedendo così che passino nel circolo. Trattandosi di pi ccoli corpi, sp~sso un solo leucoci to si carica d i 11arecchi di essi; viceversa quando i corpi estranei sono più grossi, sovente molti lencociti si riuniscono tra loro per trasport~rli, nella stessa guisa con cui operano !e provvide formir he. L'azione ]J1·otettiva e difen;;i'!;a del grancl, epiplnrm è l umin osamente provata dagli esperimenti del Poddighe (di 1\a.poli). Qnest' A ., ricercando il comportarsi della membra na di fronte aiht permeabìlità delle pareti intestinali per i batterii, com unicava n ella :S.III adunanza d .:lla Souietà Italiana di Chirurgia in Roma (8-10 aprile 1911) di avere,
dietro l'esempio del Nicoletti , decorticato per 8- 10 cm. d i lunghezza e 2 cm. di larghezza l'intest ino dei cani sino alla muscularis mucosa (che fu rispettata.). E seguendo nel corso dei primi otto giorni l'autopsia degl i animali da esperimento, egli rimase colpito, oltrecbè dal fatto della quasi costan te aderenza dello epiploon al tratto decortica to, dall' osservare che, praticando col liquido peritoneale numerose culture su piastre, i n 9 casi s u 10 si avevano ri·mltati culturali negativi ed in uno solo si aveva sviluppo di b. coli. Se inveue g li stessi esperi menti erano ripetuti resecando contemporaneamente l'intero epiploon, ( l) C.uu.oa1o Altre :iO la7Xlrcrtomic p er lr.~ioui 't"iol<'tlli drll" addome. (fliorn. intern, deUe ecit•nzc mediche, anno XX..~VIJ, 1915).
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C'O:\"TRIOCTO ALLO STI.:DlO UKL GRAXDE EPlPLOON1 ECC'.
si avevano su 10 casi otto volte svilnppo d i b. coli e due volte nessuno sviluppo culturale. Da ciò egli ~enz' altro desume\& l'entrata in gioco dello Ppiplou7t, il quale, a. suo modo di vedere, esplicherebbe un' azione nutriti ,•a sul l" intestmo decorticate, in guisa da permettere che la mucosa rimanga integra ed impe>disca il pns'aggio dei germi. Con diverso orientamento, benchè con iJentico intento, era11o coudolti gli esperimenti del Mayer (ll, aiuto della clinica ginecologica di T ubinga.. Egli determinava l' infezione del peri toneo praticando umt incisione dell'io testi no e talora lasciando in sito l' ornento, talora iuYece asportandolo; e constatava che l'estirpazione prelimmare della membrana iuflniva in modo sfavorevole sul decor:>o della peritonite. Inoltre in due casi n ei quali aven:1. praticata una ferita dell'intesti no in uu' ansa sitnata allo ingresso della pelvi, ricollocando l'ansa al sno posto e lasciando in un caso l' omento intatto, nell'altro asportandolo e risparmianJooe solo una striscia d('lla larghezza. di un dito luugo il colon trasverso, trovò nel primo ca:~o l'ansa lesa là do\e era. stata ricollocata ricoperta dall' omento ed a q nesto aderente; nel secondo caso, dapprinr.ipio non potè rinvenire l'ansa. da esperimento, e solo dopo lunga ricerca e s~entramento quasi completo del pncchetto intestinale, la. rinvenne presso la parete adJominale poste riore, nascosta. tra lo stomaco e la milza e coperta dt\l meschino residuo di omentn. Sembrat"a che questa volta, non potendo la membrana ~.li scendere, si sia l'ansa portata. verso di essa ad invoca.rne ainw e protezione. Parimenti dimostrative sono le tre serie d i e· perimenti eseguiti dal Greggio. In una prima serie questi praticava. ferite longitudinali a. labbra ùi varicate sul collo uteri no di cagne non in fregola.. Le m b i di omen/o accorrevano ben tosLo a ricolmare le soluzioni di continuo i essi aderi vano dapprima ai bordi di q n este e qui udi si trasfonna>ano i n una. striscia di tessuto fì broso cicatnziale, ricosLrnendo così la ca vi ti del corno u terino. In un periodo ulteriore il restante omento a poco t~ poco si liberava delle aderenze al collo uterino e ridiveniva. libero, me n tre si riformava l'epitelio d i ri vest1mento della mucosa del tratto ferito: mirabile potenza della forza modicatrice della natura.! Tal ora però, specialmente per ferite troppo vaste ed in animali molto gioYani, malgrado l'aderenza del grand' epiploon, il col'no uteri no tra· sformavasi in un cordone fibroso; tal' altra manca. va addirittura la. adt•renza suddetta ( 2 ;. ( l ) MA YF.n. -
(2) (:atEOOIO. 20 marzo 1912).
M ii""'"· M cd. lrorllcn,t., l!ll2, n. -16.
ContribuJO allo studio del pot,-e plaatico dtll'omen to. (Il Tomma&i,
CONTRIBOTO ALLO STUDIO DEL GfL\::\DE: EPlPI."lOY 1 ECC.
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In una se~onda serie di esperimenti, il Greggio escludeva, mercè nn laccio di seta, nna. parte della cavità vescicale dall'altra parte maggiore e funzionante ; quindi praticava una ferita nella pane esclusa. Lo epi)Jloon aderi\~a ben presto alle labbra della ferita, e la lamina aderente si trrtsformava. anche quivi in una lamina di connetti'o sulla quale internamente distendevasi l'epitelio neoformato. Intanto il laccio di seta, che divideva in due porziolli la vescica, si affondava a mano a. mano nella. spessezza delle pareti di quella e fini\a. per cadere in cavità. Questa. ritornava quindi unica; e poichè l'epiplvon si liberava. dalle aderenze coli~ vescica. quando la. parete n'era ricostruita, ne seguiva che, dopo un certo tempo, poc:he tracce restavano ad indicare l'intervento sperimentale (1). In una terza serie di ricer che infine, l'.tl. escludeva nel modo anzidetto una porzione di vescica senza fe rirla. In queste condizioni os· servò un comportamento dell' epiploon n.ssa.i di verso; le aderenze erano lievi o addirittura mancanti (2). A provare sin dove può giungere l'azione protetti va e difensiva del grand' epiploon e sotto quali forme romplesse e delicate essa può esplicarsi, valgono le ricerche di De R E'nzi e B oeri (3). Questi infatti provarono che, se si legano negli anima li da esperimento tutti i "\asi dell' ilo splenico, la milza è rapidamente avvol ta dalla membrana in parola, la qnale le forma uoa specie di capsula nel cui interno essa è digerita efl assorbita completamente senza che alcun disturbo incolga all'animale. Se però insieme colla legatura dei vasi sple11ici si pratica l'estirpazione di tutto l' epipf,Jon, gli animali muoiono a capo di uno a dieci giorni. Non potendo addebitare la morte alla semplice resezione dell' epiJJlorm, bisogna ascrh·erla all'assorbimento delle tossine autodigestiYe della milza che l' epiploon è incaricato di limitare o ritardare. E interessante seguire le fasi del compor tamento della milza e dell"omento in q uesta mirabile lotta della difesa contro l'offesa. Secondo le osservazioni del Pirone (4) e del Ricci (5), la milza aumenta dap11 1 GREGGIO - Id. itl. (A nn. del R egio I stituto di Patolv[Jic• di Padot·a, vol. l\', i 913 ). 12) Io. - Irl id. ( lrl. Id. Id Id. vol. V, 1!)14). (3) DE RE~zr e Boear. - Sull'a.•portazionll di nlc11ni Or(la?li O(hlomitwli e 1!11/la N.pprr.s•ifh\~ oompleta della loro circdrr;iow•. (r.'a::. degli.. o;.p. e delle olin. 1901, n . 146) - I o I o. - An-ora s•lll'ORportnzione, ecc. (Nuova riv. cli.n. e t•rap., 1904, n. 2 ) (4) Prno~. - Fu,.:um~ difrnsiva d rll'ornento (La rif. med., 1!103).- Io. - Sulla fi,.i?l<>gin. d~t grand'epiploon. (La rif. m~;d., 19()5). (5) RI CCI G~&1'A...""· Oom1nriamento dell't mil::~J. e dt•l grand'epiploon i?' /!('[/lfito ,.;la '' gatt,ra d •i vasi splrnici. ( An n dell'I8 tit. di Patol. chir della R. Univ. c!i Pwlova, 1910).
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C'O~TRin'CTO ALLO STL"DIO DEl. GH A!\'DE EPII'I.OOS. F:CC.
prima note~olmPnte di volume per poi diminuire, mentre il suo parenchima subisce un processo di necrosi e nccrobiosi progressivo e diffuso. Il grand' tpiplnon si porta da. uu lato a ri nforzare la cicatrice della parete addominale, dall'altro \K- verso la milza per av~olgerla totalmente. Benlosto notasi atti'a. migrazione di elementi, che, partendo dall' Ppiplnnn, attra"i"ersano Ja capsula splenica necrotica. e di altri che in senso in'i"erso trasportano i residu i della uecrosi. Infine da parte del l'vmenlo si ha l'invasione connetti,·ale del focolaio necrotico e la S<>Stituzione a questo di tessuto cicatriziale. VepiplmJn 1 compiuta la sua fnuzioue, torna allo sta.to norm a le; e gli animaJi, come conSPguE-;17.9. dell'atto operat ivo, subiscono solhwto nn lieve e transitorio dimagramento. L e prove sperimentali hanno dimostrato che anchE.' il rene, privato (lPlla sua circolazione mercè legatura doi vasi, dà luogo col proprio sf:1celo alla produzione di materiali tossici che determinano tra l'altro l'emoglobinuria, sintomo non imputabile all'aumento d i lavor o nel rene snpr•rstite, perchè la nefrectomia sem plire, quantunque detEirmiui 11efrite nell'altro rene, non fa ~iammai <'Omparire l'emoglobinuria. Orbene, per la peculiare posizione del ren<>, l' t•pip/IJr/11 1 per quttnt6 vi"i"aci siano i suoi movimenti, non può, in caso eli legatura del peduucolo renale, accorrere, come per la milza, aù a.Yvolgere l' org;lno nel suo grembo eJ e>itare cosi gli effetti nocivi dell'assorbimento dei prodotti dello sfacelo di questo. :\[a !:ie, mercè opportuni artifizi operativi, tale avYolgimento è reso possibi le, si e,·ita con sicurezza che l'organismo resti intossicato. L' a,.;sorbimento r iesce cost~ntemente innocuo quando avviene entro u na completa tasca omentale, e percltè non si ,-ada incontro alla into,.;sicazione, occorre, secondo gli esperimenti del Cernezzi, che almeno la metà della superficie d el rene sia iuvolta Jall' epiplorm e che, d'altra parte, si riducano al mimimo le aderenze coglt altri organi addominali (specialmente col fegato). I par ticolari istologici studiati dfd Cernezzi medesi mo sono presso a poco analoghi a quelli riscontrati nella milza. Dopo ciò si com prendono le inco&tanze e le divergenze di risultat i ottenuti dai '\ari 0., dPrivanti dallo a vere questi tenuti più o meno in couto il grado ù i avvolgimento del rene con l' epiJ>lonn. Qualunque sia intanto il meccanismo con cui i'i effettua, l'azione protetti "a e difensiva dell' epiploon è oggidì esaurientemente pro,ata dagli esperimenti. Essa, per altro, era. ben nota ai <'hirurghi, a nessun o di'i qual i sara certamente sfuggita. l'osser ç-azione del pronto accorrer e della membrana nelle ferite dell' addome per oblitt'rarle. È famoso
··-CO~TRIBGTO Al.l~O STUDIO D EL GRANDE EPIPLOO~. ECC.
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il caso citato dal Quenu, in cui la plica. aveva. erniato attraverso ben veuti ferite ventrali, n è meno notevoli sono i casi qua e là. registrati di ferite del torace, nelle quali, avendo la. lesio ne interessato il dia fra.mma, si è visto l' epipwon protube rare anche attraverso gli spe.zii intercostali. Le ernie epi ploiche lasciate indisturbate aderiscono rapida.mente ai bordi delle soluzioni di continuo, si congestionano, si cangrenizzano e si distaccano, lasc iando in lilÌto un moncone organizzato che funge da tappo. Per lo steilsO scopo l' epiploon è sempre presente ovnnqne sorge nel cavo addominale un fucolnio tl ogistico che coi suoi prodotti minaccia l' iJlsorgere di una peritonite . Così nell'appendicite lo si trova ammassato a trorno al cieco, ispeilsito ed ade rente ad esso; ed è prudente, allorchè s'tnterviene in tali circostanze, rispettare tale barriera. e non cacciare le dita a. casaccio in qnell~>. ganga, onde non incorrere in mic idiali complicazioni. Sempre c he ne abbia il tempo adunque, l'epiploon colle sue aderenze isola le parti malate, seppe llisce sacche purolente, rende innocue colecistiti ed idatidi suppurate, u!ceri g astriche p erforanti, salpingo-ovariti, -91~tri ti 1 e via dicendo. Molte volte lo si è trovato risalito nel cancro del fegato e dello stomaco, negli empiemi e nelle pericardit.i; ed è classica. l ' osservazione di Pmois, il quale, avendo iniettata nella glandola z;ottomascellare di uu a eavia una dose ma.ssiva d1 cultura di baci lli di Koch , trovò cinque giorui dopo all'autopsia l' epiploon ajerente a l fegato. Di ciò sorpreso, egli guardò a&tentamE>oute in quel tratto di fegato e vi rinvenne un tubercolo del volume di una testa di spillo, allogato sotto la capsul!l. glissou1ana .
••• Era. naturale che i chirurghi incor .. ggiati dalle numerose e con•incent.i prove sperimental i, noncuè d~:~i cow prova.ti dati elmH.:i, fo ssero indotti a vale rsi n ella cura. det m vrb1 a\Jdummali, sia spuutl;lnei c he provocati, delle così ricche e poteuti nsurse che loro otlriva il grand'epiploon; di qui uua sene di prezi ose apphca.z10ni praL1 che in parte &"ià divenute dommio incunt.rastal.o d e ll'arte, in parte nw asti tuttora allo stato di p1·om etteu u teutatJvi. Già. De Renzi e Boen durt1ute le llJTO ri c~ rche avevano potuto notare che la mllza, malgrado parztali all~:~.cct .. ture dei vas1 de ll'ilo capa c i di tnrba.re più o meno profondam ente la circolazioue, conserva va aZ! che dopo meHi la sua mtegrita, per l o meno gro ;;sulana, a causa. dello accollamento su di essa .•ell'epiptoon; ed osservazioni iden ti c b e a. v eva fatte il P1roue. Tale ingerenza della me m brdona n e lla. riatti vazione del circolo saugu1gno ha SLlggerito e conforr.ato il pro-
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CONTRIBUTO ALLO STUDIO O~:L GR.\NOE EI'IPWON, ECC.
posito di creare per mezzo di essa delle vie collaterali alla circolazione portale più o meno ostacolata, p roposito che, oltre a sopprimere momentaneamente u n sintomo, mira ad evitarne la ricomparsa e possibilmente ad influenzare anche in modo benefico la. malattia originaria (cirrosi atrofica od i per trofica del fegato, pileflebite, piletrolll bolSi). ~i sa qual'è lo scopo che si -vuoi raggiungere nella cura di queste infermi tà. in genere e della cirrosi in ispec io; produrre u na de>iazione del sangue portale dal h•gato n ella Ca\'a; valc:- a dir e, dato uu o;;tacolo al circolo portale iu guisa d a rimanere impedito o scemato i l li bero alllus~o del sangue di quest'org auo all'organo centrale, dato C'he quesc'ostacolo non si possa in altro m odo rimuovere, stnbilire nuove vie di comunicazi one tra il circolo portale e quello g<'nen,le. Le geniali esperienze di E ek rimon tituti al 1877 e consistenLi m u na anastomosi latero-laterale tra vena ca\·a e vena porta, e quelle consecutiYe del Queirolo pubblicate n el 18!1-! e tendE>nti a SPmp!ificn.re la tecnica col creare la com unicazione lrR. le due veno> mercè un t nhic•i n o rli v~>t ro, snll~ e u] p;;tremi tli si RhhnJtnno e s i RlliWI'Ì~tno rispetLi vamente le pareti dei vasi, diedero luogo tra i vari sperimentatori a dibattiti \ivissimi , alcuni d i qnelli incoraggiand,, tdl'atto operativo, altri sconsigliandolo come pericoloso di av,·elt>nanwn to. Le scarsissime pro'e fatte c;ull'uomo furono poco fori UIHtte ; tranne un succe,;so annunziato dal R oseustein, si ebbero ùel rimanente esiti sfà\·nrevoli; talchè incombe sul metodo la condanna. inflitt~tgli dal ViJ.al uel 190:3 al Congre,so dèll'Associa.ziooe fran cese di chtrurg1a; e se puro il giudizio di q uesti >uolsi ri t~nere troppo sovero, n on s i può d'altra parte disconoscere cho l'opera7.ione u on è uè facdt!, n è lDIIOeUa.
Più r ecentemente i c hirurghi hanno a.>u1 o di m ira un aiLro obbiettivo; hanno cercato cioè con una serie di processi d i dren are il liquitl.o che a mano a mano si raccoglie n el C!l.\"0 peritoneale. Labottl3 pt>r il primo propone\a il drenaggio verso la cosC'ia mercè fili di setn decorreu ti n el tessu to sottocu tane o e che da. una parte pe · :-;cauo n ella c1wità siero.~a e dall'altra si distribuiscono alla radice della coscia. Handley, P etterson, Tasel, P erimeff, Enter ed altn costjtuivano una comunicazione diretta tra p~>ritoneo e tessuto cel lu lare sottocutaneo sia con semplici punti di sutura, sia attraverso ore' i cannule di vetro o di argento. Ruotte IDIH·cè la peritoneo-saft>na-auastomosi cercava d'immettere il liquido ascitico d1rettamente ue l ei rcolo sangui~no. Il dolA. )lantelli iufiue tenta,~a ul timamente e:oe~u ire il drenag!;iO di detto liquido dal ca>o peritoneule alla cosc1a roercè
CONTRIBUTO ALLO STUDIO DEL GR ANDE EPIPT~OON1 E CC.
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nn t ratto di safena isolato e quindi anastomizzato colla sierosa. i n uu punto declive. Ma, come è facile comprendere, tutti questi ingegnosi provvedim enti, se valgono a. combattere il sintomo «ascite,., non sono aff atto capaci di apportar e modificazioni appr ezzabili alla. mala ttia in sè. A ciò rispondono invece, sia. la fistola di E c k che la omen top essia, ma. mentre la. prima, come si disse, è di difficile esecuzione e pericolosa di vita, la seconda in vece è più facile e più i nnocua. Fu il Ta.lma. di Utrecbt che per primo uel 1889 ideò e f e' ese guire l'omentopessia, la quale prese perciò il nome di operazione di Talm a (l). Questa dall'A. e da altri veniva. eseguita mercè: a ) incisio ne lapa.ratom i ca mediana xifo·om belical e ; b) estrazione dell'omento e fissazione di esso con punti staccati in seta al peritoneo parietale , pre "t"ÌO sfrt>ga.mento o curettage della superfi cie sier osa, allo sco po di fac ilitare la formazi o ne d ell e aderenze ; c) sutu1·a a strati delle pareti. S pinto dai buoni rtsultati e persuaso della razionalità del con cetto cbe informava l'atto operativo, la. S cbiassi di Bologna (2) lo ese · guiva per primo in Italia nel 18 !JS, ma v'introd uc eva una importan ~e m odificazione, consis tente n E-lla. fi ssazione e.ctra-peritoneale d el l'omen to, cioè nell'adagiamento di questo tra strato muscolare e aierosa parietale. Lo s copo dt tale modificaz ione era quello di porre l'amPuto in tutta vicins.nza dei vas i venosi epigastrici e mammarii in terni: epper ò il pro cesso segui to dallo s ~ bia.ss i è indiscutibilmente su periore a. quello preconizza.to da Talma, n o nc bè ad un terzo proposto da altri c be fi ssa l' epipluon tra c ute e muscoli. Tuttavia parecchi chirurg hi s t ranieri (\Thite ( 3 ), Bunge (4), e cc.) obbiettarono c h e la. tecnina. seguita dallo S c~hiassi è a. l quanto com p licata. e che vi è nel processo da. questi adottato lo svantag gio di dover tagliare il m n:>colo retto. Per ovv iare a. ciò venne applicata quasi contemporaneamente dallo stesso White in Inghilterra e dall' Eiselberg (5) in Chirurgisdw Oe{jn ung nt>•tfr 8citen 1Jall?vn / iir d11s B lue d1 r Vo~a ( B erl. ICi in. W och., 11398, n. 38 e 1!104. n. 34). ( 2) S u KIASSr. - La 'le•·ia:ion c ch ir urgica d el ~an(Jt<e porl(l{e. ( B o/l. d·lle soiou ·· nvd. di B ologna, no~·. L90 l ). Io Un n LWt:O tratta m<"nlo del morbo d i Banti. - B ologna , tip. C a mbe rini, 1902. To. - Lo svift,ppo chirtt rgiro d i tm d!t plicc compN~so circolatorio, ecc . ( Buf/. dtll•! <Kirn~~ nu:d. di B olo g tlCl . 1903). I n D i tal u1ll' drroai f>]XItù:h t• e loro cura - Bologn a , tip. C a mbe rini, 1905. I o. La devia!i01~.e <"hirurg;<"~ d d sanuuc portale. - Bologna, ti p. G n mberini, l90 ì . ( 3) WEriTE. Surgical tre<Umcnt of ascite-s. e cc. (Brit. med . J ourn. , n o v. 1906). ( -l ) B cNoe:. Die Talma-Drummond.JJche Op<~ration. - J e na, O. Fischcr, 190J. (5) ErsELBE:nc in Talma.
( l i TaLliA.
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CO~TRIDUTO ALI.O STUOlO DEL CR.\NOE EPII'LOO~, ECCr
Germ.mia. una lie>e variante all'atto operati -ro consistente neDo insinuare l'omento in una tasca tra peritoneo parietale ed aponeHosi~ cosa cui gii\ ase,-a pensato anche lo Schiassi, ma in tal guisa ~i perde in gran parte il vantng~io di avvicinare l'omento ai vasi venosi epigastric i c mammarii interni. Il Pascale (l) propose di asportare la cicatrice ombelicale e la linea alba, dissecare il peritoneo parietale e togllerne un buon tratto lungo la liuea mediana, applicare infine e suturare l'omento sulla superficie cosi resa cruenta; ma evidentemente tale processo compromette più degli altri la solidità delle pareti \"entrali. Alla omentopessi furono fatte varie a~giunte, quali il drenaggio perii.oneale, ora attraverso l'apertura stessa operatoria, ora per una. nuova incisione praticata appositamente n.ll'cpig~\strio (Drumroond e .Morison) t2), e, nella donna, attraverso lo spa1.io di Douglas mercè colpotomia posteriore; lo zaffamcnto periepatico, al doppio scopo di provocMe aàerenze e d'impedire l'accumularsi del liquido ascitico· (Mattoli) (3• ; la fissazione della mi l? a (Eiselberg, Narath, Schiassi) o addiri~tm·a la splenectomia (Tansini) (4 1; infine la fissazione della vescic,hetta biliare o del fegato. Credo però che di tutte queste innovazioni una sola abbia. una importanza pratica, ed è la splenopessia nei casi di cirrosi epatica di origine spleuica. Nelle altre forme basta soltanto la omentopest>i anche per non prolungare di trop po l'atto operativo e per la considerazione che questo assai probabilmente agisce per al tre vie che non per la sola àeri ç-azione vasco la re. 'l'ra la fissazione extra.- ed intra-peritoneale poi stimo preferibile la. prima; l'esperienza del Fieschi (5) e del Pascale, nonchè le osservazioni sull'uomo del Ceccherelli (6), hanno chiaramente dimostrato che le anastomosi si formano molto più abbondantemente collocando l'epiploon tra sierosa e muscoli o tra muscoli e cute (proferibile il (l) PASCA L&. - L',:ntervento chirrtrgico nella cirro11i epatica. Accod. modicochirurg. di Nopoli, anno V. (2) DltUl!MOSD e i\f<)RISON. A case of avrilc.s due to cirrlw~i<l of th c lit·cr c-11reà by 01>cration. (flrit. med. Joum., sett. 1!!96). lllonJSON. - C11re of ascite. (Lawet, mni. l li90).
(3 1 l\IATTOLI. - I l J>o!idit•u·o, S07- pro\tic-n, fMe. 17, lflO!i. (4) TANSINI. SpleneciMilia eJ operazione di 1-'alma. nel MOrbo di Banti. - X \" J Congr. dt,llo. Soc. itul. di Chir. (5) FII~S<'JU. - Rifomw. medica. nnno X\"JU, 1001. (G) CE<"CIIERELLI. Contributo alla cura chiruryic~J d cllr cirro8i t-]Jaticlte. (La Cl in i<·a chirurgica, gonn. l !IO:>). l o. - Ancora poche parole 8Ulla cw·u ch imr!JÌC<l tielle cirrtJ•Ì 'JXtliche. • (La C"'inìca rhirurgica, gonn. l 90S).
CùNTRIBOTO ALLO STCDIO DEL GR.A:"DE EPIPLOON 1 ECC.
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primo processo} che affrontando le due sierose. ~olo quando un raggrinzamento fort e dell'omento od uno scarso sviluppo dello stesso non permettessero di poterlo spiegare tra il periton eo ed i mn'3coli con ampio contatto si ricorrerebbe alla. pratica primitiva di Talma, . vvero quando per lo stato dello infermo la. t ecnica dello Schiassi sembrasse molto complicata., si sostituirebbe la variante \\... hite- Ei selberg. Resta a. determinare sino a qual punto può arrivare la portata di queste vie collaterali. Com 'è facile comprendere. ciò non <:i può stabilire matematicamente, n~ costituisce una quantità. costante, perchè varia. nei singoli casi secondo lo svilu ppo dell'omento, la. sua v-ascola.rizzazione, lo svilup po delle v ene delle pareti addominali e le modalità. con cui s i formano le aderenze. Se si v nol stare al risultato degli esperimenti, devesi d edurre che il novello circolo è capace rli surrogare, se non in totalità, in buona parte il circolo portale. )fa ammettendo pure che il nuovo circolo non basti a. snrrogare la porta, nessuno però può negare ch 'esso in condizioni favorevoli possa costituire una considerevole via di derivazione, la. q uale somma.ndosi alle altre fornite da lle anastomosi g ià. naturalmente preesistenti può compensare la. stasi portale (Ma.iocchi) (1 ). È dunq ne indubi tato che nn reale valore tera.pico l' omentope.'-'i l'abbia. nella cura. della. cirrosi. Ne fanno fede i casi di tale malattia guariti mercè omentopessi SJJontanea, che fn potuta constatare a.lra.utopsia. d'infermi deceduti per altri morbi, nonchè quelli di pazienti operati e morti ad epoche diverse per affezioni interessanti, i quali hanno dimost rato appun to l'esistenza di un rigoglioso sviluppo della rete vasale (casi di Ceccherelli, loc. cit.). Perchè però l'atto operativo conservi il suo valore, occorre che no n vengano alla rinfusa. sottoposti ad esso i pazienti più di"'ç'ersi, senza. che siano stati in pre~;edenza indagati la causa. e la. natura precisa. della malattia, l e complicazioni di essa, il suo speciale decorso, il periodo nel quale si trova. al momento dell'oper azione ; e senza che si siano anche sufficientemente discusse le modalità. operatorie più ind i cate al caso speciale. Secondo ben nota. il .Mon etti (1), il chirurgo dinanzi un paziente di cirrosi epatica. deve aver presente la. classifica che lo Ohanffard fa delle cirrosi ed i l loro meccanismo. È nn a. cirrosi vascolare, vale a dire do v !l ta a.ll ' a zione di veteni in gesti (l) .1\Luoccu:r.. - La ettra cliirurgica cklle. cirron epatiche. (La Clinira l'hir urg .• g en n . 1 908). {2) ~!oNETTI. - L'operazione. di Talma nella cura delle cirr~i l'1)ttliche. (Il Pr· liclinico. sez. pratica., 19 1 l . p. 1204). · 114 -
Gi01·nale. di mt diclna mi/ilare -
Fase. VII .
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CONTHIBGTO ALLO STUDIO DEL GR\:\DE l!:l'li'I.OON1 ECC.
o,! autoctoni che arri\auo al fegalo per la 'ç'ia portale, come ad es. l.t cirrosi alcoolica o la gottosa"! È una cirrosi infett.i\a. per microbismo dirotto o per tossi-infezione (morbo di Bauli, malaria, sifilide "rerlitaria, tubercolosi, ecc.) ? In tali casi l'iutervt>nto è razionale, pe11·hè si tolgono al fegato gli elementi irritativi che ad esso arriYano pel saugne portale. ::\Ia se la cirrosi è di origine biliare (rit,.nziono, angiocolite), o se è distrofica (come quella. per arteriosclerosi o per stasi sopraepatica), o se è capsuln.ro (dovuta cioè a periepatite cronica capsulare), l'omentnpcii·'i, coulllnque esegnira, è inutile. Inoltre, ancorchè per la peuuliare forma della cirmsi l'intervento ~ia indicn,to, il cl1irurgo ad esso nvn de\'e addiYenire nf'i casi evidenLemente gravi. La gravità 11el cirrotico non >a <·onsidPrat.a sollauto dal punto di vista del peHertimento fuu:dounlt' del ft>gato, ma ben n,uche da quello della lesione epatica, messa ili rapporto cogli altri organi dell'economia., specie col cuoro e coi n:ui. In g<>nere i . . . irrotici ricorrono all'operaziont• quando tutti i fannaci sono stati sperimentati, quando numerose paracente~i li hanno stremati e quatJÙO i <·outinui disturbi gn!';tro-intesti11ali hanno can~ato tolle loro intos sieazioni d~tnui cou:;iJere\·oli. Iuten·enire in queste e;oudizion i non è pru<lt>nte. Quindi più il paziente ricone presr,o al l'hirurgo e maggiori saranno le probabilità del SUI.!<'esso. A leuni hanno voluto stabilire uu termine per l' intenento, ed ha.nuo ritenuto che si arriYa. già. t.ndi quauùo il tasso dell'urea è ,liminuito e qnamlo sono com pnr~e la glicosmia. intermitteute e la glicosur·ia l'pcrim~nta.le. Di un altro fenomeno, oss~:rn1 Scl•i:\..;:si, il chirurgo de,·e occuparsi, el è l'ascite. :\'ou sempre infaui questa è dovuta esdt:~iv-a ffi(lnte all'ostruzione portale; alcune volto in vece è l'espressione d i una peritonite in atto, ed in a ltri easi è dipend•>nte Ml contempo dall'oslncolo portaio e dalla peritonite conco mi t ante. Or bene l'i ntet"t·ento dev'essere subordinato alla varia gen •si doll'ascite. Dato un ver~nmento dovuto a lla sola ostruzione porlalc, l'opeta;r.ion!' dev'essere precoce; dato invece il dubbio ch'osso sia dovuto in tntto od in pn.rte ad una flogosi del peritoneo, non ò prudente eseguire qualsiasi illll'r~euto operatorio finchè i l proce:;so morboso uon sia divf'nnto .:hiarnmente cronico. Q,e la, copia del versamt:'nto lo riehieùa, sani l,~> ne> riconere alla paracenLesi; la la}Jarotomin. ~n.rà applicata utilm€'nte dopo parecchi mesi rlall' inizio tlell'ascite tSdtiassi). In fine la. tecn ica opera.ti,·a d€'\e uniformarsi alla natura. ed alle origini d<'lla cirrosi. 'l'utte le cirrosi porto-intestinali trarranno grandi •anta~gi dallo innesto dell' nmenfo (processo exlra-peritoueale di '-;c;hia-;si l; iu qtlPllc porto-splenichc il chirurgo, oltrechè de\iare il
CO:STRIBUTO ALLO STUDIO DEL GRA);DE EI'IPI.Où::-<" 1 ECC.
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sangue portale, deve modificare la circolazione dell'organo che rap· presenta il focolaio di origine delle sostanze nocive; al che son·iene, meglio che con atti demolitivi gravi difiì cilmente sopportati da infermi di simil genere, coll'epiplo n-splenr,pes.<;ia messo in us0 iu I talia dallo stesso Schiassi. L'atto operati•o consiste nello innesto dell"epi· plvon alla milza e nella fissazione di questa (1). Con siffatte risen·e l'omentopessi va ritenuta un'operazione innocente per sè stessa e per i postumi . Ness una irtfatti delle com plicanze attribuite ha. diritto d i essere COD$Ìderata cowe gra:\e. Il caso citato rla :M<tragliano 12) della lacerazione eli una veua del grand'Ppiploun che p1·ovocò al quar to giorno improv•isamente la morte del pazie nte, è uno dei ca:::i eccezionali, do,uti alla irrequietezza d i questo, e vale tut t'al- più ad n.mmonire che, rim anendo dopo l'umf' ll · t'Jpe-o;si limitati i movimenti Jello stomltcO e sopratuLto la r otazi one di esso ve~ o l'al to, sarà bene curare che nella fissazione 1'(/mf!llfo non r•'sti troppo stirato ed evitare c he subit.o d opo l'atto operati'o in ten·enga. il vomito. Del pari all'eccessi•o st.irameuto ò e lln plica e non all'operazione in J:<è stessa, \a dovuta. la se~;onda eventualità, >erificatasi in un caso di Franke, che cioè l'epiploon costituisca un cordone che sia causa di strozzamento del colon tras.,.·erso per pie· gatura ad angolo di esso. Infine, per quanto riguarda una po:-sibile intossicaz ione dell'organismo per il pa,ssaggio diretto del sangue portale nel grande circolo, si com prende come nella omenlupes-;i e,.;sendo la deviazione parziaJe ep a\venenJo p er gradi, a misura cioè che si formano le nuove anastomosi tra i due territorii venosi, le couse· gut:nze non possono, come nella .fistola di Eck, a::;sumere l'importanza di una. complicazione.
* ** J!entre colla. omenlupessi il chirurgo cerca favorire il solo deflusso 't'enoso, coll' impiego invece dell'epiploon come ?·h·e:>limento e come .:affèunento clei 'reni egli si propone anche lo scopo di apportare nuovo a 11 l usso arterioc:o, sia por OV't'Ìaro alla ipoirrornzìono ù oll'organo c-d iii l e consl•guenze distrofiche di es:-;o, quando la circolazione dell'ilo veJJga ostacolata (allacciatura della vena o dell'arteria, o di entrambe, per ferite ), sia per curarne varii processi morbosi che possono mettersi iu rapporto con disturbi cìrcolator ii favoriti dalla speciale di( l ) R ossr
A UREUo. -
La aplenope11sia ù~trapcritorvale, ecc. (La Cli11ica chirurg. ,
HllO, p . L (:?) :.\.IABAOLl:~O DARtO. o~p.
e df:lle Clin., ot t . 1905).
Un nuovo pericolo n ell'operazione d i Talma. (Cmz. degli
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CO:XTRII3UTO Ar.l.O STuDIO DEL GRANDE
EPIPLOO~,
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sposizioi>.e delle arterie renali. Preziose riescono in proposito le ricerche sperimentali intese allo studio r,istematico delle modificazioni indotte dalla, leg atura d ell'arteria o della vena renale_in reni già dacapsulati, alla cui superficie si sia fatto largamente aderire l'omento. È noto che Edelbohls, l'ideatore ed il propugnatore della decapsulazione del rene nellR. cnra delle nefriti sopratutto croniche, aveva creduto in primo tempo che il miglioramento o la guarigion'.! dei suoi operati fossero dovuti alla nefropessia. D i poi, avendo avuta occasione d i sottopone alcuni di essi ad un secondo intervento, la sua osservazione cadeva sulle modifica%ioni del circolo renale. Il rene decapsul nto, spoglio cioè di un inviluppo connettivale a struttu\a rompt~.Lb e po,ero di vasi, si ùvestirebbe di una membrana giovane, a >'lruttura più Jassa, attraverso la quale tra il r ene e le parti circostanti si stabilisce uua rete vasale più grande e più attiva della normale, capace ~i agire in modo favorevole snlla nutrizione e sulla. fusione dell'organo sec1·etivo. E ssa inf,,tti favorirebbe il riassorbimento drgli essudati, Agevolerebbe gli scambi nutritivi del viscera e realizzerebbe una maggiore attività di esso e fìnanco la rigenerazione degli epitelii. Della priorità della 01nentizzazione clPl 1·ene parecchi si contendono· il primato. Sull'argomento intanto sono comparsi successivamènte molti lavori, tra i quali meritano S}Jecialmente essere ricordati quelli di 'l'uffier (1), di Bakes (2), di Martini (3), di Parlavecchio (4 !, di ~[uller (5), di. Porcile (6) e di Taddei (7). Già P idea si era fatta st rada prima ancora che Edelbohls avesse affermato il valore della semplice decapsulazione; già prima di quest'epoca infatti Gelpke aveva intravisto che i l rivestimento omentale avrebbe concesso alla capsula renale neoformata di conservarsi molle e ben vascolariz· zata. Secondo il hlartini, la capsula che si forma sotto il rivestimento
omentale ha spessore p]ù uniforme e conserva una struttura più lassa (l) TOFf'rEH. - Etude expérim. s ur la chir. du ,-cin. (Th. de Paris, 1899). Io. - PreBBC mM. , 190.4, 3-J.. (2) BAKES. - Vrrhawllungen da drrt~srhw (Jesrll~chaft f. Chir., 1904. (3) )LHt TLNI. Ucber M ogfichkrit drr N icren einen neuen colla tera/en fllutw /lu,<Js ;;.11 ~rha(lm. (.rl rch. / . kl Clt ir., Bd. 70, H. ili. 1905). (4) PARLA.VECCiliO. L e nMve conrruiBte della chirurgia renale.- P alermo, l90G. (5 ) J\lV LLER. - Uebcr Er•tmpactung der Niere. (Arch.f. kl. C/iir., Bd. 82, H. I, 1907) (G) PoncrL&. Oontri bnUJ allo attulio d ella decapsulmion e renate. (La Clinica ehirurg, 1907, p. 1011 ). (7 ) TADDEr. - R icer< ·hc 8pr r i mmlafi Rugl i e(/rlli della grande adrsionc ddl'omrn to al rrnc d•·rap.m /Mv . (Il 1'omm<lsi, n. l l. 190 /)
CONTRIBUTO ALLO STUDIO DEL GRANDE EP1PLOO~, ECO.
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di quella che sussegue alla. deca.psulazione semplice; esso 4uindi favorisce di molto lo sviluppo del circolo collaterale e per conseguenza. la funzionalità renale. Tanto ciò é vero ch'egli notò la sopravvivenza dei cani anche quando dopo un certo tempo dalla. vena del rene decapsula.to si pratica la. legatura della vena del rene oppos~o e l'asportazione di questo rene. Anche il Par!a.vecchio giunse colla omentizzazione renale a. conservare in vita un cane, cui aveva legata la vena ù~l rene decapsulato ed estratto dopo dieci giorni il rene op!JOsto. Egli inoltre aggmuse al processo operatorio una. modificazione importante. immettendo nel rene spaccato sino a.ll'a.pice delle piramidi midolla.ri uno zafio omentale, allo scopo di portare una. ricca. vascolarjzza.zione nello interno deU•organo e di permettere la. costituzione di più ampie vi(' ùollaterali. Secondo lui si creano in tal modo delle telungiostomosi perife.riche cosi cospicue da sostituire la. circolazione dell'ilo e Ù<t permettere al rene di svolgere ampiamente le sue attribuzioni difensive c rigeneratrici, che altrimenti si ostrinsecherebbero molto più tardi eJ in modo assai meno completo. ll . .Miiller a distanza di tre o quattro mesi dall' inten'ento ha potuto constatare che l' omento che rivestiva il rene presentavasi di aspetto spugnoso e straordinariamente ricco di vusi, gran parte dei quali, secondo i risultati delle radiografie dell'organo iniettato con sali metallici, penetravano anche ne-llo spessore della glandola. Altri sperimentatori e clinici, pur mostrandosi disposti a concedere alla omentizzazione renale previa decapsula.zione una influenza maggiore che alla semplice decapsulazioue, ritengono chi:' sia l' una che l'altra. finiscono coll'andare del tempo per riuscire quasi inutili e, aecon~o taluni, anche nocive, perchè la novdla capsula andrebbe incontro a trasformazione fibrosa con diminuzione del numero e del -<mlibro dei suoi vasi e non si avvererebbe neUo interno del viscere la prolif'erazione epiteliale rigogliosa. e tanto meno la neoformazione di tubuli e di glomeruli proclamate da :Martini e da. Parlavecchio. Hans v.-Haberer (l) infatti, pur ammettendo che al limite della zona d'infarto possono incontrarsi mitosi degli elementi cellulari dei canalicoli, assicura non avere mai notata. formazione di nuovi tuboli nell'ambtto della zona alterata.. Porcile a sua. volta (loc. cit.), pur riconoscendo ehe la neocapsula .del rene omentizza.to è d'ordinario più sottile e si consena per più (l) li.L"f8 ~-. :U.UIJ:Bitn. -
H. I., 1007.
Mitteil. a . d. Grw.z. d . Jfcd.
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Chir
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Bd. iO,
(>~(ì
CO~TIUBU'TO ALLO STCD10 DJ=:L GfiAXDg l· PlPLOO~ , ECC.
lungo tempo di una struttura meno compatta, e;;senrlo dotata d i abbondanti spazii linfat,ici e di vasi sanguigni, afferma tuttavia ch'essa non lascia notar e, rispetto a quella del rene semplicemente decapsulato, una maggioro freqnf:'nza ed un più l ungo decorso di legami vas~di col rene. Ed inoltre aggiunge che l'infarto del rene omentizzato si svolge nella stessa guisa che in qnello sempl icemente decapsulato, nel senso che esso presenta, è v<·ro, in questi r rni, in confronto dei reni normali, i n seguito a legatura di uu ramo dell'arlieria, più rap itli proces5i di r eazione e di rigenerazione dei cRnalicoli e fors'anco dei glomeruli, pvrò l'attività connettivale non solo ostacola la molti plicazione df:'gli element i specifici, ma può determinare persino che parti gi;~ reintegrate vengano d i bel nuovo alterate e distrutte. Pit'1 sconfortanti ancora sono le concl usioni del Taddei. Eg li già i n una prima serie di ricerche (loc. cit.) era giunto a dimostrare che le larghe ader enze clell'onumto a l r ene d1~cn psnlato non rappresentano un compenso chirnrgico d'importanut p ratica per gli scopi cui si miri\ , i nq uantochè t.ra sn perficie renale ed omento si ricosti tu isee r apiLlamente una capsula fibros~ povera d i vasi spessa più di quella normale estirpata, e n el p arenchima renalfl insorgono modificazioni istologiche n on Ùi\·erse ùa quelle che si determinano nei ren i ;;em· p licemente dccapsulati. Sta11do poi ai risultati di un secondo suo la;oro (l), il ri vestimento omenbde rinscirebbB anzi dannoso, pen·hè verrebbero con esso a diminuire e ad indebol irsi la possi bilitcì. di q nel compenso circolatorio extrarenale che si hanno in reni semplicemente decapsulati. Come vedesi adunque, su questo genere di tentativi non è s tata ancora detta l'ult.imn parola ; occorre quind i perfezionarli ed int.egrarli in v ista dell1t loro grande importanza pratica, nonchè t rasportarli dal campo dell'esperimento in quello della pratica chirurgica per potere più direttamente apprezzare l'utilità.
*** Una rispo~ta. parimenti esauriente non è stat.a neanche data sn di un a l l ro problema, la ..:ui soluzione ha affannato tanti sperimen tatori e che. se affermativa, climostrPrebbe ancor a una volta la g rande utilitt~ dell'epiploon in chirm·gia. Il problema va così formulato: possi ede qne:;t' organo una vera azione pla.~tica utilizzabile in pratica? Ha.ppresenta esso c.ioè una stoffa di n serva., cui Bi possa. ricorr•"re (l) TADDF.I - Sulle co1uegurmc della legatura ù.ti'a . ,. d·lln t·. cmulgmtc i1~ re "i pro·r.qfwl•·mcnle dccopwlati e riucsliti eli omento. (La Otinim Chirllrgica, 1908, p 2220 '~
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CO:\TRlBCTO ALLO STI"OJO DE L G RANDE EPH'LOO:s"1 El'C.
ogni q u a l volta v i sia un tessuto da riparare, una lesione da proteggere, una. breccia. da colmare? Le p ri me ricerc he in proposito sono dovu te a l Seun (1). Questi in u n i mpor tante lavoro sulle sutnre intestinali riferisce di aver e ricop~>rte le sutur e circolari dell'intestino quando temeya per Jeficienza tecn ica la rott ura postuma delle pareti di e=-so - con piccoli pezzi di omento d i 2 o 3 centimetri di am}>iezza, i quali, a suo dire, aderivano meglio se completamente staccati dal rest o della meml.Jrana che se lasciati a deTen ti a q nesta. La loro sovrappvsizione g a renti \a la resistenza della sutura anche se imperf~::ttla. A ltri sperimentatori, come Enderlen (2 , P~tcinctti cR), Tietze (4} e Zilocchi (5), applicarono l'omeuto sulle suture i ntestiuali pet· raffor zal"le. Tietze inolt1·e chiudeva coll'omento u n a soluzione di continuo praticata in un t r atto del tubo digerente, come pure sperimentasa sino a. che punto si potesse arrestare una incipiente uecrosi della parete iutestinale - consecutiva ad un disturbo c ircolatorio-, a pponendovi un pezzo di epìploon . .A.n r;he il Pac inotti, dopo a.vere congelato con e tere un tratto d 'i ntestino corrispondente alla metà del cilindro sita di contro alla. inser zione meseraica., vi fissava sopra l'omento con punti alla. sierosa, oltrepassando di poc:b i millimetri la parte necrosar;a e po i r iponeva nel ventre il tratto d'intestino suddetto. I risulta ti, a. suo dire, f urono ottimi, perc hè, anche alcuni mesi dalla guarigione, nulla accennava a restri ngimento sfiaucamento od occl usione. A risultati pressochè analoghi sono \enut i in seguito Girgola!l', Snntlholm, Sptinger, \ r édène, Rosen stein, Dominici, Hesse. lry<.:h ed alt.ri. Springer osservo l'atr;ecchimen to dei lembi omentali segu-ito da un certo grado di r aggrinzamento capace di restringere il lume intestinale. Dominici (61 descrisse i l r iassorbime.nto ùell"omenlo e le,. sostituzione di esso con un conne t tivo neoformato che si ricopre di epi ld io peritoneale, il quale in ultimo non si distingue da l peritoneo circostante. Questi esperimenti tuttora non 1;-len coordinati meritaV"iinO di essere ripetuti con u n indirizzo uniforme e con un'ampiezza suillcie11te ( l ) S r.~~- 1887 n. 47).
C')J~lrib•fto
llpaimt nt(I{C
r,lla ch:mryia inf<.~litl«l• .
(Cali.
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Sulla pla11ticn (f.!l"omento. (Hr it. :. k(. Chir. l b!.i9). R ice"lla IIJ)orim• Jll'rh s>ri crmdi•t.:miJi a/lt1. rig•"1l'1"<t::itm·· d• !le TJ(trti nc.crot~ate ddl'inJr.-tifV). (Gcn:. cl •·uti Oap. e (/,Ile Clin. , 1803). (~) T IETZE. R icr.rclle apr ritw tHali anyf" imllati cpiploici. (Be it. z . k L C hir. l !IliO. (2) E:xOERLEN. -
(3) PAC1~01'l' L -
H. II ). (;';) ZII:.Occru. - L (t fll•t.•tira rf, 1/"omento ndlr qp r ra::it·mi sullo ,tnmrr•·Q e 8 11li' i nt• • sti no. (La Cl. Ch. 1!>01, n. I). ( 6) D o :uorrc c. -
ll p.,(ic;li,~ù·.., V o l.
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CO::\TIHBI'TO ALLO STl:DIO DKl- C:HA):DE EPIPLOO):! Ef'C.
a rispondere ai vari i quesiti che riflettono l'argomento. E perciò che, seguendo le norme degli sperimentutori d1e mi ha.nno preceduto, ho cercato di determinare : 1° se la fissazione dell'epiplvon su Ji un tratto di parete del tubo gastro-enterico minacciante cangrena sia capace di assicurare la nutrizione dei tessuti deputati alla morte, ed in che modo ciò av~enga; 2o quale utiliLà pre~enta la fissazione di un tratto di epiploon su di una sutura gastro- intestinale di fresco eseguita e che o per la sua estl'nsione o per lo st<lto dei tessuti non dà aftidamento di rflsistenza; 3 11 qual'è l'ut.il ità od il d e~tino dei >arii innesti omentnli, cui si ricorre per occludere vere perdite di sostanza. Per rispondere al primo quesito escidevo sullo stomaco e sull'intestino degli animali da esp9rimento segmenti di pareti circolari del diametro di l a G centimetri che riapplicavo a po~to suturandoli. Su queste zone private in tal guisa completamente dei loro vasi adatta,·o uno strato semplice o dnplice di epiploon (secondo lo spessore del medesimo), fissandolo con punti di sutu!·a alla Lembert. Alcuni degli animali trattati in tal guisa sono periti a causa di una peritonite da perforazione, es:;endo la {18-~a::ione d ell' epiploon riuscita imperfetta, a ltri si sono ristabiliti più o meno prestamente senza com plicazioni. Sacrificando questi ultimi n capo di un tempo più o meno lungo, bo potuto constatare che il frammento di parete gastrica od intestinale riapplicato erasi uecrosn,to e riassorbito, mentre l'epiploon f.s:-.ato in corrispon denza di esso presentava uno stato infiammatorio particolarmellte pronunziato dal lato l1Plla caviti~ dell'organo con scom pal:>a delle cellule epiteliali. Sacrificando gli animali più tardi, ho visto che l'epitelio gastrico ed intestinale aveva proli ferato abbondantemcHte da questo lato, procedendo dagl i orli dello inne.~to epiploù:o ver...o il centro di esso e finendo per coprirne interamente la faccia interna, la quale si andava a mano a mano ritraendo in guisa da SClll!Jl'e più riavvicinar~ i bordi clelia scoutinuità e da dar luogo a. corrispondente riduzione· del calibro dd viscere proporzionata alla est('n,;ione della primitiva perdita di sostunza. Per provare l'utilità della fissazione dello eJ>Ìploon su di una sutura intestinale di fresco eseguita e la cui resistenza fosse dubbia, sezio navo completameHte nei cani l'intestino tenue, riunendone quindi i cnpi per mezzo di soli quattro punti separati e circondando dette su ture incomplete con uno strato di epip/oon. La maggior parte dei cani è soprav,·is:mta alla prova, ed all'autopsia praticAta Sl'he od otto settimaue più tardi ho potuto constatare una riunione perfetta dei due monconi semr.a traccia di restr ingimento apprez7.abile del lume del
0C11TJUBUTO .ALI.O Sl'ODlO DEL GRANDE EI'H'I.OON1 ECO.
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-riscere e con una. rutitutio ad integrum pressochè completa. delle pareti istologicamente costituite da tes:mto fibroso. Con una. terza serie di esperimenti infine ho praticato dei ~eri inne&ti tpiploici. E,;eguivo all'uopo sulle pareti intestinali delle ~em plici incisioni lunghe circa. cinque centimetri, nouchè delle perdite ~i sostan7.& dell'a.mpiezza di una. moneta da due centesimi aù un soldo, fissando su di esse un duplice o triplice strato di epiplrJr,n :;enza suturare previamente le soluzioni di continuo, che invece presenta>ano divaricamento notevole. Parecchi dei cani cosi operati si ri~tabi iirono senza complicazioni, ed ho potuto constatare all'autop,-ia. che i !bordi delle soluzioni di continuo erano quasi riuniti grazie ad una Teazione vivissima del frammento epiploico innestato. L'epitelio viscerale aveva. ricoperto il bottone epiploico che si era. incuneato tra i bordi della. perdita. di sosta.nza. Anche in questi c~~osi pt>rù bo rilevato a lungo andare la. sostituzione del tes:;ut.o omentale col tessuto fibroso, nonchè il graduale restringimento del tratto vi"lcerale, restringimeuto proporzionato all'ampiezza dei pezzi asporta.ti. Questo particolarità di tomma importanza dottrinale ne hanno a.nche una grandissima. nel (lampo pratico, perchè è vero che al chirurgo poco i m porta. sapere se lo scopo che egli si ripromette di raggiungere meditmtt~ l'innesto è stato ottenuto direttamente colla conservaziono e coll'incremento del tesauto innestato, od indirettamente con a.lt.ro tessuto che l'ha. sostituito, ma è vero benanche eh·~ questa sostituzione, essendo fatta. con connettivo retra.tille, favorisce il restringimunto degli organi ca~i e suscita in questi un'alterazione più o meno marcatn. della. loro fun-
nn
zionnlità.
Non ho mancato infine di sperimentare ru:.o di lembi liberi di «>piplooJJ per colmare o, a dir meglio, zaffare le ferite del fegato e
della milza, mirando iu tali casi, più che all"nzione ripa.ratrice, a. i]Uella. emostatica. .d..ll'uopo avevo cura. di teuere a po:;to gli zaffi epiploici nei grandi squarci epato-Rplenici mercè pnuti di sutura profondi ad anlta.. Le prove sperimentali hanno risposto in modo assai soddisfacente al doppio scopo prefit'-.omi. Non mi è riuscito possibile raccr,gliere e tanto meno elencare i -qari casi clinici in cni i chirurghi hann<' messo a profitto le proprie•ò. plutiohe del grand"epiploon, e la~. ra;:!ione è semplici~5ima. Siffatti preaidii operatorii sono considerati piuttosto quali semplici particolari .(li tecnica. chirurgica che come veri atti operativi; e quantunque es~i ~r lo più asaumono una importanza. capitale per i1 buon esito dello lntervento, non sono tuttavia. messi in evidenza nel riferimento del procesao adottato. Il chirurgo gcnerico che intnrviene per le più sva-
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CII:'\TRIBUTO Af,LO !=TCDJO DEL C.RANDR RPJ I'T.OO~, ECC.
riate indicazioni su questo o quel ~iscere addom inale, il ginecologe> che pratica. una. estirpazione di cisti o•arica o di tumore uterino, uua. o>ariectomia o sa.lpingectomia. u ni o bilaterale, una il'tcrectomia so· pravaginale e via. dicendo, procedono assai spesso di p roposito, ol · trechè alla. semplice peritonizzazione, anche alla omentizzazione d eli& ferite e dei ped uncoli; ma credono su perfluo farne parola. nei l oro resoconti cl inici. E ppure a. mio modo di vedere sarebbe cosa utilis· sima, non soltanto riferire tutti i casi iu cui si è ricorso alle risorse dell'amento a scopo plastico con esito favorevole-, ma eziandio este~ dero tale pratica. ad un numero più g rande d'inten·enti , facendo te· wro dei buoni risultati degli esperime n ti ed ogevolnndo per così dire il compito fisiologico cui !•organo è chiamato . D ove pi ù si u tilizzano gl' i nuesfi epipl oici è nt>lle lesioni traumatiche dei visceri addominali, ma di essi si è obbligati avvalersi nou di rado anche in interventi per affezioni interno del tubo gastro-enterico. Allorchè p . es. s'interviene per un'ulcera gastrica od intestinale perforata, non si sa in precedem:a ciò che si potrà r~ue per l a perforazione, una. volta c he questa è stata scoper ta. Chiuderla mercè sutura. con o senza ravvivamento dei bordi e terminare colla gastroenterostomia, tale è senza dubbio in teoria i l miglior programma, ma è difficilissimo che questo si possa mettere in pratica con >antaggio. X on solo la gastroenterostomia complementare è talora. controindicata per lo stato dell'infermo che im pone di non prolun~are l'atto operativo, ma accade sovente che la perforazione a bordi spessi e friabili non si presta affatto alla sutura. o per lo meno la rende d i esito malsicuro. I n simili casi un innesto epiJlloù:o bene eseguito può gio-çare non solo a rinforzare una li nea di sutura pericolante. ma anche a chiudere la perforazione a mo' d i tappo. Qualora poi la sem _ plice sovrapfosizione epiploica. si ritenga insufficiente, la membrana. può prestarsi ad altri adattamenti ati p ici o be r i \·ehtno più o meno il tale n t o del c hirurgo. Così p. es. si può, dopo a vere introdotto attra•erso la perfora zione g astrica un tubo da drenaggio di cali bro corrispondente, spingendolo verso il piloro sin nella prima. porzione del duodeno e fissandolo con pnrti lenti al contorno dell'ulcera, a vvolgerlo con un manicl1etto epi· ploico esteso dall'orifizio gastrico alla ferita addominale. Questo manichetto viene costitui to sollevando dal basso in alto l'ommtù ciò che riesce faci le specie se la. membrana è poco grassa e maneg~e· Yolel, e riflettendon e il bordo libero da destra a sinistra, in guisa da. paR::nre davanti, al di sopra eù indietro òel tubo da dr~naggio e da inguainarlo. La guaina. viene infine rassodata e fissata nella profon.
CO~TRIDUTO ALI O STCDIO DEL GR.\XDE EPIPLOtoX1 ECC.
j31
dità con punti di sutura e riunita es teriormente col bordo del suo orifizio alla. })a rete addominale. A quP.sto artifizio op<:rati "\'O ricor ,e il Xeumann ( l ) nell'ope rare un uomo di 31 anni, il quale all'apertura del ventre pre::entò la regione pilorica. i nfiltrata e callosa e nel mezzo (a tre dita trasverse dal piloro, a livello e poco indietro della piccola c urvatura.) un'ul cera del diametro di un l'Ortapenna, a bordi assottigliati ed irregolari. L 'infermo fu nutrito sino al 16° giorno per il tubo gastrico; a. questa data il tubo ftl ri tir ato, essendosi ripristinata. l 'alim entazione liquida per la bocca; e le cose and1trono cosi bene che non si ritenne nea11che necessaria una gastroenterostomia :::.econda.ria, avendo al togliere del drenaggio il nuwiclwtto epiploic11 as;:icurata colla sua retra.zione ed aderenza l'occlus ione definitiva della fi. stola gastrica. Dello stesso espedie11t.e si servì l'.A.xhausen (2) iu un altro caso di ulcera. rotonda del dundeno a. due dita. dal piloro e col la. pare te duodenale indurita, fi ssa e coperta di false membrane. Quantunque il decorso post-o pera ti \"O fosse riuscito assai tormentoso per le i n sorte complicanze, tuttavia. queste furono per fortuna superate sino al puutn che si p.:>tè al 40, giorno eseguire una gastr oenterostomia, che praticata in primo tempo a-çrebbe messa. u1 pericolo la. vita dell'infermo.
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* * Ad nn C'pportuno rivestimento epiploico si è pen.sato eziandio dai chirurghi ricorrere per conservare la viudità. di una. sezione ù'intestino, cu i ' enga s oppre:>sa lo. c ircolazi one mesenterica. È n oto infatti per essere stato dimostrato con numeroso pro\·e sperimentali c he la legatura. dei vasi mesenterici e più ancora J' iso lamento dell'intestino dal roesentere cagionano la cangn:na. del tratto intestinale corrispondente. S i sa. inohre come n o n siano rari a ~edfi ca rsi in c linica simili incidenti, in seguito, p . es., a. contn:>ioni dell'addome, a. ferite a ccidentali od operatorie del m esentor o, ad inter-venti p e r ernie strozzate o per tumori che a.bbia.no contratto fi tte aderenze coll'intestino e ~ia dicendo. Qnalunque sia intanto la causa che li produce, la resezione immediata della porzion<' d' inte'ltino, dalla quale il mesentere si è distaccato, ha oggiùi il valore eli un precetto uniYer;:ah neute ammesso. D'altra parte non si può ne!:!;are che tale r e sezione uon è sempre di facile esecuzione ed innocua, perchè ben d i ( l) XEt ' ) f \:S:S. -
Il <Jr, Wl!I?ÌO
a manichetto epiploico
q •mh trafl•" "' nt•J di '" ,., •-
•i• i di c•rb: ~th··ri ya.~tric-hc p•r/oratc, (StnWÌ7lC médicfllr, l \l0 9, p (2) A.~H \.l.."SE~, -
Dru t. Z rit. /. Cl.ir. 1910, CVII, l · 3
4 J5).
;)r32
f'tJ:\'fl<llll:TO ALLO STl"Dio flEI. GHA~I>R El'li'I.UO", ECI.:.
SO\eute alla fine di una laparotoroia lunga e laboriosa o di una chelotomia complessa la necessità di una ent\1reccomia si presenta come un nggraYamento considerevole della prognosi. Giustamente quindi dai chirurghi si è domandato se non C'Onvenga t alora derogare dal precetto anzi e,:posto, tentando in certe condizioni di riparare la. breccia mesenterica senza ricorrere alht resezione. Si è cercato al riguardo !l.ecertare f'perimentalmente quale sia in lunghezza il massimo di lacerazioue mesenterica compatibile colla. vita, nopchè quale sia il massimo di essa che autorizzi la semplice sutura, ma si è Yi:;to che il voler ciò detinire cvn cifre è illusorio, molti essendo i dati di cui bisognerebbe tener conto e dei quali non è facile fare un giusto apprezzamento. Infatti connrrebbe in primo luogo tener calcolo della seJe della rottura pitl o mello ravvicinata all'intestino; perchè se una benderella meseruicn. è shtLa rispettata a l ivello della imerzione intestinale, essa varrà ad assicurare àelle arcate vascolari e delle anastomosi dispostissime a non compromettere la circolazione. :'in ciò concordano gli esperimenti di Tansini l l ), di Zez<tS (2 )1 di Ore<·· chia e Chiaretti (3), di Ridygier (4) e di alLri. Si dovrebbe anche far larga parte al Ji,·erso modo di distribuzione vascolare intrame:,enterica nell'uomo e nei vari animali da esperimento. Yon Ilaberer, ad es., riportò Ulla serie di ricerche su questo argomento, colle quali concl utleva che l'ordine termina le delle arterie meseu teriche d ifferisce talmente presso !"uomo e presso il cane che non si saprebbero applicare all'uno i risultati ottenuti nell'altro. Aggiungeva inoltre risultare ùai suoi es peri menti che quantunque l'intestino del cane sia per tal ragione meno vulnerabile, tuttavia le sezioni mesenteriche di qualche estensione ~.;rano in detto ani male mal tollerate e la ca.ngrena. in testi naie n·era il risulta to ordinario. A nche quando la circolazione collaterale si ristabiliva e lo sfacelo non si avverava, l'ansa corrispondente non restava perciò indenne; essa si nlcerava alla faccia inter na e più tardi si stenosa \a; la 1-e?;litutio acl integrnm era eccezionale. Stando q uiudi alle considerazioni ed alle osservazioni suddette, non si sarel.Jbe incoragg iati a trasgredire la regola della resezione im( l ) T.I~SJ ~r. bm·dr, , lS!i4 ).
(2) ZE:z:.1s. -
-
811/l' iso/au1P1~to dt.ll'intc,tin? dfll mr.,l~ttaio,
(U11zz, Ila m cd.
Lom-
S ul m ot/o di compor/trrsi d, Il" i111~stillo dislncwto dal 8!10 m cHO. ( .4 r ch.
f. k/. O/dr, . B. XXXIII). (:l) 0REC"< "Ir!A e CHIAHE1'1'1. S 11l t:fllllp?rlar~i drll'i"trstiwJ 11/accato dal m c ..o. (.lrch . itul. di C!i11. mH/. , 1388, n. 27). (4) R m \·Gt.EH. V•b~r cirA·•diirc Dm·mrr8rrti'Jtl, ecc. (13ul. kl. TT"och., lRS I. nn. 41-43).
CO~TRlBUT0
.\l.I.O STwl>IO
0~1. CòR.A:\DE
EI'IPLOO :\, ECC .
5 83.
mediata nei distacchi mesenteric i di bre-ç"i t ratti in testinal i. N"è maggiore inc>oraggiam ento si ricava dai rari caRi clinici, in cui qu.,sta re~ola è stata messa 1n non f!ale dai chirurghi sen za accidenti rileYanti. In quello i nfatti del Dubar tdi Lill a ) riportato dal Guibé e che data. dal 18~7 si parla, è >ero, di una lacerazione trasversale del mesentere di 5 a G cm. di lun g hezza rinvenuta in un'ernia inguinale strangolata. e risiedente a 2 o 3 mm. dal bordo intestinale, la quale fu suturata. con punti di catgut seguendone guarigione senza complicanze di sorta.; ma. si fa tosto notare che la l ac0 r azione non -interessava tutto lo spessore dAl !llesentere, percbè uno dei fogbetti parietali era conservato e teneva insieme i due bordi della ferita. Più rilevante è senza dubbio la. osservazione del Buuts (d i Ce'èeland). Que.iti nel co1·so del~a. cura radicale di un'ernia on1belicale ch'era stata parecchie volte la sede di a cciden&i di sr;rozzamento in u na donna. di 63 a.nni grassissima, scovrì nel sacco av'èìluppato da aderenze una lunga ansa di ileo, il ceco col l"nppendice e tutto il colon ascendente trasverso e discendente. La liLerazione di questi -visceri riuscì molto l aboriosa; ed il chirurgo duran t e essa, c redendo aver da fare coll'epiploon aderente, legò il mesocolon discendente spesso e grasso e lo sezionò su di una. lunghezza. di 20 cm. Allorchè si accorse dello sbaglio, l'operazione era avanzatis;.ima: e non credendo prudente praticare la resezione intestinale, suturò con puut.i staccati il mesocolou alla. parete colica, rimettendo a più tardi l'enterectomia o l'ano contronatura., .,;e la mancanza. di riuscita di questo tentativo lo richiedesse. L'inferma. invece guarì senza C'omplicauze, e, trascorso appena un mese, potè essere dim essa. Ora neanche questo caso, per quanto dimostrativo esso sia, dà al chirurgo sufficiente affidamento p~'>r sottrarsi talora alla n ecessitù pe nosa e pericolosa della resezione immediata. Senza dire che la soprav-vivenza intestinale i n ta.l caso veriticatasi può andare attribuita alla fortunata circostanza di una circolazione anastomoti c a gii in antecedenza preparata. e rispettata dalla chelotomia, od, in altre parole, al fatto che la. di>isione mesenterica la sciavo. a. contalto dell.intestino una o parecchie anse vascolari non compr omesse ed inoltre nella parete stessa dell'intestino un reticolo sufficiPntemente sviluppato e bene al1mentato, sta il fatto che il grosso intest.ino sopporta meglio del tenue la divisione del peduncolo per il diverso modo con cni avviene la irrorazione nei due segme nti :ntestinali. L'osservazione del Bunts quin(1i si limiterebbe tutto al più a confermare q uest'ultimo fo.tto , che è ancora avvalorato da un altro sue-
Oil
CO~TRJnt:TO
,\LLO STt:DIO DEL I.RA~DE
EPlPI.OO~,
ECC.
c·e~s•J
clinico riportato dal Lanz (l ) in uu caso d i ga;;trectOmia alla J.:illroth (seconda maniera.) in cui la esteusione del neoplasma a'e'a. richiesta la sezione del me..:ocolon tras,er"o per G ad 8 cm. di lunghezzt\. e la ligatura dell"arteria colica. L'operatore in luogo di resec·are l' inte:.tino an·olse il grand'epiplonn clnl basso in alto attorno al colon trus,·<>r"o e ne penetrò il burdo libero alle laubra della fenditura mesocol i<'a a vendone guarigione completa. Che del resto il grosso intestiuo sopporti meglio del tf'nue la di,il>iOne del peduncolo fu dallo stesso Buuts provato :.ui C'ani con una ~erie rE el'lpel·imeuti da. lui cosi riAssunti. Ciuque volto il mesocolon veunc diviso per una lunghezza variante do. 7 a :lO cm., indi suturato SPnza c·he fossa stata interessata l'a. colica; quattro animal i guarirono, uno mol"Ì (la divisione in quest'ultimo fu portata su G cm.) Due YOlte J1 me~rwolnn fu St>zionato, poi suturato, e l'a. colica l<>gata, i due a.nintali morirono. 'Tre >olle il mesocolon fu ùiv~so RPnza eseguire nè la .:;utum, nè la. Je~aLura dell'ar teria; i tre animali morirono. Da siffar..ti esperimenti :>i può conclUllere anzittuto clte auche nei di~tat·<'ht mesenterici di tratti tl' iut<'stino crasso, se la circolazion<> di questo e completamente compromes:-.n, lo sfacelo è inevitabile, pnr e"egnendo prontamente la su t nra, etl iu 8econdo luogo che ammettendo anche che detta. sutura. sia uecc:>;;aria. per fomire un sostP!!IIO alla restaurazione ya;;colare a.nastomotica, es,.a però uon dà suffìcil'ute garanzia che la. supplenza sanguigna si an·eri a tempo, cioè prima dte i disordini nutritivi dell'intestino siano diYenuti in·eme<liaùili . Dopo quanto si è detto si comprende la necessità dei teutati"'i di plwdim t'pipi•Jica, di cui negli ultimi anni si Ì!l cercato d imostrare con (>sperim<>nti tutto il valore. Potere sostituire atl un'operazione di tecnit·n diflicile, di lunga durata e di grande pericolo per la infezione, un 'operazione semplice bre\'e e non per i colo~a q ual'è q uolb d i avviluppare con epiploon l'ansa isola La :;utn mlld•JIO n.lla pnrete iutc•sti nale, rappre:;l'nta certamente un gran passo uclla Yia della sicurezza e del su<·ce:-;so. Le prime r icerche in prl)posit.o furono f<'tt.e dal dott. 'l'a.rs1a in Curia ~ ~ presso l' i;:.titnto di clinica chirurgira. d<>lln nniver:;itit di X a poli, e fnrono in seguito dal me,lesimo complet.ate in riguardo ai loro
(l) L\):Z, -
-"•1l
oomp II<~J ti• l
mr~wttrc
p•r mo::o dd/'• }'i]•locm. (Cmt. /. Chir.,
;::iur;no l!Hl•l). (2) T,\1\'<1.\ IX Ccnn. -
prl\l., go·nnaio l !lOG).
Sal/a utili=:a:if>IV. dr ll't ]>i]•IC•·Il, ecc. (Il l'ol ir. s,•z.
COXTR ID l:TO ALLO STUDIO DEL GRA~DE I:PI PI.OO:\, El C .
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lontan i (l ). :Kelle due serie di esperimenti, l'O. operò sni cani di grossa taglia e robusti, i quali meglio si prestano per la mag~iore resi,;~enza. organiea. La tecn ic a seguita era. In seguente. C'vlle consuete Dt)rme asettic he praticaYasi la laparatomia meclio.\.na ed estrae-.asi da.lraJ,.lome una sez10ne d'intestino teuue, tla cui c.listacca'\"asi il meso uel suo pun to d' iu::.e rzion.e isolamento n~soluto di Tansiui ) per la lullghezza stabili ta, l e gnn.-Ione i >asi. S i avvolgeya il trat.to vi:-;cen..le cosi p rep:.tr<\to con epipl•>tm che s i fìssa-.a accorno aù esso con alcuni pun t i di :,ntnra, aveu•lo cura di oltrepassare nella D.:>;,azioue i limiti del d i sracco del meseutere. on1le impedire c h e, clopu n\er rimc:-;so l'in testino u~lro.Jolome, I' epip/urm si raccoghl:sse s u sè stes~o e lascia.:sse scoperta \llta parte della sezione isolata o producesse ingiuocc.:h iumc•nt.o dell'ansa ,. per conseguenza di:.tn r bi nel ci r colo fet·ale. Si ripoue,-a. q n i urli la s"'zione in parola nell'addome e si suturava la parete venLrale. Circa J"e,t• ll">lOile Ùa. dart> all'i solamento dell'auso., non si t:rccJetLe o l trepassar•! i lS cm., sia perchè tale limite è una provil. dt·<;i::.h·a dt!ll'eilic.:acia del provn.. .J imeuto, Sla anche perch.; 1nolte volte J'('j1ipi1101l 11110 pre5•·nta dimen::.ioni su1Hcie11ti, ed it.fine per evitar.:: l'iu~iuo<;chiameuto ,.t~·, l t" t tv. ~un si ebLe alcun morto, n~ s i ebbe mai a cu,.;t,ll...tre negli animali i1~ ...-:tn. alcun di:.turl•o di canalizzazione : pt"r cui l'O. crec!C'tle poter e dai prim i esperiment.i concludere che un traLto d'i nt."'stiuo isolat~o e r..~.-.,·olto con ome,tf,,, pur non andando esente da graYi alter azioni, fìui,., ·e atLra'\"er :w Yarie fasi per r eintegrar::.i in mullO da riacqni.stare le ::.lle proprietà anàtomicbo e probabilmente anche le funzionali . :Ua rill.l<lne>:mo nell'animo suo dei dubbi al riguarJo ; per cui allo scupo di stu l i a re tutte le modi fi c:azio ni che si av'\"erano nella part>to intestinale e uell'epip/oun dai primi g iorni &ino a periotli molto lontani, jntra!•l'~~e la seconda. ~eri~:~ di c;:;pt"rimenti, in s eguito a cui potl! concluder e : l) c.:h"' l'tltto opo.:r~ti\·o per av>olgere con onwnlo u n t\. sezione intesti uni~• j..,oJnt.a dal mP:;;eu~;ere è tecn ir·am E'nte fa cn i-.:!';ima, rapida e non onTe per si:l ste:,sa alcun p e r icolo; ':2) c lH-' si può riuscire cun questa. tecuit.:n. a spinge re l'i,.;olamento de ll' i utes~ino dal mese 11 t.ere molto al di là del 1tmitL• indicato ùngli aur;ori come massimo 10tt.o cm.), pur non cou..:pgu enrlone la morte dell·animale; 3) cLe però lo nno,•e vie v a.:sali che si formano, non si s'\"jluppano cosi ra pic.lamente Ja rc:..taurare il circolo :>augnigno, per cui il tratto intestinale s i necrotizza: -1) elle la. riparazione si compie con fo rmazione di cou uettioço cit·atrizin.le, il -e"'itl
( l ) T.~nsi ' I S Ct~Rl\.. - J::«iti lotH't~•i. rlllo at·rul!]im 1>11J c<~tl •. Jlif'''"'.Jn di •·f··sc cJ,,[ ,,,_dt"f•n . (Ltt Rit->ruut n~od. , l !HHl, p. 1 2!J).
:ivt.~ d'il'!• .,,·,~-) ·,.vl•llc
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CUXTRIDUTO A t LO f..TUDJO DE[, GRANDE EPIPLOO:", ECO".
quale tende sempre più a rit.rarsi determinando una steuosi del tubo enterico; 5) c:he Fazione dell'epiploo11 si espl ica quindi sequestran •.Iola. sezione i utestinale necrotica ed impedendo l'infezione del pe· ritoneo. Queste conclusioni che sou o assai meno ottimistiche di quelle cui l'O. era venuto dopo la prima serie dei suoi e!';perimenti, concordano colle conclusioni di v. Haberer, al guaie appunto l' inviluppo epiploicv non aveva dato alcun risultato positivo; non ave\a cioè impedito n è lo sfacelo intestinale, allorchè si erano determinati dei distacchi. meseuterici di una certa estem;ione, nè le nlcerazioni della parete nei ca~i in cui la cangrena potesse evitarsi, e ciò perchè la circolazione ana.stamotica sarebbe troppo tardi va per essere efficace. Con questi risultati contrastano quelli lusinghieri ottenuti dal Lanz (loc. cit..), il quale incoraggiato del processo clinico suesposto volle anche egli eseguir·e t:lSlJeriweuti sui uaui. Pf:'rò, uome ben nota il T arsia, il contrasto sarebbe spiegabile per il fatto che questo sperimentatore eseguiva l'isolamento mesenterico a tappe, vale a dire }•!"B.· ticava dapprima un distacco di pochi centimetri av,olgendo l"ansa· con epiploon, e quindi i distacchi consecutivi ricorrendo in questi alla su tur3, ciò che favori•a lo stabilirsi di una sufhcieute circolazione anastoruotica. Concludendo, il quesito non è ancora definitivamente risolto; e solo possiamo dire che, nonostante gli esiti sperimentali incoraggianti e qualche felice risultato nell'uomo, la sutura mesenterica e l'im:i· Zuppo epiploico rappresentano semplicemente dei mezzi coadiu,anti. i quali possm1o contribuire al mautenimc:>nto della vitalità intestinale, ma non bastano a pres6rvarla. D'altra parte la brevità della breccia. mesenterica, la sua distanza re! ati 'a dal bordo aderente dell'intestino e quindi la eventuale persistenza di arcate anastomotiche j usta-in testinali di uu reddit.o sufficiente rappresentano le condizioni necessarie per la guarigione. Se dei dubbi insorgono sulla esistenza di esse, è bene che il chi r::rgo si appigli al partito più sicuro : la re;,;ezione. Becentemente l'epiploon è stato usato sotto forma di manicotti liberi o peduncolati nella esclusione del piloro. È noto come negli ult imi tempi i chirurghi si siano indnstriati di sostituire alla esclusione pilorica classica di Doyen-Eiselberg, consistente nella sezione tras,ersale dello stomaco con ch iusura rispettiva e difinitiva dei d ue monconi, diversi processi miranti allo scopo di escludere il piloro senza aprire lo stomaco, e ciò per r idurre l'atto operativo aUa massima semplicitti e 'Jicurezza. Tra questi proce!';si va. annoverato quello dell'al-
CCNTRJBU'I'O Al.LO ~TUDIO Df:f, GRANDE EPlPLOOY. ECC.
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lacciatura dello stomaco con lembi di omento. Già. nel congresso di chirurgia tenutosi a Francoforte sul Meno nel novembre 1!'112 Hacken· brock (l) riferi't"'a di a"t"'er praticata l'esclusione in un paziente a mezzo di un lembo della membrana ma con risultato nullo. Al pari di lui e con analogo esito l'aveva tentata il Protassief 21. Il )louburg (3) poi in due casi di ulcera duodenale adopera't"'a un doppio laccio inorganico ed organico, sovrapponendo ad nn laccio di seta un anello di omento, perchè pensava che se pure, come ordinariamente accade, iì laccio di seta passasse nello stomaco, l'esclusione sarebbe mantenuta dal manicotto di omento sovrapposto. Egli non riferisce sul decors<> posteriore dei mala.ti, per cui n questo riguardo non è possibile alcuna affermazione. Infine Oliva e Paganelli 14), intraprendendo degli esperimenti sulla. esclasione a.lla Wilms allo scopo di seguire e constatare gli esiti lontani della striscia a.ponevrotica adoperata, pensarono di sovrapporre a questa un manicotto di omento, ma peduncolato in guisa. da. tentare di realizzare una esclusione duratura del piloro merc~ tessuto vivo in ottime condizioni nutritive. Ecco il loro modo di procedere:
Praticata sempre la. gastroenterostomia. anteriore anticolica, come quella che si presenta la più semplice e che d'altronde, data. la posizione prona del ca.ne e la trazione esercitata. dall'intestino, riesce nel punto più declive dello stomaco, gli O. a 5-8 cm. di distauza dal piloro facevano pa.ssa.re attorno allo stomaco, attraverso fori praticati nel grande omento e nel legamento ga.stro-epatico una. bendeletta aponevrotica della larghezze di cm. 1-llt2. preparata. dal fascialata o dalla. guaina. dei muscoli retti, al fine di adoperare nn tessuto robusto e resistente. A detta striscia sovrapponevano il manicotto pedrtncolato di amento, avendo cura. di scegliere nn lembo ben nutrito e di coprire con 88::10 completamente la. striscia. sottostante, fissandolo con punti di sutura alla parete, senza però strozza.rne i >asi onde m~t.nte nerlo vitale. I risultati di questi esperimenti furono negativi. nel senso che in essi non fu possibile, al pari che in quelli eseguiti colla. semplice striscia aponevrotica, di ottenere una. esclusionf' permanente ( l) HACKE':rnRUOK.- MiUelrhfln. Chirurgen,er.- FrankCurt; n M., 16 novembro 1912, cito. in Zcit. f. Ch., 1913, S. 93. (2) P:RO'USilmF. - Zur '8rog8 der kilmlJich er:~eugten Darm«lieidcrunde. - St. Pe-. *--burg, 1912, (3) Hol!nlt:rao. - lJnucT.nGrung und Vu.JChlu•• deJI Pylora• durcl. N w. (Dcut. med. Woch. n_ 235, gingno 1913). (4} Or.rv:.a. e PAO.U.'Zt.LT. - L'u,ltUione pilorica 11 le 8Ue indicazioni. ([,a clinica el•irurgica. 191t, m~o, p. 816). 3S -
Giorraa~ cf& "'~di:uta lftiiUc.re -
Pasc. VII.
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C'OXTRIDUTO ALLO STUDIO DF:I. GRA:"DE El'IPLOOS, ECC.
del pi loro. Già dopo un mese cir('a si notava il ristabilimento del circolo alimentare dimostmto manifestamente alla necroscopia dalla facile introduzione di una o più dita attraverso il punto artificialmente stenosato. Anwa quindi l.1en ragione il Lericbe ( l ) di affermare che tutti questi proces:>i non suno che la parodia della esclusiontl classica.
*** Dina.nzi al meraviglioso compl e~so dr·i tentativi fatti d11i chirurghi per trarre il massimo profì tto dalla azione protettrice e plastica del {JI'ancl'l'[liploon negli interventi addominali si rimane senza dubbio ammirati, e si nutre la fiducia ch 9 ulteriori perfezionamenti di tecnica e maggiore larghezza di applicazione renderanno sempre più ricchi e positivi i benefici risultati che ne derivano. Non si deve però spingere l'entu:'liasmo oltre la giusta misura, e prudenza vuole che i tentati vi suddetti non siano applicati in maniera sistematica, bensì laddove l'ìudicazione di essi è prps;;ante eù assoluta, pt·rcbè, come so· pratutt.i hanno fatto ossen·are IJ'ietzf' e Clark, essi danno luogo acl una ine-.;·ita.bile formazione di aderenze, la cui azione perni('iosa è oggi(li ben cono-:ciuta. K è men vero è il precetto: « rispattate l'epij>loon :., q uantunque esso contraddica una pratica por cosi dire tradizionale n E>gl'interveuti dello ad~lome e specialmente nella cura radicale dell'Eirnia. La. 1·eci..,;ione epiplflica passa\·a, ancora pochi anni fa, come un tempo nec;•ssario di detta c ura; spesso anche 11011 solo si recide\'!t l'c•pi ploct>h•, ma s i tirava _fuori quanto più si poteva di epiploon per farne il più in alto possiuil~ la legatura e la sozioue, perchè si attribuiva a tale membrana una parte importantis~ima. nella genesi dell' erni<t e si riteHe\a la r••sezione largA. di essA. una preeau?.ion e indispensabile contro la recidi va Errore questo gnwissimo ! Senza dire che l'o mento può riuscire, come aL biamo >isLo, per tanti rispettj u tile all'umana economia. come pure all'ernia stessn., in guanto forma all'ansn, intestinale un cuscinetto che ne attenna la co>'trizione, (tanto è ciò vero c h e negli entero-epiploceli la cangrena dell'an:>a è meno facile che negli ·enteroceli puri), la resezio1.1e generale della mcmbi·aua espone l'opend;o wl a ct.:idenLi più o meno gravi, Ìn><orgeut.i a più o 1neno br~>e .scaclt•n z1t. (l) LE~ttctt!C et Brutssr:T. - L'escltuion clu duodv1wm et dt• pylore. (Dyon chirurgic'll, 1!)11, p. 413\. L&tucnr::. - Oommcnl faul·il l'~aliser l\·scltt.sion dz' 11Ylore el du duodénum. (Lyo n r h;rur(Jtral, 1° luglio 1!)13).
CONTRIRt.:TO ALLO ST(;DIO DEL GR .\~OE F.PIPI.rtO~. EC"C:.
;-):1~
I nnanzi tutto vanno ricorùatP l'epijlloiti po.'-i·OJII!t·afit-e, sulle quali il dott. Dolore, chir urgo degli ospeJal i di L ione, r icbiama\'a t empo fa ratten zione. Esse souo in genere assai rar~; tutta•ia il d l)tt. %ezas in n ua sua memoria pubblicata nel 1!:>0!) ba potuto racco~li ere S2 esempi, senza. di re che mol ti sfuggono all"osser~azione dell'operatore, percbè si S\olgono assai tardi 'am~>ute, e molti altri passano sconosciuti e spontaneamente guariscono. Qnantunqneiutn.uto sia. molto d ifficile r icercarne g li elementi patogenetici, sta in fatto che l'accidente è in ma~sim a. evitabile usando un'accurata asepsi, specialmente della s••ta che s'impiega per la. legatura. ed in parcicolar modo astenendosi. nei limiti del possi bile, dalle resezioni epiploiche. Se queste poi souo m olto est1'se, possono dar luogo ad incon>e· nienti ancor più gro.si. F r ieùrich infatti ha registrato casi d'ittoro; llabart e Bass ini (l) banno visto sopra>veuire un dimagramento con · siderevolo; diversi altri c hirurg hi hanno attirata l'attenzione s ulle alterazioni che si detenninll.nO nel fegato e n ello stomaco. spo~.:inlm•·nte sulle emoiTagie e persino sulle nlcera zioni che in quest'ultimo viscere si producono. Slfflltte os:;en•azioni cliniche ed anatomO·fll\tolo· giche hanno indotto ,.arii osser,atori a•l esegui re ec;perimenti sngli animRii. I primi furono praticati da. Frie1lrich ed Jioffma.n n ~). Questi O. hanno pot uto co..ratare che la r esezione dell'eptjJloon produce abi tualmente nel con iglio focolari di necrosi ischiemica. eJ emorragica nel fegato e sovente emorragie ed ulceri nella muco:;a. gastrica. Si <lomall darono se la narcosi o meccaniche lec;ioui de.!;li orp--ani ad<lominn.li, in lipendentemeoto o~all"atto operativo, spie~assero una in fi uenzn. snlla produzione di tali fenomeni; e potetter o coustittare <·lte in mancanza di tal i fattori la semplice legatura dei >asi epiploici era segniì a tla analo ghe manifestazi on i morbose. S ospettarono quindi che assai probabilmente si fosse trattato di emboli la.nciati nel ci rcolo dolla vena porta e suscett.i ui li di ostacolare la nutrizione di certe parti d <~ l fo~ato e della mucoc;a veutricolare, sospetto che, mentre conferma l' importan z a. della circolazione della vena porta, n on basta a spi(:'garl' tutti i s i ntomi morbosi acc ennati ed invita quindi a rivolgc:>re ulle· riori stu lii sulle conseguenze degli in ter\enti con demolizion i dell"epi ploon . Fat t i dello stesso genere osser\ati n el ser~izio (•hirurgico dell'o( J ) S e m ..<l:!U . 190 1, p. 96. (2) Società a lemanna di ehirorgin. Sedute tenute a Berlino do l 18 al Z l OJ•rtle. Se m , M éd. 1 900, p. 146)
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CO:STIURUTO ALLO f.:TUOIO DF.I, GIUXIIE EPll'LOOX1 ECC.
!<!pedalo di Chemr:itz indussero Eugelbardt e Nock (1) a rinno>are gli esperimenti sullo cavie i cc.nigl i ed i cani. Essi lnparatom izzarono 21 di questi animali e stabilirono delle legature sull'epilJloon, evitando q nalsiasi lesione acciden blle degli organi adtlom i n al i ed attenendosi ad un'asepsi minuziosa. Gli animal i furono sacrifìe.:ati in nn lasso di tempo variante da 3 a 12 giorni, e si praticò in ciascuno l'esame istologico dello stomaco e del fegato, ehe apparentemente non presenta\ano alcuna lesione. Ma all'esame microscopico il fegato fece notare l'esistenza di focolai necrotici in 10 animali, e nei dintorni di questi focolai esisteva tromi.Josi delle ramificazioni di piccolo e di medio cali bro della \ena porta; i trombi erano strA-tifìcf\,ti e corrispondevano perfet~amen te a quelli che si riscon Lra vano nelle vicinan ze di le-ga. t nre epiploiche. P resso un solo animale questa trombosi non n.ve-a determinato necrosi . Quanto allo stomaco nessuno degli animali da espPrimeuto pre:sentò nlceri analoghe a q nello osservate da Friedrieh e.i Hoffman n; sei volte invece si rimarcttrono delle suggellazioni piccolissime a live1lo della mucosa gastrica. L'esame microscopico dimostrò in due casi la presenza di leggere emorragie della mucosa; in altr) il sangue non si t rovò che nel secreto r icovrente la mucosa. Pres.;o un an imale il cu i stomaco awva presentato nll'autopsia un !.\spetto normale, si potè constatare al microscopio una. trombosi Yenosa nella. sotto mucosa senza lesioni concomitanti della m n cosa; in uno la lesione venosa esisteva sino alla legatura epi ploica.. Da questi risultati gli O. couclu!>ero coi precedenti cbe la necrosi del tessuto epatico è di natura emboli1~a e proviene dalla trombosi dei vasi mcsenterìci ed e p i ploici sottomessi alla. legatura; ritennero i noltre che queste trombosi producono tuuto più facilmente l'insorgere di focolai di nccrosi per quanto l'energia del cuore è stata transitoriamente affievolita dall'alto operatorio. Circa le sognala.t.e ulcerazioui gastrich e credono che dipendono da trasporti di trombi infetti, la cui virulenza accoppierebbe i suoi eiTetti a quelli dcll'otturamento del vaao. Comunque, dal complesso d ì questi esperimenti rimane in mct!o chiaro ed inconfutn.bile dimostraLA. la necessità di rispettare il più ch'è possibile nPgPintervPnti addominali ilyrand'epiploon, ricorrendo alle asportazioni parziali di esso solo quando graYi ed impellenti ragioni lo impongano. Il severo monito dvi la medicina antica : c memenfo omt'nli.s » esprime ht felice intuizione dell'alto compito di det.ta. membrana, e deve suscit~tre gravi rimorsi nell'animo di parecchi chirurghi, (l) ENOELHARDT e 1()01 , p. 3!)8,
~EC'K. -
Dwt. Zcit. f. Chir., L\"II, 3·-l 1!)0 1; Scm. Jliri.
CO~TRIBUTO ALT,O STUDIO DEL GRAXD~ EPIPLOON. ECC.
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pensando alle antieconomiche mume.zioni ed ai maltrattamenti mflittile tutte le volte che loro è venuta. incontro nelle laparatomit> e nelle erniotomie. Ma non basta. solamente rispetta.rne la illtegrità.; occorre anche non comprometterne la funzionalità, vale a dire non Jimitarne con manovre intempestive e con irrazionali artifizii operatorii la tanto benefica. mobilità e quindi non osta.cola.rne le proprietà antitossiche e fagocita.rie. Va. perciò deplorato l'abuso dello zaffo alla. M.ikulif'z ne-
gl'interventi endo-addominali, perchè lo zaffo col suo notevole volume e colla. eccessiva pressione, ricalcando l'epipluon in vario senso, impedisce ch'esso rimanga. disteso dinanzi le anse inl;estinali e possa. portarsi là dove il maggiore pericolo lo reclama., ed inoltre ne esaurisce il potere agglutinante e fagociti co per la lotta. immane che q nello l\ obbligato a sostenere contro l'enorme corpo estraneo nei tentativi d'inglobamento di esso. Va senza dire poi che lo za.ffo il più dellE' volte. anzichè agire da filtro, si imbibisce subito di sierosità. e di pus, nonchè si essica. nella. sua parte esuberante e fa. piuttosto da turacciolo impermeabile, la cui rimozione, oltre a vivo dolore, provoca non di rado vere ondate di liquido icoroso, e lacerando bPnefiche aderenze, dà origine a mortali peritoniti. Ben quindi dice il Camaggio (1) che molte volte il chirurgo coll' uso dello zaffo alla l\Iikulicz fa come quello che chiude il lupo nell'ovile e lega il cane. Io spero di essere riuscito a far risaltare in tutta la. sua. interezza la. grande importanza dell'omento quale organo di conservazione e di protezione dell'organismo; in un prossimo mio studio mi propongo .invece di considerarlo q n al e organo di reazione e di offesa.
RIVIS TA SINTETICA T E RAPJA AR:::E~OB"ENZOLICA E S ISTEMA NERYOSO. per il dott. Luigi Severi , capit>~ no medico. Tra i vari inconvenienti, pit\ o meno reali e p1u o meno gravi, attribuiti a lla terapia ar;;enobenzolica nella. sifilide, hanno suscitnto uno speciale interes-;amento certi accidenti a carico del sistema n ervoso centrale e per iferico, che per qunnto possano essere provocati dalla sola :;ifilide tanto n el periodo r ecent e che nel tardivo, pure si sono osservati susseguire cou m!lggior frequenza dopo Ìe ioie;doni a.rsenobcnzolicb e. Queste lesion i nen•ose sospette di essere in rapporto colla terapia arsenobeozolica, vanno sotto il nome di " neurorec.iJive ». Questa denominazione manca però di quella precisione ter.nica, tn.n to n l'cessaria n el liuguaggio scientifico: in· fatti par e ovvio si dovesc;e parlare di n eu r orecidive, quando q u este lesioni n ervose sus~eguissero ad altre già prima constatn.te e scomparse, con1e si parla di roseola reci<livante, q uando alla prima. manifesta.zione roseol ica ne sussegue una secon da. Credo perciò sia più proprio parla1'8 d i neuriti, percbè pr•lcisa.mente quasi sempre in questi casi s i tratta di neuriti n el territorio dei ue1·vi c1·a nici : ottico, oculo motor comune, trigemino, facciale, a custico ; più rarament~ di pol inevrit i perifl' r iche. Queste neuriti, che pl'ima pres€n tav:1no uno ~;carso interesse almeno dal lato eziologico, sono stnte oggetto invece in questi ultimi anni di molte o;;servazioni, d i discussioni polemiche, d i varie ipotesi, pcrchè, come bo giil d etto, la st::~.tistica di queste lesioni dopo l'uso degli ar:'ienobcnzoli è apparsa pit\ numerosa e questa ·maggiore f requenza si è voluta. porre da alcull'i in relazione colla nuova terapia. Credo pertnnto interessante di riassumere brevemen te le ipotesi dei vari autori a questo proposito, per poter trarre lo deduzion i più probabili circa la frequen za, la patogenesi, la profilas~i e la cura di qtteste cosi dette netuoJ·ecidi,·e. E in questo piccolo rias<>uuto c1·itico mi sono basato non t anto sulla mi n mo,]eRta esperien;r,a, quanto sulln la.r~a e diuturna osservazione che ho potuto f~tre nella cli11ica di Bologna. direttn. dn.l maestro prof. Majocc!ti, l\l quale porgo vi,·i ringraziamenti per i suoi utili con~igli e suggerimenti.
••• Come ho già accennato, i silìlografi !:Ono tu.tti d'accordo nell'ammettere che In. sil:ilide possa per t;Ò sola p rovocare queste twu riti. .Molti tli essi perciò opin:mo che quest e neuriti non sio.no che l'esponente di una vcm e propria si6lide genuina, anche q un n do su!'~egunno alln. ternpia at·;;enoben;:olicR.. )folte us;;en·azioni militano in favore r!i que;;ta. ipote>i. l'd na tra le altre quella. che que;;t!l neuriti s i possono os!':ervare in si61itici non curati o curati con preJJar ati jodoroercuriali. Co;;! è stato notato in r,n·ore di questa opinione il fatto che ammt•lati non sifilitici (pnludismo, spirillosi ), trattati cogli arsenobenzoli, non
RIVI~T.-\
SI~TETICA
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hanno mai presentato ta.li lesioni nervose, e l'altro fntto che queste lesioni nervose guariscono di solito rapidamente sotto l'azione di nuove iniezioni arsenobenzolicht>. Inoltre nell'esame del liquido cerebro-spinale in c11.si di neuriti, susseguentr alla cura di Ehrlich, si sono riscontrate le caratteristiche di una meningite spec ifica, e si è potuto trasmettere la sifilide al coniglio coll'iniezione di questo liquido. Tutto autorizzerebbe a credere dunque che queste neuriti non siano che speciali manifestazioni dell'infezione luetica. anche quando susseguano alla terapia arsenobenzoli ca. Come si spiegherebbe allora. la maggior frequenza di queste lesioni ner.-ose dopo l'uso degli arsenobenzoli? Innanzi tutto f&.rò osservare come questa maggior frequenza sia relativa e discutibile, perchè i sifìlografi su questo punto non sono concordi. E a questo proposito cito volentieri una. statistica. pubblicata da Fehr sulla papillite sifilitica. Egli ha trovato che sopra 26!36 ammalati esaminati dal punto di vista oculare, avanti la cura arsenobenzolica., 217 presentavano alterazioni varie dell'apparato visivo, 41 erano affetti da papillite ottica senza. sintomi subbiettivi. La proporzione delle neuriti ottiche avanti il trattamento er a. del 2 2 p. 100 e del 2 4 p. 100 dopo il trattamento. Una differenza minima dunque, per la. quale certamente uoo si può invocare con serietà l'uso degli arsenoben.z oli! Wecbselmann e Selligshon di Berlino hanno pubblicato una statistica di 1400 casi trattati cogli arsenobenzoli, senza poter notare effetti nocivi sul sistema nervoso. Nella clinica di Bolog.aa, nella quale sono stati sottoposti dd prof. Majocchi alla terapia arsenobenzolica più di 1500 ammalati, si sono osservati rari casi dt neuriti, non certo superiori di nn mero a quelli che si riscontravano quando si us9.va !A. sola terapia mercuriale. D'altra parte però molte altre statistiche denunciano con convinzione un sensibile aumento di queste Beuriti dopo l'uso degli arsenobenzoli. Per spiegare questa maggior frequenza alcuni osservatori, per ana logia a quanto si era osservato con altri arsenicali (cacodilati, metilarsenia ti, atoxil, arsacetina) invocano la teoria tossica. e considerano queste cosidette neurorecidi~e come vere neuriti tossiche. Questa ipotesi si dimostra però poco verosimile, se si pensa che queste neuriti compaiono sovente dopo un lungo i ntervallo di tempo dalle iniezioni arsenobenzoliche, quando l'arsenico è già s ta to eliminato dall'organismo, mentre le altre manifestazioni tossiche, ad esempio quelle cuta.nee (eritema scarlattiniforme, orticaria, erpes zoster) susseguono a brevissima distanza da queste iniezioni. Inoltre come si potrebbe conciliare con la teoria tossica. il fatto che ammalati non sifilitici trattati cogli arsenobenzoli, non hanno mai presentato simili lesioni nen·ose. e l'altro fatto che queste neuriti assumono un decorso favorevole e guariscono, se sono trattate con ripetu te iniezioni arsenobtmzol iche? Scartata Jlerta.nto l'ipotesi che queste neuriti siano dovute a lesioni puramente tossiche di origine arsenicale, resta da vedere l'opinione di ~oloro che ammettono che gli arsenobenzoli possano in certi casi costituire una causa occasiona le. ed adiuvante allo sviluppo di queste neuriti, rimanendo sempre ferma. come causa efficiente l'infezione sifilitica. E precisamente gli arsenobenzoli sono accusati di costituire una causa favorevole allo sviluppo delle neuriti, quando sia uSJitR una tecnica difettosa o per l'impiego di dosi tro ppo elevate, massime nel periodo Stlcondario, nel quale esiste quasi sempre uno stato di meningite latente, o quando
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IUVl::'l'A ~ I~1'El'ICA
la terapia sia poco energica, insuHiciente,··trascurara, come accade spesso per negligenza ed ignoranza degli ammalati. Questo modo di vedere troverebbe conforto nel fatto che queste neuriti sono andate diminuendo di mano in mano c he si e pesrfeziouata la. tecnica terapeutica., nonostante che d'altra parte cresca sempre più l'uso degli arsenobenzoli, come si può constatare dalle statistiche recenti. Per comprend..re come dosi elevat.e di arsenobenzolo possano contribuire, massime nel periodo secondario, allo sviluppo di queste neuriti, bisogna ricordare che nella maggior pllrte delle lesioni nerTose, determinate dallfl siBlide, si tratta di un processo di meningo-vascolarite, r.he spesso decorre latente ed i nsidiosamente. Ora, to r ti dosi di arsenobenzolo potrebbero accentmu-e e fare per cosi dire esplodere questi fatti di meniugovascolarite, sia che si voglia incolpllre le alterazioni che può apportare l'arsenico sulle estremità vascolari, sia che si voglia pensare all'iperemia. ed all'edema che può provocare una viva reazione di Herxheimer in
tessuti attaccati dallo spirochete. Ehrlich stesso, pm· essendo convinto che gli a rsenobl'm:oli non sono dotati d i neurotropismo, consiglio. di far precedere negli ammalati sospetti di meningite latente, uua breve cura mercuriale, per pn•pararc il tessuto nervoso a questa cura. mpida ed intensa e per diminuire i fatti reattivi che in uu tessuto cosi delicato possono essere cau::;a di gravi alterazioni. hl a pi\1 ancora che la dose eccessi va, può crN\re un terreno favorevole alla neurosifìlide la cura insufiiciente, saltuaria ed irrvgolare, dovuta. spesso, più che al medico, 111la trascurn.tezza degli ammalati. 1\on bisogufl di n1euticare il concetto di Ehrlich su queste cosi dette ne urore-ciJive; egli scrive: « Le nevriti dei nervi cranici sono mauifestnzioni della sifìlidl' e sono !lovute a spirochete isolate e rimaste viventi; non si tratta dunque di recidi'"e, ma di un ultimo resto di sterilizzazione incompleta ~- E questo con<:f·tto è condiviso anche da molt.i altri i quali ritengono che le spirocheto soprav· vissute, grazie all'flzione spir:llicida degli arsenobenzoli, che provoca la scornpar!'a di reazioni immunizzanti dell'organismo. si riproducano e possano determinare piu facilmente, per la maucanr.a di reazione da parte dell'orgnnismt>, lesioni di notevole gravita. De Azua insiste. anche per un altro concetto, sul1a grand!! importanza di una <Jura a.rsf'nobenzolica prolungata e progressivamente intensa, per evitare ulteriori lesioni nervose. Bgli afferma inftLtti che le meningi trattengono l'arsenico meno a lungo che In pelle, le mucose, le ossa ed i visceri, negli elementi cellulari dei quali rarsenico s'incorpora durante parecchio tempo. J_~e meni11gi rappresent!lno cosi un locus m ino?·is resistentiae; accade allora che il resto dell'organismo, essendo in relativo stato di difesa per l'impregnazione arsenicale, le spirochete emigrano per fissat·si in un tessuto sen<r.a arsenico e che loro sia meno ostile. A. Saios da Aza porta coma causa di neunti l'iniezione unica e la medicazione eclusiva cogli arsenobenzoli. E come l::ì:tins de Aza, molti sono convinti che la terapia per essere completa ed energica debba es~ere mista, associando od alternando con criterio gli arsenobenzoli roi preparati ml'rr.uriali. Infatti per quanto non s ia. del tutto noto qullle sia il preciso meccanismo d'azione dell'at·senobenzolo sulla spirochete, tuttavia si può ammettere un'azione specifica dell'arsenobenzolo sul pamssita della sililide (parassitropismo nel senso di Ebrlicb), mentre d'altra parte il mercurio ngirebhe numentando i poteri di resistenza dell'organismo verso il parassita. Oru l'azione favore~·ole combinata d i questi due medicamenti
JlJVISTA
SI~'"TETICA.
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i eeno ohe molto più facihnent4:1 allontanerà. il snbstrato favore\·ole allo sviluppo .di una nearite siftlitica. · Per quanto riguarda la cura regolare, il maestro prof. ~ajocchi ha ~ovente richiamata la nostra attenzione su un altro fatto, che egli ha potuto constatare Della sua estesa pratica clinica e privata. Egli ha Otl,;ervato che per lo più sono colpiti dalla neurosifìlide individui poveri ed ignoranti, i qunli, non facendo t.e1oro dei consigli del JUedico, si sottopongono durante gli intcn·o.Ui delle iniezioni arsenobenzoliche ad un rude lavoro fisico e si espongono a cau~c rcuma• tizzanti o ad altre 'cause che diminuiscono la re.sistenza organica (alcoolismo, tabagismo, eccessi venerei). Non hu invece mai constatato queste neu1·iti in inùiYidui agiati ed intelligenti, i quali si astene>ano per vario tempo da qualunque nnn~l&(l{le fisico ed intellettuale ed o.s:-ervavano .scrupolo,-atucute i riguardi igieaici consigliati. Da quanto bo detto sino ad ora si può dunque presutnt•rc che sia più frequente la neurosifllide dopo l'uso degli arsenobenzoli, in indivitlui giil pre•lisposti, se vi concorrono queste tr& cause, spesso riunite insieme: uso di dosi ecce!"c;h·e, scarsa. cura antiluetica, mancanza di ogni riguardo igienico. Non fa mestieri ora spender molte p11role per la profilassi l) la cura di queste nearlti sifilitiche. Per quanto riguarda le dosi convettà sempre cominciare (a meno ebe non si voglia tentare una cura abortiva) con doc;i lievi, progressivamente crcecenti. Qaeate norme dovranno ancor più essere osservate nel periodo secondario, Del quale si hanno fenomeni reattivi pit't rapidi e più intensi, e nel quale esiste, oome bo detto, quasi sempre una meningite latente. Anzi in questi casi e più &DCOra nei pazienti che presentano sintomi di sifilide cerebrale o di meningite iai&iale, converrà. far preceùere, giusta il consiglio di EL.rlich, iniezioni mt~rcu· riali alle iniezioni arsenobenzolicbe. E superfluo ch'io ricordi come siano sintomi .premonitori di meningite si6litica: la cefalea intensa, la rachialgia, l'astenia aotoria e psiebica, i disturbi della. loquela, crampi, vertigini, vomito e sovente .cintillio agli occhi, ronzio auricolare, ecc. Ricorderò invece che nei casi dubbi .. 108petti è moito raccomandabile l'esame del liquido cefnlo-rachidiano. La pun· &ara lombare in questi casi, come dice Ravaut, rapJU"e~enta una vera biopsia, molto più che essa ci può indicare delle gravi lesioni nen-ose, mentre l'esame del sangue ei può dare una Waasermann negativa. Indispensabile fattore pro61attico sarà ·ancora la cura energica, costante e naolare, per potere raggiungere la mi~liore st~rilizzaziono de!l'ammalato e per aettve nelle condizioni più favorevoli 'di resistenza tutti i tessuti, massime il ner...oeo, il quale più degli altri può risentire la mancan?.l\ di unLl cura sufficiente .. replare. Non bisognerà ancora dimenticare tutti i riguardi igienici necessari, che si •no COD&tatati indispensabili perchè la cura sia veramente completa ed efficace. Per quanto ri([Uarda la cura della neurosifìlide, basandoci sempre sui concetti cito ~ti, sarà necessario istituire una cura regolare ed intensa sia con ar>~e aobenaoli, aia con preparati mercuriali, cercando nel contempo di allontanale *utte le cause che possono avere contribuito allo sviluppo di questi accidenti nervosi. B.iu.amendo, possiamo ora trarre le seguenti conclusioni : l• Che queste neariti, ehe oggi vanno sotto il nome di < ueurorecidive:. -.o leaionl provocate dalla soli\ infezione sifllitica; P Obe gli arsenobenzoli possono creare un 1mbstrato fl\vorevole allo sviJ uppo della neuroeililide, se adoperati in dosi eccessive o in modo iuegolnre e
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RIY I-.TA SIXTET ICA
i nsufficiente. m assime nel periodo secontlario o qua n Jo •i s iano prodromi d1 manifestazioni cereb rali; 8° Che conseguentemente p e r la profi lassi è necessario usare dosi lie-ç-i p rogress ivamente crescenti di arsenobenzolo, is tituendo nel contempo una cura intensa e r egola r e. peceduta alle volte e sempre seguita da una. cura mercu r ia le : 4° Che per la. guarigione della n euros ifilide conviene insistere nella cura a rse noben zolicn P mercuriale e nell'osservanza di tu tti i riguardi igienic i necessari. BIBLIOGRAFIA. Bicidivu et réinfectiont aprè~ traiiLment fÙ la ~yphilu r~ccn'c r·ar le Salvarsan. ( La Pressi! Médicale, 13 sept. 1913, n. 75 ). N1c aor.s e Houoa. Sulla presenza della epi•ochtte n el liquido ccfalo-rachid ìan'• i n un individuo con '1euro-recidive. ( La Pru11e _1fédicalc, n. 55, 5 luglio 1913 }. FoBDYCE. DiectUJ8ÌCif\ i" Symposiwn on Saloorsan. tX tw York State J ounoal of .Jfedicin c, luglio 1912). G. D&EYYU S . Ueber E~tehtmg, V erhiitung und B chandlung t:on N eurorezidit•en. (Munch. -1Iediz . W och .. 1!)12, n . 40·41-42 ). I. DE AZ tJA. Neurosi{ilis po8t-salt'areanica en un srcuwlar io. (Ret-ista din i<'a de Madrid, tomo VIll, n. 16, 1912, p . 1581. A. ZALOZIECX t et R . FRUBWALD. Zur Kenntnis der Himmn·et~térunge?J i m Friih~tad,:u m der Syphili~ spezialnach Salrorsan. (W ie,ler K lini~che. W och., 191 ~. n. 29-30). F . F n<Kus. - Zur K enntnis der Hirnschwellu.n(JBer8cheimmgrr~> Wci.~rend der Syplu'li$beha.ndlung. (Dermatologische Z eite. 1912, n. 8, p . 6i5 t. S. FD>OER. - Mercure et S a lvarsan. R emarqu e.e sur la eyphilothérapic. ( Wicr~er K lin. W och•• 1913, n. 15, p. 5 61 ). S. A BTTE et G. PETGES. l Duqueyrou:r. Polyo1evrite se11<•it i~:o-motrice a t·ec trrmble.s psycldques à la suite d'une infection irnraveirlelue de ,<:ait·arsrm. (Annales d ;: D crmLJ.tologie et de Syphil, n. l, janvier 19 13). P. RAV ~ UT. L es r~actiom mrvtuse.• tardivrs CJbscrvées cl.F~ certa in' syphilitiques traité8 pa r le Salvarsan et l!~ menh~>g,··mscularite sypltiliti que. (PruJ>e M édicalc. 2 mam 1912). E. JEANSELYE et PA U L CRE\-ALLIER. - RcchcrchM sur le8 m(,tingnpathiu 8yph iliti•]lll!~ sccondairu cliniquemmt latentu. (Rcvue de M édeciJle, 19 1 ::l n. 5 -G-7-8 ). CA PPELLI I. e ToaRlOIA-"1 A. Cc-ntribtllo allo studio delle n-ttro-rccidit:ll. (Giorna lr ùaliano malattie ven eree e della pelle, iasc. l , 19 13). BE~ARIO. Bcmerkungl'n iiber die. Hàu/igkeit und R ochgradigkcit der ]\"wrvrezidit·e ~eh Sa lvarsan . (-11uncherv.r mediz. W och., 19 12, n . 4 0 , p. 2172 ). A. SAn:- DE AzA. T ratamiento de lQJI n euro- recidiva.. en los cnftrmos trata·lot par Salt.'<lrsan. t Actas dermo-8i/iliogra{u:as. 19 12, n 3, p. 26 4 1. )L :IL M ORIN et J'OULIA. - L e X lo6alL•ars:Jn à la Clini']tte D crma tl)/ogiqtte de Bordrcnu ; ( 1913). (Annalu de Dermatologie et dc Syphiligraphie, n. 2, 1914). P . R toAUD. - Syphili<f acquise tt oreille interne. (Anna/ce dc Dermatologie et dc .;;:?IPI•iligraphie, n . 4. l!l l.t). M c AoAliS - Boston medical ancl 8ltrgi~ol Jot~rncl, :?() fehbraio 1914.
P. RAVAUT. -
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RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RIVISTA MEDICA I . ST& AUSS. Cura d e lla s olatica con iniezioni epidurali di soluzlon l Alloe. - (Jiedical Record, n. 6, 6 febbraio 1915). Il met odo delle iniezioni epidnrnli nella sciatica è stato per primo suggerito
dA Catheli.n. L& iniezioni vengono fatte nello spa.zio epidurale, che comincia a.l margine inferiore della l • ver tebra sacrale e si estende fino all'articolazio ne sacro· coccigea; il fo ramen saerale superiu.s sta a.l te rmine della cresta fatta dalle spine saerali, è l argo cm. l e lungo cm. 1'/,-2, ed è rico , erto da uno spesso legamento fibroso (ligamen t o sacro-coccigeo). Ci si serve di un ago lungo cm. 8, di mm. l Ji diametro; il pazien te è posto n ella. posizione genu·pettorale o di fianco; s i può nnestetizza.re la pelle ed il legamento con novocaina. L'iniezione consiste di una soluzione salina fisiologica, sterile e calda; ai primi cc. 10 ·20 di essa vengono aggiunti gr. O SO d i n ovocaina con adrenalina Quindt" vengono iniettati altri cc. 60·80 di soluzione sali na (Stra.uss è arrivato ad iniettnme cc. 130). I disturbi che può risen tire il p aziente sono legget·i e si lùnitano a qualche sensazione •li puntura n ell'arto affette> e solo al principio dell'iniezione. CIAunr.
A. C. JORDAN. - Sulla diagn osi d ella tuberc olosi p olmonare col raggi X . - (The Lancet). L 'A. rileva. che Il\ diagnosi razionale della tu be-rcolosi polmonnre iniziale non
ha. potuto per molti anni sufficientemente progredire per il generale precetto. fon· dato sull'osservazione stetoscopica, che la malattia comincia agli apici. Le osservazioni p raticate a mezzo dei raggi X banno indubbiamente messo in chiaro eh~ le cose non p rocedono in tal maniera : ed e assolutamente raro di trovare dei focolai tubercolari limitati ad un apice: ed allorquando vi sono focolai apicali Ti sono quasi sempre anche altri focolai disseminati fra l'ilo e l'apice ed altri ancora disposti radialmente dall'ilo lungo i bronchi verso In periferia. D modo abituale di invasione del polmone è il seguente: Ln primitiva altera;done è costituita da un catarro dei grossi bronchi, t' il lume di essi si riPmpie di cellule epitelioidi. n catarro può estendersi ai broncbeoli e puo allori\ riscontrarsi qualche bacillo nello sputo con ricerche molto accurate. Fino n questo stadio non è possibile scoprire alcuna alterazione coi raggi X; e la malattia praticamen t-e non è che ona bronchite. Lo stadio successivo è il piu importante di tutti; i bacilli tubercolnri in as· sociazion e con altri microbi, come di regola, attrl\versano le pareti dei broncheoli; e si stabiliscon o allor11 infiltrazioni leucocitarie nel tessuto connettivo circostante
le cartilagini bronchiali. Ora que~te infiltrazioni sono facilmente \·isibili coi rag~i X, e danno lu<•go appunto n quelle fhe macuh.zioni che c:;ono caratteristiche dei primi sta•lii delln tubercolosi polmonare. I.a distribuzione d1 tali maculazioni i: -.empre rad1ale a partire dalla radice del polmone, e In loro appartnza caratteric;tic" è la. di~posizioue peribroncbiale lungo i rami dcll'alb1·ro bronchiale. ~el mentre si \·anno manifestanrlo quPste eruzioni peribronchiali, le glandole dell'ilo •anno compiendo In loro norml\le fun1.ione, e l'omhm in corrispondenza di esso aumento. di volume. Questo stato viene tlali'Rutore distinto col nome di tisi pP1'i· ln·ortcl!ialP; induhbiamente questo è il modo 1\bituale dell'inizio d1•llo. tubercolos i polmonare. In condizioni adatte può ayersi la ~uarigione; i leucociti scompaiono; e al lnro po,to .«ubentra un tessuto cicatriziale. Tu tal caso co1 raggi X non .;i vedono più ·h·lle maculnzioni, ma soltanto un i~pec;~imen to delle lince irradinntisi attorno ai bronchi. ::\ei casi non favorevoli 1' inva..;ione le\ICocitaria dei te$:suti aumenta, le macula?.ioni isolate confluiscono e formano dei blocchi i la malattia rnggiunge l'apice, e rapidam••n te assume qui uno sviluppo ~crio, e~sendo esso la parto più vulne1·abile del polmone. Il medico che confida nei Sf'gni stetoscopici per stabilire l'entiti< della malattia, può non scoprire alcun seguo, eccetto forse quelli del catarro brouc:hiale, fino a che l'iufiltrazione non hn. guaJaguato l 'apice; la ti.si peribrouchiale iniziale non dà Sf.'!.{ni fi~ici manifesti; e perciò può passare f;~cilmente indiagno~ticato lo stadio più favore\·ole ddla malattia. BA LESTI! A.
RIVISTA DI CHIRURGIA DI GUERRA l r. HEnms. - Nove me1l di ohtrurgla 1ul tronto dl Verdun de t'. l cfld•;mie de médecine, n. 80. - P tnis, l!Jl5).
(llulletin
Dopo aver prestato servizio al principio della guerra, come medico capo d'ambulanza, senza essere entrato in funzioni, l'A. fu inviato a Yerdun il!) novembre scorso come cltit·urgo nei gmndi ospednli aVIH17.ati. Iu questi nove mesi di chirurgia intensi\·a ebbe a curare 700 feriti, ed ha potuto raccog liere importanti osser· ,·azioni che •·ia~sumiamo brevemente. Le fl!l·ite in guerra banno una caratteristica tutta JWopria, che nello \oro lesioni, nella prognosi e nel lo ro trattamento. le differenzia da ogni specie di chi· rurl{ia cidle e nello stesso tempo dai più gra,·i accid<•nti indu,;triali. Questa particolarità non è costante : essa varia a seconda della natura dello armi, ,)ella di!>lHn~a del tiro, nonch:\ della rapidità e della qualitÀ. dei soccorsi. L'.\. fa notar·e che di«gnt?.iatamente più si perfeziona l'organizzazione del ser'I'ÌI.io !-anitario. Jliù si accentua In gra,·it:\ inevitnhile delle feri te. Alle ferite da. proiettili di fucile ed a q ••elle prodotte da ohi ci, giit co.,i gra d, si aggiungono attualml'n!e anche le ferite per grannte e per shrapnell oppure per bombe. Que!'ti
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eongegni realizzano ana molteplicità. di ferite, per tutte le quali la prognosi è resa molto dHiìcile: per lo shock generale intenso, per l' ane1nia, per le lesioni ossee e delle pa.rti molli, e per le infezioni flemmono-cancrenose. Egli ha fatto circa 2000 anestesie e non ba avuto che Jue ruoni per sincope cardiaca: in questi due casi ha praticato senza successo il massaggio al cuore, una volta per via transdiafr&.DllD.&tica, la seconda per via. torucica diretta. Le anestesie sono assai tollerate, qualunque sia il digiuno o l'astinenza preoperatoria: il vomito è molto raro. Non ha amputato che in cnsi estremi. L'amputazione deve sempre esser fatta nel momento ope1·atorio favorevole e trova le sue ragioni nella estensione delle frattttre ossee o nello stritolamento delle parli molli. Bisogna. distinguere diverse cancrene: L Cancrena diretta, per shock con attrito dei tessuti, disgregamento e rot-
tura degli elementi cellulari: egli ha osservato dei muscoli, il vasto esterno per esempio, ridot.to completamente allo stato di carne a sn.lsiccit• : ciò t! dovuto allo s b ok .. idro-d.iJlamico :& : i muscoli, composti in gran pane d'acqua, a. causa delle aponevrosi che resistono. si laceraDo ed anche in asseuza d'infezioni, :>ono condannate inevitabilmente alla cancrena. 2. Cancrene per lesione vascolare: trombosi arterio·venosa, distruzione dellt> arterieS. Cancrena semplice per mortificazione dei tessuti con gas ordinarii di putrefazione. 4. Cancrena gassosa per infezione di microbi con eresipela.; questa comprende: una forma settjca diffusa, la cui prognosi è delle più difticili; una forma accessibile a i mezzi locali: causticazioni, sbrigliatnenti, amputazioni, apertura dei m on coni. L'etere non è sembrato all'autore specifico: ma è un buon eccitante delle cellule. Esso produce emorragie per la sua azione paralizzante s ugli elementi vaso-costrittori dei vasi. L'ha sovente adoperato mescolato all'alcool. 'Nel maggior numero di ferite l'A. ba constatato che si abusa di lavaggi: le loro qualità antisettiche non sono sempre giustificate; essi sono nocivi P.gli elementi celluJaJ:i. agiscono poco In profondità., poicbè coagulano la superficie dei ~uti; espongono a delle diffusioni acquose, alle putrefazioni favorevoli al pullulare dei microbi. In molti oasi, soprattutto nel periodo precedente all'attnale, cosi grave, cosi scoraggiante, non ha fat.to di più e meglio che un largo sbrigliamento. Ha praticato la toletta Tazionale, cioè l'estirpazione colle forbici di tutti i tessuti traumatizzati, disgiunti, contusi, fatalmente destinati alla fusione -puru· lene.. o ueerosi e spesso è potuto arrivare, con questo mezzo, ad una zona di te.;.suti più sani o normali, ed a trasiorma.re delle ferite destinate a peggiori complicazioni in ferite, le quali, per quanto vaste, tendevano a guarire rapidamente con qua.lsiasi l"imedio topico, o addirittura senza. Ha cosi ot.tenuto déi successi rimarç.hevoli. La grande attività al front~ non permette di fare degli studi più completi o delle st..t.istiche. Ma l'A. tiene ad affermare che, se qualche volta nei posti retrosU-nti o nell'interno si son visti venire da. Verdun o da un punto qualunque del fronte dei feriti o degli amp11tati che potevano sembrare in istato pietoso, non si può non a.pp:renare con benevolenza i medici che li hanno curati. Bisogna. aver visto la chirurgia ai posti avanzati per rendersj conto dello stato iniziale in cui a.rrivano i fe1:iti nelle mani dei chirurgi: pallidi, presi da shock, fortemente di~
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R!VISl'A Dl CH l RUflOIA !)I GUERRA
sanguati, coperti di fango, e colle ferito sporche di ogni sorta di contaminazione; essi sono e~posti ai più gravi pericoli. E in definitiva un ferito trasportato nelle retro·de rappresenta, s~mpre malgrado tutto, un successo dovu to all'opera sn11itaria di prima Jiuea : vittoria contro l'emorragi:~ immediata o secondaria, contro l'infezione purulenta, contro le cancrene, cont•·o il tetano; insomma contro tutte le cause che avrebbero potuto condurre alla mol'te o all'amj)Utazione.
P. }.loss~': et LA~L\RE. -
Detorlptlon e t applioa tion de l 'apparell à. extensi on de Pierre D elbet pour les fraotures de l 'humérus - ( /,a P1·esse .J.1Iéclicale).
L 'upparecchio si compone di tre parti. La p1'ima è un a1·co metallico la I'!Ja · meute aperto, che a hbmccia la r Pgione anteriore ed inferiore del l'ascella, e che colla sua estremità anteriore si continun con un'asta piena e rigida, forata da buchi, che discendono vertica.lmente verso In pi~ga del gomito. Questo arco si completa, riunendosi in avnnti con una coreggirt, che passa attorno alla spalla, ed ba come punto d 'appoggio su pcriore, in a ,·an ti, i l bordo in l'crio re del gran pt'ttorale, indietro, il bordo int't!riore del gr:1n dorsale, ed il cavo dell'ascella resta libero, non esercitando alcuna compressione !'ui vasi e nervi di questa regione. La seconda parte consta di un semi &raccialctlo di metallo, che si fissa alle radici dell'~wamhraccio, ed al quale è connessa cou un'articolazione a rotella, mobile in tutti i sensi, un'asta vuota e scaualata lateralmente (pm·te femmina), che monto. yerso l'ascella ed è destinata a ricevere l'asta su descritta (Jial·tc maschia ). L a te1·za parte è una molla a spirale, regolata per una tensione di 3 chilogrammi ed è posta in tf'nsioue al rli sotto <li una t:aviglia, che passa per la scanalatura della parte femmina, e si fissa ad uno dei fori della pa rte maschia, otteneudosi co:;ì l'estensione a. permnnem:a, A questo apparec<'hio furono fatte delle innovazioni, e la piu importante è quella di aver posto la !=<pirnle entro al tubo ,~uoto, verchè su di essa venendo a. term iuare l'asta piena. l'estensione continua sarei.Jbe più efficace. :È un a ppllrec· chiv, che io poco tf'mpo può e!:<Sere fabbricRto da. qualuuque meccauico, e la. cui applicazione e molto facile. Si mette sotto l't,scella un cu~;cino di cotone fissato con una benda di garza , e, meglio a ncora, s'imbottisco l'arco metallico ll \'Vi iuppandolo con cao11lcflo1tc laminato e tenuto fisso con qualche giro di garza. Si aceglie sull'avambrnccio un punto d'appoggio pel somi braccialetto, più o meno vicino al gomito, n seconda della direzione che si vorrà imprimere a l frammento inferiorE> dcll'oruero, per ottenere la miglior coaitazione, e lo si imbotti rà con un cuscinetto di cotone ricopeTto con lamina di cao11tclwuc e fissato con fasce di garza. Si fa in seguito entra re h parte mnschia m•lln pa rte femmina contornata dalla sua u1olla; si mett~ a. posto i l semi braccialetto antibrachiale e lo si fissa cou giri di fascia Rm idl\ta, o, meglio (nelle fcrite·fratture), con due na~tri di telo. pns~anti per gli orifici situati Il cillscuua f'St rumitil. del semi braccialetto, uno tlei q uali si fa girare attonto all'avambmccio, e l'al tro dietro al braccio. Si piega ad 11ngoJo retto l'avambraccio sul braccio, e lo si mnntiene in questa posizione con una striscia di tela (o con triaugoloi, che g i ra da un estremo at-
RIVISTA DI ClllllUBGIA DI GUERRA
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'tomo al polso e dall'alno attorno al collo. Si impedisce alla. coreggia che tiene fermo alla spalla l'arco ascellare di sdrucciolare verso il braccio, fissandola contro Ja sciarpa che sostiene l'avambraccio. ~'atto ciò, non resta che regolare la tensione, il che si ottiene abbassando la molla e mettendo al suo estremo superiore la. caviglia fis,;nta al buco cornspondente nella. parte maschia. Quando si rilascia la molla, questa fa rimontare la eaviglia1 che tende a raggiungere il bordo superiore della scanalatur11 dalla parte femmina. Dopo un po' di tempo i muscoli cedono ed il braccio si mette iu buona posizione : allora si regolerà la. tensioo.e, a. seconda delle circostanze È un apparecchio che conviene in tutte le fratture dell'omero, permette una buono. riduzione progressiva col mezzo dell'estensione cont1nua, constatata dallA. con radiografie prese in giornate diverse; assicura l'1rumobihtà dell'arto e di cou· segn~nza allevia le sofferenze; permette al ferito di pa,;:,eggiaru e di compiere piccoli movimenti di adduzione del braccio, di pronazione e di supioazioue dell'avambraccio; permette qualunque medicatura della ferita, senza. togliere l'appa· recchio e senza muovere il braccio. Nell'ospedale di Necker, per necessita, si dovettero usare anche sem•·canali, e co;;i l'A. potè constatare quanto più rapida. e p~rftltta sia la guarigione delle fexite-frottnre, trattate coll'apparecchio Dtolbet. TIREI.LI.
L. CoLESOHI. - D p iù • empUoe e più ra p i do m etodo per l a loo allzzazlone dei oorpl ••tra.ne l , medla.nte 1 l"&gg1 R on tgen . - ( L. a Radiologia m~dica, n 2, 1916). ll princ1p10 su cui si 6 basato l'A., colla collaborazione dell'ing. Biscarini, nel proporrt: un nuovo metodo per la. localizzezione dei corpi e,l.rauei a mezzo dei raggi X é il seguente: l raggi Rontgen p1Lrtono dali'IUlticaLode del tulJo vacuo in un fascio divergente conico che tende a prOiettare dtovlata e deformata l'ombra degli oggetti che mcontra: esiste però un raggio cl.e si sottrae a questa legge, ed é precisamente quello che forma. l'asse del cono, e cit.è ilra!lf!ÌO normale, come comunemente si chiama. Questo raggio, che parte diretto ùall'aoticatode del tulJo, non deforma. e non devia. le ombre degli oggetti incontrati; ed e ~u tale principio che é basata la ortorontgenogrnfia.. Ora è noto come esistano vari mezzi per eenlrare il tubo, ossia. pe"r indiv1dualizzare que::.to raggio normale; e fra. i tanti l'A. ha scelto qo.ello della doppia croce, cbe gli è parso il paù ndatto allo scopo. :Supponendo quindi di avere un sostegno fano in wodo che permetta tanto al tubo quanto allo schermo di scorrere in due piani paralleli fra loro (onzzontaJi o verticali che siano), e dj avere innanzi al tubo Ja doppaa croce pel suo centra.· mento, il tubo sar&. centralo quando le omb1·e delle due croc1 (che sono iu pia ni differenti) si sovrammette ranno esattamente sullo schermo, e che il raggio normale passerà allora pel punto d'anterstztone delle due brauche della croce. .A.m· m~so ora che i due piani paralleli, in cui scorrono il tubo e lo schermo, steno disposti verticttlmente1 e che un qualunque corpo opaco ai raggi Rontgen sia in· terposto fra essi in un punto qualsiasi, mediunte gli oppottum spostamenti del tubo, si potrà sempre portare questo corpo sol raggio normale, e cioè 1n modo che l'ombra di esso venga proiettata sullo schermo nel punto d'tntersezione delle due bran che delJa croce, ossia nel cent1·o della croce. Allora tl4 corpo imma.gina.to
mYJ:.;TA D! CI!IRI.:BGJA. T>1 GUimRA
non ~arit soltanto sul raggio normale, ma sarà anche sul piallo no1·nwl,. os~ia sopra un piano iùeale a~teso dallo schermo al tuho, e•l il cui mar~ine in contatto con lo schermo sarebbe rappresentato dall'ombm dl!lla t.r.. nca orizzontale della croce. Dato per un momt·nto che que~to piano esista realmente e che eso:o s:a attraver~nto da. tanti fili metallici disposti i n senso parallelo allo schermo, erl a tlistauze uguali fra loro, p. es. di un centimetro l'uno dnll'nltro, il coq1o opaco surà compre!'o naturalmente nel reticolato di que'<li fili: i quali. fin cb t, il tul•o· rimaull ù·rmo, daranno sullo schermo un'ombra solu (risultante dalla sovrappo::izione delle loro singole ombre) che si confonden\ con quella della branca ori7.· zonttde della croco. 1\Ia se si ~posta il tubo, p. eq, verso l'alto, allora i ,·ari fili metallici di'l piano mt•nziona to, non più colpiti dal ragg io normale mn dai raggi ohi iqui, p1·oil·tteranno sullo schermo tanti.' ombre lineari par11llele alla brani'~ oriz· zontale della croce, l"ottoposte l'unn all'nitrii, 1111\ non più equidistanti fra loro, ben~i a t.lis tanza vnrin, risultante d:dla obliquità mnggiore o minore dei raggi che le colpiscono; e l'ombra del corpo opaco vern\ ncressnriamcnte a cn,lere nello spazio compreso fra due o più di queste ombre lineari. Supposto che ognuna di t1di ombre rappresenta uno dei fih del pi11uo stabil ito, e dato che questi fili erano dic;tanti un centimetro l'uno dall'alt1·o, si capisce facilmenle rome, cont11n<lo le ombre lineari interposte fra quella che rappl'C~Pnta la branca orizzontale della croce e l'omura del corpo opaco.si avrà r11pidamente calcolnta in ccntim!'tri la distanza n•ale di qm·sto corpo dal piano dello schermo. In questo, appunto, consiste il metodo dell'A . nell'aver pen~ato di traccinre sullo sd1erJno, per mezzo del cnlcolo, le linee corri~pondenti alle nu·ie ombre dei fili imm11ginari supposti. Dalla posizione che J'ombm del corpo e~traneo occnpcri' sullo schermo entro il reticolo del di>:cgno, si potdl facilmf•n te e per lettura diretla, contando semplicemente le lin1·e, risalire alla distan~a reale del corpo e;,.traneo stes«o, e quindi alla sua posizione. Di più nel di:>e~;oo e..;istono delle linee o!Jiique, le quali. partendo da un punto che rappresenta la proiezione d el centro della croce, si dirigono obliquame nte verso destm e verqo sin1~tm ai lati <li una linon verticale che rapprt-senta il pi11no verticale delln crocr- di centmmcnto. Que,;te linee (cnkolatu nncb't)sse per distanze rt>ali rli un centimetro l'una dall'altra) indicheranno la grandezza reale del corpo estraneo, o per !.''>Sere pili PSatti, di quella se;dooe di esso che si trova perpendicolore alla direzione dei rag~i. Praticamente il metodo immagin11to dall'_\.. si applica nel seguente mo,lo : Si abbi11no lo schr.rmo ed il tuho disposti ne lla manicrn pi ù sopra indicata, e snllo schermo ~<iu tr11ccis.to il dif<(•goo, che si sarà unturalmcnte calcolato in rapporto alla di~tauza f•sisteote tra l'aoticatode e la suporlìr:o fluorescente dello schermo etl i n rapporto ad un determinato spos tamento dol tubo: dt•tto rl i8r·gno consi.-te in una lìnea orizzontnle situata verso l'alto dello -;du·rmo, t11gliata nel suo mezzo da una linea verticale. Queste due linee rapprc,;cnlnno l'om brA. proiettata <in Ila. croce di centmmc nto, che de,·e sempre rimanl.'re dll\'anti al tubo durante tutta l:\ rirercn. e deve e~~ere spostabile in~ieme col tubo. Sotto la linPa orizzontale e ad una det<·rminata di->tanza da e~~a, sono trncciate tnllle linl'l' pure orizzontali e parallele, ma non equidistanti fra loro. Queste rette sono inlersccate da altre lin~e oblique di,·ergenti, che partono tutte dal punto d'inc1·ocio della lìnea d.i orizzonte con la ,·erticale accennata. TI ferito ,·iene pos to fra lo schermo t·d il tubo, come per le ordinarie rad ios copie, o quindi con gli opportuni spostameoti del tubo e dello <.chcrmo si c;;orca
RH"IST.\ Dl GHlRGRCH A DI GGERRA.
il corpo estraneo e lo si pone s ul raggio normale ossia in modo che la sua ombra coi ncida s ullo sche rmo con quella proiettata dal cent ro dPlla croce. Ciò fatto, sempre sotto il controllo dei raggi, si a pplicano due marche di piombo. una c:ul lato del corpo del paz ien te che g uarda lo schermo, e l'altra sul lato opposto, in m odo però che le ombre delle due marche si :sovrappongano a quelln del corpo estraneo, così da avere sullo sche rmo un'ombra sola. Si avrà cosi determinata la direttiva chiru,·gica, ossia il diametro del corpo del paziente. su cui trova~i c:itnato il corpo es tr aneo. A llor a si spo!lta il tubo l:'ul piano verticale di quei tanti centimetri che sono s tati prestabiliti nel calcolare il disegno, e si sposta pure verticalmente lo schermo in modo che la linea di orizzonte venga a coincidere con l'ombra della. branca orizzontale della croce, necessariamente spo::>b\taSi ;n . s ieme col tubo. In t al m odo il corpo estraneo e le due marche di piombo: non più colpiti dal raggio n ormale m a dai 1 aggi obliqui, non produrranno più sullo schermo· un'ombra sola, ma beosl tre ombre distinte, comprese tutte nel reticolato del di· segno. Contando allora le linee orizzontali interpost~ fra l'ombra dell~ clue marche e quella del corpo estraneo . si avrà. in modo facile e rapido calcolata la di.~lallziL -reale del corpo cercato da ll' una marca e dall'altra, e cioè la sua profondità lungo ]a direttiva dapprima tracciata. n computo poi degli spazi fra le linee oùlique che occuperà l'ombr a di questo corpo ce ne dirà la grand~zza. La localizzazione dive rrà quindi facilissima, riferendosi coi ricordi anatomici ad una. sezione i mmaginad11. del corpo del pazien te e.;eguita attraverso le due ma rche di piombo. Col sistema suesposto si compren de, del resto, come riesca assai facile de terminare il d iametro s u cui trovasi il corpo estraneo, sia in senso an· taro-posteriore, sia in senso la terale rispetto al paziente, oppure in altra qualsiasi direzione che meglio convenga al chirurgo, e n ella posizione stessa. in cui il maJato v errà disposto pe r l 'op~razione; cosa questa 1\SSai utile, p. es., In casi di corpi estranei n ell'addome che facilmente potrebbero spostarsi coi movimenti impressi al malato. Inol tre, qu alora l'o perator e abbia. già fissato il punto in cui egli cred& p iù opportuno aggredire i tegument i per procedere alla ricerca, noi potremo facilmente (come be n s i compre nde) determinare la direttiVI\ da seguire a partir& dll questo pun to, e la distanza esatta a cui il corpo estraneo veiTà. lungo quell& incontrato. D metodo propos to da ll'A. è a p plicabile a qualsia:si sostegno per tubi che permetta lo s pos tamento dell'am polla e del fluoroscopio in due piani paralleli fra loro, come sono in genere tut t i i moderni sostegni, sia quelli per t·adioscopie verticali, sia i trocoscopL Per costrnire l'ada t to disegno da applicare allo schermo basterà ..:onoscere l'esa tta distanza. fra l'IUlticatode del tubo P In superfice fluorescente dello schermo. In tali adattament i però bisognerà tl!ner presente che il fiuoroscopio n on deve oscillare, come snccede in genere nei comuni apparecchi, ove esso è semplicemen te a ppeso a. due corde mtmite di contrappesi. Di più sarà' sempre delicata la manovra di s postamen to del tubo, che è difficile eseguire a mano in modo esat to e nella precisa misura. voluta. Per tali inconven ie nt i e p er rendere facile, semplice e sicura l'applicazione del metodo, l'A. ba costruito un sostegno speciale, costituito da un Titto che porta un telaio s u cui seorre in senso orizzontale lo schermo fluoroscopico munito del disegno, ed un a guida entro cni può pure scorrere orizzontalmente un'asta metallica porti\n te l& m orl:'a che r egg e il tubo: il telaio e la guida sono a d istanza fissa ed 'invariabile. I mov im enti orizzontali del tubo sulla guida e quelli in senso anteYo-po.stel·iore ~all'asta sono comandati d11. viti a passo misurato, azionate fa cil.... S6 -
(;ior~Jak di m~drcinll m ili/are - Fa~c.
\' fl.
RtVISTA D I CH!RI;ROIA 01 GUF.RRA
mento da mnnoV"elle. Tutto il ritto può poi essere sollevato od alJbas~ato per mezzo Òt•lla vite comandata da una. manovella. Sopra il tubo è fi~sata la. doppia croce di centra mento; ed il tubo riesce facilmente ceutrato, essendo sorretto da un reggi tubo autocentrante. Per fat·e la ricerca si pone il malato, diste"o su un lettiuo o sulla stessa ba rella porta-feriti, fra il tubo e lo schermo; indi, movt>ndo la manovella s i sposta tutto il congegno in modo da portare lo s chermo più presso che si può a l corpo del pazi••nte. Ciò fatto, per mezzo degli opportuni spostamenti delle vi ti che comandAno il tubo, e dello schermo, si cerca il cor po estraneo, lo s i pone sul raggio o sul piano nor male, e si appongono le due marche sui lnti opposti del corpo del paztente nel modo più sopt·a desc ritto. Per f~tre la. leitur... ba11terA ora spo-tare il tubo di 10 centimetri l ungo l a guida ; cosa fac l is.~ima <:.isendo stAta. costmtta la vite a questo pt·eposta io modo che ogni suo giro completo >:posti il tuho di l CPntimetro : basterÀ. quindi gi ra re dieci volte l'nl•Jlosito. manovella Si portl'rà poi nel modo anzidetto la linea d i orizzonte de l dis<'gno a coi ncidet·e con l 'o m bra della br nnca. corrispoodeu te della cro(:e: e l n lettura dm·tta della distanza ~cl corpo estraneo delle due marche sarà subito fatta. L'appnreccbio può es,;er•. mon t ato s opra. u na bn>~e peqnnte, quA.lora tlébba ess••re utilizzato in un gabinetto rndiologtco stabile; ma l'A. ha peos:tto che la sua mag-~iore utilità potrà es«ere espli<'ata ne~li o<:peùnli dl\campo,ove per l'adlueuza dei feriti ò urgrnte disporre di un metodo quauto m11i facile e sbri~ativo per la. TiC•·rcn l' la t>.satta localizzAzione dei proiettil i, e do\'e es-;o potrà io ogni caso '>Crvire da comune trocoscopio, utile in tautb>:imi ca;.i, che permtotter:t di esaminare il ferito sulla ste'!sa barella su cui ue fu efl'o:ttulllo il tra'lporto, e che potrà n.ll'occorrenza tra~formnrsi in letto operatorio. A tale scopo egli ha costruito l'npparecc hio smontabile in due parti contenute in una (·n<:-;a i n:lll'me coll'appo,:;ito sch~>rmo e col tubo già centrato nella Slla morsa Tutti i pezzi ,.:ono tis~ati alle pareti delh cas~fl. in molo che noo subi-;cano spostamPnti per gli u r ti inevit abili del tmsporto. Al momento dell'u"-o i duo pe1.zi dell'npparecchio sono f,;cil mcntc innestabili l'uno sull'altro cou la sola pre-<~ione di nti mnnovrabilt a mano, s.•nzn l'aiuto di arnesi sreciali; e tutto il congc~no viene fi~,nto su un lato rlella cas~a, che fa co<>l da sostegno. Sullo ste~'o h.to della l'fiSSa t rovausi d ue ane lli, cui si aggAnciano le spirali che portano ht corrPnt.e 111 tubo; men t re s ul lato opposto e<i,.tono nlt.-i due anelli. cui vanno con:;iuu~i i ti li· del secondar io dol rocchetto, i quo.li r imangono cosi a~sai lontani d:d paziouto e dall'operatore. poneudo entrambi a l riparo da eventuali scariche elettriche.
c.
· G. F•~nnA Rt;>;I - A prop osito d ei prolettill espl os lvl u•atl da.ll'etet'otto aust r •a oo n ella g u erra attuale . - ( Wd~ta dt m~tlicitta [Pyale e d i !fÌILri s prud,·nz 1 mc<lic:a. Anno V, fase. \"I, lVliil, L'A, professore di patologia chirurgia n t:lla ll. Uuiversit;\ di Piso., ha avuto ,,cca.;io:le di os<ocrvare n"ll'o~pedala territoriale della. Croce Hos~a di Ma t'i n a d i Pisa, ove nttualmentc presta servizio come cnpo rl'parto, un cn-;o molto interessante di ferita ila palla esplo«i\·a. 'fratt:l~i d el !<ololato X di fantt•r:a, il 'lun.le il ~iorno 2:> luglio, ùumnte l'n.''S ,_,1.1to clt>l moute S. :\1ichele, riportò una fenta d'o.rma da fuoco di piccolo cahbro
RIVISTA. DI ClliRURGIA DI GUERRA
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•lla regione iliaca esterna ed interna sinistra, carat terizzata da due soluzioni d i ~ntinuità cutanee: una piccola., a bordi netti e di forma. roto nda, posta a metà circa.
della tT&Sversale ombellico-iliaca.; l'altra grandequa"i quanto un palmo di mano, a bordi contusi frastaglìati e r ovesciati in fuori, pos ta rl lh·ello della. fossa. il•aca esterna, subito al di dietro della spina. iliaca anteriore superiore Il fo orlo della prima ferita era. di color rosso-grigio; quello della seconda d• color grigio·nerastro, in larghi tratti decisamente nero, ed era costituito da Incinte muscolari e -da lembi necrotici di aponeurosi. In mezzo ai tessuti di questa seconda. ferita, in patt•' ta<'colti in uno srollarnento del comune tegumento, in parte annidati entro il piano muscolare ed i n parte infissi nelle c resta iliaca, l'A. ha riscontrato i SeiZueuti corpi estranei. l • uu blocchetto cilindrico di piombo, dt-1 di~mctro di millimetri 8 e dell'altezza di millimetri 14, incorniciato all'esterno da un rivestimento di metallo duro e contenente al centro un tubetto di ottone alto 10 millimetri e del dia.metro esterno di millimetri 5, il quale a sua volta <'ontl'nf!va un cilindretto verosimilmente di accia.io di millimetri 8 di altezza e 4.5 millimetri di ùiametro, con estremità conica e pontuta e suscettibile di scorrere in qut>ll~t o. stre~Zamento dolce; 2• una ghiera di ottone di millametri 6 di al tl'zza e 4 o d1 diametro, p iù o meno deformata e in via di aprirsi per un fessura longitud•mde; SO sei pezzi di lamina apparentemente di rame, più o mt>no accartocciati e di svariata forma e dimensione; 4• un dischetto r otc.ndo, anch'esso apparentemente di rame. di millimetri 6 di diametro. Dalla particolare struttura di questi frammenti e dalla cono"'cenza di unA. monografia del medico svizzero Reif'>~, sull' uso di proit>ttili e-.plosivi da parte dt>gli Austriaci nella loro guerra contro i Serbi, di cui venue data una breve rect>nsione nel fascicolo di giugno u. s . di questo s tesso giomn.le, l'A. è venuto nella con· vinzione che i pezzi metallici ri~cont rati nel soldato, non ~olo apparten~va n o in realtà ad un proiettile e~plosi V(' scopptato entro l'l. fert ta, ma che il proietttle stesso era identico a quello u<>ato dag:i Ans triaci contro i ~erbi . Infatti i pezzi di lamina di rame descritti al n. S altro non sono "e non 1l rivestimento della camera esplosiva scoppiata. Il blocc bt~tto cilindrir.o d i ottone descritto al n. l altro non è se non la base del proietti le, ed il tubetto d• ottone in e;:so contenuto è il corsoio del percu'>Sore costituito dal <'ilinclretto di acciaio a vente puntuta una delle estremttà.. Finalm-.nte la ghiera di ottone desrntta al n. 2, a aua volta, non è altro che la capsula contenente il fulminn 1o di mercurio, rhe nel proiéttile intatto trovasi inserita fra il percussore e la Cl\mera. esplo.-.iva, e della quale il dischetto di rame descritto al n 4 verosimilmt>nte è i l pircolo coperc h io. IJ presente caso clinico è molto fortunato, avendo il proiett ile colpito !'.. d-dome a liv-ello della fossa iliaca interna di si ni~:-tra, ma r.on direzione obliqua. da\l'inteTD<> all'esterno e qua~i tnngenziale alla parete ad·lominl\le e dopo "ver perforato poco più che il comune tegumento, a vendo battuto contro la cresta ed e~ p l oso a livello della fossr. iliaca esternA: l'ala dell'i leo è venuta pt>rciò a protRga-ere il contenuto del ventre e gli effetti dell'esplosione si sono verlfi<'a.ti esclusivamtonte ver~o l'esterno, a. danno delle sole parti molli superficiali dello. regione. L'A. si domanda, se all'infuori della contingenza fortuiti\ di rinven ire entro le carni frammenti del proiettile, sia pos.,ibile ind1. rre l' uso d i palle esplosive dai semplici caratteri della. ferita. Il Reiss, sulla base dei numero!<i casi da lui osservati presso l'esercito serbo, a.mmette che tali lesioni siano riconoscibili pt>r l'e-
RIVISTA D I CHliWRGlA DI GC ERRA.
norme spappolamento dei tessuti, pet· gli iimumerevoli minutissimi frammenti in cui le os~a sono ri dot te, per la grande nmpiezza ed irregola1·i tà del foro d'uscita, rlistnnioni molto pi u notevoli che non nelle ferite da comuni proiettili. J\In l'A., pur convenendo su questa maggior gravità delle les ion i, non crede che su questo solo dato si possa fnre la d iagnosi, se non al massimo in liuea di probabilità. Iufatti, a distanza relativamente breve, t•nche il proietti le comune di piccolo calibro dà generalmente feri te che hanno i caratteri di quelle da. !'coppio, con fratturo cormoinute e scheggia multiple proiettate in ogni senso, con enormi fori d'uscita, e ness un criterio diagnostico a i può desumere dn par t icòln.ri sotlet·enze eri altr~ ::enst!zioui soggettive immed iate o mediate del ferito. OcconerebLe perciò conoscore, caso per cal:òo, a quale distanza, magari approssimativa., il colpo v f." nne esplo~o. il che è molto difficile n stabilire. U n elemento più prezio,o di giud i;lio può essere dato secondo l'A. dnlln pre!'<Pn:t.a d i uu a nne~:imento, per cosi di re di u u tatuaggio carbonioso della feritR, rlte pure non venne prodotta da un colpo sparato a bruciapelo. Dato che la mi,.~·,,ta O!ìplosi v~~ contenuta ue i proiettili delle cart uccia stu1liate dal Reiss risultò :dl'anali:;i chimica composta di polvere uera compressa e Ji limatura di alluminio, si comprende come la feri ta possa in molti ca.;;i presentar;;i a fondo e pareti au · ne ri t i e bruciacchiati, coi ben conosciuti cnratlcri (iuterui inYece che esterni) di fori ta d'arma da fuoco esplosi\ 11. bruciapelo. Un ultimo fatlo merita, secondo l'A., di essere s egnalato quale indizio di uso geuerico di proiettili esplosivi contro In truppa combattente, ed è cile i soldati contro i quali si spn.rauo ta li proiettili non s olo sentono il rumore dei colpi che vengono esplosi di fronte a loro, m >\ ne sentono ancora d ie tro le !'palle di quelli, che la prat ica dei corubattcnti ben presto li a v\·ezza a distinguere dal caratte ristico rumore del g r nnd in:t re dei proiettili comuni. È questa una constatazione che già i soldnti dell'esercito serbo hanno fatto e che appunto mise i lo ro ufficiali in sospetto sull'uso, ai loro da n ni, di tali mezzi d'ofl'l•sa. L'A., per un doveroso r iguardo, si è a~tenuto dal rivolgere ai feriti dn lui c urati ulcuna interrogazione sui fatti d'arme ai quali parteciparono. e perciò g li ma nc:tno clementi per aO'ermare che ciò si sia ,·erif:icato anche presso il nostro esercito. Tuttavin. é probabile che questa sia la veritt\, ed ò lecito pensare che il particolare rumore di scoppio dei proiet t ili (che in verità sono dei piccoli shl'aJmells a percussione) ed eventualmente lA. fi amma e il fumo della. esplosione a bbiano già formato oggetto di partico lare osservazione da parte di chi direttamente o in,Jiretbunente pa rtecipò ai fatti d':lrme delle nostre truppe.
c.
l~ l VrS'l\ -\. D I PS rCO LOG LA C:. C. F!·~fWARI. -
Osservazioni pstoologlche 11ut feriti della. nostra gnerra.
( Ririsla di psi<X>logi a, nn no 11°, n. 3- !, 1U15).
L'A., d iretloro d,·l manicomio provinciale di Bologna in Imola. e dell'anuesso labor:uono di p:;ico logia sperimeutalo, ha avuto occa~ i one di intratteners i a lungo
RI'Yl"TA DJ: PSICOLOGIA
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<eon i feriti reduci dalle battaglie dell' Isoozo, rico\'erati negli ospedali di riscrvn di Bologna e di Imola, e raccogliendo e coordinando !lenza frasi 1~:~ espressioni risultanti dalla co11versazione con detti feriti, ha ricostruito efficacemente un'im· magine abbastanza. genuina dello stato d'animo del sold.1t0 d'!tn.lia, che la guerra del lUllS ha rivelato. Di queste interessantissimo osservazioui psicologiche riteniamo perciò opportuno dnre un largo sunto. I nostri soldati sono i più mode,ti ed umil1 uomini c he , j possa imaginare: tornano dalla guerra con l:l 11aturalezza con cui oggi sc<Jndinmo dall'automobile -dopo una corsa nn po' veloce, come se la gu••rrn fosse stata ,.empre In loro professione. Questo spiooa meglio che mai dai loro discorsi spoutnnci : c Se invece cbe nn braccio o una gtmba foss1mo stnti ful"iti nl petto o alla t~ta probabilmente non saremmo qui, saremmo rimnsti la!'sil; ma ciò non è stato. Vedremo poi. Per ora n on potevamo far altro e sinmo qui ,., In queste parole p&r di sentire nn bisogno di giustificnrsi d'essere tornati, di nver cess1tto di combattere. Sembra quasi che sentano la necessità di s c usar"i di '-'"SOrt> soltanto feriti o di essere tornati prima dì M•••re assolto un certo ouùligo. Se i soldati si mostrano grati dell'interessamento che de,t~tno, non è perù che non se n e meraviglino nlquanto. Anzi delle giornate pa:;sntu allt> triucet', df:'gli atti compiuti non p&rlano che se sono richiesti, ~e vi !:ono iuvit.1ti. spesso con gentile insistenza Le cause per cui i feriti spiegano questo riserbo sono due: una. nativa timi· dità dell'uomo del popolo & pnrlnre di sè, specie l>C si vedtJ, o sente, o suppontl nmmirato ; è nn Sellso delicatissimo di onestà. per cui il ferito in battaglia si giudica. meno meritevole di ammirazione e di elogi di co lui che gli è morto al 6anco; per cui compiacersi dell'~tccoglienza fatta, l\ Imeno uPi primi tempi, sembt·n loro di cattivo gusto, como se dMraudussero i morti, cl1c hanno dato tutta la. loro vita, e non un po' di sangue e delle sofferenze soltanto. Nei primi giorni appena tornati dal frastuono dellrt brtttaglia i so!.lati feriti sono anche poco dispost i a parlare, perchè si vanno adattando a poco a poco alle condiz.ioni di c questo mon do • di pace t• di tranquillità: ~roprono infatti in sè stessi alcuni sentimenti, di cui prima non supponevano l'ec;isteoza, e si meravigliano e talvolta si vergognano di non averne avuti altri che orr1 semura loro sarebbero stati tanto più naturali. Appa rtiene al primo g1·uppo il senso di (ratentilì.t nel sen,;o più assoluto e più saldo, fra i compagni di reggimento prima, poi di trincea, e in1lnc, per PS. di un dato ordine di trincee. Poicbè l'efficacia tattica o la sicurezza. di ciascuno dei membri di questi differenti g ruppi dipende dalla saldez?.a ùi ciascuno degli altri: perciò dopo un'azione fortnnata o meno, i compo.gui che ne rìlornano sono legati per la vita e per la mor te. M a anche senza tutto questo è In fraternita chE~ legn gli individui che sono stati uniti per una grande opera e che banno incontrati, uniti, i maggiori pericoli. n rappresentante più notevole del secondo gruppo è l'in:;ensiùilità affettiva, cbe soltanto ora si accorgono di aver provato finché sono stati al fuoco. • Xon si pensava pii) a nulla , nè ~ sè, nè alla famiglia, nè ui compagni :.. Di quest1 ei ricordano ora, se n e sono ricordnti nei treni, ma al fuoco nessuno ci ba pensato. Quanto alla pietà umana 1\ sembrato all'A. che non s i ridt>sti, percbè tutti erano nelle medesime condilòioni per essete feriti Questa c~uaglin.uzn di fronte ..al pericolo t-i riflette in modo curioso sulla • pret'ercnzn ,., "e si può dire, dei sol·
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Rl VISTA DI l'SiC'OLOGlA
dati rispetto all'arma che può metterli fuori di combattimento: l' ideale per tutti è la pallottola di fucile; segue la. granata, poi lo shrnpnel e vengono infine le bombe di aeroplano. L e ragioni dt queste predilezioni sono complesse. La ferito. da bomba di aerolllo.no è dis prezzata, percha chiunque può esserne ferito anche nelle retrovie, nè c'è bisogno di essere soldati per esserne presi di mira. Lo sbrapnel e la granata pure a rrivano di lontano, ma almeno toccano solo per eccezione« i borghesi», e vengono direttamente « dalla parte dei Tedeschi :t. La ferita invece, di cui il soldato si affratta a denunciare l'origine, e quella di fucile, perché è personale ed è stata proprio diretta. a lui da persona che lui stesso avrebbe potuto ferire: è l'esito, pel momento, sfortunato di un duello ad armi, !';e non a condizioni, eguali. Infa.tti i nostri soldati sul Car!'o lamentano di dover combattere quasi nll(} scoperto o in trincee improvvisate contro nemici aggueniti da. nove mesi e for· tifico.ti da anni entro trincee perfezionatissime in cemento armato, con reticolati, mine, fosse di lupo, ecc. ; è, insomma, la. disuguaglianza delle condizioni che li irrita. Fra le diverse centinaia di feriti coi qua li l'A. si ò trattenuto non ba sentito uno solo che abbia pariRto individualmente di sè, nessuno e rniles glo1·iosus: banno fatto quello che banno p0tuto, quello che el'R. stato loro comanda.to e ba· sta. In contrasto armonico con tutto questo è ciò che presentano i reduci malati.
Meuo pochissimi, egoisticamente ma giustamente preoccupati della loro vita, quelli che hanno i sensi liberi, si sentono un po' umiliati e diminuiti pe r il disinteresse col quale sono accolti dai non medici. In generale perciò esagerano un poco le loro condizioni, almeno le manifes~nzioni esteriori delb malattia, il che probabilmente eserciterà una certa influenza. indiretta SuJ)R )orO psiche. Le conversazioni coi feriti h nnnò permesso all'A. di riconoscere i diversi stati d'animo, forse generali, dei soldati nelle d ifferenti fasi della campagna : cioè mentre l'ODO in zonl\ di guerrR. ma lontani dnl fuoco, mentre stanno per entra1·e in azione, quando sono in trincea, mentre balzano all'assalto. Del primo e secondo momento poco può dire : sembra tuttavia che siano importantissimi per la. coe~ione eh& danno ai di-versi reparti, facenùo nascere lo spirito di corpo, che neutraHzzn. le caratteristiche individuali e port11 tutti nd un livello superiore. A qu,.sto fine contribuiscono i pericoli ancoro. rari incontrati in comune (qualche bomba. di aeroplano, qualche allarme), la conoscenza e la stima per i comandanti che si espongono come gli altri, il pa.s•aggio dei pdgionieri, e moltissimo la lettura dci giornali che magnificano le imprese dei compagni al fronte e danno notizie delle accoglienze fatte ai feriti, dei provvedimenti per le famiglie dei richiamati, ecc. L'ordine di avanzare è accolto sempre con emozione, ma con animo lieto. È l'onore del paesucolo, della regione, del tal reggimento, della data. arma, ecc., <!be si tratta di far rifulgere di fronte a tutti, mflntre « tutto il resto non conta». E" i soldati si nvviano. Arrivati s ulla linea del fuoco è un'anima nt1ova. che si forma in tutti i soldati, i quali unanimementP., ritornando dalle trincee, assicurano che è dal primo momento io cui sono entrati in quell'infPrno che essi s i sono sentiti« diversi •, « trasformati ~. « fuori del mondo ~. Come e perobè si forma qucst'nnima nuova? I meno colti fra i feriti attribuiscono il fatto allo novità delle condizioni di ambiente : vita dis agiata per lo-
RIVISTA DI P-.Jl'OL OG IA.
spazio ristretto, posizio ue del corpo cu r va e for zntn, ru more continuo cd a ssordante. I più intelligenti, n on negando i fattori mat1•r inli. t ronu1 o u na suffirient r ragion e d i q uella novità di impa·ossione nell'altissilno còm pito che spetta sempre c alla primll linea"· Ln veri ti\ è p robnbilmPnte nel mr 7.zo, e forse p iia dalln. parte del l'umi le gente. Ma« l'anima nuova 1> non è a ffatto iudegnn doll'nnticll. Dei tanti ff·riti visitati l'A. ne ha trovato due soltanto che con fes~assero cannidRmente di o.v ..r a ntto paur11.. e dei l ilO coi quuli Onora si è iulraLtenuto giomnlmcute dumn t.' la loro degen 7.a in uu osped:de di r isen·a solo tre emno discr~t:unt·ute contenti della fe . rita riportata, non troppo gr1we, ma suiÌÌciente forse JWr non lasciarli ri toroaa·e al fronte . Tutti gli altri sou o meravigliosi per la ~<ignoa·ile n oncurunzll di su c p•·l sen~<o di dove re per cui sono di nuo vo pron~i o. scendere in campo. Non rari sono j feriti l ~ggol'i che si luuaent:UJo di c.;<;,'ro stllti n.llontarmti d•1gli ospedali da campo o di no n es~ore tosto r imllndati al fuoc'l; piLI rari, m~ non ercc7.ionali, coloro che riuunciorcbbrro rdln licenza di convnlo.;cpnu~., gr la ::;ucrru do,·c~s·· finire prima c he essi fos,;er o t ornati rL ;:ombn.ltC're. Sono quindi uomini cora ggiosi e calmi, i qurdi entru ndo in trin cea ;;i cousi· derano già un poco al d i là della vita, p ercho la loro esistemo:a. d ipend \! d11 quel momento in poi da condizioni del tutto estranee ed imlllodificabili, che l'angusti11. del luog o e il rumore dei proietti li sopratutto manteu gouo vive e pre~ellli davanti alln loro coscienza. Di qui forse l 'insensibilità. che tutti accusano e lo. coucentrazinne assoluta n ell' azioJte complcs~n da compiere e la con~egucn te nstmzione d11. tutto il resto del mondo. È da qu esto st!\to d'uniuao ciao nasce for,u la. freddezza con cui il nostro soldato, uomo trn.nquillo o pacifico, rho Ono a ieri 11011 avrebbe o.lznlo la mano sopra nlcuno, oa·n, dr\lln. tri n rco., corru con ogni cum <li colpire il nemico ch e riesce n. veder e: be n pochi mettono in quest'atto doll'otlio, nei priani momenti alm Pno; è piutto~to un giuoco d'a~tuzia, l'istinto nn livo della caccia, L'a-nnunzio d i prepararsi per l'ns::mlto è a ccolto sempre co n gioia, anr.he se ;;:i sa che è in quei momenti che le m itruglintr ici fauno st ra~e. Ctuesto entusiasm•~ l irico ·per la ùellez~n. dell'assalto, che l'A. bo. trovnto in t u tti culoro cho n e ritornano, ba però, almeno pea· molti dd fe r ali, un ùlemento dinnmico motore pii1 sem pii ce. Dnta In condi1.ione di assolutr~ n >'cessitit dt·llr• trinct•e i lnlinne in co11frout<> tdle tcd o~chc, l'uscire li beramente dn un luogo dove s i è ofl'csi senza, possìbilitr'• di rispondere eilicncemente ò di p er su un !lol lievo, anche HC all'ns~nlto non si possa generalmente corre re f;tando in piedi, ma s i debb11 procedere vt·locis'lim i, quasi carponi, riparandosi dietro le più lie,·i s porgenze de l tPrreno. I fe ri ti che soprav•ivon o nll'assalto sono stati colpiti nei pr i mi~simi motn f• nti all'uc;cita dalla. t rincea; perchè quelli che rie.;co uo ad ayvicinnrsi ma~giormente alla t1·in cen. opposta, o sono uccisi per In grande \'iciuo.nza, o ri escono a pouc· trare tra i n emici, sor passando i ripa ri, e qui ndi Il vincere. Questi n ostri feriti quindi sono st:\li arnsto.ti di botto, mcmt re per l 'attt•~u, p e r la p re parazione, o per l'inizio gilt. dato nll'n;doue si trovawano Ul'lla fase di m aggior to11sionc di ogni loro facoltà, sotto la mr\SSimn pre~~iont•, per rosi dir~. L'annic hilimento del loro s forzo in tale i~ta nto ha q nind i dr\to origine ad uno stato P" ico·fìl-ico awllogo n quello d ci suporstiti •lei dio;;a~tri ferroviar i, i quali. come l'i legge in t mti i re.,oconti dei g iornal i, nppe nn lihornti tlai rottnt ni Ri mettono a correre all'impa7.7.nto. n elle \'icinRnze del tre n o, come se soprnYvi\'CS'\e
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RIYl:;T-1 Dl PSTCOJ.Or.IA
in loro qualclH~ cosa della forza di trnslazione impre">sn per iner?.ia alloro corpo, m••ntt·e ernno trascinati dal treno in corsa e che essi debbano sraricarsene Sei no,tri feriti prr;;iste una t endem:a analoga; soltanto, di necE>s~ità, de,·e manife~tarsi esclusivamente a parole. È forse perciò che allontanati dal fronte e ricov~r:.ti in luoghi di cura, appena il dolore delle ferite l i lascia parlare, pnrl:mo dell'assalto E' di nulln altro. E appena possano trovare un giornale, corrono subito a ricercard i minimi segni dell'azione che la loro ferita ha interrotto. T-;.;iste in oltre un altro elemento ; l'intE-rruzio ne brnsra drll'a.zione fa sì che n•stino dei conti io so.=-re~o frn feriti e fC>ritori, ed anrhc questo bisogno elernenta•·e di c giustizia primitiva» deve influire a determinare il desiderio d i continuare la lotta p••r pareg~inre In p:trtita. Non c'è quasi f,•rito che si lamenti de lla propria ferita. ma quasi tutti si crucciano ùi essere stati colpiti troppo pre~to, prop1·io al momento in r·ui sta,·ano pf'r fare un buon colpo. . L'assalto però, l'attacco allo ~copP.rto è cosa essenziale in questa guerra, ed i n ostri soldati sono sempre pronti per qu~sta forma di combattimento, anche se perirolosa. <'he risponde ma~~iormente all'iudole vi,-ace delln. nostra raz?.a. Non è però mai In considcra?.ione del pericolo indiddun.le che può r(!golnre la <'Oudotta loro : quando ~ssi arrivano sulln. li nen di fuoco o dopo che hanno vi.~to i primi morti e si sane agguerriti per la consuetudine a non prestare attenzione ai gemiti l'd ai lamt'nti dei feriti, è l'azione bellica In sola cosa che conta. È per questa ra gione che ogni comandante trova sempre un numero esuberante di g iovani di oj:tni classe che si olfrono prr le opernzioni più ris" biose, quali le esplorazioni di teneni miuR.ti o di trincee apparentemente abbandonate, i tagli di reticolati, le pos~ di bomùc o di cnrtuc<'ie di dinamite, il ricupero ùi dati feriti, ecc., e non si tro,·a nes<;uno che !<e ne vanti: ma non è nn coraggio spao;-aldo, fatalista, quello dei nostri soh!R.ti; ~ un coraggio cosciente del prezzo {;he costa c del vnlore della finalità a cui set·ve. Cna contro-pra\'il di ciò ;:;i trova nella tranquillitll dt'l sonno di questi uomiui. lJ•·i 1::i0 iudivitlui, interrogati dall'A., soltllnto 3 si sono sognati, al campo o dopo feriti, di azioni di ;;uerra; uno di questi è anche sceso d&l letto i n un principio di arce;:;so sonnambolico tosto spontaneamente interrotto. Gli altri 177 si sono meradgliati. iu seguito a tali' in tE' rrog-azione, che la cosn non a ccadesse loro, an<'he perchè ricordano com11 fossero angustiati e turuati da sogni i loro breYi sonni in trincea : era comune allora il sogno d i aver mancato all'appello, di aver pet·duto il capitano e di dover guidare un assa lto, ere. ~es-<uno ha mai sognato di essere ~'••rito o morto. Dei tre che b anno >'-agnato della guena. due prendevano parte ad un nssalLo ed il tC'n-:o vi assisteYa: i due primi ap paiono tipi nervosi. f;,. ~i pensa che le psicosi emo~i\"e dei trn.umatir.zati in guerra hanno pet· ca ratteristka l'onirismo allucinatorio (R égis, Piùron), si ha unn couferma indiretta dell 'equilibrio mentale della massa dei nostri sohlati. ~[a ••iò che colpisce più l'A. dalle conversazioni avute, è l'mmmità, la gentilezza d'animo, la cortesi1~ e il rispetto per l'avversario dei nos tri comùatt(>nti. {.,!uundo rM·contano con tanta efli.ca<·in delle faticosissime prove superate per arrivare alle trincee nemiche, difese con tutte le armi, pare che In conclusione Daturale deliba essere u o macello degli a\·versari, che hanno !oro procurnto tanti pat.imPnti; e invece ciò non avv iene mai. Kou adoprano lo :umi che coctro chi, simulata l'anesa, ct•rca di otrendere a tnulimonto. Gli uflicinli e i graduati in genere sono veramen te amati dai so ldati: e di un amore che è paterno per la delicatczz,, e per il modo assoluto, figliale, per l'a -
RIVI::>TA Dl P SICO LOGIA
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morosità e per la divoziot~e con cui i soldati ripl\gano l'affetto dei superiori per loro. La cosa si spieg:l un po', perc hè in trincea e all'attacco si rivela tutta !"importanza. morale dei graduati pllr la sal vezza dei reparti e ],.. necessità della loro fun.r.ione direttiva per la 1·iuscita dei singoli piani, di cui essi sono il nucleo uuificatore e animatore, l'anima che all'assalto conduce, non spinge. Dn. questi legami affettuosi fra tutti gli elementi dell'esercito deriva forse quel senso cosi saldo nei no:~tri soldati di perfetta sicurPzza. nella bontà della ea.usa che propugnano e per cui vogliono vincere a qualunque costo. Il concetto dei fratelli da liberare è chiaro, forse soltanto per quelli più i!ltruiti. P er la massa e'è l'idea di combattere un nemico ereditario e prt>potente, di difendere la li bertà. dei popoli, cominciando dal nostro, perchè ormai è netta l'idea di una s pecie di unione di tutto il mondo contro ciò che è tedesco. È nna guerra ideale e < deve essere giusta, se tutti gli ufficiaU lo dicono e se il Re si espone al modo che tutti sanno . Motivazione ingenua, ma pt·ofonda e che dimostra ormai per mille fili a tutta l'anima della Nazione l'idea di que~ta necessità ineluttabile, che fn. parere meno gravi i sacrifici ed i lut ti. Certo è, osserva l'.A., che di tutte le investigazioni psicologiche chl' la guerra provoc.• nessuna sarà mai maggiore della rivelazione radiosa del &oldato italibno. Xon vogliamo dire dell'esercito di cui tutti vantano l'organizzazione perfetta; intendiamo parlare dell'uomo, degli italiani. i quali, alieni per sentimento e per consuetudine da ogni idea bellicosa, non si sono lasciati impressionare menomamente dai racconti delle torture fatte subire al B elgio e alla Francia del Nord dalle orde germaniche e a.i Serbi dagli Austriaci ; e pur sapendo di a. vere un confine militarmente mal sicuro, sono accorsi come un sol uomo alla chiamata della patria, mentre gli emigrati, i vecchi reduci dalle battaglie ~ dell'In!lipenùenza, i giovanetti, i riformati offrivano in una gara commovente la loro vita, quasi dolendosi di non poter offrire di più. Un simile s pettacolo, conclude l'A., è stato certo meraviglioso, e l'aver dato ad una nazione un senso di unità così profonda, l'aver ecccitato fino al parossismo in tutti lo s pirito di devozione e di sacrificio ad una idealità superiore sarà. forse il pximo dei tanti benefici che in mezzo ai suoi orrori la guerra pure fa nascere. :Xe3suno riuscirà forse mai a sapere come sia. avvenuta questa elaborazione profonda del subcosciente nazionale, questa modificazione delle caratteristiche che ci ric1:noseevamo, per un migliore adattamento alle circostanze della guerra moderna: se questo studio potrà essere fatto, la psicologia collettiva ne resterà. potentemente illuminata. C.
~UEMOD e P&l:\'JilL. - La vacclnoterapla della congtuntlvlte d a gonoooccht col vacolno 411floolle e Blalzot secondo Il tra ttamento di 28 c asi. ( ATmQka d'oculistique). 0FFRT::l' _ 3 • 2 oaal dl oftalmia gonoooooloa tra ttati col vaccino eU Nloolle · • . Bhbot - (.Annales d'oculistique).
Rl\I:-;TA DI OCt:L.lSTlCA
R esoconto della •edut& del 9 febb raio 1815 della Bocletiostetrloa. dl P arigi. ·_ ( A nnoles d'oculistitJtte).
hlORAx. -
Pnrmi non privo d'interesse per noi medici militari ùi conoscere questo mi'· todo di cum della congiuntivite da gonococchi; i risultati che se ne sono ottenuti ed il parere di alcuni tra i cultori di oftnlmologia che l' hnnuo sperimentato; cosi riassumo questi articoli : Dei 21) ca~i curati da Cuer:od e P ene), gli 8 pl'imi (2 neonati, S bambini. S adultil, affetti da oftalmia purulenta grave c tipica, vennero trattati con un vaccino contenente gonococchi coltivati secondo i metodi comuni, lavati e viventi. L' iuiez.ioue fu praticata in una delle vone clellc pieghe del gomito (negli adulti) o sott ocutaueamente (nei neonati). Si ebbo sempre n ·azioue !'ebbrilc forte. benchè di brC\'e durata. Ju 8 dci rimanenti casi (5 neonati. l ra~nzzo, :3 ndulti) fnrono praticate iniezioni con vllcciuo contenente go nococchi viveJJti son~iiJilizzM i. Si t•bbe, com~ nl!i. primi, reazione genera i~, ma me no inien;;a, Gl i ultimi 10 casi (2 neonati, 6 bamLini o ragnzzi, :! a(lulti) furono invece trl\ttati con Ynccino atossico, secondo la 1ruova formol11 eli Nicolle e Blaizot. vaccino cioè contenen te gonococ<'hi uccisi, stabili e uto,siri. Uon questo ;;i elrettuò il notevole vantaggio di non avere reazione gerll•J·ale; la rurn inoltre venne !'empli6cata col praticare iniezioni intraparefil•himatose rmzichil iotra\'euose. Come risultato, ~i ebbe un migliorn.meuto note\'olc s•·guito dn ~;uarigionc g iA. dopo la prima iniezione o. più spesso, dopo nna seconda fatta a 2- 3 giorni di distanza dalla prima. I n alcuni ca-,i si ebbo r·Jcadnt•l dopo por h i giorni; nuon~· i niuioni furono però sl'gurte da gun.rigione completa. Solo in un caso il TJsultato fu me<liocre ed in un nltro catti\·o (eotrami.Ji acl ulti l; in quest'ultimo però s'inizia\'!\ In cura in istato di ... perato : in ... n·etti l'iniezionl· arresta la secre;done. ma non può nulla contro la ~>ecre1.ione aYanznta. della cornea. Nei prirui ca~i, oltrP alle iniezioni, \'enue -;,.guita la cura ordinaria con colliri e frequenti lavuggi; negli altri, nei qullli il risultnto ò -,tato aurora migliore,. oltre ulle iniezioni sono stati prati•·nti c;olnmentc (rt>'jll(·uti bva~tgi cou ,..ier·o fisiologico. Il vacc ino di Nicolle e Blnizot, co1rcludouo gli ~<Utori, i.• un'r\l'm n sirura uell:~ lotta terribile contro l'ot'talmi•l p u r ulenta d11. gouococchi. :Ma Otl'ret, pur e~sendo lontaao dal nl'gnrc ogni valortJ lt•nlpeutico al nuovo \'1\Ct·iuo, trovR. le conclusioni dei pr·èfatti autori di u n otti1u i~mo assoluto e che potrcbhP tornare di nocurnento agli ammalati. Egli fa presento qunnto sia dit'fjcile d:1re il giutlizio sopr·a un vnccino pe1· una mnlatliu nciiR. qua le si pos~ono a vere fol'lne violente, Cl' me forme benigne all'inizio, ma che puro dnnuo luogo iu seguito ad ulcere comeali gravi, e ricorda cho egli pure otttJJme In guarigione in un cn~o gravo, non usando altro, oltre al vaccino, cho inignzioni <l!'ll'o•·chio con siero fj~iologico, nu\ che in un altro ca~o identico lo st.l's~o trattamento nou impeli l'apparizione di un'ulcera della cornea, tre giorni dopo l'iniezione del siero. Oll'rct ha adoperato sempre vaccino s tabile e atos~ico : iniezioni inrramu~colari nei neonati e nei ragazzi, iutr:weuose per lo prir ner;li adulti. Nessuna reazione locale si lÌ mnuit't·stata in queste ultime; lieve ros~ort• ed t:Ccezionahn,·n te un l•e,·e iuduram(•oto nelle prime: nell'a'lulto di regola una rea1.ionc gen.erale
RIVISTA DI OCULIS'L'!CA
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passeggera. D'ordinario h a p raticato da 4 a 6 iniezioni, a g iorni alterni od in giorni successivi. In 28 dei 32 casi curati da ll'A. si trattava d i congiuntivite gonococcica propriamen te detta (15 neonati e 13 fanciulli o adulti), e tra essi 1:2 compl ica ti ad ulcere corneali; in 2 casi si trattava di oftalmia. gonococcica metastatica; in l d'irite gonococcica.. Ecco sommariamente i risultati : 16 casi d ei neonati - 4 gravi, ma senza complicanze corneali : in 3 si ebbe guarigione, nel quarto si manifestò una recrudescenza dei sintomi nonostante le cure continue; bisognò r icorrere ai preparati argentici ed insistere con questi per ottenere la gua rigione. - 5 d i media gra vità, s enza lesioni cornt-ali: 3 guarigioni in 6 a 10 giorni; in l caso la secrezio1;1e, benchè attenuata, persisteva tutta>ia per un mese ancora; in l cs.sò pronta guarigione, ma recidiva dopo 15 giorni con guarigione r apida dopo altre tre iniezioni. - 6 casi di congiuntivite dci neonati, con lesioni -comeali : in 1 le ulcere preesiste\ano al trattamento ; di essi l, trattato quando l'ulcera era già in via di cicatrizzazioni', ebbe esito felice; in un a ltro si ebbe recidiva, vinta però rapidamente con nuove iniezioni; n egli alt1·i 2 casi il vaccino non arrestò il corso delle ulcere, che si estesero e produssero in 1 caso perforazione dc·lla cornea. Nei 2 casi rimanenti il vaccino non imperli la formazione di ulcere e la pertòrazione in uno di essi. Delle 1:3 congiuntiviti dt:i fanciulli ed adulti, 7 presentavano ulcere e 6 no. Dei 7 casi senza ulcere, 2 forme intense gua1·irouo in 10 e rispettivamente lo giorni Come sempre, due giorni dopo la prima in iezione si notò notevole d imiDinione dei fenomeni infiammatori e della secrezione; 5 casi, di media gra>il.à, guarirono nello spazio da 6 a 15 giorni. P er i 6 casi complicat i ad ulcere il vacc ino spiegò un' i11Buenza meuo fa,·orevole anche sui sintomi infiammatorì; certamente esso non ebbe alcun'azioue sulle lesioni corneali. Le ulcere però, giiL prima d ' iniziare la cura, erano in istl\dio a\'anzl\to; in l caso a nzi le cornee erano compl(ltamente di;.;trutte. 3 congiuntiviti metastatiche: il vaccino q ui si dimo;;:trò più efficace. l caso d'il'ite g onoccccica: il vaccino migliorò lo stato dell'orcbio. In complesso l 'A. ritiene che il vaccino abbia bensì un'azione contro l'affezione i n quanto diminuisce qua;;i sempre i sintomi in fiammatori ed assai spesso modifica. fa,orevolmente la secrezione; ma non la fa però scomparire così presto come i fatti infiammatori, cd essa pertanto persi"leudo, anche s::nrsa, può d:uluogo alle terribili complicanze •:orneali Il \'ncciuo poi non pare che spieghi alcun' influenza sulle ulcere corneali che complicano hL tna.l:tttia. F ioi.:c e col dire l'A. che, almeuo finchè il metodo non sarà perfezionato, esso non dev'essere impiega.to solo, ma a~socinto al trattt\rnento clll.ssico. Della stessa opiuiooe è nuche il prof. M•)rax, che nella ccnno.tt~ seduta della Società o-<tl'tricn di Pa1·igi, riferendo il ri·mltRto di 6 casi, couclude,·a. che per quest':\fft'zione noo bisogna coufidare troppo nella \'accinote1·apia e che in ogni caso non si deYe. tra...,ourare il t rattameut0 argentico, la cui efticacia è bene assoàa.ta.
S. C.H.t::~UvLL.
RlVISTA Dl ~IHATTIE \'E~EHE EDELtA rr1lR Resoconto l'iusuntivo del VII Congresso internazionale di dermatologia e sifilografia. - (Giornale i.laliano delle malatli'J venerP-e e della pelle, ìascicolo II). FII.ARGTOI'l:l.o (.Hen~>).
- Nuo1·a cw·a cl,~fla goccia militare col tlinamo- iuietL'A. ha pre.~entnto u11 ist.rumento, rassomigliante ;~d un comune dilatatore, che introdotto nell'un:tra può d ila tnrla, e;;prcitando cosi una spt>cie di m:~.ssag-gio c permr•tlc di portnrt> in contatto della mucosa nmmalnta sostanze medicamentose. L'A. diC•' Ji a,·ere ottenuto ottimi ri:::ultati, ;;pecinlmente n elle gonorree croni~lw e ribelli ai romuni meni di cura . .F1ot:co e l\l1 ?\A <;SIA~ (Venezia). J'rofilnssi delle malu.ttie t·~;ncJ·ee.- O li autori deplorano il metodo misto adoperato dal nostro Go,·erno per la sorveglianza d elle prostitute. Tnle metodo consiste nel lasci aro l ibero e senza custodi a sau i t.aria l'esercizio del meretrkio alle donne chP lo esercitano privatamente ed indh,idualmcnte e 11el consitlerare come pubbliche pNstitute quelle che in numero m11ggiore di due si uniscon o per il loro esercizio. Mentre le prime sono completamente libere, l e seconde sono soggett<' a visita medica da parte di un medico fiduciario. Rilevano g li inconvenienti del'ivnuti 1lai legami fra tenitor i di bordelli P medici, nonchtla scarsn o nessuna competenzn i n dermosifilopatia di questi ultimi. La libertà lasciata alle meretr ici pri ,·ate ha fatto decrescere enonnPmente il numero di qu<'lle pubbliche (;:ogl!ette a sorve-glianzn san itaria), che nel 1907 erano r idotte a 5000 in tutta I talia. TI pericolo de1·imnte 1la tale fatto è enorme per In diffu;:ione delle mttb.ttie veneree, l'e ~i considera che poche merctrici private, che perciò sfuggono alla Yisita medica. hanno tnle eYoluzione dn sn.pPrsi preservare dal contagio venereo o da curarsi immediatamente, mentre la mn~gior pa.rte di e:::se abbrutite ed incoscienti non fanno che d isseminare le malattie celtiche, libere com(• esse sono dn qunlsiasi legame o regoiA.meuto e pl)tendo perciò continuar e il loro esercizio anche quando sono a mmalate. Gli autori i nYocano una misura unica e chinr11. per cui il Governo, Ja~ciate le vie di mezzo, accetti il mE>todo liberale o quello abolizio11isla, perchè non basta la pro\·vida. istit uzione dci dispensarii celtici, dove gli ammalati ri ce,·ono cure e consigli pro6lattici, per fare argine a l pericolo delle mezze misure, che creano nuche di~pnritil di t rattllruento 1lnl lato morale e da l l11.to g iuridico. SILY8STRr ( Roma). Sulla profilassi delle malatliP 1'enr1·ec. - RileYa che i pro"t"ve.Jioocnti legishtivi sono in<:ufficienti allo scopo della p rofi lassi e dimostra mnc;)!iore fiducia. nt>lla. educazione delle mn.l'lse mercè le scuoh' popolari, io cui si diano preo:etli igienici e si additino i per icoli che la famiglia e ln societ:\ corrono per le mnlat ti e veo,••·ce. Circ:~ i mez7.i di cnra dice che lo Stato potrà proYvedervi i;;tittlf'ndo più numero~i dispt•nsarii celtici Pd ammettendo più largamente uegli <)Spednli gli n•nmnlati. Pit"('Alllll G. (Torino). Bafnnifil; circimzafa b/!•nOI'I"a.rli ca (con fotografie). L'O. f:~ una relazione su due ca>:i di gravf\ ble-norragia nretrale con complicazioni n Cl\rico dellE> congiuutiYe. di prtre~chie arLicolazioni e con futti f;c:>Uemli, f<Jbhri. lore. -
In ambo gli ammalati s i manifeo:;tò ballwite, 10 cuj non fu possibil·· dimostrare il gonococco. Si tratterebbe qn10di di forme di bo.lnnite, in cui, come ndle cherato-.i bler:.orro.giche, non si tron\ il gonococco e che rE-sistono a tutte le cur•• locali, mentre guariscono con la blenorragia urerr:1le, insieme con la quale decorrono. ::;i t1·atterebbe di forme tos>;iche non batteriche. Po~TOPmA:-; (Copenaghen). :::;ypltili:; cl,e:; ma1·ins. - Rile\·a che 1•• siòt:d._. de1 marinai è ~ra\"e e per lo p iù cumta male. Propone pl•rciò d i munire gl1 ammalati di un foglio in cui siano rias::.unti i sintomi e lt> cure praticate, atlincbè i medici curanti se DE' valgano per p roses;uire il trattamento. DE !\A P tJLI F. (Bologna). - La profila.<~<i sodale Ìll l'n I'JJ01'1n dl'lla sifilide e d•li'P1'etln-sifilirle tm·di1·a e della lo1·o Cu l'a 1Wi militari Rileva la frequenza della. sitihde nei militari, sebbene o.ttnalm•·nte molto diminuita, e l a presenza dt:gli eredo·~ifilitici nell'esercito. Fa notare cl1e le norme erl i mez:;d di profila""i t> oli cura. dellll sifil ide n ell'esPrcito souo n umerosi, ma che la in<>lnbilitil degli utli· dali meùic.i e la mobiliti\ dei milit:1ri non sempre dà agio di a pplicare le uue e gli altri e di praticare la cura costante Pd in t en-.;inl. come de\"e essere nei pri mi anni della inf.:zione. La sifilide, assoggettata a poche iniezioni, neue p er lo più occultata dallo sto;;so ammalato e perciò trascu rati\ nelle S\'llrinte St·di {.'nei \"ari distaccamenti, dove i militari capitano durante i loro due anni di sen·i:r.io. Perciò essi tornano alla Yita borghese insullicientemente curnti e rappresent:1no un pericolo per la società diffondendo il male. •livenen cio iniziatori di genera zioni <li eredo.sifi litici e cantlidati alle forme para-.ililiLi..:he. L'O. propone p erciò l'istimzione di un a ~cbcùa, una spl'cie di tabella no'lologica, di cui :.io. in posse;:;,o il militare sifilitico ed il comando du. cui dipende. Tali schede, in cu i dovrebbero e.<Qere segnate le cure praticate, controfirmate dal medico che le ba eseguite, do vrel,bero st>guire d'ufficio l'ammalato dovunque egli si rechi d urante la Yitn militue per ilupedire le facili occultllzioni del male: potrebbero poi e~sere anche conservate p er comunicarle, solrunente col wnst•n,;o ddl'inleressalo, nlle o.utoritil. :>aoitarie che le ric hiedessero in seguito, agevolando cosi anche l'opera dei meJici ountnti, cb e da si m il i ammalati haono costa ntemcnw notizie anamnestiche incomplete o contraddittorie. Di ciò si n v\·an ta!:;ge r ebbc In profilassi sociale, sia perche i militari, futuTi padri di fauliglin., potrebbero es-<ere curati con mnl!giore int ensità e costanza, sia perchè le norme ed i con igli da. stamparsi nelle tabell<• proposte dall'O. e l a maggiore importnuza che con queste si darebbe alla. sitiliJe, produrrebber·o negli ammalati un a so.lutaro paum dei pericoli remoti della lue, indurendoli a curarsi ancLe dopo nella v ita borght!Se con\"f•nientPment e .
.F. DF: s ;\POI, l.
CARLE
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Stu dio oompa.ra.tlv o del dne m etodl dl trattamento d ella. ble(Le l'rO!JI'ts mt=dical. nn-
zaorragl& aouta : aapettatl vo ed a.zatisettlco. mero •.W , l!H-1).
In bnse al l'esame di 21)00 casi. t r:~.tta t i in parte col metodo aspettati vo, che cousisre nello attendere la clirnin nzioue spontanea dei fenomeni acuti e nell'impiegare poscia i blllsamici e le iniezioni, ed in parte col metodo anti;;;ettico, cl1e merc~ un energico trattamento si propone d i ottenere pus-.ibilmente la gua r igione dell a infezione. l'A.. viene alle seguenti conclusioni: Le cistiti, le epirl idimiti, le follicoliti, le flogosi delle ghiandole del LittrE! sono più frel} ucu ti con il metodo aspettath·o ; l<> coog:)stiooi pros t a tiche.l e uretrorragie,
RIVISTA DI MALATTJE
V'E~EREE
E DELLA l'ELLE
gli edemi, le linfangioiti, i ptocessi infiammator i per inretra.li son o più f requent i con il m.-todo antiRettico, sebben~ tali co•"Oplicanze, secon do l'A. siono do. im putnro piuttosto a defìcicm:a di tecnica e ad in opportuna applicazione, a n z i che al metodo. Il mewdo antisettico con r igorosa tec n ic11 npplicato ed iniziato nei primi stadi i <leli' infe?.ione e sorv\"gliato dal pa.?.ienle ste<:so, offre miglior i r isultati dell'al tro. Con il primo si ottiene il 90 p. 100 di guarigioni, con l'al tro il 78 p. 100. Col metodo antisettico la gmtrigione è piu rapida, i n media tre settima ne, e diversi sintomi molesti sono risparm ia ti a l paziente.
A. C.
RIVISTA D' IGIENE ~1ILYl'ARE "L'alimen t a zi on e d el sol dato i ngl ese . -
( The Lrwre/1 n. XXI, vol. I, 1915).
Un comunicato Jell"esljrcito inglese. emanato i l 2 .1, uu1ggio u. s. in merito ad ulteriori provv..dimenti per varia re In razione nlimentnre del soldato a discrezioBe dei loro ullicin.li coma!ldanti, stabilisce che un'inden nità in denaro con tan te in ragione di 3 soldi n l !?,iorno sia. duta in luogo di'/, di libbra di pant>, di l oncia di cncio erli l oncia·' i marmellata, che present~>mente le truppe ritirano in qunrtiere. L a razione di ~uerra, comparnta con quella di guarnigione, viene quindi n.d es~ere cosi modificata : l lìLbrn. di carne fresca od l libbm di carne in con«erva.; l libbra di pane o 0 / 4 di libbra di biscotto, o 1 libbra di farina; 2 on1•ie di cnrne secca di maiale; '/, oncia di t• ; 2 OIH'ie di zucchero; '/, oncia di sale; l.'LO oncia d i mostarda; 1 31i oncia '·i pepe. Quando questa rt•zione non ven~a consumnta, sarà concesso u n soprassoldo di 11 so!Ji a l giorno, che verrà r itirato dall'uHìciale comandante in bnoe nl n u mero di razioni prese io nn.tura, e sarà speso da lui uniramente in vivande. Con t ale provvedimeuto si è voluto evitare l'inconveniente di u na razioue alimenti\J'e troppo modestn o monotona, pPrchò ciò t en1le ad aumentare le malattie e r ende il soldn.Lo inetto. E da sper1nsi che la facoltà d i variare la razione, mediante queste concrssioni m denaro contante, por terà dnl punto di vista fisiologico uotevoli vantaggi. Cosl potrà farsi nnche la sostituz'oue di generi alime-ntari di uguale e nut r iC'nte v:doro, come, per esempio, di uova i n luogo di cncio, o piselli ':l f:ogiuoli invece <!i cereali. I. P .
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RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA Prot'. G. SoRMANI.- Due note sulla profilassi antl-valuolos a - (R. Istituto Lombardo di sciem:e e lettore, adunnn1.e dell'll e 25 frbbrnio Hll6). Xella l" nota dell'l! febbraio u. s. l'O. fa. Ol'f;ervare che, non ostnnte l'obblig:ttoriett\ della vaccinazione, in quest'ultimo quindirrnnio (1901-1001, HJ09-HJ12) il vaiuolo, che aveva dato poche centimda di morti negli ultimi tre nnui del secolo XIX, h!\ mietuto migliaio. di vittime. Di tale fntto la Lega degli o.ntivncdnntori profitta. per aumentare il numero dei suoi proseliti; però non si tiene conto tlel fo.tto, stabilito da. numerosi documenti, che l'insuccesso delle vaccinazioni è provenuto in ma~sima. parte dall'uso di vaccino inattivo o second1ninmente d~tllo scarsissimo o quasi nullo rigore in cui sono tenuti i registri dolio vaccinazioni. E interes;nnte a tale riguardo la rela~ione del Pernice di Palermo, nelln IJUale si legge che In 86 000 vacciunzioni e rivncciunzioni, prntirate dn. 10 medici vacdnntori in questa città. dall'ottobre 1910 al maggio lUll, il rìsultnt.o positivo fu nullo o quasi, p€:'rchò la linfa atlopt>rntn. ero, qunsi completamente inattiva; in qucHto tempù l 'epidemia colpi più di 10,000 individui e ne uccise :J238. Nella. ~· nota. del 25 febbt·aio u. s _ l'O. studia i provvedimenti pet· tutel11 re ht profilassi <lel vaiuolo. Stabilito che i 100 000 casi di vaiuolo occor~i nello Puglia, nella Campania, nelle Calabria cd in Sicilia, dal l!JOl al 1\-112, si siano avuti per l'tmpi€:'go troppo fr€:'quente di linfa vn.ccinica 11nimale inattiva o quasi, il Sor · mani pensa cho lo Stato, oltro che a controllare la pure1.za, la genuinità e l'innocnità. della linfa fabbricati nei vnri vnccinogrni, dovrebbe dnre un mzionnle sviluppo al rontrollo su 11 'el-nca cia dello. linfa, eflicacia che dev'c~~ere ben mn.· nife"ta c riconosciuta nl momento stl•sso in cui se ne deve fn.re uso; tn.le controllo de\.'e essere eserciLnto dai medici vnccinntori d'nccordo con i medici provinciali. For.::e In ripristinnzione dell'Istituto v•ìccinogeno dello St1~to, cret\to nel lSb:J e trtn·olto dalla bufera a.ntivaccin ista. de118U6, potrebbe meglio garan tll'e tale servizio : tna tale Istituto non dovrebbe traoqolgPre l'attività. di quei vaccinogf:'ni provin· cinli o privati che dn.nno buona prova di esst>re produttori di vaccino efTicnce e dove si nccudisce allo studio coscienzio~o, scientifìro di tutte lo questioni inerenti nlln. var.cina1.ionc; anzi lo Stato dovrehl.e inc:omgrçinre con premi e medaglie quelli tra tali vaccinogeni che meglio producano. Ma potrebbe cnpitnre ch t', nd ontn. di tutta In huona volontil, tali istituti non producono n sulTicienzn. la liufn n.Ltiva occorrente; in tal caso 1'0. non sarebbe alleno dal ricorr~re alla linfa umnnizzala, purchò i vacciniferi vengano scelti con tutte le garo.n?.ie; egli conclude, in baso alla Sml esperienza personal(' ed alla supposi?:ione che il vuccino non è altro c:he il vniuolo umano attenunto attrnverso la vitPlla, che la vaccinazione da braccio '\ braccio ò l'ideale ù'un metodo per l'rlvvenire. Il R01·mnn i vorrebbe pertanto che istruzioni in questo senso vengn.no date ai medici vnccinatori, per i qu111i d ovrebbe essere ripristinata la retribuzione su11a basf\ del numero delle vnccinn.zioni e~e~uite ~il\ stl\bilita dn11n leggo piemontese del 4 giugno 1Sii9 e dn, ullll legge '<tmtle e~tstente Rnche in Sicilia pl'ima del lfl(il.
ni\'ISTA D"IGIE:-:E C:EXER.\I.E E D.\1TER101.0C.IA
:('i permettiamo uua breve notn, autorizzati come ci crer!iamo dall'e~peri .. nza. vaccinazioni, eseguite e controllatE' con disciplina e rigo re nel R. E•ercito, pr~sso cui il vaiuolo non. esiste anche •1uando esso lu\ dovuto trovarsi a contatto con epidemie vaiuoloso iufieren! i nella popolaz1one civile. Il caso di J':det·ruo raramente è eapita.to, o, se pure. facilmente vi si è rimediato nello spallio di uua settimana, l'icorrendo a )JUo>e, atlive linfe Yacci· niche. Il fatto lamentato dall'A., oltre che a deporre per la mala f~ùe di qualche vaccinogeno, non sutlìcieotemeute coutrollato dalle autorità sanitarie statali anche all'atto dello spaccio 1lella linfa, proviene.èdolorosoconstatarlo, sovratuttodalln poca solerzia che si pone nel costringere alle vaccinazioni e dalla scar;:.a cura che si mette nel controllo Jei risultati; quest'ultimo fatto, bisogna riconoscere, trova parte del suo fontlnmonto n,·lla gratuità del servi7.ÌO delle >accinazioni. Co;;i pertluranrlo le co!'e, l'unica garanzia potrebbe aversi m•ll'istituzioue di un unico >RC· cinogl:'no di Stato, lasciaudo anche In. cura dt•lla soluzione dei vari problemi ine· r enti alla vaccinazione agli istituti scientifici; tale provvedimento vorremmo e~teso allo St"to nuche per quanto riguarda la produzione di tutti gli altri ,·accini e s ieri. Con ciò dovrebbe essere assicurata In continua e su!Tìciente produzione di linfa animule, ritenendo sempre pericoloso l'uso del vaccino umanizzato; poiehè uon ci sembra che in tutti i ceutri di popolazione possa a tutti i medici riuscir~> fncile di ave re i mezzi per evttare la sitilide vaccinate e for~e ancora In llJabria ed e\entualmetJte i germi di setticen1ie bacillari. - _V, cl. ll·JCei!SOl'e).
<'hP ci dà l'esempio di milioni di
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Ct.\t;tu. P . CA~AI.!:>.- B adiamo ai cessi. - ( f )i!fiene 1/toclema, n. 8, anno 8°, un:,~. L'argomento sul quale !'.d . richinma l'attenzione dl3i colleghi medici è uoo dei pitt umili, quasi il piil banale dell'igiene, ma tuttaYin è di grandis$ima imp or tanza soprattutto in que~to momento e in questa stagione propizi alln diffu sione delle malattie infettive di origine fecale. Tutti sappiamo che un ce•so mal costrutto o mal tenuto. a parte l'esalazione di gas nau·;oanti che rendono l'aria mc>no respi rabile e disgusto,a, può essere una sorgente infettiva assai pericolosa di tifo, colera e dissenteria. Per convincercene non ahbituno che da visitare i cessi pubblici d1•lle no~tre s t:1-zioni ferroviarie, e scegliamo pure i migliori, quPlli cioè muniti ,\i chiusura idrica. COil cacciata d 'acqui\ int~r mitteote nutomntica. U na lastra di marmo, con un'aperturu c ircolare nei mezzo. copre il ,·aso raccoglitore delle deiezioni e su di e~sa, poichè nessuno oserebbe sedervisi, poggia i piedi la persona che vuoi servirsi del ce.~so. In qna le è cosi obbligata a h•ue1·si in po><izione accocolata., vale a. dire nella po><izione più attn alla disp,•rsione dell'urina sul pavimeuto e all'imhrnttamento di'Ila lastra marmorcn. Per couse~ueuza (·bi IH'Ce<le alla latrina ne esce sovente con le scarpe imbratt11tt> <li feci o ~Imeno di urina. Ora è nozione comune che le foci dt·i tnldat.i e dci cooval<'SCellti di tifo, coler;1. dissenteria contengono i germi sp!lcifici di questo malattie e che non è raro di trovarli anche in indi\·idui apparentemente ;;ani che nbbiano avuto cont.'\tto con m11\nti o che ai)bin.no ingerito cibi o bcv;~ncle iufette di bacteri specifici (pe r CS('mpio acqua inquinnta di colera), che l'orina dci tifosi e d!'i cotwnlescenti di
RIVIST A D'IGIE ~E GE:s'ERALE E BATTERIOLOG IA
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tifo può a lungo ed in abbondanza contenere i .bacilli del tifo; è agevole perciò· rappresenta-rsi quanto sia pericoloso il t rasportare colle scarpe nelle ca•e nellevet ture e<.'c., le urine e le feci raccolte nelle latrine. Le pareti dei g&binetti presentano non d i rado un a spetto ributtante dovutoali& mancanza di carta in essi e all'assenza di educazione igienica nel nostro pubblico. Intende l'A. a ccennare a quelle luride impron te d igitali i cui autori, se per disgrazia sono ammalati o semplicemente portatori di germi di colera, tifo, dissenteria, possono infettare i cibi che toccheranno o le mani che stringeranno. Nèsi devono dimenticare le mosche, che posandosi sopra le deiezioni t rasportanoeventualmente sulle persone e sui r.ibi i ger mi infettivi di cui sono caricate. P ur troppo nelle s tesse condizioni delle latrine delle s tazioni ferroviarie s r trovano quelle di molte abitazioni collettive (ospizi, caserme, scuole, ospedali}~
dei vagoni ferroviari e di non poche a bitazioni private. A q uesto stato d eplorevole di cose urge portare r imedio. B isogna educare il no!';tro popolo a tenere puliti i cessi e a servirsene igienicamente; e l'impulso dovrebbe venire specialmentedai medici, i quali meglio d'ogni altro conoscono i pericoli e le v:e delle infe:doni. Ma i medici non fanno in questo campo tutto il loro dovere. Ess i non esigonoueppure nella costruzione degli ospedali che i cessi siano fatti sul t ipo di q uelli •Ielle abitazioni signorili, dei q uali non si può usare che in posizione sed uta e si contentano dei cessi cosidetti alla turca, partendo dal preconce tto che la nost ra popolazione operaia non si abituerà mai a serv irs i di cessi a sedere. Si tratta d i un pessi mismo molto diffuso e1 altrettanto ingiustificato. I nostri operai che percorrono tutta I"Europa, e specialmen te la Ge1·mania, sono ricoverati, in cMo di malattia, negli ospedali stranie1·i, dove non a ccade mai, di vedere cessi alla tu rca, e come gli ammalati del luogo, si servono de i cessi da personfl educate. Xei due ospedali della Croce R ossa che l 'A. ba potuto VISitare in Liguria il ce'5Si sono pulitissimi, provvisti di carta a datta, eò i nostri soldati feriti e malati si sono prestis!<irno abituMi a .servirsene igienicamente perchè la direzione e iL personale di assistenza fin dal1'11pertura degli Ospedali ha e.-.erci tato la vigilanzac necessaria e non ba d isdegnato d i fA.re le opportu ne raccomandazioni. Con un. po' di buona volontà in breve tempo tu tti i cessi degli Ospedali potrebbero ugualmente esser ridotti in cond izioni igieniche ed i malati educati a u;:arne igienicnmente. In una visita fatta snll11 fin e riel 1913 ad alcu ni dei principali "MA.nicomi della Ge t·man ia, l'A. ha trovato dappertutto cessi non s olo bene ill uminati e pulitissimi,. ma fatti di grès col cercine di legno, provvisti ab bondantemente di carta da ces;;o e che non si distinguevano da i cessi delle mig!Jori abitazioni signorili, senon per la mancanza ddla catenella per la cacciata d'acqua, sostituita {per evjta re impiccagioni) da u n bottone, su cui il malato deve premere quando si è servito del cesso. Evidentemente, quando il mala to di mentica. di fa rlo, supplisce l'infermiere. Non gli è a ccaduto mai di trovare i cessi alla t u rca che sono la Tegola dei nostri manicomi. E ciò che al trove si è ottenuto da una popolazione come quP lla dei man icomi non sarà possibile ottenere in Italia dali;~ popol 11zion~ sana di mente? Confessis.m olo a nostra vergogna. Non è il nostro popolo ineducabile, siamo ne>i , classi co-:J. tte diriJcnli, che non abbiamo !11. paz.ienza di educarlo. 37 -
Gtornale di merJici llo m il ilare -
F Jsc. VII.
RiqSTA
o' IGJEXE GE~ERAl.E
E BA 'l'TEHIOLOGIA
Intanto, poichè non è possibile ottenere di botto quC'll'educazione che è frutto lunga propaganda, dobbiamo aumentare la vigilanza sulle latrine e specialm e n t-e su quelle delle abi tazioni col lettive All'A. è accaduto più '\'Olte di do\·er mettere a bordo dei pirosca fi in quarantena per colera e ue!h1 stazione sanitaria occupata da persone in osser vazione, un piantone pe rmaaente nll'entra t a di ogni latr ina. Il provvedimento si è dimo· strato efficace e l'A. lo r accomanda sempre in casi analoghi. Il piantone ba a sua -disposizione un mastello di latte di calce con relativo pennello ed ba. la consegna -di VISitare il cesso ogni qua l volta una per;;ona se ne è servita e di p uli re e di~infettare con In calce i punti imbrattati. Egli Je,·e inoltre tene r con to delle per1:\one che più frequentemente r icorrono a lln. latriua ed avvertirne il medico. Cosi si ri esce molte volte a scoprit·e fi n dall'inizio della malattia casi di colera, che per qun,lche tempo sarebber o sfuggiti all'attenzione del medico. L 'A ricorda anco ra il piroscafo tristemen t e famo:<o Carlo R. che du rante il -viaggio in America del 18~3 avov:~. avuto a bordo 141 mot·t\ di colera sopra 1472 -emigranti. Quando il piro<;ca.fo giunse a. Geno•a, aveva già subito le misure contumaciali all'.A.sinara. Egli lo visitò all'arrivo e, isptzionan do le latrine, tt·o•ò i ;pavimenti dei gl\hinetti coperti letteralmeute di sterco e di urine. Evidentement<> gli eroigrnuti, t t·ovando il ce:;;so sporco, a•evan deposto le deiezio ni sul pavimento. Quello che l"A. vedeva in quel momento do\·e\·a esserli a ccaduto durante t u t to i l 'l"ia!!gio. Co..;i egl i spiegò facilmente la rapiditil. con cui il colera s i erA. diffuso a bordo ~ la. persil'ltenza ddl"epidemia. Chiunque andM·a alla latrina do veva uscirr..e con le scarpe im brattate d i deiezioni, e i vibrioui del colera .:mno co!'i trnsportati in Qgoi p·Lrte del piroscafo. L'A. h >ì giil n ot ato che le mosc he posl'lono trasmettere i genni infettivi. Per :allontanarle d:~.lle latrine il meglio è ndopet·a r e disinfetta nti idonei a raggiu n gere anchE' qul'sto scopo, come il cloruro di calce e l'acido fenico. L'a. concluJe che se vogliamo difenderci in modo s icuro contro le malattie -che banno la sorgente infetti,·a n e lle ddezioni. non basta fùre buone condutture ·di acqua pot<lbile e buone fognature urbane, ma occorre completare l'opera con buone fognature domestiche, con la costruzione di cessi igienici e con l'educare il .J1ostro popolo a servirsene igienicame nte. Cessi ben illuminaLi, muniti di carta idonea, puliti, disi nfettati, vigilati, co-stituiscono uno dei ptimi pre~idii contro la diffusione del colera, d el tifo e d e lla d issenteria . C. ~i
L. S. DuooEo.N, A. D. GAn o:-;En, I. BAWTHEr;:. - Su la fiora baoterloa nelle ferite della preaente guerra. - (The Lancet, n. XXI~, vol. I, 1915). Iutenzione degli AA. è stata soltanto quella di rifer ire io questa <'owunica.7.ione la flora batterica delle svariate ferite osservats nella presente guena, ed ~"'ono sccl to t\ l lo scopo alcune centinaia di casi dalle serie di osserv1\zioni rignnr-danti le fcr ;te superti,·iali o profonde delle ossa. e delle parti molli, prodotte d a s ;hegge di shrapnell e pallottole. Difficilroellte la selezione di un maggior numero ~i. i ~asi riuscire l.> be d i p i LI grande ...-al ore, perchè In flora dei batt~ri e n tra nei due illi!IOrtu.nt.i groppi che qui sono interamt-nte rappresentati. Gli AA.. r i porta no '"'l.ILcsti r isultati con la. speranza che possano servire a fnr n otare la importanza
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RIVJSTA D'IGIENE C.E:'\ERALE E DATTEf<IOLOOIA
di certi bn.tterì nella varietll delle ferite infetto che chirurghi ed altri hanno da trattare. An~itutto rammentano cbu, sic.:ome il lavoro fu eseguito in Inghilterra, man· ca.no prove relative ai tipi batterici trovati immediatamente dopo la ferita. Sembrorebb~ piu probabile, con ciò, che la bacteriologia di una ferita r ecente sia semplicemente la bacte riologia del. terriccio inoculato in tessuti dann eggiati. Il fatto che apparisce del pit'l grande interesso è la stretta ~ituigli anza de lla flora bacterico. di queste ferite con l'infezione dei tessuti, quale succedo fra i borghesi in ogni grande o~pedall:'. Vi è la più stretta analogia fra la bn.ct eriologia d i gravi ferite nello parti molli prodotte da sru·apnell, e lo fer·ite infettato da storco di ca· val lo in ambien te c ivile. Nei gravi traumn.tismi riscontrati in t:di casi vi è us ualmente inf11zione dei tessuti dnnoeggia.ti con b. aero geo es capsula! is, streptococchi e bncilli colisimili. Se il pazientll muore di un11 rn pida infeziorw, ne è g!'noralmcn te cnu sa il vacillo della ca.ngrena gasosn ; se sopra.vvive, ciò sigoiGca per lo più che gli streptococchi R.veva uo il sopravvento. Tale è li1 storia bacteriologicn di molte di questo ferite di shrapuPIJ. Ci è parso, d11 os~ervazioni precedenti sulla cangrena gnsosa, che la sola presenza. del b. n.erogeno caps ulato non sia il fatt ore importunte iu una ferita, bens l la presenza di questo microrganismo nei tess uti, che sono sotto un r.ons idere· vole aume nto di ten:>ione, e l'esperienza fatta ulLirnnmentt>, tende a conferma re questa. veduta. I nost-ri cn.si sono stati scelti iu modo da off'rire esempi d i piu varietà di fe ritn. o nell'intento di r.ompnrure i rcp~>r~i bnct eriologici n elle lesioni leggere e in quelle profonde e gravi delle ossa e delle parti molli. 11 pill import:mto gruppo di bacteri, sotto Utolti aspl•tti, è la famiglia annorobi cn., i cui membri p iù importanti sono il b. del totano e il b. aerogono capsulato. È la relnzione di questi anaerobi cou le m a.lnttie da es~i causate, che è della piu grande importanzu per i1 chirurgo. È per questa n1.gioue che noi abbiamo con· siderato separatamentc la sopravvivenza nei tessuti del gruppo anaerobico di bacteri, 11 cu i c i riferiremo con qualche de ttnglio. Non saril rife •·itR ln. t ecnica impiega ta, ma di ogni cnso è stato fatto completo e dettagliato esame. Bl\sterà. ri levare il vA.lore del brodo di munzo all'uovo di Besrodka, poicbò non surun uo mni abbastanza pregio.ti i vantnggi che offre questo t erreno tanto per la coltivazione degli aerobi qunnto degli anaerobi. Infatti, senza di esso, non nvremmo, in molti casi, scoperto i batteri anaerobici n ei tessuti infetti.
Anaerobi :patogeni. Durat.r.
d e lla malattia
A:LTRI BACTERI PRESENTI
3 giorni
B. coli . . . . . .
2
14
lJ
Stafilococco albus.
3
9
Il
B. coli ; bacilli della difterite
Anaerobi
B. tetano
•
Rini>TA o 1 IGfE~E GE~ER.ALE E OA'l'TER I O LOG I A
572 :2
D urata
C)
8 ::s
z
-!
AL'I RI BACTERI P RES E:YT I
della malattia
13
Auurobl
gior·ni
Stafilococco; b acilli inclassificati .
• • •
6
Il
•
Stroptococchi ; b. coli; stafilococco; b acilli difterici
6
49
B. coli.
7
i
8
65
B
tetano
!)
6
• • • •
10
2R
•
Str eptocchi; stafìlococchi; bacilli ioclassifica ti
11
11
•
Stnfi.lococco aureo; bacillo difterico.
12
2
Il
Kes suno.
13
5
11
Stnfilococco aureo; b. proteus
•
14
8
~
Stafìlococco al bus: bacillo in!!lass ifìcato .
•
Stnfilococco elhus .
•
Stefilococco Stafìlococco aureo
• •
15
Il
11
16
11
• •
B. coli .
B. proteus . Streptococchi ; stafilococco aureo
• B. tetano e b. aer ogeni capsulati
• • B. aerogeni capsulati
17
22
18
6
D
Stafilococco albus .
•
19
G
•
B. coli.
•
20
26
•
Stropt"()cocco; stafilococco : bacillo diHerico .
•
21
14
•
Stafilocucco aureo; bacilJo incla.ssifìcnto .
•
FERITE 1N CUI ••unONO TRO VATI A~Aii:ROIH PATOGBN[. 21 ferite in tut t o resero colture o di b. t etano o ùi b. a e rogeno capsulnto, o di e ntr ambi. La mnggioranza di yueste ferite avevano arrecato considerevole danno ai tessuti, m a ce n'erano rH tutte le varietA, Ja una volgare scalfittura ad una grave, estesa frattura composta di un osso lungo: efrettivamente non c'er·a nessun fatto di interesse clinico àa. far pensare ull'iroporta nza. dei r epert i bacteriologici. La tavola mostra cb e, con una sola e ccezion e, ogni ferita era infetta di aerobi, associati con gli anaerob i. Il caso eccezionale flt qu~.>llo di una super ficiale ferita di s brapnell in vici nanza della artico lazione del ginocchio: la cavità articolare ertt infetta, q uantu nque la. sinonale fosse intatta. IJal pus tolto dalla. cavità si ottenne una coltura pura di b. aerogeno capsulato, il quale si era evidentemen te comportato da semplice piogeno. L'andamento ulteriore di questo caso non fece n ep pure supporre Ili curanti di aver avuto a che fare con una suppu razione prodotta. d11l cornune bacillo della caogreot~ gasosa. D elle cavie inoculate con una e u l-
RIVI TA D'IGIENE GENERàLE E BA'l'TEIHOLOGI.\
573
tura di questo microrgauismo, morirono nelle 24 ore pE\r una cangrena dei tessuti a. rapido decorso. In ogni altro caso abbiamo t rov11.to nella fPri ta o uno stnfilococco, o un b. coli, o un proteo. La frequenza dell'associazione del b. coli col b. tetuno fA. pensare che la sua presenza possn. essere particolarmente favore>ole per la soprdvvi venza di questo anaerobio. Degli l1 pazienti, uelle cui ferite fu tro1·ato il bac illo del te· tano, 9 erano stati t rattati profilatticamente con autitossina t etanica precocemente, e ne-<suno di essi presentò sintomi di tetano. Due uon !!.Vlwnno ricevuto nessuna iniezione profilattica, e di questi, uno presentò il tetano e l'altro no. L' ulti mo caso menzionato serve a dimostrare che m1a ferita può infettarsi col b. tetano senza dat·e il tetano, e ciò ind ipende ntemente dalla an ti tossina. Noti c'è del resto r a gione di dubitare che la iniezione proli lattica d i antitossina non abbia. salvato la maggioranza di q uesti pazienti dalla più g rave malattia che pos!'a conseguire all'infezione di una. ferita E perciò d i considerevole importanza il con sidE'rare eh .. uu ferito può port are in sè per almeno due me~i dopo la riportata fcl'ita questi perrcolosi bacilli e probabilmente per un t empo molto più lungo senza c be alcan segno cliuico ne faccia suppone ln presenza. Qualunque sin la natul'a della feriti\, o grave o legge1·fl., senza una accurata investigazione bacteriologica è impossibile esser sicuri che non vi sieno spore te· taniche annidate in p rofonditi\. I n W c11si fu trovato il b. aerogeneo caps ulato. Quantunque la sua presenza non fosse legata a un dato tipo di lesio ne, pure, gra· du!l.lmente, imparammo a <'.Ono~cere gli ind izi della sua pre;oeuzrt in certe varietà. di feri ta. F erite profonde con conside1:evoli danui alle parti molli o all'osso, con profusa e forse pericolosa secrezione, sono quelle che più fac ilmente danno colture di questo microrgtmismo. Sembra certo ello qualcl"· speciale condiziono debba esser p reseute percbè il b. aerogeno capsulnto d in !:t ca,ogren1\ gaso<a e che uella maggior parte delle ferite infette e;;so sin, o rapidamente eliminato o agisce da semplice piogeno o conduce senz'altro vita sn profitica. Sr pot•·ebbe supporre che un mic rorgl,l.ni'lmo dovrebbe trovarsi pìit spesso ili ferite reGenti che nelle An· tiche, ed etr~ttivamente le ro<e Sll\ono cosi .1\iondimeno la t11voln mostra che il bacillo può sopra,·vivere almeno quattro settiman e dopo l'avvenuta infezione. l fatti esposti concernenti questi due virulentissimi e r esisteutissirni germi sporigeni consigliano senza duboio ad u~are speciali precauzioni nell'l sterilizzare gli stru.menLi chirurgici già usat i nell'opornrc delle ftJrite. Molte volte gli strumBDti sono semplicemente « immersi:» in acqun. bollente, mn i no;;tri reperti bo.ctcriologici p rovano ad evidenza il pericolo cbe ne può Mscere, più spec·ialrnente poi con l'al:l'ollamento dei feri t i nelle presenti circostanze. I n uu caso una cultura del del b. aeroge:~o capsulato fu ottenuta da uua forita suppurata, ma i reperti bacteriologici furono trascurati. L'arto fu amputato, ma in ilO ore il soggetto moi'Ì per una. cangrena gasosa a rapido svii uppo. l L BACILL O COLI E BACII.LI COLIFOfUll NON CI,ASSIFI CATI. Jn 11 casi Ull vero coli baci Ilo fu isolato dai tessuti e ne d i mo, trò le proprietà caratteristiche; in qui ndici casi furono coltivati esemplari di b!l.cilli colifonni. Ricerche culturali compJe,te furono usate in ogni caso, ma. i risultati furono troppo ùiversi da pe.r· mettere una cla&~i6cnzione . I n molti casi questi bacilli coliformi furono provati su ca.n i o su topi, per inoculai~ ione ~ottocu tanea e intt·•\PEII·itoneale, ma senz<t nessun risultato letale. Quantunque il b. coli sia capace d i provocare una apida infezione del peritoneo, pure non è facile una simile infezione nel tessuto con-
57±
1
B.lVISTA D IGIE:SE GF.è\ERALi,; i'; BATl'E:IUOLOGIA
nettivo. L'esperienza. c'insegua che un'infezione rapida dei tessuti, è generalmente dovuta a stnptococchi, nonostante ht pr~senza. del b coli o di un bncillo coli forme nella secrezione ; ma per la difficoltà d'isolare gli streptococchi iu simili circo· stanze, la loro presenza n on può e:;ser sempre riconosciuta. Non ricordiamo che da una rap ida e diffusa infezione dei tessuti o da una ferita grave s ia stata otte· nuta una. rultura pura di bacilli coli o di bacilli coliforwi, ma sempre in asso· ciazione con streptococchi, ciò che corrisponde a lle lesioni infettive di tale tipo che s'incontrano nella pratica ordinaria Può essere interessante ricordare che i b. coli e•i bacilli coliformi furono coltivati da lesioni cl inicamente d ifferentissime, come una ferita granulante superficiale con scarsa sec1·ezione ed una infezione suppurati va di tessuti profondi con abbon· dante essudato. In due casi su 26. il colibacillo era presente in cultura pura, e in o~;ni caso la secrezione era leggera nell'insieme, e la temperaturn. normale. B. PllOTEUS E B. I'YOCYA~EUS. - Veri protei furQnO isolati in 5 casi, e un proteus, atipico, in due Questi casi erano tutti es.. mpi di infezione cronica del tessuto, con formazion i di seni e abbondanza di secrezione purulenta. 11 b. pyo· cyaneus fu t ro vato in 4 casi, t•1tti essenzialmente cronici, con secrezione copiosa da profonde ferite, e preP-iSamente il tipo di lesione che questo organismo produce frà i borghesi. 81'1l1Wrococc!ll. - In 41 di questi 100 casi furono coltivati gli streptococchi. e in tutti, salvo qualche eccezione, il germe fu isolato e sottoposto a numerose prove di identificazione. Essi furouo trovati con frequenza. qua<>i uguale in ferite recenti (1·2 settimane) e iu ferite di più lunga durata (3-10 set timane). Circa SO stipiti furono coltivati nella. solita serie di sostrati zuccherati, per !'ap;giA.re i loro poteri di fermentazione e, se pos;;ibile, raggrupparli secondo uno dei sistemi più comunemente usati, qua le c1uello di Gordon Ma si trovò che le prove fatte non servirono nè per In clas;:ifìcazionl', nè per l'appn>zzamc•nto della virulenza. Numerosi stipiti vennero anche provati nel loro pote•·e emolitico nell'azione pa· togena sui topi. Nel saggio emolitico facemmo principalmente uso di nn sostrato liquido con· sistcnte in brodo cit ratato a cui era stato aggiunto un poco di sangue umano, fresco, sterile. Qualçhe volta fu da prima impieg:tto uno H risciamento o una piastra di ag1u·-sangue, ma so questa prova 1·isultava negativa, era sempre rip•'· tutd col sostrato liquido, che contenevn globuli ros'ii umani e pla;;ma, dacchè questo metodo venue trovato il più adatto. Di IV stipiti, cosi investigati, 16 emno emolitici e S no. Xove degli stipiti emolitici furono inietta ti nel peri tonco ai topi: 7 erano patogeni e due iootl'~nsivi. Dei tre nou emolitici, due vennero provati sopra topi con un r[sultnto positivo e uno negativo. Il non emolitico ma patogPno per il topo, fu ottenuto da unl\ lesione a l cervello dovuta a shmpnE>ll. Il paziente fu operato, e bre ve tempo dopo si S\·iluppò una rueningite diffusn.; uno streptococco (presumibilmente lo stesso stipite) venne coltivato dal liquido cerebro·spioale, e si dimostrò insieme emolitico e patogeno per i topi Così, nell'insieme, il potere emolitico va di pari passo col potere patogeno per il topo. :J\Ia nessuno di questi fenomeni si manifesta così da gettare un po' di luce sulla questione dell'efl"ettiva virulenza per l'uomo. È cosa quasi comune trovare streptococchi fortemente emolitici in volgari ferite in via di gu!trigione, che non producono alcun disturbo generale. Per ciò si può concludere che uoo strepto-
RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTKRIOLOGU
cocco emolitico, quuntunque "ltamente virulento, può essere tenuto i n freno nei. tessuti da cui fu coltivato Questi streptococchi delle ferite sembrano spes;;o dotati di un bnssc grado di virulenza, eppure, è bene ricordare che son capaci di sostenere un rapido e gra nde aumento di virulenza se le barrie re di protezione che il corpo ba opposto, fos sero distrutte da un troppo zelante operatore, o a'nche per qualche insigni6.can t e.manovra. IL GRUPPO DIM'ERO LDE - I bacilli difte roidi furono trovati in lo casi, ma~ clinicamente, le ferite da. cui furono isolati erano diverse. Ttdune erano fer1te granulanti e altre profonde e con seni: i nsomma. nessun ti1 o sper.iale di ferita. Non si poteva o1·edere che questi bacilli fo!'sero la diretta causa dell'infezione, quantunque, indirettamente poteSSPrO avere una parte import.ante I n qualchecaso eo<si crescevano più abbondantemente come anaerobi, e alc uni esemplari crescevano su agn con un pigmento arancione simile a quello dello stafì lococco aureo I caratteri morfologici erano va riabili, ma i piu singolari tipi preo;entavanO> la ben nota colorazione striata. STAPlLOOOCCni. - In nu merosi casi vennero coltivnli dal!f> ferite lo stafìiococco a11reo ed albo, ma non occorre soffermarsi per ora su q ueo;ti germi Il fatto pill singolare, è la. persistenza dei pericolosi anaero!ti nei te~suti, per almeno 65 giorni dal momento delht ferita È vero che nella maggio r parte dei casi n on si svilupparono nè tetano, nè cnngrena gasosa, mn in un caso, dopo un'operazione, sopravvenne un'infezione rttpidamente letale, a causa del bacillo aerogeuo capsulato. Sotto l'aspetto bacteriologico è sorprendente che gli anaerobi non prosperinog ran che,sebbene esistano le condizioni per la loro vita. In tma ferita profond& e'è tessuto morto, sufficiente umidità, e oscurità es trema. dovuta all'abbondanza delle fasciature chirurgiche, mentre pPr giunta ba,.teri 1\erobici, usualmente presenti, utilizzano il rimanente dell'oso;igeno. TI numero dei feriti n egli ospedali e nelle i<>tituzioni di vnria specie in qut>sto momento, è tale, che tutti i possibili sussidi c he off1·e la h11cteriologia devonoessere utilizzati per evitare il contagio dell' mfezione da pazit- nte a paziente. oanche nel medesimo paziente, e cioè indipendentemente dall'ordinario trattamento delle ferite.
I. P.
RIVIS'rA DI 'l'ERAPEUTLOA Dott. M.. BR&Lli:•r. -
La oura dell'lpertenslone arteriosa.. -
(Gazette des hu-
pitawr).
L'ipertensione arteriosa, transitoria ò perma nente, s'osserva i n un gran numero di affezioni (saturnismo, diabete, eclampsia puerper11le, menopausa, ecc.), ma è soprattutto interessante nelle sclerosi cardio-vascolari, nelle card1opatie arterio~e.
RIVI STA DI T Ell \PP:UTICA ~
nella nefrite in terstiziale. Essa allora d ipende da due cause : rlall 'energi~< della miocardio e dalla resistenza. che oppongono i capillari periferici a lla penetrazione del san gue. Huc hard ha dimostrato cbt> quasi sempre la \'"aSO· -costrizione periferica è pro\'"ocata da un'intossicazion11 d'origine alimentare, e chE', in tali casi, esiste un re1·to grado d'in~uflìcienza rcnale che fa\'"orisce la ritenzione to'l!ticn !'iel primo periodo delle card iopatie artcrio,t>, i t r e elementi c he Jebbono dir igPre l'azione terapf'utica sono dunq ue: l'mto-<.;icazione, l'i nsu ffi cienza r enai P, a cu1 s'aggiunge sovente l'insufficienza epnti(·a e l'ipertcnsiou t> art.erio"a, la quale n on ù che un risultato dei due primi elementi. Tutto <'iò -dice l'A . - ci spit-ga pcrchè il r E>gime alimentare ba una co~i grande import11nza n ella cum dell"iper· tensione. ~i prec:c riveril, dllli'JUE', un'a limentazione la ttoo - vE>getarialH\ (d1\ un litro a. un litro e mezzo di latte il giorno, IPgumi, f rutta. qunk h e uo,ro; non c:u·uP, n~ pe!>ce): il tho, il ca.flè, i l vino e i liquori samnno in teramente sopprC:<'-'i. 1'\1-i c1.1s i ribelli, il regime lattl'o es,.(usivo deve essC're con~igliato, ~i11. durnnto lU· lo giorni, sia due ~ioru i per St·ttirnanu. St>, invect.', l'rpt'rten"ione diminui~ce, S I può permettere u n 110' di carne a l pa~to di mezzogiorno, ''ictnnclo però la selvnggi nR, i salumi, i llllllluschi, i crostacei, i pesci di mare L 'alimeutuziooe non dovrà e-ssere snlRta, JlPr<>hè sembra. che il c·loruro di sodio iu ccrc~~o clC'\"i ht prcs-<ione arterio~a (C:ou(\'et). L e arque diuretichE'. come qu ('lll' di };,·inn c di \"ittel (noi, in Italia, ne nhhiamo a profusione e non v·~ c ht• da srPglier~·), !louo mo(tf) ut ili f:\\"orendo l'eliminazione d1·lle to~si ne. llul'h~trd in"i~te molto !<lll trattamento re nalo dl!lle canliopatie arterio.<e e dcll'iJWrteu"'ionE'. Egli con«1glin l'u~o dell ~t teubromutR alln do!'e d ' un C:(lCiiPl di g r 0.10- gr. o.:->0 ogni mattina. - in un bicdlit•rc J'acqun di E,·ian - Cachet o tli Y!l lt>t (C:1·ande Nource). 8t1 il malato è urice111ico, si può n~-oci nre alla teo· bromina l'acido timinico, pn~:;cri\·enJo g1·. O LO - gr. O.:W Iii quest'ultimo c gr. 0.30 d•·lla prim11, per cach••t ;-;,.ni pure ind1eatl\ una cum idro nunernle, in special modo quella df'i bagni carbo-p;a~~o~i. che si possono preparare a nche nrtificial mE'nte con bi.,ar bonato di sodio e con aci lo cloridrico; ma aiHnchù questi bn!!ni auhiano u n'azione ipoten-<iva, occorre che la lo ro temperatura raggiunga i :H01 't - 3~o, che ltl loro concentrazione sia debole, che la loro durata sin lunga. (JG-\!0 ~ninuti ) Do po il bagno, l'asciugamento si fnrn senzu frizioni violente, le quali eleva no la pretisione sanguigna pet· r iflesso cardiotonico con Hecutivo all'eccitazione -c utnnea, ma. semplicemente con un pannoli no mode rnt:tmcn tc cnldo e ben asciutto, .appli\'flto col palmo della mano. Do po di che, il mnlt\to stnr1\ in riposo por un'ora in po~i/.ione orizzou tale. L'igiene degl'individui a ff,,tti da iper t ens ione dovn\ essere regolat a con ogni .cura: evitare gl i eccc•ssi, la fn.tica, lo stnopn?.;-.o intellettuale o fisico; fare un .e•erci;r,io modemto : n on fumare: questi sono i CO!I'!igli, molto facili a dare, m a n.ssni più d ifficili a seguire. Talvolta sarÀ. opportuno prl'scrivere il riposo in letto per qunlcbe giorno ( Vaque;r,), 11 cl ima più conYenioo te è quello a'i'ci u t to, <iolco, temperato, in unR n·gione al ripn1·o dai vemi. I soggiorni sulla spiaggia <lei ma.re e quelli a u n'altitudine sorpnssante i 500 o GUO metrt sono, in generai<', Junl tollerat i. P er quanto ri~uarda l"idrot<'rapia, si sa che i bagni freddi elevano la p ressione otanguigna, e che spesso i bagni caldi al di sopra d1 B7°.6, esercitano Il\ medesima Azione: dunque. sia gli u ni che gli altri dovranno e'iSC re sconsigliati. Cirea le docce, 1\lcuni autori attri bui~cono a lle docce calde un'nziotw ipoteusi>a ; ma. mi~'on trazione d..J
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RIVISTA DI TERAPEUTICA
glior c onsiglio è di dar la preferenza alle docce tiepide {20°-33~) a g etto molto moderato, o alle lozioni pure tiepide. Le frizioni fatte ogni mattina su tutto il corpo con un guanto di crine, o con una rlanella imbevuta d'un liquido alcoolicc, sono sovente ra ccomandabili. Il massaggio e la ginnastici\ muscolare, cautamente impiegati, pos~ono contribuire ad accele rare la circolazione periferica e ad eccitare l'elasticitt\ dei "'":oSi: il che ri'lparmia il lavoro del cuore. D massaggio addominale rinforza anche l'azione rlel trattamento ipotensore e quella dei diuretici; oltrechè diminuisce l'ipc>rtensione portale, la quale costituisce una specie di inceppamento c ircolatorio. L'applicazione dell'elettricitil alla cm·a dell'iportensione arteriosa dà talvoltn dei risultati soddisfacenti ; e sono sopmttutto le <"O I"renti d' n.lta frequen11n quelle che. secondo alcuni speciali:-.ti, determinano un abbassamento llurcvole della pressione arteriosa. Dopo a~rcr regolato !"igiene e l'alimentazionP, c dopo 11.ver consigliato gli agenti 6~ici e mec<'anici , sarà bene prescri\·erc un medicamento vaso-dilatatore e ipo· tensore. I ioduri costituirono per lungo te1upo la base della cura. ipoten...;iv:ì; ma la loro utilità e oggi sednmente contestatu. P er Huc hard, alla fase prescler osa dei car d 1opatici arter iosi, i pr·ep11.rati di iocluro, di eu i tanto si abusa. sono perfetta m eu te inutili. ~ccondo il Roger e il Gong-et, il ioduro di potassio sembra es<;ere piuttosto risolvente, un modific·atore dt:lla nutrizione; mentre che il ioduro di sodi o sarebbe soprattutt o un va,;o-dilntatore : e consigl it~no di ricorrcn•i quando si debbnno combattere i fenomeni morbosi attribuiti all'iperten;;ione, prescrivendolo alla doso di uno o due gmrnmi, i l giorno, iu riue o tre volte, al momento dei pasti, in un po' di latte a cui si sia ngginnta. ùell'acqua di \ichy. Huch!u·d c·onsiglia dosi meno alte, e, nel secouclo perioùo delle cardio patie at·teriose, lJre~cr i ve tre volte il giorno, durnnte i ptv:ti, una pillo la cheratioi?.zata oli ioduro lli potassio o di s:odio di gr·. O 11) - gr. O ~0. Non bisognerà d i menticare che il ioduro (e i iodici) hanno le lot·o controindicazioni, e che pos,ono essere ")><:ricolo::;i nell'aortite e nt:lla sder osi renale. f<wore ndo !"e dema a c uto ù cl polmone (Roger e Gouget). I composti nitrati sono presentemente molto adopemti. Le inoculazioui d i rùtrito d'amile provocano u ua vaso-dilatazione pe•·it"erica. rn.pidn e umt ipotensione quasi istantanea, l a q uale, perÒ, e Seguita talvolta da una Ìase ipertensiva: eSStl n on cosLituiscouo, dunque, che una medicn;o;ione d'urgenza nell'auytna pectoris io particolare, e non possono essere continuate a lungo . La trio itrina ha. un'a~done meno rapida, ma più durevole. Huchard prescrive : Soluzione alcoolica di trioitrina. nll' '/100 Acqua distillata
LX gt>cce 300 grammi
Da tre a sei cucchiai da tavola o da. frutta, o nuche da caffe, secondo la tolleranza i ndividuale, giacchè questo medicamento non è sempre ben sopportato, determinando talvol ta cefalea, vomiti, lipotimie . La trinitriua si usa a.nchc in iniezioni sottocutanee: Soluzione alcoolica di trinitrina all' '/,.,., Acqua bollita
XL gocce 10 grammi
lniettaroe un quarto, o un mezzo oent. cub. due volte il gio rno. ll t etranitrolo è prescritto sotto forma. di compresse di 1, 2, 6 o 10 milligrammi, due o tre volte il giorno, diminuendone la dose se sopravviene cefalalgia. frontale.
n78
IHVJ f;l'A DI T EllA PEl'TICA
Finalmente, il nitritodisodio, ru olto solubile, si dà alla dose di gr. 0.10 - gr. 0.3n il giorno: per esempio: Nitri to di sodio. Sciroppo semplice.
l gram mo 100 grammi
Da due a tre cu cchiaini da cafre il giorno. Tutti questi medicamen t i non dovranno essere contin uati a lungo senza interruzione; ma bisognerà. a ver cura. <1i sospenclerne l'uso ogni cinque o dicci giorni. Del resto, i loro eJT'elti sono molto variabili secondo gl'inf<'r rui. Da qualche anno, l'estratto di t:iscwn albttm si consiglia e si raccomanda comu un ipotensore energico e fedele . Si formula: Estratt-o a cq uoso d i viscum a! Lum Eccipien te .
gr. 00-0.10 q . b.
Per una pillola. Ciuqne il giorno. In qmtnto al siero del Trunececk, i l quale godette in principio di gran f:wore n ella c ura dell'arteriosclerosi e dell'iper tensione arter iosa, Huchnd lo giudica nel st:gucnte modo : « t;i t ratta d'un pn«ticcio (bouillabaisse) tcrapeutico del'tinato semplicemente a colpire l'immagi nazione, e a rendere servizio u on al malato. ma al m edico, quando desidem di fare delle iniezioni ipoJerruichc » .
E. T .
RIV ISTA DEL S I~ RVJZIO 8AXlTARIO IN GUERRA. H. B oRDIEIC. -
Un m ezzo s emplice d'elettrlzz&zlone per ospedali m ilitari.
(Prtsse J{ljdi cale, n. 73).
L'A., addetto tu\ un ospedale temporaneo, avendo rile vat o molti d is tu rbi troliri, consecutivi a Ul'Uriti pl'Ovocate da t r aumatismi bellici. proiett ili, scbeggie di gra· nata, che guariscono, come s i sa, più rapidamen te s e curat i con la corrente elettrica, ha cercato di risolvere il problema di pcrmettero l'uso dell'elettricità oegli ospedali t empo ranei, ausiLiarii o a lt ri, dove sono ricoverati i feriti convalescenti che a ttendono, per essere sgomberati, la gLmrigione dei fenom c:Ji n euritici. Coll'apparecchio ideato dall'A.. la cura elettrica può essere praticata dovunque esista una conduttura d'energia e che la corrente sia alternata o con t inua. Bas ta prendere una boccetta d i 2~Kl-250 gr., io fondo alla quale si mette un po' di cloroform io per un'a ltezza, di poco meno d i l cm., e vi si versa sopra dell'a cq ua si no a rie mpire i tre q uarti d el reci piente. Io d ue s~analature laterali, praticate sul tu· racciolo, si fanno passare due tili da luce elettrica scoperti alle due estremità : uno di ques t i fili ani va al fondo del vaso ne l cloroformio, l'altro è immerso sol· tanto n ell'acqua per 3-4 cm. Per prendere la coneote si toglie una lampad ina dalla sala dove deve essere praticRta la cura e si unisce uno dei due fili che portano la corrente ad uno dei fili della boccotta-r costato e l'altro ad un elettrode : si unisce infine il secondo filo del reostato al secondo elettrode e cosi il circuito s i può chiudere sul malato.
B I VISTA DEL SERVIZIO SANITA R I O
I~
579
GUE R RA
Qaesto secondo elettrode dev'essere preferibilmente costi tuito da un rullo ci rcon dato di mol!ettone bene in:euppato d'acqua calda, l'alt ro piano e spugnoso. Per fare un'applicazione elettrica, si colloca l'elettrode piano, preventivamente b1gnato in acqua calda ed asciugato, per es., sulla cosci a, mentre il r ullo si fa girare sulla regione da curare. S'inclina lentamente con la mano sinistra la boccetta- reostato in modo <ia rendere sempre più !'ottile lo ..;pessore dello stra to di cloroformio sopra. il fìJo primitivamente immerso in questo liquido isolante. La eotTente eos\ aumenta d'i n tensità e diventA, poi, fortissima quando il filo tocca l'acqua; si regola, del resto, facilment-e l'intensità dando alla boccetta la inclinazione voluta e ma.ntenendolo. costante. Terminati~ la seduta, si tirano via i fili dalla boccetta per evitare l'azione dissolvente del cloroformio sul mnteriale isolante dei fili stessi. Vantaggi di quest'apparecchio quasi rudimentale, snrebbe.ro: un:~. grande sem· plieità. e una grande resistenza (che metterebbe l'ammalato al coperto da una corrente troppo forte e ch'è dovuta al cloroformio e all'acqua cloroformica s~ttura interposta tra. i due 61i); la possibilità di utilizzare egualmente bene tanto 1:~ corrente alternata che quella con tinua a 110- 120 volts. L'applicazione clura una diecina di minuti. A.LFO~RO.
NOTIZI E Perdite delle nazioni bellig era nti al 31 maggio 1 916. Secondo le statiEttiche della Croce Rossa svizzera, le pet·dite subite dai diversi paesi belligeranti fino al 31 maggio 1~15 sarebbero state le seguenti: SEnBrA: malati e feriti 126,000; inva lidi 10,600; prigionieri 46,000; morti 87,550. Totale 279,050. Mo~NEGRO : malati e feriti 38,000; invalidi 12,600; prigionier i 18,500; morti 22.00:>. Totale 91,000. Russu: malati e feriti 1,100,000; invalidi 420,500; prigionieri 460,000; morti 4-13,000 Totale 2,424,600. B&LGlO: malati e feriti G2,500; invalidi 27,600; prigionieri 49,500; morti 72,500. Totale 2 12,000. FRA NOIA: malati e feriti 717,000 : in va l id i 4.39,000: prigionieri 4.9-!,000: morti 4.6i ,OOO. Totale 2,114,000. !NOIULTERRA: malati e feriti 185,000; invalidi -!6,900; prig ionieri 8:!,600; morti 116,600. Totale 420,600. A USTRlA.· UNGHERIA: malati' e feriti 688,000; invalidi 96,500; prigionieri 188,000; morti Sll,OOO. Totale 1,263,600. . GERMA:\'JA: malati e feriti 1,000,000; invalidi 943,000; prigionieri 338,000: morti 44.1,000. Totale 2,762,000. TOTALE GENERALE: 9,378,550 uomini, dei quali 2 milioni di morti.
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NECROLOGIO Sul campo dell'onore. :Mandiamo un r tlvcrente ed afl'eUuoso saluto alla memoria dei colleghi: 'l'eneute medico in se1·vizio attl\'O BORTOLO MAZZOTTI ,li Cologno (Brescia), del , .. battaglione a scari, caduto in Lihia in uno scont1·o coi ribelli. Sottotenente medico lli complemento GIUSEPPE PICCOLO del . . . reggimento fanteria, nato a Rocchetta S. Antonio, cnduto il 3 ginguo ad Unii (~fonte Nero), ment1·e prestava le sue cure ad un soldato ferito. Tenente medico di complemento GIAMBATTISTA REBUFFI del . .. reggiment o fanteria, gia medico scolastico del comuue di Genova ed aiuto al dispensario antitubercolare di Genova, caduto il 3 giugno. Sottotenento medico di com plomcuto ZENO FRUGONI, addetto alla sezione di sanità. della . . . Di visione, caduto il 18 giugno. Tenente medico di complemento GIOACCHINO LANDINI del . . . reggimento fant(·ria, caduto il i3 lug lio 1915 a Pieve Tesino, già assistente all'o;:pedale c.! i ;:;. !llRria Nuova in Firenze. :'ot.totonento meJ ico di complemento DOMENICil BETTI di Roma, del . . . reggimento fanteria, caduto a Podgora il :la lu!l:lio, proditorinmeute colpito da un prigioniero austriaco mentre pn:stava l'opera sua. in uu posto di medicazione.
GIOVANNI MAZZARO~ E ùi Jtomn, studente del 2• nnno di medicina e chirurgia in quell'Uui1•ersiti•. EMILIO '-EUSCHULER, inscritto ai corsi della Facoltà medica di Roma. LUIGI ALBERTI, studente del 2° corso di medicina e chirurgia. nella R. Università di Parma. LIVIO RASO RI di Parma, studen te della 1-'acoltà medica di quell'Universita, morto prigioniero nel castello d i Lubiana in seguito a ferite Tiportate in g uerra.
Movimenti avvenuti nel Cor~o Sanitario e nel Personale farmaroutico (ll.t lla d1.<pen$n 40' ~Ila ~~· del Bo/1(1/illn u(fietalt delle uu>nillf)
Ufflolall lo •ervlzlo permanente. Decreto luo!Joleuenzia/e 1° lltglio 1915. medico R. corpo truppe coloniali Eritrea (a disposizione Ministero colonie~. - Cessa di essere a dis posizione come sopra e destin ato 19 fanteri:t.
PAHE:STE F eTd inando, capitano
KOVUI.E~TI A VVF.NUTI NEL CORPO SANIT. E :\EL PERS. J!ARMAOF.UTICO
o81
Determinaziont ministeriale l 0 luglio 1915. IAPOCE Antonio, capitano medico R. corpo truppe coloniali Eritrea.- Trasferito ospedale succur.:>ale Parma. RtNALDI Giuseppe. id. id . id. - I d. id. Man tova. SoRBARA Emilio, id. id. id. Id. ospedale Venezia. Cmav&LLO Ugo, id. id. id. - Id. id. Udine. ScAGLIONE Vittorio, id. id. id. - Id. id. R avenna.
Decreto luogotenenzialc 6 luglio 1915. SCRtZZI cav. Git1seppe, tenente colonnello medico, direttore ospedale Novara (comandato ospedale succursale Mantova). - Esonerato dalla carica sopra indicata e nominato direttore del l'ospedale militare Padova ci al 1° luglio 1915, continuando comandato ospedale Mnutova. ToMBA cav. GiwJeppe, id. ospedale \'ene:tia. - Nominato direttore dell'ospedale militare Novara dal 1° luglio 1915, e comandato ospedale Venezia. I seguenti ufficiali medici sono promossi al grado superiore, con anzianità 00 giugno U115 e con decorrenza per gli assegni dnll 0 luglio Ul15. :Maggiori medici promossi tenenti colonnelli medici: CuGt cav. Licuryo, ospedale Pincenza. - Continua come contro. SANTUCCt cav. Stefano, id. Roma. - Id. id. RollEO cav F1·ancesco, id. Napoli. - Id. id. GALVAONO cav. Teonesto, id. infermeria pres idiaria Cremona. - Id. iii. Capitani medit'i promossi maggiori medici : FRANCUI Lui!Ji, 2 aTtiglieria fortezza.-
Destinato infermeria presidial'ia Pinerolo (a scelta). CASTOI..Df Etto1·e, l genio. - Id. ospedale Novara (d ichiarato promovibile a scelta). OLtVARI cav. Pietro, ospedale militare Milano. Id. id. Brescill (id. id.). Dr:: MAn·A :Yicola, lancieri Firenze. - Id. dit·eziooe sanit:l IX corpo armata (o. scelta). AJROLDf Luigi, 8 fanteria. - Id. ospedale militare succursale Mantovr.. Tenenti medici promossi capitani med ici, con ri:>erva di anzianità. e con deco rrenza per gli assegni dal 1o luglio 1915: VANNOCCI Quintilio, 62 fanteria. -
Destinato 2 nrtiglieria fortezza.
Seguirà nel ruolo il capitano medico BoccA Tito, a senso del di s posto del- ) l'art. 2 del R. decreto 31 dicembre 1914, n. 1431. A.orNOLf'! Salvatore, 3-1 id. - Continua come contro. GAGGIA Emilio, R. corpo truppe coloniali Et:itrea. - Id. id. VtTOLO Entmanuele, ospedale militare Caserta. - 8 fanteria.
o/-4~
MOVBIE:-\TI A\' VE:-\lfTl NEL CO RPO SAS IT. E :-\RJ, PKR!:. FARMACF.UTI CO
Determinazione ministeriale 5 luglio 191&. Pwcr;o;r:"t Cyo, capitano mediCò 18 artiglieria c;lmpagna. -
Trasferito ospedale Ye nezia. :-;ISISJ Guido, id. R. corpo truppe coloniali J ella Somalia (a disposizione Ministero colonie). - Id. lancieri di Firenze (9). llF:XA no .ll.11lonio, id. id. id. El'itrea. Id. ospedali' Bologna.
Decreto tuogoteuem:iale 15 ll•ylio 1!:115. ~L\S(;J)oll
Anrtrla1Jlonio, cApitano medico in aspettati1·a per infermità non pro'l'&o n ienti d a ca use di servizio. (Drcreto luogotenenziale 30 maggio 1915). -L'a· spetlntiva d i cu i sopra è considerata concessa per infer mit!l. dipendtnti d& cause di servizio. f'A~IIW.\:oiF:sr Dino, tenente med ico id. id. provenienti da cau~e d i servizio, a Lucca. ( IL decreto 29 novembre 1914).- Rich ituuato in servizio e ffettivo dal 29 giu· gno W15, con dto>ronenza per gli assegni dal lo !11glio 1915 e destinato G::l fanteria.
Det.enninazioue mini:<teriate 15 lufllio Ht15. (:JAliAZ?.A
cnv Giuseppe, maggiore med ico direzione sanitÀ. I II corpo armata. -
'rrn~ferito o~p•·dale militare :'U i!Rno.
Delenninazion" ministe1·iale 18 lllylio 1915. Silt·io, capitano medico R. corpo truppe coloniali Eritrea. - Trasferito o;;;pednle Genova . HA>'ll.fl: Antonio, id . id. Id. id. Chieti. ~L\GJ. rn.o . ll{olll'O, tenente medico R. corpo t ruppe coloniali Libia. - Id. id. Genova, dal lH mnggio 1!)15. l\!AZZOTTr {l(ll·toto, id. Niz?.a cavalleria. - Id. R. corpo truppe coloniali della L ibia., da l 1:1 maggio 1915, e collocato a disposizione Ministero colonie. ('IAHJ,o
Dec1·eto / uogotenenz.ialP. 25 l11ylio ln5. F~:HRERO DI CAV.H. J,&It LEO);F: cav.
Luigi, tenente generale metlico, ispettore capo di sanità militare. - Collocllto in posizione ausilia ria dal 16 agosto 1915. SANG L'INE'fl CR V. Giovanni Carlo, direttore ospedale Bari (comandato ospedale rdi ne). - Collocato in d isponibilitit. J)ecr~lo taoyobJt1e11.~iale 2D llty/io
l !H5.
(;A z,~~G AlU Ci\ V Gio~·anni nattista, tPncnte colonnello medico, direttore ospedale Bre·
scin. - Promosso colonnello medico e n ominato direttore ospedale Bari (comandato osp~dnle Brescia). R os:;r cav. . lff'redo. id. inferm (' ria presitliaria T erni.- Nominato diret toreospe· dale Brescia (comandato infermeria presitl iaria 'J'erni).
YUVUlENTJ AVVE.~Tl NEL CORPO SANIT. E NEL PERS 'FA Rl!ACEUTI CO
Det~nnitUJziont ministe1·iale 29 lUffliO
583
1915.
tenente medico R . corpo truppe coloniali Libia (a disposizione M inistero colon ie). - Trasferito ospedale Savigliano dal 2 7 laglio 1916. DECARO Nicola, id. 9 fanteria. - Id. R. corpo truppe coloniali L ibia dal 27 lu· glio 1915 (a disposizione Ministero colonie). MJDOLLA Oar meùJ,
.Ai capitani medici inscrittinell'atuntario n~ilila1·e con anzianità fino all0 gennaio 1 908 e fino al capitano MAOCUIA Ernesto, è conferita la qualifica d i primo capitano con le indennità e le altre concessioni previste dall'art. S del R. de· creto 28 marzo 1916, n. 389, a decorrere dal 1° agosto 19lo.
Farmaol•tl militari.
Decreto luogotenenziale 13 giugno 1916. Cuozzo dott. Alessandro, farmacista di 2° classe. -
Sono acce ttate le volontarie dimi::.sioni dall'impiego, a decorrere dal 1° g iugno 1915. CoscERA. cav. Nicomedt>, farmacista capo di 1• id. - Collocato in soprannume ro nella classe, a. datare dal 16 giugno 19 16.
Decrdo luogot-eMnziale 10 giugno 1916. I seguenti farmacisti militari di 1• classe, sono promossi f~Lrroacisti cap i di 2• classe per meri to distinto, a decorrere dal 16 giugno 1916: REGARD dott. Pietro, ospedale Roma. (comandato ispettorato saniti4 militare~. Destin ato farmacia centrale militare. PAG.Slli:LLO dott. Alfredo, ospedale Napoli. Id. ospedale mili tare Perugia. L'an zianità dei detti farmacisti in r elazione a quella dei farmacisti capi di 2• classe, promoss i tali con riserva di anzia nità con R . decreto 16 aprile 191·1, è stabilita. come segne: REGAllD dott. Piet1·o PAGNJELLO dott. Alfreclo No"ts Gerolamo - FoROHBRlO Luigi.
Decreto ministeriale ..l luglio 1916. Ettore, farmacista di 2" classe, fuori ruolo.- Sospeso dallo stipendio per giorn i trenta, a decorrere dal 1° luglio 191{>_
D'AGOSTI NO
UfBolaU dJ riserva.
DetenniMzione ministeria!e 1° luglio 1915. Ai capitani m edici inscritti nell'annuario militare con a nzianitt\ fino a tutto il 2 l m a rzo 1 907 incluso, e con ferita la qua lifica di primo capitano, a sen so dt>ll'art. 6 del R. decreto 28 ma rzo 1916, n. 339, dal 1° aprile 1915. Se richia111ati in servizio, spetteranno loro le indennità e le altre concessioni pr ev iste dall' art. S del R . d ec reto suceitato.
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li:OVIMEN'Tl AVVEllo'UTI NEL CORPO S..I:SIT. E NEL P il:BS. FARMACEUTICO
Decreto luogotenenziale to luglio 1916. !IANESCALCUI cav. Ludovico, maggiore generale
medico di riserva, distretto Napoli. - Dispensato, a sua domanda. da ogni eve ntuale servizio militare. per infermità non dipendenti da cause di servizio.
Determinazione ministeriale 19 luglio 1916. FEtmAnt Paolo, capitano
medico, distretto Milano. iodisponibili del proprio distretto.
!ascritto fra gli ufficia li
Determinazione ministel'iale 20 luylio Ullo. Ai cApitani medici inscritti sull'amwa1·io militm·e con anzianità 1\ tutto il 29 dicembre 1907, è conferita la qualifica di pl"imo capitano con le indennità e le 11ltre concessioni previste dall'Art. 3 del R. decreto 28 m11rzo l!.Jl5, a d ecorrere dal 1° Agos to 1915. Se richiamati in servizio, spetteranno loro le iodennitlt e le altre concessioni previste dall'art. s del n. decre to succitato.
BICOMPEIISE al valor mUltare sappletlve per la o&mpagna dl guerra ln Llbla .
Decreto luogoteneuziale 2-2 luglio 1915. M E DAGLIA D'.\ IWE:"TO. lr~
8 l;lltFAl\l
commutazione clelia medaylia di {n·ouzo
llinceu.:o, tenente medico 6 reggimento alpini.
Defunti. ANG~>t,ELt.t
Nicola, capitano medico riserva, distretto Ancona.- Morto 11 M o n sanvito (Anco na), 1'11 aprile 1!>15.
Il D srct. torc
Il H e lullo • r
CI.AUDIO SFonu, tenente generale medico (Jil! ) -
n rnlo, 19 15 -
ToiJ. E. Vo)!hera.
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~ :~.;.';..,_ ...~\· .
10 CAS \IUXJ, capitano meiico LUIGI PAL 11181111 Qe rt-to l e
AnlrOJ>Omelria mi/ilare.- Risultati ottenuti dallo iipOglio dei fogli eanitari delle cl1188i 1869- 1863; due volumi in 4° con atlante: Vol. l /Dati antropologici ed etnologici) <'on Atlante della geografia an· tropologica dell'Italia. - Roma, 1896 . L. 18 Vol. II (Dati demografici e biologici). - Roma, 1906 • • . • !l B.t.llorno e S•oau. - Compendio di chirurgia di guerra oompUato aulla 11 oria roedico·chirurglca della guerra di aeccBSionc d'America. - Roma, 1!!88. 1 6 M ' volumi. preuo ridotto . BIIBlU.BDO e lla~:z:u. Lo sgombero degli aro.n.slati e feriti in guerra. M&moria premiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 276 con molte 8gure e tavole grafiche. - Rornft, 1905 • 3 110 CA.U.RlNI. La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel concono Riberl 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 66 figure. - Roma, 1908. . . • 6 Io. - Le malattie e gli infortuni nello vita militare. Memoria premiata al concono Riberi 1905- 1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e stati· etiche. - Roma, 1908 » 8 Ct7utn. - EepolriJtione sommaria dell'ord~oamento e fu01:ionamento del eer· vwo aanitario in campagna preeso l'aeeroito italiano. - Roma, 1906 • l 60 Ds OJ:a.t.Jl.K. - Studio sulle medjaatiniti (mediaatiniti euppurative, BIICeiiBO me· diaatinico~ - Roma. 1900. Un vol. di pag. IU . • 2 HYBTL. Onomatologia aoatom~ca. Storia e critica del moderno linguag~~tio anatomico. Traduzione libera italiema dei dottori C. PaJ:TTJ e O. SroRa. Roma, 1884. (Edizione rara) . . . . . . . . . . . . . . 1 6 C.e ferite cawate dalle armi da guerra. Sintesi della relazione "sanitaria sugli eeerciti tedeeohi durantn la guerra franco·germanica 1870·71. - Roma, 1889. Un volume di pag. 348, prezzo ridotto. • • . . " 2 M.AifAYBA.. Btudii atorico-critiei eulla meningite o11robro-apioale epidemica in ltaUa e particolarmente nell'eeercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche, prezzo ridotto • . . 1 50 Su.nuru. - !Al lesioni traumatiche dei centri nervosi. Memoria onorata del premiJ Rlberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320, prezzo ridotto . • 3 60 8'rOBU e GJOtJABBLLT. La malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al concorso Riberl. Un volume con '1 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1886, prezzo ridotto. • 3 TOJAJ:'ttJNX. - Delle malattie pii) frequenteroen~e simulate o provocate degli ioeo~itti. Roma, 1875 . . . . . . . . • • . . • . • • • • 1 3 50 Ctr&A.NI. Guida del medico militare per le eeeroitaziooi pratiche sul servizio sanitario in campagna 1 • 2 GO 11. B. - Per l'acquisto delle opere sopralndicate Inviare commissioni e vaglia aii'Am.mlnlstrazlone del Giornale di medicina militare, vie XX Sellembre. Roma.
ll'lmBA.RJ LELLJ FBA!!IOESOO, capitano medico. -Manuale di bromatologia pei me-
dici militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 160 di pag. 484. (Vendibile prllllllo l'Autore in Firenze, Scuola d'applicazione di sanità militare) . . . . L. 5 Ttli.ELLI, capitano medico. - Ferite da arma da fuoco portatili. Tesi di libera docenza. Un volume di pag. 670 con 17 tavole.- Modena, 1916. (Vendibile Pr61!80 l'Auto, &, Scuola militare) 1 15 A. Sn'toLJ, capitano medico, libero docente di patologia epeciaie chirurgica nelìa R. Univereità di Piaa. -- Contributo allo studio del rino6ma e ricerche iato. logioho aui t·rapianti di oute secondo Wolfe (con 18 tavole) - Livorno 1911, O~cine grafiche Chiappini. (Vendibile preeeo l'Autore, Ospedale m ilitare di Ltvomo). . . . . 1 tl 1 •NDoLO Co8'1'ANTDI'O, generale medico. - Oftalmoecopia ed ottica ooulistica. MILIIuale teorico-pratico. Un vol. in so con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, Stabilimento tipografico Ferrante, 1005. (Vendibile preeeo :·-~utore. Roma, llu via Principe Amedeo, 47) . . • . . . . . • • • . . • • • • » 8 Ol.Ufn EziO, colonnello medico. Lo sgombero acqueo dei feriti oolla'r v~lle. del Po (1889, 1R98, 1905). Testo e progetto coo UluetrnzionJ, pre· ~a.t1 con diploma d'onore all' Eepoaìzione internazionale di Milano 1906. lD { endibile preeeo l'Autore, Roma) . . . . . . . . . . • . . . . 1 4 ·~· · ~· - Eeercito o tubercolosi. (Noti:de. - ProfilaBSi attuale. - Età della ~ IBomata. - Ferma biennale. Abb888amento della etat.ura). Relazione Congresso nazionale d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) . . ., 2 .F
MEDICINA
~flLlTARE
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CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. t• Il (jior•nale di medic11w militare si pubblica l'ultimo giorno di ciascun mP.s... 1r1 fa!'r.kolì d1 5 rogli di stampa. 2• L'abbonamento e annuo e dec01·re dol t• ~ennaìo. J 0 l l pt·t::zzo dell'abbonamento è: Per l' llalia e la Colonia Eritrea . • L. l~ Per l'Este l'O • • • • • • • • • ,. 15,,. 1, 25 . ~· in Italia . Un fa::;cJcolo separ ato costa , E a 11 · s 1ero -. l ,!'lO Il supplemento contenente l'Annuario ~ in Italia :o 2,no del cort•o sanitario militare costa . l all'Estero. :o 2,~;; 4• L'ebbonam>!nlo non disdetto pr ima del 1• dicembre s'intende t•mnovato per l'anno succes~vo. 5• l signori abbonati militari in effettività di servizio possono pagare l'importo de ll'abbonamento per mezzo dei l'ispettìvi comandanti di corpo (anche a rate mensili). 6° Per i soli ufficiali medici (dell'Esercito e della Marina) è ammesso un abbonamento cnmulatho al Giornale di medicina militare ed agli Annali di m.edtcin.a naoale e colortiale al prezzo di L. 18 annue. Per ottenere tale abbonamento gli abbonati del giornale di medicina militare devono far pervenire di rettamente L. 6. all'amministrazione degli Annali (presso il ministero della ~arina) .
1° Ai librai si fa lo sconto deliO 0f., ma soltanto per gli abbonamenti delle perflone e degli enti non militari, che non possono fruire della facilitazione di cui al n. o o 6. 8' Le spese pe1· gli estratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che accompaf!'nassero le memorie, sono a carico degli autori. 9<> Gli autori delle memorie potranno averne gli estratti facendone richie«la t~ li'allo fiell'ìn v io delle bozze corr ette. Gli estrati i !>ono di due tipi: TIPO A.. - Con copertina i n bianco, senza frontespizio, e colla impagina· tura e numerazione del fa,.cicolo. TIPO B . - Con coper~ìna stampata, frontespizio, ìmpaflìnatura e numera· zione speciale. Il prezzo é r egolato dalla seguente tariffa : Prezzo cl.i. oi.a.ll!tO'U.rll :fog-J.io cti e t a . m p a
=-
NU)It;HO DEI..I..E COPIE
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og01 ClfDL1ollio
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- -
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Gli estratti mino r i dì un fo~otlìo si contano come foglio intero per le ordì · nazioni d1 100 estraW o meno. Per quelli che s uperano un fo~lio, le frazìoai in piu, che non superano il mezzo f?glìo, :>i contano come meta, purchil per6 l'ordinazione non sia infertore a "O copre. P otranno aversi estratti m carta e formato diver si, previi accordi personali tra gli Autori e la Tipo~l'alia IO' l manoscritti non "" rP,:lltuì~cnnn.
GIORNALE DI
M-EDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Gi ornale di medicina militare : 1861-1884
Giornale
medico del R egio EHrclto a d e lla R egia Marina: 188!1 · 189!1 G iornale medico d el Re1io E&4 rçHo : 180 6 -100?'
ANNO LXIII- 191f)
VIII
FASCICOLO
3 1 AoosTo
SOMMARIO
t
•
.IEMeaiE
OaiGIIWAI, I ,
llltdddu-_te•!• •l. - L' ozeua 1n m edicina legale militare. (Commento agli arllen li 5t , 5~. 53 11 lalll e 'elenco) aao. - Sopra la reazione del Cammldge nella parotite epidemica e sopra una CQ ropU· S..~ rancteatlca della parotite epidemica. (Nota preventiva) PICC:: • ~DI un nuovo apparecchio per la schlaseopia • • • • · - a mehaJJa dJ ZavJa nella guerra l.iblca . o
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(J'. l'Indice n ell'inte1'1lO della cope1'titta)
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DIREZIONE ED A .MMINJSTRAZlO NE . -... • Paluzo del Mioi8t.ero della Guerra, V.i& XX Sene•bre • ROMA
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•ville _ Rhlserzlont di pubblìcltà r ivolgers i diret.t-amente all' Untclo delegato a tale Ollla, VIa Condotti. n. 91 - Telefono 1106.
I N DIC E DELLA RIVISTA DI GIOR NALI ITALIANJ ED ESTERI HI\'ISTA \IKII CA. Schmldt. - O-ser,7.ionf sulla dh rrea e la costi('ulom· cro111r3 RIVI STA 0 1 è'\K \"1\0PA TOl.UGI A. Medea - ~alatlle uenose e m:tlattie ment;o h in rapporto ali,, ero erra . Ar tom. - Sulle 3indroml neurasteniehe nei 1uet1rf e so Ilo sindromi l uNiche oca nfur.Jgtr nlri
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RIVISTA 111 CHIRt.:RGIA l)J GUEilR.~. Welll. - :-ulla lo•·ahzzazlonP dei pnoietttll in chiru r~;ia tli 1111rrrn Cadenat. - Ferite penetranti dell' a<ldome rla arma da ruoco . Merol•re. - La IPuollzzazione della cangrena gasso>:~. Catola - Nt•urop~tol<>gia eli guerra. - Le rerit11 •Ici llPr \'i perireracl. RIVI STA D' IGIENE Gto:1\IW~LE E 8 \TTf;RIOI.OGl A. Tizzoni ~ Perruocl. - In torno ai t riteri sclen liOcl per ~autlicare In modo rn1Jialo c siruro .~n lln renlo o•fficacia del s iero antilctanlco
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RI VISTA LJI t.:lliiiUIIGIA t;~:NEIIA l.•l!:. Qosset, Pascatls e Charrler. - La ricerfa •le i uervo rarti.tle :1 1 hr~crio Chaput. - L'<'ilen>ionc coutinua nelle frntlure com1llirate col mctoclo <1•1 cusciDO i>a~~eao
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RI VIST.\ Ol OCliLISTlCA. hatteriologico della con~iunth·a .
RI VISTA 0 1 F'li;lOLOCH A !'iOR~lA LR E I'AfOLOGICA. Devoto. - Patolu;tia •lei cuore in guerra
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RIVI!'TA 01 TOSSICOLOGIA. 685 casi <li :11 I Pienam~nto d' gas nocivi In gurrr.o
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RIVISTA 01 MA LATTIE \'RNEREE E DEtt A PEtLE. BrownlnR. - Rra ttl•·o tuetio per la sillllde. - Risultati oiiJ'nuta . Gordon. - Nuova renione nella siOhde.
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RI VISTA D'IGIENe MILITARE. Vergnoux. - Sas~r••• c steriliu niooe raptd~ •lell'acqua per le trup1w lu campa~a Gautaer. - Sulla razhne ~uuale dt>l ~oldato in campagna: lolsoKna diminuire la carne o•l :wauentare l lettoml e il vino .
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RIVI 'TA 01 TF.RA I'EUTICA. .
•~~ cura del sar varsan nel tetano
IHVIST.\ DEL S~;R V IZJO SAN ITARI O IN ffUEilRA . Bordaa. -
lla~infcztoue dei treni sani tari nel rampo trmcerato dl Pnrl;ti
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'EL CORPO SANITA RIO E NEL PERSONA tto: f'A R.\I ACI!:IJTICII
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Pubblicazioni vendibili presso l'Amministraz. del " Giornale di medicina militare ,, \'a•
XX SKTTRlluRK. PALAUO orL ~hlll <rhiiH o~t. I.A tiUKHou
medico. - Sull'azione degli attua li foolli eU guo.rra e epocialmente del fucile italiano d i piccolo calibro, in confronto oon quell~ d i medio calibro. IStudi sperimentali, con 16 tav. d i fotografie e radiografie rt· prodotte in fototipografìa).-Roma , 1903. (Vendibile preeeo la Tip.Voghera) L . l o. w. - Le opera.z ioni più frequent i nella chirurgia di gnerTa, oon 112 ftpte intercala te nel teeto. - Firenze, 1898. (Ve ndibile preMO la Lib. ~o Seeber, Firenze) . • • bt BBlAOO PJETBO, t<-ne nte gene ra le
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MEMORI E
ORIGINALI
SCUOJ.A DI APPLICAZ10S8 DI .SAsl'rÀ ~t L !TAICE - F1RE.SZE
L' ozena in medicina legale militare (Commento agli articoli 51, 52, 53 dell'elenco)
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P er il prof. Antonio Nieddu-Semidel, ma~giore medico
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. -~all'elenco delle imperfezioni ed infermità cbe sono causa. d'ina.bthta assoluta o temporanea. al servizio militare (1\H-!) le affezioni del naso sono contemplate agli articoli 51, 5~, 53. il cui testo è il segu-ente Art. òl. - La. mancanza totale del naso. Art. 52. - L e imperfezioni e le alterazioni del naso quando pro~ucano notevole deformita, alterino in modo ripugnante la voce . . o dtsto.rbino gravemente 1a. resp1raz10ne. A.:rt. 53. - Le imperfezioni o le malattie dei seni o delle ossa nasali ace0 · ' 0lpagnate da fetore permanente ed accertate 1n uu ospedale tnilitat·e. Pertanto i criteri medico-legali stabi liti dall'elenco per il giudizio suJla inab'l't• · l t a. assoluta. o tempora nea. al servizio militare per imper0 fezioni malattie del naso sono: le. La defor-mità notevole. - Gravissima e indiscutibile nella mauc&bza. totale del naso, la. quale è quindi per sè stessa. inabilitante <_art. 511, la. deformità. deve essere nelle altre imperfezioni e mala~tle . 'tl{)tevole (art. 52)1 onde il grado inabilitante di essa è lasciato al cnteno del perito. . L ' art. 51, divenuto inutile dopo l'abolizione dell'operazione prelimlnare dell'estrazione a ~orte, ecc., può esser soppresso o modificato come segue: c L e notevoli mancanze o deformità del naso ,. , non facen~o più menzione in questo secondo caso della deformità nel succesSI v o art. 52. 38 -
Gioraale clf nvdfc:tno miUton -
Fase. VDJ.
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1." OZE:'\ A 1 N M~: II!CIXA
LEGALE: M1Ll'I'ARE 1 ECC.
2° Il dif~:;tio funzionale tart. 52) relativo alla voce ed alla respira· zione. - K ou viene preso in considPrazione il disturbo funzionale dell'olfatto, per l ~t poca i m poTta.nza che questo senso specifico ha nell'uomo. Accetto casi speciali, sia per la economia dell'organismo, sia per la >ita di relazione. La >Oce deve esser alterata in modo f'ipu,!Jllante, e il cljsturbo della respirazione de>e e~ser grave. Mentre dunque per la respirazione il giudizio sul grado inabilitante della alterazione è stato lasciato al criterio del perito, per la voce si è voluto determinare, per quanto in modo approssimati>o, il grado di difetto inabilitante e si è errato per esagerazi one, senza avere del resto potuto. per deficienza delle nostre conosc-enze sulla fisio-patologia deJla voce, caratterizzare l'alterazione o le alterazioni. Questo errore dimostra ancora una >olla la. diilieoltà di introdurre formule precise e durevoli nei concetti medico-legali, che sono tutt'affatto relativi, e in uno stato di alc.:une scienze, che è molto mutabile. Le cause delle alterazioni della voce e dei disturbi della respirazione son..> le stesse che producono ostruzione o stenosi nasale e generalmente sono : le deviazioni del setto; le sinechie endo-nasali; le riniti ipertroficbe; i tumori; i diaframmi congeniti; le sinecbie palato-faringee; il rinoscle· r oma; la rinite caseo::;a ed i corpi estranei. 3" Il fetore pe1'manente (art. 53 ) dovuto a imperfezioni o a malattie dei seui o delle ossa nasali. L'accertamento in un ospedale delle cause che lo producono è r ichiesto dalla. necessità di esami speciali per sJabilire non solo la diagnosi dell'affezione, ma auche il carattere di permanenza del fetore. Circa questo carattere n0n è da intendere che il fetore debba essere continuo, sibbeue non amovibile durevolmente. La dicitura dell'art. 63 dell'elenco rispoode p&rfettamente al con cetto d i ozeua \ ~~'-<tv:t. == male odorante) del periodo prerinoscopico, in cui venivano comprese tutte le alterazioui (imperfezioni o malattie) delle cavità del naso (dei seni e delle ossa nasali ), delle quali erano allora indeterminabili la uatura e la sede precisa e si pote>a coglier e solo un carattere clinico, il fetore permanente. D i conseguenza. nel concetto di ozena. veuivano comprese: affezioni sifilitiche e tubercol ari con ulcerazioni, necrosi, sequestri ; gli empiemi dei seni annessi; i ueoplasmi maligni ul cerati; i corpi estranei con ristagno e putrefa.zione ciel secreto (rinite caseosa), l'ozena propriamente detta. Le indagini rinoscopicbe, uuita.mentA ai progressi dell' istologia e della batteriologia, hanno permes:;o di differenziare le dette affezioni . Conseguentemente i criteri medico legali della deformità, del disturbo funzionale relativo a l la vot:e ed alla respirazione e del fetore pennanente non sono più sufficienti.
L'oz.,;So\ I:-< MKDtCJX\ !.F.Go\LE ~tll.ITAR~;, ECC.
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Per le affezioni sifìlitiche e tubercolari non può e;;sere trascurata la nalttra infettiva. e contagiosa e la L·onse~uente imponanza per la. salute del soggetto e per l' i ~ie u e della. comunità. per cui esse, ben inteso quando ne è sicura la Jiagno!"i. sono da giudi care coi {lriteri relati\'i alle infeziou i ed alle m11.lattie costi tuziùnalt, i n dica ti agli articoli 4 e 4"'- dell'elenco. Cosi pure per i neoplasmi maligni criterio medico·lega.le fondam entale deçe essere l~t nat ura dell'affezione ed il conseguente danno individuale. come a.ll'a.r t1colo speciale dell'elenco. Lo stesso criterio è da tenere presente per il rinoscleroma. Pure conseguentemente alla. possibilit,a di difl'erenziazioue ed alle cono~ceuze acquisite colle osservazioni riuoscopiche non è più giustificabile il ricorrere al fetore per il giudizio sulle affezion i suppurat!Ve. Il criterio d ella. suppurazione. tanto utilmente adottato per le otiti, dovrebbe anche per le malattie del naso com pa.rire direttamente, essendo un criterio d i est esa appl icazione, che permette di tt>ner conto del pericolo individuale e di distinguere i gradi di im· porta.nza. delle affezioni e della inabilità. che ne deriva. Cosi per le sinasiti croniche il giudizio può çat·iare dalla inabilita definitiva alla. temporanea., per le suppurazioni da corpi ef.tr anei e da rinite cronica non specifica. da quello di inabilità temporanea a quello di idoneitià, con successiva c ura., specialmente nei ro11itari, ma anche negli inserì t ti, sempre quando la cura, salvo il \'O l ere dell'i n fermo, sia incruenta, innocua ed esente da q ualsiasi pericolo. (Avvertenza n. 24 dell'elenco). In tal guisa. le disposizioni regolamen tari c irca le malattie del na.;o sarebbero consone allo stato attuale della. rinologia, rest ringendo il concetto di ozena a una speciale forma clinica., in cu:i il fetore non solo h a. il vero ed assol uto carattere di p ermanenza, ma. è anche speciale, ;;ui generis, ben diverso e più molesto cbe nelle comuni suppurazioni. L'i13dicazione di menzionare all'art. 53 d~ll'elenco l'ozena, i ntesa in senso moderno, rende oppor t uno un breve commento a q uesta. malattia..
***
Nell'ultimo congresso internazionale di la ringologia è stata. decisa. un'inchiesta sull'ozena. per la risoluzione di alcuni problemi che essa. presenta.. Al Chiari, che chiedeva che cosa si debba intendere con l'espressione ozena, l'Alexander, che dell'inchiesta. aveva preso l'iniziativa, ba risposto: tutte le malattie che pr•dacono atrofia., croste, fetore, mentre che si devono escludere tatti i processi sifilitici ed a.ltri. '$"on è infatti possibile attualmente dare miglior definizione.
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L 0Z.E~,\ IX MF.D!Cll'A [.F:tJ .\I.T' MIL1TARK 1 ECG.
s~coudo ricerche di questi ultimi ure anni, fozena si tro\a con frequenza in ~pagna (Compaired), è freq uent-e a Orano (Dauhigney) negli ebrei e negli spagnuoli ed in Gallizia pure negli el..rei, assai frequente nel Clevelanrl (Larges). S]>e1·ialmente attorno a i grandi la.glii, non rara a Lilla (Gillotl, rara a Brema (\.inkler), eccezionale a l\fonR-co di Ra,·iera t f+r(inwald) . Per l' ltalia s i hanno solo i IJrimi contribuli all'inchiesta iu corso, di )faBcioli per .Roma, tli Fede riti per Livorno e di Orlandini per Firenze, non sufficienti ancora per poter ne trarre couclusiom siunre ~ulla freq ueuza della malatti a. :-;.,m bra che sulla frequeoz11 influiscano la razza e le condizioni climaticl.e. Hecondo gli o,;servatori francesi e alemanni, rozena è malattia SO· pratu110 delle clas,;i pov.~re, rua così non sarebbe nè in ~pagu>~. nà in Algeria, nè in Au:-;tralia tRamilton). Che le donne siano p1ù fre· q ucutemonte col pi te che gli tJOm Il' i sono d'ac·con:lo t n t ti gli o~8en·a wri. N<m vi è invece ncc·ordo ~nlla eti in cu1 si manifesta l'ozen1l. ma è certo che ge11eralmente la sua p rima comparsa. ri,.;ale ai primi auoi di vita, esistendo anche 11ei popp<tnti, e c.:he a..-sume un rigvglio~o sviluppo nell'aLà pnberalt>, meutre si attenua nell"età n1ar.ura Circa l"elioloyia. la teoria anatomica che fa dipe11Ùer e l'ozena da. partitolarita morfologiche del naso St>condo le rnzze, ha or a pochi p~trtigiaui.
La teoria iufett.iva ><pecifica è :>ostenuta da molti, ma in ct·nrlusione pare cl.e non ,.1 ,;i~:~. uu 111i<:rvho specitico d. ll'oz.ena. Frequen· teme11te si riscontrano il baci/la.~ ~~tuco.<u.~ di Loewemherg Abel ed !l baci llo similcldtericu di He]f,lllti e Dell~:~. Veclo•a. (~uincli è tla rire· norsi non pronl.lo che l'ozena sia cutlti\giosa,. L'essere spesso ltl l tl. malaLLtll. fam ili1tre può dipeuùe re non da cout.agio, ma ùa cue essa. sem bra UHI.ni festamentP e r edi tar ia. L ' i m portani:a etio logica. attribuita al h~ >'Ìti l id t> non è prova la : sembra che si tratti d i pura coiucidema• se ia casi piuttosto frequenti è stat,o ri::;contrato nell'essudato uasale tlaglt oz~natosi il lreponeo'a pallidum e si è rilev~:tta non di rado la sitil!de r ecente in iudiYidui da molti amti affetti da OZtlla. :\'eppure e pronltO tUe qnesta. ~ia un'afiezioue para,;ifìl it.ica., e le esperienze con la renzioue del \\-assermaun non sono srat.e conci udenti. Alcuni c;~,ffermano e altri negauo che l'uzeua sia una forma lana t a di tubercolosi (,;cr ofulide di Cozzolino). Se g li ozenatosi sOllO predispost-i alla tubercolosi, può dipendere dal frequente loro stato di povertà. La reazione di es~i alla tubercolina Koch non è stata cosi costa.n te da a p pogg iare il concetto che l'ozena sia u11a malattia parat n bercola,re.
L'OZENA IS ~!EDICI:\A LEGALE MI LITARE, ECO.
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L'etiologia neuroparalitica (Baumgarten) è sempre una semplice ipotesi. Alcum ammettono una lesione primi ti 'a delle ossa nasali, una specie di ost.eomolacia locahzza.ta (K olewa e Cordes). La poligenesi (infezione, più lesione ossea, ecc.) ha contro la distribuzione geografica dell'ozena e altre particolarità di essa. 11 rapporto con le sinnsiti (Gri'tnwald) è ora awuHò'-ISO da pochi, anzl alcuni sostengono che non è freq n eu Le la J di ustuue dell'ozena ai seni della faccia. ~oziooi più esatte si banno ::.ulla sintomatoluyw. Le u,servazioni COUl:ordano in complesso nel rilevare che la malattia comlllcia ùa uno stadio ipertro:fico della mucosa, cui stgue atrofia di quesLa e, secou· dariamente a insufficiente nut.rizione, a.trolia ossea. Ltt tnade sintomatica della malattia couclam&.ta. è q n mdi costituii a. : Jalr atr,Jfia. delia muco::;a e dello scheletro do1 turbiuo.ti. ù allo c ro;:;to cudouasuh o dal fetore speciale, di ca.rue l>uLrida, che sarebbe duvuto (Griinwald) a sa· protir.t proteus) decomponenti il muco. Nell"ulten ore ditlu:-ione essa puo interessare a. un tempo il naso, la.. farmge, la laringe ed i seui (Xavratil . È ìmportau.t.e notare che rozeua può esser ltmit.ata a date regioni: ozena nasale, farmgea: lanngea, tracheale (Alexanùe1): piu tm portante ancora è notare che può ess<~r localìzzaLa a focolai (Fratnkel). Alexander de::;crive una forma dt ozena acuta e guanbile, e Steiner una forma traumatica, Ula queste forme, se eststono, souo eccezlOntlli. Il eornetLO medio a volte re:3iste all ttt.rofia ~~teiuer e altri). Ai sintomi della. triade accennata per l'ozena nasale souo da ag gtungere quelli della diffusione \O speciale ltmttWLione) e delle comphcazioni della malattia.: cacosmta e, se il proces.;o ha distrnt.to le espansioni tenninali ùel nen•o oJfatLÌ ço. anosmia; seuso di secchezza in gola, raucedme ecc., quando il processo ~i è ùiffuso alla fannge ed alla laringe; cefalea frontale, ocuipt tale ecc.. uella d iffus10ue ai seui : Jisturbi udttivi per otite media. catarrale o;,:enatosa, che ha tendenza a diffondtrsi all"orecchiu tnlieruo. o anche per otit.e medta pu· ruleuta della. stessa natura: disturbi dtg<!sLi vi per :ngestiuue di susta.nze infec;te: tossiemia. per inspiraz10ne d t aria corrotta: J~press10ue morale per 1" infezione cronica e per la ltruitazioue dei rapporti sociali im· po::.ti dal fetore r 1buttante, tanto ptù se 1l paziente, ùivenuto anosruicu, non può seguire le variazioni d1 questv produt.te da1 la Yaggi e trarne norma per rietti rapporti. Là terapia moderna annovera l'aria ~.;alda e le iniezioni di para.f· fina, ma l'ozena deve ritener:;i, almeno dal law medico-legale, una malar•ia per ora. inguaribile.
Da quanto sopra hl) e,;po~to ri;:ulta che l'ozeua gell!:'rlllnwme è già conclamata all'età della coscrizione. Sarebbe opportuno detenninarne la frequenza nei cosPritti e possilJilmeute riferida al Congre~ so in ternazionale di l!uingologia, ..:he anà luogo iu Copenaghen nell'agosto Hllo, al qnale ;;arà presentato il rApporto dell'i1whiesta intema.· zioualf.' sull'ozena, V<Jtara nell'ultimo Congres~o di Berlino, su proposta di Alexander. Non esseuùo stat,a aucor11, ri c·onosciuta nt: iufect.iva nè conta~ìo,.;a . nHmca n ell'ozena. i l criterio etiologico per un gin•lizi o ruerlico-lrg;de mil it.are. L'ozena del naso, concla.rnfttlt, con la t riade si n tomA.tica, è i ndu bbi~tmente in.::ompat i bile col SPJTizio militare, mnltdtia. iu questo starlio inguaribile, per la quale il servizio mili tare proclunebbe gr~wi Janni indi viduali e che con i suoi distur bi e con le cnre neces:<a1·ie sarebbe di n on lieve impedimento a l ;;ervixio, e:o:sa dA.rùbhe inoltre luogo a seri incouvenienti per la convi,enza . essendo l'odore clell'ozenato:.o nauseabon•lo, diffusibile, rapid;tmente appestatore di nn' intera camerata . Ciò vale, a m a~gioT ragione, per i cA.si in cui il processo ozeuato~o è d iffuso dal naso alla. farin~o-laringe, o ai seni, o ali orecchi o medio. Il criterio medico-legale per il ~indizio ;~arà quindi puramente clinico e la dia,t.rnosi, richiedt>ndo esami «peciali, donà esser fatta all'ospedale. L'ozeua in stadio di atrofia della sola faringe, o f.tringo-laringea, o lariugo- tracheale è da giudicarsi, in ba'le alle ste~:;e con~iderazion i d i cui sopra, pure inabi litante. Queste forme non sono del resto fre qnenti, f>S<;endo per }o più J'ozetHI faringo Jaringoa data da Una diffusiOne del processo m orboso d1d naso, o,·e è più avanzato. LA. diag-nosi , ad ogni modo, non ne è difHcile, con l'esame rinoscopico, faringo•copico e laringoscopico nell'ospedale. I casi di diagnosi più diftic ile e d i più cli!Tici le giudizio medie:o-le gale sono quell i in cui l'ozen~t è a focohti oppure nell o stadio ipertrofi,•o. Nel primo caso l'esnt.to accert,amento dei foco lai, che possono esser pochi e piccol i, r ichiede pratira d ella rinosco)Jia e della sperillazione. ~Pl secondo caso il ril e,·are qnci caratteri differenziali fra ozena. e rinite cronica ipertrofica semplire che si possono de~umere da l la sede clelle alterazioni, dallo stato llell'epitelio, dnl modo con cui a pparisce l 'essudato ecc., può es:;er com pi to non facile per un peri t o n ( •n specialista. Ma nell'un caso e nell'al&ro la formazion e di croste fet i de e p iù il fetore speciale di qne~te sara n no \Alidi elementi di diagno::.i. I n quanto all'apprezzamento medico-legale. se nnc·he in que5:t e forme l'ozena è dari tenersi i n com pali l>ilr col sf'rv izio militare, speci a 1-
L • OZlOJA 1N MEDICINA LEG AL E MlLlTARE1 ECC.
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mente perchè appunto in esse la. formazione delle croste è maggiore ed il fetore più intenso, data. la frequente difficoltà di una. diagnosi sicura., in tesi generale è da ritenersi più giustificato e prudente il giudizio di inabilità temporanea. che quello di inabilità definitiva.
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* ..
Concludendo: per ele,are al livello dello stato attuale della r inologia le disposizioni d ell'elenco relativo alle malattie del naso, a mio parere, sarebbe opportuno che gli articoli 51, 52 e 53 venissero modificati, a un dipresso, come segue: Art. 51. - Le notevoli m ancanze o deformità del naso. Art. 52. - Le imperfezioni e le alterazioni del naso quando alterino gravemente la voce o disturbino gravemente la respirazione. Art. 53. - Le sinusiti croniche e le altre snppnrazioni cronich~ del naso sostenute da cause di difficile rimozione, l'ozena delle cavità nasali, accertate le une e l'altra nell'ospedale militare, persistenti oltre il periodo della rivedibilità e, se del caso, dopo un teutati'o di cura, specialmente nel militare. Lo stesso scopo sarebbe raggiun to moùifi.cando come sopra. soltanto l'art. 53 e nell'art. 52 sostituendo alla parola c modo ripugnante~ la parola c gravemente:~>.
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T. XXXIII, N. 2 , 19 l 2. pag. 023 a 627 ). Sur l'oùne. Comunicazione olia Società oto-laringo-rinol. belg a neUa seduta dell'S .febbraio 1912). (Ved i r esoconto oell'Archit.·. S\1 detto, stesso numero}. CALDERA e G.&oo.u. A propo11ito <klla llicrodia!l'wsi nella oztna. (Atti dd X IV Wf'lgrel!lliO <kl/Q Soc. di laring .. d'or.olog. e d i rinnl., pag 112 o seg. ). ?tfANo~oLr, FEDz:atcr, OJU.ANoorJ. Comunicnzio"Je al XV congresso dello Società. sopra. detta. - (Atti del Xl7 cm~.gru30 d .-Ila Soc. di [(lring .• d'otol. t di rinol.). BROECK.ART. -
Sopra la reazione del Cammidge nella parotite epidemica e sopra una complicanza pancreatica della parotite epidemica. K OTA PHE\"ENTl\' A
Per il dott. Enea Arturo Balliano, capitano medico
Durante il ui~:uuio in cui tui a-;,.j,tcnte onorario della cLinica ch irurgica ùolla. l • Università di Genon\, diretLa t1al sen. p r of. xo~Rro, ehln o~.:caswne di seguire con lllolto i nteres:;P le importanti ricerdte prAticate dal prof. Li~.:ini, a.:;,..i,tente della climca stcs~a, sopra la rea· zioue del Ca m midge nelle mal a t t1e del pancreas. Y. La Cliniw chi· 1'11/'!fÌI'I/ 1 1911). lu cousiderazioue dei dnbui ele,·ati sulla specificità di tale rea ziolle nelle nwlùttie del pa n creas, poieh è :.ecu111lO tdcun i an tori e:-;:a si vorifìchereh!.e anelte in altre malattu~, detC>nninai a mia Yolta di ese;.:.uir., ricerelte sul comportamento di detta re>azi one nrlle malattie ù.. Jll• ghwdoll :-;al iYari e da l'ri1uu m·lla parutit<' epiJemictt: mwhe JH.'I' la fre>queuza d i qnesc~t malattia e COll:wgncnlll abltoudanz!:t. di mnteriah•. F ui imlotto in qne:-to t•nlin~> eli id e<' twche ùn,lla cmlsiJe. rttzione della grande allini tà dtdla funzionCI dell~ ghiandole sàli•ari c on q nella del pancr eas, tantu ohe q uesta dai 'l'ed csclti ò df'nu minatn la y!tiomlo!a salicare dl!lla carilti addominale ( IJcwch.•peicheldr il.-e , e <-111' qni ndi le alterazioni di fnnziL>ne delle parotid i per p roce,;si mor · uosi d.,J]e me.!esime J'"~Ps;;erù da.re nelle Ol"lllC' un n•pertO 8 ll<tl0;,!"Ll a <Jil•·ll u c·h<' ~i h:~ nt>i proees,..i n 01·ho>"i del pancnw,;. PrincÌf·Ìu.i tali ricerche fin ual J!)IJ. ma allnr<l potei !:itndian.- sul· tali tu pochi ca:>Ì. pnivht>, )lN din•rse circostauze. dc,,·ett i interrompere h• rin .. n:he e nma'i selllpre in attt->sa. Ji an•r l'opportunità. di continuarle : ma la lunga permaneu7a iu I.ihia ed altre circostnnze a\·eu· dunai futto pn·Yedere lontana per molto tt>mpo aueora tale opponuuit:\ 1
SOl'RA L A R E A ZIO~E DEL OA MMI OG I~ ~ELLA P A ROT I TF: E P IDI~~IICA 1 ECC.
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mi hanno indotto a comunicare con que::>ta bre•e nota preven tiva i risul tati dei casi finora studiati, in attesa di poter i n seguito ampliare le ricerche, e con l a speranza. di invogliar e qualche eg regio col lega a occuparsi di tale argo mento. La reazi one del Cammidge si ossen·a. nelle orine d i soggetti che presentan o al terazione della fun zion e pancreati ca, :=-pecialmente per infiammazione a c uta o c r onica, o per p rocessi d istru ttivi de l panc·r eas, e consiste nel la fo rmazione p iù o m e n o rapida (da poc·hi minuti fin o a 2-! ore) d i speciali cristalli. in segui rv a. particolare trattamento delle orine, nel modo ch e sarà pitt sotto ind icato. Tali cris1a l li, all'e:same microscopico, si presentano di color g iallo oro, pel· lo più rag gruppati a rosetta, e s i sciolgono pi ù o meno rapidamente (da mezzo minuto a 2, 4, 6 mi nuti) in soluzio n e <1Cquosa eli acido solforico a l 33 p. lUO. Secon(lo alcuni autori la rapid:tà di solubilità indica. piu t tosto uu'in:fiammazioue a c uta d e l pa.ucreas, mentre nelle forme cronit:he i crist.alli si sciolgono più lentamente. Che cosa rappr eseutino tali cri stalli e quali siano in rea l ta le basi chimiche de ll a. reazione nou è stabilito ancora con cert0zza. Qu ando il Cammidge comunicò la sua reazione nel m a rzo 1!--l().J:, em ise la teoria che i n causa della alter ata funzioue òel p an crPas i gra-;si neutri si scindano in acidi ~ra::;;si e gliceri11n . l n. quale pas>'a nel torrente circolatorio, viene ellminata con le orine, nf! lle qnali p rima si tnts fo rma in g liceros io in p resenza di acHlo clorir1rieo, e cornEI tale si mette i n evidenza con la. f~niliclrazina. Al tri autori co u wstarono tale teoria, e ti"O\a.rono che, alfiuchè l a glicerina. comparisca ant:he solo in tra<.;c:e ne lle orine lJisogna chA sia somministrata i n forti d osi t2(J HO grammi\ n on solo, nht che in tal i orine trattate con acido cloridnco non av Yiene la r eazione ( r'atillvn). Il Camm idge stesso in sE-guito r itieue c.:he la 1·eazione era da ta ùa nu pentm>io : oppure anc·he da so,tanze !Jlit:ll/1/tclt'"}Jrot~·i!li, l' he si me t touo in li bertà non tanto nei processi limiutti do! p!ulc-rt•as, qnant,o piutto'lto nelle sue estese degeuf'ra.zioni . Il ~a.h li ( pag. 808) dice che se si acidifica l"orin<l, la si r !scfllrla., e pni si nen tral izr.a., e si tratta, come nella pro\n. de lla fenilidrazina per lo zuccher o con fenilidrazim\, p recipita nn osrtz~ne da una !':O· s tanza ignota . dàlla quale ri :scaldan clo con n n acido si :scinde n n j}l' /1tosio. La. p r ova su accennala per lo znc~;hero si pratica uel m odo seguente (pa g . x01~ Si aggiungono a 10 cc. di orina due ~oece di una soluzione con· cen tra ta di acetato eli piombo, si filtra , si a cidifka il filtrato con una
n9± !"OPRA J,A R I::AZlOXE D El. CAMMIDGE NEJ,LA PAROTITE EPIDEMICA, ECC. goccia di acido acetico, e vi si aggiungono immediatamente una quantità di fen il iclrazina grande come un pisello e circa il doppio di acetato di sodio: si fa bollire circa mezz'ora a bagno maria e si lascia. raffreddare lentamente: si l1a formazione d i fenilglicosa.zune. Caro e W tirmer ritengono che l'acido glicorinico possa dare la formazioné d i detti cristalli. Il prof. Licinì, rivolgendo l'attenzione anche al punto di fusione di tali cristalli, viene alla conclusione che nei pa.ncretici vi sono nelle oriHe « sostanze non fermentabili ch e non danno le comuni reazioni dello zuechero, ma che sono capaci di formare con la fenili rlnvr.ina dei cristalli che sono solubili in acido solforico 33 p. 100, ed ltanno nn punto di fusione tra 160" e 162°. TI g rado a cui flUest.i cristalli fondono sembra costituire uno dei caratteri di ma~simo valore : percbè ci permette di distinguerli da altri cristall i, eome, ad esempio, dai cristalli di fenilglicosazone, che non fondono invece che a 205°. Ho e~aminato orine contenenti zucchero, nelle quali nonostante la l unga ferment.azione si souo avuti come prodotto finale dei cristalli con punto di fnsione a 160"-162°. Ciò dimostra che talvolta con 'lo zucchero si ha la presenr.a. nelle orine d i un altro Cùrpo che non ha lo stesso .::omportamentu. Questi cristalli sarebbero, secondo il mio m odo di vedere, quelli che an·ebbero valore nelle reazioni per le lesioni del pancreas: essi sarebbero dovuti ad nn osazone di un pent.osio, corrisponderebbero per punto di fusione, nel gruppo del pentosio, all'orabinosio e allo xilosio. Ri può ri tenere che questo pentosio non sia presente nelle orine eli indiviclui e animali sani, uè in quelle che presentano reazione di Carnmidge positiva : ma probabilmente esso vi si trovert~bbe in una for ma o composizione che mercè l'idrolisi si per feziooerebbe, dando con la fenilidrazina. i cristalli caratteristici ... » .
La prima reazione proposta dal Cammidge n el 1914, che fu poi chiamata dall'autore reazione A, si eseguisce nel seguente modo : A 10 eme. di orina tiltrata, priva di albumina e di zucchero, si aggiunge l cmC'. di ncido cloridrico concentrato e si fa bollire per 10 minuti su ba~no di sabbia. Poi si aggiungono 5 eme. di orina filtrata priva di albumina e di zucchero, 5 eme. di acqua disti llata e 4 di carbonato d i piom bo per nentralizzara l'acido cloridrico; il precipitato si filtra e si Jaya in 5 cmr.. di acqua distillata. Indi si aggiungono grammi 0.75 di fe uilid1·azina, 2 grammi di acetato di sodio ~ si fa bollire 3·4 minuti. In fine i l liquido versato in una prO'~-'etta si l ascia in riposo, e, se la reazione è positiva, dopo l ora, al massimo
SOPRA LA .REAZIONE DEL OAJOilDGE N E LLA P.ABOTITE E PI:DEMTOA, E CC.
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24 ore, si ha la prec ipita.zirme dei <'ristalli, che banno la proprietà di essere solubili in una soluzione di acido solforico a.l 33 p. 100. Questa reazione A ai riscontra. positiva non soltanto nelle orine di soggetti affetti da processi infiammatori del pancreas, ma anche in a.esenza di qualsiasi lesione del pan c reas, in casi dove invece esiste nna. atti'a disintegrazione dell' organism o, ma.lH..ttie infettive acute gravi, tifo! po1m o nite, tubercolosi diffusa, carcinoma.tosi diffusa, e anche per avve l enament i , forse come I.'!On seguenza di pel."turhamenti deUa funzione pancrea.tica. in cau sa d] a lterazione dei liquidi organici carichi di tossine prodotte dai processi morbo'>i su detti, o in causa dei veleni somministr ati.
"'* * La. seconda. reazione comunicata dal Cammidge col titolo di reazione B si pratica come segue: a 20 eme. di orina. fi ltrata., priva. di albumina. e di zucc he-ro, si aggiungono 10 eme. di soluzione satura. di subbma.to; si filtra., e a. 10 eme. di filtrato si ag~iunge l eme. di a cido cloridrico e si fa. bollire per 10 minuti. Poi 5 eme. del liquido fil trato si portano a. 15 e me., con acqua d1st.il1ata, e si aggiungono 4 grammi di carbonato di pi ombo per neutralizzare l'acido cloridrico; il prec ipitato si filtra e si lava con 5 eme. di acqua distillata, indi s i aggiungono grammi 0 .75 di fenilidrazin a, 2 grammi di acetato di sodìo, e si fa bollire per 3-4 minuti. I nfine il liquido si ver sa in u na provetta, e, se la. r eaz ione è pnsitiva., dopo l ora, al massimo 24 ore, si ha. la. precipitazione dei cristalli solubili in una soluzione d i acido solforico al 33 p. 1 00. Q uesta reazione B, su o rina. sottoposta preventivamente a tra.tta mt'nto con sublimato, avrebbe la. proprietà. di riuscire negativa nei processi infia.nu:natori a c uti, nei qnali ries('e positiva la. )·eazion~> .A; e in tal ca.:<o si tratterebbe di una. pancreutite suppurativa acuta in atto : quando sono positive e n trambe le reazioni A e B, si tratterebbe invece di un n eoplasma de l panc reas (car c inoma) molto diffuso, con estese distruzioni del pancreas, e sarebbe controi ndicato q u a l siasi intervento; e in tal caso i cris.tialli si sciolgono piuttosto lentamente (3 -4 minuti) : tuttavia., quando si sciolgono più r apidamente (l minuto), si può anc he trattare di u na. paucreatite antica, con scleros i e drffusa dis truzione d e lla ghia ndola. Evidentemente, se sono negative entrambe le reazioni A e B, si esclude qualsiasi lesione dPl pancreas. ~a essendo sorte da molte parti numerose c ritiche e t10ntestazioni sulla specificitià d i tali r eazioni , il Cammid ge, ritenendo tali diver-
o\.JG SOPHA LA R F:AZIO!\E DEL CA :MMT OC.~: NELLA P,\l!QTITK EJ> IDE~IICA 1 KCC.
geuze causate da ài~erenze nella tecnica. usata dai vari sperimenta· tori, sostituì nel 1906 le r eazioni A e B ron una terza reazione. che egli c hiamò reazione O, che si pratica come segue: A 2() eme.' di orina, priva d i albumina e di zucchero, si aggiunge l eme. di acido cloridrico della densità di 1,1<30 e si porta lentamente nd ebol lizione su un bagno di sabbia. Dopo 10 minuti di ebollizione il liquido viene r affreùdato mediante una corrente d'acqua ed il con· tcuuto si porta a 20 eme. uuu acqua distillata frer!Jn. L'eccesso di acido è neutralizzato, aggiungendo lentamente 4: g rammi di acetato di piombo basico . DOJ>O aver lasciato in ri poso il miscuglio per a lc uni minuti, in modo da permettere il eomp11neuto della reazione, esso è di nuovo rafrredda.to con del l'acqua corrente: il c·onteuuto viene fi ltrato. Per eliminare il piombo lo si precipita allo stato di solfato, aggiungendo 2 grammi eli solfato d i sodio, indi si fa bollire per 10 minuti e si torna a filtrare. Il liq uido filtrato è portato a Jt> eme. con acqua dif:ltillata e vi si aggiungono grammi U. 'O di cloridrato d1 feniliJrazina, ~ grammi di acetato di sodio e l eme. di acido acetico al 50 p. 100. 11 miscug lio si porta aJ ebollizi!•Ue su 11u h~tguo di sabbia per 10 minuti, dopo si filtra a caldo con uua c1\rta da filtro bagnata con del· l't~cqua calda e si pona il filtrato a lo eme. con aequa distillata. La-.;cJan do il liquido in riposo, dopu l :l ore a l mass1mo. se la. reazione e po::sitiva, si ha Ja p recipitaziont- dei CriStalli S(Jiubili ln una soJ uZIOUe di aeido sulforico al H3 p. IOU
**. . La reazione di Cammidge. r iguardaute un argomento tanto importante, e ancora tanto oscuro, <;ome la ::,t·nwiotìca del pancreas, ha suScitato uu g rande in teresse dovunque. e anel1o g 1a.ndi controversie, sa sull t~ sua essenza, che sulla sua speellicita uelle malattie del pan· creas; riteu uta dal Gammidge ~;ome veramente speuiliea, fu giudicata molto t'avore\'Olmente da molti :lutori (Ouçal, (~uénu, Bvoli , !<'torio e Zambl•lli, Licini, E lusser, Griiu er, \Vatso11, Ewhler, Krienitz, tioodmann, H agen, ~Iaynht\n, Kebr, ~ubmid, L1bertmi, hlaas), quantHnq ne da alcuni eun qualche rest-rizione : d~ altri n tenu ta in vece a• tifi.cJale, dn altri uome iucustaute e senz•t fondctme11to chimico nè fi.~iopatologil·o ,Ham e Clelan l, Bu-.uiluell, Uald~:~.ne, .H.ussel, Se1ùel, G ri m bt>rt, J3eroier, llicheJ. Marca ri ui '· Dal comples:;o delle cose p... rò & da rite nersi che tale reazione. qnnntuuque non abbia un ...-alore as,oluto, s1a Lutta.via un ottimo cri-
SOPR A LA REAZIONF. DEL C.Hf'MI DGE ~.,; !. LA P .\R<>TITI-: EP10E M ICA 1 ECC.
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terio, che aggiunto ad altri sin tomi po-;sa essere d i aiuto nell' intricato campo della semeiotica rl el pancreas. Per più minuti particolari si cunsu lti il la"oro clPI Libertin i sull a Rivista critica eli clinica medica, marzo 1!112.
*** Praticai le mi ~ ricerche in 17 casi di pa rotite epidP.mic·a, usando la reazione C: le orine erano sottoposte a fi l trazione. previa ricerca ciell 'albnmina e dello zucchero, che fu rono sempre tron1.ti assenti . Per a l(· uni malati fu pra t icata tre volte la ri~·e rca, cioè nello stato iniziale della malattia, nello stato d i ac me, e nel la convalescenza: per molti sol tanto dne volt~, nei due ultiw i stadi indiC'ati, poiùhè il prim o stadio em già stdo superato, prima che il ma lato m i perve· filSSe . •
Tralasciando l'inutil e esposizione dt-lle storie <'liniche dell a mf\.g!!ior parte dei malati ossen·ati. che presentarono il com une decor~o della parotite epidemica senza alcun chè d i notevole, dirò che iu q uin · dilli ca si la ?'ertzione del C"t'lmidge fu del tu t to negatira. T a li malati ebbero una rapida convalescem:a., non prese11tarono complic!l.zion i ùi sorta. n e alle ghiandole sottomaseellari, llè gen itali. In d ue ùasi invete, dei quali esporremo bre vemente la storia, la reazione r iuscì negati\a a.l pri mo stad io dE>lla mal a ttia e in;ece fu po:;it iva do po ci rca. dieci giom i, quando i paziE>nr i sta.;auo per entrare in <:onnd escen za, e fu ac ~·o mpagnata da notevole peggioramento delle condizio11i generali, e da alcuni fenomen i particolari. clte ci sono ~p parsi di note,·ole importa nza. e che esporremo brevemente. Soldato A. F. - P resenta forre tumefazionf• dolorosa delle rC!:!ÌI)ltÌ parotidee: con pelle tesa e lnc•ente; la masticazione è incE'ppat~: st.at.o genera le depresso: ce falea in tensa, appet ito scomparso. TempE'· ratura as '.5·3~t0 Dice che è mala&o da otto giorni ; ma che la tnme fazione della fac·cia data da cinq ue gior ni. P resenta pure tumefazione del testicolo destro, assai accentuata e dolente. Non e bbe mai bleuorrAgia; nou presenta a lcu na secrE>zionP: del meato uretrale. L a reazione di Cammidp;e è nega ti;a (2 aprile). Nei g10rni seguenti la temperatma si a bbassò gradatamente, e la. tumefazio ne delle regioni parotidee e del testicol0 si attenuò e qua::i !>comparve: · il malat o si sen te migli orato e de:;idera il ci bo. T emperat ura 37°.2. V erso~ il 10 aprile comin ci ò di nuovo n pt>ggiorarE:'1 senza alc una rag ione patente, e da prima senza a.lcuna local izzazione : malessere indefinito, grande debolezza generale., C'efalea., sete, stitichezza, q ualcb e
f>\ 18 "OI'RA LA I!EAZIOXE IJ EJ. OAMM IOG& :>;~:LI. A PA R01'1T~; ~;J>JI)J'.~11CA 1 ECC.
bri,·ido leggero: Temperatura :18 ',2-3H ',8. ~i esaminano le ghiandole sottomascellari, sottoli nguali, i testicoli, e non si riscontra a lcun processo nUOVO in S\"Ìluppo, UÒ in atto. Il 12 aprile accusa forti dolori grant.ivi all"addome, senso di peso e di tensione molto molesto all'epigastrio, a gnisa di fascia tra3\"ersnle al disopra dall'ombellico. nella rPgione ùel pancreas, verso il punto medio della linea xifo-ombelicale, set.so di ripienezza, e come di uu corpo estraneo che doYesse essere espulso con purgati ,i, che il malato richiede Ìn!<istentemente e che SOllO rifiutai-i. Gli si fa. una irrjgazione rettale con 400 grammi d1 acqua 1-'emplice: emette feci dure e scarse. Non vi è meteorismo, anzi la risonanza d ella percussione è piuttosto diminuita snlla. linea xifo-ombolicale; la palpazione è àoloro~a e molto difficile in causa della contrazione dei muscoli addominali in difesa: in:::istendu fino ad avere un rilas<:iamento r elativo dei muscoli, non si rie:;ce a determinare un~ tumefazione ciJ·coscritta, ma si rile va una durezza pa->tosa e ddfusa affatto msolita e strana., che degrada più ra1J1damente verso destra, e invece a siniEtra sì prolunga più "t"erso il margine est.cmo del ro?tto antariore (l ). Si fanno applicazioni di ghiaccio, che danno molto sollievo.]) paziente è iuappeteute, ha colorito pallido e maniff':>tlt una certa ansietà. Il polso è buono e valido, 95. Xelle orine nun si rileva albumina., nè zucchero. Al torace non si rile'"a nulla di bliOrmale. La stiti~.:hezza ha ceduto il posto a emi,:>ioue quotidiana di feci poltacee piuttosto chiare, ~.: !t e macroscupicamente nun presentano nulla di particolarm ente notevole. Dopo otto giorui che pertluravano tali fatti si pratica la reazione del Ca.mmitlge, che ril•.•ct' po.~itica tlU aprile). Un a terza pro,·a praticMa d opo nn 'al Lro. settituana: ri usd egualmente }J08itica aprile). '1\de stato si prolungò per cirea dne settimane, con leggere oscillazioni, portando il paziente ad nn grave stato di acllnamia, pa llore, denutrizwne. A poco a. poco scomparvero i fenomeni morbosi suac· cenunLi, tJ il paziente si ristabilì completamente in salute. Scomparvero i dolori all'epigastrio, dove non si rdeva più alcuna difesa, nè iudnnmento, nè altri fatti patolog-ici. Lo stato gener~le ritornò n or· male, le feci npresero un aspetto e forma regolare. Un' ultima aua· l 1si delle orine diede 1'ea.::iont• U ?H'!Jalh:a 18 maggio).
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disop ra e al diso tto di essa si n le\' a alla perc ussione la risonanza ga,trica
o riepottivamcnto coh.:a.
SOPRA LA Rt::AZlO:-IIl: D!!:L CAMMIDGJ;: :"ELLA I'ARIJTI1'8 J,;PlDE:lllCA1 Ji(.;C. Ò~9
. oldato G. C. - Individuo magro, con svjluppo del corpo regolare. Presentò un decorso completamente molto simile a l precedente: n on ebbe complicanza. testìcolare i ebbe da prima tnmefatta. la paro tide destra, e dopo 2-! ore anche la sini,;tra. Il decorso fu più breve, i dolori e tutti gli altri fenomeni alla regione del pancreas però com pa.r-çero più presto, e quando la tumefazione delle parotidi non accennava ancora. a. diminuire; perdurarono per c irca due settimane dopo che le parotidi già erano 1·itornate di volume normale: temperat ura 38\9 da prin ~ipi o, toccò in seguito anche i 3!P,f> nell'acme del processo. Il paziente ebbe ripetutamente vomito di sostanze verdastre. Si a.pphca. ghiaccio all'epigastrio : il malato non lo gradisce. Quando i fatti acuti diminuirono, si riuscì a. palpare distintamente una. ma»sa del volume di un uovo alquanto duro e n on nettamente delimitata., situata verso il mezzo della linea xifo-ombel icale, alyuanto a destra. della linea mediana, e che si prolungava e si perdeva trasversalmen te vel"$0 sinistra. La prima. r eazione C, praticata nei primi giorni di malattia fu negati va (~2 maggio): la seconda reazione praticata circa una setti· m ana dopo l'insor genza della. sindrome addominale fu posttit:a t2 giu· gno) i invece fu già negativa la terza praticata il 10 giugno, quando però i fenomeni mastoidei erano già quasi del tutto dileguati. Il decorso ulteriore fu simile a quello d e ll'altro paziente.
* ** Se consideriamo i fatti clinici su e$posti, possiamo arguire che nei due casi in quesr.ione si trattò di no processo innammatono speciale acur.o febbrile di nn organo addominale, con ÙPcorso benigno, che non andò a suppurazione, ma che ebbe un periodo di acuzie e poi andò declinando gradatamente, nel modo stesso del processo c he inte1·essa. le parotidi nella parotite epidemica. Quale può essere tale organo? I dati che ci fornì la palpazion e, la. localizzazione del dolore ecc., come si è detto sopra, ci fa pensare decisamente al pancreas. E del resto difficilmente potremo addebitare tali fatti patologici allo stomaco, nè al piloro, nè al duodeno, nè al co lon, aucbe per ragioni di anatomia. topografica.. Inoltre è anche da tener presente che la parotite epidemica. dà manifestazi oni meta.sta.tiche molto frequentemente, e non solo alle altre ghiandole se.livari (sottomascellari, sottolingua]il, ma anche spessissimo in a l t r i organi ghiandolari, come il testicolo, e anche alle
GOO SOI'JlA LA RE,\ZfO:-IE DEL CAM~IIOGE NELLA PAROTI'I'E EPIOE~UCA, ECC.
ovaie, come vgnuno avrà avuto occasione di constatare, quantunque tali ghiandole abbiano funzioni affatto diverse. ~essuna meraviglia quinrii che nel caso nostro si possa trattare di u na. complicanza pancreatica, tanto più se si tiene presente la grande analogia funzionale tra il pancreas e le parotidi. Oltre a tutti i fatti sopra. citati sta in favore della nostra supposizione anche il fatto di notevole importama che ; n tali casi la reazione del Cammidge fu positiva.
*** Da quanto siamo venuti esponendo, quantunque nel campo della. semeiot ica. del pancreas sia ancora arri.schiato fare ipotesi, e quantunque il numero dei casi da me studiati sia esiguo, tuttavia mi si& permesso di conchiudere che: l 0 In generale nella parotite epidemica la reazione di Cammidge fu negativa nei casi da me studiati (15) ; 2° Che la parotite epidemica qualche volta. si co mplica con fe· nomeni di infiammazione del pancreas, generalmente senza esiti di suppurazione (come per le parotidi) e con sindrome assai spiccata e caratteristica; e con una frequenza forse su periore a quella delle complicanze che la parotite stessa dà :n altri organi (testicoli, ovaie): e in tali casi ho trovata la. reazione di Cammidge positiva. Ri peto che con questa breve nota preventiva non credo di poter emettere alcuna affermazione definitiva, essendo troppo pochi i casi st udiat i e troppo delicata la questione; ma sono certamente ancora necessarie altre molte osservazioni e l unghe e pazienti ricerche, anche per opera di ùolleghi volenterosi, ai quali sarò grato di qualche comunicazione su tale argomento. Zuara, febbraio 1916.
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Di un nuovo apparecchio per la· schiascopia Per il dott . Gaetano Samperi, c npitano med ico. li bero-docente
Dopocbè il P areot (l ) ebbe precisati e dettagliatamen te esposti i principi e;,senziali sui qual i si basa l' impiego dell'ombra pupillare nella rleterminazione obbiettiva delle ametropie, questo metodo, ideato dal Bowmau (21 e dal Guignet (3), potè rapidamente diffon der si ed essere largamente i m piegato nella pratica oftalmologica. A.llo scopo di reud ere ancora più maneggevole il metodo furono intanto escog itati una serie d i mezzi per raggruppare e ridu rre in forma portatile la serie delle lenti oecorrenti per l'esame schiascopico. Rorsero cosi delle piccole ra1:colte di lenti racchiuse in scatole di legno (qual'<~ qnel!a JH·oposttt dal prof. Gree(), od in tasche di cuoio a for ma d i portafcJglio (rrnal"ì• 'fllP!la consi!Ji ùtfa dal pro(. Fttclts), ovvero riunite iu apposi ti regoli di legno, vuleanite, o metallo abbrunato, (re(!oli rlel 1-'al·enf, Antmu-lli , TI"VIt .~SPtw, f\_?·n~iu.ç), aventi t utte lo s c opo di rimpiazzart> la comu ne scatola delle lent.i òi prova, eccessi \amente pPsantr e d i uso troppo incomodo per una. determinazione cosi o:lem pli<: e . Tra gli apparecchi idC"ati, i regoli, per la loro semplicità, h a nno a\ uta la maggio1· for tuua, ed anche oggi essi ;;ono quelli più gcn.era lm eule impiegati ne lle clinic.;he d i Parigi e di Berlino. I l i P,J<E~T. - D• la krrato.••-r•pi~ : Pratiq11e r.t rhé?rie. ( Hrwril d'opht. , I SSO, pag. 65
e 424). 121 BoW~f.\:<. Ctmlrib•!lion lo thr gNie,.al hi8tory oJ conical com ea.. (Op/tt. Flosp. R eporl8. 1Sii9-(l0. p. 157). (3) GuwNET - J( éroto8etJpie. cRccucil d'opht., l fl 73: p. 14. 1~74. p. 31G: 18 77, p11g. ;;o o ISSO jnin).
DI UN NUOVO API' A LlECCl:UO 1'1-:R I, A SCHIASVO PIA
603
Agli apparecchi preesistenti mi permetto oggi di aggiungerne uno anch'io, che, per la sua praticità, mi lusingo divenga d' uso comune. Come si vede dalla. fig. P ·, esso risulta di un porta.lenti d elle co· muni scatole di prova avente una sel'ie di lenti infisse con apposita. vite sul ponte del portalenti ed in modo che esse possano con un movimento a. ba,scnle essere portate ora davanti all'ul'!0 1 ora davanti all'altr0 occhio dell'individ uo in esame.
Fig. 1".
Le lenti in parola a l n umero di 4 sono tutte negative e per essere
~tate scelte i n proporzionA geometrica portano i numeri l, 2, 4 ed 8. 0 11
q tteste si può arri vare ad ottenere con adatte soprapposizioni tul tt~ 1.a serie delle combinazioni di lenti negative che vanno dall'l a. l b' 10,. mod o c h e ne1· 0as1· d 1· m10p1a, · · l' esaminat · ore una vol ta appl'l · cato alltnct· 'd · ·1 l · l f: . tv1 uo 1n esame 1 porta ent1 con e l enti· annesse, puo' 801 1 b~ente con una semplice manovra. far passare t utta la sarie delle com maz ioD1. c h e vanno d all'l a l 15 e determlUare . . g l'ado de lla . • cos1. 1l mlOpta' da c Ut. l''111d'lVI'd uo m . esame e. a.netto. tr 0 ve Però non si tratti di miopia m a di i permetropia, in tal caso non occorre far altro che applicare al portalenti la len te positiva '
6()<1
DI GN NU0\"0 APPAI(E('CJHO l'l>:rl LA SCHU.SCOPIA
di lo diottrie di cui è fornito l'apparecchio e disporrtl tutte le lenti dalla parte dell'occhio da esaminare, così come si vede nella fig . 2". I n questo caso il complesso delle lenti negative viene completamente neutralizzato dalla lente positivi\; non si tratta. allora di far altro che togliere succeRsi vamente da tutto il sistema la serie delle combinazioni negative per avere così la determinazione dt-lla ipermetropia. Se la lente
+ 15 viene difatti completamente neutralizzata dal
complesso delle lenti negative annesse all'apparecchio, è evidente t~he,
Fig. z•.
togliendo successivamente a tutto il sistema la serie delle lenti negative. si avrà i l predominio della lente positiva di tante diottrie quante sono quelle negative che ne sono state tratte sottratte. Nello stesso modo si può determinare, oltre alla. miopia ed alla ipermetropia, anche l'astigmatismo, noti trattandosi in questo caso che di valutare il grado differente di refrazione dei due meridiani prin cipali. nia la lente 15, di cui ho testè parlato, oltre a servire alla neutralizzazione delle lenti negative ed alla determina:o~ione dell'iperme-tropia, così come è stato detto, serve ancora per l'esame del fondo oculare, ed è perciò che l'apparecchio oltre ad essere provvisto di un oftalmoscopio a specchio piano indispensabile per la schiascopia, è
+
0 1 UN N U OVO API'ARE CCB.IO PF:R LA
SCHL& ~CO PIA
605
fornito ancor a. d i un oftalmoscòpio a specchio concavo p er l'esame ad immagine rovesciata.. Un u l timo vantaggio di non disprezzabile u tilità dell'apparecchio è q uello di poter esser e utilizzato p er la. determinazione della visione. Chiude ndo difatti con un disco opaco annesso a.ll' a.ppa.recchio uno deg li occhi d ell' individuo in esame e fa cendogli pas!'are davanti a l-
Fig. s·.
l 'altr o tutta la. serie delle combinazioni di l e nti sopra ricordate, s i può n ella. m aggioranza d ei casi arrivare facilm e nte a determ inare la. lente applicabile a.l ca so . Tutto l'apparecchio, c h e i o ho fatto costrtùre durante la mi a permanenza. a B erlino, è d isposto in un elegante astnccio, cosi come s i '"ede n el l~ flgura sa.
Gù(ì
DI UN :\UOVO AI'I'ARKCCJTIO I' E R l..A SCJHA:SCOPlA
Esso è stato trovato prAtico ed elegan te dagli stessi direttori delle due rlinicbe oculisticbe della capital o tedesra, ai quali ebbi a present.arlo lmpiega.t.o poi iu unione a delle scale murali pieghevoli n. libro e J'AFI~ a.ppoe~it.a.menle tascabili, l'npparec:chio riesce utile, oltre che all'oca· l ista. chia.mat.o fuori della sua residenza per consulto, anche ai direttoTI delle DC\~trA infermerie rPggiment.a.Ji, che oggi per mancanza di ltlezzi ~nno costretti ad inviare gl'individui ì1.gli ospedali milit~ri, non sempre vi0ini, anr.be per le òet~>rminazioni più semplici. Mi lusingo pertanto che il mio apparecchio, sia par la RUB sem· plioità. che per )a tenuità del prezzo, abbi a l'approvazione degli spe· cialisti e trovi largo impi~>go nella pratica.
LA MEHALLA DI ZAVIA NELLA GUERRA LIBICA Per il dottor Giovanni Piccoli. teoente medico
~ella. guerra libica, a. causa della mancata. organizzazione nel campo arabo del servizio sanitario, non fu fatto. ch'io mi sappia , dai medici che vi prestarono l'opera loro (Turchi, Tedeschi, Inglesi) alcun studio od osservazione, nè pubblicata alcuna statistica o rel~zione sugli armati che presero parte ai singoli combattimenti, sulle perdite subite, sugl i effetti dei proi ettili delle n ostre armi portati H e d 'artiglieria su bersagli vive nti, sull'andamento e sull'esito delle ferite prodotte dalle varie armi, e via dicendo. Può quindi interessare, anche come curiosità storica, questo mio piccolo contributo, frutto d ' indagini lunghe e pazienti, e, per quanto mi è ~;ta.to possibile, accurate, fatte sugli armati di Zavia nella guerra libica. È già noto ~ome Zavia, che fu sempre in Tripolitania il centro dell'ortodossia isla.mica sia stata l'anima della resistenza indigena all'occupazione italia na., essendo stata la. prima. a prend ere le a rmi, a trascinare nella lotta. le tribù ancora. incerte e l'ultima. a cedere fra le popolazioni a rabe della costa. Z a via infatti fu occupata. i l 5 dicembre 1912, ma la maggioranza della popolazione fu ostile al nostro dominio, e parteggiò occultamente con i nostri n emici del Gebel fino alla. dis fatta. dei partigiani di El Baruni ad Assaba e all'occupazione ~ Iefre n, fino a quando cioè fu tolta ai ribelli ogni speranza di reststenza.
Organiz1.azione della meh a lla . ~a m e ha.lla di Zavia fu o rganizzat.a da Farhad Bey d eputato del caza al parl amento Turco, e capo dei Coruglia, coadiuvato efficace· mente da.l mufti schek ~Iohamed el Taieb capo degli Zuì, ora de-
608
LA
MI!:I:ULT~A
DI ZAVIA
N~LLA
Gt::ERRA LIBI CA
funlo, dall 'attuale Caima.can l\Iohamed Bey Scialabi capo dei Blasa, e da scek Abeda. .1\Iudir di Rorman, persone tutte c he godevano, come pure ora, molta influenza e forte ascendente sulla popolazione. Questa meha.lla fu una delle più numerose. Diede infatti un con· siderevole numero di armati al settore orientale (Tri poli) e a quello occidentale> (Zuara.), prendendo parte a numerosi e importanti combattimenti: ebbe inoltre il compito di guardare continuamente con g ruppi di xrmttLi, per timore ùi sba.rchi, tutta la costa che da Saiaù >a fino a Sa.bractha. Fu anche delle meglio organizzate: ogni cabila doveva dare, secondo ]a sua potenzialità, un certo numero di uomini sotto il comando di un capo, c he per solito era lo scek stesso, e un certo numero di cam· melli che servivano per i servizi logistici. L'armamento era costitui to in maggioranza da fucili :Mauser, nel 1·estaute da quelli :Uartini. Le perdite subite da ciascuna cabila o in combattimenti, o per malattie (i l tifo in .fieri moltissimo sui primi tempi\ venivano prestamente rimpiazzate dall'incorpcorazione di alt.retta nti individui. I mort i e i feriti venivano volta a vol ta no m inativa.mente elencati dai r ispettivi scek in appositi rt>gistri, e il Caimacan e il :Uudir di Sorman possiedono tuttora questi quaderni, che io ho consultato. ~ella compilazione di quesco mode&to lavoro. oltre di tali registri mi son servito delle osservazioni fatte nelle numerose visite a. indigeni <·he richiesero sui pri mi tempi l'opera mia. per postumi ed esiti di f erite riportate in guerra, delle noliizie assun te da molti indigeni, che fecero parte della. mehalla, e dai capi c he furono presenti ai combattimenti, notizie che erano a \Olta a volta vagl iate e sempre controllate. lncoutrai dapprima qualc he difficoltà ad ottenere ~dcune notizie, dato il carattere diffidente e sospettoso degli Arabi, ma in seguito riuscii a. conoscere q ua.nlio desideravo.
S~omhro
dei f er iti e d~i morti.
Durante il combattimento, i feriti leggeri $'allontana vano alla meglio da. sè, i gra,·i venivano iu,ece raccolti dai parenti o dai compagni della stessa cabila, e trasport ati a braccia o dentro baracconi fuori della ?.Ona battuta, e poi o su cava Ili o su cammell i, o su barelle improvvisn te con reti di corda, venivano trasportati in dietro alla base d'op.erazione e quindi a Zana.
LA
~l!:HALLA
DI ZA.Y I A NELf,A GUERRA L I BICA
609
I morti p ure veniva no, se era possibi le, por tati via. subito dai congiunti o dagli a.ppa.r tenenti alla. medesima c abila, e, se ciò er a impedito d~~oll'esi to del combattimento, venivano asportati la. notte seguente dai più a ndaci.
Cura dei feri t i. I feriti leggeri si curavano per lo più da sè, o ricorrevano agli empirici indigeni; solo ai g ravi era con cesso d'essere trasportati e ricoverati all'infermeria di Zavia, ch•era stata impiantata nei locali delle scuole e diretta da ufficiali medic i turchi, da Sedghi Effendi ed Assen Effendi dapprima., e poi dal maggiore Z enna el Abidi. Negli ultimi tempi della. guerra. poi si stabilirono a Zavia per qualche tempo la Croce Rossa Inglese nei locali del bagno t urco, e la Croce R ossa Tedesca che rimase accampata. presso la cabila degli Anlad Tuil.
Effetti d ei proiettili de ll e nostre armi s ui coq li degli Arabi. Il f ucile italiano, mi disse un giorno i l Caim~ca n, è umanitario, perchè, se non colpisce le parti veramente vitali, non uccide e se non lede le ossa, non produce gravi ferite . Il p roiettile del nostro f uci le infatti, di piccolo diametro, incamiciato, dotato di grande velocità e di movimento rotatorio, traversa i tessuti con fac ilità, dissociand oquasi nel passare i tessuti senza contunderli o lacerarli, facendo un foro d'entrata e d·uscita p iccolo, per cui difficilmente s'infettava il tragitto della ferita, ed eccezionalmente vi venivano trasportati fram menti di vestito. È accaduto sovente che parecchi Arabi non si erano accorti dura!'ite il combatti mento di esser e stati fe>riti, se non dal sangue che colando fnori li i mbrattava, e molti di essi che ri portarono ferite muscolari 1100 Je denunciarono neanc he, seguitando a combatter e nei ranghi. Si raccontano i n proposito degli episodi sin· golari : si sono veduti per esem pio nel combattimento del 26 ottobre, gl'indigeni ìUohamed oen A li el T r usc, Abdalla ben el Hag, Amur Séeglabu, feriti da parte a parte al t orace, seguitare a. com battere> tutta la giornata, e il g iorno dopo ptue marciare per reca1·si al combatr.imento. Nella giornata di Sidi Said l'indigeno Belgassen ben A li ben Age della. cabila El Hage ferito alla testa da un proiettile, che, entrato alla radice del naso, era uscito fuori dalla nuca,, seguitò a combattere tutto il giorno: e per non dilungarmi troppo tralascio altr i s imili casi.
610
J.,\ l!EHALLA DI ZAVIA XELLA GUERRA LIBI CA
Le fente invece prodotte da. pallette di shra.pnell erano più gra.vit la. loro guarigione avveniva lentamente, davano facilmente luogo a complicazioni, poichè le pallette, essendo di calibro maggiore, di metallo meno duro, di velocità minore, diffic-ilmente riesciva.no a passare da parte a. parte i tessuti, e vi restavano invece dentro dopo avervi portato brandelli di vesti, causa principale dell'infezione. Le feri te muscolari prodotte dai proiE-ttili del nostro fucile, spesso non venivano nean che denunciate e volgovano per solito a guarigione completa e senza reliquati nel periodo di 12 o 15 giorni. Nei ca-si di proiettili incistati nelle masse muscolari e nei parenchimi organici, si è n otata. una. lieve reazione di questi tessuti a tali corpi estranei. Le ferite ossee invecE', specie le diafisarie, sono state fra le più g ravi, sia per la. loro entità e per la mancanza. di cure appropriate e razionali, prima di tutto la mancanza di adatti ed efficaci mezzi di. contenzione, sia per la loro lunga durata e per i loro reliquati. Le ferite ossee furono per lo più seguite da processo suppurativo ; coll'infezione della ferita. e quindi col sopraggiungere dell'infiammazione e della suppurazione, si costituivano processi di mortificazione e di necrosi, con formazione di sequestri , che mantenendo a lungo la. suppurazione, conducevano a guarigione in tempo assai maggiore, con formazione di calli esuberanti, e spesso con permanenza. di seni fistolosi assai tardi a c hiudersi e facili a riaprirsi. E di frequente bo avuto occasione di osservare questi calli voluminosi e spesso deformi, accompagnati talvolta. d~ nevralgie, anestesie, paralisi per compressione di vasi e di nervi, da. distur bi di nutrizione e di circolazione, da. edemi, contratture, retra.zioni muscolari e tendinee. Così pure nei primi tempi dell'occupazione di Za.via., ebbi campo di osservare in indigeni che ricorrevano alle mie cure fratture per la più parte delle ossa lunghe, alcune delle quali commiuutive per fenomeni di scoppio, con i focolai di frattura in suppurazione cronica., con presenza di seni fistolosi e di sequestri. Riscontrai anche due casi di pseudo-ar trosi in due fratture scbeggiate dell'omero. Gravi pure sono state le lesioni articolari che guarivano dopo lungotempo con ingrossamento dei capi articolari, con formazione di seni fistolosi o di anc hilosi. L e ferite penetranti nel torace senza ledere il cuor~
o i grandi vasi, avevano in genere esito favorevole, e guarivano anche in periodi abba tanza brevi senza gravi processi reattivi e senza dar luogo a infezione; e anche quelle complicate da empiema sanavano egualmente bene. Le ferite da proiettile di fucile. penetranti nell'addome, avevanom massima parte esito infausto, non tanto per rinfezione portata..
LA 'MERALLA DI ZAVU NELLA GUERRA L!SICA
611
nel tragitto dalla. sporcizia della cute o dagli eventna.li brandelli di vestimenta. (poichè nello stretto orificio d ·entrata su la parete addominale difficilmente venivano trascinati frammenti di ves tiario). quanto per i primi bendaggi costituiti da lurid i strRCc i con cui erano medicate e più spesso drenate le ferite stesse (pratica quest'ultima molto usata dagli empirici arabi ), ma specialmente p6r la manca!!za di quelle cnre indispensabili perchè tali ferite abbiano esito fa\"orevole, e cioè il riposo a ssoluto, la. spedalizzazione in sito, l'astensione assoluta. dagli alimenti e sopra tutto dalle bevande per parecchi giorni_ E difatti poterono guarire parecchi Arabi, feriti all'addome da proiettili di fucil e, che ebbero la fortuna, di poter essere ricoverati all'infermeria. Turca o all'Ambulanza Inglese. Le ferite addominali invece prodotte da shrapnels hanno avuto sempre e in br~ve tempo esito infausto, e ciò s i spiega col ft1.tto che la pallottola. deJlo shrapnell sferica e più voluminosa produce orifizi ovalari o rotondi più larghi, per cui più ampie le perforazioni intestinali, con minor tendenza a rinchiudersi spontaneamente, al con trario di quello che avvieue nelle ferite da. fucile, in cui l'estro flessione stessa della mucosa occlude facilmente il piccolo foro, ed infine per la grande facilità con c ui vengono introdotti nel tragitto cor pi estranei, come. pezzetti di vestiario. Circa. la dibattuta questione dell'intervento o no nelle ferite addominali, non posso portare nè dati statistici, n è argomenti in proposito_ Accennerò soltanto a un fatto che merita qualche consider azione, ed ~ che, mentre, come scrissi più sopra., alcuni feriti all'addome guarirono senza essere operati, risulta invece in modo positivo che si ebbe esito letale in quei casi in cui si intervenne, sia nell'infermeria. Turca, sia. in quella. Inglese.
Effettivi della. mehl:llla e perdite nei combatti ment i. Nei combattimenti di m aggiore importanza, l'effettivo della mehalla, e le perdite subite turano ]e seguenti:
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!Jukcnnr: (23 nprilt• 1912) (2).
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19,69
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S1di·Billal (26 settembre 1912) . .
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.\'riu l'. - Nella Riorn~tn del 20 oUubro, un rcrtu numero di armati ntlra••crsò lo trlncM dlnnnr.l In <'tM• di Oemal Bei o pre8IO l P07.1I di Bumellaoa. rarte di eael, si 118Ptle, furono subito u•·cl&l, J>nrte, •Il cui al cu ni ferili. r lueclrnuo ad entrare a. 'l'riPOli e a salvo.r&l UBBComlendosl uella moschea Mgnr ba: di POch i altzl non el M(lpo plt) nulltl o Kl eupp0no chB slnnn slnt l uccisi : furono per ciO !acriLI l uel numero del morti. ,\'fia 2'. - Al lntco d'nrmo dt Ouka.ncz 1Jrcenro parte soltanto quattro cabile :
Aulnu El Hng11, Id. J,;luhM,
.Aulad AfMaau<l, Id. Jiusccbn.
N t>!li s•. - Nel combatti men to di f!lcll f!~lcl !27 glo~:no • , le ferite da arllln blan<·a furono dovute agli alcarl Eritrei, ohc elanclnt.lsl nll'lls.<nlto, Irruppero ftn dentro l'accnmponwnto della Al ehalln dovo 11 combAtl•' a corpo a oorpo con ba Ione! te, ~eia belle o pugnali l' rn 1 111ortl vt fu Il rclll cl olia Mehalla .11/ldurrl•amau •l Att11i,
che tu decaplt4to.
o>
613
LA MERALLA DI ZAVIA .NELLA GUERRA LIBIOA
Mi è sembrato interessante, specie per chi ha avuto od ha c ontatto per ragioni politiche con la popolazione di Zavia., ed anche come curiosità storica, il conoscere la parte assunta nella guerra dalle varie tribù che trovansi nel Cazà1 e quindi ho riportato nella seguente tabella i dati numerici delle forze impiegate e il numero delle perdite subite da ciascuna tribù nei singoli combattimenti: TABELLA
Efrettlvl
Combattlme.ott
Trlbil
ll Zui . • • • . 26 ottobre 191 1 . .
' Blaea. Coruglia
naio 1912).
Bukama ( 23 prile 191 2).
a-
Feriti
3 50
133
61
72
l : 1,1R
500
120
49
71
l: 1,44
24,00 30,57
38.00
107
47
60
Sorman.
350
128
50
78
l: l,G6
36,57
Raja . . .
50
14
6
8
l : 1 ,33
28,00
' Blasa. Coruglia.
1
Morti
350
l
l
Perdite
· delle trlbO
l: 1~3
' Zui. • Gargaruch ( 18 gen.
li.
0,00
fiO
150
14
12
l :6
9,33
14
l : 1 ,75
2!,00
0 ,00
50
Sorman . .
100
22
Raja . .
50
6
Blaea. . .
150
19
l
8
12,00
6 18
l: 18
12,66
Zui . . .
150
,_ J
32
56
l: 1,75
5 8,66
BJ&Ba . .
260
82
33
49
l : 1.48
32,80
Sidi Saùl ( 26 - 27 \ giugno 191!). Corug lia
150
99
37
62
l: 1,67
66,00
69
22
47
l: 2.13
46,0 0
Sorman .
150
Raja . .
50
l Zw.. . .
150
23
5
18
l: 3,60
15,33
Blaea. . . Sidi Billol (20 ~ \ tembre 1912). Coruglia
350
40
13
27
l: 2 ,07
11,42
150
34
Sorman.
200
42
(
l l
Raja.
60
o.oo
9
22,68
34 12 2
30
l: 2,50
21,00
7
l: 3,50
17,00
L A M ERA.LLA DI ZA \ "lA. NEI;LA GUERRA LIBrCA
P e r avere esatto il n umero complessi vo delle perd i t e si è dovuto tener conto dei mor ti e feri ti a•uti nelle azioni m inori, e così si souo raggiunte le cifre r iportate nel la statistica seguen te. Così p ure riguar do al n u mero reale dei com battenti i n t u tta la cam pagna, aggiungendo al numero di quel li permanentemente i n armi tutti q uelli che veni ,ano man m a n o inr·orporat i per colmare le perdi t e , si sono a v ute approssimativamente le cifre rappresen tate dall a seguente tabella sa. T ARELL.\
~ 1\umero complessivo del comba tt<lotl dJ Ztwla lo tutta la campagna
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MortaUt.tì
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su lle p erdit.e
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Pe r• e otuale
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l . 2500 (circa )
2
Per c~ntualo
lll.
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E saminando l e statistiche che ho sopra riportate, e confrontando i dati nu merici di questi con quelli r ica\nti dalle ultime guerre, si
possono fa re de11e eonsiderazioui e trarne delle conclusi o n i che possono a~ere un certo interesse. Confront:mdo ad esempio la perce!ltua.le delle perdite arabP con quella >erifìcata n ei vari eserciti in que!'te ultime guerre, si scorge subito c-ome essa sia n otevole. Difatti: mentre nel 70 l L· p•·rdite dei T edeschi. C<IID}Jn'si gli scomparsi, furono del lli.~ p. 100, e 11el la guerra, H.us-;o-Giapponese le perdite Russe, comprt>si gli seomparsi, furono del 311.1) p. 100, del :m 7 p . 100 qu<>lle Giapponesi. quelle AralJe furono ùen del ·Hì p. 100. L a morta.lilà. immediata snl c~t.mpo di lntttaglia., ter mine di ~ou f rcuto a:::sai imp•lrtante, n elle ultime guerre si è mantenuti\ nel li· mite di u n morto per og ni :-l.5 feriti. e si è sensibi lmente abbassata, r i'>petto alle guerre passate la mortalità coosceuti,·a. In que;;t,a. guerra iJJ•ece la mortalità immediata fra gli Arabi è l ievemente aumentata, ecl aumentata in modo più sensibile quelht c()usecutiva . Dalla proporzione tra morti e feriti si rileva che i l numero dei feriti e scarso rispetto a l numero dei morti, e ciò 1u
consegut>nz a
LA MEHALLA DI ZAVIA :"ELL A GOEilRA LIBICA
della deficiente assistenza sanitaria, come lo atte~ta. la uote\ole mortalità consGcuti va. Da relazioni pubblicate sulle ultime guerre si è saputo che il 10 p. 100 dei feriti ha potuto continuare a combattere senza ritirarsi; nella campagna libica, invece, stando al racconto di parecchi indigeni, sia semplici gregari che capi, risulta come tale percentuale nella mE-balla di Zavia sia stata di gran lunga superiore. La guarigione d elle ferite ne Jie guerre più recenti è divenuta in gen erale più rapida e completa. Si è veduto, p er esempio, da diligenti statistiche fatte sui Russi, che accorsero il settimane per le sem pii ci ferite delle parti molli, e 9 settimane per le ferite penetranti d e lle ossa e delle articolazioni, più di nove per quelle polmouari, e meno di nove per q uelle dell'addome. Da numerose osservazioni e da lunghe e rigorose indagini da me fatte sui feriti arabi è risultato c:he le ferito delle parti molli guarirono assai prima di cinque settimane, mentre le ferite penetranti delle ossa e delle articolazioni, nella grandi~sima m<tggioranza, non solo n on guarirono nel periodo di due mesi, ma m olte di esse d iedero rel iquati tali che impedirono p er sempre ai traumatizzati di ritornare a combattere. Riguardo poi alle ferite arldominali queste, t olti al c uni casi, furono, come dissi più sopra, qunsi tutte mortali, e quel1i che riuscirono a sah·arsi, impiegarono nella guarigione un pe1·iodo di tempo supl:rio1·e assai alle nove settimane. Parecc hi furono invece quelli che guarirono da ferì t e penetranti nel torace in t ermine di tempo minore di clue mesi. Osservando nella nostra statistica la proporzione tra i l numero dei f eriti da proiettili di fu cile e quello dei fent.i da proier.tili d i artiglieria, sembra a prima vista e:>i~uo il numno dei feriti da cannone tenuto conto del numero dell'artiglieria impiegata in Libia nei com· battimenti, la bontà dei canooui, l'abilità d e i nostri aniglieri. P e rò, st~ si guardano i risul tati delle guerre più recenti, dove si è constatata una notevolissima preponderanza d e lle ferite d'artiglieria in confronto delle guerre passate (come ad esempio qnella 18 70-71, dove si verificò so ltanto il 5 p. 100 eli ferite da proiettili di cannone), preponderanza dovuta a ll'aumentato numero e all'anmeutata pe1·fezione e pote nzialità di questa arma, e al maggior impiego di essa nel combattimen to, si scorge subito come la pe rceutuale verificatasi nella mehalla di Zavia. durante la campagna è di qualche cosa superiore ad ~sse. Infatti nella guorra. Russo-Giapponese le f e rite da proiettili d'artiglieria. furono d el 21.87 p. 100, durante la guerra libica., ne lla mehalla.
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LA MEliAL[,A. DI ZA VIA NELLA GUERRA LIBICA
di Zavia furonQ del ~o . 55 p. 100. Cifra considerevole, sé si pensa al modo di combattere degli Arabi, cioè in ordine sparso, offrendo così poco bersaglio ai tiri di quest'arma. Dallo studio di questi dati, risulta che l'azione dei proiettili incamiciati del nostro fucile a piccolo calibro e dei proiettili di artiglieria (shrapnels) su i bersagli viventi è conforme negli effetti a. quella verifìca.tasi nelle guerre più r acent.i ; così pure, se si potesse dare alle nostre osservazioni un carattere generale, si vedrebbe che i calcoli stabiliti sulla base dei risultati delle ultime guerre concordano in gran parte con quelli formulati sulle nostre osservazioni. Risulta. inoltre in modo evidente che gran parte delle perdite subite dalla. mehalla. di Zavia. e il cospicuo ·n umero dei debilitati e inabilitati per postumi e reliquati di ferite furono dovuti alla deficienza del servizio sanitario nel campo arabo ed alla. sua mancata organiz· za.zione: cosi anche una volta praticamente si riafferma la grande importanza. di questo servizio in guerra e la necessità., perchfl possa ben esplicarsi, che sia reso ben efficiente ed organizzato.
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CASUISTIC A CLI N IC A SU DI UN CASO DI FERITA INFE~A D'ARMA DA FUOCO AL BRACCIO SINISTRO, COMPLICATA DA CA...~REN-\. SIMMETRICA DEI PIEDI, per il dott. Eugenio De S arto, capitano medico, libero docente. U n tempo le infezioni chirurgiche assumevano in guerra le proporzioni di vere e proprie epidemie, delle quali però, fortunatamente, non esiste più che un triste r icordo, come hanno manifestamente dimost rato le guerre più recenti. Tale trionfo della modern a chirurgia militare è dovuta ad un complesso di fattori, fra i quali primeggia l'immediata e congrua occlusione delle ferite sul campo stesso di battaglia, associata ad un'opportuna immobilizzazione e ad un prudente trasporto Nelle guerre fra nazioni civili, armate di fucili moderni, va nno aggiunte <resi le qualità urna•litarie delle pallottole di piccolo calibro, le quali, non solo producono in generale ferite regolari, poco estese, con orifici e tragitti non molto larghi, ma possono anche, come rileva giustamente il Follenfant, considerarsi in pratica sterili. Non v'ha dubbio, però, che uno dei principali fattori è costituito dall'asepsi e dall'antisep.ri, che evitano quegl'inquinamenti secondari, ai que.li appunto eran dovute in gran parte le epidemie belliohe per sempre scompar3e dalle guerre moderne. Infine non va taciuta la benefica influenza delle migliorate condizioni igieniche dei luoghi di cura. e del conveniente servizio di sgombero, col quale si evita quell'affolll\mento che è tanto propizio allo s viluppo di ogni genere d'infezione. Per tutte queste ragioni, adunque, il processo di guarigione delle ferite d'arme da fuoco generalmente non è più turbato in guerra da gravi compliranze infettive. Nè il pre3~nte caso clinico smentisce tale asserzione, poichè esso, dnrant~ tutta la. guerra ita.lo-turca, rappresenta l'unica infezione chirurgica importllDte, consecutiva a ferita d'arme da fuoco, che io abbia avuto occasione di curare. Tale osservazione clinica, sia pt~r la gravità del processo infettivo, sia per la. sopraggiunta cangrena simmetrica dei piedi, sia infine per l'esito funzionale fortunato di un intervento operativo economico, richiesto dai reliquati del processo ca.ng•·enoso, potrebbe, a parer mio, avere un certo interesse dal duplice punto di vista patogenico e terapeutico. ~on esito quindi ad illustrare il presente caso, di cui riferisco senz'altro la. storia clinica: ., Verso la nne del mese di gennaio 1912 l'arabo Hamard ben Salk Bulgasi della tribù di Arlet-Maosur, mentre di notte cercava d i uscir fuori dalla. nostm linea di difesa in Deroa. per trasportare della roba al campo nemico, viene sorpreso da una pattuglia di carabinieri P di zaptiè, per cui, datosi alla fuga, è fatto segno ad alcuni colpi di moschetto e di p istola a rotazione, che gli producono una ferita da proietto di piccolo calibro al torace, penetrante i n ce.vità, ed un'altra al bracrio sinistro, interessante le parti molli, con arresto della pallottola. Trasportato d'urgenza all'ospedale (1), procedo all'estrazione di un proietto (l ) Ospodale da campo da 100 létti n. 2. 40 -
(;fornaie d a 1rttdf<àna milllao·e -
Fase. VIli.
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CASU I STI CA. CLINICA
di piombo non incanuciato di p istola a rotazione di medio calibro, di cui sono armati in Libia gli zaptiè; indi il fe rito è r inchiuso in prigione, dove riceve le cure consecutivè. c Intanto, mentre la ferita toracica guarisce rapidamente, quella al braccio sinistro si complica a g1-ave processo settico, in seguito al quale ,;i manifestano chiazze cangrenose all'estremo distale di ambedue i p iedi. La pelle infatti assume un colorito dapprima cianotico e poi n e rastro i indi si forma una vera e propria escara, più estesa a sinistra, la quale., distaccandosi, mette allo sooperto una s o· Juzione di con t inuo grigiastra ed irregolare, avente una spiccata tenden.~:a ad estendersi in ~;uperficie ed in p r ofonditi!., fino a coinvolgere nel processo distrut· t ivo anche le ossa. Esiste infine un essudato icoroso oltremodo fetido. «Ritenendosi necessario un intervento demolitivo, il 12 mar;co;o si fa r icoverare l'infermo uel nostro ospedale, dove all'esame riscontrasi quanto segue: c E' individuo di originaria. buona costituzione organica, colla nutrizione ge· n e rale notevolmente deperita e colle note di una profonda oligoemia., anzi di u na vera e propria oachessia. Esiste febbre a tipo con tinuo, con forti rem.ittenze mattinali. Il polso è piccolo, frequente, a ritmico. « La. ferita t ora.cicn è del tutto guarita e l'esame obbiettivo dell'apparato respiratorio non dimostra che una. leggera flogosi catanale dei bronchi, non a vente speciale importan za. c Nella regione media le del braccio sinistro, al punto di unione del terzo medio col terzo inferiore, notasi una. cicatrice lineare, ben consolidata, non aderente ~ito della pregressa incisione praticata per l'estrazione del proietto. Nella. re· gione laterale, al t erzo medio, si osserva una soluzione di continuo irregolare, con granulazioni molli e facilmen te snuguinanti i esiste un ess udato purulento fetidissimo, com misto a. cenci necrotici. L a specilla.zione fa rilevare nn seno fistol oso che m ette capo su di un tratto di omero scoperto di periostio. c I noltre all'estremo distale del piede s inistro osservasi un'ampia ed irregolure perdita di sostanza, intt>rePsante le parti molli, sia dal lato dorsale, sia da que llo p iantare e ricoperta da. cenci necrotici: attraverso la soluzione di continuo fuo· r escono, com pletamente necrotizzate, le falang i e le estremità anteriori dei metatarsei; esiste infine anch e qui dell'essudat o icoroso cosi male odora.nte da. suscitare il più g ran disgusto durante la medicatura. Identiche lesioni ana.tomopatologiche l'i osservano all'estremità del piede destro, però meno estese ; infatti ~ppaiono n ecrosate soltanto le falangi dell'alluce e le due ultime falangi delle altre dita:..
I caratteri clinici del processo infettivo, e, più specialmente, la qualità dell'essudato fetidissimo e commisto a detriti risultanti dallo sfacelo e dalla scom· posizione putrida. dei tessuti colpiti (icore cang1·enoso) deponevano chiar amen te per un'infezione put1·ida, venuta. a complicare la. ferita d'arma da f uoco ed a produrre in secondo tempo un processo cangrenoso delle estre mità. inferiori. E' noto come l'infezion e putrida sia prodotta da svariati bacterii, quali sono; i l proteus, il colibacillo, il bacterium e1nphisematosu1n ed infine il t:ibrione settico: aggiungasi poi che possono entrare in simbiosi an<:he i comuni pioyeni e sopratutto lo st1·eptococco. Sare bbe stato davvero interessante l'aver potuto identificare n el nostro caso l'agen te patogeno di una cosi grave infezione e studiare gli effetti d ei veleni dovuti al suo ricambio; ma per l'assoluta mancanza dei mezzi oppor-
C.\.St:ìiSTIC.-\ C LJNIOA
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tuo i d' i ndA.gine, mi riusci imposs ibile di rare quals ivoglia ri c erca b uc teriosc opica e s pe r i m e ntale . Indubbiamente trat t a vasi d i. una infezione d i prove nie nzd. esterna, come del r esto s o no q uasi tutte le infezi oni ch irurgic h e d i gue rra. a tii fftn·enza di quanto a vviene nel tempo di pace. in c ui il ra v o o rale, l'irale$ti1lo, la 1·escica e )'uretra sono . com e ben s i f;a, le s orgen t i più comuni dell' infezione putrida. X el nos tro non è diffici le troçarne l ' origi ne: il p a zie nte infatti era tutt'al t ro c he ligio ai prece tti d ella più ele mentare igiene p erson a le; bas ti dire che ~pesso ìu trovata la ferita al brac cio s cope rta e d ins udicillt R. perfino d i mater ie fecali. O xbene , è noto come nella tiot·a bacteric a intestinale trovas i, oltre il colibacillo, anche il v ibrio11e settico, ambedue c11paci, come s i è detto, di produrre l'infezione putrida. L'inquina men t o dunq u e nel nost ro caso s arebbe s tato sec ondario e, con ogni probabi lità, pot r e bbe essere a vvenuto p e r mez zo d e l contenuto ente r ico Ma, qualunque sia stato, nell'etiogenesi del grave proceilSO infettivo, l'agente patoge no, s ias i trattato di germe unico o di associazione mic robic a , non v'ba. alc on d ub bio s ulla grand e virulenza e s ull'intens a tossieipà. dei suoi prodotti, costituiti evident emente da alc;.tloi d i a venti, quale c arattere precipuo . una s pec i a le azio n e u e c rotiz z a nte, donde gli s faceli a d i s tanz a , c o me attest o. la cangrena simm etric a sopraggiunta all'es tremo d ist a le d e i pte di. E ' nota que lla forma morbos a , associata di s olito a fe nome n i nervosi g e n e rali e a d al terazioni p s ic biche. descr itta "dal Ray naud col nome d i a s fissia loca le o (X! »grena sim metrica delle est?·e m ità , d o v u t a a d u no s pas m o a r t e r i a le, d onde una iscbem i a d e lla parte c olpit a e q u indi una c angrena c h e s p esso è s upe rfic i a le e pub a v ere t e nde nza alla guarigione s po ntanea dopo l'elimi nazione dell'es cara. Ma, q uan•lo le l esioni sono prot'onde, i n mod o da essere coinvo lte n e l processo cangrenoso no n s olo le parti molli m a a ncora lo scheletr o, c o m e n e i c a s i illus trati dal colle g a Amenta ( 1) e d anc he nel p resente c aso, è fac ile c omprend e re la n ecess ita dell' in te rvent o operati vo. Xel nos tro iufermo gli stessi bn.cteri i , c be complicarono il d ecor s o rego lar e della f~ri ta d 'arme da f u oco al braccio, venne ro, c on o gn i prob abilità., a. s tabilirs i n ei foc olai nec rotic i, caus ando la d eco1upos izione d ei mater iali prot.eic i c ellulari donde q u e lla fo~ma d i caJtg?·enapu trid a manifestatas i sim metri~ament"' alle estre~ m it à. infe r tori. Ma qUide fu In patoge o es i d el processo c angre nos o ! È n oto com e per la vita ~ellu lart- dei tessuti s iano indis p e n s abili alc u n e c ond iz io ni, le quali s i possono riassu m e re, come fa in una s intes i felic iss ima il Forgu e , nelle seguenti: 1° in tegri tà. d eg li elementi anato mici; 2° l o r o norm ale nutrizi o ne; 6 ° influenza trofic a d el sistema nervoso. Q uale d i qt.este t r e c ondi z i o ni, ed i n qual m e n iera, vennP tur bata nel nos tro cas o? Siccome nella s ede d e l processo ca ng ren~so, svoltosi ai pied i, v eniva a manc are qua ] ,.. h ·o g lia traumatismo che avesse potato alterare l' i nte grità. d egli elementi cel lula• i, n o n c i r esta c h e amm e tter e uua c ausa c he abbi a agito s ulla qualità o q ua n titii d d sangue d est 1nato a lla lor o u ot·ma.) o..) nutrizione, ovvero s ul s istema ne:-vo,..o che ' pres iede al trofis m o J.eg li ele m e nti c ellulari stessi. Tale du plice i nfluen za mo•·bos a. può aver·e agito in m odo si nergico e si s pi ega b enissimo c olle
cas•
I l ) AJoU!::.O"TA A. Oa n gre-?w sùnm.et r ica dt•lle e.otremità ( malatt ia d i Ra.'rnau d ). Gior nale d i m r'dici na milita re, g iugno-luglio 1 9 13.
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CAS U I '>TICA C LI:SJCA
toss ine bacteriche, le quali, s ciolte nel s angue, esplicano la loro azione necrotizzante sia. direttamente sui tessuti, sia. i ndiretta.mente per mezzo dei centri vasomotori e trofic i. Nel nostro caso, adunque, è lecito ritenere che i veleni bacterici agirono, s ia. producendo una vasocostrizione arteri ale. donde una deficiente circolazione san· guigna in regioni nelle quali ess a è tutt'altro che attiva, come accade appunto alle estremità inferiori, sia spiegando un'azione diretta sugli ele menti cellulari irrorati da. un sangue car ico di veleni necrotizznnti, sia infine agendo sui centri tro6c i. L'intervento bacte rico poi ebbe a trasformare il processo necrobiotico in una
necrotti infetta.
***
Nel' nostro infermo la medicatura iodata corris pose in modo meraviglioso, confermando ancora una volta la fama cbe la tintura di iodio ha giustamente conquistata in c h irurgia. Essa, come osserva il Reclus (l), riesce antisettica sia per l'alcool a 96°, sia per il iodio, dotati entrambi di un potere osmotico consideravo le: dalla loro associazione risulta. u n ba ctericida, il cui valore supera. la somma dei due fattori che lo compongono. Ciò vien dimostrato all'evidenza ogni giorno nella comune prat ica chirurgica, nella quale la detta. s oluzione alcoolica di iodio va ormai sostituendo tutti gli altri an tisettici finora in uso. E ssa però va usata con parRimonia e non già come metodo giorn.aliero d i medicatura, poicbè, impiegata quotidianamente sullo stesso s oggetto, produce necrosi degli elementi cellulari, creando quindi u n vero e propri<> terreno di c ultu ra ai bacteri che inquinano Jn fe ri ta, ed ostacolando per conseguen za il processo di guarigione. Alla sua be· nefica. azione appunto vado debit<Jre di molti arti conser\'ati miracolosnmente in cas i di flemmoni settici avuti i n cura dopo il terremoto calabro-siculo del 1908. Anche nel presente caso il processo infettivo fu domina t o esclusivamente dalla medicatura iodata.. Ed invero, nella. ferita al braccio l'e~sudato a.ndò ben prAsto pe rdendo i cnratteri dell'ic~n·e per assumere quelli ùel p us bonum. et laudabile, e andò anche s cemando fino a s comparire del tutto, me ntre in pari tempo l'osso andava rico pre ndosi e la ferita si ricolmava finalmen te con buoni bottoni enrnosi. Invece il processo infe ttivo delle est remi t à. ebbe a. mostrn rs i più ribelle: pure ess endosi con '< ta tata lll. oangreno\ 1 p ers is te va immutato per qualità. e quantità l 'ess u-· dato icoro~<o. P e rò alla fine l'infezione fu v i n t a, in m odo c he le ulcerazioni cominciaron o a dete•·ge rs i ed a ricoprirs i di buone gran ulazioni. R esidua vano intanto g li esiti irre pa rabili dei processo cangrenos o, cioè la d istruzione parzil\le de lle parti moll i dell'est1·emità d e i piedi e la necros i estes11 alla t esta de i me ta t n rsi a si n i~ tra e an a lcune falang i n des tr11, pe r cui Ara ind is pensa bile proced ere s enza. ulteriore indugio ad un'operazione demolitiva.
Si ritien e g eneral mente c h e nella ca ngre na de i pied i le a mputazio ni s iano so:guite colla massi ma facili t à d a r Pc idere nel m oncone, per c ui :Perc ival P ott con· siglia add iritt u ra l'am p uta zione di coscia. I noltre, mentre in generale s i è ultra con:-ervat.ori nelle lesio ni delle e5tre mità. s upPr iori, s i ;;uole essere sch iettamen t e ra dicali in quelle d elle e.<; t re m i tà inferio r i, poichè s i r itiene gi us tamente c he u n ( l) P. R EcLU S . - La timura d i iorlio e Crmliaep.ri . (La PrnJOe .JIUico fB. 1912: Il P oi ~rlinico. Sezio no pratica , l eut terubre l() 12).
OASO I:-;TICA OLI:\IOA
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arto su pe riore, per quan to in completo, è pur :<empre preferi bile a d u n semplice a pparecchio protes ico, men tre u n ar to infer iore n on atto a lla dea mbula z ione è più che altro d i distu rbo. Tu ttM·ia oggi è cominc ia ta una gi usta tendenza a•J e<~ ser e con s er v atori , per q uanto è possibile in rapporto alla f u n zionalità de ll'arto. an che a lle estr em ità ·inferiori. special m ente nelle lesioni limitat e dei p iedi. ~el presente c a so, però, r iten evo im possibila e \"itare p er lo m t>no un'mllpltifl zioue sopramalleolare alla Guyon , con incisioue ellittica e lembo talloneo, il qut.lt>. come ben si s a , dà un ottimo punto d i a ppoggio a l m oncone. Se n on che l'i ufe r mo si oppose r ecisament e a qua ls i vcglia inte1·vcnto chi' producc;:se la demolizione co m pleta de l p iede, e d alloJ·a, per contentarl o, decisi di procedere ad u n'amputAzione par z i ale, em inentemen te economica. È n ot o come oggidi le opN'Azioni clas;;;iche di Lisfr anc e d i Chopart abbiano perduto la granrle impor ta n za , chP avevano u n a vo lta, e sian o onuai relegati? negli a n fiteatri anntomici, eu!-tit.ucndo solo d egli eser cizì di medicina operativa. E pperò p rocedetti a l !'ej:!;uen te processo a ti pico : <t Previa antisep;;i allo. Gros;;ich ed aneste>:ia morfo- cocaiuica, :'li scolpiscono Sulle p a rti mol li residue del piede s i nistr o Ull grande lembo phtntur e Ct[ \100 piccolo do1·sa le, che Yengono disseccAti : ;;i esegui' quindi la demolizion•• pa r z iale l'lei piede in seuso trasv~:~rsal~ ed a. livello dell'estremo anteriore d.-ll'osso Cllboideo. Suturati nel lembo p ia n ta r e, ;o:econdo i l noto precetto di Ollier, i tendini dm·;<ali allo scopo di e' it11re la pos:;.:ione ~quina ::ile appunto tende assumere il moncone nelle mutilazioni trasYersali .:: el piede, si pr:uica la. r iunione dellll fel'ita operator ia e s i medica con garza asettic-a, previa applicazione di tintura di iodio sulh linea di sut um, immobili zzando infine il moncone ad IID!;olo retto sulla gamba. Si procede rtuin<li, l'>U l piede dell ' n.lt ro lato, a lla d isa J·ticolazio n ~: t'ielle falaug i ne· cro.;:atc ~. 11 decorso post operat orio fu regolare. salvo a sinist•n rlove mw limitata e Stt)h.!rficiale nt~c ro,.;i del lembo plautare riuu-dò di puco la guarigione d ella fe1·ita chiturr;ica. Inoltre il r isultato fnuzi on:de non poteva t·sser migl iore, poìc lui l'iu· fermo, qu:.ndo venne dime;:><o dall'o-<pednle. servivasi gìil nh uA..;tnnza bene olel picc olo pìedP r accorriat o, intlubhìamlnte nu·glio di IJUalsiasi e viù prog!'t•dito ll)l· pareccb io protesico.
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Il preste nte ca..:;o clinico, adunque. lllf'ntre o l:l'r~ uo e.<;empio, non certo f r equente , d i ~ra ,·e in feziona putr ida complicante uua f'o•rita ti 'arme da fuoco ed a s..:ociata a focolai di D<·crosi infetta a d istanza . può !"Prvire d'irH'o•·ng~ifl.lllf'llto a praticare d ··gli atti opo·rati,·i ccc.nomici, anc h e nei rcliqunti <ii proce--si cangrenosi dello: e:<tn·•nitit int'e1iol'i.
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J<IVJSTA DI GI O R~ A I J ITALIANI ED ESTERI
RIVIS'l'A ~1 ED lCA A. SciDIIDT. - Oeservazlonl 1ulla dJarrea e la oostlpazlone cronica. ( Jfedi cal R ecu1·<l).
•
l no~tri concetti otlierni sui disturbi int.;stinnli cronici sono molto cambiati da quelli di un tempo, e ciò specialmt'Dtf' dopo gli studi razionali basati sugli esami delle feci in seguito ali:~ somministrazioue di pasti di prova. Cosi. mentre un tempo si distingueva solo diarrPa dn Pntt-rite cronica e diarrea nervosa. oggi si e aggiunto un a ltro importantissimo gmppo d i'Ile diarree dii. dispepsia intestinale cronica o distripsia c h e comprende: 1° La dispepsia intestinale o ga~'>trointestinale indipendente, che ha ori!2;ine nel tubo gastrointestinale. 2° La dispepsia in rapportù col fe gato, colla vescica hi· litu·e, col pancrl'as, colle glandole mesenteriche, o coi vasi intestinali. 3° La dispepsia da para<;siti intestinali. 4<> La dispepsia in r a pporto con disturbi delle glo.ndole a secrezione interna. oo I disturbi int•·stinali anafilattici. Queste forme di diarrea da dispep<:ia pos;:ono an:re in comune con le forme infiammatorie pri m:nie, ola causa infettiva o to~sica, la presenza di muco e d i e~sudazione i'ierosa, dovuti a infiammazione secondaria della membrana muo·osa. TI gruppo della dispep"ia intestinale inùipeuclente è quasi interamente oc·cupato d:dln co!'idettn. di~pepsia gastrogPnica, in cui i Ù\ttori etiologici sono l'ac hil ia ed anche l'a ton ia, la p tosi, l 'i peracidi til ed altri di:o;orcl in i. Il disturbo intestinale cominria len tamente e presenta remis~ioni eli esaces·bazioni: a lungo and are porta d eperimento ed anemia. Questa~ anemia po>r lo più non è la consueta forma di anemia secondnri~, ma UUH. vf'ra ano:>mia pPrnieio;:;a, la quale pnrrebbe do,-uta al· l'azione di lipoidi emolitici lentamente assorbiti cd esplicanti la loro az ione sugli or~a ni eioopoietici. La cura di questa di,;pl:'p"i" è fondata principa.lmente sulla dieta, In quale de \·e e«->on·e rPgolnta in lJnse :~d t>Same delle feci; l'acido clos·idrìco. la pancreatinn, il la\·aggio dello stomaco possono es~ere o ttimi mezzi di cura au· sil inri. Ci rca. In cura delle altre forme d i dispep.::ia intestina!<- è da rile...-nre che nella cosirlettn. fPrmeutazione intestinale abn orme si tratta ordinariamente di uun diminuzione della digestioni' della cellt~lo~n, e quindi bisogna diminuit·e o abolire l'inge!itione dei ca1·boidmti. :l'ielle dispep"1e s~:condnrie bisogna correggere il disturllo originario. Un particolare cenno merita la coli te muco-membranosa, in cui la diR.ITea si alrerna con IR. stitichezza. Secondo l'A. l'etiologia di questo stA.tO morboso non è sempt·e chiara e n on è sempt·e In medesimn: in ogui caso però e"..:a ò !egatn. ad uno s:peciale stato nl'l'\'Of<O. al pun~o che SpP~So possiamo con.;iderat·lo come una manifestazione di una mnlattin nen·osa gene-rnle. I tuigliori ri-:ultnt.i te1·apeutici si otteugouo col masSa!!;gio, la faradizznzione. l'iol r ott'ra pia m ooler:\ln, le f:tn!!;nturc.
623 Il capi tolo di patologia relativo alla costipa7.ione ba assunto oggidi una speciale importanza pratica e teorica. Secondo l'A., contrariamente alla opinione generale, i fenomeni di putrefazione int€Stinale n on solamente non sono aumentati, ma sono diminuiti. L il radiografia inoltre hn messo in evidenza v~tri t ipi di peristalsi: il t ipo !\Scendente o di Hierlin, il tipo ipocinetico o atonico, l'ipel·cioetico o spastico, il tipo discezico di Hertz. Secondo l'A. l'alterazione della peristalsi non sa rebbe un disturbo primario, ma essa sarebbe la cons<'guenza della alte rata. composizione delle feci. Tra le r icordate forme di costipazione la. disceziR di Hertz i! la impossibilità di defecare; l'individuo ba normale la dige!:tione ed anche normale è la consistenza e la composizione delle feci, ma non può e,·acuare. Questo disturbo può esser e puramente e !'cmplicemente fun:donale, senza. cioè che vi sin ostacolo mec· canico. In questi casi devono es!'ere evitati i purganti; e se l'infermo non defeca da 36-48 ore, si fa l'esplorazione digitale del retto; se cou talf' esame si cons tata la presenza. di a bbondanti feci, senza riscontrare spec iali ostacoli, trattasi di disce:da funzionale contro la quale bisogna a gire coi clisteri; se invece il retto è vuoto o quasi. occorrono riposo e supposi tori di bella,lorwa per vincere lo spa-;mo d el colon; il tl isturbo fum:ionale spastico può es!lere associato alla. discezin funzionale. Nella c ura. della costipazione cronica. il m igl io re rimedio farmaceutico è un medicamento lassativoi\Sc;ociato a pi ccole qnantità di ;ttropioa, poichè in ogni forma riscontra<;i quasi co;:tantemente anche u n elemento spastico. :\fa. t ra tutti i m ezzi di cura il migliore è la. fi s ioterapia. e specialmente il massaggio. Circa la dieta, anch e nei casi io cui manca l'elemento pastico, l'A. è d'avvi!:.> cho la dieta veg etariana, ricca cioè di cellulosa, non sia affatto uti le, data la sorprenrlente f acilità con la qual., la cellulosa Yiene dige rita in tali forme di costipnzione. È opportuno perciò ammin istrare la dieta mista. Gli enteroclismi Solto utili nella. discezia, applicandoli a giorni alterni. BA I. Ji:STR.\.
RIVISTA DI NEVROP ATOLOGIA E. MEDEA. -
Malattie nervose e malattie mentali in rapporto alla guerra.
(T.'Ospedale ?na!Jg ioJ·e, n. 6. l !JL5'.
L'A. direttore del reparto nevrop9.tolog ico dE>ll'ospt>dale maggio re di M ila n o. ba pubblicato in riassunto quanto ebbe ad esporre io due confe n ·n ze al c-orso di meù icina e chirurgia di guerra pres~o l'istituto c l inico d i pe rfezionamento c1rca le malattie nervose e mentali che p i tt di frequen te s i ri;;controno fm le trnppe combattenti. La. n ecessità di organizzare doi serviz i di ne~·rologi a. di guerra non corri spon de soltanto a dei concetti iuerenti alla. op portu nità. della specinlizzazione in ge nere, ma è anche dimostrata di rettnmC' ute d alla gut>rra attuale. E in Fn1.ncia. infatt: già dal settembre, per ordi ue del )fin istero de lla guena, veni vano stabiliti
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R IVISTA 01 NEVROPATOLOGIA
dei l azzaret.ti per feriti del sistema nervoso e per gli istero- tranmatizzati; altrettan to si è f atto in Gl'rmania e anche in Inghilterra, dato il nume ro veramente impressionante di feriti pei qu~li -venne r iconosciuta n ecessaria l'operazione del n evrologo. Ed a nche nel n ostro Eserci t<O si vanno istituendo dei re parti s peciali per tali feriti : cosi ad e,;., a M ilano una sezione, di retta dall'A., accoglie q uei feriti del s;istema nervoso e quegli istero-traumatizzati che a bbisognano di ricerche s peciali dal punto di vista .diagnostico o di un g iudiz io sulle lvro condiz ioni neuro-psichiche in rappor to alla possi bilità o no d i servire, o di c ure speciali (elettr ic he, idr oterapiche, psicoterapiche, ecc.). L esioni del c1·anio. - L 'A. no t a. la gran d issi ma mortalità. dovuta alle lesioni del capo in genere; senza f e rmarsi sulle considerazioni d' ind ole chirurgica, osserva come ris ulti no atipiche le fe1·ite da granata, tipiche q uelle da piccolo calibro e da shrapnell. e con'3iglia na.t uralmente l'inten·ento · solt a nto . nei ca!li n ei quali esista pe l"icolo d'in fezione in rapporto alle vie d'ing r ess o o d'egre:<so. [)a d i n~rsi autori • e n ne ro già descritti numerosi casi ne i quali il proietti le entr;tto nel cen·e{l() aveva. de re rminato delle ,·ere e p roprie lesioni sperimentali con pro· duz ione di emi anop-<ia. afasia motoria, a fasia sensor iale, agrafia: in tre casi di Mend el spiccatis~ima moria con euforia d a lesione dei lobi frontali. U n problema pratico as;.ni importante e quello che si rife risce alla n ecessità di d iagnos t icar e presto l'eventuale esi~tenzll di un ascesso cerebrale per il nece'SSari o intervento: naturalme n te tutti questi t e riti e sigo110 i l più assoluto riposo e non sono trasportabili {;n'i mpo rtante questione inerente ai trau m:J.tismj del capo è quella che si rifer isce all'epilessia t raumatica. Come è noto, essa p uò e ssere determinutn dalla presenza di ft-ammenti d'osso o di proiettili o da eventuale a scesso, ma anche dalla f ormazione della c ic atrice meniogea o m en ingo cerebrale. A proposito dei cnsi di epilessia tt·au matica o-;servati durante q uesta guerra, lo Spielmeyer ramme nta le ricerc he fi;;iologiche di Trendelembnrg, il quale faceva scompa rire nei cani degli accessi epi lettici esperimentalmente prO\'OCati medillnte il raffrl"ddamento della corteccia ce•·ebra le: pe r c iò venne con.c:igl iatn l'applicazione nel gh iaccio in caso di epile.o::"ia tmumatica sulla re~ion e col pita, in qualche ca~o con b uon r i..-ultRto . T alvol ta occorre na turalmeute di a s portare brigl ie c icatriziali o anche talvoltn il centro epilettog e no, op pure conviene pratica re i l tng!io sottoco rtica le second o Tre ndelernbur!!. Per quanto ~i ri fer isce all'asportazione dd proiettili. è noto come la lo r o rimozione non determini sempre l a ct'ssazione dell'attacco epi iHtico, C'. ome av,·e n ne, ad es., in un <'aso studiato da ll' A. e felicemt·nte opetato dal prof. B. R ol';:i. Lesioni clPf midollo spinale. - Esse possono ,-erifiearsi anche senzn c he esistH. t raumatismo diret~o della colo nna verteb r a.le: il solo u r to può - s enza. lesione d iretta del);\ colonna - determi nare eroon agie meningce, ematomielie, mielomnlacie. necr osi traumatiche acute del midollo spi ual t': molto impa ttanti sono a nc he dal punto di \"Ì"ila della loro operabili tà. i casi di 1lll'l1htffil" sierosa o sieroflbrinosa spinale da tra umatismo ch e ,:erubrano tu t t'altro che rari. L a g m·na nttna le ha. modi ticato molte delle ideP clas~i che riguardanti l'indicazione (' la controinrlicazione dell'i n tervento chi rurgico in taluni cas i di lesione tra u matica del midol lo spi nale. Come è noto, si ri teneva fino ad oggi che nei cnsi nei quali }Jer unll lo:;ione d(.>l midollo dorsale si osserva u n a paraplegia fhc· cida, cou abolizion e di tutti i rifle;:si profondi. con abolizione d t>lla sensibilità. e c<' .. si oloYes->e pen:'are nd u na le-<iont t ra.c: versa totale del midollo spinull" e fo"se
RIVIST A DI
~E VROPATOLOOIA
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quindi controindicato - perchè almeno certamente inutile - l'intervento. Ma alcune osservazioni in rapporto n!le vicende della. gue rra attunle hanno dimostrato che non sempre è giustificato questo assolutismo diagnostico e quoc;ta rinuncia. ad un intervento che può essere invece efficRce. Il ..llmkeru a proposito di a lcuni casi di apparente completa lesione trasversn del midollo s pinale, accetta quanto ba già detto Sano, che cioè è ass:li difficile spesso in pratica stabilirs con preci!'lione l'estensione di una lesione midollare tranmatica, poichà se è vera la legge se~ondo la qu>lle llua lesione trasver::a. totale rlel M S. dà l' abolh;ione dei ritle~si profondi e anche supernc·ali (ad eçcezione del piAntare), non sta la legge reciprocn. D'altra parte va tenu•o conto di parecchi meccanismi d'azione <!el trauma. (in rapporto ai moderni proiettili) rhe non ci sono perfettamente noti ancora; sonvi le._c;ioni dovute •n pa• te all'azione aspirante del proiettile, in part,a in rapporto alla forza viva del proiettile stes--o che forse possono spiegare i casi nei quali st>nza lesione trAsversa totAle del midollo e con sacco durale i ntegro si aveva una sindrome di Bastian. In due Cll'li di questo genere os!lervnti da 1\Iuskens l'intervento dimostrò che non esiste,·n lesione completa del midollo e si ebbe esito favorevole. Anche Gold$tein insiste su1la. grave difficoltà della di.tgnosi d ll"ereoziale ìn taluw ca«i dubbi; talvolta trattl\si di fenomeni di compressiou<' dovuti tl proiettile o a una palla di shrapnell situatA nel corpo ,·ertcbralo o sporgente nel cavo minollare, altre volte di cordoni fibrosi rimovibili. o di mE:uingite adrsiva, ecé. Dal punto di visti\ diagnostico Dtjuitle dà molta. importanza "l riflesso piantare; l'P. ...istenza del segno di Babin"ki parlerebbe piuttosto per una lesione midollare incompleta, quella. del riflesso piantare in direziont• llOrmale per una le!'>Ìone midolla.re completa. In genere si consiglia di non attendere troppo, una volta ..Ircf--o l'iutt.>rveu to e di pa.<oSare tosto alla laminectomia: è noto infatti a quali complicazioni inqmetanti dia luogo l'attesa (decubiti, cistite, ecc. E'Cc.). '-'i deve intervenire molto presto, dopo aver naturalmente studiato il caso a tondo (r'ldiografia, esami del liquido cerebro-spinale e molte volte l'inh:r,·ento sarà coronl\to da buon e..~ito, s p«ialmente se ai tratta di compre..-.ione s ... mplke da lt>.<~ione O'-S{•a o da. proiet· t ile. o se e.sbterà un cordone meningeo Ì'-'pt: ...sito, un t>ml\torracbide, una <:acca di meningite "ierosa traumatica, una lesione midollare incompleta: - i chirurghi banno ricor,..i in talnni casi a ~:;uture parziali del mirlollo ... pinnle cou catgut con buoni rh;ultati. Si >~a per pratica quante volte anche tratt,•menti bene • ""guiti sul midollo spinale .'!inno accompagnati da forme meniugee che chiudono la sc-ena: da qualcuno è stato proposto, per ovv11\re n! pericolo della ml•ningitò, di prRticare la :;L\Si alli\ Bier al collo per detet·minnre una iperemi.1 cerehrale d'\ 8ta<:i con aumento della pressione del liquido, il quale finirehl,e R tro\·1\r:;i n preda ad un movimento d~ corrente in St!n'-'O inver-, 1 all"en•ntualc r.rrrt'nte har.tericn: instewe alla "ta...i alla Bier sono con-.•gliatc freq JlDti punture lombari. \"n notAto p~>rò a. que~to propo-.ito che dopo la laminectomia spec;'<o la punhtr•• lomb:lre non t- facile. poicb& il pazi6nte non può fltltt~c<re gli arti interiori e non può e-.sere me«so a !<e1h•re: e-.sa va fatta in po.. izionl' laterale Contro il decuhito è consigliato di cambiate ··on cstrem fn.>queuzn la. po,izione dell'ammalato. Ad evitare la pielonl:lfntt. talum consigli. no IR ci-.Lt,IOmia preventi\·n. L• ioni dei tterc:i perifenci Il loro uumtlro accertato Dl'll'immane attuale conliitto è co:li elevato, le rombiuazioni cliniche ri:mltant• •lnlle •lifl't>rl'oti le~ioni
626 sono cosi molteplici, che Bruns hn giustamente detto che soltanto ora s1 1mpara. l'ana tomia dei nt;rvi periferir.i. Nelle forme d i lesione semplice di un nervo, Bruns ha trovato più spesso preso il r ndiale; nelle forme combinate, il mediano e l'ulnare; in molti cnsi hn riscontrato una rnpidissima diminuzione dell'eccitabilità galvl\· nica (naturalmente va tenuto conto dell'ischemia, dello stato infinmmatorio dei muscoli, ecc.). Bruns, come quo.;;i tutti gli autori, insi~te anch'esso, nel mettere in rilievo i frequenti e gravi dolori che accompagnano le lesioni trRumllticbe da. g uerra dei nervi periferici; tali gravi dolori parlano in genere per una lesione parziale o per una vera neurite infettiva: sembra che i dolori Riano l)iù forti al· lorcbò s i t rntta del mediano e del cubitRle, meno allorchè si tratta del radiale e elle siano più intensi a.llorchè si as~ocia. alla lesione del nervo un fatto a.oeuri· smatico. Il nervo mediano dà i pilì grnvi fatti tro6ci: le les ioni dei nervi peri· ferici danno spesso disturbi p~ichi c i, v11somotori e secretori, dii!turbi del sonno e ~udori profusi. Bruns ha. notato un'influenza molto favorevole delle applicazioni calde ed è in generale propenso all'intervento chirurgico abbastanza precoce, poicbè - ee;li dice - nei casi nei quali consigliò l'intervento e~so si dimostrò 4al punto di vista anatomico neces1:ario. Invece lA. mas>~ ima parte dogli altri autori, sia francesi che tedcsohi, sono re· cisamente contrari rd l'intet·vento precoce nelle lesioni dei nervi. Ciò anche per il fR.tto che la dillgnosi di lesione trasversR. totale di un nervo periferico non é cosl facil e come a. tutta prima si potrebbe ritenere: naturnhnente se In ferit11, è apPrtll, è facile giudicllre rlPlla grllvit!\ dellA. les ione, mll se la ferita. ò chiu~a s::mvi bensl dati clinici per stabi lire la non completa sezione del nervo, non per sto.bilirne la sezione compl!ltn. Può e~scrvi unn. interr·uzione della conduzione del nervo con gmui pllrnlisi, con reperto elettrodiagnostico assai grave e non aversi l'interruzione :matom ica totale: la ~ensibilitA può essere a.~•mi ~t~·avemente compromesqr\ in ta!uui cnsi ed 1\.versi lesioni lievi del nervo. Il rndinle non dà quasi mR.i lesioni sen!;itive: dolori fortissimi .si os<~~rvanv nelle lesioni del nervo scintico e dei p lessi nervosi; talora si notano dolori violenti periferid e alla pre;;sione dei nervi e dei muscoli nncb~ in casi nei quali lo sciatico era stato sezionato trn~versalmente in modo c-ompleto (innervazione oCJllaterale del tibiale, del safano. ecc.). Quanto nll'esarue elettrico, esso è spesse volte circondato da notevoli difficoltà Il cagione dell'inattività, degli edemi, ecc. Oppenheim ha richiamato l'attenzione su di un importllnte reperto che contrasta fino a un certo punto colla nostra. esperiem:a in tem po di pace c che riguarda l'epoca di comparsa dollal lentezza della contrRzione galvllnicn.. Si riteneva che essa comparisse di solito nei CllSi di lesione totale trasversa del nervo dopo 8-10 giorni dalla lesione: invece Oppenheim l'ha. osservata in tnluni 1•asi soltllnto dopo •1·6 settimane, cosi c he in qualclte caso si può avere anche dopo 5 settimone dalla lesione una pronta reazione alla galvanica, mentre esiste uni\ lesione totale del nervo: non c'è bisogno di illustmre il valore prAtico dal punto d i vistn. diagnosLico prognostico e terapeutico di uno. simile dimostrazio ne. Il concetto elle in generale prevale dal punto di vista prntico, in base alle numet·osissime ossot·vRzioni fatte durante questi~ guerra è '1uollo di attendere che il decorso dr·lla malllttia dimostri, col suo andamento, ~e sonvi o no segni sicuri di lesione totale del nervo. D'altra parte al concetto dell'attesa si deve ar· rivara non Rolo da. un punto di vista ~tr~Jttumente neurologico, ma anche dn un punto d t vi sta c hirurgico; in fatti spesso esistono processi infin.mmatori o puro·
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lenti cho possono disturbare la s utura: in un CH!-1.0 nel quale tre settima ne prima dell'intervento s ui ner vi lesi In feritn. era completamente c hiusa, una volta riaperto. la fer ita si ebbe d'un tratto una nuov~ suppura?.ione con mteressamento del nervo. Le stntis ticbe re lative nlln sutura primaria r ~econda ria sono decisamente in favore della sutura secondaria. JJa un punto di vista nruro·chirurgico l'aspettativa è anche indicata, perchè talvolta casi di lesione con R. D. completa e con paralisi completa guariscono senza atto operativo in 10-14 Sllltimaue (me· diante la cura dettrica che deve essere preferii.Jilmeuto gnh·auicn e debole 2-:l ~I. A.); d'altra parte anc he nei cnsi nei quRii è statA. fo~ta la ~:natura, è consigliabile poi l a cura elettrica Che il ripl'istino poss,\ in molti casi avvenire anche senza intt.rvento chirurgico è dimos trnto nnche dal punto di vista n.natomo-putologico, poicbè tRiora non si trattn. di UtH\ ltl~ione trasvt-r:ìa totnle, ma spesso invece di schiacciameuto, talvolta di fatti e morragici, ecc. ecc I utt>ressauéi sono quei casi nei quali esi.>tono lied fatti emorragici che possono deter minaa·e unn paralisi t otale, in tal uni di questi casi è indicat A la <'O$idotta paraneurotomia di Bard.. nba.ue r: non sono rare le g ravi lC's ioni dei plcssi da scheggia di grauata, tolte le q unii si Ila la guarigione. L'aspettativa t\on può essere considemta pel'icolos~t finché non ~i superano quattro cinque mesi; è soltanto dopo il sesto mese che le probabllità. del successo operativo vanno diminuendo: ad ogni modo il pe1·iodo che rappresenta l'optimmn dell'interv ento, pea· comune accordo della g mnde maggioranza. dei neurologi. va da l terzo al quarto mese dopo la lesione. Dal punto di vista istolog-ico la rigene raziono si com pie nei p1·imi quattro mesi, a l più tardi sino al ses to mese; va ricordato che per taluni, quanto più la lesione il vic ina o. l ceutro, tanto minore è In probabilità della rigenerazione e del ripristino ( nervo s ciatico, plessi, ~cc.), tan to · più se esiste ILbi.Jondaute perditn di sostanza ner vosa. Talvolta In diagnosi di neurite traumatica ò singolarmente d iffir:ile pl.lr un complesso di circostuu?.u inerente ni singoli ca~ i clinici, e cosi ltl parali.si può essere tal vol ta s imulata dall'esistenza di dolori, di cicatrici, di anchilosi, da aderenze dei tendini; alcuni autori banno osservato unA. curiosn nssocia zione di contratture pura.ment.e funzionali alle paralisi d'origine nevritica: pe r talun i tale associazione si osserva nientemeno che nel 10 p. 100 dei casi; iu taluni cnsi alla para lisi organica di un determinato gruppo muscolare si associa la purulisi psichica di un altro gruppo: ad esempio sono già diversi i ousi di paralisi renlt• del ro.· diale associa-ta a par1d isi funzionaie dei fle~sori delle dita: delicata talvolta è la diagnos i in rapporto :t e ventuali tentativi di simulazioni facili, come si comprende, a ver i fica rsi. · Si e g i:\ detto cbe la relazione degenerativa talvolta può essere completa senza che sia completa l a sezione; tal vol ta invece es istono uevriti assai dolorose senza R. D. Se esistono blocch i fibros i, se il nervo è ingrosSRto c uodulare, !le IR pntllli>"i e il dolore vantro aumentando, I'I'Sflme della R D. ba pocn importnnza e con viene intervoni1·e to:;to, perc hè in cn.so diverso si hanno poi atteggiamenti viziati e a nchilosi. lu un art icolo comparso ne l maggio scorso s ulla l'resse .lfédicafe, ;\l.r e .M.e Déjerine e il dott. Mou~on banno esaminato con molta chin.rezzn i casi di le><ioue dei tronchi ner vo~ i dt!g li IU'ti per proif'ttili ùa guerra, 1\IIO sc·opo di studiare le diverse s indromi clinh·bo che possono incontrarsi in pratici\ e 1li dn.ro consigli sugli interven t i operativi. In tu tti i ctLSi di feritu d'un uea·vo periferko d11.
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RlVIS'rA DI NEVROPATOL• •GIA
proiettili da guerra, ove clinicamente si o::sserva una sindrome d'interruzione completa senza sintomi di 1·igenerazione, si deve operare e, qualunque possano essere le lesioni •·iscont ra.te, occorre resecare largamente tutti i tessuti induriti che s i i ncon trnno intorno al nervo o al s uo decorso (neuromi del moncone superiore, fibromi del moncone inferiore. cheloidi nervosi e fibroneuromi) e suturare direttamente il moncone superiore all'inferiore. È interessante la consi.-!erazione che la rapi dit:\ della rigeneraziouc, dopo la sutura è in rapporto non solo colla lunghezza del tragitto che devono percorrere i giovani cilindras<.i. ma anche colle collllizioni geuurali del ferito: d'altra parte sembra che a lunghezza di tragitto eguale. Il\ rigenerazione si compin pii• rapidamente ne i nervi dell'arto superiore che non in quolli dell'arto inf<.'riore. Quanto ai casi n ei quali esi:-;tOJIO "egni di rigenerazioue spontanea, essi costituiscono unn. controiudicazione formale per ogni intervento sul nervo. Se ••sistouo invece segui di rigenerazione parziale può darsi che occorra intervenire, allorcbè a d PS la rigenerazione si esplica soltant o in rappor to nlle vie sensitive, mentre persiste l'interruzione delle fibre motrici che hanno la maggiore importanza funzionale. L'A . raccomanda vivamen te ni collegh i ch irurghi d i rispett>~re in modo "crupoloso il te~suto del n ervo, che (come d ice D éjerine) non deve essere n è inciso, nè !'!tirato, nè esposto al contatto di antisettici irritanti in quei casi nei quali occorra nou gi;\ In sutura nen •osa, ma l'escisione di un callo. l'ablazione di un proi,..tti le o di una scheggia ossea. la liberaziOne da un iuvolucro fibro:"o. \"a ricordato che il ne•·vo è un te,::suto frngi •e, e ~che In chirurgia dei nervi, 1\ detta dello stcs::;o n,:jerine, se è una chirurgia indispensabile in molti casi, tra le mani di chirurghi non sperimentati o temerari e senza l'indicazioni form>;li pos&e del nenrol r.go dopo un minutissimo esanw, potrebbe diventare fa cilmente una cllirurg ia di-<astrosn :.. Qualorn. si consider i che i casi di ferite da ~uet-rl\ riguru·da no <tunsi ..;empr e giontui nel fiore del l'et!\, si vede facilmente qt1anta responsabilità i n com ba HUI neurologo e su l chirurgo ne llo stttbilire e nell'eseguire 1111 atto c 11e può si~nifica.re la snlvezza o la morte funzionale di un arto. t~olinPul·iti llt:tu·asl••tliclw. Como ponte di passaggio tra le forme di neuri te trnulll•>tica e le nevrosi, l'A. accenua nd una curio;;n. forma descr itta d:i Mn.r.u e conf~rnmta da Nonne io rapporto all'attuale p;u.,na. :'ii tratta di unn. t'orma. che ~:omp.1rvo in individui che dovettero superare gravi strapazzi fisici, subire gravi eccitt1zioni psic hir.he e presentttnti fn.tti gravi di e.;aur iment.o dd sistema nervoso a tipo neur.1stt:nico. Di sol ito la forma ueuritica è piu :>t'n,.,itiva che motoria : ,.i os>~Prvnuo part'sh·sie. dolore alla pressione dci nervi, ipo e anestesia (sprci" lmt'nte 1•el <lolore c por la temptlratura). È più facilmente pt·eso il femore-cutaneo esterno: subito dopo, per frequenza, viene il nervo cubitn.Ie; in Utt caso eremo simmetric:tmentu presi il cutaneo femorale e~te rno, il pet·onco e l'ulnn.ra . Il decor;:o di qucSU! forme morbose (che di solito presentano ;;olo lieve diminuzione dei ril:les;i tendi tH' i, d i i udole nevrasteu icn, non n euri titm) è ù i solito lento: esse 111 igl io ra no col mic;lior:ne dello ,.tato neum"ìtenico e col riposo, coll'idroterapia, colla galvan i zz:udoue. F•t<·lli sono iu questi rtt,.-;i le tPcidive. I.JuPsto fo1·me curiose, che uon sarebbero mai -stale os~ervate in tempo ùi p~tce. sembra che debbano t>s-era moloo vicine alle 11Curi ti d i.,t~l"a-; ic he (rl\l't'Ì uoma, d iu lll'te, tu horc•)lo,.i. vpcch itda): l'elemento eziologico u forse eom pl••s<;o e rignard:t t11nto l'esaurimento c lo <; tr~paz?.o ehe n.giscono cootompornnelltneute sul ,;istPma uen·oso e sui n ~rvi perif~ ric1 1 quanto eventuAli •·~tu><~ I"IHllllntiéhe La dingno~i non è mol~o st:mplice; occorro110 -oprnLutto accu-
RIVISTA Df XEVROPATOLOGIA.
rati esami della sensibilità. per distinguere - sulla base dE'Ile conoscenze anatomiche r!gua.rdanti la distribuzione dei nervi sensitivi periferici - queste forme dalle forme puramente dolorose d'origine psicogena dei neurastenici. Yewroi<i traumatica. -Dobbiamo a. Oppenheim, il grande conoscitore e illustratore della nevrosi traumatica fin dal 1870 parecchie interessanti considerazioni su quest'argomento in rapporto agli eventi della guerra. Come è noto, mentre per Charcot le forme nevrotiche post-traumatiche erano ritenute per la maggior parte di natura isterica e s i riconosceva. ad esse un meccanismo esclusivamente psicogeno, Oppenheim insistette nell'ammettere oltre all'e lemento psichico un elemento mecc-.anico legato al traumatismo e con s istente in lievi processi fisici interessanti il sistema nervoso centrale e tali per natura. e entità. da non giungere all'emorragia, alla infiammazione, alla d e geuernzione e alla necrosi del tessuto nervoso. In rapporto alla guerra si credeva dapprima che la nevrosi trau· matica scoppiasse solo tra i predisposti, ma si notò invece che per gravi traumi da guerra si possono avere anche nei non predisposti neurosi e psicosi. Le cause possono distinguersi io meccaniche, psichiche, miste: J;ra queste ultime noi possinmo porre le detonazioni, che determinano un'azione fisica sull'acustic o e un'azione psichica in rapporto all'impressione terrificante ad ess i legata. Negli spari d'artiglieria va tenuto conto anche degli effetti dell'aria violentemente smossa. Oltre a. queste, agiscono anche cause d'ordine generale, come l'esaurimento dovuto alle m n rei e. la mancanza di sonno e di nutrimento, le intemperie. Dal punto di vistadella sintomatologia, sembra che le idee già espresse anni fa da. O ppenbeim trovino la loro conferma: non s i tratta di solito di neurosi ben de6nita, ma di forme miste. Predominano i quadri neura.stenici (oltre i soliti fatti soggettivi, esagerazione dei ritles.'ii e tremoli i fibrillari); sonvi poi qundri n ettamente isterici (afonia, mutismo, abasie, anestesie sensoriali, paralis i , ecc.). Rara·
mente si osse rvano veri fatti convulsivi a tipo isterico, ma piuttosto profondi svenimenti con caduta: raro è il globo isterico, rari i d isturbi respiratori a tipo isterico. S pesso si ba una ass ociazione istero-neuraste nica. Sono quest-e le fo rme che guariscono lentamente e sulle qua li la sugge,;tione ha poc a presa. Quanto alle forme nevrotiche con c rampi, esse n on vanno m esse nel campo dell'isteria, ma piuttosto rientrano nel tipo della c pares i ps eudospastica con t re· more ,., e appartengono pertanto piuttos to alla neuros i traumatica che alla il"terica. Olt re l'origine psichicn do. caus a centrnle (s pn>ento per scoppio di g t·hn atR o altro). ec;iste un'origine periferica d l:'lla nevrosi t raumn tica (da interessamen to dell'acustico o dell'ottico). Talvolta esiste una paralisi d i moto d'ol'igine p,;ichica., p e r la quale il p11.ziente non sa come comincia1·e a muove 1·e l'a rto: è u ua ve1·a e propria akinesia amne<:tica, forse favorita tal >olta da una d isposizione istet·ic a. La ~uarigione avviene coll'esercizio metodino. colla rieducazio ne, e cc. Talvolta, per lesioni ossee si osservr..no p a ral isi clell' tu·to con-is pondente, sen za fatti di R. D . e anche seuza fatti a tipo psicogen o, s em brano essere d <·llt> paralisi riHesse del tipo d e lle artropatichA. Que<;ti fa tti ap part en gono in pro prio alla neur osi tt·auma.tica. E' intera"!sante q u anto fauno ri levare i medici al fronte, cioè la. ra p id ità colla quale si istaurano talvolta le sintom~ttologie sopra ricordare, senza che s ieno inte r\·enute s u ggestioni es traned, pe nsieri d i compensi, di renclite, ecc. Ciò l. tall to ve ro che i fatti os•ervati sono tal vol ta da prin c ipio, per la lo ro gra· Tità, rite nuti d 'origine organica: ed è t11.n to ve ra an.·h e la. genuinità. di tali sin· tom :l tologie che a malgt·nd.o del desidf:' rio dei malati di uscir~ dall'ospeda1e. a
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malgrado del desiderio degli ufficiali malati di tornare al fronte, talvolta. si fa aspettare a luogo anche il lieve migliorame.o to necessario per uscire. Percbè è da notare che se le si nd romi a carattere isterico guariscono presto, quelle del tipo dell'akinesia amnestica e le paralisi riflesse sono più c.stinate e non semppe passano a. guarigione. Va notato poi che talvolta ai fatti nevrotici si associano veri fatti organi ci. Friedmann b a dimostrato che nelle lesioni del capo spesso, oltre i segni generici della n&vrosi, esistono segni di alt erazioni organiche fini e diffuse. P$iconeurosi. - Di queste forme morbose in rapporto alla gut.rra si è occupato speCialmente Grasset: egli distingue tre gruppi : 1° le sensitivo-motri ci e in esse colloca le forme da istero-traumatismo con emiplegia, emianestesia, ecc., ecc., le forme psicosplancniche (distutbi degli apparati circolatorio, respiratorio, digerente del laringe, ecc. ; 20 le sensorio-motrici. Appartengono a questa categoria molti dei colpiti dal cosi detto vento <!a obice: il paziente, trascinato dal vortice d'aria e portato lon· tano parecchi metri, anche se non colpito dal proiettile, perde la coscienza e si risveglin dopo qualche tempo, solo, magari in mezzo a un mucchio di cadaveri, -o di feriti: al risveglio non vede, non parla, non sente: gradatamente va poi riprendendo la vista, poi piu tardi la parola ; 3° le psiconeurosi e mozionali, c he rappresentano il risultato dell'emozione morbosa angosciosa e che stanno a segnare una transazione graduale fra le for me di psiconeurosi e le forme di psicosi vera e propria. Tutte q ue:>te forme possono comparire immediatamente o dopo un periodo di « meditazione •· E' sempre utile di ricercare gli eventtu\li s egui di una s imulazione, benchè sia stato notato tanto in .Francia. come in Germania come siano fre· quentissimi i casi di ufficiali, animati dal più vivo desiderio di tornMe al fronte e assolutamente immobilizzati pEir fatt i puramenbe psiconeurotici. Quanto ai provvedimenti med ico -legali da prendersi per questo genere di m a lati che pare assai nume roso, le opinioni variano a seconda degli a utori. I l Grasse t propone di dar~ una licenza di convalescenza, cb e varia da l a 8 mesi nei casi leggieri, rinviandoli alle loro case tempon1.neamente: nelle forme d i media. gravità, trattamen to in reparti neurologici s peciali fìn chè la guarigione non sia avvenuta. L e forme gravi obe assolutamente non guariscono o n on vogliono guarire d,evono essere allon tanate dal comparto speciale, percbè poss ono determinare un contFtgio psichico dannoso: c he fare di questi soggetti? Il Cestnn di Toulouse ha proposto di dar loro un congedo ass oluto, salvo revisione: ma con questo pro~ vedimento non c resceranno essi sp!iventosa mente di numero? Grasset è più fa vorevole all'idea della riforma oou . gratificazion i rinnova bili Quanto alla cura di ques te t'or me g ravi, se il paziente appartiene a famiglie di discreta condizione il meglio e di rinviarlo alla famigli a, concedendo 2-S mesi d i licenza rinnovabile e pon endo il paziente s o t to la cura e In vigilanza del medico locale (atte nzione al1'.-ventua le pericolo di suic idio t). Se il paziente non può ave r c ura in casa p ropria. o !'e s i tratta di territorio invnso. occorre formare.dei centri sanitar i speciali, approfittando degli s tabilimenti idt·otera.pici o ne uroterapici della regione e collocat·vi gli psicoueurotici da guerra, p>·ecisa.mente come avviene in tempo di pace degli stessi malati civili e a.bbitsnti. Psicosi. - Si è ormai riconosciuto, d opo tutti questi mesi di guerra, che se ]n guerra <1umenta. il numero d elle psicopatie, non crea pet·ò nuove fo rme di pstcosi: in altr·e parole, non esis te una ps icosi da guerra. In gene rale si tratta de l ris '""eglio
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di sta ti precedenti, e cioè di recidive oppure d i forme latenti che t rovano nella guerra la causa occasionale pe r la loro esplosioue. Data la difficoltà di un'anamnesi accurata e lll naturale e giustificata d i ffidenza delle autorità militari in rapporto a molte affermazioni da parte degli in ter essa ti, ttventualmente d esiderosi di evitare il s ervizio, vengono reclutat i, specialmen te in occasione della m o bilitazione, mol ti epilettici, imbecilli, ebefrenici, isterici, neuraste nici, alcoolisti. Già il periodo della mobilitazione seg na un au mento nel nu mero dei cosi d i psicopatia (agitazione gene rale, preocc upazioni, abuso di alcoolici, ecc. , ec~.), . TI f uoco delle granate sembra dare, oltre i fenomeni a tipo nevrotico già s opra acce nnati ( m u tismo. sordità, ansia, insonni a, ecc., ecc.), anche fatti dep r~ss ivi gravi con vere psi..cosi depressive c on impulso suicida. D opo lunghe faLi c h e o marcie si osservano stati amenziali di proguos i in g e ner e ben igna: non rare le psicosi a llucinative a cute. Numerosi sono gli equivalenti epilettici in soggetti che naturalme nte era no già dei comiziali e che faciLmente compiono a zioni che sono di grave danno all'ordine e alla disc iplina , come fughe, inCGndi, ecc. I malati più d a nnosi al campo però sono i maniaci e i paralitioi per le loro azioni c he possono essere a s s olu t amente pericolose anche pe r gli altr i sold ati. B e n c hè il n umero delle forme psicopatiche i n rapporto alla guerra s in a ssai rilevante (naturalmente i fatto ri eziologici s ono mol teplici e vanno presi in c o nside.r azion e il clima, la scarsa nutrizione, gli strapazzi fisici, ecc., oltre ai fattori psichic i propriamente detti), pure non pare che si siano verificate in questa guerra g randi psicosi collettive, come a Kirkilisse, come a Lille Burgas. Naturalmente bisogna diffidare a l qua nto delle statistiche ufficiali, perch è a ognuno dei combatten ti s embra, almeno pe r ora, una menomazione l 'ammettere di n ver e nelle prcprie file molti ca si di psicopatia. W ejg a nd t e Meyer hanno preso in considerazione la perce ntuale delle psicopatie nelle guerre precedenti: n el 18'10, m e ntre nella prima metà d e ll'anno s i ave•a il 0,37 p. 1000 di psicosi, nella seconda metà. (e cioè in rapporto alla guerra) ~ i s ali al 0.54; n e lla gue rra boera s i ebbe il 2.6 p. 1000; nella spe dizione tede-;c a. i n Africa 1'8.28 per 1000, computandovi anche gli isteri c i e gli epilettici: il numero delle p s i e opatie è stato assai m i no re nelle recen t i. g uerre balcaniche. J\aturalmeot~ v a tenuto molto conto di diversi fattori che in tutte le guerre non s ono egualmente rap presen ta ti, e c ioè del c lima, d ella t emperatura, della stagione, del l 'abuso d'a lcool, ~cc. Questi malati sono, come s i disse, imcompatibili colla disciplina : il paralitico - a nche tt·anquillo - può dare d el tu anche al suo superiore, il maniaco p u ò fargli q u alche schbrzo d e i più comic i; gli e be frenici e s pecie i paranoidi sono vittime delle più strane illusioni e d elle più in veros imili idee d e rilao ti: tutti questi pazien ti d evono essere allonta n ati dal fron te al più presto e - se sono affetti d.a vere e proprie forme vesa niche- internati io ricove ri chiusi a tipo manicomiale. Se a n c h e migliorati, questi malati n on devono p iù a ssolutame n te ri~ornare a l c ampo, dove non s ara nno che di d anno o di impaccio. Se sono agi t ati, occorre - specialmente du rante il viaggio - diminui re i fenomeni d i agitazione e di eccitazione per r e nderne possi bile iJ trasporto e a q ue sto scopo assa i utili e pratic he riescono le iniezioni di scopolamina e m o L·fina (da 1 t2 a l m illigL·ammo d i cloridrato di scopolamina, d a l a S centigrammi di cloridrato di morfina): in oltre Vtlronal , lumi.11al, ecc. Le porte e i vetri dei t r eni n ei quali viaggiano ques ti malati devo no essere assicurati in modo speciale, e la loro s orvegl ianza deve essere conti nua.
RlVInA P l SE\ROPATOLUGT A
R •:gis di Bot·deau x, che è hn cbe medico capo del ser vizio centrflle ùi psichiatri a della XVIII r egione di guerra, in un recentissimo a rticolo, trattando dei distu r bi psichic i e neuro-psichici da guerra fa r i levare la frequenza tra le forme psicbicbe, dell'onirisnto allucina to1-io negli ammaln.ti di form e psichiche in 5€gu ito allo. battaglia; (q uesto onirisroo non h a nu l la a fare coll'etil ismo} e delia confusione mentale con amnesia. L'amnesia da trauma cranico può essere alle volte lac u na.re, r etrograda, a n terograda., a.ttus l l' o di fi ssazione. Quanto al tra ttamento, R~gis raccomanda vivamente nei casi di ps icosi da caus a emotiva. a forma di confus io ne mentale, di amnesia, di delirio onirico a llucinatorio e ove la gua-
r igione è quasi certa in tempo anche relativamente breve, di non passan nè al· l'in ternA.mento manicom iale, nè- alla riforma. E ' un errore e un danno per i malati e per l'Eser cito di inv in t·e questi pazienti al man icomio: essi non sono più pazzi nel vero s enso d ella parola c he gli individui a ffetti da stuporE', da confu sion e o da del irio transitorio s otto l' influe n zll della feb bre tifoidea, d ella pneumonite, dell' uremia, d i un trau matismo chirurgico. S pesso è questione d i alcune settimane d i cur a i n ambiente adatto: poi il paziente può r ip rendere il suo posto n ellu file.
c. Sulle slndro:nl neura stenlohe nelluetlol e sulle s indromi luettohe nel neurasteniol . - (Riv. di Palol. nerv. e ·lnP.nt. - Febbraio,
Dott . G. ARTOM. 19t o).
Questo art icolo del dott. Ar to m, r iproduzione di una sua comunicazione fatta. al I\. Congresso it aliano di nPurologia ser vend osi d el m a teri ale della c linica M ingazzini, è molto importante, specie per noi militari, che di continuo abbiamo da valutare dal lato medico· legale, da curare nmmalati s iffatti. È ancor ... molto d ibattuta la qui~;tione se esista una n eurastenia d a s i filid e, concepita dal Fouruier nel 18!13. rifo· rendola alcuni ad im presi!ioni nosofobiche, o s pec ialmen te (K owalewski • alla t e rapia merc uri alo, int t•nsa o n oci 'l'a in alcun i soggetti: e d'a ltra parte t utti sono d'acconlo nel r itenere che s ono frequen ti i sintomi ncura..tenici nei lu t>tici e che pf:' r e~si è inefficace (od anc he danno!"a) la cura specifica. Xaturalmcnte il p roblema non ba soltanto truport Rn ?.a teorica. ma sopmtutto pratica, per quan to rigwnd a la cura , oltre clte pe r lot diagnosi differe nziale (e per il giudizio su taluni quesiti medico-legali che pe r n oi possonc sorgc:re), tanto p iù per la frequenza di distu rbi nevras t enici in malfoti di affezioni l ueti(·he o metil paraluetir.he del sistema ner'l'oso, ed all'alternanza c h e s pes<:o si ossen·a fra distu r bi ne urast enici e si utom i luet ici. L'A. ba soprntutto preso in esame i crlsi iu cui si poteva. sospettare u n a s i n· dron•e n Pnrastl'nica in luetico od u n a cefa lea luetica con o senza disturbi neurns t enici : la ct·falca luetica, con insonnia o sonno agitat.o e stan chezza nen·osa mRttinRle, fRcilmt>nte è scRmbiata con la cefn lea nen rac;tenica, ed tnoltre è spesso a cuita da s traptt?.zi fisici o da impreso;;ioui momli, od è accomp~gu a ta da u n centro neura..,tenico i ndipeudt•nte, come dimostra il fatto che essn scompare con la cura specitica, mentre i di->turui n11rvosi permangono o si accentuano pe r il danno mercu r ia le. Criteri tliffPlenziali sorto: a) cri/ul'i fl•rtfli dal/.'ananm('si l' dall'esamP ol>bit!.lfh·o !ICr la ri,.Pr·ca rll!lla htP; b) i carallt'l'i tld'a ,., {alea (p re"nlcntemento ser ale o not·
RTVI~TA
DJ :>:EVROPATOLO(;JA
turna, od acuita. in quelle ore, p e r· la luetica, cl1e è p iù dolot·osa, mentre la neurastenica. ha più il quadro di uaa par·este.::iA.): c) i ctu·tLitt-ri sltbbiPffiri che m·compa,qTUJno la ce(alea (eso:;i po.;;sono anche r l\s'lom igl iar.si nelle due fon n e, ma nelln. luetica accompagnano l a cefn.lea, quindi sono vespertiui o notturni, ment t·e il neura.stenico sta p eggio la mRttina, oltre al fatto che spe;o:so si preseuta. con un contegno speciale); d) l'esame obbielfi,.o del sistema nen:oso per lo più, pf'rÒ è negntivo; può avere importanza un punto craniro doloroso 6!>so alla percussione; certo, non c'è nausea, vomito, diplopia, o il st>gno di Ar~yii-Robet·tson anche da solo, bisog n a ammettere la lu.es, pur potendo questi\ essere soltanto nell'anamnesi, o a ssociata alla neut·astenia vera); e) i critP.ri Lratli. dall't>same del sanyne e del liquido cefalo-rachidiano ( nella lues cerebri il l i quor p er lo p iù presenta aumento di pressione. albumina, pleocitosi, positiva. la. Wassermann se fn.tta su grandi quantità. di liquor, men tre n e i snggi ordina.r ii è negativa; la. pleocito~i di alcuni nevrasteuici parla. per una pregre.!"sa lue, çome può essere positiva la \Vassermartn del sangue senza perciò ammettere una sindrome nervosa l uetica-ne vra..<; t e nica in )uetico ; ad ogni modo solo nella lue11 cerebri si ha tale \\·assermann a grandi dosi. ma. i nelle nevros i dei Juetic i, cioò con sistema. n e rvoso intatto) ; f) il criterio terapeutico, il quale, in fondo, é il più pre<'iso per l a diagnosi differenziale, e perciò impone grande perspicacia critica nel medico pratico. che deve curare razi.Jnalmente i disturbi nervo><i dei suoi infcr1ui in rapporto all'elemento causale rivelato dalla sue oculate indagini.
P. Co:s~JOLI~.
RIVISTA DI CHIRURGIA DI GUE RRA Sulla looaltzzaz.ione del proiettili ln ohirurgta (Pa?'is m édieal, 29 Mai, n. -1, Hll5).
dLBERT \YEJLt-
ga.erra.. -
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Fra i tnnti metodi sulla l ocalizza;done dei pmieLtili in chirurgia. di guernt, merita.no, secondo l' A ., d'essere adottati, 'loello radio scopico di Hirtz e Gallot, quello pure radioscopico di VcLierne e la ricerca. t·adioscopica. con l'ago. ProCe:$80 llirtz e Gallot. Per q uesto processo o ccorrono come apparecchi speciali, da una. parte un braccio che permetta il f~tcl!e maueggio di spostanlento dello schermo i n un piano orizzontale ed il suo inwtlzamento temporaneo i n un pitmo verticale e dall'altra un piccolo schermo rn dioscopico di 8 X l~ forato al centr o. Le operazion i di localizzazione !!ono le ~egnenti: il paziente è adagir~to su un tavolo traspar e nte ai raggi, trovandosi il tubo prod uttore clei r:1~~i X al disotto. Si fa passa re i l raggio, norma. le al piAno del tavolo, a t tra ver,.:o i l proit>tt.ile e si sposta il piccolo S<'hcrmo fin tanto che il suo centro coincida. con la p1·oiezione di questo proiettile, segnando non il ht.pis dermog1·afico sulla r·egione t·orrispon· dente del paziE>nte, sotto:stante allo schermo, il punto di incidenza di quest.o raggio norm>\le. Ciò fatto, si sposta il tubo in un piano oriz1.ontale. in 1ma cli rezio~te qualsia.vi e d'una dislal!Za ql(a/~ilrs~; lo si Gssa .nella nuova po!:i:done e
HIV1-..TA
rH C HIH L"R(ò L\ 0 1 Glli::RRA
l'i ::.e~na sul qJtro J cllo ,;cherruo il punto della nuova p r oiezione del proiett ile. Si tiPne immobile la posizione del t ubo e quel la dello schermo, e si le\·a il fe. rito. Occonendo, percbè rie;;ca facile que.<:ta ultima operazione, si a lza lo schermo per mezzo dell'articolazione del suo b raccio di sostegno, cioè lo si reude verticale momentaneamente; subito olopo lo si lascia ri c1u!ere nella sua posizione primiti\"8. In uu se<'ondo t empo, dopo aver mes<:o anc(,ra in funzione il tu bo, si insinua nel foro centrAle d el piccolo schermo uu filo 8 piombo. che lo si farà avanzare fiuo a con fondere il pio111bino col punto cbe rapprese[lta la posizione occupata dal proi<'ltile i n sec-oudo t t-rn po, come sopra si è ,).,tto. E siccome il piccolo schermo era tangente al pr~z i eote. la distanza tra il <>entro del foro dello schermo eJ il piombino. misurata sul filo, diL esattamente la profondità del p1·oiet tile. ProcPS/:10 D1·bi~>l'lle - QuE";;to metodo è UI\Sa to sulla conoscenza dE'i punti d'entnna e di uscita nel corpo del pnzi~>nte di d \te r ette passanti per il proiettile; e dunque una \"ariante d el procedi men to deiJe due radiosco pie Ulla di fllCCÌ a e l'al~ra di profilo. (l'ari:; mécli<·al, 6 t\·bbraio 1!H5. ln una primn r ndioscopia fatta in posizione frontale, col paziente addossato ad un piano verticale, si -,eg'lan0 sui tegumeuti della sua faccia posteriore e nnteriore i punti d i entrati\ e di us1:ita del 1·aggio normale passante per il proiett ile e perpendicolare a questo piano v t:rticale. Per la c:ecooda ra.tioscopia il pa7.il"ot e è messo in posizione obliqua; si sposta il tubo fino a che il raggio normale perpendicolnre alla tavola, che serve di punto d 'nppogg:o. pas<:a per il proiettile; in questo momc•nto si s<·gn ano sui tegumenti i punt i di entrata e di uscita di questo raggio. A que-;to m odo si son segnati sulla pelle del ferito quattro p u nti di,·er!'i e oppo~ti, due a due. Aolopt>rando un compasso di spes~ore, del genere di quelli u!':l.ti dagli scultori, si può fac-ilmente venire a stabilire la posizione esatta del co1·po estraneo E per ciò è sulliciente trarci a1·e su un piano i quattro punti. cbe c h iameremo À rl ' - ltl:', e di unirli due a due Si comincia a wi .. urare col com pa... ~o A:l ' e l" si rappresenta, riportandolo su una retta che chiameremo D. per unn lnuglwzza a a' (eutrnta eol ll"t·ita) . .Fncemlo centro su questi punti (a- a'1 su.~ces,.,ivanlf'nte si tr;Lcciano le dist:onze da es..-;i agl i nltri p unti della seconda os~ervaz ione (entrata ed uscita). (_;li iucroci dei circoli indicano le posizioni di entrata ed u;;citn del rae;gio rlurnute la ><econdn os;..erntz one, e le diagonali deterlaineranno nel !oro inl'rocio la ubicazione del corpo e,;tnw..o. li\ cui d1stanza dn uno dei s egui cutanei potrà es::cro misu r ata sul disegno. L'A. consiglia di ripetere l'operazione, come controllo, c-ou una terza ossen·azioue, la cui linea don·iL plt<:~are nell' inter..;ecazioue suddetta. l'r·oce::1::10 radioscopii'O con l'ago - Comunicato per la prima volti\ eia Charlier il 12 maggio 19L:? alla società rli mdiologia, •tuo·:;to metodo è stl\to nuovamente pruposto da Pbocas alla Socit:ltÌì di chi rurgia il 1-1 aprile ultimo scorso. ~nes to proces-..o consiste nel penetrare, - dopo est:lguita la localizzazione del proiettlie a mezzo •lt>l raggio normale perpenrlicolare al piano sagittale del p az iente, con un n=:;o nei tes:;ttti fino a che la punta venga in contatto col proiettile. J.:.-;:o ha il vantaggio di non richiedere l' iustallazionc d ci ragg i X nella s ala d'operazione. (~ue-.ti metodi più o meno modificati dall'A., g li permettono di concludere, che nella gmude maggiorauza dei casi ;:ono sutlicientt-mente prec isi ed es>~tti. e solo ver la localizzaziou.: ~ l't·~tmzioue di fnuunaenti molto piccol i si dovreùbe ri cor rere n processi più lunghi e complicati , metodo Coutremoulins).
RIVISTA DI CIIffiUHGTA DI GUER RA
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A quanto l'A . ba esposto non è fuori luop:o o;;servare: l . Cbe n el metodo Hirtz e GRilot, la mi~urn ottenuta non é quella dall'e· pidermide al cor po e;;traneo. ma. ben"Ì dallo ;;cllermo a quest' u !ti mo, eccettuato il caso affa tto eccezionale dell'e-.elllpio illustratCI, nel qn11.le il centro dello schermo è a contatto della pelle e tAngenziale al raggio normale. 2. Il foro centrale nello schermo non permette la visione tielle ombre di piccola dimensione; il fìlo a piombo deve rimane1·e ac;solntamente immobile ed esattamente nel centr o del foro. condizioni non 11gt>voli nd ottenersi in pratica. D doppio esame con e senza il paziente ne proìunga assai la durata e non vi è possibilità di scee;liere subito la direttiva chirurgica. B. );"el metodo D ebierne, l'esame ciel pAziente in pieni è impossibile nella maggior parte dei casi. Ali'Rtto dell'oper11.zione, col paziente coricato, si ha poco o tanto u c a. defor mazione che nlterl\ le misure trovate. Il processo è assai lungo e le ripetu te misurazioni neces;oarie come l\ncbe la costruzione del grafico, sono altrettanti fonti di probabili errori. n Coleschl, aiuto al policlinico di Roma, per il l'UO apparecchio localizzatore, già illustrato ampiamente in que."to stesso e:iornale (fascicolo di luglio u. s.), p repara un quadro fluorescente con una serie di linee a dist11.nze appar,ntemente calcolate. sul quale si proietta l'ombra del proiettile, fi;;sandone i limiti con sprangbette metalliche scorrevoli sul quadro che poi, a luce acresn, si controlleranno, rilevando le linee o gli spazi corrispon.leuti sul quadro stesso. A questo modo ottiene la distanza del corpo e!'traneo daiiR superticie cutnnea del paziente. A me;:zo del radiostereometro dell'ingegnere Carlo Baese di Firenze, as!"ai genialmente concepito, l a localizzazione esatta è ottenuta .in meno di mezzo minuto, mediant-e lettura diretta su di una scala gradllatll. La di-.tanza del tubo e dello schermo può Pl'Sere adattata rapidamente alle singole esie:enze, il diaframma può avere una aperturtl. piccol i.:;sima, poichè si opera con il solo r aggio normale L'osservazion e può aver luogo sotto un an~olo qualunque, il c he permette di evitare le posi~iom ove vi sia un cumulo di ombre di altri elementi, chf' disturberebbe la netta visione del corpo estraneo. Tali condizioni e la completa assenza di marche opache addizionali, permettono la localizzazion e radioscopica. in regioni relativamente opache e con impianti di debole intensit à. La. direttiva chirurgica può essere scelta a piacere, ed à ap;evole il constata.re se il corpo estraneo si trovi al disop1 a. o Rl disotto degli orgnoi che lo circonda.no. L'interd. ma.novr& necessaria viene eseguita a mezzo di llD unico volante si· tunto a por tata d i mano. D r~tdiostereometro Baese, pur essendo ripiegbP.vole in piccolo volumt>, sostituisce i comuni trocoscopi, dei quali poss.iede tutte le più moderne cuA.tteristiche, essendo lo schermo sposta bile insieme al tubo e permettendo gli adattamenti alle phi svari at~ esigenze. Oltre a ciò permette l'esplorazione sotto di versi angoli senza dovere rimuovere il paziente. E . Sur.L.IOTTr. CAl>E:o;.\T. m~dicale,
F e r it e pene tra nti dell'addome d a a rma d a. fuoco . - (lA prPi~!>e n . 25, 1915).
L ' A. riporta UO"- easuistiea di 26 c~,;.i ùi farite pt>net.ranti •lell'adrlome rla arma da fuoco osser va ti da sei 1\ quara.ntotto oro dopo la le!'ione. Di questi in 9 cRsi
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RI\'ISTA Ol CH lR OROIA Dl llU ERRA
si astenne e l' astensione fu dectsa o per lesioni graviss ime (S casi : 3 morti) o per condizioni generali buone e con processo locale probabilmente in via d' incistamento (6 casi: 6 guarigioni). Negli altri l7 casi praticò la laparotomia, ma ebbe solta nto o esiti di guarigione : anzi di questi, alcuni molto probabilmente sarebbero guariti anche senza i nterven to (ernia epiploica, e morragia sottoperitoneale, ~::cc. J ; due soltanto p r esentarono lesioni dell'intestino da proiettile. I rimanenti 12 feriti con lesioni dell' intesti no morirono, quantunque fossero stati opentti fra sei e qua.rantotto ore e fosse s tata fatta la sutura ed un largo drenA.ggio dopo l'irrigazion e d e l peritoneo con etere: di questi feriti alcuni s<>pravissero una, due, e So quattro s ettimane. In base a questi risultati, l'A. conclude affermando l'inutilitfl. ed il pericolo di sutura nei casi di ferite intestinali da armll da fuoco, e nemmeno il ;:em plice drenaggio col metodo Murphy non dii. que i risultati straordinari a ccertati d>l 11.1cuni chirurghi: sicchè l'astensione pura e semplice as~ociata alla dieta ed alla app lica"zione di ghiaccio sul ventre è forse la linea di condotta da seguire come la più semplice e la più razionale. C.
D. :\{ERC JÈRE. - La fenollsza.done nella oangrena. gassosa. . dicale, n. H , 1915).
(Pa1'is mé-
Nel trattamento della cangreoa gassosa l'A. h a ottenuto buoni risultati col seguente m etodo: egli prattca larghe incisioni e lo s-ç-uotamento accurato della cavità cangrenosa, e poi dopo aver protette le parti vici ne con del cotone e compresse di mussola versa neiJa ferita dell'acido fenico puro (acid o fen ico cristallizzato grammi 9, alcool grammi 1), spingendolo in ogni recesso e lascianùolo da un minuto a un minuto e mezzo. Lo asporta quindi rapidamente con dei tamponi e procede infine ad un lavaggio lento e d abbondante con alcool puro.
c. G.
CA1"0LA . -
ferlol. -
Neo~ropatologl.a.
dl guerra. -
Le ferite del nervi perl-
(Rit:ista di patologia e mentale, fase 9, 1915).
Nella guerra attuale, come del resto fu notA.to n elle guerre russo-giapponese e balcaniche, le ferite dei net·vi p e riferici si riscontrano frequentissime: da statisticbé infatti molto recenti ~ompilate in German ia ed in Francia., risultano nella proporzione del 10 o del 20 p. 100 di tutte le ferite. Dato il sistema moderno della lotta in trincea, è chiaro che gli a rti superiori sono i più colpiti, il sinistro specialmen te, perchè più espost.:> nel maneggio del fucile; tra. i n ervi poi, il più colpito è il radiale, e per In posizione stessa del braccio durante lo sparc., e per la frequenza delle fratture concomitnnti dell'o mero Nella statistica riportata da Léri, su 400 casi di paralisi di nervi periferici degli arti, 2ò6 si riferiscono agli arti superiori, lH agli arti inf('riori. Il ner•o radial e vi figura colpito isolatamente 102 volte e 12 volte in unione con altri nervi. cioè ll4 volte in tutto. Nelle GO osservazioni riportate dal Go;:set il nerT"o rarlinle era stato leso lG volte ed in ben V di questi ca si !':i 1we•a contempo-
lUV I :,TA D I C HI RURGJA DI
GUE:RRA
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ra.nea frattura dell'omero. Le statistiche riportate d a altri autori coniennnno fond,.mentalmente qu es t i dati e dimostrRno anche che nel braccio si ba, con notevole frequenza, la lesione simultan ea. dei nervi mediano e cubitale. :\!el la SO· prac itata statistica di L~ri, per esempio, questa du p lice lesione è r icordata 27 v olte su :?86 casi. B euch è il tragitto dcllt- pa,\lottole ~'<i a cosi cnpl·ic·cioso, pure B.~binski ha tro<ç-ato frequenti c erti tipi clinici nella lesione dei uervi. Per esempio nel cavo ascellare ha notato due modalità: una caratterizzata dalla paralisi dei muscoli app:utenenti al dominio del circoutles;;o, del muscolo cutaneo e del radiale, e l'altt·a del cu bito e del mediano. · In ogni caso bisogna stttbilire la natun~ della le<;ione, la sua Jocalizzazioue, l'e,tE'nsione, l'opportunità e l't'poca più pr·opizia. di un intervento c hi ru rgi c o . Principali l~s ioni dei n~:-rvi : 1° cornmozioue; 2° contusione ; 3° sezione incompleta (perforazione centr-ale, perforazione laterale o periferica, ero!Sione, ecc.); 4° sezione t. J·a:;ver,-a cou1pleta; 5° compre-;sione (imweùiatn o tardiva). L'in te nuzione anatomica di un nervo è la lesione più grave. specialmente se vi è inte~ru;-.ione per un rr.ttto più o meno Juugo, J>e rchè potr1·bbe esc:ere r-om promesso il processo ;:;poutaneo di rigtmerazione. Le fel"ite dei nervi possono I'S"ere settiche e asettiche, e questo è anche molto impo rtante per l' intflrYento o tUI:'DO chjruq~ico, p erci1\, ''" pericolos•J inten·euit·e su p ia~he suppuranti, a m l"uo c h e non e~'<i-,tano dei seui iiswlcsi crun ici La di"g n osi della natura. sede ed ~stensione delle ferite dei ne1·\·i pe1·iferici si fa co11 l'accur.Lto e-<ame di'Ila motilità, !-ensihilità flei rit[e,si, olel tOllO museoIn re. llei fenomeni Ynsomotol"i, se<' re tori e trotici e della eccitabilità elE.'ttrica. L"esame neurologico p E- rò non è ,.,empre su!Ticiente a stabilire la \'era natura e la preci,;;a entità della ferita uo•rvosa. nè a tli='>tìnguere le lesioni tras•erse di3cllntinue da quell~ coutiuue. ciò che ba una grande importanza nelle decisioni tsrap.·uticbe da a tlott1ue. La si n d rome di intcr·n1zicn» coUJpleta può ri n:::sumersi, con la <;corti\ del le staristich•• e delle oso;ervnzioni pw importanti (lJ.!jeriu e. L.;ri, Hat.inski, ect:.), bre,·emcnte con1e segue, tenendo conto sopra tutto dei ln.vori ,\el primo di que:-ti autori: 1° paralisi completn delle motilitit n e l Leni torio d' i nnerva.donc del tronco n er<ç-O<;O a. valle della lesione; 2° abolizione del t ou o muscolare: :Jo analgesia delle ma.-:::e mu,<:ol:u·i alla pres-<ione, a:::sociata ad nne;;tesia ru us ;oh re, a Ila prt's::.ione pl·ofl:•tula c:J alle cor re n ti elettriche forti; -!0 a,senza d i fenomco i pare:-tc:-ici ~:t! i peno ~tt:sici ; 5) ana lgesia, alla p1·essione d.•l t r·on co nervo"O al di sotto delln ]fl~iooe : 6° fìssit;:, dei disturbi d~:lla sensiuilità ol>biettiva: 7o topogt·ati>L dei di-:turhi sctr-:ttivi conispolldente a tutto il dominio cutaneo, os"Seo, articolare iun;, rvato . dnl tratto tiel nervo situ:\to nl disot.to della interruzione. A qu;,~ci segui fouriaiUent.di ,.i sono da u;~ i unQ"e1·e l',Ll,oli;-.iune tlei 1·iH··:<-;i corri>"!JOOdenti : l'amiotrotia con .fi,turbi riel!'eccllauiliti~ elettri~;a: esn~er . .,.i•>ne
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RH" l, f.\
fil CHIROI.:OIA 01 GOF.RRA
della contr attilità idio-muscolure; certe deformazioni ( tumore dorsale del carpo nelle paralisi del radiale; tu more dorsale del t nrso nelle paralis i dello sciatico popliteo esterno) in rapporto con la ipotonia muscolare. Léri d:\ una grande importanza ai dic;turbi tro6.-i e YA"omotot·i per la diagnosi di unn interruziont: ~tnatolhi<-a .:omplctn. Tr.< rptel-t i ,.·;: d:. :nn >Yer!lre l'o:clt>ma, il rafl'ted · dameuto. le kPrntosi limitate, le ti tu•ne e le ult.:t>razioni croniche poco ' ecer nenti, parugonabili all'ulcera pe rforante dei tabetici. benchè questo non aYYenga "'ernpre Del re;;;to nè tutti questi disturl1i trofici e \·aso·motori. nè la stc..-sa reaz tone degenerativa vadano in favore rl i una intlln-uzione anatomica del nervo. come anche i di:-;turbi sensitivi . E facili! in•ece diaA'uosticat·•· un'interruzione incompleta, perchè dopn il periodo post·traumatico. il ri compa rire di qualche funz ione del nervo, dimostr a l'e;;i;;tenza clelia sua parziale conservazione .
Sindrome di irritazione legg,ra : 1° Sintomi scositivt: a l dolori spontanei; b ) dolori vivi alli\ pre'<~ione ed alla perc us"ione dei trond1i nervosi al rli:::otto delln le:::ione. con irradia;:ione nel territorio del nervo leso, forti dolori alln pressione e alla percus->ione delle masse muc:;colari da ec:;si innervate, ecc. 2" Sintomi trofici: a ) atrofia. muscolari'; b) dtsturhi dell'eccitabilità elet. trica dalla i poeccitabilità. alla reazione degeuerfltivn. completa. ecc 3° S in tom i motori: a pnresi semplici, sproporzion ate alla amiatrofia spes:::o coosidertwole; b) indebolimento od abolizione dei rifle;:;:i. Le sindromi di in·ifazione yrarP. sarebbero caratterizzate. sia dalla maggiore intensità dei dolori e d11l loro pecul iare ca1attere, sia dal111. gravità dei disturbi del trofismo. Sindro1ne da com}lressionP. - Q uesta :::iudrome si di!;ticguerebbe dall n sindrome d'interruzion e l o per l'es ic;tenza d i un certo grado di sensibili ti!. dolorifica alla rressione d e lle masse muscolari e rlei tronchi nl'rvosi in tut.to il territorio ehe è tri butario d el n erYo considerato, al disotto del punto compresso; 2° per l'a:::senza, in generale, di anestesia completa alla puntura in tutto il territorio cutaneo nelle !<tesse cond izion\. Si distinguerebbe in\·ece dalla sindrome d'irritazione : 1° per i caratteri della. amiot1·olia, che ù proporzionale all'inteositi1 dei fatti paralitici; 2° per il carattere diseste.;;ico fl non ipereste<:ico della sensibilità obbiettiva. I dolori vivi l'lart"bbero più frequenti nelle forme leggP.re che io quelle gravi, poiché quelle si avvicinano alle forme di irritRzione. !'econdo Marie c:;i può con l'nlf'ttrizznzione determinare delle localizzazion i anatomiche e funzio nali nei tronchi n erYo::>i e periferici. E questo è confermato nuche da Mau::l11ire. Secon do a lcuni si p uò fare l a diagnosi di strozzamento di un nervo, io una cicatrice o in un callo osc::eo. Le cose and r ebbero co.,i: passato il primo periodo post·traumatico, le funzioni del n ervo comincerebbero a ripri.stioarsi più o meno rap1damente, ma ve1·.so la n• settimana il ferito comin cerebbe a presentare dolori Yiolenti; e dopo 15 giorni diminuirebbero prima la motilit:i. e poi In sen><ibi lità. Secondo alcuni autori n e lla lesione diretta completa od incompleta dei nervi il ferito accusa :::pe'5So. al mo•uento del hnumatismo un dolore vivis"'imo, folgorante. Recondo Marie. i vari nervi n ellE' fer it~ di gue na s i comportano in modo differente. Per l'arto superior e. le le10ioni del r adinle si tradurrebbero con de i fpnomeni paralitic i motori. quelle del cubitale con atteggiamenti ad artigl!o e
RIVISTA DI CHIRURGIA lll GUERRA
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quelle del mediano con dei fenomeni dolorosi, vasomotori e trotici. I fenomeni pa.ra.litici poi non sono ripartiti uniformemente su tutti i muscoli tributari dello stesso nervo. Cosi nelle paralisi del radiale poi sono oolpiti sopratutto gli estensori delle dita, in quelle del mediano i flessori ed in quellu d~l cubitale gli interrossei. Secondo Marie, l'attitudine della mano t: cosi caratteristica della ll:!sione ,J i questo o quel nen·o del braccio, da permettere di fare la. diagnosi a colpo d'oN•hio. Cosi: mano cascant-e, flaccida indica lesione del mediano; artiglio più o meno pronunciato: lesione del cubitale Le ferite del tronco dello sciatico si comportano p1·esso a poco come quello del mediano Nelle lesioni dei ner-ç-i, si deYe o non s i de,•e operare! In quali circostanze l'intervento chirurgic o e necessario:' Quando è che si deve operare·) Cominciamo dal primo quesito. Quando la parali::-i non o! completa, la guarì· gione di regola avviene spo.1taneamente. Nemmeno la sindrome d'irritazione domanda l'intervento. In poche pnrolt::, i criteri Londam.entali e:eguiti da va.ri eh irurghi nelle d i ver'ie contingenze s,.i possono riassumere cosi: 1• àscenersi dall'intervento: nelle c;i11drom i d' interruziooe incompleta: nei casi in cui dopo due o tre mesi di sindromi d'interruzione completa. cominciano a manifestarsi segni evidenti di risveglio funzionale; nelle forme dolorose e cau-sal!jfche che non siano molto intense e tenaci. 2° Intervenire: nelle sindromi di lesione completa, se dopo due o tre mesj dall'epoca della ferita non si notano traccie di miglioramenti, nei ca:,i di compressione con aggravameuto progresc;i,,o dei sintomi; neHe fonne doloroc;e gravi e persistenti. So Procedere ad un'incisione esplorativa nei casi dubbi. Come metodo ec;plorativo, si può seguire quello della elettrizzazione, raccomandato da. Pierre Mnrie. Coc;i, quando il nervo non reagisce assolutamente alla elettrizzazione, bisogna dubitare dell'ulteriore ricupero delle :;ue funzioni; qun.nùo in,·ece rt•agisce, ba.c;ta una semplice neurolisi per assicura.re il ripristino della sua funzionalità in poche settimane. La rigenerazione nervosa ed il ripristino della contiouitl nnatom1ca, si esplica con questi sintomi: Sintom.i sensitit--i. Essi sono i primi e appariscono dn qualche ~iorno a qualche settimana dopo l'operazione. Comprendono: a) fenomf.>ni dolorosi subbiertivi irradiantesi su tutto il territorio del nervo colt ito: b) dolo1·i alla pressione dei tronGbi nervosi: c) restringimento nelle zone diestesicbe; d) parestes1e varie. Sintomi nwlori. - a) ritorno del tono muscolare; b; ricompar::;n della con· trattilita muscolare volontaria; c) scomp•• rsa dei di:.turbi elettrici dei n ervi.
Prognostico generale. Favorevole nelle sindromi d'interruzioni incomplete ed in quelle d'irritazione; in tali casi la guarigione avviene per lo più spontaneamente. Favorevole nelle Jesioni incomplete e nelle corupres~ioni grasi, quando s'in· terviene a tem.po e con appropri ati processi. Meno favorevole nelle sezioni complete con estesa. perdita di sostanza nervosa. Poco favorevole anche in casi di sind1·omi da interruzione compl~>ta con tronco n.u-voso apparentemente illeso e di aspetto grigio, nerastro o madrepedaceo.
G. D .
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RIVISTA DI IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA G-. Tlzl'.o::>l e P . P~;lmt:ccr. -
Intorno al criteri soieut Ulol p er giudicare I.D m odo Taptdo e s l ouro s nlla r e alo efftoaoi& del •iero &utltetaDloo. (fl Poli~linico, vol. XXII, M ., UJ15}.
I riSUltati ottenuti nell'attua le guerra banno dimostrato i graudi heneficì che clerivnHo alla pratica chin ugict\. dall'applicazione del siero an t itetanico, tanto come pren•nti,·o, quanto come curativo. Mll. mentre è facile farsi un criterio abbastanza e!<atto sul valore immuniz· zaote e curativo di nlt1·i sieri, ad es. del siet·o antidifterico, p e rchè esiste uua umtit di mi"ut·a a cui tutti possono riferirsi, es;;eot!o la tossina d ifterica idèntica in ogni ca.::o e solo variando la sua forza. il grado della sua azione in r ap porto con la v iruh·nza del get·me che la produce. ed essendo t'guale ovunque la metodi•·a c he sen'e per dE'tei·minare il v al01·e immunizzante dt!l n·lativo siero. invece questo non "ucce•le per il siero antitetanico. E.i iuver·o i crit eri <·he se-rvono per stabilirE' il potere d el siero antid ifte r ico, non po~so n o trovare diretta appli('azione nella valutazione del siero antitetaniro. sin qut•stA. fatta a -,copo puramen te scie otifit·o, sia. p1·aticatl\. cou intenti imenlo eo;;du::;iv:unente pratico; e ciò tanto per le ditr.. renzc di for·zn. e di qunlit~l che si ri:::contrnno n ••lle vnrie c-olture tlcl tetano, per cui i risultati che si ottengono sono molto di,·ersi secondo la pro~euienza della tossina <'he si U!"n, corrispondf'ntemt>nte secondo la i]unlità del suo potere patogeno, quanto per In diflicoltà di n vere una toss:ina-cnmpionf' costante; per cui i risultati che se ne ricavano non banno .::empre lo '-'les-<o si!?;niticalo e quindi non sono afi·atto tra loro corupaz·abdi. Inoltre, nessuno dei metodi di d<::tr·noinazione in vitro tinora usati (i taliano fra.n ce-..,E', tedesco, inglese, ameritano ). che io fondo differiscono fra loro p t!r la specie animnll• nella quale è stata prontta la mescolanza di siero e to-;-<inn (cn..-ia, topolino, couigho). pe r la tossina-cnrnpione usata, pe•· il moùo col quale essa fu preparata e conservata, no n <'h~ per i critl'ri che sen·ono A cnlcol~tre la relnti<ç-a unità immunizzante, nes"uno di quei metodi oft·ro un'idea prE'cisa od anche ap· pros;:im>Hi,·a dtll ,·ero potere i nnuunizzaute e curativo posseduto da un campione eli sie1·o antitetanico, e pe rriò non ditnno modo di giudicare della !;Ua reale efti··~t·ia e di ~tabili•·e, dal grado uclla sua poteuza, !:1 do~e c he ut:l caso prn.tico può occ-orrere. E le ricerche degli A.d. confermano in modo indi!<Ctttibile che la determinazione io vit•·o, coo qualuu'lue metodo sia fatta, non eU un' idc!\ e<;A.tta del valore immnnizzante del sie1·o antitctal.!ico e rlella dose ne<'t·•;saria da inietttne a scopo pn·\·euth·o e curativo: molto meno offre i d11ti neces,.ari pPr pote r comparare vari "ie1·i frn loro e p e r ricono..,cerne indio:;cutibilmente la lo1·o etlicacia. (~uindi. nllo ><lato attu<tle delle co;;e, i s ieri antit.etRoici !"ono incontrollnbili, e le cnre con le quali o~:;i si intende e;;:primere il loro valore immunizzante ecura i i~·o nulla •iicono che pos,;a in qualche motlo !:'en•ire 1:: quiwii natun.de cht• tutti s i siano preoccupati di que~to stato d i co;:!" e che da ogui parte si cie~i deri di arrivare ad un metodo unico di misurazione dd <ç-alort' •rumulliZZllhle del SÌ•·to, che non dia lnogo lttl equivor.i e che di!\ l!\ sicur~ provR. ddlll sun clfì•'aci ... ~fa e<;"endo dinlrsi i ,-eltmi ralm~no dut- ) c he ,,i t t·o,·l\oo o .-lle !'O ltur~< d.,! teta no e m olta dn·er..,R. la p•·opo rziorw loro nt:lle coltlll·e tli varia pron·ni..,nzn. non J'O<::sihil~ a1-ri\·a re ati un veleno-tipo ~'Omune che servn univer-
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8ATTERIOI.OGI A
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salment.e per deter minazioni i o vitro, e nessun o da'l"vero può imporre il suo; d'altra p arte, per la stessa ragione, non si può r icorrere a metodi di dosaggio nell'animale, che oltre a tutto sono sempt·e lunghi e diffic ili. spesso incer ti o fallaci , e che mancano in ogni modo ue i voluti requisiti per ser\·ire I'Onvenieutemeute D<llh\ prr.tica. Quin di se non si può adoperare il metodo iu vitro che dà rcsultati falsi, come nou c i si potrebbe ser'l"ire della agglutinazione pPr detenninare il potere immunizza nte del siero, s e n on è possibile nemmeno avet·e un veleno campione iual terabile che possa servire egualmente per tutti i sieri. non riwane che ricorrere. per conoscere il potet·e immunizzant~· di un sil!t"o antitetanico, al suo potere antagouistico contro la stricnina; tanto più che que,;to conispou de e:o<attameute, al potere curativo e vale per controllare appunto quel veleno a cui il tetano deYe i suoi principali fenomeni , la sua gravezza e la morte: nde a dire ilnde11o slricnizzanfe. A questo conducono le espe1·ienze
degli .AA., p•'r le quali si arriva a ùt-ttl rminare il potere immunizza.ute con m e todo facile, sempl ice. sicuro e chtl è alla portata di tutti; metodo che esl"i bauno e.«perimentato e trovato esattissimo tanto per i l proprio quanto per altri siet·i, italian i o , tranieri, che si trovano in commercio. così da avere ri petutamente per uno stes:::o campione dsultati semprP costa o ti. Con que:;:to metotlo il Governo, le a.mmillistmzioni militari e civili, A volendo anrhe i privati, potranno i n modo sbrigati~o. acces>libile a tutti, rende•·si ragione ùell'efRcacia di un s iero antitetanico, ed, occon·endo. rigottare quei sieri che non ave;:sero l e qualita e la potenza Yolutu. Risu ltn anche dalle ricet·che dPgl i .A A. che i sie d nn ti tetanici saggiAti con tale metodo hanno un potere immunizzante molto diverso, n011 solo in ordi ne al modo di reag it·e dei singoli sog-geti, ma ancl1e in r apporto con la coltura che viene u sata. Fot·se questa è la r agione per la qualtl non t11tti possouo produn:e sit-ro anti t e tanico veramente efficace. c:>me si produce ><iero antidtfterico: a questo tinP è neceS!'ario, in primo luogo, saper r uccogli ~re e mantenere il siero in moclo sterile, senza ne,suna aggiunta. di disinfet.tanti, che potz·ehbero n n n es-<ere indifferenti quando si debbano praticat·e inic:r.ioni profonde _luugo il cot·so dci nervi e occorrendo anche i ntra.-ra.cbidee: in secondo luogo po,.,.edere n on una t;oltura qua l unque, ma u11 antigene di fot·:r.a tùolto ele\"ata e c he abbia ;.;peciali qualità. pa.togeue ~tricnizza11ti, cioè cnpace tli uccidet·e il coniglio in 4-6 gionti alla •losc di centimett·i cubt U.UUl del relativo 61tm.to. E qu ..;;ta forse è anche la causa. per la quale, di fronte a questa coltnra, i cavalli si comp01·tnno assai din:r><an\e nte che di fronte a.J a l tre to~sine collaterali, seconritt.t•ie, ecc., e reagi!'couo in m odo molto ditrtlrente, ola cui la uecessitil. di fare molti scl\t·lli. e di impiegare mol to tentpo q uando si vogliono conseguire gli alti gz·aJi dt:U' im mzmitil ed avere sie ri ,~eramente etlicaci, cioe che non n!!;iscano solo in vitro, ma c he abbiano anC'Ora u n alto e rea!~ poter e curativo nel l'tLIIÌmnl,· e ut.:ll'uotllo. .Ecco come gli AA. praticano la Jete1·winazioue dt!l potet·e immuni1.zante del s iero a11tite tnnico. Dapprirua si prov~cde una soluzione titolata di solfato o di nitrato ,Ji ;:,tl'icn iua. di cui ogni centime tro cnbo nfl contPn~n milligt·ammi O.li e si ril"contra con r ipPtllttl e,o;p~;t·iem:e 11e ll animale l'esattezza d ella do,:e. correggtlniiOIR opponuuamen te. ~e occorra. La d o.;;e iudicatn si dirà giusti~ quaudo l'iniezion e sottocutanea di millignuumi 0.5 di stricnina per rhilogt·amma dC tt'I"min ert• «olo fen o mpni tetauici seuzn la mot·te ùtd l'animale (olose to.:;sica). me11 tru l:l <1 uantità della. Stt>s-<a :o:ol u -
zionc co ni;;pondente a milligrammi 0.6 per chilogramma iniettata egualmente sotto la pelle dovrà uccide t e il coniglio in 20.30 minuti (minima dose m ortale). È di capitale imp ortanza stabilire ben e dappri ma l'esnttezza della minima dose m ortale di stri cninn , per chè, come risulta dalle us p erienze del Lusini che gli AA hann o potuto pienamen t e confe rmu r e, il siero antitetanico n on ha 11.lcuna azione contro una dose superi~re, di milligram m i 0.7 per chilogram ma, a n che se precedPntemente bR. sopportnto senza danno più dosi mortali d i milligrammi OA, fino a 11. Stabilita cos i la minima. dose mortale, s'inietta il sil' ro antitet:wico d a. provare nell11. Yena marginale dell'orecchio del coniglio, del pe-;o medio di rhilogrammi 1.200·1.500, alla dose di 0.5·1 O centimetri cubi, e n e l giorno surcessi\"O si fa l'in iezione nel connettivo s ttncutaneo d e l dorso della. quantità della soluzione di s t ri cnina. che conisponde alla dose esat ta d i veleno di millign~mmi 0.& per ebilogramma. Se i due ronigli sopravvivono. abbiano p r esentato oppur no accessi tetanici, il s iero provato può u<;ar,-i alln doso preventiva di o centimetd cubi, sicuri che questa dose è sutllc ien t e per p r esen·are dal t etano qua lunque !'Ì a la gravez?:a e l 'e,;tens ione della i erita; " può a cloprn r -i alla d ose curativa. d i 25 centimetri cubi, tanto per iniezicni in prossimità. del focolaio infettivo e Jun j!;o i gros!'i t r on chi nervosi che n e dipat·ton o, quanto per i oie?.ioni endorachidee, r ipetendo le iniezioni ogni ~riorno fino a che i feuoo1eni tetanici non s ieno arrestati, e sostando a ppe na qut>sto efl'etto SÌa<;i OLtenuto. I nvece, se il coniglio tt·attato con CPntimetri cubi O 6 d i siero fosse m orto per effetto dell'iniezione di stric n inll. ma per co n tro fosse sopravvi,suto q o ello che ebbe nelle vene un centime tro cubo d~llo ~te'iSO siero, allora questo si user a sol~> c •me preven tivo e alla dose di 10 centimetri cubi. I sieri che avranno una pot oaza minort>, Lauto da occorret·e 3 ce ntimetl"i cu b i o piu di siero per o ppor si alla morte pPr a.\·velennmento da ,;tricnina sarann o senz'al t ro rigett11.ti. Cosi gli AA. da. ora in avanti indicheranno il siero prep1.1.rato nel p r oprio I stituto con le sole d esign azioni « do-:e preventivll •. «dose cn rativa ,., intendendo nel primo ca so c he il siero è capace di a nnul lare nel coniglio gli effetti del11L doo;e mortale di s tricnina. fino ad un ma.;;simo di O.o centimetri c uLi di siero o fra 0 ·5 ed un massimo d i l cen timet ro cubo d i s iero, secondo che la quanti tà contenuta n ella relativa fiala sar à di 6 o d i 10 centimetri c u b i. In vece la dose curati va comprenderà sem pre sieri del v alore più a lto, di c o i cioè O.o od anche meno salva lo stesso anima le co ntro l'avvelenamento stricn ico
c.
.Rl V1ST.-\ n1 CHIRURGIA GE~ ERA LE G•lSSET, PASCALt S e C HA RRIER. -
L& rloeroa del nervo r&dl&le al br&oolo. -
(Presse ,lrédicalR, n. 3, 1915). I n conside razione del gra n de numero d i les ioni n ervose periferir he, g li a utori indicano un proresso semplice e s icuro per met t ere a nudo il n ervo radi ale in tutto i l s uo tragitto omerale.
ti-±3 Efl"ettJvamente la ricerca ùi questo nervo, :"ituato profondamente e con nudamento elicoidale, ò ddlicile, sopra tutto se si vuole scoprire per una gn\ndc:.- e-.ten.,jone e ricono'lcore non solo nella f··rita, ma anche ne1 <:e~rneuti che stanno sopra e sotto di e!>..;a, secondo In r(•gola g• nerale di cbi rur~ia, che cle,·e guidare negli intt:n-!'oti dt>i ner..-i periferiri. Il braccio dt>v'es.;;ere tunuro 'n e"ten,.ione forzata, l'nvamhr11ccio in adduzione, roUtzi oue intPrna e fi e~sione sul b1·tu·cio: si mette cosi in evidenz•l la snl em:a formata dalla lun~n p orzione del tricipite ~·"r"O il punto di attacco tlcl toral'e coll'ArtO SU))('rion•. ~~~ quf'"!ta <:aliPnzll. un dito tr"a<:ve•·so nl <ii <:oprn della sua origine, d,.,l' tl'nninare l'im·i.;;ione cutnuen, che comin<'ia a l iv e llo d1·lh\ do<'cia bi<'ipiral~ e..:t•·ru11, cin(fUU dita t1·a:-:verse sotto l'epicondllo, e e h .:: è lunga da 1::! 11 15 ce n ti metri lm·i;.a la p ellfl ,•d il soltocutaneo. compn•·e l'apon•·urosi bmch inle, ~pe.;~n e f:t · cilmeute J>colbhillo dal muscolo .::otto~taute, ~lal quale è .:Ppnnlta rl~t uno .:trnto cellulare <•he fonun., come una bo r«a sierosa L'apo neur·o<>i s'incide lnrgamt!ntc e sco-:ta.ndo i margini do,ll' in<'isione si ossPrva il tri1•i pitfl e s.Jila parte superiore del la ft'rita. J"estn·mo del suo tendine, punto importantE' di ritrovo. Sul m:ugine e-;terno di que,.;to tendin~ termina l'intE-r.;tizio <'be separ·• il '\•a<>to , ..,tento ùalla lunga porzione dPl tricipìte : parten<lo dall"au c; o lo in t..·riort> della fel"i tn 'SÌ p oi' 'lo no prima allo n tn nn re l'un a ùnll'a l trii le due porzioni mn-<rnlnri e poi "•·oliare le fibre ar.teriori del \·asto eire \"armo al tE'n· .!i ne comurh'; si ,..cort;e allora. il uer-vo ra<iiale appli•·nto all'oml'1·o cJa una sottile lniT ella apoueurotica ed accornp~gnato dnll'arteri:L omerale profon<ln e dalle '>Ile "ç'6U t'.
Tale nt·teritt nasre ordinariamente i 11 >t\'anti e•l iu dentro d<.-ll'oric; ue del nervo, inrrocia la f>~cria ant6riore rli qut>-;to e si colloca poi all'e'-'teruo di e'so. E~ten ril'ni o l'nvaruhrac:cio e s .:o-,taulo fortemente i mnrgini dl'lln f~>rita. si mettono in evidenza e si le~noo facilmente i •lue r a mi 1·he talv<>ltn l'omerale dà al 3° meriio e 1\l 3" ìnfo·riore d.-l suo trngitto e cohe inc rocinnfio la fnccia Sl•pE'r· fi··iale del ue1·vo si portano all'interno. I l tempo princi pale di questa tecni.-a è la scopert a della posizione ml'dia dol n e rvo: trovata que~ta, è fn.cil~ ricl'lrcare le parti superiore ed infl'rio•·e: pe1· l11 ricerca d ell'origine del mdiale ntoll'ascel la ba<>tll spo<:tare in fuol"i la lun~a porz ioue, mt>ntrt>, spostanrlo i n dentro il vR<:to e<>terno dopo nverlo separato tini setro intennuc:;colare, :<i mette in e v idenza la sua ter minazione oell1~ do<'ciR bicipit:de e-;terna . \ -an taggi di questo metodo !lnrehbero: l:t sempl ir ità, la sicut·czza, i l uessuu sacrilizio di fibre mu,.,colari, la fn.ciliti~ di potere, con semplici spostamCJiti del vasto esterno e della lunga p o1·zione del triripit<', seguire il nervo in tutto il ;.uo tra~itto e, cou due punti di catgut, ricostitui r e il muscolo ot•lla su•l iutAgr·ità. P t·olungando opportunamente l'incisione, si pnò !<eguire il nen·o u cll'intersti~io fr·a il brachiale anteriore ed il lungo supinatore, sino alla !Hm biforcnzione. (Juesto metodo ha permt'S'io agli autori di fare J'e-,rune complt>to e minuzioso dt•ll<> le~ioni de l Ol\rvo n el <>uo tragitto oroerale ( i n clusion i in culli os•a·i, cicatrici ecc., sch•·g~ie IIIN nllicbe infisse nel nervo stesso,: in un caso banno potuto evitare di scAmbiare pt·r il ner•o la bt-anca dei rad iali, mentre il n ur vo ste>'lso er a i1wl uo.,o nello spP!<<;ore del callo osseo.
R ! VI,.,1'A lJl CHIRURGIA GE::\E RA.LE
L 'estensione oontinua n elle fratcure oo!Dplio&te d ella g&mb& ool meto do del ouscino. - (Pre:<:se JUdicale, n. 69).
CHAI' liT.
IJ problema d<:l l'e~tensione continua. uellt: fratture complicate della gamba. n on
è stato ancor11. riso luto in m odo sod<lisfareote, poichè quello rlao:;;oico d i H ennequin, buono in mano all'autore, è co,..l compl icato che ba trovAto r ocld segua.::i. L'A.. propone il seguen te metodo semplice e pratico. Applicare sulla. gamba fe r ita una mer!icatura asettica classica con garza e cotone. n on molto s peJ>sa, r egolare e cilindrica, es t esa dal dorso del piede 11.! ginor:chio. Si po::tgia la. g-am ba svpra un ord inario cuscino, non t roppo spe<>so : l'a~o:;e dt•ll11. ,;amha deve corri::pomlere a quello d el cuscino, il tallone al bordo inferiore d el cuscin G ste.-so. l due bordi di questo >en~ouo portati da,·ant i la gamba ed applirati l'uno sull"a l t ro. Si S•,rr a fortemeute il cu.-cino con fnscf' di tela. p e r tutta la sua altezza, in modo da rer.ùerlo piil duro <:h P sia poo:;.-,ibile e perfettl\mente c ilind r·ico. ~lerliante spilli. s i flc;sano sulle parti laterali della re~ione infer ior e d el cuscino, due pezzi di fascia di tela. lun~hi centimetri 50, c h e si annodano sotto la p ianta a 10 c~:u· timctr·i da l piede e s u q ue,:;ta a nsa si le~11. u na corda che s i riflette sul piede dPl letto e clte porta nlla sua e-,tremità u n pe!':o di :1 a 3 chilogrnmmi La frattura, cosi, non é soltanto sottonH'S-<a ad una estensione conti nua, dolce e hen tol lerata, ma ò auche pe rfettamente immobiliz:o:ata, nnrhe sem~a stecche. Si potrebh., continuare la t raz ione anche in cnrrozza o in fenov iR, praticHu,lola col calcio di un fut' ile introdotto n e ll'ans a, o s o-;tituen do al fucile una ta..-o· lHta lar·.{;a 10 centime tri e lunga dal vi~·de all'acromio~>, o..-vero una gruccia con la forl'ella dit·etta ven::o il piPde. Se, per una r11gioue 9u:1.lsiasi (pelle infiammata) il mala t o sof'l"r·i!'~e per re:<:ten · :<ione, ::;i deve r idunc il peso ad 1-2 clrilogntmmi, n.pplicare due nn..;e di tra~o:ione e.l e~l'ro •i ta re la trat.ione stessa. 1\lreruati.-amente s u ognuna delle dne an"e. ALFO::<Sv.
J~l \ TIS1, ..\
FnEF.J.ASD Ft:m:cs. -
Df OCU L IBTfC.A.
S agg io b a tteriolog ico d ella conglnntlva.- (Tl!e ophfl!al-
1/1 i1• rPI"ÌI'tt;).
È a<;~ai iutere'<:;nnte per r e:-ito tlell'o pe..azioue dell'ordinaria catnrR.tta senile il m etorio p re- e post- opprativo. L'A. ei fa conoo:;rPre in que'lt'articolo qual'è il o:;uo: ''"'"'>è infonnllto a lnn~a l'"'pcrienza ed n prrncipi a crprisiti a l la. '<cien:o:a. sopr11tutto !l •tn"l lo che o~ni illli:tnnuazi•' lle po'<t- toper:lti\·n ba e.::sen:o:ialmt-ute o r igini! .Jn micror~anism i. Il titolo •iire qual'è la parte foudaml•ntnll' del llletodo. L A. dunttlH) in ogni •·aso S<>ltopone l11 secrezione con~iunrinde dell'o~.·hio da opcrart> n l'icPrche baLteriol.,gkhe: a11p··na nmme.:;o::o il pazil'nte all'os,wdale, ,·en· ~ono :<t'minati con •ietta secr.,zioue whi di a ga r o rli :<iero. \"eu~ouo praticate
RIV I STA DI OCULISTICA
quindi divt>rse volte al giorno irrigazioni del sacco congiunti,·ale con solu?.ione salina normale e vien pulita la cute dei dintorni dell'occhio con sapone molle ed acqua calda o alcooL Genera.lmtlnte vie ne somministrato un leggt>ro purgllnte la sera prima della operazione. Gli strumenti sono prima accuratamente sterilizzati con la bollitura e quindi passA.ti in acqua sterile. La cocaina viene preparata poco prima di cominciare l'operazione, e vien posta ogni cura perchè anch'essa sia ben sterilizzata. Lo stesso è a dire per di altri colliri:, dei quali del resto l'A. fa poco uso. Pur convinto che il successo dell'operazione non dipende nè dalla forma del bisturi, n è dalla disposizione dell'inc.isione, usa tuttavia sempre il coltellino li· neare di Graefe ed esegue la sezione in alto, con un ampio lembo congiuntivale. P oicbè <i.unque la vera causa di un'infezione è rappresentata dai microrganismi, ritien e l"A. che lo sviluppo di un' irite sia assolutamente indipendente d al fatto che sia stata eseguita o meno un' iridectomia cont-emporaneamente o preventivamente all'operazione di cataratta (com'è indipendente dal contatto di fram menti di cristallino con la. membrana iridea. o dalla pressione dell'intero cristallino contro questa membrana.). L'A. quindi, salvo che allo scopo di ottenere la maturazione della catarat ta, non pratica l'iridectomia preventiva, la qua le, a s uo credere, non fa che esporre due volte l'occhio al rischio di uu' infezione settica e apportare un astigmatismo maggiore dt.lla. cornea., venendo eseguita due volte l'incisione di essa. Invece egli esegue quasi sempre l'iridectomia come un tempo dell'operazione di cataratta, allo scopo di scongiurare il pro lasso dell'iride, c be darebbe luogo ad una difettosa cicatrice, se non alla necessità. di sottoporre il paziente ad un ulteriore atto ope1·ativo. Dopo l'operazione il paziente prende a letto la posizione che preferisce. Al 2° giorno vien tolto il bendaggio all'occhio non operato ed al quarto anche a quello opeuto e viene applicato un paio di occhiali scuri: però l'occhio operato vien tenuto coperto cou benda sterilizzata per le prime sette od otti n otti do po r imosso il bendaggio durante il giorno. Come l'atropina non previene r irite, l'A. l'adopera. di rado, mentre il suo uso dive nta essenziale. se questa infiammazione è in atto. L'A. riferisce che da quando ha adottato il metodo esposto ha anlto bensì qua lche caso grave d' irite (non più però dell'l p. 100), ma nessun caso d' irite purulenta . A suo credere quindi non è necessaria la preliminare somministrazione di vaccini. S. CALF:;<;OOJ.r.
RIVISTA DI FISIOLOGIA XOR.\L\LE E PATO LOUICA L.
UEVOTO. -
Patologia del c uore ln guerra. -
(Il pen~iero medico, n. 20,
l!l16). La patologia medica dell'apparato circolatorio in gne nn n on offre dati salienti che la distinguano da quella in tempo di pace. Infatti n ei rem~ttori, nei ciclisti, n egli a lpinisti, nt>gli schiatori, ecc., che commet.tono intensi s trapnzzi fi. sici, il cuore stanco è accompagnato dagli stessi caratteri che nel soldato str:~-
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RIVI 'l'A DI Fl:3l')J.OOJA NUlUIALE E
PATOLOGIC A
pa.zzato; s e più comple;si sono i fa ttori etio patogenetici che si fanno sentire in oa.mpagna, eguali sono i sintomi. le alterazioni ed identic he le procedure profilatt•che, c urative. A prescindere dal fatto che Corvisarc all'epoca d e lle guerre n apoleoniche mis e in rilievo particolari dettagli relativi alle ca.rdiopatie da sforzo, è da n otare che il Liln·t> bleu dell'I nghilterra. pubbliCAto nell807 dopo la guen-a di Cr imea, ricorda di soldati ingl ~>si •·icoverati negli os pedali o rinviati in patria a causa di alterazio ni del c uore i uso ne i n guerra; fatti analoghi vennero x·egistrati nelle campagne dell'India e più ancora nella guerra di Sece.;sione americana, perc hé m o lti d e i militari pro ve nivano dalle migliori clal'si sociali ame ricane no n allt>na.te, u o u al>i tua.te a !-'trapazzi fisici intensi. S ono specia lmente i militari senza una preparazion e fisic11. idonea che vanno sog getti ai fatti ncu ti dell'apparato circohttorio. Queste alterazio ni compren dono disturbi immedia ti o di retti dell'apparato circolatorio e che si iniziano come tali, e disturbi c he si presentano i n s econdo tempo, percbè precedut i dll. alterazioni delle vie digestive, tlel sistema n ervoso, ec<'. La !'lostanza patologica è r a ppresentatu dalla incapaci tà assoluta a proseguire nelle marcìe o nelle ordi narie pres tazioni per parte ciel s ol.iftto il qunle pre,;enta: d i!opuea, polso frequentis5imo, qualche v o lta al'Ìtn1ico, c ianosi, d o lore rctrostern a.le, incapacità a tenere la s tazion e ere ~ta, quulch•· volta perd ita dci sens i. ingrand imen to dell'aia cardit<ca. soffio più o meno rurie sull'ori6zi:> m itralico con o S I'IIZ!l. r.-az ioni feb brili Queste manifest a zioni si possono afl'acciare d i bolto seuza nltro corteggio di sintomi, ov\·ero, come si è detto. in secondo ttlmpo; in qu.,s to caso precedono per alcuni giorni d isturbi p iut tosto salienti da )Jarte delle vie digust1ve. diarree intense, ecc., che costringono il soldato nl riposo a l letto; dopo alcu ni giorni, appare n temen te guarito, il solda to r iprende i l ..:e rvi zio e le mar·cic, ed è Rll ora che s i inizia la sin tomatol og in di retta dR pa r te dell'appa rato ci rcolatorio. A questa sintoma.tologiR cardiaca più o w euo imponente. vennero date d enom inazioni dive •·st~ : c h i la ch iama col Da Cosca ir,·itazifJIII! del cuore. a l tri s trapazzo cardiaco, altri cuO?·e ajj'aticalo. altri cuO?·e ([e!Jole e cl1lat atu, ecc. In qualche ca.;o aù esi to lt tale ve nne a ccenn nto a processi d ì mìocar rlite acu t ìs::.i ma., ma l'accenno, per q uan to gius t ifkaro da lle vecch ie os servazioni di Revillioù e di P ilter e da qualch e osservnzione istopn ~o logic a, non fu mai es pl icito e senz11. risen·e. La pnroln « mioc ardite" a c uta ha d estato sempre m olte preoccu pazio ni, e pochi a utol'i !'lÌ sono sentiti di formulare !11. diagnosi i n vita o d i affe rmarne In. e-<isteuzn al tuvolo anatomico, data }R sca~a considerazione, a.s..:et;na ta. in pa.,snto, ad a lterazioni miocardi t iche rivelate all'esame microscopico e r itenu re agona li o preagonali. Mentre in passato s i parl a va vole ntieri di cuore ol i latlltQ, altre in terpreta ziOni vengo no o ra affacciate pe r spiegare la sintotna tologia s urdcor ùata, ma n o n paiono giust ificate manra ndo il reperto anato m ie-o. E•i•·l a mmette che la rottura di pi ?.zi delle valvo le J.Oitralicbe ri co rra. d i spe~so; Ml\gn u-;-Levy ha pensato alla rìar rens ione di vecchi processi endo<-arditìci. Brug:;ch t·itieoe più probabile l'i n tervento di processi infe ttivi acuti, che colpi sc·ono ad un wmpo l'endocardio e il sistema nervoso perifer ico, altl"i invocano una condizione di inferior ità degli individui col piti. Se manca l'accordo nelle interpretnziom , i va •·i au tori si avvi c inano pe rò nell'ammet tere che i solda t i, nei quali v e nnero r iscontra te gravi alterazioni d ella funzione cardiaca, erano stati sottoposti. se non tutti , alme no in par te, a ma1·cie fo r·zate dì 40- 60 ~hilometri giornnlie •·e e pet· piu giomi: ad a limenta ziOne talvol t tt i ns u lliciente e a c risi morali a s..:ai intense, a cause renmatizznuti. L e cau-.e invocate e gli ste~si si ntomi pre"entati Jai soldati col),iti, no n escludono In possibilità ch'3 presso di essi si sia stabili ta una. condizione patologica
RIVI,TA DI Fl:i10LOG1A
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PATOl.OGI C A
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dh·er...a, ~ulla quale i suddetti autori non Ai sono soffcrmati e 1:he per c:olti segni si è autorizzati a ritenere di assai f requente incoutro- osSi l\ uno s t ato miocarditico. Come si pnè> escludere, si domanda l'A., iu que~ti militari co;;i gra vemente stra.pazUl.ti, un parziale risen timento del muscolo miocarclico • Quel parziale risentimento che, se a.ncot"& circoscr itto, sotto for mo. di pochi e radi focolai interessl\nti i muscoli papillari, è sufficiente come è acqui,ito daliR. vecchia e auto revole o-<~rvazione clinica, n determinare il rumore mit ralico ed a giustificare tutta la situazione morbosa, apparentemente grave, perchè brusco e repentino è stato lo investimento d eU& funzione cardiaca ~ )l"ou è pit"t verosimile che la swssn dilatazione cardiaca di r icorren z a così frequente sia qualche voltn favorita da un'alterazione fiogist ico-degenerat iva del miocardio ~ Lt• ricerche di Cesn B ianchi, che banno dimostrato sperimentalmente la insorgenza di focol a i di miocardite ci r coscritta negli animali affat icati e c h e s i dileguano completamente col riposo e colla buona alimentazione quando l e alterazioni non !iinuo estreme ; le alt.rc ricerche di Oiovini in rapporto alle nl terazioni delle capsule surre nali n e l la fatica; quelle di Preti sopra le acetonurie dn. fatica, otl"rono un punto di appoggio valido per far pensare che, in de termina te circostanze, il auiocunlio po-<sa e ntrare in uno stato flogistico, più che verificarsi la rottura di una valvola. più che co>~t• tuir><i una endocardite a cuti!'ISima\ o p aù che rinccendo:r-.i un suppo,..to proce-sso endocarditico, spento da m olti anni e c he non ba. dato ness una traccia di sè alla vi"ita. certamente sever& per l'ammissione a l servizio militare. Tanto più c h e oggi la !'emeiologia a cu<Jtica del cuor e sosp i n ti\ dai fnt.ti non è più co,.! rigida, come alcun tempo f a, da contestare al mioearùio nltern.to una intJuenza -.,ua uel turbare In nettezza del primo tono mitra.lico o dt ùure "ddirittura. u n sotlio sa· ,..toJieo, senza arrivare al tragico s6nn camento dell'o..,tto dPIJa mitrale, mentre s i fanno più frequenti le constatazioni d i integrità ,·alvolare prc,so individui che preqentarono in vita rumori s istolici e presistolici alla mitrale. Del ro:sto ehi ba avuto qualche volta a fare cou 1ndiv1du i ch e n seguito di ~ravi st1·apazzi compiuti colla bicicletta o col remo, npot·tarono lesioni dt>ll'app&rato circolatorio in maniera brusca, con dilnta~ioue del cuore, e dopo qualch e setti m&ne di riposo e èi appropr i •• ta assistenza ogni co"'s venne e di.. pann.. non può ritiutarsi dal prendere i n considerazione la eventualità di un proce!-So tli miocardite acu ta benigna e circoscritta, esploc:a sotto la influenza •lello sforzo intenso o prolungato e del com p lesso turbamento del dcnmhio. che ne derh·ò. L'A. riferisce in proposito di t r e ricovera ti. n e lln l>Ua cliuic 1 delle malattie profe:•sio nali, nei qnali si poteva. ammetter e l'esi~-:>tenza di un processo miocarciitico circo'!critto. In tutti e tre i casi ba preceduto uu periodo di gravi fenom1•ni gastro-intestinali e ne souo residnat i segni d i spicca tn srauchezzn cardiaca, c he non si possono spiegare senza ammettere un.a compromis,.,ione de l miocn.rdio. T ali sintomi obiettivi si possono r iabsumere in nn sen-.o di pena rotrosternale, aumento della figura cardiaca, rumore sistolico a.lla mitrale :lc•·entllantesi dietro le più piccole pre.<:tazioni, faoile passa ggio dalla rarità alla grande frequenza del polqo, aritmie, piccolezza del polso. senso di g r ande stanchezza. In uno di questi individui, che era privo di ogni allenn.m ento, è da invocar e come cau<:a la '<tr:lpazzo intenso, negli altri due una p roba bile condizione infetttva. Il m iocardio si comporta com e tanti altri or~ani: ai fat.li infiammatori e beniJrni e circoscritti sego& )a. f n...se d i r iparazione, q unnrio vengo n o totalmenw e rapidamente eliminate le cause che hanno determinato l'alterazione; qnesto concetto fondamentale deve essere di norma al medico per i "uoi o ppot·t uni e prudenzia.li inter"'"enti.
Rl\"lSTA
DI
Pl<;JQLCI(il A N ORMA !.E E
PATOLOOICA
.Ail'utlidale metltco non riuscirà di1Hcile distinguere il simulatore dall'ammalaN autent i.-:o, aw·he senza app .. Uarsi ai metodi di l aboratorio, che non sono all11.
portll.tR di ognuno, !'i può controllare lo sb.to rlel cuore di un soldato, imponendo unR. cot·sa di qtll\lche ct-ntinaio rli metri dopo aver numerato e quali6c ato le pulsRzioui. e <'On trollato se con rapidità o meno il polso riprende i cA.ratteri di prima o se si modificano le produzion i acustich e . Cosi pure invitRnio, con ovvie cautele, i! soggetto n trattenere il r e <piro in uno -<tRIO di metl ia in~pirazione cercando òi fissa r e In dut·Rta. della prova, si è in grado di orientarsi. Si de,,é ricordare che il soldato atiaticato. fatto rientrare in servizio inn anzi tempo. quando cioè lo stato del miocardio non sia ancora consolidato nelle sue riparazioni, molte volte ved~ ripetuta la cl'isi e "''Sta demorRlizzato. Ciò deve essere evitato, perchè in tal modo verreubero a vrepararsi delle forme <:roniche pres-<o individui che costretti ad n l terna.re un po' di a11 i>ità con lunghi soggio rni agli ospedali non possono guarire e 6niscono poi coll't!s<:e1·e definitivameJate riforma t i colle diagnosi di cnrJiopalmo g1·a v e, di insufficienza cardiaca. ecc. Ad evirare o preve nir(' i disturbi dn strapazzo del cuoru importa a ssolutamente di nttPuersi a criteri atnvi e moderni nell'esame dei soldnti, r icordnndo che ">pecialmente la fantet·ia è esposta a risentire i disagi delle marcie, n.a occorre pure llro\·vedere con garanzie scru polose nll'allenamento. ~enza una 1·onven iente pn· par:\7.io ne 6;:;ica il cuore d i1lìcilmen re r esiste alle tre grand i cause di di-.:pendio. specialmente se cumulath·amente vengono a farsi sentire sul combattente: la fatica mu<wolare, le impression i morali e l'alimentazione scarsa o.! impropria Additate le cause, additat i gli effetti, non de,·e riuscire diffici le a. preVI"nire le une e ad eliminat·e le altre. ma orcorre che i princi pi medico-igienif'i. specialmente p e r ciò che ha rigu11rdo al cuore vengano compresi e J"i · RpPttnti nel limite del possibile dal le autorità. comp,.ten ti, le quali hunuo poi bi-<o~no che l'•·nlusiasmo e lo siRncio sieno pari alla "t"igoria della fibra CR.rd m ca. L'allenamento ide>t.le non può mantenere il cuore in grado di r ispondere all'inlinito A!rli stimoli <lell'entu,ill.«mo. TI corridore alenie~e Fe.li petle, il messo di ~ ilziade, pur rotto ad og;ni sorta di allo'namPnto. stramRZ?.Il a l suolo per la cor~a ful"iosa di -111 cbilottlt'tri sosten\lln dai mu-;coli col sr1critizio del cuore, ns:;illato dnl tripudio del ln vir toria. Non si d o\·ril dimenticare che l'abuso e l'u<;O del tnbacco. dei liquori e del vi11o è connoirrdicato pt·e!':.~o il milùftre 1\ cuore Affnticato. Caffè, the, cioccolato, m inestr·e io bro•lo le~~e ro: q ualcht> uo>o, quaklte Cl\nliotoni•·o in d ose lt>tr~ern; sednti"t"i -.e d ha insounia o ha~ni culdi: inoltre, stando all'Altrui esperienza (Ki!'ch), bagui di ac·ido carbonico, arlf"he arriliciali, ove si abbia il mezzo di poteri i praticare. 1·: utile nncht• una cura morn.lo: per il soldato a c uore leso, m n c he sente le attratti,-e dr-l fronte. è utile di1·gli c be sarà ben presto in grado di tornare. In base nd un rumon· cat·dinco, clae non ò c-osumtc e che non si può collegare con un'endocardite vt-ra e propria o a•l altra condizione gt"h\"e del cuore, ma che può es.;cre in :rapporto ad UltO strapazzo intenso o ad un processo inliammatorio di data recente. l'à. ritiene che no1r !'JR il caso di p11dare di eliminazione dnll'E,er· cito o di rifnrmn. e;;.,cudo possibile, anzi facilP la gullrtgione. Presso quRinnquo• ::oldnto che pr('-.t'llta segni di stau che7.zn cardiaca di data recente e non in rllpporto a Jesiom extra-cardiache. il r iposo a letto, la buona e semplice alimeutazione dltnno ottimi ri-;·altati. L'A. racromanda intiue oli prnticare inie.t.ioui eudo· vr•nose di 1<olu.r.ione fi..:iolo!;icn conto•uetltt dR l a 2 p. 100 di glucosio in cRsi oli repl'ntina pn.1strAzioue C'ardiaca. C.
64.9
R lVI S'l'A Dl '"rOSS LC OLOG fA B L A C&. GLENNY,
guerra. -
Mc . N..:El. -
686 oasi di avve lenamento da. gas noolvl iD
( B r Hi::!h Medical Jou1·n.al, 3 1 luglio 19L5).
Que.sti 685 casi p e r vennero in c ura ad una stazione di smista mento (casualty clearing station ), le cui funzioni corrisponderebbero a q uelle delle sez ioni di sa· oità. del nostro E sercito, fra i l 2 e H 7 maggio Erano stat i colà inviati d alle awbulauze da c ampo (equivaltnti ai nostri posti di medicazione) su autocarri per feriti con un v iaggio di 10 miglia. Alcuni arrivarono solo 6 ore dopo esse:e sta t i gasificati, m a a ltri a vevano dovuto attendere un t e mpo assai p iù lungo. Furono trattenuti q uasi tutti per J S o r e alla. l!learing slation ed evacuati ve rso le r e· tro vi e appena erano 10 condizioni dn sopportare un lun go t ras p orto; tntti i casi più gravi fu rono trattenuti per parecch i giorni, cioè 6nche l e loro con diz ioni a p pari vano c rit.i che. Tutti quanti p resentava.no un grado più o
m e oo pronunc ia to di asfissia, ma
non si potè c o mpren dere, perché anche fra prove n i enti da una. s tessa trincea v i fosse una notevole differenza fra un caso e l'altro per l'inteosità"e la g r avità dei s intomi; sol o fu osservato maggiore g ra v i tà nei p iù a nzia.ni. G 1·ossolaoamente, r ispetto a t ale gravità, si poterono cosi c lassificare : a ) 120 che sembravano in imminente pericolo di vi ta per as6ssia; b ) gli altri c he, b e nchè soffe r e nti, n on p r esentavano uno stato allarmante. Del primo gruppo SS morirono, con una percentuale quindi d e l 6 p . 100 di morti sul totale dei portati alla clearin.q slation; p erò venn e. r iferito c he m o l ti e rano peri ti s ul c ampo, e d a ltri non pochi nei posti di soccorso. D ei SR morti alla clea ring stat ion, 16 perirono il giorno ~tesso dell'arnl.Lois sione, 13 il giorno seguente, 2 nel 3° giorno d a ll'arrivo, uno al 4° ed u no al 5° giorno . I l p iù grosso convoglio anivato a lle o re 1.30 aut., erà d i uomi n i c h e e r •\no stati gasificati alle ore 19.30 della sera precedente . U no m o ri prima di esser di · sce so dal camion. L a m a ggior parte presentavano uno stato di shocl>. e ft\cevano sforzi immani per respirare. La cianos i e ra s pecial mente marcata alle labbra ed agli orecchi ; a l cuni avevano una bava s pumos a. giallas tra colant e dal nas-o o dalla bocca. Alcuni p iù anziani era no in i s tato di vero c olla "so. Tutti, f uor ché i moribon di o io col lasso, e rano p ienam e n te cosc ienti e a n elan ti alla v ita. C ura - La miglior cura consisteva nel provocare il vomito e si dttva p e r ciò 300 gra m mi di a cqua salata, segalta d a a cqua tiepida, e poi si eccitav a il vomito titillaodo la gola con un penne llo o al t ro modo. Cosi veniva e s pulsa una grande quantità di quella secrezione bronchia le e p o lmon1we spumos a e giallastra ed i m a lat i n e ris entivano poi grande sollievo. Ris u ltarono pure u tili la res pirazione artificiale e l'ossigeno n ei c a s i d i cia nosi piu pronunciata. La miglior posizione per il malato che aveva p r eso vomitori era s u l fian c o a capo b a sso. .Autopsie. - Tutte rivelarono intens a. c ongestio ne bronchiale e polmonare, con edema; per cu i p e:z:zi di p o ltnooc messi nell'ac qua. n.ffondava.no. Nei b ordi dei poi,~
-
c;~o1·nale
di m t>drci nu tnUil.u·e. -
P;.o>c \ 111.
Gou
IH \ JSTA
lH 1'V:S"ICOLOG JA
mon i si nota nu10 talora aree di t: n tisema acuto i n formn di chiazze grigie r il evate. Con cludendo, i casi potevano es<;er e divisi in due classi principali: 1° presen tanti a s fissia acuta con marcata cianos i e ortopnea, di cui un qua.rto IDO!ÌrODOi
2° ptescntauti as6.,sia subacutl\ con dispnea ma non o rtopnea, moo.iet·ata eia· nosi. tosse, ecc. Questi guarirono bt>ne ed abbastnnza presto. L'at·ticolo non accenna alla natura del gas at!opera to dal nemico, n e anche alla produzione di nubi dì vapori. Panebbe quindi p e r questo e per la siutomatologia piu grave e per le m orti a l unga scadenza s iasi trl\ttato di un g as diverso dal cloro adop!!rato i n a ltre occnsioni. Prol>auilmtnte si tratta d e l fosgeue o c loruro di carbonile, di cui dicest i Tedesc hi abbiano preparato grandi quantità. Quest o ga.s sarebiJe più deleter io del cloro.
F. R.
lli\'I~TA Ul .\IAL.\TTIV. \l\H: EE l~ IIELU PELIJ S. H. BRow.xt:so
- · :aeatUvo Luetln per la st1Ulde ; rlaultatl otte nu". -
(TIIe OJd~thalmic 1·evi eu·) ·
Ogn i s forzo è stato fatto onde ottenere un cutireattivo per la sifilide analogo a quello che s i h·~ per la t ubercolosi e che costituisce, com'è noto, un mezzo diagnostico sempli,·e ed al quale si p uò o·icor rere con fiducia. P er ottenerlo e r a essenziale di avere un estr atto, sospensione od emulsione dell'an tigene speci lico.. ;-;j è t entato di arrivare allo scopo servendosi di e;:tratti di organi r icchi d i spiroc h eti. c ome, lld e,;ern p io, il fegato di sitilitici, ma n on si souo ottenuti per questa v ia risultati note~·oli . J-'t?r a v~>re un convenieute an t 1gene occorreva prima arr ivare ad ottenere c u lture pure oella spirocheLe de.lla s itilide. l t entativi fatti d a l Jot to o· H iJey o ::\oguchi, dell'isti tuto medico Rockd'eller d i .l\ew ì'ork, sono s tati coronali da successo; egli cosi ha p oLuto pn~parare un cutireo.tt.i\·o per la s ifilide, che ha chiamato Luelilt. PuEPARAZIO~E: Pezzi d i tt·neni di culture solide ricche d i s pirocheti Yel tgono tritu ra t i in uu mot·taio d'agata, aggiuugeoJo ,]i t anto in tanto un p o' di cultu ra liquida, lino ad ottenere un'emulsione. Qutlsta vieue portata per u n 'or a a 60->, quindi vi si aggiunge il 3 p. 100 d1 tric1·esolo. Dopo essersi assic u rati c he quest-a emulsione è sterile, essa è pronta per l'uso. Uso. Si mescola con egual volume di soluzion e salina normale e se ne inietta, mediaute una siringa con a go sottile, 0 .117 cen timetri cub ici alla superficie e:itet·na di un braccio, d opo avere pulito la parte come di con sueto. Non occorre alouna medi~tu ra. RRAZIOSE. Neya.liva.. - N elle pe rson e norm~tl i, eutro le 24 ore appare, intorno al punto d' inoculazione, un arrossamento sot.to forma di p iccola areola, che g rad a tamente v a dileguan dosi. :IS'ou induramento ed ordinariamente non dolore. n è p iz zicor e.
651 Positiva.- Noguchi descri-:" t re tipi di reazione positiva: to Forma papulare - Entro 24 a -l8 ore insorge una papula ros~iccia, del diametro di o &10 millimetri, circood!tta tah·olta cl~ una ditru;-;a zona d'iperemia. Dopo !J--4 giorni, durante i quali aumentnno graùatame11te le dimen,.ioni ed il grA.do dell'i nduramento. il proce-<so infiammatorio incoiJiincia a regredire per scomparire ordinariamente in una settimttna. 2° Forma p uslolosa. - F ino al 4° giorno decorre co nte nel tipo Jli'Pcedeute, quindi la papula diviene edemuto:-a e dà luogo oc ·asionalmente nei dintorni ad ascessi n1iliari multipli; in seguito va nunrnolleudosi a cominciare dal centro, fìnehè si trasforma in una. vescicola ripiena di un siero, p r ima semioparo e dopo purulento. Ben presto questa ,·escicola si r ompe e si ricuopre di una crosta, che si distacca in poc hi gio r~i, mentre l'induramento dei margini va scomparendo. Non resta quasi cicatrice. · 3° Fo1"1na torpida. -In rari casi p<'r B-4 giorni non si ba alcuna reazione al punto d ' iniezioue, sicchè la pl'Ot•a si potrebbe ritent're negativa; ma improvvisa· mente insorgono fatti infiammatori, e si ha la formazione di una. pustola, che de· corre come nel t i po precedente. Il Browning ha usato il Luef.i1~ in 100 amrnalt~ti di occhi, quando il caso ri· chi..deva. una simile prova, praticando quasi sempre (78 casi) contemporaneamente sugli stessi ammalati lA. •·eazione di \\'assermann. Ebbene, in nove casi la reazione di ~Vassermann riusciva negativa, mentre la prova col L m:tin riusciva. po!:>iti va ed in questi casi il decorso clinico della malattia dava. la conferma che si trattava di sifilide. Solamente in sette casi la prova di "'a.~sermann riusciva p:>sitiva e negativa quella. col L~<efill : in due di questi CR~<i i pazienti avemno malaria. Questi risultati non devono sorprendere considerando la llelic!ltezza del f..nomeno dell'anafilassi, in con tronto al quale la prova con la fis.-;azione del complemento è di natu ra g ro;:solana. Non è certo senza importanza inoltre il fatto che la prot•a col J.uetin è alla port11ta di ogni medico pratico; essa. poi è utile come con trollo quando il Wasset·mann a bbia dato u na reazione dubbia; infit.e è di grande valore nei casi complicati ad altra malattia protozoaria, come la malaria. L'.d.. conchiude col dire che, Sbbbene il numero dei casi nei quali egl i ba esper i mentato il Luetin non sia elevat-a, tuttavia per le cennnte constderazioni teoriche e per i risultati pratici la prova. io parol:t si può ritenere di conc;iderevo\e valore. :->. CA I.F::SDOLI. A . G()RDON. - Nuova reazione nella •ifUlde. 2 0 febbraio 1916).
(1Vew Yol'k medical jotn·nal,
La nuova reazione per la diagnosi di sifilide suggerita, dn Gordon \'iene eseguita. nel modo seguente: 1/2 centimetro cubo d i siero sanguigno da esaminare viene posto in ona provetta; 5 gocce di una soluzione di bicloruro di mercurio all'l p. 100 vengono fatte cadere lentamente n e l centro del tubo. Se il siero proviene da. un individuo normale o sofferente di tutt'altra malattia che la sifilide (Wassermann negativo), nel momento iu cui il reagente viene a contatto con il siero appare un intorbidamento che rapidamente aumenta. di densità fin che a capo di 5-10 minuti l'intera o quasi intera massa del s iero as· sume l'aspetto di una densa massa grigia con lieve tinta verdastra. I n qualche
Rl\lSTA Jll )IAL A1T1 F:
V~~:-<EREE
E
OELLA
PELLE
ca:::o il precipitato compare s u l,ito, in altr i cu,i leutameute dopo aver posto il reago;>nte, ed in altri casi ancora 6-LO minuti più tardi N el siero si6litic-o il cont a t to con il reagente 11ou produce p recipitazione, ma soltanto della schium a alla parte superiore del s iero, la quale permane per qualche tempo; il siero non muta colorP. CJAt:R I.
'
RIVI S'l'A D' lGTE N l~ l\fl L l'l'ARE Sag gio e •terillzzazlone rapltla dell'acqua per le truppe ln c ampagna - (UentP d' Tlyg iène, 20 aoùt 191 5).
\-RJt(:xoL·x. -
Sebbene i soldati siano ora obbligatoriamente sot tome;:;:i alla vaccinazione antitifica c he li mette quast a l ;:icuro dal te insidie della febbre tifohl e, non è per nulla. dim i nuita l'importanza. dell"esame delle acquP da p rovn·dersi a lle truppe e della lot-o sterilizzazione n on a p pen11 si con stati che esse sono infette. I pro<>es~i d i Sltggio e di sterilizzazione de~·ouo e:;"er e di faci le esPcu:doue e rupi dità . V e r il sa~gio, M . Veru;noux in rRpporto alla. r icerca nell'acqua dei nitriti e (lell'ammonincn, fa. Ol"l"e rvare che la reRzione di Griess permette di s tn bilire r a pidamente la presenza dci nitriti. Allo s copo s i uti lizzl\uo le due soluzion i seguenti _1 e /J cbe ~e o gooo con~ervate in boccette di v etro gia llo a tappo smer igliat o : A. - .àcido parasol fantlico • gr. 0,50 A cido acetico glaciale gr. 5, Acqua ùistillata q. b. per o t wn~rt: . CC- 150 Il. -
Acetato di .x-oafti In m inn A cido acetico ct i;:ta ll izzato Acqu~t distillntn .
gr. o.n5 gr·. ~.00 cc. 100
Si prPndnno alcu n i cc. dell'acqua da esnminnre. ai quali si n,ggiungono alcune goccie di cias<>una delle duP soluzioni _J e R: secoudo In quantità dei n i t riti contenuti nel l'a,·qua, e,;sa p rende una cc.lorazione che , .a dal ros a pnllido al ros-so ru bi no. La ricerca. dell'nmmoninca. si fa per mezzo dd reatti..-o dt ~es-.ler (<:oluzione alcalina. di iodo-mercura.to d i pota,;sio) che a cnu,-a ddl~t sun altera hilitil. bi:::ogo 11. sia !'empt·e di recente prl'pnr·azioue. Q1 resLo r eattivo si colora i11 giallo più o m e n o CArico a sec•ooda dt>lla proponione Ùt arumoninca contenuta nell'nequn. La presenza dei clor ud nell'acqua co<:tituiscc uc'l·Cct>llente indicazione, perc-hè questi ;.ali pro vcn~vno genernlnwnte dn una. contaminazione pt-odotta dal:·uriua o da altre d•-il'zioni nnimn.li . ma In. loro r icerca n on è indi--peu!'nbil.: perchtl nell'a<>qua che oe contic·ue, sono t>gualmeute pre::enti i nitri ti e l'nmmoniaca. Il SRggio idrotritnetri co è troppo luugo e non ser\'e che per r icouoscere le a cque più o meno calcari o st>lenito:-:e. S~>bbene non pt-esentino t raccie d ' ammoniaca. o di nitriti, \tn'n.cqua può ec:sere :::o:<pPtta per la presenza. di germi patogeni (bacillo d'Eb..-rth ), colihncillo, microbo
IUVISTA D'IGIENE !lllLlTr\RF.
o53
della dissenteria, bacillo del colet·a, ecc.), i quali è necessario di clit.Oiuare con la st~rilizzazione. Per questa operazione si sono consigliati l'o.\lume, gli ipoclo riti, i permanganll.ti di pot:•ssio o di calce, le compresse di iodur o di potassio iodato e d' iposolfito; ma Vergnoux propont: un proces,;o più rapido e più sicuro: si utilizzano due soluzioni, delle quali uua è una soluzione satura d i iposolfito di soda nell'acqu11. b<>llita e l'altra uua t•ntut·a ùi iodo con;posta di l grarnmo di iodo, grammi O,Oo d'i oduro di potassio, l g t·amrno d'acqua e 8 l!nunmi di aJ cool a 98°. Fi !t rata. l'acqua da sterilizzare, vi ::;i aùd i:!:iowwo n lnme g occe d i detta tÌJJ· t ura di iodio fìnchè il liquido as~uma unu ltevt: tiuta ~ al lnstm, do\·ut.t a l' iodo libet·o; le prime gocce non colorano l'acque perché l' iodo che et nLe11gono si com· bina N u la materin OJ'g">nica. In quasi tutti i casi, 5 gocce della. soluzione iodata s o no sufficitmti: si li1.:cia pn;;;..nre una mezz'ora e dopo si ,·ersa n~:Jl'acqua l o :2 g nrce .li soluzione d' iposoltito che rengi!;ce sull' iodo l i bf•t·o e fa sparire la t inta gialla. In questo momento l'acqua non ha pit1 il sapore d~! l' iot!o e può essere senz'altro usata per bere. L' ioJo, in virtù delle sue qualiti~ hacteri..:ide e ossidanti, <-ontr ibuisce a di stt·llgg--re i germi pa.togeni dell'acqua; se ne può fare la prova con un'xcqua Hp· po~itamente infetta con ba.cilli d'Hebert o con colibacilli. l'er determina,·e la quautita di soluzione iod11ta da impier;ru-e p<~•· la sterilizzazione. si può ri correre al segueute metodo: si prendono 10 palloni da 125 cc. Steri lizzati, ed in c insc uno dei quuli s i intr oducono 100 cc. dtll'acqu!~ da Steri}i?.za r e: cias••uno di questi palloni, nu merati da l a JO. viene itu"eunto con una got·<·ia d i cultura recente in brodo di bacillo d'Eberth o di colibadllo: iu questi di\·ersi palloni si >~ggiungono l, 2, ~~ .... ~J, 10 gocce di soluzione iodata (che può an.- h e e:<ser e J'impinzznta dsdl11. tintura d t iodio della fat·wuco,,ea al dee imo); dopo \IDR mezz'o ra. si decolot·a il liquido de i HJ palloni con una goccia di soln:t.iooe di i poso l fi to sterilizzata.. R: tru\·asa poi il c onteuuto dtoi palloui in diec i alt t i palloui di 250 cc . egual· meute numerati e contene:Jti ciascuno 100 cc. di brodo sterile, in modo che il conte nuto del )-iccolo pallone n. l sia ven;ato nel pallone grande n. l, e così di l"eguito tino ~l n . 10. I palloni grandi in seg uito so11o me:>si io stufa a 37°, e do po 2-l ore 4i esaminano: se il contenuto è torbido, ciò i11ciica che il numero delle gocce di s o luzione iodata n ou sono state sufficienti per s t erilizzarl o Il primo numero dei grandi palloni che r esta limpido indica, c,ol numero che pot·ta, il numero dei ce n lllDF-tri cubici di soluzione iodata nece...,sn rio per ottenere la sterilizzazione dell'ac-lJUil in e~ml' . \'erguoux ba conl'tat •to c h e, io generale, 5 gocce di soluzione iodata (co nispo ndente ad l ceutign\do di iodo) souo sufficienti per sterilizzare l litro d'acqua: se si opera su un ettolitr o, la dose Ji S•>luzione iodata è d: Hl grammi corri::;pon· ùente a l g1·amma di iodio. E ~L"LI. I OTTJ.
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ArDrA~D GAUTlER. Sulla radone a tt a ale del soldato la campagna.: bisogna dlmlnnlre la oarue ed aumentare l le g-umt e d 11 v ino - (lJulb·tin de l' .dcatlé"tie de Jr ,;decinP, n. 27. - S..iance ùu G juillllt 1915)
L'A.. 1·iferend<.si ad una comunicazio n e di )L Vidal sulla Ra:;ione di 1'ino dei :>elJ...tlo fralt <'C:;e )H·e.-;en t tL q ua.lche ri tles,.ione a pt·oposi to della raz ione del soldato
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IUVT~TA li IGTF.NE ~III ITA RE fraoce~e i n tettl po d i guerra e delle b~vaude fermentate che vi si donebber o aggiungere. Partendo dal risult>lto delle proprie ol':servazioni, secondo le quali, il coltio:ato re del Mezzogiorno della Francia r iceve t> n& razione giornaliera alimentar.- che corrisponde a un po' più di 4100 calorie, tanto in estate, come in inverno, e il la· voratore del Nord delll\ Francia, consuma n elle s te!>se condizioni di lavoro una razione che corrispondi:! a -!000 calorie e dnlle ricerche di :\f. A. Laun6y sul lavoratore belga che vl!rrebbe a disporre d'una razione alimPntare m edia ~iornl\ liera che rappresenta 3800 calorie. 1' A. ritiene che nelle regioni temperate della Francia e per un~ stttgione media, si possa s tabihre che l'alimt!ntazione normale deve fornire all'operaio circa 3!>00 calorie per giorno. Mentre che nei p~tesi pil= freddi del i\ord d'Europa. i n Germania, in Russia e negli ~tati Uniti, come du. ra n te l' in\'erno nelle regioni temperate della Francia, la razione alimentare necessaria per sostene1e. senza perdita di peso, le forze d ' un buon operaio si eleva a 4300 iute:-e calorie circa. E deduce che per sopperire al raffreddam .. nto del corpo nei pae-;i heLtentrio nali è neces..o::;ario uu supplemento giornaliero di nutrizione, che, ripartito o::u tutto l'anno. corr1sponde a circa -!00 calorie in pitì. Questi dati tratti dalla se m p l ice osservazione cmpinca souo applica bi li al no:::rro soldato in tempo di guerra.
Infatti egli, come l'operaio, è sott.omesso a lavori faticosi 6 spesso eccessivi. Se egli gode di giorni di riposo re lativo, ha pe1· contro i giorni di combattime nto, le emozioni della hnttaglia, l'insonni~, ecc. E si domanda l'A.: ìl nostro :::oldato b11 la razione che l' e,.perienza h~t dimostrato neces--aria, per l'ope raio, per il nu1novalP, per i l contadino? La razione (orte o d i gut~r~n del soldato francese è com posta come segue: PnnP (a. &l p. 100 d ' acqua) Ca r ue fresca (con o.s<:o). 10 carne in conser\'a : gr. 2$0). Broò.o salato o con centrato Leguwi ,.e<.chi. Lardo o g •·asso. zu,·chero. CaiTè tosta:o \"ino ( alcool 8°.5 a uo,
gr.
7oO
•
500
,
,• »
,.
50 100
so fH
2! c.c. 260
Ora, questa razione corr isponde, Il calcoli fatti. a R200 calorie circa, mentre, dalle e.o::;perienze sopra citate dall'A .. io l"tngione e climi temperati sono nPce~ SR.riFJ 1\ll" opera io 39011 calori!'. l': perdò, conclude. il soldnto frnncese in piena guerra non può trovare, in conrliz;oni clima.t.iC'he norrnali, nella razione regolamentnre tutta 1' eoergi~t della quale deve di:< porre. A più forte ragione 65"11 e ins ufficiente, cluran~ l' ino:et·no. quando l'alimentazione d ovrebbe fornirgli -l!3•MI calorie ci t·r.a. PerC'ÌÒ l' antmini..:tr(lzione riellll guerra, col sopraveniente in,·erno, ha portato d:t R:?OO a :TiQO lo l.'a.lorie della rnzione regolamentare, concedf-ndo a.ul'ltA uni\ razione !<uppll'menti\J"e di gmmmi 0.2'1[• per nomn e per gio•·no. ria. di:<tribnir~;i Il :<ecoodn del biqogno A que~to modo ed anche col concorso delle[,.. miglia, la •·azione tli guerr11. si avvic ina allt> -1200 calorie. n ln::eno durante l'in\"ern ..... D:t!!li stu•li dt~l prof. ~Ittnrel e ..:oprntutto dai 1:1\·ori di .J. Lefl)vre si dovrebiJ<' avere per l'invet·no un supplemento rli razion t' rappresentato dn 800 a 1000 calorie.
RlYISl'A
o"I GlE~F. M ILITA R E
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In che modo si pos sono procurare qu1:0ste 900 calorie circa d a aggi ungere per 1' inverno alle 3200 cal orie rappresentanti la. razione forte ufficiale? Tutti gli igienisti che si s ono occupati d' alime ntazione d icb .iara no che e d a n noso. in un r egime ben regolato, che il p eso degli albuminoidi sorpassi il quarto delle sostan ze ternarie. Ora, nel regime d i guerra del ~;;oldato fran cese, o~;serva l'A., su 525 grn mmi di mater ie ter!larie troviamo 158 grammi di albuminoidi, mentr e non dovrebbero sorpassa 1·e i 13 1 grammi (il qu a rto) p er giorno, ciò c h e, bene .r ilev arlo, costituirebbe i l 1na.ri·mum . Cosl pure in u n a appropriata razione il peso delle materie azotate d'origine animale non dovrebbe essere super ior e al 46 o 46 p . 100 del peso delle materie azotate tota l i. Inve c e , nel regime in questione, s i arriva al 48.8 p . 100. In una pa1·ola, i l 1·egime regolamentare della rnzione forte del soldato francese e uu po' tro p po ri c ca d i c arne e per con seguenza t r oppo povera di legumi. I éOO g r ammi attual i d i carne fresca. osso e tessuti bianchi comp resi potrebbe eo;F=ere ridotta a. 420 o -!SO grammi, oppure, se d i carn e in conser vn, a 200 gramm i . e cioè ridotta d i un SPttimo . Al contrario, i legumi, come si è detto. s o11o i n !"ufficienti, tanto p iù c h e e ssi s ono g e neralmente con cessi a l soldato allo stato secco e crudi. m o lto ro.ramente verdi o cotti. È quest a u na. pratica che è b ene r iformare. Un' a r mat l\ in m arc ia , i soldati n e lle t rLncee, gli uomini c h e si b attono, non b a nno il tempo di pens are a lla c ottura dE'i legumi od, a nche nelle r etrovie, non è po!<sibile attende r e 3 o 4 ore pe1· la cottura d i questi alimenti. Il più s p esso distribuiti cotti malamentP, i l soldat o u o n li mangia ed è un v ero inco nve nie nte. È necessario che i leg umi. così detti secchi , o i n gra no, com e i fagiuoli, le lenticchie, i pis elli g li s iano forniti pronti a d esse r e con s u mati. Sarebbe necessario di trasportnl"li già cotti per la. distribuz ione in scatole di latta s terilizzate. J\Iegli o anc ora se si p otessero somministrare giiL prima a ssociati alla c arne. S i è proposto, e ~on ragione, l'uso d i couserve miste di c a rne e di legumi che avre b bero bisogn<J solo d " ess ere l egger men t e riscaldate p e r otten e•·e un p iatto o.ppet i toso. L ' d. ba. a ssaggiato queste p1·e parazioni ed aft'e rma che sono eccellenti . In questo modo sarebbe r isol t o il probl ernn, e vi tando che il s o ldato disperda q u esti prezio:"'i ali m e n ti. Inoltre è d esiderabi le c h e il s oldato riceva una alimentazione un po' variata, ciò che si paò consegu i re con i diffe renti gusti dei vari legumi cnpaci d i eccitar e, cias cuno in modo dive1·so, le papi Ile gustative ed evitando cosi l'uso esc lusiv o e monotono della carne in c o nserva che fini s ce per predisporre ad imbarazzi gas trici e a l d i sgusto: da ciò catarri g astro- entedci o ipe r c loridr ia. J s ali di p o tassa poi, cosi necessari a ll' econ omia, non s ono contenuti nella car ne muscolare, m e ntre sovYabbondano nei legumi ; l'alimentazione carnea e "clus iva di.«poue inoltre a.U' a.rtritismo ed alle gastralgie, mentre la privazion e coutinuR. di legumi f1·esch i predisp one a l l o scorbuto . c ome avvenn e durante l' a.;osP.d io di Parigi nel 1870. Per arrivare dalle 3 700 c alorie ?ella razione attuale Ll i guPrra del sol dato francese a quella d i 4200 cal o rie che si è dimost1·ata esse r e necessar·ia., a l meno per l'inve rno, bisog na ricorrer e alle r isorse dello zucc hero. delle c o nserve dolc i di f:-atta e sopratutto alle b evande fermen tatE' Lo zucchero è un e ccellente a l imento di namoge no in c oncorso della carn e , purchè non superi i 60 o SO g rammi pP.r giorno. )'fa tenuto c o nto dei 31 grammi c he già esi ston o n e lla. razione r egolame ntare del solda to. non gli ~ i possono concedere in aggiunt a più di altri 50 grammi . c he g l i forninmuo a ltr e 200 cl\lorie !zuc c h e ro in natura, conserve zuccherate, thè z ucc- herato, cioccol::~.to l .
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Rl\lSTA
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D JGH::to.'"E lii L l TAHE
Di ,·atft: ,.,i c:oucedono già. 2-! gnuumi !)er giorno. Certo cbe un anmento sarebbe grudito a l nostro soldnto, ma, osserva giustamente l'A., il catrè piu che nutrire, eccita le fuuzioni cerebr ali ed è un eccitante eJlimero del lò forze Sònza aum entarle. Fuga momenta neamente il bisogno d i dorm ire. ma il suo abuso di1 }'in s onnia. oltre che altera la precisione nei piccoli movimenti, e con tssa, quella del tiro. È -;t'nYorevole la s ua azione sugli orgauismi che sou p r ivi di legumi fresch i, e. come pc1· l' ec<"e!'SO di carne, li predispone all' artriti:;mo l<e:<rano le bevande fermen tate : il vino, il sidro. lu b irra. C'ou 51l centilitri di vino a 111 gmdi d'alcoo l aggiunti a i 26 cent-ilitl-i che già. dceve il soldato con IR ra zione forte, si avrehbet·o 76 centilitri di viuo pe r giorno che fornirebbero '.HO 1·a lo1 ie c irnn . t.tueste un ite '> ~tlle 2So calorie corrispondenti a grammi 33 di c-ioccolato, o al le 1 9G che pol'sono fornire 50 grammi di zucch..-ro. fonnerebbero pe r l'appunto le 600 calori~: cir ca necessarie per raggiunger e le -J.:200 calorie del la ra:done di guerra d<:l soldato france!'<e, a lmeno per l' iuveroo. Quest'aggiuuta di 51) cent.ilitri di v ino, nota oppor tunamente l'::\., ci pare iu· di;;pe n ··abi le dura n te il freddo dell'inverno e quando sì hll bisogno di don1an da.re al soldato uuo sforzo improvviso ed eccessivo, come prima di un com bftttimento. Niente potrebbe r i mp1azza re u tilmente per t>ssi questa bevanda eccitante e nu triti\·a, mas>-i me q uand" è necessario di p1·odurre quasi istantnn e~ mente il lavoro inten:<h·o dell' R.tcacco o della difesa. L ' taso moder ato del viuo (dt.: l vino e non della birr a, In qual e n on r isC'llda abbastanza lo stomaco .. pen;iò incita a far uso dopo i pnsti del bicchierino d i acquavite) pa·otegg:~ contro l'abuso dell'acquavite. [n Fraucia. v 'è la piaga del l' al cooli~mo in No rmandi a. in .Bret ngna e p.ei paesi dove non t'Sistono vignt-. Là do\·e si beYe vino. gli ubriaconi son o una curiosità rarR. Diamo del vino a i no~:>tri soldat i, conclude l' A.; esso t, la bevanda nazionale la più generosa
E . SU LLIO TTI.
RIVIS'rA DI rrEL~APEU'l'ICA HtJTli~Tt' IIS. -
La cura del !lalvarsan .nel tetano. -
( .lfi<ttch.
1//l'(l
rroc'l.,
n . :?9, Hl L5). La t,.t·apia d..ll'infe7.ioue teta uic:\ rest>t aucoru un prol1lema di m edicina interna. tutt-' altro ch e r isoluto Si! infatti con generale conseuso t; r icon oo.:ciuta In v i r tù proti latticn del s i .. ro antiteranieo. alt•·ettnnto non può dirsi d e lla sua efficacia tet·ap eutica. flramni il uu prinl'ipio sr.ientil:ico bene acquisito che la tossina tetRn ica ha una Atfinitil elettivn c u i p•·otopl:\sma cellulare nen·oso, a cui si fi:<sa. ten acemente. ~t' ciò è 1\\"venut.o, il siero non e~e rcita su di es;;a che un 'azione to olto limitata P<i a c-ouriizione di i"or pre ndert> il processo m orbo~ al suo i n izio e c h e v enga in t.r. • dottsl direLtRtuente nel r:\chide. L'espe r ienza i ufatti ci ha mostnito cl1e l'effica ci a
R[VJ TA
DI TI': RAPE:GTtOA
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del aiero per la via delle vene è qua.si nulla.; il c he deJ resto non deve sorpre n · derA se si pensa. al lungo ca.IIUnino che l'antitossina. deve percorrere per giungere dalle vie sanguigne alle vie linfatiche pedcellulari e di là nell'interno della cellula nervosa. Rimane c o si molto ridotta la quantità d i nntitossinn che penetra nell'u n it1\ di tempo nel protoplasma cellular~, mentre il suo effetto è lPgato, come si è già. detto, ad un'azione sollecita ed energica. D fatt.o, d.,l resto, non è nuovo. perchè la stessa cosa avviPoA pe•· la sifilide. Se lo spirochete e nei v a si. come nella l'ifilide cerebrale, noi poss iamo avere risultati del tutto inattesi con le iniezioni endovenose; ma se il germe e le tossine s ono nel protopla.sma cellulare, come nella. paralisi progress iva. le iniezioni endovenos e non hanno più il medesimo effetto e bis ogna allora ricorrere all'immi!'<Sione diretta del siero n ella. ra.chide per otte:çaere un qual che miglioramento. Anchl'l le iniezioni fenolichA, proposte da Baccelli col doppio s c opo, dell'azione sedativa comun e d e ll'acido fenico e di quella antitos sic a. s pecifica per il tet.ano, trovano seguaci ardenti e detrattori convinti; e dicasi altre ttanto deUa più r ecente cura di Metzer, fatta con le soluzioni al B p. 100 di solfato di magne~ia, la quale pnè compromettere la vita degl'infermi con l'indebolimento dell'attività cardiaca e l'improvvis a paralisi r espiratoria. Da tutto questo emerge chiaro che. se abbiamo un fidato elemento profiln.ttico d el tetano, non abbiamo ancora un sicuro agente curl-ltivo; p .. r CtJi l'i s~olge una attività febbrile nelle ri cer c he per debellare que«to terribile fla~ello delle armate in guerra Affatto r ecentemente si sono segnalati i buoni effetti o ttenuti col s~tlvarsan. Il materiale di prova. è an<'or SCI\I"So per poter veuire a conclusioni definitive o almeno, tali da pt·omettere senz'altro orizzon ti migliori : certo è però che, conoscendo l'azione molto spiccata dell'arseno benzolo nella stimolazione degli anticorpi specifi~i, non reca. alcuna meraviglia se anche nel tetano p oss a corrispondere bene allo scopo. In qualunque modo. dopo la comunicazio ne del dott. Rotbfu c bs, dell'ospedale portuale di Amburgo, apparse nel Mii.nch. m ed. Woch. , n. 29 del 1915 e riportata in sintesi da.Ua Gazzetta degli ospedali e dPllP. cliniche, n. 61 dello stesso anno, in cui racc omandava l'uso del ga.)va.rsan e specialmente in combi nazione con l'antitossi na, Iacobstbal rifP.riva d'aver notnto nn l"itardo della morte n egli animali trattati col metodo di Rotbfucbs. Cosi pure egli trovò che il siero di conigli trfLttati col salva.rsan. dopo B ore dall'iniezione, inibisce completame nte lo sviluppo del bacillo del tetano. Dalla. piccola statistica del dott. R o thfuchs si ricava. che su 14 casi si e bbero 2 insuccessi; quind i uua mortn.lità del 14 p. 100 circa. Il salvar-san fu iniettato nella proporzione di B0-4.0 centigrammi per volta ; le tniezioni furono fatte nel racbide, nelle vene ed intramusc olari e con l'intervallo di cinque giorni fr·a la prima e la seconda e di otto giorni fra la seconda e la terza, se q ue!>t& si fosse r esa necessaria. In questi esperimenti inizi&ii, che possiamo dire incoraggianti, si scorge ancora p e rò quell'indeterminatezza dei primi passi; per cui irregolarità. nell'opera d'inizio della cura, i ndec isione sulla via d'immissione del rimedio, noncbè sulla dose più adatta del fA.rmaco stesso . Quando ttitto questo sarà disciplinato dall'esperie nza e dalle osservazioni più esatte; quando sarà dimostrata la necess ità assoluta di serv irsi, n ei casi di nnlt.
certa gravpzza, della v ia intnuachidea, tenendo S"mr<>e p •·e"t>nte il pri n cipio <iella preco.-i tà dellA. c u ra, non vi è dulrhio che i l salv:u;;:an potrà rendere !'Prvizi !'~mp1·e p i ti incora~gi a n ti Ba<; ta dunque tener prt>sente questo n uo•o metodo e pe r s ev e r are nelle severe ricerche. :\I A RGOTTA.
C. VAI .LAIW t
- n bagno a vapore nel cast dl congelazione. -
( Il p l'n:;i f'ro
m••clif'o, n. 3'1, l $l l ili.
L'A. hR avuto Of'CitSione di !<perimentare in alcuni c asi di con~t>lazione di secouòo e terzo grado degli arti in ;;:oldati reduci dal fronte l 'efficace e r~tpi olo et'fet· to rlell'Azione locale del •aporc a.-queo. esponendo la regione ammalata J•er 10'-20', duP o tre volte al g iorn o R~li eflluvi rli vapore acqueo. A secontla de~li nmhienti tio ve la cur.L viene iotrapre:'R., l a :::;or gc>n t !' rl i v:1pore pni• esso> r e diver;;:a: pu.:, ba:'!hlre un11. pen tola f'omune, un p iccolo nntoc] a,e , ecc A.m-.i a. q u esto scopo SA.ligo>l.t ha i•ieato un di..;positivo mol t o sempliceo e pnltÌC<', ~he con si-,te io una >'OI·ge nt,. <' a lorifica (la m patla a p€-tro lio od a ~~~:::;), i n una piccola cn ld aia i n comunicRzioo<'· .-oo uni\ cao.;setta o stufa di 1.-e;no, nella qua le v ie r:e i ntrorlotto l'~trto <'ongt>bto. Il primo s in tomo r. h e scompnre con q ut><;to metodo di cura t.• i l dolore· rap idAmence si ri duce l't>•iema.. la cin n o "i e le flittene diminuic:cono i n b r en•. Gli ottimi r i,ultati ottenuti n elle cone;elazioni, n on s olo di primo e di secondo gr~t•IC'. ma an c h () in qu elle a-;c;ai più gn\\'i, Ja sempl ic ità nella tecuicll. app l icabile oYunque, a nch e n .. lle f0rmnz ion i sanitArie di pl'ima. linea, incort~ggiauo a con;;igliare la re;ameot e l' uso del vn po r e a cri ueo n e lla cu r a de lle cone;t>lazjoni, t anto fre q uenr:i ll(·lle nostr e truppe da monto~g-n!l , · h e ora l'o mha t tono ;;:ulle Alpi (
·.
RlYl STA DEL SERVIZIO .-\ XITA RIO IN Gr ERRA F. H1H~UA~. Par igi. -
Dls lnfe:z:ione d e l treni sanitari n e l ( Uer•uf> d' H !!yi• Ili', n . 7. 1Ul5).
campo
trincerato di
L'A . con que.;;t:~. com uni cazionE' si è pt·oro"to di esaminare il m ate rial e rot:~. b ile ferroviario con i l ;;:uo n t tt'<>zzatne n t o e->clusi vamen te dal punto di Yista igi•· ni•·o della puli..:ia e rli:-iot'ez1oue. Al line ci i couo-.l'e r·c è-<attanwn te le cond1ziooi dell'i m po rtantE' p r·oblema. egli ha Yo lu to renrler·.;i cont? do>llo srnto io cui -.i LL·ova, d o po par·ecchi ~iorni di v ia!!~io. un tre11o sanitario ud ibito n ) tl'H'-' po r·to di f~riti e di malati du.l fi'OII te v e r"o le for111azioni !<nnilnl'Ìe dtdl' intt>ruo. Le co udiz ioHi i~i•! nl"he d<-lle v••ttnre ,-:uinuo ~ru n derueote st.'coudo lo '-Ulto illmo<;ferico, ~J anche a se<;Oio•la. che si trth)lOI'tiDO dei f eri ti gra.vi o si s~ombriuo
RIVISTA
DI~L
SE R V IZI O SAXITARIO I N
G U ERil.A
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d egli o s p eda li di l" linea v ers o le retrovie ed, a fortiori, a sec onda che s i e:;egue il trasporto di con tagiosi o di conval escenti. Queste constata zioni banno per messo all'A.. di adottare dei proces~i di r ipulitura e di disinfe zione in r appor to all a natura d e l sudi ciume esistente. T rifi u t i delle medicazioni, le macch ie di sangue, di urina, d i materie fecali, di brodo o di alimen ti in gener e formano col fango e con la polvtlre d e lle macchie non sempre facilmente identificabili al primo a s p etto : donde la f!ecessità di tr'ovare un processo generale di ripulitura applic a bile a tutti i casi. U n s istema unic o di disinfezione s i rend eva necessario in qua nto cbe, o ltr'e a facilitare i l controllo delle oper'azioni. perme tte v a a.ltresi di valutare anche le s pes e d e lla m a no d'opera. e del mate r iale dis iofettnute necessario. P er' la man can za di u na precedente or~a.nizzazione relativa a questo servizio di d i!:'in fezione, di cui in t emp o di pac e n o n era largame n te senti to il b isogno nelle reti ferroviar ie, l'A. non ba potuto us ufru ire dell'esperienza del passato p e r s tabilire le norme di disinfezion e ed il personale a datto al1 ~1 Psecuzione. G li è sembrato p e rò prefe r ibile, s otto tu t ti i punti d i vista, di fare esegui 1·e q ueste operazioni d i disinfezione dal personale delle c ompagnie stesse fenov iarie sotto i l controllo delle au t orità sanitarie milita ri. .Anzitutto fu stabilito c h e tutt i i treni prove ni e nti dal fronte e dire tti a l C'ampo trincerato di Parigi s i dovessero disinfe ttare in cinque stazion i a tale "'Copo designate (Landy, Pantio, Ivry, Villeneuve- aint-Georges, B a tigno lles). Il u umero di vet ture c he si posson o dislnfe ttare iu tali stazioni durante un giorno è di c irca 2'-"lO. La d is inf ezione del le c a.n·ozze, degli s compart imenti di ogn i c lasse non s i limita alla distruzione dei microbi disseminati s ul pa.vimecto, s ui sedili . s u i c hassis, e cc., dai feriti e dai malati. rna ancora, in certi casi, a quella nei para3siti d ell'uomo , sus cettibili di diventare propagat ori di malattie epidem iche terribili. J p r o("edi men ti gene ral mente adope r ati p e r la disinfezione dei locali son o iue ffìcaci d i fro nte a certi parassi ti. come i pidocchi. Esperien-ze fatte dall'A. al lab o ratorio d'igiene sperimen tale, al collegio di Francia e all'istit uto dipartimentale di ~an terre dimos trano che le polverizzazioni de l s ublimato, i vapo t·i d'aldeide f o r mica, i c r esoli, e cc., non hanno azione su questi parassi ti s pecialm e nte n elle condizioni attuali impos t e dalla guerra. Per la pu l izia propriamente dettR., l e vetture d i 1• e 2 ° class e rlovranno esse1·e s copate c on moltis sima diligenza, i cuscini tol ti e posti sulle r.-tic elle pt::r rendere agevole la spazzo la tura e l' a<;portazione d~i r i fiu ti d ' ogni sorta c h e ~'n ccu mula no f1·a l a spaUiet·a ed i c uscini s tessi : que::.ti poi dovranno e s..<;ere nccuratnmente battuti al di fuori dello scompA.rtimento. Quanto alle immondezze prove nie nti dalla s pazzatura delle vet.ture. pllglia, a vanzi d i medicazioni, T"imasugl i d i cibi, ecc. , dovranno subito e-;<;ere hruciate. Al per s onale ad dett o A. queste l"Dansion i è sta to con sigliato di indossart< una tenuta speciale per le ope razion i di pulizia, le quali compre ndono an c: h e il h1vaggio d ei pavime nti, d e i t n.volati, dei ri,·esti menti d i lino l e um, dei banchi, dei cbfi.ssis e delle bare lle degli scompartimenti , con liscivia calda: questo l a~aggio dovrà e sser f atto con s p a zzole di gn1.migoa pe•· togliere l e macchie di san gue, il pus, i resti di m ate t·ie fecsdi e di vom it.i c hto trovansi più o m e no di<:seccati s ul ltagno. Questa ~pazzatura energica ba a n c he p e r iscopo di far p enetrare l a lisci '""ia alcalina n elle fessure del pavime nto e giungere 6no H.i parassi ti c he potre b bero
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RJ\' JSTA DEL SEHVIZJO S..l::oilTAI:tO IN GUE RHA
e~servtsl annidati. Tale operazione sarà pratir.ata in tutti i casi, si11. che si tratti di carri-merci che di vetture a sc.~mp•n·timenti per viaggiatori. La disinfezione del materiale ferroviario si fa mediante una solu:>.ione d' ipoclorito di calcio. L'A. n on ha pres~ritto l' ipoclorito sodico, detto anche liquore di Labarraque o acqua di Javelle, perché il suo uso presenta praticamente numerosi inconvenienti, per il fatto che la sua soluzione non mantiene sempre costante il guo titolo clorometrico; inoltre i recipi E-nti in cui è contenuto sono assai meno mancggiabili nei ca11tieri che non le botti di ipoclorito di calcio solido. La !"Oluzione di ipoclorito di calcio a 2 gradi clorometrici viene spolverizzata p t> r mezzo di un apparecchio Bet trand che f'-'m;ion>\ sotto pressione di 6 chilogratntoi. A questa prcso;;ione la spolveri7.zazione del liquido antisettico è tale che le particelle penetrano io tutto lo scompartimento e rei'tano in sospen sione nell' aria dell'ambi eu te allo stato di nebùia per pa.recchi e ore. Dopo questa opera· zionc \ carri e le vetture son mo.utoenuti c h iusi pC'r 21 ore. Se :;i teme che i parassiti poss:uto in~ndere i cuscini e le imbottiture è preferibile di ridune a.l minimo la manutenzione di questo materiale: si pr~tticherà allora la !=<ol forazione nella ,-ettura stE-ssa, in ragione di J0-50 grammi di zolfo per mett·o eu bo. Nel caso di vetture di ra clas~e, di wagon-lits, di wagons-regta.urants, si so· stituirà la solforazione con la benzinazione (spoh·erizzazione dt>lla benzina.ì in t·agione di 13 centimetr i cubi di benzina per metro cubo. La tossicità di qu.:Jsta. per i pidocchi è ta le che bas tano delle piccole Quantito\ di vapori di benzina in un ambiente ben chiuso per distruggerli rapidamente. Se i cuscini, le barelle, ecc., sono macchiati rli sangue o di pus, l'i dovrà lavarli con \>D po' d'acqua. tiepida senza aggiunta di antisettici e pot·tarli quindi in una stufa. di disinfezione: l'acqua che è st•t·vita per questo lavaggio, prirna di I'Ssere buttata via dovril. essere addizionata di i poclorito di calcio. I pagliericci imbratt~>ti saranno riC'.arnbiati. la paglia bt·ucia.ta. ogui giorno e le federe IRvnte con soluzion<> d' ipoclorito d i ca.lcio a 2 gradi clorometrici. Questi, in generale, sono i provvedimeuti che l'A . propone p er disinf~_>ttare treni sanitar i, e che l"Ì pos!<ono rins-:umera cotne segue: 1° Spazzatura. ripulitura m ediante l' a>;pirazione. 2" Lavaggio con spazzole con soluzione alcalina calda al 5 p. 100 di carbonato ~odico 3° La v aggio con ac<:Jua ordinaria : asciuga mento con le spugne. -!0 ::::polverizzazione all' ipoclorito d i calcio a 2 gradi clorometrici. 5° ~olfomzione sul posto o in vagoni adatti. Spolverizzazione di. benzina. Sulla s pazzatura. e la ripulitura del materiale mediante il vuoto non ci indugeremo a parlare. · Il l:n·aggio d ei pa\·imeoti e dei tavolati con l'11cqua alralina richiede la proòuzioue di parecchitl centinaia di litt·i d'acq ua calda lungo i binari ste'<l"i . .Nella disinfezione con l' ipoclorito ci serviremo. come abbiamo detto, d'un apparec<·hio Bertraod per s pol vel'izzare la soluzione d' ipoclorito rl! calcio n egli l-<'Oll1partimeuti. Questo a pparecchio si compone d'un r et'ipiente cil ind rico munito d'un tubo c~e pesca fino al fondo: dal h~ pnrre superiore penetra l'aria alla pre;;siou"' di G-8 chilogrammi. L ' iporlorito s'introduce nel ciltndro per mt>zzo d 'un intbnto munito d'una piccola tela mutallica fitta: bisogna ave1· cu ra di n o n r tem· pit·e il recipiente completamente. Due tubi di cnoutchouc, che ciil nno accesso l'uno all'aria sotto pre':>sione. l'~tltro a l li<ptido. <:i r iuni-;cono in una lancia oYe 1t.V\'Ìe11e la -:polver izr.azioue : si ottiene un getlo n ebuloso alla distanza di paro.>cchi metri.
IHVI <;TA DIU.. SER\ IZTO SAN!l",\IUO
l~
OUERR A
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La disinfezione e n tomo-paras..itariA si ottiene facendo bruciare dello zolfo in cannelli posto in recipienti metallici e questi a lor volta in recipienti contenenti dell'acqua fino ad una certa altezza Durante l' opernz1one gli sportelli dei vagoni rimangono ermeticam ente chiusi. l~uPsta solfornzione ha dato degli ottimi risultati e l'A. l'ba p r eferita. a lla proiezione dell'anidride solforosa gasosa nei vngoni per la sua maggior pr11.ticità.. Pei v~~.goni di 1• classe la solfora zione non è po'!sibile: in questo caso Sl&dopera. benzina. ordinaria che si verqa in vasi a grande apertura posti nel mezzo d i recipienti contenenti acqua calda: per 2l ore l'ambiente si ma ntiene chiuso.
P.
N"OTIZIE Prlglonh•rl dt got>rra. Capitano medico in servizio atri~o GIOVANNI PE:' RIUI, del R . . . in:ernato nel ca stello di Lubiana. Tenl!nte medico di complemcmto FRANCESCO FOR" ARA, di Novara, del . . . R .. . , internato a. ~fauthausen. T enente m edico di complemento GIROLAWO LAVILLA. del R . . . . . , fatto prigioniere il 1° lug lio, internato a :\f n.uthnuc:cu. Sottoteneote medico M . T. FEDERICO ANFORA, dPl . . . R. fanteria i ntPrnato a Mautbausen il 1° l uglio. Tenente medico di complemento DAR O BARONIO, del . . . R. fanteria, intern RtO a Mauthaust-n il 1° luglio.
N'"EOROLOGIO Sul cautpo tlell' onoi·e. Tenente medico di complemento FRANCESCO FUSCO, del ... H artiglieria da eo.mpa gnt•, ee.duto il 2 agosto iu combattimPnto nlla ridotta Lamarmora. T e nen te medico di complemento SILVESTRO TRA'3UCCO, del ... R. be~'\gHeri, caduto il:? ago3to ... ut campo di battaglia, gi~L mu.iico condotw in C'ariuoln (Caserta). Tenente medico di complemento ADOLFO l'AMUSSO, di Torino, uddotto alla se· zione ,anità della . . division e, morto il 17 agosto all'o<;pedale di Agordo in seguito a ferite riportate s nl campo di ba tta~lia Tenente medico di complemento SANTE MAGNANI, di Reggio Emilia, del ... R. fanteria, caduto il 20 agosto a Col di Lana, meulre medicava i feriti al posto di medicazione Sottot~nente medico di complemento GIACINTO CASSINA del . . . R. fanteria. Sottotenente medico di complemento FRANCESCO ALLO~ del .. R. alpini, di Ri va di Chieri (Torino).
X KORO WG lO
Tenente med1co Ji compl,;nwuto CARLO VISMARA, specialista in elettroterapia, ucciso sul colpo da una bomba di aeroplnno gettata. su una nostra UJlità sani taria. Sottotene•Jte medico di complemento MANLIO CORDA, del . . . R. fanteria, di Co · langianus (Sassari), già assistente pres"o la clinica medica di Firenze, t:l\duto il 20 luglio. T enrmte medico di complemento OTTORlNO OTT, già medico condotto di Cr:espino (Pisa). ).1andiamo ancora LID reverente saluto alla memoria dei colleghi: Maggiore medico in servizio attivo GIUSEPPE RESTIVO- PANTALONE, deceduto il l • agosto in zona di guerra. Capitano medico in servizi o attivo ANNIBALE MANCINELLI, morto il 26 luglio a Mogadiscio, vittima del beri-beri.
Movimenti anrenuti nel Coqw ~anitario e nel Persona le ~ armaceutiro
Ufflolall In •ervhlo permanente . /)Pereto li!OfJOtenenzial~ 5 agosto 1!115.
'4AGOI:'\I ca ~·. Ecarislo, maggiore medico, in us pett:otiva per infermità non pro· ' venienti da cause di servizio (R decreto 17 Jtceutbre HlH) - Zt'IIPETTA Giu.,·ppe, capitano medico, id. id . id. (R dec reto 18 lèbt·raio 1!.115). - L'a spet· uuiva di cui contro viene considerata concessa per infermità dipenden ti da cause di serv izio.
È revoc;oto e con~ideralo come nou avvenuto il decreto luogotenenzinl~ in data 2·1 giu,;;uo 1915. che colh..ca io aspettatil'a per infermi là temporanee pro1•enienti da cause d i ser..-izio il capituno medico DE SARLO cav. Eugenio. HF:Wl'IH,Ot .Lm.i/carP, t t- nente medico ospedale Novara.- Collocato in aspettntiva pet· iufe•·milit temporanee prol'enienti da cause di servizio. GtiZZAHDI / ,liÌ!fÌ, capitRno medico, iu ~~s,.ettativa per infermità non provenienti da cause eli >;ervizio, pe•· mesi sci (H.. decreto 8 uovemut·e 19U). - L'aspet· tat1vn di eu t cOJttro è proro~ata per la durata di sei mesi, dall' 8 maggio 1916.
lteter-minnzione ministeriale 5 agosto 1911>. ::-.rozzO:TTJ EUse<J, teuente colonnello medico R. corpo truppe coloniali dell'Er i trea (a disposizione ~Uuistero colonie !. - Trasferito dil·ezioue sanitil. Roma. SrF:J.J.A Vi11 ce11zo, capitano medico id. id. (id. id.). - Id. ospedale Palermo. Determinazione minislPI'iale 12 rtgosto 191 o. GntFI Filippo, id. id. Ancona - Vii:zz t:>l Sonto, id. id. succursale .Mantova. - PttEITE Cesare, id. 4 alpini ~[ANI·'RF:DI il.l(•·edo, id. 4 artiglieria forte1.za (costa). Trasfer iti R. corpo truppa coloniali Eritreu, dnl W aprile 1915.
F'EHIU
G!Lido, tenente llledico ospedale Piacenza -
MOVIMENTI AVVENu'l'I ~EL CORPO ~ANlT . E NEL PERS. FARYACEUTlCO
(.i()3
Decreto luouotenenziale 1° luylio 1!115. MOZZETTl cav. Eliseo, tenente colonnello med ico direzione sauità Roma (a disposizione Ministero colonie) - Cessa di essere a disposizione come coutro, dal 16 giugno 1915, cessando dalla stessa data di percepire gli assegni dal Ministero delle colouie. tlTELLA Viltcenzo, capitano medico ospedale Palermo (id. id. id.). ld. id. id., d al 2U luglio 1916, id. id. id. PRElT& Cesare, tenente medico .R. corpo truppe coloniali Eritrea. Collocato a disposizione Mini <;;tero colonie, per esercitar!: funzioni civili in Edtrea, dal 20 maggio 1916. Dec1·eto luogotenenziale 5 a!Josto 1\:115. l seguenti ufliciali medici, in uspettativa per infet·mitit, sono ri chiamati in servizio dalla data e presso gli stabilimenti sottoindicati, a senso del disposto dell'ar ticolo 27 della legge sullo stato degli ufliciali e contemporaneamente •:ollocati fuori quadro, a senso dell'articolo 6 d~l decreto luogotenenziale 11 luglio 1916, n. 1085 . MacCHIA E171esto, capitano medico, in aspettativa per infermità, p er mesi sei (R. decreto 28 gennaio 1916) - Dal 31 luglio 1916, ospedale Genova. Oom Oddcme, id. id., per mesi 16 (R egt decreti i:l dicembre 1914 e 2 maggio Ul15). - Dal 27 id., id. Ancona. G awoLr Enrico, id. id., per mesi sei (R. decreto 11 aprile Hl16·. - D :ol 24 mag· gio 1915, id. Torino. Rh.tll A.lberto, id. id., pet· un anno (Regi decreti 13 agosto UH4 e 2 maggio 1915). - Dal 7 agosto 1915, id. Bologn1o.
D ecreto luogoteltenziale 19 ayoslo 191o. cav. Domenico, colonnello medico dit·ettore ospe-:lale Bologna..- Collocato in aspettati v ;\ per infermità temporanee non provt'nit:nti da cau:>e di set·vizio, per un anno. Decreto luogolenenziale 5 !/iugno HH5.
FABRtS
PRO:SOTTO cav. Be1tedetto Sulpizio, colonnello medico a disposizione, comandato ospedale militare Caserta. - Kominato cavaliere nell'Ordine dei:->-"' .\I:Lu 1·izio e Lazzuro. Decreto luogofewmziale 5 agosto HH6.
I st"guenti ufficiali medici in aspettativa per infermità, sono richiamati in servizio dalla data e presso gli stabilimenti sottoindicati, a senso del disposto dall'art. 27 della l egge sullo stato dt:gli uffic iali, e contt<mporaneamente collocati fuori q uadro a senso dell'art. 6 d e l decreto luogoten enziale 11 luglio ll:llo, n. 1086: D oNaTI Giuseppe, capitano medico in aspett~tti va per infermità provenienti da. cause di servizio (R. decreto 18 febbraio 1916).- Dal 2-1 maggio 1915, ospedale Roma.. A:suELLCO Giuseppe, tenente medico in aspettativa per 2 anni (Regi l.lecreti 21 ottobre 1918, 4 giugno e Si dicembre 1914, e decreto luogotenenziale 10 giugno 1915). - Dal 9 agosto 19151 infermeria. presidiar ia. Siracusa.
Decreto luogotenenziale 26 agosto 1916.
Fusco cav. Emilio, maggiore medico in aspettativa per infermità non provenienti da cause di serviz;io p er la durata di mesi 10 (Regi decret.i 2 ? settemuro 1914 e 26 febbraio 1916). - L'aspettativa di cui sopra è prorogata pe r un periodo di un anno dal 27 luglio 1915.
()! i:l:
MOVUlE:\Tf A VV8:-IUTI :\ P. L CO nPO SA Nt'r. E .\Il'. L PEII:S. FA R\l.l. C ~:UTICO
8 1.N1S1 Guido, capitano medico lanr.ieri di F irenze (a disposizione Ministero colonie). - Cessa di essere a disposizion e come sopra dal 27 settembre 1~16, cessando d& tale dat.a di percepire gli assegni dal Mi nistero delle colonie
Uftlolall in posizione di 1ervlzlo au•llla.rlo.
Decreto lu.oyotenenziale 12 ago.~to 1915. AoANI cav. Carlo, capitano vaterina.rio, distretto R oma, lnurea.to in medici na e chi· rurgia. - Transi tato, a sua. domandll, nel corpo sanitario milit:~ re, conservando il grado che riveste e la relativa anzianità, a senso del! 'art. 5 del R. d ecreto 13 maggio 1915 . n. 621. Si preseotenì il mattino del 21 agosto 1916, alla direzione di sanità militare di R oma, da.lln. quale l'iceverà la destinazione per assumere serviz io.
Dcc1·eto luogo(euenziale 22 agosto 1915. I segueuti utliciali in posizion.e di serdzio aus iliario sono promos:::i al grado superiore:
Colonnelli m ed ici promo3si mRggiori generali medici: cav. Giov. Anto1~io, distretto Firenze. - RoSANIGO cav. Alberto, id. Piace nzn. - Sm.woRN1 cav. Ca1·lo, id. Ales.sandria.
Bus~o:o;r: ·CIUATTONE
Te uen ti colounelli medici promossi colonnelli: J.Iost.:UI:\1 ca\". Rttl'ico, distretto lloma. - MAGRTTA cav. Edmondo, id l{oma. B Er.LIA .cav. Emilio, id. Vercelli. - RE cav. Giuseppe, id. Torino. :\1nggiori promossi tenenti colonnelli: Loscu1 cav. Piel•·o, distretto Sacile. - RICEIERl cav. Ca?·lo, id. Cuneo. Cap!tano promosso ma~giore : LA CASCIA Saluatore, distretto Pale rmo.
Ufflolall dt rlJierva.
Decreto luo:;ole11enziale 12 a!fosto l!H5. Pgr,AGAI.LI E!Ji:;lo, t enente fanteria, distretto Orvieto, lalHeato in me<iicina. e chi· rnrgia. - Trau>;i tato, a sua domanda, nel corpo sn.nitario militare, conservando il grmlo che riveste e la relativa anzianità, a senso dell'articolo o d el 11.. decreto lA maggio l9lil, n 6:11 .
Dec1·eto lUOftOterum.ziale 22 agosto 1915 . I seguenti ufficiali nella ri-<ervn sono promos>i R.! gmdo supel'iore; .I!Iagg io ri promos3i tenenti colonnelli: G.wL IAX U cav. Francl'sco, distrdtto l:iall'rno. - CuRRAOI cav. Angelo, id. Spoleto. Capitani promoso:;i maggiori: LEONI Leone, distretto ::\I iluno. CAs:o;JNI Giuseppe, id. Genova. - Drn CEcco cnv. . lttol(o, id. Chieti. - Vnm1,1.1 Gio•·. Ballista, id. Genova. - SAT.O)JONE Giuseppe, id. Taranto. jJ l.),r,·ttol'c·
l i Hc-<hll l orc
CL.\Umo ~ ~·or: zA, tenente genernle medico
A.nTt,;ltO CAS>\Itl:-<1, capitano medi c o
1408) -
1\()m;•. 1!115 -
T• IJ· E Vo;:l • ~r" .
Risultati ottenuti dallo t.poglio d"i fogli aaoitari del~ ciB.88i 1859-1803; due volumi in 4° con atlante: Vol. l (Dati antropologici ed etnologici) con Atlante della geografia antropologica dell'Italia. - Roma, 1896 . L. 18 Vol. II (Dati demografici e biologici). - Roma, 190Ci . 6 B.ollOI'.P'lO e SPoRZA. Compendio di chirurgia di guerrn cornpilato sulla storia medico-chirurgico. della guerra di eecesaione d'America. Roma, 1888. ' volumi, prE~Zzo ridotto _ w 5 50 B&B.N.A.RDO e I3R:S:ZZI. Lo agornbe~o degli amn.!\lati e fe riti in guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 276 con molte figure e tavole grafiche. - RomR, 1905 w 3 50 C.U.o..RINI. La fatica nel1a vita militate. Memoria premiata nel concorao Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. ~ Roma, 1908. • 6 ID. I-e malattie e gli infortuni- nella vita militare. Memoria preaUata al concorso Ribori 1905-1906. Un volume dj pag.o402 con tavole grafiche e atati-
An"opomuria miiitare. -
g Roma, 1908 n Eapoaiztone sommaria deU'ord:.tl.a mento e funzionamento del aervizio sanitario in campagna preaso l'esercito italiano. RomR, 1906 • 1 60 Da CESARE. Studio sulle mediastiniti (mediastioiti suppurstive, uce860 media.stinico) - Roma, 1900. Un vol. di pag. 144 . • 2BYBTL. Onoruatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguaggio anato10ico. Tr&duzione libera italiana dei dottori C. PBBTTI e C. SI'OBZA. Roma, 1884. (Ediziono rnra) • 6Le /trit~ ca.uat~ dolle anni do guerra. Sinte9i della relazione sanitaria sugli eeerciti tedeschi durante la guerra {ranco-germanica 1870-71. - Roma,l889. Un volume di pag. 348, pren.o ridotto. n 2MANAYBA . Studii storico-critici sulla meningite corebro-spinale epidemica in Jta)ja e particolarmente nell'esercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole :;lrafiobe, prezoz;o ridotto a 50 SALJNAlU. Le lesioni traumatiche dei centri nervosi. Memoria onorata del premi..> Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320, p rezzo ridotto . • 3 60 5~0BZA e OwuARELU. La malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al concorso Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1885, preu.o ridot.to . • 3 Tolun.x.n.'t. - Delle malattie più frequentemente simulate o provocate dagli inaC'.ritti. Homa, 1876 . w 3 60 Cus.&m. - Guida del medico tnilitare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario in campagna • 2 50
etiehé. -
~IIANL -
~ IS Per l'acquisto delle opere soprlllndl<:ate Inviare commissioni e vaglia aii'Amminlstrazlo~e dEl Giornale di med(ç;n• mllìtare, via XX Settembre, Roma.
ll'muu.Ju LELLJ Flu.soxsoo, capitano medico. -
M.anual.e di bromatologia pei me· dici militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 16° di pag. 484. (Vendibile presso l'Autore in Firenze, Scuola d'applicazione di sanità militare) . L. 6 TmELLI, capitano medico. - - Ferite da arma da fuoco portatili. Tesi di libera docenzn. Un volume di pag. 67(\ con 17 tavole. -:Modena, 1915. (Vendibile presso l'Autore, Scuola militare) • 15 A. SsaTOu, capitano medioo, libero docente di patOlogia speciaie chirurgica nella R. Università di Pisa.. · - Contributo allo studio del rinofima e ricerche istologicho sui trapianti di cute secondo Wolfe (con 18 tavole) -Livorno 1911, Officine grafiche Chiappini. (Vendibile presso l'Autore, Ospedale militare di Livorno). a 6 IANDOLO COSTAN'l'INO, generale medjoo, Oftalmoscopia ed ottica ooulistico.. Manuale teorico-pratico. Un vol. in 8° con 82 figure e 12 tavole. - Napoli. Stabilimento tipografico Ft~rrante, 1905. (Vendibile pre860 l'A11tore, Roma, via Principe Amedeo, 47) 8 M.t.lfol.ANTI Ez:to, colonnello medico Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po (1889, 1898, 1905). Testo e progetto con ìllustro.zioni, pr&· miati con diploma d'onore all' Esposizione internazionale dj Milano 1906. (Vendi't>ile presso l'Autore, Roma) . . . . . . • 4 lD. m. - Eaercito è tubercolosi (Notizie. Profila89i attuale. Età della chiamata. Fenna biennale. Abbll8samento della statura}. Reiazione &l Congreseo nazionale d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) . 2 -
GIORNALE Dl
MEDICINA NllLITARE Direzione e Ammlnlstraz: Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)
CONDIZIONI IH ADBONAMEN'fO.
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t• Il Giornale di medic,:na m\litare !Il pubblica l'ult1mo giorno di ciascun mese in lascicoli di 5 fogli di stampa. 2• L'abbonamento è annuo e decorre dal 1• gennaio. 30 Il prezzo dell'abbonamento é: Per l' Italia e la Colonia Eritrea . • L. 12,Per l'Estero • , • • . . • • . ,. 15,. \. in ltalia . • t ,25 Un fa sCicolo separBtQ costa , E l a11 •s ero • t,so Il supplemento contenente l'Annuario ~ in l talia • 2,50 del cor fJO sanitario militar e costa . l all'Estero. • 2,75 4° L'abbonamento non disdetto prima del t • dicembre s'intende rinnovato per l'anno successivo. • 5° i signori abbonati militari in effettività di servizio possono pa gare l'unporto dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (anche a mte mensili). li0 Per i ~oli ufficiali medici (dell'Esercito e della Marina) è ammesso un abbooanacnt.o r.nmulatho al Giornale di medicina mtlitare ed agli Annali di meatcina naoale e coloniale al p1·ezzo dì L. 18 annue. Per ottenere tale abbonamento gli abbonati del giornale di medicintt militare devono far per venire · direLtemente L. 6. all'amministrazione degli Annali (presso il ministero dell& Marina). 'Jo Ai libr ai si fa lo sconto del i O'lo· ma sol tento per gli abbonamenti delle per$one e degli enti non militari, che non possono fruire della facilitez1one di cui al n. 5 e 6. 8° Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche , fologr-af.che, ecc., che accompagnassero Id memorie, sono a carico degli autori. go Gli autor i delle memorie potranno a,verne gli estratti facendone richie~te t~ li'a tto rlell'in vio delle bozze corr ette. Gli estrali i sono di due tipi : TrPo ..t. - Con copertina in bianco, senza frontespizio, e colla impagina · tura e numerazione del fascicolo. TrPo B . - Con coper~i na stampate, frontespizio, impa~tinatura e numerazione speciale. Il prezzo é regolato dalla seguente tariffa: Pre.-.~~r;o d i o:laao'-1:.:1 :fogtlo d i at:ampa
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GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall ' Ispettorato di Sanità milita r e Q_io t"n&.le di medicin a m ilitare . t S&t-1884
Glo tfta la
m edico del Reg io Enrclto e d e lla Regia Ma.rfnA : 1888 · 18 11 1> G iornale medic o d el R . .io E a e rcUo • 18G6.t 007
.- \N:\0 LX III -
FASCICOLO
l~lo
IX
30 SETTEMBR K
SOMMAR IO
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U A lt.i l'A> 1. 1.
CoaeltJit . - Nevr~i e pstcosf lo guerra. (U nota)
.
Pog.
665
CASUISTICA CU Nl CA.
c..adoll. - Uo IUlDO cii atUt1~ della Jedooe oftalmica d eJI' ambulatorio della Me osela In Tnroll.- CCinlldMuiool s111le maia&Ue oculari più trequeolf e spec:ialmeote sul ~coma aiY18TA a l t.Oieall&l.l ITA t . lA Ili • : •
704
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( Y . l" l nd lu ttt ll" fnJN ·no d-tUa cupa•tiua.}
DIREZIONE ED A KMINlSTR.AZlO N E
ltOilA • Palaao Ile) )(latetMO della Gaerra, Vla XX ~bn • K.OM.A
~-~~~~~ v:;r le 1...-zioaJ Il ,..bblicltà rivolterai •llrel t.auaeote all' Utllclo delqato a tale ..r 0 - Ro111a, VIa C..tlcrttl, n. 91 - Teletoao 110&.
INDICE DELLA RLVJ TA Dr GTORXALT I'l'ALU.1\l ED ESTERI
IIIV ISTA DI CHJRtiiGIA DI GUERR.~ . Oupuy. - Nuova cura delle fente di gu,rra . ferrert. - Tra umi dì guerra rle ll' oreçch10 .
Pao
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RI VISTA Dt MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE. Pulnl -
Gul'rra, prostitu~lon e e m:t latUe sessuali •
;33
KIVISTA DEL SERVIZJO SANITARIO IN GUERRA. Ronbaud . -
La dtstruzlooe delle mosche e la disin fezione dei cadaveri lo zona di guerra .
740
l" ECROLOGIO
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MOVI!IIr.NTI AVVENUTI NEL CORPO SA NITARI O E NEL PERSONALE FARMACEUTICù
iH
Pubblicazioni vendi bili presso l' Amministraz. del .. Giornale di medicina militare " \ ' lA :\:\ SRTTKioiiiR K ,
i' A LA Z7.0 lUI. MrNr <TKIII'I UKLI.A GUERR A
PIETRo, wnent<- generai~> rnedico. - Sull'a.zion~> degli attuali fucili da guerra e specialmente d el fucilo iteliano di piccolo calibro, in confronto con quello di m ed io calibro I!:>Ludi 1:1per iroentali, con 15 tav. di fotografie e radiografie riprodot.te in fototipografia).-Roma, 1903. ( Ve ndibile preeao la Tip Voghera) L. 4 I o. m . - Le operazioni più frequenti nell11 chirurgia di guerra, con 112 figure intercalat.e nel teeto. - FirenzE', 1898. (Vendibile pr6880 la Lib. Be~o Seeber, Firenze) . . • 8 A"*'opomelria mi/ilore. - R isult.ati ottEtnu ti dallo ~rpoglio dei fogli eaoit.&ri delle claaei 1859- 1863; du ~:> volwni io 4° con atlante: Vol. l (Dati a.ntropolo!Zlci E'd etnologici) <"00 Atl&nt.e della geografia an · tropologica dell' Italia. Roma. 1896 • 18 Vol. II (Da ti demop;raftci e h10lugici). - Rom a, l 1105 • . • 6 B.t.BO I'TIO e S roau . Com~ndio di chi rurgia di guerra C>ompilato .ulla atoria m•,dioo-ch irurgica della gu ..rra di secesaione d' Amenca. Roma, 1888 . 4 volum i, p rezzo ridotto . • 550 Ba&!IA.RDO e BREZZI . Lo ss:omber o degli amn.!\l ati e !.,riti in guerra. Memoria pre miata a l concorso Ribe ri. Un volume di pag. 276 con molte 8gure e tavolo g1"86cbe. - Roma. 1905 • 3 IlO C .t.s.t.RINl. La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel conoono Riberi 19Q.4- 1905. Un volu me d i p a g. 330 oon 65 figure. - Roma. 1908. • 6 ID. -- l .e malattie e g li inlorturu nelle vita militare. Me moria premiata al "CCnooreo Riberi 1905· 19ll6. Un vol ume d i pag. 402 con tavole gra6cbe e a&ac.i· etiche. - Roma, l !JOS • 8 Coe.un. - Eepoaiz1o n e som maria deiJ'orò:namento e funzio nam ento del ser50 vizio sanitario in cam pegn a pree!lo l'aeercito i~iano. Rom•, 1906 • D• C ltS.t.BE. - Studio sulle noediastiniti (mediaetinit i eu ppurative , IWIC61180 mediaetinico) - Roma. 1900. Un v ol. di pag. 144 . • 2 RYaTL - Onomatologia anatomica. S toria e critic a del moderno ~o anatomico. Traduz ione liber& italiana dei dottori C. PaJrTTJ e C. Sro'llZ.L Roma, 1884. (Edizione mra) 8L" fertu CQuAGU doli'- armo do guerTo. 8i nt.e~~i della relazione aan.itaria augli eeerciti tede8Chi durante la gueiTI\ franco-germanica 1870· i l. - Roma. 1889. On volume di pag. 348. prezzo ridotto. " 2MAN.t.YBA . Stud.ll atorico-critici aulla meniogite cerebro-apin.ale epidemica in ILalia e particolarmente o ell'eeeroito. - Roma, 1883. Un volume di Pllff· 262 con 2 t.avole gya6cbe, prezzo ridotto . . . . . . . • liSO SUIN.A.B.J. - Le lesio n i traumatiche de i centri nervoei. Memoria. ooonta del premi .1 R iberi. - Roma, 1900. U n volume di pag. 320, prezzo ridotto • • 3 60 hiB&JAOO
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MEMO RI E
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NEVROSL E PSlCOSI IN GUERl-tA Il NOTA !l )
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Per il dott. Placido Consiglio, capitano medico dell'ospedale militare di Roma, " aeeiatento onorario alla clinico. delle malattie nervose dfll pro{. o. MJNOAZZINI e ,/~\
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or- . . . . .··~\ .. .\.,... ·····';;'" '
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l. -- In un mio primo articolo portai un contributo a questo interessantissimo argomento con osservazioni d'indole generica, che prendevan o lo spunto da. 39 casi studiati da me in Libia nel primo anno della g~erra. ; accennai, fondandomi su di essi e sulle numerose osservazton.i del prof. O'Abundo, e sulle conoscenze forniteci dai medici ~nsst nella guerra con i Giapponesi, alla importanza. delle vario cause tnerenti alla. guerra., precipua l'emozione, ed al valore da. dare all'elemento biologico, in rapporto anche alla. profilassi morale dell'esercito, ta nt0 tn. · pace come in guerra. .4.Vevo poi in animo di fare uno spoglio dettagliato, e critico, del maggior numero possibile dei casi di nevrosi e psicosi occorsi nel n~stro corpo di occupazione, in tut.ta. la Libia, ciò che invece non nn è stato possibile fare, per molteplici ragioni, tanto più che ben poco di nuovo tale studio poteva. dare, essendo i casi una ripetizione, poco variata., di alcuni pochi, veramente tipici, aspdtti anormali della. personalità. Onde mi sono limitato a. studiare taluni di questi casi ;enuti all'osservazione dell'Ispettorato di Sanità e nei quali era ineressa n te valutare anche il lato medico- legale di ciascuno di essi.
I. v
Le nevrosi che si sono manifestate in gut~rra assumono pre-
2 · 1
d: ~ll.za. maggiore, nell'una o nell'altra forma. clinica, per i militari
ru:ppa e per gli ufficiali. 1\et a) Negli ttfliciali la. forma. di gran lunga più frequente è la ,,.<laten ia, specialmente cerebrale, assai più rara la spinale in seguito Cl ) VedMi !t. I nota in queato Giorttale, (Moioolo gennaio 1913. 43 -
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• fot'Mie di m•dlelrt<J mUUtu·e. - , asc. l X.
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666
NEVROSI E PSICOSI IN GUERRA
a strapazzi fisici ripet utt' e gravi, ma anche allora associata alla varietil. cerebrale. Anche soggetti che dapprima, in apparenza, erano calmi, ben composti nella tessitura e nel potenziale nervoso, hanno presentato tali disturbi cerebro-astenici: in alcuni per effetto delle cause esaurienti della guerra (forma da sm·me1w.ge), in altri anche in guarnigione (forma da. cmt8e m01·ati, per !11. nostalgia, per i contrasti emotivi da servizio, per il prolunga.rsi delle ostilità, per la inerzia. relativa inerente alla vita di piccole guarnigioni con cost.rizione di libertà) (ll : in tutti hanno influito sia l'alimentazione carnea esagerata, sopra.tutto per quei climi, sia specialmente il clima caldo, che con evidente efficacia produce illanguidimento di tutte le funzioni, comprese le nervose, donde facilita alle autointossicazioni e allo scadimento di potenziale nervoso, con conseguente irritabilità di carattere ed iperestesia a lle impressioni esteriori ed alle minime preoccupazioni morali e cenestesiche. Onde, in genere, predomina il cachet depressivo, mentre è evidente - per lo più - la efficacia benefica del rimpatrio, sopratutto per infl.u.enze morali euforiche. In fondo, però, in tutti questi soggetti si nota una certa debolezza di carattere, una certa fiacchezza volitiva, una ipoenergetica od una suscettibilità emo t iva. che rende più fauile la depressione dell'animo, e le stesse autcintossicazioni, e che, magari non appariscenti dapprima, si dis\elano al cimento delle cause !lovraccennate. Tutte queste forme, dal punto di vista medico-legale, non dovrebbero - stricto ju1·e - essere messe in rapporto con cause di servizio, tranne che per la varietà cerebroastenica, più rara, che ba specialmente per causa un'emozione continua o ripetuta, di combattimenti cui si è preso parte più volte, di pericoli spesso corsi, di disagi morali continuativi nelle operazioni guerresche veramente attive (ufficiali esploratori, di avanguardie, o in spedizioni a ll'interno, durante le quali ~i ha logorio nervoso secondo Edinger, perchè si richiedono sforzo d'attenzione, vigilanza incessante, tensione di spirito continua). Però vi sono anche forme cerebro-asteniche da vero su1'menage mentale, specie nella forma di lavm·o emotivo, come accade nei condottieri, e nei dirigenti i grandi servizi di g uerra, nei quali vi è grande sciupio di energia nervosa, tanto più tarda a. ripa· rarsi che non negli strapazzi fisici; tale neurastenia da fatica psichi ca nei condottieri è di grande importanza., in q nanto produce diminuzione della. rapidità percettiva ed associativa e depressione della volontà e (l) Le passioni, che sono emozioni croniche, sintematizzate, hanno azione perniciosa sul cervello u più decisiva sopratutto per i turbament-i secondari dell'economie., non l'iparnti, come insonnia. disturbi dell'apparecchio circolatorio e digestivo •· (D:& S.l.NOTIS).
667 quind i della pron tezza Ji dec i>Sioae, che possono cagionare danni non piccol i nelle ope mzion i guerresche. Rar issime for me isl.t-riche negli ut:li1;ÌH li, più che altro manifestaz ioni n eu r a:;teniche con al'pareuze i>StProiJi, al contrario di guanto avviene nei so ldati; in quelli, i nvece, la. emozi0ne acuta, iuteusa, può condur re agli stati di o.~..:;essione emotiul, alle nl:'nosi di angoscia, del tipo impu lsi"o o del tipo depr essivo: questo più comune, relativam eule, (sebbene ~empre r<tro uel la n ostra gnernt), mentre quello trae origine e direttiva specialmente dalle tenden ze reattive costituzion ali del caraLtere. D el resto la stessa ne"rosi d'twgoscia, gli s tati a nsiosi, le forme ossessive non possono sorgere senza una disposizione anomala dell a person alità , od u na preparazione psicologica. oppor tuna (stati patem atìci conti nuativi o stati ansiosi di attesa) i n sogg etti n evr osici : essi costituiscono, in fondo, forme d ella psicaxtenia che però s i sar à r i>elata prima. della guerra in altre mauifestazioni più o meno mor bose, e delle qual i, per ciò, non può imputarsi !R. guerra per sè stante. 3. - Dal la to delle psic:osi, noi non abbiamo osservato, negl i ufficiali, le fùrml:l di a lcoolismo acuto, n è tan to meno quelle di alcoolismo cronico con acu zie deliranti od allucinatorie, c:ome quelle che i Russi r ilevar on o nel loro corpo di ufficiali durante la loro grande guerra. Co!'i pn re, in q uell'occasione si è parlato di casi non m olto rari di paralisi progressi va r i velata. in guerra, ed acuita nelle sne progressive m anifestazioni , m entre da noi non si è riscon trata., forse per il fatto che simili casi, già ne lle espressioni ordinarie d i condotta uel diuturno ser vizio, sono disvelati, e gi ust.i:dat i con opportuni prov>edi menti m edico-legali; p robabilmente potranno r itro,·arsi in una. grande guerra, per il n torno nelle fi le d i u lficiali della r iser va e della territor iale, i quali possono ben tro•arsi negli stati protlromici d i tale psicosi organica, n on ri levati dai famil iari o dal r istretto comune a m bien t e i n cui vivevano che li ritengono bi zzarr ie e stran ezze di carattere o stati neurast~ni ci. Così può di rsi della paranoia tipica, tardi va sistematiz zata cronica , gi:'l così rara iuvero, e c he ~ i ffici l mente p uò r i m a nere m isconosciu ta nei r apporti abituali di servi zio del t empo d i pa ce , o, tutt'a l p iù, dei primi tempi d i un per iodo gu erresco. P i u ttosto si è potuto riscontrare, nei più giovani, qualche spun to di eccitamento ipomaniaco o di depr esl"ione melancon ica, appar ten en te d i certo alla frenosi m aniaco-de pressiva del Kraepel i n i come, più freq uentemente, nei più a n ziani, delle manifestazioni n enra,teniche , o ipocondriasicbe, o di eccitabilità faci le, o di mut abi lità di carattere con scontrosità. in soggetti a rter iosclerotic i cer ebral i, che si aggravano
668
~EVH•
,gr E PSICOSI IN GUERRA
nel loro stato cerebrosico per i disagi fi sici e morali e per la. dietetica irregolare che spesso debbono seguire. Invece più frequen ti (sempre in senso relati,o) sono stati i casi di demenz a precoce, quasi sempre- in quell'età - della variet.a pa-ranoide, con allucinazioni acustiche, interpretazioni su bdeliranti incongrue e talvolta reazioni ili usorie o cenestopatiche. Di tali ca<Ji varie osservazioni ho potuto racccgliere nell'ospedale militare di Roma, eri essi mi hanno indotto ad affrouta.re una grave questione medico-legale, di cui dirò poco dopo qualche parola.. 4. - b) Nei 80ldati e g1·adttati semplici, in~ece, predominan o : «) le crùi epilettiche, non molto frequenti, data lE\ larghezza. di valutazione che noi ora esercitiamo, provocate, od occasionate soltanto, dalle fatiche o da una forte emozione o da intossi camenti intercorrenti o da autointossicazioni contingenti ; crisi che talora, pil1 che convu lsive, si estrinsecano con forme procu1·si ve o con stati creruscolarÌ! protratti , i quali hanno spesso importanza discipli are od anche giuridica, e chA non sono sempre facili a distiogGere dalle forme simulate per l'apparente presenza di coscienza ed artificiosità sintomatica, sino alla sindrome del Ganser che sembra spesso essere una soperchieria mendace; ~) le form e neurastenic!.ta specialmente spinali, non gravi nè durature, manifeste specialmente con stanchezza muscolare, courbatttre lombare sino alle vere lombaggini, con pesan· tezza alle gambe, polluzi oni talora od enuresi notturna, portanti talora a stati d i pigrizia patologica facilmente confuse con la simulazione; y l le forme iste1·iche di gran lunga le più frequenti, con la tipica r éverie azionata, o d elirio degli a tti, nella reviviscenza di azioni gnerresche riprodotte, inscenate e quasi rivissute in sogno; oppure con pnre.-i, artralg ie, mutismi od anche contratture, delle quali varii casi ho potuto studiare presso questo nostro ospedale, e che sono spesso di ardua diagnosi, in quanto parecchi casi, a.vvenut.i dopo un trauma. cranico, fanno pensare con evidenza apparente a lesioni cerebrali emiplegiche od emicontra.tturate: in un caso, specialmente, in cui la contrattura era pure facciale, con disartrie, le diagnosi iniziali furono di gra.ve lesione cerebrale, mentre la contraddittor ietà di parecchi sintomi fra di loro, la loro oscillazione, la coesistenza con note isteriche del carattere, le stigmate del C. Y. e delle sensibilità cutanee, la mutabilità. dello atteggiamento di un arto contratturato, e sopratutto il subito affacciarsi della contrattura dopo una caduta. od una lesione cranica esterna, senza che preceda uno stato paratico, e l'avverarsi della sindrome muscolare da l medesimo lato della lesione, conducono diritto alla diagnosi che significa gr ande diversità di provvedimenti amministrativi El medico-leg·ali.
~KVROSI
K PS IOOS I IN GC ERRA
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5. - Per le psicosi: più frequenti gl~ stati ipom a niaci, assai rari i depressivi melancolic i, che quasi mai possono m ettersi in rapporto con la fren osi k raepeliniana, p iù ·s pesso invece con la demenza precoce, mentre gli episodii_ d i esalta m ento più facilmente debbono riferirsi alle nevrosi epilettoid i, od agl i epi sodi eccitati e clastici dei degenerati (stati affe ttivo-epilettici del Bratz) ; frequ enti gli stati con fusionali, se mplir~i o con eccitamento oni roi de, cert amente provocati da intossic azioni da ft~.t ica, e c he spesso si osserva.no clopo lunghe marce, nello grandi manovre, e quindi sopratutto ]n guerra, analoghe a1 <.;asi d i <.:osi detta p sicosi dei 1nil itari (Saporito), che deJ resto talora s i osserv.a no anc he n ei podisti e nei cic listi al traguardo (De Sanctis), in genere di breve od an che brevissima durat.a; stati di ebbrezza a lcoohca a1mt a , spe sso di ebbrezza pato logica, in cui i fenomeni psi~osici acuti , con tendenze rea t tive, traggono specialmente scaturìgioe dalla a nom alia costJtuzionale, degenerativo-et ica, della personalità ; ma più specialmente demenza precoce, ch e le fati che ed i contra sti disciplinari e le emozio n i guerresche facilmen t e disvelano, acuendola, sopratutto n e lla vari età e bef renica e catatoni c a, per lo più associate, mentre a quell 'età ho trovato pi ù rara la. forma paranoide Non cosi nella g rande guerra, in cui vi sono m olte classi a n ziane richiamate, che d aranno d i c erto contributo largc;> a tale forma, talora disvela.n tesi con un a fu g a incon grua, con un11. diserzione im motivata, o con una r eazione incon sulta, od an che con tenden ze automutila.trici: molte forme neurasteniche o depressive usuali n on sono che stati prodromici d i essa, solo difficilmente diagnosticabili per la stolidità, la immotività d i a lcuni atti, per l ' ipoaffettività e lo scarso risentimento emozionale, che però costituiscono d'or dinario semplici nz'anc&; p sicologiche non a. tutti evid enti e chiare. Ho visto talora. scoppiare t a li f orme dopo un a infez ione bana le, od una. intossicazione, qualche v olta. ·dopo un vivo s pavento, ma due volte anche p er moLivi banali con una intensa. reazione piscomotrice inaspettata. P er tutte queste forme della demenza precoce, sopr atutto n ei ca si d i ufficiali , o di sott ' u fficiali di carri era, che per varii anni abbian o p restato, in apparenza., b uono e r egola re servizio, può prospettarsi, - com e dicevo,un possibile nesso con cause di servizio, se dobbiamc logicamente ammettere c he autointossicazioni da fatica e perturbamenti di inner· va.zione gauglionare conse cu t ive alle emozioni , possa no produrre disturbi funz ionali nelle ghiandol e interne, i c ui disordini secretorii o la c ui pertur bat a. armonia. co rrelativa sembra giuochi tanta. parte nel p r o :lu rre o nel provoc:a.re g li st.ati s~; hizofrenici (secondo Bleuler).
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N E \ 'RO I E P!:'lCOH 1:-l GUE R H A
li. fì. - Come act·ennavo nella prima not,a, si è da parecchi parla to di una p.~icosi da guerra, ma. essa in realtà non esiste, mentre si tratta delle comuni forme, auuite o disvelate bensì dalle cause perturba.trici prodc>tte dalla guerra, o che da tJ uesta traggon o or ien tamento e m odalità di espressioni sintomatiche, in quanto tutte 1 ~ psicosi e uf'nropsicosi si ambientano, cioè assumono esteriorità diverse dall'ambi ente e da.l clima storico in cui si svolgouo. Al quanto speciale è la tendenza R.lla depressione, a lla cosidetta. ce8ihenia depressiva, in Li bi a però di rado constatata pf'rchè ivi mancavano la i nte nsità, la re pen tinità e la imponen za delle cause traumati ch e morali di una grande g uerra, in una battaglia moderna «durante l~t quale la terra se mbra aprirsi sotto i piedi come '?-na vor11gine e il cielo prPCij:itare d R.!l'alto sulle teste • ( Kobylinsk:r' · Onde, allato a questi aspetti delle comuni for me, si •edon o - e si sono visti anche in Libia., sebbene relati\amente scarsi - casi di • ere nevro.~i traztmaticlte , miscugl io di si ntomi neu rastenici ed isterici ocl isteroid i, con splmti ansiosi spesso e fenomt>ni ossessi vi, o con apatia i pobt1lica e resistenza alle suggf'stioni fa vore voli , ptù volte anche con ten denze mitomani, analogamente q uasi alle comuni forme infor tun istiche, ma. che specialmente si assomigliano alle sindromi neurosiche che si sono stud ia te nei grandi cataclism i, massime dopo nn terremoto. 7. - L e medesime osservazioni s(lnOstate fatte nelle recenti guerre balcanic he. Le notizie che si vanno leggendo in tali casi nell'at tuale guerra couferma no nelle sue linee generali quanto sopra. si diceva, con questo di più: che sono veramente numerosi i casi di nevrosi e psicosi; che frequenti sono le manifpstazioni epi lettiche e di demenza p recoce nei soldati, le sindr omi paralitiche e paranoidi negli ufficial i e nei m ili ta ri della riserva (certamen te per h~ frett ~ della mobilitazione e per la 1 tl,~<\ in massa.); che sono grav i molte forme depressi>e, e molte a llucinosi, e frequenti gli stati psicopatici nei traumatici del capo, non infrequente la sindro me di E:or~ak o ff, e pa recch i i casi di esaltamento euforico S!l fondo confnl'ionale, analoghi a quelli ch e il K obylin sky ricorda mngistralmente descri tti d allo scrittore russo And rejeff nel suo l!i.~o ro.~so, ri producendo scene lugubri fra i pazzi fu ggiaschi di Karbin; che. secondo i lì'rancesi, si por.sonu a nche descriverE-~ a parte le nerroNi da trincet> e da 111ine, rappresen tanti però, al solito, espressic1.i sintoma.tiche diverse dalle com uni forme, per l'oc0asiona lità della causa; e clae infine - se a ciò deve crf'dersi - sopratutto le forme nevro-
~EVKOSI
1.: P.SICI <:T
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GU~f{RA
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ticbe, da spavento o da 1·ér:erie isterica, sono pitl rnre e meno gravi nei T edeschi dal cervello più solido e dal carattere più f orte (Oppenheim l. A tal proposito vedremo poi le statistiche: certo l'educazione del ca rattere e della volontà. vale molto a limitare le tendenze automatiche e ad in frenare l a emotività: in fondo, le forme isteriche d i delirio d'azione o di estasi alluciuatorie o di fughe o di telTore angosci oso con stati passionR.Ii, sono do-vute ad iperemotivita diffusa, con intensa v i vificazione di immagini motrici per ipereccitabilità dei centri kinestesi ci , donde la ricchezza di atti automatici, corue anche di recente ba dimostrato il Salmon (1 1. Ora, nelle cosi dette psico.r;i da spa~;ento, così bene illust rate dal Kraepelin, si ha appunto uno stato di iperemotivi tà morbosa, diffusa , con iperestesia psich1ca (od o.riestet;ia di Arndt), con acuita attenzione aspettante; le qual i condizioni psichicbe abnormi producono a volta a volta - secondo il tipo psicologico e la varietà. del trauma morale- stati stnporosi, apatici, allucinatori, d i fuga, i pomaniacaE, di reazione pa:-sional~, ecc.:. Ma io
non concordo nel pensare che ciò possa. avvenire anche nelle persone norma li, in quanto occorre sempre una disposizione, im manente o contingente, che metta il sistema psiconervoso in condizi oni da n on poter derivare rapidamente o compiutamente le nuove correnti emotive ri· svegliate dalla impressione del trauma. Però la r·nntingenza dello stato neuros ico, da esaurimento o da b rusco svegliarsi o da i naspet.tata im provvi:~ità di nna f orte impressione, ecc., fa concludere giustamente che anche in tali casi si può l ogi camEmte ammettere una dipendenza d a cause di servizio, c h e in>ece è a :;sai discutibile, e che ad ogni modo non sorpassa la teu~pormu>itcì del pro-vveclimen to di favore, nella maggior parte dei casi in cui il trauma psichico rappresenta solo l'oc· casione o la causa coadiuvante che agisce su una costituzione nen·opsichica instabile o disgregabi le. 7 bis. - La. Société de Psydliatrie e la Sociéti de lvew·olagie di Parigi nelle sedute plenarie del 9 d icembre 1909 e del 13 gennaio l\110 discussero a. fondo e con g rande ampiezza tutti i -va ri problemi riguardanti l'emozione, sni quali illustri scienziati avevano presentato relazioni dal lato psicologico, neurologico, fisiologico e psichiatrico. Janet dava. all'emozione il significato comprensivo dei disturbi in tntte le funzioni dell'organismo che sì han no, al posto della reazione util e, nelle circostanze alle quali l ' individuo non è adattato dalla sua or· ganizzazion e anteriore ed alle quali, per una ragione qualsiasi, non è (l) Vedi due articoli del S.-\.L:.tO!'i n e-i Q wuf,mi di p.•ichintrin. 1!)14, sul F cnomrno di nuwrnatùrmo tUmBecutivo a 8/orzi nw~tCC>!ari ul•yli iwliL•i tlui .wmi.
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capace d i adattarsi attualmente, benchè egli abbia conoscenza di dette circostanze e che senta la. necessità di reagirvi. Quindi, data questa sua raziona.le concezione, lo Janet scarta la teoria sentimentale (che mette alla base dell'emozione i sentimenti di paura, di onta, di collera, d'incompletezza, ec.;c.), la intellet.tuale (che pone all'origine le ra.ppresentazioni mentali degli avvenimenti), la. viscerale del James cche spiega i fenomeni per mezzo delle agitazioni viscerali, eh.: - per Sergi - si riflettono sul centro bulbare dell'emozione), e la istint.iva (che si fonda sulla ricomparsa automatica di atti altra volta eseguiti dai nostri antenati o dagli animali, o di atti abitua li, di tic!', di espressioni fi -ionomoniche <Darwin), e che è stata completata e sviluppata d a l ~lO'SO), per fondare una sua teoria dinamica o energetica, che trova al puuto di partenza di ogni emozione la insufficienza sistema.tica d ..ll'azi<me. Tale insufficienza, dipendente dalla troppo grande novit.il. dell'avvenimeuto a dalia sua troppo grande rapid1tà, o dalla debolezza anteriore del soggetto, ecc., costituisce un passo falso dello spirito, una caduta della tensione psicologica, per cui si produce una der ivl1.zione dell'attività nervosa. verso i fenomeni inferiori dello spirito o del sistema nervoso, donde la produzione di atti a utomatici: e poichè di fronte all'avvenimento uuovo gli stimoli all'adattamento si ripetono e si ripetono le derivazioni inferiori, per gli sforzi impotenti a r ime· diarvi, si ba. subito uno stato di fatica, che abbassa sempre più il livello mentale ed il potenziale nervoso e accresce i disturbi funzionali psico-uervosi. Questa concezione dello Ja.net è fonda.mentale per intendere n on solo i fatti di isterismo da spavento. o anche di nevrosi traumatica, ma anche per la conoscenza patogenetica dei complessi e svariati disturbi che la guerra, come emozione, può produrre su taluni combat· tenti. Secondo l'A., di fronte all'avvenimento, il fatto iniziale è la diminuzione, la degradazione o l'incapacità ad eseguire l'a zione che sarebbe reclamata dalle circostanze, la perdita di r isoluzione, l' inde· bolimento della. coRcienza. personale, e che poi sono estese ad altre azioni, donde la. per dita della precisione dei movimenti, ritardi, maldestrezze, tremori, paralisi o fobie, disturbi più o meno gravi del liuguaggio, sino al mutismo, ecc. Tutti questi fenomeni si svolgono più o meno- dopo un periodo di latenza, in quanto il soggetto deve percepire nettamente 1' importanza dell'avvenimento, deve esaurin;i negli sforzi di adattamento e deve riconoscere alla prova l'abbassa.· mento del suo li vello mentale; d'altra parte la localizzazione emozione su questa o quella funzione dipende dalla. na.tura. stessa. dell'agente provocatore, dalle tendenze secondarie automati camente risvegliate dalla
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derivazione, dal trovarsi qualche funzione in esercizio, molto dallo stato anteriore dell'organismo o da precedenti disturbi che abbiano già. debilitato alcune funzioni, dall'automatismo psicologico che fa rivivere abitudini passate e vie già percorse in altre emozioni, ed in parte anche dalle idee stesse del soggetto che possono agire, non sulla depressione emozionale, ma sulla localizzazione del disturbo. Nelle persone ben costituite, che beue si adattan o alle circostanze d'ambiente, l'emozione si produce di rado, è poco intensa o poco duratura., ed alla depressione segue l"ec citamento dell'azione, ed anzi essa è salutare, perchè provoca uno stimolo nervoso g e r..er ale che fac ilita ed accelera l'adattamento; sua condizione prineipale è la impotenze dello sforzo, che è conseguenza delle tendenze anteriori e del precedente abbassamento del livello mentale (debole volontà, scadut.a tensione psichica): allora l'emozione è intens a , duratura e si ripete, costituendosi cosi Pemoth::ità, che è la tendenza a rimpiazzare le operazioni superiori di adattamento divenute impossibili con l'esagerazione delle operazjoni inferiori e sopratutto c o n le grossolane agitazioni >iscerali. Vale a dire che, in fonrlo, è sempre la costituzion e neuropsie;hica originaria q nE'Ha che dà il cachet, e la importanza, al fatto emozionai~; in guerra l'emozione ba. p r esa in alcuni individui che sono incompleti o neuropatici o deboli di spi~·ito o ipobulici od emotivi, j quali si impressionano o non sanno nè possono reagire e s c uotersi da quello stato di pa.resi neuropsicbica, donde il passo falso dello spirito, e la. degradazione del potenziale e del livello mentale. La fatica fisica e lo strapazzo nervoso si aggiungono allo spos$amento emozionale, facili~ tandone i pertur~amenti; lo stato di preparazione psicologica ad un combattimento, la. attenzione aspettante, la nosta.l~ia costituiscono tendenze perniciose ed abitudini mentali ipostenizzanti, ed uno stato di emotività. non solo diffusa, ma anche- spesso- in iniziale localizzazione se tempra, educazione, ideali, precedenti mentali non la. combattono e la vincono, trascinando il soggetto all'azione psicologica, cioè prepa.ra.ndolo a superare l'adattamento. Una volta avveratasi l'emozione, si svolgono più o meno la seria complessa e numerosa. dei disturbi nelle funzioni viscerali, nelle funzioni motrici, nei sentimenti e specie in quelli di incompletezza. (àebolezza, iucapacità, indecisioni, automatismo, ecc.), e nelle funzioni intellettuali: queste ultime o sotto forma di una agitazione di/fusa (moltitudine poco coerente di idee e di rico rdi), o sistematica (idee di danno o di morte, idea st~reotipa. dell'a.v,euimento ehe si riproduce sot1.0 forma di immagini allucinatorie, o di atti o di ossessioni, o di
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verbigerazione sull'avvenimento stesso), oppure quale alterazione diffu.<:a o ~>"Ì$tematica (amnesie, confusione del reale e dell'immaginario, errori nelle percezioni del tempo e del luogo, confusione). Cosi si spiegano le varie sindromi neuro- psicopaticbe consecutive all'emozione, e nel caso nostro la frequenza. delle equivalenze psicoisteroidi con allucinosi, delirio d ' azione e stati di réverie, della neurosi d epressi va, delle sindromi neurastenicbe o degli stati di eccitamento emotivo Scarse le psicosi vere e proprie. a cominciare dalle confusionali vere, sopratutto per la selezione morale preventiva che n oi largamente pratichiamo ; i casi, poco numerosi, constatati, sono sopratutto importanti p er l'elemento allucma.torio che può poi, per sè stesso, portare sconcerho e disorientamento psichico (frenosi sensorie del Bianchi), sopratutto con".la concomitanza di altre cause esaurienti (strapazzo fisico, intossicamenti var1, perdita d i sonno, disagi morali). Forse nelle guerre più imp.:>nenti, più attivamente condotte, come n elle continentali, ove anche la battaglia. è assai più emozionante e micidiale, e la. lotta delle artiglierie frastuono. e sconcerta assai più intensamente, e fatiche e disagi sono maggiori e più duraturi, si avranno casi più numerosi di psicosi confusionali e allucinatorie che non nelle guerre coloniali, ove - come nella. nostra. - è predominata la sindrome nenrosica, più pret.tamen~e in rapporto con l'emozione in p(>r:<onalità df'gra.date di potenziale.
III. 8 . - Le statistiche delle guerre passate, sino alla russo-giapponese, non ci fomiscono dati proporzionali delle nevrosi e psicosi negli eserciti com battenti; però, sin dalla guerra franco-tedesca del 1870-71, notizie indirette ci dimostrano chiaramente la ripercussione del tremendo flagello suJlo stato menr.ale delJa popolazione, in quanto au mentarono nel quinquennio successivo i ricoverati negli Asili, col massimo nel 1 87~ (fenomeno demografico riferito anche dal Kobylinsky). Così il D ufour, pubblicando nel l 8 72 i suoi studi di statistica per 34 ~nei sul matoriale dell'Asilo di Armentieres (1), riferiva su 184 militari pazzi, di cui 37 ufficiali e 147 di truppa: fra questi ultim i 3 1 erano dementi paralitici, '/, - fra quelli ben 20, cioè più di metà. - (2); ebbene, mentre nel decennio 1840-50 furono ammessi (l) In AnrvJle<~ mMico-pychologiq ue8. (2) È inter6$8ante notare chfl nel triennio 1870-72 nella popolazione civile dell'asilo la proporzione dei paralitic i progressivi era del 25.5 p. 100, ma del 34.8 nei militari.
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nell'asilo 30 pazzi militari, essi furono 49 nel successivo decennio, G6 nel seguente e ben 88nel &riennio fìnaJe: in questi quattro periodi di tempo i paral itici progressivi furono 5, 12, 20, 14 : la loro proporzione fra gli alienati ammessi fu dol 20, 25, 30, 37 p. 100. 11 Kobylinsky ricorda che i Francesi, nel 1870. ebbero circa il 0.93 p. 1000 di uasi di psicosi in relazione alla forza med ia dell'eser· cito combattente (cifre non sicure); gli Americani ebbero ben il 2.7 p. 1000 nella guerra del 18!)8 contro la Spagna, e gli Inglesi il 2.5 p. 1000 nella guerra. del 1900 contro i Boeri, ma in questi due cnsi P. d n considerare: la grave diffusione dell'alcoolismo, i cui disturbi acuti banno in qudi due eserci ti una proporziona enormemente maggiore degli altri (l ) ; e il sistema di reclulameuto volontario (donde molti anomali o spostati ) e con lunga ferma Nell'esercito russo si aveva il 0.7 p. 1000· in pace, l' 1.9 durante l'avall7.ata, e ben il 3.5 p. 1000 soldati feriti o malati: ma auche qni l'alcoolismo spaventa· volmente diffu~o giuocava una. grande influenza. Invece gli Stati balcanici hanno avuto cifre inferiori: 0.23 p. 1000 i Greci, O. LS il serho, 0.10 il rnontenogrino, 0.33 il bulgaro. In complesso, questa è la proporzione comuns, dal 0.30 al 0.50 p 1000, in dipendenza auche della durata della guerra, e con variazioni statistiche a seconda cioè della estensione del concPito di nevrosi, e della .inclnsione dei oasi relativi fra quelli di psiCOi:il. Per la guerra libica non si è potuto fare una. stntistic<L pro bati va, dato l'osci Ilare della forza com bat te nte ed i l suo frequente mutare. Vedremo poi il risultato della presenle guerra immane, e so anch'essa, come pare probu.bile, oi darà un forte aumento di tali infermità - pur con grande miglioramento della morbosità generica - sia p~>r l'aumento reale nella popolazione ci vile, sia per la effettuata leva in massa, sia per il modo tremendo, sp9.veutevole, disastroso di Cl)mbattere d'oggidì, si che il nem ico rimanga spaventato e fugato o inerte dal terrore, anche pitl che colpito organi c~tmente dai micidiali mezzi ~tdoperati per vin(:ere. Così si spiega l'anment.o, cui si accen111\ di già, delle nenro·psicosi da spavento, e l'avverarsi di una neVJ•osi da trincPa sopratutto dopo lo scoppio improvviso di mine seguito dagli as~alti furiosi repentini, ed ora anche di ueuropsicosi da gas astissianti, per bombe lanciate dalle artiglierie campali o dall'alto di aeroplani, e che diu1no d' improvviso la emozione intensa della morte per asfissia, intanto che il forte frastuono dello scoppio repentino annichilisce e q unsi ipnotizza, (l) Vedi in mio etlldio sull".1!w tJI1SJII'J nel/'r ~er,·it•>, in Rivi~ta militare ital iona, l !l I O, e, in riMSunto. in varie altre riviste. ed in questo giornulo.
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paralizzando la psiche, come si facevano ipnotizzare gli ister ici me-iiante un colpo brusco di grog. 9. - Da quanto abbiawo detto sopra, se alle fatiche fisiche, alle intossicazioni di varia natnra ed origine, ai disagi morali esa.urien ti od alle altre cause di aut·menage psico-nervoso si deve dare im portanza predisponente ptn· lo sviluppo delle psicosi e delle nevrosi, per queste sopratuUo, ed anche per alcune forme di psicosi o per alcuni aspetti che le psicosi stesse assumono, devesi dare grande i m portanza all'elemento emotivo, repentino e brusco, o a.vva.langantesi in modo snbacuto, ed oggìdì intensificato e moltiplicato e diffuso per il modo moderno di combattere. Appunto, già prima della presente guerra., dallo studio d e lla russo-n i pponica, parecchi autori insistono molto sul valore da dare all'em ozione nella genesi degli episodi psico-nevrotici; ma qui è bene analizzare compiutamente questi fenomeni speciali della guerra, e considerare tante altre cause concorrenti che, talvolta almeno, possono lasciare l'emozione addirittura i n seconda od in terza linea. Dobbiamo, cioè, considerare, prima di tutto, la persona lità neuropsichica del soggetto, ch€1 poi avrà presentato quei tali episodi morbosi, acu ti o subacuti (chè evidentemente come dicevo sop ra i turbamenti mentali cronici tro'\ano solo. in quei fattori genetici, uno sti molo che accelera od una occasione c he disvela e facilita lo scoppio della psicosi o della neuro-psicosi). E ppoi, l'azione comples;:a. di tutte le altre ragion i causali già a ccennate: marce, fatiche e disagi fisic i, alimentazione sc--arsa o incongrua. o intemperante o troppo carnea, sonno disagiato e interrotto, influenze climatiche e solari, nostalgia, freddo, successi o rovesci delle battaglie, ritirate precipitose, malattie incipienti, sopratutt o autointossicazioni varie, abitudini alcooliche, consumo del rancio in ore assolutamente in~o lite o seguito subito da. marce faticose, ecc. Queste azioni complesse, defa.ticando, e quindi degradando il potenziale del sistema i ndividuale di energie, neura.stenizzano, vale a dire dispongono fortemente agli episodi m orbosi spontanei, o, peggio, alla i nfluenz a - moltiplicata ed assai più agevole - della emozione (1). Nei predisposti, naturalmente, tale iu(l ) N~lla discussione ~:n-venutB presso la Società di neurologia e psichiatria di Parigi. il Déjé rine, che non c rede al surmt1wge nè all ' intossicazione nell'etiologia Jella nevraste nia, afferma che questa - specifica p<'r i fenomeni di fatica e di e-!!1\urimento nervoso (CJuude e Dupré) - abbi a quale <'ansa unica le emozioni le nte e prolungate su una prt>disposixione emotiva. Ma è vero però c he altre forme d i n&vrastenia vengono d a intossicazioni le nte o ripetute in predisposti, ed altre sono di origine sessuale o psicosessualc (Freud) ; come è anche vero che spc:!SSO od essa si 8.88ociano elernenti pitiatici, guaribili con la suggestiono (De Sanct is).
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f) uenza è forLemente facilitata ed acuita: a.nzi i disturbi vengono spesso senza che occorra l'intervento E-mozionale esteriore, su:fficie ndo i patèmi autuctoni, cioè d'origine interiore, rappresentativo-mnemonicn (azione della immagine-movimento, che, per disposizione pitiatica, ha talora ~i forte potenza plastica, e quindi rappresentativa. In tal caso lo stato p!iico patologico ha un determinismo psicogeno, c iò che - secondo Birnbaum,' Sommer, Bonhoeffer ed altri - è segnacolo di una labe degenerati va, o di una disposizione psicopatica in senso lato, che dalla sua latenza è rivelata da qualsiasi fattore perturbante il sistema o, semplicemente, dall'emozione intensa - emozione .<rlwk. - Ed il valore di shok lo assume spesso non tanto per la sua efficienza intima, quanto per la intensa refra.zione che subisce su di un sistema adatto, materiato di emotù:ità, dismorfico nella struttura. instabile nel dinamismo, disgregabile nella coesione armonica delle sne parti, od anche prepara.to da. una serie defatica.nte di altre emozioni, chè l'emozione ha molte delle qualità sintomatiche della fa. ti ca. ( J anet). Ma. vi è anche da tener conto della diversità nello svolgersi delle operazioni guerresche; mal si può, ad esempio, com parare una campagna. di guerriglie come è stata. quasi tutta la transvalia.na (angloboera.), con una vera. e grandiosa guerra moderna , come quella svolta.si in Manciuria. (russo-giapponese): nè questa stessa. con una. guerra continentale, come la. ptù tremenda attuale, che si combatta. nel proprio pa.ese invaso dal nemico o a una grande distanza dalla. patria. quando si è invaso il suolo nemico, dappoicbè nel1a russo -giappr.~nese sopratutto contribuiva molto il fattore nostalgico, la enorme distanza dalla patria e la preparazione psicologica sfavorevpl~ dei lunghissimi viaggi prima di arrivare sul teatro della. guerra, sino a 20 e più giorni per i Russi, trabalzati da un treno ad un vapore (sul lago Baikal), e poi marcianti per centinaia. di chilometri in paese aspro e gelido, ed in cui necessariamente scarseggiavano i servizi di rjfornimento. E per i Giapponesi, almeno, aveva efficacia di elevazione tona. le la coscienza della. guerra giusta e necessaria, l'entusiasmo e l' unisono di vibrazioni affettive e seotimenta.li, e il loro diverso orientamento psico-etico che li fa. coscientemente fanatici (se questo non fosse, iu cer ta. guisa, una contra.ddizione psicologica), ed il sentirsi alimentati e sorrett~ dal plauso e dal compia cimento straordinario di tutta la. nazione ed inorgogliti dalle magnifiche vittorie : sentimenti iperstenici che combattono meravigliosamente le détentes psico-ner-çose, e ne prevengono le défaillances. Infine, con tutte queste varie forme di guerra non si può confrontare la nostra. di Libia., cotanto diversa e dalle guerriglie vere
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e dalla guerra campale, · e nella quale sopratutto det'aticava l'attesa ansiosa deJl' insidia e dell' attacco notturno, incessantemente rinnovato per snervare le n ostre mirabili troppe; per cui, rarissimi dopo i combattimenti in campo aperto, gli episodi mentali o nevrotici si sono avverati sopratutto per le vedette di vigilan za notturna, per lo sforzo di attenzione richiesto, per l'insonnia o per il sonno agitato cousecutivo, quando ta.le sforzo dovette perdurare per vari mesi e con un nemico maestro d' insidie, pericoloso ed agilissimo, fanat i co del pericolo, e che si teme va per le tristi rappresaglie inumane. 10. - Ma poi vi è un altro p roblema. da. risoh·ere: quale criterio seg uire per attribuire alla emozione il valore genstico ? Adam Cygielstrejcb (l) che si propone questo quesito, pensa giustamente che bisogna. prima. di tutto analizzare se ci siano, e q uali siano, le differenze n e ll'azione delle emozioni brusche, repentine (ad esempio nei disastri ferroviari . nei terremoti, ecc.) e di quelle lent i e durevoli (ad esempio commozioni politiche', tanto più c he pare possibile riscontrare, in guerra, l'influenza delle une e delle altre. In questo campo si è largam ente miet uto ed innumerevol i sonù le analisi scientifi che pubblicate, dai casi di morte subitanea per improvvise emozioni di paura o di coll e ra, allo scoppio di crisi i steriche, epilettich e, ecc. in seguito sopra.tutto ad emozioni depressive, e poi anche rli psicosi acute transitorie. Però, a nche qui c'è con trasto fra quelli che pensa no essere l'emozione soltanto uno squisito reattivo per far rivelare latenze nevrotjc be o psicopatiche, od anche nn semplice predisponente n e l s .. nso di a t titudine n evrotica o psiC0sica, mentre altri dànno ad essa una importanza maggiore, sinanco di causa determinante, s n di un teiTeno a nche nou predisposto od eredi tar io, come fa in parte i l B a. bi n s ki e specie il Croce d i Bruxelles, il qu a le ammette una nevrosi determinata esclusivamente dallo slwk emotivo (2 •, e pensa c he in m o lti altri casi intervenga una predisposizione acquisita, non costituzionale. Per molti autori francesi (Bonnier, Sollier, Clau:ie, Déjérine, ecc .) l 'emozione dà certi effetti in q uauto agisce su un terreno ad atto, costituisce la emotività, che può anche essere ac qnisitt~, e che potrebbe intendersi come una predisposizione specifica. Inoltre, la maggior parte di essi crede che, per ese mpio l ' isteria, sia prodotta, possa s vii u p parsi tcmt court i n se(l j Vedi A.nnalu
mé.d·i co-psychologiqucll, 1912. (2) A questo conce tto in gran parte si M•vicina il De Sanctis quando parla nei distorbi primitivi n ervosi prodotti dalla emo:r.ione, o dalfa passione, diffosi a totto il cervello e non limitati a i centri corticali delle fu_nziooi vegetative, fondandosi sulle nostre con oscenze di psico6sio logia.
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guito ad uno shok e motivo, formando quasi una emozione sistematizzata; invece Babinski afferma che da sola l'emozione non provoca che q ualcbe turba emotiva (•asomotoria), ma che la vera crisi isterica si produce con l'intermezzo di una sugge~tione, cioè di n n a ra ppresentazione mentale pitiatica. Quindi per Babinski tutto consiste nella suggestione, come causa delle manifestazioni isteriche e come mezzo per guadrl e . Probabilmente questo con <'etto è troppo semplicista, però a me sembra ec· cessiva l'opinione opposta del Déjériue, cioè che l'emozione sia. isterogena, agendo direttamente sul subcosciente dei temperamenti isteroidi. Il metodo di psicoanalisi d el Freud anche in questo ha portato, credo, vivissima luce, in q nanto si può dimostrare che i comples.'Ji rica.cciati nel subcosciente sono costitui t i da nuclei ideoemoti?:i, e che lo stato di e motività perdura e si indova per la t ensione, e per il ricordo, dell'elemento emozio nale non sc~ricato, e che la mentalità. dell'isterico tende a scaricare facendo affiorare il comple.'1SO nella coscienza. Si tratta quindi di una r eazione di dife!'a. biologica, inferiore e deviata quanto si vuole, ma appuvto perchè d i difesa emoziona ed è intessuta essa. stéssa. d i elementi emotivi (bisogno di sfogo o di interessare o di ottenere uno s copo o di respingere un'offesa o di difendersi da un danno paventa.to); la. derivazione deviata o dissipata, d el Ja.net, delle torbe vasomotorie e cenestesiche conseguenti ad una ~mozione improvvisa, spiega bene la natura ed il modo di agire del fatt ore interogeno ; ivi t.lla emozione si associa la rappresentazione del danno, e quindi la paura di esso. Onde giustamente il De Sanctis scrive (in Sanità m Pntale) che • la causa di t anti sintomi isterici debba ricercai-si in auto od etero-suggest ioni, coscien ti o subcoscienti, a~compagnate sempre da. uno stato emozionale intenso •· Ma. a tutto ciò si aggiunga il fatto fondamentale, non tenuto in conto dai neurologi francesi, c he l ' isterico è un incompleto mentale, e quindi un disbulico ed nn emotivo per il fatto di tale relativa primitività n euro-psichica come nei puerili, concetto che il Bianch i da par sno ha illustrato nel concetto di un arreflto evolutivo della personalità. cun disgregabilità psichica. Tra l'isterico, poi, e il normale, c'è t utta una serie d' isteroidi, di emotivi, di instabili, di puerili, di impressionabili, di suggestibili, rappresentanti a nche estranee variazioni fisiologiche della personalità umana, sui quali potentemente agisce l'emozione guerresca, turband one l'animo e producendo in essi facile ed inten sa l' idea del dànno, la. paura. di un male o della morte e il desiderio di sottrarsi al pericolo.
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11. - Ma quando si parla di emozione brusca e generalizzata., e , dall'altra., del desiderio di sfuggire a. un dànno che minaccia o di conseguire un vantaggio che si spera, il pensiero corre subito, nello studio, ai disturbi neuropsic hici dei terremoti, e alle complesse neurosi da. trauma. Molti autori si sono occupati delle aff"'zioni mentali consecutive al terremoto calabro-siculo del 28 dicembre 1908: quasi tutti convengono che la frequenza maggiore fu delle psicosi confusionali acute, con dehrii ed allucinazioni (Neri, Gabbi, D'.A.bundo, ecc.), con eccitamenti mania.cali o cou stupor e; alcune di queste forme assumevano l'aspetto clinico di veri fatti psico-isterici simili ai deliri i pnagogici (D'A bu udo ). Però, q nello che più genera.lmen te si osservava da. noi che accorremmo subito, e che vi prestammo opera. in· faticata. per buon numero di giorni, era uno stato diffuso di apatia, di indifferentismo, di inebetndine; l11. folla. si aggirava per le vie o lungo la banchina. a mare, guard ando come trasognata, aggirandosi fra. le macer ie, in vi sita, senza. occuparsi in nulla., incapaci ad àiutarci anehe se insistentemente richiesti, quasi in ista.to sognante, e parlavano di loro e delle loro traverilie senza. nome CE>me se di altri si trattasse, nè di epoca prossima ; strana, poi, ci appariva. l'insensibilità verso la. famiglia perduta., verso i parenti sepolti, e con voce calma. e per nulla. emozionata raccontare di tanti perduti, di tante persone care distrutte, di tanti beni perduti (ciò che il D' Abundo chiamava stereotipia psichical, e che, a. vero dire, sino a. quando non ci si fece l'abitudine, ·ui sorprendeva non poco! e non poche lamentele suscitava fra. gli accorsi d'ogni parte d'Italia., i quali non conoscevano di qual tesoro di ospitalità benevola e cortese fosse stata. prodiga quella popolazione. E quella. stessa. gente si adattava senza. proteste in misere ed anguste capanne improvvisate, o sotto tende di stracci, dovunque, vivendo spesso in una promiscuità inenarrabile, e spesso anche incoscientemente temeraria da. recarsi a dormire in qualche loro stanza non rovinata, anche se i pia.ui superiori fossero rot ti, o minaccianti. Salvo poi, per motivi inadeguati, ad eccitarsi, a. protestare, a querelarsi con pretenziosità eccessive per le angustie inevitabili, quand'anche invano si offriva loro il trasporto sui vapori per vivere temporaneamente altrove. Non è il caso di parlare qui delle nevrosi traumatiche consecutive a scontri ferroviari : a. parte le lunghe discussioni, fra. l' isteroneurastenia emozionale di Charcot e la nevrosi traumatica. genuina di Oppenheim e Vibert - che ora. si d istacca, come casi rari di conoussione cerebrale con minime lesioni anatomiche messe in luce dal
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Friedmann, - possiamo ben dire che oramai è molto u tli··i l·· (l'> l ·•r trovare un caso puro e genuino di nev rosi da t rau ma, n la '"· \ •·Il t o (Striim peli), o da inanizione ( Kraepelin ), perchè l' elemet 1 • • , r.c•J 111 c1 preponderando, cioè il -desiderio dell'indennizzo, con la . ! 1t rui ... ra n i.t consecuti \"a, il quadro si è m ol to inquinato, e siamo p ti n nistrosi del Brissan d che è ben t utt'altra coss,e che co,· 1t llb • tlu:\ specie d i psicosi da indennizzo (Morselli, M urri, ecc )- t t•• J., ammette, m a con altra spiegazione, lo stesso Vibert pm 1.11 t • ...... 111sivista della. teoria chol.; fisico, gli spettatori di u u ~' 1 li 1 stro ferroviario, pur subendo una grande i mprovvisa e 11 1 1 • 1 111 presentano sintomi della nevr o-p sicosi traumatica. Cow 11 .,u ,, .. u ,ora. g eneralmente concordi n el pensare che occorre sen disposizione speciale, immane nte o attuale, perchè lo ch" c 1 J, prod uce disordini nervosi o mentali a cuti. Vi è qui da. notare un fatto interessante, cioè la or 11 r 1 lltl··renza. fra q ueste manifestazioni isteric:he da trauma o d , ... ,, ... r, •. le com uni, pitiatic he o da suggestione, in quanto in 1 1l ,t ' · goroso il fattore psicosessuale, comunqu"' velato o nasct•' t (·r 'l •lll• di processi affettivi d ' indole psicosessual e nella sfen • -.n l • .... ,, 1 t • del soggetto) : sono queste le idee g iustissime del Freutl _ltls •· 1 11 :o per l'isterismo che per la nevrastenia, solo che egli ha •Ili t• • • ,n_ ra.ndo, spìegarne tutte le forme con l' unica chiave d e ll'eleJ •JI 1r ..., .... 1 D'al tra parte, n ella categoria ntt:1·osi t?·u,umatica vi ,. l.t ,, t'\ · r. 1•• il gruppo d elle nev-1·osi emo fi?Je l'ere, con sintomi vason•• •n. tt•Jl 1, secr etori, carrl.iaci, ecc., da quelle in c ui si sovrappo1 _ della sinistrosi o neltro.•d da r il:erulicazione, q uali sono S! •· P l 1 1 che noi osserviamo, analoghe alle infortuuistiche, e c • 11 l 1 l provvedimenti di pensione, in fondo però poco freq ue1 1 • • 11 r ' !1 anche per esse una certa p redisposizione querula dei , •,..~· ' I l t•·.•· zione d ei degenerati ad nn trauma indennizza bile! S at l , .
I V. 12. - L'autore sopracitato - il Cygielstrejch- n• ... 1 • 11 ··1 ,.,_ sante articolo, studia come tipo di influenze emozi• 11 d ,. · • 1 l.e e durevoli, le psicosi avveratesi durante i torbidi ri vt l n• u.u1 ,, ' venuti in Russia nel 1905-906, specialmente a Mosca, ,.. ht· sul IL·• it rono una ricca serie di studii per parte di fiiversi psH-1 t ri 111'''- J·: certamentPJè interessan te l'analisi dei pert urbamenti 1 1 ~ J,. ••lllll•lzioni politiche e sociali, come anche, io credo, le più n •···uu ~~. udiose competizioni economiche, possono ecci tare, e del ). ttn.rli le ul u -
Glot•nalt di m tdici11a mllolot·e. -
Pasc. IX.
NEVROS f
P.: l 'SJCOST IN GU ERRA
time, mi pare, n on abbiano trovato ancora. lo studioso che le indaghi come meritano (grandi scioperi industriali francesi, belg i, tedeschi ed americani. e l'epica battaglia del lavoro in Inghilterra del 1901, ecc .). Tra l'opi nione assai restri ttiva del Luuier, c he nei gravi torbidi francesi del 1870 -71 trovava una diminuzione notevole di ps icos i, attribuendola p er una certa parte ai detti av vsnimenti - in quanto essi sospendereubero l' i nfluenza di certi fattori etiologici nell'alienazione menta ìe e 1·itenendo scarsa J"im portanza della predisposizione ereditaria (n e l 2-! p . 100 dei casi soltanto) - e quella estrema del BernRtein ch e, studianJo la rivoluzione di Mosca d ell'inve rno 1905-906. ne a mmette il for te a umento prodotto d a. tali commozioni politicosociali, e ne afferma il valore essenzialissimo della pred isposizioue sino alla quasi totalità dei casi , il Cygielstrejch sceglie una >ia med ia, che p erò più s'avvi...:i na al m odo d i p e nsare del Bern<>tein. E gfi pe11sa, cioe, che r ealm ente p r edisposizi one e degenerazione hanno u na import anza precipua n ello sviluppo di ta li forme m entali, costituendo il substrato u ecess~u·io dal qnale esse prendono orig ine; e c he in r eal t,à le psicosi aumentauo i 11 ogni periodo di commozione sociale, co me si può r ile\ IHe studiando per alc uni anni le statistiche, d o po il periodo di cri.;;i. E d in questo siamo d'a ccordo, e così egli c oncord a col Lom broso che fu tra i p rimi a studiare profondamente quest.1 pr oblemi: realmen te le commozi0ni politico-socia li costituiseono dei poderosi fermen t i, e dei terreni fecondi d i cultnra che fal:ilitano il diromper:>i degli equilibri instabili, ch e dis\·elan o più faci l mente m a nche volezza e anomalie psico-nervose ed anche psi co et.ic he, cLe alim enteno latenze morbose varie e le eccitano e ri ngrandiscono. Donde l 'aumento dei delitti come delle pa zzie, delle nevrosi come dei suieiùi dur<Lnte tali perioJ i di c ri.;;i sociale, così come si m nn ifestan o cotidottic ri eil agi ta.tori e m eneur.s m sospettat i. fermen t a t,i nella febbre e n el tumul to i twomposto ùelle idee e dei :<eutilllenti che agitauo l'orga nismo s oc· ia le. l\fa , naturalmente, diviene pazzo o si uccide, o ammazza chi è squi librato, ch i e disarmoni co, instabi le, im pu lsi vo od amorale; so lo elle, n ella o rd i naria ?·t,ufine di vi t a tali mauchevolezze potevano sonnecchiare , od esser e deYiate, od ordirsi le ntamente, costituendo le comuni p redisposizioni anormali della personalità u mana, che poi acu tamenLe o subdolamente si m anifestano a seconda c he altr e cau se perturbatrici iuter\engano, in modo più o men o complesso, più o m eno r apido, più o meno intenso. E cosi posson o agire i comuni fatt ori lenti de_lla guerra. 13 . -Ed allor a s·int ande ben~:~ co me la ri-çoJnzion e rossa no n abbia determinata uua forma speciale d i psicosi - al con trario delle affa r-
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PSIC<~SI
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OGERRA
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mazioni di Gadziatsky che parla d i una psico ·i rit:oluzi.onaria - , co~i come i colleghi del Cygielstrejch banno constatato nella guerra russogiapponese s ulla mancanza di uua specifica p.~icc>.<:i bellic1,, come io stesso ho potut• constatare nella nu:stra guerra libic·a. Ctò, d~l resto, è abbastanza naturale. e lo si poteva. pensare a priori: occorre e~sere unitari e sintetici nelle nostre concezioni ~en(-rali, e pensare che l a personalità. è tutto, e che dalle sue infinite modalità der tvano specialmente i molteplici aspetti delle sue d1:(aillance.'i morbose, e dal modo multiforme in cui agiscono i tanti fattori perturbanti, dall'ambiente esterno o dall'ambiente interno. Come la. guerra non fa che accelerare lo scoppio di un disturbo mentale, o rientarlo, dt~.re ad esso un cachet speciale, in qnant.o esso rimane sempre un modo as:;ai peculiare ùi adattamento o di difesa v erso l'ambiente, così per le rivoluzioni, c he dànllo nn colorito, una impronta speciale, un'l direzione al modo d'essere di una manifestazione morbo:sa della psiche: ed in ciò le mte os,:ervazioni concordano con quelle dell'A s uccitato. Il quale nota appunto, d'accordo con altri, come, nel detto p e ri o<lo turbolento mosco\'ita, i disturbi mentali portavano il Cll.rattere di una paranoia acuta con delirio di per:;e<'uzione e con fenomeni intensi di inquietudine, di paura, di depressione mentale, per parte di indi,·idui del partito opposto: g l i ehrei e gli stnòeuti della polizia e dei contadini fanatici ti fatnO'iÌ JJrugroJJI, o linciaggi in massa), i soc ialisti dei gendarmi ~ dei co:sncchi, i soldati de1 dtnamitardi, ecc.: e·l invece, co l tempo, questo colorito speciale ::-'attenuava e poi svaniva, e le idee delira11Li fini,·ano col riYestire un carattere ordinario, somiglianJo alle medesime forme dei periodi di pace ~oc iale . Così abbiamo potuto ossc r..-are per le psicosi della :.;nerra, più manifeslamer,te anzi, in quanto, trattandosi in genere d 1 giovani soldati, la gran parte Ji e:sse potevano ri<·ondursi a neuro-psicosi acute con delirio d'l\zione i:;terico, o a confusioni mentali acute a llucinatorie, ne lle une e nelle altre tssE.>uùo uu avveni· m e n t o guerresco, o una serie di episorli della ~uerrn, sorgente ed al imeuto tem)Joraneo della allneiuazione e del delirio, dopo pochi giorn i - in ~enere- attenuandosi n <> l colorito e nel cach'!t speciale, e poi lentamente - più o men o svanendo cou i caratteri ordinari di 4ueste forme mentali, e qnasi sempre presto, non appena tolti da quell'ambiente di guerra, od a nche non appena trasport.tlti sulle naviO!ipedali. Le note speciali che gli autori hanno osser\"'ato durante la. detta rivoluzione, sono state: forma depressi>& fondamentale; spnuti para.noidi di persecuzione non sistematizzati, a base di paura e di puri-
6'H colo (paura acuta ; i u 1zio brusco, q nasi ~nbitaueo, della psico:~i, e sua transitorieta; maggior fre11_uen::~a. maggiore acnzia e maggiore durata di essa IH'gli i nùivirlui che a;;.;i:>te,ano passivamente , o facevano parte pM-.ivamente degli avvenimenti anzich~ in quelli c-he ne e r ano p11rte atti,a. i quali sono facilmente tra,cinati da tmti i tur bini e1l i som mo>imenti politico-sociali, vi si agirano. \ Ì si rlt>1licano con encusiasmo e f··bbrilmente, osses~ionati e fan:-l.ti zzati: E':-si ;~ono dei pa.~.-ionali e d (•Ì pa-.simwti, dice hene il c.,·giPI;;trejeh. Il quale pen>:a giu,..tamente che è pr,Jh!l.bile le passioni abhiauo degli e!I'etci p:>i chic i m e no debilitanti e meno gnwi che non le emozioui; e--si, i n,ero, come io penso, souo attiYi 1 dispiegano energia, lrtYonu1o ed agiscono e quindi meno si i mprp,;sionano nel senso depres:<'Ì\·o, perchè tutto c iò ha azione iper· stf'nÌc>l snlln loro psiC'he, mE'nu-e i pa,sid, la folla che segne uù as:<i!ìte, non trascinata dall' irl<'a o dal la pa-;;;ione, meno scaldata e·l eccitata, è facile prela alle emozioui improvv1se o continue, c he turbano, intpan riscono e rleprimono, i po;;t~ntzzn nrlo i l potenziale i nùtvilluale. 1:1:. - Dalle sne con«i•l erazioni il dt-tto A.. viene a concluÙE're rhe le emozioni violente po--->ono 1·a~ionare p.:;ico,;i. delle qnali più fio.:· <[Il f'nti le forme con fus101Htli, e pro l mb i Ime n te solo nei pred tspo;;ri: e che la E'ID07.Ìoni ltè'nte e r!nrf'voli r i"n·~liano ed ecc it a uo lateuze uevrotichc e sopratutt,o p~icopa tidtE'1 <'Oll predominio d elle p:;icosi ero· niche, n <·onto'nnto e colorito diver>:o a St>Conda la. natura dt>ll"E'ruOzione, pnr senza E'scindere uu·azione gt>netica diretta, in St'f!Uito ad esanrimento uervo.:;o emnziona l P, e in tal ca<'o prt-domina il ti~>u t·onfusiona.le. (~twsto studio preliminare !'t>lTE' hE>nr·, all'A ., per meglto comprE'ndere la varia intlnenza che ha l't-moz ionl' in gtH't-ra, ove es..:a. agisc(• in m oùu IPnto e iu modo snhitaue0 ; e nota giustamente che. perciò. sino ad un certo punto si può accevtare la compar azione che l'Ta.cohy facont fra la hatt.nglia odio•rna e i gra11di catac l.i;:;mi cosmici, in qml.ltlO la battaglia è prect!duta dn una più o meno lnuga pr eparazione. materiale e p:;icologica, e di rado giunge del tutto iuattr·.;a, e ciò tanto più pos;;iamo o.:,;en·are nellt• guerre comE' l a li\JiC'a , O"\e anzi è da tenere iu gran conto que~t'alrro fattore dell'attE':<n, dell'aspetlnzione che può provocare ansi<l. e preoccupazioni, e rnwiuazim•e mentale i 1>osten izzantc nei debol i e negli emotivi, o nenoti~i in latonzn. c I ci (ÒAns la hataillei la penr. l'inqn],:turle, toutes sortes de tortur~>s morale:; nlv!lgPnt lo·~ C'PrveatlX, Pt font que la bataille, 4u i d ' un coup mPt.tr·a fin Ìt toules c,·;; soniTnl.nces, sera atteudue aYec im patieuce • ; ciò è vPri!:isi m o, erl è stato constatato da q u&.n t i hanno potuto f[u·e d i
N&VBOS I E
P S l COSI JN GUE RHA
osservazioni simili, e da me tan te volte riprovato interroga t do ferii i. e combattent-i. L 'emozione, la paura istintiva, lo sforzo d i t••n ....i••t • d··pressiva, si hanno al principio, nell' attesa, o quando la t rn111•-t ,, 1 ]"·r un pezzo sdraiata, aspettando il suoturno,quandoassist• l' . . -i\o~aill• svolgersi d ' un combattimento, e sente fischiar le palle e .., "Jli'ÌIH•· di · shrapnf'lls, e vede cadere qualcuno dei compagni: dopo, •pt.tlul" tllt ..:h'assa viene in lott.a , tutto passa, l'i.::tinto dPIJa lotta J'l'•'\al•·. ÌJ•H· stenizza, trascina temerariamente, è oltrepassato il pttnlu ,,.,.,o d.·lla coscienza, e il soldato va, com batte, cade senza paura co11 ,. -~"llzu 1t• ntennamenti. Nel restare impavidi e sereni durante la p ntlta f'a..,e. l'a' siva, del combattimento, rifulge la disciplina, l'energia llH•r•dl· ,. la buona preparazione della truppa. Quando, per ragioni varie, questa preparazione psico l•·~ c·a 111a n ·n. o è insufficiente, e il tono della personalità è sminuito, '<l ha. clil.!;iit - in alcuni sopratut.to - una speciale predisposizion•· p-iPo·n• nrtt· tica, la quale si completa con il succedersi di fattori emo1 1\·i ol.•i ''"Ili batti m enti, sino a c h e, per r uminazione aut octona o p rr l'int••rfPrin· di altre cause esterne e di altre i nterne (fatica, sole, r o,· ..,., i. ··u·. -i ha. uno scoppio psicopatico o nevrotico. Con qu~ste mie os-P t'Yazt.,ui concorda, fondamentalmente , la dis tinzio ne c h e l'A. SO!Jr.\ ··irato Ùl, in una semplice nota, fra predisposizione individuale orga ni··~~ e •rttt•lla che risulta. dalle influenze emozionali, m e ntre la disti n z. 1 ue ,. l'er me essenziale, in quanto l'una. a cuisce, sviluppa e rivela l'altra., o 1w .~ interferita. quando indole, carattere e tempra individuale v i , .• •H !.msta uo. Concordo in vece ]n altre importanti osservazioni, e ~~ioè: e lw nei cata c lismi cosmici i disturbi emozionali sono legati sopra tutto alla sorpresa; che nelle battaglie è specialmente i n giuoco e<l ha azione genetica (e rifrangente) per le emozioni l'istinto di conser\azilltH·: c: !te lo chok morale agisce tanto più per quanto maggiore p rPf•arazit•ne SI è avuta di sentimenti depressivi; e che la maggior part e delll' • mozioni relative sono durevoli, e quindi simili a quelle d E'li,• pf'rturl•azioui politico-sociali (I l. Osservazioni, però, che io int E'I.!;l't-"rei. p•·r lèl (l 1 Ho detto appos ta p repa.ration(' affettit:a , perchò credo oh o a nd•· l• "'~"~-~tono, nell'individno o nel contagio collettivo, agisca solo quando vi ò un ,.uh-•r·•' " ,,,.,,.,7ÌOn ale o vi si associa un e lementc• affettivo. Così la pensa pur ll il D <" """' 11-. il '!"Ili<• perc iò ricorda il turbamento affettivo c he apre la m e nte d .-l predispo»t '' ~<l oh·l•riu paranoico ( periodo apprefV'iva iniziale &l Mur3elli, u di cti!lìde n:r.a paur•·.-., ,{.. l 1\i· •n.-!11 : e g li riC"orda pure che l'emo zione d i at<pettazione m ,..saian ica è la vern t••H"ut• r 11triN1 delle s uggestioui con t a g iose mistiche, dl\i sublimi sacrifici ai d·· liri P ' ' '-'-''' ·hi, CLnclu• 1n soggetti appare ntemente nurrn~t.li, ma certo con fa('ile auggcstibilità lnt··nto impr•J\'\'Ì samente ri~vegliata'i ed ingi~antitaai.
1'01<; \"Ru;:;r E f':'liCOSI
I!' GUERRA
mia esperienza positiva dell'anno di guerra, constatando: che anche nelle battaglie vi può essere la. sorpresa vera, nel suo significato psicologico, e sopra.tutt.o nelle campagne colonial i ; che un e lemento assai depressivo è il ri cordo penosissimo di sevizie e di ferocia usata. contro i propri m orti o feriti, che l'apparenza. del cataclisma cosmico si fa più evidente nel ~ons1derare !'immane fragore moltiplicante i pericoli personali che si avvera nei comb!!.ttimenti moderni; e che, in genere, il soldato civile ha minori abitudini, minore preparazione psicologica. minor i ideeli per la deformazione esizia le che van producendo i mal compresi nuovi orientamenti dello spirito collettivo e delle tendenze politico-economiche dei nostri tempi.
v. 15.- Passando da. questi concetti generali ad nn esame più speciale, c'imbattiamo in un grosso problema, che riguarda la di•ersa frequenza delle nevrosi relativamente alle psicosi, e delle ·une e delle alt.re nei soldati semplici e negli ufficiali; problema che, o~servando negli ospedali da. guerra simili infermi, sorge spontaneo, tanto più ricordando un mio lavoro precedente Òal quale, con le statistiche di circa trent'anni, ho voluto stucliare tali variazioni, per gradi, per armt, per mesi, per età, per regioni, ecc. Ma è meglio vedere, prima, quanto è ~uccesso nella gnarra. r usso-giapponese, l'unica che, da tutti questi punti di vista, è stata analizzata compiutamente; vi ho digià lungamen te accennato nella l" Nota., ma. ora. è bene riprenderne le fila., seguendo la. sintesi che ne fa, attraverso le varie pubblicazioni relative, lo Scha'il~ievitcb. Si ammette in genere - egli scrive - che gli ufficiali siano molto soggetti a disordini nervosi, in guerra, e molto poco i sold ati, per lo più contadini e d ei piccoli paesi, quindi poco istruiti, meno d el ica.ti, ro:r.zi e grossolani. Secondo l'ufficio della. statistica. san i tetri a russa su 100 ammalati si trovavano, per gli ufficiali 8.1 di net"r o:>i, per i g r arl i inferiori 1.3. 1\fa lo ~choumkoff c he ebbe occasione di c umre 312 soldati evacuati, d opo .Mukd en, a Fraj -driatchon, -.i tro \ Ò 5G affetti d a. disturbi nervosi, cioè il 18.2 p. 100; dei 56 ben 45 e rano isterici o n evra.stenici; aggiuugenclovi epilettici ed ipocondriaci si giungeva all'So p. 100 d ei nevrotici. Quindi, se t u t ti i soldati, dice qnest"ult.imo scrittore, fossero studiati da specialisti, e bene int.erpretat i nelle uenosi, e con minore diffidenza per la simulazione, e tenendo conto c he si e assai meno rigorosi verso gli nfficia li, a.nche nei m iti-
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Di Gl"CRRA
tari ._ii truppa. si troverebbe a.ll'incirca. le quote degli uffi.c ia.li. per ambedue le ca.tegorie elevate al 18 2 p. 100 degli ammala.ti! Le osservazioni sulle psicosi nei milita.ri in guerra non possono essere ben coordinate, come dice a.nche l'A., perchè, se il m edico che prende pa.rte alla. campa.gna è favorito dalla. possibilità. di assistere allo scoppio degli episodi psicopatici ed a.lla prima loro evoluzione, al contrario è in difetto perchè spesso non competente, per chè troppo a.ffaccendato, e preoccup<lto, io altri servizi più urgenti, o per il poco t empo che può impiegare in ta.li osserva.zioni, e per lu scarso inter esse r ela.tivo c he esse suscitano, generalmente, in lui, e per la breve perma.nenza. in sito di detti a.mma.la.ti. Nei manicomi, negli ospedali, nelle case di salute della. patria lo studio guadagna moltissimo di esattezza. e di tecnicismo, ma mancano le constata.zioni dei primi si ntomi e del primo svolgersi di una psicosi o psiconevro~i: spesso pa.s:>R. molto tempo dall'inizio per le lunga.ggini inevitabili dello sgombero e del trasporto, onde molte forme morbose h ann o di già. p~rdn to il cachet speciale, ed altre si sono attenua.te o del tutto scompar se, od anc he aggravate e deformate: il quadro, spesso, non è più qutlllo. Onde, e da un possibile confronto delle due serie di osser va?.ioni può trarsi un migliore concetto sintetico (come io ce rco di fare paragonando le mie a quelle del prof. D'Abunrlo' , e nelle descri~ioni dei psichiatri russi occorr e esercitare nn processo di critica e di revi sione. Secondo Avtokratoff, direttore dell'ospedale centrale psichiatrico impianta.tosi a Kba.rbin, d numero degli alienati russi, durante la. guerra (tutti passa.vano per quell'os pedale, tranne che n ell'in izio della guerra.) fu di circa 1900 che, su di un totale di o.J.O,OOO ammalati e feriti, dà. il 3.5 p. 1000, pari a.ll' 1.9 p . 1000 combattenti ( l ). Egli (vedi anche la mia. I Nota.) potè constatare, su tanto materiale clinico, che ]a maggior frequenza. era: per gli ufficiali, l 'alcool ismo cronico, la pa.ra.lisi progre~siva. e le psicosi n e vra.st(-m i c he; per i mili tar i di t ra ppa, le p~icosi epilettiche, e p oi le psicosi confusionali e le a.lcooliche. Pa.re che l'epi.voclio alcoolico acltto, transitorio, con A-llucinazioni nditi>e e visive terrificanti, si avverasse in so lùati e giovani ufficiali d'ordinario temperanti, i quali beve-ç-ano per darsi forza e per riscal darsi, dati i disa.gi, le fatiche e il freddo intenso della ca.mpagua ; io ( l) In media si calcolano l milione d i combattenti russi. dondo una mor boo;ità spontanea e traumatica del 54 p. 100! Nella nos~ra guerra libic-a è sta ta. secondo i presidi i, dal 15 al 22 p. 100 l Ed è que.;ta la più yrvn11ie uittnrùt ltdio, como acrive il P'Jiit:lin ico a oOJtra glor1a ed onor i\ !
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per ò n on escludere i, per l a simiglianza del quadro allucinatorio, con la not:.a t errifica, che tante volte si sia tratt~to di epi sodi psico-istel·ici veri, o p:oico -istero idi d <t esau ri m e nto, p rovocati, ecci t ati e disvelati dall'alcool, anche iu m odi.- he dosi, soprattutto in temperant i. M a altri casi, numerosi, si avevan o nei riservi8ti e neg li ufficiali ri c hiamati, p o.sti alle r etro,·ie. Le p>icvsi epilt~ttiche si svil nppau o, d'ordinario, durante o dopo le grandi battaglie, anc he in soggetti che m a i ne avevano sofferto prima , 6 in genere d eiJa du rata di circa 3 set.timane, cioè in fo rma d i stati crepuscolari protratti, cou allucinazioni ed impul sioni. Evidente men te fatica, alcool, emozione possono e ccitare un accesso epilettico : l'emozione sopratutto può stimolare uno stato psicopatico anzichè un semplice episo l io con ,- ulsivo, fors~-" associando lo stato confusionale a d una concomitant~ e1·isi motoria, c ui n on seg"ue un ripristinarsi delle a. t ti vita psi cltic be . .:\[ll. i l problema, sopratutto medico-legale, a ssai si i o~rosserebbe se ' o lessimu ammettere c he fatica ed e mozione possano creare una m anife:>taziune epilettica, cosa alla quale n on saprei addivenire, tanto più t-Jensando che sempre assai più rara appare l'e•enienza d i una • e ra epilessia essenziale. mentre si vanno ogni giorno p iù dflscrivendo fini alterazioni corticali d ive rse nei vari tipi d elle e pilessi e v olgari (1 ). Come dicevo nella I Nota, le (o1·me confusionali avevano tutte l'impronta speciale di una forte depressione, mentre non fu osservato il tipo agitato, o mobile ed animato della. forma. allucinatoria acuta; si avevano movimenti lenti e pesanti, allucinazioni pallide e penose, torpore g enerale; guarigione in genere in poche settimane, di cui parec~ hie trascorse a. Kharbin! Caratteristiche le p sicosi nerraatemche: cominciava, per lo più, una forte cefalea; s'ag giungeva ~onno inquieto ed uno stato di apatia ; prest o grande irritabilità ed impressionabilità, poi stato psichialgico 6 spesso idee suicide: frequenti le alluc inazioni terrificanti, di un tipo pressochè uguale in tutti, della vista. e dell'udito, imperniate sugli orro ri della guerra (mucchi d i cadaveri in putrefazione; rumori, illusioni continue del fragor e degli obici; quadri sa.u g uinosi di membra s chiantate, di agonizzanti o di lamen ti di dolore e di grida. di soccorso, e il sangue a rivi, e il disordine spaventevole del campo di battaglia, e Io sc hia cto d'ogni cosa, ecc.), talvolta con illusioni cenestesico -i pocondria che lil proprio cranio scnperchiato, il cervello in pn( l) Vedi onch:> u n ti noto d e l mio stud io: Ps'=~i. n eorasi e cnmiwzlità, in R io:. ltal . di Sociologia, l !)l O.
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trefa.zione, una palla. nelle viscere, ecc.). D a l la.to nevrologico si constatava. : t r emore delle mani e della. li ngua., esagerazione di riflessi, notevole iperestesia. della. cute e di tutti i sensi. donde le illusioni sensoria.li, ed il subdelirio allucinatorio, spesso come di sogni di quadri familiari , e nei quali io credo si debba. ammettere l' istero-nevraste nia, e c he meglio si avvicina a1la. nevrosi osse,siva e d'angoscia. che a lle pure nevrastenie. I nfatti gli ammalati già d('lpO una settimana erano a ssai migliora.ti od anche guariti, e con r icordi perfetti o appena incompleti in alcuni dettagli, cos1 come per i n ostri appena. ricoverati, o co ndott i a. bordo, ciò che non mancava. di far sospettare, a i poco competenti, c he ci fosse esagerazione e simulazione. )fa. si tratta di un'emozione paurosa. sistema;tizzata., con ur agano psicologico che muta. e sconvolge tutta. la. personali tà. 16. - Coroecomplementoe controllo coscienziosissimo delle osservazioni fatte sul luogo dall'Avtokra.toffv engon o quelle compiute in patria. dall'Ozeretskovskij, medico ali enista. dell'osped ale militare di Mosca., rig uar danti sopratutto gli u fficial i. Questi uHimi presentarono disturbi psichici in ragione doppia. del tempo di pa.ce, ma. non escl11siva.mente a. causa della. guerr a, perchè molti di essi erano d i g ià malati prima. di partire per la. Ma.nciuria., o prima d'arrivare sul t eatro di gnarra. o poco tempo dopo ginntivi, e parecchi non erano dell'esercito attivo ; quindi la. guerra. non faceva. che mettere in luce e accelerare lo scop pio della psicosi . Cosi, in tempo di pace, la paralisi progr essiva. dà il 1~.3 p. 100 di malattie nervose in ufficiali, e la. psicosi nevra.stenica. a ppena il 0.2 p. 100; d urante la. guerra invece si ebbe il 30.9 p. 100 di ps icosi alcoolic he, il 14.4 p. 100 di psicosi nevra.steniche e il 12.2 p. 100 di par alisi progressi,a.; le forme nevrasteniche soprat utto nell'esercito di la linea., le alcoolic he in quelle d i retroguardia (alcoolismo n el 60 p. 100 degli uffic iali delle retrovie e nel 25 p. 100 d i quelle di l a linea) : in q uello sopratutto psicosi a cute, in queste psicosi cronic he. F.gli pure constatava. : il ripetersi nel nucleo delirante (avve ni· menti guerreschi), della. nota depressi va., ltt. facili t à di delirare anche con piccole quantità di alcool, e la. frequenza delle allucinazioni ; il trovars i, più spesso, le psicosi nei ric hiamati (la.tenze o precedenze psicopatiche); la. grande importanza. del fattore eredita rio, trovandosi esso ben nel 60 p. 10 0 dei ca.si, e dell'elemento degenerativo, coustata.bile nel 41 p. 100, naturalmente a ssociandosi spesso parecchi di ta.li fattori causali. Ma. un'altra. sua. constatxzione, originale, è di grande interesse: le psicosi croniche diminuivano in freque nza ed aumentavano le forme ac ute, passando dt~gli uffi~iali di 1• linea c he soppor-
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tavano tu tte le fatiche di guerra pur non partecipando direttamen te alle battaglie, a quelli che stavano più o meno a lungo negli avamposti, ed a q uelli che prendevano parte attiva nei combattimenti. Negli a va m posti agi vano sin istramente la. mancanza o scarsezza. di sonno, di nutrimento, il lavoro faticoso, la. tensione nervosa, l'aspettazione del nemico, la paura della morte e delle sevizie, il terrore della notte, dell'ignoto; del futuro; cui si aggiungevano, scoppiando il combattimento, altre cause perturbatrici, sino a che, r otto l'equilibrio, si avverava l'episodio n evrotico o psicopatico acuto, in genere psicosi nevra.stenica o confusionale. Quindi, fondendo queste due serie di osservazioni (che si compie· tano ed in piccoli dettagli si contrastano): nei soldati, prima psicosi epilettiche, poi psicosi alcolic he e confusiom mentali ; negli ufficiali, psicosi a lcooliche nelle seconde linee, psicosi acute - nevrasteniche e confusionali - in r linea, e sotto l'influe nza diretta della. battaglia. Invece lo Scha"ikievic.ch - come abbiamo visto ne lla. I Nota. aveva. segnalato, nei soldati, una caratteristi c~:~. sindrome di depressione e di stupore: ammalati depressi, t aciturni, con torpore psichico, quasi storditi, mutacis:.i o con risposte tarde, stentate e monosiJlabiche, tendenti alla solitudine ed all'allittameuto, con espressione mimica ottusa, occhio spento, polso rallent ato. ipotermia , ca ttivo orien tamento nel tempo e nello spaz io, lentezza e scarsità associativa, talora con spunti di idee p ersecutorie o di autoaccusa. o di penitenza, ecc., ma sempre incoordinate, incoerenti e discontinue, memoria. fiacca; accusano confn~ione delle idee e vert igini. L'A. su citato daYa a questo quadro, da l ui osservato nella sezione psichiatrica. dell'ospe· dale di Mosca, il nome di amenzia depressivo·Blttporosa, che crede caratterist ico, sia come for ma. a sè, sia. come stadio iniziale, uguale, d i una. successiva. mela.ncolia o demenza precoce e befrenic1:1. o paranoide, e legata intimamente alla vita di gnerra, benchè auche in pace egli stesso ed alt ri l'avessero riscontrata, non però - egli dice- in modo cosi marca to e diffuso, e sopra.tutto dopo le battaglie, per effetto delle emozioni paurose e della estrema tensione d'an imo e d i a.'l"venimenti del eombattere, per esempio lo scùppio p rossimo di una. granata., cui tal volta consegu i sordo-mutismo isterico con amnesia. ret rograda.. Vedremo p i u in là che pensare d i q n este idee dell0 Se ba"ikievi te h; per ora noto la. sua constatazior:e obbiettiva di grande interesse, cioè che la gran parte di questi infermi presentavano pitl o meno marcati e numen•si segni fisici degenerativi; e che a lcuni di essi erano di già malati fisiramente o dovevano a\'"er"' segn i di psicosi cronic he già prima di pa rtire dalla Ru-:sia. Tnoltre aJlf·.h'e~ Ii notò casi di i">terismo,
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di mela.ncolia, di nevrosi traumatica, di confusione mentale acuta, con il solito tipo del delirio allucinatorio imperniato sugli avvenimenti guerresch 1. 17. - Il Lubarskij, medico alienista nella sezione psichiatrica in Nikolsk-Oussouryjsk, su 223 alienati, riscontrò spesso note predisponenti varie, e, riguardo alle forme morbose, 61 paranoia acute, 28 paranoia croniche, 24: melancolie, 22 ameuzie, 5 demenze curabili, 4 mauie, 17 paralisi progressi ve, 15 psicosi nevrasteniche isteric he od i pocondriache e 2 psicosi epilettiche, quasi tutte con il cachet depressi\o. A queste conclusioni del Lubarskj, come a lle precedenti, si possono fare vari appunti, alcuni dei quali fece lo Soukhanoff, specialmente alle ultime, negando giustamente il concetto di una psioosi speciale ai militari ed alla guerra, mentre la verità. è nel trovare la nota depressiva nelle varie forme morbose da essi presentate. Egli, studiando tutti i militari curati nell'asilo privato del Lakhtine, conclude che si riscc..n.travano psicosi acute e psicosi croniche ; le prrme nella forma depres:~ivo-ipocoudriaca più strettamente legata, forse, alle emozioni d e lla battaglia, nella forma d'amenzia depressiva, o nella depressivostu porosa, o i n quella depressivo paranoica. Il medesimo cucltet di depressione e di stupore riscontrava il Wladyzcko sui 39 ammalati da lui curati a P ort·Arthur, in 22 dei quali eran o rilevanti e e;hiare le note della. tristezza, della sofferenza., dell'angoscia, del timore; quasi tutti avevano segu i più o meno evideuti di degenerazione, tl quasi 1/ . erano ereditari; almeno 4 erano dementi precoci, c ioè l su 10. In 26 i sintomi si svilupparono rapidamente, in un giorno o due, preparati dalle sofferenze morali dell'assedio terribili, m a sc oppiati per lo più dopo nn assalto furioso o una. ritirata precipilosa o sotto un treme ndo bombardamento di una posizione. Vale a dire che in fondo, come ben nota il CygielstejE>ch, questi ultimi a utori contraStano con le osservazioni dei due primi per il predominio dato alla confusione mentale ed alla amen zia depressivostu porosa. T"ero e, però, che questi contrasti d i pendono anche dalla incerta tass inomia psichiatrica, e dalle concezion i di>erse e;he si hanno delle varie forme morbose: coufusione melltale, ad e~., è una diA.gnosi di stato, che si riferisc~ al sintomo od alla sindrome, ma non è etiologico· patogenica, in quanto es~a., specie nella forma a.llucina.toria, può e...;.;E>re nferita ad una psi co:>i alcoolica, ad una. ps:icosi isterica e sopratutto epilettica, e special mente ad eccitamento cat.atonico o a demenza p~rctnoide con eccitamento confuso o con depressione. Così, molti casi di amenzia depressi..-o-stnporosa, o depressivo-ipocondriaca,
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e tanto p iù le depressivo-paranoiche e le demenze secondarie, possono riferirsi alle >arie forme combinate della demenza. precoce. La. mAJancolia per lo piit è da riferire ad una. n evra.stenia. d e pressiva, cioò a psicosi nevras tenica, nella. quale però sono confusi casi di ps i ~" osi isteric a meglio d i istero-psica.stenia come sono in genere negli uo mini; mentre pure alla demenza precoce o alla istero-nevrastenia sar anno da. riferire molte psicosi periodiche e alc uni casi di amenzia di Meynert e molt-i d ella cosi detta. demenza c urabile del Régis, che sono
spesso periodi ~c uti transitori di demenza precoce con remissione. Con queste r iserve posso convenire con l'A. ultimo che in complesso, fra le forme m eu tali più frequenti consecutive alla guerra, si Jebbono considerare le psicosi ue vrasteniche, le e pilettiche e le confusionali e depressi ve stuporose. 18. - Riserve maggiori io Eentirei dover per fare un'altra sua conclusione, cioè che, se nello scoppio delle psicosi nevrast.eniche, fatica., esaurimento e privazioni sembra giuochino una. azione pa.togenetica esserrziale, nelle al tre psicosi acute prende il predominio il fattore eccezionale, onde esse sarebbero « d' ol"igine essenzialmente emotiva • , sviluppandosi durante o poco tempo dopo una battaglia e fra le truppe che vi hanno preso parte, con ciò confermandosi il concetto che so pratntto con le emozioni brusche e violenti si sviluppano le psicosi acute. Ma. per la confusione mentale acuta. e per la psicosi epilettica e per altre forme neuropsicopatiche basta. il fattore emozionale a. spie ga.rceoe la. pa.togenesi '? eù ha. esso realmente tanta. imporlia.nza. causale? A me pare si possa. rispondere a questi problemi etiopatogenetici riassumendo la. discussione sopracita.ta. della. società di Parigi, che cercò di esaurire tali ricerche allo stato attuale delle nostre conoscenze psicologico-cliniche e che è per noi argomento di grande interesse nelle pratiche medico-legali: a) per l'epilessia, occorre distinguere (Olande, De Sanctis, ecc. l la condizione fondamentale epilettogena (minime lesioni meningocorticali) dalle crisi provoca.bili con una intossicazione a.ulioctona od eterogena., con l'emozione, con lo stra.va.zzo, ecc.; quindi l'emozione o le altre cause guerresch e perturbatriei possono provocare e provocano con grande facilità., gli a ccessi in chi è già epilettico, anche potenzialmente, ma. non creano l'epilessia. (Onfour) svanito ormai il concetto della. epilessia quale nevrosi essenziale, e per la quale, ad ogni modo, le azioni tossiche costituiscono le canse eccitatrici più frequenti; b) per la. corea, l'emoz1one, sopr a tutto, non la. crea ma può esagerarne o provocarne i sintomi ; s'int ende della corea. vera, ma. molti casi che noi osserviamo nei soldati
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sono di corea b>terica. in cui ginùca la nevrosi emotiva e la suggestione mentale che fissa e stereotipa i d i sturbi periferici degli stA.ti emozionali, ed a questo gruppo forse deve ascriversi la corea che il Croce vorrebbe possa essere creata e.c ·novo da una emozione intensa in chi n on sia predisposto; c) la stessa cosa può ripetersi per 1 t ics; d ) secondo il Dupré bisogna ammettere fondamentalmente una emotività co.~tituzionale, specie di squilibrio psìc hico, ereditario od a cq uisito sin dalle prime età della vita, che si rivela anche per delle tare intellettive, o della volontà. e arl anomalie della sensibilità. viscerale, e obbietti vamente si manifesta con vi v aci tà di riflessi, iperestesia sensoriai e, squilibrio secretorio e vasomotorio, tremore, tendenza agli spasmi intensità. e diffusione anormale degli effetti fisici e psichici delle emozioni ; sa tale base sorgerebbero l'ansietà e l'angoscia, le impulsioni o le perversioni ses:mali, le psicosi in termittenti o gli stati apprensivi paranoidi, a seconda d el diverso oriP.ntamento neuropsichico della personalità anomala: invece l'emozione ha assai minore importanza (causale però, n on occasionate) nelle psicosi s istematizza.te, nelle allucinatorie croniche, nelle demenze organiche, che però, come bo accennato, si acuiscono o si rivelano intènsi fica te dai periodi. prodro mici ancora incert.i e poco chiari di" a pprensivif.à so~pettosa o di stati pseudoneurastenic i; d·altra parte, l'emozione associata ad ahre cause (tossiche, e nel nostro caso la fatica) ha grande valore causale nelle psicosi confusionali, costituenti la psicosi tipica dei militari, secondo il Saporito, e in cni realmente il quadro è della intos icazione o della tossi-infezione cerebrale, (sebbene Ballet voglia dare all'emozione forte importanza. gen etica per Je psicosi confusionali ; ; l'emozione della madre ( per le donne rimaste doloranti in patria. o spettatrici di disastri guerreschi, negli assedi i 1 ecc.) ba valore degenerati v o sullo a viluppo nervoso del feto ; le reazioni vasomotorie eccessive o croniche degli artritici p redispongono fortemente all'artel'iosclerosi; l 'emozione ha grande importanza genetica nelle fobie, impulsi, ossessioni, pervertimenti sessuali (però sulla base di una costituzione nevrotica o disbnlica. o di tnruata sessualità). VI. 19. -- Mi pare utile dare qui un riassunto delle osservazioni c he in questi mesi alcuni studiosi tedesch i hanno pubblicato in rapporto alle neurosi e psicosi della presente guerra (1). L' Oppenheim scrive, (l ) Ringrazio vivamente il prof. Mingazzini che tanto benevolmente mi ha favorito queste n otizie sintetiz:t.andole dai lavori originali.
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1o un articolo Fiir Krìeg~;neurologie, che la guerra, in seguito ai traumi fisici e psichici, ha prodotto tutte le neurosi e psicosi che analogamente si osservavano nel tempo di pace, ed è lieto di constatare che fra i soldati tedeschi le cifre sono basse se si considerano gli strapazzi, le privazioni d'ogni sorta, le scosse psichiche f' le emozioni per gli orrori continui, dai soldati risentiti, e quindi dal sistema nervoso molto resistente: dette forme morbose insorgono prevalentemente nei predisposti, molti dei quali egli stesso aveva curato quali nenrastenici, isteroneurastenici, psicastenici, e cioè neuropatici o psicopatici già prima della guerra, ed alcuni a nche alcoolisti cronici . Alcuni però erano stati sani, ed avevanv sofferto di grave neurastenia s pecialmente quando loro vicino scoppiava una g ranata; però egli, come il Wollemberg, nega l'esistenza di J>Sicosi o di neurosi da guerra sui generis, tuttavia -è indubbio che esse banno delle particolarità: così tal volta i sogni sono popolati di ri cordi di guerra, sicchè il paziente s i risveglia e, come in un suo caso, va a dare con la testa contro un muro, oppure predominano i fenomeni cardiovascolari a un dipresso come nelle neurosi da disastri ferroviari ; tal'altra si ritrova quella speciale forma vasomotoria descritta dal Friedmann (in seguito a lesioni del capo), per asempio in soldati feriti alla testa. da proiettili sfioranti o da pallottole di sh·rapnell.<:, nella quale però si tratta di fini alterazioni organiche del cervello più che di una semplice ne\r03i. La guerra n o n produce epilessia, ma provoca gli attacchi, però con grande frequenza ed intensità nP:i'già affetti dal morbo comiziale. Io altro suo la\·oro l'Oppenbeim (l ) dice che le n eurosi da guerra formano n o coro plesso si n tomatiC'o caratteristico, sotto forma di neuro.si da campo, composte sintomaticamente da tics, da crarupi muscolari e da forme varie di tremore. La genesi ne sarebbe orft. centrale ed ora periferica, e cioè una grave im pressione psichica o t~S.l'altra nn eccitamento dei nervi sensoriali (acustico, ottico): il complesso sintomatico in parola ragg1 unge il più alto grado del la più completa incapacità. a mettere in azione un gruppo di muscoli o i muscoli di una estremità; alcuni di questi oasi sono ribelli ad ogni cura. (forme di corea isterica?). Egli respinge il sospetto che qui s i abbia a. che far~ con fatti di simulazione: invf:'rO i IDQdici militari hanno avuto occasione di vedere i soggetti e ssere colpiti in generale da questi disturbi neorotici subito dopo il colpo: inoltre eg li insiste sul particolare che nella maggior par te di questi feriti affetti da neurosi si pnò osservare la costanza dei s i n l I l Der Krie g mvl d ic tra ttm<~ti.,çhcn Nettrosc-n.
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tomi, mentre essi desideravano di guarirne, o per lo meno di lasciar l'ospedale; molti, anzi, esprimevano il desiderio di tornare su l fronte, o di cambiare di ricovero con un ospedale territoriale (ciò che pare non avrebbero ottenuto perdurando quei disturbi nervosi): quindi non gli pare sia. il caso di fare l'analogia. con le neurosi da compenso o da. indennizzo. U Saenger (l) e<iclude pure lui una psicosi o n eurosi da guerra. i ba. osservato spesso insonnia. o agripnia, e specialmente disturbi cardiovascol ari, specie dopo :~trapazzi fisici od emozioni spiccate, e tuttavia ritiene che detti disturbi siano compresi nei limiti fisiologici (torbe da emozione). Conferma che nella. guerra. si masch e rano delle psicosi latenti, specie la. demenza. precoce e la paralisi progressi va, e l'epilessia. N e lla maggior parte dei neurastenici, isterici, ipocondria.ci, una. anamnesi beo raccolta. ha. dimostrato che queste neurosi preesisteva.no già alla. g uerra, se si eccettui soltanto la. neuros i isterica. da. emozione e la. cosi detta isteria. monosintoma.tica ad esempio la. disbasia. (simile alla. afremia ed alla al.:inesia algera del Mobius). La. prognosi di queste ultime forme è generalmente buona. Invece non ha. osservato una. vera. n eurosi traumatica da guerrl\, a differenza. dell 'Oppenheim. All' incirca le stesse osservazioni ba. fatto il 1\It·yer di Konisberg, il quale ba insistito sulle neurosi e psicosi da. spavento, collettive, viste nella popolazione fuggita dinanzi alla invasiont> russa. Il ~eyer ha. scritto nn articolo 8Ulle malattie dipendenti da e..,plo-~oni di granate, rilevando come tutti i soldati i quali stavan o in vicinanza del punto ove era scoppiato un grosso proiettile d'artiglieria hanno perduto la. coscienza e sono diventati inabili alla. guerra.; essi presentavano tutti i caratteri di una eccitabilità e di noa. t-sauribilità grande, non potevano dormire, si sentivano tutti intontiti, ed avevano molto esagerati i riflessi profondi. Però questi stessi sintomi egli ha trovato in m olti soldati che non avevano subit.o alcuna i m pressione, e che torna. vano dal teatro d i guerra. In ogni m odo la espressione tante volte usata di comm ozione da scoppio di granttta non costituisce una. entità. nosologica, ma piuttosto un fattore etiologico i il proiettile d 'artig lieria che esplode in ·dcinaoza. di un uomo o c he gli cade davanti o proprio ai piedi, può produrre lé più diverse manifestazioni morbose per meccanismi diversi (torbe emotive neuroasteniche isteroidi). L'esame neurologico ha rivelato in questi casi specialmente sintiomi vasomotorii : polso labile e frequente, dermografismo, seusa( l ) Ubu di-e d~ d~ Krir9 ~ingùn·Folgeszustònde in Nerr;~y8tnn. in Miin· chenu mediz. V ochcn.chri/t, 1915, n. 15.
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zione di ~.:aldo, sudore, es&r"'mi~;à. fredde; !"autore i nsiste sul fatto che tali ùisturbi egli non ha o..;ser>ato subito dopo la commozione d a granata, ma dopo un po' di tempo, e l allora lo s tato dei soggetti era. pinttosto clepresso, anzi in alt:uni psi<'opatici notò pure umore alquanto ostile. ~ou potè mai constatu.re una glicosuria alimentare. Dodici su sedici solùati ùa lui studiati a.vevano una pronunziata tara. ereditaria, e in qua.si tutti esistent. prima della guerra una note.-ole uervosità eli carattere ; ecco perchè, in genere, que;;ti malati dàuuo un progun:stico piuttosto infausto, mentre i non tarati guariscono rap ida.meute in qualsiasi luogo di cnra (sottratti però alle emozion i di guerra). Dei Yarii sintomi da lni rilevat i il più frequente è il tremore, il quale colpisce ora il capo. ed ora gli ar ti, superiori od in feriori , ed ora intiue tutte e qnMtro le estremita; il t remore si a~.:ceutua nella emozione e uell'intenzionalit>a del movimento. ::ipf'sso, ancord., egli ha. O:'i~ervaro paralisi isteriche, disbulif', disturbi della sensibilità, ma in alcuni casi anche complit;azioni più gravi, e cioè il m orbo d i B asedow, tl ditlbete nwll1to e l'inconriuonza di urina (certo i n soggPtt.i già. i nfermi, allo slt\tO lateut.e o misconosciuti, tra.nne for :>e per il diabete tl'ili/St{OI'l(J nenrogeno, O per )'l llCOll ti ll~Uza isteri ca).
V J I. Ora nas;;umo qui alcnlie fra le parecchie osservazioni fatte nel l'ospeda le militare di R oma. su militari - la maggior pane ufticiali - venuti allo stntlio dell'ispettorato o de lla direzione d ì :~au ità militare, pPr l'accertalfleuto della totale inaLilità. e re lati\"0 quesito sulla ù ipeudenza.. o n on, ùa. can;;e di ser~iziu dalla malattia nervosa o men~ale inauiliLaute. È superfluo rirordare quanto sia ditficile in molti casi d~tre nn g iudizio assoluto su tale 11csso eausale, poichè uon pure le forme p-;icopaticbe, ma anche molte delle ueurotiche uon possouv iu modo eu m pleto riferirsi a cau:;e eli :;arvizio, tranne che non si sia. trattato di spet·iali cause esaurienti o di uua intensa specifh:a colOmozione guerresca, o di un trauma cranico pur con semplici disordini fnuzi•Jnali conseguenti e :;imili; nè in mediC'ina l~ga.le m ilitare si può met.tere la couuausa e darle valore nel p rovvedj mento d i pensione, don.:ie la maggior cura nello esame e nella valutazione d ei singoli casi. Vediamo om le dettu osservazioni : Il primo caso è di uu ufficiale che, turbato gravemente 11.1l' inizio di un combattimento - dnlla vista del sangue e dallo spctlaèolo della morte, presentò un vero n.:ce-<so psicn-;te11ico- a ugoscioso, con successi~a fase di esaltazione, seguita
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da forte depressione 6sio- psichica, per cui rimase del t utto inut1lizz.ato durante l 'azione, ed anzi mancò per tale ~uo turbamento morbo~o. ai suoi soldati, guida. e comando tant~ necessari nei combattimenti, s opratutto per suldnti nuovi al fuoco. L 'indagine dimostrò che egli aveva. avut~ sempre temperamento n e rvoso, e fors' anche aveva sofferto di convulsiom infantili; che la s ua nervositi\ ~:oi era. accresciuta n egli ultimi anni, dopo &\'er contratta l'infezione ,;i tilitic:\, ~d a.·.-er sofferto a luogo, con riacutizzazioni, di dis}Jepsia ga.. trica, duo volte complicata"i ad itterizia. Onde negli ultimi anni era c;tato annotato per nevra.-.t<:nico, tli carattere eccitnbilissimo, e quindi poco riflessivo e facile ad impressionarsi: note n~ vra.steoiche ( probabilmente aggravate dalla lues, oltre c he d.dlo turbate funzioni gastriche), che l'esame obietLivo factlmente fa rilevare, insieme a d un vero stato psicastenico, che soprl\tutto s i fa manifesto neLl' esaltazione morbosa, c h e va sino ad una s pecie di ino.:oet·enza. ùislogica e verbale, quando pnrla del fatto, il cui l'i· cordo - c ioè - vivamente rappt·esf:ntato ed i ngigantito ntllla sua co-,cicnza, riproduce l o stato angoscioso di priltla Per tali rag ion i fu rifor01ato. Il se~ondo presentò, dopo c irca uu mese e mezzo di carupagna, uuo :;tnto n evras tenico prevalentemente ce rebrale, ron facile a->tenopH\ accomodn.tivn, dipendente per gran parte da condizioni protratte d i fatic a e di dis..gi fisici e morali ; poi migliorò, continuando pur sempre a. far bene il suo '-ervizio, sino a che, morsicato dA. un cagnolino che fu sospetto a1·rabbiato, eù esseudo l>tnto perciò rimpatriato onde essere ~>ottopo ... to alla cut·a antirabbic a, tornò lo stato neçra:.tcnico, più grave <ii priu11•, d' orùine cerebro-spi nale e con tendenze ipocoudriac ut:. Gl i fu accord ata una licenza di convalescenza di me:.i sei p~r mfermità proveniente da caose di serrizio. Il t-erzo, con e redità neuro-psicopatica {ltnO zio morto pa.~:.~:o, una sorella iste· rica), e bbe sempre carattere nen·oso ed ecceutrico; a ve nti anni tentò suicidarsi in seguito a dispiaceri. In guena fece beni!<simo, prenden•lo parte a 9 combattimenti, e fu proposto per una m edaglia; ma lo «t'orzo fallo, l~ v<>glie prolungute, i disagi, la preoccupazione d.,lle sue r espon,;abi litit.. eri, in:::.itnte n que~ti fattori di guerra, gravi patemi d'origine fam iliare (moglie ~slli malata, con 2 bambini, senz'altri parenti, e, in tali conrlizion i, costretta a cambia r ca;>a, det c1 mina rono in lui u n vero sta to psicastenico, con stanchezza cerebrale sifi'atta da fargli commettere - per salvare altri e senza dar e alcun p eso alle r;.ue azioni, senza pon· derare la realtè. delle c ose - varie mancanze, che lo condussero al giudszio del tribunale di guerra, dal quale però fu a"solto per non provati• reitù, quale infermo totale di mente.. L'esame fece appunto rile•are uno stato psicastenico, su un fondo neut·opa.tico originario. Fu proposto per l'aspettati va di un anno, nella. intesa della. inidoneità nl servizio militare, in quanto cause bnnali potevano sempre fare esplodere dal suo nervosismo fatti morbosi od anormali di condottt;. (~mma 2° del n. 6, disposizione 15, fascicolo 17 della Jiaccolta ). Il q uarto, esen tato (all'atto della mobilitazione) dal seguire il reggimento, a caus a di gra vi preoccupazioni morali per disastrose condizioni familiari, dopo circa an mese e mezzo chiese di raggiungere il proprio posto, ma ~i t·ivelò subito in i s tato di nevrastenja emotiva, che gli impediva, spesso. di attendere al suo uffic io, di sopportare le fatiche, di affrontarne le responsabilità; poi, poco dopo, in un combattiment-o, fu p r eso da agitazione euwtiva intensa, c he sopratutto si manifestò con rattra.ppimento doloroso agli arti inferiori (clonie isteriche?), che lo ~strinsero a starsene seduto per terra, immobilizzato ed inutilizzato, durante tutto il combattimento L'esame obbiettivo fa rilevare l segni fisici di uno stato 4l -
(ilorftale di mtdkina militare -
Fase. IX.
XI•:\"IH.ISI E
PSi rO,.; I
lX Gl'ER I<A
P "ico-nl'\'rnstenico, con grnnde emo tività isteroide, specie al ricordo del f at to d oloro-.;o (crisi di pi$1uto. id~e suicide). Fu p roposto per u n anno di a spettA1.iva. li quiulo (,;;ottoteoeute di cowplentento), dopo circa un mese di gLterra, cominciò n p 1·e"entnre uuo stato nevt·a ,..tenico, che, durante uu combattimento, alla fine del dir·t>mhre. g li produs.;;e uno stltto di agitazione emotin1., SU!"seguita da depr.,ssione, pet· cui fu reso iuutile durante J' azione bel i ica : da allora i d i,turbi si accentuarono. finl~h è nei p rimi di febbraio f u rico~erato d'urgenza n el l' ospe· d :de in u uo stato di grnntle eccitamento emotiv o, con crisi di pianto e spunti p for:;ecutori. Risulta ~'he la n.adre da 20 anni circa soffre di malattia mentale cronica, e per un anno tu intt'rna ta in un manicomio; è stat o di tewper·nmento nervoso, Rpecialnwnte dc'>po un tifo anomstlo sofl'erto 3 nnni primi\. Egli al Corpo, e clurn.ute due perio,li d t osservn.-;ione ospedaliern, in Li bia ed in Ital ia, n on solo ha mostrato u' essere imvr esswnabilissimo, facile a d esaltarsi, permaloso e scontro,.,o , spesso insonue, ecci tabile fortemente per un nont.ulla, o preoccupatissimo per motivi h~'luali, ma ba nuche ri,·elaro una v e ra siudrome psicopatica : aff~rma chl:l gli si u-<ano ingiu:,;uzie, chP lo si p erseguita, che s i temono l e s ue critiche, e si mv idiano i suoi pregi; critica d i tu tto e di tutti, grande van i ti\, egocen· trismo or goglioso con f.llso apprezznmento della realtil, p e r c ui, raccontando a colori brilla nti tuttx la campagua, t'a dtll suo I o i l centro di ogn i azione ; con· t egno e coudottn spesso stravnganti (chiamaré l' atteudeut~ .lfaomeito. e, p u n ito per i rech~mi tli quello, pre~nrlo p t<r<·ht! almeno si face<ose chiamare così una. v olta al giorno l; v aga r e per tutta una noLte. a~itatissimo, p er le trincre, per c hè SO· S}lcttava non si vole:sse far passa r e, per astio, tllla sua dom anda nella quale ch iedeva esse r cambiato di corpo, pet·chè avrebbe potuto commettere atti gravi:-simi, i?Tesponsabili; dun\nt.e un combal.timen to, invece ùi comandare ai suoi uomini, coneva all'impazzata. dinanzi al plotone, spar a n do p e r aria, « p~'r incutere ai suoi dipendenti il r •spetto alla dt!<ciplina ed evitn,re in tal modo che ad a lcuno venisse i n meuLe di in dietreggiare di fronte al nem ico »i far leggere. a tutt i, stel· loncini di giornali, o SUtl dichia razioni fa tte firmare da militari, n elle quali s i ma· gni6ca l' opora sua : spunLi di rijin·,nw. ecc.). All'esame obbiettivo, oltre a queste note psicop a tiche (prLI·anoidi ?), cui si un iscono brillanti attitudini mentali, ad uno stato di emoti,, ità morbo~n, a fondo sosprt.loso, si tt·ovavano d isst metrie n otevoli d ei vari rille::;si, corup r eso il foto- irideo, e zone iperestesiche dest re, emicontrat· tura clouica n e l racd•tle di dc:;:tm, emiipo~>st esia sinistt·a , tremori. D all' esnrue tli quanto si é scritto su di l u i parrebbe giustifirntn. la diR!!nosi di tendenze pa· r anoi d i originarie in istP r1 c0 deg~::ner:uiv o; comunque, è stato riformato sopra· tutto pt:r lo suno nevra!Steuico fondamentale eh~:: lo espone ai pi ù vari episodi morbosi, emoti\'i o p.,;ichici, diuRnzi 1Ù comuni fattori di cont1·nsti nl•lla >it.a m i l i tare . Il Se!"to, sorpr eso Jal n emico, anz1chè fnr f 1-onte ad esso, s i ri t irò i n disordine: ferito alla c oscia, e subito ll'aspon.ato su una v ici na nave, pt·esentò accesso su~ ddirnnte al lucinatorio, l:-Cguito da depres;<ione graye (accesso m aniaco- dt-pressiYo con delirio a base d i idee tt>Hifiche). R isulta cb(', poco dopo il suo arnvo in L ibia, e. in seguito a di-..ordi ni gastro-en te r ici, divenne (o si manifestò} assai nervoso, si n chè u na sern, l'montato di guardia alle trincee, present ò una emi isteriforrue con apptL r eute ncoscienza. àlcuni giorni dopo quel combatt imt- u to, ricoverato n ell'ospedale, preseutò altro acces:;o p sico- m: r·voso grave, con perdita di eoscieuza e delirio nllucma.torio a bnse territlèa, come p<>co dopo il combattimento. Rimpatriato, n ell'ospedale tentò suicidn,rsi ingh10ttenùo due pastiglie
~EVItO-.I
E
p.-.:IC"O::ìl IN GUERRA
<li sublimato. R isulta poi che il p!hlre è assai nervoso, una zia paterna demente 1 precoce?), una sua cugina paterna sq u ilibrata JUolto (rleru.ent1• prt!coce ? : che egli, sino all'eta di 16 anni. fu afì'etto dn soooaruboli-<mo, per cu i non pot~ entrare in collegio; gonl'itone. e n trò n('ll' e.serc:ito. e st.-ttP heue -per qualche nono, tranne uo t ifo intercorr ente; iu !'eguito alla morte di una donna a lui cara ebbe grave turbamento nervoso con ipocondria acuta, pet· 11111\ setti ma n a; -poco tempo p d ma della guerra soffri èli febbri intestinal i, con ec<,itamento psich ico. e deliri inter· correnti, cui segui periodo di forte dL•pres~ioue tiistimica. Nel r esto, :<i manteoof' distinto lL/fìC.iale. Xell'ospedale, d'Italia, fu colto da un classico nccesso convulsivo iste rico, presentante le fasi tipiche descritte dallo Chat·cot, specinlmente il delirio d'azio ne e la fase pasRionale, con rea~ioni di otre"'a e di difesa., ed iperallucinosi verbigerante, per ci r ca 2 ore. Naturalmente fu riformato Un uffic.ia.le trenteone, distinto musicista, sei an.ni prima, e poi tre anni pr:ma dell' attu~tle scoppio della maJattia a ve va sofferto di d ist.trbi neurasten ici isteroidi con depressione, ma non ave\•a dato a vedere d'esser pazzesco, ma. soltanto di cJU<tttere in1pressionabile e ris~>rvato, una volta però, io seguito a punizione, a\·endo presentAto una crisi emotiva. convulsi forme: inviato a Tripoli, vi stette in apparenza bene, e con normale condotta, per sei mesi, p1·endendo parte a seri combattimenti e soffrendo dis11gi e fatiche d' o~ni sorta . ;-;iccbè poteva ritenersi u o mo !'ano e normale, anche se apphrtenente al gruppo delle estreme variazioni fhiologiche dE>lla p ersonali tà umana. K l:ll maggio soffri disturbi gastro·enterici, ~::n allora cominciò ad accennare a possibili persecuzioni da parte dei suoi su peTiori, a mostrarsi diffidente e sospettoso ; la :;era del 6 giugno ebbe attacchi con,·ulsivi isteriformi. Rimpatriato e internato n ell'ospedale di Roma, si conobbe i n lui evidente la ;;ind1·oine paranoide della dem e nza precoce. Sorgevano vari que;;:iti : 1° Qua.li rapporti tra que~ta psicosi e le manifesta~ioni isteroidi? Qui sono due le possibilità. o una neurosi :sterica da cause esogene, io soggetto neurotico poten?.iale, elle abbia prepa1·ato il terreno allo sviluppo ell al manifestar.~i d i quella, inde bolendo e perturbando una menttllit&. debole ed esaurita. <lode n"lla disgrega bili tà psichi ca dell' isterico (Bianchi) si sia trovato il terreno per la scissione fra noopsicbe e timopsiche, rioè t't·a parte intellettiva e parte a.ffettivo-voliti~·a della p siche (in che consiste la e<;~enza della demenza. precoce. perciò d etta. dal Bleuler scltizofre•tia). o che, p itt probabilme nte, quei fenomeni isterici e convulsifot·mi rappre~entavano le acute manife'it;azioni prodrorniche delln psicosi. 2° Quali, allora, i rapporti fra cause di ser\'izio e In. infe rmitiL mentale? lnta.nto, sia che manifestazioni neuroticbe, prodott.e in predispo:.to, da cause gueJTesche, aubiano facilitato lo svolgersi della psico!'<i, sia. - sopra tutto - per l'acuzie iniziale insolita e tmuultuosa di tali fenomeni morbosi che ÌJtdicano chiaramente l 'intervento di forti cause esterne perturbatrici, pE'r ciò solo non si può escludere un certo rapporto genetico. L e ricerche etiologiC' be sulla demenza precoce fanno >edere che almeno nel 26 p 100 dei casi manca ogni predisposizione ereditaria, nt può dirsi che essa appartenga alle sindromi della degene razione, mentre i traumi fisici cranici possono annove1·a1-si fra le cause di essa : e p erchè ciò non p ossa pensarsi per i gravi traumi morali o per i patemi ripetuti? Ma, sopra tutto, dal lato patogeoetico si impone i l concet to di una p sicosi dh intossicazione, probabilmente eudogena, c he agisca dil·ettameute su l cervello o media.tameute per l'intermezzo di altera.~ioui di alc~:tne ghiandolf) in t erne, t'ors' a oco da strapazzi o da emozioni (intossicazioni endocraniche). Ebbene, non si conosce ancora come e quale sia questa intossicazione cerf'brale, e se i distut-bi endocran ic1 a vvengaoo
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:"E\. I:OSI E
PSICOSI
IX
G t; I!:RRA
ptlr ra!;i o ni esogene od endo~eue, e se sor.o primiti\i o consecuLivi a tos-<iintt>?aoni. Ed allom, come negare a 111·iori la possibil it:\ che vari fattori di v ita disa gin.tn. e fati cAta co,::titui<:cano causa unica o coucomitant.e d ello ,;:viluppo •l i una deutenza p:·erl'ce, cioè di una p<:ìl'o'>i d a intossicazione. tanto più pensando - come di <·.-\·o - alle m1n1ifest.azioni acute tumn ltuo,::e iniziali? QuinJi, non contrn,::ta n!r:ttto cou l!> attuali cono,.cenzP ln po,.sihilit:t fourln.ta di una connes-.ione caus:-tlP ccon le condtzioui di e:uen-a, qun~tdo l'inizio sia cosi acuto e conchtmato da rf'n df>t·P e'l"'iolentt• un intervento verturhnto r t> esteruo con i caratteri della attu:dita e clelia imnw<l iatezza, come pP r le comuni cau~e morbigene infortunistiche. A N·o• nuo appena: :~.d \In >;ol•lnto .-he pt·eseotò tipica frenosi m~tn inco-rlepn~-.c;i.,n . forma degf'nPrativa co-.tituzionnle dalla qnnle de,·e escl udersi ogni nPsso di -<ervizio: nd un altro il quale pri>sPntò man ife-<t;udoni i tero-epilo>ttiche con stato crl'ru •.:;colare oniroiòe (WOtt':ltto iniziaro,.i dopo rhP una notte era r imasto per 'lll:tl · <-lw Lt>mpo isolato, fra nem ici. e <;\"'Oit.os i con af'l', •rmaziooi <:egnnn t i di u:; C(Jlpo di b11ionetLn. iut·cno nd uu n.mho P di ~an~ue <:pruzzntogli 1vidoo;oo, con lottn contro altr i ne mic i, mentre tutto ciò ri..;ultaYa falso (m im •si patologkn): - di un ;o:olti:.to che dm·nnte la hntt:~.glitt di Za.nzur ,lrl 20 <:ettemhJ·p l!ll~ rlivenne cccitnti~,imn. sti moln.n1. a gnu1 'I"'OCe i compagni, e poi 1\ 1 pre.;;o da furore, onde lo si do v:• a-<si<·ut":'\,rt". 11\l\, durn ntP- le to·p o re di trn;;;porro aii'•.>>'P•~dalf', mori, e lo si tro ,-~ co11 ot•e hi shti!Tati, l a h11v:-. a •l>\ h occn. r igidit!t nnasrolnre col ipE'rlE'l·mia, <'. ioè Cl:'rt:• mente un n cri :o: i p.:; ico-Ppi 1.-tt ir n tipica cnn flll·orc maniaco. Ri c oa·r!o. pPrò, due ca:<;i nn ologlti. ma R>;,.n i i1upor rnuti. r!i un :o:oldnto e Ili un cnmbini1'1·e cb~· c nd o·ndo dn crl\-allo h:utenùo la te<:ta p r e<:ent.lr·ouo, suhilo cnntrnlfurn musco lare dol J',t rto ;;;upetlore e ti.ella fn t·ciA d:dlo stes..:o luto '!el !:-t le, ione, con dc·' i:tzione d n l nwtll·simo la.to della lin~un, analr::P,;Ìil. omolaterale, dislalie tipiche: in tali ca..:i fu anunt-i<'!l uua ~nvt" le,ion~> cerP.hnole e fn nsit~gnntn la l " rnt••goria delle p èn-<ioni, IIH"IItr,. un ec;ume hPu fatto. il crite rio dato clai s intomi >:uncceunati. la istnloilit:L del dnnno ir1 di~-pr..:i e<>ami. l'npp•uen:r;t a.rt ifkioo:;a n el ,;en<:o ùella ruinws i lOOrboo:;a P J,. n otE' t i p:c h e d el c n •·n t tPrP. ne d i mo,;trl\ vnno la nn tu rn i.<terirn, <'OD ru!'ntnlitil istt!ricn t i p ic11. fatta di fri,·ole7.za, di instabilità. d i s:<ubrou..:cio menolacio e Ji pnerilic;mo, ron t e n •leuze oniroi<li caratteri~tiche; don <lo• In revi<:ione dtll giudizio co o proposta olella B" catégo ria. (l ).
v rrr. TnUo ciò dimostra la necessiti\. di pre,erlere e provvedere: la prevenzione cousist.e nel profìla-<sa.re mora.lmenLe l'eserc ito, e nel prati ,·are una razionale igiene fi~ i c a e soprattutto me n tale, specialmente Ji rima d<'i combartimeuLi, e tenendo alto il morale dei nomb<lttenti: - il pro vvedere consiste o nel preordinare apposite formazi oni saniti.lrie, come taltlni vor rebbero, o nel prepararsi ad adibire comuni t eude agl i allenati mauifestatisi durante la g nerra. Il T omasiui, della Croce ( l ) Non parlo qui dc:> Ile mnnifost117.ioni crimiunJi in gne rrn. n l le q11ali ho dedicato vnrii s tudi in Rit~idl'< lV <litar r P&icologia l O 1~.
ltu.Uona 1 9 1 3 . in Rrttola 'P"~;tit-a 1!)12, e in Rit·ù•ta di
NEVR0$1
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PSIC OSI IN GOERR A
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R o;;sa, n e l la.- JJiedicin a Soc-ia.l e - e il Funajoli, c apitano medico, nella Rivista Spen·mentale di F1•eniatria h anno p r oposto l a istituzione d i manicomi da campo al segui to delle divisioni o dei corpi d'armata; ma. io, nella. medesima. .Mediet"na S ociale (ispi r ato dal nostro capo ispe ttore) ho dimost rato che ciò non è possibife, nè prat i co, e assai ing<) mb~·a.nte: non è bene osped~llizzare i n sito gl i alienati, che hanno bisogno di calma ambientale, ma le medesime a mbulanze o bar e lle o comions della sezioue di :sanità l i traspOJ teranuo :mbtlo nell'ospedaletto o u ell'ospeda.le da. campo più vicino, nel quale potr à essere adib:ita una delle comuni tende, d iscosta dalle altre, come si fa per i co nta.g10si . c !vi DOU è lt~o cura che i n ter e,;sa e preme ISCrivevo io), ma il rìco ~ero, l'i,-o lamento, l'allittamento di essi, a l coperto, in ambiente calmo, magari serven d o si del receute ed iu uocuo apparecchio d i con· tenzion e del H.uta., t' c iò per poche ore o poc hi giot-ni finchè dura. l 'episodio a cuto o la riac u t izzazione di n na. forma cronica disconoSù iuta :., e trasportand o li appena possibile agli ospedali d i tappa od ai t e rritoriali. com e p e r i fer iti gra.,· i; in detti ospedali p oi c i sarà bisogn o dell'o pe ra. dello s p ecialista per la interpretazione della forma m o rbosa., per la ~ u a c ura, per l a valutazioue medico l egale, o d anche psi c h iittrico-foren se. A d ogni modo, n o i dobbi amo a.ll'E:Jsp~ri.enza della. guena russogi appone;:;e l'esse:-ci preoccu pati anche di questi b isogni nel servizio s anitario in guerra, e quind i n on sar e m o p r esi alla sprovvista come allora. a ccadde ai russi . Iu vero al principio d i q uella gue rra l'amminist razione militare rus,;a , ed anche i med ici mili tari, secondo Roubinovitch , furuno assai sorpresi dal gran numero d egli alienati, perchè anzi n o n si pensava neppure alla possibi lit.à che t ra i combattenti esistessero, o si m ani fest a ssero dei pazzi. 1\fa. poi l'evidenza s' im pos.e: nel fe bbr a io 1 904 si manifestarono 2 pazzi couclamat.i, nel marzo 3, 11ell'a prile 23, nel maggio 26, nel giugno 39: alla fine della guerra erano ci r c a 2000, cioè il 2 p. 1000 de ll 'effettiv o t<.>ta le dell'eser cito! La m aggior parte dei futuri alienati, venuti dalla Russia, cadevano ammal ati prima d i arriv are al campo di battaglia; quelJi impazz it i durante i co mbattim e nt.i si potevano d is ti nguere iu due gruppi : r eci di vi (!) ( l ) , o alienat i per la prima v o lta. C osì la. catti~a pr eparazione psichiatri c a russa fece t r o vare agglomerati a Kbar biu be n 2000 pazzi , e n ormemente ingombranti, a così grande disttlnza d alla patria, int r asportabili o per (l) Probab ilme nte sogg etti i quali dalle n otizie anamnestiche appm:i,·ano presen t ato d istur bi nervo si o mentali durante il congedo.
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le loro f'Onrlizioni mentali, o perche le fe rro,·ie erano adib1te continuament e al trasporto d i truppe e di ma.•eriale da gnerra. Con la. pace. dopo, In mag~ior JHrtf' furono t rasportati per mare A :\fosca. per esem pio, yenne impiantato ùal L >tkhtine no Rsilo per i militari alienati che ri mpatria.~ano; g li O-"pe la.lt militari c . .,nuni ne erano in ~vmbri. r icovenmòo ao ufficialt ove era posto fJt'r 10. e 100 soldati o,·e no n ne "'tavano, d 'ordtDario, più rli :l:-> ; n e '\eoivano òisposti ant· be per 1 corri doi ! D o nde, a.tferma giust11meute il R o ubiuovitc.:h , la. ueces!lità im pr e scincilbile - per g li t>serciti moder ni - òi una organizzazione bt>n e adatta Ri o dal tempo di pace, o non di sola aso;;io;tenza. s ul tE'atro rli guerru, ma Rpecia.lm e nte medico-le~al e ne i posti d i mobilitazione: eliminare largamen te signifi ca mig lio rare molto la forza. dell'eser c it<', economizzare nE'l personale e n ei viveri , fa.cilitRre l'assistenza. e lo sgombero dei feri t i e dei mAlati comuni. I R.u.,s i qnimli do'l"ett ero pro · cedere alle necessità pii.1 impellenti ricorre ndo a lla ORpeda.lizzaziouE' in sit.o, le,;ti nanflo cioè alcun i ospedali da campo al ricot"ero ed l\lla assistenza degli ali en ati. in seguito specialmente alla ca.mpa.~na fa.1.ta dal Ja.coby, 1l qnale, a.ppunt.o, suggeriva d ' impiantare degli ospedali impro~ v i qa.ti in località. sufficien te men te lontR.oe ùa.lla base delle ope· razio ni e dal passaggio d elle truppe. Cosi la C roce R ossa rns-1a de· cise di aggiungere a tale uopo. ai c hirurgi, alcuni psicbia.Lri, m entr~ lo Cza.r, con uka<~e del 12 ottobre Hl04:. orJinava. la c reazione di 2 ospE"dali speci.tli, a Kharbi o ed a. Mukde n. In t.a.l modo, nC'Ino qtant e le grandi di llicol tà, organizzazione ed a ssistenza. poterono 6>'SE're fon datP sulle basi della. psichiatria scienti fi co prati~.:a, mettendo in opera nella mi:mra d el possibile - il non-resfreint, assai raramente !"isola mento, ma.i la camic ia di forza. 11 Hégis, c he volle studiare que.;to argomento per le sue le zio ni agli allievi della. Scuol a. di S. :Ua.ix.ent, scrive c he a. tale ~co po possono anche servire - al bisogno - de i pa.r!iglioni (O tende spet.iali) annessi agli o rdinari ospeda li da campo, ma eli rett i d a uffic iali medic i specil\list.i: in geuere le psiconevrosi o le psico~i da choc m orale. c he pred o minano n elle grandi bat taglie, per lo più so no essenzialmente a cu tf', transitorie, c urauili in qualch e giorno, ba.sU\ndo spesso il :::emplice riposo a letto, pro lungato, con tranq uillità a.sqo)uta, mentre è dau noso il trasporto, sfavorevole o per lo meno inutile il rimpatrio . .Al I.Ug i,. si può risponde re quanto io ho detto pE'r il Tomasi ui e per il Funajoli, e cosi appun to praticano attualmente gli eserciti J.F>~) lig-enmti. Ad ogni modo, è vano farsi illusio ni: per q aa.nto l'al coolismo, f'Osi potente causa p.oicos1gPna, sia nel n ostro eiercito. e sopratutto no•lla
XEVROSI E
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IS (,UI!:RRA
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categoria degli ufficiali, m eno d iffuso e specialmente meno grave che in altri eserciti - tanto che le nazioni belligeranti hanno dovuto su bito ricorrere ad energici provvedimern i rli l otta anche nella popolazione civile - noi avremo non pochi c.a.si di pazzia e m ol tissimi di psico- nevrosi, massime .fra i richiamat i. Anche qui sopratutto occorre tenere alto il morale, mantenere l'entusiasmo, vivificare l'amor patrio e lo spi1·ito combatti vo, la qual cosa eleva ed accr esce il potenziale e le energie ùel sistema nervoso, ment re una. igiene fisica e d alimentare, attuata come meglio è possibile, vale a scemare le sorgenti di intossicazion e organica, che perturba. la menta.lita e produce manifestazioni psicopatiche acute od avvia verso le forme ..1roniche, forse con l' intermezzo delle t urbate funzioni endocrine. Ma anche in questo còmpito gravoso eccellerà l'oper a del medico, preventiva e curativa, benefica per l'individuo, e di g r and e vantaggio d isciplinare e sociale, .soprat1;1tto uel w·eve nire così le manifestazioni di follia collettiva che possono cagionare disastri ed a llontanarci dalla vittoria, per la quale combattiamo con ogni sacrificio di vita, onde far più gra.n de la nostra dilettissima Italia! Roma, magp;io 1915.
T04
CASU I S TI CA C LI N I C A
UN A~~O DI A'fTlVJT,\ DELLA SEZIONE OFTALMICA DELL' A)1BlJL.ATORJ0 DELLA ME:X::>CI.A I~ TRIPOLI CONSWERAZIONI SULLE ~.fA.LATTIE OCULARI PIU' FREQUENTI E SPECIAL:\TE:'IlTE SUL TR.ACO.ll.A, pe r il dott. Sa,·crio t~ alcodoJi , capitano medico.
Mentre nel cuore della città, nell'ospedale · civile di Tripoli, comincia•a a funzionare, sotto la direz ione di un valente oculista, allora chiamato per concorso, il nuo..-o ambulatorio con un reparto per oftalmici, ambulatorio ricco per bella suppellettile e per apparecchi e strumenti, io a ssumevo la direzione della sezione oftalmica dell\\mbulatorio d ella .Menscia. Quest'ultimo ambulatorio è alla dipendenza dell'os pedale militare territ-oriale di Tri poli, il qu~tle, pur sotto modeste apparenze, ba voluto con esso contribuire più largamente all'opera di formazione di questa nostra colonia. E d in effetLi, come vedremo con l'ambulatorio, fra. gli altri scopi raggiunti, à stato messo in atto un efficace mezzo di lot ta contro il tracoma e nel conte m po un pregevole e lemento di penetrazion e pacifica. In una ca.setla araba adattata alla circostanza, a poca distanza dal cennato ospedale militare ed a circa due chilometri dalla cit tà, esso è sito sopra una delle strade più frequenta te che attra versano l'ubertosa oasi di Tri poli, che, di· visa. com'è io piccole zooe fra nuwerosi p roprietari e t u tta. cospan~a di minuscole abitazioni, che qua e là si raggrup pano in p iccoli villaggi, è perci ò molto popolata. L'elemento preponderante degl i abitatori dell"oasi è di arabi, dediti in parte a lavori a gricoli, ciò che spiega come l'ambu latorio sia stato frequentat o sopr atutto d.a detto elemento. L'accorrere degli infermi, sempre numeroso, è andato progressivamente crescendo, il che sta a dimos t rare l'eccellente riputazione che seppero lasciare fra gli altri i medici militari che mi preced ettero nella cura degli a m malati di occhi, e, d'altra parte il bisogno impellente in questi siti di luoghi di cura per mala t tie di occhi. Dalle cift·e del seguente specchio si rileva dunque che il n umero degli nm· malati è andato c rescendo sempr e fi no a l luglio in cu i, mentre il m ese volg e'\"& al termine, cominciava il Ramadtm, festa che dura un mese. Durante questi 3ù giorni, dedicato daj musulmani a lla penitenza, fra le altre priva?.;<'ui Pssi devono asLenersi dai bagoi, dal sorgere al tramontare del sole.
CASUIS TIC A
C J.I); I CA
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Questi fanatici della. religione credono di mancare al loro dovere di fedeli sol che lascino c he s i versi sui loro occhi una. goccia di collirio. Nell'ottobre e nel novembre caddero abbondanti p ioggie ed a.llora, oltre alla difficoltà presentata direttamente dal mal tempo, la s trada dell"ambulatorio e le circoscrizioni divennero per ~ari giorni impratica.bili o quasi. In dicembre il tempo s i rimise al bello e l'ambulatorio ebbe una frequenza straordinaria, fìncb è non ricominciarono cC"l m estl seguente le piog gio e sopratutto un vento implacabile.
Srxcomo N. l.
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il i 11 numero di amrnalnll nuevl è lo ao.tsoza lolorlore al voro, noo avendo registrato mal srU ammalati ohe gL\ frequentavano la aezlone prlm& cbo lo ne aa•umo... la dltc~lone e non avendo oe&llche ool oomloclare dell' aooo 1015 ripetuto alcuoo del ooml degli ammalati i l!l lnserlttl prooedootcmeote.
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CASCI <:TICA
CLl~I C..\
707
Quanto grande sia La diffusione del lir 'l.coma in Tri p o l i, è noro; dl\ti illu<; trl\tivi sono stati esposti in alc une prec edenti p ubblicazioni (1). Alla diffusione s traordinaria del morbo con tri buiranno f attori etnici e climatici, m a essa ba sopratu tto rag ion d'essere nella trascurate zza as-,oluta d e ll'igie nt'. La diffuqione di questa malattia è in effetti, come si s a , in rapporto coll'abbassamt>nto de l l ivello di cultura dei popoli, col quale va d i pari passo l'igient'. Ora la popolAzio n e c h A hn frequentaro l'ambulatono e ra per circa duo te r zi co,.tituita da a rabi pre valentemente poveri, molti n omad i , beòuini per la maggior p a rte gente c he vive ammassat a in miseri attendamenti o nelle casupole mezzo dir ocr nte dall'uluma. gue rra. Cbe la dea lgif'ne s ia ben lontnna da questa popolazione è facile supporre, ma non è rgualme ute agevole rappresentarsi alla mente a c h e punro ani vi l'i o ci.'fabile sporcizi a araba ('21. Io ri corderò alcun e usn oze, s pec ialmente dei beduini, que lle c he p osson o intere~sarci in rll.pporto con le malattie degli occhi. Ess i in gen e r e d<· t estano l'acqua e talon\ u ~nno fregarsi le mani e la faccia con s abbi a invece di lava rsi <'On l'acqua (3), talchè sono "pesso molto sudi ci. Frequenti sono le maluttie parRs.<•itarie d el capo e specialmente la. tig n a. Pulc i ed altri immondi inset.ti sono lo ro ospiti abituali, ed in e sta te s i vedono coperti da. veri sciami di mosche, et€r no Bagello di que.-,ti luoghi. ~otto l'assillante stimolo rappresentato d a tanti i n setti, talvolta è turbata l'orientale ra.ssegoaziooe di coloro che li p ortano, siccbè e-<si si gn•ttano senza tregun, come si stropicciano e sfregano gli occhi. T~e donne heduine portano i capelli l u n ghi e d usano dividerli in serrate trt-ccioline. c b (· perché siano più ricche ed nbbondanti. si continuano con un intre<'cio di pezzi di sp~tgo. Mill•• strani amule ti ne son o ornamento : c hiodi vecch i, frammenti di s p <>cchio, pE>z:wtti di pettini. bottoni, e cc.. legati <'On striscie di n•,·ida stoffa, con lacc iuoli di c uoi o o c o n spago. L e vecchie si tingono in r o!"so i capelli serve nd t•si Rll'uopo d i fogli e S('ccb e di una pianta comune in ques te regioni , chiamata h •ua (ht w:-on JI\ alba) e con essa tingono anche l e sopracciglia (·i). M o lto general izzato è l'u'!~ di una pa,ta di antimonio per colorare i margi ni palpebrali e d('lla q uale ;..i tro vano s pesso abbondanti tracce n el ,.;acco con giu u ti vale. (I l Ricord o q ui quelle di due tra g li ufficiali medici c h e s i sono oc<'upati di malattie oculn ri in Tripoli: 0118crva:iofli 1mllc mal atti< dominant~ i n Tripol i ,, ~<•tl trattamento df'lla lrichiasi. per il capitano m<'dico G. SAMPEIIT. (Giornalr. di M cdicinrt militarl', ogosto-scttcrnbro 1913). Fr~quc-n= r natu m d el l<- malattie o ftalmiclu i n Tr ipoli e tll Ila Tripoliwni a, oon parti.cof<~ rr r iq•w r dn al tracoma, pe l capitano m edico G. P.~SSJ':RA (Act cs du X l l Congrèt1 internai. d'oplttaJ.m. SHint P~tersbourg, a gost o 19 14. T . I . p. 1:!0). (21 Si po s ..on o consultare pet· maggjori dettagli: L"o1Jl'r a drl m rrlico itl L ib irt a p rop osiw cleilc mau.uic t:c-ncrro-tlifi.litic he e cutanei' fJTl'dominr.nti n rll'oasi. di Tripnli o lfUC dipt:ndol:!t', per il capitauo medico F. DE NAPOLI. (f:iornulr dà lii •dicina militar~>, febb~aio
1914.
Pro f. L. ~[J!:SSADAO LIA. P er lt:> /ftutlio della patoloyia , rl•·lf'igiMl e d.Zlcl Libia. Roma. tip. na~ionalo Bt•rtero e C., 1913, ecc. ecc. :l! l'el Cor ano è fa.Lto cenno di questa t->ilt:ttc. che v iene con cegsn. (4) Il colo r l'OSilO ottenu to con l' ltcna . c he gli indigeni usano molto anch e per tingerai le ung loie, la palma. delle mani e la. pianta d e i pie di oo i ,-ecdli an<'he talo ra per colorire la barba. col sale amrnon iaco diventa n e ro.
70H
CASOTSTICA
CL I~IOA
La testa resta avvolta nel baracano, che tante volte è perfino rappresent:\to da vecchi sacchi di iuta, chi sa :\ quali usi adibiti in precedenza. La donna, secondo la consuetudine religiosa, avvolge 11nche la faccia in questo straccio, per modo d:.. lasciar scoperto appena un solo occhio per potersi guidare. Per mantenere quest'acconciatura, la mano, c h'è facile pensare quanto sia sporca stringe questo ve lario in vicinanza. dell'occhio che deve restdre scoperto ed essa sfrega nn~u ralmente, assieme n l lurido cencio, l'occhio stesso. S i aggiuugu c he questa popolazione si nutre scarsamente ed imp•·opt·iaruente. è esposta ai cocenti calori ed alla luce intensa, alle vampate calde del yhibli ( l). alie violeute correnti atmosferiche ed nlla. sabbia. C h i non vede quanto difficile è il servizio s ani tario in rapporto alle malattie oculnri! Aggiungiamo che per fortuna questi musulmani non sono tutti Rderenti al senvssismo e anche i successori di Es Senu--si adottano oggi principi meno assoluti nei rapporti coi cristiani (2); tuttM·ia in genere i musulman i vedono nell'in{edP.le ossia in chi non è correligionario, t.ln calpestatore dei loro usi. ai q n ali sono tanto fortemente !Pgati pe r quanto e<;si ~ono ignoranti e primith·i. Però occo.rre dire che il medico gode tra essi di una posizione prh·ilegiat.a iu quanto che gli arabi per tradizione hanno generalmente per lui deferente stima e lo tengono in riputazione. E~si apprezzano altame nte i \'"Anta.g gi di una. cura ben diretta e dtventano allora ammiratori entu.:;ia.sti del tabib, com'es'<i cbiamllno il medico. Ho •i~to tante volte cht~ qualche ammalato, venuto da un paese vtctno con a.ri11. miscredente. tornare poi, animato da riconoscente ammira zione, con u n gruppo di conterrauei richiede nti fiduciosi le cure per t loro occhi ammalati. ' Mu pur troppo la loro fede cieca è nei loro nta1·abutti, nei loro santoni impostori che fungo no anche da medici c fu nghi prodotti dalla cancrena dell'ignorauzn e della super-,tizione • (3). Le loro cure per le malattie degli occhi consistono anzitutto, come per ogni altra sper.ie di malattia. in esot·cismi e sortiJegi e poi nelruso del ferro rovenv. applicato lart/a 71Uli/U. EJ in e ffetti gli ammalati di occhi che si sono presentati nell'ambulatorio con numerose cicatrici alle te mpia rotoodeggianti, in un certo modo simmetdche e più o meno es~~e. diptmdenti dulie cauteriZ?.azioni praticate con punte di fuoco, !':On o s t ati numerosi, nè sono rari i pazienti nei quali col fuoco è stato perfino mes~o a nudo lat·gamente l'o~-o temporale: frequenti volte egualmente ho Jiscoutrato cicdtrici piccole e tuultiple sulle palpebre ( 4) Cosi vengono nggiuute lesioni deturpanti e d eformanti in pal pebre già. viziate dal tracoma e 1:.opratutto dal conseguente entropion. ( l ) Lo caratt<.1risticho più sa !tenti t! d !/h dJ/i sono l elenota temperatura. l't?l.,,·ata sec<:hczza, la violr-nz.a. la ~nbbi!< fin" eh<> Lra~port>'l. -- D t: () I.LJS. Rir• rcho • Illudo ngro/ogici ~,,1/u l.!111'u. pap ~~~(2) Agli aderenti oll'or•linl' S!'nu..iìta Pra ,·ie lato di ri volgere la parola ad nn cristiano. di ~ulutnrJ, o di a\•or<" in~· ·mma cn n lui all·un rapporto (3 ) :\lt:oWTJLt.l. - Ln TriJ•'Jiitani'l p 27. ( 4) Andw questa l'raticn l; f •t tu pt:rò iii~Jgtcamen:e e senz'alcuoa d1s inzin n o di Calli, por modo cht1 n eanche ,;j può in t ravved··roJ in essa il criterio di produrrE' una cicat rice retrattilo per corrcg.,:t:re r~t\/r,piun. dò che nlmeno ci potrebbe in corto modo condurre col p~"nsiero ni tempi di .'\lhucoei:l ~
709 Intine non sono rari neppure i cas1 tn cui il ìerro roventi" è -.tato applicato, senza. alcuna precauzione e prudenza, direttamente c;ul bulbo stesso producendo una va.sta perforazione con il corteggio delle sue pilt funeste conseguenze in i ndividui cosl trattati e cosl n oncuran t i. Per tal modo non pochi e rano venuti troppo tardi 1\ll'nmbulatorio , quanclo ogni cura eTa vana, almeno per Il\ vista. L'altro terzo circa di ammalati è rappresentato invere c;opratutto da is;aeliti (1), l o c ui condizioni sociali sono relativamente più ele\'ate Ho dovuto constatare però che. almeno per i dati raccolti a.ll'ambulntorio, il tra.coma in que::;ti dè. una percentuale sol comple..<~~o di ammalati di occhi che non è inferiore a quella dal..& dai musulmani. In questl ultimi in effetti bo trovato il 76,1!3 p. lOI.l (9o7 trn~omnto<~i sul totale di 1257 ammalati), mentre negli israeliti ho trovnt.o il 7S p 100 (S!IO tracomat.o!-.i <~opra 600 ammulatt); nei cattolict inve~e ho trovr~to il 18,70 p. 1()0 (38 tracomu.tosi sul totale d i ~ ammalati). Le ragioni di quet>to fatto ùevooo es~ere divet-<~e. La prima che anche m•gli israetiti di Tdpoli è misconosciuta l'importanza del trncorun ed il Jl<'l'Ìcolo del contAgio: nulla &>Si fanno per evitArlo. nè attendono ad una cura rt>golart•. La seconda che es,.• vivono in quartieri poveri della città o lavorRno negli inunmll· revoli piccoli negozi d elle molte s~rn.de strette d.-lln vecchia Tripoli. Forse v i deve avere concorso anche "l fatto che :di'ambulatorio delln :Uensc in, lontano come qj è detto dalla ctttà. nccorrt>,.nno di israoliti -.olo quelli che erano «r&odemente bisognosi d i cure, mentr~ gli ttr·d'li, facili carnminnto ri. per lo più ozio'li affrontano con indifftoreo za anche lunghi percorsi. iulìot• dobbiamo <'onsitler.nc il fatto che n e i muqulmani po\eri In 'lele?.ione naturale ha mietuto larga me~ql\. lasciando i più resistenti. Pero le complicanze sono più numerose nei tracomato~i musulmani anzichè negli ebrt!i, e cosl abbiamo nelll~ c1fro. t otale dei tracomatosi mu!:!ulmaoi il l4.-l2 p. 100 che non pre..~ntano complican7e (138 <:e prll. Voi trn.comatosi), mentre sulll\ cifra totale dei trt\comatost ebrei abbiamo il 18 p. 100 che non pre~entano complicanze (70 eopra S90 tracomntos1); nei cattolici poi il 6&.80 p. 100 di tracoml\ toSi non pre."~entano complicanze (25 sopra S8 tracomato<li). Quto!'fte cifre sono eloquenti e mettono bene in rilievo, ..e pur fosse nece~sar o quali di«astri apporta io Tripoli il trncoma a causa della trascuratezza della malattin e delle p iù semplici norme di pulizia. Aggiungerò che nel totale complessivo degli ammalati dell'ambulatorio il tracoma è risultato nel 71,10 p. 100 di ammalati d 'occhi. lfolti sono m Tripoli che portano il tracoma. pur da. tempo e non hanno mai neanche dubitato di 1\Vere gli occhi ammalati. Ciò bo potuLo con.,tatarlo in numerosi casi m individui che venivano all'a mbulatorio "olattH~nte per accompagnare ammalati con vista molto bassa o di tenera età. Quando dicevo loro c h e e:ra bene si curassero essi pure perc h é affetti da tr11coma, spt•rgiu ravano che non erano ammnlati agli occhi e cht1 non lo erano m ai stati. E pure l'a.ffezione era patentJe, ma non si accompagnava ancora a moleste complicanze. Altri accusa.vano male ad un occhio solo e non vole,·t~no neanche c he si toc· cac:~e l'ah.ro, nella piena sicure~:ta c h e quest'ultimo fos~e sano, ment1 e si trattava (l) Gli ebrei eono io Tripolitania abbastanza numeroei; !anno parte della popolazJone Indigena e sono per lo piì:l dediti aUe piccole Industrie ed uJ c-onuneroio.
710 di tracoma in ambo ~ii occhi, che però aveva cominciato a dare complican'l.e abbastanza gravi nell'occhio c reduto il solo ammalato. Questo fatto si verif:ica dupperrutto ove sono tracomatosi,auche tra t tandosi di persone accu rate, ma in 'l' ripoli e•so è molto frequente, ciò che dipenderà in par w dal carattere apatico del musulmano, ma in parte anche si rleve forse mettere in rapporto con l11. circostanza che la malattia, come .vedremo, qui d'orJinnl"io si proscntn pe r s e stessa sotto for111a mite; cosi molti pazieuti non r isentono alcun disturbo del male e lo portano impun~ mc'ute . Il fatto accennato ci fa comprendere pertttnto quant.o facili e numtrose debbano essere le vie dt contagio di queHa malattia tanto insidiosa, in persone cosi uou <~uranti tlella pulizia. Al proposito ricordo pure come semllri dimostrato cbe in molti p~tesi come iu quost.i del Nord de ll'Africa, la congiuntivite granulosa, a l pal'i tli Rltre formi! congiunti vali, sia tras1ne:ssa anche d alfe mosche (l).
.
•• Nel nunwro cosi grande di tracomatosi visi tati e nella va ril!tà si può dire intiuit.a di gradazio ni che abbia.mo potuto osservare dell'atlezioue, mai iuvero ci è occorso notare forme in atto gravi come, ad esempio, quelle con plastron spess1, di :lspetto l!u·daceo ed iu~eressnnti tutta la congiunti\·a ta1·snle ; quasi mai a blliamo rilevato uuo :;viluppo molto considerevole di papille, in modo ùa vederle sporgere a ccentuMamente. Più trequenteruente occorreva esruninare casi nei qua li SL enwo già manifestate cicatrici : queste spes~o erano ~tllba~>tauza limitate; molt i erauo i pazieuti nei quali si notava solamente uu sottile reticolo od anche null'altro che un fine tragitto cicatriziale, non facile a rilevare; molti~s1mi fra 1 ca,i di t racoma in atto qu e lli nei qua li s i notava solamente, assieme nd una ricca va:<colarizzazioue soprrttutto della congiuntiva tars.tlf:l, un limitnto numero di granulazioni lungo il margine superiore del tarso. );ella geueralitil degli ammalati la sec:reziooe cm ordinnria.mP.nte moderata. ~i potrebbe perta1.1to dire che h~ grnvw\ della malattia. più che altro qui cou~>i~te nel fatto che l'individuo so ne (·outugia prc~to, e per a uni ed anni la pona senza curarla; sov1.mti rmzi, come abbiamo ùetto, la tras~u ra nel modo pegg io1e a~~ iungcndovi tutto ciò chl' può influire nel modo più danno;:o a r endere pi u gravi e funeste le con~eguen7.e Stl'sse. Cosi, attraverso ad una lunga serie d i e~a cerba?.ioni della malattin, egli \-a incontro spesso anche fino alle estrt>me cornplicau/..-. (l) Si può riscontrare sul proposito: Le mosche e le tllalauie, per il cokmnello medico r. Tesn (li<omale di m edicina militare, settembre l!Jl 4, p. 700 ). ~l.w CAI, L.\N in: 2'racltoma ond it,9 compliCCltions in Hg!1]1/., (Cambridge Vnit·er.;.tly Prc1111. l(JJ:J). dico: " trasrnission of <:rJntagion (tracomtl) P yflies ia probably the lea.t comrnon of the vnr ions naodos or iufcction » Df·:MÉTI<IAD~s u~uo l ment<' riti., ne che l'oftalnaia ogi·1iana sia anche trnsportoto ds indl\·iduo lld individuo dallo mosche. (Dott. R<"·NRE, EncyciclopJdie françaiJ<c d'ophtttlmcloyie, T. I X, p. 411) ::Secondo CtH;\'Al.LEHI::AU il contngio d\!ll'oftalmin granulosa in Egitto pare nv\'l•nga sopro.tutto per l'intermediario da lle mosche, che dopo aver succhiato la se('rozione dull'occhio di un granuloso, possono trosportarla sopra l'occhio di una pet sona Slllm (1-:ncyclopéclie, idem idem, p. M13) ,
CASUl~TfCA
CLINICA
711
~a dobbiaru, subito dire che it trncoma in Tripoli pre:;entn condizioni sopratutto atte in modo partico lare 11.! contagio. In effetti. pur mettendo per un momento da parte condizioni igienico sociali, fattori climatici ecc., dol>binmo ricordare che la. cont.agio::<ità di questo mo1·bo è in diretto rapporto con la. quantità di secrezione con cui si accompagnn, onde l'importanza clelia. clas,.ica. distinzione in forme secche e forme umide dell'all"ezione. Mutermilch ( l l dice che l'ammalato di tracoma è pericoloso per la sua >icinanzn solo in quanto che può contaginre cou le forme infiammatorie acute della congiuntiva :\ello ste,;;so senso si e"priroono Truc (2) ed a ltri. Sulzer (R) ha constatnto. con l'e~aroe bl\ttPriologico sistematico dei grannlo'>i che si ~<.'no presentati alla fondazione oftalmologicn Rotb:;child, clw In <'ontngiositil delle granulazioni è do,utn in gran parte alle infezioni sopraggiunte (J . Ot·a se, come abbiamo d etto, comunement e si ri~<contra \'a nei tracomalosi dell'aro Luh\torio secrezione moderata, in Tripoli però. a. somiglianza di quanto Hi verifica negli altl"i paesi dell'Africa del Not·d, sono frE>queuti le epidemie ùi congiuntivite acuta. Durnnte l 'anno in eff"etti se n'o! 1n·uta unn, che !;'iniziò nel giugno pe1· cessare nel settembre (5). v e ro è che questa epidemia fu abbastanza limitata ed aftlisse piil specialm.-nte i bambini; m<~ ciò non toglie la sua. influenza gra;e sulla dir·fusione d e11a malattin.
(l) MUTER:UU.OR. Uber di,e Aetiologie tmd fÙls TVes1m des trac:ho1ns. - (Graefe 's Arelli" fiir ophthalmologie, 1910, fase. 2°) (2) H . T RUO. J.'opltlalmie gramdr-WJe à Montpellier. Lliontpellicr métli<:al, 2' aerie, T. XIV, l i;OO). ( 3) SULZER La prophi.laxic dtl t rachom e. - (Extrait des Armale<~ a oc><liblique, Sept. 1909, p. 44 ). (4) C iò dipenderebbe sia dal fatto che la simbiosi eSA gora il potere iofett h·o del ll;erme del t racorlll\, sia dal fatto che l'infezione congiunth·ale acuta C'rea una reccttività particolare per il processo infetti,·o eminentemente cronico cho costituisco il trncoma Secondo :MORA x (Rechn-cht!-6 clinique.s et bactériologiques sur la co;,-nctillite yrun•tl.,usc d'Rgyplc , Annnf•·s d'oculistique, 1!)02 T CXXVIII. p. 33) L e infl'zioni congiuntivnli soVTapposto al tracorna fnvorirebbero la propaga:~:ione di quest'ultimo incitando il soggetto che n'è affetto a portare le dita nPgli occhi più spesso che d ' o rdinario. Qui rico rclo che nel tracoma, allorchè l'affezione ha assunto un certo grado d i sviluppo, si produce sempr e u.na Iag~iera secrezione rnuco -purulenta: quando la secrezione è più abbonclante, allora si tn1tta quasi sempre di un'affezione sopraggiunta ()lorax). Axenfeld, Trea.cher Collins e molti altri si esprimono nel senso che il trncoma è essenzialmente una malattia cronica e che perciò ae presenta dei sintomi acuti, ciò vuoi dire che l'infezione è mista (V odi: A :XENFELD - Patlwlogie di'a .dnaes - Trachom, e T&AECBER CoLt.INS - Malallie del tus?<t<J lin/oide della ccmgiunciv'l - Oph thalmic hospit!tal reports, gennaio 1910). (5) TI capitano medico Samperi in otto mesi durante i qunli diresse la seziono oftalmica dell'ambulatorio di Tripoli (dal maggio al dicembre 1912) ebbe a constatare egualmente un 'epidemia di congiuntivite contagiosa acuta (Vedi: ~AMPERl , loc. ci t. p. 004~.
712
OAStriS'IIOA CLINICA
E non è tutto, chè sotto l'azione dell'infezione sovra.pposta. il tracoma. pur dj appaYenza. benigna, si può trasformare in congiuntivite violenta e la reazione prima moderata degli elementi linfatici può cosi rendersi fortemente esagerata. Noi <iunque, pur tenendo presente, ben s 'intende, che la contngiosità è particolare attributo del tra.coma e che esso, indipendentementP. da epidemia, può presentare di tempo in tempo recrude;:cenze che riattivando la secrezione far:ilitano l'infezione ambiente (1), dobbiamo tenere molto cal colo d~lle epidemie di congiuntivite acuta che s i verific ano con freque n za in Tripoli, oltrecbè per i1 perturbamento e l'aggravamento che esse apportano nel decorso dellA. malattia, sopra.tutto perchè creano piu facili condizioni di contagio. Sono qutlste epidemie che h anno dato rinomanza speciale al tracoma di Egitto e l'banno fatto considerare in certo modo come una malattia a sè (oftalmia egizi ana) (2). Qui aggiungo che in Tripoli il tracoma. è meno diffuso negli individui a tipo negro. Il fatto in genere è stato già constatato da alcuni osservatori mentre da altri è ;:tato negato (3 ). Io posso confermare in modo assoluto questo dato per l'esperienza che ho a'uto n ell'ambulatorio dur·ante l'anno ed aggiungere inoltre che ;;pes:so n on si rilevano nei negri t r acomatosi com plic anze notevo Ii della malattin, al con t rario di quanto si avvera. sopra tutto nei beduini. Non che esista un'immun ità eli razza. come l'ammettono Chibret e qualche altro ; io credo anzi, d·accordo con :Meyerhof (t), .Mutermilcb (6) ecc. che non esista immunità d'alcun genere ller il tracoma. ma una resi,:;tenza maggiore, al caso nostro. in dipendenza del f n tto che i negri che s'incontrano in queste regioni sono individui la coi robus t ezza fisica contrasta con quella della razza !"ovra.ccennR.ta, n ei quali invece bene spPsso si constata un certo grado di anemia e deperimeuto organico, e forse anche dal fatto che i negri vivono più isola ti.
••• Due parole "ncora sulla epidemia d i congiuntivite acuta, alla quale bo accennato. Il nume ro di ammalati che veunero curati all'ambulatorio per questa. af-
Cl J Si sa che anche ad un'epoca molto a vanzata. della malattia e pur s 'essa è C'nrata, si può manifestar e l'inso rc;enza di g ranulazioni recenti ( 2) )lORL\ lt dice: • Noi oggi in effetti conosciamo meglio ciò che ei debba intendere col n ome di oftalm ia e~iziana In E g itto la congiuntivite granulosa è successivame n te diffusa, ma la congiuntivite a cuta contagiosa, la congiuntivite bleno rragica, la congiunti\"ite subacuta lo sono per lo meno a lt rettan to t~d assai spesso s i riscontra n ei granulosi un'infezione sovrapposta da l b. di 'Veeks, dal gonococco o dal d iplobacillo Le ricerch~ di Miiller, :\'[ora.x. Lakah e Khonri non lasciano alcun dubbio sul r iguardo ,_ ,Etwyclopédie idnn idem, T . V. p 731 ) . Fuou.s invero ritiene invece che l'oftalmia egizia na sia una congiuntivit-e analoga alfoitalmia purulenta gonococcica DÉ~IÉTRIAD~ ammette ch'è la frequenza di q uest'affezione che favorisce il contagio de l t racoma in Egitto. (Encyclopédie idem idem , T. IX, p. 411). 13! AXENFELD - L oc. clt. · - T raclwms. Dott P AP<I.BOONE. Annali di medicina navale, l 906, maggio, p 667.
4 ) Mevs:B.IIO.. (5 ) 1\I.UTI!:llMILCH
Out!:rnlbtau /ii.r pra.kti.sche Angl':flheilku.nde, g iugno 1913. -
Loo. cit , p 384 .
OASLIST!GA CLrNlCA
713
fe;~ione fu di 67. Essa si diffuse dunque sopratutto n ei bambini, nei quali si ebbe una forma leggiera, salvo qualche raro caso con pseudomembrane accompagnantesi a su perficiale edema palpebrale e chemosi di tenue grado. Negli adnlti si ebbe invece una forma pit) grave e più intensa, m;L a decorso piu rapido. Qual· cuno di questi ultimi presentò u lcere marglllali, che rapidamente si detersero e pa-ssarono a guarigione completa o lasciarono in qualche caso una lieve n ubecola. Gli esami microscopici che ho praticato nei bambini non mi fecero riscontrare invero altro che stafilococchi assieme ai bacilli della xerosi (1).
•*• Nello specchio che segue bo classificato gli ammalati secondo la forma morbosa congiuntiva le che presen tavano; solo nei pochi casi nei quali la congiun· tiva si risl'ontrava sana ho raggruppato i pa;~ienti sotto il titolo di quella tale altra affezione oculare che facevano rilevare. Per dare poi un' idea esatta delle numerose e gravi complicanze che il tracoma presenta a Tripoli, ho suddiviso n t:llo specchio stesso gli ammnlati di quPsto morbo in diversi gruppi appunto a. seconda delle varie complicanze che presentavano io diretto rapporto con la malattia stessa:
f ll :\li sia lecito r icordare qui un fatto che, mentre costituisce una notizia d'interesse, torna ad onore dc ll'organizzn:r;ione d.,l servizio sanitario militare e cioè che, come ba gin riferito l'egregio collega Ssmperi, (SAMPI!:RI, Joc cit , p. 6fl8) mai in Tripolitania si è avuta a notare epidemie di tracoma nelle nostro truppe sbarcate in Libia (gin più di centomila solùati sulla fine del l !H2), anzi non si ò avuto a deplor are nessun caso di t racoma. Ed io posso BJ:gÌunl!ere cho nessuna epidemia si è avuti' a deplorare neanche in questi ultimi due anni (63:!H militari nuovi arrivati solo a Tripoli) e che uno solo è a. mia conosci'DZI\ di militare contagiatosi di tracoma in Tripolitania nel periodo di 18 mesi di mia permanenza in esso, in persona di un giovane ufficiale. Pure sappiamo che in tempi non molto lontani ei è avverato che ogni volta chi' delle truppe arrivano in paesi da tempo infetti dal ma le, si aveva una epidemia di tracorna. Anche io tempi recenti. con tutte le misure profilattiche perEette, almeno in apparenza, si è avuta esplosione di epidemia di tracoma nei corpi di ape dizione ingle3e io Abia3inia (1881-188.'>) e nell'armata inglese io Egitto (1882-1883). (SULZER, loo ci t., pag. 8•. 46 -
Giornale di mcdirina lllil'Cat·e -
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(l) Sotto n titolo leuooma, lalldove Ounra come compllcan~a do! tracom~. ho compreso le nubecole ed l leucoml proprlarnonte deHI ed Inoltre gli ataOioml t.~r· oeall (rlaconlrnt In 36 tracomatesl oltre che In altri Sol aJ1e prllientavano macoble corneali all'altro ooohJo).
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Come si vede, qun.-;1 un terzo degli ammalati di t r t\couw presen ta. complican ze p:d bebrali e corraon.li i nsieme L e complicn.m:e p~tlpebro. li sono q uelle che si sogliono ri~con trare nei tr·a co· matosi di vecchia data In tanti casi St osserçoa un'accentuata retr azione del sncco congiunti vale con riduzione dei forn ic i e bleftu·ofì m osi. Nei g r adi J' iÙ accentunti dt tale lesione, che si rilevano principA.Imen~;e negli nral.li, i sani sono qua•u scompar;.i e la rima palpebra!(• è ri~trettissimR. Tutt'intorno al bulbo si vetlono pliche di congiun tiva Ji colorito ro<;a sl.liadito o bianco tenrlineo che vanno ad inser irsi in v icinanza del ma rgine corneale, e la rima, nd occhio aperto. assume forma quasi rotondeggiante. Le palpebre in tali ca<>i <:ono piccole. sprovviste per lo ptù qua'li completamente di ciglia, con bordi ridotti nd una sottile plica cutaneomucosa a r rovesciata inden~ro. l bul bi per con'<eguen zn non possono compiere mo· vimenti ampi. I tratti del volto r csLnno profondamente Rherati da 'tue!'lta deform az ion e palpebrn.le, tanto p iù ch't>o;;so. spes"o vallc(·oppintn a lt.>siont c~orneRii : leucomi xet·osi, ecc. Oltre a dò si può no~;are la stmordinaria fn••tuenza di peli folloni all 'angolo tnLerno dell'orlo della palpt>bra superiore. in individui all'etti da entropion, fatto d'rmportRnza pratic1t per ta•cura. chirurgica .ti que,te ntfczioni, Dallo specchio prPce it•11te si desume facilmt'ute quanto sia stato comune r i· scontrare macchie corneali nei tracomatosi, o,-sia in ;>ti::? sopra l..s~•-1 tracornatol'i. ai qu;oli, se si aggtllnJ;OilO altri 31- casi che. corue St è detto. figu rano in seguito tra gli statilomi corneali p••rt he i pazienti :1\·e\·ano sratìloma all'altro occ hio, s; hr~ un totale dt 6!lH casi. In divtlrsi pazil·uti abbiamv potuto notare la dogeuernzion~ fib rosa del pan no, che non à raro '\"edot·e dill'u-;o 11 tutta la corne:\. Ui queste mn.ccl11e cot'rto:di solo 2'.:!3 n o n audrwano accompagnate nd. altre complicanze del tracoma; JUA. pcrchè si pos-;a. valutnn• c·ome bene spt::-So le cen· nate macchie non Sti\Vano a rappresen~ar~ 111 quPsti pazienti solarneure uu llanuo eo:;tetico- ciò che ..,n.rebbu stato po<'o mnle trattando;:i ver lo più di iutliddui di grado socialt> pitr elen\to - m:~. una grll'\"C le,;ione per l'occhio oltrechè un ostacolo p•·r la ìunzione vi<;rvn, le riunisco in uno "'Pel·<'hio a parte. per modo che .,i veola con un semplwe -.~;uardo la loro .;;pecae e lot•tdiz:r.a;; one ed i caratteri che presentano. In calce allo spt>cc-hìo h•J rue~->o in ri l ievo ~ t:uni dei lt·ucomi e rano totali, qun.nti centrnli, quanti ecln~t~i e quanti a cler.-nt t e cot'i pure ho i ndicato quante volte queste 1•·->ioui A.nclavano nccompagnato cou coruCIL piatta.
SPEOCHlO N. :J,
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l'iseoutrn.te nei tt·acoruntosi che frequt>ntnrono l' amhulator io durante l'anno.
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.d queste cifre di leucomi riscontrnti in iniividui traco1.11atosi fanno riscontro altri 47 io ammalati c h e figurano nello specchio dei non tracom~tosi (n. 6) ed altri G di pazienti che non presentavano alcun'aft'ezione congauutivale (specchio 2). Del pari sono stati riscontrati freq uentemente nei tracomatosi gli stnfilomi corn6Jlli (L), che riunisco nel seguente specchio:
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Sta61oma in un occlaio o nubeco la nelrnl tro . . . Sta5lo rua m un occh1o e lene-orna nell'altro . . .
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(l) Ho clesaificato come ste61omi corneali, nel sen11o di \Vecker, di Fachll, ecc., quolli nei quali la cico.t.rioe della cornea. per la pregrea'la perforationo, corupronde.-a una por,io ne d i iride.
719
C ASUI STI CA CLINICA
SrEr.c:mo N. fi.
Pt·incipali complicanze oculari cou-t:ttate uei tra.comatosi (olt1·e qw-tle indicate nello specchio N . 2).
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Irite, iridoc iclite e postumi r e lativi .
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St.a61oma sclerale . . . .
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Xerosi della congiuntiva
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Dacriocistite cronica con fistola. Strabismo.
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720
CASUISTICA CJ,nHCA
SPECCHIO
N. 6 .
Principali affezioni oculari constatate nei non tracom:\tosi. t
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D acriocistite cronica. Complicanze palpebrali .
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Infiltrati, ulcere ed ascessi comeali.
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Leucomi .. . . . . .
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Ectasia della cornea
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Irite, iridociclite e postumi relativi ..
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Come si vede d a ques t i specchi, in ammalati non tracomatosi gli stafilomi corneali sono stati riscontrati 12 volte.
721
CA"'CISTICA Cl.l:\ICA
Anche gli stafìlomi sclerali souo stati notati con grande frequenza ( l) sopratu tto nei tracomatosi ( 4.7 casi in 13~4 tracomatosi, 10 io 566 non tracomlltosi); spesso si trovavano nello stesso paziente statilomi corneali accoppiati a stn6Iomi
scleralL
~ou è
stato ra.ro riscontrare ectasie della l"cleroticR io una zonlt ben
limitata e molto prominenti, a forma di fagiuolo. di cece, ecc., t alorn an che peduncolati, di colorito bluastro cd ardesinco, poco disbtnti per lo più dal limbus. In tanti casi lo stnfiloma c ircolare d ella sezione anteriore della >"Clerotica a~-;ieme allo stafìlo1na od alla. se m p !ice ectasia della cornea.. d n vano un a.llung.tmen t o a forma di pera di tutto il segmento anteriore del globo, ovve•·o a forma irregolare di cucurbita ; di que;;ti casi conservo qualtbe bdli-:simo e~emplare fra i bu l bi enuclel\ti e che ho inclusi in cel loidion. à spiegare questa frequenza degli sta Giorni corneali e s clerali ricorderò, o l t•·e all'eleYato numero delle complicanze corneali nei nostri pnzie nti, la loro trasc:u· ratezza, per cui, se affe tti, ad esempio. da u lcera corn eali'. nonc u.-nnti, vanno in giro senza neanche coprire l'occhio, sicchè essa arrit·a alla perforo.7.ione ed. attraverso ad una serie di complicanze, si avvia alla cicatrizzazione senza che l'am· malato abbia attes:o mai alla cura; le m olteplici cause di glaucoma. seconoiurio (seclusione. occlusione, c icatr ici estes e ed ecta"icbe della cornen, ecc.), ed anche la. freq '.lenza i n qu e:;te region i delle f or me •·eu mati r·he per i f:1cili e n otevoli sbalzi di temperatura mentre i m ezzi di protezione sono SCl\rsi e di!:<adatti; infiue la frequenza d ella tubercolosi e sopr11tutto della sitilide. ~ el numero comples~ivo degli ammalati è nuc he importante rilevare il numero s t':aordinario di bulbi atrofici e t isic i (1'27 in 19(j0 pazienti !: causa non infreque nte di siffa.tta disorgan izzazione dt!ll'occhio è il sofferto va.iuolo. Il numero deg li rom malati con catarlltta è di 87; n ella maggior parte d i es<>i si tra ttava però di catanltte complicate con d epos iti calcare i, !;Ìnechie, ecc, ed in vari c:1si di occhi profondamente alterati e nei quali la cataratta. si do veva mettere in rapporto col conseguente di';turbo di nutrizione. In 10 casi si trattava di cataratta t rnumat ica, mentre il numero di cAtaratte congen ite era di 1:3 ( pe r lo più cataratta polare anteriore, ordina ria mente bilaterale. Piuttosto rilevante è il nume ro di glauco m i primitivi (3 l in 19\lO), s:e si considera che l'ordinaria percentuale di glaucomi è di l per HJO ammalati d'occh i (2). l ì\Ja. q uesti dati ed altri ancora che si potrelJ bero dagli annessi s pecchi facil mente dedu rre, di malattie non pertinenti All'orcbio esterno, non possono ~tvere che un valote relativo, poichè, co •n'è fxcile pensare, fil molti occ hi non è sta to possi bile l'e:o:tme del fondo stante le nume rose malattie del segmento nnU>riora dell'occhio, soprat.utto della cornea, c h e !'ti oppongono a quest'e~ame. La concl u.,; tone 11. lla 4uale si può Yenire IDI pare sia q ue l la rhe la percentuale
delle malattie r.el fondo sia e::sa pure notevole, se g ià i pochi dati che abbiamo potuto mett e re in rilie vo, senza contare quelli che ci sono potuti sfuggire in un'osservazione di ambubtorio, ci danno una somma n on indifferente di t.nli aft"ezioni. E del resto la cenn ata fr·equenza della sifilide e delle affezioni r eumatiche, per non ricordare che le malattie più comuni in Li b in, don·ebbe:-ro farc i veni re alla stp;:,.a r o hc lu!=icne.
(l) Ricordo che in Euro pa_ le malattie d elle. st' lr rotica hanno un q ut> nzl\ nei paesi del sud. (2) Ax ~:xrEr,n
-
l'atli olc;tie d ··s a"!l' " (Uianko m) .
ma~s i orlo
di fre·
722
C.\!"l'I!:-TJC..\ CLl:-ICA
i'carso è stnto invece il numero di lesioni in atto dovute a tr.mmatic;mi, e qut>ste per lo più sono s tate rilevate in eu ropei. ciò che si accorda col genere di vita. di queste popolnzioni: sono state riscontrate invece abbastanza frequentemente antiche lesioni per ferite d'arma da fuoco.
..
,.,
Quanto alle operazioni eseguite, dopo quan to ai è det;to risulta evidente che es-<e sopratutto dovevano mi rare a lla rigenerazione degli occhi tracomatosi. Dallo specchio n. 2 si r i)et"a c he nel numero dei tracomatosi presentatisi nuovi alla visita si aveva il 31 p. 1011 di complicanze palpebrali. Nella maggior parte dei ca;~i queste complicanze consistevl\no in trichil\si ed entropioo della palpebra superiore, che s pesso andavano nccoppiati Le operazio'ni praticate per tali complicanze sommano a 20!. I metodi che ho eseguiti sono stllti quasi sempre quelli fondati sul raddrizzamento del tarso (Stre~t.t6!'ld-::luellen. Panas. ecc., ed anche un metodo mio, che l'espe rienza acq uistul.ll. mi ba su~gerito e sul quale lll'intrl\tterrò in un'altra pubblicazione). l risolta ti s c.no stati generalmente c·ttimi e mai s i è avuto a deplorare alcun in '!u<~ce-<so. In diver<~i casi tuttav ill qualche pelo è ricomparso a molestare la cornea, pelo c h'è stato a sporta to dio:;trug~e udone profondamente a mezzo di un bisto ri e di un cuccbil\i no tagliente la. papilla pilil'er11. In rari casi bo visto ri· comparire dopo teonpo una breve serie di peli; ho 1\llora. pratict\to lo sdoppiamento del margine palpeb.·nle io corr ispondenza, ho asportato un lembetto di cut~ a forma di fogl io di mirto c.>n due incisioni a por a dis t.anza dal m argine stesso ed bo dato qual cllt' punto di sutura di profondo Nei cRsi di dacriocistite crou i,.a da me operati con l'ablazione 1lel sacco (ll) si trattò sempre <li i nd i.vidui trRcoma.tosi. In tre vi era ectasia del sacco, in u no ulc.,ra settica della cornea, in due iistoll\ c apillare C(Jn oblitt.rllzione del cannle naso-lag rimllle. Solo in un caso è occorso un secondo p iccolo intervento ontle otte11••re u11 ri·mltato completo. 111 tre casi di panno tracomatoso persistente da lungo t e mpo nonostante le solite cure, dei quali uno in persona di una g iovane italiana, ho praticato la sin· dectom ia lasciando due piccol i ponti di congiuntiva, rispett iv11mente al lato interno ed esterno. L'esito è stato m olto soddisfacente. L e oper azio ni d 'iri!lectomia. ..;ono >;tat!' 5-t. N~>l mnggior numero dei cnsi l'atto ope•·ntivo è stato e.~eguiro i n antichi leucomi a<leren ti, cctnsici o meno, per lo p iù dunque a scopo autii!;laucodUlto...o fld ottico insieme. Ho cerCAto durante l'atto oprrativo, quando lo crede\·o pos..;i bile, di staccare l'aderenza -;e quec:tn vi era. Jn vAri casi bo e-;eguita una doppia iridectomfa, io due tempi. ai due l~tt.i del trat~o d'id l~ atlerente, allo scopo d' i'>ollnlo (1) . ~egli pterigion mi s ono a t t e uuto al metodo di D esmarres (trapianto) : in un cnsrJ ho e:>egu ito il metodo Troncoso (~), la cui tecnicn operativa è abbastanza semplice. Il risult>~.to, almeno quello immediato, è stA.to ottimo. (1 1 Secondo il metod~> in W!O nella Clinicn di Torino.
(2) Vodi: N ote trllr uno. wm t·•·lle o p•<ration (Amaall'a d'rx:~t/ialiq ..-:, T CLII. sgo'<to 19 1-1-1.
du ptérygio1~, po.r Untse v TRo~coso.
Con eguale risultato ho opera~.<> con lo st..•:~"o metooo un altro caso all'ospedale mi litaro di Tripoli, in pcrsono. d nl '!Oidnto Prisco Clemento, da San Giuseppe Ott.aiano (Kspoli), e in due cnsi indige ni, all'ambulatorio.
CA ~UJ!;;T lOA
C LI NI CA
72o
Le rara.centesi (38) vennero pratic-ate a scopo antiglaucomatoso, alcune in paziellti con iridocicli te con a ume nto di tensione. FrA. le o perazioni figQrano l fi cnsi di glaucoma p1·imiqvo, IO dei qua li opernti con !'lcleroiridectomia, mentre a ltri f:, di glaucoma primario cron ico, per lo più semplice. sono stati operati o con sclerectoiridectomia alla Lagrange ( l caso) o con la tr~tpan azione alla E lliot ( 5 casi) : in -! casi questa operazione è stata eseguita con la modi6cazione di Dapuy-D utemp~, che sempli6ca )'op e r azio ne e fa si c he du r ante es :;t~. n on s i abb ia ad avere a l cQDa pre occupazione di maltra ttare il lem bo cong•uoticale . I risultnti immediati in tutti i cas i sono stati ottimi, mentre l'esito fi nale s i e dimostra to di efficac ia va r ia. La. s c lerotomia posteriore venne prat ica.ta in t re casi di g lauco ma consumato dolente. Io una delle tJ·e cat aratte operate (arabo Abselam Ben Beriut, n. 237 del re gistro d ell'ambulatorio) segui una g1·ave emorragia espulsiva . ..: i<: questo u n cont r attempo che n on può essere p r e visto e non può essere pre venuto : p er quanto acc urato un operatore possa essere, l'~morrag ia occo rrerà i n una certa per·centuale di casi» (l ). Ma vale l a pena di dare una breve descr·izio ne dell'!\ndament.o d elroperazione : ap pena praticato il lem bo, pian pian~> si afl'ac ciava a ttraver so la breccia l'i ride, quindi v e niva fuori il c rista llino nella sua capsula coD uo movimento lento e r(golare, e pol>cia il vitreo, per quanto fo~si pronto a togliere il blefarostato Mf'lllioger del quale mi ser v ivo. In seguito veniva fuori del sangue .-:be bagnava tutta la medicatu ra che rapidamente applicavo e che rinnovavo n egli stt·Rti esterni. La dima n e essn. era. di nuovo tutta intriStl di s angue. Trto.ttavasi eviden t emente Ji a teroma dei vasi retinici 12). ~egli altr·i due casi 1· ..:;ito è stato veramente o ttimo, per quanto in u n o di essi il pazie11te si fosse d imo~t•·aco ass ai irre quieto e, per le fot·ti contrazioni dell'orbi colarl:l durante la medrc atura eseguita in s· g iornata, si fosse riaperta l'incisione mentre la camera Anteriore era ri formata ed il lembo collabiva. esattamente. ~el ~o caso l'esito si può an~i d ire che sia sta to spl endido, avendo i l paziente otte nuto, con correzione, un visus eguale ad l I casi di enucleazione riguarda•·n no p er lo più oc-chi deform i e dolenti affet t i da stafilomi selerali multipli d'ordinario accoppiati a s tafiloma corneale. Due c as i di exenteratio orbitae rigurdano due i n dividui con epitelioma p a lpebra le con di:ffustone al bulbo. Nell'uno e nell'altr o s i Ùo\-ettc e sc idere n e l c ontem po buona parte deìla palpebt·a a ffetta e praticare il r ase hiamento del periostio della cavi t à orbitnria L'e.~ i to è stato sodJis facente fin dove h o p otuto SE>guire i pnzier1ti : c it·ca 40 g io rni l'uno, circe tre mesi l'altt·o, avendol i pos cia perduti di vista . U no di essi e r a venuto p er curar-<i da. Misurata. d o ve ritornò dopo e spletata la cur~t.
Uiverse op ara zioni su l bul bo p o tei praticarle pt·ofittaodo di staozette attigue all'am oulatorio, ove i pazienti venner·o rico v .. rat i, senza di che sa rebbe stato impossibile p x·ocede re ad a tti oper ativi d i entità. ( l) FREE OLAN FER O US
-
The ophtht:tlmi<; redew , setternbt·e 19 14, pag. 258.
(2J Casi così impr essionanti n o n son o frequenti. U n o perfe t tamente identico è ca -
pitato fr a g li altri al d ottor Poiranlt. c he ne dà la deRcrizione n ogli Annales d'oculilfT. CLI. fe bbraio 19 14 , p. 135.
tiq~.
724:
CASOISTICA CLINICA
Quasi sempre fui assistito nelle operazioni da uno dei co1Jegbi dell'ospedale militare, che si prestarono volenterosamente (1). Ed ecco lo specchio delle operazioni praticate all'amblclatorio duraute l'anno: SPECCB:IO
N . ., .
Opet·azion i est•guite durante l 'anno uella. sezione ofta lmica d eli ' a 111 bulatorio della ll<'nsci a (2 ).
l. Palpebr e e sopracciglio.
Calazion. Cantoplastica Trichiasi ed entropion palpebra super iore . T richiasi ed entropion palpebra inferiore . Ectropion palpebra inferiore. Asportazione grossa echeggia metallica sporgente nel fornice superior e ];feJanosarcoma caruncola lagrimaltt Asportazione dermoide sopracciglio .
3
13 195 9
3 l l l
2. Apparecchio lagrimate. Incisione canalino lagt"imalo . Spaccatura e cauterizzazione del sacco . Ablazione del sacco.
15
11
3. Cong;untlva. Pterigion Simblefaron anteriore Cisti eottocongiunti,·ale
5 l
2 A riportare
202
(l ) Porgo qui vive grazie ai maggiori medic i Zorzoli ca''· Giovanni e Tesio cav. Oiu· sel'pe. c he furono p iù assidu i. Trf' dello opera? ioni per cntropion furono t-Segui Le da quest'ultimo. da. me a.s:>isl ito. (2) In ~esto specchio non figurano un buon numero di piccoli atti op e raLivi eseguiti all'ambulatorio stesso. come I'Mportazione di corpi estranei dalla cornea., le inie-. zioni sottocongiuntivali, il ca.teterismo d elle vie lagrimali, lo schiacoiamento di g r anulazioni tracomatose, ecc. Il tatuaggio inoltre figura non per ogni sedu~ ese~?uita, ma per ogni o cchio sul quolo lo si à praticato ancora che fossero occorse JX'I' esso p iù sedute.
725
C AS Ul!'\TIC A CLI:!\! CA.
Riporto
262
4 Cornea. Sindectoruia
3 <18
Paracente~i.
Stafìlotomia Tatuaggio
l
·~ 5. Tratto uveale e aclerotica.
lridectomia . Cisti dell' irid.. Solerot.:>mio. anteriore (metodo di Wecker) Scle r o iddectoro io. S c lerectoiridec tomia alla Lagrange Trapanazione allo. Elliot Sclerotomia posteriore .
54 l 4
lO l 5
3
6 . Muscoli. T enotomia .
3
7- Cr istallino.
Cataratta senile Discissione .
3
8. Bulbo.
8
Enucleazione .
9. Orbita. Exenterat io o rbitae .
2
4 13
TOTALE
• ::M:eotre l'Ungheria, la Prussia, la Russia, il Brasile ed altre nazioni da. tempo hanno intrapreso risolutamente la lotta contro il tracoma, l'Italia pure è sulla via per affrontare vittoriosamen te ques to problemll, che per essa ~>i presenta di un
Il 726
CA~Ol'J'ICA
Cl.JX I CA
interesse particolare. Ma mi sia lecito fare una considerazione: la distan~a fra la madre-patria e questa colonia è relativamente breve e d'altra parte 1' importanza industriale e commerciale di Tripoli è cousiderevole e quindi si può dire inteùso il movimento, specialmente t ra l'Italia meridionale, più vicina e dove più facile è l'emigrazione e la colonia stessa. Da qui un pericolo e quindi la necess i tà che la lotta contro il tracoma in Italia sia integrata da una adatta organizzazione sn.nitaria contr o il morbo nei centri principali della Tripolitania. Non che l'Italia abbia dimenticato il problema della lotta con tro il tracoma in Tripoli, ma occorre forse intensificare questa lotta. P er la popolazione po,.era dispersa nell'oasi, nella quale il tracoma impe1·a sovrano e che intanto è in cont inuo contatto con la città. l"ambulatorio dell~t. Men-l;cia r~<ppresenta 1t. mio modo di vedere una istituzione provvidenziale. Si ritiene che par le diverse condizioni sociali il contatto t ra europei ed ind igeni non possa essere che scarso, e fino ad un certo punto è cosi; 'ma non bisogna farsi troppe illusioni. Una soln considerazione basterà a dimostrare come il fatto cennato non rappresenti poi un valido balunrdo di difesa: diverse famiglie europee in Tripoli hanno al loro servizio una persona indigena, che, s'intende, bene spesso è ufl'etta da tracomn. Un ragazzo.> o una ragazza nrnba rappresenta uoa risorsa per tante modeste famiglie, che si proc urano cosi il serdzio con una spesa limitata. Questa persona accudisce pertlmto, fra le ~t,ltre cose. ai bambini della famiglia; è es~a che li porta. in braccio ed è a continuo contatto con loro. La gio'"ane età di queste persone di servizio sta a dirci che la malattia in esse è di dnta relativam~nte rel'ente e che quindi più facile ne è il contagio. Mol te considerazioni del genere si potrebbero fare; ma non occorre scendére ad altri particolari per vedere come il risanamento del tracoma si presenta quale uno dei problemi igienico-sociali che p.iù s'impone n Ila. nostra opera di colon izzazione. Esso poi, insie me ad altri adntti fattori, sopratutto ad un vivo e costante impulso alle norme igie niche (pe r infondere le quali per altro l'ambulatorio mi pare tra quest e popolazioni primitive i l mezzo più opportuno), deve contribuire a. rigenerare questa popolazione. ad ele,·adn dR:l'apatin naturale verso un lavoro profic uo e ad at·vicinadn con la nostra intluenza alla r iconquista di unA. grande ci,·iltà, mentre Tripoli, destinata a d accoglie re genti di ogni pae~:e. si a.vda a gStreggiare con le più belle e floride me t ropoli coloniali. >i:
**
Anima ti dn rtues ti propo'-i ti. n~:ll' imprendere la direzione della sezione oftalmica ddl'~t.mbulatorio della Menscia nhbiamo a\·uto di mira h che l'att ivitil di es,o fo>:"e la maggiore possibi le, e con coscienza e disinteresse, pur dovendo accudire nd uu reparto di ammalati all'ospedale m ilitare, abbiamo fatto ogni sforzo di alm,·;;nzione seQza badare a sacri6cì. Abbiamo medicnto ogui g iorno tutti quelli che si prt~se ntavano alla. visita ed operato quanti lo desidernvano, sempre e be ratto operativo pre:>enta.va. una precis a indicazione. Non ci ba ratto venire meno la. lena. nè la scarsezza d e i mezzi che talora ci si presentava, <iato il soverchiante nume ro di pttz ienti curati, nè la naturale ripu gnanza nel dover curnre tante volte pazienti s udici in modo ributtante, pur nei periodi di forti calori. La fiducia che abbi u mo nei buoni frutti che darà questo lavoro mt~rcè la persevert.nzn di coloro r.he c i sucredcmnno in quest'opera che uoo si può circoscri vere in brevi limiti di tempo, ei n ·n·ie pit>nameute aodrlisfatli della fatica durata.
727
RlVISTA DI GIORNA LI lTALlAN l El> ESTERI RIY18TA. Dl CHIRURG[A DI GlJ~RRA
Dl:J>UY. - Nuova oura .ielle ferite dl guerra. n. 23. H115;.
!Journal des p•·aliciens,
L'A .. partendo dal concetto che l'esperienza d el la guerra attuale ha dimo,;trato che quasi sempre nelle fe r ite è preseute il corpo estraneo (frammenti d i proiett il i, sbrapnell, scheggia di granata, pezzi di abiti, ecc. , che provoca una n ecrosi n ei te.~suti ci1costanti, tal tto più accentuata quanto maggiore è la contusione, ha proposto una nuova tecnica n el tratt.aruento di queste lel'ioui, che si può riass umere come segue. l ) Larga sbrigliatu ra de1Ja ferita, senza preoccuparsi delle grandi incisioni. 2) E«plorazion e col dito prev iameote immerso nella tintura d i iodio della ferita, un ico ruez7.o col <tuale si possono avvertire profondamente i cor pi estrant!i. B) A-:portaz iooe dei corpi estranei e soptatutto dei frammenti d'abitc-. J) futroduzione nella ferita di un tubo a. drenaggio avvolto con ga r za e che rnggiuoga fino il fondo. 5) Astensione da qualsiasi lavaggio antisettico, che non h11.uno del resto mai impedito la s uppuraz io ne. G) Appli•!azione d i una medicatura asciutta, iu modo da lasciurç; lt bero il pas.«aggio del rubo a dren~tggio, il di cui estremo !'arà coperto con qualclre strato di ga r za. 7) luiezior.e ogni due ore attra'l"erso al detlo t ubo <li qualche centimet ro cubo di una mi-.cela c-ompo-:ta di : a lcool erl etere. ana g r ammi 450 e tintura di iodio grammi 10(), oppure, se il ferito trovasi io istato grave, con shok, pol.:;o piccolo e ra p ido, di una c;oluzione di alcool ed etere, aua grammi 450 e canfora gr><tnmi 100. Con questo m.-todo si avitnno le inutili inignzioni e la ferita viene mantenuta all'asciutto. me n t re è consi.JerevolmentP diminuito il gemizio. pt:r cui si ha il vantaggio di p oter rinnovare di rado la medictltura e tre d i queste sono suffi cienti per ottenere u n efficace miglioramE~nto. Ora, se s i considera l'ingombro inevitaLi!e di feriti che s i b a dopo i combat!:imeoti ed i lun!!hitrasporti, cui essi sono sottoposti, rlu r·nnte i qua li le medica tu re s i fanno in coud izioni disA.gevoli e certamente non n ella ptu completa aseps i, non è cl1i non vedi\ l'importanza di poter di'<porre di una medica?.ione, lA. quale non r ichiede dull'infer miere altre operazioni cbe u n'iniezione nel tubo a drenaggio ogni due ore di una soluzione di alcool, etere e tintura di iodio e può e:-:ser e nta.ntenuta i u po-;to per lungo t empo.
7:.cl8
B.I>r-ìrA DI CRlB.URGIA Df GOP.RRA
L'd.. ba a pplicato questo metodo da circa. tre mesi e su larga scala, ottenendo ottimi ri,;;uJt..ti, senza. dover lamentare casi di cancrena gasosa, e con una maggior rapidità nel processo di cicatrizzazione delle ferite. A questi esiti favorevoli non deve essere estraneo il sollecito sgombPro dei fer iti dalla linea di fuoco a mezzo della tr"'zione meccanica che ha sostituito generalmente quella animale, per cui i ferit.i r11ggiungono le formazioni sanitarie ù i prima linea in un tempo relativamente hreve e l'intervento immediato e una medic A.tura energica danno già per se stessi affidamento di migliore successo.
c. o. FERREIU. -
Traaml dl guerra dell'oreoohlo. -
cn Policlinico, 1915).
Nelle tra<;formazioni che hanno subito i fatti d'armi delle ultime gue rre è aumentato il numero delle ferite del cranio e quindi degli organi di senso; per cui i traumatis mi dell'orecchio hanno acquistato sempre maggiore im portanza n<>n solo dal punto di "ista chirurgico, ma anche da quello mt!dico legale per la. dP.6nizioue della indennità. in rapporto ai disturbi residoali inibenti certe profe~:;ioni, come p. es. le 'ertigini. L'egregio direttore della R. clini<'!\ oto-rinolaringoiatr ica di Roma ba pubbliCRto int~ressaotissime o<>servaz ioni sulla chirurgia. a)lricolare di guerra., di cui 1·iteniamo utilt> dare un largo ron.ssunto. I. 'l'HAU)I.\T I~)II DEl. Pt\PHòi.I0:->1'!. - .Non sono di poca importanza le lesioni traumatiche del padiglione, fra cui, come più frequente, vanno notate le con tusioni, le soluzioni di coutiouitiL, le fratture, l'asportazione parziale o totale per morso, strappameoto o Rrma da taglio, gli otoematomi, e infine t.utti qoei disturbi di cir<'olo e d'•nner,Rzione. provocati da abbassameuto di t-emperatura. L'otoematoma, che è la forma più grave di contusione è costituito da uno stravaso di s angue no n solo frA. il pericardio e la cartilagine, ma nt-lla stessa trama della cartilagine. In principio, n el posto delle depressioni normali del padiglione, anteriormente. si forma un rigonfiamento fluttuante di color ito rosso lJlun-;tro, mi\ poi lo stravRso e la deformità possono assumere maggior i proporzioni. li medico militare che p resta il primo soccorso deve 1\ver pre<;ente che nel maggior numt•ro clei casi lo stranoso sanguigno. se non avvenga infezione del suo <'ootenuto, tende ad organizzarsi, r imanen do però sempre anche nei casi piu t'a,orevoli una deformità nella parte superiore del p<odiglione. La guarigione viene sempre in seguito ad un ispessimento connettivale più o meno notevole. Dalla C'birurgia d'urgenza dE've essere poi bandita la. immediata puntura evacuatrice R ~;copo curativo ddl'otoematoma, penhè si andrebbein contro quasi sempre ad una reRzione flemmonosR di lunga durata. La cura più razionale in primo tempo saril. d i disinfettare Rccuratamente le scalfìt~ure superficirt.li della pelle e spalmare con la tintu ra di iodio l'inte ra. superficie del pRdiglione e av,olgerlo in un cuscinetto di ovatta fissato cou apposita fasc::tturo.. Solo dopo qoalche tempo si raccomanderà un massaggio moderato 1'6r sollecitan, il riassorbimen to dello stmvaso. Lu cootu,.:;ioni del phdiglione non sempre portano alla formazione dell'otoematoma; quan•lo l'organo resta violentemente compresso io posizione viziata si detenuinauo delle linee di frattura nt'i punti dove piu spt'cialmente si depositano i sali calcan~i negli i udividui 'Rrtntici e gottosi. Il trattamento nelle prime ~,1
RIVISTA
01 CH l Rl!RGlA 01 GUERRA
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ore consisterà n e ll& disinfezion e del padiglione e n ell'applicazione locale del l&
borRa di ghiaccio, seguita da delicata compr ession e per evitare la fuo riuscita di sangue n el punto fratturato àella. cartihlgine. Fra i piLt s variati traumi di guerrll del padiglione n elle ultime conflagrazioni s i sono resi sempre pit't comuni que lli prodott i da agenti chimici e termici, i quali p ossono in vario grado estendersi dalle semplici ustioni e perdita di sostanza più o me no profonda fino alla perdita totalt' del padiglione stesso. Nelle ustioni d a materie esplosive il trattamento, consisterà nello s pargere sulla superficie del padtgl iooe polveri di iodoformio e cumal"inll, viofor mio, aristolo, a cido borico porfirizzato, dermatolo ecc.; quando esistono B.ittene, er itemi u m idi ecc. il lin imen to !'alcare. Il freddo i n ten<;o può det-er minare alter::.zioni simili a q uelle tlegli agenti escarotici sia chim ici che potenziali. Se i soldati colpiti dn congelamento ùel pad iglioni si pre«enteranno all' ufficiale medico quando già i te~suti son o in gran parte as t:ittici, si cosparger à la parte di iodoformio, vioformio, ecc., in polvere. e si coprirà di una mt>dicatura. a~etti ca, riservan do le u l ter·iori cure quando saranno ricoverRti n~gli ospedali. Non son o da trascurarsi ancora le morsiCt\ture del padiglion e che spesso si riscontra n o negli a ttacch i corpo a corpo, le quali sono sett.icbe fin da princi pio e seguit e per lo più da s:"acelo cancrenoso della. p dle : fanno correre inol t re il rischio d ' essere la porta d'ingresso della 8ifilide, dimodocbè al primo duhbio sarà opportuno prot>edere alla reazione rti " ' assermann. Sono inHoe comooi<:si me nella gut~rriglia d i monta~na, n~>gli as:snlti a lla baiolletta e negli scon tri dell a cavalleria le fer ite del padiglione tla punt a e dataglio, le quali, a meno eh le a r·m i non sia no inq ui nate, ~uariscono in genere nNlto ben e e rapidamente facendo subito la sutura del le parti d istarcate con la più rigoro~a anti!'epsi. II. TRAl:MATISlll DEl, CONDOTTO t ; DI1'1\'0 ESTLmNO. - lJtconYeDÌt>U te piu COIDllne ad avverarsi e la penctrazione n el conùotto uditivo esterno di terri!'cio o di corpi , strRnie•·i punruti per scoppio io vic.uanza di granata, obici, ecc. Lo scoppio improçviso di un cannone ~·ici11o, può dar luogo ad una improvvisa :-;ordi tiì., rlovnta allo spostamento ùi uu tamp<'~ne di cer ume fin contro la mcmhr·aus ciel t i mpano. ~on si indugierà, dopo axer versato nel condotto uditiço qual(' be goc('Ì!\ di acqua o;:;<:igeoata o di soluzione iodica :di'l p . 1110, ad eseguire il la.vo.g~io fon~:t.to cou llC<JUll calrle. sterili7.:r.ata n mt>uo di una ;:;iringa a 3 anelli ì\el conrlouo uditivo è molto <'Omune fra i sol• lati l'OStrelti a donni1·e sul terre no In peoetra;IÌone d i corpi estranei, organici ed inorganici. Qu:tudo si tratti ù'inse tri, si u r.rideranuo siu con istilla7.ione di olio mentolato l p. 100 o d i g1icerina, che soveuti li port.'lno a g:tlla, sia introducendo per pochi minuti .tel cotone imhevt:to d'ete re sol forico o di c lot·ofor mio. Quan,lo non :-;ar<\. sufficiPute un gPtto d'acqmt a sloggiare il rorpo strnniPro dal condotto si ricorrer;\ nll'a='tra7.ionl' per le >il' naturali mediante oppot tu n i strumPnti sotto l'une-.tPs i:\ lo!':tle, ruf'ttendo ne l condotto una soluzione forte di cocl'ina o uo<:ocnina p.. r rn<: •· o~ i hihzznre la mernbr:tna e rolveri:<:<ando il bromuro di etile nel meato. A second1l della natura e della. sup.. t·fil"ie del corpo su-nnrPro, sotto la guida df·llo specchio, e preda disinfeziouo tlPIIe parE'ti del con•lotto e intr oduzione dt>llo Spt't:ulum si t enteri• di estmrto con le pin7.e di Ouplay, di • exton e q11elle arti· co!Ftte di Ma hu. con cr ochet "muso;i e p it:gati ad angolo retto, con serran odi e via dicendo. 47 -
Glm·•wle d i mtdteUHl mililnn• -
f.:t-c. IX.
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Rl\I-,'l'A
f\1 CHJRQRGIA DI
GU~:RR.A
Occorre non pau indugiare in vani tentativi di estrazione per le vie naturali quando capiti, come suc<'-ede in guerra. di dovere estrarre dal condotto uditivo corpi stranieri, pun tuti metallici e schegge di proietti conficcati, nelle pareti ossee; mu olffrettarsi a liberare i pazienti d al proiettile, traverso l a via esterna col met<ldo di PRolo d'Egina. facendo un'incisione nel solco retro auricolare 6no all'osso e lo scollamenlo con lo at...cca. periostio del condotto uditivo membracoso, che si seziona tras versalmente e perpendicolarmente ri\Sente alla sua porzion e ossea e di cui si ro~-escia in avanti la sun parete posteriore unitnmente al paJiglioue; rie.;;ce facile al lora l'estrazione del corpo estraneo con una pinza od una leva. La. porzione ogsea del condotto uditivo estern o v~ soggetta a fratture tanto direttamente quanto per conta·accolpo, le prime quasi sempre dovnte a colpi, a cadute sul mento, le secooJe agli s tessi traumi alla testa e ·la condotta del chirurgo sarà differente nelle fratture semplici e complicate di detta porzione. Nelle prime, dopo avere ridotto il condilo nella cavità glenoidea, si tampona il canale uditivo E'!'terno e si immobihzza la mascella inferiore con opportuno bendaggio, provvedendo alla nutrizione del paziente con In sonda esofagea. Nelle seconde il giudizio se si debba o no interven ire c hirurgicamente deve ciipendere da molte conside razioni. In c;~so di e morragia del condotto. lacerazione della membrana, scolo di l iquiùo cefalo-rachidiano per preven i re l'infe zione me01n gel\1 si deve porre il paziente iu as<;oluto riposo senza praticare a lcun intervento locale, nemmeno In minima. esplorazione, disinfezione del condotto, insufflaziooi, lavaggio. L' intervent<' chirurgico non si farà che negli ospedali delle retrovie. III. TRAUAIATlSMI DELI:.A MEMliRANA DEL TIMPANO. - Le ferite della. membrana del timpano sono frequentissime nei sol d a.ti, distinguendosi quelle prodo tte da. azione d i retta ed indiretta. Avvenuta la rottura della membrana i sintomi più manifesti sono: la fuoruscita di qualche goccia di sangue <1al condotto uditivo, il dolore improv viso, un rumore sordo, l' ipoacusia. La prognosi delle perfora.zioui tra.umaticbe della membrana è in genere buona. purc bè la terapia sia astensionista. Il, trattamento consisterà in un tampone di cotone o mep;lio di gl\rza sterile a scopo emostatico nel condotto, proscri vendo nel modo più assoluto le lavande e le installazioni antisettiche, e dopo un mese d i riposo il soldato potrà ritornare al fronte. Se in vece la perforazione persiste ed btL colpito u na membrana precedentemente lesa, converrà assegnarlo al deposito. Le lacerazioni d ella membru na del timpano possono avverarsi improvvisam eute io tutti i traumatismi del c ranio, specialmente nelle fratture della. rocca con parteci pazione del cerc hio osseo t impnnale, ed nuche in seguito a colpi inferti nella test1\ per le f orti vibrazioni trasmesse att ravers o le ossa. lV. T IUU.\L\TISMJ DELL10itl;CCUIO MEDIO. - Le lesioni traumatiche della c-assa timpanica rappresentano nella chirurgia di guerra un contingente a ssai rilev ante di casi di una importanza ecc-czioua le dal p unto rii vi,.t;a clinico e medico legale. L e ferite d'nrma da fuoco dtJII'ort>cchio medio u t>i soldati souo per lo più mortali essendo quasa sempre estese 1d labirin to e all'encefalo ed un quarto di questi fe· l"lti muoiono nelle pdme :H ore per coruprel"sione e1erno. ed infezionL La traumatologia d ella regione temporo-aurioolare ha un'importanza affutto singolare rilevata da prima ùa Samuel Sextou in I nghilte rra e da Avoledo e Rosati in Italia che trattaroul) l':ugomeuto diffusamente in '!peciali monogrnoe.
H I V18'l'A
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CHIR UR G IA
OI
GUERRA
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La condotta del cbirurgo S&.rà. diversa R. s econda dei casi. Se n e lle fed te di arma da fuoco dell'ore c..!hio con penetrazione del proiettile nel cranio insorgon o fenomeni irrltativ i cortical i e si a ccerti la ferita dell'a rteria meningea media o di un grosso seno venoso della dura madre . l'astensione siste matica sarebbe u n errore. Nel dubbio c he il proiettile sia rimasto nella r occa si bandiranno tutte le manovre d1 rice rca, tAnendosi presente c h e la princ ipale causa d i morte n e lle fel"rte d 'arma da fuoc o della. r o cca, è dovuta all'i nfezione meningea., la quale il p iù delle 'ç"Olte non dipenderà dalla presenza àel c o rpo stranie r o, ma dai t entativi di e s plorazione e a s po rtaz ione c ompiuti i n primo tempo. Per r ego la generale n elle s .... zioni di s anità e negli o;;pedali d R. cam po dovremo !imitarci alla medicatura ·asciutta con garz a ed o vatta s t erile delle fe rite a u ri c ola ri d'arma da fuoco non rimuovendo le c rost e e fi ssan do i batteri dei diutorni con t intur a di iodio. L'emorragia invece d ell'arteria m en i ngea o di un seno venoso lacerato per depr essi o n e di schegge osse e, la f erita della carotide interna o della arteria temporale su perficiale, infin e l'ern in. cerebrale r ich iederanno urgentem e nte l'intervento; e allora b ~sognerà. alll\cciare i vas i Je;;i, asportare le sch e ggie e d estrarre p ersino il pro ie ttile. se si è p otuto localizzare l a sede. In questo genere di c hirurgia d'urge nza, l 'o toi att·a deve conoscere la topografia dell'arteria m e n ingea med ia, valendosi a preferenza d e l metodo di P oit-ie r per la. sua locn lizzazione. Negli osped ali territoriali e nelle c lin ich e o t o iatriche, dove non si opera più d ' urge nza ma con tutti i m e zzi i p iù progred iti d i sem e iotic a e con la lunga pratica clinica a c quis ita, siamo intanto giunti a convincerci che come guida diag n ostica e operativa. s ia d i gran lunga la radiografia superio r e ad ogn i altro mezzo d'indagine nella l ocalizzazione e d estrazione dei proiettili dalla ro cca, come pure per riconoscere l'oppo r tu n ità d 'intervenire oltre i c onfini d i es><a . D inanzi a d una lastra r a diografic a, la q ua le ci dia matematicamente la topografia del proiet.tilo, non ind ugeremo J' inte rvento. Nella maggioranza dei traumi dell'orecchio da arma d a. fu oco, l a. via che meglio si presta. per la. estrazione dei proiettili o delle schegge di osso nec rosat-o e per farsi u na s trad a ben d il·etta alle com plicazioni intracrani che $arà quella retr o auricolare Più nut.ne rose delle f~rite traumatiche d'arma d a fu oco sono le lesioni e so pratutto l e fratture della rocca in s eguito a colpi di ctdcio , di fucile, di lanc ia, d i sch egge di mitra gl ia, granate , o b ici, m A.sse franate di terra e p iE'tre, ecc. La d iagnos i in guerra di s i mili lesion i non é t anto d itlicile q uanto sap erne v a lutare l'entità. A seconda della irattura d E'Ila r occa. si noterà. parr.l isi del facci ale o dell'oculo motore e s terno, ipereste ia e anestesia del t r igemino ed ipogl osso e s inw m i di commozio ne, com p ress ione. contusio ne cer~brale. Solo c he SI ;;o s petti la fra ttura dell'os so t em po rale, sieno pure l ievi i s i n tom i ~oggettivi ed o bbiettivi, il ferito sa rà. tennto in a sso luto riposo almeno per 48 ore ed in osservazio n e. "Ve s c i ca di ghiaccio s ul ca po, lassativi intl;stinali, i n iezioni di morfina, ed eroina per combattere l'eccitazione generale del sistema n e rvoso, iniezioni di olio canforato e cafJ"eina se h a.v vi dep r essic.n e e irregolar ità n e l po l so e nel res pir o. Se d o po q ualche ora il t raumatizzato si aggrava e c o mpare l a febbre, s i proce d e rà alla puntura lombare. sia per esa minare il liquido cefalo-ra chidiano a scopo diag nos tico, sia per introdurre m ed icinali e s ie ri t e rapeutici, fra cui l'antitetanico. Se si riscontra. la comparsa di ascessi o cci pitali corrisponden ti alla faccia inferio re de lla rocca e di raccolte p re-e latero-verteb ra.li corrispondenti ad os teite della volta faringea, dell'apo fi si basi lare e delle a pofisi trasver s e
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RIVI3TA Dl CHIRU RGIA
Ul GUERRA
delle ve1 t.lbre. è precetto fondamentale chirurgico di resecare completamente la apofisi mastoidea con la sua punta, la zona compresa fra la parete posteriore del condotto in avanti e il seno indietro, infine la gronda del seno laterale. Negli ascessi occipitali, all'incisione retroauricolare e.'~egu ita per la. trapanazione della mastoide , aggiungeremo un'incisione oriz?.ontale .;be parta dalla punta apofisaria. Negli a scessi pre-e la.tero-vertebrali, a seconda della raccolta purulenta, seguiremo due vie: l) Via pre-sterno-mastoidea. 2) Via retro-sterno mastoid ea, e nel primo caso incideremo il bordo anteriore, nel secondo quello posteriore di detto muscolo. Yi sono finalmente alcuni ascessi ossifluenti conse~utivi a frattura della rocca, c he si affacciano nella. vohR. naso-faringea, nella. parete mediana. o di lato. Allora, aperta col bisturi la raccolta, se ne favorirà il vuotamento, introducendo nella fMita una pinza emostatica divaricata. P er lo più negli ascessi faringei otogeni la guarigione definitiva non sarà ottenuta che con un istrumento nell'apofisi mast.oidea, che ci guidi al focolaio pri· mitivo dell'infezione ossea. V. TRAUMATISMI DEL LABffilNTO. - Il metodo migliore di cura da seguirsi al primo momento è quello di occluder~ il condotto uditivo con medicatura. asettica. e fasciatura compressiva., se esiste fuoruscita di s angue o di liquido-cerebrospinale. La puntura lombare è da consigliarsi nei casi in c ui persiste il coma e sia da temere unn compt·essione cerebt·ale da spaudimento di sangue epi e d ipodurale. Le vere forme ti piche caratteristiche di lesione traumatica labirintica, sono tutte quelle alterazioni del labirinto membranoso dovute a varie cause e che <'i poi"sono raccoglier" sotto il titolo di commozione e t:ontu.sioue labirintica (emorragie, essudati, distacco dell'epitelio specifico, degenerazione dell'elemento nervoso). Una r azionale terapia consiste nel san~uisugio alla regione mastoidea, dieta leggera, riposo assoluto, uso di purganti, vescica di ghiaccio sul capo e nei casi più gravi puntura lombare. In genere la commozione del labirinto acustico risolve con maggiore difficoltà di quella del non acust.ico, per cui anche nei casi piu favorevoli, mentre scompaiono i disturbi statici e dinamici. per,;istera.nuo la sordità o quanto m eno le ipoacusie accompagnate sempre do. paracusie. Nei relitti della commozione lnbi· rinticn, si è <'.onsiglio.to l'uso giornaJiero di n itrato di str icnina alla dose di 0,001 e 0,00:3 per l o giorni s tante l'azione cumulativa L'A. ba avuto occasione di esaminare sauis';;imi aviatori i quali dopo ascensioni repentine a. 2000 o 30Qc) metri ebbero all' improv\·iso tutti i fenomeni di una proboihile emorragia l!Lbirintica. eurati pronhmenttl col sangu isugio alla mastoide, con iniezioni sottot'Ut>lnee d i doriùrato di pilocarpi na all'l p. 100, la ptm· tura Jombar ..., il ri poso, la vescica di ghiacc•o nlla rl'gione temporale, questi pu?.ienti migliorarono mt\ non guari!·ono del tutto. nel senso cioè che il difet'to funz ionale s i aneuuò, mA. non scomparve completamente, restando abolita ora. la perce:~;ione dei suoni gravi, ora di quelli acuti. C.
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RIVISTA DI MALATTIE VENER~R E DELLA P~:LLK A. PASI NT. Gue rra, pro.tltu:r.lone e maJ.attl9 se:Jsuall. !!irn·e, n . 4. 1915).
( uo.~pedal•· ,,, J•
StAndo anche s o lo al le guerre t>iù r ecent.i pe1· le quali e..;istono D0 tlzte c~ Ltl .. , alla gue rra franco- tedesca. d e l 18 70-71, nella quale vi erano in campo ~,, ., tJ numericamente molto in ferior i a qut~lli dt>ll'a.ttuale coofiitto, !'<i ebbero d a rll •• dell'ese r cito ted e~co, secondo qu .. nto t·iferisr.e 'Neisser i n una r ecente pu l. ,. ,_ zione, ben 33.62d mu.lati di forme veneree! ~e lla guer ra attuale i malati d 1 1111• v eneree sem brano esser e nuch e più numerosi e, secondo notizie uffici ose, a .u,, lo scor so febhr aio dal solo fronte bt-lga l'ese r cito tedesco avrebhe avuto olll··· SO.OOO casi d i mll-lattie ses<;uali. Queste enorm i c ifre spiegano la partecipazione attiva c h e la st11m pn 11 h .1 scieutifìca prende ad una convenient e s oluzio n e del problema sPs<;ua.le dei -. rt in guerra: soluzione c h e richiede misu r·e di profì lns.. i, sia riguard o ai soldat 1... alle pros titute al seguito delle t r·uppe, e l' intervento di mezzi curativi p ro t r·tl ene rgici . L 'A., primario d e rmosiolografo dell'ospedale maggiore di Milano, i n u u ·r.uferenza tt"nota al cor so di c hiru r g ia e medicina di guerra pre~so gli i"ltil l • li· nici d i perfezionamento, ha espost.:> molto brillantemente In profila~!li e la "·' delle m al >t.ttie s~s;:uali in guena e ci semb1·a intere'<saote darntl un largo c· 1t''· Ogni disro-:izione di r etta a proibire il coito ai soldati fallisce, e la su a dr li ~ione è un rl<>siclPrala i.-ra~giungibile. I fatti dimo s trano anzi una attivi t ~· .;. a nale esager·ata, e X~isse r cnlcoiS\ che le numerose pro<>ti tute che s ono in c o lt'•• con le truppe tedes.~be abbiano in medta dai SO ai 40 coiti al giorno. I n qoest e condi:>.ioni si comprend e:, che se una donua è mal..,ta. di blenor •l-: ,, ecu e missione di secrezione purulenta rli ulce ri veneree o di sifilide con 11 11r " ' ' • stazioni contagiose in atto, può nrnma.la re un numero corrisponrlente o b (l ••co inferiore di ,.;oldati : e poichè ques ti !<i mutano, tutti o per la magl{ior P'•rt• . !!Il d i, nello spazio di poc hi giorni o di qualche settimana una sola don n a i11 • •t a p uò am mala r e centinaia e cenlino.ia di sold11ti l Occorre quind i far pn:sente alle truppe il pericolo e In. faci litA di ccrJ! t !In• · malattie sessuali, le conseguenze gravi, ta l v oltn. gravis-;ime c he que .. te l" 1110 con sé, ed i mezzi p rofìlattici più semplic i atti a d evi t arle. È opportuno ti , • t dere queste nozioui sopratutto all'avvicinarsi delle truppe ai grandi cent r d> t R.ti, do'lre più f >\ cilmente i soldati po.;;;;ono imbattersi in nuove pro-;titute • -i i l grande dilagat·e delle malolttie seo;suali nell'es ercito tedP.sco sul ft·onte ·l · .t suggerì alla r~ln.tiv3 au to ri tà ;;n.nitaria militare di dis tribuire ai soldati d e i o li con nozioni p r·atic be di igiene sess uaJ.,, P con ric hiami ai pPri~o li l'be lA ,., '""' malattie ba.nno non solo p e r l'individuo colpito, ma anc he p~r i fami gli nr p• 1 la moglie e per i bambini lo ntani. Risulta c he pe r i soldati coniugati q u·
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timo richiamo, che suona in ora di costante e grave pericolo. ha una grande ef. fìcacia nel contenere gli istinti. Nè bastano le nozioni o ral i o scritte diffuse:rra i soldati. Occorre provvederli dei mezzi adatti, che siano semplici si intende, a trarne profitto. Ogni soldato come è provnsto d i una medicazione per le ferite di ~~orma da taglio o da fuoco, dovrebbe essere provvisto dei m ezzi a tti a prevenire le ferite d'amore. E cioè: di sapone per una generosa lavatura dei genitali subito dopo il coito: di compre5:se disinfettanti col titolo esatto di soluzione al quale devono essere usate; di unguento al calomelano al 30 °/o. secondo Metscbnikoff, da spalmarsi al glande ed al prepuzio ùopo e magari anche prima del coito. Ma soprl\· tutto si dovrebbe fnre una grande rlistribuzione del migliore fra i preventivi delle m alattie sessuali, e cioè dei preservativi di gomma. Neisser, Ziele r e quanti altri scrissero in questi pochi mesi sulle malattie sessuaU delle truppe in guerra sono concordi nel l odare e nel caldeggiare tale uso. Una parte efficacissima. di profilnssi si può fare esercitando una sorveglianza oculata, con visite mediche periodiche, s ia ai soldati che alle prostitute. l soldati abbisognano di ispt>zioni mt~diche frequenti-isime dei genitali, delle mucose visibili e del t egumento c ut:tneo, tl se trovati ammalati debbono essere isolati in luogo di cura. C iò al duplice scopo di rimettere l'individuo in buone co ndizioni, al pi ù presto, e di impeilire una diffusione di contagio, diretta o indiretta, a i commilitoni. Se si rifle tta infatti alle condizioni in cui si trovano i soldati sul fronte combattente od in trincea, ed alla impossibilità in dette situazioni e continge nze di una. divi;-;ione e separazione s trettamen t e personale di og· getti, quali tazze. cucchiai, tovaglioli, asciugam::~.ni, rasoi, ecc., s i comprende come un malato che abbia, ari es., placche muco,;e in hocca, debba essere pericolos is s imo per trasmissione di <'ontttgio ai commilitoni. Più oculata e sev~ra deve es~e re In sorveglian za verso le prostitute cui ricorro HO i so ldllti. Oggidì in Italia esis t e per la pros t i tuz ione una sorYeglianza pa rziale, introdot ta dalla legge Crispi del 1887. Sono sotto la son·egliauz& m edica le ùonne c he, si trovano nel le case di tollet·auz'\ Se tl"O\"ate ammnla te n on vi possono rimanere ma n eppure souo costrette n r iparare in luogo dt cur a. Non sono ammessi v erso la douna., anc he se ammalata , mezzi" coercittvi che ledano la li bertà perso nale , ed es-:;a, costretta a ia~c in.re la casa di prostituzione perc h è ammalata contagio,.a, è poi libera di sè, e p uò anche con tinuare iu dedizioni sel>'òuali con una prostituzione c lnndestioa. Uua t a le condizione di cose, se e t ollerabile in t e mpi norma li ed anche giustificata da un principio iudisc uti bile di libertà i ndi \ridua le , n on ~ certo nè toi· hu·al,ile nè giu,.,tifi1·ata uella speciale contingenza di s a ln1guarclare la salutt! di grandi a ccohe di trupp<' combattl'nti. De vesi 1utauto e lfcLtua.rF- un a son·t'ghan 7.1\ se\·erissima di tutte le donn e (' he avvici nan o i soldn.ti. o da ques ti po.;sono e>-"ere ra~~iuute a s co po di piacere :-es· snnlo, e Ù~\·ono e~.,ere sotLoposte me to.J icnmeute a visi te mediche. Se trovate ttrn· malate dovranno es~ere seu?.tL indugiv alloutana te dalle truppP.. e messe uella nssoluta impo<;,;ibilit:\ d i ritornare fra d i e'i"P.. 11ir1 pure camhtanùo localttù. Pro>'\'l·d i mento piu o.;i~u ro snrebtw. con un tempot·armo r i tonto all'antico, l'internamento ol.blip:utor io l n appositi o>~pe tali. ~eis"er propo,.,e di r ecente di :::ottopone tutte le p t·ost it.ute che souo in ··on· tllLto f'.Oil le truppe, in•l i-;tint::uneutP, a d una t.mPrgica cm·a settim nnale, d i ~n. l-
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varsan e di iniezioni di preparati mercuriali (Mercinol). In tal modo. egli scrive, le prostitt1te malate di sifilide si risanano: le sane non possono ritrarre da tale oura alcun danno. Il provvedim6nto è molto energico, e indica per sè solo quale gruve piaga costituiscano attualmente le malattie sessuali per l'esercito tedesco. • Anche senza ricorrere però al provvedimento suggerito da Neisser è certo possibile ottenere ottimi ri!'!ultati pro61attici con una sorveglianza accuratissima. solerttl e severa, tanto dei singoli soldati che delle singole prostitute. Cosi in Italia la profilasqi educativa e la sorveglianza rigorosa in fatto di ma.lattie sessuali, hanno egregiamente corrisposto nella R. }farina, per lodevole iniziativa del generale medico F. Rho. Ogni marinaio che abbia avuto un permesso di uscita e ritorni a bordo o in caserma b accompagnato in infermeria, e invitato a dichi,.rare se sia o no dSposto a contagio. In caso affermativo egli deve, previa orinazione, adottare le seguenti pratiche precauzionali : a) Lavaggio esterno con un batuffolo di ovatta idrofila intrisa in soluzione di sublimato corrosivo all'l p. 2000; b) iniezione nell'uretra. anteriore di oentimetri cubi l di soluzione di protar· golo al 2 ·8 p. l 00, trattenuto per 2-3 minuti ; e) spalmatura di pomata antiluetica di calomelano al 30 p. 100 sul glande, nel solco halanoprepuziale e frenu lo, nonchè sul prepuzio. L'adozione di queste misure profìlattiche ha dato ottimi risultati, e pressochè a ~ero è ridotta la statistic& degli ammalati di forme sessuali nuove nei nostri marinai, statistica che per l'addietro fu molto elevata Simili misure potrebbero, secondo l'A., essere adottate nell'esercito, sopratutto in questo periodo di grande aceolta di soldati. Ad ogni modo ogni soldato deve essere invitato, anzi costretto, a denunciare ogni malattia sessu>>le al suo primo manifestarsi, Ciò per misura di pr·o filassi verso i commilitoni, e p~rchè ~;ia pos~i bile adottare senza indugio le cure del caso. La cura delle malattie sessuali nelle truppe combattenti non t rova unanimi gli autori sopracitati che scrissero· di essa.. Neisst>r sostiene, che la maggior parte delle malattie sessuali può essere euratR senza a llontanar!! i soldati dal campo. ~ieler, che in argomeuto La ora una particolare cornpetf!nza perchè scriv11 da una unità sanitaria mobilitata, afferma che quasi tutte le mn.lattie sessuali nei sol· dati ric hiedono per la cura un ripo~o cou degenzll a letto eri isolamento. Valutando le proposte e le o~servHzioni degli uni, e de~li altri, sembra nl· l'A. si impongano le seguenti distinzioni per le d,iverse malnttin:
l ) BLE!\OitRAGIA a) /1/enO?-ra!Jia untrale acuta.. - Esige la degPnza, essendo •l r iposo ln condir-ione J·•·ima e indispen.;;abil<l a n~1;giungere nel miuor te•opo po:;sibile la guarigione, ud evitare cbe da anterio1·e d ive nti po~teriore o totale, e compaiano com· plicazioni come periuretl'iti, folliculiti, cowpe.·iti, prost:\tit.e, cistite e sopratutto epididimi te. Se ,.;j pe!lsa che il sold.uo ~ul fron te combattente è costretto a sforzi di marce forzatP, ai corse, di fati c he tisiche di ogni ~o tn. si comp•·ende come facilmente debbano insorgere complic11z1oni chP lo m .. 1t;1.no d>t uu momento •di'altro nell'as,:;oluta impo.~sibilità di so;tene r.-;i m piedi. l soldati affetti da blenorragia uretrale a cuta devono quindi e.<'<ere man•lati agli ospednli da campo ot.l agli ospedali te!'l'itoriali, dovO! si>Ln tenuti nel ripotio
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RIVISTA DT MALATTI E VE:-IEREE E DELLA l'ELL E
più a•soluto, e >!iR t<>utata la cm·a abortiva con Roluzione di nitrato d'argento o con soluzioni forti di protar golo. •se In malattia fu contratta di recentissimo, o sia adottata la cara aggressiva con sali d'argento per iniezioni uretrali (prot a rgolo 1-2 p. 100 - albargina. O,lo 0,20 p. 100) ecc., e con balsamici per via orale, se già la blen o rragia è in pieno svolgimento. A questa c ura potranno seguire o p· portunnmente, quando 1.. secrezione purulenta sia c.:ssnt a o quasi, delle ir~i gnzioni dell'uretra anter iore tiepide con soluzione di perma n g anato potassico a 0,30 0,50 p. 1000, oppure di ossicio.nuro di m ercurio a 0.30-0.50 p. 1000. Riuscendo In cura abortiva, il soldato potrà tornare nelle file in una d ozzina c irca di giorni. Col metodo aggressivo IR cura ri~hiederà un tempo maggiore, dai venti ai trenta giorni all'incirca. Que -ti calcoli rispetto al tempo necessario a lla guarigione sono, n nturalmente, di sola presunzione. e verosimili per i casi ne i quali n on interven~ano complicRnze di sorta. Yi sono poi ,·ariazion i non sempre spiegabili da individuo n. individuo. b) llfeuormgia uutrale cr011Ì1'a. - I soldati possono r estare sul fronte e debbono far.. cur a quasi esclusivamente per via orale, con balsamici, con e lmitolo. u rotropina, salolo, ecc. Si deve aver e una grl\ n cura di non provocare r eaz ioni dell' uretra con medicamenti irritanti, gincchè questi risveglierebbero e r io.cutizzerebber o focolai mor bosi semispenti. :Non è quindi opportuno fare applicazioni dirPtte ur etrali. ed occorre limitarsi a fare leggere di;.intezioni con scb izzettature di soluzione bori ca. e di tenui solu:doni di permanganato potassico, di acqua os•'!i~enattt, di oss;eiauuro di mercurio. Kou si inteude con ciò naturalmente di ~ff'ettuare la cura ideale o più efficace per condurre a guarigione una blenorr11gia uretrale cronica. Si intende soltanto di fare un po' di igien e dell' uretra, che allontani le probabilità di riacutizzazioni e di comvli<'anze, e permetta Rl soldato di mantenre il suo posto n elle file. C:iò che no n Mrebbe posstbile, quando si pratica55ero dilatazioni meccaniche del canale, mns-ag~i uretrali e prostatici, Ìi tillazioni di nitrato d'argento, ed altr i de i molteplici pre<;idi che oggiùi si praticano con !>Uccessi tanto buoni nell' uretdte cronica. ~epput·e è da p~;nsare poi alla po~sibilità di indagini ut·ett·oscopiche e di applicazioni tnedicamentose o di causticazion i dura n te queste. C') Contplica,.ze della blenorragin Ul'l'lrale. - In cac::o di p e riuretri te, di f<>ll icoliti uretrali g ra vi. di cowptH·ite acuta, di cistite, di epididimite ed inoltre di reumatism.:> bl... uo rragico, ecc., com p lica nze queste della ble110rragia c h e richiedono di togliere s,.uz'altro il pazien te da ogni occasion~ di stra] azzo fisico, è n eces!>ar 'o l'in do agli o,.pednli di catwpo o a ddi rattu ra agli os pedali terr itoriali, seguendo il criterio della gr·a'\'ità di ogni singolo cn«o. e quindi della possibil ità di rimettere il soldato in tempo minor~ o maggiore nellr. condizione ùi potet· ritornare i n !'ervizio attivo fra lE' truppe combattenti. :2) U I.Of;nA liOLLJ;: o ,- .~:-:EREA.
È necessano un sollecito iudo dei soldati m a l ati iu ospedale da campo, sia per una cur.~ rup•dll •lcll' individuo, cbe per misu ra n ecessaria di profilassi verso i corumiltLoui L'ulce1a molle recente e uou accompagnata da a denite p uò. essere guarita io pochi giorni m ..diante opportuna cauteriZ?:azione con solnzioni ùi cloru ro di zinco. di acido t'euico, di uitrato d'at·gento, ecc. Si deve porre attenzion e di non p rovocare cnus;.icazioni troppo forti. che diano luogo sull'ul~era a d escare du re ed ade-
737 renti, ginccbè queste impedia·ebbero In fuoruscita di pus al l'esterno, e favorirebbero invece l'assorbimen~o del pu!< infetUlllle per via dt>i li nfat ica, e la fllcile comparsa di adton ite 11atellito È bene auenersi a caus Licazioni piuLt.osto dèboli (1·lorua·o di zinco 1, aocqua d istillata S: :, nitrato d'argento l, acqua distillata 10), r ipetute sovente fluo a s compar,a dell'~ssudato purulento infetta nti', l'rl alla form11 zaonc di un b" l fondo gnmult>gginnte. I'er lo ste,so motivo, •l ,.,. Il" l 1 '' 1 "'' da una crosta che impedisca la libera fuoruscita del pus a lt ··-t•·•wJ. 11lln ' l •h·vuuo usare polveri s ulle ulceri molli innanzi che sia compa r -o 111 1,111•11 to -snt 1 •l \.:1 ,. nulazione. L'ulcera mollo cosl curata può guarire in otto- d1ec1 ~,: or111, • 1"'1111\'1 t•·•~· .! soldato d i ri torDI\ re nelle file. Quando invece vi sia adenite lll cura ò auolto pi1i lu u • • .\ ,,. 1111•111 .J,.IJu -un importanza il sold11to potrà essoa·e tenu to negli ospèdali d • ··auq111 •l l'l'" " do' 1·i• essere inviato ngli os pedali tenitoriali. In genere le IUll'll 11 1.1 Il'''"'" r 1111111"l· lite g uariscono, dopo ov ~<cuaz ion e del pus, rapidamenw. l1 ',., ,. l•• .,J,•t~atl lt111l· tra ti ve, con 1-!<lc..-sa e Jlfii'Zialo tendenza alla &u ppurazioa u·. 1~o·lair•ol"l" l" r Il• ~:;ua· rigione un tempo molto maggio re, ed un riposo prol u n!.!att~·""'. o•h•• t •t: ,. l" poss ibilità, !:IO trattasi ùi un soldato, di effettuare lllllrl'l' • 11 '"'l'l' •Il oll 1 otal'l1t'
Sj Sn'ILJUI-: a) •'ifilide primaria o seco11Clal'ia COli ?nmaifeslazi, in ''""· - i; .. ,.,.,.,_ sa.rio isolare in ospedale da c11rupo i soldati anrmolnti, "'r. tnrHo 1' r •' ~l•'"' quanto per misu ra di protllal!!li. secondo le consider azio11 ' pr" •J o•t• ,\ .,,Jlnti cosi i ~olati si prntiohernnno i11iezioni di calomelano, e ~~ .,raua 1 1" hrh.tiOIII lo cali, con unguento di calomelnuo, so• trauasi di si fjlom :• •la p q al unalu t·n· tanee, con sol uz ione di nitrii lO d'argento o con uitrato a·· lv 1la ru•·rc 11 o,"' tr 1t• tasi d i placche muco e. In cotale gui:m possono scomp11riro in brevissimo n 1•0 l m n •• ~~ • 1uui contagiose in atto, ed i >Oidati possono riprender e il loru pu-tu uc l•· l• •, purch."• si continui per essi una. n.ttenta. us-ervllzione circa. Il\ i"'"l ~· 111., 111 ""n • ~111LU1n1 contngio~i, 11 s i abbia n continuare nella t•ura specifica 1 ''"'' una -lltllllt'l "lllll.·l manifestazioni iu ntto. A proposito di qu e'lti sifilitici, Neisser ritie ne possii1Ji, • l "1'1'"11""" J.r ''IIIH con gli ar~t:nobeuzoli, Sal vna·sa n e Neo•alvar<>an, di E lnla.:h llr" !•H·•· ul•·utlu anche dalla clrcol-!tanza oh11 oggicli da noi l' impor~u:dono• lo·~li •1~'" ""'III.<Jii d,dlt Oel'IJIIInin è r·o~itH n, pensnudo nlle misure prec11uzionali •·l11· 1 hi•tlnn" ~•·uq•n· ~li 8 1'deuoben7.oli, sin por Il\ preparazione d elle solu?.iOLlÌ r la• 1"'1 1. l11uitall •lo •·h•• si impongono u!(la ammal11ti, l' A. non c ro:de nè oppo rru to" u( l'"'~th l·· .11111 1 •1lo nei soldati iu o~ pedali d ... cnmpo .M ol~o p iù quaudo si ,., u~ l 1 . Jo, .:li ·" "'11"benzo li, se ht•uno il diritto di éSse re considerati ottimi l r··1 u·ttt •utro " sol lid .., non sono Ji e~'\1\ il tucr·a e lllllttt, e 110n tolgono 111 1" ro•" 1 ' oH ol•H'• 1 •'01111· nunre poi uella tu ra mcrcu r iale A quest'ul~ima qui nd i, • ,. 1 cl : U\':1111 c ~~'"'l''' praticabile con relativa fnc alità e senzn IJI!ricoh, pare s l bi •., luo l• l'' h'''""'' per il soldato in guerra, lin dnl pramo inizio della infc-z <•u•·. b) Sifllidt secomtaria o t,.rziaria stm:a ma11i(e.1l.n.Zr• r ili '"" - :-- •U ue· ces11it n l'isolamento : i soldati J>OSsono rimanere nelle l . tua• ''' rlc 11 11 "•· pravvengano manifestazioni cont11giose Il num11ro di'i ''" ,. ·,., 1 • J',., 11'110 ~· •"o•i grande che non s arebbe poRii bale, anc he in considerazi 1, rj,.. rl ~·>l•lnw "'" 111·
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RIVISTA DT :\IALATTII':
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fettante di oggi può diventare infettante domani, t<glierli dal servizio attivo. Troppo sarebbeJ•o decimate le file degli eserciti l Si rende però necessario, per queste stesse considerazioni sorvegliare attentamente i sifìlitici, onde sorprendere fin dal primo inizio ogni possibile manifestazione contagiosa, e prend e re allora i provvedimenti sopracitati. D mezzo più sicuro però per prevenire la insorgenza di manifestazioni luetìche contagiose è quello di mantenere i sifilitici in cura. Ora come si può ottemperare a. questa necessita nei soldati che si trovano in servizio attivo, a n zi nel servizio atti vissi m o di guerra? Non è possibile praticare la cura olassica. delle iniezioni di calomelano, di sa· licilato basico di mercurio, e difficili anche tornano le iniezioni di s u blima to corrosivo, di bijoduro o benzoat.o di mercurio. Le prime, con sali insolubili, p rovocano troppo sovente dolore e reazioni flogistiche che non sono comportabili col servizio militare pesantissimo di guerr a. Le seconde, con sali solubili, determinano anch'esse troppo spesso dolore vivo che inceppa la deambul azione: hanno inoltre l'inconveniente di dover essere praticate ogni giorno, ciò che non è fa· cile a realizzarsi nelle t ruppe in guerra Anche le frizioni mercuria.li che seguono, per efficacia terapeutica, alle iniezioni, non sono di pratica attuazione per le truppe in servizio di guerra . L e frizioni esigono che l'individuo si spo~li. si soffreghi piuttosto a lungo, ed a bbia a sua disposizione mezzi per potersi poi conven ientemente ripulire. Ora se si pensa che i soldati nelle linee avanzate stanno giorni e settimane senza s pogliarsi, e molto spesso anche s enza poter:;i convenientemente lavare, si comprende come anche le frizioni mercuriali, che pure a.vrebbero sulle iniezioni il van t a ggio di non provocare alcun dolore, non si possono adottare. Esistono pertanto contingenze che ricruedooo speciali limitazioni: esse sono inerenti alle particolari necessita di guerra ed impongono di curare senza diminuire l'efficienza attiva del soldato. A questo fine si hanno a dis posizione metodi curativi. che se non i migliori ed i più consigliabili in tempi normali d i pace, quanto di r11cente scrisse anche l'A. r ispondono però nbbast~mza bene nella cura della sifilide, sopratotto nei periodi di silenzio sintomatologico della stessa, e possono essere praticati senza specinli e insormonta bili difficolta. Bssi metodi consis tono nelle iniezioni di ol io grigio, nella cura con pillole mercul'in li e con joduro di potassio pe r via orale Le iniezioni di olio grigio souo dn qualche a nno il metodo di cura della s ili· lid e preferito in Franc ia e mo ltissimo usato a nche in Austria, dove venne proposto dal Lang (188 l) È anc he il metodo di e lezione usato oggidi per la cura della sifilide nelle truppe tedes che. lo Italia non è gene ralmente molto usato, an· corc hè se ne apprezzino le buo nt> doti tet·apPutìcb~, inferiori però 11 quelle del calomelano, del Sh licilato basico di mercurio, del s ublimato corrosivo. dE'l bij oduro e del benzoato di merc urio: ha su di ques t i preparati il vantaggio di esse re del tu t to indolor o. L'olio grigio è costituito du me rcurio me tullico, sospeso a llo stato d i di visio ne pe rfet ta i n m inutissime parti, io uu eccipieute grassos o coos i'>tente e s em isolido : il p ri mo s ta n l secondo iu ragione del 40 p. 100 in peso: l't>ccipiente grassoso varia un poco a seconda d e lle formo le d i preparazione del Vigie r, del Lafay. del Dm·e t, clt:l lo Zambe lle tti. Si inietta, p re\· io lieve ri ..,caldRmento e liq uefaziooe, con apposita s iringa di Barthé lem y sud d ivis a in l o di \'i ... ioni, cos i che ognuna di essa cor'l'isponda a cen-
BIVJ:STA. DI KALATTIE VE).T.BEE E DELLA PELLE
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tigrammi l di mercurio metallico. La. dose terapeutica varia da centigrammi 6 a centigrtunmi 10 di mer curio ogni otto giorni. Lo Zambelletti prepara l'olio grigio in tubetti-siringa autoiniettabili, divisi in decimi, che sono pronti per l'uso, non richiedono r iscaldamento e sono di facile impiego anche per parte di chi non n e abbia già fatto esperienza. Nei soldati sifilitici che già n on hanno espletato una cura sufficiente contro l'infezione ed è neceS!iS.rio il farne ad evitare l' insorgenza di sintomi nuovi, potrà essere praticata. con grande rapidità da parte Jel medico e nessuna. noia da. parte del paziente una iniezione settimanale di olio grigio, alla dose sopradetta. L'iniezione deçe e-;sere intramuscolare profonda e si deve por monte, dopo introdotto l'ago nei tessuti e prima di applicarvi la siringa con l'olio grig1o, che dallo stesso non faoresca sangue; fatto che, verificandosi, indicherebbe che la punta dell'ago si trova nel lume di un vaso sanguigno, e renderebbe n ecessario. mutare località di iniezione, ad evitare che.si introduca u!la sostanza oleosa nel torre::~te circolatorio, col pericolo consecutivo di embolo (manovra del Lesser). In luogo dell'olio grigio potranno essere somministro.te a chi nou ba intolleranza gastriche, pillole di protojoduro o di bijoduro di mercurio . ~ei sifilitici al periodo terziario potrà presentarsi la convenienza di cure iodiche, che si pt-tranno fare con il comune ioduro di potassio pe1· bocC'a.. c) Sifilide terziaria con fnanifestazioni in atto.- Il pericolo di contagio per le manifestazioni terziarie della sifilide, se è indubbio oggidl dal lato dottrinale, è pressocchè nullo dal lato pratico Dal lato profiJattico non sarebbe quindi strettamente neces.~rio isolare i flifilitici terzia ri. lla a ciò si impongono per lo più le manifestazioni stesse della sifilide terziaria, che sono infiltrative gommose e distruttive, cosi da met~~>re il mulato nella necessità di un riposo a~soluto, per lo più a letto. Fatta eccezione quindi per ulcune forme, eritomatoin6ltrative circinate e figurate ('OD poc~ in6ltrato, per alcuni sifilodermi tuberosi con modie~1 infiltrazione, le manifestazioni in genere della sifilide terziaria gommose e distruttive richiedono l'invio dei malati direttamente in ospedali ter ritoriali, dove possono rimanere piattosto a lungo. Riassumendo: Per la. bltrwr1·agia: Le forme acute ric hiedono riposo e cura alquanto prolungato. in ospedale da. campo o territoriale. Le forme croniche permettono il servizio attivo, purchè non si riacutizzino o insorgano complicazioni che richiederebbero 1\llora. lunghe degenze e l'invio iu osped tdi ter;itoriali. Per 1'-nlcera molle o t:ene1·ea si richiede breve riposo e cura in ospedale da. campo. Per la sifilide è necessario l'isolamento e cura piuttosto breve in ospedale ila campo nel caso di sitiloma o dì sifilide secondaria in a tto. In caso di sifilide secondar ia o terziaria senza mnnifestazioni in atto si può praticare unn. cura metodic« anche durante il servizio attivo, e c iò medinnte inie· zioni di olio grigio, o somministrazione di preparati mercuriali o iodici per via orale. In caso di sifilide terziaria è quasi sempre n ecessario l'isolamento e la. permanenza prolungata, con cura appropriata, in ospe•lale territoriale.
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RIVI STA DEL SERVIZIO SANITARIO IN GUERRA
La. dlstruzlone delle moaohe e la. dblnfezione del oa.da.veTl nella zona dl guerra. - (C. R. Acadhnie des Sc;iences, 25 mAj 1:)15)
RCl'<BAliD. -
Gli insetti in genere n le mosche in ispecie costituiscono i fattori più pericolosi della difiu.,ione delle malattie infettive. le quali possooo colpire non solo le truppe combattenti, ma anche le popolazit)ni civili. È necessario perciò che le atitolit.A ;.anitarie militR.ri vigilino continuamente perchè siano vratica.te rigorose di.:;iufezioni e cou criteri pratici; e specia.le sorveglianza dovranno portare sulla disinfezione dei cadaveri e sulla distruzione delle mosche, imped,ndoue lo sviluppo coll'uccidere sia gli iudi""idui perfetti, che le larve e le uova. L'A. ha fatto un accurato studio nell'nt·gom en to, iniziando le sue ricerche sulla mosca dome;;~iclt ord inaria la q un le si sviluppa a preferenza n elle immondizie, nelle latri ne, nei pozzi neri, letamai, ecc. Egli ha constatat.o cbe quando si t rlltta di materiali solidi come raccolta di feci od immondizie uno dei mezzi m igliori per impedire alle mosche di deposita r vi le uova e di a.~portare colle znmpe gli elem enti infettivi è quello eli steudervi sopt·a degli olì peo;anti di catrame o di carbon fossile: in caso iuvec~'> di sostanze liquide ;;i può usare efficacemente una miscela di chilogrnrumi 2,500 di solfato ferrico, con 50 centimetri cubi di olio pesante e 10 litri d"acqua. Per la dio;truzione delle mos.;he n el fondo dei letamai l'A.. non consiglia l'uso degli oli pesanti o dell'olio ùi schisto, i quali oltre all'essere costosi e poco pratici sono veleno<:iso.;imi per i vegetali e rovinano il letame con gravi danni per l'ngricoltura. È da preferirsi invece una duplice a.sptlrsione di una soluzione prima di ere'lil al 6 p. JOO e poi di solfato ferrico al 10 p 100 ripetendo l'operazione una volta al principio ùell'es;tate e l'altn~ in a~osto. Sucre.:;:<ive esp~riPnze condotte dall'A.. sulle mosche sarcofa.ghe banno dimostrato che l'uuict) Ptlicace m ezzo di protezione dei cada~eri non ben sepolti, contro qu.:'-'ti insetti l:lono appunto gli oli pe->anti di catrame. Pet· In disinfezione dPi ca.dnveri, consiglia poi l'uso del sesquio<:siflo di ferro o in soluzione al 10 20 p . 100 o in polvPrA che formn snlle !'lOstlune org~~onicLe dei colllposLi iosolnbili, stabili ed imputt·e:-;cibili per cui le carni perdono il ft~tore e si con'<ervano iu<ie6nita· mente: le larve e le uuva. sono uccise i n breve tem po ed i vermi non possono svilupparst e muoiouo. L'A perciò cottSiglia di applicllt"e questo sale in lat·ga scaln, polvertzzando ue i cadaveri anche rtl mom ento dell'inumazione, essendo da preferirs;j la formola, alla calce ed al solfato fenoso.
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NECROLOGIO Sul munt}O dell'onore. Tenente medico di complemento ALFONSO CERONE Sottotenente medico di complemento EMILIO RICCI Sottoten te medico di complemento GIULIO DATTOLI : appartenti al .• R. fanteria M. M. caduti il 27 agosto in seguito a scoppio di granata, mentre emno intenti a curare feriti nl posto di medicazione.
Movimenti anenuti nel Cor~o Sauitario e nel rersonale Farmaceutico
Uffiolall i n s ervizi o p ermane nte.
Dec1·eto luoyotntenziale 2 s•·ttemlu e l !!15. Rts-At... DJ Pietro, tenente medico ospedale Romn . - Nominato tenente medico con R. decreto 12 agosto lll12, con anzianità 1° agosto h/l:? e con decorrenza per gli assegni dal 1° settembre 191:?. Dovr:i. considerarsi nominA.to cou anzia11itil. 1° aprile 191:? e con de~onenza pe r gli :•ssegni dttl 1° maggio 1Hl2. Seg1tirà nel n10lo i l teuente medico RATTAz7.t Tallo.
D ecreto luoyotenem:.iale 5 Si•tlembre UH5. cav. 7'ommaso, tCJII•ntf> colonnello medico, direttore o ... pedale C'atnnznro. P l'o m osso colonnello medico e no111 i unto dirett.ore ospedale m il iLare Bologna, con a..nzianità. 3 1 agosto 1915, e cu n decorrenza pe r gli ~"segni dal 1° setlenùwe 1915, ri manendo comandato ospedale Catanzaro. Co~.:-:-ro:t.LA ca.,·. ,l(n riano, id. o,-peda.lP. ).apoli. - ~ominato direttore ospedale militare Catanzaro dal 1° settembre 1U15, riw!Ulend.o comandato ospedale Napoli. I seguenti ufùeinli m ed ici sono promos;;i al grn.do superiore con anzianità 31 agosto 1915, con der.orrenza pet· gli asst-gni dal 1° settembre lUlo, e con la destiltazioue per ciascuno n ti:t.w:o indicata:
li[A GOE'li
T enente colonnello promoS'!O colonnello: VJRGALL\Tq. ea~. ~lario, fuori quadro (comanda.to ospe.Jtde Roma). Continua fuori quadro e comandato ospedale Roma. Seguirà ne l ruolo il colonnello me· dico Ca1.EGARI cav. Gio. Battista, a senso dell'art. 2 del R. decreto 22 no· vembre 1914, n. 1:349.
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~IOV IMEXTl AVVEli'UTI XELCOE.PO SANlT. E X~.L PERS. FARYA.CEUTICO
Maggiori promossi tenenti colonnelli: MARZOCCill cav. Fabio, ospedale Padova . - Continua come contro. LOSCALZO cav. Vito, R corpo truppe coloniali Liuia (a disposiz ione Ministflro CO· lonie). - Id. id. C.tpit.ani promossi maggiori: RIVALTA Raffaele, ospedale Bologna. - Continua come contro. MARIOTTl·BIANCHr cav. Gio. HaUisla, id. Roma. - Id. id (a scelta). I seguenti tenenti medici in servizio attivo permanente sono promossi capitani medici con riserva d'anzianità, con decorrenza per gli assegni dal 1° settembre Hl15 e con la destinazione per ciascuno a fianco indicata: MIGLIACCIO Romano, ospedale Genova. -Continua come contro. Seguira nel ruolo il capitano medico R ITUCCI·CJU:s:>I Ago11tino a senso dell'ar t. l del decret~ !no· gotenenziale 11 luglio 1916, n. 1085. BORDO:S& Carm.ew, infermeria presidiaria Siracusa. Continua come cont.rc.
Fe·rnnndo, tenente mE>dico R. <"Orpo truppe coloniali della Somalia (a disposizione Ministero colonie). - Cessa di essere a disposizione come contro. da l 10 agosto 1915. e destinato ospedale Udine.
FIORENZA
Determinazione mini~·te,·iale 9 settembr.> 191o. SlGNORL'(O cav. Rosario. capitano
medico R corpo troppe coloniali Eri trea. gli a.iSegni
~stSferho osped~tle Udine, cessando dal 29 settembre di percepire
dal Ministero colonie. IND&Lic.uo Giuseppe, id. id. id. -
Id. id. Udine, id. 29 id. id. id.
Farmaolatl mWtarl. Decreto lvogoteneuziale 2-! giugno 1915. RoBERTI Giuseppe, farmacista capo di 1• classe (farma cia centrale militare To· rino). - Collocato a riposo, a suR domanda, per infermità provenienti da cause di !'ervizio, a decorrere dal 1° a.go<;to 1915, e nominato cavaliere nell'Ordine della Corona d'I talia.
Decreto lttogotenellziale 29 ltt!Jlio 1915. l seguenti farmacisti militari di 1• classe sono promossi farmacisti capi d i 2• cla.sse : GJORDA='O l"in .:••H::11, O~Jledale Napoli. Gioramti. id. \erona - M uzz101 1 cav. ~lntonio. id. P erugia (fuori ruol<>) - CoNTI Cczrlo, id. Fire nze. - Ottennero la votazione prescritta. pei vincitori del concorso per merito distinto, con riserva. di anzianità.
:\fARTI '< !
necl'd() mini:;te?·iale 13 lu.qlio 1916.
l c;eguenti farml:lcisti militari, e:'seudo rimpatriati dalla Lihia., rientrano m organico con l a dPconenza per ciascuno 11 fianco indicata: DEL PIERO GiOI\ lJattista, far·macista di l " cJas.c;e ospedale Yerona. - ARPrNO dott Pietro, id. 2• id., id. ,-erona.. - Dal 1° luglio 1915. D'AI10Sl'INO Ellore, id. 2" id., iò Cava d ei Tirreni. Dal 1° agosto 1915, e de· stinato ospedale militare di \"erona.
KOVDIENTI AVVENUTI ~EL CORPO SANIT. E NEL PfmS. FAR1UOEUTIOO
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Decreto ministerial~ 29 lttglio 1915. Nel personale dei farmacisti sono fatte le seguenti promozioni, con la decorrenza per gli assegni a fianco di ciascuno indicata:
Farmacisti capi di ~ classe promos:;i alla l • classe. Suzz.x dott. Filippo. -
Dal l 0 maggio 1916. DaJ 1° giugno 1915. CxNTA cav. Affilio (in soprannumero) CERRUTI dott. Romolo. glio 1911, CEPPI Ugo - D al 1° agos~o 1915.
MiCCIUNI Antonio. -
Dal 1° lu-
Farmacisti di 2- classe prO'mossi alla 1•. PARRI dott. Valur. - Dal 1° maggio 1915. FIORINI dott. Dante. - Dal 1° giugno 1916 lliRTINI Francesco. Dal 1° luglio 1916. BATTAGLim Gu.idt1. Dal 1° id. BRUNO Pasquale {a disposizione Ministero finanze). GRIGNAN1 dott. Eugenio. Dal 1° id
Dal 1° agosto 1916.
Uffioiall dJ riserva.
Decreto minisleriale 23 ago.vto 1916.
l!ar.zu cav. GiusBppe, colonnello medico, distretto Roma. -
Chiamato in ser-
vizio, con assegni, dal 22 agosto 1915, ospedttle RomtL
Decreto luogotenmziale 8 luglio 1915. I seguenti tenenti medici di riserva sono promossi capitani medici, l'on anzianità 1° maggio 19!6: Mnu...-.oA Michelangelo, distretto Frosinone - Beguirà nel ruolo il capit.ano medico CROCE Fili1Jpo. DuRANDO Giulio, id. Pinerolo. I d id. \oLPE Michele GALlZZt Carlo, id. Bergamo. Id. id. GALDl .Francesco. RocoA CostanZ<I, colonia Eritrea - Id. id. COLLE1 TI Giu:~to. CAMP&LLt Giot·anni, d istretto P iacenza. - Id. id. CAVALLARO GiuseppP. MAZZITELJ.o Antonino, id. Catanzaro. I d. id. P ROFILO Annibale. VEI\"TORil:~IJ Antonio, id. Lucca. - Id id. TARANTINI J"inc~nzo. Decreto luogotenellziafe 5 settembre 1915. l seguenti ufficiali medici di riserva sono di;:;peusati d a ogni eventuale servizio militare per infermiU. non dipendenti da cause di sen'izio: GIGLIAR})LLJ cav. Banie1·o, tenente colonnello medico. distretto Perugia- FnANCESCln- ScARCFFI cav. VincenZ<~, id., id. Reggio Emilia- \71GLIARDI cav. Luigi lgnaziq Paterio, id., id. Pinerolo - DELPJANO Giuseppe. maggiore medico, id. Mondovi - DE Fxo l.tLigi, id, id Barletta- DE SmoNE Ltti!Ji. id., id. Avellino - DE FlLIPPIS cav. Adiutore, id., id. Firenze - CONSOLE Giuseppe, capitano medico, id. Ilari - LuCJANI Jllichele, id .. id. Bari - lANNINl Pasquale, id., id. Potenza - LoMBARDI Vincenzo, id., id. Benevento- GALLIA Vittorio,
74.4
){OVDH:NTI AV\'Elool1TI N EL OOR PO SA~IT. E NEL P ;:;:BS. FARMACEUTICO
id. id. Bre.-;cin - BosaFAOlO Francesco, id., id. Pot~nza.- .PASQUALUCCl Ignazio, id .. id. Aquila- SANliUINETI Emanuele, id., id. Genova NARDÒ Domenico, id., id. Foggia - F tTTJ PALDt Emilio, id., id. Napoli - T.H.ARICO Gia· como, id., id. Catanzaro - BAGNOLI Achille, id., id. Barletta - NICOLOSi Gae· ttz11o, id., i•l. l'ntania - C li JAPPORl Pasquale, tenente m edico, id. Qeuova CaRKLl.l Filippo, id .. id. Ferrara - S.HJCUf Clirlo, id., id. Campagna - MANzo:-;r Carlo, id. id. Pesaro - LoJACONO Pietro, id., id. Catanzaro. BJAGI:->I Carissimo, capitano m edico, distretto Siena - CINQUE Raffaele, id., id. ca...trovillar . - Dispen~ti da ogni eventuale servizio milit a re, per infermità n o n provenienti da cause d i servizio.
O.liOBIFlCEIIZE. Il. tlecreio 17 setiemb1·e 1916, di 11wto proprio di S. M. il Be. :Nella ricorrenzn della festa del XX Settembre è conces,;a la c roce di ca· valiere Jell'Ordine della Corona. d'It-alia, per il titolo di lv.11!Jhi e buoni se-~· l'izi, n tutti gli ufficiali supel'iori dell' e3ercito in serviz.io attivo permanente, che non ne siano ancor" insigniti.
ONORIFICENZE SUPPLETIVE concesse in conslder&zlone dl speolall benemerenze acquistate sal teatro della guerra. in Llbl&. Il ti«l'tfo 18 :ll'lf. n ùre H>léi, di mot.c proprio di S . M. U Re. Ordine d e lla Corona d ' Ita lia.
Cat·alieri. \"u.a..\-..AXT\ Girts~'pfJ<', capitano medico, ospedale militare Firenze.
Defunti. l'A Hls et\\'. 1-:ntilio, t euente glnerale m ed ico, n o n pì'ù inscritto nei ruoli. - .){orto a :se~to Fiorentino (F•renze , i l 6 luglio Hllf>. Lo:-:oo 01·azio, c:\pit;:lDO medi ~o, os pedale Messina. - Id. ad Agira (Catania), il ~-1 id. \1.-\:>Ct="F:Lt.l Alwibale, capitano m edic o R. corpo t ruppe coloniali Somalia (a disposiziouo .Ministero colonit). - Id. a Mogadiscio, il 26 id. Pr.no:\t cav. Felia, tenente o lonue llo medico di ris erva, distretto Venezia. Id. a Cll~tngucto Po (Tor uo). il 22 ago-;to Hll5.
n n. ro~tt.ore
J l H e< l nLL<>r<..'
Cwuuxo ~~'ORZ.\ 1 tenente gen r.B. Ie medico
ARTURO CASARDll, capitano medico
U3GI -
Roma, 1!11$ -
T111. g, Vo!lbcm .
LDIGI PALIII&RJ
gtrt'lllt
La malaria in Ltalia. Opera onoraw del 1° p remio ooncono Riberi. Un Yolume con 7 grandi tavole c r omolitog rafiche . Roma. 1885, p r ez.zo ridotto . • L. To... u..nn:. - Delle malattie più frequentement-e simulate o provocate dagli iDdc,ritti. Roma. 187 5 . • Cua.urt. - Guida del medico mili tare per le esercitazioni pratiche su.l servizio 11anitario i n campagna •
Broaz:A e GloLU..B•LLT. ~~ol
l 3 60 S 50
~ a . Per l' acqultto della opere aopr aladlcat e lnYiar e commltllonl e veglia aii'A.....,InlstruiOIIe " ' 81omala di -dlcloa militare, via XX SetteDtbre . Ro,.a.
li'&RRA&J LLLLJ F'B.A:otOE8CO,
capitano mèdico. - Manuale di bro matologia pei medici militari. Firenze, 1906. U n vol. in 16° di pag. • 8 4. (Veu ùibile p~ l'Autore in Firenzo. Scuola d'applicazione d i sanità. militare) . . L. 5 TxaELLI, capitano medico. - Ferite da. arma da. fuoco portatili. T esi di libera docenza. Un volume d i pag. 67(\ con 17 tavole.- Modena, 1915 . (Vendibile presao l'Autore, Scuola mili tare) • • 15 A. S EBTOL I, cap itano medico, libero doceo1;e di patoiogia a pociaie chirurgica neila R . UniveTaità di Pisa. · - Contributo a!Jo st.udio del rinofima e ricerche iato· logiebo sui trapianti di cute ~>t'Condo W olfe (con 18 tavole) - Livorno 1911, Ol!lcine grafiche C b ia ppìni. (Vendibile presso l'Autore, Ospedale militare di Livorno) . • U J..t.NIJOLO COSTANTlSO. gen e rale medico. Oftalmoscopia ed ot.tica ocuJietica. Manuale teorico-prat.ico. Un vol. in 8° con 82 figur e o 12 tavole. - NapoJi, S tabilimento tipografico Ft>nante, 1905. (Vendi bile preeeo :• .'\ '.ltore, Roma. via Princ ipe Amedeo, 4 7) " 8 ~OUN'rl EziO, colonnello mt'<iico Lo s gombero acqueo dei feriti nella valle del Po ( 1889, 1!'98, 1905). Testo e piogotto con illustrazioni, p re· miati con diploma. d' onore all'Esposizione internazionale di Milano 190G. (Vendib\le p r eMO l'Autore, Roma.) . • 4, ID. m. E.ercito e tuber colosi. ( ~oti:zie. Profilaasi attuale. Età della chiamata.. Ferma biennale. Abbaaaamento della stat.ura). Rela~one IÙ Congresso nazionale d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) . • 2 Prof . PETBAZltANI PIETRO, vioe-direttore del frenooom•o di Reg~~;i o Emilia. Sullo stato di m e n te d i.' l soldato Augusto ::\lasetti Veodibilo preMo la. libreria Belt.rami di L . Cappell• - Boiogna, o presso l'Autore . • 8 .A.IJ.NAIU s~vAToaz, tenente colonne llo medico. ·- L'anatomia e la c hirurgia operatoria della rnandibola e delle parti moUi che la rivestono. - Napoli. 1906 vol. in Il• di pag. 130, con 58 figure intercalate nel testo. (Vendibile pr-o l'Autore. Corso Vittorio Emanuele 386. Napoli). • 3 lo. m. - La chirurgia delle vio biliari. Yemoria onorata di un attestato di lode dena Società medico-chirurgica di Boloyna. - Bologna. 1903. Un vol. in 16° di pag. 198, (Vendibil• pre1180 l'Autore. Corso Vittorio Emanuele 386, Nflpoli). • l S .a.NTtJCOl STErANO, maggiore medico, liber o docente di oftalmologia e di oli· nioa oculietica nella Regia Univ;,rsità di Torino. Studio scientifico pl'&tioo eui traumatiami oculari. Vol. di 242 pagine con 16 tavole contenenti 63 microfotografie e con prefazione del professor C. REV:\lOND, direttore della Ret;]• clinica oculietica di Torino. Roma, Enrico Voghera 1906. (Vendibile • • ' p r ee.o la tipografia Enrico Voghera.. via Po 3, Roma 1 • R . RIV.AcLTA, c apitanu medico. Malattie profeasionali ed infort.uni d el lavor o nella vita civile e nella vita militare. Rocca S. Casciano 1908. (Vendibile p~ l'autore, 11 ° reggi1ne nto fanteria, Forlì). . . • 6 C ..t. a..t.LI Pt&TRO, tenente medico. La chirurgia conservatrice nei s u oi rappor ti con la traumatologia e la legge conce'l'nente gli infortuni euJ lavoro. Trat;tato di esegesi clinica in rapporto alla Propedeutica. chirurgica generale e alla :egiawione sociale italiana.- Roma. 1901 . Società editrice Dante Alighieri. (Vendib ile preMo l' autore, via. XX Settembre 89 p. 1°, Roma) . • S l». Il>. - L' ipoteei delJ'evoluzione. S tudi e ricerche. Milano, AIIBOOiazioa. tip. pri~. 2- ediz.., 1900. (Vendibile preseo l'Autore, via XX settembre, 89 p. l ") • t Da F~co A~BSA , ten ente colonnello medico. Patogeneoti unica delle mlatt~. vaecolari. aeoretive e noduJari degli occhi e d egli organi vicini. Un v?L m_ 8° di pag. 24-0 con 8 tavole fuori testo. Napoli, Società commerciale libraria, 1905 . • 8 -
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Direzione e Ammlnl>traz: Via Venti Settem!lre (Palauo del Ministero de' • guerra}
C{)NDJZIONI DI ADBONA.~lEN'l'O. t• Il Giumale di m>~tdictna m ilitare !'Il pubblica l'u fl•mo giorno di ciascuo mese in fascicoli di 5 fogli di s tam pa . 2- L'abbonamento è annuo e deco1·re da l t• gennaio. 3- Il prezzo de ll'abbonamento è: Per l' llAfia e fa Cc•fnn•a Eritrea . • L. 1.2, Per l' Estero . in Ita lia . Un fa ::<cJcofo separato cMta , E a11 · s te r u • r ,r;o Il supple mf!n Lo contenen te l'Ann uario ~ in I talia • ::,50 del cort•O sani tario militare costa . l afi' Ester n . • .2,75 4• L'abboname nto non disdetto prima del t• dicembre s 'inLenJ e rwnovato per l'anno su rce s~ ivo. 5° l t-ig-nori a bbonati militari in effettività di s ervizio poss ono pagare l'im· pori.O de ll'abbo nam E\nto pe1· mezzo de i rispettivi comandanti di corpo (ancbe a rate men sili ) ~ R• Pe r i !'Oli ufficia li m edici (dell' Esercito e della Ma1·i nal è ammesso un ahbonan1ento rumulatlyo al Giorn ale d i med icina mrlitare ed agli Annali di llll:dtr.in u nuoale e co oniale al pl'ezzo di L. 18 annuu. PPr olle ne re tale abbo· naml'nto llli a bbo na ti de l giornale rH m edicin11 militare devono far per ve nire d• reLlamt~nte L. o. all'amminis trazione de,:rli Annali (prel>SO il ministero della Mari na) ·' · 7° Ai librai s i fa lo scon to deliO o,,, ma soltanto per gti ab bona111enti delle peNto ne e de gli enti non militari, che non poss ono fruir·e della fac ilitaziOne di c ui al n . 5o 6. . 8" Le spese pe1• gli estr·aLLi e quelle per le tavole litog rafiche, fotograflcbe, ecc., che accompagnass ero le memorie, sono a car1co degli autori. go Gli autori delle memorie potra nno ave rne gli estratti facenc!one richi&<>ta bll'ati.O dell'invio de lle bozze co1·r e,l te. Gli estrali i !'ono dì due ti pi: TIPO .d. - Con r o pertina in bianco, senza frontespiz io, e colla impagina· tura e numerazione del fascicolo. TIPo B . - Con coper:.ina s tampata., frontespizio, impaginatura e numera· zio ne speciale. Il prezzo é re golAto dAlla 10 e~u e nte IRriffR :
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25
Gli estratti minori d i un foglio s i conlano come foglìo intero per le ordìoa zìooi di 100 estratti o meno. Per quelli che s uperano un fog !io. le frazioni in pi~ . che non sup~r~.no il. cr;tezzo f<_?gfio , ~l contano come mota, purc hA però l'ordmaz1one non sut mf.er •o re a 50 cop1e. Potranno aversi es t ratti in carta e formato diversi, previi accordi personali tra gli Au&.ori e la Tipogra fia . tO" l manoscritti non '"' r estituiscono.
Pnbblicazlone men.,il~
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubbli cato dall ' Ispettorato di Sa n ità militare G1ornale d i m6d ic:lna militar&; 1861 · 1884 Glorna lo me<lico o el Recio Ese rcito e dello Regia Marina : G iornale medic o d el Reaio E,st~ rc it o : 1806·1907
FASCICOLO
t 881!H 89~
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31 O TTOBRE
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t;O:.\BfAHIO MIE.JIOai iE OKIGI:WAI.I .
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CaceJa. - ,,ppunti di chirurgia di guerrn nell 'attua le conOitto lta lo-aust ri.aeo
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CASCISTICA C I.I~ ICA . lllareonJ. -Contributo clinico e t~rapeutico s ulla can~otrcoa ga.<;o<a osst rvara nella ca mpagna italo·aostrlaca. • . . . . . . . . . . . . . . . KIYI.T.& DI Glea:t.&LI
IT.t.LIA~I
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lED IE.TJEal.
( V. l ' Indice nell' itt(l't'II O /Uila copet'lilla)
- : ··,:- DIREZIONE ED AMMIN I STRAZI ONE
ROHA • Palaao del Min.latero della Gllerra. Via XX Settembre· ROMA
Per le lnaerzionl di pubblicità rivolgersi direttameote aJI' Ufficio delegato a tale aervtzlo - Roma. VIa Condotti, n. 91 - Telefono 1106.
INDICE DELLA RIHST.A DJ GIORNALI ITALiàNI ED E STERI
RIVISTA DI CHIRCRGIA DI GU&IIH.~. Nlgrlsell - Ossen·azoonl e (lrnl1ca di cluror;d;~ di r.ruer ra. CamJo;, gua dPI \loroteoegro ed a lluale P•liJ :!li Morllardt. - Cara del sole e clJirorgin Ili :zuerra . 805 GraJ. - La cura delle rl'nte d'arma da fuo•o llell"arl ocolaz•t o e del ~lnoccluo so;
RI\' ISTA n· IGIENE GE;-.i EIIALE E BIT fERIOLOGIA. 8acqu~p6e, Burnet e
W llnenbach -
RlcerchP s uJJe diarree e la rlis•entena degli eserCJli ìn
ratllll31,:Jiol.
Wlllshl,-. e MacSIIIJ C11ddJ. -
E!(lerio•n &e cii 'a~cinot.-raJ•ia speciOca nella rebllre lifoide
RIVISTA DI T05SICO LOGIA. ftalberr o Michel. Gli :•Ccl!IPII to r•rurlotU dai gas asOss1anU usa u ola l l!ldescru
RIVISTA J)'IGIE;";E MIUT.\RE. Luatlg. - . Il t ifo esantematico c la rroOia, ·i nell'esPrcilo . l"ECROLOGIU . PER Il . l.lllRO O' OBO OEL CORPU S ANITARIO M LITARE . MU \'IME;\TI AVVEKliTI NEL CORPO SANITAIUO 1!: 1\EI. PER:.U~AL~ FAR~ACEUTICO
S~l
Pubblicazioni vendibili presso l' Amministraz. del 11 Giornale di medicina militare " tenente generalo medico. - SoU'a~ione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucilo italiano di piccolo c alibro, in confronto con qn«>llo di medio calibro.'IStudi spcrùnentaJi. con 16 tav. di fotografie e radiografie ri · prodotte in fototip...~a).- Roma, 1903. (Ve ndibile pn~88o la Tip Voghera) L . 4 Io. ID. Le opers:~:ioni più frequenti nella chirurgia di guep;re, con 112 figuri! int-ercalate nel testo. Firenze. 1898. (Vendibile preaso la Lib. Bern&rdo Seeber. Firenze) . • 8 ~nU"OpOMelria mi7ilore. Ris ultati ottenuti dallo &poglio dei fogli sanitari deUe classi 1859- 1863 ; due volumi in 4° c on atlante: Vol. 1 (Dati antropol ogici ed etnologici) ron Atlante della geogra fia &ntropologica dell'Italia. - Roma , 1896 • 18 Vol. Il (Dnti demografici e biologiei) - Roma. 1905 • • a 6 B.t.Bo•no e S•onZA. - Compendio di ch.i rurgiu di guerra compilato eulla storia medico-chirurgica della g uerra di s eccasione d'America. Roma, 1888. 4 volumi. pr-.zo ridotto . • 5 60 BaB.N.t..BDO e BaszzL Lo sgomber o degli amn..-.Jati e fe riti in guerra. Memorie premiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 276 con molte figure e tavole grafiche. - Roma, 1905 a 3 GO C.t.s .A-JUN"J. La fatiea nella vita militare. Memoria premiata nel concorso Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma. 1908. • 6 ID. l.e malattia e g li in fortuni nella vita militiLl'e. :Memoria preruiata al ç onconJo Ritxlri 190b-19V6. UP volllme di p~. 402 cOil ~avole gra!lob~ e 8\a~iaticb&. Roma, 1908 8 CoU.NL Esposizione sommaria dell'ord:namento e funzionamento del servizio saoitario i.n ce.mpagna pres!OO l'aaercito italiano. RomA, 1906 • a 50 Dz C'KBA.RK. - Studio sullo mediastiniti (mediastin.iti auppu-rative, uceeao me· diastinico). - Roma. 1900. Un v o l. di pag. 14.4 . . . a 2 BY BTL. Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguaggio anato1nico. T raduzione libera italiana dei dottori C. PB&TTJ e C. 8J'OBU. Rom a , 1884. (Edizio ne rara) 6 hsBRIACO PrE"rRO,
MEMORIE OR I GINA LI
A~~uoti ai cnirurgia ai guel~ra nell' attualo conmtto itaio-austriaco PER IL CAI'ITANO MEDICO
Dott. FILIPPO CACCIA Direltore ckll'o8pedaletto da campo,,. 47, libero doet?lte in troumatoloyia
La ragione che mi spinge a pubblicare una nota preventiva delle mie osservazioni e delle conclusioni alle quali sono pervenuto, durante la pratica. chirurgica di circa tre mesi dell'attuale campagna, è unicamente quella. di portare subito qualche contributo di tecnica, che forse potrà, nel restante periodo di guerra., tornar titile alla salute dei nostri prodi e benemeriti combattenti. Ho parlato di nota preventiva, perohè è mia intenzione, a cam· pagna finita, di fare una relazione dettagliata e completa. di tutto il lavoro compiuto. Avendo avut o occasione di curare numerose ferite delle regioni ed organi più svariati, di ogni gravità, prodotte da tutti i più differenti e più moderni mezzi di offesa, credo di essermi potuto orizzontare su parecchie questioni, molto discusse nella stampa medica. In con ciò non ho la presunzione di tracciare la condotta da. seguire, ma voglio solo esporre il mio modo di pensare su di versi argomenti molto importanti di chirurgia di guerra, confortato dai risultati della. numerosa casuistioa, per sottoporlo al giudizio dei competenti. I~ te_ngo a dichiarare esplicitamente che mi rHerirò solo alla chirurg•a d1 guerra (chirurgia del fron te), fatta negli ospedaletti da campo, f~rmazioni sanitarie di una certa. efficienza. e pitt prossime alle zone dt combattimento, le quali, secondo il modo come sono installate, poss~no trovarsi nelle condizioni di poter dare quals.si soccorso chi~rgico urgente, al riparo, o quasi, anche dei proiettili d.i cannoni di unga portata. 18
- Gior11a1e di mtdi:i11a milila1·e - Fase. X.
746
APPu~ I l
Ol C l-lll:t· n (.l.\ Dl
O t Ei:r: A.
E C C.
Ho vo l uto di proposito parlare della chirurgia del fron t.e, perche io, al pari di ::lleucière, chirurgo di :B.eims, r iteugo v i sia una. chirurgia del fronte ed una delle retrovie e che si guadagni t em po, nel senso di ~n·~i c iuarsi il più c h e è p ossibile a quell'araba fenice che do"ç"re bbe costituire la m eta dei nos tri sforzi « la f;iusta condotta da segnirs i •. parland0 ognuno ~oltauto di ciò che ha veduto, eseguito ed ottenuto. Qnal c h e altra con s ide razione d ' indole generale la ~errò espunendo nelll\ trattazione d ei singoli nrgomen t i.
*"'*
GrRnde è stat o il nnmt!t·o dei feriti che l'ospedaletto ha rir·on•· rat.o: ferite d i ogui sort.a e di ogn i gra~it(t, e ciò è dovnto anc:he al ftLtto c ho l'osperlaletto, da me diretto, è stato adibito princi pa lmt>nte, in Reguito ad o rdio t· della d irezione di sauità alle formazioni sanitarie dipeudenti, per i l ricovero clc:i feriti piu g nl\-i e aùbisogrH~\·oh di atti operatÌ\' l urgenti C;t~itar i ll ) . E ciù ho vol uto p r emettere solo per spiegare il numero piutto,..to alto dei ferili ntvitari rispett.o a lh· lesion i delle par··ti, ed anche la relati \-a. p ercentuale dei morti per fe1·it.e eavi tarie. P er poter dare un'idea. ~o m maria del la ~oro compiuto, e,-pongo i n un q uad ro gen erale tutte le l ~?sioni os:::en·ate nell 'ospedaletto d agli ulti mi di m ;1ggio al prim o settembre. D opo quest'epOL:a il IM·oro per l'a~si~tenza ai fe riti è m olto dim inuito, poicld: i ferili son o stati scarsi, ed io ho voluto utilizzare ed ho fatto u t i Ezzare ai miei ottimi ed instancabili collaboratori questo r e lat:.Ì\0 ri poso p e r riordinare il lavoro f utto e ded urne qualc he sommario g iudizio siuteLico. NUMKRO OO~IPLEl;S lVO DELLE LESIOSl TRAL" ~IATI CIIE Cl: RATI': D ,U,
'2 7 ~fAG(:Jo • A L
~ l .\GO.-TO.
P e r lesioni traumatiche in genere P er f erite cJAarma da fu oco. P er n evr osi trau mat ic he snl campo di bcttiagl ia
N. li>
47 l 252
»
4
T o t.a le ~. J 303 'l • È J"' eroRo p er.:. ùic'lillrur..• cho t nl i nrdini , ncl.e cuntingcnze di guerra, hanno u:1. "aluro r "lati ,·Q c c.hv inultrc parecchi o~pcllnlcttt 11:\nno funzio nato egroginmcnte <.•On i sol i n1ez~:i p r.J pri, in\'mndo sol t a nto qualdte ferllo, per il qunle e r a. D(•cessnriil itL m.liJ;;rnPu , f'iè<3<·n lo l'unit-o npparecchio por tatile (t•po F e rrero ù i Cavalll.'rle onll) del COli>.) ù'11 r :u\ta i:n:•i ••H-no st thtlm<.>n tc n~:>l rn io 03pcdulet t o.
DI GUERRA 1 1!!00.
APPTTNTI DI CHI RURGIA
747
L'esito avuto è stato il seguente:
Guariti
l
l Traaport.atl In altri ospedali
(rlnvlotl
Morti
l
lo buone
al corpo)
condizioni
Lesioni chirurgiche traumatiche comuni .
27
20
Lesioni chirurgiche traumatiche per srma da fuoco
174
959
Nevrosi traumati~he .
l
Rtmaatt
In cura al 31 agotto
TOTALI>
47
54
65
1252 4
3
--TOTALE
20!!
(!ij2
6.)
5-l
1303
Da tali cifre ~ i ha la seguente percentuale: guariti rinviati al corpo 15.5 °~, trasferiti in buone condiziooi 75.34 %, morti 4.9 %. La. percentuale piuttosto alta dei morti molto è dovuta al fatto che nell'ospedaletto, sono stati ricoverati a. preferenza ammala ti gravi : sedici sono deceduti poco dopo l'arrivo (da l a 4 ore). Le lesioni traumatiche sono distribuite nelle diverse regioni, come dal quadro che segue: l <>) penetranti con spoppolamento
I. Ferite al cranio n. 14;:;
n. ~eri te alla facCIII• . • •
•
"
IV. Ferite al t orace • .
»
2°) con frattura deUo teca
n. 42 9
3°) delle parti molli
• 94
1°) dei tessuti molli
n. i.)
3°) dell'occhio .
• 16
l 0 ) dei tessuti molli
n. 11
l 2•) delle ossa e cavità annesso • » 21 112 {
lii. Ferite a l collo • . .
cerebrale . . • . . . .
(carotide tiva).
2°) dei vasi • 16
, }()J
3°) penetranti (faringe·loringe· tre.chee.) .
4
l 0 ) penetranti .
n. 52
2°} non penetranti .
» 49
primi-
748
APPUNTI DI CHIRURGIA DI GUERRA, E CC.
t o) penetranti della coloDDa verte-
brale. . . . . • • . . . . .
n. 24
V. Ferite al dorso n. 107 ~)
non penetranti.
•
recchie del fe· gato, milza. rene}.
( \
" 28 1°) vescica n . 5 2°) retto . n . l 3°) organi genitoo rinari esterni . . . n . 5 1°) Parti mol· li . . . n . 45 2°) ossa . n. l
1°) penetranti con lesioni ossee n . lJ e degli organi . .
57 •
( 20) n on penetranti . . . , . . • 1°) dei tessuti m olli n . 302 2°) penetranti nelle articolazioni. . . •
l
, l
\~)
dei va si.
,.
2 arteria radiale. ~ 2 arteria omerale. S ' 2 arteria ascella, re. 2 vena ascellare. cubitale. r adiale. m ed inno plesso braclliale. 2
»
92
. . . "
l o) superiori '
n. 4 26 dei n enri. . . .
dei tendin i. 6°) delle ossa . 7o) distorsio ni .
VIli. Feri te agli arti . .
(tra le q uali p a -
62 2°) non penetranti. . . . . . .
VII. Ferite al bacino . . . . . •
83
n. 34
1°) pene tranti . . . VI. Ferite all ' a.d· d ome . . . . . •
i
Sez..ione cervicale . . . n. 6 Sezione d o rsa · le • . . n. 10 Sezione lombosacrale . n. 8
. . . » 903
•
1°) dei tessuti m olli n 408 2 o) penetranti nelle
articolazioni . . .
2°) infe ri ori
o
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Il
14
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:!~ria
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vena popli rea.
popli·
11 ~4~ arteria crural e. ,-ena crurale . tibiale p osterio re.
n. 487
l
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4°1 dei nervi (acintico) Il 50) delle ossa 6 0) d ei tendini. 7 0) distorsion i .
, "
.IO 7
APPUNTI DI OHIBURGIA DI GUERRA1 EOO.
749
0ARATTERI DELLE J'ERITK, OON ACCENNI SULL'AZIONE DEI PROIETTILI MODERNI,
Le ferite osservate sono state prodotte da tutti i più svariati mezzi di offesa moderni. Sono solo sc~rsissime le ferite da baionetta (due). Gli A.ustriaci adoperano tre qualità. di proiettili da fucile: Mauser nuovo modello, rivestito di acciaio nikel, Mannlicher rivestito di acciaio, ambedue cilind1·o·ogivale, ed infine, molto più raramente un proiettile a punta acuminata, a forma di sigaro avana. Sono però tutti presso a poco del medesimo calibro: il MannlichEir è dti mm. 8, il Mauser di 7,9; il proiettile a punta acuminata non ba un fucile a sè, ma, credo, si carichi nel Mauser, ed è quindi necessariamente del medesimo calibro. La loro azione, a piccole distanze, è eminentemente distru ttiva (fenomeno di scoppio), particolarmente nel cranio, nelle ossa lunghe e nelle rAgioni fornite di masse muscolari abbondanti, come potrei dimostrare con parecchie fotografie. Dinanzi a tali lesioni si pensa subito ad una ferita prodotta da proiettili d'artiglieria; però esaminando bece la part e si riscontra il piccolo foro dì entrata ca· retteristico dei proiettili rivestiti. Ad una certa distanza, oltre i 300400 met ri, e non di rado anche 200, la loro azione è eminentemente umanitaria, producendo piccoli fori di entrata e di uscita, alle volte puntiformi, con margini netti 8. stampo e solo lievemente contusi e con tragitto quasi sempre ir r iconoscibile, come ho avuto occat~ione di osservare numerose volte negli interventi per estrazioni di proiettili o per lesioni vasali. A t al i distanze anche le lesioni cavitarie, specialmente le toraciche e relativamen te anche le addominali, hanno avuto decorso favorevole. Purtroppo però le lesioni prodotte dal fucile così detto umanitar io, nell'attuale guerra, rappresentano una:. percentuale relati vamen te esigua. non solo, ma il generoso nemico, calpestando il trattato di G-inevra ed ogni legge umana e morale, <tdopera proiettili dum-dum, come io posso di mostrare per averli estratti dai nostri eroici soldati, ed inoltr~ pallottole da. fucile a scoppio, le quali, nella faccia specialmex.te, producono lesioni multiple, che possono riuscire gravissime, se colpiscono il bulbo oculare. Però nelle guerre moderne, specie nelle g uerre di trincee, come la nostra attualmente, predominano le ferite da pallette di shra.pnel, da. scoppio di granate e di bombe a mano. Tali lesioni sono spesso aggravate, quando lo scoppio si verifica in vicinanza dei feriti, da numerose ustioni che, alle volte, hanno interessato una gran parte dell:\ superficie della cut~, tanto da provocare l'esito letale in modo
750
APPU~TI
Dl OBIRUBGIA DJ GUERRA, ECO.
rapidissimo. A tali flagelli gli Austriaci aggiungono anche quelli non meno funesti e micidiali dei gas asfissianti. I caratteri delle ferite, provocate dai proiettili di artiglieria e da bombe a mano, sono non solo più gravi per le maggiori distruzioni dei tessuti, ma principalmente perchè ingenerano molto più facilmente infezioni. Le ferite, prodotte dalle pallette di sbra.pnel, sono, è vero, più distrutti'\"e di quelle provocate dai proietti h di fucile, ma. esse assumono m aggiore gravità. principalmente per le facili suppurazioni, provocate per lo più dal trasporto lungo il tragitto delle ferite di peli, di pezzi d'indumenti ecc., in genere molto sudici. Gravissime poi e. non di rado, letal i sono le lesioni da scheggia di shrapnel , e specialmente di bombe a mano e di granate. Interi arti vengono asportati, ovvero si veggono squarc i · enormi con vaste distruzioni ossee e delle parti molli. P e r lo più tali ferite sono multiple e spesso estese. Qua ndo poi la g ranata o la bomba. a mano scoppia ad una certa vicinanza, se il ferito non muore sul colpo, è a ddirittura flagellato dalle estese e copiose ferì te, oltre le scottature più o meno diffuse sunnotate.
•
** Ed ora qualche bre ve accenno sulle ferite in particolare. Come si rile\-a nal quadro su ri portato, le lesioni rappresen tano una cifra sensibilmente mag-giore de l numer o dei feriti. Infatti i feriti sono 1303 e le l~si oni invece l<>13, e costituirebbero una c ifra di molto superiore, se non si fosse tenuto C'onto c he delle sole lesioni di una. certa entità. Come in tutte le statistiche delle altre guerre, anche in questa, predominano le fe ri te agli arti: !)13, di cui 426 agli arti superiori, con l OG lesioni ossee, comprese quelle articolari e 48 7 agli arti infer iori, con 6~ lesioni ossee ed art.icolari. In genere nel1'avambraccio è sta to leso un solo Ol>so; su 39 lesioni del radio e c ubito, solo un paio di volte si è \erifìf'ata frattura di ambedue le ossa . N"ella gamba invece le fratture di ambedue le os::a sono molto p:iù frequenti: 10 fratture comple te su 23 casi . L ESIOKI V AS A LI. Un cenno particolare meritano anche le ferite vasali. Prima di tutto bi,:ogna rilevare che le lesioni vasali osser~a te nell"ospeclaletto, per il necessario intervento, sono state :;olo quelle degli ar ti .
APPUNTI DI CHIRURGIA DI GUERRA , ECC.
751
Negli arti superiori si sono verificate otto lesioni vasali in ser individui e precisamente due lesioni dell'arteria ascellare, due della vena ascellare, due dell'arteria omerale e due della rad iale. Le lesioni dell'arteria e vena ascellare sono state ambedue le volte accoppiate. Negli arti infariori si sono osservate undici lesioni \asa.li in sette individui e precisamente quattro ferite dell'arteria femorale, due della vena corrispondevte, due dell'arteria poplitea, a ltrettante della. vena ed una della t ibiale posteriore. Nei casi, nei quali era ferita la vena, esisteva costantemente lesion e dell'arteria viciniore omonima. Le lesioni anatomo-patologiche osser vate sono state le seguenti : nelle arterie, spesse volte, ho osservato recisioni complete, nelle vene invece la lesione è stA.ta per lo più parietale con lacerazione più o meno estesa. Nel caso di feritc~o di vene ed arterie contemporaneamente h o osservato p i l1 frequentemente lesione par ietale anche dell'arteria. l n tal caso, qualche volta, la ferita parietale era pochissimo estesa. Spesso nei feriti osservati ho trovato occlusa la lesione va!iale da grumi sanguigni; quando poi la ferita interessava il vaso a tutto spessore o quasi, bo trovato costantemente i due monconi perfettamente trombizzati. La diagnosi di lesione arteriosa il più delle vol te non è stata fatta per l'emorra,gin, ma per lo più, dalla mancanza di pulsazione locale e periferica. I m pone,n t.i emorragie primarie non le ho osservate ~eli' ospedaletto. I feriti vasali, da me o perati , sono stati rico,erati non prima di tre o quattro ore dal trauma, ed alle Yolte anche dopo 24 e 48 ore.
FERITE DEI l\I!:R\'1.
Le lesioni dei nervi periferici osservate, sono state rare negli arti inferiori: solo un caso di lesione dello scia.tico: mentre negli arti superiori sono state piuttosto frequenti: d ue lesioni del plesso brachiale, ùne del mediano, una del rad iale, due del c u bitale. Le lesioni anatomo-patologiche riscont rate sono state le seguenti: contusione dei tronchi nervosi con infiltrazione sanguigna e qualche volta con lacerazioni lim itate alla periferia ; in qualche caso ho trovato la recisione completa. Tali fatti ho osservato principalmente nel plesso brachiale per intervento praticato nella regione ascel1are per altro scopo.
752
APPUNTI DI CHIRURGIA DI GUERRA, KCC.
FERITE DEL CRANIO.
Ho distinto le ferite craniche con frattura della teca senza lesione meningea, da quelle penetranti in c avità , con spappolamento più o meno esteso d ella sostanza cerebrale. In genere le semplici fratture hanno solo di rado presentato localizzazioni cerebrali, invece le penetranti, solo eccezionalmente. non banno presentata alcuna localizzazione motoria o sensoriale. Non si sono avuti -.eri e propri sintomi di focolaio in alcune lesioni dei lobi fron tali ed anche in qnalcuna dei lobi occipitali. In due casi di ferite da proiettile di fucile, traversanti d a una r egione temporale all 'altra, anteriormente e superiormente, non solo non esisteva alcun fatto che denotasse la lesione cerebrale, ma a nt:he le condizioni generali dei feriti erano tali che gli permettevano di stare in piedi E>d accudire alle proprie cose. E non di rado ho osservato anche qualche ferito che all'intervento }Jresentava le,;ioni piuttosto estese della sostanza. cerebrale, eppure prima dell'atto operativo aveva l'apparenza di un feri to di lieve entita, non ostante i sintom i di localizza zione cerebrale (paralisi del fac c iale, d i un arto, ecc.). Nella maggioranza d ei casi però la gra>ità della les ione si d imostra n\ con evidenza, presentando emiplegie complete con afas ia motoria e non di rado con perdita comple ta della cosctenza. Oltre i casi di apparenza eccessi.,amettte benigna e di quelli molto 1 gra-.i. ho potuto osscrvarne molti altri c h e ra ppresentano tut te le d i>er:;e g radazioni. Infatti ·bo visto parecchi monoplegic i ed eJ»iplegici con coscienza perfettamente in teg ra, altri invece con sensorio più o m e no obn ubilato. I casi più frequenti sono stati le emiplegie c omplete, alquanto più rare le monoplegie d i uu arco inferiore ovv-ero brachio-facciali con in teressamento anche dell'ipoglosso. Si sono avuti anche parecch i casi di paralisi limitate al solo facciale. Mo lto importanti so no stati d ue casi di afasia motoria ed agrafia, con paral isi limitate al faccia le ed Hlripvglosso. È stato molto interessante l'ossen·azione della graduale ed a bbastanza rapida reintegrazione della funzione della. pa.ro!a. e della scrittura. Degni anche di particolare rilie•o sono al cu ni casi d i emianopsia ed un caso di lesione cer ebellare, c he presentava andatura atassica da ubhriRco con tendenza a ca dere al lato opposto della lesione. D a qnanto sono \ennto esponendo, sorge spoutaneo paragonare l'ossernudone di così s >ariati e num Prosi casi di lesion i cer ebmli ad un •ero e proprio studio spe t·imeurnle snlruomo.
APPUYrl 01 CHIRURGIA DI GUERRA 1 ECC.
753
Le lesioni a.natomo-patologicbe più importanti riscontrate sono le più differenti. Non di rado mi è accaduto, in casi di localizzazioni cerebrali, di trovare nella teca cranica appena una fessura od un limitato avvallamento. Eseguita. la trapanazione, ho riscontrato frettura comminutiva della >itrea con scheggia penetranti nella sostanza cerebrale che avevano provocato spappolamento, alle volte molto esteso. In qualche caso, anche senza lacerazione della dura , si è trovato, incidendo la medesima, e matoma intracerebrale con lesione più o meno diffusa della sostanza. Nella maggioranza dPi casi però di ferite penetranti esisteva una breccia della teca cranica di varie dimensioni, con lacerazione della meninge pr esso a poco eguale. In tali feriti si notava fuoriuscita di sostanza cerebrale dalla lesione esterna. Costantemente, in tali ferite penetranti, siano esse prodotte da colpi tange nziali ovvero da proiettili penetrati nella. cavità. cranica, esistono scbeggie, alle volte numerose, proiettate nella sostanza cerebrale più o meno profondamente. In genere le emorragie non sono gravi, anche se date da tronchi meningei di una certa importanza. Gli ematomi epidurali osservati erano limitati, come anche quelli intracerebrali. Ho così fatto solo un rapido accenno sui numerosi ed importanti casi ossen·ati, riservandomi a guerra. finita di descriverl i àettagliatamente. F t:R!Tt: Dt:l..LA
l,;ULO:.'\:XA
\ "KBTEUBALt::.
Xell'ospedaletto sono stati ricoverati 24 casi di ferite della colonna verttlbrale con lesioni midollari e della. ca.uda equina e precisamente 6 della. sezione cervicale, 10 della dorsale ed 8 della lombosacra.le. A seconda del segmento leso esistevano paralisi di moto e di senso sottostanti, in genere per fettamente simmetriche; le paralisi di senso a volte erano meno estese e meno complete. Nella. sezione cer· vica.le si sono riscontrate pa.raplegia degli arti s uperiori ed inferiori, paralisi retto-vescica.le e q ualche volta fenomeni dispnoici. Dalla sezione dorsale in giù pa.raplegia. degli arti inferiori, paralisi retto vescicale. Quando cr!lo interessata solo la cauda. equina, la paraplegia non era completa.; alle >olte con fenomeni paralitici più spiccati in un arto La paralisi retto->escicale, nelle lesion i della ca.uùa. equina., te ••dt> a. scomparire dopo qualche giorno, restando solo di!Ticoltà. nella mtnzione, che tn breve cessa. Xelle lesioni spinali, oh;re la. semierezione, costante in tutti i segmenti del midollo, e solo più accentuata nelle sezioni alte, ho riscontrato sempre irrequietezza ed inesauribile voglia di bere. I feriti
75-1
APPU!STI DI CHIRURGIA
0 1 GUERRA 1 ECC.
ricorrono a tutti i ripieghi, pur di carpire acqua dal personale d i assistenza, riempiendosi così rapidamente Ja vescica. Nelle lesioni midollari, specialmente alte, compaiono rapidamente. con tendenza ad estenrlersi, i fenomeni vasomotori e trofici nei decubiti con la consecut.iva inferiore settica locale e generale. E n on di rado la. setticem ia ha decorso cosi rapido da provocare in qualche settimana. il decesso del ferito. che rappresenta poi la fine desiderata di una vita di sofferenze e di spasimi. Nelle lesioni cervicali spesso il decesso è determinato dall'accen tuarsi, ovvero dal sopravve nire di s intomi bulbari. Altra complica zione degna. di rilievo, ed osservata tre Yolte nelle lesioni del midollo d o r sale, è costituita dall'ematur i"a, che non cede agli ordinari sussidi terapeutici locali e generali . Io penso che tale complicazione sia. dovuta ad un' azione com ples!:a., ossia che i fatti trofici e vasomotori vescicali costituiscano una rlim inuita. r~si:::te nza., facilitando così la. determinazione riell 'emurragia. ex vacuo dopo il cateterisrno con v u ota mento completo della v esf·ica, quasi costantemente i perd i stesa. Le l esioni anatomo·patologicbe dell o speco, orrlinariamente, non sono state d i gra'e ent!tà. poicbè tutte le ferite del g-enere, da me osser,ate, erano provoca.t<' da p r oiettili di fucile, da pallette di sbrapnel o da piccole scheggia di proit'ttili di artiglieria. Quindi è difficile clinicamente rilevare le les ion i scheletrich e, non riscontrando altro sintomo che il dolore, e spesso non si identificano neppure con le radiografie ben riuscite. Quanto affermo ho potuto an c he constatare nèlle l aminectomie da me eseguite in Libia e specialmente nell' l;l.tt.uale campagna. In ge nere sono interessate l €' sole lamine e molto limitatamente ; alle ,o]te le apofisi spinose, solo raramente il corpo vertebrale, nel qual~ una volta bo trovato infisso il proiettile senza aver ne rott.a la continuità. N on mi è mai a ccaduto di ri ..;contra.re, negli inte,-,enti, s chegge ossee comprimenti il midollo. IL miriollo spinale a 'olte è completamente spappolato, n on di •·a·lo macroscopicamen te i utegro con dura integra. Fll:RlTE
DEL. TORACI•:.
Sui 101 ricoverati per ferite del torace, 52 pres<>ntaYano sintomi di lesione pleuro-polmouaro. In genere q u este fe r ite non banno present.ati segni di gra~·ità, spec ialmente quelle prodott.e da proiettili di fu c i le.
APPUNTI DI CHIRURGIA DI 0UERRA 1 B CC.
755
'
Il sintoma più costante delle ferite penetran t i nel cavo toracir.o è solo l' emotorace, con versamento più o meno abbon dante. Gli alt r i sintomi, propri delle lesioni plenro-polmonari (b r oncorragia, enfisema sottocutaneo, t raumatopnea, segni di pn eu m otorace, e cc.), posson o mancare, se> le ferite sono provocate da proietti li di fucile, attraversanti uno strato polmonare n o n molto spesso (lobo supe r iore ). Nelle f e rite dell'apice però ho visto una volta pro vocarsi un enfisema sottocutaneo molto diffuso al collo, al torace ed anche a ll·addome. Il vers amento plenrico di rado è molto abbondante e ben presto incomincia il riassorbimento, attenendosi la guarigione in modo rela tivamente rap ido. L a broncorragia in genere dora 1-2 giorn i ed è molto s c ars a: solo rarissimame nte persiste più a lungo. Relativamente raro è lo pneumo -torace, e si ha in g e nere p er ferite da pallette di s hrapnels o da schegge di granata. An c he la tranmatopnea è s tata solo rara mente osservata. in qualche caso di estese lesioni della. parete toracica. L'enfisema. sotto cuta.neo generalmente è poco e steso, n on presenta alc u na gravità e si riassorbe in poc hi giorni. L e les ioni anatomo-patol ogic h e delle ferite pl euro-polmonari non son o state osser v a te, non essendosi mai praticato intervento per ferite del gen e r e. FERI TE DELL'ADDO M E
E
DEL. BA C I~O.
Addome. - Su 62 fe rite dell'addo me, 3 ± erano penetranti in cavità. I segni di pene tra.zione sono stati rilevati dal tragitto del proiettil e , e principalmente dall'osservazione acC'urata dei sintomi, seguen do il decorso delle fe rite. N elle ferite dello stomaco si è osser vato vomito sanguigno, però n on c ostantem ente, come pu re nelle ferite dell'inte!'lti no n o n di r ado si sono riscontrate defecazioni sanguinolenti in forme diverse, a seconda del tratto dell'intestino leso. In g enere, essendo le defec azioni molto tardive per il trattamento c urativo, come dirò in prosieguo, si s ono riscontrate le fec i caratteristic h e a color posa. di caffè , e solo raramente, nelle les ioni basse del grosso· intestino, si sono osservate emorragie r ecenti con sangue scorrevole. La difesa muscolare. per lo più lateralizza.ta alla parte lesa, è uno dei s intomi più costanti ins ieme a.d una l('ggiera elevazione termica (38°- 38°,5) ed al d olore, provvca.to da.lla. pal p a.zion('l della parte. Non di r ado si è visto insorgere il quadro c l assico della. perito nite
756
APPUNTI DI OlDRURGI.A DI GUERRA, ECC.
con febbre pm o meno alta, vomito, meteorismo, singhiozzo, facieM addominale, ecc. I n un caso ho visto anche svilupparsi un p io-pneumo·peritoneo, localizzato nella fossa iliaca interna destra. Nelle ferite della milza. non s i osservano sinto mi importanti; l'emorragia non è rileva.bile e solo può osservarsi nel decorso ulteriore una. lieve tinta s ubitterica. (ittero-emoli t ico) . Più gravi e con sintomi più n etti si presentano le ferite del fegato. Se esse interessano la. cupola, ho osservato per lo più emotorace molto abbondante. Emorragie addominali anche per le lesioni epatich e non ne ho rilevate. N on di r ado invece fuoriesce bile dalle feri te estern~ e costantemente insorge itterizia. più o meno accen t uata, secondo la. gravità . della. lesione. Le fer ite r en a.li, oltre ch3 pel decor so del pro iettile, sono diagnosticate dall' ematuria e dal d olor e l ocalizz ato nel lato leso. N elle lesioni g ravi l'ematuria è persistente, nelle lesioni lievi dopo 1-2 giorni le uri ne incominciano a c hiarificarsi. Bacino. - Su 57 les ioni del ba cino, 11 volte è stata. osservata le· sione degli o rgani. In tali ferite la diagnosi è a bba stanza. semplice e facile, anche pr escindendo dal t ragitto del proiettile, che costituisce però sempre un segno prezioso. N elle lesioni della. vescica basta. applicare un catetere per vedere fuoriuscire san~ue. mentre invece nelle lt;sioni uretrali fuoriesce orina. limpida.. Nelle lesioni della vescica, inoltre, insorge rapidamente risentimento peritou ea.le con febbre e d olore nell' ipogastrio. Nelle lesioni d e ll' UI'etra. si riscontra scolo conti n no sanguino} ente dal m eato urina rio esterno e di.fficoJta n el cateterismo con ostacolo nella. parte lesa.
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Pre messi questi rapidi e succin t i accenni sull e lesioni ptu Impo rtanti osservate, esporrò brevemente il t rattAmento eseguito e gli esi t i ottenuti. C,\S O ISTIOA D E:LLE OPERAZION I
~:SEGU I TE .
CranieC'tomie, delle quali molte in condizioni g ravissime per eslo:>so spappolamen to cerebrale . S c heggiotomie per fratt ure comminutive delle Lssa lunghe o dei mascella.ri. Laparta.tomie (una per pio·pnenm o -peritoneo e r al tra. per fuoriuscita dell'omeoto <' spappolam ent•l dell a milza)
N.
43
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2
757
APPUNTI DI CHIRURGIA DI GUERRA, E CC.
N efrotomie . Operazioni per ascesso epatico (metodo transpleuro·diaframmatico) . Laminectomie (per estrazioni di proiettili nello speco) . Cistotomie e cistorrafie . U retrorrafie Enucleazioni bulbo oculari Recisioni dell' iride. Tracheotomie . Amputazioni coscia (5 per cangrena. gassosa). Id. "gamba (per cangrena gassosa). Id. braccio (3 per cangrena g assosa). là. falange . S ut ure dei vasi venosi (vena ascellare).
N.
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2 v. ascellare Art·i superiori ) 2 a. aMcellare 2 a. omerale 2 a . radiale
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Allacciat ure grossi vasi
A'ti inte,;o,;
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4 a.. femorale 2 v. femorale 2 a. poplitea 2 v. poplitea l a. tibiale posteriore J
S uture di tendini . Interventi sui nervi Artrotomie. Trapanazioni seno-mascellari Estrazioni di proiettili (tra le quali molte in condizioni difficili per essere incuneati nell'interno delle ossa, condili del femore, midollo del femore, test a della tibia, midollo della tibia, cubito, ecc.) . Totale
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107
N.
233
TRATTAMENTO .ED ESlTI.
Cranio. - In tntte le ferite del cranio con lesione dell'encefalo, come anche del semplice tavolato, come ebbi g ià a riferire al Con· gresso della Società italiana di chirurgia. nel 1913, nell'esporre i ri-
L
Al'Pli:XTI DI OHlRU R G rA DI GUERRA ,
ECC.
snltat i df.'lla c hirurgia cran ica fat ta. in Libia, io, di massima, sono per l'intervento immedia.to negli ospedaletti a·a. c ampo, cbe si trovino però in condizi oni di arc.bio:.-u te e tecniche tali da poter dare affidamento. ~e rias:mmo le rag ion i: rrutte le ferite craniche, ed in modo special e quelle p rodotte da shrapnels o d:1 scbogge d i granata, son o costantemente infette per i l facile trasporto nell' interno d e lle ferite tli pezz~Lti suùici di copr icapo, d i c uoio eapellnto, ecc. Inol tre, come ho già ri le,ato n e ll"esposizione dei caratteri delle l esioni c raniche, n <>lle f raLtnre anche limitate al tavolato c.sten1o, si riscon trano Ìn\ece fr;~tture piuttosto e ,te-.se e comminutive d e l tavolato iuterno cCJu sch~ggie numero~e, spesso proiettate nell'encefalo. Ed anc he nell'interno <lell"oncefalo, u o n di r ado, mi è nt:caduto d i rin\euire d etriti di stoffa e peli . In pre,:enza di localizzazione. non è il ca so a· indugiare per stauilire se queste siano iu dipendenza di fatt i comprPs.:i,·i p er emor ragia o vvero per lesioni cerf'bndi . D e i sintomi diH"erenz ial i. è vero. ue t>siswno, ma quasi ml\i possono essere ueue rile v ati in guern~· con. l 'accumulo d i feriti. <.;li o,;pf'•laletti, do'e in genere s i compie l'j nt.er\ento. r ice Yono i feriti dallo sezioni di sauir.à Jopo vareccbie o re e non c.l i mdo dopo 1-2 giorni. Nè nmanamente si può pretendere cla esse q u alche cosa. cli più di una diagnosi generica, dat.o il so\-r:n:<:arico di l avoro uei giorn i Ji comktt:.cimt>nto. :E regola, ne i casi di emoaagia, d'op~::rarC' al pin p1·esto, p oichè si è risaputo che ogni ritardo, in tal caso, può compromettere Sf'riamente l a. \Ìta del ferito . D'altra parte, nei casi ùi le-sioni cer ebral i, aato il facile in quinamento dP lle fe1·ite cranic he, non è neppure prndeute r imauùare di mol to l'atto operativo, po ic hè, s~ sopm,-viene la s u ppura.zione, !"esito allo ra puù riusci re fa c ilmente i nfa usto. A tutto ciò si ag-giu nga c he il trauma dell" i ntPrvento è , in generale, miniwo eJ è sopportato lllolto bent· dai fer iti. T a n to >er o che, s e esso è della solo. teca cran ica, senz a , o vvero con limitata. lesione eucefalit:a, dopo 1-2 giorn i non è agevole t rattenere a letto l"operato. Si può quindi con clu dere, p<'r le ragioni espo,;te, c he n elle l esion i d e l c r anio, con interessamt·nto dell'encefalo ed anche solo delle ossa, 110n solo è u tile int6r\enire, ma bisogna fa.do a.l p iù presto ed al ma1'simo, in condizioni ecce7.iouali, dopo 2·3 gio rni dal ferimen to. ::>e poi da.! la ft•rita. esterna fu ori~sce sostanza c:erebr~de, r interYent o immed iato s"impoue.
·-
APPU~TI
DJ CH I HCRGIA DI GU~: Rtl.A 1 ECO.
Eù ora quA.lcbe detta~lio· di tecnica, che !"esperienza acquisita mi ha fatto riconoscere utile per il buon e ito dell' interveato. Adoper o per la disinfezione la tintUJ·a di iodio al 10 p. 100 ne lla }Jrima pennellatura, poicbè si sa che il cuoio capelluto è molto resistente, per la seconda la t i ntura d i iodio al cinque. Incise le parti molli, per l'em ostasi adopero robuste Pean, esistenti n ell'armamentario dell'ospedaletto, pr~ ndendo il cuoio capelluto a tutto spessore. Quindi distacco il periostio il meno c he è pos~ ibile, e sempre limi tntameute alla breccia da praticnre, la quale deve essere poco este a, ne lla considerazione che, nelle lesioni t raumatiche del cranio, le grandi breceie ri escono non solo inutili, ma, quel che più monta, Ù<Lnnose per le conse~.;utive eruie cerebra li. Infatti una brecc ia d el la grandezza d i una moneta da cinqne, da clieci centesimi al ma~simo, risponùe beue allo sc0po per vuotare l"omatowa intracerebrale, in genere pi~.;colo, quando esiste, In. sostanza c·erebrale spappolata ed estrarre eventualmente ant:lle i corpi ostrauei ( proiettile, sclu.>ggie os-;ee, detriti d" indumenti, peli, ecc.). Però, mentt·e ho cer cato sempre d[ rimuovere tutti i corpi estranei in Yi c inanza della ferita, per il proiettile invece, che può essere alle volte a<J una di~tanza rimarche vo le, n1i sono limitato ad Jstrarlo, quaudo era po,;sibilt:, senza. produrre guasti mag~10ri . Ed a. tal uopo mi sono lasciavo in primo luogo guidare daUà raùiografìa, per lo piu praticrda nelle due posizioni antero- po.steriore e latcra,le ed inoltre dal la ispezione della parte e principalmente dal dito, c he io introduco costantemente nell a breccia meningea., p er percepire i corpi estranei. Il dito prudentemeute adoperato è prezioso non solo p e r riconoscere i corpi estranei, ma per assicurarsi che tutt i, naturalmente qnelli in vicinanza della. le.sione, siano estratti, specialmente le scheggia ossee. Per il vuotamento deg li ematomi, della sostanza c~rebrale spappolata e dei corpi e · nauei io mi serv-o del cucchiaio, il quale rendo ottimi serv:igi e riesce innocuo, purch è venga adoperato convenientemente. Con esso le breccia oss~e e meningee pos::;ono ridur:;i a lle minime estensioni. Per la craniectomia. mi regolo in modo diverso a seconda dei casi. Se la scatola è int egra o leggerment.e inc rinata, adopero le frese di Doyen, ed appena fatto una breccia sufficiente per po ter introdurre il craniotomo, di lato la breccia. con questo. Nell"armamen ta rio dell'ospedaletto esiste il craniotomo del Montenovesi, cbe io ritengo 5<ia uno strumento Yeramente prezioso, poichè con traumi minimi si può ottenere un effetto massimo rapidamente.
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APPU:-:TI D I CHIRURGIA DI GU'BRRA 1 ECC.
Nei casi poi di frattura cranica. e di limitate perforazioni oss ee con scheggie avvallate, adopero lo scalpello o la sgorbia, praticando una piccola breccia sufficiente per poter applicare il craniotomo p e rifericamente , in modo da isolare la frattura per non agire direttam ente su di e ssa ed, eventualmente, aggravare i guasti prodotti dalle scheggie. Regolandosi in t.a.l guisa, n on solo -s i può ben c ontrollare la rimozione delle scheggie, ma nel caso che esse preman o su un grosso tronco meningeo lacerato, ovvero siano penetrate nei seni, si può essere in grado di frenare l'emorragia con pinze ed, alle volte, anc h e con adatta com press ione. E se p e r ca so la breccia sia troppo stretta per applicare le pinze, con il craniotomo in un attimo si può a.1largare, avendo avuto le precauzioni tecniche già. esposte. Altro piccolo dettaglio di tecnica, che però ha la sua util ità. pratica, è di regolarizzare con la sgorbia la breccia ossea, fatta con il c raniotomo, che lascia degli spigol-i aguzzi, che possono r1uscue n ocivi in caso di ernia cerebrale. Per aprire la dura meninge od anche per a llargarla, se g ià. lesa , preferisco l' inc isione semilunare a quella a c r oce, percbè con que lla è più facile l'eve n tuale sutura e principalmente più resistente. N e i cas i di frattu1·a con es ttso a vvallamen to mi sono limit a to alla rimozione d e lle scheggie della vitrea, regolarizzando la. breccia ossea del ta.vol&to esterno, e risollevando la parete cranica avvallat a. Qua lc he accenno sull'emostas i. Nei casi di emorragia della diploe, alle v <.>l t e di apparenza. imponente e sempre fastidiosa. se ne ha costant emente r agione con p iccoli colpi di sgo rbia, anche Renza adoperare il martello. Per i vasi meninge i, la. lt>gatura spesso n on è necessaria, p oichè in genere l' emorragia è d i lie ve entità e si frena. con il tampo n a m ento com pressivo, anc he te mporan eo con a c qua ossigenata: ciò vale pure per i picc oli vasi c er e brali. Più importante, e d alle v olte m olto grave, è l'emorragia dei s eni. che può com pro me ttere seri ame n te la vita. del ferì to, se non è s ubi to fnmat a. Princ ipalme nte in tali casi, c ome ho già not ato, s ono nece ssarie le precauzion i esposte di tec nica. operativa, e p er ciò, in -çj. cina n z a dei seni, bisogna esser e magg io rmente prudenti nel rimuove re le scbeggie . L e lesio ni poi dei se ni p osson o evitars i da l c hi rurgo, f acendo t esoro à e lle pro prie cognizioni anatomiche e principalment e d i pic coli a ccorgiment i t ecn ici che ogni o peratore sul cranio d e ve posseder e . Uno di t ali a ccorg ime n t i, a.d esempio, è di noa s uturare la meninge in vic inanza d ei seni, pe rc l1è il foro dell'ago nel
APP(;~TI
DI CHIRURGI,\ DI G UERRA , E CC.
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seuo produce emorragia, che aumeuta. ,,mcortl. stri ngendo il filo. Inr ogm caso l'emorragia viene in genere frenata facilmente con le pinze; però bisogna disporre di una breccia sufficiente, e nel caso ciò non fosse, allargarla rapidamente con il craniotomo. Volendo poi fare l'emostasi defi niti va, è neces.,ario a pplicue il filo con l'ago ai d ue lati della lesione, sorpassando. nell'applicarlo, i limiti periferici dol sono. Ciù è possibile naturalmente nei seui stretti,. come quello longi tudiuale. A.lle volte però basta. !11. ~emplice applicazione di una pinza. robusta per pochi miuuti, per..:bè l'emorragia cessi, od anche una. moderata compres~ione. Nella peggiore delle i ]>Otesi si lascia. una pinza emo~ta.tica per 24 o 48 ore. In caso poi d i l<.•sinne dei grossi seni ricorro al tnul ponameHLOI con garzh. Espletata l'operazione, io ho l'abitud ine ùi fti.re costantemente la. toletta del cavo cr11nico con benderelle el i garza. sterile, imbevute di acqua ossigenata.. Regolaudomi co.'> i, fo una buona detersione e disinfezione ed anche una sufficiente emostasi di piccole · emorragie capillari, inevitabili nella ri mo'l-1one degli ematomi, sostanze cerebrali spap polate, corpi estranei, eco.). Altro quesito di somma. importanza c la. sutura. della m euin~e La mla esperienza mi ha portato alle seguemi concl usioni: l , L<~ br eccia. rueni ugea va se m p re dreneggiata lassamenter aJopere.udo garza al vioformio, nei casi d' incipiente suppuraziouer ovvero so si sono trovati corpi estranei sutlic1 e quindi infetti nel ca>o encefalico (pezzi di stoffa, peli, ecc.). 2 ' È buona IJOrma. invece praticare l<~. sutura. meningea, quando.. l'apertura. è fatta dal chirurgo, o v>ero ùa qualche scheggia della 'i-· trea, sicuramente sterile, nel sen so che, al di sopra, la lesione de1 tavolato e3terno sia tale da poter fom ire sicuro affidamento. L'emostasi del cavo <•rauioo in tal caso deve essere completa. 3'' Tra questi due casi estremi •e ne sono molti a ltri int ermedi, . nei quali è necessario regolarsi caso per caso ed entrtl. allora in campo il sano criterio dell'operatore. Di massima, quttndo si può a>ere affidamento di sterilità., è buona regola suturare accuratamente, recen.tnudo i margini · laceri e contusi . Anche nella sutura. sono necessari parecchi dettagli tecnici, c·tlefacilmente la pratica insegna al chirurgo. I nfine si esegue la sutur~ cutanea parziale, lasciando l'apertura in corrispondenza della ln·ccci~. ossea, dove, di regola., si applica un d renaggio leggormento compres- · sivo di garza al vioformio. Solo nei primi interventi ho praticato l'emostasi del cuoio cupelluto, abbastanza faticosa e lunga, ben presto però mi sono con·dnle> 49 -
Gl01·nalt di medie/no miliare - F:.sc. x.
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111 C Ul ' :t' HI.XA
o; I;Ut·:ltlll, EC<".
della sua inu tiliLà.. Infatti le robuc;te Pean, lasciate durante l'atto operativo, sono in genere sufficienti a produrre l'emostasi; ed in caso negativo, è certamente sufficiente la sutu·ra che io pratico con punti radi di seta robusta con ago Reverdin, prendendo a tutto spessore le parti moll i pericraniche. Fa=-c:iatura compressiva . Così regolandomi, economizzo nn tE-mpo prezioso uelle contin genze di guerra, senza. a \·er mai notato inconvenienti di sort a . Ritengo utile anch e qualche a~:cenno sul la cura consecutiva, non di rado importante quanto ed snelte più dell'atto opera t-ivo. Due sono i maggiori incubi degli inter \"enti cra.nici c he tanto ne minacciano l'esito: l"asce>.::so e l'ernia cerebrale, che pu r troppo non di r ado sono coucomitl\nti. Ebbene, se si verificano, i o ho visto costantemente, dopo lunghi e.! immani sacrifìzi, verificarsi il decesso. Ed appunto allo scopo di e"t"itare queste gravi com plicazioni elle io h o esposto parecchi dettagli pratici di tet:nica, che non costituì· s cono certamente una !>Co,·erta, non essendovi Jlulla d i nuovo, ma c he ritengo utile averli r iferiti solo perchÈ', avendo avut.o occasione di esperimentarli, bo crednto opportuno pr~ferirli a tanti altri, che la letteratura medica su lla cùirurgia t r aumatica cerebrale registra, e nonseguentemente additarli ai v olon terosi . Sopravvenuto l'ascesso cerebrale. bisogna subito fare un'apertura conven iente, che io sono solito prati car e con il Paquelin. L a condotta da tenere nelle ernie cer eb1·ali è 'aria. Se l'ernia. è piccola., e non esiste suppurazionP, è buona norma mantenerla ridotta con adatta com pressione. Ciò che è agevole. quando la breccia ossea. cranica e stata eseguita nelle pr.oporzioni esposte. Quando invece l'ernia fosse abbastanza 'voluminosa, è peri· coloso fare la riduzione, poichè subito insorgono fenomeni di reazione corticale (convulsioni ) e bulbari (disturl-,i cardio·vascolaril, e se non s i smette in tempo, si corre il risc hio di perdere il ferito. Nei casi poi, nei q u al i sia sopravvenuta suppurazione della ferita delle parti molli e dell'osso (è facile la n ecrosi dell'osso scoverto di periostio), allora, anche nel le ernie bisogna astenersi da ogni manovra di riduzione, p:>ichè altrimenti l'ascesso cerebrale è imma n-cabile. Però spesso esso non si evita, anche lasciando l'ernia a sè, perchè q u esta mau mano viene aumentando e così si verifica. uno strozza· mento della sostanza. cerebrale nello sportello osseo, alquanto ristretto. Se a. ciò, come avviene quasi sem}_.lre in tali casi, si complica supp urazione ossea, l'ascesso cerebrale è inevitabile . Inoltre 'la sostan za ce rebrale erniata spesso minacci>t. di n ecrosi.
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APPUSTI DI Cl:llRUI:GIA Ol GUERIU, ECC
In nn caso con apert.ura o3sea molto estesa per una ferita tangenziale da scheggia di granata, ho potuto osser~are che l'ernia cer ebrale non ha. subito modifìcazioni nocive, malgrado la suppurazio11e delle parti molli, e in tal ca ·o si è ottenuta la cicatrizzazione della ferita. Quindi mi 'ien fatto di pensare che, in casi dì ernia cerebrale con tendenza a n l'crosi, dipendente da un anello osseo ristretto, sia utile dilatarlo. Però nulla posso dire in proposito, non avendo ancora avuto occasione di Rperimentare un tale sussidio chirurgico. In ogni modo, in presenza di emia cer~::brale che si è deciso di non r i•lnrre, è bene e>ita.re qualsiasi compressione anche nelle medi<:i\ture. Infine di rò bre\emente sugl i esiti ottenuti.
OPE IL~Tr
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Penctmnti in ca,·irù con spappolomento cerchr:.tle . . , .
SCS OPERATi Jtima.rl In cura
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.:\on penetranti con frAttura della scatola cranir-a e 111eninge inlPgra
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l 1 liorti Poco dopo l'iDI!! esso. •2 • llorto Per tetano In seguito ad oltre !t rae.
. Le craniectom.ie esegui t~ ammo11tano a 43 con i seguenti risul· tati: traslocati guariti od in via di guarigione n. 20, rimasti in cura n. 6, de1 quali tre decorrono bene, dando afiidamento di guarigione, e tre sono complicati ad ascesso cerebrale, consecutivi ad ernia, che non danno adito a speranze. Mor t i 16 i inoltre un operato al cranio, con la ferì ta in via di guarigione, è deceduto per infezione t etani ca, consecuti '9'a ad altre ferite negli arti. h' 1 traslocati possono dirsi tutti guariti d efìniti,amente della lesione e lrurgica e molt-i migliorati o guariti della l esione funzionale per a>erne a'9'u to conferma ulteriore.
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APPU:STl DI CHIRURGIA DI GUERRA 1 ECC .
D ei 16 deced uti, alcuni sono morti subito, percbè è stato pra.· ticato !"intervento come unico ed estremo mezzo di salvezza , a ltri dopo 2-3 giorni in seguito alle gravi lesioni iuc:ompat.ibili con la. vita, come s i è consta tato anche all'auliopsia, ed infine parecchi per com plicazi on i suppurative cerebrali, perchè tras port ati all 'ospedaletto in rit ardo, quando già ::;i era. i nizi ato il p roces:so s uppurativo. In due casi, per ferite traversanti il crani o nei lobi frontali L'O D fori piccolissimi e regolari, prodotti da proiettili dt fuctle, se nza loc alizzazioni e in con dizioni generali buone, bo rinunciato all' in tervento. Le rRgioui di tale decisione furono di•erse: 1° fo1·i pi~:coli d a p ro iettile ri\'esti to neJle due regi oui t emporali nelle parti sprovviste di peli; 2° assenza d i sintom i clinit:i di fra-ttura cranica di entità: ~) 0 eccessi' o la v oro con ferì ti p i u urge n ti da curare. Ho segu it o q uesti due feriti anc:he dopo il trasferimento: uno è guarito perfettamente senza alcun trattamento, un altro ba. don1to subire due picC'olt in terventi nei due fori per la rimozione d i s<>heg;;ie ossee necrosate, poscia anch'egli è guarito. :::llolto resterebbe ancora a dire, parecchie cuse andrebbero 111e~li o. chiarite, ma il tempo per ora non ma lo pE'rmette. F ACCJA
E
COLLO .
Faccia. dei tessuti molli (est.ra.ziou i proiettili} ~. 2 schE'ggiotom ie erim oz ione di proiettili nel mascellare s uperiore . In te cve n t i p rati c ati per feci te scheggiotom i e eri\ mozioni di prodella f&ccia. delle ossa. i ettili nelmascel2 lare inferiore. . / ponte zigomatico (scheggiotowia e rim oz ioue proie t» l t ile) . (-i-l ' inter•enti sulla f accia h anno an1to de(·orso post-o per a torio favore.,-ole e sono stati trasferiti in ottime condizi ou i locoli e generali.
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APPO~TI
DI CHIRURGU 0 1 GUERRA, KCC.
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Un decorto alquanto più lungo hanno avuto due casi. nf'i quali ho dovuto trapanare largamente l'antro d' Higmoro per rimuovere due pallette di shra pnels, incuneate una nella. fessnra sfenoidale inferiore e l'altra. nel seno sfenoidale. Degno di rilievo è anche il caso di un valoroso capitano. aiutante di campo, nel quale una palletta di shrapnel, dopo aver fratturato il bordo orbi tario superiore, si era incuneata nel cavo orbitario al disopra del bulbo, provocando lesioni piuttosto gravi della. funzione visiva. Egli è guarito perfettamente della ferita chirurgica "'t'& migliorando nella. funzione visiva.. Ho dovuto praticare a.nche cinque enucleazioni del bulbo oc11lare e, dolorosamente, una anche a.d un distinto collega. Il bulbo oculare, in tutti questi feriti, era. ridotto ad una poltiglia (spappolato e vuotato o quasi), colpito in genere da scheggia di granata, che avevano anche provocato lesioni ossee. In tali casi ho creduto ;JTgente intervenire per due ragioni : 1° per evitare un possibile grave processo flogistico locale; 2• per scoogiura.re l'oftalmia sim patica nell'occhio sano. Tutti gli operati di enuclea7.ione hanno a"t"uto decorso favorevole e sono stati trasferiti in buone condizioni per la protesi ulteriore. Collo - ~el collo, oltre a qualche il!ten·ento per estrazione di proiettile, è stata praticata ancbf' una tracheotomia, in condizioni gravissime, per una ferita da palletta di shrapnels, che avt>va attra•ersato la trac hea, ledendo anche un 'apice polmonare. Tale ferito ò stato traslocato, in ottime condizioni, con una fistola tracheale, essendo già rimossa la cannula da par"C<:bi giorni. In altri tre cac;i di ferite penetranti, una nel faringe, una nel laringe ed una nella trachea., non è stato necf'ssario alcnn intervento, perchè i fori prodotti dal proiettile di fncile non produce~·ano cltsturbi di er. tità.
Su ~>l feriti" del toract'l sono stati n ecel':~ari solo tre inten-enti: due toracentesi ed una toracotomia. In questi tre casi però era sempre concormtante la lesione epatica.. Le ferite plenro-polrnonari, non associate ad altre lesioni, non hanno mai reclamato inten·enti di sorta ed hanno avuto co~tante mente decorso fa•ore•olt', la maggior parte rapidamente, in indi•idni d<\i 2() ai GO anni. Sono stati tral':teriti in genere dopo cin·a una settimana, CJUalcnno dopo òue, quando erano iu condizioni di poter e·Nere ac;sogg.•ttati a lnn!!o •iag~io nei treni·ol':pedali. Xun ho mai
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APPt::"Tl Jll CHJRt.'RG IA DI GUERRA, ECC.
praticato l'estrazione del proiettile nei feriti polmonari, poichè essi non hanno mai, nei miei cas i, provocato disturbi. Ho eseguito solo in due feriti la toracente~ i , perchè sono sopravvenuti disturbi respiratori. In uno dopo l'estrazione di circa 100 cen timetri c ubi di liltnido siero -ematico, si è venficato un rapido miglioramento ed è stato trasferito in via di completa guarigione: nell"ahro invec e è stato fatto due volte la toracentesi, li mitata a 100, 150 een timetri c ubi; però s i è avuta rapida rip roduzione e si è verificato il decesso per la grave lesione epati" a . L'operat-o d t t o racoromia riguarda. principalmente il fegato e lo esporrò sugli interventi addominali. FERITE DELLA COLON::\A VERT.,;BRAT,E.
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FERITE DELT..A COLO~NA YERTEBRAL.E
TOTALE
Trasrer lt l
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Soz.ione cen·icalo. •
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•
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Nel le ferite della colonna >ertebrale, con lesione midollare o della cauùa equina, ho p raticn.to l'intervento solo per la rimozione del p r oiettile nello speco, e limitatamente alla sezione dorsale inferiore e lo m bo-sacra le . ~ei casi invece di ferite con tragitto completo ritengo, il p i ù delle volte, inutile r atto operativo per le ragioni già esposte nel parlare dei carattC'ri delle fente della colonna vertebrale. In ogni modo l'inten·ento non creJo debhn. es:>ere fatto negli ospedali della prima l iuea, auche perchè tali ope1·azioni debbono essere praticate sulla guida di indicazioni radiografiche molto precise per n on correr~ il rischio di aver fatto un'operazione non solo inuti le, ma anch e dannosa. H.ignardo ai feriti midollari, con paraplegie uomplete de lla sezione cervicale, ùor::;;de superio1·e e spesso anche medio-dorsale ritengo ogni intervento inuti le, poichè disgraziatamente tutti i fer i t i del genere li ho visti inesorabilmente pt'rire con o senza intervento. Quindi, in generale, è meglio utilizzare il tempo, c osì prezioso negli ospedal.:·ni,
APPUNTI DI CHIRL:P.Gl! DI Gl' ERRA , ECC.
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in altre oper~:~.ziuni più urgenti e che, sopratutto, danno maggioreaffidamento di riuscita. Per g l'interventi nella colonna vt>rtebrale in Libia. come nell' attuale campagna, ho adoperato rostantemente il metodo del nostro Bonomo, di laminflctomia laterale. Reputo tale metodo, come già riferii altra volta (1), quello che meglio corrisponde a scopo traumatico, perchè, mentre è sufficiente la bre~cia per dominare la lesione, è pochissimo lesivo dell'apparecchio osseo-ligament.oso della colonna vertebrale. Vantag~io quest'ultimo di somma importanza in campagna, poichè non richiede per la cura consecutiva. un apparecchio immobilizzante della colonna vertebrale. E chi ha fll-tto delle campagne ba potuto osservare quanto sia difficile poter fare nn buon app!irecchio immobili zzante dell a colonna vertebrale nelle contingenze di guerra. Si può perdere del tempo prezioso senza ot.tenere n.lcun r isultato pratico. A tale scopo, nei casi ò i bisogno, io sono solito immobilizzare la colonna vertebrale con apparecchio a t razione, roercè apposite fionde e cinghie. Con il metodo Bouomo è sufficiente una semplice fasciatura, am rr\enochè la lesione, prodotta dal proiet.tile, non sia tale da reclamare, per sè .stesl3a, un'immobilizzazione della colonna, e questo, come bo già riferito, è il caso più raro. Ho avuto occa!òione di praticara la laminectomia alla B onomo, resecando in genere due lamine, sette volte con i seguenti risul tati: quattro trasferiti e tre m01·ti. Dei quaUro trasferiti, tre sono guariti completamente, avendone avuto ulteriori notizie; il quarto è stato traslocato in buone cond izioni chirurgiche locali, però con paraplegia degli arti inferiori e paralisi retto·vescicali. Di questo uon è stato possibile ti nora a ver notizie, sebbene sia noto che è ancora vivente, dopo circa tre mesi. Nell'operazione il midollo, in tal caso, fu trovato macroscopicameote integro. Tre operati d i la.minectom i a sono stati sPgui ti da morte, uno per contemporanea lesione adriominale, resasi e\·idente dopo l'intervento. e due per ematurie vescicali gravi e piaghe da decubito estese. Quatti-o spinali, tre con lesione del la sE>zione cervicale del midollo, uno della dorsale, sono stati trasferiti, per loro vivo desiderio espresso, negli ospedali territoriali italiani. Tu t ti gli altri rimasti nell'ospeda letto sono morti, la mag~ioranza. per set.ticemia, consecutiva a piagh e da decubito. Concludendo, le lesioni spinali sono t.ra le più f11.tali per la grande perceu t nale dei decessi, specialmente nelle sezioni altE>. (l) Resoconto del CongrPas'> medico ahbruzzcse, 1913
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N elle ferite del l'addcme ho segui to d i massima il cr iterio della -astensione con immobilità assoluta, oppio, >esc ica d i ghiaccio e proibizione di qualsiasi ali m en to e be>a nda per 4-5 giorni, bagnando solo l e lab bra con a cq ua. e ghia ccio. Dopo q ue,;t'epocR. ho oom i n ci~tto a sommi nistrare cucchiaini di caffè gbi tlccitlto con acq ua, poscia latte, ancora per parecchi gi o rni: ciopo ci rca 10 giorn i. se non insorgevano ~ompli c az i oni. s i cominciava grad ual!r.ente l' alime ntazi one solirla (min e striuP, ll O"t" a. e cr.) E, solo all <Wll. se non R> ,·en Ì't"ll d e fecazione spon tanea , la pro , oca vo con pe r a glicerinata . Tale r egime, a pparentemente d raconian o. è abha:>tanza ben sop· portato dai fe r it i volenter osi , pu r ch è l' ass istenza del personale sia coscie nziosa. nell'eseguire le pre c rizi oni rigorose d.,] c u r ante. Gl' irreq u ieti ed i ribelli pagano purtroppo con la vita. il lo ro indisc iplinato contegno. Ho trovato molto u tile. per ottenere lo scopo, il far com p r endere bene a i feriti le loro r eali con d izio ni , m ostra nd o, quando -era possibi le , gli e sempi d e l genere. Gli adùo mioali sono assol utamente i ntrasportabil i, se n on p rima s e ne ù assic urata. .l a gua rigio ne co n l'osser\a zione della d e fecazio n e • normale. Ne ho visti parPr-c-h i , t.ras port ati nell'ospedaletto, d opo 4-7 g ior ni di a s:-o l uta i mm0bilità, rla lle fo r mazioni sanita-rie p iù ava nzate (posti di medicazione, sezi on i di sa nita) . che erano in buon e condizioni, peggiorare poi repenti uameute dopo il traspor to, fino a l dece so. P urtroppo tale t rasporto il p iù clelle >olte è inevi tahile, p oic h è i feri ti, quando si veggono scoppia r e all'intorno ~hrapnel e g ranate, di v entan o furibondi e nes::un aJUmonimento è ca p ace di tenerli a. letto. In tali con di zio ni è preferibile i l m ale mi•to r e d i un t rasporto prud ente n e ll'Ospe -lalet to più çjcin c•. L a q ues tione dell' o>:perlalizzazi o nt' i n s ito, t e orica mente è un t ratta rreu to ideale, pra.ti cl\mente s nl <·ampo, con il g randina r e di proiet-
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APPU:-.TI DI ~HlRU IWIA DI GUERRA , ECC.
tili di ogni sorta, presenta difficoltà, spesso insormontabili. Anche in tal caso il dettare leggi fisse, vuol dire di mostrare mancanza di quel criterio pratico che solo l'esperienza. può rendere acquisito. Con il sistema. curativo adottato ho ottenuto i seguent.i ri.: mltati: quattord ici trasferiti in buon" <'Ondizioni generali, essendo già. guariti della lesione esterna, uno rimasto in cura, che procede favorevol mente; sei sono morti, che presentavano solo lesione addominale (qualcuno del fegato) ; otto sono morti per lesione addominale concomitante ad altre lesioni (tora.ciche e midollo spinale) ed uno infiLb ba deceduto per infezione tetanica, essendo già gnarito per la. ferita addominale. Nell'addome sono stati praticati solo quattro interventi. Uno per pio-pneumo-pe1·itoneo, seguito da morte, sebbene sia stata eseguita una semplice asola alla Mourphy, adoperando l'anestesia locale. Tn un se0ondo caso ho resecato una g rossa porzione di omento, erniato da qua lche giorno nell'epigastrio ve rs.o l'ipocondrio sinistro. Nell'operazione, nel distaccare l'omento già aderente alla ferita, si è provocato grave emorragia, proveniente dall'ipocondrio sinistro, che bo frenato con un conveniente tamponamento. Nelle medicature successive ho potuto asportare gradualmente, man mano che si eliminavano, grossi pezzi di milza (che ho conser· va to) senza che l'emorragia. si fosse ripetuta.. Nonostante la. gravità del caso e la complicazione di un ittero emolitico, l'ammalato è stato trasferito completamente guarit0 della lesione chirurgica, in ottime condizioni generai i. Altri due operati, uno per nefrotomia, in seguito a. lesione renale con ematuri a persistente, e l 'altro per ascesso epatico, consecutivo a. ferita penetrante nel torace e nel fegato, operato per via transpleurod iaframmatica, sono ancora in cura e procedono favorevolmente. FEHITE Dl, l, BA CJ :\0 CO:\ LE IONE DEGLI OllGA:-I J.
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Morti
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Penetra nt i io vescica e retto
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Con .l~siooe d egli o rgani gE>nito. urtnari estPrni . • . . . .
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Morti
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cura
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TcaBferltl
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l 4
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770
APPCNTI DI CHIRORGIA DJ GuERRA, ECC.
Nelle ferite del bacinc con lesione della vescica e dell'uretra E>, Ji massima, necessario l'intervento, poi c h è nelle ferite della. vesdca si versa orina nel bacino con le fatali conseguenze ben note e nelle ferite dell'uretra. 0011 rer.:isione completa, sopravviene grave disuria. Per il trattamento da sct>gliere io mi sono regolato nel modo se· guente: nelle ferite della parete anteriore della vescica sono interve· nuto con la cistorrafia, nelle ferite invece del basso fondo vescicale mi sono limitato al catetere a permanenza, pronto ad intervenire, insorgendo complicazioni. Nelle ferite dell'uretra ho intervenuto solo in un caso, essendovi recisione complt:ta dt!lla porzione membran o~iL con ritenzione di urina. Gli altri casi nei quali la minzione era espk tata, sebbene con qualche difficoltà. sono stati subito sgombrati, non avendo bisogno di alcun soccorso immediato. :Segli interven ti alla vescica, in un caso di lacerazioni estese e multiple de11a parete anteriore, in vicinanza del collo' vescicale. si verificò il decesso per l'irrequietezza del ferit o, insofferente del ca· tetere a permanenza, che continuamente si strappava. Uno è stato trasferito in buoni condizioni ed un terzo, completamente guarito, è rim asto in cura, percbè assoggettato ad un secondo intervento per aneurisma artero-venoso della regione crurale destra, provocato dallo stesso proiettile che gli a.ve>a perfora.to già in due punti la parete !interiore della vescica. Un ferito del basso fondo vescicale è stato curato con il solo ca· tetere a permanenza per otto giorni ed è stato traslocato complehl· mente guarito, nonostante avesse nell'interno del bacino una palletta Ji shrapnel. Il ferito contemp oraneamente al r etto ed alla vescica mi è stl\to trasportato per l'inter>ento. qnando gia esisteva i nfi ltrazione urinaria diffnsa, e non ho creduto' intervenire, date le sue gravi condi?io ni, ed anche per il la t'oro eccessivo di quel periodo; è morto in giornata. Nell'intervento dell'm·etra ho oltenuto risultato ottimo con l'uretrorrafia e catetere a permanenza per otto giorni. N on è r.ncora tra· sferito per la complicazione di nna suppurazione diffusa in una gnH·e ferita alla coscia sinistra da scltt>ggia di granata; è in via di guarigi0ne anc he di questa les ione.
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771
A PPL'NTI DI OHIRCR GIA DI GUf1 R RA . E CO
Arti. ! STE:RVEXTI :'\ EG l.. l
ARTI SUPER I O RI E LORO ES ITI. ~=========-~----=--~~=
lTraslocat i Morti
Te3.5uti moll i
l Oasa ed articolazioni
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28
2R
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6
Suture n e r voso n. ~ (in due in · dividui.
2
2
Suture tendinee.
2
2
A m p utazioni (di c ui 2 p e r ca ngrena g assosa)
3
4
E strazio ni di proiettili dall 'aie · c r an o n . E straz ione di proiettili dalle a r ticolalioni .
! NTEJlVj,;:\TI
l
3
3
12
12
9
9 15
15
N F.GLf A RTI INFER I OR I E
"I'rulocatl
ed artico lazioni
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Tu tale
Allacciature o . 8 (i n G individui )
Apparecchi immobilizzanti vari
Ossa
In cur a
E strazioni p roiettil i .
t o m ie l Scheggio Ap p a recch i ge ssat i
Tes.quti molli
R imasti
LORO E S ITI .
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Rtmaatl In
Totale
2
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cura
Estrazioni proiettili .
47
Allacciature n . Il ( in 7 individui)
6
Amputazioni (5 per congren a g~ts- • sosa) l
4
E strazio n i proiettili ( ti bia e pe· ro n e )
5
Estr azione proiettili dal le artico · !azioni .
l
l
Scheggiotomie
s
8
A pparecch i gessa t i
13
13
Apparecch i immobilizzanti.
9
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Apparecchi ad este nsione
9
9
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7
3
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Artrotomie (setticemia co nsecu · ti va).
772
A PI'U:\Tr DI CH IR URGIA DI GUb'R RA, KCC.
Le eslraz ioni ùi p roiettili spesso p resen tano difficoltà, riuscen do estremamente indaginose se non si hanno radiografie con ind icazioni precise, specialmente nelle reg ion i m o lto ricche di muscoli. Io son o solito infiggere, p rima d e lla. radiografia, aghi da. punture e splorative, applicati in direzioni d iverse, possibilmente sulla guida della radioscopia.. Le estrazioni di proiettili d alle ossa, i n g enere, non p resentano d i fficol tà, potendo a vere radiografie ben fa.t te. Sulla questione dell'estrazione dei proiettili, nelle formazioni sauitarif' del fronte, si è molto discusso. I o ritengo che, negli ospedaletti, di massima si debbano estrarre, specialmente le palletta di sbrapn els e le scheggie di q ualsiasi g enere. Ripetute volte ho visto insorgere gravi suppurazioni, e non di rado caugrone ·gassose, per pallette di shr apnels o scheggie d i gra 111\ta non estr atte. Certo che, se i feriti con proiettile incam tc1ato (di fucile) n ou presentano sintom i locali d i sorta, par ticolar mente poi se altri feriti richiedono più proficu11.mente l e cure chirurgiche, è oppor tuno inviare i primi nelle r etr ovi e per il trattamento d e l caso. Anche n egli ospedaletti, dove n o n si d i sponesse di a pparecclllo rA.oliografico, è meg lio li mitarsi a ll e so le estrazion i di proietti li clinicamente individuat.i, altrimeuti si corre i l pericolo d i fa re larghe inci sioni inutili e, non di r ado, dannose. Negli inten·e nti sni vasi, oltre a pareech i casi di complicazione di cangrena gas:>osa, dei quali dirò in seguito, si è verificato a!!che un decesso pe1· auemia acuta. in seguito a grave emorragi a avuta u~>lla p rima medicazione nella :-;azione di Saniti1. per les i one dell'artezia e vena femorale. È giunto ali'o~pedaletto qua;;;i esangue con i vasi p i nzettati: ho ri mos~o l e p i U7.e, legando i vasi. ma. s i è ver i,ficato il decesso qualche ora t)opo l'ml.ervento, nonPstante tutte le cure Ppportune. )\el la ma.~gioranzadei cn.~i si è tt.\'lllO comp l<'ta gnarigione. S olo in un feri to ho praticato la sutura d e lla vena ascel lare per f,.rita pariebde con esito in gua r i!!ione, in tutti n...,.li altri ho ese.,uito ......., " l'ailat.:t;iatura. Anch' io, l:Ome il Salinari, souo d'avvi;;o t·he iu gnen a, sal\'O t;asi eceezionali. s ia preferì bi le l'allaeeia tura alla sutura, anche nella considerazione eh e la ma;:1;giomm:a. clelle fe1·it.e sono prodot t~ da. proiett.tli ù'nnig-lieria e quindi facili R suppurare H o antlo un solo caso di omurmgia secondari!\ dc> l In ,·ena femorale. S('guito da decesso, i n nn uflìciale amputato di coseia per grave fl"mmone gassoso, svi lupparo..-i rapidnmente per una estesa ft' rita ad una coscia t;OU frattura
A PPC:"TI DI CH I RURGIA DI Gt.:a:HRA: E CC.
773
comm in utiva del femore, prodotta da scoppio di shrapnels. Egli era anche fortemente anemizzato. Nelle ferite degli arti, anche gravissime, ho seguito per massima costante il criterio della conservazione ed ho amputat o solo, q uando l'arto era ridotto in condizione da dover disperare in modo assoluto della sua vitalità. Potrei qutLsi chiamarle regolarizzazione di monconi , anzichè vere e proprie amputazioni. In due di tali feriti ho dovuto praticare l'amputazione del brac~i o , con esito uno di guarigione e nell'altro rli decesso, perchè presen· tava anche grave ferita penetrante nel cranio con spappolamento ce· r ebrale. Negl i arti inferiori ho dov uto amputare una sola volta in primo tempo per grave traumatismo in una coscia, nella quale erano Je~i anche i vasi, ed il moncone era uni to solo da scarse parti molli. In questo caso conco mi tava grave ferita anche dell'alt r a coscia con fra t tura dell'estremo arti rolare d el femore e con lesione della vena e dell'arteria poplitea. È stato trasportato all'os , edaletto i n gravissime condizion i per shoc traumatico e f0rte anemia acuta. Si è mter\ennto solo percbè era neces~ario rimuovere i due lacci emostatici che da circa tre ore erano applicate nelle due coscie· Si verificò il d t>cesso qualche ora dopo il doppio intervento. I n u u altro caso si trattava di amputazione in ferito proveniente da altro ospedaletto e si è avuto esito favorevole. Oltre delle amputazioni riferite, se ne sono praticate altre sette per cangrena gassosa., due del braccio e cinque della coscia, ma di queste riferirò nell e infezioni delle ferite. 1-~elle fratture, nelle quali esistevano scheggie libere o quasi, ho praticato l'asportazione. Tale piccolo limitato atto oper ativo è stato per Jo più subordinato ad altri interventi nella parte (estrazioni di proiettili, sbrigliamenti per tessuti strozzati e minaccianti necrosi, per processi suppurativi, e cc.). Gli esiti sono stati soddisfacenti. Apparecchi per frattttre. - La questione delle fratture è molto complessa e rappresenta per il medieo militare in guerra. il problema più impor tante ed arduo. Ed è appunto nella buona. risoluzione di esso che si rivela principalmente l' ingegnosità e l'iniziat iva del medico militare, specia!mente nei posti di medicazione e nelle Sezioni di Sanità. Non si ripete mai a sufficienza. c he i buoni apparecchi vogliono dire sal ve zza di arti e, non di rado, anche di vite .di numerosi feriti. Le cifre statistiche innanzi riportat e sono la prova più eloquente della mia asserzione.
APPL".s'TI DI CH IRG RGIA DI GUERRA, ECC.
)\on di~tgnost.icare una frattura d'arma da fuoco, n on immobilizzarla convenit-ntement.e si~n i6 ca procurar gravi !'Offer enze ai feriti, durant.e il traspcrt.o. con le conseguenze disastrose a tutti ben note. E'pongo il sistema da me adottato nell'ospedaletto. Prima di tutto è doveroso r iconoscere cht-, nelrattuale guerra, Rlmeno nella nostra zona, ripieghi di ogni genere non d ifetta no, es!o;eudo-çi abbondanza. di materiale per improvvisare apparel!chi d i qual ~ial>i genert-, sopperendo così alle deficieuze della dotazione o t tima, ma certamente scarsa, dato il numero esuberante dei fratturati. Il o avuto sempre a dispo.,izione copioso mRterial~.>, preparato dal personale dell'osperlalc tt.o: stecche di legnn di ,~a ri e dimensioni , palmnri cor ti e l nnghi, stecconi per cose.:i a m odello :\[ac-Ewen, ecc. I no l· tre ho cercato di fornirmi, il più che è possibile, di gesso di l n on a IPgll. Il ge;;l>o è an ottimo mezzo d'immobiliz?.azioue, direi quasi che <·( !'ltituirebbe l'ideale in guerrR., se rispondesse allo scopo. Purtroppo l'erò. con tutta la buona volontiL ed anche avendo una buona. pr~t.tica. nuleriore, spe-;so non si riesce a.d ottenere u n appa.reccbio utile, per 1"<>-.trema delicatezza della materia prima. che richiede mol ti ri~uardi. unu conciliabili con le esigenze di guerra, almeno nella. nostra zona. 1 r·r eccellenza. umida. Io l"ho adoperato per il braccio, specialmente nelle fratl.u re in \"Ì L"Itlllnza dell"a.rticolazioue omero-sca.polare e ne lle fratture di gambe, in ambedue i casi alJa maniera di H ennequin. Le f<>nestrature sono state praticate dopo q ualche ora. Per le fratture della coscia e d ella colonna vcrtebrale bo dovuto . . . rlnuncJarvl. P e r la. mano ed avambraccio mi son sempre servi to di palmari corti o lunghi, a secon da dei casi. P er la coscia bo avuto ottimi ri· :--n ltati con gli apparecchi ad estensione, fatti con stnscie di cerotto, nn pezzo di legno bucato a.IJ'estremità., applicato al la stA.ffa piantare ed una cor da per i pesi che scorre nell'estremità inferiore d i letti in ferro o su bastoni lisc i, adattati allo scopo. I frattu rati d i coscia li ho q uasi sempre trattenuti dai 20 ai 30 giorni; per lo sgombero applico lo steccone di Mac-Ewen, comodo, rapido e rispondente allo scopo, prima di caricarli nelle auto-ambulanze. C'omodissime per gii arti, se ne eccettui\ il femore, sono anch e le telE.' metalliche in dotaziene, bene a dattabi li e ra.pHamente in qual~;:ia::.i segmento. Per lo sgombero. nei casi c he necessita maggiore soliditù. possono rinforzarsi le tele metalliche con bende destrin!l.te.
Al'l'l'.:\1'1
01 CII IRUIW1 \
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1
ECC .
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H.A DIOGRA Fl r:. Ho a.ùoperat.o nell"os}JeJ a.let.to il modt:llo p ortalll e (tipo F errero
di Cava llerleone) con l'eg~iunta del rinforzatore e del limitatore Frisoni, q ual'è in dotazio ne. Iuvltre dispouendos i della co rr~nte, mi son fornito, dalla ditta Ba lzarini, dell"<tpparecchio di manovra p er !"applicazione della. corrente stradale. È uoto ~..:he, per t.1Je uti lizzu,ziont>, g li al•it.uali tubi in dotazione sono ft~ c ili a guastarsi, e quindi ho ri c hiesto ed oth:nuto nn tnLo grosso hl li ller· a r efrigerazione aù acqua. Però con qualche ripiego da elettricista pratico è possibi le servi !'si bene anche de i tnl•i regolament!t ri, specialmente se e:;si sono alternati nei periodi di co ntinuato Ja,·oro. · Per completare l'apparecchio avTei uisog no d.::l !imitatore-com· pressore, essendo il setuplic.;e liu1itatore, spesso insufficiente allo scopo, ma anche questo spero or, te nere al più presto. In ogni modo, cotl l'apparecchio Ferrer o, con le modificazioni aggiunte, nel nost.ro ospedaletto si è potuto avere una coll e zione di buone rh.diogra.fie, n on solo degl i arti, ma anche del cranio, del ba cino e della co lonna vertebralt>. L'apparecchio in dotazione nella Libia corrispond e va multo meno, ser>endo be ne solo per gli arti, e:>clusa l 'art i ~..:ola zione coxo femorale. Quindi, come è attuai mente, per i cor pi estranei e per le lesioni scheletriche corrisponJe a sufficienza. Kon è un buon sussidio diagnostico per gli organi ca.vitari, come lo sono ct: r tamente i buoni apparecchi con i m p ia-nti stabili. Da quanto ho esposto ne concludo che l'apparecchio portatile, tipo Ferrero, corrisponde a sufticienza per le esigenze di guerra sul fronte. Solo cb.e ogni ospedaletto chinugico doo;rrebbe averne uuo a sua completa disposizione con impian t i in abitat:.i, per.;hè il lavorare sot:.to tenda, prat icamente mi sembra un' utopia, come è per me un' utopia, nelle attuali condizioni di funzionalità il trasporto giornaliero dell'apparecchio agli ospedali da campo, che lo ri· chiedono. Sarebbe anche molto utile, nei luoghi dove non esiste corre nte, di fornire la dinamo di un piccolo motorino. Con il personale di trnppa, sempre m o lto d eficiente, che s i ha a disposiz ione negl i ospedaletti, u n motorino sarebbe molto y antaggioso per iJ risparmio di nomini e di energia nou indifferente, dato l'accumulo d e l lavoro.
77G
A PP!..::S'rt DI Cl liRI,; HG T\
DI C: L'ERRA. ECC.
Sono di avviso infine, che l'apparecchio portatile non sia possibile in guerra. sostituirlo con l' auto am bulanza. radiogratica. L'appa· r ecehio portatile potrà essere migliorato, ma non abolito, se un mezzo cosi prez ioso d'indagine vorrà mantenersi ed estendersi a tutte le formazioni sanitarie a van7.ate. an~he di m ontagna. Per le finalità della c hi rurgia. di guerra, nelle zone avanzate: ritengo ,;ia. molto più utile a•ere molti apparecchi f'he rispondano suffic ientemente allo scopo, che disporne solo d1 ottimi, m a s<;arsi. S ono certamente preziose le auto-ambulanze radiografiche, poteuJo fornire r aJiografie e radi11Scopie indiscutibilmente m igliori , ma n on possono sempre sosti tuire l'economico apparecchio portatile di age-
vole t rasporto ovunr1oe e di semplice funzi on a mento . I noltre, come si è già detto in a ntecedenza, l'apparecch io radiograticc, de,·'essere a completa ed e:<clusiva disposizione del chirurgo che opera. Ch i ha la•orato nel h zone avanzate solo potrà dire qu;.nto la]'} esigenza risponda ad equità e gi ustizia per il bene dei ferit i. La r ichiesta dell'apparecchio a lla di;-ezione di corpo d'armata o di armata i: anch'essa. teoricamente ed appa.nmtemen t e giusta, ma, 11el l\\Ltuazioue pratica , uon è difficile convinct-rsi che n on può cor· rispondere. l\1i sarebbe facile dirne Je ragioni, ma credo inuti le in:>i stervi, essendo a1 competenti facilmente co mprensibili. AKF.STE~lE .
Ho adoperato, a seconJa dei casi. le anesLesie p m s~ari11tc. Per i piccoli inten-enti bo usato l'anestesia locale, con soluzione di stovaina, llO\-ocaina o cocaina, all' l p. 100, quali sono preparate dal la far01acia centrale militare. Spesso h o unito la stovaina alla nov ocaina con risultato abbastauza soddisfacente. Anche con dosi ele v ate :2 0-30 centigr. non ho n otato inconvenienti di sor ta. ~elle operazioui d'importanza e di una certa d urata dall'ombel ico in sn Ilo a doperato la c loronarcosi, dall·ombelico in giù la rachi-anestcsia con la solu7.ione di stovaina a l 10 p. 100 ac:idulat a con acido latt ico tiormola Alessaudri). Per avere risultati pos i ti~ i n ell'ipoga strio ~ bacino si sono do vuti Iniettare 10 centigr. di stontina, per gl i arti e per la r egione perjanale sono stati sufficienti 6-8 centigr. l risultati sono stati buoni (due ca.s i insufficienti su 40 positivi). sen za rilevare incon>enienti d i entità. Si è n otato solo cefalea in qualche operato, subito c essa ta con opportuni analgesici, in uno ri-
777 tenzione di ori Ha p er uu giorno e nelll't maggioranza i pertermia (or", :2· 38'>, 5 di nessuna entita. Nelle opera zioni per lamioecrom ia. nella sezione lombare, ho adoperato la racbiane=>te:;ia, n ella Sl•zione dor,.ale !"anestesia region ale para,ertebra le con r isultato buono. Ritengo do,eroso d ichiar are che gli analgesici U:<<-HÌ sono stati q u elli che si disponev-ano e n on i preferiti da me n ella pratica. ordinaria in tem po di pace.
Nell' o>:pedaletto è io dotazione una buo11a steri lizzatrice che forn isce m ater iale sterile asciutto. dove, per maggiori garanzie, viene sterilizzata anche la garza al vioformio. c he non si altera a ffatto. In d ue mandat e v iene fornito t u tto il màteriale sterile occOn <'nte per qua.lsiasi operazione ferri. materiale di m edicatur a, \·esti mt-ùi1·he, lenzuol ini, pezze, maso·he1·e per med ici, guanti. ec:c. ). Due comod i amb ienti a. piantPr reno prospicienti ad un grande cortile a l berato, "ono a li biti l'uno a camera di medicazione con t re lett i chir u rgici, i l reg olamentare e d ne i n Jt>gno hf'n v er n iciati i u bianco, costruiti, d i etro mio disegno, dall'ottimo falegname dell' o>:pedaletto; l'altro a cameru d"operazione con un letto i n legno VE-rniciato anch'esso. costruito su disegno, con il q uale è possibile Ù<Lre a.ll 'op~rando q uaJsiasi !JOSÌ zio ne. 8011 i] letto regolamentare in ferro ciò non è possibile, perc iò l' ho pas«ato in camera di mt>•lica;r,ione. I d ue ambienti sono stati prima scrnp"losamente disinfettati ed imbiancati con acqua d i calce, ripetute volte; nella camera di operazione b o fat to eseguire anche un buon pavimento d i cemento. Le disinfezioni ed im b iancature degli ambienti sono ripetute periodicamente. Così organizzati si sono potu te e'!:ieguire, nei p eriodi di maggior lavoro, dalle ciuq ue alle dieci opera z ioni al giorno d i di,ersa entità e dalle cento alle duecento me·licature definitive, compres1 1 piccoli interventi e glì a pparec chi. Le prime medicazioni definitive (dopo le provvisorie dei posti più avanzati) sono state in genere cosi eseguite: tricotomia, nettezza della. parte con benziutt ed alcool, disinfe;.o;ione cou tintura di iodio al 5 p. 100, q uindi occlusione della ferita, senza mai su turare, drenaggiare o speci llare, con materiale sterile asciutto fissato da conveniente fasciatura ovvero, in alcuni casi, da. strisce di cerotto. Ho cercato di adoperare il mastisol, ma non bo avuto buoni 54.1-
Cii o,-nn l t di nudi<ina milila>·t -
Fase. .'\.
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APPUNTI DI CHIRUiiGIA 01 GOERBA 1 ECC .
risultati, certamente per la. cattiva preparazione, poichè come è nsaputo tale rimedio è ancora un segreto dell'inventore. In numerosi casi però, in ferite molto vaste, spa.ppolate e sudicie, in ferite con ernie muscolari più o meno strozzate, ho trovato molto utile, oltre l'abituale nettezza., ritornare un po' all'antico (sebbene ad onor del vero, debbo dichiarare che il mio maestro, l'illustre pro· fessor Durante, non abbia. mai abbandonato il metodo antisettico), adoperando le soluzioni antisettiche con a cqua ossigenata a 12 volumi, soluzioni fenicate al 3 p. 100, ecc., a pplicando drenaggio di vetro ovvero di garza., difettando i primi. Nei casi poi di complicazioni settiche delle ferite, oltre le dette soluzioni antisettiche, ho ritrovato sempre efficace il vecchio ipoclorito tanto in uso negli ospedali civili e militari di Roma, nei primi tempi della. mia. carriera ospedaliera.. Nell'ospedaletto viene preparato dal nostro farmacista con la farm ola del La.bba.ra.que, ottenendo risultati veramente meravigliosi. Ad onor del vero, bisogna anche confessare che le suppura.zioni del genere, le piaghe sa.niose putride e fetide che si osservano in questa guerra, io non r icordo di averne osservate neppure al reparto <isolamento-. dell'ospedale chirurgico di San Giacomo a Roma, quando vi p r estavo servizio da assistente ne l 1896. Oltre le suppurazioni più o meno gravi meritano speciale rilievo altre due complicazioni delle ferite, 'Che costituiscono l'incubo nell 'attuale campagna: T ETANO E OANGRENA GASSOSA.
Nell'ospedaletto si sono verificati quattro casi di infezione t eta.· nica.; in due la. malattia. ha presentato decor so benigno, in altri due invece decorso rapido e violento (decesso in meno di 24 ore). L'infezione b a sempre presentato il quadro classico noto. In tutti è stata. adoperata. la cura siero-tera.pica. per iniezioni endo-ra.chidee, spontaneamente e molto cortesemente inviate a. questo ospedaletto da Sua. Maestà. per mezzo del tenente colonnello medico comm. Qui· rico. La cura siero-terapica è stata. coadiuvata. dagli altri trattamenti più in voga (iniezioni di soluzione fenica. ad alte dosi. cloralio, morfina, loea.lmente sol azione fenicata., acqua ossigenata e mista. a. soluzione di permanganato al 4 p. 100, ecc.). Nei due casi benigni si è avuta guarigione; negti altri due, morte immediatamente dopo la. seconda. iniezione endo-ra.chidea. Nei quattro oa.si riferiti non era stata p r aticata l' iniezione a.ntiteta.nioa, poichè
779
APPUNTI DI CHIRl1 RG I A DI G U RRRA , E CC.
in princ1p10 della. guerra non si disponeva. di siero che i n scarsa quantità ed i detti f6riti non presen tavano lesioni gravi. I casi di cangre ua gassosa ammonta.ao a 17. Tale complicazione si è verificata per lo più in feri t i con vasta lacera zione e spappolamento dei tessuti e g ravi fratture ossee, provocate da scheggia eli g ranata , c he avevan o trasporta to nei tessuti cor pi estranei (sassi, terri~cio , peli, ecc .) e detri ti sudici d' in(! umenti. In parecchi casi, nei meno gra.vi, è sopravvenuta in ferite estese, provocate da pallette di shrapnels ed anche in qualche ferita da fucile con fenomeni di scoppio. Spesso la cangrena gassosa si è svi lup pata dopo che era stato a pplicato il laccio ela~tico per una certa durata. (più di 2 ore). E così, nonostante allacciature ben riuscite, u na dell'omerale e due della crurale, si è dovuto amputare l' arto p er salvare la vita del ferito dal violeuto processo. In genere, l'infezione è m olto v iolenta ed a decorso rapidissimo, ed in tali casi gl i sbrig lia m enti estegi e profondi, le disin fezioni anche energi che, l' uso del liquido imbalsa mator e di Meucière, le i niezioni delimitanti r ipetute ed abbondan ti di a cq ua ossigenata, si son o mostrati i nutili, e spes~o nocivi 1 perchè si è perduto del tempo, do>endo poi sacrificare u na più estesa porzione d i arto, quando non si è restati inermi, perchè il processo dalla coscia si era diffuso alle pareti addominali (due casi ). Nei casi limitat i, in ferite n on molto gravi, si P d imostrato utile l o sbrigl ia.mento esteso e profondo, m eglio se è fatto con il Paquelin , facendolo seguire da energiche disinfezion i e d a medicazione imbevuta con il liq uido imbalsamatore, del quale ripor to la formo la., dovuta. alla cortesia ed al consiglio dell'amico maggiore m ed ico Recchione : Balsamo del Perù. gr. 30 Guaiacolo. , anao-r. 10 Eucaliptolo \ o J odoformio E tere g r. 100. In u n q uadro r iepilogo casi con gli esit;i :
l
Morti
l
Guariti
TOT.U.&
T rattam e.n to conservativo
t
5
9
Amputazioni .
2 (l )
6
8
(l) Uuo è
.
•
.
.
morto per emorrql& eecondvla (femorale).
-
7::>0
AI'PU:STI DI
CHII~URGU
Pl G l lEHRA,
fl:CC'.
La m i a. eaperienza mi porta allt! seguent.i conci usioni: 1° Nei casi limitati di flemmone gassoso, nei quali non è mai presa tutta la periferia dell'arto, bastano le profonde ed estese incisiou i, meglio se fatte con il Paquelin, in modo da sorpassare i cara&teristicr tessuti cangrenosi. Indi disiufezion i e11ergiche con acqua ossi~enata e soluzioni fenicate alte rnate con liquido di Labbaraque; impacchi antisettici delle medesime Rol nzioni . Però, se il proces~o tende ad estendersi, è ~ecessario ricorrere, senz'altro, all'amputazione. 2° Nei casi a decorso violentissimo, nei quali il processo i- lliffnso a tutta la periferia dell'arto. particolarmt>nte se dalla prima metà del medesimo (avambraccio o gamba ) ha già im·aso il braccio o la coscia., ogni indugio all' iuterveuto radicale pnò riuscire fatale. Nella mia. statistiea ho registrato due casi (i primi due curati l con decorso così r apido e v iolento ehe. in cir1·a rre giorni dall"epo ca del ferimento, si è verificato il decesso. uonosraute tutte le cnre consigliate in proposi to dal Delorme. Kei casi di amputazione ci si può limitare a toglie]:e .:;olo il tessuto cangrenato. e trattare il te~suto semplicemente infiltrato t>SÌstente immediatamente al disopra, con il liyuido cosi detto imbalsam atore, come lo ha definito il l\1eucière, dopo energiche- disinfezioni con soluzioni antisettiche. .Meucière ne consiglia tre contemporaneamente (acqua Ol'lsigenata, soluzione fenicata a l2.50 p. 100 e sublimttto all'l p 1000) e ÙOIJO Pt1s0 ùei tre antisettici imbeve la. garza CM\ il li quido imbal~amatore nel moncone non suturato .
• "' * Credo doveroso, giunto al termine di questo riassunto rapido ed rendere omaggio all"ottiroo direttore. colonnello medico Min ici cav. Eugenio, per avermi so::.tenuto nel mio lavoro, pro••edendo energicamente ai bisogni dell'o.-pedaletto. Inoltre fo nn voto di sin cero plauso per i miPi ottimi collaboratori, i qnali,. tutti indistinu.mente, sebbene n on militari e nessuno avviato alla carriera chirur gica, pure, mettendo a sen·izio della sacrosanta causa italiana. la loro intelligenza e volentierosità, rapidam ente e bene hanno saputo sempre corrispondere alle esigenze tecniche e di servizio. affrettato~
Zonn r!i guerra.. "ette mbre 1916.
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CASU I ST I CA CL l N I C r\
\:0 :'\TRIBUTO f' Ll:'\l CO E TERAPELiTJL'O ~l; LLA t ' A~GI<E~A GASSOSA OS:3 1<: RYATA J~ELLA C ..UlPAGNA I'rALO- At:. TRJACA, IJ" r il dott. V euandn llarc o ui, s <>ttotenente med ico della Croce Rossa, ndd et to :dl'ospe· daletto da campo n. 47. Xei primi mesi dell'attuale campagna italo-austriaca si è presen tata l'oppor· tunità d i osservare in a lcuni feriti le più svariate complicanze. Non sarà p r ivo d 'interesse d 'illustrare s u di alcuni casi d'in fezione g a ssosa ver ificatasi in varie lesioni prodotte da proiettili dh·ersi e fare s u di essi ùelle conside raz ioni. Dietro consiglio e sotto la. guida. del s ig. capitano medico Caccia., che ri ngrazio sentita men te, ho r~tccolto 17 casi d'infezione gassosa, che ora. brevemente -esporrò. C ASO I.
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{}artella n r.s. Soldato . . . . . artiglier ia. E n t ra il 2'2 giugno 1915 per ferite multiple agli arti iuferiori prodotte dallo scoppio di una granata nel mattino dello stesso giorno Le lesioni più gravi con "Sistono in due vast e ferì te nel ::~o su perio1·e della coscia. destra, con muscoli es tuberanti e s pa ppolati e frattura. comminutiva d e l femore, ~;enza lesione dei g rossi vss i. Portato a ll'ospedaletto dopo q ualche ora dal trau ma per mezzo di una au toambulanza. d'una sezione di sanità, ha t rattamento delle ferite con medicatura occlusjva alla. t intura di iodio al 5 p. 100 intorno ai m~ rgini de lle lesioni, e applicazione quindi di un apparecch io gess ato fenestrato. . [l 23 giugno a l mattino si nota. temperat ura 38°,2 ; polso 162; respiro R2. Alla sera la tempera tu ra sa le a 39°,8 L'arto s i mantiene caldo; non si nota. edema, nè ·macchie all'estremità dell'arto. I l 2-1 g it:gno la tempn atura è di 39°,o; polso 136; respiro -10. L'infermo è a gitato, ba. ~na tinta pagliedna, ma non subitterica. alla faccia. All'estremità dell'arto s i nota no ipotermia. e macchie violacee a sfumlltura giallastra . Dalla ferita emana un odore feiidissimo. Si taglia subito l'apparecchio gessat o e si osserva l'art o t u · mefatto, teso, con larghe macchie bluastre, a cont orn i sfumati giallastre. cute marmorizza t a sino al 3° superiore ùella coscia con q ualche flittena.. Tutto l'arto e freddo, d i consL'lteu za coriacea s pecialmente alla coscia. P alpando si ha ue sens o di cre pitio sottocutaneo d iffuso '' t utt-e le pa rti molli. Dnlle fe rite non fuoriesce pus, ma tm hquido s ieroso simile a d acqua di lavatura di carne; i muscoli s ono ridotti io poltiglia del colorito della feccia ùi vino. Dalla ferita si spreme il liquido sanguinolente suddescritto commisto a bol-
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CASGI::'TICA t:LTNI I";A
licine di g-11..... Praticando ampie inclSJoo i vien fuori poco sangue nernst1·o con gas, non scomparendo ht turuefazione e la ten~ione dell'arto. Il coltello fa un ram<>re cnrattel"istico stridendo. L'infermo non accusa dolore. \~ole ndosi tentare la •:onc:erva.?.ione dell'snto, oltre agii R.mpi sbrigli:uneoti, si pratic ano abbondanti ln.vaggi con acqua o,;sigennta e numerosis~ime ini~zioni di essa circolari nell'ultima porz10ne d e ll' arto l 1bero. Ma nel p omeriggio dello ste-;;:o giorno. con gravi $Ìntomi d'intos~icazione. l'infermo muorto. C.\SQ
Il.
C'arte Ila n l 51 . Caporale m~tggiore . . . . . fantei"Ìa. Entra il l:iU giugno lHlo p e r vn,ta. feritn-fn.t.tur:t con ft.>oomeni di scoppio nl so medio della coscia sinistra, prodotta da. un proietti le di fucile il giorno precedente. La f ra ttura commiuut1va rlel femore è e"te'ia n e i ~/3 inferio.-i: i te ...suti sono sptq>polati ecl PStuherauti attrave1·so i due fori di entrat11. e di u~cita. LP condizioni del ferito ;;:ouo g•·a.vissin•e, la temperatunl. elevata. Si notano gia l e cb i"' z z e di colorito vinoso che arriT"ano alla piega dell'inguine. Dalle ferite fuoriesce liquido sieroso-sangui n o leoto ~imi!~: a lavat>ura. di carne, di odore feLido. L e parti molli dell'arto al di,oprl\ delle ferite sono durt>. cli consistenza Q\lasi lij::\'tu•a, rrepitnnte nlla p ..Jpazione e qua e là s i n otano fltt.tene rontenenti liquido :-:iero>'o tor·bido f'd emlltir.o. L'inferm o è aghnto. lui. un r.olorito terrc0, pol-;o piccolo e frequente. Si cerca di limitare il rapido avnnzarP d.;ll'infezione con vasti sb•·igliRmenti e con numerosissime iuiezioni C'Ìrrolari òi H 1 Oi p er 1p1anto le alterazioni locali abbiano già .raggi nn to la p i..- .!l\ dell'ingu i Il l'. 11 :? l11glio allt> ore l~ il f..:rito soccombe.
c.\.so 111. Cartella n. 190. Soldato . . . . . fanteria. !!:n tra .i l 2 luglio 1915 per fer . ta d'arma da fuoco a ca nale completo del 3 • wedio della coscia sinistra con f1·attura de l !'emore e per ferita d ' arma da fuoco a canale incompleto alla natica destra, prodotte, Il\ se•·a precedeute, la prima, sembrn, da fucile, la seconda ùa shrapnel. La temperatura del corpo è molto elevata. L e condizioni del ft>rito sono molto grad per lo stato di shocb in cui si trova. IJ 5 luglio si con statano la solita ma1·morizzazione della cute, tumefazione e i!lotermin dell'arto, liquido scarso siero- sanguinoltmto dalle ferite, crep1tio alla palpazione superficiale e profonda e odore fetido. ~i pruti<'nno subito numero- i s~irne iniezioni di H• O' delin1itanti con ampie e profonde incisioni, lavag~;i e medicnzione pure con H 1 seguiti du impacco aJ . l'alcool. Si ripete tale medica:.o:inne il gior·oo seguente. m a senza r isultato perchè l'infezione prosegue rapidamente sino a raggiungere la piega dell'inguine. Le ,·ou.lizioni ùcl f,rito sono ~radsl'<ime e la mort~ avviene nelle primt- ore dE>l 7 luglio.
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C ASOISTI C A CJ. INlCA
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CASO I V. Cartella n. 290. Sottotenente . . . artiglieria. EntrA il 14 lugli o 19 1o p er f e r ita frattura c omminutiva delle ossa d ella gamba destra n e l suo 8° medio con g•·a ve p es tamen to dei t essuti, s hoch t raumatic o e a n emia a cuta prodotta d allo s coppio d'una g r anata, la s era del 14 l ugli o. Il fer ito ha n n laccio emostatico da c i r ea 6 orP. Il polso è a ppena percettib ile nccent u ato i l pallo r e, vomito frequente, pro fuso s u dore f reddo. Appena i l f e rito vie n e r ic ovE>rato si rimuove il laccio e si fa la medi ca tu ra de l caso con il s occorso d'ut·genza. per l o stlltO a n emico D o p o 24 ore si rinnova la medicatura p erchè em a u t~ odore fetido, essen dosi mani fe stata cangrena limitata alle ferite c h e sono circondate d a tessuti color c arne lessa con cute roacch i .• t a brunastra. S i ha an che la s o lita sect·ezione ni>n p u ruJ enta, ma s ieroso- snngu iuolente, s imile a lavatura di carne. E siste t e mperatura feb brile. Si >:briglia n o le fet·i te: si r imuovouo il te.;;o:;uto muscolare necrosato e le scheggie ossee m obili; dis in fezione con H•oz e acido fenic o al o p. 100; ini e zioni delimitan ti di H ' ù 1 e applicazioni nPile feri t e di Iiq o ido imbals amator e secondo la formol a del M eucière (iodoformio, g ua iacolo, eucali p tolo anagr. 10. Bals amo d el re1·ù gr HO. E tE-re solforico g r. 100). Poic hè l a gan grena. tende ad estende rsi e si n o t a g 11 s tr~ i tessuti si decide l'am pu tazione irumerl iatamente al diso p ra. d el la parte can gre n ata, inter venendo il 17 lug lio cou i l metodo osteoplasti<:o alla Gri t t i. Le con d izioni del ferito si m a n ten gon o i n un'alternativa d i mig lio r amenti e peggioramenti s ino al 25 luglio, in cui si ha improvvisamente il decesso per emona.gia secon dada della femor ale.
0 .-~cso
V.
Cartella n . 6-t3. Guardi a di fi nan za. Entra il 22 lugl io 1916 p e r ferita d'urna da fuoco a canale co mpleto del te rzo infe rior e della. coscia destra con frattura comminu ti va del femore e les ione dei gr<>ssi vasi, prod o tta d a pallottola di fucile il g io rno precedente. Il ferito all'ingress o nell'os p eda letto ba un apparecc bio provv isorio immo b il izzante E' il laccio emostatico, i quali v engono rimossi pro<·edendos i a lla toilet te delle fe r ite e alla r i duz ion e dell'arto. No n esis te pols o nella tibiale poste riore e ne11a pedidin. Dal foro di u s cita si ba abbon da nte emorragia; a l collo del piede e alla gam ba si notano m acc h ie cianotich e. S uppooendosi u n t.n eurisma trP.umntico d ella femorale immediatamente al disotto del .;anale degli au d uttori dove P•1SSa il trag it to, si d ecide 1' i nterven t o p er l'allacciatura che v ie ne ese~ uita. il 25 luglio. Al· l 'atto oper n.tivo si osserva che l'artes·i n femo t·al e è corupletame ute r ecisa, con i m o n con i retratti e trombizzati. L'arto non r iprende la sua vitalità, ma in seguito c ompaiono le s olite macchie, q olle cntanee ripiene di liquid o c itrino t or b ido Sf'ddnlmente in corris p ondenzn.
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CA S t::ISTI C A. CLINICA
del punto clo"'EI era. stato applicato il laccio emostatico; si nota t~mperatu ra febbrile. }.'arto è freddo, infiltr ato intensamt>nte, con crepitio delle parti molli alla palpazio ne; si ba odore fetido e scolo di liquido sier o-sangoinoleoto dall e ferite. Per questo n uo vo quad •·o, il 28 luglio, si procede all'amputaz ione del 3° s uper iOre della cosc ia, ciot: fino al punto d o ,-e si notavano le alterazioni dei tess uti. li tèrito ,-iene tra.c;feri to il S ago!':to 1915 in buone con dizioni gPnerali e locali .
Cartella n. 1107. Soldato . . . ÙID t eria. Entra il 3 agosto 1916 p er f erita d'arma da fuoco a can ale incomple to, al 3° medio della. gamba s ioil"tra, con frattu ra della t ibia e d el p e rone al 3° infe· r ior e , proiotra d a pallottola di fucile, lo stesso giorno_ Da tre o r e porta un l acc io e mo!<tatico che viene subito r i m osso appl icandosi quindi un appart>cchio immobilizzante. D ietro la guida della radioscopia, si estrae anche u na pallottola di fucile. defo rmata, al davanti del ten d ine di Achille. N ell'estnt rrè i l proiettile il -l a ~osto si nota una piccola r nccolta sieroso- p u rulenta commistA a ga<; per cui si pratic ano ampi s bl'igliamenti. disinfezione con acido ff'nico, permanganato e a cqua ossigenata, imbibizion e de lla ferita con liquido imbalsamatore e i niezioni delim i tanti eli H "O' Ma i l proc e sso infettivo si est e n de con estrema rapidità; l'infiltrazione delle parti molli aum enta, il piede è ~i anotico ; le c hiazze veno;;:e e il crepitio sottoc utaneo si diffondono s ino a.l ginocc hio. Si pratica perciò l'amputazio ne dell'arto a ll'altezza del ginocch io, asportanJo anc h e la rotula, p e r lo s tato d ei tessuti .cncostanti. L'll agos t o U ferito, in buone condizioni locali e gen e rali, si tras fe r i;;:ce.
CASO
YII.
C arte lla n . 1118 . Solda to . . . fanteria. Entra il 6 agosto 191 5 per vasta feri ta - frattura comminutiva esposta r:ompleta della gamba. sinistra so super iore, prodott a dallo scoppio d i un a ~ranata. nello s tesso giorno. na c i rca 4 ore ba un laccio emostatico che viene subito rimoss o a.p pli cnn do;:;i u n appar ecchio i mmobili zzante Il t'erito è in gravi con dizio n i di shoeb traumatico, è anemizzato, irrequieto, con stato n nsioso. I l gio r no segurnta lo condizioni sembran o leggerme nte migliorate. L'8 ago_to si nota il piede f r eddo e cianotico, con qualche macchia c in.no tica pre..:..;o la fe· :ri ta, leg;:;era in ti l trazione e fuoriu;;:c!ta di gas io pic<>ola. quantità premendo in vici n anza d ella lesione. Si ba tempe ratura febbri le. Si pr11.ticano ampi sbrigl iamenti con il Pnquel in usandosi quindi i sol ili di~ s in fettanti e il liquido imbalsamatore. Le c ondizioni generali e locali n on te ndono n migliorar e, anzi il p rocesso infe.ttivo ~i vA. diffo ndendo, pt;r cui i l ti ngosto si in tt' n rie n e C'On la tli,.,anicolll.zi one rt!O'Ila gamba.
OAS.Ul TIC,\
C W~\JCA
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Anc he con l'interve nto l'infermo peggiora nelle condizioni genernli; la ca ngrena estende; la temperatura seguita a mantenersi altissima (39o,7): s i conserva il fetore caratteristico. L'll agosto, in condizioni sempre più gravi, l'L è s o t topo to di nuovo ad atto operativo dell'arto al III inferiore della coscia; ma dopo poche ore muore.
-t~i
CASO Hll.
Cartella N. 257. Soldato. . . . . fanteria. Entra. il & luglio 191&, trasferito da un altro ospedale. pe1· ferita a canale in· completo alla jZamba sinistra, con frA.ttura della tibia, prodotta òa una pallottola di s hrapnel la sera del 27 u. s. L'arto é molto tumefatto e dalla ferita fuoriesce, alla pressione, scarso pus fetiùo commisto a bollicine di gas e a liquido s iero-sanguinolento. LA. temperatura del corpo è a-sai elevata. A l foro di entrata si pratica subito una v asta incisione da ndosi esito a poco pus, ma ad abbondante liquido siero ~nnguinolento e a gas fetido. Si lava abbon~antemente con H• 0 ' e si praticano numerose iniezioni in delimitanti con H' 0' -e dietro la guida della radioscopia si estrae anche dal lato est~rno del ginocchio sinistro una pallettn di shrapnel, a vvolta da stoffa e immersa in una piccola rac· colta di pus sieroso sanguinolento commisto a gas. I n buone condizioni generali e locali il ferito è trasferito il 18-7-91&. CASO IX.
Cartella N . ijM. .SOldato. . . . . fanteria. Entra il 29 luglio 1916, trasferito da un altro ospedale, per ferita a canale ~mpleto della gamba destra, con interessamento del ginocchio, prodotta il 26 luglio da una scheggia di granatn. Il ferito é in gravissime condizioni. Nell'arto non si r iscontrano nè chiazze, nè macchie che possano far supporre un'alterazione grave dei tessuti. Esiste però notevole tumefazione di tutto l'arto e 11.1la palpazione si avverte nettamente in esso il crepitio caratteristico dal gas sottocutaneo. Non s'intet·viene per le gravissime condizioni del ferito che muore dopo circa un'ora dall'ingresso all'ospedale tto. CASO
x
-cartella N. 1017. Soldato. . . . . fanteria. Entra il 2 luglio 1916 pe r ferita d'arma da fuoco a canale completo nella regione ascellare destra con lesione dell'arteria e vena ascellare e dei nervi cubi· -tale e mediano, prodotta il giorno stesso da una pallottola di fucile. ll ferito porta un laccio emostatico da 3 ore. S'interviene per l'allacciatura dei vasi lesi, notandosi l'arteria ascellare e la vena completamente recise e trombizzate nei monconi centrali. L'arteria, nel n10U·
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CASt:'ISTICA C W:SIOA
eone per1ferico, é pure trombizzata e retratta, ma unita al moncone periferico della vena, con ia quale si era stabilito un aneurisma artero-ve noso. Il nervo ulnare è nettamente reciso, menr.re il mediano ti solo unito dal suo perinervio. Il !) ago•no, ~otandosi temperatura elevata, s'interviene di nuovo perchè si è manife-tl\t.~ can~renll gassosa. per cui si procede all'omput.azione dell'arto, es· seodo risultati inutili t utti gli ampi sbrigli!lmenti, i'uso degli antisettici. del liquido iollalsamatore e delle iniezioni olelimitanti d i H ' 0 1 • L'infermo è tra-..t"erito 1'11 agosto in buone condizioni. CASO
XI.
CartellA N. 691. Soldato. . . . guardia di finanza. Entt·a ii 24 luglio 1915 per un11 ferita d'arm11 da fuoco a can nlc completo delle parti molli della coo;cia sinistt·a, con lesion.. dei gro'lsi vasi all'altezza del canala degli 11dduttori Il ferito ha dn circa tre ore un laccio emostatico. Si rimuove subito que:>to laccio 1.-gandosi l'arteria femorale che è recisu al can~tle degli ~tdduttori. Il ferito t! fortemente Hgithto, anS IOSO, iu i~tuto anemico. Violen~i"iml\ si pre-eota la l"intomatologia di una congrl.'na gasso~a, per cui il :_?1~ -;'interviene ancori\ con l'amputazione del III inferiore della co-;cia Il S agosto, 10 condizioni buone l'infermo è t rn-.ferit.o.
CASO
XII.
Cartella n. !•~3. Soldato . . . . . fanteria. Entra il !31 luglio 19~5 per ferita d 'arma da fuoco. a canale incompleto, alla regione omcrale si01stra con lesione dt:!l'nrteria o m era le, fratturi\ del eu hito e psrali"i dell'arto super iore sinistro, prodotta da una palletta di shrapnel, ;1 giorno Sle~so. Da circa. ott'ore po rtn. un doppio laccio emostatico applicato al S• superiore oli' l bra.-cio sinistro. ~i in t erviene d'urgenza per la l('gHtnra dell'omera le, eht> si vrcsenta perforata con lesion.e latenle; mentre i net·vi si presentano infìltrati solamente. TI 2 ngo<;to, dietro la guida radioscopica, -<i estrae una palletta ùi sbra.puel. Il giorno segn~:ute si ba. cianosi dell"arto, le ~olit.c mucchio di colorito vinoso a sfurul\turt• gtt\llo.o~tn·, temperatura elevuta, intllnllzione inten.~o. delle parti molli, flittene all'a lt.ezza del laccio, st•olo di liquido siero-sanguinolenlo ro'!f.'o, odore fctido, c re pitio ga'l'lOSo e tf'mperatura ele•ata. A nulh\ valendo gli sbrigliameoti, l'applioa:tiono di di-,infettanti, le iniezioni delimitanti òi Jl' 0 ', si procede all'amputaz ione del braccio il H agosto. 11 ferito, 1'11 o.go~to, 1n buone condizioni locali e generali, ,•iene tra'!ferito. ('A"O
XIII.
( nrtella n 8:?. . . r·Anteria. Entm In sera •lei 2:1 :riu~uo Hl15 pPr lll!a t"erita tla schl'ggia di granata, di'Ile parti .molli <Ici brac~"io de4r o. a canale nl"'ompleta. prodotta n t>llo sresso giorno.
~oldato .
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C:ASO li3Tl0A CLINICA
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Il 26 si osserva, in co r rispondenza della regione sottospinoQa sinistra, uni\ lievEI t umefazione cbe crepi t& sotto le dita palpanti, c he suscitano an che inl tJns o doloro. E siste febbre che la sera dol 25 raggiunge un mASsimo di 38,3. La radio'lcopia mostra nella regiou e suddetta un corpo estraneo. Incisa Il\ cute e il ronnllttivo s ot tocutaneo si dà e-1ito ad una limitata raccolti\ purulenta e a gns ft::tido commisto a sa ngue e si estrae una scheggia. di gran n t&. La t emperatura subito ca J e. L'mfer111o è tms ferito in ottime condizioni.
CASti XlV. C81'tella n. 21l2 Soldato . . . . . fanteria. Entra il 7 luglio 1VI5, trnsi'er ito da altro ospeda le, per ferita d'a r iDi\ da fuoco n el polp•1cr io de llt1 gamba desLrn, se uz11 fora mA d'u~c i tu, prodotta d r. una pallQt· tola di shrarn,·l il 30 giugno. 11 4 luglio gli ve nne estratto il proieLt ile. Si sviluppò su\Jito flt>mii'IOne s etti eo ga,,:o,:o che rApidam ente si cs ro!'e al gi· nocl'hio. Ri~ultando inutili g li s brigl ianaenti e l'uso di IP 0 1 per iniezioni ., la· vnggi, si procedette i l giom o ~ te ~so dell'ingresso all'o~ podo. l e tt o n ll':.mputazione osteoplastica alla Gr i tti dell'estremi t i1 i oferiore del femore. LP coudizioui de l ferito vanno rn fl ll mano miglloraudv, fìn chè, in buon e condizioni lo · nli e genemli, s i fa il tras ferimento il 18 lug lio U1!5.
CAso XV. Cartella, n. 8!32. Soldato . . . . . fauteria. Entrn. il 21i lug lio 1!)H) pel' feritlt •.'arma dn fuoco n cana le complet o delle p arti n10lli del 3" medio d ella gamba sinis tra, prodotta da pallottola di fucile lo ster;c;o giomo Il ferito port11. un laccio emostntico, che viene s ubito tol to sen1.a aversi t'mor· rag•a, non esse ndo )Pso nessu11 grosso va1o. Subito s i ma n ifes tauo intorno nlla. fol'ita chiaz1.e cianoti c ht~ co n macl'lde tipi· che, tumot'azione ed edt~tna con crepitio g11s•oso, odore fetido, sgocciolamento di li· quido siero-sanguinolen to dal la ferila !!00 7.1\ t r1w cia d i pus. S i ha te mpel'aLura. febbrile S'iutt•rvi ene ccm ampi s brig liamenti s ino n tes uto Sl\no con appli cazion e d i H ! Qt, di soluziona fenica, di • oìuzione di permanganato di potas!la, di liq11 ido i mbalSI\matore e di iniezioni numerose delimitanti di H' 0'. Il processo infe1t1vo si 11rre'!ta e l'infermo i> tms ferito in buone condizi oni il 30 lugl io 1\JH•.
CASU XYI. Cartelli\ 11 . 1171. f'o Id" to . . . . . fa n t t, riA. ~ntm i l 12 ·~gos to 1915 p !! l' fe riti! 1n u lti ple nll 'arLO ;.;upe ri ore ùe,;t ro e ali>~ paret~ tora.:icn du~ tm, l"'odo ~ te ue l gio m o s re~so dallo sco pp1o d i u na g ran atA.
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CASt:ISTIC.\
CLI~lCA
;-;i e-.trae subito una scheggia di grauata dalla parete to racica destra. Xell'arto sup"riore destro non 10i riscontrano alla radio;;copia corpi estranei. 11 ferito presenta temperatura sernle elel'nta mentre le condizioni generali e locali sono buone. 11 17 agosto l>i manifesta chiaramente una tu mefazione con edema limitato lÙ br..ccio dt>..,tro intorno ad una ferita situata al s~ superiore, lato esterno, senza nota rsi altra alterazione della ente che ros;Jore limitato. Alla pressione '>i ha fuorusci ta di gas commi-.to a liquido siero·sanguinohmto dall" fE>rita. QuPo::ta viene sorìgliata ampiamente e trattata con i soliti disinf~·~tanti.
L'infezione é subito anestata. Il giorno seguente gli stessi fatti compa iono in corri'!poudenzn d'una ferita al [Il medio dell'avambraccio destro. Usandosi lo ste.:so trattamento l'infc;>zione qui pure vi~ne nn-estati\.
CASO X\"11. Ca1·t.elln n t-2~-S Soldato . . . . . nrtigli~eria. Entra il 2t af!;O-ltO 1!:115 per feti te multiple nlln testa, agli arti -.uperiori e alla coscia de...tra protioUP dallo scoppio di una grnnata il ~iorno precedente. Il 25 AgosLo -.j interviene con la c raniectomm per rimuovere le s c heggie avvallate e per ao;portare una ..:rheggia di granata .!al cavo del poplite destro, dove esi~te turnefozione ed t:d~::mn, con crepitto sottocutaneo alla pressione e uscitA di liquido steroso-sanguigno dalla ferita obe \"it>ne ampiamente sbrigliata e trattata COla i soliti disinfetthnti. L'infezione .. ubit cJ ,..i arresta.
*** Dei 17 casi esposti mi son dilungato maggiormente nella sintomatologia del p ri mo caso perchè negli altri, in cui l a virul t>nza dell'infezione è stJ1ta grave, si sono mAntenuti gli stes<:i fenomeni . Tre di essi prest>ntavano la frattura comminu tiva. del femore dovuta a tre di versi t. i p i di proietti le: '!cheggi11. di granatn, fucile e pn.llettn d i shrapnel. Quattro casi, ol~re Rll n fra ttura comminuti va dell to o:>sll qe~lt >ll"ti, presenta,·ano anche lesione vac;ale. per cui era sta to applicato uu laccio emostatico, tenuto per tempo vuri1~hile da -L a 6 ore. Anc he queste lesioni emno prodotte d a proiettili diversi: grannta e fuci le. [n un aiLro cn.<;o si nota solo frattura della tibia prodotta ìta. shrapnel. Le'!ione articolare prodotta dll granata si bll n el caso IX. Gravi Je,..ioni dei vasi si hanno in tre altri casi, con applicazione al posto ùi m edicazione o alla sezione Ji sanità. del laccio emo.,tntico tenuto per tempo l'R· rinbile dalle S alle 8 ore. Tali leo;ioni f urono prodotte da fucile o da sbr3pnel Le'!ioni dE'i te-;-.uu molli. senza alterazioni ossee o vasali, si banno negli altri o CA"i. prodotte dn '!cheggie di g ranata, pallette di shrapnel e fucile. :'\ella sintomatologia st l'ODO avute tutte le gradazion i. Dalla sindrome gra,·e. caratteri<;tic-a, imponente per i suoi fenomeni, nlla sindrome 1\tt~>nuf\ta. limttata ehe ~ -.comp&r-~ .. pr.. -.ti~..;iroo roo un energ ico t.r-nttaJu<'nto nou dt•tnohtore.
OA:<l"ISTI C A 01.1 :\!0A
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La gravità maggiore si è sempre presentata nelle ferite va~te. lacere, con e.-<teso spappolamento di t essuto e di ossa prodotte o da gt·Anata o da pa lletta d i s hrap nel, che sempre trascinano n u meroso mnteriale esterno infetto. Vi sono a nchE' casi gravi prudetti da pallottola di fucile che a veva determinato frattu ra comminutiva delle gmndi o:;.;a l unghe, con fenomeno di scoppio. C'è da mettere m e \·ideu za anche un a ltro fa tto: l'infe?.:ione ga.;;sC\so. si è pure present ata violentissima i n quei ca'Si in c ui fu applicato e tenu t o per molto t empo il JnCGio emostatico. L'infezione in vece delle ferite delle parti molli è stata rer lo più limitatn e facilmente debeltabile. L a cangrena gas-;osa o en fi;:;p rnati ~tt ha dei cRratteri tutti propri. cb e possono essere cosi riassunti. Nelle forme gravi e rRpide l'ammalato può essere agitato in uno stato ansio;;o, oppure a bbattuto sot to l'azione ancora. dello shoch traumatico. Il volto è terreo, In temperR.tura \'ariat.ile. ele,·ata alla s;;ra. con r emissione al mattino. :\fa la elevazione della temperatura non è molto grande . R icorrlo di non aver mai osl'ervato t empera tu re che arrivassero o superassero i 40°; i l pol;:o per lo più è piccolo, frequente (1:20-150 a l min u to). Spesso verso la fine vi è di.;sociazione tra polso e t empemtura, ave!ldosi con una temperatu ra di 37o,f>' un pol-o di 100 battiti al mi nuto. I l respiro variabilissimo. freq uente o norm,~le; il sen;:ol'io per lo più è integro, ma si può anche avere uno stato confusionale. l fenomeni locali possono insorgere a lle prime 2-l ore tino al 6°, 7°, SO giorno. Con la rapida insorgenza. si ba anche la r apidissi ma d tffusione del processo, che si manifesta con tutta In s ua virulenza. La cnngrena gasso;::, appare per lo pi ù Rgli arti iniziandos i con tumefazione intoruo ai bord! della ferita. ed edema. L'e~tremità. degli nrti diventano pallide, poi cianot iche e fredde, con sensibili tà. diminuita. La cute oltre alla c ianosi presenta un mar t!zzamen to con macchie venose o simili alle ecchimosi in riassorbimen to. Presto compaiono in vicinanza delle fer i te a lc une chiaz?.e d i colorito brunastro, che si vanno sempre più estendPndo. In alcuni punti l'epidermide si mac<' t·a e c ade, in alt ri s i aolleva in larghe flittene ripiene 1i un liquido o giallo-c ilrino più o m eno torbido o di liquido sieroso-sanguinolento. La t umefazione delle parti mo lli aumenta present..mdo u na resi- tenza coriacea e a lla palpazione superfic iale e profonda si nota. il crepitio caratte ristico dell'enfisema sottocutaneo. Dalle ferite s cola un liquido sieroso di colorito roseo, si mile a lavaturA. di carne; un odore caratteristico fetido e mana da esse. l muscoli hanno l'aspetto di carne cotta, e sono d i consistenza poltacea. l tessuti cutaneo e sottocutaneo danno al t}l.g)io uno strillare speciale, come al taglio del polmone. Per la tensione i tessuti sottoa.poneurotici fanno subito ernia senza che fuoriesca sang ue; i vasi rimangono beanti, lasciando scol:~re qua lche goccia di sangue nerastro da cui si sprigionano piccole bollic ine di gas. Il periostio è friabile, l'osso si d enuda facilmente e il midC~Jio si presenta spa.ppoiflto e dello stesso colorito dei muscoli. Quando l'infezione è limitata tutta questa sindrome n on ;:i presenta. Si ha per lo più soltanto febbre, tumefazione, edema e crepitio enfisematoso sottocuta.neo in vicinanza della lesione ln questa contingenza è forse più opportuno di usare la den ominazione d i flem mone gassoso, la~cin udo il nome d i cangrena ga;;sosa quando il processo è diffuso.
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lnt.:rveoendo proutamerlte nella caogrt:na gas-;osa con l'amputazione e nel fieUlauoue ga,so,..o con ampi sbnglt:.arneotl cou il termocauterio e con altre cure, il processo in fett i ço può arreSt<lrsi e al p11zieu te sal \'arsi. lSon è forse opportuno in questa bre\·e illustrazione di!'cutere quale sia l'agente patogeno dell'infezione, essendoci manc ati il tempo e i mezzi per 'lualsiasi ricerca batteriologica. ~eppure possiamo pa.rlare dellk frequenza con cui si p resenta questa infezione. Possiamo tene r nota che nei mC-'<i es ti \-i . dal giugno all'ag->sto, su 1252 feriti, si sono avuti 17 casi di cangr eua e di flemmon~ gassoso con una percentuale di l.3o. È necess ario che la di,.gnosi sia precoce, potendosi sperare con uaa pronto inter>ento di salvare l'iudi.,-iduo e di ottenere la con servazione dell'arto. ~Ja., come auùiamo avuto opportunità di osservure, alle volte la virule nza e rinto»Sicazione gen erale sono cosi gra vi e rapide che anche l'intervento demolitore t! inutile. La virulenza maggiore è oetenoinata dalle scheggia d i gr!!oata, viene poi la palletta di shrapncl, le quali trascinano quasi sempre nell'interno avvolgendosen e tutt i gli strati di srotra che i o conrrano: e si sa ue oe se siano asett ici i tessuti del soldato che da mesi vi\•e io trincea ! LI fucile entra an gran parte nel produrre que,.ta grave compl icazione quando interviene 11 fenomeno di scoppio e prod u ce lo stritolamento dei te!>su ti ossei. Abbiamo nota to che nelle lesioni vasali con a ppl icazioue del laccio e mostatico anc h"' con una appro priat11 e perfetta tecnica di allacciatura. come ubbiamo veduto fare dal nost.ro darttt ore, è interven uta la caru;reua gassosa. Il la ccio tenuto molte o re lHI certamente deteraninato una rniuor resis tenza nella vitali~;à dei tessud r'acilitt>udo cosi l'atter.chimeuto di g erm i patogeni, che invece con ur aa uuoua sanguiticazion c p er il rapido stnbilir si di un circolo collate rale sa rebu~::ro st>Lti de bel la ti. Inf a tti UJolti t't:rati con le"ion e di grossi vasi iu cui un semplice tamponaJUento era st.ato sutHcit>nte ad arr~sta re l'ernonagin, sono guariti perfettamente dopo l'allacciatur.. tll loco n,/neris. Nel t r attamento si il veduto che alcuni mezzi n on sono sufficienti per ottenere un sucuesso da molti vru1 Lato. TI U tilonne propugua l' uso dell'II' 0 ' per iniezioni e per lavatu ra insietne coo ampi sbrigliawenti. Altri consighauo i disin fettan ti da usn.rsi con una cert n 100 dv.lità. Ma n oi ci siamo fatti un convincimento : non attendere mai con mezti p oco energici c loe il processo si attenui. Se subito non si ottiene un mi~liorameoto. non bisogna esitare con un iute1·vento ener g ic o , per(~bè s p esso è questione di poche ore per non r iu-;c1re più n salva r e un'esiste n:-.a. Se il proctJsso è l imilat o b1sogna sbrigliare ampiamente con il termocauterio usando d i sin fettunti che possono penetrare dappertutto nei menodri delle feri ti.', li: l'uso di que:'ti m ezzi chimici non biso~na a priori scartarl o o diffidare di esso. poic h è bisogna pensar e cbe quando s i ha la cangre na o il flem mone gas;;oso i p oteri dit'eo sn•i dell'indiv iduo sono ancora scu·si, per cui poc he speranze bisogna ripor re nei mezzi natua·aJi di d1fesa. ~elle ferite gravi, anc he con lesione di vasi importanti non è necessario appli· car e sempre il funesto laccio emostatico, essendo il più delle volte sufficiente u o t umpon umento beo t'atto con fa;;ciatura compressiva. A.l lacc io si dovre bbe ricor· rere solo in ca::.i estre1ni e per un ùt·eve p<·riotlo di tempo, mai superiore alle due ore, al trimen ti s i mette il paziente in cond izioni di pe1·dere l'arto per altre cause, priudpalmente per la gra ve complrcazione settica gassosa.
CASV1~1'1 CA
CLINIC.,
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Concludendo: 1° È necessario sorvegliare attentamente le vn~te e gravi ferite dt>gli arti per una diagnosi precoce di cangrena gns~osa per intervenire prontamente ; 2- Cercare di evitare in casi di emorragie, anchc per le~iooi vasali, il più che è possibile l'applicazione del laccio emostatico, per impedire la grave complicazione della cangrena gassosa; 6° Quando la cangrena gassosa si sviluppa con sintomatologia imponente, non si dove esitare nell'amputazione, se si vuole snlvnre l'esi!ltenza del ferito. Zona di guerra, ottobre 1915.
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RlVIST ..\ DI (;IOR:\ .\U ITALIA~l ED ESTERI
RlYISTA Dl CHIRURGIA Dl GUERRA B. ~IGBI!SOLI.- Osservazlonl e prattoa dl ohlrurgla dl guerra. Campagna del llrlontenegro ed attuale. - Bologna, Zanichelli, 1915. Durante la. prima campagna. balcanica la C. R. I mand ò al M on tenegro l'os pedale n. 51 da B ologna e l'ambulanza n. 29 da Torino. che prestarono ser.-izio ,(ai p ri mi di novembre 1912 ai primi di maggio 1913, uno in P odgoritza, l'altro al campo n ei dintorni di Scut11ri. L 'opera prest.ata dall'ambulanza venne ampiamente illust rata d a l d ott. T. S coccianti in questo stes..o:;o giornale con una relazione pubblicata nel fascicolo di agosto del H!U. L 'egregio prof. ~igrisoli h a ora dato alle stampe le osservazioni rac· colte all'os pedale con riferi men to a nche alla campagna a ttuale. Costitue ndo esse una "era attualità, riteniamo utile farne il più la rgo cenno. 11 servizio dell'ospedale al Montenegro può essere distinto in tre periodi: 10 Dal novembre 1!)12 al 9 febbraio 191S, periodo dell'armistizio, dell'assedio di Scutari e di continuat.~, lenta guerra di trincea, con pochi feriti recenti e molti antichi suppuranci, io•inti all'ospedale perchè fornito di m e zzi operator-i e di apparecchio r adio logico. Di tali a ntich i su ppuranti alcuni, specialmente turchi, erano in condizioni gra· vissime con arti ciondolanti, enormi suppur azioni, vasti, profondi, multipli decubiti. Questi eccettuati, gli a lt ri con adatta medicatura, qualc he sbr iglia.men to di anfrattuosità, o di seni fistolosi, con estrazioni di proiettili, di sequestri, ecc., migliorarono e guarirono per lo più molto presto. A llor a furono dal campo inviati vari erniosi ed appendicitici, che dopo ope· rati vi ritornarono. Si riferisce a quei giorni l'nsserzione d el D. V. Schroetter, che< l'arredamento e l'l\seps i del:'ospedale italiano fun.z ionavano in modo cosi perfetto che qualunque in tervento poteva esser e esegu i to con piena sicurezza :.. Questo purtroppo n on ìu poi sem pr e vero, quando più tardi si dovettero ammassare i fer iti; 2° Dal febbraio ai p rimi di aprile, periodo degli attacchi a Bardagnol di in· tenso lavoro per la grande massa. di feriti improvvisamente arrivati, a] cui servizio però si pron·ide con piena soddisfazionS) tantochè 1l Le Fort scrisse allora, che la C. R. L inviava i suoi medici da per tutto dove potevano riu scire utili ; 8° D ai primi d i aprile al 7 maggio, giorno in cui l'ospedale fu chiuso, per iodo del blocco internazionale e della caduta di Scutllri, r e lativamente con pochi feriti r ecenti. Quest'ultimo periodo è da ricordare più c h e a ltro per l a grande parsi monin1 c he, causa il blo<'co, si impos e l'A. in qualsiasi consumo, anche di medica tur &, senza avvert.ibile ùifi"toreuza nell' tuJdll mento delle ferite.
RlVIl'T..I DI C'llll!l"I!O IA Ili Olii:RIIA
l feriti cur;lti nell'ospedale italiano furouo 1600, e !JUO circa. quelli regi,trati nelle Clbe di Podgoritza., ma. di molti altri frn es-i uou si potè teuer conto. Coi feriti vi-ti nelle infermerie delle altre mi~sioni , e nella amhulanza al campo, il numero delle lesioni da a.nn" da t'uoco dall'autore O·hervatc in ~ ontcncgro salu ci rea a 4000 casi. Sui !SUO feriti si ebbero 4tl morti (:?.66 p. 1011, . La. r•·t·centuale 111aggiore di mortali ti• (!:l p. 100) si uhbe nella Sl·zione <"entrale d~l .hlonopolio (fabbrica itnliann. di taLacchi ove fu illlpinnttuo un reparto) c dove furono raccolti tutti i feriti più gravi. Contro la mortaliti• del :?.llll p. LOO doi feriti sta quella dcll0.70 p. LOU dei ti· fosi, di'i quali mol'irono ·~7 su ·17G infermi. Nelle tt·uppe monteuegrine 11on furouo praticato iniet.ioni an ti ti fiche. L'antbuluut.a dol dott. St'occianti curò 1112 l'l·riti con l morti. Dei feriti dcll·ambulanza, un quarto appena pu•~ò all'ospodale in Pod~oritt.a, montre i più anun.rono alle altre missioni e sp~clahnllnto a quelle di Cettigne. L'eta dei feriti VII dai 10 ngli bll.lìno a ~~ nnni: fm questi \'i furono pnraccloie doune e giovanette. L'..ta dei co,uh><ttenti comincia a !3 o H 1\nni. I feriti da fucile, accertati d~ntro l'o~pedalo fu l'OliO !ltiO, ed 8i0 <JUOili dell':un bulantiL. di quelli curati ntll~ ca-e non fu sempre po,<dulo teiJ!•r n<>t<~ precisa, e quiudi sono tlascurati nella rehuioue. Nt'lle ÙJrite dll shrapucl conviene di•tinguere qut•l e prodotte dalle pallétte che ~ono dentro nllo ihraput·l, da quelle don1te alle "<'lw~g1P, in cui lli traluuuwta l'involucro nella eo.;plosiouc. Le prime furono as-ai pi:i num••ro.a, le seconde in minor nunH•ro. ma a,sai più gravi e ,ono da cousiderare con le fcriu· dtl grau11t11, d1L bomha, ecc. :"\dl'ospc•hde di Podgoritz11 furono :!:!t le ft•rito accertMo da pnlll'ttt\ di shr.Lpnol contro 9Gl:l di ful'ilt•; e nell'ambulanza. dello ticoccinnti 11>~ lo f~rite regi,trllte da artigholi.t (qu~... te in gran parte da proiettili 1li shrapnel), ruutroSH~d':u·,ua pOI'· t atile. Invece lidi primi feriti della nostri\ gut•rra ricov~mti 1w::;li ostwdali di Rologna e ciLtiL l'icine se ne sono a\·uti quasi duo tl'rti dn pnllotte di , l"·"pue.l. Le caratteristiche di queste fe.1·ite sono quelle di es,ure spesso multiplu, su· pcdicio.li ed n cnuult• chiuso; spessissimo suppurnnti, 111a sont.rl che nel mn~simo numero dci casi lo suppurh:>~ioni assumano l'intenoi1i1 o la gravità estreme notato in A.lcuno da fucile. Gou questo l'A. uou intendo di dichiamre buuigne tuli ferite; iutoudc solo di negare ad esse quella gravitò. eccezionale, in geuen· stqwriore a quelle delle ferito da fucile, che da alcuni chirurghi, specie fra. i belgi, fu loro attribuita nella campagna balcanica. L'A. ha osservato 14 ferite da rivoltella, 11lcune dulie ljllllli mortali. Nella guerra no~tra attuale ha. Yisto un colpo, nccidcntalll, <la rivoltella Glbenti, chu ha. attmversato la. regione popliten, ledehdo l'arteria Otloterminando un fa bo aneurisma. Le deformazioni dei proiettili furono svnriate, ma non }H'esentarono ni(·nto di speciale. .E'urono più frequenti nelle palle di shrapnel e di rivolti• Ila che non di fucile. La. deformazione 1\ volta era do\·uta. a rimbt1lzo (Specialm~n te delle pallette di shrapnel), ma più spesso alla. resistcn1.a delle ossa. I proiettili che entrano deformo.ti, anche rimanendo abba,taoza. superticiali e non ledendo essa, spesso sono causa. di disturbi, di uolori e di suppurazioni, richiedendo quindi quasi sempre l'~stra.zione. 01 - (;lol·nule di llltiiJclna llt ililm·e - Fa,r. X.
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RIVJ!'TA
01 C BIRl; RG IA 01 G l: I·:RRA
D eformazioni di ognj fatta e molto piu uumt~rose si vedono nella camp agna attuale. Frequentemente in montagna i proiettili dei fucili battendo contro le nude roccie ri m balzano e colpiscono d eformati in maruere svaria ti;;;;ime : talora s i lam mano e r aggrinzano bizzarramente, spesso si trovano scamic iati. Per quanto r iguarda la c ura dell e ferite. fra i Montenegrini solo pochi erano provvisti di pacchetto d i medicntura russo): ma quando questo fu ap plicato, lo fu con vantagg io. l c hirurghi che e rano al l\[oo t e negro. usavano qua.c:i tu tti la tintura di iodio, ma modicamente. Gli Au;;trinci usavano i l ma<o tisol di v. Oettingen, c h e s pennellaçano attorno alla t'erita st>nza toccar la: ricopr ivano la feri ta con u n batuffolo dj garza e 6ssavano questa con mnstisol o con un p e zzo di cer otto. Invece di coprire la ferita con u n pezzo di cerotto c he occludendo mantiene la parte umida, parve pn·ft~ribi le all'A. usare solo s t riscie o bandelle d i cerotto, c he fissano meglio e n o n occludono. Gli Austriaci medicavano bene e con semplicità; e face•ano notare com;: il mastisol non fosse i rritante in confronto del mas tice usato dal dott. Peyer. Le ferite trattate cou quPsto mastice erano infatti irritate, gonfie, s uppuranti. M&, più c he all'azione specia le d el mastice, queste i rri tazioni e s u ppurazioni erano da attribuire alla pratica s eguita dal collega svizzero. la cui abilitA del r esto è nota, di s uggellare le ferite col mastice stesso. M a neppure il m>\Stisol, non ostan t~ il buon uso c h e i colleghi austriaci ne s apevano far~, pa r e all'autore da consigliare, percha anch'esso nlquanto irritante, e p E'rchè sulla cute tu tt'attorno alla ferita forma un v iscidume a c ui tu t t o si a ppiccica. Non si b a cosi una zott a di protezione, ma un depo'lito di materiali che favoriscon o la suppurazion e : questo ~pecialmente nelle ferit e ad orifizi alquan to ampi ed a bor di frastagliati. Il m etodo segu ito dal dott. ;::;coccianti. all'>tmbulanza e nei pos t i d i soccorso, si ridusse sempre ad u n 'accurata disinfezione con alcool. benz ina e ti ntur« di iodio. L e feri te com plic ate a frattura ed a le,.:iooi articolar i en\DO da lui t' dai ,;uoi «immobilizzate estesame n te in posizione conveniente con apparecchi contenti\'i, ben protetti» ed n pplicati con ogn i ct iligenza. Nei posti d i soccorso non fu fatto u~o di gesso, p Rr c bè pesante da trasportarsi, e percbè t roppo facile ad alterarsi n ei po-;ti umidi ed esposti a tutte le intPmperie invernali, qual i erano allorn quelli dei d i ntorni di Scutar i . Per le stes~e ragioni, ed anche pt>rche richi>~de tempo e buona pt·adca p<:r un'adatta applicazione, l'A.. crede che ;.olo e ccezionulrn<-nte il g e!-SO potrà essere u sato sul campo od in grnode prossimitil di es~o Nelle feriLe arrivate del tutto recenti nell'ospedale di J>odgorit?.a l'A ed i suoi as,.:istenti procedevano sempl'e molto semplicemente Poco alcoo l o poca benzina iodata, niente o scar s a e dilu ita tintura di iodio nttorno, e non sop n\ la f erita; questa ~ i copriva con garza s ter ile asciutta. indi poco cotone idrofilo e fasciatura. !-'pes so s i faceva a meno anC'be del cotone, e se la regione era a datta, si fissava la picco h\ m ed i ca tura con bendellett e d i cerotto senza fasci n tura. Il cerotto di cautciù bin.nC'O a forte a desione romito dnl Lolli ru di Bologna, s:ervi n<>sai beue. Si radevano i capell i o i peli oYe era n~ecessa r io. e quando i contorni e le ferite stesse e rano s po r che di terra o d'altro, allontanati i corp i estt·aoei, si deterge,ra all'intorno usn n do un po' d i benzi na od a lc ool denatur ato, ed evitan do per quanto possibile di disturbare In ferita, mante nuta r iparata c o n un batufiòlo di garza.
IUVISI'A lJI CIHHUHGIA !>I 0 1J I5l<ICA
7:.15
Quando poi le ferite semplici at-rin,çaoo dalla <;t:roncla alla ljU&rta giornata, <:ome era il ca50 più fre<Juente, non più dPI tutto recenti e con gli 01 ifizi g ià chiusi sotto crosta ematica asettica, senza seguo di reazione si Ja<;cia\•o.no ~t.are del tutto, senza toccarle nè con alcool, nè con o.lt.-o: anzi, SI: nella faccia o io pat·ti oou esposte ad attriti, si lascianmo anche d e l tutto <;coperte. In quelle in cui art\ nece~sario continuare l~< m ..dicaturn. si ~tpplicava lll g arza a 1wopo di protezionf', 6ssan.:.ola nei moJi indic~tti. Della tintura di io·iio si fece sc~trso uso . anzi sp~;;so non si usò neppurr, come non :;i u..;ò ul cu n a l tro Rnti:< .. ttico. Il ,-er:;;are tintura di io<lio, o romunquo lo sp.dmarla sulle ferite è da con~tJersne, secondo l'A., come non vaut~tg;..;•oso : e peg~io ancora ti l'appli rare la nwJicatura di garza intnsa dt tintura di iodio. lo conclu-;ionc: attorno e sulle ferite si fece il m<ono po~sibilo, protezione pura e semplice e niente nltro. Ai posti di medtcaz1one, o all'ambulanza non si ebbe mai occnsione ùi iuterveui•·e prirur\riamc nte in tali fori te semplici a decorso nsettiro: nè del res to sar ebbe stato po~sibi le in luog hi aperti, senz<t riscaldamento. n1>l rigore dell'inverno. ~{a gli i n ter\'CU ti ntli le f,Jri te se m p l ici furono aS!-'ai scar.;i anche in secondo ttmpo, tJell'osptHiale, e limitnti ad estrazione di proiettili o a. cura ùi lesioni va,_ali (aneurismi ) e nervos<· Si procedè all'estr·azione di pro1ettili quan•lo davano di<:turbo oci emno sup~rf:iciali . )Ja, non e><:;endovi speciali controindicazioni, i pro i, ttili - dopo l ocal iu.ati con la radiogratia - furono talor;l estratti anche quaudo n on erano superficiali e non daçaoo di:;rm·bo. Xon fu raro in ca-;i ,..eu~~~. dolore, ros,ori, oe allro Sf'l-{110 di renzion~ trovare poi all'intervento su ppu1·azione attorno al proit·tti le. ln tah ct\si la estrazione pr,..roce evitò l'o·'ltt-ndersi del proctsso suppurati\'"O. l',;r quec:to l'A. c•·e•le l'(!Str azione dei proiettili, di shrapnèl in ispccic, utile ad ovviare complicazioni infetti •·e: e le osserçazioni della ca111 pagnn t.Huale lo con l <'rruano io tale concetto: naturalmente l'estrnzioue non va fatta sul ctunpo, n~ iu mrt"'<ima ai posti th primo soccot·'>o, uè. s'intende, se vi :>iano coutJ·oiudicn7.iooi
•
** In ) l cutt•JH'gro 1'.\. ha Cllt'!lto in ospéd:de 40 feriti da gmnate o ùa sdteggie di ,..hrapnt>l, e ~to i di\ ùomhe a mano. (.;li llll'et.ti distruttori delle gmonte e delle bomhe furono molto gm\'i e hl ma~gior parto d••i I'Oipiti rimase sul te• reno. In quelli arrivati n el l'osp,.dnle tratt i\\'A-Ji per lo p iù di lesioni nJUitiple, di squarcifttncnti, di gn\nrli distruzion i di te'l'luti, ed anche di a~11ortazioui parziali di arti . In tnluui si erano avute emor•ngie immediate o du rante il trasporto. Questo fatto dlllla. frequenza d.·ll'emonagia nelle ferit~: da grrtnatc si è poi ri lev uto su grande scala dai medici del fronte degli e,)erciti t edeschi. e si ripet-e ora fra i o o-.tri. L'emorragia è stata fra i tedeschi minore no• casi di vere asportazioni di arti ehe non negli squarciamenti, e ciò è di osserva:?;ione antica. Queste ferite sono da considotare s~:tttche, ed è in e>;se che per lo più si sviluppano le infezioni più gravi. Queste grandi lesioni complicate a s•tuarciamenti, a vnstt• dbtruzioni di lt•s,.uti. e talora anche a strappamenti di interi arti, richiedono trattamento special~:. OltN alla detersione. per lo più ron nlcc.ol semplice o jodnto delle parti circo-
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C RfRt:RG l A
DI Gt:EHIU
stanti la les ione, ed oltre l'allontanamento di corpi est1·a.nei evidenti e la cauta rimozione dei tessuti o di parti m a c iullate e ciondolanti, occorre esaminare con delicate zza la ferita ed asci ugarne i rece~si, ed è necessario provvedere con sicur ezza all'emostasi. Questo vale anc he per alcunP fe ri t e lacere da fu<·ile. In queste anzi un piccolo orifizio cutaneo di contro ad un"' profonda sinuosa lacerazione iuterna di te!;suti co!>tituisce le condizioni più adatte a fa~orire complicazioni settiche. In t ali casi è necessa r io apr ire presto e largamente. A.nch~J qui l'A.. n on crede su; utile l'uso di soluzioni an tisettic he : f01·se è comodo quello dell'acqua ossigenata per deterg.,re. Pulita la fe ri t a , è necessnt·io a dattar e con ac curatezza garza asciutta sterile sulla irregolare sua super6cil•, <> n elle grandi escavazion i fo r mates i con In distruzione o pe•·d ita di tessuti. La garza, t ranne che uecE>s,;itU. lo imponga a s.~opo emostMico, n ou don·à esser e t r oppo stipata, né pigiata nella tll'Ca v azione e sopra la ferì ta, ma de t'e e ssere dis posta in modo d a costituire un za fi'a mento egualmente soffice (senu. esercitare compressioni doloro:;e e n ocive), il q uale servn n dife ndere lu parte ed a drenare, e non ad iulprigionare i Stlcreti della ro•·ita. La m edicatura <lo n·:, in tali casi e.'isere abbo ndan te e be ue fi;::.sa.ta mediante l11 fnsc1atura, sorvegliat.\ e riYeduta. Questo in massima, ma sul terre no o nei prim i posti di ><occoTSo o d i medi..caz io ne, spec ialmente se i fe riti J<i11no molti ed,l il personale >:anita rio scarso. uon si potra che p1·ovvedere all'emostasi ed adattare ~ulla tl· rita garza ster ile. cercando di disporla nel modo migliore.
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•• Quantunque in genere sia sconsigliato di toct':ue o di so ndare l e fe ri te, pur e in queste con grandi s qua r ciame nti . con anfra ttuosità mul tiple, aponeurosi, m a"'se muscolari l acerate e s trappate, è spesso neceo<~R rio procedere a d un cautO e diligente esame col dito ricoperto d11. guant:> o con sonda d i Kocher s t(!ril izzati, pe rc bè ><pesso corp• estranei, anche abbastan za vohuuinosi r estano inniccbiati e uascosti nei reeessi della. feri ta e non appaiono alla ispe;l.ione semplice. Il r iJlt racciare e rimuover e pn!.-<to i corpi estranei è a s·mi nmtaggioso a d .. ~itnre complicazioni gravi infettive e ad avviare bene !11. cura Tali esplorazioni e la e ven t uale rimozione dei cot·pi estl'l\n ei, t·icb iedono natu· r al m c nte attenzione e delicatezza in chi le esegue : il non nuocere dovrebbe es· sere norma c ostante. Qui, come ia tu t ta la cht r urgia di guerrn, l'uso dei guanti ste rilizzati di gomma é di grande u t ili tà.. ln queste lesioni anche una lieve emorragia può talora valere a r.. r precipitare le condizioni , già di per sè stesse g ravi, di un fento: è quindi necessario a r restarla pres to. L e e morragie n on si verificano sempre immediatame nte, ma talora solo a l quan to più tnrdi durante il trasporto, d on de necessità di continua sorveglianza. Se vi è solo gemizio, e non ::;i v~douo boccuccia va- ali, né punti speciali s anguinant i, potrà bastare per l'emostasi defiuitivn un ada tto zaffamento della f erit&. A.d evitare il pe r icolo de l diss a n guamento può essere necessario ricorrere al l accio ed alla fascia. elastica o anche aù altt'i m ezzi rostirittivi cousigliati d al l'ur genza (cordoni, cingh ie, fazzoletti str etti con bastoni, ecc.) per ottene r e l' im · mediato arresto del sangue. Ma tali m ezzi cbe sono da applicarsi semp re con discern imen to e solo quando siavi il bisogno, debbono sE>m p re 1-ivestire cat-attere di pura, immediata urgenza o di a ssoluta provviso r ietà.
RIVI5TA DI CHlRUHGJA 01 GUERRA
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Un'applicnzione di un'ora o poco pi u è perico losa. per i nervi e di due ore o poco più è pericolosi\ pe1· la ,-i tal ità dell'arto o della parte stretta, che cadono iu gaHgrena. Le costrizioni vanno quindi tolte al più presto, ;opecie se e lastiche, ed a.ll'eD105ta;;i provvisoria d eve seguire ;:ollecitamente la de6nitin\. Qt1anùo sia pos.«ibile, il m iglior mezzo d i emostasi dcfiniti,-a è St'mpre quello della legatura isolata dei ''llSi s-:anguinnuci della r'<'J·ita. T'otrÌI pure llversi vant a ggio dall'apvlicazio ne di qualche punto emof:tatico (l('g:\tUJ':t m e di: ll'l o contornante) In :Montenegro l'A. vide un f:o)o ca!'o di gan~rena. di un a rto (hracrio) per prolungn:t :tt plicnzio ue d.•) laccio con t ro emonagia in ferita da grannta. l.,!uaudo l estremo di uu arto lacerato o stJ-app11to sia tauto san~uinante da rendere necesario il lal'cio, ,.i npplicherà questo (assi<' urandolo però in maniera che n ..n sfu~ga) qu~uto più Lasso è pos,ibile, perchè il danno rf'St t eventualmente ahueno pitl limitato. Una fasciatura dll-..tica comp1·es-i va su un tale estr emo sanguinante può ess~re meno pericolo-,a del cordone elastico. . È tloloro'<o ap1 rendere che in questi giorni chirurghi n ostri si siano trovati nella du ra necessità di e-.;egnire amputazioni ;;:u f eriti pervenuti loro con laccio .applicato da paa ecchie o re e con arti in gangr~:na. Secondo una r ecenti;.;;:im (l statistica di Rehn nella 178" formazione eli truppe te Jesc he su 5fl\:f applicazioni di lnccio ele-..tico. fu necess11rio l'allacciatura dd va"o n e lla meta .lt~l casi. Altre 739 volte f urono appltcats co><trizioni varie (non il laccio ela-..ticoj pe r opera la lora d e i soldati stc~si : ma n on è f'l tto cenno di succe--si ve gang1·eue . L 'A. non s i stanca quinrli el i ripeter;; ancora una volta che l'applicazione del laccio sia fatta solo se a ssolutamente neccs:-:ar io; e non siano m~ affidati a trasporti f.,r iti che abbiano parti strette da laccio o da bende elastiche: che quando p e r cir costanze s peciali si sia t'orzati a fa,·e inoltr are altrove qualcuno di tali feri ti porta nti il laccio, sia ciò JUarcato con l'indicazione clell'ora sulla tabellina dh•gnostica o su cartello speciale da attaccare agli abjti del paziente. Si avverta chi accompagna il fe ri to, ed i l ferito stesso, se cosciente, del grave pericolo a cui è esposto : si ricona insomma a tutti quegli e.sped ie nti ed a q nelle preca uzioni che si c 1·ederanno migliori pe r scvngiurare il pericolo di una. gangrena altrimenti immancabile. La f r equenza e rapidità co n le qual i. dur11nte l a <'ampagna europea d egli scorsi mes i, n elle ft~l·ite <Àa gra.nata si svilupparono l e infe z ioni pii1 violenti con esito speS'lO l etnie, ha fatto ~orge re di nuovo l 'ant ica quistione dell'opportunità o m eno di uu'amputazione irnmt-d iata, nei casi di lesioni gra.vis,.ime deg li nrti, p er prevt~nire ta li infezioni. L'amputazione potrebbe forse risparm iare qualche vita, ma sacJ·ifiche•·ebbe poi un grande numero di a rti, che co n .cure opportune possono ~ssere l'talvati. L'amputazione in primo tempo e quindi da prenderst in considerazione solo nei casi in cui la vitalità dell'arto sia manif&statamente lJt!rduta: e mai non si debbono e seguire amputaziot.i col solo scopo di prevenire probabili infezioni, per quanto queste poss ano esserti pericolose. Le terite da baionetta curate nell' ospedale della Croce Rossa. i tal iana fu rono .O accide ntali e di nessuna importanza. Le complica.n:r.e d elle ferite per numero ed intensità furcno n e l Montenegro <ii molto inferiori relativamente a quanto duran te le due guerre balcanicbP si
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RIVJSTA DI CIDRG RGIA DI GUERRA
ebbe a rile vare in Tracia ed io Turchja, e SpE'Cialmente a quanto si verifica nella grande guerra europea. In questa dura nte certi periodi si sono avute delle vere, per quanto localizzate, epidtomie di flemmoni, di gangrene gassose, di tetano e<t in proporzioni tali da sorpac:sare quasi quelle tristamente famose di Crimea. Forse l asserzione che in guerra la chirurgia delle retrovie è chirurgia delle infezioni, non fu mai ai tempi nostri, altrettanto vera come ora. Le complicazioni riscontrate dali"A. furono: l ) la s uppurazione ; 2 ) l'emorragia secon daria j 8) il tetano j 4) la gangrena gassosa j o ) l'eresipela. l. 3UI'PUIUZIONE. - In Monten.,gru l'A. bi\ osservllto ferite antiche ~uppu· ranti, di cui alcune {specie fra. i Turchi) grAvissime ferite rflcenti, ma già con su ppurazioni io atto, ( fortunatamente io picco! numero), e vide anche manifes tars i qualche snppurazione in ospedale. In varie f e rite credute assolut11mente a settic he fur ono poi t r ovati durante eventuali interventi, limitati focolai di s u ppuraziooe lungo i tramiti p er c orsi dal pro· iettile o in mezzo a masse cicatriziali. Le suppurazioni furono m olto p. ù frequenti nelle fel"ite d'artiglieria. e negli individui al cui trasporto fu provveduto tat·di: e fu rono poi cost nnti e gravis sime in que lli con lesioni estese rimasti d,.J tutto ubbandonl\ti sul campo di bat tag lia. Di regola s i constatò anc h e suppurazio n e (' spesso gasosa. in tutte le ferite chiuse, o m edittote sutura, o mediante mast ice. In Montenegr o fu raro vedere ferite d'arma da fuoco sutura te : questo in.,.ece s i incontra con qualc he frt-q u e nza ora. Tali suture sono per lo più pratic ate dopo l'estrazione dei proiettili o dopo altri atti ope ratori, ma qul\lche volta a n che a llo scopo di r e<:tringe r e ampie lacerazioni e di rimettere R po ... to ltm1bi squarciati. L'A. insiste s u tale inconveniente percbè sia evitato. Le lesioni d t arma da fuoco e >;pecia.lmeote d'artiglieria, anche se con grandi lembi staccati, non va11uo in guerrA -..utu rate Cosi dopo i nte rven ti operatori (amputazioni, estrazio ne di scheg~ie os;:;ee, corpi e"ltranei. !>roiettili. ecc.) è n ece...sario a d e v itare consegue nze pericolose lascil\re aperto del t u tto o in partP la ferita operatoria. Questa pratica nntica ha ... aJvat.o la vita a m o lti feriti e la m tdicatura w o d e rna poto ha modificato i n tale r iguardo i precetti dei vecc h i chirurghi. Jn M ootenegro si ebbero complessivame ute 256 casi d i s upput·azioni sui 1000 feriti o ... pitali7.znti (17 p. 100). Le fe riti:' da s hrapnf'l d 1edero oltre il GO p. lllil. ma le su ppurazion i loro n on furono i n m a-<sima grnvi. Io\'ece le s uppura:dooi da colpi di fucile fu r ono r e lativamente in m inor numero, ma p iù ~ pcs~o gravi, p e r· c h ò più intense, più profonde e compl icate a frnt~ure con grandi scheggiameuti delle os ... n. J>et· :<ede le peggiori f ra esse furono negli arti e pnrticolarmente n ella c o ;::;cia e uelln spalla. Fra i feriti nostri attuali, qna11tunqu•• io complesso ~trrivino agli o speda.l i ter· rit.oria li in buone cond izio ni e bene meù i ca ti. le s uppuraziooi sono a s M i freq u enti e lo diventano ognora più, t.11 n to n e lle lo:sioni da fucile che in quelle da shrapnel. F ra i feriti da pallette da s brapnel oltrepassano il (;6 p. 100; al solito anche qui e.Qse a p paiono finora. m<>no inten<:e, e m eno profonde di quelle d" fu cile. Costanti anche ora com e già. i n ~!ooteoegro lto su ppurazioni delle lesioni da grana te. da bombe c da scheggte di shrapnel. L e norme della buona pratic a chir urgica del tempo di pace no n sono Inni •l& obliare nemmeno in guerra.
RJVI - TA DI ùHIRURGI A DJ GGERR&
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mo concett.o dell"à. nella cura delle suppur a z ioni fu quindi quello di met,llecitamente le ferite in buone condizioni fisiche, il che si ottenne: .brigliando presto e h.rgamente le ferite, e facendo convenient i contro aperture; ~ogliendo e mettendo allo scoperto le anfrattuosità: spaccando i setoni ed stolosi; )etergendo con garbo le ferite dai detriti settici. dalle fuogo<~ità, t>cc .; .-;portando i corpi e'!trane i. i tessuti molli sfracellati, estraendo p roiettili, ;i e ossee isolate, ecc. ; )renando bene le ferite con gar za o pi ù spesso con tubi di gomma, e cam' la medicato ra con la fre quenza. necessaria; lantenendo in buona posizione l" parte ferita, il che qunnrto trattavasi d i ·atturati ~i ottenne m ediante adatti apparecchi. mezzi chirurgici, non sul potere degli antisettici si fece assegnamento le iniezioni, r iuscendo i l più delle volte a salvare arti e vita. ~~IORKAUJA SECO~OARIA . La questione delle emorragie secondarie è della oa impot·tanza e ric hiede sempt·e grande vigilanza, prontezza e giust.o di:neo to nelle iu•iicazioni curative . •. ne o servò sette casi con tre morti; di essi, 4 furono in ferite da colpo ile, 2 da pallottole d i shr11.pnel e l da scheggia di gn.nata. ' i v erific arono 7u ed il 22°, ma per lo più dR.! 7° al 15° della lesione; !'pesso d i notte. ma • sempre avvertite subito da chi !'Orvegliava i feriti. llac:ciatura dell'arteria. in posto di elezione, anzichè io q nello delln lesionE" sempre indicata, percbè dalle co!IR.terali il s11.ngue può ~iungere al ,;·aso e dare nuova emorragia. Il tamponameut-o comp1·esso dell~ ferite t: in gea sconsigl i"rt. l' attuale cllmpagna. nostt·a. non sono rare le emorragie secondarie. L sa d1 unn ferit11. da sciabola e di alcuni <-a~i seguiti da morte, l'erquanto occorsi ed insiste sulla nec:t>, ..i tà asoo;oluta che i feriti, spe<"ie di notte, s iano l iati attent11.mente e eh-. i mezzi di soccorso s i ano sempre sotto mano e pronti. fFTANO Nelle due campagne balcaniche il tetano fu abbastanza raro. t ich in B e lgrado su 7000 feriti ne ebbe solo 4 casi: tutti morti (0,57 p . 100; . s"liooi no'<tria che a Sofin ed a Filippopoli: 21 ~si c o n H morti ,u ~?.124 fe,87 p. 100), secondo Ht>yrovski. Sofia stes~a Laurt-nt ne riced• in cura 18 casi con 13 morti, ma non è noto 1oti feriti. PoJgoritza l'A. ne os!lervò tre casi su 1800 feriti di guetl'a (O,lG p. 100) ed =u uno opemto d'ernia; u n qu into caso lo ebbero gli austdaci: tutli morti. altri o!lptldnli ne~sun caso. Quindi a Podgoritza possono calcolarsi 4 casi .no s u ci rca 8000 feriti di gtt~>rra (O 11 p. 100). to IDlaggiore invece e, almeno !;ino ..d ora, la frequenza del tetano nella ~na d i F r .. n c ia. Mo ntenegro non s i potè far~ alcuna in ie:r.ione pr<~ventiva pe r mancanza di siero. J .\~GitE~A G .\SSUSA. Nell'ospedale di Podgoritza l'A. ne OS">t-rvò due casi t o. ' primo trattnvasi di una vasta feri ta con frattura <-omrninub\ del ginocICco lto in O"pedale già in preda a profusa su ppurazione ed in cui in 2" giori manifestarono con violenza i segni della gangrena. · l'intensità della s uppurazione e la gravità delle lesioni d e lle pa rti molli ee. dopo eseguite inutilm<>nte sbri gl iatu~ e controaperture, era stata prol'amputazione, ia quale fu ri6ut11t.e.
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I h\\-acri ccn acqua oo;<:igenuta e con etere r :u ..ri r·ono qui. come g ià in n llri ra,.i, i rH·rli c;~ri . :-:olo olop o >WOPJ•ÌfltR la g>tn~r.. un, fu ><rcettn ta ed c~··~u i ta l'ampu tA zio ne, ma wl ""•' 1lop o 111 o n:: ci n·n. se~u i la m orte. ~.-1 "~t·ou·lo caso tr:lltl\\'asi di un 111dividuc pur·e i u p rc,Jn a. proce.:;"o infcrti vo e c-nn u n nn•·ur+:;rua asc~llaré. L a gaugr·eroa ga-.sosa :-i m a u i fe.,tù d o po l'allacr iattll'l\ della s ucr lavin e t-on t"<trelll.< nq ..d•t•" i rn·:~se in h t·eve or;• qunsr : utto il l! r acc:o, t•he s i ins;ro~sr. r·nor· lllo!lll"lltP. •·on1e pl'r 11 11 gr·.•nde e nf:i ...l'nla. L' ~1. dislru~"•· t·ol l'::t<] UPlin tutta la parte gaugn nata .tel ùn~ccio. L a vita d. ll'tntPruro t'u s,,h·a. :\ •!Ì p•·imi mesi delb g:ramle gueiTfl la d ifl'u-;ione <lellu C:"ll~re ua gn!':sosR fu al l.tnnante. <li')po è nlqn11. nto <liminnita , ed nnf'lw ln ma liguiti, .;ua ,-emhn, e-,ser,-i tlll t tgat:l. c.,.,niiH'IIl .. nte l'infPzinn .. i> con<:it!Prn.ta t>~uto più gt·nve <Jnnnto p iu pr•<,l..., ... ; tnK n i (,>..:tn, tn:l "''l'o n lo la pnl.ticn ,j.,JI' A. n vn è tn ... uo gr·n v e qua n do segu•• a luu!:!;hi e profu si proce,-si icot·os i , P o·r lo p iù ln ~··n~t·f'nl<. ga-<<:osa n o n in~orgP n ~ per·ifo>ricam.. n te. r. ò circC'Iarmo·ntt>· ..,; m a u tt't:-.tnn o r hi n7.zt> j,olnte rhtl in bron: :"i estemlonu con gr·a,'e rapi · <liti• : ol•mnl' la n cce:=<-<ità d~>ll'inJmE-tlinto intervento. È n et•(',..."'lll'tA. la nt:l..;"ttn:l ''ÌJ:tdanza ~ui r'el'iti l""" p oter e rit•ouo.:;r~;>rc prf'sto la malattia. l>el r e !'lto In di:.gnosi e. J.Hlr t a·oppc-, tnoito iac il•· : ciò n on o stante , ia guf"na. IR. gangn'na ga..;,;o,.,n per ln colot·a/.i oue u ent dl:'lla e nte fu scambiata c-on uua l:'mo rrngia . Ad iuf..-7.io nE> alquanto sv iluppati\ l'e.:;:une r a.liologico dimo "tra hf"ni..:-<itn<.> la pre.,en/.a rlel ga.:; fra i te.;;..;uti . )Ia non cou vi~ne >l.t.tendere tale d i mo:;t t·aztonf' pe r i n Ì7.Ìnre la ru ra.: appPtHl appa ono -<cr:-ui òi e;angrcna è nece<>..:ario sh r iglial'e ampiame nte. Se ciò non .o-.t anre l'in f~zio Jt e pt·ogredisce. si ri c·ont!rà alln au tputaz ione. ::--~:: indi cazioni sp~ciali non lo impon~ono, l ' A. crede si>~ n o da e v itare le grandi oli-<articoJ:u:ÌOlli: Ja g r·a\'it:'t dt'l tr:l.Utua. openttoriO SOtll lll " tl\ a quella dell a int'ezione a·e ude fatale l'.•<>it o infausto. L e larghe e pr·ofonle iucisioni col t t'r moc •• uH·r io ><o••o t'or-e pn· fe r·ihili a.llo iuci:-;iooi col <'Oltdlo. !Jall'u "o delle init•zio ui di a <'q ua oso;igcoata ai limiti del],.. pnrt.e gangrennta; d.li h;q;tt i d i a!'•~ ua O.'.l'<igeoata n o n è d >• l-pernre m o lLo: potrronno al più coadiu· Tar·e la c uru operatoria. autL per sè sole nei ''et·i <'a"'i di gaugrena. gas;:o..;a g io•·ano pot-o o n ul la F o r,.;e dopo l<:l s brigliature i3 uti le appli<"n.r•• ><nlla parte iu p1·edn 11.! proce,-<o gangrèoo..:o comprt!s~c itnbo·Vute in sol uzi •·n i \li forannliua. . non fo,:-<'n l tro per -el i lllinar e o dimi nuire il fe t o r e 5. 1-:H F." ti•F.r.A - I n :\io ntenegro l'A . n e constatl! u n ,.;olo caso sviluppnto-<i un Ju f'se d o po l a inC'io;ior•e d i un gmnde c ml\toma della natica. E bbe d ecor so benigno e ::WOIIIJ an'e rapi<la me nte. Per quan l o ri gunr d a il sen ·izio opt'mto rio e t•n di ologico l'A... a· iferisc-e che uei po <:ti di roed ic:ll ua·n cd al l':uubultLolZI\ non furono esegui ti rhe l-Car;;i e piccoli in· tet·vf-nti OfH!I'ato rt. L e UJJt'razioni furono t i,.c rqJ.te al l'o~pPdale, ma du~ qui c-on grande parsimonia o o•ll!! i uuimozioui e.l E>t:;li s'io,.pirò s e mpre 11.! conC't'ttO del h• c h irurg ia couo.;e r·vati nt, <J per Rud o solo qu:tn •l'ern u e•·e-.!'lario e po;,..<oibilmeHte c o a1 diagnosi e-<atta. :ço n s i ehbero auai di m i ra le belle e gt·anùJ operaz ioni. ma le cose utali . ..-\. I'Ìguurdo do·lla diagnosi immensi VR.otnggi s'ebb.,ro dalla rnd iolog:a , che u ella c hi1·urgia di guerra t.rovn la mn;;~ima e migl ion> ,.ua Rppli c,.z•one. L'o spe-
RJ\"ISTA DI C lllRl"RIJ IA
nr Gli iWRA
-dale della Croce R o;;sa ~ra forl) ito di un apparecch io r arliografico Ferre t·o di Ca vall r•rleone, che n elle mani del dott. F. P a 11t oli s~n·ì egregianH·nte. Co n esso si ot tennero !310 radiografie, fra cui varie del capo e dell'addome. Il servizio operatorio fu impia11tato nella farm ac ia ciel :\l onopolio; non vi e ra o tti ma luce , mR pel resto il locale ri spondl'va allo scopo. Da tavoli su cui disporre i feni ~i rico rse molt o utilm en te di pia ni di ett> ru j t, leggeri, facili a traspo• tarsi e.l a steri lizzarsi con la fiamma dell'alcool. · T,a ga rza fu steri lizzata al vapore sot to lie\'e pre~sione : i ft>rri ed i gunuti <·o u la holliturA. In ca~o di urgenzn si immet·gevano i gunuti in una solttt,ione al 2 p. 1(100 di sul!limato: quin li 1'-i pa,..~a ,·a no sotto una concute di acqua ster iltzzàta. La seta od il fi lo mPtallico furono Stf'rilizzati pn re con \iollitn rr, Pe t· le mani acqua o ;.:aponP, oppure .spi rito ~ap•)n:Ho, ic ti i 11kool. Per !:t unrCù·Ì fu m<~tto l'etere, prec ..duto d:t un 'iuiPzi one d i mort:i n1~. Non si r ico r-e m ai a lla rachian este:-.ia. ;\folti atti opt':r~ tori furono c«eguit i seuza nn rrosi, e sen za nne~ te~ i a locale, d e.:iderando .~pesso :\Jontcnegrini e d Albaue,;i eli m o~tmrsi !'<prezzanti del dolore. Furono e..;eguite :?50 ope razioni: grnn nume ro delle qual i dai dott. P a ntoli e R ossi. L'A. dedica succt·S>;Ì\·amente Utl inter es<:tn t e ca pi tolo agli aneur i,..tni. I proiettili morlernì uo u permettono ai YI\Si d ì un c.-rto calibro d i spost<t t·si. ed è per que~to ch e la frequen za delle feri te vn!'<ali è nelle guerre ul~irn e mo lto c resciuta ·e con e<:sa quella dql'l~ Rll l-'lll'ismi, che prima e t·a no r:u·i. Augusto Bie r n e ba <'pera to 10:.? ca si dall'i nizi Ò de lla guerra ai pri m i d i Hpr ile l!Jl\ e l'A . ha osse rvato 10 ca~i in ~1ontenegro e 3 r.asi operati n el primo me~e Jt!lla guerrn uo,;tra. Egli no n lta mai estirpnta In sacr a Hne urismaticn in t oto : 1111 anzi cercato d i lede rla il meno possil.o ile per n on disturba re il ci rcolo c ollaterale . Per lo più, scoperto l'a n euri~nH\ ecl a l laccia t a l'arteria al di sop ra di esso, ha iucisa sempl icemen ta la s:~.cc~ . l'ha vuotata del sangue e d ~i coaguli e. operando se.nza fasci a -elas ti ca, ba man mano p re.:o i va,:;i snn~?:uinanti. Di regola, p rimo e più importante fra questi è i l moncone di,;tale dell':nteria r..r ita. L'A.. è rl·a , rv iso non s i debba m ai fn re p r ima h\ lt•gatura per ifer ica de l vaso, poich è l'au me nto della pressione che ne seg ue fa vorisce la rott ura della sacca : que t a può essere evi tata mediante la compressiNle d ig ita le esercit11 ta cen t ralm ent e sul vao;o. Sar·it spesso van truggios•> colloca re uu lnccio sotto il vaso isolato .a monte de ll'aneurisma pe r s tr inger lo poi ,:e or.co rra. Il g et t o di snngue de l moncone pet·i ferico ind ic-a general mente che il circolo pPr le collaterali si compie be ne e che s i può prattcare l'allacciatura. J,a c ura d~:gli a neu r i;,mi ba maggiore p robabil ità d i r iusc ita, se eseguita abbastanza presto, prima che intcrvettgano -complicazio ni. lnterveuendo presto, l'operazione è a nc he pièt fucile, pe rch è le a der enze fra nervi e vas i ed i t essu ti ci rcos tnnti sono men o estese e co mpattP. L'i nfezione costituisce, anche se lieve, indicazione assolu ta po;r i l pronto inter vento. L'A.. non crerle ch e negli aneuris mi ,;iauo da praticnr·si compressioni is~ 1 uruenta li, o manuali, perchò posson.o dct c rminnt·c In rottu t·n. dello. sn.cca. ed è n n raccomandare io modo a ssolu to l'asteusioue da l massaggio i n tutte le ferite. Inutili c rede pure le iniezioni di gela t ina e tu tte le al tre cu r e d el gener e. Per qua nt o riguarda le ferite de i u er vi l'A. r iferisce di aver os servato n el proprio ospedale 23 le~ioui dtli nervi per ifer ici, 2 del facciale, e parecchi ne vide .anche iu a ltri luog hi dì cura del llon tene~ro. Op~ rò solo quelle i ncontrate evenrtua.lme ute du rante interventi s ui v a->i .
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RlVI,.."TA
D I CH lHUBG IA
o r GUERRA
Circa le lesioni del cranio egli ne osservò 112 casi (7 p. 100) : 18 furono operati con 5 esiti letali e 1:1 non operati CCJn 4 morti; l'osse r vazione complessiva dei ca.si suoi e di quelli vi.iti nelle al t re sezioni ilei Monteoegro ed aocbe l' esperienzn. attuale hanno convinto l'A. della opportunità a nche in · guerra di p ronti interventi io molte ferite de] cranio, e particolarmente nelle tangenziali. Le norme della chirurgia civile ed i risultati degli esperimenti trovano qui sicura corrispondenza e conferma odia pratica di guerra La prognosi delle ferit-e del capo resta sempr e grave, ma può essere alquanto m :gliorata liberando prontamente il cer vello da eventuali compressioni e rimovendo presto scheggia ossee e corpi estnnei confitti nella sostanza cerebrale, i quali oltre il danno meccanico portano quello, quasi fe.taltl, delle complicazioni settiche Purtrop po le scheggia, ed ancne i framme nti di proiettile, sono spesso cosi dissenilnati LO mezzo e.Ua. masse. cerebrale, ed il rintracciarli e l'estrarli tutti non è sempre facile, n è pos~ibile. Occorre perciò un'e.;ploraziooe diligente e fatta con cautela. L'intervento è di necessità quando vi sono fatti di compressione, siano essi dovuti a depressione della volta, a !<cht-ggie oti a ematomi: in questi anzi è perlo più di a>:~.:~ol..tta urgenza. Per quanto si riferisce alle lesioni d e lla f~tccia, nelle 62 ferite osservate dall'A in Montenegro ve ne sono 6 degli occhi: ill 3 di esse il bulbo era stato distrutto dal proiettile, mentre nelle re!:ltanti trattavasi invece di contusioni del bulbo stesso prodotte da colpi di calcio di fucile. Due di queste contusioni in secondo tempo, per i dolori violenti cagionati dal processo infiammatorio svoltosi nell'occhio, richiesero la enucleRzione; nell'altra il bulbo venne a poco n poco atrofizzandosi. L'enucleazione secondo l' •. non è in massima da fars i in p1·i mo tempo. Le ferite degli occhi nella guerrn nostra ed in tutte le attuali sono molto frequenti: da quelle semplici delle palpebre a quelle delh1 cornea. dell'iri·1e e del cristallino ~i arriva allo scoppio dal bulbo. Molte volte esso è determinato da piccolissime scheggia di proiettili o di altri corpi e s tran<>i penetrati con grande violenza dentro il bulbo stesso. In hlontcnegro l'autore notò s'lltnoto o fm ttu re comminute della mandibola. e di queste due finirono con la morte per fatti «ettici Una. per emon·agin secondaria: l'altra. compli·~ata a molte lesioni di g1·an~tta, per ,,dema maligno. Tutti i 5 casi arrivarono in ospedale in preda a gravi complicazioni sett iche. le quali in individui di toLit avanzata . come e rano alc uni t'ra essi. ebbero uu ùecor.:lo assai l uogo. In queste lesiOni della hocca è n•·ces;:a.rio una grande c ura: l'uso do;li 'acqua ossigenata al 3 ed al 5 p. 100 è molto utile, ma non è illdispens abile . Più c h e sull'azione speciale del liquido usato è da fare assegnamento sulla diligenza e sulla maniera di fare l" inigazio ni: ciò che ha valo1·e è quindi non l'Rcqna o::<sigenata. o In soluzione fenicata (che in caso dovrà essere debolissima), ma l'allontanamento dei detriti e dei materiali settici, che si fo rmano o rdccolgono nella bocca ed in corrispondenza. dei focolai di fr::ttura.. Molto s pesso queste tratture sono complicate a grandi sqoarciame nti delle guancie, delle lat.bra e del mento, a lacerazione ed a distacchi cut.anei. L 'A. ritiene grave errore sutur... re tali ferite, poichè la sutura impngiona i materia.li settici, lo obbliga a f11.rsi s trada a ttraverso i tessuti e lungo le fascie e gli spazi perivascolari. Se s i incon t rassero feri t i suturati e con edemi, flogosi ed infi ltrazioni già ini· ziate, è necessario non solo togliere l!Ubito i punti di sutura o le agrapb ~:o:, ma
RJVI:';TA DI CHIR URGI A D I GGEHRA
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anche shrigliare per evitare com plicazioni grat"issime. Per quanto r iguarda le f e rite del collo l' A. ha avuto occasione di osservare 17 casi negli O'<pedali di Podgoritza. Il collo fu attraversato in varie direzioni da parte a parte senza alc una grave l esione di vasi o di n e rvi. Circa le lesioni d el t o race. in Montenegro su 1800 ferite l'A . ne ba osse rvate 108, cioè il 7 p . 100, d e lle qual i 39 interess anti le parti molli esterne o la gaùbia to ra cica e 69 penetranti: la proporzione d elle pen etranti r elativamente a quelle esterne fu qu indi d el ss.~ p 100; e t·elati vamente al numer<> totale delle fe rite cur Rte f u del 3.8 p. 100. Sauerbruch ;:;u 22.000 ne r ipor t a 806 del to race (R,6u
p. lUO). Le 6!1 fe r ite penetran ti diedero 12 morti ( 17,é0 p. 100). In q ueste ferite penetrant i l'A inte rve nne 24 volte , con d ue morti (S,a p. 100); mentre in 4& casi n on operati ehbe lO eo;iti letali (~2 p. 100). L a progoos i d elle ferite tornc ic h e c he arrivano agli ol:'pedali è cous ideratn per lo più abbl4Stu nza buona: la ca.-;istica in vece dell'A. specie pe r i cas i n on operati sta con t ro tale con cetto. In questa n c•tevole mortalità f ra i n o n oper nti . olt re la gra vità d ella le~ ione, p uò avere valo re la c ircoqtanzA., c h e s pesso tra ttava s i di uo mini in età p iù che matura e talot·a con lesioni multiple L 'A. crede cl1e anche nei versamen ti saugu i!!n i senza pneumoto rnce, se molto volum i no~o. non po;;sa che rarame nte con tarsi sul riass orbimento del ~angue e sia du eseguir~> prt!~to la puu tura. e do\·e questa non valga o sia seguit a da complicazioni c;ettic h o conve nga r icorrere precocemen t e alla incision i" P e r quauto s i r i fe risce a lle lesioni delradd ome, nelle '<azioni italiane d egli osped~t li J i Podgor itza furon o arcolte 3S ferit~ a ddomi nali (2,11 p. l Oti) e di e"'se 2-3 furono pene t r anti ( 1,2-2 p. 100). La proporzione delle pt!nctrant i .ti frou te alle altre fu dt:l 57.l:i0 p. JIIO. N elle 16 n on peuetr anti s i ese;;u•rono var ie estrazion i d i proiettili senzli importanza. Ue lle 26 peuetr.o uti iu c ad tl\, 6 portarono a mort P (23 p. J llO) t.>d una !lola fu operata per e111orrngia secondaria della \·ena ili:tca destra con ~::::ito letnle. Negl i liltri b ca '<i d i m o rte no n er~< ,..taro praticato alru n iute1·veuto, CO!-Ì la m o rtal ità sui uon operati fu del :W,'>l p. 100. L'A. t·itiPrlC po11~a parlarsi in mas.;;ima d i i nte n ·ento laparatou1i ..o nelle ft>r ite peno:tmut i d .. ll'addo me ue l J>r iuoo o St>Con rlo g io1110 al più dopo la lesione. Il l' int e r vento è possibile solot'on buoni impiant i c hirut·gici torntd d .. i 111e zz i u eces31lri. A i p o:lti ri i m NI iCI17.iOile c n el l'a m hulanza IIIOri t·ouo a su ò~ f., r iti d ell'addome: pochissim i mo •·i ro n o .,..,. via (due o tre al più) I feriti dell'>tdd o m (· pe rveuuet·o q ~t i udi qua<;i t u tti dai po>-ti d i tn edicl\lura e dalle ambu lanze agli ospedal i, o a Cettigne o a P<•dgori tza . P er qu an to ri'<ultR dtl qualche puùblica:r.ioue po;;te riC' r~ a nche i collegh t delle a ltr e missioni s ani 1.arie non intL•r\'PnnPr o lapara Lomica tuc ute in primo te111po nell'arldomto ed ebbero esi ti sorldi..;fncenti : cosi la mi!<-;ione B ù., mn a C<'ni~oe . l'austnaca a Podc;oritza ed il d<. t t ;.laim Nau!'set a Scutari. La casistira del :\lo nte u eg-ro, pet· quan to minima d i fronte nll"nttunle lìumann d i f e r ite di guerra, è ttu iu rli dt'cisamente favore,.o lt' all' as tensione ed al tratta mPnlo con ser vati·:o, come d<;l r e-;to lo è tu tta lA c.'lsistir.a delle due ca mpagne balcaniche (UJ12-1:S). E per quanto con, ta all' A . anc he le os;:;en·nzioni d e ll11. cam p agna nostra att u ale sono quiudi i n flivore della cura puramen te constlrvatint.
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RIVISTA DI CH I RUHGJA
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Le ferile del dorso fut·ono 4 7 (2,6 p. 100) : fra e!>se 6 della colonna interessanti il m idollo, di r;ui tre portarono a morte. Da scrittori di chirurgia di guerra fu ra ccomandata l a immo bilizzazion e assoluta d egli arti inferior i n elle lesion i tlella colonna, ma 61"Si soun purtro p po assai spesso fata l me n te immobilizzati per conto loro . He gli a.rt i i nfe r iori paralitici Vll!nissero m essi in a ppar eccl.i o sottoposti a qualche pressione o tt·azione, si au m enterebbero le dbas tt·ose con segu e u z.; cb~ i traumi d~l la colon na intere;o~aoti il midollo, portano -;eco. Con,~ iene iu,•ece t\"Ìtar6 o limitare i decubi ti, cambiando a quando a quaud o, cttutaw t nte la p osizione degli arri . cux·an do bcrupolosawente la pul i zia 6 proteggendo i punti che p oggiano sul letto. Le feri te de l bacino c-om pl es.,int mente fu r ono 49 (2,7 1 p. 100) cou ~ mort1 : di ~sse 8 f urono c om plic ate a ft·atturn u f> penf't r arooo in cavi t à : In fer i t e del bacino l'A. interYeune 11 volt.e e 2 casi con p e r ioraz ioue e frattu ra dell'ala dell'iiPo tu r ono seguiti da morte. Le le,ioni degli arti :;:uperiorì osse rvate dall'A. i n o spedttle furono 212 ( 11,';7 p . 100} con 2 mo n i. I ca:-:i leg~t-ri, assa i numerosi, furono trattati am bulator iamente e di ~:<si n on fu tenu to conto. L e f r a tture furono i39 (41 .10 1 p . 100) : le le-<ioni ar ticolari 18 (8,4 9 p . 100}, da lle quali son o ~s clu:se quelle delle ma ni ; le lt·sioni n e r vo se 20 (~, :J p. 100) i e 6 infine le lesioni Yasuli (2,8 p 1110) . F urono seguiti ..lo at.ti operato1·i e ft·a. ques ti uu a disai·ticolazione d.,lla s palla, per gangrena gasosA. f' :? al.Dputaziou i. L e ferì t.e d egli >H ti i u fori ori furono -t: o (':?-kl•; p. 11)()). V i furono 10 morti 15.5'> p. 100), fra cui 3 di t etano: gli a.lf:.l'i furono per gangrena, l per emorra::;ia disct·asica, e o p~r al t re co mplicazioni settiche. F urono eseguiti tiJ nt t i opet·,Lto r ;, ft·a cui o ampu&azio ni di coscia. P~r In. tecn ica l'A si ~ ntt eouto al seguente metodo: Due lembi cutnn Po-mu-;cola.ri : fo:~ rita oper atol'i a lasciata. completan1ente aperta con a bboudante e solli-=~ g•u·za fra i lembi stessi, in modo che e ssi res ti n o divaricati e Llel t utto lon tani l'uno dtdl'a lt.ro, come una s pecie d i grande bocca s pal a ncata i indi fa scialura c o ntenti v •~ evi tan 1o ogni coulprc>l:lsione. In s econdo tem po passa to il pericolo della g angrena t: d ella. sepsi, adattamento dei lembi l 'uuo contro l'nltr·o e t.t·azioue con s;.ri,;cie di buon cerotto a lesiYo Dalle a10p u tazioni s.,n za lembo, ora rHccoma n d a.te. l'A . uo n vede la. necessit.~ tra nne forse in qualc he c·a s o v e r s o la. r nd tce d egl i arti pe r evitare disar ticola· z io ni i n priiDo tt:~mpo sempre di progn osi più g ra ve. Per a.n estare e mitigHre i processi s ettici in corso, più che l'ablazione d elle scheggia ~isola te, h a. nno impo rtanza le sbriglia.ture p .r ecoci e le adatte con t r o apertur e , l e q ua.li o;ervono a. me ttere le ferì te, in c ondizioni tisiche con ve n ient i p e r il deflusso delle sec t·tzioni e por il d re n aggto Al campo ed all'amiJulanza l'immobiliz zazio ne degh arti frattura ci fu ottenuta c-:>n do ccie tlessibili di r e ticell>t. metallica. , f!On c ar tone e con stecc he di legno:· a)l'os ped al e fu usa to pre fer ibilmente il gesso e la trazione. Nella campagna n ~tra contro l'Austria. si incont rano c ollle è u n i ....-ersalmente noto, con grande f r eq uenza s ullo stesso individuo ferite multiple da artiglieri a co n gnt.udi distruz ioni degl i arti, le quali se n o n danno p1·esto la. morte o n o n ri-ohiedono sollC'cite am putazioni son o seguite cou str aordinaria rapidità da v i o-
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lente inf~zioni Anche prima di ~! ot·e si banuo suppurazioni, e estese crepitaz ioni e segni di gangrena. Questo l'A. ha o:>servato, specialmente, nella guena di montagna. Qualche volta delle scbeggie d i roccia producono lesioni a tratto simili a quelle delle scheggie di granate : egli ha v1sto co~i staccato quasi nettamente un piede. .F'inora d alle soluzioni convenientemente diluite d i acido ipocloro,-o già. da tempo usate anche nella prat ica civile da alcu n i chirurghi, non ha. negl i o~pedali da campo, riscontrato g•·auJi van taggi. ~igliori risultati ha osservato locahnente i l dott. E. Angel.,tti. del 10° o!<pedale di guerra de lla C. R., dallo siero polivalente di Lanfrancbi e F inzi. C.
P . E. Monu .o.nDT. -
Cura del sole e chirurgia. 41 guerra. -
(l'a>·is "'lvdical,
n . 17, 1915.'.
L'azione str aor d in:oriameute favorevole che spiegano i raggi solari sulle tubercolosi chirurgiche, suggerisce insistentemente l' idea che un gran numero di lesion i riportate in guerra devono esso>re felicemente influenzate da questo nuo\·o mMzo t erapeutico e che, nelle circo,;;tanze attuali, il dovere dei chirurghi è di farne beneficiare !Jit• che sia po;:sihile i soldati feri t i. l..'uesta tdea, soggiungc l'A., sembra oon sia ditl'u.sa tanto quanto m•·rita. Xei trattati di chiru1·gia di guerra nou se ne fa cenno; ciò non per tanto e!'~a è cosi bene confortata dai t'atti, .;be non si s~tprebhe me!!;lio preconizzare l'applicazione. L 'ossen·azionc clinica ha me«so in evidenza dci fenomeni del più alto interes;;e, quali le reazioni locali , cosi hene studiatl' dal R ollier e dai suoi allit•\·i, che rna.nile~ta.no le lesiOni tubercolari (elevazione della temperatura locale, ros;:ore, gontìore sotto l'azione del sole e cbe non possono essere considerate come indissolubilmt-nte legate alla presenza del bacillo di J(och. Tuttv invece fa supporre che qualunque sia il germe in causa. una affezione localizzata, come è una osteo artrite tui.Jercola r e, dovrà reagire in modo analogo sotto l' influenza dei ra~gi solari, cioè manifestare i segni d'un'attivitit difensi Ya multiforme. Egualmente, trattaudo-;i di asce;:si tuuer<·olari che abbiano dato luogo n seni fistolosi o a ulcerazioni più o meno esteso, cioè qunndo l'inÌe7.ione 111ista è in atto, e q uando il bacillo di K och non rappresenta più il fattore essen ziale. i fenomeni osservati hanno u n immenso interesse dal punto di vista della chirurgia generale. Il R ollier osserva : «Alla fine di qualche giorno di cura. i bordi seollnti e viola.cei dell'ulcera si fondono e spariscono, poi successivamente e progres-sivamente dalla periferia al centro il rivestimento snnioso che r icopriva il fondo della pia ga, scompare. L e granulazioni molli e bian chiccia sono rimpiazzate da botton i turgidi e rossi. Para~lelamente la secrezione puruleu ta aumenta ancora p e r c h è la congestione e l'afflusso di linfa s'accentua in '"icin~lnza dd l'ulcera e poi perchè i tessuti n ecrotici sono eliminati. P oco a poco 1\tlcera detersa prende b uon a.«pett o e si circonda di una lister e lla. epidemica circolare che va sensibilmente allargandosi, molto difl'erente dai bordi violacei e scollati che presentava al priucipio. Allargandosi questa liste r ella e p idermica ricopre ben tosto la piaga, che si trova cosi sostituita da una. c icatr i ce dapprima rosea e aderente poi bianca e perfettamente mobile». L 'azione della luce è ancora molto evidente quando si trattn di una su ppura z ione tubercolare complicata dal bacillo piocianico, in cui qualch e seduta eliote-
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rnpica \, sufficiente a f,u·e scomparire le s~crezion i, come 6 ststo dimo!'trato da numerose osservazioni. Le bruci11.ture superficiali ed estese beneficano ugualmente della cura solare in larghissima misura; non cosi quelle c he costituiscono un processo a lento decorso, come l'ulcera varicosa, avendo la cicatrizzazione un lungo cammino da percorrere d alla perifer ia al centro prima che tutta là piaga Ria ,;coptlrta di cute. ~elle piaghe da decubito che si osser vano nei casi di tubercolosi ossea e articolare, sia a causa dell' immobilità alla quale sono condannati gli infermi, sia a causa di un appareP.chio male applicato, come è stato frequentemente osservato al momento del loro arrivo, si è potuto constatare che il sole agisce meglio e più presto che qualunque medicamento locale. La tecnica dell'elioterapia sotto In riserva di ciò che l'esperienza è per insegna.rci deve essere però prudentissima. Quand~ si tratterà di lesioni localizzate all'es tremità distale di un arto, si potrà, al momento di cambiare la medicatura. esporre la regione malata al sole ;:.:1· periodi di tempo progressiva.mente crescenti. Si comincedl con una seduta di alcuni minuti e si andril. 6no a parecchie o re, se· guendo sempre con molta attenzicna le 1eazioni locali che si potranno p rodune. Bi ,ognerà ugualmente sorvegliare alfinchè rallla venga a irritare la. piaga, ed a que,;to scopo sar:·l opportuno forse disporre l'arto i n una posizione favorevole, di modo che il malato anche se nvesst~ la tentazione d i tarlo non possa mettere in. c om:idemtamen te q11t::sto membro in contntto con oggetti settici. Con una oguale loc:..lizznzione lu temperRtura che si può chiamare ambiente, in opposizione a quella che darebbe un termometro a va!<chetta nera non assorbente che la rariiazione solare, ha una parte iru;sgnificnnte, <'.:<sendo assodato che In regione da scoprii e è nece-.sanamente IJOCO e..->te-a e che per conseguenza il malnto non dovrà soffrire nè d'un •·cce~-:o nè d'un abbass11mento di tempera.turl\. Tali condizioni subiranno ptro moditicazioni a misura cLe le lt'~Ìoni si ravvicineranno nll'est1·emità pro,.,,imale d~ll' nrt<·, nel qual caso il ferito potrebbe es~e re facilmente tro?po eo;pvsto e si correrehbe il pericolo di avere dt';!li incouveuienti specie in pianura o,·e l'el(:vazioue de.ln tempt-ra.tura ambiente può rendere anche un sole più debot ..., insopportabile. e do,·e ii sole stes-o può riscaldare cosi debolmente da dare una temperatura umb i,nte u·oppo fredJa. Allol'!l a. misura che le lesioni crescono iu e,.teosione hisognera abituar!' il malato o più esattamente la piagn a .t<opportare l'azione dei rag~i solari con uu metodo sempre piu circospetto. Quando si tratti di Je,ioni del torace, rl·· ll'Rdùo,,e o della tt.>sta, le precauzioni de'<'ono esse1·e mol· tiplic ate, se si \'uol evitare a colpo sic u ro ogni timore di congestioni d egli orgai•Ì interni S i comincerà dunque colle sedute tanto più brevi quanto sario più int~u,o il calore e si aumentera gradatamente. Tale è il metodo che detta l'espe· riemm ar(jnislta nel trattamento della tubercolosi cbirurgic.a e da cui non bisognt>l'à alloutanarsene per le suppurazioni banali. se non quando unA. esperienza ptolungata &'<'rà dimostrato la. possibilità di agire più rapidamente. Hiassumendo, anche in chirurgia di guerra si deve farti il dovut.o assegna· me nto sull'azione locale del sole, salvo in casi in cui lr. c11.chessia e il marasma per proce:;"i di suppurazio ne prolungata la rendono meno indicata e pei q un.li una cura d'elioterapia fattn in una delle località dove essa. in praticA, potrà costituire l'ttltimum refugiwn. Salvo iu questi casi est.rem1 non selllbra cbt" la presenza di apparecchi di con· tenzionc debbano o... tacolare l' indicazione dellso. cura del sole, perchè le lesioni suppuranti non sarauno r:coperte che da una medicntum facile a r imuo>ersi
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RlV!'lr,\ !Jl CHIRUI101.\ D I GUP:IlRA
PosRianao domandan:i iotnnto se n•JIIt< mnggioran?.a tloi CliSi non sarebbo utile rimpiazzare le medicature assorbeuti ordilllu·ie con delle griglie tnetallic he g hi. precon izznte da Rollier nei cas a ove la supptlrazione non è abbondantissima. tanto da permettere alla ferita di profittare pi t'l lung1u nente della cum d' arilt? Questo speciale trattamento avre bbe in montagna, ove la tens ione del vapore arqueo è più debole. degli e ffett i ceatumcnte riwnrchevoli. L e conclusioni cbe risulutno da questo studio nccessarfnmrute un po' teorico sono eviden ti per se stesse. La cura Jel sole deve ~s~ere praticata su vastissima scala in chirnrgin di guerra. L 'espcn·ien1.a insegner a\ con precisio11G quali sono le indicazioni speciali di questa tel'llpia fisi ca; essa dil·a\ se, per esempio, i suoi be· nefici effetti si li mitano ai processi a lento decorso, o ile, come tutto permette di suppor·lo, si estendono nnche u:;ualmenLt' n lle com plir>~zioni de lle ftlrite settich e, a rapido svolgimento, come la canc rPna inf•·ttiva Ed allora :;i può essl'r certi che questo nuovo metudo di tratt;amento cont;ribui rà a s•tlvare molti nrti dn ll ' amputazione c ant'he molte vite llllll\ne, scn~a contare i mesi d'ospedale e di !iollerenze che es:s~< risparmiert\ ai combattenti.
c. H. M. \\' Gt<AY. -
La oura delle ferite d'arma da fuooo dell'artloolazlone del gl.noochto. - (llriti~ll M t;dical ./ourNal, li! luglio 1H15).
L 'autore richiama l'nttt•ur.ioue su ulcuui 'lucsiti ianportnnLa messi iu evidt:uzo. dni chi rurghi degli ospt:dn.li di bnse br itannici. Nr•l\e ferit(' d'arma dn fuoc·o dcll'nrticoln~iono d ol ginoe~hio, ùurnute i prinai giorni de lla guerra eut·opt•n, la n•aggior parte 1l1•i t·asi gnarirouo con rig•<liti\ dE: ll'artir.o la:.~ione, e la convalescenza fu ab itul\lmeute dolo rosa e penosa. :llolte idee preconcette di tn.li lesio11i furono LJ·ovntc enouce, come quelle ad rs•·•Hpio chu le lesion i su ppurative d~ll'arlicolazionc ri rhi;oaes~e ro un faeile c prolungato dren aggio; che i tubi da drell:tggio -ouo il miglior m ezzo JH~l· ll>'~icumr ciò; che <!f'tti t ubi debbono cs~.. rc gntnali e collocati p rofowlnmento n ei rc<·..~si d,.lt'arti· colazioo(', c che un vi goro~o trattamento n.utisuttico è llllt'essario per domare la infezion e. Inoltre. l' importnmm di cer ti fn.ttori fJer il ~ucresso della cnra no n t'l'Il. stat a su Uicitllltemellte cou1prc~n. Le f'('l'ite doll'nrticohL7.ione del gi11oo·t·hao sog gette ad infettPrsi, richiedo11o 1' imwoloiliz:r.azioue tlcll'articoln:r.ione, poiclaè i l m ovimento può fa\·o a·ire l~t sepsi est imoltne 1' iu!iammnzionc: la stet·ca dovrebhe C'sere tenuta per dUO O tre settimane Rltnt' IIO [ COrpi eS~I'llnci dOI"I'I'hlJcro 9~!;\Jl'e l'imoss i, eccetto q1•elli iucastrati n ell'o:>.~o fuori dell'la r ticohLziom•. ;';e<·ondo l'nutore il procednnento 1ln segui1·e 11ella curA tlcllc feri te dol giuocchio è il seguente: escidere la ft:rita cutaneo. e i mu~col i ~ulwrCit•itdi s porchi e necrotici; allarg are sufiicientt>meutc la ferita c;e nece~sario; togliere i corpi e s trl\uei dopo averli prima localizzati coo i r11gg i R i\n tgPu e dopo 11.\'Cl'P possibiltllente allargata lo. feritrL d ell~t .~inovinlt•; lavnre In rav itiL Sillovialll con uua soluzione salina al 6 p. 100; togliere i grumi sangu igni: nei eMi acutas~imi fare una nuova incisione: rogolarizzfu·c gli nugol i dellR ferita dclln men1brana sinoviale e s u turare se 110n vi è inLiannoazionc; in;;crire nel li\ t'm illl nn tu ho eia d ron aggio, ma nou fino nella ferita della s inovialc; riemp ire il resto a ccnmtau1entc con go.rza; pulire e disi nft:ttnrc la cute cir·co~tnnte; applicare una mcd icatura supcrficialt> e fasciaturf! leggere1 e immobilizzare con un n. steccal 11dntta. H~: questo trattamento non giova, bisognn ricorrere nll'arHotllmia e for.se anche all'ampu· tazione . HA r .li:~ffHA.
RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA JU.oerobe .ulle dl&rree e l& dl•••nterla d e gli eserolU 1n oampag.n&. - ( Paris M édical, n. lti, 191o).
~A~QUI::I·~~E, B uHsJ.:T e '\\'EiSSEXBACU. -
L'argomento e di gra.ude at tua lità e di un'utilità pratica indi scntibile. G li autori, stud1ando una epidemia di dial'l't:e svilu ppatasi nella 4 a arm a t a fraHces e, att'rontauo il probl~ ma della dctt:rminazioue causai(:! delle diHrree in cam pagna; ria quPsta afi'ezionc allea ca fedt~le p tlr quli.uto trbte de:;li eserciti bellaget·anti. Fanno pri ma una c las.siticaziooe cli n ica, ragg ruppando le diarree a secon do i sintomi, ., stabiliscono co..;i -l g r uppi beo dis tinti: Il 1° grupvo. il più fre quente, preseoLH i caratLe ri clinici di una diarrea semplice. Con esorJio rarame nte brusro, si inizia abitualwente con s car iche liquiJ.e p>co nbbouolanti e numerose, le quali a u m <:n t aoo gr~~.dat»meule ntll n umeru e u o<lla quantttà. del materiale di emis:;ione, senza teneimo e qualche volta con coliche. .Le evacuazioni noo baouo caratteri speciali; non sangue, non muco. una cosa è ùegoa di nota m questi malati : il miglio ramento rapido col r ipO:ii>, co l c a mbiauaento del luogo e "on un r cgam" alimtntare p iù adntro. Io qn~-<to gruppo nou vi è H q uadro ùell'infe,dooe. II !?<> gruppo ò invece cara t terizzato d a ut~a si ntomat-ologia J.i mn.ggio t·e importanza . l uizio bt·u::.co e p ro~,;ressi \·o, evactmziooi li1.1uide sempre più a bbonùn.nti e ì n:quenti, m cui nuotano tiocch i m ucosi analoghi a coaguli di binu co n'uovo; 1 disturbi s ouo dilLictiiUente iuùuo::o zabili con t uu.i i trattamenti, tanto ùa condurre alcune volte gl' in t'er mi ad un v ero stato di caches,ia. La durata media del la diarre a mucosa è di uua n p iù settimane. Il 3° gruppo è rA.ppr(:!sentnto da diarree a tipo dissentel'ico E\·acuazioni fre q u enti. poco a buoodanti, muco-s anguinolen t i - veri spltli di;;;;ettlel'ici - , tenesmo e coliche costanti, con alterazione dtllo sLato generale . .Finalmente VI è la diarrea a cutissima - i mpropriameute detta col.,riforrue. Si anuunzia infatti !'On sintomi imponenti, con vomiti , d ia1·rea, stato gene rale t·apids.mtllle alterato, polso f a·equente e tìlir'orme, a s petto ten eo con tendenza al collasso. Jn alcuni cast si aggiu n gono i cra m pi.
••• J::,.;!uuiuato l'a spetto cltmco, l'autore p~~.,sn alle ricerche batteriologiche, c he s ono di un g rau d~ i uteres:>e J iag no~ti co e specia lmente pt·orilattico. In 115 casi di diatTea semplice e 1THLCO;;a f u r i n ven uto
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Bac illo dis:;enterico tipo Jlis
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B acillo del ti t'o Bacillo para tifo A Eu te rococco
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I n 21 casi di diHrrea semplice e mucosa si annidavano bltcilli spccifici.
In 20 casi eli tliurrea di~~enterica furono io,·ece !:"invennti Fle.r·r1er l volta Barilio d i ~-en teriro tipo .,. l/ i:; 7 volto
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I S casi di diarrea aruti,~inH\ furono tro,·ati: Bac illo pn.ratifico n ne\ c:oangue: Streptococ.:o puro nt>\ sangue e nl'gli organi interni nll'autop~i~: Spirilli morfotogicl\ulente simili al vibrione colerico, m'l ililfl'l'P11ti dn questo ultimo per tutte le loro proprietl\ cnlturnli e biotogidw.
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Dopo esposti sinteticamt>ntll i rlati clinici e batteriok·~ir i dei rn~i ~turliltti. l'autore si ferma in con~idera~i o ni di gmndissimo valore, che hRnno immen~a ripercu•~ione nella pra tica. Colpillce infatti il grande vredominio dei bacilli ilis~Pnterici nei cnc;i in cui le ricerche batteriologillhP riu"<'irono po•itiq~: conrlusionC' a cui sono vl'nuti i r<ignori Remlinger o Dumns in ric<•r r be da loro esC'guite La co~a tli per c;è non è nuova. ma è la riconforma di un'csst>n•azion!' ~il\ fRtta e che mette In. qu<·'!tionc fuori dell'incertezza dell(l casuali t;\. Re«tl\ cosi ;:tahilito che il bacillo dis-entèri'!o può a~"umere rlPlle formr eli· niche dive~, da quelle cla~<;ic-he e caratt<•risticbe a quelle della enm1111e ditlrr•·a. ~ono le rorme { r11sfe che e-.i..,tono in tutte le altre malattie infettive: forme ir più peri<'oloqe, pPrchè con l'a<;petto della benignità trovano fndle adito ali:, diffuqione dei germi. La Sl\nzione di que«to fatto crea un dovere n uovo per i m<'rliri militari, tinello di non chiudere gli ocl'hi al primo Rppnrire d i diarree in forme più o meno dif. fuse in un rPparto, specinlmt•nte ~e questo prende posto in un t r>rreno già occu· pato da nltra truppa. in rui si fo<;sero \·erificati casi analoghi. Un altro corollario non meno notevole. d' importl\117.1\ t utti\ proguostica, ;;i rieava dlli fatti su l'itati, t>ol è l'be il b>willo tipo Sltiyn è l'cspoucnte delle forme più gr:\\'i, mcntrt> i tipi l " IP.r' I!PI', lfis. W rappre;::entano le t'orme meno pt•t·il'olo"t:'-
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ment•·e da. una parle ~i sono vi~te forme d i <liarree bnnal i dovute invl'ce a bRcilli specifici, dall'altra ;;i sono viste deile forme cliniche clns~ir.he rli di~~cn teria dovute invece a hrwilli non dissenterici e per lo più al pnmtilìro Co;:;ì ri-;ultn cbl'l un g~>rme . la cui aflìnit:\ per tutto l'intestino parf' cf'rtn, possa, all'occR~ione, localiz;.ar;;i sul ~rosso inte;:tino in maniera pres~o 11. poco esclusiva, determinando uni\ sindrome identica alla. vera dis..,entPria. Re.~t~tuo l'OSI confermati due •·oncetti: Jo Che Il\ rlis;:pnteriu è una entità. rlinicR, ma non rappresentn uua uniti; n è anutom i ca, n è etiologica. 2" Che, in pntclog,a, lo schPma bisogni\ llbolirlo. I nnanzi rtd una diarrea di una certa ùuratl\, qu;~lunque sia In formi\ clinica, e speciRimeute se la diarrea è diffusa Rd altri i ndividui, l'esRme batteriologicu è di assoluta necessità per determinarne la natura.
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RIVhTA
D'IGlF.~E f:EX~:RA LF: F: ll ATT!-: RJOLOGIA
·w. \\-a.TSHU!I!: e A. R X. :\1".\CGII.I.Y CtrooY. - E•perle n z e d i vaoclo otr a p i a. a peoUi o a nel la febbre ttfot de. - cThe r.am·el. Xlii, vol. II, 1915).
Si 1·ias.,umono qui le esperienze di cura fntta in 50 casi di febbre tifoide, col vaccino antititico provvisto dal collegio medico del R. esercito inglese. I risultati ottenuti banno convinto gli A. "'\ . che il vaccino ~ il più prezioso a.gente t era.peutico. quantunque per ignoranza ed inesperienza non s iasi usato n~! miglior modo possibile in molti casi di questa serie. Soltanto pochi di questi pazienti furono a.mmessi nell'o:;pedale nei primi stadi della malnttia. La maggior parte vennero d al fronte, traspo1·tati da un posto medico all'altro, prima che fossero accolti dagli A. A. Jn nes::.un caso erA. stato somministrato vaccino prima dell'ammissione: &i può di1·e che, in media, la oura tu iniziata all'undecimo giorn o della malattia. Di più, essi e1·ano tutti soldati in servizio attivo, nei quali la malattia, di regola, non decorre gravemente, e non dà una mortalità alta. Queste circostanze hanno fatto si che i risultati ottenuti non furono i m igliori che si potessero 1\Spett.are d11.lla va.ccinoterspia, e che c ortamP-nte si sarebbero avuti sperimentando in circostanze più favorevoli. In tutti e 50 i casi furono somministr a te due o più dosi di vaccino. Sette dei malati cosl trattati morirono : ciò che dà una mortalità del 14 p. 100. Sei turo t'~ r.omplicati da grave bronco-polmonite; nel SE'ttimo la morte sopravvenne in seguito ad una perforazione verificatasi quando già il vacc ino nveva certamente att... nuato In tos!.iemin. È impos;..ibile considerare in un articolo i l trattamento vaccinico della febbre tifoidea in tutti i s uoi aspetti. Sembrerebbe che la vaccinazione preventiva eseguita antecedentemente la dose del vaccino usnto e il tempo ( per rispetto all'inizio del male) in cui essa fu somministnLta, potrebbero modificare il r isultaro della cura ullorchè si esamina un gran numero di casi.. Ma gli A. A. n on banno potuto verificare alcuna mod ificazioue nei 60 ca~ i studiati, dei quali 12 erano perfettamente immunizzat.i {cioé avevl\no ricevut{) due dosi in due anni), 16 lo erano parziulmente (una dose in due anni) e 25 non ne A.vevano ricevuta nessuna. In tutti i casi la diagnosi clinica t'n confermnta dai reperti batteriologici. In 40 il bacillo tifoso fu ottenuto con la coltura del s angue. In sette esso fu isolato dalle feci. Nei rimanen ti tre casi non era stata. fatta la vaccinazione, e
s i ebbe
una reazione \oViùa l positiva. L'esisten za batteriologicamente dimos tratn di una forte setticemia t ifoidt>a, non influisce in alcun modo s ul risultato della vaccinoterapia.
Reazioni, Interva lli e dosi.. In tutti i casi studiati, salvo poche eccezioni, fu interposto un intervallo di tre giorni (72 ore) fra. un'iniezione e l'altra. Fu visto che intervalli più brevi non et·ano ben tollerati. Usualmente, ad ogni inoculazione, seguiva una reazione consistente in un aumento di t e mperatura compreso fra O.o e 1° C. e h-ca, ed a ccompagnato da una m aggior fr equenza (aumento di circa 6-10 pnl~-oazion i al minuto) Questo aumento d i tempe1·atura si verificava general mente nelle quattro ore, e cessava gradualmente nelle 12 ore susseguenti. La reazione locale eTa in generale legger a e trascurabile. In parecchi ca.si fu interposto un più lungo intervallo f1·a le singole inoculazioni Talvo lta, con sorpresa, si ebbe ad osservare che, quan to più lungo era
:\ìlt'O l'inten·nllo, tauro pii1 su::-.cettit.ilt- ~i mo,.tr.n·a il paziNilO alln SUI'Ce!'siva. do::• A l•ro\·a di ciò si ripot·ta il ca~o rli un sog~etto uou iuoculnto. in c-ui la daagnosi clinica fu <"outerPJnta medi.. nte la coltura po;;i~iva del snugue. e si orteon(! uu lluou ri-,ultnto »ulla tebhre iuizi:tle, cho fu molto dimin uita qua.utuU·JUe mai iutl•ramente ~rota·;ota. Cna rcazionP as:<ai torte fu o-servnta nel >en· ti'luanro·simo giorno. in ,.,·gu1t0 :u.l u u lt:r;gm·<> :n•u1cuto tl .. lla doS•! iuoculata quattro g iomi dovo la p•ccedente Dopo 'lUt:><ta re>tzinne, la remperatura di\·enne più loa,-a e tale SI maut<cune per quattro ~iorni; l"'i sOpl·stv\·,mu.,ro nuove irr(~ golarit:i. :\t:) lrO:Utatret::-iJIIO giorno {Ùl-}'0 llll intern.Jio di ~ giorui) fu SOilllllini· str:tta uua ~e conda dose pll'l picc<•la. L a reazio11e J,·lla tclltpe t·atul·a e del pol:;o fu pilttto~to forro:, ma fu Sl·~uita da buou e>-ito Se tale aumento d i reazion" ro~se stato o-,en·ato in uno o due casi soltanto, la ,.u,uale coinr:idt>nza di uua auto-iuo(•ulnzjone cout~mpornuea a ll'iniezione della do,e di I':H'Cino, potr..ljbe e;..,.,r,; suggerita a spiPgnziotw ùel t'atto; ma uolla esperienza degli autori il ft'nomcuo si e ript:tuto n•golturueute. tanto più che, con un criterio, sia p•n· gto,;_,olano, e:<si ,.cguirono o;eUipr e la uot·ma tli n on accrescere mai la do<e quando l'i n tt:rndlo era di circa quatt i'O giorui, e di ridurla, qua u do l'imen·,LJlo era maggiore di quattro gsorni. 11 u.etodo nt!nrrato dagli .\. A. fu di t•omiuciare con uua no!'e di :30U m i lioni, imen·euendo 11 più pre,.,to po~sibilP, ed in ogui ~aso d1e rosse ragionevolmeute so-perto di febbre t i foide Furono sousministrnte parecchie dosi a pazienti che esami ulteriori dimo,rr.. r ouo di non e~st·re all'etti dt fehbre tifoide, spt>cialmente a rualati che poi furono ri.:Guosc·iuti afl'etti da feultri paralifoidi. ep p ure, in nes::;un ca,o. ebiJesi a vo:rilicate il IJeuclsè minimo incon n·nieute :'~ la diagnos i vit:ne pvt ··out~t'runta, on·ero l\6 il caso coutinu:t ad e:::sere so.<petto. lu iuiezo10ui ::;r con· tu.uuno a t'are cou iuttr\·allo tli tre ~ionli : 373 tnilioni ptw la. secouda doc;p e Ò(J(t uulioni pt:r la tPl"ZI\. L e su..;;.egut:nti do:-i \"t:llgouo auusentatt: dll un re!!olat'O iuer.-utt:nw di :?oll n1ilioni Al lo• che si presenta una ril•·v11UIC tossiemia cou iperpire"il\, o qu:tlclw complicazivne d .·l pol111one. allora. :.i dilllinui;:.ce la ùose. l~ltando la temveratura ,.;a diventata normale. l'uJtjma dose souHtùui;;;trata si riJ•t:tc pE-r tre volto, allo scopo eli prest>rvare coutro uun ricaduta. Da tener bene a m .. nte eh& con un inttrv:dlo di quuttt·o giorni, la dostl no n de>e e,.sere auutt:n· ta tm. e !'e l'i.uten·nllo è m:\g;;iore di quattro giorni, la dose V<l ridotus, evt·ntualmeur., ripo rtata alla iuizialt: ·ii :250 mil10ni, come nd escmp1o, dopo un intet·vnllo di <l1eci giorr.i. ::\.,) valutare il pro e il contro ddla v:occinoterapia d•·l>bono con:<idt:rarsi vart i:ntori. sopra a tutto l'opportunità ùoll'ini"'ziou~ di -vaccino e la dost! da iniettare L'aspeuo g•·nernl.. e le o·oudh1on1 del P••ziente hauno 1!1. IIH\l'Sima importanza, !JOtche rappreseutnno la risu]t>t.Jtte coutplt:ssivn di m o lti elemen ti di giudiz.to. J!'ra que"ti eleme uli interessn voi di rico noscere principalmeute i siutomi di IlOR tos Siemta in atto al lllomento in cui si Jl''llsa di faro una iuìezione di \'1\Ccino, e saperli dbtinguere da quell i c·he piuttosto ri,.,ultano Ila pregre~sa to~siemia. Lo stato nen•oso del paziente concede d i apprezz.an~ grossol:masueote se vi sia uua tos,iemi:. in atto allorc hu esso trovnsi nei primi stadi della wal.utia, in cui il delirio è sempr e accompagnato ùa fclJIJre alta. Anche qui sotgono dillicoltà per il fatto se le iuiez.ioni debbono fat-si o no bisogua ren.,r conto Jel coefficiente iu· di\'iduule relativo al s istema net·voso, coefficiente che può e,.;ser·e soltanto in,lovin ~tto. X egli ulteriori stadi le con dizion i mentali non mppre-;eotnno poi un cntt:rio s icuro sotto questo aspetto, perc hè allora es-;e sono i1L1puta.bili alle al te ra-
RJVrsrA
n' lliJF.'\F. fòF:~F:RAl.& F: BATTI':RIOI.OAI \
zioni -.ofl't~rte in passato dalle cellule nerl"o:<e, come anche all'into«sicllzione cui e'l'lP <;ono attualmente soggette. Non é raro vederP pazienti che rimangono in un olclirio persistente e perdono orine e feci nel letto anche per parecchi giorni dopo cho la. tos-;iemi,.. è stata evidentementa olcbPllntn. Per conseguenzl\ lo ataço n ervo'<o uon costituisce un buon criterio pro o contro l'u<~o del vaccino. Il medesimo argomento è npplicabi le al polso. In ostn i "tadio del ln malattia il polso è «><~pression<• di pregresc;e alterazioni del miocnrdio <' dell'attul\le intossicazione Ciò ò ùon<> illu-.trato dal fatto della poca frequenza del polso del primo periodo. dal grnduR.IO aumento di esso negli s tadi ulteriori, nei casi gravi, e dalla tendenza Rl ~uo rapido e notevole c rescere in seguito alle più lievi cause. fino a convalescenza avanzata. [o pratica, h\ temperatura è l'unico e più chiaro indice del g rado di tossiemil\ a.ttunle: perchè ha il vantaggio di essere un segno fi,.ico capace di esatta m isura ed interpretazioni:' Eccettuato il caso di un paziente moribondo, ed eccettuati gli stRti di breve durn.ta conseguenti ad a ccidenti meccnnici causati da. perforazione o da emo.-ragia, Il\ temperatura forni,sce uno. pre~isa r~tppre$entazione del grado tli to-<!(iemio. in atto. rRppresentnzione non modilica.la da qualsinsi avvenimento prPgrPSSO. ;\ei CRSi complicati . ..,pecialmente quelli con loc nlizzazion<' polmonare. bisogna bPn considerare fino a qnn.l punto l a febbre e la to<;siemia possono essere imputabili atl iufe:r.ioni secondi\Tie. I riqultAti compiPS'<i,·i <1<>1 trattamente Jei 50 c;Hi .-tudirLti, sono prove con · vincenti del valo rt- deliR vRccinoterapia: e gli autori con«iderano come un ingit·· Rtificabil<' e«perimento, ]'(\"tensione dall'u<;o di es-<a fin dal principio nei <"asi adntti. Gli autori non hanno e-;pet·ienza di vacci na;.ioni fatte <"on colture vive, nè del l'uso tli vaccini nutogeni: quindi non sanno dare un giudizio comparatil"o 1iei r iRpf•ttivi vantaggi o c;vao tag~i dt fronte a.lla çacciuote rapia preciSAmente detta Que~;t'ultima ba certo il vantaggio di poter e-;o;ere iniziata senza indugio. T r isultati ottenu ti sul p.~tnre e sulle limi t•tzioni olella l"al'ci noterapia, sono tali prati· ct~mt•nte qul\li pott>n1.no e..,;:;.,re nttesi <la conqi leoraz ioni teoretiche. Nei primi stadi l'uc;o del vnccino, come diretto nntagoni,.ta alla semplice infeziotHI tifoide, è ovvio; nel tempo stesso può essere rigu nrdato come un potente mezzo pl'ofjlultico contro infezioni secon,farie. (~llt'ste ultim(' sono favorite dalla diminuita re-.i .. tonza dell'organismo, cnu-.nta dnlln tossiemin tifoide. Qrn, il vn.ccino, diminuendo o t roncando definitivamente la tossiemia, può a.o che riuscire eventualmente utile nel prevenire unn iufezion c secondaria. Una volta sviluppatasi un'infezione secontiaria, si comprende che si hanno da combattere d u e ma.lattie, e non si può prl'tenden• c he un vaccino speciG<'o p->8":1. e<:<:•'r!' effj,..,<'f' per tutte e du('. Può An<'ot·a giuvnro contro il c:uo specifico antngoni,.ta ( lu infe:>.ione primariR: ma <:i eone il rischio. come è stato visto i n qualc he caso. che la reazione \'nccin i•·:l. po-."a fnvodre l'e,...te nRione d t>l proce~so seconrinrio. lu tali ca•i quindi si <l"'e evitare ogni forte r<'aziooe, ben proporzionando la dose, e comhattendo anche la infeLione secondaria con m ezzi !O:pecillci qun.ndo il caso lo comporti. Questa considerazione i: corroborata dai buoni risultati o ttenuti io qualche ca:o recente, con l'uso di vaccino antitifico combinato con vaccino. Gli nutori conchiudono il loro articolo nelle s<>guenti proposizioni: 1° il vaccino antiti6co è un prezioso me7.7.0 tèrnpeutico nella cura della ìehhre tifoide;
Rl3 :?o il trattamento de,·c· ,·ominciRrsi al più pre«to po,sihile con unR do<:e ini· zinle d 1 ~~>() ro i l io n i: :l" ba'lta il ra~ioneço]e !'c<:petto ,Jj febhre tifoide pt•n·ho\ sia uutori/.7.1\to l'iniz:o di'Ila çacrinott•rapin : 1• la cum è a llatto innocua r er i malati che dnll'ultf'rit)re deror-<o ri ..ultiuo non e,Qpre nftP t t i d n feblore tifoide: ;io dp,·ono """He inrerpoqi inr.. n·nlli di tn• giorni tm le -.;nzoll' iniezioui. Inten·Rili piil breçi non !tono hPn tolle•·~tti. c~unnrlo l'inlf't\'1\llo ,Jehha P"••·rP più lun!!;O, nllora, '-'f' ;. rli .'l 1attro ~iorni, la .lo~e non dl'vt• C""l're nu nl<'ntatn: l'e è ;;:uperiore a quattro ~ion1i ln •IO'-'O do•ve es""r di rniuui tn : fjo gmmle ('111'1\ do·ve e<;.::t·re po~tn nella eotit;'t dPl lc dosi. 'JU:t!VIo sus,istOt•O ini ezion i ~Pr.omlarie del polmone. l~un ndo è po~~ihile. n! vacl'ino nntilifì.-o dt•\'6 e•~ert> aggi unto 1111 \':tl'ciuo specifico pPr la iufeziono secondaria: 7' le in ie'l.ioni Òl'vono ei:<:er l'ontinuate pl'l' d•eci giorni nni'OI'a rlopo che In temperl\tura è r]i,·cnutn. normale allo :::copo di prevenire una rir:~.rlnta; :-,o J.e \'1\l'f:inn:don i pmli]nttiche hauno Je~gern O V<'Tll nll illflliC117.1l sulla VRCCÌOI\tt'rltpin nei pa;r.ieuti f'hP. ::~on o~ tante la \":wcinop1·oliln"si. \'CII~a11o colpiti dalla f··bhre tifoillc.
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Oli 1\Utor i riferiscono i risultati di uno stu ol io cli n ico. a nll.toll10patologico e t•·r:t.pl'lltico sull'n:r.ion P- d ei gns Rsli~siRnti a,·endo avuto modo d i fare OS'iervaziou i nrcur atc in un grnu numero di militnr i nell'o~petlale d i Zuydcootl' poch e ore dopo l':~.zione dei gAs stes<;i. Al momento in cui il gas a sfìs«ia ute .vien e proiettato sullr trincee un certo n umt·ro rli individui vengono nddirittura soffocati, a uni('ntnti: cn.dono in fondo Rlle trincee dove i gRS «i Accumulano per il loro p <'!!O. Altri invece d opo ,~ver provato senso di bruciore agli occhi, a l naso, al laringe, pre:-.i da Rcces.~i d i tol'<:e gr.\vi~c;i m i con espettora:r.ione muco~n. seu<:o di sofl'oca:done. qualche voltR con emottic;i per lo pi ù poco abbondanti riescono a mala pena a raggiuugere un po~•o di SOI'<'Orso. I revul~ivi torRcici. i cRrd io tonir:i, l' ingestione di 11\tt.e rie.<~cono particolarmente utili ; l' iugestione di latte è spguita «pes:>is"imo da vomito, che dPI resto l'i è dimostuto utile. È indi,.:l'utihile <'he oltre l'a:r.ione meccanica a'lfis;;iant••• .i j:(R'< hanno Rnche uo'u/.iOne tu.::~ic:~.
Gli autori di-,tinguono clinicamen t-e t re formi', e ctoe: forme con accident i tmmcdiatt: r·orme con accidl'nti tardivi: e forme dopo l'im p iego di mezzi pr<'fi la t t ci. A l primo gruppo appar tengon o casi ipera(•uti in cui il quadro clinico è abitualrnPDtl' quello d'una bron copolmon ite d ifrusa con esito lt•tale; ca--i acuti al c uni di breve durata con forte dispne!l. to ..-.e, e3pettorazioue abbonda. n te, astenia la quale r•tarda la conv.de'<cenza. altri a decol"l'o più luue;o: casi subacu ti con di..,pnPa, ni'CC'>"i di to..se ruole"ta. act:ompaguata da doloro alla base del torace e.'.!pettorato abbondante mucosa, talçolta -,triato di c:;augue; polso frequente. rua. regol11 re : astenia ncccntuata: alito f.,tirlo; spes-<o con;i unti\··· <>uiJilterichl': el.:vazioue t .. r mi•·a •ii medio grado che dappr ima cade r·apidnmcntt>, mn poi verso i l quarto giorno ri,.rde nccom pa.g nata da fatti cong-e~tivi :l!le basi polmonari. J,a di"l ne1t ò determinata da un vero ~enso di n'ific;.,i a, da u n11. llt·le di nria caratteristica per l'ui gli infermi chil'dono chf' v~n gano loro nperte le finestre La to-.se c h e dapprincipio somiglia n.lla forma della to~,.e convul'>a, dopo sett.. o otto giorni acquista piuttosto i caratteri della to~~e bronchiale. La tE'mpcratura. oltr~> il tipo già accennato, può raggiungen• il primo ~io1·no c•rca :~o e poi al tcr/.o giorno scende rlc6oi tivameote a ll6° 9 o ~7°: oppure può 1 ~sere io·rt>goi:lre e di lunga dumta con o senza rem i<i<iooe. che pr~ct• le un'a-,censione termicn n i 'l un.rto giorno.
l'ra i fenomeu· :;.. nerali sono da ricordaTE: i disturbi di~estivi quali l'anor· res..,in, la lingua -<ahurrale, l'alito fetido, e nellt> forme più grad dinnea. ;;;ubitte ro ittero; inoltre l'ao;;t.,nia ,;;pe-<so a".;ai n o t evole e p ·oluug.tn te"> i l uLtgam.·ntt>. '\elle fonnt' con accidenti tardtvi sono dn ricor·iare l'anorrt>'"'n, l'a.,tèo·a goo· nt•rnle, ~li ..,tati di el·~turlme, le enterocolit;. le nmnl!~il', enfi,ema polmonar~. palpitazioni •· stanchezza e'<trema. Nelle forme con impie~·> oli m<'zzi protìlattici. i ft>nonwni r ocorolati. " quelli i u sp~cia.l modo più salienti broncopolmonari, -.i mnnift•'t tuo nhitualmente in m:\uiera a~"ai ptÌJ attenuata e transitoria. Dal punto di vista Anatomopalologi<·o >-i può an·ermnr(' che lo~. m>tggior pane <lt>gli organi c;ono fortemente le~i dall'azione d ..I ga-.: l'e••oma cer<'orale, !t de~PllCntzro ue grn...><rt del fegnto, il• alterazioni del roiocnr dio che {; m ollt>. rolore foglia morta la congestione dei reni ne sono giA 1:\ pt·o\·a ~( !\ il polmont> so· 'l" m ti utto ~ profondnmeoto Rlterato; ,.i o;; i tro\·a co4Rn t t•men te un edumo. generAlizzalo e d4!11e lc<>ioni di broncopolmo.titc. sia difru,n, ,.ia a fo,.olo.i dis.:cminati, sia p!<eudolobnre con epo.Lizza?.ione grigia. C'ir<'a In cura essa n on può e-:=;pre che sintomatica: nei ca~i più gravi ha dato buoui risultati il Slllno;;o;;o generale: nelle altre forme --ono riuscite utili 1~: \'t-D to•-.• scnrifiCI\tc; eccellenti risultAti hanno dato le ini.-zioni :;ot t.oeutnlH'e ,li o-,~i gl'no; l1e1· ùiminui1·e i sintomi bronchiali e polmona.r1 di congt>stione sono riu::.citi utilt gl'impacchi f reddi umidi del torace. Coott·o la tos~e sono stati impiegati con rbultati l'!oddisfaoenti la belladonna, l'eton<'. le in1dazioni di eucalipto. Come cura generalo il n•gime latteo, e l'adren::~.l ioa contro l'Astenia ~ouo da rnecomaudl\re: n t>lla ronvl\l""cen7.1\ sono utili i pt·t>pn.rati at'>enicnli.
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R lV l STA D'IG IENE ~1 lLl'l'AltE :sTtG. -
n tifo e san tema tic o e l a protllas sl n e ll'e serolt o .
prof. Lustig ha compilato alcuni richiam i etiologici e clinici ritenuti ne·i per quei m ed ici che non abbiano mai osservato casi di t ifo esantematico aorme essenziali per la lo tta ant ipediculare: richiami e n o rme che cred iamo 1·i po rtare qui integralmente:
N OTIZIE EZIOLOUI (;IIE E CL I~fCU!i: St:L TIFO E S A:-!Tii:\IATICO
tifo esantematico (o tifo pe teccb iale, o dermoti fo, o tifo ùegl i a ccampa' o ti fo delle navi. o tifo delle prigiou i, o febbre della carestia , ecc.) è uu a tia infettiva, a cuta. caratterizzata da unn fe bb re che ragg iunge t ernpera.uolto elevate e con d ecorso tipico, da inteuo;i distu rbi Dl!rvo~i e da un eslJnpal·ticolarc, e dete rmin a ta da un agente s pecifi,·o, tuttora S<'On<•sciuto, proJe n te d i natura protozoar ia. pt·otozoo, su pposto agente patogPno del t ifo e.~anlematico vh·rebbe a prefenei g lobuli b ianc hi del sangue, sarebbe. cioe, uu l encocitozoo ; la su:l locao ne e ntr o i globuli bianc hi s pieghereiJhe l'al ta vi.-ulenza del sa n gue negli lu i infetti. T a le v i rulenz a «i m a n ifesta. già negli ul ti mi g io mi d ell'iucu e e d ura 6 no a v a r ii g iorni dopo la cadu ta dell a feb i.He. mnlnttia è tra;;;messa dagli i1uPl/i ""'alo(agi che, s ucchia to il t·i7·1u da un l uo infetto, possono inocularlo a un altro sa n o . . la grandi,.;sirnl\ maggior·anza de i casi, l ' in:1tltto e ma t, Cago. a gen te di t ra..>ne de) tifo p eft'CC/tiale. e j ) p idocc hio delle Vt-><ti ( p ecli C11 f11;; corp oris O /'· ~ntorum), m a può fung~: re da agente di t ra;.mi..;sione ltnche il pidocchio del v·diculus capiti.~. o p. cert·icaiis o p . lwmallns) . I l p idocch to <- h e ha sucrhiato ;ue di un ind ivid uo in fet.to n on e pe tò cap~tce d i tra:<mettere subito l'i nfe mu è neces-<a rio che passino ò-7 g iorn i, e ciò fa su ppo rre che il dn,.~ ÒE>I 'ntlematico com pia n ell'o rgani"mo del p id occhio un c ic lo e\'Oiutivo sul tipo Ilo c he a v\• ie ne nell'orga nismo delln zanznra pe r l'e mato1.0o della m al ruia. a ù escluso che i l virus s p ecifico del dermotifo si tro vi u e~li esc t·eati (sputi) .lato. Pet· cui la t r asmiss io n e ddla malattia potrebbe avv enire no chc per eli essi. '~corso clinico d el tifo esantematico comprende : una incubazione della d u ,,dia di 10-12 giorn i, fino ad un massi mo di 2 1 giorni; u n inizio di solit-o con f e b bre a lta, p receduta da un forte brivido o da piccoli b riv idi r ipe•'u:;ione m aculo;;a che si manife3ta da. prima al t ro nco e poi i n vade l'ad' gli arti. so la fi ne della prima settiman a com p are spesso delirio. Nd t'astig io dd la. a il p a z iente h a la lingua secca, labbra e gengive fungose, en te che eman a re c aratteristico, m acchie cuta~ee che d ivengo no s empre p iù scu r e lino a.d
HI\' ISTA r) rr.u;:-;r-; YILITAR"
8llì
asc;umere entro la seconda settimana l'ASpetto di veri. e propri punti emon11gici ' petecchie). Al delirio segue. s pesso, uno stato di prostrazione profonda e stnporos" rstato tifoso) accompagnato da carfologia, sussulti tendinei, iattllzione, ed inlf'n·otto a period i da allucinazioni pauroc;e ed itu pulso alli\ fuga. Il polso è intermittente, ]' itto cardiaco quasi impercettibile. i toni velati. l due sintom i di maggior valor e n e lla diagnosi del tifo esanlenwtico sono: il tipo d1•l/a f t>Un·e e l'esantema. Il tipo febbrile classico del tifo esantematico comprende: un JJeriodo di a.~cutsione, un periodo di sfalo (spesso interrotto •ia "Da r emisc;ione) e un periodo di d efe7TeM:nlza. :\"el pPriodo di ascensione (di n orma, quattro giorni) la febbre s n le rapidamentE', con esalt:t:r.ioni pomeridiane, fino a 39.5 e 40n e al quar to giorno, fino a 40.~ e 41 ~. Il p n iodo di stato dura dal qusnto giorno all'ottavo giorno, dopo il quale si iui11ia il p eriodo di deferve.o;cen.za. Nel s e ttilll'), o ottavo giorno s i ha r emissione di uno o due grndi e 1\l mat· tino successivo ricompar:-a rapida di una n otevole ipertermia, persistente fin<J Ili secondo setttlnario con lievi remissioni mattutine; poi anc-ora a"-cesa effimera dE" Ila curva tern1ica e finalmente defervescenza rapida, accompagnata da s udori profusi. L a temperatura cade per n i si in due o tre giorni anche nei casi più gravi. La fehbte è sempre accompagnata da lachicordia. Il polso, facilmen te depressibile, p uò sorpassare sino le 120 battute al minuto. ma appena caduta la febbre . r i· prende subito il suo ritmo normale. L'esant.ema c-ompare ordinariam e nte fra il quinto e il s esto giorno, talora è più precoci". Si localizza a.l dorso. a l petto, all'epigastrio, al ba.sso ventre, 11.1le ascelle, alle coscie e talvolta alle estremità e può assumere due tipi dive r.~L Un tipo è coc;tituito da chiazze numerose, rosso pallide, irregolari. ro1·tt· ?nenie interessanti l'epidermide, speo::so confluenti in una marezzatura abbastanza caratteri~tica. L'altro tipo è costituito i nvece, da macule abbondftuti, lievemente prominenti, che scompaiono alla pressione, rosee o t•oi!c;e, gros:se come una. capoc· chia di spillo o una lenticchia, con l'a.,.pett o di una roseoln. U o po 48 ore, alcune di queste macchie lascia no alla pre~ione una zonula giallastm, mentre le al tre assumon o un aspe tto di ecchimosi c he ri cor da m o l to quello di una porpora emorragica. Cadutn la febbre, rimangon o le macuJe d i venute petecchiali, c he d'ordinario S"Ompaiono dopo l 0·25 giorni dalla loro comparsa, seguendo una. l i.-ve deforforazione, difficilmente avvMtibile ad occhio nudo. La diaguosi differenziale del tifo e:;anlenwtico non è difficilE", llltueno nelle forme più tipiche Particolarment e de~ni di nota sono i criteri che permettono di di)l'erenziare i l tifo e:;antemalico d n] tifo addomin a ie ~ c ho: si posso uo rias,.umere brevemente (:Ome s:egue:
Tifo addominale. J ni?;io lento. Acme n l de<"i m o gio rno e febbre a imdzamento graduale . R emi-"-"ioni termiche di più di un grado.
1'ifo e:;an fematico.
Inizio bru-c.> con brivido spesso un ico ed intenso. Acme raggiunto nei primi tre giorni. R emission i termiche rhe raramente o ltrepaSSI\DO un grado.
H!Vl!-TA 0 IGIP.~E \ll l.l TAtU:: 1
Di=-cesa della te m pera t ura per lisi, di solito entro una set timana. Eru z ione lenti colar e papu losa, preva· 1Pnte al dorso e all'addome, rar e a lle e<itr emita: assente a l palmo d t-Ila mano e alla piRo t a del piede. Eruzione che compare a mnnd~<tc. M acule ranuneute cou tlu enti.
ProstrazioJte d i forze a cvmparsa t n r · di Ya . Euaorrngie intP~ti uali frequecti. Ricad ute abba:-tanza frf'qu<'nti. Cefalea che scompare di soli to n ella :'econda settimana. Sintomi nf' rvo" i g ravi e ;..tato tifo..-o verso la fine del :!0 Pd il principio dt> l So scttenario. Tumon· di milza sempre prE-sente e spesso palpauiiP sotto l'arcata costalt• Polso, relati'l"arneute a lla tempe t·atura n on frequente nel 1° Sf'ttenario. Durata to tale del per i.,clo febhrile fino a l SO settenario ed a nC'he oltre, s ah·o i casi aborti,·i. Reazion e del W idal pos itint. n el 95 p. 100 dei casi al 2° settenario in media. Emooultura spesso positiva.
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Di;.:ce;<a della temperatura per crisi, ordllJariamente f>Utro 50 ore. )laculo-pnpule a perifftria irr~>golnre· Eruzio ne fn?qu~ute nlle e;:tremitit, non r ara al palmo delln mano e alla pianta df>l pi~de. Eruzione clw non corup:tre a nmntiAtè. ~In o'ule talora confluenti: tre o qnatt1·o mncule pos-.ono conf.uire io iigura zioni c1rrolari. EritPmarhe non s(·omparP alla pressione. Esistenza di pen·•·•·hic dopo il primo gior11o febbrile. P rostrAzione di forze n. comp:ll""'R p reroce. :\fai emorragie intestinali. )!ai ricadute. Cefalf'n r·he prro;i>-te pl'r tutta la durata òclla nu.Jattin Sintomi nt>t·roc;i gr:. vi fio cl n i p:·irni g ioro i di m:rla.ttia. st:oto tifo-;o sin dalla fine d ..! l " ,ettenario. Tumm·e di m i lza as<:ente: t alora alla per· cussJon~> è Rp j'enn percettibile un lie\·e aumento dell'aia «plt'OiC'n. T'ol;:o 1\!'-"'ai frequt>nte tin dall'i nizio della malnttia. Durata. totale del pPt·:odo f•·bbrile r a ra· m~>nt.l oltre il 2° settenar io. R e:·zion e d el ".id~tl sPmpre nega ti..-a.
Emocul toJ"Il sempre nrgati,·a.
Nella dia!{rwsi differenziale bisogna non dimenticare la po~sibilitn del/i(n ri-
corrente p er per;:o ne provenienti dal la Bosnia, <l alla G11lizia, da Ila R ussia meri·dionale, ecc. o pe r persone che con queste banno avuto t•o ntatto. L'inizio di questa malattia è nn c lre rapido con un ico b r ivido inte n:<o. )la J,. fehhrc è meno >1ltn ed b a r emissioni piu notevoli che pel tifo pett>cchialf'. i sintomi nen·osi e geuerali meno g r avi, le eruzioni m aculari sul t ronco asso·n t i o scRrse od irregolar i e mai petecchia li. Vi è talora subittero, sempre grosso tumore di m ilza fin dai pr;mi giorn i. Al 5°·8• g iorno la febbre r.ade con defervP!'>cenza. c ritica. accompagnata da sudor i e poliuria. ~Ia perr>iste il tumore di m i lza e dopo 2-3 giorni s i ha ripres a febbri le. L'esame microscopir.o del sangue, specie se fntto nei prim i giorni di fehbr e, mos tra !e forme spirillari, che c hiariscono df'fin iti,·amente la diagnosi.
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:\'fiH\lF. !'( H~:~IA'I'J(' nF. I'ER l, A I.OTTA A:o-:TIPF:PICULARF;
A) Di{P.~II <lP/la P "l'SO/I(l.
(;bi si tro>a C'>JlO!!to nl pt>rirolo di contrarre i p rlocl'l1i dei 'e<;titi o del rapo o d el pube, rle~e curare rigoro"am..:nte la nettezza della propria per=;o na e dei propri i ndumenti. <:>'guen<lo pr1 ncipalanr-ntc le SPgut>nti norme pratiche : 1o Tenere a<;!'ai corti i capelli e la barba: 2" Usart• il pettine per la puli7.ia tlel!:t te-<ta e fare at.tenzione che quello stec;c;o n o n sifl llrloperato da altrC' persone; ;~o La,nrP il pit't sp••<;c;o po,;'<ihile con a cq11a calda il corpo e particolarmente la barba. l a te;. m. le a.<:cclle. d pube: 4.0 ~[utare c:p~.>s~o la hillnchcrin, li,-ciY(Lre qudla sporca in 1\cflun bollente, non me.<•colarla a flllella d i n Itri : &0 A'<"t•r <'ura de~li Rhiti e non me-<c'llarli a quelli di a ltri : 6° Nott dormire nel letto o sulla pRgli:1 o n elle coperte tl<:ate da altri inoii· vidui. Òl•lla <'n i p •1lizia non si sia sicuri : 7° Ban>ne hf'ne alle cn<:-=t>lte, aqli zaini, a~:rli in>olti cbe t'Ontt>ngono effetti di v e<>tiario puli ti •· n on mettt>r\'i <!entro <>ff•·ni u"ati, che conten,:noo insetti o peggio ancr>no. t,i:uwhPI' ia e in•lumenti u:::ati da alt.re per;;one. Le uonnP d i pulizia g i:'1 dl·tte no n SPmore pos.;;ono e:<~~>re ."f·~uite cou rigore nPile con<lizioni di e;u("rr:t, rhe po,;o;ouo esporre in m a niera :::p~><·iRle a contrarre p ido('chi: l:t dir'c.;;a t •IO'r •ou:tle '<"Ìt~ue pPrciò completat:~. con so.;;tanzn che tengono lont>~ no l'in"etto. Ra.nno taiP pvtl· r •• 'luelle che prolucouo odore oliffusi,·o. int1•n<;o e per.c;ist<>nt e ,. per('iò sono con-<la;!.nbili la ranfora ><<"iolta neli'olio a1 4 p. ton (olio canfor ato) od in poh·Pre: il meutolo; gli oli essenziali di anice, di bcr~:tmotto, di eucaliptns, •li tino•·,.hio. d i g .. rofoni. di senap••, eli trementin~. ecc., prPt("rilotl1! .-ntc sci• ·lti in nl•·•lol nella proJ •'I'<dont: ti i Hl" 71·1: il ta!,:lC'CO in llecotto (un -<lg:tro per uu litro <li ncf1URl ori auche facPntlo arri\'Rre il fumo <:otto gli abiti. la nnftalina i n polç•••·•· di ùiclor oht>nzolo in stwcbetti, mi-;~ug_li '-">tti di ta li sostanze in poh·ere, ccc. Quo·-e:tc· so..;tauze -<par~e 10ul!a >:upt>rticie <!el corpo. fra l'uno e l'altro cnpo ·li VP~tiario. n .. llo zaino o Uf'lln c·n--~ettn, t"n~•mo loumno -<ullìciPIItt!ruente i pidOI'<"hi ed alcune lentanwnt" li uc ·i !ono. ~r •• •l 1to IL lor.:> al(ioue t'ngace, de,·ono es-.~:re SJw•so rinrJo\-ate. B) Th~lrn::inw• di'i pirlocTlii.
E not.o che i pioìocchi rlPl r.apo ~i scoprono sin os..,en·:~.n•lo direttamente i <'Rpc•lli, sia col p~'tt.tne. I pillo ·t>hi J"'!le ve.~ti vanno ricercati nelle p i<'g-lte dei ,-estiri. Di'Ile cnciture .!elle f•)clere e specialmente nelle l'uciturc delle t>amicie e delle ma~lie intorno al coll,.t t.o. l<:spo nendo le cucit.u•·e o le pi ..ghe sospette al es~lore di unn fin.mrun.. '1-ll>t. lu<"e clel sole o all'azione di un feno caldo, ~i ol.hlignno gli iu<;ett.i a ç enir fuori riai lo ro nnsr.oncl i ~l i. 1° Bi:~.nclwl"ia e maglieria. Debbono e~sere sommer:;e per almeno ~lb minuti in :acqun bollent.). o in li.:;civa. o m soluzione .li .::odn 4 p. 100 bollente. Se l'acqua bollente non è prontfl.. la hi anchei'Ì>l. iu atte~a del trattamento (leve C!lsere po~ta iu una ca<~<:a e:p,·uzzata di hen7. i na o di soluzione acquosa satura di fenolo, rima-
819 ncndovi chiusa ermetirame nte, iu modo cho? nou pos«a iL\' \'I'Il ire dis~emin:ozione di jn-.ett.i; Rispondono perciò me~lio allo scopo le c nS$6 metalliche o rin~~tite all'interno ·li lamine metalliche. 2° Abiti di Jnna o di cotone, pastrani. l'er gli abiti ordinnri si usa la disinfez ione nPlla stufa a vapore; pt>r gli abiti di maggior valore, che r PStt>rcbbero deteriorati ùall'azione del vapore, o quando la stufa n >apore mauchi, si usa. uno dei procedimenti iurlirnti al numero seguente; fJ<> Znini. copricapi, calzature, altri oggetti di cuoio, !!l'C. Solfonìzione introducendo del gas Chliton almeuo al 5 p. 100 per o ore e prolungando la permanenza olegli og~etti nella :-<tnnzn. di solforazio n e per a ltre 20 ore. In mancanza d ell'apparecchio di Clniton la solforazioue si !'3. brucin.ndo lo zolfo in appositi fomelli e nella propot·zione di grammi cento pe1· metro cuho rii ambiente. Invece della '<olforazione può fnrsi il trattamento alla bc·nzinn. e cioè pont>ndo gli o~~;getti in una ca,<:a E' spruzzlloclo,·i entro gr:unmi 15 di benzina per metro cubo di am biente. La 1lett1t ('assn eh·u~a ermeticamente «i ln-,cin in luogo caldo per favorire !'evnpora?.ione tlella. benzillll e· s i riapre dopo un'om. Tn mnnt·anza d1 <~R«l'a, gli o~g··tti possouo es..::ere posti nello zaino o nt>lla caS"I'tta d'ordinanza, spruz-· zn.ti abbondantemente di benzina e rinchinc;i il più ermeticamente pos,.ibile per u n'ora. 'C'n nltro procedimento mpno completo e da u;;arsi <:olo in caso di ne·e~sità. consiste nel tenere i cnpi di vestial'io e gli og!!Clli dav~nti al ;.!t'tro di una pompa spruzzat•·icé (pom pa ~attese h i, Brio<:<"hi, e<·c ), In. qtutle fnntpngn uno dei seguenti 1 i'Juid i: tricloroetilene. forma li nn 1n p. 10n. l isoi'orm io 50 p. l i)( t, benzina, petrolio. Gh O~!!etti t olti .!alla <:ta nza ùi soliorazione o dalln ca-:;;a <li benziuizzazione o che hRnno subita l'nzion1- d('lla pompa spruzzrttrirf' olelol.ono e.<:~ere :;trofinnti con !'<pazzola durn spe<"ialmentf' sul rovf'so•io. <:ulla falera e sulle pieght-, teut'udoli sopra una larg:t 1Mcioelln ron petrolio o soluzione ieuicn in mooio dt€1 gli Ìll'>etti non cadano al ,:uolo; 4.0 Le pcr;:ooe che portano pidorchi dc\·ono ec:...ere ~PO!!:linte con ogni precnu· zione per t-vita re rli-;.;eminazione <li in,<:tti, c perf'iò, se po..;,ono .;;tan~ in piecli. sopra una lnr~;a. lamina di zi nco o di latta o andw t\11 f,,glio di •·arta. :-;:i h:-o~nauo i ca· pelli, la barba, )p asc~:~lle, 11 pul•e. nwdiante latnponi di O\'attn <:u porta. tamponi ed imbevuti di petrolio o c)r,rofonnio od olio clorotormiato J p lf~). o henzinn, o tricloretilene, o xilolo. ecc. ~i tngli:tno poc:ria i 1apE>lli e In barln rarcoglicnJoli in bacini'! le metall iche contcneuti un po' di akoolll<'llatut·ato •' 'JllinJi -,i bruciano. Si hva il cttoio capelluto con areto cahlo e poi si fa una !art;<~. saponnta calda a lla te«ta., al .,..j.:;o, alle a~cclle, al puhe, ecr. St ve;:;tono quindi abiti. sicurame nte senza insetti e si continua l'osso•rvazione degli individui ro-:i bonificati nei giorni corhecutivi, p e1· accc•·tare che In boni fica sia rin-:cita completn. Gli indh·idui t'eriti o gravemeute n.la lati ehe 110n po~qouo suhire questi trattnmeuti po~c:ono avere UDII. bonifica pan:iale baguanolo la te;:ta. In bat·ba, le a<:celle, ecc. con uno dei liquidi pediculicidi gih. detti, e poi coprendo con un bendHggio tutta la pnt·te con peli, po•r completare la bonifira rt.]lpena po..;-,ihile : (io G li o~getli ni <:earso v alore (paglia, ;:tmr.ci, ecc.) ~ono intrisi di p••trolio e bruciati o int'ossati, ~e non è possibile bruciarli. Bisogna t'"t>guire con 10olta nt· tenzione i trasporti da un luogo noi n n altro di tali oggetti. P"r evitare di dissemi-
R l\'J::i1.\
U l•·fi·:.St-: .:llH.ITA t<l-:
Ilare gli iust!tti . ...,_,no :.tat.i con:>i;;'tatt mt!tuli per u•·ci Jore i pidocchi 11ella pa~:ia bruc ari '• pratic a molto utile e spe:;,o nece...-;aria nelle t riucee. Piu di ogni nhro ù raccomnu labile ra'l ersìone con un liqUtdo co,.i compo.!:> to: t remeutioa. liJ. tt·.r.ocloruro di <"Rrhonio eJ alcool ana JS, ->apone verde 1. 't·n~a
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N""EOROLOGIO •' ul {'iUlllJO (((.'}l' O IlO l'C . ::5ot totcnullc llll'ait-o di complemt:nto ARCHITA ZITO, ;-iottOll•lleute n ...Jico di cotn plctuento lilU ~ E r'F E PASSARELLA, del . . . R o.•g.;t· mento fantt:ria. ca tuti a :\Jeùt:a t l l ::t ottolHt: 111 ,.,.,gut~v a .,coppio di granata. ;-iot.tv~cucute mt:•l ico 01 cowpl..-wento fRA NCE ~CO S ETTIMI, del . . . .Heggtmento ntttg-lie rta, caduto il :?0 ottolu·e. lu vuuoo inolu e uu me tuur e ::.aiuto alla memoria del collt:ga AU GUSTO O' AI\NA, cnpit.ttao mE'dico an St:rvizio attivo, d t!ct:du t o il -l o ttohru an zolla. di guerra.
PER IL LIBRO D"ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE RlCOKPE.NS.i: al valore m.Uttare per la campag .. a dl guerra del 191 & . :\J il:OAO L r A D'ARO F.:-:TO AL VALOlt .\UI.l'l' AJtE,
l . :O.TlJt't't•:H l .lfto·iu, da San \ 'ito a l Tagliamento U diue), tenente medico reggiul..-uto a l).lllti - Duii\Dlt' il combat ti men to, dando prova d i mirabile ardtre, si por· tava vici u a'iStwo .. Ila li n ea d i fuo.:o pe r raccogliere o curar e i f e rt t.i , trur·e· de u t!o co... i che dut: d t essi morissero ùi:<sanguati. Col disciplinare inoltre una s•tundru da \·olou tc r o:;i e fort i alpigian i, riusci,·a n mettere i o ~>alvo tutti ifertt.t. f>a..,..,o di \'a l l u ferno. 25 u•ag,:;io 1»15.
p~: B IL L IBRO .. 'ORO DJ,;L COI>PO
s . DilT.ARJ•J . ~1 1UTARE
82 1
M:EDAGl,IA DI BltO="Z•I Al. VAI.OH ~IU.lTAitli:.
l. DELLE GROTTAGLII:: Giovanni, da Brindisi (Lecce). ;sonot~uPnte medico comple-
mento r eggimento lancieri - Durantt' il combattimento d i mostrò abnl'gazione e coraggio n o n comun i nel curare num .. rosi feriti ancht: sotto intenso fuoco di fucileria nemica. - Aris. 6 g i ugno W l o 2. FERRARO S·bastia>lo. da Casale Monfel'rnto ( àles,-andria) . !'Ottot eueu te medico
comp lemento r eggimento alpin i - J>er il bPl contegno fermo e coraggioso di cui seppe da•·e p1·ova curan do i t'el'iti s •..tto il viol ento fuoco del nemico. Monte Freikofel, 2:i f{iugno 1915. 3. Most:A Attilio, da Biella ( Novara), tenente medico complemento raggi•uento artiglieria montagna - Con calm a ammireYole, sotto il fuoco continuo ed aggiustato d e ll'art iglieria nemica, presta\·a soccorso a rrtl art iglieri r'el'ili da uno shrapnel. - Kraju, 9 giugno l!llo. 4. S ANTI Otlado, da Carrù tCuneo). t<-nente med ico t'omple mento regg•m e nto alpin i - Sui luoghi di combat timento, dR! 6 al 14 giugno. diede prova di altruismo cur ando numer osi f e riti anche sotto il fuoco di artigliE>ria nemicn. - Pal Grande, Pal Piccolo, Paluzzo, 6 -H giugno 1915. 5. ZANELLI Felice, ùa B u logna, t eueute med ico complemeuro reggimento laucie r i Con abnet:;nzione e intelligenza. sotto inte n s o t'uoco di t'ucilel'la nemir a, provv ede va al le prime cure e al cadeo di numerosi t'enti su carri requi,;i ti. Aris, i5 gi ugoo 1915.
Decreto luoyole•wuziale 14 ottobre 1U15.
l. P I AZZI Renzo, da :Uiluno, sotto te uente me1l ico milizi u r enitoriale, reggime nto alpini - P IETRA Paolo, da Casale :Uonfe rrato (~lessandrb), sottotenente meà ico complemento •·egg!mento a lpini P e r il lodevole contegno manten u to durante il combattim ento nel pre:<tare l'opera pietosa di curare i feriti. - Pa;;so d i Volaja, 10, 11, 12 giugno 1915. 2. RID!o:i.LA .llllo•lio. da M irabello ed uniti di l'ada (Pa>ia), sottotenen t e medic o comtJlemento sezione san ità truppe suppletive. - Per le belle prove di :~.ltruismo date nel soccorre •·e i feriti durante il co mba t t i mento. - Plavn, l2 e 1!3 giugno 1915. (Co,~tinua) .
Movimenti avvenuti nel Cor'ro Sanittu'io e nel Pe~~sonale farmaceutico Uffloiall ln aervlzlo permanente.
Decreto ndniste1·iale 3 oUob1·e 1915. Lo stipendio annuo dei maggiori medici, inscr itti nell'annua1·io milila1·e con anzianità 30 settembre 1910, è portato a lire 5:100, a datare d a l 1° ottobre 19 0 5.
Lo stipendto annuo d.,i capitani medici, ioscritti n ell'etJuutario militare con nuzianità 3U set~mbrt• 19LO, è portato a lire ,l..!()(), a dntare dal 1° o ttobr e 1915. D eterminazione m ,inisleriale 7 ottoln·e 1915. A~/.À Safr·alorf',
r;lpitano medico 35 fanteria. - Colloc•tto fuori qul\dro, in soprnnnumt•ro alla tabella :S:\, a senso del R. decreto n. G21, e romandato ospedale militan• Bologna, dal 1° ottobre 1916. F'ro~<&~ZA t,;na=io, td . IO bersaglieri - l d· id. id. id. o-<pedale militar e ~fe.qsinr<. id . id MOLINO Cco·lo, id. R. •:orpo truppe coloniali Eritrea.- Trusfento osp<>dale miJ:. tnre UdinP, id. id. PASQUAr,I l ri ucenzo, lent>nts medico l gran:otieri. -- I(l. ospednle militare Perugia. B. de.:reto :23 ?nawtio HH5. Rob••rfo, primo capitano medico in nspett.otiva. Collocato a ripo>-o p .. r infermiti1 non provenienti da cause d i servizio, 1\ dC'corrt-re dal 1° marzo J!H5, e nominato cavaliere nell'Ordine della Corona d' Jtalia.
BoLTi b:IH
' eterminazioue mini.-;teria/P l •t otlobt·e 1916. DEiil.l A·J~ I
l'nt<'l'n:.o. capitano medico 47 fanteria. - C'ollocato fuori quadro in "•>prannumero nlla tabella XY, a senso dd R. d.•cr eto n. 6:21, e comandato O"' ~·edalf' l'd i ue dal lt) ott.obre 1915.
PROMOZI ONI STRAORDINARIE PER MERITO 01 GUERRA. Do•c r~'IO luogofPnun:;iale 14 ottob re l ~16. ,M aggiori m10dici promossi tenenti colonnelli m<'dici : cav. {,llf,,i, dit·ezione sanità ~]II corpo armnta.. Continua come contro. Gu.H.l)l cnv. ('urlo, ospedule Napoli. I d. id. PA<:~:
CapitRilO medico promosso maggiore mediro: CA('('IA Filippo, inf•·rmPril\ /residi10ria Aquila. - Continua come contro.
Den·11to lllo!}Otenem:.iale :?8 ottobre 1916. st>g;uenti ufticinli medici in aspettativa per infermità, son o richiamati iu dalla data per ognon o a tianco indicata n senso del disposto dall'articolo 27 della legge sullo stato dt:gli ufficiali, e coutcmporaneamente collocati fuori quadro a St'uso dPll'a.rt. 6 del derreto luogotco e nzia.le 11 l uglio 19lo, n. 10S5. <~en·•zio
~{tJ\'l~H~NT l AVVI::NliT! NEL CQI( I'O SA.'\11'. E .'\EL I:'Jo:US F .\H .\ IACF;UT!CO
~~3
e comandati a ptestare serv izio n egli 01<pedali sotto!:>t>gnati coutinurwdo nella eventuale ass••gmt?.ione phr mouilita7.ioue : SAOviNl
ca.v. Et·m·i!slo, magg1ore medico. -
Dal 23 maggio l~Jl5, ospedale militare
Bologn~~o.
llo:so cav. Giomnni, id. -Dal l::i maggio 1915, id. Savigliano, LA :\f ANN,\ Salt-alo re, tenente w ed i<- o. - Dal :?5 settembre ln5. id. Napol i.
J)etennina.zione winisle1·inlP- 28 otlobl'e W! o. I seguenti ufficiali medici sono collocati fuori quadro in sopra nn umero al la XV a ~enso Jel combina to disposto dal R. der reto n. 6:31, del lB mllg· gio 1915 e dal der·reto .luogotcnenziale rlel 2:1 agosto 1015. u. l:.!flil, 1' COI)tandati all'ospedale per ognuno a Dllnro inriirato, dal l 0 novimbm 1!.115 : tabelh~
P1zzocOLO cav. OynibenP- l'aolo, maggiore med iro ospe1ltde Perugia. Pentgi1L. Lo ll!AN<:O cav. Lui!Ji, id. iJ. Paler111o. - Id. Pale rmo. TRL>IANl Piel1·o, capitano medico iLl, Ancona. - [d Aucona. FEiti!E'l'TI An·iyo, id. id. Pat·nut. - Id. succurstde Pnrmn.
0dpedale
Farmacillti militari. Dec1·eto l110!JO{Pili•ltziale 26 :<~ftt·111bre 1!415. BO.Yl'IANI cav. JJle$slmdro, chimico fa t macista dn·tLtore numero, dtd S ottoure 1:!15.
Collo•·ato in ~opran·
/)ecn lo m ;,;,.teriule ~l selfettd}l'e W 1:J.
\ A L~:NT J .J.ttfoniuo, farmacis ta di 2" rlas~e. dieci.
So,:pe~o th.!l o ;;tipenùio pe1· g iorni
Ufficia li ln posizione dl servizio ausiliario. D ccnlo hiO!JOte neu.~iole 26 xet/1-mbre t:H o.
DAnBESE l·'ilippo, capitano modico, distrelto Torino. -
P•·omo~so m115giore.
Deueto mini.o;tel'iale 25 settembre 1!115. Cvoco ca\•, Lui,qi, magg iore medico, distretto Vic,enza, in sen·izio la ncic ri Yittorio Emanuele IL - Ricollornto in congedo dal lo ;;;ctteruure llJ15.
Decreto luogotenPrlziale 21\ .~..tl~mb1·e 1!115. AoA:-~ 1 cav. Ca·rlo, capitano medico, distretto Roma. -
Protno;;so maggiore medir.o. Seguirà. nel ruolo il maggiore medico Daubene X'ilippo.
Dec1·eto mint,ç{el·iale 3 olio/ire U!l5. SeL!CORNI cav. Ca1·lo, maggiore g enerale medico, distre tto Ales~andria. - Richiamato in servizio temporaneo Jtlli'S ottobre Hll5, presso il comando corpo armata Torino.
l:)2J MO \ ' UH: NTJ A \'VENC~I :!I<I~L CORPO S A!\JT. E NEL. PERC::. FA R ~IACEt.;TrCO
omotaU di rberva.
Decreto ltt ngotnum.ziale 8 lli!JliO 1916. l segueuti tenenti medici bono pmmossi capitani c on anzianità 1° magg io 1915: PRI'IA!'GELl Valerio, distretto Roma - ~egoirà n el ruo lo il capitano medico }'ACCI Giuseppe. LUCI \NI Arturo, id. :Napoli -:- Id. id. i d. VITALE Giuseppe. MILITE Germano, id. Salerno - Id id.id. FILI Giov tlatlista.
Decreto lWJgotenenzìale 26 seltentbre 1916.
T seguenti ufficiali medici sono promossi a l g rado superiore: l 'apitani prowo!tSi maggiori: SI' CACCI .Vit·o{a. distretto B a rletta. FELI,INJ Tito, id. P ndova.. PALOMBARI _'\-azzarello, id. Asroli P iceno. - Cu.sEO Ambroyio, id. Genova. SCALA M i· ··hpft>, 1d :\ola. - Zut.Ltxo Frallcesco id. L ecce. - E nns11' Gioranni. id. Trapani. - P&ROTTI Antonio, id. Campobasso. - Ft.\JIA.NO Raffa~>ll', id. C atanzaro. - GIAC'tJ \IETTJ Gio1·ann i. id. \ict>nza. - BRACIHNI Alfredo, id .. iena. - C ER· 'ELLI An!telo, iri. R oma. DEL RE Arcangelo, id. Taranto. - C' .-\STELLA:>t J:m·it·o, id. Li>orno. - C'.ERESETO Pietro, id. Geuont.. Ten•·nt1 promo,.~i capitani: ~A~NISI l 'io, distrt-tto :Uodena. M ASTRocrxQUf: fleniami110 1 id Taranto. Del'rl'lo luo_qolenenziale 2 1 otloln·e 1916.
l seguenti utliciali medici, sono dispensati da ogni e ..·e otuale ser'\'"izio mi· litart'. per infermita non provenienti da cause di serçizio: 4'ARA\IIT'rl CA~;". Arhille, maggiore medico, distretto Bologoa. - Hu',\XO Pietro, id .. id. Benevento. - BENJ~C.\>'A ca.'t'. Vincl!nZo, id., id. Mantova. - CAROS~LLA Camillo. capi tano medico, id. Chieti. - ( 'ONTELLA .lfichell', id., id. Avellino. MAzzA (;iot:anni, id., id. Foggia. - POLCA IH Dontl'nico, id, id. Benevento. C A.IIF.IU::\0 _Vicola, tenente med ico. id., id. Nl\poli.
Defunti. C rTTOLINI ca v . Silt:io, tenente colonnello medico di riserva, distre tto Tre viso. Morro a Treviso il 10 settembre 1916.
il l.>u c t. t..<.> re-
Il Ht""' lut.lOJ""'
CLAUDIO S t"ORZA, tenente generale medico
AR7 URO CASARlxt, capitano medico
(4 00) Roma. 191:1 -
T1p. E. Voghcr.o.
SintMi della rel~ione unitAria eugli eeorciti tede101ù durante la guerra franco-germanica 1870-71. -- Roma, 18A9. Un volume di pag. 348, prezzo ridotto. . L. M.t.N.t.YB.t.. Rtudii .tonco-critici sulla roeningite cerebro-spinale epidemica in Jt.alia e particolarmente nell'eeerciLo. - Roma, 1883. Un volwne di pag. 262 con 2 tavole grafioh~, prezzo ridotto Su.nr.uu. - Le lesioni traumatiche de i centri nervosi. ~femoria onorata del premi~ Riberi. Roma, 1900. Un volwt1e di pag. 320, prezzo ridotto . o Sr oRU e 0JOLURI:LLI. - La malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al ooncor110 Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. -Rnrna, 1885, preno ridotto. TOMJ:LLnn. - Delle malattie piò frequentemente simuJate o provocate dagli iDBOritti. - Roma, 1875 . • ·CtJsA.lCI. - Guida del modico mihtare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario io càmpagna Le f"iù coou.U• dal/8 orma da guuro.
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FII:RB.t.Rl LF.LLl FBA!'IOEBOO, capitano
medico.- Manuale di bromatologia pei me dici militari. - Firenze, 1906. Un vol. in .16° di pag. 484. (Vendibile pr681'o l'Autore in Firenze. Scuola d'applicazione di sanità militare) . L. (i TIRBLLI, capitano medico. Ferite da arma da fuoco portatili. T osi di li bero docenza. Un volume di pag. 670 con 17 tavole.- Modena, 1915. (Vondibilt' pr61CBO l'Autore, Scuola militarel . . 1 15 A. SanTOLI, capitano modico, libero docente di patologia speciaie chirurgica neiia R. Università di Pisa. · - Contributo allo studio del rinofiroa e ricerche iatologiche aui t rapianti di cute secondo Wolfo (con 18 tavole) -Livorno 1911, Officine grafiche Chiappini. (Vendibile presso l'Autore, Ospedale militare di Livorno). • ll J.u<uoLO CoRT&NTLNO, s<morale medico. - Oftalonoacopia ed o~tica oculiatica. Manwù e teorico-pratico. Un vol. in 8° con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, Stabilimento tipografico F ..rrante, 1905. (Vendibile preBBO l'.'\utore, R oma, via Principe Amedeo. 47) • 8 MANOIANTI Ez10, colonnello mooico Lu sgombero acqueo d~i feriti nella valle del P o ( 1889, 1898, 1905). Testo e progetto con illustro.zioni, premiati con diploma d'onoro all'Esposizione internazionale d i Milano 1906. (Vendi bile preseo l' Autore, Roma) 1 4 ID . lD. - Eeercit.> e tubercolosi. (Notizie. - Profilassi attuale. Età della chiamata. - Ferma biennale. - Abbaseamento della statura \. R elazione &l Congresso nazionale d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id. ) . . . . . 2 Prof. PE'l'RAZUNJ PlETRo, vice-direttote del frenocomoo di R cg!!io E milia. Sullo s tato di monto d.·l soldato Augusto :llasetti - VAndibilo presso la li brori!l Beltrami di L. Cnppelh - .Bo iogna , o presso l'Autore. • B.t.WN 'nl SALVATORI'., tenente colonnello modico. -- L'a nntomia e la chiruq~ia op<-ratoria dell" mancl ibola e delle parti molli che In rivesto no. - Nnpoli, 1906 vol. in R• di pap:. 130, con 58 figure intercalato nel testo. (Vondibile preaao I'Aut.ore, Corso Vittorio Emanuele 386. Napoli). 3 {D. t o. - La c hirurgia delle vie biliari. :'.lemoria onorata di un atwPtato di lode dellu Società medico-chirurgica di Boloroa.- Bologna, 1903. Un vol. in J6o di pn~. JllS, !Vonciibile pre88o l'Autore, Corso Vitt{)rio EmfV1uele 386. Na poli). l S.t.NTtTCCI STEI'ANO, maggiore modico, libero docente di oftalmologia e di eli· nica oculietica nella R egia Università di Torino. Studio scientifico pratico sui traumatismi oculari. Vol. di 2<12 pa!!'ino co n 16 tavole contenenti 63 mic r ofotografio o con prefu7ione del profossnr C. Rii:1"MO!'ID, direttore della Re>jÌa clinica oculietica. di T orino. - R oma. Enrico Voghera 1906. (Vond iuile preeeo la tipografia Enrico Voghera. via P o 3, Roma o . • R . RrvALTA, capitano modico. - )!alsttie professionali ed info rtuni del lavoro n ella vita civile e nella vita militar.-. R occa S. Casciano 1908. (Vendibile pre88o l'autore, l l 0 reggimento fanter ia, Forli). 1 6 CA&.lLI PIETRO, tenente medico. - La chirurgia conservatrice nei suoi rapporti con la traumatologia e la legge concernente gli infortuni sul lavoro. Trattato di eeegeei clinica in rapporto sUa Propedoutica chirurgica generale e alla :egisl&?ione sociale italiana. - Roma. 1901. Società editrice Dante Alighieri. (Vendibile pr8118o l'autore, via XX Settembre 89 p. t o, Roma) . 1 3 -
\
GIORNALE DI
11EDICINA 1tl1Ll T ARE Diruione e Ammlnistraz: Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della g11erra) CONIH~lONI
Dl AHBONAMENTO.
i~ Il Giurnale d i m edic ina militare Ri pubblica l'ultimo giorno di ciescUD mPse in fascicoli dr 6 fogli di s Lampa . 20 L'abbonamento i> annuo e d ecor re dal t• ~ennaio . :l• l l prezzo dell'abbonamento e: Per l'Italia e la Colonia Eritr·ea . • L. •:.e,Per l" E stero . . . . . . . . . . » 15,. l. in Italia . 1> 1,25 Un fa!;crcolo separ ato cosLa , E a 11 •stero > 1,50 Il suppleme nto cofllenente l'Annuario 5 in Italia " 2,50 d el corpo .~an ilario militare costa . l ali" Estero. ~ 2,~5 4• L'abboname nto non disdetto pr ima del 1• dicembre s'intende rmnoval!, per l'anno successivo. 5° l signori abbonati militari in effettività dì servizio possono pagare l'importo dell'abbonamtonto per mezzo dei rispettivi comandanti òi corpo (anche a rate mensili). 6° P er i l'Oli ufficiali medici (deli'EI'ercito e della Marina) è ammesso un a~bobamento ('llmulatho al Gior nale di medicina m 1litare ed a gli Annali di medu:1na naoale e cOlOniale al pr·ezzo di L. 18 annue. Per oUenere tale abbo· namento gli abbonati del giornale di medicina militare de,·ono far per >enire direttantenle L 6. all'amministrazione degli Annali (presso il minrstero della Marina) . 7° Ai librai si fa lo sconto deliO0fo• ma solt.anto per gli abbonamenti delle per~ooe e degli enti non militari, che non possono fruire della facilitazione di cui al n. 5 e 6. . 8° Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc. , che a ccompagnass ero le memorie, sono a carico degli autori. 9<> Gli autori delle memorie potra nno averne gli estratti facendone rich.i&sta ~:~ll'allo tlell'invio delle bozze corrette. Gli estratti sono di due tipi: T rPo .A. - Con co pertina in bianco, senza frontespizio, e colla impagina· tura e numerazione del fascicolo. T iPO B . Con copertina s tampata, fr·ontespizio, impaginatura e numera· zione speciale Il prezzo è r egolato dalla seguente tariffa :
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l ìli estnllll ruin..., rJ dr u n f,)g lio s i cOOla no come fo~lio rntero per le ordi nn'ZI0nr dr I Ull estra tti o meno. Per qut>lli che su pera no un f01llio. le frazioni in più. che non superano 11 mezzo fo~dro . s i conl.Brro come mo::ta, purchil pero l'ordioazrone non sia infer iOrE' a : >() copre . Pnlrnnno a\·er si estratti in carta e formalo diver si, pr evii accordi personRl r tra glr Autori e la Ti pog1·alia IO" l manoscrillr non S1 reslrturscono.
GlORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall ' I s p ettor a to di Sanità mUl t are Glomal e
Giorn ale di medlolna militate' 18111- 1884 della R . .la Mari,.. • 18811· 181111 Qlomale m edloo del R . .Jo E u rallo' 181111-1110?
.....UOO del R . .lo Eeerclto •
ANNO LXITI - 1916
FASCICOLO
XI
30 NovEMBRii:
SOMMARIO •••eall&
eaiQilWALI.
• Pc.g. au.
Leetta. - Sulla cura delle eangrene sat ;lche . CA.SUISTICA CUNICA . ._,•. - Coobib Usm
Ilio &Ilo s t udio dello p5ICOn,.•roai rli guerra. Not a su ..., ca•v d i •or do·mu-
a,,.._ o ll'ori3Uie patehie.
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~.,,~ :_~tributo •Ila casistica del tetano os~t'rvatu oel confi1tto italo·allStrlaeo caso dl lttero emolitico lo seguho a grave l~iooe della mliP.
.
•
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.
•7 114t 8.66
aiW'I.T A • r ._rua!WAI.I ITALIAA'I Eli &eTEal.
( Y. l' / nJJk• ntll'fntwno ct.lla_coperUna)
~-
OI R BZIONB ED AMMrNISTR AZIONB ltO IIA. • P111aao 4e1 K1aktuo della Gilerra. VI& XX SeUeaU. • IIOIIA
Per le l '-vi~fo a.erzlonl •i ~liofti rivolgerai cllret.tain-te all' UIDelo llllepb a tale
- Ro•a. VIa CoDdottl, a. il - Telefono 1106.
•
INDlCE DELLA RIVISTA DI GIORNA.Ifl ITALIA"Nl ED ESTERI RIVISTA MEDICA. HallldaJ Setherland, Edln. -
Etio logia e proflla~sì della meningite cerebro spinale epidemica. Pag. 8:10 RIVISTA DJ NEVROPATOLOGIA.
"Sblller e Clla rller. - l.a commozione prodotla flagli esplosivi e le sue eonse gtienu fUI sistema 85!
ner\'OSO
RI VISTA DI CHIRCRGIA DI GUERRA.
Lordat·Jacob. Clron. Ferrand. - NoLa su un caso di ritorno parzlnle della motihta volontana rlopo sutura del midollo spiuale completamente sez.lonatQ da una seheggi_a di oblce. Perez. - Sa di u n inten•>"ante t ipo dt lesionP nervosa Medea. - Lesioni di origine traumatica . Coulllaux. - i.Xuovo 3pparecchlo cont~nti vo per !fattura roaoc1ibolare Medea. - C3sl oscuri di lesioni nervose tr aumatiche • Welu. - Complicazioni delle ferite MI cranio da proiettili di guerra P l6rf. - Salle fertte penetranti del pettc. Maragllano. - Sopra nn metodo di l ocalizzare i eorpl estranei • O....,u. - Con,;iderazioni s alle rerite addominali io guerra • Jl6mond e Gl6nard. - Ferite penetranti d el torace in guerra
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RIVISTA 01 FISIOLOGIA NORllALE E PATOLOGICA.
Pugllele. Martlnet. -
J.'alimenta%1one del nostro soldato lo guecra . !..'attitudine militare dei cardtopatici .
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SiO
RIVISTA DI TOSSICOLOGIA. 81tn~.
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l gas asOssiaott . RIVIS TA 01 MALATTIE VEXS:RRE E llELLA P&LJ.E.
Levlaon. - TrattamljiiiiO mtrarach1deo di'Ila slllllde con speciale riguardo -ai reperll del liquido eerellro-spinale
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RIVISTA 1.11 MEDICINA LEGALE MILITARE. ~orgues.
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Ma lattle ·simolate
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RIVISTA D'IGIENE GEI'ERALE E BATfERIOLOGIA•
Belfantl. - SpPnl l critlei s ulla vaccioa?.iOntl aotitillca . More10hl e Marcpra. - Saggi eorol)arattvi 111 vaceiOaztone aotieoler1ca nell'uomo pe r via eo· •lovenosa e ~lt~utaoea . . . . • . . . . . . . • . Boaelll. - Sulla vaccinoterapia •Iella febbre tiro ide l'ECROLOGIO. NOTIZIE. PER IL LIBRO D'ORO Oll:L CORPO SANITAIIIO MILITARE • MOVI MEJ'iTI AVVENUTI NEL CORPO SAN ITARIO t: NEl. PERSONJ\LE FAIUIAC&UTSCO
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Pubblicazioni vendibili presso l' Amministraz. del " Giornale di medicina mHttara " V tA 'XX Stl"rTIUIDRY, PALAZZO 081.. MINUTKRO OKLLA GOBIIRA
Plrl'llo. tenente generale medico. - Sall'azione degli .attuali fucili da guerra e specialmente del fucile ital i ano di p iccolo calibro. in confronto con qu.el.lo di medio ca1fl>ro.· fStudi !lperimentali. con 15 tav. di fotografie e radiografie ri-prodotte in 'fototip~fìa).-Roma, 1903. (Vendibile presso la Tip .V~era)'L. lo. '-ID. Le"(fperedoni'·-più fl'equenii nella' chirurgia di •guerta, oon l B ·Bgare intercalate nel teeto. Firenze, 1898. tVendibile p r - laJ.ib. ' Berollrdo Seeber. Firenze) . • • lMBBUOO
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M E M O R IE
O RI G INALI
SULLA CURA DELLE CANORENE SETTICHE PEL. IL CAPITA:\0 MEDICO
Prol NICOLA LEOTTA DIRETTORE DELL' OSI'EDALETI'O D A CA.IJPO ;v, 62
La percentuale di cangrene settiche è altissima nella moderna. guerra, tanto presso i nostri feriti, quanto, e forse più, tra i feriti degli altri eserciti. Essa ha costato m olte vite e, nei casi migliori, ha richiesto nn numero impressionantissimo di operazioni mutilanti. Tutt~ coloro che fin'oggi si sono occupati dell'argomento, in base alla più recente esperienza, han:c.o fatto tale dolorosa constatazione. L'argomento perciò è interessantissimo. e va trattato profondamente. Qu ando potrò, mi propongo di riprenderlo allo studio, in base alla esperienza che ho potuto fare. E bisogna e...c novo cominciare tale studio, rivedendo tutte le nozioni che fin qui abbiamo. creat e in nn periodo n on r ecente. Con la presente n ota - che faccio frettolosamente in obbedienza alla richiesta dell'I spettore capo di sanità, che preoccupato dell'alta percentuale di cangreue è desideroso di porre u n rimedio alla grave complicazione delle ferite, intendo brevemente trattare una sola delle questioni relative alla cangrena., quella che più nrgentemente ci interessa in questo momento.: la cura. Non è il caso perciò che io mi fermi a dire della sintomat.ologia e d ell'andamento clinico di questa grave infezione locale delle ferite, c h e può assumere forme diverse non ancora ben definite etio logicamente (donde la necessità dello studio che occorre fare), per cu i possia mo avere tipi di cangrena d iversi clinicamente, tra i quali le due n o tissime: la gassosa e l a. nosocomia.le. Queste due forme, etiologica.mente distinte, hanno un quadro siutom atologico diverso, ma banno in comun e la gra vità, la progressività e l ' i nvadenza più o meno rapida. Per facilità di intendimento le chia merò col nome comune di cang r e n a settica, che p uò a b bracciare non solo queste d ue t'orme di can53 - Giot"nale di medicina m ol•la1·e. -
Pasc. Xl.
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SULI..A. OUR.A DELLE CÀKGRENE ~ETTICBE
grena, che sono le pitl note, ma anche altri tipi di infezione locale meno noti, ma che cer~amerite possono aversi. E poiche devo trattare della cura della cangrena settica, dovrei co-· minciare c;ol passare in rassegna tutta la serie di mezzi conservativi, che volta a volta da.i chirurgi sonv stati impiegati, prima di ricorrere come ultima ratio alla. chirurgia demolitrice: i larghi sbriglia.menti, l'acqua. ossigenata iniettata perifericamente, il trattamento de-gli antisettici, della ferita. con ipoclorito di calcio, con aria calda, con tutta la. serie la cauterizzazione con il Paquelin o con i caustici potenziali, ecc. Non discuto questi vari mezzi di cura, poichè non ne vale la pena, potendoli tutti comprendere in un fascio e ritenerli di nessun valore. Tutti gli autori son d'accordo in questo e tutti consigliano, quando l'infezione e talmente grave da ritenersi indomabile, di ricorrere alla. demolizione dell'arto infetto; anzi, senza esitazione si consiglia in questi casi di essere precocemente demolitori. Da questo stato di cose, di cui la gravità non sfugge ad alcuno, è specialmente derivato il numero di mutilati, già grande da noi ed addirittura impressionante iu altre nazioni, come per esempio èd ella Fnmcia. Nell'ospedale da campo n. 62, che ho l'onore di diri:gere e che ba. funzionato fin presso che dall'inizio della guerra, raccogliendo quindi un numero graoaissimo d i feriti, non è stata mai praticata alcuna amputazione per cangrena settica. Nel mio ospedaletto. finora, non si sono fatbe che due regolarizzazioni di monconi, in due casi. Nel primo per asportazione com p leta dell'avaro piede da uno scoppio di granata, lasciando quanto esisteva dello scheletro, si è regolarizzato il lembo piantare residnale informandosi alla disarticolazione di Chopart. Nel secondo si è asportata una gamba caduta in cangrena secca per lesione del fascio vascolare della coscia. Tuttavia ho osservato nove casi di cang:rena settica, che ho potuto con piacere vedere t utti guariti, avendoli sgombrati dal mio, che e uno ospedaletto di prima linea. solo quando ogni traccia di infezione era perfettamente scomparsa. In tutti ho applicato la cauterizzazione col ferro . rovente, com~ è praticata dal mio maestro, il prof. Durante. Questa cauterizzazione è ben diversa dalla. cauterizzazione col termocauterio di PaqueJin. Intendo di precisare bene questa distinzione, che è fondamentale. La cauterizzazione col Paquelin è piu circoscritta e superficialissima. Essa riuscirà, come è riuscita finora, sempre inefficace nei veri casi di cangrena settica grave ed estesa.. La cauterizzazione col ferro rovente agisce invece più intensamente e determina l'ebollizione della parte liquida nei tessuti sui quali agisce. E quindi l'a.zione che essa. svolge ha una intensità senza. paragone
:"Ul.I.A I'URA DELL-E
CAN!;RE~F.
<;ETTIOfl~:
H27
maggiore e, que l c he più importa, razione non si ha solo in superfi cie, ma è estesa anc he a i tessuti profondi. rer un tratto nott>vole. Per riuscire allo scopo qualunque pPz~o di ferro è buono. X e lla. Clinica chirurlrlca di Roma., ove il m io mae~tro utilizza. con lo stesso eccellente risultate lo stesso mezzo di c ura per i focolai di tubercolosi ossea ed articolare, a.ltrim~nti in trattabili couser\at_ivamente, e per gli estesi favi, specialmente in iu•lividui diabetici, si hanno dei ferri speciali, a foggia di,en;a, per questa cauterizzazione attuale. Hono dei ferri mauicati che banno un estremo, quello da arroventare, clavato <>Ò nllungato più o meno. Nella zona di gucna io ho utilizzato dei pezzi di forro quolnnqne, arroventati fino al ro~so. Se la ferita è ampiamente aperta, si po«a il ferro ro\allte sn tutta la ;;uperficie, scorrendo !>O di es1<a con una discreta lentezza, in maniera. c he abbia a s,·olgersi razione del calore sui tessuti . HP nou è ampiamente aperta, ma esi--te un tramite. qne;;to si sbriglia. ampiamPntf\ e si passa ugualmPnte il ferro roveute su tutra la superficie. :K eli {' forme d i cangrena gassc,sa., occorre aggitmg{'re. nel campo enfisematoso. oltrepassandolo an<·he di qualche centimetro, delle incisioni longitudi ua.li, paral lele al gran1le as<:e dell"arto, di.::tnnti fi-H cm. frn. eli loro, approfondite fino all'apone,rosi. incisioni che devono e..;-;ore sottoposte ugualm ente alla cauterizzazione. Ovunque scorre d f'"rro rovente, si vedrà determiuare l'ebollizione dei ltl1uidi e dei gras-;1. Solo in vi<:inanza. dei vasi e dei nervi occorre pal>:-;are rnpiòameute e se ne capisce la ragione Si C\iti naturalmente di pa,.;:;are il ferro direttamente a ridosso di qn{'sti elementi. Notisi però c he questi elementi sono molto più r esistenti al calore di quel che non si poss<l cr<> dere a p~ io1·i. I n un C'&so di caugrena avuta tra i feriti del terremoto d i Abruzzo. di cui qni non posso dare il nome (ricordo che si trattava. di uno studente d i ginnasio), un caso di caugreua nosocomiale tipi ca, che aveva distrutte tutte le parti molli del poplite e della re~ione posteriore della gamba, tanto c he il fascio vascolo-nervoso del poplite ancora. resistente, r estava come un cordone isolato aridosso dell'articolazione di c ui resiste'a la capsula. denudata, in questo caso io ho cauterizzato tutta. la. superficie e anC'he bo passato, per quanto r apidamente. il ferro rovente tra. ca.p;mla articolare e fascio nervoso-vascolare. Temetti per parecchi giorni una emorragla secondaria, che non si ebbe, e l'infermo guarì perfettamente senza ulteriori complicanze. Ho voluto ricordare questo caso non per incoraggiare a passare il cauterio sugli elementi vasali e nervosi : tntt"altro : occorre sempre
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SULLA CURA DEl.l,E
CANGRE:-:E SE'rl'ICRE
tenersene discosti quanto più è possibile, ma solo per far notare la grande r esistenza che questi ~lementi possono avere a l calore. Il ferro r ovente vien passat-O e anche ripassato nei punti più colpiti, finche la superficie sia ricoperta. da una sottile escara. carbonizzata. lnd i si ri empie i l cav o, se esi.; te, e si ricopre la superficie con della garza sterile o garza iodoformica, e si completa la medicatura com~ ordinariamente. Questa è la. tecnica semplicissima, ben diversa quindi, co m~ ~i vede, dalla cauterizzazione al Paquelin, da cui non si avrà mai a.lcnn risultato. Nei giorni successivi si m edicherà come qualunque a l tra. ferita.. Impres$Ìona. l'enorme profluvio di liquidi secreti che s i ha. nelle prime qua.rantott' ore. Invece di allarmarsi per tale fatto, deve l'enorme secrezione rite n ersi benefica. La fer ita. in po.·hi giornt si v edrà spogllarsi delle escare ed in un periodo brevissimo si trasformerà. mtt.gnifica.mente la. superficie della. lesione, che dall'aspetto cangrenoso che a.~eva, assume quello dellt\ più bella piaga. splendidament{' granulante. L o stato genArale risente immediatamente il benefico effetto, subito migliora · e la. febbre scompare. Note\'olissimo è q u esto miglioramento dello stl\to generale. Sono gli stessi infermi che lo notano e che noi possiamo con fermare. Il dolore locale l'i ndomaui "'parisr·e e pPr se m prt>-. Solo l inferm? è note,olmente molestato nelle prime 2-1 o r e da un'intensa SP.te. A diminuire questa, a neutr alizzare l'azione dannosa della scottatura sui teilsuti eJ a svelena.re l'JUdividuo, io bo fatto lnrgo uso della ipodt>rmoclisi di siero fisiologico, iniettando c irca 500 eme. di liquido nelle prime e nelle seconde 2-1 ore. Poi l'ipodermoclisi n ou occorre più. L'azione benefica. dell'ipodermoclisi è evidentissima.. Ed o ra. ecco le notizie sui nove casi di cangreua. settica. a.~uti fin qui nel 62' ospedaletto.
G. A., soldato 7•• r eggimento a.lp:i n i. H..icuven\t.O il 9 luglio per ferita da. proiettile ùi fucile della. gamba. dl""tra, con frattura compl eta. delle due ossa al terzo medio e ferita id. ch•lla. testa, con lesione superficiale della volta cr·auica. 9 luglio. Iniezione di siero antitetanico, apparecchio provvisorio H.lJa gamba. lledicatura. lO lu~lio. Te1npemtura: mattina. 37°. sera H7°.G. l l luglio. TAmperatura: mattina s~·- Si medicano le d ue ferite. La te111pemtura. fa soc;pettare che qualeuua di esse sia. infetta. Si esclude
~t:LLA
Cl"RA DEI.l.E CANGRE:'\E SETTICHE
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per la ferita. cranica. Il dubbio rimane per la ferita della gamba. Tuttavia non si crede ovportuno di inten·enire ancora al mattino del giorno 11. L a temperatura la 8era è di 37° 6, quindi più bassa che al mattino. Ma a contrnsto con questa temperatura più bas,a sta lo stato generale n otevolmente peg~iorato . L 'infermo ha polso piccolo, frequente; è agita. tissimo; accusa intenso dolore a tipo costrittivo a livello della ferita.. della. gamba. Questo qnadro sintoma.tologico generale e locale è certamente in contrasto con la temperatura. 12 luglio. Temperat ura: mattino 38".4. Stato generale pef!giorato, dispnea intensa. L'infermo è in stato quasi comatoso. Si gi ud ica indicato l'intervento, sperando d i poterlo limi tare ad un semplice sbrigliamento d e lla. ferita. Intervento: Rachianalgesia con 6 egr . di stovai11a. S coperta. la ferita della. gamba. ~>Ì trova che esiste una notevolo tumefazione ed arrossa.mento diffuso per un buon tratto sopraF-tante e c;ottostant.e ai due forami di entrata ed uscita. La tumefazione è anche nettamente crepitante, per la esist-enza. di gas fra i tessuti. Questo crepitio non esi::-ft>\"a il giorno p recedente. La dia~nosi di cangrena settica a tipo gasso>"o ormai induLbia è <'onfermata dallo stato necrotico dei tPs:mti molli me;::.i a. nuòo, dopo rampio sbr igliament.o, fatto a l bi-turi. D ai tessuti emana un fetore insopportabi le. Cauterizzaz ione col ferro ro,ente, secondo la tecnica sopra descritta, di tutta la superficie messa. a nudo. l udi si zaffa la feri ta con garza iodoformica, e si medica come d'orJinario. • I podermoclitSi di eme. r,:-,o di soluzione fisiologica. J 3 l uglio. 'l'emperatnra: mattino 37,.5, sera HS' .l. Medicatura st>mplice. Si t rova. la supe rfi c ie au eora in grandissima parte ri coperta da eSC<\re. Stato generale molto migliorato. Polso bnoni:;simo. Non dolore locale. 15 luglio. Temperatura: mattino 37°.2, se ra ()7°.6. l\{edicatura. La ferita si va spogliando. ~on esiste alcun puntO caugrenoso. Si applica u n apparecchi<• gessato, fenestrato. 16 luglio. Temperatura: mattino 37°.1 , sera lW 0 .2. 17 luglio. T emperatura lW .2. 1ledicatura attraverso la fenestratura dell'apparecchio. L a ferita. è già ben granulante. Lo stato generale eccellente. L ' infermo si trasferisce all'ospedale da campo 042. 0
S . G., soldato del 3" reggimento alpini. Ricoverato il 10 luglio per ferita da proiettile di fucile della regione glntea destra.
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SULLA CUBA DI!:LLE CANGRENE SETTl CJL::
10 luglio. Iniezione di sier o antitetanico. Medicatura semplice. 11 luglio. Temperatura.: mattino 380.4, sera. 38°.6. Stato generale non buono. Agitazione intensa.. Dolore alla. ferita fortissimo, a tipo costrittivo. 12 luglio. Temperatura.: mattino 38".3. Stato generale peggiorato. Si giudica opportuno di sbrigliare la. ferita. Intervento: Rachianalgesia. con 6 egr. di stovaina.. Sbriglia.ta la ferita, si trova questa in preda ad una. maroe.tissima .cangrena, estesa molto anche al di sotto della cute apparentemente sana. Si estraggono parecchi s tracci di panno dalla. profondità. Caratteristico è l'aspetto di carne lessa delle masse muscolari. Le aponevros i hanno perduto il loro aspetto. Il connettivo lasso è intil· trato. Raschiando col bisturi sulla ferita., si raccoglie come una massa. 3pappolata., una. poltiglia grigio-verdastra. Emana i} cara.tterisco fetore. Stabilita la esistenza della ca.ngrena., si pratica la cauterizzazione col fEirro rovente. La. ferita si za.ffa. con garza. iodoformica e si medica come ordinariamente. Ipodermoclisi di 500 ome. 13 luglio. T emperatura.: mattino SSO, sera 380. Polso e stato generale eccellenti. Ipodermoclisi di 500 eme. 14 luglio. Temperatura.: mattino 37°.3, sera 3 7°.6. Stato generale eccellente. L'infermo non ha più dolore. Medicatnra. La ferita è già. in qualche punto detersa. La cangrena. è completamente arrestata. 16 luglio. Temperatura: 36~.5. La ferita. è quasi tutta una piaga granulante. Non esiste alcun punto sospetto. L 'infermo si traferisce all'ospedale da campo 042. P. A.., soldato del 7° reggimento alpini. Ricoverato il giorno 11 luglio per ferita da proiettile di fucile della coscia destra, con frattura. comminuta del femore. Applicazione dello steccone di MacEwen. 12 luglio. Si crede necessario un ampio sbrigliamento, che si fa. previa. la rachianalgesia con 6 <'gr. di sto\aina. Dal cavo si estraggono parecchi frammenti di panno. 'l'emperatura.: mattino 37°.4, sora 380. Medicatnra.. La ferita è saniosa., di cattivo aspetto. 14 luglio. Temperatura.: mattino 37°.4, sera 38".1. Lo stato generale si aggrava.. Agitazione. Delirio. Pol:Jo piccolo, frequente. Questo stato generale è sproporzionato alla temperatura. Medica.tura.. L'aspetto d e lla. ferita è ulceroso, 1n nessun punto con t.endenza alla granulazione. 16 luglio. Tempera.t.ura: mattino 3 7° 4, sera. 37 .8. L 'aspetto della ferita. è tipicamente cangrenoso, per lo stato nec rotico delle a.pone-
::>ULI.A Cl'RA DELLE OA:--(:REXE
S~~TTICH~;
s:n
vrosi, ?er il caratteristico aspetto di carne lessa dei mu:.coli, per la poltiglia necrobiotic a. di colorito grigio·verdastro che ricopre tutta la superficie, ecc. Tali condizioni si estendono oltre i liruiti visibili, dissecando muscolo da mu ~colo, muscolo da aponevro!'li, ed infilt.raudo specialmente il lasso <:onnettivo intermuscolare, che è diventato illropico e di colorito grigio. Intervento: • tabilita la presenza della cangrena setti..:a. pre,·ia rachiaoalgesia, fatta con G egr. di stoYaina, pratico la cauterizzazione col ferro rovente. La ferita si zaffa con garza iodoformica. )[edicatnra ordinaria. Steccoue di MacEwen. Ipoclermoclisi di 500 <:mc. 16 lug lio. Iniezione di siero antitetanico. Temperatura: mattino 87".2, sem fJ8°.3. Ipode rmoclisi. Stato generale n otevolmente migl iorato. l7 luglio. Te1nperatura: mattino 37~.2. sera 8t>' . l '' agosto. Temperatura.: mattino 315°, sera 37-. 2 agosto. Temperatura: mattino 36°, sert~. 36°.9. . 'i applica un apparecchio gessato immobilizzante il uacino, la coscia e la gamba. destra, fenestrato in corri-.:ponùenza delle due lestom ancora. aperte, ma splendidamente granulanti. 3 agosto. Temperatura: mattino 36".9, sera :J(\0 .7. 4 agosto. Temperatura: mattino 36° 3, sera 37°. o agosto. Temperatura: mattino 31)0 .2. L'infermo si trasferisce all'ospedale da campo O·l2.
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B. D., solùato del 45~ reggimento fan teria. H.ico,·erato il 2::> luglio per ferita da. proiettile eli fucile a.lJa coscia sinistra. 26 luglio. 'l.'emperatura: mattino 37'.1, sera m·r .2. Iniezione di siero antitetanico. 27 luglio. Temperatura: mattino 37~. 15, sera 'lH0 .6. l\[eJicatura. Kon st uotano localmente fatti degni di rilievo. 28 luglio. Temperatura: mattino 37°.7, sora 38°.8. Htato generale peggiorato, respiro affannoso, cefalea iutensn . Senso d i costrizione doloroso alla. coscia., alla sera, n onostante la te m pera. tura sia pre::sochè uguale a quella della serata pre.:!eden te. Esiste uua notevole sproporzione tra lo stato generale e la temperatura. Data. la febbre a tipo suppurativo, si ritiene che la ferita sia infetta e che si debba. aprire ampiamente. Jnten:ento: 29 luglio. Temperatura: mattino 37>.~. Gi~dicato indispensabile l'intervento, questo si fa sotto la rachianalgesia. con egr. 6 di s tovaina. S coperta. la ferita, tanto in corrispondenza. del forarne di entrata. che di quello di uscita, si trova arrossA.mento per tutto l'ambito delle
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SGLLA Ct:RA DELLE CANGRE:SE Sè'M'ICHB
due ferite, con lievissima tumefazione. Si nota. in un tratto poco ampio la. esistenza del crepitio, denotante la. presenza di gas. Sbri· gliata la. ferita si constata ]a esistenza. della cangrena, estesissima, anche molto al di là dei limiti dell'arrossamento. Emana. il oa.ra.tte· ristico fetore. Cauterizzazione col ferro rovente. zaffamento ampio della fe rita. lpodermocl isi (eme. 500) . 30 luglio. 'l'emperatura: mat tino 37".1, sera aao. Stato generale notevolmente migliorato. Ipodermoclisi (Cmc . 500). :n luglio. Temperatura.: mattino 37°.2, sera 3H0 • 1\fedica.tura.. l " agosto. 'l'emperatura: mattino ~6°.n, sera 37".1. 2 agosto. 'Pemperatura: mattino H6".6. ::\Iedicatura. La ferita è già quasi in totalità. ben granulante. Nessun punto esiste ulceroso. N essuna traccia d i processo cangrenoso, nè crepitio sui tessuti circostanti. Stato generale ottimo. Ri trasferisce all'ospedale 042. T. G., soldato del43° reggimento fanteria.. Ricoverato il 4 agosto per ferita da fucile dell'arto inferiore destro. con forame d'entrata alla regio ne glutea e di uscita alla. coscia., e ferita. superficiale dell'arto inferion:: sinistro. con forame d'entrata ed u scita. della cosc ia. -1 ago~to. Iniezio ne di siero antitetanico. Medic atura esterna. o agosto. 'l'emperatara: mattino H6 ~ 3, sera R8".4. 6 agosto. Temperatura: mattino 31ln.l. sera 371).7. :\Iedicatura.. Ecce llenti condizioni della ferita sinistra: non buo ne dellu ferita destra. 7 agosto. Temperatura: m attino l3T,n, sera 38~,3 . L'inf.,rmo accusa intenso dolore in corrispondenza di tutta. la radice della coscia destra. 1:; dispnoico, agitato. Esiste una notevole spr oporzione tra la temperatura. e lo stato generale. ScopPrte le due ferite, si trova. in eccellenti condizioni quella del· l'arto ~>i uist.ro, che è superficiale, mentre si trovA. in pessime condizioni quella di destra. Tntta la radice dell'arto è ttn po' tumefatta. Attorno ai due forami , e specialmente in corrispondenza. di que llo di uscita, esiste nn intenso a.rrossa.mento e crepitio per la presenza. di aria nei tessuti. lnterrento: Ra.cbianalgesia con 6 cp-. di stovaina. Si sbrigliano en trambi i due forami , facendoli fra loro comunicare ampiamente con l'ingrandimento del forarne tracciato dal proiettile. i riscontra un graYe stato ca.ngrenoso di tutti i tessuti circostanti al sottile canale. Tipico è il cattivo odore emanante dalla ferita. l'aspetto di c arne
SliL L ,I Ot'RA DElLE CA:-:GRE:-:K SET71CHE
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lessa dei muscoli, rinfiltrazione del connetti'"o ioterstizinle, In poltigli& necrobiotica. ::!rigio-n•rda;;tra lnngo la parte piit interna del canale, la necrosi delle aponevrosi. Cauterizzazioni' col ferro ro\·ente di tutta la !'Uperficie e dd tragitto am pliaw. Si za~·a la ferita con garza iodof~>rmica. :Ueclicatura ordinaria. I podermoclisi 1!)00 eme.). Lo srato generale migliora gii1 la SN<l. 8 ago~to. Temperamra.: wattino i:.l7°.3 sera Hiì0 .7. !J agosto. 'rt>m pernt ura: mattino 31°,!1 sPra 3"'0 .1. :Med i ca t.ura. 10 ngo:-<to. Temperatura: mattino 3~'<> sera 3~0 .3. )[edicatura. La superficie ha perduto completamente l'aspet.Lo cangrenoso, ed è già in gran parte granulante. nata la direzionf' del tragitto, si lu~ uu po' di r istagno dell'abbondante sPcreto, il che spiPga la temperatura sentle. Xon si crede opportuuo tutl11xia ùi sbrigliare ancora la ferita. 11 t~gosto. Temperatura: mattino 31°.4 sera '3~0 ,:-,. ::Ueùica~ura. l~ agosto. Te m pera tura: ma t tino 3H0 .tl ~era :3',0 ,3. 1-1 a~o«ro. 'l'e m pennura: ma t t ino 31°, T s .. ra 3-...0 . :Uedtca~ura. La fenta. è gta tutta perfettamente granulante. 21i agosto. 1'empf't'attna: mattino 31°.1 ;;c•ra :31°.1. 27 agost.o. T.:mperatura: mattmo :3tì0 ,6. Si fu ancora una mc~ic·a tura. Il tra~itLO di comuuicazione è chiuso. H.imangon•J. i11 corrispondenza del fortlmc d'enLrata e del forame d'uscita, due puighe rict•pt·rte di magnific·he ~nmnlazioni. L'mt'ermo è tra,-t'l'rito all'ospeùalt.> 012.
L. G., svldaw dtl ~t i 0 reggimento fanteria. È rico\·er ato il ~O tl~usto per ferita riport<~ta il giorno !Jrecedeure della coscia dt>stra, con forarne d'entrat.a e n'lcita e fnntnra commiuuta. del femore. )lt·ÒÌL·•~tura. Applicazione dello steccone di MacEweu. Iniezione di siero antit etanico. 21 agosto. Temperatura: maltino 39°.5 sera 38°.13. :::>tato genarale grave. Dispnea. intensa. Dolore co:Jtrit.tivo irre;;istibile alla ferit;a. Questi sintomi geueralt ~ l oca h si vanno dalla mattina alla. sera se m pe ).liù accentuando. :-ipecialmente lo stato generale '"a. sempre peg~ioraudo. Il polso è piccolo, la. dii'pnea più in tensa. Si giudica che si sia rli fronte aù tutA. grave com plicazione settica. della ferita e perciò necessario iuter\'enire. lnterc:ento: Racbianalgesia con ti egr. di sto'"ainR. Le condizioni locali esterne e più anco1·a lo stato dei te:-:-;uti profondi, me:'si a nudo
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SULLA CURA DELI. E OA NGRENE SJ,;TTIOIIE
c on lo sbrigliamento, pe r il caratteristico a spe tto e per il tipico fetore rivelano la esistenza della cangrena sattica. Cauterizzazione col ferro rovente. S i zaffa la ferita con garza ioduformica . .Medicatura ordinaria. Applicazione di uno steccone di Ma-c Ewen. I podermoclisi (eme. 500). 22 a gosto. Temperatura: mattino 38°,3 sera 37°,6. Stato generale sensibilmente migliorato. 23 agosto. Temperatura: mattino 37°,1. Me dicatu ra. Nella. ferita si trova. com pletam ente dominato il processo c angrenoso, il che è pienamente confermato dallo stato generale e dalla temperatura. Si applica. un a pparecchio gessato e fenestrato e s i trasferisce l'infermo all'ospedale 042. G . R., soldato del 45= reggimento fanteria. È rjcoverato il 22 agosto per una vasta ferita da granata. del terzo inferiore della. coscia. destra con perdita. di sostanza. rlel condilo intl.lrno del femore. .Medicatura. Applicazione di uno steccone di MacEwen. Iniezione di siero antitetanico. 28 agosto. Temperatura.: mattino 86°,7 sera 37°,5, 24 agosto. T emperatura: mattino 87° sera 37°,5 . Meclicatnra. Le condizioni della ferita non sono soddisfacenti. 25 agos to. Temperat ura: mattino 39°,6. Stato generale enormemente aggravato. Giudico necessario intervenire imme diatamente. Intervento: Ra.chiana.lgesia con 6 egr. di stovaina. Scoper ta la ferita, la si trova in preda alla più ti piea dell e cangrene. Cauterizzazione col ferro rovente. Medica.tnra ordin aria. Ipode rmoclisi di e m e . 500, Temperatura serale 38°,4. 26 agosto. Temperat ura.: mattino 37°,G sera 38°,1. 27 agosto. Temperatura: m attino 37°,6 ser a 38°,1. 1\Iedica.tura. 28 agosto. Temperatura: mattino 37,3 sera 3 7,5 . 20 agosto. T emperatura: mattino 3 7,4 ser a 37,2. L a ferita è già granulante. La c angrena. perfettame nte arrestata. Lo stato generale eccellente . L ' infermo nelle migliori· condizioni generali, perfettamente apirettico, è trasferito all'ospedale 0,42. Il 18 settembre al m omento in cui esce d all'ospedaletto residua, al posto della antica lesione cangrenosa., una. piaga. ricoperta di belle granulazioni. F . G., sergente d el 7° reggimento alpini. È ricoverato il 28 sAttembre per una ferita. del bracc io s inistro, con frattura. comminuta. dell 'omero e spa.p p olame n to delle parti molli (per fenomeni di scoppio).
SULI.A CURA DELLE CA:\GRE:-> E SIITTlCHE
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Il valoroso sergente e ra. stato per oltre 12 ore con un laccio elastico applicato alla. radice dell·a.rto feri to, prima di esser e portato all'o;:pedaletto, non essendo possibile prima di notte il trasporto che doveva farsi attraver so una via. batt u t a dal nemico. Giunto all'ospedaletto, è medicato. S i pratica l'iniezione an titetanica. 27 settembre. Temperatura: ma.tti~a 36°,H sera 3>-,0 • 35 settembre. Temperatura: mattino 38°,2 sera 35°,6. Medicatura.. L a ferita è infetta. P erò fiu oggi si può ritenere che s1 tratti di un'ordinaria. infezione sup p urat.iva. Se non c he nella giornata si aggrava Io stato generale. L'infermo diviene dispnoico, agitatissimo. Accusa forte d olore al bt·a.ccio feri to. 10 ottobre. Tempe ratura: mattino 3S0 sera 38°,G La feriti\ presenta n etto l'as{:-etto cangren oso con una tale gravità che sono molto in dubbio se n on sia più prudente demolire l'arto con la disarticolazione della spalla. Tento l'inte rvento conservativo anche in questo caso. IMen-ento: I n narcosi morfio-cloroformic a si pratica la cau terizzazio ne col ferro r ovente. :Medica.tura ordinaria. I poder moclisi di 500 eme. L o stato ~enerale migliora. sensibilmente la stessa sera. 2 ottobre. TemperR.tura.: matt ino 31°.8 sera 37°,H. I pode rmoclisi di 500 eme. 3 ottobre. Te m pera.tura.: matti no 31°,3 sera 37°,3. Medicatura. Il processo cangrenoso è perf~ttamente dominato. 4 ottobre. T emperatura: mattino 37°,2 sera 37o,4. 1!edicatura. 5 o ttobre. T emperatura: mattino :36°,8 sera 31°,2. Medicatura.. 6 ottobre. Temperatura: mat tino 36° sera 36°,8. Medica.tura.. La. ferita. è tutta. ben granulante. L'infermo in seguito ebbe la complicazione di una. artrosino'l.•ite purulenta del gomito sinistro, per cni fu lungamente t rattenuto n e ll'ospedaletto essendosi dovuto a prire largamente l'articola zione colpita dall'infezione, che però potè essere perfettamente dominata. È sgombrato perciò solo il 21 no,embre all'ospedale 201. S. G., tenente del 45" r eggim ento fan teria. È ricoverato il ~8 ottobre per ferita. alla gamba. destra. con frattur a. comminut a della tibie. per fenomeni di scoppio. Medicatura. A pplicazi one di una. doccia. me· t allica. Tnieziune di siero antitetanico. 29 ottobre. T emperatura: mattino 37°,6 sera 37°,5. M edica tura.
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SULLA CURA DELLE C ANGRE NE S ETTICHE
30 ottobre. Temperatura: mattino 36°,9 Se1'8. 38°,8. Medica tura.
31 ottobr e. T emper atura: mattino 38°,6 sera 38°,5. Ri sbriglia, sotto anestesia locale la ferita, c hA è di pessimo aspetto.
1° novembre. Temperatura: mattino ggo,9 sera 39°,9. "[nsorge il quadro gravissimo della cangrena nosocomia.le con tutti i sintomi a ca r ico dellosta.to generale e con i segni obbiettivi più evidenti . 2 novembre. T emperatura: mattino 39°,1 sera 39°,2. Interrento: Ra.chianalgesia con 6 egr. di stovaina. Cauterizzazione col ferro rovente. :Medica tura ordinaria. Ipodermocli si di 500 ome. di so· luziontl fisiologica. 3 novembre. T emperatura: mattino 38°,-! sera 39°,5. Medica tura. 4 novembre. Temperatura: mattino 37°,5 sera 37°,5. Ipodermoclisi di cc. 500. ,, novembre. Tempe ratura: mattino 37° ser a 37°,4. 1\Iedicatura. Il processo ca.ngr enoso è arrestato. (ì novembre. Temperatura: mattino 36°,9 sera, 37°,9 :Medica.tura. La ferita è perfettamente granulante. L'inft>rmo è trattent;tO ancora nell ' ospeclaletto perchè ha dei rialzi serali di temperatura, da insaccamenti marciosi, che richiedono nn nuo'o sbrigliamento. Però l o stato generale e eccellente e nessun segno localmente più esiste nella. pregressa ca.ngrena. È sgombrato all'ospedale 201 il aiorno 24 novembre, in eccellenti condizioni e con una piaga perfettamente granulante.
*•• Dt~.lla esposizione r a pida dei no'e casi sopra riferiti, t utti altamente dimostrativi, chiara emerge l'efficacia. del metodo di cura. impiegato nelle cangrene settiche, ond' io non faccio alcuna deduzione all'infuori di q uest.a.: c he sempre nella. chirurgia di guerra. si h a il dovere di essere conse rvatori e c h e non si debba mai amputare un a rto il quale abbia ancora la. sua. nnbrizioue , neanche nelle forme più gravi di ca.ngrena. settica., poichè questa. può sempre sicuramente dominarsi con la. cauterizzazione al ferro rovente. Questo mezzo, così altamente efficace, è di tale straordinaria semplicita, da. poter essere appli cato ovunque e quindi anche nelle unità sanitarie di prima. e seconda. linea, ove quaei esclusivamente si avranno da. combattere le c a.ngrene settiche, ed ove, com6 a tutti è noto, sono appunto i mezzi semplici di cura. quelli indicati.
Zon a di guerra, 24 novembre 1915.
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CASUIS T ICA CL I NICA
CO~TLUBUTO
ALLO ::iTUDIO DELLE Pf:ICONE\"ROSI Dl GU~:RRA. Nota su un caso di sordo- mutismo d'origine psichica, per il dottor F r a n t•c>ico B o n o la , tenente medico n-ssimi lato, ;•ddetto all'ospedale militMe di l'iserva c Margburita di Savoia l> in Bo logm\.
La gu~rra attuale ha d ato indistintamente occasione ni medici dei vari eserciti com battenti di ossen·nre casi relativamente frequenti di soldati colpiti da dbtu r bi nervosi di origine psichic a. Lo studio di que~ti casi è molto interessante, giacché le analogie grandi:<sime che essi presentano n el loro modo di origine, di svolgimento e di risolu.:ione non potranno che a rret·are luce allo studio ora tanto discus,o della natura delle paralisi isteriche, ed a quello mollo ptù e>'tE.•so delle ne vro,i traumatic he nelle loro relazi.:mi cogli infortuni sul la,·oro. ll caso nostro riproduce con fedeltà sorprendenti• ndl'orie;ine, nello S\'Oigime nto, nella risoluzione. e persino nella. gran logon-ea surceduta a l mutbmo, alcuni ca>;i avvenuti nP.II'P~erriw franre'!e, e che furono prPsPnrA.ti t"PI'Anto•mPntA alla Società d t neurologiR d i P arigi. B . . . . I n noceuzo, d i uros,.auo (Potenza). 21 anni, possiden te. E bbe le febbt·i malnrkhe rt 7 anni che gli durarono 4 o o anni, t•d a 15 nona t~blle una polmonite. Dice 0011 nvere mai S•Jfferto rnalattoe, nè disturbi fuuziowdi degli apparecchi d ell'audizione e delh1. fonazione. Apparteneva rtl ... fauterin. La mattina del 18 agosto u s. St trovò impeguato io u n combattimento o· gli scoppiarono attoruo 4 granate. Cnddo svenuto e si r iebbe solo circa dopo 31) ore in u n ospedaletto da campo dove e t·a sta to ricoverato Riavutosi, si accorse di eR-;ere l ioveml'n te ferito da. uua. scheggi•\ di g ra uatR rtl terzo i n feriore della re~iono an tcro-iu torua del braccio s iuistro, di av,•a·e perdu to completame nte l'udito e ùi non potere più parlttre. Come sen.s~tzioni subhiettivc d ice che aveva un for~i,.;si mo e conti nuo ronzio n egli orecchi e s i seuti va In. gola come stret ta da qualclH• rosn che glieht stirava forteme nte in ba!!so. Avverti\'a a nche un grande senso di cRlore nllt\ gola e di sollocamento, tanto che era obblig~tto a fare inspirazioni p rolonde. Stette due giorni nell'ospedale a . . . .., dove r imase o o 6 gaorni e dal quale prtssò in questo OipeJale, OVI' arrivò la matt i na d el 27 agosto. La ferita al braccio si rimua·ginò in 7 od 8 giorni. In q uesti ulti m i giorni il l'enso del calore .. Ila golll è diminuito. E.'Janu obbitltit:o del :!2 settembre.- Struttura scheletrica normale, nutrndoaw bnona; la ferita al braccio è completameutt> cicatr tzzatR e la mobilitiL dt::l medes imo è perfetta
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CA.SU ISTICA CLUHC A
Il malato non parla e sembra non sentire affat to quello che gli si dice, ma e s eguisce con la l ingua. le labbra, ecc., i movimenti adatti alla parola che ttovrebbe pronunciare: è afono completame nte. R is ponde scrivendo correttamente alle domande che gli vengono rivolta pure per iscritto. Così scrive di non udirei affatto e di avere qualche cosa che gli ~ tringe la gola e gli impedisce di parlare. Il malato appare intelligente. Motilità e forza normali. Rifie:~si osteo -tendinei :
Del tricipite bra chiale Del rad io Di pronazione Rotult> i A c hillei
, 1 presenti u g u ali e normali d'ambo le parti.
R i fl~si cutanei : Arldominali - presenti, uguali e d'intensità normale bilateralmente tanto g li arti inferiori cbe i superiori. Si esauriscono p erò assai rapidamente e dopo provocati 4 o 6 volte no n si ottengono più con qualunque stimolo (ago, caldo, fredd o, ecc ): Creroast<'ril'.i - ugual i e normali rl"ambo le parti; Plan tari - in fl essione d 'amt-o le pa rti: Della f11sc ia latn - uguali e nor m ali d ' ambo le parti: Segno di Leri - presente· e norm a le d'ambo i lati ; Non e:;iste dermogrn6.smo ; La lin!~1.1a viene esposta n ormalmente, diritta e non trema ; R iflessi corneali presenti: R iflesso far in geo presente e forte; Campo visivo normale. non restringimento, n on scotomi; Nulla a carico della muscolatura estrins eca dell'occhi o, non nis tagmo neUe posizioni estre me, renzione pupi llare normale : Nessu n segno di les ione piramidale e d'a lterazione d egli appa recc hi cerebrale e vestibolare : Alla pressione ed alla percussione sono dolenti le vertebre dor sal i, dalla n a1la X. Durante l'es ame obbiett i vo il malato comincia ad intendere i comand i orali in questo modo: dapprima i comandi gli venivano flttti per iscritto ed oralment-e nello s tesso tempo, poi oralmente soltanto, avendo d etto al malato di oss ervare i movimenti della bocca. d e l medico. Da ultimo viene detto al malato, c he presta grande interesse al suo esame, di chiudere gli occhi per eseguire la prova di dismetria, ecr., ed il malato s tesso non occupato più ad osservarsi, ma solo intento all'esame, continua senza acco rgersene (!) ad eseguir e i c omandi orali c he r iceve in ques ta nuova condizione. Gli si fa rimarcare la cosa e conviene anc he lui di sentire i, e continun a sentire an c he ad o cchi aperti. Dall'oreccc bio destro sembra però ci senta meno bene che dal sinistr o. E reso quindi possibile l'esame ~ella sensibilità che risulta perfetto in tutte l e sue forme ed in tutto il corpo (sensibilità, s uperficiali e profonde). Riuscito vano ogni tentativo per per!roadere il malato che può parlare, gli vien detto che si intrapren derà una cura elettrica ~i effetto sicuro.
CA SUI.. TICA C LIXTCA
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Si tentano le prove di Rinne e di Weber, ma il malato si ostina .. d i re che
non sente l'orologio· 25 settembre. - Il malato ci sente sempre bene e sempre meglio dRtl'orecchio sinistro che dal destro (tranne l'orologio), ma non parla affatto ed accenna sempre le s tt>sse sensazioni d i calore alla gola e di soffocamento. Viene ratt;~ al maln.to un'applicazione g a lvanic a atle regioni laterali della laringe (lo mmA), e <'ontemporaneamente lo si invi ta a tentare di ripPtcr e le ler.tere e le parole che pl·onunzia lo sperimentatore. Dopo un po' il malato r ipete, prima 11. voce bassis.;;i.mn, poi più a lta e correttamente. La corrente viene intenotta, perchè il malato dice di a,·ere una forte nausea. e difatti poco dopo vomitn. La corrent-e ve nivn spesso interrotta. 27 settembre. - Il malato parla, ma a voce bassa; gli si fa u n 'altra applicazione, e durante questa cominc ia a parln.re normalmente. Gli vien fatta un'applicazio ne in corrispondenr.a dei trRgbi pl't' fargli sentire l'orologio e l'a ll'etto non si raggi uuge. Ora il malato ha riacquistato perfettamente le facoltà che aveni. perduto ed è pers uaso di dovere la sua gua1·igioue all'elettr icità. e non si t·ic!';ce a far capire che que.<:t'ultima non ha c he coutriuuit o a fis:.are la sua attenr.ione e dissipar e l 'equivoco che egli ave>a preso con sè s tesso. È opportuno ricordare qui che il malato, be nc hè dica. di avere subite ,·arie e forti emozioni in vita sua, pure esclude assolutamente cbe le sensazioni organiche che le accompagnarono si siano mai riferite a gli organi dell'audizione e della fonazione. Non ba mai conosciuto persone affette da disturbi del genere dei suoi, nè sentito parlare di casi simili al !'UO. G l i esami otoscopico e lariugoscop ico eseguiti dal distinto special ista dott. Baraccani rilevano un'otite media purulenta cronica destra. con perfom;r.ione della. porzione flaccida. del timpano ed una iperemi:t d(• Ile corde vocali; la motilità delle corde vocali è però integra. L 'esame dell'udito ba richiesto una certa difficoltà, pl'rcbè il malato, benc he udisse perfettamente In. voce anche bassissima si ostinava A. non udire il diapason e l'orologio. Una applicazione galvanica l'ha per o persuaso anche di questo. L 'audizio ne è ris ultata. perfetta a sinist1·a e mol to limitata a. d estra, dove sentiva l'orologio solo a IO centimetri. La. prova di R inne è risultata neg ativa a destra. Con la prova di \Veber il malato localir.za a destra i s uoni. Le vertigini voltaiche s ono normali come senso d' incl:nazione ed appnnztone del nis tagmo, ma mostrano una cer ta res i«tenza a destra (12 mm. A). L 'orientazione dei s uoni è perfetta. I l malnto non ebue mai allucinazioni uditive. Per interpretare l'origine del sordornutismo che pre~e ntava il mala.to conviene anzitutto nota•·ne i caratteri. Il malato era completamente afono, ma. come s'e detto, esegui,·a pe rfetta m eu te con le labbra, In ling~Ja, ecc. tutti i movimenti nece'lsari a pronunciare una data pa rola. La sordità rlel malato poi non avE-a i caratteri ord inari della sordit à isterica e particolarmente non si accom pagnava nd anestesia del padigl ione e del coudotto uditivo. era a ccompagnata da. disturbi suiJbiettivi {ronzii), che in parte esistono tuttora, e mostra le alterazioni d e lle prove di ""eber e di Rione e delle vertigini voltaicbe. D'altra parte, come si è notato, quando il malato riacquistò l'udito non lo riacquistò pe rfettamen te e subito per tutte e due le orecchie, ma integralmente ptr la sinistra, e solo parzialmente per lu destn1..
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CA~C lSTT C'A
CLl!\ICA
Il malato poi fino dal primo momeut-o in cui si credette sordo e muto, espres->e sempre chia1·amentc il proprio pensiero a mezzo dt·lla scrittura, come a meZ?o d ella lettura d el loro scritto, apprendeva !>erfettamente quello degli altri. Come s i è rif~rito più sopr a., mancano in questo malato tutti i s egni gii rit.enuti stigmate classiche dell'isterismo. E molto m;llagevole penetrare il processo per cui l'emozione subita dal noo;tr o am malato si è fìs:<ata negli equi valenti organici c he sono andato esponendo. È d'e.o:pedenza comu ne come qualunque stato emottivo sia accompagnato da anomale sensazion i o da turba funzionali dd vari apparecchi del nostro organismo, sen.;;nzioni e turbe ordinariamente fuggevoli e variabili,:;sime da soggetto a sog· getto, ma sufficientemente costanti qualitativamente pet· ciascuno di noi. Ora, se s i cou.;idera. come questi equivo lenti orgn.nici dell'emozione sono sufficientemente costanti per qualità, in ogni individuo, indipendentemente dal contenuto dell'emozio u e a cui s'accompaguauo, dobbiamo ammettere che lo stato psicbico - emozione - sia di per sè sufficiente a suscitarli. Disgraziatamente non possiamo studiare gli stati psicbici n ei loro caratteri t'SSI"nziali che a mezzo della intro-spezione, esst'odo poche e di lievP importanza le condizioni fisiche di es!';i suscettibili di indagine sperimentale. E ptlrÒ, se ricerchiamo gli elementi dello stato psichi..:o - emozione - onde trovnre in e~,::i la spiegazio ne allo insorgere de1 suoi equivalenti orgnnici, troviamo che primo carattere di uno ;,tato emotivo di qua· lunque u~\tura è una specie di schok della coscienza, uua sospensione, in altri termini, d i quel complesso di sensazioni e rappresentazioni che al momento dell'iosorgere dell'emozione costituivnuo i l oo,::tro stato di cosci cm:a. Da questa so::<pen;,ione p iù o meno completa. di maggio re o minor durata delle sensazioni deliR no-stra vita orgamca e di relazione e della rappresentazione c he costi tuiscono i l nostro sln.Lo normale di coscitmza in nn dett>rmi:lato mome nto e m o tivo restano indipendenti qu e l gn•ppo di ;,eosnzioni speciali a cia~<cun individuo, c h e bo ricordato so pra col uomP. di equivalenti organici dell'emozione. Il perchè di tutto ciò nou è fn<·ile determintu·lo, specie per l'osc uri ta compl(' t!\ nellu quaJe ancora ci troviamo su i rapporti che intercedono fra gl i organi della n ostra vita. Yegetatin\ e di relazione e le basi organic he clelll\ nostra vita psichica. Forse si tratta di un p 10CI"!':SO d ' n~,::ociazione ira lo stato di cos.·ienza emotivo, sempre eguale a sè e le rapprese11 tazioni delle seusazioui or~anicbe eh<! l'accompagnarono le prime volte o le più gravi io cui si produsse. E ciò si comprende per analogia, se si pone mentt' al fenomen o d'esperienza comune che ogni nostro stato di coscienza s'a c compagna costaott>me nte alla rappr1•seutazicne dell'ambiente p•ichico che l'accompagnò o gli fece da sfondo. le prime o le p iù gravi volte in cui si produsse. Uua cosa sappiamo di cc1·to. ed è che indi vidui di speciale costituzione p,-ich ica - isterici - i n cui l'auto o l'etero snggestiooabi l ità. è sviluppR.ta n grado TDRSsimo, questi equh·alent.i organici dell'emozione b~t.ono una particolare a ttitudin..a tissarsi per un t empo p i ù o meuo lungo e vengono I'Ccettati dalla coscienza come 'le nsazio ni obbiettive nuove. Accettando .i carat tei'Ì c he BaiJiuski trovù a fond~mento 1l i tutti i fenomeni isterici, s i v~do chiaramente come il c-n..<;o che sopra bo descritto p ossa catalogarsi fra questi, sia per l'insorgere de i disturbi, sia per i l loro scomparire. L'es ~:~.me del h~ personalità psicbica del malato ci confe rma poi in questa. opinione. Nel n o stro ca<;o però a buiamo vi,to c.;me il malato asserisca di avere avuto altra "I;Olta fo1·ti cmo:r.ioni, ma mai accompagna te da equivalt-nti organici a carico d egli organi dell'audizione e della fonazione. Siamo Junque davanti ad una emoz ione
CASl:ISTICA
CI,I~TCA
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che ha prodotto equivalenti organici suoi speciali, di cui dobbiamo rice1·care ln. genesi in base a.gli elementi della emozione stessa. Abbiamo detto che gli equivalenti organici della emo?.ione sono in rapporto al variare del con tenuto delle emozioni stesse a bbastanza stabili in ciascun indìviduo: orbene, se richiamiamo la g enesi di questi equivalenti la troviamo o nei f11.tto ri fisici dello :<chok emotivo od in nn particolare gruppo d i sensRzioni che n1 momento dell'emozione erano anormali e preoccupanti per il soggetto od in un g r uppo di rappresentazioni di sen!'lllzioni che avevano fortemente colpito il soggetto ste!'so. N oi nostro caso l'equivalente organico (coscienza di essere div<'ntato sordo-muto) si plasmò certamente sopra. le sensa?.ioni s peciali che i fattori fisici dello schok emotivo pro· dotto dallo scoppio delle quattro granate fornirono al malato a carico d egli organi della fonazione e della audizione. Ecco l'interpretazione che possiamo m · gionevolmente dare. Attorno al mAlato scoppiarono contemporaneamente quattro gra nate, le quali determinarono il rumore assordante che è facile immaginare ed il sulltn·amento di una nube ùi terriccio dalln q uu lo il nmlatu ricorda c::s~t!rtl :;tato avvolto. Al malato già. offeso nell"oreccbio destro, i colpi fortissimi debbono avere provocato una commozione dell'npparecchio uditivo chtl gli si deve essere rile· vata al ritorno della coscienza, con la sensaziona subbiettiva di ron?.io e con la sordità. Queste sensazioni del rou;r.io e della mancata funzione uditivn corrispondevano dunque forse in origine a realtà.. Il malato in queste condizion i avrà provato di parlare, avrà parlato di fatto e non si sarà inteso, come non avrà inteso ciò che gli altri possono tl.ve rgli detto e perciò aiutato dalle sensazioni di sofl'ocazione e di calore alla gola prodottegli forse dai gas spr igionatisi dalle granate o dalla polvere da queste sollevata nello scoppio, si sarà creduto muto. L'equivoco aveva. ragione di esistere e la particolare costituzione psichica rlel Sc>ggetto e l'in ';eresse di cui è ,stato fatto oggetto il suo cuso, l'hanno fissato e reRo permanente. Bologna, ottobre 1!115.
CONTRIBU'l'O ALLA CASISTICA DEL TET~O OSSERVATO NEL CONFL1T1'0 lTÀLO-AUSTRIACO, per il dott. F••anee;oco Saverio S p era, ::;ottoteneote medico di compleme nto addetto all'ospedaletto da campo n . .J'i. 1° - F · . . . Edoardo (soldato . . . reggimento fanteria}. - Ferito a Mon· faloone il giorno SO giugno, fu ricoverato Io stesso giorno nell'ospedale da campo n. 706, donde il 2 luglio fu trasferito in questo. Presentava ferite d'arma da tuoco (shrapnel) a tragittb completo alla coscia sinistra e a tragitto incompleto all'avambraccio dello stesso lato. Il giorno se· goente, previa radioscopia, gli ftt riscontrata ed estratta una palletta di sLrapnel, a ddossau. all'estremità superiore del cubito di sinistra. L'infermo stette bene fino al giorno 14 luglio; soltanto si notò, alcuni giorni prima, la presenza di una d iscreta quantità di pus nella ferita del braccio con lieve ipertermia generale 1.58°). ~4 -
Giornale cii meclklna milila•·e- Fa~c. X•.
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OA S VIS'l ICA CJ,fNICA
La ferita fu subito s brigliata e trattata con abbondnnti lavaggi d i acqua ossigenata, che fecero scomparire in breve il pus. Il mattino del giorno lo l'infermo cominciò ad avvertire difficoltà. nella deglutizione; avvertiva inoltre stiramenti doloros i e spesso contrazione s pàstica nei muscoli prossimi alla ferita della coscia. All'esame obiettivo però niente si notò a carico del faringe e della. ferita della coscia, la quale era g ranulante e non presentava traccia. di pus. Verso il pomeriggio però s i 1·ese evidente la disfagia e comparve il trisma: l'infermo fu preso più vol te da c risi dolorosissime di crampi m uscolari n egli estenso ri dell'arto inferiore leso. Si notò inoltre c ontrattura. tonica. degli sterno-c leido-mastoidei e leggero opistotono. L a temperatura s all a. 38°.5 C. Fu subito isolato e sottoposto u.lla cura siero terapica per via endorachidea. Il giorno seguente (l';) tutti i sintomi su men· zio nati si aggravarono ; c omparve il r iso sard onico con la. cara tteristica. fa cies t etanica; i muscoli del d01·so r i masero in contrazione tonica permanente e special· mente quelli del lato sinistr o, n e l cui arto inferi ore era la les ione, onde si ~erificò un vero stato di pleurostotono. La tE>mpe1·atura oscillò fra 400 e 40.5° C., e profusi sudori c oprivano l'infermo, il quale si lamentava anche di forti dolori lombari. L'arto ri mase in continua estensione e s p essissimo era preso da crampi muscolari; i muscoli addominali si presentavano fortemente contratti, per cui si formò il caratte~istico ven t re a b:u·ca Ebbe sempre stitiche~za durante il p e riodo dell'io· fezione e sudori profusi Cura e decorso dell'infezione - Isolato, l'i nfermo fu sottoposto s ubito ad iniezioni endora.c bidee di siero curativo Tizzoni a.lla dose d i U . I. 1,500,000 ; indi gh si iniettarono ,.,ott<> cute SO eme di soluzione fenica al cen tesimo. Le ferite furono lavate abbondantemente con acqua ossigenata mista a soluzione di permanganato al 4 p. 1000. Dopo 12 ore gU si ripetè l'iniezione e ndorachidea di tJiero curativo 'fizzoni; più tardi poi g l i si iniettaro no sotto c ute 40 eme. di soluzi one feni c a 1\l centesimo. L e ferite furono trattate come il giorno precedente. Dopo ln. second1• iniezione si cominciò a notare un lieve m iglioramento nell' infermo, il quale pro vava minore difficoltà del giorno prMe dente nella deglutizione; le crisi di crampi muscolari si fece ro un po' più rare. ~el so giorno gli si ripeterono l'iniezione endorachidea di siero Tizzoni e le altre c are già indìca.te. Q uantunque p e r· si stesse i l Jo igliorame nto di tutti i sintomi tetani ci, pure la temperatura rimase ancora alta (390,4.00 C.). Il giorno seguente (J S) continuò il migliorame nto; comin· cia rono a comparire i movimenti d e l collo, malgrado persistesse l'opistotono. Ces· sarono perÒ le c ris i crampiformi nell'arto inferiore sinistro. Durante l a notte due volte l'infermo capitò con la lingua fra i denti morde ndosela, quantu n que il tris ma. fosse diminuito di molto. Il ma ttino d e l 19 persistette il miglioramento l'infe rmo dura nte la n otte riposò bene; presentò però e ul volto un eritema pu· stoloso, d iffuso sopra tutto in vicinanza. del solco naso-labiale e de lle labbra. Ebbe scarsezza d i urine con presenza d i a lbumina. Furono sospese a llora anche le iniezioni sottocutanee di soluzione fenica al cen tesimo; s i somministrò un pur· gante di solfa1o di magnesia p er corregge re la stitic b ezzn o s tinata e cloralio idrato e bromuro (gr . S del primo e gr. 6 del secondo) per i sintomi tetanici. Il g iorno seguente ( 20), essendo scomparsa del tutto l'albumina si praticò l'ultima i niezione e ndorachidea di siero curativo Tizzoni. L'infermo s i presentò in uno stato soddis f¢e; i moviment.i del c ollo furono p i ù umpì e meno dolorosi, l'opistotono e il trisma persis terono ancora, ma in modo lieve; la temperatura r itornò norma! ~. Dopo due o t r e giorni l'infermo, completam ente guadto, richiese di scrivere a cnsa. Fu trasferito sulle rot rovie il giorno !1 agusto u. s.
CASUISTICA OLlNIOA
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2°- B .. .. Paolo (granatiere del ... reggimento).- Ferito a Monfalcone il giorno BO giugno, fu ricoverato nell'ospedaletto lo stesso giorno. Presentava. alla coscia destra una ferita d'arma da fuoco (fucile) a tragitto completo, con frattura. comminuti va del femore (fenomeni di scoppio). Applicatogli l'apparecchio ad estensione e medicato tutti i giorni, fu sempre in buone condizioni sino a.l 16 luglio; non ebbe mai febbre elevata, la· secrezione purisimile era scarsa, le granulazioni buone. Il giorno 17 l'infermo cominciò ad accusare disfagia e crisi di contrattura spnstica nei muscoli del polpaccio della gamba destra. Anche nella v icina articolazione del ginocchio cominciò ad avvertire, a lunghi intervalli, senso di s tiramento doloroso. Si notò inoltre contrazione tonica degli sterno-oleidomastoidei, che gli rendevano ùifficili e dolorosi i movimenti del collo, Quale sospetto di tetano fu subito isolato. Il giorno segutonte ebbe anche un discreto stato di trisma. mascellare. La temperatura si elevò di pochi decimi; i sudori però fu· rono 1tbbondanti. Cura. - Fu subito sottoposto ad iniezione endovenosa di siero antitetanico Belfii.IIti, 1}11a dose di 900,000 U. I. il primo giorno. La ferita fu lavata abbondl\n· temente con acqua ossigenata mista a soluzione di permanganato al 4 p.1000, e questa medicatura gli si ripetette ogni giorno fino alla guarigione. Il giorno seguente, alla distanza di 12 ore, gli si praticò la seconda iniezione endovenosa di siero Belfanti all.a dose di 1,200,000 U. I. e subito cominciò a notarsi un certo miglioramento, poichè la contrazione tonica degli sterno-cleido-mastoidei e il trisma si fecero meno esagerati; le cri!'i di crampi nei muscoli del polpaccio diventa rono più rare e gli stirameuti nell'articolazione del ginocc hio furono meno dolorosi. li terzo giorno gli si ripetette l'iniezione endovenosa a dose uguale a quelli!. del .giorno precedente. Persistendo il miglioramento, nel quarto giorno gli si praticò per l'ultima volta un'iniezione endovenosa di 400.000 U. I. L'infermo guarl perfetta mente e dopo pochi giorni fu trasferito sulle retrovie.
3° - C . . . . Giovanni (granatiere del ... reggimento). - Ferito il 10 agos to a Monte Sei Busi, fu nello stesso giorno trasportato all'ospedaletto. Presen tava una. ferita d'arma da fuoco (shrapnel) alla regione lombare destra, a tragitw i ucompleto, penetrante all'addome con lesione renale. Ebbe nelle primi!, 24 ore ematuria. Il giorno 14, quando la ferita cutanea era già coperta di una crosta, senza alcun fatto di reazione locale, verso le ore 20, l'infermo cominciò a lamenta.rsi che non poteva. aprire la bocca, nè più poteva. deglutire. I movimenti del collo era no divenuti difficili e dolorosissimi; si notò inoltre contrattura ton ica accentuata degli sterno-cleido-mastoidei, i quali erano anche molto dolorosi alla palpazione. Vi era anche un discreto stato di opistotono. Fu s.ubito isolato. Durl!.nte la notte questi sintomi si aggravarono rapidamente; lo stato di contrattura dei muscoli del dorso si esagerò moltissimo; il trisma non gli permise più di aprire la bocca, aicchè mn gli si poterono pNpinare nemmeno i liquidi. L'a.rto inferiore destro, sul-cui la to, dalla parte lombare, vi era il foro di entrata della ferita, . divenne preda. di una contrattura tonica esageratissimn nei suoi muscoli estensori, e molto di frequente era preso da. crisi crampi-formi violentissime che lo face>ano saltare di peso sul letto. P rofusi sudori irrigavano il suo corpo. La temp!•· ratura si elevò a. 30° C., e si serbò tale sino alla fine. cioè sino alle ore 14 del giorno seguep.te, in cui avvenne il decesso dell'infermo tra spasimi muscolari
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OAS UJSTICA
CLI~ICA
a t roci e sudori abbondantissimi. Come gli altri due feriti, neanche questo ebb& l'iniezione preventiva d i siero a ntitetanico. Cura. - Appena isolato, gli fu praticata uua iniezione endorachidea di siero curativo Tizzoni alla dose di U . I. 1,500,000; iniezioni sottocutanee di soluzione fenica al centesimo {egr. 60) e di cloridrato di morfina (l egr. per volta, tre o quatti'O volte in u n giorn o). Dopo 12 ot·e gli fu ripetuta l'iniezione endorachidea di siero c u'!"ativo Tizzoni.
4° - A . . .. Domenico, (granatiere del ... reggime.n to). -Ferito a Monfalcone, fu subito portato all'ospedaletto da campo n. 94, donde fu trasferito a questo il giorno 11 agosto per essere sottoposto a craniectomia. Infatti presentava f erita d'arma. da fuoco (sch eggia di granata) alla regione occipitale con avvallame nto cranico, e f u operato il giorno seguente. La ferita aveva decorso normale, soltanto n el pomer iggio del g iorno 16 l'infermo a vverti cefalea intensa, foto fobia e forti brividi d i f reddo, cui segui febbre alta {39°- 9 C.}. Cominciò, il m a ttino seguente, ad accusare dolore, che si esa.cerbava alla palpazione, nei muscoli flessori degli antibracci, i q uali si presentavano flessi sulle braccia. Le dita erano alquanto fiesse sul palm o de lla mano, la quale si presentava foggiata a cono, come quella dell'ostetrico. Profusi sudori lo coprivano s pesso. Persiste ndo questi sintomi e l'alta temperatura c he non si modificò m ai, nemmeno con la somministrazione di alcuni antipiretici {chinino, aspir ina, salicilato di soda), il giorno 21 detto l'infermo fu isolato, anche perchè si notò che tutti i movimenti del collo erano diventati alquanto difficil i e doloros i e gli sterno-cleido -mastoidei erano in istato di contrattura tonica. La sera comparvero anche opistotono con rigidità della nuca e lieve trisma. I riflessi divenuero molto esagerati e gli estensori degli arti inferiori tonicamente contratti. Egli, oltre alla. ferita al cranio, presentava, in corrispo ndenza del pilastro posteriore deil'a.scella s iuistra, una seconda ferita da palletta di shra.pnel, rotondeggiante, a m argi ni n etti e contusi, i nteressante i tessuti molli Questa ferita era d i colorito bluastro e con i bordi fortemente ingorga ti. C ttra . - Isolato, gli fu subito praticata una iniezione endorachidea di siero curativo Tizzoni (U. I . 1,600,000), e le ferite fu rono trattate, prima. con acqu& ossige nata mista a s oluzione di permanganato di potassa al 4 p . 100, indi con s oluzione fenica al 6 p. 100. Tuttavia l'infermo peggiorò sempre; subentrò anche Ja contrazione s pastica dei muscoli toracici e il respiro si fece stertoroso. L'opistotono aumentò sempre più col trisma e gli sterno cleido-ma s toidei divennero fortemente oont ratti. L'infermo dopo la. seconda iniezione endorachidea praticata a 12 ore dalla prima.. peri i n preda a profusi sudori e a spasimo atroce dei muscoli respiratori. A nulla valsero le iniezioni di morfina e le propinazioni di soluzione d'idrato di cloralio misto a broll.lu.ro. Non ebbe l'iniezione preventiva di siero antitetAnico.
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** Dall'esame d i questi poc hi casi risulta evidente che l'infe zione si sviluppò in feriti che non erano stati sottoposti alla cura prevent iva antitetanica, e quin di la n ecessità nssoluta di tale profilassi, che, per ragione indipendente da ogni volontà, non f u praticata io essi nel primo p eriodo d e lla nostra campagna.
CASOISTI OA CLINlC'A
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Tre di questi feriti f11rono colpiti da proiettili di artiglieria e in tutti e tre l'infezione fu violentissima in modo che uno soltanto potè scampare al morbo letale; l'altro, colpito cla proiettile di fucile, ebbe infezione di lieve entità che scomparve dopo pochi giorni di cura. Perciò le ferite, che vanno specialmente soggette ad infettarsi della spora tetanica, sono a preferenza quelle prodotte da proiettili di artiglieria., e questo serve a confermare anoora qunnto sinora si conosceva sullo sviluppo dell'infezione nelle ferite d'arma da fuoco. Inoltre la cura sieroterapica si è mostrata molto efficace noi casi ad incubazione lenta (oltre il 10 giorno) ed ha dato brillanti risultati. Infatti i primi due infermi guarirono perfettamente i il primo fu trattato con le iniezioni endo-raohidee di siero cu· rativo Tizzoni, cui furono associate le iniezioni sottocutanee di soluzione fenica al centesimo i l'altro fu tra.t.tato esclusivamente con le iniezioni endovenose di siero antitetanico Bel fanti (dose da 900,000 U. I. a 1,200,000). Quest'ultime mi hanno dato un ottimo risultato, poicbè sin dal secondo giorno di cura cominciò a notarsi il miglioramento, il quale fu rapido e deciso. Forse ciò potrà attribuirsi al fatto che l'infezione fu rai'idamente ed energicamente cumta sin dal suo sorgere e non ebbe petciò il wmpo di manifestarsi in tutto il suo quadro classico, fenomenologico; ma bisogna tener presente che anche il primo infermo fu rapidamente isolato e sottoposto alla cura sieroterapica per via endoraohidea, che alcuni ritengono la più sicura e la più efficace. 'l'uttavia in quest'infermo l'infezione compi egualmente la sua evoluzione e soltanto dopo la terza iniezione cominciò a notarsi un miglioramento, il quale però fu molto lento. Quindi, a m io g iudizio, la via endov~nosa è sempre consigliabile e preferibile specialmente per ch i ba poca pratica della tecnica delle iniezioui endoracbiòee. Inoltre risulta evidente che l'infezione sviluppatnsi con incubazione inferiore a lO giorni, come nei due ultimi casi, ba decorso rapidissimo ed eminentemente letale, malgrado le iniezioni endo racbidee di siero antitetanico, siano state praticate " tempo e coadiuvate dagli altri mezzi t erapeutici, attualmente più in voga. Nel soldato C ...., fel'ito il giorno 10 agosto, il 14 a sera l'infezione si sviluppò virulentissima, e il lo, alle ore 14, essa compi egualmente la sua evoluzione, ohe fini con la morte dell'infermo, malgrado questo fosse Btllto sollecitamente sottoposto alle iniezioni endoracbidee di siero curativo Ti1.zoni. L'infezione si è iniziata sempre eon mtL! di gola, senso di stiramento doloroso nella ferita, contrazione spastica dei muscoli vicini, elevamento della tempera· tura. Non sono mancati mai i sudori profusi e la stitichezza, Il\ quale allo volte s i è mostrata ribelle anche ai più energici purganti. Ho creduto utile portare questo tenue contributo alla casistica della oura .dell'infezione tetanica, nncora tanto dibattuta e purtroppo !ungi dall'essere risolta. Zona dì guerra, ottobre 191&.
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CASCJSTlCA C LI?'!CA
UN CASO DI ITTERO JniOLITICO I~ SEGUITO A GRAVE LESIONE DELLA 1\IILZA, per il dott. '\c"il.torio Gavio a, tenente medico di complemento, addetto all'ospedaletto da campo n. -!7. Per gli studi di 6o;iologia e di fisio-patololog ia si può dire che la guerra. attuale ba. fornito veri casi eccezionali d'osservazione. '.Dolorosa osservazione, in quanto veniva compiuta sui corpi dei nostri valorosi ufficiali e soldati: preziosissima., pe rcbè sottopose allo studio importanti e svariati argome nti con base sperimentale. Il lavoro pressante e molteplice degli o~=;pedaletti da. campo non ba certo permesso una diligentissima. illustrazione e disamina completa clinica di ogni singolo quadro: pur tuttavia s i addivenne a conclusioni di qualche importanz". Atlempio con animo grato verso il direttore dell'ospedaletto l'incarico avuto d'illustrare uno dei tanti casi di grande importanza. come esito chirurgico, a;ente anche nel frattempo un interesse ~peciale per il campo medico, poi cb è potrà. portare qualche contributo allo studio degli itteri emolitici. Storia clinica n. 898. Soldato P .... del ... fnnte1·ia, entrn. nell'<•spedaletto n. 47 il 29luglio 1915. Dia.qnosi : Ferita da scheggia di granata a canale incompleto, penetrante all'addome, con ernia dell'omento, e vasta lesione della milza. , Nulla d'impo rtante n ell'anamnesi famigliare e r emota. Venne ferito il giorno 2-3 luglio da scheggia di granata in uu'avanzata. Esame somatico. Parte lesa: Nell'ipocondrio sinistro, lungo il prolungamento della linea mamillare, un dito tra.sverso aJ disotto della VII costola, esiste una soluzione di eontinuo on.liforme, in senso trasversale, della lunghezza di circa 4 centi metri, attraverso la quale è fuoruscito un corpo solido a forma di lingua, lungo 15 centimetri e largo da sei a otto. adagiato longitudinalmente sulla superficie dell'addome; di colorito in a lcuni punti grigiastro, i n altri nerastro, e si identilica per omento addensato, strozzato ed in via di necrosi. Nel fianco ~>inistro, immediatamente al d isopra della cresta iliaca, esiste una ecbirnosi piuttosto e:otes a, e sf percepisce profondamente un corpo estraneo identiticabile pe r il proiet~;i le. Esiste difesa da parte delle paret i addominali, e diminuzio ne di to no alla percussione nell"ipocoudrio di sinistra. Es,Ltne generale: Stato nnemico, abbattimento, viso ippocratico, polso piccolo, numero UO, temperlltura 3 7°. Xulla di r ilevante all'esame degli altri organi. T,.attantetllO: I mmediatamente, appena. arrivat<> si interviene. Operatore: pro· fessote Ftlippo Caccia. Si compie lo sbrigliamento della fe1 ila lungo il margine inferiore dell'ipocondno: isolato bene l'o auento, venne rec i.-a la parte sporgente ed affondati i due monconi. dopo a\·erli legati a catena e p,·ritonealizzati. Nell'isolare l'amento dalla parte della m ii:Gn. è venuta fuo1·i una emorragia venosa commista a poltiglia caratteristica di milza. Si trovò una cavità. estesa che fu subito tamponata, rimuovendo dapprima la. poltiglia della milza.
CASUI STI CA CLINICA
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I monconi omentali sono stati cauter izzati con il Paquelin, come pure ì bordi della ferita recenta.ti. I s pezionati gli organi addominali, si constata l'integrità dello stomaco, del fetrato e dell'intestino. Venne esoeguita la sutura. parziale della ferita chirurgica, usando per i punti perduti il katgut, per i supedìciali la seta. Nel punto del fìanco:sinis tro, dové profondamente si avverti':a il corpo est raneo, ve nne estra.tta uua scheggia. di granata.. 31-7-916. Medicazione. Attraverso il d renaggio fuoriesce sostanza nerastra: ri· mossa questa, nel ca vo esiste ancora liquido s an guinolento commisto a sostanza l ien a le spnppolata.
Fatta una accurata toilette specialmente con H' 0', s i ritampona con garza. v ioformica. E' comparso da ieri un colorito sub- itterico della cute, c he si è sostituito a quello anemico e specialmente delle congiuntive bulbari. 2-!>916. n colorito itterico è aumentnto, non s i ha pruri to cutaneo, esiste ancora secrezione del c ..vo con odore ca ratteristico. ma poco sanguinolente. Esame delle urine: Pigme nti biliari, assenti. U robilina, presente. Esame delle feci : Le feci sono colorate inte nsamente (ipercromiche). 4-8-916. Persiste la tinta atterica ; fegato in limiti normali; durante la medicazione è fuoriuscita sostanza della milza nerast.ra. 10-8-915. Nella medicatura si sono portat i via con la pinza, d ue grossi fram· menti di milza necrosata, che si conserva no; i noltre furono reseca.ti due pezzi di cartilagine costale della VII ed VIII di sinistra, percbè sporge nti dalla ferita. Dal giorno 12 al 81 agosto 1916. Andamento buono della ferita, malgrado sia comparso uno s tato suppurativo (B piocianeus). La ti nta itterica invece di aumentare, a ndò man mano diminuendo. P ers istt>· 1<ncora la tinta s ub-itterica al 30 agosto, congiunta alla tinta anemica. ~elle urine l'esame chimico non rilevò mai tracce di bilirubina, ma risultò positiva l o. ricerca dell' urobili.nn. L e feci furono 'lempre colorate. 7-9-916. La tinta snb·itterica è completamente ~comparsa; permane una lieve tinta anemica. Condizioni generali ottime : cammina e sta alzato tutto il giorno. 2o-9- 915. L a piaga addominale è completamente cicatrizzata. 29-9- 915, E' traslocato al treno ospedale in ottime condizioni generali. L'anem ia è scomparsa . L ocalmente la parte è pe rfettamente c icatrizzata. È partito seduto•
••• E sposta brevemente e succintamen te la storia clinica, non credo opportuno spendere parole s ul risulta to brillante otten uto dall'intervento chirurgico e sulla tecpicn usata, e della prefe:enza data all'eliminazione spontanea e natu rale della porzione di milza maciullata, piuttostoc hè all'ablazione totale di essa, ma mi occuperò solamente del sintomo i tterizia, per l'importanza del caso. Come da ti di fatti abbiamo: l. In persona, completamente sana. avviene u n trauma c he prod uce g rave s pa ppola.mento della milza e grave· e morragaa.
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CA t:"ISTIOA CLieiiOA.
2. Per spiegare l'eti.>logia della forma itterica, sono da escludersi tutte le moh;eplici cause comuni determinanti: calcolosi, itterizia catarrale, itterizia per corpi estranei (vermi, cisti idatidee, ecc.), epatoptosi, nefroptosi, tumori del fegato, d e l pancreas, del colon, del rene, e cc., la cirrosi e patica ipertrofica, i tumori del fegato, m alattie infettive, ecc., ecc. S. Con i suddetti dati di fatto, la conclusione è ovvi~t.: « per s piegare l a comparsa dell'itterizia, non possiamo tener conto che della grande quantitil. di san · gue stravasato, e della, diminuita o pressocbè completamente abolita funzionalità splenica ».
••• La maggior parte degli autori, dopo lunghe discussioni, anche negli ultimi congressi di medicina, è propensa ad amme ttere d ue gruppi per la classificazione degl'itte ri emolitic i: a) ltteri emolitici p rimitivi, allorquando l'evidenza della causa. occasionale o determinante, sfuggE> e per i quali la maggior etiologia è da. ricercarsi i n nna speciale distrofia ereditaria dei globnli rossi. b) ltte1·i enwlitici secondari, se si può stabilire con sicurezza la causa occasionante. Il nostro ca.~o è quindi da. mettersi fra. quelli della classific azione degli itteri emolitici s econdarì . Escluse le c ause comuni determinanti l' itterizi a, posti in rilievo: il co· lore itterico co n l'anemico della c ute, la mancanza di prurito, l'ipet·cromia delle feci, la presenza ntolle uri ne dell'urobilina con l'assenza dei pigmenti b iliari, lo sta to d i i mpove rimento dei globuli rossi n11lla. c rasi san guigna, data la grave emorragia, si deve p~nsare e conc lude re tratta rs i d'un vero ittero-emolitico originato dalla lesione c on abbondante v e rsamento di sangue in cavità e suo 1 iassorbimento. F r a le molte teorie per spiegare la patogenes i degli ittel'Ì emolitici, qutllle prin· cipalmente accettate sono: l ) Avvenuta l'emolis i, il materiale ematioo giunge ndo al fegato, produce io quest'organo delle altera:doni, non rilevabili coi comuni mezzi d'indagine attua U, le quah conducono ad una modi ficazione nella funzione della biligenesi, per coi le cellule epatic h e elaborano una bile più densa , pleiocromica. Per un fatto purament e meccan i~o i cAnalicoli biliari verr ebbero distesi e quindi da essi trapelerebbe p a rte di questi pigmen ti in eccesso, che verrebbero riassorbiti da linfatici perivascolari. 2 ) L'anormale lavoro della cellula epatica, costretta a fa.bbrica1·e una maggiore quantità di pigmenti biliari, produrreb be una alterazione protoplasmatica c!lllulare tale, da permetter e il passaggio di parte dei pigmenti dire ttame n te nei linfatici. allorchè i piccoli condotti b iliari sono oltre il normale ripieni. B) Gubler è il soslenitore del cosiddetto ittero-emafeico, il qua le SRrebbe dovuto s econdo l a sua scuola ad un u enorme distruzione di emazie, per cui il fegato non potendo trasformare l'e moglobi na in bilirubina, sia vrebbe un assorbi· mento di pigmenti coloranti d'origine ematic a. I contraddittori del Gubler combttttono la sua. teoria. con queste riassunti ve parole:
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«La. teoria di G u bler circa l'itterizia emafeica, oggi non ba p iò. ragione d i essere, poiché si ss. che q uando esistono cause capaci d i alte rare il s angue e di d i struggere i globllli rossi, s i può avere anche l'alterazione della cellula epa.ticn, e questa basta di per sè per dare un grado più o meno leggero d'itterizia • · Nel nostro caso, oltre l'avvenuta grande distruzione di emazie, si ebbe l'ar· resto totale della fun.z iona\ità della milza. o tale da esser considerato molto limiu~to, il che fa supporre che il fegato oltre all'iperlavoro di trasformazione di un eccesso di emoglobina in pigmenti biliari, dovette aumentare la funzionalità delle cellule stellate di Kupffe r per la mancata preparazione splenica dell'emoglobina distrutta. L'iperlavoro di un organo, specie se di breve uu rata, non vuoi certo dire alte• ru.zione di esso o dei suoi elementi costitutivi. Il fegato uon presentò mai nel soggett~ nostro ingrandimento rilevabile, per c ui riteugo che in questo caso la teoria d i Gqbler debba essere invocata e preferita pe r la spiegazione fisio-patologica dell'ittero-emolitico riscontrato, o quanto me no accettata quella meccanica per la densità e pleioc romia della bile, mentre sarebbe da escludersi l'alterazione protoplasmare delle cellule epatiche. Zona di guerra, ottobre 1915.
RIVISTA DI GIOK~ALI ITALIANI ED ESTERI
RIVIS'rA MEDICA
HALLJDAY SUTBEJtLAND, M. D. EDIN. -
glte oerebro-apblale epl4emloa. -
Etiologia e prollaasl 4eUa meDiD(The Lance,. n. XVI, vol. II, 19l6).
La profilassi della meningite cerebro-spinale è basata nella. prntica medica, fin dai tempi asclepiadei sopra uno dei più potenti fattori, la t:is medicatrix naturae. Certi fatti riguardanti le epidemie di meningite cerebro-spinale sono stati riconosciuti da molto tempo: esse si sviluppano nella s tagione fredd& e spariscono con l'avvento della stagione calda. L'affollamento, le cattive condizioni sanitarie e le privazioni sono ben conosciute come cause predisponenti. In queste circo· s tanze si troverà la chiave dell'etiologia del male e di un semplice metodo di profilassi . Quando parecchie persone vivono in unr. stanza, la questione dell'afl'ollament~, dal punto di vista fisiologico, non dipende dal numero di esse, ma da.J grado di ventilazione. Se le finestre da.n no accesso a fresc he correnti di aria mossa, la stanza può essere abitata da un numero maggiore di persone, le quali non riset!· tono a llora i cattivi effetti che proverebbero se le finestre fossero chiuse. U na. s tanza con le finestre aperte non è mai affollata, mentre la stessa stanza, a fi. nostre chiuse, lo è sempre troppo. n freddo, costringendo a chiudere le finestre, fa escludere i mezz i naturali della ventilazione. Cosi ogni s tabiiimento n on af· follato può divenirlo senza. aumento di perso ne che l'occupano. ln una moderna nave da guerra è daw ad ogni marinaio uno spazio di ottanta piedi cubici. Sic· come egli vive chiu~:~o fra pareti di acciaio, è necessa ria la ventilazione artificiale: l'aria fresca esterna viene intiepidita ed immessa d11. potenti ver;tilatori attraverso canne d'aria, che sboccano nei vani confinati superiormente. 'e gli uomini ~atono freddo e chiudono tali ~entila.tori, ne consegue rapidamente un afl'olla•nento fisiologico. La ventilazione artificiale in un dato spazio può e-;serE' imper· fetta anche per d ifetti di costruzione, oltre che per deliberata. c hiusura dei ven· tilator i. In queste condizioni le finestre c hiuse conduoono ad un affollament~ lisiologico, malgrado u n certo movi mento d 'aria traverso le pareti e i focolari. l; li effc t.ti del freddo, in condizioni di povertà, sono più marr.at.i. B inutile consigliare 'lempre aria fresca. quando la gente non è s ufficientemente coperta. nell'in-
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verno. Se non vi è fuoco nella stanza, ogni pertugio delle finestre sarÀ chiuso con carta o con stracci, e i miseri a bitanti s i string('ra nno l'uno alraltro, in tre, in quattro, e i n cinque per ogni letto. La meningite cerebro-spinale s i s viluppo. per l'attecchimento del meningococco nei te~uti. Vi partecipano quindi due fattori : la virulenza 4ell'organismo; e la resistenza dei tessuti. Nelle cattive condi zi oni igieniche, a ccennate di sopra, esiste sempre un fattore che favorisce l'infezione. La vitalita dei tessuti è stata diminuita prima da l freddo, (il q uale per sè stesso può deprimere il sistem a n ervoso fi.ao a un es teso colla.sso del vaso-ruotori o) e, secondariamente. dall'aria calda e stagna.nte. Alla perniciosa influenza delle impurezze di n a tura. chimica si ~g giunge quella di una temperatur~ prossi ma a quella del corpo, la quale non fa. c he a umentare l a mass11. del sangue n ella circolazione periferica a spese del meta bolismo i nter no. Se una tal condizione di vitalità. indebolita possa eccitare proprietà patogene in un microrganismo saprofita eventual mente presente n el faringe o nelle cavità nasali, è questione speculativa n iente 1\lf a tto importa.nte per le nostr e còn sid erazioni. È risaputo che il meningococco non si sviluppa a 22-23° C, a l la quale temperatura es so muore ben presto. L'A. trovò ch e i meningococchi in colt ura pure rest ano uccisi io 30 minuti alla. temperatura di 17° C : tempera tura frequ ente d' inverno e di primavera. Temperature p iù basse hanno a zione più rapida. Non è quindi possibile che l'infezione sia prodotta dall'aria f redda. Ma, come risultato dell'affollamento fisiologico, l'aria si riscalda e diventa. impura e satura di umidità. La tem peratura dell'ar i a confinata. può salire per effetto del calore naturale del corpo a circa 27° C . Il m enin g ococco è presente nella sec rezione naso-faringea d el paziente durante lo stato d'incubazione. Nell'attodi parlar(' e di tossire, degli spruzzi di secrezione infe tta possono essere espulsi dalla bocca. In una. atmosfera calda la. vita. del meningocco, fuori del corpo, viene prolungata., e in q uesto m odo l'infezione può essere t.r asmessa f aci lmente da un indi viduo all'altro. Il fatto c he p erson e, le quali dorm ano da u n lato de l malato possono essere infestate, mentre q uelle dell'altro lato s fuggono all'infezione. s ta. q uas i a dimostrare c he questa è portata da correnti di aria. calda. N ella primavera passata, il nu mero dei coabita nti riconosciuti portatori, oscillò fra il 4 e il 40 p. 100. Le differenze nei metodi di ricerca non bastano a spiegare intieramente cosi f orte oscillazione. I rapporti pubblicati segnalano il fatto significativo c he le più a lta percentuali di portatori coincidon o sempte con le condizioni che favoriscono l'affollamento fisiologico. È n ella s tagione f redda che le comunità. troppo affolla te sono colpite dalla meningite cerebro-spinale. Il meningococco s tesso è faci lme nte ucciso dal freddo, e la malattia. è sconosc iuta~nelle regioni artiche. L'uomo, proteggeudosi dal f reddo iu maniera a n ti .fisiologica, ha provocato le con dizioni ideali allo sviluppo della malattia. La. protilas:.i è semplice. Nei dor mitori o nelle a l tre stanr;e dove gli uomini sono r iuniti, le fìne&tre devono essere aperte giorno e n otte. P iù gra.nde è l'affollamento e maggiori devono essere i m ezzi n a turali d ella ventilazione. Se un forte vento soffiasse contro le finest1·e da un lato della stanza, pot r ebbe essere necessario il c h iuderle: in tal caso una ta vola h orga sei pollic i deTe essere adattata sotto la comruissura di tutte l e finestre es poste. Miglio r cosa è di fissa re fuori
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RfVlSTA
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della finestra , a un angolo di 45 gradi, un paravento. In tal modo si è sicuri di man tenere aperte le finestre in tutte le condizioni di tempo. In Inghilter ra, durante l'inverno, centinain di uomini e di donne vivono con finestre aperte, e vi sono molti che passano l'intiera stagione fuori di casa. Fra questa gente è sconosciuto anche il sempl ice raffreddore. Essi evitano bensi quelle speciali correnti d'aria che non sono da confondersi con la ventilazione libera, perchè difl"eriscono a tal punto dalla circostante atmosfera, in temperatura e velocità, che l'esporsi ad esse provoca una sensazione di freddo. Cosi. ad .esempio, una persona fra il fuoco e una finestra aperta, vit>ne o. trovarsi in una di tali correnti, mentre mettendosi fra correnti uguali di aria mossa, non lo è. In ogni caso le persone, a cui si riferiscono tali particolari, sono di gracile costituzione e non è ammissibile che misure benefiche per esse, siano nocive n chi gode perfetta salute. Con l'abbondanza d i aria fresca nei mesi d'inverno, bisogna però guardarsi dal freddo. Le con segnellze dannose di questo si risolvono in circolazione depressa, in cattiva. digestione, in sonno irrequieto ed in metabolismo ridotto. Questi efietti alla l oro volta possono produrre vere malatt.ie. La natura intendeva. che l' uomo si proteggesse dal_freddo con abiti convenienti: sottovesti di boa, calze pesanti, guanti foderati di pelo, buone coperte, calze da letto, e talora bottiglie d'acqua calda. Tutto ciò costa: ma il denaro cosi speso fa economizzare il carbone, e risparmia le s pese per la. cura di una malattia. così grave come la meningite cerebro-spinale. Un alti'O punto richiede speciale attenzione. Tutti gli abiti devono essere asciutti, poichè quelli umidi sottraggono cnlore al corpo. Dovrebbe essere sempre provveduto ad asciugare abiti e scarpe bagnate in apposito locale. I d11nni dell'affollamento si risentono anche quando si fanno asciugare i panni in una camera da letto, essendo a llora il calore del corpo generato in ambiente chiuso. Una liberale adozione di queste misure fisiologiche sigmfioherebbe non sol· tbnto la scomparsa della meningite cerebro-~pinale, ma anche un guadagno nella salute della popolazione, ed' in particolare nell'efficien.z a bellica dei militari.
l. P.
RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA La oommoatone prodotta dagll uplo•lvi e le ne oouegueDae •ul •t.tema nervo•o- - {Paris 1nédical, 2.S ottobre 191&).
·SoLLIER e CHARTIER. -
Gli autori riferiscono sugli effetti prodotti dall'esplosione di grossi proiettili da loro osservati in 109 casi. Circa gli eftetti fì.s ici dell'esplosione bisogna distinguere tre zone nelle quali l'indi viduo è soggetto a fenomen i fisici di na.tura differente: 1° cono di proiezione dei gas; 2° zona di varii\zioni brusche della den!'it:\ atmosferica; 8° zona delle vibra zioni (ad una certa distanza del punto di scoppio). È interessante poi tener conto delle condizioni differenti che possono modificare gli effett1 dell'esplosione, a. second<1 che essa avviene in uno spazio libero o limitato e chiuso, come t rincee, case, ecc: con le granate a mano lo scoppio può
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avvenire q uasi ad immediato contatto dell'individuo, e qui oltre l'intensità del fenomeno bisogna considerare anche il potenziale; è da tener conto infine degli effetti tossici per l'azione dell'ossido di carbonio e dei composti nitrati. Circa le mamfestazion.i cliniche è da notare che nessuna di esse ha carattere patognomonico Si può avere la morte dell'individuo senza alcuna lesione esterna apparente. Le emorragie sono frequen ti e di svariatissima natura ; si riproducono con fac:lità anche per alcuni giorni dopo l'accidente; la. perdita di conoscenza può variare da alcuni minuti fino a piu ore e poRsono esistere- e persistere per un tempo variabile anche speciali stati psicopatici; gli autori hanno notato anche c risi epilettiformi, attacchi isterici, disturbi sensoriali. Importanti poi sono i disturbi dell'apparato sensitivo-motorio, che sono i più frequenti e i più persistenti: parali::;i fiaccide o con contratture, 11. forma monoplegica, paraplegica o più s pesso e miplegica. Le contratture si presentano sotto diversi tipi e diverse forme; caratteristiche quelle dei muscoli della nuca. con l'apparenza di un male di Pott cervicale, come pure quelle degli sternocleidomastoidei con }!aspetto d i un torcicollo neuropatico i un altro tipo caratteristico è quello del dorso inct1rvato come nella spondilosi, con contmttura dei muscoli addominali e dorsolowbari. Abbiamo anche stati di incoordinazioue motrice, !itati coreiformi, e sintomi cerebellari; tremori il più s pesso ge.n eraliuati. I disturbi della sensibilità sono (costanti e sovrapposti a quelli motori, e possono affettare tutte le specie di sensibilità. È interessante a notare a nche che in uno stesso individuo possono aversi paralisi tl.~cide e contratture. Una paralisi assai caratteristica è quella relativa al 1llU• tismo : si osserva nei casi più tipici paralisi delle corde vocali e della lingua i profondi disturbi della respirazione con contrattur& dei muscoli ispiratori; anestesia del faringe e dell'epiglottide. Il ritorno della favella è generalmente lento e graduale, con fenomeni di blesità, parole scandite, spasmo!iiche; nelle forme più gravi prevalgono le paralisi flaccide, in quelle più lievi le contratture. Lo s tato dei ridessi è molto variabile, e non si !!anno generalmente fatti gravi a carico degli sfìnteri: i disturbi trofìci non sono comuni, a d eccezione di quelli legati alle paralisi. Nella diagnosi bisogna tener conto della raptdità con cui i fenomeni si manifestano, dell'assenza dei segni di compressione de lle radici posteriori, dell'ass()o ciazione o della generalizzta,z ione dei fenomeni n ervosi s pro porzionati in rapporto con una supposta lesione della rachide che permette di escludere l'ematorachide. La diagnosi di ematomielia può essere più difficile, e t alvolta solo il decorso ulteriore permette di definire la questione. In conclusione, tutte le manifestazioni cliniche che si r iscontTano a seguito delle esplosioni di grossi proiettili sono dovute o ad alterazioni organiche o a. disordini dina mici dei centri nervosi. Le prime sembrano piuttosto prodotte da fenomeni di choc e di decompressione brusca, le altTe da feu o meni d i decompressione. Tra i fatti organici e quelli puramente funzionali esiste tutta una serie di forme di transizione c he ci permettono d i pensare che le une e le altre sono riferibili a disordini del sistema nervoso centrale, di intensità differente. Le manifestazioni nervose del tipo funzionale si presentano il più spesso, dal punto di vista somatico, con i caratteri ordinari riferibili all'isteria sotto la forma più spontanea ed elementare; il c he prova che l'isteria può esse re di origine pura-mente fisica, senza interposizione d'un processo psicologico qualunque coscient& o subcoscie.n te. BALESTRA.
RIVISTA DI CHIRURGLA DI GUERRA
E . GJRON, F~:RHA:SD. - Ilota an DD oaao dt ritorno parslale della mottlttà. volontarl.a dopo antnra del midollo apioale completamente •ezionato da DD& aoheggta eU obioe. - ( !i111letin de l' ...h'adt mie de
LtJJn'A r-JAcoo,
mNit·l'wt-, l:! octobn; 19lo>
Il c.t<;o rì~uarda uu solJato di fanteria ferito i l 10 nplilt: u s. a Eparges da uua 'iClaeg~ul Ji o\,ice in corrìspondeuza della reg ic. ue dor,ale 1lcstra, a l i ,·,dio dolili l U' CO'-ta e a circa 1:? cm dalla l inea mediana. Egli prest:ntava il quadro clan •co romrl• to della sezion e tot,.Je dt·l midollo co n pìaALe da d~ocubito alle na· tic hc, a lla rt:gione trocanterica sini,tra, ai talloni: ft:bbt·e, Sh\t O generale p rogre.ssivamento.nt;-grn,·ante-.i. Con la radioscopia fu constatata la presenza di u na scheggia d'obice Ili l cm per .J nello <>pazio intervertebrale tra la 1 1" e 12- vertebra d orst.!e. Pratica ta la laminectomia e tolta la scheggia., s i lrO\'Ò una sezione com· pleta d el n11Jollo con i due segmenti d istanti qui nd ici willtmetr i l'uno dall'altro. I due 111onconi fu r o no ravvicina ti quanto più possiiJile con una sut.ura fatta con cntgut.
Il tu igl•ornmeuto del m!llato cominciò all'ottavo giorno, i o c ui cominciarono ricompanre rdcuui movim..-nti negh arti inferiori , m ov1mt!nti aitfes,i ben ue~u; al dod icesiruo giorno l'infermo poteva co111piere l e nti movimcnri di flessiout d ella gamba sina,trn 'iul la coscia ; l'arto dE'<>tro era meno obbedien te con movimenti m o no atnpì e meno regol .. r i; al tredil:esimo giorno ricowparvero i wovr menti volvu tarii JJ I'I piede d.-.;tro; d i più egli cominciava a sentir e nuovamcu t e i suoi art i iof.;riori i successi vamen t e ricoru pan·ero il "~'n-.o tultscolare e qu,·llo sterèO· guostr<·o. In co mpl e~-<o lo stato att.uale dell'infermo ù i l ::.t>gueo re : movimen ti volon ta r i esi::~tenti n1·lln gamba e nella coscia &inistra, aboli ti u c l p ìcd•· sin istr.>; mPno p•·outi o meno ampi nell'arto inferiore destro. e,i.,tenti le roJ.trrLzioni r iflcs~e di tut~ i i muscoli degli arti inferior-i; r itle,:;i rotulei appl'rHl accl•noati, p lautari as!lcnti; ri llec:si di d1t'e,a molto accentuat.i all'n<ldome e allo st•roto, alle cos.:u o pietlo d cstr·o i sensibil ità cutanea fino all'arcata c r urale, alla rr~ione pullicu, ai trocnnkri e alla ro~gr one ana le; aunlogameoll' la seu'-iiJilit:\ ll.rwica e t:Lttilo, scn~1brlità prot'onJa esist e nte ma con scarso potere di localizznzione: c: ...cartl 1·iJntte e circo.;;crit.te alla sola n atica ~i nist ra co n t tndenza al h• epiderruiz· zn..tioue; assunza t! i f ebbre; persistenza dell'incontinenza d 1 urina e delle feci, Que:.to ò i o comple;;so lo sta to cin quantn. giorni dopo l'intern·nto chirurgico e hO dopo lt\ Je,.ione. lt
RIVISTA DI GHIRURGI A DI GUERRA
Su 41 un intere1aante tlpo 41 lestoae nervosa. - (Com•ersatioui cast1·ensi del gruppo milanese per propagande melliche in rrutr l'a, seduta
PEnmz:. -
del SO settembre 1916).
L'A. presenta un caporal maggiore di fa nteria che fu feri to dn pallottola d i fucile con foro d'entratn nella. regione mandibolare destrn. (branca ori?;zontale) e foro d'uscita nella regione scapolare sinistra, con frattura comminuta della branca orizzontale della mandibola, paralisi motoria completa dell'arto superiore sinistro, compresi i muscoli scapolari, anestesia della regione deltoidt>a, ipoestesia su tutta la s uper ficie del braccio, avambro.cci.o e mano siniAtra, viva dolenzia invece alla palpazione delle masse muscolari, specialmente del bicipite e del trioi pi te e dei muscoli epicotadiloidei. A parte tAli fatti, le condizioni dell'infermo erano rese particolarmen te gravi ~all'esistenza di disturbi respiratorì " cardiaci. Respirazione piuttosto frequente, interrotta da brevi pause: la metà sinistra del torace si espande molto meno della destra. Talvolta veri fenomeni d'asfissia con agitazione e cianosi, frequenza ed aritmia cardiaca, singhiozzo. Qualcuno dei detti access i di !:!offocazione era talmente grave da far pensa1·e aliH. eventualità di una tracheotomia. P erò, por non potendosi praticare, in causa della difficoltà dell'ape rturA della bocca, un opportur:o esame Jaringoscopico, tuttavia dal complesso delle lesioni e dei disturbi funzionali , noncbè dai dlati rilevabili dell'esame del tubo laringo-tracheale era. da escludersi come cAusa della d11tta dis pnea un'nltemzione delle vie neree superiori. T massnggi e le sennpizzazioni alla regione cardiaci\ furono s ufficienti 1\ vincere i detti accessi. Il quadro sin tornato logico conduceva alla diagnosi di una lesione del plesso cervico-brachiale di sinis tra, la solo. che potevn log1camente spiegare, dato il tragitto del proiettile, un'alterazione del frenico e dei rami brachiali Dopo circa un mese, persis tendo i fatt i pnralitici associati anclle ad un certo grrLdo ù'ipotrofln della regione scapolnrc e delle varie sezioni dell'arto s uperiore sinistro, ed essendo alquanto migliorAte le t:ondi zioni genernli, nonchè quolle del focolai o di frattura della mandibola, si decise l'intervento. Messo a nudo il ple<Jso cervico-bra.cbiale, nel tratto in cui . si Rospettava la lesione, R'incontrò un n. zona di tessuto cicntriziale evidentemente formatosi lungo il tragitto del proiettile, che imbrigliava for temente il nervo fren ico e il plc!~SO brachiale, s pecialmente i quattro oltimi tronchi cervicali in prossimità delht loro uscita dai fori di coniogazione, con rottura del 5° nervo cervicale. Il r itorno del movimento fu immediato per le dita, a. cominciare dal pollice, meno rapido per la mano e per i mus~oli es tensori dell'avambraccio, più tal'divo e lento per il bicipite, il deltoide, i muscoli scapolari. I dis turbi respiratort e cardiaci scomparvero abbBstanzn. mpidamente. Tn atto, dopo S mesi dall'intervento, il. nervo circonflesso, il muscolo c utaneo e LI sopra· scapolnre sono i nervi che più s tentano n riacquis tare completa mente l n primi· ti va funzione, tutti gli altri movimenti si compiono qua.si normalmente ; perfetta la forza di prensione dellll mano. L'A. spiega t ale diverso compor tamen to nel
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RIVI:,TA Dl CHIRURGIA DI GuERRA
ritorno della funzionalità, ri cordando che appunto per i tre nenn anzidetti si ammette che l e fibre decorrano dalla 6 " branca cervicale. In esse quindi si J<.'l · r~:<bbe avuta una. vera discontinuità, mentre in tutti gli altri nervi esis teva un semplic e imbrigliamento c i c atri ziale.
c. Lealonl eU orlglJle tran 111attoa. - (Conversazioni castrett.Si del gruppo milanese p e r propagande mediche in guerra, seduta. del 23 settembre 1915).
ì\lEDF:A . -
L ' A. nella. seduta. del 23 sett embre u.. s. in Milano del grnppo per propagande med iche in guerra ha presentato alcuni soldati degenti nel comparto nevrologico militare da lui diretto al padiglioue Biffi dell'ospeJa.le maggiore: 1o L e sioni da arm n da fuoc o (fucile): ingresso del proi ettile al disotto del· l'apo fis i mas toidea sinistra, usc ita in. rappor to Rlla r e gione z i gomatica destra: n e s s una les ione dei t ronchi nervos i; l'oltanto contrattura d ell~ nuca, gradata mente diminuita e quasi s c ompars a in s eguito; inoltre serra·m.ento delle masceUe s e nza contrattura da parte d e l n1assetere e del crota6te. Alla radiografia lesioni (con frattura) della regione dell'antro di Higmoro di destra, negativo l'esame delle a r ticolazioni temporo-mascellari. Questo s e rramento, che l'A. sa ess ersi verificato in altri d u e casi di les'loue del mascellare superiore, non può esser ritenuto che di origine funz ionale, benc h è nel soggetto manc:\sse qualsiasi altra nota a tipo istero-traumatic o; 2'> L e." lione grave del facciale di destra da arma da fuoco (fucile) : il proi ettile, d opo d'avere gr..veme nte leso il faccia le (a tipo periferico con R. D. c omplet-a) nelle vici nanze del c ondotto uùitivo, è andato a c ollocarsi nella linea mediana tra l'n p o.f:ls i s pinos a d e lla t e r z 11. vertebra c e n·icale e quella d e lla seconda, dove si può palpare . Intere s s ante è il fatto, che oltre la paralisi organica. del facciale esisw qui grave i po-algesia della faccia e del cuoio capelluto ed nma.urosi (certamente funzionali) a d e stra, cioè dallo s teS!';O lato della. lesione organica. Le associazioni is tero-organiche sono piuttosto freque nti nei soldati che hanno riportato traumatisnti in g uerra. ; 3° Lesione da pallo ttola di s hrapnel alla regione occipita]e destra: emi ~<· novsia bilate rale omonima !'linistra con notevole riduzione dol campo visivo e r e perto oftalmos copi co normale. A s inistra lieve emiparesi spastica di origine cerebrale: e, fatto curios o come ass ociazione morbos a, nevrite del cubitale di s inis tra sensi ti vo-motoria, di origine reumatic a.
P.
Nuovo appareoohJo oontenUvo per f'rattnra :auuadlbolare . ( Conve r.yaz io ni c;astrensi d·~l gruppo milanese p e 1· propagande ntediche in gue r ra,
Co u LLIAUx . sedutt~
d el SO sette mbre 1915) .
L ' A. prese nta due s oldati feriti da proiettile di fucile , con fra ttura comple ta com minuti v a ape rta del la mand ibola., c urati con l" applicazione di un piccolo a.pparecchio conte ntivo d a l u i i dea t o, cons is tente in un g-rosso fil o d ' oro 1\dattan·
RIVI'TA DI CHIRURGIA DI GUE:HRA
tesi esattamente a tutto il contorno dell'arcata dentale inferiore, la barra anteriore congiunta con la posteriore mercè due o tre robusti sepimenti passanti negli inter$ti~ de ntali o negli spazi lasciati dalla wanca.nza di alcmlÌ denti. Per fissare l'appa recch io l'A. si vals e o di corone d'oro, oppure di anelli imprigionati da ambo i lati fra le barre dell'apparecchio stesso, dando la preferenza alle corone in quei casi, nei qunli il grande spostamento dei monconi abbisognava per la corretta loro contenzione di una forza maggiore, e di viti robus tA che concorrevano del pari a forzare l'apparecchio contro il colletto di alcuni d enti, a pprofittando del naturale sottosquadro offe1·to dal restringi mento del dente a l colletto. L'A. conclude rilevando minutament-e i vantaggi di quest'apparecchio.
L.
Caal osourl 4l leslonl uervoae traumatiche. - (Com·er.'1azjoni casl1·e-nsi d~l g1-uppo m ilanese per p1·opavande medie/te in gue?Ta , seduta del
MEDEA. -
30 settembre 1916).
L'A- presenta i seguenti casi di lesione traumatic a del cranio <'OD interessamento cere brale: t o Caso di fruttura del pariet.ale destro (da scheggia di bomba , a mano), se· guito da emipare!"i sinis tra. Attualme nte condizioni generali buone e sopratutto nessun fenomeno di aumento della pressio ne intracranica, benchè esista tuttora un edema neuroretinico, senza però alcun dis tUI·bo del visus. Il fatto interessat•te in questo caso è una spiccata in coordinazione dei m ovi menti volontari ddl'~< t·to super iore sinistro, una vera e propria atassia di origine cerebt·ale. Acca nto a questo fatto esiste una ipoestesia. e ipoalgesia lieve della mant? s inistra, ed è esistita - ed ora quasi del tutto scomparsa - astereognosia sinistrA.. 2" Caso di f rattura grave del parietale destro con depressione di frammenti da pallottola. d i shrapnel. Venne eseguita una craniectom ia allo scopo d i asportare il proiettile e i frammenti ossei. Dopo l'atto operativo SCOIUparsa dei fatti jacksoniani di sinistra. Attualmente paresi dell'arto superiore s inistro; ipoes tesia e ipoalgesia in rapporto all'avambraccio e alla m a no; inoltre s piccato allargamento dei cir coli di W eber e assolu ta astereognosia. Inoltre lesi one g rave del senso di posizione delle dita ed anche della mano. In ques to caso i disturbi della sensibilità e l'astereognosia sono da rif erirsi secondo l'A. alla grave lesione in rapporto alla regione parier.ale, senza. che però si possa stabilire in modo preciso se i fenomeni della. astereognosia, che in questo caso non è pura., essendo accompagn.ata. da ipoestesia e da a.Uargamento dei c ircoli di We ber, siano da riferirsi a lesione del g. c e.n tral is anteriore o 'posteriore o al g . supramargina.lis. L'A. ritiene però propabile, per altre considerazioni, che in questo caso sia sopratutto interessata la parietale ascen.dente.
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GIOI'tlale di 11udiclna mil~lat·e -
Fase. X 1.
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BIVISTA DI CIURURGIA DI GUERRA
W El. s - Complloas lonl delle ferite del cranio da proletttU eU guerra. - (.Journ.al de P1·aticien.~, luglio 1916).
La piu comune complicnnza delle ferite del cranio osservata dall'A. è l'encefRiite: tllrd1vamente si può avere l'epilesllia jaksoniana. Talvolta la benignità i, tale rhe la ferita può essere considerata come vir· tualmente asettica i tutta via la suppurazione esiste sempre, m11 rimane localiz· zata e superficiale. Altre >ol te si produce una meningo-encefalite o una encefalite più o meno tardiva; q uest'ultima pRre più frequente della prima. In · realtà la meningi tt> è piuttosto rara per la antisepsi rigoroSI\; sopravviene in genere al 12° o 15° giorno, mai prima, percbe le morti avvenute il 1° giorno sono dovute tutte alla gravità. delle lesioni cerebral i e non ad una infezione che non avrebbe avuto il tempo di manifestarsi. L'A. è intervenuto 2 volte con la trapanazione, ma senz'a.ltro risultato che quello <!i affrettare la fine . Ed alcun buon risultato dà neppure la puntura lombare. L'encefalite e certo la. complicazione infettiva che più comunemente si osserva. Si manifesti\ per lo più con la comparsa di un'ernia cerebrale precoce o tardiva, in forma. di tumore, il volume del quale è in rapporto con le dimen· sioni dell'orificio cranico. Può darsi il caso che ernie si fortWno a livello di un piccolo orificio e d'altra parte possono non formarsi per g randi perdite di sostanza. : non dipendono quindi dalla larghezza delle ferite. Il pronostico è quasi sempre infaus to; dipende sopr11tutto dalla estensione d ella infiammazione alle parti profonde del cervello. Possono però anche guarire. Le condizioni sono differenti, quando esiste nn asc'ISSo profondo che abbia sede. per esempio, ..ttorno ad un corpo estraneo. Questi ascessi difficili ad essere scovati e d' un trattamento delicatissimo costituiscono una delle conseguenze piu gravi delle ferite del cranio, tanto più che sono s pesso ins idiosi ed a. lungo decorso. L'A. riferisce il caso di un soldato ferito da uu n palla di sbrapnel, che gli era penetrata a. livello del bordo posteriore dell'asce lla sinistra determinando una. paralisi immediata del braccio corrispondente. Dopo t re mesi presentava una monoplegia. brachiale sinistra completa e si lamentava di debolezza generale. poi cadde in un coma progressivo e mori rapidamente. All'autop.-ia ai riscontrò che la palla di shrapnel, che si credeva avesse leso solo il ple~so bracb il\le, era andata, attraversando la base del r.ranio, ad allo· gar;oi nel lobo te mpora le destro, dove aveva prodotto un voluminoso asces..o:o, cP.usa della morte In generale, gli asce-si nel cervello non si manifestano con sintomi f ebbrili. ma con dimagramento progressivo od una tinta cacbetica nella faccia.. Il t ra ttame nto, q uando si è potuto far la diagnosi. è la trapa nazione secondaria: ciò che ha tentato l'A., ma senza succe~so. Pt~r quanto rigllarda le complicazioni tard ivE', queste sono caratterizzate da epile.~sia jaksoniann o da torbe encefaliche consecutive a traumatismi del cranio: cefalalgia, vertigi ni, obnubilamento intellettuale. , In un ferito c he presentava queste ultime turbe, l'A. ba rilevato un infossamento superficiale della regione parieto occipitale, che non era stato notato e che la rat1iografia mise in evidenza.
F.
RIVIS TA DI CHIRURGIA Dr GUF:RRA.
p,~Rv.
81ll11.1 ferite penetranti del petto. glio 1915).
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(Journal des Praticiens, lu-
L'A., che ha avuto occasione di curare parecchi feriti al tora,ce dai moderni Jlroie ttili, ha pubblicato uno studio accurato sull'argomento, che assume uno speciale interesse p er l'importanza. dei dati raccolti e dei fatti rilevati. In seguito a f erite da. obice è raro c he il ferito perda la coscienza di sè stesso -e sia gettato a terra : anzi s pes!SO egli si reca da solo al posto di medicazione. L'emottis i immediata in ttdi lesioni non è frequente nè abbondante, e si osserva con una proporzione del 41.9 p. 100 l a presenza di s angue nello sputo n elle prime 2-1 ore dalla lesicne. L'oppressione che fa seguito a l trauma è di una intensità variabile; il ferito la risente poco e si manifesta generalm ente con affa nno di respiro. La ferita, pe r lo più, presenta un foro d'entrata e d'uscita molto ristretto, s pecialmente quando è prodotta da un proie t t ile di fucile; se è causata da una palla di shrapnel, l'orificio è pitt largo. L'A. osserva che può prodursi una emorragia secondaria a livello dell'uno o dell'altro orificio, e che è anche frequente la formazione di una emorragia sott{)cutan~a1 con vero e proprio ematoma. L'orifìcio di entrata o di uscita può anche essere eccezionalmente ampio e tale da formare una breccia sufficiente per un g-rosso drenaggio, i n modo da costit uire una vera pleurotomia precoce contro il pneumotorace, fatale in questo caso. Raramente l'A ha cons tatato frattura di coste: queste, tutt'al più, possono essere sfiorate, e allora si sviluppa un processo di osteite. Per quanto si riferisce a l tragitto dei proiettili è, nella maggioranza dei casi, in senso antero-posteriore e con decorso più o meno orizzontale, ma si possono -osservare le più grandi varietà. La presenza del solo orificio di entrata nella. lesione non aggrava. il pronostico. Quando esiste anche il foro di uscita, esso è meno regolare di quello di entrata, ma per lo più di eguali dimensioni, perchè il proiettile non incontra organi resis tenti al s uo passaggio. L'A. richiama l'attenzione sul carattere dei sin tomi che si possono t·ilevare collo stetosC{)pio. Alla base e pos teriormente, per un'altezza che corrisponde a circa il terzo inferiore del polmone, si percepisce, alla percussione, ottusità assoluta con abolizione complett• delle vibrazioni locali, ed alla ascoltazione si nota s ilenzio assoluto, interrotto solo talvolta dalla propagazione dei rumori vicini, s pecialmente del soffio bronchiale prodotto dalla regione mediana. Al tet·Z<> medio del polmone in vece raramente si constata ottusità.; si ascolta i nvece un soffio tuba rio s imile a quello che si ha nella polmonite lobat·e, spesso però di minore intensità. . In certi casi infine s i ·nota un soffio dolce, leggero, lontano, che r icorda parecch io il soffio pleut·i t ico, cos i bene studiato dal Dieuelafoy: que;:;to soffio, tanto all'inizio della lesione; quanto più tardi, si associa talvolta, ma non sempre, a r antoli crepitanti o, più precisamente, a rantoli sottocrepitanti, dis posti a foC{)}aio, .i quali però possono essere disseminati irregolarmente. Anteriormente l' A. nota che i s intomi fisici sono incosta.nti e v ariabili e non sono altro, per lo più, che la propagazione dei sintoroi postflriori. La zona di
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RIVIS T A
01 CHIRU R GIA DI GUERRA
ottusità assoluta della base quasi mai si estende fino alla parete anteriore e io tutti i casi è mantenuta. la sonorità dello spazio di Traube: i l soffio t ubario si percepisce spesso sotto l'ascella o nelle vicinanze d ella regione m a millare. L'A. di\ u na _particola re importan-z;a all'es ame radioscopico. Quando questi sin~omi
sono al completo, ln radioscopia lascia scorgere una grande macchia scu.ra
al posto d ella chiarezza comune del polmone, estesa generalmeute ai d ue terzi inferiori, più r ara men te a tutto il polmone ferito; inoltre, tale opacità varia e v a sen s ibilmente scomparendo d a l basso all'alto. Quando a live llo del terzo inferiore del polmone si tratta di u na macchia nera dal basso all'alto, l'immagine d iventa progressi vamente più c hiara, senza però raggiungere una linea di li vello marcata\. L'esame r a.dioscopico, comple tato dalla. radiografia., m ette in evidenza il proiettile: talvolta però l'esame è n egativo, nonostante la presenza evidente d e l proiettile. Ciò è dovu to a l fatto c he e sso è n ascosto dal pare ncbima infiammato, oppure si t1·ova nella c a vità pleurica riempita di san g u e, per c ui l'opacità d ell'ombra è tale da impedire c h e si possa distinguere . L 'A. consiglia in questi casi la punt.ura. esplorati va, che p e rmette di e strarre del sa.n gue u n giorno o due giorni d o p o la lesione.
P. V. MARAOLlA~O . -
Sopra un metodo di looallzzare l oorpl e•tranel. radiolotJia m edica, fascicoli 7-8, 1915).
(La.
I l me todo ideato dall'A. per la locu.lizzazione dei corpi estranei si p uò b r e,·emente riassumere n el seguen te procedimento: D eterminare o clinicamente o poss ibilmente radioscopicamente, e se non s i può altrimen ti anc h e r a diograficamente , l a p a rt.e del corpo in cui s i t rova il proiettile s tesso . D eterminare con una r a <iiografia la r-rofondità di un pt·oiettile con un sol o punto di r epere situato su lla par te del corpo opposta a lla last ra, l'altra sulla s uperficie rivolta verso la lastra stessa.. Ri portare diligentemente sulla pelle la posizion e della croce centrale ed i segni marcati s ui bordi d e lle tele. Eventualmente c i si può dispensare dal collocare tutte e du e le tele e limitarsi a m e tterne a. posto una sola. Eseguire la radiografia senza spost amento di tubo e licenziare l'ammalato. S viluppata e fissata. la lastra, vedere a q uale dei quadrettini o dei triangoletçi corris ponde il proiettile e fisse roe la posizione sopra uno dei modelli di carta forata sulla. .pelle del ferito; fissare definitivamente la posizione del proiet tile sulla eu te sttl.Ssa .
P. Qu.EJS"u. - Cou.lderazlonl •nlle ferite addo minali ID. guerra. de l'..tcadémie de m édecine. s• serie, n. 43, 191 5).
(BuUetin
Il problema più o m eno nelle fe ri te a ddom inali non può risolver s i con le statistiche le quali non posson o esser red atte con elementi precisi date le speciali <·ondizioni d i guerra. Le sta.tisti~he dovrebber o esser divis e per lesioni di organi, con le indicazioni delle circostanze c he determi n arono le f er ite, dell()
RIVTST A DI CHIRl'HOIA !H GUERR A
stato del ferito, fra il momento della produzione della lesione e l'atto op1•rntivo. delle condizioni tecniche operatorie e postoperatorie e del modo come fu trasportato il ferito. Poichè non è facile il potere avere que:<ti dati, l'A.. crede che :a. quistioue dell'intervento p ossa meglio r isolven,i studiando i risultati della terapia chirurgica addominale nei f~riti tra-5portati fuori zona di guerra. Egli ha potuto p orta re la "ua attenzione s u 62 fer iti addominali fuori zona di guerra, dei qunli :<olo 9 e rano stati operati ngli ospedali di prima linea. Queste cifre piu che per se stesse appn.riN:'bbero come un trio1.1fo degli asten· siouisti, mentre in realtà, dice l'A., non rappresentano che un trionfo solamentò apparente. Quando si parla d'intervento in feritt• a ddominali si intende di accenuare alle ferite con apertura del peritoneo. n!le Vf'ramentl' penetranti, cioè: ora nei 03 feriti non operati l'A. ne osservò 28 che non presentavano ferite penetranti, mentre per lA metà di essi vi era n ei documenti clinici l'indicazione di « penetrazioue in cavità • · Tale err or·e di diagnosi è Latun\lmente a vantaggio d egli a s t e n sionisti. Io altri 6 Jei 54 feriti non operati la diagnosi di penetrazione era dubbia: le vere ferite penetranti si riducevano insomma solamente a 20. Di questi 20, quattro morirono lungo il viaggio o qualc h e giorr.o dopo il loro arrivo, e tre dovettero e..;;sere operati di urgenza. Degli altri lS, sette presentavano ferite penetranti semplici e 6 penctrallti ai visceri. Dei primi 7, quattro ebbero eviscerazione epiploica. che dovett e essere operata, operazioni che ,.,arebLJero state certo più opportune i n 1° tempo. Fra i 6 feriti con penetrnzione 11i visceri, tre a'•evnno ferite epntit"he, due del gro!'SO intestino, ed uno a\·eva un'ipotetica ferita ga!'trica. Uno dei feriti epatici presentò in st>guito ascesso della rPgione lombare, mentre gli altri due ebbero ferì te l ievissime che n on produs!'cro emorragie rilevanti. Dci due feriti intestin..li, uno ebbe oriti..:i d'entt·ata e d'u,.cita viciui!:'Simi ver"o il fianco d<:,tro, l'altro aveva una t'enta ioH•n•.ssaote l'aH='a ileo pelvica; qutst'ultimo, però, quando fu trn,.,portato fuori zona di cotnbnltitncnto, presentava fuori della ferita l'ansa perforata, l'i che fu necessario operarlo. ~tcchè, riassumendo, i vantassi dell'astensione si limi tereubero a 3 feriti non gravt dei f egllto, a :2 del gros~o iu testino e ad uull ipotetica lesione dello stom;~co.
Ciò premesso, ull'a. verrebbe l'idea dì paragonare il numero degli operatt guariti, o ruessi in condizioni •li poter essere trasferiti a quello dci nou operati. Però il risultato di questo parallelo nou da rf'hbe dl\ti sicut·i e fondamentali, poiehè il criterio dell'astensione o dell'intervento é nella più pnrte dei casi assoluto. Vi sono infatti ambulanze as:>olutam~·ute astensioniste - e son le piu -che, anche con ttsultati poco felici, dàuno nu considerevole numero di feriti. Però i dati esposti dali '.A. gli danno la sicurezza di poter ftfl't>rmare che gl'interventisti hanno maggtori successi. L'A. infine ritiene che i dati esposti lo autorizzere bbero ad n.mmet.tere uu intervento primitivo n..lle ferite addominali, Però egli aggiunge che è opportuno accorJnre all'astensione Ill cune indicazioni. L'astensione è d1~ ammetterai nellt1 ferito superficiali, senza segni di gravi emorragie e nelle Jerite ai fianchi, purche largamente sbngliate. Nei c~i dubbi s'intervenga anc he con la sola intenzione di e..:plorar e il Cl\VO <•ddomiuale. :;. M.
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RIVI STA DI
CRII~URG IA.
DI GUEB.RA
Ferite penetranti d el toraoe ln guerra. médical, G novembre 19l5).
RÉMON11 e 0LÉNARD. -
(Pari$
Gli autori hanno avuto campo di studiare personalmente un gran numero di ferite penetmnti del torace in un ospedale chirurgico militare di Francia im· piantato a circa SO chilometr i dalla l inea del fuoco. Ln prima qu11stione importante riguarda. la. diagnosi, poichè non è sempre fa· cile stabilire se una ferita del torace è penetrante oppure no; l'assenza di emottisi, a lcuni caratteri anatomici della lef.ione specialmente nelle fe•·ite a setone, posson o indurre fl\cilment~ in errore; il sintoma ero ottisi, se è ben ricercato, l'e· condo gli autori si r itrova e;;istente in p i u di tre quarti delle ferite penetrnnti del torace; ma c iò non toglie che in un certo numero di esse può completamente mancare. Nello ferite a setone bisogna sempre ricercare se vi è fratturA di costola e s e vi sono i segni di reazione pleuropolmonare. L a mortali tà. delle ferite penetran ti del torace è abbastanza bassn in raffron to a quella delle fer ite gravi di a ltre regioui: secondo gli autori sarebbe appe~a del 7p. 000. non contando naturalmente in tale percentuale i morti sul campo per emorragia fulminante. Notevoli pericoli sono iner enti agli sgombri troppo affret· tati d i tal genere di ferì ti, senza nOLine che, se la stagione è rigida, possono aversi serie complicanze bronco-polmonari p ts r la diminuita resistenza orga.Aica dell'apparato respiratorio. Dopo l'ottavo gior no dalla lesione non si verificano generalmente più le gravi emorragie secondarie imputabi li spesso al trasporto; e io base a t;ale princ ipio fu disposto appunto che gli infermi con lesioni penetranti del torace non dovessero essere sgombrati prima dell'ottavo giorlio. Secondo gli autori il numero medio di ;:!;iorni occorrenti perché si renda possibile il trasporto di questo genere di feriti è di 17 giorni per le ferite con ori· ficio d' u.sctin, e di 18 per quelle con permanenza del proiettile ; inoltre essi hanno osser vato che la gravità d e lla lesione nelle ferite prodotte da proiettile di fucile n on è gran c he diversa da quella delle ferite prodotte da scheggia di obice; ciò dipende generalmente dal fatto che le les ion i prodotte da grosse schegge di obice non giungon o generalmente agli ospedali per le mortali emorragie delle quali sono conseguenza. Preziose indicazioni possono esse fornite dalla radiografia e della radioscopia, specialmente per le ferite con permanenza del proiettile; gli. autori si s ono sar· viti con grande vantaggio cii unn ambulanza radiologica. I ca~i in cui Il\ radiologia rende i maggiori servizi sono quelli in cui coi dati clinici non è neppure possibile so::pett.n.re dove si trovi il proiettile; i proiettili che p i ù frequ entemente permangono ne lla ferita sono le schegge di obice. Clinica.mente sono pochi i casi c h e occorrono senzn alcun segno stetoscopico; per lo più si ossernno fa.t.ti di reazione polmonare: sindrome emo-pleur o·pneumonica d i P iery, in cui però l'emotorace si trova ordinariamente r idotto alla sua più semplice espressione. L e complicnzioni polmonari e bronchiali p:ù frequenti sono l ' emottisi prolungata. l' emo-pne umotorace, la pleurite purulenta, la cong estione polmonare, la bronco-polmonite, la bronchite semplice, gli sfregamenti pleurici, l'ascesso del polmoni' con ernia polmonare. L'emotorace è la complica· zione più frequente; esso p erò si riassorbt. per Io più rapidamente; la pleurite purulenta è una complicanza graYe e spesso letale: per prevenire questa com-
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·.
RIVISTA DI CHIRU RGIA DI OI,;ERRA
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plicanza bisogna curare col massimo scrupo lo il forarne cii entrata e di u!'cita del proiettile. Tra le complicanze estrapolmonat·i sono da ricordare 1' enfisema sottocutaneo, la paralisi brachiale, e if\oltre alc une ferite associa te. L'enfisema può essere in qualche caso talmente grave e generalizzato .da com promettere per sè solo la vita dell'infermo. Tra le considera z ioni terapeutiche gli autori ri ferisco11o quanto segui': 1° Necessità di immobilizzare i feriti al più presto possibile, e piu vicino possibile a lla linea <ii fuoco, isolandoli in camere appartate, a erate e senza r umori, e tenendo distinti quelli con lesioni su ppuranti dagli altri. 2" Quanto alle medicature è bene fa rle al letlo stesso dell'infermo. 3° .l!:vitare ogni sondaggio intempestivo, e non aver fretta. a togliere il proiettile quando esso è rimasto nella ferita. 4° Nell'emotorace ricorrere all' emopuntura solo quando vi è minaccia di complicazioni. 5° Evitare i grandi inter venti, i quali, in g cuere, non possono avere una fondata s peranza di successo ; il solo intervento necessario è q uello per l' empiema. 6° N on sgombrare i feriti nelle retrovie primn dell' 8° giorno d alla ferita. BALESTIIA.
RIV1STA DI FISIOLOGIA NO R)L-\LE E PATOLUlHCA
L'altmentazlone del no•tro •oldato ln guerra. - (Cont:e?"sazioni castrensi del .qr·uppo di Jf ilano per propagande ntediche nella guer1·a.
.A. P uGuESE. -
S ed uta de l 21 ottobre 1915). Se l'alimentazione del soldato costit uisce g ià in . tempo di pace un problema complesso, come quello che concerne una grande moltitudine di giovaui, i quali sono costre tti ad una vita in comune, sebbene provenienti da regioni spesso molto diverse p er c:;lima e consuetudini sociali ~d alimentari, e!!sa assurge od un'impor tanza eccezionale in tempo ùi guerra, doveuùo allora rispo)ldere ni due postulati fondame ntali, di conservare la salute e la forza fisica. del soldato, condizioni indispe nsabili perchè non si deprimano io lui i fattori primi della vittoria, il coraggio, l'energi a fattiva, l'entusiasmo per la causa da. difendere. La r azione del soldato in g uerra è s tata perciò oggetto di studi moltepl ici. e nello s ta.bilirla furono lar gamente applicate le r isultan ze sperimentali sul valore en ergetico e plastico degli alimenti più in uso, sul fabbisogno alimentare dell'uo mo, a seconda dello sforzo che esso r ichiede ai suoi muscoli, delle condizion i climateriche. nelle quali la sua attività dève svolgersi. Ma nou basta cbe un ali· men to s i dimostri fisiologicamtlnte ottimo, perchè possa essere senz'altro accol~o
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RIVISTA 01 .FIS IOL0GIA
~ORl!ALE
E PATOLOGI CA
in l arga misura nella raz ione dell'esercito combattente; conviene che sia di facile e abbondante approvvigionamento, facile pur e a. conservare e cucinare, che incontri il gusto di tutti, o quasi tutti, i soldati. L ' A., ordinario di fisiologia sperimentale, nella seduta de l 21 ottobre u. s. ba comunicato al Gruppo di Milano per propagande mediche nella guerra, un' inten ;ssaute rd11ziont~, di cui riWuiawo opportuno rias:sumt~rt~ lt~ p11.rti princip><li: l dut~ elementi che meglio rispondono alle condizioni di facile approvvigionamento e conservazione e di gradimento per la truppa., e che nell'alimentazione di :utti gli eserciti europei occupano H primo posto e costituiscono la parte fondamentale della razione di pace e di guerra, sono il pane e la carne. Nella razione di pace la. quantità di pane è già alta. ·- 760 grammi - e fu lasc iata invariata nella razione d i guerra, tra une che per le truppe a lpine, per le qual i fu portata. ad un chilogra.mma. Nelle es perienze condotte dall'A su operai della. Casa di L avoro dell'Umanitaria in M ilano, ha potuto accertare che un uomo c he compia un lavoro non eccessivamente pesante di 8-10 ore al g1orno, reclama. non oltre 650 grammi di pane, e l'inchiesta sul bilancio alimentare della famiglia operaia milanese ba dirne.· strato che l a quanti tà media. giornaliera di pane per un uomo crescillto s'aggir a s ui 609 grammi. Adunque 750 grammi di pane sono sufficienti per il soldato in gù.erra, s em pre che non concorrano condizioni speciali di clima e di fatica. muscolare, come suc· cede per il soldato in a l ta montagna, a cui fu giu;;tamente portata la. razione giornaliera di pane ad un chilogramma. Il pane di munizione è confezionato con farina alJa resa dell'SO p. 100, la quale dà un pane ottimo, con un alto contenuto in sost<~.nze proteiche e fosforate. Questa farina contiouo doi prodotti dolla maci naziono d ù l ft·ume n t o t utto o>io oh 'è
ver amente utile, mancando solo della c rusca più grossa. che, come è risultato dali ~ recentissime esperienze, che l'A . ha fatto per incarico dell'Umanitaria s u sei operai della Ca s a di Lavoro, rappresenta per lo stomaco e l'intestin o vera zavorra, In quale disturba l'assorbimento intestinale e stimola esagera tamente la peristaltica in t esti n ale. Al pane va aggiunta, sotto forma di minestra, la pas·ta e il riso nella q_ua.n· titA di 150 grammi al giorno, meno c,he nella razione di pace ch'è di 193 grammi. Questa aiminuzione fu forse consigliot.ta. e a torto, da l fatto che a l soldato in guerrn fu aumentato. n otevolmente la. razione di carne. L'us o del la minestra è co$1 caratteristico della razza italicu, che non si po· teva n on sommiuistr arla al soldato. E fu ottima dispos izione darl a quasi s empre in brodo, percbè fu cosi age volata la possibilità di dare il v itto caldo, condizione utile sempre, e indispensabile, essenziale per truppe combattenti in montagna e con stagione fredda ed umida. Nè è da dime nticare c he il brodo b un ottimo peptico, che eccita e prepara la secrezione gastrica. · La carne costiLuisce, col pane, la parte fondamentale della razione d el soldato, della quale è, pe1· il suo alto prez.>:o, il componente più costoso. !11 tempo di pace il soldato riceve 200 grammi d l carne con 25 p. 100 di ossa e IO p. 100 di giunta, ad eccezione delle truppe stabilite in alta montagna, che ne hanno 250 grammi circa. In tempo d i guerra a l soldato ><l pino sono as;;egnati 425 grammi di carne, agli altri 876 grammi. S e si p one mente cb e solo i n prima linea av1·emo non m en o di un milione di soldati, si vede subii<> quale eno1·me quantità. di carne occorra per alimentare l'e-
RIVISTA DI FISIOJ.O(;IA
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:s"QR)(AL~:
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PATOLOGIC A
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sercito combattente. e come non dE'bba essere lontana d al vero la cifra di SOOO capi di bestiame, che è stata indicat.'\. all"A. come media della mRcellaziont- giornalier&. Ora, l'e ne,suno. ohbiezione si può soJieç-are sul quantitativo del pane, che è all'incirca u~ale nella razione ili guerra dell'armata franl'e-.e. ù.•desca e italiana, risponde molto bene alla richiesta di un lavoro faticoso, dobbiamo invece chiederci S<' n oh è ecces<>h·a la quantità di carne sommin•~trata ai nostri soldati. Che ad un organismo giovane con muscoli e ner\"Ì in forte, continua teusion e, come l'mccede appunto del soldato in guerr:a, abbisol!:oi un vitto notevolmente più ricco in proteine che nelle condizion i normali llì v ita, e elle >ì lui debba essere molto confaciente l'albumina della carnE', la quale ha un coPfficiente elevatissimo di utilizzazione, è cosa !mila quale l'A.. crede l'be ncllsuno potrll nutrir(' dubbi. E' vf?rissimo che le sostanze idro-carbonate co~tituiscono la sorgente prima del lavoro muc;coharc. ma non dobbiamo dirneotica•e r.he sono lo sostanze proteiche il costituente pret"aleote delln trama. muscolare. L'A. hn potuto dimostrare che i nostri musl'oli cedono, dm·antf> il lavoro, continu ameute al S;ln~Ufl dei gruppi proteici che non veng.,no già eliminati colle urine quali l'<'Orie inu tili, ma son o presi da roltri organi, probabilmente dal fegato, e trn<>fo~mali i n i'OStanze nuovamf>nte acconre a riparare alla perd ita del muscolo in materiale azotato. E in,·ero egli ba no t ato c he nel ;;:mguf> reHoo dal musrolo ntti~·o erano nl'rresciute le globuline, le quali sono contenute in prevalenza nel plal'ma mu~colare e diminuite le ulhumine, ment•e nel !'angw• arterio:;o che a cc<lrre-..:l al mu<>colo E'rllnO dimi nuiwle gloòulioe e aumentate le albumine. chi' le rirerl'h e della Sl'uola del F11no hanno dimostrato costituire un m:oteriale nn:•bolico. ::\la se i nostri muso·oli l.ovorando cedono continuamente c:lobuline al !'angu<'. ed in proporzione tanto maggiore quanto piti il la\"'oro è i~oten-<o. ne d<~riva logicamente che un lavoro forte e continuato do\'rà condurre all'u<>ur:. della fibra muscolare, se non giungerà a questa col san~uE' una qua ntità sullil'iente di alhumina. E poiché si tratt.a di nn organi!<mo v ivo, non si può certo ammettere una f·qui.,alenza perff>tta fra la q uantità di globuline che .:i staccano dnl muscolo funzionante e la quan tità di allmmina utile al muscolo stesso rltt· nuo ,·nrnente l'i riforma. Una pet·dita continua, per quanto ptccola, dovrà pure l'""ervi, e di qui la . m•cessità di una maggiore introduzione di albumina roll'alimcnto. Accettando per la rRzionE> di conservnzione la media gioruRlicra di 75 grammi di albumina. la razione supplementare per un lavoro gr:we potrt\ es~!lre cR icolnta io gnnurni W, ottl'nendosi cosi un totale di 125 grammi di t:<JStRnze prote icbe 1\l giorno. Fis<;nto il quantitativo di proteio~ che d en almeuo contenere la razione di guerra, resta a vedere quale parte dobbiamo fare all'nlbum•na animale e pn.rtt· colarmente all'albumina della carne. cbè 1\ q1•e:;ta sopratutto d<Jbbiamo riferirei · Noi siamo usi d i riconoscere nei carni vori le caratteri-;ticbe drlla forza e del coraggio. donde la grande importanza che "i ~uole dar.- 111la carne. La quaotit:'l di carne che il nostro ;;oldato r;c11ve in tempo di guerra è interio re alla razione di carne del soldato fran<"t~se che è di 500 grammi, e molto 1\l d i sotto di quella del soldato inglese, che supera i 700 grammi. )fa, a parte che in Francia da scienziali di grido. come f;autler, )fau rf'l, La.odouzy. si c h iede una diminuzione d.-Ila carne. il confronto non re~~E'. percbè esiste troppa diversità fra le consuetudiui alimentari dell'italia no e quelle olel francl'SE', ~ pHticolarmcnte tlell'in~lese, che è un vero di,·oratore d• c.1rne. Tn
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RIVISTA Dl PI:SIOLOGIA :SOR:UALI!: E PATOLOGICA
problemi d'aJimentazione non si può assolutamente fare astrazione dalle abitud ini e dai gusti della popolazione, gusti ed abitudini che non sono per lo più arbitrari, ma che banno quasi sempre profonde radici in fattori d'ordine etnieo. Orbene, un esame anche superficiale delle abitudini alimentari del popolo i taliano, ci dice che esso è un ussai povero consumalore di cà.rne, anch9 in q uelle regioni nelle quali potrebU..: parere a tu~ta prima molt{) alto il consumo di essa. Indubbiamente da noi non solo il contadino, ma anche l'operaio, tutta la massa hLvoratrice, la quale dà il maggior numero dei combattenti, fa un conswno straordinariamente piccolo di carne: il consu mo di essa ~resce dal sud al nord, raggiungendo a Milano il massimo di 162 grammi per giorno e per abitante. ~· !\dunque fisiologico, si ùomanda l'A., metter di colpo tu tti questi giovani soldati ad uru1 dieta straordinariamente ricca di carne, e perciò cosi diversa d a. quella n cui sono usi? La risposta nou può esserto che negativa. Noi porti11mo un grave danno alla economia nazionale, senza un renle vantaggio per la salute e l'energia fisica del soldato. Pertanto pos'liamo dintinuire la quanti tà di carne senza scapiro della salute e dell'energia fisica del soldato. Tutto sta a non cadere nell'eccesso opposto, solo perchè v'è una schiera numerosissima di lavoratori che fanno fatiche rudi pure m nngiamlo poco o punto carne. Oltre che molti lavoratori introducono l'albumina animale sotto la. forma ottima di latticini, sra il fatto che tutti o quasi tatti mangiano la C3rne con vero piacere, appena >.e ne presenta loro l'occasione. E' un'usserçazione C'be l'A. ba potuto fare ripetutamente sui contadini, i quali della classe lavoratrice sono quelli che ce1tamenl P mangiano più di rado la carne. Per rapporto alle nostre truppe molt.i scienziati, che si trovano o banno visitato lu fronte, unanimi banno accertato che i nostri soldati gustano molto la. carne. Un altro fattore d'ordine psicologico è, che molti soldati banno la presunzione ehe la carne in ronda loro forza e coraggio. Questi fa ttori psicologici paiono all'A. tanto importanti e decisivi, che non crede di poter consigliare una riduzione della carne superiore ai 50 grammi, sebbene, dal punto d i vista fisiologico, si potrebbe arrivare benissimo ai 100 grammi. li dubbio lo assale che una riduzione relativamente forte, possa dare troppo nell'occhio al soldl\to, e ingenerare in lui un certo qual senso di s6ducin, di depressione di qud fattori psicologici che una buona alimenta?.ione. la quale soddisfi non solo per la quantità., ma a ltresì per la qualita il soldllto, deve llppuuto concorrt>re potentemente a tenere sollevati. Riducendo !a raz1one di carne di 50 grammi, resteranno 'lempre 180 grammi di albumina alle truppe in alta montagnn, e 160 " tutte le altre truppe, quantità ptù che ~uflici .. n te per coprire Il fabbisogno in so;<tanze azotAte anche nei giorni di fatic h!.' più rudi. Di questi !S(I.l50 grammi di sostanze albuminose, G6 fS grammi essendo di origine animule, ne risulterà sempre un buon rapporto frn albumina animi\\., e vt>getalc. :\è questa riduzione d1 60 gramm i può a\•ere in8uenza sensibile sul rendi· me nto Pnergetico di'Ila razione. i \'erraono a togliere al più Gl} calorie, c he p()o tremo compen,.ure largamente riportando la quantità di pasta e riso alla cifra lis 'lata per la riiZIOne di pace, e che fu a torto abbassata nella razione di guerra. e d n u m e nt.ando i grnssi che sono , come ved re mo, nss.:.lutomc nto i nsndìcienti ncl-
l' nJi tut·n tazio ne :!el no<;tro , o Jda to.
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RIVISTA DI FISIO LOGIA
:>:OR~IALE
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Il beneficio che n e avrebbe l'economia naziollale da questa modt>stissima riduzione in carne sarebbe rilevante. Volendo calcolar e llnche solo ad un milione i soldati alla fronte, sarebbero 500 quintali d i carne a l gior no che verrebbero risparmiati. E s i p otrebbe anche accrescere no te,·olmente que<'to r isparmio di c1u·ne bovinu,
modificando opportunamente il vi tto delle truppe in gullrnigione, che sono numerosissime, più facili ad alimentare, e per le quali han110 molto miuor peso quei fattori psicologici Ji sopra discussi. Orbene, a que-<ti soldati si potz·ebbe sostituire, ~ certo nel loro pieno gradimen to, parte d ei 200 grammi di carne della razione con formaggio, che, ricco di sostanze proteiche almeno quanto la carne. contiene pure un'alta percent uale di ottimo grasso, ed ha pHciò un valore 'alime ntare anche superiore alla carne. Se la carne è troppa nella razione del soldato, scar::;issim• sono inveee i grnssi. Truppe che sono costrette a combattere non solo contro un potente n emico, ma anche contro l'eleme n to del clima e della stagione, non introducono coll'al imento che 47-52 grammi di grassi al giorno, in luogo riei 100 g rammi che dovrebbe contenere la razione a limentare di chi fa un lavoro rude, in clima molto rigido. Le truppe francesi hanuo una somlllinistra?.ione di grassi sensibilmen te superiore alla nostm (o5 g ramm i) ; eppure gli studiosi francesi della 6!:.iologia della nutrizione, como il Gautier, la trovano insufficiente e rec lamano che s ia anmen ta.ta.. Pur troppo non dobbiamo nascondere i che un aumento notevole della quantità d e i grassi a tutto l'eser cito combattente viene ad urtare contro parecch ie gravi difficoltà, fra l e quali la r elativa s carsità in riserve di sostanze grasse del paese. Non s i p uò però mette•·e in dubbio che la de6cieuzo. dei grassi può venire compensata. in larga misura da una maggiore introduzione di soatauze idroc;\rbona.t e, sebbene alla legge d C'lla sostituzione isod in11.mica dei principi n utriti vi f o rmulata dal Rubner, n~n si debba dar e un valore as::;oluto. E f u disposizione ottima quella di portare per le truppe in alta moutagnagli idrati di car bonio da 5\JS a 735 grammi, e quind i le calorie da 3567 a 4282, dando cosi alla razione un supplemento di 72~ calorie, r eclamate dalle condizioni speci:d issime di temperatura in cui detta truppa venga a trovarsi. Anzi, se teniamo presente che Maurel con la calorimetria nlimentare, e l.ef'évre con la calorimetria diretta, ban no trovato che nel n ostro clima temperato un uomo di peso medio, il qua le cambi abiti secondo la stagione, ha ne ll' invemo un maggior bisogno energetico di ci rca. 1000 c11.lorie, troveremo che il supplemento di calore fornito al IJOstrO alpino e ancora insufficiente. SArebbe ad ogni m odo Ollcessnrio che coll'inoltrarsi della stagioue questo supp lemento di calorie sotto forma di grassi o idrati di cMbonio fo!"Se esteso a tutte le truppe alla fronte E l'A. dice espressamen te so~to fo rma di sostanze t ernariE>. perchè e assolutamente da escl udere ogni ulte riore uotevole aumento di sostanze proteiche, le quali sopra.ccarichereb ùero iuutilmeote il ricambio azota t o, senza un miglioramento corrispondente del rend imento energtJ tico, rhe ba per la ra?.ione di guerra un'i mportanza capitale. Se per un uomo del pe.,;o medio eli t'o chilogrammi allo st:. to d i riposo sono sufficienti 2·100 calorie, durante i l lavorare ne richiedono !i800. Se p oi il lavoro è molto rude con il clima r igido, si può salire anche oltre 5000 calorie , passando dalle 35- 38 calorie per giorno e pc·r cbilogramma a. più di 74 pez· giorno e per cbilogramma.
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lUVISTA DI FlSlOLOGIA NORKAI..E E
PATOLOGICA
O t·a. se vi è fatica durissima, è cet·tnmtnte quella delle nostre truppe, c he si battouo in regione montuosa, a spra, freddissima, fra insidie di ogni natura. Un soldato del peso medio di 65 chilogrammi, che cammini senza carico su un terreno mezzanamente regolare con un s ollevamento ad ogni passo di 5 centimetri, compie per ogni chilometro di percorso, secondo Maurel 8600 c hilogrammetri, ed essendo l'equivalente dinamico della caloria. 426 chilogrammetri, i l lavoro utile sarà di circa 20 ca.lorie. ~a la macc hina animale non può dare un rendimeuto superiore al 20 p. 100; perciò, per eseguire questo lavoro utile d i 20 calorie-, occorrerà una quantità di alimento capace di sviluppare 100 calorie. Se il soldato marcia con un carico di 25 chilogrammi, compirà an lavoro utile per ogni c h ilometro di percorso di 12,878 chilogrammetri, corrisponde nti a SO calorie, le qul\li ri chiede ranno un consumo d i alimenti corrispondenti a 160 calorie. Se ammettiamo un percorso a.ncbe d i soli 10 chilometd, occ orreranno per la sola marc ia 1690 calorie, c h e, aggiunte a lle 2-!00 calorie delle r azion i di conservazione, dànno già 8900 calorie. Bisogna però tenere calcolo che il nos tro soldato combatte in montagna, deve pèrciò portare in alto il peso del proprio corpo, e fare un la· voro maggiore del soldato che marcia in pianura. Inoltre un supplemento di ca· l orie e richjesto dal r egime invernale, dalle ccndizioni climateriche nella regione nella q uale de\"ono battersi le no!>tr e t ruppe. Si può adwnque af/"tl·mare che li no-
stro soldato in gtte?·ra abbisogna non m eno di 5 000 calorie. Naturalmente questa larga provvista di .c~lorie è necessaria solo nei periodi · di esercizi tisioi iutensi: n e i periodi di riposo la razio ne nostra d i guerra copre più c h e a s ufficienza le p e rdite che incontra il soldato. Dobbiamo p e rtanto, si chiede l'A . . accrescer e n ei p.,riDdi di forti fatiche quei compon enti della razione, c he r i cchi di sostanze ternarie possono dare a.ll'orga· nismo quel più di calorie nec ess arie per lo ~forzo che da lui si ric hiede? La razione d i guerra si aggira S";li 2 c hilogramm i di alimenti, senza tenere calcolo del peso d e i liquidi, e aumentandola :;i può correre il pe r icolq di sorpas· s are il limite di tollern n zn del tubo g astro-enterico, andando cosi incontro a dispepsie, catarri gastro-intes tinali, diarree. d is turbi che dobbiamo >lSSolutamente evitare. In Francia f u proposto da G-autier, Vidal , M:aurel, Landouzy, Pina.rd, di c h iedere t<l vino u na par te di questo supplemento di ca l orie, portando da 25 a 'i;) cfntilitri la quanti t à giornaliera di t a le bev>~.nda. Fondamento scientifico d i que<~ta proposta all'Accademia di M edici na di Padgi fu. che se è d a nnoso l'uso continuato di liquidi e.lcoolici concentnl-ti, non lo è, al contrario, l'uso dell'alcool dil uito, n elle pro porzioni nelle qua li esso è contenuto n e l vino comuue. Questo alcool brucia pressochè completamente e rapida-mente, senza lasciare tracce dannose d e l suo passaggio attraverso l'organismo. L'A., pure non essendo un nemico d ichiarato del v ino, e rite ot>ndo mez zo p nttico di lotta contro l'alcoolismo la propaganda. per l'astine nza assoluta da. ogni bevanda alcoolica, qualunq ue s ia i l suo grado di concentrazione, ed 6SSendo i n oltre ferm amente convinto che anc h e per l'alcool è quistione d i misura, tu t tavia n o n può esse1·e pienamente d'acco1·do coi colleghi di Francia. I vantaggi c he Gautier si attende da u na m aggio r e s omminis trazione di vino al soldato in g uerra , paiono all'A. illuso ri, fantastici. Egli non a rriva a comprendere per quale meccani:~mo UDI\ dose m oderata d 1 vino, 60-75 centilitri, possa evitare tutta u ua serie dj mali gravi, come le bronchiti. le pol moniti, i congelamenti, le di>\rree, i r eumati!:'Jui, ecc.
IU\'tsrA
0 1 J.'I!'IOLOGIA
è'OR~IAI.F:
E
P\TOl.OioiCA
L'A. nel vino non vede che un alimento c he si ossida con grnude rapidità, ed
t. precisamente in qul'-<ta grande rapidità di os~idnzione che ricono-,ce un gra,·e inconveniente dell'alrool come mezzo calorilko f' •iinamogeno, in quanto c b!' vi~ne a costituire un matt!rtale assai presto fuori d'uso. È come una fiammati\ di paglia, che ci brucia, piit che scaldarci per qualche i«tante. L'alcool non può quiudi el'set·e un mezzo efficace di lotta coutro il frèddo, come lo sono i gra..:-;i. che bructando lentamente attivano il focolaro:. E n C'ppure può competere come fonte •li energia mus••ola.re c on le soqtanze idroc~<rbonate, perchè sou queste rhe set·vono specialmente a costituire quella r·i.:;en••\ di glicogeno, di\ cui i m uscoli si alimentano dut·ante il lavoro. L'alimento una volta assimilato viene trasportato >\!;li orgRni, ai tessuti, di cui di,·icne parte co'<Lituti\"1\, mater ialA di ri;,erva. rhe l'orgnni!-mo tlli lizzern, a più o meno l unqa scadenza . È in realt.-ì. l'ener·gill chimicn eli queste sostnze assi· milate. di rise rvn, rhe n oi u t ilizziamo, e non quella potenzial t• degli ulinteuti. Orbene in uni\ nazione vinicola, come la n ostra, il vino no n può no n ('Ssere gustato dal popolo, <Il~ cui, non d i mentichiamolo ml\i, e<;•·e Il\ grtlll ma.J:q;pora n6a ilei nostri valorosi rombattenti Se noi ••unque daremo un po' più di vino al ..:ol dnto c he si tro'l"a s u\11\ linea del fuoco, gli procu ret·emo un vero piacere, fattore anche questo p.<;icologico ùi altissima irnportl\uzn. Non saranno cer to quei pochi centilitri di vino in pit:t, che potranno danneggiarlo nella st<lute: ma p iutto<;to quel vino artefatto, quell'alcool di qualità l'l'adente. che purtroppo molti soldati bevono in grande qunntità net periodi d i riposo e di tregua. Qui ri.;iede il maggior pericolo, al quale dobbiamo opporci con tutti i mezzi, giungendo se è necess&rio. alla proibizione di ogni !>paccJo .l i bevande all"oolic he . g .. adunque n o n è for-le pos,;ibile aumentare convenientemente nella razione di guena la quantità di alimenti ricchi di principi teruari, l' tanto rn(•no è da con· sigliarto UU I'ULUtlUlV fvrlt> <.1.,! viuv, a che CO:>"' cJ.ieiÌt!rCIUV '{Ut>l -..upplClU6UI.o <.li calorie ch'l n ece<;'!ita al soldato nei periodi tli inten-.i sforzi li">ici! A parere dell 'A. è alle sue t·isl'rve in gras'<o e glicogene che il soldato dovt"ebbe potere atti n· gere abbo ndan temente. quando -<e ne presenta il bisogno: nelle marcie forzate. in fazione sulle vette nevose , nel combattimen to. Ma questo f,•Jice risultato pott·à essere raggiunto solo qur~.ndo noi ds\remo mod o all'ors:;anismo di ricostruire ct-leremente quelle r i'<Cr\'0, che >.i souo consu· mate nel mR~p;iot· lavoro, c he ~>gli ha dovuto chiedere ni suoi muscoli, a tutte le sue attività. funzionali. Q u<·">ta r ico..;truzione n o n può avvcuire che negli intervalli di ripo,;o, che devono es'!ere frequenti e nbba!< tan za prolungati. .Allora quella mziooe di guerra, che supera di parecchio la semplice rnzioue di conservazione, snrè. sufricient o per ri fornire a l fegnto, ai muscoli, a tutti gli organi e te;;;juti quel gmsso, qu!'l glicogeno consumato nei periodi di forte tensione muscolaro3 e nerVO"l~ . Cosi i no'<tri eroici comb:tttentJ porteranno sempre con sè una preziosi'!sima ri«erva d i m Rteriale energetico, che potri1 c!l\r loro nel mome nto supremo quell'energia, quello slallc-io che strappa e a..'lsicura la vit~oria. In breve, la nostra razione di guerra. diminuita di una cer ta quantità. di carne, accr esciuta alqua!lto in sostanze ternarie. preferibilmente in gra'!si, e combinata con intervalli frequenti e abbastanza prolungati di riposo. può bl\stare Ai bisogni plas tici, dinnmogen i e CR!ori6 ·i delle nostre truppe. A due altt·i componenti della razione di gue rra da ultimo accen na l'd. :al cloru ro di sodio e al c aflè. La quantità del sale, 20 gt·ammi, è eccessiva. Calcoland o
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IH\' IS TA
DI
Fl~IOLOGH
N O R:M ALE
E PATOLOG I C A
pure 20 cen tigrA.mmi di sale da cucina rer chilogrammi\ i n peso, si a\·rebbero
non più di 12-13 gnt.m m i di sale a l giorno. È un fenomeno fisiologico a tutti noto c he gli e"ercizi fis ici portano con sè una forte eliminazione di a c qua p~>r la cute ed i polmoni, in parte corretti< da un'\ minor funzione del filtro r enale. O r bene il s a le da cucina introdotto o ltre un certo limite agirà come diuretico. e concorrerà all'impo verimento in a cqua dell'orgaoic;mo. Donde 1'1tggravarsi n el soldato combf\tten te il senso molestissimo della l'late, assai m ~no sopportabile d i quello della fHme. L e diffìcolt1\ a supemre per provvedere di acqua buona e snna. le nostre truppe sono molte, e converrà limitare nell'alimenta~":ione del nostro soldato quell'eccesso di c;a!e e di c ibi s alati, c he renderebbe più sentito il bisogno di acqua. Infine riguardo al caffè, l'a. ritie ne più che sufficient e i 16 grammi d i caffè tostato della razione. Il caffè, come concordemente affermi\DO tutti i medici c he s i trova no fra le t r o ppe comba ttenti, piace molto a i soldati. S i aggiunga che il pri ncipio atti vo che il caffè, la caffeina, agisce energic amente s ul cuore muscoli
e cer vello e rimedia. momentaneamente alla priv'a zione del sonno Può adunque in certe contingenze riul'cire efficacissimo. Ma no n si può d'altra parte dimen t icare che il caffè, più ,.be u n alimento,~ un med icamento nervi no, che in molti produce l'insonnia, la quale. quando s i ripe te~se con troppa freque nza, non potrebbe non i nfiaenzare sfavorevolmente la salute del soldato.
c. A. M ,\J111S ET. - L 'atttt adl.De mUltare d el oardlopati ol. dicale. u. 44- 191 5).
( La Pruse
M é-
Le nu mero-;e osservaz ioni fatte . sui 50ldati banno indotto l'A. a d ammettere
che l'esic;tenza di una lesione organica card iaca e: più specialmente di una endocard i te non pregiudica sempr e e neces.~ariamente l'attitudine funzionale d el c uore: in al t ri term ini, un soggetto con les10ne organica può essere, in modo indubbio, atto al servi:do militare. D'altra parte egli ba r ilevato cbt• un c uore che non preqenti ne!'suu c;egno d i lesione organica può essere assolutamente inadatto ~tl servi zio militare. Circa la primn con«tatazione, è noto che sono o r m a i numerosissin•i i c asi di indivitiui affe tti da manifeste lesioni cardiache e c he hanno per fettamente sopportato e senza alcun inconven.iente. il servizio militare, nelle condi1.io n i anche più g ravose. Gli esempi di mitralici e di mitroaortici giov1mi e di aortici attem pati, che banno tollerato ogni fatica, s~>n za risentir ne dan no, !'Ì son o poi moltiplicati nella presente guerra. Infatti nume rosi autori, quali il Fie~singer. il G odlewescbi, l'Osler, ecc., ne bann o puhblicate parecchie o'lSf.'r vazioni. L'A. ritiene c he la d iRcgoosi di un'affezione valvol~re card iaca è insofficien te 11 riRolvere la questione dell'attitudini! funzion rle e pnticolnrmente d!'ll'attitudine al servizio militare d'un cuore. A maggior ragione poi la constfltazione d i un soffio cardiaco non ba,.ta a r isoh·ere tale problema, poiché è o rmai accertato che un Roffio, che presenti. almeno per nu periodo di tempo piò o me no l un !tO, tutti i caratteri di un soffio org11.nico, può benissimo esser i.' rilevato nel decorso di semplic; m•vrosi cardiache transitorie.
S'il
Rl\.hTA I>l FISIOLOGIA XORMALF. Jo: PATOLO(;JCA
Al contmrio, nota l'A., l'osservazione pratica fa constatare l'inattitudine fun· zionale al servizio militare in soggetti che non presentano nessun sintomo clas· sico tli lesioni organich<> del cuore. Si tratta t!i cardiopatici che non si possono classificare in nessun quadro nosologico caratteristico, nè in alcuna categoria ufficialmente riconosciutn. Per lo più sono individui iposflttici, che non possedevano una potenzialitit di r iserva cardiaca sufficiente per adattarsi ad una vita di fatiche e di disagi, como quella del soldato, e nei quali l'iposfissia 11ggravata degenen. gradualmente in iposistolia ed asistolia. OrA. noi periodi d'asistolia le condizioni morbose di questi individui vengono facilmente riconosciute: nei periodi invece d'intervallo os~o vengono per lo più non rilevate, porchò il reperto all'ascoltazione è negativo. Tutta vi•~ q ue'!ti o.m malati presen temo oviden ti sintomi della loro i m poton?.u funzionale, e cioà, i sintomi della iposfissia, tendenza alla cianosi, estremi t~ freddo, umide, livide, polso fr11quente, piccolo, depre~sibile, tachicardia miorosllgmicn, distensione delle vene per1feriche, varici, congestione passiva del fegato, oligoemie, sintomi d'insufficienza poliglandolare e d'ipostenia cardiaca, dispnea da sforzo, ecc. Tuttociò, secondo l'A., sta a dimostrare che l'esame circolatorio classico, che ba per base l'ascoltazione, è insufficiente a risolvere le due questioni connesse della attitudine funziouale cardiaca dl\1 punto di vista militl\re e della potenzialità di riserva cardiaca. E' quindi necessario poter valutare questa potenzialità di riserva e ricer('lue ana prova. funzionale circolatoria suscettibile di un controllo oggettivo e por mettere in evidl'nza l'adattabilitu o l'inadattllbilità di nn cuore 11d un dato sforzo. L'A. osserva che la. frequenza del polso e la misura delle pressioni arteriose sono due metodi d'esplorazione relativamente Remplici e che permettono un controllo oggettivo delle relazioni circolatorie determinato da una data fatica: esse c'illuminano sulle reali condizioni funzionali del cuore assai pilì che non il reperto dell'ascoltazione, spesso fallace. L'A. perciò propone che si misuri il polso e la pressione arteriosa (mo>'!sima e minima) all'individuo prima coricato, poi fatto levnre in piedi, poi dopo venti flessioni r itmiche degli arti inferiori. l reperti da lui ottenut.i con questo metodo ~ono molto dimostrativi.
c.
R lVISrr A DT 'rOSSICOLOGIA Gu~TZ. -
I gal a.sft..lallCI. -
(.foumal des praticiens, luglio 1V15).
I gas asfissianti, ai quali possono essere esposte le truppe alla fronte, sono prodotti in modo diverso: o da bombe che scoppiando proiettano nell'aria un liquido chiaro che subito si trasforma in un gRs giallo verdastro, pil\ pesante dell'aria e con un odore manifesto di cloro: o da razzi illuminanti che scoppiando pure producono gas; o dai soldati stessi che, muniti di maschera, con app11recchi speciali proiettano in avanti gli stessi vapori giallognoli. L'azione immediata dei gas sullo truppe operanti è unu sensuzione di scfi'ocamento, di pi'l.Zicore delle
mucose nasali, farin gea, congiuntivale, e uua s pecie di spasmo respiratorio. c he arres ta i movimen t i normal i della resrirazione. Qual cuno pt>rde anche la coscienza. di s è s t esso Quelli poi c he stavano nelle t rincee avanzate, invll$e totalmente ù;~ questi vapor i tos,.ici, hanno ùovuto soccombere ra.pidissimamente. 1 sogge tti mediocremente invasi d a gas, d al p un to di vista clinico pres<'ntavano faccia. congestionata con iniezione leggiera. delle congiuntive, polso piccolo e frequente (120-130 battiti•, intensa dispnea, &, all'ascol tazione, c ongestiol te polmonare p ro nuncia ta, sopratutto a livello delle basi, con piccoli col pi di tos,.e, ., un'espettorazione abbondante e rugginosa. Subito si notarono stritl s anguigne, senza che ci sia Stata mai emottisi. L 'autopsi11. in t re ind ividui che soccombettero nt~lle p r ime 24 ore dall'i n izio degli acciden ti, h a fatto osser~are le seguenti lesioni : congestione intensa della parte infe riore della. trnc h ea: ;:plenizzazio ne del polmone. sopra tutto alle basi. I polmoni Rlla s t-zione si presentano molto conges t ionati ed ingorgati di sangue e la pressione fa uscire in abbonda nza un liquido e matico, che riempie gli aJ. veoli pol mouari. Non esistono ulcer azioni n ella mucosa nasale, e nella faringea o tracheo-b ro ncbiale. Il cervf'IIO è leggermente edcmn.toso, la milzH e i r eni sono normal i. N e ll'orina raccoltasi si c con~tatato un po' d'albumina. L'tJsame d el sangue di individui molto intossicRti ha rilevato una leggera a lterazione dell'emoglobina, senza che i reattivi più ;:en sibili abbillno perme.."SS di constatare la presenza di cloro in Pccesso. Seoon do l'A., perchè un gas possa esercitare la -;ua. ~zione deleteria, bisogna che <strisci alla superficie del suolo e s ia per con s eguenza di una cer ta den sità, come il clor o, il bromo, l'ac ido solforoso; inol tre ess o deve muoversi in u na certa di rezione, s enza diffondersi a d estra e a. sinistra, e p erciò è necessario che si sprigioni io quan tità. n otevole. .h' inalmen t e, perchè l'effetto sia s icuro, bisogna aspettare il vento favorevole. Un liquido poco volatile, come l'etere- bromo-acetico, a..;sicura un buon ri'Sultato. Questo liquido proiettato sul suolo s i vaporizza molto len tamente, satura l'Ari& dei suoi vnpori e la rende irrespirabile. Un l itro di q uesto liquido può rendere i rrespirnbile p iù di 1000 mc. d i aria. MR al trP sostan7.e asfissianti possono essere utilizzate, e l 'A. le c lnssifica i n tre grandi cntegorie: 1° Oas acid i, i q ua li son o a ssorbiti dngu alcali ; 2" Oas alcalini, i quali son o assorbi ti dagli acidi ; 8° Gas neutri, i quali n on sono assorbiti nè dagli alcalini nè dagli acid i. Nelln categoria dei gas acidi egli annovera i l c loro, il bromo, l'a nidride solforosa, il cloruro di fos foro, d 'arsenico, ecc. Fino ad ora s'è impieg ato solo il cloro in massa . probabilmente mescolato a c loruro di zolfo e a cloruro d i carbonile. Oli effetti di tale miscela son o disastrosi: il tel'suto polmonare è rnpid a mente distr utto, con f ormazione di s puti d i sangue intensi, e la morte soprav~iene a breve distanza ; se i g as sono diluiti, le lesioni sono meno gravi. ma. sempre dolorose. Come a n tidoto l'A. con siglia l'alcool per assunzione. ed inalazioni di v~tpori d 'ammoniaca, o di un po' d t etere per r e n dere meno stizzosa la tosse. A quanto viene r iferito, le tru ppe tedesche adottano iniezioni sottocutanee di l m i llig. di solfato di atropina, e, pare, con buoni risultati . L e lesioni sui polmoni determinate dal cloruro di carbonile liquido sono meno intense di quelle del cloro, n o nostante che a piccole dosi interessi i centri r espi· ratori, provocando cr isi intense di soffocazio ne.
lliVIST..I. DI l'OSSICOl.OG J..\
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Come antidoto l'A. indica i vapori d'ammoniaca. I cloruri acidi, come quello di fosioro, arsen ico, ecc., all'aria producono densi fumi provenienti dall a loro azione sull'ucqutt e che per l'ac ido cloridrico che con · tengono sono inadatti alla r espirazione. Tutti quPsti gas sono facilmente assorbi t i da soluzioni alcaline, soda, carbonato e bicarbonato di soda, a>endo cur11. di Rg · g iungere un po' di glicerina per evitare il dissec<'~men to Fino ad ora i gas alcalini non son o stati impiegati. I gas neutr i sono stll.li usati s olo nei proiettili. Sono composti temibili percbè diflicilm~nle si possono eliminare. Tra questi trovasi l'etere- br omo-acetico e alcuni composti di arseuico. Come si può inter· veni re, si dom11.nd a l'A., per im pedire l'azione d i questi ga:; a.~tjs~ian ti ~ Il problema è ancora complesso ed insoluto. Riccome poi fino ad ora si è i mp iegato solo il cloro. ad esso si devono rivolge re tu tte le a t tenzioni: una m aschera. e indi· spensabile. Mn quale è il ti po migliore fra i tanti coufezionati? Primo requis ito cbe deve avere una maschera è quello di essere munita di occhiali p er proteggere g li occhi dall'azione dnl cloro: di pi ù, d e ve lasciar passare l'aria per la respira· zione, cioè un m inimum all'incirca di 10 litri per minuto. Occor r e quindi cbe il tessuto cbe fissa quello cbe a.ssorbe il c loro sia molto p oroso per lasciar passa.re l'aria stessa . Conviene inol t re che la mascher a. contenga una qunntit a sufficiente di carbonato di s oda. S uppon endo, n ota. l'A., cbe la durata di assorbimento del cloro sia di 6 minuti. siano assorbiti cioè 150 litri di aria; se contiene u n decimo del suo volume di rloro, ciò v uoi dire 16 l itri di cloro e 15 pe r tre, 45 gra.mmi di clor o; per assorbire questi 45 grammi d i cloro occorrono 320 gra.mmi cir ca. d'iposolfito M en o male cbe i gas sono più di luiti! Ma ques ta tossicitil. minore non togliP la necessità di un a pparecchio che contenga una quantità. sufficiente ò' antidoto
F.
RIVISTA DI MALATTIE VKNERERK DELLA PELLE L. A. LEVISON. - Trattamento lDtraraohldeo della aUlllde oon apeolale riguardo al reperti del Uquldo oerébro-aplDale. - (Medical Record, 2 ottobre 1916). Dopo che Nogucbi e 1\Ioore dimostTarono cbe in molte affezioni s ifilitiche del sistema nervoso cent rale non era difficile riscontrare treponemi nel tessuto nervoso, sorse l'idea. d i porta.re direttamt>nte il rimedjo a contatto d ei centri nervosi. Era stata lungamente studiata. la questione della permea.bilitè. delle meningi e dei plessi coroidei ai farmaci e a l salvarsan in particolare; i r isultati delle ricerche sono contra.dditorii; ma. i pi ù opinano che la quan ti t à di salvars an che r aggiunge 56 -
Gillf'nale di metti; ina mllilat·e -
l'ase. Xl.
•t
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RI\"I STA DI MALAT'TlE VKì\'ERKE E DELLA PELLE
il liquido cerebro- spinale è assai piccola, nè essa può agire favorevolmente sulla malattia del sistema nervoso. Il metodo delle iniezioni intrarachidee si può dire che non implichi p e ricoli nelle mani d i individui esperti in tale pratica; e d'altra parte, di fronte ai possibili risul tati, è preferibile correre l'alea d'un certo rischio in questo genere d.i cura, come avviene appunto per certi i nterve.n ti chirurgici resi necessari dalla naturl\ ed entità della lesione. I migliori risultati si ottengono negli stadi iniz iali d ell'affezione quando può essere fatta la diagnosi dal reperto del liquido cerebro-spinale. Ogni risultato dopo la cura deve essere controllato dalle modificazioni del liquido stesso. L'autore ha praticato cinquantasette iniezioni in d iciassette infermi; a lcuni di e;;si ebbero una sola iniezione, l a quale naturalmente non è conclusiva per la cura, ma può servire a dimostrare che il metodo è innocuo ; ventiquattro volte
fu praticata l'iniezione diretta. di neosalvarsan e trentatre quella di siero salvnr· s an.izzato; la quantità di neosalv nrsa n iniettato va ùa tre a dodici m illigrammi. In tutta la serie degli infermi non vi furono casi di morte o di sintomi gravi; il dolore al dorso e alle gambe fu non raro, ma facilmente attenuabile con iniezioni d i morfina; in due casi si ebbero notevoli alterazioni dei riflessi patellari, ma senza conseguenze ulteriori; non v i fu mai incontinenza rettale e vescicale; tutti g li infermi furono tenuti in letto almeno 24 ore d opo l'iniezione ; prima deJI'in iezione il neos alvarsa.n fu ben diluito con il liquido cerebro-spinale. Come conclusione delle s ue ricerc he l'autore osserva quanto appresso : 1° IJ tentativo di trattare la sifilide del s istema nervoso centrale con iniezioni intrarachidee dirette ha una base razionale nella inefficacia della cura col metodo antico ed anche nei risultati deJia. cura. intrara.cbidea nella m eningite, poliomielite e tetano; 2" L a conta delle cellule del liquido cerebro-spinale è un fattore variabile e non può essere utilizzato come criterio di guarigione e miglioramento in un dato caso; 3° È gene ralmente riconosciuto <'-he i rimedi somministrati per bocca o per iniezione endovenosa non raggiungono il liquido cerebro-sJ>inale in concentrazione s ufficieo t.e da interessare l'azione batterica esercitata sul sistema nervoso c entrale: 4o Le iniezioni intrarachidee di siero snlvarsanizzato o d i neosalva:rsan in appropriate dosi non sono a1fatto un mezzo pericoloso in mani pratich e; 0° Le iniezioni intramchidee calmano i dolori e la gran ma ggioranza dei sintomi della sifilide del sistema nervoso cen trale; 6° E possibile in taluni casi di rendere negative le prove di laboratorio della reazione di W asser mann del liquido cerebro- spinale se la cura viene protratta; 7° TI metodo delle iniezioni intrarachidee non deve essere rifiutato; ma va anzi continuato e perfezionato fino a. che sia ben d efinito il suo posto nella terapia delle affezioni sifilitiche del sistA>ma nervoso centrale. BALESTRA.
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R I VISTA DI )[EDICIN A LEGA LE MILITARE
Dott. Fono uJ,s. -
llrlalattle 1lmulate. -
(l,e Caduré~, n. 10 d()] 1!116) .
Le necessitil della guerra hanno mel'!SO a contntto con le truppe medici che dovranno fare una certa pratica sulla simulazione delle malattie per non correre il l'ischia d'errare nella diagoo~ i c nelle conclusioni. Per ciò l'A. ricorda alcuni trucchi in voga nei battaglioni d'Africa (Marocco} e premetto due caratteri comuni alle malattie provocate: 1° Le malattie provocate sono quasi sempre leg· gere. ma tali da richiedere un'ospedalizzaziooe o un isolamento più o meno prolungato; 2• Tali malattie rnramente sono isolate, ma si presentano !'Otto forma epidemico, generalmente in un l'e parto, mentre altri r.Jpani elle vi vono nelle stesse condizioni di ambiente ne restano immuni. ln tali ca~ i si diffidi molto e si interroghi mettendo alle strette gli ammalati. Le automutilazioni in guerm diffìcilmente saranno riconosciute dai medici aòdetti alle truppe, che, pressati dal lavoro. trattemnno tali feriti come g li altri. Fm le malattie provocate l'A. ricorda le seguenti: L'adenite ing uinale provocata a mez;~;o dì una escoriazione al piede, in genere, con un ngo imbrattato di materie fecali: Ln regolarità della Jegi<>lle la fa.rn diRtinguere da una escoriazioue d11 cnlznturn. Le pinghe dcterminr~te d nlle fregagioni della coperta da campo contro la pelle nei punti dove lo oss11 di vengono .~ uperfìciRli !tibia, gi·nocchio, ma.lleoli ecc.). All.i prima visita tRlè lesione ~i presenta come unR pioga ins ignificnote, che il giorno successivo è a rrossata c ingrandita e se trattata. con materie fecali, assume un aspetto fngedenico impressionante. La congiuntivite puruleutn determinata in genere con po' di nicotinn. o con nnR pa.rticella di calce spenta o,;con s ucco di euforbiacee. La ricerca del gonococco · ed un'assidua sorveglianza. serviranno a scoprire il trucco. Le placche mucose prodotte da causticazione fatte con fuoco di una s igaretta: la grandezzl\ e la. forma di esse uguali per tu tte faranno sospettnre la simulazione. L'ematuria ~imulata. con l'iugestione di un decotto molto concentrato di carota, che darebbe alle orine l'aspetto macroscopico di orine sanguinolentP. Le emottisi simulate con una piccola. incis ione fatta con una l111na ~otti l e e tagliente sulle tonsille o sui pilastri, incisione cui segue un colpo d i tosso con espettorato sanguit1olento. Le tonsilliti ottenute con gargarismi di alcool caldo o di petrolio o con un d e cotto di euforbiacee, in cui la diagnos i di si mulazione è pressocbè impossib ile· La. malllria, il c ui accr.sso è ottt,nuto con punture di aloe ai fianchi o meglio con un infuso di lauro ceraso e la cui simulazione non è possibile scovrire se non per confessione del soggetto o per un' indiscrllzione dei compagni . L'A. ri ferisce llettagliatamente circa. un'epidemia di dissenteria provocata. da. un suo infermiere a mezzo di clisteri di uua soluzione satura di allume, la cui tenuta era favorita ·dall'immissione nell'ano d! un batufolo di cotone imbevuto S? -
Gim·nale di mrdicl•l<~ milllrll't. -_ f •·•c. X 1. ~·'· .
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.......
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RIVISTA DI YI::DICI:SA LEGALE :\lll.lTARE
della stessa soluzione. Quest'irritazione p r ogressiva conduceva a scariche diarroiche sanguinolenti con tenesmo, simulanti perfettamente il quadro dissenterico. Chiude il suo artic olo riferen do il c.a.'io di deliqui provocati con clisteri di decot to di tabacco in a cqua alcoolizzatn, e di mor icature di cane s imulate con due forcbHte opposte, i cui denti «mordevano • il polpaccio, la mano, il braccio ed il cui effetto era c ompletato da un colpo d i bastone per la concomitante contusione. Il paragone della lesione con la forchetta del soggetto, ed il carattere che le leo;ioni prodotte dai canini sono più profonde delle altre, mentre nella « morsicatura da forc hetta • sono tutte uguali, s ervirnnno a scoprire il trucco. DE·BERAitD INlS.
RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTEHlOLOGIA s. BBLF.\l'TI
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8pn ntl orlttol •nlla vaooln aslone anUtUloa -
(L'Ospedale
i\ftlfJ{lio re, n. 9, SO s ettembre 1916).
L'autore in un articolo assai importante, dopo aver ricordato c h e da. un esame comparativo delle statistiche sulle 'l"accinazioni an titifìche nel periodo ante rio re alla presente guerra si rileva che il tifo può sviluppa rsi anche fra i vacc inati, ma che in qu"lunque caso il numero dai colpiti f r a essi res ta molto inferiore a quello dei colpiti fra i non vaccinati secondo un rappol'to che varia da - 1: 10 ad l: 2 od anc he meno, pa.ssa a tratta r e In questione quale sia l' optimum dei vaccini e in qua le modo questo possa esplicare megli•1 lo. s ua azion e protetti,·a. L e opinioni sulla r ..ale efficacia . o m eno, della vaccinazione nntitifìca sono assai discordi; e c iò è naturale, in quanto che manca.no elementi precisi e univoci di giuclizio, non essendo possibile nelle attuali condizioni delle truppe stu· diare e seguire lungamente gruppi di vacl'inati e non vaccinati esponend oli alle stesse condi zioni di luogo e di tempo. I dati di baoo;e c he abbiamo per stujiare l ' importante problema sono c linici e Rtatistici: m a quec;ti ultimi hanno 'l"o.lore reale solo quando sono globali, quando cioè compren dono un enorme numero di vaccina ti: questi dati statisti ci avranno quindi un grnnde valore" guerra finita, quaudo saranno pubblica.te le statistiche di tutti gli co:et·citi. Indipendentemente rla questa indngine s tatistica. è im portante vedere quale valore abbia l ' indagine scientifica. di laboratorio per Rtabilire subito il valore immunitario cbe sussegue la in iezione vacoinnle. Dalle es~se r icerche prl\ticate al rigm\Tdo dn numero~i osservator i, compreso l'autore, se rubrerebbl• di poter c o ncludere col Xeg roni : che un vaccino ao titifico anche d o p o
BlVIST.\ D'II':!ESP. OEXER A l. E
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P. UAT"'I'EIHOJ.OG lA
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tre mesi dalla sua pre parazione consen·n al meno Sttj!;li animali buone proprietà antigene; che l'agglutinina può maucnre. mentre si producono, indipendentemente dalla sua presenza, anticorpi s ia antiemolitici che batteriolitici: cho Il' a gglutinine pos.-.ono già e!-:"ere in forte diminuzione DI'l siero degli animali vaccinati. mentre le bntteriol i~ine sono presenti ancora i n forti'<'<ime quantitA. \'i p uò dunque essere ricc hezza di a gglutinine ·senza immun ità, c-ome vi può e~sere irnmtmiUL senza agglutini ne. ed essen'i inoltre di quelle so<.tanze im munizzanti cellulari c h e sfuggo no al nostro controllo diagnostico. È intei"1)5Sau te anc h e studiare il ~ alare di aguo.<~tico dell'aggluti nazio ne nell' infezione ti fica dei vaccinati. P n re n;;<:odato che la vnccinn~iono prl'veutiva altera i l giudizio diagnostico della reazione di \\'ida l, comf' a ltera l'andame nto clinico della malattia, Spl'ci almente t·iguar,lo alla fei.Jbre; ciò è molto importante perchè le statistiche s 11ll' e"ito e sul valore delle vnccinuzioni o.ntitific-he non snrl\nno esatte se n o n po tranno essere distinte le ve r e forme tifoidee rla quelle parati6cbe e s imil i. In altre puolP, mentre non è poc;~1bile diagnostir.a r e con sicurezza un t i fo dal solo andamen to clinico, n on è pos,.ibile ciò stn hi lire neppure colla prova dell'agglutinazione; e il solo m ezzo &icuro rimarrebhe l'emocul tura: l'esame delle feci potrebbe trarre in e 1·rore potendosi da.re il caso c h e la presenza in esse del bacillo ti6co sia data <Aa un po1·tatore di ge rmi p iù che da u n infetto. La r e azione di Bordet ·Gengon f a tta nell'intento d i dimostrnre il ntlore vaccinalfl del vaccino antititico non può ser~ i1·e sino ad ora pi!r ta·arne pratiche conclusioni, poicbè gli studi fatti s u questo campo sono troppo scarsi, e i ri:-ultati s ono tutt'altro c-he univoci. La renzion"' immunitaria a lla quale h iscgner ebbt• dnre il mRggior p~>SO è il potere battericida del siero di un individuo vRcci nato, poic-hè' secondo un concetto teorico, quunto più, a mezzo della vaccinnz1one, !<i ar ricc-hisce l'organi,..mo di s ostanze battericide, tanto meglio esso potrà atlroutl\re l'infezione. St-nonchè questa conct-zione che teoricamente sembra ~,.H•re ,·era f.'d esl\lta. n o n ha poi i n r e altà tutta la portata pra tica c he lesi vuole attriLuire Ed in u ltima analisi si deve concludere cbe l'immuni tà vaccinate tl .. finitiva o fondaml'utale risiede assai più n elle modific azioui cellulari pt"rmanenti che n o n nelle reazioni o morali; p er cui l'autore conclude c h e n on sono i ril>u ltnti !lierologict quelli che fisseranno le nostre convinzioni sulla dur>~.ta d ell'immun ità e !lui valore delle vacrinazivni. Una questione importante è quella che s i rifHisce al dosu g gio d10i vaccini . A ques to r iguardo s i è do,·uto con'<tatare che n o n ò la do'ie d el vacri u o , ma è soprattutto l'individuo che domina e imp<>ne il r isultato vnccinllle. E mentre sul principio le dosi erano alte, ora tutti banno r idotto il quRntitativo per impedire le forti reazioni locali e soprattutto le reazioni IJ:euerali Le dosi usate in lta.lia, e c h e corrispondono all'incirca n quo,lle u!'ate dalle altre nnzioni, sono : 1° vaccin o 500 milioni di germi; l?<> ,-accino 750 milio n i: !j0 v a ccano 1000 m ilioni. !"ec-ondo l'au tore le c ritiche sorte per la preparl\zione de i Vl\ccini in Italia non si deb· bono ritenet·e g i ustificate. percbè tnn to pH i qu.mtitath·i delle dosi vnc.-inal i ··ome per le m odalid. d'inuesto sono statt- scgu1te in Italia le diretti\'(' che in s1fl'atta materia hanno S(·guito t utti gli eserciti l't mnieri: n è "i t-a·a ragione d i apportarvi modificazioni. Le varie questioni r tllc tteutl il Dll!Of'ro dl llt• Iniezioni da praticare, l'ag~iu nta dei paratifi al VIICI'ÌDO 1\U tltifico O J' USO aòdirittura dei ~aC cini misti, le iniezioni endoveno3e, sono tuttù que-;tiot.i ,.,uiJe quali s i può d iscutere, mi\ che no n sono ancora completnmente dt-linite I n particolari' POi cirr a le iniezioni endovenose i pareri s o no asl'ai disror tii; e mentre 1\lc uni ne magni-
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RIVISTA
o'IOIEN~j; GENERALE E
B .ATTI!:RIOLOG IA
ficano l'importanza, a ltri Je sconsigliano e non le ritengono pr:1t iche per gli inconvenienti auc he mortali che con tale tnetodo si verificarono. Grande importanz~ avrebbe anche la. question e dottrinale sollevata d al Moresc hi, se cioè l'ictus t•acCi.lw.le è favorito da quella. dose minima di vaccino da lui stabilita col Friedberger, e se quindi l'ecce~.so di materiale è zavorra c he nuoce p iu che non aiuti la vaccinazione; ma anche questo argomento è m o\ to con tt·over.so e resta per ora solo nel campo dottriun.le. Alla domandn se la vaccinazione antitifìc& d iminuisca realme n te la morbosità . e la mortalità per tifo sem brà s i possa rispondere con certezza che in casi frequ&ntissimi essa protegge sicura mente dal" con tagio e che p e r convinzione generale la vaccinazione è riconosciuta utile in tutti gli eserciti, poiché l'infezione decorre con assai m inore m ortalita e pi ù benignamente c he nei no n vaccin ati. D 'altra part~ però non si deve discono;;cere c h e ci sono una quantità di fatti i n coi la va ccinazione compiuta regolarmen te con tutte le norme riten ute necessarie non bnsta a d impedire il contagio. Da osservaz ioni fatte sulla \"acci nazione nell'esercito tedesco ris ulterebbe cbe essa s i è l"ivelata una misura assai benefica nella lotti\ contro il tifo, specialm ente nel ca so di una guerra, che rende molte> difficile la profilassi ig ien ica attivo.. I n conclusione, cosi s i esprime l'autore, noi siamo ancora. in un pe riodo più di impressio n e che ùi reallà, n on potendosi ancor11. nel momunto pr esente t rarre alcu na deduzione precisa dai fatti che sono a. nostra. conoscenza. BALESTRA.
G. ~ ORESCH I e F . MA RconA. - Saggi comparativi dl vaooluazione antico l erloa nell'uomo per vh. end oveno•a e • o ttoontanea. - (Il pen:.-ierQ< medi co, n . 40, 19lo). Le vaccinazioni anticoleriche f urono eseguittl dagli AA. su 26 persone dai 16 ai 2 1 anni. Il vaccin o anticoler ico fu preparato s ecoudo il m etodo di L otller (colture rli agar di: 2 i ore, essicazione della pat in a raschiata nel vuoto sino a. peso costan te, uccise poi in stufa a secco a 1200 C . per due ore). Il ~eppo di colera isolato n ell'Ist ituto di patologia generale di Pavia durante l'epidemia del ll:lll è sicuramen te bene agglu t i nabile e fu identificato anc he p er mezzo della batteriolisi secondo il metodo d i P fe i tfer. Le prove di vaccinazione furono eseguite dagli AA. per via. endov~>nosa e per via sottocuta.nea. La quantità di vaccino da iniett;a.rsi fu costantemente emulsionatn in l cent i m etro c u bo di sol uzione d i N a Cl al 0.85 p. 100. Le dosi di vaccino inoculate per via endove.nosa pet· ciascun individuo oscillano f r& 0.002 d i ansa n ormale e 0.3 pure d i ansa. normale; quelle inoculat e per v ia sottocutanea da l a 6 anse. In u n individuo la i niezion e sottocu t an ea. fu ripetuta una seconda volta alla. distanza di 8 giorni dalla prima iniezione con dosi di 2 anse e rispettivamente di 4 anse; in u n altro individuo furono fatte tre iniezioni, sempre alla. dist.anza di 8 giorni fra le s teils e e con dosi rispettivamente di l. 2 e 4 anse. l valori agglutinanti saggiati dagli AA.. ot..to g iorni dopo la iniezione sono n ulli nella diluizione di l: 10 per le per$one inoculate per via endovenosa COI4
RIVISTA D IGIEKE GE~KRALF: E BATTERIOLOGIA 1
dosi di vaccino che corrono fra 0.002 e O 0 1 di a nsa normale. Con dosi di vac cino di 0.06 si ottengono valori positivi di l: 40; con dosi di 0.1, 0.2, 0.3 di vaccino, valori agglutinanti che oscillano tra f: SO e l: 2560. I valori agglutinanti ottenuti con la vaccinazione sottocutanea. co n d osi di vaccino l , 2, 4. H an ~e n ormali sono completamente nulli (negativi n e lla diluizione di l: 10) e nulli sono pure per gli individui che r icevettero 2 e 3 iniezioni con dosi complessive r ispettivamente da. 5 a 6 anse. I valori batteriologici de terminati dagli AA. con la prova P fei ffer e con ceppo ·di colera indicato e po rtato allro. virulenza di circa l decimo di ansa normale, oscillan o fra 0.005 e 0.00075 per gli individui vaccinati per via endovenosa· con dosi di vaccino di 0.1, 0.2, 0.3 d i a nsa normale, son o invece com pletamente n ulli , essendo di 0.1 od anche inferiori per tutti gl' individ u i vaccinati una o p iù volte per via. sot tocut.a.nea. Gli AA. hanno inoltre osse rvato che le reazioni provocate dal vaccino anticolerico inoculato per via endovenosa sono nulle per dosi che oscillano fra O.Ou2 e 0.00 di ansa. normale, sono lieviss ime (cefalea, febbre con m assimo di 38°, 6 C. e di una durata non superiore a 6 ore) per dosi che oscillano fr a l decimo e 2 d ecimi di ansa normale, sono un po' piu marcate (febbre c he può tocMre un massi mo d i 4()o C. sempt·e però fugace e della durata di 7- 10 ore complessiva mente) con dosi di 3 d ecimi di ansa normale. Le reazioni provocate dal vaccino anticolerico inoculato per via sottocutanea sono pure di pochissimo conto : dolore. arrossamento e tumefazione al punto d'innesto di breve durata e poco moles te, febbre che tocca un massim o ·di 8b 0 6 per dosi di vaccino di 6 anse normali. Quello che Moresl'h i ha dimos trato pe r la vaccinazione a ntitifica per ,·ia endovenosa si è pure r iscontrato per la vaccinazione anticolerica. Gli A A.. con clud ono che una >:i cura vaccinazione e di grado altissimo contro il colera si possa ott.enere con una sola iniezione endovenosa e con dosi di vaccino oscillanti fra 0.1-0 3 di ansa normale. La vaccina tiene anticolerica per via. sottocutanea necessita presumibilmente di dos i s u periori a 6 anse norma li, equivalenti a circa O miliardi di v ibrioni. Questi risultati s'intendono riferibili al o;raccino ed al ceppo di colera. dagli AA. impiegati.
c. F. BosELLt. - Bulla vacolnoter•pla 4ella febbre tlfol4e. sezione medica, fa:;c. \IIT, 1915).
(Il Policlinico,
L'A. nell'Istituto di patologia specia le medica delht H.. Università di Pavia ba p raticato la "accino-terapia nPib. feh l.ra tifoide pPr via P.nd&vPn O!':Il col va.cein o del LO/fler, per via sottocutanea col vaccino del Pfeiffer-Kolle, ovvero col Yaccino sensibilizzato del Besr,dka, ed ba ottenuto sopra vt> nti ammalati una mortalità del 20 p. 100 e ri cadute nella proporzione del 15 p. 100. La vaccin azione fu iniziata in 17 ammalati, fra la 7" e 12" giornata di malattia: in alt ri :S fra la 15" e Jt;• giornata. I tentativi terapeutici fu rono fatti dall'A. nel corso di un'epidemia mol to se·vern: decorso ed esito non dissi m ili si sono d;•ervaii con gli ordi nari metodi di cura.
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RIVISTA D' IGIEXE GESERA.LE E BATTERIOLOGIA
In base a. qussti r isultati l'À. ritiene che la vaccinoterapia coi vacc1n1 Impiegati e nelle dosi scelte non abbrevia il periodo febbrile, e neppure attenua la gravità della malattia. Di f ronte però ai risultati soddisfacenti già. ottenuti d&ll'Eggrtt, Csernel, Marton, Biedl, Pensuti, ecc., si deve porre il problema se gli attuali risultati negativi non siano in rapporto colla tecnica usata. Il modo di preparazione, la via d ' introduzione e la. dose del vaccino sono coefficienti che certo debbono essere presi in seria considerazione, e l'A. si propone di continuare le r1cerche, tenendo di essi debito conto.
P.
NECROLOGIO Sul campo dell'ilnore. Capitano medico di complemento ALESSANDRO DONATI. Tenente medico di complemento GIOVANNI FUSCO. Sottotenen te medico di complemento CARLO VISCARDI. Sottotenente medico di complemento G. BATTISTA BISESSI. Un memore saluto mandiamo anche alla memoria dei sottotenenti medici di complemento MICHELE VITERBO e GUILBERTO BIANCHI, deceduti in zona di guerra.
NOTIZIE Prigionie ri di gae rra. Tenente medico di complemento ETTORC: CALVI a Ma.lthausen. Tenente medico di complemento ANTONIO Pé.LITTI, a Ma.ltho.usen. Tenente medico di complemento MAURO MARINO a Lubiana.
Dis p e r s i. Tenente medico di complemento ANTONIO PETITTO, del ..... battaglione G . F Tenente medico di complemento PIETRO CAVA TORTI, del .... alpini.
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PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE
al v alor mUltare per h oa mpasna 41 guena 4 el 1911.
M&OAULIA D'ARGE~TO.
2. SouAZZJ cav. Vittorio, da Robecco d'Oglio (Cremona), maggiore medico osped ale militare. - Diresse il servizio sanitario della divisione in modo esem· plare, recandosi di persona, dopo ogni combattimen to, s ui luoghi ancora battuti dal fuoco nemico ed infondendo attività. nel servizio della raccolta e dello sgombro dei feriti: costante, mirabile esempio ai suoi dipendenti di serena. intrepidezza e del più premuroso interessamento per la salvezza dei feriti.Pressi :ieli' Iaonzo, dal 6 giugno al 2'2 luglio 1915 M EDAOLIA. DI BRO~ZO.
6. VAzzoJ.A 61-Qeppe, da S. Pietro di Feletto (Treviso), medico coudotto di Ri· golato. - Prontamente accorreva da R igolato aJia richiesta di un ufficiale medico, portandosi a prestar l'opera sua in località. battuta intensamente dal t.i ro di fucileria nemica e riuscendo di forte utilità al servizio san itario militare. - Passo di Val Inferno, 25 maggio 19lf>. 7. CA8AGRA:SDI Glauco, da Lugo ( Ro.venna), capitnno medico r Pggimento fanteria - Con infaticabile attività e coraggio ammirevole curò numero!li feriti, anche sotto il fuoco micidiale dell'artiglierin e fucileria. nemica, e fu di bell'e;;empio agli ufficiali medici suoi d ipendenti. - Monte Sabotino, 28 waggio; Plava, 16 giugno 1915. 8. FIUMEPR&DDO Vin cenzo, d a Regalbuto (Catan ia), capitano medico r t>ggimento fanteria. - Incarica to del s erv izio s ani tario presso un battaglione, per mancanza. di subalterni medici, restò sempre sulla prima linea, intensamente battutta dal fuoco nemico, a curare i molteplici feriti, dimostrando calma, :.angue freddo e coraggio. - Luci nico, 8 giugno l!H5. 9. GUJDOBO~O Pietro, da Volpeglino {tlles$andria), tenente medico reggimen to alpini. - In un'azione nottur na, a.s;.ume va il comando di una squadra d 1 porta-feriti, di cucinieri e dei pochissimi rimasti all'accampamen to principale, ed accorreva prontamente sulla linea di fuoco, fronte~tgiando con esito felicis· simo un'azione nemica r ivolta contro la se lletta sovrastante Case rn Pal Grande,
PER IL LtBRO . .'nRD DRL COrtPO SANI TA RI O ~I[LITARE
" tendente ad aggirare la posizione d i quota 1812 - Monte Pal GrandE>, 1 e 2 luglio Hl15. 10. LEPRI Giulio, da Pisa, tenente medico reggime nto fanteria. - Accorrt>va l'O· raggiosRmcnte e ripetutamt> ... te, col proprio comandi\ n te di sezione, sulla linea del fuoco, nei diverRi Rettor i più esposti, e, n oncurante del pericolo, appresta n~ le prime cure ni feriti, dando• esempio di preclare drtù militari e d i alto senso del proprio dovere. - Romans e sull'Isonzo, 5·11 giugno 1915. 11. M mAGLIA cav. Eustachio, da Spinazzola (Bari), maggiore medico ospedale militare. - Dirigeva sarenamente l'oper a dei propri dipendenti sulla linea di fuoco, infondt>ndo coraggio nei dipende11ti fi riuscendo cosi a raccogliere e tt·arre in salvo numerosi feriti. - Pressi dell' l sonzo, 5-ll giugno 1915· 12. P1LATIJ .ldol(o, da ~e16 f Potenza). capitano medico reggimen to fanter ia. Tn vari combattimen ti dimostrava energia, >tvvedutezza e coraggio. Spar sasi nelle t•etrovit• la notizia di un attacco alle spal le, riuniva rapidamente tutti i militari presenti. n e form aTa u n Teparto e lo guidava ed appostava con intelligenza in luogo opportuno. - P odgora, 9 giugno 1915. 13. :POLOSA Vincenzo, da Aceren za fPoten7A1.). capitano medico reggimento fanter ia. - Con pronti~-sima decisione e con evidente rischio, si gettava. sopra un militare dPmeote. che, impadronitosi di u n fucilE', si e ra messo a spa rare all'impAzzata io me~7.0 ai compagni , paralizzati dal pànico. e riusciva a di· sarmarlo. - Pri Fabrisu·, 10 luglio 1915. 14 Qm;:mOLO Ernesto, da M occonesi (Genoval, sottotenente medico complemento reggimento fotnteria . - Teneva bella condotta in v arie fazioni, e dimostrava energiA in un combattimentCI, du r ante il quale riuniva prontamente personale di!'per.:o, lo animava con l'eRempio e lo conduceva fra i combattenti i n prima linea, ritormmdo poi subito a compiere il proprio dovere al posto di medicaz ione.- Pcdgora, 9 giugno 1915. 15. SAL.t..Ut-~'1' o Lt,igi, da Molfettn. (Ba ri), tenente medico sezione sanità 19• divi· sione. - Comand~tlo dalla sezione di sanitl\ per la raccolta dei feriti dai nu· me•·oRi posti di medicazione, compiva con zelo e con intelligenza non comuni tale servizio, e, ~<pinto solo dnl suo animo ~eneroso, attendeva alla. sua mis· sione. incllrnnte del grave pericolo. sotto il vivo fuocc nemico. - Sagrado, 2~1-25-27
giugno 1915.
16. 'or.AJU CP:<(lrP, du Parma, c~tpitnno medico reggimento fanteria. - Durante il combattimento. resse il po•<to di medicazione reggimentale sotto un fuoco inten so, mostrando lodevolE' calma e coraggio. - P lavn, 12 g iugno 1915. 17. 'fRIPPUTI .\-i cola, da Spinazze>Jf\ (Bari), tenente medico complemento se.:ione sani t/\. -Accorreva cor nggio!'llmente e ripetutamente, col proprio coma nd~tn t-e di shione, sulla linea del fuoco, nei diversi settori più esposti. e. noncurante dPI pericolo. apprc;;tsnra le primP cur e n i feriti, dando esempio di pred are virtu militari e di alto senso del proprio dovere. - R omans esuii'Ison zo, o-11 ~iu g no HH5. 18 BRLL.I:-:ATO Sebastiano, da Minerbo (\Teron n). sottot.enent.e medico complt'mento reggi ruPnto alpini. - Ricevuta informazione che ad una forcella sulla destra della posiziono orcupntn dalla sua compagnia. tre uomini erano stati feriti, r l · salendo per più d i un'ora n n ripidissimo pendio intensamente battuto. li rll~· giunge,·a : "i trattt-neYa quindi p· es,.:o di essi, sempre esposto al fuoco nemico, per medicarli. e, infine. li tnsportava felrcE>mente nelle no!ltre trincee.- C'ostahl'lla. :?$ luglio 1916.
1
PER IL LTBRO 0 0RO DEL CORPO
ANlTARIO MIJ,ITARE
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19 . BIMA Giuseppe, da Caraglio (Cuneo), tenente m edico complemento reggime nto alpin i . - Durante il combattimento, s piegava, con indefessa attività, la sua opera, soccorrendo i feriti dei va1·i reparti, e, sprezzante del pericolo, recava si sulla linea di fuoco per curare i feriti gravi. - Vellone di Monte Rudecirob, S luglio 1916. 20. STAURENGHI Antonio, da M ilano, tenente medico complemento reggimento fanteria. - Al posto di medicazione, collocato ad immediato contatto con le truppe ch e assaltavano un ~ posizion e fortemente trincerata, prestò l'opera sua ser enamente, concorrendo an che, con gli altri ufficiali, a d incoraggiare ed incitare la truppa per mantenere Jn posizione. - Plnva, 12 giugno 191&. 21. V iGLIO!SE Atnedeo, da. Montanera (Cuneo), sottoteuente medit'O complemento reggimento fanteria - Per lungo tempo, solo ufficiale medico al posto d i m edicazione, seppe prestare pronto e sollecito aiuto a i numerosi fe1·it i, per q uanto esposto al vivo fuoco nem ico. Plava, 1 6 g iugno 1915.
ESCOMIO SOLESNE
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3. BATTAOLIÀ Gioacchin{), da Barlettl\ (Ba r i), tenente medico complemento sezione ,;anità. - Mostr ava molto zelo e coraggio acco rrendo, noncurante del pericolo, sulla linea del fuoco per pre!:ltare i primi soccorsi ai fe r iti. - Roma ns e sull'Isonzo, 5-ll g iugn~ 1916. 4 . M AY ;llarco, da Collere (Hergamo), tenen te medico complemento reggimento fanteria. - Infaticabile e n oncurante del pericolo. prestava l'opera sua in prima linea, destando l'ammirazione di tutti. - Podgora, 10 giugno 19Hi. o Ml:s&n\"INI /llatteo, da Molfetta (Bari}, tenente medico complemento sezione Sa• nità. - Mostrava molto zelo e coragg io accorrendo, noncurante del pericolo, SJllla linea del fuoco per prestare i pnmi soccor si ai fe r iti. - Romans e !'Ull'lsonzo, 5-11 giugno 1915. 6. R IDELI. A Antonio, da Mirabello ed Uni t i di Pavia (Pavia ),sottoteuente medico com pleme nto sezione s anità corpo armata. - P er quattro giorni e quattro notti consecutive. sotto il fuoco nem ica, con continuo rischio della propria incolumità, attendeva sereno ed impassibile alla medicazione dei feriti, dando prova di coraggio e di abnegazio"ne. Cou co1·reva anche in m odo l'fficace allo sgombero degli stessi fe riti sulle retrovie . - Plava, 11 al 14 giugno !OHi. 7 . RA LOMOME Francesco, da Stigliano (Potenzn),sotto~nente medico com plemento. - M ostrava molto zelo e coraggio accorrendo, noncurante del pericolo, sulla l i neu di fuoco per prestare i primi soccorsi a i feriti. - Romans e sull' l s onzo, o-11 giugno 1915. 8. PIE'I"RA Paow, da Casale Monferrato (Aless andr ia ). sottotenente medico complemento reggimento alpini. - Per il lodevole contegno mantenuto durante il combattimento ne l prestare l'opera p ietosa di curare i feri ti. - Passo di Volaja, 10, 12 giugno 1916. 9. '.rERRANOVA Alfio, da Regalbuto (Catania), t enente medico reggimento fanteria. - Direttore del servizio sanitario reggimentale, fu sempre esempio di grande coragg io e disprezzo di ogni p ericolo nell'adempiere la sua mis5ione, adope· randosi a n che personalmente allo sgombro d e i feriti sott-<> il bombardamento di grosse artiglierie n emich e. - Selz, 30 giugno 1916. (Continua).
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MoYimenti avvenuti nel C01~~o Sanita.rio e nel Personale Farmaceutico
PROMOZIONI STRAORDINARIE PER MERITO DI GUERRA. Decreto luogotenenziale 11 novembre 1!'115. FRAU cav. Gittseppe, c apitano medico fuori quadro (comandato ospedale Veron a ). - È confermata la sua pro mozione provvisoria straordinaria a maggiore medico pe r merito di gue rra, effettuata dal Comando Sup rema dell'esercito con suo decreto 26 ottobre 1915, in base alla facoltà concessagli dal decreto luogotenenzìale 8 agosto 1915, n . 1247. Ass umerà l'anzianità 26 o ttobre 1915, con decorrenza per gli assegni d a lla st~ssa data. Cessa di essere fuori quadro, assegnato ospedale Verona. continull.ndo nell'att uale assegnazione per mobilitazione.
Uftlolall ln Hrvido permanente.
D ec1·eto luogotene1tziale 11 110Ve1nbre 1915. Sono confennate le promozioni provvisorie al grado superiore dei seguenti ufficiali medici efl'ettuate dal Comando Supremo dell'esercito con suo decreto S novembre 1915, in base alla facoltà c oncessagli dal decreto luogotenenziale 8 agosto 1915, n. 1247. Essi assumeranno l'anzianità S novembre 1915, con decorrenza per gli assegni dalla. stessa data. Rimango no effettivi ai ris petti Ti corpi, continuando nell'attuale des t inazione per mob il itazione. Tenenti colonuelli promossi colonnelli: N O DAHI cav. Pietro.
a d isposizione ( R. decreto n . 1249 del 15 novem bre 1914) (comandato o!.pedale Padova.) - PDIPJNEL.J.I c av. Pietro, v iced irettore scuola applicazio ne sani tà. militar e. Maggiori promossi tenenti colonnelli ~
1\u;:oou cav. A ntonio. scuo la applicazione s anità milit.. re- DoNna cav. Giuseppe, dit·eziooe sani tà. VII corpo armata - VJTULL.O cav. Giusep pe, infermeria presidiaria T rev iso. C>tpitani promos>i maggiori con r iserva. d i anzianità e con decot renza per gli a::ssegoi dal S novembre 191o :
Pietro, f . q. (comandato o;;pedale Anco n a) - DE S ARLO E!UJenio, ospe· dale Firenze - Cossu A lberto, 4 a rtiglieria campag na - PALWERr R affaele, oslleùale Palermo - DE :'TEPJIA SIS Giu,.,ppe, cavalleggeri di Treviso - MAR· c.;os&: Ste{ano, 7 f11nteria - .f'A:-<1'01. 1 Giulio, ospedale P ia cenza - GARNERl
TRoiA:St
:lllOV lM E N rl AVV E NIJTI NEL COHPO $.-\~ l'r. E ~RL PE Ri;, F.\lOIACEUTICO
88.-)
Bartolom• o, f. q (c:-omandato o,; pedale Torino LIO!'\'I'l Girolamo, ospedale Palermo - Pt<ò:SATELt.r Pilippo, id. Firenze. Tenenti promo~si capi tani con riserva d ',.nzianitil e con decorren.:a per gli a ssegni dal U novembre 1915: CAl l&RA:SESI Dilw, 62 fan teria (se&uirà nel ruolo il capitano medicoSll'At'IU l "in· c~mo a sen so dell'art. 2 del R . decreto31 dicembre 191-J, n. 143 1) - :'oo:so Arma•u.W, 24 id. - TEOESCUl Giacomo, 19 iù. - H \T'J' AZZI 1'ullio, o<:pedaiP Torino - P&r. LEORI:SO I .orenzo, a d isposizione Ministero colonie MASCI:SJ Luigi, l artiglil'ria montagnn - GATTI Giu.~PJ>P", ca>:alleggeri di Catanil• LOPitESTt .dnlo11ino, l granatieri - CutABRI::R.\ o,o,·gio, 6 art•gliet·ia fortezza (comandato scuola appl icazione sanità n'lilitare) - T .H.E!'ITI C•:~are, 4 bersaglieri - L..:1•ar Gitùio, 22 fan teda - BERTISE1'1'1 Jfa rcelli11o, a di!Oposizione' M in istero colo nie - P ICCOLI Giot·anni, id id. - :MA:sCOI'I Miclwl", 81 fnntcria - IMPERIAl. E CesM·e, ospedale Genova - BAs.;o Gio. Llaftisla, 91 fanteria H.OMANO Gemtaro, R. corpo truppe co loniali Eritrea - \"A:<:SF:Lr.r Ellrico, id. Somalia (a d is posizione) - M,o.ni NliCCI .!lf arino, 60 fanteril\ - P~;R rt li:TTJ C ri· stof oro, 82 id. -MAn·&o Luiyi, ospedale ~apoli - ~A BATI:SI Angelo, n d ispo· sizione M inistf'ro colonie - TATA lt &l LI Luigi, ospedale Caserta - MAeut Sebastiano, R . corpo truppe coloniali Erit rea - CosTA<·LIOL.\ Antonio. id. Eri· trea (a disposizion e M inistero colonie) - PAGI.IU~'<> Alfonso. 2 g r:matieri C AMPISI BaldassarP, 2 artiglieria montagna.
Rt:SALOI Pietro, tenente medico, ospedalE\ Roma.- Promo,so t'a pitano m edico con riserva di anzia nità. Xeguirh nel ruolo il capitano medico R ATTAzz r 'rullo. r~> tando c ll"c ttivo os p edale milita re Roma e continuando nell'attuale destinazione per mobilita· zione. I seguenti uffic iali medici di complemE'nto sono nominnri tenenti medici i n servizio a ttivo p ermanente f• senso dc>l combinato disposto degli articoli Se 6 del dec r eto luogotcnenziale d e l 22 agosto 19 15, n. l ~Ull. l!:ssi sono destinati effe tti v i ai corpi indil'ati continuan do nell'attuale dest inazione per mobi litazion e : T e nenti d i complemento nominati t ..nenti efl't:ttivi: VE:SiilR0:-11 CQ.rlo, distretto Taranto, 9 fa nte ria - CASTAU~F:Itl GiG1'!fÌ01 id. Torino, HJ id. - ~ ~,;sso Donumico, id. Catania, Sò i,l.- CA~RP\ R u1nolo, id Piacenza, 12 id. - GALW"I'ELI.I D omenico, id. Taranto, LS id - T~;u&SC ill Edmouùo, id. ~apoli, l b e rs agl1e r i -BATTA O l. IA.Gioacclti110, id. F i renze, li9 fan te l'ia - L UA LI)! E,.core, id. Mila no, 12 ber.saglicri - EPifA:-<10 (iiu:>eppt:, : iù . Palermo, 6 fan· tt•ria - AMOROSO Bartolomeo, id P iacenza, :3;:) ià. - CA,Al.JS Giov. Pie.-to, id. Torino, 73 id. Sottorenenti d i complemen to nominati tenenti cfftJtli,·i: ATTI LI &9rdello, di,tretto Roma, Ho fanteria - .\ RGASJ:SI 'rPofilo, id. Li,•oruo. 21 id. - CAI'PRI,Ll .dl(redo. id. Campagna, cavnllt'~e;eri di Fot:{g:ia - BAIARDO Ettore, id.• "1'18ar i, 46 fanteria - FELZA:-or Giad•tto. id. ::\npoli, 39 id. - CA· SRLJ.l Car lo. id Torino. 50 id. - l'AI'ASO Ignaz io, id. ::\npoli. l l ùersng:lieriPA"iQli\l.l ll~>111igio, id . Roma, :2 id. - YEHLIXO \'P,·o. id. 1\Jilano, 7 fanteria
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MOVI ME:STl A VVE:SL'Tl NEL CORl'O SA :SIT. E !\"EL PF.RS. FARMACEUTICO
Lt:SA itES Angelo, id. Roma, 6 bersagliHi - ~CliOElll Giuseppe, id. Catania, cavalleggeri di Palermo - BRUNO Domenico, id. Catania, 36 artiglieria. campagna - GALA1TI Giuseppe, id. Reggio Calabria, 29 fan teria - MAL.ERBA J,uigi, id. Genova. 42 id. ~ DEl. .Foco Ottorino. id. Frosinone, 2 id. R AP~'ON~; Alfonso, id. Caserta, cavalleggeri di Treviso - ZITO A •·cltita, id. Tara nto, id. di Udine - CAYAt.LO Eugenio, id . Campagna, JG fanteria - So•OLJ Gennaro, id. Chieti, 78 id. -GUARALDl Carlo, id. Modeua, 11 id.- VOLPJ::St Fran• cesco, id. Macerata, 17 id. - Dt NELLA Nicola, id. Chieti, 79 id . - CATTANEO Gittseppe, id. Novara, 2S id. - LA ToRRE Maria Paolo, id. Messina, 4 id. CASI'OI.OI GlLido, id. Pavia, 68 id. - CAYPO .Z.'·rancesco, id. Cefalù, b1 id. FERRARO Armal~c/o, id . 1\apoli, S2 id. - .MJ:>GAIII FAVVENTO Niccolò, id. Cefa lù, lancieri di }'n·enze - PASTORE Francesro, id. Fros!Done, cavallegger i di Catania Gni.)S~l
Leonardo. id. ~avona, 89 fa n teria - D'AL&SSANDRO Raffaele, id. Salerno, 31 id. - BELFIGLIO Giuseppe, id. Roma, 18 id.- VtTA Guido, id. Caltani.-ssetta, 92 id.- M usCJO'I"''ò Silt·e.Ytro, id. Cefalù,iGid. -DEGARLt Gu.<;ial·o, itl. Yenezia, 71° id. - PR•NCII'A'l'O Roberto, id. Cosenza, 6S id -PezzA~.\ L14ÌfJi,id. Cesena, J bersaglieri - BARONE Giovanni, id. Sira cusa, 75 fa nter ia - CATERn n Federico, id. Perugia, 51 id. - C•CCARELLI Domenico, id. Avellino, 64 id. - CATARZI Ottorino, id. Livorno, 88 id. - PROSDOCJMO Emo, id Treviso. lancier i di Novara - CusEN2.A Gaspare, id. Palermo, id. di YIUltova CORTEI,LA F ·ran cesco, id. Yogher~, 37 fanteria - CASELt.A Beneàetlo, id. Taranto, l:! id. .BttUNI Angelo, id. Alessandria, 88 id. NAHOL Giuseppe. i d . Gaeta, cavalleggeri Umbeno I - GUAHNA<..<.;IA Girolamo, id. Girgenti, o fanttlria - t•E CATA Dotnlmico, id. J:'oggia, 84 id. - SPERA PANI Elpidio. id. Orvieto, 27 id.- :\liStANO Antoniuo, id. Reggio C'alabr ia, 20 id. - Prttzzt Vnlentino, id C'altanissetta, ';6 id. - GnAUSO Alberto. id. Casert a, cavalleggeri di Piacenza - SABATt:->L A1·tm·o. id. CMtt·o~illari, 16 fanteria - ZASNU\1 Luig i, id. Treviso, 58 id. PERAZZO .Gio~·anni, id. Yerc<:lli. 63 id. - PASSARELt.J Giuseppt, id. Taraut.o. 8S id. - ::=!ERTORIO Giosuè, id. Padova, 66 id. - Dt:: BEnNARt>O .France.qco Antonio, id. Campobasso, lancieri Yttorio Emanuele Il - .MAlUNO Pasquale. id. C hieti, cavalleggeri di Padova - S~;oncu Gi11seppe, id. Bari, id. d i Caserta. FARUFFfNt Antonio, td. Lodi, id. di Vicenza - G JANNOTTt Dino, id A r ezzo, 77 fanter ia.
BARDEIU Ott,wio, id. <'altanissetta, 41) id. - B tANCUtNt Acrisio, id. :F ir enze, 70 id ~UC<.;ti&TTt JO:doa1·do, id. Torino, 67 id. -: DE PArtJS AttgUSlo, id. Napoli , lO artiglieria campagna - MEOCCt TuUio, id. Brescin, 67 fanteria - SEVKRI POfn p eo, id. Perugia. cavalleggeri di Alessandria - FERRARI Ugo, id Roma, 5 bersaglieri - SAL<:A~o (7aetauo, id. Salerno, !3,! artiglierin campagna - BOMPI.A:sl Gaela11o, id. R oma, ~ bersaglieri - PJ.;RO'I"TU Ubuto, id. 'l'orino, 72 fanter ia - BIA:SC!lt Vittorio, id. Lucra, S bersaglieri - DEl Nuszio Francesco, id. 1-'og gia, !3 alpini -DELLE G tH>'I"l'AGLtE Gio11anni. id. Lecce, 68 fanter i a - RF.:tTAl'-."1: Ugo, id. Sira<'usa, S alpini- P:CCOTTI Rgidio, id. Alessftndria, 3 nrtiglieri~ montagna-'FIUl'.lSCnE H.P11alo, id. Roma, 29 artiglieria cvmpagn:o- CA'I'TANEO Achille . id. Bergamo, ca\·alleggeri di Lucca - BEI.LOMO Emamtele, id. Bari, 27 artiglieria campagna - H AvEnA Guido. id Casale, 8 id. id. - SAR:SELLt Tou•tnaso, id. )-"poli. Genova cRV!l.lleria - ~fA:>JJEL J{aurizio, id. Roma, l arttglit'ria ('ampagoa- c.utrr · n~ :<SO FraltCI'SCO. i•l Taranto, l O fanteriu - D& CE-
[ ,uiyi, i<!. Homn. 33 artiglaeria rampagua - Ct:::-.ronE .dlliOI/ÌilO, id Ca-<erta, 16 fanteria- GKn)tA:>O Uius.-pJ.e, od. Tooiuo, Gll id -l'At"JI.I.J . ll(r1da, id. ~apoli, 35 art i ~; lieria campagua - ~ ~ II~:A l'im'PII::a, o.l. Toranto, 3L id. itl. St>AO~l:!) r.o .Yil'ala. id ~Il poli, 7 i•l. id· GJt,•sA:>I .lftu·io, id. ~Jilnno, 55 fan t eria CA:>!>EI...IU Giot:aunt, id. Sulmona, 13 tù. - :-ilA 'lUlA Giot·a1n11, iti. Reggio ( ' alabo ia, 17 ' d.
S\IIE
FnoSTALI Gino, id. Ftrenz(', v ber;mglieri - P~~::n·,, ll~IUIIO. j,J. Roma, no fante· ri:\ - BtA snn;RI 'l't>ofilo, id. Geno\·a. r. l i l. - =-'•t..~~:-<7.1 (iiu:;rppr, iJ Roma, 69 id. - R.tt>Y.J.I.\ . l ttlonio, id . P a"ia, 35 id - Gu.\,1-.0 Filippo, id . ( 'atllnia,·H id. - FHASCIJINA Cadano, id. :Messina, :j_id - )JAJOSI l;;n,.ko, iol. 'l'orino, o l id. MIS:luSI f !JIIliZiO, id . Roma, o:! id. - (Ìt.:EIUOL!) J·: l'll P:;tv, id. <3enov .. , J.l id . DOGLIA J~uiyi, id. Torino, ,m id. - 'l'b::SJ::l'\TJ . lll louio, ul. Torino, :1 l id Cu iABIU:tto <:a,·lo L uigi, id. <' uneo, tl3 id. - B~_;cn l 'aolo. trl. Campohas-;o, 14 i<l - Pt ZZAHii:LJ.r S•·bn:<liano, !d. t'at:111ia, :?2 a rtiglieria Cl\ltll :ognn - LA:<OEL Da1tiele, i•l. S.derno, 9 1 fanteria - CA t IUA H l :! Carlo, irl. G<·nova, 313 iJ. -GR A llf~O:SA G i ot·amli1 id . =-'iena, 7 1 itl. FRACAS"! (; u ido, td Arezzo. 1;:) irl. CAUTtt,;ltu Giacomo, iJ. X apoli, (} at·tiglit·t·ia c.unpagua TnC>llUATOJtr: Viu · cenzo, id. ~iracusa, 3 fanteria
F&rma~lstl
militari.
D ecr eto luogotenenz.iale 14 ottobre 19lo. :'\el personale d ei farmacisti militari hanno luogo le segut'nti p 1·omozioni a dccone r e per gli us-;egni dal lti ottobre Hll5 : C&t..t.l cav. Vincenzo, fannac ista capo di l classe.
ci'<ta d ire t tore. DF.t. P1F.1tO G iov. Uatli:;tu., farmac ista di 1• classe. d i ~· c la<>o;e con r iserva di anzianità. /Jec•·~>lo min.i~leriale :2 ~ oii1Jh1·e
J:'t:RitAitA G i u:ieppe, fn •·maci;;ta capo d i 2• classe. decorre t·e per gl i assegni d1<l 16 ottobre llllo.
Pt·omo-.-;o chimiro-farmaI'romo.,so farmacista capo
HH5.
Promosso a Il n 1• classe a.
Ufllol&ll in posizione di aervizio auailtarlo.
Dec1·eto m inisleriale :n ollob1·e lH l i>. BARLETT A cav. N icolò, colonnello medico, distr etto Homl\. - R irhtamato in ser\'Ì:<:io t e mpor aneo d~tl l o settemb1·e HJlo, direzione snnitA tnihtare :s'apoli. D ecreto luoyoteneuziaLP :25 no1·embrP l!Jl:l. l seguenti utficiali in po-;izione di ~·er vi.-.io o.ustliario sono pro111ossi al grado superiore : Colonnelli medici promossi maggio ri generali m edici : BAttt..B1TA cav. Yicolò, distt·etto Roma - ~AXOI.-\STI ca\·. E.do, id. Roma.
8C{H
MO VBIF::-lTI A \"\"Ei!\UTI XE:L CORPO SAN IT. E NEL PEBS. 'FARMA CEUTICO
U fftoiaU d 1 rlaerva.
Dec1·eto lltnyatPnenciale 28 ottobrP 1915. ::::•>Gfa u A ttlon_io, capitano medico n on più inscritto n ei r uoli. chiamato in servizio ospedale Roma con decreto uliniste riale 2 ottobre 1lH5.- Inscritto, per la durata della guerra. n <.-1 ruolo degli ufficiali di riserva col suo grado e la sua anzianità, in v irtù dell'articolo 5 del decreto luogotenenziale 20 settembre 19 l o . (>;i as.:;eg nato effetth·o distretto Rom a..
Dec1"eto l-twyolenenziale 18 no1.:e mbre 1916. I seguenti capitani medici sono pro m ossi maggiori medici con anzianità 26 s e ttembre 1!)15 : I:sGEGNl Giovanni. dis tretto Roma. - Seguirà n el r uol o il cap itano medico C u neo Ambrogio, M ASSA Pa.~quale, id. Fros inone - I d. id. id. Cerve lh A ngelo. · GAIHKO cav. Giuseppe, id. J{oma. Id. id . i d . Lo Pe ArcangE-lo. DEr, GRECO Ernesto, id. R oma. - Id. id. id. Cereseto Piet r o.
Gexoo .ll1a1"io11o, sottotenente medic o, distretto Trapani. Promosso tenente medico con anzianità. 26 settembre 1915. Smwrxr Arnoldo, c~tpita no medico, id. Bologna. - Dispensato d a ogni even tunle servizio militare, per infermi t à non dipe n d en ti da c ause di servizio. · GUEHAROJ Giuseppe, id. id. Bologna. Id. id. id. flecreto /1tO!JOlenenzia/e 18 nOL"embl'e 1916.
Filippo, capitano medico. distretto Caltanissetta BARBARA Giacmn o, id., id. Trapani. - D is peus ati da ogni eventuale servizio militare pe r infermità non dipende nti da ca u s e di servizio.
SO LITI)
D r>c refo luogotenewziale 25 no1·embre 1915. Colonne llo m edi co promosso maggiore gelJerale med ico : BALDAN?.A cnv. Andrea, distre t to Napol i.
Ufficiali non plù i nso rlttl nel r uoli.
D errr>to miuislel'iale 2 ottob1·e 1915. .A11tonio, c apitano medico. C hiamato in se1·vizio, con ass~gn i, dal '2ù giugno HHo, a sua domandn, in virtù d e ll'articolo ~ del R. d ecreto 28 n"larzo 1915, n. ~òo, e destinato ospedale R oma.
So<;G I
llOVIXF.NT J AVVEN"UTI NEL CORPO . ANIT. E NEL PEB S. FARVAOEUTIOO
889
ORO BIFIOEli'ZE. CMtnoe••e nella rloorrenza del genetllao o 41 R M . ll R e e ln dl~ endenza
4el •oto proprio Sovrano 17 .ettem.bre 1916 (dis pensa 62 del Bol!etti-no ufficiale). Ordine della Co1·oo a d ' Italia.
Decreto luogotenenzial.e 11 ttovembril 1915.
In considerazione di lunghi e buoni ser vizi. Cavaliere.
..tttilio, maggiore medico- ANNI NO Benia11~ino, id id.- NEGRO E1'1testo, id. id. RUTA Sebastiano, id. id. - ANDREINI Al(1·edo, id. id. - F&RRO·Luzzt Ma88itniliano, id. id. - SANTINJ F ederico, id. id. - VINCI Francesco, id. id. RoNGA Vince1tza, id. id. MAGLtOLI Antonio, id. id. RoMANO E nrico, id. id. - JAOONO Francesco, id. id. - FRANCHI Luigi, id. id. - CASTOL DI Ettore, id. id. - DK MARIA Nicola, id. id . .- A.JROLDI Luigi, id. id.- RIVALTA Raf· faeu, id . id.
SANNA
Determinazion.e Sovrana 11 novemb1·e 1915. In occasione del genetliaco di S. M. il Re è concessa la croce di cavaliere della Corona d'ltali" a tutti gli ufficiali superiori in ser vizio attivo permanente e agli ufficiali super iori d elle categorie in congedo richiamati presso .comandi, corpi o servizi dell'esercito operflnte o al comando effettivo di troppe anche se poste fuori delle zone dichiarate in istato di guerra, i quali non De siano ancora iJlaigniti.
11 D i r e ttore ()LAUUIO S FORZA, tenen te generale medico
{4311) -
Rllma. 4915 -
Tlp. e. Voghera.
ARTU RO CASARI NI, capitano medico
AtUropomdria militare. - Riaultati ottenuti dallo ~tpoglio dei fogli eanitari delle oluai 1859- 1863; due volumi in 4° con atlante: Vol. l (Dati antropologici ed etnologici) con Atl~te deUa geografia ankopologica dell'Italia. - Roma, 1896 . . . . . . . . . '. . • .J.. JS Vol. II (Dati demografici ~ biologici). - Roma, 1906 • • • 6 8.A..BOTnO e Swoa.u.. - Compendio di _chirurg~ di guerra compilato eulla storia medico-ebirurgica della gu~rra di ~ol)e d' AmeriCil. Soma, l888. 4. volumi, preouo ridotto . • 5 50 BIIB!U.BDO e BBBZZL Lo sgombero degli ~lati e feriti in guena. Memoria premiata al con.c orao Riberi. Un volume di 1>48· 276 .con molte figure e tavole grafiche. - RomR, 1905 • 3 50 <lA_e~. La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel çou.çol'!k> RJ~ 1904·1906. Un volume di pag. 330 con 66 figure. - Roma, 1908. , .6 ID. l.e malattie e gli infortuni nella vita militare. ;Memoria p~miata al conoorao Ribori 1905· 1906. Un volume di pag. 402 con tavoJe grjdl~e e ekt~eticbe. - Roma, 1908 » 8 CUeAl!rL - Eçosizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del Mr· vizio sanitario in campagna preeso l'esercito italiano. Rolll&, 19Q6 . • l 50 O. CJteABK. - Studio sulle rr.ediaetiniti (mediaatiniti euppurative, aaceeao m&diaatinioo~ Roma, 1900. Un vol. di pag. 144 . • 2 H'I'B.TL. - Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguaggio anatomico. Treduz;ione libera italiana dei dottori C. PBII:'rrl e C. SJ'Oa.U.. Roma, 1884. (Edizione rara.) • «< Le l~ catuate dalle armi da guerra. Sintesi della relazione eanitaria eogli -rcitì tedeeohi dm-ante la guerra franco-germanica 1870·71. - Roma, 1889. Qn volume di pag. 348, prez.z o ridotto. · • :l MA.NAYSA. Rtudii lltorico-critici sulla merùngite ~rebro-spinale epidemica in Italia e partico~armeote nell'eeercito. - Roma, 1883. Un volume di p_ag. 262 con 2 tavole grafiche, preao ridotto • 50 8ALOr.uu. - Le lesioni trauYDatiche dei centri nervOIIi. Memoria onorata del prerni.o Riberi. - Roma, 1900. Un volwue di pag. 320, prezzo ridotto . • S 60 8-roB.u. e GtoLJABBLLt. - La malaria in Italia. Opera onorata del 1° p~rnio al oonooreo Riberi. Un volume con '1 grandi ~vqle oromolitografìcqe. Roma, 1885, prezzo ridotto. · 3 TololJtLLnCL - DeUe malattie più frequentemente simulate o provocate dagli inecritti. Roma, 1875 • • • • • • • • 3 50 CtTsA.NJ. - Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul 119rvizio l' ' 50 B&Ilitario in campagna l'S. 11. - Per l'acquisto delle opere soprahldlcote ln•lare ummisslonl e 1aglla aii'A.mmlnlstr,tzloae del Ghrnale di medlc•ne militare, via XX Settembre, Ro.ma.
AUre publJU.cazioui m ecUoo-11tilitarl: 1'~1 LBLLI FRA:fOBBOÒ, capitano
medioo. - Manuale di bromatologia pei medici militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 16° di pag. 484. (Vendibile p~ l'Autore in Firenze, Scuola d'applicazio~ di aiUlÌtà r:nllitare) . 1~ , 5 Tra11:LLI, capitano medico. - Ferite da arma da fuoco portatili. Teai di libera docen~. Un yolw;ne di pag. 6'70 con J7 tavole.~ Modena, 19}-6. (:Vendibile preBIIO f Autore, Scuola Jnilitare) . , . , . • . . . . . . • , ,J j _5 A.. SBBTOLt, capitano medioo, libero docente di pe.wlogia apeciaie chirurgica nella R. Univereità di Piea. ·- Contributo allo studio del rino6ma e rioerobe iatologiche sui trapianti di ou~ secondo Wolfe (con 18 tavole). -Livorno 1911, Offiçine grafiche Cbiappini. (Vendibile preBBo l'Autore, Ospedale militare di Livorno) .. - . . • 6 JANDOLO Cos-r.t.lii'X'INO, generale· medico. Oftalmoeoopia ed ottica oculietica. Manuale teorico-pratico. Un vol. in 8° con 82 figure e 12 tavole.- Napoli. Btabillmeoto tipografico F.,rrante, 1905. (Vendlbile preuo l'.Antore, Roma. via Principe Amedeo, 47) • " 8 M.ANoJANTI Ezw, oolobDello medico Lo egombeto acqueo 'dei feriti nella valle del Pc ( \889, 1898, 1905). Testo e proge'to con illuetrazi.oni, premiati con diploma d 'onore all' Eepoeizione internazionale di Milano 1906. {Vertdii1ile p~ l'Autote, •Roma) • . • . • . . .' . • Il ID. JD. Esercito e tubercolosi. (Notizie. Profll888i a~t.Uale. Età della ' obi.amata. - Ferma biennale. Abb8118àmeato della statUJ'a). Rei-ione aJ CongreBBO nazionale d'igiene 1906 lllil&no. (Id. id. id.) . • li -
GIORNALE DI
MEDICINA l\fiLITARE Direzione e Amminlstraz: Via Venti Settembre (Paiano del Ministero della guerra)
CONDIZIONI DI ABDON.UIENTO. 1Q tl G iu,.nale d i medicina militare ~i pubblica l' ullimo giorno di ciascun mese io fascicoli d1 S fogli di stampa. 2- L'allbo nament.o è aunuo e decorre d a l 1° flen n aio. JO Il prezzo de ll' abbo name nto è: Per l' l talia e la C ùl onia Eritrea· . L. l~ Per l'Estero • .. 1:.,.. 1 ,2-... U fj . 1 5 in Italia • • n a~c1co o separ ato costa f all' Estero • • • • ,. •,no Il s u pplemento contenente l'Annuario S in Ila li a .. 2,no del cor po sanitario militare cos ta . ? all'Estero. • 2,7S +• L'ahbo namento non disdetto prima del t• dicembre s ' in teud e rmnoval4 per l'anno s ucces!>ivo. SO l Siflnori a bbonati militari i n effettività di servizio po s;>ono pagare l'im· porto d e ll' abbonamento per mezzo dei rispettivi comandanti d.i corpo (anche a rate mensili). se P e r i l'Oli ufficiaH medici (de ll'Eser cito e della Marina) P. ammesl'O u~ abbonamento C'!umulatho al Gio1'nale dt m edicina milil.a1'e ed agli Annali di medu:ina naoale e co.oniale al p1·ez.zo di L. 18 annue. P .. r o ttene r e tale abboname nto J~;li abbonali del giornale di m edicina militare d evono far pervenire direttamente L. 6. a ll'amminis trazione degli A11nali (presso il minis~ero della Marina). 7° Ai librai si fa lo s conto del10 •,•• ma soltanto per gli abbonamenti delle pel"l!'Ooe e degli enti non militari, che non poss ono Cruire della facilitaz1on& di cui al n. 5 e 6 . SO Le s pese per g li estrn~ti e quelle per le tavole litografiche, fn LO~raG che, ecc., c ue accompa~nassero l~ memorie, sono a caraco degli autori. 9<> Gli auto ri delle memorit;- potranno averne gli estratti facend one richiesta ttll' allo -iell'invio delle bozze corrett.e. Gli el'tralli sono di due tipi: T aPo ...t. - Con copertina in bianco, senza rronlespiz.io, e colla impaginatura e numerazione del ra~cicolo. 'tiPO B . Co n copertina s tam pata, frontespizio, impa~inatura e numerazione speciali\ !l prezzo è regolato d alla seguente tariffa:
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GfORNALE DI
MEDICINA Pubbli ca to dall ' Isp e ttorato di Sanità milit a re G iornale dr medic1n• m1h1aro : sa,e.t.t884
Gtoma l •
m edico oel R egio Esercito e d e lla Regia Mars"a ' Giornale medico net Reaio Eeercdo : 181H:i~tQ07
ANNO LXIII -
FASCICOLO
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t:A:St..:ISTICA Cl.l:o< ICA. RENDICONTO 1••oltllOO f9f'Slal tlltro delle oper.r7lotti r hlrorj!iche e~"J!IIIlo ue(!fi stabilinwntl , otottarl oPI· 1JRr.f\OLOGIO I:SDICE G!N'"'
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r.I\ALE OEU.E M.o\TERIE PER L'AN:'lO 19t5
DIR EZIONE ED A :\IMIN!STRAZt ONE
·---,._,_ __ 8.0.I(A - P&lauo delllloM!tero di'Ila GoerTL V"J.a XX Sf.tte•bre - ROMA p
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Roma, VIa Condotti, n. 91 - Telefono 1106.
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Pubblicazioni vendibili presse l' Alllllinistraz. del " Gioraale dlllldlclu •flltan ..
hutau.co Pn:rao, tenente generale ~- -
Sall'a&iooe desii at.W.li fucl.li da guerra e apeoialrnent.e del fuoiJe italiano di piccolo oaJibro, OOD.front.o OOD qQello di medio oalibro. IStudi eperiment&li, con 16 t.av. di fot.op'a6e e radiosrde riprodotte in fototJp cgrafia).-Roma, 1903. (Vendibile ~la 'l'lp V~) L . 4 lo. m . - Le operazioni pià freqnent.i nella chirurgia di gu.ena, oon 111 figure intercalate nel te.t.o. - Fireru!:e, 1898. (Vendibile pr-.o la Llb.. Bernardo Seeber, Firenze) . • • 8 A..ropom.....O mililare. - Risultati ottennt.i dallo 1rp0gUo dei fotrll aan.ttari deUe ol..& 1869-1863; due volumi in 4° oon a&.lante: Vol. l ( Dati anwopologioi ed Mnologioi) coo Atlante della geopafla &D v opologioa dell' It.lia. - Roma, 1896 • L. 18 Vol. Q (Dati d~ografici e biologici). - Roma, 1 90~ • a 6 8Ah ••rno e B wOJU.A. Compendio di chirurgia di guena coropUat.o .w1a Moria w edioo-cbirnrgioa della gue rra di aeoe.iooe d' America. Roma, 1888. & volumi. preu.o ridotto . • 6 60 u .....L&DO e Ba&:r.El. - Lo agombero degli &m~at.i e feriti iD guerra. Memoria premiata al oonoorao Riberi. Un v olume di 1>&8· 2'76 oon moiM flpre e tavole grafiche. Roma, 1905 • a 60 C AeA.aun. La fatica nella vita militare. Memoria pnnuiata nel oonooreo R~ 1904-1906. Un volume di pag. 330 con 66 figure. - Roma, lao8 • • 8 ln. l.e malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al conoorao Riberi 1906- 1906. Un volume di pag. 402 oon tavole gra6cbe a at&t.ia tichlll. - Roma , 1908 8 Cv•.t.•L Eapoei:r.ione eommaria dell'ord!namento e funEiooamen~ d el - vwo aanitario io campagna pr-»> l'.aeercito itaJiano. RomA, 1908 • 5() O a C'EeAaa. S tudio aulle noediaat.init.i (medi. .tmiti anppurat.ive, _ , medl. .tinico ) - Roma, 1900. U n vol. di pag. l « . • 2 STaTI- Oooauat.ologia anatomica.. Storia e critioa del moden10 ~io anatotnlco. Tr~M!u:r.ione libera italiana dei dottori C. PaaTn e C . Sn»aLL Roma. 1884. (Edizione rAra) · • 8 Le l~ coauote dalle carmi do gtM:n~ Sinte.i deUa rela&lone ..Wtaria eugli -rcit.i tedeeoru d urante la IJUerra .franco-germanio& 18'70· 71. - Roma. 1889. U n volume di pag. 3•8. p~zo ridott.o. • t M.t.W.A'r'IL.A. Studii atorico-critici IIUlla meningit.a OMebro-.-pinale epidemica iD Italia e particolarmeot.e neU'NerCit.o. - Roma, 1883. Un volw:ne -di pag. 2GS oon 2 tavole ;rraficb e, p rezzo ridotto • 50 S u .or.uu. - Le leai.o ni traum atiche dei centri oervoei. Memoria onorata del preroi .J Riberi. - Roma. 1900. Un volume di pag. 320, p...-.o ridot.k» . • 3 60 S roaE.A e GlOt..I.A..BJI:LLT. La malaria in lt.lia. Opera Oll«'&&a del 1° preDlio al coo corao Riberi. U n volume oon '7 grandi tavole aromolit.ogra6obe. Roma. 1886, p~:r.o ridott.o . · l T O II&LLJJCI. Delle m alattie più t:requentemeote eimulaM o provocate dacli imor ritti. Roma, 1876 . • 3 150 Coe.un. - Guada del m edico militare per le 08er oitaaiolli praticlbe .W H rvizio 8&D.itario in c a m pagna • S 6()
m
.• . R . - Per t•a çqllllto dalla opera aoprallldlaata lnwtara comMiaalolll a . . .Ila all'a-tlllatru laa• Chi Gl~rnale di medicina militaNO, wla XX Satt-llra, Roaa.
MEMORIE OR I G IN ALI
RELAZIONE su casi di tetano osservati nei primi mesi di guerra (giugnosettembre 1915) con alcune indicazioni pratiche per la cura di questa malattia 1Con .9 {!gurel
Per il dott. Guido Ver noni, capitano medico
Bisogna. confes!)are che l' utilità. della cura spec ifica n ella infezione tetanica. non è ancora riconosciuta, per lo meno tra noi, con quell'n· niversale e incontrastato consenso, che invece possiede e acquistò cosi rapidamentt:~ Ja sieroterapia della difterite. La convinzione dei grandi vantaggi che eia questa cura si possono ritrarre, si fa strada in m odo continuo, ma lento. Ciò è dovuto allo scetticismo che invade facilmente chi vede fa.lli~:e un rimedio, anche se usato in modo e in condizioni non adatti a t-rarre conclusioni di sorta.. È difficile persuadersi che, !!le insuccessi :non possono evitwrsi in nessuna malattia e con nessun mezzo per quanto ottimo di cura, ciò è tanto più difficile nel tetano, malattia che ha una mortalità altissima: c poche malattie acute la pareggiano, è sorpassata solo, fra le congeneri, d all'idrofobia. Pel tetanò traumatico è di circa il 90 p. 100... (l ) . Le statistiche della m ortalità dimostrano come 8-ia grave la prognosi in ogni caso, pe1· qu,anto pos·
1-ono essere leggeri i primi f>·intorni. per quanto lier;e la lesione che l'ha ]?a'l"odotto; ma . è poi anche peggiore se la le!!Ìone è grave. Se t: iene in a~guito
a ferita lacerata, a (ratt•,ra composta d'un arto, a contaminaferita colla terra, ed anche in seguito a parto, la guarigione è estremamente rara. Le probabilità di guarigione sono mi~ione vera della
( l) Altre statistiche danno cifre di poco inreriori. Il Behring dà. 1'80 p 100. (V.).
5a- literno'- al medkl,.. "'""<~•·•
- Fase. Xli.
89-1
R~:L .\ZIO~E
SU
CA~l
DJ TETANO 0,_-<F:I:tVATI, ECC.
roori, se i primi sintomt si manifestano prima del decimo giorno dopo la ferita; la maggior parte de1le guarigioni si verificano in casj i neo· minciati dopo dieci giorni dttlla. ferita, e la prognosi migliora quanto più lungo è l' intervallo ... « ... Dopo i primi quattro o c inque giorni la prognosi mig!iora con la durata d€1lla malattia, l.Jenchè non · dia t:e1·e speranze, a meno che i sintomi abbiano durato una quindicina e presentino una r;ern e persistente diminuzione. · c ...Date le migliori <!Ìrcostanze, nei casi, per esempio, che si verificano una quindicina dopo una lier;e f erita, la probabilità di gùarigione uguaglia quella di morte, e d'altra parte nessun caso di t et~no traumatico è assolutamente disperato: v'banno casi c he guariscono, quali si s iano le circostanze di c ausa. e di carattere~. (0owERs, Jlanuale delle malattie del sù;tema n ervoso, ediz. italiana). [ Il carattere corsivo non è nell'originale ] . Ho riportato testualmente queste parcle del Gowers perchè, pur brevemente, danno un'idea esatta ed evidente della gravità d t> lla malattia. con la quale si h a da combattere. E non credo inutile aver pre messo questi giudizi, perchè molti medici, per neces~ i tà. di oirco· stanze, non banuo alc un&. personale esperienza di questa malattia. Una delle ragioni per cui il tetano insieme con la rabbia possiedono la triste supremazia della mortalità tra le mala.r.t.ie d"mfeziooe, sta in ciò che, in entrambi i casi, si ha che fare con un viruiJ o con un tossico ad azione strettamente elettiva ~o cer t i sisterni organici, anzi su determinati e circoscritti distretti del sistema nervoso, e per di più distretti n e rvosi d'importanza altamente •itale. Tutto il mru.~ o il tossico che ~:oi producono nell'organismo ammalato non banno, come luogo d'elezione cui fìssan;i e su cui esercitare la loro terribile azione patogena, che alc uni piccolissimi aggruppamenti di elementi nervosi, i quali perciò possonG assai fac ilmente essere so· prasaturati con l'agente morbigeno. Per ciò che riguarda la localizzazione del 'ele no del tetano sul sistema n e rvoso
centrale,
la. si
può soltanto arguire dai sintomi.
c I primi sintomi •, osserva il Gowers, c s i manifestano nella regione animata da nervi che sorgono dalle parti superiori del cordvne s pinale, midollo allungato e ponte, e si devono riferire a centri c he occupano questa regione. Lo stesso indizio ci è fornito d'al l o .spasmo respiratorio coordinato, tratto così saliente degli attacchi, dallo spasmo vasomotorio, dall'iperpiressia, quando c'è, dai fenomeni di tetano cefalico ~. D 'altra parte malattie di queste parti del sistema nervoso possono dare manifestazioni uguali a quelle del tetano. Così c da ma-
RF:LA7.10!\E ::,U C ASI DI T T.AC\0 0'-"ER\• .\TI. IU ' C.
AU5
lattia organica del ponte del \arolio abbiamo talora. trisma. permanente; lo spasmo tonico ~enerale, specialmente >:pit'cat o alle gambe, non è raro quando c'è emorragia in que:;to punto ». Un a ltro sintoma, l'aumentata ecdtabilità r iflessa, che il più spes;;o compare nell'ultimo stad io del tetano, ma che può anche aprire addirittura la scena, testimo nia di uno stato morhoso dei centri spinali inferiori. Infi ne assai spesso dalla sede della ferita parton() spasm i tPta u ic i, che fanno supporre un'azione locale della tossina sui nervi periferici. Dall'insieme di q uesti fatti si può, concludendo, affermare che i · sintomi domincmti accennano in prima linea al pc•nte e al midollo allungato q1tali sede del p rincipale dis turbo nen:oso nt•lLa malattia. Oa.l fatto, che la lesione caratteristica del t etano si s~olge in un territorio di cosi grande im porlanza per la vita, e che tale lesione è an c he la prima a determimusi, si comprend e seuz'altro per ch ò i n questa malattia la m or talità sia cosi straordinariame nte ele,·ata. Ora. la cura. specifica. col siero antit etanico si prefigge Io S('Opo = 1", di neutralizzare la. maggior qunntità di t ossina prodottasi: 2°1 com'è principalmente sostenu to dalla nostra. scuola, di immunizzare quRnto più è possibile di territorio nervoso ancora ill eso contro un eventuale e probabile atta~co della tossina. Ma. sopra q uelle parti di tessuto nervoso, sulle quali il veleno ba. giil. fatto presa, il siero, per potente che sia, non e~p li ca assolutamente nessuna. azione disintossicante e riparatrice. Occorre dunque in ogni caso pre1;enire la lesione: nua volta ini ziata, .nulla vale ad a rrl:lsta.rne il corso. Chi vuoi dunq ue cercare d'ottenere dei reali vantagl!i col trattamento specifico del tetano, occorre tenga ben presenti alcuni punti fondamentali: innanzi tutto che se è lecito, in base a. certi fatti, affermare la gravezza di un caso, non è dato vi~eversa in base alla mancanza di tali fatti, far prognosi di benignità , poichè i primi sintomi, per quanto possano n o n essere allarmanti, denotano so mpre una lesione di centri straordinariamente vicini, anzi contigui a quelli più indispensabili alla vita: q uindi ai sin tomi indifferenti di oggi possono tene r dietro domani sintomi mortali; · conseguentemente, che, ogni ora che passa dall' inizio della. malattia. a quello del trattamento specifico, può avere importanza vitale per il malato; che, data la. sede del disturbo nervoso, è logicamente consi,gliabile di portare il siero spec ifico quanto più è possibile in diret to,
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REL~ZlO:\"E
Sti C A S t
O!
'I'ETA~O
OSSERYATI,
E CC
immediAto contatto coi t essuti sensibili, per a-çersi una maggiore rapid i t,à e in tensità d"azi one : la ~:ia d 'introduzione del .<~iero n on d et:'es6e1·e ;ndi{fe1·ente; c h P le manifestazioni tetan icb e in atto n on sono e non possono essere influenzatA dRl sier o. La l or o cu ra spetta al trattamento sintoma t ico. R. in n n ziare a q nesto, c redendolo sostit uito da quello speci· fico, p uò s igni fi car e la perdita del ma lat-o. Queste affe rmazioni c he ho fatte, p er quanto in gran parte basate s u ri cer che sperim ent~;~.li numer ose, potr anno forse s embrare a taluno ancora bisogn ose di conferme pratiche. È appunto questa confe rma pratica c he io intendo d i dare col riferire sopr a n n cer to numero di casi di tetano osservati e seguiti, o direttamente c urati 1 in q uesti primi mesi di guerra. Tale o pportunità mi è sta ta data d a l fatto di essere addetto, come ufficiale medi co, al servizi o antite tanico. Tale servizio. c he comprend e la preparazione del sier o su larga scala, per u so dell'eser cito, è dir etto in ogni suo dettaglio dalla maggior comp et e nza in materia, il prof. Tizzo ni. Non occorre che io dica di quanto vantaggio mi stata in og n i m oment o e sotto ogni riguardo la profonda e lunghis!'ima esp erienza in proposito del mio illust r e maestro. esperienza che è riflessa in quasi ogni conclusione del presente r appor to_ In poche circ ostanze ho potuto. meglio che in questa, con s tatare come la ricerca sc i e ntific a ben fa.tta non sia puro a cq uisto di sterili conoscenze, ma il miglior punto di appoggio per applicazioni pratic he .
'è
• •• Non ho difficoltà a ricon oscere che. se da tntti i casi qui ripo rtati s i fa il calcolo delle guarigioni e della mortalita complessive (v. poi), non si ha quella c he si chiama una statistica brillante. Per quanto confrontando questi risul tati con quelli che abbiamo sopra riportati delle comuni statist iche, risulti in modo evidente che una buona percentuale di tetanici curati si sono cosi salvati che n on lo s i sarebbero altrime nti, ciò nondimeno non è dalla considerazione pura e semplice di questi dati statistici che io traggo la mia fid n cia nella terapia spe cifica del tetan o. Se cosi fosse, mi basterebbe riportare i risultati e d ogni aggiunta o consid erazione sar.ebbe superflua. Purtroppo invece occorre che chi legge rifaccia tutta la mia recente esperienza per poter acquistare un giudizio personale. I fatti c he riporto e che mi aono sforzato di esporre nel m odo più obbiettivo possibile, cercando
RELAZIONE SU CASI 01 TETAXO O:,SERV ATI , ECC.
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anzi di mettere sempre in evidenza i punti deboli del metodo curativo, potranno, ne son cer to, suggerire molte considerazioni utili e nuove idee per r endere più sicura che a ncora non sia la cura di questa. temibile infezione. I. -
Casi di t etano
n e i quali non furono pratieate iniezioni antitetanich e preventive l. (1).- TUMMINO S A LVATORE , di anni 23, solda to del . .. fanteria. Ferito il 9 giugno 1915 nei p ressi di Gorizia, riportando una. vasta lacerazione in corrisponden za dell'articolazione coxo-femora le sinistra, i n ter essante l'articolazione stessa, inoltre una vasta ferita lacera al terzo medio della faccia inter na della gamba destra. con fratt ura comminu tiva della tibia.. Fu per cinque giorni in un ospedale di Cvrmons, poi trasportato a Bologna, dove fu ricoverato all'ospedale Gozzadiui il 15 giugno. Entrambe le ferite, ma molto più quella della gamba df'stra, sono putride, con estesa e profonda necrosi di tessuti. X e scola un liquame fetidissimo. A detta del P. non g li sono state praticate iniezioni di sorta dopo la ferita. I. - 16·VI. Il giorno 16 nel pomeriggio si avvertono i primi sintomi teta.nici: trisma, contrazioni cloniche dolorosissime cb<' partono dalla gamba. Temperatura. 39' 2. Pulsazioni 110. Si iniettano per via sottocutaneR. 2 dosi prevE-ntive di siero Tizzoni. Alle ore 21 si pra · t ica la puntura. lombare e si iniettano 25 centimetri cubi di siero, previa estruzione di una quantità quasi uguale di liquido c r. II. - 17·VI. Assai grave. T r isma spiccatiss~mo, opi'ltotono, paro~sismi frequenti e dolorosi. CondiziOni delle ferite sempre pessime . Ma.tt. T. 38' .5. P. 115. Sera.: T . !37°.6. P. 12 1. Ore 10, 2• iniezione endora.chidea 25 centimetri cubi siero. Ore 21, sa iniezione endorachidea 25 centimetri c- ubi siero. Ili. - 18-VI. Condizioni generali gra.>i. 'I'ri<Jma. e opistotono assai meno forti. La. ferita dell'anca è leggermente migliorata; qnella. della gamba è semprc> nelle stesse condizioni di gangrena est esis'!ima e di fetore insopportabile. Snbdelirio. ( l) Dove non è deLto altrimen tii, il siero adoperato fu quello • Tiu:oni •. Le dosi ct~rotit:~ di questo siero sono di 25 centimetr i cubi. Le dnai pnt:entiv" &C'no di 6 o di IO cen time tri cubi, e s i equivalgono, e!lllendo il siero d elle p rime doppiamente più Corte d i quello delle seconde.
HEl.AZJONE SU C A ST DI TETANO OSSER\"ATl. E CU .
Matt. rr. 38' .4. P. 115. Sera: T. 3S0.4. P. 115. IV. - l!J-VI. Matt. T. 38-,0. P. 1~0. Da iersera, coma. Alle ore 11 cessa di vivere. RussUl'TO: iniezioni antitetaniche pret:entù:e: nessuna. Periodu d'mcubazioue: 7 giorui. Esito : morte in .,p giornata. Cura: nel l " giurno, 2 iniezioni sottocutan ee di dosi preventive, e una endoracbiJea di dose curativa. Nel 2' giorno, 2 iniezioni endoracbidee di dosi curative. O:.sERVAZI0:-:1: In questo caso per l'estensione e la gravità delle lesioni e per iJ loro s tato d i avanzata gangrena putrida, il ferito era in gravissime condizioni e con poche speranze di salvarsi, già prima che 11opra.vvenisse il tetano. Il t t'tano si annunziava certo di per se gravissimo, sia per il breve periodo d' ineubazione, c he per la natura delle ferite. · Il t r at.tameuto fu iniziato s ubi to appena com parsi i primi sintomi e pt·aticato nel modo più inte nso. La morte dell'i ufermo è avvenuta in coma in IV giornata. dall' inizio del tetano e quando i fenomeni puramente tetanici erano già dal giorno p rima in manifesto regres$0. Il riassorbimen to dalle ferì te putride di materiale settico e t ossico in così ampia. misura è certamente iu questo caso assai più r esponsabile doli a morte dell'infermo che non la sola infe zione tetani ca. 2. - COLOMBI LUIGI, d'anni 20, soldato del .. . fanteria. Ferito nei dintorni di Gorizia il 9 giugno 1915. Giunto all'ospedale Goz· zadini, quarto reparto, il 15 giugno. Ferite Ja pallottole e schE'gge d i shrapnel: frattura aperta. della prima falange del pollice destro. Due ferite lacere e p rofonde nella faccia antero -intern a della coscia destra. La ferita del pollice non suppurò mai: quelle della coscia suppurarono e d i vennero fetide. Stette fino al giorno 14 in un ospedale di Cormons. Non gli venne praticata uessuua iniezione antitetaLica pre\·ent1va. I. - 17-VIL Inizio dei primi sintomi del teta no: trisma oi fanno subito nella mattinata alcune iniezioni sottocutanee di dosi preventive d. l bracoio e ,d la. coscia destra: sera, tempera tura 38". Alle ore 21, prima iniezione endorachidea di 25 centimetri cubi &iero Tizzoni. II. - 18-VJI. 'l'emperaturaore9, 37°.5; ore 18 , 38°.2. Frequentissimi acce~si convulsiv i che par tono dall'arto inferiore ferito e si propagano a tutto il corpo. Forte opistotono. Trisma di alto grado: l'infermo non può farsi comprendere. Rigidità dell'addome. Abbondante sudore. Stato
RELAZIOYE
~U
CASI
m T ETA~O OSSR R \"ATI , ECC.
899
grave. Ore 10 e 21 seconda e terza iniezione e ndoracb idea come sopra. HL - 19-\II. Temperat ura mattina 380.4; sera 38°. Ore :lO, quarta iniez ione endoracbidea com e sopra rquesta. volta senza estrarre li quido c. r. p rima dell' introduzione del siero e senza che ciò produca nessun disturbo al malato). K ei giorni 20, 21, 22 , 25 furono fatte altrettante i ts iezioni sott.ocut:'l.nee, intorno e superior m ente a lla ferita della coscia, di dosi pr eventi,·e di siero. L'infermo si rimette lentamente, ma guarisce per fettamen te. RtAS..,liNTO : Iniezioni antitetaniche prnentive : n essuna. P eriodo d'incubazione: 8 giorni . Dura.ta dello .<;lato acuto: circa 7 giorni. E.~ito: guarigione. Cur a : Al l 0 giorno a lcune iniezioni sott ocutan ee di dosi p reventive e p rima iniezion e endorachidea l dose curati va. Al 2 ° giorno, seconda e te rza iniezione endora.chidea, rispettivamente l dose curativa. Al 3" giorno, q ua.rta iniezione endoraC'bidea l d ose curati , a. A.l 4°, 5°, 6° e 9° g iorno alt rettante iniezioni sottucu tan ee di d osi prev entive. O ssERVAZIONI: Questo rappresenta, p er me, un caso veramente tipico di tetano, a. forma. grave : - sia per i fenomeni presentati, che per il bre>e periodo d'incubazione - e in c.ni si è potuto bene osservare la si ngo lare ~fficacia. delle iniezioni endorachidee di s iero. La cura. è stata iniziata n elle mig liori condizion i, al primo giorno d i malattia. La sintomatologia. è stata. sin dall'inizio assai grave per i continui }Jaros;;ismi muscolari, che pa.rt.ivano dall 'ar to ferito provocando fieriss imo dolore all'infermo, e per il fo rte opistoton o. I fenomeni si aggravarono maggiormente il g ior n o successivo all'i nizio della. c ura Al 3., giorno, d opo la secÒnda e la. terza puntura lombare, le condizioni erano stazionarie: la. malattia. era come arrestata nel suo progresso. Un deciso principi o di r egresso fu con!'tatato solo dopo la. quarta puntura lombare. In seguito il miglioramento progredì regolarmen te senza che si verificassero accenni a ricadute: in relazione a. ciò è da notarsi come l'organismo del m~llito fu mantenuto saturo d i antitossina fino al 6°-9' giorno. 3. - BALESTRA. LOIGI, di anni 2 1, da G-attico (Novara), soldato del . . . fanteria, ferito i l 7 giugno a Y ipulsano. È ricoverato all'ospedale G ozzad ini di Bologna e di qui t rasportato il giorno 12 a l la. Clinica. Chirurgica, essendosi manifestati
9(10
REL AZ10 1\E -.u CA'-1 D l TETASO
O~ER\"A TI.
ECO.
sin tomi tetanici. Presenta : vasta lesione delle parti m olli alla faccia esterna del collo del piede d estr o con scopert ura del tendine òel tibia.le anteriore e recisione dei flessori dorsali delle ultime dita. S uppur ante. Afferma di non aver avuto alcuna iniezione di siero dopo la ferita. I . - 17-VI. Primi sintom i di tetano: lieve trisma. Verso sera. aumentato. 2 iniezioni sottocutanee di siero milanese. Medicatura d ella ferita con im pacco d i siero. Iniezione endoracbidea 30 U. I. dello stesso siero M. La te m pera tura ba oscillato fino a.d ogg i p oco sopra :37\ ra.ggiu nge stasera cirCJa. 38.5° II. - 18-VI. Temperatura 38.5n. Tetano completo. S cosse. Opistotono. Iniezione sottocntanea 20 centimetri cubi solfato di magnesio 40 p. 100. Ore ~4, iniezione endoracbidea 25 cent imet ri cubi siero Tizzon i. ili. - 19-VI. T emperatura quasi 41J0 • Condizioni sempre gravi. Ore 10.30 iniezione endorachidea c. s. Ore 21, altra iniezione endorac hidea c. s. I V . - 20 -VI. Temperatura. normale, condizioni pressochè immutate, appena un leggero miglioramento. Alle 11.30 iniezione endorachidea c. s. V. - 21-VI. Continua il lieve miglioramento. Ore 23, iniezione sottocutanea l dose pre\entiva siero T. VI. - 22-VI. Ore 9, iniezione sottocutanea l dose preventiva siero T. X. - 26-VI. Si constata un certo riacutizza.rsi dei sintomi tetan ici. Ore 16. iniezione endorac hidea c. s. X I. - 27-VI. La temperatura, che e ra tornata pressocbè normale , subi~ce un forte rialzo: 39.5°. Nei giorni seguenti con t inua il miglioramento sino a guarigione completa. RIA:.SU:STO : Iniezioni antitetaniche p1·uen tive: nessuna. Pet·iodo d"incubazione : 10 giorni. Durata dello stato acuto : circa 6 g iorni. E:;i to : guarigione. Ct~ra: 1• giorno, 2 i uiezioni sottocutanee ed l endorachidea; 2° giorno, l iniezione endorachidea. di dose curativa.; 3° g iorno, 2 iniezioni endorncbidee di dose curativa; 4° giorno, l iniezione endora.chidea.. d i dose curativa; 5° e Go giorno, rispetti va mente l iniezione sottocuta.nea. di d ose p re ve n ti va;
RELAZIONE SO CASI DI TF.TA!\0 O SERVATI 1 ECC.
901
10° giorno, l iniezione endorachidea. di dose curati va. O~RVAZIONI: Altro caso sul genere del precedente. Anche qui si è cominciato a. notare un inizio di regresao nei sintomi soltanto dopo la. quarta. puntura. lombare. Il giorno 22. dato il n otevole miglioramento, furono sospese le iniezioni di siero, anche sottocutanee. Ma 4 giorni dopo, il 26, si ebbe un improvviso riacutizza.rsi dei sintomi. Fo immediatamente praticata una iniezione endorachidea e non ci fu bisogno d'altro. Si sarebbe evitata questa. piccola. ricaduta., se si fosse insistito più a. lungo con le iniezioni sottocutanee di dosi preventive dopo il giorno 22. Altri casi, che vedremo, c i dimostreranno quanto siano temibili queste ricadute dopo un'apparente guarigione e come spesso conducano a. morte. Altro fatto da. notarsi è quello delle elevazioni della temperatura suocessi ve alle iniezioni endorachidee di siero. Torneremo su questo punto. -!. - CAGLIE~DO FRANCESCO, di an ni 21, soldato nel ... fan t eria. Ferito il 9 giugno 1915, giunto all'ospedale militare di Cel'ena il 18 giugno. Ferita lacera sul dorso della mano sinistra: nel centro si appro· fonda fino ai tessuti molli della palma, essendo asportata gran parte del s• metncarpo. Non risulta. dall'interrogatorio dell'infermo che abbia. avuto alcuna iniezione antitetanica preventiva. L - Il 19-V I mattina si avverte lieve trisma.: dolo ri vaghi lungo la colonna vertebrsle. Nessun'altra manifestazione tetanica. Ore 10. iniez ione ipodermica all'ava.mbra<:cio s inistro di 1500 U. I. siero milanese. Salicilato di sodio grammi 4: pro die Ore 22, aumenta il trisma: comincia rigidità della nuca. Seconda iniezione di siero<'. s. II. - :W·Vf. Aumentano il trisma e la rigidità della nuca. Cominciano scosse cloniche rlel braccio ferito. Sempre a.pirettico. Ili. - 21-VI. Condizioni st azionarie: un solo acce1<so convulsivo nella uotte. IV. - :a2-VI. Temperatura 37°.2. C<mdizioni iovaria~e. Rigidità della nuca, della colonna vertebrale e dei muscoli addominali. Ore 23, terza iniezione sottocutanea di siero c. s . V. - 23-VI. Temperatura 38'. Diminuita la. rigidità della nuca. Più frequemi le sco~se che partono dal braccio ferito. VI. - 24-VI. Tempt~ra.tura 37°.4. ~cosse più frequenti con accenno all'opistotono. Iniezione di 5 centigrammi di acido fenico. VII. - 25-VI. Temperatura 37" 3. Notte agitata. Scosse frequenti. Ritenzione d'orina. Tre iniezioni di a cido fenico nella. giornata. VIII. - 2 1-VI. Mattina. Temperatura 37'.7. Sco se meno frequenti. 2 iniezioni di acido fenico.
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I!EI..AZIOSE St: CASI DI TETANO 0SSF.RVAT1 1 ECC.
Sera. Molto agitato. Scosse frequenti che si diffondono al tronco e alla nuca. Ore. 23, prima puntura lom bare: senza estrarre liquido si iniettano 25 centimetri cubi siero Tizzoni. IX. - 27-VI. Temperat ura 38 .6°. )iella mattinata pinbtosto agitato; verso sera si va ca.lmando. Temperatura 38.5°. Polso 104. Ore 22, seconda iniezione endorachidea c. s. X. - 28·VL Notte relativamen te calma specie dopo svuotamento d ('lla vescica col catetere. Condizioni sensi bi l mente migliorate. A spetto buono. Nei giorni seguenti il miglioramento si accentua. Fu praticata p('r precauzione una terza init'zione endorachid~a, come le precedenti. L'I. è guarito perfet tamente. RIASSUNTO: Iniezioni antitetatJiche pret·enthe : Nessuna. Periodo d'incubaziCJ1le : 10 giorni. Durata dello stato ac1do : 10 giorni. Rsito : guarigione. Cura: Al P giorno iniezione !'Ottocutanea 2 dosi preventive; al 4• giorno iniezione sottocutanea l d ose pre>eutiva; al 6., giorno l iniezione di a cido fenico; al 7° giorno 3 iniezioni di acido fenico; all'SO giorno 2 iniezioni di acido fenico e l una JDlezione en·doracbidea d i dose curati va di siero; al 9n gioroo seconda iniezione endorachidea di dose curativa.; al 10° giorno terza iniezione endoraohidea di dose cur ativa. Nel periodo a c uto frequenti bagni tiepidi. OssERVAziONI: L11 malattia si è presentata da principio sotto una. forma abbastanza mite. Il blando trattamento sieroterapico iniziato &l 1° giorno, ripreso al 4° e poi nuovamente sospeso e sostituito con l'acido fenico, p11r e>a. più che sufficiente a frenarne il corso. Ma ver~o il 5° e 6° giorno l'andamento dE>lllt mnl11.ttia di\enta preoccupante. Lo spasmo tonico dei muscoli d~lla nuca, della mandibola., d.ella colonna vertebrale. pasl':a in seconda linea e s i a ccentuano inver·e i pa.ros~ismi che partono dal braccio ferito. In una parola, l'elt>ment.o clonico cominci a a prevalere. Alla ser A. delr SO gi orno l'infermo preAen tava uno strano quadro. Manteneva sul letto une. posizione specie.!~ con grande riguardo per la mano feri ta perchè non si movesse, cercando così di evitare gli a ccessi che da quella partivano. Ciò nonostante, ogni pochi minuti
questi si producevano assai intensi, e diffondendosi determina,ano forte opistotono; ma cessato l'accesso, che, per quanto intenso, non dava però si ntomi bulbari (cuore, respiro ', l'infermo riprendeva immediatamente a voc iferare, come in preceden za, col padre che lo assisteva.
. 903 L e iniezioni endorachi<lee cominciate alla sera. deln;n ginno, ebbero ragione dei sintomi preoccupanti, che furono rapidamente arrestati. Il corso della. malattia è stato assai lento in principio: s~ invece, come nella. maggior parte degli altri casi, aves~e !leguito una rapida progressione, non si sarebbe forse r i usci~i ad arre~tarlo. 5. - BOTTA NIC'OLA., di anni 21, soldato del . . . fanteria. F erito il 2 luglio a Fogliano. Entrato nell'ospeda le mil itan• di riserYa della. c linica oculistica (Sant'Orsola), il 3 lu~li o . \asta ferita da scheggia d i shrapnel alla fa<'cia palmare della mano sinistra, interessante tutta la regione t(•nare profonda, con este;.a necrosi di tessuti. Al Jato radiale nella Tf•~ione me-tacarpea altra ferita profonda. Lo scheletro pare integro. Al momento della ferita l'infermo ebbe abbouclanle emorragia, che fu arrest.ata. Sltl campo dal medico. A quanto risulta, 11011 ba aYuto inif'zioni di sorta dopo la ferita. Le prime manifesta1.ioni tetaniche comi nciarono il 14 luglio. . I giorni 15, 16, 17 e lA mattina gli furono pratica te vane uu ezioni lòottocutanee di dosi preventive di siero 'J'izzoni. "\. - 18-VII. Ore 16. L'infe-rmo appar~> a>'sa i grave. Trisma fone. Opistotono abbastanza acce-ntuato. Accessi-convulsivi che partono dalla mano ferita e si diffondono a tutto il corpo, non molto ran·icinati, ma intensi. Per cercar di evitare gli acce,lli il malato ricorre a vari artifì zi, variando la posizione o comprimendo il bn1ccio sinistro. Alle ore 17 si pratica la puntura lombare, facendo uscire abbondante li· <1uido c. r. Mentre si sta praticando l' introcl uzione, lentis~ima, di 2ò centimetri cubi di siero, l'infermo diviene poco a poco cianvtico e pa.;;sa in stato di grave asfissia.. La respira:r.ione artificiale, prontamente praticata. rianima. tosto l'ammalato. Iniezione di ol io <'anforato. VI. - 19-VII. Date le pericolose condizioni dell'infermo, si ri!!nnzia a praticare altre punture lombari e si fann o nella giornata una prima, e poi una seconda iniezione intramuscolare nel òeltoide e nei muscoli vicini del braccio ferito, d i 25 centimetri cubi l'una, di siero Tizzoni. VII. - ~O-V II. Condizioni ugualmente gra vi: aumentato l'opistotono. Mattina, T. 37°.4, P. 96 .• era, T . '38°.2, P . 114. Si praticano alle ore 12 e alle 22 altre due (terza e quarta) iniezioni intramnsco· lari di 25 centimetri cubi l' una. con siero Tizzoni. VIII. - 21-VII. :llattina, T. 37", P. 100. Sera, T. 37°.3, P . 118. Sempre grave, ma il progredire della malattia. è man ifestamente arrestato. Ore 20, q uinta iniezione di siero.
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RELAZIONI> SU CASI DJ TETA:-0 OSSERVATI, ECC.
IX. 22-VIJ. Miglioramento ·generale. X . - 23-VII. Persiste il miglioramento per quel che riguarda le scosse e le contratture muscolari; ma. le condizioni del circolo sono sempre preoccupanti : pulsazioni 110. Polso duro e grosso. X l. - 24-VII. 01·e 16. Iniezione di una. dose preventiva di siero. Nei giorni successivi prosegue H miglioramento. Da. un giorno all'al· tro il polso ritorna a frequenza. e qualità normali. Verso il 10 agosto l'infermo si alza. e cammina. RIASSUNTO. Iniezioni antitetaniche preventit·e: Nessuna. Pe,·iodo d'incubazione: 12 giorni. Durata dPllo stato acuto: Circa 10 giorni. Esito: Guarigione. Cnra: Al 2o, 3°, 4° e 6° giorno, altrettante iniezioni sottocuta.nee di dosi preventive; a.l 5° giorno, iniezione cndorachidea di una dose curativa; a l r,o giorno, due ini~zioni intra.muscola.ri di dosi curative: al 7° giorno, due iniezioni intramuscolari di dosi curat ive: all' 8° giorno, una. iniezione intramuscola.re di dose curativa: all'llO g iorno, una iniezione sottocute.nea di dose preventiva. È stato fatto abbondante uso di morfina e di olio canforato e ta· ]ora di caffeina. <>1 passato lo stato acutissimo, dopo il giorno 21, si sono fatte ripetute frizioni su tutto il cor r-o con soluzioni di a ceto aromatico, procurando uno straordinario benessere al malato. OssERVAZIONI. Anche in questo caso come nel precedente (Cagliando), la malat tia si è presentata nei primi g iorni sotto una forma abbastanza mite. Nei primi 4 giorni furono praticate unicamente iniezioni sottocutauee di dosi preventive. Al 50 giorno le condizioni del malato si aggravano. Come si è visto, durante la. iniezione endo· nH'hidea u:1 accesso a!'fittico minaccia :seriamente la vita dell'infermo. Nel seguito della malattia questi accessi asfi ttici si sono ri petuti spontaneamente numerose altre volte, talora più volte a l giorno. La continua e A.tt.enta a~s istenza per par te de1l'aiutante di" Sanità e di alcune dame infermiere, che dopo il primo esempio avevano imparato a. praticard immediat,amente un'iniezione d'olio canforato ed occorrendo la r espirazione artificiale, hanno sempre salvato la vit.a al paziente. Questi accessi di asfissia di evideotA origine bulbare e la costan te notevole frequenza del polso - oltre 110 pulsazioni - non propor· zionata alla tt<m peratura - inferiore a i*)o - ban no segnato il lato caratteristico di questo caso, imprimendogli una gravità appena superata da pochi altri.
REI,AZIONE SG OASI DI TETANO OSSERVATI, eCC.
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6. - GROSSO SIMONE, di anni 23, da Cuneo, raporale maggiore del ... fante1·ia. Ferito il 6 luglio 1\'.)15 da scheggia di granata al braccio sinistro, riportavdo frattura commiuutiva dell'omero e una larghissima ferita lacera sulla f11ccia ant~:riore del braccio, con !ace· razione di muscoli e tendini. P ochi minuti dopo la ferita fu medicato al posto di soccorso di Sdraussina; passò poi a Sagrado e quindi a Palmanova, dove rimase due giorni senza essere medicato. Non gli venne praticata alcuna iniezione. Entrò nell'ospedale civile di Imola il 9 luglio. Fu medicato ogni giorno Il 12 sotto narco::~i la ferita fu ripulita. Nei giorni seguenti la ferita andò migliorando. La temperatura, 38•·38°.5, andò S<:emando fino a scomparire. L 'infermo potè alzarsi e camminare. I. - Il 25 luglio nelle ore pomeridiane si manifestarono i primi sintomi tetanici. L'infermo accusò un po' di mal di gola e difficoltà nell'aprire bene" la bocca. Null'altro. Nella sera si praticò la prima. iniezi0ne intrarachidea. di ~5 centimetri cubi di siero 'T'izzoni. Quando il medico si recò al letto dell'infermo per fare l'iniezione, questi, coutro l'ordine ricevuto, s'era alzato e camminava per le. sala. Il tri· sma era già molto più evidente. Dopo !"iniezione (nella notte) il paziente sofferse di forte cefalea; ma dopo mezzanotte poti> riposare. II. - 26-VII. Mattina, T. 39o. Eccetto il trisma, nulla da. notare. Si pratica una iniezione sottocuta.nea di una dose curativa. Dopo qualche ora dall'iniezione l'infermo si senti va benissimo. III. - 27-VII. Mattina, lieve dolorabilità. alla nuca. Trisma notevolmente aumentato. Però senso di benessere: l'infermo mangia bene e chiede di alzarsi. IV.- 28-VII. Il P. non si lamenta che di una certa dolorabilità al dorso; specie in basso. Perdura la rigidità della nuca e il trisma. Può nutrirdi solo di biscotti rammolliti nel latte e di liquidi. Durante la notte riposa bene. Scarsissimo uso di morfina. V.- 29-VII. Il trisma è un po' az~mentato: inoltre il P. avverte qt~alche scossa dolorosa al braccio ferito. Accusa anche forti dolori al collo e al dorso. Difficoltà nella deglutizione. Verso sera si pratica la seconda. iniezione endorachidea come la precedente. Durante la notte dolori al dorso. VI. - 30-VII mattina L'L può deglutire molto meglio. Trisma ancora. spiccato e rigidità della nuca. Diminuite le scosse al braccio malato. In questo stato di relativo benessere l'I. si mantiene, sen?:a. però m igliorare ulteriorment,e, fino al 4 agosto. XI. - 4-VIII . Comincia ad accusare dolori più intensi al bracc iò e al dorso. Profusi sudori. I fenomeni si fanno più gravi.
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1-106
RELAZIO~E
SU CASI Dl TETAXO OSSER\"ATJ 1 ECC
XII. - o-VIII. Alla mattina e al1a sera si praticano due iniezioni endoracbideE' 1III e I V ) come le p:-ecedenti. Oiononostanle le contrazioni clonic be si estendono · anc he al brac~io 11ano. S cosse violente anche al dorso co11 opistotono. D'ambo i la ti gli a va m bracci sono flessi sul ùraccio e le mani banno l ' atteggiamento ad artiglio. La temperatura sale a gg.39•. 5. Respirazione affannosa, irregolare, cianosi. Incosc ienza nelle ultime 24: ore. XIII.- 1\fuore al m a ttino del 6 agosto . RussuNTO. - Iniezioni antifetaniclte preunfice: Xessuna. Periollo d'incubazione : Hl giorni . .B.vito: 1Iorte in 13a. giornata di malattia. Cw·a: Al 1• giorno, iniezione endorachidea l dose curativa; a l2°, iniezione sottocutanea òose curat. Al 3° e al 4• nulla. Al f>0 , seconda iniezio.ue endorachidea dose curativa. Dal 6 " all'·ll• nulla. Al 12•, sa e 4" iniezioni endorachidee dosi cnrati-çe. . OssERVAZIOl\I . - Questo caso, ad e&ito letale, è dei più istruttivi dal punto di vista del trattamento . Intanto è da notarsi la. lunga. incubazione della malattia: i primi sintomi comparvero dopo 19 giorni, quando la. ferita era gia in ottime condizioni, la tempera tura normale e le condizioni ge nerali. tali da permettere al P. di alzarsi e pas~eggiare. Per prudenza, per quanto si potesse pronosticare un'infez ione assai benigna, fu praticata s ubita una iniezione endorachidea, e il giorno dopo un'altra iniezione cu· rat iva. Nei giorni seguenti la malattia sembrava arrestata: il trisma era molto accentuato, ma questo sintorua, com'è noto, non cede facilmente, e il P. godeva del resto di un singolare benessere. Al 0° giorno soltanto il P. comi ncia. ad avvertire qualche scossa dolorosa. a.l braccio e un po' di disfagia.. Allora viene tosto praticata un' altra iniezione endora.chidea e il giorno seguente il malato è nuovamente migliorato. · La cura viene sospesa e il P. si mantiene in queste condizioni per altri quattro giorni. Ma all'll 0 giorno di malattia compaiono i m · provvisi e inaspettati nuovi sintomi gravissimi. Riescono completa· mente inutili altre due iniezioni endorac bidM e l'I. muore dopo 48 ore dall' ultimo improvviso aggravamen to. Ora, in questo caso, per quanto terminato con Ja morte, si sono potuti chiaramente constatare nel corso della malattia gli effetti benefici del siero. Dopo ogn1 iniezione i fenomeni si arrestavano e l'I. stava bene per qualche giorno. Ma l 'errore gravissimo e fatale per il paziente, nel quale siamo caduti, è stato quello di non volere insistere con la c ura. per tenere l'organismo saturo di antitossina: . si è lasciato in-
R~LAZI('NE
SU CASI D I T ET.A:o\0
O ..,SER\"ATI 1 E CC.
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vece esau rire volta pe r volta q ue lla do::.e che ve ni,·a iniettata n el racbid e. Se l' iutossicazione del sistema nervo""o si fosse arrestata, come po teva beu1ssimo lt.eC~tdere, dopo i l primo attacco, s 1 avrebbe avuto la guarigione e s1 sarebbe d etto che la. c ura. pr a ti<'ata era stata s uf- , fi ciente p er quanto scarsa, ad arrestare .il progre<Jso delle lesioni. Invece in q uel periodo di beuessere dal 30 luglio a tutt.'> il 3 agosto, durante il qua le non è stata fattd nessuna iniezione di siero, la prod u zione d i nuo va tossi na. ::ontin ua.va a tarsi, e la. s ua azione s ul s istema. nervoso .tenuta in fren o per o giorni, per effetto dell' ultima iniezio n e, si è espltca ta improvvisamente al ()". Questo caso ammaestra su/.la neces~ità di c01ztinuare a lungo, dopo vinti i I'Jintomi più allarmanti, con iniezioni continuative anche eli pie· coLe dosi di siero. (Cfr. questo coi casi Perioli e Giannini (n. 9 e 10), coi quali ba. d elle a nalogie). 7. - GALLO V IN CENZ O, soldato, feriLo d a. pa llotto la di fucile al polpaccio d e lla gamba sinistra il 7 luglio 19l o. Fu medicato dopo 4 ore. Entrato nell' ospedale ci vi le di l mols. (t~"'Z· c h irurgica) il 15 luglio. Afferma di non avere a vuto nessuna iniezione di siero. l o-VII. Appena entrato, dev'essere su bi to oper ato per flemmone sviln p patosi a lla gam ba fe r ita. Fu medicato poi ogn i gio rno. Pus in Rbbondanza. La temperat ura, un po' elevata. in principio, andò man m auo tliminuendo. I. - 20 V li. Pnmi sint omi di tettt.no. L'I. pe r la p rima volta comi n eta a lame ntarsi di sensazion i dolorose Sf.>eciali. m o lestissime, c he m a i fino allora a veva provate. Non era più il dolore dei giorni passat i, ma uu senso di tensione, d i i ndolenzimeuto al polpaccio. Verso sera l'L cominciò ad avvertire dei crampi alla gamba. Con la morfina. i feno meni s i attenuarono s in quas i a s co m pa.rir~. Il. - 21-Vll. Gli stessi fenomeni si ripresentano con m aggiore i nten::;ità . Di più, anche i muscoli d ella cosc ia. son o scossi da violente contratture. Ili. - 20-V !L Le contratture di ve ngon o q nasi cont111ue e dolo· r osissime. Nessun a ccenno a t risma nè rig idità della nuct~: la testa s i può piegare in avanti completamente senza provocare il · minimo dolore. N el pomeriggio iniezione endorachidea 25 eme. sier o T. Non fn pos sibile far sgorgare prima dell' iniezione che poc he gocce d1 liquido. L'l. non ebbe però n essun disturbo. L a tempera tura &alì a 38<'-3 38°-5, e tale si mantenne per t u tto il giorno seguen te. IV. - 22-VII. Interrogato l 'I. dice di soffrire di un leggero dolo re alla nuca e ai masseteri. Però può flettere bene la tes t a. ed a prire
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REL AZIOSE SU CAST DI TETANO OSSERVATI, E CC.
la bocca. Deglutizione normale. La gamba ferita è flessa for temente sulla coscia. Le contrazic.ni sono frequenti, ma in massima non sono aumentate per intensi ta e freq uenza dal giorno precedente. Diaforesi abboodamissima. Ore 2U, iniezione intramuscolarenei glu tei, d i :25 eme. siero T. L a temperatura non sale nella notte oltre 38 . Kotte agitata. V. - ~-VII matt. L'infermo è piuttosto abbllttuto. Le contrazioni sono m eno frequen ti. La gambiL è sempre in forte fiessione su lla coscia. Il malaLo tiene sempre la. posizione boccon i col capo esteso e il tronco arcuato. La bocca è ape rt11. piuttosto male: anche la deglutizione è dlilicoltata. Continua abbo nda nte diaforesi. Medicatura e lavaggio della ferita con soluzioni n itrato d ' argento l p . 100. L'in fermo parla bene. È molto preoccupato della s ua :,orte. X ella giorn ata continuano frequenti scosse dolorose n ell'arto ferito. Anche i r etti dell'addome sono contratt.i. A sera trisma marcatissimo; evidente contrattura dei muscoli del co\lo. Opistotono. \'1. - 25-\II. Più marcato l'opistotono. L'arto deforme per la contrazione tomca. non presentca ora contrazioni cloniche cosi ampie e frtque u ti come nE'i g 1orni seorsi. Sera: iniezione endorachidea c. s. Vll. - 2 6-VII m art. Iniezione eudorachidea c. s. Diaforesi conti 11 ua. abbonda.ntissi ma.. Vlll. - ~7-Vll. !::)uda meno. Contrazioni clonicbe quasi cessate. lX. - 28· YII . .N utevo le migliorame nto ch e continua progressivo nei g10r0 1 seguenti. Rimane ostinata la. contrattura in flessione della. gamba ferì ta. .i:tJAS:iUNTO. Iniezioni antitetaniche p1·er·entive : Nessuna. l'eriudo d 'inc:t,bazione: lo gior ni. lJttrata d.lllo. 11tato acuto: t> giorni. Esito: Guarigione. Cura: Oomiuciata al S'' giorno con una. Iniezione endorach idea. d i dose curati va . Al 4~ giorno iniezione muscolare l dose c urativa.. Al :)• nulla. Al 0° e al 7° altre due iniezioni e ndora.chidee di dosi curative. Us.st>t<VAZJONI. Dal punto di vista. clinico è da notarsi come anche in questo caso lo spasmo si sia iuizl.ato nell'arto ferito, per propagarsi se~.:ondariamen te a l trc.nco, alla. nuca e alla mandibola.. Inoltre in questo caso i crampi della gamba sono stati precedltti da. una 11e11Bazùme doLorosa speciale e molutis$ima. La cura è stata iniziata in 3° giorno, e avendo i fenomeni presentato un andamento progressivo, senza alternative di arresto come nel caso precedente (Grosso), non la si è interrotta - tranne nn giorno sino alla guarigione.
RELAZIONE SU OAI'I DI TETANO OSSERVATI, ECC.
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Notevole dal punto di vista clinioo è la molestia che procurava al P. l'abbondantissima sndorazione: tanto che domandava che piuttosto lo si lasciasse morire, o gli si togliesse il sudore. 8. - RONCHI LUIGI, di anni 21, soldato del .. . fanteria.. Ferito <la pallottola a Podgora il 18 luglio 1915. Fu medicato subito, poi inviato all'ospedale di Cormons, e poi a Udine dove gli venne estratto il proiettile. Da Udine fu dirett amente inviato a Ferrara all'ospedale militare, dove giunse il ~3-VII. Si constatò : Ferita da proiettile penetrante al deltoid~ sinistro, -estratto dietro la scapola. Non ebbe iniezioni antitetaniche preventive. IV. - 31 VII. Il P. riferisce che da 4 giorni avverte dei crampi al braccio sinistro. l eri il crampo si è esteso anche ai muscoli del dorso. Prova. una cer ta difficoltà, non dolorosa, ne ll'aprire la bocca. Oggi i <lenti vengono di varicati poco più di l cm. Inoltre lieve corrugamento della fronte, occhi leggermente socchiusi. Bocca un po' stirata jn largo. Non riesce a toccare il petto col mento. Ogni tanto è preso, -quando lo si stimoli, da una scossa durevole ad arco di cerchio. Le punture provocano spasmi tetanici. I rumori e la. luce non gli danno invece fastidio. Dei ritiessi notevole solo l'assenza dei cremasterici e degli addominali. Abbondante sudorazione. Si cauterizza la ferita. anteriore col termocauterio. Si iniettano .sottocute 100 U. A. siero Berna.. V . - l -VIII. Ore 15, temperatura.: 36•.6. VI. - 2-VIII. Le scosse hanno durato tutta la notte. • tama.ne è più quieto: ma il P. è piangente per paura della sua malattia e all'idea -che gli debbano ripetere le iniezioni antitetaniche. VII. - 3-VIII. Il P. è piangente, irritabile, risponde mah·olentieri .alle domande r iguardanti i suoi disturbi soggettivi. Pupille nn po' mioticue, sguardo un po· fisso. Verso le 11, previa iniezione cii morfina, si pratjca iniezione endor achidea di 25 eme. siero Tizzoni, previa estrazione di altrettanto liq nido c.r. limpidissimo. Il ma lato sta bene. Verso le ore 15 si fa sollevare a sedere sul letto. Ricade, morto. Temperatura. circa mezz'ora dopo il decesso 39°.5. (I ersera era .apirettico). RrasstrnTO. - Iniezioni antitetaniche preventi-~;e: Nessuna. Periodo d'incubazione: lO giorni. Esito : Morte in 7" giornata. Cura : In 4a giornata i niezione sottocutanea dose curativa. In 7a giornata iniezione endoracbidea dose ourativa. 59 -
Giomal~
,u mediti/lo mllilot·e -
Fase. Xli.
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RELAZI ONE SU C\SI DI TETANO OSSERVATI, ECO.
Os;;snvAzro~n.- La morte repentina, senza sintomi premonitori, a tipo sincopàle, appare inspiegabile. Casi di morte nei tetanici per accidentali complicazioni se ne conoscono, ma. non sono frequenti. Il Gowers (loco cit., p. 99) cita come esempio un caso di Pitram, in cui la mor te provenne da embolismo polmonare per coagulo della vena ipogastrica., la. cu i for mazione si su ppose dovuta alla compressione della vena per lo spasmo muscolare. Nel caso n ostr o la. morte repentina, contemporanPa al movimento di sollevarsi sul letto, fa. supporre c he debba essersi verifica to un arresto improvviso del cuore, ma non si può dire in n essun m odo da. che causa. L'ipotesi della. morte da shock anafilattico in seguito alla inie zione endorachidea non mi sembra sostenibile: l 0 perchè in generale i sin· tomi dello 8hock anafilatti co tengono d ietr o più da pr esso alltl iniezione che li provoca, e non si manifestano con la sola fa.Jlanza del cuore; 2" perchè l'iniezione sottocutanea di siero praticata tre gior ni innanzi n on può essere im putata di avEir sensibilizzato l'organismo del P. Se poi l'organismo fosse già stato sensibilizzato in precedenza da un'altra eventuale e ignota iniezione di siero di cavallo, allora l'iniezione sot· tocutane a del giorno 31 dovrebbe a vere agito come iniezione immun izzante contro la successiva iniezione endora.chidea. Così almeno si comporta. l'anafilassi s,eerimentale, e non è dimoetrato che l'uomo re agisca. in modo sostanzialmente diverso. Quanto alla cura specifica, la si può considerare, in questo caso, come semplicemente iniziata. D.- FERJOLI ORESTE, di anni 24, soldato del . .. fanteria. Ferito d a shrapnel il 24 luglio 1915 a Podgora: medicato subito con il pacchetto di medicazione. Il giorno seguent~ trasportato a Cormons, e il 27 all'ospedale militare di Ferrara. Vasta ferita lacerante profonda alla parte interna e superiore della. coscia destra e alla r egione glutea corrispondente. No n ebbe iniezioni a ntitetaniche preventive. U . - 2-VIII. Senza prodromi, cominc iarono iersera i disturbi seguenti : og ni pochi secondi una. scossa obe estende l'.arto i n feriore destro leggermente fle,;so sul bacino . Nessun a ltro segno tetaoico. Iniezione sottocuts nea 5 dosi preventive siero Tizzoni. Sera. Le scosse da. stamane sono invariate: durano nu !'a.io d i secondi e si ripetono dopo pochi secondi d'intervallo. III. - 3-VIII. Stamane più rari e meno intensi gli accessi . Alle ore 11, previa iniezione di m orfina, iniezione endorachidea 25 eme.
RELAZIONE SU CASI DI TETANO OSSERVATI, ECC.
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siero T., previa estrazione a ltret tanto liquido c. r . limpidissimo. Acido salicilico. - Cloralio gr. 4. Or e 17. Il P . accusa minore intensità degli a ccessi. L'arto è meno flesso sul bacino, ma con tratto a muscoli duri e salienti. lV. - 4·VIII. I nie zione sottocutanea l dose preventiva siero '1'. V. - 6 ·VHI. Iniezione sottocutanea l d ose preventiva siero T. VI. - 6-VIII. Da ieri t r isma a ccentuato . Rughe a lla fronte, occhio socchiuso. Le scosse dell'arto sono meno intense e meno frequenti di ieri. Il polso è più pieno e m en o frequente di ieri (128). VII. - 7-VIII. Scosse in t ense e frequenti eh€' cominciano a intere88are anche l'arto sinistro. Scartamento delle arcate dentarie circa a mm. Digalen. - Mor fina 0.06 nelle 24 ore. Verso le ore 14, previa inie· zione di morfina (2 ctg.), si pratica la puntura lombar e: si estraggono poche gocce d i liquido c. r . e si iniett ano 25 eme. siero T. Ore 16 '/,. Le scosse, pur essendo altrettanto frequen ti, appaiono meno intense a l P. È eufor ico: confessa di essere allegro e riferisce ilaremente sul conteg no strano del paziente vicino di letto. VIII. - 8 -VIII. Il P. esalt a il suo miglior a mento, benchè il t r isma sia a umenta to da ieri: stanotte la bocca non si a priva affatto; ora s1 divarica a ppena. Ore 14. Temperatur a eleva ta : polso frequente e di eroto. Ore 16 . Il m edico, passandogli acca nto gli domanda come sta: risponde: c ben e • · Dopo mezz'ora, lo stesso medico, ripassando, gli ripete la domanda. Il P . non risponde, si solleva sui gomiti e r icade m orto. Temperatura 4 1"; mezz'ora dopo 40~.6. R a ss'usTo. - Iniezioni antitetaniche p reventive: nessuna. Periodo d'incubazione : 8 giorni. Esito : mor te in So giornata. C"ra : al 2° g ior no iniezione sottocuta.nea 5 dosi preventive <== l dose cu rativa) ; al 3° giorn o iniezione endorachidea l dose cura tiva j al 4° e 6" giorno iniezioni sottocutanee rispettivamente l dose preventiva; al 6° n ulla ; a l 7• gior no m1ezione en dora chidea l dose curativa. OssKRV.lZIONI. - Il ca">O si presentava certamente come grave, per la breve inc ubazione - 8 giorni- e per la qualità dei sintomi iniziali, cioè scosse brevi e molto frequenti dell'arto ferito, per quanto senza. trisma nè altr i fatti tetanic i. Tale inizio, come dimostra a nche il caso Cian (n. 10) è segno di molta gravità della malatt ia.
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RELAZlONE SU CASI DI TETA~U OSSERV AT1 1 ECC.
'l'utta.via la cura è stata cominciata. benissimo al 2° giorno, e in· tensificata al 3 1 con la iniezione endorachidea. Ma disgraziatamente in questo stesso giorno i sanitari dell'ospedale avevano praticata an· -che l& iniezione endorachidea. al Ronchi (caso precedente), e dopo -quattro ore dall'iniezione lo vedevano morire improvvisamente. Allarmati da.ll'incider.te e, probabilmente, già abbastanza lieti che non -fosse successo altrettanto al Ferioli, sospesero in ogni modo per que· st'ultimo il trattamento intensivo, e, al 4° e al 6° giorno iniettarono per via sottocutanea. complessivamente due dosi preventive, nulla al .S' giorno. Questo, a mio giudizio, e con tutto i l rispetto per persone che apprezzo senza restrizione alcuna, è stato un errore. Scnsabilissimo, lo riconosco io per primo, dato il p recedente, ma errore. ·• Al 6°1 so e 7° giorno le condizioni vanno continuamente aggravandosi. Lo stato del polso richiama l'attenzione sul bulbo (cfr. caso .Botta, n. 5). Le scosse si propagano anche all'arto sano. Digalen e morfina sono senza azione. Allora, finalmente, al 7° giorno, si pra· f ica un'altra iniezione endoracbidea., anche questa senza nessun incon· veniente: anzi l'ammalato si sente bene, e così pure l'indomani matt in.&- Ma nel pomeriggio del giorno 8°, temperatura e polso divengono a llarmanti e poche ore dopo l'infermo muore improvvisamente, senza alcun segno di asfissia, senza coma precedente. Anche questa morte, eome quella del Ronchi, è assolutamente insolita nel tetano. 10. -ClAN LAMBERTO, capor ale del ... fanteria. Ferito il 31 J uglio 1915 a S. 1Iichele, giunto all'ospedale Gozzadini, 4° reparto. il .J: a.gos~o. Lieve ferita da pallottola penetrata nella. parte an~eriore della coscia. destra, e arrestatasi, interessando solo le parti molli, sotto la pelle del cavo popliteo, di dove fu estratt a chirurgicamente.• 'carsissi ma. suppura.zione in entra.mb(' le aperture. Non ha. a vuto iniezione preventiva ant itet anica. L - L'il agosto sera si rilevano i primi sintomi dell'infezione tet&nica rappresentati da piccole, ma frequenti scosse della coscia ferita.. L·infermo riferisce che già. da quakbe giorno aveva cominciato ad avvertire piccole scosse dell 'ar to ferito. È praticata una iniezione sottocutanea. di 6 eme. sier o T. lL - 12-YIII. N ella mattinata sono iniettati sottocute, alla. radice della coscia ferita, 15 eme. siero T. con due iniezioni. Nel y:Qmeriggio altra iniezione come sopra di 10 om e. s. T. L'ir:fermo >iene trasportato in padiglione apposito deirospedale della. clinica. oftalmica.
RELAZIO NE SU OASI DI TETANO OSSERVATI , 1!:00.
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Ore 17. 1a iniezione intra.muscolare nella coscia ferita, di 25 eme.. s. T. Ore 22. 2• iniezione come sopra.. Dolori acutissimi, scosse con1inue dell'ar to. I dolori cedono subito alla ·morfina (2 centigrammi): le scosse no. III. - 13-VII. Ore 9,30. ga iniezione come sopra. Continuano Ier scosse senza tregua. Ore 18. 4• iniezione come sopra. Le scosse si propagano anche. all'altra. gamba. Temperatura 39". l V. - 14 VIII. Ore 9. 5a iniezione come sopra. L'infermo è poc~ addolorato (riceve solo due iniezioni al giorno di morfina ), ma l& scosse si estendono anche agli arti superiori, specie àal lato ferito-.. · Trisma leggermente aumentato. Sndorazioni profuse. Volto pallido;: sguardo come smarrito; 'l'emperatura 38°,4. Nella mattinata ha due accessi di soffocazione che sono superati, grazie alla respirazione artificiale immediatamente praticata. In nn terzo accesso, alle ore 13, l 'infermo cessa. di vi,·ere. RIAssu:sTo. - Iniezioni antitetaniche prevl!nfù:e: nessuna. Periodo d' incu.bazione: 11 giomi. E sito : morte in 4a giornata di malattiA.. Cm·a: al l o giorno iniezione sottocutanea di una dose preventiva; al 2° giorno varie iniezioni sottocutanee di dosi preventive e 2 iniezioni intramuscolari rispettivamente di l dose curativa.; al 3° giorno altre 2 iniezioni intramuscolari rispettivamente di l òose curativa; al 4° giorno l iniezione intramuscolare di dose curati va. OssERVAZIONI. -- Questo caso, ad esito letale, per quanto curat() precocemente e intensamente con iniezion i intramuscolari di siero, dimostra l'insufficienza di questo metodo di cura di fronte a un ca~ grave e, probabilmente, la sua inferiorità r ispetto al procedimento. delle iniezioni endorachidee. Notevole in questo caso è stata l'improvvisa. comparsa, al 4° giorn<» di accessi asfittici, dei quali due erano già stati vinti, mentre il terz<> condusse a morte il paziente. · 11. - MONTAGNANI TOMMASO, di anni 21, soldato del . .. bersaglieri. Ferito a Fogliano il 6 agosto 1915 da scheggia di ahrapnel al piede sinistro. Ricoverato nell'ospedale militare di Ravenna il giorno 9. La ferita interessa la regione metatarsea del pieòe sinistro: ~ suti lievemente cancrenosi. Nei giorni ~uccessivi migliora. Il 23-VIII.: era in buone condizioni. Non ebbe iniezione antitetanica preventiva..
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RELAZI OXE SU C AS1 DI TETANO OSSERSATI 1 ECC.
I. - Il 20 agosto cominciano i primi sintomi d i malattia: difficoltà uella. d eglutizione, trisma, dolorabilità della nuca e dolori mart~:llallti della ferita che si p ropagano lungo la gam ba. IL - 21-YII L Viene prat icata una iniezione sot.tocutanea di siero Berna. III. - 22-VIJ L 2 iniezioni dello stesso siero. sempre alla. coscia sinistri\, e 2 in iezioni di soluzione fenica 3 p. 100 (2 :eme. ogni volta.). IV. - 23 VUl. Ore 17. L'infermo appa.re piuttosto assopito. Tiene gli occhi soc chiusi ed ha. l'aspetto caratteristico della c facies s:lrdonica ,._ Risponde lentameute alle domande e solo dietro insistenza. Accusa legger a cefalea. La parola è inceppata e lenta., la voce leggerme nte nasale. L'infermo dice di avere questa. voce da. c irca. S giorni. Il polso è freq uente (o ltre 100 pulsazioni a l minuto), temperatura. sotto 38' . Trisma moderato. Nessuna. scossa c lonica, nè all'arto ferito nè altrove. Lieve rigid ità. della nuca e della colon na >ertebrale. L'occhio sinistro leggermente socchi uso. Ferita in buone condizioni. Ore 18 puntura. lomba.re. Estr a zione di c irca 30 e me. di liquido c. r.: iniezione di 4046 eme. siero Tizzoni. V. - 24-VIII. Nella n otte la. tempera tura. s i è notevolmente elevata (circa 39°,5 ). Ha. avuto degli c s tira.menti ,. alla. nuca. VI. - 26-VIII. Sensorio piuttosto depresso, ma. l'infermo interrogato risponde bene. Polso frequente. Diminuito il t.risma. Nessnna. scossa.. Non opistotono. Persiste la voce nasale. L'occhio s inistro è aooobiuso. Leggero catarro congiuntivale. S i pratica una 2• puntura lombare, estraendo oltre 40 eme. di liquido c . r. limpido e iniettando circa 46 e me. sier o 'l'. Nei giorni seguenti l'ammalato ba sempre tempera.ture elevate, spesso delirio. Nessuna dolorabilità n è rigidità della nuca : trisroa quasi 1compar.:~o. Intorno alla bocca ed al naso nume rose vesoicole erpetiche. VII. - 26-VIII. Temp. 39".8. Condizioni sempre gra.vi. VIII. - 27-VIII. Temp. 380.2. Oggi sta. un po' meglio. N on scosse, nè contratture. Iniezioni sottocutanee alle natiche, dose c urativa aiero T. XI.- ~9·VIIL Diminuita la febbre, però talvolta ancora delirante. X. - 8().V HL Accenna. a migliorare. XII. - 31-Vill. La. mattina pare un po' migliorato, parla col medico. Verso mezzogiorno improvvi.aamente s.i aggrava e oa.de in coma.
RELAZION.Il: S U OASI Dl TETANO O::.SERVATJ1 EOO.
XIIL -
Muore il giorno seguente, 1° settembre, allo ore G. Iniezioni antitetaniche p1·erentit'e: nessuna. Pe1·iodo d'inwbazione: 14 giorni. Esito: morte in 1a• giornata d i malattia. Ou,ra: al 2° giorno iniezione sottocutanea, l dose preventiva; al a• gtorno 2 dosi prevent.i ve sottocuLanee e 2 di acido fen ico; al 4° giorno l a iniezione endorachiuea 2 dosi curati ve; al 6" giorno 2~ iniezione eudorachiùea 2 dosi cur11.ti ve; all'SO giorno iniezione sottocut.anea. l dose curaliiva.. OssERVAZIONI: Questo caso è notevole dal pauto di vista sinto)lla· tologico, differenziandosi cla tutti quelli O!lsen·ati. 11 poriodo di i u oubazione non è stato certamente breve: 14 giorni. J..;a. ferita non presentava nessuna gravità. Quando vidi L'infermo al 4° giorno di malattia, vi era una evidente contraddizione tra la mitt•zza dei sintomi tetanici comuni e l'aspetto già grave del malato. Il trisrna. era moderato, ma la. parola. - come si è sopra riferito - inceppata, lenta e un po' nasale, e la rigidezza dei muscoli mimici dava un aspetto caratteristico al malato. Ma colpiva soprattutto lo stato di abbattimento del paziente, che dava l'impressione di g ravità. L'iniezione eu· do.rachidea non gli produsse nessun disturbo soggettivo, ma Ja tem· pera.tura si elevò notevolmente nella uotte, e tale rimase anche in seguito. I fatti soprariferiti si andarono accentuando nei giorni seguenti, diminuendo soltanto il trisma, che da ultimo er a quasi scomparso, o la r igidità della nuca. Nessuna. scossa. muscolare all'arto ferito uè altrove. Giè. al 6o giorno si uotò un leggero del i rio che, con alternative, persistette sino alla. fin e insieme con lo stato febbrile. Ohe giudizio dare di questo oaso? A me fece dapprima l'impres· sione di una localizzazione prevalentE-mente b ulbare della intossica.· zione teta.nica e giudicai il caso gravissimo. Il decorso ulteriore, con temperature costantemente elevate (che ritengo indipendenti dalle iniezioni endora.chidee di siero, le quali po~sono elevare la tempera · tura, ma. transitoriamente), e con lo stato profondamente depresso e col frequente delirio, poteva dare anche l'impressione di una forma infettiva. Per teu tare di chiarire il caso, e tanto più che il giorno prima. il paziente aveva 1n·uto evacuazioni diarroiche, prelevai il giorno prima del decesso, quando l'infermo era già. in coma., un saggio di sangue dalla vena del braooio (la pressione san~uigna era a.lquanto elevata.) n siero non conteneva agglutinine l!peoifiohe per il tifo e il paratifo B . Dal coagulo nacque, dopo alcuni gi-orni, un micrococco, a patina. bianca sull'agar. Ho creduto inutile studia.rne i ca.re.tteri 1 RtASSONTO:
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RELAZIO!\E SU CA S I DI TETAl\0 OSSERVATI, EOC.
n on sapendo, data. la natura banale del germe, qual sicuro valore patogeuetico potergli attribuire. Tornando alla ipotesi che mi si affacciò per prima. di una localizzazione bulbare della m alattia, non posso a m eno d i mettere in rilievo alcune anal ogie t ra i sintomi presentat.i da questo paziente nel corso di pochi giorni e quelli che si osservano n ella. paralisi bulbare cronica. (cfr. Gow e rs, 1. c .). Io quest'ultima malattia i sintomi paralitici possono essere « preceduti d a m ole. stia o dolore alla. parte posteriore della testa. In generale il primo sintomo è una leggera confusione nel parlare, dovuta ad imperfetta articolazione di quei suoni che richiedono principalmente l'impiego d ella lingua •· (Successi•amente compaiono i disturbi dell a deglutizio ne). Spesso vi è aumentata eccitabilità. muscolare riflessa, « per lo meno in quanto concerne i muscoli della masticazione :.. In questi cttsi abbassando la mandibola si può provocare un clono d ei mnscoli d e lla mastit:azione, {il quale può simulare un leggero t risma}. c ~o tasi talora frequenza eccessiva. del polso Yerso la. fine:. . Nella paralisi bulbare infiammatoria acuta, che dura Yari g1orni, la malattia p·uò iniziarsi con c cefalea., vomito, mal di gola, difficoltà di deglutire e febbre :.. Come si vede, molti dei siutomi ossen·ati nel nostro paziente sono altre;;ì propri della paralisi bulbare. In ogni modo peri' non si tratta che di una semplice aualogia, e il caso r imane assai oscuro a interpretarsi. hl. - OHlARE~Z A ALFIO, di ann i 20, da 1\Iagata (Catania l, solùato del ( ? }. Ferito il 23 agosto 1 ~ 1 5 a Monfalcone dallo scoppio d i u na. granata che gli sfracellò la mano destra e produsse >arie a ltr e ferite, ustioni e contusioni alla. faccia, al collo e alla mano s inistra. La sera stessa fu amputato al t erzo s u periore dell'avambraccio d estr o. E nt r ato nell'ospeda le civile d i R ovig o il 26 -VIII-15. Il m oncone è u n po' tumido e d olente alla pressione. Il ferito asserisce di non a ver e avuto iniezioni autitetaniche. Interr ogato nuovamente alcuni giorni dopo, 3-IX, riferisce di avere avuto subito dopo ferito, nel primo posto di medicazione dove fu trasportato, tre iniezioni sottocutanee alla coscia; tutt e di piccolissima quant ità di liquido -come una siringa di Pravatz - (ma non sa di co3t\. fossero). 26- VIII. Temp. M. 37°,5, R 37°,6. Medicatura.. 27- VIII. Te m p. M. 36?,9, S. 37°, l- Nulla di nuovo. Bene. 28 ·VIII. T emp. M. 36°,9, S. 37°,3. Nulla di nuovo. B ene. I. - 29-VITI. T emp: M. 37•,2, S. 37°,4. M:edicatura. Accusa dolo re vivo al moneone durante la medicatura.
B ELAZIONB SU OASI DI TETANO OSSEBVATI 1 ECC.
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II. - 30-VIII. Temp. M. 37~,3, S. 37•,6. Di tratto in tratto emette qualche grido, perchè dice d'essere colto da. dolori vivi al mon· eone. III. - 31-VIII. Temp. M. 37", S. 38°,1. Continuano i dolori accessuali. I V. - l-IX. Temp. M. 37°,2. S. 38°,3. Continuando i dolori ed elevandosi la. temperatura., si pratica, sotto narcosi, un'incisione al" moncone ch'è tumefatto. Non fuoriesce pus, ma. solo sangue racco1to. Colpisce il fatto che il moncone è colto da_ contratture dolorosissime che fanno gridare il malato. Si dubita Lrattarsi di t etano. Si inizia la cura con iniezioni di 3 ctg. di a cido fenico ogni t.re ore. Morfina e cloralio. V. - 2-IX. Temp. M. 3 •,2, S . 30°,1. Notte abbastanza tranquilla.. Alle ore 6 si riprendono le iniezioni di acido fenico. Verso sera ini e· zione sottocutanea di una dose di siero antitetanico milanese. Jlorfina e cl<>ralio. È abbastanza. tranquillo. VI. - 8-IX. Temp. M. 37°,4. Notte discreta : più frequenti gli accessi al moncone. Trisma appena accennato . Continuansi iniezi on i acido fenico ; morfi na e cloralio. · Ore 12 ' ',. L'infermo ha l'aspetto molto sofferente. Un po' per il trisma, un po' per le ferite della faccia, parla con difficoltà. :Xessuna. contrazione tonica, tranne che al moncone di amputazione. Addome abbastanza. rilasciato. Con gra11de frequenza l'infermo è preso da gravi accessi, che partendo dal moncone si p ropagano ai muscoli di tutto il corpo e lo mettono "in opistotono completissimo, facendolo appoggiar e sul letto solo con le calcagna e C•m la nuca. Tali accessi sono piuttosto brevi e strappano grida d i dolore all'infermo; non cianosi; poco affanno. Ore 16. Previa. narcosi eterea, puntura lombare: aspirazione di oltre 50 eme. liquido o. r. e iniezione di circa altrettanto siero Tizzoni. Sospeso l'acido fenico, prosegue la rimanente cura sintomatica. come prima. Temp. S. 39°,6. VII. - 4-IX. Temp. M. 38°,2, S. 39°,6. Notte agitata, accessi frequenti - ogni pochi minuti - e violenti. Con t inua. l'agitazione e gli accessi per tutta la. giornata. Si libera l'al vo con clistere. VIII. - 5-IX. Temp. M. 39°,1. Assai peggiorato; depresso; subde· lirio; opistotono tonico. Assai diminuite le scosse, ta nto che senza narcosi si può praticare alle ore 15 la puntura lombare, estraendo 50 eme. di liquido o. r. ed iniettando circa altrett-anto siero T. Temp. s. 38°,8. L' infermo rimane relativamente tranquillo sino a mezza·
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RELAZIONI': SU CASI DI TETANO OSSERVATI, E CC.
notte, sempre però in opistotono e col monco ne contratto. Da mezza· notte in poi aceessi frequentissimi e jelirio. I X. - 6·1X. Temp. :\I. 3!:!0 ,6. Sempre p iù grave. Ore lG temp. -:1.0°,2 estremi tà freLide, polso impercettibile. Ore L7,·10, in accesso d i del irio muore. RrAsc;c:---To: l 11ieziuni anfifet(mìche pre~:entive : pare di no. Pl'riodo d'incubazione: G giorni. E~ifo: morte in H' giornata di malattia. Cura: iniziata in 4 ' giornata con l'acido fenico; in 5a giornata si pratica oltre all'acido fenico anche un'iniezione sottocut anea di l dose preventiva; in 6" giornata un'iniezione endorachidea c massi va • di 2 dosi curative. (S ospeso l'acido feni co). In 7" giornata nulla; in sa altra iniezione endorachidea, come la. precedente di 2 dosi curative. - 0 $ SERI' AZIONI: Caso che si presentava grave fin da principio per il genere della ferita (moncone d'amputazione) e per la brevissima in· cubazione (6-7 giorni). La cura specifica intensa ò stata iniziata. a corso inoltrato.- La prima iniezione endoracbidea d'una forte dose (45·50 cruc.) di siero ha provocato un notevole innalzamento della te m pera.tur a.
II. - Casi nei quali f urono pt·aticate iniezioni nntitetanicbe prel·entive . 13. - P IERINI ENRICO, di anni 24, soldato del ... fanter ia. Ferito da g ranata il 9 giugno 1915 a Monfalcone. Giunto all'aspe· dale Gozzadini di Bologna il 10-VI. 11. VI. Si pratica un'iniezione sottooutanea preventiva cou siero Tizzoni. Dopo 8-10 giorni comincia a presentare scosEe assai frequenti all'arto su periore dest.ro, alla spalla destra e alla schiena. T ali scosse riescono viuttosto moleste. Si praticano allora immediatamente alcune iniezioni sottocutanee di dosi preventive siero T. : in tutto cinque dosi in tre. giorni. Ogni fenomeno scompare. RtASSUNTo: Iniezioni antitetaniclte preventi"e : una al. terzo giorno dalla ferita.
Periodo d'inc~tòazione: circa 10 giorni. Durata dei sintomi tetanici: circa 4 g iorni. Esito: guarigione. Cura: 6 iniezioni sottocutanee dosi prevent ive.
RELAZIONE SU CASI DI T E TANO O<;SF.T?V AT I. E C0.
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14. ZA.MBETTI LUIGI di anni 26, caporale del ... fa nteria. Fe· rito il 2 lug lio 1916. Entrato all'ospedale militare di riserva in Imola il 9 luglio. Ferita da shrapnel alla gamba sinist ra con frat tura commiuutiva del terzo superiore della t ibia. Appena ferito gli >ennero prat icate due iniezioni prevent ive di siero antitetanico. Il focolaio di fmt tura ampio e p rofondo cont iene numerose scheg gia ossee e grumi sanguigni. Dopo accurata pulizia della parte si im mobilizza l'art o con apparecchio mobile. III. - 9-VIJl. L'infermo r i ferisce che da tre giorni avverte un senso di intormentimento alle regioni masseterine nell'atto di masticare, e una certa difficolta nella deglut izione. Lamenta dolore all'arto ferito, che presenta pure delle ~>cosse. I muscoli addominali sono tesi. L'alvo chiuso. Sudorazione abbondante. T emp. 37°,4. IV. - 10·VIII. T em p. M. 37°,4 S. 37°,6. Ogni tanto scosse all'arto ferito. Non disfagia. Ore 20, iniezione endoracbidea 26 eme. siero T izzoni pr evia estrazione circa 10-lò e me. liquido c. r. limpidissimo. V. - 11-VIII. Temp. .M. 37°,9 S. 1'!7°,9. Stato invariato. Cefalea intensa. Iniezione sottocutanea 25 eme. siero T. VI. - 12-VIII. Temp. 37°,2. Cefalea intensa, leggero opistotono, dolori al racbide, scosse all'arto ferito; muscoli addominali assai tesi e duri, sudori profusi, senso di _grave malessere, agitazione. VII. - 13-VIII. Temp. M. 38°,3 S. 38°,5. Stato invariato. Cefalea diminuita. Secrezione sierosa a bbondantd dalla ferita. Iniezione endorachidea 25 eme. sier o T. VIII. - 14-VIII. Stato in variato. Cefal~a intensa. Sudori profusi Opistotono marcatissimo. Difficoltà. nella masticazione e deglut izione. lX. - 15-VIII. Temp. .M. 37°,3 S. 39°,9. Notte insonne: Scosse all'arto ferito. Alvo chiuso. Muscoli 'a ddominali rigidissimi. Iniezione endorachidea 2f> eme. siero T. previa estrazione di circa 8 ome liquido c. r. limpidissimo. Sudori profusi e violentissima cefalea dopo praticata l'iniezione endorachi dea. X. - 16 VIII. T emp. M. 37•,3. Notte insonne seguit a da un senso di euforia al mattino. T utti gli altri fatti invariati. XI. - 17-VIII. Euforia. Cefalea diminuit a. Secrezione sierosa dalla ferita. xu: - 18-VIII. Il malato è ancor più sollevat.o. Secrezione aierosa abbondante. XUI. - 19-Vill. I fatti riguardanti la maa~ice.zione e la deglutizione vanno diminuendo: le scosse all'arto ferito aono sempre più
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RELAZIOOSE SU CASI DI
TETA~;o
OSS&RVATI 1 EOO.
rare. Per eccesso di prudenza. è praticata. un'altra. iniezione andora· cb idea di 25 eme., previa sottrazione di liquido c. r. Alla notte dopo l'iniezione cefalea e sudori profusi. Nei giorni !'eguen t i il paziente va rapidamente migliorando sino a completa sco m parsa dei fenomeni tetanici. Ciò nonostante il giorno 27 è praticata un'iniezione sottocutanea di siero. H.rAf'SU!iTo: Iniezioni antitetaniche precenlive: Due, subito dopo a>· venuta la ferita. P eriodo d"inwbazione: 36 giorni. JJnrala dello stato acuto: 13 g iorni. E;ifo; Guarigione. Cura : al 4° giorno l iniezione e:tdorachiclea dose curati va; l al i)O sot.t ocutanea. • al 'jO l enclornch ideA. ,.• al ~ IO l • ,. al 1;\o l ,. al ~lo l sot.tocutanN\. Oss~HVAZI•JX!: X.:>tevole il lnugo periodo d'incu bazione e ciò nonostante la forma abbastanza ~m>e della malattia. I n qne~to" caso s i è putirolnrmeute osse>n·at~ inteosn cefalea dopo le iniPzioni endorachidee, e, una \Olta, anche sensibile elevazione della tem pPratura. lo. 'l'URH.EGROSS.\ LORE XZO, da. Li cata. (G irgenti) soldato del ... furt leria.. Ferito il 3 luglio cla palla di fucile al polpaccio della g<tmba. sinistra . Medicato sul posto, fu poi trasportato all'ospedale da cam po, do~e gli venne praticata un' iniezione di c co lor v ino bianco • , cl•c veniva indistintamente praticata anche agli altri feriti. F u poi trasportati) all'o,;pedale della Croce R osstt cl i I mola , dove giunse l '8 l uglio. l!'eri la t1·an sf'ossa delle parti molli con asportazione piuttosto est osa di t<'gnmeoti. T emp. 38°,5. Nulla di notevole nPi giorni seguenti. · Nella notte del J3 l'infermo ha dolori alla gamba ferita.. Gli stessi dolori si ripetono nei giorni seguenti (morfina, cloralio, bromuro). I. - 16-VIJ. M. Piccole scos::;e alla gamba. e coscia sinistre>. Nella notte e nel giorno seguente aumentano di intensità. II. - 17·V1I oro 20. I niezione intramnscolare alla natica di una dose (10 eme.) di siero antitetanico milanese. l'emp. M. 37°;4. Nei giorni seguenti continunno a ripetersi scosse tonico-cloniche, che si estendono anche all'arto sano. Non si avvertono contrazioni agli arti superiori , nè al tronco. Non trisma, nè opistotono.
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Rltt.,\ZIONE SU CASI DI
T~TANO
OSSERVATI, ECO.
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V IL - 22-VIJ. Permangono questi fatti. Ore 20 iniezione endo· rac hidea 25 eme. siero Tizzoni. Notte tra nquilla. VIII. - 23-VIT. M. Temp. 38•,3, ore 16, temp. 39•,1. P o lso 120. Dolori alla. n uca. e lungo la. spina. dorsale. Nel pomeriggio scompaiono. Diminuiscono le scosse. Alla sera. iniezione intramuscolare 25 eme. siero T. I X . - 24-VII. Temp. 37"-6, 37°.0, 37°.5. Le scosse vanno scomparendo. Nei giorni seguenti il miglioramento è sempre più a ccentuato. Te m p. normale. Il 28 ogni scossa. era cessata. Dal giorno dell'inizio d e lle scosse fin quasi alla loro scomparsa. si è notata profusa. sudora.zion~ . Per qualche giorno ancora l'arto sinistro rimase contratto in :flesSione. RrAssoi\TO: Iniezioni antitetaniche preventive: una nel giorno stesso della ferita. Periodo d'incubazione: 11-12 giorui . Durata della malattia : circa 12 giorni . Esito: guarigione. Cura: al 3° giorno ipiezione int ramuscolare l n ose curativa.. All'So iniezione endorachidea, l dose curativa. A l 9'~ iniezione intramuscolare, l dose curativa. OssP.RVAZIONI: Questo caso è u n esempio tipico di protezione in completa da. iniezione preven t iva d i sit'lro. Il tipo clonico dell' infezione e la. frequenza delle scosse lasciano pr esumere che, senza. l' ini:r zione pre\entiva., la malattia avrebbe decorso in modo grave. 16. LASFERZA GIUSEPPE, soldato del .. . fanteria. F e rito nei p ressi di Monfalcone il 19 luglio. Fu ricoverato nella sezione di sanità di San Canziano, dove gli venne praticata u u ' iniezione antitetan ica preventiva. Arrivato all'ospedale Gozzadini d i Bologna (l'V rep art.o) il 23 luglio. Feri ta transfossa al terzo superiore del b raccio destro con fra t tur a commiuuti va dell'omero. Viene subito operato di estrazione dei frammenti ossei. Nei primi giorni di agosto il pazien te accusò per sei o sette giorni delle violente contrazioni del moncone prossimale del braccio destro. Qa~ste con trazioni a poco a. poco scomparvero. I . - l-IX. Il l 0 settembre l' inf~rmo dice di provare una certa difficoltà nell'aprire la bocca e di sentire una leggera contrazione dei mus col i dEllla nuca. Viene praticata. una· iniezione di siero antitetanico T. alla. coscia (l dose preventiva).
RJ·:t.AZIO!\E !'-U (\\SI Dl TETANO O~';IWVATI 1
~CC.
II. 2-IX. Ore 12,· iniezione sottocutanea in corona sopra alla ferita 25 eme. siero T. Ore 1!1. iniezione intramuscolare 25 eme. nei musc:oli pettorali . III. - 3-IX. Qualche scossa al braccio ferito. Ore 17, iniezione sottocutanea 25 eme. IY. - 4-IX. )L: a ltra iniezione sottocutauea di 25 eme. nel deltoide, sopra spinoso, gran pettorale. V. - 5-IX. IJ infermo dice di sentirsi bene. Le scosse vanno scomparendo. VL - !l-LX Nella notte l'infermo ha avuto frequenti scosse d&i mnscol i addominali. Iniezione sottocutanea., l dose preventiva.. N ei giorni seguenti l'leo m pare del tntto ogni fenomeno tetani co. RIAS'>t:NTO: I niezioni antitetaniche 1weventive: una nel giorno stesdo d ella ferita. P eriodo d'incubazione: 43 giorni. D urata dPi sintom i tetanici : 5-6 gior ni. E.~ifo : gua-rigione. Cura: l • gior no 2 iniezioni sottocutanee, dose preventiva. 20 giorno, l iniezione sottocutanea e l iniezione intra.muscolare di dosi curative. 8° giorno, l iniezione sottooutane a e l iniezione intramuscolare di dosi curative. 4" giorno, l iniezione sottoonta.nea e l iniezione intramuscolare di dosi curati ve. 6" giorno, 1 iniezione sottocuta.nea e l iniezione intramnscola.re d i dosi p re venti ve. Ossi•:RvAZIONJ: Data la gravità della ferita (frattura comminutiva), il trattamento è stato intensivo (100 eme, di siero in giorni), pe r quanto il lunghissimo periodo d'incubazione (43 giorni) dimostrasse una. ~::~i cu ra. azione immunizzante nel siero iniettato preventivamente. 17. - GALILEI DIONISIO, di anni 25 da Ootrone (Catanzaro ), soldato d el . .. fanteria.. Ferito il 19 luglio 1916 a S. Michele. Giunto all'ospedale territoriale c Nigrisoli:. della. Croce Rossa, jl 21 luglio. F erito da pallottola di fucile con solo foro d'ingresso n ella. ngione dorsale d el pied e destro. Nel centro un tendine è messo a nudo. F erita d a. striscio al dorso del piede sinistro. 21-VII. Iniezione antitetanica preventiva con 20 U. I. siero Berna. I. - 2-VIII. Prime manifestazioni di tetano: dolorabilità dei mas · seteri. Iniezione sottooutanea.. 20 U. I. siero Berna. IL - 3-VIII. Lieve trisma e disfagia. Seconda tniezione come sopra.
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RRLAZIONit SU ~'ASI D I TETAl'ì'O OS!B:RVAT I 1 ECO.
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III. - 4-VIIL Lieve opistotono; ore 10 terza. iniezione sottocutanea ( dos~ preventiva siero Tizzoni). Ore 11. È trasportato a.ll'ospeda.Ie < la V eteri o aria •. Ore 16,30 prima iniezione endorachidea 25 eme. siero T. IV. - 6-VIII. Notte agitata. Scosse contin ue che partono dal pied~ destro e si propagano anche all'altra gamba, al tronco e agli arti superiori, aridome rig ido. Ore 12, seconda. iniezione endorachidea come sopra. V. - 6-VIIJ. Condizioni grav:ssime. G li accessi più forti minacciano 1' infermo di soffocazione e lo lascia no esausto : dice che < si sente fuggire la vita. ». Ora 9, terza iniezione endorachidea. come sopra.. Ore 19 iniezione Hottocutanea. e intramuscolare ~5 eme. complessivi. VI. - 7-VIII. Molto migliorato. Ore 18, iniezione nelle masse dei glutei di una. dose preventiva.. VII. - 8-VIII. Stazionario. Iniezione intramuscolare 25 eme.. VIII. - 9-VIIJ. Stazionario. Ore 9, iniezione sottocutanea. l -dose preventiva. . Ore 19, iniezione intramuscola.re di l dose curativa. Xl. - 12-VIII. Alquanto migliorato. Persistono ogni tanto le scosse dell'arto ferito. Iniezione sottocuta.nea l dose preventiva.. XII. - 13-VIII. Iniezi.one sottocutanea. l dose preventiva.. XUI. - 14-VITI. Iniezione sottocuta.nea. l dose preventiva e l dose preventiva intramuscolare. XVI. - 17-VIU. Iniezione sottooutanea.l dose pre~entiva.. XVIII. - 19-VIII. Buone condizioni. Ogui tanto ancora qualche scossa dolorosa.. Migliora. progressivamente. È dimesso guarito, con 90 giorni di licenza di convalescenza, il 27 settembre 1915. Durante tutto il periodo acuto non ha mai avuto temperature elevate. Semp·re sudorazioni profusissime e p~lle ghiaccia. Ru.ssuNTO: Iniezioni antitetaniche preventive: una. al 2 ' giorno dalla ferita. Pe-riodo d' incubaziorl6: quasi 14 giorni. Dttrata dello stato aeuto : ci t-cA. 7 gi oro i. Esito: guarigione. Cura: al r, 2 ~ e 3° giorno niLt·et.tante iniezioni ;;ottocuta.nee clo"i preventive. Al a•, 4° e o• giorno altrettante iniezioni endorar hidee rispettivamente di una. dose curativa. In seguito, per una diecina di g iorni varie iniezioni sottocutanee . quotidiane di dosi preventive, sino alla cessazione delle scosse mu~colari.
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RELAZIONE SU CASI DI TETANO OSSERV ATI1 EOO.
O:>SER\'AZIONI: In questo caso la influenza delle. iniezione preventiva non si è manifestata, nè protraendo il periodo d'incubazione, nè, apparentemente, attenuando la gravità d ella malattia. 18. - GlA.NNI:\ì VITTORIO, di anni 25, soldato del . . • fanteria. F erito il 22 lugl io a Pia va da una scheggia di granata. Entrato nell'ospedale di riserva del Seminario in Udine il 23 luglio. Presenta ferita lacero-contusa dello scroto da destr11. a sinistra, con spa ppolaruento del testicolo destro. ~4- V li. Medicatura asettica. Iniezione sottocute.nea di 1500 U. I. siero an t i tetani co milanese. :25-VIJ. Resezione del funicolo spermatico destro per l'estensione di 4 cn1. circa. 26-VII. Estrazione dei frammenti di testicolo necrotici e del m oncone inferiore del funicolo. Stato generale buono. l. - 2Q-VII. Condizioni della. ferita di!icretA. Lieve secrezione. Appaiono i primi sintomi del tetano : lieve rigidità. dellA. nuca, trisma. ùiscretamente a.cceut;ua.to, contratture dei muscoli tora.cici e a.ddomiuali e spasmi in quelli del la coscia specialmente a dest;ra.. Xulla. agli ani su periori. _\_) \ O e minzione n ormali. 'l'em peratura serale 3S0.5. I nie?.ione sottocutanea. 3 do:>i proventi ve di siero 'l'. II. - 30-VII. Notte discreta. Condizioni immutate. L a ferita è lie\'emente suppurante. :\faUino, T. 37o.5. Sera, i3ti0 • Iniezione sotto· cutanea di 4: do:; i pre\'enti \e di siero Tizzoni. :Medica tura con H, O, e con siero. III. - 31-\"Il. Condizioni immutate. .Mattino, T. 37°.4. Sera 3 7°.8. Ore 10. Iniezione endora.chidea 25 centi metri cubi di siero Tizzoni, senza estrarre liquido c. r. IV. - 1-YIII. Condizioni lievemente migliorate. Rigidità nucale yuo.si scompar;;a. Trisma nn po' diminuito. I parossismi agli arti inf<.!riori sono meno intensi e frequenti . V. - 2-\Ill. 'l'. é37°.2- 37°.4. Iniezione endoracbidea. (?), dose cur ati va di siero 'l'izzoni. Vl. - :3-YIII. Continua il miglioramento. Nelle 24 ore ba. a vuto t.oli tre crampi muscolari, limitati ai muscoli masticatori e del collo. Iui('zioue i podermica dose curati va d i siero 'l'i zzoni. VII. - 4-VIII. Condizioni immutate. .Mattino, T. 3G0 .2. Sera, 37o.2. F erita detersa. Iniezione dose preventiva. di siero T izzoni. VIII. - r,:vur. L 'infermo appare ancora. sensibilmente miglior.lto. Porta egli stesso i l bicchiere alla. bocca., stando sedut.o a. letto e parla con f.1cilità. :\Iattino, 'l'. 31i0 .o. Sera, 37°.2.
RELAZlv!'IE
SU OAS I III TETANO OSSERVATI, E CC.
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I X. - 6-V III. Medicatura come al solito. Verso le ore 22 com incia. a.d avere c rampi forti nei muscoli della. d eglutizione e della respirazione c he s i accentuano durante la notte. X . - 7-VIII. Mat tino. L'ammalato appare assai grave: è c ia notico e in p reda. a. forte contrattura (a.l minimo stimolo) dei muscoli della. redpirazione. Il trisma è ricompa r so tanto da. r e n der e diffi.ci le anche l ' iogestioue dei liquidi. F orte o pistotono. 'l'. 38°.9. Iniezione ipodermica. dose curativa. Dopo una t regua. d i circa. 3 ore, n e l p omer iggio, l'infermo va a.ggrava.udosi . Resp irazione stertorosa., spasmi freq uenti del dia.framma, c rampi dei muscoli addominali. T. 4 1°.2. XL - 8-VIII. Muore a lle o r e 5. RIASSUNTO. - ' Iniezioni antitetaniche preventive : Une. al 2" giorno. Periodo d' incubaz ione : 7 giorni. Esito: Morte in 11 a giornata di mala.ttia. Cura: Cominc iata. al l 0 g1.orno con tre dosi preventive sottocutanee; a l 2°, quattro dosi preventive sottocptanee; al 3°, iniezione endorac h idea. di una. dose cura.tiva; al 4°, n ulla.; al 6°, iniezione endora.chid ea. (?), di una. dose curativa.; a.l 6°, una. dose preventiva. sottocuta.nea. ; al 7°, una dose preventiva. sottocutanea. ; a.ll •so e al go, n iente. Alla. riaccensione dei si n tomi uu' ultima iniezione curati va. sotto-
cutanea (lO• g.). OssERVAZio:o~ r. l casi d ' improvvise ricadute morta li nel corso del tetano, come questo del Giannini e come que lli d el Grosso (n. 6 ) e del Ferioli (n. 9), non si s piegano , oppure, se si vuoi tent a.rne una. spiegazione, bisogna., a. mio giudizio, ammettere quanto s egue: Su quelle parti di sistema. nervoso che sono sta.te già. tocche, in precedenza, dalla. tossina, a.nohe in grado lieve, il siero non eserc i ta, per lo meno per un cer t o tempo, influenza protettiva. di sorta. Queste parti rimangono alla. mercè di un nuo vo attacco di veleno. Se questo non ha luogo, sia. perchè tossina non si produce più, sia. perchè ma.u mano che si produce è neutralizzata dal sier o antitossico iniettato in quantità. sufficiente, è buona ventura. pe r il malato, che può gaa.rire. Ma se, al contrario, a un momento dato, un nuovo :flusso di tos sina. riesce a raggiungere il sistema nervoso, quelle parti di esso che sono state già. intaccate aH' inizio della. malattia, e c h e hanno resistito a un primo attacco, non resistono ormai più a un secondo,
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REL.AZlO:\E SU CASI DI
TETA~O
()S:o;ERVATI 1 MCC.
verso il quale anzi sono divenute, si può dire, pih serMibili, essendo in condizioni di minor resistenza. Si verifica. allora. quell' improvviso ag!:;nwa.mento dei fen omeni che in breve volgere di tempo conduce a. morte il paziente. Questi casi dolorosi portano con sè alcuni utili a mmaestramenti (v. pag. 931).
è
d-
Considerazioni t•iassuntive su i cnsi di tetano in soggetti non inietttìti pre,·entivamcnte.
ù.
Il 1.'•.
l Esposti minutamente i dati clinici e tera.peutici di questi casi di tetano, vediamo quali fatti siano da. rilevarsi, specie dal punto di vista clinico e sintomatologico, e q uali cons~'~guenze e indicazioni da dedursi, specie da l punto di vista. curativo. Dal lato clinico alcune brevi osservazioni: tL) dei dodici casi osservati, undici hanno avuto un periodo di incubazione non superiore ai 14 giorni e sei non superiore a.i 10 g iorni. Il solo caso c he ha avuto un'incubazione maggiore (caso Grosso, n. <l: 19 gior ni) è per l'appunto uno di quelli t.d esito letale. In complesso dunque periodi di incubazione brevi. b) acces.o~i asfittici, di origine manifestamente bulbare, si sono os.-<ert:ali con 1t11a certa (1·equenza. In un caso (Cian, n. 10), il primo acce»so di tal genere si è verificato nella mattina del quarto giorno. li terzo accesso, verificatosi dopo 3·4 ore da l primo, ba ucctso l'ammalato. Nel caso Botta (n. 5 ) si sono avuti per vari giorni di seguito numc>rosi accessi che minacciRrono seriamente la vita dell'infermo. Non bisogna confondere questi accessi asfittici con quelli che si verificano durante un parossismo, in couseg u ~nza di protratto arresto della circolazione, e c he sono una delle più frequenti cause imme· diate di morte nei tetanioi. I primi compaiono quasi improvvisamente e spontaneamente, cioè senza essere provocati da contrazioni spasmodiche particolarmente intense o persistenti. Sono da paragonarsi agli acres.~i di soffocazione, che talora insorgono repentinamente uel corso della. paralisi bulbare progressiva. e che ra ppresentano una dello cause di morte i n questa malattia. Di accessi a.~fittici bulbari (così sembra conveniente denominarli) nei tetani ci, non ho trovato menzione ne1 trattati; c) rammento, senza poterne dare alcuna interpretazione pla.u:.ibile, la morte improvvisa per sincope (?J verificatasi in due casi (Ronchi, n. 8 , e F erioli, n. 9).
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RELAZIONE SU CASI IJI TETA::\0
OSSERVATl 1 KCC.
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d) È. da richiamarsi la più grande attenzione sopra un fatto che è stato fr equentemente osservato uei nostri casi, e che è della più grande importanza pratica, perchè riguarda il modo di iniziarsi della malattia. L'esordio del tetano così è descritto d~l Gowers !l): c I sintomi d~> l tetano presentano in generale poche variazioni: di raro l'inizio è stato preceduto da quakhe vago dolore alla testa, all'epigastrio, o. nei casi traumatici, alla sede della ferita. Il primo consiste, in gen erale, 111 un senso di durezza nel muovt-re il collo o la mandibola, cou qualche difficoltà d'inghiottire, o c'è la lingua un po' im pacciata. Il pazit>nte c rede di avere il collo legato, perch è è t~tato in una corr ente d'aria.. Ma. nel volgere di pocbe o re, o di nn giorno o due al più, la difficoltà di aprire la bocca si a ccentua, ed è manifestamente dovuta a crescente rigid ezza dei masseteri; con questa cres ce ane he quella del collo, e la testa è leggerme nte piegata indietro ... ; dal collo scende ai muscoli spinali, fino a che la colonna vertebrale di viene sopraestesa nel cosidetto opistotono; anche le gambe sono tal~ ol ta estese e rigide. ma le braccia poco; i n certi casi l'opistotono .;orge insie me alla. rigidezza. dei muscoli della. mandibola; poi ne sono i m pli cati i muscoli della faccia, apparentemente tutti, ma. i più validi so,·er chiano gli altri ed imprimono sulla. fisionomia gli effetti della. loro contrazione... •c ... Fra. le variazioni dei sintomi devesi notare, che in qualche raro caso lo spasmo incomincia all' arto ferito, o che il movimento dell'arto può eccitare un parossismo, il cui spasmo comincia di li per d iflondersi a. poco a poco . Talora la r 1gide zza della gola precede q nella della mandibola, e si crede a mal di. gola; la si è vista. continuare per una. settimana prima. che la rigidezza. dei rnasseteri fosse tale da non permettere più l'esame della. gola. •Ilo riportato la maggior parte della. descrizione del Gowers, semplice e magistrale come quasi ogni pagina scritta dal grande c linico, pere h è sarà. r iletta. volentieri anche d&.i più pratici della. malattia. Ora. de sidero mettere in evidenza che, nei casi da noi osservati, l 'inizio della. malatGia è stato rappresentato abbastanza spesso da. mal tii gola, sim ulante un'angina, e come tale è stato talora curato nei primi giorni ; ma più spesso ancora, i primi sintomi apparsi consistevano in scosse muscolari nell'arto ferito, accompagnate o no da. un p articolar e senso di d o lore nella. ae de de ll a ferita. (l) Loc. cit . pag. 9• .
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HEl.AZtn'\E ~t: CA~I 01 T ETA~O 0 :,ERV.&TI1 E CC.
Queste scosse muscolari, per quanto generalmente assai moleste, possono passare inosservate per vari giorni. E sse invece vanno ricercate costantemente e con ogni cura. in tut.Li i feriti, poichè costituiscono, a nostro avviso uno dei se!Jni precursori più preziosi p er la dia· ynosi precoce della malattia. e) Queste scosse muscolari, che si iniziano e possono, anche per tempo rel ativamente lungo, rimanere limitate all 'arto ferito, non hanno soltanto il valore diagnostico sopm accennato; il loro rapido (L!ltnentare d'intn1sitcì e eli freqtwnza h a a l tres i un si g n i fi c a t o progn osti c o d i gran d e gravità. 1Cfr. per ciò il caso Cian, u.lO, e Ferioli n. 9). Dal lato curativo ho diverse osse-rvazioni da fare. Il dichiarar e che è cosa di suprema importanza. l'iniziare la. cura precocemente, senza indugi, a.i primis~imi segni della malatt ia, do· vrcbbe essere superfl uo, tanto più rhe questa è regola. generale della sierotera.pia; ma in base alla mia esperienza. ritengo non inutile insistere ancora su questo punto fondamentale. P er inizio precoce della. cura. antit.etanjca non si de,·e intendere una que'!tione solo di tempo; ma. di tempo e di qualità di cura insieme. Iniettare, nel primo (l ) giorno di ma.lattia., una. o magari due dosi preveutive di ~;~iero per via. sottocuta.nea (come si suoi fare nella di· ft.erite l, e ripe tere questo trattamento nei giorni seg ue nti sino a che i sintomi rimangono abbastanza miti, e cominciare la cura inte nsiva, ad alte dosi, dopo tre, quattro, cinque o anche più giorni, quando l'ammalato si fa gnwe, significa imitare col ui che si accingesse a sp~>gnere un inevitabile incendio, preparandosi dei secchi d'acqua: non . significa aver comin c iato la. cu ra pr ecoce mente J.Ja cura specifica ha da essere intemissima fie dall'inizio; anzi subi to all'inizio deve essere pmt ica.ta col ma!lsimo di inten sità. per decrescere iu seguito. La necessità del precoce inizio è dimostrata da varie considerazioni. Innf\nzi tutto il semplice buon senso sta. a dire che, se, come l'espe· ri enza. dimostra, la cura del tetano è quasi sempre cosa diffici le e al eatoria, è assurdo il non mettersi sin da principio nelle condizioni meno sfavorevoli di successo, iniziando il trattamento specifico al più presto e nel modo più intenso possibile. In secondo luogo, com'è stato già esposto al princi pio di q uesta relazione e come molti dei casi da noi ripor ta.ti confermano sperim en(l) Per ragio ni ovvie, quello che si suppone easere il primo giomo di malatt.ia, non è m olto volte obe il secoolo o anche il ter~o g iorno dall'ini:r:io d ei primi aintomi che eono rimasti inavvertiti.
R~~LAZlONE
S U CA&I DI
TE'l'A~O
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talmente, è impossibile pre>edere. anche a b-reve distanza, l'andamento della malattia: onde la gravissima imprudenz& di non trattare subito o di trattare come lievi dei casi che possono da un momento aWalfro divenire gravissimi. E infine, poichè il siero, come sappiamo, è impotente a curare le lesioni già provocato dalla tossina. tetani<'a., mentre, d'altra. parte, può impedire la produzione di nuo>e lesioni, sene deduce c he anche ne lla cura del tetano di c hi arato, il siero, per es~ere efficace, deve agire essenzialmente più come preventt"o che non come cu rativo in senso let ter ale (1). La via per cui viene iniettato il siero Ila grandissima impo1·tanza in questa malattia. Nei casi sopra. riferiti, quando si è voluto praticare una cura intensa. si è q ua.si sempre ricorso alle iniezioni endorachidee di siero. Quando non si è adottata questa. via, si è seguita quella delle iniezioni intramuscolari in vicinanza. della. ferita. e, possibilmente, dei grossi tronchi nervosi che né dipartono. , Quando era sufficiente un trattamento leggero, come nel periodo di regressione dei sintomi, si praticavano t~emplicemente iniezioni sottocutanee, senza predilezione di sede. Non si è mai seguito il metodo delle iniezioni endovenose, nè quello, recentemente proposto in Germania, delle iniezioni entro la. guaina dei grossi nervi. Quest'ultimo metodo, per quanto razionalissimo, non è certo adottabile in pratica.. Quello delle iniezioni in (l ) - Di aei casi di tetnno gravi. c urati e guariti, tre ..bbero la cura intensiva iniziata al primo giorno di malattia (Colombi, n. 2, BRieetra, n. 3, e Galilei, n 16); unn al ten.o giorno (Gallo, n. 7) ; uno al quinto, ma le iniezioni di dosi preventive erano ~tate iniziate al secondo giorno (Botta, n t); ed uno finalme nte (Cagli endo, n. 4) solo all'o~tavo giorno, mentre le iniezioni di dosi preve ntive erano state iniziate al primo g io rnn. Q ucn'ultimo caso ebbe <Ul corso progressivo , ma lt-ntissirno. :-l'egli otto <'asi curati e morti, la c ura fu inizìntu precocemente ben cinque volte. Mn ocro rre o!IBervarc che di questi cinque casi uno (Tummino , n. l) ò m o rto d ' infezio ne oomune, pill che di tetano; un altro (Ciao, n. 101 e bbe una fo rma gravis8ima e n o n ebbe iniezioni intrarachidee, per quanto in ogni modo la cura fo8lle praticata int~osamente; in6ne tre altri casi (Giannini, n. 18; Grosso. o. 6; Forioli, n 9) dopo l'inizio della c ura ebbero un tale miglio ramento dei primi s intomi allarmanti, da essere w os idernti dai rispettivi sanitari addirittura come guariti Ma dopo un b reve periodo di apparente guarigione, in c11i la cura fu sospesa, ebbero una ricadu t a mortale. Io complesso questi risultati statistici •lim03trcrcbbero che ai può guarire di tetano anche se la c ura non ò comin ciata precocemente. e che viceversa si può morire, per q uanto la c ura aia stata precocemente iniziata. Ciò nulla Rg~iunge, ma nulla toglie a q uanto abbiamo 'sopra affermato
RELAZIO:\'E SU CA:·H DI TETA:\0 U"SER>ATI 1 E CC.
circolo n on pare consigliabile poichè speri mentalmente si può d imostrare ('l.'iz;-:oni) che il siero antitetanico agisce meglio per via sot.tocu tanrl\ che per via endove1tosa. Nel trattamento del tf'tanr> con iniezioni endorachidee (l) è importanti s~imo stabilire: l 0 !11. dose dn. iniettarsi volta. per voltA. nel rn.chide; 2 , l 'inter vallo t ra le iniezioni : 3' ti numero delle iniezi oni da praticarsi . Xt>i primi ca11i trattati si inieltam ogni r olta venticinque centimr.f,·i cubi di sil•ro; a di~tauza di circa dodici o, al ma.~simo, ventiquattro or,, si ripr>fl'l'a l'i11Ìr>ZÌM1e; e in ittlfv .~; pralir-tu:ano 'Jitafll·o o ciuque iniezioni endrn·arltider>, facendol e .<;l'fJitir e ancom pe1· vari giorni da inie::icmi .~oltoruftnlr'e cl i piccole dosi. Qul'~le norme di cu ra arlofl11fl' )Jf>r i ca<i yrari, ci hanno dalo IIÌII"rfl i migliori ,.;,, ulfali. e p l'rfanfo culhiyli amrJ di attenersi ad e.•~<e Cf/11/P 71ornu• (ondaml'llfali eli clll·a. A hbiamo voluto pro,·an• anch e il mPi;orlo usat o in Francia (DoyPn delle i niezioni endorachidPe li foni:;sime do;;i di siero1 con macginr intervallo t ra. l'una e l'altra iniezione. Questo metodo sarebbe a~--at più comodo : ma l'es perienza d i duo cn-"i (.:\Iontagnani, n. ll , t~ Chin renza, n. 12) non parrehl.>o fn.vorevole. E non diciamo questo per l'in · succes~o fin ale, in parte certn.mPnte dovuto al tardivo inizio df'lla cura (quarto, riilf.li't.t ivamPJtte, sPsto giorno\, ma p<•r il ftltto che !llle iniezioni endorachidee di ·15-!)0 eme. ùi siero tq uantità ~emprr inferiore ai r.o eme. di Doyen), tPnne dietro quasi ogni v olta u na forte eleva;-:ionP della temperatura e l Pggl'rO delirio. Kon occorre natnral· mento aggiungere che era esclu"o in ogni caso un anmento della pre"· sione del liquido cefalo-rachidiano poichò se ne estrtlevn. ogni >olta una quantità. corrispondenti'\ a qu~>lla del siero da iniettare, e m11i i l pazi1•nte ebbe ad accusaru cefalea dopo l'iuiezioJte. I n ba!<e a unn. n0n indifferente espt-rienza. perso nal~> possiamo invece affermare che: {.e inie=ioni mclorachid1'e di r entir·i1l!fltl' centi ntf>tr i cnbi di .çie1·o ,,o nn del tuft,, Ì111UlClU'. La tem pez·atura. noo è molto influenzata.. La cc-fnlùa è eccezionale: per::onalmeute non è st.ata quasi mai constatat!lj ma r!s nlta eh~ in qualehe caso è ~;lata osser>ata anche in grado i ntf>l""O (ZambetLi, n. 1·1), per quanto Lransitoriamente. A nl'l1e a priori si com preu,le come le i niezioni endorachidee f l l \· vicinate, di quanti tà non eccef;sÌn'~ di siero, d ebbano corrispondt>re m t'glio allo scopo. In qnesto modo infatti si ottiene di mantenPr~ {l ) V. (r pprwlict : P a rtic,,lnri di ll'cuica JX!r le< iniezit, ni ondorK<'hidoo.
RF.J,.-\ZIO:-IE SU
C ~SI
DI
TC:TA~O
OSSERVATI, ECC..
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continuatamente sa..turo di antitossina. il liquido cefalo-rachidiano, che è in cosi. intimo contatto con gli elementi nervosi, senza alterarne eccessiva mente la composizione aggiungendovi quantità. troppo fort i di siero eterogeneo. Dopo le prime iniezioni endorachidee di siero non si constata gene• ralmente un immediato migìiora.mento, come invece dopo la prima inie· zione sottocutanea di siero antidifterico nella difterite. Bisogna. contentarsi di meno, e cioè di un evidente rallentamento nei progressi dei sintomi: il giorno dopo le due prime iniezioni (se queste per esempio sono state praticate una la mattina. ed una la ~era) il tetanico non è peggiorato. Guai ad arrestare la c ura in questo momento. Insistendo con iniezioni endoracbidee, dopo la t erza o solo dopo la quarta, si comiucia finalmente a notare un sicum, p er qrtanto lieve, miglioramento. L e scosse sono meno forti e meno frequenti, e il paziente stt>sso, per quanto sAmpre gravissimo, riconosce di sentirs i un po' meno peggio. Questa sensazione .mbbiettiva dt miglioramento ha valore pro{flwsticoasstti (acorevole. Ottenutosi così un inizio di miglioramento, non bisogna considerare la par t ita come vinta. A bbiamo purtroppo m olti esempi (Grosso n. 6, Giannini n. 18, Ferioli n. 9 ) di malati avviati verso una quasi certa guarigione, che improvvisamente ebbero ùn ritorno mortale della malattia. E accanto a questi casi, c he sono tra i più dolorosi e scoraggianti per il medico, vanno posti anche quelli delle forme di tetano che si iniziano con apparenza di grande benignit à e poi, impro vvisamente, divengono gravissimi e mortali. Il verificarsi di questi fatti, il più d elle volte im preveduti, dipende in parte da cause che ci sfuggono, ma. in parte certamente da quello che dicevamo in principio, e cioè che: tutti i centri attaccati a preferenza dal veleno del tetano sono bulbari e vicinissimi l'uno all'altro. L'estendersi della lesione da un centro d'importanza secondaria. a.d uno indispensabile per la vita è questione di un mome nto: oggi l'ammalato è nn t etanico di media gravità, con molte buone speranze di guarigione; domani può essere perduto. Quinii nAcessità. nei casi gravi, di continua soprasatora.zione con antitossina sino a sicuro esaori:.nento di neoformazione di veleno (importanza di sorvegli are la feri ta! e necessità pei casi lievi di tratta.rli come gravi, senza restrizioni di sorta). Quando dunque, per l 'iniziato miglioramento dei sintomi, sono state sospese le inie7.ioni endorachidee, si deve proseguire la cura, per uno o due giorni, con una iniezione ~l giorno, per via sottocutanea
RELAZIO:XE SU CASI DI TETANO OSSER\"ATI1 ECC.
o intramuscolare di venticinque centimetri cubi di siero, e poi con iniezioni sottocutanee di cinque o dieci centimetri l'una da praticarsi quotidiamLmente o a giorni alterni, sino a tanto che le scosse museo· lari non sono del tutto scomparse. La. persisteuza difatti delle scosse muscolari ha grande importanza per giudicare dello stato e dell'andamento della. malattia, - mentre uon ne ba alcuna la persistenza àello spasmo tonico o rigidità muscolare che può prolungarsi anche dopo lu guarigione.
Cure sintomatiche. L'intossicazione tetanica si estende e si propaga nei territori ner· vosi sensibili, rapida e irresistibile come un incendio. La cura speci· fica, di cui abbiamo sopra parlato, ha l'arduo còmpito di circoscrivere ~ arginare questo incendio e di limitarne i danni al territorio primamente colpito; augurandosi in ogni caso che questo non sia. dei più preziosi! T~e cure sintomatiche si ri,·olgooo invece più direttamente e.ll'incendio sviluppato, e si propongono, in parte di domarne l'intensità, e sopratutto di renderne il meno gravi possibile i danni e le conseguenze per il rimanente dell'organismo. Un metodo di cura non può far senza dell'altro, e dove ciascuno da solo può fallire, unito all'altro può dare risultati insperati. Queste .:ure sintomatiche sono le più difficili ad attuarsi, perchè richiedono una maggiore pratica di malati. Bisogna ricordare che la maggior partE' dei tetnnici muoiono o per asfissia, o per arresto del cuore, durante un parossismo, oppur-e per e~aurimento in seguito allll depressione generale delle forze prodotta. dai reiterati e continui accessi. Si può anche avere, non rara· mente come abbiamo veduto, un improvviso accesso asfittico bulbar-e c he uccidfl l'ammalato. Questi pericoli sono da combattersi con tutti quei mezzi che la terapia sintomatica e l'igiene mettono a uostra disposizione. Intendo di richiamare particolarmente !"attenzione sulle crtre igie· nù·ho, come quelle alle qual i bisogna attribui re grandissima i m portanza. Con esse sopratutto si riesce ad evitare quella dispersione di forze e di energie. che riesce così spesso fR.tale Rl malato di tetano. Tutti sanno che questi malati '\'anno tenuti perfettamente tran· quilli, nella semioscurità, evitando ad es~i ogni possibile sorgente d· irritazione periferica.
RELAZIONE SU CASI Dl TETANO OSSERVATI, ECC .
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Queste condizioni elementari di cura, cosi. facili ed enunciarsi, sono invece assai difficili a realizzarsi in pratica, con quel rigore che è necessario. Esse infatti presuppongono un locale adatto, lontano dalle strade e da luoghi d i passaggio, il ch e non è sempre facile ad a versi. Nei corridoi di accesso si stenderanno coperte per attutire il r umore dei passi. L "in fermi ere addetto alla cura del tetanico deve essere il più intelligente ed il più paziente. Quest' ultima qualità non è difficile ad o ttenersi, perchè le sofferenze del tetanico sono di tal genere che commuovono e rendono lievi i sacrific i di chi li cura. Chi assiste deve prevenire j piccoli desideri stentatamente e malamente espressi dail'infermo, aiutarlo con delicatezza n ei movimenti c he vuol compiere e che sono quasi sempre dolorosissimi, ricordarsi di dargli da bere i liquidi dissetanti -e nutri enti che gli vengono somministrati, con frequenza e règolarità, -essendo scarsa. la quantità che può essere ingerita ogni volta. L'igiene generale della pelle ha un'importanza che non esito a dichiarare di primo ordine. Quasi tutti i tetanici sudano in modo continuo ed eccessivo e con una sensazione soggettiva tormentosa. La. loro pelle è spesso fredda e dà. l 'impressione del cadavere. Bisogna. ogni giorno pambiare lenzuola. e camicia all'infermo. Cambiare l a camicia. a un tetanico in opistotono non è la cosa. più semplice, ma. con un po' ùi pazienza, arrestandosi ogni tanto per !asc iarlo riposare, tagliando la camicia a ll'innanzi, se n on lo è già, si riesce senza inconvenienti. Si approfitta. di questo momento per asciugare tutto il corpo dell'infermo e cospargerlo con una polvere assorbente, oppure, se le condizioni lo permettono, per pratica.rgli rapidamente leggere frizioni generali con aceto aromatico diluito. Queste gli procurano un benessere e un sollievo straordinari. Più facile è tenergli a sciutta. e pulita la pelle del volto. Le congiuntive hanno spesso catarro . che va continuamente dett>rso. La. bocca. è semp~e in un_? stato deplorevole, in gran parte dipendente dal trisma: questa par te, come s i comprende, deve essere oggetto della. più scrupolosa. nettezza. Quanto ai medicamenti da somministrare si riducono com'è noto, a. pochi. Come sedativi: cloralio, bromuri e m orfina. Il cloralio può -essere somministra to per via o rale o per c listere. Si può dare alla sera per conciliare il sonno a lla doc;e di 4 grammi (1). ~[a se occorre, nei ( J) Per bocca si può ao mminist rarlo in pozione. P er es . Cloralio 4, a cqua di menta 40. sciroppo s emplice 60. Per clistere si può sciogliere la dose di cloralio in 50 centimetri cubi d'acqua e m~aco lare coa un po' di latte addizi•>nato di un tuo r lo d'ovo. L'emulsione è an iettata t-iepida nel retto .
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RELAZIONI> Sli CASl DI TF.TA:\0 Oi",.;ER \'ATI1 ECC.
casi d i forte e continuo eccitamento, si può ripetere questa dose, da snrnministrar si frazionata.mente per due o anche t re volte nella giornata, in modo da raggiungere una dose massima nelle ventiquattro ore di dieci a dodici grammi di cloralio. [] bromuro si può unire al cloralio alla dose di 4 e anche più grammi al giorno. Talora riesce molesto al lo stomaco. La morfina per iniezioni sottocutan ee può darsi ogni 4-6 ore alla dose di un centigrammo per volta. Se per ottenere l'effetto occorrono invece due cen tigrammi, sarà meglio r idurre il numero delle iniezioni nelle ventiquattro ore. Gli effetti benefici calmanti della morfina in questi malati sono sempre notevoli. Nella maggior parte dei casi di tetano a forte eccitamento que:>ti rimedi sono indicati e possor.o essere somm inistrati per molti giorni consecutivi con g rande vantag~io. :Ma qu11.ndo compaiono sin da principio fenomeni depressivi (pol so piccolo e frequente, lieve r.ianosi, prostrazione psichica., e, più specialmente, tendenza ad improvvisi access i asfittici) o d'altra parte i fenomen i d'eccitamento non sono eccessivi, nllora bisogna andare p iù canti nella somminist razione di nar cotici e particolarmente della m or ·
fina, ric! ncendo il numero delle iniezion i a quel tanto dl'è necessario per tt">ner calmo il malato. B isogna invece iu questi casi fare uso g eneroso e continuo (una siringa ogni quattr'ore) d i olio canforato, medicamento sovrano per sostenere le forze nervose dell'infermo senza eccitarlo. Questo rimedio insieme con la caffeina p er uso ipodermico, deve essere sempre pronto al letto del malato nell'even t;ualità, sempre pre· senttJ, di dover com battere un a.cce.~.-;o a.~(ittit;o. Questa evenienza, abbiamo ri petutamen!;e osservato, è delle più pericolose por la vita del tetani co. Se sopravviene in nn momen to in cui l'infermo non è assistito d a persona competente e pratica. la. morte è i nevitabile. Se. per fortuna del rualoto, questo non è il caso. la respirazione artificiale immediatamente praticata gli salva quasi sempre la vita; bisogna anche aiu ta.re il ripri stino dellP. fu nzi on '! cardiaca con una. pronta iniezione di caffeina e d'olio canforato. :8 importante in questi casi avvertire il personale assistente che 911esti a cce~~; a4ittici ltanno p1atroppo molta tendenza a 1·ipetersi, on · c!w a hrere distanza. U l tima, ma non meno importante raccoma11d azione da farsi a chi cura un tet.unico, è quella di sorvegliare la fu nzione dell'intestino e della vescica. Nel tetanico vi è sempre stipsi, in g ran parte per la rigidità d ei muscoli addominali ; inoltre vi è spesso difficoltà. n ell'orinazione, che si fa molto Ieutamente, e qualche. volta ritenzione com-
RELAZIONE SU CASI DJ TETANO OSSERVATJ1 EOC.
pleta che necessita. l'uso del catetere. La stipsi va combattuta dapprima con clisteri a cquosi e poi con qualche purgante, per es. trenta grammi di solfato di soda. n tetanico, che dopo due o tre giorni di stipsi riesce a vuotare l'alvo, ne risente immediatamente un sollievo ~randissimo.
Per procurare una orinazione abbondante conviene che il malato be\'& il più spesso possibile nella giornata. Le acque alcaline sono molto indicate. Abbiamo ripetutameote osse rvato che il siero specifico agisce prevenendu l'estendersi e il diffondersi delle lesioni specifiche del tetano nei territori sensibili· Con quale meccanismo ciò avvenga non è facile intendere, e non è qui il caso di discutere. Vogliamo fermare la nostra attenzione sopra un altro punto. lo base a molti dei fatti (ISServati, e come abbiamo già in altra circostanza rilevato (vedi commento al caso Giannini), è da credersi che quei tessuti sensibili che hanno subito un primo, anche lieve attacco del veleno, non vengono- come invece potrebbe ritPnersi - rapidamente protetti e immunizzati dal siero, anche se generosamente ioiet~atu, contro un prossimo ulteriore attacco della tossina. Questi tessuti per molti giorni rimangono ancora straordinariamente sensibili a nuovi attacchi del veleno, ed abhianlO veduto con quale insistenza e intensità dev'essere proseguita la cura per evitare improvvisi fatali aggravamenti. Se i concetti sopraesposti rispondono, come io penso. a verità, se ne deve trarre come logica conseguenza u n'altra precisa. e importante indicazione pratica. e cioè che le cure piiì. energiche e sollecite debbono e88ere dirette ad arre~dare ht produzione di 1!1Wt:a tosshw e a 11eutralizzare nella sede della {e1·ita quella giri formata. A queste indicazioni si ottempera co11 medicature frequenti della ferita, praticate nei modi ordinari. Opportunissimo ò un abbondante lavaggio con soluzione di nitrato d'argento all' l p. 100, che serve a precipitare nel miglior modo la tossina. (Tizzoni). Consigliabile è altresì l'impacco con garze imbevute di siero, da ripetersi ogni giorno. Nelle ferite putride il lavaggio con alcool ha dato spesso buoni risultati.
II.
Considerazioni riassuntive sui ca'ii di tetano in soggetti iniettati preventh·amente.
Sono comple~sivameote sei casi di individui, che poco dopo essere stati feriti furono iniettati con siero autiteta.nico a scopo preventivo e c he, trascorso un intervallo variabile di tempo, hanno presentato manifestazioni di tetano, di gravità molto diversa da caso a caso.
RELAZIO~E
S t.: CASI DI TETANO OS:>EK VATI1
~;cc.
In tre di questi casi (Zambetti, n. 14, Galilei, n. 16, Giannini, n. 18.) si sono avute forme gravi di tetano: in questo ultimo anzi mor tale. In due (Torregrossa, n. 16, e Lasferza, n. 16) forme lievi. In uno !Pierini, n. 13) si è avuta. una. forma. lievissima con sintomi puramente locali, nonostante la natura perico· losa della. ferita.. Da rimarcare è la graude diversità nella durata dei periodi d'incubazione, che sono stati rispettivamente, e nell'ordine dei casi sopra esposti, di 36, 14, 7 (caso mortale), 11, 43, 10 giorni. In due casi, dunque, l'iniezione preventiva ha ritardato oltre la norma l'insorgere dei sintomi, senza. riuscire ad evitarli. }l"egli altri casi l'incubazione è stata normale: e in quello ad esito let~tle eccezionalmente breve : .7 giorni. A nessuno può sfuggire il significato di questi casi di tetano verifict\tisi in individui che avevano subito l'iniezione preventiva. e che hanno presentato una mortalità di l su 6, confrontandoli con tutti gli altri oasi di tetano sviluppatisi in individui che non avevano avuto in precedenza alcuna. iniezione di siero e che hanno dato una. mortali ti~ di oltre il 50 p. 100. E questi risultati benefici del tratt a mento preventivo li pos!!iamo constatare in modo diretto e tangibile solo in quanto i relativi soggetti hanno pr esentato fenomeni tetauici evidenti. Ma nessuno può dire in quanti casi, pur essendo açvenuta. l'infezione tetauica della ferita, tuttavia, non essendo poi com parso nessun fenomeno tetanico, non si ha l'evidenza dell'avvenuta protezione per merito del siero iniettato. Ma non è qui il caso di insistere sul valore dell'immunizzazione preventiva contro il tetano, essendo tale concetto ormai diffuso a.ncbe tra le masse ed essendo tutti persuasi degli incalcolabili benefici che s~> ne possono trarre. Ricorderò solo, a questo propor;ito, che i principi scientifici che debbono presiedere a una razionale applicazione di questa efficace profilassi sono dovuti, quasi integralmente, a.lla. scuola. italiana. Io vo~lio qui piuttosto fermarmi su quelli obe a.ppaiono come punti dobol i dell'immunizzazione preventiva. A bbia.mo visto che in tre su sei casi trattati p reventiva.mente, si è avuto una forma di tetano grave. Di media gravità. è stato lo Zambetti (n. 14), il quale ebbe due iniezioni preventive (in V"rità non poca riconoscenza egli deve a quell'ignoto medico che considerando la natura d ella ferita gli iniettò una. dose doppia. di siero!), ed ebbe una lunghissima incubazione della malattia. In questo caso la prott>zione del siero fu incom pleta., ma nondimeno evidente.
HEL..\ZIOXI:: '-U CA!'l DI
TETA ~O
O;:,SERVATI 1 ECO.
Non cosi si può dire degli altri due casi Il Cal ilei ( n. 17), che pur ebbe iniettato, q ui in B ologna, dal dott. Pllndolfini, 20 U. I. l), a due giorni di distanza dalravvenuta ferita, cllè era di trascurabile entità, ba prese ntato dopo 14 giorni (dodici dall'iniezione) una forma. di tetano così grave che, come sanno i numerosi colleghi che l'hanno visto, è un miracolo se è sopravvissuto. Ma ad ogni modo si è potuto salvare, e a questo ristlltato non n ~·go- per quanto non lo pensiche possa aver contribuito anche l'avvenuta i u iezioue preventiva di siero. Meno fortunato è stato il caso del ~:>Oldato Giannini. La ferita allo scr oto ora d i q nelle che per il tetano sono da t·onsiderarsi gra vi. Ferito il 22 luglio, i l 24 gli veni•ano inietr.ate F>OO U.I. (2) P il 20 cominciavo il tetano. Curato energicamente migliorò al punto da. considerarlo fuori di pericolo, ma un'improvvisa ricaduta. lo uccise. Le cause di questa, che talora si verifica, incompleta. e insuflì.cicnte o.zione protet~i va del siero possono e><sere> varie. ~el .;aso Zambetti le due dosi prevmtti•e miettate furono certa.mc·nte suffic ienti a. mantenere allo stato latente l'av,·enuta infezione teta.nica. per un tempo abbastanza lungo; ma non bisogna dimenticare che i l potere immunizzante d'una. dose prev(lntiva. di siero, oltre che non può avere un •alore assoluto contro tutti i gradi d'infezione, non ha nemmeno un valore C'IStante per un tempo troppo lungo. Al di là di una qu indicina di giorni (Tizzoni) questo valore immunizzante può cousiderarsi in pratica come as:oai diminuito e insufficiente a tenere in freno nn' infezione in atto. I l caso Za.mbetti st•mbra un esperimento appositamente istituito per confermare ed appoggiare la. buonissima norma precauzionale, cui bisognerebbe sempre at.tenersi, la. quale vuole che· il~ tutti quei casi in cui le ferite abbiano e converl:ino quelle proprietà che sono ?·icono.scinte (at·orecoli all' attecclihn.P11to del tetano, si debba praticare, a otto o dieci giorni di distanza dalla pri111.a, una seconda iniezione pret:entiva di siero. Un'altra causa, per cui può venire a mancare l'azione protettiva. del siero, consiste nella insufficiente immunizzazione che si conft>risce a.l ferito con l'iniezione preventiva.. LA. quale inJJufficienza può t>ssere int1·im?eca al siero, se q ue~to ba. n n potere immunizzante troppo basso, ma può a.nchu essere puramente relatit:a, 11e, pur essendo il siero di alto potere immunizzante, ( l ) Siero dell'letituto vaceinogeno svizzero: unità calcolata col metodo tede!ICO. (2) Siero dell'Istituto milanese: unità calcolate col metodo americano.
938
RELAZIONE SU CASI DI TETANO OSSERVATI, ECC.
la potenza dell'infezione è di gran lunga superiore alla norma, e tale da rendere insufficiente quella dose di siero che, comunemente usata, dà, nei casi ordinari, risultati so.:idisfacenti. È impossibile in base ai dati puramente clinici stabilire quale di qnesti vari fattori entri in giuoco volta. per volta. Certo nel caso del Giannini la natura della ferita, la breve i ncubazione e l'esito letale indicano che l'infezione dovette essere indubbiamente grave. E un caso analogo, ma con ferita assai più estesa e più grave, (frattura comminutiva del femore con estesissima distruzione delle parti molli), in cui era stato usato siero d~ potere immunizzante sie;uramente e levato, ed ebbe ciò nonostante esito rapidamente letale, mi è stato riferito dal collega dott. Casalicchio dell'ospedale militare di Palmanova. Per rimeJiare in ogni caso a queste insufficienze d('ll' iniezione pra· ventiva, che possono avere conseguenze fatali per il ferito, non vi è che un solo e semplice rimed io (oltre quello naturalmente di avere un siero fortemente immunizzante), e cioè: In tutti quei casi in cn·i per la natm·a della ferita vi è in particola?' modo da temere la complicazione di u.na infezione tetanica grave, è .~a,qgio p1:ovvedimento di iniettare al più presto non una, ma piuttosto due dosi preventive di siero, 8alvo ,'fempre a rizJetere, come abbiamo già detto, tale iniezione clopo trasror8i alcuni giorni. · Come ferite g1·avi da! punto di vista della maggior probabilitì1 e g1·ar-ità dell'infezione tetanica si debbono intendere : in generale tutte q nelle fortemente contaminate. specialmente se da terra, e specialm ente se avvenute in zone già note come tetanigene; quelle con estesa e abbondante distruzione di parti molli o dif· fusl\ emorragie interstiziali; q nelle con fratture aperte, specialmente se con numerosi frammenti; q nelle delle sierose, non solo delle maggiori, ma altresì delle piccole, come: cavitit articolari, vnginale del testicolo.
APPENDICE PARTIOOI.ART DI TECNICA PER LE I:'<JF.ZIONI ENOORA.OR lDEE
Mentre l'opistotono tonico non costituisce di regola un gra\e impedimento alla puntura lombare, i parossismi invece, o accessi dell' opistotono, se mol~o frequeuti e intensi, rendono assai difficile ed
RELAZIONE SU CASI OI TETAXO 0"'SERVATI 1 ECC.
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anche pericolosa tale puntura. Solo in questo caso conviene e eguire l'iniezione sotto narcosi. È indifferente adoperare etere o cloroformio. Nei pochi casi i n cui ho do't'uto r icorrere all a n arcosi ho adoperato l'ete re senza nessun inconveniente, nè durante, nè dopo la narcosi. La siringa per l'inie zione dev'essere, possibi lmente, di almeno \enti centimetri cubici di capacità e, asso lutamente, a tenuta perfetta e a. scorrim ento dolcissimo. Con u na. siringa difettosa l' iniezione endorachidett d i n•nta un' tlperazione laboriosa. e non sce't'ra d i pericoli. G li aghi, d i a cciaio o, meglio, ài nic kel , percbè meno rigidi, debbono essero sottili. · Que lli c he mi si sono dimostrati più con venienti H.vevano un dia metro esterno di circa 0.8 millimetri. I più grossi che ho adoperato avevano un diamet ro esterno di 1,2 millimetr i. La lunghezza n t iie di centimetri .3 sufficiente. • Per quanto ciò sia superfluo, mi permetto d i consigliare la più scrupolosn pulizia di questi strumenti su bito dopo l'uso, ln't'andoli più volte, prima con acqua, per togliere il siero ri masto aderente, poi con alcool per asciugarli. In mancanza di queste prc<'nnzioni la sirm~a diviene dura e gli aghi, già di per sè a l ume ristretto, lo d i"t'engono in g rado eccessi,o, ostacolando oltre m isura il deflusso del liquido cefalo-rachidiano, ch e ba., generalmen te, pr essione hassissima. Cosi pure noc bisogna d imenticarsi di munire sempre ~li aghi del rt>lativo sti letto. L a sterilizzazione di questi strume n ti può essere praticuta mediante l'ebollizione per circa 10 minuti i n acqua sempl ice o, mt>glio, con l'aggiunta di un po' di soda comune che innalza la temperatura d 'ebollizione ed evita la ruggine. Sulla pratica. della puntura lombare n on avrei da. fermarmi, poichè nel ca so dei t etanici va eseguita come in alt ri ca si. per quanto in questi malati u na maggior sollecitudine e precisione sia desiderabile. Ma nell'ipotesi di poter r endere accessibile questa. pic<'ola opera.· zione anche a. c hi n0n l'abbia mai pra ticata, n on credo inutile di darne una. descrizione un po' minuta., cbiedenùo veni11. se avrò richiamato l'attenzione sn particolari di troppo poco i m porta.nza. L 'operatore d eve avere le mani lave.te non affrettatamente, come può bastare per una. comune p u n tura esplorativa, ma a fondo, con sapone e spazzola, ripetute volte ; in ultimo alcuni sciacqui con alcool e, com'è consigliabile, un leggero spenne llamento con tintura di iodio sui polpa:~trelli d elle dita che debbono toccare il punto dell'i• iezione, assicurano una sufficiente asepsi.
940
RELAZIO~E
SU CASI DI TETANO
OSSEH~'ATl,
ECO.
T~1tti questi preparati vi, come il raffreddamento della su mga, t·be è assai lento per quelle di vetro, e la disposizione degli strumenti a portata di mano, debbono esser fatti prima di toccare l'aro· malato per metterlo nella ' posizione adatta, affinchè questa abbia la minor durata. possibile. Conviene praticare la puntura lasciando l'in(e1·nw in posizione scl1·aiala. Lo si volta sul fianco destro, a preferenza che sul sinistro quando è possibile, per evitare la compressione del cuore, E' lo si porta poi pian piano fin .~ltll'orlo del lP.tto, col dorso i n fuori. Si può anche ut,ilmente· passare un cuscino sotro i l b~~.cino e sottd il fianco del malato. Bisogna però sta:::e attenti, se la colonna vertebrale fa delle curve laterali, in uno o nell'altro senso, di non dovAr praticare la punhura dalla parte d ella concavità, poi cbè per l'accostarsi dellelamine da q'}esto lato la penetrazione .dell'ago è resa più difficile. P er diminuire l'opistotono e agevolare la pun tura, si fa tener fisso il bacino snlla sponda del letto, mentre un'altra persona prende i piedi dell'infermo e li sposta lentamente m avanti, in modo da Rettere l'intero arto sul bacino. Si r iesce così quasi sempre ad ottenere un grado sufficien te dì flessione della colonna vertebrale. B isogna badare che i n questa posizione il tetani co possa respirare liberamente, poichè talora possono insorgere stati asfittici. Oltre che sorvegliare cuore e respiro durante l'operazione, conviene interrogare spesso il malato sulle sue condizioni soggettive e dargli agio ogni tanto di disporsi un po' a suo comodo. Bisogna tenergli coperte le estremità per evitare un eccessivo raffreddamento. La disinfezion,e della pelle si fa rapidamente con tintura di iodio, delimitando per comodità e sic urezza un campo molto est"'so. · Ciò fatto, si cerca col pollice o con l'indica della mano sinistra, percorrendo la cresta mediana del sacro dal basso all'alto (l), la. prima manifesta depressione, che è quella che corrisponde all'articolazione del sacro con la V vertebra lombare. Determinata questa , si passa a quella. successiva, cioè tra. la IV 9 la V vertebra l. Questo è lo spazio di elezione per la puntura (2). · i: meglio esegnire la puntura c latqralizzata • , cioè evitando la. linea med iana, dove ·si dovrebbero perforare i legamenti sopra-e interspinoso e porre l'ago nello stretto spazio fra le due apofisi spinose. (l) Per • basso • intendo in diroziornl ooudale ; per c alto • in direzione craniale. (2) Ordinariamente si consiglia di reperire questo spazio ooroando l'apofisi spi· noso. della IV v. 1., che si trova esattamente sopra una linea orizzontale che riunisce le parti più elevate delle due creete iliache. • '
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Sezionè rront.1le nel Plano •li peneLrazlone olefl'ago. Aolerlormenta é Interessato nella ~zoone il disco intenerteb~le l v -v• 1. !Figura srhematica. lfl'ande>.za nat11ral•l. P'ig. t•.
lP .. \ '• vertebre loml..ari l:l teralmeult•. (Gr:uulezz.r naturale).
La llne a bia n ca Indica la d;ri'Zione elle d •·vu av~r e l'ago . FIJI'. :!•.
PautUtJ arlkol. lkil'npo/ùì ~~t·llc n.pmlWt. Lamina.
A p o/Ili arl~olat"e ìn(tt'iQre.
Foro d'acculo al
Apo{lnarlleolat"~
CalVI/• llt.-lt&r.
&-Up .
COli
m.amm.
l•tb<lre..
Apoffllat•licolart Ili(. per U latro.
J IV" e V• vertebre lombari poslerlormeote per :nos trare Il roro d'acces!O al caoale vertebrale. (Graode&Ul natur.. te). Fig. 3'.
RELAZIO:\& SU OASI DI TE'l'ANO OS ERVATI 1 E GC'.
941
La punta dell'ago va infitta nella pelle a l centimetro, o poco meno di distanza dalla linea mediana (a destra o a sinistra di essa, indiffert'nt emente) (1), a livello del limite inferiore dello spazio interv e r tebrale prescelto, la coi esatta posizione viene controllata col polpastrello d e ll'indice. Tutta la difficoltà della puntura lombare consiste nel dare all'ago una direzione esatta che è compresa entro limiti piuttosto ristretti. Per ottenere q uesto bisogna ricordarsi di dare all'ago una duplice inclinazione: una leggerissima verso l'alto (= cran ialmente), per p enetrare megli o fra le due lamine vertebrali inclinate; ed una, pure leggera, ?;P/'."0 la linea mediaua, per poter imboccare l'orifizio d'accesso al c anale vertebrale delimitato dalle due vertebre, o rifizio che ha il massimo d'ampiezza. nella linE'a mediana e che !li E'stende poco lateralmente (v. figure). Se l'inclinazione nel piano sagittale, cioè la direzione verso l'alto, è e ccessiva, come n\viene di frequente-, si in contra dopo 3,5·4 centimetri di percorso un ostacolo osseo, c he i tentativi che si fanno per evitarlo indicano essere costituito da una supt'rfic ie ossea. levigata e inclinata. Questo ostacolo è dato dalla lamina della IV vertebra lombare. Se per evitarlo s i corregge la direzione dell'ago aumPntandone l'i n c linazio ne nel piano sagittale (versQ l'alto), come s i ha tendenza n fare, poiche in questo modo si sente più facilmente scomparire l'ostaco lo, succede che si scorre con l"ago sopra la. Ruperficie esterna di questa lamina vertebrale, e continuando il percorso, se per il rimanente l 'i nclinazione dell'ago è buona, si finisce col penetrare nel canale vertebrale per il foro tra la III e la IV vertebra l. In questi· casi l'ago viene a disporsi in una posizione straordinariamente inclinata, e, data. la. m aggior lunghezza del per cor so, se l'ago è piuttosto corto, il bariletto viene a sfiorare addirittura la. pelle. Tutto c iò non h a in fondo nessuna importanza. · In una parola, g li e rrori d ' inclinazione nel piano sagittale non imp e discono di poter ugualmente raggiung-ere lo scopo. Non accade invece altrettanto quando non è esatta l'inclinazione dell 'ago nel piano frontale, cioè quando non è diretto come si conviene verso la linea mediana. Uno sguardo alla figura 3• mostra che il forarne dorsale di a ccesso al canale vertebrale, delimitato fra la IV e V vertebra lo m bare, h11 su per giù la forma di nn trian golo equilatero. (l) È bene abituarsi a n on a vere preferenze di lato, perehè dovendo ripet.f're le pt•ntur e conviene pratiearle alternativamente dall'un o e dall'altro lato. 451 -
GlorftD~ di wwdid~ta milita.-. -
fa.sc. Xli.
942
RELAZIONE SU OASI DI TETANO OSSERVATI, ECC.
La base misura, nel caso fotc1grafato, 16-17 millimetri: quindi nel punto pitl largo questo forame intervertebrale si estende a destra e a sinistra della linea mediana per circa 8-8,5 millimetri. In diver:;e colonne vertebrali esaminate ho trovato delle condizioni, come quelle descritte: in alcune altre il suddetto forarne intervertebrale è meno alto e un po' più largo. In questi casi la puntu ra lombare può riuscire con maggior facilità. Oomunq ne, in linea generale, data la conform11.zione anatomica d} queste parti, si comprende che chi infigga l'ago a l centimetro di distanza dalla linea mediana, e lo affondi conservando questa distanza, cioè mantenendosi in un piano parallelo al piano sagittale mediano del corpo, non potrà, la maggior parte delle volte, penetrare nel ca· naie vertebrale, poichè iucontrerà, dopo quasi 4 centimetri di percorso compiuto liberamente, la faccia posteriore del corrispondente peduncolo ar ticolare inferiore della IV v. l., oppure, quel ch'è peggio, l'articolazione, subito sottostante, tra detto peduncolo e il corrispou· dente peduncolo superiore della V v. l. F. questo incon veniente è anche più sensibile se l'inclinazione iell'a.go verso l'alto è tale da dirigerlo, come abbiamo detto pvc' anzi~ verso il forarne tra la III e IV v. L, anzichè t ra la IV e la V; nel qual caso si incontreranno ltl parti corrispondenti del piano superiore. Bisogna dunque, per evitare questi ostacoli, dare all'ago una leg· gera - ma non eccessi v,\! - inc linazione verso la linea mecli;ma. e la direzione non è esatta fin da principio, si può talora correggerla dopo aver rit irato un poco l'ago e torn11re ad affondarlo con successo. Ma non di rado si è ol;bligati a ritirare !"ago del tntto e a riten tare la puntura e:c novo. Della giusta inclinaxione, da d11.rsi all'ago in tutti i sensi, si acquisLa nat.uralmente la nozione precisa scio con la pratica. Ma le figure qui annesse potranno xisparmiare tnolta <-:;perienza. Allo stesso scopo giavera anche considerare che il centro del canale vertebrale, a livello della l V-V v. l., dista dalla superficie cutanea di cirea 4 centimetri e 1/'2. Per raggiungere dunque quel runto partendo dalla. superficie cutanea a l centimetro dalla linPa mediana, converrà nel miglior m odo dare al l'ago l'incli naziun e nq; preseutata ne lla figura l. Anche quaudo .si ,;a bene come dev'essere diretto l'ago, non si riesce sempre a dare ad esso la direzione che si vorrebbe, perebe col malato sdraiato e posto d i fianco e col dorso in gran parte nascosto dalla camicia, non ci si rende couto del preciso orientamento dello. colonna vertebrale. Per avere piit facilmente la nozione di questo orientamento e utile, al momento di i nfiggere l'ago, e dopo aver fi!:lsato col dito lo.
RF.T.AZIO:::O."E SU OAS I
DI
TETA~O
O's~:R\'ATI.
!::CC.
spazio per la puntura, farsi u n po' i n addietr o col capo e osscrnne così da lontano. nel suo i nsieme, la direzione della colonna Yertebrnle, la situazione di un imma~inario piano saggitt.a.Je mediano e l'inclinazione dell'ago rispe tto ad e5so. Quando l'ap:o ha la buona direzione, si procede per circa 3 centimetri e l 2 avendo solo da vincere la lieve e omogenea rP:::iste11z:\ dei mu.:;coli. L'ultimo piano è costituito dai le~amt'nt.i ~ialli, che essendo più compatti danno la e h iara sensazione di attra>er-<arli. Si comp rende così di essere nel canale vertebrale. Ancora pochi m iii i metri attra,·erso il tesinto ndipoi!o peridurale e si p~'rfora il sact:o durai€'. Se non ci si arrPsta i n tempo, si va facilmente a fermur:;i con la punta dell'ago contro il corpo vertebrale o contro il d isco iotervertf'brall:' antistaut€' 1 la qual co~a provoca u n immediato risentimento d oloro:::o pE>r parte del malato. Bisogna ritmrre immediatamente l'ago di poehi millimetri. in modo che la punta rimanga immer;;a nello 'lpazio subaracnoi•leo, co!'a di cui si ha l'evidenza nPlla fuoriuscita di li q nido c. r. Questa avviene in modo lento. perchè la pressione del liquido c. r. "le: tt'tnnici è, il più delle volle, ha!"~a. e pPrchè l'ago è piuttosto sottile. Pt'r nffrf'ttare l'estrazi one dE>lln. quantità. voluta di liqnido si pnò, quantunque non sia c<'nsigliabile, e~t'rcitare un'aspi razione con la. l<iringa. operazione che va fatta naturalmen te con molta. precil.nzione e per la qnale n on 0c1·orre dire quale importanza abbia il buon funzionamento della siringa. stesRa.. E4nu ta la quantità -ç-oluta di liquido, si rit'mpie rapi lamentela sirin~a col siero per aspirarlo dalla fiala con mn~~il)r comodiU\ si adopera un ago piuttosto grossot e si p rocede alla. iniezione endorachidea. Q.uesta va praticata in m odo lento e continuo. Bi<:op:na evi tare le compreso-ioni brusche: il che con certt' RiringhE> si otti•·ne meglio imprimE>ntlo al pistone un movimento a !'rirale. T.n. pnnta della. siringa dev'e~se re i n ne:::ta.ta. leggPrmen te nE> l bari letto dell'ago per poternela togliere sen:r.a sforzo. B isogna cnn la. siringa R.!;,.ocondare i piccoli e inevitabili movimenti del malat,o. ed essere pronti, se insorgA. nn accE>RSO troppo violento, a. separarla clall'ago per evitnrf" di i mprimPre n qu~><:to spostamenti pericolosi. T ermin.tta l'iuiezione si estrae rapidamente l'ago e con un po' di cotone hagnato con alcool si sfrega la pello nel punto ÙPll'iniczion('. spostanrlola sui piani sottostanti per interrompere la. continuitù. d el for o. Si toglie anche il residuo di iodio tutt'attorno, per e vi taro irritazioni cutanee c h e disturberebbero io una succe~!>i>a puntura. Il fasciare l'a mmalato con nna benda o altro per prot"g~ :··" il luogo dt>l1 ~ p untura è super fl uo.
944
Rh:f, !!ZIONE SO CAS I
DI
TJt 'rA~O
OSSERVATI, ECC,
TABELLA RIASSUNTIVA DEI !! l - --- ---
..
l " l
" ~ o :,
~
DATA E LOCALIT.\
NOME
OSPEDALE DOVE ~· o RiCOVERATO
d ove fu ferito
è z
l
1 Tu:mn~o.
9 . n
Bu~so Isonzo
Ospedale Militilre Go:tzndioi, Bologna
l C'OLO~IBL .
!l . \'[
Basso I sonzo
O.;pcd ule ~filiture Gozzadini, Bologna
3
B AL ESTRA.
7 · VI
\'ipul~nno
Clinicn CJ.irurgit-a , Bologna
4
CAG LI ENDO.
9 - VI - B >lSSO [sonzu
5
BOTTA.
2 - Vl[
6
1 GROSSO
6
7
l G ALLO . . . .
7
8
RO);CHI .
18 - \'11 - f'odgora
Ospedale Militare, Ferrara
!l
l F ERJOL[.
24 . VH · Podgora
Ospedale Militare. F errara
31 - VII - San .Michele
Ospedale lltilitnre Goz7.ndini, Bologna
' MO)I'TAGNANI
6 - VIII • .F ogliano
Ospedale Militare, Ravenna
1 CHIARENZA.
23 - VIII - Monfalcone
Ospedale Civile, Rovigo
Ospedale Militare Goz~adini, Bologna
2
l
CJA)I' . . .
l i)
l 11 ,12
l
.
Ospodalo Jiilitare, Cesena " Oculistica , Bo logna
F ogliano
O~pednle lllilit.
VTI
SJrnussina
Ospetlaltl Civile , Imola
vn
BasPo Isonzo
Oape<inle Civile, Imoln
13
P lERINI.
9 - VI - Monfalcone
H
Z;DIBETTT.
2 •
]:;
TO HR EG ROSSA.
3 . \' 1.1 • .
Ospedale Croce R ossa, I mola
111
LASFERZA
19 • V II • Monfalcone
Ospedale Militare Gozzadini, Bologna
l';
~ C.\LILEI ..
l !l - Vll • Sm1 Michele
Ospcò. llfi'it. • Veterinarin • , Bologna.
2:! • \ ' l [ - Pluva
Ospedale :\[ilit . a Seminario o, Udine
1S
l
Gl.\);.:\~:\1 .
vn ..
Ospedale Militare, Imola.
Uit<L
....
946
CASUISTICA CLINICA
R E:'\DH:Ot\TO STATISTICO DECLE OPERAZIONI CHIRURGICHE J:::-iE · GCI'rE .t\EGLI ~TABILlME!\Tl SA:'\ITA Rl lULl'r A RI NELL'Al\:'\() HJl·i. Le opera zioni chirurgiche che furono eseguite negli stabilimenti sanitari mil itari durante l'anno 1914 turono 2396, cifra che, pur non comprendendo gli atti operatori eseguiti nelle nostre colonie, rappresenta. sempre un aumento in con· fronto del numero delle operazioni fatte n egli anni precedenti, cop una dii-reronza in più d i GO interventi r ispetto al 1918. I morti furono 18 : il che corrisponde a lla proporzione del 0,75 p. 100. Come si è fatto nei precedenti rendiconti, si sono r iuniti nello specchio A i dati statistici delle operazioni c lassificate in gruppi col nome degli operatori e l'esito degli atti operativi, e nel successivo specchio JJ le operazioni sono 11tate ri partite a seconda dei vari stabi limenti ove furono eseguite. I 23\lò interventi chir u rg ic i, che comprendouo pure 69 riduzioni incruente di fratture, e 29 ridu· zioni incruente di lussazioni, sono s tati d istribuiti in 16 gruppi, comprendendo nei primi 7 le operazioni s ulle varie regioni, negli altri 6 9eguenti gli a t ti operativi sui di\•ersi s istemi e tessuti e nei rimanenti le asportnzioui di tumori, le estrar.ioni di corpi PStranei e le operazioni per flemmoni, a scessi e paterecci, che si è ri tenuto convenien te riunirle in g ruppi a parte, anziché distri buirle per regioni. L'ultimo g ruppo infine comprende gli interventi di minore importanza, come lo a $portazioui di unghie incarna te, le s paccature di ematomi e seni fistolosi, le e;;cisioni d i cicatrici, ecc. Seguendo la consuetudme dei rendiconti precedenti, faremo precedere ai suddetti specchi sta tis tici una bre ve relazione sui casi più importa nti, desunta dalle succinte annotazioni segnate nelle tabe lle nominati ve modello S, dei singol i opera ti.
I. -
OPERAZIONI SUL CRAl;JO.
Sono iu quegto primo g ruppo registrate 50 trapanazioni dell'apofisi mastoidea per mastoiùiti determinate da diffusione del processo suppurnti vo dell'orecchio medio, con altrettanti esiti di gua rigione, meno 2 non indicati ed uno con es ito letale all2° giorno dall'intervento in un caso di mnstoid ite destra da otite purulen ta cronicn seguita da leptomeuingite purulenta diffusa. In 16 casi l' int>irvento chirurgico s i l imitò al semplice taglio alla Wilde, in altri 22 la mastoidotomia fu s eguita dall'autrotomia e n"i rimanenti fu e~eguita l'attico-~ntrotomia.
Il. -
Ot>ERAZIO~I St;[.I,A F"ACCIA.
a) Operazioni sugli occhi. - Dei molt i interventi praticati sull'apparato visivo, ricorderemo anzitutto 2 enucleazioni del globo oculare: la prima eseguita da l tenente colonnello medico Morino coi processo,del Bonnet in un caso d i tu-
OASUISTICA CLINICA
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more all'occhio destro, di natura tubercolare; la seconda dal tenente medico Marongiu in un caso di ferita lacero-contusa all'occhio destro. Il decorso postoperatorio fu normale in ambedue i casi e si ebbe esito di guarigione. Segue un•,._.,.,.,tleratio bulbi fatta dal tenente colonnello medico Morino in un caso di ferita lacero-contusa da calcio di cavallo alla regione orbito-palpebrale sinistra, con completo distncco della palpebra superiore per tutta la sua convessità e sp11ccatura del bulbo e con fuori uscita parziale de! contenuto: risultato di guarigione perfetta, e àopo 10 giorni protesi riuscitissima. Sono succe,;sivamente segnate 3 asportazioni di pterigio 11-ll'occhio sinistro, con altrettanti esiti di guarigione per prima; ~O estirpazioni di calazio, di cui 9 escissi dal lato esterno e lL dal Jato congiunti vale con riunione per prima; 2 iridectomio con esito favorevole: l'una praticata dal maggiore medico Abelli in un caso di ferita da scheggia metallica all'occhio sinistro con lesione corneale ed iridea, l'al tra dal capitano medico Sertoli in un caso di ferita penetrante all'occhio destro da scoppio di cartuccia; l asportazione del sacco e raschiamento del condotto ·naso-lacrimale per dacriocistite cronica e 2 d ilatazioni del detto condotto colla sonda del Bowmann in casi di epifos·a da stenosi, con risultato favorevole; infine l scucchiaiamento della porzione degenerata del tarso, con guarigione per prima, in un oaso di degenerazione della cartilagine tarsea della palpebra inferiore sinistra, associata a una reazione dei tegumenti. b) OperaziQ1lÌ sul naso e orecchi. - Fra gli interventi sul naso sono registrate 8 asportazioni di polipi nasali ; 4 resezioni dei turbinati inferiori eS della mucosa in casi di rinite ipertro6ca; l resezione della cartilagine in caso di deviazione del setto ed l riduzione e tamponamento in caso di frattura delle ossa nasali, con risultato di guarig;one per tutte. Fra le opera'~: ioni s ull'orecchio figurano: 3 asportazioni di polipi auricolari con l'ansa 11. freddo, con esito di guarigione. c) Operazioni sulla bocca e retrobocca. - Anche nel 1914 furono assai numerose le asportazioni di tonsille ipertrofiche: sopra 61 ablazioni, 27 furono praticate col concotomo dell Hartmann, 20 col tonsillotomo di Faobestok, 8 con quello di Yat.hieu e 6 collo spezzettamento a mezzo della pinza deli'Arslan; per tutte meno per 2 è indicato l'e.:,1to di guarigione. È registrata ancora l'asporta• zione di un polipo pcduncolato dell'ugola, con guarigione per '}lrimn. In fondo al II groppo sono riportate 1b operazioni Jo.ulle ossa della faccia, di cui 7 per frattura della mandibola con sutura metnlli•:a dei frammenti, l per frattura dei mascellari superiori con legatura metallica intflrdentaria, 6 per osteoperiostite ftemmonosa della mandibola con un esito letale al 2S• giorno dall'intervento, l per sinusite cronica del mascellare superiore sinistro ed l per fratturo. del bordo orbitario esterno e della parete esterna della cavità orbitaria, eon esito di guarigione.
III. -
ÙPEBAZ!ONI SUL COLLO.
• Fra le operazioni sul ".Ollo sono segnati o interventi pe r angina del Ludwig, guarigione; una tracheotomia d'urgenza praticata dal tenente colonnello medico CaJegari in un caso di stenosi laringo-tracheale conseguente a broncopolmonite e con imminente asfissia, con esito letale poco dopo l'operazione. All'autopsia si rilevò che la trachea, là laringe ed i grossi bronehl, specie quelli di destra, erano interamente rivestiti di 'Una pseadomembrana con• ~on altrettanti risultati di
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CASUlSTICA
CLl~lCA
tinua.. tubulare, mobile, che doveva necessaria mente fun~ionare da valvola ed oc• eludeva l'al bero respiratorio nell' inspiraz ione. Ricorderemo infin e 2 e~tirpnzioni di gozzo cist.ico, con esito di guarigione per prima intenzione, eseguite ris pettivamente dal maggiore medico SRgg ini e d11l capitano medi co Caccia.
IV. -
0 1'E HAZ!O:>l S UL TO KA CE.
Sono comprese in questo g ruppo 12 toracentesi praticate quasi tutte coll'aspiratore del Pota.in e con es ito favorevole: 11 per pleurite essudativa ed l per bronco-stenos i da compressione per vas to versamen to d el mediailtino posteriore. Seguono H torncotom ie intercostali per empiema, con D ris ultati di g uarigione e 2 esiti le tali, di cui uno per tubercolosi polmonare; 18 toracotornie retrocostali, con 11 g uarigioni e 2 morti, rispet t iva men te per setticemia e per tubercolos i generalizza-ta a l J Qo g iorno e al 5° mese da ll'intervento i l volta fu resecata la 6• cos ta, l la 7•, 6 vol te l'S•, 4 la 9' ed l volta la 4", 6", G• e 7•. L'operazione fu richiesta in 10 ca si per ernp iema p leurico, in 2 per carie cos tale ed in l per a scesso freddo al costato dest ro. Accenneremo da u ltimo ad l paracentesi del pericardio in un caso di broncostenosi da compressione per vasto versamento intrapericardico, ed l riduzione di frattura della 7• costa sini stra, con esito favorevole. V. -
01'1WAZ10 Nl SULL 1 ADD0~1El E BACINO.
a ) Ga;;trostomie. - R icorderemo in p1·imo luogo l gastrostomia con d ivulsione del cardias praticata dal capitano medico Pomponi in un caso di s tenosi traumatica dell'esofago, pochi centimetri al disopra del c ardias: si eblìe esito infausto al 6• mese dall' intervento. b) Laparotomie. - Ne sono i ndicate 46, con 89 guarigioni e 6 morti. Furono eseguite 6 laparotomie per lesioni traumatiche: l dal colonnello medico Gerundo in un caso di ferita d'ar ma da fuoco penetrante all'addome con lesioni intestinali e morte per collasso i l dal capitano medico Truffi in un caso di contusione toraco-addominale, cui segui versamento emorragico nel cavo pleurico s inistro e peritonite sa ccata nel quadrante s uperiore sinis tro dell'addome: si diede esito ad una voluminosa cisti ema tica, con risultato di guarigione. La terza dal capitano medico Lionti per ferita. da punta al quadra.ute inferiore sinistro dell'addome penetrante in cavità, con esito d i guarigione per prima io· tenzione. La quarta la pa.rotomia fu praticata dal capitano medico C. Barile su u.u ferito colpito da armil da punta e da taglio nel quadrante inferiore sinistro dell'addome, senza lesioni VÌSC6rali e con risultato di guarigione per prima : le ultime 2 furono eseguite dal capitano medico Ricci con uguale risultato in casi di ferite da punta e taglio penetrant i nel torace e addome e da lesioni da arma
da fuoco dell'addome con decorso paraperitoneale del proiettile. Altre 28 laparotomie furono praticate per appendicite con 25 guarigioni per prima e 8 esiti letali : l'uno il giorno stesso dell' intervento in un caso di appendicite suppura.u e peritonite diffusa ; l'altro al 20° giorno per ittero graçe• il terzo al se giorno per ileo parali~co, ribelle a qualunque cura. In l~ casi l'intervento fu richiesto da appendiciti acute. Seguono 7 Japarotomie per peritonite tuber&Olare, di cui 6 con eaito di gua• tigione per prima della ferita. chirurgica ed l morto per insorta tubercolosi miliare
C.I.SUI'-TICA CLllHOA
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acuto.; 2 la.parotomie per peritonite essuda.tivn, l laparotomia per flemmone peri· cecale, con uguale risultato, ed infine l laparotomia per volvulo dell'ultima por· zione del tenue e necrosi di tutta In porzione soprastante, con ~sito letale 4 ore dopo l'intervento. c) Operazioni radil'ali di ernie t:iscerali. - Gli inteT\·enti per la cura ra dicale dello ernie viscerllli nel 1914 furono ss.t, di cui 814 per ernie iuguinali unilaterali, 8 per ernie inguinali bilaternli, 10 per ernie crurali e 2 per ernie della linea alba: meno per 9, in cui non è indicato, è segnato per tutte esito di gnt\rigione, e per la quasi totalità per prima intenzione. Delle 61<1 ernie inguinali unilaterali, Hi7 avovnno sodo a dt~stm o l 'H a si. nistta; il metodo generalmente prescelto fu quello classico del Bassini applicato in 298 caRi i in 12 fu adottato il prc.cesso Mugnai, in 1l quello del Tl'icomi I cui di ernia strozzata furono 9, quelli di ernia recidiva 7, e 111 le ernie inguinali congenite. Inoltre in 11 casi l'ernia ioguinalo fu ossocinto. a v!Lncocele, in S ad idrocele comun icante ed in ! ad idrocele cistico della vaginale, e contemporaneamente alla cura radicale dell'ernia fu praticata la Nseziono delle vene ect&· siche e l 'asportazione dell' idrocele. Negli 8 operati per ernie inguinuli bilaterali fu eseguito il processo Bassini e si ottenne guarigione per primam in tutti i casi; nei 10 operati di ernie crurali: 4 volte fu praticato ti metodo Bassini, 4 il processo inguinale Ruggi, modi6cato dal Durante, l volta il motodo del Tricomi ed l quello do! C'eci, con esito ugual· mente per primll intenzione, che si tobbe pure nei 2 operati per ernie della linea alba. ti) Opemzioni di fistole anali, .:~norroidi e ragadi a11ali. - Sono comprese an· zitutto in questa categoria 71 operazioni di fi stola anale, di cui M eseguite col processo ordinario dell'incisione col bis tori e 17 colla spaccatura mediante il termocauterio, con risultato di guarigione per tutti i casi meno per 1 non indicato. Dei M operati coll'incisione del bistori, 26 guarirono prima del 20" giorno, 16 fra il 200 e il SO• e lB fra il SOO e il 46° giorno i dei 17 trattati col termocauterio, 7 guarirono entro 20 giorni, 6 fra 20 e 80, 8 fra 80 e 46 o l dopo il 46° giorno. Le operazioni di emorroidi furono 114, di cni 12 praticate col metodo dell" legatura e 102 col termocauterio, con altrettanti esiti di guarigione. Noi 12 ope· rati col primo metodo, per ~ la durata della cura post·operatoria fu inferiore ai 20 giorni, per S variò dai 20 ai 80, per 2 fra i BO e i 46 e per 2 superò i 46. Nei 10~ operati col termocauterio si ebbero a verificare 49 guarigioni prima del 2()o giorno, 20 fra il 2()0 e il SOO, 17 fra il 6()o e il 46• e 10 dopo i 46 giorni. Sono infine segnate 18 operazioni per ragadi anali con risultato di guarigione, e la divulsione degli sflnteri fu seguita nella maggior parte dei casi dalla cau· terinazione col termocauterio. Dei 18 operati, 7 guarirono entro il 2()o giorno, 4 tra il 51()0 e il 6()1 e 2 dopo i SO giorni. Sono infine registrate 2 resezioni della mucosa rettale prola88&ta con esito per primam i 2 paracentesi in casi di polieieroeite e cirrosi epatica ed l 118qUe8trotomia in ferita da arma da fuoco alJ& regione lombare con frattura de1l'apodsi spinosa della 12" vertebra donale, coa risultato favorevole. e) Operazlonl lttll'a]JpGrato uro,genUalt. - Fra le operuioni aull'appuate uro-poietico ricorderemo anzitutto 6 uretrotomie in$erne con esito di guarigiooe, praticate coll' uretrotomo clelpiaisoDDeuve in casi di reetringimenti uretrali di - tica data ; i dilatuioni graduali dell' uretra con risultato favorevole, di cui l praticate colle eonde del Beniqué ed l COli lo atrumeDto di Holt : 6 per reetri.D·
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OASOlSTIOA CLINICA
gimento uretrale di natura blenorragica eJ 1 per restringimento uretrale di ori. gioe traumatica. l'ono ~u~ct.>ss ivam~nte riportate o orchiectomie per orcbiepididimite di natura t ube rcolare, con estto di guarigione; 3 orchiopessie, con risultato di guarigione pt·r pri10am in casi di ectopia inguinale dAl testicc-lo. !:ieguooo S4o interventi per la curi\ radic1de del varicocele, con altrettanti esiti d i guarigione meno per 8 non specificati· Nel maggior n umero dei casi c149) fu ese· J;lllta IR res<>zione fra le due legature delle ven'l varicose e ltl sospensione del testicolo all'anello ingLtinale, o mediante l'affrontamento dei due monconi; io G2 casi fu appl icato il metodo del Carta- )Iautiglia e·sue modifìcaziooi, in 41 quello del Durante, in m.1 il pt·oces~o deiKocher, in 27 fu prescelto il metodo del To.osini-Bonnette, in 11 casi quello di C. l:larile, in 9 quello d.i Kabler e in 7 quello Parl1weccbio. La durata delh1 cura post-operatoria per 1M3 fu inferiore ai 20 giorni, per 147 oscillò fra i l.)() e i 40, e pct· 4o superò il 40" gioruo. Sono anco ra registrate 42 operazioui per idrocele, di cui 87 per idrocele cistico ùella vagina!.·, 3 per idrocele cistico del funicolo spermatico e 2 per id rocele comu•Ji cante, con altrettanti esiti di guarigione, tranne l non iudicato. Nei Oi operati per idrocele cistico della vagina le, inl4fu prescelto il processo del Wolkmano, in 13 quello dell3ergmann ed in l O fu fatta l'eversione della vaginale alla Iabulay• Vamron; nei tre operati di idrocele cistico del funicolo fu applicato il metodo del ll.'\-.sini e nei 2 operati di idrocele comunicante, per l'uno fu adottato questo stes•o proccs<o e per l'altro quello del "Wolkmann. La guarigione avvenne prima del 20" giorno in 22 casi, fra il 20° e il 30° in 11, ed oltre il 800 in 4. 1-'ra gli interventi sull,apparato uro-genitale sono infine segnate 103 opera-z:ioni per fimosi, con esito di guatigione in tutti i casi, meno per 4 in cui non è iodtcato. Circa il proces,;o adottato, 57 volte si ricorse alla circonctstone, Bl al ~aglio dorsale del prepuzio, 11 al metodo del Cat.Dpana e o a quello del Malgaigne. In fondo a questa categoria 'è registrata infine un' e~trazione di calcolo dall'uretra peoiena, con risultato di guarigione per prima intenzione. \ ' l. -
0l'&RA7.10NC SUJ,L'ARTO SUPERIORE,
Fra gli atti operativi eseguiti sull'arto s uperiore ricorderemo anzitutto 2 nm· putaziooi, con esito per pri mam. del dito medio e della prima falange dell'indice, praticate rispettivamente dai maggiori medici Rossi e Saggini in casi di ferite da arma da taglio e da. fuoco. Sooo quindi segnate 21 disarticolazioni, con altrettante gunrigioni per prima iotemione t/leno per 1 in cui non è indicato: l metacarpo·falangea del poll ice da rerita d'arma da fuoco e 9 della 2" falange di detto dito (4 per lesioni traumatiche, o per patereccio); 2 disartico!R:tioni dell'indice da patereccio osseo e 2 d ella s• fallmge da ferita da taglio; 4 disa rticolazioni metacarpo-falangee del m~ d io (2 per flemmone settico e 2 per patereccio osseo); 2 disartico lnzioni dell'ano• lare per osteo-periostite purulenta ed l disartirolazione della 2• falange del m ignolo por l~sione t.mumatica. , Seguono: l r6!;ez:ione scapolo-omerale sinistra. in caso di ferita da a.rma da fuoco della spalla cou frattum dell'omero e della cl~vicola eseguita dal capitano uwdico 1-ionti, con esito letale al lG0 giorno dall'intervento per setticoemia; l resez:ione della scapola del lato esterno in caso di carie dell'osso con risultato
OASt:I'\TlCA CLINICA
favorevole; 4 resezioni della 2" f1dange del pollice tla ferite lacero- contuse ed l della 2' talaoge del medio da schiltcciam.,nto; L scquestrotomia dell' omcro sioi:~tro da lesione da arroli da fuoco; l artrotomia laterale esterna in ca-<o di sinovrte purulenta al gomito sinistro con ùitl'u..,ione lungo il trinciprtc, ed l asportazione di uu' e:~ostosi in ctdlo deforme da fnntura del cubito 11inistro, con risultato di guarigionE', meno per 2 rimnsto in cura nl 31 dicembre. Sono successivamente riportate 40 riduzioni ùi frattum dell'ar to snperiore, di cui 6 cruente e 6 1 incruorltP, con altrettanti t:Siti d i guarigione. Vullo prirne, 2 furono prMicltto por fmttur& doli& ch.vicolR, l dell' oh·cmno, 1 del cubito, l dell' iudice ed 1 del pollice (osteosiutesi); delle incrueULe, ll furono eseguite p<'r fratturi\ delltt chtvicola, 6 dell'omoro, 2 del gomito, ~ dollll o•s& dull'1wnmLraccio, 9 del rnclio. 2 del cubito, l del 4• metf~carpo, l del medio, ed l doll'l\nulnro. Infine sono registrato :!·t l'iduzioni incruente di Jussnzioui, di cui 17 dPIIn spalla (12 sottooom('oidoe e G intracoracoidee), ,& posteriori dol gomito e 2 auteriori del pol~o, con risultnto di guo.rigio~Hl in tutti i <'asi, u.cno p4'r 1 non indicato.
\' II. -
OJ'~:rtAZI0:-.11 SULI.1AilTO I:St'~;lliOIII-J.
Fm le operazioni praticate sull'nrto iot',;riore acct•nueremo in primo luogo ad 8 11mputazioni (co n 7 esiti f11vorevoli ed l letale), delle quali 2 della rosc1a al !3° superiore est'guite rispetti,·Rmente dal t('n!'nte colonnello medico l'alegari e dal capitano medico Lanza in casi di fratlur& del femore destro ed osteomio- ' lite esteso. con dogenomziono lo.rda.cen di tutte le parti molli dell'arto, e di go· nartrite specifica del g inocchio sinistro; 4 amputaz1on1 della gamba ( l al go inferiore della gamL& sinistri\ praticata dal teoeute colonnello medico Salinari in caso di ferita contusa dn pe~tameoto del piede de,tro: l al 3° medio della gambo. sinistri\ ds\1 mnggioro medico Jo'anchiotti per artro-sinovi te tubercolare del pil'de sinistro; l al 4° superiore della gambn sin1stra dal capitnno medico Caccia io caso di t'urita da scltincciamento dell'nrto, con asportazione quR~i completa dci due terzi inferiori rlell'tuto; l al 3° medio della gamba destrn. dal cnpita.no medico Liooti per llrtrosinovite turLercolare del piede de::~tro, con esito leta.le per tubercolosi generalino.tn al 4• mese dell'intervento); l amputa1.iono osteoplastica tibiocalcanea nllo. Pirogofl' eseguita dal capitRno medico Sortoli in cnso di artrosinc,vite tubercolare tarso·metntarsea e metatarso-ftdaugen del piede sinistro ed l amputazione della testa del 2° metatarso por dita a martello fatta dal tenente modico Gamborioi. Sono s uccessiv4mente riportate 7 disarticolazioni, di cui l delle dita eseguita dal maggioro medico Pettinelli pt>r fratture multiple dello ossa del piede e c1\n• crena delle dita; 9 dell'alluce per ferita lacero-contusa e per patercccio; l falangen del 20 dito por necrosi, l del 3• dito per lesione da armo. da fuoco; l disarticolazione mctAtarso.falangea per dita a martello del piedo d~tro; ed l falango.falangea per dito sopraonumerario d11l piede ~inistro cCin es ito di guarigione 111 tu t\i i casi. l:'eguono 6 artrotomie, delle quali S per gonpmartro t1 aumatico, con guarigione per seconda intenzione e buCio e!lito funzionale; l artrotomia con rovesciamento in alto della rotula suturata, flessione della gamba e lavaggio continuo con soluzione antisettica in un caso di settico·piemia. per frattura comminuti va della rotula sinistra, con esito letale al &0 giorno dall' intervento, ed l artrotpmia. anteriore e posteziore io ·Un ·caso di coxite destra puruleuta, COD' esito infausto al 8° mese dall' int&rveoto per ascessi multipli e- marasma. Sono quindi resistrati
!15~
CASUlSTfCA CLISICA
Sl pa.racentc~i ·~rticolari d el ginocc hio, di cui 18 per goneruartro trauma.tioo e 13 per gonidrarto, con altrettanti risultati di guarigione tranne l tuttora in cura stl St dicembre; 5 asportazioni di borse sierose prerotulee con guarigione p er prima intenzione. Sono anco1·a notate 2 sequestrotomie della tibia; l resezione del bordo del la crest.Jt iliaca. sinistra per lesione da arma dH fuoco, 2 n.•sezioni bimalleolarii col metodo del Kocbr r, lresezione pMziale del calcagno, l del 2• dito t>d l della ~· falange dell'alluce con risultato favorevole; 7 estirpazioni di scbeggie ossee, 4 asportazioni d i esostosi e l'i raschi amenti, con altrettanti esiti favore\·oli. Souo succe!!sivamente registrate 45 riduzioni di fratture, di cui 10 cruente e 85 incruente, con 44 ri:;ultati di guarigione ed l esito let~tle per settico-pie roia in un caso di frattura comminuta della rotula. sinistra. Delle 10 riduzioni cruente. 5 furono praticate in seguito a frattura trasversale della rotula, S per frattura ddla tibia e del perone, l della tibia ed 1 dell'alluce: delle 35 incruente, 4 furono eseguite per frattura del femore, 2 della rotula, 12 della tibia. e perone, 7 della. tibia, G del perone, 3 dei metatarsi. l dell'alluce. Esito di guarigione per tutte. ~ono da ultimo ripQrtate 4 riduz ioni incruent e di lussazioni con altrettanti risultati favorevoli, delle qu~tli l della. rotula, l del!a. testa del perone 1 dell'as tragalo ed l dell'alluce.
VIII. -
OJ•Ji:JtAZlOSI SU! VASI.
Furono praticate tJ alll\cciature di arterie. ('On altrettanti risnltati di g uarigione per prim~tm . Il maggiore medico Pettinelli esegui la legatura di alcuni rami della facciale i n un caso di ferita da taglio (fe ndente; alla guancia de3tra, della lunghezza di 18 c1n.; il capitano medicv Cimino praticò la legatura della arteria. ascellare sinistra, alla region e sotto·clavicolare, in un caso di grave emorragia secondaria da ferita riportata d'arma da fuoco; il capitano medico Trutli fece l'allacciatura della medesima arteria in un ferito da. colpo di rivo!· tella a ~copo suicida; il m~tggiore medico Angelini-Paroli esegui la doppia allacciatura dell'ascellare destra per voluminoso a neurisma; il capitan o medico Sertoli legò l'arteria radiale sinistra. in s irto per ferita da punt i\ e da taglio alla regione radio·car pica omonima; il maggior11 medico Trovanolli fece la legatura dell'arcata arteriosa del palmo della. mano destra per ferita da taglio al palmo stesso; il capitano medico C. Barile praticò l'allacciatura dell'arteria radiale destra nella tabacchiera anatomica per lesione da taglio alla regione dorsale del polso e della mano sinistra; il ca.pitano medico Od di esegui la legatura della arteria tibiale posteriore in caso di aneurisma falso per lesion-e del naso, in seguito a ferita d'arma da fuoco ; fina lmente il maggi:>re medico A belli fece la doppia. allacciatura della stessa arteria in caso di aneurisma falso, complicato a.d. aneurisma saccato nello spessore del soleo. Sono inoltre comprese in questo gruppo 17 operazioni per varici, di cui l per ectasia venosa dell'avambraccio destro: 10 per fiebectasia della safena interna sinistra e 6 per quella di destra: il processo adottato nella maggior. parte dei casi fu quello del Trendelemburg e per tutti si ebbe esito di guarigione.
lX -
0PERAJU0Nl SUL 818TI!IliiA GLANDOLARB LINF.t.TICO.
Gli interventi sul sistema glandolare linfatico sommano a 288, con altrettanti guarigionemeno per 9 non indicati. Sono regis trate 10 asportazioni di glandole ingorgate alla regione sottoma ecella.re, di cui 8 ebbero una durata postoperatoria inferiore ai SO giorni e ~ risul~ti di
C.\SUI::;·riCA CLJ:o; lCA
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supe~ioro;
17 enucleazioni di adeniti alla regione cerv irale, con 3 gunr1g ooi e ntro i 30 giorni ed 8 olt.te il mese; 33 asportazioni d i ndeni ti alla regioue ascellarE', di cui 19 guarirono pnma del 30° giorno e H dopo. Numero~issimi al solito furono gli interventi RIIA. re~ io oe inguino·erurale con :?:2:! enuclea:tioni di adenopatie, di cui 13-! di natura idiopatica e 8!.1 di origioe ~·enerea. D•lle prime : Hi furono praticAte io Rm bo i IRti, 78 a t>inistra e J(/ a ùe'ltrl\: l t &dt.'llopatie interessaro no solo la regione c rurtde; degli altri ::>9 inten·enti: lB furono bilatsrl\li. '07 a sinistra e l !l 1\ deiltrn. Per quE-lli la durata ddla cu ra po~t-operatoria fu inferiore ad un me~e in ·16 ca~i, e per que!lti !>oltanto in ]!1.
!:)ono com p1·ese in qt•e"to gruppo 10 tenorrafi~>, di cui 9 per fe rite da arma da tnglio e 2 pE'r fe rito! lncero-contusP, cosi r ipartiu·: l d••l lle'<-;ore rndialo> del carpo. l del lungo tleo;sore eri l del lungo ''"teosore dol pollice, l dell'este-n· sore dell"• n•lice, l dell'c,;teo<;ore del medio, l <leAli e'<ten<;ori del medio. anulare e mignolo, l clell\;..;tenso•·e ed l del tlessore dd mignolo, l del Pemitendi no.;o e :J• a <ldntto •·e e tiualrncnte l del perforante del tle;;-orc profondo Ùl·l 3" dito. Per tutte i: segnato e<;ito di guarigione p<: r primam, con ripri.,tino della no rmale fun~ iona litè. t i noltre St>!J;uata. l t enotomin del tendine fle,.,-<oJ·e rlE'I ::?0 d1to del p iede de::.tro per dito a mart.dlo e con esito favorevole. :-;pguono S estirpazioni di ci:.ti siu ovulli (gangli). con altrettanti risultat i di gul\ririioue pt:r prima intenzione, delle quali l »ituata alla regione i nterna del gomito, 4 alla regione del polso, l sulla guaina di scorrimento d.-l tendme es tensore dell'mdic!'. l d d med io ed l alla regione dorsale del p iede : guarigione pe r prima m in tutti i casi E infi ne indicata l a<:portazion e di ernia muscolare alla gamba sin istra, con e ,;i to per prima intent:ione.
XI. -
ÙPERAZIOSI Sl:l 1\:hl{\"1.
Sono registrate 4 operazioni sui nervi: l nevrotom ia fatta dal capit<lno medico C. Barile in caso di ischia lgia cronica sinistra di probabile origine reumattcn, l asportazione di tessuto cicatriziale e di neoformazione ossea attorno a l nervo sciatico destro eseguita d.al capi tano medico Laoza in caso di compressio ne di esso da cicatrice antica e callo os'ieo. Gli al tri duo interventi f•>rono praticati dal maggiore medico U . Rivi\: l isolamento del mediano e del cubitale da a derenze cicatriziali iu caso di postumi di ferita d'arma da fuoco alla a scella s inistra con paresi dflll'arto corrispondente; l esc isione di tessuti c icatriziali e s uturn dei nervi mediano e muscc-lo-cutaneo per reliquati di ferita da arma da fuoco al braccio siuistro con lesione oervosn. È segnato esito di guarigione per primam in tutti i casi.
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ÙPKRAZIOXl DI PLASTICA.
Hono segnate in questo gruppo 10 operazioni di plastica con guflrlgtone per prima intenzione, completo attecchimento degli innesti ed ottimo esito funzionale: 1 mf'loplastica ed l ricostruzione del enna le uretrale con le parti molli del peri neo fatte dal maggiore medico Di Giacomo in casi rispettivamente d i fet·ita d 'arma da fuoco alla gunncia sinistra e di fistola uretro perineale. Due innesti dermo-
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CA SUIS'UCA CJ,!NICA
e pidermici alla Thiersch furono eseguiti dal capitano medico Caccia per vnsta piaga n ella regione anteriore del ginocchio !linistro dn pregressa horsite suppurata e per p iaga estesa al dor so ed alle parti Intera li del pene consecutivn a n ecrosi: lo stesso capitano pl·Aticò u na plastica uretrale col metodo di Beck in caso di ipospadia retrobalanica, ed una recent azioue dei mar~ini e plastica del labbro inferiore per ferite da stro.p pamento. Il capitano medico C. Barile fece un t rapianto alla. Wolfe di un lembo di cote a tutto spessore (cm. Il X 3) preso dall'a vambraccio sinistro in un caso di fer ita da taglio, con perdita d i sostanza nella regione frontale, profonda fino al pericranio, ed esegu\ un a p lastica cut anea per scorrimento in caso di ulcera cutanPR consecutiva a n ecrosi d'or igine chimica n ella regione laterale della coscia s inistra. Finttlmente il capituno medico T erra-Abrami fece una plastica tendinea con rifacimento della guaina per mezzo di un trapianto di un segmento della v ena cefalica per esiti di r eci;;ione da ferita d 'armo. da fuoco dei tendini lungo abduttore, co1·to e lungo esten~ore del pollice destro, in corrispondenza della tabacc hiera a na tomic'l; ed il t enente med ico Gamberini praticò un innesto cutaneo alla Thicrsch per vasta piuga alla gamba eù al piede s inistro per strappameuto da macchina ad ing ranaggio.
X IIL -
ASI'(IItTAZIO:Sl DI T UMORI.
L e nsportnziooi ,di tnmori fu rono 1-tS, con altrettanti esiti di guau1g10De: le loro varietà sono r i port...te nello specchio . l per ordine alfabetico_ Accenueremo nnzitutto a li) estiq u\ldoni di angiomi, di cui l alla guancia, 1 al m ento; l al labbro inferiore, l al pa la to du ro, 3 alla r egione cervica le, l alla tlelloidoa, l alla toracic.m, l sdl'i ngmuale; due asportazioni di ateromi, di cui l alla r l'gione temporale ed l Rl torncc; 102 PStirpazioni di cisti, delle quali 14 al cuoio capelluto. 3 alla fron te, 6 alla guancia, 18 allo. r!'gione sopraciliare, 7 al padiglione del l'o recchio, 9 alla regione pa1·otidea, 15 al1:1. r egione rervicale, 2 all'addome, 4 nll'epididimo, 2 al funicolo, Z al de ltcide. S a ll'e pitroclea, 6 alla natica, 1 alla coscia, G al gi nocchio ed 1 retrocalcnneare. D i queste, f32 e1·ano di ori({iun schacea, 27 dermoidi e le altrf' di natura non specificata. Seguono : 4 asportazioni di encoudromi, di cui l al setto nasale, l alla reg ione paroti.!ea, l al Ilo carotidea ed l all'aponeui·osi pal ma re: 9 enucleazioni di fibromi, dei qual i 2 alla regione tem porale, 2 a lla cervicale, l all'auricolare, l alla lal>iale, 2 all'nnllle ed l al dorso del piede; 2 estirpazioni di gliomi al dorso della mano ed al gi!locch io ed l di igroma prepatellare; 9 asportazioni di li pomi di. cui l alla f routo, l alla guancia, 2 a lla regione cervicale, l alla dcltoidea, l all'a~cellare, 3 alla dorsi\ le: l estirpazione di neuronnt su cicatrice d'n mpnt a7.it,IH' dell'indire ; 2 di pnpillou_,i dell'u({ola, 4 di o~teot\l i ( l del tempornll' e 3del t\Jtnore) o fimduwute 2 >~sportazioni di sarcomi, dei quali l mehtnot.ico alla guanci11 ed l a lla test.\ delle tibia.
XIV. -
E,..TIIAZI O~ ! 0 1 CO!l l'l E :STHAI\El.
Anche nel 19U furono assai numerose le estrazioni di proiettili interi e di frammenti di essi, praticate per la p iù gran parte su feriti rednci dalla L ibia: furono e-;tratti infatti l!) proiettili interi e 7 frammenti, con al trettanti risultati d i guarigione per prima intenzione.
OASUISTICA CLTNICA
~55
Noteremo: l estrazione d i un proiettile ~[auser dalla regione sterno- matoidea; l d a lla s• vertebra cervicale.. 2 dalla parete toracica, 2 dal braccio. 3 dall'avam· braccio. l dal palmo dell11. m11.no, l {rli r i voltella) d:tll'iu,licc, ·t dalla c oscia, L dal g inocchio, l dalla gamba e 2 d11.l p iede. De i 7 fmmmenti di proiettile, 3 fu. rono estra tti dal braccio, 1 dall'avambraccio. 1 dalla mano, 2 .!alla tibia.. :::Ono da ultimo segnato H estrazioni tl i corpi e5trnnei con esito di guarìg ione per primam : l a sportazione di un fagiuol.., dal coudotto uditivo esterno 4 estrazion'i dall n cornea (2 scheggia di leguo e :2 metalliche), l di nn frammento d i metallo dal braccio, 2 estrazioni di aghi f'd l di pezzi di vetro dal palmo della mano, l di scheggia di ferro dall'indice, ed l e~trazion<: di ago di Pra.vaz dall~ r e:gione glutea e di 2 aghi da cucire dal ginocchio.
XV -
Ol-ERA.ZI0:\1 PER f'l,E:'>UIONI, ASCES!U E l'ATEHECCJ.
Gli int erventi per flemmoni furono 73, con altrettanti risultati di guar1gaone m eno per n u n indicati. Di questi 2 avevano sede alla gunnci11., 8 alle tonsille, 6 alla regione sopraioidea 5 alla sottoioidea, S alla. carotidea. 2 alla regione ascellare, l al111 del toidea, 2 al bmccio, 1 al gomito. 8 all'a,·am braccio. U al palmo della. mano, 7 a llA. regione dorsale di essa, 2 all'iniice, l al medio, l all'anulare, l al mignolo, 2 alla regione g lul <·a, 4 nlla coscia, l al ginocchio, S all:t gnmba e 4 al piede. L e opera zioni per a,:;cessi sommano R 118, con 113 e;:iti di guarigione 3 n on indicati e 2 morti: l'uuo al :20° giorno dall'intervento i n ca::,o di vasto a~cesso degli ndduttori; l'altro al 2G0 giorno in caso t.li a >:cesso epatico, a perto col proce!'so trnn,:;pleu r i<'o dia!rammatico. Di essi. l n\·eva sedeal!a regione frontale, 3 alla pcrialveolRre, 3 alla r egionP lemporal••. !) alla. mo.stoidca, 3 al mascellare iufcriore, U al cuoio capPllulO, 7 alle t o nsille. l alla re gione sottoioadea, 7 alla regione cervicnle, S nlln. parete toracicn, l all'a l:ìominale, l al fegato, 1 para.neft·it.ico, 6 àlla fossa iliaca, 9 ischio-teLtali, 18 perianali, l per iuret.ralc, 3 a lla r egione IIS<'ellare, R all'nvnmbraccio, l nl gomito, l al polso, 1 nl pollice, l al mignolo, r, alla regaone gltnea, l l alla co5cia, l al poplite eS a l pit>de. Sono iufine 5:eguate 10 operazioni per paterecci con nltreltanti esiti d i gua· rigion~: 2 interessanti il pollice, S l'indice e 5 il medio.
L'ultimo gi'Uppo compt·ende SO opernz10ni di unghia incamata, co11 risultati di guarigione per tuttetranne per 1 n on indicato: m• Ila quasi totalità dei casi l'asportazione dell'unghia fu fatta coll'inci.,.ione mediana. Seguono 6 svuotamenti di emalomi, di cui due al cuoio capelluto, l al retto a.ldominale, 1 allo sc1oto, l al funico!o spermatico erl l nlla c<"scin, con esito fa\'ot·t:,·ole; 1:1 !iJ)acc><tu r t! ùi ,;eni lhtolo~i, rou nltrettnnte guarigion i, dei quali l alla gunucin. l al mento, g al coilo, l al torarE', 1 ombelicRlc, 1 allo scroto, 2 soprastiuterici, 2 111 Sa!'To e 2 alla cost:'ia: 8 esci.sioo i d i cicatrici, di cui l deforme all'orer.chio, 2 r etratte al lal.Jbro supt.r iorP. 2 Rderenti alla mandibola, l all'anulare, 1 alla natica, ed l a Il n. p innt;l del piede, co u risultato di guRrigio n ('. Da ultimo sono t·iportato () suture di feritE>, con esito per prima intenzione: (3 al cuoio capelluto, l al sopraciglio, l a lla r egion e i potonare, 1 allo scroto, 2 al la coscia ed l alla gamba)
RENUI CONTO '>TATISTICO
RENDICONTO STATISTICO l:5J•.eccm o A. -
ANNO 1914
Qua dro d e lle operazioni.
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a ) Trnpa na:done dt.'IJ'apofìsì
mast01dea. ('olnrmt>l!o medico: Dnnomo l T l'lh'!lti colonnelli IDPdicl: talcp-ari 2, n~ Rosa2, Cn·111na :l. ~la!!ziori nwdic1: l'et t inPIII H. A . l)l'lli l , Fam·hiotti l , \'a;;ilko l. Piuocaro :l. l'll'rl,!ianni l. Ril a U• .J. ('apita•ti mt>flu:i: Il ice i a. Tro\·anclh 2, Frau l, Oddi li, T('rr;t- ,\ ltrumi :3. T omeui l, i't>rto· Il l. l'omp.mi l, :\lonaco A. l. Zuccar• l , Cacria 1. T cueuu nol'dici: P!'pe :J, ~l elorio l , Sassoli l. :\l~>diCO Cl"de: ~Ieuiui l.
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Qs•KII A ZhJ1'1 SUI.I.A FACCIA
a) OJl"razioni a ug:li occhi:
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l ) enuclo>azloni del globo oculare . Teo('nte Colonnello medico: ~orino l. Tenente med1co: Maroc~iu l.
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l bis) exf'n te ratio bulbi , T enente Colonnello m edico: :\[o rino l.
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19 -
l r idrctom ie. ~hg:::-illre med ico: Alwlli l. Capitano medico: S e rtoh l.
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operazioni per dac ri ocidtite . Mas;rjliore m edico: Fanchiotti 2. t apillsuo medico Caccia l.
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2 ) BII!>Orlazionl di
pterig-io . . Mal'>riore medico: Pelll'rioo l. Capitani medici: Fo resti l , Zallì ro 1·
Sl li&por tazioni di calazio Tenente Colonnello m ed ico: Citanna l. Mn!:A"iorl mt'fl icl: Federi ci l, Saggi n i 1. A D $l'eli n l l. Mariani l, Abelli 1, T rovanelli S. Capi tnnl mediri: Passe ra 2, Cimi no l , T ru fB 1, Oddi l, Bartle C. l. Sertoli 2. Tl•nente medico: G amber in i 4.
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Da r ìpr.rta r 11
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DELLE
OP~;RAZIONI
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CILIRURGICRE1 ECC.
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OPERAZIOII;I o..o OI'Eil.\TORI
- - - -- - -- - ----- --- - Riporto 2
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4
4
G) altre operazioni .
Tenente colonnello medico: Morino l. b) operazioni sul naso: 1 ) a& j•ortazionì
di polipi nasali
Map:giore medico: .-\ bel li 2. Capitani medici: Ricci l, Od di 2 , Ton ietti l , Zuccari l. Tenente med ico: Properzi l. 2) turbinotornie .
l
Capitani med ici: Tonietti 1, Caccia 3. 3) resezioni della mucosa i pertroflca
3
Map:~iore medico: Sap:gi ni l. Capitano medit'o: T onJetti l. Sottotenente medico: Grande l.
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4) operazioni sul setto
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Capitano me.d lco: Ton ietti l. 5) altre operazioni sul naso
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!'.Jaggiore medico: Pettinelli l. c) operazioni sull'orecchio : l) asportazioni di polipi au r icolar i
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61
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Tenente colonnello medico: De Rosa 2. Capitano medico: Oddi' L
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ti) operazioni -sulla bocca e retro bocca:
1) asportazioni di tonsille
2
Tenenti colon. medici: Caleg-ari l, Rosa .J, Citanna l. Ma~giori mPdici: Pettine Ili 2, Fanchiotti l, Sagg iui 2, Piergianni 4. Ang-elini l . Delogu l. Capitan i medici: Trovacelli 1, Foresti l. Barile C. 2. Terra·Abrami l, Tonietti 15, Ricci S. Demurtas l , A menra 2, Za ffiro 7, Caccia 8 . Tenenti medici: Per lini l , Mag no l, Properzi l.
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Da r iport11rsi 6! -
Gwrn11le dì me.lirì11a milìlare -
Fase. Xli.
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Il 163,151 1
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RE~DIOù~TO
938
STAT ISTICO
UPER~ZIONI ED t\1'~:11 '
168~ 15i -~- 5 l
d 2) altre operazioni . Tenente colonnello med ico DI' Rosa l.
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e) operazioni sulle os•a di'Il a fa•'<·ìn Maggiori medici: Pettlr elli l , C1mino 4, Trovant>lli 2. Capitani medici: Serio l llnrilt> C. l, Cinlla l , Odd i l, Terra-AbrliiDI l Se'rtol i l, Cac eia l, Zuccari l.
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li 3 ,J
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Ùl'ERAZIONI SUl. CO!, I.Q.
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l ) operazioni pPr an~rina eh•) Ludwi~ ·Mag~tiori n'll'dici: Pett ine ill l , Pelo)!'u 3 Capitano mPdico: C11ni1,o l.
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2) tracheotomie Tenente colonnello medico
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:1) estirpazioni di J:tOzzo
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Mall!liore med ico: Saggiui l. l 'aplt!in<J medicc: Caccia l
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ÙPKR AZIONI SUL. TOR AC!f..
a) tor.. cent<!si 1\tajlgiore mPdico: Delof'u 2, ~lauri l. Capitani nwdico: l'igozzi 2, ~lodt>stini l, Cac· eia 3, Tirelli 3. IJ) ton•ctoroie intercostal i Tene nte colonnello medico· Calegnrf 2 Magoiiori rnt>dici: P e ttinf'lli 2. Saggi ni l. Capitani m P<Iici : Fra u 4, Cal iendo l. ~led 1co Ch· il~: ~l t uiul l.
11
c) tor~cotomie retrocostali T~nenticol l)nuPili med ici: Calegari4,Sa liuar i l. ~~ ~ !!':;rior1 meo!Jci: Pe Jtine iiJ 2. :\belli l, )U va U. l. l npiwn1 m•·clici: (.;J nl JIIO l, Ric-ci l, Snloli l, Lfonti •
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d ) ope razioni '':<ri(' .
Maggiore n:ec1ico: Dclogu l Capitano med ico: Ci mi no l.
Da r 1portar1i
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0PERA ZIO.SI !'CLt.'A OOOMR R SL L IIACI:-o l
a) g-astr osto m H•. Capituno m erl rco : P Htn fv u
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a bis ) la parntnmie:
l ): per tra um i Colon nello m!'clkn: (;pruwt.. l. (;a pttatll nwchC't' Truili 1, lhnle C. 1. Hict·i 2, L tOIIII l .
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2 ) p!>r llPJIPIIfliCÌH'
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T e11t>nt i colon mNh·i (':o o::-~ri 1 Tl\aznnl :l. ~lazp-u'lrt mt•dtf'l t rnotuo l, l '·Zltf':tro l , Ui (i i'IC• 11>0 J. (npr ta n i mecliri: O·ftli l R irc·i 4 But·riaote l, Lloull 5. <.: C<'rn tt, Za.lli ro l.
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2 ) pe r pl'ti to n itc tnbt•r('nl• t~' T t•nP nt e co!onnPI!H tno> 11<'0: ~!\li11ari l :\la.!.!Ì••ti no ed .·r: \ .. stlrc·o l, ~.. s.qrini l, Ri"' u l Cnpitatti sn•·•lirt: Liun t i l , Caccia l . Te nente n wchco P ropPrzi l. 4 ) p!'r pt>r tnn·t•• ,.,,uolat v • :\la..'!!HI't' ntl'tl .!'<l' Rtr<l l . l. T t'nt•ute tu•dJ<·o: (:an.ùeri n i l
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t ) ~ru:e inguinali unilaterali . Capitani mc><lid: ' ' irp:ili l, ne~so l. Zuccari 13, U•rill' (.; 14, Truffi l. ~lalallqrba l. D'Aiola '}, O Idi 11. Tt>rra Aùrarui 4. ~Htolì 3, Rio· <'l 1\J J>,Jinpooi 9, Bucciante 4. De !llurtas 8, J)p;aun 4. ~lon:wo A. '!, Roseo 5, ('hiro· n i l, ('allt>Od ·• 2, Cow~ruo 3, Lionti 21, Ciullr. H, Z~lliro 14', Caccia 15. Hi$icato :!, Tir~ll · l. T enPnli o o1ici. Pico! li l, Rruni 2 , Gnmbl'rinl l ~lauj!Pri ), Sobiavc.ni l. Cafi',trelli 4 , Pu~li~i 8, Uern .• Lei 2. Suttoteu<>nre mcdko: Uowpiani L Medir cl (.hile: ~lenini 6. :l) erme i njruin~h bilaterali.
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1 -
7
TPnt>ntl eolonnelli med1ci: Carta-U·mtig.ia l. Cult>!l3tl li. Salmari l. ruechco: \"astlll'Ò l. Ca p tani med ici O.ld1 2. ~lonaco A. l. !lla p:~Ziore
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3) ernie crurali .
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~lap:,:riore
medicu: R1.-a \1. 2. (.;~pi t aoi mediri· Oddi l. Terra-A bram i l, R iocl l, Demurtll'i l, L iouti l. Caccia 2 Tenente medico: Gamb<•riui l. 4) ernie delln linea al ba, T<'nPnte colonnello medico: Cnle~ari l. Capi tano medico: Lionti l.
2
(') oper.tzioni dì fistole anali. emor roid i e ragadi anali
l) flstole nnaiì : Incisione col bisturi . T~nentt •·oloonel lo medico: Citanua l, ~almari 2. ~I I::R"inri mr•llci· Pettinelli ;;, l.anza l, CìmiJJn ;t ~n;.:r:ìnl 2. )' ,p r~ anni "l. ('al'• la tu mNlicl: lltr1le C. 2. ~lalab:.rLa l, Terr;t A ltra mi l. Sf'rtolt :2 . Ricci 4, Od di l , J) 1111:1 l, ( alientlo l. 'frulli l J.lontt 4, t uu.a '7, ZaUiro 3, Caccia l Simula l. T, nenti n.• lo··i: Picolli :2, Pu;tlisi l, DPrna l..•i l. Da rtportarsJ
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DELLE OPE RA ZIONI CU IIU: R GICHE, ECC .
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R~~ Segue c). 2) fistole anali: locla:ooe col t e rroocaute rio . Tenente colonnello med ico : CaiPI{"a rl l, Salinat i l. Maggiori medici : Pettinelll 4, TroYanelli 2, Sa~rp-inl l.
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Capitani med ici: :\Ja!Z'lioll l, Frau 2, O <ld i l,
BucC'iant e l. Demurtas l. Sottotenenti medici: Orzanioi l . ~Ja~ronoìa S) emorroidi: asportazione colla legaturn. l'lla~t!{ iori
a:ed lci : Fed erici 2, An gellni 2, Trova utili 3 . Capit nu i medici: ~Jalabarba l, Odd l l, Barile C. l. Terra.- A braml 1, Truffi l.
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4 ) emorroidi : asportnz:one col termoca uterio . Tenenti colonnelli med rci Citanna 2,Calegarl a. ì\lajrfllori medici: Tronnellr S, Va allìcò l, Santoro l, Riva U. 5. PiPrgianni 4, ~aggin l 2, Pe t tmelli 111, Cimiuo l Caol tani medici: Frau l , Od di 4, Barile C. 2, Terra-A brami 2, !Sertoli 6, Buccao n te 3, Pompool 5 Ricci 1 ~ . Mottaco A. 2, Zuc<"ari 3, Bosco l. Lionti 3, Ciulla 5. Zaffiro 3, Caccia 3. TenPntl medici Lucangeli l, ~la ujrerr <l, Scl.iavon i 2, Pug lisl 2 , Bernabei l. Sottnt Pnente med ico Bompiani 5. 5) ragatl i anali . T en en ti colonnelli medici: Cita non l , Cal t ga r i l . Magstiore medi~o: Pettioelli l Capitani medici: Bori le C. l , Te r ra A brami l , Malabarba l, Ser to! i 2, Pomponi l , Liooti l , Clulla l. Sottoteuente medico: Hl cci l. Med leo c ivile : lllenioi l. 6) operazioni pe r prolasso rettale
Maggiore medico: Trovaoelli l. Capitano medico: Za ffiro l. 7) parac>ntesi Magllio re med ico : Mauri l. Capitano medico: Frau l. 8 ) al tre operazioni. Magg iore metl lco: Cimino l.
Da r iportar1i
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RENDICONTO STATISTICO
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OPERAZIONI E o OPERA TOII!
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Riporto 5
808
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·Gi>ERAZIONI SULL'APPARATO UllO-O&NITALE,
-l) uretrotom!e interne Tenente colonnello. medico: Citanoa 2. Capitani medici : Demurtas 2, MonaC'o A. l, Caccia l.
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:2) dilatazioni graduali dell'uretra Tenente colonnello medico : Calegarl l. Maggiore medioo : Pettioelli l. C:apltanl medici: Oddi 2, Zuct>arl 2, Caccia l.
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3) orcbiectornle .
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Teoenta colonnello mndico: Calegar l B. Maggiori medici: Pettioelli l, Cattao l l, Cimino l. Capitano medico : Terra-·Abrnmi l.
:l 'l
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-4) oroblopeasie . Capit~ni medici:
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-
Terra -A brami 2, Ca('cfa L
5) operazioni per Yarìcocele. Colonnello medico: Donomo 3. Tenenti colonnelli medici: Carta-Mantiglia 2, CaiE'gari lS, Citanna 13. Salinari 12. Maggiori medici: Pettinelli ~. Federil'i SI, Abelli 10, Trovaoelll 7, Cimino li, Sa~r glnl 29, Vasllicò 9.1Piergiannl 8, Riva U. 4, Angellni l. Santoro l, Di Giacomo l. Capitani medici: Zuccari 5, Maglioll 9. Truffi 5, BA·ileC. lO, Fr . u 1, Molinari 2. Molisanl l , Odd1 ~2, Malabarba l, Terra-Abrami 2, Sertoli 15, Ricci 15, Pomponi 4. Deidna 2, Demurtas l, Monaco A. l, Rosa l, Cbironi l, Amenta l , Lfontl l<! Clnlla 5. Zaffi ro 2S, Mazzaglla l, Caccia 13. Risicuto 2 Tenenti medici: Picolli 5 1 FormiSC!!'iol i, Gamberini 2, Lucan!!'eli l, Maugerf 2, Scbiavool2 Cammarata l , l''orioo S. Letiz a l, Catfarelli l. Puglisi l. Propeni 2, 'Bernabe1 l. Sottot eneoti medici: Ferrari l , Ricci l, Matrono la 2, Campoli l. Medico civile: Meni o i 4.
l
S45
337
-
1174 1137: -
24 13
963
DELLE OPE R AZION I CHIR UROJCHE1 E CC.
UPI!IIAZI0:\1 an OPERATURI
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l l
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Rip~rto
5
• 1174 1137
-l
24 13
Segue d. G) OJ>'!radoni per idrocele 37
a) idrocele della vaginale.
l
Tenenti colonnelli med ici: Calegar14. Sallnari 2 Clt.anna 2. ~hggiorl medici : Pettine Ili l, Federici l , Tronne lli l . Cimino 6. Yasillcò l, Angelinl l . DI Giacomo S. Capitani medici: Zoccari 2, ~erto! l l Ricci e tene& te Cbmmarata 2. Caliendo l , Clulla 3, Zaffiro 3. /,) idrocele ciatlco del funicolo
.
.
36
l 3
s -
2
2 -
Mag gior e medico: Federicl l Ca pitani medici: Zoccart l . Tirolll l. c) Idrocele comunicante.
Capitani medlr.i: Ricci l , Cfulla. ';") operazioni per ftmoei .
l
i
.
104
100
-
4
- l
Tenenti colonnelli medici: Calegarl l, Tavaz. za nl 6. Citanna l , Salinari l. Magp:ior l medir-1: Petunelll 3, Federici 4. Abel· Il 2, T ro•anelll 5, Cimino 6. Fanchiott i 3, Saggio! 5, Pizzocaro 5, Tonietti l . Angt>linil Delo(rU 1. Capitani medici : Zuccar i l . F rau l , Trutlì 2, De Napoli 2, Oddi 5, Barile C. S T erraAbrami l , R icci l , DPmurtaa 2, Monaco A. 2, C liendo l , Amenta 2, l.ionti 2, C lulla 2, Zaffi ro 2. Gozzi 4, Caccia 4 . Candidorl 2 IUaicato l, T irelli 2. T enenti medici: Bruno l , Sillani l. P ocolli l, Formiggmi l , Maugeri l, Pro;.>eno 3. Sottotenenti meJici: B!>rupiani 3, Matroncla l. Medico c! 'file: Menlni 4. 8) al tro operazioni .
- 1-
.
Capitano medico: Trurt! l.
Da rrportarti
1321 1279
-
ùo4
RENDICONTO ST ATI&TICO
OP~:RAZIO'il En OPIUH TOIII
1321 12'19
Riporto.
6
0PBRAZIONI SULL'ARTO SUPEIIIORJl:.
a) amputazioni . .
2
2
21
20 -
Maggiore medico: Saggi n i l, Rossi l. b) disarticolazioni •
.
.
• .
.
Tenente colonnello medico: Calegari l. Ma,!('giori medici: Pettinelli 3, Federici l , Tro,.anelli l, Cimino 2, Fanchiotti l, Saggini l. Capitani medici: Truffi l , F rau 2, Barile C. 2, Oddi l, Zuccari l, Zaf6ro 3. Sottotenente medico: Manna l.
c) resezioni, sequestrotomie, asportazioni di frammenti . Tenenti colonnelli medici: Salinari 1, CartaMantiglla l. Maggiori medici: Pettinelli 2, A belli l. Tro· vauelli l, Cimino 2. Capitani medici: Oddi 1, Sertoli l, Lionti l. Tenente medico: Danesi l.
llO
8
2 -
d) r iduzioni di fratture
6 -
l ) cruente. Mag~iori
medici: Petti nel li 2, Cimino 2. Capitano medie(): Cacda 2.
2) ioorueote .
.
.
.
.
•
.
.
.
.
.
Tenente colonnello medico Citanna 3. hlaggiori medici: Pettinelli 10, Trovanelli 2, Cimino 6. Capitani medici: Malabarba l, Od di 4 Sertoli 1, Varando 1. Cali endo l, Ciulla 1, Zaffiro l, Simula l. Tenente medico: Puglfsi l. Sottotenente me-1ico: Bedarida l. e) riduzioni di lussazioni l) lncruente . . . . . . • Maggiori medici: Pettinelli S, Trovanelli l, Cimino 3, Fanchiotti l. Capitani medici : Lanza. 2, Oddi 4, Sertoli 2, Verando l, Ciuila l. Tl'nenti medici: Perrier l, Cerotti l , Lur:ci 2. Sottoten Pnte medico: Grande 2.
li
Da riporlaf'Si
24
84
-
23
-
1418 1842
1-
2
31 13
965
DF:Lf,E OPER.IZ IO.Sl CHIRURGI CH E, ECO.
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Il O l'l'Il \7.1••:"1 '" OPEitA roHI
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R•porto
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31
2
13
0PERAZIOl<l Sl.LL'ARTO ll<P&ItiOI<E.
a) amputnziooi .
1:1
1
1
7
l
l
Tenenti colonnelli medici; CaleA"ari l, Salinari l. Mag-!!'iore medie.•: Fanchio1t1 l. Ca pitHni medici: Lanza l, titr toli l , Lionli l , Caec•a l. Tenente u.e.lico: Gamber ini l. b) disarticulationi . ~la!!'~tiori
medici: P ettinell i l , Tro,·anelli l.
Il
<..imino ~. Capitam meclici: Z:•f.i ro l . Cacc1a l. Sottotoneote mf'dico: ~lanna l.
il
c) nrtrororniP, plr•centesi articolari, estirpazioni di
borse mucose l ) artrotomie.
11 l
5
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Tt>nente colon11ello me<11cO :O:alinar L Maggiori mf'dici: Cimino 2. Di Giacomo l Ca p1 ta no med ico : Sertoli l. 2) paracentf'&i a rticolari •
l 31
30
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24
2~
-1
T enenti colonnelli medici : C'aH;>gari 3 . Citanna l. Mac-p-1ori m~>dici: Trovanelli 3, Catt:.n i l. Cimmo \l, Fanchiotli 4, 811g!.!ìni ~. Rha L.:?. Capi1an1 mt><hci - Ma!!IIOII l, Barile(;_ l , TerraA bn1 mi l . Serto li l, D~ ~l urla& l , Cacc1a l. 3) esti rpa1.ionl di borse mucose
.
Tenente colonnello med1co : Cale!!'a rl L Ma!!'giorl mt>dici: Trovauelli l, Cimino l , Riva U.l. Cap1tano medico : Moli!anl l. et) reeezìoni, sequ~>strotomie, r ascbiamenti, ecc. Tenenti colonnelli medici: Calegari l, Salinari l , Citanna l. lola~rll'iori medici: Pettinelli l, Cimino 2, Fanchiotti l. Anl!;elini 2. Capits nf medtcl: Orlo! i 2, Terra-A brami 3, C1ulla l, Zartl ro 2, Caccia l.
l!
Da r 1portar1i
14!18 14~ 9
3
31 15 . l
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R&:-l'OICO:'\TO STATISTICO
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R i porto
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el ~idoziooi di fratture 1) cruente.
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35
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4
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medici: Pettinelll l, Trovanolll 1, C1mino 3. Capitani medici: Zaftl ro 2, Ctiocla 2. l\la!Z"~riori
2) incruente
-\
Magsziori medici: Pettinelli 9. Cimino S, Trova ne l ti 3, Faggini l, Rossi l. Cnpit<>ni medici: Oddi 4, Bar ile C. 2. Serto li 2, l\laln ba rba l, Zuccarl l, Caliendo 1, Li011ti 4, Ciulla l. e) rid uzioni
di luasazlooi
1) incruente
l' .l 8
14491
Mag-giore medico: Cimino 3. Capitano medico: Od di 1, OPERAZIONI S Ul VASI
a) allacciature di arterie e vene.
!llas;qriori med ici: Pettin~lli l, A belli t', Trovanelli l. Cimin:> l. Aug:ellni l. Caoitani modici: Tru ffi 1, Oddi l , Barile 1, Ser ro\ i l. b) operazioni per varic i.
lt
-
0PEI!AZIONI SUL a ) asportazioni
mascellare
SJ ..;n: MA
Ol, UWOLARB
.\
t. I!>PATICO:
di gl andole nella regione sotto· ·.
10
10 -
Tenente colonnello medico : C~leé!'ari 3. Ma~~iore m ed ico: Cim ino l. Capi ta ni medici : Q.ldf 2, Sertoli 2, Zaffiro 2. Da ripor tar1i • .
\'
l
Co lonnello medico: Bonomo 1. 1 Masr::rior i med i<'i : Petti nel! i l , Federi ci l, F anchlotlf 1, Sa!Z'I!'i lli :3, Pi~rgianni l, DI Giacomo l. Capitani medici: Truflì ~. Molisani Z, Oddi 2, S e rtoli 1, C'accia 1.
1583 1!\33
3
OET,LE
OPERA7.IO~I
C"HIIIl' Rioi:)HE, E CC.
OI'ER \ZIOSI go ON: li.\ TI>HI
Riporto b) nella regione cervicale .
.
.
Ten~nte
colonnello medico : Calegnri 2. Maggiori medici: TrovaneiP 2, Cunino 2, Fan· chiotti S. Saggio! l . Capitani medici: Frau l, Barile(;.:?, SPrtoli l, Zaffiro l . Caccia l. Tenente medico: .!.rzanini l.
c) nel la regione ascellare .
.
MajlA"iori medici: Lanza l , Trovanelli 3, Ci· mino 4, Fancbiotti 3, Sa!fp-inl 3, Anf!t>lini l. Capitani medici : Ma;:rlinll l. Serio 2, TerraAbrami 2 , Truffi 2, Mala barba 4, DP Snlo l, :)ertoli 2, Ciulla 2, Zaffi ro. Teoente medico: Masso brio 1. d ) nella regione inguino·crurale (ldiopaticheì
l
1) n ella regioo& cru rale (veneree) .
Tenente colonnello medico . Cal~~t.ri '2. Masrg1ori medici: Pettinelli l , Sa-rgini li, Yasilicò 3, f'ancbioul l Capitani medici: Bertelli 2, 7.uccari 4 , Frau 14, Ruta SO, Tntffi l , Oddi 2. C~ccia l, Caccia l, Simula 11 , Tirelli 2. Tenenti medici : Formiggini l, Sall'm 2, Pepe l.
ti
134
128
89
!!1
Tenenti colonnelli medici: Tommn•ina l, Calegari 8, Citanna 3. Ma81riorl medici: P<ttinelli 7, Federic1 2, A· belli!, Tro•anelli 6, Cimino 12, Fanchiotti 5, Sagg1ni lS, Vasllico 1, Auge! mi l. Capitani medici: T ruffi 6, Frau 4, ~lalabarba l, Oddi 12, Barile C. 3, Terra-Abrami 9. De Sarlo 2, Sertoll 5, Ciulla 2, Zaffiro 12, Cac· eia 4, Tirelll 9, Serio l. T ooentf medici: Bruno l , Pico ili l , Tenaglin 2, Gelormini l.
Da riportarsi
2 -
- l- --,1851i liOij
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968
RF.K OICO:\TO STATISTICO
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UPEIIAZI·INI Kn OPEII.\ TUflT
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Ùl'F:RAZIOI'I ~U I n:XO lNI E MUSCOLI
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a) t enorratle .
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T enente colonnello me<iico: CJlegari l. !Mns;rgiori mPdici . P e t1inelli 1, Trovnoelli l, · Ctm in o !. Capitani medici : Znccari l, Molisaoi l . Tiicd l, Ba rile C. l, Odd i l.
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---Riporto.
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t ) tenotornie. Capilnno medico : Ci ulla. !.
8
c) estirp«zioni di cisti sioo viali (gangli)
)
T en('nte coloune llo medico: Caleg a ri l. Map-j!iori mE'dici: P eu ino>l li 2, Saj!I!'IDÌ l. C a pita ni medici : T ru ffi l, Odd i l, Zaffiro l. T enf n te medico: Gamberinl l.
l
l
n) estir pnzion i di e rnie mn~colari
l-
Capitano merlico: Ricci l . l
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:Mal!'giore tned ·co: Riva U. 2 Capitani med ici: L anza l. Barile C. l.
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OP~RA'ZIO:'<I !; U I Nf:ll\' 1 •
Ù I' EI<ALIONI 01 Pl.ASTICA
.
.
!Maggiore m ed ico : Di Giacomo 2. Capitani medicr: Barile C. 2, Terra .-U JrfHToi l, Caccta 4. Tenente medico : Gambe r in i l.
I 13 A SI' ORTAZIONI DI TUMORI. a) anlliOrni
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Tenente colonnello m ed i co: Calej!arl l, !Mag(!'iore m~llico: Trova n, Ili 1. Capitani mecli<·i : Oddi S, Ha rlle C. l , D emu rtns l . Zalli ro l, Cacca. 2.
b) aterom i.
.
.
•
.
.
.
.
.
.
.
.
Teuente colonucllo medico: Ci tannr. l. Capitano rnedtco: Zuccari 1.
Da riporta l'li
1902 18~3
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OEI.I,E OPER .IZIOSI CHIRUI:I.f ('Ur:, E CC.
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III'EII \ ZII>~ l an OI'EII,\TOIII
.Riporto c) cisti.
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T enenti colonnelli medici: Calt')!"ari i, c.. tanoa l. Maj:!g-iori m~c!ici: Pt-ttiu~ l li 8. Ft> IPrici 3, .\. ht'lli •. Trm·anPlli 5, L'imHJO 9. Sagi!' 111 IO. An~elini l, Di Giacomo :!, !!ossi 2, Ta,.azzani 2 <:a :.>ilani lllt"ll<)i: Zuccnri 3, F rau 2. Mnli nari l. Malabarba l. Moli~~~~~~ l , lltlili l. Barile C. 2, S·rtoli 4. Samperi l, lt•cci l, Demna 2. Bo!<cO l, Calit>ndo l. L inn t i 2 , C'inlla 4, Za r tro 2. C• cc• a l!, Uisirato l, Caudidori l. T1rdli l, tiozzi l. T~ll ellli mt'dici: Catrarelli 1, Puu-lisi l :::ottotenenti medici: F!>rrari l, Mnt ronola l, H•cci l ~IPdicu ctvile: ~:enioi :2.
11
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l
1902 1813
d) encondromi
Maggiore medico: Yardt>u l . Capitani mecl•ci: Ricci l , Oddi l, B;~rile C. l.
l
e)
fi bromi . Tenenti' colonnPilo meclico: Cal~.!llri 1. ~al!giori medici· Peuiuelli 2, Trovanelli l. Cap.tani medici: Odtli 3. Malabarba l , Zaffi ro l.
e·bi&) l!liomi.
Capi tano medico: Oddi 2. f) l!!'romi.
Cupitano medico: Monaco A. l. g) li pomi
T t>nente colonnello medico: Citaona l. :\la!!l!iore mf'dico: Aogelini l. Capitani metl:cf: Zuc('ari l, Otldi :?. Mo11aco A . l, Ciulfa l , Zafliro l. U·bis) neuromi
Capitano medico: Zuccari.
Da rtf'Ortr. rsi
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RE:> DI CO N'TO STATIB.LIOO
OP~;RAZIOISI RD OPERHORI
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Riporto g-ter j oeteomi
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4
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2
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26
40. 16
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T enente colonnello medico : C:\legari l. Map:giori medici: Petlinelli l, Trov11nell l l. Capitano med ico: Oddi ì. h j papillomi .
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Capitani medici: T on ietti l, Oddi l. 1) sarcomi.
Pettinelli l. Capitano med1ro : Caccia l ~a~gio re medico :
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E STRAZIOSI Ul ('OitP I E<'TRAS!,.I
a} proiettili e (rammenti
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Te11ente colon~>ello me li<-o: Salinarl i>. Mag~io ri medici: P ettinelll 2. Saggio l 2, Abcl11 l . Delogu l Capitani mfdici; Oddi 2, ~olisani 2, Ilarile C l , Ricoi 2. Deiana l, ZucCIIrt l, Calieu· do l, Cmlla :2 Tenen ti med ci: ~angeri l, ~lelorlo l , Pul!'lilll l
b) a ltri co~pi eFtrao ei
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14
-
Maggiori medici: Pot~inelli 2. F ancbio tt i l, Saggmi l, De R o~a l. Capitani medici: P assera 3, Bnri!t> C. l, Cnlicntlo l, Ciulla l Te nente m~d ;co : Gam be rini l. Sottotencnte med ico : Grande l.
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Da riJ·ortarsi
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0PBRA:lJONI PER FLRM!'o!ONI; ASCESS I B PATBRECCI.
't'Pnen tP colonnt>llo medico C.tanna l . lli A!I'IZiori med1ci: Pettiuellt u, Federici l. mino 9, Fanchiotti i. P Jt>rgoaoni 2. Ri va C. l . Ho>!\sl 4, Vaso lil'ò :!, Pizzocaro 2 tapitnno tul'dirJ: ll;,rile C. 4, Truffi l. Frau l, O ttl i 5, Terra- A Lrami 3, ~erto li G, Spetlm<-ci l. Dl'nHHt.aR l , Znt-cari 5, Cellendo 2, Tru lh l. Ciull» 3, i'.allìro 8. Souot enenti meclici : <:.. rutti l. Lo Cascio l.
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Tenenli colonn~l l l modici CaleRa ri l , Salin ari l. Maggiori medici : Pet.tinelli 3, Abeli i 6. Tro v;,nelli 12, FnnchioLti 4, Sal!'l!ltli ~ Riva U. l , DI Giacomo l. Rossi Ili, Uertclli 2 For~stt l. Capitani medici · Truffi l . hlalauarba l, Oddi :i, Harile C. 7. T e rra-,\ hr~ml 2, Sertoli Il , V e r~nclo 1. Spedlacc1 :l l.tou li 4, Ciu llu 8 , ;\m~nta l. Zaffi ro 4, Zut'cari 2, Caccia l, Ruta l , Caliendo l, Simu la l. T e nenti me Ilei: Picnll i 2, T euagli 4, T anghoroul :l, l;;tpOii ]. Sottotenente medico : Arzanini 3,
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2151 2089
6) ascessi .
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Ten~nte colonnello medico : Salinari
l. medici : F'anc:hioul 3, BoH~i :1. Cupi t.tni medici: Be r•elll l, Serio l, Sertoli l.
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a) aspo rtazioni d i un ~hie iuc:Hna tc ~I •A"srinri
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P•·ttinrll i l , f'cdPricì l , A IJell i 4 , Trnvanelll l, Cuoi no l à. Fanchiotti 5, SaR'gio i l, An g-elin i l, ~l ~ riaul :2, Rossi 2. Capttani medici: nnrt~lli 2, Malnhnrun l, 13o· sco l, Cnrlln 4, Tlrclli l, Spe<!iacci l. T enenti mediei: ~las~obrio l, Zuddas 3, Bruno 3 , Sale m :i, Aba te l , Camplsl l , Lucci 4. Soltotcncori me~ici: CNutti 3, Urtluzzi l , Il~· dtl rula (). Medico ci vdp : ~I P11in i \J. b) ape: t u re di
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M:tggiore mcdic'o: Fa ne h io t t i <! Capi toni medici: Mnla barlm l , Barile C l, C"ceia 2.
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?.la$lgiori medici: Pe ttinelli l , 'rrovanelli !,Ci · mino l, Rossi l. Ca pitani medici: Zuccnri :l, Sertoli l, Ciulla l . Terra - Abrami l , Oddi l , Ris icato ]. Tènenti med1ci : Puglia i l.
16
d) escislonì eli cl e a triei ~Jaigiori medici: Peuinelli l , Trovaoelli l. Fanchiot1i l , Pierg lauoi l.
Capi tani m edici: Liouti l , Caccia ). e) suture di ferite.
MaggiorP. m edico : Rossi l . Capitani m tdici : Oddi l, Sertoli l , Ricci l. Tenente medico : T enaglia l. S on otenenti m edici : Bedo ricla l, Arzanini 2. Medico c ivile. Mooioi.
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· Sul campo dell' onore. Capit a no medico d i romplemeuto PERUSINI prof. GAETANO, caduto il 9 dicembre, libero docente di clinira delle ma lattie n ervo;;e e men tali, già med ico n el manicomio di MombPllo. Te nen te m edico di complemento GIOVANNI GOJ, del . . . R eggime n to fa n t eria , cad u to il 4 dicemb re, giil medico condotto a Yerano (Brianza ). Sottot enen t e medico di complomeuto AROUINO FANTI. Studente in m edicina GEROLA \IO BE rTONI-NOLI, della facol tà di To rino. • • " EIOVANNI Z.o.ROO, ,. • ,. ,. ,. ,. " GIULIO CESArtE BDNFANTI, della fa col tà di T or ino. » ,. ,. GINO DELLA VALLE, ~ » :. Genova. ,. ,. " GIUSEP?E GALIZIOLI, " • Sien ... " • :. GIORGIO S4LERNO, ,. 1> ,. ,. ,. " ,. GIOVANNI NAZZONE, ,. » " R oma . " ,. • ANTONIO FIR •\IANI, da Cas tel S. Giorg io (:-;a terno}. • • " ENRICO GUATELLI, " ,. " €1UUO MAFFEI, " ,. " · GEROLArttO B: TTONI, ,. ., ,. MARIO PRUNAS.
977
INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L' ANN0.1915
B ''· 1'~'' E~"··' Au1'Cit0, ct~op•hH\u •noùit·o. zniùgo u @Jiu. p!tfOllltJ cpiJtrrn ÌC.tl. ti~u dl'IIIL
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INDICF. la~XKIUl. E DELLE MAn:RIE PF.rt l}A~~O
1916
Cr\SUISTICA rLJNICA. Bo,.OLA FnANl'ESCO, tenen te m edico assimilato. - C'o'ltributo allo studio dello P!ticonevrosi di guerra . Pag. CAt.I!:NDOLl SAVERIO, capitano medico. Un anno di attività della aezione oftalmica dell'ambulatorio della Menscia. in Tripoli. - Considerazioni su (., malattie oculari pill frequenti e apeeialmente aul tracoma , . . » DE SARLO Euo F~IO. capitano medico. - Su un caso di ferita infett a d'arma da fuoco Al braccio sinistro, complicata da gangrena simmetrica ai piedi . . • . • FRANr.RI LUlCI. capitano medico. - Un ca.so di spondilite post-ti6ca GAOOIA liiAnro, capitano medico. Un anno di servizio o to-laringoia.trico nell'ospedale territoriale n . l in Tripoli • • • • . G.~viNA VIT"l'ORIO, tenente m<'dico. \n caso di ittero emolitico in ae· guito a gravi lesioni della milza • M.lRCONl VElUNZIO, sottotonente medico -Contributo clinico e terapeutico aulla cangrena ga.ssoaa osservata nella campagna it alo-auetria.ca • • NIGRISOLI B.~nTOLO, maggiore medico C.R.- Cenni sulle feritfl vasali da arma da fuoco osaervate durante la campagna del l'tfontenegro rontro la Turchia (1912-13) . . •.•• 'Rendiconto statistico delle operazioni chirurgiche eaeguite negli atabili· menti sanitari militari nell'anno 1914 . • • • , SABSOU EnNESTO, cApitano medico. Reato d' iMubordina'!'ione commesso dal soldato X del 30° reggimento fanteria . . SPERA FRANCESCO S.n'ERIO, sottotenente medi<'o. -Contributo alla casi· atioa del tetano osservato nel conflitto italo-aUlltriaco . .
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IGIENR 8 PATOLOGIA COLONTAI.ET EST! F RA IICESCO, colonnello medico.- S•llla dissenteria in Cirenaica. T EST I FR&I'OESCO, colonnello medico. - Collezione di pubblicuioni ecienti6cho sull'Eritrea .
Pag.
43
•
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Pag.
542
KlVISTr\ SINTETICA .SEVERI Lno1. capitano me !ico. - Terapia arsenobem:o liCA e sistema nervoso
RIVISTA DEI GIORNAU ITAUA NT ED ESTERI. Rivista della stampa medico-militare est<>ra.
Pag. 49, 107, 205
RIVISTA MEDICA.
n segno doiJA pnraglang(inf\ per (a diagnosi della. insufficienza ao rtica. Tranqui!li . The occurance of Oxruris vermiculRris in tbe H uman Vermiform Appendi:< - Innes et Carnpbell .
Pog.
58 58
INDICE GEKERALE DELLE MATil:RIE PER L'ANNO
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1915
Nuovo metodo rapido d i dosaggio dell'acido uriro nell'urina - Ancona. Thyphus exanthomatique et bacillo paratyphique B - Job et Salvat. SullB diffusione della tubercolosi umana Bi muscoli ed al midollo delle o.ua - Sfortl\ e Cosco . Diagnosi dell!' febbre tiroide in r.ampagna - Rhoin . La prognOIJi dl'll'arter~o -aclerosi - Klemperer Albuminurie non nofriticho - Barlo~co. • Prancreatite a cuta emorragica, oon os•ervazioni sulla etiologia della pancroatite cronici\ - E\·e. D~turbi ri6easi dovuti all'appendicite cronica \\'illiams. Contenuto linfooitico ed albuminoso dello sputo - Rittor. La cromo-aiero-dia~nosi dell'emorragi.. corebrale - Pierre Mario Cura dolla sciatica con iniezioni epidurali di soluzioni salini' - Strau88 . Sulla diagnosi dollA. tuborcolosi polmonare coi raggi X - Jordan . Osservazioni sulll\ diarran e In co~tipnzioM cronica - Schmidt . I::tiologia e profìlllssi deda m eningite cerebro·•pinnle epidomina Halliday Suthorlnnd M D. Edin
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RIVISTA DI NEVROPATOLOOIA. Zur Frage nach einer vererbbaren Diaposition :tu Oeisteskr~IDkheiton und ihren Gesetzen. - Kriiger. Pag. Le vie d' invMione della domenza precoce - &Ias'!elon 11 rilleeao ooulo-cardiaco negli alienati di mente - Aguglia Le looaliaazioni fisio-psicologiche e la cito-architoctonia della corteccia oerebr&le - Moraelli . Induzioni e fatto sul trofismo nervoso simpatico - Durante • La morrologia degli emia[eri cerebrali in rapporto col genio - Minganinl I rapporti fra l'epilessia e l'emicrania - Waterman . Controbuzione allo studio del delirio d' interpretuione nei militari in cura nell'asilo Saint-Pierre di Ma..,.il;lia - Lo.teaume . Malattie nervose e malattiE.> mentuli iu rapporto alla guerra - Medea . Sulle •indromi neurasteniche nei luetici e sulle sindromi lueticho nei neurMtenici - Artom La commoziono prodotta dagli esplosivi e le eue conseguenze eul silltema nervoso - Sollier e Chartier.
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RIVISTA DI CHlRUROIA DI GUERRA. CJnsigli ai chirurghi - D elorme . Pog. Tinture d' iode iatantanée pour le &i>ldat - Pozzi. L'attività chirurgica di guerra nel po,to principl\le di medicazione Schliep OJJene behandlung eiternder ;,.,unden. - Schede und Lansen. Dum dum Oescho~svorletzung. - Kreitmair. Die Zabnàrztliche therapie der schussveletzungen dor Kiefer - Grove. Consigli per il trattamento d'urgente dall" ferite di guerra interesMnti gli occhi - Mora:oc Sul contagio del tétano . Kohler .
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uso L'uso dol permanganato n elle ferite sporche o infette di tetano - R ogers Tetano trattnto co n iniezioni di acido fe nico - Stownrt e Laing . Trattamen to nel tetano co l so lfato di m u.gnos•o - Syring . Etiologia e terapia d~l tetano - Sic mon, Hochhau~. ?>fartin, Wettc Espc-rienze chin1rg iche in l ' linN>. - Dnnielsen. Congela?.ione d c i piedi; cura con l'aria cnlda - Crangée . Ferite ca ual\te da proiettili indiretti: p erico 1i degli orologi-bracc iali :\[elchior . T etano nei fNiti - Mnddung . Aneurismi di ~uorra - Die r. Sutura dei vasi in chirurj!iA militare - J egtlr L o sviluppo d c i SO<'corsi ,·olon tnri ai mnlati e feri~i in guerra in Ungheriu - \Yiener. Ona proposta per la c.trA d elle ierito d'arma da fuoco doll'addomo, in guerra - Payr • Riflessioni sulll\ chirurt:ill. di prima linea Faure. l 8 anéurismc-s t rnnmatiq ues op~rcs - Do va!. Contribut ion Ìl l'{·t.udo mPdico-~hirur~icn lo d os blossures d es n orfs Sicard, Imb()rt, .Jourdn n e Gastaud Cu rn d elle ferite di )!U"rrn l'nngronoso cO:.l g li sbrigli nm<>nti e In sterilizzazione con l'oria calcia - Quénu . Appunti d i t ecnica rndio:.logica in gu•lr•·a - Pan toli . [,e ferite dell'adrlome, in gtH'rra Lau rf"nt . Riunione tedesca di chi rurgi" di guerra tenuta in Bruxelles il 7 aprile J!)) :; Osservazioni e con s iderazioni SU!!li ospedal i di fo rtezza iu S1rasburao frt>iss e Xo<'geli I mpiego dell'oro colloidn!e m•l trnttnnwnt.o delle ferito di guerra infetto - A.D. La rhirurgit\ di g u erra in Ge rmania - I,uoz. L'empio i du charbon iod<.' dans le t.rnitomont do3 pluios infoctée3 - L cmairo Ln chirurg in plastica d<'llll bocct>. in GernHlllÌt!. por fe rite di guerrn . D Uin- D um- \"erletzung - I."nni . Sur !es hle~sures des or.:anos g,lnita ux externes - Dolorrne , Trattamento de lle feri te d i ~ruerra con In soluzione di nitrato d'argmto l p. ~ilO 000 a .:;oo.ooo - Danysz ' Perito penetranti dell'addome in chi r urgit>. di guerra - Drz . L'ambulanza chirurgica i m mobi liz1ata vicino ul fronte - Ln tarjot. Lo forita prndo tto dall'armamento francese - D elor mo . Il tratU!mento do! tetnno co n l' a cido fe n ico - T ll lamo n e P ommny Nota s tatistica su l t otano - Bazy . Considerazioni gen erali sul tra tt.amento d olle fe rite in guerra - D olorme Sul trattam ento delle fe rito settiche - .Mr.rmaduke Sheild . Gang rena gassosa e congelazioni - Trigono ff. Sulla gang rena gasso~a - Edna S toln!lRrdt B arde A proposito dtol tru.ttamento dello gangrene con l' a riiCnobenzolo Lacap ère o Lenormant L ea baltes ""'plosii.lce autrichi<>nn<>s - R uiss , L'uso ùet solfot.o di maun esio noi t rattamento d e l tetano l\[eltzer Nove me~i di chirurgia sul fronte d i Verdun - Royoe.~
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Pug. T o rncotomin ìnt.creostalo n ell'empie1nn - Lilit'nthol Ooutticres on plomb pour f1 actures - Hh;ot. L e caui!C o il trnttnmento d.,lln ~nuc:ronn d'osprdnlu Sulla cura chirurgica dulie varici d el1'11rto inforio re - Mllrt'OLZi . La frnttura d e l Bennutt (frattura obliqnn d ell o baso de l primo moto.cnrpo)- .Taconlot . Cura della tubercolosi <"hirurgicn con In tubcrc•olomucmo. WJ.\Iomin~ky Ciit~:ol u. Sparmann . La ricorcn del ner\'o r11dialo 111 br.1ccio - Oo••et , Pn~colis o (.'h arrior . L'o.~toosione conti nua u ello frMtura complicato della g11mb" col metodo del cuscino - Chnput .
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RIVISTA Dl OTO-RI~O-LARJKC:OIATRIA.
La diagnt>si delln Rordit.l n e i suoi rnpp;,rti cliniC'i o socinli ginni
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RIVISTA DI OCULISTICA. Opadtà anulare anteriore del cristallino in seguito a contusio ne - Coats Pag. La vnccinotorapia della congiuntivite da gonococchi col vaccino di Nicolle o Blaito t secondo il trattamento di 26 caai - Cnenod o Ponol 32 ca'i di oftalmia gonococrica t rattati col vaccino di Nicolle o Blaizot - Offrc t . R osoconto J.olla seduto del 9 febbraio 1915 della So~iotà ostetrica di Pan g1 :.Iorax S aggio bnttoriologico della congiuntiva - Freeland
485 561
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RIVISTA DI ANATOMIA E FISIOLOGIA NORMALE E PATOLOGI CA. Lesioni traumatiche microscopiche della mucosa ritcontrato in alcuni caei recenti di appendicite - Savini . Sull'o mato ma perironala spontaneo - Bevacqua . Patologia d el cuore in gul'rra - De,·oto . L'alimenta:ti<'no del nostro sol:Jato in guerra - A. Pugliese L'attitudine militare dei cardiopatici - A. Martinet.
Pag.
63 6~
646
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RIVISTA DI MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE.
Le ma!Mtitl venereo nello truppe io campagna - Nei88er . Alcuno norrue pratiche sulla cura attuale della sifilide - On,.lo R esoconto riae11untivo dol VII Congresso intemazion"lo di dermatologia e eifìlografìa S tudio comparotivo doi due metodi di trattamento della blenorragia aouta : a'potteti'o ed antise ttico - Carie . &attivo Luetin per la sifilide. - Risultati ottenuti - Browning Nuo va reazione Dilli& sifilide - Gordon Guerra, prostituzion~ e malattie sessuali - Pasini. Trattamento intrarachideo della sifilide con s peciale riguardo ai reperti del liq uido cere bro-spinale - L. A. Lovison.
Pag.
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RIVTSTA DI l\fEDIClNA LEOALF. MILITARE. L 'ernia in relazione agli infortuni - Diez. Arte riosclerosi eù inf<>rtuni - C . . El nuovo cuadro de inutilidades - Potous Malattie eimulllte - Do ttor Forg uea.
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RIVISTA D'IGIE~~ GENERALE E BATI'ERIOLOOIA. No te tratte dai giorn~>li medici della Ge rmania . Duo no to aulla profìlaesi an t ivaiolosa - Sormani Ua-liMnn ai cessi - Canahs . Sulla flora b6ctl'rica nelle ferite della presente g uerra - Dudgeon, Gardner, BAwtroo. Intorno ai criteri scient ifici por ~iudicare in m oc.lo rapido e sicuro ~ulla reale ollìcada del siero antitetanico - - T izzoni e Peuucci
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INOIOE GENERALE l> ~LLE liATE RIE PER !) ANNO
1!)15
Ricerche sulle diarree e la dissenteria degli eserciti in campagaa - S acquépée, Burnet e Wei886nbach Esperienze di vaccinoterapia specifica nella fe bbre tiroide - Wilt.shire e Mac Gilly Cuddy . Spunti critici sulla vaccinazione antitifica - S . Belranti. . Saggi comparativi di vaccinazione anticolerica nell'uo mo per ,·ia endovenosa e sottocutanea - O. Moreschi e F . :\larcora Sulla vaccinoterapia della febbre tiroide - F. Bo>e lli
!)-;3 Pa1.
8 0 t! 8 10 876 878 87!1
RIVISTA D ' IOIE:\E ~IILITARE Diarrea dAtta • delle trincee » Remlinger e Dumas L'alimentazione del soldato inglese . . Saggio & sterilizzazioni' rapida dell ' acqua per le truppe in campagna Vergnoux .
Pag.
363 566 652
Sulh.t. razione attuale del ao1dato jn C'a.mpagna : bi~q-na. diminuire ls. c arne
ed aumentare i legumi e il vino - Gautier Il tifo esantematico e la. profilassi nell'e!ltlrclto -
Lustig
653 815
.
RIVISTA DI TERAPEUTICA. Qua.ndo e perché biaogna prescrivere la dig itale . Cura solare delle tubercolo11i chirurgiche. Comunica.>.io ne preventiva circa la eostituzione dei raggi solari con le lampade sd arco - Reyn Sulla cura locale della pustola maligna. col bic loruro di mPrcurio - Savini La. cura. dell'ipe rtensione arteriosa - Brelet . La. cura del sa.lvarsan nel tetano - Rothfuchs. I l bagno a vApore noi casi di cong ela.zione - \'allardi
Pag.
233 234
489
• • 67.> ()56
658
RIVISTA DI TECNI CA E SERVJZ[Q MEDICO MILITARE La cremazione in guerra - Consiglio Equipaggiamento del soldato giapponese Consiglio Norme igienico pro6Jattiche nella mel).ingite cerebro-spinale epidemica Vaccinazione obbligatoria antiti6oa Proposte rli ag~unte e varianti al libretto pereonf!le n 339 B del catalogo. (Per mobilitazione).. .
Pag.
307 307 72 147 313
RIVISTA DI PATOLOGIA ESOTICA Ambulatori.o o ftalmico militare della Menscia di Tripoli - Pa.sat"ra Sul decorso dellA sifilide ne i climi tropicali m,•gli indigeni - So prano.
PGg.
308 310
P a g.
5 .)6
Pag.
t\4!)
•
8 71
RIVISTA DI PSICOLOGIA Oascr vazioni psicologiche sui feriti della nostra guerra -
Ferr.u-i
RIVISTA DI TOSSICOLOGIA. 685 casi di avvelenamento da. gM noc ivi in g uerra- Black G lenny e Mc. Nee Gli a c cidenti prodotti dai ga~ a.sBsiAnti usati dai tedt'Schi - Rathery e Miche! I gas ass6sia.nti - Guntz .
!1 13
RIVI:::TA DEL SERVlZ[O SA!ITITARIO I~ GUERRA. Or!.(Rnizznzione d e l s ervizio sanit.orio in <'""'l'"t:nn. - \\' i tnO.Si Trasporto SRniuwio Pshio C:li osp~>!lali ted!'schi a Ca111Lrai - i\loucht' l . La di~t.ruzione doi cads\,·eri aui c:11nspi di battat.:lia Pag liRni La prinm aut<>mobile radiologi<'il italinna - Perussia. vn mo>.:r.o semplice di ck·ttrizzaziono per osporlali militari - nordicr Disinfe7.iono dei tr"ni sanitari nel campo trincerato di P nri"i - Bordns T.a di~truziono dello monc·hc e lu disinfezione dci cadaveri in zona di guerra HonhauJ.
Pag.
~ 12
»
412 414
490 493 •
;,jS 6:.~
7~0
RJ\'JSTA l31BLlOORAFIC.\ L'el iotMapin in nltf\ mont.t;n.\ - B ilrnh.>rù L'olioternpin n CIIIn prntiua merlir·l\ o nell'otlucn'l.ione Rot\Ut Note sul vaiuolo in El'itr..a. od~tlrVE\Zioni sull'appamt.o dentorio d egl i indi~~ni d ella coloniu Eritro.• - Fiorro Compemlill di meùil·inn legnlo ad uso ùugli studenti, dei medici pratici o d (li log,,li - ~lndin Elementi ùi 9.Ssist<>rlza e te~nicl\ mRnicominl<' nd uso dogli inft'rmieri L " vi Binnchini 1870 -f'l. Hicordi o consiù<'razioni - Fritsch Xo te sulln pntologia dello r l'gion i del Burca o d l'l Ga'lc-Setit - Do )lnrzo Gli anticorpi negli umori oculnri di nnirn~li normali ed immunizzati o di cuùavori umani - Pastegn . Man uale di medicina e di chirurgin di 1/Uerra - l\Iendos , G li 11bitnnti della Circnaicn. Studio otnit-o nntropologico ~l t>i . Guida por il modico di guerrtl - Sisli. Guida Pf'r il chi~urgo di guerra lèffre.luzd Forite di armi\ dn fuoco p ortatili - Tirelli . I traumati.~mi ocul.. ri nc•ll'oserd to Pt\Ssoro. Trnilol des fra~turcs - Tnuton
Pcs').
61i
66
•
G7
68 131\
•
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•
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•
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240 :!~(} ~!15
•
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CO~CORSl
Programma <11'1 concorso 1\l Xlll Prem1o Riberi eli L. 21\000
P a g.
tl9
Appar<"rchir> di coc•rci.d'ln'l por agitali d ul R utol !l proiJii'mR della morte tHitur.de - :'llnrine~co
Pag.
~41
242
J':OTIZIE. XXV Congresso di modici nn inte rna. Liber'\ docl'nw dei pruf. Pernn Perdite nel corpo sanitario tN.Iosco . . Scuola na1.ionnle por i muti!nti in Francia
Pag.
,.
•
•
69 141
242 242
I~DIOE G E~ERJ.LE
DELI..E :IU.TERIE t>ER L' A:o-NO
19 l;)
995
Svol~i rnento dell'ioterpellan.:a rlel aenatore Santini 1\l ministro dell'l guerra Pa['. 320 Perdito delle nazioni belligeNnti al 3 1 mag~io 191 3 .;70 Prigionieri di guerra. • 661,880 Disperai . . • R80 PER IL LIBRO D 'ORO DEL CORPO SA~"'ITARIO MI LI rARE. Pag. 820, 881
NECROLOGIO.
.
Luigi P~tro Luigi Guaina AUredo Four nier . Van Cebucbten Gennaro Degli Uberti Eugenio Cimolli Aogelo Valle Raffaele Carabba . Luici B ernardo Ervio von Esmar.:b, Stanislao vou Ce;,are Caraodo L•1igi Bono voglia
Pag.
• •
.
•
142
•
149 143 14-! 244 245
• •
• •
•
Prowavok
.
SUL
CA~lPO
DELL'OXORE
Poq.
.j<\(1,
70 72 142 142
2t.; 333
00 1, 6G2, 741, 820. SRO
CONFERENZE SCIENTIFICftE DEGLI OSPEDALI MILITARI Pag. 144 . 24-5, 334. MOVIMENTI AVVENUTI NEL CORPO SANITARIO E NEL PERSONALE FAR~IACEUTICO Pag 75, 150, 247, 337. 41 6, 499, 5SO, 662, 7 41, 821, S!H INDICE -
Anno l!H5 .
Png.
977
n Diret.t.orv-
Il Re--ia.t.t.orc
OLAUDIO SFoatzA, tonente generale medico
AuTURO CASARisr, capitano medico
(33l) Ro na , t 9 1S -
Tìp. 1!:. vo~herr.
LUIGI PALllllEtll, geren/1'.
'-
lt
A. li-re 111t/.Jblicn.:~uui Jtll·tli co-11Jilittll'i: •l!'&JUUJU L&LU FBA!!fOKSOO, magciore medico.- Ma.nuale di broruatologia ·pe.i m&dici militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 16° di pag. 484. (Vendibile pr-o
l'Autore in Firenze, Scuola d'applicazione di •anitA roilitaru) . L. 5 Tmn.LI ELlo, magg. medico. - Ferite da arma da. fuoco po rtatili. Tesi di libera docenza. Un volume di pag. 57() con 17 tavole.- llodena, 1915. (Vendibile presao l'Autore, Scuola militare) • 16 8JIB'I'OLI Au o,.so, magg. medico, libero doce nte di parolog speciaie chirurgica ne!ia R. Università di Pisa. ·- Con~;ributo allo etudio del rino6ma e ricerche iatologiche sui trapia.nti di cute secondo Wolfe (con 18 tavole). - Livorno 1911, Officine g.-a6che Cbiappini. (\'endibile prellllo l'Autore, Ospedale militare di Livorno l . · • 0 J.ull)OLO CosT.urrmo, genorale medico. Oftalmoscopia ed o'tica oculiatica. Manuale teorico-pratico. Un vol. in 8• con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, Stabilimento tipog.-s6co F ..rrante, 10:)5. (Vendibile P""""' :'.\:~t.Jre, Roma, via Principe Amedeo, 47) 8 'M..u~OLUITI Ezto, gen.,rale medico Lo sgomber o acqueo dei feriti nella valle del Po (\889, 1898, 1905). Testo e progetto con illuatruioni. pro· miati con diploma d' onore all' Esposizione internazionale di :\filano 1906. (Vendit>ile p~ l' Autore, Homa) ' • ID. m. - Eaercito e tubercolosi. ( ~otizio. Profila""i attuale. - Età della chiamata. - Ferma biennale. - Abb889amento della statura). Relazione al Cong.-88!10 nazionale d'igiene \906 Milano. (Id . id. id.) . 2 '8.a.su.uco URB.a.No, capitano medico. - Fasciature ed apparecchi, frat~u.re ·., lu.seazioni. - Fironze. tip. Barbèra . TaiiTI F'lu.NCEsco, tenente colonnflllo medico. - Ricordi di rnicrobiologia pura ed applicata. - Un \'OI. in 16° di pag. 408. Firenze. 1906. (Vendibile p.-o l'Autore, scuola d'applicazione di sanità roilitero. Firenze;. 6 It>. 10. -Le malattie infettive diffusibili p iii frequenti nel soldato italiano. No:tioni di epidemiologia militare. Un vol. iu 8" grande di pag. 298. -Firenze, 1907. (Vendibile preeao l'Autore, scuota d'applicazione di sanità militare, F irenze). o 7 l o. m. - Le g randi epid.;roie esoticho. Colora, pes~e e febbre gialla,- Milano. Ulrico Hoepli editor(>, pianuali HO('pli) . 2 VIBDU To.ouso, maggiore medico. Il consulonte Saoitario, Guida pratica per conoscere e curare le mtL!Rttie in R!lsenza del modico. III Eoiizione. Un vol. di pag. 410; elegantemente ril.,gato in t.eiA R occa San Casciano. L. Cappelli 1899. ( Vendibilfl presso l'Autore. via :'\apoleone Tll n. 70. Roma). • 3 Dz 8ARLO EuoENro, capitano rnetlico. - U. ferite prodotto dalle moderne armi da fuoco da guerra, e30luse le artiglieroe. - Ravenna, 1911, Tip. Ravegnana. (Veodibile preS&o l'Autore, osped&le miliW.r<> di Livorno o 10 Pro!. P&TRA.ZZA.Nl PIBTRO, vice-direttooe del frenocomoo di Reggio ErniE&. Sullo stato di mente d •l soldato Augusto Masetti - Vendibile p re880 la libreria Beltrami di L. Cappeli - Bologna, o pre&&o l'Autore. o s .u .uunJ S J.LVATORE. colonnello medico. ·- L'anatomia e la r:hirurgia opera· toria della mandibola e dello parti molli che la rivestono. Napoli, 1906 vol. in Il' di pag. 130, con 58 figure intercalato nel testo. (Vendibile pr..-o l'Autore. Corao Vittorio Emanuele 386, Napoli) . • 3 1o. m. - La chirurgia delle v io biliari. Momoria onorata di un at!Htato di lode della Società medico-chirurgica di Boloyna. - Bologna, 1903. U n vol. in 16° di · pag. \ 98, (Vendibile pl'9880 l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli). • l B~TUCOI STJ:r.a.No, colonnello medico, libero docente d i oftalmologia e di clinica ooulietica nella Regia Unillersità di Torino. Studio acienti6oo pratico sui traumatiemi oculari. Vol. di 242 pagine con 16 tavole contenenti 63 mi· crofotografìe e con prefazione del profe880r C. R&YliOND, direttore della Re!Zia clinica oculiatica di Torino. - Roma, Enrico Vnghera 1906. (Vendibile pr688o la tipog.-a6a Enrico Voghera, via Po 3, Roma , . • ' .RtVA.LTA HaFFA il:U:, roagg. medico.- ~talattie professionali ed infortuni del lavoro nella vita civile " nella vita militar". Rocca S. Casciano 1908. (Vendibile presao l'autore, "spedale militare Bologna) o Il 'C.a.a.a.u PtETBO, magg.ore medico. - La chirurgia con&ervatrice nei suoi rapporti con la traumatologia e la logge concernente gli infortu ni sul lavoro. Tra~ tato di esegesi clioica in rapporto alla Propedeutica chirurgica generale e alla :egiala7ione aociale italiana.- Rorna, 1901. Società editrice Dante Alighieri. · (Vendibile pre880 l'autore, via XX Settembre 89 p. 1•, Rorna) . • S
GIORNAI_;E DI
11EDIC1NA l\IIL"ITARE Direzione e Ammini;traz: Via Venti Settembre (Palauo del Ministero della guerra) CONDIZIO~I
JH ..UmO~AJlE.\'1'0.
1~ Il G iornale d i m edic ina mi/iltt r e l'l pubblirA l'llllimo ~ÌOJ'no rii ciA!.'CUD m.-s ... "' ra~rJ<·nli J1 5 ro~l1 c11 c..lom: a Z. L'aJ,tJonameuto ·• ann uo ~ d~c•JrTe d:ll 1• l'alniUlO. :.1• Il pre zzo dl·ll'abbonamenlo è : P er l' l Lalio e la Colonia Eritrea . • L.12,Per l' E l'ltPI'O • . • • • . . • • • • > l fi,. l. in llalia • Un falSclcolo separato costa a Il' E•stero ,. Il supplemento contenente l'Annuario ~ in Halia . , dPl cor f'O .~anilario militare costa . l all'Es tero . ,. 4• L'abbo·.smè nlo non disdello pr ima del 1' dicemb1•e s'intende rmoo va~ per l'anno ~ù·:cel'" ivo. SO l signori ahbonali militari in e ffetlivit.8 di 8ervizio possono pagare l'im· porto dell'a bt·onamento per mezzo dei r1spetlivi comandan ti di corpo (anche a ra te mensili). •l• Per i ,oli unìci>~li medici (df'II'E:::erc ito e dello Marina) è ammesso . u~ abbonatnent() C"llliUlali'fo al Gior nale d1 medicina militar e ed agli AnnaiJ d1 medtcina nc11•,.le e eoton~ale al prezzo rli L. 18 a nnut>. Per ottenere tale ab~ namento gli a i.bo nllti dt>l giornale d1 medicina mil1l8l'e de"ono far pervemre direttameult> L. o. a ll'ammiuistrazione deJZli Armali {presso il ministero della Marina) 7° Ai librai si ra lo ~=;conto deliO'lo• ma soltanto per gli abbonamenti delle per~one e degli enti non milil8ri, che non possono rruiJ'e rlello facrlitaziooe di cui al n. 5 e 6. 8" Le sp• " pe1· gli estratti e quelle per le tavole litografiche, flllO!ll'liGche, ecc., c r .IJCcompep:nasser o l ~ memorie, sono a CArrco d c(lli au wr1. 9'> Gli a1.1 >rl delle memorie potranno aver ne p:li esll·atti fnc_,n •• ooe rl~iu& sla tdl'allo dt 'invio delle bozze corrette. Gli estrallt ~ono di due tipi: Trpo ..t. - Con cope rtina in bianco, senza frontespizio, e colla impagina· tura e numerazione del fa!o'cicolo. '~'n>o B . Con coper~ina s tampata, fi'Ontespìzio, im pall:inAtura e numer.. .. jr,ne SlleCiAle n prezzo è re~roJaiO dalla ~e~nente tAriffA :
.l
Prezzo d:l ola•o~ll-.. ~0~1 Ju CI.J .,.t"-t.1Jl"1 JJ.,. .. _. ~-
100
200
Por • ogui C"•IIII"" ollro too
6,-
6,60
10,-
s.so
7,60
9,-
18,60
4,80
NUMERO DEI.-LB COPJB
TIPI DI ESTRATTI
25
50
-l.-
6,60
---'I'ivo A T ipo B.
-- -
Gli e!!'lratli milum di 011 f, ·~lio si contano come foglio intero pe r le ordÌ• • nazionr dr t OU estratti o meno. Per quAli i che superauo un foEtlio. le frazioni in più, che non supe rano Il meu.o ro~llo, si contano come m~::ta, purchA però l'ordinaziOne non sia in(e• r wre a :,u cop1e. P otranno aver!:'i e~t1'olti 10 carta e rormato diversi, previi accordi persoo ~aiJ tra gli A utori e la TipOfo!!'Sfìa. to• l tniiii•~H' l'Jll! JofiJI "" rt>~li tu if<conn .
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall ' Ispettorato di Sanità militare Giornale
Giot'nale dt m.-dlcina militare : 1861-1884 medloo del Regio E • ercito • della Reala Marina : t88&· 18 QS Glof"nal•
medico del R•a:io Eeerclto : t80&.1Q07
ANNO LXIII - 191 5
SOPPLEPl&NTO
30 GIUGNO
AL
FASCICOLO
VI
QUADRO D'ANZIANITÀ DEL
CORPO SANTTAHJO MILlrl'ARE E DE I
FAR ~M ACI S TI
-MI L ITARI
a.l ) 0 luglio 1915
D I REZ IONE E D AMMI NISTR A Z I ON E
liOMA · Pal&no del Mi nistero della. Gnern.. Via XX Settembn~
ROMA
\l
SU PPLE:'\I E~ TO
AL:'\. G
ùel Gior nnle di medicma militnre. -
(A NNO LVIII)
QUADRO D'ANZlANITÀ DEL
E DEl
FARMACISTI
MILITARI
al 1° lug lio 1916
ROMA TIPOGRAFIA E~RICO VOGHERA
-
19 15
INDICE
SpiegAZion e del se6ni iuoli.:anti le deeoruloni, eec.
P a(l.
5
Quadro organoeo del corpo sanitario e del rarmacisli militari,
1
Tabella organica degli umciali del cor po sani tario militare .
8
Prospeu o numerico diluili gli ufficiali medici " farmacisti miiHa rl effctth·amentf' esistenti al t • luglio 1915 . • . . •
'
Uffic•all mediCI dell'Esercito permanente . . • • • • •
to
Ulllclali medici in upettall\'a la cui anzianità.(> ;101peu.
;o
Ufficiali medici di complemento in >ervi:r:io attivo temporaneo .
73
Farmacisti militari. . • • . . • • . . . . . .
75
Ufficiali medici nella po3i:r:ione <li servizio ausiliario •
85
umclali medici di risen·a . . . . . . . • .
89
. .
Ufficiali medici tolti dai ruoli del Il. Esercito e che con servano Il g rado e l'unllorme
IOi
RìP«rlo degli umeiali medici e dei larmacl3U militari fra l diversi comandi, corpi ed uffici olel regio esercito . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
105
Indice atrabetleo . . . .
Pa(l.
UO
SPIEGAZIONE DEl SEGNI INDICANTI LE DECORAZIONI, ECC. \Ili.
•+
.Yetta~lia mò'luriziana.
<:autiere deii"Urdme <le1 Sa. .VauriZIO e l.auaro • C hl. ~IIIIIMe d1 Savo1a. Id. della Co rona d' llaha . tò Cl { Gran Croce
da\;tnti ai :se;::ni delle llfcvr-atiout ~UJtl"'il \ Gr:autli' lJO!cìale.
O l1
tu'(
J
in·tltate.
't CHnm, Matore.
ururlal~. lletl tf(lia d 'oro pel b••nem•nt1 •lrl terremoto del t90:l. O Metla~lla .r·ar,.:e nto al valor m1 htare. 6 M. al valor Cl\ •le. ! Id. al valor rh marina. 1,\ 1<1. dorato pei benemmli rtella salu te pubblica. f 111. pe1 beneme riti <Iella snlute pu bblica. O Id. pei henenwrili d e l terremot o del 1909. o Mella~:roa di b ro nzo al \alor mihtare. o Ili. al ''a lor Cl\ Ile. <i,. Id. pei bl'o••m•ruì <Iella s'llute pubbll.:a O Id. p ..; benement• d~l terr~moto del t UOS. "6 Me.t~~:lla commernc.rat1va d1 Cruuea. '>e Id. pcr le ca mpAIWC deii'IRIIIIIPndeoza d ' Ilo ila (l ), ® Id . per le camjl&!(ll& tl'Airica (t) C Id. 11er le rampaf(ne della Cma (l ). @ Id. per la camJ..I(na della Lltua. ~ Id. pei llf'nemertt> del terrem .. t ; del f g()S Id. per la lìher:•ZIOue d : Roma. Croce tl'oro con COr•lRI per anuanita !Il seTYiliO. ? Id. per anz1amta d• servwo Croce d'arj!ento per a nzoanita rh senoziu. Q Prumuzione per mento th guerra. + .\nttaotr magi( iore 111 1•. lrl. id ~Aiptlt. (Mn. .Hpdtall\'a per moli VI di raml.!loa. A•ptll on{tr. A-l•ellall'a per 1ulerrn•ta Asprll. spre. A-peli:Hova r•er moti>; S!)eciah. t:o111. Corna~~olù. eorn. comandato. n. "· RIServa o1'anzianita. L. O. Lihero rlocente univfroilario.• p, C. l. Penl o ch ouuco ogien1s1a . dir . san. rtu·r•z•one •1i saulta. Oor. ~an. Direltore di sanita. osp. o•t'etlale principale. Oir. osp. O>rNtOre olello ospertale pnnctp•le. oo~~p. surc. o.;pcdale suc:eurs.ale. rolenn. prcs. lllldrm~na p resi•tiaria. e. a . corpo d'ar mata . Se. &PJI. san. :)cuoia 1li applicazione di s nnita mlhtar••. pro!. titul. prole<sllr~ totolarP. pror. ag~. professore aggiunto. nse.:n. tltol. tn>•:>I(Danoe titolare. a. ammo;;liato. c. cehhe. v. .-e<lovo. 1'. rr. ruori quadro. •
m
+
<Il l numeri espone nti intllcano le c.~mpagne.
7
QUADRI •'11••110 del oorpo aul'larlo •llltaro (Tabella i5 del 1913).
Limite massimo di età
68
Ten enti generali medici
&5
Maggiori generali id.
&S
Colonnelli
58
Tenenti colonnelli id.
3&
56
Maggiori
id.
Hl
53
Capitani
Id.
3 14
:so
Sobalterol
Id.
3
Id.
TOTALJI.
•
.
773
QUADRO organloo del larmaolltl militari (Tabella XIX . circola re 3 44 del l9H)
limite massimo d i et& Chimico farmacista ispettore . Chimico farmacista direttore . Fa rmacisti capi di t • cla~e • Id.
t&
id. di s• classe
t8
Fa rmacisti di t• classe • Id.
30
di 'l" claMe •
16
TOTALB.
.
•
81
'
8 Tt~Oella graduale t 1~11merlea N. 75 cleqli ufllolall del corpo sanitario mllltara (19ta).
l
C 'O
c"' c;S u
l
l
c:
o;
~c.!::
Comando del corpo di slat o m~f!glore . l.ejlioni territoriali cnrnblnlerl reali (Roma, Napoli, Pa· lermo e Cagliari LPgiuue nlli evl carabinieri reali. Reggimenti 11ranatierl e fnntcria lll linea ll~gglmeuti hersagl icrl Reggirnenli a lpini . Compagnie di disciplina slnblllmonU militari di pena. Reggimenti di cavalleria llcl!gimf nll d'artiglieria ila campagna Reggimento d'artrglieria a ca•·allo. llo•ggimento d'artiglieria da montag na Ref(gimentl d'ar tiglieria da forteua . lleggimento d'artiglieria pesante Ila campo Rrggimentl del genio Dattaglione &peciallstl del genro Battaglione aviatori . Ispettorato di sanità militare. Direzioni di sanita militare Direzioni !Il ospedali mllit.1 rl r.r inclpall e succursali, lnfer· meri• di pre>ldlo e Slrcclal , compagnie di san1w . • • Scuola di guerra Scuola d'ap pl ic:u.ione d'arllgllerla e genro Accademia militare Scuola milltilre . Scuola d'appliculone di sanll3 militare Collegi militari • Scuola d'ap(Jiieazlo nr di fanteria Scuola d'appllc:ulone rli ravalleria Stabilimenti militari d'artiglieria . Stabilimenti mi lilar i J el genio •
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PROSPETTO nonnerl~o dal corpo eanltarlo militare efletllvamenta aslstentl al 1° lugli o 1915.
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11 7.78 Piantelli Gitul'ppe, ®·
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Pioreoza Igna zio, c:;. lj;).
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5. 8 ;s Mignacca Pietr o, (]l.
Se. appl. san (pr or. lljU.) l7 art. camp• •
Anf1rea Vallefredda (Caserta).
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Roma.
17. 5.79 llooguzzi t.:mbwl o. (!;)
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S 10.79 l..:uldrranl Robuto, ®. ©
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4.10.79 l.lberati Luca,@
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c Cagliari .
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Risicato Emmanutlt, o.@
F. Il· (com. 18 ari- cam1 ) .
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1:! 11.81 Rasero Rkcardo, o. E::. <!).
1'. q. (com. 53 id.).
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Pi•.zo (Catanz:uo)
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t ti lant.
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Palermo.
3n. t 1.8~ Riccò EUot·t. Cl. Q
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Itri (Ca~WrlA).
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iniPrm. pru. Civttnachil
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il~nrstare (Re;r~t•o Cala bri>)
t. '!.8.1 Porcara / ddoro. Q
lt art. eamp.
Torino
~.11 .81
Castell uc•·•o de' Soar i (Foggia)
IO. '1.81 Gelormiol Luigi. (!;)
c
Rernalt1a (i>otenza)
16. ~.81 R111alrll Glu~qJ/ f,
r
Nicolosi (Catania) .
G. 8.81 Tllmaselll V110,
c
Gll•lone (Carnpoba<so)
14. ~-81
c
Caule MoniPrrato.
7. 1.81 Ara .dc/I.IUe, o. o.(!;)
Osp. Rrescla
c
Torr:~ca (Sal~rno)
'!.10.84 \ 'lggi&oo A l(ndo •
4t rant.
c
Cluau rl.
I J. 3.85 t'ioce Gtot•annl, Q;).
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c
A.slagu (Vtcen>a)
16. 8.81 Ferrari Goo"a""'
c
Racalmuto (Gir~~nl) .
1 6. 11 .8~
Grati .. Girolamo. Q
65 Cant.
a
Roma
18. 9.6~
Cogl~1lt-Dena Gluup~. o . fil, (!;).
Osp. Ancona
A
Caserta
9. '!.Si Pi.:attO A riiOtt lo. Q
1.
s. f'tPlro Onellftna (Camro
i . II .Sl Perllll Giot•ar~nl.
r
Pesc•na (Aquila}.
14. 8.83 lppollll Arnaldo. O . tD ®
6 :;eolo (batl. Rom&) •
a
s. lilorgto clt Cab.uln.
'!6. \!.83 Mlgnenu Ft·anu•co.
O<p. UdJDe .
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Gallarate (Milano).
14.11.R!J Btn&ght A ll>n'lo,
c
Moddalonl CCa~e.rlu)
!8. i .85 Corcioni C6rr nd•no lll
basJo.
Valente Ga~accluno, Q.
3 al r. (com. se. a ppl. SlO.).
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Del Vasto GIWI'PJ>', <D.
o. ®. <D
r:: <i:). o. Q .
Accademia militarf.
R. truppe col. Erilrt>>. 9~
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Tenenti medlol. dal o. l al n. • ·
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Vt<c ano (Casui.Al .
17. 3.8~ La Manna Sult-al o,.,, !l'l <i:)
A qull. f1JtC.
PPhlln (Salerno)
5. 6 83 Migilacci'l Rom" no, Q
Osp. Geno..a
Montecalini Val d• CfoelD 1 •
6 !! 83
v-nnoccl Quinlilto, o. m(i:).
Alpdl. iJt(tr.
5. Benedetto dtl Tronto
l t . !.8$
cr~mone.!l
bpdl. lnfu.
Dino. Q .
t lE!<ES".J lii.EDIOJ
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A~ZI-\~ITA.
VARIA ZIO:VI d llrou te t•anno
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In liiOdtcina e ch• ru r)(t:l
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i\13ot.ero Lorn••o Mar/Do Pt•3quale Tenore Olu"'JPt. Rl~hini Camillo •
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. 5 brrs. . Ca•.Padova(111. . 66 raot. • t8 lrl.
1 ottobre 1114.
Mereu 1/anf•·tdo Scoreia Ow~ppt. Tomel linl Lu•11• • Sealese Oluvruwì Farufllnl .A11 Ionio Vtn tur• Ou1do
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• 15 Id. . Cw.VIeenu(SI) . 55 Inni. . i i Id. Glar.oott• m,.o . . U Id. Suitzer Bllllre • 4G Id. Barherl Ullavin • franceschlol Carlo . . 73 Id. R. polverfftclo Nota h'icolu • .
Ratnooe G1ovanni
IDI Liri. 7 t.Pr•.
Farmaci.!
FARMAl.,ISrrr MILITARI.
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LUOGO DI NASCITA
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di
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POSIZIONI
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FARMACISTI MILITARI.
Chimico far macista iapet1ore. n. l A
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3.1'! 55 Abbatl Antotrlo, • · U o§-.
lsp. $aD. mll. ·
Chimico farmacista direttore. n l ,
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3.10.55 nompiani Auua ruh·o o§-,® '"'D, I'.C. J.
m.
Fa rro. centr. mrl.
Farmacisti capi di l" classe. n al n. 1 al n. l'l .
+ P. C. l.
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6. 4.55 Baroni Bdotu·do, •
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Montemagno (Alessandria).
7. 3.58 FPrra ro Annibal e. o§o.
'
Colognola a l Colli (Verona).
8. 6.58 Ynntice Gloramrf. +.
Firenze.
!;. 7.57 Mannajooi Gloeonnl, o§-.
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!8. 5.!16 l larini Pr·onctuo, o§-. <D
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!9. 5.55 Natale Luiol,
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31. 8.57 FAbrls Rktot•do, o§-
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MOllena .
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Noceto (Parma) .
t . ! .57 GluO'redi GlufTt'tdo,o§o
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Bassano (Vicenza) .
!6. 7.!16 Roberti Girurppe. ® "u
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Alvito {Cuerb.).
30. 4.6~ Celll l'lnuu:o • · +P. C. 1.•
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Desana (1\o'"ar:l)
U'!.65 Martlnotti dott. Carlo, + .
a
Cen (Cuneo).
' · i .6i Mnrenco dott. \'Worlo, -t.
+.
a
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16. 6.6.1 Guidi GiO . 1/alllsta ,
a
Bull (Prsal.
16. 6.55 Coaeera IHtomtdt, olio·
Montescudo (Forli)
30.11.~6
Ga•pa : l Pio,
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Id.
Id. Pado•a
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Id. Verooa Farro. eentr. mrl.
Osp. Ancona (io soprill· numero!.
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Osr. Geno•a
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Farm. eentr. mrl. IID IO'
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Farm. ctnlr. mlL hp. "'"'· 01"· • A ,,;Jp. "''~· ~u,.;t.
Farro· ceott. mll. O!P· Torino Id. U•orao (In svpraD·
numero). Jd. Ale.u andrla
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19. 9.7~ Corrad1 Remo. fl:l
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31. 8.6i Vacc:uo f'raltttleo,
a
S. Severino (:.JBceraLal •
5.11.74 Pallad1ni dott. .Ilario.
c
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1!.1 1.63 Nonls Rafraelt
Id. Calli1ri .
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10. 8.6! Segni nob. Maul"izlo, o§-
Id. Rannna.
a
S.usari •
7.1! .61 Palchi Emllw
JJ. CbleU.
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3.11.6! Corchia P•·ima, Q> • ..., •
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Carata Lario (Como) •
!6. 8.6S Coroelli Col"lttiiO, Q> •
Id. 1'\o,ara
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Felizzano ( A le...'!llodria) •
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13. 3.66 1'\oois Gt1·olamo, Q> - " •
Id. Sa•ighaoo • !d. Cava del Tlrrtnt tsa· leroo).
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7. 7.67 Porcherio /.odgl .
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Osp. P1rtnte Id. Brucia •
Micchonl Anioni!>
Id. Palenno .
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Farmacisti di
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•• classe.
dal n. t al n. 5. Osr. easerta (d. Parma.
t. us Lutra rlo Giacomo •
a
s. Gioo;lo al Liri (Ca.erta) Borgo s. Oonnioo (Parma).
13. 7.&7 Prrott.l Gtulao:o.
a
Sarno (Salerno).
16.10.63 P:uisi l"lnc:tn:o.
a
tnrer. pftS. Gaela-
11
Rotonda (Potenz').
13. 4.59 Tedeschi F•·nnctiCO. o . Q>" • " "• <&>
a
\"illatranc:a (Vtron•) •
18. 6.61 Rensl PidHI •
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OIP· Napoli. lofet. preso Pavia
n·Egeo a JaD!il del ( l) La sede d"anzlanita ti data dal R. decreto 30 g 111 g 0 0 19". - (") uesunatl lo Libia 0 ne (t) 1~ . Id. Id. t• f~hbnuo i!H4.
.\1\ZIAl\ITA
DATA
V14 RIAZIOI\'I
F a r 111 a c 1s t a
dur ante t• a 11?111 capo d• t" elas'e
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tfl di di t• c:di h••~·· '!" el:~ "<SI' 3• ela.sse 4° cla...se
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1906 190.& li. 2.5! O'AntOOIO R a(fn ek, . 15. 3.59 Gia n! Luigi, o§> - • Bergamo 19. ~59 F'imlano Raffaele - Catanzaro t4 11.56 C-.rosella Cnmìllo - . . Chiet1 7. 3.60 Carpinteri Aleuandro, U+ , . • . . • . Siracusa 6.1~ 61 Di Ren~to Anl011io . l'iapoh '!5. 8 Gi Giaeom~tti GioVllnlli - Vlcen1.a !l. L6~ Onnr~L1 l.flrtn~o . Spoleto t7. 8 6:! Vadalà l'id r o - . • Girgenli 30. 8.6~ r>enli Pompianl Santo - Brescia
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. Potcma id. 9.10.57 Glaonott1 Berwtlu.to - Arezzo Id. :19.11.61 P• DCO Gio. Ba llista - Genova id. t . 8 58 8 1tonli Gtulnno • . Lecca id. 6. 2.511 Ghe rard1 Guido - . . Panna ul. ~6. 9.6t Mur ace Vuatiano - C1tanzaro irt. 3.10.5t Gasca Ettore . . Pinerolo Oli. irt. t i. !.56 Grilli A lfredo - . . .Broli P. l. 9.5i Quadri Giuseppe - . Perugia id. 19.t1.58 Grossi Anncldo - . Frosinone lrt. ~0. 1.60 Valeuti Glaco..o . Spoleto Id. 15. 3.6! C1stel ll Luigi, ® " -
. • • . . . • • Uert(amo Id. Id. 4. 7.60 Geri lJldtrigo - . . Pi>toia id. 30.11.62 Palauolo il'lrol6 . Catania ma r . ti t'!. 6.61 Cao·ci illm1io - • . Caf(liari id. 9. 4.60 Falconi Gr egori o - . Campagna 17. 9 63 Ferrante Biagio - . . Napoli ìd. 33.11.57 oeracendis Gi u1eppe - . Rari id. 7. 9 .63 Bellinzona BugelliO - l illa n o id. 31. 5.59 Gallia 1-.ttorio . . Bre.<ein Id. !!.1!.6~ Ral~cco Corrado - . . Bari Id. W. 1.63 Maglio Gitueppt - . Genova id. 13. ~.57 Orachini Alfredo - . . S1en a id. !7. 8.63 Ravignanl Gi t&sf111Je- Verona id. '.!1.10.61 Cervelli Angrlo . Rom~ id. id. 14. 9.6 1 llongioanni Andrea - ~llano '.!3. 3.6! T op1 Oomtnl ro . l.lvHno id. tt 12 61 Mondmi Augrlo - . Ra••enna dic. S3 i 6. U .G! Burc hi Ft&loio Bologna lo g. lt . 3 6! Fe r ranti Clll'k>, Roma Id '1;;. '1.55 Benerlettrlh .lla ·n lio - • Roma id. U .tt .6! I>'Agost1no Allm·t•o, U <§-- . t 3. H .57 Sp1cacn Giustpp~ - Barletta id. id . • • . • . . • . Napoh l5. 7 59 Massa Pa.cquale - . Frosinone Id. id. ! i. 6.61 Guiuel11 PctiJ·,. - . . Pa rma 3. t .58 Ruggirro Giuseppe- Reg~tio C. id. id . 8. 11 6! Randaccio ,1/arw - . Palermo l7. '.!.58 Del Re Areongelo - . Taranto Id. id . t 5. 9.60 Cerri~tnanl Gìu1eppe- Livorno S!l.IO 59 FormrnU r m o r&o - . • L< d i Id . id. 11. 7.6t •-• Lteri F erdl>>a" d" - . Cefalu ~i. 6.59 Garmo Gi•urppo, •§o-. Roma 1(1. 18. 7.61 finimondi Camillo Giovann i 8. 8.60 Ca;tellani Enrico - • Livorno id. ili. . . . . . . Verona 33 IO 6Q Cert!!lelo P~rtro - . . U~no•·a id. U.t0.6'.! Brescia· \lorT;t Luigi - Sale rno id. 6. 7.60 Del Grecn 81-neslo - . lloma id. Id. 16. 3.61 l'iccinino Giusrppe - . Nal'oh ~- t ~9 Solito Fll;ppo Caltanissetta Id. id. 30. 1.61 Agostini L lùQi - . Ve~u•zia !4. 5.61 Cristani Ugo - . . Bo logna id. Id. '!~. 4.61 Ca pozzi An Ionio . Avelli no 6.10.59 Oon elh C•1ar e - . . Vcruna id. 7. 3.57 Yolinuro .Salva/or~-. . • . 190, . • • • . . . . .~vellino id. i O. 8.59 7.amJirll1 AI(OIII O - llt>r~:amo id. U . 3.56 C:.araColi Probo - . Bologna m>r. 'ti 9. 5 57 Capelli Gitueppe - . . Cuneo id. id. 15. 8.6! Uwn Clemt11lt - . . Li•·orno :u. 9. 58 Lecc1a /'asqttnle-. . C"JSeriA id. id. 16.1'!.60 Verdorl BN&ealo - . . Parma 5.11.59 )la7.zarclla BaJillo- . GaetA id. Id. 18.U.60 Oliva Francuco . Cosenza 30. 5 60 Ferrana IJetiPdtllo - . Mila.10 id. 16. 1.6:! Lice~ardclln Mario - Mel<sina Id. 3. 2 59 Querengh1 FraiiCfiCO- Milano Id. 34. 4.61 lriaunl ,\'icola - Qllt.anlsSetta id. 5.1~.59 t.alanti Fau&to . . Roma id . u. 6 6! Mo relli Franctsco ·- Venezia id. 4. 8.59 PlaCtJUadio Raffuel• . • • td. '!5.11 61 Belha Donuruco . C:it.an1a . . . . . . . Benevent o id. id . t. :!.6! .lligneco .lfa1·io . Catania 7. 7.58 Crore SIIV IttO • • • Chi~ li id. 11. i .61 Bonifacio Francesco Saverio'!. 3.60 MaiPsani Luigi- . . Verona id. . . . . . . . . Po tenza id. !3. 4.1i0 Stu ra Prancesro- Ale.~ndrh• id . id. W. tU» BellaeolonnaAnlonino · Catania 16. 4.59 lrac1 Al(rtdo . . l'erugia. Id. 4. 9 6t Caocehi GMiano - . • Gaeta id. tt. ~-fAl Gando lfo ~111re - . . Savona id. Id. i9. 7.61 Piccion e N~olo - . . Trapani '!3.11.61 Vandelli Giovanni- l lacerata Id . 9. 4.61 Milano Francuco . Savona Id. jG. 6.60 Gherardi GiUI~pe- Bo logna id. 16. 5.60 Ramerl Francuco -Reggio C. giu. !3 30.10.61 :llenatt1 All1lio-. . Trapani id. id. ! . 56! Belli Pasquale . Fro; inoue ! . 8 60 l.epori l'illodo - . . Firenze id. id. 30.10.61 Brunelli /loberl .oBrescia 'l!I.. I0.6! BetU ·rumo, o - . Parma id. 6. 3.6! O'Am hroslo A ngelo • l'io la Id
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dal n. • • • al o. ••• IO 8 .64 Yen:at~ll i Vmun:o- Ca~tllul 10. ! .M Lu~nrdl Camillo - • • Roma !. 9.64 Ronc.a~lll Carlo - . Bre5cia Il. 6 6! 0e Roslo Al(olllo . Chieti 13.11.6' Villa Gioruio- • • Vmezia
t909
1911
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4. 6.6l Lieto Salcalore - • Avellino dlc. 31 111. 11. 1.66 Fonlllna Jl"koiO - • Tra pana 16' 5.6l Yoramuro GlaciJtiO - . Ilari Id. Id. :!8. 5.64 Olton~llo Hn roco - . Co~tliari Id. t . 9.65 1\iccl rinctnzo - • Co'enu 19 IO 68 lanoonl Ctlat·t - . Catanzaro Id. i. 3.63 S•ghonolll Ugo - . . l'i$IOia Id.
Id. Id. Id. id.
1910 &. 6.64 Vatlora I'Y11nce;;co, ~ -
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!i. t~ Fiearra Franceuo - liM.>ina 1113f . 31 1911 l i 1t ~5 Fe rrante Anlon111o - • Cefalù Id ! 3. 7.77 Al~ssandrello (;iovonni. Id. IO. i.65 Ile Nobili Eoultu/ilo - l'iallOii . . . . . . SorMosa mar. 31 14.1!.70 lilor~~chl Altuandro- Aqull:~ Id. t~. 11.59 Minned Bcloordo,+-Palermo apr. ~ 13. 3.66 IIPnttlettelll l..tlio n o ma Id. id. !0. &.65 nus• l Ernco - . . • NBpoll s . 4.69 PiUipahiiHtrtllio - . Naroh id. 3. 6.6J Clmal1oomo Nicolo, .t -Napoli Id. 18. l 66 ~rchtl$1 Giulio - • Roma Id. !3. 4 6 1 Dell'Anna Donato Midtle 39. 7 66 D'.~lesMndro Pelia - Napoli Id. . . . • . . • . . t ecce Id . t3.11 66 Acçame Pitlro - . . S.non:~ Id. Id. 15.10.59 Tor!Arolo A nronlo - Geno,·a 30.10 65 Puano BOJUìo . S.~lemo Id. id. ! .11.65 Ul Llherto Fronce<eo- Pal•rmo 14. 7.67 Oholl Fa.•ola Gìovann' - . • !UO U l'etrllll TorfjtUJlo - • Foren%e Id. • • • • :'òoçara Id. t d. IO. 6 6! Ooii'Uioo VIIto rio - l't•rr:ora ttf. IO. Ii.65 StanrnU Ro(fadt - . Cos~nm 3. !.61 To rtora Glu1eppe - . Salrrno mal!'. ~7 t U t 65 t.ia rrrna Jlichde • • . • • . Caitan,.-.4'tl.a Id. !3. 3 6' Allrgret ll r.a-~no - . Lecce Id. 30. 9.68 Sandulli Ade/ciii . Napoli Id. !3. 6.68 de llenrdiclo< Onorio, td . • • • • • • . Te ra mo o tt ! H . 9.67 Cacdamali l'lnuJI:o- ller!(amo 1. 4 .63 Laur~nzana DonaltmlOIUO - • 7. 7 60 Giani /JOft(IIO - • • Pu leuza id. . • • • . • • Beneçento Id. 9. ! 63 Clauru BarlolorMO- . Cas.~ le hl. Id. 8. !1.65 ~tora Glo.,anni • C~jlliari !5. 7.56 Mundn Catooero . . • . J6.1t.6!1 Talaneo Gaacomo- CaLwuro \11. • . . . . . Caltar.t.!<et ta Id. 16.11 .66 RMdlntol Giacomo,+ - . . !7. 9.58 T onon i IJomtnico. . Tt ramo od. Id. . . • • • . • • Ferrara !5.10.59 Oi t,orenzo r,;,..eppe - . . . td. . . . • . . • Campa~ma Id. M. 5.6:; D~mochrh Alberto • l.eeco ld. 3. 4 68 :'òovo Salvatore • PalPrmo ! 4.10.63 Gramoli TomnttJIO- Reggio K. Id. Id. 4.10.63 i\lafrrl Bmlltu - • • • Or vlrto Id. 39.1! 65 l>avahllni Leopoldo . Fo rli Id. ! 1.10.63 Gra,•a A ntonmo Pal~rmo Id. H -l ! 66 Con Iella Mocltrl~ - . Avrlhno Id. U . 7.6! Sth,elel(o illi rico - . Caglia n od 8. P.GG Ali~ nani Pa~quale- . ~l ll•no H. 9.6t lllaz•~~rone Al(on•o - . Cn-en•A~ ld. 15.1!.65 Arric;a Giturppe - . Rrggao C. Id. !6. 4 63 Corroa Luigi . i'\apoh id. !\. 3.611 Rllcel Paolo - . . . . B~n ld. 18. 1.66 llanll Git<lill - • • . Monza o\1. !5. V;) Gala<IO Otll~tppe - • Napoli Id. 5.1!.61 U~ Plnmmorll'li l..ulg1- TPramo lt1. ~6.U li! 'Jossa Andrta . . Sa:!sarl Id. l3. '·65 Paro;: l Ghu,pps - • • Arezzo id. Id. 17.10.66 .\o~:elleo Giacomo - Sornru5a Id. !6. t G6 PN•tthelli Aloc~Jtle - . Chieti 1!1. 18. 4.68 Zapparoli Luogl - • Mruotova !6. 4.65 Bru ni Carmelo - • . l'illl>oli ld. ltl. 1!. 3.67 Todl!.!<"hinl Guueppe - illllano 3. 9 61 Bolo Gt.udo . . . Flrrnze Id. id. 13.11 G6 lÀ S!'l•a Luigi - • Fottlda 13.11.63 OelloStrolo!(o D11rlo- th o m o die. 3 1 7. 8.65 l.ibu rdi Baldauore - . Roma Id. 30 1.6l P~rn Ro(fatle . Catan7.nro ad. 10. 8.6!1 All wrt AcMIIe- • • Monza Id. 1. 11.6\ Srrra Bgidao - . • . Cua.le id. M . 5.66 Savio Riui Angtlo Milano l d. 19. 3.64 Salobndini A r n aldo - . • . ~. 9.G6 Cat.aldo God ano . • Nola 111. . • . • . • • Frosonone Id. id. ~1.1:1 65 Oi !.alla Ji'raneruo - Ji'o~tr:na 4. 5.65 Sfoga l "orginlo - . . . Forh id. 8. 5.65 Chla\ltC: Pltfr o . t.uua 11. 5. 4.65 Morllt~nUnl Cnmlllo - Nonra Id. 4. 6.65 ~a~tnrua l'l11cen:o - . ~apoll Id. 11.11.67 Marwllo Nuhtle -. A\ elllno 1<1. 4. 6.66 Gay Glu.uppe . . Tonno mag. » !8. 11. 64 Ro~~• Gitutppe . Sroleto lrl. 8.10.66 llatanezzo Co•lablle • • • :!8. 4 64 Ah11nau Gat.,tppt - • l'olenza Id. • • • • • • • Campagna Id. 13. 3.6\ DI Glusepjle Pier Camillo 5. 9.66 Me5>1R8 Uno(rlo - . . Napoli Id. • . • • • . • • N~poll Id. U. 6.69 Sah a Adolfo • • • Toriuo Id
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l.Stgrtf) UFFICIALI 01
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dal n. se• al n . <1:118
97
CAPITA~I .lllthiCI
dal n .
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~ • n. 488
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t913
10. !.f.7 Panichi Rndnl(o . F1rt>nze ma,r. 30 111.11 6~ Oel Y 1cario r;!•tsepJie - F"O;!}!ia hl. 4.11!.67 Gaihi-•i Advl(o -. . Sa't•ua id. 15. .~.6.~ C~<pt>arorll l'ttlr·o • Iloma i ti. t. 4.6:\ VPrllurolt Frt~tlctrco- Bolo;.:na id. 31. 5.67 t.ortoelltno Luopi . O - . Cotno id . 7 .H 67 Blum1o r.iorg111 - • Sirartt<a 1<1. IO. l l.fii 1\1:-;aai 8mi lio - . . Torirto ill. 10. 9 66 {~ r1mal<lt T ti>IHIIII<O l'iapolt id. 8. ! 69 Bruni Domntoctl . Tar:>nt <> id. 17. 2.66 lla ioran(> Gul1rttle - Tarattlo hl. 13 . 9.66 Ila l bono Aldo - . . • F··rram irl. 4. 4.68 Follt F1·ance<co • llulo;.:ua id. IS. 3.f.S KIJtnndo Gw<'1)pe - . • ll.1ri tt!. ~- 8 ti8 Tur hil Clmmtle - . . To rino Id. lt. 1!.69 Vuls•i Gtrul11mu . llerg;uno itl. H. 5.60 .:-lar•lardliOtte /JO>t(Ll<J f "n:mresco -. • . • Ca mpoha;<o id . fl. H .57 Furtunato RtJSIIrio - ~lcs;;itm id. tO.U 61 llico rr:tdo F>·nucrsco • . • . • . • • Si racusa id. ! O. 4.61 SL:ona Achille- . . • Sa<l<ari 1d . 16. 1.66 lli- Franra Uome.tico- Catania itl. !1. 8 a; ll:t~oo P<'lro • T reviso id. 'lll. 7.66 lloPri l"nlo•r io - . . • ~la.•.<a i t!. t . 6.66 Ugolin1 AngPlo - . . • Fo rh id. 15 . t .66 Guas"u<lo Gi uS17JPe - Geno\·a Id 11.10.66 l.ar izz.a Ptefro - . Rr(l.:io C. itl !7. 3.66 ~liuetti Rinaldo . G··nova id. 16. 5. 611 Guad~~no tYuola - . S:IIPrno hl. 15. !.67 Troosio l'itl.Cm~o - . Sa lerno id. t9. 9.66 Mrlft!'tttt G•oaulmlo - Gcno• a id . 3. ~.67 :>dano~ror"' Ferdi nando - • • • • • . • • • . . Chit>ti Id.
ll.tt.68 ~as1 Slt{ano - • • Mnntlovi ;.!~U J0 :l9.1n.r.s ~l~rini AnnìhalJo Calanum ici. IS. II.M narh«!(allo .lfari o - • Cal:otlla i t!. t 7 6'! Abha F•·an crsro . To ro no ltl. 17 10.58 Po rza111 L111gi )IOn.to• l 111. :!9. 7.61 Sarra llaffarlr . . Taranto id. 16. l.liS l"a.<~ero Diflgio • l'« lo•nza :tpr . 3 13. t .5~ A maturo Ft·ancesco - Salerno i·l.
16. 9.53 Fo•rr o Florìudo - . • NaJJOii Id. 4 4 01 Savar!'St> Rt~ff•ttle - . . Nola Id. 5.1tU\8 r.a rle•·;tr ls Gau.•eppe CunPn id. ' · 4 ; 9 lla" n"li Achi lle . llarli'lta irt. :!8. 7.67 1\oo·ra Cel•o - . • . . J.n<U l ti. t . l f\9 Mastrangel•> .ll nrco- A\'PIIiiiO itl. 30. 6 M Cast..o~neri Gio . Ual/idn . . . • . . . . . To rino id. 3J.t0.67 ~olti:-.~ntl Carmelo - Siracusa ld. 13 ll.f>6 B<oSI Carlo-. . . . .Forll lrt. 3. 8 .G7 l.a~torio ~fr111ri:io - . ga,•onn Id . U . 3.67 t:aco zza Frnrtre$tQ . • • • . • • • • (',,.,t..,nzaro Id. 9. 9.67 ll;ogna\•archl PtlQ/n . • . . . • . . . . neq !io E. ifl. II.II.G7 llPnola .~nlouio - . c.~tantaro 19. 9.fi7 Sr•:t•lncc• r;u,.l'flpe - • Siena id. 7.11.67 Argl'llln Gnufppc- lòirgPn tl id. Il . 7. 66 ~~~~~IliO llocrardo - . Tor1no Id. 1 ~. 3.5:! Giovmano Gi11J1ppe . • . • • • . . • . • Rf'I(J:iOC. id 30 10.7! R.,gn ne Stavn·in - . . Rari mn11. :t9 ;!\ 5.69 llehellis Eoult~ccllio . Bari gi u~. l ! 17. 6.!i9 Fil iJ•I•i Gwcomo S.Hona id. ~O. t r.o Sollirol Prall.te!CO . Koma ioJ . . Sacile id. 16. 9.G9 S:uul r mi llm/Jrrlo 14. ~ fi9 De Gael:ooi L ttì!J• - • i\less1na id !5.i0 69 Car.co oto re Adal (o . l.ecec id. t913 7. 6 fo9 ~a rino Sn/t"nfo1·e - • . . . . . . . . . C:olt.anisset~o i<l. !Il 9 64 Pi<~n• Glnromo - . Cat.1 nwro ;cen. !! lt.l6.f>9 Valdarneri Au1<m o - . Mlla11o id. 23.10.53 Ctnctue 1111/(llde - Ca,;trov•ll. id. 4. 6 68 t•orlt)!lio l lì Sle(!IIIO- Verr~lli 1d. t!.H .65 T nm mtt<one /.ILìgi - A"el lino hl. t. 3.69 ~~SrlliiiCIIt r:ominu - \ ICenza Id. 15. 6.6;; D' !<:Ila Gnelano - . . . ~ola gcn. 30 ~1. 7.68 i\!Pizi l/rbfiiiO - . . • Yilano id. '!8.10.71 Lornharoh (itu~eppe - Natoo h itl. 29. 4 68 llartoltolla A nlonitto- Ceralll ltl. 15. ~ 63 llattuant Girolamo - • Garta id. IO. 3.69 Tecce ,,·i rllla - . . SuiUlont. itl. '17. 4.63 ~aera Errico c.~serta 1.1. 9.1~.68 Valr1111 Car melo• Cata n ia id. i . t . G7 Gagltardi Dcmalo -. Taranl o id. t !. 9.69 Zanna Giuseppe - . • Monza t J.I\!.67 Loscia Rmato - . • L1vorno Id. 5.10 68 Solis Br m ele. . Gaeta id. 6.11.66 Tr:.Oicalllc Prancuco- GlrJZeltU id. :!!.t! G9 Gnllo de T o mmasi Gtnnaro 7. !.67 Pa colio Ernesto - . l'òat•lllt id . . . • • • . • N:tpo li id 4. 3.511 Vacc~ri Lu i gi . . Bologna id. 30. t .68 ~!azza Alessandro, O, ® ,._.. 3 . 9.68 Ranlalth Aulot~ino • • . . • . • . • . Foj:t~toa id. .. . • • • • Calt...."'l.ni~..,e tt.a id . 29. U .6 ij Camlela R occo - C.... t nn i Ilar i Id. U.U .69 Spediacci Corrado - . Siena io l. 6.U.7t Scuu cio Dommico - • Ca<erln Id . ili. t.611 Sola Bn1uto • • T or ino Id. l ! . i 68 Corazza Gio11ann i . Are1.zo iol. 6. 9.68 Quassolo Lu{fl( - • Piof'rolo id. 5.U .69 !lamella Pielrù - • • Milano id . 19. &.70Giamrnarco Pit1· Git.ueppe- • 9.1~.67 CuccaSebaaliano, O o.®,...,, • . • • • • • . Sulmona Id• ., . . . . . Sassari id. ::t. ;.69 Gr imaldi Arturo • . Fo rli Id. t. 8.69 Bellinzona Carlo • • Pavia Id. 7 -
Q~&adro di a>tzianltà del cOI'J)O 3all<ial·io m ilitare, ecc.
....
{Sroue) OPPICIAI.I 111 1\I~KR•A • CAPIT ANI R TK~RNTI II KIIICI
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1913
18. 4 5g ~brino Clro Chieti ~ing. lt i6. 9.69 Pispico Giovatwl - . Lecce npr. 3 t l. 70 fil vera Gwstppe - . Genova 14. 8.67 Mara l uso MiclltltiiiOtlo Id. U. 3.69 Ilo Giulio l'iuqtwle - . . :'((1111 . . . . . . . Glrgentì i•l. id. Il~ 6.70 t:aputo Gtulatltl . . Lecct' ~. 8 68 Scopinaro llatraale r.hieti Id. 1~. 8. 3.67 r.n;smi flolico . . ~loiano i l. 8.71 Rovlgllo .Aa•odalo - Bergamo Id. trl. ~9. 6 69 Giganti l!nrlco
l. 3 H Trlpanl lJomen ico - . l'otr nza l 'lllor;o - . . Id. . . . . . . . . Gir~onti irl. 10. 1.71 Astiriti Pra11Wcu - . . . . 23. 8.69 Rugj(ierl Giuuppc flarletta lu!(. H . . . . . . Cast rovillari 1~. ,8,11.69 FnnoiMò Paol o -. . TmJI,1nl i~. 20. i 71 ~ovo.rl Sev,ro - . . Orvieto Id. 31. 5.68 Chlt>nchetti Atlgelo - Mila no lrl. l 4. 71 Cola neri Fe•·di1tando - Roma Id. 30. 6 fJ8 ~Icori 1/mbfrlo . llt'~gl~ E. lrl. Id. ~'- ~.a SnlvMore t;wvmm( • Illiri 7. 1\.67 Ronelll F•·anc.sco -. A, r JIIno id. 44. 8.70 Araur;ino Lt~i{ll- . . ()ljtllan id. 13 8.68 Rorila Oomtnlco Anltmi o !0. t .70 Aochicthio An tonio - Chieti Id . • • • . . . • . Re,::glo C. lrl. 5. 6.70 V•tale Rrtfft~elc -. . Hegglo C Id. tO. 9.67 Vlnno t;iuuppe - . . No,.nrn lrl. t. 8.69 Torreggianl Amedto- Perugia Id 17. 6.69 Pot1.1 ni Bllort - . . Pnrlova Id. 7 111.69 Ca ta ul Leopol.rlo - . l.lvorno Id. M. 5.68 l.o (lh~o lirc Pt~lllo. ® ,..., l. 8.70 Grande Anto11ino- . Slracusn Id. · • . . . . . . C:ti<IIJia l!t. 19. 7.69 Licciardi Mar gal'llinn . . 7.10 6\ r.un~tallerro l'ince11zn - :"ola 1<1. • . SlrMusa Id. 11. 1.6V Glanantonl Pompeo - AncoJia id. 18. 6.69 lannielli FrniiCP~canl<mio - . .a . . . . . . . . t>otenza Id. id. 10. 1.63 Mcnahue Gill..-ppt - ~loo!Pnn npr. 9 8 ; .66 Plaua Gerardu - . . Napoli t G IO. 7~ ~'t•rgola Bm·ico Giulio- G•· no•a 1d. ~0. 9.70 :'iicolo•l Gaelaow- . Cat.1uln lrl. 5. 8.66 Me~sina Gi1ueppt - . NallOii ma g. 31 tO. 1 .6~ Tommn<l Ellot·e - . AreT.zo id. 16. ~.io Chlri•loo Vi11cmzn - . Napoli Id. l U 0.6t Poirari Onmenlco- Beneve1110 Id. !t.ll .69 (ìiorrlano T ommll80 -. i\'ajl(lll Id. 9.U .70 llelllrovia Carmelo - . ~lr<slna Il!. 6. 9.70 Slgurt.a Gio. llnllitll4 - Mllauo 19. &.63 Fattori flomeo - . • Ancona Id. Id. t 8 1.70 MR!Ulanl Camillo- . . Torino Id. Id. 1\1. 9.70 TRhurrhl Vi1'0IIio - Livorno 13. 4.f.S Concell• (;eremia - A>roll 1>. t8 11.69 Rahit.ti AugJUto - . Mantova Id. id. 19. 8.7~ Gcnnusa Malleo - . Palrrmo lug. 5 0 .14 .70 M !hCit~ lll Gu{)llrlmo - Sulln<>rm id. IO. 7.iO AmtJrirno Bmeslo - . Ca•alu irl. ll7. 6.69t:uallagno f 1aolo - . s.~lerno Id. 4. 6 .7t On<rhr t.ti /. ulgi - . . To rlnll id . tt.t 1.69 lìellnt i Anodo - . . Vrne7.1t~ Id• .lll. 1.70 P1<tono l l f:mo- . . Vm:elll Id. 17.10.70 llo~set.tl/.lllgl - . • Torino id . .!6. 8.70Chie>a-AhhiHI A n t onio33. 5 01 Mele Gioua•ml - . . Fo~~tia mag. 9 . • . . . . . . Vogllorn Id.
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1.11.55 flprozzl Gaetano - . Vicenza mar. " tt.t0.61 Sacltn Lorenzo - . • . Lecce Id. 8. G.55 Slllprnuli Glov. - . . Savon:1 lu!(. l
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1901 t.U.57 l.ojaccono l'ielro - Cat.an7~~ro giu. 6. 6.GG Russl Sal ualore - . . Lecce Id. Id. 1. 5.55 Cirelli Filippo - . . Ferrara
1903 3. 4.57 Brigat.ti GiJUeppe - . Novara mar.IO Calla nls~ct.la iti. 18. 4.0t Chlapporl Ptr.•qulllt - Geo o va mar. l9 1. 8.61 Surgi Piett·o
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18t•B t i . 4.55 Sacch i Carlo -
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190-1 H. 7 63 Camerino Nicola-
1900 hl. 7.118 Rocchl Camillo ~:;. 8.~7 IJ!(att.l Ohvlero - .
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~- r..61 Manzoni Carlo -.
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1905 ~9. 6,71 Gonano PIISQIItlle - .
. Saeile mar. ti ~7.U.71 Banchi Allllio • Firenze Id. 7. 3.i:l Tnmnnli l'asco . Pesaro id. &. tUt Lorwnonl Bgì,to- . . Pi~toia Id.
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RIPARTO UEGLI II FFlCl \IJ ~IEDIC l E DEl F.\fi~I..\ C I STl ~llUT HH FRA l DIVERSI COMANDI, CORPI ED UFFICI DEL REGIO ESERCITO (• • C>l Il C' nr1•o 10aoicurio tniliC~tre ru •leror.11o ch•lla medagl'a d'oro di boneme· ·r enza per opcrn>lla, cora~g1o, lllantropla ~ alm~~nlone nel pr.n arP ><>c•·nr,o ~ Il•• J·OI'Oia7lunl runo·~ta te <lnl lt·rrcmuto MI '!8 •llcrrn h16 1908, c• <l~l ln medaglia d' argento al valor militare, IW !(Il .rnpo rtanll <cn •iz, re<J n•·lla ~ur rra di l.il,ia 19 11-1~. ISPETTORATO DI SANITl MILITARE (IN ROMA).
T. r.. ~1. f'orrern <li r.rll nllrrlt•lJilO Luigi 1i<J1Pitou• COfJf>). M. G. M. S<·iu tnlial l\ (;I>UfPI'" (ISJJ~tl ,re). M. G. M. 11ohliio lì"fl'"i" (id.). ~1. ti . M. P;oris• f 'l!l •c" Ji,J,). C. F. l Ahhati Anl<llt ill rl•l.\. Cui. M Tromhet ta /ìd llll/>1•10 (~rgn·tnriOJ. T . c. M. Ciar.cio Antl r·•ll larl•lr tto).
T. C. M. Viro!ht 'I'OIIIIIIIIXO (Jol ).
G'"''l'""'
M. M Mcmrno (1ol.). C. M. C·.sa rin i A l'lolt'O {io l.). P. C. C·•lh l'it~ rl'n:o (111.). (!(J \IA ~IlA.Tl
C. M. llaiJ•s tra 0 Jullo (o<[J. ll omn).
c. ~1.
f . lle~a r.l Pie/ l'o (111. Roma).
DIREZIONE DELLA SCUOLA D'APPLICAZIONE DI SANITA ' MILITARE !IN FIRENZE). ICJI l.rt lilrn n l " tl ' ur>r>IÌNU<ion c d i .. a n il 1\ rni liC" rt• (U rlerorata :lrli,l med~glla d'nr· gento di benemerenza per l't•llf'ro:;lla~ eor lt!JliO, lll:tr llro)li:t fl nh nO:.t\17.lllne uni 110r tar sorcor,SO allf'
POI'OI.Ilioni (uue,Ja te 1lal l~rrelliOIO do•l :li! dlo·~mhn; \ 9118, Il . 0. a ~IUKIW \VII).
Cnl. ,I l l.h• l Ili IOI(O [tlirl'lt0r6). T. C. ~1. Pll llf'lll"lli Pi, h·o (VJt'O lfirellnr~). M. 11. l"•e.t In A t~ IIJ•ull {pr.,r.·•s~re t Jt ..lure). M. M. Aillli•OIII Allw·t'/0 lirl.l M. ~1 . G·r xo11 i r;l,u•anru rlri.J. C. ~1. V:d o•riu G llt <61')/t lltl.l. C. Il. \lo''~··r.,ltl ll•·n• 011111i Gw<>'PW (iol.). C. Il ~···rmri ·I.RIIl f 't·rwc•.<ro, + (hl J C. M. FU II:I•OII l;r.r/11111> II ITO(Ci<Ore tl)t~ÌIIIliO).
r.. M ~~ ~~nn ·rn I'Jelr·o t hl.).
c )(. ~·at•rlli '" "'"" (u l.) (•·om. r. !J.J. C. M. Curr•o S•tUPI'ÌO liti.) (hl. lr1.). C. Il. llllrnhy l't:nlo (iii.) (1·1. Id. ). t.. M. Cost:J Faudo (hl.). \l llllii>:V I I WJ'\1. <l iCei -
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( $1'1/llt) IIIPAIITI) lli!IOLI VI'PI C IALI lllltDIC I & Dlrl YA I<IIAC I5TI IIIUTArl . E CC C,QM ASHA l'J
T . M. Valt>nte Gfna ccllino (3 al p.) (a sl' l s t. s t racml.) T . \t . Chinh ro•ra G w rplo 16 art. lorl. (Id,). T. M. Au~cll nl . frato1uo (87 lan t.) (Id.). T. M. Ca~etta Ct&a>'f t ba tt. sq uad. a'ia t.) (1d.). MINISTERO DELLA GUERRA (IN ROMA).
0 1rrz. ~en. personale u rnc iaJI. Di•·isiont .f•. Col. M. della Valle Francesco (capo sezaooe mea· fiC.'\to) (com. r. 'J.). t.ltli A.:i'OA T O
C. ~l. llu•·c•1nt" A lf•·t l o (,. <p. Roma). COMANDO OEL CORPO DI STATO MAGGIORE t iN ROMA).
Col. M. Fulll)ni A deodnto (~om. f. <l·)· C. M. C11><1h P1elro. COMANDO DELLA SCUOLA DI GUERRA (IN TORINOJ M . ~.1 .
COMANDO DELLA SCUOLA D' APPLICAZIONE D'ARTIGLIERIA E GENIO IN TORINO). i\1 . .\1. Co.llnl .dpin.. tu. T M. Fu,co À "fii'IO.
COMANDO DELL'ACCADEM IA MILITARE (IN TORINO) T. C. M. Ilo-sa ni rum~t~ IISo. T ..\1. !;atapauo Edua rdo. COMANDO DELLA SCUOLA MILITARE IJN MOOENAJ.
C. li. T•relh J:ho (m,e;:nante tlWiar e). T . Al. Lucci A mtJ·oco. COMANDO DELLA SCUOLA D' APPLICAZIONE 01 FANTERIA ciN PARIIIA) C. Al Corr,ull '' """' l>D>.:. n;tnte ti tola re). T. M. COMANDO DELLA SCUOLA D' APPLICAZIONE DI CAVALLERIA (IN PINEROlO). C. M . Oe An;wlt~ Go~!aul), T . M.
COMANDO DEGLI STABILIMENTI MILITARI DI PENA ( IN GAETA).
M. .\1 ,
1/rrlu>orto ( m Gat111).
C.:<~rc~rl' m •lilurt (i tt .\'llpol•J. C. l i. lh-•a Gn((l '<'<lo.
COLLEGI MILITARI M ~1. Alli n r.• t" e , .,,,.,,, l llo m:t). C. M Tu~t• /Jom~n"'" ( ;\'apo lr).
(Stynt) fUP.,\InO U KiiL& UP'YICIALI V F.DICI 8 ORI PAM."JACit;TI lULITAfll. ECC.
R. POLVERIFICIO SUL LIRI .
S. T . M. C. 1'>ola N~tuln. FAB BRICA O' UMI 1IN TERNI).
c . .M. D•f~DI .1/Hri o (com. r. IJ.). LABORATORIO 01 PRECISIONE ( IN ROMA). C. M. Di ~o la lfng• lo.
L ABORATORIO PII<OTECNICO (IN BOLOGNA). C. li. Ot: .:\..ipull Autonw.
STABILIMENTO DI CDS TRUZ ION l A ERO NAUTICHE (IN VIGNA DI VALLE)
T. M. l.l~uuu)ne n.,~,~•h no. ARSENALE DI COS TRIIZIONE DI ARTIGLIERIA (IN NoPOLI) .
C. l i. P (hlle lla>•ter v ARS EN ALE DI COSTRUZIONE DI ARTIGLIERIA II N roRINO). C . .\1. M~.-,.~iueo (;l!Htppt!.
COMANDO DEL CORPO !!;VALIDI E VETERA NI fiN NAPOLI ). Cu\I A,IlATO
C. }l IJe 11--rOlrdu.t< /.ut•t• IO•P. 1'>.<J.Iuhl. LEGIONE CARABI NIERI CAGLIARI.
C. ~1. t:a•k•ltlu lf i/J rl••· lEGIONE CARABI~IERI MILANO. C . .\J. T t.•nagna (ìtu<fiJI r. LEGIONE CARABINIEiil NAPOLI.
C. M
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LEGIONE CARABINIERI PALERMO. C. l i. C:3 ..3JH1a h tirut"''"'"· LEGIO!IE CARABINIERI ROMA.
C- ~ Salvato. e Uuuu , ,,.,. LEGIONE CARABINIERI TORINO.
C. l.l. t..en7a J. nu.totrlo. LEGIONE ALLIEVI CARABINIERI (IN ROMA).
C. M. 7.:ofllro A11lon in u. T. ~t . ~laf'e !onro tl&rlu·l~""'tlH.
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(Stf11U) RIPARTO OI!OLI UPPIC14Ll MBDIC I & DEl P ARIU CISTI .ILITARI. &CC.
REGGIMEHTJ DI FANTERIA.
t granatifri ( in Roma). C. M. Simeonl Alusandro. T. ~1. Lopresti Anlomo. T. M. Pa:;quaU Villctnzo. 2 granalieri (in Roma).
C. M. Mendes Guido. T. M PaghU$0 Al{omo.
T. M. C.
t {anleria (in Sacile). C. M. Aznro Ouu~pt (com. r. q.). T . M. Pe>ee 1\"icola. S. T. M. C. 2 (a11ltria (in Udiru:).
C. M. Pilato Adolfo. T. M.
S. T. M. C. 9 (•wltria (ill ,v e.•&ena). C. M. D~medlo :lr/uro (•u;o. r. q.). . S. T. li. C. .J {anlerir• (ili Catania).
C. M Ma,;sa ri Gi useppe. T. M. Mazrarioo Carmelo. S. T. l!. C. La Torre 1/a.-ia Pao o. 5 (auler10 (in Girgenti).
C. M. Accanii Natio. T. M.
S. T. M. C. Guaruaccla Girolamo. 6 (tm/t ria (ili Palt ruu•). C. M. Plazn Bt nlamono (com. l. q.).
T • .Il.
S. T..\1. C. Castorlua Rosn.-io. 7 fanteria (in .1/ilano). C. M. Marcoue Sle{a11o. T. M. S. T. M. C. Ui.<sloll limbt rlo.
8 far•lena ( i11 .J/ilauo). C. M. Bu ru>t•ane C••rlo. T. M. S. T. li. C. Ca<• Ila Bo•uedtllo. 9 (anlt r•a (m Bari)
C. ~1. Go:oz ola G,·twdu. T . .Y. ll•'C:4ro .Yic::oln. T. ~1. C. Slllo·ul .llichelc.
s.
IO (unter1a (i•• Bari).
C. M. Ma>l rovitr .neo/a. T . M. S. T . .\1. C. Pat.1rono (:ro. Bt~t i sla. 11 fanteria (l•• f "orli).
C. M. Mlola Luca (com. (. q .). T. M. S . l . )l C. Curtla 1/till /io.
t Segue) RIPARTO OBGLI UI'PICIAI.I MKOIC I • O RI l'.ARMAC ISTI MILITARI, KCC. J J! faut~ria (In ~una). C. Y. Ji'lumerreddo Vinc~::o.
T. M.
S. T. y, C. 13 f<IPII~ria (in A quila).
C. Y. Franco l'fnc:enzo. T. :\1. S. T. ~- C. Mo!cheua Giovanni 11 ftnllerw (f11 F oggia). C. ~. Bllnocia Collanllno (com. r. (1.)· T. M. S. T. ~ . C. Goll'redo Giuuppt!. t S fau l eria (In Caaerla).
C • .M. Pleazro A t~lon f(). T . lL S. T . M. C. Pecor:trlo Raffrule. 18 frUJieria (m Gaeta)
C. li. De Angells At·duino. T. :\1. Coru:!haoo Em·ico.
S. T. M. C. 17 fanteria (in Aacoli Pia no).
C. ~L Gelo rmiol Luigi. T . M. S. T. i\1. C. F'ldanz:t So l t'IO. 18 fantwia (ln Chieti).
C. M. Pltre lli ,, teola. T. M. S. T. M. C. Belllgllo 9~tueppe. 19 fanteria ( In .tfontdeoM). C. M. T . M. Tedeschi Goaunno. S. T . M. C. C:.taoznro Pld•·o.
20 fan teria (lfl. Reggio Cal abria). C. M. A l baDese RoccCotlf. T. M. S. T. M C !lfiSI3DO ..fnl011ino. 21 fameraa (in Spezw).
C. M. Del Vasto Glu.uppe. T. M. S. S. T. :\1. C. Mas1 Orule. 22 f a nkria (In PUa).
C. M Spadaro Gluaepp~. T. ~f. l.eprl Giulio. S. T. M. C. Parl~io Paol o 29 faiUerw ( m Nollara).
C. ~1. Uir o ne Gluupp.- (com. r. q.). T. M.
S. T. M. C. P acltto Edoa•·do. 24 fanteria (in Nouara). C. M. T. ~- Sogno Armando. S. T . M. C.
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(S tC)tte) HIPARTO OI!GLJ I'I'PICIALI M RUICI Il DEl rAR»ACI>TI »tLITAIII, I!CC. ~5 ( anltrin (m
Pta c..,o:a).
C. M. Zappata l.ioromo T. M.
S. T M. C. Sralese Giovnu ni. 26 (anltrta (In Piocen;;,), C. M Pintaeuda Sal oatort. T. M. Angelillo Alfonso S. T. M. C. Tomelllnl Luigi. 27 (aulerio (111 Rimini), C. M. nomeo Clruuharl olq, T. M. S. T. M. C. Sperapana Blt)ldi o.
28 (an ltria (In RootnnG).
C. M. Ricco &Ilort.
T M. Ragarot h Gh.urp~. S. T. M. C. Rlghlnl Camillo 29 ( a nterra (In i>ottn: a ).
C. M. Oterl \'mun=o. T . M. S. 1'. ~1. C. Putruno /,u agi. 31) (ontuia (ht 1Yocera l n(erlort).
c. "· Coliltl .!-al oro (com. r. IJ ). T . M. Da Palma l ìnctn:o. S. T. \1. C. 3 1 (c,.,ltrita (in i\'apota). t . )1. llrncco &doa••do. T. ~1 . S. T. ~1. C. 0' Alt·H~odro Ha/faelt• •
32 (anluia (in Napoli).
c. ltl. Pennelli ~•a•·e. T. M. Canilano Sa urio. S. T. ll. C. Ft•rraro tft·malldO. 3,q {tlllln-l a (In Cu nto).
C. M. Binaglll Alw to. T . M.
S. T. M. C. 3 1 fa nteria (In Fouano). C. M. Orlaolll l'metllZO.
C . .W. l'erllll Gwca11.U. T. M. Admolll ~alvalort. S. T. M. C. 3.; ( a 11terra !111 IJologna). C. M. .\nza • tiV•rlorr. T. M. s. T. l i. c. Colli /lcn :o.
36 (anltri,a (in A/ Qdnla). C. li . Sennt·Burnlla l/go. T. ». S. T. ll. C. Bugliar! Francesco. 37 (tmlt rio ( m AIUitmdrfa). C. 111. Solari Ct111re. T. W. S. T. M. C. CorLella Francuco.
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C Y. Prant•• lll t;ut<rJ•PI'. T. M. S. T. M. C. 8ruZIOOt> Dn u/o•. 4.l 2 (a,;t,,r.,, (lu
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C \1. ,·,;.::ri:lno .tl(rt lo. T. \1. S. T. 11. C. Farcn 111111•1. ·13 (trrrl•ritl (w T nrtunn).
c. ~· - Ca.;~):r:llltll CI•IIICI).
T. \l. S. T. M. C.
4 l (anll'f"&a (lrt ,\".,oi L•gure).
C .\1. I.HITre lo Alfrr lo (com f. Cl ). T . 3ol. R ororuc. U-•ri11. S. T. .\1. C. Suol~··r L't or~. 45 (allltrw (•n ;:;,,.~a•·a). C. ~1. Granata "ru1rrio (rCirn. l rr ). T . M.
S. T. )f. r. ·16 (flulrrifl (111 C••uhm·iJ C. M. Men•u n.,ntono. S T ~1. C. :,hl•allnl A l"lllrO S. T . li. C. ll.trl>terl 1111ur:i11. 17 (twlrr•n (111 l.uu1.
C. ~ - lle;!li Alli Vwcw::...
T. M. S. T. M. C. Pmto llt~{ftll'l'. ·18 (aul.· rro ({n 0'1/rlll:llrO).
C. M. C3pialbi A 11lunw. S. T. ~1. C. S. T. M. C. Gr:n1anl Frnrrutco 19 f•wlui•l (ili Torlnn). C. M. Lueanl(elt (;lor1111ni. T . M. S. T. ~l. C. G:~lt••r 1/l~o rio. 50 ("nltl"l!l (itt Torano).
C. :11. Gollnne CtJrlo.
c. M. Oc'.tacl a r;,.,,.PD'. T. \1. S. T. M. C Pro1er., G•ocniJnl.
fIl
1Segue) RIPART O DBOLI OI'PICIALI trEDICI R D~ PAIIliiAC•STI . ILITARI, BCC.
111
5 1 (a11leru1 (In Perugaa). C. M. D' Anna .-tugullo. T. M. S. T. M. C Caterini Fedtrico.
5!! fanteria (ili Spoleto).
c. Y. Coocintore Domenico (com. r. q.). T . M.
S. T .Il. C. Glat'o n · lli l"rllor llgo. 58 (anterw (In Vercelli). C. M. Ra.sero 8l! c11rdo (com. C. q.). T . .W . S. T. M. C. Peran<> Glooannl.
!H fanteria (rn /orta).
C. M. Pet Ull Pa.aqua l•. T . M.
S. T. M. C. 55 fanteria (la 7'rtVJIO).
C. Y . Circo GiuafPPt. T. W. s. T. M. C. Ventur i Guid o. SII fanteria (in 8 ,1/uno). C. M. Sing llUco Giuseppe tcom r. q .). T. M. S. T. M. c. Sl'rtorlo Gt1u e.
57 (anlerw (In Pado11a).
c. M. Fonnlyglol Jla nUo . T. M. S. T . M. C. 68 (antn-la (in Padooa). C. M Cuclootta Eugtnlo. T. M. S. T. M. C. Zanninl Luigi. 59 (anltria (in Cioflao tcchfa).
c. M Accor.otl Vi~tet~rzo (com . t. q .). T. Y. s. T. lil.. C. Sclhmi Ft·a>~ct~eo. 110 fanteria (in l "dtrbo).
C. M.
T . M. Marrnoccl .Varin o. S. T. M. C. IBCòUCcl Guido. 81 (anima (in P llrma ).
C. M. Casella Dank (com. r. q.). T . M.
S. T M. c. Onesti Car lo. 6!! fanteria (flt Panna).
C. M. 1'. M. Vannoccl QulnUUo. S. T. M. C. Meren Jlan(t·tdo. 68 (anltrla (In SaleNtO).
C. M Savarln o Sa rmio. T. M . S. T. M. C. Prlnclp:ato Roberto.
-------- ----------------------··-tS,·IJ 1 1f'l KIPAit ro hltGt.t U r PtCIAl.l liKOICI 8: DBl P'AilU \CI'iTI VILITAitl, 1:1:.\.C.
G l (otl.l,rr,a (111 ,,d,...nlO).
c. li. S:au ..ll c ..n. ,,o (CIIm. f. 'l·l· T. li. Tr 101 P IIOIU.
S. T. li. C Ci«•ur,•lll Oom•11/rn. 6.> ( a nlul•l (m
Crrn•OIIa).
C. li. Gr~llo r;.,.,, /n lll'l. T . li.
S. T. ~1. C. \l uolll!-!110 !).,,,, n l ro. 66 {tutll'rw (In /ìt,!) l fl l.'mllin).
c. 111. CriSCIOO
(;""""" (rum.
r. •l·'·
T. M .
s. T. ''· c. Trnore Girtui'W· o; (11111~•·1 a (m Cnmo ).
c. M. !':ehi r;/ortwlll. T . M.
S. T. ~l. C. ~nn ti G th / "'10. (]8 (1111l•rta 1/n .1/o/niiO).
C. 1ol. l:uo uinuttn D11·111fln.
T
~
S. T. Y C. C:a• lfll•ll Onl-lo. 6!> {rnll'rlr (in
Pi>l'n:".
C. \1. PA<:am Frunrrun. T. li.
S. T . M. C. Ili' loroo .Wrolor. 70 (nnlrrlft (111 Fu·ffl:~)
G. \L Cnrnnn~.uu> f-'J ,'lro
T. li S. T. li. C. lhrahl'lll r.ttruppt. i l (1111(1'1'111 (111 V tiii'Zta).
c. li. \lrn s;:w .ro c•• ,.,,,, (co m . r. •j.). T. \l. !". T. M. C. ne Carlo Cu&lnr·o 7 2 (tutlrrin fin ,flllulot,a).
C. ~f. ,...,.,.,, Ptft)'fl T. M.
S. T. ll. C. Mempo llir~n•·do, 7.1 (nllltrw ( ili Al/m).
r. ~f. Trtulz.i Guuanlu. T. li S T. M. C. Fm nc•·•rloool Cnr/o, 7 l (tJIIIn·lt, (111 lira ).
C. M. Co~~tnhhe lìllurt. T . M.
S. T. Y. C. ì 5 (n>> l•rin Cm ·~o·acuaa). C. l'ti . D 'Arcardo Salt·ator~.
T. M. S. T
.Y. C. B:arune r.aot:nnn i. 71] (moleria ( m .ll•a•lna).
C. M. LI \'or~hi Sn/ra/f)o•t Ccom. r. q .). T . M. S. T . M. C. l'rl,7.1 Vnlna/llan.
8 -
Q1111dro di an:a anlta d•l corpo sanitario m /1/tm·e. e".
113
(,SfjiUt) RIPARTO OEGLJ UPrtCU LI MIIDICI l: 011:1 PAiliiACISrl MIUTARI, ECC.
lU
77 (allltr•o (111 Brucia).
c. ~1. Secchi Franceaco. T. M.
S. T. M. C. Glnnnotti Dino. 7 8 (anltrln (In Be•·gamo). C. l!. MuzelU Carlo (com. r. q.). T . M. S. T. 111. C. VentureiU Altnandro Gfooartnf. 79 (anterln (in Verona )
C. W. Busi G!uarppe. T. !\1. S. T. l!. c. Papesso Giovanni. 80 (anlerifl (in Vet"OM). C. !\1. Salem Altllandro (com. r. q .). T. Y. Trani NatoUno.
S. T. M. C. 81 (ar•teria (h•
noma).
C. M.
T. W. Maoconl Michele. S. T. W. C. 8!! (anleria (in Roma).
C. W. De Beroardlols l'ìt·glnlfl (com. r. q.). T. M. Perrettl Crfllo(aro. s. T. M. C. Chlmenu tchfllt. BS fanteria (h' Pialolfl).
c. M. Glagnono Pietro (com. l. q.). T. M.
s. T. M C. Passarelll Gluuppe. B4 (antuta (In Firenze).
c. M. !hm GluatJifJt. T. M.
S. T. M. c. Ile Cala Domenico. 85 (onltrla (ira Trapani)
C M. D'Anna Gl11Mppe (com. r. q.). T. M. S. T. M. C
..
86 (anleria (m Palermo).
C. 111. Seot.o F1/lppo (com. r. q.).
T. Y.
s. T. M. C M1111clotto Slhmh·o. 87 (anltrla (in Siena).
c. l\1. Glardl Collllto.
T. w. Aogtllnl Ar~lonio (com. se. appl. san.). S. T. W. C. Rupi Mario. 88 fanteria (In Li11orno).
c. M. Taugheronl Oalllt. T. M.
S. T. M. C. Catan• Otlorlno. 89 (a11ttrla (In Gen01111),
C. 111. Noco Glocanni. T . W.
S. T. M. C. Grossi L conm·do.
$~?11t"J fU t'A f\ T U fiJ-;«.;L.t UFF ICI AL I .M KOIC I E D B I PAR MAC I<;TI " IUTA tU. KCC.
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!IO ( n 11lrr 1a (111 G ttWt'll).
c. \l. srer r.17zo f 'ila•l• l(o (corn. r •l· l· T . :\1. S. ·r. ~1 .
c. Ra m uln o P(l ul o. !Il f•mlrnn (i n
r o r.no).
C. M. Rn •rn)!lino A"!/USi o . T . l i. B:li<O Gw. 11•11111. s. T . .\1. C. Po rn:her t (.r l •t o(o•·o. 9:! (n nl• r1n (tn T o rut o).
C. li. .\ j ntUO(' .llod ••Lo T . \1 . S. T M. C. Viln Guid o . 93 ( m t lerw ( w
A •uoua ).
C. l i. Rr uuo F H u l ctltu (com. 1. q.). T. ~1. S . T. ~ - C. Sa l vlnt Ct'sm·e. !I l ( a n l r r&a lin f 'aiiO) .
c. ~~ Tum:u elli l ilo. T . M. S. T. M. C.
REGGI MENTI DI BERSAGLIERI.
t btr•o ql•r• • ( on ,\'apu li). C. l i. Preo ne Bn rtolor~uo. T . M.
S. T . M C. 2 l•tr•nol•ffa ( m llo ma).
C. ~~ Cer •• ro~li T ul h o. T . M. S . T . M. c. Mn•neclu o Gaacf11l o. 3 htrlll(!lltr& tua I~II'Ort&O). C. M . ~uuta r:ostoto.
T . M.
S . T . M. C. C.r.ozzml Plt l r o. ·l bersagl•f'ri (i u '/'orHio) .
C. M Mn.;,e• nno G111lro. T
M . T al('n f r r;,_a,·e.
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5 busuglierl l in S . / lemo). C. M. ll o m llno N~euta. T. M.
S . T. ~1 . r.. Ma nter n 1\'i co ln . O bt r snql at &J,JIIt /Joloqn a ).
C. M. l'~otolmi Guut ppe. T . M.
S. T. li. C. Pa lani' f:t1 r m t l tt, 7 b•r<ragl1tr 1 (m B r,caa ).
C. M. Seno \ Ilo . T . li. /lain~>n l 'mllr.·to. S. T . .\1 C. llau rune lòu•cnn n l.
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Mr<4yhw• fitt l'n-ono ).
c. :11. Seihelta Gart~IIO (com. r. q.). T. ~1. . S. T. 11. C. Bert •t llnl Luigi. 9 btrllll}llrti (in Alh ).
C. ~~
lla~n:aahi Guado.
T . M.
s. T. M. C. Ventur~ Ca'lmb·o. IO b-r.tnglttrl (ill Pakrmol. C. M. Ptorenza / !Jtlll ;to. T. M. S. T. M. C. Za.pp., la Antonino.
ti btrlnl}litn (in Ancona). C. M. C:>mmarata Gt~Jt•annl. T. M. S. T. M. C. Sr~lltClli Otl o. 12 btr<nQiitri (in .Viltmo).
C. M. :;e.co .lnlonlno T. M. S. T. \1. C. Jralto (;o•la no.
REGGIMENTI ALPINI. t alpl•tl In .llot~dnnl. C. M. Fiorini IIM·io T. \1. Pomo Fr ltet. T. M. l.ucca·t:uthhrrt r;uolftlmo. T. M. llos~i Arlul'll. 2 nlpiJit (In r.untv l. C. ~1. R~rsr.relli l;lf,cantu .
T. M. Pohut h•lnn lll T. M l:lu iTo•rl J/~trw. T. :11. Ta rrhi l'lr~tllo.
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3 (m Torino). C. l i. M1rèngo Lo•·r1111l. C. M. V.,)ente Glnacchllto (rom. <r. appl. san .).
T. ~1.
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T . M. T. M. 1 alpi11i (111 l vrto)
C. M Bracco G111romu. T. li. Sarro Hf>tnrlo. T M. Prette C,t(ll·r. T. M. Barra .lug oulo. 5 alpwl (In Mila,o). C. M. Sarto nuorto. T. M. c:rtn l'lnow;;o T. M. Vendra Stlt•ntm·t. T. M. G nlp1111 (In l'trono) C. M. Pelleulnl Frtwusco.
T. M. ~·anelli f ll'lnlmu o. T. ~1. TancreJt ArtMidr T . M.
DEl ,ARXACIS'I'I XILtrAIU, MLt;.
( .)r'(lfUI All'ART O hf-:GU CPfiCIAU lHCIIICI H Oftl r .ARliA LbTf lSII.ITA fU. 1\LC!,
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C. M T . M. 0"\rn tr(ISÌO Girt<>ppt. T . M. ~tal cP Al•'«tlllolrò.
T . M. r .o rto rri F' l non.
8 alpini (In /"•Urrr ).
r.. M RnslHmo r:nr·ln. T . M P..oo:v·.-r r..: n l~tl t,.rio. T 1!. tellrnl /. 11 /qì T. M. Swrni G11ql"lmn.
:REGGIMENTI 01 CAV ALLERIA • .\"r:;;n rnr•. In (in SIIL'iglirmo).
r.. \1 . nruni .\irnln (rom. r. " ). T )i. \h.z1ntti IIH•I ••Io S. T \l, r.. Rrloeri Pirlro. i>rrmonlr /lmlr rt:lll. (~) (in nomo).
r.. ~l S>znotll A "a"•l o. T. ~l T•m1•1n• n Alfi n. S. T. ~1. c. Il~ p,sq uoiP narco.
s.. rnin (1111 (.7) (ili ,lli!nno). r.. ~i. 'fl'olrl~ r;;,,.,I'P'· r.. \f , n "·~i P...-•·•uc·o l com ''l":vl. hnt. 3' inl.). T . ~1. R~'rr~a PtfiJITIII. !l. T. M. r.. Tru'll .4rrio1o. G o'IIIH"/1 triti. l J) (i>t
PO!·oltnont).
r.. M f'e''-,.~n Guw. T
~i.
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cm (ill Tt·rri.ln).
C:. \f, R'mrf p j,•tr n T M.
S. T. \1. C
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l .nn rirri oli At><ln (fl) (in FrrrM·n). C M. 7.'m Sil•·to.
T M.
S T. \1, .~. T.~mri< IMnm·dn. /,unriPr i oli llilolllll (7) lin Pndooa ).
r.. ,, r.."'·:fnrin, f;o~ti'"'P"· T . ~t. \1 "'1 rt11'1:l77.1 P ì•'h·o,
S. T. ~1. r;. ~r1rpi~ F.n~iro. /,ntlcitJ"i rli 1/omi•I>'IIO (R) (in l'or~rnl. C. \1 PPio<n \'inrm ~o.
T. \1 . S. T. ~1. C l'anini .A. nnil111/r. 1.,1/Cin·i di Firtu:t (91 !in Rnmn).
C. M. n,, ~lari:1 ,Yirolo. l'. ~..
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)i. C. )lirrl'ari Fanenln .Yrcolil.
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~I)U t) R IPART O lliiGLI UPPICI.U.I MEDICI B 0•1 PARKACISTI III LITAIII, ECC.
di l'ilio no Bman. Il CIO) (in Yieenza).
C. ~- Falchi l.utgino (com . batt. squad. aviat .). C. \f. Oggero l ."r•m·r.
S. T. lll. C. Oe ller nardo A·ancelro. Ct•ualltl/fl. di Foggia (Il) (iu ..tcrna) C. \1 . Clacclu H lo tcom . r. q .). T . M.
S. T. l\l. C. ~·onzone L oren::o. Cat>alltgg. " ' .s•• t ..:zo ( 12 ) (in .lfJianot.
C. li. Salta Poletto :;,;lcmlo•·e. T. Y. S. T . M C. Greco Fran ce.co. Cauall!>gg. d i .IIOII(trra l•l (13) (ir& Udine).
C. li. Zanutl in i Pl'imo. T. M.
S. T. M. C. Ca~alltyg. di Aleuaudl'ia
(1-1) (ili Lueca )
C. l i. Maugeri .n colv.
T. M. Oohblo>~ Emilio. S. T . .\1. C. Tome tu Ca~lo. CMallrgg. di Lodi (15) ( ;,. Nupoll). ~- li.
t:crza Pruucescu.
T. i\1. Alajlna Emrlio. S. T. M. C. Cir rllo Uno(riu.
Cavulleog. d i Lucca ( IG) ('" Soluz1o). C . .\1. Ber lelli Eunco (COm . r. <f ). T. ;Il . s. 1'. lll. c Cav11ll~yg. di Ca$el'la (17) (in Faenza) .
C. li. Forli Igino (com. r. q.). T . li. s. T. M C. ::..-oreoa Giuseype. CllrurllffJIJ dt l'•aau:" (181 (in Ca.erla). C. l i Harll e Fcliu. T . M. S. T. M. t:. ''"'oso Alb•·•·to. Cnoaii<()()Ui (iuitle (19) (in Yoghe••a).
C. l i. Scar?.elf,, Jlrchtlc.
T . M. S. T . .\1. C. CavulltQ(). d i Roma (!'OJ (i11 Palm arwva). C. l i tlt• Sìmone Giusepp• (com. r. q .). T. li. S. T. )!. C. Cllt'llllry!l· di Padova ( 1'1) (rn Vet·o na)
C
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Pummi Gu11ln.
T . ~1. P l3cla ,V,Ialt.
S. T. M. C. M.lrio oo f'•uqual~.
( Se!JII() l\lrARTO IJEGLI UfPit.:IALI llllniCI R Dln PARJIA CISTI IULITARI. I!CC. O.wllll~:~g. di t:at,wla
C22) (in T orino )
C M. Ff"rraiHno lJU H li O. T. M. Rnmo Carl o.
T. ~1. Gatt1 Giu.'''PJI•' S T . M. C. f'a;; tur e F l'aure<cn. r_,,.,u~fiYI'ri 11 m/Jtl"lo
(111 S.
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1/. Cltpu.a Vtlerf).
C. M. Ma rulll A llm·to. T. M. N~rcar:Ho Filippll. s. T 1!. c i\(lrlli fiiUSfJIIIf. c.J r ni/P{/{1. di \ iuu ;;a (2·1) (111 Lodi).
C. M. T. M. S. T . .\1. C. Faraf0111 An tonio L twçierl ù i lla•l'oVtL (25 ) ( i li Bologna).
C. M. Se\ e ri /.IIÌI/& (l"Om. f. q.). T . M.
S. T. )1. C.:. Cn::enza t;tUp are. Ltwcin-i di Vn·r•lh (l'G) in l'trl:~lli.
C. :11 . f e rra ri Giot:flunl. T. M. S. T. M C.
Cru•tlll•ugn·i •li Aqual<l ( 27 ) (In 8 1·rscita).
C. \1 . f rij(ler i Gin•·nnni, T . M.
. T M. C. Uavi~etti Gi!lunnni . C.u:ulleggPI'I da rr~I'ÌSI) (28) (in F i>·wzf).
C. ,\ 1. 1),, Sl•'flhanis Gi••·"PJlt. T. M. S. T. M. C. Dlv<Lll'!I{Jrri ù• f'.ti>l~ ( 29) •in ,\'o/a).
C. ~1. ll m:~ltli (/l~t~{rio. T. M. S. T . M. C. Bl.tlf•·u p.,.qu ule
Ca .:allcgucra tti Pt~l,•rmQ (30) In Ptlln·mo).
C:. M. Cordoni r.>Jr l'll d i uo. T • .\1.
REGGIMENTI ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA
t t~ rlig/lerill da """!l"(llltt ( itl Folign o). C. M. lu~ra valle A l(r ••do. T. M.
C. ~t. Palcetti Pàiii'O. T . M. 3 (fr /iylin·in •lfl rlllli/1'' 11"" (ill ~010(1110).
C. M. ili Lallo c,,.,,;,,, T . .\1. C.
1!0
( o;,gllf) IIIPA RT O lHI!H.I UP'PICIALI .IIBDICI B DIU PAIUIACIST I IIIII..ITAIH, RCC.
1 arllglotrta da campagraa (in Cremotta).
C M. Co•~u A lbet·tu
T. Y. 5 artiglirrira dtt campagna (In Venaria R.}.
r.. ~1. }luratorl Cat·lo P~lict. T . ~1. a arlig/i f ru't tln c.rm pall'•a ( fn VigevaM).
C M. r. ~lli nir,ni?l (rom. r. q.) . T. M. ~·.,szsztnlt Car·l o. 7 nrt.ntir r •a da cnmpagna (il& Pila).
C. M. P'••r nl.rt f'i, tro.
T. :\1. 8 a rti.,lifr·ia d 1 crampagna ( in Ver ona).
C. li. )l~nruso Rl'bnto. T. M. 9 arli~tfitril1 dn ~nmpagna (fn P aola ).
C . \1 . Rl'·~~ol li Ent·ftrl (fOIO T. M.
r. l{.).
IO arh'll"ria dra campragntt (In Caserta).
C. \1 .te Pnrerlltn oo; Cal'lo (rom. r. q.). T. M
C. \1. Por rt\ra b idor o. T. ~1. 1:? arllfllotria dt& campagna ( lrl Cap"a).
C. M. Abate A IP<<IIIt /r·o. T . M. 13 arhrrlltr·llt cln ca mpagna (in Roma).
C \1. ~Jahn.l'CI /) nttiO /com r. •1.)· T Jol. Cas•h11~ l'go. t l al'lfglttrin da '"'"P"(Jna l•n Ferrara )
C:. \l r. .. nno•ll t •• ,,. mrdr o T. \1 Il a uro Cml1alo.
IS arli'llluin d•l t••mpagna ( 111 Rtgg io B.). C:. M. To•t Rtcc,trdo (rom. r. IJ.). T. ~1. Fatti• (ìiol•atmt. I G n.rtiglat ria d 1 ClllntW(In •t (m B • tscla). C.. M C•~•rlnn' l L odM ko. T . :M :'<tlrtnl P tli'!I,..,IO.
( •.;f'!Jllt") ttii"Af\TO IJKGLJ UYPICtAl.l .M l:UU.. I E l 'Iii to" .. IUI A Ct:"'T I tllll l rAIII, t'~LC.
17 art ìghed" da cam]>agna (in ,Yot'ara).
C. ~~
~IOOI:UZ7.i fltli:Jfri O.
T • .\1. 18 artiglurin do cumpag11a (i>l Aqu i/11).
c. :\1 R I-IC:\10 6mrwutlt ( CDIII. r. '(-). C . .\1 . l'lrCIIIIO I l'o•>. T. li Ci:\pn11i Gino. 19 adt!Jiitr i•• da ct>m]J••oua (i li P•ren:t). C~ ~l
M l:!llarrt Gaovotul.i . C. ~1. Ile )Jar>.O l 'i•t c.-n :t> (~001 . l. 'l ). T. :\1. l'•·l~•e r;,.r,·u:o. 20 a>·ligli ., la d n Clllllpngun (in PaJov•1).
C. ~1 . (.lna.:lio C./in (rom. t l( . ) . T. ~1. Im i Cullo .tll ?llafO . 21 m·tiglirl'i" dn ca wpag1111 (l11 P,cum:o).
C. ~1. r.•amhi Luigi. T . .\1. 2 2 n'·ll!Jh,.rita tJa rtJ mfJlt!l"tl (iu P"lermo)
C. ~1. Rorruso Ptt'lro . T . .\l. 2.~ o•·ltgli,.,·ia
tla cnmJlnqua (tn Ar'Jui ),
C. )1. ) lo>naro Cu.tautmo T. \1. 2 ·1 arti glì,r i " 1lf• rnmp ngno (la ,Y!ipOii).
c. ~1. VPI'diiOOP .d IOI{O. T . ~l Palumloo Gw s~J•J>t. 25 lll'h !lliel'ita rio CtW>J>"!Il•a t i•• l livu l l }.
C. M. 1;rossu I'>IIOI'i".
T . ~1.
2 6 llrtiglirri/J d " '""'l'"gno ( in Fll~-<11110). C. ) l. Gahri r;ittU'JIJJ~. T. M.
C. M Glo er arJi Gw. IJoltaslrt. T. ~1. 28 a ri>!IIUJ'Ia .tn camflfll,lllll ( i n Pa l 'lll<l} .
C. ~1 . ì'i:wolltana 1/f'/cldon·~. T . .\1. 29 ltl'tig/i'l'ill <111 Cfi iiLP't{lna (in Yet'OIIr.a) .
C. ~1. Pan .oJ.(Ia .t uton i1l0. T • .\1. 30 a1·1iyliH·ia <la CtWIIJ/1/111 '1 (in Cont·ul iaiiO).
C• .\1 . Cul'inulta .4.l{rerl n k om. r. q.). T. ~1 .
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(.'t!111t) RIPARTO DEGLI IIFPICIALI JI KDICI H DEl I'A RIIACISTI MI LITARI, KCC.
31 urllglltl'ia da eampa(IJIO (In •hcona).
C. ~1. de Albeullls Gu1do. T. M. 3~ m•tlgl~·aa da campagna (in
Ur;trf'fW).
C . .\1. Pleruc~t Gotr•·,do. T . M llino Cor11d10. 93 arliglteo·oa da cmnpavna (In Terni).
C. M. Piroll Amcrlto (~om. r. q.). T. M. 3 1 arligllt1'UJ da campa(/1>4 (In Cllulf).
C. :11. Guparint /gino (com. r. q ). T. M. 35 arltglitrla dn cnmpagna (in Bari).
c.;. M. t.;aldarola Frtu1eeuo. T. M. 36 arltglieria da c11111pag11a ( i n lltulna).
C. \1. Briguglio Sanll. T. M.
REGGIMENTI ARTIGLIEIUA DA FORTEZZA. t arllglierta da (orlr::a ceoJia) (h• Genooa).
c. M. Savlni Gualtlt o·?. T. M. T. M. T . M. 2 arligla~i·• da (orlusa (çOJia) (in Sputa)
c. i\1. Pranehl Luiql. T. M. Campennl Cr1JIO(a1·o. T. M.
3 •>rllgltet-in dn (orlt:$n (colla • (orleua) (m n oona),
C. ~J . 83rZOlll l IIICI'ntO. f . \1 l' llella A lt<JtJndr tt T. M. Gallo Arlut·o. T. M
..
4 nrh(Jlitroa tlll (o• l t z:a (colla) (in Jl'tJnna)
1:. M. llutla Francuw • C. ~1. ~ltadonna AtllflltiO (ohstaee. Taranto). 1'. M. Maorredt A l(t'td!J
a rtiglieria •In (orte::fl (eo•l4 t (orlu:u) l"' r me:aa). 1:. \1 . Turtlll Anton1o ccom. r. q.). T. )1. Searpler1 Ct8nt·e. T. \1. Canlone Praflctlw. l', l i. 5
fl m·liglterta dn (orte;:a (111 Tonno).
t:. \l. To r chto Ernn l o.
r .\1. Chì~brrra (;.,,,.,110 (com. se. appl. un l T :W. Cambuzu Jlar1o
------------~---~~~~==a.--------------------------------------------~ (~tgur) IUPAMTO nHGU OPI'ICIA.l.l MEJ)ICI E llEI PAR)IACISTI MI LITAIU, t.(:ç_,
7 ar·figlitr lll dt& ( ortf: :a (I n Althllndrla ).
C:. ~1. Marj!Ma Ct«lrt. T. M. T. M. 8 ar·tightrw da (orlt::ll (In Bologna!.
C. 11 }1 .gninl Gnenuo. T. l!. T . )1. 9 a riiiJii erou d01 (m·lt::a h ti
l eruua).
C. 11. R~llbllnl Cormi/n (rom. l. 'l·l T. Il . LdOj:rll• Fla14ct•co. T. l!. 10 llrlt~luna t ifi (•~rle:z" (aucdlo) ( ui /'&acnt:u).
C. }l Ze1•roul .\"npol•·on~. T. M. T. M REGGIMENTO ARTIGLIERIA A CAVALLO CIN NILANO)
C. ~l t."nolr ioni n~lttrlo. 1". ~ REGGIMENTI AltTIGLIERIA DA MONTAGNA t «rliglh rì11 d<t >n10 niO(JIIII ( in Torlnn).
C. \t :'lrec• r;~ '·'f:'I'P" T . \1 . ~l'lncuu l.ui~Ji ..
T. 1.1 1' a1·hgli·•·i11 da mot~ln!llla (in Y&etuza). C. Il. Lih<'rall l.urn T. Il C3UlJ •I51 IJaltÙ1$H rt. T. )1. T . M. .1 nrligli.ua r d.t & lltonla(}Jifl ( t n ltt •·uumn).
C. .\1 . Selulani l"lllttll:o. T. Il. T. M. REGGIMENTI ARTIGLIE~IA PESANTE CAMPALE l
IJI' hfl/1(1"1•1 ptS•Inlt ( I l&
CIJ•nlt ) .
C. }l Gn•otllno l:lll"lu. T. ~1. !! tU h !Jhrntt JJYSlHtlt (&u J/odtttn).
C. Il . \llonso /.111•11 T. )1. T. ~1. REGGIMENTI GENIO. t {Jtlllu (Z11ppcrton) (111 Pavìot.
C. M. Ca_•tol·h lillort. T . \1
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l ~rg14r} RIPARTO OI!GLI CI'FICIALI JIBOICI B 081 I'ARIIACi n l IIILIT AIII, ECC .
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P gmto !Zappnl oril (in Caaale). C. :11 . Caslagno ne Piett·o. T . M. •1 grn tu ( Ttlryr nfìJia) (in F irm:e). C. M. della Ciu(l(la .A nuelo. T. )1. 4 genio (l •onlttri) (in Piacenza).
C. M Seia G11uamo. T. M. 5 {lfll lll t.llinaroril (ut Toritto).
c. ~1. Tam (;uylldmo. T . ~1. 8 gmto (Furovier i) lilt T orino). C M lla~ on Edmondo. C. ~1. lllP<>hti Arnat to (batta~l. Roma ). IJallagli orat u i"I'OSitrri (in Roma).
C. M. F.llcello Luigi. T. M. Ballllflliolle aquar1riglie avw tori (fil To ritto}.
T . \1 Tod r ro Gwrmnni .
T. ~1. Casei t.• C"ri''' (ro m. se appl. san.). Commu1al o. C. M. F~lchl Luiq ino (•'.H' . Vili. Em. li). T. M Hos<l Fern•ccio (.;a vooa cav.) (3). lllfii<~{Jirout ~cuoi" a~iatorl (in
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T. M. Sr:tn~vlon Zrflu·lno. T. M. (iur~o Pi.-rìnu.
DIREZIONI TERRITORIALI DI SANITl MILITARE ED OSPEDALI MILITARI. OIME7. h) N& h l SAl"'iiTA
h1U. l CORPO O'A8llA1'A
(IN TVKlNO)
Co l ~1. Vivalda Cm·to (tll reltore). M ~1. Conum d ato. C< l. M. Rima .llt~ur.zln (a dls pos.J. (l.c,u dalt }Jr lllrtpale di Torino.
Col. :11. S.•n•lretti L 'tn'tCtl (diret tore) (com. osp. C"l!haro ). T. C. ~1. Gur!(O .fcllillf . M. 11. ,ll:orra~ llflf(llflt. lo! • .\1 t:o.;liu lli GlltUJIJit. M. M. Bo~<: o L•·ra Ga~J'ide. :,t • .\1. l'clllhi•lh f'all)'lltttiJ < •orn. r. q .). .\1. \1 , l\u ln Cl'lio. M. \1. l nn7. t T tHt1 mfliO.
Y. ~1. TP•I'' Gu• •rpw. C. ~. r.arll••n /J·u·luloJnuo, + (com f. fJ.). C. M. HJIIa .~1 .\.-rto. C M l;aJiin .Am•h J'. C. )1 . S ujo Pu nlu (com. r. q J. c. 11. 1'- r rwr Sl•{•rno ICOfll r. Q.). C. M. P••ztalt R<~IJPI'IO (r•,ID. r. q.), T. M. ll.o llnui Tullo. T M ll:tn •·rt Giu&tpp e.
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T. M. 7.mlrla< ~•f t•io.
r. ~1. T. M. 1'. C. (luilii l;ioo, llriii!MII. F. AIJI>IOlll f',•r~lirtowdo. P. Mtrono• l "''"'''IO Cumantlaln
T. C. ~1. Gtlrl!ò .of.,·/t~ll•· (ltlr. OSil. Ca~luui) fll(trm~rttt J!re.li.lìnl'il& tli f'm ,•t·olo (~').
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~1. M. Hrl~n<JII6 Purl111ando.
T. .Il. O<tlfiii&IP Jll'll&ripnl~ di ,\'uvara.
T. c. li. Tnml/,a c;tu<PJ•IJC (tllrcltore) (com. os:.o. VPn~ZIIll
\l. M. Chel• ~t'h t r:,uullo. .\1. ~1. Vnrdo•n e/i•ill. C. li. Pnss..rn E-rote. G. ,\1. 1:. M. r. M. 11ertololi Ar!lllrnJ·r, T. M G:lrh:IJ.t'll':iu ...:•·/1/Je. f'. ·(;. CoruPIII tont,•li•l· f'. VitiCIItl lf nl/11111111. l..'utlintltltriO.
Col. li. Tomrna•lna .lfr<rlu (a dospos.).
T. r: . .\1.
T. M
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T. C: • .\!. T.tvaunrti c-~qr·e (•llr. o<p. Cavn ciel Tir r.,ni). lllllt:ZiliXII. IJI ~ANITA'IIP.I. II CIIIIPO ll0 A IIii~TA
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Cui. M. GwfTrPoll Al(rrdn (rllrotturP). Al. ~~ Cn•lf•llanl flomrn. 0$Jlrolal e JITillci(lfllt di Alrssa>ldr•a.
Col. ,\1. L11nza E"""'""tetlrJ (rl irettore).
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M. .\1. ~·al•l••lla l'iPII'O• .Il. ,\1. l.ittarah J\'<cOI<~ o. M. M. Fcrlerarl P.-l>·n. M. M Co, tn (!tuuro. M. M. flrurwllo .~"II"Mn, +. C .\1. )frlll tana ri JJ.Uilw. C M. S<•roll GÌIUPflflt (Com. t. q .). M. ca~a.~ro fiyHliU (com. (. ti ).
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T. ~1. Cet l.<ldòr'o, - . T. M. Hocra dfarllPII'. 1Y. n. 1 ntllnt•ri n llauco delle lnrrrmcrlo preslrllarle Indicano 111 classe col Psse apparteu~nno.
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CStQUf) KIPAKTO D«GLI UFrtCIALI MllDICI K OKI PARMACIUI MILITARI, KCC
T. M Ouhbtosi Bnul1o. F. C. Gaspul Pio.
F. Marra Glustppt. F. Alv•g1ni G1orglo.
lll(trmtrW. pruldlaria di Calala (3"). M. M. Zorzoll GfOt'twnf.
T. M. Jn(~rn•e•·fa pruidlaria di Novi Lig"re (3•).
M. )1. Pasch etLo Ferdinando. T. ~-
Infermeria pruldi<lria d< Pacla (l ' ). M. M. Moro Tito.. C. M. Goni Ctluh110 (com. r. q.). JP. Reusl Pietro. 01pedal, principale di Savlglio.no.
T. C. w. Saotoro Gi"lt'PPt (direUo rr) -. 111. M. M.~.
c. M. B~sso Eugmlo. C. M. llaudiZ&<~ne Gloeann1.
C. M. C. M. T. M. T. M. F. C. Cornello Lulol. P. llarllnt Fl'unrt$cn. Comalldal o. T . C. ~ Ab • lli Vlllo..W. Cdlr. o;p. Messina). DIRR%10H8 Ili SAXITA • tnU, 111 CORPO
o•ARMA T A
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Col. O'Ang~lnntonro Bllo•·e (direttore). M. M. Ginnaua GiultPPt.
Otptdale prln<~palt di Mtla11o. Col. li. Ger undo Giuliano (~ìretto re) - . T. C. M. Zibello Gu•uppt. T. C. !ol. Mombello Enotslo. M. M. Grillo BUure M. M. lll1su rouo Gl"ltPPt. 111. M. Sanno Attillo.
M. M. MaRIIOII Alllonlo.
C. M. A)rt>ldl /,tugl. C. !ol. Arman~-Ugun Gwvannl, +
c. 111. Cair o toll Sar...W.
C. i'IL Ca•Ugho la Orla11do. C. ~ Zuecarl f ìdti'ÌCO. C. M. ~atucci Guutppe. T. ~ Cartocci Rn(fac~. -.
T. M. Gala Malito T . M. RubotU Lot·en:o. T. M. Capccelatro Bllor1. 1'. C. Corchia Pl'imo.
F. \lusso /Jn•iro. ComaNdalo. T C. ~ Ptrego l'ollorlo (dir . osp. Udme).
!StQUt) lllrAilT() O~C.LI UYFICIALI MKI>ICI E OHI FARIIACISTI MII. ITARI, I<CC
Ospn talr principale di B•·euia.
T. C. M. rlo"i Al(redo (tlirc ttore\ (com. inf•rm. presi.l. Terni). T. C. !IL
M. M. r. erh~ lrli Gioom111i. M. M. Tro vnnelli Luigi. M. M. Oli,a.ri Pieh·o. C. M. )lattla ,1/tr/lrl -.. C. Jl. For<l>tl Albert o, ..-. C. M. Ara A~hlllt. 1'. M. l.a nocca l'aolo. T. M. Cìccone b'lluu. T. M. DI t;:ll\'0 r;i nsl'ppe.
P'. C. Micclunl Autu•uu. F. Isola E mil1<1. Comt•ndalo. Col. M. Cnle~arì Gi o. /Jalti&la (Oir. osp. Rari). ln(et'merin1!•·esidiari<' d i Bergamo(~'). M. M. ()'Amico llinpio. T. M. Valdameri !iiu$fppt . OI RI!.1.10NE
DI SAN itA' 08L IV COrtr•O D'ARltAT.A
(IN GSNOV A).
Col. M. Cametti Silvio ldimttorc). M. M. Pellerino A"dl'ea. Ospedale princìp11le d.i Genova.
Col. M. Vittadinì Cumillo (rlirdttOt e) (com. O'Jl· Messina). · T. C M.
M. M. Caonas JV"olò. M. M. Canegallo Lnrmzo. M M. C.•ttani Cur to. M. M. lac.ava Ignazio. M. M. C•mino ~·rancuco. M. M. Bolzi P1etro.
C. M. Cafflro .ricola. C. M. Bernarrli Lui(li. C. ~S. Perroni Giovanni. +. C. M. CafTarelll H~flertetto. T. M. lm1•eriale Ct$m·e. T. M. ~llgliaceio Rommto. T. M. l.la.<trojanni AIIIOIIÌIIO. T. M. F. C. f ermro A11nibale. F. Suias fJal?•wte. Comandat o.
Col. M. Ca.vicchi' f'r<mce•co (dir. san. V c. a.) . O>·p edale principale di Piacenza. T. C. M. IJarletta Satvalore (direttore).
T. C. M.
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!1.1. M. CuKi Lic1u·go. !1.1. ~t. Martinelli Giuseppe (com. (. IJ.J. C. M. Fantuli f;iulio. C. M. Calò V•ttorio. C. M. Giarruso Gesualdo, t (com. C. q ). C. M. ne Caris AgoWno. T. M. Distefano Gitueptle, - . T. M. l'err.l Guido.
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(~rfltH'J KIPARTO OCtiLI OPPICIALI MBIJICI 8
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T. M. l.ap•nna Arnnlln. f. C. tautrre h r;tu{frtdo. f'. Rohha Claudio. f'.
ln(trmt"J·ia J•rtlidiaria di Crtmona ( t•t ~. Y
G•lva:wu Ttontùo. T. !1. f'lure Jlnrtfl. F. CMI:t~<a Sil~to. IJ.< ptdalt t uuurrolt di Parma
T. C. M. G oi />tllro (dire ttore}. li. M. l.uriant t.adnìo. M. ~1.
C. lo! Ferrellt Arrtgo.
C. M. Vt~conll Gl11<tppe (eom. /. q .). T. lol. ~hssone Gwcomo. T. M.
F. C. F. f'erotl.n Gu!laco OIRE7.11l~ft
01 SA~ IT A • f)KL \' CORPO o•.ARIIIA T A
(l'l •· gauNA).
Col. }1. Cn\icrnia Fra>~cuco (direttore) (com. o~p. Geu"' a). M. M. ArLnoo f'l·anu4co. Commtdalo. Col. li. Bar lla telll Bll.,·e (a dlspos.). O!ptdalt tJrincipau di l'erolta.
Col. M. 8 •rnucrl (;lova,.ni (dtrettore). T. C. lo!. Ol!..:lano r;tO~llltnl tcom. r. q.). y .\1. G •la-so Anlonlo (com. r. q.). Id. M. C..1mbonl f't·mlfe&eo. Il. }l Pavia Otllman. M. li. \llraJZha Et~•larhìo. C. y, Trurn BIIOI't, C. ~1. Gana Altnflndro.
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C. M. Prau Giurrppr. T. M. Zllo PranctiCO. T . Y. !oh<Lrom •U.e<l ,1/ic/ul,, T. M. \lorelli .Ilario. T. M. CniYanl Prdmco. T. !Il. Alle J\'icol••· T . M Sa~ano l.t<lgi. T. M Slehu#lli 'ecel'O. F. C. lllnnt•rP G1ovanni. F. }larllnl Giovanni. F. llel Pier o r.ao. /Jalll$1a f'. Afilino Pittr·o. O<pedale ttucur1ale d 1 Mrmtova.
T. C. M. V1ale An(lfiO. 111. M. C. M.
c. .\1,
081 FAfUIACf"JTI )IJLITA fU, ECC.
(So'JIIfl Rll'JJtTO DEGLI ~OULJ liEDJCl E D&l J'.UUUOISrt liiiLIY.&Jll, ECO.
129
T. M. l:uerr.-. ~·ancrn=o - . T. l i. VI7ZIIII Santo.
T. ~t . tlt> t.~o St~I•Jnlort. T. M l't'fiO lla{[ou llo. F. "lherLs l•'guJw. Comandal u.
T . C. l!. SChiZZI l'otll·o ltllr. osp. PAd0\3). Osptdol~ princopale di Podot•o.
T . C. :11. SchiZZI /'&•lrfl ICO m . o,p, li41110va).
T. C. M. Tre\ t!'MIIJ l:!uy~'•tO. M. !>!. ~hrwcd11 f ',bio. M M. ~·aurluull t J::u.gm!o. &1 . 11. Cos ta Emt/&u. M. M . Herllll •'<l lloJ.o/{1). M. !>!. A11n ·o n 1/mi anu,.o. M M. (".oda Carlo. C. M. C.-.pl•~relli Vt>l(ell=o. 1'. M. l'c n.ullu Lu•'l•.
T. ~1 . s~uttlli Pa<rtt•t~lino. P. C. Faltrt< /lccC<I r.Jo. P Tollem11 Ttodoro. Comandalo.
T . c. ~1. i\OIIan P~elro (3 dt-ros.J. ln{trm froo prtsodit~rla d i Treoi110 1'!'). M. ~1. Vilullo Gwu ppe. 1'. ~1. Atlloalll<l3 Emanrult . DHH:710:\ t: 0 1 .SANITA' OB:t. VI COHPO O'.A RMA.T -\ (IN Où LutòNA).
Cu i M. T:~llarico Bo, a(acla (direttore). M. M P tl!r oooen lim~1·1o. 0 SJ•eol•tlt prùtripalt di BolO{Ina.
Col. 31. P.•IJrt> Duml'1taco (dsrt•llore). T. C .\1. ~~ lJ Va..IIJCO Gt uuppt. M. ll. C:11tlal.t Ya Eotrtco. al . ~1. Cal1lhhe f'fl•ce. Al . 31. C h 1111 Gtrtl•wo. M. M. Sl~lnno UmiJ•.,·to. C. M. Rivalta flll{{ot/(. C M. Mu ltnan ,1/m·i o, +. C. M. llll ~npolo P~rdinalldO.
C M. Galaute Carlo. T. M. t>napp G•ovanni . T. ~1 . T. M. F. C. \">rca ro Francuco.
P . ~•colai A ngrlo. P•
... Osw<lale principale di 1'ene:10.
T. C. ~1. Marchese Gto. Bclltilla (direttore). T. C. ll. 9-
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(Stjlllt) Hl r AkTO OBGLI OPPICIALI llltDICI K IIKJ P,lRIIACI~TI IIILITAIII, ECC.
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M. VInci Pranrtsco.
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C. M. T. M. Saccomam Gtorglo. T . M. r.iaeosa /iudlrlt. P. c. Centa Alliho. F. ~llglino Mtlt'IO. Ctlmattdalo.
T. C M. Tomba GwstpJit (dir. osp. Novara). OspMale prlnrlpak eU Odiru.
T. C. !JI, Percjlo nuorio (d irettore) (com. osp. lllllano). M. l\1. Ro3sl Godano.
Y. ~1. C. M. 83111ano Bnra.
C. M. .lilalabarl~' Pl•lro C. ltl Mtgncmi Pranct~eo. T . l\1. lllan.' Rosario. T . l\1, !lk ell A ntonino. T. M. Ueii'Oiio Angtlo. F G her~rdlni ,\'aldo. F. l!letlo Alfonso . 1'. Fiorini Dattlt . 08pt dal,o p ranclpate di Ra11enna.
T. C l\1. lolorlno Franu1co (direttore). M M. Piz~oraro Cltmcnlt (com. l. q.). :IJ, M Riva Animalo C. :\1, II'Aiota Gl111101111l . C. Y.
C. M. T. M. De tu;l .d.tliOnlo. T . M. T. M. F. c. Segni Navt·t: lo. l'. SaCCO<'eia Brrullo. DIUZIONB DI
SA~ITA ' DIII. VII CORPO D'ARIIATA
(IN ANCONA).
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Col. 111. lllioicl B14gmoo (direttore). Y. M. Oon inl GitutpJle.
Ospwale prlloeìpale d i Ancona.
Col. 111. Galli Glov. Do nmtlco (direttore). T. C. M. Y. :\1. P rocacei Arturo. M. M. Recchione Bllort. l\1. l\1. Jacono Francuco. C. li. TrCtlanl PltJ•·o, +. \.•. M. Feliclangell Ouido. C. M. Candldor l Br~rico . C M. Cosclìaù Oena Gltlstppe. T . M. GriO filippo. T. ~1.
F. c:. l'ialale l.11igi. f, )lh:hell T~OdOrteO.
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'SI''Jitt-~ 'UPARTtJ O&OLJ Uf", I CI.ALI if&OICI K OE:I FAJ\JIIA CI~I I AI IL \TA Rt., €"CC.
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Clll. l i. Huml t:nmìllo (a •h•po~.). Osptdnle prit~t~ptale di Qaiell.
T C. ~1. \IPnnella A•·rongtlo (direuorc). T. c. M. l'tC:"!!iannl ''ua.reu:o. ~ .M. [)P G1or.J..I"j lldtium auo. C. \l. CoSL'\ntanl ''"'"~l'P'·
C M. l'a,~aanoota Gallano. C. \1 . Rlll I.II.I!JI. T. li.
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T. ~1. f". C. f\alr hl Emilin. F. tahrut.zo .lftnoltl. l u{trmFToa presod1111 io di Aquila (l • ). C M Cac~m Falljl po. T. \1. P. Antolioo ,4/bt•·lo. llt(f,.m~riu pt·csidllld ll d i Ft~ggia (! ').
c. )J. S•ntOul3U rO nu,otro (c<>m. r. q.). T. )1. lHIU!liO~E 1'l ~A:'\lTA ' DJ.t.L'\~11 COPIPO o•AKMA'lA ( IN PIRe'<7.K).
Col. )J. Buonnmo l.m·rnlo lthrettore) (com o•p. Ila r.). M. M. Pare LILI'JÌ. O!Mdtlle pruuipale tlf Firenf:a.
Col. li. J' .• ralll t:fl lll••o (ohrNlore). T. C. ~ )lennella Arcan9tlo. M. M. \l ou ri L•uoa M•.\1 . Il nurn• (;t.,.lano. ~ 111 )l~rn /b10. C. )1 . 1'1)-(Datelll Fahfl/111. C. M. ~·oorenuni b'~~tillu. C. \1 . nerulli Andrtto. +. C. \1 . R.ril!- f.n11 r t. C ~1. f •l<'e f'Joanln C. ~1. \'olla.<anla GmUf'fJt. C. M 1!101 Guido (rum. r. q.). C. M. Cre.;pellalll Ctldo :com . C. IJ.). T. M. l'otrelh .\ JCniiJ. T. )1. R~rca Gtt.<IOnt. T. !\1. Snma l:u>amo. - . T. ~t. ProiPlto A'mnudo. !'. C. Suna f'aloppo. l'. Cunt1 Carlo P. l'arlna Pel•ct. IJ~p~dnle prwctpale di LlvorftQ
T. c. )1. Darra VIttorio (di rettore). T. C. li. ll~lroonoo Ora:lo.
-
(Sfflllt) RIPARTO OICI.I OPPICI.lld IIIIOICI Il OSI I'AIUIACISTI lllii.ITARI, tu:C .
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.\1. M 1\ardini GluUo. M. M. ToniPtta Pi' lro. M. Y. Pantano A•·lui'O. ~1. M. Ilota Stbaslwno. C. M. Sertoli .tl((m~o. C. M. Veranrto Bllart, +. T. M. Clo nini Giulio . T. M. T. !1. T. M. P. C. Coscer.1 ,\'icamtdt. F. V1sanl 1/iellf/angtla ln(n-mer aa pr tridklria di Saena (3•).
M. !1. Mariani B11raco. T. M. 1>1111>/IONt! 01 SANITA' DEL I X CORPO O'ARIIIAT\ (IN RO IU).
Col. M. Grieco Gi111~Pt (dirl'l tore).
M M. Ospedale pri uclpale di Roma.
Cui. M. G• nrtoln r.aacomo (lllrtllor e). T. C. li. VirgaJiita Narao (com. (. q.). M. M. SantucM Slt(atin. M. M. Pa.~ardh IJgo.
M. 111. R1va Umbwta.
c. M. Mnriotti- Oonndll Glo. Batta, +. C. M l mJ)eriah Gauho. C. M. Pn mJ)nnl linraco. C. M. Rlrci Stmfl1w. C. i\1. Ciau rt ROJflliM. C. M. Moll;;.,nl Al(l'fdO. C. M. r.onsllllfo Plactdo. C. M. r>aolini Adnl (u. C. li. 1"ri•o1 i Paal fl. C. M Pema Anud~o.
C ~1. Ralestra D11aloo (rom. lsp. san.). C. M Pani 8rman1to. C. li. Rncd>nte Al(n do (com. mi ... gueraa). C'h iW.. La11ponl Guido. T. li. l:lorgi Gaoo·gw. T. \1. Rlnaloll Pitlro. T. M. Mestlea Prruu:rua. T. M. T . .\1. T. M. T. M. F. C. Ferrari Claud in. P. R..garrJ P irh·o (rom. !spett. san.). F. Lomhu di .ttanho. F. ~ah a tora Gauseppe. F. BattaJ!Iinl r.uldo F. C• p pelli Gau>~ppt. ln(""m""aa pruidlarla di CiuilaouclliiJ (3•)
M. M. Maran1 Rmllio Paolo. C M. Sln.,pl ranun;o.
ISrp•") RIPARTO l•l!fi LI CPPICIALI IIEiliCI K OKI I'ARIIACISTI liiLITARI, 1-!I;C , O<JJtdnle princiJ•alt eli Cagliari.
T. C. li. r.ur go Aclulle (Jireltore) (com. o,p. Turin••>· T. C. M. .\!armi Ertlt&lo. li. M. Crtspo Ullai•Jo. M. M. C M. O~murla> Co1·nel•o. C. )(. Zlrt·ar•h t;;,._ppr., +· C. M. Ponu f>lfh·n. C. )l llas<u Eru""'gildo. c. .\l. llehrou OrP<It (ru m. r. '1 ). c. li. Fa•ll'la Si>·o. T. )1. T )l
F. C. "onis Rufftltlt. F. ~:urrro Pnwcrsco. Comandalo.
Col • .\1. Sanl'l relli Em'iro ( h r. osp. Torino). f ll(tr m t n<l p•·t lìidiari<• d i Sanari ('' ).
M. )J. Somula f'llaldo. T. \l. Aromao•IO .-lniJI'/0. Osptd11 l~ )JI'III( ÌJinlt di Perugia.
T. r. M. Ile llo.<a ;l/lcllele (dJrPll.ore). M. )1. l'rlrun~ A llllrt••. :Il. )1. PiZtiiCII IO 01JJ ilretu. ~·· .\1. c.. rl•l licl••m· lo. M. ~1. Toh1a A ··luro. C. )1. Mv•l•·"'"" Pt1ol11, +· C. ~1. C:•mpeg~ 1.11 1i ,1/,u;im o. .\1. l'aulelli l'cruondo (com. T. li. T. 11.
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r. q.)
F. t:. F. )llll7.ÌIIIi À/1101110. l ll{tnuerw ,,,., f i.lrllria eli Terni (3' ). COIIICIII<llllo.
T. C. )1. llo<:<i Alfredo (olir. o!p. BJescia). T. M. ()lftGZIIJH E. n1 SANITA" lli~ L '( CORI'O o•ARMA1A
(IN SA POLI ).
C•> l. M. C:en igni Gint'lltllll (<li rettore).
M. li. }l liSIO """''" '' '' ·
O<p(d••lt prwcipal~ d i Napoli.
C:o;l. )1. r .1rin0 '/ ùmmast11n (•lireUore). C.•l. ~1. Marr ..t·cn Acl11tle (rum. r. fJ.). T. C. ~1 . c:aut•·lla lf~tn•mo. M. }1. ll11111e•• 1-'r•••unco. M. li. c~n .• Jdl Ctl rlo. M• .\1. :llaoha (ÌIII$PJ•Ile. Al. )l l!o)OOffi•} i\l(Oi iuO. ~1. l i. La •;rottcna I'II&Qital1•. ~1. li. T··mp~sta Co•t•wzu . .\1 • .\1 llomano E'nl'ICo). i.. li. T~cn! /'u.<IJu«le.
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(Stglie) RIPART O DBGLI IIPI'ICIALI MEDICI B DEl I'ARMACI., TI MILITARI, BCC.
C. ~1. Volpe .1/n::~ini, -... C. :\1. Infa nte Carlo. C. M. Santa Maron Albtrlo. C M. Cntrone1 Tomma1o. C. M. }I«L7.etti Lortlo. C ~1. .llooaco lfJ•/uro. C. ~1. Ma rotta Gaetano (com. r. q.). C. ~1. De B~rardlnls Luigi (com. corpo lnY. e
•et.J. T. :U. C~anl Ma~lono. T . M. MafTeo Luigi. T. M. li'Aicss:>ndr o Auuandro. T. M. Vassalll Giollatmi. T. M Corsi Alfr~ao. T. M. P' C. Cerruti Romolo. f'. Te<la~chl Praucesco. F. G•ortlano l'incenzo. F. Manfredi L uigi. F. 1olauarone Hlippo. F. Pagnlello Alfredo. fl. ~anrre<ll Enrico. Coma11dato.
T. C. M. Salinari Sa/uatora (dir. osp. Caserta).
Ospedale priucipalt di Cattrla. T. C. M. Sallnari Salrotore (direttore) (com. osp. Napoli). T. C. M. M M. De Prisco lAJagi. M. M. Verdolh·a lleniamino. M. M. Seha'lt ianelll Gian Giuseppe (com. l. q.). M. li. BasJII Andrta. c. ~1. Bosco Pietro. C. M. Tem(JUSta Prtmru co.
C. M. Cturunl Pretro. C. M. Fùrmo Saltultore (com. r. q.).
-
C. M. O' AI:::ore Pt·tmusco (com. r. q.). C. M. R0$<1 Anto11i0. T . M. Vllolo Bmtntwutlt. T. M. Tatarelll Luigt. T. M. T. M. F. C. J>nlla•lifll .l!ar1o.
F. Lutrar•o li~tiCOI!IO.
F. Comandnlo.
Col. 111. Pronutto Bcntdttlo Sulp•::io Ca dispos.).
l n(ermtria pn·sUiaria di Gaeta U"J. M. M f'n,io Gatlrmo. T. M. Guadn luJJI Roberto. P. P M I 'J l ir~rtm:;o. hr(frm r rltJ pl'tsldtarla di Capua (!"). M. M. lhm~a l 'inr en::o. C. M. Flerro ,1/l(htle.
------------------------------------------~--~-------· (SPOIU) IIII'AIITO llt:r.l.l UPPICIALI IIE iliCI K UHI PARIIACISTI III LITARI, P.CC.
CJS]Jtrllllt priiiCI}'IIIt tli Cava dei Tin·trll 111i SrlltriiO).
T. C. )1. Ta vazza ru t:r.,.re (cliretlor c) (com. inr.
tJro''· IHea). T. C. M.
M. M. Sca le'e Giorgio. ~
~1.
C. M. l'ia•·riarune A mt.to. C. M. t::11ienoto Euram, +. C. M. Palnolu\u Dumtnico. C M.
t:. li. T. ~- r. "•llomtt~ r.to finile.
r ~1. tir.ttla nu f:tJ 'f mutt.
T. M.
F. C. NoJnls Gi•t·nltlwo. P. Am.llllrO 1111/0111''· P. IJ' I ~•J,liiiO 1:.' /lorr. Culli wd.,lo.
/Jr•J•fl.nt,, c •IIIVII I,<rtll;'' .Jia.<Miubo·rn<t
Comttrtriii/Q.
C. M. niiiEI.III NK DI SA Nifl' lfi{I.L' ,\1 CORPO II'AIIl4ATA (l~ UAII I).
Col. li . VJ•'e<l~rm:nt 1/•11/ro (dtre lture). \1. M. l~•·tet1:111o f'' l tlt. '''l'~rlrlle p1'111Cif1tl l e d1 llara .
C. ,\1 . Cat..l(ari r;,,, , lln/lhltl (l!i rl'llOrel (rorn. u<p. Rr e<ria).
T.(:. ~l
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)1. M ..;.antnro ~1. \J Ila llmrmnrl /.rH(/1.
C .\1. !)l'llll l'tla lf,tl'l•l, C. 11. t'rut ti r;.,!J, •··lv, +.
C. )1. C··n·ctl:ora 111111111u. C. lt. Cutul(n" l'>·t ,.,., C. Il. t.u ' ·'~lto
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n..rc" (•·om. r. q.).
T. )1. T. \l Cl\ltn 11•1/f.lt/o~. T. )1. O:lle•tr.tt.lt Ltii'JI . p t:. P•JIIIJII~;uu c,,,.,,,_ F. :ia• Jno \Ilo. r:nm~tntllll().
Co, t. li. lh111 o•mo l.orr·n;n .ur. s1n. VIli c. a) J.,fdmo·m prnr•l•••rill di J.uu (:l')
T C. ~1. Crinn J.dullf. C. M. Ca loa t:rrr'lll""· O·Ji'tllllf pr,llriJ>IIIr th C11la>t:M·o.
T. 1:. Il. \l a;:::o•sa Tr~mmnw /rlt r o• llu rel. M ~1 . 1: mt;1rora .ru.. t••, M. ~1.
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C. ~l. Catalano Prancuco (com . r. q.). C. M. T. M. Veltri P •·ancrsco. T. M. T. M.
F. C. Per·ra.ra Giuseppe.
F. ~·onuna to L eonardo. l11(ermn ·•a pre~idiaria di Jlonuleont (3 1 }.
C. M. Colloca Enrico (com. r. Q.).
T. M. l n(umeria presi diaria di Caslrovifk1ri (4•).
T . M. Bono Demel1io. Jn(l't'lllel'ia prnidiaria di Reggi o Calaln·ia (3").
c. M. Rombolà A lllOYIÌO (com. r. Q.). T. M. OIRI!ZIO:O.& DI SAIH T A ' OEI. ~ U
CORPO D' ..t.RliAfA
(t~ PA LY.RIIO ).
Col. M. Vall icelll .A11Ionio (d irettore). M. M. Grlstlna Castren;e. Ospedale princiJI(Ilt di Palermo.
Col
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Pressacco Ptuqualf (d irettore). T. C. M. Furnò GifiCOII"'· M. M. Grado P aolo. M. li. Uc." tro GIIIStppe (co m. r. Q.). M. M. Lo B1anco Luigi . M. M. Mihlello Bmillo (com. f. Q.). C. li. Pa lm ierl Raffa ele. C. ~1. Lionli Girolamo. C. M. Barbaro N icolo.
C. M. Amanta .Afllo~tino, +. C. M. V1ola Pitli'O. C. M. Lomlmnlo Ltoui®. C. M. Glor dJDO GIUitJJpe. T. :\1. Ca,te lli Ep1(nmo. T. M. Snnsl'n Gi u1eppe. T. M. Cerniglia Domen aco.
T. M T. M.
T. ~1. T. l!. T. M.
F C. Corradl Remo. P. Gngoani Buger1 f0. F. . l n(tnne•·ia prtsidim·ia di Trapm•i (3°). M. )f. Santm • Federico. T. M. Gi6lio 1/occu. l n(ermer1o pr~-$ìdiaria à l Girgenlr (3"). ~1. :\1. Re<tiYO Pantalonc Git13Pppe.
'1. ,\1. 06petlal~ principale di ,1/euina.
T. C. M. .>.belli l'tlltwl o (direttore) (com. osp. $.'\ 1 i;.: Ila no). M. M. Sguaui V•llorao. M l i.
(,\ f'!Jitt"J IHPAhTU H-.fòl.l t'rPI(.IALI WKOICI l IUU I'AIUIAt.l ~TI MIUTAfU, K-..1.!
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M. \l,.:7n~tlin r;u,.•nrw•, C:. M 1; 111-ll .SIIIt,lnrr. t: M. O•lotln M. (:rf·"i~lfiiO!t~ /iii$(U'i fl. ~1. l OliA" l)..n : Ili.
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r. ~1. l.•jarnuo Aul,.uto 1'. \l. lltrhol11n6 t;,o<Jrrlr i oo. 1'. \1 , 1'. C. Cepp i 1'!1"· P. f' CttlllllrUlii iO.
Col. M Volln l111i C•un ol/u (rhr. o•tl. r.rno•a) lll (rt'llll r.u Jll'o'~liiÙII'HI th .Sil'IICIIIO (3°)
,. 1:. \f. ll t•lll~ll G"'•IIIIIO. 1'. \l n~~r·lou;l Cl"'"H''''· lll('t' llll'l'ltl WW•I IIII'IU di (;ulnultl (3' ).
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c. M:lW•:IjiHII Gtul'flrilfÌ,
F. C \l ~ r1 •• l ,,.,.,,,a.cu. F. 1'. lluloo• tl t;,,,,,,l'•' F. 1:. ~lnr<•nco 111/111'10. 1'. llor llll•'llll t:r11Uin. 1'. ~1.11 101 C11rl·•· F'. M••II:H•:l. f;,u·lu. P. Ar··o ,.. att• /ù nutU(}tl,J,, P. •••· rtelCA l.m·l,, F. S''' •ru t;., nu.lo. ~.
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C. M. 1'11l••,1rn Oi'"'Pfl' Citi.)
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C. :.1. Be•acqn:l Al f redo (disp. min. col. •. C. ~t. Ba.ole .Aulrmio. C. M. Par ente F er d inando (cli1p. min. co l .). c. ~ - Rinalt1i Ofu •eppe. C:. ~t. Ga)!gi& Emi/w (di sp. 111in. col.). T . .\1. Machi Seba&lwn o. T. lt. Coslaglioln .A11Io nlo. 1'. M. Vajola 1\"n z zareno (di~. min. col.). T. M. Rll mano Ot nna•·o (id.). T. ~1. l'ooadeo H llor lo. T. \1, Pedrioi .Atllonlo T. M. De Cesart' Vin ctono (dhp. mi11. col ). T. ~L Crlstini .Alfredo liGI.). T. M. Folena t:11·b~rto (ld. J. T . l!. Bini Domenico (•d.). T. l!. Scarcell:t Hncmzo (Id.) T. M. S clllie ri Vincenzo (id.). T. ~t. Patoln6 Lucoo ttd.). T. M. Moollano Giovanni (1d . ). r. M. Cnssane<e Oilu•pw (id.) T. M. &~lr~lll Allltt·lo lid.J. T. M. Paullcello Suoiuo (id). T . .\1 • .Mastrantonl'l l'm cm:o. T . .\l. .\hss i Emoli n. T . M. Agostino l 'm CPII ZtJ :;. T. P. C. l;enlile Oi•rcomo. " · T. F. 'c. Delrio Giuu ppe. S. T. ~·. C. Chcrici l'mturlo.
R. CORPO DI TRUPPE COLONIALI DELLA SOMALIA ITAUANA (I N MOGADISCIO). 1:. M . MancinPIIi A IIIIÌfJIIU ( dlsp . m i n . co l.). r.. M. Smisi O•udo liri ).
r:. M. RllUCCt·Chinnr A!Jt1Siirw (id.). 1~. M. Greco Domellico ('l.).
t:. M. Bor.:.a Tito ( id. ) . c:. M Cr.>srgli~ /;'tJal·i stt> (id.). T . M. PI\NII F t·nrtet l>'.•• (i1.J. 1'. M. Ar)!en lin:t Gio. B atlida (iti.J. T ~1. Oe l.t•o Cm·/ o (td. 1. 1'. M V :\llllPIIl /iuriro (i •t ) . f. ~1. Crli ra GIUSo'J'fJt (id ). T. M. Oimarc inn 1Yir otu (i tt .). r M. Bi:tn ·, nl flirrll l'do (id. ). r. M. Ftur~Jt•a f'~•'11a11.tn (N.). . De V111r Pnli Gum rr. (i•l ,).
' · T. M. C. De Per-•" l;u•lur o (t.l. l. ' · T. F. C. Lnjacon .. P <!•qllal r (id.).
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103 Pnlmleri G&useppe 9:; Patella Giovonn• 95 P1ca Glouan•u 9~ H llaffoelt i8 Pa trono Ltll(lt 7t Picar!ll A uiCJIIi O 103 54 78 Palo mbari Na:;zoPanlicelll .Savino 6t Picn10 Antonio Nonls Gerolamo 9! i 'l rtno 93 Pavia Colimau i8 Plcchlni Lutgi 1/affMit !t Palombella A9odin.o !15 Pazzi ermanno 40 Piccinml Ellore IO~ Nota Celio 54 ;3 Palnmbo Giuseppt 58 Pt•çett o Giovanni t~ Ugo 1\'icola !13 Giusl'fl]Je lSfo Pecorario Raffaele H Piccinino Giuseppe 9~ Novelli P ùlr a 91 96 Luigi 4C Pedmzzi .tl(redo 90 Piccione 1\ ÌC<tlil 1'\ovo Solvator~ l'ano~tin AtJIOIIIIICi 48 Pedrlnl AJtton&O 58 PICCOli Gi0110111li 5G PnndoiO Anlo i{Q !)! Pellegrinr Pl'tJJ<CUCO H P1cenl Giulio 85 Goeltwo 103 Ore~l( 50 Picone JJat·lolomto 38 Pan irhi Loren:o 93 Pc ll egr u• •·Tri~.. le Piergiauni nnce1uo t •; flodolfo t>i Giulio t r:! Pil'rucci Go(fudo 30 99 Occbiuui A•&.(Jtlo ,. Panln• A n nlbnlr i:! Pellegrino Lp,·m~o 56 Pignalan Salvatore 93 Oddera /, uiy& :;~ Panni L uiot 91 Pellerino AndrtJJ H Pignalell l Ftljppfl Oddi Oddone Pa ns loi Gaspare ~ Pelosini Fn mcuco t lli Pilato A dolfo U!!gl'rO ~Sal't 48 Pantano Artm·o • H Penco Gw. ll~&ttista 94 Pllclla A ltuondro Ogg•ano r;;ovan.ni 14 ~1 PaolAtU l "tucondo U Pennett.c~ Mar io 3~ PimpmeJii Pitlro Oliaro G"gUelmo 99 Paollnl Adolfo 3:! Pennelli Cesare 3! P inaroli Gmdo olloll F:1sola Glo100 Papale Ro nitro ::11 Pentagua /lugqtt·o 100 Oi oon t;go VOJUl i. 96 Paparo 1/affatll 99 Pepe Raffadlo i O Pln l•coda Salvato· 0 11\:& Ferdmaudo 93 Pape..so Giuvanni 73 Pernntonl Poo/o t OO .... FranctaGO ~! PappalardoSal •·alore!l3 Pemssl Gwoomu An· Piolo An tonio 011\ar l Ptelr o : Parente F fl·dinando 5:! tonio t~ Ft-a ncuco One•t • Carlo ~! Parigi Glateppe % Perazzo Giovanni 7t Plracclm /,ulq• 103 Onll:&ro Gitueppe • Par.§ A ndrea 10 1 Perego l ili orio 16 P1ra1no G111•ep~ 91 unor a t 1 Lornu:.o 31 Parisl "'tltrt IO P&ettl Froucuco 90 Piro li Amedto Onorato Luigi t (;U r wceii:>O ili PerretU Francesca bi) P1s.~ni Giacomo 97 Il)O Ct1are g;; Par 1S10 Paolo a l'erllll Gi ovanni 6t P1sano Gio~annl Bai· Orlandi Giovanni Pari3U P aola 91 Perillo Francerco lot lillo t ()t IYifiO 60 ! Parrl Walln· S~ Luigi 100 l'ispiro /JiotlanJt i !18 l'illcen:;o 5 Pasralo Alberto 91 Peroa Amtdto 38 Pl~poli Raffntllo 95 Orlando .~tb.uhono 100 Pa.:!Cilli Siloio Peru ni Fdice 91 l'i•tono fltmll !1!1 Orrefldl Fatulo 9 ;;IPas~helto FerdinanPerotta Gustovo 78 Pltrelll ;\'lcl>la 48 Orru lla(fnete IW do w P~rozzi Gaetano 98 Pltlelli Salvatore 99 Or slnl Ghtrordu 1 ~1 P3>11no b'lioio 9~ P e rre tU Crul o(uro 56 Pi\'Plti Frafl<tSco 58 Oteri Vi11cen;o Pasquale Fudinmtlrerr'l Ra(flltk 96 Pl~z 1 11o ,\'&eoln 93 Uttolenghl Davide 100 do !lO Perrier ù{ano 46 Pizzoe&ro C/mmtl~ t 8 Oltooello B 11rico 96 PaSquali Rrmi()i•> 68 Perrone Giua~ppe t~ P luocolo Oflrubi'>tt ~! l' illctflZil &l Perronl Giovanni 3' PILia Natal e 66 Pasqualll{o Pttltgri· Perrotti Antoni o !13 Plnu..~ Gt~'tH·do 9S fiO t OJ 'Persichetti Nlthtle 96 Podo Rn(foHif a Pa.• tJualurcl I gnazi o 95 Pertir.l Lu&gi 99 Po!{!!l Jla•·•o l ot Pahls Umilio Pesatlorl E!Jidw 00 Po lrarl Domenico 98 101 Passalaç•lU3 (;•oac· Hoberlo 9 chlnn 61 Pesce J\'ic(lla fij Poh•stm Gittuppe 30 18 Mich•langelo 93 Petraroll l'mcenzo 100 Polistlna Don•n•icon· Pao• L u 1gi l'.tc11io IJraeato 97 l'a.s~monti Gatla"o 36 Polr~cca Jllc/ule 8; l onw H~~tUe 90 Pacinoul GuueJ>pt !lJIPa.'lsarella l 'go ~ Petrella Antou1o 10 ' Polizzi .lnlunio 68 Pa.citto BJonrdo 7:! Passorelh CiltlqJpe 7::1 PelreUl fligo~rlo 95 Pollon i Alllll•• 100 l'agano floli :to 96 Pa.ssrra Brcolt '!8 Tot'quato !16 Polosa l lfiUMIO 50 Pagliara P!'f·cftnondo !19 T aru:redl ~~ l'elrooe Andrea iO Poh eri n l An giolo 8' Pa1!1iuso A lftmao 1>11 l'as!K'rl /Hogto 97 Pettinolll Filomt'IIO t:! PomBrid P~d&naJtPagnlo:llo Alfrnlo 58 Pastore Fl·anct~ro a Petllll Fofquau 53 dO tOI 40 PaladinO Domn~tco 38 l' in.cnr:o 95 Peuali llo~r·lo 46 Pom1111 Gui dll 62 Pa lauo Camillo 1001l'astorPIIO GIUitPPt 101 PPZ7.ana Luijli a Pomo Pthcr 76 Palat.zolo 1Wco/ò 9~ Liborio ~ Pezzullo Luigi 68 Pompelam Cnrlo Palennn-Patern Sin· Patané Ca t melo 7::! P1arquadio /1a(foele 94 p 0mpooi Bnruo 30 34 ttilloo ~ /,ucio 64 Pmnori llenato 99 Porcarn l sidor o l>"lla!lmi Ala rio 78 Palarlno Gi n: Rallia/a H P•nntelll Gnutppe u Po rlezza Luigi tOJ 95 l'nlmtt'rl Cnrmme t OO Patella Fnlll. Paolo 84 P uu za Be111<lmano 36 Pt>rTO Cilr lo Nocelll DoniPIIICO Nodari P ietro
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78 To mmasone Luig• 91 h-onelln Gw. llaltilla 91 Sea lt•ell i (Jd, Toni Rr.traele HU S c• oaYino Z•(firino To nieHi CQ.-Io 7t ,;rBrri• rl r..e,or e Pielro fl Srarpì • E11rim Tounarelli Grasselli 95 Starcelltt l'in'"'' :lO 6! 5ì ngl ilir.o Giu$tppe 46 Ascanio 91 Sl'.·u-z~lla .1/oc/i tlt 40 .;uoi-u Guido 48 Taba~ Si&lo 9 ~ Tooolli Villwio 99 s~hia vnni ,l/a ria 99 ..;ireri Gwsrppt 30 fa b u rch i n o·gilio 98 Toozoo~t Clt'nlrlllt 51-hllanl J'i"ren~n 50 ..;1 ., ~nano Felice 89 TMeh lnl T ulilo 61\ T· pa Domt.>nico 94 Sr hi rro G•tglielmo !lt ' orom ho i\'atnlt 891l'alarico Giacomo 96 To pi Dome~ico 3() Srhl>zi Pi,tro u S murrn Podro f03 1Ta lento Cesar' 56 Torchio Br nello Se>ht>lta (;neltmo u; """:;: iu Atllonill 40-1 fallarico /Jon i'acio u To rra Emilio 95 Se Il •er i y '"''n:11 · " '' Torrrggi~ni AmtdtQ 98 6~ Sngno A~·Ott(l11do ~ Tam Gw.~helmo 36 T ll L . . 99 101 SQI:I Ern".<lo • imE' mi lìra <mo 97 Ta mantl l'asco 9d orre 3 tii!J& Srluml•nta Giuseppe 1 11~ . _ torL1rolo Anlot~io 96 Scl:\Vo L tU!) i sr. -.olaro Ce.l« r ll 48 rau('re Il Arislìde 66 To rto ra Gaustppt !l6 Scola ri .'lln •·ia 6' 'ula. ro Al,s•tmd•·o 80 Taol!herooi /Jault 5! l'osrano l'irue•o.~o 66 • • 1 1 11 99. Tosi Riccardo ScommP.:;na A ntonio 95 :>f• om eue Ac Il e •ft31T antu r i Oomtn&cO 4~ Sco pon:tm 1/affntl• 9SI..;ofol. o F•.' •PPO 91 Tap parinl Cuare 91 Tosti UomtlllcO !8 "' .., c.1 otl' F rancuco 91 :-<ro rria Gut$1'/ '1' ' ; 3 ·.o Il m l . f t'a>I U ICO " l'a r<~ntmì l'& ncen:o 100 T raw , Id o 68 T r:troa n'lf 0 11$ 0 93 Tarchi l'il'(llliO 11 •• Scolo f'ilit>]JO 38 ~OOCIOI nl'/10. Sco tti r1i l'ecio Do· -.u onmo lJa r:odt 90 falarelli Luigi 56 Traoehlrta Lt o/lat·do 99 68 Trani i\'ataUriO met• ico SotJr ano Eduardo 31 l'attoltl Fileno Gl 60 ., TaVa7.7.ani Ce~art p t &• b a_ra _E·"''-1' 0 ::cou o Raim ondo 99 ~or "" ao o • . G q••alt 30 44 T!'cre\'' f'lll 99 Srunc•o lJumcn lco !Il :._or •11 &•<S'PPt •~ Tra.-er~a Cl'lal't 91 • &co... 9t 'eb nslia nelli Ginnqi••· :-orma m G&tueppe f OJ Ted-lr; Gi tll'fJpe 38 Traversi LeopoIdo sewe i G :Sorre uto l!n b'mmaT Nie.•chi Fr·ancesco _8 Tra,ostini Tammaro t03 Secchi Francesco mu:le 6! Giacomo ~ T rovlsan Bugenw U 40 ~a l 'i rgini o 103 nncen~(} 'l'rlpaoi Domenico 98 96 So rtino St~lcalore En11t le 97 fe.lese Vìnu11~0 ~ Trinlzl Gincin to 3t :--.egni Mauri:=io 78 "otis ·. ""
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INDIC B .t.LPABitTICO
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Yelt r r Ft·a ucesc-u 6l Viue lli Gw. Balla 93 Vendra Salt}(J IOt'll 70 Viola P~h·o 32 Ventura Cadm iro 72 Vlohni .~!arco t 02 .Za lll ru A 11tonmo . Vaccar l L u ig i 97 36 ?Il Venturi Gllido 73 \'irdia Tommaso 16 U ZnmiJrini Anl~ntio f 03 Vac<'.aro Francesco _ Ventur e lli Ale.çsatt· Vir;:alhta Mario Vadala Pietro 91 94 !8 Zampetti Alfonso d,·o 73 Virgili Luigi Vado ra Prancetco 96 ; 7.an ch i D~11te 90 81 Ve o turini A u(~ntio 1011 Visalll Pa ola \'a iro -Za tlara GiuS• Zanna Ga11sepp e 97 \'t-ut u roli F''UIICUco 91 Visani Jlichcla>tgtlo stppe 104 7t Vemnrlo 8tlo•·e 34 \' 1,;ront i G•usepJ11l 4 ~ launioi Luigi 7.anu ttini P r imo 3! Vajola ,rnz;cu·euo ~ \'t>rdoh••a /Jeniamino ~ V1t.a Gnela>lO 80 Zappala .111ll•nio 7! Vahlameri A nsano 97 \ 'eroJuri Bru esto 94 Guido 72 G"tC0/110 5:t Gituieppe 58 VPrrluzio Hncenzo 103 Pietro 96 Za p parolì Lt<igi 96 Valente Gioaccllino 54 \'er;:::tni t;il)~·anni 11)3 Vitale Giuseppe !l'J Zt<ra Silt'iiJ 38 ValeJ: ti Antonino 98 St Verri Lwyi 89 Ha ffu ele Zatti Gio,·gio 93 Car m, l o !17 Vertova Ago<tino 93 \'ito lo Ewa•m ele 56 /.awertal l'lad i mi t·o 103 Giacomo 91 Ve.- ;pasianu Dume>•icoP.6 Vitta•1ini Camillo u z,.ppon i J\'tlpoleunt 5! '.!!\ Vezzini Srmto 61! Vr tullo Ft·a ncesco 9 Va lerio Giu$eppe 16 ~ ZthPtti GiU$1'JIPt 8G Viale Angelo t6 Giu H•ppe 1 Valle Auoelo ~ Ziccardi Giustppe 3i t u \'tana Gt useppe 98 Vi\•altl& Carlo Vnl lìcelli An tonio 100 ~ inl(:lle Gws(ppe 96 VJCt!t lomini .lfutleo t:! Vocaturo fJm iale Vanazzi A ulonio ~ Zingai<'S Antoni no t02 9 • Z•to Jo )·anee.(co Vantlelli Gio!larmi 9; Vicentin i Eugmi o f 03 Vo~ll<>m Leo•~ Va nnelh Enrico 56 Virol1 f iliJIPO 101 Vo lmo Ct~rmine t OI Zoccola Gi ltSe]1pt 93 Vannocri Qtti lllilio 51 \'iggiaoo Al(>·edo M Volpi' Ma:: ::ini lt S••b a siHIIW 99 i~ ,. ighani FeJer i c() iH Machele \'artll·u Elio-io 99 Zortoli (;ioiJann i ~! Vasilicò Giuseppe Id Vi).!liar<li L lligi tgnaVolvi G•rolamo 97 Enrico 94 Vas;;alll Dr>~~alo 6S zio Paterio 90 Zuccari &derico 3i Giocanni Zoccarc ll i .dngeJo 60 Vi::torelli A cli ilw 85 93 Vas~al l o ti rlu ro t Oil Vtlla Gi or gio gr, 6! lud das Silvio Ven;hi Francesco t OJ Villas:tnta Gi u uppe 40 Zullino Prancl'sco 93 ll/a1i o 99 Vinci .-ffl[Jtlo 86 Zumpelta Gillseppe 34 Veccllio ne Adol(o 40 Francesco 26 Weiu Gi uu zlpe 99 100 Zurla Lodot•ico
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