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GIORN ALE MEDICO D!SI.
Vol. II Anno XXXX
·- . . ...... -·--··
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\'IJGII~:IIA TI~OGhAf O
IIEI.I.R I.L
E:>.!HCO
lUI . 11. HE lo: I. A HI!Gil'IA
Roma, 189'2
li4BI240RIE
ORIGINALI
NOTE ~CLLA
~TMHONE B.UNKO-TRR ALE MILITARE DI C.~StU~.~ DEL
l•~t j(
:1.891.
dott. aono~nr.,o u,.c ..trelll. maggiore medico.
).
Come di conl'uelo, anche nel 18 t, la -ragione balneoLerruale allo ~labilimento militare di Ca:ciana: in ~ eauito a delerroinazinne minì·teriale. ebbe pt·iocipio il l o ru:.mo e termine il t 6 settembre e tu ripartita in .5 mute, di _( ~domi l'una. CO$-Ì ·~oslituire: t• m111a dal 1° ~i ugno al ~O giugno; t.• muta dal -~3 ~iu~no al l~ l~"lio; 3• muta dal_ t5 luglio al3 agosto; l" muta dal ti 3}!0510 al 2i) agosto; 5• mu1a dal 2' noo to al 16 eltembre. Ftu·ono ammessi a fruire della -cura termo-minerale di Ca ·ciana, nella della :tagione. 6-\. ufficiali (compresi 6 irnpieg.1ti par·e_ggiati ati ufficiali) e 70 uomini di truppa (comp!'e~i :· irnpi gati pareggiati alla truppa). In totale l 34. :);,
NOTE .'t:U ..\ S'L\f.IO~E BA.l."\EO-T.!ìRli.ALE ~llLITARE
XHt;
Di que ti 13~ amme~si però non intenennero alla cura. pt>r \'ari moth·i, 1'j ufficiali, l impie11ato .paregl:iato òld ufficiale e f.i uomini di truppa. icchè i ,·eri intervenuti alla cura si ridus-ero deliniti,·amenle ad ufHeiali (e impie<rati pareggiati) 46, uomini di truppa c~ impiPgati pareg~iari) 64.. ed in totale a numero Il o bagnanti i quali r1mase ro distribuiti. per le 5 mute, nel modo · guente : {• 3• s• Totale ~·
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l mpie:tati pareggiati ad ufficiale
Truppa . 2& Impiegati truppa
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O l quadro inouico modello N. 9 della ~ratistica sanitaria militare, spedito a suo tempo all'ispettorato di aoità militare, si ril e\'a eh e i t t O bagnami di cui ora è parola ,·eni. no amme ~; in cura per i eguenti gruppi di malattia e or t Ì\'ano li esiti - e~nati nello specchio qui appres o:
DI CASCIANA DEL Entrali in cura
67
l 91
Guarit>
!oB.LATTIE
l 0 Affezioni reumatiche e po turni . . 25 ~2 3° , 'e;ropatie 8- 5 3• Dermato i . :t 23 4• Malattie viscerali e discrasiche 6 'i ··• ifìlide. 1 i -6° Po turni di lesioni traumatiche ' 6 Totali.
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2
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12 20
29
33
2
Hai quale pecchielto si rile,·a, qnalmente i t t O casi vennero annotati , in riguardo all'esito della cura. nel .e"uente modo: Co.ra.ti
Gnarttl Migliorati
29 33
'fficiali . Truppa . In totale
t lo
32
Senza
effetto
Il
69
Per avere un mezzo onde valutare con gin to criterio la -entita di questi risultati relativi all'anno t 9-t. mi piacque
(t) SO t t() !a denominazione • urtlc-iali • S()D() compresi, :l'ora. Innanzi, .1nche
i 5 impiegati pareggiati al rango d i ufllciale. (~)
Dicasi analogamente anche dei S impiegati pareggiati a truppa.
86R
'IOTt: Sli.I.A 'il \GIO'\& HAJ.NEO-TER3lALE :III UTA IlE
racco:,!liere dalle H··la ::irmi "'''dico-statistiche sull'esPrcito i risultati ottenuti pure nello stabiliroPDto balneo-termale rli Ca.sctana nel precedente decennio 1881-90, onàe poterli prendere pc1 termine di conrrooto nel giudizio. Orbene, da quesl.tl rac,.ohn 'ìÌ ricava che nel decennio ora ricordato 'i ebl•ero io complesso:
t.:fficiali. Truppa.
:-enza
Ciu-atl
Guariti yjglivrali
'-00 508
IlO 18?
2i-8 .?8-i
.B
908
29.?
5:3?
84.
In totale
eiYéUu
4z
Stabilendo oro. il roffronlo sulle quantità percentuali, ~i trova che si ebhero: Su Guarltl
- t.:fliciali Truppa In totale.
~
too curati Miifiòrati
~
Senza etretto-
~
21 ,'> 63,0 62,0 3:>. 51,6 55,9
10,9 Il,?
10.5
31,2 ~!l . l
:n,1
1-L>
!1.3
~6. l
:)t),~
38.6
X.3
.\.n che per la sia~ ione l k91 :-i rimase dunque. in fatto di eùi di cura. mollo pro.s·'lmt alfe medie decennali 188~ -fiO. e ;;e dal parallelo dtl' sopra ri,ulta pel.l89l, e specialmente per gli uomini dt truppa. una proporlione di curati senza effetto un poco pttt elevata che nel decennio precedente, ed a scapito naturalmente delle proporzioni dei guarili e dei migliorati, ciò si deve allrihuire. con molta ragionevolezza. al faLlo cile per la stagione l !SH I i risultati non sono ancora definiti vi, come tluell i per il llecennio 188 1-90, perchè per i
D( G.ASCIA"A DEL
8()9
18!)1
pnm • mancano ancora le correzioni che de\'OOO apportarvi i reorl1conti prescritti dal § 60 della 2• parte del Regolautmto pel senis io sanitario militari': correzioni che devono neces· sariamenle fare diminuire, piuttosto cJ1e aumentare. la proporzione deìcurati senza e!Ietlo a vantaggio di quf'lle dei migliorai i e guariti, inquantochè è notorio ~he tutto l'effetto utile della cura !ermo-balnearia di Casciana, come d'altronde di tutte le cure congeneri, non r sempr& immediato. bem•i :•lquanto tardivo. IDLanto, questi I'isullati molto lodevoli ottenuti nel 1891 , come nella lunga serie decennale antecedente, anche nello stabilimento militare valgono a rilevare la reale efficacia delle acque termo-minerali eccitanti e ricoslitw.mli ùi Casciana, per certi speciali gruppi di malatti ~; efficacia del resto ormai largamente dimostrala da secolare esperienza e confermata da tutli coloro che, fin ora, 3Crisserç sulle virtù curative di queste• acque tl'rmali, acidnlo-solfato-calcichejiJr-ruginose ('l) .
(t) .\ Jtiustilloare le caratteristiche ora accennate delle acque termo-mi(tera li
di Casciana, ue riporto i risultati aoalitiJti p·u autorevoli e reeanti, che ~no quelli otleouti, nel l87t-a, daà signori profe:.-sori Orosf c l'asSIB:Iri: ..uo10 gas . • • . • . . . gr. 0,01800 Acido carbonico gas libero • . 0.63HO \cido carbonico totale. . . .
..l.cido carbonico dei cubon:~ti . r:toro . . . . .\cldo soUorico ,\cido si licico . Ossido dj sodio Ossido !li Utio. Ammoniaca . . Ossido di caleio • Ossido dì magnesio .
O,i93i3
O,t:i933 0.0~85~ 0,~573 1
0,03850 O,t1!15
Tmc:seo: 0,00148 O,m4t 0,20M3
870
NOIE SULLA SlAGIONE BALNEO-TER!VALE liiLITARE
I f.
Da que•te note stati~tirhe ed osservazioni sommarie sugli e'ili d~lle cure da me ··onstatati allo ~tabilimento militare di Ca,ciana nel l '9 1, p:ls•ando ad un rapido esame dei mede~imi. sulla :;corta rlello ,.peeo.:hiu nosologico già riportato. si possono rilevare le se~uent1 cose dedne di spe~iale menzione: I. Il ~roppo di af{t•::ir.~ni per le quali confluisce il più gran numero di ammalati a Casciana ed t.\ più universalmente riconosciuta la virtù sanativa delle sue terme è, senza dubbio. quello delle svariate l'orme che vanno in patologia sotto la denominazione generica di reurn.atiche. È perciò che anche • allo stabilimento mi l iLare, nella stagione decorsa, fu1·ono ac-
Se•fiUi~~lt.lo di ft•rro
.
.\llumlnn 3Jnteria organira •
.
.\equa l•llr.'l. Re.lduo comple·•ho fotalltà Deo<il.'l
.
..
Ttml><'r&tura normale .
O,OOJW O,OOSH 0,~10 9%,993~
3.00$St
4000.00000 Ul030!
-a:un
Qu,'\.Sta temperatura delle acque minl'ralì di Casciana, attesa la loro straordinari:1 abllondanza (li tra 1500 al minuto) che ne permetlè il cootiooo rinool'll-
mento nelle vasche dur:mt~ il b.,~no, rimane assolal:l.mentl" ìn,·anata dal prillCIJliO al tA.•rmlntl •lell~ Immersione, anche se molto protratUI. ! tale fatti) veramente caruUI'rl~llro di quelte terme, si ntok r.ttribuire, e coa ragione, molta parte tlrlla l'ffiCSCia lndasllutilllle delle. mede.;;ime; senza dire poi che la molta grarlevolez~a delln lmm~rsaone •' ilovutn, oltre che a que~tta co•t;lllte temperatura, allo 1asUU1 e CO'Ilodll.ll drlle çasche, consistenti io. ampi pozr.ettl, o1·e il bagnante St(\ seduto P 1l116 muoversi liberamente io tutti i sensi, rima· nendo sempm CO!Jerto rlnl le acque.
DI CASCIA~ .\ DEl.
189 l
colti in CUI':t per siffaue malallie !i> ufCJciali e .H uomrui di truppa: io tutto i l amm(',.SÌ, ~ eroi· 1 ? :j .;uJ totale ci ei 11 O riroveraLi . Glr esiti che se ne ebbero dalla cura furono >aiutati rosi: ;!Uar ti l~. mi:.!liorati 3'5. rima~ti ~enza effeno ~: ciù cbe e']llivale a dire. rispellivumente. 2!).~,!5:1.2 e 11 ,0 per 100 curati del gruppo. 1~11 !Tetti da r·eliqoat1 di polrartriti a•·ute. :>ubacott' ed a rormn ricorrente furono i casi più numerosr e quelh che ri<.enllrono ma~~iore benefizio della cura t('r·mo-minerale. essendo rappresentati dn 14 uffiriali e li uomini di tr·uppa ed in totale 31· cur·ati, ron ' l casi di gunri::rture. l .i- di miglioramento e soltanto 6 senza etfello apprezzahtle, almeno im meòiatnmente dopo il termine della cura. Vennero in se).!uito, per rrequenzo , gli all'etti !la reumatismo mn=-colare cronico, reumatosi o reumatalgie. in numero di l O ufficiali e :j di truppa, ed in totale l;; curati. con :~ guat'ili. l() mii!:liorati, 2 rima:;ti ~enza efl'etto n.ppre7.zahile. Tanto per i poliarLritici, come per ~l i afTetli da reumat1~mi muscolari, la cura consistè ~empre nelle immersioni :ziornnliere. a temperatura normale. uniche o doppie e più o meno protr tte. secondo la tolleranza dell'Individuo ed il henes~ere risentitone. Fenomeno 11uasi costante negli ammalnti ùi 1)Ue5tn classe fu il pass~~ero rincrudJmento dei dolori. dopo le prime immersioni. Questo fatto, d'altronde notorio nel pubblico frequentatore delle terme di Casciana, che ~ta a prora1·e le propmtà eccitanti de! IJagno. capaci di determinare una iperfunzionalità di tutt{) l'organismo. non m'indusse mai a sospendere la cura; S(ilo mi consigliò a modt~ ral'la. linchè si fosse dilel!oato, sia in riguardo al numero che alla durata delle immersioni.
8 -~ 1-
SOiE :5U LLA. STAGIO~I. BAL ~EO-TER1IA LE MILITAR E
Fra gli affetti di qoe:>ti due gruppi di malattie~ dei .?3 nrtìciali. 9 soltanto esperrmentavano per la prima >olta la cura, mentre i rimanenti l 4- avevano già fallo una, due e perrino tre altre volte la cura lerma-minerale o d'Ischia, o di Acqui. o di Casciana; dei 20 uomi.ni di u·uppa invece facevano per la prima volta la cura :.) . l 5, e soli } la ripetevano per la seconda ed uno per la quarta volta . Fra gli ammalali nella gran cla::.sc delle affezioni reumatiche figurò ancora un nfliciale superi ore alfeuo da gt·ave ed avanzata arlrite nodosa o deformante. Esso, a li n di cura, fu notato fra i migliorati. beochè, tenuto conto della natura e dell'a>aozalo periorlo della malallia, non ci fos:;e da farsi troppa illusrone sopr·a una radicale iotluen1~ benefica del trattamento :;ul processo morboso. li miglioramento fu. noIalo in vista delle condizioni generali ~tssai avnntaggiale~i durante la cura la lJUale, aggiungasi. venne assai bene tollerara. imcersamente a quello che era avvenuto al malato !"anno precedente alle terme di Acqui. JJ. ~ello spet~chio nosolugico prodotLO a pagina 867 si presenta secondo il gruppo delle nem·opatie, per le quali lo -virtù curativa delle acque di Casciana può dirsi sia andata setnp!·e più ad afiermarsi in questi ultimi anni (1). Gli esiLi ouenuti su i pocbì curali. nel 1891, allo stabilimento militare per tal groppo di malattie non cootradicono il fatto orn accennalO.
(i) Anche il prort~ssore Grocco, nella ht>lla corLfer~oza fatt."l, il giorno u giugno sco~o, a.Uo :;tabilimenLo termale di CIIScl:lna, nella circostanza dP.I suo insediamento come nuo,·o direttore di quelle Lerme. confermò il ratto, prevedendo perciò un nuom v:tSt•ssi.mo orizz-onte P<'r l'attività ternpeutiche delle medesime, ed augurando a Casciana. io un Jlro5s•mo aHenire, la fama sle.~ ed l sueca_<si della stu.ione termale di Lamaltt in Francia, le di eni acque, ali:~ stregua dell'analisi elinic:~ e delle fisiche proprie Là, devono riguardarsi Identiche a qoelle di Casciana.
DI C.\SCI \:\\ IIH
t 91
8/3
e-'endo che su t 3 pre;entalt:-t per malattie nerrose rarie, ::l poterono essere annotalt come ~uariti. t O come mi~liorati, e nessun esito assohttamente negativo si P.bbe e rimarrare. Oei l :3 mviati, l~ erano alTetti da nevrah:ie di rerse e neni~e> ed uno solo qualificato pet· paresi de,gli a•ti superiori. Oi questo caso mi piece dare subito nn cenno speciale. Il malal•> (sergente delle compagnie di sanità) raccontava che, ~ano in antecedenza. io se}!uito ad intenso catarro ~a strico ~ntrerto nel dicembre del l 890, gli erano comparsi dei tremori a~li nrti <:nperiori, che. a poco a poco. si erano tra~rormati in 'era pare&i di questi, per la quale 'eoin prima curato nell'o pedale militare di .\lilano con doccie, elellricità ed altri aùut.ti mezzi. ed in seguito inviato io licenza di convalescenta di t mesi. Rientrato al corpo, stimandost guarito della paresi, dopo poco torn:l\ a ad an-ertire i tremori dt•lle brac~in. per i quali poi 'feniva propo,.,lo ed inYiato alle terme di Ca:;ciana. Quivi si presentava con i ricordati tremori appena avvertibili, quando manteneva le braccia sollevate in senso orizzontale ed aveva i tliti anulare e minimo di ambe le mani io semiflessione, per debilitata poteuza estensiva dei medesimt. Del resto il malato non prescnta\'a altro di anormale, nè nella moliliut degli arti inferiori, nè nella seosibililit ~enerale e specilìca. ni• nella sfera delle funzioni psicbicbe. Anche la nutrizione generale era lodevolissima, e negativo riu~civa l'esame degli organi intraLoracici ed addominali. enza diffondermi di più su tJuesto importante caso. dirò che a termine di cura. tollerata benisstmo (doe immersioni prolun~ate quotidiane a temperatltra normale per 20 giorni), l'ammalato pol.ò essere annotato come sen-
87 j
'iOTE SULLA Sfo\I.JO'IF. U \l. NEO·TER.\1..\LE lffllTARE
~i tulmeote m·~liorato. po1chè erano scomparsi completamente 1 tremori a~li ar11 ... uperiori, .,j era resa possibile la qoasi completa cslt'iiSIOne dalle dita che prima mantenevans1 semille~:;e t• le condiziOni )!eoerali si erano arranta:,!giate. l casi di nevral~ia i'rhiatka ehbero pure ri,;ullnti a-.sai favoreYoli. essendochè di 9 ammalati, ::> ufficiali e 4 di truppa, .2 poterono essere annotati come perfettamente ~mariti. trattandosi di casi oè ~?ravi, nè aotlcb, in due uflìciali. d'altronde in ottime condizioni generali; 7 \ennero definiti come mi~liorati, es~cndo partiti - dopo la cura completa e ben tollerata da tutti di due immersioni ~iornaliere prolun~ate, a temperatura normale - senza pi11 avvertire dolori all'arto malato e con la deambulazione ben :>pedita; nessuna cura senza efreuo vi ebbe a lamentue. Dei 7 iscbialgici annotali come migliorati, l solo soffriva la malattia da pochi mesi; gli altri H ne erano all'etti da più o meno lungo tempo. Dei medesimi poi, due avevano espenmentato la cura di Casciana l'anno precedente. uno nei due anni 188!!-90. un quarto era :>Lato ad \ equi nel 1887 ed a Ca ·c1ana nel 18 9. In tuili 1rue·ti ammalati di nevn.lgia ·ciatica si ebLe a notare, piu o rnenc> acreolualo. il nolo fenomeno del rincrudimeoto dei dolori in seguito alle prime immersiOni, il quale poi ~i dissipò, nsultandooe un benefico effetto finale. Fra i casi di sciatica. sopra ricordati parla poi, più cbe tutti, in favore della virtù corativn delle terme di Casciana quello di un ·oJdato di fanteria. il quale, dupo at"er sofferlù, fino dal 18 6, ed a più ripre~e. di nrii attacchi a sinistra, e dopo es·ere stato sottoposto alle piu :wariate cure all'infermeria del corpo, agli O:ipedali. io licenza di convalescenza, in seguito ad un ultimo attacco della nevralgia, più fiero di tutti. veniva inviato a Casciana in stato da non potersi reggere in piedi senza l'aiu to del bastone, nè tampoco camminare senza
DL CASt:tA~ \
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ri~entirne hrravissimi dolori. Le condizioni generali
875
dell'indh·iduo erano scadenti e l'arto aO"elto ah1uanto denutrito. Uopo poche immersi<l'ni si ebbe intensn e~ace rbazione della nevralgia. tanto che il soldato dovè essere curalo in leuo pet· clne giorni, e fece pensare se fosse il caso d'interrompere la curn . Deciso però di tentarla ancorn. culto un lucido intervallo di minor dolore, furono riprese le immersioni prolnngnte a temperatura normale e due volte al giorno. D'allora io poi il dolore si dilei!uò rnpidamente. tantochè negli ullimi giorni il soldato, molto risollevato nello stato fisico, come pure nel moJ·ale, pOte'\'a non solo reggersi in predì senza risentire dolori e senza l'uso del bastone. ma seguire per lino il drappello dei compagni bugnami nelle metodiche e non brevi passeggiate quotidiane. All'ultima visita il soldato fece pure l'esperimento di un breve tratlo al passo di corsa regolameniHe, senza risentirne molestia. Rivisitato attentamente l'arto appariva atcruanto rinutrito e lo stato della nutrizione ~eoerale si era pure anantaggiato, con un aumento di peso di 3 chilohrrnmmi. L'ammalalo allora veniva annotato come sensibilmente migliorato. Due casi di aiLre nevralgie. non ioleJ'costale a sinistra, violema e recentissima in un crflìcinle superil)re e l'altra del plesso brachiale sinistro, io un capitano contabile, non grave, ma di antica data, sor tirono puro la prima esito di guarigione, confermato. anche per notizie recentissime, la seconda esito di miglioramentO. ln fine, una nevrite antica ricorrente del plesso brachiale destro, io un impiegato di marina, per la quale il medesimo aveva tentato già la cura di Casciana nel 1890 con esito discretamente favorevole, risenti ma~giore vantaggio nelh1 decorsa stagione. e lino al punto che si sarebbe potuto annotare fra i easi di guarigione, se la storia non
87()
~OTE t\UI.LA STAI;IO~E BAL 'iEO-TE.RlfALE MILITARE
brflve della malattia non mi ave~se messo i!1 guardia contro un so,·erchio Ollimisrno. IIL A pnrte ogr.i leggenda più o meno w·ana. ogni esagerazione $ulla prodigiosa virtù delle aClJUe di Casciana contro le malattie della pelle. loisogna convenire che per alcune dn·mat11si crw11mi <r1elle terme riescono etficacissime. Le statistiche del )Jinati e del Gllerardi e di altt·i sollt> cure ai Ragni a ..lC<JUi sostengono la giustezza di questa asserzione, ed i lodevoli risultati osservati nello stabilimento militare, durante la stagione l 89 1, non fanno che confermarmi in questa éredenza. Difatti, sui 23 militari cur·ati per dermatosi comuni, durante la stagione decorsa - 2 ufficiali e 23 uomini di truppa - 't l fnrono le guarigioni, 9 i casi di miglioramento. f> i casi senza effetto salutare apprezzabile. In altri termini la maggiore proporzione fu di guariti (il 44 "/.). una quasi uguale proporzione di migliorati (il ~t) 0 / .). la minima parte % rimasti senza etTetto (il 20 dal totale dei curati). Per l'esattezza dello. cosa però è bene dire che le acque di Casciana sono molto utili in alcune, ma non in tutte le forme di dermatosi comuui, e nemmeno in Lotti i casi della stessa forma. Cosi delle se:te forme ezematose curate, quattro poterono essere annotate ~ome ~uarite, e due come sensibilmente migliorate: la cura però rimase senza effetto, in un sott'ulliciale. r.ome era rimasta press,a poco in aitre _ due precedenti cure falle dall'individuo ad Acqui negli anni 1885 e 1886. Fra i ~ casi annotati come guariti merita speciale menzione un antico eczema esteso a tutto lo scroto e molestissimo, che, migliorato in una precedente cura falla a Casciana nel 1889, spati completamente in questa del d 891,
877' con grande sollievo e soddi"fazionc del paziente (un sott'ufficiale). Contro le form.e pusto.lose - due casi di acne sebaceo confluentissìmo al d<1rso ed alla faccia in un utYiciale ed in un solt' ufficiaJe, ed un caso di · ectima nIle gambe in un caporale - la cur·a rimase di una efficacia molto discutibile, e SP. ~li individui furono classificati fra i migliorati, fu piì1 per le loro avvaotag~iate condizioni generali, che non per modificazioni rilevanti verificatesi nell'eruzione. ~ei dlle casi poi di prurigine diffusll e molestissima, in nn sott'uOkiale ed in uu carabiniere, la cura non solo r·imase con effetto negativo, ma fu causa dell'esacerbazione qe,lla dermapotia in ambedue i pazienti. Ed ·in vero, l'azion~ stimuhmte non comune dell' aeqU;i termo-minerale di Casciana non può che e.sercitare un'influenza sfavorevole su dermatosi eminentemente suscettibili per gli agenti irritanti, wme sono appunto le J>l'nrigini. I più br·illanli rrsultali invece si ottennero nei 12 casi di psoriasi avuti tutti in militari d; truppa. In line di cura. ben 1 potèwno essere annotati come guariti, 3 come assai migliorati ; 2 soli ca~i l:i·masero senza effetto: uno di psoriasi ditfosa a tutt'cl: la superficie del torso, già ribelle ad altre"cure termo-mìoerali ad Acqui negli anni 11886 ~ll 87, in un maresciallo dei carabinieri, d'altronde in otiime condizioni generali,;. iL·secon_do di pso1·iasis numm.nlaris con:flnentrssima agli arti inferiori, tpeno . ·<l gli avambracci, in un sergente d'artiglieri<~, del · resto hen nutrito e rohu;;to. Fra i' 7 ~uariti che fanno bel contTasto con q.uesti 2 casi di po~o spie~abile insuccesso, · sono meritevoli di spetialissima m"erJ.zione ·un casò di psoriasi diffusa a tutta la superficie del corp(}, eccetto la faccia, le mani ed i piedi, in un soldato alpino, dissipatasi come per incanto nei soli 114 giorni
~78
NOTE SULU ST\t.IO~E BAL~EO TER!I.!LE MIUT.-\Rl
di cura che esso potè fare. essendo venuto alla o• muta 10 ritardo di 5 ~iorni, eJ un allro caso di psoriasi in\'eterata, che i 20 ~iorni di cura bastarono a dileguare in 111odo dan·ero inaueso. Fra le dermatosr rn,·iate a L.asciaoa dovrei notare io fine nn c 1~0 di mentagra, il quale fu anno,•erato come migliorato. piu per la drmiouita confluenza delle pustole ed il miglioramento delle condizioni generali dell' indi-çiduo . domto all'azione ecCitante ricostiLUente delle acque, che non perchè crede,si seriamente all'azione parassiticida delle medesime, la quale solo avrebbe potuto determinar·e la guarigione in un caso di dermatosi come quella io questione. IY. 11 quarto gruppo di malattie curate e registr·ate nello specchietto nosolo~ico a pagina 3 è quello delle malattie ris~errtli e discra.siolu;, che comprende N. i3 casi- 6 ufficiali e 7 uomini di truppa - dei quali nessuno fu annotato con esito di guarigione, 11 lo poterono essere come semplicemente migliorati e 2 ebbero risultato completamente negativo. Come può vedersi dunque, è quegto il gruppo di malattie, fra tutti quelli passaLi io rhista lìo qui, per il quale gli esili furono il meno soddisfacenti. E la rn~ione di ciò~ lo credo In si possa raggiungere nel segueo le fallo. Le mnlattie curaLe e comprese in ({Uesto gruppo - dispepsia ( l ). catarri gastro-inlestinnli 3). catarri Yescicali (:.>), litia~i urich~ (3}, diatesi gouostL ( l) - sono di quelle per le quali. più che la cura halneo-termale, è indicata la cara cusì della idropinica, o per bevanda. di acqoe bene adatte allo scopo. Ora, l'acqua termo-mineraJe di Casciana, per composizione chimica e fìsiche proprietà., è beo longi da potere essere razionalmente usata in quella guisa, stante che la elevata proporzione di solfati terrosi ed nlcalini che contiene la rende assolutamente pesante allo stomaco ed ina-
01 C-\"CI\'\.\ OKl. 1~91
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datta atfalto ad una cura qual si sia per via interna. Tanto è vero ciò che. a Casciana, l'uso per via interna di quell'acqua termale é riguardato non solo come una ecceOlricilà, ma realmente uociro: nè mai esimi medici come il Minati. il t.iherardi. il Leopardi. il Federici, il Fairman. che si succedettero nella direzione dello stabilimento civile. pensarono a coosi!!liare ruso idropi oico di quell'actJua termo-mioerale ( 1 . Dere dunque ri~uardarsi come inesatta l'arvertenza compresa nel 3~ alinea della lettera c. del § i-1 delle iYorme ptr il serei :io balneu-termale (alleJ,tato .\ . tt al Regolamento del servizio sanittuio militare) e sarehbe bene venisse una volta soppresso'quel capoverso, onde non fosse altrimenti incenth o a proposte inopportune di cura interna con le acque di Casciana. V. Due ammalali del Vgruppo «sifilide» si presentarono allo stabilimento nella stllgione del 1891 : il primo, un •Jfficiale sotTerente da 2 anni di affezione celtica, con manifestazione secondaria alla gola ; il secondo un sergente d'artiglieria, contagiato di recente e con inizio di dolori reumatoidi e sifilide cutanea. C}ue5te devono ritenersi , senza dubbio, due propo te non oppot·tune. perebè la leuera c del § 4-1 delle .Yorme ptr il trrr.i.:i,, balneo-.termale neiJ'e,prcito non indica, per le manifeslazioni stftlitiebe la cura delle acque di Casciana; percht• anche coloro che si occuparono in modo ~pPciale delle virtù curatìçe di queste terme non le segnalano (a\·ore\·oli alle m:mife·tazioni da silìHde: ami, mi ricordo di avere letto. le sospettano nocive in simili casi: percbè infine i ri-
(il Il professore Grocco pure, nuo1·o diruttore sanilario dello stdbillmento rivile di Ca~ciana, nella conferenza giù ricordata, affermò che le acque di quelle terme no11 8i prestano afflittO a cure pe1· via ìntema.
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:\OTE ~ULI.\ 'T\t;rO'\E ll .\l~EO-IER\IAU: lflllTARJ::
sullnti ottenuti '"i due :'lrurnai.Hi sopra ricordati -- un liere mi).(lioramento ed 1111 in.;ul't't>S~O - <ono tali da non t•ootradire quamo pre;eli• . \l . l'ltimt>. nello ,.pecclrietto no.-olo.~ico a pa~ina ::l si presenta ìl !!rupptl dei wrati per Jlllslll/111 di l"-~iom traunwticlw, ìl •ruale. "e nun per numerc di malati. deve ritenersi mtere,:'arr te per r rrsultatr favorevoli ottenuti. Oifatto. dei IO curata (S. uflit•iali e 6 uorurni di truppa). 1n fine di cura. 4- poterono e:-osere annotati come guariti e li come migliorati; nessuna cura rimase as~ulutamente senza etfeuo. \lalgrado rl destderw di es•ere breve. non po:-so a meno di segnalare in modo speciale il pi(r grave ed interessante caso di tl'tet-to )!ruppo: quello cioi· di un soldato del ?l reggimente fanteria. Questr, il :10 norembre 188H, trovandosi di servizio nell a cucina tlel quartiere, cadeva inavvedutamente colla gamhn ~roistra in noa tnarmilla piena dr acqua a bollore, mentr·~ si adoperava per toglier-oe un·:dtra vicin~t dal fOI'IIello, e per tal fatto riporta\'a una ra~ta e profonda :-coLtatnra intere.-saote tuuo il prede s10i~tro e la gamba corrispondente fino al suo terzo medio . Fallo entrare immetliatarnente ali ospedale m1lrtare della ,.narn,giooe 1Milano) vr w ni,·a curato opportunamente per ,·ari mesi. indi solloposlo a ra;;segoa e mandato 10 segu110 al depositO di t'o nrale~~·enza di llontetJiivt'Lo, per e,.~ere poi, n ~:w tempo, inriato alle terme di C:asciana. Al m(lmento del suo ingresso nello :.ta1ilimento. il )o(lldato io questione presentavi\: atrolia rile' ante della gamba sini:-. tra ed in minor ~rado della coscia I'Orrispondente; ,·asta ciC<llrice intcres~aote. 1'ntne calza, la metà inferiore della gamha e tutto il piede, con numero:;e udereoze ni tessnli souo.-tanti. ~pec ial meote in cor·ri.,pondenza della regione inferiore interna dalla gamba e del bordo iuterno dai piede stessa; deviazione permanente di quPsto. rnoho simili' "Ila deformazione del piede
01 L\ SCI.\-,\ DEl
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1891
varo e tale da impedire ac;solutrnnente al ~oldato, anche per poco. la stazione eretta e l'ince·~o. senza ·1 su:;;sidio di due ,.tamp.elle. Dt piit la cicatrice. in tolta la ,ua estensione. si presentava sen"ihilissima, ingc>rgata. divenendo addiriuura cianotica dopo un qualche tempo di sta1.ione erell1 e di deamtmlaziono sostenuta dalle ~rucce. li malato infine era molto denutrito. tld10le. oli::oemiro. Dopo i primi giorni di cura ron duplice immer~ione giornaliera t' prolungata, a temperatura normale, si potè notare ,abito un ~ensi!lile mi;.!ltoramenlo, non tanto nelle condizioni locali. quanto in cruclle generali detrammalnlo: miglioramento ..:he. essendosi aceentuaLo nocor piò nell'avanzarsi della muta, rni consicrliò di trallenere ti paztente per una seconda muta ancora, onùe poteFose nppr·ofillare il più lungamente pos~ihile della virtù ,.alutore (lelle arque termo-salioe dei _bagni n \ equi.
Dopv i l ~iorn i eli cura inten~ivo, non interrotta mai da veruno inciJente eJ utlimaJu~>nte tollerata, il soldato in ques1ione ...j era a\ yuot.aggiato nelle "ue conditioni generali tanto da offrire nn aumento ùi peso ùi :1 1.:!.!. c mezzo (•l m:lggtore veri• ficato.:.i su i Il O curaLI della :ota~ione) e dn açerè a•'fJUistatn un :L.-peuo di salute eò una \"Ìgnna del corpo insperati. Il mi.!lioramento p11re 1lt>lle couciizioni o.·ali pOlt!ra dir,i andato di pari p~5o, sal\ o la de' i:tzione vtziosa del ptede. mantenuta da condizioni tr{•ppu ... 1alti li per polerP. sperare di rederla corf<!lta: l'arto anun ..J:~to ,j era rinulrito ahbastanza, la est63a ci.;ntnce or.cupantn la partP. inft•riore i!ella gamba e del piede ,j era mc,lto CI)O$oliJJl:> ne era piu disposta ad atHu~sionnrsi> .tn~he pet' limitalt mo' imenlt. n~ morbosomeùte sensibrle •'Ome prirna: CO'>ir.cltè l'ammalato. elle al suo oiuocrere a Cao --~iana poteva appena rej.!gersi io piedi e muovere qualche pas~o con l'aiuto di due stampelle. ne partiva abilitalo alla l')
50
88~
NOTE SULLA STAGIONE BALl\"EO-TERMALE JIILITARE
sta4ione erella ed a camminare per un discreto tratto col solo snssidio di un bastone tenuto con la mano destra. Coellicienti di IJII6St0 rnatleso risultato devon.si ritenere :mche il buon l'illo. l'aria ottima delramena localil.à e l'ambiente calmo, sereno e non affiitti>o, come quello d'ospedale, lungamente ;.!Oduti dal pazieot~. durante i 41 giorni di sua degenza nello stabilimeoLo militare di Casciana. III.
I dati relativi al peso dei l i O curati dei quali fu parola fin
,;
adesso. preso lper disposizione regolamentare) al loro arrivo ed alla loro partenza dallo stabilimento, e cioè in principio ed in termine di cura, otrt·ono fatti di osservazioni non trascurahili, che si possono anche ravvisare come l a conferma di .quelli fin or~ studiati a riguardo degli e.siLi ottenuti da quei 11 O r.urnti . , l erita dunque il conto esaminarne brevemente, e in modo sintetico. la significazione. Mettendo il peso dci curati io relazione con gli esiti da loro sortiti: si rileva che dei
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Rimasero di peso immutato:\. 5 .. Aumen tarono di peso . » -9 :.> )) Diminuirono di peso 2 E cioè su 100: i) R e~tarono immutati 15.6 Il Aumentarono di peso 78,2 Diminuirono d1 peso . 6,2 Si ehLero poi: 2,2 Aumento d.1 peso ~ medio . kg. masstmo » 5,0 Diminur.ione di ~medi~ . )) 0,5 peso . . . . masstma )) 0,5
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DI CASCIANA DEL
883
189-f
Speeifìcando un po' più, da quei dati si rileva ancora, che nei maiali dei principali gruppi di malattie, come .,_
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nuirono di pew . . . . :'i. IO 6 7 ;; l Aumentarono di peso . . » :n 7 18 X R Ciò che vuoi dire, che su 100 di OI!Di groppo : ne,-tarono immutati o diminuirono di peso . . . . 'l) 2 1,3 46,2 28,0 38,:.; ~0,0 .\umentarono di peso .. » 78,7 53,8 72,0 61 ,5 80,0
Da tullo ciò mi sembra rimnnga confermato, come suoi dirsi colla bilancia alla mano, quanto fu per l'innanzi accennato sugli esiti ~elle 11 O cure ed in special modo: 1o Che 1:\ cura di Casciana riesce, in genere, &fficacemenLe ricostitntiva, poichè l'aumento di peso nei curati fu, di re~ola, significante, avendo r:~gginnlo una media di kg.1.9 e pertìno una massima di kg. 5,5- la diminuzione invece eccezionale e di più limitata entitit, non avendo oltrepassato la medh di un kg., nè la massima di 2: ~o ChE.' corre un rapporto assai diretto fra il buon esito finale della cura e l'aumento di peso del curalo, t.1ntochè questo può assumersi come riprova e come indice dell'entità di quello: :~ Che, inversamente, la stazionarietà. e tanlo più la diminuzione di peso del corpo> possono essere riguardate come fatti indiziarii di discutibile o nocivo effeuo della cura termnle intrapresa, e far pensare se convenga, o no, insislervi.
8t{4-
NOTE SULLA ST\GJO"ili B.\1.:-IEO-n!R)f..U.E MILITARE
l' .
Dopo :n·ere detto dei curati. donei chiudere JUe:>Le nult' con ra~giuo.!ere qualco~a "ul luogo di cnra; ma in seguito a quamo Dt• fu :;•·rillo e d~ l prof. Jlinati nella wa completa mooo~ralia su i ha;mi dr Cascian'l. e dal don. Chiari nelle sue .Urmorit! t• rifl.•ssionl tlel l RSi. e dal dott. Gherardi nella :;ua preziosa Swti.<!lica del biennio 1886-87, e da vari i colleghi che mi precedellero nella direzione deUo stabilimento militare. lullociò che io po:essi aggiungere non sareùi.Je che pleonasmo e parafrnsi intempestiva di ciò che sull't~menissimo luogo fu giit pubblicato. . Non pertanto, l'elntivamente alla località di Casciana, vi sono due punti su i quali è metito dell'opera insistere con i dali di osservazione di cui si può dis.pone, per·cbè solo con . la somma di questi, ljUeJij possono venire completamente chinriti. I due punti merrtevoli di attenzione son{) oa pregiudizio da dissipare eò un difetto da mettere in evidenza, pér iD\·o~liare al rrmcdio. ft pre;,!iudizio ,-j è la cre.ienza comunemente innJsa, dte nella localitit dr C<ntana, sita in proriocia òi Pi::a. :'ulle ridenti colline di Parlase:w è \ i.,·aia. uoo lontana dal mare ~ ad noa ele,·azione dr l :)O metri su que~to, l'i sia caldo ecce,.-im. Or bene, rbe t:Jlè credenza sia un vero pre7iudizio. non fa~orE'vole alla fnma tlella stazione. termale, come lo dimostrarono sempre le accur·ntissime e ripetu[e osservazioni termometriche praticate sul luogo~ e citale in special modo dal ~1 ina:i, valgono n confermar·lo quellé che io dovei pralicare. durante la stagione baldearia (giugno, luglio, agosto e
DI C.\SCWU DEl
l k0 l
885
mt!t;, di sellembre) del 1891, in obbedienza a quanto &prescritto dai vigenti rei!olamenti sul sen·izio halneo-termale militare. Infaui. dalle note delle mie osservazioni lermometriche, praticate .tre \"olte al giorno (alle 6 aotim. t> dalle ~ e ~ pom.) si rileva. come nei me.:i di Giugno
T.ugllu
AQ'OStO
S<:>llf'mbre
Il" mct.:l)
Si ehbero, in .!rodi cemi!!radi, le temperature medie meo~·~~ . . . +zO.I + !o. l + ~4- ,0 + zi. . ~ Le Lempernture medie giornaliere oscillanti: fra lamassimadi . . . +24,2 +26,7 +26,1 +25,7 e la minima di . . . . +17,7 +22,0 +21,8 +23, 1 le temperature mas•ime assulote di .. +26.0 + ?9.1 + ao.o + ~5.7 Qu e~te non sono daHero le nole di un clima eccessivamente caldo, ne tampoco la espre:-sione isolata di annata eccezionalmente tiepida, perché tali note concordano a"sai bene con 'ruelie già riportate ed esaminate dal ~l inali nella sua bella monografia su Casciana, allo stesso scopo ùi combaltere il pregiudizio di cui adesso è parola. nonchè con le altre citate dal Gherardi nella sua tati.>tica, quando dice <l e non si teme del « caldo eccessivo, imperoccbè acrurati,;sime e continuate os« servaziooi Lermometriche hanno dimostrato che la tC'mpe« ratura massima raramente, e proprio per eccezione, oltre« pass 1 il 31°, e che ne1 mesi più caldi la media massima è <( appena di .?8° centigradi. » Oltre a ciò, a rendere il clima della localila assai piacevole, in ispecial modo nelle ore più calde del giorno, concorrono anche il l'egime dei venti e lo stato ·del cielo, come lo dimo-
886
NOTE SULLA STAGIONE BALNEO-TKRKALE )fiUTARE
strano le seguenti osservazioni delle 2 pom .stralciate pure dalle nole di quelle da me praticate l'anno decorso: Xnmero dei giorni nei quali si ebbe alle~ pomeridiane io
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DI CASCIA."\.\ DEL
1891
887
Il difello della località di Casciana, che è bene rilevare, per.chè reclama pronto rimedio. e l{oello dell'acqua potabile, cui il paese ricorre abitualmente Ol!,!Ì. in mancanza di m~lio.
Si~ome per nn estesso ragj.!io tollo all'intorno della grande :;or!!t-nte termale le acque del souo suolo risentono dell'influenz:l tli questa, nel paese dei bagni. e ~pecial mt>nte nella sua parte pianeggiante, è impossibile fare te.;oro ùelle acque dei pozzi per bevanda. auesn la loro sovercbia mioeralizzazione - più .~be tullo per solfato e carbonato di calcio - che le rende ecces~ivamente dure e selenitose. Avendone avuto l'opportunità, durante il mio soggiorno a Casciana, prtlticai i principali saggi idrotimetrici sn dieci qualità di acqua deUa località, e fra queste sulle aC<jtte di due pozzi: di quello cioè che Lro~asi nello stabilimento militare, molto ''icino alle terme, e di un allro situato nssai più lontano da queste, all'estremità Est. del paese. Orbene, i se~uenti risultati da me ottenuti sono abbastanza dimostrativi di quanto bo dello disopra:
Ourezza totale . . ~ gradi francesi. ~ » permanente 1 cido solforico (dei solfati) per litro . Gr. 0,5084 Cloro (dei cloruri) relativamente al valore limite di 0,008 per litro . Mollissimo
0,0984 Molto
88~
.'iti1.E SULLA STA(t!O\E BALNIW-TERYALE lliLIHRE
Le acque dei pozzi del paese. anche se fra i più lontani dalla ).!rancle -nn~i'a termale. si presentano dunque talmen:e difettose per durezza permanente (per solfato c~l care) da doq~r~i a''nlut.tmente condannare quali aC•Jue ùi aliment:tziont'. In con,;egnenLa di ttnesto stat1• di co~e, gli abitanti dei bagni di ea,ci.tna ricorrono abitualmente, per l'acqua da bere, alla l'o11l.- ed al Ffmtino, come le sorgenti più alla portata del pae.;e . .\la anche tJUe5te due acque sono laen lun~i dal so~dj,f,re conren:entemente .11lo scopo alimeo tare, per la loro esalferata mineralizzazione che il seguente dettaglio rnelltl i n piena ,evidenza: Aequa ------.........__---..-
Durezza tornle . . ~ d' f . ~ gra 1 rancest. ) permanente
della Ponle
dPI Pontmo
Acido Sl)lforico (dei solfa ti) per litro . Gr. 0,0902 O. t 066 Cloro {dei cloruri) relathamente al ralore limite d1 0,008 per litro .\Jolto Discreto Per la durezza totale e permanente la prima, per la durezza pt:rmant•nte la seconda e per la eccesFira quantitit dei solrati ambedue que:.le acque di sorgiva oon sono di:oosimili da rJitelle dei poui del paese più di~costi dalla scaturigìne termale. e pet·ciò sono in egual modo condannabili, t•omc eccessivamente pesanti allo stomaco e capaci di pmcu mre quei disturbi gastro- intestinali svariatissimi. cui. non d1 ra.fo, van soggetti in principio coloro clte accorrono a Casciana per la cur·a. e che, inconsci della vera causa, allribuiscono ora !di'acclimatazione pel luogo, ora al
DI C \.SCI ANA DEL
18H l
\illo non confacente, ora alla calda l-llj!iooe, ora all'azione troppo energica del bagno e via discorrendo . .!i bagni di Casciana. 06gi, come ,;Lanno le co..e, esi5te duuque una ,·era e propria cJUe:'tione dell'acqua potahile. che merita il conto di sollevare dalla sua apparente latenza, allo sropo d" indagare come po"sa essere prontamente risolla. Nelle ~olline che fanno corona al bel pae-<eLlo dei bagni, ed a ,·aria clistanza dal medesimo. si tro>ano di•er,;e sosgi re d'acqua. più o meno ahboodanLi, ora rt>golarmente raccolte ed :nviate. ora las,·iate in gran parte dtsperse, che. per f.tll<> di mineralizzazione, SI presentano lJen diH•r~e da I"JU!'lledei pOl.ZÌ del pae;;e basso e delle due fontane pubuliche gia pir't sopra ricordate . .\ riprova di ciò riporto qui sotto i principali dati idrotimetrici di ~· 6 di queste aequo sorgi ve, delle piu ricorda~e ed accessibili del luogo, ottenuti da me unitameote a lfuelli gi;"t riportati per l'innanzi. o;; -·-c Durezza <O "C ... ((tldl '"'""") ~
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890
NOTE SU LI.\ STAGJO:";E BALNEO-TIUUfALE )fl.LlT.-\RE
Yieona). per mineralizzazione insomma, entro i limiti della potabtlitò, epperc1ò appunto preferibili di gran lunga a quelle della Fonti' e del rontino. con le quali si abbevera oggi tutta Casciana ed a suoi numerosi ospiti nella stagione balnearia. Pero anche fra tfUe,-te 6 sorgenti vi è il meglio da scevrare dal peggiore. La meno ~olfato calcare o selenitosa delle 6 a~ue i!, senza dubhio, quella delle Yioelle oltre il Parlascio; ma in tale acqua tJuesto pregio rilerante è neutralizz:1 to in parte dall'elevato grado di durezza totale (33° idrotimetrici) dovuto quasi esclusivamente a carbonato calcare, per cui si vede !;Oggelln anche ad uno straordinario iotorbidamento. per dato e fallo di ebollizione protratta Oltre a ciò, fra le 6 sorgenti esaminate, ù la piu lontana dal paese e non è nemmeno la pitì abbondante. Tutto ciò beo pondet·ato non è dunque tale da alimentare la preferenza .assoluta per essa, che la poca solenilosità e la relativa purezza organica (da me pure riscontrata con adalli saggi) consiglierebbero a. prima vista. Se le due acque di Petraia e deii'AcquHiva si presentanoper mineraliu.aziono compatibili con la potabilità, sono lesole, delle sei scandagliate. che destano maggiori sospetti per impurità organaea, avendo io riscontrato nella prima acceno; da reazione dei nitriti, nella 5econda trnccie e\""identi di ammoniaca. Per lo che nemmeno so di esse potrebbe cadere la preferenza fra le 6. Questa invece potrebbe fis::arsi impunemente sulle acque dalle tre fonti del Yivarelli, delle Rocche di Sammuro, del Fichino, perchè di ottimi caratteri fisici, di durezza limitata (specialmente la penultima), entro il valore limite per solfati, oltre questo, mn di non mollo, per clor·ori, dotale di purezza organica non comune, si presentano tali da inspirare la maggiore liducin come acque di alimentazione,- salvo il responso
DI CASCIANA DKL
1891
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- con tutta presunzione favorevole, trattandosi di acque di sorgente - dell'esame biologico. che io non potei praticare. • areube dunque bene vedere quale od anche quali delle tre sorgenti com·enisse più condurre in ma)!~ior pro~simita, o meglio al centro del paese dei bagni, e determinar=-i, dopo ciò, alla bella inno,·azione. Cosi. combattuto il pregiudizio dell'eccessivo caldo della località ed arri~chito il paese di sufficiente e buon'acqua potabile, potremmo esser sicuri che la già bella rama della si mpatica stazione Lermale di Casciana ne rim2rrebbe, e di non poco, av' antaggiata.
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SCABBIOSI STATI CURATI NEL f891
• La cura celet·e degli scabbiosi, sebbene sembri argomento di poco conto, ba però un'importanza pratica notevole. poi eh è si riso lve in un risparmio di molte migliaia di gior nate a prò del f'et·vizio e della finanza degli ospedali, senza contare il vantaggio che ne ridonòa agli stessi ammalati, tanto dal lato fisico. quanto dal morale. per la minore durala dell'isolamento l\ cui sono obbligati durante la cura. È qutndi per me una cosa gradita poter ancora occuparmi una volta di sifTalto arl(omemo, portando a conoscenza dei colleghi tJUanto in ordine a~li scabbiosi stali curati nell'anno 1891 :>i rile\'a dai rendiconti nosologici e dalle relazioni annuali det direttori degli ospedali principali. E tanto più me ne compiaccio in quanto che i risultati che si ottennero furono abiJastanza buoni. sebbene il numero degli scabhiosi sia sUllo mollo su peri ore a quello dell'anno precedente. La differenza in pt!'t, per la sola tt·uppa, fu di 366. esclusi i rimasti dal· 18<)0. Il movimento complessivo rlegli scabbiosi nel 189'1 fu il seguente:
~CABBIOSJ St.\Tl CURATI :\EL JR9J
Rimasti dali 'anno 1890 negli spedali e nelle infermerie pre:.idiarie e speciali ~. 9 Militari di truppa delle cla·si permanenti . » 1~6 Entrati ner?li ~pe dal.1 e di troppa delle )Iilitari nelle infermerie presiclassi richiamate • z3 diarie e 5peciali · )Jilitari di truppa dei presidi d'.\frica . ., 8 )J ilitan di truppa stati curati nelle infermerie th corpo. 34 :\lilitari di truppa stati curati in ospedali civ-ilr 30 llilitari di truppa stati curati senza essere presi in forza in I)Spedali od infermerie 5 >>
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Totale » 1377 Himasti al 1° gennaio 18H2 negli o3pedali e neiJe infermeria presidi arie e special i • 20 \ Ila suddetta cifra ( 13ìi ) vuoi si ag~iungere quella degli ,cal.hiosi non appartenenti alla truppn che furono curati nei no;;tr·i stahilimemi e sommarono a 92. Quindi, in comple,-o. l i69 ,;cahhio~i curati. sah·i tJuei pochi che per av\·entura fo.;sero entrati nella sera del 31 drcembre ~ 9 1. \la prohahilmente neppure questa cifra rapprt-;;enta la totalità de;li scaf,biosi dell'anno. poiclu\ 10 ordine ai curati negli spedalr ci' ili non si ebb~ro iuformazionì che da cinque o'pe,iali prin.;ipali sopra 2:l . ' el se;!ueoté qnarfro è rappresentato il movimbnto degli :<··abbio:-i per o;.mi ospP.dale e per ogni infermeria presidiaria o -.pedale. come pure •ruello dei pochi o:>pedali ci vili di cui l'i ehhe conoscenza. Yi sono pure indicate le degenze, le ra· ;..rioni delle degenze superiori ai tre giorni regolamentari ed altre osse1·,·azioo i. ,Xon vi sono però compresi gli scahbiosi slitti cu rati nelle infermerie di corpo, moncnndo n loro rigllardo specifica te informazion i.
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_, lnlorno al modu ron cui gli sc:thhlosl htrono cu rali in <Jllt'.1ll o~I)Nioll civili, i direttori clt•l rls(lcUil•l ~Jled{lli principali non poleronu ullenere informazioni. Certamente non rn Il motodo celeri'.
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Co111e si \'ede. la degenza di tre giorni fu superata in 1O stabilimenti. fu ollPnuta in :?3 e non fu raggiunta in .?0, 'mentre per altri li mancarono informazioni. la de!{enza minima fu d'una :-ola ;,!iornata in ?O stabilimenti e due di •Jue-ri (;.:li ospedali di Padova e di Perugia) ehbero un solo ~iorno di de~•'nza per cia:'•'nno dei loro numerosi ammalati, 'enza rncoon~nienti di ~orta. Sehhene in comple:>so questi risultati possano ritenersi altba~tanz:~ "Oddisfacenti. ~·ova tullavia sperare che col tempo si J?iunxea·(t a quelli che si Cllteng()no nel Belgio dove gli scahbio~i sono curati col metodo Rardy nel perindo di poçhe ore e poi rinviari ai rispettivi quartieri, senza essere presi io forza negli spedali. E ciò colà si pratica da 60 anni. Dott. l'Ecco Generate medaço
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CON TAl BUllONE CLINICA
ALLO ST[DJO DELLA SCLERODACTILITE pel DotL B . B e lli, ml'drco n mariol
1. È nolo come la 1\clerodactilite sia una malattia molto rara. specialm~ote in Italia. dove sono pochissime le osservazioni finora pubblicate ( 1) . ..,; ancora ignota In sua intima natura rome pure la etioltJgi.t, e per quanto la forma clinica nelle linee generali sia ueoe stabilita e la dtagnosi non ne sia dillicile. pure rimangono oscun molti particolari e non sono bene definiti i rapporti ch'essa ba con due malattie molto atlioi. l'asfissia locale e la gan~rena simmetrica delie estremita. È quindi non inutile far noto un caso tipico e mollo :n·anzato della detta affezione. perchè ogni osservazione
lt ) 11 i\~umnnn e l'llebra numPrano a so i casi dt selerodermla Ono allora pnhbltr.ati; in seguito furono note altre osservazioni tantoehe Il Lesser nel suo rt'Ct'nte trattato delle malattie cutanee e veneree assense~ che tutti l c.1si conosciuti nrrivano a eire/l 200. Om se si coo~ideri ebe tra t(uesti In una minima parte l'altezloo~ ti locali1.zata. alle dtta (sclerodactllite}, si comprendera $ublto l~ grande r·~ri!A di quPsla malattia.
90~
CO' fRIBUZIONt CLINICA
cl•nica può mettere in luce qualche carattere, cbialire qu.tlche punto oscuro e in tal modo contribuire a meglio derneare e far conoscere que~ta interessante forma morbosa.
li. Conceua Farrug~ia, di anni .U.. è dome~Lica da piu di ~O anni del cav. Cacciatore, distinto farmaci~ta di Gir~~>oti. E.mme {1mz ioMle. La Farruggia si pre5enta allo scrivente per una ulcerazione ero n ica sul piede destro. sulla quale aV\'erte dei dolori. che aumentano d'intensità quando rimane a luogo nella posizione eretta. Dice di sentire indebolite le estremità inferiori. Non accusa pares1esie o altr·i distur bi nervosi dego: di nota, nè ci l'ivela alcunn alterazione funzionale degli apparecchi della vita \'egetativa. ~on suda mai alle mani, nè al collo : soda pochissimo alla faccia . .J namnesi ed l'tioki!Jia. -' on è possibiile ricercarne p:li antecedemi ereditarii. percht• IÌ.!lia d'ignoti . ~el l'infanzia e nell'adolesrenza non ricorda a>ere a' nto altra malattia che unn lel(gera leucorrea sofferta all'età di anni H, quando ancora non aveva subito alcu~ contatto sessualf.. fu mestruata per la prima volta all'eta di anni l o e da allora io poi le sue mestruazioni sono sempre state normali per qualità e per qunntilà. A sedici anni ebbe una lìglia. nata a termine e vitale. Ha abitato Jno:thi asciulli. . i è alimeorata bene. Ha bevoto moderatamente Yino, ma non ba fatto uso di liquori. Si è esposta alle cause reumatizzanli . ~on è mai stala con-
\LLO STUDIO DELLA SCURODACT l.ITE
903
tagiata di malauie -çeneree. nì· stfìlniche. Ha fallo lungo o:<t di ioduri per l'affezione presente. Hiferi,ce l'mizio dell'attuale malallia all'età di ;?O anni e ne attrihuisce la causa ad un forte patema d'animo {paura). ~ el tessuto periungneale di un dito della ru?no destra apparre un piccolo punto nero ~ul 4uale avvertiva foiti dolori sta !'pontanei che prorocati colla pressione; dopo pochi gJOrni, staccatosi come un piccolo cencio e fuoriu~cito un po' tli siero purulento, rimase una ulcereua che si deterse lentamente. Il dito non era cianotico e l'tD!erma assicura formal mente di non aver~;: aV\'ertito intormentimento, nè il fenomt\nol del dito morto. ma solo i dolori accennnti di ~opra. Lo stesso processo si manifestò quasi contempora· neamente nelle altre dita del! t stessa mano e dell'altra, e l'inferma ne t·isentiva cosi lieve distudJo ed annetteva tanta pora importanza a tali fatti elle non ricorda io qual dito s'miziò il processo e con che ordine furono gli altri succe•i,amente colpiti. Tali punti necrotici furono i soli falli morhosi di cui l'inferma i accorse nelle sue dita. lodi •Jueste si a~sottigliarono ed accorciarono. assumendo la forma e la po~i zione alluali, tanto lentamente che l'inferma non S:l ne a,~vide e anche oggi non ha, per cosi dire, conscienza che le sue dita sieno mutilate. Al'severa però che dalle ul· cerette non si sono mai eliminati dei pezzi d'osso e che non ba mai subito incisioni o altre operazioni chirurgiche. )J entre talt fatti si s\·olgeçano nelle ememità superiori, ~.rea sette anni or ·o no cominciò a soffrire debolezza negli arti inferiori e poco dopo appane sul dor~o del piede si· DJstro una ulcera grande quanto una moneta da due lire, indolente, e che l'inferma non sa bene riferire come sia :-;orta. Nega però di aver sofferto dolori in quell'arLo e di nvet· notato chiane brune (gangrenose) sulla sede dell'ulcera
90~·
CONTHIBUZION.E CLINICA
prima che qne::tn apparisse. Dopo circa un anno di l.'nra l'ulcera cicatrizzo. Frallltrllo una ulcera simile si presentò in un punro \'Orl'ispondente dell'altro piede e malgrado da parecchi medici ..i .-ieno e=-perimentati i più "ar·1i metodi di cura. l'ukera per"'ste e non accenna a guari;.done. f;.~I/I}U o!JIJÙ'tiÌ ro. floona di l"f;!OJare sviluppO scheletrico. ~o n ha vnrici. n(• ~hiando!e in~orgate: non presenta akuM manife~tazione o reliqoato di sililide o di scrofolu. ·n è leggero ~trahismo divergente all'occhio sini:;Lro. strabismo che l'inferma as:-erisce e:;sere congenito. La temperatura sia generale che lol.'ale è normale. All'e$ame particolare delle varie regioni cutanee si osserva quanto segue: TN>Ia. l capelli sono rari, r,orti e molto ruvidi. Il viso ta qualche cosa che colpi~ce a prima vista. La pelle ne è rossa splendente e da tre anni vi si trovano disseminati dei punti di colorito piit oscuro che sulle gote hanno i caralleri delle macchie emorr·agiche (petecchie) e sul naso sono più l'ilevate (vere papole}. Snlla fronte ,.i è qualche ruga ma pe1· il resto della faccia la pelle non si pcò sol· levare in pliche eù è papiracea. spe:'sa e come distesa specialmente sul na.so che appare affilato. Le pinne del naso e le labhra ~ono assotti~li;~te e gli orificii corrispondenti ri;;trelll. l denti :;ono alterat i e ne mancano due incisivi e alcuni molari. La lingua ~ leg:.!ermente atrofica. Collo. È un po' riJXido e sollevando il capo si os,-er~ano nella regione posteriore dei cordoni duri. te-i come briglie cicatriziali. La pelle ne t'> spes:;a. ruvida. consistente come una pergamena e di colorito oscuro e i muscoli sono discretamente atrofìd. Toraci'. l tegumenti sono meno alterati che nel collo ed ancora cedevoli ; vi è atrofia nei moscoli largh r. ..4tldome. \i si osservano le strie atrofiche della gravidanza, ma niente altro di notevole. Arti supt-t·iori. Le braccia e
AI.LO STUOlO DEI.LA SCLERODACTII,lTE
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~li a,·ambracci hanno pelle normale. adipe "ottocutaneo scar.-o e ~viluppo muscolare deficiente. Le mani sono pìccole come manine di fanciulla e appaiono come mutilate. I.e eminenze tenare e ipotenare sono spianate. la re~ione palmare le~l!ermente retratta. La pelle ne è profondamente. alterata: è di color arde,.ia. dura. tesa e come incollata 5 ui tessuti souo:aanti da cui non si può sollerare io pliehe. Le pieghe cutanee sono ,comparse e 'i e a:-senza dei peli. 1 mu~~~oli :.ono molto atrofici. Le esu·emita digitali sono appuntate e n :.i notano cicatrici puntiformi, biancastre. appena percettiLili in mezzo a! tessuto selerotico; negli iotliei mancano le unt!hie e il nuovo polpasLt·ello i: fatto da te5suto cicatriziale. ~ella mano desl~a , nelle prime tre dita. mancano interamente le ultime falangi o nel secondo anche metit della falangina: nel quarto dito manca solo una piccola parte della falangetta. ~el primo dito vi è un accenno di un~hia e nel quarto un'nnghietta rudimentale: nel secondo e terzo mancano le unghie. Nella mano si nistra le !":'ioni sono un po' meno pronunziate: nel primo. terzo e quarto dito manca una buona parte della terza falan~e e '' sono unghie alterate e rudimentali. ~eli' indice manca tutta la terza falange e l'unghia. ull' anulare nel te suto periungneaie si •ede un punto nero come di ~angrena secca, della grandezza di un acino di mi,dio. dolente alla pres,ione, che secondo l'inferma è simile a quelli che hanno iniziato la malattia e si sono S\"Oiti nelle varie dita . .Xelle due mani i mignoli sono as~ouigli ati, ma non hanno subito alcun accorciamento; hanno le unghie alterate e conformate ad artiglio. Essi sono nella posizione di flessione delle due ultime falangi sulla prima, Oe3sione più notevole nella mano destra e dovuta a contrattura dei muscoli relativi piit che a retmzione del del'ma . .irti inferiori. Sulle coscie e sulle
906
CO:\T 8IllUZIO:'iE CLI"'\ICA
gambe la pelle ha aspetto e colorito normali, il paonicolo adiposo è scarso ed i muscoli sono flaccidi. Le szambe dal terzo inferiore in giu ed i pìeJi sono ingrossati simmetncamente dai due lati : sembrano due cilindri che si continuano immediatamente, senza la insellatura del collo, coi pieda. 1l cui dorso è mollo rilevato e si va appianando ver;;o le dita che sono normali. Tale ingrossamento è prodolio da un notevole edema duro, più pronunziato colle regioni dor:<ali. L·\ pelle specialmente sui piedi è di colorito roseo, tesa, liscia. splendente, sottilissima, si ulcera colla piu grande facilitit ed è aderente ai tesc:uti sottoposti. Le dita sono leggermente de\·iate verso il loro margine interno. Sul piede sinistro nella regione pedidia si nota una cicatrice dura , r·etratta. ipercromica. Nella regione omologa dell'<~llro piede vi è un'ulcera cronica con fondo callo-o e fornito di scarsi bottoncini carnosi rosei, con margini dentellati e corrosi. ~rande come una moneta da cinque lire e circondata da un alone eczematoso. L'apparecchio ga-~tro-enterico il respiratorio e l'a r(l·gt'nitab• sono normali. ~iente di noterole alresame dell'urina. Si8tl'l/la nertO.Yl>. Diminuzione del Tisus nell'occhio sinistro che. come si è dello, è strabo. Gli altri sensi specifici sono normali. La sensillilità tattile. termica e dolorifica è normale su tulle le regioni del corpo, tranne sulla pianta dei piedi, jo ~ui vi è le~gen ipere~tesia. Il senso dello spazio t! normale i riflessi rolulei sono integri e cosi pure i cutanei. ~oo VI è all'un punto doloroso nel decorso dei grossi nervi, nè sulla spina dorsale, ni• alcuna stimmala isterica. All'esame della motilitiì si ha quanlo segne: all'inferma J'iesce difficile corrugare la fronte ed impossibile arricciare il naso. Il movimento di lateralitil., della Le~ta è limitato. I movimenti degli occhi sono sinergici e si eseguono bene in tutte le direzioni,
ALLO STUDIO DBLL•.\ SCLERODACTlLITE
907
e-:cetto che l'O. S. non può eseg•tire un movimento di rotazione 'er'o l'interno cbe olt:-epassi la linea mediana ~elle mnu1 si eseguono bene i movimenti delle articolazioni metacarpo falan~ee. I movimenti inv~ ce delle articolazioni intet·falau)!ee delle prime qtratLro dita sono limitatissimi e quasi del tutto aboliti percbe le dita ~ono rigide e come di cartone per 1'1,;pe$~im ento e la tensione della cute; però le articolazioni rispettive sembrano iote~re. ~ei mignoli per lo contrar o non ~ono possibili nè i mo,·imenti attivi nè i passi,·i perchè si è formata una vera anchilosi os~ea Il disturbo funzronale delle mani è considerevolissi mo: queste non possono rJ uasi servire per nesso n uso deJl;, vita, poichè dei movimenti solo quello di preen3io-ne è con5ervato ed anch'esso non si compie completamente. Nel c:1romi no la donna trascina le le gambe e sopratutto Lo scendere le scale le riesce molesto; cio i• in ~nm parte dovuto alla pesantezza ch'ella avverte alle e,tremitil inferiori per l'ingrossamento di e·se e vi concorre 50\o in piccola parte la aumentala seo ibil!tit della pianta dei piedi. La forza è molto diminuita nelle mani, poco negli arti inferiori. · l.'t>.wune elettrico per mancanza degli apparecchi opportuni non si è potuto praticare che colla sola corrente faradica e si è notata una lieve diminuzione dell'eccitah•litit elettrica ,in dei nervi che dei muscol i. Diagnos1. I\iasso!fiendo i dati più importanti di questa storia clinica. si ·tratta d' una donna che da un veolennio soiTI·e un lentissimo processo ~clerotico alla cote delle mani, per cui queste, conservando integra la sensibil itil , si sono raggrinzate e le dita si sono accorciale ed oggi sembra sieno state amputale. Oltre- ciò l'inferma da tre anni ptesenta atrofia della cute delh faccia e del collo. Tuli lesioni sono
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CO'ìTRIBUZfO~t;
CI.ISTCA
cosi carallerì:otiche che autorizzano la diagnosi diretta di srlerod~ctilite. Di duhhi.t rnterpreta7.ione sono in,ece le le:-ioni degli arti inferiori: sono manifeHazioni del'la stessa affezione o sono le:sio01 dt di1ersa natura~ in allre parole :;i traua anche qui dr un proce~•o ~clerotico o di una semplice con comitanza di un altro morbo~ L'edema duro, l'assoluta ;'immeu·ia delle ulcerazioni sui due piedi, la deviazione delle dita all'interno in no so,!!gello che ha lesioni sclerodermiche tanto pronunziate alle mani ed al viso. formano tale un complesso stotomalico da giustificare la didgnosi di sclerodactilite allo stadio iperplastico. Ed iovero quale ahra affezione avrebbe potuto produrre le lesioni che si t•"senano attualmente nelle mani? Due ole malattie possono mettersi in di~cn.ssione cioè la malattia del ~rorvan e la gaogr·eoa simmetrica. Per la prima (l) manca la anal~esia e la dis>:ociaziooe della sen:>ibilitil. l'inferma non ha mai nvuto paterecci clte del resto avrebbero lasciato cicatrici deformi e profonde assai differenti da quelle che ~i os~et'\'ano nella farrup-gia e 'i é la simmetria cb e non si riscontra co~i perfetta nel moriJo del ~l orvan . ~eaoche la gangrena :oimmetricil, alla quale spesso si associa la sclerosi della cute. avrebbe potuto produrre le lesioni o::.~ervale ntlle dita. In quesl'alfezione le falangi si eliminano a grossi frammenti e non per riassorbimenlo come è avvenuto nel nostro caso. e se anche dall'a nomoesi non fossimo certi che giammai :1lenn pezzo d'osso ·ia fuoriuscito dalle piccole ulcerì cutanee. pure l'a"petlo attuale dimostrrrehbe che non . i• avvenuto alcun processo di gn ngrena. Ed
(L} Ci che dJclamo per la malattia del ~!orvarr (patereCCJ nuostesicij s' .ntonde anche fh'l' la. siriogomlelia, di coi Sèl'OtHIO le vedute pitt recenti quella non sarebbe chè una forma din1n
ALLO STU1ll0 OEI.J•. \ SCLEHOU.\CTII.ITE
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ion:ro nella ~an;rrena an-eneodo rehminaz,one per tolta la 5 e:~.inne Ùt un membro, insieme alla perdit.t della falange vi ~areld1r In scomparsa delleuo ungueale e qnindi dell'unghia, m»ntl't:! nella no~ll·a iuferma io tulle le ùita. in ;ui e.:.i-.te un "t!51lÌun nnche minimG della terz:t falan;:e. vi è l'uo,.:1a. Inoltre la gangrena simmetrica secondo Fraen11.el ed nitrì ,·. dovuta a due ordini di causa : 1° dtstu•·bi di mestruazione: 3~ vizii or.!alli' i di cuore: e poichè l'inferma ha del tollo normali le fuuziooi circolatoria e me~tru.de, anche il criteriO etiologico starebbe contro la diagnosi di gangrena. Le lesioni del viso e del collo sono cosi classi.:he che non potre!Jhero essere date da altra malattia. Per gli arti inferiori ioline. escludendo l'edema mecca~iro e discrasico, non potrebbe me•tersi in di~cussiooP. che l'elef,lnlia.>i, alle cui alterazioni le attuali :;ono molto ·imlil. Però ·ia un lato la grande rarita dell'elefanti:bi contemporaneamente nei due arti ~ la mancanza di e1·esipcla e d'ogni altt•o momento causale proprio dell'elefantiasi: e d'altra patte Ja l~viazio ne delle dita, la simmetria sia èell'ingros~amento deUe gambe e dei piedi che delle ulcerazioni e sopratuuo la presenza delle lesioni del viso e delle mani sono caratleri sullicienti per :,:iudicar·e essere tutti i falli morbosi do>uti ad una sola aiTezione. la quale nelle e~tremilà -.uperiori è già al periodo atrofico, mentre nelle inferiori è ancora all'iperplastico. Sia dunque pet· via dirella che per esclusione non ci :;embra dubbia la diagnosi di sclerodactilite. 111. ~ella nostra ~toria predominano le Je,ioni delle mani che
sono le più antiche ed avanzate; ad esse si t'~ ~uccessiva mente e dopo molto tempo accoppiata la sclerodermia degli
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CO~TRlBUZlO~f: CU~ICA
arti inferiori che é ancora allo stadio edematoso ed i ndi la scferodermia del ,-iso e del collo che è già allo stadio atrofico. E rile~genùo ~li al1r-i casi di sclerodactilite finora pubblicati. si trovn che nella mapgior parte di essi alle lesioni sclerotiche Jelle dita ,j associavano chinze sclerodermiche in altre regioni. l'o to ciò. è piu conveniente chiamare tale complesso sintomatico sclerodactilite che rigorosamente indicherebbe la sclerosi delle sole dita o dovrebbe invece preferirsi la denominazione generale di sclerodermia che comprenderebbe tutte le m:mifesl;lzioni morbose? In altre parole merita la sclerodactilite di essere separata dalla sclerodermia e costituire un'entità morbosa distinta da q1:1est'ultima ~ A noi pare di si poichè le due malattie) sebbene abbiano un sostrato comune, diiTedscono solto l'aspetto clinico per il decor ·o e l'intensità delle lesioni e dal lato anatomico per i tessuti colpiti. Ed in effeui nella sclerodactilile il processo s'ini1.ia nelle estremità digitnli e dopo un certo tempo, sovente lungo, può estendersi ad altre regioni, rimanendo però prev:.tenti nel quadro sintomatico le lesioni delle dita; nella :;clerodermia invece il processo principia ordinariamente in altri punti e por estendendl)si alle diLa non le colp.sce cosi inLensamente come nella sclerodactilite. In quest'ultima la simmetria è nssoluta come nel nostro caso in cui le lesioni sono perfettamente simmetriche sebbene piu pronunziate nel lato deslro; la sclerodermia si presenta spesso non sirnmetricameoLe. In quanto all'anatomia patologica infine, sebbene le lesioni sieoo identiche nei due morbi, pure nella sclerod~clilite si trovano anche lesioni ossee, cbe secondo Yerneuil e Lagrange consistono in una rarefazione del tessuto con ingrandimento dei canali tr·aver~iaoi che si presentano ripieni di cellule embrionali e goccioline di adipe.
ATTO STCDIO OEI.L\
SCLERODACTILIT.E
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lY. ~oo i• nostro intendimento scriYere una monografia della sclerodactilite sopra un solo caso, limiteremo perciò il nostro còmpito a farne uno studio clinico, per quanto ci é possibile completo. e ci contenteremo di accennare dell'anatomia, sintomatologia, etiologia, patogenesi e cura ~oltanto ciò cbe p<>5~a riguardare il nostro caso {l). L'aiTez•one s'inizia nelle dita dt!lle mani e si S\'Oige io due periodi di~tinti. :Xel primo Yi è 1umefazione delle dita e della mano, dovuta non solo ad edema, ma ad tma vera iperplasia del coonellivo con lesione delle tuniche vasali e resLringimeolO del lo1·o lume. lo questo periodo, se non si associa )'asfissia locale, J' infermo a Herte dei dolori per la COmpressione de1 fìleui nervosi prodotta dal te5suto neoformato e disturbo della funzionalità delle dita per l'ingrossamento di esse. • La malallia può regredire sino :~Ila completa re~titutio ad intfgrurn, ma d i :'O! ;to pas:;a nel 2° periodo. Questo è carallerizzato rlall'atrolia che colpisce prima la cute e poi i tessuti soltostanti. Come nella cirrosi del fegato, il conneuivo iperplastico si organizza e si trasforma in tessuto fibroso. La pelle si rag~rinza e appare come incollata sui tessuti sottoposti. Restrin · ~endosi il letto ungneale, l'unghia s'impir.colisce e s'incurva nd artiglio, però permane sino a cbe una porzione anche piccola del letto persiste. L'atrofia non s'arresta alla cule, ma colpi~ce i muscoli e le falans.ti. Queste si atrofizzano e si rias-
{l) Pt.'r la medesima ragione traseurlr.uno Ili riportare la bibliografia di questo argomento la !Jnalc del resto si trovt~ In tutti l trattati di mataLUe cutanee a propo~ilo dell:l ~clerodermia.
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sorb1,;cono sino a scomparire del tollo. Per lo più non :-i ossernl alcun ft!nttmt!no di ganl!rena. ma talvolt:L come nel no~tro caso. per J'ic:pe:;simento delle pareti. qualche piccola arteria cutant'a ,; re=-tr10~e e :.i occlude e si ha un punto limitato di :;!an:.:rena secca. Dopo le mani e non costantemente l'affezione si manifesta ne1 piedi o in altre regioni. La durata dei due periodi non ,, co5tante e nel no~tro ca-o il p1·imo di essi nelle mani se non è alfallo mancato. è stato bre,••ssimo e di ltere entità e co~1 pure nel viso e nel r.ollo. mentre nei piedi di esso persiiòte da più di sette anni e non accenna ancora a passare nel secondo. L'etiologia i> nel no~tro ca$o oscura come in quelli fi nora pubblicati. Ci ò stata invcro una fone emozione e Mppiamo che il Giaoootti ha ritenuto che le cause psichiche colpendo i centri nervosi trolict determinerebbero una diminuzione della loro influenza s11i te~suti cu tanei, ma non siamo, a dtr vero. molto propens1 ad nccellare sen1a restrizione que·t'ipotes• eh~> non i• confortata da alcuna prova di fatto. poichè riesce dinicile comprendere come una cawa così frequente provochi laiYolta una malallia così rara, d·allra parte come essendo di azione co~ì rapida. possa dar luogo a disturbi ài co:-i lunga durata e d• tale entilà . lotorno alla pato~ene~i vi sono minori disrrepanze. Tranne alcuni che accennano ad una natura infeuiva della malattia, la maggi or parte degli autori ne ammelle l'origine nervosa . Tale opinione si ba•a sopratulto nella perfetta simmetri:: delle lesioni nei due lali del corpo, e secondariamente soll'accompa~nar:;i a ;;i utomi nervosi come vomito, lipotimia, disturbi vaso· motori e nella ma~gior frequenza nelle donne. .\ parer nost1·o un'al tra ragione, non accennata da altri, in favore della patogencsi nervosa consiste nelle paralisi mu-
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~colari con c:onse~nente contr.tllura degli antagonisti, che si
man 1festano prima che le dita sieno colpite dall'atrofia c che ci 5embr:wu precedere ed essere indipendenti dalle lesioni arterio~e. :\!.!Ila FarrUJ.!J?ia le dita del piede sono perfeLl;lmente norm;:li in quaoto a nutrizione. eppure sono devHlle, e anche nelle mani la lle.~sione dei mignoli l> prodotta dalla contr;.llllr.l mus,.olare per paralisi d<!pl1 esteoc:ori più cue dal raggrinzamento della cute. Que~ta opinione noo ~ stata aocor.1 confermata analomicament~. l.llnrcot e Lu~·;; io un caso di :-clero•ìermia rinvennero lese le corna gri;.:ie del midollo spinale e allungato, ma questa osser\',l?.ione è t·irnosta isol1.ta e in tuui gli altri casi conosciuti non ,..j sono ancora rinvenute lesioni del sistema nervoso tali da darci ragione di Lutto d processo morboso, poicbè le lesioni dei nervi periferei che. si riscontrano in O)!Oi autopsia debhono cou,;iderar:\i come secondarie. ~on c'è alcnn fatto che giustifichi la natura microhica della sderodawlite. ni• d'alt ra parte l'assenza di le~ioni apprezzabili ne1 centri nervosi può e5:.ere una r•1gione sufficiente per ritenerla una malattia idiopatica dell:1 pelle, poiché anche di altre malattie indubbiamente nen·o~e non conosciamo le alterazioni: ammettiamo quindi come la più verosimile l'origine nerrtJ-a. Sttbilito ciò. ~i tratLa di un·1 trof•)nenrosi e di soli disturbi vasomotori ~Certamente la teoria vasomotoria pura {Tulpian) non si può oggi accogliere poichè in ogni sezione si 3ono ritrovate gra\1 altetaziooi vlls,li (cndoarteriti. mesoarteriti e periarteriti lihrose, endofiebiti cutanee). Secondo il Diuklea tali alterazioni sarebbero primitive e costituirebbero la base della malauia: ciò però non ci sembra probabile sia per la loro esatta simmetrin. sia perchè lesioni perfellamente simili si riscontrano nella gangrena simmetrica e dì1nno luogo a fatti 58
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CO\ l RIBUZIO~E CLI\lL.\
d'indole diversa: perctò secondo noi le lesioni 'asaJi sono in rlip~:ndenza di alterazioni a noi i~mote dei centri trofici e la malallia i· una distrofia d'origine nervosa. La pro~oosi fJttOad ralrtudinem è dubhia . La affezione si può anes1are al primo stadio e regredire· sino a completa guarigione: <:e però è gtit passata al periodo atrofico la prognosi e assolutamente inf.tust:J perchè non si può riformare cio che è stato distrutto. Per la cura sono stati indicati varì rimedi. tra cui i più raccomandati sono l'elellricilil e l!li iodici. Erb ha riferito di a\ere olleouto la guarigione io un caso di sclerodactilite mediante l'eletlricita. ~ oi non ah biamo avuto opportunità di sperimentare questo metodo di cura; la noi\lra iofenna non ha fallo cura che di iodmi , dai quali, sebbene no avesse fatlo lungo uso, non ha almeno appnrentemente ricavato alcun giovamento.
La sclerodactilite si accoppia spesso all'asfìs ia locale, come pure nella !.!angrena simmetrica alle lesioni sclerotiche de!la cute: in quale rapporto stanno queste forme cliniche! Il Re~ naud avvicinò que-sti stati morbosi e fece rientrare nel quadro dell'asfissia e gan ~rena si.mmetriche lesioni appartenenti strettamente alla sclerodactilite. Dopo descritti i si ntomi dell'a.,fissia locale, egli aggiunge: « J;)opo lun~o lempo ,;i possono a1"ere disturbi di nutrizione molto notevoli; cosi sop•·aggiuoge un indurimeoto della cute paragonabile allo scleroma, che wvade le dita e il dorso delle . mani. Sulle dita é impos:;ibile sollevare la pelle in pliche, tanto
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CLEROO.\ CTILllE
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~he ._j direhbe un pezzo d1cartone e ·ul dorso è anche dilli cile
di fare .;correre la cute sui tessuti sottostanti. » p0 ,renormente Gras:>et, Sha\\ ed alL1 i ammisero l' identità di que,te malattie e credelleru che il morbo del Reyoaud (aslis:;Ja loc tle .:on gangrena simmetrica) non fosse che una fase della ,-derodactilite che non rag~iunga il completo srilu pptJ. Secondo il nostro modo di 'edere certamente l:t 'malattia .del ltevnaud e la scleroda~ tilile si presentano l'una accanto .all'altra e ' i è tra loro un'allinità clinica molto stretta; però riteniamo che, anche se la pato)!enesi do'"esse avvicinare iiem pr~ piti. e persino riun ire queste rorrue morbo e io un identico ne,;:-o causale, esse clinicamente rimarranno distinte -eoroe lo ~on o anatomicamente. E quando nuovi easi di sclerodurtilite S!ll'anno pubblicati e si av1·à uo materiale suiJi.eiente. c;aranno meglii1 chiariti i ca1·atteri differenziali rol roorho ,!el lle~ oaud e si potrà a !'$e~nnre a ciascuna di que~ te ~lfezion i il po~to che le spella. Coli~ annali cognizioni noi inLendiamo nel se:mente modo ~l rapporw tra le due malattie : l.a sincope locale e l' asfissia locale che, secondo gli autori france:;i, formano il primo e secondo stadio della roallutia del Heynaud e precedono costantemente la gangrena simmetrica (terzo sladio), i presentano spesso nei casi di sclerlldactilitc. Cosi nella maggior parte delle storie clinicbe -si accenna al colorito violaceo della cute, alle caratteri5Liche parestes1e. ai disturbi di calorificazioni e ad altri sintomi pertinen11 strettamente alla sincope ed asfissia locali. ~oo si trorano però nella sclerodactilite le lesioni ~angren~e proprie della walallia del Reynand, ne d'altra parte io questa si è mai ~ s serra ta l'atrofia e il riassorbimento delle falangi cbe avven.gono nella sclerodactilite. In questa il processo sembra che
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CO~TIIIBUZJO.NE CU~IC.\
s'inizi dal letto un,meale e la scomparsa dell'osso anieoe molto lentamente per ria~sorhimento, senza eJim\nazinne di frammenti. nt• grand i cicatrici residuali. La costante permanenza. dell'uughin ~rnando quasi tuth la fala ngeLta ~ di~truua dimo:olr.l senza alcun dubbio che la scomparsa dell'osso è av~eouta per rin~~orbimemo e per retrazione de1 tessuti e-terni sopra dr esso. laddore nella gangrena tJnando sr è eliminato un segmento di dito, il nuovo polpastrello t' formato da grossP. ed informi masse cicatriziali con a ·senza completa dell'unghia. Nè la necrosi puntiforme, che qualche volta (come nel nostro caso) si os,-erva, è da para~ooare al processo gangreno.-o che produce rilevanti mutilazioni nella malauin del Ile~ naud ed abbiamo già visto quale valore bi sogna assego:u·le. Brevemen te dunque, la scle•·odactilite e la malattia del J\eynaud possono avere un primo periodo di disturbi principalmente vasomotori comune, differiscono però e~senzial mentf' per le lesioni ulteriori. TI nostro caso considerato sotto questo riguardo presenta uo certo interesse, poichè dall'anamnesi e dall'esame r~nzi o nale si sa che nelle dita delle mani, e nel tronco le l~si oni sclerodactiliche non furono precedute nè accompagnale da "iotomi di sincope o di aslìssia locali. lovero l' inferma non ba mai sofferto .alle dita delle mani seo ·o di freddo o di torpore, con diminuzione di sensibilità, né alcuno di quelli acces~i di congelazione (per usare la bella espressione del Re) nard) che furono detti sincope locale. Ella assicura anche che le dita delle mani non furono mai tumide, il r he denoterebbe che il periodo edematoso fu poco pronunziato e passò inosservato all'inferma. Anche nel collo non troviamo nello anamnesi e nello stato auoale alcun sintomo che possa atlrihuirsi all'asfissia.
ALLO STt;OIO DELL.\ SCl,ERODACTIUTE
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\ella faccia però abbiamo disturbi vasomNori simili a quellt c:hc suoi produrre l'asfissia e il sol(l carallere differenziale potr el•be es::ere ttue::.to che l'asfissia colpisce le parti p111 prominenti come lP orecchie e il lobnlo del naso, mentre nel l'a::o in discu,sione le parti arreue dai deui disturbi sono le ~ote e ti dorso del naso. Inline negli arti inferiori non !ro.,.inmo alcun sintomo che non ,-ia proprio della sclerodactilite e le ulcerazioni croniche debhouo intendersi prodotte da diminuita influenza trofica asso,·iata a cause locali si milmente a ciò che avviene nel piede tabetico. 1° ~iugno 1892.
RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERt
RI\ TISTA
~1EDIOA
Metodo aempWloato di cUagnosri batterlologioa dell& dUterlte. - SAKHAROFF.- (Annales der!nscitw Pasteur ,
giugno 1A92 . Mirando al gr•ande valore pratico che può avere una diagnosi sicura o presta della malattia, sia dal punto ùi vista profllattico, che du quello curativo e prognostico, l'A. s'é studiato di sempllflcar•e i metodi di ricerca finora adottati, i quali o davano risultati iucer•ti o troppo ritardati, cosi l'esame microscopico delle false membrane e la cultura in sie1·o di sangue coagulato. Dopo varii tentativi il bianco d'uovo cotto avrebbe risposto ai desiderri dell'A. In esso, dopo 24 ore, alla temperatura di 35'-40-, si sviluppa una serie di colonie piccole, tonde, tacih a riconoscerai dalla loro forma con>es__o;a e dal loro ombreglriamento ceratleristico. Esse sono mPno bianche del fondo sul quale si s-.olgono, poco trasparenti, e il loro colore, al 12° gior no, volge al !!'iallo- rossastro o prende delle tinte chiare. Innestando nel bianco d'uovo piccole particeJle di sputi o di urina putrefatta si ottengono colonie più rare e più tardive che non dal bacillo dirterico. Questo mezzo risponde dunque meglio agli usi della medicina pratica. Il metodo di operazione é il seguente: Di un uovo fresco ben cotto si asporta con precauzione il guscio avvertendo di toccare il meno poss1bile con le dita il bianco. Con un coltello sterilizzato alla fi amma se ne tagliano dei pezzi
RIVISTA liEOlCA
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oblunghi che si trasportano in tubi slerilizzt~li nel cui fondo si sartt a,·ul.il la prc>cauzione di ,.~>rsare qul:llche !.fOccia d'acqua bollilA per impedire che dissecchi la superficie riell'albumina, la quale però non dovrà essere umtda. LI! parlicelle Ji false membraue VI!Of'tOIIO su di e~sa dissetm• dk nella maniera ordinaria in ~tr·ìe purollele per mezzo dr u" Ilio o dPIIII spatola di platino. Dopo 2~ ore, alla lf'mperatur~t dr 35·-~, si r iscontrano, nei cac:;i di diner·ite, Jelle pic•~ol colouie. i cui bacrlli hanno spesso forme più caralleristic te che non negli altri mezzi di cultura: le dtll'erenze di colornzione vi sono più spiccate, e col.'i gli allrr caratteri spe••ifci, fatto COntrollatO J a ll'esperienza, gÌRC~:bè l' ÌIIOCulazione coufèrma che !;'Otto di\'ersi a~petl1 è o;empre il micror~tl'lni"mo delln difterite che si riscontra. Pertanto l'A. conclude che. se non conviene in o~ni caso sostituire qneslo metodo a quello di cultura nel ~ier·o del • sangue, in cui il bacillo difterico cresce assa1 facilmente, esso e di certo giovevole s opratullo ndla p ratica per la facilita eh~ «i può avere di trova•·e da per lullo ~imilt> mezzo d cultura.
R. M ..\ BoYo.- Alcune recenti vedute aulla. febbre tt.toide e sali& su& oura_- (The Lancel, marzo i 921.
'\t>l 1880 Koch ed E berlh scoprirono quasi simultaneamente nelle ntest.na, nelle ghiandole mel'enleriche, nei ltn(Altci e specialmente nella milza dei morti per febbre enterr~a un bacillo, il quale in certe stagioni ed in ce1·te alteraziOni della normale r8!;'isteuza degl'individui, daYa orilrlne ad un acuto proce.,.so inrell•vo, inlìltranJo il tessuto aJeuoiJe ed i Jmfalici Jdl'inlPl'tino, e si sviluppava la febbre eù i feuoment che si designano sotto il nome di febbre tiroide o febbre enterica. Koch r·iesci ad isolare questo bacillo su lamine di #telaLioa, lllfl da questa cultura non sr polé riprodurre la malallia per inoculazione. Bisogna però riflettere che questo bacillo ba una vita aerobica eJ una vita anerobica, quindi può essere innocuo nella prima condizioM rd infeltl\'0 nelln
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seconda, quando cioè v1ve nel renate alimentare, quando la resistenza vit.ale dei te~suli put'l pe1· qualche ragione essere alterala. Gaffky ci ha fatto sapere che quPsto è uno Je1 pochi bacilli che s• ~viloppano liberamente nell'acqua,' che cr·e;;cono abbondantemente nel !alle, e~li lo he tr·ovato nel c;uolo permeab•le all'aCi]UO, (• Io ha colt1vato in lutti i ltqutdl albuminoidi, lo ha trovato più abbondante m questi mezzi di cultura nFIJ'autunno che nelle altre stagioni, fallo di molta importanza. Si potrebbe domandare perché, se questo bac11lo é così frequentemente pt·~!'ente nell'acqua e nei cibi. noi non siamo 1 resi Ja febbre tiroide a tutte le epotbe ed a lull·! le stagioni con maf{a:ior facili la di IJUello c-he realmente arca da? Ma il diplococco di Fraenkel •! pure sempre pre..ente nella nostr.a "aliva. i microco~hi della suppurazione circondano la nostra vile, e noi non tanlo facilmeute andit~mo soggetti alla polmonile ed alle suppurl!Zioni. Perché bacilli e micrococchi sono innocui anche se penetrati nel sangue e nei tessuti, '>e la resistenza vitale dei tessuti non é scemata per qualche l ~>sione funzionale od or~anica, mentre che essi trovano un adatto ter·reno di ttccr f"scimenlo e moltiplicazione nei tessuti indeboliti. Questa loro moltiplicazione, e la fo rmazione do1 lor•o prodotti chim1ci, sono la ,-era ca~ione del danno che si effetlua nell'organismo. Il prof. Kocher di BP.rnA procurando sperimenltllmente delle dislruz1oni di tf>ssuti molli e di osl'a col fe rro rovente, non potè produrre seltiche infiammazioni negli tmimali sani. ma abbassando le vitalità di essi col nutrirli di materie putride, e lasciando entrare nel lor o sangue dei mirrococchi settici, riesci finalmente a d oUenct·e una selli•:ernia. L'end()cardite sellics sorge dallo streplococco o dallo sletìlococco penetrato nel sa ngue per causa accidentale, il quale s1 annida po1 nell'endocardio infiammato od in una valvola alteratA. ed il cbimico pr odotto del suo accrescimento sr mette poi in circola7.iOnP, e danneggia altri organi. 11 germe delle febbrl) tiroide, come Lutti gli altr'i germi seL-
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tici. · innocua finché ~ono ,_ani i tessuti con i quali viene in contatto; altrimenti non potremmo concepire !"immunità di individui sani che costantemente l'introducono nel loro organismo con i cibi e con le bevande, o lo hanno <~ome un costante e norma le abitaLore delle loro intestma. Il hacillo d"Eberlb è ritenuto come produttor·e di tutte le lesioui inle::<lìnt~li che si manifestano nel hfo, pt-r la sua intìllra:r.ione nel l~>ssuto !!landolare; esso ct•esce piu lussureggranlcmenle, e quindi più virulento nell'autunno, Le intesLina in <JUe,.la stagiOne sono più cagionevoli, le diarree più frequeut• per le facili \'Sriazioni di temperatura fra il giorno e e la notte. com€' sono piil facili i catarri bronchiali. Murcbison osser,·a ··he il calar•·o intestinale é quasi costante pt·ecursore della febbre tiroide, onde !"autore conclude che questo catat·ro intt~stinale, prodotto dai cambiamenti atmosferici e dai cibi, come dall'assor biment.o dci prodotti chtmici dei bacilli dì Eber·lh prel'lenti in gran numero nell'intestino, indebolic:ca la resistenza vitale dei tessuti, e nella lotta fra i bacilE e !"organismo, sieuo le glandole mesenterichc queUe che soccombono, percht> dotale eli poca resistenza e di ciebole vitalità, e pePcht non più protette dagli epitelii inLestinali che conllnuamente si sfaldano e si rinnovano. Tullo ciò spi~>ga chiaramente il primo periodo della febbr-e tifoide. che dura quattordici giorni. Nel secondo periodo poi, una nuova falange di Mmici appare sulla scena, i micrococchi della suppurazione, che form a no colonie sulle escare gia formal•>, e con le loro t.oXJne producono il carattere etico della ftlbbre e dell'andamento clinico del morbo; talché l'autore e indotto a con~iderare la febbre lifoidt> come il risultato dell'azione di due specie microbicbe, il bacillo del tifo nelle primP due setlimant!, i micrococchi della suppurazione nel se'"uito della malattia. Da queste recenti nozioni batteriologiche l'autore trae la conclu<>ione che la febbre tifoide dev'esser considerala come un catarro intestinale nel suo primo esordire, come una sepsi pericolosa nel suo secondo ~tadio, e che quindi la cura debba coosi;:,tere in un'opportuna dieta, e nell'uso degli antisettici; nell'uso ùi que1 cibi liquidi che possono esstlre assorbiti dal
RIVISTA
primo lrallo intestinale senza affo.licare il secondo, nell'uso degli antisettici non con la speranza di abortire il procesM morboso quando si è svolto, ma allo scopo dr prevenire il secondo per·iodo di ~etlicemia, distruggendo i saprofitr che ten~ono dietro alla morle dei bacilli del tifo. L'antisettico che d~ve raggiunger questo scopo, deve &!lire sulle inlestrna e non sullo stomaco, la sua azione deYe HOI· gersi non solo sul contenuto intestinale, ma anche attraverso le pareti del viscere, e for~e anche sul sangue. L'autore adopera perciò la clorina in soluzione alcalina, la qu .. te induce un abbassamento di lempex-alura, rende più mite la ft!bbre, e ne abbrevia il corso a l~ o 16 grorni tutt'al più, almeno nel quar·to dei casi. È questo per ora il più oppor·luno aulr~dlico inl~ ~tinale, ma l'autore spera che il pro~resso della sci .. nzA ne additera altri più ~>ffìcaci e più sicuri.
Contributo allo studio della fllarlost. - Do L. Monv, MéJecin-mejor ttre cl. - (Reoue de chir u rnie, N. 1, 1892). La filarìosi, malattia probabilmente rnoll·• antica, ma da poco conosciuta, devesi alla presenza nell'organismo di un parassil8 d.. l genere .nlari-z, classe dei nematoidi. Le nozroni che se ne possiedono presentemente rurono acquisile in quattro perrodr priocrpali: i• D11l 1863- 65 PeLit, Verneurl, ecc. st.abiliscono che il liquido delle idroceli lattrF"inose non ha analo~ia col latte, rntt è di nalur a copeciale. 2" Yucherer al Brasile e Lewis alla Indie dimostrano che le urine cbilose sono dovute a lla pr estonza di un nemato1de embrionale circolante nel sangue ed eliminalo talvolta oeUe ul'ine. :l• PaLt·ick Mauson dimostra i rapporli eziologici tra l'emalo-chiluria e le /infangieetasie inguino- scr otali, in di· pendenza della filaria esislente nel sangue : Banckroft trova la fila r ia adulta nell'uomo. 4• Si sludra da par~>cchi l'evoluzione della fila r ia negli animali, i sintomi del suo s viluppo nell' uomo, ed i pr ocessi per scoprir·ne gli embrioni nel sangue.
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Mau,on tro'"o ed Amo~ eh~ uno dei mezzi di diffusione sono e zanzare, le femmine !'Ole, che succhiano col sangue de,.li ind1vidui effetti anche le fìlerie embrionali. e vanno a de~orre le uova ed a morire Defili sla~ni dove le giovani filarle dinmute sessuale sfug~ono riai loro cadaveri, \'1 vono qualche tempo nell'acqua e ripassano m stoguito nel tubo digerPnle di un allro ospite coll'acqua bevuta. LH ùistl'ibuzio11e delhl filaria è estesissima, si diffonde e fu "'l!znulata in tutti i paesi cAldi, fino ai 3:> o 40 ~radi dJ Iatitudin~ nord e suc.l. tanto che devesi sospeLt.are la fllariosi O!!'n• rJIIalvolla ci si trova in presenza ùi fenomeni patologici di natura male determinata su malati pl'ovenieati da climi tre'! icali; e. l ;. indubitato che più esS!I cani studiata e cono· scm'A. e piu la s i constaterà frequentemente. L'uomo ed il cane !'Ono il suo terreno di predilezione tra gli animali. In alcuna reg-ioni se ne riscontrAno diverse variela. Se nei nostri climi la malattia non si diffonde ciò é dovuto, ;;enza al<'un ùubbio, alla bassa temperatura dell'acqua, durante la più gran parte dell' anno; ma ciò nonostante l' autore constato cbe su 26 urfìciali o funzionari coloniali entralt in un anno t~ li' ospeolalo militar·e •li Val·c.le-Gn!ce, quattro. ,·aie a dire! il 15,6 per cento erano aiTetl• da t'lla•·iosi, e, lt: ucendo poi ancora un quarto di que~ti malati, che non avevano ancora soggiornato nelle colonie o solo per un tempo brevil'~imo e trascurabile, giunge alla <"Onclusione cue 1111 1ua rto circa della 1110rbidita geu~rale del personale colonutle de,,e riferirsi a questa causa, poco conosciuta ancora in Francia poicbè r autore cooressa d' averla solo riconO!'Ciuta la pr1ma volta durante l'operazione per cur a ra· di<"ale :i1 un· ernia che nou ~>sisteva. ma era costituita 1lniC~~mente dai lìnfatici dilatati. Presen tate con esauezza di p11r1Jcolar i parecchie storie di casi osservati, coi relativi esami del sangue e delle uriue, r autore si tfiiTonde ampiamente sulla f'\Oiuzione P patngen~sl della malattia. - Le nozioni !!enerali sull'evoluzione della filaria sono tuttora a ssai incomplete: si presume che penetri nel nostro organismo per· le vil:l digestive, ma ciò non c: ancora dimostrato: solo si sa chP il suo ingresso è
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inavver tilo: dove va a collocarsi? Fu trovata nell'esofago, in un linfoma scrotale, nei linfatici dilatati, nel cuo~'e sinistt·o e nelle grosse vene: ha dunque sed_e variabile, é nomade; forse delle specie a sede fissa penetrano in copia nei tessuti che occuperanno: gli embrioni, invece, si riscontrano nel sangue: si ignora il tempo necessario per l'evoluzione di una filaria, come pure se possa riprodursi sullo stesso organismo senza emigrare; è supponibile per analogia che ciò non avvenga. Questione interessante è quella di sapere cosa succede degli embrioni di filaria che non riescono ad emigrare. Myers opina che muoiano e vengano riassorbiti nella massa sanguigna; la nascita avverrebbe ogni giorno dal tramonto a mezzanotte, e gli ultimi embrioni perirebbero al lC'var del sole; opinione che non regge alla critica dei fatti. L'autore ammette invece l'opinione che questi passino nel tessuto cellulare dove muoiono, e dove il sistema linfa· tico assorbe i loro residui. Il periodo d'incubazione sembra possa esse1'e di due anr.i, senza che però se ne conosca il limite minimo, né il massimo, e non da luogo ad alcun fenomeno o disturbo: in un secondo periodo compaiono delle tumefazioni linfatiche o cellulari a sede varia, assai più frequente di tulte quellu al testicolo, che interessa tutto l'apparato testicolare, formando una massa dm'a, elastica, senza nodi induriti, e irregolarmente ovale: il testicolo c0nser va le sue proprietà fisi ologiche:· il cordone è leggiermente aumentato di volume. Queste lesioni si producono più o men-:> rapidamente con o senza febbre: si accentuano spesso con accessi dolorosi e febbrili che possono ripetersi più volle, con intervalli di riposo. In un terzo periodo compaiono cisti Iinfatiche alla s uperficie del testicolo, per'Cettibili come piccolè mass~ sessili o peduncolate1 più molli ed elastiche del parenchima circo· s tante. In pari tempo si accentua la dilatazione del cordon~, che, partendo appena al di sopra del testicolo, può giungere lentamente fino al canale inguinale, pure ad accessi, a spinte successive, che può in dati casi simulare un'ernia, un idro-
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cele acuto, un' orchite, e può talora raggiungere un vDlume enorme: allora é quasi sempre bilaterale e rimonta fino all'ilo del rene. vengono in seguito per frr.quenza le dilatazioni dei ganglii inguinali, che potrebbero simulare un'ernia crurale o delle adeniti semplici, ma sono indolenti e parzialmente riducibili, però hanno come le varici testicolari delle riacutizzazioni ad intervalli, sempre progressive esse pure. vsioni assai piu rare sono l'elefantiasi degli ar-ti inferiori 0 dello scrvto, le ulceri delle gambe, le varici.linfatiche cutanee, le lesioni oculari ed infine una serie di affezioni interne del!.: ematuria fino a pseudo febbri inlermittenti. Gn quarto periodo, che può anche sostituire il terzo, ·o confondervisi, presenta come fatto caratteristico la chiluria ed i flemmoni od infiammazioni, suppurative o no, delle varie sierose Le urine chilose non contengono filarie se non contengono sangue; si producono solo al mattìno, restando chiare le urine del giorno; e non compariscono .cht- in individui porta n Li dilatazioni allo scroto ed agli inguini. La chiluria è però molto rara. La patogenia della filariasi dovrebbe esser facilé a stabì· lirsi, eo:sendo l'agente provocatore di . grandi dirnensioni e poco o punto settico, tuttavia sono numer0se le opinioni e le ipotesi degli autori. Secon.do alcuni, le dilatazioni linfatiche sono prodotte dalle filarie. adulte che vi sÒggiornano nei vasi e nei ganglii, e li ostruiscono colla loro presenza e coi loro · pmdotti. Secondo altri; le filarie abH.ano i vasi sanguigni,_ ma gli embrioni passano nei Iinfatici durante il giorno ed irrit.an6 i gangl1i, attraversandoli ogni se-ra per ritornare nel sangue . L'autore crede clìe le filarie adultò !lOrmalmente abitino i grossi vasi sanguigni, producono uova giornalmente dal cader del sole a mezzanotte: gli embrioni .o liberi ò liberatisi prontamente didla loro capsula compaiono viva~issimi nei vasi sanguigni, e cercando .istintivamente una via verso l'esterno, si :spingono il più possibile nei capillari perfferici, da cui possono penetrare nella tromba delle zaozar.e, e pos~
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sono produrre l' ernaluria, ma la massima parte passano nel tessuto cellulare, nelle ::Herose o nei linfatici ove muoiono. vi st decompougono in modo rapido ed asettìco, eJ i loro elementi sono t·ipresi dalla lmfa come gli allri detriti. organici. Per quanto tali cot·pi degli embrioni siano amicrobici, essi po~ir,dono però delle proprietà leggiermenle piretogene che si traducono in pseudo·febbrt inteemiltenti. od in ioliammazioni locali.ad accessi, a recrudescenze successive, localizzate specialmente nei vasi o sanguigni o, particolarmente, linfatici. Sin!omatologia e diagnostico. - Esame specialmente dei sintomi chirurgici della malattia: 1"' Varici linfatiche che interessano tanto i ganglii che i tronchi o le reti linfatiche, assumono grande estensione ed invadono lutto il sistema di una regione: sede prediletta é it testi celo: in Australia sono frequenti al!a faccia. D'ordinario indolenti, con recrudescenze sub-infiammatorie ad accessi, con tegumenli integri. a ~viluppo lento, conservando la runzion6.lità dell'organo, a carattere benigno. Esse possono invadere diversi punti perfino nelle sie1•ose vicine, ed allora gli spandimenti sono o affatto chiari o lattescenti: nel primo caso polré talora u~iUzzarsi pel diagnostico la trasparenza delle parti La puntura colla siringa dJ Pravaz,. temuta dapprima siccome possibile causa di linforragia fu spesso praticata dagli inglesi senza inconvenienti. 2• Gan~lii inguinali: tumori semimolli, tanto più molli quanto più voluminosi, $Ìmulaoli le er nie, riducentisi sempre lentamente e incompld.ameote, non dànno mai strozzamento vero. 3) Manifestazione contestata e contestabile della fila riasi é l'elefantiasi: ipertrofia cronica delle varie regioni, delle membt•a e sovrat.lutto degli organi genitali. Essa rit!Onosce al certo delle cause mollo varie, ma tra queste vi é pure la filariasi. Occorre distinguere completamente le tumefazioni linfaliche intrascrot.a.li con legamenti integri, sintomo abituale della filariosi, dalla vera elefantiasi dello scrot.o che noir ne é prodotta che in certi casi.
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Il diaen•J!O'lic.:u delle lesioni fìlarìcho offre spesso gravi dif· ficolui. dal puuto di vista anatomico. Kella reg1one scrotale si dl"tin~ue dalla tubercolosi del Lesticolo per rmtegrità delJ' ep 1di Jimo, la consistenza uniforme e la funzionalità conservata del!" O l'~tmo. La dilatazione del cordone l'li distingue dall' 1drocele per la sua imperfetta riducibililà, fùrma più ìrrep:olare e tensione !:'empre minore. È più d1ffictle la distinzion"' dali" J>rnia epiplo1ca : questa è più regolare, a peduncolo r>iù ùuro con atrofia del Le!'! li colo; e Mprattullo è ooica. mentre )p rseudo- ernie sono spesso multiple o bilaterali. TI diagnostico d1 ch1lul'ia fì lar tca si fa rà per esclusione di o1wi altra causa, hHnore renale, tubercolosi; se Je urine sono anche ewatiche, il loro esa me è pressoché sempre ne~a li\·o. La bilharzia o distoma ematobio dà assai più di rrequen le moditicazioni nelle urine; ma queste si fanno emat1che fin dal pr iocipio della malattia. dànno una cistite dolorosa, e contengono nel sedillltnto numerose uo~a . A confermare la diagnosi occorrerà sempre l'esame del sangue per constatarvi la presenza degli embrioni : si dovranno cercare le fila r ie durante il giorno e durante la not te e r1cono:>cere con esattezza i caratter i e le dimensioni degli embriOni riscontrati. La r icerca l> facile; basta prendere il sangue occorrente alle numerose preparazioni dalJa puntura di un dil.o colle solite norme e cautele antisettiche: la vivacità degli embrioni Il fa :::eoprit·e con· facilità quando esistono: s i agitano as!Oai, ma non «i spostano. La sola difficollé in tali r icerche è la rarìt'l loro: la puntura coll' a~o agisce da richiamo come quella delle zanzare. quindi spesso le ultime preparazioni ne cnn ten~ono di più. Occorre l"icordare che il numero de· gh ernhriOC\1 in circolazione aumenta dal tramonto alla mezz~tnolle invariabilmente. S1 può praticare, colle debite cautele anche l'esame della linfa estratta direttamente per puntura s ottocutanea dalle ,·arìci linfa tiche: occorre allora agire rapidamente in causa della rapida coagulazione del liquido. Gh embrioni non resistono alla lenta disseccazione dei pr·eparati: cosi pure il freddo agisce prontamente s u di loro
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e 1i rende immobili. E"~• S{)IIO tra::parentt e di forma anguillulare regolare con una e~tremità ceraliDJ srnuEtsa, ed una caudale mollo affilata: r t-strem•tà cefali<;S cambta le!!· ~termenle dJ forma pf!t mO\ ime nh della EOSianza rondamen· l.ùle 11ella guaina: ve1•so la metà della Juugltezza si scorgono flue granulazioni indicanti il posto della futura cavità ccutrale. Le loro dimensioni sono da 2i0 a 340 micromillimeLrì, ossia da un terzo ad un quarto di millimetro di lunghezza, e 8 a 12 micromillimelri ù• diametro. Le filarie adulte hanno da 6 a 15 centi111etr i di lunghezza e l'aspetto di un fine tllo btanco. Mauson descrive due nuove spec1e dilìerenti O!c'servate al Cong(l: in una, r embrioue mollo analogo a quella comune si trova nel sangue di giorno e ne è assente la notte: quello della seconda t! due volte piu piccolo. a coda tronca nettamente, a testa cangiante, e lo si trova di notte e di giorno. Il trattamento. - L' i~dicazione capitale, come in tutte le infezioni bacillari consisterebbe nell'uccidere il pat·assita senza danneg~iare r ospite che lo porta: ma se ciii fosse aoclte possibile non sarebbe praticabile collA filaria. la quale morta può produrre asces~i od anche emboli io punl1 ''ttati del cen·ello: occorre avere vi<>te più moJ~ste. Le mdtca· zioni sintomaliehe SJ riferi.,cono !lll' emall')-chilul'ia, alle di· lalaz.ioni hofatiche ed al'tll ascessi oJ accidenti analoghi, quali l'idrocele chiloso. Per la ch1luria tu impiegalo il timo! dal chirurgo rna~ giore inglese Lawrie con vantaggio a 5 cent. ogni 4 ore in due periodi dì 15 giorni con un intervallo di un mese, e da Ro y l'acido benzoico a gr. l, 50 al giorno in tre volte: ma le osservazioni S<>no troppo limitate ed insufficienti per dimostrarlo. ~elle dilatazioni linratiche furono ten!ali mezzi interni e topici esterni s,·arialì, ma sempre !<enza risultato: eS!<endo lesioni che tendono ad a~gra vat•si e pro~reùtre; l'intervento chirurgico può essere indicato: t• nei casi di infiammazione: 2• nei casi che esse raggiungano un volume eccessivo ; s• nei
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casi di dolori provocati dallo sliramento che> esse df-terrrunano. Nel pruno caso il riposo e gli antillogistici rispondono bene: se si o:: tabilisce la suppuraz1one, si agirà come io pre~euza di .:::uppuraz.ione di qualsiASI altra natura. Nt>l ~ecoudo caso nelle dilatazioOJ 1ngumali, essendovi un disturbo miuuuo, devesi astenere da ·~ual~iasi mtervento: in presenza del linfoscrolo occorre uon cadere nelr errore di applicare un ;zrosso Clll lO erniario che r1esce nou Mio inutiiP. ma dannoso: si procetleré fllrablazione quando il di<>Lurbo occasiOnato sia grave e l'eta ... la costituzione del paziente r.e dieno r indicazione, tenendo conto della beniSfDIUl di 1uesta operazione oramai dtmostral.a dai risullati staUstici : l'intervento per un varicocele li n fatico non è più grave che per un varicocele venoso. Non sono finora segnalati casi di recidiva dopo l' opPrazione · pare ryuindi probabile che le filarie, disturbate nella corrt>nte ~ang-uigna troppo rapida. VE-n::cano nella loro età avanzatA 11d inniccbiarsi nello scroto: sarebbe la loro ultima tappa. c.l il termine della loro e"'ISlPnza. com~ tende a dimostrarlo la frequenza degli asces~1 !:cr otali nei filarici. Lu srravilà degli ac:cessi dipende dalla loro sede: allorchè l'i è formalo del pus. bisoj!lla evacual'io senza esitazione. e rìcerrani 1 ,ielr .ti dE.'IIe filarie. normalmente guari!'cono, talorH la setticemia produce la morte. Ne1 e&SI di vera elefantiasi del pene e dello scroto, Os:rood raccomanda di operare mediante compressione elastica e legatura circolare, ·dissezione e resezwne della cute affetta, e coprimento delle parti colla pla~tica di lembi circostanti, emostasi e sutura. Il trattamen t~ protìlattico ~;i ria!tsume nel non bere che acqua filtrata o bollita: le larve furono trovate nell'acqua potap1.e; ma d'altra parte in C bina non si beve quasi acqua non bollita o nel the od 111 a lire bevande aromatizzale, e la malalt1a ,.i è assai frequente tanto negli indigeni che tra gli t>Uropei, che non bevono che acque minerali venute dall' J-o:urupa: vi tlevl' esser dunque un altro veicolo: insa !ata, ve~<·lali crudi, che devono perciò essere proscritti. 50
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Il lAvoro !"l termma colle seguenti !Jropo"izioni in di condu!<iom: t • La .J1/ario:~i e una affezione parassilaria a8ettlca; 2• Essa c dovuta allo presenza nell· economia della t!.lar ia ~tanouiru.~ ltomtn.is; 3• Es-.1.1 è fr~queote uelle colonie france!:iJ, compre;:a la ~uova-Caledonia. ove linora non era stata segnalala; 4• S1 mAnifesta il più spes"O colla dilalazione dei ganjllii e lronrln linfatici dell' imruine e del cordone sper matico; 5• La patogen1a degli accidenti filarict esterni, sembra dovuta all'azione i1-ritativa delle filarie e loro embrioni, nomadi, sul sistema linfalico; 6' Il dtagnostico delle lesioni fìlsriche e possibile sui semplici dali clinici, ma deve confermarsi colla ricerca degli embrioni nel sangue; -;• Il tra ttamento interno della filariosi rimane senza risultato; s• Le cure palliative nsterne sono poco raccomandabUi; r esportazione delle parli iperlrofìzzale è indicata nei casi di notevole disturbo; 9' L'intervento chir·urgico ò beni~rne nei filar1ci; esso sembra sovente che soddisfaccia all'indicazione causale, permettendo di Pspnl'lare le fìlar1e adulte, vive o morte, coi tessuti sede di asces<>i o ìpertrofizzati. La oau•a del mal di mare. - CHAJ.\LBS NORTOl-0 B ARLEY. - (The Boston .'.Jedical and SurgtealJournal, apr. 1892).
PlulArco d1ceva che il mal di mare era prodotto dall'odore dell'acqua salata, e molle teorie sorte dopo di lui, non sono state p1u soddisfact!nti, ma prima di esporre le più accette, l'autore distingue 11 mal di mare genuino, che è realmente prodotto dall'azione me<.canica del navigare, dal soggettivo che e prodolto dall'Impressione morale, e che forma la disposizione al vero mal d1 mare. 11 nostro cor po è dotato di un senso speciale che determina la posizione della testa sullo spazio, e regola il meccanismo pel quale SI mantiene l'equilibrio.
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La sede principale d1 questo senso è nei canali semlcircolal'i Jelroi·ecchio interno, e Ferrier, tagliando il canale verticale ad un piccioue, lo vide cadere indietro, menLre la.gliando il canale orizzontale ranimale girava in un piano orizzontale. L'irritazione dei canali semìcircolari nell'uomo è seguita da perdite d'e.:tuilibrio e da vomito, e la perdita d'equilibrio avviene cadendo in avanti, in dietro, o con movimento d1 oscillazione. L'endolinfa sPgue i movimenti del capo in quei canali che banno il piano corrispondente quasi alla direzione del mo·viroento, e quando il movimento cangia repentinamente per roscillazione deila nave, o per un nuovo fiotto che la sbalza in altro punto, l'endolinfa continua a muoversi suUa sua direzione prlmitiva., finché non è arrestala dall'altrito, ciò che produce una indebita p1·essione in una o più ampolle, onde il sensorio riceve una strana impressione, rlalla quale nasce nncoorrlinazione e l a vertigine. Gli otoliti dell"endolinfa wno sbalzati contro i filamenti nervosi che fronteggiano i canali, e l'irrìlazione che ne consegue si traduce con la vertigine -e col vomito. Ma \'"è un allro fenomeno che h·win cbìema labirinlomu$colo-vlscerale, e che consiste nel vomito che si desta pel disturbo meccanico de' visceri per azione muscolare incoordinata, risultante da un'anormale impressione che prova il labirinto. I movimenti violenti e complicati di una nave iu burrasca scuotono le intestina, l'endolinfa segue i movimeut1 del capo, urta contro un ostacolo, un'erronea impr...ssìone è trasportata al sensorio, ne segqe un movimento riflesso addominale egualmente erroneo, alla fine di <l~ni movimento diseendente del corpo le intestina si rigon.fiano e stirano i ligameuti, i vasi addominali si sovraccaricano di sangue, e ne segue quel vomito violento che tien dietro all'azione degli emetici, e che è egualmente formato dagli anodini e dai sedativi, come da una stretta fasciatura aJ.Jominale. En-i un grado più leggiero dì mal rli mare, causato probabilmente dal diguazzamenlo del cibo nello stomaco, che
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ne irrita t nervi come farebbe l'emetico, che si ver·ifica 'luundo "i naviga su piccoli legni, e "i allevia col vomilo. Cbe il mal di mare possa essere indipendente dall'irnpres"IOne vtsual~>. <>i rtleva dal falto cbe i ciechi non vanno e!'~>ntJ; ma senza dubbio, la ,·ista coroe t::;li altri seosì, il gusto, r odos·ato, possono tn certi casi, :Stsmulali incoogruameule, predtsporre al mal d• mare. E stato asserilo da Bache che l'immaginazione avesse una gran parte nella pat.ogenesi di questo male, tanto che egli b rit.Pnne d'origine mentale; Wollaston pensò che durante una lempe~ta il sangue andasse in su ed in giil come il mercurio di un barometro, e che ne risullasse una congestione meccanici! del cervello; Stocker aLlribl)i il mal di mare ad un parziale vuoto de' polmoni. ~aylor ad uno ~pasmo de' capillari. Mettendosi a giacere con la testa bassa e le gambe sollevate, si prova qualche sollievo, perché le ampolle de' canali semicircolari sono nelle loro estremit.a anteriori, quindi in posizione supina; l'endolinfa e gli otoliti restano nella parte posteriore de' canali, che è meno sensibile. Xella vertigsne del Menière abbiamo il rovescio del mal di mare, percbè l'irritazione de' canali produce movimenti insoliti del corpo, e ne consegue il vomito. James. io confP.rma della teoria labirintica, asserisce che i sordomuti ne' quah sono alterati i canali semicrrcolari, sono insuscettibtli di vertigine, e non soffrono mal di mare. Egli, traversandù il canale della Manica, pre'\"'enne il mal di mare procurandosi una contro-irritazione de' canali semicircolari. Nessuna delle teorie esposte spiega come mai molti individui non soffrano mai sul mare. ma a parte la co;;;tituzione individuale, l'autore dice di non aver conosciuto persona dJ una tal quale sensibilit8, che, andando per mare la prima volla, non abbi!i risentit.o qualche disturbo. Jn seguito i muscoli addominali prendono cura di se stessi senza l'intervento della volontà. ed il travaglio passa. perché s'impara a camminare ~ul bordo della na ,.e senza soffrire, come i funamboli imparano a camminare sulla fune senza vertigine;
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J'abiludmt' rn:,egna a trascurar le fallaci impressioni trasmesse al :'81l"Orio dai cao~tli semicìrcolari, ed a conser· vare fe'fuilibrro mttlgrado le oscillazioni della nave, talché i marintll ,Ji profe!':sione, tor·oando da un lungo viaggio quando sceuJonf1 a t•·rra. camminano per delle ore barcollando, anche !JU!\IlJo unn sono ubbriachi.
J Pt:T' ~ ''· - Un c a.ao d! anoplia a quadrante, oon eml· plagia d! s enso e eU moto. - (The Boston Medical and ')ur<~t~al Jou rnal, febbraio 1892).
Un gi o\'l\M olio anni Ol' sono, cadde sul ghiaccio battendo ulla tempia <>inic:.tra, e rimase privo dt sensi per due set12 timane. =--~ ;,egu1 una cefalalgia cbe durò molto, non locatrz.zata 1... JI~" vicinanze della contusione, ma diffusa specialxnenle alla règione frontale. Due anni fa, mentre si bagnava ebbe una ;::trana sensazione, rimase per qualche tempo privo di coscien:r.a , e divenne emiplegico del lato destro. L'emì)le::ia òurò due settimane, poi si dissipò, e con essa scompai'Vt' ~onche il dolor di capo chi' l'affli~l!'e.-a. Riprese le sue ordinar1e occupazioni. fìnch f> nell'aprile dell'anno ~corso di\'ennt~ di nuovo emiplegico a destra, ed alla. flue di febbraio richiese il soccorso dell'autore. Era alquanto migliorato dell'emiplegia, e l'esame fisico mosLra,·a completa emianeslesia in modo da non avvertire a de~tra le differenze di temperatura; il senso d t> Ila pos•ziooe er11 anche abolito, giacché l'infermo aJ occhi chiosi non distinguevA in che modo fossero d1sposte le dita della sua mano, de. ~uo 1 iede, la mano ed il piede stesso. Egualmente abolito e ra il senso del tatto. Il cam:>o vi<:ivo era abolito sul quadrante mferiore destro, co;;a ben "Ìn~olare, perchf'> quando l'emianopsia è dovuta a lesione dflla I·Ap!'ula interna nelle vicinanze del talamo Ol· lico, v'è pure emiplegia sensoria come io questo caso. ma v't> emianop;;ia completa, mentre qui l'emianopsia occupava il solo quadrante inferiore destJ•o, ed era eguale in ambo gh occhi Probabilmente, la lesione iniziatasi con la prima caduta
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sul ghiaccio. dev'assero stata seguita da rammollimenti in diversi punti rlel cer·vello. Il dottor Segui n considera d cuneo come probabile centr·o della \'isione, e riporta un cac:o di H un sul quale la esione occupaYa la porzione inferiore del cunP.o. e l'infermo rnO!<lra'a in vita anop~ia a quadrante. Se la stessa lcs10oe in questo caso ha prodotto questa specie d'anopsia e l'emianestesia, ciò indica che l'irradiazione del nervo ottico nel cervello dev'essere divisibile in due parti come è il cuneo. L'emiplegia non era molto grave, perche l'infermo poteva a fatica aprir la ml'mo; ad occhi chiusi i movrmenli ùella mano erano atassici, la piega naso-labia!e era meno pr·oounciata a destra che a sinistra, cosa anche singolare, perché le fibre del facciale scorrono all'infuori della capsula interna. Il cuore era sano.
L'etiologia della pleurite acuta easudativa. - (The Boston Medical and Surgical Journal, febbraio 1892).
GEORGE SEAR.S. -
La signora I. M. di 36 Anni, sanza precedenti di famiglia, nel mllggio 1890 ebbe una pleurite con copioso essudato sieroso pel quale si fecero due aspirazioni. Essa nov ... rnes1 innanzi aveva assistito una sorella tisica, ed era stata prec:a da una toc:se che ave\"a sempre trascurato. Guari dalla pleur·ite, ma mori tisica un anno dopo. M. H. di 21 anno sulla primavera dell' 8 ebbe una pleur ite che r ichtese la toracentesi, guarì, e nel settembre dell'anno seguE>nLe aveva un indurimento tubercolare di ambo gli apici polmonari. M. B. di 2l anno, senza precedenti in famiglia, entrò all'ospedale dPI MassachuselL nel giugno del i816 per un idrotorace che riempiva il la to sinistro; ne usci guarito, r·itor·nò al lavoro ~ei ~eltimane dopo, e sei anni dopo mori di tubercolosi. S. V. di 15 anni entrò all'osped~:~le nel 1880 con un mediocr e essudalo a sinistra; nell'inverno antecedente a veva sofferto un'altra pleurite; dopo tre mesi usci g uarito e 4 anni
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dopo mori di coMunzione in California r!ov'era stato mandato per MluLe. Anna L. di 22 anni enh·ò all'ospedale nel 1890. Tre anni prima aveva sofferto una pleurite tssudativa per la quale si era esegt..rlu l'aspirazione. Al suo entrtlrP mostrava segni ben c!Jiar·i dr lisi polmonar e . eu un'a:::cile probabilmente tubercolare, prrò dopo cinque ~eltimane era talmente migliorata che USC'i dall'osp<>dale, ma di li s sei mesi rientr·ò tubercolO!'i polmonar~! Avanzala, e molti bacilli negli 0 011 sputi. L'autore ha scello questr cinque casi come tipici, fra i mollt occorsi n ell'ospedale generale del Massacbnsse lt, nei quali la pleurite, manifestatasi in indivi !ni sani e senza precedenti di famiglia, fu prima se guita da r·elativa guarigione, e piu tar.li dallo sviluppo dPI!a tubercol• si. In questi casi maoca la prO\'a del bacillo trovato nel siero estratto, o l'esperimento d'inoculazione sugli animali, ma se si può dimostrar·e che nel maggior numero dei casi la morte per tubercolo~i avviene in pr oporzione maggiore di quella che comunemente si suppone, si farà palese la connessione genetica fra la pleurite e la tubercolosi, e si avra un maggior grado di probabilità dell'origine tubercolare dalla pleurite. L'autore raccogliendo le statistiche pubblicate con tale concetto, fa vedere la gran disparità d'opinioni dei vari scrittori. Infatti Bla.kiston ri porta 53 casi di guariti e ri masti io buont~ salute per molti anni; Austin Fii ot 47 casi con soli 3 seguiti da tubercolosi; dei 21 r iportati Ila Bramwell, tre soli morirono tisici; Corivand conta 4 morti di tubercolosi su 27 guarili di pleurite ; mentre dall'altro canto si legge che BowJitch dal 1849 al 1879 ba avuto 32 tisici su 90 pleuriti, Bart· di ';>7 pleur itici ne ha perduti 21 per tubercolosi, Bòcher ne ha perduti 32 su 4( , Fiedler ba ottenuto su 112 pleuritici curati con la toracente~i 21 guariti appena, 25 morti di tisi poco dopo, e 66 morti di tubercolosi in epoche più lontane. Constan e Dubrulle per la loro esperienza n elfesercito affermano che un soldato il quale abbia sofferto di pleurite non sia piu idoneo al servizio toilitar e, e che la maggior parte
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dei riformati per tale malattia muore piu Lardi di consunzione, mentre Blancher pal'ia di un'epidemia di pleuriti senza un ~olo caso di tubercolosi. \Vestbrook, Viekery ed altri ri. portarono casi di pleuriti seguiti da lisi, e nella moderna letteratura si rivela una tendenza sempre crescente ad a ttribuire al bacillo della tubercolosi una (J:rande impor tanza sulla genesi della pleurite essudativa ; or siccome il pendolo deUe opinioni mediche ha una pr over biale lunghezza di oscillazioni, si può dubitare che in questo momento non tenti a scorrer troppo in questa direzioue. La frequente concomitanza della pleurite e della polmonite, del reumatismo. del morbillo ed altre malattie infettive, fa sorgere il dubbio cb e la cot:i detta pleurite idiopatica non sia dovuta alle stesse cause producenti la malattia principale, e questo J ubbio si cambta in una quasi certezza quando si troYa il pneumococco nelle pleuriti che non complicano la polmonite, e quando si vt-d(\no i buooi effetti del salicilato di soda, i qualì mostrano che l'es~udato pleurico non é che una manifestazione locale del rt~umàtismo. Da ciascuna serie dei casi riportati nelle statistiche precedenti, bisogna dedurre un certo numero di pleuriti in seguito alle quali la tubercolosi fJUÒ esset·si sviluppata senza alcun nesso di causalità, e ~i sarebbe sviluppata anche s enza la precedenza della pleurite, mentre d'altra parte una tubercolosi latente dei gangli linfatici bronchiali. può facilmente manifestarsi dopo lo svolgimento di un processo ~e nerale come il reumatismo ed il morbillo, e la pleurite r eumatica, come è s tato recentemente asserito da Loomis e Northrup. Di 91 autopsie di tubercolosi raccolte da quest'ultimo, in 88 la :esione primitiva) era situata nelle glanJole bron chiali, e nei polmoni non si riscont.rava che una leggiera diffusione: in 13 mor ti d'infezione tubercolare acuta, le sole glandole erano Jubercolizzate. Loomis inoculò dei conigli col matet•iaiE>- di 30 glandole bronchiali di adulti che erano morti di pleurite, ed in i3 trovò dei baciJii. quantunque nei morti non vi fosse traccia di tubercolosi, e coucluse che durante una pleurite acuta, i
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bacilli Jalenti nelle glandole possono esser messi in circolazione, e produrre la tisi; onde avviene talvolta che dopo il riassot·birnento di un essudato pleurico si sviluppi uoa tubercolosi miliare generai~, tal'altra che i bacilli sloggiati dalle glandole per un processo febbri·l e acuto qualsiasi, comincino il loro sordo lavorio nei polmoni, senza .dar segni di malattia che tardivamente. Io conclusione si può dire che un gran numero di pleuriti essudative apparentemente idiopatiche è seguito da tisi pol· roonare. In una parte di esse l a pleurite é d'origine tubercolare e ne è la primitiva manifestazione come l'emottisi è il primo sintomo e non la cagione della tubercolosi; in un'altra parte dopo la quale l'infermo rdsta con un permanente benessere, la tubercolosi può esser rimasta localizzata nelle glanJole. In un'altra serie di pleuriti i bacilli preesistenti uelle glandole possono esser messi in circolazione e produrre una tube1'colosi generale. Ad ogni modo, .nella convalescenza delle pleuriti, non bisogna perder di vista il pericolo della tubercolosi, e bisogna riMstituire ·le forze dell'infermo, bisogna esaminar frequen· temente i polmoni e lo sputo, ed avere per il malato tutte le possibili cure igieniche. Di un fenomeno percettibile al senso, segno c11 slonra
diagnosi dell' lnoubaslone del l'a.luolo. - Nota del dottor M ARIANO CRESPL - (Gauetta degli ospitali, N. 76, anno XII) .
L'autore a~serisce che, entrando per la visita nella camera d'un ammalato, che incuba il vaiuolo, dopo 5-6 minuti egli ha sempre percepito sulla faccia un senso di incomodo prurito, che più si fa sentire alla fronte e al mento. Tale sensazione durerebbe circa mezz'ora, ma svanisce prima, s~ si soiTrega la par te che prude con fazzoletto, meglio poi se questo sia stato spruzzato con aceto radicale. Questo,fenomeno sarebbe più s ensibile nello stato latente dell'esantema, e alla e~sicazione delle pustole. N è bisogila attribuire ciò ad una idea preconcetta in tempo di epidemia
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poichP in casi isolati di Yaiuolo comparsi in tempi ed in luoghi, ne1 t[Uali l'ile malattia prima non ec;ic;teva, l'autore dice di avere aVYt-rtito sempre questo fenomeno, che egti r1liene pet•crò come segno di sicura diagnosi delrincubazione del ..-e1uolo. G. Delle De9r&lgie ren&U. - FELIX. LEGCEC .\.fédeeine et de Chir urgie. apl'ile l 92).
L'es1stenza delle nenalgie renali é stata messa in dubbio da alcuni autori, i rrualì hanno ammesso chP questa affezione fo<>se sempre sotto la dipendenza di calco'i renali c:conosciulJ. In unu importa nte monografia su questo ar,:romenlo, il dollor F . Legucu stabilisce che, quantunque rara, qù"sta nevralgia es1sle realmente con una c;intomatologia che permette, in certi casi, di farne la diagnosi differenziale col calcolo del r·ene. Un'osser vazione raccolla nel 1'ipa1·Lo del pror Guyon é stata il punto di partenza. di questo lavoro; in questo caso, l'esplorazione del rene c~Il' incis1one dimostrò che quC'st'organo non conteneva a:cun c-.alcolo. Dal punto di vi~>la eziologico, si possono dividere le nevralgie renAii in due classi, secondo che si producono senza lesione alcuna, o che invece sono la mamfe~taziooe A distanza e r1tlessa dell'alter~ione di un organo pru o m~ no lontano. Nel primo caso esse sono idiopatiche; nel f'econùo oono sintom~tichP.
Le n,..vralgie idiopatiche, le p1ù rare, possono essere !<Ollo la dipendenza del nervosismo. dell'isterismo, della malaria stessa, come è stato dimostrato dall'efficacia della cur11 col chinino, c forse anche del reuma tismo e della gotta. Ancb.e il traumatismo agisce io qualche caso come causa detcr· minante Le nevralgie sintomatiche sono causale da le~ioni del sistema nervoso, dell'apparato orinario e delle porti vicine. Nelle vr1me fa duopo porre l'atassia locomolrice, la quAle può produt·1·e la nevralgia del 't'ene nella stessa guisa delle altre vi!<cer·algie che si notano nell'inizio di questa malattia.
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Io un caso osservato da Péan fu e~portalo il rene supposto calcoloso: la tabe non venne conrermata che posteriormente. Le affezioni della vescica possono anche ripercuotersi sul rene: tali sono specialmente i calcoli vescica li, i quali, senza proJurt·e alcun disturbo da paPte della vescica. possono non determinHre che la uenalgia renale. Lo stesso dicasi di ~erte aff!:!zioni della prostat.a, della malattia di uno dei reni che si rifietle sul '•ici no. dei dist;Jrbi della secrezione orinarie, come l'osssluria. la liluria ed anche la fosfatur1a . Infine, le~ioni vicine. come l'ulcera del duodeno, le lesioni della colonna vertebrale, un aneurisma dell'arteria mesenterica o ùell'aorla possono determinare la nevralgia r enate. Si ,.e.Je quindi che l'eziologia della nevralgia re nale è mollo variabile. Quanto aliA sua sintomatologis, essa si riassume nelle crisi, che t•arnmentann sotto tutti i punti di vista la colica nefritica d'origine calcolosa. Il dolore, che è il più spesso brusco, parte rlall'ipocondrio e si irradia verso l'ombelico, la regione ioguinale, la spalla e la cosc1a corrispondente. Il testicolo è rattralto, talvolta è pure la sede di un dolor e atroce. I vomiti sono frequenti. il bisogno di orinare è continuo, l'orina è rossa o nettament~ ematurica; vi ha oliguriA. talvolta anuria. La durala delia crisi è variabile, da una o pitl ore ; il <lolore può anche durare alcuni ~iorni, anche una settimana, con remissioni t.'llmente deboli che E'sso si può ritenere prel'SOché continuo. Anche La freque nza vada molto; alcuni malati sono col piti poche volte in una annata, altri una o due volle per settimana. Infine, il dolore può essere quasi continuo, senza crisi bene pronunciate. Queste nevralgie hanno un'evoluzione variabile. Alcune guariscono spontaneamente o sotto l'influenza di un trattamento medico. Altre, specialmente quando si tratta di sog· gelli nervosi, conducono il malato alla morfinomania o alle .operazioni chiruJ•giche, come la nefrectomia. Le analo~ie della nevral~ia renate con la colica nefrit1ca d'origine calcolosa sono così complete che la diagnosi dif
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fer·enziale è difficilrssiruA. In resltà, due car·atleri soHaoto permettono di precisarle ed anc•>ra non si r•iscontrano sempre con la nettezza necessaria :. la natura del dolore causato dai movimenti e la forma dell"ernaturia. Nei casi di calcolo, infatti, il dolore provocato dai movimenti cessa col riposo, per ricomparire coUa marcia, cogli esercizi, ecc. Nella nevralgia esso non presenta mai andamenti cosi positivi, caratteri così nettamente pronunciati. l\ ella stessa guisa l'ematuria cbe sj pr oduce sempre coi medesimi movimenti e cessa col riposo, è da sè sola carAtteristica del calcolo : nella nevralgia la comparsa del sangue nelle orine, se essa avviene, non presenta quell' intermittenza cosi speciale e cosi nettamente prOYOCala. La cura medica é stata sufficiente, in un cer·to numero di casi citati da Le~ueu, per pr·odurre la ~uarigione: ma molti malati sono stati op.wali, ed in alcuni è stata sufficiente l'esplorazrone diretta del rene per guarire la ne vr•algia. Le oause dell'arterlo- aole rosl e delle oardlopatie arteriose. - H. R t::cB.\RD. - (A rch ioes Médieales Belges, febbra io 1892). t• Cause in.feitioe. - Dagli studi l'atti ùa molli auto~;i suHa influenza delle grandi febbr i sul sistema cardio-vascolare, si può conchiudere che l'arterio- sclerosi e le c-ardiopatie arteriosfl possono essere d'origine infettiva o roicrobica, che esse possono susseguire al Yaiuolo, alla difterite, alla scarlattina, alla febbre tifoidea. ecc. 2° Cltuse diatesiche. - A fianco di questa a rterio-sclerosi consecutiva ad un processo acuto, si deve porre quella che si stabiJisce lentamente o che è cronica di primo acchito. Essa accompaj!na sempre certe malattie generali e diatesicbe : reumatismo, gotta, diabete, sifilide. ~1a quest'eziologia non è abbastanza generale; devesi porre con essa l'arte rio-sclerosi ereditar ia, sia che l'eredità agisca per trasmissione indiretta a favorire la diatesi, sia che essa agisca direttamente negli individui immuni da qualsiasi vizio dia· tesico. Il sistema ner voso ba in questi casi un'azione pre-
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ponderante, rna non a;;soluta; P necessario tJUindi far inter"enire l'a.tione 1rritante sui vasi de~li ecc~si dJ pressione. L'arterio-sclerosi è quindi diatesica, o ereditarla, o consecutiva all'ipertensione arterio!\a, o prodotta da Jesi0ni nervose. 3• cause tossiche. - Le cause tossiche comuni (tabacco, piombo. malnr·ia) sono accf'llate e riconosciute da tutti. Ad esse b1sogna aggiungere. l'alimentazione, che introduce nell'organismo un gran numero di sostanze tossiche, come le ptomornt>, non eliminate dal tìllro renRie. Esse determinano nel sic:.terna arlel'ioso uno stato di spasmo più o meno permanente. che produce rapidamente ipertensione e sue conseguenze È ~pecialmenle l'alimenla2ione carnea, ricca in azoto, che ciò produce. 4• Cura precentrca. - È necessario sopprimere dall'alimentazione tutte le sostanze che contengono elementi tossicr. Bisogna prescrivere un'alimentazione che contenga la minor quantità possibile di pt.omaine. oroue notturna pertocUe&. - BAGI:-."SKI. - (Jour nal de Médecine et de Chirurgie. marzo 1892). La t05!"e oollurna periodica dei fanciulli è un accesso di tosse, violenta, particolare, che sopraggiunge bruscamente du1'aote la notte r:;enza causa apparente. 1 fanciulli si svegliano dopo avere tossito più volte ancora ..onnacchiosi; si drizzano sul loro letto, per lo più in lagrime, e sono colti da un accesso di tosse convulsiva, violenta, che può durar e d& un quar to d'ora ad una mezz'ora ed anche piu. L'intensità dell'accesso diminuisce poco a poco, i fanciulli diventano più tranquìlli e si r iaddormenIano : l'indomani essi si svegliano gai ed in buona salute. Ordina1·iamente nullo si trova di anor male nell'apparato respiratorio. Si è sovcnti att1·ibuita tale Losse alla malaria. Però si osser,·a rre tueoternenle la tosse pet•iodlca notturna ne1 fan ciulli messi in condizioni che escludano l'idea di una infezione palustre. È più probabile che in simili casi si tratti dì una rino-faringite subacuta o cronica. con secrezione mu-
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cosa e lurnelazione della mucosa faringea, o di un catar·ro bronchiale a"eute per· risultato di esagerare la suscettibilità _dei nervi della mucosa alle irritazioni di qualsiasi natura. Si c.ssen·ano tal\'Olta catarri bronchiali che, durante il giorno, provocano violenti accessi di tosse, senza che sia possibile tro,·are ·all'ascoltazione di questi fanciulli alcun segno di ca· tart'O; nella stessa guisa gli accessi di tosse notturna si caratterizzerebbero soltanto per il ratto che, durante il sonno, l'accumulo delle mucosita sulla mucosa faringea o bronchiale basta per provocare la tosse per via riflessa. Sarà quindi bene dirigere la cura in questo senso: un trattamento conveniente della mucosa faringea e -l'uso di espettoranti dolci sono sufficienti a vincere in breve tempo quest'affezione. Nei casi in cui si supponesse causata dalla malaria, si somministrebbe il chinino. Infine nei Msi tenaci si riescirà ad arrestare la tosse con piccole dosi di morfina. Atrofl& muacol&re progressi v& sperlment&le. (Archices médicales B~tlges, febbraio .1892).
RoGER.
Inoculando a conigli culture attenuate di streptococco de risipola, l'autore ha visto svilupparsi una malattia cronica, q~ale, per molli caratteri, si a vvicina a Il' atrofia progressiva, quale si osserva nell'uomo. Egli ha riscontrato che gli streptococchi dopo 8 o 10 sono distrutti ; essi quindi sono scomparsi quando si pano le amiotrofie; la quale cosa ci porta ad ammettere queste alterazioni dipendono dai prodotti solubili lasciati microrganismi. Ad occhio nudo, la midolla pare sana. Sezionandola, corna anteriori non sembrano atrofiche; ma coll'esame logico praticato sulle midolle tolte subito dopo la morte rileva che le cellule che esse contengono sono pro mente lese. Da queste ricerche risulterebbe che con un vit·us minato si può produrre negli ani mali una mielite sis tica, caratterizzala, dal punto di vista a natomico, da
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degenerazione d~Jie cellule delle corna ~nteriori; ?al punto . vista sintomatico da uu complesso dt fenomem paragodt l . nabile alratrotìa museo are prop-ress1va. TiJllte tobercolosa. cronica. -
LE BAYON. -
(Journal de
Médecine et de Chirurgie, aprile 1892). La tiflite tubercolosa cronica è un'affezione molto rara, ma merita di essere conosciuta perchf> essa può simulare il cancro di quella regione. I sintomi di questa malattia si possono dividere in locali e generali. I sintomi fisici consisLono sopratullo nell'esistenza di un tumore riconoscibile alla palpazione, che fornisce la sensazione di un tumore della forma di un sanguinaccio, di volume variabile, sovenli molto voluminoso, più o meno molle, pastoso, od al contrario duro, resistente, che risiede in .corrispondenza del cieco e risale talvolta fino sul colon ascen.dente nell'ipocondrio. Questa massa, il più spesso molto nettamente delimitabile, è più o meno mobile (secondo che vi é già, o no, formazione di aderenze peritoneali), quasi sempre dolorosa, sopralutto quando si deprime la regione o che si cerca di imprimere ad essa massa movimenti in senso di\"erso. Fra i sintomi fum:ionali, la diarrea è il principale Essa compare ordinariamente ad accessi, . con intervalli più o meno lunghi, due o tre giorni a qualche settimana, od alterna con una costipazione molto pronunciata. Le scariche ~ono quasi sempre liquide, più o meno abbondanti, striate di sangue e di un odore infett.o. La febbre è molto irregolare, ordinariamente vesperLioa ed accompagnata da sudori notturni spesso abbondanti. Nello stesso tempo si riscontrano soveoti fenomeni polmonsri che possono mettere sulla via della diagnosi della tubercolosi. L'evoluziona della malattia è variabile, seguendo preci.samente lo slalCJ dei polmoni: se questi sono poco alterati, questo decorso potrà essere molto lento e la malattia durare
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due a tre anni senza produrre cachessia. mentre ciò accadrebbe • er un ct~uero. EJ è appunto con quest.u ultim~s 1.ione eh~ ~• deve fare specialmente la diagnosi. 11 ;.iutomo comune è il tumore. ma. nel cAncro, le ma neoplasiche Sl)no meguali, bitorzolute; nella rorma di tiflite in discorso la massa che s1 sente alla palpazione è piu più dura, resistente, più lunga. 11 quadro clinico sopratulto è differente. ~el C8'"0 di cancro, la coscipa.eione é la re~ola; essa seguita da uno sgombro mollo caratteristico, sopraggiungen dopo un'ostruzione più o meno lunga e sovente le ~r.1a r•c~n.. prendono raspelto di melena 0 contengono detriti 1\>\.IIU:<V ~ella t1ftite tubercolosa cronica, la diarrea è al con la regola, una diarrea persistente od il piu spesso sopra giun~enle con piccole scariche alternanti con un po'di s tipazione; ma n~ai sgombro. Le evacuazioni alvine liquide, soventi chiare o striate di sangue; ma gia melena. Nel cancro la febbre non esiste generalmente, o, se esiste. non ha il caraltere etico che presenta quella liflite tubercolosa. ~ella tubercolor<i, i piccoli aecessi .febbrili, con esace zione ve8pertma, accompagnati da sudori notturni. ~ono regola. La cachessia compare molto più presto nel cancro, in si nota tal-çolta l'occlusione. ciò che non si ossena nella bercolosi cecale. Con la tiflile ordinaria la diagnosi può essere molto di Hcile. Nel caso di tiJHte ordinaria la febbre s1 stabili~ce in nerale mollo bruscamente, diventa talvolta rapidamente vtssima, e persistente. Nella forma tubercolare cronica. al contrario, si ""'""".,,.... dapprima un movim6nto febbrile leg~iero, che può tuarsi, ma procede per accessi con remissione mattutina. L~ diarrea si stabilisce nella stessa guisa lentameo con accessi, senza alternativa di costipazione ostinata e sgombro e senza che si osservi una occlusione in
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Ila forma tubercolo~a cronica. La costrpazi<me è SO\·enti
~~nizio e la causa della lltlite ordmaria; r~cclusione .iulestinale é stata tah·olta segnalata nPI corso dt quest'ulllma affezione. L'accumulo d1 materie fecali nel cieco può, aJia palpazione, dar~ una :;:ensaz1one dJ un tumore delineante !Jiù o meno esatLamente quella perLe del ~rosso IOLPo::Lmo, ma 11 piil spe::so <1uesto tumore é flosci(\. p1ù o meno pastoso (come del re~to tutta la rctlione): esso presenta altet·nativt~ruente aumento " òtminuztone di 'olume e ùi r-egres>'ione. Nel ctt::;O 11 tlfiitt' tube1·colare cronica. al contrario. esso e più duro. re"'i"'Lente. sopralutto fi11so, <>euza presentare mai rase regres"i\'fl. Jot!ne, per la diaguosi si dovrà pur tener conto dell'evoluzione dei !"in tomi e del de('orso della malattia . lento e pr ogt•es&ivo nella tubercolosi cecale cronica, il più spesso acuto e rapido ndla tiftite Ot'dinaria. s ulla taohicardia . - {Journal de Médecine et de Chirurgie, aprile 11<92). La tachicardia é un'alterazione caratterizzata daJI'acceleramenlo notevole dei battili del cuore ~on devesi però confondete la tachicard1a con la palpitaz1one, la quale é essenzialment.- caratterizzata da una sensazione subiettiva di un aumento nella forza dei battiti del cuore. l due renomeni possono d'aJn·onde coincidere, ma questa coincidenza non è punto necessaria. In queo:te ··ondizioni. la tachicardia é una sindrome clinica che SI rJ!"contra in un grau numero di stati patologici; ma, variando e~sa secondo questi stati. non si può dire che essa sia unu:a. Vi sono infstli variP. tacbicardie. che possono essere divise iu fis•ologiche, sintomatiche ed essenziali. La lacbicardia, come il polso lento permanente. può esistere allo o::tato fisiologico. ' Vest ha Citalo l'osser vazione di una donna in buonn salute, il cui numer o nor male dei battili era 120. Una forma. ùi tachicardia fis iologica molto curiosa è la
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volontaria. Alcuni SOf!Retti hanno la facolta di 11 Pum~>ro dei battiti cardiaci, 8ia trattenendo i mo 1 espiratori. sia direttamente coll'influenza della volontà. Infine. non è raro riscontrare la tachicardia nelle puerpere. Tut<i questi falli possono essere considerati come logici. Le tachicardi~> sintomatiche sono molto numerose. La tachicardia si osserva frequentemente nelle malattie cuor e: nell'ipertrofìA ùi crescenza, in alcuno affezioni volari, nell'endo·~ardile e sopratullo nella pericardite e l'aor-tite. La tachicardia e abituale nelle miocardiLi croniche, l'arterio-sclerosi che sussegue a quella dei va~i: Hucb ha descritto in quest'ultima affezione un tipo tac:hi La tacl!icardia i> spesso permanente; essa può anche parire ad accessi e manifestarsi con uu accelnn,,UJ,,.,"' estremo del polso. Degno di nola é il fatto che soventi alc_uni individui comincia la loro sclerosi cardiaca con tacbicardia. La lachicardia può essere in cer ti casi il segno di compre~sione periferica del poeumogastrJcn, come la si nell' adenopalia Lronchiale. l n questi casi. la tacbicardla rermanent.e, l'acceleramento del cuore è meno consid vole che nei parossismi ed il polso é generalmente Le adenopatie sono generalmente tubercolose, ma es~e sono pre;;entarsi nelht tosse convulsiva. nelle malattie fettive e nel canct'O. Le lesioni bulbari possono anco1'8 essere l'origine lachicerdia, rome si osser va nella paralisi glosso-la ringea, nelle diverse paralisi bulbari. nella sclerosi la amiotrofica, ecc. Ma questo renomeno è interessante tutto nelle tabi. La frequenza del polso, infatti, può considerata come un feuomeno quasi costante dell'eta locomolriee. Questi disturbi nella frequenza del cuore sono riscontrarsi nel periodo iniziale delle tabi e alla fine dell'evoluzione della malattia, in conse~uenza processo ascendente della lesione midolhu·e.
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,:.a tachicardie sintomatica può riscontrarsi nelle malattie ·nfettive ed ha una grandissima importanza nella febbre ti~ 'dea ., nella rliflerile, perchl.i essa C'Ostituisce allora un 01 d' . elemento importante 1 pro~ os1. Nella f~.:bbre tifoidea, il polso non è proporzionale alla temeratura : è necess;;:ario tener coolo di questi due fattori isofatarnenk. La r~.• gola é di a vere con una temperatura di 40• ~ 4t• circa 100 u 110 pdsazioni. Quando questo numero -viene oltrepa::sato, si può ammettere che v1 sia una complicazione, una fot·ma cardiaca. Murchison ha stabilito una statistica dt mortalllil mollo inter·e-~ant.e, in cui questo elemento è così apprezzato: Polso al disotto di 110 mortalità O al disopra di 110 • 30 p. 100 Il
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Quanto all'o•·igine di questa tachicardia, essa può essere interpretata probabilmente in diversi modi ed essere attribuita sia alla miocardite, sia all'azione diretta del veleno tiJìco sul ceuti'O cardiaco, sia all'ipotensione arteriosa. Anche nella dinerite la tachicardia è indizio di una prognosi mollo grave: essa si osserva in generale nel cor~o ~ella paralisi difterica, verso la seconda o terza settimana; .essa può precedere i fenomeni gravi o comparire contemporaneamenLe ad essi ; il malato muòre ordinariamente per -sincope o per asfissia. La lachicardia si osserva pure nelle malattie croniche, tubercolo!'i, cancro, cloro- anemia, nelle malaLtie per avvelenamento, tabacco, alcool. Aggiung11si che tutti g li organi possono agire per via riflessa sul cuore e aumentare i suoi battiti, ma solamente nei malati che presentano una predisposizione. La più frequente di queste tachicardie è quella che proviene da disturbo dello stomaco. Essa si r iscontra soprattutto nelle affezioui leggiere di quest'organo, uelle dispepsie . ~ principalmente nella dispepsia flatulenta e nella dispepsia
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ipercluridr ica S• ri~contra pure nei disturbi intestinali e cialmento> nelt" eln11ntias•. l Jisturbi ulerllll. i disturbi della mestruazione, la pausa sono cel'lomente g-l1 stal1 che. dopo i disturbi strici. danno lu(•go più spesso alla tachkardia. Nelle nevros1, la tachicarùia è frequente: si può vare nel ~ozzo t>sortalmiro, nell'isterismo, nelrep1lessia e nella neurastenia. Bouverel ba dimostralo che in ultima affez:one la tachicardia ha 11 carattere imp01·tante essere permant•nle. Il polso può salire da 120 a 160; vi periodi di r1poso in cui può, è vero. discendere tino a 100 ed anche a 90, ma la mintma emozione, il minimo cagionano subito un grande acceleramento. Bou"eret descriUo due forme di tachicardia n~>urastenica: una !or benigna ed una forma grave. L" una presenta dei periodi calma , è compatibile con una certa gravita fisica e può rire; l'altra non presenta remissioni durature, Onisce indebolimento del cuore, colla dilatazione delle cavità ca diacbe e colla morte per asistolia. In un modo generale. queste lachicardie «intomaliche presentano sotto due forme ben diverse. Ora. infatti. praggiuogono per accessi; ora, al contra1·io, s i io un modo perman.ente. Così nelle malattie di cuore e d l'apparato circolatorio si riscontrano con•<>.,nn•"rone:an:letlLte: queste due forme; lo stesso avviene nelle malotlie ...,,",... e nelle nev1·osi. Nelle tachicardie riflesse non si che la forme parossistica; infine, nei casi di compressione e di lesione del sistema nervoso non si ril"contra che la forma permanente, benchè però la forma paross is tica esista in certi casi di lesione centrale. Oltre alle accennate tachicai'die, esiste un gi'Uppo di ta"cbicardie morbose, nelle quali racceleramento dei battiti cuore, invece di essere il sintoroc, di una affo!zione mte~ corrente, co!>Lituitoce esso stesso l'affezione. La forma piu conosciuta deLle tachicardie essenziali è la forma pa.rossislica, di cui non si conosce però r eziologia. Venne però osservato che, io qualche caso, lo strapazzo fisico o morale può agire come causa occasionale: il piil spesso, H ..
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bruscamente. tah·olla con pro1romi (abbagliamenti, Yertigini, en~az 10 n.- Ji costrizione al collo ed all' epigastrio) il cuor e ~ssa dal a·itmo normale al ritmo tachicardico. Si constata allora un acC'dPramenlo straordinario dei bauiti del cuore che .pos!'oiiO andare da 190 a 200, 250 ed anche 300 per minuto. 1 battiti ::-ono regolari. BouvPrel ha di"iso questi accessi in due c&tegorie, a ccessi bre,•i e ncc<'s~i Jun~h i. l primi du rano da pochi minuti a qualtr , Q cJucrue e:iorn1; 1 second1 possono prolungarsi per varie settimane ed anche per alcuni mes i. Gli uni non determinano d1e disturbi cardiaci: nei secondi "i sono disturbi della cla·colst.IOile e della r es1.ir11ZJOne secondari e consecutjvi ai prim1. Quai UIHIU~ ~ia la sua durala, essa termina come è comparsa. v11le u dir•e bruscamente, con una Jiscesa del polso; ma le congestioni viscerali !:'Compaiono solo lentamente. Durante la eon valescenza, il cuor e possiede una grande ia•ritabilitu <' la minima. causa può de terminare una ricaduta. Raramente 'luesta malattia ò costituita da un solo accesso; più p-eneralmenle, Pssi si l'ipeLono: j primi sono sempre più ~ernpl i c i e, a misura che essi diventano piu rrequent1, i ~mtomi si complicano. Nell'intervallo degli IICcessi, i malat1 1 oc;!:!ono ri prendere le loro occupazioni senza il mintmo fastid1o; la loro salute è perfetta. La progno~i è però grave; m fatti sa de..-e temere l'asistolia, e l<t morte succede frequentemente per !:-incope. Secontio Bouveret, tlUe!'l'atfezione sarebbe sempre mortale. Precedentemente Rigai ha o~servato due casi di lachicardia che pr»~entavano i caratteri principali di questa malaUia colla differ~o za che la frequenza dei battili del cuor·e era contmua. Cosi si può ammettere, stanùo alle osserYaziont falle la Rigai, che esi!'ISIICJ clue forme di tachicardia esseut.i11le, J' Ull& f• 8rOSSÌStica e l'altra C'OIIlÌOUa. \
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L'&Dùgell& e l 'atroda dei te• UcollDell'atassla looomotrtoe. - E. BrTOT e F. SABRAZÈS. - (Journal de .'vf~de cine et de Chirur.11e, rebbraio ·t 92). L'e~me d1 :1; ata«sici accertati ha dimostr<~LO agli autori che su quel numero la compressione del testicolo non provocava il dolore normale che 9 '"olle. In i7 casi l'analgesia era assoluta; nelle altre ossen·azioni non t>siste•a che una anaJge~1a limitata ad un lato, od una ipoal!!e«ia dei due testicoli. In Lutti 1 casi. le modifìcazioni tiella sensiblillil. LeslJ . colbl'e erano tanto I·Ìù accen~uale quanto più la rnalallla e ra a grado avanzalo. ParallelameulP, a fianco di rtuelle a lterazioni della st>nsibilili.l, si sono constataLi var i disturbi da par te degli stessi Orflalli, come impotenza, spermatorrea, anafrodisia. Venne pur e riscontrata, in una proporzie>ne mollo elevala, l'ntrofiA testicoi&I'f'. Deve~i però tener presente che l' analgesia l.esticolare s i osserva pure talvolta in cer·te affezion i del sistema nervoso e specialmen te nella paralisi generale, ma con un grado di frequenza infinitamente minore. Questo fenomeno può in alcuni casi essere cli aiuto per la dia gnolli delle tabi. Ma rester ebbe a determinare se nei malati che lo. presentano, questo segno sia permanente oppur e vada soggetlo a modificazioni di intensttA od anche dJ comparsa e d1 scomparsa, come si nota talvolta per ~ dis turbi della sensibthta cutanea.
Keurtte po•tlllfettlva -
NoTe~AGEL.
medi;. Zeituny, ~. 14, 189-2). Il prof. :-;'oLhnagel ebbe nella sua clinica una matala di sei anni che due mesi innanzi aveva sofferto di dinerile delle fauci e della laringe e,l era stata operata di lra cheotomia. Nell' ullimo mec;;e si svilupparono diver;oi disturbi nervosi per cui fece ritorno a ll' o~pedale. Aveva forte tosse, era completamente afona, inghiottiva di traverso specialmente le bevande, l~ quali r efluivano dal naso, quindi sì manifes tarono disturbi di vis ta e fina!mente debolezza d'ambedue
MEDJCA
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estremiUi infèr·iori. Erano disturbi I·i fer·iblii ai nervi spieali 0 cerebrali, manifes latisi alcune selli.mant~ dopo la sof;erts difterite senza dol_or~. Sa~p1arno già da lungo Lampo che dopo 11lcune malattie mfett1ve acute possono rimanere paralisi di talurli gruppi muscolari. Er~uo stat~ giada tempo osservale nel tit'o a dJomiuale, specialmente le paraple~ie. Fu il Gluber che rivolse parlicolarmeme la sua alltmzioo,.. a queste form~ _paralitiche. ~ nelle sue memorie si trova no descrilli casi w cur parahst erano comparse dopo la pneumooite, la "'C'arlaltina, il vaiolo e la difterite. Col volge1• del tempo il cer..!hio delle nostee cognizioni in quf:sta tl:r~zione, specie -iu quan t 1 t•iguarda il numero c.lelle malattie iufeltive, s.i é allarr;ato. sicché ora quasi non v· ha una malattia infettiva, alla quale non possano tener .t1etro disturbi nervosi. Negli ultimi anni ne furono anch0 descriltt dopo la influenza. Ma nella pr-a tica si incontra 11o specialmente dopo l'ileo-tifo e poi dopo l a difterite. Nella g ue1•ra del 18i1 si videro moHi malati che e t·ano a ndati incontro a tali malattie nervose tlopo il tifo arldominale. Dopo questa malattia infettiva si possono osse r·var~ paralisi di molo e fen()meni irriLativi di moto, paralisi di se nso e f-enome!1i irrilf!lìvi di sen>'o e disturbi vasomotori. Le paralisi di senso cùnsistono tn aneste!'ie che possono aver e diverse formP. l f.-nomeoj imtativi di senso sono i dolori uevralgici: ma p1ù rrequentemenle r imangono disturbi motori. Si conoscono gia da luogo tempo le paraplegie che &Yvengono Jopo il tifo, le quali danno una pr ognosi relativamente ra"orevole. Occorrono pure emiplegie, monopJegie e, ciò che è carsller islico, parulisi nella sfera di singoli tronchi ner·vosi, pal·Licohlrmenle del peroneo e del cubitale. e di altri nervi come queU1 der muscoli delle corde vocali, onde !"afonia, e dei muscoli degli occhi, ma ben ancbe paralisi che abbracciano quasi lutti i muscoli del cor po o la ma ggior parle di essi. Puo anche accadere che a mbedue le estremità inferiori od una estremitil infer iore sieno paralizzate; avviene ancora che pP.r' esempio sia paralizzata la estremità superiore sini~>tra .e la estremità in f~riore des lra o viceversa, quindi una specie di paralisi alternante. Molto piii r aramente incontran!'ìi feuo1
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RIVISTA
meni di irritazione dei nervi di molo, spa~im1, tremore. Oltre il tifo addommale una particolare importanza sempre an1to la dtfterìte particolarmenlt! per la ra~tone spes~o vi é una speciale localizzazione di queste pa segnatarnente una paralisi dd !)alato molle e una. f•a ra della accomodazione. La paralisi MI palato moltG tlopo difterite avviene ancora quando rruesta non ha "ede n fauci come nella dlfterit~ delle pia g-he. Dobbiamo qui ndi credere che il veleno della difterite abbia una predilezione per le due menlo,·ate regioni ciel r.orpo. • Ora viene la queslioue d1 qual natura sono que!<te malatlte. Si era prima pen,ato eh.- "' tratlas;oe d1 stah anemici, i lati erano co~, deboli che appena potevano r••ggersi in piedi; poi fu cretiuto che st trattasse dt una e:;:sudazione nel cervello e nell~t midolla ~pin11Ie. Il Nolhnagel giA venti anni pr ima aveva manifestato la opinione c he questa fosse una forma di paralisi dei pe1·Herici a vente similitudine con le paralisi lr'aumatiche. siamo meglio chial'iti. An1.ilullo deve e~sere bene stabili che si danno casi in cui ~i i• :-;viluppala una mieltte, ma mollo rari. Le emipl~gie sono talora ca~onetc do~ malallie o focolru nel cervello, potendo, per e~ern pio, dopo o nel corso di un tifo aver luo~o emorragie <'Prebrali , ma anche questo è raro. La maggaM parte di queste for me morbose dobbiamo oggi comprendel'le come malattie per·ifericbe. Si t ratta di una lesione dei nervi periferici, ord•nar iament.e di una neurite postwfetlivA.. Molto spesso mo.croscopicamente nulla si os~et·va nei Mrvi di notevole e solo quando si f'Saminano con più esatti metodi si r iconosce che le flbr& nervose sono deg~nerate. Sembra che vi sieno due forme, una perineurite anatomicamente manifesta e un processo degenerali,·o che dobbiamo credere determinato da una tossina, poiché le tossine agicocono pernicio"amente sul sastema nervoso. La prognosi è in aener•aie favorevole. Certo vi é da temere con ragione quando dopo un'acuta malattia infettiva si osser va una gt·ave e di/fusa malattia del sistemu net·voso.
IlE DICA
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può accadere che un tale stato morboso, quando ~er _esemp~o é attaccato il 'ago, conduca alla morte, o che sra 10guar1bile e conduca alla morte più tard1. Ma fortunatamente questi sono casi rari. Nel maggior numero dei casi l'esito riesce favorevole e v'ha tendenza a rapid_o mi!llioramento. Una volta questi malati si mandavano ai bagni, ma Ollgi sappiamo che la cura dei bagni non è necessaria. Rispetto alla terap H~ quello che più importa è di non nuocere ai malati. però gnarùatevi. dice il Nothnagel, in questi casi da una soverchia attività. Si ordini qualche cosa per tranquillizzare coloro che circondano il malato, ma non ordinate nulla che agisca enert::icamenle. P rima di tutto dapprincipio non toccate le macchint> elettriche; la elettr icità riesce bene spesso dannosa. AstPnetevi pure dal massagg io o al più fatelo solo per apparenzA. Siate prudenti nell'ordinare i bagni a vapore· Prescrivete un medicamento indifferente e lasciate che il malato riposi tranquillo. Quanrio poi il miglioramento è ar•rivalo a un corto punto e la guarigione non p1·ocede regolarmeute. allora si può aiutare con qualche rimedio; s1 può elettl'izzare con pr ecauzione usando nei fenop::~eni iN'ilativi preferibilmente la corrent~ galvonica e nei processi paralitici la rart~dica, quindi si può fare con precauzione H massaggio e usare i bagni e altri modi di idroterapia a medie temperature, ed t bagni minerali nalurali. Un caso raro di anenri.s ma del ouore. - KuNDRAT. (Al/g. Wiener mediz. Zeitun!], N. 8, 1892).
Il prof. Kun lrat riferi alla Società medica di Vienna su di un caso mollo raro di aneurisma dell'aorta. Come è noto si distingue la rorma acuta e la cronica; l'ultima avviene per lo più nel venlricolo sinistro ed é costituila da una dilatazione delle pru·eti del cuore per la sostituzione della sostanza muscolare del connettivo; l'endocardio è or dinariamente inspessito e contiene masse di trombi. Gli aneurismi cronici del cuore sono più frequentemente conseguenza di · disLurbi di nutrizione del muscolo cardiaco, degenerazione
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RlYISTA 1IEDICA
grassa o miomalacia; sono anche la con">eguenza romasia delle arterie coronarie o di una arterite sifilitìca. Nella forma acuta l'aneurjsma è costituilo puramente dalla parete esterna del muscolo cardiaco, mentre la parete interna è inca,'ata dal sangue quindi distrutta. Deriva da una endoa•·terite bacterica o da miocardite o miomalacia in conseguenza di una emboha. Nel caso dimostrato dal Kuodrat si trattava di una donna di 43 anni che era affetta da miocardite. 11 suo cuore era, come dimostrò la autopsia, mollo ingrossato, alla pun~a si trovava una protuberanza grossa quanto una f:Ìccola mela, che per mezzo di uu foro comunicava col ventricolo Nel veutrkolo sinistro si tro,·ava un secondo aneurisma e sotto le valvole alri~ventricolal'i sinistre uu terzo. Que5:ti aneurismi derivano probabilmente da ascessi provocati rlalla sofferta miocardi te.
BI VISTA CHIRURGIC À
Della rese:done del rene. - Studio esperimentale del professore ERASMO DE PA.oLI. Il prof. Erasmo De Paoli, direttore della clinica chirurg1ca della UniversitA di Peru~ia, ha pubblicato non e gran tempo uno studio esperimentale intorno alla rese::ione del rene, per invito del prof. Czeroy d'Heidelberg, affine di persuadersi se l'organo mutilato potesse - e fino a qual ~mnto - dimostrttre ancorA la sua azione fisiologica.
RIVISTA CHIRUJlGICA
Quasi n31 mede~imo tempo il Tuftier. senza occuparsi es·almente della resezione in sé. de· suoi effetti immediati -~root , locali e general1. . ave,•a. osser vato (i8 9) esser 1 e re . .d l ~ibile resecar nel cane vaste porztom e Yisct>re, pure pO -.,.,0 raltro: ba~tare alla vita dell'animale da un grammo e"c1~~ grammo ,. mezzo in med1a per chilog. dì peso corporeo 011 ~dedotto 1'6dipe st lento nel ricambio). illimitata la potenza · ·eueratrice del tessuto renale. la cui ,.;ola pat·te rtmasta tinormale e'-'sl!fe alta a produrre l'ipertrofia di compen"o (con esaaerattone di sviluppo ne!!lt eletnentì preesistenh e neofonnazioue altresi di ~lomeruli). Jl De Paoli. dopo alcune critiche ossen·azioni comple~se c:ul lavoro del Tuffier e sopra il riassunto della comunicazione dt!l K un mel d'Amburgo ( l890) entra in argomento dichisranuo avere Psperimentato sui cani, coni~di e ~alli per otleoer<' un controllo nei risultati dci dtversi auimali e una roa!!giore probabilila che le osservazioni fatte potes~~>ro applicat•si a.nc.:he all'uomo. La doppia serie d'espet·ieoze (etft!tti della resezione, con o seuza aper·tura della pelvi renate; e successivi esami circa alla mffi~'ie1tza fun zionale) fu praticata con le cur e antisetuchf' (r•arrht> lavature all'acido fénico} e fuori del per1tooeo sempt•e che gli r•iu!'lci (nei coni~tli); con sommA vigilauza ai reuoment che si succedeva no e colla uccisione Jegli animali m periodi d1versi. L':\ . a"l'lertsce aver raggiuuLo il miglior t't 'lultato nelresam~ ist.)logìco dd pezzi, col metodo del Marehi. Trattando abba8tauza estes~tmenle delJa tecnica dtce di prerertrt• la re· sezione del rene sinistro, parla dell'emorragia consecutiva, de' 'arii modi usati da lui per &rr~ta rla, della profonda sutura per• un esatto combaciamento dt-lle superfici e della rapiJa riuu one. Nel primo e secondo giorno gli animali o emettono poche gocce d'm•ina sanguinulenla, o dim<'slrano anuria completa, o polmria. o urtnano solo uo po' meno. o come l'u~to, senza rt~pporto alcuno fra quanlita asportala e disturbo fun.zionale, fra quantità di secrt-!zione e di miouzion~ quasi co-
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IIH'JS!A
stante del pesu ~pecifico e della quanttlà dell'urea, senz'adeguata !'piPzazione d• renomeuo s1 Vtlrio L'albuminuria !>pe'lso s1 presenta in modo affatto torio (conigli), ma talvolta si protrae anche per un (cani). - In due casi !"urina sgorgata dall'uretere dbl intatto diò reazione acida, e alcalina quella del sJOi"'lro (il resec.ato); in altri ùue la offri alcalina bilateralmente, in acida. L'A. si studia dt "\piegar e il fallo e pensa gi u_,,..,uu..,,....., aver porto cost uoa lraccta per piu esatle conoscenze torno alla speciale funzione dei singoli elementi renali e diversa reazione dell'urina· quindi pa<>"a a dimo!'trare rimentalmenlE> come si sYolga un reaiP aumento di penso dal Ialo inoffeso; e come anen ga l'ipe•·trofia del tricolo sinistro dove quello manchi o sia scarso. Trattando del processo <li riparazione fii notare la marca diversità fra i lubuli assai facilmente disti'uggibili e i meruli che sopravvivono inalterati o rruasi, addossandosi loro per la rt::tra~:ione del tessuto, in guisa ùa far pe li per lì a una neorormazione, che non avvtene mai la cicatrice; mentre vi si vei•itica quella tubulare, in pu isolatì e senza importanza fisiologica, giacché in seguito i tuhuli - anzi che prosrredire - atrofizzano. A d1stanza dal punto resecato osservo 10 principio congestione dei vasi iolertubulari e dei glomeruli, ipertrofia ed iperplas•a con desquammazione dell'eplleho labirintico: indi a qualche tempo si aggiungeva & ciò l'tngrossamento dPi vasi arlel'iosi e un'evidente neoformazione glomerular e: piu in là lullo si di~sipa. Anche nel rene intatto osservansi per alcun poco alterazioni più o meno prouunciale della sostanza corticale. Dopo di che d pror. De Paoli espone una prima serie di esperienze, le quali in ordine progressivo sono: i. Resezione di pal'le della ~o">tanza corticale del reof' sinistro. - Esame al 1• gtorno. 2. Resezione di pul'le del rene sinistro di comglic.. - Esame a l 12" ~iorno. Alterazione diffusa del parenchima del rene resecato e del destro lasciato mtalto.
CHIRURGICA
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Reseuone di parte del rene l.>inislro di con!glio. - Esame 3· ai23' gtorn'l. Nefrile parenchimatosa cor ticale del destro non operato. Resezione Ji parte del rene sinistro di cane. - Esame '· al 23' giorno. Jperlrofìa lieve al rene destro. _Ilesezwne di parte del .rene sinistro di coniglio. - Esame 5 al :28• giorno. Ipertraf1a del rene destro. _ Resezione di parte del rene sinistro di cane. - Esame 6 al 30' !!iorno. Ipertrofia del rene a diversa reazione chimica ,!ell"urina raccolta dai due ureleri. i. Resezione Ji par te del rene sinistro di cane. - Esame al 31!' giorno. Diversa reazione chimica dell'urina a raccolta ,j;>j due ureteri. s. Resezione del 3• inferiore del rene di cane. - Esame al 35• gior no. Atrofia del rene resecato. Ipertrofia dell'altro rene. Ipertrofìa del ventricolo sinistro del cuore. 9. Resezione del 3G inferiore del rene di coniglio. - Esame al 6Q• giorno. Lesioni circoscritte prel:'SO la cicatr.ice. 10. Resezione di parte del r·ene di coniglio. - Esame al i6' giorno. Lieve ipel'lrofia del rene destro. 11. nesezione d'un grosso tratto del rene di cane aprendo ampiamente la pelvi. - Esame al 17~ gior no. 12. Resezione del 3<> inferiore del rene sinistro di cane. Esame el 271" giorno. Con altra serie d'esperienze (5 s u cani, 8 su conigli, e una sur un gatto) l' A. ha ricercato se un rene résecato e guarito possa bastare alla funzione e alla vita, asportando il rene. destro, in tempo piu o men lontano dalla resezione dell'altro, con procedimento di verso quindi ti a quello del Tuflier, dei cui risultati egli dimostra l'incertezza. Tutti i cani e la metà dei conigli sopravvissero e sacrificati in periodi diveesi diedero argomento chiaro per dedurne una doratura guarigione. - La secrezione urinaria, il peso specifico e l'urea, diminuiti in principio, ritornarono al normale più presto o più tardi. - U rene, rima:>to solo, ipertrofizzò sempre. come pure, nei cani, il ventricolo sinistro. ·del cuore. Importante é l'esame istologico che il Ile Paoli espone
RIVISTA 938 con cura e che ci é trnpossibile rrprodurre qui, come ci impossrbile ria~c::umPre i risultati delle bdlissime esperi di cui ecco r er:umeraz.one 1. Re~ezione di partP del rene sinistro. - Nefrectomia deootra :16 g"lOl·ni dopo - E~ame del rene rimasto dr,po fii giorni. - l l'ertrotla del rene resecato. 2. Res~:-zione òi parte del rene sinistro. - Nefrectomia destra 39 gtorni Jopo. - Esame del rene r1masto dopo 67 ~iorni. 3. Resezione d• parte del rene s1rustro con l:lpertura larga della pelvi renate. Guarigione. - Esportazione del destro 64 giorni dopo. - Guarigione. - Esarn.e dopo i6 giorni 4. Resezione di par te del rene sinistro. - Nefrectomia destra 65 giorni dopo. - Guarigione completa. -
dopo 207 :rio1•ni.
5. Resezione d1 parte della con ...essita del Nefreclomia a destra 33 giorni dopo. f7 gio•·ni. - Calcolo 1rella pel"i. 6. Resezwnf' di parte della sostanza corticale del rene nistro. - Nefrectomia a destra 14 giorni dopo. dopo 19 ,~riorni. - Calcoli disseminati nella sostanza renale. 7. Resezione di par te del rene sinistro di coniglio. - Xefreclomia a destra 15 giorni dopo. - Esame dopo 23 giorni. - Calcolo nel bacinella. 8. Reseziooe di parte della conves~iiA del rene in coni~lio. - Nefrectomia a destra 26 gior ni dopo. - Esame dopo 30 gior ni. - lper trotla del rene rimasto uni .....o. 9. Resezione di parte del rene sinistro. - Nefrectomia a destra 2 giorni dopo. - :\torte con fenomeni di collasso al 2' gior no. - Rene resecato ancora gravemente alteralo per la resezione. 10. Resezione del polo inferiore del rene sinistro di coniglio. - Guarigione per 1•. - Nefrectomia totale a destra 102 g'lOrlll dopo. - Esame al 5" gior no con fenome ni d'uremia. - Lesioni istologiche della nefl'ile acutissima.
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rtesezione del 3' inferiore del rene sinistro.- Nefrectoroia destra ao giorni dopo. -Esame al 6• giorno con feno8 meni d'uremia. - ~efrite acutissima. . Resezion•>. di parte del ~ene _ sinistro di coniglio. -.Ne12 frectomta a ,de!'-tra 28 g:torn t dopo. - Esame al 2° gtorno con fenocnt:mi d'uPemia. . Reseztone di •; , circa della sostanza renate. - Guari13 gione. - ~efrectomia dall'altro lato. - Esame per tubercolosi con sede precipua nel rene operato. i4-. Nefrectomia totale a destra. - Resezione di parte del rene sinistro ipertt·ofizzalo compensato!'iamente i36 giorni dopo. - Guarigione. - Esame dopo 115 giorni. Dopo un a ccurato esl.lme e un dotto studio sui risultati delle proprie e delle allt•ui osservazioni (identità del eon-
il.
n.ettioo della giocane cicatrice col connettivo perieanalinel profondo della giocane ,ei::atrice; rapporto con lo souuppo embrionale dtti- tubuli; altera:oione d{ffusa nel rene resecato; alterazioni di siruttura e di..stu.T"bo funzionale del rene intatto; nefrite acuta da ipetftm::ione nel rene reseeato dopo [;esporta:: ione de!l'alcro; al:era::ioni dell' 1peT"irojia compensatoria nel rene reseeato ; genesi dell'ipertrojia del ventricolo sinistro del cuore; indica::ioni generali della T"ese::ione; contusioni, ferite, ~essi, tubercolosi, neopl.asmi del rene) cola~e embrionale; origine dei t ubu1i neojormati
scende alle seguenti conclusioni: 1• Si possono negli animali resecare con succes..c::o parti estese di un rene, apt·endo anche ampiamente la pelvi, purché s1 compia una buona emostasi diretta. Nelle condizioni d'asep:;i e di esalta riunione s'ottiene una pronta adesione della fe1·ita; 2" La resezione provoca intorno sUa ferila una drcoscri1ta distruzione e degenerazione, che invad~ in diverso grado i sin~oli elementi anatomici del parenchima renate; essa da disturbi circolatorii e di nutrizione diffusi a tutto il resto dell'organo, che si dissipano poi gradatamente e si circoscrivono intorno alla cicatrice; 3• In corrispondenza della soluzione di continuo non avviene vera rigenerazione d1 tessuto ghiandolare alto ad uf-
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RI\ISlA
ficio fisiologico. Tulta le parte resecat.a e !a porz1one di stanza miùollare sollostante >~uno definitivamente perdule la funzione; 4• Il r·ene resecato non secerne d'ordinario urina primi ~rorru, ~ecerne in se~urlo per lunglussuuo un'urine assar dlsersa per quantità, reazione chimica, ~enza d'elementi anormali e proporzione d'urea, da qu secreta dol rene non toccato, :>• 11 rene lasciato intatto pr•esenta nei primi giorm alterazioni di una oefrite par·enchimatosa desquammati lieve, in segu1to quelle dell'ipertrotla compensatorie plice. L'aumento di peso e di volume n'é tanto quant~ p1ù grave e duratura e la lesione del rene res 6" All'alterazione ~isleote ne· due rens nei primi dopo la resezione, fa riscontro une modificazione delle secrezione urinaria, che nei successi''' ritorna allo stato nor male. L'equilibrio nella funziOne compie d'ordinario senza che insorga notevole ipertrotìa ventricolo sinistro del cuore. Questa appare soltanto in mali adulti, quando il rene resecato s'atrofizza o per el alterazfone diffusa cessa di cooperar~ alla funzionP; 7" Il rene resecato può da solo compiere la funzione ambedue. L'eslesa limitazione uel parenchimA renale prodotta è d'ordinario meg-lio sopportata dai cani, che dai conigli, i quali soccombono più factlmeole &d una nefrite acutissima s1mile alle tossiche o meglio a quelle dell'uremia esperimentale (Mya e Vandoni), e quando sopravvrvono mostrano alcuna volla Sef!ni d'insufficienza renale. La quautita minima di sosta nza renele normale necessa ria all'esistenza non appare inferiore alla metà di quella totale d'un rene; R• Il rene resecato rimasto unico presenta alterazioni infiammatorie diffuse, cui nei casi favorevoli succedo11o quelle deH'ipertrofìa compensatoria nella parte di parenchima che sta all'infuori dei tessuto di cicatrice, P restò meno alterata a causa della resezione; 9• La pal'Le ipertrofìzzata dei rene resecato presenta in grado esagerato le lesioni comunemente descritte per l'ipertrofia compensatorie per mancanza congenita od acquisita
9til t•eue L"tf'el'lt·olia .tell"epitelio ghiandolare, e la ddìllA. !. u0~ dei vil~t rapore ...••rllann. a proce~so compml '' . '· ,.. alt"r.1onL . • .
ioni di nt ;.;- _torl' tmpot•tnnza: l'· . ti~: . Ila f uuLtOllf> . · con lt:nurto rerr lt :st· · ·nnpte 111• L" tnza. È c 111 liiJ\"Itln co~tantemente nei can: a lu1ti, C•'!l rPnor co~tao zn r e. t ni!!h. (IAII'ipPt·tNfia d•·l ,-e:.trtcolo ,.mi::tro del
1"'
raz
cuore:
Il' l..tl Jtl•lt!Zione e--perrmcutale •ttol t•,rritot•.o r~1 aie ci Junostra u• tultm•) ne~"o fra le •lh·er:<P parti di un r••ut>, e frll i ,lul' re1 , ncll•• ct•n·l!Ztollt nnrmalt e patologi<-ue. Xon st può 111Te tl..>re un t'<•r~r• anrhe couperficinhnenle. logher-ne una part•• nll:l ::;ta nc.rrnah• lunzinnP. senza c.:be tuttn rl parAAt:hima t'• uale ric:.;ntn un •li"turho funzionai<'. che ri..,poude 8 rapi d~ allt't·nztntti della ,..ua :stt·utlura; JZ' Al pt·mJO momento l'in!lut•nzn A di!>l.anza :pare dil'fondero:i per !11 \'111 clt·l ::;i-.lems nervoso, e l'arresto o la torte dirnumzi~"~ue Iella ""ct•ezione urinRI'ìa deri,.,are da una p8ralisi riOes!"H \1\:0:CHnotrin cii vno.;,li t~rritort va::>oculart (Eckhard). ~a 11 tlt~llu·heo l"tl"ll'ìonale chJJ·aturo. PÒ iu Ì'~pecie le allerationi ,!ell'eptl •IJo del lobiriuto n••lle pat·ti d>'l rene discoste calla c:ede del111 le ~tnuP. e nell"altro rt"ne IINJ toccato non tro,·ano -"PIP;!AZIO!I., che uell"a ·cumulo dei matertali di rlrluzioue nell' r!!oni"-mO e nelre"'a !!erata atlh rt.u imposta aJ una parte lmt lntn !t•l par~:nchi111n ghiundnlare; J:l• La re~ezione è indu:ala in tutlt i cas1 di malattia chi1·ur.:icA tid rt:ue, in cui l'e!"plorazione d1retta dimostra un'alterazione pA1'7.tRie dell'n r!!'ano di çui puo ,·euìr cvnservata una par'e attn a runzionare; !>• Dn\t'OCÌ{l comp""r~' operAzioni "'UI rene, si pon'"'a ~rranclt;l nltt'nzivnc allo stato del cuore. non solo per quanto rJjWa nla l llwzrouarc di-'Ile valvole, mA lo !"lato dalla mu!'Colalurn, t:tu vit•nP. ::<pt~s!"o rir-hiesto uno ~forzo maggìore. F'annn :se::uilo all'irnpOJ·tantissitno lavoro ~re belle taYole crorno-hto:.::ra.rlclw. S!Oqai ben• e-<e~u ile 1lal criovane dott. San loH!Cchi, A"-~t~lenta del prof. De Paoli. R. G.
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Trattamento clella frattura truvern data. recente. - HERBERT B UTCBER - (Britislt Jour!Ull. 30 aprile 1892). Nello scorso mese di febbraio il Barker tenne una nell'ospt>.tale clinico di Londra, nella •JUale riferì felice successo otteoul() con un nuovo r•·ocesso d• s u MUoculauea nella Craltura lr'&.S\"er·:;a della rotula di data cente. Il metodo oper·ati,•o per st~ assai semplic~ nel ~assa1'C un filo melal1iro pr'llll8 al di dietro dei menlJ per mezzo Ji un ago ricun•o a nlanico fisso, il q vreo fallo penetrare, per una apt!r·tura operata col al di sotto del ligamenlo roluleo e spinto io sopra, il frammen to superiore, in modo elle, facendolo uscire una fer ila praticata sulla pt'lle in corri<~poodenza del gioe superiore del frammento mede..imt>, venisse arma to filo che, t'elralto l'ago, v•ene a passare dietro i d ue menti P oscia, facendo percorr ere una "econda volla. passato per lo stesso forarne di entrala, un cammino al pr1mo, ma anterio:•menle ai fra rumeo~i, lo si r iarma tllo che con i ~uo• capi viene a d mcontrarsi io denz11 della i'<!rita chir urgica infe1·iorc per· e~~P.1·e ttui vi tamenle annodato. ~ascosto quin.li il nodo al dt sotto della feri ta in che si cura insieme all'altra superiore aJla comune e ova ltala l'ar ticolazione, Jl Bark" r polé presenta t e casi guar li completamenle in breve tempo con stffatto cesso, senza ci1e seguisse alcuno degli inconvenienti ad accadere con ~li altri metotli, ìn modo cbe egli si altresì a utorizzato a raccomanda1·lo come il migliot·e e esecuzione operativa e per :iesc•ta di cura . Dopo questa comunicaz1one del Barke r l'A. discute il cesso e propone uua modificazione. Ritiene imperfetto metodo opera tivo pe•· ciò ~~~~ ><i r·if~risce al passaf(gio filo al disotto ò~i frammenti e alla legatura, parendogli siffatto metodo interessando l'a rticolazione e illigamento rotula che ver rebbe dal filo attraver sato, dovesse, uv'u "''"''" le contrarie affermazioni del Ba1·ker , cagionar e una r i f,.r<!nl~
CHltWRGlCA
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articolare. :::en za dire che il nodo con quel J::islema cade in punto aseai improprio, specialmente c:e la lef!atura venga 0 ~alla con tno mt'tallico e il paziente debba per ragioni delle pr.oprie oc~upazioni servirsi del ginoGchio nel senso di dover"isi pogg1a1'e sopra. La mo titica l'ile l" A. proporrebbe &lroperazione del Barker rispon.!er·. . ol•~ meglio ai due scopi, dJ essere cioè propriamente eottocutanea, ciò che non si può dire assolutamente del sistema del Harker. e di non inter essare l'articolazione in motlo da poter cagionare in primo tempo complicaziom in· {ìamrnatorie. e rigidità articolare poi. 11 proceo;so proposto dall'A. è il seguente: fatti mantener ravvicinati 1l me~lto possibile i frammenti della rotola da un assistente, si passa un ago porta filo a manico fisso ben 'ricurvo inll~geudolo dalla parte esterna del ginocchio e spingendolo leggermente sotto la pelle fino a che arrivi al bordo superio!'e della rotula, e lo si r;; ping.e altra verso al tendine del •1uadricipitc il più che sia possibile rasente il bordo supel'iore delrosso pe r farlo uscir·e, abba,'!sandone al punta, dt~l lato interno del ginocchio in un punto de:Ia pelle opposto A •1uello d'-enLrata, quindi si ritrae l'ago lasciando 1 filo. Jel quale era armalo> in silo. Con e1]ual p1·ncesso l'ago vien poi infisso per la pelle al d1solto MI frammento inferiore facendolo passare per il ligamento tl.ella l'O lula: poscia, l'innestatovi il filo, viene retratto in morlo che i due ca pi di filo corrispondano al lato estel'nO del tzinocchio. l ùue frammenti vengono poscia confricali insieme e per ottenere un p,..rfetto combaciamento e per rimuovere ogni possibile ~"M•gulo: quindi vengono tirati i capi del filo e annodali stt·etlomente, nascondendo il nolo sotto la pelle dal lato estet·no atlra ,·erso al forarne della puntura. Così si ottiene una Jegatum permanente solloculanea intorno alla rolula, !'enza che vi sia rerita e che !"articolazione ne resti interessata. Il paz1ente è mantenuto iu letto con un apposita . stecca, senZ!I perme,tlergli movimento veruno dell'articola zione almeno per dieci giorni.
R.
IH
lllVIS~A
Sull'uso della. cocaina. in chirurgia. ;-ur{!ie. fel•braio 1892).
Alla soc·.-l!i di c!drur!(ia di Parigi, nelle "edllte del 16 e 1:1 gennAio 92 ebbe luogo una importante scu,.~iont\ ~ulra.n·el .. nam,·nlo per• coraina, di cui credia ulil.:- di dar qui uu r·a~suoto. BERGER r,ferisc<> che uu uomo di iO anni presPntatosi un j,Jrocele ''aginale chf' dala da due mesi, Yenne ""'"">O"'" al metodo di cura che pratica abitualmente: vuo<ata ia vagì nale, iniettò cir•ca tre cucchiai di una soluzione di cacai al 2 per 100, che si ll1sciò per· utJ minuto, quindi si per· iniettare in s:eguilo la li'llura dì iodio: nessun hcid Dopo 20 minuti il malatr) ritorna s·'lnte:Jdosì male: " vie11e pronlarn.,.nte il coma, la faccia e le membra agi da moti convulsivi, l~ pupille dilatate, rigidezza tetauica cialmente a destra, e Hualmente dopo un quarto d'ora mot·t~:~ per sin<:ope car·diaca malgrado la respirazione c~>mbr·e !li
ci~le.
Alln autopsia si rinviene congestione generale d<'lle ningi e dei polmoni, e di più una insufficienza mitt·ale delle lesioni di alcoolisrno: la va ginale normale e non municante col peritoneo. Indubitatamente la causa della morle fu l'an-elena per cocaina: ma come si può spiegare? Xon per la troppo forte poiché si iniettano senza danno dosi su Occorre ritenere t1·e particolari: 1• la .data recente ddl'idrocele, per cui forse la non ancora inspessita assorbe di più e più rapidamente; 2" l'insufficienza milr·ale che for:;:e ha per effetto di dere la suscettabiliui del cuore !Jiù considerevole; 3° le lesioni alcooliche e le aderenze del fegato a'l fr·amma che rendono quest'organo meno atto all'e zione dei veleni. REct.us ammette la causa Jella morte, la cocaina; discorda sulle dosi da impiegare: si ebbero accidenti iniezioni della vaginale alla dose di venticinque centigrammi così egli non sorpassa mai i 20 centigrammi in diluzi
CUIRU RGlt:A
arAn Jt.: :Il queste condi~ioni In ane:<tesia
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e ancora per -
110 wo . 'd . f. tta ,, no11 ~1 hanno a temere ac~1 enti . e L\B~!· 1·, ce una <-o la ,·oiLa, nel t f:if'!l una iniezione di 25 e;~ti~. di I'Ocnina 11~lìa 'aginale, cd il malato ebbe per due c re una d :-pnen mollo .11quietante: quindi egli \'Ì ha r inun0. to· C'Jll< ~-:c altri ca!>i dt accidenti simili, ~opraggiunli tra Cl8 · Je .:uani di il'lt'i chirurghi. Q6::->c !'l 'l'li'" • •la ,; 'Ì m~> si cinquanta ,·olle alle iaiezioni sotto~ut· ,. i <:•Jcll.ml: U"'Ò ~etnpre una soiuzione. a 1/ 53 , eJ iniettò .!o'<~ tra uno tJ ~elle eeuti~r· . , osserYò lre \'Olle fenomeni •l';nk•-'Sicazione, llue volte lPggieri, una volla gra\'i. :'{el prin1o eu,o. e<:tit',•U7.ione d1 un :,ranglio sotto mascellare, iniettò j ce:1tig-r.; alla tìne ùella operazione il malato fu preso da mu!er<"cre, loquacità, formicolio alle membra: g li fu fatto !'espirat•e <loll'··tere e g li accidenti scomparvero in u!'!·ora. Gli stessi fennmen i si ebbero con una iniezione di 3 centig. in un gio\'ine operato di fitno8i. Fenomeni più ~ravi si ebbero nel t·~t·w casn con iniezione sottocutanea d i 4 cenHgr . in uua cu1'a radicale di id t·o..:clc semplict>, seguita da un centigr. 111irtt~to nella ,.a!.('iuule: quatlt'O miouti dopo questa !;econda inir>zJon"' in~o t •se l"o l·m icolio , inqu ietudine e.J una s!)ecie di ,;e••:>Az•one di morte; si ope;·a ciononostante senza che il malato st•nla nulla; vi ha impotenza completa ùelle membra •. •al e anest•~!>iu che il maluto uon sente le proi-'rie braccia. S krrninu r up1 lamente l'·>perazione; aumenta l"eceitazio::e ··ereht'ale, lreJ.ci minuti dopo l'miezione il r e spiro si accelera, 'e pu !>az iont cardiach.> energielte, le pupille diiaLate l 1 <Jc~uito tutli questi f•>nomerii scompaiono a poco a poto. St tralta,·a di un uomo leg~errnente a icoolico, ma nou neuruj.lf•IÌ\.'0. Col ripot·farr: questi ucci,lenti 1! Quénu non intende fare il proceo:s() .ìo>lla ('()Caln&, che r 1tie ne u n utile rneùicamenlo, ma solo dtièllr <·he hi<::ogna e!'Rere mollo riservati nelle ùosì. Specialmente nA IIa vaginale ~i iniettarono dosi troppo fol'ti: quantunqu•! sia vero che si evacua la maggior parte della cocaina inietta ta, èiononostante è prudenza di non iniettare ·che la ùose di cui si accetta l'assorbimento, e che non deve ollrepa,sa re i dieci cen t1 ~ ra m mi.
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RIVISTA
ScHWARTZ fece circa 300 operazioni coJraiulo della cocaina~ e non os~ervò mai alcun accidente perchè nelle iniezioni solt.ocutanee non oltrepassa mai la dose ùi 5 a 7 centigr. : una sola volta ebbe un allarme per una miezione di 10 centig. di cocaina nell'estirpazione cii due cisti spermaticbe in un uomo di sessanta anni. Subito dopo l'iniezione il malato fu preso da tremiti, ma, evacuata to!>to la soluziout>,~i fenomeni scomparvero dopo mezz'ora. Occorre disliuguer e tre specie di operazioni per le quali si impiega la cocaina: 1" quelle sulla faccia e sul tronco, regioni dove non si può applrcare laccio costrittore: in tali casi non si deve oltrepassare la dose di 5 centi~r. - 2• operazioni che si praticano sulle membra, ove si può applicare la f!lscia d'Esmarcb: le !'ecenti e:;perlenze dt Kummer di Ginevra mostrano che tale fascia impedisce la diffusione del rimedio: la dose itnpie!!ata può quindi essere più forte. 3" infine operazioni d'idrocele vag-inale in cui non si deve mai oltrepassare i 10 cenligr. Un altro fallare t•ende anche difficile lo stabilire i limiti precisi dellt.\ dose adoperabile e sarebbe la suscettibilità individuale che è estremamente variabile. REGNIER non 1mpiega la cocaina rbe a piccole dosi, e ciononostante ha osservato uue casi dì accidenti in indivHJu i cardiopatici colla dose di un solo centigr.; ambeJue furono presi in seguito all'iniezione da accidenti sistolici, pei IJuali uno dl essi soccombette poco dopo. MoTY impiegA da tre anni in modo corrente la cocaina in specie per l'estirpazione dei denti e non osservò che accidenti legget•issimi: crede abbia grande importanza il grado di concentrazione della soluzrone. · RÈcLus riuni lutti i casi di morte pnr cocaina, 15 finora: dì questi due vanno eliminali perché trattasi dl ingestione di gr. 1,50 e gr. 1,60; tre vanno eliminati perché tratlavasi di polverizzazioni sul faringe e le amigdale, e la dose imposta resta sconosciuta: questa forma d'impiego della cocaina va rigorosamente proscritta appunto per l'impossibilità di dosarla. Cosi pure va eliminato un caso di Labbé a dose anche sconosciuta. Reslarro 9 casi di morte per inie-
CBIRURGIC.\
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e· in ·, .li fllle!<li la dose ru evidentemente tossica, da
.
z•:o1~0 a gr. 1,1)11· in due cosi di Berg~r furono iniettati $! •
:n.
.!l'
u,2Z i1 cocaina. tale do, e duoque ptw essere
0 !:;rt~le t' non bi,oa-na mai t·Aggiun)Zerla, e la :;ua propria. c:perten7.a !!h .!t m strt') c hP ~ono 1\ 'tche inultli, potendo~i
~~ 10 !:? cPntigr di cocAina <'"e~ru.re ope1·azioni cons·0 derevnlt, p es. la ~A<>lrotomta, la Co•·mazione d'un ano artificiale, l'Apertura 1 Asce"~i epalki. la castrazione. l"e!'lirpa1,00e Iii tlltllOI'I scrolalt T rd i l:! ceut. .!r. c i 22, che è dnse mot•tale. "i è ancora un surfirientP marJ!ine por lu idiosinCI'asie indi,•tdunli. nue os<>l.)rYszioru mer•ta 10 dtscus$ione: una di A badie in eui una do 1na di i:!, anni che era morta dopo l'iniezione di 4 cenlif!r .•ii eocainA, l'11ltra di Bue hard •n cui con IO cenligr. iniettati .. , ehbe sincope e morte: ma nel pr imo ~so avevano proct>duto allocchi di apoplessia, che proba bilmente rit no,·anJ v:i ra~ionarono la mol'te, e.;seudo mancati i !>in1 tomi d'avvelenamento; nel l>econdo una forte cosLrizione rinvenuta sul corro pare ahbia. impPdito 11 risl.abil irsi tfella respira:zionP. Pensa pur~ essere importante il ~rado di concentrazione: non deve mAi c:o•·pas~arst la do"P di 1 s•J 50 e studi m cor so tendono a dimostrare che ~a ra !:'UfflcientP r1uella di 1 per 100. • FF.Lrzt. 1 è preso da terro1·e retrospelti vo a questa discussionP s tlle olosi maneg!!iabili ùella cocaina. sentendo che 1 o 2 eenligr. bastano per ottenere J'a neilesia; egli impiega 1 nel suo "ervtzio dei ranciull• ~oluzioni di 1/ .,. e di /t'J e non osservò ma1 alcun a ecidenle neppure nell'ablazione di llOgionll Forst~ rleve concludersi per una maggior tolleranza de i iancinlli pel medicamento. BERGf:R ricor la un accidente leggiero occorsogli, dimenticalo sllnrché riporto il suo CS!:O mortale. In una punzione d'idrocelP 'IH!inale, ir.iettati 30 ct~nligrammi di cocaina, la cannula l>fup:ge e l'evacuazione del l'imedio non può effettuarsi : s1 ebbe males•wre, e qualcha vel'ligine che si dissi·parono in mezz'ora. Rt:cn rs, facendo la cr itica dei l'asi mortali per cm:aina con·
RI\"ISl.-1.
clu"e che morte è .-erupre rlnYuta ad un errore nel rnelodo d'imroie::!arla: mtt •Jut-.la ~rrorr "-Ono iuer·~nli al melo lo ~lei:i->o. d'altt·a ;..arte bi~o:::ta bt>ue t!hliaguere tra ll:l seruphci applicaù>~i per· ro~rtalto. Id iniezioni i!llerstiziali e JUt!lle della va::1• ai•·. 1rr qu .. ~tc ull•lll• la rynantità "eL ata é e,·ncuata uopo tlll minuto. é irnpo:-.... hi e che ~iu tulta &<:!>..,rbitu. Ha~k·••ttlldn c:ulln olost• IIIÌt>tl&la ~i la •Juindi una cratica ingiuc::trt. Kon bisc,gna duuentrcnre ezittudio che ,-j furono de!!li act:.dt 11li cor1 IO. ì. :>, !l e pea·llno c •n 1 centi!!I'Hmtno: non vi e qr.rndi .lo-.~;~ urnuea- .:181Ji!e. Dal moment-1 che ;.j hanuo acCide·ati cou rlo-1 mmrrne 11(•1 l'i u·o.,.iamo u-la i 1eutica f'ilua zion~" che ri!!lllll'dn il <'lornformin. ne1i nnn !"'"''iamn prPvedere -.e in-.or.::-er-811110 AC ·i lér:ti. Of·pure no Jn.r.JAl x ha "'P"""O unpie;:tllO tldle dosi II""»Ì forti ~enza so~pella1·ne 1 I'""I'Ì•'nli e non t'bi> ... <'11! una c:ola YOila un lieve
allnrm.. <;enza imru,rli!IJZA: .:a •p1e,;ta di~~'U"l':Ìone l'i-ulla esser" gl'andi dillim~IIZE' nello f-<U"c8llibilrta iroùividuRii: d~:~l momento che il l"im·•dio pul1 l·!l~ea·e pericoloso occOI'rG Jiffidar'lle. Oac,.bé pratico iniezioni intt>rstizhù di <·ocaina, T tlliaux fa selluirtl l'incic:ioun imrn.-, lialJm•·nle, raneste"-ia ~i J•r·otluc•> all'•slanle c l'inci,.;ionP irnmeJial11 ha il vantaz~!l" d1 f11r colare la parte non utifiuata li• cocaina. REcLt:S uou ,.,•oh> che "•r•·ndA il metodo re«pon<:abile.l egli error1 dee!J operatori: n~l e , ·sserv.,zioni dr m••rte pt>r rocainn pubblicat~ in !lo,..e ru "t:lllpl'e su?e.·ìnre ai IO cenli~rarnrni: fino a nuo,·o or·di•·e si puo ammdler... tale do,.e il limite della do~e rnaneggiabiiP.. G1n,·a ancJ ... ripelP.re eh .. rJ ~rado di <'Oncenlruione è d'im.portanza cap1tale: t! r·!Je dt>vC'si attenersi ali•, do~i di 1 a ~ per 100. La \'8!:inafe pllre prù perJcnlosa per l'a;;:"orbimenl.o che il les<;•Jt1 cellultil'e, e"i.:A quintli una particol11re prudenza nelle rlo~r. e d'alt•·onlie ha-,IJluo pi ·cole •lo;:i a compiere operazioni cow-idc reYoh. C •.llnt' TJI!aux e~h prnli(·a l'inci"ione cutanea ammt>diatameule dopu l'ltl.eziOIJI' dellu f'<JCl>l1! 8.
Pozzi : il pN'i('oln deJJa eucaina sta nella differenza eli ;;u-
CHlRU Rt;fCA
tùb•lit/1 111 h,· ..luale. Al ·estero giè "• era badato a questo
~o. e dnl 1,,., Wòltlcr non c:nrpa«!:A\'8 i 5 centigramm• ed 8 h uure. {" na•' o 111 !ica nel ,uo tralt.nlo di ginecologia :\l a eg . eali ros~l:'r'· • IU1Cl lt" acc1.. l ~~~ L'1 •f 1 l'•polhllla anc l 1e con 1 cenl~;.rraJOIIlll; O •.:or re qu Jlldi UOil e;.lr• ffiA f•I'UÒeOZu.
B~:RGt:H r1ce,·ctte do c;errnatn s,•., una lt>llera. in rui ri corda Il\ <'l' puhhhcalo n t> IlA .\Jflòecin.e mocln·ne due a r ticoli c:ugli 8crh!<'lltl do,·uti alla cocaina. e vi r :porta due slali>'uch<' unn Ili 9ft w·c~<l~ntl. con IO roorti, e l'altra di 170 ac-
cid<>uli. e l Il mor·t1 . E~l i .. ep1 e pu:·e da nn medico militA l'e <li tm caso in cci accidenti f!TA\'I'"'m' "Ì prolus<>cro in ::e~uito A due iniezioni di cocAi o t n :; ~o.:c•~: ,li non ..,o'uzione ~> per 100, nella ~n' Ì\'1~ pt>I' r~"tirp>~zJOne •l' tt:l d•·nl••: uccidenti scomparc:i dopo 111ea'orR. Il HP.I'!!CI' t•ìJe,·a la fo rt~ o:OJI('entraziolle della soluzione
u;::ala in •111• !oitn cD."I'l e 11.1 dn!"e lr()ppo forte. tenuto conto che
J'miezionL\ •t'H folla alla faccitt. c ongT&!ISO f'l'a.noese di obtrurgia.. mB.!- '
( R~>oue de chirurgie.
l'lfl2•
11 Coo.:re,,:~, f!'81l''e"e di cbiru•·g-iR l~nne la sua sesta !;Czion~> 111 Pl!.ri!.!i tlal l" a 2:: Aprile del corrente a nno solto la pre,rde· ~.~ ,J,~I Dern •n« dì Bordeaux: fra i presidenli d'o·
nore ern ,htlo cldto il C·•.:• di Genova.
Eran • pn"lt' all'ur•iine .!t·l uiorno le se~uenli questioni: l. Palo!lenia e trattamento clt•llt> caugrene chirurgiche. Il. Pnto!!euia degli a"cidenli infettivi negli indi,·idui urinarii . Ili. Op t'fiZÌtHti chir ur:.riche <>ulle "ie bil1ar i : risultati im-
meJioli e r.:>moli. l . J'fltO!Jf.nill e trattamento tlelle canr1rene chirurgiche. JE.\XNEt. relalore. - Canfrr ena e putrefazione son due cose · diver"~ La eangt•ena è la mortiflcazio11e dei tessuti viventi: la putrefa;r.1o1t0 .~ la ferme11Lazione putrida o settica dei tes-
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RlYISTA
suli morlificalL La cangrena può. 5=ebb~.>ne raramente, non essere putrida: ç. quando lo d t ve n la ... ~e m pre secondar iamente. e ullora sopraggiungono ~li accidenti de l"mfezione sellica. Può anche succeJer e il contrario: un microbo !';etti co invade i tes~uti e ne determina lo sfac..,Jo talora anche si incomincia con una infezront> 1<enerale, durantu la quale un trbUDl<smo insiguilìcaute provoca la cangrena della reg~one colpita : havvi quindt uoa cangrena che i!enPra sellicemia, eJ una che é da que"ta genet·ata. La prt ma è una lesione lr<>fìca · questo disturbo tronco pro iuct> sellrcemia sia per assorbirne n lo di sole toxioe non microbicbe, prodotti della mortificazione solamr•nte, sia per assorbimento di tali loxin .. e dei microbt "' '"i. A ')Uesta clas:re sppartenrrono le can::rrene consecutive a lestoni vascolarr, quelle lill cause coc;tituzionali, stfi id~ al :oolismo , diabet<', ecc.. o da causa sconMciuta o, in apparen1.a. "JYlntaneA, come rJue lle cousecutive a compressinne o rollure di vasi per traumi, lesioni nervMe. congelamenti o scottature, ergotittmo, iniezioni interstiztali di talune so!"tanze chimiche. Non si conosce microbi) sp••cifìco della cangr.-na alr infuori del vìbr10ne settico di Pa'Oteur: ma parecchi, o particolarmente i mrcrobi settici ~ piogeoi pos<>ono produrla sia nel punlo dove !"ODo inoculalt. "ÌB io punii lontani Jtl'r embolismo: e allora sono possibilt parecchi processi· 1° un microbo settico mollo virulento dete1·mina dapprima una setticemia generale, di cui la cangrèn& del membro inoculalo divP.nta il sinlomo; 2" uo microbo. coo proprtt!IA ~peciali, si coltiva nel punto eli inoculazione con tale inten"ilil che finisce colla can!!rena del membro prima d·in,•aderP lutto l'organismo; 3• un microbo più o meno banale si inocula sopra il membro .run organismo previamente infetto, inlossicalo, e vi pullula in tale eccesso che finisce col cangrenare la regione do\·e ru tnoculalo. Tutte le can~rene rientrano in ~Lno di questi trP tipi: la seUicemia cangreoosa o caogrena (ulminante i' ti modello del primo tipo, in cui entrano le cangrene delle rebbrt in-
CHIRURGICA
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_ e· un e~empt) del secondo tipo sarebbe la pustola maretti"' -le caonrc!lc ' 1et- ci-1ab et1c:, - 11e1 , - ma 1artcl, - - d eg1·1 alcoo,-tstiJi~a: . -co"t•tuisconn ,1m• li e del terzo li po. conta'I''J rit•lla eangrena. - Le cangrene troHche re,.1800 lnra iuat•' Alla r egione che subi il disturbo o rarreslo di nutrizione che ,,. ha prodotte· occorre talora un'influenza .::terna. un Je~!!iero trauma pf'r mizìarlt>, ma l'infezione mie~-.bica non ,-j ho parte. F1nch;. riman~ono cergrni, a::-el.~clw esc:e r1on -.aranno nè conta~ìose. nè im·adenti. [)ell'ìn.f~ ;t()nt pf'(Jdoua dallrt canarena, o insorca durante la eang rena 111a non dipenrlenle eia questa. Le canl.!rl!nt• tr·otìche amicrobicue m ori~ne non S'Ono infettive: fu diulMlrato clw le reaztoni chimiche che hanno luogo nei lf·-~uti mortificati ler·minano colla proJulione di ~sioe p1retogcne, ma non SPllicemiche, il pericolo è quando il rocolaio Ctlll,.:rcnoso <li v<>nta l'letlico: ma la setticemia non è che una c·ornplicazione, un accidente nel corso della cangcena. Le cangt•ene da sellicemia, al contrario sono microbiciJ.e per ori!tim•. E sempre una inorulaz:tone microbica che infeUa pt·ima localrnl'nle, poi tutto l'organismo, e dr <-ui la cangrena ,.. la :nanife-;t.azione il sinL•>mo: t.al•)r~ può mancare: è uru1 cAn,.tt•ena aintomalica. L'eccessiva Yirulenza del veleuo m1crultk•> ba.-ta spesso a creare lo stato ioreuh·o da cui risulleré la cangren». Prrò l'ot·~anismo può essere più o meoo tii'-PO"'to a subirP !!"li effelli della iuoculaziooe; può essere r·errall.ario, ma può Pl'lcoere rPso molto sensibile a tali effetti da certi c:tal! dialesici, palu lismo, alcoolismo, diabete, e<-··. Trattartl-'ftlo delle cangrene. - La classifica;Liooe palogenica pre,.eciente conduce a conclusioni terapeutiche importanti. - occorre distinguere trè <'.asi: Jo La cangrena è trojìe'l, ma è ancora asettica, (,mierobièa. - Le indicazioni sono precise: o prevenire accuratamente la sellicemia, mtullenendo l'asepsi del focolaio cangreno,.o, o ~opprimerlo cvlla orupula:z.ione per impedirla: ~i deve purP amputare per sopprimer•e i dolori risultanti dalla nevrite.
Del
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T1· ... Jl:"ll!IC:le '"u•J 1 n--,..ib:li. rr) fl"j)eiiHZionc r> i ,.Jimi::azione ::-ponbnea de>! ;:eg-wento c:uH:J·enato. metodo tli ne ·A"':'ila allnrche lo :"Ialo patoln~:r.o uerYè0 - \'8~eoiHrP. rl:e or.!!ina ),l «fa.celo •! ù'origine
co,tltuzir,nale. t•llor ·hè 1 limiti de;:11 E'il'~ ti del trJluma "'Ono poCD preci<::i. ullflrrh .. Il lrau111a cnlfJI un tliate:<Jcn incapaca cii "'Op!Jnrtm·e llll allo opt>rllh\'o: '•) aroputuz•or:e IArii\'A e l cconom c~ .!oro la limitazioue "f•<llltao"n ùellt~ cilll!!r •na. melo io ia :::eauir-"i ollorcht> i"C:Olll!'Siono !e raz1on che im~Jùne,·ano ·aspelt.ozìune, d nmputu?.•on~> pr:mitivR: metodo di elezione in Lulli ;:tli altri ca,i. 2' l.fl can!lrenn P troflcr, ma " inoc1'lata. - Qu• l'ampuln7hne ttpf·nr·t- p111 ne ·e"'~aria: ·ero t ""a C'Oll'-t'l'\'8 no11 soolo le slc"="l.l •·••nlroinùkuzJolli eh .. nPI caso precedenLe, ma 11011 é p1ù pr·&licobile n~i casi rli "ellicemia ~ià Aulica, con '-lat.. ~t-nernle .l'l't\,·e e !lemmone setti<.:o rnvadente la lutulilìt dt•l me1nbro. Lu !';ola condotta ra,gione\·ole rortsislr~ Il( l o !-:f.ri linN ·>l tPrmocante• i.., lulii r f •cola1 .li rit ·nzione det li'luidi >-elli..:i. la\·nre al sublintalo, polverizzare ùi iodoforml<l c IHnnin . imb·1lsamllre il membro sellico c(ln un
ps·oces.:o 'lnal-ra"'i o.: cur~tr·e lo !>lato ~~~n,rale. ;,• Ll'f Ctln!Jrcna è to~~ie'l. - ~ot esi«le allrn rnPzzo eh.: I'R-pCLialione c l'imhal«amaz10ne Si " vaulala l'amputazion~ ma i sut:c~--~i pubblicAti sembrano piuttosto rifo~rir·si a cangrene tr·ollche pulr.de pr~st' a lorto pe~· sell cemi~ caugs·eno,..,. BERTIIo'lrF:R r·sfcr·i~c" un •·A"o di ferita al !JOplite inlerec:!'iante le pnt·ts u1olli. il fa-ci'> neneo- va ...colan• " la Ycma saro•na mlerna. ::e!!Ull(• da J !!Stura ùeJI'arleria remorale aJl'aptCè del Lr.an~olo di Scarpa, e dopo tre giorni da br·ivJtli, delir·io. fehhr.• (' con~rena, che sale fin .;;opra il ginocchio: r•fìutata l'ampulnzs.,n , L\. a,·,·iJuppa i1 membro na cotone idroHlo: lo "lato !{rave c~>--c:a dopo otto l!iùrni e sotto l'influlnza o!eiJ'A, \'OI!!trn••nlo nell'ovatta idrofila imbe,•uta di :.ublunuLu o rl t rwstlo t'e111co si fece la mumrnificazione Jella gamba. Jll'ttticola l'amputazione ta,•diva si ebbe guat'J!!'ione completa.
CEiiRt:IH•ICA
Pr<'5 cuta le -.e!!:neuli conclusinm pratidw: 1' Con "'ul•Jllli mollo gt'A"i ~ Jtl'cferil•ile ric,H·rert· alla Huiftc.Rzione dell~ pArli in "-facelcJ ~ atlendPre per l'in1111111 t,ervenl rle:milt Yo: ~ p l' pre,·euire ùurante la mumrn•licazi ue l& di:.len~ione !el t.! 1·arli p ..r l'accumu.o di !!az. incidere prof,ntdarnent • · l termo- caulerio. im•nediatamenlè al diwpra d"i Jim ti d !.o -faceto. e in lin·ezinne parollela all'a~-,. e del 11 tembr
• :~· Po:!r l'emo"ll\::;i. a ll'Allo dell'operazioni?. ricor rere piulto-to nlln hJr•ìon .. che aUa leaatUl'a tiell~ arterie in CAU>'8 òella e ... tt·.. rml fr•abtlihi Ù•'lle lorn pareti.
ti~:et"-IHI :\1.\RCIU='T riferisce un ca~o di mr.rS<icatul'n di cavalln 11ll'avambraccio de!ltro in apparenza poco grave: mal!.:t'lloln larghe dtsinfeziooi delle fer tte co::tuse e succes si vi shri~liameuli, 5i s"ilu ppò edema eno•·me, od in segu1to ~;tri;;;•·t: rM;;e ùi iin i'An~ooite co11 rigo nflamen lu ùei gangli a!!celluri e infi ne c nfjse ma cir,·.oslt~ nte e ~a11grena delle pittJ.!lll' con ltlm pt.:ratu ra devota prima, poi rapidamente ca · deute a !313,.;. dispnea, pol~:~o rapidlSStmo: fenorneaol ogia che decis·~ al quinto gior no per l'amputazione, che falla senza clvroforlllio non fu av-..·ertila, non die il' emorragia, ma cbe 1lal ~iorno succe«-<i\"O produ"-se rapi lo miglior·amento e e:uari!!inne. L't>-am<> balleriologaco della sterosità raccolta dalle piaghe duno-lrò la prt'-"enza dt due spt!cie di microbi: lo --trepto· ~'lc~o ploo:eno ed il vibrione S'!tli<!O. L'autore riconosce aver commC-""'0 due errori: ùata una pia~a p"'r mor s'> di ca-.allo, per qua"lk' quec;ta seml>ri nella e pu il<l. de,·es• fare un lar :N "'l>rtgliamenll) per far e una ac~urata d ..mr~zìone della I'Cgione i'oLLocutanea adiacente, cio clJt! eglt non fece in CJUe:.to caso, e che praticò in,·ece in allrtJ caso con pieno risultato. L 'a ltro e rrore fu di aver troppo rilurJata l'amputazione, la quale si impone appena sio ··on!'latata la complicazione cangrano~a. \ EH~<EUI L. La •Luestione delle cangr enc chi rur giche è otwll'u assai oscura ed il caso di Gérard-Marcha.nt, studiato con cul'a solto l'aspetto ballPriologico, mostr·a a ncora una
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Ili \ISCA
volla ti J•er•colo, <! quasi la spt.:ctticita dr•lla morsicatura del cavallo. E!!lt ha già r•petutAtnP.nte fall0 notare la gravità di tali morsicatura imbrattale dJ terra o di saliva dei cavalli, ed ha mostrato che qua:,;i sempre Yi si trovano associati il Yibrione .:;etttco eù il microbo Jel tetano: nelle morsicatura di cavallo bisogna aspettarsi di veder insorge1·e una Jelle due complicaz•oni. Quindi al più presto possibJie OCCO I'l'e fare larghi sbr•gliament• col b1stori o col let·mo-cauterio, e se qut!Sll son•) insufficienti, amputare il più presto possibile poichè il ,·ibrione settiro difficilmente si arresta. In rp1este amputazioni biso~na guardat•si da fare la riunione imme•liata. Villa1•s e Ricard fecero amputazioni in pieno te-.suto cangreualo, non fecero alcuna riunione, ma soUopoq •ro le piaghe alle polverizzazioni fenicate, ed i 108lati guarirono. Verneull r1tiene che le polverizzazioni fenicate coslituiscano appunt•> 11 miglior proce!'so d'tmbalsamgzione. LEPR~vosT riferisce su tre casi di caoj:rrena !'ìopr agginnta dopo la r~ezionc sacro- coccigea col metodo d1 Kra~ke. CAM PE:-:o~ io 10 anni vide t2 casi di setticemia !!asosa primitiva, cioè insor gente nelle 24 ore dopo l'accidente. Questi maiali presentarono tutll lo stesso quadr o sintomatico: gonfiezza dApprima pallida, quindi una placca srumata che prende in seguito il colora di foglia morta, infine placca bronzato; e contemporaneamente sono•·ità gasosa che progredisce fino a grandi distanze. I sintomi generali sono variabili: talor a lo stato generate rimane so !disfacente, talora ba\' vi agitazione, stupore o delirio, col'tipazione o diarrea. La temperatura ha una elevazione a forma tipica, senza remissione e r aggiunge 39 a 40 grarii m òue a quattro gior ni. Eziologicamente nè l"elé., né il sesso banno importanza, ma à da notarsi il fatto che s ùi 12 casi, 11 ebbet'O le loro piaghe imbrattate del pulviscolo del terreno. L'esame batter iologico fall•) in quattro casi dimostrò tre volte la presenza del vibl'ione sellico. L'amputazione più <' m~no pron ta, o l'aspetl~zione fu la cura seguita.
CHIRURGICA
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Concln- JOUÌ Jen vanli da tali falLI SODO: 1• dal puntO di visl.ll ~·aW~i!n i co. rimbrallatoenlo delle piaghe colla polvere del suolo ha un'importanza grandissima: 2• dal punto di vista torapenlìco: nella forma lenla si può tentare la conserçar•MC, n• Ila forma acut.a bisog;na amputare immedialalllent!' REY, tER ,.lima che nella paLogeoesi delle cangrene non si sia tenuto conlv sufficte ute dell'iuflue~a del sistema nerçoso. d•C e ~ v idenlt! tn 80 p. 100 almenc dei casi. Negli animali le !lezioni nervose prcd1spongono alla cangrena. L"inttueuza delle d1scrasie non ... diretta, ma si fa coll'intermezzo del sistema n~>rvoso: 111 (]Uesll maiali manca sempre il riflt>s,-o patellare. Tale influenza del sisLema nervoso si e~rci la taulo s ulle cang rene selllche che sulle asettiche. LevR.-I.T rtrer1sce su due casi insoliti per la loro palogenesi, in cui la can~rena sopravvenne nel membro inferiore in ;:eguilo all'applicazione della fascia d'Esma r ch per 21-, e per 48 Mo fatta per ottenere il raddrizzamento lento di ginocchio valg-1• . La cangrena fu t.otale ed asettica: l'amputazione tardivA, l'esito la gual'igione. RICA RD. La cla!l'sìfkazione patogenica delle cangrene pr ..... sentata da Scannel è incompleta: essa trascura tutta una categor ia di cangr ene intermedia Ira quelle lrofiche e le tossiche, una categoJ•ia di cangrene miste che vo~liono per prodursi un lt·aumatismo e una infezione: àimoslra l'asserto eon un ca<:o illustrativo in cui la cangrena insor!"e alla coscia per lieve infezione alla piaga del piede un mese dopo ricev uto ti trauma, un calcio di cavallo. e colla rorma del ferro ·h·· l'aveva prodotto. Questa o!l!leJ·vazione spie::ra la palo~enesi di un gran numero di cAnj!rene chirurgiche: quasi tulti gli innesti di le s sull vtvi hanno una vitalitA assai indebolita: mantenuti asettici es,.,i llunno probabilitA di vivere, ma attaccali dall'inrezione e'-i ~~ cangre nano.
9iti
111\"ISU
lJ.-P,ao•JCr~tn,hgl
aceirlcnci m,lettici
neqli itl'lir:'·du; a{'•'l! · d(( mrzlaccie lll'Ùl.flrÌ". Gt:YO:'-.. re!•1tore. - L'ill~t:'/.11 ·t~ iell"a· parec•:ùi ut•inerro dt•lel·min i acmileuli lo..:ali e !l'ener·l\11, rli,.lntli chr~u:aruenle, collt'!.:Ait "otlo l'a"pelt•l paloe-cniro. l 'appat•nlo uroJlojetko HJ" ·l'lo a !l'e ~terno pc t· Yia ciP l !>Uu rn tAle e-cr~tore pare un catnpo pt'i!f·arato ali azinne rlei qPriiJ1 infelti\'i, Che fll81lLÌO l'in\'adoJI() \'Ì d!'let'llllll8no ft?SÌOili IJ'CPndeuti. cl,e " ')r' conie rl tijJO fiellt' le"ionr ·or• tliYe de:::li apparati :!•&ndolar•. ~lA lillA \'olta creal•l que«to fo ·olaio l"H c-ente inl't!tth·o ~ uò im·adere tutto l'or!(81lÌ"'mo. Ora Jll8le è questo &f,!Pnt~? In quali cotJd1zion r> !'Otto quali influenze può superare i cmrll11i dt•l focolaio primitiYo p.-r inft'llar e tutlo l'or!!ani ... mo? (.lualr ;:ouo l · lesioni che pt·oduce e per· quale procès::;o determina i sintomi ùell'infozione 1 Quale è rl meccani~rno della ~uarigione o della rnln·lc? Occorre studiare primt1 l'inrezrone lo.·ale. L'uriua normale l! a,ettic.a: se r.onlien•' talvolta dd !.!'ermi biso~na accu~Arn e una intètione latente e pa'-t>!!~erfl, ru cui la ... l'ro>zion~ retlule eliminA tac1~au.entc ~li ngt>ntì: !l ,.nlo cant~le deil'urP.Lra cont enc normalment~> dei ~iit·mi. i c1ual p "":-•Ilio cc ntaminarla. Al contrario l'urina purulenltl ··he '!cende d11 1111 upparuto ur•nario infiammato conlit'ne co$la11temeute dei micro·or!!ani~mi. Se ne sono già s egnalate più ùì 30 specie dlliereuli tra cu1 i principali sono gli stajilococcld e slrepcoeocchi abituali dello s uppurazroni e ù1w ,·a r ic tà di bacilli, I'Hroliacillu s /iquefaciens :::epttcus eri nn altro cltf: fu recPnlemenlc> con· statalo es!'ere il òaeter ium coli comune. Ora 1uesti micror..::onismi conc:tatatr nelle urine puruler.te >-n11o. come è dimostralo l>perimentalmente. gh agenti della "IIJ'('Urazione in cui -.j rinn•uzono. l.s"i p()!<'->Ono inYatit>l't: 'ap· nrHto urinar•o sia in modo pl'imitivo e d1re llo, sia in modo indiretto e secondario per la \'Ìtl san~ui~na. L'infezione 1r•imilrnl é, !<i può dire, la re~ola costante, e può esse r·e Rpon tanen, ro.ra nèll'uomo in assenza
97/ di lil'feziom uretrali, piu fr equente nella donna, piu frequen te e(Tii stalt patologici: 1•iù spes$0 a ncora es!!a è provocata ~ia 0 "' d.t urro s t rumeoto tm · braUalo, ~ia da una cordall'introùu~rone rente che trasporta iu vesc.ca il pus che soggiorna nel}'oretra. Non bai!la la ;.;emplice penel r~ione ùt un microbo tn vescica tJer· lllfeltada, occorre pure vi sia l'attitudine alla -ricetticità; a questa conlr'ibuiscono: la distensione delJe vescica, la conf!e!"t o ne, ti ristagno delle urine. i lraumatisrni deliA mucosa, i oeo 1 la~m1. 1 alicrolu pt·oJucono la cisttte per azione diretta !>Ull~ tnuco«a e non pe•· ìuteJ'vento dell'urina lweveoli,•amente alterata, c:ome ~eco~tclo Rovsin!(. Stabilit.a ht suppw·azione in ve$cica, e ..,a vi può rimaner locallzz.ata, o iu\'ece rimont.are per ruretra al bacinetto, ed ioreuare il rene producl'odovi la nerr ite, la ~uppurazione. ecc· l o clinica ~ il ristagno della urina seltica 10 vescica, e la sua tensione che favor iscono l'ascensione microbica Uuo ai renj; e !opo>rimentalmente Ja sì p1·oduce nelle :;tesse rondJZJODi. Sarà dunque dalla evacuaztoue ripetuta e regolar e della vescit•a che JtpenderA la sorle dei reni. Infine se i microbi patogeni attr aveJ';.ano le pareti dell'apparato uriuario e si spandono nel cellulare adiacente. 'i generano 111 suppurazione, l'ascesso urinoso. Rest11 ora ad inter pretar e la pau•genia degli accidenti intèlliTi generali, particolarmente della rebbrP urinOS8. Ul CODdizione necessaria allA loro apparizione è l'infezione dell'urina cont..riunta ad una soluzione di conliuuila palolo~ica o traumatica. Le varietà cliniche di tali a ccidenti generE~Ii <>ono ben conoscrute· •1uanto alle teorie per sviegarne la patogenesi per·...•-tr . tra lullo, quella sola dell'avvelenamento urJnoso formulala da Velpeau ed illustt·ata e confer mata dalle recenti ricerche. È l'assorbimento ne l san~ue dell'urina alter ata che pr odue•· ~li accidenti generali urinosi mediante la peoelrllztone in esso òet microbi dell'urma settica e dei prodotti tossici •lai rnede:;rmt elaborali. La febbr e urino!la è dunque "enza dubb1o un at~cidente ìnfellh' o: essa e determinala per lo piu fi~
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RIVISTA
dal batterio piogeno, ctl è allora !11 febbre urino!'a franca; mR. forrne anormali, eccezionali sono date da infE-zioni combinate; ed jofine vi sono casi ben distinti di infezione purulenla che d'orJinario hanno il punto di partenza in una .tlebito per i-uretrale o peri-proslatica. Accan 1 o all'azione direlta cfel microbo, ora bisogna ammettere fJUella dei prodotti tossici da lui elaborati, prodotti solubili che passando per assorbimento nella circolazione generale possono da soli dar or igine alla febbre ed a~lr NCCidenL! generali. Con questa teori~ Jelrmrezione si spiegano le diYerse forme cliniche ùegli accidenti urinosi. La forma acuta grave è quell!l che indica il piu sicuramente l'infezione sangwgna reale. La comparsa rapida, talora istantanea deìla febbre dopo la minzione attraverso ad' un'ut·etra lesa,-la s ua corta du.rata, e completa scomparsa lasciano ~up~re che dipenda jn gr·an ~~ da prodotti solubili assorbiti. _a .Jl !iLa febbre urinosa acuta, prolungata, con accessi ripetuti, indic.a che l'infezione sanguh:na venne ~eguila da lesioni renali secondarie. . ;:J Infine la fvrmacronica con disturbi funzionali gener'&li multipli, dipendt>rebbe Ja intossicazione Jenla [)Cr asMrbimento ripetuto d1 prodotti microbici tossici, alterazione progressiva degli elementi renali, ed indebolimento del suo potere di eliminazione. 1 kflUn'ulLima questione: l'apparizione degli accidenti urinosi non) è còstante m casi apparP.nlemente identici. Ciò dipende dall'fatto che!i due termini dell infezione,"'~il 'microbo ed il terreno di coltur·a possono variare entro limiti as~ai e~tesi. N'tua havvi di meno costante della virulenza d'un microbo: e -parimenti lo slato di salute anteriore del soggetto influisce s ul suo grado di alt.iturunera ~ubire!nnfezione. E forse bisogna ancora ammettere in certi malati cronici che tollerano s enza reatione delle lesioni molto complesse una aulo- v~:tc cioazione dovuta ad assurbimenti minimi e ripeLutt dei dotti tossici dell'urina microbica. RBLIQUET. - Maisooneuve nel 1860, e Reliquet nel 1865 stabilirono la patogenesi e la terapeutica preventiva e cura-
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I"HIRURG ICA
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tiva daUa mtossicazaone uriaosa. L·urelrotomia inter na, e la -sonda a permanenza furono il punto di partenza della cura prevt'uth·a. Ro~in.' ~ùss, e .susini dimostrarono poi l'azione protettrice .!ell ep1Lr~la o vesClcal ~>. Lo teraueutica preventiva nelle operazioni sta nel mettere fe piaghe o le denudazioni epiteliali al coperto dal contatto dell'urioR: nelle lesioni dell'uretra ba!:'la la sonda a permanenza, nelle ero,.aoui •eqcicali l'autore impiega le iniezioni leggermente cun!"tich~. la soluzione fenica al millesimo. Avvenuta 4'inrezione> urinosa si arresta l'assorbtmento cogli identici mezzi. In seguito occorre evacuare i principi tossici assorbili, e per ciò "'' r·accomanda l'alcool , bibite calde sudorifere, pur.ganti salini, e regame !alleo per favorire reliminazione pei reni. . Ht:GRTF.LOl.P.-lmpiego della sonda 8 permanenza dopo ru.-etrotomia interna.- Sebbene sia universalmente invalso, egli lo crede inutile in gran numero di cas i: non ne fa più uso Ja lungo tempo e non ebbe mai febbre. Tale impiego deve ~sstr re!!olalo in seguito all'esame battertologico delle urine. "X ella meta almeno dei casi l'esperienzu da mostrò che le urine sor.o aset~icb e: quindi prima di qualsiasi operazione d·uretrolomia si deve rar e la ricerca della setticità delle urine: se que'ite sono settiche s i deve mettere una sonda a permanenza dae ~i la!"ciera in posto da 4 a 5 ~iorni; se asetLictte la sonda .a permanenza e inutile. H .\RRtsso~ di Londra rireriscedi parecchi faUidifebbt·e uri· nosa tla lui osse r vati, di cui alc~,;ni rap•dawente mortali, e <lovuti sP.nza a lcun dubbio ad infezione microbtca. Questi a c-cidenti abbastanza frequenti dopo l'uretrol.omia interna o la t'Ottura tJ•aumatica dell'uretra, sono iuvoce moll.o rari ùopo il taglio ipogastrtco o l'uretrotomia esterna. Quindi l'autore wnsiglia da completare ruretrotomia mlerna con una aper· tura rerineale per introdurre un grosso tubo da drenaggio in vescica per 7 giorm, e dopo lascia cicatrizzare la piaga: in 23 casi operati in tal modo non ebbe un sol caso di · fl'bbre. Quando l'iperlrofia della prostata ostacola la minzione e
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lllriSTA
no11 può esst>r ..-inla col caleleri~mo, !"autore segue lo stesso mel.odo, e talora ebbe ad ossen·are, dopo la prima minzione, brivi.li pronunciati ed elevazione di lt!mperatura che scom. pare d'ordinario in uno o due giorni, e che attribuisce non ad infezione, ma a semplice reazione u·er<:osa. L>\VAUX, rivendica per sé la pr·iorilà della scoperta del mecc11nismo tlell'infezione urinaria, ~ del mezzo di rime-
...
di~rvi.
BROCA. - La questione dell'idenlità del batterio fJÌO!]eno d,i Albarran ed Hellé col bacterium coli comune d'Escherich, oramai risolta affermativamente, pure è sempre all'orJioe del giorno. Cita un caso suo, operato di cislotomia ipogastrica, senza reazioni! locale; dopo 4 giorni si ha febbre a 40 gradi e morte d~ collasso in 8 Or~', e si trova ~lll'autopsia pieJonefrite acuta bilaterale, e nel pus raccolto il l;aiterium eoli comune allo slalo di purezza. VsRNEUIL. Un punto non fu a sufficienza rilevato neUe infezioni urinarie, quello delle infezioni latenti. - Un individuo, in apparenza sano, senza alcun sintomo che riveli infezione, bruscamente, per una causa leggierl'l, un lrauma1ismo insignificante, viene colpilo da a.ceidenli di infezione urinosa, spesso gravissimi, talora morLa.li. L'infezione era preesisteole, ma era sconosciuta, allo stato latente:
111. -
Delle operazioni chirurgiche sulle oiè i) iliari; risultati immediati e remoti.
TEIUUE:R., rela.tore. - Le operazioni sulle vie biliari sono diverse e recenti, quantunque le principali siano state presenlite dagli antichi e massime da J. L. Peti t. Esse sono pr11.licabili o sulle vie dirette - canali epati~ intraglandula;f<i, canale epatico, e condotto coledoco -; o sulle vie indirette ed accessorie - canale cisli'co, e oescicola - ; queste ultime assai più frequenti. Inleroenio sulle oie biliari accessorie: - 1° Colecisto-titotrissia. È la Japarolomia esplorativa terminata collo schiac._ciamento in posto dei calcoli incuneati, senza l'apertura d-el
CHIRU RGICA
!mi
r.anale cbtico o clelia ve~cic!Jelta, !o schìacciament<l ~i eseuisce colle dita. n se questi sono wsuffic•enli, con pinze rigvestite d"1 caucclll, .. 2• Colecistofomia. mcisione dolla vescicheil.s biliare · si fa 0 per mantent-re una fistola biliare (C•>leei.stostomia) o per richiu Jerla con sutut·a tosto compiuta l'operazione (colecistotomta pr opr tOff)enr• detta). La prima si può fare o in due tempi. pt•omcando rad«>renza preventiva delln ve~cichetta all'apertura atiùom1nale, ed aprendo quella io 2• tempo, operaziont> quasi obband<lnata come tutte le operazioni in due tempi. on·eto in un tempo solo: e questa pure si può esenuire in jue modi, o incidendo prima la vescichelta e sutuo randone 1 mar-tin• all'apertur-a addominale dopo compiuta l'operazion.-, o e<>eguendo questa ~utura della vescichetta ancora mlej!ra ed incidendola dopo. L8 seconda -.i pratica o suturando la vescicbetta alla f11ril.s addominale: incideodola dopo, e infine, chiudendo l'apertura ~s~er~a t:>8traperitoneale; se un punto di s utura cede la bile scorre all'esterno e non nel ca vo peritoneale: ovvero suturando la \e;,cichetl.s isolatamente, e riducendo il lutto nPlla cavita a ldomin!lle che si chiude poi subito con sutura sepa· rata. Que'"ta è la coleci><loLomia ideai~ degli americani, o a punti perduti d~i francesi; 3o E.stra.zione di calcoli dal canale cistico dopo la colecistocomm. - Tale eslrazio::le può esser molto facile e seto-
plice ed esegUirsi colle dila, con spatole o piccoli cucchiai, ovvero assa1 difficile od imp<lssibile ed allora i calcoli sono spezzai! in posto (colelitotr i881a). 4• Co',ciscectomto. - È s~l.s ese:.ru•ta sovente l'abluzione della \"escichelta biliare. Si hanno circa 90 osservazioui con una ulorl.slita inferiore al 20 per HlO. È difficile darne le in ftC8Z OOÌ: G indicata neJI'iòt•ope della vesciehella con oblilerazione del canale cistico. quando essa é inOa mmeta e p1ena di calcoli, o quando vi fu dislrozione parziale delle pareti nelle manovre per levare i calcoli clal ca,.aiP cistico: la ric 1Je<lono pure le fistole biliari, massime per ostruzione d"l canale cisti..:o meJesimo: è inve<'e controindicllla. quando ,.i ha obllterazione del canàle coledoco;
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RIYlSTA
5• Colecistencerostomia. - t: l'imboccamento della ve-scichetta biliare n{lll'intestino. Si respinge il colon e si prenderà di preferenza il duodeno: solo nei casi di assoluta impossibilità si sceglierà ransa dell'intestino tenue più vicina. L'anastomosi si esel!Uisce in un sol tempo suLurando l& vescichelta all'intestino prevìamente aperti ambedue con bottoniere di eguali dimensioni. . lntercenti sztlle oie biliari pr-incipali. t• Coledoco- litotrt$:sia. - È lo schlacciamento in posto dei calcoli ostruenti il condotto coledoco, attraverso alle sue pareti intatte: su T opet·azioni si ha un solo insuccesso. Espone però alla 1 ottura delle pareti del canale. 20 Coledocotomia. - Incisione delle pan·ti del canale o per l'estrazione di corpi estranei, operazione facile e di pieno successo: la sutura consecutiva va fatta con cura, su due piani sovrapposti, con !16la fina; ovvero per sL&bilire una fistola biliare; opet-azione rara con indicazioni eccezionali. 3• Coledoeo-enteroslomìa. - Anastomosi del cÒndotto coledoco con un'ansa aall'intestino tenue e particolarmente del duodeno: essa non è pos~ibile che quando il coledoco è asSai ililatalo. ~· L'ep1tieoBtomi<t, incisione del canale epat1co, e l'epatostomia, incisione del regalo e dei condotti intraepatici sono operazioni eccezionaJi, e che attualmente non hanno norme .fisse e possono trascurarsi. L'interesse di tutte le precedenti operazioni sta nello studi() dei loro risultati immediati e remoti: il relatore apporta quel1i della sua pratica personale, di 14 casi. TtR!LLON, riferisce su 11 osservazioni di casi da lui operati sulle vie biliari, tra cui 8 casi di colecistotomia con sei ji\'uarigioni, una fistola permanente, ed un morto. LÉo~TE di Bucarest ha operato due casi di litiasi bihara con idrope della vescicola, di cistotomia, uuo seguito, sei mesi dopo, da cistectomia s econdaria per fistola biliare permanente. ambedue con risultati eccellenti e guarigione pronta. Sviluppa in seguito le proposizioni seguenti : - Riuscita inutile la cura medil!8, il trattamento chirur-
CHIRURGICA
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·co t< in iicato nei casi di colelitiasi cronica, tumori calco· gt l . l l . .d . !osi. idrope e<l empiema del a ve!>Ctchelt.a e oet· e es10ru e1 canali cistico e roledoco. _ co.le precauzioni a ntisettiche Lal.. inlerveulo é relativamente poco !!t'ave. _ Bisogna astencrst, per quanto è p0!'5<ibile. dalla cistectomia. a meM di indicazioni speciali. come ad es. l'e~i stenza dt tumori rnRii~oi. _ La ct>lerislo.. ton ua comune con fistola cutanea è operazioue mofft·n"" va e puil sostitutre la cistectomia primitiva, cba può fars-i ~t!COndu rtamente quando la fistola persistè e tl condotto cisltco e soppre!->so. _ La coleci~to~lomia è pr... feribile sempre 'JUtmùo vi ha integrità òelle pareti, e p<'t'meabililà dei c~uali. _ La ct,Jectsto -enterostomin è prefet·ibtle nella occlusione irrimediabtl" del coledoco, e ne lle listo! e persistenti, ove- non si pol'osa eslirparH la vescicbetta. - A com]Jletare la diagno~i l'i deve sempre aprire la ,·escichetta, ess~:~odo insufficiente l'e'lplorazione esterna. Il cateterismo é laborioso e pericoloso . - Dalle o~servazioni conoociute, i rtsu1 tati sono favorevoli e jncoragg1ano ~ll'mter,•tw lo. "MICHA l. X ba praticato le due colecislectomie più antiche che siao~• esegui t.. in Fr~ncia, l'una da oltre due. l'ali~ da oltre tre anui, r maiali stanno bene I r isultati remoti sono dunque t'ccellenli, s ia dal punto di visla della salute generale, ebe della t'eJ:!olarita della l'um.ioue digestiva, come pure da quello della cura rad•cale deglr accidenti di litiasi biliare e sono tl'accnrtlo con q11elli di altri autori. Conclude che la colecistectomia è una eccellente opP-razio ne, superiore a tutte le lìtoln,sie. eJ alla colecrstotomta. RtCHELoT pra ticò unr. colecisto- enlerostomia con esito in fausto un'ora dopo per emorragia: avendo credulo afferrare un calcolo colla pinza, lacerò una placca calcare della branca destra dell'arteria epatica. BOECKEL, comunico al primo congresso tre casi di colecistotomia, di cui il primo rimonta al1882, con due guarigioni senz.a lislola. Uopo fu meno fortunato: in tre casi successivi
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RlVISTA
eb~ due deces!<i, e nel terzo gli
accideoli per sistettero. Per r iguArdo alle indicazioni ej:tli non crede che fistole anche antiche e!'ligauo la colecistet-tomia: in due casi antichi egli si lim1tò nù allar~are la fi~tola, o a rare la colecistotomia pe;vuotare la vesc1chetta, ed ottenne le J?Uarigiooe. La diagno~ i di liliasi b:Jiare non é sempre facile. DcREr e DELAGÉSIÉR r1portano ciascuno un caso proprio di inter,·ento sulle vie biliari, colecist()lomia. con e~ito di ~u a rigione persislenLP. 8tud1o çerlmentale sul massaggio. - CASTE X . - ( Jou rnal tle médecin.e et rlP chirurgie. mArzo 1892) li dott. Castex ha cei'Cato di risolvere sperimenlal menle la qu~>slione di saper e con qut1l l(leccanismo il massaggio produca 1 !'luoi benefici risultati· terApeutici. Le ~s pel'ienze di Cl\sl~x coJJsisletlero 11el produrre contusioni sopra cani, in una maniera simmetrica e per quanto era pos~ibile. con la ste~sa intensità S i f'samin6 in seguito l'anda tura dell'animale l'd 11 Ja to che pareva pnl leso nella sua funzione, veniva afiSOggeLtalo a l massaggio. L'animai~ et•a in !"egu1to osser\•ato molto a ttentamente, e l'li pol~'- con,tatare che nelle contusioni semplici r effetto immed1ato era quello di rldurt·e gli s lravas i e di pr evenire r amio~rotla cbe soprag!.!iunge c·ol tem~ nella parte oontusa. ~elle contusioni articolari è moJlo e\•iùente l'influenza fltvor~vole. Dell.- tlne spalle, quella che ha subìlo le mani~ aziona, ,. prcserntta da tutte le oon se~uenze mole~te della contu•..otw. L'altra, nl C()nlrario, gonfia, diYeola dolente al tatto e•l il 111embro corr ispondente non può portare l' animale. lden t1co r isultatn &i ottienf', {jUando la oon ~usione é complicala da lussazione ed è degno di nota che 11 r isultato è tanto miglior·e quanto più il massaggio è stato precocij. Vi ha quindi tutto l' inter.•sse, nelle lussazioni, di cominciare il massaggio il piu presto possibile. Tutte le espel'ienze conrerma no mollo r ettamente ciò elle la clinica ha permesso d1 osser\·are fino ad ora. Aggiungasi che le autopsie hanno pe1'messo a Castex d i arrivare a con-
CHIRURGICA
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staL&zioni cht non erano punto state fatt-e. LE:' autopsie sono state ratlt>. ora, poco tempo dopo il lraumatismo, e l'li potè rjconoscere allora facilmente, confrontando col lato non sottoposto al mas,;aggio, la scompa r~a di tutte le lesioni grossolane ( ,·ersamenti sanguigni, lumefazionP, ecc.); ora, esse sono "tale prati~ate molti mesi dopo, ed ecco allora quanto si ~>. constatalo col microscopio. Il muscolo contuso e non soltopo'*' al massaggio, presentava una sclerosi diffusa coo emorra!:!:•a interstiziale e diverse lèSIOni va colnri e nervose; al contrario, il muscolo contuso, ma tratlalo col massaggio, presenta va i :>uoi caratteri istologici uormal i: si era ottenuta la re&tilt.tio ad integrum. Riassumendo, queste ricerche dimostrano che il massaggio 11gisce de\ergendo le parti dei materia.li nocivi che il traumatismo vi ha versato, ricooducendo queste parti al loro stato uormale e prevenendo cosi il processo di sclerosi che ne sarebbe risultato. 01ll'a delle adeniti coll' elettrlzaaztone. - SuCHA'RO (Journal de médeeine et de chirurgie, febbraio 1892).
Il dott. Suclrard ha avuto l'occasione di vedere frequentemente !!'anglii tubereolusi, estirpati chirurgicamente, recidivare dopo u.1 tempo variabile, mentre che soventi i ganglii che hanno suppurato, non sooo sussegu1li dt1 rt'cidive. Ne rLulterebbe che, l'e sii potesse dirigere il lavorio della nalurfl, aUivsrln o ralleotarlo a "olonlii e.i obbligare l'eliminazione a rars1 per un foro cosi piccolo da produrre una tracc1a quasi invisibile e cosi ~rande da lasciar passare tollo ciò che deve sortire, sì arri"erebbe senza dubbio ad un risultato mollo soddisfacente. SucllarJ, in tJUeslo scopo, ha utilizzato l' ei~Uricilé col seguente proce~~o. C1rcon·la la base del ganglio con un· ansa o con un anello di grosso filo d1 rame completamente avviluppalo di pelle e di sloft8, per modo che il metallo non tocchi in alcuna par te la pelle, ciò che produrrebbe escare io utili. Quest' anello o quest' ansa devono esse.re fabbricali seconùo le dimensioni della
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RIVISTA CHIRURGICA
~hiandola ed essere la terminazione del polo positivo; il polo negativo si applica al contrario nel centro della ghiandola solto fo.rma di un grosso filo di rame che si fa scorrere sulla superficie della ghiandola re!'\8 sporgente dalla pressione che eserctla l' anello fur manLe il polo positivo. Dopo alcune sedute, talvolta due o tre, si delinea un punlo rosso, proeminente, in cui pare si faccia la suppuraziont>. Si sostituisce allora al filo di rame un ago d'acciaio sottilissimo che st applica su quel punto e si porta l' intent<ità della corrente che era pl'ima di i5 a tO milliampères fino a 30 circa. Nel sito in cui l'ago é in contatto della pelle si nota prestissimo un rossore intenso, pJi una tinta brunastra, e l'ago p"'netra nel gan~lio ~enza alcuno sforzo: generalmente il dolore é mollo sopportabile; quando fosse troppo forte, sitoglierebbe r ago per un momento e si riapplicherebbe; se la sofferenza fosse troppo viva, s i rimanderebbe l' ope':azionA al giorno susseguente, in cui si lcova allora una piccola escara nera che si attraversa senza dolore o che si porta via. Questa nuova seduta è sempre meno dolorosa della precedente; lo stesso dicasi per le successive. Si giunge cosi molto facilmente nella trama del ganglio, e dopo alcuni giorni si ha un oritlcio o piccolo canale che rimaue beante e permette al contenuto della ghiandola di essere eli~ minato, ciò che avvieue assai rapidamentè se si ila cur~ di eccitare i tessuti circonvicini con doccie, coll' eleUricità staLica o con la corrente galvanica. Per tal motlo si é padl·oni della situazione, s i irrita quanto occorre, ma l'irritazione non si estende troppo lontano, perché si é fallo nel ganglio un oritlcio di eliminazione.
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RIVISTA DELLEMALATIIEVENEREE EDELLA PELLE
Un nuovo metodo di oura della gonorrea aout& or. c. E CoT.ES. - (Brittsh .\1edical Journaf).
L'A . a'":>erisce d1 curare in ,·enti giorni la lesione col suo rnetoJo. Eccone la tecnica. Fatto prima orinare il pazient~. a reudere il me!:!lio possibile l' uri!tra libera, e tenendo lo corica to, s'introduce nell' uretra Jl tubo e ndoscopico dopo di a veri o disinfettato eJ unto, facendo anche precedere l'operazione da un'iniezione di cocaina nei casi dì ipersensibililà del paziente o di iuflam· maziooe molto intensa ed acuta. Quindi l'ur·etra viene completaweute nettata con piccoli tampGni di cotone asciuUo fi~"ato ad un stilelto, e poscia esaminata col rischiarameoto 8 luce e ellrtca, in modo che può cltiaramente e~!>ere e...~ miuatQ ed e;:attameole fissato il limite dell'infiammazione, il quale nt!i primi g:.or ni dell'affezione può stabilir~i a quattro o ctn•tue pollici d"l meato. La superficie lesu si J'Ì<'OOO'>Ce a primu \1!'-la per il suo gonfior~ e f'er il suo colorito rosso luclllo ,lJfTerente dal roseo della parte sana. È importante di oou spingere l'endoscopio a1 dt là del limite posteriore d'infiammazion··. e quindi coo i tamPOni di cotone si netta accuratamente la membrana lesa fino a rimuovere ogni traccia di ~ecreztone. Poscia si introduce lo sttlello con uo po' di colone bogoalo in una soluzione di nitrato d'ar gento (10 cg. in :~ !Z. d'acqua} spingendolo in dentro attra \'erso all'apertura dell'endoscopio, .e quindi vengono ritira li insieme. In tal modo le pareti dell'uretra vengono a contatto d~l colone e restano completamente bagnate Jalla soluzione. P er i due polhc1 delr uretra vicino al meato è bene ~e1·virsi di altro
RIVISTA
colone pre..!rtO oli soluzioni! essendo questo il po;oto nel quale la malattia comincia e Jove ~·infiammazione si localizza più inteni>a. Crò non suolè cAgionare al paziente che un lie,·e brucrore. che scompare per· lo più dopo pochi minuti. Si raccomanda ùi rar pr·endere un bagno caldo e di tenere il paziente rn letto almeno per uu ~rorno. La dieta ~ia Jeggiera, ma usuale: rnteroamente si somministri un purgante salino e qualche alcalino insieme col balsamo copaive, consigliando all'inrermo •tualchè l~ggrE'r'a init~zione a scopo di nettezza. L'A. ha pr•ovato la grande efficacia del suo metodo in 42 infermi; eglr però non lo consiglia nei casi dr eccezionale ristrettezza del mesto io modo che non passr l' •>ndoscopio, o in quei ca--i in cui l'infiammazione si e<::lo?nda in.Jietro al di la del campo delia vi.:;ione v sup~r·i la pos:;ibilità della ne~ saria manovra. Il rnelodn, come si é vrsto, include r uso del copaiv~ e dell'iniezione: esso richiede cura ed alll!nzione nell'app!icazione; ma ~ semplice e cet•to più eflkR.Ce delle irrigazioni aslriDg<!nlr eJ aulisetticbe.
R. S ugli eritemi. -
BRocQ. -
(.Journal de médeeine et de
ehirur{lie, marzo 1892). Gli et•itemi formano un gr·uppo considerevole nelle malal~ tie della pelle, gruppo in cui sono state fatte influite di-çisioni ed in mezzo alle fJuali é c:ovenli difficile di non perdersi Data la seguente definizione dell' eritema: un'affezione caratterizzala da macchie ro!'se, \'ariabili per inlf'nsilA e per estens ione, figurale o no, che scompoiono momentaneamente colla pressione del dito e non banno nella gt·ande maggioranza dei casi che una durata assai breve, Brocq propone una divisione che semplifica mollo questo studio. Egli ne distingue cinque forme principali: eritema polimorro, ol quale si unisce l' erpt>le irideo di Baleman; eritema nodo~o ; eritemi roseoliformi ; erilE'rui scarlattinoidi ed eritemi scarlaltiniformi desquamativi. Si osservano molto più lr<'quenlemente le due prime forme.
D.EU.R llAL.HTlE \'EN8RI!K E DELU PELLE
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L' erittma polimorfo é il piti imporlanle tra queste di"erse vat·•età, e si è anche cercato di riunire a d esso molle affezioni che non gli a ppartengono. La sua forma più ordinaria ò la forma erilemalo-papulosa: è carattentzato allora da macchie rosee che compaiono a poco a poco, prendono una colorazione azzurra nel loro centro e "i rondono sovenh con altre macchie simil1. Que.;te risiedono specialmente a• polsi, ai gom1ti, ai ginocchi ~ ai p1eJ1. Quest1 ~lement1, o r1mengono completamente pian1, e si ha la forma pur·amente papulosa, oppure presentano una lieve sporgenza, e si ha la forma eritematopapulo::a lnollJ·e, in alcuni casi si produce uno stato cireinatO o marginato, cbe tla alle lesione un aspetto molto particolare. Si possono quindi r iscontrare molte varietà che non sonu che accidenti di eruzione, ai quali non si de.-e dare troppa importanza. L'eruzione dure un tempo variabile tra una a cinque settimane, ed è accompagnata so venti da uno stato generale segnalato dai dolori, di\Jla febbre, ed è per ciò che venne soventi riferHa .al reumatismo. La seconda forma dell' erite ma polimorfo é r eritema \'eseico·bolloso. V1 haono quas1 sempre, nell' ioizio, macchie rosse che non tardano a r1coprirsi di vescicJ1ette e di bolle, il di cui contenuto si intorb1da molto presto. Ma la bolla può pore forma rsi di primo acchito. La loU~lizzazione è quasi la stessa che precedentemente, ma accade spesso che la mucosa laJ,iale o la bucco-faringea sieno colpite dalla lesione che prende allora io quel sito un aspetto particolare_ S1 notano pure, 10 alcuni casi, forme emorragiche, con suefusione sanguigna, che possono far cr edere al una \'era purpura. La terza forma, costrluita dall' idroa vero o e rpete iJ·ideo, e caratterizzata da macchie eritemelose, al centro deJJe quali si t'a un leggier o r ialzo ep1det'IDICO che si dis«ecca e lascia al suo posto una piccola croste centrale; la macchia si mgrand1sce ~cceolricamente e si forma alla sua periferia un cerch10 di nuove vescichetle che si disseccano egual· meri te, per· modo che, se la macchia si ingraadisce ancora, •
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RiVISTA
si OS"erva una serie di zone alternativamente rosse ed opaline. Questa affezione é pure chiamata in Francia col nome di :droa vero, ma questo nome però ,·enne dat.o ad un gr&n numero di altre alfezioui. La distinzione può essere basata sul fallo eh~ l' idroa vero non à punto doloroso, mentre che Jo sono le altre fora&. Tali sono le 'diverse varietà del!" eritema polimorfo, di cui le due primP, in particolare, possono fondersi" l' una nelr altra. Dal punto di vista della cura, devesi Lener pr~enle che il più spesso non é conveniente per il malato 1' intervenire attivamente. Nelle forme secche, per altro, si può somministrare l'joduro p_otassico e pare che si acceleri io ta1 modo la scomparsa dell'eruzione. Ma nelle forme umide, si corre il pericolo di trasformare una forma b~>nigna in una for[na grave. Brocq ha veduto un caso, in cui si era io dubbio se si tratLasse di edtema polimorfo a forma idroica, oppure di una lesione sifititica ; venne somministrato rjoJuro potassico : ma dopo alcuni gtorni la temperatura sali 8 ro•, l'eritema ~i coprì di bolle emorragiche ed H malato cadtie nella prostrazione. Quesli accidenti furono però vinti colla chinina e col!" ergotina di segala ad alta dose. P er cui, nella maggior parte dei casi, è sufficiente l'aspettazione: però, sg gli accidenti fossero gravi, se i dolori fossero vivi, la chinina e la se~ala cornuta, associate alla digitale, possono dare buoni risultati; ma fa d'uopo curare soprattutto lo stato generale è sorvegliare in parti-colare le funzioni dello stomaco e degli intestini. Localmente basta garantire le lesioni contro qualsiasi irritazione. L'eritema nodoso è soventi riferito all' eritema polimorfo, ma ne differisce per varii c&t'a.lteri. È costituilo da un' eruzione di nodosi là eritemal.ose. veri tumori incastrati nella pelle, che aumentano in se$tuilo di volume, e presentano le diverse colorazioni successive dell'ecchimosi, d'onde il nome di dermatite contusi forme sotto il quale è anche descrillo. Queste nodosità sono talvolta ellormi e risiédono soprattutto alle estremità inferiori; esse si p1·oducono ge-
oEI.I F. l!AI.Al'TIE YE~EREB E DELLA PELLE
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)mente cou -.uccessive eruzioni, per modo che le du· nera d. l . . D . dell' 8 tr.~;wme è 1 re a set setltmane. eves1 avvt· 18 r~ re a que"lu ~r•lema l' et•itema induralo dei fanciulli che CJOB . carattertzzato da larg he pJace be di .m tìl traz10ne occupanti. ~e garob?. • che sembrano e sere in relazione colla fatica. Queste placche du rano molto tempo e non guariscono che 1 riposo E'"t~le sovenlt una certa diUlcoltà di diagnosi co 0 le gomme siiHitiche. Brocq insiste sul valore del se· co ente se-no ,IJtrerenz ta!e: è sempre possibile) in un ele~enlo eritematoso, nodoso od indurato, di determinare facilmente una lllf•>~satu ra marcata coo una pressione digitale leggiera prolunga~H a~cuni minuti; qu~sl~. segno basta a distinguere ~h er tlemt dalle gomme stfihltcbe e scrofulo· lubercolos.:-, le quali, poi, sonn più fini e non hanno la stessa colorazione. Nell'eritema nodoso, l'joduro potassico può esser utile; pare che produca molto rapidamente la risoluzione. Se vi ha febbre, si deve agire come in una mala ttia infettiva. 11 trattamen to locale consiste unicamente nel riposo delle parli malate.
RIVISTA DI TERAPEUiiCA
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aull& spermi.D..& oome .Umolt.ute. - A. PoEHL. -
( Petersb. med. Wochensch. e Cen.tralb. fii. r die med. Wissensclt. ,
N. 39, 1892).
PartP.ndo dalla s upposizione che l'azione stimolante del-
r estratto acquoso o della macerazione del testicolo dei gio"ani. animali descritta dal Brown-Sequard possa dipender e dal contenervisi una base, che fu dallo Schreiner estralta
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RIVISTA
daJio sperma e dai testicoli, il Poehl base tracndola da un gran mah:riale, e r ha sottoposta a nuovi sperimenti. La preparava Lritur·audo con acqua acit.)u. lata lesllcoli e :?hlndole prostatiche di g ovani bovi o ca\'alli da poco uccisi, separando r albumina dali estraLI.o cun la coagulatione, prc!cipitand' la sperrnioa con r acido rosl''ltungstenico, scomponendo il precipitato con la batit~. ed estraendo la spermina cC)n l'alcool assoluto. La identità del preparato così ottenuto con la ba~e dello Schreiner fu s tabtlita ollreché dal modo generAle di comportarsi coi rt•agenti, anche dalla sua prP-cipit.azione con 1' acido fosfo••ico e dai caratter istici cristalli microscopici di questa combinazione (cristalli dello CharcoL) come anche dal parl•colare odore spermatico che si svolge quando si tr·atla la soluzi,)ne dalla combinazione di rlor uro di oro col magnesio ntetallico. Ma l' a nalis• del sale di oro o di plalino non condusse alla for· roula accettata dallo Schreiner per la base libera di C~ H, N., ma a quella di C, Hu N, o c.o H• ~,. Con ciò è anche escluso ebe la sper mina pos~ esser·e tdenLica con la pip..... ra.zina raccomAndata di rresco come !"oslanza solvente dell' Mido urico, lA quale per la sua composizione di C, H, N fa presa per la base dello Schreiner. Dagli sperimenti eseguili eon la sperm1na del Poehl, il Tarcbaroff giunse al ris~ltato che la sp~rmina lni~Ltata solto la cute aumenta il potere di resistenza del.e rc~ne, dei porcellini d' India e dei topi dopo la ~ezione della midoUa ~pi nale soLto la midolla allungata, che il corso della ferila e più favorevole, e nei due porcellini n' India !"Opravvissuti alla operaZtone non sopra vvennero accessi epilettici. Il Poelt l comunica il giudizio di un gran numero di medici, i quali affermano che l'uso della spermina può guar ire o migliorare diversi distur bi nervosi. l n qua n lo a spiegare l' azione della tr•itueazione dei testicoli e della spermina, il Poehl r imanda a simih osser vazioni del Vassal~, secondo le •1uali le iniez.ioui della Lritur·azione della glandola tiroide nella vena giugular~ dei cani, a cui fu estirpata la tiroide può differire per lungo tempo o anche impedire del tullo lo sviluppo della cschessia strumipriva.
DI TERAPEUTIC.\
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w. H. \\'t.LLI:\G. - DUl'tlaione &nod&le e cat od&le, o llltroduzlone 41 m edicamenti nel oorpo umuo per la pelle, con l& corrente galvaDlo&. - ( The Tim.es ond Regi!lter. aprile 18!12). La corr-ente s-alvan1ca dilata e contrae 1 vasi sanguigni, <>t.Jlnolan lo l'rettamente le loro flbre muscolari, agisce nello stesso roo·io sui lmiatic1, ed accelera cosi la circolazione rlel sangue t: Jei li'(uiùi nutritivi; aumen ta il potere assorbente de1 t~:<uli. i proce!"Si o~rnolici, modifica la tilsassimilazione e la nutrizione de' nervi seùantioli o stimolandoli, cambia la posiZIOne molt>colare de' tessuti mediante l' elettroli"i, e finahnen t"' ba per con~e~uenza un trasporto meccanico de1 hquidi da un polo all' altr o secondo E rb, e secondo r autore esercitll un· influenm p111 o meno diretta sui centri trofici nelle corna a nter1ori ciel midollo spinale. Il dott. I nglis Parso n, agendo sui tumori fìbroidi ed altr~ tessuti ,·iwnli, nou riscornrò alcun mutamento interpolar·e, allorchc i tumori ed i tessuti erano rimossi del colpo, ma Burkmaster di Fdadellia dimostrò chiaramente che v'era as..c:oluta desintegrezione delle cellule \'l venti, per l'azione 10 terpolare di correnti fortissime, e fece vedere sul cuore di un cane anestesizzalo la g nHI differenza d'azione fra le cellule Vl\'l'nti e le rell ule morte. Quest' azionE'. "Otlo il titolo ò1 cataforest, fu già studiata da Ricbardson in Inghilterra tre nta anni fH, ed in questi . ultimi dit!ci anni Muok, Adamkiewicb, Pashkis, Lombroso, ··rhman, Bartner, Ma lleini ed altri l'hanno s per tmentata 10 Europa; Peterson, Blackwood, Co r nin$l, Reynolds, Woodbury. Shoemaker e Bayles in America. Lombroso e Matteìni calmarono il dolor e d~lle nev-ralgie col cloroformio ep· plicato per mezzo di elettrodi ordinari Le esperienze ùello autore sul cloroformio usato per anode lo hanno convinto lell' efficacia della corrente galvanica nell' introourre quel'lo J·imedio nell' or:.ranismo, malgrado la resistenza offerta dal lt•}uido. onde C$111 si è indotto a sperimentare altresì con la "tricnina, la morfine, la chinina, l' aconilina. t: ellebori na, la ~trofantina, la cocaine, il bicloruro di mercurio, J'joduro d! 63
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pota!'!' io e di 'e!od1o, il citrato, benzoato e cloruro di litio, l'iod. .to, la lintura di iodo, Il mentolo e l'acido fenico. L'autore adopera de' di~cbi di carta suganle impregnati di dele1·mmate dosi di medicinali, usa elettrodi di carbone immf-r;oi in pAraffina fusa sino a saturazione, sui quali ra aderire pr1ma un disco di caucciù per isolarli, e sul caucciù pone un pezzo di co ton~ assorbente bagnato in acqua, mdi fra il cotone e la pelle applica il disco medicamentoso. Se deve agire su tutto un arto, lo fascia con lamine di sta~muola, sulle quali applica un· altra fascia d1 cotone ba~wato. La forza della corrente dev'esser graduata secondo la sensazione che produce ; l'autore adopera generalmente da 5 a 15 m. a. con una durala da 3 a 10 minuti. ed ottiene con l'aconito, la cocaina, la morfina ed il cloroformio delle anestesie localì che durano da rlue a dieci ore, nelle sciatiche, mielgie, come per le piccole operazioni sulla pelle e per l'estrazione de' denti, e preferisce il metodo anodale all' ipoder mico, perché di applicazione meno dolorosa, e di effetto più duraturo. Per l'applicazione locale de' medicamenti nei tumori, reuma tu~mi, gotta, artrit~, dermopatie, è utilissimo il metodo anodale, ma bisogna badar~ alla costituzione chimica del rimedio, e riflettere che il polo positivo o anode ba reazione acida, et! il catode ha reazione alcalina, quindi bisogna adattare 1 •·•medi alla direzione della corrente cbe si vuole usare, altrimenti SI vedrà il rimedio decomporsi senza effetto. l migliori r-isultati si sono ottenuti dall'autore e da Ehrman con 1 bagni di clOI'Hro di mercurio, adoperando SO centil!r. di sublimalo in un bagni) ed una corrente di 200 m. a. per mezz' ora; questo metodo abbrevia di molto la cura della siftlidt>, l:!enza incor1·ere negli effetti nocivi dell'assorbimento mercuriale. C. H. RaLPt:. bete. -
Alcune queatlonl s1lll& cura del ella( The Lancet, aprile 1892).
A parte l' intolle•·anza qualche volta invincibile di una vil· titazione essenzialmente proleica, in ques ti uHimi tempi, alcuni clinici hanno intercalato alla diet.a carnea il latte, ripu-
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disto dal dott. Pa•y, ed allri come Seegeo han permesso iccole quantita di pane d'avena e di frutte subacide; altri !ome Co1quard e Dujardin- Beaumetz permisero le patale, mentre in America, il reputato dotl. Austio Flint concedts gli asparagi, 1 lamponi, le fragole, le cilieg-ie e le prugne. Molti autori riconoscono un diabete neurogenico chP si pronuncia subitamente come la conseguenza di un collasso, ed ba corso acuto, ed un diabete costituzionale ciH~ cresce gradatamente, ed é la conseguenza di mfezioni reumatiche, gottose, "ifìlitiche o tubercolari, eoo corso decisamente cronico. Oltre a ciò, bisogna riconoscere un diabete alimentare che può essere prontamente vinto da opportuna dtetetica, ed un d1abeLe generale io cui fin da principio la più stretta dieta carnea non riesce a far scomparire lo zucchero dell'orina, ed in cui la glucosuria è sempre sproporzionata alla quantità di sostanze zuccherine ingerite. Questa è la forma speciale del diabete neurogenico e panct•eatico, e sarà sempre un problema in sapere d'onde provenga lo zucchero dell' orinu che è in quantila mag~iore dell'amido e del ~lucosio introdotto per via alimentare, cosa dimostrata anche dal ratto che, diminuendo grandemente la quantità d'amido ingerita, non scema che inseosibtlmente il glucosio nelle orine, pro"a e•i.teote che questo glucosio trae origine dai tessuti stessi Xel diabete alimentare di forma mite, il potere di assimilazione delJ' amido e dello zucchero è diminuito nel fegato, ma dopo qualche tempo, forse pel passaggio dello zucchero dal fegato nella circolazione, i tessuti perdono la proprielé. ùi trasformare il glicogeue in energia calorifera o d' imma· 1%8Zzinarlo in forma di gra!';so, o il sangue perde il suo pot~:re glicolitico per r assenza di un rermento cbe si rit1eoe esser t'ormto dal pancrea:;, ed 11 diabete diviene generale. Allora, solo una !Jarle del g!ucosio eliminato dall'orina può e:;....ere rimossa con l'astinenza dall'amido e dagli zuccherini, e col pt·ogresso del male, la proporzione fra questa par te amovibile e qtJella che realmente resta nell'orina diventa più considerevole. .t!l cosi che nei casi leggieri a primo stadio, la quantità di
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zucche1·o eliminala per orina nelle 2i ore ascende a 150 gramm1. e con dieta rigoro~a si riduPe \.o!'lo a 30. mentre nei casi grav1, un mese prima della morte, la quantita di glucMio delle 24 or·e essendo di 820 f!rammi, si riduce appena a 190 ~rammi dopo la d•eta carnea. L& differenza, quindi fra IO ZUCCherO amOVIbile e l'inamovibile é di gran valore nella progno~i. perchè ogni rapido aumento di que~l' ultimo, se anche la quantita totale non e aumentala, segna un'esAcerbazione della malattia. Rollo fu il primo ad indicare l' estrema suscettibilit.é dei dinbetici, nei quali un zuccherino insignifi<'ante facc!a considerevolmente aumentare la quantit.ll di ~lucosio nell'orina, e r autore è convinto che nel diabete alimentare que~to caso s i verifica costantemente. Oltre a ciò, i processi assimila~ivi indeboliscono per la presenza dello zucchero nell' orina. e quando la proporzione fra il glucosio amovibile e r inamovibile è mollo for.te, la dieta mista contribuisce ad aumentare il ~Zlucosio inamovibile, ed indebolisce il potere a!'l"imilativo dell'organismo. Quando dunque si ve1·1fica il caso che piccole quantità di zucchero introdotte fanno grandemente aumentare il gluco-sio nell'orina, r aulot·e è d' avvir;o che convenga tornare aUa risrorosa dieta ~rnea fino alla fin~ della malattia. Ma si dice r.he la protr·atLa dieta carnea conduca ad altri disturbi del ricambio mater iale come lo scorbut<>, la gotta, ecc. Ora, secondo l'autore, le piccole conces~ioni d~ pane, di fl'utti s ubacidi, non ovviano a questi inconvenienti, mentre aggr•a vano il diabete. A questi inconvenienti, si ripara col proporzionare la quantité de' cibi prot.eici ai poteri assimilativi del corpo, anche cambiando la quantité d1 cibi proteici, cioè alternando le diverse carni di bue, di vitello-, di agnello, di pollo, di pesce . .-\llt·o mezzo per promuoYere il melaboli:::mo ed aiutare l'assimilazione, è il massaggio addominale e generale, che migliora r appelito, la digestione, le funzioni viscerali, e solleva le fone dell'infermo. C1rca i· amrnirustraz1one ~eu· oppio e degli oppiati nel diabete, non é ancora dimostrato se esso sia più efticace per via ipodermrca che per via inter na, se sia !)iù opportuno
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aroroinistrarlo 8 stomaco pieno od A stomaco vuoto, se sia iù utile l'oppio in sostanza od i suoi preparati, se sia più :fficace a principio della malattia od a malattia avanzata. secondo r espet•ienza dell'autore, quanòo la glucosuria può .-sser completamente rimossa con La dietetica, non bisogna usar medtcine, perchè se si smette l' uso dell'oppio, e poi si voglia adoperarlo di nuovo, bisogna usar dosi piu forLi che se r uso dell'oppio non sia mai stato interrotto, altrimenti non si ottiene più r effetto ~i prima. Quando dopo una protratta cura camea non si vede scomparire intierarnenle lo zucchero dall'orina, bisogna speriment.sre l'azione dell'oppio sui poteri assimila tivi dell'organismo. e•i allora conviene ammintsll'8rlo per le vie digestive, 0 pt•ima del pasto onde possa presto entrare n.ella circolazione pot•tale, o durante la digestione, quando il processo di assimilazione è più attivo. Infatti , preso un• ora dopo il pasto, ~cema la dil.[resi, e non produce nausea. non disturba la digestione. Riguardo alla qualit.a del t•imedio da a doperersi, l'autore ~ostien e che tento la morfina quanto la corleina diminuisc.on~ Ja glucosuria e la diuresi, ma che una certa quanti la d'oppio in ~ostanza aumenti il benessere dell'infermo. e perciò egli consiglia di mescolare il laudano con l' ac~tato di morfina in soluz1one, aumentando o diminuendo le dosi a seconda delle circostanze. o di unire la morfina agli altrj derivati dell'oppio. e regolarsi s aggiando a princtpio la suscettibilità deJI' mfermo, giacchè ogni malato ha la sua propritt dose, e l' abilità del medico consiste nel ricercarla senza st.ttncarsì, ~ senza dar gran peso alle Jagoanze ed all' intollerabilìta dei pazienti. Quando il diabete non é più frenato dalla dietetica, bisogna amministrar gli oppiati, ed aumentarne la dose finché la glucosul"ia sia completamente svanita, o lìncbè r aumento della dose non abbia ptù a lcun etl'eUo sulla diminuzione della glucosuria Allor a con viene arrestarsi nell' aumento, eri adoperar la dose massima per mesi, a meno che non si verifichino inconvenienti che obblighino a s metter!a.
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e PmucKE. - Sopra. un baolllo trovato nel •angue eU motbWoal. - (B erliner klinische Woehenschrijt, N. 16, 18 aprile 1892).
CANON
l preparati fu rono allestili in modo a nalogo a quelli dell'influenza, cioè col sangue dei polpasl!·elli delle dita di morbillosi. fissati con l'alcool assoluto e colorati con l'eosina e il bleu di metilene. Gli autori fecero uso delle due seguenti soluzioni coloranti: Soluzione acquosa satura di bleu di melilene . Eosina centigr. 25 in cc. 1(\0 di alcool a iO. Acqua distillata . . . . . . . . . . . . • 4(),0 I preparati del sangue furono posti, per 5-10 minuti, in alcool assoluto e quindi colorati per 6- 20 ore alla temperatura di 37' C. nel termostato. Molto utile riuscì aure la seguente soluzione: Soluzione acquosa concentrata di bleu di meli. lene . . . . . . . . . . . . . . . . . . cc. 80,0 1/ di soluzione di eosina (in 70 % di alcool) . » · 20,0 4 Per la colorazione nel termostato bastarono 2-3 ore. Nei rispettivi preparati gli autori trovarono ì detti bacilli colorati in bleu . Questi bacilli talora si colorano in modo unifoJ·me; ma più spesso le estremità sono più fortemente colorate, menlre
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la parte mediana sembra più pallida; qualche volta solaente i margini della parte meJia sono colorali. rn varia &!"~ai la grossezza dei bacilli. Talora r·aggiuogono la gros!'PZt8 del raggio di un corpuscolo rosso del sangue, altri sono piccolissimi e sembrano quindi quali diplococchi; fra queste forme esistono molte g••adaziuni. Frequentemente alcuni bacilli sono più lunghi che larr.rhi, cosicché sembrano doppi bacilli od un bacillo divi o nel centro. Qualche volta i bacilli hanno una straordinaria JungJrezza; sono p1ù larghi del raggio di un corpuscolo rosso del sangue, spesso ne rag.iungono il dia metro, non sono colorati io modo uniforme, ma presentano tre o qualtl'o punti coloeati, che si alternano con le parli scolorate. In generale questi bacilli ,., colorano poco, specialmente alle estremita mos~rano qualche volta un debvlisl"imo colore bluastro. Finalmente "ono spesso un poco incurvati e si osservano nei preparau verso la fine de!Ja malatLia (~ giorno). Gli autori sono di avviso che i bacilli da loro osservati nel sanaue sieno specifici e da l'iteoersi quali produttori della malattia. Nel san~Zue talora sono scarsi, talora abbondonti, molto !<passo isolati, in alcuni casi riuniti in Etruppi di 8 a 20. Relativamente al t-empo é da osservare che i bacilli si trovarono nel sangue durante l'ioliero decorso del morbillo, io un CS"O aocbe tr.e g1orni dopo la caduta della febbre. La matz$rìor parte dei bacilli si riscontrarono oel tempo della crisi. Bacilli eli aspetto simile furono osservati nell'escreato e nel secreto nasale e congiunti"ale di morbillosi. Le culture del sangue riuscirono negative in lutti i mezzi ad eccezione ùel brodo. Questi bacilli secondo ~li autori si differenziano da tutti gli altrr finora conosciuti ed è possibile che sieno eguali a quelli Ocol"er,·all una volta nel sangue di un malato di morbiUo da Babes e denominati bacilli cortissimi.
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Azione dell'acido solforo•o su t&lUDi batteri patogenl. - (Reoue d'Hggiène et de police 8anitaire, 1892).
CASSEDEBA T. -
L'uso cosi largamente diffuso nella igiene pubblica e pri. vata dell'acido solforoso come disinfettante e le opinioni tanto discordi sul sno potere battericida hanno indotto l'autore ad iostituire una serie di esperimenti per stabilire quale sia la vera azione dei vapori solrorosi sopra taluni batteri pato~eni fra i più comuni. Esso, operando in un l:lmbiente perfettamente chiuso della capacita di oltre 30mc, ha sottoposto all'espet•imento i microbi del tifo addominale, della. difterite, della dissenteria, del carbonchio. del colera, eéc. et! ha ottenuto i seguenti risultati sulla potenza antisetLicll dei vapori soJrorosi relativamente al volume del gas impiegato, alle durata della sua azione, all'altezza del suolo delle mater ie settiche, al posto occupato dal focolaio gassoso, al mezzo io cui esse materie si trovano, allo stato dei pa rassiti, microbi o sporE', ecc. Tenendo poi conto della opinione comune che il potere antisettico del gas solforoso è di gran lunga maggiore sui virus sviluppa ti in mezzi liquidi o situati io una atmosrera satura di umidita, ebbe sempre cura di inondare di vapore acqueo l'ambiente innanzi di cominciar~ la :òolforazione. 1' A che dose l'acido solfor·oso è antisettico ? Dujardin- . Beaumetz, Pasteur e Roux, per i riS<ultati ottenuti nell'ospedale Cochin, dissero che i gas solforosi sviluppati dalla combustiOne di 20 gramtui di zolfo erano sufficienti alla disinfezione delle malattie iras missibili od epidemiche. Altri trovarono questa quantità inertìcace e ThoinoL venne alla conclusione che solo la dose di 60 grammi per metro cubo, con una esposizione di 2-i ore in una camera chiusa, poteva dar e la certez-za assoluta della completa distruzione dei microbi della febbre tifoide, del colera asiatico, della difterite. FA. sorpa!>sò anche quest'ultima cifra, saturando di vapori solforosi l'atmosfera del gabinetto di disinfezione, eppure più volt& trovò che la sterilizzazione non era avvenuta per il bacillo di Eber th, per lo spirillo del colera, per il microbo di Loffier:
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eggio ancora per il carbonchio, la cui vitalita rimase perstite almeno 1.5 volte su 26 colLure. Fu quind4 costretto su~oacludere non solo che l'azione dell'acido solforoso è : oppo incostante pel' poter determinare la dose alla quale :so e sicuramente antisettico, 'ma altr~sì che taluni batteri 8 ~ mostrarono resistenti alle dosi mass ime del gas saturante ~atmosfera del gabinetto di disinfezione. 2, L'acido solforoso è solubilissimo nell'acqua, dove s i trasfor ma in acido solforico: per tale proprietà si suppose che il suo potere battericida rosse più energico sopra i germi situati in un mezzo liquido o saturo di vapore acqueo: le esperienze fatte nell"ospedale Cocbin e altrove parvero avvalorare questa opinione. L'A. per-ò non ne ha ottenuta la conferma: benehè avesse saturato di vapor acqueo l'atmosfet•a del gabinetto prima di operare la disinfezione, pure trovò parecchie volte superstiti j diversi batteri e sempre poi {)Uello del carbonchio. 3• Anche meno efficace si dimQstrò l'azione del gas acido solforoso sulle ;::toppe e i materiali imbottiti contaminati da liquidi virulenti , cosa questa importantissima dal punto di vista pratico. Oltre un ter-.,:o d~i '-ai'Ìi tessuti sfuggì affattv alla disinfezione e ciò anche perché l' acido solforoso uotr raggiunge i batteri annidati nella trama delle stoffe. L'acido solforoso, dice Duclaux. uccide solo i microbi situati alla superficie de!!li oggetti: usato per fumigazioni non ha efficacia se i parassiti sono a strati un po' spersi, ovvero collocati profondamente, perocchè esso non penetra in s.e no ai tessuti. 4• Il votere antisettico dell'acido solforoso non aumenta col prolungare la durata della sua azione sui virus. Perchè questa si esplichi completamente abbi~ogna di ur: m inimum di oltre 2~ ore, ma poi, protraendola da 2 fino a 5 giorni, noo si sono osservate altre variazioni sensibili. Per cui l'A. conclude con KossiakotT che i microbi si abituano all'azione dell'acido solforoso come a quella degli altri disinfettanti allorchè non ne r imangono sterilizzati fi n dal principio. s• Contrariamente a quanto altri sperimentatori riferiscono, l'A: ha osservato che la potenza antisettic:a dell'acido solfo· 6
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roso non varia sensibilmente qualunque siasi l'altezza dal suolo delle sostanze virulente o il posto occupato ,!al gene. ratore del disinfettante. 6• Per ciò che raguarda la diversità d'azione del gas acido solforoso sui parasl':iti nei loro varii stati di microbi o spore l'A. non è giunto ad alcun risultato definitivo. E cosi ha trovato il bacillo di Loffler meno resistente degli allri : i microbi della febbr e lifoide e del colera asia tico più ùi sovente sterilizzati delle spore o bacilli del carbonchio, ma non più spesso certo delle spore e bacilli della dissenteria. i• L'A. infine, per il fallo di aver riscontrato po•;hissime coUure contaminate neUe sue esperienze. ammette nei vapori solforosi una azione incontestabile sui microbi sparsi nell'atmosfera: ma soggJUnge che ciò di b~n poco ne accresce il valore antisettico perchP l'aa•ia sfugge alla disinfezione ed inoltre non è il veicolo più comune del contagio nelle malattie infettive, specaalmente quelle da esso studiate. Conclude da ullirno il s uo lavoro sperime11tale dicendo, cbe l'acido solforoso, anche alle dosi più alle che si può rag~iung~re nella pratica e saturando pur e l'araa da umidita, è un antisettico troppo incostante perche lo si Jebba preconizzare nella disinfezione dei ,·irus, ~ui quali egh ha istituito le sue r·icerche. G. C. Profllaaal della tubercolo•l uegll oapedaU. (Re"ue d'Hygiène et de poliee sanitotre, 1892).
BARD. -
1° Disinfezione delle sput.acr.hiere.
L" A., dopo aver premesso che oggi è ormai da tutli riconosciuto esser l'acqua bollente il disinfeLtanle più pratico insieme ed effiCAce di ogni altro per la distruzione del virus tubercoloso contenuto negli sputi, descrive un apparecchio da esso idealo, semplicissimo, di poco costo e di una ut1hl.l sicura, inconlestablle. D1ce essere stato indotto a r~~.re questa pubblicazione dall'aver letto in trattati recantissimì che nessuno degli apparecchi destinati alla dismrezione degli sputi
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cJ i li<~ici finora noLi fornisce una soluzione pratica per gli :pedali e cbe quindi é necessario trovar di meglio. 0 L·eppareccbio del Bard si compone di un serbatoio di lell.a, dove si opera la disinfezione, e di panieri leggerissimi di tJI di Cer ro ~Zalvanizzato che set·vono a raccogliere le sputaccllie1·u, immergerle ed estrarle dal serbatoio senza che vi sia uisog-no di toccarle. I panieri sono ratti in modo da cont.enPre ciascuno 16 sputacchiere disposte in tre strati e collocetP ciascuna in un graticcio che le immobilizza. Il serbatoio J1 letto ba forma rettangolare, ad angoli arrotondali e cal Condo leggermente concavo, fornilo di una valvola per la vuotatura Due tubi cLiusi a rubmeUo vi conducono l'acqua e il vapore Il tubo del vapore giunge al fondo del recipiente e si apre verso la metà della parete Inferiore. Le dimensiOni del serbaLoio naturalmente var iano a seconda del biso~no. Da ultimo un piccolo acquaio serve a complela1·e la lavatura delle sputacchiere già disinfettate. Il vapore permette di pm·tare alla ebollizione l'acqua del recipiente in otto o dieci minuti, quindi se ne modera l'uscita in maniera da mantenere l'ebulliziooe per tutto il temro necessario calcolato in c1rca dieci minuti . Iofratlanlo l'apparecchio non ha b1 ~ogno •i1 altra son·eghanza. e le sputacchiere vengono n~>lle Le ùal rimescolamento dell'acqua prodotto dalla corrente del vapot•e e dalla ebuUizione, finch~ si estrags:tono per completarne la lavatura nell'acqua fredda. Si potrebbe ag-giunger~ allacfjua una cer ta dose di bicarbonato dt soda che presenta il dOJ.IPIO vautaggio di elevare la temperatura dell'ebullizione a 103°, e di distaccare anche meglio tutte le sostanze grasse: ma l'esperienza ha dimostrato ciò non esser punto necessario. L'A. mfine dice cile l'apparecchio da esso installato nell'o pedale d1 Saiat- Pothio funziona da oltre due anni regolarmente ~enza avere avuto mai b•~o ...'llo d'alcuna riparazione e 'enza che la prallca ne abbia su~gerito qualsiasi modificazione. E..-;so dunque, mentre co"ta pochissimo, fornisce il meno ptù rapido, più facile e meuo ripu~naole per la disinfezione degli sputi dei: tisici.
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2" Un altro punto riguar,JanLe l'igiene profilaltica delhi tubercolosi, sul quale l' A. richiama l'attenzione dei medici si riferisce alla spazzatura dei pavimenti, che vorrebbe asSO: lutamente soppressa per le polveri che solleva e che vanno a depositarsi sui letti, sulle pozioni, sugli alimenti ecc. Le grandi lavande con acqua antisettica, e la sostituzione aJJe s cope ordinarie di panni umidi, i quali fissano ed esportano le polvdri ~enz:, sollevarle, dovrebbero essere i soli mezzi di spazzatura tla usarsi nelle camere dei tisici; Per questo sono però necessari dei pavimenti impermeabili: ottimi quelli di cemento ne' climi caldi, nei tempert~li e nei freddi quel li di legno su cui sia stata appl icata la paraffina a caldo o a freddo, il quale sistema per J'endere impermeabili i pavimenti di legno viene dall'A., in seguito alla esperienza fattane~ preferito ad ogni altro per la sua efficacia. durata ed economia di costo.
G. C. VALL tN. -
AnUsepsi 4ell& bocca e retrobocca in tempo (Reoue d' Hggiene et de police sani-
d1 epidemia. taire, 189'2}.
DurauLe le ulLime epiùamie d'influenza, cosr gravi ed versa! mente diffuse, da ogni parte sono state richieste istruzioni preservative. Né gli igienisti furono avari di consigli profllatlici sorta, per·ò fra questi, che d'ordinario non escivano comuni norme igieniche generali, poco o punto si è insistito su di uno, semplicissimo se vuolsi, ma pure della più alta importanza. La bocca, la retrobocca, le rosse nasali sono la porta. di entrata e il focolaio di coltura di quasi tutti i germi morbosi che esistono nell'aria. La presenza e lo sviluppo in dett.e cavita del bacillo difLerico, del pneumococco di Fraenkel, dello streptoeocco e dello stafilococco piogeno sono stati constatati da moltissimi osservatori. Negli individùi sani molli di questi germi vengono inghiottiti colla saliva e di· stru tti dai succhi gastrici. Quando non si ha cura della bocca,
1005 U ret['(lbocca, aella nar1cì essi vi si sviluppano e pullu8 de come m uu ottimo mezzo di cultura: finché rorganismo }anoenta una resistenza · · la sal ute non soure, o.• su ffi c•ente ma pres · da lit e, un • angma, · · una sopravviene una am1g una b ronc b.Jte,
s~eumonite. questa può diveni1·e infettiva e rapiùamente morp18 e, come da una semplice escoriazione può insor~ere una 1 resipola pc!r l·azione dei polviscoli sospetti con cui il corpo si trova giornalmente a contauo. La gravi!<! e perniciosil.il ùel grippe epidemico sta appunto in ciò cne atf~zìoni apptlrentemente le~giere, semplics angine, corizze o b•·onchiti, d'un tratto si complicano ad iofìamma.zioni visccrnll fulmin8flti. ora non e punto strano che in gran numero ù1 questi casi sia la bocca il punto di partenza della infezione generale. Del resto sono beo note le ìnrezion1 secondarie d" orig1ne bnccale od eutomfezioni, nel tiro, nella pneumonite ecc. L'ontisep~i adunque delle fosse nasali, della bocca e retrobocca accuratissima per mezzo di lavande ripetute e prolun~ate in tempo d'influenza o d'altra epidemia dev'essere consigliala ai sani ed imposta assolutamente ai malati fin dal primo appar1re delle manifestazjooi del grippe. m ic:pecie della corizza, deU'augma, della bronchite, ecc. Le lavature della bocca e delltt retrobocca possono esser fatte con soluzioni di tinture aromatiche, in cui predominino le essenze dt cannella, di cedro, ecc. ovvero con soluzioni di naflolo, d1 salolo, di acido fenico, ecc. che 110n ~ono tossiche. né capaci di alterare lo smalto dei dentt: mentre per le rosse na..ali nuiJa vi ha d• megho di una soluztone borica al 3 •. asptrata in mod" da peoelrare fino al faringe nasale, perocché in tal modo si sopprime costantemente il periodo dì suppurazione tanto disgJ.IStoso m ogui corizza. Conclude il Vallio che-mettendo in rilievo, raccomandando e popolarizu1ndo queste norme profilattiche, le quali potrebbero sembrare ben semplici e banali, il medico i~enista adempie un dovere tutt'altro che inferiore o indegno dd suo ufficio. Xèlla mancanza di misure profilaltiche veramente scienltficbe, essenùo tanto difficile il poter determinare quali siano
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RIVlSTA D' LG!Ll\"E
i più efficaci mezzi preservativi di una malattia epidemica, infettivo- contagiosa, ~"Ome ormai viene universalmente riLenut.a la influenza, certo non può che apportare vantaggi grandissimi il consigliare e prescrivere la più scrupolosa nettezza di talune parti del ~o,•po, le quali, essendo la via principale d'in~resso e il luogo prediletto di sviluppo dì tanti germi infettivi, dovrebbero trovarsi sempre al coperto dal menomo sospetto dt incuria.·
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HlVISTA BIBLIOGHAFICA Le malattie stilliUche 4ell' ooohio con speolaU coutderazionl riguardo al servizio mtUt&re • ferrovl&rlo.
Solt.o questo Litolo il dotl. Fabrizio Padula, medico di f& classe nella riserva naval(', ha di recente pubbl~cato un colo volume in cui, senza vano lusso di facile ma con coltura altrettanto sana quantCJ modesta, sono ste le piu frequenti allerazion! dell'occhio cagionate da lide; di tal che dalle lesioni spectfiche dei muscoli e parli esterne delror gano visivo a quelle profonde, di tutte fatto cenno nello scrilt.o del dott. Padula con forma plice ed esposizione assai chiara. Le frequenti occasioni che st offrono al medico di dover pronunziare il suo giudizio in .~asi iu cui non appalesi chiara la natura specifica dell'alterazione visiva · il vantaggio di avere per mano un Lrattato breve e plice ci conl:'ligliano di raccomandare il lavoro [alla l dei colleghi. R.
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CONGRESSI per l'Xl oongre110 me41oo internazionale - (Roma 1893).
Il com1t.ato centrale ha stabilito la fine del settembre 1893 come data inau~tur•ale rlel congresso. Poco più di un anno ci separa cosi dal memorabile avvenimento che confermera il diritto dell' llalta a sedere fra le nazioni che fidenti lavorano in nome della scienza. L' alta importanza di questa prossilDa riunione è stata riconosciuta all' est.tro non meno che in I talla; tanto che, mentre una falange di medici nostri del settentrione vi ha già aderito, giorno per giorno ar"''a.no le lettere colle quali le illustrazioni della medicina straniera, le accademie, gli istituti scièntllici dichiarano, colle espressioni più lusinghiere per la patria nostra, di gradire l' im·ito. Di qu~.>sti giorni, il Comitato rivolgere un pari appello a tutti i medici dell'Italia centrale e meridionale, e noi siamo sicuri che essi vi risponderanno con entusiasmo, così che i Comitale locali da istituirsi nelle varie citta potranno riuscire altrettanto numerosi quanto quelli che ora già funzionano nella Lombardia, nel Piemonte, nel Veneto e nell'Emilia.
NOTIZIE
Onorliloenze aooordate &d uffioi&U medlol e t&rDl&OÙU millt&ri nel r semestre 1892. Con R. decreto 14 gennaio 1892.
OLioLr cav. Ercole, tenente colonnello medico, cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro. - TOSI Federico, colonnello
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~O TIZIE
medico (in considerazione di speciali benemerenze) ufficiale id. id. - FlLIPPI cav. Giacomo, chimico farmacista diretlore (id. id. id.) cavaliere id. id. id.
Con R. dec reto 28 gennaio 189:'. PEcco cav. Giacomo, maggior generale medico, commendatore nell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.
Con R. decreto 21 febbraio 1892: ZuccoTTI cav. Lui~i, farmacista capo, cavaliere nell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Con R. decreto 5 giugno 1892.
BAROFFIO cav. Felice, maggior generale medico, Grand'ufficiale dell'ordine della Corona d'Italia.- RuFFA cav. Luigi, UBAUDt cav. P ietro, PABIS cav. Emilio, colonnelli medici~ commendatori id. i.d. id.- FREGNI Arnaldo, BALDASSARE Geremia, LEVI Bonaiuto, DE ANGELIS Lazzaro, BA.LDANZA Andrea, ARCANGELJ Alronso, PASQUALE Ferdinando, R.~INONE Franceséo, TEMPESTA Luig1, CAviCCHIA Francesco (in considerazione di speciali benemerenze), cap1tani medici, cavalieri id. id. id.- TAVAZZJu'II Cesare, tenente medico (in cuJa::>t·UHJ:=•u•••·~ di speciali benemerenze acquistat~ in Africa) ca valiereid. id. id.
Nella sua seduta del 26 giugno la R. accadem1a di medicina in Roma ha nominato a suo socio onorario il maggior generale medico comm. Felice Ba roffio ispèttore capo di sanità militare. Il Direttore
Dott. STEFANO REGIS colonnello medico ispettore. 11 Colla..borat.ore per la R .• Marina
D.r TEODORlCO RoSATI Jlt4ko di 1" t:IG#t NUTlNI
FEDERICO, Gerente.
I l Red.at.t.ore
OPE RAZIO~I CIIIBURGICHE STATK PRHICATK NEGLI STABILI~ENTJ SHIHRI MILITARI DURANTE l 'ANNO 1891 'l)
Le operazioni chirn r~iche. non tolle certamente di suprema importanza, state pmticate nell'anno clecor~o e di cui si ebùe conoscenza nei modi ri petutamente in d icati nelle analoghe riviste, :\alirono ad una J'Ìspetlabile cifra mai pr ima raggiunta, cioè a circa 1800, non compresi. come nel passato, i m1nuti aLLi operativi che giornalmeDle occorrono nei vari riparti d'ammalati e non comprese neppure le J'idozioni deUe fratture e delle lnssazioni di cui sì parlerà in apposito titolo . I risult·unenti ottenuti furono abbastanza soddisfacenti. come sarà faci!e rilevare dalla metodica e circostanziata esposizione che se~me, fatta secondo l'ordine tenuto nelle precedenti rivi5te. Il numero delle operazioni spettanti a ciascheduno degli stabilimenti sanitari emerge dal seguente prospetto. Quelli che non VI sono menzionati. o non ebbero o non segnalarono alcun alto operath o.
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•fl Con •IO•!ota Rt\'iot.1, rh~> ti la 13• rlelln ~eroe. prendo congedo dagli umeial! medici d~ll'rsereito e specialmente dai !'!Istinti colleghi dell'tspettomto, di totli sperando con~ervarc n lui)J,!o gratisoimo ed onorato ricordo. Amo inoltre ~primere l miei pnrlicoiMi ringraziamenti all'egregio mio sueeessore, eomm. FJn••ollJo, nlln di cuo cortesia o 1Jcuevolen1.:1 sono debitore oiell'a~cre aneorn potuto raccogliere gli elementi olel presente lav(}ro.
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OPERAZIO~I
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OsiJedali cd inrermerie
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Caserta Torino
Udine. Pado•a
1.;3 :\o•ara 108 Pa,ia. 105 Chieti. . 101 Catanzaro 94 Catania . iO Casale . . 6~ Civitavecchia 85 Bergamo 5i- Treviso . 52 Nocera . 45 Siracusa. 44 Ravenna. ~0 1 Teramo. 3i Girgen ti . :3:3 Pinerolo. . 2011 Fenestrelle. 2€i Savona . . 23 Siena. . . . . . 22 Reclusorio di Gaeta
~illano
Firenze . Bologna. Roma . . Palermo . Genova . Verona . Yeneziu . . Alessandria Piacenza. Messina. Ancona . Livorno . Massaua. Perugia . Lecce. . Bresc1a . . Savigliano . ca-a . . . Bari . . Catanzaro Novi . . Aquila . Terni . . Trap~Jni . Parma .
20 Cosenza. . .. 20 Collegio militare di Mes· 19; sina . . . . 1~ Saati (Africa) . 1 Scuola militare H ACC~;~demia. . 1~j Legnago. . . 1:~ Pescara . . . . 12 Sassari . . . . . . .
V~'naria. ca~liari .
·Iii
11 Ghinda {-~o frica) .
. . . Taulud (Africa) . . . . . 101 Infermerie speciali. già al . 10. Lido (Venezia) . . . . .
Gaeta . . Cremona. 11anLova.
Amputazioni .
Si praticarono 28 amputazioni, di cui: ~ di co~cia: 11 ùi gamha; i- ùi braccia; ii d'antihraccio;
STATE PRATICATE NEGLI STABILDlE~TJ SA.N1TARJ1 iiCC.
t 011
1 de• due piedi simultaneamente. nella continulta degli 0;;s~ metatarsei: 1 d'un primo osso metacarpeo; i. d i ialant!i: _,tmput,JZwni di CO-:>cia. -Tre furono motivate da ar troc.aci ed una J • libro- .sarcoma al ~o inferiore del membro. Delle tre prime. due riu.scirono a sollecita e stabill3 guarigione, mentre la terza fu susseguita da morte per tubercolosi. tre mesi e mezzo dopo. L'amputazione per sarcoma fu por~ susseguita da morte dopo 2 1 giomi, per piemi:t. Vennero ese~ui te: t nello spedale di Milano (op. maS-!giore Calde1·ini); t nello spedale di Brescia (op. magi(iore Bianchi e capitano Scu ldar:~); ,l nello spcdale di Caserta (op. capitano Gandolfì). l\ell'am pulalo di Milano era stata prima praticata la paracentesi articolare. senza vantaggio . .lmput11:ioni di gamba. - Tolle se~u ite da guari~ ione. ~oYefo rono motiv;lle da podartrocaet , una da cancrena:>eeea aJ piede per trornLosi ed un'altra da grave ferita al piede {lu•saz10ne e,po::.ta del piede, con frattura comminuta dell'a5tragalo). Yenoero praticate: l nello -.pedale di No,·ara (op. capitano G-rieco); l nello spedale di Piacenza (op. mag!!iore Forti); ~ nello ... pe:lale di Yerona (op. tnag~iore Carabba}: ~ nt•lln ~peda l e di Roma (operatori maggiore Cervasio e tenente Bll0n3errizi}; l nellù spedale di Napoli {op. maggiore Libroia): 3 nello :> pedale di Caserta (op. capitano GandoHi): 2 nel lo spedale di Palermo (op . maggiore Lombarrlo} ; (o uno degli operati di Verona, dopo eseguita l'amputa-
1012
OPElUZIONl CHIRORGTCHE
zione al 3o inferiore, essendosi riscontrata osteo-mielite tra le nella tibia. fu snbi~o ripetuta l'operazione in allo. In un altro degli operati di Roma erasi praticata q· mesi prima la resezione dell'astr-agalo e del calcagno frutto . In un terzo, fra i due operati di Palermo, l'amputazi ' stata inutilmente preceduta da paracentesi articolare e cauterizzaziòni punteggiate (podamocace). In questo rato si era cercato di fare dapprima la disarticolazione piede alla Pirogoff, ma essendosi trovati cariat; il ca e le estremità inferiori della tibia e del perone, si dovette correre all'amputazione. Amputazioni di. braccio. - Due per artrocace del · una per gna:sti pr·odotti da un flemmone diffuso alla mano ·all'antibraccio, la quarta (immediata) per grave ferita d' a fuoco (Wettedi); tutte con esito favorevole. Occorsero: 2 nello spedale di "\filano (operatori maggiori e Vall ino); ·l I_lellr, sp~dale di Brescia (op. maggiore Biancni); l nello spe_dale di Caserta (op. tenente Salomone). An~p~aazioni d' antibtaccio. Una immediata nel! feria speciale di Savona (op. capitano Laera) per grave ad una mano stata afferrata e stritolata da una macchina ingranaj.!gio; guarigione per prima intenzione; un'altra a logna per artrocace radio-cnrpeo (op . maggiore rm con guarigione locale, ma con poco frutto poichè l' morì 70 giorni dopo per altri fatti tubercolari; una terza l'i nfermet·ia di Ghinda (Africa) per fer·ita d'arma da taglio un borghese indigeno. Di questa operazione s'ignorano e I' operatore. ,imputazione di rlne piedi, nella
STATE PRATiCATE NEG 1..1 STAlJIUHENTI SANITARI, ECC.
'l 0·13
arsei per cancrena da congelazione. Fu eseguita nello spetat . fel'ree (op. maggwre . , bba) . dale di Verona con esrto Cara Amputa.: ione di 1° metacarpeo con esportazione del pollice. Fn motivata da o:;teo-mielite della 1• falange ed era stata receduta dalla disarticolazione falango-falaogea, stata fatta :ue mesi prim:l per la stessa malattia (ospedale di Tot·ino, Randone). oP. ma«11iore !)t' A.mputa:;ioni di falangi . - Furono praticatt: una di ·l• fa lan"e di pollice in GenoYa per ferita da arma a fuoco (guae rlgione, op, maggiore De Prati): la seconda a Yerona per fe·· rità di scoppio Iii cartuccia che ti cb iese l'amputazione della 2• falange del pollice e della 2• dell'indie~ (guarigione, op. maggiore Carabba): la terza in Palermo per carie d,una 2" falange d'indice consecuti va a traumatismo (guarigione, op. maggiore Lombardo); la quarta in Venezia (·l) per ferita da stritolamento in un operaio bòrghese della stazione ferroviaria marittima (op. tenente Giacometti).
Dlsartleo lazlool ~e furono menzionate 54, di
cui: '' di ginocchio per sarcoma della tibia; guarrg10ne per primocoalito (n Verona; op. maggiore Carabba); l di mano per ferita d'arma a fuoco; guarigione completa (in Palermo; op. tenente colonnello Guerriero);
(i) Nello spedale di Venezia Yennero prestati soccorsi urgenti. a 3() borghesi dellà ptossima ~tazione ferroviaria marittima; a 4 per fratture, a ~ per lussazioni, a :n per ferite diverse, in '! per commozioni viscerali con altre lesioni. e conseguentemente vi rurono eseguito parecchie piccole operazioni.
OPERAZIONI CHIBORGICHE
l di piede alla Pirogoff per osteite tarso; guarigione locale (in Bologna; op. maggiore briaco); 4- di ossi metacarpei, con espo rL~zione di diti, 2 diossi metatarsei , con esportazione di diti, 17 di diti isolatamente, LL • d" , tu e con es1Lo t 1 di tre diti del piede, rigione. 1 d'un dito soprannumerario da un 5° dito di piede, 25 falango-falangee, isolatamente, 1 fulango- fa langea multipla, L'amputato di piede terminò poi col morire 7 mesi per altre localizzazioni tubercolari e dopo avere pure l'amputazione d'U11 antibraccio, alcune toracentesi e qua raschiatura ossea. Troppo lungo sarebbe il dirt ripartitamente delle d" colazioni minori, fra cui parecchie furono interessanti; giungerò solo che 19 furono motivate da osteiti spo 15 da ferite in genere, 9 da esiti di paterecci, .i. da feri te at·ma a fuoco, 2 da scoppi di cartucce, 1 •la v"•cv -·::~"-;ll.ìviDI d'llll dito, ed in.quelle pratica te per dito soprannumerario l'essere questo stato colto da cancrena acuta.
l
Reaezlonl .
Furono 27, quasi tolle di notevole importanza, cioè~ l d'anca e di parte dell'acetabolo per artrocace, ~uarigione (Torino, op. maggiore Randone);
stATE PRATICATE !'<El<Ll STABJLHfENTI SANITARI, ECC. 101 ;)
.i di ~omito per artrocace: l totale con guarigione per rimo coalito a Sa l'ono, op. capitano Laera; 1 totale con guap ione a Bologna. op. maggiore Imbriaco: l totale, pure ng , . G .1 t! • l con guarigione, a Caserta, op. cap1tano anuol11; l parz1a e, con esito non anrora stabilito. a Palermo. op. maggiore Lom-
l!tlrdo. 1 di giuntura rad io-carpea, con esportazione di tutto il
carpo, pe1· artrocace tubercolare, con guarigione, op. mag.:~iore Imbriaro. in Boiogna; c 1 d'estremo inferiore cariato di cubito, con guarigione (Torino, op. mag!!iore Favre): 1 d'una branca orizzontale di mandibola per carie neerotica, dalla ~inli~i del mento all'angolo ascendente, con gnarigione e riproduzione dell'osso (\'erona, op. ma~giore Cnrabba); 6 di co,-te cariate: l a Sovi con esportazione di 3 cm. di costa, gn11.rigione (op. capitano Oemicheli); 11 a Verona con e3portaz10ne di 7 cm. d'una l t• r.osla e raschiatura della i o· pure cariata, :,!Uarigione con riprodo?.ione dell'osso (op. maggiore Carabba). ma l'operato morì più tardi per marasmo; 2 a Firenze, con esportazione di 8 cm. d'osso in ciascheduna, una con guarigione (op. ma~giore Ferrero), e l'altra ancora in cara (op. mag~iore Volino); l a :\'apoli. con esportazione di 4- cm. d'osso e successiva riforma (op . capitano Barreccbia); l a 1\oma. con guarigione (op. tenente Rossini): l parziale di prima costa e di porzione di sterno cariati, mediante tenaglia osteotoma e raschiamento (llassoua, op. capitano Sellia) con miglioramento; 3 di os:;i met.acarpei cariati: una a Verona con riproduzione dell'osso e guarigione (op. maggiore Carabba); 2 a Caserr.a sopra uno stesso osso. la prima Yolla con esportazione àel dito (op. capitano De Falco) e la seconda, tre mesi dopo,
1016
OPEilA.ZlO~l
CBfRURGICHE
per persistente carie nel moncone (op . capit.aoo GandoUì) con esito di nfor-ma: 4. pnrziali di tibia, di cui l per carie e tre per calli derormi. con esito di guarigione in tntle (2 a Roma, operatori maggiore Cervasio e tenente Ruonservizi; 2 a Caserta, op. capitano De Falco) . ~ di malleoli cariati: una a Caserta, esito ignoto, op. cap· tano Gandoll1 ; l'alu·a a Torino, in cui. oltre alla reseziooe malleolo esterno, si praticarono lo svnotamenlo del capo colare della tibia. il raschiameoto dell'astragalo e J•,..,,"'r'"zione dei tes·uti molli degenerati (op. maggiore ......u\4'""t" ; esito non ancor·a ~ Labilito. 1 di calcagno e d'astragalo cariati {op. capita no Ca io I\.oma); esito nullo, essendosi poi dovuto procedere all' putazione della gamba dopo 4 mesi; 1 di frammenti di femore fratturato e guarito con dar~rosi a Palermo (op. maggiore Lom bardo) . Previa sione all'e·terno della coscia per farne uscire le eslremilà frammenli, si resecò l'inferiore e si raschiò il superiore. prima di ciò s'erano dovute asportare alcune scheggia •• w~• ·r.u l&". alle parti molli ed un'altra cbe aderiva al frammento riore, mediante tessuto fibroso . L'esito non fu favo poichè rimase ancora la pseudartrosi a cui si pr·ovvide stanza bene con un apparecchio ortopedico. 1 di primo metaLarseo e di parte della co falange dell'alluce per osteo-periostile Lnhercolare, con gua· rigione (ospedale di f irenze. op. maggiore Per rero). ArtreetoiDie .
Ne furono faae sei , di cni ciuque ron esito di guarigione ed una con esito ignoto perchè l'operato (guardia di pubhl sicurezza) fu posto in uscita a cura non ancora terminata.
stATE paATlCHE :"~EGLI STABILlM'&NTI SANITARI, ECC.
10n
In Torino (op. maggiore Randone) due per gonartrocace; io una :-i e~portarono tuLLa la capsula, porzione dei legamenti laterali e pressochè tutto il condilo interno del femore; nell'allra si esportarono, previe due incisioni laterali di 8 cm. di Jonghezza, il legamento laterale interno e porzione della capsula. Guarigione. Io Palermo (op. maggìor·e Lombardo) una per artrocace d'un gomito e l'alra per uguale malatLia alla giuntura metacarpo·falaogea d'un indice; la prima con esito ignoto, la se- • conda con :;uari~ione. fn ambedue si esportarono i tessuti alterati. [n Yerooa (op. maggiore Carabba) una ad una giuntura tibio·n:-tragalea per sinovite purulenta, mediante lunga e profon da inci!'ione lungo la doccia tibiale interna e larga contrapertura al malleolo esterno, con drenag!:{io attraverso la giuntura; guarigione . Sì dovette allacciare l'arteria tiùiale interna. In (;enova (op. maggiore De .Prati) una per artrocace sterno-costale. con esportazione delle fungosità, raschiatura degli os~i e guarigione.
Paraeeotesl articolari ~d artrotomie.
Fu1·ono praticate ·t iS paracentesi e 3 artrotomie; 16 sopra ginocchi, 1 ad una spalla ed 1 ad una giuntura tibio- tarsea. ln 9 ca:\i si trattava di versamento sieroso, in 5 di versamento purolento ed in 4- di versamento ematico. In genere risultamenti buoni, come emerge dalla seguente enumerazione . .Milano (operatori maggiori Vallino e Calderini): 1 artrotomia pei' versamento ematico in caso di frattura esposta e comunicante di rotula: proposta di cura termale; 2 paracentesi
OPERAZIONI CHIRURGICHE
per gonidrartro: guarigione e riforma; 1 paracentesi per gonartrocace: esito di miglioramento temporaneo. Due mesi dopo si dovette amputare la coscia. Bologna (op. maggiore lm briaco): 3 paracentesi per go~i d:-arti traumatici, ~ per gonidrartro reumatico; guarigione io tulle. Un operato rimase però in cura per frattura della rotula. Caserta (op. capitano Gandolfi) : 1 paracentesi per gonemartro, l per gonidratro ed una per gonartrocace: tutte e tre con guarigione. Palermo (op. maggiore Lombardo): una paraceotesi per gonidrar'tro con esito di guarigione ed uno per podartrocace con esito nullo, essendosi poi dovuta amputare la gamba. Verontt (op. maggiore Carabba): un'artrotomia per gonemartro, con guarigione. Legnago (op . ignoto) : l paraceotesi praticata due volle per gonidrartro traumatico; esito ignoto. Treviso (op. capitano Casa(; ni): ' paracentesi bilaterale per gonidrartro traumatico, con guarigione. Firenze (op. maggiore Ferrero): ·1 paracentesi per artrite tuber·colare ad una spalla. Operato riformato .
.&Ure operazioni sqll oul.
Esportazioni di sequeswi. - ~e vennero praticate otto, tutte con esito di guarigione. 1• Seqnestrolomia per necrosi interna dell'estremo inferi ore d'un femore, esito d' osteomielite spontanea cbe datava da due anni. EsporLazione di molli sequestri liberi e poi raschiamento del cavo midollare (Torino, operatore maggiore Randone).
STATE PRATICATE ~EGU STABIUK&NTI ANITART, ECC . ~ 019
2" Seqnestrotomia di condilo esterno d'omero in am-
malato gia stato operato di trapanazione nello stesso sito per osteomielite Luùercolare (Torino, operatore come ~opral. 3" Se•JUe"trotomia per necrosi parziale d' una branca orizzontale di mandib•>la {Torino. operatore come !lOpra). _.. Esportazione di sequestri della branca ascendenLe d'una mandibola (Torino. operotore ma~giore Favre). 5• EsporL.tzione di sequestri superficiali in ambedue le tibie (Tor ino , operatore ma~?giore Pane). 6" Esportazione di sequestri di ossa rarsee. io conseguenza di !!rave frallura con ferite (.\lessina. operatore maggiore Sciumbata). 7• Esportazione di sequestri da una mandibola affelta da carie necrotica e quindi raschiamento (Caserta, oper·atore capitano Gandolfi). s• Seqnestrotomia in caso di necrosi parziale al terzo medio ù'nna Li bia (Mas aua, operatore capitano Orefice). Sgorbiature r raschiamenti d'ossi cari4ti. - Ascesero a 49 di cui 30 con guari ~io ne, 3 con miglioramento, 8 senza vantaggio. t tuttora in cura e i- d'esito ignoto. Troppo lungo sarebbe accennarle partiraroente: perciò mi limiterò ad indicare gli ospedali do,·e questo me"ao curati\"O fu adoperato: 1lessandria io l O ammalati con 8 guarigioni (operatori ma~giori torTa e Boccbia) : ~ apoli in i ammalati con 3 guarigioni (op. capitani Fascia. Barrecchia, Baldanza) ; Milano in 5 ammalati con 4 guarigioni (op. maggioN Vallino, capitano Freda, tenente De anLi); Verona in 4 ammalati con 4 guarigioni (op. maggiore Carabba) ~
1090
OI?EIIAZIOi'\1 CIIIRURGICHE
Piacenza in 3 nmmalali con 2 guarigioni {op. maggiol'e Forti) : Bolo~na in 3 ammalati con guarigione (op. gior·e Imùriaco); Torino in 3 ammalati con l guarigione (op. ma~giore Favre); Genova in z ammalati con 1 yuar·igione (op. maggiore De Prati); Roma in 2 ammalati senza frulto (op. maggiore Certa::io) ; .~la ssa ua in 2 ammalati con 2 guarigioni (op. capitano Fantasia e lenente Pettinari) : Savigliano in 2 ammalati con 1 guarigione (op. capitano Attanasio) : Venezia in ·l ammalato con guarigione (op. maggiore Giacomelli); Treviso in ·1 ammalato con guarigione (op. capitano Casa lini).; Civitavecchia in ·J ammalato con esito ignoto (op. capitano Gaeta) ; Caserta in l ammalalo con esito ignoto (op. capitano De Falco) ; .Bari in l ammalalo in cura (op. capitano Susca Dom.); Lecce in 1 ammalato senza frutLo (op. capitano Carbone) ; ?tfessina in 1 ammalaLo ignoto (op. maggiore Bonanno); Trapana;ionì d'apofisi mastoidet. - Se ne praticarono sei in Torino. una a Novara ed un'altra in Alessandria, per i soliti esiti d'otite med_ia pur:ulenta. Tulle riuscirono a guarigione (operatori: in Torino, mag-:giori Randone e Favre, tenente Schizzi; in Novara , maggiore Semplici; in Alessandria, maggi ore Bocchia).
ST.-\"I'E PR \TIC ATE NEITU STABILIYRNTI SA ~ITARI, ECC.
l 02 1
Per diffusioni d'otiti medie al proce;;~o mastoideo vennero pure praticati altri alli operatiYi! ma sembra clte si siano limitati a semplici spaccature d'ascessi. Perciò si tralasciano. Trapano.:ione d'lln condilo omerale.- In un caso d'asce3SO formatosi nella sostanza spongiosa d'un condilo omerate esterno, .se ne fece !"apertura esportando collo scalpello la lamina corticale del condilo e poi si raschiarono le pareti :~sce;;:-uali. oltenendosene momentanea goarigione lTorino, operatore maggiore Fa vre) . Esporta:;ioni d' esosUJ.si sotloungueali io ali aci. Ne accorsero una nello spedale di Alessandria (op. c::.pitano Cacchione) e l'altra in quella di Bologna (operatore maggiore Irobriaco ). Esporta;-wni di scheggie primitil;e in casi di ferite-Jratture. Ne vennero segnalati olio casi di cui uno solo meritevole di menzione, trattandosi di scbeggie d'osso frontale infisse nella roeninge ( ~apoli, esito ed operatore ignoti). Altre esporta.zioni ossee. - Vennero esportate parecchie . ft~langi cariate o necro:>ate in conseguenza di paterecci, qualche scbP.ggia secondaria o tel".lÌaria ed alcuni altri piccoli ossi cariati. In un ammalalo in cui a qualche mese di distanza furono esportati con metodo souoperiosteo prima un quinto metalarseo e poi la corrispondente prima falange del dito, gli ossi si riprodussero (Verona, operatore maggiore Carabba}. In un caso di frattura di rotula, i cui frammenti erano rimasti mobili e distanti fra di loro, ne fn tentato il vicendevole sfregamento (Cava, esito ed operatore ignoti). lo altro caso d'una guardia di finanza stata vittima di un accidente ferroviario ed amputato d'urgenza sul sito stesso, quindi ricoverato nell'infermeria presidiaria di Reggio Calabria, si ebbe a regolarizzare il moncone (braccio), liberando in pari tempo la ferila da scheggie da corpi estranei. Ma
fO~t
(II'EII.\ZIO~I
CHIRL"RGICUE
non fu indicato quale e quanta sia stata la regolarizzazione praticata. L'operato ~uari (op. capitano Stilo). l n un ammalato di carie-necrotica ad una branca montante della mandiuola fu pr.•ticata una profonda cauterizzazione col termo cauterro, previa ampia iucisione a forma di L : esito incerto (ospedale di r.aeta: op. ma,.!giore Pascolo}. Furono pure cauterizzate con vantaggio una falange cariata ed ooa giuntura falaogo·falan~ea i di cui capi articolari erano cariati in conse~uenza di patereccio. EMtrazlonl di proiettili d'arma a f'uoeo.
Xe occorsero 13 casi, 12 con esito di guarigione ed l senza risullllLO, non es:->endosi potuto rinvenire il proiettile, sebbene i sintomi razionali e la sensazione stessa del ferilo ne indicassero l'esistenza. ~feritaoo particolare menzione: 1° l'estrazione d'un grosso frammento di cartuccia da sah·e passato attraverso ad una palpebra superiore ed inruneaLosi frn l'orhita ed il globo oculare dove stelle per un mese senza dar· segno di sè; guarigione con perdita dell'occhio (\"enezia. op. ma:.:giore Giacomelli): 2° l'estrazione di un proiettile dì Wtlterli dalle masse muscolari lombari do\"'e era andato a nascondersi. dopo a\ere ·fracellate due dita d'una rn3no che si dovettero di:>arlicolare ed auraver·nto d'alto in basso il torace. penetrando in corri~pondenza della 7• costa (Trapani, op. capitano Patelln). l.e altre furono praticate : 2 a Yetona (op. maggiore Carahba): 2 a Palermo (op. mag~iore Lombardo); 2 a Cadinri (op. capitano ~odari e tenente Verdura): l a Bari (op. ma~ giore .Iandoli): l n ~l essi na (op. capitano Minici1; 1 a )lassana (op. capitano Tursini); f a Saati (op. tenente Marrns); 1 in Alessandria (op. maggiore Bocchia).
STATE f'K ..\TfCATE NEGLI STABILDrE-;Tl SANITARI, ECC.
1023
EstrAzi o ni di corpi estrane i cioè :
o) Oi nn corpo mobile in una giuntura di ~inocchio; mediant~ rn.::isione laterale esterna di 4- cm.: !!narigaone per
primo ro!ll to (.\.ncona. op. capitano Carino}: b) ni un frammento di giunco secco. lungo 2 cm. e nrosso quanto una penna da scrivere. inlisso nel forni~ ,. superiore d'un occhio pre$SO il sacco lagrimale e profondamente penetrato nel cavo orbitario, dove sLava da tre giorni: occhio j.(raYemenle infiammato come si trattasse di congiuntivite purulent.a; guarigione (ospedale di Padova, operatore ignoto); c) Di una grossa scheggia di legno, lunga 4 cm. dal palmo d'una mano, previa incisione; guarigione (Verona, op. mag~iore Carnbba); d) Di una ·cheggia di legno. lunga 2 cm. e larga l ·2 cm. ior.~sa nella pianta d'un piede. previa spaccatura d'un seno tistoJoo;o; ).!Uar•~ione (Bologna, op. mag~iore lmbriaco}: r ) Di pezzi òi stoffa rimasti nel lra!!illo d'una ferita d'arma a fuoco in una regione sopratrocanterica, previo sbrigliamento del tragitto tistoloso; guarigione (Palermo, op. ma:.:2iore Lombardo): f) n un ':Orpo estraneo, lun:zo 27 mm. largo 8, alto 3, penetrato 10 globo oculare: wn:.er\"ala la forma del globo. ma perduta la v-i3ta (Livorno, op. tenente colonnello Lai); y) Di tre pezzi di Yetro infissi in una mano, previo sbrigliamento del fl emmone diiTuso alla mano ed all'antibracclo prodotto dai vetri stessi ; guarigione con lesioni funzi onali temporarie alla mnno (Livorno, op. non indicnto); h) Di una scheggia di ferro lunga 11/2 cm., peneu·nta
OPL!l \7.10~1 Clll.IIURGICHE
nel dorso d'un indi.·e, p re\ ia 1nci::iooe (Piacenza. op. maggiore Forti) : i) flue estrazioni di piccole -.cheggie metall iche in6 s~ in cornee. lo un caso di yoJuminoso pezzo di carne moscolo-tendinosa rimasto incuneato nell'esofa~o all'altezza del manubrio dello sterno, riusciti inutili i tentativi per estrarnelo. lo si spinse forzatamente nel Yentricolo colla sonda P lessioa. op. maggiore Booanno).
Operazioni p e r ta~norl dh·ersl .
Polipi.- Vennero estirpali quattro polipi nasali e quat auricolari, Lutti con esito favorevole. Tumori cistici. - Se ne esportarono 55, pure con es di j.tuarigione io tuili. 4clenomi. - ::'\ e Yennero enucleati 3.$.5 ed altri ?6 furono parzialmente distrutti col cucchiaio; in cifra totale 371. ~ella gran maggioranza se ne ottenne la guarigione. però con degenze per lo più abbastanza lun~he. lo questa categoria d'operati si contarono 3 morti, ( l per risipola, l per pioemia, l per causa ignota), e qualche riformato. Dei 3.15 adtloomi enucleati. 31 ~ erano io~uinali; degli altri ~6. 3 soli ingninali. Le enucleazioni complete d'adenomi ven nero praticate nei seguenti ospedali: C:a,erta 16 (operatori capitani De Falco. Gaodoltì, Oteri; tenenti Salomone, Tl'evisani, Salinari, Coppola; !'OLlotenenti Ferrat·a, Giavelli " Schiaval'a.
sT.ATE l'ltATICATE \'EGI.l ST.,Bil.IUE!Ul ::.A\'ITAIU, ECC.
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(op. maggiore )forino. capitani Bal'erchia. Polistena. Baldanza, reneori Cupelli. Benincasa. \1 agnetta. Lo "calzo. sottotenente r:iani. (op. maggiori rmltriaco e Paoi'. (op. ma$!!!ior• Ferrera e Yolioo. capttano f;rolli. tenenti Hualdi. De Filippi ..Jacopetti, Del Priore. (op. maggiore l>e Prati. capitano \ttana:>io. tenente nettari. (op. maggior·~ Ronanno. caprtnno Sigillo, tenente Cnntella. (op. maggiori Rnntlone e Favre, capitano Carln-}lantigl ia) . (op. capitano ~lichieli. Lenente Pncci, ::-ottotenenle Pispoli). (op. m:~ggiore Cenasi o. tenenti Buonserv izi ed .Ooo,·n ti). (op. ma!!giore Carahbn. tenente Calore). (op. maggiore Giacomell i). (op. tenente Campili). (op. capitani Carbone e Tapparini, souotenente .\Jargolta). (op . capitano Orefice e Peuinari. tenente Ynsilicò). (op. caprtano Ho::::;o) . (op . capitano Haeta). (op. tenente Balacco). (op. 0011 indicato). (op. lenente De Santi).
10:36
OPER.\ZIO~I
Bre~cia
CHIRURGICHE
~
(op. maggiore Bianchi). <~aeta ~ (op. tenenti Cardi e So11:.). Catania 2 (op. capitano Raineri). Gli ospedali di ~ovara. Piacenz•, Parma. Ancona Catanzaro e le inf~rmeriedi Yenaria. 'ovi. Cremona. Trevi Re~~io Calaltr1a e Gir;:en11 contarono sollanto per un' T11mori nutli9ni. - reonero ~portali tre sarcomi ed epitelioma. cioè: un adeno ·sarcoma tlel ,·olume d·un arancio ùa una lo( Iline mt\mmeltare, con guarigione 'ospedale di \ erona, maggiore Carau!Ja) : un fibro-'5arcoma ad una guancia. con propaggini n f11ssa zigomatica e nella retrobocca; incisione di 12 cm. l'un ~olo labbiale all'orecchio; trovate aderenze colla montante della mandibola; enucleazione parte col bi parte colle forbici e colle dita; guarigione per primo (ospedale di Bari; op. capitano Susca Domenico): l' aveva già subito per quella rnalauia un 'operazione nello dale di Roma, quattro anni prima; un libro-:"arcoma allo sterno; esportazione e zinne con esito favorevole (ospedale di Palermo, op. .,,,u. Lombardo): un epitelioma ad una ~uancia in un veterano ( d' \ncona. op. mal!giore Gelo5o) : la malattia non s'arresto l'operato mori dopo sei mesi . Fibromi. - ~e ,·eonero esportali i; uno alla base d pene (Torino, op. Favre): uno ad una tempia (Caserta, op. capitano (;andol uno ad nn antibr:~ccio e rultimo nd una natica (M :.aua. op . ~:ap1tano Oreliee}: tutti con esito di ~uarigio .l ii!JÌ0/11(1. - r no ad un orecchio. esportalo gione ,Caserta, op . t;apitano Gandol{i) ; l l l....
STATE PR \TIC.\TK NEGLI STABILJMEXTI S.\NJT.\Rf, ECC.
l 0?7
Enc.(JIIIIronw ad un testicolo, esportalo conservando il te-
sticolo: !-[H:lri!IOne (Torino, op. ma~giore Favrel. Ch··widt n~l •'o aù una guancia. esportato con doppio ta'.!lio elitticu, aYricinando quindi i lembi per :;corrimenlo: zuarigioue (ospeJ:~Ie di Bologna, op. maggiorE> Imbriacol. · Ton$ilf,. ip··rtr"firhe. - Per queste malattie furono operati :}9 inoiridui. or a da un lato solo eù ora in ambi i lil ti : re•ito fu per tuui la guari~ione. In un allro ammalale> furono esportai~ l' ugola ed un'appendice polipiforme situata dietro di questa e venne aperto 110 asre:-~o faringeo auraverso un pila~tro anteriore del velo pendolo. con guarigione (Lecce. op. capitano Carhone). T1Hnori emorroidari. - Otto ammalati, tolti ~uat·iti: in ùue si distrussero i tumori coll' igoipuntur·a (Torino, op. Randone); in qu11Llro fu adoperata In legatura; iu uno lo schiacciamento; in un altro qualtro tumori voluminosi vennero operati collo schiacciamenlo ed alcuni piccoli colla cluterizzazione potenziale (.\ quila, op. capitano Giuliani~ . Ranulfl de..!enerata ed esportata con buon asilo (Palermo, •lp. mag,.!iore Lomùardo \. fìo::o. In un ca:;o di ~ozzo duro fu praticata dae volte la puntura con io1ezione iodata. oueoendosene mi,dioramenh> Piacenza, op. ma~aiore Forti). Qoe·to modo di curo fu pure adoperalo nello stesso 'pedale in un ca·o d'adenoma dnr.o solloascellare, collo 'te,-.::o ri ·ultamemo (op. tenente l.ic1ri 1 • Ematomi.- ~e furono registrati 9 casi, tutti import.tnli <1 per ,·olume o per sede, stati curati quali colla punturn e llnali coll' in1•isione e guariti. \'enoero finalmente accennaLi due svuotnmenti d'igrorui visto:;i, 1lue ~sportazioni di prepu7.i ipertrufici e 7 esci:'i11ni o cauterizzazioni di papillomi diversi. con huou esito iu ogni ~a so.
1028
OPERAZIONI CniRURG l CHE
Opt-razloul sqll organi genito- urlnari .
.\e venner·o praticate } ~oprapuhiche. l oa soprapubica per e--trazione d'nn ct~kolo nello ùale 1li Genora dal maggiore De Prali (l); .-\.ltrn :;oprapnhica per estrazione d'un cal.·olo nello dale ùi 'apolt del capitano Bareccbia (2): Altra :;oprapubica allo scopo rlt poter f<lre il rismo retrogado in pn ammalato affetto da restringi m uretrale ir!superabile dal lato anteriore, stata praticata spedale di Firenze dal mnggiore Ferrero : Tutte riuscite a1~ ouima guarigione; Altr·a soprapuhica per estrazione di calcolo nello sp di Palel'llw dnl ma~o:giorc Lombardo con e~ito non n stahil1to. Cistolomia perineale, con ta~lio lateralizzato per es zione tl'un calcolo aderente rersu il fondo superiore vescit·a (o:-pedule ùi Gaeta, op. m:~~giore r ascolo) . La gione non fu suluto completa; essendo rima::ta. men1e in modo transitono, nna paralisi dello sfiotere scicale. con enuresi nella s1azione eretta. f'istotnmie. -
(i) o~ nna memo1la del m:&g!!iMe ();> Prati eh~
ho potulil l~~ggert'
i<> che 11 calcolo. d~J pe:;o di oltre 10 grammi, era. ,n forma cub1ra i CùU un d1:1metro ma~!liore di cm. 3; '!" ebe ern tluro COil Ila ~-•bila la litotrlssia: 30 chtl furono soltantt• 3oturate le pareti a.rJaom1• conservato (lerò 11 posto ad un tubo Perrier a 1loppia comote per nag::io 'esc1eale: 4° che fu mantenuto a perrn:10e11za un c;1tetere ncllll sr1ra pPr la \Hl dell'uretra. (2) Calcolo di'i volume d' uo uovo; la vescica ru sutordta c01 mar~ioi pareti addomln;lli. l 'operato, sehbene guarito della cistotornla, rn rwi mato p\'r Ustola urt:>trn·scrotale.
. T& pR\TlC\TE NEGLI STAillr.t~IENTI SANITARI, ECC. -,T.\
10t9
E~tra;iOill ti! calcoli di!l'url'tra.- ~e occorsero due casi: d uno fu pul•hlu:ata la storia io questo ~iornale , fascicolo di ;toùre li\!li. p:lg. l ?!li dal capitano De S1mone che ne fu ;operatore: altro occor·e nello spednle di t~ ae1a (operatore \1. l'ascolo). In •1uesto caso il calcolo, ~rosso come una ciJie.!ia. eras1nrre;;tato o ella fos,etta na>irolare e ne fu estrauo .·olia spaaatur. del meall . Srmw"t'''';innl. - Se ne tro\·arouo menzionate 16, di cui l3 'per tnber.:olosl. t per produzioni n ~oplastiche ed l per orchite lenta. 10 !!eDere. Tnt:e nu~•·11·nno a gua rilo(ione e vennero pratiCate 3 oellu ~r·edale di \ erona (op. maggiore Carabba) , ~ 1tl. Roma (op. mnggiore Gervasio'; 2 id. Napoli (op. ·~apitano Barrecchia e Lenente La.staria); Palermo (op. maggiore Lombardo). Id. z Torino (op. mag~iore Randone'. ili. Alessa ndria (op. m ~ ggiore Bocchia). id. ~Iilaoo (op. mag~iore Vallino). id. Parma {op. tenente colonnello Vinai). id. Genola (op. maggiore De Prati). , id. id. Bolo:;na (op. maggiore l mbriaco). Ot'lf' inf~rmeria d'Aquila (op. capitano Giuliani). I:oper:tlo nello spedale di Torino aveva gia subito ouo me>i prim:1 e roo buon esito l'ablazione d'un encondroma nel. altro te~t1rolo. fJIII"ra.:imH d'Idroceli. - Queste operazioni. per lo più fatte colla puntura e con iniezioni. in pochi casi colla spaccatura e ··oll'e~portaY.ione parziale della vaginale, sommarono a 58. ~oln in pochi cnsi l'esito fu negativo. OJm u:ioni Jlf1' fimosi e parnfìmosi. - Gli opernti per Limosi furono fì3: quelli pel' pamfìmo::;i :l. Tutti guaril'ono.
1030
OPE1UZ10l'\l CHIIWRGICHI!l
Vretrotomie per restriogimenti ur·~trali. Ne fur·ono 14. interne ed una esterna, con risultato utile in 13 delle teroe. Vennero eseguite: 3 io Torino (op . maggiore Favre tenente Tortora): '2 a Perugia (op. tenente colonnello Ba e ca pit~no Gi ~liarelli); 2 a Palermo (op. maggiore Lom l a Milaoo(maggiore Yallioo); l aYerona (maggiore l a Bologna ( maggiore Imbriaco); l a Roma (maggiore vasio); l a ~apoli (capitano Baldanza) : 1 a Caserta (capi De Palco); l a ~tas~aua (capitano Pt>ttinari}: l'uretrotomia esterna a Firenze nell ' ammalato in cui , per non potuto altrimente ri usci re col cateterismo anteriore, ne1ont1NC col sussidio dell'nrelrolomia, si dovette ricorrere alla tom ia soprapubica allo scopo di fare il cateterismo retrnn•., ,.~ mediante il quale si riusci a toglierr. la stenosi uretrale maggiore Ferrero). Dilatationi forzate d'uretra. - ~e accorsero l O casi diversi strumenti, tutti con esito di guarigione; cioè: 3 a !ermo (maggiore Lombardo'; 2 in Ancon:l (maggiore l a Milano (maggiore Yallino:; l a Verona (maggiore rabba); l a Bologna (maggiorE~ Pabis); l a Roma (ma Cervasio); 1 a Massau::t (capit~no Orefice). Dilatazioni graduali d'uretra. - Due sole con uuoo sultato.
Toraeeotesl e toraeotonde.
Gli ammalati stati sottoposti ad atti operativi per race, per emotorace (in un solo caso) e per empiem~. r·ono 22:.i; ma le operazioni, comprese 2 resezioni costali, r·ono 276, cogli esiti che seguono: Guarili, compr·esi gli inviati in licenza breve
STATE PRATICATI!: ~EGI.I STABILIMENTI SANITARI, ECC.
f 03 1
)ligl ioratl . souopo.;ti a ra.;.;:egna per lunghe lir,eoze (?3) o
6
r riforma ~u) ·
·
69
pe \forti (,pesso tardivameote per tuberrnlo'i) Rima,ti m ··ora .
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Seoz:1 indicazione d'esito (escluso però quello di
IJ}()rte) .
?l 1/9 furono ~ouopo.;ti aù l ·ola operazione (morti 16): 3i , :. a 2 operazioni ( » i): 1 '\ » a 3 :. ( » , ); 3 >) '» a 4. » ( • 1}:
a 6 » ( » l ). Quanto alla n<llura del versamento pleurico. 177 ammalati ,, 8nnero indicati come primitivamente affetti da idrotorace, ii5 come primitivamente affetti da empiema ed 1 da emotorace t!'aumatico. Soltanto in 4 dei primi il versamento si converti successivamente da sieroso in purnlento. Sopra 276 operazioni si conl:~ro 'lo 2?8 toraceotesi, .i6 toracotomie ~emplici e solo '2 con rP.sezionecostale, fattequeste ultime •opra uno stesso ammalato, a qualche giorno di dist..,nza l'una dall'altra, st:nza profitto. Le rora,·ente"i vennero praticate qua~i tutte cogli aspiraton e solo in pochi casi coi trequarti del Fraenzel e del tenente colonnello )fonti. Io un solo cas•) si lasciò sortire il li•roido dalla cannula d'una siringa del Pravaz cbe era stata adoperata a scopo esploratiro. ma pare cbe ciò non sia stato sntlìcientc?. poicbè si dovette poi ricorrere all'aspiratA>re. A tolle 1111e~te operazioni parteciparono gli ospedali e le infermerie presidiarie registrati nel sPguente quadro, nella misura e co~li e~iti meno favorevoli per ognuno di essi indicato. ,,
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OPERAZIO~I
n.spedali
CHIRl:RGICBE
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e<l mfernh'TIC
3i•l i l 3 Capttauo Bobbio; rn a~~iori Favre A-
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"tec::i~tno . RR ndone, Musizzano; capit81ll \larliello, Trombet1.a. D'Aibenuo, Ctma-Manligli»; teneule Schizzi Capi lano c.,n~uet. 2\la,:t!:wre ~i asse. :\lag-gtore Bocchra, (:apitano Cametti CapitAno Arduini. Caprlarw Demicheli. M u~!!iori Piseddu. Calderini, Baruffaldi, lenente :\taglia; maggiot-e Va lino, tenente Ongaro. Capitanf' Crema; tenente Cin~olan i. Capitani Fresa, Zanchi; tenente Seve1' 1110,
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Capitano Sel icorni; maggior•e Forti. Caps Lani Lipari ~ Tursini Cttpitani P iceni e Lupnlli; sottotenenLe Znnetti. Capatauo Zunini: maggiore De Prali; lNlenlP Og,(!'iono; capitano Randacrio. Ma&!:~iora Mu!"ii.Zano e Gottarda; ·y··~"".. . Vìm·IIi (per un'oper azione N.N.). Capitano Cavazzocca Capilauo Pesadori; tenente Tre\o;san. Tenenlr Giacometti; capitano Rinaldi Canitano ì\larrocco: tenente Tomba. Capllanu Adela8io; waggiore lllll>nuL'Il: cap•tano Capobianco: maggiore na rdo. Capitano ~fo roni; tenente Luciani.· ~~ ~~~~·ori Celli e Geloso. Cttptlnno Giuliani. Capitano De Filippi; maggiore Capitano Grottt; tenente Del P r iore. Tenente Fiorini; sottotenenti P ispoli e Porcelli. Ma j:rgiore Caporaso; capitano Terza mag~iore Cervasio; capitano (per due operazioni ~. N .) . Capilauo Alzeni; tenente Sticco. Tenent~> Tucci.
(~) Dove le opoa·azlool e gli opemtorì sono più di dnP, i nomi sono secondo il maggior numPro dPIIP operazioni fatte da ciascheduno.
sr .\TE PR \liCATE "iEGLI ST\OILI'lESTI !:>A~lTARJ, ECC. l 03:~
Operatori (l)
--ca ~Jiari. ~ apoli
. Ca"torta .
Capitano Nodari.
t
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r. 11 Captlauo Carotenuto; mag~iore Libroia.
Capitani De Falco e Gàndolfi: tenenti Salomone e Salinari. Recl. Gaeta 1 l lt Captlano Giorgio. Ct~piLano Medugno. 1 l Ct~,·a · 2 :! :!l Capita ••o Yiuadmi. x ocera pitano Guarnieri: magziore Moro~si; :l :l 1- », CacaLitano Bari Susca Dotnenico. 2 ;{ Il Cap1 ano Carbone. Lecce. t l • Capitano Giani. ()ltanzaro •> :J • ~lag{otiorr• Lombardo; lenente CeePalenno. l'llPttani i. l » Capitano Patella . Tt•apaui . Catileuo Gambino; lenente colonnello Mes!.'ina . 61 () aris; maggiore Bonanno; capitano Miuici: tenente Cautdla. (i (i
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l••u•aeenteiil addominali .
\'ennero operati di paracentesi addominale no•e ammalati di cui un solo fu detto guarilo. De;:tli altri. quattro ebbero miglioramento e quattro morirono per le affezioni epatiche od altre di cui l'a,cite era sin tomatica.
Esen~ra:iMtt' d'un bulbo oculare per iriùo-ciclite con pe-
ricolo di ottalmta :.i mpatica nell'al tro (ospedale di Roma, op. (t) Dove le operazioni e gU orerntorl sono pii! Ili rtue, l nomi sono indicati secondo il ma,!!gic1r numero delle opernzioni raue da clasclleduno.
1034
OP.ERAZIO:-fi CHliCURGlCBE
tenente Gros); gunri!.!ione. La storia di questa operazione fu pubblicata nel fascicolo di marzo di questo Giorn®, (pag. ~8\1) . . cltroumtia !!d iridulomia (processo Wecker. ad no occhio per irido-coroidite silìlitica con essudati endoculari e cecita già in allo. nello s.;opo d i pre\-enire la ripetizione del morboso nell'altr'occhio. Quindi paracente.:Oi corneale anct.. in ~~uc:;to . .. r ouenne .-oltnnto diminuzione dei dolori. ma non sr poti• evitare la cecità bilaterale (ospedale dr Bresei3. op. maggiore Bianchi). Sclt>rotomia superiore per glaucoma da se lero· corni dite Leriore. Si ottennero diminuzione dei dolori e migliorn11no•••A. della visione (ospedalt' òi Yerona, op. maggiore Gottnrdi) . Opera:ivne d'entropio d'ambedue le palpebre d'un occh col pr·ocesso Pagenstecker, per cicatrici delle congiunti pAipehr~li. consecutive nd ustioni prodotte da materie esplodenti; guarigione (ospedale di Torino, op. maggiore don e}. Opera::ione d'ettropio (bilaterale) col processo Arlt: rato riformato (Roma: op. tenente Gros). Esp01'lfl::ione di stafiloma totale: operato riformato (Roma, op. tenente Gros). Sutrtra di palpebra superiore lacerata per ferita da e..,,·nn""'' accidentale d'una cartuccia a sah·e io nn soldato a cui fu•poi e5.trallo un frammento della cartuccia penetrato nell'orbita, con pt'rdita succP.ssiva dell'occhio (Yenezia . op. mag~iore Giacomelli ). Quattro opaasioni di fistola lagrimate, con esito di guarigione in due. Esportazioni varie di cisti palpebrali, di polipo congiuotivale. d'un plerigio, di calazi palpebrali: e due operazioni di trichiasi mediante l'estir·pazione delle ciglia.
si.-\ TE r•RATIC.HE ~EG I.l STA BIU}IK~TI SA~ITARI , ECC.
l 03')
opera&lonl plastiche ed lnne lltl animali .
(heiwplascir{J d'un h1bbro .nferiore per ectropron (co,i indiea:a): forse fn ttn'oper.•zione di labbro leporino, preHa espartazione della porzione e~nberame eJ ectropica del labbro: 11 puntr di cu.citura e ~uari~ione pt:r primo coallt(J (ospedale dr \ erona, op. maggiore Carabba). Bltfarvpla~cica in un caso di grave ferita d'arma a fuoco aUa faccia. con perdita di una palpebra superiore e della pellt! della eorri.spondente r·egione malar·e: fu rifatta la palpebra con un largo lembo fattovi scorrere dalla guancia e venne riparata la scopertura della regione mal are con un lembo preso dall'interna regione d'un br·accio; non indicato l'esito; fu solo detto che l'operato fu riformato (ospedale di Firenze, op. mal!giore Ferrero). 8lt{aro1>la.~tica per distruzione d'una palpebra inferior·e in ,;er,ruito a ferita. con esito di guarigione (ospedale di )l assana~ op. capitano Orefice). Il processo operativo noo fu descrillo. però fu detto e,..sere un processo pell.ante allo ste ·so operatore. OspP(ia[,. di Jlil~no. - f n un caso di vas La piaga ioguino:Strotale. coo::ecutiva a flemmone cancr~n oso e pre,·ia croenuuione della piaga stessa col cucchiaio, furono praticati due . anoesti con brani di pelle tolta dulia parte interna d'un'ala di pollo ( l i> !Jr<t ni la prrma volla e dopo i giorni ahri ~9), otteoendosi la )!Oarigione (op. maggiore Vallioo). Ospedale di Torino. - Vennero praticati due innesti epidermici alla Ti ersch: in una caso per piaga ·da ferila recente e nel secondo per vasta piaga ad un poplite; esito ignoto (op. mag~o:iore Raodooe).
OPEli \ZI0:\1 rHIR!.:RGICHE
o.~pt·dalt• di Firm:e (op. maggiore
Ferrero). - • t fer ero r.on l•uon esito ~ inne·ti alla Tiersch. UD<• per piaga da mone ad nna ~tamha. l'altro per piaga ad un poplite. il leno per totale ~r.opertora del pene io seguito a risipola ed illtnarto per pia~a ad un co~tato. ~uperstite a resezione costale. Quest'ultimo. per taluoe speciali circostanze. fu menzionato dal oiornale l'E.~t>I'Citn Italiano nel numero del/ ouobre 189 1.
E rnostasie. ~ello spedale di L\apoli fu leJZala un'arteria iliaca per· ferita da punta e ta:.:lio all'inguine, con lesione della femorale. Non O:,trtnle l'operazione ben riuscita, il ferilo moli dopo 24 Ol'e per l'esaurimento causato dalla pregressa emorragia (op. capitano Daldanza). ~ ello l'pedale di Pale1·mo fn allacciata l'arteria radiale ill un caso dt ferita da taglio ad una regione radio-carpea che rì chie~e pure la sutura dei tendini flessori; guarigione maggiore Lombardo). Il ferito era un borghese. ~ello <:pedale di Massaua s'allacciarono una r·adiale ed relativo ramo radio-palmare per ferita da Laglio: guarigion& (op. capitano Pettina•·il. ~ello spedale di Yenezia vennero le~ati in un operaio "orghese i due e tremi d'un ·arteria temporale recisa per feri lacero-contu--a (op. ·ouotenente Levi). Oltre alle suddeHe, ne occorsero alcune altre di cui. o per poca amportaoza o per essere state indicate in mndo laconico, non occor..-e parlare.
Traebeotoml r . ~ e fnrono
pr1ticate quattro. ma dis:zraziatamente senza
irotLO. In nn c:~so. sebbene l"eni:-~e tolto l'imminente pertcolo •
•ra-IH•ta. l'operato mori 4. ore dopo per la stomatile caocreoo'a da rui era affetto Genova, op. maghriore De Prati). ~e~li altri tre il Tanlaj:!~io dell'operazione fu momenLaneo e cerwmentt- ~l t ~tessi operatori non potevano sperare di più, \'tste le ~raYi~,-irne condizioni in cni versavano i loro operati. Jn uno si trattara t1i stenosi larin~ea prodoua àa aneurisma dell'aorta (Me,;sino., op. maggiore Bonanno); nell'allro di an· gina fkmmon o"a con ascesso cervicale difTuso al mediastino (Cagliari. op. tenente Verdura) ; nel terzo di lesioni laringotracheali ~ucce~sive n vaiuolo (Napoli) .
Erniotomie e taxi•.
\"enne operato di erniotomia inguinale un solo ammalato, con felict~'•mo risultamento e con ~uarigione delle ferite per primo ··oalto (.\lessandria. op. mag~iore Corva). Sei altre ernie in}luioali strozzate poterono es-sere ridotte col semplice ta\ts. coadiurato in qualche caso dalla cloroformizzaztone. Orcorsero queste: l in Torino (Fane), l in \ enezia ,op. tenente colonnello Monari), l in Caserta (capitano Ganùolfi). l n ~l essina (tenente Cantella). l in Ancona (?), 1 in Cntan1a (op. capitano Lucciola).
103~
OJ>EH.\ZIOSI CUIRtjJlGICHF.
Suture,
Le :.uture di feriLe, rra cui parecchie abhastanza . l:toti, ~ommarooo t(Uasi a cento . .\la gli o~pedali che D1l Larono di più furono quelli di Yeoezia e di Roma ai quali t'Orrono per ~occor~i or~euti molti borght»i ( l ). Gli esi li fnrunu Lulli ùt 1-!Uarigiune. ,\ leritano particolare ricordo i !.menti pochi casi.
IIJ O.:t lx>rghe:.i curai t nello spellate di Venezia bo gia fatto cenno temente. Orl ;lam qualrhe notizia di quelli che furono medicati nello di Rom~. Furono essi In nnmero di ~~ e, quanto alle malattie <ltt cui àfl'ettl, $) JlO!'ODO rtpartlre nel seguente modo: Per lei11oni traumatiche di poc,a itn11ortanza . . tr.o • fratture div11r<e, fr,, cui 5 di o~sa eranianc . H • lu3sazlone omerolo . . . . . . . . . • <IIUor<loue ta·1lo·earpea . . . . . • commozioni ''i3cerali in s~guito a caduta dall'alto . ~ • fPrtte da punta e t1;;1io non penetranti m eavita Il penetra'lti nell'addome . s • pl'.netranli nel torace 4 tacero-~ontu:;e. . ili • d'arma a fuoco . • U'>lionl di 'a rio gralfo. . • mor$i••atura d1 caDI' suppono arrabbiato. t~ -. ,lV\elennmento da acido nttrir.o . . . l da atropina . . . da ncetato di piombo . da tinturll d1 1odio . uhs~ia da impiccamento. . . . . • • apoplo><~ia . Tutti furono oppo rtunao:ente soccorsi dagli ufficiali medici d1 guardia. o~·ei morirono nelln ~ped:ale dopo ;Jualehe ora; aleoni '<i !nrono trnuenoti per poehi giorni; nllfi furono :n·viati agll spetlali civili ed alt•·i rientrarono, dopo medi· c:ati, a1 nspeUi'"i rtomieill. Quanto 11d atti operati'<i, furono notate 33 suturo, l'c;port3tlonr d'un quinto osso mctacarpeo. una cauterizzazione, riduzione di fratture e della htssaziooe ed appli~<'llione dei relati vi bendaggi.
·.
n: PR\TIC.\TE "ì &GLI STABILUIENTI S.\NI'CAltl, ECC. 1039
!>f.\
Almandria. - Sutura con l 8 punti in caso di ferita lacercrcontu:.a. e.;tesa da un angolo orbitale sini.-tro a lotta la eeione tl!mpor,de J~stra (ma~,11iore Boccl,ia). r ' pan 11 a. - In un caso di ferita d'arma a fuoco sotlo il mento. cun >a,ta l•cerazione delle parti molli, con triplice (ratlllr:l del ,·orpo della mantlillola. con esportazione delle apofisi montanti di questa tl ::ra' i le:oioni al naso. si ~nt urarono con fili d'ar;!ento i frammenti della mandiLola e quindi le parti molli. ollenenrlosene •ruella mi;IIiore ~uari~ion e che la ferita permette' a (tenente Licari). Bologna. - Sutura metallico d'apofisi mentoniera di mandibola fratturata da un calcio di ca vallo sotto il meolo, previa estrazioue dr scheggia primitive; sutura profonda del pavir.nento della hocca e superficiale -delle parli molli nella regione sopr·a-ioidea ed ;d mento. Guarigione l'egolare; però si do· vette tardivamente estrarre uno dei fili metalli ci e raschiare la mandibola nel punto occupato da quel filo. In un c.aso di ferita da taglio penetrante in una giuntura di gomito. Yennero su turate prima la cdpsula articolare co n i punti e poi le pnrti molli (maggiore lmbriaco). Cosen;n. - In una. ferita da punta e taglio ad una regione sopm- ingumale .. ioi!.tra con lesione e fuoriuscita àel colon , »i praticò l entt!roralìa e quindi la sutura delle parli molli. con ùuon e~1tct (op. capitano Perfelli . Palenfl(. - Sutura di ferita da ta;,!lio e punta. IJenetrante oell'addume. preria legatura e rcci,-ione d'una porzione fuoriuscita d'epiptoon (esito ed operatore iJ.{noti) . Bari. - Sutura co n 15 punti d'una ferita da taglio, non penetrante. nella parte superiore del torace (tenente colon· nello Baracchini'. JYoot•n;.. - Sutura con otto punti d'un padiglione d' orecchio, stato d iviso per meta da un colpo di sciauola. Nello stesso
l OSO
OPHIAZI0\:1 CHI Rt:.RGJCllf:
1ndiriduo. 'lu~ttro me::i dopo. '-Utura con otw punti de1 1 glion~ dC'II"altro or~cchio per fer1ta lacero-contusa da rli cavallo (capitano YilladiDi). l(a \\tWrJ. -lo ca:;o di ferita da taglio ad una mano, con ci,;10ne dei tendini estensori. sutura indìrirluale di questi po1 ..;utul"a superficiale (capitano Tur ~ini) .
.~ltre operazioni .
OJH'rll::icnu tli fi.vco(,• anali.- Furono ii. di cui la ma parte C(IJia spaccatura cruenta ed alcune po~.:he colla o collermo-cauterio: quasi tutte con esito di guarigione, enne ron miglioramento ed una sola senza vanta:.rgio, 1' rato essendo morto per tubercolosi, quattro mesi dopo. Opera~ioni tli {tstole 1/?'etrflli. - Due sole: una l'urell"orafìa (Caserta, op. capitano Gandolli), e l'altra in la fistola era alla fossa navicolare, colla ~paccatura capitano Carbone) . Amhedue con huon esito . lJptra.:ioni per smi fistolosi. - Superarono il centinaio riuscirono quasi tulle a ~uarigione. Quanto a sede. '"'''~~"·-" narono i seni fistolosi inguinali . .\Ila spaccatura s'aggiunsero in alconi casi le raschiature le cauterizzazioni. e~tirpn~ioni d"Uli!Jhi, incanwte. - A sce~ero aJ oltre per lo più totali, con esito ùi ,~;marigione e senza incon nien11. S/,rif!liammli. - Yennero ~hriJ.!Iiati 30 paterecci. 1:) fl moni. l ~ antraci ed 1 fe'rita all'addome con fuoriuscita porzione d' epiploon, cbe ciò non ostante non potè ridotto e dovette essere esportalo, previa legatura (Tori tenente Schizzi). Lo sbrigliamento riesci pure inulile in
sT.\TF. PHATIC.\fl!: NEGLI STA BJLIME:\TI SANIT-\RI, ECC. I O~ l d'antrace alla nuca, non esseodo~i potuto evitare la ca>O ( l ) . T Ulll· g1·1 a l tn· e bbero favorevole orl e dell':unrnalato ' 111
ricoltamento. • . . Ptr ra9ndi all ano. - Fu prat1e<rta con uuon es1to la dilatazione forz:na mediante uno specnlom \rivalve ()J.ilano, \"n!lioo ) . Of'· n1arr·•iore ,.~ . . . . (.'al/Uri: ;Q;Wlll traSCOrrenll O ponteg~Jate. - \ eonero adoperate in pochi ra;::.i di ).!Oniùrartri. di artro-siooviti di ninoc1·ùi ed io uno di podartrocace, ma c()A sct~ r:>i vao~1~:zi. Se ne tra:>~>t' buon esito in due adenomi inguinali. Opmz:ioni per ascessi. - Di questi numerosi atti opel'tluvr 1-1cortierù !'oltanto alcuni dei più importanti: a) Un V;lsto ascesso dt fegato fn con esito (aYorevoli.;simo curato nello SIJedale di i\l assaua, prima con due svuotameuti mediante l'aspiratore del Potnin e quiudi con la ;;paw,lllra ( eurante capilano Pecetto ). b) Furono registratf sette ascessi tli fosse iliache, di cui sei furono cura ti colla 5paccatura, ed uno collo "\'UO · t:tmento meJiant~> aspiratore. Oei primi sei, 3 apparten~uoo a Toriuu (operatori ma~~ior·i Ranòone e Fa' re), 1 a ~o, an ( capitano Sirombo ). l ad \lessandria (ma~ .: ore Bor··lria ). l a Palermo ~ro~;.>giore Lomhardo ). Il :>ettllllo appartiene a Caserta (capitano Gandolli ). "'ei operati :uarrrono. ed uno mor1 l ~(iorui dopo per conromitll DLe polmonitt>. lu que~to ammalato occor::e dt dovere saturar·e il peritoueu rirna:'to ferito per il tratto di doe centimetri. 111a ciò fu .-euza importanza nell'andamento tlell.! cura (Torino). Il) Fn •rue:;ta il t•·u~nte me.Jico rlotc. Samw·l~ M:lssari che andato, flt'r sua •k>roanda, 61 tlrr,ilfii tl'Arrira, mor1 io ~tassaun Il 3t maggio tS91 per antrare ~norme alla nuca c succc:>siva soltlccmla, lasciando bnou ricordo ùl se in ttuanll lo conolohrr(,,
(i6
10~~
· OPERAZIO" CUfRGRGlCHE
c) 1sces:'o lombare retrnperiLOneale, stato aperto inc1sione all' esterno della mas~a muscolare sarro-Jom cun sut·,·essira raschiatura delle !\Ue pareti e solito naggio: esito di guarigione ( TorinCl, maggiore Randone
Cura eel e re d e l bubbool ve o e re ' .
Il numero dei bubboni venerei rhe durante il l ,·ennero curati negli spedah e nelle inferm~rie presidi si può senza esagerazione calcolare nella cifra di circa. Il numero poi di 'luelli rhe .;j curarono col Pizzoroo ed in alcuni casi çon metodi a quello atlioi, tendenti allo stesso scopo, che è quello d'ottenere più lecite guarigioni, superò fot'i\e il migliaio, fu cioè il pio di quello dell'anno precedente. Oel che ho tanta ~ior ragione di rallegrarmi, in quanto cbe i due terzi essi guari rono in un periodo da :! a t:i l(iorni (1). \d avvalorare tJUest• dati !!enerici ed aorhe nella ranza di conquistnre altri pro$eliti al mHodo esporrò ora, come già feci nella precedente rivista, i le ci fre) ed i giudizi in proposito riscontr·ati nei conti oosologici e nelle relazioni sanitarie degli • principali. Torino. - Yi si curarono 47 ouuboni col metodo zorno: 14 guarili completamenle io un periodo medio 1~ ~ioroi, e ::\3 non riu.;ciLi. Yi ,; crede che il
(l) C•1l tigeute I'I)!.!Oiarncnlo 1!1 ><'f\ itto ~n!tarlo l bubboni vrnerei ·
esclusi dal no vero <Ielle malattie che $( possono curare nelle inrermcrlo di
c;f\TE PJI\TIC.\TE NE_C.J.I STABILI.IIR~TJ SANITARI , ECC
1043
c;onrenP'a soltanto nei casi io cui l'ascesso è prettamenle hi~od olare. n~ ancora troppo nccentualo. ~ r,. 1wrin. - Oi i curati, l :mari in dm~ giorni, 1 10 tre. 2 detti l!llariti in ~enere, 2 non riusciti. l senza indi<azione d esito. Piwrnw - I:Otrati t di cui !marito in 4 giorni. e l'altro in H. 1/onrPul\ln. - Cnnllo uno con esito soddisfacente ( 10 genere). Yot:arll. - t.:urati IX. dei quali si disse che guarirono ~pt'dit:1men1e. con grande vanta~gio. lli'S8(m•lria. - Curati 36, con esiti favorevoli in un periodo di tempo relativamente breve. SavigliaHn. - Carati 12 con esili buoni . Uilnno. - Col metodo Pizzorno fu curato soltanto un hnl,bone che ~!Ilari in quindici giorni..\Ja dalla rela-zione risulta che •< nella cura dei bubboni fu sperimentata con vanta~gio h pratica s~>guente: dopo avere falla un' apertura piccola nf'l punto più declive. e vuotato l' asc.esso, vi si inietta\ a una soluzione di nitrato d'argento al mezzo p. 100. coprendo poi la ferita con iodofor·mio, e terminando col ben1h~gio a spica: una o due iniezioni baslafdoo. e l.r .waru1one sr effettuava io 3 o .J. S{iornL ,. ~on ' i ~i ac·enna a1l insuc~el'si. nè :>i fanno restrizioni. :\l a noo fn detto in quanti rasi quella henefica pratica sia ~lata allopt'r.t t a Hr.wria. - Curali alla Pizzorno 87. di coi la metà gu1rirono in l 0-1 :; giorni. Negli altri non si ebbe buon esito. Bt•rqamn. - Curati 5. Fu accennala una degenza minrm., ili l z ~i orni. ma non ;:j disse io quanti. Certo è rh" in alcnni la cura non corrispose. /'iflcm.::o. - l buhhoni vi si cn rarono in massima col
iOU
OPJ!;R \Z!O~I C:H IR URGIC!lE
metodo Pizzorno in tulto il l'igore della ed i risultati furono :-;oddisfncenti nella maggioranza casi. essendo~ene Ollenuta una pronta e rapiòa guarì In quello· spedale entraronl) 89 adeniti veneree e 150 ceri quasi tutte accornpagJ1nte da bullbone. Se n~ argui quindi che 1 bubboni corat1 alfa Pizzoruo dehllouo stati molti. l 1a1·ma. - Curati 30 colle moJalttà indicate dall'an Lore ~ con ~uarigione io pochi giorni. l 'eneàa. - Secondo i rendiconti, i bubboni CUI'ali Pizzorno sa1·ebbero stati dai zO ai 25. tutti con egito fe t.alvolta felicis · imo. }1a dalla r-elazione del relativo principale risulta che i curati ~arebbero stati un ceoti abbondante. tuLLi con buon esito, cior con unn degenza dia di ·15 J.!ÌOrni. m ~ulta pure che il metodo Pizzoruo ~i era ormai come uormnle in quelle adeniti uniche, la cui f11Sione è completa e che. v-uotate mediante le piccole iucisioni. la~ciano inhltt·azioni periglandulari. T~oL'IfJna.. Fu deuo che « dal metodo Pizzorno, qual ,-olta fu possibile adoperarlo. s'ebbe vantag~ìo indiiTt!reHte e che è più sempli<' e, più Rpeditivo e meno L'O 'o che non tfuello delle spaccature. » ~on s'accennò alcuna cifra. Firt-n:e. - La cura Pizzorno sMehbe stat11 npplicata 3/ ammalati che con termine generico furono detti ~essun' altro specificazione al riguardo. Lironw. - Curali i-6 bubboni. di cui 20 guarirono in IO, l? e 13 giorni . .\Itri 9 guarirono dai 14. ni 30 g1orn cioì> M'nza successo t(Uaoto al metodo. :\"ei rimanenti 17J cura non corrispose. l\'apoli. - I curati sarellbero staLi \)0, coi seguenti 6sul
SH'fE PRATIC.\TE NEGLI STAIJILJMENTI SANlTXRI, ECC.
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·•unriti in ~ · IO !(Ìorni: !l o 10·~0 ; 14 in .!0-30; io ~ ,enza frutto.; IO r·rull'lsli in cura . 16 fa.,«'rlfl. - f'ur:ur ~00 circa. i coi risultameoti, che per uanto pare furono :.empre buoru. >ennero indicati colla pa;ola gt'ueri.-, di gwn·it,imu. Si è però rile,·ato che sopra 21 curali in .!t?r naio e fehhraro. le J!llari;riooi si etfeuoarono ·n 8 . IO, 1:;,:. orni. 1: quindi lecito a r~uire che anche successi· rameote _l e!:l fil .• hh ·ano coutmuato ad essere ugualmente buon i perchè. r11•l caso d 'l'erso. ti metodo sarebbe stato presw ahllnndonnro. Gllttu. - \'i ~i curarono parecchi hohùoni t'uo un metodo Piaorno modificato cioè colln sostituzione del solfato di rame al hirlot·ur·o merr t11·ico ( l L Si ottennero, ciò nonostante, risoltati buoni. ciol' guarigioni più sollecile in ronfronto a quelle avu te eolie spnccature. Le prime$arebbero avvenute in un penodo medio di l :l giomi e le seconde in un periodo medio di :?0 giorni . Ca ra. - Secondo alcuni documen ti, i curati sarebbero stati i 5. tutll guariti { senla ind1caziooe di tempo), meno uno che fu poi dovuto spaccare. econdo altro documento. i curaLI ,:,rebbero stati 2/ . di cut l;) ~uariti con un:t degenza media •li l:; ;,:1orni, e H non rrusciti. Ban - t.urati 53 con ri~o lta Li splendidi: guari~odone dal . O:ti!' so giorno : ::>010 pochJS,..fffii toccarono il l ()O ed il l?" ;.!iorno. l n tJUello :>pedale fu int1·odotta la seguente mod tlicazione. lnvec\! c.h far uscire il pus colle iniezioni, lo -i fa sortire ron tl••lri pre~:.ioni, e le iniezioni al bicloruro mercorico tail ·
(l) l!•w~ta motlillca~itm~ al matodo l'l t~orno ru gin patrocinata dal ll•nente culonn~IJ,, mP. liro rav s~gre In una sun memoria SL'Ita r>nbblieata lia.l Gior"'"' di nu•lìcina m alt lnrt dell'anno 1865, fascicolo t li {riugoo.
·1046
OPERAZIONI CHIRURGICRE
si fanno in seguito. Come condizione di buon successo, 1·itienc la perfetta fusione nell' asce:;so glandolare . .\'ocera. - Curati 3 bubboni, di cui due contem sopra uno stesso ammalalo e guariti in 8 giorni; nel se n~a successo . Catanzaro. - Curati ? e detti ~mariti. lieggio Calabria. - Cnrati :3 con buon risnltato Siracu.<Ja. - Curato uno e guarito. Tttttlud. - Curali aue e guariLi~ uno di essi in 6 Palermo. - Fu dello cbe « vennero curati 80 e se ne ebuero risulta t: buoni in tempo breve; » e che ., 20 casi complicati a periadeniti, il metodo non cor completamente, e si doveLLe ricorrere alla spaccatura ed che alle enucleazioni glandolari. » Gli ospedali e le infermerie non menzionati o non rarono il metodo P izzurno o non ne fecero parola. Di quanto sopra lascio i commenti ai colleghi. Ma se vero cbe un fatto positivo vale più di altri negativi, sarà. stizia tener conto dei molti risultamenti Javorevoli qua e ottenuti, con notevole benefizio per gli ammalati. Il metodo Pizzorno fu pure adoperato, talvolta con t ...ggio, in alcuni semplici ascessi sottocntanei, ed in diverse, ma dove era possibile esercitare una pressione.
F ratture e lu•aazlonl.
Gli entrati per fratture e per lussazioni negli spedalr nelle infermerie presidiarie e speciali durante 1' anno furono i seguenti:
sT.\TE pR.\TICATE NEGLI STABILHIENTI S.~NITARI. ECC.
1 0~7
Per fratture
Per lu.>wlouì
~86
16
IO
l
Militari •li 1111ppa uflkiali Allievi d islituti . ~on mih1ar1
l
~
15
-;)
31
83
Fratture .
Alle :li X ora dette sono da aggiunger~t>oe 9 di militari di truppa slati curati in ospedali civili, i soli di cui si abbia :tvut.o tono~cenza . Sono perJanLO 327 frauure ripartite come segue, in ordine a sede. ~o di c1·anio; IO di mascelle; 8 di altri os:.i della faccia; 50 di clavicola; i) di coste; ~~ d omero: 64 d' antibraccio; ~Q rli femore : 1O di rotula : 6 di ~amba: 30 d1 os::1 delle mani; 9 di ossi di piedi ; 2 di sede non indicata. Fra i :.127 fratt11rati, cinque morirono prontamente per frnttur·e di cranio. Degli altri, toltine una cinquantina il cui esito non fn indicato o la cura non era ancora terminata, la gt·ande maggiot·anza raggiunse una pil't o meno perfetta gua-
1048
OPEKAZIOl'ìl CHIRuRGICHE
ri)!Ì•IOP. t sqltanto alcuni pochi guarirono con lesioni riali u fnnziouali permanenti. Come g1à nelle precedenti ri'\'"iste, t·icorderò solo io parti<:olar~ le fratture di femore che nel l 9 l furono numerose del :'Oiito. Sedici furono curate io ospedali inf~rmerie pr&;idiarie militari, e quattro io ospedali Di queste ultime. uaa fa dett.a io ~enere gnarita, due guarirono con rehquati che richiesero provvedimenti a nistratìri: della quarta, l'esito è i)!nolo. F'ra le prime sedici, cinque guarirono senza relitpwti di sorta, sei >eonero dichiarate gnarite modo generico e cinque sole guarite con qualche <.li poco momento. Si può quindi ritenere gli esi li furo no molto soddisfacenti. Come mezzi di Cllra vennero adoperati con uguale i semplici bendaggi immobilizzanti, il doppio piano · gli apparecchi a pesi ed anche quello del Pistono. Quest' ulli 0111 fu adoperato due sole volte per tutto riodo della cura: una fu nello spedale di Firenze cor~ lissimo risultato, come venne affermato nella annuale: l'altro occorse nell'infermeria presidiaria di dove per caso s' ebbero a curaee contemporaneamente fratture di femore, una con r appareccLio Pistono e l' con bendaggio ordinario, riuscite ambedue ad ugua}b cesso, cioè ad una perfetta e regolare guarigione (eu capitano Yallicelli ). Ne venne pure tentata l'applicazione in oo fra dello spedale di Piacenza. ma, non avendo potuto tollerato dall' infermo~ fu sostituito dopo ollo giomi quello del Tillaux.
stATE r•ltATiCH.E ~EiiLl STA!lll,l\IE~Tf ::.A'\ IT.\ Rl, ECC.
Delle
10-i-9
u;;sazioni. fra cui predominarono quelle di di !!Otnito (l!l). "oltanto due non poterono .... 5ere ri,ìoiiP ( una di ~omito e l'altra ad un dito di piede): tutte le nl tr~ ,·ennern metodi.;nmentP r iòoue. m'l non tutte rin•rirono a fPiicc guar igioo('. t.:na lussazione di spalla fu ~ 0 , 5 eguil:t tia artrite traumatica e da atrofia dell' :tr·to: una di gomrto ~mari con anchilosi r-etta. ed una ter-za di piede (espO>tn. con frattnra dell' amagn lo) ri chiese piu tardi l' nmpulazinne dc>lla gamha spali:~ (~:l
::J
t
Let!ilonl per ruorsl
c 1•er ealel di eawalll o nndl .
Que.31e le=-ioni sommarono tJuasi a cento, di cui ~ 1 con frauore di\•erse. Cinque furono se~uite da pronta morte, in due per raki alla Lesta. io tre per calci all'addome. Alcune richie..:;en> o<l immediatamente o tardivamente qualche allo operativo. rome fn precedentemente indicaro. ~ell a grande maggioranza l~> guarigioni furono senza reliquati importanti. Doli. P ECCO Geo.,rale medico ìo JIOSlliOlle ao.•ltaria.
1050
DI
UNA NUOVA APPIJWAZIONE fEtUPEUTIC\ VE'L
BITARTRATO DI POTASSA
Lettura fatta il 30 ~glo 189! alla conferenza ~clentiflc.a dello spedale milit:~rp •Il C3~erta dal tlott. E cloarcte Ot.eri, capitano medi co
•
~t olte volte, nello esercizio della nostra professione tratti, da piccoli fatti, ad o~serrazioni degne d' im no•·t:u~a È perciò che ogni medico, ogni chirur~o. (ruaodo gli pre~enta ti caso, non dc,r~ trascurare di portare il suo tributo alla pratica terapeutica, e mettere a frutto eu tutto quello che mena a pronta guarigione, specie se il maco esperimentato può sostituir~i ad altri di m:~ggior Premesso questo, vado a dire alcune note sull' usu del tartrato di potassa, i cui vantaggi sono stati da me ri nella cura della blenorragia, e di altre maJaHie chirurg per le quali fino ad ora nessuno lo aveva mai adoperato, siderandosi da tutti. tale rimedio. come solo por~ante sal Ecco r oggetto della mia conferenza, riepilogo di osservazioni, che da lungo tempo bo diligentemente Il cremore di tartaro fu da me usato, per la prima nel 1880, in persona di un signore affetto da ulceri nel solco balano prepuziale. Il fondo della ul cerazione era
Ol li "H 'UOVA .\PPLlCAZIO:-ìE TEilAP.EUTlCA, &CC.
~ 05 1
. erto da te•sHIO di ~olor gri~io, molto ad_erente a •1uello tOP . . del h'ttartmto d'1 pOI<d$sa. •M e nej g10rno . , no tanJe. , i apphca1 fJ ueote rilevai ~he il fondo ulceroso si era già modili~ato; ~:~ la qualco"a continuando la stessa applicazione, io otto p• • ouennt la J!Uan~tone. . Da que Il' epoca. .10 ogm. oppor..,or0 1 · " •. 1 non ho mai tra:->curato di usare questo medicinale, e !UOit.i' quando. 1H'I noveml,re ultimo ehui la direzione dell'unico numeroso repartu venerei, vidt ti momento faYorevole per continuare f.lli e~perimenti . Fu allora che, ·ospeso affatto l'uso dell'iodoformio, tlell'iodo!o. delle poh eri miste antisettiche, ciel 1•atomelau11 e di altr·t soliti medicinali ed unguenti (meno •roello di meri.' urto). tloLai l' apparecchio perla medicatura di ~olo cremore di tarrar·o e di una :;oluzione tiloluta di sublimato corrosivo. Fui incoral(~tiato a continuar·e a studiare l'applicazione del farmaco, non ~olo dall'egregio direttor·e maggiore metlico c;lv. De Remd, ma anche dal colonnello medico cav. Bo-oalumi, direuore di sanità di questo corpo d' armat~, il quale. nt>lla circo.;lauza della ispez10ne tecntca . e!)(lrninò con compiactmeoto 1 cast da me presemati~li. e, nel coogedarsr da noi. esternò il desiderio cbe si fosse fatto uso di ta! medicinale anche nel reparto chirur·gico per accertare su più larga -cala i suoi elTettt terapeutici. La prima idea di mettere in pratica il bitartrato di potassa nella cura t!ella blenorragia, mi ven ne dalla considerazione. che rispoot.lenùo bene a quella delle piaghe suppuranti in ll:enere. come avevo rilevato antecedeotemenle. auebbe dovuto fare altrettanto per questa malallia venerea. loizini pertanto la cura direua della bl enorragia, esclusivamente t.:on le iniezioni di cremore di tartaro sospeso nell' acl(ua, non avendo voluto ausiliare la stessa con quella indirella ptt· via tlel!o stomaco: rn~>rcè la pozione di Cboparl,
l 0:};?
DI l" ~A ~t:O\"A Al'PLICAZlO~E TEIU.PEUTICA
e degli alt1·i hal~amìci astringenti in genere, pillole di pepe cubeue, ecc. Stimai bene di fare cosi, per as s<Jio al med tcioale in e·perimento, e non arl altro. ).!li otleonti. Il sold(lto l)' Angelo del l Q? artiglirl"ia fu il primo c col nuovo metod(l. E:.!lì solfrìva da otto giorni di scoln norragico acuto con abhoodame secrclo muco-puruleoto dastro, accompagnato da intenso dolore e bruciore nell' nare. Ln :Slalr. acnto della iulìammazione uretrale face ra prio al caso, che desideravo sott.omettere ad esame. Fino dalle prime ventiquattro ore, durante le quali l' fermo ave,·a appena fatto :'lei iniezioni, il risultato fn riore alla mia aspcttnLÌYfl; ed io olio giorni gu(lri mente . Continuai gli esperimenti, dando il titolo della sione dal IO al 60 p. 100. Yisto il felice esito, (allo s<'opo dì nuoYa O:Ssen·azione) alle iniezioni verizzazioni eodo-urelrali di c1·emore dì tartaro . Tale trattamento fu eseguito col polverizzatore dei sol che non solo riuscì fastidioso, per il facile otturarsi becro iosutllatore, ma anche dolorosi:;simo, staGle fa zione che si procurava all' uretra . :Xon insisLei perciò. c tornai come prima alle iniezioni dt acqua e bitartrato tassico, però non più litolate ad alta dose, ma !imitale l O p. l 00, :l\""eodo osservnto cbe l' aumento della dose produceva nessun vanta;.:~ìo. La blenor-ragia si cur·n direttamente con iniezioni genti o caodeletté medicate, ed indireltamente, coad b prima cura per via dello stomaco. mercè la di Chopart, il pepe cuhebe, il bals<tmo copaive, ecc. volt>re far cenno di questo doppio metodo curativo,
OH BIT.\RTRATO DI POTAS"A
rare lu Jlllerminabile rircunrio, :>arebbe un lavoro eou llle fa!Jcoso ed e:'li aneo all' oggetto del quale ora tengo<> parola. 11 cremore di tartarfl. a preferenLa di altri medicmali releoosi, può .1ftì1lar~l agli ammalati, in modo da procurare loro r opportoni t~t tii eseguire piu iniez1oni nella gior1 ~ ~~enza respon-.ahilitia del personale diri~ente, ne di no"· uello adJeuo al reparto. q oltre l:t fa 'lilla lli u~o. il hitartrato pota ,;w ha ancora la propri»t.t tli guarire dir·ettameD!e lo scmo, senza soccorso della cura tndirelln per •ia dello stomaco, e\itaodo io tale rnodu all' infermo l' ingrato ~usto dei hnl~a mJci. ed i fa·ili consecutivi dt:.Lurbi ga:>tro-inle,;Linali. t:ll1mamente nella Riforma 11udica di quest'anno, N. 85, pag Il!), sotto il titolo di .Yote e contributi 1>ratici sull11, wlu=ione di iuiolo nella cnrn della blenorragia, è rifento il benelino che ~e nr ottiene. senza alcuna compliraOZJ. Però l'autore ~te:.so r-lle,·a un incon veniente, pereh;· ricono'Cè nella c;oJ uzione un odore piutt.o.sto djsa,;grn· devo le (si mde a quello di fosfuro d'idrogeno), come pure .:ùe, es,eudn di colore oscuro, le goccie che escano dall' oretra. ma~.:hiano la IJiancheria. Il medi..:inale. O).!~etto eh que,t.'l conferenza. inl"ece non macchia la pdle, nè la l,ianchc>rla, per la qualcosa è da preferir:>i all' ruioln; come a tante combinazioni Lerapeu- • tiche mes;;, in pratica. per le seguenti "tte proprietà. ~on c irritntiro nè caustico. e perciò le in1ezioni possono ripetersi inJeter·minatamentc nel corso del giorno, senza tt>ruere alcuna t'omplicanza di reslringimento, prostatite, epicliilimite, cisllte èCC )fl)dilka farorev(•lmente lo stato acuto. L'mfiammazwue uretrale diminuisce nel secondo giorno o terzo. TI bruc1ore resta meno lrnfillivo, e piu tollerabile. Il mento orinal'io, tlopo poche inie7.ioni, perde il rosso infiam-
1Q:)1.
Ili UNA :'\ UOV.-\ API'UCAZIONE TERAPEUTICA
tn til Ì\'O . e
non si vede più contornato di secreto p urelrale si modifica nel colorito e mncosa. fino a che no o sp •ri;:ce completamente in una di venti giorni. È possiuile che da altri colleghi non sieno state cons le propr·ieta or ora enumerate: ma de>o fare considerare forse. gli ammalati. da essi curati non sono restati a letto nel decorso della malattia, come 000 hanno ratto piu siringhe durante il giorno, nè hanno avuto a a~itare il liquido c·ou uoa Slecca, allo scopo di tenere :>os il medicinale nel momento dell'aspirazione. Ciò sembra in ma non è cosi, poichè il cremore di tartaro non si scioglie l'acr1ua, e se non si mescola resta nel fondo del reci in modo che le iniezioni riesc:ono di acqua appena di lattiginoso. Ossenando invece questo precetto, si è certi iniettare sempre il rimedio nella voluta proporzione. Presso i corpi tutlociò è molto diLlicile farlo eseguire. Noi sappiamo la premura che ha il soldato di dere tale malallia. semprequando non gli accomoda di coverar.;i al.la infermeria od allo spedale, come pure la portaoza che esso dà all'affezione venerea in parola; per cui non si sottopone volentieri al rigore della di Lra secrezione
prorc ~sional e .
Il CODf"alesceote di blenon·agia mangia jJ mej!lio che be,•e vino. fa uso di soManze eccitanti. Giovane a venti pieno di vitn e virilità, corre agli amplessi venerei, o si bandona alla masturbazione, senza preocc11parsi della guarigione. Per obbligo di servizio è costretto a camm mollo a piedi o a ,·avallo. Esegue Ja ginnastica. la ~i assoggetta infine a lutto quello, che oltre l'etil giovanile .i'tato militare- impone. Tanto il decorso della malattià dunque, cb e la con
DEl. BITAKTitATO DI POTASS.\
.;cenZa• si e:;phca in una infiuilil di circoslanze. le quali. :;e · r alcun i non sono causa di riacurizz:Jzione o di cronicirà. per altri cnnrorrono in\·ersamente. Ecco la raoione delle facili pe recidive che po~sono 'era"l"acar:-a,. s•a aven do usato per la cura dirella della hlenorra!!ia il cremore di tartaro. 'ia qualunque llhro wedirmale. come il solfato di zinr.o. nitrato d'ar7ento. tannino. cloruro di mercurio ~cc . .\ sanzionare quanto ho detto. donei fare q oi se~ ire tutte le note cliniche de.:.!! i ammalati guariti. in numero di l 06. li lavoro sarehl1e immenso e mi riporto perciò fedelmente alle note cliniche inserite nei re~istri oosologici del mese di novembre u. s. a quasi tutto l'aprile del corrente anno. Chiudo ({lte~to arg-omento , ritenendo il cremore di tartaro 11 n buono O!f''nte terapeutico per la cura diretUt della blenorragia, e degno di occup:~re_u n discre1o posto fra i tanti medicinali cono,;ciuti lino ad orn, per guarire lo ~colo venereo dell'uretra. Come iooanzt ho deuo, il cremore di tartaro. oltre alla ltenelica azione terapeutica già dimostrala per la cura della t.lt'norJ-agin. h estende ancbe con mera viglio~a ellicacia a quella delll' ulceri ''eneree. della balano-po:>tite, e di nltre affezioni catarrali io genere. Di •JUeste non starò qui a ùire · r.artkolarmenle. percile di minore mteresse io confronto delle r1deniti veneree e si61itiche. con processo di ra.~UJ mppura:lflll.l.', drlle quali mi occuperò di preferenza. La suppuraziooe ~pecilica allo interno della ~l:lndola. e •Jilella semplice allo e.;terno. lwooo un processo di evoluzione rapidassimo . .Xon appena il po ' uleeroso è penetrato lino al ganglio, Ol-{ni risoluzione d•venta impossibile. poichi> non si tratta so lo di una infiammazione, bensi di una ulcerazione che subisce la ~dandola . l n questa condizione la capsula del ganglio. logorata dalla ulcerazione scomparisce. l due pus,
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01 U~.\ ~l! OVA .\PPUC.\ZJO~E TERAPt.:UI:CA
cioè quello allo esterno ed allo interno della glandola si scolano. ed i due focolai non fo rmano che un solo contenuto pnruleÒto. di cauiv-o aspello. diffluente, san giallo, screziato di strie saogui:me, di un colore bruno colato . A ~iò si aggiungono scollamento della cute, che mente presenta perdite di sostanza, talvolta è crivellata fori' fiacca, molle, oppure aggrinzita. divisa io streue r guette. L'inlhtrnmltzione è rara. ma se si verilìca, prende la di una eresipela flemmonosa . .'Jolle volte la mortificazione te~suti, è tale da portare via non solo la cute. ma anche tessuto cPII olare e le aponevrosi. tanto che i muscoli costituiscono il fondo di quella sol uzione di continuo. In questo stato di processo suppu·rativo, che può essere o meno n.ccentuato, sono state da me inci,;e le adeniti, lungo taglio longitudinale, parallelo alla pieg<l dell'. nel diametro massimo della s;rlandolà. Vuotata la cavità ascessuale dello abbondante pllS, e la con acqua nl cloruro di merr.luio, divaricando i margi ni, premura di zafiare col crP.more di tartaro accuratamente nnfrattuosilìt tra i tesso ti mortificati. non portati 'ia dal chiaio di \rolkmann, per studiare le fasi di questi dopo tale plicazione. Rimossa la medicatura, a cnpo di cinque ad l!iorni, constatai poco. o niente pns, di buono aspetto, di sono odore. e ciò m'indusse a verificare se il hitart •·n pola$sa adoperato senza il soccorso di altri agenti anr avesse reso o no scarsa In supput·azione. Allo scopo la medicatnl'a senza fare u:;o fii garza, colone al subii corrosivo o fenicato, e lavai la pia~a con acqua di fonte. rimedicare secondo il solito, fra il quarto o ouaro dì, che esisteva ugualmente poco pus di buono (l~peuo, di o s\lllO odore, con br10ne e rigogliose ~ranulazioni.
103i 11 risultnto fu sorprendente, e volli allora ad ollranza fidare la pt•oprietù antisellica del povero comune purgante ~lino, impiegandolo perfino dopo dieci giorni con lo stesso cotone e ra~cia in antecedenza osato, e trascurai anche quel 13010 di tolelln chirurgica. cbe consiste di prammatica nel radere i peli ect·. Oltre a ciò. bisogna pure aggiungere il pa"saggio dl';tli og.!èlli fra le mani degli infermieri , cbe senza dubbio, non presenta no molte garanzie antisett.icbe. come 000 ne presentava la traYer,;a e quanto altro ci circondava. Tn se~u rto a tale preadamitico trattamento, nel rinno\are la meùicatura. constat:\i cbe la superlicie del cotone era appena tnliltrara di secreto purulento, giallo, senza nessuno odore. \Ilo ~tes-so cotone aderiva, come una massa ~ompalla, liHW il medicinale impiegato per colmare la cavitit ascessuale, e d'intorno a questo cu mulo, cosi formato, sta\'ano attaccati i cenci necrotici ed i braudelli di tessuto connettivo mortificato. che prima tappezzavano l:t superficie imeroa ,fella cavi tà suppurata, mentre poi l'aspetto della piaga era rosso e più o meno deterso con buone granulazioni. Teniamo ora COlliO del modo come è ~lata ratta la medicatura; teniamo conto dello ambiente sfnorevoledjametralmente opposto all':tnd.uneoto di quella alla Lister: confrontiamo ~li ottimi risultati nvuti: fermiamoci a considerare la vasta superlicie suppurante. ricoperta da tessuto necrotico; e >edremo che il non arert- riscontrato ahl.londaote suppurazi,Jne dipende ~lu dalla proprtetit antisettica del cremore di tartaro. li bitmrato dt potassa, applicato sulle ptaghe c.ome pure nelle adeniti suppnt·ate di natura venerea o silìlitica, ne modifica la superficie, producendo la eliminazione dei tes ·uti modificati: solleci ta il processo di granulazione, e fa cessare la :)oppurazione DEL BITARTRATO 01 POTA SA
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DI UNA NUO\'A APPLICAZIO:-IE TERAPEUTICA
Nella balano-postite modifica subito la superficie s rante, rie·ce come astringente essiccante. Nelle ulceri veneree deterge il fondo , farorisce le zioni, perchè eccitante. e mena aìla pront~ cicatrice. Le ulceri sifilitiche guariscono nella stessa maniera. roni ervano l'indurimento specifico. A queste notate virtù ag~iun~e un potere assorbente. fermentativo, ed opera come polvere a5ettica. I mpiegato medicalura, fot·ma una muraglia tra la supedìcie della e l'ambiente esterno, ostacolando in tal modo, qualsiasi ces:;o ~olia stessa. di germi infettivi. Ha un potere antisettico, come dimostra anche l' cattivo odore dalla medic11tnra. Il poco pus trovato, ogui che si è medicato, deve attribuirsi al potere assorbente polvere; per la qualcosa appena se ne produce, re ·ta nato dalla superficie della piaga . Le rigogliose e sollecite gr·an ulazioni sono dovute all' eccitante cbe possiede, ed alle altre qualitit sopradette. quella di essere assorbente, per cui i bouooi carnosi non disturbati dalla presenza del pus~ come avviene in altre enture. Tra tutte le proprietà, quella cbe più riesce eente nella pratica è l'assenza di callivo odore, quindi di uso. l ~bi di noi non ricorda con noia il cattivo odore del ro,·miu e dell'acido fenico. che ci accompagnano in q ritrovo t Qnanti ammalati ne fanno uso a malincuore, certi di e ·sere sospettati infermi di malattia venerea? In ultimo quante famiglie restano d~sgustate per il odore dell'acido fenico e dell'iodoformio che appestano l biente in ti ero di una casa~ Da.quauto ho esposto vengo ad affermare la qualilii settica di questo rarmaco, che, secondo me, rappresen campo prAtico ch irul'~ ico, l'ideale degli agenti terapeuli~i ;
DEL BlTARTRA.TO DI POTASSA
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la qualcosa non indiOerente sarà il profitto che noi medici militari rica\"eremo. facendone uso, specie nella chirurgia di
,uerra. 11 chirurgo militare in campagna non st trora in condilioni faro l e,·oli per operare e me.iicare antisellicameote. come io ~oarnig:ione e pre-so uno spedale. In questo egli i! prov,jsto di mezzi speciali. per soddisfare i bisogni richiesti dai pro~ressi .Jell'aot1sepsi: in campa,:na invece deve ailauarsi :~Ile scar~e n.;orse. e qualche volta perfino alla mancanza as~oluta di .1cqna. Ora non è certo piccolo vantaggio il potere rinnovare una medicatura dopo otto e più giorni, tronrla poco suppurata e rifarla senza preoccuparsi di lavare In piaga, oè le parti circonvicine' Il pocbi;simo costo del volgare purgaoLe salino in parola deve pure av~>re la sua. importanza. ()opo quello che ho detto delle proprietà del bitartrato potassico, e prima di sintetizzarle, aggiungo una considemzione; ciùè a dire che. se impiegato da solo, senza ausilio di altri mezzi anli~ellici, ha dalo cosi importanti risllltati, certo dovrà darne ancora ùi più semprequaodo si associasse a lJtto quello che fa p1rte e ·.:.enziale di una rigoro.;a Lolett~ cltirul'gica e medic.·llura alla Lister. La bre"it:t di tempo non mi ha concesso di studiare :.uche questo e,;perimento, che appena sarà pos~ibile, non m·1ncberò di fare. Facendo adunque la sinte3i dell'azione fisiologic.'l e terapeutica del farmaco in parola dico che: c Il bitartrato di potnssa il un uLilc agente terapeutico per « la cur·a dirella dell;l blenorragia. e da preferirsi arl altri «. dotati ùi proprietà caustica o irritante. u Adop~ralo "U vasta super·Gcie suppurata, opera antisetti~ ca mente. moderando la suppurazione, e, perchè ecdtan1e.
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DI UNA NUOVA APPUCAZlOl'ìE TERAPEUTJCA
procura subito rigogliose e buone granulazioni, con i di-tta cicatrice. n Il primo a restare entusiasta di questo trattamento gico, fu il douore Fortunato, sottotenente medico n el 14~> tcria, allora mio assistente, che volle usarb nella sua cl 1ela privata, e mi fav-ori la breve nota, che integralmente appre~so li-ascrivo. << N.~., di anni 63, presentava vasta ulcerazione di << venerea, estesa a Lotta la vulva ed al collo dell'utero. << curata per ollo mesi e mezzo con iodoformio, acqua al « mato. acqua borica, ossido di zinco, nilrato d'argento. << trato acido di mercurio ecc. Queste applicazioni non << mai l'inferma dallo stato (TOnico. << GuaTJ in dieci giorni, solo con l'applicazione ri <( bitartrato potnssico, previa lavatura con acqua <c hl imato. » Il dollore Menzione soHoteneote nel 14-0 reg;.:imeoto teria. si è compiaciuto anche osarne nella infermeria propr1o corpo, in persona di sette individui affetti da vener(la suppurata. Egli ha operato e medicato nello modo c:>me innanzi ho deuo, ed ha potuto constatare la pidità con cui si completò la guarigione io una media venti giorni. TI sow,tenente medico dì complemento dottore mi ha assicurato di avere medicato in clinica privata casi di adenite venerea inguinale suppurata, col ,..,.~.m'"..., tartaro . Di queste una in persona di chi, atteso le speciali di professione, non potè restare a letto .. "~''u','"'-"'"'... e che pur non pertanto conseguì la guarigione !n 22 gio Il capituno medìco del u.ofanteria dottore G·andolfi, gente il reparto di chirurgia gentilmente mi ha fc~vorito il suo apprezzamento favorevo le, giacchè avendo medica ~
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DEt. BITAI\TRA.l'O DI POTASSA
troodo dieci individui affetti da adenite traumatica suppuh . ta. ba potulo ··oo;;:atare c e, per tUili la cura si espletò in :eve tempo con massima sua soddisfazione. E~co io ultimo la statistica delle malattie Yeneree e sifìlitkhe. curale tol ...oto bitartrato di potas5a in sei mesi circa, avendo ottenuto per le adeniti la guarigione io una media di treol3 giorni. l 06 Btenorraj!ia . .\deniLI suppurate 91 [Jceri reneree 43 n~eri 3ililiticbe l'i Conditomi 11 Balano-posti ti 8 Operati di fimosi 4 ta
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~062
LE
FEBBRI CLmiATICHE DI ~IASSAt;A Sludio etiologico e critico del dott. Giov~tllni P eteUa, medico di J• classe orJJa regia 11\llrlna.
Per ea per quae n•imus, per eadem eti:tm aegJ1>UIIIil Tales sunl corporis nostri humorC$ nnl spi ritus, Clllalis
I.
Origine e scopo di questo .~tudio . Dottrina delle febbri climatiche. Il prof. Hirsch, nel suo classico .llmw.ale di storico-geografica scrisse, sulla parola di Diane. che di la costa occidemale del Mar Rosso, )Jassaua fosse il più segnatamente infesto dalla maJaria, pt·esso che · bile per gli et~ropei (25). Con questa credenza, che aveva ribadita nella mente uno scritto, allot·a apparso di cente, del dott. Rho (61), mi avviai ve1·so quella bolgia feroale, nel marzo del 1887. Neli' approdarvi, ri masi pressionato dell' aspetto squallido e bruciato che mi la cosla massauina, e, di primo acchi to, pensai che ad essa l'apparato più manifesto del paesaggio palustre Ja zona torrida: mi parve che il confronto istituito dal
LE FEBBRI CLmATICB& DI ll.-\SSAUA
l 0.63
Rho fra llassana e la costa del Perù. entrambe ar·iclate sal.Jhiose, non potesse reggere. Egli lo sostenne con lllell . oell' in~e~no e quella do1tr1na che gli sono pt·oprt, rn<l un ~~JDe analit ico, fatto con serenità di spirito e basato su considerazioni J' m·dine cosmo-tell urico, precisamente opposte aUe sue, mt condusse a rinnegare la fede nel paludismo della nostra colonia. lnfaui, riassumendo qoi per sommi capi le argomentazioni, che, nel dibottìto fra noi medici. mi Ìecero allora ~chierare fra gli antipaludisti, esclusi a prio1·i che un paese, giacente sopra una formazione marina, conchilifera. ~~ircn ndato da banchi madreporici e corallini. o.n paese geologicameole costituito come le isole della Polinesia, che per virtù di silfatLa struttura godono fama di salubrità, fosse propizi o allo sviluppo ed al mantenimento degli agenti fébbrigeni palu~tri. ~on ignoravo che a produrre malaria possa rimanere estranea la maremma o la palude, ma durai fatica a compn•ntlPre io qual mo•!o le glauche a' icenoie e le Jncenti rizofore dell' iso1otlo Sceik- aid, con le pozzanghere d'acqua piovana, estremamente scarsa, commista alla salata dall'alta m«rea, potessero raftìgurare nlla lontana non già uno di yuegli estuart dell' America inlertropièale, lussureggianti di caratteristica vegetazione, notoriamente micidiali per le febLt·i mah1riche d'ogni forma, ma una palude in miniatur.t. SapMo, anzi, che alla foce di quei fiumi americani, ad es. , del Goayas nell' Equatore o del Buenaventura in Colombia, l'acqua dolce mescolandosi con la salsa mar·ina. cagiona la morte di miriadi di mict·organismi veget.ali ed animali e determir.a, col deposito di tutti questi detriti organici in mezzo alle faughi~lie sediment.ari. .un terreno atto a fomentare il palndismo. ~i ente di Lutto ciò a Massaua: un terreno di origine organica, putrido Onchè si voglia , mefitieo quanto si possa immaginare - (parlo, beninteso, dell'87) )ega
t 06i.
LB FEBBRI CLlllATICUE Dl llASSAUA
ma non pn IJUe..,to maJarico: non terriccio 'l'egelale, più piccolo cor.;o d'acqua dolce che sbocchi al mare, una palma dattilifern, come se ne incontrano, invece. la co::>ta dt:l Perii. trapiantatevi dai primi Spagnnoli della qui~la, quasi ad indicare cb e, ad una certa profondità, le radici trovano da ioebbriarsi di linfa 'i tale, e::se che han sogno. ·seconc.lo l'enfatico linguaggio degli Arahi. d' · gere i piedi nell'acqua e la testa nel fuoco (66); questo ste bensi nell'aria di -'las:saua. dove però non circola sotterra. L' umidità salina. che impregna il suolo di )Jassaua, ha niente da fare con quella cb e si dice acqua del "v•,•ua••u cht> s'incontra nelle vallette di terraferma, adiacenti ai lag:.;i di ~l on<'ullo, Otumlo ed Archico, che suuisce va idrosMicbe come l' ucqua dei numerosi pozzi nei d tli Asi>ab. in correl11zione con le pioggia elle inondano sinia per tr~ mesi dell' anno: quell' acqua rappresenta dinamica terrestre un fenomeno uni'l'ersale ed è per gi a carattere piuttosto termo-minerale ed appena potabile \1 Perù, lungo le valli costiere, la w·colazione delle acque è attestaLaJ oltre che dalle palme dauilifere. verdeggianti campinas che circondano l'abitato del li e la malaria esiste npponto in quei terreni argillo·i ed 'ionali, ricchi di detrito vegetale, formatisi per le delle fiumane, che scendono dalle quebrado.s del ver$3nte cidentale delle Ande. A ~fassaua il •;uolo, inquinato di stanze qualernarie in putrefazione, non è davvero nn r·au• bile, neanche all' ingrosso, con quello del Perù: l' uoo pedisce la completa di~oluziooe delle sostanze l'altro, invece, conserva mummificati i resti umani, al eiTetto anche l'azione climatica concorre per la snn Per poroso che sia il suolo massaui no, non mi parve
LR FEBBRI CLD!ATICHE DI MASSAUA
406:)
te~ e :Horbu·e e trattenere l' irrisoria acqua meteorica in 5 ~ota copia. per quanto la forte evaporazione (69), il fenomeno 1 iii impont'nte chè si abbia in llar Rosso, ~ in grado di re-
:uwirla in breV"e tempo nll' atmosfera. Che l' eV"aporazione fenomenale per· la sua imponenza, lo rivela restrem:t sal· ~ed•ne del mare e l' incessante laV"orìo di costruzione sotto~rina. cui :ltlenilono quegli edi6cator·i di continenti che ~ 000 i corJili. Infine, se Co--e vero che. in assenza deUe piante di elefata or~anizzazion e, la potenza vegetatiV"a del suolo tende .tù e~ plicarsi nella produzione invisibile degli organismi monocellolari, }fHssaua dovrebbe essere il più pestiCero p~ese della terra; noi vediamo, invece, che non lo è affatto, e ciò si deve all'azione del forte calore, che paralizza la vitalità d' ogni essere organico, e favorisce la salubrità. Le ,;chitiche acacie e le nane palme dum, pallida immagine . della rigoylio3a vegetazione del Sudan, a Massaua, come ad !ssab, assumono carattere di flora desertica, e stanno ad indirare che di acqua i1 suolo p:ttisce difetto. Dunque, non (' umiditir ~ouerranea, ma quella aJ.mosferiea. associala aJ1' alta temperatura. doveva operare l' occulto maleficio di quel clima marino-costiero: fin d'allora la nozione del clima c.1Jdo·umitio s' i mpo~e alla mia aueoz:ione. Ho dello che a quel tempo fer veva la disputa sulla natura delle pire- ~ie piu comuni a ~1assaua: si trattava di decidere ~ fossero o no malaricbe. Di un jlfallo giudizio doveva poi farsi arbitro Il dott. Pasquale. che in due suoi lavori, (50) e (:.>3), conrlo;;e per la non esistenza della infezione palustre, confermando cosi, con metodiche ricerche ematologiche, quel che s'era intuito da molti di noi con criteri anche d'ordine cliniCO, che per brevità ometto di riferire in questo sunto. Mi'limito soltanto \l segnalare che, ammessa pure la natura mnlarica di quelle febbri, rimaneva incomprensibile perchè
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LE FBl!BRI CLIIU.TICKE ni l!ASS.'\UA
do-vessero manifestarsi sempre solto l' unica forma di continua palustre e non presentarsi sotto svariati a. petti, come si osservano dappertutto nelle regioni tropicali, e perché dovessero mancare casi di cachessie ciflche. più o meno croniche, in coloro che avevano tamente sofferto l' infezione acuta. :'\on par·lo dt>l a ju-vantibu~, poichè é noto a tuLti che il suo responso. solutamente negativo, aYvalorò in noi la certezza dell' i ziooe clinica. Il dott. Rho, che si ba~ò sulla pura oosografi~ di q forme piretiche, non vide che chinina da propinare e da risanare: il doti. Pas1Juale, fedele al suo mandato, tissimo del microscopio e cultore di balleriologia, non gli sporozoi eodoglohulari della malaria; accertò, inV'ece, un limitato numero di casi, il bacillo di Eberth , di don e particolarità morfologiche (5 1) e concluse con add la via, s11lla quale l'indagine etiologica, rimasta peraltro pregiudicata a riguardo delle febbri predominanti, raccogliere ulteriori allori . S'intravede da ciò la sione a rapportare ad infezione tifica molte febbti che sano sott' altro nome, comeJ:ià .s'era pensato, fin da il dott. Panara rilevò fra i militi del primo corpo di zio ne J' esistenza dell'ileo- tifo (49), a ravvisare in esse le fruste. attenuate di questo. Le idee si succedettero alle ma, tralasciando di parlare di quell' ibridismo, proposto Woodward al congresso di Filadelfia nel 1876 ·e per un mento adottato anche a Massaua, come il doll. Squire a fatto per Saakim (64), voglio dire dell'infezione mista ti malarica, accenno, per debito d' ufficio, al!' opinione dou. Barbatelli (3) che le così dette febbri climatiche provocate da un plasmodio, affine al palustre, non co ma più infellante, ed all'altra del dott. De Conciliis {'17)
J.E FEBBRI CU:MATJCHE DI lUSSAUA
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agente sttt !leneris, nè m~l~rico, nt: li fico, potesse imroa,. oarsi come loro causa efhcrente. -• In fallo ili immaginazione. se ne dissero d' o~ni colore: iente di nooYo. però, sotto il ::.ole. poichè quel che è av\'e:010 per le fehbri di \lassaua s'era ~iiL mul<tli.\ 11Utlan,li~. ripetuto altro\'e nt!r primordi d' ogni colonizzazione. ' n·olo ~oli' ipote'i. :dtrellanto speciosa quanto a~surd:t. dell' ori~ioe ,ottomarina dell' rmpaludìsmo. per quel re ·Lare le alghe allo ~co~rto, durante le basse maree, poichè non fran~a la spesa di :10dare a pescare sott' acqua quel che non si trova ~ot terra: e pa,;so pure sopra all'altra ipotesi delle fetide esala zioni del suolo, poichè mefitismo è tutt'altra cosa che_ paludismo e, magari, potesse col naso scovarsi la malaria, che, purtroppo, si aspir·a ai tropici col profumo dei liori. Ricordo, però, l' ipotesi dell'origine tellurica dell' infezione tifica, emessa ùal Pnnam, (l. c . ), come quella che più razionalmente potevnsi concepire. ma rilevo che, a quell' epoca, in unn relazione> (inedita l al medico-capo cav. Ancona, direttore dell' o::pednle gallel!gianle « Gari oaldi. )) io e5pre si un' ;lltra ipote~i . discu ·a e concordata coi miei coll eghi di t.ordo, ~~tià im~ .!erita sotto altra forma dal ~turc hisun ' ~il', cioè che. a spiegare l' insorgenza dell' ileo-tifo, non c· era di me· ,:lio che pen:-are all' origine inte,tinale autoctona dell' ajlente infellivo. a ,f.'guito di anormali e peculiari mutamenti nelle conditioni bio- ·himicbe dei 5{ermi patogeoi e per effeuo delle variazioni tho-patolo~iche. indotte nell'organi·mo sotto l'azione diuturna del calore torrido e della fati ca. Parlo di questa ipotesi. perchè, a distanza di cinque anni, vi ritornerò sopra io fine di questo 'studio. A. ~l assaua predominano , dunque. febbri che delle Lificbe hanno le parvenze per le facili complicanze gastro-intestinali e per lo stAto di sopore rnorbo~o, e febl)l'i, affini ai colpi di 00
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LK FEBBRI CLIMATICHE DI llASSAUA
calore ed alle eJTlmere, elle esordiscono bruscamente. pre-,entano disordini funzionali nervosi, che rneLLooo in ricolo la vita lle~l' infermi, in principal modo per l'ipe e per la tendenza cbe banno all'adinamia, e febbri che sono ,·eramente tali per il loro grado termit:o. ma costituiscono forme di passaszgio tra l'ipertermia lo stato pir·etico vero. In uno studio clinico non credo sarebbe diOh:ile impresa il dimostrare che si è dinanzi piressie ùi antica conoscenza, alle cosi dette sinoche e chelle,gastriche o gastro-reumatiche; ma in questo mio s etiologico le comprendo fin d'ora fra i colpi di calore e le fìmere,. designandole tutte con l'appellativo di febbd ticbe. È mia antica convinzione che molti colpi di cal possano talvolta disconoscersi alletto dell'infermo e che il lot·e non debba sempre esercitare la sua azione in modo lento per colpire di fehbre un povero diavolo, ma possa diarne egualmente l'equilibrio delle funzioni, in modo ma continuo ed intenso, massime quando :'i vive in un eli della spe-cie di -'fassaua. Questa idea, contenuta in germe un mio articolo di rivista medica sui colpi di calore nati paros'Ì$lici dal dottor Couteaud (") e poi ripetuta incidenza io oo successivo la-roro (54.), merita oggi d svolta in una forma piti concreta di quella embrionale, ziata doe anni fa, e merita d'essere esaminata e di _ acceuando:a magari col beneficio dell'inventario , prima t·ipudiarla o di !asciarla io non cale. Il concetto che i la leoria etiologica delle febbri climatiche di àfassana, essere giudicato, a prima vista, per istrano bencb è non n
~·) Git>rnale Medico del R. llsercilo e della R. Marina, N. 5,
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maggio
J.E FKBBIU CLIMATICHE DI lHSS\UA
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co!l1e pan·e al dou. Rho (62J, ma di Lulle le ipotesi e teorie, lin'oggi escogitate per le febbri di ~Jassaua. è que5La la dottrina che piu mi affascina e convince. ~on è una teoria di mia creazione. m:t è aotica ed accettata da una eleu~ sebiera d• osser>atori fra o~esi ed 10~lesi: non teoria. che il dottore Treille (IO) ha profes..ata dalla cauedra fin dal f 83, che il doli. Corre ammette per in discuti Ili le ( 16), che il dotl. Fa) rer, :~ ('apoli~ta degli os~ervatori 1n~lesi. ritiene per eia:: icamenle dimostrata (ti). che il dott. Esclao~on (20) adoLLa per le iebbri endemiche di Obok, non pa_lustri nè ti li che, e che io ~rilupperò qui appresso nel modo che mi pare il più consono con lo stato nuuale delle nostre conoscenze. YagliAre i falli arlttlisiti, trar prolitto delle più recenti scope1·te, collegare gli uni alle tlltre, far tesoro dell'aitrui esperienza~ delle pr·oprie ossei'V'azioni , insomma coordinare nd uu fine l'insieme delle cognizioni elle si posseggono per indi assorgere, per via indouiva. ad unn con ceziou~ sintetica delle piressie più comuni a ~lassaua. et•co il còmpito che mi so n preHsso col presente lavoro.
!ozilolt•> premetto che sono entusiasta dei moderni studi bacteriolo::i··i. ma lino ad un certo punto: oggiw e'è una tendenza ecce.-:~ im a voler lutto spiegare con la teoria para ·sitaria, come ,-e, all'infuori dei bacilli e dei coccbi infinitamente paceoli, non e.;i;;tessero in n:atura altri agenti capaci di pro,·ocare una febbre! La batteriologia deve rimanere, ~ome è rimasta l'anatomia patoiogica che mirava al ·opravvento, fida ancella allianco della clinica, che non è figlia d'un solo secolo ne d'nn ingegno solo e che sarj sempre la sovrana domina· trìce del campo medico .
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LE FEOOIU Cl. 'lf\T CilE DI 'fA::>SAU \
_\ ~Jassaua tulle le osservaz-ioni banno un peccato gioe. quello di non essere siate precedute da uno studio curnto, topogrnlìco e climalolot(ico -;ouo l'aspello medico dott. Panaro. però. eLI'oe il merito di porre in rilievo i meteorologici più salienti del clima locale di MassaM pag. ~=>7). lo studio del quale è il solo che abl>ia oggidì res:-e reale ~32 : il òotl. Cogoelli si distin5e pei suoi di geo,(ralìa medica su qud porto (U-): il dou. Barb1telli trattò pure. somrn:lri.tmente, delle osservazioni clima Lo ma, in generale, nessuno Yi badò mollo e la ma~o:gioranza mediri. inva•i dnlle iùee etiolo~iche og![i dominanti, si cuparono soltanto del mondo in\isiiJile dei minimi or e pa 3arono sop1·a, quasi tenendolo in disprezzo, al pato~en (• per eccellenra nei climi subequatoriali: all' primordiale eò universale. al calore, sorgen te della causa di morte. elementn principe della co Lituzione del Si concedette ~ià molto. quando si attribui all'alli~$i rna peratura ambiente un'azione debìlit:1nte, pura e sem senza che nella bilancia etiologica fosse stata pesdla. strel.!ua delle leggi fisiche e fisiolo~iche, b parte d· in capitali~~irna. prepooderante, che il calore torrido. alla tensione del vapore acquoso, esercita in modo nariamente aggressivo sugli alli nutritivi e funzionali vita normale e patologica. Per r·iotmcciare la causa febhri più frequerHi a ~Jassaua frammezzo i mie noti o di là da ven1re, sparsi per o:.?oì do"e snl no,tro p si perdette di \Ì ·ta l'ambiente cosmico con tutte le sue dizioni meleorolo)!iche. si omise l'analisi delle forze mente fisiche. pennnoenti, dell'atmosfern equatoriale e tenzione si Yol ·e n tull'altro esame che a quello dell~ ". sulnte dall'orgaot..:mo soLto l'azione del caldo umidu a un ~ u perlaliYo.
!.E FEBBlll CLUlATJCllK DJ 31.A$SAUA
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J>er part~ mia. ~osten~o che fun:ione esun:iale del clima di ~t assaua ~'a il calore con l'umiditit rhe l'accompagna, e che le malaurc iufeuire, possibili a svilupparsi solto qoél cielo, oe sieno in o~ni c.aso fun:ioni accessorie. Appoggiandomi all';n1torrtfl di competenti t)Sservatori, credo rermamenle alle roalallle puramente climatiche. che preparano l'<~rganismo europeo a ric~q>re i germi di altre malallie ben p~ù temi bili, dbpooenJolu in quello stato. che è detto di imminenza morbosa. 11 dt;t!IIIO colleJ.{a dott. Pasquale. forte dell'opinione del Lareran (:l l). Il quale scri~se per l'Algeria. paese pretropicale, e non per Il Mar Rosso nì· tanto meno per Massaua, paese ipertermico ~e ve n'ho nno al monùo, non crede ch.e il calore atmosferico possa creare una fel.lbre climatica propriamente òetta, ma ammcue che esistono soltanto febbri modificate dal clima. Serondo 1\elscb e Kiener, che scrissero pure per l'.!l;:eria (.Z7). << la febbre climatica è l'nltimo vestigio dell'antica etiolo~ia che a;;se~oava alle meteore una parte così larga nella gene,i delle febbri » (l. r. pag. 31 :.>). È evidente che mtll 'lue.;ti autori si lasciarono trasportare dal microbismo e caddero uell'e,a;~erazione, negando un~\ dollrina, che. se non può intender,;i tal quale la concepì Prìn!!le un secolo e mezzo addietro o J acquot trent'anni fa. è basala sopra osservazioni clas·iche e può armon izzarsi con le moderne vedute, dando cosi ra~wne al motto del poeta venosino: nmlta ,·ena.scmtut qwu j11111 rurrit/en·, che. pàrafra ~t o dal Baccelli all'ultimo con~re~'o di medicina interna, .;nona cosi : felice ritorno dell' analt~1 nuova alla sin te~ i ".Dltca. Il doti. Pa"'luale. però, non si arre~tò a n~aare soltanto l' eststenza delle fehbri climatiche di Mac:saua, ma, ad evitare for:;e l'abuso che si fece in pl'incipio di siffalla denominazione, con la ([uale passarono anche febbri di altra natura,
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LE FRBBIU CLllfàl'lCHK OJ MASSA UA
incorse nell'ec.::esso opposto, escluse cioè quell'-... ,..........., proponendo anzi che non filcesse più capolino nelle sliche, e adollò l'altro di {ebiJ.ri comuni continue. Se col ritenere qoeste ultime in nesso genetico con le canse frigeranti ordinarie, venne a stabilire - con noil poca sorpresa - che a Massaua quelle che per me sono calore, per lui rapp1·eseotano; invece, febbri et (rigo1·e! pare al lettore che la queslioue s'aggiri intorno al e che il dottor P:~squale ed io siamo agli antipodi l'uno l'altro~
Non mi sarei mai aspellato che la cau5a reumatizzaole tesse un giorno entrare in iscena e sostenervi la protagonista. Cbe reumatismi genuini o pseudo-i o compagni di certe febbri e perfino della tifoide autentica, dessero solto la comune osservazione, mi era noto, immaginavo aiTatto che la febbre da raffreddor·e potesJ>e presa per tipo unico di piressia a )lassaua . Lo ripelò: le idee e convinzioni stanno diametr·almeme all'opposto, tonqne il caldo e il freddo, pure opposti fra loro, cono per diverso meccanismo d'azione fisio-palol uno stesso risultato. La teorica del Seitz sol processo deU' infreddameoto uua teorica che io direi a faccette, tanti sono i lati sui l' azione riflessa dovrebbe manifestare i suoi eiTeui, ~ plieabile a Massaua, il cui clima ipertermico non davvero ad alcuna estate dei nostri etimi più meridi L' er·rore capitale di lulli gJi osservatori europei, che cita no la medici na sotto il sole intertropicale. sia in che credono di poter applicare ad ess."l quegli stessi quelle medesime teorie, che hanno valore corrente nei temperati: il Fayrer (l. c.), d'accordo col Babiogton e illorebead, lo rileva appunto per l'India. In siffatto
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ddero anche eminenti ·crittor•. ad es.. il Bérenger~raud '5) ed Il Bnrot (1?), _q_uando interpreLarono la co~i detta febbre inJÌ'lllllllalo1'ta btltosa delle \ntille e della Gu·ana coroe forma ~ttenuata di vera febbre gialla, mentre il ~orre, spirito inrlipende nte, non frenato da pastoie scolasti·he. riu~cl a l'onfutare ( n l con ar~omentazioni sintomatiche, ~etroscopirht> ed etiulogiche. che qt~t•lla piressia è da calore, ~·otiata ad uno stato bilio~o. ma immune da am{lrilli~ulo. Yi caddero pure Kelsch e 1\iener (l. c.). quando credeuero di potere Je;:itlm),lmenre applicare alln piretologia dei pae~i caldi le conclu~iuni Niologiche, alle quali erano pervenuti, •tndiaodo le fl'hhri nostrane. J1 tlott. Pa;quale vi è caduto anche lui t·on le sue febori reumatiche, mn non gliene faccio una colpa: e~li, osservatore positivista. crede a tutto ciò che J'occ~hio . armato tli microscopio. S!li lni'cin vedere, e la mano, allile w rit'Prche batteriologiche, gli fa toccare. lo, rilgionatore dourinario, sono di parer contrario, ma. consultando •li strumenti. •tue,ti mediatori fra In spirito e la materia, " ome li eh in ma \·a OiJerot, perfezionati og!i dall'arte e men fallaci ed illusori delle no~tre sensazioni. passibili di errori individuali, mi appoggio alle osserv.1zioni met.eorologiche, \be nulla ci rivelano di ra1·inbile in tJUel clima, P. Jico che, per invocare le cause reumatizzn oti, bisognerebbe dimostrare a llassaua : a) un periodo, ma~ari brevi<~ ' imo. di brusche li·cillaziool ne.!ati\ e nello stato igrometriro. a segnilo def!e lJdaJi In ten~ioue del vapore actfUOso si abbassi di pari passo eol ~rado rermorn~tl ico dell' aria; b) la so,tituzione o per lo meno la penetra1.ione uella. zona ma,;sauinn. non d'noa atmosfera proveniente dal od che determina . empre oscillazioni posillve, ma tl' una atmosfera settentrionale con C<lratleri termici e con tensione di vapore acquoso, prupd del suo punto di part enza r. diversi da quelli che arreca al punto di 1';8
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I.E FKBBIII CLl.MATlCHE 01 lL\.SSAUA
arrivo. Che ::.i dimostrino questi semplici fatti fistci, ed rreùerò che l' aria, òivenula più secca e quindi ulla ad porure ti $udore io modo più rilpidamente attiro e ad birt! calorico dal no.;tro corpo. ·ia in grado di de una febbre da raffreddore: finchè t>ssi non saranno strati. io resterò ortodos o nella mia fede 'Cientifica e tero a ritenere per fermo elle l' idea emessa di pred fehbri a {ri.qore a )lassaua abbia tanto Yalore, tJUanto che potrebbe -i concepire d'un colpo di calore e di termiche al Capo Nord! Ebhe beo r·agione il dott. Assmann di lamentare a lino (2) l' abbandono in cui noi medici teniomo la logia, che tanto ba pur progredito io questi ultimi di additare la sana via di mezzo, che può condurci ad applicazioni e che fu già tracciata da rppocrate. per quei porti che passano fra elementi" climatici e malatlie. la hacteriologia attinge oggi le sue più delicate fattori meteorologici : l' azione l•atlericida della luce d it·ella e della tliiJu:ia del giorno non fu, forse, 1\.ocb per l~t tub~rcolosi? (30): ed a )las~a u:t non fu. intuito dal collega Cogoeui (l . c.) e confermato me n te da Pasquale (51) lo straordinario potere del calore e della Iute solare! Tornando a bomba, come suoi dirsi, il calore febbrigeno sovrano a ~J assaua, do-re è innegabile che. ziooe falla di pochi individui privilegiati, tuili, piu o paga oo il loro tri bnlo alle febbri: · j può quindi an........... tesi generale, che carattere delle singolari piressie sia versaliti•: don•fe il concetto indottivo che il loro sia intimamente legato alla perenne nzione d' una manente. Quando si crede che il calore non possa se una febbre, ma ~olt aoto modificarla se in atto, .~ i
J.F FEBBRI CL IMATICHE DI KASSAUA
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~"o ceUo nnifoco, qual'è il considera1·e la febbre in genere come c, pressione d'un fenomeno reattivo ornanico con· tro determmati a7e1lli :-peci6ci e, per un circolo vizioso di apprezzamenti. si cade io un equivoco od io una coolraddizioue, poicht. se si ammette che il calore atmosferico e io i!rado di e•ercitare la sua inOueoza sol decorso d' una tJUalsiasi febhre. ~i tleYe pur ammettere, per necessità logica desonta dai (; tti fisici e fis•ologici. che esso è, per sè l>Oio, aLto ad imprimere ai proce'si termogeni bio- chimici normali tale un perturhamento ed alle funzioni organ iche tale un disqui- • librio che la febbre ne è la risultante. La febhre climatica , infalli. escludendo gli :tgenti specifici, rappresenta il conOitto dell' organi;;mo europeo con l'adattamento alle c:ondizioni mesologiche : essa nasce, perciè, sotto l'influenza delle azioni cosmiche, come tipo unico di piressia a calore, modilicabile per- le condizioni individuali , ed olfre una notevole te:1deoza verso il tifismo con l' andamento dell'mtos~icazione putrida. ~on è aiTauo una nuova entità morbosa. ne per l' India, dove è più spes:.o chiamata dagl' ingle~i ardmt or thennic ferer, oè per l' America intertropi('.ale. Dt.' per il ~lar Rosso, n~ tanto meno per ~lassau :1. dove ret~na e ~overna, fuori del Lellorismo, assumendo spesso parveoze pseudo-epidemicbe. La prulissa sinooimia di qu~ta febbre. designata io antico come smoca imptdl-ida. f. sanguiyna. f. amtiotmica, ecc., indi come f. infiammatoria, biliosa o no. gnstro-H•umatico . f. calda, ecc. , sta ad indicare l' incertezza, la confusione e la difficoltà, in cni "i sono trovati.e ~i trovano gli osservatori di tutti i tempi ed in tuui i luo;.dtì per definirne l' origine e la natura: ma essa è sempre lu ste~sa fehbre, derivante dall';,zione prevalente del calore eccessivo, c insomma una forma att~ nuata di colpo di calore.
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LE F&BB3I CL l l! ATI CHE DI \I.!SSAUA
Che n ~la~$aua la temperntura ambiente, elevatissima, termini per si· sola una malattia lo provano le i e i colpi di (!alore. dei quali si ebbero 80 casi in poche il S. luglio IX87. nei soli militari di terra: all' nspedale 1\a$-~hulur ne ricoverarono ?S. nel periodo semestrole i termico di quello stesso anno, con Il casi di D\Orte ( p. 100 l , dt'i qunli 9 trasporlati cadaver·i dai campi di ch•co e di Moucullo ( Barbatelli, l. c. pag. l H-i- e .~ i.P. le febbri climatiche sieno di o~ni epoca e quindi le~ate all'azione di elementi stabili, lissi nel clima. ed reazione di elementi oltremodo variabili. 11uali ~ono ap le condizioni individuali e collettive. è un fatto che ùi~cute, dopo che si sia analizzata, come ho fallo io. la zione complessa, eppur tanto !lemplice, del clima di Così si spiega perchò in un anno l' invasione psendo mic;l av\'enoe durante i mesi di novembre e dicembre~ do\'e nei medesimi mesi d'un altro anno i casi di simili hri fl!rouo pnclus;.imi. e pere hè gl' individui possono rnlpiti, indiiTerentemente. ai primi giorui del loro arrivo quel porto o dopo diversi mesi di soggiorno od nnche darne immuni. benchè il numero di questi ultimi ~in beo mitato. Che le medesime febbri sicno un poco più f ( '. • di più ) all'avvicinarsi od all'entrare della " torrida può affermarsi per le 0'5ernzioni di tre anni seculivi (1 8:j, Panara: 1886. Rho: 188ì. Barba avvertendo che nello specchio C, compilato da quest' timo osservatore (l. c. pag. 1156 }, il numero delle elimatiche è alquanto superio1·e nel periodo seme meno caldo ( é da sperare cbe si cessi dal chiamarlo rernale !). onde resterebbe invertito l'ordine di loro queoza, se In rubrica delle sinoche e reumatiche non prestasse a ralforzarne il contingente,_ essendo per me 1
LE pgBBRl CWlUTICHE DI MASSA O.\
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d' ooa ~te:.s:t natura. dipendenti dai fattori termo-igrome· . di quel clima. Che la feobre climatica sia la forma ioimcr tJale. il tipn •mko della pire;;sia a calo1·e. che si scoml(lne in molleplki rarietà e pre~enta modalità inerenti alle !~.odiziooi inllividuali. è indicato dall'osservazione cJ1e tuue le febbri a \lassaaa. anche quelle cl1e poi volgono in in1euive tiliche. hanno in pnn ·ipio puntr di c·on tauo e r·,,:;~omigliaoze clte ne rendono spesso drfficile la dtagoo::r rhnit•a. t:he, ioline. r etiologm delle febbri climatiche, oieote alfano :-peciali ùi lla~saou. ma comuni a parecchi punti del l•ltorale del .\lar· Uos:;u ed a tutte le loealitil C<tlde del racchio mondo e del nuovo4 non sia da cercarsi fm i gerrni speci/il'i, ma fra gli agenti cosmici ed i reagenti organici, lo allesta il r·isultato negativo delle ricerche eseguite, in guisa ch e l'ultima parola non è stata ancora deLta: onde adhuc s1111 judicP iù èiit, e siamo giil all'So ann o dell'occupazione. Se ne sono escogitate tante delle ipotesi a ~1 as aua, che anch' io ho uo po' il dir·itto a dir la mia, oen 11eto se ~arà destinata ad es$ere il seme che frutti incitamento a noo\"i studi e .ricerche, senza menomameote pretendere all' iofallibillta . .. Il stntomo più grave, - ::-crisse Barbatelli (l. r. paz. l l 39) - quasi unico per importanza clinica. è la ft'bltre: >~ l' e-isteoza. dunque, della piressia. vale a dire oo' petizione di principio, è la dimol-Lrazione più auten tiCa della febbre climatica pura. cbe non ha caratteri pat(•_znomonici. nè reperto anatomo-patologico speciale. Alla ne•ro.scopia. quando capita di eseguirla ( 14 casi nell'anno, al quale :;i riferisce Barbatelli ), non .si mcontra allro che I{Uesto: 4C denutrizione nvnnzala, aspelto anemico di tutti i tessuti. milza tumida con polpa facilmente spappolabile, fegato iporrmico. » Un fntlo costante è l'alterazione del
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LE FEBBRI CLDU.TICHii: DI llASS.\0.\
sangue. "ui corpuscoli rossi vanno soggetti ad una pida ed intensa dissoluzione, con effetti postumi di fonda oligocitemia e idremia, e di notevole deperi generale: Pasquale segnalò (50' la riduzione graduale, degl i emociti, molto al di sotto della allo · tato sano, e, durante la convalescenza, seguitò a scon trare in e:.si alterazioni ct·omatiche e morfolo~ie he. pronunciata poichilocitosi {deformazione delle ematie ). tom:ltica delle anemie ~rra,·i . 11i perdfroi il 'alente - lo dico qui , perchè cade in taglio - se. rifere n IJUel caso tipico di febbre massauina, uno dei ta nti lui ossen·at! e descritto con cur;l diligente e forse ziosa di sovet·chio, io esprima francamente la mia nione. cioè che l'importanza etiologico, da lui, con le debite riserve, fatta intravedere, della presenza ascaridi lomoricoidi e di altri elminti, innocui per sè nell'intestino di quei febbricitanti, pecca per lo meno esagerazione. A quella fortuita complicanza di " ab inge.sta, comunissima a .Mass»ua, non saprei con tutt' al più, che l' aggravante di aumentare, per via lo 'lato adinamico. del resto facile a prodursi in quel per ra~ioni molteplici e di gran lunga più ,!!ravi. Per parte .mia, dunque, opino che la nozione della bre climatica, come io la intendo, poggia sopra criteri che sullicienti per farla prendere in considerazione. Dirò presso, in Yia sommaria, quale sta stato il processo che, dall'analisi del clima, mi ha condotto a vedere nelle re,sie più comuni a Massaua una filiazio ne, n legiltima, dalle variazioni fisio-patologiche, che esso all'organismo europeo: qui affermo che, se la denom di fellbl'e climatica non esistesse in patologia e noo nota agli studiosi, bisognerebbe crearla apposta per quel
LE FEBBRI CLI:IIATICiiE DI MASSAUA
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posseditm•nto nel Golfo Arabico. In un paese che non è strolustre. ~he non lta en demo-ep1'dem1e · d'1 d'1 1'enter1a · e d'1 ~,tile dis~eatl'rica, che sì presLa poco all' allecchìre del co· ~:rat5?). da .·ui. anzi, fino a..{li ultimi tempi ha AOduto fama d' imruun 1t.l: dove l' ileo-tifo. morbo cosmopolita, r.he non conosce restrizioni di latituùine. nè an1agoni~mo palustre, come 51 ~ ae.iuto per un certo tempo, non rappresenla n~lla statistica r.hP una parte secondar1a. e do\"e le condi:tiOOI termiche a :.icurano a).!li europei la protezione dalle Jllalattie esantematiche e dalle Ongosi inreuive. che il ) l ag..relsen. d1 (ristiania, ha ;:enìalmente messo in rapporto con ~e variazioni atmosferi che (37): in un paese cosiffatto, rlove Pasquale, per lfUanto abbia cercalo nel suolo, nell' aria e nell' ncqua, non ha trova1o germi patogeni incriminabili, in ~ razia della potenza ster ilizzatrice del calore e della luce, roe pare si possa lasciar da parte la teoria parassitaria 11 e rivolger;;i alla chimica biologica del nostro proprio or;aoismo. 11 calore i.· tnuo a )Jassaua. Che cosa è, infatti, il colpo di ~alore, :-e nuo l'espressione più elevalo, più tumultuaria. ~voltasi in modo acutissimo, spesso fulminante. di un'azione termica ecce~siYa e di una r.:azione organicà impari alla vio lenza della cau-.a proYocatrire? Che co'a \'i sarebbe di straordinarto se alla medesima azione. esercitala io modo lento ma ~ootinuo eù intenso. l'organismo, che si è avvalso di tutte le ~ue risor~e per lottare, a un dato momento vieo meno, senza poter opporre una ulteriore resistenza? Cile C0$3 sigoilicberebbe, in liUt·sto caso, la febbre, in un organismo che tende naturalmente all'ipertermia nei paesi torridi, se non la manifestazione men urutale e più mite della medesima azione? Eforse stal1ilito che il colpo di calore debba as:.olvere, sempr& ed in ogni caso, il suo ciclo evolutivo clinico in brevissimo
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LF. FEBBRI CLillATICBE DI ~ASS.tUA
tempo o non ,.; è anche osserrato che la durata della pos~a e :'tender ,;i lino a due ~ettiroane 7 (38'. Se non 3i accettasse il pr·iucipio inc.oncusso del potere brigeno. inerente al calore inten~o. la fìsiologia. che i• il nubio delle leg!:(i li.;iche e chimiche applicate ai processi lali ùel corpo animale. s:trel.lht! :;tat:tfin'o;!~i un trastullo tifico, da releprsi fra le antica~lie e le qoisquiglie miche. Fermo e::.seodo, invece, il mio punto di partenta. sato com'è sull'os),ervazione positiva e sugli sperimenti non souo per·plesso nell'all'ermnre che le febbri predom a )lassau1 - a parte quelle che la clinica uettaruente goe per "leo-tiliche - sono febbri ::qoisitameote eli nel più streuo significato della parola, che de,·e es ·ere vata. originanti.;i per l'azione i\Ull'oq;anismo di elementi teorologici: sono forme più o meno nttenunte di colpi di lore, poi che il calore, sovrano as$oluto di ~lassaua, è palo~eno tl uando oltrepassa un certo grado di a1.ione ed o uccide brutalmente o prm·oca tJuegli stati .:-nb-fe febiJrili aò evoluzione ordinarramente benigna: 5000 autointossicazioni primarie, da tossicemia autol!enetica o se non dispiace In paroln, tanto per intenderei finchè adolli o si c1·ei uu altro Y(JCabolo derivato 1ln radici g l:uine - da creali nemia. da necremia, da :::apremia o da 40issimile. La febbre climatica dr )la,saua o ùi altri pae~i torridi c unJ febbred'acclimatamento, come da Laluui autor·i è consitlerata, quasi una prima tappa verso l'adattamento l'ambiente intertropicale: non è nemmeno una febbre di climataziooe, dopo che è stato messo in sodo (26) che acchmatamento ed acclimatazione pa~ ·a questa differenza, l'uno riguarda l'antropologia e ,i compì nella notte delle età neolitiche, e l'altra appartiene all'igiene ed è
LE FEBBIU CLDL\TICH~ DI li:ASSAIJA
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qui.:ta dei tempi moderni. Nel senso medico vi è acclimar.oo ~ per una sola febbre, ed c l'immunità contro la febbre latll . . ialla con l'eri t:~ nIl' europeo dal sogg1orno antenore ne1. paest. !all'America inte.rtropicaJe ed assicurala da una variazione d'ordine patologico (47) . Che a Massana la febbre climatica preservi dn successiYi atta.-chi e predisponga, invece, 000 aUe recid1>e, •; cosa a tutti noLa: io, per esempio, ne soffersi volte in due mesi (gi ugno e lu:.dio); nè potrebbe essere 118 altrimenti , sol che si pensi che, non ad agenti organizzati, sibbene a prodolli pirogeni autogenetici, endorgauici, è pre~omibil mente legata la sua insorgenza e perciò ogni nuovo ritorno della piressw, tanto facile a contrarsi alla minima e:~u~ occasionnle, non fa che aggravare sempre più le condipiooi individuali e diminuire la resistenza corporea, non solo verso le azioni climaticlJe ma anche e più verso i germi palOJCOi. A me sembra che coloro, i quali ripudiano la dottrina delle fehbr·i climatiche, r.ppoggiandosi al criterio che, se dipendessero da~li elementi cosmici, dovrebbero es~ere più fr~uenti al primo arrivo o nei mesi di massimo caldo, incorrono facilmente in un sofisma scientifico, bell'e buono, poichè partono da una premessa che non è in armonia logica con la deduzione. La coi ncidenza simultanea di molte febbri in un dato mese od in mesi successivi presuppone non solo similitudioe di condizioni etiolo~icbe, ma anche identità di condizioni nella recettivita individuale. Hanno eglino, ~l'increduli nelle febhri climatiche, una cognizione esatla dell'atmosfera massauina ? Chi di loro ha bene studiato sulle tal.lelle meteort:llogiche da cre.lersi autorizzato a sogghignare d'una dottrina secolare, che riceve nuova luce e conferma dalle ricerche contemporanee in entrambe le discipline, meteorologia e patologia? Chi ha intrapreso, non dico lo studio delle variazioni 11-sio-pntologiche dell'europeo solto il cielo africano nè
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LE FEBBRI CLIMATICHE DI HASSA.UA
quello comparato con le razze indigene, ma soltanto segna di tolti i fatti acquisiti altrove, per opera altrui, a ioferirne la pro6r.oa applicazione alla colonia nostra? Le febbri più comuni a )lassaua non potrebbero eh· più felicemente - lo ripeto - che col nome ùi febbri matiche. Questo appellativo orla la credenza dei patologi nostri pae:;i temperati, ma dorrebbe induri i a rillellt!re \Jassaua non è Torino, ~apoli o Palermo e che, inteso sP.nso puro, ossia immune da microbismo iofellante, menta la loro esclusiva origine dal conflitto fra clima. lJUella specie!, ed organismo. Febbre climatica classica quindi, il colpo di calore. ma è meglio riservare questo alla forma brutale di essa. Il concetto di febbre climatica antitesi con le teorie assolutiste di infezione dall'esterno ( tossica), ma concorda appieno con le vedute moderne (au siche) di chimica biologica: se dovessi esprimermi con formola proporzionale. direi che le febbri climatiche tossiche di ~l assaua stanno alle febbri infellive in come le febbri asettiche dei chirurgi alle febbri da · delle ferite. 1 questa concezione sintetica sono pervenuto, partendo os~ervnzioni cliniche, che nel luglio dell'87 mi per ~I assaua di interpretare molte febbri climaticbe come veri colpi di calore e di curarle in conformità. .lmore scienza mi moS:.e poi ad approfondire la snpedìciale zione che ovevo di quel clima, e. per una ser·ie successiva ragionamenti io.futlivi, a ricercare ciò che gli scrittori di patologia esotica hanno concretalo in torno alle modi che subisce il nostro organismo europeo sollo 11 sole ed infine ad applicare alle febbri di ~J assaua la dottrina tichissim:t delle autointossicazioni , ringio,'anita da conquiste della scienza. Ne è venuta fuori, da questo l
I.E FEBBRI CLUIATlCBE DI MASSAUA
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a Jllonogr:ttìa tn pia del presente riassunto, che ho l'onore ;;:;ouoporre al ~iudizio dei lettori. ai quali perciò domando venia se, per la ristrettezza dello spazio che mi è qui asse·!llato, non potrò condensare. come vorrei, in una maniera ;hiara e ,triogenLe il processo lo~co che mi fu ~uida allr~ rire~ del -çeru. Hiepilogherò quindi. alla me~!! io. il mio studio nel modo rht> ... e,!ue.
11. 1l clilllll di .lfassatta. - l'ariazioni fisio-patologiclu cht• imprime all'o1·ganismo europeo. 11climn di )fassnua ù iu Mat· Rosso sinonimo d'inferno, lo dice on proverbio arabo; conlullociò. quel paese è piutto~to salubre , come si le~ge a pag. 128 d'una t•elazione inglese (59) come io medesimo ebbi ad accennat·e nel mio sunto mono8 oTraJìco sull'in:;olazione e colpo di calore (l. c.). c Sul climn dt ~tassaua si spacciarono, nei primi tempi, idee erronee e cifre e agerate. che non sarebbero state espresse. ~esi fossero letti gii :1ppunti climatologici del dou. Panara (l. c.) e le relazioni del prof. Tacchi ni (68), alla cui suprema -cortesia debbo rendere pubbliche grazie se mi è oggi dato di discorreri' di e;;:;o. avendo e~li messo a mia disposizione numerose t~belle meteorologiche. lo studio delle quali mi è impo~sib ile n:usumere qui in modo completo. Il lellore può ~tar ·icuro che quanto esporrò è improntato alla più rigorosa esattezza. Se la lis;ittt della temperatura è proprietit gt~nerale del clima ecruatoriale (35), non credo vi sia altro pnese sotto la cappa dAl cielo torrido che, come ~tassa na. la presenti
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LE F.EBBIU CllliATIC!iE DI :llA5S.\UA
più C<lratteristica. Durante il giorno e per tutto l'anno la atmosferica massima si eleva, tr.mne pochissime (tre ~ole in 87 decadi di osserrazioni), ad 'ill grado non nore di 300, che può salire anche a 36° c. in gennaio e braio, come aV\'enne, l'anno scorso, e che attinge l' in luglio e agosto, nei quali mesi tocca perfino il 43° e. mese di massimo caldo assoluto è però l'agosto: l' minimo, che da un anno all'altro oscilla fra il 19° e il ~1°, il febbraio. - Proprielit singolarissima del clima di Ma è poi la persistenza della T. media mensile, per un di 12 o1·e nl giorno (dalle 9 del mo.Uino alle 9 della ad un'altezza sempre superiore ai 30° da maggio a tullo tohre fino a raggiungere e talvolta supel'are i 34-o e i 35•. mesi di massimo culdo, e sempre superiore ai 25° da bre ud aprile . Sicchè, alle 9 a. m. la T. è ad un grndo 1 elevato che, spesso, poco differisce dal massimo della gi nata e che, rispello u quella delle 9 p. m. offre d molto piccole, oscillanti in frazioni di grado nella stag.io calda e da ·1 a 3 nella caldissima. Da un anno all'altro la T. media dei mesi torridi si lesa variabile da 0°.2 n 1°,?, in più o in meno, come fra i massi mi assoluti del caldo in quegli stessi mesi si una ''ariabilità, che si tiene fra i 3 e i t. centigradi, ma non permette di parlare di mitezza se non in senso· relativo. L'andamento della T. annua, calcolata in media dal chini in 39°,9 c., di poco :>uperiore a quella (29",:3 1), Aubert-Roche assegnò alle l'ive del Ma1· Rosso comprese il ,t3• e il 21° di lal. Nord (46), è tale che rivela per il di Massaua un'altra singola1·e proprietà, cioè l' di durala dell'intervallo tra il minimo (25•, l al 2 febbraio) il massimo caldo (34°,7 al 3 agosto) o, con altre
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qua.,·r equidistanza delle epoche critiche ft•a loro, coincidendo
la suddetLa media annuale con la media primaverile al 3 mag· . e con l'autunnale al 5 novembre. ~o . ~ S'intende (JUi bene che, accennando a stagioni, vuoi si non ·a· ;.~ · ~tin nO'uerne quattro, quante ne contiamo nei nostri climi (1} u 1 ' ~~mperati, ma soltanto appoggiare ad epoche fisse, corrispondenti appunto ad esse stagioni presso noi, l'equidistanza indicata. poicht'l a Massaua, come iu qualsiasi altra localilà torrida non sono distinte che due sole stagioni, l'una cald'issiroa, anzi ipertermica , che Ya da maggio .a tutto oLtobre, e l'altra calda, che da novembre corre a tutto aprile. Ciò è bene pcemettere, a scanso di equivoci, dopo che l'anno in_tertropwale fu speciosaruente diviso a Massaua in due semestri, esli:vo ed inre.rnale (3), con quale eritel'io e con quanta cbiarezza non saprei dire, e dopo che lo stesso pJ·of. Tacchini parlò di estremo f1·edrlo. Intendiamoci fin d'ora: questa ultìl)la espres~ione non s'ha da prendere ::>llà. lettera, essendo rìsaputo che la media minima di · 25° c. , per invernale che possa essere a :\fassana, rispetto alla declinazione solare del febbraio nell'emisfero boreale, è isoterma di clima non caldo, ma caldissimo! Le escursioni term<nnetricbe decadiche sono, in generale, piceole e si aggirano per solito intorno a tJO~ , come similmepfe piccola è l'escursione giornaliera, che si ma.ntiene ' io media fra 5 ed 8. Dunque, più che la momentanea presenza d'una forte ascensione del teJ·mometro, è la permane.nza del calore a un grad(!_ elevato la condizione ca,pitali.sslina del clima locale di :\fassaua~ che non per~ette il ' confronto con alcuno dei dimi mediterranei (Tacchini) e, fors~, nemmeno con altri egualmente caldi della zona- in- · Lertropicale . A tale spe~ialità di clirn.a era leeito- supporre n priori elle, sotto raspetto medieo-, potesse corrispondere
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l E FEBBRI ClULHICII& DI ll.\SSAUA
una particolare a1.ione sugli aui nutritivi e funzionali gnnici e quindi •;ugli stati morbosi che ne derivano. ~l i mancano i dati per discorrere della temperatura suolo. ma ritengo per fermo rbe esso si conservi caldo. durante la noue. a un ~rado molto prossimo a •lelraria. l'irradiazione essendo impedita dalla forza del vapore acquoso. Quanto al mare. è noto che le dell'Eritreo superano in grado Lermometrico tutte le salse del mondo, dan;io alla superficie, tra .\ dcn e un minimo di 18'.8 in gennaio ed un massimo di c:.euemlJre : eccezionalmen!e si ~ono misurate marine superiori alla tempe1-atura del sangue umano. Massau11. il capitnno di vascello cav. Grillo, fece rilev.t re alcuni mesi consecuti vi la T. rlell'acquà di mare a di profondità e distanze dalla costa, allo scopo precipuo di rifìcare se un notevole abbassamento di T. negli strati i riori avrebbe permes.;o di adoperare con vantaggio l fresca ad una certn profondità, per ottenere un'azione {.!orifica piu potente da rendere possibile l'impiego di tipi di macchine da ~hiaeeio, fondate sul principio della deosazione ùei vapori d'etere e d'ammoniaca. Il risuhato di tali ricerch~. aflìdate al tenente di ,.a signor F. \'erde. fu: 1° che in gennaio e febbraio la temperatura del oscilla fra i 26' e i 2i' alla superficie, Yariando di pochi cigr·adi in meno a piccola profondità e segnando in un grado di meno a ~ Q melri al di solto del sno livello; 2• che, a partir~ da marzo, con l'incalzare del nell'aria, la T. del mare si eleva di pari passo fino a giungere, nei mesi del massimo cnldo, un grado che a '10m. di p1·ofonditi1 si mantiene prossimo ai 33'. Sicché, l'andamento diurno della T. atmosferica, cosi
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'ala di quel dima, tro"Va un perfetto riscontro in quella del et re contra,segnando entrambe l'uniformità della costituJIIS ' . ne climatolu:.!ica. ~IO Elo nominata la ten,ione del vapore acquoso, ed ora passo ad o ·cuparmene: e·~ sola meriterebbe uno studio parte. l'ome quella che. combinala al calore solare. dit 8 la normale termica reale d'un clima. la quale deTe distio~uers i dalla normale termica fi.tti:ia o matematica. dedotta per calcolo aritmetico da una serie di parecchi anni di osservaziont ~ul solo ~rado termometrico di quel medesimo clim:~. Si leggano io propo.;ito i lavori del Chiais (13) e poi si neghi l'importanza della climatologia applicata alla medicina. Sullo stato igrometrico del l'aria a Massaua fu scritto (3) che quell'aria fosse poverissima se non priva di vapore acquoso: niente di più erroneo di ciò, come similmente falsa fn l'a~:'crziooe del Treille (l. c.), che, citando il !\1ar Rosso, lo ritenne clima secco ed ardmtl', alla pari col ~al1ara ! 'lassaua, invece, e caldissima ed umidi:;sima a un tempo : un eli m:~ marino-costiero solto la zona torrida non potrebbe es;;ere diversamente. e si parla di siccila nel senso di e~trema :;carsezza della pio!!~ia, siamo d'accordo. poichè lt> o·senazioni rile,·ano non tanto la po>erl:\ delle iogole precipitazioni, che. per eccPzione, vidi in una sola l'Oita a tarda .;era del 31 :~go~to l 87 - ra~giunJ!ere all'odometro la quanlltil di ~l mm. {' , circa di tolta la pioggia caduta fin allora in 1i ;:iorni dal gennaio di quel medesimo anno). quanto i lnoghissìmi intervalli tra due pioggia di qualche rilievo, la irregolarità di questa meteora, la sua variabilità e -ripeterò col Tacchini - la stravaganza sua e la bizzarra StHI òistrihm:ione nel corso delle stagioni. Massaua non ha che un mese di pioggia, distribuite a caso sopra sei della stagione
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calda, con un totale d'acqua raccolta di IlO rom. in ci media aonuu. che in altri p:tesi intertropicali rappresenta la qonnlità giornaliera e perfino or.1ria : ond'è lecito ""'~ " .-... che l'acqua meteorica è cosi povero e tra>curabile fenom cla non meritare davvero d'essere tenuta in conto, nè dare a quel semestre il pomposo e ridicolo nome di piovos1, oè per invocarne l'azione nella produzione infermitìt, nè tanto meno per fondare so di essa agricole o industriali. Perchè a ~I assaua non pioça sarebbe da aspettarsi per la sua giacitura solto il pt..,.:oj:l.~:xea coe il sole fa da un lropico all'aho, non avrei spazio a di qui nè importerebbe poi molto : il lettore avido di sapere domllndarlo all'immortale libro del Maury (43): il fo.)ull·lun. della meteorologia marina. Quel che importa stabilire questo, che per dire se un clima sia secco o umido, non più il criterio di Quetelet e De Candolle, che ricorsero al mero dei giorni di pioggia, nè all'alt1·o di Maueucci e jfart che, inv-ece, stimarono dovers~ soltanto tener conto dell' dità •·elativa ossia del grado di saturuione dell'aria per vapor~ acquoso, ma importa valutare la tensione di qoes ~apendosi per legge fisica che l'acqua tende ad evaporarsi rati.on direua della temperatura. È la tensione del vapore quoso, non la frnzione di saturazione dell{) spazio, il fa meteorologico piò importante, anzi fondamentnle, dell'i Ottenza che il clima caldo esercita sui processi vitali, normali e patologici : è questa teusione, che le accurate ricerche dott. Borins (G) posero in evidenza nei suoi rapporti la frazione di satura1.ione, la causa d'ogni azione climntica• .Maesaua, fra l'estremo della siccità raffigurato nel Sahara 1 il più grande braciere del globo, la cui emersione dal mare modHicò la climatologia subalpina (67), e l'altro della piovositù, qu;lle si riscontra in generale nelle regioni interll'npi-
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ali ed in particolare a Cberrapongi, io India, dove la pio)!gia c 008 sorpas,;a la favolosa cifra di 15 metri (Lombarcl. l. c), ~a collocar:-t molto. ma molto più dappres::;o al primo anztch~ al secondo estremo. Una ara stagione di pioggie. come ,; ba in Abt:>s.inia, manca a 11assaua. ad Assab e :'U Lotta la ~sta meridionale del }lar Rosso, e queRto fia suyyel ch' o.qni 1107110 sywmi; ma Ì! un falto certo che pet· la sua umidità ~arrida Massaua è parag~nabile a qualsiasi altra colonia fra le più note. ad esempio ad una delle francesi. il ~enegal, La Guiana, la Cocincina, )Jaiotta ecc., come ognuno può convinoersi~ confronlanilo le tabelle del dott. Panara e del prof. Tacchrni con quelle ùel dolt. Dutroulau ( l 9). Si tenga presente il fatto principalissimo, che emerge dagli specchieLli pubblicati, sei anni fa, dal secondo degli autori or citati , cioè che per quanto più elevata sia la ft·azione di saturazione nel semestre caldo, la difl"er·enzn che la tensione del vapore acquoso presenta col semestre ~orrido è pochissimo rilembile. Siffallo enunziato ricevette luce meridiana dal conrronto. che mi piacque istituire rra la tensione del vapore acquoso del mese di febbraio e quella dell'agosto, i due mesi estremi ed oprwsti del caldo, per il quinquennio 1887-91 : ebbene, la differenza oscilla, da un anno aJI"altro, fr.t un minimo di 1 millimetro e un ffidssimo di .i-,5 mm .; <osi ad esempio, nell'87 la media mensile della tensione del vapore fn di 18. 1 mrn. in febbraio e di 19, l in agosto, e nel 1891 rudi 19,0 e23,5 mm. Questa costanza equabiledi tensione, opposta agli sbalzi fi.n di l 6,9 mm. io uno stesso mese e di 3Liì nel cor;;o d'un anno rilevati dal Borius per ìl Senegai (8), sito sullo :>tesso parallelo di .\lassaua, rende il clima di questa unico al mondo, fra 4uelli finor·n studiati. Lo stesso autore ha dìmostmto, con l'esame comparativo delle tnbelle di patologia e meteorologia, che l'evoluzione tlelle malallie 69
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endemo- epidemiche, più che all'umidità. relativa, è intimamente legata alla T. ed alla tensione del vapore acq compiendosi con la regolarità d'un fenomeno astronomico. È duuque, su questa forza elastica del vapore atmosferico che io, d'accordo .col Treille, insisto per richiamare tutta l'atten. zione : essa è rappresentata a :\Iassaua dalla cifra annua di 20,2 mm., mentre la frazione di saturazione espressa da analoga cifra di 68 centesimi. Le variazioni orarie della tensione del vapore sono debolissime, ma tendono manifestamente ad un lieve aumento ,del grado umidità nel valore delle 9 p. m. - ~on mi è possibile · logare in pochi periodi ciò che ho svolto in molte p:~gi nella monografia originale: ho accennato alle cose princi ma aggiungerò ancora che si deve a questa medesima sione, che è compresa nella somma della colonna i:la (758 mm. in mP-dia annua), se la pressione dell'aria secca -'lassaua è abbassala al di sotto di 738 rom.: donde l'· tìcienza della tensione dell'ossigeno, resa ancor più si cante dal calore, e quindi la riduzione dell'amatosi, la primaria dell'anemia tropicale, chd si potrebbe anche eh II'are anemia termica o, meglio ancora, anossiemia, dirò appresso. Per ciò che riguarda la nebulosità, rimando il alle relazioni del Tacchini, dalle quali si r·ileva pure i venti a )fassaua sono irregolari nella direzione, i nella forza e presentano piuttosto il carattere di venti come si arguisce dal fatto rhe ii periodo più ventoso del giornata a ~las:;aua è compreso, in ogni stagione, tra m giorno e Je 3 poro.: e guai se non fo· se così! Se l'aria stagnasse colà sempre imm(•bile, la 'ila compromessa: se noi vediamo, invece, che vi si vive a men peggio, vuoi dire che il movimento dell'aria,
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moHo efficace, quanto ad Assab, a ~ottrarre calorico al .corpo, a moùvo della sua alta qualità igrometrica, costituisce .nondimeno un sufficiente beneficio per gl'indigeni e per gli .europei, che possono risentirne salutare vantaggio, non già erfri"erazione morbosa: insomma, è il difetto dell'evapora. P .zione attiva dell'acqua esalata dai {hllmoni e segregata dalla pelle, per l'ostacolo che incontra nella tensione del vapore açquosv, e non l'eccesso, quel che rende l'organismo suscetJibile alle febb ri sotto quel cielo. Infatti, è n()tO che ad Assab ,si brucia, si suda a rivoli, si stilla acqua da tutti. i pori e. ,d'€state come d'inverno - e dàll i con l'inverno! - di gi<>rnq .come di notte, in un verso o nell'altro, si è sferzati dai monsoni costanti e potenti di sud-est, che sono alisei deviati e 'ch-e agitano quella baia da renderne talvolta difficile o -imllossibtle il traffico, si è rinfrescati dagli altri monsoni di nord-est, che trovano la pelle in profusa traspirazione o si .è. deliziati dalle brezze notturne, carezzevoli come il sibil~M ,a:u-rae tmt~is della Scrittura. Si cammina ad Assab sopra un suolo, avvampato come lastra di forno, ma si vive alla grand'aria e si respira abbastanz-a fresco, « cosi .clre "era:«-mente strana è l'impressione delle gambe che br-uciano « per .le potenti irradiazioni del suolo, mentre aleggia .sul « viso una brezza che dà perfino un' impressione di fr·èddo » (3~). Assnb, prima che le nostre truppe si elevassero sttgli altipiani abissini, costituiva il Sanatoriurn pei conv~lescenti di allor:1, non giiL per Ja sua ascinttezza assoluta, come 'credette il ~ott. Nerazzini nelle sue Osservazioni med~che sulla lmia di Assab (Giorn . di medicina milita1·e, 4884), ma per la stia minore umidità, relativ&mente a Massa un, in quanto -che anche quello è clima marino-costiero , e. perciò umido, sul quale la potenza termica del sole è parimenti considere:.. vole, ma la forte- e costante ventilazione, spazzandone in (} 11 0
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modo piu attivo il vapore acquoso atmosferico e quindi vorendo l'evnporazione del sudore, assicura l'eq11ilibrio molo(eno organico e determina una salubrita di ~rao lu ma~giore.
Benchè lo studio comparato in climatologia medica ··onduca sempre a conclusioni pratiche, wme dice il bard (l. c.). nondimeno mette conto di confrontare~. del enegal con }lassaua, giacen-ti a un dipresso sullo parallelo. La ri~treltezza dello spazio; pe1·ò. mi vieta -di trare nei particolari, ma, se al lettore prendesse vaghezza conoscerli. potrebbe leggere i brillanti lavori del doll. Bori ripèlntamente citati, o l'articolo del Rochanl sul clima e convincersi che, pur esistendo al Senegal, più che Assab, tutte le maggiori condizioni perfrigeranti da meninre il verso del nostro Divin ·Poeta che la ~ente è dannata 111 «a sofTerir tormenti, caldi e geli», non vi si mala di ratfreddori se non in proporzioni minime. Per roucllulere. il clima di ~Jassaua è ad iso Lerma di 30• ad isobara di 758 mm., con tensione di vapor·e acquoso mm. 20,2 (media annuale), che abbassa la pressione l'aria secca a tpeno di 738 mm., e con una frazione di t'azione. per il vapore acquoso, espressa in 68 cen (media annuale). \' i si debbono riconoscere due stagioni, $liote da una gradazione di caldo, la cui meùia minima è 25° C.• e non da una decisa. regolare ed abbondante si Là, nè tanto meno da oscilJazioni negative, significa dello stato igrometrico assoluto, che ;;i verificano souo l'azione del vento di nord-est, quando assume, mesi" torridi. il carattere di bufera termica (kamsin) :•è clima dove la siccità è la regola e la pioggia l'eccezione, evaporazione prevalendo sulla precipitazione nel rapporto 24- ad f , e dove la tensione equabile del vapore ac-quoso
LE FBBBRI CLiliATICHl: DI lfASSAUA
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.-icura la re;.:olnrita delle 03cillazioni barometriche (01'6 tropioppone ai bruschi cambiamenti di temper.Hnio:t dopo il tramonto. Yi si riscontrllno singolari roprietà 1ermiche, la permanenza cioè del forte calore meùio ~ensile per t? ore del giorno iu tutto l'anno, ad un grado sempre elemto. non minore di 25° C.. e l'equidistanza seme5trale del ma;:simo e mintmo caldo e del medio annuale nelle epoehe t:rtlìche, arendosi oscillazioni termiche negati,·e po~o nole>Oii. ~lassaua, insomma. ba un clima ipertermico, umido e ro~tante. (rontinna).
~li di Humholdt) e si
RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED
RIVISTA MEDICA
Dell'aohllla. gaatrloa.. 11 giugno 1892).
MAx Tl:"HORN. ,_ (Medicai
L'achtlia gastr:ica (mancanza di succo gastrico da s ucèo) è il sintoma principale di quella fot'ma morbosa scritta finora sotto il nome di « atrojla dello gfomaeo ». Nello studio di questa malattia, al contrario di ciò che gue comunemente, l'anatomia patologica è servita di all'osservazione clinica, chè.il riscontro di atrofia nelle dole osservate nelle autopsie ha indotto allo studio cl della speciale alterazione, e si è ~iuntì a riscontrare i clinici corri:spondenti. L'A. tace dei particolari di questa sione rinviando il lettore ad una speciale memoria del intitolata" Zur Kenniniss der sogenannlen Magenairophie nella quale è descritta questa forma clinica in tulti i dettagli con speciale accuratezza. La forma clinica dei casi di-atrofia dello stomaco oe~;;cr'IUII prima da Feuwick e poi da Osler (1), Nothnagel (2) ed corrisponde esattamente a quella dell'anemia perniciosa. nonostante i citati autori dai risultati delle autopsie conci dano che la lesione dello stomaco {atrofia della mucosa) la causa dell'anemia, pure, per quanto possibile, ciò non stato ancora dimostrato. Di fatto non esiste prova che
(l ) Amor. Jourtl. o( lht Jlw. vol. XVI p. 366.
(!) Detdscil . ..4rcll. (. kliiL Med.. Bd. XXIV.
RIVISTA MEDICA
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tìa deliA mucose. gaE<trica si rie;contri in tutLi i casi eli e.tr01XIia pcrnicio!!'a, nè che sempre i sintomi di quesU\ corrionda no con la lesione ;,tastrica. che può bene ritenersi in :Ptratti rac:.i ratrofìa dello stomaco essere cagionata dalle ~odizioru li depauper amento nutritivo, effetto deir anemia
:e
peroicio"a .
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sw11Jd ,, Le\'Cty 1.nu tardi banno dalo un· esatta relazionP.
rorcro."co,ìca dell'atrofia dello stomaco, ed il primo dice di afer ri"contrato spe~so tali conditiom io individui morti per cancl'O o p( r cachessia senile. In tutti i ca,i non solo la mucosa era affetta, ma auch.a altre par·~· delh"> s tomaco. e il Meyer dice u in questa affezione la muscolare dello stoma co è alteratu in tale grado che la contrattililil dell'or gano i- seriamente ilnpegnata e perciò resta notevolmente disturbata o anche abolita la facolta dell'assorbimrnto. Le tre funzioni quindi dello stomaco r estano abolile per la scomparsa del parenchima, e come per altri organi, couLinua il Mtjyer·, io uun so perché uou si possa a questa lesione dello stomaco da re il nome di tisi • E l'Ewald rha chiamata « anadenia dello stomaco • per le condizioni che questa tisi crea, della scompar sa cioè> del parenchima ,-ecretore con tutte le conseguenze. Quanto alle siotomalologia 11 Meyer raggruppa tulli i segni clinrc1 1n un quadro simile a quello deU'auemia perQiciosa prngre~siva con la sola d.ilfo>renza che dominano •JUt!lli dell'apparato diger ente. La durata della mt.laltia varia da qualchP me!"e a due o Ire anni, nel qual caso è la dige;;tiooe inte:;trnale che compensa il dtretto dello e;astrica. funzione peraltr o sempre vicariante e che in relazione al potere hmttat'> dell'rnle"lino tenue, non può ritenersi sufficiente per mantenere la nutrizione di simili infermi per un tempo re lativamente luogo. Rit»nendo adunque nella maf.(giore dei casi menzionati nella lettPralura che la malattia è di ~l natura che tut te le funzioni dello stomaco ven ~ono disturbate in guisa da produrre gradualmente la m orte, il nome di ~isi gastrica è ad e3sa convenevolmente dato. In mollis,;imi casi, non contr ollaLi con l'autopsia, l'atrofia
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RlVlSTA
dello stomaco' ,:· st.ata congetturata dai sin~omi clinici o glia dall'analisi chimica del contenuto gastrico; e il zach, uno degli o~servatori piit accurati di questa l nota che in >'Offerenti di questa malattia spesso mancare i sintomi subietLivi nonostante che le condj chimiche dello stomaro siano disturbale in grado ele L'A. ebbe l'opportunità di oss+>rvare quattro casi ben nunziati della cosidetta alro.f1a del lo stomaco, uno dei ha potut.o seguire per ben quatteo anni, e perciò si autorizzato ad esporre il r·isullalo delle sue osservazioni. Egli anzitutto contr·asia le denominazroni di atrotla strica, atrofia della mucosa dello stOmaco, tisi gastrica anadenia dello stomaco, perclr.:- sono solamente fondale segni clinici e non sulle condizioni a natomo-patolof,tiche, quali del resto non sono ancora con sicurezza ben corlo~;cit11.8: Pertanto, egli riferendosi alla mancanza del succo !LH.sLr'""' crede che sia meglio appr·opl'it~to alla lesione il << achilia gasLrica ~1 sintomi principali osservati dall'A. in lutti i casi da riportati consiste,·ano in costipazione intestinale, vomiti, di capo, inappetenza, senso di pienezza gastrica e era allo stomaco; in Lutti pallore della pelle e delle mucose però grave dimagramento. Nel conte-nuto gastrico, a ... t,.rn,...., ctigiuao, consistente esso in un liquido torbido, scarso e reazione alcalina, si riscontrò all'esame microscopico ~he cellula epiteliale in disfacimento. L'esame del contenuto !lastrico. dopo un'ora o un' 01'8 mezza dall'aver fatto inger1re ai pazienti la colazione Ewald, diede presso a poco in tutti i seguenti risultati: giera r·eazione acida, per· la presenza di acido lattico e cloridrico, assenza di pepLone e propeptone, assenza o di pepsina, non cattivo odol'e, nè segno di decompm;;Jzlton&l Dai segni cUnici e dal risultato dell'esame ~h imico la gnosi di achilia gastrica era per l'A. non discutibile. Per il trattamento l'A. consiglia di somministrare agli · fermi il cibo assai minutamente triturato,. perchè lo slOIIUltco.! non essendo più capace di dissolvere l'albumina non è ad attaccare gli involucri dei granuli amilacei: commen
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e assai ulili i rimedii tonici dello stomaco come il la-
:~gio e la ra~ùi~ione di~elta. ~'Acido elori~ico ~on in
tti i cast gli rtusct vantaggiOso, ne la panereatma r1spose
~[erllccomaodazioni che ne fanno Reichmann, Ewald.e Boas.
precipua cura però bisogna a vere nella dieta, l' unica, sendo l'A. che se ben regolata possa dare vantaggi positivi, ~endo egli sperimentato in tre dei ca~i studia ti esser dipeso :a essa o:ola la cessazione del vomito. In tutti i <'asi di mancanza di succo gastrico la digestione si compie prtncipalmenle per l'intestino tenue; non si può dire esclusi\·amente, perché la trasformazione dell'amido in zucchero, fino a che i granuli di amido sono liberi, principia dalla bocca e si continua e si compie, specialmente in questi casi, nello stomaco; ma l'albumina non può essere digerita che nell'intestino tenue. Se il cibo è dunque ridotto in piccoli:;sime pat·ticelle, la runzwne vicariante del tenue si compie as.sai ptù facilmente e l'organismo può alimentarsi senza gravi disturbi, di guisa che se dallo stomaco passa il contenut.o nel tenue a tempo regolare, e se quest'ultimo non e incapace di sostenere il maggior lavorio di funzione, si determina uno stato di compenso e l'organismo ritorna nel suo naturale e necessario equilibrio, tanto che i pazienti possono vivere molti anni senza disturbo veruno. Dal punto di vista analomo-patologico non si può nel!" achilia gastrica ritenere con certezza una completa atrofia della mucosa dello stomaco, ciò non essendo finora provato. Cosi non si può nulla r ecisamente affermare per l'eliologia, per la quale ha un ce:rto valore la supposizione che gli intensi catarri cronici dello stomaco cagionino atrofia della mucosa e quindi l'chillia. Per tal ragione Jawarski e Boa s a questa forma di catal'ro gastrico che é accompagnata da grande diminuzione di acido cloridrico e cbe procede l;enza formazione di muco, come la forma atrofica, hanno dato il nome di 11 catarro eronico atroftnante "·
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Beltringtmento dell'artert~ polmonare e malattie Dite del ouore. - CoMBY. - (Pt'Ogrès médical, 28 gio 1892). Le rnalaLtie congenite del cuore spesso sono con una -<opravvivenza più o meno' lunga, purché però divtduo rimanga in riposo, chè al menomo sfol'z"o esse rivelano con pa lpitazioni, cianosi, accessi di soffocazione, 1 restringimenti dell'arteria polmonare assai rara sono acquisiti. - Il cuore dei bambini ammala anJt>a~;ta1w di frequente e ciò in ispecie per le malattie infètlivè vanno soggetti, ma in queslo caso le lesioni si nel cuore sinistro quasi costantemente, mentre le congenite colpiscono sempre il cuor destro, . quantunque entrambe sia identico il substrato anatomico, cioè la cardile, la miol!ardite, la endoar terite. - Inoltre se le latlie acquisite, per la integrità costante del sistema rioso che compensa l'alterazione del cuore, senza r ""'•VIIG! :zione, possono l'imanere a lungo inavvertite, le invece sono mal tollerate e si r ivelano assai prE~coce1:nel!l~ Se la flogosi colpisce un cuore fetale incompleto, ne e devia in vario modo lo sviluppo a seconda dell'epoca vita del fdo, producendovi delle cattive conformazioni, possibili quindi dopo la nascita, ossia dopo il suo sviluppo. - Il sello interventricolare si forma dal basso ralto e si completa nella 7• settimana della vita in l'arteria polmonare e l'aorla sono già formate prima 7• settimana: quindi percbé il loro sviluppo sia arrestato necessario che una malattia precocissima colpisca il nelle prime settimane della .gestazione. Al contrario il iotec·venlricolare comincia a formarsi a1rs· settimana foro del BoLallo non si chiude che alla nasCita o poco donde la sua persistenza relativamente più frequente. Le malattie congenite del cuore clinicamente si rJ·.du,corJte a tre: 1• Cattiva conformazione dell'aor ta colo- ventricolar i destro e sinistro per d'altro genec·e.
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2• cattiva conformazione e in ispecie restringimento dell'arteria polmonare_ . . . 3• Cattiva conformaziOne e speCialmente perstslenza del {oralll& del Botallo e della comunil'.l\zìooe interventricolare. Mentre il primo gruppo di lesioni clinicamente non differisce punto t!alle congeneri acquisite, gli altri due esigono una trattazione speciale. 11 restringimento dell'arteria polmonare è la !estone più ì!Jlpor~ante e eh~ domina le altre.- Il forarne del Botallo, la eoroonicazione ioterventricolare possono esistere da soli, roa in 4ue;>to caso son{) reperti piuttosto anatomici che clinici : difatti non vi si osserva cianosi, malgrado la mescolanza del sangue venoso coll'arterioso, per~hé essa non da questa dipende, ma dalla imperfetta ossigenazione del sangue venoso causala dall'ostacolo che il restringimento dell'ar·teria polmonare reca alla piccola circolaziorle. - Il ventricolo destr·o s'iperlrofizza per vincere questo ost~colo, ma, poichè il resLrìngimento avvenne prima della chiusura del $etto ioterventricolare o interauricolare, non si dilata: da ciò è evidente come da tale lesione primordiale tulle le altre dipendano. E cioè: 1° la ipertrofia senza dilatazione del ve n· tricolo destro: 2" la comunìçazione fra i due cuori per il setto inler·ventricolare o per il l'oN del Botallo a seconda dell'epoca in cui a n enne la lesione primitiva: a•, benehè più raramente. la per<'i:!lenza del canale arterioso ùi comunicazione fra l'aorta e ra. polmonare allorcbè il restriogimento di questa sia ~innlo fino alla ohliterazione. Le lesioni dei !'.etti sono accessorie e spesso latenti. - Il resLringimeuto della polmooare si manifesta invece precocemen~e con la cianosi più o meno intensa e con un arresto di sviluppo che imprime ai malati l'aspetto di barobmi: han.no Il volto violacev, le labbra hluasLre, gli occhi a fior di testa, le estremità fredde ed umidicce, le dita tigonfiate a clava: al minimo sforzo banno accessi di soffocazione e la cianosi aumenta: all'ascoltazione si odono i battili tumulluosi, frequenti, irregolari, ma i soffi non sono costanti e possono anche mancare ·: allorchè sopravvivono reslano piccoli, senza peli, la puberta l'ita1·da ed a 20 anni ne dimo~trano 10. La
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prognosi é trrslissima: i più muoiono nelle prime ::oet~.tr ~na 111i e nei primi armi di vita, pochi ra~giun~ono l'eta adulta: tubercolosi polmonat·e infine li predilige e ne uccide buon numero. Ofr::ridi viene generalmPnte atnmesso che le malatlie geni le del cuore siano il reltquato ni una endocardite terina am:ich~> il fallo leralologico di un semplict> arresto sviluppo.- Una caduta, un patema d'animo, ìl della madre possono generare la malattia del feto, ma s questa è aiTatlo indipendente da •>gni affeziono materna. JJ restring-imento dell' ar·teria polmonare. benchè in senza para~one più L'aro. p11ò avvenire anche dopo la scita, ossta essere acquisito. Se ne conoscono pochi casi stinti dai conllenili anatomicamente per la chiusura del ram~: del Bolallo, clinicamente !Jer la mancanza rlPila Del re Lo anche questi malati hanno presentato una disposizione alla tubercolosi. Per spiegare il f~nomeno della cianosi si sono '"''"'"'..., due teorie principali. GinLrac l'attribuisce alla mescolanza sangue arterioso col venosn a ttraverso le aperture dei ma ciò vieue cootradelto dai casi numerosi di n.,.,..,,.,,.,,.,.; del forame del Bolallo senza cianosi : Lanis, Fallol ecc. riferiscono lll vece alla deflcenle ossigenazione del la cianosa dt ratti si osserva non solo nelle malattie con che ostacolano l'arrivo del sangue nei polmoni, o il 'suo tor no al cuore, ma anche negli stati asfittici di origine monare, tossica, infettiva, nell'asistolia ecc. Secondo il Fallol in 74 • • dei casi di cianosi o malattia si riscontra il tipo aoat.omo- pstologico seguente: t• gi men~o dell'arteria polmonare; 2• comunicazione tricolare; 3• deviazione a destra d eli' origine dell'so 4• 1per trofìa quasi sempre CIJncentrica del ventricolo La persistenza del fo ro del Bolallo i> accessoria e senza lore. Tulte le varie lesioni dipendono dal restrint:(imenlt' l'arter ta polmonare. La cianosi manca sempre nei restringimenti acquisiti, per eccezione nei congeniti. - t\ei pr imi, ,·erifìcatisi dopo sviluppo completo del cuore, il ventricolo destro s'i
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trofizza concenlr~nJo ogni suo sforzo nel vincere l"oslacolo na circolazione polmonare e con ciò previene senza dubbio ~ cia.no::ì. - Nei secondi la ipertrotìa del ventricolo destro proùuce altrettanto efl"elto utile perchè il sangue atlra· 000 "erso il foro del Botallo sfugge nel cuore s1nistro. (Restano però sempr~ lu~tora i~es~licab_ili i vasli~~imi casi di mancanza deUa ciauo"-t o et restrmg1menh congen1t1). G. C.
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La snorte repent ina n ella paraUal generale.- H. GuERl~· - (Journal de Médecine et de ChiruT'(Iie, maggio 1892'.
.E interessante, dal punto di vista medico- legale, l'essere prevenuti di questa possibilità, perchè accade sovenli che, in un mo•rll!nlo in cui un individuo affetto da paralisi generale sembra ancora suscettibile di vivere lungamente, la morte avvenga improvvisamente; si potrebbe allora facilmente credere ad un avvelenamento o ad un omicidio qualunque. Ora, infalll, in simili casi, la morte è dovula a cause comuni che ,·engono ad aggiungersi alla lesione principale, vale 8 dire ttlla perimeningo-encefalile interstiziale diffusa e cl1e l'autopsia mette perfettamente in evidenza, se pure i tenomeni clinici ultimi non li avessero fatti presentire nelrnltimo momento ; ora la vita si arresta in una maniera repentina senza che alcuna spiegazione possibile possa esserne tratta daU'esame dei diversi organi. Si riscont1-ano naturalmente nel cadavere le lesioni costanti della paralisi generale, ma non .alterazioni che possano spiegare la morte sopraggiunta cosi bruscamente, sia in alcuni minuti, sia in alcun~ ot•e. Guerin ha t·iunito cosi molle osservazioni, nelle quali i malati morirono in una specie di collasso o di stato sincopale, ma senza contrattura, nè convulsioni. È ben dirficile pronunciarEti sul meccanismo di questa mor·te ; ma si può ammettere a titolo d'ipotesi la possibHita di una insufficienza
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della funzione orinaria, producente uno stato uremico che, 10 certi casi, si t'$plicherebbe cogh accidenti fu ~ c&,!.tiooerebhe la morte repentina. Le para.lbi della febbre tifoidea. - R tOBLA'lC. de Méde.:ine e' de Chirurgie, 7 maggio ik9'2).
Le parali~i della febbre tifoidea, come del resto pArAliSI ùt.'lle malatlle t~cule. sono sU3<'eltibtli di assumere forme più diverse. Dalla semplice placca di monoplegia la più limitata, tino alla pat·aplegia ed alla rflli!'i compietti dei quattro arti, 111 sclerosi a placche e ta sta locomotrice progressi,a; dai fenomeni paretici seggieri fino ai più persistenti ed ai pii.t gravi, lesioni () localizzate, lutto è stato riscontrato. Sotto qualsiasi forma essa si presenti, la paralisi può perire in tutti i periodi, invasione, sta to, decrescimento, ''alescenza. Murchison ha anzi notato che la compi' poteva manif"starsi solo òopo molto tempo, molte """·'"!!'• dopo la guaris.rione, e che per certi tipi (mieliti siste patereccio di Mon•an ecc.) lo sviluppo è ancora ptù divo. Nella majlgior parte dei casi però questi accid ()SServano verRo il periodo di decrescimento o nella lescenza. li modo d'tnizio non è meno variabile: ora è lento e duale, consociato in cer~i casi a dolori vtv•; ora è su bi apoplethforme, soprattutto nelle paralisi a forma ~>rrun 1 ....... Quest'ultima forma è soventi grave e le conse~uen1e S<>no essere allora quelle di un attacco ordinario. Ma vi casi in cui la compltcazione è ~;oltanto passeggiera e la :Stitutio ad integrum avviene rapidamente. La paralisi può ess.ere ancora più limitata e non sare l'he un membro, un gruppo muscolat·e, la sfera di un n~r\'o comune come il radiale od il cubitale. paralisi localizza~s sono suscettibili di guarip:ione () per lo meno di notevole miglioramento e non guarì 111 pericolo i giorni del malato a meno che si una localizzazione del tutto speciale, come in un malato
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rvalo tiB Villemin , cbe ebbe una paralisi limitata at muse 1., dilstatori della ~lotlide, e dovette essere operato di
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tracheotornia. Alcune form~> d! paralisi sono limitate a di<~turbi della sen!'ibilitA come l'aoeE'le...~ia sotto forma paraplegica, monople·ca od emiplell!ca. :::;1 possono anche osser vare, ma senza ~e queste malattie assumano allora caratl.-r • particolar~ ra.trofla mu~cohu·e progressiva , le t8bi, la paralisi a gita nte, 18 sclero;;i a plarche ed anche la malattili n1 :-.torvan. Intloe, c~rte paralisi sono rli natura isterica e la febbre tifoidea ne é stata sola mente la causa occasiona le. se s1 l'itorna <•ra sullo studio di alcuni punti di que t8 ~111 tomatologui, si constata che è raro che la paralisi sia completa: E<i tratta soprattutto di una paresi. L'indebolim ento !'l oo!.a specialmente sugli estensori. Le pa resi vescicale ed intestinali:' sono frequenti. Le convuls ioni non ROno state os· servate che nel tipo emiplegico. Si può Rvvicinar e allo (o:tato del movimento un dis tut·bo che frequentemente accompagna il tipo emiplegico, ma che può anche esi:::tere solo, l'afasia. Ques to disturbo é un accidente comune, in seguito alla febbre tiroidea, ma è da notare che non si ri:;contra guar i che nei fanciulli e sopratlutlo nei ruazz1. Passeggiera ordinariamente, soprattutto nei cas.i in cui es!'a esiste indipendentemente da qualsiasi altro fenomeno paralitico, l'afasia tifoide presenta una du r ata media di tre --ettimane. Un f~nomeno qua~i costante nell'inizio delle poralisi tifoidi é l'esistenza di dolori nevralgici intensi, dipendenti da nevrili periferiche: essi !"COmpaiono ordi nariamente quando compare la paralisi. Tutti questi ttpi di paralisi sono cosi diversi che l'evoluzione ne e necessariamente molto diversa. Il tipo par aplegico ha generalmente Ull'evoluzione ra pidamenLa favorevole; m alcuni casi però la malattia s i aggra,·a, segue un decorso ascendente ed assume il tipo della malattia di Landr y. Altri cas1 presenlaoo pul'e un decorso ascendente quantunque meno rl'lpido, Per quanto minaccioso possa sembrare allora questo pro-
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nostico, non lo si deve però ritenere disperato, perché over 111 tal mo.io progredito fino a far ritenere la mort~ minente, il ptù !"pe~so la malalLia decresce tutto ad un c !"OpragJ;riunae la guarigione. Nel tipo enuplegtco, le le'<ioni sono generalmente più -.istanti e cio ~ soprattutto vero per i casi in cui l' apoplettico. lntìne le paralisi localizzate cedono abi.uaJmt!!ll al traltumento, quantunque in certi casi la paralisi e persi"tano. La maggior parte di qu~ste diverse paralisi sono ucvriti perifer iche. Devesi fare eccezione prmcipalmente le paral1si emiplegiche, le di etti forme gravi sono dovute ad una emorraaia sotlo-aracnoidea, sia ad un embolismo 'taco, mentre che le forme benigne possono essere derate come dislut•bi vaso-motori riflessì. Come tratlamento si ricorrerà al solfato di chinino ed l'elettricità; l'Idroterapia ed il massaggio umtamente acque minerali ed ai tonici completeranno la cura. Etiologia della tabe 4oraale. - F. R~.n10'1D, médical, l l giugno 1892).
Quantunque la tabe dorsale sia studiate da una ventina d·anni, pur tuttavia non se ne nosce anct)ra La etiologia in modo esatto. - Sino a tempo addietro non si a,·evano che delle ipotesi piu o veros•mili, né o~gi si è di molto più inoaozi. Però notare che fra le accennale ipotesi •e ne ha una che giorno guadagna terreno, quella che atlt·ibuisce alla una parte preponderante nella produzione della tabe. Cause predisponenti - Età. - È una malattia del! eta tura: eccezionale nei bambiru, rara prima dei ''enli o ciuquauta anni . Sesso - Molto più rara nella donna che nelruomo, tullo nelle classi agiate. Questo fatto trovera ~ quello che si dit·à in appresso sulla influenza etiologica sifilide.
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Eredità.- L'atassia locomotrice comune, ben dh-ersa Jallo lallia di Friedreich, non è affatto ere.!itaria: nella Iellefila l l . . . . . rtttura si conosr.ono so o a cum rarJs"•m• esemp1 d1 tabe tra.8c;c;a pe1' ereditA diretla. - Peraltro Charcol e dopo lui S:::r• neuro!)atologici attribuiscono, sotto un altro punto ùt • alla Pr~dalA morbosa una porte considerevole uellu \"1' 18• euolog1a della tabe: lll q~eslo senso cioé che ~rli ala:;t>ici ("(loiano hene spe""O fra 1 loro ascendenh diretti uno o più indi\•idui alTeUi da qualche malattia de• centri nervosi d 1,.ersa dalla tabe. Per Clili si avrebbe bensi trasmissione mor))o,;&, ma le eredilA, anziché di una malattia della · ste<>sa nstura. sarebbe solto la forma di germe tabtco e di preJ•tapo:,izioue a ryuesla infermità. - CbarcoL ba inoltre richia- ~ malo l'attenzione sul nesso esisLente fra il diabete mellilo ne~Ili ascendenti dell'atassico e Ja La be e ~ul coesister e e lo nlternersi talvolta di queste cioe malAttie nell' istesso soggj>tlo - Tuttavia Erb nell'esame di 28'1 casi di tabe non ne ha trovati che due in cui la predisposizione neuropaLica esislava da sola e in altri 31 esisteva associala a precedenti ..;filillci. Quindi la importanza etiologica della pr edisposiz10ne morbosa presa anche sotto il punto di ''isLa di Cbarcol n~ rimarrebbe notevolmente scemata. Solto questo ri{luardo vi ha però un elemento di ~iudizio Bnora negletto e c ioè le cattive conformazioni conEZenite della midolla. in ispecie lo sdoppia mento ed altri vizi di s~rul tura del canale centrale riscontrate io parecchie autopsie Iii tabeLic1. Tali anomalie, che possono predisporre la JWooila a taluni ~lati patologici, sono Corse più frequenti cbe non ~i erede per la poca attenzione ehe fino ad og~ri vi é o:tata J.Ortata. <'au.ie oeeasionali. - La eccessiva fatica co1•por ale assoCiata all'aziOne no.!iva delle intemper ie A stata ritenuta causa pnucipal» abbaslanza frel}uentP. dello t.abe sopratutto in Germllnio. dove si sono osservati par eccui ca~i d1 atass1a nei mihtari che avevano preso parte alle campagne del 66 e del 70-71 . .In quanto agli eccessi venerei e all'onanismo, se ne togli rurse l'abuso del coito esercitato in piedi , sono da reputat•si 70
H06 piuttosto effetto che cau:>a della mahtltta per la grande cilerione genetica cui gli infermi sono m preda nei ~~t·imi periodi. Traumatismi. - Esistono alcuni casi ineccepibilmente mostrati nei quali le tabe si sviluppo solto rinftuenza sl\a di un qualche Lraumatismo. P erò essi sono ben cosa di fronte alla frequenza relath·amente notevole di s ta malauia. Sifilide. - Da non molli anni la sifilide ha asl'orbita, cos\ dir e, l'attenzione di quanti si sono occupati della dell'atassia. Bencbe la questione non possa ritenersi definitivamente risoluta e le opinioni siano state e tuttavia in parte discordi, nondimeno le presunzioni in della or igine sifilit.ica della tabe dorsalP Yera vanno t'8lmente acquistando ogni p:ioroo terreno e cr escono _ di peso e di verosimiglianza. Fin dal principio s i é voluto risolvet·e Ja questione statistica: ne uscirono i rtsultati i più contradillori. osservatori trovarono antecedenti sifllìlici nel 1()() p. 100 propri atassici, altri il 20, il 15 ed anche meno. Tale discrepanza non da altro poteva sorgere se non preconcetti che inspir ava no ciascun osser..-atore. Gli sari della origine sifilitica della tabe, severissimi neJI' mettere una infezione celtica antecèllente nei loro di atassia, tr ovar ono delle pr·oporzioni deboli : i invece erano forse troppo corrivi nel riconoscere come fìltticbe persone appena sospette. Nondimeno l'esame dei lavori pubblicati su tale questione e delle ricer che guite sui campi di osser vazione più svariati fa nascere il vincimento che quanto più diligentemente vennero gli antecedenti dei malati di tabe, tanto pìu spesso, quasi sempre si Abbe ad aceerta•·e in essi una infezione sifilitica. Stephan, olandese, dice <:he i falli .limo8Lrano rappor t.o fl'8 tabe e sifilide· non si può dire che !lli · da sifilide non corrAno rbchio di contrarre la labe, ma sta predilige in modo speciale chi fu già affetto da lue. Mino•·, I'usso, riferisce il fallo seguenle. È risaputo
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zza ebraica offre un numero considerevllle di malattie del ~stema nervoso. d'altra parte la sifilide é rarissima negli ~rei che abitano paesi dove vivono senza fonderai collo popolazione indig->na. come in Russia : ora negh ebrei appunto dìmora nlt in Ru~sia la tabe è più rara che nei rossi stessi. Inoltre su l> ebrei tabetici ne trovò i indubbiamente sifilitici. eoostalò pura ; sifllitiche in 8 donne atassiche con r1su1tati eguali a c1uelli ottenuti da Erb nelle sue ricerche. An;he m Germania la dottrina della o rigine sil:ìlitica frequente tlella tabe acquista O?ni giorno proseliti. Nael!eli e Rornpf dtcono che alla sifilide deve essere attribuita t.na parte prepooderanle, quantunque non esclusiva, nella eliologra dell'atassia locomotrice. Strilmpell, autore di lavori 8 oatomo- patologici tmporlanlissimi sulla tabe, ba LrO\'ato in questi molati il 61 p. 100 di silllilici, proporzione che i eleva al 90 p. 100 se ;,i tien conto dei casi dubbi. Ancor esso ha constatato la maggior frequenza <iella tabe nelle donne del popolo: nelle a giate l'ha veduta sempre preceduta oa antecedenti di lue: una fanciulla a 13 anni atassica era affetta da sifilide ereditaria.' s1 han 10 infine le sl,tistiche di Fournier e di Erb che portano un contributo gran lis'>imo, se non decisiYo, a lla ~otu zìone della questione. Su 400 casi t'accolLi in 2:'! anni Fournier b11 trovato il 9L p. l{l() di entecedenli sitlhtici certi. Erb diviJe 1 suoi 379 tabetici in ;1 categorie. I pri1oi 300 ammalali maschi della clientela privata detteeo 1'89 p. 100 di srfililici. ~€'ila 2• ca~egorio, composta di 50 maschi della clien· telll o<opitaliera, ~i ebbe il i6 p. 100 di sifilillci. ~ella aa categoria infine, dì 19 donne, trovò il 47 ,4 100 di antecedenti s iftlllici certi e il 41,1 p .• ,. di antecedenti dubbi. Una conlromclue;:.ta da esso stesso faua su ;)5()0 individui affellt da m~tlattie svariate, esclusa la labe; non gli ù~lte che il 2ì! p.10o dt srtllilici. Da ullimo in un quadro rias~umente i r isultati di tutte le sue ricerche sulle varie influenze eliologiche ri!Pvate nei ;:.uoi malati, si trova cbe la sifilide figura tla sola nel 27 p. 100 dei casi: la sifllide associata ad une o più delle altre cause presu!lti\·e sopraccennate nel61,2 p. 100 dei casi: una
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o più eli queste ult.ime cause. esclusa la sifilide, solo nell'H p. tuo dei casi. Gli a·•versari della Joll.dna della origine sifilitic.;a della invocano Sj1ecialmente due orJini d'a1·gomenli: t• la tenza del' a me.dicazione specifica; 2• la localizzazione e IJU&Iité delle lesioni spinali in •{Uesta malattia. È pur troppo vero che la cura iodomercu.riale riese~ sempre inefficact· nei tabelici, per quanto vi siano delle cezioni : ma ciò non basta a togliere il Vt~lore etiologico 1ue. Per qu~lli che considerano la tabe dorsale svii in un sifllitico quale conseguenza diretta della sifilid~, sioni spinali della labe non sono lesioni t:oifililiche nel YOI~are della parola. ln\·er·o le lesioni sifìliliche delle dd centri nervosi sono lesioni di superficie per lG al principio: parLo no dalle menjngi, interessano "u~"HJ'~~~~~ i vasi, il più spesso si mtmif~stano in un' epoca assai alla infezione, si sviluppano e possono scomparire mente, sono cur~bili; e tutlòciò dimostra che esse sono pt·odotlo cl•retto della immigrazione e della mollipli dei batteri patogeni delle si~lide. Alfincontt•o le lesioni nali delh1 Labe comin<,iano nello spessore dei fasci (posteritJI'i) della midolla, tal volta Pispeltano i vasi e li inter~ssano solo e in modo secondario, si svolgono eslremn lentezza, sono essenzialmente incurabili e nei getti sililitici si sogliono manilest~re lungo tempo dopo infdzione. Ciò dipenderebbe da che queste lesioni non · CAusate direttamente dai b11tteri della sifilide. ma da da tossiue eh~ impegnano lentamente gli organi del e che nei centri nervosi manifestano un'azione ele.lHva certi sistemi anatomici, come del r~slo si osserva &Qche altri veleni che p.e netrano accidentalmente nell' organiscm( umano, p. e. la ergotina.. Questa spiegazione, ragionatissima se si tien coot{) dei recenti lavori dei batteriologi, risponde anche al at·~omento contrario lratto dalla localizzazione e dalla li là delle lesioni spinali della ta!Je dorsale. Dal momenlo gli organi del sifililico sono impreg~ali di un virus la cui azione deleteria si svolge lentamente e si ma
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alteraz oni ...,,.leroliche e proliferazioni connettivali dif-
:Se egil or·gani più svariati e note pet• la loro re~istenza 0
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,aÙa cur·a rodo-mercuriale, ~e si ammette che l'azione deleter·ia di qn~slo virus ner centr1 nervosi si spiega isolata- ' mente su •aluru <oistemi anatomici, nulla impedisce che le le.~ 1001 "'Pinah della tabe siano considerale quali un prodotLo Jjretto id a c:rlili·ie allorquando la malattia nervosa s'inizia dopt) una tnfe7ione sifilitica. Hias>:umcndo · la tabe dor.,ale è una malattia dell'eta matura, c;en"ibilmente più frequente nell'uomo ch':l nella donna. La pre ii..,poll>izione nevropatica congenita infiurllce certamente nel ;::uo c;vJlu.ppo, ma la eredità diretta i• del lullo ~cezronalt
Le inl ... mperie almosreriche, le eccessive faLì<"he corporali, taluoi t!C'e"~i venerei, un kaumatismo grave sono stati t.alvolla, appAr·enlemr.nl.e almeno, la causa occasionale della rnalaltia. n oum·•ro però di lutti questi casi è ben piccolo di fro:1te a quello in cui la t.abe dor~ale si è sviluppat.a in individui ~ifilitict "enza c!:e apparentemente vi sia intervenuta veruna altra cau"a occasiooale. Oggidi ti ben dimostrala che la gran le maggioranza dei labetici sono stati antececfenternente sifiliUci. ~on è provato, ma è estremamente verosimile che la sifilide ha una parte diretta o indiretta nello sviluppo della tabe allorl'hè questa malattia si manifesta in u.o sifllilico. ~o n i> prr ò necessaria una pregressa sifilide perché si snlupri la labe dorsale: lo dimo~lrano i rari casi dr sifilide zonlrau.a t.ln spggetti atassici, quantunque anche in questi si done bbe ltmer conto della possibilità di u.oa riinfeziooe sitìlilica. G. C.
Dàtroft.& mu•ool&re lperplaatto&. - T ALMA. fri.r die medie. Wtsseuselt. ~. 25, 18:1'2).
(Centr a/b.
Gn robu~lo operaio di 47 anni, s enza precedenli E-reditari non bevitore, non sifiliLico, patire di 8 fìglt sani provù per la prima volta cinque anni innanzi formicolio e dolore prima
iliO
RIHSTA 'lfElHC.\
nel braccio e nella ~amba sinistra, poi anche a destra, persistono ancora. Poche sellimane dopo: diminuzione ror·ze, spossamento, inabilità al lavoro; la separazione l'urina, la funzione intestinale, l'appetito rimasero Due anni appresso esisteva uno straordinario sviluppo tutti i muscoli delle estremità la cui forza come queiJa muscoli del tronco era notevolmente indebolita Nel sinistro diminuzione òel senso del tallo, il senso della peratura debole; un poco diminuita la sensibilita uu:•urJDt! diminuita quella per la corrente faradica. Nelle altre miti! e nella faccia le anomalie sono più lievi ma dis Questi disturbi rimasero circa tre anni allo stesso riflessi esistevano dappertututto. L'esame microscopico di pezzetti asportali dal muscolo pile:e dal nervocut.aneo medio mostrò nel nervo numerose senza guaina midollare, e in allre era questa molto sottilP. muscolo non fu osservato in alcun luogo sviluppo ziale di tessuto connettivo o di grasso, il sarcolemma cava dappertutto, non si scorgevano limiti distinti ùei primitivi; questi erano allontanati fra di loro e negli valli eranvi numerosi nuclei. Il tessuto muscolare aveva in gran parte perduto striéture trasversali ed era sostituito da fibre longr molLi fasci primitivi mostravano indistinta striatura !aie, ove questa non esisteva, erano le fibrille incurvate. Tra i fasci !'rimilivi si trovavano molle con molli nuclei allungati circondali da alcune granu Queste lacune avevano diverse gnmde7.ze. ~el luogo vecchi fasci primitivi con sarcolemma ne erano comparsi dei grovani Dove solo pochi fasci primitivi mali striati sono rimasti, lo sviluppo della forza è ·
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RIVISTA DELLE MALATIIEVENEREE EDELLA PELLE
oua abortiva dei buboDl -
WEL.ANOER.
Secondn l'A. in tutti i casi in cui non vi sia estesa e mar.ife;;ta fluttuazione, si otterrebbe un presto e sorprendente çaotaggio con !0 in_iettare in due punti del bubone un mezzo grammo di una soluzione all'uno per cento di benzoato di mercurio con l'a~giun ta di una soluzione al '1. "lo di cloruro dì sodio. Con questo metodo l'A. avrebbe ottenuto l!'ubito unu diminuzione del tumo1·e, e talora una certa fluttuazione che però non Lat•dò a scomparire, residuandOJle un infillrato 1odolentP P appena sensibile. Solo raramente si sarebbe verillcal& la fuoriuscita di poco pus nel fare l'iniezione, cosa che non complicò nè ritardò la guarigione. 'uperfluo il dire che durante la cura l' infermo deve esser tenu\o nel piu s tretto riposo. R. Le prlnotpali varietà dell' erpete. set tP t!es H6pilau.:l!; N. 64, 1892).
FOURNIER. -
(Ga-
Il decorso , la sintomalologia dell'er pete non sono per nulla classici e regolari. Senza parlare della forma recidi,·ante, rot ms cosi importante per la s ua lenacità, ciascuna erutione Prpeliea può presentare numerose varietà. Solto il punto di "ista della diagnosi differenziale importa molto ul pratico conoscerne bene le principali. L'a ~rgrl!ppamento delle vescicole erpetiche può variare mollissimo. In luogo dell'aggruppamento regolare in mazzo che costituisce la for ma tipo, si possono trovare queste ve_scichette di~;sociate, sparpagliate. Si può anche osservare
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RIVISTA
un mazzo di ,·escichelte circondale rilette rlevianti. lo luogo di essere vescicolosa, talvolta t1itlenoide e bollosa. Le variazioni di "l; ll.t'IJtsu\n.. forma e di profondità sono ancora pìu grandi e più i taot1 Imcce di concoervare le dimensioni e la forma di gt•aoo di miglio. l'erUZIOOe Prpelica può prenderP quelle una lenl!rchia, di una moneta di Cln•Jnanta cenl~>si mi, di nocciolo d1 albicocca. Queste eruzioni estese sono uel l>olco balaoo- prepuziale; le loro dsmensioni, un alla loro forma allungala, fanno si che & prima vista ben !ungi dar pensare 1111l'erpelc. Dal punto di vista Jella profondità, l'erpet.., in luogo costituire una semplice intaccatura a fior di pelle o di co~. può Hpprofondirss. Ora la per dita di soc:;tanza é ,·ata, cupoliforme, ora essa ~i presenta com(' taghata stampo. La colorazione, invece di essere grigiask a, è tal giallastra rosea. Ta lvolla ttnl'tte ,., modifìcata aNi gli erpeti possono div.. utare bianchi oer le med coll'acqua bianca, azzurr1 per toccaments coll"olfAlO di La base dell'er uzione erpetica è normAlmente eccezioualmente essa (· indurita: questi indurir.... enli tali facilitano la confusion~ dell'erpete e del cancro Questi m.lurimeuti sono spontanei od arlifìciali. Gli menli sponf..!lnei hanno per sede tli predilezione il solco prepuziAie, il frenulo, il mealo, vale A dire le regioni cui &C\:ade più spesso rh discutere la diagnosi dell' u1 E::;si possono, ma piu r&r11rnente, osservarsi in tutte le regtoni invase dall'er pete. Questi indurimenli er petici tas.ei hanno ora la forma fogliacea, ora la form a nacea. Quest'ultima forma ra ppresenta il limite raggiunto dall' ir.dut•iroenlo el'petico. Esso non assume la fnrme nodulare cbe pt·ende assai frequentemente r imenlo dell'ulcera. ·1uella forma che dà alla palpaziooe più la sensazio_ne di una s uperficie a ppiattila restslente. quella dt un nocciolo, ds u11 vero pisello rotto. Gli indurimenli artificiali possono riscootrarsi in luoghi, senza sede di predilezione. Essi sono dovuti
oti.I.E lf\L.\TTtE ,·asEREE E DEI.L.~ PELLE
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cauterizLazioni mtempestive. Le cauterizzazioni col nitrato :.81,gento e ~opraltullo q~1elle col nitrato acido di mercurio odiflcano completamente la consistenza dell'erpete. Questi ~duriluenti possono essere del tutto identici a ·~uelli del;.u}cera dura. Anche alcuni lopici astringenti (allume, taoni'lO) 11 o,iucouu iudurimenti mollo prouunciali. L"erpett! pul• infine e"sere reso anormale dalras:oociazione di di"er::~ s ntom1 insoliti. Tre forme tli erpete con 10intomi insollli meritano, <ial punto di vista pratico, di esser~ accennati: l' l'tn'pete con ingo1•go de1 gan~lii ; ~· l'ei·pete con Jolori uevral~ici, 3' l'erpete con :>colo· uretrale. Le adenat po~sono complica l'e IDI)llo frequentemente l'erpete. Ora rRJenite è COilf!e~lÌZ18. l ganglii sono lesi, voluminosi. i.1fiammat1, doloro!:!i c:opontAneamente ed alla pressiooe. Lu suppurazione i> rara. Ora l'adenite assume l'evoluzione ci'Onica delle adeniti 10trumose. \!Ueste adeniti slrumo-el'peLiche si ossei'vano soprattutto nel corso dell'erpete recic.livaule, ne1 sop;getti scrofolosi anemici. La terza \11rletà d1 ad~>n1te è mollo importante. È uoa adenopatia fro>dda. di,.,.reht, aflemmasica. :\ef!li inguin~ in seguito ad uo iìrpelc a:euilale so'"enti molto di..creto compaiono. per esempio, uno, due, tre, quattro glandole del volume di una oliva o d1 una nocciuola, sode, dure, non dolorose, mobili, senza paslo:-ità periferica, offrenti, in una parola, ~ulli i caratteri delh1 pleiade delr ulcera indurita nel suo inizio. Se non si esamina attentamente l'eruzione iniziale, se la !'ua rorma p 'licJcJi.-a e microciclica c:orugge all' os..:ervaz1one, rerrore con la s1filide i:: quas1 fatale. ~eli" erpete nevralgico l'eruzione è consociata a sensazioni dolOI'oSe, bizzarre, elle occupano il focolaio stesso dell'erpt>te o si irradiano t1 distanza. ~ uo calore, un fuoco, sono spasimi in tutta la regione affetta; queste sensazioni sono a 'Compagnate ora da iperestesie, ora da anestesie locali. Il o.lolore può irradiarsi anche a dislallUI. Un erpete ~nitaJe può dare irra<liaziooi nevralgiche non solo nella verga, ma nella natica, nel perineo, nella coscia, nella gamba. L'intensità di questi fenomeni nervosi è soventi as->olutamenle sproporzionata all'intensità dell'eruzione. Si è notata
RIVISTA tlU la comparsa di dolori atroci con una sola vescichetta petica. Essi sono sopra ttutto la proprietà degli reciclivanti, sia delle mucose, sia della pelle e degli erpeti genitali. Ora accompagnano ora seguono da cino l'eruzione erpetica, ora la precedono. Ciascuna di va d'erpete può essere annunziata da una burrasca vosa premooitoria. Agli organi genitali, i dolori sono consociati sovenli da un eretismo locale molto eccitamenti venerei, erezioni pfmose e prolungate, polllm:ioìi notturne, voglie d'orinare frequenti e dolorose. L'erpete con scolo urelrele è poco conosciuto, sia abbastanza f1·equente. Alcuni giorni dopo la di un erpete del prepuzio, del glande, si nota uno scolo tenuto, quasi sempre, per uno scolo blenorragico. Quattro caratteri differ enziali impediscono di com questo error e di diagnosi: 1° lo scolo è, e rimane considerevole, poco intenso; appena produce nelle 24 sei a dieci macchie sulla biancheria; ZO lo scolo è quasi acquoso, grigiastro; le macchie che esso forma un centro gìallastro, un aspetto molto aoalo~o a quello macchie spermatiche; 3o lo scolo é quasi indolente; 4• risce spontaneamente in otto-o quindici giorni, tre setti al più. Divaricando il meato, si o~ervano talvolta una o più cole erosioni giallastre separete o collegate. La p di queste erosioni può spiegare lo scolo uretrale, ma nulla si può scoprire né a l meato, né nell' urelra nata coll'endoscopio; è quindi necessario, io simile ammettere un' uretrite e r petica essenziale, analoga alle vl'81gie erpetiche. Le eruz1oni erpetiche in corrispond del ro.-ato sono sempre consociate, e questo è un fatto portante da ritenere, ad un indurimento molto netto che facilmente credere ad un' ulcera d ura. Questi erpeti con scolo urPtrale permettono, secondo di spiegare alcuni fatti straordinar i della pra tica cittad pretese blenorragie spontanee s{)praggiunte senza l'»,,nn,... sessuale o col rapporto con una donna ricono!:'ciuta E"si presentano infine la particolarità terapeulica
DELLE MALATTIE VENEREE K DELLA PELLE
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entra guariscono spontaneamente e rapidamente, lutti i 1JI uamenll, i balsamici e soprattutto le iniezioni, li esacer-
~ 00 6 h aggravano. Solamente le tisane diluenti ed alcaline
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..:no inotren<;ive e possono essere utili.
.. 4l 11.11' anno~a lsohi&lgta a1Alltloa - Osserva2ione del doli G. V.\mO. - (PrOf}resso medica, N. 7 8 del 1892}. L'aut~re rirt>risce un caso clinioo di ischialgia ribelle ad omi trattamento curativo, e guarito poi oon una cura antislf!lilica. L' inCt.'zione sitìlilica era stata contratta molti anni addietro. ma in seguito a d opportuna cura ripetuta per più aoni non era mai più comparsa alcuna mantfestazione sitìIitica e l'individuo prese moglie ed ebbe prole robusta. Da questo caso di ripro.tuzione tardiva della sifilide l'autore trae le seguenti conclusioni pratiche: 1• n microbio della sit!lide (se non è quello di Lustgarlen, sarà un' oltrol potrà essere sporigeno e la spora potrà restare tale per moltis~imi anni nell'organismo senza passare con lo sperma fecondante. ~ Fuori uscito dalla spora il germe patogeno non ha antagonismo, né chimico né dinamioo, per l'emat.ozoario di Laveran ma anzi ad esso si associa (come avvenne nel caso clinico in parola nel quale durante la lun~ cura comparve anche uo· iufezione malarica) oome suole anche rare col bacillo della tubercolo:;;i e oon quello dell'erisip(>Ja.
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RIVISTA D1 TERAPEUTJCA
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HAnow C. ERNST. - Antl.apsl tntestlnale. - ( Tlte sto1. Medical and Surgical Jot~rnal, febbraio 1892). L~ complicazioni che msorgono nella prat1ca riguardo all'infezione ed alla suppurazione, sono l' allivilà dc!i batter i e dei loro prodotti, onde il tali complicazioni, non è che un' esclusione degli agenli sali, purchè i processi d' infezione e di suppurazione siano !Zia cominciali all' at~o dell'operazione chirurgica, qual caso, il liber o esito lasciato agli agenti palogeni, il na~g1o e la deiersione, è tutto quello che resta a rare chirurgo. La cosa cambia aspello, ')uando si vuole invece una malattia in retti va come il tifo, p(:}l'Ché allor a le zioni non r iguardano più uo singolo malato, ma r sano, l'uomo prima che divenga oggetto delle cure del dico Allora è nece~sario llludiare l'azione dt~' micror smi nel corpo vivente, e spe<:ialmente il modo di de' loro effelt1 noc1vi, i quali sono il r·isultato di ""''"·nz... meccaniche dovute ad ammassi di microrgaoismi in r _,gione, ed a meccaniche distruzioni de' processi vitali r egione medesima; sono il risultato di un' approp che le cellule invadenti fanno del mater1ale nutritivo n sa rio alla ,·ila de' tessuti, i quali cadono in necrosi; risultato della forma zione di molti composti chimici di retto tossico che circondano i tessuti vi\·enti. Il problema etiologico consiste dunque nel conoscere ciascuna malattia si produce, il problema profilallico sta sapere quali sono i mezzi per distruggere, o
Rl\ìSTA Dl TERAPEUTICA.
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r eff'etli nocivi della produzione batterica, ma perché si g;
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bene intendere il modo di prodursi di una sola ma-
~ia infettiva, occorrono cognizioni più definile <.li quelle 1 ora ~i pos:;:eggono sulla fagocitosi, sulla biochimica, 06 :une funzioni de' varii tessuti, sali' azione del ~iero del san" e sui microrganismi, ed occorre conoscere meglio la chi·
~ca delle ptomaine. delle leucomaine e delle tossialbumioe. 1
Jiueppa insiste sul fat.lo che non sono i soli balleri cbe rod ucono le malattie infettive, ma anche certe qualità ilei· or~anisOlO, come la predisposiziOnP., l'immunità, le condi· ;r.ioni igieniche sociali, quindi i r~edi contro una malattia infettiva dovrebbero avere un'azione sul proloplasroa delle cellufe, una specifica affinità per i tessuti ammalali, affinità che dovrebbe essere identica a quella che ha il pr incipio illfet\lVO ed i suoi prodotti per i tessuti stessi. Ma secondo Hue pe, 0011 bisogna aspettarsi un rimedlo che agisca pron11 tamente contro tult~ le malattie infettive, e bisogna contentarsi ài qualche cosa che agisca lentamente, come può fare una dose tmpercettibile di un rimedio, diretto a rinforzare r organismo, e migliorarne le condizioni igieniche. Mva e Sanarelli r ecenlemenLe usantlo r idrato dt acetilfe. nile ~ome agente distruttore del sangue in iniezione sui topi, sulle cavie, piccioni e cani, quindi inoculando i bacitli del carbonchio ed i pneumococchi, son venuti nella conclusione che la dislr11Zione dei corpuscoli sanguigni_, come le altre cause debilitanti, emorragie, debolezza, digiuno, favoriscono lo svolgimento ed i1 corso di una malattia infettiva in animali dotali dt t·elativa immunità contro di essa, mentre questa stessa distruzione deUe emazie non ravorisce punto la infezione di quegli animali che hanno per la malattia un alto grado d' immunita. Ferrariui ha cercato di determinare la dose delle diverse sostanze anliseUiche necessaria per impedire in un litro di h'luido la trasrormazione della tlbrina del sangue in peptone sotto razione del cloridrato di pepsina, e trovò che riodoformìo , l'acido borico, il solrato di chinina, la lerpina, riodolo ed il naftolo, ancl1e-alla proporzione di un quinlo1 non riescivano antisettici.
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Omeltschenko, sperimentando I' effetto di certi olii sui batteri della tubercolosi, della tifoide e del èa trovò che specialmente i vapori d'olio di cinnamomo Javanda producono un cambiamento speciale nel sma de' batteri; che questi olii emulsionati non sono co8ì volatili, che l' aria assorbe una data quantità di oltre la quale l'olio non é più volatile, quindi bisogna novar l' aria peiCbé nuova quantità di liquiJo si ,,., ......~..._ il vapore continui ad esercitar·e la SU>t azione sul sma de' batteri. Canatis e Morpurgo, sperimentando sui piccioni dono dell'immunità per· l'antrace in 'condizioni . assoggettarono al digiuno; otto giorni dopo l' i .. v._u,a;f,l10 resero il loro digiuno più severo, ed i piccioni morirono trae~, ciò c-he dimostra che i bacilli si mantengono per del tempo nell'organismo del piccione, e che la scema l' immunìtà dei piccioni per· questi mlcrclrll•Anis.nrù Cantani in un importante articolo sull' antisepsi in stabilisce che i vaeii batteri viventi nel tratto intestinale possono essere uccisi da nessuno agenta chimico fi n nosciuto e che tutti i nostri sforzi attuali si devono l a · ritardarne lo sviluppo, od a diminuire it numero de' Nell'introdurre rimedi battericidi p~r la bocea, bisogna glier quelli che non sono alterali dal succo gastrico, e DO!l sono solubili, perché l' assorbimento M impedisce feUo locale. La miglior via è quindi quella del r~ tlo, e tani raccomanda il tannino e l'acido fenico, ed Asi~er••sc-.e lo spiritlo del coléra ritarda il suo svolgimento con luz.ione di tannino al 5 p. 1000, muore dopo 6 ore, m 11n' ora e mezzo io una soluzione di 1, 5 p. ·100. Baginscky dimostrò che il balwrio acetico norma presente nell'intestino distrugg~ il bacillo della diarrea non è quindi sempre desiderabile un potente perchè può impedire il contlitlo fra le diverse specie di crorganismi. \Yoodbridge passa in rivista i lavori sull' antisepsi naie, e da mollo peso all'azione della creolina e del · Tutte queste nozioni che la scienza va acquistando, ei
Dl TERA'P.EUTICA
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alla soluzione del problema dell' an.tisepsi intestinale, n tentativo dì abbree·~eil cor::;o della febbre tiroide con questo mezzo. Non 1 ' assediamo a ncora: nulia di sicuro e di decisjv~, quindi non possiamo eseguir l' antisepsi intestinale . come il chirurgo ~egoe quella delle ferite, ma abbiamo l'obbligo. di appi\arei a quel poco che si possiede, fino al giorno in cui si g od arrestare- il se.."prirA un rimedio che possa distruggere . bacillo del ti fo, senza nuocere all'infermo. .
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VJil_ mostrano che non è irrazionale
atcerche sopra l'azione flslologlca del massaggio sul . JllUSOOll dell'uomo. Dott. ARNALDO MAGGIORA. ·~Archivio per le scienze medi"ehe, N. 1, 1892).
Mentre oggidì si trovano nei trattati ed -in memorie' speeiàli ben specificate la :tecnica "8 le norme dell' appl1éazione del m.as~aggio nelle· diverse malattie, l' an'alisi dei fenomeni ebe esso produce nell' uomo è ancor!l- del tu·tto incomplytà. Allo- scopo di portare un contributo allo studio di questi fen~meni , dietro consiglio :del p.rof. Mosso, l'autore ha in.::. tràpreso nel suo laboratorio una serie di rice"rche suli'azior;r~_ che il massaggio esercita sui muscoli dell'uomo i_n .'dive.r se eondìzioni fisiologiche. Riassumendo, dalle esperien-z.e eseguite ri%uftano' .i guenti fa tti: _. 1• 11 massaggio, applica!o su· di_·un musco.Jo· in riposò~ ne aumenta la resistenza al lavoro, e modtfìca la curva della · faticl!, ritardando il manifestar~i di qu~sta. ·2° L' effetLo b~nefico del massaggio è, entra certi limiti, proporzionale alla sua durata; oltrepassati detti . limiti, .se anche si prolunga la mano:V.ra, non si ottiene un ulteriore aumento nella p1'o'duzione':del !M'Oro meccan4co. 3• 11 massaggio può impedire quello aceumutarsi della fatica nel muscolo che pro~iene. nell'eseguire lavol'i troppo avvicinati fra di loro. 4• Le diverse manière di massaggio agisc.o.no-con differente -efficacia sull' attitudine del muscolo a lavorare: il so}-:-
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.fregamento e la bat_tilura "l dimostrano inferiori allo gtamenlo el al massasr!!io mi.sto. 5" ~el mu~colo indeholito dal digiuno si può. saggio, mip:liorare note,•olmente le condizioni di al lavoro. o• Sul muscolo aflaLicaLo od indebolito da una rhe agisca sopra tutlo il sistema muscolare, come le marcie, la veglia, il lavoro psichico ,eccessivo, un febbrile pregt•esso. ecc., ti ma~saggio spiega un'azione tivante, la qua le può riportare alla quantità normal" la duzione dt lavoro meccanico. 7" L'effetto benefico del massaggio sui fenomeni contrazione e del lavoro muscolare cessa di ma allorquando esso venga applicato su un libero afflusso sangurgno.
Trattamento meocaDico dell' Itterizia. -
PiiRCKIIA
(Afii.nehner med. Woehenseh. e Centralo. Jur dte Wissenselt, N. 11 , 189-2).
In tutLe le specie di trattamento meccanico della catarrale e della calcolo~i biliare, quali sono la zione della cistefellea, le iniezioni di acqua nello il massaggio e la compressione digitale della ve.<>cichetta liare sembra che le infezioni intestinali abbiano la importanza. Ora, poi, il Piirckhauer e venuto a di un nuovo metodo di trattamento meccanico Onor·a noi sconosciuto, il quale consiste in un regolare scuoti del corpo proseguito per molte ore, come r andare tn lura, il cavalcare, il saltare, 11 far la ginnastica e 8Ìmili. tal modo si distaccano gli zaffi mucosi che riem dutto caledoco e possono anche essere rimossi i piCCQh coli. A. prova. di «1uesta affermazione, riferisce un certo mero di storie cliniche relative a questa malattie, una quali riguarda lo ste~so Pur<'khauer. Soffrendo egli da tempo di itterizia catarrale fu obbligato a fare un viaggio in strada ferrata, dopo il quale ebbe alcuni
Dl U:JIAP.EUTICA
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di cel1ca uella regione. della cisterellea. dopo la cui cessazione provo un progressi\·o mi~lioramento che terminò in b '"e tc?mpo con IR completa ~uar1A'ione. Qui bisogna an,;ttere chi! le ,cosse del viaagio in Lrada ferrata avessero distaccato lo lAifo muC()!'O che occludeva il dotto coledoco. simili espcrit•nze furono al Purckhauer comunicate da diversi eci oru hn c:;aputo che nelle Indie orientali, la terra in c.ù ptù frr>•Jllt't ti "Ono le malaltte rlel feqalo. i medit'i nei cs.-i dt itlenzia sosrliono orrlinara le lung:he cavalcate o i riaggi in \etl,Jra L'iclrOterapla nelle febbri eruttive. - L. GUL'>O>". - (A T· chìre~ mMicales Bel!Jes, febbraio 1892). 11 bagno ralrlo (:10• a 35' ) è incltcato nell'inizio delle eruzioni, uelln c;carlattina e nel vaiuolo, netto la pelle e facilita l' eruziom•. Jl IJaono tiepido ( 25• a 30') set•ve o preparare il malato ai bagni freJJt, t> "i deve consigliar!! nei casi di media intensità fT .w,:,), curt aqitazione viva, dtminuziooe della secrezione orinaria "ecchez1a •lt>lla pelle. Secondo Seveslre, sarebbe ~nfficie ute a pl'O'\"ocare la calma e la diuresi. L' a(fu11rone {rPdda è mollo ptù atttva. Si adoprerà quando compare l'ipi'l'lermia (-il'), cou !'ecchezzn della pelle, e quando !'adinamtu, il Jelirio, la violenza dt>ll' ag1tazione fanno temere aeeidenlt convul,;ivi. Secondo Bartbez e Troussea u, il fanciullo saru me~so nudo io una bagnarola, nella quale gli si spi'UZZ8 «u} ti OrSo, 3 0 -i secchie d' acqua fredda a 20• O 25' . La prima 11c:;persione a 2:)•, le surcessive più fredde . Il tutto durerà alcum secondt. Il malato saré av,•tluppato, senza es,ere ascruato. in una coper ta. Si constata, in generale, un I~gier(l at.ba""Sme nto della temperatura, ma specialmente .ma o.iimrnttlillne delle ooonifestazroni cerebrali, del delirio e dell' aqilA7.tor.e. Si dov['a ripetere da i a 5 volte per giorno. L' impnceo,treddo presenta l' tnCIJnveoiente di stancare e di rrritare i malati. Le lozioni fredde a 25•, falle con una spug na scorrente a guisa di rusct•llo o con una biancheria bagnata , in f riz ioni 71
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forti, fanno abbassare la tcusione del puiSt\ da 180 a Steiuer raccomanda le lozioni inacetale fino a ebe il corpo russo, poscia avviluppa il fanciullo in un panno freddo e pre infine separatomente gli arti inferiori e il tronco con copet'le di lana calda. Il bagno ( redrlo "'controindicato soltanto !alla cianosi dall' indebolimento dei pol"'i. Le c-Ongestioni polmonari gesliollf' e bronco polmonite) ne ritraggono un favorevole sultato. La sua durala non deve eccedere 5 a 6 minuti. temperatura non si abbas:::a che quando il bagno i> gat.o. Questo dovrA ripetersi ogni 3 o 4 (Ire, :;econdo delirio r1comparira piu o mano presto. Nelle famiglie tìmide si uset·a il bn-9no raffreddato, ciando con una tempel'alura di :$()"ed abba>:sandola poi a a poco. Riassumendo, l'effusione sarà preferita quando il è graude e la febbre altissima; il bagno fceddo è i quando la febbre persiste senza oscillazioni attorno ai 40•. il fanciullo è troppo debole, il bagno non durerà più di 2-3 nuti e sarà preceduto da iniezioni di caffeina. Nella maligna, iperpirettica, nervosa con eleva:tione costante temperatura, delirio. cianosi, il bagno freddo a 22'-24• è il mezzo attivo. fl bagno caldo è necessal'io nel vaiuolo per nettezza della pelle; il bagno tiepido diminuisce il dolore; bagno antiselLico modera la suppurazione.
Uso della monlna nelle malattie del cuore. - HeR ( Journal de méd,eeine et de chirurgie, febbraio Se nell'insufficienza e nl!l restringimenlo aortico tutti autori sono d' accordo nel dare un posto nuporlanle alla colla morfina, uon é più lo stesso nei casi di lesioni lari milrali e d'asistolia, perché molli autori ritengo no QUe$te lesioni r oppio COIIle AS~Oiutamente COO per la sua azione cougesti(manlt>. Ora, numerosi esempi tati da Hervoiiel dimostrerehhero che generalm~::nle non ste lttle controindicazione nella pratica e d'altra parte non è neppure giustificata dal punto di vista anatom
DI TEil\PRl'TIC.\
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,.·co po lch~. nelle affezioni mitrali e nell'asistolia, v1 ha nello
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~:e ~o teJUp(l c.-.ngestione "·enosa p&!"!"iva ed anemia arterio~!l
011811 .J,, gla alll'l medicamenti hanno fallito, la mornoa può ancora azire ealmando la dio.pnea ed i sintomi nervosi e procura:• i • ,.onno. In cel'li casi disperati, nei quah i medi~roenll carJJacl propriamente detti sono inutili ed anche noei\•i, la u1ortìna, agendo non o.olo come calmante, ma come sumohtnle. ~·nlma la clispne<l. rialza le forze e permeltP in seguito a:2:h altri ri1Iled di agi1·e. La rr~"'en;::a d1 albumina nelle ot•ioe non é neppure una controindicazione per l' uso della morfina, quando questa aLbutoinH rlipende dt~ll' affezione ca rdiaco. Però, quando si ado.: pe1a la morfina nell' usislolia, é bene usAre unit-a mente la <licitale o l altri medicamenti cardiaci. La caffein'8, per la sua ;zrone stimolante e per la suu azione speciale sul cuore, é mollo indicata per ~ostituire di tanto in tanto le iniezioni di morllna. !utmdo o.i desidera che il malato non vi l'i abitui Iroppo, e~5a può pure essere adoperata contempol'&neamente alla morfina Tuttavia la morfina deve essere adoperala con m('tlla prudenza. Le iniezioni d(•vono raramente oltrepas!'are un centl~ran11no: spesso un mezzo centigrammo é sufficiente .M in Lultt 1 ca'"i è preferibile 11 ripetere le iniezioni piultosiOclw tdoperal'e a prima gmnta dosi forti.
'l'n.tt&mento del valu.olo per mezzo dell'o•ourltà •olare. - D.:.T. G\I,L,".\t.WI~. - tLyon médical, 12jum tS<J-2). L'autore deplora che non sia sperimentato diffoe<amento trattamento contro ti vaiuolo che in Francia diede 1$lvolta numtrvst decessi (circa 6,000 nel 1889). !::gli lo spet·iulentò con buoni risultati tino dall876 e dichiara cbe lea.eodo il malato, in un ambiente do,·e non penetri luce -solat'•· li Yaiuolo non presenta il periodo di suppurazione e per fflnsr. -llt!nza non lascia traccia di ciralri<'i. Que"tl' trattamento d'altrondP non controindica quella q•Jal· sìas1 altra cura che si riputas~e conveniente di fare contemPOI'&IIeamente. G. qu~<~lo
RJ\TH I l ~S. lUoerohe aull'aaaorbimento cutaneo delle soatanu oamentoae incorporate nel corpi grassi; pot•re oerante della augna, della vaselina e della ~ .. ,,.,~llllloi Gui:-oao e BomtET. - (Archire.~ 1iv,dicale;s belues. naio 18!12).
ronclw1ioni. -
J• Per le sot>tanze incorporaLP nei
~ras~i l'epìJermide mtatta è sempr~ una bar1·iera in
tahile; 2• Nella maggioranza delle circostanze in cui In traziOne e sembrata dimosll'ata sia pe1' gli effetti lera sitt per l' el1mmazione del pl'o,lotto e p~:r la ~ua nelle orine. si trali&\"A di un medicamento ,·olatile e assorbimento per le vie respiratorie: 3• Si può forse far e un·eccezione per le sostanze l1bili di svolgPre vapori quando esse sieno applicate una pelle fina o coperta di peli. In quest'ultimo caso a una peneb·azione dei vapori per i follicol i pelosi e per ghiandole sebllc~e e non un assorbimento attraverso der mide. Anclu• in questa circo~tanza, la penetrazione l'i , sempre lenlamt>nle ••d in proporzioui infini~~imali . Si pe•· nltro ac<.'elerarla r.on frizioni eneraiche. che hanno l"isullalo d1 determinare sliramenti su1 follicoli peiiJsi e liberat·e le aperluro dAi prodotti di secrezione éhe li piono. 4' La laoolina non è capace, piu della sugna e d••lla Jioa, di favorire l' 8"SOrbimento CUtaneo e la pen Jei med1camenta nel sts~ma vascolare Gii aulùrt non votuto accer-tar~i e ess8 goda realmente del !JOlel'e tranle inh·a-epidemlico, che ad essa si altribuisce. In i casi, secondo gli autori, si deve amrnet.lere che qut>sta lr·azione i!- assai limitat.a e si limita ad un'imbibizione su ciale ; s• Sulle !>upertlcie assorbenti, i tr e eccipienti non colla stessa celerità i loro prodotti. La vaseJjna li anh,.. n,1n• più rapidamente e pare anche la più favorevole, quando desidera la penetl'azione rapida di un medicamento che essere applicato solto forma di pomala.
DI TEBAPIWTrCA
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In pre~t>ma •ÌI lifJuidi OJ'!(anici, lu lanolina ceùe piu presto . roedicarn~>nlt del'a sua-ne: accade l'invt>rso quando la super ~d<> è imbibita d'ac fUS. Da c " ri"ulta c 1e. "e una pomata deve ~-'ssere adoperata nt'llo coeopt'l d• f1.1re assorbire ti principli> altivo. si dovrà referir"' la "A"el na come e.:cipiente. :\l contrurio. per le ~pplieilzio•: che 1e\'ono &\ere u~t'llziooe locale, sulle superflc:c 11 .;" rbe· 11. -;i u<>erll l a sugna, perclli> questa sostanza trattt>rra ! •l' r piu unzo ~empo il medicam,.,nto nel punto in r.uì e!'!'O do) \'rt! a ~ire. Pero, quAndo "i trattera di ollenere una azione locale m superticte. rapida ed Pneratce, una azione parassiticida, per esPmpin, -.i do"rà ancoca prel't>rire la \'&!"el ina .
c ara del!&. dissenteria. col olbterl dl subUma.to. MOIN E G.
Le-
NPll'o;:;ptjdtll O militare di Oran tra 200 infermi 1li dissenteria 53 fur·ono curati coi clisteri di sublimato. O~ni giorno l'iadoperevsno 2·3 clisteri caldi falli ciascuno con 200 grammi di una ;;oluzione di sublimato all't per 5000, ed erano lretteuuti nel l'"'ltO nnn più di IO mmuli. Negli infermi con discoenteris cronica, che mostravano una legge1·a esacerbazione ~~~ feci mucose e strie di sangue, basto un solo giorno di cura per 'eèer c~>cosah i sintomi. Xt>ali ammalati con discenterta acuta ma dopo il primo !riorno di cura si ottenne una not~,·nle rliminuzione nel numero delle scaricl•e alvine. ed in zenèrale dopo :l-:> g10rni spari il muco dalle feci. Ben per temr <J '-i nolo una seostbile diminuzione del tenesmo e de1 dulol' s .. l'orifizio anale era ll·oppo dolente, prima del eltsll're d1 sublimato si praticò una peonellazione con cocama. lo alcum casi con rild,·anti dolori C'Oiici io primo tempo al sublimato !Il sostituì il laudano. Varie volte sopraggiunse tale "llltrhetza, da dover r icorrere ai purgAnti . Non si ebbero mai fenomeni di avvelenamento per mercurio, né stomatite: probabilmente non er·a aiTatto assorbito, ciò che fu dimostralo pu•·e <iall'analisi delle urine. L'azione del subltrnalo potrebbe essere spiegato dalla sua influenza diretta.
1126
RIVISTA
fatale per 1 microa•ganis.tli della dissenteria, eJ i clislel'j stituirebbero una lavanda antisettica della mucosa io naie e delle ulcerazioni esistenti su di questa, cosl il riassorbimento dei prodotti putridi sparsi sulla pel'lìcie della mucosa. Oua del oanoro del retto e delh colite eatat'r&le. DvJARDIN - BEAUMETz).
Si raccomandano: 1• mezzi locali: 2" antisettici e pu ti vi; 3• regime alimentare. l primi consistono 111 irrigazioni nel retto di l - 2 litr 1 soluzione di naftolo nella dose di 25 Ci>ntigr. per ogni d'acqua bollita : Fra gli antisettici per uso interno si Salol nella fot'mola Salol . . . . . . . . . Solfato di bismuto . . . . , ana . gr. lO Bicarbonato di soda . . . ~ Div. in dosi 30, due al giorno avanti i pasti. Per evacuare ogni giorno il ventre si ricorra arte put·gative o alle polveri lassative; eù infine pet• ridu minimo le tossine si ordini un'alimentazione vegetale. la t te, <'-ar ni. Nella colite agli enteroclismi col naftolo l'A. spesso quelli iodati (10 gr. di tintura di ioù1o in d'acqua).
l
n cloruro 41 z.bloo nella oura dell'ulcera molle e bubbone.
Secouùo esperimenti di Bolzea• e Souplel :òìa la pasta tise~tica di cloruro e di ossido di zinco secondo la òi Socin: Cloruro di zinco 5 parli 50 )) Ossido di zinco Acqua . . . . 50 sia gli stessi rimedi sotto forma di polvere secca pr·oporzione fr•a .essi di 1:10, avrebbero dato favorevoli sulla ti.
DJ fEJ\APEUT1CA
11~7
Nelle ulcere dopo qualche giorno della applicazione della pasta o i~lle polveri si determiua un progressivo e t'apido prOCe!'"'O Jt riparazione; e nei bubboni, e dopo di av~>rli a ,erti tl 'uot.ati Jel pus ~~ r applicazione di uno strato di pasta .., •!l al!r1 alleroall dt essa e colone. ::1 otlien~> uua me,Jicaturt~ eh~ è ad un tempo occlusiva . antt!:eltJca e ade:; ,.a.
FOK\H,,LARIO.
contro la Lhnorragta.. - KOICKI. Barcelona, abril 1892 .
(Gaceta sanitaria de
P . 1-.rgotina. . . . . Arqua dislillat.a . . . s. due inie?.ioni al giorno. P. ErgotinA . . . .
centi~r.
30 . gr. 300
. . . . Eslralto amat'o e polvere di liquirizia. m. e dividi in 20 pillole s. 2-4 al 2;iorno. Pillole Lon.iehc. -
REGIS. -
2 6
/li". A
ibùl).
Pr. Estratto dj china . Id 11 Ku iA • . . Id. u rabarbaro J," di noc~ vomica .\f'òOPI!Id lO ,lj (f'I"I"O
. e;r. li
5 5
l>
2,60
»
0,50
»
0,20
Pohere ,JJ Kola q. b. mesci ~ fa 100 pillole s. ~ al g1orno. r.ontrr; la di<Jsenteria . ....:... L .\1\DIER-PERXET. -
libià).
Pr Saloi Tintura di tolù . . Sciropp0 di cotof(na Eslratt.o tebaico . Acf)ua goromosa m. e s. 1 cucchiaio da minestra ogni ora.
. gr. 3 • 10 » "
30 1),10
,, 150
RIVISTA
Me!l'lio ancora ~arehhe la seguente formo la: Pr. lodoformio . centigr. Pnl vE>re di oppio m. f. cartina: d. L N. 12 s. se ne prendano :>-6 al gior no a inter-çalli eguali.
5
3
Contro il prurito anale.- 0HMAtr.'{ - 0mt ESXIL. - IU•1z.2·Pt#,..'! merhca dt Torino, 5 maggio 1892). Si prescr ivano applicazioni coH'acqua seguente da r•n. ..,ft__., al mattino e alla sera: gr. o,oa P r. BiciOl'Uro di mercurio . Clorato d'ammonio ll 0,12 Fenolo . 4 60 Glicer na » 115 Acf"Iua eli rose Contro il dimagrimento dei iabiei.10 apri !~ 189Z).
(Gaz~ tta delle l!I.Lnu• n•
Il pro f. Grocco, ctiuico di Pisa, consiglia nei t.abici con tera.to lroflsmo gen erale le seguenti pr6$crizioni: Fosfu1·o di zinco . . . . . . . . . . milligr. 2-5 E"tratto di noce vomica . . . . . . . ceot.igr. 1 E;:tratto amaro q. b. per fa r e 1 pillola e tali N. 20. s. da pr enderne 2-4 al gior no. Oppure: Pirofosfato ferro-sodico Rasura di fava di S. Ignazio fa cat·ta ·1 e tali N. 20 s. da prenderne 3 al giorno.
. centigr. tO Il 5
Oppure: Tintura di malato di ferro . Tiolura di noce vomica . . Liquore a rsenicale del Fowler m. e dà in boccetta contagoccie s. da 15 a 30 goccie per pasto.
g r. 30
•
4
,.
6
·l f29
DI TERAPBUTlCA
oppure:
fosfnro
. . . . . . .
cenligr.2-5
olio rh fegato di merluzzo . gr. 20U l1l· e da in bottiglia s. da pren lernP uno o due cucchiai da tavola al g10rno.
contro la li'flepsra.-
Ht.:CHARD. -
(Reoista de sanidad mi-
litar. t• de junio de 1892). p 1•• B,tol an a gr. Pepl'"ina o pancreatina . Poi vere di noce vomica . . . . • 0,40 roesci e ùh·•di in venti dosi, da prendersene una al §riorno.
: : : :t
contro la coletètiasi. -
F A YW.ELL. -
(ibid). ~r .
Pr. Resina di guayaco Wisky . ....
10
• 100
s. se ne prenda un cucchiaio nell'acqua, al termine di ogni pasto.
Contro la risrpola. -(Lo Sperimentale, 3L maggio 1892). 11 Sachs tratta r erisipola col coUodion contenente il 10 •t. di icliolo ap!>hcato per mezzo di spennellature.
Il Cavauani consiglia di pennellare ogni due ore la parte ammalata colla soluzione se~~;uente: Tannino . Canfori\ Etere "olforico .
: ~ ana t parte
8 parti G.
RIVISTA 1•130 Cara del catarro i11testinale cronico. - WEBER.- ( med. Wocll, N. 20, 189.2). L'A. dice di avere ottenuti favorevoli risultati dall' di monesia nella formala seguente: Estratto di monesia » • colombo ana grammi 15; Estrallo di genziana ; Glicerina pura; Q. b. a r. pillole 120. S. due a quattPo pillole tre volte al giorno.
l
Contro il prurito. - (Bull. méd. N. 41, 1892). Acqua . Mentolo . . · . Alcool. . . . . Acido acetico diluito S. Si applichi con una spugna.
gr. 60 4 u
30
• 150
Vino creosotato o clorojormi~zato contro le bronchiti bercolari. - (Sém. med., giugno 1892). Creosoto di faggio. . . . gr. 3 Tintura alcoolica di china » 30 Cloroformio puro. . . . » 3 Vino di M ala{la . . . . S. Un cucchiaio in mezzo bicchier d'acqua poco ciascun pasto e avanti di andare a letto. Il colchico contro la gotta acuta. Carbonalo di magnesia. . gr. mezzo Tintura di semi di colchico . gocce 10 Acqua di menta . . . . . . gr. 30 S. Da prendersi in una o due volte per lre giorni. Poscia, pel' tre giorni, due delle pillole seguenti: Estratto acetico di colchico. . . cenlig. 10 Po:vere dd Dover. Coloquintide polv. . . . . ana centig. JO S . . Per una pillola.
1131
DI TERAPEUTICA
Q\'vern -omministra1'e il colchico con bicarbonato di po<11 pozione: . f;enlig. 60 Bicarbonato di potasc:.io . gocce :30 \"in o li colchico. . . . Aq ua distillala . . . . . gr.30 Jn tre volle nel cor:;o della giornata.
I8SSJ O ,-otto forma
La trem~>nww nella .febbre t~fotde. giU=IlO l 9~~.
(Therat•· Ga~ •
IJ prof. Wvod d1 Filadelfia sosltnendo rutililà della treJllenlìna IJ81Ja CU1'8 della febbre hfoide, elice che iJ miglior Jllezzo 11 ··opriroe il sapore poco grad.!vole è la §:.l"licerina e eonsiglta la rormola seguente: Olìo essenziale dì trementina g r . IO )) 30 Glicerina purissima . . • ~~o ~fuci la gin e di acacia . » 250 Acqua di menta piperita s. L;n cucchiaio ogni 4 or e. La s(\tnrninistrazion e deve cominciare alla fin e della seconda !'eltimana di febbre. LtHa fiJMma nel reumaUsmo articolare acuto - (Bull.med ). Il dottor Heonig Yaota eccellenti risultati dalla salpirina nella l rmnlt1 seguente: Salpirina . . -l!r. 6 .u GliAerina . . . ,31) Sciroppo di ribes . .\equa stillata . . • 40 S. C 1 cur-chiaio o~nì mezz'ora nelle ore pomeridiane.
Linimento contro l'ec.;ema dell'ano e dello scroto. Olio di lino . .-\.equa di calce OssiJo di zinco lndoformio .
:!
an a gr. 25 ,, 4-8
H3~
RIVISTA
Suppositort contro la prostatite cronica. -
(OBERL.-. lodoformìo . . . . . . . . cenlifl'l'. 5- 10 g. 6 Stempt>ra in olio dt mandorle dolci A~g•uogi: burro di cacao . . . . . • 6 per c:uppoi<tlorio Si intro~lue<e ogni sera dopo avere evacuato i[ retto
Contro ltr colica epatica. E!:ll'atto dt belladonna. .. }) ana gr. 00'> . :. Estratto d'oppio Burro di cacao . . . Il 2 Per un ~uppositor•io S. Due a quattro alla distanza di due ore.
Cnra rl.ell'itlrope d'origine cardiaca. Foglie c.Ji digitale . . . Infondi a caldo in acqua
gr.
2
•90
Aggiungi: Citrato rli caffeina Tintura Ji stroft1nto Ac~>tato di potas11io E .. tratto di liquirizia S. a cucchiaiat~ nelle 2i ore.
gr. 2 , 1 • 10 Il 5
Per fanestesia locale. Meololo. Cloroformio . Etere. . . . S. da usar<ti con lo spray.
gr. 1
• iO •
15
Contro l'ozena.
Cloruro di potassio. gr. 6 Glicerina . . . . • 30 Acqua stillata. . . , 300 S. per iniezione nasale parecchie volte al giorno, in cendo anche nel na!:'o dei tamponi di ovatta pregni di rina e acqua nella proporzione di 1:4.
DI T&RA P.IWTlCA
lt33
uso det tta(t.)li ~PIJ'oftalmia purulenta s1 possono fare ogni g1orno lava-
~ con la ...eguente &oluzione:
~~~nolo . . . . . . gr. 0,30 Al ·ool . . . . . . • 2'>,00 A c 1ua d1stillata. . . 1000,00 NeJranti"ep"i intestinale, nella febbre hfoide, il nanolo può somruini"trar"i in cartine (Bouchard) alla dose di due a tre !tramm1 111 varie volte. Il farmaco può e,. ...ere associato ad altre so" unze: SRiicilato d1 bismuto gr. 10 Nanolo . . . 10 ì\1agnes1a calcinata " 10
t: c. . . . . s. da cinque a. sei al giorno.
:30
In chirurgia, per causticare le piag lie senza dolore può
essere adopera to il na ftolo f' misto a lla canfora:
Nartolo e . . . . . gr. 10 . . . . . ~ 20 Canfora . o anche in forma di pomata: :'\allolo f3 • . gr. 10 \'a,:;t?lina . . • 100 Per la,·acri esterni: :'\aflolo 3. . . . . . . . . . . gr. ;; .\lcool a 60 . . . . . . . . . . litro 1 pel cuo1o capelluto, per la, faccia per le ascelle, pel perioeo. Per uuez1oni iot.erstiziali od io ca,·ita chiose: :'\ano.o ~ . . . . . . gr. 5 . . . . . . -a 3.3 Alcool a 60 . . Ae<Jua distillata q. b. per iOO centimetri cubici.
Contro l'alito .fetido. - Jj; consigliala la segue nte formala: bicarbonato di soda, acido salicilico, saccar ina, anagrammi 5, alcool comune grammi 150. Un cucchia io di r1uesta preparazione 'ien posto in un bicchier d'acqua: con questa si l'anno sciacrJui più volte nel cor so della g ior nata.
BIVISTA 01 TOSSIWW~ IA l~ M~:Diri NA tEGAL[ L& preclplt&Z.lone (oadut& d& un luogo elevato) U punto di vilta medloo-legdle. - Bo:-;:-~I. l"TF_ Journf'tl de M étiectn.e et de Chirurgie. ma~,gio t
Le precipitazioni accidentali sono abbastanza freq suicidi con questo modo non sono, è vero, mollo nu (2~0 in me<lia su 8,500 suicidii), ma occorre però dover stabilire le condizioni in cui sono morti individui sembrano essere stati in tal guisa precipitati. Tre de,·ono r isolvere: la morto avvenne per precipitaz.one? morte i> do,·uta ad un "'Uicidio. ad un accidente o ad un litto ? l' indhiduo ero morto o vi,·o quando si ~ od é stato precipilalu? I traumatismi crimino"'i. come ad esempio i calCI, molto frequenlemenLe mortali. La morte in 'J uesti cac:;i è vuta ad una contu;.ione loc11lP., i cui elfèLLi non si gen lizzano. La precipitazione ne differisce in ciò che le sue !<ioni viscerali sono più estese e più numet·oso. Se si inoltre, in una rerita contusa sabbia, ghiaia od altre con molla probabiltta la lesione è causala realmente da caduta. Le le:::ioni viscerali multiple sono speciali delle dute da un luogo eleva lo; ma vi è una Jesione in modo del tutto spec•ale l'!lla pr<!cipitazione, la r .1Uura cervello in corrispondenza delle apofisi d' rograssia. L vazione ha dimostralo ìnfaUi cbe quando una caduta ha l sui piedi o sulla testa rla un'altezza media di 5 a 10 si riscontrano spesso, all'apertura del cranio, diverse tut•e della massa ce•·ebrale iu corr·ispondenza delle sporge
KI\'JSfA Dl TOSSJCOLOGIA E illEOICll'iA LRG.UE 0
l t 3?)
~ ee della J,ase (foro vertebrale, sella turcica, ecc.), ma la
~ rrequente, la più nella è certamente quella che sì pro~~ce a Jin~llo delle piccole ali dello sfen oide; le apofisi d'In ~asSi& penetrano come un tagliente nellA massa cerebrale.
g 11 piil spesso è molto difficile determinare, dal punto di ~ista med;co-legale, se l'individuo s ia soccombuto ad una lllorte criminosa, accidentale o volontaria. In favore di un delitto si noteranno le traccie di violenze sulla viltima. Se er esempio ::i riscontrano attorno al collo impronte semiiunari d'unghie o la traccia d'un so 1co circolare, si può affermare qua~i con certezza che la \•ttlima è stata soffocata. !'lranc:ulaLa. o precipitata. Ali" infuori dt ciò non s1 possonu 0 rare che eongetture tratte dagli atltecedenli, dal suo stato nevropstico, dalle sue occupuzioni nel momento dell' acciden le, t>cr. Quanto alla lfUesLione di sapere l'le, in caso di delitto, la morte ha avuto luogo p rima della precipitazione, è ancora un punlo c11e non può essere risoluto che in certe condizioni. rn principio le ferite fatte dopo la morte non presentano l'identico aspetto di quelle che sono fatte durante la \•ila. e vi c;ono casi, per conseguenza, in cui l'aspetto delle rerit& prodotte dalla precipitazione permette di concJuder e in modo c~r·Lo. Ma è molto difficile dire quan to tempo sia necessariO che una ferita sia stata fatta dopo la morte perché si possa affermare coll' cer tezza che essa é stata prati~ cata sul CAdavere. Questo tempo può, infatti, variare da qua.lchl' minuto a due o tre or e al più. Per conseguenza, se l'individuo che ha rieevuto il co1po mortale vien precipitato immediRlantenle, si potl'ebbero riscontr are ver e echimosi, come se fosse stato precipitato vivo.
VARIETÀ Dell'antlsepal nella prMervazlone e trattamento tlsi nel XVIU secolo, secondo Raulin. - · Dott. NJCAlSE. - (Reou.e de Chi rurgie, gennaio 1892).
All'a pparire del metodo antisettico in questi ultimi credette dapprima che tutto fosse nuovo in esso. Presto taluni ricordarono che glj antichi seguivano già nella dicazione delle piaghe un metodo analogo. A Atene dimostrò che Ippocrate e Galeno f'acevano della sepsi cercando di disseccare le piaghe, impedendone la puraz•one e la putrefazione, ed indicando medicamenti sicativì ed asettici a tti ad ottenere tale risultato. Queste tiche furono sc:guìte nel medio-evo e fino al xvm quindi abbandonate per l'influenza della R. Accademia chir urgia. Dopo queste dimostrazioni, si ammise che gli antich1 guiYano una pratica che si avvicina alla nos tra, ma su ipotesi erronee,, ma si aggiunse che se il fatto non completamente nuovo, erano nuove almeno le parole, il · neppure non è esatto. Le parole eziandio sono più che non si pensi e si trovano nei testi greci e nellio medico dei secoli scorsi, adombrando, includendo la della dottrina che gi ustifica il loro impiego. Tale liuguag~io si riscontra specialmente in un'opera tevole del secolo xvm, e precisamente a proposito della filassi e del t1·attamento della tisi polmooare, il trattato Raulin, opera notevolissima, sebbene ora dimentica ta, e era stata preceduta fin dal 1752 da un'altra dello stesso t ore sulle Malattie occasionate dalle pronte e frequenti
YARIETÀ
113i
_.ai dell'aria, in cui discorre in un capitolo speciale del ri.w . ne Il e camere d er. malati. nuovamento de 11·ar1a A dare una idea delle conoscenze sulla a ntisepsi, e deiJ'iiJlPiego del lmguag~io medico odierno nel secolo scorso, ~pecial rucnte nella tis1 polmonare, sono interessanti i seguenti saggi part•colari. rilevati dal libro sopr·aindicato.
:'t1eto(lo p re:<~eroatioo e curativo della tisi _polmorwre presa per contagio. • La tisi polmonare è contagiosa: ne diedi osservazioni che 10 confermano. Essa :::i comunicu alle persone san:e per la
traspirazione cutanea dei malati o per quella polmonare. Questa materia traspirabile sorte da un focolaio \ii corruzione che la rende fetida e settica. Essa penetra nel corpo e nelle viscere delle persone sane pei pori assorbenti della pelle e per• l'inspirazione dell'aria dell'atmosfera che circonda il malato. Essa si fissà principalmente nei polmoni, per effettodell'analogismo deUe sostanze animali della stessa specie vi fa .ielle piaghe mortali e vi stabilisce il principio dei sintomi ,.pavento~i di una malattia sovente funesta . • Questo effetto della lisi polmonare cor'rta~?iosa può essere previsto, ma non è impossibile evitarlo: essa può guarire purché ;:i u;;ino a proposito dei soccorsi alli a dissipare le eause, arrestarne il progresso, a rimediarvi coi mezzi efficaci dettali dall'osservazione. ,.
.He:uo di eoitare il contagio della tisi e di n.eutraliua,.e !:ar ia i-nfetta delle sale degli ospedali. ~ Le esalazioni dei corpi dei pulmonici, massime quelle del torace che si emetlooo col meccanismo della respirazione, sono corrotte, fetide e settiche in diverso grado; esse ROno di natura alcalina. Esalazioni di tale natura spar:se nell'atmosfera possono essere neutralizzate colla mesco!_anza di capori antisettici acidi. Questa combinazione le rende meno 72
V.\RU.Ù
capac·1 dì rare nei polmoni delle impre::O"wni !-elliche. !!li aeHli, si ,·egelali che minerttli, sono atti a prCidur re t:llètto, 11111 i vegetali sono da preferirsi, come quello l'aceto i cui vttpori si elt•\'Uilo nell'aria. • E spiega il moc.!o di 1mpiea-arlo fac<!ndc lo evaporare su Iamiuu ar·ro\'eulaLa, noo 111 quuntit.a Pcce..:::;i\'8 per non vucare to~~e. 1rritaz1ont', cmo••rflzie. e continua: Si ~paucle ancora più utilm.,nte 11Pll'atmoc:rera clt>Ua mera ùe1 mala:i dell'arqua comune acidulata con dell'oliG ,·itriolo. Si può anche con questo mezzo c con abbo lav~:>lnre n.eutrall:uare l'at·m infetta del le !:'ale dt>gli JeUe c•uc1nt!. e dei luoghi che •fanno esalazioni mefitìche. ri pete l'operazione in propl•rzione della a!.hondAnza delle terie che ~ì deYono neutralizzare. • A propo!"ilo del trattamPn lo dt>lle ukeri del polmone discute il valol'e dei vapori rnedicamenLosi. « Si ebbe e si ba ancora qut~lche tìducitl pe1•la g ua della tisi nei vapori di medicamenti propri a detergere le ceri Jei polmoni ed a cicatri:::urle. Si in~pirano questi pori a misura che esalauo dai vasi in cui c:i prepara no; penetrano così uella trachea-arteria confu<:1 coll'aria. s i dono nei bronchi, nelle loro vcscicole e '-i mqinnano sostan~a di questo viscere attraverso i pori u~ano a. tele etlelto il !alte caldo, la decoz1one di piante riti ve, deler"'i \·e e Yuluer·arie, la terebentina, i balsami ~d anli81'ttici. Siccome 'tue.. ti \'apori penetrnno diretta uel!o c:ostauza polmnnal'(>, es~i l'imbevono, la umettA·nn_. di::seccano. o fanno in quP~to viscere Jegli f'llètli \ ari rondo le loro proprietà. Questo mezzo di !ZU8t'll'e la lisi mon&l'e ò quasi sempr~ infedeli', e vi sono poc:ti guarigion~ per questo via. • Riconosce la necessilit cJe~li antisettici i11tc~rn1 cluraute dei m ·d·camenli preet>dPuti, c !"crh·e: ~ Siccome ari Ol!lli l'e«r•lrazione dei pulmonici ~i e · dal loro petto delle csRla7.ioui pnlri ìe e ~~tticlte, s.arebbe fìcile nf'ulralizzerle lotalmente ed ali istante colla ::ione dell'ace to, o coll'aspersione dell'acquA uc1dulata di vitriolo. l~gli è essen::iale allora di ricorrere a rlegli
V.!RJUÀ
11 :19
Ji.~ect r prr:,1i in.cernamente, per ,..econdare l'effetto dei oaport f.> delle> ••"alaziooi acide onùe garanltre la massa del
.san ~u·· dqJie esalazio:1i putride cbe si inspirano
allorchè si entra uella atrnosfer·a dei malati. • E qm fa l'enumerazione dei rimedi consigliati. Come si vede i proce-. ...i u.:;ali da Raulin so•w quelli impiegati ai giorni nostri . .,~li vuol far respirare un'oria impregnata di 8f!enti anti"dtici, ""i m•'diante revapora.;ione, come da noi lo si fa col crc>o!'oto. '-U\ mediante la polot•riua.tione, com e s:;i consigliò coli..: "nluzion• d1 bijodur o di mercur1o. Essi differ iscono da que.li chu ul'iamo noi, ma l'intenzione è la stess~. Q.;c.:>IT" a!.!;iuugere alle prC'ceJentl chiarissime citazioni. un·a 'tr~ eh~ c: i I'Jfdisce alle pree&Hliom u::ate altor·no at Lisrci ~ dopo la loro morte per Pvrtart> la trasm1ssione della malattiA co~li orrgetti di loro uso.
Precauzioni per Jlreoenire oli e.tretti della pulmonite conta[lio.~a . • O!lcche un pulmonico i> ricono..ciuto tale, gli <>i marca il tetto. le len:.mola . la lingeria dn tavola, la posata e tullo ciò che é d1 "t>r' izio abilnale di lui, e. fuori di lui, nessun llllro se ne c;er,·e llar.chè egli è morto ~~ smobilia la sua came ra, si ra:>t.:hiano lP mura ed i t1·amezzi e si imbillne&no a nuo'-r. "' la,·ano i soffìlli ed i pavimenti, e non sr adoperano più il suo letto ed i suoi pannilini; ::-pesso si abbruciano o si ven !ono dopo averli ri pelutamente lisciviali. Se la camera aveva tAppezzer·ie si espongono all'aria libera per nn anno ìntiero. l n ~e nere non si usa ciò che ha servito ad un pulmomco, rpsaluiHJUe precauzione siasi impiegata, che colla pilt grand~ ripu~nanza. • Que,to caprtolo non ha bi'-o!!no di commenti: riprnduce letteraltMnle e completamente l~ pr e«crizioni raccoma ndate io qu ..... ll ultimi lempi. Non ·lnbbiamo stupirei di trovar•e nei secoli precedenti le stesse id~>e che abbiamo noi; dovrebbe piuttosto s tupirei se fosse il conlr'ar·io. È da mer·avigliarFti invece nel vedere un
11-S.O
VARIETÀ
simile libro e tali dali caduti nel più a~so!ulo oblio. <:torJa delle scienze !>pesso verita e scoperte importanti paio110 alfulto. soo:tJlulle dA errori: poi la verita é di , l'COperta e "Oslitui~ce rerrore. Pare che gli uowmi laTorino ciascuno in un &llgolo conto proprio, ricomincisn io laYori p:ia falli, o cbe i1 ,.i <sta pure compienrio, per modo che una gran parte dél "01'0 intellettuale nuovo •a per;,;o in ripetizioni. Non si potrebbe far in modo che una scoperta imD>OrllA n iloo> un·opPra cono:.derevole non andasse perduta pe1 Non ba ,·vi mezzo di r ilevare e centralizzare lutti i lavori dotti in Erui"'a che cia;.cuno possa conoscerli? Furono fatti, in medicina, lodevoli tentatiYi reoi'.PTitP ma."•· in A .n erica I"Inde:c medieus; in Germania i Cannsiaifs Ja bericlde, ed i ..-ari Centralblacter ; in Francia la Reuue scienc118 médicales, ecc. L'organizzazione d'un'opera cos1 vasta è difficile: non corre rilevAre Lutlt i Ja,·ori, di cui moltissimi sono senza !ore o copie o ripetizioni: occorre fare unu scella. O.zm pae!>e uo,• rebbe fare un indice dei propri lavor1. ,.i s:;i cono!"cono meglio gli uomini e !·ambiente, il che é una ~ui.Ja: 111 seguito tutl1 questi indici nazionali dovJ'e venir centralizzati, ed allora ne risulterebbe una 'JU&Si completa che renderebbe servizi inapprezzabili .,tu Jio!'<i del mondo intier·o. Sper·iarno else pre~'>to si realizzi qualche cosa analoga questa propoo:ta. D enti &rt11lo1al1. - Il .toll Zuamenski profe"SSre li di odontoialria all' UniversitA imperiale dr Russia ne! IV gres!'o Pu·o~off comunicò un ;.uo metodo felicemente di fls~azione meccRJJtca w denti di porcellana, gomma slica e di metallo ne~Ji alveoli. L'A. dice che egli pratiCù delle apedure che altra da parte a parte o onche delle incisioni alla rat.lice dei artith:iah, ed efferma cùe un tessot.o granulf'SO che dal midollo dell'osso viene a s,·ilup_p1lrsi e a pene>trare delle apet·tu,.n, ~essulo che poscia osslficandosi ferma denlP nell'alveolo con una solidità sorprendente.
VARIETÀ.
1141
Auguriamo pe1· i progre~si della protesi dentari&. che tl
felice succec:,so da buona esperienza confermato dia al metodo ti Zuamenski tanta prec:,a, quanta egli ne ha data nelle sue aff,.rmazioni ai denti impiantali col suo nuovo sistema.
CONGRESSI q all1to Congresso di medlolu& lntena del 1882 lu :aoma
11 2~, lell'ottobre prossimo, e nei -.uccessivi giorni 21), 27
e zs, presieduto òal prof. Baccelli, si riuni1·à in Roma il Quinto ronaresso della Società italiana di metlicin.a. interna. 11 dottn convegno, che ha già tanti titoli alla considel'azione dei medici, assume quest'anno importanza speciale, perché costituisce come il preludio al Con,gresso Medico lnterna;ionale rlel 1893, l'avvenimento cui l' Italia si va preparando con mtento amoroso. I temi fissati per la discussione oR'rono un inleresoe tutto ~pedale, cosi per gli argom.,nti che trattano come pet• gli scienziali che ne furono eleLLi a relal.ori e uoi ci limitiamo a Carne per cio ~olo un accenno: Alt~ra:tOne a focolaio del ceroello e p re.~idii curalioi. (Rela! ·i: prof. L. B l.\NCBI e F . V1ztoL1). Aeroterapia. (Relatori: pr of. C. FoRL.L'IIISI e B. LLZzA·n-o). Jnfe::•on-· reum.aliea. Relatori: pror. A. RIVA e T. GU.\LDIJ. Far11nno inoltre parte dei lavori del Congresso le comu nacazin u che saranno indirizzate e.l annunc1ate al comitato ordiuatore prima del 15 settembre p. v. Tuth i sauitari ilaliani possono prendere parte al Congresso ra~nn J() una quota di L. 10 che dà loro diritto ar I'Ìba~si rerrCI' iarii e ad una copia degli Atti del Cont:tresso R•clneste, un·io ùi quote, annunci di comunicazioni, debbono esser·e rivolte al prof. EDOARDO MARAGI.IANO, clinico medico a Genova (Via Gelala, .39) a ciò delegato dal comitato ordinatore.
CONCORSI
V oonferenza internazionale della Crooe - Coneorso reale a premi.
Nella sedula inaugurale della V conferenza della Croce Rossa, che fu tenuta in Roma il 21 scorso pervenne alla presidenza un R~ale dispaccio datalo dal pl'ile, cosi redatto: « Le LL. MM. il Re e la Regina d'Italia, volendo a • st~e la loro alta considerazione e simpatia per la V « ferenza inttlrnazionale delle Societa della Croce Ro « che si riuniril io Roma, hanno stabilito un concorso • premio su d'un sogget,to che possa esset•e utile t~ll' « generosa che cost.ituisce lo scopo di questa « istituzione. - cm augusti Sovram, convinti che per rende1•e • cut·e apprestat~ ai feriti, bisogna siano sovralulto più « possibile pronte, hanno determinato che il soggetto • concorso s ia esclusivamente il perfezionamento dei « necessari per !sgombrare immddiatamente il terreno c battaglia toglieodone i ferili, trasportaodoli ai posti di • soccorso, indi alle sezioni a vanzate di mediraziooe e • nalmenle agli OSP.edali e luoghi di provvisorio ricov~ro. c In tale intento i Sovrani melLono a disposizione • presidenza della con ferenza la somma di dieci mila « italiane per stabilirne due premi, e delle menzioni « voli costituite di medaglie di argento alla augusta c delle LL. MM., p1•ovvedute dal Ministero della Casa reale. • 11 concorso dovra essere internazionale, sì terrà in
CO~CORSI
1143
re;:;terà aperto iìno alla fine di giugno 1893; le LL. MM . : ~asciano alla conferenza la cut·a di determinare le condi• rioni J el pro~Zramma e ili stabiliroe i dettagli. • Gli Augusti Sovrani sperano che il ùuono risulttiLo di , U~le coucorso varrà ad aumentare il me1'1l0 degli sludi dei ..JUilll la conferenza :::i occuperà, ai fJuali essi terranno • dietro c<1l più vivo intere~st>, come a conquista gloriosa 1li , oroaua civillà e fraternità . • Colla ecc. « ~!"01·dine delle LL. MM . " Pel .\1inist ro: U. RATTA7.ZJ »· a Al CONTE DELLA so~1AGLIA, « Senator e del Regno ».
Alla comu nicazione immediata, fatta dal rresiùente, di tale Reale messaggio l'assemblea con ripetuti unonimi applausi manifestava la sua viva e profonda riconoscenza per l'atto grazioso e generoso delle LL. MM., e, portalone l'oggetto jn discussione nella seduta rlel successivo giorno 22, l' assemblea accettava la proposta di deferi1·e ad una speciale commissione, della quale lasciava la nomina Allo s lesso presfdente, !n stuòio della imrortanlis&ima ed opportunissimo 'jUestione dalla Regale lettera s ollevata; dando incarico ad es~a commissione dì rlferirgliene e di present8J•le u11 progetto di programma. Jn uua !':Uecessiva seduta • 2~ aprile), la cnnferenza appro· va\'& la r.-lazi0'1P. della commissione e lo !"Chema di programma p1·esen~Lole, cbe fissava le essenziali massime del concorso, deferendo al Consiglio direttivo del comitato centrale della Cr oce Rossa italiana la nomina del g-iuri ioterll&zionale per esaminare, giudicare e cla:>slflcare gli oggetti in"iati ed accettati per il concorso, t1 per la defin1t.iva assegnazione dei premi. Il oornit~to cenll'ale della Croce Rossa italiana ru inoltre incaricato di prendere e pubblicare in tempo Lu!le le disposizioni relative al concorso ed alla esposizione degli oggetti presentati. In adempimento dell'onorifico delicato mandato, il presidente della Associazione italiana della Croce Rossa, ottem-
CONCORSI
perando al dl!'po;::to dell'ultimo comma dell11 rdazione accennata c:ul concorso, convocò il Conc;i~-tlio direttivo e propose la formaz1one d'una apposita commissione di 7 br1, la quale, approvata dal Consiglio n~lla seduta del t$ gio l 9t, as;~uuse l"inc~u·ico di rediger e lo schema d~>l ~ramma : 'lue4o fu poi nella se,Juta del Con~iglio delli 20 luRlio 1892 approv»to, definitivamente conc1·ets~G stabilito come in ~ppresso.
CROCE ROSSA ITALIANA .
Programma pel concorao a premi stabWto dalle LL. 11 Be e la Begtna d'Italia. A -
Otlflelto del conco rso.
1) Il concorso deve esclu!>ivamente avere per oggatto mezzi tutti che possono essere adatti a J ottenere, faci affrettare il sollevamento dei feriti ed il loro rapido, e comodo sgombero dal terreno della pugna, comi dalla linea del fuoco fino al primo ospedale da <'a mpo ai luoghi dai quali l'ulleriore tt·asporto dei feriti può cot mezzi di trasporto orilinari, già noli e comu 81lottati. 2) Il concorso è esteso a lulli 1 mezzi materiali, direlli ind1retti che possono contribuire a11o scopo, e quin•li ai per togliere i Cer ili d>~l campo, avuto anche r iguardo dirllcili condiztoni dei I.P.rreni nelle guerre Ji montagna, po rtar~ i feriti là ove possono impiegarsi le ordinat'Ìe o ciali barelle dai porta· fe riti; a1 mezzi di trasporto dal ai luoghi di primo soccorso e quindi alle barelle t.la ferilt, ridotle sicure, l ~ggiere e rispondenti ai piu Junahi sporti oggidi richiesti dall'aumentata distanza di essi stante lA sommamente accresciuta eftìca.-:.ia delle armi, neudo un r isparmio t.li Lempo c più delle forze dei oorta,toll sicché possano così attender e a lungo al loro ufficio pieudo più numerosi viaggi;
COr\ CORSI
11 ~;:)
alle "ellure pel trasporto dei feriti agli ospedali da campo, r renderle leggiere, capaci di maggior numero di infermt peviagpi, atte a passare per ter reni e strade difficili ; e ai mezzi d'illuminazione Jel terreno della battaglia, alli ..erv' 1·e li faro direttivo e come mezzo illuminante, per :e;nare la "ia ai porta - feriti, ad agevolare le r icerche sul campo, e p-:r ·:rueslo effettuare anche i più ~emplici ma pra· tict ed efrìcaci mezzi ùi riscbiaramenlo, portatili ed individuali per ~li iucaricoti ddla r ieerca dei ret·itt .
B - Prem i.
3) 11 premio complessivo è di 10 mila ltre italiane, divisibile in due premi, ai migliori e più utili oggetti proposti, oltre ad un certo numero di medaglie d'argento colla effigie degli augusti donatori. 11 giuri in ragione della importanza dei progressi realizzati determinerei il valore dei due premi . La ripartizione ed 8 ggiudtcazione dei premi potrà però es»ere modificata se j ric:ultati del concorso lo richiedessero e ~e le relative mottvate J•roposte del giurì olt~nessero l'approvazione delle LL. ~Hl. i) li giuri clte dovrà decidere sul merito assoluto e t•elath•o de~li o~geLli ·presentati ed ammessi al concorso, ~ara
internaztonala, com posto di H membri. nominali ùal Consiglio dir·etlivo del comilalo centrale della Croce Rossa Italiana. convocali e riuniti in Roma durante l'esposizione degli og~elti presentati al concorso, sotto la presidenza del prestdente dello stesso comitato cenlrale italtano.
C -
Condi:;ioni pei eoneorrenli.
5) l concorrenti devono presentare un modello tipo dell'oggetto che propeogono, corredato da una mf'moria descrittiva illustrata da appositi disegni io scala proporzionale, e cho Indichi pure il modo di costruzione ed uso dell'oggelto
l 11.6
CO:S CORSI
il suo costo, ecc., onde il giurì possa meglio a pptrezza,~n.. inlrin"cche t' prat1che qualità ed i pregi tulli. Le mE1m,,..;, dovranno essere redatte in ilaliano o in francese, accompa$ruate d'una traduzione nell'una o nell'allra dt due ltng ue. li) I mo,Jt>lli saranno di gt·andezza naturale; potranno che essere in proporzioni ridotte ma semprechè la scala sia infertore del !fU&r·to. 71 J dic:.e;.{ui nou accompagnali da moddli sono e cl.;sj coucorso: pott·anno essere dal giuri esaminati eJ zalt, pero cunsitlerandoli ad ogni modo assolutamente concorso. 8} l n omagl(iO fiÙ uu generoso pensiero, che trovò simpatica eco e che tu applaudito dalla conferenza, che • nulli\ di ciò che può v11lere in soccorso dei feriti e ad c leviarne le sofferenze deve tenersi segreto •, si sta che tutt1 i Governi e le Società s tesse di soccorso, Croce Rossa oJ altre, potranno, e ne è a nzi loro fatto mnt·oso invito, inviat·e alla e:sposizione di Roma modelli oggetti del genPrc od affini a quelli ammessi pel Nlln,.,"'"·"" come di qualsia <>i altro oggetto il quale segni un pr og nei mezzi dt soccorso, ecc. Saranno con premurosa ciLucJine accolli. e con ogoi cura messi in opportuna ma essi pure saranno, tutti e sempre, senza eccezione sibile. considerati però come oggetti fuori concor;~o.
D -
Norme ammin.islratice.
9J I modelli degli oggetti presentati pel concorso e le morie descrittive e i di"egni illustrathi saranno in,.,,.,.,.....,iN al <'omitato centrale della Croce Rossa italiana, gliene consegna in tempo perché lutti gli oggetti gli pos!"ano esseN pervenuti e si po~sa procedere al loro "u''""..-~ mento pella mostra prima del 30 giugno 189:3, termine di .~oluto t'igore. 10) Ogni conr'or re nte dovrà a ncora con lettera ra(}CO•InllDdata, diretta al pr·esidente di esso comita to centrale,
CO~CORSl
1147
\l~arlo nlmeno uu mese pr·ima rlell'invto, eù i nùicar~li cosl
natura lelro~!ò!eltl) ed approssimattva m eule il pt:!so e Il) 18 dtUJ8rl!>Ìlllli. 1l) Sarà led lo a ll'esposilorti in essa lettera di preventivo annunzi• Jelì"inYiO, designar e un rap pre;;eHtante in Roma, pe~rtl\ rriY8l8. 8f(enzia, UffiCiO di c;pedizione, ecc. Ùl '>U8 tlducia , er la conse!!na dell'og~elto nel locale ,Jal cnmilnto centrak .-,abtlrto per a"sistere alla scassatura, ecc., e se ,Jet CftSO, diruzerne la montatura. Dopo ciò de,·e <·es">ar e lulta\•ia, par essi delegati, come per gli espositori stessi, ogni inge Nnza nPI coUocamento de~li oggetti e nell'nr·dinamento della uto"'tra. c·he rt!sla inleramel'"lte aflidat.:~ alle pet•;:one incaricAle d~tr comitato centrn le. 12 Per ciù rnegl'o oHenPre e sa lvaguarda re nei li miti tlt>l rossiblle 1 diritti di lutli i concorrenti ulla esposizione, es<~o c<llmlato "ar·à anzi nel loca le della espos tzion~> e per la l'P.· Jetiva corrispondenza, rappresentato da uno apposita com missione ot·Ji natrice della mostra, nominata dal consiglio dcrdti\ t"l del <'Om ttalo centrale italiano, tre mesi prima ciell'apert ura dell'e;;.posizione ed alla quale commissione gli esponen ti pott·uuno dirigersi personalmente o p~t· l~ltera. per t11ltl Rh -chrarimenti, reclami, ecc. che cr edessero tlovt>r cl iedert! il presentare. 13) l concorrenti che pr •ma dell'apet•tura della esposizione ,Je~i.lera'"ser•' maggiori di rezioni, schiarimenti , ecc., potra nno r•\·nl!!,.r>"r al comitato centrale del lot·o paestl, ossivero d•retlamell:t> al presidente dell'Associazione Itahaoa della Croce Rossa in Roma. con letlere affrancate o telegrammi con ri"po,.ta pu.!ala. U ) L'e;:;posiztone e g l:'aluita qu anto al locale, a l po:.lo OC· cupato, e i alle spese di collocazione. P erò sar·a e resterà a carico ùe::rl1 esponenti ogni qualsiasi spesa d1 spediz1one, trasporto, sosta, dogana, dovendo gli oggetti es;;ere consegnati a l••tto loro cal"ico nel locale della esposi1.iooe. Pure le sp~<:e li addobbo ed ornamento cbe si richiedessero saranno ad mlero carico dell'esponente, che ottenuta l'approvazion•• dalla commissione, dovrà anlicipa1·ne l'importo. 15) Il r·itiro degli oggetti non può aver luogo che ad espo-
1141{
CONCOIISl
sizione ultimata e chiusa. Deve essere falt.o e co-.,....,... " termine ài giorni 30 dalla chiusura. Dopo tale epoca oggetto non esportato diventerà di diritto e resterà prielà del comitato centrale italiano cbe polrà disporne. 16) Le spese di rimhallag-gio. esportazione e sono tulte ed inler·amente a car·ico degli espositori. II dovra essere fatto dall'espositore o da persona indicata lui come di sua fiducia. 1i) Non ~aranno ammessi reclami pet' deper imenlè, t.ur e, avarie degli oggetti e,:;posti, non manifestamente ineccepibilmente imputabili a colpa della commissione nalrice.
E -
;lpertura e chiusura rlella esposizione.
18; L'esposizione sara compiutamente or dinata, causa di forza maggiore, ed inaugurAta il 15 agosto ed aperta quindi al pubblico dal 16 agosto a lutto il 15 tambre. 19) La pubblicazione urtìciale dei nomi e del giur1 si solo all'atto della inaugurazione della mostra ree meglio sicurarne la liberiA dell'opera. Il giuri siederà ed durante la esposizione, affiochè possa dare un complelo dettagliPto rapporto pri ma della chiusura, dovendo la mulgaz.ione delt'esito del concorso, l'indicazione dei e la const>gna dei premii aver luogo prima della della espos-izione stessa. 20) Il g iuri potr·à. appr·ofìltare dei lumi e dei giudizi saranno portali, sotto il punto di vista speciale e l d&gli egl'egi scienziati che si riunir-anno in Roma in l'epoca pel XI Congresso internazionale medico, i quali mancheranno certamente d'interessarsi a lale quisLione. inteso che il giuri non terrà conto che delle memorie che gli saranno presentate al riguardo da• membri di Congresso. 21) QutJlunque contestazione o controversia, che
CONCORSI n•org~re tra la comrutssione
IH9
ordinall'ice e glt espositori,
~arà defel't\8 ol giutltzio inappella bile del Consiglio dtrettivo dPl comitato cenh•ale d~>! i' associazione italiana d~>lla Croce
Rossa.
11 comth1to cen trale italiano confida che tl numero degìi coucorre nti o no sl p••etnio, e l'importanza degli o~gelh presentati varranno a realizzat·e tl generoso YOto delle LL. ~1:\1 . e che rutile che ne trarrà l'opera della Croce Ro5S8 e più che tollo il servi:t:io sanitar io in pr6 dei feriti guerra, cot·risponderà a ll'alta e sommamente pratica idea, 10 ~he ha in"pirato questo concorso. n comttato centrale italiano fa viva preghtera ai comitati soUo comitali delle as:::ociazioni consorelle, nonch(' ai gior8 rudi italiaut ed esteri ùi voler da1•e al presente programma la roaggiol'e pubblicità. mentre dal canto suo non lascera ìoLenlato Hlcun mezzo per raggiunger<! il nobili"simo scopo, e not•·e la speranza di corrispondere alla fiducia in lui riposta dalla V conferenza inlernazionale delle AEsociazioni della Croce Rossa. ~pool!uti
Roma, li 21 luglio 1892.
Il Presidente del Comitato Cencr·alE Jtaliar.o G. L. DELLA SOMAGLIA Concorso iaternaziollale per un premio eU L . 26000.
Il pr... mio otTec>rlo dal Re del Belg;io di L. 25000 da di«Lri· bulrsi nel 1~~)7 sarà conferito alla memoria c he meglio avrà ris posto alle f'eguenti questi;)n(: Ec:porre sotto 1l punto di vista sanitar io le condizioni meleorolo~iche, idrologiche e geologiche delle contrade dell'Africa E-quatoriale; << Deùurre dallo stato alLuale delle nostre mater1e i principit d' giene opportuni per detle conti-ade, e determinare con o<:.,Pr,·azioni il regime di vita. d'alimeoiaziooe e di la-
1100
CONCO H~ l
,·or o, come il m'glior !"1slema ùi vesttmenta e di .. ..,J,~~:lOIIi per meglio con~enare la :;alule e la forLa; ~ Desct•ivere la sir~Lomatologia, l"eiiologia e la pa delle malatlie che si ossenano nPII'Africa equatoriale, òicando la cura sot.to il rapporto profilattico e terapeu I.e memorie saranno inviate a Bruxelles, al ministro f interno O della pubblica ISli"UZiOrte avanti il 1~ gennaio 1
NOTIZIE
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L 'aasooia.'&lone dei oava.lleri ita.Uani del Sovrano tare Ordine dl Malta per 11 servizio _santtarlo guerra. - (Illustrazione militare italiana). L'Ordine Sovrano Militare di Malta, comprende nei Stati d'Europa vari gran pr-iorati cd associazioni che centro nel gran magistero r esidente 11. Roma, alla cui sta S. A. il principe grau maestro Ceselli a Santa elello a questa suprema dignita il 1 ~ febbraio 18ì2. Fedele alle secolari sue tradizioni l'Ordine di Malta, di possedere parecchi ospedali, dove l'umanità tJ'OY8 aiuti e COnforti, rivolse le maggiori SUe cure tuzione di mezzi di soccorso ai feriti cù ammalali in raccogliendo per primo i voli che nell'anno 1863 si rono a Ginevra dalla conferenza internazionale per oizzazione della Croce Rossa. In Italia !"Ordine di Malta ha approntalo ~·arredamento di 3 Lreoi-ospedale, cd un ospedale capace di oltre 100 letti, e pt·omuove continuamente di quP.sti mezzi di S\lCCorso . :::\e l l"Auslria-Un~heria, ollre lA creazione di treno ferro ,·iario, esso tiene pronto l'arredamento per sei treni capaci di trasportare 600 feriti ed ammala~i ospedali da campo agli stabilimenti sanitari di rìserva l'interno della monarclria. Come in Italia anche nell'
un
"NOTIZIE
ungheeia, l'Ordine di Malta dispone di un personale direttivO e :::anitario incaricato di disimpegnare rispettivi
servigi. l cavalieri di Malta austro-ungheresi ebbero a prestare segnalati soccorsi nei combattimenti seguiti per l'occupazione del! a Bosnia e dell'Erzegovina e nella guena serbobulgara. Nella Slesia e Vestfaìia i cavalieri di Malta prestarono 1 efficaci :::ervigi nella guerr·a franco-tedesca del 1870. Oltre di trovarsi coi loro vasli mezzi di soccorso sui campi di bat~ag) ia di Saarbrucken, Gravelotte, Amiens, Querrieux, Bajaurne, St: Quen li n e Metz, essi eressero per primi dei !azzar·etti da campo in prossimità ai luoghi di combattimento. Le colonne dei cavalieri seguite da molli carri di ambulanza trasportaJ·ono dai lazzeretti agli ospedali interni oltre 10,000 uomini. In Spagna ed in Ft·ancia, dove soltanto di recente si organizzarono òelle associazioni dei cavalieri di Malta, :;:i studia pure alla c1·eazione di corrispondenti mezzi di soccorso nè minore è lo spirito dei cavalieri hritannic.i. L'Ordine di Malta è quindi un importante fattore nel campo dell'assistenza dei feriti, come in quello della filantropia e beneficenza, eJ a buon diritto esso conser·vt~ in Europa quell'aita considerazione ci te i gloriosi fasli del passato gli hauno giustamente attrtbuita. l/uniforme adottato pel personale direttivo e sanitario ctell'associa:done è di una forma aff~tto part_icolare e che non trova molti riscontri nelle uniformi d'altri corpi e<J associazioni. Consiste, in una giubba di velluto turcb1no ad un petto di 6 hottoni di metallo ossidato portanti l'improntà della croce di .Malta in rilievo: pantaloni la rgbissimi, alla zua,•a, della stessa stolTa e colore ed entranti negli sti,•ali. Berretto da ufficiale di marina in panno turclrin()nero e spada di \Ul modèllo assai caratteri$tico con impugoaiura a .croce in l)letaUo ossi.dato e croce di ~1alta in rìlie,·o. J commendatori è cavalieri dell'ordine- direttori e \'.direttori ni treni o baracche ospedali - si ~istioguono dal per.>on:tle sanitario (medki o farmacisti) per la croce dell'ordfM, pendente dal collo (pei commendatori anche la croce ottagona sopra la tasca a sinistra) e pcei speroni d'oro ed inoltre per :non aver alcun distintivo di grado nè al bèrretto ne alle maniche. Questi distintivi soM invece risernti al personale sanitario e di .segreteria, si portano sul berretto e ~ulle maniehe nella segu.eote misura:
~onzn:
·listmthi da t.colonoello da maggiore \"ice-ispPUore mMico da capitano .\ledieo capo da tenente Medico nsslsteme Fa.rmacrsta e ~eJtret.ario Detti distinth1 sono m AJ1!ento. Il peroonalc tecnico - medica e - porta inoltre il caduceo in ari(Pnto sulla controspallina. li cappotto u turcluoo scuro e a doe petti. Il -vestiario d'e>;tate e 18 color bronzo chaaro, co a pantaloni lunghi, le scarpe di cuoio naturale eJrerla del berr&tt<> blan.:a. Il basso persoualo veste Jn,ece cpme quello della Croce Bossa ìt.ol~t.a, m panno color maren,:ro, ma le fllet1ature sono scarlatte anzicbè CTilmisl (x,rretto conserva la formn di quello di m3rina. l graùì tlon forier ~ore e >\ILIO cosi distinti: J~pellore m\'dlco
-...
Infermiere e cuoco t llletli rOi:>i, lana 'orTeGiiant.! di ~ cl. s OletU ro:>Si, lana Sorvegliante di t• cl. 3 metti ro«si, lana Capo S&rv<lgliante dr P cl. 3 ftlettl rossi, seta Capo sorvegliante di i ' cl, 4 tlletti rossi, seta t gallone e 3 lllelli, Il capo sorveglìnntu non porta cont.rospl\llino. Distintivo generale per tutti sul rollf'tto' e sua berretti la croce ott.agooa l'ordine, bianca su fondo scarlatto.
lledlci millt&rl ..U'e atero. - Leggiamo M es.,aggero egi:;tarw rhd 16 agosto. CoJ. piroscafo staliaoo Arabia giunsero ieri, prov da Napoli, ove risiedono, il Joi.lor W. Kruse, capo del l torio bacte s·iolo~ico del prof. Dhorn, ed il dottor A. p.,.,.,........ medieo della R. Jlarina italiana. Essi si fermeranno in Alessandria pochi mesi per negli ospedali della citta alcune malaLlie d'infezione al di vista delle cau~e che le producono. Intendono cosl nuare delle ricerche di palotogia esotica, alle quali hanno dedicato altrove la loro operosit.a. Il Otret.t.ore
Oou. STBF.\:.\0 RsGr coloo oello medico ispettore. 11 Collabora.èoreperla R.• Martna
D.r TEODORICO ROSATI Jltdko di t• eltuu NuTtNJ FEDERICO, Gerente.
LE
fEBlli\J CLinlATICfiE Dl ~1ASSAL1 stud o
tllolo~ieo
e trillco rtel doli. Gi•' utni P e t e lla. med•co Ili i • d~s;e nrlla rf'i;l3 mario~.
(Continuazione e nne)
Se la climatologia delle regioni tropicali - dice il dottor Jous•et nel !'UO eccellente lavoro (26) - rassomigliasse alla estate de• no~tri paesi meridionali, hasterebLe esaminare il meecant-mo funzionalt' de~li organi al momento dei forti calori, esa~eraodl) al massimo i fatti ossenati, per porgere una idea appro~simativa della fì,iol o~ia degli nomini abitanti più o menu presso all'e•fnatore. enoncht\ la formala climatolo;:ica d'un clima ipertermi.;o come .\Iassaua non autorizza ad ague eu. i, l'anno iotertropicale essendo ben !ungi dal riprodurn• colà una sola delle no tre e~tatt: s'ingannerebbe, quindi. a partito ch i credesse io buona fede di poter desumere ùa co,;iffatto confronto il concetto fisiologico della vita d'oo eur4lpeo sotto il cielo del )Jar Rosso. Quando dalle regioni temperate o fredde l'europeo si trasferi ~ce alle torride, il suo organi:-;mo- disse il Lévy (33) nasce ad una nuova vita. Vitruvio, però, il grande arcbitello dell'antiehitil romana, s'era hen apposto al vero, prima di ì3
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CLIMATICHE 01 'IAS-.\UA
tutti, IJUaullo scr·isoe: quae a f'ri,rridi.~ 1·egionilms corpiJra tl1wmtor in calirias, non 7101.:...-unl rlura,·e vr>rl dissolr E difatti. la '(ue~tione dell'acdimalamento e del zione - ··omt accennai tooanzi - si t~ risol uta in senso, che ne:;s11na immigrnione europea è iu ~rado di servarsi a lunj.!o sotto i tropid. se non a condizione che v o~ni tanto rimutala con elementi nnon. \ Irdlo\\, Ù\'erhecl.. de ~l eyer (i-RI concortlarooo pien1mente conclusione eire. senza inrrocia menti cnn le razze i no11 si può ''ivere a lungo in quei climi e che, anche i l!iandosi, ti san~ue europeo scompare interamente alla generazione ..\ tale risultato pervenne pure ti dott. 0r:?ea5 suo pregevole studio antropolo~ico ed eronomico fallo Gujana francese (4i): le sue conc.lusioni so no agli con le idee astratte cbe i :;istemi filosolì ci han fatto pire sul co,.mopolitismo dell'uomo. il piit ,·omplesso es ·eri 'i"enli. che non :;i ~ottrae alla leg)!e universale e perciò, a somiglianza della maggiore parte dei vegetali degli a o ima li, non r COSIIlOpoilta, OOIl e~sendogli n<.,rn ..ma"' di cambiare impunemente di latitudine e cii clima. ~oi europei. sormontauclo la zona intermedta dei clim1 passiamo a IULI.a Telocitil di vapore daltemperalo al clima, ed, esponendoci cosi ad una variazione isoterm ica si badi bene al valore dell'isoterma.- di oiLre 15 arriviamo a ~l assaua con la celerità d'una palla da IA:IIIIIUillll come felscemente si e.'presse il Beoneu citaLo dal wives ( ~3), non per rimanervi inoperosi ma per espi la nostra attività, somatica e psichica. Organizzati per stere al freddo, come gli indigeni sono coordinali all'ambi tntertropic:tle, per virtù delle grandi leggi naturali che. lolla per l'esislenza, fissaro no con l'eredili1 i caraueri fi e fisio-patologici delle razze hianche e delle ncgroiui (
LF. FEDB!ll CLilfATICHE DI \1\SS\l:A.
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trichi vuriucomi di Haeckel {'2-i-) ), noi 1loùùiamo lottat·e a 'rassaua contro hl deleteria intluenza dell'altissima Lemperatu•"'· continua alla pari C()n lo staLO igromE:Irico dell'arin, e .:ontro l'ultra del laroro muscolare. i due fattori pato~e uetict dell'anemia. il cui sduppo, fntalmeote progresstYo, segna non l'adattamento all'ambiente. non un pronido artifizio di natura tendente a condnn·e l'organismo ad una 1rasformaziooe indigena, ma la decadenza li:;iologica, che stabilisce la dnrata della resistenza, individuale e collettiva, 10 rapporto alle singo~e condizioni di vita. Questa durata. (i'acl·ordo con s ~rbatelli {/.c.). non credo ~~he possa andare. 1n ~enerale. al di lil del secondo anno di "O;?giorno, se perlino 1 Baniani, pei 1Juali il clima caldo dell'India é familiare, <liveotJti pallidi e flosci in Mat· Rosso, sentono il biso~no, ogni due anni. di rinsanguarsi all'aria natiYa, né, per io ~orda che in essi :;i a l'o uri sacra frmtt~. ~ono allettati dal ritor·oare a \lasstHHl, se non dopo risnrciti, a capo di altri anni. i gua$li di salute. ~ oi non div~ntiamo, sollo i tropici, uomini estivi a permanenza, come pretenderebbe il proL tokvis (65); lauto meno lo potremmo solto il cielo di :\las:;aua - sarebbe roadoroale ti crederlo - dove vivramo una 't la artificiale, avvalendoci delle energie indigene, delle quali non possiamo fare a meno, ~e vogliamo su~'il'lere, per la no~tra incapacità etnica a fornire la somma dell'attirità muscolare che ci è necessaria. La capacità di resistenza ha i suoi limiti segnati. poichè. a ltreve ~cadenza o a lungo andare. in un modo o in un altro. che si esageri io un Yerso o all'oppo·to, che si viva con la ùilancia alla mano, uoiformandos~ alle norme suggerlle dalla teoria e dnlla pratica, prima o pot, secondo i cast e le dtsposizioni individnnli, si finisce per impallidire, per dimn~rare. per diminuire di peso, per amma l ::~re. Se tutto ciò co-
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sLituisca una modificnzione tìsiologica, giudichi il lettore suo buon senno: come sarebbe puerile, per il dolL. Orgeas c.), il pensare che lo s~;oloramento della pelle del negro il nostt·o cielo sia un elfello dell'adattamento al clima perato, quasi una prova della variabilità dell'uomo per le tale condizioni mesologiche, cosi sarebbe per me non puerile il credere cbe tutte le modificazioni fisiologiche, quali si va incontro a Massaua, non conducano, invece, variazioni d'ordine patologico, in quanto che tutto ciò esprime disag10, sofferenza, deperimento, entra nel della patolo~ia, massime quando dalla salute alla il passo è breve: e tale è il caso per Jl nssaua. Partendo. col dott. Orge.1s, dal principio indiscutibile la differenza dei caratteri fisici fra il negro ed il ,hianco è posta nelle condizioni di adattamento al clima rispeltivo e dalla diversità dei loro atti fisiolo~ici derivano le va patologiche, noi credjamo che il negro possegga tulle le dizioni capaci di disperdere il massimo del calor·e attraverso lr, propria pelle e di mantenere equilibrala la mogenesi organica, io grazia di taluue particolaritit ann fisiologiche. che sono: a) la ma~gio1·e volatilità del direi quasi eterea·, e, per conseguenza, ·la sua proprietà refrigerante, elle è incontestahile, dovuta ad acidi gra si latili e fors'anche a principi tuttor.1 ignoti, che ne cono l'odore sui generis: h} lo sviluppo più coosin<>•·"'"''dl del sistema vasale cutaneo e sud(lri paro e c) il debole svii del sistema sebaceo e pilifero, che sono particolorità certe, indirizzate entrambe ad assicurare all'organismo radiazione massima del calore animale : infine d) l' '"'""'"'""'~ piit considerevole di questo per la stessa irradiazione, il pigmento cutaneo: questa è condizione probabile, sulla legge fisica del p·otere emissivo maggiore che le
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lìcie polverulente, alle quali possono ben paragonarsi gli strati dei granuli pigmentici nelle cellule Malpighiane, preseolllU" al confronto con le superficie levì~ate (sperimenti di )l a~~un e Courtùpée e di Tyndall). E un ratto già rilevato dal rr·ichard {55) che a toccare la pelle morbida e rasata d'un nerro, si prova la sensazione di fresco, quando invece la nostra è urente al tatt~: le condizioni testi· riferite concorrono tolle ad uno scopo, al mantenimento della termota~si corporea. indispensabile alla vita normale Parrebl.Je a prima vista assurdo che la colorazione oscura della pelle del negro possedesse la proprietà diame1ratmeute opposta a quella che la fisica assegna al color nero, se la wedesima sciem.a non additasse nella disposizione a 1ranuli del pigmento cutaneo il ·~~o ocetto ipotetico dianzi espresso. Il pigmento, sia pure considerato quale contingente etnico originario~ a qualche cosa serve: esso è un e!emento ulile cbe, nella concorrenza vitale, compiutasi neJie fine tenebre dell' èra antropozoica. conferì alle r·azze colo~te un vantaggio sulle bianche, e che agl'indigeui d'Africa non può sen·il·e ad altro che a mantenere fresca 1:1 pelle. Se questa ipote:;i non garba, se ne escogiti una migliore a contributo della teoria dell'evoluzione. l'europeo lolla wl negro a ' lassaua ad armi disuguali, tullocbi· avesse in pugno quella potente leva che è la scienza epossedesse l'incomparabile supremazia dell'intelletto: contro il calore torrido nat11ra lo renda inerme, non potendone e).!li mutare le azioni. Ho messo a caposaldo del mio rag;onamento che il clima di 1\Iassaua non è paragooabile ad alcuna delle nostre estati e che la fisiologia dell'europeo durante l'estate del clima temperato non è applicabile, se non entro determinati l imiti , al suo corpo vivente sopra un suolo ed un mare infuocati ed in un'aria infiammata. lo penso col Rat-
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tra~. il dotto e zelante medico della }Jarina Britannica, c
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con le sue pazienti ricerche, (M) e (5i), 111iziò la serie osserrazioni metodicamente scieotiliche. penso che la logia comparala delle razze umane, abitanti le regioni del globo, deL ba precedere lo studio della patologia di q mede;,ime r . .me. senza di che non è poS3tLile distinguere apprezzare al loro giusto nlore i !alti morbosi, che sono, piil spesso, e::agerazione dei fenomeni lisiologici mesc.•lati a fenomeni patologici. Le razze sono figlie dei cl lo di~se il gran padre lppocrate. cui bisogna far· di anche oggi: non è forlie fìglio del secco ed ardente l'uomo magro. focoso ed infaticabile. che lo abita da immemorabile? il figlio del caldo-umido Sudan non è infingardo quanto un Dimkalo della costa Eritrea? e l ricano del nord non c forse debitore della sua proverbiale tivitit all'esigua umiditit del clima nativo? Purtroppo, la siologh delle razze è da farsi quasi per intero, come può con>incersi le~gendo il Topinard (10 111~), ma è merito medici della marina france:;e. emuli del 1\allra). se oggi pas~o avanti si è faLLo sulla via da lui tracciata. ~ou si no~ce, è Yero, il chimismo intimo, organico. delle razze picali, proverbialmente note per la loro frngalità e temente vegetariane. come la chimica fisiologica dell' smo europeo ha molti problemi ad incognite ancora da solvere, ma, da 30 anni a questa parte, tuLLe le piu im tanti funzioni organiche furono souoposte ad accurate r che sperimentali , che il Jousset raccolse, insieme con le proprie. in un corpo di libro (l. c.) che fu onorato di unmnn. Io mi son dato la bl'iga di leggere tutto ciò che m'è ven sott'occhio ~u questo intere;;~antissimo arj:!omento della fis patologia comparata e: dopo un accurato esame analitico tulle le modificazioni nutritive e funzionali che il clima
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rnduce nelrecuuomra organica dell'europeo, confrontandolo con te note caratteristiche fisiologiche degli indi~eni di mzza rropicale. :>on venuto nell'intima convinzione che a 'tassnua, per la -.traordmarta ed errezionale potenza dei fattori climatici. e~~e tendono nntnralmeote alle variazioni palolo;.1iche. ~on i-tarò a rtf~rire tutte le conclusioni che gli autor·ì. in tempt più o meno n noi vicini. hanno traue dalle loro osservazioni e ricerclre. poichè andrei troppo pet· le lunghe e non fart'i ù1•l resto opera meritoria. io pre·entare al lettore fatti gia noti per lavoro altrui: mi hastera indicargli che. a partire dali<' funzioni cutanea, circolatol'ia e respiratoria, per con1innare nella di~Wli' a. nella renale, e per finire alle ner· vose, sensoriali e metrici. c'è tutto un cam po da esplor·are. coi mi;.diori mezzi ::cientilìci moderni , ~h e potrà esser fecondo di utili risultati. ad incremento della lisio-patologia compaJ<'ta delle razze. )fi lrmiterò. quindi, ad ac~ennare soltanto che la prima e piu srgnificante "ariazione patologica, alla qu1le sojlgiace la nostra economia. per imprescindibile fatalità rlimatica. è lo stato anemico, che talvolta resia latente o passa inosservato: le condizioni termo-igro-barometriche a Mnssaua ne sono la ~ausa elliciente primaria. Secondo me, più che di una ol igoritemia iniziale. si tratta d'una anos.~il'ulia, come il dott. Féris '1?) chiama l'anemia delle latitudini tropicali, mollo affine a quella delle altitudini, studiata da Jourdanet e P. Bert. La tensione dell'ossigeno a .\fassaua è innegabilmente abbassata a un gr-ado . che l'e~uale può solranto cercarsi, in via ordinaria, nei dtmi di montagna: vi si patisce fame d'ossigeno, nè. per quanto l'apparecchio t'espiratorio si modifichi nella sua mec~anica funzionale, si arriva a compensare il difetto del processo ossidante. poiché nè l'aumento del ritmo, che assume spe~so il carattere polipneieo nel sen8o del Richet (60), per
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LE lliBBRI CLIHATICHE DI
MA~SAUA
l'insufficienza dell'evaporazione polmonare. nè ampiezza della spirometria valgono a far Yariare la ten,lone del gas vivific.·mte. che per di p111 -.1 presenta alveoli in condizioni termiche tali. da impedtre come slrarono Mathieu e Crbain , l'eneq?ia della sua fissa zione globuli sangu1goi. La cras1 sanguigna deve: dunque. per sità subire. a cootatLo dell'atmo:>fera intertropicale, una riazione qoalitativa per effetto della sola azione climatica. Jl dott. ~l aurei, che fece ricerche ematologidte alla lupa. dimostrò appunto ($. 1) che in soldati giovani e i quali avevano soggiornato in quella colon hl da 6 a 3? ,;enza mai <~mmabrsi, le emalie si numeravano 10 normale e perfino ad una medin :'uperior~· a quella ""'"'--' in Europa. ma avevano perduto, al conlrariP. il .20 •ju loro emoglobina. È one·to. pet·ò, il dire che il dou ..\l in ricerche posteriori t i.O) negò quesla diminuzione binica. onde allo Stob.vis non parve vero di ne~are, a soa (l. c., pag. l 9i ), l'esi:;tenza della anemia termica e..;sendosi prefisso di incoraggiare la dominazione :.ullt' razze indigene dei paesi cnldi. A ~Jas~aua. però, sol pl'mdividui ~~ sollopongano all'esame clinico, si rende essi palese l'impoverimento del ~angue . che non si rivelò dott. Pasquale come vera ipoglohulia, per il fatto che il porto fra la parte liquida e la corpuscolare era alterato da lasciare piullosto ammeuere un aumento numerico~ livo, degli emocili : sarebbe quindi più saggio consiglio, espre-so in voto dal dou. Rho {6 l, pag. u.:s 1), di .,.,,,.,,...., d'ora innanzi del cromocitometro del Bizzozero per uno ematimetrico comparalo fra gl' indhidui colà dimoranti. rebbe anche importantissimo verificare se l'ispessimenlo 11lasma sanguilli.s, osservato dttl dott. Pasquale, sia un costante o soltanto occasionnle. essendo generalmente
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messo nei climi caldi, come condizione rond.1mentale, che per la copiosa iogestione di bevande. si ha, inrece. au:nento della roa,sa .!enerale del ::angue. replezione vas:~le, una >era pietora srerosa. con iperemia passiva del fegato per aumento della tensione renosa nel sistema portale, e con effetto opposto a •1uello o>sen ato a Mas3aua, ossia r.on ipoglobnlia da idremia, per la stes:>a ragione della perdita di rapporto fra emati e e volume del sangue, e con tendenza alla diffusione della ~ostauza colorante per emolisi, come rivela la colorazj01,e sul•-iUerica delle congiuntive. $ 1 be,·e moltis:<rmo a :'!Jas~aua (da 7 ad litri al ~ioroo nella --Lagione torrida, seconda Panara). ma non si suda m corrispondenza, nè in proporzione del caldo : la qualità del sudore, denso, viscoso, attaccaticcio, rilevata da lui con molla arte. tron1 la :-ua spiegazione nello stato igrometrico dell'arra. che si oppone alt" evaporazione refrigerante cutanea e polmonare. ~ Si orina, inrece, 5pessissimo ed abbondantemente- soggiunse il predetto autore- ed è una orina chiara. limpida, r.ome per dinbete)) (l. c.). lo direi che si sieno quasi iuvertite le funzioni. che. cioè, la cutanea, dej!radando.si . .s:asi ::-o,.tiLUita alla renate, non P.ssendo essa sufiicieote al suo scopo irradiante ed evaporante, nella misura che sarebbe pur necessaria. ~empre per eiTetto della forte tensione del ,·apore atmo:,ferico, inihitrice della dispersione calorifica in no ambiente co~ì ipertermico, si tende a Massaua all'aumento del valore medio della temperatura corporea. Sarebbe ovvio lo accennare. ancorrhé per sommi capi. al meccanismo ~ermo regolatore del no::-tro organismo ed alla parte che i ce!ltri ner, o~i prendono nei proce;;si bio- chimici di calorificazione ossia di combustione organica, come pure alla legge di Newton. che regola l'irradiazione del calore anche dal
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corpo umano, ed ai calcoli quantilativi dei fi sici e dei chimici per determinare le calorie di produzione e dì dispersione in determinati ambienti e sotto certe condizioni di .-ipo ·o e di attività. 1 me basta l'i levare che, come durante l'estate dei nostri climi la T. del eorpo si mantiene più elevala di 0°, l a 0°,2 C, secondo il Beaunis (.i.), così tutti gli ossçn·atori ammeuono un'ipertermja normale, sotto la zona intertropicale, negli europei ed anche un po' negli stessi indigeni. Per gli europei Davy constatò un aumento di 0°,3.; a 1 o .Fahr: Bro" n-Séquard lo segnalò di oo. O C: R.attray ammi5e in media f 0 ; f C in più, Guèguen soltanto 0,3. )Jaure{. diede per media 37°.5 {i2 ); ma Jousset (l. c.), che adoperi; termometri di precisione, trovò che la rut!dia 05ciUa fra llll minimo di 310,6 e un massimo di 38°,2, beninteso cbe nes·un caso con tali temperature gl'i ndividui a'"'''rt.-R-:i malessere febbrile. A 3Iassaua il dottor Barbatelli (l. pag. l 125) nrifìcò pure che la temperatura del corpo una elevazione di 0°, 6 a 0",7 e cionondimeno l'organ seguita a funzionare normalmente, massime nell' nn'". ........... digestivo, che è. in generale, il piu suscettibile alle zioni patologiche, come dirò appresso. Io med~simo ricordo d'aver ma1 avuto nè riscontrato in altri una ratura sou'ascellare inferiore ai 37°,5, dall'aprile a settembre: rammenlo pure che, otto l'azione del ""-<'''tlfc.., vento infernale, ("') per la violenza con la quale in furia e per calore secco che trasporta dal deserto della Nubia, si .,,...,,,..,..,,..,
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n Non di nord-~3t, come per errore ru slampato a pag. 109!, ma m ovest .: a Massaua questo ventc, cosi detto dalla parola araba tarme~. VUOI dire cinqmmta, per il SOffiare che (a, ID Egitto, ~ giorni prima ed trctlanli dopo il solstizio d'estate. Stando alla lettera, non meriterebbe questo nome a M:.ssaua, do,•e ha una durata molto minore, ma glllndigen1 non vanno t:tnto per il sottile in fatto dJ etimologia!
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temperature corporee, prossime ai 38 ed anche superiori, :.enza ·he per ciò si aves"e febbre, ma soltanto un malessere per )'ardore interno ed esterno che martoriara. Il mag~iore medico cav. ~lanes cakhi raccolse in uno sp-ecchi ello {in ed iLo) le temperature di uomini sani. durame il kaulsin, rilevando 10 un ~oldato robustt~!-imo perfino la misnra del 38°.8. f.-li t\ che ru un amhiente relate i! l'aria acoro eL oce,cmeva ~n i )l a~~aua nel periodo io cui sollia IJUel reoto. si tollera il caldo come in parecchie terme r<>rnano-irlandesi, dove esistono stanze ca lde 11 90° C ma secche (cnlidatinm), molto pru a lungo che io ambiente caldo e umido (58): da ciò si capi~ce perchè un·e:.tate intera, passata dal Treille nel Sahara marot·chino, possa rispettare l'i ntegrità della ~alute. mentre pochi giorni in clima oppo:.;to bastano a perturbar-la. Duolmi che le ragioni di brevità mi obblighino a tagliar corto sopra molle con idernzioni, relative a~ l i atti nutritivi e funzionali organici sotto la zona torrida: il lettore comprenderà che. per 4uanto facessi non mi sarei> be possibile dir toLLo in poche pagine. Ad esempio, per le variazioni sensoriali. rrlevate dal dott. Barbatelli (l. c., a pag. 1122), a seconda del periodo di tempo trasrorso in Africa o dell'epoca in I'Ut vi si arrh·a, avrei veluto intrattenermi sugli apprezzamenti del dott. Bor·ius (7), che avvisò do\'ersi tener conto delle modificazioni subite nella salute ed istituire uno studio comparato fra stato fi~iologico sensitivo e stato atmosferico: per me. lloegli appr·ezzamenti valgono a giusttlicare il sigoificaltJ, tnllo relati' o a )l assaua, della sensazione di fresco· umido, che si prova con 2o0 o 36° C, dopo che lli è passata colà una stagione torrida. In sostanza. se. fra tutte le alterazioni , si tiene principalmente conto dei disordini dell' innernzione che fa parte di tuui i proce~si vitali dell'organi"-mo: se, per il pertorbamento
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delle funzioni. massime della digestiva e respiratoria pensa che il ricambio materiale soggiace '""~"'"'"" deviazioni dalla not·male: in un clima, dove !l er~centri co dei liquidi orKunici verso la pelle e la copia bevande inge::.te illanguidiscono il potere dei succhi enterici , e dove J'aftinitit che l'emovlobulina possiede mentalmente per !"ossigeno è diminuita per le climatiche: se per poco si suppone che la reazione acida tessuti più importanti (nervoso e muscolare). quelli che .Massaua sono più esposti alla prova di resistenza. d'intensità, mentre il ;.:r<ldo di alcnlinitit. del sa ngue invariato o diminuisca per Io stato anemico e quindi la reote di diffusione. basata sulla difTerenza di reazione, sangue ed elementi anatomici sia resa men attiva da riparare il consumo dei Lessuli al grado necessario ( f): inoltre, si riflette che i sistemi di compensazione fìsi pei quali l'economia animale trova la via di espellere. le stanze n ~ci ve che continuamente la inquina no, a un momento si rendono ìnsuflicienti a ristabilire l'armonia funzioni: se. infine, mettendo a calcolo tutte le anzidette costanze. si considera che, per la tendenza nli' iper·termia, calore organico è in una specie di equili brio instabile elle piu lieve causa. o il piu piccolo errore basta a turbare, e considera altresì che il centro nervoso regolatore della genesi nell'europeo è adattalo ad una specie di ginnasti per cui sopporta bene .le variazioni atmosferiche nroprie nosLri climi, me~lio che non sia in grado di reggere a alle condi1.ioni !ermo- igrometriche eccessi ve di Massaua, pare che si possa ra~ i onevolmente conclndere che tutto ,·erge, lal{gil1, ad esporre l'organismo europeo ad un cimento, essendo suprema la lotta impegnata contro gli menti cli matici ma disu~uali i nostri mezzi di difesa, e elle
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febùre. qu•lnòo non s• prenda per gli occh i. come è comune credenza sollo i tropici per l' inteositù della luce solare, è la piil 0 , ria m:wi(e3tazwue dei perturbam~:nti indotti nell'organislllO da quel clima eccezionale.
Il l. L~ Ji'bl1ri clunaticlte di Jfa8sauu .vareiJbero da autointossica-
:iom. /fiMW tll'lla p o~sibil1• loro eroluziont in infi:Lt i rr tifie hP. ~el mio lavoro sull 'i n~olazione e colpo di calore (l. c.) mi propo~i. due anni fa. di interpretare la patogeoesi di questa entitil morbol'a in una maniera diversa dalla più universalmente accett.a, e perveno i alla conclusione che il concetto più adeguato ne fosse la tossicemia autogenetica o creatinemia di terzo !!r;tÙO , come la chiamr~i . S"}!giuogo ora che a siffatta denomi nazione intesi dare un significato comprensiv•) e provvisorio. s:~ho a formarne altra equivalente: della quale creazione filoloj.!ica ognuno è a sua volta libero. purchè in un •Jo al~iasi vocabolo derivato sia compreso, l.lPPUoto. il concelio l!enPrìco dell'autointos;:icazioue. \ po.·o più di un anno di di:.Laoza dalla pubblicazione di •tnello ;;criltarello ebhi il piacere di veder condi>iso il mio modo ùi pen ·are dal pro f. Albertooi (di Bolol!oa) e dal Siln (di Pavia). i quali nelle loro brillanti e dotte relazioni sol tema delle autointossicazioni. lette al f\' Con~esso della Società dr medicina intrrnn (3!l), parlando del colpo di calore o di ~ole lo attribuirono ad un vero intossicamento per imperfetto ed incompleto ricambio materiale nei tessuti organil·i: anzi, il primo di essi ehbe, non ba gun ri, la bontà di
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signifìcarl1li che di quel conceuo d~ me espresso ave\'a nuto conto 1n un articolo $Hl tema favorito, che ha già la luce per le stampe nel 'l'rattat.o italiann di patologia e ropifl medica, (roL L P. T.. pag. 40}, in corso di zione per merito della solt!rle Casa editrice dou. F. }fi ~ particolarmente grato rilevare anche le parole pL·of. Baccelli. presidente di 'luel Congresso. indi rizzate a cordare che in Africa i rnedici militari vanno compiendo sulle febbri anticamente dette gastriche, alle quali il s'era pur riferito nella sua letLura, e cbe non sono da fondersi ron le febbri Lifoidi. hencbè di quesle abbiano semùiao1.e. ·ono febbri con disturbt ~astro-enterici pre da allrihLLirsi allo strapazzo od a qualsiasi lavoro prolu anche leggiero. che sotto quel clima è micidiale, febbri .ereatinemia. come il colonnello medico dott. }fontanari · fio dal 1875 . Yariabili nella gradazione d'intensità, come -cenoni di poi (l. c..). TI dott. Fayrer ('?·l) le chiamerebbe I ndia feblwi enteriche clim<Hiche, per distinguerle dalle teriche contagiose. L'idea che In febbre effimera a Massana fosse da tossicazione fu già con molto acume concepila dal dott. nel suo primo lavoro (6 1. pag. l i-15), venendogli forse geri<a dal medesimo dott. Fayrer. cbe, parlando della bricola od effimera in India, e.spr·esse l'identico C<' (t. c., pag. ·l 55) . Per l'effimera, dunque, siamo in piena dottrina dell' sicazione autogenetica, come vi siamo per il -colpo di di calore: perchè allora non potr·emmo essen·i anche quelle altre piressie, che, non essendo a principio tifiche divenendo tali io seguito, stanno pre.cisamente in mezzo 11 grado più leggiero e l'allro estremo per gravezz:'l della bre termica. quando si è dimostrato che il calore è eu~me1rq
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recipuo di morbosità a }lassau:-~? Se il mio valente collega ~ho, dopo aver accennato ai lavori del nostro Selmi sulle pwmainf' e indicato nelle leucomaine del Gautit!r la causa efficiente delle febbri più comuni in ~far Rosso, avesse se· guito la stt:~sa via piana e diriuo. e non si fosse, invece, cacciato nel lahirinto delle infezioni microbiche, ci saremmo incontrati al certo e non avremmo tardato ad intenderei pienamente. Se 110 ùu hhio ancora mi restava nell'animo che le febbri climatiche tli \Iassaua fossero da autoiotn~sicnzioni. dopo lo studio da me fatto di quel clima e la lettura delle relazioni sopra citate. esso è oggi iDlerameme dissipato. 11 oo.5tro or••anismo ~~ un laboratori() di \•eleni: indipendentemente dai D microbi pato~eni, i nostri tessuti, aggregati di cellole "Vive, elaborano ~ostanze alcaloidee tossiche. a somiglianza delle cellule n~~etali ed a spe~e delle materie pr(•t.eiche. Questa produzione di prindpt velenosi è normale ed incessante. ma se pet· insufficienza degli apparecchi depuratori sono ritenuti nel sang·ne o ::.e, pur essendo eliminati per le vie ordinarie, la quantità loro è eccessiva in ragione della stessa produzione, diventano ipso {aclo pirogeni . A )Iassaua noi Lroyiamo due condizioni capitalissime percbè rintossicazione autogenetica sia all'ordine del giorno, mi si passi il gllllicismo: l'una è nel clima e si riferisce ai suoi molteplici elementi. rilevantissimi, l'altra e nell'organismo e risiede nella compagine dei tessuti e nell'apparecchio digestivo: vi troviamo, cioè, la sorgente delle anormali decomposizioui de!!li albumino~di nel parenchima e nei suc'tbi dei tessuti per effetto del diminuito trasporto di ossigeno sollo l'azione diretta del calore umido, e la sorgente dell'anormale decomposizione degli alimenti, della loro putrefazione nel tollo g-astro-enterico, sotto l'influenza indiretta della mede-
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"Jma causa. bi~ognerehbe
vh·ere m altro pianeta per non app l)uaota parte p11ssa avere la luce ::olar·e intensa ·ui materiale oon .•aprei precisare: credo. però. di poter ios11Dnal'lli che il benefìz10 igienico di essa oello sterilizzare i ~ermi togeni si \'OI)!e 10 malelizio Terso 1l nostro or~anis mo, qu1nto che per re,~ce,;!'iva sua forza eccit1n1e sol.proto cellulare concorre ad accrescere la scomposizione delle :-lanze organiche ( l f ). ed aggrav;t l'autointossicazione. Creclerei di far un torto alla sapienza del lettore. se entril~si ora nel discor"o dei pro~res$i che ha fano la biologica. ind1~pensahile presidio della b1cteriologia: proj.(ressi giornalieri. nei quali il nome italiano non rel\ta altri secondo. L'idea dei vaccini chimici, che infor·ma la dell'immnnitl1 preservatrice per ritenzione di sostan~e d sibili ( U ) t> ovgi la piu accreditaLa. i sa che, quando il gocitismo neo meno, è lo 5Lato ballericida. insito alla po.;•zione chimica degli umori normali. che modera ed a la pullulnzione de~li a~enti p:ttogeni or~anizza ti, che li e sopprime le loro secrezioni tossiche (9). Chimica e chimica, ecco la finale d'ogni processo, demro e fuori corpo umano: basiano minime differenze nella com degli ambienti "·rvi ed inerti, liquidi o solidi. per iulloire sviluppo: :;ulla morfologia e sulle funzi oni delle cellule, esse isolate come i microbi o raggruppate come i come gli istobi (metafiti e metazoi) di HaecJ..el. ~essuna meraviglia, 'luindi, se nella dourinn delle iDLossicazioni si faccia oggi lar·go posto ai prodotti propri dell'organismo e se, accanto all'avvelenamento tossine microhiche. nelle malattie infettive si pon~a no le to:;sine autoctone, endorganiche, .svilnppa_tesi per complesse. Lo stato tifoso é notoriamente si ntomatico di
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riate infezioni e non esclusivo della febbre, cbe da esso più specitìcamente si denomina: donde ìa possibilita che esso ~i ori~ioi da principi velenosi delle comuni fermemazioui e l'opinione t>rnessa circa la tendenza degli studi moderni .t gellar la ha~e d'una dottrina nmorale rbe s'impone. diversa dall'antica ma in :-ostaoza :sempre umorale ( Yara~linno) l~9,pag l 58). ri -ono, duDlJUe, punti dì conlauo fra autointossicazioni ed infezioni. che spesso sj anicendano. ~i c:onfonùono. si trasformano fra loro : da ciò le parrenze sintomatiche, alle qual i ho accenn<llO sopra. Lo studio delle fehbr·i ctimatiche di )lassaua solto questo nuovo aspeuo, dirò così extramicrobico, è seducenle quanto altro rnai: un nuovo campo di ricerche si dischiude all'attività negli osservatori. L'anossiemia si trae dietro la necremia, per la necrobiosi che provoca nei tessuti: si può concepire col t.Jautier che le cellule animali onde si compongono, Yivendo fuori il contatto dell'ossigeno, sono anaerobie, come i bactert della putrefazione: donde l'analogia fra i processi di fermentazione degli a!burn!noidi e quelli del ricambio materiale . I prodotti della vita seoza ossigeno sono i più tossici (Bouchnrd). ed a )Jassaua, dove si re~pira un'atmosfera C• !doumida. a debole tensione di questo gas, è da supporre che es">i ra!!}!iu n~ano il massimo della produzione e della veleoo~ita. l'tomaine o leucomaine, leocine o leucoproteine che iano. i prodotti dell'abnorme decomposizione dell'albumina organica. allo stato normale, sono ossidati in sito o uel circolo ~anguigno. man mano che si producono, ed espulsi per le vie depuratrici con eguale facilit.à . Queste sostanze tossiche sono estremamente ·labili e molle di esse non fanno che altraversare il sangue senza arrestarsi in esso (Aibert()ni): vanno poi soggette ad ti'na serie molteplice di trasformazioni, 'j'.}
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LE fEBBRI CU.UT!CHE DI )IASSAUA
ma"''me ne~li stati intermedi. e. secondo il Kobert, presentano caratteri netti e decil'i per distinguerle dagli c~tlo idi vegetali. Gli splendidi lavori del Brieger, ai quali corsero quelli del Sei mi. Il anno non solo condotto a "IJO::çm~ care d1im1cameote le ptom11me fra loro, ma a rivelarne straordinaria mutnbilita d1 compo·izione . .\la a .\l a.niUa, ollre che dalle sostanze nlcaloidee, l' into~:.icazione deriva anrhe dalle azotate e dai numerosi che danno la reazione agli elementi anatomici . L'azione ralw:ante, che, insieme col forte calore. es-e esercitano centri ner•osi e sul ~uore. rooduce allo SI[Uilibrio degli parecchi compensatori. Come e non bastassero i tossici del consumo, nuovo materiale venefico è versato circolo sanguigno con quelli dell'introito, il tubo !JlB>~rfio-A•~•...: rico essendo il più soggetto n perturbamenti delle sue ~"" "'u•'ll Questo ~rnnde fabbricatore di veleni,. sor~ente unica di nto:;:.icazione per alcuni autori. contribuisce indubbranlenll ad a~~ravare le condizioni morltose alle quali tende nismo europeo. La febbre climatica si accompagna cabilmente a distnrbi gastro-entarici, spesso ~ravi ma sempre pt·oporzionati all'altezza della temperatura: alla veolrale, ostinata nello stalo sano ed anche a principio febbre. talvolta subeDLra il sintomo opposto, la diarrea, cui tal'altl'a si esplica la crisi $3lutare e che perdura convalescenza. Io ravviso in questi fenomeni, somm indicati, un legame etiologico con l'intossicazione uuliJIIjL\1,..., ne sono intimamente convinLO, e presumo che gli ingesti, debbano subire, lungo lutto il percorso del canale gerente. fermentazioni anormali, per difetto di succbi putridi (acido cloridrico e acido colico libero), in guisa ne l'isultino to$sialbumine, che il[feglllo, messo da madre
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tura fra ti si5tema della porta e •1uello generale venoso , non rie::ce .;empre n modificarE', esso che patisce l'i peremia passiva }Jer azione ind'reLta del calore. E ne risultano pure sostanze azotate, aromatiche, acidi che pm,·engono anche daol'idraLi di carbonio, basi organiche. gas nocivi ecc .. che ranno tuili ad inquinare la massa sangnigna: insomma . ciò eh e a \las 'aua si compie nell'iote:.tino umano. riceltacolo ordinario di bacteri della pulrefazione. sotto l'az.ìone climatica e per effetto delle mutate condizioni fisiolo giche, è un 'incognita. la cui soluzione è risen·at~ alle ricerche chimiche future, non ue dul•ito punto, ma il problema non si presenta t.nnto poi difficile. oggi che la fisio-patologia della digestione ba eccit.liO l'interesse generale e conse~o:u iLo un reale pro~resso. L'induzione scientifica fa presentire questo progresso anche, e forse pit't, nelle febbri massauine. La determinazione quantitativa de~di eteri solfo-coniugaLi nelle orine $areù!le, però, di grande valore per conoscere lo ~tato di putrefazione dell'intestino, più che non sia stata fruttifera di risultati pratici la ricerca dei pigmenti biliari e dei sali orga nici ed inorganici. L' e~ame dell'acido solforico preform ato e combinato, ossia il rapporto fra quello dei solfati e l'altro dei composti nromatici, potrebbe rivelal'ci se ~li eteri olrorici provengano anche dalla distruzione degli albuminati pr')pri del corpo. D'altra parte, noi non snppiamo c.ome si comporti a ~l assaua la facoltà riduttrice del protoplasmn. se l'escrezione dell'azoto superi l'entrata, se resalazione dell'acido carbonico sia aumentata: epperò, giova qui rammentare con 1'.\lbertùni (:19) che una febbre elevata, co inciùente con unr. orina a peso specifico basso e in lruantità pres~o che normale, fa pensare ad autointossicazione: così in ~egna il prof. Baccelli da ~O anni. i.\on è pot deciso oggidi, ~
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in modo definitivo. se l'aumento dell'eliminazione dell rostituisca parte inle!!rante del processo (ebbrile e ~e proporzionata a!l' altezza della temperatura: l!'li dei prof. Wood e ~Iarshall (di Peonsylnlnia) a provare l'opposto (13). econdo .\lourso:: (H), l'urea rehbe notevolmente diminuita nelle regioni calde. allo "ano Che poi la massa geoetale del sangue aumenti ni pici, i:Ome si ammette d nIla ma!!f!ioranza de.:tli o diminuisca: come segnalò il dott. Pasquale a ~la ssa ua . tJUantità d'actJua, in un caso o nell'altro. e sempre all'organismo, essendo maputo che un liquido, cosi IH~:Pn,.;.,•..r. alla costituzione del corpo, se in eccesso, paralizza l biologica delle cellule. se in difetto, rallenta P-gualm~nte loro funzioni vitali, ne favorisce la distruzione. ne im il trasporto al di foor1 dei tes~uti. A ~lassaua la p dell'uomo sano. l'equilibrio. cioè. fra l'introito e l'esito, compromesso e pende indubbiamente \'erso la malauìa. poco che aumenti l'attività muscolare, inseparabile d vita militare, sia a bordo che a terra. si ha una p uu o,u.n>Uia" eccessiva di calore, un'esagerata rormazione di acido la e paralauico e di creatina, che n~ è il principale derivalo, accumulo straordinario di acido carbonico, una pt·oduzi rilevante di altre sostanze regressive, azot.ate e tossiche, cotizzanti ()lo:-so, Aducco): _da tutti i quali fattori il ::.l:>t.t~w•· nervoso resta so_ggiogato e la paralisi \'aso-motoria, trolica -.ecretiYa si ~t.ahilisce, con eiTeui reattivi febbrili, t.anto intensi e bruschi quanto piu forti e brutali sono le cause terminanti e piu favorevoli si tro\·ano le condizioni in ~i hanno allora, come j:{ià nr.cennai, questi due estremi gravezza e della leggerezza. il colpo di calore e l'ellimera,
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rna fra e;;si esiste una s~rie di altre febbri climatiche, doYute pure ad intossicaziooi autoctone primarie, ossia indipendenti da ;{ermi patOReni . istogenetiche o entero~eneticbe o presuJllibilmen te miste, le quali tah•olta ,·olgono ih infellive ti fiche.
Corne .-p,egare quest'ultimo fatto~ o, per dir meglio, come può originarsi a Massaua la fehhre tifoide specific-a, non esistendo rolil Le condizioni iìsiche esterne più faYore\"oli al suo sviluppo, nè volendo ricorrere all'ipotesi dell'origine lei-· lurica? Cinque anni fa, io pensai che la teoria del -'lurchison, modilicata, fòsse in proposito la più plausibile, e difatti le moderne \'edute della bacteriologia non sono con essa alle prese. essendo proclivi a riconoscere l'evoluzione delle proprietà paLOgene nella morfologia e nelle funzioni dei microbi. AI Congresso di Berlino il dotl. Kelsch espresse l'irlea (28) che alctUJi fra i ~ermi saprofhi Tiveoli nell'intestino umano, sembrano destinati a divenire tifogeni (uno di essi sarebbe il baciUu.s coli commw~is, secondo 1\oux e Rodet), e che modificaziooi inapprezzabili, cambiamenti all'apparenza iosigntli.canti nella costitu-zione .degli umol'i o del contenuto intestinale pos~ono far cessare un'immunità che dipende àa condizioni eSlr'emamente fr-agili. Lo pneumococco e lo streptococco non vegetano, forse, si1enziosamente. sulle nostre mucose per invadere, a nn dato momento propizio, l'organismo sano e porto io istato di malania ! Al medesimo Congresso, ma in altra sezione, il dott. J(ober, di Washingloo, interessò l'uditorio sull'identico argomento (29) ~e. cioè, un micror·ganismo innocuo sia io grado di divenire- patogeno, non potendosi trovar la chiave di
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molte oscurità nell'etiologia della febbre tifoide in certe condizioni delta vita militare. In appoggio della sua lesi e det suoi casi, altrimenti inesplicabili, citò IeosservaZ"ioni del Dachemin, che auribui appunto ad antoinfezione, a ~egaito eli fatiche eccessive e di brusche variazioni atmosferiche, r epi,.. demia di febbre tifoide che, nel 1885, si sviluppò fra 1e truppe accampale presso )Jarsiglia, colpendo 1560 soldati. L'anno scorso, al YII Congresso internazionale d'igiene demografia. tenuto a Lonùra, il dott. Davies, dell' .,~.,"...,,.. ;.; Britannico. in una inleressantissima lettura sul tema febbre tifoide in campagna, concluse: ·l" che. a della dottrina generalmente sostenuta circa il contagio neo della rebbre lifoide, tl tuttavia mollo diffusa, fra i militari inglesi. francesi ed americani, la fondata che la malallia possa originarsi spontaneamente: 2° che, al bacillus typhi abdominalis, ve ne sonò altri, s connessi con esso, tanto da non poterli distinguere in caso-bacilli ordinariamentesaprofiLici - che hanno un eLiùlogico con la febbre tifoide: 3o che la teoria pitogenica dell'autoinfeziooe si fa avaoti e concorda con la teoria riologica sull'origine delle malattie~ ammettendo la uu,.......- · iità dell'evoluzione delle proprietà patogene per mezzo di sue• cessive generazioni microbiche. L' idea che informa questa dottrina evoluzionista di cilli innocui in bacilli eberthifm·mi Lifogeni, per quanto matura, è degna di considerazione, cbeccbè C.hantemesse, lPerdrix e Vidal abbiano detto in contrario, il Dubief a dipoi infirmato l'assoluto positivismo delle loro obbieziooi. ][l dott. Lucatello (39, pag. 346) ne fece oggetto d'una bref& comunicazione all'ultimo Congresso di Roma, notando nell'epidemia di Genova il bacillo di Escherich primeggiò al rèper·lo hacteriologico in quantità straordinariamente elevata.
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Più convincenti sono per me le conclusioni recentissime. p11bhl icate per le ~tampe dal dott. Vallet io una pregevole .memoria (i l) '\ e indirizzate a stabilire. !:UII:~ base di criteri critici. di ricerche b:1Ueriologir.he e di studi sperimentali, runit.t <pecilìca del Lacillo di Eberth e del bacillo rii Escberich. la loro ra.;;somiglianza e variabilititmorfologica e quindi la po~s1hilita cbe l'uno sia ~cambiato per l'altro, l'identità dei loro effeui patogeoi, il diverso loro modo di comportarsi nel c'Jntenuto delle rosse escrementizie per ciò che ri;.:uurd:t :pecialmeote la Yirulenza loro. infine il potere tifo~eno che il flacillu,:; coli communis> ospite abituale del nostro intestino, acqui~ta in certe ci1·costanze. Si tratta. insomma, di sostituire alla teoria classica, spesso insufficiente. un'altra teoria più plausibile e seducente, quella dell'evoluzione delle proprietà patogene di un bacillo ordinariamente innocuo. È io certo modo richiamata in onore la teoria del Murchison , non come 5v;Juppo spontaneo, de noto, dell'agente infettivo per fermentazione delle materie fecali, ma come evoluzione autoctona della sua virulenza, indipendentemente da un ca.:;o anteriore. Epperò, qualunque sia il germe !\aprofita che nell'intestino umano erolva in tifo~eno, e comunque e·so si chiami, sia oppur no tifo- simile (typlmsiihnlirh di Hueppe), io arrischio pensare che a Massaua, dove il chimistno gastro-enterico e generale organico subisce modificazioni significanti, anche il bacillo di Eberth e Gatfky, annidato insidiosamente nelle rtlrondile oscurità del tubo intestinale e vivente allo stato VIrtuale, possa, a un dato momento e in date condi-
n l'ili ho avuto coooscenza ed ho potuto leggerla, dopo ehe il presente lavoro $1 troYava già in tipografia per la composizione, in tempo utile, Jl9rò. per cltarla in aggmnta ed appoggio alla tesi che sostengo.
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LE PEBBRI CLilrATlCRE DI 'IASSAUA
ztoni di recelli vità iodtYiduale e di concorrenza Yitale, gredire l'organismo e sostituire la febbre da infezione propria (tifotossica) alla fehbre da au toin 10ss icazione iniziale, pregressa o io atto. la quale rredisporrebbe '''-'liLIUra• .. ad aprire la porta al ~erme sperifico e cosi ne restare trasformata ed aggravata. Questa i· l'ipotesi che a me sembra più in armonia coi fatti ossen·ati e con le piu reeenll rednte della scienza. Conclw~ion~.
Lo ,tudio del clima dt ~l assaua, mes:.o in rapporto con fisio-patologia e con la bio-chimica, mi ha gnid<1to a mutare l'etiologia delle febbri ivi predominanti, nel modo seguente : 1• Gli elementi climatici dell'atmosfera massauìna. a preferenza i termo-i~rometrici. per l'intensità e continuJià della loro azione sull'organismo europeo rappresentano cause febbrigene remote. :2° Le vari1zioni palolo~iche. che per essi ne der al medesimo organi ·rno, principalmente nella termotassi. sistema nervoso e nel ricambio materiale, sono le cause sime delle piressie. dal colpo di calore o febbre termita eccellenza, aUe eUìmere ed alle climatiche propriamente dette. 3" Tutte queste febbri sarebbero da autoinLossicazioni primarie. 4.• Es e preparano il terreno al germo~lio de~l i organizzati e, tendendo per loro natura al tifismo, predispongono all'infezione spectfiea, per evoluziOne autogenetica di germi vi"enti nell'intestino, e si a~~ravano io tal caso di autointossicazioni secondarie.
Lf P .EBBRI CLIMATICHE DI MASSAUA
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g,- 5endo pervenuto a questa conclusione, dopo a>er preso le 0wse dal clima di ~t assaua, mi si consenta da ultimo ri-
tornare su di e~:;o, per esprimere il voto che il C.,orerno dell'Eritrea mandi ad efTetto le proposte che il prof. Tacebioi fece, fin dal 1890, per il miglioramento del sernzJO llleteorico in quella nostra colonia: ciò che si è fatto finora ~ troppo poco.
:Elenco dei lavori consultati e citati nel testo. (1) ALBERTONI e STEFANI. -
Manuale di fisiologia umana,
Milano, ed. VaJiardi, 1886. (2} ASSMA:->N. - Ueber die Be::iehungen :noischen Krank/leiten und meteorologischen Vorgtingen. (Verhandlungen
d. X internai. med. Congresses, Bel. V, XVI Abth. (Yediciniscbe Geo:.,~aphie und Klimatologie), Berlin, Veri. v. Htr· sclmald, 1891 . (3} BARBATET.Ll. -
.IIJia permanen.:a a Massaua dal giu-
gno 1887 al maggio 1888. Bre\•i osservazioni climatologiche e cliniche. (Gwrnale medico del R. esercito e della R. Marina , N. 10, ottobre, 1888). (4) BEAC:-IJS. Nouoeaza élémen.ts de ph!fsiologie hu17ltline, Paric;, 1 l. (5) B~:Rt.NGER -FSRAUD. De la ftèore dite bilieuse injlammatoire ata Antillcs, Paris, 1 78. Traité des maladies des Europilens a la Ma.rriniqve, P aris 1881. (ID BoRrcs. - Reeherches sur le climal du Sénégal, Paris 1875. (i) Bol\tus. -
Topographie medieale du Sénégal, (Archives de Médecine naoale, Paris, O. Doin. éd.., 1881- 82. (8) Boruvs. - Les maladies du Sénégal, P ar is, Bailliére éd., 1882.
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tE FEBBRI CLIKATICflE DI ~HSS.\UA
(9) BoucHARD. - Théor~e de l'infection, (Verbandl. d. int. meù. Cong., Bd. I, Allgem. Thei1, Berlin, 1891. (10) B uRoT. - De la /1éo re dite bilieuse injlammatoire Gwtane, Par1s, 1880. (11 ) CAXALJS. - L'iaiene e gli studi baccer iologici. Proiu... sione al cor so d'igiene ùell'anno scolastico l$90-91 nella Universita di Genova. (Rioista d'tgiene e sanità puotJLiea;:~ anno Il, 1891, Roma, tipografia delle ~fanlellate). (12) CANTU. - Le teorie riell'immunita. Rassegna ~m·rii•Jr...•.•; critica (La R(forma medira, mag~il') 18çj0). (t :~) CtuAi:.. Le clin~at de .\fenton pendanc la hioern.ale, (Verhand. d. X inl. med. Coug., Bd. V, Abth., Bei'lin, 1891. (H) COG:-~ETTI. - Appunti eli geografia medica sul di Ma.~saM. (Gi<Jrn. m ed. del R. Efler ciw e della R. N. 7, luglio, 1887). (15) CoRRE. - Traité des fièores bilieuses et tgphit]ue.s pags chaud.s, Paris. O. Doin, éditeur, 1883. (16) CoRRE. - Tra ité clinique des ma ladies des chauds, Paris, O. Doin, éditeur, 1887. (ii) De Co:-;cJLIIS. - Contributo allo studio delle climattche di .\fassaua (Gior nale medico del R. ese.r cito della R. marina, N. 2, febbraio 1889). (18) D ELTElL. - Considérations sur le climat et la brité de la Réunion (A rch. de méll. nacale, 1 1). (19) D oTROULA U. - Traite des maladies cles dans les pags chauds, P8ris '1880. (20) EsCLANGON. - Rapport médical sur O~k méd. nar;ale, 1889). (21) FAYRER. The climate and.feoers of india, J. a od A. Churchill, 1882. 22) F ÈRlS. - Etud.e sur les climats équatoriau,:c {..t de méd. naoale, 1879). (23) FoNSSAGRIVES. T raité d'h!J{Jiène naoale, Paris, Bailliè•·e. 1877. (:H) H AECKEL. - Natu rliche Schopjttngs·Geschichte, Ylll Autl., Berlin, iR89.
LK FEBBRI CLIMATICHK 01 l!ASBUA
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I l Xfl
LE HBBRI CI.I\I ATlCHE Ili
\1.\_S \UA
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/nsola:ione e colpo di calore (Giornale 154) P ETELLA. medico del R. esercito e della R. marin_a, N. 6 e 8, giugno e agosto, 1890). (551 PRICHARO - Hisloire nacurelle de l'fiamme, Paris. J8,3.
LE FEBBKI CLllL-tTICBE 01 M.\SS \ U.\
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Jnfluence du régime, du clirnat et des déduite des oartationll ti'? f,.,ur pcLd:J. fraJ. de l'an;la•" ( A r eh de méd. na(561 R\TrR.\Y. -
long~ coyetyt~J -~ur la santé des marin.<r,
oale, li-6!1). (5ì) RATTHA 'i. - On some o.f the more impo r tant physioiO:J!Cal <'hanr;es induc<>d zn the human economy b!J chan!Je oj climMe Proeeedtnq!l OJ the Royal Socieltt, 18ì1). Voltato anche in froncese negli A re h. dc mrld. navale, 18ì2. :,8) RLNh. - L'aria. (Patologia (' terapia medica speciale d Zi-:111-'>~tn, h·ad. ila l., vol. l, parl~ l , Sez. 2")59) - Ueport on thl! Eyvptian prooènces oj the Sudan, Red Sea an•l Equator, compiled m the lnlelligenge Branch Quarlerma:.Ler- GeueJ•aJ's Deparlement, Horse Guards, \Yar Office. London, 188i,ti0 R1CIIF.T. - La chaleur ancmale, Par ...., 18 9. - E:zp,J. rienc~:s sur la polypnde tllermigue ( t"er h andl. cl. X. internflt. mecl. ( 'oTLg r. , Bd. Il , II Ablh . (Physio logie un cl phg.siolo')i&cht> r·',emie} , Berlin, 1 !H. (61 RHo. - Contrcliu-::ione allo studio delle p~re&sie piu comuni a .\1a.ssaua (Giornale medico del R. esercito e della R . ,,wrina, ~- 12, dicembre. 1886). (ti:2) RHo. - Dell~> febbri predommanti a Massaua (RictSifl clin.,ca - Arcltioio italiano di clinica m edica, PunLata Ili. 11:191). Y. Nota a p i€- della pa:r. 300. 6:31 Snn. - Le malattie da rqQr eddore ( Patolooia e terapia medica speciale rli Ziemssen, lr ad . .ital. vol. XIII, parte l . (6 t) S tJLIH E. T hf> typho-malarial fecer ( T /te Lancet, jan. 1887) 1;5) STOiùlS. - t.:eber r;er!Jleichende Ras.~enpathOlO!Jie und
die Widr·r&tands(iihigkeil de.~ Europaet" t in den T r open.. (Verhanr/1. d. X internat. med. Congr., Bd. l. Allgem. Theil, Berlin, 18!JI). (116) STOP P' ~' - - Corso di geotoaia. vol. l, Milano, 18-71, part~ Il, Ctlp . IL (lii l STOPP.\NL L'èra Mo::oica, Milano, editore Vallardi. 1880. (138) T.-~.cCHINI . - Sul clima di .vtassaua. Relazion i del Di·
11 :?
LE FEBBRJ Cli'U.TlCHE DI li:A:,$.\UA
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n1<~lro della
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1183
DELLE
DISINFEZIONI ABORDO DELLE NAVI Studifl tlel Dott. T. B08ati, med1co di i• ~la.:;se nell,t Rcg1a marina.
L'importanza riconosciuta oggidi ad un'accorta profilassi e ad una ben diretta e completa disinfezione per tener lontani o impedire la diffusione di molti contagi, specie li dove necessità voglia che molt~ inùividui vivano riuniti in ambienti ri~tretti, fa più che mai al presente sentire il bisogno di avere norme fisse e rispondenti ai precetti della moderna igiene pet' la disinfezione delle navi, Le quali, sieno esse da commercio o da guerra. sono per loro natura non solo assai facili ad es~ere infeue; ma sì ancora a servire da trasporto altro,-e della contratta infezione. E tantu più merita che intorno a questo argomento si aggruppino i risultati delle esperienze finora eseguite, e non lo si perda di vista nel contributo giornaliero dei nuovi studi, in quanto che dalla risoluzione di es:>o dipende in gran parte che possano esser rese piu brevi o anche soppresse affatto le quarantene di mare, che senza garentire in modo assoluto la non diffusione dei contagi, costituiscono sempre un grave danno e alla rnarineria da commercio e a queUa da guerra, sia per gli impedimenti e i ritardi che apportano agli scambi
J f ~i
OEI.I E Of"J~f&ZIO~I A BORO O OELLE "An
commerwlli. sJ:l per l'inazione alla quale riducono i na armati ( 1). D'altro canto gli importanti studii sperimentali degli u tempi avendo diradato dal campo delle malattie infenive, meno per ~ran parte di e:-~e, la nehbia lilla dei falsi =>UJIPGlili e delle arj.(omentazioni empiriche, si 1mpone oggi mente Il dot"ere di non trascurare a bordo delle navi dei precetti c:ou:ugliatt clall'e;:perienza. do"endosi ad essa ad un serio fondamento scientifico l'alluaziooe di quei vedimenli che sono ritenuti meglio ani ad otLeoere una fetta disinf~:zioue. Ood'è che -.enza perdere di vista nelle quali è forza si svolga la vita collettiva a bordo di naviglio. specie se dn guerra, avendo purtroppo le e le prc,·i:;ioni di questa imposto elle aria, luce e spazio tutti ceduti al cannone e alle macchine e l'uomo asserva essi. e senza allontanarci dall'ave1'e la dovut~ consi .... r ......,.. delle odierne costruzioni navali, cercheremo di esporre fra le pratiche di dil'infezione che sono da preferirsi navi, e il modo più conveniente di eseguirle in relazione svariate contingenze di necessità e di urgenza ed alla 3 natura degli ambienti. Certo che dasinfellare una nare non è disinfettare un fie io o un lfOartiere, sia per la impos -ibilità elte 5pesso oppone di vuotarla niTauo delle persone, sia per la di non potersi in ogni caso e per tuui gli ambienti g indiiTereotemente di quei mezzi ricuoosciuti i piu attivi
(t) DI ratto nelle conrtrenza sanitaria internazionale tenntasi a Yenezl& geunaio di questo aMO, fu ~!abilito di accorJare il passaggio io 11 prnna di elnque giorni a quelle oa~·i che avendo a bordo un medico e parecchio di disinfezione potessero pratlcarla secondo le norme (Pt·otocolles et vrocés verbeaux de la con{e1·ence sanitaìre m<t!r..,.u111un~~~<• ~
ren 1st, 1892).
DELLE DISI'n'tìZI0:'\1 A BORDO DELLE '·'\l
1185
etlk:wi. tlonde la neces:;itil di sapersi avvnlere di cia"•~uno di es•i in r<tppol·to alla natura del male la cui diffu,;ione si intenda ··nm battere, ed n quella delle condizioni di luogo. di pt>r~onl' e di co~e su cui es~i mezzi debbano ag1re. Perciò. e percht: pre·so di noi non esiste un vero e proprio regolauiento per le tfisinfezioni ;;ulle navt. nonost.ante non (a. ,.,,no .lifell•l ,;crupolo~e pre~crizioni e pt·emure da parte delle autorità civili e militari, nel raccogliere ed espor·re nel pre,;eniP lnYoro quanto 'i ha di più accertato d;ti recenti studi sulla alli,·ità ed eflicacia dei migliori d•sinfellaoti, per l'applirazione ài e~si non sapremo d• mollo slaccarci dalle norme prescritte nel regolamento germanico. il quale oltre dtfl informato ai ri:mllati delle ultime esperienze, è senza duhhio :;pecialmente pregevole per le minu1.iose e precise ùi· sposizioni ( l ). \l olus,;imi sono i mezzi disinfettanti ni quali fio da tempi non Yicini si è ricorsi per combattere i cont.agi, ed anche 11ggi, nonostante dalla maggior parte degli scienziati ed espe· riml.'ntalori si accordi fiducia sollanto a pochi di questi agenti, non s1 può dire esista uo ·assoluta uniformità di criteri i nel •lare la preferenza all'uno piuttosto che all'altro. lnwro. mentre in C~ermaoia non si crede, diremmo. che ~lo al potere del sublimato e dell'acido ft!nico. m Frnocia ed io Hus,;ia si lodano le virtù di altre sostanze come ad e~ernpio le gassose, ed in Italia si peucola fm l'una opinione e l'allra. IJuali che si possano essere i vari giudizii intorno al polerc kwtericida dei ùiversi agenti, per le disinfezioni delle d) lltiJilCsto reg-olamento fei..-e l'anno scorso minuta rehlltone Il dott. Onlmus della marina francese negli Archives de medicine navale el colo1tiale (!'\. 8).
75
11 86
DELI.E Dt:.I~ FEZI0\1 A BOROO D'ILU ~AVI
navi ci sembra assolutamente nece~-,ario alliònrsi a I[Uelli non la•cino molti dubbi sulla loro P.flica.:ia: o non ,-0 ) e;;:-.ere esclusi vi:. ti e accettando quello che le esp hanno confermalo, dell'at1iviti1 c;iol' di alcuni contro delerrni· nate specie di mrcror;:anism1. ~ara l~t•ne r\Cm r·iliutarli e determinarne l'uso solo per i casi l'pe•·iali. Cosi. mentre non :.i mancherà dr ricorrere ai me~zi energiri per pratrcnre una energica disinfezione nei ca:;i co/Pra, fèbbrt yialla, 11/'.y(e. rtdolo, tifoJ•.mntPmatiso, dtssenteria, si potri1 invece esser meno ri;!Orosi nella dell'a~Pnte disinfellante contro la -~carluttiM . il l'ileo-tifo, le malattù• d'occhi. l'er~>~ipela, In wbe·rcolasi e L'importante l> che il concetto della òisi nfeziooe s'informi corr·isponda alla natura della maluttin. per guisa che. quale 'Si vog l i:-~ il mezzo prescello. esso per provato mento sia allo a di;;trug~ere i ~ermi infettivi ed arre.,tare diffusione del male. Quindi è che non ci si dovrà dec1dere alla d~-.i ofezione una nave senza 1ener conto della p-•·:n~>zza e rnpidrla di d sione del morho che l'abbia inva~a, delle condizioni in cui essa lrovisi, di navigazione o di sosta, della eh 'ess • :;ia chiamata a compiere (navi dn guerra) ; e n n1cM> o~ ....: queste considerazioni co n ~igliare Il mrzzo drsio fella nl~ oppor tuno e di piu facile attuazione, l'applicare la d zione all'intero navi~lio o limilarla ad una sola parte di agli oggeui mobili ~ alle robe d'uso personale. Ed è secondo questi criterii, -alvo il caso in cui sia !'lità provvedere al disarmo della nave vuotandola affatto tutto il personale imbarcatovi, cbe ci pare me~!l io lraua l'ar·gomento, giovaodQci dei risultati delle esperienze per scelta dei di~in feuanti nelle varie occasioni più convenemli a bordo e per la mnni era di applicarli.
DELl.E DJSl~FEZlONI A. BORDO DELLE NA H
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Le presmztoni del regolamento ;,!ermantc~ rul11cono I(Uesti mezzi :'Oitanto ai seguenti : 1~ Soluztone al 'ublimato r Soluzione renicata :l• Yapore d'acqua a l 00" ~o Yentilazione energica determinando per ctascuno rli esiii l'u~o in rapporto al genere dt JllaiJHÌ<I e alle diverse parti della na,e. 1 o;i è prescrilla la soluzione di su hlimato al millei\iroo per la ~entina e le latr·ioe: la !òoluzione fenica (una parte di solttl.rone allOO per 100 in 18 parti d'actrua) per le paratie, i p:mmenti degli allo)!~i, per ~li utensili, i mobili. la hiancherrn. i restiti e le penooe: il Yapore d'ac~ua a l 00° (sulle nan a ,-apore) per j!li eiTeui d'u:;o per:;ooale. i matera;:.si. le brande, le coperte ecc. infine la ventilazione energica, fa\'Onta anche artificialmente per un tempo piit o meno luogo durnute e dopo la di::;infezione. Completano queste prescrizioni intorno ai mezzi àisinfeuaoti le altre che lìssano il modo di nettare ~~~ og~elli da disinfettarsi, òi la,·arli, sfre~arli e grallarli, determinando l'u~o deU'ar.qna calda o fredda per le latrme : di una soluzione al i>O" di carbonato di soda(~ ~i~og. per l 00 litri d'ac11ua) per il lavaggio dci ponti, compartimenti <lhitati. mouili ed og~etLi d'uso: e di una soluzione calda di sapone potassico ( 15 gr per l O litti) per la nettezza personale e strumenti di chirurgia, avrisando che valga meglio di· strotr~ere addirittura tutti gli oggetti òi poco valore o difficili a dr,q nfellarsi. sia. gettandoli in mnre a relativa profondità sia bru1·iandoli se il bastimento trorisi in porto. l.ome si vede dalle prescrizioni per le disinfezioni a bordo delle navi è !'lata soppresso nel regolamento ~ermaoico quella dell impie~o delle '05tante gassose, specialmente dell'ani-
1188
DELLE DI It\rEZiONl A BORDO D.ELI.E :'\An
dride solforosa e del cloro tanto io uso nei tempi pas.sati tuttora pre~;;o di noi, E'd a cui il Petteokofer, il ll v~"'"U::.t!ll_~ Oougall. B:nter ecc. non ~i peritarooo di accordare la luro piena fiducia. Hanno avuto ra~iooe in Germania nel rigettare ~~uesto meuo di disinfezione tanto di facile applicazione quanto poco costoso e non pericoloso? Questo esamineremo trattando -:pecialmenta della disinfezione degli ambienti; ora fermiamoci ad esaminare cor~te. <>ecoodo le nuo,·e vedute scieoti• JÌChe, debba procedei'SÌ per una seria e rigorosa u'"'"'Cl.I'UIHl ' a Lordo di unn nave. Un bastimento. comunque divi ·o io moltissimi Locali. cui alcuni sono affatto destinati ad usi speciali come i zeni, la cambusa, la macchina, ia sentina e via, deve considernto come un grande ambiente tutto abitato, t.an sono le necessità giornaliere che costringono le persone imharcal~vi ad usare da per tutto. Perciò può farsi distinzion& dell'oppo1·tunilh di un mezzo disinfet\ante piuttosto che di un altro nelle varie parli della nave a ;;econdo dell'uso cui esse speciolmente ri ·poodono; ma, sorta la necessità di una disinfezione, questa deve es,ere da per tutto col maggiore serapolo curata. rnformandoci a questo criterio. ci par giusto intendere i locali della nave divisi in cruelli abitati e quelli per uso speciale, di maniera cfie comprendendo fra i primi i ponti. gli allo~gi. la pl·igione, la maccltina, la cambusa, i magazzini; e fra i secondi l'ospedale, le latrine. la sentina, possa per ciascuno di t>ssi essei' determinato il mezzo ed il sistema di di· sinfezioue, che unito a tJUello necessario per i mobili e ;.!li eiTetti d'uso. ri· pondaoo alle moderne vedute scienti6che e alle esigenze dell'igiene. Per la disinfezione dei luoghi a!Jitati, il regolamento ger-
DELU: OISI~FRZlOl'ìl A BORDO DtlL! ~A \"l
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m31 Cto (Jre-ai' e la soluzione fenica (1) di cuasi è fallo cenno di •opra . sottoponendo all'azione di essa, con accurati eJ aùboo innti lavag~i . punti. ~vi menti, lioe.;tre, paratie. mobili ed allri MJlelli. ~ervendosi di forli ::.pazzole, che saranno poi di-trulle. e non trascurando tli spingere la soluzaooe in o~mi an~olo e fenditura e perfino nell'interno dei mobili. e pero in 11 nu dì '[uesti locali abbiano dimorato indi\'idui alieui di conta L'in . .tllora all'acido fenico ,·a sosLlluito, come piit energico -.uhlimato· Dopo però le esperienze del GnHmann e del Mer~e. i 11uali sono ' enuti ~nella conclusione che l'acido fenico al :j • • è ancora io:;ufficiente, pareodoci che per nessun'ahra questione deltha essere tennto nel maggior conto l'esperimento come per qnesla delle disinfezioni. le quali o sono fatte seriamente e r,goro~amente, o è poco meno non farle. in verità non sappiamo dare la preferenza all'acido fenico per alcune parli della nave e al snblimato pet· altre, quando la necessità esil,'<l che la tli~iofezione sia falla da per ogni do,•e completa e rigoro-1. Tutto al più facend(l calcolo della ~ranùe qu ·•otit~• di sublimato c!te potrebbe occorrere per il lavaggio disinfettante dei \':trii compartimenti di una nave. del prezzo elevalo di e~so e anche dell'azione alterante che spieg:t sui metalli. e nelle modeme costro.zioni di na~i specialmente da ~uerra pur troppo il le~no entra per una parla inlinitesima. può
1 \ on, ,,1.\nte l'opin tone dJ Jobn Ol)usrall, Il quall' dice che l'acido reni~o c!
nn antbettico, ma non un disinrettante. cbé conserva la matem organica rl·
tardandon•• 1:1 fermenwione e la pu.trel'a.2ìone; ma poscin volatllluiUldosl abbandona la materia InCettante ~\l coi si era llmto senu distrug~ecoe l'atU't'ità; e oono~tante i dispareri dei diversi e.spcrimentatori snlla proporzione d& im· Plel!ard 11er ottenere un elfetto utile, l'acido renico è sempre ritenuto assai pro0(UO nella pratica delle diSh:lfezioni, e nella proponlone del 5 o;. (FUgge} è, dopo 11 subllmato, quello ~h e meglio pnò risponllero nel! Cl dlsintezionl dl alcuni I O~;th c degli etrettl d'uso a bordo delle navi.
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OELU: DI::ol:-i~EtJO~I .\ BORDO DELLE NATI
ammeuer,;1 pér l'uso della disinfezione generale la mis~ela del 1\.rupin consisten te in part1 eguali delle due sol uzioni ùi acido fenico e :mulimato, la quale avrebbe dato all' A. tanto buon1 risultati da preferirla all'uso delle soluzioni isolate. \be se poi sia necessaria una disinfezione si, ma non a::solutamente rigorosa, noi crediamo che sarebbe questo il caso di riconere al lalle di calce al :jQ • o· di cui banno aruto tanto a lodarsi 1l 1\.ocb e i suoi scolar. ed il nostl'l) De Gia:\a, i cui espe1·1meoti coincidendo con quellì del Jager hanno provato come questo disinfeuante rie:;ca elli· cace contro i bacilli del carbonchio non sporigini, qu~lli del tifo e del colera. l nico incoD\·eniente che potrebbe opporsi all'uso generalizzato del latte di calce a bordo delft~ navi sarebbe forse tj uello di non pote1·e ricoprire d' uno -.trato di calce tutte le parti ài no ba$Limento. incon n1ente del resto facile a rimuoversi se si rifletta elle a .;iasi disinfezione. e IJUindi anche a quella con le soluzio fenica e al sublimato bisogna fat· seguire un lavag~io di acqua di mare e di ~oluzio ne al sapone pota'· sico. Se però l'uso di questo disinfettante non voglia ritenersi auuabile per i vart compartimenti abitati, ad spella, a nostro avvi,.o, un posto assai importante per pulitura dei ponti, dei parimenti, delle paratie. e sopratullo dell ' interno delle casse d'acqua, e deve essere comandato più ancora per !a mitezza del costo, per la ··ilità dell'applicazione e per il nessun pericolo che si corre nel maneggiarlo, fatto questo della maggiore importanza a !tordo delle na\'i, dove l'accumulo di molte persone in locali relativamente ristrelli. non tutti possibili sempre della piu severa figilanza, e il continuo commercio cbe con qu:t&i tuui è necessità mantenere, ri chiedono mezzi semplici epos· sil.lilmente scevri di serie precauzioni.
DELLI Dl:'INFF.Zf{)Nl A BORDO DliLLE NA\'l
1191
non~ però l•l'o,;na $pin;1erc: lino nl mag.!iore scr upolo le pratiche disinrell:lnti a hordo delle navi si è nell 'ospedale. ~on sarà mai raccomnnda1a ai medici di Lordo la vigilanza che e~si debbono e~erCilare 10 ques1o amhiente della nave, .si.1 c: he in es-o 1rorin.:i gii1 ricoverati mdiriil ui aire t ti da mor lo i contagio:;i. sia che si miri a pr·evenirli. t in questo ltH>:!n perLanto che non solo deve es'ler·e cnrata sempre col mJ.:,! •lr ri6ore la nettezn ùell' 1mhien1e. dei mobili e d~>glt utensdi: ma altre~ì degli infermieri e tli quanti altri nbl.~tauo per· ragioni di servizio a f1·e1jUentarlo: e dovendosi auu.1re delle di infezioni, è qui che n es~un pr·ecello deve an•Jar lrotscurato. eJ t! necessità che esse ~ieno falle con metoHio e io modo completo ed assoluto. l'rima indic.uione quindi nel caso che l'ospedale sia oc~upJto dere esser quella di isolare dal primo apparire dell'epidemia gli individui contagiati, la,ciando nell' ospedale ~oltanto le robe ail essi appartenenti e gli oggeui purameule necessari nlla cura. Si curertl che siano subito disinfellati con la ·oluzione fenica gli eiTetll personali e gli otcn:.ili che si trovino nell'ambiente io(etto e a contatto de;.!li individui colpiti, e, quantunque disinfettati, non iii permetterà che es;i servano ad altri, come non si \Orr-anno usare mai gli strumenti di chirurgia od altri apparecchi che 3iano serviti alo{li infeui, senza arerli prima o col calore o con le apposite soluzioni lten lavati e disinfellati. ~ar.t pot e'\'itato nel modo più assoluto che le deiezioni de~o:li ammalati vengano versate nella latrina comune, ed in;ece si cercherà di raccoglierle in vasi contenenti una solut.1one di sublimato o di acido fenico: e quando non possMo essere gettate nella latrina d'oiipedale, si ver~eranno in mare sotto vento per mezzo di apposite manie/t~ di tela,
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DELLE OISI"FEZI0'\"1 \ BORDO DELLE NA rJ
che (•osci 1 insieme at reciptenti saranno sottopo~te pto.::o lavaggio con soluzione di ,;ul.Jiimato. o fenica. ~ell'ambiente sarà mantenuta un attira >en tilazione, impedirà che in esso si coo::ervino gli alimenti. È iodispensahile inoltre che un personale lisso sia adibito all'a~sis tenza degli infermi. e poichè anche la più ri .. n•·A-•. -. Yigilanza non potra forse impedire che esso non abbia 011 certo commercio con gli altrt della nare. cosi si esigerà nessuno esca dall'ospedale senza essersi prima ron men:e lavato e disinfettato e :.i sta mutato di abiti . .\ozi il regolamento tedesco determina cosi il modo debba curate la propria neLLezza e disinfezione il d'assistenza: « Gli abiti da lavoro in tela di lino saranno spazzati pi (< rolte al giorno con spazzole ba$tnate di :;oluzione feni« cata ( l ). « Dopo di aver LOccato i malati. gli infermieri. serr eoc dosi di uno spazzolino, si lweranno le mani in ac•1oa <~ saponata e poi in ona solozione fenicata al 3 • •. !Hi t1. asciugamani ~ranno camhiati tutti i giorni: sarà asso« lutamente vietato nl personale infermiere di man~iare o « berè e fumare nell'ospedale. « Uscendo dall'ospedale pel' i pasti. ciascuno si laverà « accur.1tamente mmi, viso. barba e capelli con acqua sa« ponata e poscia con soluzione fenica, e gli abiti saranno <' spazzati con spazzole impregnate della medesima. « la biancheria e ~li abiti del per·onale d'ospedale . a« ranno disinfettnti al vapore acquoso come quelli dei « malati. (l ) Per le ragioni esposte di . opra t'arrebbe anche in questo doversi daro la prererenzr~ al sublimalo o alla mi~eelo del Krupin.
DEl. LE DISI~FEZIOSI A RO'RDO DELLE :SA VI
119:)
l e ste,;:;e norme, con la ma6gi11re diligenza. dovranno seguirsi -•rlla persona di un infermo di malattia contagio::a allora che lo ~i debba sbarcare, avvertendo che la disinfezione dehha estendersi anche a Lutti quelli che abbiano con lui aYulo contatto prima che essi ritornino alla comunanza con gli altl'i, e alla stessa imbarcazione che abbia servito per il tra:.porto dell'infermo. OTe p<H o;peciali ragioni abbiano e.~atto che la cura fo..;~e fatta a l•ordo. non donà mai trascurarsi di -:otroporre il convale~rente ad un ba~no tiepido dopo che sia stato frizionato in tuua la persona con una soluzione di sapone pota~ iro.
Il ca-:o •peciale che si sia cioè io porto o in navigazione consiglierà il modo più conveniente e più r·ispondente alle esi~enze igieniche per liberare il bordo del corpo di un deceduto per morbo contagioso : pratica necessaria però dovrà esser· quella di avv<Oigere subito e mantenere il cadavere in un lenzuolo bagnato di una soluzione fenicata e tenuto ~empre umido. É superfluo l'aggiungere che quali si sieoo le contlrzioni di luogo io cui possa trovarsi la nave. non si dovrà m::~i r·itar·dare a lungo l'allontanamento del cadaYere da hordo. Ed allorcltè l'ospedale si asi vuotato dcgl i individui infetti occone subito passare alla disinfezione dell'ambiente. In (~ermania hanno tagliato molto corto su questa questione e "i prescrive senz'altro che. vuotato l'ospedale. la disinfezione di esso, del bagno e della latrina sia fatta come per gli altri ambienti con il lavaggio per mezzo delle soluzioni fenica o al sublimato. Quindi non sono manco considerati i co:>i detti mezzi fi!'ici (raschiamento, calore. pulitura meccanica con la mollica di pane, ecc.), nò fra i chimici le polverizzazioni e le sostanze gassose.
l HH
DELLE DISI::-IFEZI0:-11 A BORDO DELLE ~A n
Come però noa non abbiamo saputo b:mdire affatto pratica delle disinfezioni a bordo il latte di calce '-UJ:a:saote-,' raodo che, se non c il principe dei disinfettanti, può molte o·~a~aoni prestarsi opportuname~le. co~ì non ci pare -.i possa 10 modo ns oluto rigeuare l'uso di un mezzo di d1sinfezione qual"t' quello dei suffumagi, cui dai tempi in fino a noi venne accordata larghissima fiducia. Dalle infatti del Pettenl.ofer. del Mehlhaosen, del Dougall. J;',scher e via n quelle assai recenti del Dujardin-Bea del Gaillard, Casl.ey, WClronzoff ed altri non solo non negata la \'Ìrtù bacteri ci da di alcune sostanze gass11se de solforosa e cloro), ma esse sono propugnate per disinfezione degli ambienti, in modo che in Francia, Jngbillerra, nel Belgio e in America è soltanto ad esse si ricorre. In Italia. come in Germania e in Austria, la pratica suffumigi ,; stala pressochè completamente abbandonata gli esperimenti del Wolffbiigel e del Koch, esperì ripetuti presso noi e recentemente affermati dal Knr•rtn''"'-• freduzzi (1), il quale avendo esaminate batteriolog ....u ..""'llll la superficie delle pareti e la polrere del pavimento di ambiente disinfellato con l'anidride solrorosa, ha nllmerose' forme di cocchi e di b:~cilli, fra i quali atrivi quelli dell'edema maligno e del tetano. Già anr..he il Sanarelli di Siena (2) dopo gli .· ~·v~·- gianti risultati puhblicati dal Thoinot ottenuti con l'an solforosa e dal Gt>ppert ed altri col cloro, ebbe istituito e~peri menti per accertare la 'l'anlala azione baclericida tpae"te 'Ostanze ga.;sose e dovè, più che auenuare, (l) Arc/1. per lt Scimze mediche n. l. !892. (!l Giorn. della R. Socitla /tal. d'Igiene, n. u, ti, 1891.
Df.ll.E OlSJNfEZJOèU A BORDO O!LLE '\\l
1103 ,j ;llliltto, per ~li
l 19:)
esiti delle sue ricerche, l'enlu;:;iasmo mostrato da que)!l i esperimentatori. 50pralulli dai Russi. per l'eftì~acia delle disinfezioni con le soslanze gasso~e. E~li iof.tlli . .:on tro le affermazioni del Thoinot che accordava aJraniJride solforosa svolta dalla combu::.trione di 60 gr. di solfu per m. c. il potere di d ts tru~gere infallibilmente t germi della tubercolosi. del morcio, del tifo. dt!lla dtfterite, d~l Liwlet\L e contrar·iamente alle conclusioni dei Russi elle prupugna,•ano il doro svolto in uo ambiente come curnpleto sterilizzatore in 24 ore di lili di seta imbevuti di caruonchio sia allo stato secco che a quello umido, potc dunomare con una sel'ie di accuratissime ricerche fin dove si doves"e a queste sostanze aLtribuire una efficacia disinfettaott'. E senza tema di superare i limiti di questo lavoro, poidll' semhrami di sommo interesse il determ inare l'utilita che ~i possa ritrarre a bordo dai disinfettanti gasso.-1. credo opportu no riunire qui hre>emente gli esperimenti e le conclusioni del Saoarel ii . l)'1e-ti i,;titui le sue esperienze con l'anidride solforosa, col 1·loro e col biossido di azoto sopra i seguemi micror· ;?ani~mi: 1• B. dtlla tubercolosi dti mammiferi - ~·B. 1/t:llll Wlll'rC. dei vallinacei - 3° B. del carbonchio - i. 8. ,J..t ll{n - :jO B. dt>l choltra - s· B. della difterite (LOffler) --;o fhploCflcco pneummtico (Fraenkel) - 8° Strtptococco d··ll',,risipola - 9• Stafilococco albo- 1o· Stafilococco cit reo - l J• .llicruc.occo ttlrageno ; e si propose dt detet·minare l'aztone di cruesli gas sopra i deui germi palogeni deposti e clt~.;ecca Li sulle pareti di una st:10za, fra le maA'Iie dei Le~su ti, nei Les~uti umidi, conservali entro involucri dj ston·e o regetanli ••Ila superfrce di mezzi nutritivi solidi. Gli esperimenti con l'anidride solforosa furono fatti bruciando dello zolfo bene imbevuto di alcool nella qnanLiLà
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UI::LlE lll'l:'\F&ZI0'\1 .\ 1101100 Dhi.LE SA.Yl
di ~O grammi per ogni metro cuho d'ar1a. cioè a una proporzione .;uperiort: a quelln consi!?liata e adottata Francia . in In ~hiherra, nel Bel,~!io e pre"criua dal mento sull'igiene del nostro e~ercito. Il ga~ cloro fu p da un miscu~lio di cloruro ~orltco (!!rmi 351 L e di biossido manganese ( ~rmi '?6 1), su i !]nn li si fece agire a caldo dell' solforico twmi 58 ') , c.,lcolandosi In quantità di cloro nelle 2~ ore a 213 grmi. cl1e ridoua io volume rapp tt:rehbe il i p. 100 dell'aria totale. L'ipo;~zotide fu trattando a fredùo la tornitura di rame (?00 !!rmi c con acido nitrico diluito (600 ~p·mi) . l risultati ouenuti dal Sanarelli. controllati anche ioocolazioni sogli animali dei germi sui quali avevano a non meno di 24 ore le sostanze gassose disinfettanti, può dirsi. l'opposto di quelli riferiti dagli esperime francesi e russi. Difatti l'anidride solforosa non avrebbe efficacemente che sul diplococco pneumonico sia allo secco che allo "lato umido, e sulle forme '"'egetati'"'e carbonchio; col cloro i ri sultati sArebbero stati anche lu~io~hieri. mentre l'ipoazotite si sarebbe mo,trnla piil ~dea degli altri gal-. ~l a se l'uso di quelli è discutibile pora effir.acia, l'ultimo i! addirittura dn ri~ettarsi per la potente azione corrosiva. Di contro ai risnlu\li negativi del aoarelli e del BordoniUfretluzzi stanno però quelli assai incoraggiAnti del Thomol, del (;eppert e Woroozoff. WiooS{radofJ e Kole·snikoff (l), avendo il primo affermato che l'an idride solforosa dis tru~ ;zerebbe infallibilmente i germi della tubercolosi, del moccio,
(li Utlm· dl&lnflcì,·ende .fla'ttel und .lfetlloden (8er liner 11li•a. IVoclitn-cllri{l, ISW n. H-ti\
IlEI. LI! UI!'I~FEZI ONI A BORDO DELlE ";Hl
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del tifo. della difterite, del cholera e del fawo o. o gli allri aleotlo \"<llllala la ste:'S'l ,·irtu uactcricida per il gas cloro. E -.it:come cla;.rli stessi oppositori a questi risultati si os~erva che gran pnne del felice successo si deve al fallo che tanto il Thoioot che gli altri hanno· esperimentato su microrganismi contenuti m :-nbstrati liquidi (sputi, pus) o mollo idratati, fac.ilit.•ndo in tal modo la proprieti1 che ha. l'anidride solforosa ,Ji uml•inar,i all'ossi)leno dell'acqua c formare un acido potente, l'ne. solforico: cosi. riflettendo che negli ambienti di hordo non è eccezione l'avere sempre un certo grado di umidit.L o prodorvela per mezzo del vnpore. mi pare che :-i potrebbe da ciò trarre ragione per non ri ~euare sempre ed in o,:ni "l:>O l'uso delle $Ostanze ~a:;"o~e nelle disinfezioni, o almeno ricorrere anche ad esse per quegli amuienli ben limit.'ILi e da potersi con facilità e complelamente chiudl3re. come 'ospedale, i ba!!oi, le latrine. gli alloggi. Senz.a quindi dividere l'entusiasmo degli uni per la virtù disinfeuante del ;ra:) di cloro e di zolfo, e d'altra parte senza essere come j:!li altri e!\chtsi' i~ti nel negarla , dovendo pur conven ire che una certa a1.iooe oactericida essi la hanno, e che per la mitezza del co·to e per la facile applicazione può trat·sene qualche vnntnggio rt bordo delle navi, dove non è sernpre facile e prudente servirsi de~liallri mezzi. può anche ammettehi ,:he si ricorra alla disinfezione con questi f!as, in quei casi che non esigono un mezzo eoer~ico ed io queJ,!Ii ambienti io cui può la sostanza 1-rassosa non e· ere sperduta e perdert' la limitalata ua azione. f ra noi nlmcno che difeuiamo di un vero c proprio regolamento per le disinfezioni a ·hordo. e cb~ conserviamo tut· tora, speo·1e nella mnrina mercantile. la vecchia pratica dei ~ufJumijZi. i! bene che ne sia determinato l'u:;o io relazione al loro ralol'e (lisinfettnnle e che tino a (l'taodo come in ~~erma nin
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DELLE· DlSINF.EZIONl A BORDO DELLE NAVl
ed in .\u:'tri:~ essi non ~ienCl hnnditi allatto, v~oga ~dtres{ curata 5crupolosamente la maniera di ese~uirli per 008 togliere ad essi la poca efficacia conceduta loro dagli ultimi e$perimenti ( 1). Altro mezzo di òisinfezione !!assosa per gli ambienti fu: suggerito e raccomandato dal Koni~ nel subliroato sotto rorma di v:~pore insieme con l'anidride solforosa neHa porzione di 1 grammo per meLro cubo; ma le esrti'JriiQn:... dell' Heraus, del Kreibohm e del Li.ibbert hanno di.u,•;Hn••• cùiararuente la inefficacia di questo sistema. Ond'e che trascurando le possibili preoccupazioni si abbiano dall'uso j,!eoerale dell'acido fenico e del malo come disinfeLtanti di una nave, egli è oramai aet~Pru.r.. che solo con essi il'; sol uzione pitl o meno concentrata può essere sicuri di ottenere una disinfezione perfetta. E S& fa calcolo che t'acido renico vuoi essere impiegato io piuttosto elevata e che la sna azione bactericida non • estende egualmente a tutti i microrganismi , si è cedere tutta Ja fiducia al sublimato, il quale del resto. la necessaria accortezza nel doverlo usare a bordo, costituisce nessun per-icolo per· chi nbiti un ambiente esso disinfeU.aLo. Ciò provano infatti le osservazioni GniTky e del Krusim, il primo dei quali r-iferisce che stazioni quarantenarie della Luigiana si è adoperato grande proporzione il sublimato (~6 chilog. per ogni senza che sia sopravvenuto mai il più piccolo disturbo
(t) Nelle istruzioni e suggerimenti per lo disinfez ioni da farsi a bordo navi d.ella nostra marina mercantile é prescrilto il cosi dette metodo misto risanare l'al mosfera ioteroa dai bastimenti. ed esso consiste appunto s,•ofgere anidride solforosa uegli ambienti precedentemente sotroposti -del vapor d'acqua sopracaldo a U5.
DELLE DISl~FEZIO~I A BORDO DELLE NAVJ
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le p~rsone. ed il secondo afferma lo stesso per le baracche dell'ospedale di Pietroburgo, la cui di:;infezione veniva fatta con 'i. ~ ~rmi di suùlimato in soluzione all' l p. 1000. Allontltnati i dnbhi :mi temuto nocumento che il largo uso del ~uhluoato pote~;:e arrerare alle persone, è sorto invece l'altro ... ulla efficacia assoluta della soluzione al millesimo e $ulla tnaoier:~ di applicarla. Si ':J cbe il Guttrnan e il ~lerke ebbero ricono:.ciu1a una completa azione hactericida alla soluzione di sublirnato all',l o~ p. l 000; ma le recenti esperienzE" lel Bordooi- Cffreduzzi cootra5tano il compi~Lo valore disinfeuante al liynido di tale concentrazione e non lo confermano se non per la soluzione al 3 p. 1000 acidnlata con H C [ :) p. l 000. ~ è Io esperimeotatore italiano ùa avuto a lodarsi dell'applicazione del disinfettante r~lle pareti per mezzo delle lavalnre col pennello. di guisa che dividendo l'opinione di altri sugli inconvenienti che offre questo sistema, egli consiglia le polverizzazioni per le pareti e la lavatura per i parimenti . Il Hordoni-ulfreduni ioYece dell'apparecchio propo'to da Guttmann e :\1erke (polverizzatore di velro e ~uttaperca). il qnale non risponde completnmente all'uso delle disinfezioni per la poca facilità di esser maaeg~iato, si servì di un altro che puù dirsi unn modificazione di quello che comunemente si usn per spol ve1·izzare col solfato di rame le viti ( l ).
(11 L',pparecrbio polverlnatore modiOcato dal Bordoni-l.ilfredaui è n" piu né m~uo ,·he una (tomp~ arroratrice per la dasìnrez1one dPlle viti. nella quale le parti metalliche, per l'azione del sublimato. sono sostituite con altre di legno J dl el!anite, il recipiente e di Htro e Il eerpo di tromba in ebanite si Ca a~re con le doe mani come un sortletto. È anebe in esso pre..-eduiO per mezzo dì una coppa di gomma elastica messa sotto il poJv1'ri12atore che non goccioli addosso all'operatore il liquido che resta non polverlnato.
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DlilE Dbl~fEli0\1 .-\. ROROC1 DELU: ~.Hl
La la>atura dei pav1menti. e,-,eodo esclu~"·ao•en:e legno •JDelli di una oa,e. dona e:.5er fau:1 quioòi sec:olblli le osservazioni dello ::.te-su \. CtHl soluzione al :~ p. t acidulata, e sarà buona prati~·a e~eguirla per ~M ezzo for·ti spazzole, che sarà bene distruggere dopo l'operaz Il lavaggio non dovrà essere limitato al disotto di dr~.t.
Più sopra si t! fé:ll<l cenno delle precauzioni da disinfenare e allontanare da bordo l~: deiezioni de.!li ma dovendo considerarsi lf? Jatr'ne eome il f.IÌÙ nPr"ll'n l \'eicolo di contagio a bordo. melle conto e5ammare norme ·sia conveniente seguire per ouenere una disinfezione di questa parte della nave. An?.itullo dovrà sempre vigilarsi che individui am non variano alla latrina comnne. ed ove !'-epidemia lin suo insorgere tenda a diffondersi rapidamente {dissen colera) sarà bene vietarne l'uso e proHedere aJI'im di latrine provvisorie. Durame la esistenza a hordu di una maJauia conta e aocbe per molli giorn1 dopo. non do\'ra trascurarsi disinfetlare con lavaggi di soluzione al sublimaw \ l ) al tre o quattro volte al giorno non solo il .sedile, il mento e le pareLi, ma anche l'inwrno dei condoLLi, dosi sempre di spazzole e di molle appo:>ite, e "v••v~tv ncUlll'l ciascuna volLa Lutle le parti dall'ambiente n una t· corrente d'acqua di mare. lo questi ambienti più
l) ~el rt>golamento germaniro si da per la dismftzione di molte puU latrine l:l preferenza alla soluzione fenica; m:l per leconsidel':lzlooiçh~ si espoit& di sopra non si trova rogione dJ l1mitare l'uso del sobllmato solo alcune parti nelle latrine ehe sono appunto. i luoghi o,·e pi ll serv~ llismfezione energica.
DEI.U: Obl~f.EZIOSI A BOROn IIEI.I E S! n
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allrn,·e 111 n ~i dovra a'\"er fretta nelle lavature. le quali per.:i,) ~i dovranntl ogni volta prolungare per un'ora almeno. 50 1vu il ,·a=-o cl1e non si creda pilt prudE'nte consiglio ouurarE' le latrme e ma01eoerle per qunlche ora. sotto l'azione del <li-infeuoote. ~upt'rllun il dirE' ch e .Jo\l'.lOOCI soltopor'$-Ì allo stesso ,j,lent.t di disinfezione tutti gli U:,!J.:I?lti mobili e portatili (oriu.di, paùE:IIe. ec•~.) che faccian pnrle dell'ambiente. L altro locale ùi horùo che e5ige la rna~tgiure accurateZI.lt nelle d•~infezioni, c la sent10a; que<.to ambien1e che può ~"ere per ,-e ;te.~..o pr'•!Ja~ature dr infezione come ad i.''ernpio quando il ba,limento ~i trovi nlln fonda in aetfue ~o,pelt•• di minsmi. l'l'rs~o di noi, conside l'ando 1~he l'n gente chimico da dover:.i impicg:1re nelht disinfezione della sentina debba riunire te m.t;giori condizioni all'uopo occorrenti, cioè di essere a un tempo deodorante, di5iofeLLlinte, non intaccante il teznv. i metalli, il cuoio, la gomma eln.. tica e non farile a comhinars1 con il contenuto delle ac,[ue in modo da formart> depositi ùiflrciimente a:;pirahili dalle pompe, si ù rrcor~i al liquido Schlo·ser cosi dello dal suo in-rentore, ~he i• una composizione chimica a ùa.~e di nitrosolfato di ferro. f:H·ilme nte ~nlubile in acqua e eh t' all'l p. l ~O avrehlte ellil'a~e e rapida azione disinfettante e deodorante. ~ en1.a discutere il \'n)ore del liquido . ··htosser. a noi pare ···h• hsO possa hene e:>ser tenuto in considerazione ed u~atu rn virtù delle sue proprietà in condizioni D{)rmali o •l•t.twlu h nece,.'>ità non impou~a una dr,inf~ziooe ener;r'ca: m1 nlfurdu'• la oa,·e ~ia infetta da una '"era ~ propria epiòemia non ~apremmo consi~liare di preferirlo al snl>limatn. 1 l'Ili vanta;.:gi a:::;irur·ati dall'e~perimento debbono far·
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O!LLE DlSl~fEZlO:il A BORDO DELI. E ~A n
tr.hcurare l poeti inronrenlenti che po~sano essere dnui dalla sua azione in <JLH'sta parte del ba~;Limento. ln Germania infatti è assolutamente prescritto il calcolan,lone on chilogrammn per o~ui l 000 litri di sentina : e poicuè ciascun llasLimeoto presenta conformazione di que,;to locale. cosi Yariaoo le norme disinfettarlo. Il Reg. nermanico considera i dilferenti casi e p come segue le relative norme per le disinfezioni : t• .\'l'i bastimenti che abbimw poc.a o nieme acqua smtina e dor:e questa sia facilmenLe acce~siiJlle le disi zioni saranno falle col sistema del lan1ggio colla sol di sublirn.lLO al mille,;imo, non trascurando di spazzar da per tutto con le apposite l>pazzole e souoponendo locale prima e dopo la disinfezione ad una copiosa · zione d'acqua di mare. 2° Sui bastimenti nei quali è possibile stabilire corrente d'acqua da 1m. C().po all'altro dPlla sentina si pompare l'acqua mista alla soluzione di bicloruro cala di poppa (o nella parte più bassa della cala secon posizione del bastimento). Una manichetta allungata ponte .;ver3erà quest'acqua nella cala di prora (o parte più alta della cala) donde la miscela disio ritornel'à al punto dal quale è partita. :'ioo si com a pompare se non quando la :;oluzione di suhlimalo stata versai.U io varii pttnti della cala. La pompa funzionare per lo meno un'ora. Si sarà preveduto di tutte le comunicazinoi fre le diverse sezioni della cala di permellere una completa circolazione della corrented Prima di servirsi delle manichette Jé si ta,·eraono e se verificheranno le union i: ,;i disinfetteranno pui ace
DHII.t:: DIStx-Fe:ZlO~I A BORDO DXLLE :SA.Vl
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le v trll del poo te eh e potranno essere state bagnate dalle perdilt' delle manichelte. :1• .t bot·do dti bastimenti nei quali non ì-possibile stabilii'<' •nw corrtntl' d'acqua lungo rulla l' I'Slm.siorlt dt>lla senti nn, la disinfe=ion-ui farà ~wparatamente per ogni .~ingoia dir,~inne. mischiando al!"aCtJUa contenutavi una quantità proporzionale e sufficiente di suùlimato. / 1t•r di~inj'cttare i bastimenti muniti di duppio fontlo e dt tm si y/t:~~t a t/i tubulatura interna pt·r mccolta d'acqua, bisognrnl nwtart la stir:a p~'r rmdrrt il doppio forW.u accessibill'. O .~i ret.YI'rà la solurione di biclorur.J nl'i tn!Ji che rot~dacono l'acqua nel dOJipio jurvln. l'er assicurarsi se la di -infezione è stata completa si prenderà una certa quantità di ('ICqua in varii ponti della sentina o della stiva d:sinfettaln. ed in t:iascuno di questi campioni sarà immt-rsa a mela una lamina di rame hen forbita: se tn due o tre minuti la lamtna si ricopre di uno strato grigtastro beo netto, racilmeote rimovibile col dito, la disinfez iOne sarà completa, al contrario essa non sarà stata sufficiente e sarà necessario aggiungere dell'altro subl imalo Ho o a oueoere lo strato di depòsito ove e~so non si ollen~a a prima giunta. La soluzione dovrà esser lasciata nell'ambiente non meno di 24 ore, prima che l'acqua di deposito sia pompata. Per otto gi<'lrni consecutivi la sentina sarà regolarmente r iemprta di acqua di mare e quindi vuotata per e.spellere lutto il sublimato, avvertendo di rimuovere meccanicamente i depo iti che si fossero potuti formare. i• ... e il bastimento ~ in mare la disinfezione ~arà fatta lo ste3:St>, uniformaodosi alle necessità deUa navigazione, cioe a dire couteotandosi che una corrente d'acqua di mare passi per In ;;entina prima che sia disinfettata, e astenendosi assolutamente poi dal praticarla con mare grosso sui piccoli basti~
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tiEI.LE Oi•·.fi\FKZI0.'\1 A OO RDO DELU SA\!
menti. poten1io per i movimenti ùella nHe river.,ani l'ac 11 ua nei depo~ill dei fi,eri. 5° f.lr appa•·eccl11 rmpiegat1 per la prepar.rzione -.uluzione ciehlaono e,.,·re distrutti. salro non abbiano a st'rvire ancora, O<'l •Tual caso do\'l"anno es;;er~ .severamente ·ustodit• llt' t''Sert> a•lnperati pe1 nltro u~o - Le pompe e le man•chetlc non do' rauno più servire a pompare acqua. :o;e un ha:nimento ,;1a in arsenale e del•bn e.;sere disinlt>tlato rice\'Pr4 da Lerr.t :,!li apparecchi nece,sarii. Da •1ueste norme appare chi•uo eome i tedeschi. fermi nèl conceuo chP una dismfezione allora solo pnò chia marsi tale, 'l'tando sia falla in m'>clo a..:.;oluto e completo, non ............. nemmeno di~cns~o il mezzo al •1uale debba ricorrersi nei .·a,i di nec'~".,"•tà. Il l;~tte di calce e gli altri agenti restino pnre nella prati.:a di nettez?.a di certi locali n bordo delle n "'i. ma o'e occorra di disinfellare, non si ÙISCuta 1! più energico 1le.d• agen1i chimici, il suhlimato. Oltre ni locali però, spo3cie a quelli che per il loro u speciale a bordo di una nave, piu po~sono costituire di Jill'usiooe •Iella malattia, deve c<;;er rh'olta 1:1 mag~ premura ed anedutezza nella disinfezione degli o mobili. sopratolto di quelli d'uso personale. Come per gli :unl•ienti. cu~i and•e per gli oggelli d'oso i mezzi dis1nfe1~ tanll ogxi meglio accre litati ~on o i chimici e il va por ar•1ua soprarisealdalo, e a hordo delle na>i, doH• è ~em 1m~ facile ottenere una corrente di vapore, 11 ;:enza tlul•hio a t'SSO ehe hisogna dare la prererenza. l:onsideraoùo quindi come capnci di trasport.tre e ditToodt're il contagi•> le biancherie, gli abiti. i letLi, i matera::si, le coperte, i libri. le carte, ece. eE>::i, se sieno sta li a contatto con le persone infefle, dorranno e~se:·e Lol1i i od i,tintamt>n~ e rol maggior rigore di:;infetlati. E allor··..:hl· :>i creda piit
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DELLE DlSI:"' Fb.ZtO'ìt A BORDO DKLLF. l'\A\'f
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con' t•niente distru~!!edi. o perchè di poco ralore. o perchè ahl11ano ,errito ad rufenni di grari infezioni (colero, febbre gialla. vaiolo). non dovrà mai omettersì di imprellnarli o di anolg.,rli in panui impre~nati di una soluz;one fenica o al suhluuato prima che s !eno hruciati o affondati in mare. In generale però la disinfezione chimica di questi oggetti dev ~ e~ser fatta nel locale dove e:\si si sieno adoperati eritando quanto più è pos:.ihile di scuoterli o spazzolarlì. All' uopo lt!lli gli ogge tti che vi potranno essere t'Ooteouti e che oun poosano subire alterazione dalla disinfl.lzion.e ordinaria (liuri, carte) verranno immersi in una grossa baia cbe s·1ra riempila della sol m~ ione feo rca al 5 p. l OU, e vi si ter: :111110 non meno d i 4H ore : poscia si risciacqueranno nlt'nt'qna saponata e si terranno esposti all'aria per· 8 giorni almemo . La stessa di,;inf~zione alla soluzione fenica sara prnticala per qne~li ov~e111 cbe per loro oaturn (i cuoi p. e.) non po,-sano esser·e soUoposti all'azJOoe òel vapore; me n1re sarà buona e pmdente uormn dì,;truj.!gere addiril · tura anrhe ~li abiti, le brande. e i materas8i elle siena seniti ad iufetLi di colera, ftlbbre gialla, vaiolo arabo, ecc. Le carte, i libri e tutti quegli ;litri oggetti che non posSèlno ~ubire la disin fezione ordinaria, saranno !arati e spazzolati con spazzole impregnate di soluzione fenica o al su blimato e mantenuti ad un'attiva e continua ventilazione in loca le umido e caldo per olio giorni. senza che durnnte tale periodo se ne faccia uso. Oltre però della disinfezione chimica a bordo delle naYi. non (lovrebbo mai omettersi la disinfezione col vapore, sia, come già si c dello. per la facilitit di poterlo sempre oueoere. sia per la sieurezza di risultati che esso offre senza punto alterare le robe come può accadere con le solnzinni.
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nJiLLE DISl~FEZIOi'll A BORDO DELLE :'\AVI
Discorrere de' rari i si~temi .di stufe disinfet:aoti og)li riconosciuti miglior·i, sarebbe nn ~operare di mollo i limiti di questo lavoro: l'interessante è che a bordo si tragl!a profitto del vapore nelle disinfezioni e s'imponga la moderna igiene persuadendo che sop1·a navi ove sono raccolte talora migliaia di persoae e dove non manca posto per diecine di macchine. sieno esse n(•res~arie alla guerra o ai biso~ni della rita, può bene trovare il suo posto una . tofa a disinfezione. che all'!'ccorrenza poò rendere ~ervi~i a~sai · uperiori a quelli cbe non ci dia un'impastatrice o un forno. Già difauo in Francia il )linistero della marina ha curato l'impianto di stufe Rerscl:er a bordo di navi. e il risultato dell'esperimento è stato completamente po ·itivo, essendo avvenuto, come ad esempio a bordo del ~lytll() (Proust) reduce dall'estremo oriente, che si fosse costretti a praticare le disinfezioni a b(lrdo, e che la stufa a,·esse rlato il piu efficace suceesso. Se peraltro una nafe sia sprovvista di apposita stufa, per ùisinfezioni. ciò non deve impedire cbe ~i r icon-a al vapore, potcndosi facilmente esso deri\"are da una delle caldaie di macchina o ausiliarie e farlo passare in apposito recipiente che contenga le robe da disinfettare. Giova a questo proposito r iportare le norme prescr·itle dal Regolamento germanico: ......• « oo tubo munito oi robioelto e di 0"',0 15 di dia( metro circa, vien tìss'lto sol piceolo collettore del vapore « d'una caldaia qualunque (di macchina o ausiliaria), o anebe < sol tubo cbe dà vapore al fischio: il tubo sarà strettamente « ravvollo di feltro, e all'estremo libero di esso sarà solida(( mento fissato un pezzo di tela per raccogliere le sos1anz:e (( grasse Lrasportate dalla corrente di vapore. « Gli oggetti da disinfettare si metteranno in una gr·oss.a.
DI::LLB DISINFEZIONI A BORDO DELU: 'iHI
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/,ain foderata di tE'la, senza pressarli e al disopra di " rc~rabottini posati nel fondo della baia. Questa sarà chiusa u Ila una =-pecie di coperchio di tavole posato su due serrtll~ il. e mantenuto da pesi. Il tubo del vnpore peoett·ando da t< un'apertura laterale del rer.ipiente deve rag~iungerne il « t'I'Otro ed arrivare quasi col suo orifizio a toccare il fondo; (( il vapore si farà passare con una pressione in caldaia da l 11 a .) atmosfere. 11 .\d ottenere una disinfezione completa bisogna detertt minare nella baia una corrente continua di vapore a « temperatura di 100° almeno, il che vien constatato per « mez1.o di un termometro posto nll'u-;cita del vapore, il \1. quale doHa segnare wo·. L'entrata del vapore vien o~. regolata dal rubinetto del tubo. t< l.a disinfezione deve prolungarsi in relazione alla natura 11 dPIIe robe; così mentre potrà bastare un'ora soltanto per 11 !!li abiti di stolfa molto permeabile, si richiederanno due • ore e anche più per gli o~getli che non abbiano questa 11 propt·ietà. Dopo la disinfezione col vapore gli oggeui 1< debhono essere tenuti- all'aria lihera lino a che non sieno (( completamente asciugati. » Ainto necessario e potente ai me1.zi di di sinfezione chimica o col vapore è senza dubbio n bordo la ventilazione copiosn ed energica, la quale se altro effetto n.on può dare, tende a sostituire un'atmosfera pura alla infetta, ciò che co,;tituisce un. Yantaggio non l1eve per tutti :zii ambienti di bordo, in ispecie per quelli che sono situati nelle parti basse della Da'l'e, o,·e la cir~olazi ooe o il ~iooeo dell'aria è qu~i nullo. Per buona fùrtuna i progressi fatti dall'arte di costruire o~gi ci offrono un:t larga serie di sistemi atti al ricambio di aria dnll'i ntet·no delle naYi, e non vi ha forse bastimento di \1
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DHU: Dl'l'rEZI0:\1 .\ BORDO DELI.E XA\1
re.:ente ,·o~truito che non prt'~l·nti i .. tallato a Lordo un ,1 :.i,oglia :;i,tema dr Yentilazione interna; ma esistano o di slll'.•lli apparerchi. come non sarà mai tro!Jpa l'aria iospirala nell'interno d'una na\1~. coH saril bene tt>nere aperte all'aria il malfgior nnmero po.,,..iltile di maniche twrentu. · modo che da per· ognt dore nell'interno e nel baso:.ò hastimento po~sa arr;,·:arè una corrPnte d',,ria pur:~. Ed ora porhe parole circa il modo di con5errare c rare a bo1·do le sostanze disinfettanti. La potente proprietit venefica che hanno l'acido renico il subii malo, da per sè ste:;.sa il consigli<• che queste sos delibano es:;ere ~~onsen·ate in appositi recipi enti e rinch io luo;,:o , di cui In chiave dovril e:;serr aflidata al mediro,· qnnlc incomberil il dovere della gelo<:a custodia di esse. E riò t'naturale: c invece a nostro avviso di grande im tanz ' pratica il determinare se piuttosto che le sostanze non sia da preferirsi di avere a bordo le soluzioni li di e~se. L'uso ristretto a cui si t; ridotto l'acido fenico e la fàcilitit che e~so offre ad e<:sere adoperato rimpeuo al subl malo pnssono consigl ia re che invece di grand i quanti Iii soluzione madre si cnnserYi a bordo la sostanza pura: l'uso s,teoeralizzato del sale di mercurio, le difficoltà che sono incontrarsi a hordo nel preparare grandi tJoanti tit soluzione e la necessaria prunenza di guardarsi dai per che il maneggio di que~to corpo presenta, non ci debbono teucr ::;osposi nel pr·ererire di conservare a bordo le soluzioni tilohtte. E, sia per la faci lità della preparazione, sia per il r·isu1Lal0 delle esperienze, ci pare che delle soluzioni di snbllmato titolate la miglior·e per gli usi di bordo possa essere quella
!IElLE Ol~l~fl!:Z!0.\1 A ~" ROO DELLE ;\\l l
120H
in l~'-" presso l'ufficio d'iC!iene di Torinc. prop•Ha e nveomandata dal Bordoni- (tfreòuzzi. Ogni l O cm c. di fJUesta solnt.ione madre contengono ~n·mi 3 di suhlimato e :.> eme. di 1 i;l.o cloridrico, di :!uisa che a:.r~inu;endu l O eme. d1 e.....a ad un litro di acqua si ,·iene a formare ooa .::oluzione d, subiimaLo al :3 p.l 000. cbe è q nella cl1e ri.;ponde perreunn1enh alle esigenze di disinfezione dei pavimenti. delle pareti ed in genere di umi gli ambienti di hordo (l). :'econdo poi i calcoli di Hnlt fatti sulle e:.perien1.e delle dis~t~fet.ioni con .;oluzione di suhlimato eseguite a bordo delle o:l\ 1 alla nuova Orlean~. dovendosi calcolare dai 7000 a1 1WOO litri la IJ113Dlil:\ di ::-oluziooe neces•aria per disinfettare !"interno d'una nave, può stabilirsi a circa l 00 litri la. 'lttantità di ~nluzione madre che un hastimento dovrebbe conser·vare a hor.lo. Quantttit certamente conside1·evole e che l'or5e impres~-iona perchè trallasi di un potente \'eleoo: ma ~e si rifleue che a bordo dei bastimenti da guerra in ispecie si conservano indifferentemente quamità enormi di polveri o di altri composti esplosivi, che possono da un momento aiJ'ahro compromelll~re la vita di centinaia di persono ove si manchi anche per un capello alle molte e necessarie preeauztnni. e se si consideri ancora che ciò nono tante sono as,ai rari ~li infortuni che da quei cumpo,;ti provenj!ono, ci ,j persuaderà di le~gieri ad accogliere a bordo nn reci-
Ul la soluzione madre di sublim:uo ;i prepara in grantli •ruanlita DI'Ile proporzioni : Sahlimato . . . . . . . . . . . kg. t~ Ac•do cloridrico . . . . . . . . . litri iO SI ~cioJ:Iie dapprima il su'llimalo corrosivo nell'acido In un mortaio, s• vrrs:1 t'ntro un barilòtto di vetro . munito eli rubinetto. e vi si aggiunge tanta aequa flno ali a1•ere una sotu~.ione eli 40 Htri, 1.. quale perciò viene a contenere per ogm IO eme. 3 grmi di sublimato e 5 di acido cloridrico. <!'~uenlt
12i 0
OELIE OISINJ'EZIO~l A BORDO DELLK ~--\VI
piente di sublimato, cue può nascondere dei pericoli è ma che nullameno può talora a centinaia di miglia da essere la vera salvezza di un intero equipaggio. E poicht> per la disinfezione degli ambienti la pratica polverizzazioni è senza dobbto della ma~giore insieme all'acido fenico. al sulilimato, al latte di calce e ciascun bastimenlo dorrebbe ancora esser pronisto tl i apposi to apparecchio poiYerizzatore. {l) Dorrebbero· completare 'fuesta speciale dotazione di bordo, delle ser.,rhi4., : di lt'gno della capacità di IO litri ciascuna per fare miscuglio dell'acqua col sublimato, degli accappatoi di impermeabile per le persone che dovranno fare la disi zione, e delle molle apposite per pt·endere le robe d personale infette {~) . In conclusione, per molte e non semplici che possa essere le norme per una completa disinfezione, e per g che siano le difficoltà che alla scrupolosa attuazione di oppongano le contingenze e lo slato di una navP., non poss più oggi contentarci dei vecchi precetti o considerare naviglio come qualche cosa di estraneo alla grande sociale, e ci è obbligo severo sforza rei per trasporlare a bo i dettami e i risoltnlt della scienza e dell'esperimenlo.
(t) La poh-eriuuione ttl sublimato nella cfuio!ez:ione dei locali é una pratiche dlsln!etl&llti presuitte per le oavi dalla COlllllÙS$ione sanitaria nazionale riunltasi U 5 gennaio !89t a Venezia. (!) QuesU sono o;u per giù i pronedimeoti adottati dall'afllao d"igìe~ Torino.
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DELLA 1:\FEZIO~E TifO A ì~EL P?.ESIDJO DJ BOLOGt~A DURANTE L'AUTUNNO DEL ISel
Rduione del rapitaoo medico B e r nardo CII' Luigi, l• tta n~lie conferenze seientinche tenute nello spe,Jale mlhtare Ili Bologna nei me>i di febbraio ft marzo tafl
Signo1·i ~ el riferire circa il tifo addominale che travagliò le truppe del presidio di Bologna nell'autunno 189 1, io adempio niJ'incarcco che mi dette il tenente colonnello medico sig. Giro~re cav. ~~io. BaLLista, sino da quando io ebbi la direzione del I riparto tHosi. \ oi ·apele come nelle confer·enze scientifiche del 28 settemt.re e 30 ollobre. il predetto direttore di questo spedale, roo 'peciale competenza. iotraltenne i medici del presidio $UIIa pato~renesi, èliologia e cura del tifo, facendo delle considernzi,ni sulle condizi oni della città in rapporto allo sviluppo dell'i nfezione. ~t olte delle sue idee espresse allora hanno trovato posto in questa relazione, la quale abbraccin non solo quelio che si fece e fu osservato nel reparto da me diretto. in cui fu curata la maggioranza dei tifosi, ma anche ciò che richiamò l'allenziooe e fu praticato dagli altri colleghi, i quali ehl1ero in ('111'11 ammalati di tifo.
Ob.tLA IL\ FEZIO~E TifOSA
l. Condi~ioni dt'lla citttì
m mpporlo all'infe~iolte .
Bologna è una cillil antict.issima: gli Lrubri. gli Etruschi, i Galli Roi \''ehbet·o dominio. 011e secoli a. C. se ne imposses:.arono i Rom:mi. e ne fecero uno dei municipi più lioremi della (;allia Cisalpina. Il centro dell'antrca Felsina occupa in gran parte l'area della vecchia città romana. Gli ar·chi a cavaliere di pnrecehie strade centrali rappresentano le porte ed akune "lie indicano il luogo delle mora del 1200. Cre:>ciuti poi rapidamente i sobborghi, i bolognesi ~i dero obbligati a difenderlr e lo fecero con J'es,·aynzioue del l'attuale fosso. e con l'ionalzamento di 1111 terrapieno, il nel 1390 ,·enne completamente rivestito delle mura che corasi Yedono (1). La città è impiantata sopr·a uno :>trato allurionale, che posa su terreno di divet~a uatura, cioè: quaternario, ni co, argilloso. L:-~ zona aClfUifera superficiale non è ad profondità oYunque. e si trova frn 3 e 6 meu·i sotLo il delle strade. Da più di 2000 anni, dunque, nel centro e da iSOO anni nei tre quarti esterni della periferia di Bologna, il :>uolo è ioqurnato dal percorso di fogne a pareti permea uili, in CRi sboccano quasi tulle le laLrine e le acrt ue d i ritiuto. Per le suddette condizioni. il terreno sul quale sono rostruite le c.ase
(l) C. RICCI. UologiUl ed i bologm&i.
:-ii::L I'RE,IIIIO 111 OOLOC\1.., ECC.
oifrr• tnlle lP •1ualiti1 propizi7 pet· lo ~vil u ppo e ddTu~ionl' dei ertn . par -~itar. ,- ,a ::.oprafit1·i che palO.!('Oi Talt> stato del 11 li ~uuu-uolo ha certn me n le i nllui Lo su Il er oi nztone e diffustone di ah:une 111 Ialite mfettne, in ispecie del tifo. il quale a Bo· Jo~na Ila 'empre fallo delle vittime. - [nfalli negli ultim i 15 anni. ,n(o nel marzo ed aprile 1883. nel giugno 1889 e nel ma:.!!.rin l R!IO non s'eb be a deplorare alcun decesso per la dett.t 111leLi,,ue. mentre 'n tnllt ;.:li altri me:;1 del quindicenoio re n..: fu 1111 ··eno uumero che varia fra uno e renti. - Inr~.:e nell'uttoltre 1•'91 i mor11 per llfo furono 30. nel oo,·eml•r•' i:) e nel de.:emhre l~ . tonll' si può tmpnl'nre dnl se,.:oen ,, q J,Hiro.
..
l
LH.EZIO~
Of:l..f.A
TIFOSA
Morti per 1i(o in Bologna (l).
Anno
18"-7 •
1Si8.
:1::::
1
8 15 20
16112! ~
6 i O; 20 tal1t
-
Q
4
-
-
5 4 15 17
1880 .
~ ; 31 ~ ~ 5 14 17 JO
1881 .
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3
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1882 .
3
3
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4
8
8
8 16 12 10 6
1883 .
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7
9 12 11 16
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: ~ ~ ~ ~ ~ ~l : 1~1 ~
1'379 .
1885 .
18 14 20
i
3
1R86 .
21 3
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2
8
3
111 8 ~ 10
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23511~8
1 2
2
Dalle cifre riportate nppare cbe il tifo in o;oi tempi) dell'anno ed aumenta nel lu~lio. sellembre, ouobre. Mancano le os~ervazioni circa il rapporto fra la .........~..... della malattia e l'altezza della zona acquifer·a super
(l) Lo notizie dei morii pet· liro, in l:lologoa, mi furono gentilmente ila! rlott. Torselllnl Oanto medico provinciale, al quale porgo infinite per tutte te M tizie rornltoml circa l'lnretìone tifosa nella citt:i. e cir..:ondario.
l'i EL PRESIDIO DI BOLOGNA, ECC.
1215
Però daf!li studi da me fatti sulle pioggie avule nell' ultimo quinquennio, pare che 1'evolozione dell'infezione sia più riler 1ote quando cada più acqua durante l'estate, specialmente nel mese d'agosto. Si pnò dire dunque che a Bologna il tifo vi è in permanenza: e ment1·e a \"lenna, dopo l'introduzione dell'acqua potal1ile la mortalità pel ~fo diminuì da una mediadi585 nno a? H all'anno (avendone avoli anche soli 89' casi nel188} ), nell a capitale dell'Emitìa, dopo inaugurato l'acqueclollo del Setta ( 1882), i decessi per febbre tifoidea scemarono solo di un terzo ma non in maniera molto significante. p,erchè non fn del tollo àbolilo l'uso dell'acqua dei pòzzi, la quale ,·iene spesso adoperata per i bisogni - della pulizia e per nitrì nsi domestici. L'acqua potabile non e d'uso gener.1le, infatti: sopra 5300 cnse entro le mura, solo ·154-6. comprese le caserme ed i laLoratori universitari, usufruiscono ùell'ac•pta potabile, e n~ tonsomano giornalmente 2200 m. c. La ferrovia ne smaltisce 800 m c.: il municipio per i suo~i servi~i i 2~4 m. c.: dalle fontane monumentali e d'ornamenLo zampillano ogni giorno ~4-0 m. c., e 215 ne g~ttano le fontanelle alle quali auin~e ncqua la popolazione. che non ne gode in casa, e quella dellp, Yicìne frazioni-. ~~ poi l'acqua p•)lahile è in grande abuondanza. Avendo voluto usufruire dell'acquedotto romano, per il suo livello, In galleria liltrante del ~otloletto del Sella, fiume dal quale proviene l'acqua di Bologna, flOn è scavata a molta profondità: nell'inverno si potrebbero avere .anche 20,000 m. c. d'acqua al giorno, mentre nell'estate non sempre se ne raccolgono 3000. -Quando vi è siccità. prolungata, la gall~l'ia Jìltrante resta quasi aWasciutto, e non sì otterrebbe l'acqua nccessat·ia, se non si f()sse provveduto facendo un pozzo al
lzl6
DRLLA l~FRZI0:-\1!: TlFtiSA
conlluenle fra il Setta ed il Reno, però sulla sponda del primo fiume. Questo pozzo è più p1·orondo della ga:tol'ia su(}detta e raggiunge una fa lda acquifera inferiore a quella della soLto~ ''orrente del Setta: - una pompa ne eleva I'Mqua e la versa nell'acquedollo. Il pozzo mentionato (del quale si parlò lanto n~l decor~ autunllo)fn fattonel l885,enelleestatideiii{X8-8!:l-90 edull'agosLo al 4- OLLolJre 1891 esso for-ni quasi tulla l'acqua clu~si bevve a Bologna in quel periollo. Dicesi che qnando a~isce la pompa l'azione ne ''enga ri·enlila a notevole distanza, tnnte>· òa aubassars.i l'acqua fino al conUuente del R.~no. Se mai quest:t fosse infetta (poichè r·ice,·e i rifiuti e le fogne dei pae5i a monte) l'acquedotto potrebbe inquinarsi venendo aspirati, per mezzo della pompa, as::-ieme all'acqua de{ Reno, i germi in es~a ~ospesi . n modo con coi il tifo si munifesLò allo improvvi so fra militari e nella popolazione ci\ile fece pensare. e c1>n gione, che una tale diffusioni' ·i dol"esse attribuire all' zione di uo elemento, il quale si distribuisse largamente rapidamente a gran parte dei cilladini; e tfùesLo non essere altro che l'acqua potabile. La parte più considerevole fra i cultori delle scienze siche: non e:;clusi i medici militari, attribuì la infezione all'inquinamento dell'acqoPdolto per aspirazione di acqtt:t in del Reno: al•:uni pen$axano che essa potes"e essere avvenuta per guasti nella rnnratura del canale e pocbi nltri per alle;razione IÌell'acqua nei serbatoi delle case, i quali comunicano in grande maggioranza con le fogne mediante il tubo destinato a smaltire l'eccesso ò'acqoa. r n nnme1·o ltmitato di pel'Sone competenti - (t\\ cui l'assessore per l'igie ne - volle sçagionare d'ogni ar.cu:sa l'acqua
~EL PRESIDIO DI BOLOGH, ECC.
l~ 17
potabile ed opioò che l'epidemia ro~~e dipendènte da altre cause. l)ualche indicazione si potrehlle trarre dal decorso del tifo nella dttà e nelle frnzioni, essendo le secondtl proniste d·actJUa potabile; ma anche questo criterio non può essere a~~oluto, poichè molti abi tanti tli e<~'e fanno incella di acqua putabile alle fonti pro:;;.sime alle porte della città. Fu notato che le denuncie tle' medici all'ullìcio d'igiene non avvenivano regolarmente; cosi, a fine dt eliminare gli errori il più che sia po,;sibile, ho ra~t.truppato i casi denllDziati o~ o i settimana e Li ho cnkolall in rapporto a 10,000 allitanti. Con tal i dati ho designato il grafico ~. l : H quale contiene le curve del ti fo nella città e frazione. ()al diagramma appare come nIla metà di selleml>re J' epidemia fosse più elevata nel forese cito nella città. \' erso la li ne del mese la scena cambiò, e quella della città pre.;e il sopravrento, s'innalzò bru,camente dal ~? al :?8 ottobre. conservando la supremazia sino alla fine di novembre: in se~uilo l'infezione fu più rilevante nelle frazioni e minore nella citlil. {),di' 8 ottobre al l!) no' embre la curva del tifo nelle frazioni 0 molto S(-migliante a quella nella città: ques~ faLLo si spiega agevolmen te considerando che gli abitanti di e~se fan no proni;;ta d'acqua potahile alle fontanelle prossime al h! porte, e quindi l'infezione fEpendente dallo inquinamento tlelr acqua hn avuto un decorso analo~o a quello verificato in Hulogna entro le mura. Coloro 1 quali credeuero che il germe della malauia si fosse tlilTuso per rnescolanza dell'acqua pura del Setta a tJuella impnra del Ileno fecero il seguente ragionamento: c Oalrario~to al 4 !)tlobre ~i distrihoi alla città acqua in'' fetta: l'incubazione del tifo si può calcolare a un mese, < perciò l'infezione si manifestò solamente alta fine di set-
1?18
OEl.LA
l~ HZI OXE
TJFOSA.
« tembre. Il 1. olloiJre fu rimes:;a nell 'a.;qu.edollo la buona <' acqua dE'l Sella, questa a poco a por.o diluì quella già inn fetta, lrnò tutlo il canale e la tubulatura, ed il t.ifo s'att~ « nuò fino a riprendere il l'Ilo andamento ordinario»; Coloro poi clte •Limarono innocua l'acqua dell'acquedotto dissero cl te l'esame del depo·ito di quella che passò attraver3ò i filtri non produsse lo :'viluppo delle colonie dei germi del tifo. mentre l'iofezi(•ne, quantnnquE> in tliminuzione,conti nuo in eitlà sin11 nel dt!cemhre: rlle nes:'u n bacillo abbia dovuto imp~gli arsi nel labirinto dei filtri? . . .. Aggiunsero pure che il tifo nel 1891 prese insolite proporzioni anche in altri paesi e perciò era da ritener:.i che il tifo si do"esse nll'i nf~ ?.ione dd so olo. A me non spella entrare nel merito della que Lione, poi eh\• mancano dati sperimentali e positi\'i. I l non avere trovato il bacillo del tifo nella poca acqua esaminata un mese dopo il principio della epidemia non è un hnon argomento, poich•" noi sappiamo che il germe suddeLlo ,i tro•a raramente dopo d ne settimane dalla data dell'ittfezione (1 ). D'altra parte la :;ua ricerca non è molto facile, come è Hato diJUostrato dalle recenti epidemie di Lifo in Fi renze e Pisa. lnfalli il professot· Bandi, vhe esaminò le acque di :\Tonter·e){~i. non lo l'invenoe; e neppure lo ritrovarono gl i altri baueriologi cbe presero a fare esperimenti in quelle di Pisa : invece pare che il Giardina ed il Sormani sieno stati pii1 fortun ati ed ahbiano dimostralo nelle dette acque dei bacilli elle arrel.Jbero amto i caratteri di quelli del tifu ~ell'aouo passato :;i ride una infet.ione di tifo decorrere lungo le rire del 'i eootre. io qnel di foli~n o : ed i 'illa~gi i
(t ) Cuw;'"'· .r.
r. lleaica l-Rtcord. Octol.ler 1891.
'\El. PRit$[010 DI BOLOG~A. ECC.
~1uali allin~e•ano :1cqoa dal fiume infetto furono
BHP
tutti traT"a-· ;.rlhti dalla malatt11. ad eccezione di uno che ~odea d'una sorgente d"acqua potabile. Cn caso analogo potrebhe e~sere quello di Bolognn. Da notizie avute dall'e)::regio dou. Dante Tt rsellin1. mediro pro' inciale . .:i sa che mùlli paesi. i quali Juandano nel fiume Ren o le loro acque di rifiuto. nell'estate ed autunno J8ç) l furono trava~liati dall' infezione tifosa. mentre ne furono e~enli quelli della \'alle ciel Selt:~. Chi vi;;ita i luoghi e vede il rapporto esi5tente fra il pozzo ·he $en·e per l'estate ed il letto del Reno. si convince della !"mibilita dell'inquinamento dell'ncfJuedouo. poichè l'azione della potente pompa si fa risentire fino nel letto di questo tiume. Inoltre le gallerie fillranti sono facili ad essere in•'state. Uno :;tu dio sulle curve ~rnficha del decorso della malattia nella l'ittà e nelle frazioni fa rilevare come nel passato anno ,; siano .;tale a Bolo~a due distinte infezioni: una. quella permanente, sarebbe indicata òai primi lrntli delle corve ·iella citti. e frazioni. mentre l'aiLt·a, e'entuale. :;traordinaria •· t>'pre;;~a dalln hrusc:a ascensione commciata il 15 ottobre e Imita l' Il novembre. È molto probabile che que:;lo improvviso aumento dell'in·eztone :-i debha a cause transitorie ed accidentali: e la <>opposizione che possa essere in coooesHione nll'inquinnmeoto dell'acqua potabile ha la ma~!!iore probabilità, poichè furono_ prima colpite re caserme. nelle quali si fà uso esclosh·amenle d'acqua potabile e poi anche altre case in cui si bevve solamente l'aclJua dell'aétluedollo. Però resterebbe a provare il come ed ·n quale luogo nobin a\·ulo ori~ine la infezione. se cioe nei punti di presa per aspirazione d'acqua infeu.a del Reno. 'e nella muratnra dell'actruedoLlo oppure nei serhatoi dt> ile case.
1230
DELLA JNFEZT0:\"'8 Tl~'OSA
n. il tr{o nella guamiyione.
Pino dal me,;e d' agosto 1891 si notarono nella truppa vari casi di fehbt·e da infezione Lilìca, ma essi non superarono la media ordinaria: fu solo nella seconda meta di settembre elle se ne vide l'aumento, e se ne ebbe il maggiore numero il due ottobre. Dopo •tuel tempo si no al !O del mese, il numero degli ammalati diminuì. ma il 18 Yi fu una recrudescenza, indi una rapida diminuzione. . mese di novembre se ne verificarono dei casi, ma non gran numero. e neppure tutti i giorni: dal 18 non e all'o~pedale alcun tifoso . e io avessi voluto disegnare un grafico lenendo del numero degli ammalati entrati ogni giomo all'ospedale, avrei esposto un andamento artiHciale della malattia, po gli ammalati spesso tr:lscurarono di farsi visitare ai sintomi. Per ridnrre al minimo l'errore ho raggruppati i casi rilìcatisi ogni settimao~ e cosi ho designata la curva del diagramma :'\. !, il qtt-tle espt·ime il decorso dell'infez!one tifosa nella truppa. Si può para~ooim~ l'andamento della malatLia nei milit~ri a quello della città? [o mi sono convinto che ciò non sia possibile seguendo un rigoroso metodo scientifico : essendo diverse, sotto ogni rc~pporlo, le condizioni dei soldati da quelle dei cittadini. lo Bologna furono colpiti molli fanciulli e giovanetti : io minore proporzione gli adulti ed in infimo grado gl'indi-
l'iEL PRESIDIO DI BOLOGl'iA, ECC.
tf:?~f
ridni d'età matura ed i recchi. D'altra partf' i medici civili denunziarono solo i casi di tifo grave ed a lungo decorso: quelli che ebbP.ro la durata di due settimane e le ordutarie febbre gastriche. che pure vengono rJas,;ificate f1,, le forme tiliche lif:>i. non vennero notificate al municipio. ~è si possono paragonare i casi di tifo della popolazione civile a quelli della truppa. poichi• nella prima sono contJH'esi i fanciulli, gli adolescenti, ailulli e vecchi d'ambo i -essi . .\ ve,·o il disegno di verilicare i casi riscontrati in citta neAii individui della stessa età dei nostri soldati: ma non lo poti?: per mancanza di tempo: oi> il lavoro· anebbe dato conl'lusioni auendibili; poichè io avrei dovuto paragonare i soltlnti con giovani di 20 a 23 anni riformati per difetti fisici où :~scri tti alla 2• e 3" categoria. Perciò non avendo potuto al'ere termini di confronto molto pros,imi o simili. m' nstengo da qualunque paragone; e solo pu,,o dire che le due curve ~i somi~liano alqu:mto nell'oltol•re e nel resto differiscono profondamente; e la ragione sta nell'avere noi a\'Vertila l'infezione 20 giorni prima dei medici della città: alla lioe di novembre pl)i nei militari non sa ,·erifi'!arono piu cal\i di tifo, mentre nella ciUà se ne ebbero an ·ora. :\è tutti i t·asi della città furono denunciati: e ~iò s1 rivela Jal paragone fra i morti e le denuncie della ciLtà e della truppa: mentre in Bologna su 6~5 s'eubero W3 morti; fra i militari nello stesso periodo di tempo si verificarono solo Hl decessi su 2H casi. Eisendovi a Bologna il tifo in ogni tempo dell'anno, non farit meraviglia il sapere che in ciascuna annata fra i soldati Yi ~ten o stati dei tifosi e si sieno avuti dei morti.
ObLL.\ l "FEZIO'IE TIFOSA
In.j"e:.iorw lij'osa nel presidto di Bologna dall'anno 1876 al 1890.
\un ate
Forumol1a
Entrati
lforti
1876
4342
76
17
1877
34 26
6
1879
4030 393J 4026
3fi
1 ~80
398r>
64-
12 12
'1881
411H
31
3
1882
381)7
3701
68 43
J5
1883 188~
t-561
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5
1 ((5
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19
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12
11'89
4116
29
3
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24
2
1~78
7
7
~el 189 1 oltre ai ~olili pochi casi di tifo che si verificarono in lutti i mesi - eccetto quello di marz(} - dal 47 settembre al 2i> novembre l'infezione acquistò carattere di epidemia; ed in ()!) giorni se ne ebbero ~44 ammalati.
~Et PRESJOJf}
DI BOLOG~A, ECC.
·'f'tcf!hio numerico dei ca;;i di t~fo cerijle(lt!Sr nelle truppe di p r e;;idio in Bologn(l.
.~ nnoln:unu
Corpo
~!P rl'lll;· fanteria
667 56
l
l
1
11 3 50'
z:lo cavalleria
8 50
6 •
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6
498 66 t 3 61
27"
&9 97
))
li• 3*
•
1
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sanità .
54
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operai .
50
2
41 2 •
~l ili t. rli altri corpi
Il
l)
6 12
RR. carabinieri .
Totali
si 9~ 8 » 4
:2 rona totale.
3
50
Uislrello militare.
l
m proporz•ooe fii-HJ2il 3 201 i • diè ruortJ 7,7 p. lOO ammtlfatl di 0,58 p. lOO olPJla
3° arli~lieria
to genio . t• comp. sussisl.
Fona medJa del pr~ sirlio 3!70, C> A.rumalatl di tiro In - raf:)ODe ~e l 7,48 p. tOO.
•
G v
1 »
•
•
116 iO. 8j 10 " 200 9 :3 7 2 • o
5 •
5 •
3270 244 • 221 l !l
•
4
Essendosi diffuso iJ tifo in tutta la ci ttà ed in ogni caserma non si può attribuire ad alcuna causa speciale l'infierire della malallin più in un corpo che in un altro, dipendendo ciò in ~ran parte da cond izioni i ndiv idu<~ li e da quelle dei quartieri. ~l erita però di essere notato eire in un decennio, nel 3° reggi·
OELf.A I'!FEZIO"\'E TIFOSA
mento artiglieria. per nltr·e dne \OIIc si manifestarono numero3t ca"i di tifo addominale: netrullima però per infezione delle acque dr Porto Cor:.ini. delle quali la truppa avea fatto uso mentre era al poli~ono del tiro. \nrhe in ')Ut! ·ta t>pidemia fn not.ato che la compaania di :.ao ta fu colpita mag~iormente; poiclre due casi cbe figura no nel num~;ro de~li infermi del \.Slo e :JO" fanteria contrassero il tifo mentre erano a:r~Xre~ati alla detta compagnia; e se fbssero computati rn es~a ne aumenter~hbe la percentuale della morLosilit. Biso~na però rilevare che nessuno degli infermieri che a:~ sisterono i tifosi ammalò di ileo-tifo, escludendo cosi o~ rti trasmissione dirella della infezione dagli ammalaLi ai soldati che li assistevano.
Ili. lJuur.~o dt'lla
maltittia.
Il numero comple-;sivo degli ammalati ricoTerati all'ospedale con sintomi d'rnfezione fu di 24.4-: la malattia però non ebbe in tutti rl medesimo andamento come si può argomentare dalla seguente tabella.
l ~2;)
NEL PRESJOIO OT BOLOG'U, ECC.
Tahella di permanen..a degli ammalati rieoDerari alrospedale. 1'\. degli
amma-
Morti
da 5 a 20
51
14
20 ~ 30
63
1
• 30 )) 40
49
3
• 40 »50
35
l)
Giòroi di pennanenza
))
lati
»
50 • 60
18
•
60 • 70
19
))
80 )) '90
3 6
superano i 100 giorni T otali
l 244 l
Il dP.corso dell'infezione fu imponente: si notarono 19 ammalati gravissimi , che morirono; e 83 gravi, con tutti i fen omeni classici del tifo e con pericolo di villl. In 86 infermi la malattia fu di mediocre gravezza e non s'ebbero complicanze rile,·anti : in 11 il tifo aborti ed in 32 si verificarono i sintomi di tifo lieve, cioè : febbre moderata, breve diarrea, turnore di milza ed in qualcuno v'era pure la roseola. Dei 5 1 :1mmalati elle rimasero nell'ospedale da 5 a 20 giorni 13 morirono: 11 ebbero il tifo abot·tivo e 27 il tifo lieve. Gl'infermi che superarono i 50 giorni di pe1·manenza nello stabilimento presentarono tutti delle complicanze per le quali fu necess·1ria una ~ura protratta a lungo. l'roneralmente gl'infermi non avevano mai sofl'erto di ileotifo, eccetto l'unico uffic iale (tenente Pinto del 50° fanteria):
DltLL \ 1:\"YEZIO:SK TIFO:. A
egli n'era stato colpito altre due Yolte ed in quest'ultima il decorso della malattia fu mite. ln questa epidemia fu pu1·e notato che due te•·zi dei colpili appartenevano all'ultima classe venuta sotto le armi ed un solo terzo a differenti classi più anziane comprendendo' i i carabinieri, sollollici li ed i :'oldflti di cavalleria. Tncuba,;; ione.
lo pocbi easi si poti' accertare il periodo d'incubazione ia 1:) ~iorni : però. essendo cessato il tifo fra la truppa dopo ua mese cbe si distribuiva acqua bollita, si potè r itenere che l'incubazione non è superiore ai 30 giorni.
IV .
Dewrso della febbri'. Il ciclo tipico della febbre tifoidea si osservò solo in 62 fermi: in 15 fu caratteristico il periodo amfibolico del derlicb : in 8i la malauia fu accompagnata da un tipo brile con due soli periodi, uno di ascensione e l'altro di fervescenza con brevissimo fastigi o : io l 4- la remittenza fa. più accentuata ; in 3 la febbre ebbe qua;i un carattere i mittente; in 78 il ciclo febbrile ebbe un decremento che ri melleva gradualmente mancando il periodo d'ascensione. In alcuni ammalati furono notati dei brividi ripetuti durante il corso della febbre. In altri alla defervescenza. dopo pochi giorn1 di apiressia, seguirono accessi invadenti con brivido e con brusche remittenze, probabilmente per !imitale reinfezioni o per formazione di focolai purulenti inLemi .
NEL I'RESIDIO DI BOLOC:H, ECL.
12~7
Durante la conralescenza s'osservarono fre1Juentemente pamettere in connessione con la stip:>ì, e bastò amministrare nuovamente il calomelano per vederli ~comparire. La fehbre fn :;empre continua. ma in pochi casi si poli! os5enare il primo periodo, poichè i soldati si annunziarono ammalati -1olo dopo scorsi parecchi giorni dal pr·imo settenario: rerciò vi fu un gran numero d'infermi (78) nei quali la febbre decorse solo per 7 giorni: in questi come in altri 1o.i. si deve ammettere che il periodo d'incremento trascorse fuori dell"ospedale, e ciò renne anche prorato dal fallo, che s'ebhero due decessi dopo soli 5 giorni di permanenza nello ,tabilimenlo, riscootrandosi all'autopsia le nole anatomiche del tifo in 38 settimana. La fellure fu osservata nell'ospedale. Per giorni 7 in 7X infermi Id. 14 io I O·i- id. hl. zl in 49 id. ld. 28 in 8 id. ~orpassò i giorni ?8 in ;) id. ~on snt·à superlluo un cenno sull'altezza della temperatura, eakolata da t] nella accertata alla visua p~sata alle ore 3 pom. Raggiume i 39° ;.:radi in 2!3 infermt ::;uperò i ~go ma non arrivò ai 4-0 in 138 id. Si elevò a 4-0° . in 33 id. O;;cillò fra .i-0° e 4- l o in 4- i id. Superò i 41• . in 3 id. Raggiunse i 42° . in id. rn complesso in 83 ca si la Lemperatora arrivò e fu superiore ai .\.0°. \l olti fra i 138 icfermi. nei quali la febbre non ~mnse ai 40°. all'ora deUa visita a\evano 39° 9' di febore e CPrLamente sarà stata più elevata la sera. ro~s•-'ffil feblmli che io potei
DELL\ 1'\tEZIO';E TIFOSA
[O C ammalali la febùre ~·eÌ~\U per due ~iorpi COOì'8CUti .-j a to•. \0~ 6 con Jiev~ remis:-ione al mauino: in ~. per 3 giorni di se~uito, montù a 40C). i,.O•. 'i: in?. per 5 ~iorni di lila. la temperatura del maLLino fu di 39° 4- ed alla sera raggiunse 4-0• e 41 ". )l erita una speciule menzione il ca:;o del caporale volontario d'un anno. Gaddi Alfonso. del 5(1• fanteria. E:.:li era !!iil all' o,.pedale per blenorra~ia: dopo alt:uni giorni gli ,;i manife-..tò il tifo ed entrò nel reparto il ? ~ ottohre. Il deeorso fn grnre e corupltcato in ultimo a bronc.)-poeumonite. Per i primi 7 ){iurui. ogni sera, la febbre era fr·a iO' e 40° 'i. Il 1",? e :3 no,em bre fu di ~o· 2. Dal :1 all' l l del mese oscillò fra 3!l" al mattino e 39• 9 alla sera. \ Ile 6 ant. del giorno l '2 avea :39° 9 di febh re; alle ? pom. montò sabtto a i.t0 e se;wi tosto la morte. "i osserrò noa sola ,·oJra la temperatura di 35" 10 persuoa eli Cur-zi Pietro; il quale, un mattino, fil colto da collas ·o. ~el paragrafo precedente ho fatto notare come in 3l infermi la dimora all'osped de non oltrepassasse i ~O !!ioroi: parlando del decor:;o della febbre. ho messo in l'ilievo in 78 casi essa non duras~e più di un settenario ed in cnsi non raggiungesse i :)!l gradi. Questi tre dati: del corto soggiorno nello stabilimento, della breve dorata e della poca altezza della febbre fa nno creùere che in mezzo ai veri casi di Lifn ,.e ne fo~sero alcuni i quali non ebbero certamente i carattet·i dell'infezione tifosa. Questi ca,..i, che non superarono la r ifra di 3?. presentavano tulli febhre continua, ma non molto elevata. lieve diarrea a forma prevalentemente catarrale, tumore di milza appena rilevab ile e che scompariva col cess11re dei disturbi intesti-
ì\7-L I'RESIOIO DI BOI.Oiì '\A, ECC.
l ~?9
uall: il .-t>n-orio era iotevro, la lm,:ua coperta da una lieve patrna ltinn.:a5tra. \e;li inf~rmi di ··ui ~i parla st potè escludere il catarro J.!asLrio·o per mancanza di d:~ti etiologici e d~i sintomi carntteri~t~<::: in\·ece può discuter:oi se questi debLaosi ritenere rume .·.1~i di fehbr~ enterica dipendente da intossicazione lo cltl'lll'n ditferante d.clla tifosa. ov'ero si debbano calcolare ·o11ne ttli !~.!;.:ieri eLI abortiri . ..\un v'ha dubbio che alcune febbri p-astriche e sinoclle de,.;li anticlu d•pendano da una iotos~i.;az1one hauerica pro•lotta da accumulo di ).!ran numero di micror~anismi di di,·er•e ,pecie nell' inte::tino: e fra poco tempo il gruppo di febl•ri enteriche da tossicemia batterica. entrerà nell' orbita della clinica, abbracciando pt~.rte delle attuali tifoidee, sper.ialmente le forme lievi ed abortive. ln tulle lt> epidemie di malattie infettive si verificano casi .ro.!nl gradazione, dai più gravi con tutti i fenomeni classici, ai piu lie' i, ne1 quali si presenta solo nno dei sintomi: il l.ieltermei:;ter parlando del tifo cosi esprime: t< ~eiJ'infeziooe « t fo5a v1 ~ono anche dei ~i lievil>simi, al punto che Laluni « non rive~tono la forma di malauia: ciò dipende sia dalla « maggiore o minore quantità del virus tifoso, sia dalla re,. •:ellivita organica individuale. Dai tifi gravissimi ai più leg« ~ieri decorrono tutte le gradazioni immaginabili: ma « 'luale n'l'• il limite più basso? Hannovi forse anche casi nei cc •p1ali la 'luant1til del rirus sia cosi ·car~a e forse anche la « dispo.,izione individuale cosi poco adatta che non s' arri;i ><acl una malallia manifesta, ma solo a quei sintomi i «}Uali n appartengono alle volte allo st.adio dei prodromi? Per mia « esperienza io credo doYere ri:,.pondere al quesito affermati1< vamente. È <JUa:>i impossibile porre un nello confine tra i (( ra~i di cn tarro addominale febbr·ile ed afeJ,hrile. che etio-
1 ~311
DELLA
I~PEZIO~&
Tlf0(;,A
« logicamente rientrano nel tifo atlòominale. e tra i C!llarn « ;a~trici ed intestinali semplici . .Bi,-o~na ""edere se nelle c 1-leli.;e regioni vi sono C!l~i di tifo: ad o~ni modo, pllrò, <t •• sicnrtt che molli catarri addominali. come allresi Lalttni c ga~trieism:, febhri gastrid1e. rehbri mucose so no etiolo~ }!icamente idenuci al tifo addominale di cni non rappre« ...entano se non lievi forme ». Oa que,to punto di ri~ta il :'Uddeuu autore distingue i tili in rehbnli ecl a febbrili e dice: .. Tra i ti li a febbrili alcunì (( mostrano un,l notevole tumefaziooP della milza ed in t:t« luni pochi fu notata indubbiamente un poco di roseola. « Le e"acuaziooi sono ordioariamP.nte irregolari; talrolta « v'ha diarTea, talvolta stitichezza. In tutti i ca"i ehe 1·iPn~ trano nei tifi v' è sempre no ~rare generale rnales~ere, « grande stanchezza e spos:;ameoto che ùura molto tempo :.. Adouando dunque i criteri clin1ci stabiliti da~ Lieherm,ister non ci si farà colpa alcuna ~e noi a~criviamo tra la categoria de1 ti li lievk;imi o ru hment~ri i 3~ ca·i dei tJUlli si p:n!a. anche perchè 1n tutti, come accade general mente nel Liro, ru notato un ~rave generale malessere. fu os-t~r vatn la diarrea, il 1umore di milzt e nei due ca~i nei quali m·1nr,ò la ft>hbre si nccertar·nno i predetti sintomi ed in 11nt y'era anche la ro~eoh tipica. ~on voglio però nascondere che per mia esperienzq .;ono inùntto a credere che questi casi siano dipendenti da inf&z~one battenèa differente dalla t1ficn, e che somigli a questA sf)lo perchè le tossine elaborate dagli altri germi iofetti1i (bttcl•-rium coli, streptococcus Jlyogl'ne.~ allm~, strrytocowc longu~) a,ri)cono sul tubo digerente, sulla milza, sul san~ue e ~ull'i n tèro organismo in una maniera (sebbene attenuala) molto somigliante a <fUCile emesse òal bar~illo deii' Eberth. producendo perciò Il O analogo andamento clinico. C~rta-
'\t:l I'RESIDIO DI UOLOG~A, .KCC.
1231
01 ente fra poco i perfezionati mezzi d'indagine ci meneranno in ~rarlo di distinguere fra loro le infezioni determinate ùai di,·er"• !!ermi. spectlìcandone la sintomatologia differente. ~nn potendo riferire anrhe in succinto le sU>rie dei casi ~ra' i. po•cht• mi vedrei co,;tretto a delle rootioue ripetiziour. mi limiterò a narrare complessh·amente ed in breve dò ci1P f1t osservato ùi notevole nei fenomeni morbo·i dei diven" apparecchi organici.
r. I sintomi relativi al tubo ~;:astro-enterico furono riieranti. In cirr•a la metti dei cosi la lingna era roperta rla una sempliee patina biancastra: ne)!li altri ~• o~~en ò h rar<llleristica ~ecchezza della lio~ua e delle fauc•: e se fu po:; ibile tenerP ltmett.ala la prima non si riuscì .ul e,·itare sempre l'arirlitit !lella retro-bocca; perdò in molti fu notata la disfagia, l'impo:;~ihilità della de!!lut.izione e quindi il rifiuto e l'impotenza n prendere medicine. bemnde ed alimenti liquidi. La hoc ca e la retro-bocca ''enh·ano di roas 'ima disinfeuate due. lrP volte al ;.:iorno per impedire le polmoniti da a~pira z:onP e la propn~azione di proce·si infetti;i nell'orecchio medio. Forse si deve a qtH'sta pratico che facea perdere molto tempo. se si verificarono ~oli 2 casi d'otit.e media i quali guarirnnn completamente. l~li altri sintomi morho~i de~li organi a1ldominali rurono i -e.menti: Hiarrea moderata in 1 iHS ) Id. profnsa . » 19 r 2.u . infermi t.l. colliquati\'a .'tip~i o"tinata
: ~\
1232
DUL.A
IN~'EZJO~g
TIFOSA
)) 6 Enterorragia Perdita involontaria delle fecce . ~ 78 Peritonlte . » 7 Le fecce ebbero generalmente il carattere di quelle tjfi,·he· erano di colore pisello e col riposo si dividevano in due' str·ati. Una di:::creta quantità di muco si osservò negli ~sere menti di 30 ammalalt. L'eoterroragia non determinò mai direttamente la mone: mn nell'ulteriore decorso del tifo morirono :~ degli ammalati che ne aveano so!Terlo; l per peritonite da porforazi'one (Ciccoli ni. Teodori) ed uno per grave infezione C~l elizza). li meleorismo ed il gorgolio nella fossa ileo-cecale furono osser·vati in tutti gli ammalati in cui la malattia decorse io più di due settimane. La peritonite si manifestò in 7 infermi; in .:i- i sintomi rooo violenti: il vomito, il singhiozzo, il polso piccolo" quentissi mo si presentarono io breve tempo e la morte per lo piit in 24 ore. Negli altri questa fatale si sviluppò con minore acuzie, ebbe un decorso di due o giorni e poi segni il decesso. ~ei primi 4 casi, all'autopsia, fu riscontrata la perforazione dell'intestino, negli altl'i 3 vece il peritoneo era intatto e tappezzava il fondo delle Ilicere (Y. § dei morti). La diO'erenza nella intensità dei sintomi potrebbe legg~r mente fare distinguere una peritooite da perfor azione, da una peritonite dipendente da semplice propagazioné del pro· cesso settico attraverso la sierosa intatta. Il vomito s'ebbe io 12 infermi, non contando quelli di peri toni te. Stato della wil:;a - Il collega Altobelli. tenente medico del 50° fanteria, ci rca due mesi or sono, intrattenne l'adunanza 5UI t11more precoce di milza, e l'indicava quale ~in-
NEL PRESIDIO DI BOLOGI'\A. RCt:.
1?33
tomo importante nei pt·imor·dii d'infezione tifosa , massime per i medici militari, i quali. trovandosi a prestare --ervizio pre•so i corpi. po~sono averE' eosì oltre la febbre. nu criterio sil·ut·o ùi din)!nosi. Io Mn Yoglio ripetPre qtwoto l'egregio colle~a ebbe a dit·e: solo agj.riunJin che l'ingorgo spll'nieo prp,·o~e ,·eone os~errato in t),i. ammalati i quali erano appena. nll'ioizio della malattia. \i furono anrhe dei soldati in cu1 si rileYò il tumore dt milza prima che si manifestasse la febbre. Tra que~ti ve ne fu uno classico : il mag~iore medico cavaliere ~follci notò nel suo allendente (~oldato Chiari Antonio) un co~pic uo tumore di milza : egli osservò ripetutamente il <:oldato e solo dopo 8 !.!i orni 'enne in campo la febbre ed un tifo imponente. ~el soldato Cicrolini, del 49° fanteria, il quale non avea mai ~offerto d'infezione m1larica, la milza era ingrandit~ ~O ,:i•1roi prima delh roani(estazione del grave tifo, che lo condu~se :l lla tomua in pochi giomi. ::'i egli altri casi r ingorgo splenico comparvd verso la fine della prima settimana come \'iene indicato dai clinici più rinomati (Niemeyer: Iaccoud, ...,dtmidt). l.a puntura della milza Tu eseguita due volte nei soldati l.ongo Antonio del ~3° ea,'alleria e Rutolo Tommaso del 49° fanteria. Essa fu fatta solo quando si fu certi dello stato di.;perato degli infermi. Col sangue estratto in vita dal primo •'e},berG ~~olonie dei ltadlli dell'Ebertlt e dopo In morte il madgiore cav. Pabis le oLtenne ancora dalla coltura del succo -plenico. Invece. dal sangue aspirato dalla milza del Rutulo, ti òotl. A. Bruschellini. assieme alle colonie del bacillo del tifo. vide nascere quelle delle streptococeo lungo ~etti ~eulico .
<..)nesto fallo non è isolato ed il Vincent su 16 autopsie(() 78
DELLA
IXFE.ZIO~E
TifOSA.
rmvenne 5 volttl nelle colture fatte col succo delle glandole mesentericbe. del fe~ato e della milza (1) . In alcuni ammalaLi l' iogorf.!O splenico persiste ancora a convalescenza inoltrata.
n. Lesioni dell" appart!cchio /"l'Spirato rio .. 'enza tenere conto del lieve calano bronchi"le che suole accompagnare il tifo. e che si verificò io quasi tutti i casi importanti, le complicanze piit rilevanti degli organi respiratori fu rono : la bronchite diffusa in ':?!) casi la bronco-pneumooite in 9 id. la pleUt·ite in :J id. La bronco-pneumonite. oltre a minacciare direttamente i nostri ammalati, ebbe per carattere una risoluzione lenta e ritardata: ciò non deve fare maraviglin ove si consideri che P.ssa non è sempre uua pneumoniteda aspirazione, ma spesso una localizzazione del bacillo dell'ELerth (2). l o 4 iofer·mi che morirono per grave infezione la hronco-pneumonite fo la complicanza degli ultimi giorni. Nel corso del tifo, il soldato Liverani Luigi del 3° artiglieria. collO ùa pleurite, mori in brevissimo tempo (\'.§ dei morti); gli altri due casi si notarono durante la convalescenza nei oldati Caiumi e Cipresso e tuui e due furono inviati in licenza con residui ~ u scettibili di goal'igione. (t ) Socìeta medica desii ospedali di Parigi, tornata Ilei t3 novembre. ,·f!di Riforma medica dot ts dict~mbre t89J. (!) FtU!ii:l!t. Dtt.Wcht mtdicinist:he \Vochtnsehri(t, 1887.
1\El. PRESWIO or BOLOr.NA: ECC.
1235
\ (r. .4.ltera:ioni dell'apparecchio ci1·colatorio Intere:;sami furono i fenomeni dell'apparecchio cardiacoyascolare ed io andrei troppo per· le lunghe se volessi riferire ciò che si notò io ogni ammalato: dirò solo che in 60 infermi SI osservò l'indebolimento dei toni e la presenza di so Ili : in uno il soffio sostituiva il 1o Lo no alla punta; in 50 il dicrotismo spiccato: in molti la frequenza del polso non era in rapporto con l'altezza della temper:~tura essendo que51:1 relativamente moderata e le pulsazioni insolitamente frequenti. ,\l cuoi (fra i quali il Fontana, allievo u.fficialu del 15° arti~li eria. Tiberi e Ferrari del -~9") con la febbre di poco superiore ai 38• aveano fino a l ?O battole al ruinuto: dippiù il Ferrari pr·esentò tale frequenza del polso ancora dura n te la convalescenza e sol:lmeote quando fu ristabilito il cuore ri prese le pulsazioni normali. È inutile qui citare come nei convalescenti lo stato del cuore ci ~en-isse di norma per giudicare se essi do,·essero o no lasciare il letto; e fu osservato che il polso battea 60 a 70 Yolte al minuto in posizione orizzontale e rag~inngea l ~O anelle se l'infermo provava solamenLe ad alzarsi su] letto. Di tutti i sintomi da parte del cuore c'imponeva l'indebo limento e la scomparsa dei toni e la frequenza del pol·o non 10 rapporto con la temperatura, e5sendo questi fatti indizio di miocardite infetLiYa in atto. Wun(lerlicb e Liebermeister attribuirono all' ipertermie •tuesta complicanza si gra'"e: ma con la scoperta del bacillo .,, rredè che essa dipendesse da immigrazioni di colonie dei lntteri del tifo fra le !ìbre muscolari del cuore. Ora si pro-
tz36
Df.Ll.\
l:tFEZIO~E
TIFOSA
pende a credere cl1e le miocard1t1 L1lìche dipen~ano Jnlle tossi ne elahor·ate dul bacillo deii'Ebertlt (ChauiTard): ciò pare molto probabile perchè i sintomi citati tendono a sparire con l'aumento della eliminazione delle urine. Io alcuni ca~ì ~i ebbe il rallentamento del polsCI: e se ne \eritìcò uno cht,sico in per~ona del -,oldato Lepr1 :Xazzàreno del quale terrò parola più specialmente nel § se~ uente. La bradicardia ha avuto diverse :.piegnzìoni. Aleunì hanno aeduto che dipendes~e da prevalenza della azione inìbitrice del vaJ!o o da parali~i del simpatico; allri l'hanno lo!iudicata proveniente da mioeardite. Quest'ultima è la causa più probabile, poichè. come nota I'AtJ..iosoo. la Lradicardia suole pre~entarsi ~u l declinare delle malattie infettive e cessa a co nvale~cenza moltrata, precisamente come nel caso nostro. ro tre infermi si ebbe la trombosi delle safene l a ùe.sLra e ~ a sinistra. l n ammalato guan col solo riposo e con la posizione ele\ata tlell'arto. Inn('e ntl soldato )Jarlelli della compal!Jlia di ~anitit, per l'impedito circolo, vi fu edema 'imponente e la risoluzione mollo riLa1·data. Un altro infermo non guarì bene. ed ora, dopo.~ mesi, ha tuttora edema l'arto inferiore destro. L'epistassi fu osser"ata in 6 ca~i: io uno solo fu profasa. e si dovè ricorrere al tampon1mento delle fos~e na~ali. L'esame del sangue fu fàuo una sola volta in per::;ona del car·abioiere Brugnoli. In un campo del microscopio attorn& ai globuli rossi fu osservato esservi dei ,bacilli mobilissimi, elle furono ritenuti essere quelli del tifo; poichè veoner& usate tutte le precauzioni per escluderne altri potuto capitare ..ono all'osservazione. t
'\fL PRESIDIO DI 80tOt."A, .ECt...
1231
\Ili.
Il Lieuet mei•ter e molli clinici. 'ino a pochi anni or sono, n,,·riYrntno all'aumento della temperatura i fenomeni del s•,temn nervo"o che si pre,enttl\ ono nel decorso del tifo. ~la poi, es.;endo slnlo rilento che t>.:;si non erano in rapporto col ;.!raio della fehbre (Friinkel). ,..i ricorse ad altra spiegazione. L Striimpell ( l) pensa~a che le alterazioni neHopatiche pote-'ero dipendere dagli alcaloidi formati nell'organismo per la t•resenza del ha~;illo del Lifo: ora si crede che esse siano prodolle dalle tossine dei germi tifogeni. Che ciò sia molto prultabilt' l'ha dimostralo io ttuesta epidemia In cessazione o diminuzione dei sintomi dt lesa inner""azione. dopo l'abbondaole è!U t~-ione delle urine. provocata dalla semplice in ~e-lione delle henmde. dall'enteroclismn o dal hagoo. Il Ct)ma ed il tremito spl'sSo st'omparivano in seguito a tali p•·atiche. Del resto. ,o lo un 'into~sicazione può spiegare i diversi .:;intomi che rivelano profonde alterazioni patologiclte, non di un=1 sola "ezione, ma dì tutto il $ÌS~ema; ed OJmnno puu comprendere come molli di e:.~i somiglino a quelle rhe s1 harmo neli 'uremia. Senza volere entrare nel dellaglio dei singoli car;i, dirò sommariamente che furono osservnti il semplice stupore in m11lti infermt : il coma prolungato in l 5: il delirio con ~ran iiJu,iooi erl allnciuazionl in ?3: il tremito generale in
(t l Trttltalo di pacologia s;prcilllr ?lvdim.
1?3~
DELLA
l~FEZIO-'"'E
TIFO A
9; in circa l 00 disturbi motori, secretori ~ vasomotori dell'intestino, le perdite invol(•ntarie delle fecce, ed in uno solo il collasso ed in un altro la meoingite. Però ollre a questi :~intomi in parecchi ammalati si ebbero delle lesioni speciali, che mi permetto li riferire bretemente. Curzi Pietro, soldato del 49° fanteria, entrato il giorno 8 ottobre, non presentava gravi sintomi; avea temperatura non superiore a 39 gr·adi, con lieve diarrea e tumore di milza. Il giorno l i delirò. il Il si manifestò il trisma e contratture generali intercorrenti: il 13 divenne incoscrente ed in tale stato durò sino al ? l ottobre. La febbre, mai superiore a :)9 gradi. cessò iJ 18 ottobre; il polso non superò le 96 battole al minuto. Dal giorno 13 si praticarono giornalmente enteroclismi tiepidi ogni 3 ore ed iniezioni di cloridrato di caffeina nel reuo ; dopo le rrri~azioni sr notava la diminuzione delle contratture generali. Se però il Curzi r·iprese la coscienza il giorno 21 ottobre, nei giorni l>Uccessivi capiva, pigliava gli al imenti e le medicine, ma era colpito da afasia~ che si dissipò gradatamente e spari il 7 novembr·e. È in utile dire che perdeva le fecce involontariamente e che gli si mani- . feslò il decubito. A poco a poco guarì ed andò in licenza di convalescenza . Costanlini Luigi, del 49° fanteria, entrò il giorno 8 ouobre; il tifo ebbe un decorso grave ed alla fine del mese si notò emiplegia sinistra con paralisi del facciale: tale lesione si dovè fo rse a trombosi in un punto al di sopra di tluello in cui il fascio del facciale si sepnra dalla via motrice degli arti. Adesso, dopo quattro mesi, vi è paresi dore fu paralisi e non è sperabile altro miglioramento. Il soldato Xicoli Domizio della 6• compagnia 3anitil, negli ultimi due giorni della malattia, · avanti di morire, conser-
'iEL PIU!SIDIO DI BOLOGNA, ECC.
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yando l'intelligenza, ebbe paral isi della lingua e del-(li arti superiori. Il soldato Lepri ~azzaren o, del ~9° fanteria, entrò il 5 otIObre. TI tifo fu gr·ave: nt'l pe•·iodo di defervescenza cominciò a soffrire di profondo auhauimento con bradicardia e ptiali~mo abbondante (pulsa:.doni 48 al minulO}. Cessata la fehbre a convalescenza inoltrata. le pulsazion i cardiache aumentarono a iO, e scomparve la salivazione; però si notò pnra~Le sia dell'arto superiore sinistro, ed indebolimento funziouale dei mu,col i del medesimo : ora dopo i- mesi vi è paresi tlel braccio ed avambraccio sinistro. Come ho dello più in allo, la bradiet.nlta è da ascriversi alla miocardite infetliva, roa lo ptialismo e la paresi pa1·lano per una lesione a focolaio dei centri dei nervi secrelori della •aliva e dei motori dell'arto superiore sin istro. Da quale alterazione possono dipendere l'afasia del Curzi, l emiplegia del Costantini, la paralisi del Sicoli. la paresi ed Il disturbo dell' innervizione secratoria della saliva del lepri? r<,me rendersi r·agione di tutte queste lesioni circo~critte nd 1l~"u ni centri nenosi ! lo credo che una sola alterazione patologica ce le possa ~piegare tutte. Il Deschnmps nel 1886 intravide l'arterite t1fosa ( l) ed il nostro Rauone nel 188i (?) dimostrò come l'arterite tifosa delle arterie cerebrali dipendesse da immigrazione di colonie di bacilli deii'Ebertb fra le guaine arteriose; e~sa comiocerHbLe come periarlerite dei l'asa- rasorum . :\oi sappiamo che le arterie cerebrali, sia quelle che irTo-
(t) Dtsca.~>llPS. D- /'arlerilt afgite dans lu
cour. cù la litvre typhoidf.
71tise d t Pari$. 12) Rurosa Dell'arterite tlfo•a, ,1/orgaglli. 1887.
12:i.O
DlLLA INFEZIO~E TIFOSA
r;~no 1 nuclei . non che I(Uelle della coneccia, pt>r lo piu sonò
delle dir·amozioni terminali. I bacilli del tifo portati dalla corrente san~uigna intromenendo~i fr•tt le tuniche òei vasi, determinano ia perìarterite, quindi una deformazione del calibro che porta la chiusura del vaso stesso; e può anche avvenire che emboli micotici si arrestino nei rami terminali dei va::ellioi cerebrali :merio~i. Sia nell ' un caso che nell'altro s'ha la soppressione del circolo in cer:Li determinati territori• cerebrali e qu!ndi le parali ~ i sono transitorie o permanenti . .,econdo che il processo di periarterile ri~oh·e presto. spontaneamente, onrer·o perdurando, proò uce una 1legenerazione delle cellule e fibre nen·ose per difetto d'irri<Lazione sangui gna. La periarterite tifosa si svol~e rapiùamenle in pochr giorni. Kei nostri casi questa alternzione si sara pro,lotta per il Curzi nella 2" br·ancn dell' ;trteri;~ cerebrale media, la quale si distribuisce nlta terza circonvoluzione frontale ; e per"' gli altri nella 3" o 4a hranca della stessa arter·ia le quali si diramano alle zone m11trici . Più difficile è la spiegHzione dello ptiali ~mo del Lepri. Noi sappiamo che i ner\'i secrelori per le glandole souoma,cellari e sotlolin~uali sono rappresentati d t[ ramo tìmpanico del linJ,!uale e dal simpatico. e per le parotidi pure dal simpatico e dal ramo auricolo temporale del quinto (Al bertoni) ( l ) : inoltre s'ammette che il centro dell'inervazione cerebrale della saliva si trovi nel midollo allungato. Lo ptiallsmo si può spiegare o per eccitazione di nervi secretori in via reflessa da stimoli anormali partenti dai neni sensiLivi della bocca (nel nostro caso per sfaldamento epite· li~le, stomatite ecc.), onero per irritazione prodotta dalle
(i ) ALBBI\TO.SI e STEFA."il. Ma" ~le di fisiologia umano.
~Et. l'RE IDIO DI BOJ.OG:SA, E<.C.
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to:-sine ~nl cenLro secretorio. fo preferisco la prima ipotec;i pere lli' In capisco piil facilmente. \"i fu pure un caso mC~IIo raro: il ~oldato Flamini riacqui~Jando la coscien1.a. dopo la defervescenza, credeva d ·essere il .-oldato Caporali dello ~tesso reggimento e dicea che il Flamini era guarito ed usrito dall'ospedale. c continuò a persistert> in quesla credenzn per parecchi giomi: era un Yero c::~~o di sostituzione di persona. ro spi~go quesln f111o gindicandul() una illu·iooe psidllca dipendentl' dall'azione •enelica delle Los,.in~ sui centri pcro~elli,·i; non potendo un ammalalo che riacquista la coSI"tenza avere inte;ra Ja percezione e l'attenzione. Il ra1·o è la cunlinuazione rti tale illu~ione per molli giorni; ma l'avvelenamento per proùoJLi 1ossici dei hacilli tifici, non es· seutlo esaurito che a convalescenza inoltrata. può spie).!are la 1ersistenza della anomalia. li grave tremito genel'ale fu osservato io tre soldati che morirono (Longo. Ciavattini. Rntulo) ed io Ire che guarirono (Tiherì, Paoaccio, Ferrari). Io ed i miei assistenti notammo ciii' esso ma.nife.starasi nppena scarstggiar;ano le urint, e dimmuiv·l e scompariva in seguito al riattivar-i della secrezione nrinari:-1 dopo il ha;mo o l'enterocli ma. Il tremito si può intendere agevolmente con l'azione irritanle ,}elle tossine del tifo sul midollo allungato e sulla zonn mntrire della corteccia cerebrale: questo modo di prodursi il dello fenomeno è il piu probabile ed è avyalorato dalln ron~iderazio n e che in questi ultimi tempi \ennero segn31ati nel decorso del Li fo dei veri accessi epilettici. \lolte volte il tremito è indizio di incipiente paralisi. fn molti ammalati l'altezza della temperatura non era in rapporto con la gravezza dei sintomi da parte del sistema nen o~o: infatti il soldato t:ampaoioi Augusto con lo abbas-
DELLA. l~r'EZIO:\& TIFOSA
sarsi della febbre fu preso da coma, ed apiretico delirava (delirio d'inanizione): il Tiberi non ebbe mai febhre a 40°, eppure fu incosciente per parecchi giorni: il Bruni delirava con una temperatura poco superiore ai :38•: Lepri era assopito a 38°.8, e potrei moltiplicare gli esempi ~e non temessi d'annoiare .
IX. L~ ioni dell'apparecchio m·inario.
Nella maggioranza degli ammalati ed in tutti i casi lieYi non si osservò alcuna alterazione degli organi uro-poietici. lo tulli gli infermi srravi però le urine erano di colore bruno per abbondnnza di uro-xantina ed in alcuni per la presenza di sangue; io parecchi v'era albumina io scarsa quantità. Furono fatte poche analisi orinarie, poichè per la ricerca delle Lossine si avrebbero dovuto fare esatti esperimenti sulla qoantilà dell 'acido solforico totale e combinalo, del fenolo, dello indicano. dell'acetone, della ammoniaca, delle diamine e degli alcaloidi. Pel gran numero d'infermi, non s'ebbe tempo di eseguire indagini cosi delicate. Il signor maggiore ca,·. ~losci fece parecchie analisi ed in un ammalato Yenne riscontrata la presenza di sangue e d'albumina in grado notevole. ~el reparto del signor maggiore cav. \dela-io si verificarono due casi di tifo associalo a nefrite: in uno '·era anasarca (Talleri, Mioardi). Quesli falli mostrano abbastanza le localizzazioni del bacillo del tifo nei reni e l'avvelenamento generale del sangn& per mezzo delle lossine.
~EL PRESIDIO DI BOLOGNA, ECC.
t2.i 3
[n indizio di miglioria e quando le urine dal colore bruno si mostrano di nn colore che si avvicina al giallo. Uscuria s'ebbe in otto infermi, ed in quest: noi ricorremmo al cateterismo.
"'\.
Alterazioni del sistemn loconwlol'e. "ln solo ammalato (il soldato Castagnari del 3• artiglieria) presentò infiammazione dell'articolazione coxo- femorale sinistra. e quando uscì dall'ospedale si spet·ava io una prossima guarigione; ma ora si trova in licenza e non è guarito ancora.
x r. v.~ioni osserr:ate nella cute e nel tessuto :tottoc11taneo. t~li antichi clinici ritenevano di
buon segno per la pro~nosi il manifestarsi delle roseole: da esatte inda6ini risulta ~he uno solo dei 19 morti presentò delle eruzioni della cute. Spetta all'anatomia patologica ed alla batteriologia lo spiegarci un t.ale fatto, non sapendosi percbè in alcuni casi si mostri la roseola ed in altri no: come, per esempio, in alcuoi ammalati si abbia maggiore localizzazione negli organi amato -poetici dell'addome: ed in altri i germi invadano il sistema capillare della cute. Forse questi due falli si escludono a vicenda; e parrebbe ch e i bacilli del tifo, trovando più pt·opizia sede nelle-vie linfaliche dell'addome, producono un' infezione più grave: mentre quando arrivano nei
f?H
Df.l l..\ 1.'\fEZiO\R TIFO$.-\
capillari della pelle, non potendosr moltiplicare facilmente~ determinano una infezione più mite. 1n que~Lt nh imi te mpi si propende ali ammellere che le lesioni cutanee .;iano da considerarsi come Yeri emholi·mirotiri (f ) [o :l9 tifosi compan·e la r•1~eoh a forma di piccole papule: tre infermi pre~entarono le larghe macchie rosee: in uno l'i notarono picr•nle macchie emorra~iche della !trande1:za di una te~ta di :'pillo piecolo (.;oldato Schileo). In n s'os~ervò la snòamina ed 10 due nna eruz1one simile all'orticaria. In parer~cbi ammahti. r ol tifo a bre•e decor~o, fu os~en·nto r.he la roseola per~isteva anche durante 1:~ convalescenza. l ,-ecchi medtci nteneYano come un se~no molto favorevole per il decorso del tifo la comparsa delle macchie rosee: il rarabioiere Donà e. l il soldato Ferrari. che furono tra gli ammalati piltgravi, il primo per il decorso della febbre e l'illtro per la hroneo· pneu::nooite e per una deholeua di cuore in~olita. nnn smentirono l'apprezzamento dell'esperienza clinicn . Fra lotti i tifosi si notarono tre a~ce~::-i sotlocutanei e tre profontli : l'analisi uel pus tro,·ato in e;;.;i ri1·elò la presenza dei :;oli ~ermi pioj!eni. Trenta ammalati presentarono il decubito c;acrale di varia fornH ed esten~iooe. Fra i casi di decubito pi_ù nolevolt si pos,.ono citare quelli del ~J a r telli, del Castagnari e dello Zaniboni. Il Martelli sin dalla ~econda settimana del tifo andò soggello a frequenti enterorr:l[.tie, e perciò fu obbligato all' immobilità: nell'ulteriore decor'o si not.1rono pia)!he di decu-
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Il) NEUBAUS: JYachweil der Tgphus-/xl.clllus mn LeòMden, Derliner klt!UICM Woclttnlthri(t, 1106, h. !4.
'<EL I'JIF.SIOIO DJ IJOLOG~A, ECC.
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h"ti al 'éh:ro . .11 i?randi trocauteri eJ edema e te•o a tollo rarro inferiori! per trombo-flebite: a poco a poco le p1aghe si Jt> ersero, 1:1 trourhosi si dileguò ed il nostro ammalato !JOl~ re<.::u·,;i in licenza di convalescenza. Anche il t:aslagnari del .lo aru,!lieria eLLe un esteso decubito, di cui guan completamente. ~on fu <.:osi fortunato il carabiniere Zau1boui Ak:=santlro. il quale. per le nu111erose e vaste piagbe da dewl• to, fu colpilo d.t .-euicemia e trallo a morte. rna speeiale meoz•one merita il decubito di Rotolo TomUla~o del ~9° fanteria: qu~to :\Oidato, oltre ad aTere una pia>!a alla regione del sacro. ovea la specialitit di essere ruo to pelo~o dalla metù del tronco in hasso : ebbene, ~i notù Ya~ta suppuraziooe estesa a quasi lutti i follicoli dei peli e le ·ue natiche e~·ano disseminate di piaghe circolari: in l•reve la regione glutea ed il 5acro formarono una vasta supertìcre suppurante che non potea essere tenuta in condizioni aseuiche. perchè r infermo perdea involontariamente le fecci. La disinfezione e la medicatura delle parti che pre ~entavano il decubito fu una delle maggiori fatiche e preoccupazioni della cura del tifo; poichè nella maggior.tnza dei casi si tratta n di ammalati i quali non godevano della integrità del sen~onu e•l evacuavano gli escrementi senza 11 concorso della vul•mlà: una medicatura anti~eltica veniva presto lorJata, il ve~chio cerotto si staccava dalla pelle, In guttaperca in fogli ::;erviv•t fino ad un certo punto. Il collodioo all' jodoformio nei piccoli decubiti ed il makintosch con uno strato del detto ~~ollodio n ai margini, nelle piaghe estese, potrà rendere mi~!liori ~ervizi.
\:on :-t•mpre i cuscini di gomma venivano tollerati ben2: alcuni infermi incoscienti o semicoscienti non li tenevano di po-to conveniente e quo.si sempre l'ammalato, perdendo le
OEI.L.\ I~FEZIO:\"E TIFOSA
fecci. riempiva il \·uoto del centro ed il decubito era immerso in un liquido 'ellico. Fra le altre le-ioni della pelle. nel soldato Lepri:\azareno del 4.9• fanteria, si notò la disqoamazione a larghi lembi dell'epidermide della pianta dei piedi. XII . .J/ o r l i .
Dovemmo deplorare l H morti per ileo- tifo plicanze, e pos ono classtlìcar:-i in ' per graYe infezione . ~. 9 per peritonite con perforazione dell' intestino . » 4idem senza perforazione ,. 3 }lorti per infezione mista di tifo e streptococco della setticemia » 1 per paralisi di cuore in seguito a compre5sione per essudato pleurico • 1 per seuicemin da decubito esteso • Totale ~. 19 Circa il !!iorno della morte s'ebbero i seguenti dati : Morti 4 in :)• giornatn di ricovero all'ospedale id. l • 6" id. id. g• )) id . id. id. 2 id . id. 3 • IO" id. id . id. id. 2 id. id. 3 • 15" id. id. ) JC)• id. id. 2 id. • 26" id . id . id. l) 31id. id. id. id. ~ » 3,t.a id. id. id. » 60° id.
.,,.
NEL PRESIDIO DI BOLOG,A, ECC.
l ~4-7
.\Ieritano noa nola gli ultimi tre morti. I due che morirono in 31• e 3i • giornata furo no i soldati Rutolo e Ciccotin 1. rt decesso in 60• giornata fu quello dello Zaoiboni. ni fluesti dirò brevemente in appresso. ro non vo:.:lio riferire qui le storie cliniche dei 19 morti: esporrò brevemente le più importanti. .!forti per grave infezione. - Bu rsi Pell egrino, carabiniere. entrò all'ospedale il 29 settembre con 'febbre a 4-0° e tumore di milza. Per ci nque giorni di se~ito la temperatura della ~era non fn mai inferiore ai 40°. ed una volla raggiunse i ~0°J·; nella notte sopra il :j ottuur·e ebhe delirio con agitazione, ed al mattino SeJ.!UÌ la morte ùopo agonia di quallro ore. l)uando il Rursi fu ricoverato r~l l'ospeda le avea già febl'lre alta comi nciata con brivido; siccome veniva da paese malarico. dove era stato in licenza, si sospettò d'infezione miasmatica: mn non cedendo la· febbre allr generose dosi di chinino. si fece diagnosi di tifo. All'autopsia si ritrovò la milza grande il doppio del normale; l'ullimo tratto dell' inte~trno tenue. per circa due metri, era dis:;eminato di una e~tesa infiltrazione dei follicoli solitari e delle placche del Peyer· a~sieme a numerose ulcerazioni. Importanti furon o i casi che bo #tià ci tati nei precedenti para:;rrafi di Gaddi Adolfo. caporale volontario di u~ anno del :i0° fanteria, e di Nic-oli Domizio della compagnia di sanità. lo questi due non fu permes5a l'autop::ia. Cia,·auini Giulio, soldato del o0° fanteria ed aggregato alla()" compagnia di sanitiL entrò il 1• ottobre con febbre, diarrea e tumore di milza. Alla sera dei $-.riòrni 3, 4, 5 :a di lui temperatura si elerò sino a 40°, l e 40',5. n giorno 7 contemporaneamente a diminuzione delle orine, si manifestò incoscienzn, tremito generale, perdita delle fecci, profusi su-
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OEI.I.A 0
l~FEZJOSE TlfO ~A
dori, febbre a 3H , polso a 112. Nel giorno 8 gl i stessi sintomi. alla sera la temperatura era di 39o 5', il polso a 116. Xel mallino del n In febbre era di :18° 1', il pols(l a 120. il tremito più accentuato: alla sera temperatura 39° 2'. polso a 130. ~forte dopo breve agonia. O.d giorno i l'urin<1 fu scar·sa: ne gli enteroclismi val~te ro a riallivarla. perchè v'era dianea profu~a e l'infermo non pot~., deglutire. All'autopsia si 0"5ervù enorme tumore di milza ed ulcerazioni tifose in grnndissima estensione. Cuore molto pallido. e di consistenza inferiore alla normale: evidente segn-o di rniocardite tifo,;a. Longo Antonio. -;oldato del13° reggimento cavalleria l.imberto l, entrò all'ospedale il ~ ottobre eon febbre, diarrea ca ratteristica e turnef<tzione dell a milz·1. Per cinque giorni la temperatura alla -.era arrivò ai \0" e fbo dal secondo delirio. incoscienza. perdita delle fecce, tremito 1feoerale; l& urine in scarsa quantilà e di colore hruOD. Xè i hngni, nè enteroclismi fecer·o aumentare le urine. ~ el penultimo ,,·,..,.,.,,..,.,,_ la febhre sali a 4.0° 2' ed alla ):era dell'ultimo a 40° morte. All 'autop~ia furono riscontrate le ~aratteri,. t iche in61 z.ioni ed ulceri tifose in gran numero ed estensione: aumentata di volume e molle: notevole ispessimento pia meninge. )leliz.z.a Rocco, soldato del 70° fanteria, entrò il ~9 oltobre con febbre alta; alla sera giunse :.ino a 4-0° i-': la milza el'l ingrandita ed avea diarrea. Per i primi giorni non vi fu ni~ole di notevole oltre ai sintomi già riferiti. Il 3 novembre delirò, il :i non emise nè fecce, nè uriQe : col catetere furono estratti 700 gr. Ili urina di colore bruno, la temperatura del mattino era di 38° 8' con polso a l zO: alla sera la febbre fa
-.EL PRBSIDlO DI BOLOG~A, RCC.
l ~.i9
di wo l'gli !'i manifestò tremolio alle mani e sussulti tendinei. ~ei giorni i) e o vi fu delirio, abolizione della co~··tPOT.n emi" ione involontaria degli escrementi. Il giotno 1 non orinò: col catetere si e:;trassero 100 gr. di nrioa bruna che cooteneYa sao~ue eù albumina. Il giorno 8 temperaltlt'<l di :38° i', polso a l ti): ~i dovè di nuovo aùoper·are la "irin}In per estrarre le urine cbe a\eano il carattere del giorno antecedente. Il 9 novembre ebbe a){itazront>. enteralgia, enterorragia. Il l O insonnia. amba:.cia, '\'erga "emierella, delirio e poi incoscienza: ver·so il mezzo!!iorno si notò raffreddamento generale per un'ora e mezzo; poi la tempet·atura sali a 38° 6'. L 1 pupilla era miotica, immobile, l'infermo in opistotono a,·ea :3R respiri al minuto e 140 pulsazioni: segui la morte dopo la mezzanotte. L'autopsia fece rìle\'are le c.'lratteristiche lesioni del tifo, ukerationi dell'intestino, infìltramento dei gangli linfatici, tumore di milza . .\perLa la cavità cranica si notano le meningi intensamente iperemiche. Essudato abbondante purolento diffu.so negli spazi subarncnoidali e nei ventricoli. È inutile riportare qui le storie degli allri che morirono per infezione, cioè di C:arletti Luigi e di Cost.'lnlini Donato del iH 0 fanteria, morti nel 10° giorno e di Finetti Emilio del 50° fanteria morto nel quinto di ricovero all'ospedale. D det:OI'~O dell'infezione in ei;SÌ fu grave e per la temperatura eJe,ata e per la bronco-poeumonite conr.omitaote. .All'autopsia. fn sempre accertala l'enorme infiltrazione delle placche del Peyer, dei follicoli solitari, ac;sieme ad èstese ulceraziooi ti fiche. Rotolo Tommaso del .i-9° fanteria entrò il 18 ouobre e mori 1l ~l novembre. In principio il decorso non pre:;eotò niente di ~trnordinario. Onl giorno i novembre cominciò 7;1
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II~.I.I.A
IS FEZIO:\E TIFO;) .\
anche a ~offrire di hronchite diffusa, indi di bronco-poenmnniLP con temperatura da 39° a 4-0°, alli respiratori da:'}{) a H e pol ·o da 100 a 116 al minuto. lo seguito ~i maotfestò n~to decuLito : le lesioot bronco-polmonari si mantennero co:.tantt: l'infermo deperi rapidamente e1 il ~l no,·embre mori. Otto ;.riorni prim.t della morte era stata eseguita la puntura della milza e dal ~aogne aspirato messo in collur-a il dott. Uruscheui ni oHt>nne due ~ermi di\ersi: quello del tifo e lo streptococcus longus. Es,eodo morto il 1\utolo dopo il quarto sellenario è induhitato che la sua morte st debha attriuoire pre•alentemeute alla setticemia determinat·1 dallo streptoeocco : poichè alla autopsia al posto delle ulcerazioni intestinal-i si vedea un tes· suto di riparazione. Liverani Luigi, soldato nel 3° reggimento artiglieria, entrò il ~ l ottobre. Per i primi nove giorni la febbre fu da 38~ a 40'. i'. Il giorno l' novemhre si manirestò bronchite diffusa, il '? v'era ipofonesi este,;a dall'angolo della scapola destra in ba::so, respiro bronchiale. conservazione del fremito toraeo. ' orale : all'ascol Lazio ne percepì vasi una sensaz1one, che non snpt!asi se definire rantolo crepitante o rumore di sfregamentu: alla 'isita «Iella sern si osservò la •comparsa de! fremito toraco ,·ocale si fecero più e>identi i sintomi di pleurtte de,..tra: l'essudalo era all'altezza dell'an~olo delia scapola. Alla notte sopravvenne tote0$0 aiTaono e l'infermo mori dopo breve agonia. All'autopsia. oltre alle· solite ulcerazion i tifose, si notò es· sudato pleurico demo rircltissimo di coapuli fibrinosi, ed al•· bondanti al punto di 'chiacciare completamente il polmone destro, 11 1 grado che un pezzo di esso messo nell'acqua non gall<:'ggia ,.a. Evidt~nleme n te l'e:;sudnt q plenrico cresciuto rapidamente nella notte :wea compres~o il cuore e determina1o ~
:'ìEl l'RE,., lO lO DI BOLCJG 'i .\ 1 ECC.
1 ti> 1
lo1 morte. Forse la torace otesi eseguita d'urgenza avrebbe sal -
y,,to l'infermo. Z1111Loni Luigi, carabiniere, entrò il ~9 ottohre. Durante .• 1iccorso del tifo che fu tra i piu graYi, si manifes1arooo numero~i decubiti, i quali non fu possibile mantenere in condizioru asettiche. poi•·hè v'era perdita involontaria delle fecci; -i ,,·olse quind1 la sellicemia. che condus;)e a ID(Jrte l'infermo .nel ()0° giorno dal suo ingresso all'ospedale. 1 soldati Teodori Edoardo e Di Giacomo 6iuseppe, del ;;uo fanteria, De Biase Giuseppe e Ciccolmi Giuseppe ael i-9° fantena morirono per peritonite in seguito a perforazione dt>ll'intestino. Il CiccoliQi fu ricoverato all'ospedale il 19 ottobre, era fehh ricitante ed avea lieve tumore di milza; dopo qualche k(iorno scomparve la febbre, persisteva l'ingorgo splenico. o~oi :; o 6 giorni era preso da un accesso febbrile moderato; lìnalmente il 15 novembre ebbe febbre a <i-0°. profondo abhattimeniO, diarrea profusa, e dopo due giorni abbondante en1erroragia; egli non polea trangugiare alcuna sostanza; il i l si manifestò peritonite e morì il giorno .23. Teodori Edoardo entrò il i ollobre: il tifo ebbe una decQrn~nza gra"e e nell'ultimo periodo "i fu enterol'ragia; gli era scompar:;a la febbre da due giorni, quando fo preso da sin~lliozzo, vomi[o. meteorismo, e dopo ventiquattro ore di pali menti m{lri. Di Biase Giuseppe entròil ~ ottobre; ebbe il tifo a decorso mite. ma dopo l Ogioroi d'apiressia la febbre ritornò accomp~~nata di nuovo da tulli gli altri sintomi del tifo e dopo 12 l{iorni dalla recidiva si manifestò inaspellalamente la perito nite c mori. Ili (~ iacomo Giuseppe entrò il a ottobre; ebbe febbre per dne o tre giorni e poi non osservandosi altri sintomi mor-
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DELLA INFEZlONE TIFOSA~
bosi il l~ fu inviato al corpo: colpito di nuovo dalla febbre~ il 23 rientrò all'ospedale: il tifo deeorse con mediocre gravezza ed il giorno ;> novembre si manifestò rapidamente la peritonite seguita da morte. È inutile dire che alla neeroscopia furono riscontrate le classiche nlcerazioni del tifo e le perforazioni dell'intestino. I soldati ~1e osio Simooe. Bodoiro Carlo del 3o arliglieria e Caiaoi Antonio del 4.9° fan teria, morirono tutti e tre per peritooite che si svol·e in due o tre giorni. -A.ll'autopsia non si rilevò la perfot·azione dell'intestino, il solo peritoneo tappezzava i l fo ndo delle ulceri. Dalla narrazione dei casi di periLonite or ora citati appare che v'è ona difTel'enza notevole nel decorso e nella intensità dei sintomi fra la peritonite da perforazione. e quella che si sviluppa anche senza qnesLa terribile complicaziaoe. _Agli antichi clinici era noto che spesso nel tifo v'era la peritonite se~za perfor:~zione: i moderni però spiegaM il fatto ammet· tendo che i ger·mi settici pass.ano dal tubo enterico nella cavita peritoneale anche attraverso alla sierosa integra, come fn il caso negli nltimi tl'e infermi. Questa dupl ice maniera di decorrE:re della perilonite deve essere valutata specialmente nel caso che si voglia intervenire CJJn la laparotomia, come di recente è stato proposto.
Cura . ..\ppena fu accertato cb e avevamo a fare cc n una infezione lirosa a forma epidemica, dalla direzione dello spedale fru·Dno adottate le seguenti misure profilattiche: ·1° Furono fatte pratiche presso il genio militare per fare tosto rimuovere i tubi dei serbatoi d'acqua potabile che prima si scaricavano nelle fo gne e latrine delle caserme.
~EL PRE:"IOIO DI BOf.OG~A ECC.
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?" Fu ingiunto ai medici dei corpr di tndicare .tllo speùale e ùi inviarvi :oollecitamente gli ammalati febbricitanti anrhe solo sospetti di tifo. 3• [so delracqun bollita per le truppe del pre.;idio ed ancht> per gli ammalati. ~e ~i stabili un reparto apposito per i tifosi con personale aJauo, scelto fra quello della compagnia di sanità; e la dtrt>zione di esso venne data allo scrirenle. 0° Furono pro·n·eduti recipienti per tenere sempre pronte nella sala soluzioni di3infettanti di ,;uhlimato e di acido hnrit=o. noncltè della bevanda cloridrica. 6" Fu stabilito che tutta la biancheria usata dai tifo;,i fosse tuJT 1ta in un gran ma steli o con soluzione all' t per 1000 di cloruro mercurico . 'i° Fu proHedulo. alla disinfezione della lana dei malcra.;si lot·dati. 8° Furono comprati numerosi lenzuoli tli gomma sia per fare baj.!ni che per riparare i matera~!'i. 9° .\el riparto fu tenuta sempre pronta la tintura di ca:.tur·eo e le sirin~Le per le iniezioni; i cateteri Mlalon ed i tuhi di Fouchet er:1 n permanentemt>nte in soluzione disin feuante. l o• Yenne stabi l ila una uniforme dieta, per tutti i tifo:>t: essa consisteva io tort i d'uo\"a con brod1 ris~relli e !alle fino a che non fosse slato possibile ~omministrare alimenti .,oJidi.
~iccome dalla li ne di settembre al ~ 1 novembre io curai del tutto od iniziai la terapia in ci rca quallro quinti dei tifosi. riferirò prima il metodo curativo eseguito nel mio ripar·to e poi quello adottalo da altri medici ..
t>fLI.A IM'EZJO:\E TIFOSA
Pet· diminuire al minimo gli errori diagnostici, tatti 1 feLbricitanti. appena entravano allo spedale, venivano ricoverati in un reparto comune dirello dal capitano medico dott. Capobianco del 00° reggimento fallteria. Accertata la diagno1>j di tifo, gli ammalati venivano passati nel riparto tifosi. Il detto collega, anche nel periodo in cui gli ammalati erano in osservazione, cominciava col disinfettare l'intestino col calomelano: questa pratica dette buoni risultati ed in tal uni casi ebbe una dec:siYa azione nell'citeriore decorso del tifo: infatti vi furono dei tifosi con roseola, trasportati nella sezione speciale, nej quali dopo pochi gior·ni, scomparvero i sintomi caratteristici, e la febbre cessò bruscamente: mentre persisteva la diarrea ed il tumore di milza. Il metodo curativo da me seguito fu rivolto alle seguenli indicazioni: 1o Disinfezione dell'intestino in primo tempo continuandola poi fino a. che il processo morboso non fosse esaurito; per impedire le ricadute e l'azione tossica de~li altri microbi cbe vivono nell'intestino e pullulano ·maggiormente in caso di malattia del tubo digerente. .:!° Favoril'e l'azioned'el!minazionedelle tossine dell'organismo. 3° Abbassare la temperalura. i-° Combattere le diverse complicanze con le cure opportune. Per l'antisepsi del tubo digerente, adoperavasi il primn giorno un grammo di calomelano (in due od in una sola dose) e nei dì successivi si faceva uso della naftalina o del salo lo, da uno a due grammi in -ventiquallro ore, ritomando al calomelano se vi fosse stipsi. ~on spetta a me fare la difesa del calomelano, ch'è il migliore disinfellanle dell'intestino essendo un energico batteri-
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J? è):)
cida (Ziemm;;en) e la cui somministrazione nel tifo risale ad Ppoc 1 remota (.laccoud). Che la naftalina abbia una potente nzi11ne antibatterica fu abbastanza prova!o dagli studi dello .-Phr·walù (11 • Si concepi5ce poi facilmente la \irlu aotisetlica del 'alolo quando si ril1ette cbe esso nel tubo digerente si scintle in acido fenico e salicilico. Si fecl· largo uso della naftalina e s'adoperò meno il ~alolo. ln complesso. io credo che la disinfezione dell'intestino, prima col calomelano e poi con i farmaci! i citati, din i miglinri ri:;ultali; avendo pot.nto notare che, in molti casi con gravi ,.intomi, dopo l'ammini~trazione dei disinfettanti l'andamento ùella malattia fu mite, ed in alcuni aborti del Lutto. Per favorire l'eliminazione delle tossinemi affidai alla cura idr·ica, facendo bere molta limonata cloridrica od acqna potabile raffreddata . Sedici infermi s'adattarono a questa cura e fr:~ essi il soldato Vale n ti arrivò a bere gioi'Oalmente fino a -; litri d'acqua e limonate; il GattaJoni ne tracannava nlitri, ,, !di altri non meno di quattro. I n tutti questi casi l'andam!'nto della malaUia, quantunque grave in principio, divenne mite. non si ebbe complicanza alcuna e segoi una breve convalest.:enza. In questi ammalaLi non si fece mai il bagno nè ;;i atlullò altra cnra speciale. \la come dice il De Bo,·e la dilli,·oltà non è quella di dare da bere agli ammalati, ma bensi di farli Lere . .Xoi sappiamo che l'arresto della funzione glandolare è uno dei fattori della termogenesi aumentata (Stricker): e quindi come effetto dell'alta temperatura, protralla a luogo, ·i protlnce l'arresto delle s~crezioni delle altre glandole dell'organismo ed anche quello delle glandole delle mucose e quindi
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si determina la secchezza della mucosa della bocca e d~lla faringe a tale grado da rendere difficile, ed in alcuui casi impossibile, la deglutizione. Io praticai sempre per due o tre volte al giorno la disinfezione della bocca e deHe fauci e J'amettamento della mucosa orale: riuscii nella ma~gioran,...a a tenere la lingua umida. ma spesso la mattina, dopo uoa in· tera noLLe ùi febbre alla, avea l'ingrata sorpresa di non potere aprire la bocca degli ammalali. Quando la secchezza delle fau ci è di un grado rilevante, la deglutizione è dolorosissima ed impossibile. poicbè la mucosa arida rh·este i muscoli faringei come una rigida cartapecora, ne impedisce il movimento e l'ammalato rifiuln ogni cosa. Per le secrezioni arrestale l'eliminazione delle tossine è deficiente e sopravvengoM i sintomi più gravi ùel sistema netvoso: coma, delirio, tremiti; l'indebolimento del cuore comincia a fare capoli ed è lll·genl e il provvedere al contenuto liquido del snogue per aumentarlo onde altivare la diuresi. Allor·a il lavaggio dell'organismo s'impone; e se non !li vuole tentare l'ipodermoclisi (come è stato proposto da alcuni) si deve ricorrere all'enteroclisma, uno dei poi mezzi per· aLti,·are la secrezione urinaria . A.gli ammalati che non bevevano si praticava l'enteroclisma di circa un litro e mezzo d'acqua ogni tre ore: tosto ricomparivano le urine ed i fenomeni nen·osi scemayano. Parecchi di noi ricordano l'umoristir.a figura del soldato I mbti~ioua del ~o artiglieria: eMli s'ammalò di tifo nello spedale stesso, essendo in cura per malattia venerea, e provava tanto beneficio dell'enteroclisma da reclamarlo freq1160• temente. anche quando oon gli era ordinato, e lo chi;deva facendo un gesto molto espressÌ\'O che destava l'ilarità degli ast:J.nti. Altrove furono sperimentati i clisteri d'acqua e latte,
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d'acttua e ioduro potassieo, ma io mi senii e:-cln!'.immente dei disteri d'acqua fresca. I.'enteroclisma produsse l'aumento tlella diure:.i, sia percl1~ aur:nrerso le pareti del colon stimola direttamente 11 rene. ~ ia per l'assorbimento di grande quantità d'acqua da parte dell'intestino grasso. Però r'è un ostacolo a tfuesta pratica: ed è la diarrea profusa con perdita inrolontaria delle fecce. l n questo caso l'enteroclisma non è mantenuto . manca l'nssorbimento e non si evita l'accumulo delle tossine nel ~nngu e: perciò non ottenemmo alcun eiTeito io quattro ammnlati gr.wi che finirono per soccombere. ~la noi disponiamo anche di un altro mezzo il quale fa uu111en1are la diuresi e la eliminuzione delle l03sine: esso è il hac:no. Hccentemente il Roque e Weill (l) facendo degli studi sul tifo vennero .alle seguenti conclusioni: ( ~ella febbre ti4( foidea il pericolo risulta dall'accumulo nell'organismo dei c prodoUi tossici dei bacilli elaborali incessantemente. Con « l'uso dei bagni freddi l'eliminazione delle tossine è enorme c dura nte il periodo di stato, ed il coefficiente urotossico « delle urine diviene 5-6 volle più considerevole dello stato « normale ~. Cna volla si credeva cbeil bagno. producendo dimiou~ione dt>lla temperatura, agisse sui centri nel'vosi, scemasse l'iotensitil dei fenomeni relativi a que~to si,tema, e scongiorasse la parali.;i cardiaca e le complicanze da parte degli organi respir.tlnl'i. L'aumento della diuresi in seguito al !>a~no era già nota (Strumpell) e si sapeva che dipende dall'impedita eva·
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porazione per la cute e dalla costrizione dei vasi periferici (Aibertoni). Ma il bagno ha pure un altra azione la quale è in istretta connessione con !"abbassamento della t~mperatura. Soi sappiamo che gli animali non sopranivono ai loro leucociti i quali non sopportano a lnni!o una temperatura interna di 4-2°. 4:3" gr-adi; ad un calore si elevato si altera la costituzione del -sangue, poich~ àa una parte si spegne ogni virtù fagociti ca dei globuli bianchi e dall'altra il sangue perde la ~oa virtù battericida. Invece queste beneficne e prezio:;e propl'i elit dei l eu ~ociti e del sangue sono alla massima attivitit ad una temperatura interna di 40. 4.1. 5. Conoscendo che la temperatura ascellare è circa di un grado e mezzo più bassa cbe l'interna, è naturale che, quando la febLre monla verso i 4.0°, il medico si preoccupi della sort& dell'infermo e cerchi di abbassare la temperatura; percllè egli non sa se questa, abbandonata a se stessa, non si elevi più in allo e non vi si manten;::a per delle ore, determinando il pericolo di vita. Dunque: od antitermici o sottrazione di calore. Negli ult imi anni gli antilermici si usaron poco ed ha. preso il sopravvento la cura idropalica : io rho fatta sempre quando ho potuto e me ne sono trovato contento. • Nel caso presente si trattava di dovere dare Il bagno a molli all'malati , e qual'i contemporaneamente, poichè alla sera circa una ventina avevano febbre a 40". Eravamo all'inizio dell'epidemia e non si poteva adoperare la tinozUl che richiedeva una grande quantità d'acqua calda e fredda ed uo personale numeroso. Allora escogitai un nuovo mezzo: rich iesi un lenzuolo di tela impermeabile largo un metro e mezzo e lungo 2, 50: al primo ammalato che ebbe febbre vicino ai g.Qo feci il bngno raffreddato in un modo sem-
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plit'i.;:·imo. Si fece strisciare il lenzuolo impermeabile sotto J'iofenJlo. ne alzammo i lati e nella tinozza così improvvisaLa; ,rr~ammo pr·ima dell'acqua tiepida, poi la freddn. Con questo mezzo èlemenlare noi facemmo il bagno a roulli ammalati molto prima che il prof. Canlalamessaallestisse il suo appareccbio che d-enominò bagno nmaca. Il detto profe,,ore venne a vede1·e il modo come io praticava e mi dt••e che l'idea era venuta a tolti due egualmente. !\li per::.oasi che il bagno fatto in t.nle maniera era utile e sosc.:ettihile di larga applicazione, ed anche·di miglioramerllo . .bevo rimandato ad altro momento il progetto di fare allestire un apparecchio semplic~, quando il prof. r.antnlamessa ha puuhlicato il suo apparecchio . Io non voglio suscitare polemiche, nè togliergli il merito di avere primo portato a cono,cenza del pubblico un tale mezzo di cnra; ma pure, come é nolo ai colleghi, debbo rivendicare il primato; e son<> co.;trello a dire che la tinozza improvvisata fu ideata per la prima volta ed ebbe la più larga applicazione in questo o~peda le.
llopo avere cercato d i fare eseguirP. una >era tinozza in tela impermeabile, Yedendo che la spesa era forte, mi sono hmita to ad un semplicissimo .appHee.-~hio, il quale è composto: 1° rli un lenzuolo di tela forte. con nastri sui lati luoghi e co1·li. della larghezza di m. l ,50 e della lunghez1.a, di m. 2,50; 2• di un lenzuolo di tela impermeabile della stessa dimen~ione: W di due bastoni lunghi m. 2,20 con dei fori alla e;;tremità in cui passano delle cordicelle. Ecco come si allestisce: Si sovr.c~ppone il lenzuolo di tela imperm~auile a quèllo che porta i nastri; ed entrambi si mettono sopra un lenzuolo ordinario. Si arrotolano per un terzo tulli per il lato luogo in modo che <ruello di gomma sia nell"intemo e la parte arrotolata si accosti alle spalle
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dell'ammalato. il ctunle deve essere YOltato di fianco alla sponda del leuo; ciò fat10. ~i rimette a giacere l'infermo sul clorso. e spiegando i lenzuoli. l'ammalato si tronr:.t nel mezzo del lenzuolo impermeabile: allora si aJzano t.1meme i lat1 lun;!hi: i n'lstri -:i lìs~ano ai bastoni i mediani~ le corJicelle ,·eogano :b:oicurati alle spalliere letto: si rersn prontamente l'arc1oa calda poi la fred da e termometro ~i rt~J.(ola la temperatura del bagno (Y. figura Yolf'ndo rimnorerc l'apparecchio 5i scioglie ono dei del lenzuolo, J'accrun si fa cadere in un mastello, il imperroeahile " tfUello di tela forte ,-engono tolti alt'inrer:-o d1 cio rhe ~i i· fallo nell'appre~tarlo e l' viene asciugato nel lenzuolo cbe sta di sotto. l n que:ao modo l'infermo non viene rimosso dal l riposa como·larnente t- IC>Ilera il ha~no per delle ore. Si deve uHertire che per il calo1·e perduto dal l'acqua divienP calda ed allora l'a:.si.;tenLe. perchè basta p~r molti, con 1111 rec~ipienLe ne toglie un poco e ne aggi della fresca. fiimo ~,o l'apparecchio, la tela i viene arrotolata sopra uno dei baiitoni. vi si an-olge In tela forte e 'i fi~sa con i nastri. (\'. figura 2) Questa pratica può 05arsi comodamente anche io pa~'lla e 'l può impt"Ovvi~ar~ il bagno con la tela impermeabile sostenuta da on lenzuolo: sopprimendo ospedali da campo il collo cbe contiene la tinozza di Zl 1doperai pure un altro m~zzo per sottrarre calore, l'impacco rafTretldato. CollocaLa una tela impermeabile solto l'infermo, i,..,.,, .. un lenzuolo io una ,-ecr.hia d'acqua calda e ~premutolo, si viluppava con esso l'ammalato: poi !'Ì cominciaTa a acqua fredda sul Jemmolo; gradatamente l'impacco si po alla temperatura ordinaria e si lasciava per mezza ed p,...
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per un' nra. Sopranenendo nn brivido bisognava togliere l'i mp ,reo ed a;;ciugare l'amma!ato fregandone leggermente il rnrpo. ~ "· ··ome io ebbi in cura i tifosi s.ino dal principio e nell'acmi' dell'epidemia m! troni ad a\"ere a fare con ammalati ad alla temperatur·a. e perciò usai largamente del bngoo, e dell'impacco raffreddato. In tre ore noi lo facevamo a dieci, do,lict per~on e sUI:ces.sivamente. Jn prrncipio cnrai alcuni solamente col bagno o coll'imp!w·o e 'Tuelli assoggettati a qoesti mezzi terapeutici furono trentadue, fra essi due morirono. Poi estesi la pratica a tutti colorn che avevano una temperatura superiore a 39,8. Gli ammalati sopportavano pill a lungo il bagno cl1e l'impacco rall'reddato: tnttavia questo produce un abbassamento più consi,lerev.ole del caf(}re. ~tenlre col pr·imo si aveva una diminuzione di 1 '/.gradi~ dopo il secondo si osservaro~o fino gradi 2 '/. di differenza; sia dopo l'uno che l'altro mezzo si notò che i fenomeni nervosi scemavano o scomparivano e v'era aumento delle urine. La curn farmaceutica fu limitatissima: feci uso del chinino in tJUelli che avevano lumore di milza persistente, rarissimamente adoprai l'anLifibbrina, e solo qualche volla l'antipirina, poil'hi· pare che questa ostacoli l'eliminazione del!e tossine. La cura delle complicanze fu sintomatica. Xella adinamia cardiaca vennero faue frequentemente iniezioni sotlocotanee di castoreo. d'idroclot·ato di calfeioa nel retto e propinate generose dosi di cognac e di marsala. Le complicanze da parte del polmone vennero combattute cogli eccitanti, espettoranti e rivulsiv i cutanei, con notevol e vantaggio.ll decubito mise a pt·ova tutta la nostra pazienza e la virtù degli antiseuici. ln parecchi ammalati, i q.uali erano incoscienti per· dei giorni, si fece il tentativo d'iniettare il liquido nutritivo per la
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via anale: e per rendere piì1 facile l'a.~sori.Jimento, anche percbè v· era pnrali:>i ti egli sfinleri. mediante un tubo lungo di gomma molle (la sonda ga~trica del Fouchet) si sorpas~ava I'S iliaca e si penelrura nel colon: in que.>to modo i cfisteri di alimento venivano ritenuti. Per ammaestramento degli alt1·i yoglio citare un caso non ordinario. Ad un ammalalo il quale non prendeva nè cibi, nè be..-ande da parecchi giorni e non poteva aprire la bocca, pa,;sammo la ~onda molle del Fuuchel per le nariri: ma essa invece di penetrare nell'esofago entrò nella trachea, i movi menti riflessi d'intolleranza fatti dall'infermo ed un suono di trombeua che si p1·oducea ad ogni espirazione (poichè tromba em mnastato un imbuto di vetro) ci fecP. a dell'errore e cosi si potè evitare una disgrazia. Per l'aumentato numero di Lifosi anche altri medici nero addetti alla cura di e:.si. Il maggiore cav. Pabis, oltre al servirsi dei disinfett anti dell'intestino già menzionati. mise in pratica la se,zuente c abortiva: si amministra fano 60 cenlig. di calomelano di\·ise in dieci dosi (una ogni ora), ottenendo una scarica alv ina >erdastra si sospendeva ilnmedio e si passava agli altri disinfettanti. ~on avendo taleefTello, si ripele\a la dose dopo un giorno d'intervallo fino a che si fosse ottenuto. Positivamente alcuni casi i quali si manifestarono con tulla la gravezza der sintomi Lifo3i ebbero un rapido decremento ed abortirono ; cessò la febbre persistendo il tumore di milza ed in alcun ~asi la roseola . Egli u·ò ancora la pratica del bagno e fece _uelle complieanze la solita cura sintomaticn con buon successo. Il ma~giore medico cav. ~l osci iniziò e completò la cura in 18 tifosi ed adollò il seguente metodo: Disinfezione del· l' intestino in primo tempo: poi ripetuti eoterocli~mi d' aeqna
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bolrta e raiTreddata con l'a~giunta di 20 centig. d'acido fenico ed un grammo di chinino: adoperò l'irrigazione enterica per triplice indicazione: disinfezione interna, provocazione della diure~i, sottrazione di calore. Il successo di l(uesla pratica fu t>ttnno : eJ io parecchi casi con febl1re alta s1 vide ben presto diminuire la temperatura e la malattia assumere un andamento mite. Egli usò pure largamPnte i sali di chinino per a~ìre sulle libro-cellule della milza e cosi. provocandone la contrazione. contribuire alla dim inuzione dell'ingorgo splenico. del quale se ne riscontrarono degli esempi mollo spiccati l anche pl'ima della manifestazione dei sintomi tif11si carnueristici. E3sendo diminuito il numero dei tifosi, per :-emplilìcare il s~rYizio, furono tutti riuniti nel reparto diretto dal mag!!iore ca\ . \delasio. al tfuale toc•ò il compilo più ingrato e dillicile; cioè di curare i tifo:;i a degenza pii1 longa e nell'ul,#·tno periodo, quando le complic·•nze erano più frequenti e temi bili. ~rentre lo sai>ente, dovendo combattere ~oo un grande numero di febbricitaDLi ad alta temperatura. fece un lar~-?o U$11 dei bagni, il maggiore Adelasio ne potè fare ben pochi, po chè anche in questa epidemia si veri6cò il fallo che nel periodo di decremento di essa non si ebbero febbli alte, ma moderate. Invece le adinamie cardiache, le complicanze polmonali, l'enterorragia. i decubiti reclamarono tutta la esemplare pazienza dei no:;tro collega. Egli U5Ò largamente i sali di chinino nelle intercorrenti esacerbazioni febbrili con brividi sino n darne due grammi in llreve tempo. Adoperò abboodamente il marsala e tutti gli eccitanti nelle complicanze da parte dell'apparecchio circolatorio. Tutte le altre succesSioni morhose venivano curate "econdo le richieste dal caso. Quale metodo di cura. ha dato i migliori resultati?
OEUA 1:-\PEZIOXE TtiCSA
Dalla succinta esposizione fatta e dai vantaggi ottenuti, .si può dedurre che l' antisepsi dell'intestino e la cura del bere limonata ed acqua sieoo stati i mezzi più utili; dopo vengono le cure del bagno e dell'enteroclisma. in ultimo l'uso dei chinacei e degli antipiretici. Siécome poi queste cnr-e diverse non sono incomp:llibili fra loro. a mio modo di vedere si deve accoppiare la disinfezione enterica alla cura delle bevande e del bagno. ~folti non danno importanza alla di=-infezione del tubo ~astro-enterico, ma dalla pratica falla io sì gran numero di ca!'i sono convinto che l'antisepsi iote~tioale fatta in principio della malattia spesso determina il corso abor·tivo o l'attenuazione del tifo. e continuandola s'impedisce che alla tifosa s'associ un'altra. intossicazione proveniente dall'accumulo nell'intestino d'altri microrganismi patogeni e saprolìtici, la quale aggrava le condizioni dell'ammalato nell' ult~riore de· corso dell'infezione. Questo modo di vedere poi è dal fallo che nei casi in cui per circostanze di.,erse (disfagia, lrisma. incoscienza) non s' est?gui metodicamente una cura. il decorso fu gravissimo o fini col decesso. Negli ammalati .in coi fu amministraLa gi<•rnalmeote la naftalina non s'ebbe alcun caso di perilonite, nè di nA•·tn""'- · ziooe dell'intestino. Come appendice a questa relazione voglio riferire anche qualche cosa circa il consumo e le spese fatte nell'Ospedale in più dell'ordinario:
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Per m~dicinali. Per combustibile Per disinfezione IJerdila per disinfezione e lavatura della lana dei materassi. guanciali e capezzali Oistr-uziooe e spese per la r-iparazione dei materassi, guanciali e capezzai i Ar.qui::;Lo di lenzuoli ùi tela impermeaùili per bagni e per traverse Acqui sto di spugne, vesciche dn ghiaccio, il-rigatori, ecc. Acquisto di recipienti per la distribuzione d'acqua bollita : Disiorezione ed imbiancatura dei locali Per alimenti io più TOTALE
L. 1885 17 » iO tO » ::JD? ~2
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L. 3809 06
Fra i medicinali si può notare il consumo di 2530 gr. di oaftalina: di gr. ~58 di cloridrato di call'eina, di gr. 605 di calomelano. T nostri ~ammalati bevvero inoltre kg. U. e gr. UO di co~oac, 1_494 litri di laue, 1196 kg. di marsala. Fra gli alimenti noto il consumo di uova 6000. Degli oggetti d'uso degli ammalati furono clisinfeltati e lavati l OS 1 asciugatoi, 312 berretti da notte, ::l86 paia di calze, 1576 camicie, 390 copriletti, 630 foderetle da guanciale, 2178 lenzuoli comuni . PeL· motivi igienici furono distrutli 23 materassi di crine vegetale e disinfettati e lavati 95 capezzali, 18/ guaBciali e 3 15 materassi di lana. Oopo avere cosi parlnto .sull'andamento dell'epidemia d~
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tifo addomtoale, a me non spelLa ne di riYolgere elogt. né òi fare ringraziamenti ai colleghi che ci aiutarono e confortarono coi loro consigli. poiché oJJenderei la loro modestia: mi sta lecito però di dire. che in questa dolorosa circostanza in tutto il personale vi fu una nobile gara nel prevedere e provvedere ai biso!!ni , nel soccorrere e sorve~liare gli ammalati. nel rimuovere le mille dillicoltit che si velilìcarono per l'accumulo di molti ammalati gravi nello stesso tempo, ed in tulli rifulsero il disinteresse e la carità verso i nostri soldati.
RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
HIVI STA CHlH UHGICA
"l'ota.le estirpazione dell&rlnge - JULJUS WOLFF.-(Berlin. klini!Je. Woeh., maggio 1892).
L'A. riferisce di un caso di lumorelaringeo. bernoccoluto, che occupava quasi lutto il lume Iaringeo, da lasciare appena un foro della grandezza di un centesimo. Eseg-uita la traeheotomia fra il 2° e 3.0 anello tracheale si prefiggeva di operare sulla neoforrnazione laringea; ma lo -sviluppo di essa consigliò l'asp<>rtazione completa del laringe, alla quale l'A. passò con un laglio a T del quale la parte ~verticale corrispondesse perfettamente alla regione mediana del collo, e la trasversa in corrispondenza dell'osso ioide e base della lingua. Come il neoplasma era diffuso assai in alto si dovette rimuovere la parte superiore del tumore con l'epiglottide. L'emorragia fu searsa e bastarono sei legature di arterie e lieve compressione ad arrestarla. Retralta la cannula il taglio tracheale fu suturato e co~i il margine superiore del tronco tracheale con la pelle intorno, introducendo una .cannula ordinaria in trachea dalla parte superiore. Quindi la fer:ita fu imbottita di garza al iodoformio, lasciando in siLo le pinze di Pean le quali furono rimosse il giorno dopo. L"infermo ru mantenuto per più di una settimana colla testa bassa rimanendo così in .allo la rerita tracheale, continuandosi la medicatura con imbottitura òi ~arza al iodoformio. Non vi fu che una sola volta un aumento di temperatura fino a as, del resto essa si mantenoe sempre al normale · La nulrizione fu fatta per mezzo
RlVISTA '1268 di una sonda, e l'aspetto e la forza del paziente andarono Yisihilmentc migliorando nei giorni succes~ivi all'operazione. Fu poi per mezzo di un'operazione plastica suturata la ferita faringea. e dopo ciò il paziente poli: man mano ingerire n'>n c:;olo i liquidi. ma anche cibi sottilmente Lt•iturali. Applicato poi un laringe artificiale l'A . afferma cbe il paziente poteva benissimo parlare non solo. ma e~sere udito anche a distanza. Il tumore impiautato alla base della lingua aYeva invaso tutle le t'artilegini dd laringe in modo da lasciare appena ufl foro del diametro di una lenticehia per il passaggio dell'aria, tanto eh·~ faMva meraviglia come avesse potuto l'infermo fino allora respirare. Di consistenza riura il tumore presenlavasi a superficie varia, o liscia o rilevata, e distendevasi sulle cor•le vocali vet·e e false da averle quasi del tuLll) invase ~d alterate. La superficie interna delle cartilagini arytenoiùi moslravansi coperte di vno strato normale di muco, mentre la pa role posteriore ed esteriore di esse presenta va escrescenze carcinotnatose; sotto le corde vocali la superficie era liscia; alla parte destra il tumore mostravasi impiantato più largamente e profondamente fino a non esl'(er vi più traccia della corda vocale, ed estendendosi in ogm '"enso invadeva la parete post.eriore del laringe e si diramava in giù fìM agli a ne}li cartilaginei. L'esame istologico fallo dal Vircbow rivelò trattarsi di cancroide. L'operato fu presentato all'Accademia dall'A. e si potè osservare come egli dopo più di 7 mesi fosse in buono stalo fisico,' senza che la degluliztone e respirazione fosl"ero disturbale, e come nessun accenno di nuovo indurimento st potesse r iscontrare. Ed essenèo nella laringe artificiale un apparecchio di fonazione -mobile, il paziente poteva parlare a suono anche abbastanza for te; rimovendo poi la cannula vibrante. egli riesciva ad articolare parole con i mov~ menti della lingua, non peraltro sonori. Questo apparecchio di Ionazione é del Bruns ed è preferibile secondo l'A. a quello del Gussenbauer perché esso dà un& voce più naturale, mentre l'altro dé un suono che ricorda quello della trombella da bambini. Completa l'apparecchio una specie di tu-
CRlRURGIC.\
rncciolo t:OO CUI Il pazi~ote deve chluderw• J"apertura Cigni ,·olta clw mangi per impedire che 1 cibi peno>lrino in e,.c:o. Il it.>lice <~ucce~so ottenuto da h' A. in qu"slo caso 10 cui ('.!li riopo molti me;;:i dall'opt>razione ba potuto mostrare l'operato 111 buone condizioni ::-eoerali e !oca i, lo inducono a ruccom"'ndare di pa"::;are io tempo all'operazione in -.imili cA,..i e non a~pettare .che il tumore siasi este<oo e le ~landole mostrino cii ~·a una spiccata reazione. Ché operati in tempo, com"' rileva"'i dalle stat1stiche. po<o<oono ben rimanere lun~m t( mpo senza che recidi duo. tanto pm !'e <'Ome nel cac:;o ti •IL\ In l!uarigione si sia rag!!iunta senza reaz•one alcuna. In una statist1ca del Scbeie r. di 21 casi, piu tlella meta guar li ;,enza reazione, la recidiva duro assai tempo a C<lrnpnrire. r.·A. crede che nel buon successo del suo caso abbia iofluito di molto la posizione ricurva allo innanzi data alla tt•c..la dur ante l'operazione, e la raccomanda come quella che ì•npt>disce la penetrazione di sang:ue nella trachea e la narco"'i co~1 racili in simili rincontri. L'A. ritenendo che la minor po~sihile pPrrlita eli !'langue -;lA twa rondizioue rilvor evole al buon succe!'I<~O, raccomanda cn Jam.·nte 1i tent>rs1 ~:on piccoli tagli bene acco:-to alle carttla~ioi, ricorrendo ad una continua compre,-<:ìone per mezzo di tamponi oi garza <:ter ilizzata in lutti quei casi in cui non 'ia poss1bile l'uso della pinza. E la po~izione dala al paziente nell'operare ha gr~tndi~ ~ima influenza ;:ul re l ice r isultato. onde è rl e l'A. rarcomanda di O?erar e tenendo inclinata in avarHi la testa del paziente. ei:iSendo questo uno dei migliori meZl.i ad imped1re e <·he segua emorragia gra•e e che il san~ue ven~a a pelt>trare nell'albero respirat<lrio. V • statistiche affer mano come le ope•·azioni seguite da morte sono dovute principalmente alle alter·a zioni del polmone, cosi in.quP.IIa di Scheier '-U iR casi di morte 9 se ne debbono annover are ai falli polmonali.
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lllalattle del cervello dopo aempltot opera.ztonl del naso. WAGNER. .\1iinchcner med.i Woehensclt. e Cen.tralb. (ii.r die medie. Wissensch. (N. 16, 189'2). Il Wagner ha raccolto nella letteratura solo tre casi di tali malattie consecutive, e riferisce un ca so da lui stessoosservato: Un uomo di 20 anni, per una rinite cronica ipertrotica fu cauterizzato nei due terzi anteriori del cornetto inf~riore e el margine inferiore del cornello medio. La piecola operazione andò benissimo; ma al secondo f!Ìorno si manifestarono con lrggier o aumento di temperatura, acuti dolori di lesta, al terzo giorno una grave emorra~ia dal naso che fu fr·enata col tamponameoto e quindi altri sintomi pel'icolosi. La febbre aumentò fin sopra 40', il respiro assunse tipo simile a quello dì Cheyne- Stoke.s. e in pari tempo comparve rigidezza c dolore nei . muscoli del collo e piu tardi anc.\18 nell'ar ticolazione nel braccio destro; in brevtl il corso della malattia offriva la t'orma di una meningite, per la quale il malato morì. L' autossia non fu falla. 11 Wagner pensa che la emorragia non fosse primaria, ma,conseguenza di una trombosi del seno longitudinale avente pr obabilmente il suo punto di par tenza dal cornello m edio. Dovette quindi avvenire che una J•arte del sanl-{ue versato de lla cavita m~sale fu impedito di sgor gare !nel ~eno e ne derivò per consegttenza una stasi collaterale che fu cagione della emor ragia . Cosi si spiega anche l'aumento della tempera tur a dopo il ristagno del sangue; per la disgregazion>e del trombo la formaz ione metastatica dovette essere portata nelle ar·ticolazioni. Per la formazione dei trombi le condizioni anatomiche del naso sono mollo tavorevoli, mentre La quasi iUlpossibilità della disinfezione coq1pleta delle cavita nasali facilita la clisgregaz.ione dei trombi infetti. effetti del proletttll delle nuove &md da guerra. portatili.
HAl3ARf. - Sugli
11 medico di eeggimento dottor I. Habart, ha tef"t.è pubblicato sopra questo argomento un accura to lavoro, valendosi cli uu g ran numero di osservazioni sia sopra feri te acci-
CHlltUI\GIC .~
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dentali e suicidi come sop•·a ~si disgraziati e sperimenti su C'a daveri uman1 e cavalli vivi colla nuova arma portati!~ del calibro d ~ uullimetr1 e con proiettile rivestito. Il risultato .Ji l11li sperim.:uti inJussero l'autore a reU.ifi care e modificare all(ua nlo lt> ' 'arie teorie emesse fluo ad o1·a dagli altri osse1·vatori p1-r spiet::are ~li t>ffetti tanto de5rli anti('hi come tlei moderni pr oiettili. Le conch1<lioni dell'autore sono tanto più pre~evoli per noi in quanto che es.:e si basano m gran parl~> sopra ver1 <'asi" rii lt·t·ite op;;rale dal nuo'o proiettile su corpt v1venti ed anche (l certe distauze; quindi realizzandosi piu o meno cou.plela· ulPillt> le condizioni di una ~uerra: e siccome in quelle condu~ioni e~li :-.i astiene da lutto ciò che é dottrinario e teor~· t .co. così ci pare sia prezzo dell'opera riportarle qui in comr-.. ndio. Studiate e smtetizzate le proprietà fisiche e balistiche del proietLile di 8 mm. l'i vestito, e messe a confronto con quelle ,el proiettile di piombo molle di 11, m m. sr fanno palesi negli etf...tti dell'uno e clell'aHro proiettile, ditlèrenze notevoli!'sime e che possiamo rr&S$umere rosi: 1• Il vantagg;io pt·ecipuo della nuova arma portatile di K rnm. in confronto di quello di 11 mm. sta nel meccanismo di ripetizione e nell'impiego di una cartuccia legp-era e in pari tempo dotata di ms.ggror potere balistico. Dalla r iduzione del caliheo del proieLLile risultano piccole fe rite d'entrata e d'uscita ci ella pelle: esse ferile sono ordinAriamente .rotonde, ma in cal'i eccezionali {>O!'sono vedersi lacere o in forma di fessura o rag~iate o a lembo. Pet· la piccola dimensione dei fori d'entrata e d' u!'cita Je feriLe nei loro caratteri general1 s'&\ v•cioano alle le"ioni :sottocutanee. Coll'aumentare della di -.tanza i canali delle feriti" delle parti molli diventano ordinariamente più lisci, più limitati, i canali dei muscoli più cilindrici, pero nei colpi vicini a ppariscono più o meno lacer•, imbutiformi e ripieni eli detrito osseo e di pu~eole scbeggie. Alrinconlro le fratture compii cale che si o<>servaoo nella pratica civile sono accompagnale da maggior• guasti n.elle par·ti molli che le fratture per arma da fuoco. Lungo il loro decorQo i canali contengono anche
RIVISTA
proif·tlili. frammenti di proieU.li. branrl<>lh .;·abiti od allt·i corpt e<otranei. però nelle ferile cae1ionate dai DUO\ i proietllli P""' corpi st osservano plU dt rado. Quando la ferita interl:l~:sa ot·gani ''isceral1, si li'ova non di rado lit-I canale, olLI'è al san~ue, materie ga:o;triche tntestinali, bile, orina, ecc. :!• Sulle ossa piane e spon~io"e come pur e alle epifl!'ii Al'ltcolari delle ossa tubulnri lun;:zhe s· incontra molto piu •'~PCS!'O (;he non si vedeva 10 pa!l<;lllo, perforazioni complet.e e solcature. Queste sono di raro arcompa~n ate òa fenditure visibili la cw esteostone e ti cm numero starmo in rapporto diretLo colla veloctta del pro~t~ltth·. Scheggiature delle estr»mil.<i articolari furono osservate alla t~sta dell' omero., del femore. come pure nlle luberMi~; 'Tuelle delle vertebre furono ve iute nei suict 11.
3• Riguardo alle OS!'-8 CtlindricltP, i colpi ~parati contrll uomim e cav~lli alla dista.nz!i fino 1li 2200 metri produssero fratture comminme la ~.:ui forma e car·att~ r~ non è tanto in rAI•POrlo colla distanza come lo !'Ono quelle prodotte da proietlili di piombo molle e sog~l'tli a deformaziOne. - ~ei cCJipi vicim si fanno palesi gh elfellt e~plosivi i ']Uali con<~i · l:>tooo in distacchi di piccole scheggu• dal periostio, spoc:ta-
mento delle medesime neUo sles~.;o ranale della ferita veN< • il rot-o d'entrata e ver:.o quello d·u<>l'ita, come pure da stritolamento della sost~nza ro rlicale e foFmazione di abboucianLe sabbia ossea. ~PJIP grandi diufhi questi elf,.tti si possouo seguire fino ai ttri di 500 melrt tli disLanza ed il gc·ado .tei medesimi rlipende dal tert·itorio os<>eo colpito, '<iiminuendo sempre più l'effetto distrulltvo del proiettile di mano che la lesione s'avvicina all'estremita thatisaria. Lo :>Cheg~iamento della colonno. u:oc:ea si estende spesso tìnu a iO o 15 centimetri. ~Ia confrontati colra:.-jone scoppiaule nel proiettile di 11 rom. i ~iulomi esplosivi del nuovo p1·oieUile sarebberQ un po' ptù miti, né essi si manifestano con pari costanza. Alla distanza di 500 lino a 120 1 metri le scheggte os::.e~' si fanno più estese, meno s taccate dal periostio e si spostano meno. Una volta fu osservata una ferita a foro al terzo superiore della tibia con numerose linee di frattura tipiche
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sem.a :-nluzione di <'Ontinuità nell'osso, mentre all"omero, a l femore. al radw ed alle altre diafisi ossee, come pure nelle os:::a di eavalh si manifestarono sempre dt>lle estese fratture scheggiate. CoTt p!'Oietlili riveslati si pnlesar•ono. entro la traiellol'la d1 :JOO a 1200 metr1 meno e~LP<~e d1st r11zioni d'osso che coi pl'Oie ltili di piombo molle di l 1 rnm. All'incontro nella zonA compresa tra 120!) e 2000 metri la frammentazione delle oc;"a , specialmente all'omero, a•adio, femore, ulna e fibula é mollo più esle&l P complicata eh~ coi veceht pro1etlili. l colpi tangenziali po~sono avere per effetto dei ~mplìcr ~olcùt "OD fenditure oppuro> rrammeuta.Lioni diatì~81'18 complicate. i• A part di:;tanza il proaellile di piombo molle é dt mnlto ;::uper·ato tn forza viva dal pro1etlile moderno perciò con JUe!lt'ultuno possono verificarsi su di una. sola persona Je;.ioni multiplo; a piecole ed a medie distanze possono essere posti fuo r1 d1 combattimento due tre e piu individui, ~: i me7.Z! ,li ùift>'-a tornano inutili anzi pos!'tono diventar~ peri colus• pet·chè sono causa di def0rmazione del proiettile e faYori,;cono l' in~resso del baci lo del tetano. fi A ' eloctlé u!!uali si osser-:a nel proiettile di 8 mm. oltrE> una aumentaLA forza di wmetrezione anche una più limitata 8/.1011(' laterale in cooft•onlo del vecchio proiettile. lo quest'ultime particolarità sta la captlale dttfer enza tra i proiettili rive~tili -e quelli di piombo molle producendosi per· effetto di questi ultimi una più cc:tesa proiezione centrifug-a di !'tcheagie. All'incontro, per effetto del suo maggior peso spe<'ilìco e maggiore forza viva, può il nuovo proiettile vincere la. re!>istenza del corpo umano e quindi produrre grav1 1e,.tl01 victrerah anche quando colpisce con un debole g rado di 'elocJtà.. Solto una mediocre oppure una grttnc.le velocita i rr<'iettih a mantello non ~i fermano nel cor·po se non quando hanno gaé :superato allri ostacoli oppure hanno subito qualche rimbalzo. n• Gli •1rgaua vitali (cervello, apparato circolatorio, respirn~or·io e di~eren le) sono minacciati dal nuovo proieltile sopra Ull8 zona da lr'aiettor•ia molLo piu estesa di quella dei proiettili •la 11 rnm. e que;;ta c ir cost.auza che non fu da. alcuno
sufficientemente valutata, scema di molto il presunto carattere benigno del nuovo proiettile. La sua zona di colpi mortali oltrepas~tt i quattro cllllometri. 7• La natura et: il grado deUe emor ragiP dipende dalle qualità degli or~ani colpiti e ,laJia drrezione del canale. la causa della prccolezza dPr rorr che spesso e molto facilmente restano otturati da coaguli sanguigni, le em<•rragie si fa ra nno pale"i all'esterno con rmnor frequenza che nel passato. All'incontro il sangue sr r·accogliera entro i te~suti formera degli ematomi negli !"pazi intermuscolar i e nel lasso tessuto cellulare, dat•à luogo ad aneurismi fa lsi di dimensioni variabili, oppure si raccoglierg nelle sierose viscerl:lli, rl qual fatto si e vel'iticato con una singolare frequenza. - L à sctssrone netta delle pareti ''Asali non favori rà la formazione da trombi cosi facilmente come la favuriscono i margini conlu<>i e frastagltati delle pareti va sali col pit.e dal pr oiettile di piombo molle. - Nèi suicidi st osser·varono for-ti emorragie anche all'esterno. s• I proiettili a mantello d'acl'iaio vanno meno soggel1t a deformazione od a framroent.az ionP, però ~i deve notare che i nuovr proiettali in caso da deformazione o da fend itura dell' mvolucro !;e rimangono nella fer ita non si la!tcian() estrarre tanto facilmente. 9· Il maggior assegno in munrzione cbe avrà ogni com. battente, la. maggiore precisione della nuova a r ma tanto in r ig uardo allo maggror portata, radenza della traiettoria come pure in rappor to alla maggior sicurezza di rolpo. lA quale viene ad es~ere non poco aum~ntala per mezzo delht polvere senza fu mo, sono tutte condiziOni che fanno giustamente suppor re come H numero assoluto dei feriti tra t milioni di comba ttenti aurnentera nelle guer·re future; ed aumenterà anche se la propor zioue percentuaria dei colpi efficaci non avl'à provato alcun aumento. Le grarul nombre des blessés constitztera le pr inctpal cltangement (Chauvel). Mentre dobbiamo ammetter·e che da una perle il carattere e Ja for ma delle ferite d'arma da fuoco delle parla molli, delle ossa piane e spugnose come pure delle articolazioni sian più benigni coi nuovi che coi ''ecc hi pr oiettili, d'altra
CHIRURGICA
parte non possiam disconoscere che le ossa tubulaJ'ì compatte anche !'>e colpile a g-randi disl.anz.e sono comminutivamP.nte frammentale dal proiettile a mantello ; ed accadrà JJure spesso che sotto il fuoco acct!leJ·Illo della nuova arma a r ipetizione un iudividuo resti ferito da piu pro•ellih. I ris uttati compl~s<~ivi tratti dagli esperimenti di tic:o, dalle ~Lorie cliniche e da1 reperti necroscop1Ci che costituiscono il materiali! del presente lavo•·o inducono ad ammettere c he la proporzione fra i re riti leggeri o t ferili gravi nell'impiego ddle masse dov•·ebbe esse1·e più fAvorevole di quelle delle ~uerre fino ad ora combattute. Sara per·ò riservato all'espel"e!'lZa delle future guerre la soluz1one del quesito sopra ia proporzione percenluarra dei morti. Arnould rtcava dalla sua statistica che uno sopra 7 uomini é fe r·ito, e l'uno su U vierte u..:ciso in ballaA'Ira, o menll't! e~li trova che nella guer:-a Ji Crimea si ebbe •m morto s u :t3, in Italia uno su ~ e nella ~uerra franco-germanica uno su :-,:3 ucciso da colpo ù'arma da fuoco, vitme alla conclusione che col perfezionamento delle armi da gut-ri'A portatili la cifra dei feriti mort.slmente .lovrebbe tendere prultosto a diminuire che ad !lumeotare, mentre la proporzione relati,·a òei feriti io genPre si manterrebbe presso a poco la steso:a di pr'ima, se ~tn che il numero assoluto delle pardite nelle singole battaglie (Gravellolte 13,000. St. Privat 20,000) in proporzione della aumentate rnasse combattenti dovessero aumentar e. - BarJeleben in,·er e pre"edP un aumen1o del numero del colpi mortali. la 'lual previ~ione sembra giustificata pienament.e dalle maggior p re~'isione da cui sono dotati i fucili di 8 mm. ed avrebbe avuto conferma :.ui campi di battaglia nella guerra del Chill. Le nuo,•e armi da guerra, ollre che modificare la fvrma ~d il gra 10 delle lesioni, esercrtano altresì una marcata influenza sopra la distribuzione delle lesioni medesime nelle sio!!'ole regioni del corpo. Infatti, mPntre la meta superiore del corpo e specialmente la testa sono le regionr che contano mag~ior numero di ferile rlelle guerre d'asl:'edio, perché nelle sortite che le truppe f11nno in quel gene1•e di guerra si fanno seutire con una certa provalenzu gli effetti del combattimento in vicinanza e quindi anche llii effetti della ra-
12i(i Jenza della traieltoria, il nuovo prnteltile spiegherà questa az1one a distanze mag~iOI'i; pereiò nelle future guerre os. ser,·ererno fer1te d~>lla metà supel'iore del corpo in maggior nume1-o che m•lle guene passate. Il prevalenlt> num~>ro dt'lle r~rile alle estt·~mitu iul"erior i dipende !all'abbassarsi della lraietlMia a granrli distanze e perciò quest'effetto SI fa sent1r~> specialmenll" quando fra j due e~ercili combattenti si apre> il fur>co in g-l'ande lontananza, comt' si l• ,·eriftcato nella gut:t·ra franc.-,·..rermanica(B~>rk). A !rrandi c!Hanze si fanno soltanto fuoch1 d1 colonna, ed in questo f!Cnere di cc•mbaltimenlo la superfit:iE' c01·porea di ogoui sin~olo comballent~:: è meno presa di mira, mentre a piccola d1c;t.aoza si punw c;opra O!!':u sinzola superficie reg-ionole <·on pill nrec1sione perchè vien prP~a come centro del bersa~lio; siOVJllanearnent~> la radenza della traiettoria si manife~ta tutta. dal che ne viene che la metà superiorè del rorpo t> piu esposta a ferittl che la melA inferi~re. tenendo fermo 1! pr·inc1pio che la superlìciP di ber>'aglio non Cllmpren·i.- soltanto una super ficie dr protezione dr un corpn ma comprende rruellu superficie che circoscrivono le parli mobili alU\<'cale al tronco ne· loro moYimenti. La frf'tyuenza delle rerite nelle sin;.role regioni fola in r apporto diretto colla superficie di bersaglio delle regioni sl~s~t·. La grande preci<~ione e la grande r•adP.nza dell'arma a rip~>lizione minac· ciera l'estesa <;Upel'llcie di bersa~lio ciel capo e del tronco in un grado mag:ziore di rruello che c;j é verificato ftno ad ora <'Oli" arrna a cariche su cces~h·e. La conoscenza de~li effetti delle armi a lunga portata é della piu alla importanza per il medico rnilitar·e, tanto per riguardo al trattamento clururgrco delle ferite come per rl giudizio medico legale che e!!li e c·hiamalo a dare sulle me· desìme per decidPre la •tualilà •· il zrado dei dirilli del:;ol· dato ferito verso lo Stato. La clAssificazione delle ferile articolari e delle parti molli per l'avvenir.,. lovrebbe essere modifico la; però f(UOIIa delle fr11llure JiafiS8l'Ìe e delle ferite viscerali non reclamerà quasi alcuna re"trizione delle vigeniJ nor•me ~uj provvedimenti a favor e degli iu,·aliJi; specialmente lP ferile mulliple saranno oggetto di pel'izia medico
CFIIRU!lt;ICA
~-l 1~l
lt>::alt> un po' meno d1 raro che per il pa!i,.ato. ~fa dove .:;i fa"tl ""nlil'e in modn piu $picca lo l'effetto delle armi a luuga porLalo sani specialm.•nte sulla latlic11 di guerra e sul sernzio ~anihmo in campagna.
Stndlo olinloo sulla patogenJ& ed il tratt&mento degU a scessi caldi. - CHAIWOT, Medecin- Ma;or di t • clas!"e, r rnf. a~grej!ato del Val-dP - Gra<·e. - (Rec11e de Chirur'l'e . :\ . 6, giugnl), tR\)~).
LA patoe-enia delle suppur azioui chir urgiche si r1schiara !:'iOl'IUU menle in sezu•lo alle recenti scoperLe batleri~~log~che: ma lt> applicazioni alla clinica sono piu lente. La pratica nnti,t:tlica pt·ecisa e !>Jcura. da Lister in poi. nei ca<"i di p!aghe l)peratorie, diviene esita nt., quando la suppurazione vi si è ""iluppata. È però possibile 1ln d'ora applicare le scoperte c;pel'llnent.ali alla iolerpr·et.azione dei falli clinici, e lrarne da tali tieduzioni quas1 matematiche ltn4 guida. terapeutica •·i!:!'ua•·do alle raccolt.e purulente. Prima questione: quale è la parl" del microbismo nelle ,uppurazioni chir ur giche 1 Dopo i lavor·• di Pasteur e di moli t allr1 pareva de fin ith·amente dimostralo non esseroi tiJr ma::ion.e di pu;; sen..:a penetrazion.e di m.icrorganismi nei tessrtti. - Ta li a ffermazioni ll•oppo esclusive suscitarono ,,wwe esp>'rienze e df! allri. tra cui il Conheim, si oltennero con iniezioni caustiche opportunamente eseguile delle suppurazioui asettiche. ed ultimamente si tentò riabilitare la teot·ia chimica della infia mmazione suppurati va provando l'he le matel'ie secrete dai microbi pio~eni o formatesi in contatto di q ueste nei tessuLi, iniettate sole possono determmare la formazione del pus. Però non si possono applicar e alla pratica i r isultati di •1u·~ste singolari esperienze di gabinetto: le suppurazioni asettiche ~ono rarissime. e poco imporla nella pratica il saper~ ._,. il microrgani!"mO agisca per se "lesso o mediante le "Ue Loxine. Quindi dal punto di vista clinico si può dire che non esiste pufl .~en::a microvi. Le proYe ne sono convincenti; bast.a sottoporre al micro-
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IUVlSTA
s::opro uua ~occifl ùi pus, per vedòrvi formicolare uno. 0 parecchi dei microbi piogeni. oramai classici : essi navigano nel siero e penetrano nei globi del pus in proporzioni veramente spaventevoli. Più numerosi al momento della for mazioue dell'a<>cesso. e<:si d1miuUtscono a mtsura che il pu"' 51 raccoglre. s1cché nou occuptwo il cavo purulento come semplici parassiti, ma presiedono alla fuo:;ione supput•ativa dei tes<:uli . Corni! dimostro che nel flemmone essi infiltrano i tessuti intlammatt molto prima che vi si sia formsto il pus. È facile coltivare queslt piococchi in mezzi convenienti: le iuoculazioni in serit>, fatte con tali colture. deLerminano sem. pre la :-uppuraz1one e nel nuovo ascesso si r1trova sempre lo stesc;o mtcrobo che fu l'agente Jella prima inoculazion sperimentale. Ora questi micro·organisrni che hanno la proprrelà d1 determinare ltl suppurazione. descritti in tulli i trattati praliei sono : lo statllococco aureo di Rosenbach: lo stajllococeo citreo e l'albo che apparten~ono ali&stessa famiglia; lo streptoeoeco vtene in seconda 11la colle s ue catenelle caratteristiche; il fJibrione settico di Pasteur e il micrococco di Rosenb~.tch non sono che cur iosita di laborator io; il pneumococco 1li Fra~n kel ed il bacillo di Ebe1•Lh che si riscontrano negli ascessi chP complicano le relative infezioni generali. Nuove esperie nze dimostrarono ehe quasi tuLti i microb conosciuti possono. in daLe circostanze, provocare la suppurazioue, però in pratica nella immenso magjriorità dei casi, questa non o determinata che da tre o quatt1·o microbi, lo stafilococco, lo streptococco ed il pneurnococco di Fraenkel: Jaoowski riunendo le varie statistiche giunse a provare che nel pus degli ascessi si rinviene lo slafllococco nel 7i p. 100 dei casi, lo streptococco in 14 p. 100 e 6 volte le due specie riunite. 11 contenuto d'un ascesso non è una cultura pura, ma vi stanno anche gli elementi fi~urat• in quantita vartabile secondo i casi e l'età della raccolta. Verneuil insiste su tale
tHIRURGICA
particolarità che spiegli molle particolarità cliniche e può condurre ad ap!)licazioni pratiche. Certi microbi ;>iogeni hanno untl t>sistenza molto breve: lo slreptocoeco ha vita cort11 in para!!one dello slafilococco che può sonnecchiare p•·r Annt nel te&'ulo osseo. ~ella prat1cu chirurg1ca, lo studio completo. dei costumi, della ,·itahta e soprallutto del la resistenza agli agenti microbic1di. dei microbi della ;;uppurazione, avra una importanza gratuiissima: la t~rApeuti ca de!!h ascessi sarà efficace e curativa solo quel giorno io cui questa zoologia mic~obica sarà cluaramenl~ scritta. se dal Iato cUnico non vi ha suppurazione senza microbi, da che pro,iene il m1crobo? q1.ale è la su11 porta d'in!!rt'sso' e come si opera l'inoculazione 1 :;-{elle soluzioni di conlinu•tà dei te!!umenti di qualc;iasi nntura ed orizine la risposta é facile. Pasteur ha dimostrato l'origine dt>lla conlamìnazione delle piaghe coi germi micJ•ob•ci che stanno nell'Aria, sugli aUrezz1, ,·esti, e sulla pelle stessa; e la prova ne é data dai suc('essi ,·eramenle sorprendenti della lerapeullca antisettica. Quale P rori}!ine det ~=term• piogeni 1 si cercò se germogliano nell'aria, nell'acqua. o nel suolo: Ri cre.lelte che l'aria ros~e il ''etcolo di tulli: nE-ll'aria deUe citta e piu ancora delle sale d'ospedale fu da molti scoperto lo stafllococco. ed anche lo 1-'tr·eptococco, e perciò Lister avvolgeva operato ed operatore iu una nube antisettica: ora l'idea ed il polverizzaLot'e ,ono abbandonati; ma lutti coutiouano con mecilcazioni accuratamenlt> occlu«ive a riparare le piaghe contro i pulviscoli virulenti. - Re('entemente ru scoperte. alla superficie d' l suolo t! microbo del tetano ed altri ne scvpriranno gh esperimenta tori.- Ma può succedere anche un'autoinfezione; sulla superftcie cutanea abbondano colonie microbiche h'tl cui è facile rinvenire lo stafilococeo e lo streptococco. Ma ollr·e la superficie esterua i micror~tanismi invadono per tutti t nostri or tflci naturali, le cavita internP, tutta la lunghezza ciel tubo digestivo e forse anche di quello aereo. L'or::anic:mo non essendo direso che dalla sottil~ barriera dell'epidermide o degli epilelii, la minima brecc1a può dar
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RIVISTA.
passaggio a loro, e nella pratica un attento esame la quasi "Pmpre scoprire questo pa!:'saggio. D'ordinario le larghe fer1te danno meno infezioni che le piccole o le semplici esc-oriazioni, perchè quelle vengono subilo curale antiselttcamente menlre quP.ste SI truscurano. Nei soldati che, a dtiTerenza degli operai borghesi. non hanno ragione di trascurare le loro piccole !estoni t' f~cile assiste~ Allo inizio de~li accid~nti mfìammator1 e se:ruirne lutto randamento. Nessuna meraviglia M sonalutto le ~scoriazioni superfi . cinli delle dita, le ttraffiature dell'epidermiJe ~uuo quelle che e"pongono di preferenza a stmih acctdenti. ~e ::-i pone mente alla disposizione anatomica tiei linfatiCJ alla mano ed al piede. alla loro ori~ine nello strato Malpighiano, dA f'JUella finissima rete ùi radicelle linfatiche cosi moltiplicate e filte alle estr&miul digitali da mostrarle come coperte da un vero ditale mercurio in una prepara2.ioneben eseguila (Sapey). Di l'epidermtde~ gli ~tomi linfatici sottostanti assor bono i p cjpii vir ulenti che giun~ono in loro cootaLto e li diffondono nel cellulare adiacente o li trasportano pei linfatici più fino al più vicino ganglio ehe li arresta. Questq é il di inoculazione de!lli esp~rimentatori e dei vaccinatori. l medici militar t sanno quanto sieno comuni le zioni, che mettono tanti soldati momentaneamente fuori servizio nei primi tempi dopo !"arrivo ai cor pi. o pi\1 in seguito a marcie forzate, le quali si originano da Jtitlene caratteristiche ai piedi, nel soldato eli fanteria, dallo sfregamenlo delle coscie e natiche contro la sella ill quello a cavallo, specie di accidente professionale, e che pro-: duce gli stessi -esiti flemmonosi e suppurati vi. Pet•ò il problema non " sempre cosl semplice: spesso lo ascesso si forma !'Otto la pelle integra o net tessuti profondl senza Lraccia di lesione in possibile rela:tione coi linfatici di: quella regione. Vi sono clapprima le raccolte purulente che compaiono durante il decorso delle febbri infettive gravi. e queste sono evidentemente dovute all'arresto in un punto della rer.e cellulo- linfalica dei microrgamsmi che abbandonano allora
CBIRURf.ICA
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nella cit•colazione gt!uerale: il microscopto 1o ha or-amai dirn'>strato. In Altri ca~i raecesso sembra formarsi, in p~>rsona in perr... tto Hppa.rente benessere. o spoManeamente o sotto l'influenza delle cause più lescg-iere : raiTJ·eddamento, sforzo muscolare, contusione instgnificante.- La questione pare ••'!!4Ì neltamPnle ùecisa nel senilu che r intonaco epiteliale ,: .t.anlo che ct~nserva la suu inlt>gs ità é una barriera insupt>rabile ai mict'Obi, come a• rnendscanti: gli stAfìlococchi che penetrano nei follicoli pilif<'ri sembrano arre~t.ftrvisi e dar 1 t ogo ad una ruroncolosi. Ortt se é impossibilè spiegare lu palog-enia de~li ascessi c·•lla penelraz1one dtrelt.a dei mtcrorgarusmi aUra ve1>:>0 l'in''iluppo culaueo, bisogna di nece!ISità a mmettere la fissazione 1el punto dell"ascesso di ~ermi palogeni provenienti da punti lontam dell'ori!"Snismo. la localizzazione di una infezione generale piogena ancor a poco nota. La pratica conferma questa teoria : uu clinico illuminato non tarda a scoprire nel ptù gran numero di qllesti ascessi tn apparenza spontanei la causa tlegli accidenti suppurati\·i, la porta d'ingresso tlel genne pio!teno che produsse una infezione di cui l'ascesso non é che un accidente ~econdario. Talora non è che una abrasione superficiale, una piaga in~•gni ficante, lonUina e senza rappol'ti lintatici ammissibili: spesso l'inoculazione si fa sulle ghiandole delln pelle, ed ba per punto di partenza un furoncoletto, una pustola dj acne inosst!rvatu. Nel 1888, Verneuil dimostrò all'accaùemia delle scienze che lo c:tafìlococco dell'antrace potevA produrre a dic:tanza un ascesso con~enente lo stesso microbo piogene. Tbiery nel congresso del 1891, dimostrò praticamente lo stesso fatto. L'autore da qualche anno :>ludia11d0 questo a rgomento, bu r·iunilo parecchie os::;er-'"aztoni 8""8i dimostrative che riassume brevemente e ùalle quali è condotto ad ammettere che un sndividuo r~cante 11011 supurazione locale per quaulo leg~ies·a , anche òi natura blenorragica è "Olto l'incubo dt una infetinne !.!enPrale piogenica, specie di diatesi purulenta, la 8l
RIVISTA CRill.UlÙHCA
quale per cause ancora mal note può manirestarsi con sup- • pura.liont secondar!e talora gravi e per nulla in rapporto wl fallo !<Upurativo iniziale del quAle però sono la conseguenza e l'effetto. Le stesse osservazioni poi dimostrerebbero che questa inrazione generale non si esaurisce coll'eliminazione del pus e la cicatrizzazione della cavità put•ulenta, ma persiste pet• un tempo di cui non si può precisare la durala. Sarebbe quel!to il microbismo latente di Ve•·neuil. le cui leggi possono applicarsi a tutte le infezioni generali, compresa riofezione pur ulenta. Osservato il fatto clinico, occorre spiegarlo, colle nozioni microbiche oggi acquisite: questo agente infetth·o che pullula nei nostri tessuti ed umor·•, è il microbo volgare della suppurazione, lo stafilococco, o le sue toxine a cui le recenti ricerche. vogliono dare una importanza preponderR nle Y e dove si coltiva?. - Il sangue, ha provato Doyen, essere un cattivo mezzo di cullui'a dei microbi piogeni che si fissano di preferenza nei visceri e nelle glandole linfatiche: le culture falle coi loro parenchimi danno risultati quando nulla si scopre nel liquido sanguigno. Quanto é not<> della biologia dello stafilococco conferma questa ipotesi. Questo microrganismo ha una vitalità poco comune, resiste ai microbicid.i più potenti e le sue culture sono ancoi' fertili dopo 12 e 15 mesi. Le ricerché sulle osteomieliti dimostrano che le sue colonie pQSsono sonnecchiai-e nel tessuto osseo parecchi anni senza perdere la loro virulenza e svegliarsi sotto cause fortuite per dar luogo ad accidenti temibiJi. (CO'ntintta).
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RIVISTA DI OCULJSilCA Sulla etiologia della oftalmia llimpattca . - H. Sca~tiDT· RI\f PJ..ER (V. Graefe' .1 rch. fur Ophtal. e Cenfr alb. fii.r dle merl. Wissen$ch, N. 27, 1892).
Lo Schmidt-R!mpler osservò in un rabbr·o fenaio ùi 21 anno, non oslanle che rosse stata ratta la neurotomia ~tlico crliare, il sopravvenire d'una ortalmia simpatica dopo
l anno e mezzo. ~el COI'po ciliare del moncone enucleato si poterono riconoscere fibre nervose normali; le ricerche sulla esrsten~a di batteri ebbero r isultato uegativo. In un ragazzo di 12 anni si manifestò una olLalmia stmpatica senza precedente sensibilità alla pressiorw. Unico sintomo fu l'irite sierosa. La infiammazione aumentò per un nuovo trauma del· l'occhro pl'imilivamenle leso; questo non fu enucleato percM il potere vic;ivo si manteneva ancora in parte. Ciò nonostante la oUalmia simpatica dell'aUro occhio retrocesse dopo una cura di frizioni. Ambedue i casi non si possono spiegare con la teoria ~ella migrazione, anzi le sono contrari. Lo Schmidl pensa che l'antica teoria dei ner·vi cllia!'i con qualche modifica· zione sia ancora la migliore spiegazronc per la origine della otlalmia simpatica. La irritazioM dei nervi ciliari nell'occhio leso determina, per un disturbo rillesRo nella èircolazione san~uigna e nella nutrizione, unicamente e solo la disposi-zione alla infiammazione simpatica dell'allro occhio. Quanto piti. lungo tempo sussistono le alterazioni e quanto più estese sono, tanto ma~giore è la probabilità che sì spieghino gli ~lfelli Jelle azioni nocive eccitanti la infiammazione. Le stesse 1rr·ilaz1oni che in un organo sano sogliono essere facilmente e senza danno tollerate, possono qui eondurre ai piu pericolosi e distru ttivi processi. Se nessuna interviene di queste azioni nocive, neppure la ottalmia simpatica si desla. E poiché per l'azione riflessa dei nervi ciliari irritati sono piu facilmente provocati disturbi nel dominio dell'uvea, cost, ~i regola, sono queste membrane che ammalano.
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RIVISTA DELLE MALATTIE VENEREE EDELLA PELLE
Trlcodtlaal dermica a f orma peDJlgolde, e pollneazite trlcodtloa In lndlvlduo detto da. tabe dorsale. Osservazioni ~ ricerche del prof. A. Bo:-~o~E. - ( Arehtl'IO per le seien;e mediche, N. 1, 1892).
Rigua1•do alla possibilità di moltiplicarsi del fungo del-
r herpes negli orga:1i inlerni del corpo umano e di destarvi degli speriali processi patologici, nulla fino acl oggi si sa di positivo Que!'lo fungo dalla massirnR parte dei bacteriologi e dei patologi viPno3 considerato come uno stretto epifita, e la mancanza di p1·ove sicure mlorno aHa capacilà di diffondersi del parassita negh organi interni, rappresenta un valido appoggio per coloro che sostengono essere l'azione pato~ena di tJuesto ifomiceta, limitata esclusivamente alla cute ed alle sue appendici. L' aulor•e rirerisce di un caso clinico di infezione diffusa da trichopnylon. rorse l'unico del genere stato fino ad oggi registrato, e quindi gl'8ndemenle ioteressanl~, poichè il parassita non solo diede uri~me aù insoule allerazioni della cute, della cornea e della lingua, ma, diffondandosi lungo i nervi, contr ibui allo sviluppo di una poliueurite. L'autore espone quindi una st-rie di ut1ti considerazioni, non solo sulla biologia del fungo, ma ancora sul nesso che può esistere lr~ le alterazioni defla cute e quella dei nervi e ùei centri nervosi. Dalle os~el'vazioui che l'autore fa, si potrebbero perta nto desume l't: le seguenti conclusioni: t• Il t r ichophyton tonsurans non deve considerarsi esclu-
RIViSTA Oj,;LLE lrALATT~ VMEREE E DELtA PELLE
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'ò:ivamente come un epitìtn cutaneo, poiché e capace, iu de· tcrminal·· circostanze, di diffondersi per le lacune linfatiche della cute e d~l connettivo soltocutaneo, oltreché lunghes~o h' ~uame linfatiche perlnervose e perivascolari, destando M• proce"si di polineurite " di vasèulite cr onica proliferante. 2~ Yegelando nelle papille del derma mduce uu processo di lenta necrobio:-i del connelli..,.o dt!rmico, per il che bV\'icnP il distacco delr epidermide g18 molto a"~Olli!!:hata e la formazione di un'eruzione bollosa $Ulla cute. men~re l'e· pidermtde partecipa soltanto pass.ivamente alla formaztone delle bollt'. ;3• Alterazioni pt·ees•slenli nei centrt nervosi spinali po~ ~nno favorit·e la diffusione del parassita dnlla l:>upedicie cutanea lungo i ner\'i, fino alle parti lese del midollo. Il pArAssita però non si contiene nei limiti delle porzioni di midollo ammalato. ma invadP- a poco a poco anche le zone circo$lanti, sia di so"tanza bianca, sia di sostanza grigia, iuclucendovi atrofia degenerativa degli elementi nervosi e consecutiva proliferazione della muraglia. t• Pr bAbi;uv•nte molle altet•azioni della cute che si \'Criticano nei neut·opatici (tabetiri ), traggono la loro orrgine dA iflfezioni prodotte da ~,·ariati parassiti, i lfUaJr lr0\'8110 Mll' Aller·ato trofìsmo dei tessuti le condizioni favot•e,·oJi alla loro molltplicazione e diffusione.
G. Antisettici nella blenorragia e oura abortiva col permanganato eU potusa. - JA:-IET. - (l'/ congr. di chirurgia a Parigi, 23 apl'ile 1R92). L'O. Jttnet di Parigi dice che ove sia accertata la pre~enza del
gonococco tanto nella ble norragia acuta che nella cronica, il miglior rimedio a ostacolarne lo sviluppo è il pt>rmanganato di pola"lsa in l'oluzione 11ll' l p. 1000, 1 p. 4000, facendo lavacri frequenti nelle prime 2~ ore e due f'JUOlidiani nei giorni seguenti. Ad accertarsi che il gonococco sia scompar~o. cousiglia di praticare una piccola iniezione eli nitral•> d'ar gento all't
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RIVISTA
p. 100 nell' urelra anlet•iot·e. Con questo mezzo, se qualche gonococco esiste ancora latente, il giorno dopo ripullula intensamente, nel qual caso, bisognerà ricorrere al perman-· ganato e ripetere la pro,·a del nitrato d' at·gento fino a che-· essa riesca negativa. Consiglia di preferire il s ublimato quando esistano microbi diversi e il gonococco sia scomparso da mollo tempo_ Resa sterile r uretra, ~e lo scolo persiste per altre ragioni, consiglia i lavacr i con soluzioni leggiere di nitratod'argento. R. Bapportt dell' eritema uodo•o e della purpura colla tuberooloat. - BmsrNE. - ( Journal de médecine et de .;hìrurgie, : prìle 1892).
Si conosce la frequenza delle manifestazioni cutanee nelle malattie infettive, nelle febbri erulli ve, negli avvelenamenti~ negli stati cachellici ed iu certe malallie del sistema ner•voso. ~on recherà quindi mer•avìglia che dovendo la tubercolosi essere parimenti considerala come uno !>lalo infettivo o ca.chettico, le m11aifestazioni cutanee vi si riscontrino per la medesima ragione. Buisine insiste soprattutto 8ugli eritemi pt'eannunzialori deU' infezione bacillare. Venue già dimostrato che alcune affezioni cutanee, lo zona, per esempio~ possono precedere lungamente la tubercolosi. Lemonnier ha pubblicato le osservazioni di dieci malati ehe avevano avuto lo zona , e che sone diventati tuberolo!i. Su questo. numero, cinque non presentavano alcun segno di tubercolosi, quando ebbero lo zona. Molènes-Mahon ba asser1to, in una sua te;::i, che la frequenza della tubercolosi polmonar& consecut~va all' eritema polimorfo et'a dovuta a ci6 che il malato, notevolmente indebolito dalla malattia infetliva · di cui aveva trionfato, non presentava più una forza di resistenza molto grande al nuovo agente infettivo, al bacillo della Lubercolos.i. Nel corso stesso deUa. tubercolosi, queste eruz1on1 sono ancora piil frequenti. Come ha detto Besnier, nella scrofulo· lubercolosi si può riscontrare un' intiera serie di eritemi
DELl.E UL ..TTIE VENEREE E DELLA PELLE
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molliformi seconrlarii, la cui interpretazione r. molto difficile 111 molti casi, in presenza dei l]uali devesi sempre decider~ quale sia la pttrte delle coincidenze, delle aziom medicamentost>, delr idiO!Iinct•usJa o deìltl malattia pr•otopalica. La purpura em01·ragica si riscontra di tempo in tempo uel corso della Luberrolosi . Bui~iue credt>, ~tando alle rict>r r.he dn lui fatte, rhe essa si produca il più spec;so indirettamPnle t' uon per il semplice fallo di una cachec:sia che si poc:~a lllalificarla di tubercolosi. &li è sembrato che, talvolta, l'eritema nodoso esercitasse sullo sua comparsa una manife::.la influenza, come si é potuto osservare in casi in cui esislen1 una menin~ite Luber·colare, ma in alcuni malati, come in que-lli chE! Leudel ha osservato, SI è notato stabilirsi una \'f• ra diatesi emorragica e le emorragie ~i presentavano soprattutto nella circostanza di esncerbatiouì sopt•aggiunle nel corso della tubercolosi con andamento assai lento. Si traUa in questi casi realmente di purpure infetLrve. Riassumendo, di vt>rse maoifeslazioni culanet>, l!•a le quAit la purpura e l'eritema nodoRO tengono il primo posto, pos,-ono present.arsi in differenti periodi deliA tubercolosi, colla <JUAie esse hanno un r·apporlo, la cui natur•a non è semprl' ben spieftala, ma che può subire diverse intorpret.azioni. Di pm, stccome queste eruz10ui possono essere preLubercolose, necessario, tn •tuesli indiviJui che ne sono colpili P non ancora affetti rla bacillosi, sorvegliare con cura le localizzazioni ordinarie di questa inft>zione.
:atpartbtoue delle secrezioni gra..e normall alla. •uperflole della. pelle. - A a.~ozA:s. - (Journal de m~ decine et de chirurgie, marzo 1892). Lo studio delle secrezioui normali deUu pelle presenta un grande intere!'se dal punto rli vista dermalolo~ico, ma è circondato da notevoli difficolt.A. li clolt. Arnozan ha immsgtnalo, per questo stud o, un processo, il quale, non fos!>8 eh~ ver la ::>ua originalita. merita di essel'e conosciuto. Sono uole lo proprieta rotator ie della canfora. Quando si getlano ndl' acqua piccoli pezzi di canfora, essi si abban-
RIVISTA
rtrmano a mov1menLi YJhratorii rapi,li che vengono immediatamente arrestati dalla punta di 110 ago che si immerge nell' ac•1ua, dopo essere s tAta soffr<"gat.s contro i capelli, cio che wùica che i corpi grussi arréstano come per mcanto le evoluziOni della canfora. Que.,to fatto ha sugJ?<:!I'Ito ad Arnozan J' inea di adoperare il ~eguente J>l'OCeSSO: p1•oietla re particelle <ii canfora alla ~uperficie rli un bicchirre piP.no d' 8C'JU8. poscia toccarP t"(Uesta l"Upt>rficie coll' e<>tremilé di un agitatore precedentemPnLe .. lrolinato !>Op•a un punto d..Jia pelle. Se l'agitatore ha mcoutrato corpi g1·assi, la rotazione della canfora s1 arresta bruscamente appena ~;he es::o ha lOCC8lO J' aCIJUa, e le parlJcelle SOilO auche· proiettate forlPmenlP contro le pareti. Ripetendo 1yue:>t' esperienza su tutli i punli del corpo, è po~..ibile rendt'rsi conto esattamente delle re~ioni che sono naturalmente 111lonacate di corpi grassi e d1 quelle in cui ques to intonaco manca. Il modo più o meno repentino con cui avviene l'arresto, la celerità più o meno grande con la quale i co•·puscoli sono re~pinli, co~tituis ono delle graduozioni che mollo presto coll' abitudine \'engono ad ~?SSere apprt>nALe. Perchè r esperienza abbia 'alore. é n~«ario che il hrcchiere sia di 1fna proprie~ irreprensibile, non conten~a alcuna polvere e. ben inteso, nessuu corpo grasso, neppure la quanl1t8 intìoitesimale che proverrebbe dR una pr tma esperienza. l pezztlti d1 canrora devono es~ere piccolissimi, ~rossi appena come grani di sabbia o teste di spillo~ fa d'uopo schiacc1ar·e tra le dita una pArticella di canfora e !asciarne cadere la pol,·ere nell'acqua. In queste condizioni, Arnozan l:a riconosciuto che le differenti pa1·ti cutanee !<ono molto ioegualmeole lubrificate dolla l:iOl>lanza grassa. Tulla la f11ccia, il cuoio capelluto, il do•·::o, la nuca, la rGgione pre-;ternale, le spalle, la regione pubira sono costantemente ricoperte da uno str~:~to oleoso, ,·i~ibile o non, più o meno abbondante, ma sempre apprezzabile con questo reattivo. La regione sotto-ombelicale, le parti laterali del tronco, le nalJche e gli arti ne sono sprovvisti. Gli orga.ni genitali non sono stati esplorati, ma due regioni hanno specialment~ richiamato l'attenzione, la palma
DELLE lCAUTTIE Y&'fEREE E DELLA PEI.I.K
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della mano e lt> a"celle. Pare che la prima sia coropletament~> priva di intonaco ar-a~~o. La ~econcia ha dato risultati mollo varu : pare che il grasso esista quando non vi sia sudor·e, mentre che quando "i •• ;;udore, non si riscontra pìu ~rasso. Risull~rabbe quindi da queste ricerche che in un adulto in buona salul~, la pelle è rive!'-tila di uno strato oleoso sopro mtla la lesta, sulla parte alta del tronco, in avanti ed Hl dietro, c;ulle srmUe e sulla ref!ione pubica. Il resto della cute ne sa r~:bbe, al contrario, sfornato. La :.lessa cosa non si osserva nei fanciulli: nt'i bambim di nove mesi. con peli~ ~ana , senza croste latliginose a la testa, :.i constata l' assenza di intonaco oleoso su lutta la cuteo, anche sul cuoio caprlloto. La sostanza grassa non comincia a comparire che Y&r~o l' età di 6, 8 o ·IO anni. Ma pare che la funzione sebogena si stabilisca poco a poco e non sia completa eh~ al momento della pubertà. Infine essa dimanuasce nella vecchiaia. e non si osserva allor!l molto attiva che sul uaso e sul m~ntu. La lubrificazione grassa della pelle è quindi ineguale nelle ltfferenti eta, come nelle ,·ara~ regioni. In questa evoluzione, la pelle del naso è come il centro attorno a cui dapprima aumenta e -.j propa:ra la secl'ezione grassa che si estende a poco a poco alla faccia, alla testa, alle regioni mediane e superiori del tronco e verso cui essa si restringe in seguito graJat~:~meote, abbandonando una dopo l'altra le regioni che e~!>a a veva progressi va me n te occu pale.
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RlV fSTA D'IGIENE Fagoclto•l e lm.m11J1ità.. -
(Bacteriolo~ica l World ... )
Un'important~ discussione è st3ta falla recentemente nella Società di patologia di Londra intorno alle varie leorie della immunità. 11 carnf>O era pr·incipalmente di\·iso in due classi,. dei fagocitisti cioe e degli urnoralisti. Il dott. William Hunter presentò molli ratti impol'lauti e potenti argomentr per concitiar·tl le vedute dei principali dit"ensori deìl"una o ò~ll'aUra teor1a, e tali falli invocati dall'Hunter possono bre,·emente cosi riassumer!'i: inoculando sotto cute in un animaJe non. reso immune un liquido contenente batterii virulenti s i ha per risultato un'infezione generale senza cambiamenti locali, mentre nell'animale preparato, un' inoculazione di :sostanza contenente balter·ii produce una locate infiammR:tiooe con granJe raccolta di leucociti, ma non un'mfezione generale. È evidente che cagione del fenomeno è un cangiar.lent() nel corpo dell'animale. e la questione discussa riflette appunto la natura di questo canp;iamento. 1 batt~rii producono lre forme di avvelenamento: t• tossine, sostanze diffusibili di natura a lcaloide che agiscono alla maniera degli alcaoidi vegetaU; 2• quelle soslaoz~ diffusibili che sono di natura proteica e poco conosciute, denominate tossi albumine; s• una classe di sostanze che sono conosciute come prote;ne, appartenenti alla classe degli albuminoidi, che sono derivate dal cor po dei balterii. Le prime due sostanze, che c;ono dei potenti veleni, derivano dai batlerii quando sono viventi ed atth•i, le proteine derivano invece dai balle1·ii morti o semi· speo\1. Questa classe di sostanze ha la speciale proprietà di attrarre i leucociti. Melchnikotf ha mostrato .~he i leucociti
RIVISTA o'!GIKNE
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pos~iedono non ~oiLanlo il grande potere di distruggere af-
fatto le materie introdottesi nel sangoe, mR altresì la "'PeCJale possanta di catturare e di8truggere gli invade11lt microbi. Behring e Nis!-leo hanno mostrato che J) potere cbe possiede il corpo di r~sistere a certi baltel'ii è proporzionale alle proprieta antibiotiche e germicide del siero del sangue, e~sendo stato dimostrato dalr P~>perimento che il siero di animali resi immuni ha forLe polere ballericida, mentre che quello di an1mali ordinar>ii fornisce un mezzo favorevolissimo allo sviluppo dei ballerii. Quesl"ultimo fatto forma la base della dottrina degli umoraltsti. ll dollot· Hunter giustamente sostiene che é illogico allribuire al siero e al plasma del sangue, che sono per ~é stessi uo prodotto delrazione cellulare, un polet·e più grande che non ne sia concedulo alla »tessa cellula, chè fJUali si ttiano la proprietà eh~ il siero e il plasma posseggano, esse debbono intendersi det·i,·aLe loro dalle cellule dalle quali essi sono formati. Gli esperimenti di Metchnikoff hanno mo~trato che que:;te cellule, le quali ltaono larga influenza nPIIa formazione del siero e del plasma, i leucociti rlel sangue, i linfociti e le cellule spleoiche sono particolarmente attivi come fagocilt. Un altro Ialo manco della teoria umorale è rivelato dalla persislenza della immunità in alcuni casi. l liquidi del rorpo sono certamente pil't ~ariabili che le cellule, ed é evi1lente ioYece che la permanenza della immunità è dovuta ai cangiamenli della !:lrutlura cellulare del corpo. QuesLe due dottrine, lajagocitica e la umorale, ~ono evidentemente una complemeoLo dell'allt•a; l'una é inoomplet.a senza dell'altra, quantunque la umorale debba certamente ri· gua rJarsi come subordinata alla ragocilica. I. H. Adami, M. A., M. B di Cambriri~e (British .\fNlical Journal, marzo) riassume i risultati delle r·icerche per ciò che si riferisce alla pneumonite nella se~uente succinta ma· niera: « 1° L'jmmuoità nella polmonite può essere prodotta in animali suscellibili inoculando nei tessuti i prodotti sleriliz·
Rtnsa zalt dì rullure di pneumococco; ma questa i m munita in gene-rale o\ ternporano•a. :!• Tale immunitA AC'fuislala per inoculazione rli prodotti batter ici non si manife~ta immediatamente; invero ~:ono neces::;ari H !rtOrni !Jrima che si manifo>slino. crli effetti. Ma se i proJott, sleriliaati furono lt>nuti alla temperatura di t()6t, 11171 • :-)IJ F. rer lre o quattro ~iorn; o a l-iO• F. per due ore la loro inieztone produce immumta entro JU&ttro giorni ;;o Il vaccino riscaldato mena a una t·eazione di durata brew, il non ri,l·Hlchllo produce uno sta to febbrile che si continua a lungo al cnt te rmine l'animale diviene immune. 4' Co~t la l'ebbre con la "Ua ele\'azione termica e l'antecfdento• ri"t~>ldamenlo del materiale \'I.ICCtnico producono il medesimo risulta(... L'uno o l'altro processo sarà necess:ario A che i pt•odotli batterici sterilizzati sviluppino l'immunità. s• Inoltre, il siero di sangue di un animale protetto iniettalo nelle vene tl i uno non protetto conferisce immediatamente l'tmmunita, se••Z8 r·itardo. Evidentemente rlu nque qualche ><oshwza da,·a tro varst nel sit>ro del sangue di un a:11male r ••'>O immune, la 'lllalc nun si rilro,·a nelle culture li'lutcle dello pneumocOCC(•. E i prodotti baller·ici perciò, non cont'er iscono pPr sè J'immunit.a. ma a ttraverso e per mezzo di uno reazione febbrile. 6" Di più la medesima sostanza ba pr·o!Jrieta cur>ative aa:tenùo non tanto sugli Qtt'~"i pneumococc hr. ma ;.ui veleni o lossine che si ~\·iluppano da essi. ; o Quindi Blemperer di~tmg-ue due p roteine, la pneumoCO;isina che puo essere isolata da cullur.q di pneumococchi, e l'antipneumorossina. cliu si utlieoe dal siero di animali resi immuni. R. La polvere delle camere • 1l pane del soldati. li medico francese Moljean ha fatto interessanti ricerche sull'azione della polvere delle cameN sul pane ùei soldati, ed è venuto a queste conclusioni, che, mentre il pane esce stel'ilizzato dai forni, tagliato e conservalo nelle camere dei
o'JGIR~E
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<>oJ,Jali ''in t'ella non solo alla superlìcie, ma anche nelr internu, ùi UJUl »traordina ria quantità di balter·u ,·i\·enll, fra i quttl. ve ne puo esse1·e dti patogeni, che peraltro vi conservanCJ a lunuo la loro vitalità, ma non si moltiplicano: quello del tìfn p. es. ''i dura piu di 20 giorni, ma non vi può essere t th·ato m a:cun mo lo. C~:rto che le ricerche tiPI Yaljean hanno, co1re studio indagal ,.o, molla import.anza; ma quale il mezzo a poter impedire q u~>~la ·liffu<>ione d1 mici"or~ranismi sul pa ne de• solda ti ( E fl'11ltro canto quale e 11 pane che dalla vendtta possa p~ '" re aflauo c;tertle 'Ul desco ùel povero come ~ulla roensa del reco? Chi ba mai pensttlo nlle miriadi di microrganic;mi che di necessita debbono infestare le lunghe tavole di pani, sparse h per 1err11 nei mercali scoperti per le vie anguste e polverose di poli ( L\1llhit<i delll'l ricerche e illavoi'O ansioso del r•imedio non .. upereranno mai purtroppo la g t•ande forza di vila, il meravi!!linso potere offensivo r.he, contro il grande organismo, In sè rin!lerrn il ~randissimo mondo dei pkcoli. Vuole co~ì la legge della vita. R.
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l miorobl nel vini natur< e artulolall.
S ·h atr.~r •' de Frendenreicb hanno condotlo a termine degli esperim enti su varie specie di vini naturali e a rl.ificiall, di cui i r•.,ultllli sono veramente interessanti. Essi avrebbero inratti comstatato che i vini naturali vecclti non contenJZono micror~ani"-mi viventi, mentre gli artificiali presentano rnollisstmi batterii. Ouclaux, commentando tale lavoro negli annali dell' c:tJtuto Pasteur, osserva che ciò non è a mera,·igliare se .. j rilietta alla natura delle materie prime con le quali !'\iffalti VJrli l'i fabbricano. e alla impi'oprie!A dei locali nei quali essi si prorlucono; e piuctoslo è a r iflettere se non debba a questa ricc '1ezzadi batteri i più che allà costituzione chimica 4i tali vini ac~.:u~ivnarsi la serie di disturbi intestinali cosi rrequenlì oggi e giust~:~mente spesso rife riti alle sostanze mgeste. T. R.
VARIETÀ Giubileo del prof. Molesohott.
li ~dorno 9 agosto ricorre il giubileo del pror. JACOPO MoRegno. che entra nel seltantesimo anno di età. I biologi ed i filosofi ed un gt·ao numeco di corpi scieutifi.ci di ogni paese dove più è apprezzato l'alto valore dell'illustre uomo, vanno a gara nel preparargli t.estimooiaoze della loro ammirazione e devotione, lieti che una mente cosi eletta siasi conservata sempre giovane e florida attraverso ad una esistenza pure si laboriosa e feconda pel progresso dei più severi principi della biologia e della sociologill. La data di questa fausta ricorrenza però, non essendo gu11ri propizia ad una riunione in cui possono essere a lui presentate con qualche solennità tali testimonianze. si ebbe il pensiero di sostituirla con queUa del 16 dicembre, giorno in cui si compie il trentunesimo a nniversario della ~ua prima lezione nell'Ateneo torinese. Intanto è sorto il proposito, fra molti di coloro che, oltre l'ammirazione per lo scienziato. uulrono per J. MoleschoLt particolare sentimento di amicizia pel collega, o di ricono~cenza pel maestro, di far si che un segno perenne di questo .giorno t'imanga là dove più si svolse la sua atlività scientifica e didallica. erigendogli nella sua scuola un busto in bronzo. Parecchi fra i suoi allievi e colleghi hanno gìa inviata a lruopo una quota di concorso all'opera, ed i sottoscritti banno stimato doveroso di riunirsi io comitato per dar mezzo a quanti altri lo desiderino di prendere parte al suo compimeolo, con che, associandosi in molLi, si potrà fare tale opera -<les:wa della persona cui è dedicata e del luogo dove sa1•à -deposta. LESCROTT, Senatore rlel
Il Comitato: Pl'of. D. Tosc A:>~I, Presidi:' della Facoltà mectico-ch1rurglca di Rorn11. p,·of. L. Ft:R RJ, Preside della Facoltà di Filosofia e Lettere di Roma. Pror. G. STRii\-ER, Preside della Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali di Roma. Prof- L. P \GLJA~I, Direttore della Sanità pubblica del Regno. Dott. F. B .\R OFFIO, Generale m ~>dico , Ispettore Capo di sanità mmt.are. Dott. F. Too , Ro, Senatore \lel Regno, Professore d'Aoatom1a umana normale nella R. Università di Roma. nou. G. COLASA."'TI, Professore di Farma rol n~ia sperimentale e Ch\[nica fisiolorzica di Roma. Ootr. A. Mosso, Professore di Fisiologia spe rimentale nella R. Università di Torino. Dott. G. BxzzozERO, Senatore del Regno, professore di Patologia flenerale di Torino. Ootl. P. ALBERTOSI, Professore di Fisiologia sperimentale nella R. Università d1 Bologna Dott. L. L LCl.\~,, Professort~ di Fisiologia <~perimentale Dlll R. l st.ituto degli studii superiori in Firenze. Dott. E. OEHL, Professore di Fisiologia sperimentale nella R. Università d1 Pavia. Dott. S. F uo1~1, Professore di Farmacologia sperimentale nella R. di Pisa. DotL G. FANO, Professore di Farmkcologia sperimentale nella R. università di Genova . Df)ll. G. PAL \.OL"'O, Pror~s50re d'Istologia e Fisiologia trenera le nella R. Univt!rsità di Napoli. Dott. V. CERv"LLO, Professore di Farmacologia sperimentale nella R. Uniyer E'ità di Palermo. Ootl. A. ANOELUCCI, Professo1·e di Oftalmoiatria nella IL Universit.a di Palermo_ Per <ua part<' rtspettorA capo di sanlt:\ militare fa caldo appello ai medici
tutti del R. eiercito, ed In opec~e ai molti ebe po.;l5ono con orgoglio ricordare .t'essernP s tati 3colari, pereht: _.agliano concorrere all'atto gentile di gratltuJine •· ile"ozione. Le partecip:uloni e<1 o fferte suanoo pubblicate nel Giornale Il~ dac& dfl R. Bstrr;tlo t dtl/11 R_ Varino. 8A&OFFIO.
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CONGRESSI Sooietà lt&Ua.n& eU l&rlngologla, d' otologla e eU d.nologl&.
La prima riunione della Società avverrà nella R. Uuiversitil di Roma il 26 ottobre p. o. e le adunanze saranno continuate anche nei giorni successivi. I temi proposti dtdla Commissione direttiva, composta dei sigg. professori: VJT'I'ORIO GRAZZI (Fi renze), FERDlNAND() MASSE! (~apoli). A DOLFO FASANO (Napùli), FlliNCESCO EGIDJ (Roma), E\ G rt:t.JO MASIN I (Geno,•a), sono i seguenti: 1• Fa.,i, natura e terapia dei papillomi laringei; relatore pro~s soi·e F. MASSE! di Napoli. - zo Importanza diagnostiea della perce~ione dei suoni per la oia craniense ed aerea nelle malattie auricolari; relalore dott. CoJUUno CORRADr, di Verona. - 3• Diagnosi e cttra delle malattie dei seni annessi alle caoita nasali; relatore dott. GrusEPPE STRAZZA, di Genova. Oltre lo svolgimento di questi. temi sono già state annunziate daj soci varie comunicazjoni scientifiche che saranno fatte nelle pubbliche adunanze dell'Associazione.
li Direttore
Dott. STEFANO RECIS colonnello medico ispettore. 11 Collabora W re per la R .• Marina
Il Redattore
O.r Teoooruco RosATI
D.• RrDOLFO LrvJ
.l/t4uo di J0 elGIU
Capitano medico-.
NUTINI F EDER ICO, Gerente.
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•. N~ll•• popol&ziono sono compresi i ml\i~&ti. lmbm•,•/ui'Hl, j,',f•' /,/Vf.~''f:flt•u ,_/,•1 Nulùtlt•l'(} ~le n, IJu,•rrt t
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~l;PPLE.'lE~TO AL X. e . d••l Gi1mt11lt .1/ed{NI del lregio aercito t della Règia .!farina
:estratto riassuntivo del Regolamento per gli operai borghesi dipendentJ dal Ministero della. Guerra. H. ll&reto l:l gi~uu 189:?.
Visila medica di ammissione. § '!. Il direttore snttopone a ,·isita medica !"individuo da ammette1·si (t:lccettuate le donne) nello scopo essenziale di con,latare le imperfezioni fisielle, che potesse avere, al'6ncbé in seguito !"individuo ;.tesso non possa attribuirle a causa di ;:er·vizio. Il risultato della visita madica deve JUscriversi a tergo della dichiarazione ~1od. X. J ossìver-o. Mod. N. 2. § 12. La visita det·e pure é."'sere praticata in caso dì riammissione. ~ li. Essa vis1ta é pure richiesta per la inserizione a ru.olu. Prima di procedere ad esse inscrizionl, il direttore riunisce il Consiglio d'ammini~traz ione per far constatar e in ~ua pn~senza l'idoneità lìsica dei proposti, indipendentement-e lada visita già passata all"alto dell'ammissione. L'idoneità fl~ica é constatata (eccettuate le donne) .mediante t"isita sanitaria e relativa dichiarazione del Consiglio. ~ 18. Gli ufficiali sanitari, completano l'apposita dichiarazione contenuta nei mocl. n. l o 2 descrivendo chia ramente e dellaglìatamente lulle le imperrezioni fisiche degli aspiranti, affìnchè questi non possano in se~uito invocarle, come proven1enti tlal lavoro, allo scopo Ji ottenere indebitamente 11 collocamento a riposo od in r iforma. Gli ufficiali sa nitari aggiungono inoltre dopo la dichiarazione il loro parere sulla maqgiore o minore aLtitudine dell'individuo ai lavori inerenti alla specialità del suo servi?..io, 'Specialmente pei lavoranti, i quali possono essere adibiti a lavorr faticosi. ~ W. ll Consiglio ttmministrativo, esaminaLa la dichiarazione medica, giudica se le imperfezioni siano tali da rendere inabile al Ja,oro, cui é destinato, l'individuo proposto, P <"{Uindi deci!ie, inscrivendo la sua determinazione a seguito della dichiarazione medica.
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lnscrizione a matricola dei feriti sul laooro anche se aooenri.Ai. § 3'1. Quando un operaio, inscritto a ruolo, od anche avventizio, per causa diretta ed immedi.a la di servizio (art. 12 del regolamento 24 ooverr.bre 1889 e n. 4 dell'atto n. 2 del Giornale Militare, 1 90, parte 1") morisse, o riportasse ferite o lesioni, tali però da renderlo subito o in prosieguo di tempo per sempre inabile al lavoro, il medesimo deve essere messo a matricola (anche in eccedenza al quadro organico, se occorre) solto la dala del giorno ste11so io cui avvenne l'infortunio. ~ 38. P er le inscriz10ni a matricola, da effettuarsi in base al § 31, alla bozza di stato di servizio deve essere sempre unita una copia autentica del verbale, di cui all' arl. 10 del regolamento approvato con H. Decreto 24 novembre 1889, n. 6568 (serie 3"). ('')
Orario nor male ài laooro. § 69- a. Per gli operai della farmacia centrale militare..... l'orario è fissalo in ore 8.
Visita degli operai uscenti. § 77. Ad ogni uscita degli operai se ne devono visitare akuni, per accertarsi che uon sieno esportati fraudolentemente oggetti. qualsiasi. Secondo le prescrizioni stabilite dal dil"e.ttore, l'ufficiale od impiegato, che assiste alr,uscita, indica al portinaio di set>vizio gli operai da visit.arsi .
c·ì
li verbale deve esprimere n giudizio: 1° se sia abbastanza provata la realta del fatto cui vlene attribuita la ferita, la lesione o infetmita; t• se questo fatto riuniSGa in sé tali condizioni da potersi considerare come avvenuto per vera e proptia causa di setV!zlo.
3 La visita olev~> aver luoi!<> iu ap~·osita !'.lanza alla pre~enza òì dello ufficiale od nupie!?Stl', e lew es--er1• pa~sata coi dovuti I'iguat•di. Il num.ero d~~.: li operai da Yisitar~i non de.ve t'~~ere minore del :! per Cl"nto. Ctac:cuu opei'r.io d""'f' obhe·lire alla in~i unzione che il portina io può essere in ohblifro di t'aq.d t per aùempiere il ;:uo .tovei·e, né de,·e offender•" od oppnrs1. ~e da t:Sso c ,.,,.ilato accuratamente. Le dir~>zioni prc:-scrhooo le nume f't'r la ,.i ..ita degli operai anclt» n~>l caso 1n cut i medet<irm e:>rano i:::olall durante l'or·ut·iv di Ja,·oro.
l ·i~itu delle
lar:oranti dorme.
§ :l:\. Le lavot•anti donne sono pure sotto! oste a visita. ma per mello di una douua delr:'!!ata da l ù;rellore ed in luogo app~trlato.
Trattamento 4egU operai ferUl sul lavoroJ ammalati od lu licenza. Jn.,.umbeMi pel caso di opr-rat ferili sul lar:or o e Irauamenw di delci operai. ~ !19. Qua r~<lo un opP.rail) a matl'JCula, a r·uolo od a\ v&nlizio riporta io senizio ferile o lesioni, il capo operaio o capo avor-anle e l'tmpie~ato, sollo la cui vi!!ilanza lavora l'mdivtduo. dispongono !'ubito per le prime cure del rer 1l0 e ne wformuuo l'urtlciale di sezione od iu sua O"senza l'ufriciale di seniz1o. Detto ufnciaiP provvede perchè il fer1l0 sia to~to vt.:;ilato dal medico, e se ctò non t? possibile, ::>ia trasportato a casa od a ll'ospedule e redige il t'apporto moù. n. 1U, a tergo Jel quale il medico incaric-ato del ~<ervizio sanitario deve fare la r>ua dichiarazione, preYia vì~tla al ferito se non l'a-
t•
4 ves!<e gia ese~uata al momonto dell'infortunio. Il rapporto mod n. 16 è poi pro3senlato dal medico al vice direttore che vi annota le OS!Iervazioni che sono del caso in seguito ali~ urasrgiuri informazioni da lui assunte sul fatto e quindi lo r8""ellna al dir·ettore, il '(UaiP. decide se devesi o no procedere in conformità d l di~po:sto dal titolo Il dd regolamento 24 novembre 1889 (Giornale mi/tiare 1890 parte l, dispensa 1). l rapporti rno l. n. 16 devono essere conservati in appo!"tta cartella L'npi>rato fe1•ito o leso per causa diretta ed 1mmewala di senazio (arl 12 del regolamento 2-i no,·embre 1889) e n. ~ dcll'ntto n. 2 (Giornale militare 1890 parte l) ha diritto, aneh~ se avventizio, alla paga intera di lavoro per la giornata in cui fu ferito o leso. Se l'oper·aio è a cottimo gli de,·ono essere beneficate le ore d'interruzione dal lavoro, qu~lle cioè decorrenti dal mom ento della ferita alla cessazione dell'orar io di lavoro computando comt> ora intera la frazione di ora. Nel giorno successivo, e per la durata della malattia, l'operaio ha dir illo ad un sussidio eguale alla metà della paga di lavoro, che gli spetterebbe, se potesse lavorare. Se per ò la ferila o lesione, di cui al 1° comma, é giudicala grave, :1 direttore, tenuto anche conto delle parlacolari condizioni economiche dell'operaio, può accordargli la paga intera per un periodo di tempo non maggiore w tre mesa.
Trattaml'fl.tO degli O[•erO.t in ea30 di malauia
o di infortunio. § 100. È anche fatta facoltà al direttore di accordare il sussidio della meta paga all'operaio, ancorché a>ventazio. a) quando è colpito da malattia od inrortunio non dipendenti da cause di ser vizio; b) quando deve prestare assistenza ai propri genitori, a lla moglie ed ai figli gravemente infermi, per cui é impedito all'operaio stesso di recarsi al lavoro. Nel 1° caso la meta paga può essere accordata dal wr ettore per un periodo di tre mesi, e nel 2• caso per un mese.
5 Tanto in un caso quanto nell'aUro la metà paga può essere accordata a decorrere dal primo giorno dell'assenza, ma solo in seguito a domanda delrinleressalo, per assenze tli durata matggìore di giorni 5 e dopo che il direttore s1 sia accertalo che l'assenza dipende dai motivi suaccennati.
Constata$ione della duraca della malaliia dell'operaio e<l autoriutuione del Ministero per corrispondere le pagl1e oltre un. limite dc tempo in caso di malattia o di injortztnio. § lOl. La durata della malattia dell'operaio deve essere in qualunque caso constatata per mezzo di dichiarazione del medico incaricato del servizio sanitario della direzione. Jl dil·ettore, se prevede che il provvedimento, di cui ai ~§ 99 e 100, abbia a continuare oltre ii limite stabllilo in detti §§ ne riferisce iu tempo utile e direttamente al Ministero motivando le sue proposte.
Trattamento degli indio:idui agli ospedali ori alle cure balnea1"ie per ferite riportate in seroi•io e de{Jli indioidl'i (L ruolo ed a matricola chiamati alle armi per i-Struzione. ~ 1()'2. Quando un operaio, ancorché aHeotizio, per ferite riportate per causa di servizio, sia ricoverato in un ospe· dale, o ammesso eccezionalmente alle cure balneari, cessa per lui il diritto alla paga giornaliera, ma la direzione, da cui l'operaio dipende, paga la retta d'ospedale, e s~ l'operaio ha famiglia. corrisponde a questa il sussidio della metà paga. Alle spese di trasporto per recarsi alle cure balneari e pel ritorno deve provvedere lo stesso operaio, ma la direzione gli rilascia lo scontrino mod. F (§ 40 n. 7 del regolamento per l'applicazioue della convenzione 28 settembre 1882) affioche l'operaio possa con seguire il vantaggio della riduzione sul prezzo del trasporto personale in ferrovia.
6 ~ 11 t.
La Nlrocessione di operai 1 uò Anche aver !uo::ro:
!1) quat11lo per mulallia od altre cau;:e non dipendenti dal
l:!en·izio l'operdio viene a pt'rd~ré <.! t IlA c:ua forza od abilita in rnodo cht! la paga che p~r.::(>pi<:~·c. 11011 ~.:orrtsponda piu alla ;:ua rea!~ pro:!ulli,·ita: b)
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C'li(Se di lic~n;èamento.
s i:?:-. Gli operai po:::::;ono e~;;erl! Hccnzliilt per: f) inCermtla
!:i 133. Il ltcenziamento per tnfet·mita é pure ordinato dal direttore , ~enza cht~ occorra speciale autorizzazione, e col 1weavviso 'di c.ui ul ~ 128, nei seguenti casi: a) quando l'individuo ti dichiarato all't'Ho da malattia incurabile, la qusle lo r enda inAbile al lavoro, o anche, come nel cac:o di l'pilessia, pos"a rendere pericolosa la sua presenza al la\'oro. b) quando l"indi\'iduo è alletto da malallia h111ga e persistente e dopo una òut-sla dt rue:::1 l.i. >=enza che ~ia"i probabitita dì pl'O""ima !!Uari aione e) •1uando non è ritenuta sufòc1ente la retroc~ssioue di una o piu c!ac:st, di cui al § 111.
Lic'!n:~iam':nlo per ~:sclusione dall'in:scri;•ione a matricola.
§ t:H. Il lici>nziam~oto di un indh·i·iuo, stato escluso per 3 'VOlte dall"inscr tzione a mak1cola, non puo aver luogo se non dopo che il direttore ne avra riferito al ~1 imst~ro con motivata rt!lazione e che il Mini:::lero ne abbia dato rautorizzaztone. Anche pr-r tale licent.iamento si da il preavviso di CUL al § 128.
-• Lieen.:inmento di oper ai che h«nno rlirìtto a pensione ~ ~~~
135. Gli op~rai, che, avendo già di ritto a pensione Eriusl<l art. 1. :.?. :l della le~f?e :3 lup:lio 1888, ~ono da licenziarsi,
per mrel'mitù. g.a ;;t \la rieono:>ciuta dalle 811lOrtlà mediche miltlari, devono e:::serc invitati a presentare re~olare domanda pel collocamento ~ riposo od in riforma. Pre..~entando esst uuu tale dolllanda, il dtreLtore. a seconda delle circostanze, cit'lcr•mina, !'e, fino a che non :;ia emanato il relativo decreto po'-'"0110 continuare nel senizio, o :;e rl•wono esset'e tenuti 111
IC!!nZ!l (~ 114).
Rtflutandosi inve..:e a presentare la rlomanda, il direllore fil h' pratiche per il collocamento a ripo::-o od in riforma d'uuto rita.
Collooamenti a rlpoao ed in riforma. li 1:3~ . Il collocatnento a riposo ed in riforma degli operai bor).!he!:>i e regolato dalta legge :{ luglio 1888, n. 550}. le disposizioni sancite col regolamento approvato con R. Decreto 24 novembre 1889, n. 6568, per ~Xli uomini di truppa e le loro fsmiglie devono o~servarsi ltnche pi'l' gli operai hor:;rhc.si contemplatt nella legge suJc.letla, in quanto sieno ad el>si applicabili, e con le se::ruenti avvertenze: a) nellt~ ,·isile sanitat·ie ridoneita de~h operai deve essere giudicala m r&pporto alla spectaliru dd loro serviz1o. eù a tal fine agli allri documenti da ronse~nsrsi all'autor ilé ~anilaria , deYe untrsi la seguente dichia razione: La Commissione sottoscritta dichiara esplicitamente che . . . . . . . . . é inabile n proseguire il servizio nella qualita cui è assegnato. La Com,.,-.issione n Capitano di sezione Il Vice direttore IL Direttore
8 u) il direttore di samta del corpo d'armala , dopo di avere emesso il parere prescritto dall'art. 26 del citato regolamento~ rimett.e gli alli al direltore da cui dipende l'opeeaio, ed il direttore li fa pervenire direttamente al Minìstero; § 1:~9. l garzoni colpiLi da infortunio i>ullavor o non hanno diritto a pensione in base alla leg~te 3 luglio 1888, non potendo. essi venire insct'iUi a matricola per non aver raggiunto l'età minima di 18 anni. § 140. Le di~posizioni relative al trattamento degli operai feriti sul lavoro (S !"19, 100. 101, 102) sono applicabili an.:he ai gar;oni. )ion è a vece applicabile la disposizione di cui aJ ~ 3t. § 141. Qualora l'infortunio, da cui fu colpito il garzone. provenga da cause di !iervizio, e sia tale da renderlo inabile a ript'endere e continuare il lavoro, il direlt<>re fa sottoporre il garzone alla visita medica per parte della direzione dell'ospedale militare principale o succursale, attenendosi alle disposizioni contenute nel titolo III del regolamento appro· vato con R. Decreto n. 6568 del 24 novembre 1889 (Giornale mililare .1890, parte 1•, dispensa 1•.
Trattamento dei garzoni in caso di inoalidiià o di morte per cause di serri;ìo. ~ 142. Se l'infortunio proviene da cause di servizio, e produce invalidità assoluta, sarà corrisposta al garzone, una volta per sempre la somt:na di L. 7000 (seltemila). Nel caso in cui l'infor tunio avesse causata la morte del gar·zone, ls detta sommi} è pagata unicamente ai suoi genitori e non vi hanno diritto alcuno nè i di lui eredi, ne chi a termini di legge é cessionario. Se l'infermìt8 o le ferite p•·ovenienLi da cause di servizio, cui a ndò soggetto il garzone, S<lnO quelle contemplate da11a lettera b dell'articolo 11 della legge 3 luglio 1888 è corrisposta al medesimo la somma di L. 4000 (quattr omila). Nel caso in cui l'infermità o ferile incontrate per cause di servizio siano quelle di cui tralla la lettera c dell'àrticolo suddelta al garzone è corrisposta la somma di L. 3000 (tremila)
TABELLA F. -Quadro organico. Massima per gli operai
a ruolo e maJrieola addetti alla f armacia cen-t rale militare. . } d t l ' classe N. 3. Paga giornaliera L. 3 » 10. id. » 2,50.
Op~rai , di 2' classe
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va compilar;l a ~ru~oo).
~ ~··•. - lleglll.,mentoJ "l·~ral l>or~he~•
IHUl:/.10\J: . . . . . . . .
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R .-\PPORTO pe•• lesioni o ferite sofferte da &perai
ni C lUAHAZlO~E
dell'ufficiale medico inca-
ricato del seni zio :--anita ri o presso la Uirezione, sulla natura del le lesioni (l ferile c :'nlle possibi l i con.;;egucnze. lo qui sottoscrìlto ho cisitazo . .
. . . . nominato
nel f?rPcerllmte rappor to P ho ossercato •tuamo segue:
Credo ncceBsari,. N.
. . giornate di assen~a dal /acoro
salco complica~ionl. I:UrFICIALJ<; !'iANJT.\lHO
•
NOTIZIE E CONSIDERAZIONI SUL SERVIZIO SANITARIO DELL ' ESERCITO INGLESE
C•mrrrenza scientifica tenuta n~II'•J>PeJal~ militare di Caserta p•l lott. Lui.ttl u ·eJJtenra SamJ•on. «Hlol~nent•1 medico d• complem,.nto ~" !1-fll!!IIO l\~
Signori, Rccatomi. l'anno :;cors.i. in Inghilterra. per onorevole incarico di S. E. il ~J inistro della guerrn, ho a>uto l'agio di slntli.t rc minmamente il ~erçizio medico militare della Gran Hrela!.!na. Jnvitalo quindi, dall'illustre nostro Direttore, si!.(. maggiore De Renzi, a rifl.'rire su quel temn, ho messo insieme. come me~!"lio ho potuto. le mie note che la ristrettezza del tempo non mi permette svolgere con quell'ampiezza che avrei pure voluto. Alle notizie aggiungerò solo poche con~iderazioni. clelle quali alcune ve n' hanno che egualmente inlere;::;ann il nostro servizio sa nitario. ~elle alte sfere militari di Lotti gli Sia ti ~ oggidì compre~a la grannissima importanza n'un l>ervizio medico bene orgaOIZZato, nelle cpern1.ioni di gnerra, :;iccome primo fauore della Yillor·ia. Quindi la necessitil di renderlo quanto si può migliore, perdi(· corrisponda. alle esigenze della tattica modema, che le nuove armi hanno affatto trasformata. Penso nlili .;~imn. all'intento, l'esperienza delle altre nazioni. ~2
n!l
l.
Personale sanitario. A) l 1/it·inli tllt'd;ri.
l i corpo sanitario del l" c~er~ito in_;.rlcsc (~ og(!i formato di
s.s.:; mediri, in senizio alli1o, e di .2~. ·1 0 :;olda ti, da loro arruolati. i truiti, comandati. F111o allo scorso anno. i medici t.lell'csercito ingle;;e non a\eauo che uu certo graùo, ma senza alcun diritto al comando. \ on p:li averano punto. gli altri ullkiali, in conto dt colle~hi: anzi. tlat loro circolt. dalle loro mense re::!gimentali erano esclusi. Ma volgono Lene altrimenti le cose o~gidi. 11 medico. levato all'altezza nella sua dignitit. non è piì1 «del se;,'Uito » come ~i dice\''· a ,-c!Jcrno, talora tlagli ufficiali comLallf:nti; la ,.ua mano J,enefìca ~he toedica le ferite del caduto, non è piu quella d'un sottoposto ~:ome prima. n medico militare, si trova, in guerra. incontro alle fatiche, ai pericoli stessi clef(li altr1 ulliciali; più duro, anzi. è il suo laYoro. Oopo il combattimen to. quando gli altri bivaccano o dormono, a lui tocca provvedere al ricoYero. alla medicaz one dei ferili. allo interro dei morti. alla disinfezione àel campo di bauagha . .\on é lre;rua p11r lui. ln pace pure, chiuso nell'ambiente malefico degli ospedal i, è stremato dal · l'eccedente lavoro cui le morie talora a dismisu ra accreSCClno. Oi quest·• gra1ezza dtd scr>izio c indubbia pro>a la mortalità de~li uflic1ali medie t, due cotanti piu, come riferisce Sir Halph ThorurBoo, di quelli dell'esercito. Glt ufficiali meJh. nell'esercito in;.de~e. formano una cla~>e rertamente superiore al comune elci medici ci ,·ili. re n 'ebl~e sempre degli illustri, specialmente nella igiene,
.,r;L SER\"1110 ::- \ ~IT.\RIO DEI.L' E!:.EIILITO I~GLE::.E
l ~99
eh 'ebhe. si può dire. la l> un culla nella j.{loriosa scuola di ~etle~. Si rimpinn~?e però, cbe una certa parte dei meùid militari non f:H~cia no alcun progresso per volgere d'ann i. Ili que,;l<l condizione. quando non si:l pochezza d'inj!egno. , 100 ca:zioni ~enza duhbio: i tramutamE.>nti frequentissimi a staz1 •n ·, che •':!Di na n;!li ~todi precludono; l'eccessivo laYoro ~:-traneo alla professione; il manco, più di LUllo, d'incorag\!tnmento a migliorare; la scintilla che accende il genio. Jl m..!lico militare ha biso!ZDO, in questa condizione, d'una pro l1J!io~a energia, per seguire da presso i progressi della scienza: laddore i llrandi o~ pedali mil1tari, la visita delle re· clut•·· , camp1 di halla)!lla. sono per l'esperienza. per gli stndi ù'una meraviglio"a importanza. O~oH~i, io Ingh ilterra. l' prescritto che il medico militare freltuenti le clinid1e civili. ed ogni volla cb e torna da servizio prestato funri del '00 territorio . gli concedono, a tal uopo, :;ei me-1 di lict'nza straordinaria. ~I n l'ammissione nel corpo sanitano in~lese non sì eonc~dt! d1e per e-ame di concorso, il quale ha IUOJ!O due Yolte l'anno. Le condizioni per essere is~r1llo :.ono. l'età, non nll· nore di ventun' anno, non maggiore di ventolto; la robusta cu~tituzione; la buona condoua; le lauree in medicina e chi· rur~•a: e un certrlicato d' tii~isLente in una clinica. debitamente riconosciuta. Il candidato approvato ed ammesso, viene inviato alla scnoln medico-militare di ~etley; ore :;egue un corso di medicina. chirurgia ed igiene militare che dura quattro mesi. Comp1uto questo corso. deve. con alu·a prova d'esame. merìtu·e l'approv.-.zione: dopo di cbè è iscr itto nel bollettino militare. È altura mandato al campo di Aldersbot, per esercizio pratico d1 circa due mesi, e li YiYe nella sua tenda . Al'qu i~ La cosi pienlt conoscenza di Lutto il materiale sanilnr·io
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~OTI~IE
E CO.\SIOERAZJ0\1
e dell~ "-peciali manorre dei portaferiti cm dovrà poi comandare. Allro dovere, qutvi pure, c di ;:eguire il corso d'equitazione. Il mediw entra nt-ll"esercito rol grado dt tenente: ma indi a ...oli tre ann1. 5enza alcun esame, i· prnmosso a capitano. Al tloùicesirno anno dt ~ervizio può ra!!giunj!t'l'e il !!rado di maggiore. ~o~tenendo un e~ame di promozione per tesi scrtlla. e presentando nn certilicato di qualche professore titolare di medicina operntoria. che lo dichit'lt'i buon operatot·e. Oopo Yent"anni di . . erm~io. il ma.!~iore medtco !!iunge, senz'altro, a tenente ·colonnello. t~l i altri gradi $Uperìori ,-engono ronferiti. a :-celtn, dal direnore generale. secondo il merito per~onale aclJuistato in Q"nerra. nelle epidemie. ne~li ospedali, o nel laboratorio . L'anzìanitit ha pure il suo peso nella sc-elta. 1 direllore generale 5i tbl"ende da qualsia . . i grado. ma generalmente. si :;re!!he tra IJUeiiJ del grado piu · allo. Egli rtmaoe in cnr·tca per selle anni, .;enz:l riguardo n età, n mi·no che non sia di•enulo addirittura inabile. Tutti gli ufficiali medici po-,sono ritirarsi dal ~ervizio, sempre che vogliono, ma st>nza ah:.una gratilicazione. Solo dopo dicci nnni di servizio, viene loro a,;~egnata) dopo la dimissione un'annu:l pen,ione. GIIF·ti;;sima disposizione questa, poicbè. dopo diec1 anni, molti sc111o giil infermi. o. per nltre ragioni. al Sl!rvizio disaùatti. Uòl,li~atorio e però Il J'itiro a sessant'anni pei generali. a cinquantacinque per )!!i altri gradi. TutLnvin, ogni nfticinle tner]ico può ess•'re ritenuto fi no ai sessantadue compiuti •e il .\1 inislro della guerra consente. Gli uf6t!iali, ritirati.;.i dopo dieci anni di servizio. possono però in ca--o di guerra. es:.ere ril~hiamati fino al compimento ùel cinquanLPsimu anno di elit Cotesti med1ci formerebbero un'utilissima riserva. se molti di loro non fossero piti al set·vizio adalti e se gli altri non fossero rimessi nei quadri d1
-.n SJ::R\ II.IC !::> \:\lTARIO DEU.'E'>!,;RCITO l~GLE~E l :~0 l :0ervizio :.uti>o. : rcdtando di scr•ire. a paga ridott..:'l, nel loro paese, per nllrt periodi COJBecutivi di ctnque anni, tino 11i ,;e~~antacioque compiuti. Sono o~gi 7i gli ufliciali in ritiro, ri1mmes;i a !)errire con tJne;;te norme. O.!ni reggimento in.zle-e a>era prima il 5UO medir.o. ai no•tn di. ~li ufti.:tali medici non sono p:ù distribuili per t:orpo. ma topo~nli ·:nnente: e l'uftidale medico capo òispnne del personnle n. stw talento. Tntti i medici flel Corpo >-'lnitario. che 'li'Cenòono a Si-:) .-ono co~i dis!rthuiti: :r:G nelle I--oh Bntanoiche: 33;; nel r India; l :H per le altre cnlonie. ,\ II Uf'llt ··he sono nell' India. :,' a)!gtun~ono però allri tH l del Corpo .;:anitario indiano. nelle l ruppe indi.~ene, che m ot ~,partono dal loro territorio, ladd(•'o gli altri prestano li pochi anni l'opera loro. Il numero dei medici. nei qua3ri deiJ'e,ercito inglese. è ' 'aiutato og)!i al 1- ' ~ per l 000. Questo numero ad alcuni p:ue ''~a· consitlorevole. poichè. nella pratira cirile in:.tlese. noo ,. che dell'uno per t:JOO. Bisol!oa però considerare che J'e.-ercilo inglese ò disseminato p~>r tutto il globo in distac~amenti. diversi Ili numero. seronio i ht~O;!Oi. Io ca$0 di ::uerra, ··otesto numer·o non sareùhe nemmeno soflkiente -a prorvedere ti per::onale meJico ne..:e.;sario. in pt·ima linea. <\ due corpi d'armata. l'er ti ser>izio ~·mitario lungo Id tappe. per gli o,.pedali <li ha5o. e per le navi·o:-.pedalo hisognerehbe provvedere con ~rao numero di medici ci' ili. E qunnti accorrereht.ero ...t:-etti dal ltiso.:.!no, dell'arte i~nari: 1 c1uali. pure pa~ati laotamente. hen altro frutto tlnrehhero che di "occor:>a. ln oppu~mnblle
neces:-ita è che l'esercito abhia medici
.altilisiiimi; che ,dano. Lrn l' nltro. nell'i,aiene espertissimi.
'\OTIZIE E COSSIDBR.\ZJ0::\1
Alle disposizioni, da e,,..i prese nelle marce. nef!li accampamenti, è in tutto collegata la salute delle LJ·uppe. da cui, in massima parte dipende la riuscita d'un impresa. l'otendo essere ch1amato a compiere il suo ufticio in qoalsia-:i parte del mondo, ne··essario è pnr~ che abbia la pitt ampta conossenza della patolo~ia speciale. Sul carn!Jo di ùattaglia poi deve spiegare la -:ua qllentiJ di chirur~o. Potendo troYat·si, a un tratto, sproHisto di materiale adatto. in mezzo ad un numero stermin:1to lli feri ti, pei quali occorrono soccor·i urgentissimi. l'opera sua sarebbe ineflìcace, se non sapesse. a prima '1sta. improni,.an· ogni m~zzo di soccorso, di tutto traendo profitto. In rruel momento supremo fra il rimbombo dei can nom e gli -pa.-imi dell'agonia piit di ogni altro la soa perizia, salverà la vita a centinaia di caduti. B) Soltiozi rld f'orpo wmit11rio.
l soldati pel corpo sanitario sono arruolati d:rettamente dai set•genti reclutatori del corpo. o \'i pervengono volontar iamente da allri corpi. Questi ultimi sono però sottoposti a tre mesi di prova. Erano tutti, prima, i peggiori elementi dei corpi. di cui gli ufficiali. Yolentieri si cli,.facevano. Ora. con lo :;peciale reclutamento proprio. il corpo ~anit1rio è formalo d'uomini meglio adallt alle nece:;:;1tà èel ::.ervizio. ~e,·ondo il regolamento, gli ufficiali del corpo sonitario non potrebbero arrnoh1re che uomini di media statnra, non più alti di 1m,60; nullameno, nelle lile dei portaferiti. si vedono uomini di forma gigantesca. Gli è che si possono a~soldare uomini di statura superiore alh prescrill:t. 'luando Ji,·hiarano <ii non volere servire io ne~!-Uil altro corpo. 1 ~oldati, arruolali nel corpo sanitario inglese, sono, come negli altri corpi, in mas:;i ma parte troppo giovani . La leg).{e
:-t.. l. :"'ER\ l ZIO ~-\~JV.RIO IIEt.t..'E,ERCITO I'it>l.ESE
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consente l'arruolamento fra i l X e i ~:; anni; però in uno Stato, in cui il :::rrvizio é interamente rolontario> duve occorrono. col si,tema artuale di ferma bre'"e, circa :1:J,OOO reclute all'anno. non si pnò e.;sere troppo diflirili nella scelta. ~l olti,simi difatti cin~ono l'arm1 n l'i anni. e molti prima di a'\HC C,•m[IÌUIO i l O. ..\snene IJIIC:'IO facilmente. poichè la recluta ing-IP"e non dere presentare alto di nascita od altro qual;;ia documento; e l' a!J!Wrenza, come si sa, spes~i~simo inJ:anna fnt i l() e i 19 anni. ~ccondo i flati l'tatistici del 1° nuremhrr l'{!) l. dei l o:;,ouo •oldati. l'Ili ascPn lo no le forz" in!!"IP-.i. nrlle Isole ltrctannidre, :r?.OOO non avt>ano ra~;.:innto i venh anni di eta. La <rnppa allcleua nl servil.io sanitario è rnmposta di aiutanti. (( lltll"f{ orderlii!S >> 6 (]j porta-feriLi, « flt'al"ers ll; quelli per l'a>~i.,t<>nza dei malati e feriti. e pPr co1ùinvar·e gli urfic:iali medit'i nelle metlicn;.:ioni. operazioni e ~rriuurnzioni nece..-arlt': qut>:>ti, per rirerc.tre " trasportare i feriti. Alcuni. fra i migliori soldati òel corpo. rengono el>clusi da ogni altro =-err-izio. e solo aòdelli alla rucina: i t[ua!J. però, debbono con un r,or·;;o speciale di qunuro mesi imparare il modo di prt>pamre r cuocere gli al1meuti. :\ fJuesta classe d' istruzione t''Jilnare. ch'è in tutti ~li o~pednli militari, i~ prepoc;to il "er;.:ente ··nciniere capo, ->olio l'alta d1rezione d'un medico milittre. Hopo ùue mesi d' i,truzione prelimmare. !{li allie\·i subi~rono un esa111~, e )";01<, ~li approvati, non piu di otto per ospedale, ricevono l'istruzione pratica complt>mentare. Il soldato di sanità riceve-. oltre ai \"i\·eri. una paga giornaliera eli lire l .tr.>.
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NOTIZIE .E
CO~SIOERAZIO~I
C) l.,"ni(orme.
L·uniforme del corpo ~anitario iogle.;;e è simile. per laglio e per faLLura, a quella deJ,:Ii altri iwldali; la tunica c i pantaloni di panno bleu -scuro con mostre ro~=-e. ,ulla manica :)ioistra l'emhlèma della Croce Hossa ricamata sopra un cercbiello. L'elmo di fellro i• adorno di catenine metalliche. La tunica :slt·etta, imuollita d'ovatta mal s'addice al soldato di sani Là i cui atti muscolari non devono essere in nessuna guisa impediti. Sarebue otili~:;imo che le compagnie sanitarie avessero da per lutto una·certa uniformità, e che faces~ero u~o dello .stesso rnaleriule. L'uniforme dovrebLe essere identtcn . ln guena, punroppo, i solduti non si sono Lulvolla curati delln Convenzione di Ginevra . ._Questa identità d'uniforme, presso tuue le nazioni. rico1·derebbe, più che altro, l' inviolabilità del corpo medico; farebbe dubitare tlella oazionalitit e potrebue. CO::.i, esercitare più estesa protezione del Ul'ilCCiale internazionale. E, mentre a difesa del soldato delle unilkt ta·Liidte. oc.: eone uu ~olore che piit $'adalli all':nnhiente, e che sbiadisca facilmente nelle di.stanze, quello del personale sanitario dovrebbe essere visi hilissimo; bianc11. direi. come fJilello della ,·ecchia fauteria au,;triaca: o .scarlallo, come quello dei 1'Cd.coats inglesi . fJ) l8ltn.::ione del persunale srmitwì'io.
11 deposito cenlrale del corpo sanitario. è al campo di Alder:;hot, ùove convengono Lulle le reclulo, per un corso d'istruzione di s.. i mesi Jato da ahili::5imi ufficiali medici 4struLLori. Questo corso, mirabilmente pratic o~ oltre alla islru-
SLl ..,f:K\ ILIO S.\ ~l T \RIO !H.LL'E,l:. CITO [~I.U.'E
J :w;;
zione militare ed :~Ila ,.!illnastica importanti-,ima. comu ne a tuili i soldati inglesi) .:ppnde parecchie ore di lezi<mt- :d ~iorno :'U;!I istrumt:nti di chirurJ!ia, "ui medicinali compre~i nei cofani ùi sanita. ,;ulle f.lSciature. e sn tnlte le pratiche di rhirur!!i:t minorE'. ,..nlln fnrmazion~ d6l sen izio :>anitat·iu rus1 in pace come in ,(llerra. l.oleste leziont .;ono alternale a continui esercizi di "0Ct'OI'so ai feriLi. d'irupianto di posti di mt' 11it·azione. di ospedali da campo. e via. li cor~o ,..i compie :-lamlo un periorlo tli t~mpo all'ospedale. di senizio al letto dell'ammalalO . .\llot·a solo l" a~pll'llnle. tlupo UlÌOUti:-SIIUO es:1me. 'iene i~rrillo tra i ~oldati Ili ~an11:1. 1:> può lasciare il depo~ito. per es~ere inriato dove che ,;ia ad un ospedale. o ·Hi un'10fermeria del lkuou Lnito. ;\ullomeno, per quant11 completa In i~Lrmione di l'ia:.tnn sulJato, altrenantu i· tlelideute (JUella Jella compa~nia di sani!.\ ri~petto all'unilà dell'esercito. l.a qual cosa ,. a depln rnre mohis~imo, non solo in lnghilterra. ma da noi spermimente. l.e manonP continue e ,;pe"iali cldle unita l'llticltt: nun po•sono avere altra imporlanzrl che eli Fù·ie!lspiel, :o.t sorw sprorviste J~lle unit(t non combauenti delre.:;ercito. Ila t'ote-.te unita: ileorpo ~anitario, il treno, e Yia. dtpende iutcramente il 1alore d'un esercito in campagna. Importa. pe1 •pte:;to. che s1eno ottimamente orJan1zzate ed adde~lrale. percnt•, invece di ~iomre. non abhiano ad intralciare. con ,.:nwe ri-chio, le evoluzioni Lalliche. :\"elle manll\ re delle unilil tattu·he. quelle non combattenti sono inte1·amen1e dimentic:lle: del corpo sanilarro non r'ha che un'amlm:anza, assolutamenle neces•ari:t alla cura dei pos~!bili t'a,i rrinfortunio. É strano a-:-i:-lt>rf' a ··o:ìe:-t~ llllm1cbe: vedere din;ioni e hrigate ,.ca;.!liar:'i rontrn nem·ri irnma~inarii, ass:~ltare lnoghi forti: oct•nparectllil a molt1 chilometri ili di~lauza. 5euza mai preoccuparsi della qnisti011e d i maggi ore imporlanza; o::sia. quali );n-
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NOTIZIE E CONSIDER.\ZIONI
rebbero le condizioni con un tn1sporto disordinato, con compagnie sanit~rie $Ovraccariche di ammalati, òi feriti . E se, pet· 11n 1·ignardo. •" utile che gli ulliciali delle unità tattiche abbiano sempre nel pensiero l'elemento che può impedire h piena esplica.zione del loro ~enio tattico, è neeessario che il corpo ~anilario ~i adnsi anch'esso alle manone di campo, ,e nt~n •i n10lc che, nel i>opremo momento; venga meno al suo 'copo. l f.
Servizio sanitario in guerra. Deserivendo il servizio di sanità in guerra presso gl' l nglesi, è uopo, innanzi tutto, considerare come venga da loro, a volta a volta, modificato, secondo le speciali condizioni della campagna, la sua durala, la natura della regione, il carattere, l'armi usnt~ dal nemico; tante, insomma, di quelle minute circostanze, ùa cui deriva. agl'inglesi l' incootestahile Yanto d'nomini pratici. 11 prim.o grido di guerra. il Direuore gener::~le del diparti mento medico. per ordine del 'linistro della guerra, riferi~ce Lutto ciò che polri\ influire sulla salute delle truppe. in quel teatro di ~uerra, colle relative proposte . .ilrulliciale medico in capo delle forze mobilizzate, comunica in pari tempo speciali istruzioni sull'alimentazione. sul >esliario, sul modo di marcia e di accampamento, sulle precauzioni da prendere contro le mal alli e piit comuni, sul luogo dell'azione. :Le quali istruzioni ven,gono, poi, stnmpate e distribuite a tutti gli ufficiali medici in partenza . .\1\'ulliciale medico io capo è lasciata la piena liberti1 dl adattarsi. come meglio crede, alle possibili circostanze. inform,tndo però. per iscri llo, il comandan te in capo dei provvedimenti che crede più opportuni.
SUL SERY1ZIO S.HaTARlO DELL' .ESERr.ITO J:'\GLE:::.E
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Jli!dic.o e porza{eriti ·1·eggimmwli. \lentre noi, in guerra, al1hiamo selle medi d, per· ciascun reggimento, gl'in~Liesi non ne banno che uno per ogni hauaglione di fanteria. reggimento ùi cavalleria. o compagnia Jel ~eoio, ed uno solo per ogni tre batterie di artiglieria. )lag~iore. invece, è il numero dei loro portaferiti assai uene i~u·uili nel somministrare i primi soccorsi. ln medico per ciascun reggimento è certo !nsulliciente: tanto più che la Sll'atep;ia moderna vuole la suddivisione in unità piccolis:;ime; ed è sempre gran pericolo aHidare interamente la medicatur-a u. •1uelli che non sono medici. lo Germania sono ugualmente Lene istruiti i soldati del Sanitéits-JJetachemmt, ma, nel rògolamento. t: proprio ordinato che ai portaferiti sia chiaramenle. ripetntamente ricordato, che non debbono applicare i primi soccorsi a loro talento, se non in casi ptop1·i o e~tremi. Sempre che sia possibile, devono trasportare accuratamente i feriti al medico. Ancora più pt·oblemalica è l'assistenz.."\ elle può pres.tare nn solo medico a tre batterie di artiglieria, le quali, nel combattimento. donanno ·forse stat' diso.:oste parecchi chilometri l'una dall'altra. L'utnciale medico di corpo de•e recare i primi soc~o t·si agli ammahui, od ai feriti, secondo il bisogno, oell'accamparuento, lungo le linee di tappa e durante il combattimento. Egli 1.• l'ispettore sanitario dell'unità tallica cui appartiene, e c!te non abbandona durante l'inlera campagna. Codesto medico reg~imentale non deve però cura!'e che le malattie lievi e di breve durata . ~ello e::.ercito inglese oggi non è piu l'ospedale reggimentale; nei casi di qualche importanza, gli ammalati e i feriti sono subito trasportati agli ospedali divisionali.
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l'\OTIZIE E
CO~SIDElUZIO.:\ l
11 personale del medir·o, addetto al reggimento, è così costituito: un caporale: un'ordinanza appartenente al reggimento; un certo numero di soldati, gener·almente due per cia:;cuna compagnia, specialmente istruiti e muniti di bareile. Questi ~oldati sostitui:~cono oggi ~li uomini delle bande milil1ri. cui spetta\<\ prima ras~istenza dei feriti. e si dicono HI'IJintmtal !Jearers, cioè portaferiti re~gim~ntali : complessivamente, llegrtimmtal o ·1 mlmlmw' rfrtachmeJtt ossia di staccnmento reggimentale o di ambulanza. )l materiale sanitario, per uso del medico reggimentale, non è, come da noi, tra;;portato a mezzo di carretti, ma sempre convenientemente riposto in due cofaneui Pirld companionv, sulla schiena d'un mulo o d'un cavallo, come una somicina. l portaferiti reggimentali non por·tano, come da noi, lo zai no di sanit.l, che, nel momento dell'a7.ione, sono costretti depone, e che, quindi, facilmente perdono. ma tasche di sanitit comodissime a tracollo. T'rima del combattimento, i pot·tafenti reggimentali lasciano ciascuno la sua compagnia, e ~i pongono sotto !!li ordini dell' ufficiale medico. Debbono tener·si ;;empre proprio ;!Ccosto al loro corpo; spingersi innanzi animosamente, appena impegnato il combattimento; raccogliere i r.aduti nella mischia, dar loro da bere, frenarne le forti emorragie, e trasportarli a braccia dal medico reggimentale. Questi, nel luo;to pj(t riparato .ch'è possibile, esamina in fretta !a ferita; la fascia sollecito; appicca alla gi ubba di ciascuno una tabellina diagnostica, e, sé v'ha tempo, li fa trasportare dai suoi portaferiti. per mezzo di barelle, allll stazione di ri:mione della compa)!nia diYisionaie di sanità. Se la colonna combltlcnte avanza rapidamente, i portaferiti re~gimentali somministrano ai più che possono i soccot~i pi1ìmgenti, raccolgono i feriti :~ gruppi . nei luvghi più
SUL S};KnZLO SA::\lHl\10 DELL,ES.EHC!TO l;-iGLESE
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ripat\Jti. fanno nna pietosa iniezione di morfina, a quelli ~~he pill. soll"t·ono, e via, innanzi, di corsa. Importantis~imo il compito dei portaferiti reggimentali, e andrebbero, per questo, pre.~celti i più intelligenti, attivi, vi~orosi. )la gli unìciali di truppa non li cedono cosi volentieri, e preferiscono disfar~i dei rifiuti di re;;gimento. Alcuni utlìciali medici ingle:3i vorrebbero soppressi questi poetaferiti reggimentali e ingrandite invece o moltipli\ale le :;peciali compagnie di sanità. Questo mi pare improvvido consiglio poichè nell'attacco , mille circostanze potrebbero imperlire il pronto acco;orere delle sezioni di snnità, e farebbe gravemente difetto il soccorso reggimentale. Nè solo sul camp•l eli battaglia pu6 essere utilissimo il personale sanitario reggimentale, ma nelle marce, negli accampamenti, ovunque pos~a abbisognare u-rgente soccorso. E sarebbe, per 'luesto, utilissimo, che tutti i soldati fo~sero n~el traspot·to, 11el soccorso esercitati, aiTine di potere, nel caso, dare aiuto ai $Oldnti di sanit<i, ~iova re, talora< a sè medesimi .
Seziune 1li sanità. Fino al tempo della guerTa franco -pmssiana, l'esercito inglese non ebbe che il medico reggimentale ·coi suoi portareriti . L'org<lnizz~zione della Bearer o Antlmlance company (compagnia di portaferi ti o d'ambulanza) è aiTatto recente. Ciascuna compagnia è così formata; un maggiore medico; due ullìciali medici capitani o tenenti; un furiere; sei sergenti; sei eaporali; otto aiutanti eli sanitit, trentadue portaferiti; tre cuochi ; tre attendenti; un trombettiere ed un :>oprannumero . l tre ullìciali n;.edici montano a cavallo di cui conos•:ono benissimo il maneggio: Il fnrierfl, in guerra, an-
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~OTIZI:E
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CO~SIOERAZIO~I
che lui ha un ca\"nllo; m<t, per lo piu , ~~ affatto i~nnro di equitazione. Alla sezione di ~aniti1 è atldelto un tra5porlo distaccato dal treno militare (.1 rmy Serri ce Cu1·ps). Esso e cosi costituito: un uHiciale subalterno; un se1·gente; due caporali: un trombettiere : un rabbt·o ferraio: tolli a cavallo, meno uno dei caporali. E pllÌ un ~ellaio; rentino'e conducenti, due cuochi e tre soprannumet·i. Sedic.i carTi accompagnano la sezione di sanità; dieci per fl:lriti a quallro Ca\·::ll!i ; due pel materiale sanitario: due carretti per tenùe ed appron·ii!ionamenti ; un carretto per L'acqua; un altro carro pel rnate· riale del distaw unento del treno. A ciascuna brigata di fanteria o di cavalleria è addella nn a sezione di sanità: cosicchè ve n'hanno ollo per ogni COI'po d'armata. A.l momento dell'azione campale, la sezione di sanita si suddi,ide. e forma: un distaccamento di portaferiti, comandato da un capitano medico, esso, a sua Yolta, si scinde in dne squadre. di sedici uomini ed un sergente ciascuna; la stazione di riunione, nffidata ad nn sergeute; il com•oglio d'ambulanza formato di dieci cani per feriti, cui sono ad· detti cinque caporali e cinque soldati ; il posto di medica zione, direuo dal maggiore medico, a5sistito da un ufficiale medico suualterno: un furiere: un serQ:ente ; un aiutante farmacista: uo capornle; lr1' aiutanti di sanità; un cuoco : ttn trombelliere. Il resto del personale, ossia. un sergente, cui è allidato il bagaglio: due cuochi: gli attendenti ed il soldato di l'iserm, si collocano dietro il posto di medicazione a preparare il \ilto e l'accampamento pei soldati della sezione. La compagnia d';lmbulanza in~lese conisponde alla nostra sezione di sanità. È una splendida istituzione, composta di
SLJ. -.EBnZIO S..\ :'ilURI~ OEI.l.' .ESEECJTO 1:\t~LESE
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uomini mertl\igliosameote adde3Lrati nelle pratiche di chir uroia e minore. e di soccorso ai feriti. A Nelle'. . a .\ldershot. ho veduto rìpc:tnlo.mente esercita r·si quei bravi ~oldati, improvvisare mezzi inge,a:oosissimi pel lra~porto e la medicawra dei feriti. e pr11ticare fasciuture degne del più abile chirurgn. 11 pe1·3onale sanitar·io dell'esercito in~lese é però troppo ristretto perchè pos;;a corrispondere ai hisogni d'una guerra europea. Lo nimostra pienamente l'esperienza di tante guerricciuole in paesi dirersissimi , dove queste sezioni di sanità (ro.:i formate) fecero certo prodigi, ma si riconobbero, per numero, inefficaci. [o pericolo gr·a•issimo nlla huona riuscita dell'attacco deriça dalla quantità di soldati che lasciano le file per soccorrere i compagni colpili dalle palle nemiche; un pretesto. for~e. dei vili per sottnmi alla mischia. 11 che non accadrehhr se i soldai'i fossero sicuri d'un efficace soccorso sanitario: e dnreltbero im-ece mi~liori proçe dì çalore. In co•l a degli eserciti , le società di soccorso, la carità. ciuadi:w. le potenze neutrali potranno sempre pronidamente t:olmare il difetto del personale come del materiale; ma nella prima linea, un numero maggiore di medici. di portilferiti. di aiutanti, è suprema necessità.
lJistaccamrnto dei pm·taferici.
La cotìlpagnia d'ambulanza tiene dietro, immediatamente. alla rorza combattente. Appena impegnata la battaglia, pianta. in tutta fretta, la lenda ù'operazione; pr·epara il posto di medicazione ; inYia i carri d'ambulanza sino :f tiro di fucileria, e quivi forma la stazione di riunione. Intanto il distaccamento dei portaferiti, dh·iso in dne squadre, ciascuna delle quali in gruppi di tJuatlr'uomini (In coppia
'ìOTIZIE 1: CO'ìSIDERAZI0:\1
di tra~porto e ']uella d1 l'i"erva) con un;l barella avanza ...empre cantnment .... e quanto p1ù può a ~chermo. o sosta in un luo,m \'"kino. ma riparato. mf'ntre più vivo è il (utJ ·o. per usdrn~ a ··ercare. coll'aiuto dei portaferiti re~ ~iruental1, i ieriti, pijr applicare loro le prime medicature url!~ntissime. per tr,tsportarll alla stazioni-' di riunione, ed 'ldngiadi nei carri cl'::tmhulanza. Appena deposti i primi feriti. rifnrniti ... i 1ii materia!~> ,;anitario, tornano subito a racco;.rlieme altri. Fatico:;i,,-imo la\·oro che può durare lutto il giorno. pcotl'ar"i tino a Lorda nolle, durare perfino due e tre )!iorni. senza mai un momento di posa. t per questo necl•ssario ehe i portafedti ~ieno rnbostis,imi, e che. nl momento del lavoro. non sieno giil di forze stremi. Stl(:;ione t/i ritution~'.
La "tazioot> 1li riunione .. i allo~a al coverto, vicina, pii.t che si può al h linea di combnuimeoto: ,u di una strada, poo;;~ihilmente. Viene sP~nata da una bandiera della Croce Ho,;~a. davanti nlla qunle ,j soO'ermano i carri d'ambuJanz:t, i t< cacoleh » da ~eg.11iola e da lettigll. ed ogni altro mezzo di Llft"porlll rt>•JUi~ito nei press1. Conven~ono li i feriti dn ogni parte: al eu ni. :;osteneudosi a ,·icenda ; altri. porla~i 1hti .:oldati di sanità. a braccil•. o sopra !Jarelle. renzono t•ipartiti io nrie eate!!orie: quantonque a tutti. quasi~ occorrl"rebbe la po,izione .supina. ed un comodo giaci~lio. O.wli atrOCI dolori delle fer·ite tormentati. dalla ratica e~austi, fanno pietit '[uei di"gra;,iati, colpiti nella sovreccitazione degl'impeti guerrieri. T mezzi di trasporto 'ono però imprrfetti ed insuflicienli, non potendo. ogni carr•J. tra-portare che sei fer·iti; due supini; gli altri seduti. D1 principio, tntti i cnrri deiLt :-;ezione di sanità sono
-.UL SERHZJO SASITAIIIO OKLL'E~ERCITO I~GI.ESE
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di.-ponihili; ma :>olo quattro faunu poi ti trasporto. frn Ja ,tazione Ji riunione ed ti poslll dt medicazione divi~io uale. or.·orrendo gli altri. pel tran,;ito eli li all'ospedale ,)a .-.nnpo. 11 ::-erdzio alla stazione di riunionP. i• nllìdato ad uo ,,.1·,reute. l'er quanto esJJertissimo rwlla medicatura delle ferite. "arebbe utile d1e un ufficiale medico ,-i~ilasse il caricamento dei feriLi sni carri d'arohulanzn. lnfaui, dal m•1mento rh e 'ono medicati. in tutta freua. sul campo di halla~Jia. tìno al loro arri~o al luOF(O dt medicazione, non hanno altra as:;istenza medica. Ora. -.e ben ~i considera, una 5.-ossa o nel carican:ento sui cnrri. o nel trasporto, può provocar.. nno~a emorragia, complicare unn frattura semplice e rendere cosi indispensn!J ile l'as~istenza. del medico. l)unntlo 1\ possibile, la stazione di r·iunione s'unisce al pu~to di medica tura reg~iruentale. pet· sollecilal'e pilt lo -!!ombro dei reriLi dalla linea di comb;lllimento. Solo in certi ~:asi i tn~ni-ospedali ed i battelli· amhulan1.e possono <:pin;lersi •1ua~i lìn sol campo di J,altaJ.Jiia, come nella guerra di !ie•·~,sione io America; ma assai piti spe~so manchera •Jital,..ia mezzo di trasporto; e allora i porta-reriti don·anoo di tnece~sità trasportare i caduti. dnl po~to di medicatura re~j!imentale. a queUo divisionale. Pnsto di uudicflt11ra dirisùmall'.
Il po,to lli ruedicatura di,•i,it~nalt' i· a riparo del fuoco ùi artiglieria : ma più "icioo che :.i può al campo di hall.tglia. per la facile, pronta raccolta dei feriLi. La compa~:nh d'atnbulaoza ha seco un carretto d'ncqua, cl•e soffermn al posto di medicazione, il qunle però, quando è possihilt•, s' impianta in luogo pl'ovvisto d'acqna. Se v'hanno ~3
l:lli.
:'iOTIZIE E CO~SillER.\Zl0'1
fabbricati nelle ncinanze, :;e ne fa uso; allrimenti, si co· ,Lrniscf' una tenda. Appena scelto il luogo per la medi- cazione. ,-'inalbera la handiera nazionale accanto a quella di neutralita; si prepara il materiale sanilari11 che potrit abhi~ognarc: 5i accende il fuoco ; si appre~taoo il brodo. 1 cordiali. Al posto di medicaturi:l. il maggiore med ico ~ l'ufficiale medico che lo assiste, fnnno un esame più eompleto dei fèriti: eseguono le operazioni di ma5sima ur·genza. ed apvlit'ano quegli apparecchi. quelle fasciature rlte renùono pos--i bile il tra:'porto. \1 Ieri ti ,-i -ommintslrano cordiali, brodo, alimenti, ed appena è possibile, si spediscono all'ospedule da campo. Se bisogna un numero m ag~iore di personalfl al posto di medicazione, o alla stazione di riunione, si possono temporaneamente impiegare gli ufficiali medici e ~li aiutanti di sanità addetti a~li ospedali da campo. E se que~ti . . ono in ritardo. come· quasi sempre accade, il posto di medicatura diventa, per un certo tempo, un avanzalis~imo ospedale da campo, dove i feriti possono passnre la noue, curati alla me,:!lio, an-olti nelle coper'le. riscaldati da grandi fuochi di legna. ln caso di ritirata prè•'Ìpitosa, si cerca salvare il gros--o del materiale, laSCiando solo f}Uello ch'è propr10 necessarto e pochi uomini per l'n.;slstenza de t feriti jrravi. ~aren titi dalla convenzione d i (~1nen-a . .l mlm/.lm::a per la cavallrria.
\ell't-sercito inglese v'In uoa sezione di sanità per o~ni brigata di cavalleria. È difficili~simo comprendere però, come possa alla rapida cavalleria giovare un corpo di
Sl'L SERVJZIO SANl!ARlO DJ!:LL'ESERClTO L'iGLESE
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fanteria clte trae seco no imgomhro d'impedimenti. r\el1esercito degli Stati t: n ili d' A.merica, ufficiali e soldati del corpo sanit ·rio sono lntli a cavallo, quando s'aggregano ai r.:orpi montati. Oggidi che la cavalleria ha parte nuirJ tanto. nelle operazioni di guerra . 'alga a pro>a la "uerra civJle d'.\merica, è deplorevole cile gli esercni non l" abhiano per essa un'adatta ambulanza.
Per ogni corpo d'armala, hanno ~d'ing-lesi dieci ospedali da campo. ùi ~eolo letLi, di>isibili ciascuno in quauro .sezioni di venticinqne. Sono, come da noi, stabilimenti di seconda linea. allogati presso la linea di tappa. lunghesso le strade. i fiumi, i ltinarii: purchl' siano luoghi che rispondano alle conciiziuni ll!ieniche e non possano tramutarsi, negli aLtacchi, io centri di resistenza. Gli ospedali da campo si costruiscono. per lo piit. con tende coniche o quadrilatere: e tah•olta sono baracche. ()uando r pos:;ihile però. si aditJiscono i fahbricati del luogo. I solùaLi lievemente fer·iti rimangono, fino a guarigione comp!uta. nell'ospedale da campo, donde sono, poi, subito rimandati al loro corpo. Quelli che sono in ~ave stato sono porLati, al più presto possibile, all'ospedale di base. Vengono però ricoverati nelle infermerie. negli uspedali di tappa, ogni qual volla le loro condizioni, o il difetto di adalli mezzi di trasporto nom permettano loro di progredire. Se guari:;cono pre.sto. ril()rnano al reggimento in prima linea con i distaccamenti spediti alla testa; ma, se continuano ad essere infermi. su di una nare-ospedale son falli. a tempo. rimpatriare. Se prove_:n)!ono da climi calrli , gl'infermi si fanno lallolta sofTermare a Cipro o a Malta. Arrivando in.
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\OTIZIE E (.0:\SIUER"ZIO.'.I
lnJ,!IIIIlerra. ,-en~ono :;barcati a Portsmoutlt, e ricoverati" nel Yicino ospedale miht~re di ~et le~. donde tornano ai depos1ti Jei loro corpi appena guar1ti. ~e. 10'\'"ece. rimangono inahili al serrizio militare, sono 1iformati e pen,ionati. Con la C<•lonna d1 comhauimento, dehhoncl :~nchf' avanza1·e gli ospetlali da campo. In •1uesto caso. gli ammalati si scari ca no negli ospedali di tappa. che ·i ,·anno costruendo sulle linee di comunicazicue. È importanti~simo che i primi ospedali da c·ampo di~carichino. al più presto. gli ammalati sui 'egoenti; o. meglio. rhe alternino con •tne~ti: per essere semp1·e vuoti e pronti in qu:~lsn\ ca,o e potere muo'rere con le loro brigate, :>enza impacciarne i movimenti . Opportun(} pnre qne~Lu provvedimento. percltè nulla più :-gomenta il :-oldato cho !.1 vista ò' un ~ ran numero cl" infermi, di fer·i~i. Per alcuni infermi. il trasporto a distanza, può essere perirolosJs~imo: ma si può a;o;serire che. in generale, gli ammalati cd i feriti sopportano bene il trasloco; ne tr·:~ggooo anzi vaotnj!~IO, purcht- il mezzo d1 trasvorto sia l:on>enieme ed il ferito lten fas··iato e ri.;toratu. Oi necessità imprescindihile ,-. poi lo ,.gombro dei ca~i di mabltia infeuiva; i quali non doHehltf'ro nemmeno entrare ne)!li ospedali da campo. ma e,,erP sultito re~pinti e ... pediti ad •>~pedali d'isolamento, lontani dal corpo di spedizione. /,e ntiOI'I' armi da {noco. ~on .;arà fuori p!"Oposito dire quah'he cosa d~l
nuovo fullel{ord maga.:ine 'fllit ». In teressantis· ;;imi sono due casi di ferita accid.emale cagionali recememente da quest'arme; r uno d'un contadino, presso il tiro a segno di Aldershol: !'altro d' un operaio dell'arsenale di Woolwic h ~ Ambedne elthet·o perfot·ala la coscia; il primo, ~~ile inglese. il « !.l't'
SCL SER \"JZLO SA~ITARIO OELI.'ESERCITO INGI.~:SE
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per rimbalzo. a circa dne chilometri e mezzo: il ~econdo a c;ento metri dal fuoco . In amlJO i casi. il proieuile attrarersò i te:;suti molli, :-:enz' altr·a lesione di ossa o vasi. con nessuna perdita. tfUasi. di te:>snto. « Shnck ~e dolore mnnc11rono nell' uno corne nell'altro caso. L1 ferita del contadrno era completamente r.icalrizzata dopo undici giorni: e operaio ùel canttere rniliLarr. lasciò l'ospedale dopo trentadue giorni. Il proiettile del fucile « Li>e-Jfetfard » è conico. lungo tJIIanlo !fllello del JJ(l·rtini-Henry; ma ha calihrtl as~ai minorE> e pe.;a circa la metà dell'altro. Invece di e:'sete di Jliomho e .-ta~no, ~ formato d'una lega di piombo e di antimonio. ed è ricoverto da nna capsula mollo levigaln, e durissima, fatta da una lega di rame e nichelio. Questo proiettile viene scagliato con una velocità iniziale d'un terzo in più, e con traiettoria spianata. ~on si scheggia o StJuarcia, come quelli del fucile ."l'nùler, e eome quelli, talvolta. del Jfartini-/ftmry. che si trasformavano in vere palle esplosive. Il dir.metro diminuito del proieuile, la durezza e Jevigalezza dell'involucro. la cresci uta velocità di Lra=-lnzione e rotazione )!li conreriscono una forza prodigiosa di penetrazione .. Possiamo quindi, ron molla probabilità, assel'ire che il proiettile non resterà 'luasi mai conlìlto nei tessnli; che le estr·azioni ne saranno per questo rat·issime; e che le ferite dei tessuti molli avranno appena una dimensione dai quattro ai dieci millimetri; saranno poco lacere o contuse, e potranno, in condizioni favorevoli, ~uarire anche per prima intenzione. La portata del tiro è molto cresciuta; il ruflco può aprirsi, e ben audrito, a più di due chilometri e non inefficace a quattro. La polvere senza fumo permette una maggiore pr·ecisione di tiro oltre a~li altri vantaggi innegabili. Un proiellile solo può forare parecchi corpi l' un dopo l'altro sulla riga di tiro; oltre a che la traiettoria bassissima non dà spreco
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'\OTIZlE .K CO'\SIDI!R.\ZIOS f
òi molti colpi . .\Ja,se di soldati ~1ranno co~J spazzate via. senza long hi i u du~.:i; maj!'giore sarà il numero dèi morti. dei feriti.
'' icidialissime. og)lidi. le batta)ollie bent:hè più rare mollo, sempre più va~lo Il rampo degli eserciti contendenti. Il personale san itfl rio non potrà , per fJnesto . e!'sere mai ~nllìeiente . suhilo dopo nno !'Contro. Alla c Tudt~·~~-ritt )>. la. cavalcata della morte. di sei ~quadroni ùi novecento uomini trA solda~i solo scamparono. \ ll'assalto di :;. Pri>at (Gra,·eloue) 6000 prus..;,iani caddero rulminati in meno di dieci min oiJ. l)uel giorno. i Franre:-.i lasciarono ::.nl campo l ~.t/3 •·om batlenli, i Tedeschi 2 1,000 . rna strn~e di ~3,2i:l in otto orer A Sadowa. la più grande .battaglia del secolo. ~li \ust1 iaci ed i Sassoni lasc~aron o sul campo :30,000 uomini: 1 Prus'iani l 0.000. E non è impossibile che una sola uiornata r:tmp'lle po.;~a rlare, o~gidi. piil di l no,ooo ferili. 1 cannoni di lun~a portata, le mitragliere di cento modelli, i rucili a ripetizione, i nuovi fo rmidabili ei:plodenti, la polvere senza fumo, hanno trasrormato interamente la tattica lle.l(li eserciti. Oi 11ui la nece~sitù che il servizio 'n nitario pre:>to si conformi an ch· e:>so nIle esigenze moderne. E sarebbe stato, già da tt>mpo. riformato. se non r ares ...er<.• improvvidamente eliminato dalle manovre delle unita tattiche. La stazione di riunione, i posti di medicazione. rimossi sempre piu, per la portata m::~ggiore del Liro. dovranno necessariamente abolirsi, per la impossihilità del trasporto: tanto più ch'è cosi cre5cinto il numero dei feriti disseminati :-opra un'are:~ vo~tiso;ima. A continuare nel vecchio sist~> ma.
SGL SEIIVTZIO :':\'ìlT.-\1110 DELÙ!SRRCITO I:"GLE~E
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occorrerebbe uno enorme aumento del personale sanitario, 1]11' era già tanto scarso. Quale differenza dai 1empi di Federico il Grande e diNapoleone! Le truppe incede,'ano in istrellf: falangi. e nell'aperta •·ampa;:na per lo pilt. Il fuoco dei cannoni, dei mo5<'betti. ù '' a solo principio al combattimemo, rueuera in iscompiglio le file nemiche. prote!.!geva con una ùensa nube di rumo In carica alla baionetta. Era •1uesta la ver·a hallaglia: una carnelicinn ad arma bianca. a calci di fucile, a morsi; i morli. i feriti si ammuccltiavantl sopra un hreve recinto. Og~i, campep-giano sterminati eserciti: la miLrnglia spazza na il nemico rlallt> alture a molLi chilometri di disL:lnza. L'altaao ad :.1 rma bianca qunsi in disuso. se togli qualche scontro di cavalleria perlustratt·ice. La fanteria a\·anza .;n utamente in piccolissimi drappelli :;u di una linea estesissima, quando, ad un lnllto. la fucileria nemica fulmina inaspellata e terribile a due chilomeu·i di distanza. :\on si sa, perchè inYisibile il fumo della pt~lvere, donde venga quella grandinata di palle che in un baleno dirada le schiere. Vasti. oggidi i campi di hallaglia; brevis:<im::~ la durata del combattimento. ~ella possihilità di una futura guerra europea. il persouale sanitario, i medici :;pecialmente dovranno essere in numero assai magl!iore: il materiale sanitariù semplicissimo e trasporlahile a schiena di mulo. Le sezioni di sanitildovranno es~ere co~ Lituite in moclo. da muovere con le linee più avanzate. per potere arrecare Sltbito il maggiore soccorso possi bile. senza intralciare i movimenti del reparto di t1·uppa cui sono addeue. Durante l'azione, i meùici e gli aiutanti reggimentali, a..:.correranno, appena ~arà possibile. per apprestare ai caduti i più ur:zenti soccorsi: primissimo quello dell'arresto dell'emotTa:{ie. r portaferiti adageranno nella pilt comoda posizione i feriti, porgeranno loro da bere, e li riu-
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NOTIZIE E
f.O~ -;lOI!RAZI0"\1
nir·aooo. ~·è po~~ibrl~. in ~ruppi. nei luoghi piu vicini me;tlio ripar.•t . :'uùito dopo il combattimento, ~i formeranno i po~ll di medicaziont'l ::ullo stesso campo di hatLAJ.dia, e si allestiranno. anr he sul luogo detrazione. piccoli ospedali di prima lr nea . Il trasrorto n disranza ~i r.ominrcri1 dipor con calma !> discer·nimento, quan•lo i feriti sn ranoo in condizioni pos!l.ibili dr trasferimento . Lo s~o mbro immediato ha dillicollà e pericoli immeus1: i mezzi di tra,;porto sono :;empre disadatti. sproporzionati al numero dei feriti: le -.tazioni di sgombro :-empre lontane. ,empre diiTicile il percor5o ' UIIe stra·le. L'esperienza ci ha dimostratn che un lungo e disagiato trasporto è nn m::le peg~iore della :; te~sa ferita. Cer ti buoni risultati. come quelli dello Strome~er a Flunig, nella guerra fran co- prussiana del 18i0-71, si ùovettero all'avere i medici curalo i soldati proprio .;ul luogo dov'(>rano caduti. T mezzi solleciti di medicalnra e fascialltra, di cui possia mo fare oso nel primo momento, "ono certo i migliori, se il ferito può e~~ere subito convenientemen te ricoYerato; ma, ~ lun~o è il tr:tuo. es-.i dovranno neces.;ariamenle infiacchir;.i. mUO\'ersi. e cruindi faYoriranno l'irritazione e la sepsì. I noltre. nelle guerr·e future. per la natura clei nuovi proiettili. c da prevedere che un numero a.,;sai maf(giore di feriti potrù essere convenientemente cur,J LO sopra luogo, e tomare snbito, in prima linea. dopo soli quindici o venti giorni. L'antica .;uddiYisiooe e clisposizione della sezione di :-anità non potrà. per questo, es~ere piir utile, che in alcuni ca~i speciali. o nelle ~ uerri ~I ie contro popoli ;;eh·aggi o quasi. spron-isti di ::.rmi ùi lunga portata, rome quelli con cui n nghilterra senza posa contende.
SUL SER\"17.10 S.~ 'ilTAIIIO Dli.I;ESER.CJTO 1'\t.U:~E
l ;l;? l
Tmport;IOlissimo sempre ru lo ~lutlio per la disinfezione del campo di ballaglia. È 'ecc hio !"adagio « Dopo la guerra, la peste ~ ma, o~l!'i. questo ~ludio è rl'un'urgenza. se si può dire m'4{~1ore. ,·ostretli, rome "aremo. ad allu~are i post1 di medtt•azione. ~li o.;.pe•lalì da campo. sullo ~le~>so luogo dell'azione. L'ioumnzione de' cndaveri è cosi difricile a compier,.t. cosi poco conforme alle re,:ole d'i,t!iene, che, 'incendo la stolta superstizione, con,·errà usare la cremazione sui campt di hatta~lia. r Greci, i Romnni. i Galli. i Germani facevano ;trand' uso del rogo: ed anch'essi i Cristiani. nei primi temp1. bruciavano i corpi dei loro martiri, perchc le sacrE> spo~lie uon fo:'-:f.>ro profanate dai pagani. La cremazione c:~ nn processo di scompo.;izione, più pronto. pitt informato nì sensi di pietà, perchè so~Lrarrebbe quelle poverd villime alla voracità degli avoltoi; percltè le iene. 1-{li sciacalli p1u non anebbero a dt,souerrarle. a dilaniarle: perchi• non snrebbero pir'1 rose da miriadi di topi , immigranti sui campi dì ballaglia. !'iè f't numazione. con quante cure si voglia <omriuta, sarà. mai opera i ~ien1ca. Per lunghissimo tempo su quel campo di bauaglia, :;otto forma dei gas deleterii della pulrefazione ale~gerà ancora il genio della morte. Dando. invece. in preda delle fiamme, quel che fu del fuoco micidiale della battaglia . nl)n solo sa rebbe distrutto ogni elemento d'infezione: ma. producendo forli correnti atmosferiche. avremmo nnche fugato i g;ts melitici prodotti dall' esplosione delln polvet'e.
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::\OTIZIE 8
CO~-.IDERAZIO~l
Il l.
Materiale sanitario da guerra. Mezzi di trasporto e di ricovero. Pacchmo ti i medica::ion". Ptioripalmente imporla rhe i feriti \en!!ano medicati più -ollecitamente clte sia possrhile, e con adatta medicatura anti~ellrca. A l1~he. in ··erto qual modo. proHede il pacchetto di medicatura che s·u~a nell'in;de~e. come in ogni altro esercito. IJ Uasi. Il materiale di medicaziOne, non manca mar, per quc~Lo. in prima linea. In lnl!hillerra. il pacchello di medicazione venne, n!'sni \Oite modificato: quello in uso oggirli, t'OD garza e fa~ce al :-ublimnto. fu introdotto ver·-:o In line 1iel J, 91, ed~ :-omiglianti~simo a quello, recente, dell' e'er.:ito francese, dal quale •. :.lato copiato. Ciascun ~oldato n'ha uno 5ero, cucito in una falda della tunica . fra il panno e la fodera. )h perchi• il pacclletto di medicazione possa essere ven1mente utile, importa che ogni soldato abbia una certa conoscenza dei meni più comuni rli soccor5o, le quflli nozioni importantissime, per quanto facili, dovrebbero essere insegnate in Lutti i corpi, pt•rclrc ti sold.uo, non solo in ~uerra, ma an~he dopo il t•ongedamento, possa trarne profitto nei freqnenti ca;;i d'iofortllnio dell• \'iLa. lstrnmmti !'itiruryici. Fra gl'i~trnmeoti chirurgiCI a di~posizìonc del medico di mn1!giore ol rlitù c da raccomo nclare. in guerra, il mo~~ic>r nurn~ro di P'nz.eue da urterin. come quelle dello
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,t: L SER\ JZIO ~ \81TAIUO ORLI.'ESERCrTO f\GLESI
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Spencer Well5. od altre. Il maJ.u~iore-medico .l . Flemmin~, nella spedi;.ione del ~ilo 188 ~-H :S. ehi>e a doler.-i di'Ila loro sc;u·,ezzn. Tafi..Zli IW tlwgun~t ira. t~ li nfliciali medici in~Je,i fanno uso di una labellina diaJ!OOsticn bianca, tdetllica per tulli i casi. L" u~o della ta!Jelltno lktg-no.;.tica non mt pare però molto pratico. Il medico re:,r~imentale non ha tempo da perder·e, e la tabel!ina può fadlmeute perdet·si nel trasporto. lacerar~i, insozzarsi di ~an~ue o di f;111go. di' entnre ille~ibile. )li sembra più logico !"uso pre,,o l"esercito èe~li Stati- r niti d'America; di legare un nastro rosso intorno al braccio dei feriti piìt gr·nvi, pet· indwnre. ni medict. i casi che richiedono cure urgentissime, ai porta·ferit.i. quelli cui occorre un lrasporw arcuralissimo.
Sacclwttt' di SllnitiÌ.
ln.t quarta parte, circn, dei porta-feriti della compa~ n ta di •nnità portano n traC"oJlo certe sacchelte, Surgicalllarrt>iiac, del pe$0 di ci rca due chilogrammi. Contengono cordiali. hende. ovatta. pressor·i emostatici. stecche e viu . Comode ed utilissime siccome sC)no, potr·eLhero essere portale da totli i porta· f~ritt. Bol'l'fl.CCP d'acq~ta.
" ulli porta-ferili ~ono provvisti di grandi llorrncce per l'.tcqua: nlll. I~ODl'idet•a ndO rimportanza d'un ri~l01'0 COSÌ ~a Iutare. do,·rehuero, senza eccezione. es•;erne tulli provveda ti. L'arqua, sui rampi di batlrtglia. i' a\'idamente rlesiderata da turti i feriti: e per quanto :;e ur porti non se n'avrà mai troppo.
'\'OTIZIE E CO:\SIDERAZIOXr
Nèl!' e·ercilo in~lese "'ha un ~ol tipo regolamentare di barella; quella del fan~. È una barella a hraccio solidamante cosll'uira. ~u due stanghe latera! i d'acero quadrangolari cl1e ~·arrotondano a;.(li e~tremi, rome manichi, pel trasporto. U giaci~lio, col suo 1-!Uan,;inletlo dt crini. e di tela ùruna . ad orli di cuoio. fermi alle ~t.ln~he con chiodi d'ottone. Due bas[oni di ferro battuto, Lrnverso le stnnghe, tengono tesR In barell:l. Quauro piedi, con rotelle di le~no di 'i te. sotto le .:;tanghe, val~ono a farla rotare, quando riene inLrodotta nel carro d'am!mlanza; se non che essendo essi cortissimi, i portaieriti. nel sollevar la barella debbono troppo accosciarsi. Il giaci~lio. cosi inchiodato alle stanghe. non può disinfettnr:-i a~e Yolmente, come nelle no:;t re barelle modello Guidn. Il guancia! etto non c. come in queste, unn $ernplice ~accheua cucita al telo, che possa nel caso riempirsi d1 paglia. di fo~lie, di pezze; ma un vero cnscinello che viene caricato, nei carri d'ambulanza, assieme alle barelle, e che deve le~ar-.i al letto. • mediante cordicelle ad appositi occhielli. Coùe::lo guancialeuo, che ~i dora troppo tempo a legare. facilmente si perde; di che viene a mancare, q nasi sempre, il sostegno al ferilo , quando più necessita. ~on ,-i sono fasce per sostenere l'infermo. ne1 trasporti a forte pendio. Dl' ferma~li per la C{)ppr·ta . Le dimemioni della harella Fari~ sono: del giaciglio . M. 1.83 Lun~bezza d eIl e staoghe )) 2. 1:) » o.:)s Larghezza totale . )l o. p; ~ ltezza Peso 1\g. 14.,50
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..,IJL SEI\\ Il O ... A~IT\KI'l llE..J.'ESI'IICITO J't.l.ESE
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Bisogna anche rjlordare una vecchia barella. ancora nelresercito, che potrehbe us:mi nella oecessilà di molto materiale. t formata cou due :.tao;.:he sottili. cilint.lriche. fra le ,111 ali c teso un ;.ria•·iglio d• tela. Le stanghe pa~:><ano tr;~vcrso te due f!uaine d!'gli orli lalerali del giaciglio, che due tra,..rse tli ferro ten,::ono teso. IJuesta bar~lla. rnl suo guancia· letto di aiui ,. ,:pt·oni;;.la ùi piedi e rotellt~; più lnoga e Jar~a d1 qu .. lla di nno•o moJellu, pe;;a ~oto In metà . mwoly 1' l hmdy.
Diremo bre' ~mente della !Jhooly e della JJandy. pii1 rulte propo,te pel ...er\'lzio sanitario in Eur·opa. Sono ~peciali mezzi di tra:;porto, di cui gl'inglesi fanno uso uell'lndia, dol'e •o3tituiscouo i carri d'ambulanza. Sono trasformazioni del palki, una ~pecie di lettiga indigena poruta a spatle da quattro unm101. Sono entramhe ottimi mezzi di t;·asporto ; ma d gran numer·l~ di portatori nrhiesto, misero e turbolento ~enlame che ammala facilmente. che deve e~sere approvvigionato. invigiJatO :;enza posa, sara ~empre O;$tacoJo iD'QI'OIOtll<lhile alla inu·odozione di queste nlwolies e fJantfi,s presso di noi. ~ella stess:\ India inglese l'uso di que:-ti polki divent:t. oggidi, un problema diflicilis:.imo, poichè la clas~e dei portatori si va tutta perdendo. l n tempo di guerra, si a•.;egoauo qui\ i dieci JJI!ooli1•s ad ogni compa)!nia di cento unm1ni: e, po1chè per ogni dhool~ occorrono almeno sei portatori. no re;.:girnento di miiiP. uomini~ CO'lretto tt·arsi dietro uon meno òi seicento portato1·i, pel solo ser·vizio d' ambulanza. Il •1uale nnmero t: poi alfallo in ... ufficiente.quaodo un re,.r~imento, colpiLo dal colera, ru)!ge dai luo!lhi dove intieri,.:e l'epidemia.
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:'iOTIZlE E
CO~SlOER.\ZEO:oii
Trndt -Ospedali. Difficilissima è la costruzi one di una tenda che aubia proprio tutte le condizioni necessarie per sen·ir·e conveniente!.. mente, in ~Herra. da ospedale. La gran varieta delle tende, per· forma, per materiale, che s' usa negli eserciti dei di1•ersi Stati è prova evidente che non è ancora trovato il vero tipo. Lopo ~ che una bu ona tenda sin di struttura rorte, semplici ;;~ima, leggera: che ripari dal sole e dalla pioggia; benissimo ventilata, con poca presa al \·ento: di facile impianto, di prontissima lel'atura, e sopra ogni altro di facili~si mo trasporto. Gl' inglesi fanno u;;o di due tende; la « bell tent ,. e l' « Tiospital-.llm·qw.e ». La ' bell-tenl », In tenda comune d'accampamento. si usa per gli o5pedali da ca mpo e spesso anche per quelli d! tappa. Ha for·ma conica, simile alla umte ttmrne o tente à Jfarabont dei Francesi : ma con un solo in ~ resso ; ha poco più di tre metri d'altezza, e tre metri e mezzo di diametro alla base. Sostenuta da un palo centrale, è tenuta tesa al suolo con cordicelle legaie ad un doppio ordine di piuoli. La lenda, che forma al vertice un nngolo di 70 gradi , scende ripidamente inclinata fin o a quasi 30 cm. da terra, e poi cala giù per·pendicolarmente n rormare un cortinaggio circolare, « fall :& , la « toile à pom-rir ~ dei Francesi . Questa tenda. d'un tes~uto di lino e cotone, che pesa k<;(. 32,6ii?, comprende uno spazio cubico di circa 150 m., e ser-ve di ricovero a quattordici , sedici, e talora anche a \'enti persone. I soldati vi stanno diste:;i con la testa alla parete, ed i piedi al palo centrale, come rag-gi d'un cerchio. ~1 a la ventilazione di questa ' tenda è pessima; perchè se di giorno si può aggrovigliare la
SUL SERVIZIO SANiTARIO DELL'ESERCITO l~G!.ESE
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cortina circolarP.: di notte, s' é cost~etti a tenerla, abbassata. L'ingresso un ico è an eh' esso eh iuso la notte, ed il tesso t o lascia appena traspirare un filo d'aria, intercetto pure quando è molle di piog~?ia od umettato di ru~iada. Calcolando la sottrazione da t'arsi pet l'armi, per gli abiti, pel bagaglio ond'è tulla ingombnl la tenda. la porzione d'aria per ciascun soldato si riduce a un nonnulla, guasta pure, percbè i soldati, molto prima di di:;tendersi a dormire, la viziano col fumo del!e loro pipe, e col fumo delle loro lucerne improvvisate.
L'Hospilal-Marquee è poi una tenda più ampia, di forma rettangolare, di m. 4,57 per m. 9,'1i') con tetto a due displuvii sorretto da due colonne, alte m. 4,75, e colmeggiata. Alle pareti laterali, alte m. l, 52 s'aprono due ingressi, olrre gli speciali ventilatori. La tenda pesa kg . 232,20 con una capacità di m". 'l 016,78. Vi si allogano dodici soldati, sei per ciascun lato, e, i n certi casi, anche ventiquattro. L'Hospital·Jfarquee, pesante e di difficile erezione, si usa per gli ospedali di tappa, io difetto d'altre tende o di fabricati adatti. Non è guari il capitano Alfredo S. Tomkins del corpo volontari l'icto·ria Rifles ha mostrato una tenda- ospedale di sua invenzione, la Tortoise (Test~1ggine). Ripiegata pel . trasporto, invece di formare una hallaccia che ingombra il carro, molto ingegnosamente si adatta a formare, come il r.ielo del calTO sulla coi a.rmatut·a arcuata resta tesa, e intorno al quale sporgono l e pareti laterali aggrovigliate; tutto raffigurante il clipeo d'una testuggine, donde il nome. Di queste « Testuggini >> ve n'ha di varia dimensione; ma più utile forse all'uso di guerra è quella di dodici letti, quadrangolare, che occupa un'area di m2 • 6,40. e pesa kg. 90,70. Le quattro pareti verticali sono alte m. 1,30 alle estremità e m. ·l ,83 nel mezzo. Il tetto, che forma quattro
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:SOHztE E CO '\SlllhR.\ZIOXI
displuvii ver~o ~li angoli, è sostenuto, nel mezzo, dal cielo del carro. o da due pJ.Ii e colme!?giata al to m. ~.7i$. La tela di conitura è formata n'un tes,.uto ùi canape e cii lino! re~o imperm ..ahile con un licyuido on•l'~ tmbenito. che gli cià una tinta verdastra; ed impedisce d1c venga distrutto dalle termiti o da altri in:;etti nocivi. La tenda è t•ivestita nella pa1·te di dentro d'una foder.t di tela tli cotone, colla tinta verde,an.:h'e-;~a. ·olore p;ace\"ole alla 'ista. Essac e ucita in modo. da rimanere quasi ovuntJue di~costa pot·hi centimetri dalla copertura, per meglio temper-nre l'azione calori lì ca dei raggi solari. La tenda del Tomkios si scompone in qunllro pezzi riuniti da oo ingerino-:is"ima co;;tura faua con heccbeui e lacci, eh~ permette l'istauLane.1 sparti1.ione e riunione. [ nostri S•>ldati, alfatlo nuo"i alle manoHe della Testuggine. uel pubbliro e'perimento, fallo a Caserta. innanzi Hgli ufficiali sttperiori del \.corpo l'l'armata, slt>t!arono dai ba~ti di due asinelli. una tenda ;rande. per '"enli letti: e la drizw..rono sù in poco più di dieci minuti; la smontarono poi e ricaricar·ono, in otto, sulle bestie da soma . Il carico della Tel'tugf!ine si divide, -.olo quando occorre tra ·portarla a schiena di mulo. o a braccia. nei luo~bi inaccessibili al carro. Ciascuna parte viene allora strellamente ripiegata, e chiusa in un sacco od invoglio tl i tela impermeabile. con e~sa i pali ed i ri,-peuivi piccheui, onde possa facilmente cari·~ar--i sui ba:.LJ. l)uanrlo -..i fa uso del carro. e va tolto soLitamente ro3pedale. la tenda non si di'"ide: il suo tP.Uo rimane spiegato, formando come il cielo del carro; le sole pareti laterali vengono ar-rotolale e legaLe con corr€-gge ai l:lti del carro. Costruita la tenda. il carro rima ne disouo, solo !'6 \'ha pr:ncolo di subito muo\"ere. Quando no, scariea dentro il contenuto, ed è :-'Ostituito poi da due pali. perchè s'abbia pilt spazio libero . li ent-ro può adopral'si pei feriti. o pel materiale sanitario. Yi !>Ì cari.::ano. rip:egati! i
SUL SERVIZIO SASITA!IIO DELt' ESERCITO INGLESE
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dodici letti per l'ospedaie da campo; letti, per dir così , che fanno poi da Larelle. da bugnetli, secondo il bisogno . .tmmirevole il carro del Tomkins per que,t'ospedale volante, dove eon ordine inge1-'(noso, è tanta copia d'utilissime .;ose! E v'hanno ~erbatoi per l'ac.qua, cassoni per alimenti , le~na da fu oco. tnedicinali . cassettoni rivestit; di zinco pet bucato. e via. Ammirevole sopra Lutto la cncina, in feno hattuto, in fondo proprio al carro. Che si stia fermi, o si vada. c'è sempre li vivo il fuoco ai fornelli, con ac~ua calda, brodo, alimenti . Una stufa a lenta combustione, è pure nel ca-rro per temperare la ri~ideu.a nella tenda nei tempi freddi. Con tutto questo. il carro -tenda Ttsl!t~min'' non pesa che kg. 94-1, e può e5sere tirato solo da due cavalli. L'ospedale-da campo del Tomkins deve aversi in grande considerazione pei moltissimi innegabili suoi pregi; perchè corrisponiie mara"igliosamenle ai nuovi bisogni del servizio sanilario in guerra. Facilissimo il trasporto. speditissimi l'impianto, la smontatura, potrà , con vantaggio senza pari, unirsi alle stesse sezioni di :::ani t~, invece dei comuni carr' d'ambulanza, trovarsi pronto dovunque e sempre a ricove· rare i feriti. D'uno di cotesti carri- tenda, per dodici leLLi, tirato da dr re cavallini del paese, fu fatta la prova, in Russia, nell 'agos to del 18~) l , nelle manovre di cavalleria ed artiblieria, coma ndate dal grand1u·n Wladimir. Dopo cinque giorni di mare ia, le truppe, avanzando al trouo ed al galoppo, prendev~ lDO d' a::;~alto Kmsno.je-Selo. L'ospedale-volante del Tomkins, sr · }ffipre in p1·ima linea, montato, di~fatto pi1ì volte al di, qua ndo pure tah·olta pioveva a dirotto. fu dopo l'auacco, in dic ra ·selle mi nuti. rifatto, messo in pronto per ricovero dei fe riti.
RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RIVISTA
~IEDICA
Sul trasporto dell'asoarlde lombrlooide nell'uomo. _ A. EPSTEL'(. - (Jahr. Jiir Kinderhe~l. e Centralb. (ùr die medie. Wissensc!t., X. 21, 1892).
Da Schubert ed allri fu sta bilito che gli ascaridi lombrioidi passano il loro sviluppo embrionale fuori del corpo mano. Al contrar•io non è ancora ben risoluta la questione \l ~ le uova degli ascaridi infettano direttamente l'intestino Sl nano o se il verme abbia un ospite intermediario. La magUl ~r parte degli sperimenti con alimenti contenenti uova di gi, caridi sono t•iusciLi negativi; solo il Grassi e il Lutz banno as •to svilupparsi gli ascaridi in uomini che avevano inghiol· • uova con embrioni. Però rE. giudica gli sperimenti di t.it< quE •stl osservatori non ancora abbastanza persuasivi. F ·er risolvere la questione l'E. dette a tre fanciulli uova di ~ tSCaridi che egli aveva coltivalo dalle fecce e che conlenev. sno embrion1 viventi. In lutti questi tre so~gelli d'esperimt ~nto fu accertalo per ripetuti esami microscopi degli e~l' e menti che non avevano in sè alcun ascaride. I fan per tutte la durala dell'esperimento non dovevano ciulli lasci 1re la camera percùi> non avessero occasione d'inghiol tira terra vegetale. Essi pr'eodevano solo alimenti ed acqua potabile affatto fuori d'ogni ~ospetlo. In cotti e tre i fanciulli si ossenò fra ia decima e la doditu l li cesiro a seLtimana. la prima comparsa delle ucva nelle fecce. Dopo la sommioistrazione della santonina passarono vermi c~n o. rgani sessuali sviluppati maschi e femmine. Cosi è dimostro lto che l' asca1·ide si pu6 sviluppare nell' intestino umant 1 dalle uova in.ghiotlite contenenti embrioni viventi e che n< m ha bisogno di un albergatore intermediario. Il m tf'zzo piu acconcio per la coltur·a delle uova di asca-
RIVISTA MEDICA
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r idi sono gli escrementi fluidi; perciò tr ovano le. uova ne~li strati superficiali del suolo fa vorevoli condizioni per lo s'·iluppo degli embrioni. molto meno nell'acqua e nelle sostanze alimentar·i. L'A. è quindi d'opinione che il più spesso le uova contenenti embrioni giungono nel tubo digerente dell'uomo per mezzo della terra infeHa. La non riuscita dei primi tentativi di traspor to si possono spiegare col fatto che le un,·a erano coltivate nell'acqua, ossia in un mezzo poco adattato al loro sviluppo. Alterazioni a.uatomi~he 1n un ono eU aordomutolezz& dopo la aoa.rlatti:ua. - A CHER:'viANN - (Zteisch. fu r
Ohrenheilk. e Centralb. f ur die me<L. Wissensch., 1\". 29 1892). Era nn giovanotto di 18 anni che alla ela di 2 tr2 anni era do,•entato sordo-muto dopo aver sofferto la scarl!lttina e mori di tubercolosi. All'esame anatomico dell'orfZano dell'udito a destra, il condotto uditivo esterno, la membrana ùel timpano, gli ossetti dell'udito e la mucosa timpanica non mostrAvano alcuna alterazione. Il Jigaroento anulat>e stapedio e la membrana della finestra rotonda er·an ossi fica li; dei <'anali semicircolari fu li'O\•ato solo un accenno in forma di un canale luogo 112 cm. riempito di un tessuto tìbroso lasso, il veslibulo fm·mava una fo ssetta rivestita di denso perioslio. Nessun segno dei sacculi, nessuna traccia della chiocciola. TI ne1·vo acustico era a pparentemente normale. A sinistra il condotto uditivo esterno era pieno di marcia, la membrana del timpano in più luoghi perforata . .Nel timpano e nelle cellule mastoidée si era raccolto del pus e delle masse csseose. La membrana della finestra rotonda ossificata . Il laberi n~o, il nervo acustico sembravano nor mali, nella coclea e nel mesto uditivo interno punto marcia. Nel cel'vello la circonvoluzione del Bt·oca sembrava più piccola del normale, e cosi pure il giro temp,)r·aiP superiore del lato sinistro. Il caso offre, secondo U. la particolarità che il processo morboso nell'orecchio destro si estendeva esclusivamente al laberinto, mentre a sinistra le alterazioni patologiche. erano nell' orecchio medio.
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KIVI~T.\
Nuove vedute sulla profllaad e sulla Otll'& 4ell& tubercolosi - (Tite Boszon medicai
Fn 'Cl'- Kl.NNICl:TT. -
and llurgteal Jou r naf, ma::srio 1892). ~ell'infanzia della hatteriolo}{ia, pt~re"ts naturale che introdotto un ~e r me specifico nell'orga nismo, esso vi dovesse attecchire. Il potere di resistenza che l'organismo spiei.ra arre.,tando lo sv1luppo de' ~::ermi morbigen1 o distruggendoné 1 prt)dOlli, fu poi me:-l:!O irs luce dalla chemot.axis di Pfeffer, che definì le relaz•oni fra i m< vi menti vi tau e le azioni cbimicbe. dall'emigrazione de' leucociti che jl dottor Leber ricollobbe ..otati li una prùpriet.a tlementare, quella d• attrarre certe sostanze nocive rtsullanli da materiali corrotti ne' te!'~ut• ''ivenli, e certi ,·iventi ·or·gani?mi pdlogenj con i loro virus di Yaria >;pecie. Que~li aggregati di leucociti che si riscont rano nelle vicinanze di un'invasione batterica hanno certamente la loro impol'lanza, e l'azione de' laucociti in virtù della loro chemot.six!", la finale incorporazione e dige!"tione cl•~> essi f~Jnno de' batle••i, costituiscono la ben nuta teoria Ji ~lel!<chmkoff della tagocitosi, e dell' immuni là ftu~ocihca.
Oltre A ciò, le investigazioni di Biichnet• e di Roemer le tJuah mostrano i lel!arni deUa leucocitosi g-->neraJe con i proce,.si 1nflamwator•i rebbriJi, meto«i in rilievo meJiante le inieziom intra\'enosl! di varte -.ostanze proleichP. ne' conigli, donde unadec1sa leucocito si in olt.o ore, ed uu cambia t.o rappo1•to frtl le cellult> ro'>>:e e le bianche del sangue al quar to giorno di una ~-t•ornali~ ra iniezione tlella proteina del bacillo piocianeo, rapporto che si r 1duce ad un corpuscolo bia nco s u 3, ros'-i se non provano che SiJO proprio i Ieucocilì queill che dic;tru~gono i batter•, inducono nellA CJ'edenza che i fluidi Jell'organismo sieno i veri germicidi, ed i leucociti sieno deputali alla re mozione. all' allontanamento de' germi ~iil UCCISÌ.
Altre ricerche ha n dimostrato che mentre i tessuti viventi ed i liquidi or·ganici arrestano in Y&rio grado lo sviluppo de' germi morbigcni, alcuni prodotti vitali di questi sono ca-
MEDICA
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paci d'infermare il_ ~.otere inibitorio e prolelli\'O rle' tes~uti e de' lifluidi orgamc1. In visla di questi fatti, la medicina pre,·entiça de"e necessariamente armar;;i di mezzi che promuo,·ano la vittor:a dell'or~rani::.:mo o rinforzandone i mezzi difensivi, o indebolendo e dislru~gendo le forza de' rinascenti microtìti. Per la scoperta di Yillemin e di Koch, per gli studi d'analom•a patolo!!ica, la cau::.:a del proc~sso tubercolare e la natura infettiYs della tubercolosi ci sono note, noi conosciamo le lesioni polmonari che direttamente od indirettamente son dovute al bacillo delle tubercolosi, cioé i lubercoli mil1ari isolati od agglomerali, il tessulQ tuber colare diffuso, fatlo di aree grandi o piccole di cellule epitelioidi neoformate, le varie B!Z'gregazioni di questo tessuto e di que~le aree, spesso in stato di più o meno avanzata necrosi da coagulazione, le desintegt•azioni e le escavazioni che ns dsultano, le formazioni cicatriziali, la perihronchile e gli este!'i indurimenti infiammatori di natura specifica, lo broncltite e la polmonite tubercolare non specifica probabilmente. ma compagna fedele delia tubercolosi polmonare Col corredo di tutte queste cognizioni, possiamo avventurarci a considerare lu portata delle misure profilaltiche e curative proposte contro que~ta malattia. La profi lassi deve necessariamente consistere nel dil'lruggere la vitalità dE'l bacillo fuori dell'organismo. e nel diminuire le sorgenti di infezione, come nel rendere i tessuti non suscettibili all'attecchimento de' bacilli. Secondo Kocb, l'ar ia espirata dai tubercolosi non contiene bacilli, ma ne contengono in grande quant;là gli sputi che polverizzati e trasportati dalla corrente aerea sono un fomite ordinario d'infezione, ne contengono gli escrementi dei tisìci. gli essuda ti delle ulceri tubercolari delle ossa e delle glandole, ne contiene il !alle delle vacche affette dal mal perlaceo e le loro carni. Secondo le elaborate investigazioni di Cornei la poi vere di 21 camerate di sette osnedali, di tre asili e di due prigioni, quelle delle camere da lelto di 62 tisic1 della pratica privata, quèlla degli ambulatori di malati di petto, quella delle pubbliche vie e quella delle camere d'i-
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RIVISTA
nalazione, fu raccolta ed inoculata ad animali suscettibili di tubercolosi. Di 94 animali inoculati con la polvere delle sal& d'ospedali .:?0 divennero tubercolosi; fra le 21 sale d'ospedaìe si ottennero culture di bacilli con la polvere di 15; dalla polvere delle sale chirurgiche. da quella delle strade e da quella delle camere di inalazione si ebbero risullati negativi; di 170 animali inoculati CClfl la polvere delle camere da Ietto de' tisici, 3.i rimasero infetti, e siccome di questi 1i0 91 rn()•·irouo di selt.icemia, è probabile che la cifra tle!!l'infelti <li tubercolosi non rappresenti tutta la specifica virulenza di quella polvere. La polvere era t-1tala presa dalle mura, dai mobili, dai quadri, ed in una camera privata l'=i tro,·ò poh·ere infettante sei settimane dopo la morte dell'infermo. Nelle camere fornite di spulacchiere Cornet nou ha trovato polver e. specifica, quantunque in fJueste avesse falto le più a ccurate ricerche. A fronte di simili osservazioni, le statistiche cliniche non sarebbero più necessarie, purt\ non è senza importanza il conoscere che de'.10i8 medici dPlla Gran Bretagna interrogati dal comitato d'invest-igazione nel 1883, 261 si p•·onunciarono pP.r la comunicabilità della tuber colosi, e di questi, 192 riportarono casi d'infezione fra coniugi, ed in 130 di quesn casi comunicali, mancaYa assolutamente ogni indizio di pre.clisposizione ereditaria. Flick in un periodo di 25 Anni pr ecedenti il 1888 ha studiato la localizzazione e la mc,rtalità della tubercolosi in una delle condotte di Filadelfia, ed ha r ilevato che mentre in quei 25 anni meno di 1(3 delle case divenne sede di tubercolosi, più della meta delle morti si verificarono ìn quelle case infette, cosicchè essendo le case non infette in numero doppio delle infette, la preponderanza delle morti risulta a carico di queste ullime. Secondo le r icerche istituite da Corne t sull'ordine cattolico degl'infermieri di Prussia, mentre la mortalità generale per tubercolosi oscilla in Prussia da l {7 ad 115 di tulle le morti, quella di 38 conventi popolati in media cla 4028 persone ne' 2S anni pr ecedenti il !889 è ascesa al 62, p. 100 di tutte le morti, in quasi la meta di questi conventi ascese al
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;:; p. 100, ed io due case madt•i la tubercolosi fu runica causa di morte, mentre nelle altre la proporzione oscillò fra i iO ed 50 p.IOO. L'età med1u della morte di que!"Li infermieri i.. di anni :i6, z;. n l disotto c.h 10' anni d<>gli uomini impiegali ne' lavori più norl\·i. La diversa mortelità fra queste stesse case d'infermieri e spie~ala da Cornet con la circostanza che molli assistono a pt·ererPnza ammalati chirurgici. Fra le numero"e ri cerche e!"eauile l"ulle proprietà tnMtantl dt·llalte .Ielle vacche lubei'COiolache,quPJie di Ernst nella scuola di me.Jitina ùi Harvard sorpassano in estensione ed importanza lulle quelle ùel continente, serondo l'autore. Le inocuhudoni di latte 11e' conigli c cavte. il nutrimento de' vitelli A maiali con latte e burro da vacche infette senza localizzazionfl delle mammelle, provano all'evirlenza che quellatLe può pr·odurre la tubercolosi nei consumatori e ~la esperimenti sul latte !Jreso •1ua c là dai fornitori d• Boston, in due casi han dimMirALt) j bacilli specific i. Queste ricerche trovano un appoggio nf'l fatto clinico della frequenza della tubercolosi mesenterica etl intestinale nei bambini, e nel rl~ml tato al quale é giunta l'a~sociazione J ei veterinari de~li Stati uniti nel J8R9, che cioè il 10 o 15 p. 100 della quantit.a totale del latte degli Stati deli"Esl è tubercolo~o. Fra 1 casi di probabile inoculazione di Lub••rcolosa raccolti dall'autore, é notevole quello di una ragazza di 14 anni che nou A'ea pre.Jisposizione ereditaria, e che òivenne tisica per aver portato gli orecchini di una tubercolotica ; quello di uo vigflroso ragazzo che all'elà di tre anni soffriva di uu eczema dell'!!ddome, che per un anno dormì con la madre tisica, dopo •la che fu1•ono trovati bacilli ~pecifici nella ve!"cirola di ec-zema: quello di uoo t-ludeote che "'i rer1 in una tlassezione e ne ripo rtò un nodulo tubet·coloso. con gonfiore delle glan dole deLravambraccio che furono e~cil'se e trovate caseo!'e: quello di dieci fanci ulli ebrei circ(lnci;.:i dallo stesso chirurgo che voco dopo mori di tubercolosi, fra i quali t:-e mot·irono di meningite tubercolare, tre di mara .. mo, uno di òiarrea intercorrente, e gli altri tre <>offri,·a"o .!i adeniti tubercolari. Le investicaz10ni sperimentali e ~ inichè dimostranti che la sor~tente pil! comune d'i nfezione è lo ~pulo dei li!'ici, il
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latte di vacche tubercolose, e probabilmente le carni di questi animali, indicano la direzione che le misure profìl~t ttche devono prendere. L'enorme numero di bacilli contenuti nell' espettorato de' tisici, anche ammettendo secondo Kita!'ato che la maggior parte di essi non sieno più vitali, giusta le ricerche di Mitchell Prudden fatte nel 1891 ascende a 21,460,000 al giorno per individuo. Gli esp!·rimenti di N.uttel eseguiti nel laboratorio di John Hopkins conducono allo stesso risultato, e Sawizki ha dimostrato che questi sputi disseccati e conservati nelle stes!'e condizioni che si verificano nell'interno delle abitazioni, conser\·ano le proprieta infettive per due mesi e mezzo; Stone !'OSliene che siano virulenti anche dopo trP. anni. Se a tutto questo si a ggiunlle l'eccezionale resistenza de· bacilli della tubercolosi all"azione d_eg-Ji antisettici fisici e chimici, risultera all'evidenza la necessita di un'efficace disinfezione degli !O:pmi tubercolari. Graucher e de Gennes trovarono inutili le disinfezioni fatte con l'acido fenico, con la potassa, col solfa to di rame e col cloruro di zinco in soluzione di 1-500, perché quei sputi inoculati riproducevano la tubercolosi . Il sublimato corrosi,·o è senza valore per la coagulazione dE'gli albuminoidi, la soluzione di creolina, e quella di aseptol allO p. 100 secondo le esperienze di Scholte!ius e Sprenl!el, l'iescir ono inutili anche dopo 24: 01 e di contatto, la soluzione al 10 p. 100 di liso l fu solo capace di rendere sterili gli espettorali dopo ·1 2 ore, quindi tino ad ora dobbiamo confessare di non conosrere un mezzo pratico di azione chimica per la disinfezione dello sputo. Le esperienze fatte col calore dimo!:'trano che il bacillo tubercolare difficilmente sopravvive alla temperatura di 80'>, e muore certamente fra i oo• ed i 1{)()0, ma una sputacchiera ripiena d"acqua a tale temperatura non è senza pericolo, quindi Ol!ni infermo deve conoscere che i suoi sputi sono micidiali per gli altri, e deve guardarsi dallo sputare nel fazzoletto, o sul pavimento. Le sputacchiere di porcellana o .di vetro a meta piene d"acqua devono essere disinfettate ogni 24 ore, e ~?li ospedali devono all'uopo esser provvisti .d"una sterilizzalrice di Arnold. Il miglior disinfettante degli espettorali é il fuoco, e nel-
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l'ospedale di S. Luca è in uso un mezzo che può esse1·e a pplicabile nelle case private. belle spt:tacchiere di carta sono rinnovate ogni 24 ore, e bruciate. Le pareti ed i pavimenti delle camere de' tisici devono essere strofinati con panni bagnati, non spazzati o spolverati. Le biancherie dei malati devono e~ser sottoposte al calore . di 100° o meglio all'azione del vapore. La sistematica ispezione veterinaria del latte e delle carni specialmente nelle grandi città, è pure di capitale importanza. e dev'es:;;ere determinata da lef!gi severe; ciò che si può consigliare ai privati, è di far bollire il latte, e far cuocere bene la carne. Ri~?uardo alla terapia, l'ipotesi di Koch, che il bacillo tu· bercolai'e produca una sostanza deleteria alla vita delle cellule, la quale distrugge il protoplasma vivente, induce una necrosi da coagulazione incapace di più nutrire il bacillo stesso, e che questa necr osi possa essere aumentata artificialmente con l'inoculaziol).e della tubercolina, donde un risultato finale di eliminazione del tB8suto necrotico con i bacilli che vi sono inclu.si, questa ipotesi, combattuta per d11e anni, e stata ripresa in esame da Hunter irl· Inghilterra, il quale dopo una serie di studi è venuto alle seguenti conclusioni: Le principali sostanze della tubercolinà sono le albuminose, le alcaloidi, poche ed indeterminate ·sostanze estr attive, mucina, sali inorganici, glicerina e materie coloranti. Hunter preparò quattro modificazioni della tubercolina originale di Koch e le designò con le lettere A, B, C, e CB , e dopo ~olte inoculazioni suì topi e sulle cavie, inferì che la tuber· colina deve la sua attività non ad un solo, ma a diversi dei suoi elementi. che la sua azione flogogena e pirogena è molto complessa , che la sua azione infiammativa e curativa è connessa alla presenza di molti · albuminoidi, mentre l'azione febrigena è riferibile a ·sostanze non albuminose, onde con opportune modificazioni chimiche è pos- . sibile rimuovere le sostanze che producono la febbre, e· lasciar 1e altre di azione benefica, perchè l'azione febrigena non è condizione essenL:iale dell'azione cura tiva. Che l'azione
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terapeutica della tubercolina è dovuta Ad una proteina, :::ostanza albuminoide derivata dal protoplasma degli stessi bacilli; e non formata dalla loro azione sui tessuti circostanti, sostanza proleica che può essere isolata in abbondanza. Hunter, assistito da Watson Cheyne, con queste modifica~ zioni della tubercolina fece delle prove cliniche dalle quali poté intravedere che la modificazione A difl'eri~ce ben poco dalla tubercolina di Koch; che la modificazione B ne differisce per esc:er priva della sostanza che produce l'infiammazione locale, e per esser capace di produrre la febbre, e di favorire piuttosto che ritardare la moltiplicazione dei bacilli; che la modificazione CB, contiene le stesse sostanze che si tt·ovano in B, meno quella che produce la febbre, e che la modificazione C ha la proprietà di CB, più quella di indurre l'infiammazione locale, quindi è scevra. da tutti i cattivi effetti della tubercolina. ~elle forme tuberose ed ulcerative di lupns il clott. Hunter ha creduto di scor~.-re una grande ntilita nel!" uso della forma C e C 8, solo rèsla a vedere se i benefici che se ne ritr·aggono sono permanenti. Le ricerche del prof. Klebs fatte l"e~uendo le stesse idee, !~Ono affatto indipendenti da quelle di Hunter. Egli sottopose la tubercolina a vari proces~i chimici, per liberar·la da quegli alcaloidi che possono riescir nocivi senza spiegat•e alcun~ azione sulla sostanza tubercolare, e per lasciare in essa i principi albuminoidi ed estraltivi che secondo lui rappresen tano la secrezione dei bacilli vivènti, e che egli chiama tuberculocidina . Inoculata questa dopo un'iniezione di cultura pura di bacilli, vide che lo stadio d'inc ubazione diveniva più lungo del doppio, inoculatala rlopo lo sviluppo del tubercolo ne aveva una completa eisoluzione, ed i migliori risultati si ottenevano rtuando inocula va simultaneamente la Luberculocidina e la cultura pura di bacilli. Uccisi tre mesi do po gli animali inoculati, _trovò vat•i lubercoli, e pochi bacilli. ~egli animali ,:ui quali il trattamento con la tuberculociùina era cominciato sei settimane dopo l"inocula7ione -sperunentalo>, e si era protraLto pe:· 25 giorni, si tro\·ò completa
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guarigione, o un allo grado di regresso delle le~ioni tubercolari. Di 75 casi di tubercolotici curati con la tuberculocidina, il 18,6 P- 100 guarirono, iJ 60 p.lOO migliorarono, e tra questi, alcuni avevano sperimentato invan1) .il creosoto e la· tubercolina. Siccome durante la cura non si manif~slò febbre nè fenomeni generali, gl'infermi non furono costretti a cambiar metodo di vita, nè ad interrompere le loro occupazioni; il rimedio agiva dislrug~endo il bacillo della tubercolosi, senza produrre infiammazione locale o necrosi di tessuti. Re sta ora a Klebs a determinare il limite entJ'O il quale è possibile la cura della malattia dopo distruttone il bacillo generatore, poichè anche tolta la causa prima possono rimanere le perniciose conseguenze di essa, e quando la distruzione della sostanza polmonare è inoltrata, quando la vitalità generale è depressa, e l'emaciazione, e la debolezza cardiaca sono giunte ad alto gt·ado, la guarigione è difficile ancorct,è la prima cagione del morbo sia allontanata. RoernE>r, dopo le sue r icerche sperimentali, diede il sorprendentt3 annunzio che le stesse reazioni della tubercolina si potevano ottenere nelle carie tub•~rcolotiche mercè la proteina estratta dal bacillo piocianeo. Gli animali tubercolosi tnOri\·ano pron tAmente dopo finoculazione di quell'estratto., mentr·e pii animali sani sopravvivevano, e le lesioni che si trovavano nella milza e nel fega to, er ano perfettamen·te s imili a quelle descritte da Koch come consecuth·e all'azione dellA tubercolina. Biichner corroborava le osservazioni di Roemer, rinvenendo gli stessi .e tretti nella proteina del pneumococco di Friedh:.indE r e del micr ococco prodigioso. Le inoculazioni a dose rninima di proteina del pneumococco in uomini ~ani, er ano seguite da arrossamento e gonfiore nel punto d' inoculazione, da elevazione di temperatura locale, senzasintoHli generali per la tenuitadella close, donde Buèhner conchiudeva che non solo le proteine estrattive del bacillo tubercolar-e, ma anche qu.elle di bacilli non patogeni·,sono capaci di eccitare un'inflamma;done locale ed una conseguente neerosi di tessuto. ,.
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Gli studi ~perimentali dì Prudden sull'azione dei bacilli morti e liber ati per quanto é possibile dai loro prodotti vitali, mostrano la loro capacità di stimolare poleolPmente l'alti vita tlt>lle cellule, e dJ prodUI·re le::<ioni morfolo.!!icamente sunili al tubercolo, non pero progressive, e non tendenli ad una inoltrata necro!'li cla coagulazione, e non producenti una malattia infettiva. Da lulla questa !IP.rie di c;tudi sperimentali sembra risultar·e che i benefici effetti ollenuti con la tubercolina di Koch non sieno dovuti alla nt>crosi da coagulazione che essa pro. duceva, ma alle proteme stimolanti rattivita cellulare, vero elemento cut'!llivo della tubercolina, opinione espressa anche da Schede di Hamburg, onde l'autore cr ede fermamente cbe le ulter ior i invesli~azioni sulla scoverla di Kcch debba no condurre a tali moclificazioni del rimedio originale, ed alla preparazione eli un r·rmedio nuovo basato sullo stesso pr incipio, che ponga nf'lle mani del medico un agente di car·at• tere specifico, di virtù terapeutica inattesa ed inottenibile per lo passato Nel febbraio 1R91 il prof. Liebreich annunziò la scoverta di un nuovo rimedio contro la tubercolosi, la cantaridina. cbe preS>a internamente p1·oduce uo'e!>sudaz.ione !>ierosa dai cap1Uari de' reni. dei polmoni e di altri organi, non accompajZnal.a da aumento di pres~ione arter iosa, nè da iperemia o da stra vaso san!!uigno, se adoperata in piccola àose. L 'Irritabilità de' capillnri secondo Liebreich è accresciuta neiiP. malnltie !orali, ed aumentandola ancora con l'azione della cAntaridina, l'es:;udaz:one <>ierosa può influire sui tessuti tubercolizzalt. o stimolando l'allivita delle cellule e la nutri· zion.-, o ucci"dendl) i bacilli col siero effuso. I preparatr fi. nora u~ti qono 11 cAntaridato di potassio e di sodil) flmmi· ni~trs.li ipodermicamente alla dose di 1 a 2 diecimilligrammi ogni 48 ore. RicheL ed Hericourt nell'anno decorso hanno dimostrato che ne' ronigli previamenLe inoculati col bacillo tubercolare, l'evoluzioné della tubercolosr può esser e arrestata roo le susc;eguenti iniezioni di siero del sangue cle' cani. Contro la pre•ia inoculazione di cul ture molto virulenti, il siero ha
li. l:. DICA
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appena l't!ffetlo di differire lo sviluppo delhi tubercolosi; :-~u animali !'ani preY·ene lo ~volgimento della tubercolo~:.i sperìroerJLale; i rìsu:tati clinici ottenuti negli ospedali di Parigi in·J 1cano che il r imeJio »:;:risce s timolando l'alli,•ità dalla cellule. 11 pror. Launelongue J,..JrAccademia di Francia, re putando rindun.:meu'o fibrino~o come un proct"'"'O di gmmgione .:roontan~rt d<>lla lesione tuber\!olal'e, pr opose nelra nuo decorso l'111oc:uiat10nt di pic,·ole Josi di cloruro da zinco, ou le distruf!~t!re ~li elementi anatomici del lubercolo, e destare lA proliferati Jlle di cellule embrionAli non <;olu o el punto IJ"iniezione, ma a qua lche distanza nei tlinll)rni, e l'mlìltrazione dt>l tuLe1·colo con abbonda nza di ct>llult! migratorie, le quali secondo Lannelongue dovrebbero et'erc1tare una funzione fagocitico sui bacilli. l tess uti morbosi distrutti dal cloruro di zinco sarebbero r iassorbili, o le cellule embrionali si o1· ~anizzereb bero con g ra nde rn pidttà in tessu to fi broso. E reAlmente, iniettando alcune glandole hnfaticlle tubercolari, e !asciandone altre l'enza iniezione, dopo l'èstirpazione Òl e:;-,:a Lanndongue potè paragonare le due specie di glandole morbose, e riconoscere nelle inoculate un denso tes~uto fibroso. eù una solioa a der·enza con la capsula della gittodola. L'e!"perimento rn ri petuto con buoni risultati su 20 a ffetti da l nfoa.!enili supput'8te o no, e su due ammalali di Lubercolo!i'l polmonare inie ttando due goccie di una solu;uone •lei lCl p. 100 in dh·ersi punti ci r~osLaoti alla glandola infdla Il creosoto ,;coverlo da Reichenbaclt nel J8JO, ed usato come J'imE>Jio contro le malattie pohnonat·i, cadile in obblio, i • riabilitato nel i8'i'i da Boucllar l per breve tempo, e dieci anni piu lar di ebbe una !<arie di cultori in Sommet·broùt, Fracuuel. Brunn. GuU.mann ed a ltri. È generalmente amm.;,..sa !"efficacia del creosoto nel moderHe 1 processi ferlllt>lllalivl del tratto intestinale, e quindi nel p1·omuovere nei ti"ici rappelito, e m igliorarne la digestione e lo nutriz1one, e uPI promuovet·e la risoluzione e l'assorbimento ùcgl1 essu.Jali infiammatori secondar i. È d·altro nde coucep1bile la favvrevoie influenza che esso può esercitat·e disinfettando
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IU\'lSTA
e stimol11n lo, allorch·· si rifl»lte ai processi catarrali della mucosn cosi comuni ue· lisici. Secondo ~li e!=:perimenlt di G.:.~llmann, il creosoto in ;:0 _ luzione di l su 4000 r itar.la potentemente lo ~,·iluppo de' bacilli, ed in :solu:tione di l «u 2()11() li sterilizza completamPnte; egli dunqu~ calcola che un grammo di creosoto messo in circolazione. possa ha:>Lare alla sterilizzaz!one di un polmone affetto du tubt>rcolo«i. :.\la una fatale obiezione a questa veJut.a sempiicPmente ltWrtca sorge della recente iO\·estigazione clumica la quale d av,·prte che il c1·eosoto in corobiua:tione con glt all,uminoidi del san~ue non é più u 11 germicida, donde la necessità rlegli esperimenti sugli animali compiuti ultrmamente da Trudeau e da CorneL. Trudeau inoculò nella camera anteriore Jell'occtJio e nella cavìlà toracica di quHtLro conigli una quantita eguale di soluziono di cultura di bacilli della Lubercolos.i, iudi conservo due di qu~sli conigli come controllo. ed agli altri due fece iniezioni a giorni t~ l terni di 5 cm. c. d'una soluzione al !Op. 100 di creosoto puro in olio di mandorla. Dal 12' al 13' giorno comparver·o i tubercoli nell'irrde tanto ne· conigli tenuti come controllo che in quelli Lt•attali col creosoto, l'irile, l'intorbidamento della cot•nea e le infiammazioni secondarie si mardfeslarono in Lutti e quatlro i conigli, i quali &ccec&·ono dall'occhio iniellatv, dopo due mesi furono uccisi. e lutti avevano lesioni tubercolari ne:>' polmoni. Cornet. introduss~ con la sonda gastrica a 7 ca,·ie una dose d• creosoto che corri,.pondeSSé m peso a quella che sarebbe statR necessaria per ammmistrare due grammi del rimedio ad un uomo, e continuò questa introduzione di creosoto nello stomaco delle cavie per due mesi. Scorso qnesto tempo, inoculò, e costrinse questt animali, ed altrettanti per controllo, a respirare cultu!'e pure dt bacilli polverizzate, e dopo un tempo rhP variò da 10 ad 84 giorni lutti questi animali morirono di tubercolosi. od uccisi furono trovati tubercolosi. Il guaiaco! ottenuto dalla distillazione del creosoto, fu sostituito da Sahli nel 1887 al creosoto, ed ultimamente Seifert ed Hoelscher han pr·oposto l'uso del carbonato di ~uaiacol
'lEDI CA
he puo ess.,re chimicamente puro. che o un sale neutro,
~enza otlor'e e ~enza sapore, non produce disturbi gaslrtci, e nelrintel"lino si d&ompone in gua•acol ed oriùo carbonico Seife 1·t eol Hoelscher sostengono che ti c·reosoto ed Il ~m1 iacol non circolino liberamente nel Pa n~rue, e .::ieno eliminati olai I'eni c:otlo form a Ji sali di uctdo elllsolforico: ,~he durante l'assorbimento, il pr incipio au,vo del cr eoc:otn «i combini cnn !!ti albuminoidi del sansrue, specialmente per rmttuenza chP. est>rcita la molecola di solfo contenuta nd· ratbutnina . E .-.ic•·ome il sangue dei tubercolosi, olti·e all'albumina propria contiene allri albuminoidi provenienti dagli essudati e dai prodotli de' bacilli, le toxialbumine che ne rlerivano proohlCI,nO la febbr e eJ i sudori nottur ni. Il guaiaco! com· binsnclc~i con queste sostanze albuminoidi, le renderebbt> stab1h e uon più to ...siche, e fa ciliterebbe l'eliminazione rlelle toxalbumine già formate. Fra Gf> tuber colosi g iacenti in Sl. Luke'~ Hospital sotlo lo cure dell'autore, egli scelse nel passl!to in,·er no 19 ammalati Ancora cm'abili, e li trattò o c.on la tuber colina di Koch modificata da Hunter, o con le iniezioni di ~uaiacol, o col creosoto amministrato internamente. Sette essi di tubercolosi ben constatata fur·ono curati con la tuberculocidina, tre per· Ire mesi, gli allri per due mesi. In due dei primi tre l'esame fisico non riJe,·o miglioramento nelle condizioni del petto, nel terzo i segni di miglioramento erano ben r ileva bili. Dei IIUHltro curali per due mest, uno non mtgliorò atfatLo. du~ mi~lior~t.rono sensibilmente, nell'ult mo si potè notare una so!:'ta temporanea della malattia. L'impressione lasciata nell'animo dell'autore dalla giornaliera O!:'sen11zione di questi curati, é che la tubercolina di Hunter agisca più sulla lesione specifica che sui processi nutritivi degLi infermi. Pel trattamento col creosoto ed i suoi pr eparati, si sono scelti f')llegl'infermi che presentavano a prevalenza sintomi attribuili alla tossica in11uenza dei prodotti de' bacilli, cioè marasmo, sudor i notturni ecc. Sette casi furono curati con iniezioni sottocutanee di guaiaco!, spinte rapidamente alla
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RiVISTA
do!>~ giornalit·ra ùi un grammo, e cin'!ue col creosoto dato
inl.. rnamente, dalla dose dì 1 ~rammo a 6. gìoroalmenle. 111 quultro de' primi i se~ni fisici della malattia cambiarono Ji poco o nulla, uno di queslt però guadagni• 6 chilogrammi in peso, uno perdé di un chilogramma, un altro 4, uno è rimasto stazìOnt.trlu. l n due di questi la quantitA ddl'espetlorato è rrcsciuta, negh altri due è di poco diminuila. ~c'tlì altrt tr~ curati, non solo rwn si notò alcuna inllueoza del rimt>dio sull~ condiztoni generali. ma ;;i ebbe un pro gr~s~ivo aggravamento delle lesioni polmonari, bencbè i sudori notturni fossero alquanto diminuili. In un infermo che sotfri\'8 dì nefrite cronica, fu a nerllto un s~nsibile aumento nell'albumina delle orine appena si giunse alla dose di un gr·ammo d'iniezione di p-uatacol, percui si sospese il rimedio, e l'albuminui·ia diminUJ. rn nessun altro dì quelli tl'atlati col guaiaco! o col creosoto si ,·eritìcarono traccie d'albumina nell'orina esaminati\ ogni due giorni; in uno solo, rn!lglUuta la mt~ssima dose di guaiaco!, si videro le orine neraslre come per assorbime11to di acido f~nico. Il t'apporto del dott. Ely sull'enumerazione de' bacilli, fa notare l'imperfezione de' metodt s inora in u~o per '1Uesta operazione, e gli errori nei quali s'incorre allor ché aumenta la quantità ùell'espettorato od il numero dei bacilli e viceversa, mettendo ti rilievo altr·esi il caso Ji assenza totale di bactlli che si ~erifica dt tempo in tempo in ammalati di grave Lubercolosi polmonare. Pur lulta>ia nt:' casi Il e IV ne' quali le lesioni e lt! condizioni 2enerali rimaser o st&Yionarie. la quantità de' bacilli diminuì !rrandemenle: nel caso V Il nel •Jilllle l'area delle lesioni polmonari era inl!randìta e lP condtztoni generali deteriorate, i bacilli crebbero in numero. Gl'infermi rurali col ct·eosoto han mostrato un corso presso a poco simile a quello .le• precedentL t.:no guadagnò in peso un cbilo~rrammR, un altro ne perde dut>, i segni fisici l'imasel'o quali erAno. NP;:\'Ii altri tre vi fu progressivo aumento nelle lesioni locali, 'JU8Hlunqu3 mostrassero tolleranza per una dose di rreosoto di 6 l!'rammi ai giorno, ma i sudori nollnrni diminuirono.
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11 carbonatn di ~uaiacol e stato pure usato, ed oltre 11 vaota"'g"iO detl"essel'e inodoro e privo ds sapore, ha avutn quello di e"limolar convenientemente !"appetito. LP conclus~oni cliniche tralle dall'autos·e per 'lueste esperienze sono che ti creosoto ed il gwuar-ol in alcune forme rls ti~i fJO"f:onu e:><>ere amministrati a grandi dnse Cl'O piena tolleorauza. ma che quesLe !!randi doss 11011 hnooo alcun vanta::~io ,-ulle pkcoh:: che le iniezioni ùs guatacol non giovano fHU ,)t') Cl'èOSOto 8ffilniiiÌSlralO intern811lelltè, Che il plCCU)O henelìcw Ji cuj il cr•eosoto è ~pace nulla luhercoiO!'i pollllonur~. può oltenersi con piccnlt· cio~i. ma con J'ul'o con tmuo e prolungato~ E ~confortante il dover not-are che ùa questa lungtt se1•ie ,IJ studi e di e;;per ienze non si può t•·arre ullro rssuJtnto positivo, se non '[uello fos·nito tlal ra pporto del dott. El~ sull'azione germicidu del creosoto al di fuori dell'organismo, E~tli variando di poco gli esper·imenti di Gutlmt.nn, sostituetHIO cioè ali<! tintura alcoolica di creosoto la soluzione a•''Juo<>a di guaiaco!, costatò che questo impedisce lo svoiJtmt'nlo dei gerrnt della tul;e rcolof<i 111la dose di 1:3000, 11 uin•li può servire come disinfettante esterno.
w J. Cnu:-:CtL~J A:-1. -
Disenterta.. - (The Bo.'lton medica! cmd Slt ryical Jou rna l, luglio, 1&l2).
L'autore. in 12v autopsie eseguile al John llopkins Hosptlal, ha trovato It!sioni anatom1che del gro<>so intestino 34 volte, e da JU~-'Sle autopsie trae argomento per una rivista generale .ti tutte •Juelle lesioni intestinali che vanno sotto il nome cht.lco .11 dtsenleria~ Sollo il punto di '' ista anatomico e~li distingue ll•e rorme di ds,...enteria , la catarrale o semplice, la dtrlerica e l'amoebica. la •(Ullle ultima è caratterizzala non solo dalle differenzP anatomiche delle lesioni, ma anche da uua deflnita etiologia. La •tio:enleria nifterica si riconosce alla preseuza di una membrana formata di e~sudato fibrinoso e di necrosi, che ricopre la mucosa del g ros ;;;o intestino, e che può estondersi nnche t~l ten ue. Questa membrana comincia a manireslus·si 1'15
IUrJSl'A
sollo J'appat·euzR ù1 p1ccole rna<'se opache biauco-~rigie stAlla <:uperllcie della mucosa iperemica, strettamente aderenti, che nou po~l<ono esser deterse od asportale senza perdita di !'O-<Ianza, che si prouunciano maggiormente toui rilieYi deliP fibre mu«colart lons!itudinali e su~Ji mcro·ci~menti di quec::te con le fibre circolari. lascrando nelle at·ee depresse f~ le tlhre delle isole di mucosa intatta. Le piccole masse piu lard1 conllu1scono, ricovrono l'intera superficie della muco:':a. e lulto l'iuleslino ~i c01n·erte in un denso e rigtdo tubo, poi la membrt~na ueoror mata si lacera per fìssu r e longitudinali e trasverl'le, lasciando a ree di ft>rma irregolare, e di vada grandezza. In altri casi queste a ree hanno poca tendenza a confluire, e Lulta la mucosa è coverta dr piccole chiazze opache come di crusca che v1 fo~se ~tatn sparsa sopra. Il proce~so è più intenso nelle ripiegature delr intestino, ne' casi acuti t~UO l'inte~t ino é iniettato e gonfio, io quelli più miti la mucosa sembra inalterata in Lutto, tranne che nelle aree difteriche. Le sezioni d1 questa membrana la fanno vedere composta di den.o, amma::<l'li di fibrina, di cellule necroliche e di detriti di nuclc1, che 11i approfondano più o meno nella mucosa. e talvolla raf?!!:iungono la soltomucosa. Alla estremità della membt·ana, la hnea d1 demarcatione fra la mucosa sana e l'alterata, é SC;.~"llata dtt una a gglome razione d i corpuscoli di pu!'. e nel rnater1ale necrotico speso:o si riconosc-ono detriti di !!lan.Jole. l nu~lel cellu!ari non si colo1·ano. e le cellul·· sttsse sono convertile in ammassi refran~enti la luce. La mucosa circumambitlnl~ è iniettata. e fra le sue glandole c::i .:corgono corpu--coli di puc:: io IJUantilà •ariabile; 1~ sollomucosa t_\ par imenll Iniettata, i Ya~i sono d·latati, e circondali da una zona d'infiltrazione parvicellulare, c spesso lo strato di fibrina chP occupa la soUomucosa assume forma fibrillare stmile a •tueliA del connettivo, mentre la fibrina della ,.uperlìcie cotennosa forma un denso reticolo. li pr ocesgo difterico è spesso associato ad ulcerazione, la suppurazione lascia ulcer i irregolari sulle aree necrotiche che possono guarir•e, ma possono assumere tale estensione da lasciar appella piccole aree di mucol"a intatta, possono
XEOICA
essere raggiate, a forma di fessure mollo profonde, ed altora tutta la pat·ete intes tinale i> i~pessila e contraLta, lo strato muscolare è Ìf•o>rlrotìco, e la soltomuco!'a convertiLa io un tessuto f!Uasi cicatriziale, denso, duro, di color~> ar·desiaco. Anche dal Ialo peritoneale si può riconoscere l'infiamma· zione al color nero delia visce1·a, all'essudalo fibrinoso che talvolta vi si de! •osi!a. e talvolta anche i follicoli intestinali sono allerali, ingranditi, ulcerali. L'infiammazione catarrale della muco~a enter ica, secondo Vircbow é un accresciuto processo di nutrizione che in leggiero ~rado ~i palesa con un'aumentata aUivita delle cellule secernenti, ed in grado più intenso con la suppuraziooe che può passare ad ulcerazione. Ma l'autore osserva che in tal caso la par ola catarrale è male scelta, né può egli riconoscere un'infiammazion e come accresciuta atlivita delle cellulf'. Ndl'enteritc <'alarrale egli ammette un certo numero .di coudizioni che forse rappresentano diversi stadi di un medesimo proces~o. In alcuni casi v'è iperemia più o meno intensa, della mueosa, disposta .ad aree o diffusa, possono esser·vi emorragie puntiformi della mucosa e della sottomucosa, può la mucosa ~ser più o meno gonfia, scura, grigiastra, coverla di muco· pus, con perdita maggiore o minor-e d'epitelio. Al microscopio si 'edono le glandole contorte, ripiene di <:ellule esfoliate, contenenti corpuscoli di pus, si vede il tes suto inlerglandolare ispessito, si vede il rammollimento e la necrosi dello mucosa, il disgregamento e la deformazione degli epiteli, ruJcerazione che talvolta raggiunge la sottomucosa ed anche la tunica rnu!>colare. Fra le glandole di Lieberkiihn v'é un ispessimento iperplastico del tessuto !infatico, 1 follicoli solitari sono rigonfi, grigiastri e Lrasparenli, od opachi e biancastri, infiHrati da leucociti e da cellule epitelioitii, denudaLi d'epitelio e talvolta ulcerati. QuesLa forma d'enterite può divenir cronica, il processo di rammollimento .a di ulcerazione in la[ caso continua, le ulceri non cicatrizzano, anzi ingrandiscono, e sono circondate da tessuto i ~pessito.
In '[uanto all'etiol0gia di queste due forme difterilica e ca-
RiVISTA
tan·ale. la varietà delle lesioni non si presta ad esser r-annorlata aliA stessa casrione. ii: probabile che una parte importante nello svolgimento di 'fUP~te forme infiammatiye l'abbia la diminuita resistenza del te;;suto, e ciò spie~herebbe la frequenza cou la quale !:''incontra"'O nell'ultimo stadio di varie malattie. Ben poco sappiamo tlell'azione de' balteri nelle produzione di questa forma. Ziegler ha desct•itto un piccolo bacillo trovato io un'ephlemia di dissenteria, Klebs ne htt descritto un altro. ma tlntrambi sono stati riconosciuti pel bacillum coli comune. e la .... tc!I'"A !<Orte è toccata al bacillo d1 Chaoternel"se e Vidal, ed i r·isultat• dello studio di Ogala in una recente epidemia d'una provincia del Giappone non rlefiniscono aftallo la natura di 'JUesta malattia, e dopo tutto, t> possibile che il bacillurn coli comune diventi palo~eno sotto date circostanze, perché in tutti i casi eli disenterla s1 trova r.on 5\0io sulle lesioni, ma ÙE'nlro i tessuti. La tP.r·za forma di disenteria è una malattia definita, cal'titlerizzata da lesioni anatomiche ben distinte, ed ha un determinato fattore etiologico. L'inte...tino é sempre mollo ispes· :oitl), specia lmente la sotLomuco~a. rospar-so di noduli circe scritti e rilevati, contenenti ruccole cavità ripiene di pus viscido e 'gelatinoso, che si aproM all'esterno, e che tsh·olta comunicano fra loro per mezzo di tratti sinuosi r ipieni dello ~tesso materiale purulento. ~hmt1·e questi noduli purulenti occupano la sollomucosa, la mucosa è sco,'er·La. cribrata d1 ulcerazioni che spesso comunicano con i focolAi purulenli della sollomucosa, la quale é edematosa ed infl!Lrata per grande estensione, specialmente nell'ultirnti porzione :del colon trasverso e nel discendente. Le ulceri si estendono per infiltrazione e rammollimento della 5>0llomucosa, e sus!'eguente necrosi della mucosa, ed hanno per fondo il tessuto muscolare che fa da barrier·a all'ulteriore necrobiosi, mentre 11 connettivo iolerniUscolare e sottosiero:::o subisce un'infiltrazione parncellulare. P1ù tardi il processo ulcerslivo in,·ade anche la tunica muscolare circolare, ne distrugge i 'asi, e le placche necroliche di questa tunica, della mucosa e della muscularis mucosae passano frequentemente con le fecrie. Lo strato perilone.ale
KE DJCA ~;'ispessisce. caù~ onch·e~so in necrosi, si for·~ano_ ad~renze cl)n le viscere crr costantt , o con allre an'le tntestìnah. Queste ulceri poe:sono assumere qu a~tro forme principali. , uelle caratter·izzate da infiltrazione cellulare, da rammolli1 mento ddla ~ottomucosa, con piccola a pertura nella muco<>a. e comunicazione con ulceri vicine mer·cè piccoli passaggr attra,·erso la sottomuc:>sa; quelle che rapprei!entapo semplici esca,·azioni della !>Oltomucosa ispesstta; 'luelle che banno orli 8 prc<:o e fondo solido e deterso forma to dalla muscolar·e; quelle infine che perfor·ano l'intestino e producono le acler,..nr.e. Queste diverc:e forme, g radazioni dello <>lesso processo ulcerali,·o a ùh·er:,a profondità, presentano tutta una dilatazione della glandola della rnucosa, ripiene di muco e corpuSC(lir di pus. con cellule epiteliali ri~onfle e torbide, ed alcune di queste glandole fo rmano delle ver•e ci~tr per confluenza con le glandole vicine, tapezzate di un epitelio neoformato. 11 tessuto sottomucoso che circonda le ulcer i è ioflllrato di cellule sper~e od aggruppale in masse, le cellule del connetLh·o sono grM•di, pallide e r igonfle, talvolta i nucler non si colorano. il tessuto intercellulare pet'de la. sua forma fl brrllare, non i> più fatto a striscie, ma ò chiaro ('d omoge11eo. Le amoebe del contenuto intestinale trovate da Lambl nel t ~9 e descritte a ccuratamente da Losch solto il nome di amoeba coli in un caso dr <irsenleria cronica remit-tente della durata di ll'e anni, furono poi studiate da Kartulis in Egitto, coltivale, e con le culture fu riprodotta la disenteria nei galli. Osler pel primo in America trovò le amoebe nel contenuto d'un ascesso epatico, e nelle feccte dello stesso pazieute. Le amoebe si trovano più facilmente io quelle piccole masse gelatinose delle feccie. ed il loro numero è proporZionato a lla gravità della malattia alla sua estensione, ed allo stato di a cuzie. S<>no mobili. rotonde, fortemente r efrangenti, ed il loro mo vimento è progressivo, o r etrattile come quello de' pseudopodi. Hanno un diametro di 15 a 25 mrcro-
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millimetri, un involucro esterno omogeneo e levigato, ed un interiore granuloso, ref••angente e vacuolizzato. Le amoebe SI trovano nel tessuto soltomucoso, attorno alle ulceri, ne' lmfatici, e qualche volla ne· "asi sangiJigni, e la loro pre!';enza coincide col gonfiore, con l'infiltrazione parvicellulare, e col coagulo fibr inoso ne' tessuti; con la scomparsa de' nuclei del connettivo circolante, e con la frammentazione de' nuclei. Le les1oni più importanti esse le producono nella ~ottomucosa. e non g10n~or.o alla mucosa c he o.ia solto in !>Opra: nella sollomuco!"a infalti si Yerifìca da pr1ma l'edtma, il coagulo di fìbrinn e la necNsi, 111 seguito f:i lacera la mucosa, e si p1·oduce l'ulcera , e l'infìltramento parvicellulare. Fra i 37 c11si di disenteria amoebica osservati dall'autore, 7 volle fu r1scontrato l'ascesso epatico, che offl'i sempre abbondante l'eperto di amoebe, coincidente col rammollimento e la fusio:1e d~t tessuto, specialmeute ne' piccoli e recenti ascessi. In Lre di yuesli 7casi v'et•a perforazione del diaframma ed ascesso polmonare contenente amoebe. Le lesion1 prodotte dalle amoebe sono diwrse da quelle che possono produrre i batteri; esse consistono in necrosi de· tessuli, e fluidificazione del connettivo intercellulare e ùelle cellule, mentr-e i batteri di solito a ttaccano i nuclei cellulari. Queste lesioni sono frequenti in Egitto. ma rantore ha potuto raccoglierne molti ca s1 negli Stati Cmti ed il dotl. Lafleur ne cita molLi occorsi in Europa La cronicità c l'intermittenta sono i caratlel'i clinici della disenteria amoebica, l'ispessimento e l'intìltl·azioue della sotlomucosa ne sono i caratteri anaLomici. Nelle disente1·ie acute inYece, le le~ioni sono distintamente diftel·iche. Dalle suri'Jf~rite osservazioni l'autore crede di poter conchmdere che dalle varie inf.ammazioni intestinali che rormnno il carattere anatomico della diseoteria, noi possiamo trarre una for ma. distinta clinicamente ed anatomicamente, che é la disenteria amoebica. Le altre infiammazioni del col on possono prodursi inòipendeotemente, e possono complicare altre malattie, ma devouo esser legate a causè dive1•se , ed è per ora impossibile il rlislinguere in esse una lesi:one
:ffDlCA
caratteristica attribuibile ali" azione di una cau,.a ùelermina!a. La dinica e ranatomia patologica devono es!'61" principalroenl~ dirette a riceecare se vi sieno allre malattie dovule .tet.,rminati agenti vtiologici, le cu1 le~ioni anatomiche si 8 rin,·~usrano fra le mfiammazioni catarr·Aii " dineriChe rlel cnlon. Ricerche au1 colera . - PFEJFFE:R; HRrF:GER. KlT.o~.SAfO e \\ A'5~ERMAI'ò; G. K LE~JPE RER. - (Leitscri(t {ttr H!lfl'en.e ((n d hdection,ql. rankheilen, ElfL·~•· Bnnd. Drttles Hf'ft; Zwolflet' Bart.l, z ,Yeites Hefl- Berlin~>r !.lini.~clte H'u· chen.~chrifc N. :l2).
secondo gli espel'im~nti di P it!i!ler, ba~t a la dose di un rnillrgrammo e mezzo di coilnra in agar Ji colera inoculata uel ventre, P"'r uccider e una ca via del pe~o medio di 400 J.'tl'ammi e talor·a basta anche una metu di detta dose per proJurne la morte. :--;'ellP cavie sottoposte ad espe1·imento si os~ervan<> i se· guent1 sintomi morbosi. I primi fenomeni d'intossicazione -.i tnanifestano 1 1 ·, o 2 ore dopo l'iniezione. Gli ~toimali diwns.:ono as:>ai tranquilli e debolr, e ~i là presto maruresta anrh.- una cer ta rilasciatezza mu~colare. Allora com•ncia pure il calore del cor po ad abbassar :;i ra pidamente, l'abbasc:arnenlo nel r Pslo raggiunge spes~o in un'ora 2- 3• C. Nello 't~'""O tempo aumenta la prostrazione de! l'animale; questo ~·ace disle:;L' sul Yentre, o d1 Ialo, incApace di ~olltva ~i di nuovo. Le eslremiW. posteriori sono come paralizzate, di tempo in tempo contrazioni fibrillari u~i tano la musculalura. L'animale diviene del tutto freddo e la temperatura d':!l r etto puo discendere di sotto i 30• C. La morte avvieni! pe1· lo piu •12 • lfJ or., dopo l'avvelenamento o dopo 2i or~ ~e In lcm· peralura non discende di sottfl a :~2" C. Se la dose del veleuo 11oo è in fjuanlitii ta le cla uccirlere l'animale, questo può risorgere anche dopo la maoifestaztnee dei ptu g ravi fenomeui di avveJen!lmento. La tempPratnra, che fl)rse era discesa n 34' C. comin ci~1 lentamente ad elevar'l'li, l'animale di viene nuovame ntP vispo e dopo 2~ or e il
135! quadru 10orboso tanto allarmante si dilegua, seu:r.a uiLeriori conseguenze. Se la do!:!O del veleno e mir.irna, invece dell'abbassamento di temperatur·a, ~i puo os«ervare 1111 aumento piu o meno considerevole smo a ~0'.2 r.. Gli antmali non ~embrano malati e dopo poche ore cee: M la febLr<' ed o :orni altro c::intomo morbo~o · Il termometro adunque ,. un d<~licatissimo mezzo diagnostico che nelle cavie offre un indie~ molto esatto relati,·o all'intensità della malattia. Pess!mo segno è il raf)ido ab bassamento della temperatura ciel corpo. I fenom~>nt oc:servati nelle caYie sono in armonia con quelli che si riscontrano nello c:tadto al !rido del colera umano. l ,-,briona tnoculali nel peritoneo ~ono ,generalrnenLe distrutti dal StPro e rarissirnamente l'e ne trova qualcheduno nel sangue. L'antmale muore per an·eienautento e non per infezione. Secondo l'autore, il veleno è l'ontenulo nella soc:tanza dei bacilli. Que::-li inoculaLI vivi uel per·itoneo. dapprima si moltiplicano finché. l'aumento del '>Ìero trasudato di~iene l!rllnde abbastanza pl'!r impedir·ne 11 loro ~viluppo e finalmente per distruggerli. Con una serie dr espertmeuti l'autore riuscì ad uccidere i vibrioni del colera col cloroformtn. col th!fmol, disseccando le colture e uello <stesso tempo a conservare la sostanza velenosa, che produs«e nelle ca.vte f!li stessi effetti dei •ibrioni vhi, p~>.r6 in dose tr~ volle m&flgiore. L'alcool a.::"oluto. le soluzioni concentrale J1 «ah neutri, il calore secco decompoollono ìl veleno e formano corpi •elenosi secondal'i, i qu11li hanno un' azione fi~•olOfliCa stmile, ma ~olamente alla dose di 10 sino 11 20 volte maf!~JOrE> producono lo sle!:lso effetto tossico. Fra tutte le creature della tt:!rra ~olamenle l'uomo è coLpito con la mas~ima facilità dal colc>ra. Dopo supt>rata la malattia. ~econdo Kocb acquista l'uomo un certo .:raJo di immunilà. Sembra però che quest' immunita non ~ia di lunga durata, poichP non mancano esempi, in cui un uomo, il quale era caduto malato durante un' epidemia, ammalò nuoYamen~e di colera in un'altra epidemia; ma raramente si racconta
MEDIC\
che un mdi,iduo ~ia caduto due volle malato nella ~tel"sa epidemia di colera Briep;cr, Kitasato e \Vassermann fecero sviluppare i vibrioni del rolera in un infuso della glandola timo e ne ottP-nnero colture asst~i virulenti, •·he attenuarono rtscaldandole pet· 15 minull ~ino alla Lempet'8lura di s;,• C. Con queste collure ;::Ii autori Pseg:uirono inoculazioni pre\·enli'e entro il peritoneo •Ji cavie, le quali poi non reagit•ono ptù a forli dosi ,li colture virulente inoculate nel per itoneo. L'immunità ::<i conservò ttPp;lianimali per circa due mesi. Que!'ILO proceS!'IO per ottenere l' tmmnnita contro il colera e forse anche la guari~ione in cast di malattia sviluppata potrebbP tro,•ar utile ap!Jlicazione anche nell'uomo, mollo più che nerdi animali si oUien<> r tmmunità non solo contro colture virulente tnoculate nel ventre. ma anche contro quelle introdotte p~>r la vta dello Ftomaco G. Klernpcret• ha ottenuto l' immunita negli animali con colture '\·irulente di colera attenuate con l'azione ùel calore a 40" - 45' - ss• e ;oe C. senza l'tnfuso della alandola limo. Egli riu"CI pure a rendere immuni le cavie col <>iero dt ~an gue di conì~li resi artificialmente immuni contro il colera con roltut·e di vibrioni colerig-ini aUenuate col calore. Con que~to processo egli non solo re~e immuni le C8\'Je contro le iniezioni virulente di vibrioni del coler·a entro il peritoneo, ma anche contt•o le colture vtrulente intro1lolte nello stomaco. l.Jtihs•ime per l' imwunita degli animali fui'Ono pure le colture <ltlt vtbrioni del colera attenuate con le correnti elettriche. Coltur<> di vibrioni di colera in hrodo, di un giorno di'sviluppo. o::ottoposte all'azione di una corrente co,.lllnte di 20 milliatnf•~r·e per :H ore furono modificate in modo che i >i· brioni furouo del tutto uccist, mentre il ,·eleoo fu attenuato per forma che la coltur·a divenne molto adatta per rendere immuni ~li animali. La ~ua aztone divenne simile a fJUelle delle c:olture di colera riscal late pet· due ore a ;o• C Tutti g-li esperimenti fut·ono eseguili con colture di colera dell'epidPmia di Mas!'laua. isolate rlal nostro dott. Pasquale, medico di t• classe nella R. ~farina. C. S.
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L 'ipertermia nell' Inizio della tlai acuta. -
FrESslNGEf\. -
(Jou rnal de Médecine et de Chiruraie, luglio 1892). H dottor Fiessinger ha pubblicato alcuni falli chemettol)o in evidenza una particolarita importante dell'inizio della tisi acuta A più riprese, egli ha osservato malati venuti per consultarlo e che presen tavano una temperatura di 1\()o, i IJUali avevano falli a piedi var•i chilometri e se ne ri tornavano nella stessa guisa a casa loro. Uno di essi a veva fatto 15 chilometri ed un altro 32 chilometri. Il primo s occombette tre mesi dopo, ed il secondo lre setlimane dopo con una tisi a fo rma lifoide. Un terzo mori dieci g-iorni solamente dopo una marcia dello· stesso genere. Nei casi c1ta ti, !"inizio generale era sta lo insidioso; cefalalgia , inappetenza, una certa stanchezza, una t{)sse poco freq uente congiunta ad oppressione, tali erano i sintomi (;he avevano presentati ["infezione tu.bel'Colar e. La violenza dei dolori r enoli, la cefalalgia froutale, l'oppr essione, la tinta pallida avrebbero polulo far credere ad una lesione rena le in uno di questi ~alali, l"e !"assenza di albumina ed i c1·epitii per•cepiti al!a sommita eli un polmone non avessero immediatamente ùat~ .a chi8Vè della d1agnosi. È interessa nte tener a mente la lieve reazione che la febb re desta nell'inizio della lisi a cuta. Il risconll'ar·e individui che, per un trag1tto di el-, cuni chilometri, presentano un'ipertermia considt>revol ~. non costituisce già un fallo così comune_ Le forme ambulanti della polmonite e della febbre tifoidea si osservano eccezionalmente negli adulti chP preselltano unà tempQralura elev!l.ta. La rarita di questa racolta che p resentano i tiflci di far·e una corsa d1 va d chilometri ha permesso a r•riori a Fiessioger di r igettare la dia gnosi dt ft!bbre tifoidea in un tisico iperterm ico. il quale aveva flitto 32 chilometri a piedi. All'occasione, un tale dato potr.A quindi grO\"al'e per decidere tra una tisi acuta ed una febbre tifoidea. Anche il dottor J ulliard dice di a vere osservato due falli simi l t di forma ambulante della tis1 acuta.
\fEOIO,
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11 toro insieme dimostra quanto sia fonùala la dottrina moderna dall'inrezione. La ove la scuola tedesca ha auri~ builo all'ipertermia, essa ha trovato toxine. L·a~::-enza di lo· xine deprimenti il sistema net'YOso, spie;la la calma con cui i lt!'ll'l sopportano l'ipertermiA. La conoscente di quc!;li fatti è inoltre importante per il clinico, ~apendo che l'ipertermia nella tisi acuta è incompatib:ll' con la fAtica di una lunga mat·cia. il chnico non prenderlt per uoa :-:emplice indisposizione gli incomodi di un indivi tuo che affronta di~lanze chilometriche considerevoli Pleurite latente. - Po-r \IN. chiru rgù•, giugno lR!JZ).
(Journal tle méduine et de
E U'l t'atto comune e l>en conosciuto che la pleurtte. quando
è accompagu'lta da un versamento abbondante, può passare as!'olutamente inavvet·tila. L: n uomo venne ricoverato nel riparto dell'autore per "arii ac('tdenti polmonRri certamente tubercolari; egli ebbe emotLi~i e le sommita dei polmoni presentavano alter~zioni molto evidenti: ma di più egli presentava un versamento consid~> revol~ che, ,.tando a cer·ti dati anamnestici , datava da molto tPrnpo, probabilmente ùa piu mesi, che non parev11 lo avesse molestato in alcun modo, e che non era stato riconosciuto fino a quel momento, e che non lo sarebbe probab•lmente stato ancora ~e a cagione di alcuni sintomi d'origine palmonere --opraggiunti recentemente non si fosse stati condotti ad ascoltarlo. La pleurite infalti può rimanere latente e dimorare lunl!o tempo sconosciuta o pet• l'assenza totale di sintomi o perché •1ue;;ti sono male inter•pretati. Il fatt) seguente t> un esempio rimar~hevol e del primo caso. La'>egue ha r1ferito di essere stato chiamato a soccorrere un colli'gn cuduto o:.enza conoscenza nella strada. Quando egli 1tiunse, si era rime"'so ed era in procinto di mett.. t·:;i a la,·olu. Las ~au~ l'esaminò ciò non ostante, quanlUII•JUe non "' lagnasse che di qualche dolore va~o ds un ct>rl(> tempo, ed avendolo fallo set.lere pet• ascoltarlo, il ma-
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lato cadde morto durante rascoltazione. La morte era st.ata cau!';ata da un versamento enorme cbe non a,·eva fino allora determinato qua~i alcun sintomo. Vi sono casi nei quali vi ha ~oltan lo uua leggiera tos~e seccA; lalvolta anche un po' di dispnea, ma che scompa re completamente. Potain Ila avuto l'occasione di esaminare un malato che presentava solamente alcuni sintomi del tutto estranei alla pleurite~ Pgli aveva ciò nondimeno un versamento enorme che respone\'a ad una morte improvvisa: A'li si fece immediatamente una puntura che diede esito a cinque litri di liquido. In cer ti casi auclaP. l'errore è do,·uto ad un esame molto incompleto del malato. Pot.aìn r•iferisce a questo r iguardo un fatto molto curroso. Si tratta di un malato proveniente dal Cairo eù inviato in Germania per fare una cura termale a riguardo della quale egli doveva consullar·e un'alta autor it.a m edica; egli veane di Ili, dopo consultazione, mandato a Carlsbacl per una affezione di fegato; la egli fece la s ua cura SPnza essere esaaunato, malgrado i Yivi dolori che egli risenti,·a; infine rruanùo giunse a Parigi, Potai n constatò un enorme versamento già purulento, per il quale fu praticstu l'emp'ema, ma troppo tardi per impedire la morte. In altri cas i rert·ore è causalo da un sintomo insolito che porla rauenzione in una direzione del tutto differente. Una malata venne ricoverata nel riparto di Potain con :accessi di febbre intermittente simulanti completamente una t'ebbre terzana. Si cr·ede ttc pel' rjuakbe tempo ad una febbre di rruesla natura e notl fu c he dopo un esame completo che si scoprì unà pleurite. L" associazione della pleur•ite co r• altre affezioni e una ~raode causa di difficoltà~ ciò accade per esempio nelle cisti del fegato, netraneurisma dell'aorta. Ma devesi inoltre tf'ner presente che non vi è alcuna malattia infelliva che non possa essere consociata a pleurite : la polmonrte, la tonsillile, il fur•uocolo, lo stato puerperale in particolare. In fine, pare che le affezroni delle vie geniLo-urinarie, più specialmente le ovariti e le salpiogiti, in certi casi, agiscano per via riflessa e producAno la pleurite. Una donna, rlcove-
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rata per una pleurite le~giera, presetttava un aspetto indicante uno stato molto più grave che non comportasse que"'la leggiera pleurite ed infatti si potè eonstalare che la malattia era ::<lata preceduta da disturbi uterini e che esisteva un vivo dolore nella regione ovarica ; questo era stato il punto ili partenza della pleurite che, nel caso in discorso, fu di poco importanza, ma che in alcuni Cal'i può assumere una reale gravezza. Da luUi questi fatti cosi disparati si deduce che la pleurHe, malattia di Jia;.rnosi cosi facile. può essere causa di ~rosso Jani errori e cl1e ogni qualvolta si vede !;Opraggiungere una dispnea anche pocn accentuata o qualche dolore insolito, è nece01sario porta!"e la no,.tra attenzione da questa parte.
HIVISTA CHIRURG ICA L 'Importanza. chirurgica. delle nuove a.rmi da gùerra. (Dnasehe med. Woeltens. , ::-1. 2~ ~ 25. 1892).
Al 21° congresso della società chirurgica tedesca che in quesl"anno si è iniziato colla solenne inaugurazione dell"islituLo Lo.ngenbeck, alcune sedute pomer idiane furono occupate ùa iutet·essanlissime conferenze Ji chirurgia militare . Una elaborata memoria venne letto dal dolt. Bruns sull'impot·tanza chirurgica delle armi moderne. Ecco i principali ~·aJ:;ionamenli del chirurgo di Tubinga sull"imporlante materia. Il cambiamP.nlo che più ci deve interessare nelle nuove armi sta nella diminuziOne Jel calibro. Con questa diminuzione li lattico ha ottenuto una traiettoria più diretta, maggior precisione ed una più lunga portata. La velocità è, oltre la maggior potenza balistica. di cui é dotata la uuova polvere il principale fattore della forza viva colla ()Uale il proiettile colpisce il bersaglio. Perché il proiettile, nono~tante il suo
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RlfiSTA
poco pe:so, potes~,.. vmcere facilmente la resistenza dell'ar ia f(li fu data la formu oblunp;a; aofalh la sua Iun:,rhezza supera qua ttro volle il :;uo calibro. <ld allo Acopo di mautenerlo in una traiettoria regolare non oslantP la sua maggior lunghezza. fu el~vabt lA $Ua vdocità da rotazione mediante raccorcaa mento clPI pa~<so d'elica. e. perché il piombo pote«se resist,..re all'enot'ml.' atlr•to contro le pareti dell'arma in causa delraumenlala rotazione, il proi~ltile fu r·h·eslito d1 me. tallo più resistenlt• come acciaio o t·ame. Numetosi esperimenti diedero all'autore i seguenti principali ri!'ultat1. - Lu forza di pen_!llrazionc del proiettile é enormemente aumentata; siccome la "Ua velocit.a •! maggiore la sua massa invt>re é diminuita, COSI la sua azione è piu !imitala al punto materialmente colpito e non si diffonde che poco né comunica scossa nelle sue ,·icinan7.e. In conse_. I'(Uenza di cio il canale delle ferite e 1•egolare e cilindrico, e di diametro che appena u~uaglla quello del proiettile. L'ef· fdto esplosivo é diminuilo specialmente nei cofr,i ,·icini. Gli effelll della m&P'!riorè velocità cb e eleva la forza e!>plo~i va restano p1ù chto compensati dal diminuito calibro e dalla minore deformazione. Per riguardo all'azione d~:>l nuovo proiettile .;;ono da distinguersi tre zone: 1' La zona ùei colpi vicini (da 300 a 400 metri), la zo na dell'azione esplo~iva, la quale in confronto degli antichi pr o iellili é deci!"ameule rislrelta. Il canale delle ferite nei muscoli corr isponde all'mcir ea al calibro del protellile e non mostra alcano stritolamento notevole nelle pareti nè alcuna dilatazione imbutiforme nel for o d'uscita. Nelle fer ile d.-l polmone mancano parimenti decis1 fenomeni dell'azione ei"ploRi va come pure nelle ferite a ttraverso l'intestino vuoto. All'incontro i colpi tirati da vicino sul fegato, sulla milza t> sui reni producono estese lacerazioru. Alle ossa si rendono palesi i fenome(li dell'azione esplo~iva senza però acquistare •tuell'inlenl:iila che era prop ria dtli ,·eccbi proiell•h. I colpi vicini spiegano magp;iormente f!Uesfa zione sul
I'Hlltl:RGILA
crauio che vìen ·•·allurato comrninullvamente in tutle le direzioni; 2• La zona dei colpi a media distanza (400-500 metri). l r~norneni esplosivi si palesano ancoJ•a in questa zona solLanlo nelle ferile del cranio. Pt?rcio le ferite sono meno estese ed associale a poca lncerazione. Nelle ossa spugno.._;:ed alle ec:tremil.8 epifìsarte delle o~c:a cilindriche le sche1tg1e sono poco este:::e e :::pe!""f) si manìff>sl8no fori e solchi senza abolizione della continuità. Veramento nella diaflsi delle os"a Jun~Zhe «i producouo ancora fratture scheg_giate ma lo scheg"!l'lt' sono JIIU ~randi, più r egolari, in connessione col per•o:;ti<' e non molto spostate: a• Ln zona del colpi a grandi distanze (800- 1200 metri). 1 proiettili producono fori netti, c1mali stretti e lisci. Le fe rite d'entrata e d'uscita della pelle diventano coll'aumento della dil'tanza pii• piccole. Le ferile d'ingresso sono rotonde di 5 rom., cruelle d'uscita (una semplice fessura di 6-9 mm.) sono c:pe~~o co~i poco ,-isibili che si stenta a scoprirle. Le ossa pre~cntAno più piccole ~;cheggie, tah·olla anzi dei semplici rori, UJa al di là di questa zona cioè da 1200 a 1300 metri, le l..::;ioni ossee pe1·dono ul\fl parte del loro caratter"' benigno e sono anzi associate a scheagiamento p1ù esteso che coi proiellili anlich1 la cui forza viva su questa zona e quasi esauritA. Il proiettile sle~!'<o allraverso le parti molli ed alle ossa c:pugnose non subisce mai deformazion~. Soltanto nei colp1 ,.l' 1 sulle diatìsi delle ossu lunghe e sul mascellare inferiOre si torce un po' ~ullA punta e qualche volta si sbuccia la parte anteriore d~ll'involucro; e soltanto in casi eccezionali viene esportato il mantello completamente in modo da frammentarsi mmutamenle il piombo da ~sso contenuto. L'al'l'esto del proiettile nd corpo non si osserva quMi mai tìuo u 1800 metri; pero po~sono !;:OI'fermarsi nella ferita altri corpi estranei penetrati col proif>ltiie. :\fa se prima di colpire il corpo i proiettili attraversano un·a•·matura di difesa oppure ;:.i urtano in pietre. muri od a'tri ostacoli, allora l'apice lacerato • contorto rlel mantello ed i frammenti dt:l piombo producono ferile irregolarissime e spesso si arrestano fra i tessuti stracciati.
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1\1\'ISTA
In conse!!uenza ddlu loro ..norme forza di penelra2:ione ì proiettili r ivestiti po~~ùno <=uperare la resistenza ùel cor~ umano cont•·o di;;.Uinze magQ::or• e quindi produrre le~ioni J.lèricolose e mortali; e specialmente le ferii~ del basso ventre a tali distanze poc:sono a->su mere caralle1·e as~ai piu grave cl•e cogli aulichi proieltrli. La zona dei col pi mot•tali per la nuova ar·ma ;\ lunga quunlo la portata dell'$J'ma quindi dA :3 a 4000 metri. s.. poi, in forza di questo faLLo, il nurnPI'l) dei morti e dei ferili 1-{ravi iu confrontn dei leggeri verrA ad aumentare IIPS::.uno pt:r nra lo può sapere. FOr$6 «tue;:ta differe u.ta sfa.... orevole da •mpulaJ'$i alla nuova arma, la quelç è adatta per i tiri a g rand• distanze verr1:1 compensata tlal fatto che l~ lesioni de1 colpi vicini coi loro esiziali ellel h esplosi\'i di•ent\!ranno piu rare. pu1ché il fuoco si aprirà a dis~anze molto magf!IOri che non si è fallo ~i no ad ora, diventerà pure decisivo a rtuelle distanze mentt·e i combaltimenLi vicini, in causa dol fuoco più accelerato, non pol1'8llno durare che brevissimo tempo. Per r iguardo all'influenza d~lle nuove armi sul Jecorso e tr·allamento curativo delle fPrtle, ~erobra, da fJ.Uaoto si è dello, cbe le ferile nella loro r.:rande maggioranza debbano prestarsi alranlisepsi primaria altoat~ colla occlusione antisettica, a ciò si aggiu:-~ga che i proiettili non si soffermeranno che assat òi raro e 'tuindi sa•·anno escluse le esplorationi, le estrazioni e simili a~Li operativi che per sé sles-;i sono pericolosi alle feJ•ile pe1·ch~ ne favor iscono l'infezione. Il compito del primo ~occorso ;;arà di applicare lt1 rnedizione prot~>tt iva antisPltica ul maggior numet·o possibile d1 fe•·ile o il più sollecitamen te possibile. L'opera del cl lirurgo incommcia al po:sto di medicazione. Il lavoro a quel posto aumenterà in ra!!ione della IJUantità dei feriti, ma per certi riguardi esso sara P'ù facile. Già la diagnosi è semplllicala dal fatto che il proiettile nel corpo non ~offre de ,· tt~zione, 1na percm·•·e la sua \'Ja dire ttamente, cosicché il canall:l t!PIIa r~rita é rappresentato da una linea r ella che unisre 1 !lue fori d'entrata e di uscita e pP-rciò possiamo più facilmente giudicare sull'entitu e forma di le;.ione di un organo. Es.seudo rari i canali ciechi , non
CIIIRURGICA
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vremo eia occupArci chtl raramente di e~plor•azioni e di a --traziontl. i •JU' 1 atti <Jpt>ratiYi rac~vano ~pendere mollo ~;ropo. Anche l•' al~r~ op~ra~io~i po.tran~o à'?ra. inuanzi èS· !'ere limitate aì casi m cu1 ,., su1 mtnaccta dr morte perché retretto prott>llin> della medicazione Anli$ellica permetteni. il trasporto ~enza alcun d11nno dei fPr•li all'o:-perla.le da campo. La rna~!?i11r pArte dei fer• ti non abbisognera che di una disrn!'eLimt•' cst.;r or·e e dell'occlusion~ delle rerite mediante anli;oettwo od n"~Uico del quale f> pro\'ve.1uto l'e;;ercito m .,.uer·r·n ,... Colll'lliutle il disserenle dichiarando ùi non appro\'are la propo,;U1 di Lan~enbuch òi affic.lart: la cura dei ferili le~ .:eri .. 0 1 campo di battaglia ar porta- f... rrtr ai quali secondo quella f•rcJposta spellerebbe il compilo di praticare la chiusura errnc•tic-a della ferila col cerotto adesivo o colla sutura. Siccome la chiusura della fèrila non sarebbe applicabile che ai ferrti legger·i. >:i clo....-rebbe prt!lendet•e che i profani all'arte ~apec:;!'ero distinguere una ferila leg~era da una arave, mentre U1le cli!=:linzione alle ,·olle !"• difficile per lo stesso medico. Ma il principio dell'a~~oluta chiuo:;uru delle ferite in ç!~nere i• ~iustificato per lP lesioni leggeri~8imP; ma la maggioranzA clelle f·· r ite in guerra non a~·parliPne a 'JUesta ca tegoria. Alla lt!tlura eli Brun~ fecet·o s~guito alcune altre !'\ullo sto>>:o:O Ar~nmento, delle quali ptù interessante fu quella di ~essnet· di :\[onaco. Il prol'<-<~"or !\lessner comunica il risultato delle sue esperi~nze dirette a determinare se il J.!I'OieLtiiP flia sterilizzato quando ahbantlona l'arma oppure se P~so possiede la capacità di cll~lru~~erc germi che incontra nel colpire un bersa~lìo. A tale :-copo si tirò >:opra !'CO lo le eli latta che previa · rneulP et-ano state riempite di gelatina d1 Koch e sterilizzate e l'i o--"ervò poi "'" nel canale pratrcato3i Jal proiettile altravPr,o I'JIIc.J II G maleritt si erano sviluppati batlen Questi esperimenti di tit·o fiJI'Ono in più maniere Yat•iatì; infatti ,1iessoer tirò t• con prnietltle non infello "Opra 8Calole sterilizzate; 2" <'O 1 1•roiellile infetto sopra scatole ste1·ilizzate-; a• con proietti!+' non inft1Llo sopra scatole sterilizzate che sopra il Rfi
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Rl \'l 'TA
coperchio di pergamt>na portavano un rh·eslimento di fie nella il quale in una sc-atola era infetto con culture da stafilococco, in un'altra con culture di pus ,-erde, in una terza con culture di ~lafllococco prodigioso; con analoghe culture furouo infettati i rPialivi proiettili. Il ri<~ultato fu che nell~ scatole !"ulle quali fu tirato il rolpo con proiettile infetto ~i svilupparono rel{olarment.c le colture nella ~e!atina contenutavi, cioè nel canal:e fallo dal proiettile e •1uelle culture erano identkhe a quelle con cui st era infellato Il proiettile. Nelle scatolt' provviste di rive;.tim~ento òi flauella infetta, il proietlile precedentemente <~terilizzato, atlraver::ando quello strato «'infettò e si fece un ~anale nella gelatina m cui si svilupparono poi le stesse cullure della flanella. Nelle scatole di latta c!1iuse colpite da proiettile non infetto non si sviluppn alcuna coltura, trAnne che de• m•cror~anismi indifferenti dell'aria atmosfer·icò. 11 rbcaldamPnto che subisce il proiettile nella s ua corsa, non sarebbe adunque co.pace di a nnientare i batteri che vi aderissero e nemmeno di impedire la toro propagazione - Sarcoma 1.n una f rattura per colpo d'arma d& fuoco. - (Centralblatt (it.r Chir., X. 32, 1892).
SEY OF. t..
Il dottor Krevet ·nell'anno 18S8 ha pubblicato nella ri"ri~ta medico-mililare tedesca un caso in cui da l5 anni, in seguito a ferita d'arma da fuoco del torace, si era sviluppato un neoplasma sarcomato;.o 111torno al proteltile arrestatosi nella ferita. Ora, al 21• congresso della società chirurgica tedesca, Seydel di Monaco presentò un preparato pro..-enieote da un caso enalogo a quello del dottor Krevet. L'individuo dal quale pr oviene il preparato ri pot·tò nel 18io alla battaglia di Sedan una frattura Cùmminuti'a della coscin ,festra La ferita guar'1 lasciando dietro a s~ uua fistola che continuamente suppurava. ~ell'a~osto dello scorso anno il pazieol~ os,.en·ò far~i intorno alla fistola una iolumescenza, nell'ottobre il tumore aveva raggiunto il volume della testa di un uomo. - Fu praticata l'amputazione dell'arto. - Se-
CHIRU RGICA
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zionalo il tumore. "i troYò nel mezzo del tnedesimo, delle sch...gjrie ossee ed il proiellile. È bent>ì c.:>"a nola che un cArctnoma si puo sviluppllrf' in un canale fisto!o<;o, che i sarcomi pos~ono aver ori~:ine da traumi; tuttaYia avviene b.•n di rado <:he il lor o punto di partenza sia un permanent~> stato irrilnth·o. GAMPERT. - ( Journal ti• _l;féd~:.:ine ec de C/11 rurgie, maggto 1~!.12) .
AJDigdallte laounare orontoa. -
Ga 1npert descrive sotto que~to nome un'infiammazione cronica delle amizdale cau->ata e manteuula dall'accumulo nt>lle lacune d• masse caseose. nella cui composizione entrano gli elementi normalt (cellule desquamate, leucociti) e d elem->nli anormali (microbi, ecc.). Siccome questa distensione delle lacune an·iene mollo lentamente, J'afTeziooe può rimauet·e latente per lungo tempo; el"S8 si maniresta in seguito coi suoi ::ointomi, che si osservano principalmente nella de?lutìzione. nella respiraztone e nella fonazione. La ùeglut zio ne è disturbata soprattutto dalla sali ,.a ed i maiali avvertono sen~azioni dolorose mollo va rie risiedenti specialmente in corrispondenza dell'osso ioide; so,·enti anche cmnpare un dolor e nell'orecchio corr ispondente che si accentnn u ciascuna deglutizione. l malati hanno spesso accessi molto dolorosi, soprattutto al mattino nell'alzarsi; es3i espellono ta lvolta anche piccoli grumi di odore fetido, ciò che loro produce un sollievo per qualche giorno. L'alito é sovenli tetiJo per l'accumulo di quei prodotti casrosi nelle lacune della tonsilla. ln!mc loi pos~ono a,·ere modificazioni importanti della voce: una PJ'onta stanchezza , la raucedine, l'impossibilita di emetterè una nota alta, fenomeni cbe potrebbero far pensare ad una lesione del laringe. E$aminando la gola, si possono vedere le tonsille or a grossP. or·a piccoiP. X el pr'mo caso, esse fanno spor{lenza nella faringe e presentano numerosi orifici t'ollicola ri, dai quali sortono masse
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RIVI ST.\
biancastre. Esse sono ing rossate dalle masse accumulale nelle la cune, ma non ,.i ha vera ipertrofia del tessuto adenoiùe. Se con un uncinetto si va a frug-accl1iare nelle criLLe, si penetra in cavità mollo s pa;l.iose, molto a nfra ttuose, cor1 drverticoli in tutli i sensì. E:::se comun1cano soventi fr·a lor·o per modo che l' eslreroilà dell'uncino e:;ce da un altro orifìc10. Quando le tonsille sono piccole. esse uon sono meno altera te. ma gli ori fhi deUe lacune sono piu difficili a l!·o,·are. Contro ques ta afl't>zione si po!"sono praticare la Lonsillotomia o l'igni!)unlura. Ma la tollsillolomia, in queste condizioni, i· so,•cmi ~eguita da emorragie. Quanto all'ignipuntura , es:'la ha l'inconv eniente di non apr·ir e sufticienlf)mente le lacune che r iclliudono i pt·odolti casr>os i. Gam pt>r l pt·opone di usa1•e la disci.:.sione, mezzo facile aJ utiliz7.ar e e per il quale n ecessitano solo alcune seduto. Si deve, con un uncinello smussato, cercare il punto doleute della tonsilla e penetrare successi vamùute nelle di verse cr ilte e dopo aver fatto uscire la pun ta dell'uncinetto, per modo du compr·endere un ponte di tessuto nella sua conca viti!, lo l'i rompe con una trazione piu o meno fo r te. Si apr·ouo ~:o~t piil cripte in unti sol11 ::.e<.iuta, poi si lascia ri poAAre il malato. quantunque l'ope razione sia poco dolot•o!31J. Si r'icomincia. dO.fJO una ~ettimana e bastano c tnque sedute od anche meno. ~l olto spes~o, fin dslla pr i ma :-èduta, il sollievo i· immediato ed i malati sono sorpresi di vedersi librrati in un momento ili una molestia che du rava da mollo tempo. Per evitare che le crille si r•ìchiuJano colle aderenze, si può,, ùopo la discìssione, peunellare le superfici san gu iuantm con una lmlura di iodo glicerm ata.
Considerazioni sul tr&ttamento delle fistole anali, del d<J tl. L o BET . -
(Reoue de Chir urgie, N. v, 1892).
melo.ti curati\'~ ùelle fistole anali sono numerosi, applicazioni topiche più o meuu irr·itanti o caustiche, ed interventi chirurgici svariatissimi. Ora si ammette la superiorità
CHfRCRhTCA
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del LrathHuento operatorio, anclte nelle fi~tole tuh~rcolari. dando la preferenza all'incisione. Ricllct pratica\·a l"escisione delle piccole fistole, e la spaccatura con dissezione delle callosita in quelle più estese. Chas~aignac proponenl il suo schiacciatorP, e Silvesll'i immaginil la legatura elastica ali evitare le emorragie e !"infezione purulenla; altri metodi di schiacciamento. di legatura o di cauterizzazione furono inventati a questo scopo. Ma oramai J"antis~>psi ci permette di evitare l' infezionP. e ~uwhe le c>mor!'agie non sono più da temere. ln tulli l{ue:;:li processi la piaga rimane aperta e la cicatrice si ottiene per granulazione dal fondo alla periferia: cura questa che ùura cinque, sei e più settimane e che, oltre alle complicazioni possibili delle ~iagbe, lascia non di rado incontinen4a dei gas e delle feci consecutiva alla sezione dello sfintere. Per rimediare a questi g ravi inconvenienLi si t!'nlò la sutura delle superfici preventivamente raschiate, perfezionamento proposto ed eseguito pel primo da. Venks di Chicago. Recentemente Langs a Nuova-York e Quenu in Francia f;> praticarono con successo . L'autore dal 1888 tratta le nstole anali colla riunione immediata e ne oltenns i migliori risultati, che dirnostr·a con tavole e slorie cliniche comparati,-e tra i casi cm·ali con {{•lesto metodo e •ruelli curati diversamente: e descrive il processo operativo da lui seguito: Amministrazione di un purgante il giorno antecedente e di un clistere il giorno dell'operazione, cloroformizzazione, toPietla e disinfezione della pa rte: quindi, introdotto nel retlo uno speculum di Sims, e riconosciuto l'orificio interno della fistola, o forata la mucosa retlale nelle fistole cieche esterne, incide sulla sonda tutto il tragitto e gli scollamenli eh~ possono esistere. Quindi, con cucchiaio tagliente, eseguisce un diligente raschiarnento di tutto il tessuto fibroso o fungoso, la,·a abbonJantemente con soluzione borica al 4 per 100, e pratiCil immediatamente la sutura con fili d'argento, di CAtgut, () di crine di Firènze: questo e il tempo più d~ licato dell'operazione.
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!H VISTA
La pia ga rappresenta un angolo dieùro a faccie triango. lari, il cui spigolo cor-risponde al tragiflo li~lolo~o, e le 1\tccie alla superficie dJ sezione. Con un a ~o curvo !=<'ini?.ia l'•lpplicazione dei fili nel puuto più alto della piaga, introducendo l"ago nella mucosa rerttale a des~ra , facendolo sci,·olare nello ~pes:ò'or-e dei tessut1, parallellamente alla superficie cruenta, da destra a sinistra, e facendolo risorli r•~ da lla muco~a reltale dell"a llro lato del taglio. Così praticando i puntr l"uno dopo raltro, i fili rilll8ngono visibili nel loro punto d'entrata e d"usdla delle due faccie: ed essi vengono allora attorcigliati, o annodati l'uno ùopo l'altr o principiando dal più allo. Un punto speciale ravvicina le fibre dello stlnlere esterno, e la sutura della pelle con qualche punto superficiale con crine di Firenze. Finita la s utura, l'intestino è lavato largamente, quindi tamponal0 con garza ali" Ìt)doformio. Al malato si procura una costipazione ar-tificiale con oppio ed un regime dietetico appt•opriato. Al sellimo giorno s i dà un purgante salino eu un clistere, e l'indomani si toltzooo i fili, poi il malato riprende gradatamente il suo regime abituale. Dalle tavole comparative recate risulta cbe con questo metodo la cura clura in media 15 giorni, mentre col solo sbt·iglia mento è di 45 giorni: esso .non dà luogo a incontinenza, stante la riunione per pr ima intenzione della piaga dello sfìntere, e sopprime immediatamente una superficie suppurant-e abbastanza estesa . Congre••o traace•e eU ohirurgia, VI sezione . - (Reoue de Chirurgie, N. 5, aprile 189"2).
RF.RLAI;B.
Dopo la relazione e discussioni relative, intot·no alle que-stioni messe all'ordine del giorno e di cui si è f!Ìit fatto uu breve riassunto, una quantita notevole di questioni dioerse venne trattata, rìferibili alla chirurgia genFral•~, e relative alla patologia e terapeuliea generale, al capo e alla .faccia, al collo e tronco, all'apparecchio digestivo, urinario, e genitale, ed alle memi.Jra. Sarebbe impossibile riferit·e, per quanto sommariamente, su tutti i lavori presentati, su ·lul~i
CHIRl'RGICA
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i tatti importanti riportati, sulle discussioni ruì dieder·o luogo:
ci llrnitt!reroo ad un cenno indicath·o delle que,.tioni fl dei fatt 1 più importanti e che possano avere una atlinenza dirdta ~:olia chirurgia militare. )lcllY. St!l'e atrojie os.see .>~incomaliche dì neuric1 truu1,tatidte. - Le nevr iti, sfug~rle a lungo aiJ'oc:c:ervaz1one per la qmabilit:J dei loro siutomi. sono ora dimostrale in quasi tutte lt> fratture e lussazìoni antiche mal llUarile. e in molle u1cer1 c romche. Chiama rattenzron~ su una ne,·r1le traumatica !'pesso scono~cim.a: dopo un lraumali~mo m a pparenza pcwo ~ra~·e alla spalla o i all"anca il membro rimane doJentP, pii! o meno freJdo P. blua-.tro: a prima vic:ta nulla Ji AppaJ•ente: si potrebbe credere ad una '-'imulaz10ne: ma s•' c:i esamina !"estremità del membr·o vi ~i constala un'atrolla manifesta. PAre che le lesioni dalla mano o dd ()iede dieno luogo di pJ'eferenza alla nevrite ascdudente, quelle dell'anca, della !<paiJa. delle gr·andi articolazioni alla nevrite discendente. ~loly vide l'atrofia del piede in luoguezzo raggiun.~o:ere tre centimetri in seguito a frattura ùel collo del femore, e svolg"r'i rapidomenle, in due mesi, in una doppia frattura tli ~amba .
Le neYr.ti guariscono so,·eoti: ma non -:i puù a ncora al pre--..nte dichiarare se r atrofia o~sea pure scompaia in tJUC'ti casL l ca!'i osser vati dal ~oty erano lutti tli ::;oldali oltre 1 \'ent annr, quind1 dopo che le epifisi dd piede si erano ~alda te. :-\e r·rsullll che !"ufficio della cartilagine d"accrescimenlo non ce."sa dnpo la $U8 saldatura e che C"Sa trasmette Alla rt>~ion.: ossea che occupa"a le sue funziom o teo-pla!'lltche. MON'L\Z.
TraLcanumLo delle p-~t:urlo-articola:rioni. -
Il
trAlh1mento delle _arLicolazioni moiJili, Jlultuaoli è limitato linoru all'immobilizzazione con apparecchi ortopedtci: i me· todi chirur gici, come rartrodesi s,.,ltO rncerl1. MontAz r icostitui~ce l'articolazione sostituendo i legamenti normali con fili d t fer·ro. Su una pse udo-arll•osi consecuti vn a rese Lione del g•)mito che a ve va suppurato ef!li lAg-lìù a punta l'es tre· mità inferiore dell'omet·o, ed esci~e un r.uneo nella testo
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RIVISTA
del cubito per modo che le due os~a 1>0tessero reciprocamente sovrapporsi: passo in seguito un filo d1 ferro di 2 milliUletri tlt diametro quale perno nelle estremità articolari incuneati", anno:iò 1l tilo alla faccia posteriore. e suturò le le parti molli el disopra. Immobilizzazione per un mese, poi movimenti comunicati: si ebbfl la riunione primitiva e dopo quattro anni dal l'operazioue il malato flette ed estende l'avambraccio con una certa forza. e ::i serYe del membro in modo soddisfacenLissimn. LA.NNEL.VNGUE. Del metodo sclerorteno nelle osieo-aT'triti tubercolari. - L'autore divise i falli in tre ch.tssi diverst>: tubercolosi non aperte e non suppurate: lubercolo~i non aperte ma supput·ate: e lubdrcolosi aperte. A ciascuno di questi lre stati corrisponde clinicamente uu IIUOYO pa!':so rlella malattia, ed uua maggior gravità di pronostico. Il metodo sclerogeno raggiunge lo scopo di agire dir~t tamente s ui tessuti s~essi tubet·colari. E:;so ct·ea attorno al nrwplasma un terreno spedale, composto di oumerosi:::.;;imi elementi embt•ionali, che non tardano a format•e una trama fìbrosa che incluùe il tessuto malato: fo rma, cioò, uu tessuto tardaceo; in cui i \'asi sanguip-ui sono otturati o ristretti, i linfatici mancano, e quindi poco proprio alla dtll'uEione del bacillo e dei suoi prodotli lopici, e la cui eonEeguenza é la successiva trasformazione del oeoplasma tubercolare medesimo in tessuto fibt·oso. In riassunto, durante la prima fase, cioè prima del rammollimento e dellasuppurazione, le tubercolosi delle memb1•a devono guarire col metodo sclerogeno tra uno e alcuni mesi; le alterazioni ossee esigeranno talvolta una operazione com· plementare. Pet· le più avanzale, suppurate od aperte, il trattamento, associato pure alle opet·azioni necessarie. sarn continuato senza interruzione fino a guarigione definitiva: mentre si avverano le trasformazioni locali, i prodotti tossici del bacillo cessano d1 essere assorbiti, e la salute geuerale del soggetto migliora, ritorna l'appetito, aumenta it peso. CoN oRA v a questo proposito dice che il metodo sclerogeno può essere applicalo ai tumori maligni. Colla piu grande r:iserva, fondandost su due casi di linfo-adenoma maligno {{e-
13t>n neralìzzato ed uu caso dt cancro. egli crede poter affermare che «i puo. almeno per p1ù mesi, dimìuuire il volume di laluni dì que:::-ti tumori ed arrest&rne lo sviluppo. MI'òARn riferisce uo cu>~o di frallura obliqua delle due ;::sa d t> Ila gamba con ruoru;;cita de1 frammt•nti: la !:t& l nba 0 eru atrolira ed il f{mocchìn anchilosato in seguito ad artrite tubercolare dell'mfanzìa, guarita. Dopu cinque mesi non e"sendun indizio d1 consolidamento, si init!llò ;...rr. 1,2;> della soluzione di cloruro di zinco a 1110, su Ila raccia esleroo e p<Jslt>riore della libia e nell'intervallo dei frammenti: si ebbe clolore vi,·o, ùiffu~o fino alle dita. :\fa dopo 15 giorni d'ìmmobllinazione la goufiezza 1> scomf'&rsa. la frattura circon · dala da un callo g•~ solido. ed un mese dopo la consolidazione i• complela e •l malato cammina. PoiRIF.R. - Clurrtrttia delcercello. - Riferisce, traallri ca::i, quello d1 un giovine che, tirato~i un colpo di revolver alla tempia. destra, pl'esenta coma, contrattura, epilessia jacksouiana 1·espiraz•ona Cheyne-Sloke". S1 pensa ad una amorroma mlraventricolare e si pratica Immediatamente una larga tra panazione: penetrando col dito nel ventricolo sini:>tro ne ec;c,> :::an~ua misto a li,Juidn cefalo·rachideo: si an·erte una durezza profonda, e introducendo rasente al dito una pmza emostatica si estrae il proiettile. Poirier pensa che si deve abbandonare il tl'apano per lo scalpello ea il martello. L'esistenza d1 tensione intra- cerebr~le non indica sempre la presenza di un tumore. L'ernia del cer vello dopo la tr apanazione dipende non dal trauma· tismo. ma dalla circolazione cerebrale, ed i> costante: insiste ancora sulla utilità del drenaggio e sul pericolo della rlappl,caz.ione della r otella ossea. TACH ~Ro. - Cura della pleurite purulenta col sifone e il mecorlo rlell'aspir a;ione continua. - Questa cura designata alre-.Lero col nome di Jfecodo di Biilau, ru preconizzat.o dal Tac!Jard. cbe ne presento il primo caso, guar ilo, alla societa di cbit·urgia fìn dal 1874. Il manuale operatorio é -,;emplicissimo: due tubi di caucciù di 4 mm. di calibro e lunghi m. J,::>O quello escretore e m. l l'altro pe1· lavatura; puntura e~plorali va con siringa
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di Pr·avaz, voi, senza ritirarè l'ago, pleur·ntomia di 3 cent. la massimo; ~i introducono i due tubi fi<"Hltl insieme e muniti di rubinetto terminale e si fissano col collodio alla parete tora.cica: aperto in permanenza 11 tubo evacuato re ir1 un recipien le graduato posto solto il lello; ~i fanno le lavature antisettiche aprendo il rubinetto del tubo di la,·eggio 10 un recipiente posto a capo del letto; le lavatura é perfetta. DEL.\GE~IÈRE.- Pneumatomia par;iale per cancrena polmonare. - l n un uomo di 3i anni, diagnosticato un ascesso polmonare sopl·adiefremmatico, e fatta la cloroformi~za zione m decubito later·ale destro, sr incise sulla nona costa iocut·vando il taglio ai due capi) per circa 40 centimetri ; poi si fa Ja resezione soLtoperio~tea de11a nona , otLava e settima cosla, dal loro a11g-olo posteriore fino all' a1·ticolazione condro- coslale; poi si apre 111 pkur·a per li centimetri nP.I solco della nona costa, e sr entra nel foc•>laio che contiene circa 500 gr. di pns e detriti nerasll'i infdti, e che è limitato m basso òal diaframma. io a lo dal lobo inferiore cangrenato. T'lLte lP parti cangreoate sono esportale con pinze e forbici: ne risulta una ca' ita del volume del pugno che è accuralarueole d1smfaltata. Un primo di'ena:.rgio f> posto nella cavità polmonAre. un secondo nella cavita pleur1ca: la pleura è l'inchiusa su que$ti drenaggi, e il 'asto lembo mu!>colo-culaneo suturato. l d1·enaggi furono soppre$!'1i ùopo un mese. e IH ~uarigione fu completa e perfelta dopo sei settimane. R.rcHELOT. - Risultrtti rl'moli della cura rad ieole delle ernie. - La berugnitil di questa cura si ronfer ma sempre meglio: già fin dal 1888, su 138 opet•azioui non ebbe che due morti : 62 tra questi operati furono ri ,-i ti, e tra questi si c(mtano 11 recidive; il <'he da la ste<~sa proporzione di quella pubblicata da Lucas Campionnière. l n torno alla tecnica operatoria, R ichelol usser1 a che egli nor1 incide l'aponeurosi del ~ra nde obliquo per mettere a nudo il kacitlo anguinal~. per obliterare il ]uale, dopo dissecalo e re;:ecalo il SHCCO e rl>.spmto il peduncolo profondtunenLe nell"ttJdome, eg i wtroduce l'inoice sini.-:tro il piia in allo possibile rJe•l'mteroo del rartnle, quindi coll'ago d1 Rever·din mette tr·e o quattro fili (li l!r(),.sn cptgut perpen-
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dicolarmente a l t.ragillo, serrando i quali l'iduce il canale al posto ~lrettam ente n~cessario pel pa~~aggio del co1·done. DA!-lOIN. - Utilità dell'elettro-terapia nelle oarie forme eli ir.conLinerua d'urina. - In modo generale il trattamento consisteva nel produrre urli faraJ ici od una azione tetanica 5 uJ collo della v..:scica +- porzione m~~ mbranvsa ddl'uretra col' un elettrone olivar e portalovt a contatto menlre un altro elettrode a palla od a plt~cca umide era applicato sull'addome c ;:ul perineo. Se esisteva complicanza di sintomi generali del sistema nervoso si uni\·a a questa cura l"Azione intravescicale voltaica con intensità dai 40 ai '100 mtlliampères. I risullatì otlenuli, favorevolissimi. mostrano l'utilità del metodo, o specialmente della f81'adizzt~zione di retta della porzione membrano~a. Dopo parecchie relazioni di cistotomie ;;oprapobiche e Ji resezioni pat·7.iali e totali dell'u t•etra. D~.Lofntl·:. Sulla uretrora;la sen.:a restringimen.to consecutivo, riferisce il caso di un soldato che :oul biciclo cade a C<~ \'alcioni sul cerchio della ruota posteriore : dolore poco vtvo ~enza ematuria, senza r iteozione, che si manifesta perù dopo due giorni e richiede un cateterismo g iornaliero: al 7° ~iorno insorge un flemmone uriooso. Fattane l"in..;i sione si scopre una larga cavità, i corpi cavernosi sani, il bull.lu rvlto allu sua partd mediana, l'uretra denudata peP due ceutim etri con Jue rotture irregolari. Sutura e sonJa in pt!t·maneuza; ma an·s• giot·no si imbratta la piaga con materie fecali . per cui si dovette recidere i punti di sutura, ed al !o:-hiù delta piaga apparve l'uretra J•otla coi due capi sla<'.cali t'ra loro per una distanza di l centimetro e mezzo: si lasciò granulare la piaga, quindi si fece una suLur·a secondaria, comprendendo nei fili mollo tessuto e la mucosa: catetere a permanenza per dieci giorni. Dopo questo tempo il malato comincia ad or in&ro da $Oio, per· 15 giorni qualche goccia passò per la fistola perineale, (]ualcbe filo di sutura t'u eliminato, poi la fistola guarì, J'urelra n'm si é relralta e Yi -,i passa con facilita il ~. 40 della serie di Benìqu ~ e la parele perint~al e si mantiene a ssai mot·bida ed elastica. S \\'A t: X. -Risultati remoLi della divulsio1.e pl'ogressicq..-
RI\'ISTA
I risultati remoti, come gli immelìoli della d1vulsion~ pr ogl'e ssiva !Jrovano che essa è l' nperazione di elezione nella cura dei rr>strinqimenti ribdli alla dilatazione, falla ecrezione per una sola vorieta. quella dei re,.lriugimentl CO"I detti elastici. JA:"ET Scdta degl{ anli811ltici n~'lla cura dellt1 I.JI~noc ragia. - Dislinc:ue nella blenorragia cinque ra~i: t• fa~ primith·a con gouococclu: 2" gonococchi <:ornplicati aù infezioni sccondal'io pi'ecoci : 3' scompa r si i gonocchi restando le infezioni secondarie precoci: ~~~ fa!"e asettica; 5° fa"e d i infezioni secondarie tardive. Ogni volLa che esiste il gonococco nella blenorragia biso gna ricorrere al per manganato di potasse: 4 a 6 lavature di una ~oluzione ''ariante da 1jl000 a•l t L.WOO bastano a farlo scompar1re: per accer tar;;, della ~compMsa si pratica una piccola iniezione nell'uretra cou soluzione di nitrato d'argento ad l p. 100; se r estano gonococchi, i gior ni suece:;sivi pullulano con mlcnsita. ~elle blenorragie in cui t gonococchi sparicono ma rimangono microbi secondari si de"e scegliere il sublimato in soluzione da l a 20000 fino ad l ti 00\JO. S?., resa aseltlca rurelra, lo scolo persiste per lesioni anatomiche dell'ut·etl'a stessa, o alterazioni cldll!Ìche delle urine, si ricorre al niLrl\tO ù'argenlo J a 112000 ad 1j7>00 nelle secrezioni abbondanti, O\'Vei'O da 1(100 aù lj30 'lasndo nelle urine chiare non s i tro,·a che qualche filamento. Ottenuta la guarigione bio:ogua guardarsi dalle infezioni secondarie tar di\'e, alle 'JUali per molti me;;i per.~iste una gl'ande pre .iispo~izion e. EH RMANN. Sw ura secondaria de l nerco radiale a tUstan~a n.elfascella. Un individuo presentava pat·all!>i radiale per reritu ùi coltello all'ascella ~5 giorni tJnpo la le · stone si praticò una incisione lungo il margine posteriore delrascella, e denudato il nen·o se ne scoprono i rapi che terminano in nodo cicatriziale, fi.,sato alla ,·ena e distanti fra lor o 5 centimetri: furono sbt•.i,qliuli, ma non si pOlf' llfft•ont.arli, per cui ~i fece la sutura a Ji;.;tanza col èalgut. AliA decima settimana ricompare lu sen,.ibililà, a l nono mese
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r·itornano i movimenti qna~i al completo: per;;iste sn!o una legl!it!ra atrofia. C ECI. - Sldura delln r owfa. -L'Autore rit'er·isce ~ul rro· ce:5~o rla lui impieglllo :ler fAre lA ~utura della r-otulR, e che con;;iste ne.l'nltrnvt>rsare tuttA In rotula diagonalmente· proces~o che Ila Il ,·an to!!f!io dr ''".,;ere applicabile a tutti i ra;::i, di c• mbinare la "'Ua azione ;::ul mar~ine supFrinre come su <fu...JL• ,,,·er or• ;t.. ,·0"""· tli rr ... tabilire la rotu,a in tutta la ;,ua run~:hezza e tri delt- rmiua re una unione permanente e 6 ;:;;ai forte dei frammenti . Il proce;:;~o fu applicato 13 volte ..an pieno ri<>ullalo. OI.LJ).;R. {~l!.~e:oione rlel uinucf/til), eri i m pOrlan:;a della S!tWril o<xea ,,.,,. r:.~sicu ra re lrz .,;noMoil r. - Si C1Ccupa df-11 .. indicazioni e ,,cl manuali" della re<ot>zf nt> del gino•·clt w netta tubercnlo;;i o,-teo- articolare tanto varia nella sua e,·oluzione occorre segu1re a lungo il malato P'"'r fare una riia~ oo~i completa. ::\ ell'apprt>zzare 1 risultati della reseziont> si deve distinguer·e se f'i é ope1•ato prima o durante la s uppurazione : nel primo Clt'-'O i risultati son c;Pmpre bri Janti, nt>l c:econdo l'On !'re•lUI'ntì :.dr in"r1ccessi. m.r non devesi perciò abbandonare I'• J pt>r>~z·ollt' La irffer<?uza lei cac:i ricluede la differenza nella tecuica operat.. rra. Olliet· e partigiano deila :<ulura, che reputa iodispensabile nei casi supput·a ti. senza inconYenienli e che stimola il po)ler e o~teogenico del!' osso , producendo un O-òteite crJnùensante. ment1•e nel pe~iodo preantisettieo, quando lutto suppurava , pr oduce,·a in vece uno osleite rarefacieut~. ltupit>!!'8 una sutura ,-p•·ciale, per e,·itare la rottura o"h•i lllt ,r argento nella lor~inne. la sutura wbulata. che consiste nel passare i ùue capi dt>l filo, in luogo di torcerìi. in un lungo tubo dt Gallr, e rer rno1•veli con un grano di piombo schiacc iato. Tento fAJ• senza della sutura eri ebbe de~Jr in:;;ucCeSSÌ: Si pUÒ lrafa<:CiR re llt-l]e t•esezioni ortn_ cd r .... m cui le ossa non tendono che a t•tunir<:oi e &liMa la I'Otula può ;:;ervi1·e da cop•!rcltio per fi"l'S r le. P e1 I'1::ultati remoti, la riunione o'=->l'a è incon le,.lflbile : O:!kr pratica la r . sezione sottnperro:'leR, ritenuta da taluni rr>;:::a la para i-:,i,
RIYIST•.\.
inutile. perché ritiene che nggiungendo alro-.sificazione centrale la periferica, si ha una solidità ma~:.nore. Il raccorciamento di :l a 4 centimetri, di cui ~i rece un l'improYE>ro. e anzi una co"a utile per le l!nchilosi del ginocchio. Infine t·occomanda di faro sempre la resezione liJ>ÌCil, perché quella at1piche la"'ciano quasi l"empre ~ermi dì rec1diYe. P!ÉCH.\t:D. A.r l rvdes1 tiiJio-carsica. - Per rendere solido un piede fluttuante occorre praticare l'ablazione delle <'artilaJ!ini articolari. per dele1·minnre la saldatur•a delle ossa Per qu.-c:to, l'incic:wne proposta da Bneckt>l per !"ablazione dell'astragalo pe1·mette di r:>osliluir·e allo scalpello c martello il cucchiaio di Yolkmann. ~cop renclo largameute l'of:'so. favorito dalla ~rande rila~satezza de1 Jignmenli, e pulire completameule la piaga. Asportale solamente le cartilagini, le ossa che hanno consen·ato la loro forma, l"i adattano facil · mente e si saldano ~enz<~ bic:ogno di incavi,:rliarle. R EVER.DrN. 'J'(I,r.~ec tomia poster iore. - Nuovo processo <li reseziNle dell'a<>lragalo consistente io una sncisione esterna che parte dal margine esterno del tendine d'Achille, taglia i tendini peronieri , che sono risulurati alla fine dell'operazione. Questa incisione basta per l" Ablazione dell'astragalo l'Oh'; se occorre attaccare anche il calcagno, si com pleta la prima incisione con una seronda che sej:!ue il margine ester'no del tendine fino alla tuberosilà del ealca~?nO. Siccome non si ft1 riunion~ immediata, la guarigione esige da due a tre rnes1. Il racrercinment.o è di circa due centimetri; r•isultato: fun~ione perfetta. senza iJ piede lallo che si !'imprO\·era alla sezione de1 tendini peronei. Of:LORME - Rese:Jione metatarso-.falangea dell'alluce nei casi di anclulosi. - O'smportanza anatomica minima. l'arlicola<tione dell'lllluce, ha nna importanza fi siologica rnag~orf: il capo metatal';::eo a ssicura al piede un soliJo appoggio, e l"art1colazic.ne è nellu pro!lTesssone in azione costunte: se è a nchilosata \'iene modificato il ritmo clelia marcia, che si fa claudicante; la cors:a, il salto sono difficili o 1mpossil>ili. A togliere tali incon,·enienti Delorme fece. in due casi !'abrasione lunga circa due centimetri, per evitare le r icil.!ive,
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CHI RUR GICA
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escidenc.lo un solo osso per opporre una supedìce carlila ginea acl una superficie ossea, e di pr eferenza la ralange, di impol'tanza minore. La falange a ppena accorciata non de,•iò. e rima!'e rnobtle allivamente in un caso. passivamente neJI'aJtrn. Il ri;mliAtO da) punto di vista funzionale ru egual· mente flworevole. Sulla antlsepsl oontlnn a.h.. - KocuER. - (T herap. Reotte der All:;em. Wiener metlix. Zeitung, 1892, pag. 2.5).
Nel suo uuovo manuale sulle operazioni chirurgiche, cosi il dotL Th. Kocher di Berna parla della antisepsi. Quando occorre operare in sfa vor evoli circostanze eslernt>, vale a dire quando non è possibile . evita re la introduzione di gr 11 ndi quautilù di micrl)rganjsmi, o quando una ferita é esposta a :o:ucce;;siva infezione, come nelle operazioni della bocca, delle fauci, d~>Jla laringe. del retto, o t']Utwdo de\'esi oper are nel territorio di focolai infettivi . sulle fl :;: Lole. sulle ulceri, PCC. allora non ba!'ta una semplice ed unic.a .:::ter ilizzazione della f'erita i'resca, ma é necessaria l'azione permanente degli agenti antisettici, ranlisepsi continuata. Questa può in dne maniere effettuarsi. 1• Con la ripetuta a'fl plicazione degli agenti antisettici. Queslo modo s uppone una fe rita a pet' ta. Se si lascia la ferita aperta in tutta la estensione, con le r ipetute a pplicazioni di compresse di garza imbevute della soluzione di 'iCido fenico o di ;;ublimatc• di rettamente sulla superfici~ della fer·ita, dap_ pr1ma ogni due ore, poi più rat·amente , :Si può in b reve con sel-(uire l'an ti~epsi ; ma bisogna ospettarsi assorbimento e \'efl'elto venefico dP.I ranliseltico, e ·devesi attentamente invigilare su questa pericolosa azione secondaria Ma poicbè n on si tratta di una sola e fo rte disiuf,..zione, ma essenzialmente di impedi r e lo svtluppo dei micror ganismi, si può ottener e il desiderato effetto con le a pplicazioni anti~ett iche calde. meno concentrale, spesso rinnova te di acido fenico al1/2 ·1 p. 100, di sublirnato a 0, 1 p. 1000, o di antisettici più deboli; come il timo! a 1 p. 1000. e l'acido salicilico a 1-5 p. 1000. Generalmente il Kocher usa dapprincipio le appli0azioni di garza
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nnbevuta della f'loluzione di acido fenico al 5 p. 100 prepa. rata Ji fresco, camk11andole ogni tre ore: piu tarJi gli impacchi t>aldo urnid1 di arido salicilico 11 l 1/Z p. 1UOO. Molto meno sicura dc~l' un parchi con ~~~ antiseltici é la lavatura atlrt~ver«o ai tubi dA drenag~io. :!0 L'allrll maniel'a per ollcnel'"' razione contiuua consiste nello impre~nare lo superficie nelle ferite con so"tanze che ren.Jooo resic:t •r•ti i tessuti contro razione dei microrganismì. .-\ 111esle apparten~ooo 1 cau:;tici e lo iodoliJrmio. Xei sali ,IJ mercuriO e d1 Argento, di zinco e di bismuto abbiamo s:oc:lanze che entrano in comlunazione con ralbumiol\ dei tes~uli formando eomh1nazioni di albumina li, le qual1 ~i oppongono alla azione decomponente dei battel'i, e che agi. ;:cono direttamente com(• antisettici. sui micror~t~ni;::mi. Il Kocher si sene a questo scopo d1 una ~>mulsione all'I p. 100 di sottoniLralo di bismuto ed una all'i p. lUO cii !alle di zinco. I resullati del trattamento rol bismuto appartengono ai migliori r.ho f'liansi ottenuti a vanti il tempo dello 1·igorosa ant1sep~i. ~1a i roenlovali medicamenti, specialmente 11 bismuto, sono scomjJOSli dai prodolli di decomposizione delle rer·ite con forma"Lione di c:olfuro di bismuto. Queste applicazioni hauno c1uindi il lor o pieno effetto solo quando sono poste in opera prima che sia ~ominciala la àecomposizione dei tes~uti per via dei microrganism1. quindi nelle ferile re· cenll. Se già &\'venne la necro"i dei tessuti per scomposiziOne fa cl' uopo allor·a· rll più energici antisettici; la tintura di 10do, l'acido salit>ìlico puro in lina poh·el'e e Il te1·mu· cauterio. Opposta a quella dei Ctlusti ·1 ~l'azione dell' iodofo1'11lio, sp:e~antlosi quesln soln I'JU&ndo sono cominciali processi di scomposizione. Que~ti operauo la scis~ione dell' ioùoformio e formansi combmazioni Jelle ptorr.aine e toxo-albumine, ed é impedito l' ullt>r iore !\viluppo 1leì microrganismi (rlotl. Ruyter). Per con<>~>guenza rio lutormio non trova ~osto nel trattamento asettico deiiP fl"rit<•, al conl1·ario po~sono quPste dalla polvere d'iodoformio Pf'lSere infettate. ln\·ece l' iodoformio é il più aLlivo di tutll i medicamenti per· arr esta re la cominciala o già progrNlila decomposizione ed é quindi indicato
CHiRURGiCA
nelle ferile, nelle quali. per insufficiente asepsi, é da altendersi t'Oli ;-:icurezza la decompoc::izione. Secondo la esrenen?l\ dPI RnylH lP effusioni sulla ferila ruccomanclole la! B••rgmaon ,Ji una soluzione alcolico elerell (10 eli 10cioformio, 2,, d• elt'l'f', 80 di alcole) sono c:la pt'eferirJ;i ad all1'e forme tli applir.~uione r_· io•ioformio ha l' mconveniente d1 eset•citare :;-u certi inJiùùLLi inlen!'a az10ne vPnefìc~. segnatamente :::ul :;blema u~t·vo:::o. \:! perciò de\'a e:<;:ere usato cou precauzione ,, <1 do«1 ben lll'!"UJ"ale.
u n caso e cc ezionalmente compllcato d! ernia t ngutnale, g u arito radicalmente meroè l 'operazione alla Bassinl. - .J. '"· H J.:LK::;.- (The Lancat, luglio 1892).
t..:•• portinaio di :3!'\ ~)nni, robn~lo e bene sviluppato, entrò noll'o:-:ped?.le il 3 gennaio per una volumino!"a ernia inguint~le non più conten ibile con alcun cinto. antica fin dall'infauzia, e !Irarlatamente creseiula. 11 lnlo ùesLr-o dello ~eroto era imper·fdLameute ~vi luppalo, 11 Lt>sliceio corl'ispondente mancava, l' in~ui11e des~J'O el'a la sede di uu tumore oblungo e promiueul(·, lirn1luLo all'inlei·no ,;ella "'f'ina del pube, all'~sterno clalla spinu iliaca anteriore E!UperiOt'P, tumore I'ÌSUOLISnle aJJ!.1 per CU!'.SIOTle pel' Ja pr·el"enW lieli' intestino, contenent.:> ali r esi una massa pas;tosa c:> so!itla elle si ;::iudicava per omento. ed al d1sopra eri sUo e::.terno della spioa del pube una piccola ma~a simile a oocciunla. cll~ si t·ileneva per rirnperiello testicolo. I l grosso turn•ll'~ che e>ideulemenle faceva prominenza al da,·auti .1 ~ 1 lt>ndine apone,-rotico dell'llbliqun eslt•ruo, si continua\'& allro,·er!Oo l'anello aòdominale esterno con un rigonfiamento più pronunciato. coperto da rruesto teniline aponevrotico, t'd occupante r int~ro canale inguinale, talchè la parte superficiale e lu profonJa del ri!:ronfiamento erano ioculazioni ùeiI'Jsl+'~;:o lnrnm·e. Lo f<11·ma dinica obbieltiva, eù i rapporti anatomici, rende,·ano palesP. un completo e congenito eulero-epiplocele il quale, pe1' le imperfette evoluzioni dei testicolo e dello scroto, dopo e:sserc uscito dalranelio addominale esterno, a:-r~stalo Xl.
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RI\'ISL-\
all' in!!:iU nel ~u "l pa<~;.a !!?!iO !•11r lo ,.eroto. ~i era r1p1e;.:at.. nll'in;.ù ed all'esterno lungo l'inf!uine, al'sumendoappro~~~ JJlattvaual"nle il t'•Jr-;o rl1 uno c:tìancamento ed ampliament,.. dei l'ernia felllorale. 011 'luest' ultima forma cl'ernia si dis tanuue\'8 pt!r la rnaagi11r prominenzA suli'auello arldomlllaltl t•::-lerun, t' po>r la pre<:cnza del leslic .)o in f-<:~ Un'erma inguioale obli· JU8 da antica data. ripie~Z"ala ft'a le tlhre apQIIevrollche >! la vA.:ta ''i'"nru~azione le' r•la<:tri del l'anello c"'lernn, div~~ricuzione <·be a<>::;ume 1a Forma di una lun~a ft>uditur·a. l't>~lt•emità esterna della 'iuale pnò ra!!giun:r~re cd anche sor'! a~,.are la posiz10ne òelranello inter no. può ;.;emhrar di giacet·e r.:onlro raponeur o!"Ì leuJinea. e pre<:entare una ra~--omi,:lianzt~ con cio che era solo la parte c:uperficlllle d .. JJ'ernia dPI nostro paziente; 1111:1 la fot•ma acceJ•tala clell'anello estet•no dissipa va ogni E>rrore di tal genere. Un'e1·nu1 associata al teslicolo r allcnulo den tro l'addome, o nel canale ir•guinalt>, rJ poco a l disotto dell'anello f-5'\ler no, ed uscente da questa apertura, o di:-cende nello scroto, o f'Oio eccezionAlmente O"Sume il ~rl'll!illo se.guito dall'e:rnis <Id nn:-tro ammalato. l r.JelOdl clmurgicì Immaginali nelle due ullirne decad1 di IJIIPsto !'('colo per la rura radicale dell'ermA <:ono cosi numero"''• l. ::>Oun co!'>i 1reponac r snli 1 Yanla,:gi rne::>si iHnbnzi .!ai relat1vi ~·~opl'itori di que~ll metodi, che il giu,ane clu · !'urgo c<:aJ'«:lbbe imbarazzalo nr·lla !'Cella. "eoz.a la !!uhìa dt:l prc.r. \Vnod, 1! 1uale J•rru;czne di r1fiutare o!!oi mt'lOdo c he non lenti di chiude1·e il colletto del sacco; e rli r1durre l' tt nello addominale int.. rno ad un'am!>iezza sufficiente appena al pasgaS(gio rlc•l cor,ione ::per·rnal1co. e rrueste due condizioni ~i tr0\'8flfJ rìuuile nel meto:io di Bassini, il quale te11de allre;-i a rinfor1.are la parte PSterna della parete poster iore. del canale in$(uinaiP, che natu ralmente ,\ più debole , con una pre"i-,ione mag~.nore di •1u•::lla che ~i ottiene con me lodi <>ottotulanei. E tAnto piu wJicutiel'i l'autore <:i <lelerminò pel metodo cii Bassini. avcnuo a far·e con un'ernia complicala. lu quale t•ichiet!eva che ogni tempo dell'operazioue fos"'~' chiaratm'nle veùu~o, c precisamente conlr olìalo.
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CHIIlURGlCA
1379
11 7 gennaio, pre,·ia anestesia, raulore esegul un'incisione di cinque pollici d i lunghezza, a poca distanza e parallel~ roente al ligantrnto di P oupart. nell'asse mag!!iore della pal'l~-' ~uperfrciale òell"ernia, dividendo i lec:suli che incontrasa. fino al sacco erniRrio. P oi distaccò il sacco dall'apont'url•~• uel muscolo obliquo esterno, e lo tiri, tempora neamente in dasparte, ponendolo fra due sottili spugne bagnate d'acqua calda. QuinJi ta7ltò il tendine aponevrotico del muscolo nella linea della rerita esLerna, dall'anello addominale estei'OO infuori, p~I· lutla la lunghezza del C8118Ie inguinale, talcht:. separando le estremità clt>l taglio, la parte in~uinale dei ;:acco erniario rimanesse scoperta tlno al colletto dell'anello iup:uinale interno; giunto a questo punto apri il sacco, riJus;:e l'ernia. isolò l'omeulo adereute ed ispessi~o e lo legò a livello dell'anello interno, poi 1o recise, eù il p~duncolo r ieul•·o neli'addome. Il sacco fu complctameule isolato ùagli alli elemen ti rlei funicolo, legat.o circolarmente al collo e reci;:.o, riservandone 11na parte per la ricostruzione <le ila tu· nba vaginale, che fu fèltla unendo i margini rf'cis.i del sacco, in modo da formare una piccola tasca pel testicolo. Dopo di ciò fu ese ~uil<l un· incisione sottocutanea dalla fine della ferila inguinale in basso fino alla sommità dello scrolo per collocarvi jj testicolo, che ,·j fu spinto ;riù e fissaLo I'On tu• punto. Il bordo esterno dell'aponevrosi lendioea, e {!Ji orli carnosi inferiori dell'obliquo interno e del trasver:::o addominale furono stirati in giù e riuniti al!o spesso hgmneuto di P ouparl con una serie di suture profonde a punll molto rtlvvicinati, in modo da abbracciare s trettamente il c• r.!one ><permatico nel suo passaggio attraverso l'anello interno, e da coprire il picciuolo formato dAl colletto del sar.co legato circolarmente, quindi gli orli dell'obliquo esterno furono suturati insieme, ed in t:ltimo furono unili gli orli dell'incisione cutanea. X••ll o:;;tante tutte le precauzioni anliselliche, il 15 gen:naio. unn settimana dopo l'ùperazione, si notò una certa teno:i0ne rlélla ferita, onde si tolsero due punti, danio cos-ì ~silo ad un li•1uido siero!"o. Quattro giorni più tardi si manifestò la suppurazione che si òifl'use alquanto alla coscia
111 loasso ec.l al fianco 10 allo, e re,.~ necessarie delle contro ape1·lurc, qui nel i proli'IlSSe la dimo ra d eli' i n fermo neirospedal, finn al <1ue aprii•·. g1ùrno in r.u1 fu (Jrov"l"isto di un deb0le ciuto, con l'avv'"'rtenza di ritornare airospe Jale se mai a>verti<:se qualche inl'onvenient~>. Ritorno nel gennaio •lei J-{l-12 pet· domandar~ se pote,·a li!Jera rs• senza pericolo dal cinto. e mo.,l!•o una soliòa cict~lri~e, che 'm ftC8\A all'una prom•neuza sotto gli sforzi eJ i cnlpi d1 to~~e. Il t.-c:ticnlo non era rimasto nella niechia che gli ... i era s ·a v•• la nello :oct·oto, ma era libet·o al disotto cle!ranello adùomillltle esterno. L'aul••N <ltl 'lue-.t.a sola (Jprrazione o>Se!!;nila, &riu<lica il metodo d1 HAs!'inì uu'<Jp ... rAzione gra,'e. rla risen11rsi per · ca!'J evctMionaiJ.
fUVISTA DI .tNATO~IIA E FfSIOLOGrA N"ORMALE E
PATOLOGICA
Azione dei prodotti batterici sui centri vas o -motorl. Bnl:CH.\RD. (.4. re h i ve.~ .\Jr·tlìcales Belg~>s. a!!osto J'ofl2
BouchArù lrU Jll'8$enlato recentemt>nto> all'Acca lemia di medicina nnu unta molto ìutPre""antc su questo ar.!omento. Eccone un r·•a~<:uuto. Conheim ha slabiiJto che li fenomeno capitale dell'infiammazione t! la d apcde-.i dei ;.:lubuli huwchi. E;:li am~netteva dv~ • il •u«::n·!gio dei leucociti n traverso le part>l• dei va~i los<>o lu cnttsc;.ruenza .lì una wodifìcazione ,·ascolat·c J• rotlol•u dall'azione ù•reLLa delle cause llogogetle ;mi vasi ». Prima e dopo lo. scoperta ili Conheim i fisiologi 118Jl1IO CPrcato di 1nlerpre-te•'e Yat·i altri fenomeni ddrinfiarnmaz,one fl specialment~.: la dilatazioue ''ascolare. Alcuni di ~ssi credono che Jl sistema ner voso, impressionalo alla sua
Rlii'H DI \.\.lTOMH E FISIOLOGI.\
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pt>rift>ria. al ~u~to _eli azione !~Ila causa morb:tìc~, .:;ubisce . s·a una parah'-1 Jet ;:uo• ceni!'! va!'lo- costrlllOrl, s•a una eccitazioni' drì ~uoi centri VtJSo- dtlatatori ; la clilalazione va:.calarC' riflp;;,..a <'O!:I prndolht metiP i \'a:-1 111 uno >-taio fa ,,wc~,·c·le :;l pa:--<>;H:fliO òPi f!'lobuh bianchi a lra,erso le loro pareti. '\PI ·"'"-'· :\Ja-.-.art c Bor.lel hanno r:tJ>h'llto d1e i lt>ucociti pos--iedono una cer ta ÌJ'rllablltlà che loro permt>tte eli pro~retl•rt' nei li•!•u.Ji, :::otto !"influenza di certe «ostanze Attrattive. r.I. 111 pArticola re. !>Otlo l'influenzA dei prodotti baller ici. Q .e--tH irr•tabihta, c•niamata chinueocnssica ,., ideu t1ca alla il'l'it'lhilita di certe C~i!llule W!!ela li dimor:trata da Pfet1'et·. Graw• a questa proprielil . i len<'ocili profrrcdiscouo dalle part: iù diluite Yerso lt> più concentrate delhi soluzione contenente la so~tanza nttrattiva . Questa scopert-a sembra conll'nel·e in ....,. una nur \'8 teorta della dtRpedel"i. E'-i!'>leYatto n llot·a lre teorie pel' spit>gare la diapedesi: n Ull& attribut,·a ques to fenl)meno a d una alterazione prirniti'a dei ,.a<~i: b) la !"econda l'attt·ibuha u l una awme r ir.es~ll produc<'lllc~ ~econdat·iame11Le una dilatazione dei vasi; c} inllne una terza teo ria ricono<~ceY& come ('8U"a del feno meno ralliYita propria dei leucoC'ili. Queste Ire teor ie ,·anno <iel l'esto per rellam ent~ d'a ccor.io colla nu0\8 iùea che l'infezione locale è la cauo::a dell'infiammazione nella mtH.!gior t•arte ciei ca-"i. B•>uchat·<i hR r·iconosciuto l'esistenza di 'Juesta irrrtabilità parlicolare dei leucocili c he li fa prog redire in seno ai les sut tnfetti, dalle parli in cu1 i pt·o·1olli batterici sono i più dilutti "erso i punti in cui IJUesti !'tessi prodotti sono più conr••ntrati; i leucocit1 H avanzano in tal modo fino al punto in cui questi prodotti sono uel loro tnassimo rli coHcenlraziofle, 'aie a lir e fino al cont~tto cot microbi. Questa marcia dei l•·uco~'iti, è una fa!"~ pr··liminare tlella fagocitosi, che non entra in azione che qnanclo le cellule at•rivano in contallo coi microbi e commciano ad im!lobarlL La ra~ocilosi e cosi ri.lotta a quel'ìll due tPrmini: inqlo bamenlo dei microbi e digesttone intracellulare; 'luesli fenomeni presuppongono però la l'i··erca dei microbi ft~lta dai dobuli bianchi e questa l· essa ste~ .. a pre~eduta dalla ùiapedesi.
RIVISTA
Si av1·eLbero cosi nell'inHammazione, e, in un mod•l più generale, nella lolla ddl'orgamsmo contr o l'infez1one locale, tre alli che si succedono e si completano: l' la d1apedesi, l'coperla dii Conheirn. 2• l~ ricerca dei baltorii l'alla ùa1 leucociti, dimostrat~ da :.\fassart e Bor.lel; a• la ft~gocitosi, messa in luce da :Metchnikolf. ~fassarl e B'>rdet ritengono cliP le due pr me fasi del fenomeno ne costituillcilno una sola; che l'attrazione pro lotta sui leucoc1ti dai prodotti batten ~~ ba-,ta a provocare la loro mi:rrwone a travt!rc;o le pareti dci Ya~i. Ma Bouchard non ·~..,ndivide tale opinione pe1· il fallu che il plasma san~u1~>no che costiLuif;ce l'edema intiamrnatoritl passtl co1 leucociti, anzi prima di e<::si c lah·olta senza d1 essi ; e lullln·ia non s i ammette che il plasma possieda una irritabilità analoga & 1uella che si riconoc:ce a1 leucocili. Boucbard hu ricouoscìuto inoltre che uno dei prodotti baltel'ICI. per la ::;ua azione genel'ale sull'economia, rende Jmpossibi.e l'allo capitale clelrmflamma:r.JOne, vale a dìt·e la diapedesi. Charrin e Gamaleia hanno con1pl+>lalo la climostraziooe stabilendo che questo prodotto specialE} f<i oppone e~ualmeote all'uscita del plasma ed alla dilatazione vas;colal'6 infiammatoria. Qu.:!>la az1one ,:. dovuta al potere pa1·alizzante che questa sostanza, chiamata ùa BoucharJ anecla.~ina, ese1·cita sui centri vaso-Jilttlatori. L'anectac;ina impeùisct> la dit~pedesi locale con la sua azione sreneralP. qualunque sia 11 processo col •rualP. ~~ tt!nta di provocare quesl3 òiapedesi. E~sa paralizza i centri ''8-"0dilatat.orì, impedendo cosi la congestiOne e t'eùtllll8 inHammaLor ia; BoucharJ Cl'dùe che si è parimenti colla sua azioo~ paralizzante sui centri ohla tatori che questa "' oppvne alla Jiapedesi. E~li é riuscito ad imped ra que'-ta coll'inietit>oe intra- veno!'a o soUo- cuLanea di anet'tasioa e c16, sia intr oducendo que>:ta sostanza in un punto lontano ùal luo~o in cui risiedevano le sosllmze attrattive secrele t.lai microb1 , sia introducendola nel otezzo iofello. Una proprietil importante di questa ancctasina si e che essa si oppone non solo all'uscila del plasma e dei Ieucociti,
01
A~.UOl!l.\
E FISIOLOGJ..\
ma anche u quelln dei globuli ross1. ai f{uali non i• stata ricono;o,•iula alcuna pro p rieta cltimicola<>c;ica. Infatti, r-ssa arr>e11rct [, t!Tt<OrrrJ~f e. Bouchar.l ha rt:::o coo trato quesrazinn ~ sull"uomo in cin•11H~ casi d'euwtlisi 0 111 tre casi di emorrag•a inll.:>'lu•alo. Lanectasina non inter,iene nPi proces-., mfiam111at••rii cue come moJe•·atore o com~ a gente dt arresto. s..un 11uec:to 1•u11lo di vi..la, e«:>a puc'l eso::ere collocata tra !!Il agPnti an!Jtlog•l>tic . - Vi .! un'alt•·n "ostanza batlet· c~ che Bourhard ha >'Coperta e JA cui azi me generale .. l'ercita:t enlo dpi cenlr t 'aso- dtlatalori IJUe:-ta ;.l)'<tanza pr o,·oca. nPila regione d'o ,,Je pr cc·l~ )"iulìnmrnazione, Ulltì congesliouc rillessa più energica, uua ei":-Uùazinne più abbondante e.l una diapede~i più inteu~l'l: le:: sue prnprieta ><or. o ']uindì pe•·f-tlamenle in,erse li que 1.. r:ell'anecta;,.iua. In cer ti o r!!Alli, corne i rem, i polrnon• e la ret11111. la sua a zionP ''aso-dilalalru;e puo maniJ'e~lnrsi r-;enza ult:uua provocazione locale. Questa ~ostanzn an<n~on•"ta dt>ll'a necl{\"illa e stata chiamala .!a Bouchard ecta:jina. e:::~a "' nne scopet·la nella tul•ercohna Ji Kocb. (.lue~ta couoo:;cenza di prodotti bttlleric• che hanno per effetto, gli un• di diminuire d ua::saa-f!i•l dei globuli bianchi t!d anello deg-li altr·i elewenti del sangue al punto tli preveuil le emrm·a~i .. : ?li alll·i, di provocare una abbondante IOI.;t8ZÌOile J1 lt· UCOCilt e i'~!!'SUdazioue del plasmo, e Jj una grande 101portanza pi!r' il medi..:o p•·atico: ,., un ~u·gomenLo eh• (' rOmelle J.1 r l'avvenÌl'P a fJp;i .8ZIOni t~ rapeulll'he nu lll~rt),.e.
Srw~ \\'ooom: \D. -
L 'etiologia del canoro. - çThe Lanci' C,
mallgio ll(H2)
Piu oli W arm1 fa. quau.lo \"1rcbow aunuoctò la .... ua sloril'a dottr·ina, rh e tanto nei pr·oce::!;i lì :iologici cODlll nei pa · tnl(l;.rici le cellule prorlucono la propr in vita, ado mbrò anche Il ('r inci!'iO che c1uanlunque ogni ct>llula na<:.c·a da una celluiH, la p t' J!Cerue 1'8S30mi~li ai Pl'Opri ì ~eneralori S"JlO quando la ripr'•>ÙUliOII~ avveo~.w tu un ambieule eJ in Cllnc.li.~:to ni cirCOf.:c~rtlte entro limiti ben de011iti. t: 1101 o•·a c;appiamo beue •
IU\l::.lA
che cambia 'Id() le con·iiz.oni l nutrizione, le 'ie di ... ;.ct·ezionl!. e la natura e quanlltA òi ~l s m<do e d'irrilalione. f•OS · -:ramo allerare il carau~r~: delle cellule produllc da certi lt'o:~uti.
TullP le ~up»rllcie t•flllf'ltAit Mno ,-overte da uno o piit ::,lrati di c~l!ule, la forrna delle quuli Yaria !'e<·onùo la l01·o funzione, ma qualurarrue cdlula epiteliale si e"nmini, ed in rptalurt•IUe condizione. ::;, trovct•ll eh~> ove ma~?giore è il loro polere vegetativo, meno completamente !"i ~vi l uppa la loro atllVIta funzionale. ~eii'CillhJ'IOI\è Ìll alli, ne( 1ft8Je )O SViluppo c l'accre:;cimt>nl.J pr""e.le I'a1la iamentP, le cellule ec::ercitano poche o 11~-'""una funzi me, essen io tutte deputAte alla ripr ,duzione. mentre tll\'et'P le ~ellule ,\el conneltiYe !<Ono molto 8tlÌ\'~ bench~ pOCO :';\I)Uppate, ('0nl>' SÌ O<:ser\'8 nel t<>,i>UL" mucoso che é il pre~'ur:;ot•e d<'!l t<>!"suto areolare ~Ol· toeutaneo. È dut•ante que::to per1odo elle ;.i a"·era tutta l'iu,·oluzione d~>ll'epitelio nella viLa f,•Lale, che ~i compie !'impalcatura ,runa glaodola formala lllollo tempo p1·ima che sia chiamala a compier·e la sua funzione. Durante r1uesto per1oJo <li <:vtluppo dell'embriom· ncll'ntero. •! delle mammPile nella pubertà. non ra n-I5>iamo alcu!l gruppo c:tahile di te><~mli. •: po~ siamo appena immagint~re che p<>r· un di,-.turbo nulrati\'O do,·ulo ad un'n'r1tazroue tora! ... , po<;~a :sorzere un tum•lre. Perché i tumor·i sarcomutnc.ì souo p•u comuni nella 'ila ft>ISI" •' nella prima eta eh~> nell'eta avanzata ? Perch·· i tn· mor1 dcll'et<J adulta, ac.lt>nomi, c•sti !!lant.iolari, fìl!I'Omi, Clf'•lo· ~>arcoma , uon ltanno tendenza a dtvenir maligni, mostrano nn accrescimento uei due ordini di tes<:uli, ~ llivenlauo piu sarcomatosi o più !.\'landolari s»contlo l'età alla quale ~i !'Oli(• !<vilup;>ati? Perchà ;:rli e,>ileliomt s'incontrano da regola nella tar·ia età, od almeno alla fin~ deil'et.a adult.a? Non potrebbe darsi che le i•·ritazioni e ali stimoli fo"!"ero capa"i rla dar ori~ine a dh·erse rorroe di tumori secondo le diverse èpocbe rlella '"ita, e che la c.lifferen~:a essenziale
con~islesse
nella
nutrizione e di sviluppo ùei te~<suti? Noi ~apptamo che g-li epiteliomi della pelle e delle mucose, la funzione delle quali non è mai altamente specialir.zata, diver~a condizione di
...
01 A:SATOlW. 'E FISIOLOGIA 1118 cile permuugor.o più a lungo degli altri organi glaudolari 8 ,·enli funzioni più speciali, si ;;,·iluppano piu tardi che i eancr1 dcll'utem e delle mammelle, orp:ani che cessano di funz 1 onarl~ piu presto. L'autort> lta esAminato g ran numet·0 di l in ~ue prese da caclan·ri m•1rli H diversa età, ed il dotl. Dewar ha continuato lo r-tudio dei cambiamenti che si avverano ne' tessuti epitelia li a diverse epoche della vita. ed entrambi han ver1· Jkalo, rJtt: le lingue cìe' vecchi hanno un'apparenza mollo tih·ersa t~a •tuella de' ranciulli. Il lesc::uto ;:;ubepiteliale è mollo ;:carso, q11a ,. là SI notano gt·upp• di cellule piccole e rotonde, le nbr1 le del c-onnettivo sono dis~ref{ale ed atrofiche, il le~umento epilellale ha un'apparenza carallerislica. ~iacché gli ammAs!Oi di c~llule mvece di es;.er semplici sono piu o meno ramificate . hRnno <>.utLili pr·olungamenti che dAlle colo nne cellul«ri pas::ano 11e~li spazi connettivali, onde talvolta si ha J"imp1·es;;;ionP. d'aver S<)lt'oechi o un euitelioma, specialmente !Oe !'i trovano piccoli nicii cellular'i infiiLrAli nell'eoiLelio tspes· sito. 01· si comprende come que:<La Jeggiera ma continua irrit?zione nel medesimo punto può l'sr sor·gere un epitelioma, ~iacché in realt.a abbiamo qui un'invasione di epiteho YeS!elalivo nelratrofico e poco res1slente connellivo. Sinlilrnente uelle vecchie e :;lato osserYato, che a misura dell"in\'oluzione delle mammellr>, il connetli,-o diviene piu !a~so. ali spazi connettivali piu ''asti, le cellule meno numerose, le mammelle divengono atrofiche, e l'atrofia progredisce con Ja vecchiaia. Se durante questo periodo non si verinca un'irl'ìtazione, arriva un'epoca nell'"' f!Uale anche l'e· pilt>lio s i att·ofizza, e si compie l'invo!uzione; ma se un'irl'i· tuzione qualunque ha luogo. ne risullerà. un'istabilità delle cellule eptteliali che entrano in alli va proliferazione, invadono il connettivo all·ofioo e non più resistente, e si forma il cancro. Si può dunque ritenere per ora che i tumori maligni sieno un accrescimento di certi tesi.>uli i quali han sospeso la loro attività funzi onale per una causa non ancora nota, e su fJUesla causa ignota è rivolto lo sLudio de' patologi. E si è cercata questa causa al difuol'i delle condizioni de' tessuti
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RIHSH.
-.te,;:.t. e -.i e tro' ~t lo cbe 1 tumor1 mali.:ni di un tipo ei>i elia le nOn !"Ì POSSOllO pr durre in te<:!>Uti ~ani, 'IUOO lunq u~> certe for me a lenomatose <>i»no <>late attribuii<> all"attone di m 1rritante sul l• s::uto rdath·am· 11t-> ....ano. t> <=i · rttenut che l; 8 1"1rr1tazione capace th pro lurre tumot•i semplici d ura !Jel' nn lun~o p€>rioclo. si giun~" all'eta del cnr1cro, e ~~ sviluppa rel.•mPnl_. cancero~. t·ioé 'luel potere li rapi 1a •egetazione .!ell'epitdio r.be inva le i lmfatici. Ma quar6 dunque la causa eccitatrice della formaziur e del "'lO ro? Pd sao <:nluppo •· neC"'S"-tria nn'irritaxione continua. capace tfindUJ·re moltiplicazione ce.lularE', e Thiersch pel prim o ba pt~rlato eh un s lllllibr10 de' tes~ult, e iella vulnerabihta c'e il conn lltvo ff e all'lrt\'8"tOnt: tit>lle cellule epitel1alì al una certa elt~. e sc>lto certe cor~ttizioni ir:·itAth•t>. Quando !'i liuno!-lrò che 1 halle1·t potevan 1 in surr~:: ùllA prolif· razione del connetL',o, s: ce ·, qua· ro~~ero i battPrl cupac1 di produrre una proliferaztone cunc•eriqna, ma non SI tr ovarono che cumuni ::;aprotìli. D11 luog:o Lemr)(l "'Oli not zoolu.!icamtlnle certi r•r ra'"""ll co moL 1., di strulhlrtl più o menu orno~enea, l'ic•1ver~i eia una dura culicula, che alterano le cellul..- epitehah, che Yanno "''' to il no ne di c .;cirlii, che <:i lrO\'aiiO l. l (e!Zato tl·•· C'Oili~Jt. ci0\'0 Ìl'r:tAnclO l tlotti b1liad, formano d~' nodulr di psorospermi. i quali si ('onformano i n ci~li cunlen..-nli prOieZIOni plj!Jtl iform1 <-he rapi lame· te si ~"O''I'Ono d'eplt .. IIo proltr.. rante, lP cu1 cellule sono r iptene di COI"pi protoplasnJatid che Col'ri"P•mtl mo perftltlamcole ai les~rilti co..!. id i. Ot·...:ani:.mi :-imilt si lrovanu nel!e cellule ep1l'31iali dell'inte;:tio • J··· top·, ca·,;_ gatl1, c01ll;,tls, eJ anche dell'uomo. e nel percorrere la leltt>ralUI'll e l~ ole-:crizioni di fU6'>li paraso:;it. c::i re . . tll mern\'lzliali dd a ;;omi~:ianza. n -.n c:olo utl occhio nudo, ma ancrw i.::tolu;:1camenk, fra i nt>duli di p:-or.Jspermt e le pr·o luzimu cancerigne. AbbiamJ d m 1ue ue::rl animali in:'er;ori de· microrg-an1srni para~stli lei tec:suto epitelialè nel quale pro·lucoao e sosten~ono una cont1n"" pr.1lifet·azi >s~t·, compiendd tutte lP <:on,Jizioni te<Jretich·· dell'trr·Laz:tme •ontinua cne lnn..bbe ec:c::er causa del cancr•o. Di qui la <::coperta annunztala da Ru~~ ... l •le' cor?i a fucc:ina ,
1381 ritenuti da lui rome ca usa del cancro. E !"autore, con !"a s sistenza del dott. Dou gla:> Stanley . su molti pt•ep.araLi di cancro fornitigli dal dott. Hulke, ha potuto collfet·mare le osset•vaztoni di Russe! citr·a la pre~nza de' cosi ùelli corpi a fuc,.ine , ed iùeutificArli per coccidii, scorgendont.? alcuni più !!randi. involti da uua ca:•sula mo'lo a ppariscente, ~n un ~entro p1ù in tensamente colorato, qualche volta g ranuloso . , 1 0a 'c.:h~:~ volla omogeneo. appuntato, clavato, raggiato. Dovun 1ue "i lt'O\'ino questi microrgauismi più gnudi, si osservano piccoli punti colorali dalla fucsina de:-ttr0 o vicino nl nucleo ddlla cellula epiteliale, proliieranle, Jislinti dal nucleo, 11 rJtlale l· t.alvol lR sp nto da un Ialo, formando una semiluna 1nto rno 111 corpn a fucsina, tah·olla quasi non piu riconoscibile, e l a llora il corpo a fucsina sembra circondato ùa un anello J i proloplasma, mentre li resto della cellula epilelial!.! conser,·a poca SO!;l'lnza g ranu losa, ed il r e:-slo del nucleo é ricacciato all't>S>ll'e mita della ce llul~ Le o:>Sel'vazioni di Soudakowt~ch s ul la nalnra di questi cnrpi intracellulal'i, sono importanti pet·ché dimostrano la possibilila di polerli vede re mollo più distintamente. A cagio·:e Jella r esistente ca p~ula chiLinosa del coccidio, il prol•1pla;;mt~ che contiene é poco allt>rato dell'azione del liq uido .Ji ~1ii !le t· o da uua debole soluzione d'acido c-rom ico, unde 11 m1cro1'~ranismo continua la :>ua vita. subisct> le sue l's si degeneralr\'e anche Jopo l'indurimenLo e la lìS"'azione del 1r oloplasma delle cellule epiteliali. Ma lìssaodo rapidam ~nle i t~s"'ult col bicloruro. eli mercurio, con l'acido osmico, con la soluzione J i Fleming o con l'alcool ass;oluto, la struttura .li r1uesti orga nismi resta invat>ia~a , la loro evoluzione si arI e,-ta. e facendo la colorazione con eampeggio, o con campt>ggio e safranina, q ues ta stru ttura si mette distintamente i11 r·ilievo. S u p ·eparati simili l& gt·ande autorità di Metchnik•Jff in zoologia si l\ pronunciat-a riconoscendo 'tuei microt·gallismr per ~ccidti. L.: n a ..:cta·ato esame mi croscopi~ dissipa ogui dubbio sulla ualura Ji rtues ti cor pi a fucsina. E-"SI non sono il risultato dt p r·ocessi degenerativi, non sono leucocili nè corpuscoli t•o:;.:;i impigliali nelle cellule epiteliali, non sono ''a '?-uoli. In
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Ili\ ISH
alcune cap ... ult> ~i scor!!e un pro:es~o di sci-.~:one, Ln altr e si Yed 100 prl·coli p,oro.,permi rotoruli o sernilunar1, m alcun 1 ca-:i ec:si ~ernbrano hber1 ft'& le t·e lule .. pil..Iralr. ::-ruggiti dopo la rottura deliA capc:uiA m11~re. ~ono ,Ji Yaria !!ran dt>7.ZB, d-1 diametro Jn uno a tre o •]ualtro c"rJ,uscolr rossi òrl 'angu~> E"aminan lo un~t ...e;rioue d'un caucro sec:f'mdar j., rauidament ... cre~ceute clw contenga que~ti corpi, si vide la pro1Jfer'8zione deJrepiteJio più :;piCI'818 sempre dO\'e i l'C rpr Ìllcarc::uJflli "0110 piu uumt>rosr. :\ef!.i 8 veoli piir gran'ir molte cellule conlerr!.!ono «flll'sli uricrorzani~mi. e ne!:{li spazi lungh• ~ r tslrelli copertr da un "olo ordrne ii c· llule epildia li. in O!!l lr-> lUI\llr> ceUuiP ...e ne- Yeda una che conti~>n e un corpo incapsulato. m~ntre nelle • azioni tra~Yersali di ctuesli spazi uu ~olo di 'fuesti corpi riempie tulle le ravità. Perv ::.ramo ancora Jonwni ·•alln pro,·a c'1e 1ue;;ti mlcror ~anismi c:ieno la v~ra ca~"'a iel cancro. Pt>rchl' l>i trovano "'""'i in cert<> r md zioni sollaulo ·,..l in certi periodi della. qta ? S1 potrn •hr.> di loro t>iu che Hucthmson dice 11~1 bac,llo tuiJ~>rcolare. che han bisogno ùi un te r reno appropriato alla nulrizione del p .. nroc:p"'rma, che le cellule epiteliali sane resi-;tono all'attacco de' niù YI!!Oro:;i parassrli, e chP quando la funt.ionalita e la ''ilàl:ta delle cellule é inficlala, i cocciclì vi (>')'>~ono tr•o,·ar~ un nido :;:ul quale s.vrlupparsi, c:ne1·vare i prod~tti del lor·' pr[)topla"ms, agi1'8 "'U le cellul;.. epil~>liali !'>pinf!en.lole alla prohrera7.ione, Al loro pieno !wilupp(l, indi per meno J'una irr•LRzione continua t·icondurla alla ioro r)rma embr1onalt'. nella quale l'al11v là ve!!elali\8 cre"'ce in t·a~1one rnw•r sa dell'altivrta funzronale, e f'(Ue~ta attività l-(daliva la sptng • ad IIIYadere :!h s1.•81.i inral r c l i t:Onettin. D'al ra pare 1ue-,.tr stPsc::i prodolt de l melubotic::m') devono esercitare un effetto ir ritante ~ul connettivo eh~ é a <·o n tatto delle celi ule p rolif~ra nli. e produr " i il uunYo tes«uto dr ,.;rélnu.az.ione. e l allora, pii1 il connett''o "' altonlana dal <>uo normale l'Yrluppo, prù si presta all'myasione riPJle pt'nliferanlr cellule epiteliali . E le secrezi,1ni di que"ti coccidiì non poc:~ono a,·ere una parte imporla n l·' nt>lla cache~l'ill tanto ra ratl.t. ri~ti~ CO"i
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DI A:-iATOl!L~ E F'ISIOLUGIA
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dd cancro I!Olfi..: .J~Ild al •·~ rnala~tie Jegli animali ·1ipeudeu ti da coccidii ì un >~u.-llo debole dello C>'~t.,na dell"eYidenza f.. che Lull~ le 1110cul.flzi >111 5 pet·llu~ol<.li falle .::011 materia canccrt:;!na ;:;ono andaltl a vuoto, ~'~ uon hanno mai eiprodotLo il cancro; me bJ!'osrnR I'Jcor dare gl1 sf•H'Zi de' zoologi per la. cultura di que:,tì co Ti iit, t- la ~Tan.lt> dit'licoltù che ·<"incontt·a uella ricerca dei llutr.m.:nto Joro c delle condiztoni di loro ripr•oluzwne. :\elle inoculazioui spet•itneotaii IÌ00!'8 -1segnite :-1 e inlrtJ· .tolta lc1 massa cancerosa nel c•JUitdtivo. ' 'ellt:l Yene, nelle ct~vilit a ldominali dow" i coc·;•ùii po .... sono ,-ivet·e per lre g'I•Jrni, 1111:1 poi r;:ono a~sorbiti da1 HUu\·o cono elll\·o che li cit·<·ondu. Appena scompaiono le edl ul.: t:ptLeliali, i cocciJii n 11 trO\'Rno più elem ento di ''ita e di ripr·oduzione, e subi ::cono tle!teneJ'azione. e "ono r imos:>i com~ le ~ellule epitelinli rJi;;fatl•'. E::si J•Ossono con.,ervare la loro esistenza solo •tuando l'epilelio eu! qu&lP ,·h·on\1 h prole!!!;!e dal connettivo !ls~orbenle; non i• mera,·iglia •JUIIIdi se le iuoculazioni non i?ÌellO riu ;:CII6 el1ìCUCi. Pos'>iamo senza Jubbio ri conu~cere vari1 generi di eì·Ìlelio :;;econdo il luo;m u·o ri!!irte ·Jel cancro. la rapidita C('ll la quale pr·oliferan o le cellule, e ]'(~s tenzio ne che il cancro as· !'ume. ma in otrni caso troYiamo epitelio che rllssomiglia piu o tn<'nr> a ll'epitelio normale. 1-'ercuè dunque si ~,·iluppi un cancpo pr im!:lrio e cresca un C~111Cl'O secondario ,:, neces:Oar·io uu epildw sul •Juale 1! conidio po:;s;a esisler e, e compiere le sue fu nzioni parassitarie. Fin cp11 lo scopo principale tie' mer!ici é slato di determinar,:. lino a f{Ual punto fosse ueC'es;;:ario rimuovere certe :-trullure, onde dtruinuire la pl'obaoi!Jta d~lla t·ecidi>a. Dall'o><:-<ePvuzione mict·o sc:C>picA di parecchie Ct:!ntina.ia di cancri, l'autort~ ù indotto nella condnzio ot~ elle molti chit·ur!(hi comm,.,ttoao t'errorç ùi non asr-orlar·e li beramente il te!>sulo n~l qua:e i l cancro è comparso, e te g-lJiundole linfatiche tt:;,ociute AJ e~o tessuto. Harold Stthr oli E·Jìmburgo, Jifì··renzianJo il connettivo dell'epitelio pet' mezzo Jell'acido 11itrico, ha osservato molle sezioni che ha solloposte all'e-
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Rl\'ISH 01 .\.,ATO.UI.\ R FISIOLOGIA
~ame dell'autor~. ~:;,! entrarubi "' !'Oli convmtl che nel r imuovere u11 cancro. la sola aucora Ùl 8ah·ozza !:'la nell'aspor·tare in~ien~t• a·l !!"SO lulta In ma!'~a gian io are, e lulta la porte acliacente al tes~ulo ~ltiandolfl re, .li lakhé se facendo Mllc s ... zi')ni cnn i rnardni •IPIIa parte nsporlala, e ts·altandole con alcool m<•lrlico ed ac-ido nitrico fl poi con llC(jll8. si vedano aneora culonnt• opa..:he n frammenti, ~i pos<~a dirt~ che l'll"!lOI'laziono non f! stata sufficiente. E fJU~ slo ec:ame dev'e«~ere fatt•J specinlmenle nelle \'icinanze deno sterno dopo J'ac;posti)I.IODS .!ella mammella, perchc ivj rrequentemcnlC re~tano fram•nenti di !dandola
RIVISTADELLE MALATIIEVENEREE E DELLA PELLE -~'<:.c::x:::>eo---
Sulla ptirlasi rubra (Hebra) e suoi rapporti con la tuberoolosl: - .) JArH:-oHo~. - (.tre/t. /i'ir [Jerm. und Syph. e Cen.lralò. fiir rlie med ,._ "',ssensch :\, 30, 1"92).
Dopo un11 breve ru~c;egm• storica, rl J aclac:.hou, solt )ponendo a cr·itico esame l'e~i~Lenle rnater-i .le clrnico, dimoc:;lra che lA ptiriasi ruhra anch" dopo ]è r ecenti ec:pel'ienze lie ve es8ere riconoscmta come una rualatlia ben carallt>rizzala e che la prirnitiYa descrizione che nP fece l' Hebrn, è anche os:rgi. con qualche piccola modificazione esalta. Pt•t·n sembra che, oltre il corc:o gravè con.lucente all'esrto lelale, ,-e ne sia u oo più h.'!.Xgiero che termina con la !.:Uari:!rOnt!. Il Ja :a~hon riferisct~ tre casi tla lui <>te~"'o ossel'\-ali, dei qunli almeno due do\·e,·ano ~:ssere cer tamente diagno::ticati come ptiriasi rubra, i t}uali a·v e,ano partrcolat•mt::nle g rande importanza per•cbé .-rano complicali con l'in::n·ossamenlo dei ~anl!li hnl'aticr s uperficiali dr lutto il corpo, dimoslr·ato eli natura tubercolare dall'esame rstologico e dalla pro' n dei Lacilli: e:i uno anche complicalo con la tubercolosi degli or·g-ani mterni. Il Jatlashou av,·isa che fiuesta coincidenza 01)11 sia accrdental~, fu. g-ia riscontrata in allrr casr dr pltriasi rubra Lene 8\'VE-rati. Del resto la f;opquenle coe!'ist~nza della ~ubercolo<>i e della
RIVlSL\ UELLg liAI. ATTIE VENEREE E DELLA PELI,E
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>trr·.asl nlbra av~Ya gia col!•lto gli anticl.t autori, e relatiYa-
~ente !:'p<>"'"'o (t'ei volle in sette casi) fu dimostrar a dalla $e· zione cada,·er ..:H. Dlllle- alt · r~Jzioni anatomrd e Iella pellr> da lui l'ic:crmtrAte o dall'llccurala analisi rlt>i fenomeni clini,.i Jl Jada"h· •Il tra.- la eoncluc: one dlP 111 ptirta«i rubr11. la cui l'tiologia rimane u noi'pel·fellamente ignota, oppt~rticne alle [J)&Iatt _.rw.ar·e .sella epiJermide con fenomeni secondari inflamm;)\nt·r nel ctwpo papilla re, che essa uoo deve essere de:::i!!r ata. rom•' 'n levano Auco· itz e Bienecker·, quale un proce;;"O t•Arheltico ùella pelle (1'.1 a iasbon tr.ovò, 11nche nPi p ili tar t per o. i, r umerosi m:•o;;i nelle cellule del reticolo , che dei suo1 c:intomi il rt)"'Mre e la desiJuammazione sono il risu tal, immediato dei men•ovati fenoment infiammatori e che la des!.Juammaztone ha p:i rlcipalmeute per CSU$8 l" aumentala prolifera:tione delle cellule del reticolo e l'impr>rretto loro sviluppo. La ra;zione anatomka di quel:>to proresso de~quamativo nuu lo di~tinque da allrP desqua mmazìoni che an·en~ono con iperemia. In uu capitolo a paC"te il Jadashon p~~r la anche delle par· ticnlMt ·on•ilzioni del pig-mento ne1 suoi due ca"i. La ste&sa precii'a mater ia coloro.nte, come nella oelle si trovava anc!Je abbondantemente sullo strAto corticale de1 gau~li superficiali La cit•rostanza del lo essere il pigmPnLo delìcienle nella eprderrnide e trovarsi al contrario nelle parli profonde della cut~ indica che qui, for!;e in coMcguenza del diuturno di:"lurl o lÌC1la cu·.:olazione. ti lt'SS! ort{) dd pi~n11ento non si fa. come ordinariamellte, verso l'esteruC\ della pelle. mo vi'rso l'intt>rnn. Egual <'0"8 \lde il Jadacohon in Alcuni eczem r ronici della gamba . L'idroa boccale -
FouR~It::K. -
(Ga~elte t/es
H6pitau:r:. -
:\ !17, l~.l'2 ).
Tra le ,·a··iela lelrcrilem& polimorfo Yi ila l'idroa che offra una importanza pratica speciale. L" idroo delle mu<.'ose ed. in oarticolare, l'idroa della mucosa boccale e. infatti. l'af· rezione, la <"ni ri r a~noRt con la silìlide presenta le mag~iori difficolla. <;i Yede frequentemPntE' S!l!'tituire il ti'attamento
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cost "'emplice ciell'idroa boccale C•lll una cura mer•·uriale a~ sohtla mente r•oc•va. L'irl ron cou .. iJeraliJ in g:en~>rale può osst>n·arsi. no n solo :::uiH" mucose, ma sultil pelle. Que~t't·sauterna cutaneo fot•ma nn·eruziorw erilt>rn>~lO-\escicolare lir01tata ad alcune sedi di pred J..,ziorw. E'-!'6 occupa. per e!"empto, la re.:ion•• dor•sale dd metacarpo c<•ll ~:~]cune Jir~unnzion. ,-er;;;o le dita e l'antibraccJO. la circonft:!n:nza <~el ;inocchio, del I!Otnito, del collo del piede. deli'Htlc·a, con un n1as--imo eia parte dell ' eslèn~ione. l focolai !'On<> rPgionali. rton ~en•·r·a!tzZAli . L'eruzioue l'orma, da »é ;:;o) n, tutta la ma laltiu Lo ... taln febbrile dell'inizio é molto lr ;::srier o. •tuando non manca complelutne nle. Dal punto di vista della sua • O"tiluzione. l' ul roa é dap!Jrima formalo •la un'eritema com!JretN<'IIl<> di~clu dt Lulle 1e l'orme, di un ro~::::o intenso vinol'o e talYùlta Jr,•ido. Oopo ventiquattro o lr entasei ore cornpa10no ,·escicheltù al CP rJtro del rl 1::::co 1o~ rite ma toso. esse po~;.onn invaù•:t't• la totAlità del disco. lnvet•e d1 una vescrc letta centrale si può ocoservare la compars1:1 rli due a tre prccole vesc1cole 1 rre~ol ari. ~el l'er pt'le imlen ~i pu(• notare utr •'-'pt:llo cerchiato. una ~erie di cerchi erilemalost più pallidi ul centro, più o:ocul't alla perifer·•a e crr condati da un'aur.:olu W!'"ico.osa. Tah·ollA anche la m ar cia può essere serpiginMs. L'eruzion ù non si ra d'un ><ol colpo. ma successh·alll ~"llte, '{ualunque sia la sua t'orma. Giunti al pcr·i oùo di r•egreo:;sione, Kli elemen ti er• ternato-vescicolari "t ricot rooo. r er dis<~ec.·Ai'ione, di una p1ccola c rosta. La scompar --a ùel ro:osorè, 11 dt!'seccamento, sono tal'olla co~i rnr~i 11. che :=::i è potuto do>scri\"er e una l•lt'llHI ~tbor Liva rlell' t•lroa A fianco <li •tuella torma a bortiva v ennero se ~nalate moltt> altre Le due p•ù impor·tanli sono quella cou bolle tator11 enormi, ,. quellu 111 cui la ve;:.cicolazione è così min illlll, che fa d'uopo, in •ruAiche tnodo, indovinarla. L'enantema i lroico, iJro11 .!ellP- rnucose, me•·ita tli tìssai"e l'attenzione mollo piu dèll'itlr·oa cutaneo. La locailzzaztone :-t; l·~ rnuco~e •' d'allrond~ rn1•llo più t're'{Uente della loctJii<:utzione cou Ila pelle. Tutte le muco<:<e possono es!';cr" colpite, ma le mucose §!enilale, piluttarw, congiuntivale, l'tlrinp-·•a s ono molto meno
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DELLE )lALA.TffE YB[qEllBR K OXLU. PRLLR
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speso;c:o intere,;!"ali della mucosa locale. L' idroa si riscontra ratlutto sulla l'ac'lia esterna ed interna delle labbra, sulla so p Ungua.
QuesL'idroa boccale presenla lre periodi: semplice r ossore; periodo o>ritumnii•·Yf'sr:icolare, in cui Il ros>'ore si copre di un JeaQ;ic>ro rt ''e!:'trmento opali no, che finisce pPr dist.accarsi lasciandtl come una serie di piccole escoriazioni della mucosa; si ~iuu!!c· cosi ul Ler·zo pedodo, il pet>iodo erosh·o. Le lesioni erosi\'0 V<lriano di estensione e di fot>ma. All'intorno dell'ero,:ione si percepisce tal volla una specie ùi ft·angia peril'erica. r disturbi funzionAli sono minimi. Il dolot•e ed il bruciot•e sono moJerati. La f'lensaiione provocal~ da,gli alimenti, specuilrnenLe acidi e, al contrario, molto molesta. L'alito t> l'eLido. La saliYaz.ione riflessa è soventi abbondante. La durata è di quindici giorni a tre settimane. Le r ecidive sono frequenti ed é questo il solo pu11to nero della prognosi assolutamente benigna. Si possono osservare 4, 5, 6 r·ecidive successi ve. La natura stessa della malattia é sc1mosciula. La sua ori~e iuretth·o è probabile , ma non dimosLrat.a. Dal punto di mta dell•' ~'ttuse pr eJisponenli, P-ssa si osserva sopralulto nella prima,-era e nell'autunno_ Essa attacca di preferenza i giovani soggetti, dell'età di quindici a trenta anni e specialmente gli at·trilici. La cura il molto semplice. Alla pelle consiste sopratulto nel proteggere l'eruzione, con polvere d-i talco, di ami<iO, po· male boriche con l'ossido di zinco, inviluppamen to con l'ovatta.
Per ridroa boccale sono indicati i gargarismi con acqua <li altea, le polvcrizzazioni emollienti, si far8nno una diecina di volte nùlla giornata pennellazioni col seguente collutorio: Miele r osato, g licerina pura ana g rammi 15, borace gr. 4. Talvolta ries;cono utili le cauterizzazioni col nitrato d'argento. ~pecialmenle contro le erosioni dolorose della punta della lingua. Ma il punto più importante nella sLoria clinica dell'idroa boccale é la confusione frequente con la sifilide 1.1 18 cura mercuriale che 6 la conseguenza di que:;ta confusione. L'i88
13!)1.
IUVIST.\
droa boc('aJe e mfall1 la lesione :;tfìlo1de p<:r P-CCellenza Rammenta, con Lutti i suoi carallcri . coiiH sua forma, col $UO colore ro«so opAiino, colla ~un ho.<>e cede vole. le placche mucose. LA Mmig-lianza .~ lo le che lt1 diA!.!UOsi talvolta rie~ iantmssìhile. ~ei casi J•erll iu cui la diu~nos1 ù1ffere n:e.it.le pM,.ibilt•. "i puil len~:r c mto l··i ~t!gu f' nlt siutomi. L' idroa. almeno nell' u,izH', uei primi ~iorni, e piu r.-'sso, più acuto più ùolenle olell11 r la~~ca mucù!'<a l.a sua colorazJ(•ne .. tal~ volla di carmini!). E anche più confluente: Lfllvolta fa tutto il ::tir o dello labbrA (idroa orbicolare). La sua fOJ'rntl é piu it•r egolare. Vi i> un altro segno palognomonico, ma, sfMlune. lameule, s"''enll e unpossibile d1 constatarlo; la persasten1.a, da parte delle le!"ioau ero!"i\·e, di le~ioni rimaste anco ra :roel periorlo ,·escicolnrc. In reallil. i caa·atteJ•i ohietti\'i della lel'iooe ba~teranno raramen te alla i}iA~tno!li. Pra licomente, l'i c ~opratlullo ricercando, per una parte, nei punti d• predilezione so v•·a deLU le e r uzioni di tdroa cutaneo chr> accompagrwno l"Oveula l'idt·oa m ucoc.o, per altra parte, gli ultr 1 segni ~ifìlitic1, che S!lrà possibile [>rOOUIIC;ari"Ì. ::\PlJ8 furma l'6CidÌ\'8nle, ft UO• zione dellç lll8lllfe.. Lnzioni ;:;ucC\.:>"'I'·e può anche rtescire ulilf'. Ma per qua1 1LO completo, per '! Uflnlo accurato sia l'esnme, la d1agnos1 re!'lerà LRivolta dubb1s. In questo caso. è regola pt•atica as~oluta l' a::sleoer:>i ~empre dalla cura mercuriale, eh~ oou fJOlrebbo.: che nuocet·e alla lesione boccale dcll'adroa. Anche quan.Jo "'' trnttasc;e di s'filide, .. meglio la,ciaa·.gere, senza dl~lu r·barle, le lesioni tlno al m omento m cui la diagnosi rltvenw cer ta.
Incubazione della sltllide. - (~A U RI AC. - Journal de médeci ne et t/P c.Jur11 rftLe. luulin l ~9-2).
La durala media ùell'incubazJOn' Jdl'ulcera sìfilitica ' 'arta alquanto ... econdo qli osser\·atori : ~lAuriac ammelle per quel'la durata la cifra dt :!i a 35 ~io r n1. :\I a e molto importantA il sa pere che, in alcuni casi pa rtir:ola ri, questa incubazione può el"sere di una du ratu ùellutlo eccezionale. In una serie
!>ELLE U \ L-\.TTI E VENEREE E DELI. \ PELLK
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d• 1!'1 ca~i !JCrsona!l che eg-li ha potuto r1unire. Mauriac ha trnvalo una medh di G3 giorni circa. In una signora maritata 18 inrubazionf> fu di 7l f.:!iorn i almeno. In un altro caso, un 111aloto fu coitJ Ja uoa febbre tifoidea tra il contagio e la compu r~a dell'ulcera ; t'or~e questa malatlia ritardò la cornparc:a d. rue!"l1 accidente che non si prese ntò che il 63• giornn . .\ tìam·o ,Ji rrue;:te incubaziom cM\ lunghe, ve ne sono alcur u e"'lrr>mam~>nte h re' i e sono i ca"i di questo p;~nere che r111111 o Yllrisre molto le m Pdie ammesse dagli autO!'i. Maur 1at La of'f'erYato due casi, in cui riocubazione non fu che di 11 !!iOJ'OÌ. rn uno di rru.,sti casi. un malato, c!Oi)O una continenza c.h t 1·e me!< l, coabìU1 ollo ~iorni con la ~tessa donna. Otto o di<>cJ !!ior m ìl primo <'.Oito, compar,·e ros~:wre e tumefazione tiel pre puz1n ed ulcera infettante hpica. La seconda incubazione, Ynle a dire quella che precede gli accidenti Hcondarn. fu put·e .breYe come la prima. percbè un m e"e dono il pri1110 cullo il m ala~o presentan1 f.:!Ìa croste al cuoio cHpellulo eù un in izl(l d' e1•uzione papulosa confluente. In un secrJndn malato, a'venne la stPssa CO"A: otto a rli(:'ci !(lot•ni rfopo ur1 Rolo <'Oito infettante t><;istevauo alla radi"e della ''erga due papu!P. che si conYer hrono in un'eno rme ulcera infettante. L a seconda inrub~<z ione fu put·e mollo brev~. per.:he !!il acciJent1 con::.ecutJ\'1 compar,·ero prima del trentesimo giorno dopo l'in;zio dell'ulcera. Lo Rtudio della duraLa Jeirincubazione è più importante dal punto di "i"ln d ella d•agnosi che della pr ognosi: infa tti ogni qualvoHa sorgeranuo dubbi s ulla natura di un' ulcera e si arrm~rà a s t.abilil"e indubbiamen te che escoa non si é manifestata che dopo un'i ncubazione di 15, :20 e con maggiore ratrione t11 30, -+O ~iorni ecc, si polra aiTet•mat·e, senza timore di sbaaliaro:;J eJ a nche nell'a~senza di luLli gli altri segni, che e!'ò ..a ,. !'tfilili ca. Il valore dell'incul>aziont'l . dal punlo di vista della pro~osi , é mollo p11i inct:rto. A. Lulla prima J>i immaa:ioerebbe volentieri che un'incubazione br·e,-e im plichi un'in\'asione piu completa dell'orga nismo pel' la m~:~lallia, ed una gravezza mag-
Rl\"!STA ~iore di questa. Al contrario un'incubazione lunga S+!mbrerebbe indicare una allivilà minore dell'agente morboso. L'os. ~en·azione parrebbe dimostrare che vi sia qualche cosa di ,·ero in questa opinione e nella storia qtessa della sifilide si troverebbero argomenti in ftn·o re di questo modo di vedere, che l ' abbastanza e,.atto per• la patolof:till generale delle ma. lattie virule~ti ed inf~lli\·e. Si dice infatti che altre volle l'in cubazione della silìlidA era meno lungo che oggi. Ora non & da mettersi in dubbio che nei secoli 15°, 16• e r;•, gli accidenti imrne•Jiali fossero molto più gravi che presentemente. T uLiavia , !=:i osserva no tan ti fatti clinici in opposizione con questa idea , si sono vedute cosi spe~'"o sifìliòi grav1 succeder e aJ ulcere la cui mcubazione era stata molto lunga, che é impossibile di s tabilire a questo riguardo alcuna 1e~ge assoluta in ,·aria bile.
L'album1nurla. nelle malattie veneree. - L. B. GbiAUl). méJecin- major tli l" classe. - .1rchic~8 de médecine et tle pharmacie militaires). L'&lbuminuria nelle malallie veneret> é stata dall'autore stud1a ta in 15i casi e le analisi sono state eseguile ogni giorno. l casi esaminati era no così divisi: 6;) Blenorragia acul.ll l Orchile semplice. . Orchile 1.k•! pia 1:3 Hlenorral:!ia cronica 12 Sifilide primitiva. 23 S ifilide secondaria . a Sifilide terziariA . . 9 L'albumina è stata trovata 2 volte nella blenorragia acuta,. volta nelrorcbite semplice, 9 volte nell'orcbite doppia, \ volle nell'uretrite croni<'a. )\el casi di sifilide vi era albumina 11 volte su 23 di forma primitl'·a; 8 Sl:l 14 di secondar ia, 2 su 9 di terziaria. In IJUeste analisi, oltr e le comuni cause di errore, si èavuto riguardo di non confonde re con l'nlbuminuria quella
OELLI:; MALATTIE YENHRKE E OEI.I.,\ PELLE
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piccr•la JU8nlìta di albumina, chP può e~r;ere contenuta nel -secreto purulento della blenor ragia oppure le reazioni che delle YO)le dà rurina quando rindividuo è SOltopO~lO al tra ttamentO del bal<>amo copah·e, pepe cubebe, olio di h·emPnlina od altri bal~amici. L'albulllillur·ia nella ~ifilide ~econdar1a 6 dovuta talvolta al t1·attamento mercul'iale, ma bene spesl>o è proprio conse~ucnza della infezione ed entra nella categoria stessa di quella c-he complica lalw)lta la scarlattina, il morbillo ecc. do,·uta ad una ''era no•l'rtte parenchimatosa. L'albumina nelle f01•me terziarie er'a invece dovuta alrant-mia prof.. oda, alla cache~~ia sifililrca.
M. Forme dellupus eritematoso. - Dt: CA-.TEL. de médecine et de c fu rurgie, 1-tiugno 1 !12).
(Journal
Il Jupus eritematoso. cosi difft>rente per molli riguardi dal lupus tubercolare, pl'esenta nell•· sue varie forme delle moclificazioni che possono tar lo sconoscer~ facil mente . In •1ualsiesi placca di lupus eritematoso ~i devono r icercare tre caratteri prmcipali. 1l rossor·e della pelle. una certa modilicazione epiteliale e l'atrofia crcatriziale. Il lunus comincia sempre CCln una piccola macchia sulla faccia, sulla testa e sulle mani, r n~cchia che, con~iunzen <iosi ad altro di identico uspello, forma ben presto placche piu o meno estese di una colorazione rossa intensa, aventi anzi una tendenza alla colorazione -.;-iolacea, ma che scomparP <oempre sello la pre~ionc del dito per ricomparire quac:i ~ubito dopo. Queste _placche sono poco spesse, con le~l!iera infiltr·azione ma con margini delineati per ò in una maniera molto netta. Lo parli centrali sono abitualmente cicatrizzate e tra il centro e la circonferenza st tro,·ano depo<:iti epidermtci piu o meno abbondanti. Questi prodotti epidermici pre~entano un car allere molto importante, aderiscono, cioè, rorlemente alle parli ~ottoposte. Si ri~contra alla faccia pt·ofonùa di questi lembi epidermici <Juandt> Yengono strappati, una serie (li piccoli prolungll-
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lU\'ISTA.
ment1 in 1orma di re !ici opproion.Jentis.i in d1rezione verticale e la pelle cosi ~cope rta presenta una quantita di piccoli ori/lei beanti: questi sono gli or ifici delle l.!hiandole neHe quali era immersa la massa ~pidermica . Quanto alla cicatrice centrale, essa è so·;euli mollo !rrea-nlare nella sua forma e varia collo sviluppo tldle le:::1oni. 11 lupus eritematoso presrnla d'altronde forme mollo distinte le une dalle allro: e chi' d ipendono sopr·atutto dall'intensita del ro<>.,ore e dall'a::p ·Uo dPih• concre1.ioni che sono secr ele alla o:; ~o~ a superficie. S1 descrive dappnma una forma . eritematosa pura o vascolare, nella I(Uale preJomina il rossore e.J anche la \'sc:colariuatione della pelle cne t! ~e mpre mollo pronunciata; n hanno m que~to ca,;o pochrssime produzioni epidermiche o queste possono a nche rnauCi\J'e quasi completamt-nle. Que~te sono forme atliYe, con esten"ione molto rapida, con recidi,·e frequenti. ma abbastanza s uperficiali come lesione; esse possono guat•ire l!enta lasciare cicatr ici. A queste forme appartengono varieta che somigliano mollo all'acne r·osaceo e la cui diagnosi può essere molto difficile . Una seconrla forma ha r icevuto il nome di lupu" acneico od anche di erpete cretaceo, a cagione delle A~pretze biancastre che ricoprono la pelle, le quali sono prodotte dalle concrezioni pro,·enienti dalle ghiandole sebacee. Questa crosta fini~ce per· cadere ed è sostilaila allora da una cicatrice. Questa forma si oss~:rva sopt•attu tlo sulla ft~cci a e sulle orecchie. Questa secrt>tione può essere semplicemente ~rassa e la lesione rassomi~lia re molto all'eczema. Altre volte, essa è assolutament~> psoriasiforme. D'aJtra parte, queste diverse varrelè dr as petto possonù r iscontrars.i nello stesso malato e da questo polimorfismo può anche risultare un aspetto che rammenta 4uello dell'erit~ma polimorfo propriamente detlo TutLavia, re,·oluzione molto lenta della malaltra é un segno distintivo sufficiente per non cader e in lale errore. Fra le fo r•me di difficile dia gnosi devesi citare anche il lupus asfittico che sopraggiunge in so!tgetti giovani e predispostr a i geloni. E ttso interessa soprattHlto le guancia, il naso, le or ecchie, le dita e presenta !:;o,·enti la fo rma erite-
DEI.LE li.\LATTI E VE~ERI::E i: DELL\ PELI.E
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atoc:a pura. L'e,·uiUltOnP. c:ola della !eC~innA permette in pcrchè es«n per!'iste durante re:ale, io uu·r.n•oca n cui i ccloni c:ono scosnpai·si. Inoltre, esiste spes"o contemporant~amenle Il lupus sopra ref!ioni ,.c0 perl•·· Qu•· ... lo lupuc; .rallronde i" ancora curallerrz000 zalo òafa ~uu len•l••llUl asfiltica, che può di'ter minare ulcerazioni gan;:!Ti.!IIO"<e l n fine·, rlt>vesi Lcncrconlo in queo;ta fo r ma di Jupus di 1111 l'lcmenlo d1a!!noslicn importante. che cioè esili-le attorrt{l alla pla!'ca un'infilti·azione più o meno proCondo e dura e che .é di una pro~nosi tanto più grave quanto pii! CS!'8 è prtJliUII<~Ialu. L'aspf'llo d• luf U'- e •JUIIhJi mollo variabtle !'econ lo la for ma r.h<: cc:~o as!'-nmo. Arwhe il numP·ro delle plncr;he Y8· ria molto, poicné l'ofTeziorw put\ geoeralizzal'l-i a lutto il cor r . Snpra la l'aecin c <:ovenli simmetr·ico, estenrlendol>i sul dOI'so del llA!';O o sulle ~nancil', costìtut•ndo cos1 il lupo detto ve..,pcrlìllo a ca!!kme della C~Ua forma Lnlta :::pecwle. Quaoùv es"o sì sviluppa 111 corri"pondellzll delle orecchie, ha per·can•ltcre Jì deformarle e di ulr·otìzza rle completamente. sul !'unio <·apellulo esso cagiona rapidamenl~ la calvizie e pro•luce ...o,·enti ciralrici anologh<' a fJUeiiE' del favo. La sua P\"Oiuzione non è meno \'ariabile pcr chè a fia nco delle forme !ìsse, che non si modificano che con una estr ema 1.-olt:zza, ,.e ne sono di qu ..lle che cambiano rapidamente d'a::.pdlo, senza éhe per ci0 lo. guat·igione s i ottenga più rac•lrnenlc. Fino 11ol ora la natura sle<:sa rlfll lupus eri tematoso non è ancora stnla stabilita in modo cPrlo. Mentre Be5'nier lo con"'dera corne una formA di tubercolosi, Virlal, l3rocq e Leloir cre.ftmo clr~: un cPr to nunwro, per lo meno, di que!';lJ lupus ~ieno difTereuli nella loro natura dal Iupu" Luber coloso, la cui Mi!!ta•· infetti,•u non ù più guarì !'Onte"lota. Jll olli casi d t di!>lillfl'Uerla.
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RIVISTA DI TERAPEUTICA
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'l RtLL.\T. -
L'aldeide formica. -Formolo (•)
Il formolo, più comunement..~ conosciuto col nome di aldeide formica, for·maldetde o d1 metamoha, ha ogg• sen·ilo di so~:zetlo al gig. ~1. Tri11at per un interessante studio sulla antbepsi, i cui rh:u1lati sono compt~rsi nel Monileur Selenti!ll]tte del dott. Quesneville N. 607 del luglio u. s. Ncllt~ maggior par·te delle esperienze che egli ha f~:~tto div<>r::>i bacteri il fm·molo si è manifeslalo di un potere Li::>etltco superiore a quello del bicloruro di mercurio volgar·mente sublimato corrosivo, preso per confronto chè i.· •1uesti l'aotisellico il meglio studiato fino ad ora. Egli ha iniziato i «uoi esperiwenti col verificat·e a do::.e il formolo si oppone Alla putreraziooe del brodo t·ato con carne cruda d• bue, ser,·endosi a tal uopo e per !'Cur: sag~io di 10 C. C. di quel lirru:do cui ha aggiunto formolo o del sublimalo corro!'iYo nella dose variante J/1000 a 1/50000 Alla clùse di l :)()000 l'azione del forwolo si é resa abbastanza manrfesla nel rtlardare la dec.omposizione del brodo , alla dose di I/250UIJ l'azione è slala di molto superiore l"iUl8nendo il br odo inalterato per 6 giorni. - l saggi cor. '"''uu"'-' denli falli col ~ublimalo accennano ad una g rande inferiorita antssellica di questo ultimo composto ris petto al rormolo, inquantochò nelle prime 24 ore il brodo non solo si era inaJ. bato ma dava segno di decomposizione. (") Il Cnte11cuve ha notalo eh e 111 rlenominatione rli formolo data alla alde~te ormica sareiJIJo per lo m~no lllgoml.mmte, susccttiva. di eonrusrone, e ad ogni u1odo In urlo rollc tlecl31oni d~l t:ongre,o di Gtne,·ra per la nomenclaLura clintrn. Dietro lo tlcmiou t del Con;:tros~o si tratterebbe !lei methanal. Però si può o>.ervnre che il nome di formole é da anni in uso in Germania, e che e en trato n~JI·uso tcrnpeutico.
li Ol
RIVISTA DI TIUIAPEUTI CA
Acrrebb~ la rlose del formolo a 1/ 1201}) ~>d il brodo rtma"e ioaltei'alo per par ecchie settimane mentre il sublimaln corro~h·o alla do!'e di 1/6000 potè impedirne In decompo<:izione ~olo per 5o () giorui al più. Altri e-.po?rimenli analoghi ai precedenti ha I'ipeluto col br,..,:o bollito e neutralizzato, dai quali I'Omt' era pré'Pj bile razione antiputresctbile del formolo t' r ...ullata di mac;a:ìor eflicaCI8 11 brolo consuma to col ùacillum a.nthracis Vlt.!ne sterrbzzaw dal formolo alla dose eli 1/251100, e lo stesso avviene m pre:.enz1:1 dei bacìlli della salh·a i quali pos<~ono e!>sere ucc1si in meno di :! o re quando la J ose del formolo ragi!iunge 1/ 10110. Ln stesso Trilla l ha studiato razione del formolo s ui bactor1 dell'acqua di scolo cht' sappiamo esistere numerosi e di molla r es1stenza. - Prese allo scopo un' acqua di scolo che contene,·a circa 1,800,000 bacteri per centimetro cubico e fece delle colture, sopra gelatina addizionata ui peptone . - 'Ltt dose di 1/20000 fu sufficiente per sterilizzare il campo di col tura: e quella di 1/1000 pot<.• uccidere i germi dopo qualche ora di contatto. Quindi la potenza microbicida del for·m·Jlo e ~euza dubbio marcatissima. 81 hanno pure dal dott. F. Berlioz altre comunicazioni 1n prnposilo coi ri:;ullati seguenti che riguardano le Josi che po~«o no sterilizzare alcuni bacteri :
Cwtura delle per dite bianche. Bacterium coli comuni Bacillo d' Ebcrlh . . . . .
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Ha pure esperimentalo L'azione del for·rnolo agh effetti lo"sici sopra alcuni animali: ud ~:se mpro le iniezioni sottocutanee falle con dosi corrispondenti a grammi 0,5:~ e 0,66 <Il formolo per chilozramrna di carne non hanno pr ooiollo la morte dell'animale, con dosi di gr. 0.80 la morte é aHenula rapidamente In iniezione intravenosa la dose di gr. 0,3 di formolo per chilo~l'amma di carne è di nessuna azione per i conigli.
•
RIHST.-1.
Il fcrmolo impiegato anche a do!"i straoriinariamenle piccole e!"erc•ta la sua a1ione antiferrnenlisc!bJle molto marcatament<l sul 1o1te. S:.t di Cl• il dott. Berlioz si ri!'ena ft~rci ulteriori comuniCilZi<.,ni. Il T!·ìllat ,~ di parer,.. che il ~'•Jrm(llo stante l~ ~ue sor pren1!en1i prorwi··tA antisetttch~ potrà "'ervire a1l u.-o medio nelle rnai,..•tie <i'lllfelione eJ attende che la medi '1118 faccia cono..cere m !•ropo;.•to l' u--o cbe può du 11uello r itrar si; del rer:.to es!'"lldO"i l'i>elato come un a.:ente di conservazione di primo o•··•ìne hA potuto tro,·are subito una ap1llcazione per la consen·az1one delle c~t rnl rre sono i metodi PSf er mentali u tale scopi) : 1• Il met0 lo per immersione lenta e ra pida: 2• Il metodo di fumìga"Zione all'aria lib.:ra o ;;ottO pres :'>iouc:; · 3 11 metodo ui s.terdizzazione dell'a ria a mbtente. Se.:uendo "l primo meto. o lP carni c:ono ~late imme r~e in una soiuzionP di f' r m lo <ti J t5llll per un tempo fatto '"aria l'e dat 5 ai òo minuti. e quindi espost~ all"ar ia libero alla temperatura variabiie dai 2:;• a• 30· cent. La carne runas•a immersa :) mmuti ::,i ~ consenala pet· 8 giortù; quella rimasta immersa GO u1inuu s1 t conservata 2:J giorni. Ripetu~) r esper imento cou una soluzior.e di for molo a 1121'ilJ e Yariata la immer"ione da 2 r:.econdi A 5 mtnuli primi si ebbe come r."ultato c!Je la carne r ima--La •mme~a si è conr:.er,·at{l pPr 10 giorni: 'fUe!Ja lasciata a contatto del liquiuo .:;terJlizzuntt! per 5 mwuti si è mantenuta inalterata per 20 ~iorni. Quindi si ,·e.le che !a du rata di coo"et·Yazione auml;'nla molto col g rado di concentrazione del formolo. Il metodo per fumiga ziono consisLe poi nello e~po rre la ~rnt! ai "apor i del ror molo che si S\"OI!!ono lentamente da una :;oluzione al IO pe r ..ento passata all"ebollizione, ovvero a~L c:tessi vapvri sùlto pre:Houe. Que~t"ultimo metodo può es~ere Impiegato con ,·auta~= ! O per i trattamenti ùdle l!Jn· ;:::he. conservazioni. L'e ltrro melo lo netto per c:terilizzatione è molto pratico per
DI TERAI'ROT!C.\
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nservare la carne per qualche giorno. Ha per scopo di
condere asettiCI) lo stra to d'aria che lambisce la carne ste-
r~izzando i germ• cb~:: vi sono contenuti ed uccidendo 'luelli fl che pott·ebbero SY\'l upparst.. Questo trattamento è di una !Zt"aoùe semplicitil avendo il vaolagf!ip sugli a ltri di non ri-
~biedet·e J'u;:o di speciali apparecchi per l'applicazione. Si usa soltanto un tes~ulo che si bagnA in una soluzione di formolo e dopo averlo ben spr·emuto si avvolge con esso la carne. Le e;;;perienze fatte con quarti di animali hanno dimostrato che la durata de1la couservaziooe della <.arne è io ragione dirdla della concentr·az!one del fùt·molo . Pezzi Ji è) e di 10 chilog. di carne di bue, sono stati avvo!Li in te;;suti bagnali con una soluzione di formolo a 1/500 e :;i sono mantenuti inaJterali per parecchi giorni. Con una soluzione a lj250 le carni si sono conser"a te per oltre i!) giorni. Questa conservazio ne pu6 ancora prolungarsi, que.ndo si abbia cura di imbevere il tessuto a varie ripre'ie nella· soluzione skrilizzatrice. T detti esperimenti sono stati r ipetuti con carni di di\·ersa oa!ura, oltenendone presso Il poco gli stessi risulta ti. L'analisi del succo della carne e l'esame micros copico dei te!.:suti non hanno rivelat0 nulla d'anormale nella composizione delle sostanze trattate. Le ca!'ni trattate col formolo non presentano dopo un certo tempo alcuaa r·eazione che possa fat<e ammetlere l'esistenza io esse di quel composto allo stato libero. La fac.)ltà che ha il formolo di congela re il sangut>, potrebbe Car suprorre che la cons ervazio ne delle carni sia dovut-a alla formazione eli una membrana eccessivamente fin-a e resistente che avvolger ebbe la ca roe difendendola dal contatto dei germi. Questa non è al llloment{) che una ipotesi la quale merita conferma da w1o stuolio profondo. lndipendentemenle dal mo•Lo con cui il formolo eser cita la sua azione F<Uila carne la sua applicaziOI)e ~ molto semplice ed economica e riposa sopra dei fatti scientifici indisculibHi. Sembra adunque che il formolo potr à rendere grandi s ervigi come agente antisettico e l'avve nire giudicherà se queste pre·. B. "is.oni hanno un reale fondamento.
1404JoHs G' 'Ruo:-o. -
IU\"ISTA
OaaervazioDi ollniobe sull' eaa.lglua
(The Lan.cet. mag"!:!'in 1~0:1>. L'esal!:ina. ricavata 1alla benzina da Hrigonnet nel 1~. é melilacetanilide della for mala C, Hu NO, della serie dei
metil1 deri,·ati dull"acelanihde o anlifeLbr na. Ss ottiene in cric:talli aghifo:-rni solubili difficilmPnte nell'ac,,ua solubil $s mi nell'alcool anche d luito, Pd ha sa pot·e amaro che lascia una sensazione ~tittira .oulla lin!!UA. Si amnuni;;lr~t nella formola sel!uente. e.:algina flramroi 3. tinl•Jra composta d• e&r· damomo gramm1 5tJ. sc1roppo d'arancia $.'( rammi 30. acqua aramml 500, un cucchiaio per volla Si disse che l'e<>al!!ina era $UCceJanea ddt'antipirina e del· l'antifebbrina nelle sue proprietà analgesiche, ma che agiva a dose minore, e "enza razione Antipiretica e diafor etica deali a•tri due farmaci. onde l'infermo non sarebbe stato costretto ad interrompere le sut> occupazioni usandola. Si di'"se a nche cht> usata alla dose d1 :'?l'l ceotigr.. ripetuta piit volle uella aiorna:a.usrebbe prodotto Yertiaini.cefalea,nause( vomito e «ibilo n e~li orecchi. ma dalle o~Mrvazion 1 ùeH'aclol'e r isulta che solo la nausea eri una propensione al vomtlo si s· n verificate due ,·olle, in un infermo che in 2i ore pr ese due !.;rammi e mezzo del rimedio, et! in un altro che ne pr es e un ~rammo e mezzo. Nelle nevra lg1e, l'autore ammmic:trò molte \olte l'esalgma, non tutti ..;nnrermi guarirono, nè il 8ollìe,·o recato al dolore fu sempre duraturo, ma nel m a ~~ior numer·o di cac:i si ebbe la calma io mezz'ora. in un'ora o due. e nelle cefalee delle donne procurò sempre pr on to sollievo, specialmente se il rimedio e ra amministrato durante il riposo in lelto. ~ei casi di odootalma. lo1nbagin~, scial!ca, nenal~ia intercostale, olite media, il suo uso fu seguito do buoni r isullalì. nella dose variabile da 10 a 60 centi!!rammi alla volta. flno <~d ammmislrarne 2 grammi neiiP 24 ore. P iu comunemente l'autore ne ammini~trò 2..'l rentigrammi ogni 1 ore, tìuche ottenes!"e l'et'fello. t; n corre 10 di storte cliniche fa se!:!'Utlo alla succinta relazl me. dalla quale si scorge che il rimedio trionfò di 17 Msi
DI TERAPSt:TICA
di nevralgia facciale, di 3 casi di nevr algia den taria. eli 2 casi di cefalea, di :'i casi di Jombagine , di due casi di nevralgia iDte 1·co,;tal~. di un caso rii olite media, di un caso di scialica, di un ca"o .rartr1te reumaloide. rn Il casi di neiTalgie varie, si ebbero r·isullali dubbi o nu lli . T. H. "\VEM> LY. - Modlo d'agire dei diversi rimedi carcUa.oi. - (T/te Times and lteyu;icr , maggio 1892). 1 rimedi a~rdiaci si possono dividere in due gr andi classi. gli eccilo-motori, ed i mo tori de primenti, o più propriamente , stimolanti ed ì sedativi; ma non esiste una linea di divisione ben Jefinita rra queste due classi. poiché un rr medio che primitivamente agisce come stimolante, nei suoi ultimi effetti, per la sua influenza !':Ovra un'altra sorgenLe d"atlività funzionale, può t•iescir deprimente. 1 brom uri riducono il numero e la forz a delle pulsazioni cardiache. mentre abbassano la tensione arteriosa, quindì sono utih rn quegh eccitamenti cardiaci <.!ovuli ad irritazione del simpatico . Quando è inJicato l'uso continuo de' br omuri, biso{!na preferire le combinazioni con l'acido idrobromico il quale non produce perdita del poter e mu;;colare come fanno i semplici bromur i ; f>e gl'idro bromuri riescono inerfìcaci, bi:::ogna a ttenersi al bromuro di litina iu dose dimi nuita della meta de(tli ailri bromuri . Molli naw.)lici pri mitivamente ed in modo transitorio agiscono da leJl!!Ìeri slimo!8nli. ma secondariamente deprimono, specialmente se amministr ali in grandi dosi, ed il maggior numero di essi sono antagonisti fra dì lor o, ed ha nno azione antap-onistica nell"organ:ismo. Co!';i l'a tr opina, stimola il midollo spinalt:, ma d1strugge la conductbilita de" tronchi nervosi, quindi. alloechè pet• qualche cagione organica, l'una o l'altra di queste influenz e pr'erlomrna, si può aYere convulsione, o pa1·alisì. Un'altr a legge che go,·erna l'azione dei rimedi, si pu6 espt•imer'e cos:i: più è sviluppato uu sistema od un org-ano, piu prontamente c influenzato dai rimedi. Perc!ò uel cervello umano 11llamente organizzato, il primo effe li!) d.>] l" oppio (: lo slu?or > ed il rilasciamento, menlr'e
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RIVISTA
nelle 'ene cb., hanno mag~iormente sviiup_oato il sistema spinale, ~· mnnife~tau<1 conYulsioni e tetano prima dello ::.tUp01'8. L'aconito dtminut'"ce il numero clelle pulsazioni. abbassa la tensione a•·teriocta. indebvll!;ce la respirazi<.Jne. e'i aumenta l'eliminazione dt>Jia pelle e dp'rPni. ma it•rita il tubo intestinale. È emnu.r.to ùall'or~ani.,.mo io cir..!a ott.) ore, la morlt· per aziont• tossica può es!': ::·e o non e:>ser preceJuo,a da co n•ulsioni, a "econda delle condiz•oni inJinduah. È tttile a principio clelln pl'llmonite dtminu<>nd.) la frèqu ... nza del pol<:o, calmando l'an~ielù ùel respir·o. ed allivando le c::ecrezioni: c utile nel cardiopalmo pletorico, ne' (ii;;ordiui infiammatori che accelel'ilno la circolazione, nelt' ipertrofia senza ,·izto valvolaro, e negli ecce:>si eli compensazione. Il veratro abbasc::a sensibilmente la forza eJ il numet·o delle pul!ilazionl cardiache, eleYando l'azione secretiva della pt!IIP e òel fegat<:'; i suoi effelli conti::uano per due ore, quindi bisogna ripetere frequ~>n ternente le dosi d~l rimedio, tnR con accut•ala amministrazione, e con l'addizione ùi ptccole Quantità d'oppio, si puù eYitare la nau~ea che desta :Sovente. E ulile nel prevenire la reazione dopo ser1 traumatismi spe. etalmenl~ nes:rl• or~aoi adùominali, nel calmar la man·a acuta ed il delu·io furtO"O con$ecutivo ad iperemia c~>rebra'e, favot·i;~ce il coAgul•'l dezli nneurismi. La moscatina deprime l'll7.ione del cuore, e contr-ae i capillari polmonari, fJUindi può esser utile nelle congestioni polmonart, ma è contt·oindtcata nell' ecc-=s::;i,·a secrezione h ·onchiale. La pulsstilla e la fitolacca deprimono i moli cardiaci, ma non hanno 11zione spccwle sulla circ.:>laziooe. Similmente ~li emetir.i, zlì anestetici, e molti sedativi cerebrali, benché deprunenti, non hanno inlluenza !=<pacifica sull'apparato circolatorio. l nitriti occupano un~t posizione intermedia fra i seùallvi ed i stimolanti. Il nitC'ito di amilc stimola le pulsazio11i cardiache paralizzando l'apParato inibitorio, e rrlasciando le arteriole, deprime la re~pirazione eri abbassa la temperatura. In grandi dosi dept•ime il muscolo car,liAco, e la morte avviene per
DI TERAPE.UTICA
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paralisi dei c\!lllri respiratot'i. E:::;cnclu volaLie. .,., ammim~tra per inal87.tonl'. ma i ~uoi effetlt sono eYane,.;ct.>nli Sdl"an,trinll rectoris, nella frrma d'emicrania da ~pa~rno orlersn"<l. acrnmpagnala ,Ja pallore, tl sollit?\"O che proit:c•
è IJIIII'"l l~lèinlllneO. )tollo "'-nnile 81 preci'denle, ma òt effetto più. duraturo t! In 11 itrv;;hcerma. ;a quale f>8I'aliZZ'1ndC> i no>r,·i ÌIHb:to:·i c:rtlac:cianJ" i cn~illur; ..Jit'ettament~ o l in li rettamente ~t imola ti cum·e ..\nrn»n•a !!randcmeme la forza e.i il numer.-. cielle pul::azionì, con ~tfmiimenlo e battilo dcii•• tempia, il <>uo ,,ffello dura per tre rtuarti d'ora. mentre i! ntlrilo di sod10 a).!t!'ce per due ot'e. La nitro~licerma è mollo uttle nell~ .,. 11 bitancl"' dt>prt.!::>Sioni CltrJiache p..,r rau"e non organicht>. nel collasso e nella morte appat•ente. nelsa dispnea •l"uri· ~in e renate, nella m alallià •li Bright, é rontroindicata e p.~. 1·ir.:olosa nelle ò.ilatazioni e degenerazi()ni ~ra!<se del ruo re. L'oppio in piccola dol'e è unq stimolante rardiaco utile ni cuori Jeboli, dilatali, ir·ritabili, e ouo e<~sere associalo alla ,!ìgil~le. Il cloralto è un pericoloso ipnotico in ca~1 rli ~tt> IJU!"t l:lOI'lCU.
La co:aina aumenta l~ raoiJit1;1. e la forza della cii'COlazm te, ri ~"a la pNssio:1e arterio;.a, Accdera i mo,·irnt>rtti ro><>ptralori. eleva la temperatura del COt'IIO. Le dO"I ec·'e<~ ~qve deorimono e pArali?.Zano la re$pirazione, nel qual c~ttoo !"alcool &!!i~ce da anlltodo. È utile uoo stimolante car·tiaco Jwll"esaur:meolo da fatica o da raffred.Jamento. La caffeina accr·esce il numero ~ lA f •rzA delle pul"Azioni. alle-.ia il respiro. e !i-ltmola razi.)oe dè' reN, quindi ~ utile in tutte le furme di depress:one cardiaca, ma la sua C'>nlinua ammanr!'trazii)Oe è frerr uenteme!llP ~E'!!UÌIR da depre<o.-.ione ed abhatlimento. L"atcool e l'ammoniaca stimolano potentemente Il cuore, come ra l"etere ammmistrato ioternaments o per via !"olto•;utnnea. L'ammoniaéa agi;::ce :::ui ner\'1 acceleratori dd cuore. e stimnla direttamente i centri re!<piralori del midollo, ma i ~1101 etfetti sono evanescenti. Elim·nafA dai reni in forma d'urea ed acido urico, rende acide le orine. l suoi pr,.parati son0 molto ~iovevoli nelle debolezze cardiache rlo <Jlta-
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!UVlSTA
lunque causa provengano, e quando vi e grande depressione, l'inalazione d'ammoniaca produce efielli irritanti giovevoli, mentre inv<"ce, in casi fii de).ressione adinamica febhrj1e J'alcoot ha migliori effetti, e dev'esser preferito. La stricoina seconòo alcuni ila doppia influenza come"Slimolante la strullura muscolare del cuore, ed i ~o tri motori spina.li. In dosi toniche accelera lo. circolazione e la respirazione. aumenta la pressione arteriosa, ed ha effetti duraturi e s tabili , s pecialmente ne' casi di dilatazione del cuore destr o, combinata con la digitale che stimola i centri respiratori e solleva la dispnea nella stasi polmonar e. Fra i tonici del cuore, principalissima la digitale, aumenta l'attivil&. dell'apparato inihitorio, prolunga il periodo della diastole, rinforza la s istole, contrae i vasi periferici ec~tto quelli de' reni, accresce la pressione arteriosa con debole etretto s ulla r espirazione,agisce sul muscolo cardiaco. Quando la tensione arteriosa è debole, il flusso dell"orina viene per la digitale aumentato senza accrescimento de' suoi materiali solidi, qua ndo per pa rticolari idiosincrasie produce nausea od irr itazione intestinale, e si verifica intolleranza per questo principale rimedio, esso trovà i suoi succedanei nella convaiJlfria, nella spur teina e nell'adonidina, che però sono rimedi infidi. Lo s trofanto accresce l'alli vilà funzionale del cuore, rallenta e rinforza le pulsazioni, e probabilmente contrae i vasi periferici. Si elimina in otto ore. L"oleandro e forse il miglior succedaneo della digitale, e la tintura prepat·ata cnn le fo~lie P.d a mministrata alla dose di 20 goccie, da due a cinque volte al giorno, ha un'azione s ul cuore e sui reni che st prolunga per una settimana o due dopo la propinazione del rimedio. Per l'indicazione della digitale e de' suoi succedanei bisogna aver presente come regola generale che la frequenza del polso e la pressione sanguigna sono fra loro in proporzione inversa, chf' la persistente alta pressione arteriosa lende alla produzione dell"lpertrofia e della palpitazione pel laborioso !"forzo del cuore, che la palpitazione può indicare tanto lo sforzo del cuore che lotta contt•o un'elevata pressione
DI TERAPEUTICA cfiO~Ui!!U&. quanto
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un CUOI'e rlt> bole alle pres~ con una pres-
~io~e normAle od anch(' ba~;:a, che •1uando le arte1·ie sono 1110Ito I'Ìfiiene le Yene son() \'UOte, e che lA ten«ione delle
-.ene indica rant>mia al'leriosa cb,. .si deve correg~ere aumentnndo la f,1rr.a dellE> pulsHzioni e con traendo l~ arteriale, effetto cht> ,;i oltrene dalla d1g1tal.-. purché e;:;:a ngisca come liur~tica. nltrimenti rec.terPbbero nel 'an;;u•• i .. edimenti las<·iall da lre;:;:urluzione sieroc:a. ;\e· di::-turb1 t'unzionali da esa!!erAla umervazione la digitale puC. r~>ca r buoni servig1, sp~c1flltHentc se coadiuvata da controirrrt<mlr applicatr sul petto ,. sulla nuca ond~ eccitare 1l "-unp<~tico Se le pulsazioni "ono dt'boli, ,.. utile il calore unlirlo applrcato !>ulla regione cardiaca, se v'è anemiA giovano t preparati ùi ferro, in molli disturbi cardiaci le com binazioni cli piccole dosi di chinino digitale e calomelano ~ono un eccellente rlturetico purcltè non ''i sia albuminuria. Con tutte le sue virtù la digitale non i> ~cevra di pericoli; e;:sa c controindicala nelral<·romasia arteriosa e negli aueurl~rnl, nel tifo, nelle trombo-;i cùe la di~ita le può !tpostare con pericolo dell'm fermo, nei 1·igurgiti aortici per chè prolun;.;a la lia;;tole, e "forza il ,·entricolo già tperlrolìco, quindi favorisce le ateromasie.
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Rl\ISTA IH TE(~ILA· ESER\'Illll ~lEIJ!(O JIILITARt
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llAASE. -
ture. -
Sul servizio dei porta.ferlti nelle guerre fu(Centralb/.llcc (tir ( ltiru r !l . ~ 3~ . 1892).
.\. nche •1uc~to at'gomenlo fu ampiamPnle trattato a l 21• tedesca li Berlino per iniziati,•a Ici pr of. Haase, il quald dopo a,·er delineulo sont· mariamente li! altuali contli:ticmi dei porla- fPI'iti dell'esercito tcùe!<CO e le norme che ne regolano il serv'zio in ~uerra inlt:~nde promuovere una riforma Jd medesimo, espt•imendo i suoi dubbi sull'efficacia dagli attuali regolamenti di fronte aU'accrèsciuta portata c sicureua delll' armi port~lili. l suoi duLbt sì aggirano specialmente sopra due punti principali l! ><i potrebbero formulare cosi: t• !'e sar·à poc;sibile in av,·enire portar li lo,·uto so•:corc;o ai r~t"ilt dur-ante il combattim•'nlo, od in ca 5o alfermattv•>, 2 , :-•• si ~olrà dispo rre di forze suffì·~ienti per so?Jisfarc a f1uec;to bisogno. Il primo quesito ll'OYa la ~uR so1uzione col r ispondere a que:orattr a Jimanùa: dove si .!ovru slabilrre nelle gu~rre l'uture il poslo priodpale di mc licnzinne (1) perché tra esF>o e la hnea dt-1 fuoco ferve ìl lavoro rlei pot·t~- ft!riti. La discus1:itOne l'e latiYa a 'JUe:::to que!>ilo "i svol.::e in baso all"esp~rienza t'n l lo. nella guerc·a l~ìO-i L nella quale l'organizzazione c:anilarta tedesca ha fallo buona prnva. Stan•IO al regolamento dt guerra, il po::-lo priu~tpale di medicazione dovrebbe impitmlar si fuot·i dello pc·rla la della rucileria. Il rucile C ba<~,..epot del t«;o in quanto ha lral!o all'efficacia e.l utilità lalli..:a :;la coll'alluale ru~ile a pi<'cvlo calibro in r apporto come :3: l. ~el 1810-11 i posli rlt m~>dtcazione tèrle:::chi erano situati a circa 1500 metri Jalla proprtt' lmea del fuoco ed a con~res:::o ddla soc;tdA cbirurcrica
(l) ChP corrisf)onderebbo pres>o a (IOCO alla no<tra ser.ioue di saoit:~.
RJriSTA DI TECXICA E SS:RVIZIO llED!CU MJUT.\RE:
J.. IJ
1700-1800 dalle linea del nemico. Per conseguenza nelle pros">ime ~uerre la distanza a cui dovrà mettersi il posto di medicazione snra di 2300 :W)O dal fuoco nemico, per poter ,...,.0 d~re .!dia mede"imll relativa -.icurezza che avP\'S!>i nelle guerr~: passate: ma siccome i pr•orettill di'Ile armi mode rne po"!>ono non rli rarlo sor•passare anche r1ucsla distanza cosi il pt':::to p1•incipale di met!icazione potr t-bL,· impianlar•;,i più convcrHeulemer te o 2500 metri dalla linl'a nemica. La di;;taoze pui del posto Ji medicaziontl dalla propria linea com ballenlP dipen,lertl dalla «~ventual l• posizione delle linee tra dr loro l' dai progressi della tattira. La nuo•a arma non puu esc;ere arloperala a distanzP maggrori di miJle metri che qna11d0 vi sia l'occasione di ballere colonne del nemico. Contro lt:' formazioni in linea che saranno la specialità tattira .elle guerre future l'efficacia e "-icurezza dell'arma stn Al di quA di 0(10 m e tri. Gl1 ..ronlri di fante r ia nelle guerre avvenire !'i effellueranno. I er 'fUanlo s1 può pren?dere. alla d1staoza di 1200 a 1)00 IIH.:lJ'Ì. Snlt11ulo quawlo le duu linee comballenli si t1·ovano alla i•<~.anza di 1200 metri .. , rlo..-rebbe di necessita -;tabilire il di!'.laccsmento sanitar io; 11 distanze maggiori sono '<ufficienti i rnc::ti di meiliCt\7.ione prP!'ll'O le truppe. Concludendo, il posto princirnle di m~JicszionP do..-rehbe, a secon,.la della posizione <lt>l comb8ltimcnto, tro,·arsi a 1300-2100 metri diett'O la pr opt•ia l111ea. Ben inteso che que"la dis~anzA può esser diminuila ...., piti vicino alla linea del ruoco Ri trova un luogo protetto per il posto di medicazione. Il posto di fermata der carri per i fPriti, secondo la pret:crizionc, dov rebbe tro\arsi n~;l mezzo tra il posto di medic~;zioue e la linea di combattimento, quindi la sua distanza dalla lmea nemica dovra per l'an·enire raggiungere in media i 160tJ metri. Vern ~~ che Anche 11 questa distanza t·esla ancora abJ,agtanza l'spo,.to, f]Dindi é ne<'e">sario che il sito sia bene protetto. Invece ai porta fPriti che si muovono tra la stazione dei carri c la linea ùel fuoco non é gat·anlila alcuna pr·niP· zion<>. E cosr fu nella guerr·a del 1870-71 La por•tala e la
Hl.:?
RIVISTA DI TECNICA
precisione del fucile ad ago e!'a di molto interiore a quella del fucile Chassepot; le tr up ptl tedesche per r·i uscire Yilloriose dovett~ro spingersi molto addentro nella zona e-fficace del fucile Chassepol. I portaferiti d"allora che lavo!'avano dietro il fronte si tro\·ar ono quindi nella stessa zona pericolosa del fuc ile Chassepot, come i porta-feriti delle guerre futu re si lr")vera nno in quella àel fucile a piccolo cali br o. Con lutto::iò nella ~uerra ;;;ummMzionala i portafet·iti non perdeUP ro che 6,6 per mille della forza. Ammesse che in una guerra futura questa perdita avesse a lriplica•·st, non eserciterebbe alcuna essenziale influenza sul ser.vizio rlei porta-ferili; c• indicherebbe solo elle il dista cca tnento sanitario il r1ua le ha incominciato aù a Hi vur•i con 4Ò barelle dovrà fini re con :~9 barelle nel caso preveJibile che su 160 porta- feriti ne aVI'à perduti quatlro. P er r·i,:;pondere al que~ito se il numero d~~li attuali portaferiti sarti proporzionato nlle esigenze dellè lutu1'e guer re si deve cercarù di conoscere il oumer·o ,lei ieriti prevedibile io esse. ln base ad una serie di r.. tti de«unli dalla tattica moderna rautorP- viene alla conclu siont> che le guerre future ci clo vrebbero dare in feriti un aumento .~el 50 01. in confronio delìe perdite sofferte r!"l 1870-71. Nell'ultiT.A guerra gli eser citi lPdeschi avevano per ogni cor·po d"armata 772 porta-feriti, se per· l'a vveni re si dovranno sgombrare dal camp? 50 Of. feriti in più o~ ni corpo d"arrnata a vrà bisogno di J 1'>8 porta-ferili . Si noti però che in Get'lìl&nia, di pari passo col perfe:lionamento progres:;ivo delle armi da guerra, aumenta il numer·o dei po•·ta- feriti, cosicchè attualmente ad ogni corpo d'armala sono as.~e~nati 1168 porta-feriti; resta adunque soddlsf~tto il bisogno a nche per l"anenire. "" S i potr·ebbe credere a tutta p!'imn che le condiz~omi di questo· servizio verranno a cambia rsi per• il fatto che i portaferiti in avvenire ùovranno por tar·e i feriti a maggiori distanze, ma rtuesto grava rne sarebbe compensato da un" altra circostanza, cioè che, per conseguenza degli speciali effetti chirurgici dei moderni proiettili, dobbiamo a spettarci da una parte molte ferile immedia tamente mortali e d'altra parte
E SERVIZiO MEDICO M!LITARE
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moltissime ferite leggere che non reclameranno l'aiuto dei porta-feriti. J1 traspor·to dei feriti dal luogr) di radunata al posto principale di medicazione è assicurato colradozione già avven~la dei carr·i a quattro letti in sostituzione a rJuelli da due adoperali nel 1870. Con il s~rvizio notturn0 dei porta- feriti l'autore racccHnanda !"uso di piccole lampade elettriche che si po;:;sono portare nello stesso modo delle cmauni lanterne. Esperienze sull'impiego dl bidoni e marmitte in alluminio (esercito germanico). - PLAGGE, ma)rgiore medico. - (Deutsche lv!ilitiir. Zeitscrijt, 8 p. 329, 1892). È noto che og!!i l'industria ha trovato dei metodi nuovi di estrazione dell'alluminio metallico, di guisa che questo metallo pu6 essere fo rnito a buon mercato. La sua lep-gerezza e la sua rei ati va inalterabilità lo ha fatto preferire in una quantità di usi domestici e queste stesse qualita hanno fl>tto si, elle anche le autorità militari l'abbiano preso in conside· razione, r iprometlendosene non lievi va ntaggi per l'igiene del soldato. In Gennania esso è oggetto di un doppio ordine rli studi: chimico- igienieo presso l'istituto Federico Guglielmo a Berlino; economico presso i corpi di truppa. Le ricerche di Piagge, maggiore medico, direttore .di quel-l'istituto. sono state rivolte sui bidoni e marmitte e sopra !<Jstre di metallo di eguale spessore, provenienti da varie origini. Esse dimostrarono che il recipiente di alluminio non comunica al contenuto a lcun sapore particolare., si tratti di acqua, di caffè, di birra, di vino, di cognac ecc., per quanto prolungato sia stato il soggiorno del liquido nel vaso. I r isultati diversi antecedentemente ottenuti erano dovuti a imperfetta pulizia dei recipienti. Il cognac dopo 24 ore forma dei fiocchi, dovuti a tannato di alluminio, formatosi con l'acido tannfco che il cognac si è appropriato restando lun~o tempo nelle botti di quercia.
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RIVISTA 1)1 TBC..~IC.\
Il caffè, che contiene pure lannmo, dà luogo a rwoduzione di fiocchi di egual natura, ma in grado minimo. L'acqua restando lungo tempo nel recipiente o bollendovi dentt•o incrosta le par eLì e dà luogo ai!~:~ formazione di fiocchi di silicaLo di alluminio. É p~!rò da notarsi che il caffè e l"aet1ua sono destinati di\Wdin~rio a restare molto breve tempo nei recipienti. Il recipiente di alluminio resiste bene alla liscivia di sl)da .. per·dendovi sol o in due tnesi 0,7!) per cento di peso. Resiste pur bene alle detersioni con acido nitrico. che non ne asporlà che qualcho milligramma. S1 è potuto anzi couservare !"acido nitrico in u11 recipiente per una settimana, st!nza che esso ne fosse perfm·ato. L'aUuminio resiste mollo bene al calore Jel fomo e cos'i pure agli ur·ti imprel'sigl i Rrlificif!lrnente, non è ancora ben provato che resista lungo lempo nelle mani del soldato. Il punto di !'usione JJÌù basso dd metallo è a i OOo circa, di guisa che, nelle condiziOni ordinarie delle operazioni di cucina, non soffre. Sottoposte ad una ebullizione proluugata le acque molto ferruginose dànno luogo a un deposito nerastro al fondo deì vaso e a l li vello dell'ac4ua sulla parete. Questo deposito sparisce se si continua la colturtt . Esso è dovuto al soJfuro di ferro che si forma per l'azione dei solfa to di calce sui carbona ti e t'o:-:fati di protossido di ferro, in pt·esenza di allummio, che sembra rappresentare una azione catalitica. P er la risciar.l")uatura deiiN marmitta alrinlel'no basta l'acqua calda: au·esterno si può adoperare la sabbia, ma co11 discrezione perchè questo metallo non é dlfro; meglio è la cenere. L'acqua potabile, C:opo qualche ora di ebullizione, presenta traccie di alluminio; racqua ;:.alata a l 1/ ,-2 p. 100, dopo 24 or e di E-bullizione continua, contiene 25 milligi·arnmi di silicalo di allumina per litl·o. É pe1·ò da notare che il silicato dì allumina, alt•·o non è se non il comune cAolino delle nostre porcellane, pet•fettame nle innocuo. L'aceto contenente 4-6 p. 100 di acido acettco attacca
E ._ER\'JZlO '!EDitO \llliT.\IlE ~·,·am~>nl~ l'alluminio: le parete tlel recipiente dh·enla ru-
,.,.,0511. 1;11 uaiis1 J·in~ltt r.:;m. 0,600 a gm. 0,700 di sale d'allu-
rnmi• per 1itrv.
Que,li r1sultati :oono Hl complesso favor evoli, ma però, a pal'le d rtcoullulo òelle rt cerche economiche, non sono ancora tali Ja far ritenere che l"a lluminio CO!"ì com· é oa·a, enlreril iu bJ'eV•' nel eone d u del so l dalo. M.
Studio pratloo sull'apprestamento delle vetture &UBlllad e, per U trasporto del ferltl . - F. EcoT Tttt'decitl a d1.. -ma]Or di t• cla.::se. - (Arcltic. 1/e mMccine et de phnrmaci~ milttair es, N. !1, 11-!J~).
Di tulLP, ltl improvvisazioni del campo d1 battaglia, le piu forse sc•uo •Juellt: che permelt.vno Ji adattare presto e conYenientemente dt>lle vettu1'~ au!'l.iliaJ'ÌH pe!' 11 tr asporto Jci malau e leriti. L"A. ha a,·uto occasione di stud•are que.,to argomento sopt·u un carro da parco delie sus::sist ·uze militari e sopra un fm·gon" mod. 1. 87 per !'ler\i?.io di stato maggiore e di sussh-ttn<:f. Prirnu però di trtlttare il !:i\10 81'gomenlo P!-flì studia le re· gol.· -~ner.ali di condolta, in campagna, per prepar11re in buone condizioni, dei con vogli di sgom bero sulle vie ordJirn~·ortanli
naJ'ie ,. fì:"S8 quest•· norme:
1• Stabilire accuratamente le h!<te di sgomoero dei feriti ll'l'l"-porlabili. 2" Procedere alla ~r~lla nei vPi<·oli pPr le cate~o1·ie: a) ,·ellure a quattro ruote so«pese e non sospese: IJ) Yeltu1·e a due ruote sospf'3e e non so'>pest-. :3· OpP-rare una seconda ::-cdta p1·atica, consi~tente uel Jare alle >ettur~ d•·lle destinazioni spev1ali e cioè: a) t•iservat·~ le vetture sospe>'t! pe1· 1 gt·u vi ferili : ù) ffit:'tlf'l'C 8 parte le YCtlure 110n "OS!)f',.e in CUI saril. nece::,.ario eli irnpl·ovvisut·e delle soi>pensioni elastiche; c) destinare le vetture pe1· fcrtti seduti , <l) le vetture per feeilì coricali;
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HITI<;T.\
DI TEC..,If:.<\
e) l~ Y~>tlure rnisle.
In queo;;ta f"celta di reg-ola le Yellure a due ruote sono preferite pei fer1li seduti, 'Juel!c: a '1uallro pei feriti coricati. 4° Prepararto i"Adatlamt:nlo dei \"eicoli a ''endo cura di mil"urare bene le climo>n"ion• interne per ,·edere ::;e si adattano al tiptJ •h barella re~olarnentare, di fif";:a•·ne le pareti la terali con tra,·er:;c solidamente legate; di ricoprire le \·etture per 1 rotell;.cerle rla le intemperie; .f) munirle di fJU&Iche ~trum~:nto da zappatore pei passag-gi clit1ìcili. Tr•asporto dei l'eriti sedtdi
to lm pte~o della paglia: a) In strati uniformi: incrociare ad aop:olo retto degli strati dì paglia regolart e spes!"i. Delle grosse stuoie sarebber·o preferibili ; b) In mazzi o fa .. telli collocaLi ver il lungo e per il largo: oppure costtLuire con tre mazzi una piramide trian· gola re; c) htvole ;:opra fu<~cì di paglta o sopra piramidi di questi fa sct. :!0 Tavole Iongiludinali, imbottite sogpe!>e alle pareti; posate c::u traverse ftE'l"stbili. 3° Tavole lra!werc:ali. 4" Sedie comuni rileEtale fra foro in lungo o in largo e fissale alle pareti. 5o St>nre .-ii corda. 6., Vetture eli lusso . TNLsporlo r/i ferili coricali.
A . - Sospensione alle parelt o ai bordi dei veicoli dì barelle o di tavole inlermediarte: a) vellure 80Spesc ; 1° Tre traverse di cui le due estreme siano distanLi m. 1,80 sospe~e comunque;
E ~ERHZIO 'IEDICO )JII.JT\R.E
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2• Tavole vere su traverse e :::Irato di pagha. b) vetture non sospe~e: 1• An"e elastiche (vimini, corde); 2• Retti di cm·de orizzontali; 3• Amache di corde: 4• Amuchc di tela~ 5' Pertiche elastiche sistema oorvegrano conosciuto. (È inutile cù ta~liare le g-rosse estremita delle pertiche a A • 6• Pertrchf' t-lastiche sistema Smilh, modificato: ~· Si!:'tPma Btlnloumi•; co11 f!rossa corda lonfriludrnale e corde tra::.ver~ali. ~o Grappe 8 molla: Despret.z, ecc. ~ :.-.rolle da pa::liericcio elastico. B . - Coll0carnento di feriti sul fondo di vetture: a) ,.e tt::rP c:oo:pf>se; l" Barella fis<~ala al pa,imento della vellura; 2' Oggetti lelterec.ci di requit'lizione; 3" Yellure di luss,,: ÙJ vetture non sospese; l' Ela'4lici di requiRizione. 2• Pa~lia; :3• Vari si5temr Smith ; ~· Ta,·ola elastica con molle da pagliericcio. 11 sistema di adatta mento del carr o da parco e dd furgone du lòtato n1aggiore, ha solo interesse !orale perchè si riferisc.- ;;olo 8 quei dati tipi di vetture.
L'lili;ua:zione delle molle da pagliericcta. L'idea di utilizzare le molle da pagliariccio per adatlam~nto dr 'ettor e non sospe!.'e è st~lo sug~' rito all'autore da un :-ol.lato terl'itoriale. Que::;tp molle per essere ben utilizzate devono essere ap· paJ<>, facendo entrare la spira di uru1 nella spira dell'altra, pe!'chè altrimenti sono troppo leggiere, ossia troppo poco resistenti. Disposte in tal guisa a dut~ a due possono essere infilate in quattro piuoli collocati ai 'luattro angoli di un le· !aio rellan!tolare di tavole della lunghezza dr circa metri 2
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Rl \'JSTA DI TJ::C:'iiU
pet' 1 di lat·.;hezza. Si-.temnte co~ : le moH,., ::.i r-renùono due as~iceUe forale all'e!>tremila in modo L8 p~tlel'le infilare ne 1 quattro piuoli. Restano cosi esse so1-ra le 'fUIILtro molle sostenute dalla elasllcila di •Juc-.te. Se ora uoi collochiam o 1 mauichi di u na barello ~opra le as,.icdle tras"er:suh, a'·remo un sistema di sospeu"'·onc rwrft>tlam"!nl•' elastico allo al Ll'aspOI'to di qualsiasi grave ferito . Se invece collochiamo un paio di queste ruolle, dentr o ad una !<peciale cu1<todia di legnu cou delle cor dicelle disposte in 1naniera che c(m la trazione 10 senso contrario, la mella si comprima , potremo ftc:sa re io alto una Jelle cor·licelle e intro•lu1're nella inferiore fatta aù ansa un manico di barella. Disponendo oppo1·tunarnt~nte quatli'O di queste molle a' l'.:mo un nuo Yo sistemo di so«pensiOne per ammalati qualche ,·olia uti!P. M.
T r a•porlo del malati e feriti in R ussia . S. Pt>tersooury, luglio, t 8fl2).
(Jo11rnal de
La dit•ezitme Jella ft!t·roviri :VH:o{a~; ha iatlo melter·e lll Circolazione le ~ue nu(}v~ v~Uurc .!'a nitar ie costruite a lrofficina Alexandro,·sky. Queste 'ettul'é ::ono tiel tipo de1 lunghi ca1'ri merc1 ~t lle<>titi e.i iruJ·Ìe,.ati Il.• ora al trAs!lorto dei ''iaggiatorl d1 -t• cla!<"e E-.s ... sono .tipinl·~ in bianco t!i o"ntro e di fuori e hanno il· tetto ricoPerto di ;.rro"'sa tela o di Clll'lone compres~ Ciascuno vettura e rnunita di un marciapiede mobile che P··r!nelte di entrare rac.lmentu da lla strada medesima. Cna larga porta a scorrimen to fa cilita r ingl'esso. La \'Cllura è divisa iu dut' compat•timenti, uno per uomini e l'a ltro per· donne. In cia:scun compartimento vi è un c·oupé r i;::rr valo per un a-.sistent·· chirur·..ro, uu intcrm:e1·e e un ~uarda-ma lati.
l letti sono m ~ tnlla li 111 mani•:ra da a llut1rP. per •1uanto è l a venlilozione si ra a mezzo di condutture a tira~t~io J'a1·ia. In Cl8;.. !un '"agonO:! e insltuJato un a ppar ecchio per riscaldai'!' l'acqua t> gli oggetti da mediratura, ed un piccolo serbAtoio a trhiaccio. Gli a s!'istenti chiru1·ghi addl:llli a qut>.«lc Yetlur e sono mupu~sib1 l t' le s..:os~e.
E SERV!ZlO .U EDICO llltiT.\11.&
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niLi di piccole farmade portatili e d'istr·uzioni sull'impiego dei medicamenti con tenuti in queste farmacio>. Tutle le stazwtti di i• classe della ferrovia Xieola.s andranno ad essere provvedute di •rueste nuove vetture sanitarie. M.
RIVJS1,_A. D'IGIENE Pro f. ER~>' r. - Alcuni recenti progTessl in batteriolo gia. - ( The Boston Medical arul Surgical Journal, giu· c-no ' 1892).
La teoria, l'induzione e l'espet•imento mostrano che i mienlnmo nella produzione di molle, se non di tuue le malatlte infettive. A voler spiegare come i batlerii r iPscuno a tale risultato. tr•e \'ie s'incontrano unh·ersalm~nle accettalt•: l'azione meccanica. cioè l'aumento numerJco di questi rorcr·orJZanismi a tal punto ·e con ll:lle rap.ditil, dii ostruire etl interromper e i canali di comunicaz•one delle parli affette, come si .v ede ne' preplil'ati di parti offese dal baccillo Jd car bonchio; il potere attra ttivo de' Lalterii che tl'a~gon fuo r i e si app r opriAIIO la sostanza nutr·iti va ùe' tessuti, producendo una d istruzrontJ di cellule pel' via di n ecrosi, come uegli stadi finali del processo tubercolare ; la pr oduZI Oue diretLa o secondaria di nuov1 composti basici che formlmo l'elemento nocivo della malallia, ma cb e possono anche pr·nteggere i'orgaoismo da uo'ul~nore iu,·asione, da un fucror~auisrni
turo attac<'n della stessa malattra.
L'uzione .ti questi nuo,·i compost• 11011 si comprende ancora inltn·ameote, ma si può quasi dit·e, che se Je conoscenze lin<,ra t~cquislale sara nno uuiversalrneole ed inteUigenlemt'nle applicate, s ara risolto il (Jrublema Ji arrestare il corso al coutagio P erò l'applicazione di questa conoscenza è im-
RIVISTA
,
pos;;1bile per molle ragioni, come • impo<>s1b1le renièrt> uni. '""e~~blmente ac~'elta !"idea iel compleLo 1~ olamento di una per!'ona cara llffetla da malattia infeltivt~. È Junque neces~ario e~cogilar tualche altro mezzo, e le ricerche son hrette a prevenir· la comparsa de'sintomi di una malattia 111fetti\·a quanùo si e g1à slat1 esposti al virus, o ad arrestarP e cur!lre que:3li sintomi quando la malattia si .:. ;riu manife<:tata. 11 primo oa-:'> , nel campo della batteriologia fu i azione tlel v1rus attanu!llO cont1·o la malall1a g1à sviluppata, nella idea li sostituir<! una malattia c.fìotlole mite ad una più ~ra\·e. supposto che questa proteg!!esse ror:ranisruo dttlla seconda. E mentre nella vaccinuzioue contro il Ysiuolo arabo fu ta natura che forn1 il tipo mite dE'l morbo, nelle altre malattie infetlivP la natura non ha fornito che il tipo !!ra\·e, lasciando uu·uomo la ricerca del ?iU mite. Que~la ricerca wiz1ata da Pasteur contro d carbouch1o e la rabbia, meritava che fosse continuala per le alt re malattie, eJ ecco eia una oli\-el-sa sorgr>nte e rer un divet·<Oo p'!'incip o, ;,caturire la scoverta Ji Koch contro la tuberco !osi. La tubercolina non è p11'1 la stessa so!'tanza che st-t·\i alrmoculazJooe del carbonch io, non '-On più i baccili stt>S'i, ma i loro prod. tt., il materiale outrith·o nel quale hanno vissuto. l1bet·ato dai baccilli \>lessi per filtrazione, ma contenente tutli i nuov1 elementi che sono ù risufl.alo delhi loro rnoltipli~zione. Di~zraziatamente. le prove immature ne hanno annebbi~;tn il ri::.ultato, ed han falsato il giudizio di molLi osservatot•i, ••cl ora il valore del nuovo rimedio i~ tutt'altro che slabihlo. Es~o ru adoperato io una rorma imperfetta, con molti in!!redientl nocivi che ~ devono orA elimioarl', laSCiando gh elemeuti utili che devono essere isolati e provati, prima di condanoa1·e il metodo come inutile. L'impiego di questo materiale illustra il :::econùo m.-todo col quale si cerca di curar le malattie infelltve, ciOè f'us,, de· prodotti òe' batterii coll1vali nel laboratorio. per la dis truzione de' micror~anismi dai f!Uali cleriYano, od almeno per lo arresto del loro sviluppo. E cer ;1 esperimenti di alcun1 anni or !'Ono, mettono capo
14·11 ad un terzo metodo che ten le all'immunita dovula alla rr·esenza di una sostanza nel sangue cbe previene lo sviluppo degrin,·adenli microrganismi. Gr·oltmann int'alti nel 1884 di n1oslril che il RieJ'O rr•>>:co ha un· influenza attenuatrice sui baccilli del car b .mch.io sintomatico; Fodor trovò che il s11n::rue di fresco estt'<1llfl li distrugge; Nulla! stabili il falto che i li•luidi nr~a nici c0me il si~ 1·o, l'umore aqueo, il liquid o pe•·icar·hco di>'lrugg-ono i balleril, ma perdono tale racolla $e la lor o temre•-atu1·a si elevtt ver~o i :>O•, Buchner dimostrò che tale Rtlivila era soltanto nel siero, e che la miscela ùi corpuscoli Jel sangu<> in e;:so la scemava. dimostrò a nche che i t'ip"tuli congelamenti dividono rl siero in strati. l'inferiore de' quti li e rH più attivo contro i ballerii, e chA qL:esto potere si dislrug~e o ,..i attenua se il siero è diluilo nell'acqua distillata o ;;c ~ dializzato; in sef(uito Ogata e Iasubara, Behr ing e Kitasato dimostrat·ouo l'immunità che confel'ivano le par·ti li•Juide de' tessuti animali, eri ora dai Lavori di tutti questi ;.>l~Jriiosi ri~ulta che l'immunità s i deve all'azione delle sostan:t.e albuminoidi dette da Haukin proteidi difen~ivi, t quali hanrw il potere di distruggere i balt.erii patogeui, o di attenuar ne l'a7.10Jh', o di ncutl'alizzare i loro prod•>tli tossici. E dguardo a questi proleidi J ifen.-:ivi, è uopo considerare che r.erll animali hanno nel sangue e ne' liquidi organici delle sofilanze dotate di poten te. azione germicida, come i top1 bianchi che ~ono eefratt.ari all'inocul<'lzione Jel ca•·bonchio. e Bebrin~ ha dimoslJ't~ to chn il siero del sang uè di questi animah distrugge il baccillo dal carbonchio, giacché 2 1/, cm di sie1'0 de' l'alli hanno la stessa azione d'una soluzione ,Ji sublimato al l' l p. 1000, e d'una :-:oluzione J'aci.lo fenico All' l p. :JO. Or se si pensi cbe il sublimato e l'ac1do fenico 10 quelle JWOporzioni uccider ebbero gli animali, trtenln il proteide difèn:Si \O del topo bianco é innocuo, si comprendere come questi proLeiJi pol"sono e:-:.:;et·e utilizza li nella cura del !t~ molaltie inf'etlive . Un all1·o ordme di p roleidi si rinviene nella varietà atten ,r.mte scoverla da Ogala e Iasuhava iniettando i baccilli del carbonchio sin tomatico i n animali refrl3tto.ri a tale malattia, e \·edendo che il siet·o del sangue di questi animali,
Rl\-IST.\
seni,·a come mezzo di curn. iniettato in altri animali. i quali erano stati inoculati col ba~cillo del carbonchio. e non erano refraltari a tale malattia. L'ec;i!'tenza di '}Ut!:'tl proteidi attenuant. è !"lata confermala d'l tllld autori anche per alll'e · rn&lattie, e ciò uon ~ tull•. li n tPrzo ordiue di proteid1 dif· ·n,;::ivi è quello cl e· protPidi antito~sici, mes=-i in luce da Beht•ing e Kitasalo nel 1 ~!10, quan·lo ferve,·a l'esperimento c;;ulla tubercolina ti i Kt)ch. E""i hanno scoverto l"iu~ il ssngue dtf conigli l'»~i immunt dal tet.ttno, lla il poter<! di Òl'-trU!:I!tlre i tossici alcaloidi del t~ tano per tutta la \i t' deJrauimale: •tuesta sr-ovf>rla condu"!"e uon soli) aiJa r.o~-.rbihhi di prolc~c:ere un animale cootr·o rmocula;.:ione de' b11et.:1ili. del tetano. ma anche a •1uelle di curare un anima:e nel quale «1 fos>:P ~ià s,·iluppato 11 LPtano. L·importanza Ji que:-t1 ri,.ultati l!ià confermati da O"'«ervatori tnrlrpenùen ti, porta una completa ri "oluzit)ne n~>l campo sci"lnhfil'o. e ci fa sperare un efficace trattamento di malattie contro lt:> quali «.amo stAti tìuora spettatori im(:'olenti. :-l ella .::.tessa settimana in .;ui fu annunziata !11 scoperta rli 8 Phring e K ita<'ato c:ul lt'tano. <>orse quella di F raenkr-t e Brieger sulla difLerite. 1 iuoni e Cattani Lan confermali> gli esperimenti sul tetano. e <:e doboiamo credt>r e alle ultime notizie. il metodo di cura è <>lato con successo applicalo in :::~:i ca«i di teta'lo suJr11omo. Ric:ultuti analozhi c:i <>ono otleauti sugli au1mali per certi batteri della suppur'Szione, pel carbonchio. per l'erisipPia de' maiali, onde si ha ragione di creder e che ora piu che mai rin,·ec:ti~azione sta sullA buona !'trada. e che vi sia speranza di r ie«cire a combattere le malaltie più virulente de' nostri tempi. perché possetliamo 1nateriah c~pac1 di dio:;lru!!:::ere i balh:rii e11 i loro tos:;ici prodour «enza nuocere ai lPsc;uli viventi. mentre fiuora non pos:e•i~>,amo che sostanze capaci cJI UCChJere l'orga ni«mo \ il:lle, pr1ma che potesse riec:cire 8 di,tru!!zere i microrganismi.
·1 U3 stadio sulle acque del Sa!lara. - :'.l. p. 0 .-\:-DRfEU , farmacista di L• cla~e. - (.vchices de méctecine el de plcarmacle nulttaires, ~. 7, L8!J2..
L'autore lw i'Saminato nove campion i di acque del Saltara ed ;. s tato Cttlpito della loro impolahililà. Eglt ha "Oluto stu· di~:~r~ !"t> il loro miglioramento 81'8 po~sibì!P. in una certa mic:ut·a P fJUali erano i mezzi più opportuni per ottenedo. 1 carM Ieri ~?euernJi di f'Jue-<le a cque sono presso a poco sempre gli ~lessi. L'odore c simile a quello dell'aria confinata in uttn cantina umida; il sapore da principio falul' é in segutlo più o meno salato erl amaro. Es$e sono incolot·i: la loro lunpidezza lascia molt<) a de;oiderare, perchè essa è tur· boia 1h1 numerosi fiocchi ' di materiE' rnelmo;oe, tla detriti ,·egetalì e dopo poco Lempo dalla raccolta in bolli~lie, dà lun~ht fìlau1enti incolori che l'esame microscopico fa riconoscP!'I>. Essi c:ono falli òa alghe e rla di11lomee diverse, di cui si trovano delle f!r andi rruantità allot·no ai condolti e agli orttizii che conducono queste acquP. all'e;oterno. L'epoca dell'anno, la '{Uantila di acqua pluviale caduta nella regì•)ne dove esse si trovano, la loro temperatura e la temperatura ambiente influiscono tutte e due sulla quantità di sali tltsriolti. 1l ;oignor Canton. farmacista militare, ha osservato che impiegando per la confezione dd pane queste acque, dì cui il conten uto in solfati è elevalo, ~~ produce un fenomeno pllrlicolare: nei punti dove la cr osta ha subito uns tr oppo forte temperatura, il carbone proclollo conduce alla ridu.ziooe dei sollali. l solfuri cosi for·roali a C•mtallo ùell'acidità della ~ah\'8 ~viluppano dell'idrogeno solroralo, ben sensibile e mollo di!:'aggradevole al palato. Insomma queste acque sono di medtocre qualila, male aereale, cuociono male i legumi; •ruelle J1 El-Oued e di Fuggurt piu ancora che quelle di Biskra Al princtpio rli febbraio di que~t'anuo l'f!ulore ha ricevuto dei campioni di acque Sahariane che alimentano come acque di consumo, i diversi posti ottici della linea Biskt•a-FuggurtOuargla.
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T ulle queste a cque tranne qut-lle di Kadon (sorgente viva) e .Ji Ref-el-dor, rrc,,·engono dn una delle tre nappe art8$iane clw colano da Mrd-est sud-ov~><>t nella vallata di Oned-Rbir alla profonditil di 24. A 90 melrr. Generalmente è dal secondo "'trato c:,;, metri) che provPngono le acqne analizzate. Ra t·colte in botLrgù,. da lih•o di wtro nero P chiuse con cur·11 venzono <>pe hlP. e per· atTh·are alro;,p..-dale militare di Biskra impic~oeano da 15 a 30 !!!orni soppor·tando nel tr ospot·to Cllntinue ~cos:>e. Co<>r al loro art•i,·o sono uniformemente torhule. Dopo un ripo"o di 2-i ore le acque sono dr n uovo limpide e sr è formal'> al fondo un deposito abbondante, in cui Il m1cro-.:copw r1vela l'esistenza di numerose parti.celle :>aline, matel'ie terrosa. detriti vel!etali e globuli trasparenti agg-re~ali il più dello volte in l'orrne di COI'One più o meno aperte. ~ell>'un oùore, ma un sapor e disaggrade"ole ed amnro. Reazione nettamente acida. Presenza di composti ammonra.cali; presenzA di nitrati, anzi in alcune nitr·at.i abbondanti. In conclusione tutte que!:'le Hcquc sono impolabili e se~uendo le indrcazioni clel F orrrwlaire des h6pitau:e mtlitaires dovrebbero e~:?er•e ri:zeltate dall'alimentazione. Ciononostante i milrlari dei posti ottici e i cou vogli di ve tto v~t_gliamer.to, non avendo la scl'lta, "ono ben costretti ad us.are p·~r bevande queste acque difficili A di~èrire. pur!laliYe e di gusto disa~gradevole.
La filtrazione. meJiant.e un appar ecchio appropr iato, sbat•a.zzando l'acqua clelle mate1·ie saline in ~ospensione, diminui:?ce ~ra in manierk apprezzab1le il loro sapo1·e salato ed Amaro. Togliendo all'ar•1ua i tìoc1ùi di materie or~anicheche nuotano nella ma<>~a. essa migliora dal punto di ,;sta della conSPr vnzione P dell'aziout> nociva '!he può avere sull'economia. Ma l"ebullizione lrn a nrora un effetto utile più mar·cato, senza parla t't> dello di:"tnrzir ne .Jc>i ~ermi palo!!eni se se ne trovano. Essa pt·ecipll<l i l'Oli ù1 calce e una gran pa rte di rruelli di rna~nesi11; se::mt11 infine Jalla fillra7.ione essa permette di cambiare fiul'll'a~; 1ua impotabile in aequo drscrela.
Ma la bollitura non i· ::,empre pos~ibile per· mancanza di apparecchi e di comùustibile. St e tentato rimpre~o ùell'auli-calcare M1ugnen. L'effetto ullle proJolto, i: l'abbassamento del gr·ado idrotimetrico deiJ't~cqua e 'luiodì la diminuziOne d•!lla ~ua crudezza. ~1t>diaute que::,la !Joh·c:H'e il 1;1'8dO rdrotimetl'ico é sceso da H~ ù 110 e in un'ora di ebullizione eru sce~o da l~ a 116 Cuomb,.rlanJ (Journal de pltysique el dt:. cldmie, tome X, 5' "t!l'te) ll~t constatato nelle esperrenze l'alte nel laboratorio Pa!>teur·. che le ac<Jue anche le più impure, dopo il loro pa~ t!a~!.ttO ner cilindri porosi in porcellana greggia, che costitur--cono il suo filtro, non conten!lono ptù ué ~ermi né mict·ubJ. Oltre questo potere depurativo il liltro Chamberland ho uu'az10ue ben netta sulla composizione clumira dell'acqua . Ecco uno specchietto che lo dimostra: Mqua D'EI-Dned.
Prima della filtrazione
Oopo la
I!Jtrui~e
l l
~cqun di Biskra (Cittit) 1'1tma della llltrJllOOI'
Oopu la tlltru•onP
8~ l
Grado iùrolimel!·ico . 166 60 ~1aterieorganiche va · lutale in ossigeno . 8 millig. 16 +milllg. 28 4 milllg. 5 2 millig.8 .-\ct~lo carbonico libero. . . . . . 8 c. c. i c. c. 6 9 c. c. G b c. c. Compvsti ammoniao·ali . . . . Tr•accie Traccìe O milli~. 2f O mìlllg. 12 :\itrali . . . . . . O ~r. t10 O gr. 100 O ~r. ilO Ogr. 097 Calce totale . . . . O gr. 54 O gr. 21 O [rr. 36 Ogr. 27) :\lazncsia totale . . o gr. 23 O gr. 14 O 1-!r. 23 O gr. 20 Cloruro di sodio . O gr. 47 O gr. ~3 O gr. 21 Ogr. 19 R....., Juo disseccato a 1()09 . . • . . :3 gr.:);) l gr. 2 g:r. 30 l gr. 87
no
E eia notare però che il filtt•o Cbamberland a~sorbe r g:az. cli .. <!i<.~lti nell'acqua rendendola pesante e indigesta. Questa azione assorbente dei gaz è co~oi forte che arriva lino u de~:omporre i bicarbonati di calce e di magnesio, to9o
H-?6
RlVISTA
gliendo loro l'arido carbouico precip1tandoli allo stato dì Còrbonati insolubili. l'n altro incooveuiente del filtro Chamberland è la dìfficoW• clelia sua iustallazione in vista della fragilità e tJe} prezzo dPIIe candele •ii porcellana. P e1· que«to fu tentato di sperimentare il fìHro Maignen (leggerne la de"'cr11.ione d1 Valli n nel Journal de plq;si?ue et d'3 cliimie, se SPI'Ie, tome X. pag. :lì'ì). QuP.. Io filtro é <.empllct- e puo es!"ere me::«o fra le mani dei meno abllt e meno e"'perimentati. Alla prova il grHdo idrotlmetric(t dell'ac4ua è sfato ahbas!>ato da H~ a J H, la quanti t~ di rnalerie organiche ,·aiutata in os!'i~~>no da t t milli,~Zr. a li rnilligr. ed inoltre il sapore salato ed amaro era mollo atteuuato.
M.
Antiaetttoo oompoato. - ( Recue .scientijique, luglio 1892). Ne!!li annali dell'tslitulo Pasteur, De Christmas ha pubblicato i ri<~ultati di molteplici <'sperimenti di un antisettico che sal'ebbe la combinazione di di,·e,'se sostanze antisettiche e che avrebbe uo valort- •Juasi eguale al sublima to ::enza prest>utarne gl'tnconvemeoti. Que;:to composto, che l'autore chiama phenosalf!l, risulta di: Acido feniro !l grammi Acidn c:alicilico l Acidn lattico t Menthol . . . . . . . . . . . 0,10 • Esso é poco to!:~i'ro, due voltP meno allivo del sublimato, e attivo in soluzione del ;, ì,5 per 1000. Al :20 per 1000 sterthzza completamente gli ~<pulì de1 lubercolo!:i (l di sputi per E'l di S<>luzione) entro 15 minuti. Questo miscuQ'Iio c:i prepara ri~caldanào i tre acidi fino a liquefaz•one ari S~f'l'IUn!:!'endovi poi il mentbql. Esso è solubilic:simo nella g-licerina e nell'acqua nella proporzione del 4 per 100. T . R.
D'IGI ENE
"l'rasporto dei baollll della tuberoolost per meno del lombrlcl. - (Aeadémie rles sciences rle Paris, il luglio 18!}:2).
Lo:·tel o> Despeignes han potuto ultimamente dimostrare .che i vet•mi di terra possono conservare per più mesi, in differeuli t'f>gioni del lor o or~anismo, i bacilli della tube:·colosi e riportare anclt~ alla superficie del suolo i microbi in.fiiLralisi nei loro lessuli. . Di qui hanno islituilo esperimenti per accertare se questi lombrichi pote="sero per me%Zo delle loro materie fecali espeller-e bacilli tubercolat·i che a ,·esset·o cowservate le loro proprie là vtrulente, e le esperienze hanno dato il risultato più positivo. Di guisa che si può alla rmar e per il bacillo della tubercolosi •Juello stesso accertato dagli esperimenti di Pasleur per il batterio d"l carbonchio. T. R. Vitalità del baoWo del tifo . -
(Reoue scienti(ique, luglio
1 '!)2).
Karlinsl,i, ritrattando un ar gomento già studiato da Fraenkel, Grancher e Deschamps ha instilu!to nuo vi esperimenti per constatare come si comporti il bacillo del tifo fuori dell'organi~tno uma no, nel suolo, nellP. acque, nelle deiezioni, e nei cadaveri dei Ltfosi (A rehio.fii.r hygiene, t. XIII); egli é venuto ~queste conclul!ioni : t• nel suolo, 1! bacillo Lifogeno può r imaner vivo per Lre mesi ; z• la durala dt'lla vita dei bacilli del tifo nel suolo misto .a deiezioni e quhi abba ndonato in condizioni norma li é notevolmente minore che quella dei bacilli nel sangue innestati nel suolo allo stato di culture pure, fatto che proba bilmente é dovuto alla concor r enza falla ad essi dai batter ii delle feci; 3• negli sll'ati profondi del s uolo i bacilli del tifo possono resistere ai cambiamenti di umidità e di tempera tur a come all'azione dei microrganismi del suol o: 4° alla :;uperficie del l'uolo, esposti all'umidità e al sole, .essi periscono rapidamente;
RI\1 1STA
5' alter native frequenti nt~ll'umidita del suolo,.diminuiscono notevolmente la durata della vita del bacilln del tifo, sia che r umidita penetri nel c:uoll) mquioato dall'allo, sia che lo ra ~ giunga dal basso; 6o in quello strato del suolo dove arrivino L'adici di piante la durata dellfl vita di questi bacìlli é mmima; 7• duranlo la putrefatione di organi di caùa,eri lifosi, :si constata una notevole elevazione della temperatura; ' s•. negli organi dei cadaveri tifici sotterrati nel suolo, i bacilli drl tifo possono. quando la putrefazione é ritardata e che l' acces:::o dei micror ganismi specifici della putrefazione mcontri os:Lacoli, e""sere trovati viventi anche dopo t1·e mesi.
R. L& vaooln&zione antlrablo& all'Istituto Pastenr nel18&1. - (Reou.e scieniUi'Jue, luglio 1892). ~ el fascicolo di giugno di quest'anno degl1 annali dell'istituto Pasteur é sLata pubblicata dal Poitevin uua statistica molto particolaregf!ÌAla delle vaccinazioni praticate in l{Uello stabi l imento dul'aote l'anno 18-<ll. Il numero complessi\·o delle pe1'sone !,OltoposLe alla cura spe.ciale t- stato di 1'>64, di cui 9 sono morte di rabbia dopo il lrattamt>nlo, d1 gu1sa cht> la mo1'talilà non ha t·aggiunto che O,f>ì per 100. :\l a tenendo conto che cinque dei curt~li s~nza felice risultato sono morti entro •tuiu.:l ìci giot·ni dopo il kattamento, per giudi· care della efflcacit"di esso non si può tener calcolo che degli altri quattro. Di fatto gli animali inoculati in seguito a trapanazione. l"Ollo la dura madre, risentono gli effetti del virus dai i5 ai 18 giorni dopo. Da ciò r isulta clte ollorc1nando i primi sintomi si m ti nifestano in un ammalalo in meno di 15 giorui dopo l'ultima inoculazione, bisogna ammettere che i centri ner vo·s i sono stati attacco ti dal virul"duranlc il traiLamento,il quale non spiegherebbe perciò tulta la sua efficacia. In realtà dunque la mortalità nel 1891 non sarebbe stata che del 0,25 per 100. proporzionP- minima cui si sia arrivati fio'oggi. C1ò ù chiara mente mostrato dal seguente quadro di raffronto :
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Qu!";;l,l risultato tl indubbramente dovuto a piu sicuro 8!)pr·ezzamento della gra ' it~t dt'r morsicati e a una migliore apphcazinne del trattamento É in r·elazione di c iò a notarsi che di cinque persone in cui la rabbia si svolsi' durante il traltamenlo, quatlro erano state mot:'icate al capo. ed c ben rtsaputo che lP morsicatura i11 questa r egione costituiscono una speciale gravezza per il breve tragitto che il virus ra btco ùeve percorrere per raggiunget·e il cervello o la parte superiore del midollo. Il dim10uito numero annuale deglt indi\ idui che ~i son presenta li pPr la cura specifica, ,.a poi sopralulto rirerito alle rigo ro~e misure adottate da tutti i paesi contro i cani randa~n sosprU1, mis ure che non sera mai supepfluo di raccomandare per r idurre al minimo gli effetti del terribile male. T. R. Dott. l{. Prr·.IFFER . - Jllcerche sul veleno del oolera. ,Zeit:~ch rlfl .fiir H!Jqiene ltn.d lnfeetionsf...-rankheiien., Elfter Band., Dr·iLtes Heft, 1892. L'autore, con numerosa esper tmenti nelle cavie, ha dimostrato che il veleno del colera sr Lro,·a nel liquido di coltura. che e in~ol ubtle allo staLo naturale e che diviene solubile con la ebullr zione e probabilmente fa parte integrale dei vibrioni del colt> ra . Ad iuvculazioni di una cer ta I'(Uanlit.à di liquido di coltura (~C<'. di brodo) o di una coltura in aermi in a!lar (circa milligr l,:l) nel periloneo. si manifesta nelle cavte rapido ab-
RIVISTA
b&t<'<amenLo di temperatura, la quale discende ~i no e :iO• C., & le morte aniene in 12-16 ore. Se la dose dPI ,·eleno non è 111 quentità tale da produrre la morte, la temperatura dell"auimale può discendere sino a :w G, quindi qi innalza lentamente e in 24 or~> cessa spess() ogni sintomo morboso Se Id do"'e e miu•ma, In temperatura può salire a 40'",2 C. l'animale non ì'embre malato c iu poche ore scompare Ja febbre ed Of!ni ~mtomo morbo~o. Anche nell'uomo l'abbassamento di temperatura ;. pessim() indizio e quindi si vede di qualt> importanza sia il ter mometro ve·· la progno~i. Col clo•·ot'ormio. col timol e con la ess1cazione i vibrioni del colera possono esset·e uccisi, ma la sosLanza velenosa oon A dll tali agenti modificaLa. L'alcool asRoluto, soluzioni concentrate di soli neutr i, il culore dell'ebullizione decompongono la sostanza velenosa e for mano corpi secondari, che hanno azione simile ad essa, ma per produrre gli .,tessi elletti occorrono do?i dieci e venlt volte maggiori C. S.
Sul veleno taberoolo•o. - STRAC'i e GA~tALEIA. tralb . .ftlr die medie. Wissensch., N. 26. 1892 .
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Volendo sluruar e i prodolti velenosi del bacillo tubercolare. Straus t! 6amaleia fecero sperimenti col filtrdto delle coltur e in brodo di qu~sll bacilli, ed anche pro.,.a•·ono l'az•one dei bacilli mor ti servendosi come oggetti di prova di conigli, porcellini d'loJia e giovam cani. Usarono al primo ~copo collure di bacilh in glicerina con zucchero aventi l'età di tre me~i. il cui filtrato io quantità di 1- 10 ccm. iniettar ono nelle vene o sotto la cute dei conigli . La iniezione fu ripetuta in molti animali tre o ttnallro volte con intervalli di cinque o sei giol'ni. Dopo op:nuna tli queste iniezioni dimin uiva un poco il peso, ma ~li ani:nali si r istabilivauo mollo rapidamente e r imane vano sani. Uccidendol• dopo settimane e mesi, non si riscontrava alcuna aller azioue pa tologica.
1431 .\llrimen li si comporla vano gli animali già Lubet·colosi, reai!'endo pr ecisamente come con l~ tubercolina. · Per pro,·are r azione dei corpi dei baller i usarono gli speriment~tori culture in f!'elalina che erano raschiate, triturale e st~mperale ncll'ac•1Ua. La sosi-'ensione impiegala det~r minala ~econjo il n:etodo di Ledonx· Lebard e ùi Grancbel', eonteneva per (•gni centimetro cubo 0.01 gt·ammi di bacilli '-t'Cebi: unn seconda l30spensione ne conteneva :20 volle e una teua :!00 volte meno . l bacilli erano uccisi ordioat'iamente riscaltlandoli a lungo nell'autoclave a ·uso e molle volte anche co11 la bollitura prolun~ata J)er un'ora. La inieziont:l enti·ovenosa di q ueste sospensioni dette resulluti molto 1rnportauti. Iniettando nella vena auricolar·e di un coniglio 1/ 2 fino !:l p1ù ccm. della s ospens:one più rlen,a, dapprima l'animale non mostrava alcun sintomo di malallit1, ma dopo a lcuni g iorni cominciava a dimagrare e si osservava con le l'el!olari pesature che lentamente, ma eontinuamente diminui,·a di peso, in 'lO giorni cil·ca una libbra. Talvolta dopo c1uesto tempo l'animale muore. Ma più t're•fueulemente sem!)rava come se volesse r istabilirsi per poi proutatnente subire una nuova perdita di peso e un dlmagt'imenlo più pr ofondJ. L"animale aveva durante questo te mpo, che era di tre o quattro settimane. perduto in tutto circa la meta del suo pe,.,o. Alla sezione si trovano i polmoni disseminali di tuLer.:oli miliariformi, mentre il fegato e la milza ne sono prin. I noduli conslano di cellule embrionali ed epiteliodi, non vt si r iscontrano cellule giganti; essi contengono mol· ti!'~imi bacilli tubercolari che sono dimostrabili coi !'Olili mezzi dt colorazione, ed a nche nel regato e nella mil~, i bactllt uoo mancano, benchè, come si disse, non vi si troviuo tubercoli. Uguale re~ullato s i ottiene nei porcellini d'India e nei rani. Quando era usata una sospen5=ione di bacilli accuratamente divisa e filtrata, la forma clinicH e ra invero la s tessa, ma alla sezione non si trovavano tulJerC(Jli nei polmoni. Iniettando una quantità 20 volte più debole, gli animal i dimagravano ma si ristabilivano nel cor·so di al cun~ settimane; inietta'! lo allo stesso animale la ste,sa dose, ùopo 2i ore
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peri'>a, effetto che nei conigli intatti r·uò es,..ere prodotto "Olo da dosi enormi. Deve quindi ran1male apparentemente sano es!'lt>re rimasto profondamente alterato e divenuto piu suscetti bile per una seconda ltlva:-ione dt bacilli. Lo stesso resut tato ebbet·o nei cani. fniHtando una dose 200 volle l'iii pi :.colA di quella mortale, n,..ppure Cl)ll le pesalure !'i poteva dimostrare alcun elletto Se si r ·ipel~>"ano le iniezioni dopo 10-12 gior ni a dol'li gradatamente cr escenti si giungeYa a poco a poco, senza danno a una CO!'II alt~ che sarebbe rtuscita sicuramente mortale se fosse !=:lata iruellala ad a oimslt non preparati. Le iniezioni inlraperitoneali di tali so$pension: bacillari avevano 1n ~enerale .o stesso effetto, solo operavano un poco più lentame nte delle inlravenose, e la St!zione dimostrava m11nife~LA lubercolo-,i peritonea le. Le iniezioni sottocutanee pro-çocavano .suppuraz10nr. senza compromissiOne delle prossime glandole linfatiche. La conclusiom' di questo importante Ja,·oro quindi p· primieramente che i bacill1 tuber(·«,lat·i gìa morti introdotti nel corpo conservano per mesi h1 propriela di colorar~i. propriela che secondo le l'icerche di Str"us e Gamaleis, hanno comune solo coi ba ·illi della tubercolo;;i dei pc>lli. Inoltre, noo oslanle che sieno morti conse1·vano le :ot·o caratteristiche propriet.a palogene , ed insieme alla locale azione patogena ne hanno anche una genet·ale che per na d~?Tia cachessitl conduce alla morte. Se quindi uno sputo contiene bacilli morti o \h·enti non può risoh·er si con la colorazione; e se un uomo ha nel suo corpo anrhe solo bacilli tuberco· lat'i morti, eflli, ciò non o~lanle. non può pet' lungo tempn essere consiJerato sano.
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1i.:3:3 ContribUto sperimentale &11& legge dell' adattamento d•t mtcrorganlsmi al mezzl antJaettiol. - R1cerche d~ , oLt. :\.R:" \LOO Tanteusr1. (Lo Sperimenta/P. :" 5, IK92). Come ~ontrJbuto alla l~gge riell'adall.ameoto che Carlo Darwin ha pol"to fra le leg~1 fondamentali dell'elezione 11aturale l'autore dirnost•·a 111 questo lavero quale può es~ere l"•mportauza J,iologica che rinlluenza del mezzo può ec;ercitare $U~di esseri infinitamente piccoli . Dalle osservAzioni e~ poste dall'auto•·e appare chiaramente confe1·mato: l" chP i microrg;anismi hanno la propr ietà di adattarsi agli ambienti p1u \'arii e anche a 1fuelli che "OliO meno favor<!voli alla loro esistenza. 2• che ~li stessi rnicror~anismi risentono qualche volta delle influenze dell'ambiente che !.!h accoglie, tanto da subire dell~ modifìcaziooi nella forma e nella funzione. A complemento !•Oi degli stuclli già falli dal Kossiakotf sull'adattamento dei micr·org;anismi ai mt>zzi anLisetL1ci. t.enuto conto delle applicazioni pratichi" che ne deriverebbero dal punto di ''isla terapeu tico, l'autore volle inoltre sperimentare: t• "8 i micror~anismi :_~i po~sono adattare ad un dato antisettico e !!8 adattati acquistino nn potere di r~1stenza mag~iore per quel da to anth;e ttico; 2• se coU'aumento di resistenza acquistato da una dala spec1e di micror:tanismi, si abbiano anche delle moditicaz.ion. nella <:ua funzionalità. Gli O!o\periment1 furono fatti _dalrautore col carbonchio, col mal rosso rlei nvt!flli, col pneumoeocco di Friedlaénder , c-.on lo stn /llococco pio11eno flureo e col colera dei polli e se ne possono trarre le conclusiom :-t>guenti: t• i 1nicror~anismi hanno in generale la p1·opriet.à di potersi odatlare ai mezzi antisettici e acquistano contro questi mezzi una res1stenza che prima non avevano. Questo a umento d1 resi .. tenza non si ri~contra in 11uei microrgao!smi
RI\'IST.\
che d"entono troppo ror-temente òell'influPnr.a del mezzo (colera dei polli); 2o i mi<'ror;:tani<;mi patogeni c:he banno la proprietà di adattarsi ai mezzi anl•setlici si comportano differentemente ris1 ·t-Uo alla concoervazwne del loro poleJ'è pato~eno. Que::~to infatti in alcum si mantiene fìncbè si conserva la \'ila delrinrl1>iduo; in altri d potere palogeno !:'i perde molto prima e .. j ha quin h una Vf~ra attenuazione
G. Bulla eatologia, patogenesl e proflluat del tetano . Notl'l spe••imentali del pro!'. G1cSEPPE SOR:\JA.NI. - (Giornale della R. Soetl'lri ilr.t.liantt d'igiene, N. l-2 del189'2).
Dalle ri!':ultanze rlelle o~servnzioni e degli esperimenti e!':postl dAll'autore si puc'J venire alle seguenti conclu!<ion i. Quanco all'e$iologia: t• Si può 1mpunemente introdur1'e il vit·us lètauico nello stomaco e nel tubo gaslf'o-enterico degli animali; come si può mangiarr~ "enza danno la carne di animali morti per tetano. 2• Il viru~ tetRni)lenn, che abbia percor::o il lubo gastroenterico de~li animali, ne esce cnn le feci senza aver perdu to affatto della sua virulenza. Le f••c1 d1 p81'eccui animali (cani, ca''ie, conigli, polli ecc.) possfnu Ps~·~ re natu ralmente letsnigene. 4' Lu S<tato ,11 v1rulenza telanigena per il lerriccio delle strade, dei :.:iardini, c!e1 rompi concimati, ùelle stalle, ecc. deriva dalle feci, uelle l'fUali il bacillo del tetlloo può trovar e, "pecialmente nP.IIe condizioni anaèrobie dctrintestino, un su:;trato ra,•o revole alla sua moltiplicazione. Quanto a lla patO[Jettesi: 5• Il bacillo del lelnno non si propaga nell'organismo, nè per la v1a dt>l sangue. ué per quella dei vasi Jinfatici, né per mezzt> <le1 nerv1; i 8UOi prodotli vPnefici non si trovano in rlim·,strahile fluanli tà, 11è nella secr••zioue delia bile. nè in f'JUella del lotte.
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l i-3i} 6• Il virus letanieo riesce innocuo anche quando penetra neJror~anismo per le vie respiratorie.
;• La t..>ori.a ili R o~enbacL, .c he il bacillo del wtano segreg:IH un Yeleao dalla cui diffusione nell'organismo esclusi~ vaUJente dipt>nde la sintomatologia della malattia e la morte, è cont~nnata dall'e8perimento da ll'autore eseguito con un piccolo ~ ... rbatoio di porcellana porosa. Questo esperimento :-erw anchP. di conferma all'altra, delln nessuna diffustone ddl bacilro del tetano nell'or_!!a nism o dell'uomo o dell'animale tetani co. Qua11t0 alla p rofilassi : g• Non essendo possibile supporre la generale distruzione del vir us tetanigeno, così sparso alla superticie della t~rra, potremo tuttavia rerlller·e meno frequen ti i casi lli le· tanu, eJ 1 pericoli tli ini'ezione, con U!la maggiore nettezza dei pavtrnenti delle éase, e del ~uolo delle slt•acl~>, piazze, stslle, ecc. LA rli:::infezione degli oggetti di medicatura e degli istrumenti chit•urgici rende impossibili le piccole endemie di tetano, che un tempo si osservavano negli ospedali. u• Le spore del tetano resistendo a quasi lutti i disiorettauLi Stloperati nelle ordinarie diluzioni, pet• otlen 'l'e una sicu··a disinfezione chimica s i dovrà far uso òi una ~oluzione acida ili sublìmato corrosivo, non inferiore al 2 pet· 1nille. 111 La vera profilassi del tetano dev'essere ottenuta con l.a 1.1i~in fèzioae rlelle ferite quando siano "ospeae di infezione letanigene, prima che si sviluppi l'accesso tetanicn, e eon tanto wì!!liore speranza, quanto piil presto sia sta ta e ssa e~eguila.
Il' Quando insieme al bacillo del teta no si ll·ova altro microrganisrno fortemente riduc~nte . come il clostridium fo ... UJurn. il iodoformio sprigionando ioùo allo stato nascente, questo uccide l~ spore del tetano. :S11ri1 pertanto utile, dopo la accurata dismfezione della pia~~:~ con la t·aschialura, e lavatura colla sol uz•one anzi•Jetta dì suhlimalo, spolverizzada con iodoformio.
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Valore mtorobtotd& delle mescolanze antfaettiohe. _ Ctii\ IST\IAS - (.!ourn.al de .\Jédecine el ti e Chiru rgie.lu gho 11'Ut). E amme'ìsa la possibilità di aumentare la forza microbicida de~li antisettiCI mescolandoli fra loro, ma è molto ùiftictle apprezzarne coi metodi sin 'JUÌ U!:;ah la misura di f'JUesto potere. Cltristmas ha applicalo a •tuesla l'icerca un nuovo proHedimento che dà risultati più certi. 11 numero di cnmbinazion1 ùelle sostanze antisettiche, quantunrruc gl'ande è limitato dalla necessita di non adope. rare che sostanze la cu1 mescolanza s ·a solubile nell'acqua. La base di quasi tutte le mescolanze fìno a l ora U!:;at.e é la combinazione fra l'acido fenico e l'acido salicilico. La presenza del renolo aumenta la solub1lità dell'actdo salicìlico nell'acqua l'd e probabilmente in gran parte a questo fP.nomeno che <~i deve al h ibuire l'aumento e la l'or'za antisettica di questa mescolanza rhe è qual'i Il doppio di CJUella dei suoi due elementi pr esi isolatamente. Il POtere antisettico e ancora aumentalo se «i aggiung~ una piccola quantita di un acido o r~anico: ocido citrico, lat. lico od ossalico. Ecco la fo r mula della mescolanxa che è sembrata la mt• gliore sotll> il rapporto della solubilità e del suo poter e an· lil'eltico. 9 grammi .\.cido fenico. . !aticiilco . l 2 • lAttico . . Mento!. . . . . 0,10 centi~rammi Questa mescolauza che si prepara !'ca ldando i tre acidi fino a liquefaxione, é multo solubile nella ~li.;erina. Si scio· {?lie fa cilmente nell'açtJua fino aUtt proporzione del 4 p. 100 Il Sl!O potere anlirettico è considerevole c non P ollrepassalo che da quello dei sali di mercurio. ln falli, l'esperienza dimostra c he 'JuesLa mescolan:.:a, cbe ha ricevuto il nome 1i phé· rw.<ral!Jl. ha una forza ontisetltca più .ti tre volle super iore a CJUPI!a dell'acido fenico solo. La forza antisettica del phéno<~alyl si manifesta in un modo
1437 notevole nei liquidi oraanici: è(li spuli tubercolal'i mescolati c<>usvolte il loro \'Oiumed'una soluzione al2 p.lOOsono stenliz:tall in 1~, m uuli e- la loro inocula7.i ; ne nelle Cll''ll' divento inoffensivo. L'orina ed il sangue putrefatti sono sterilizz.<~t• uelle sle~se condizioni in cin4ue minuti.
IJajlueo sa della luce sulla pelle. - HA \J~tER. - ..t reh. riir Du1,1. unti S'!fJh. e Centralo j'ii.r die merlic. Wt.~sensch. ~. 2:l 18H:!). L'H l01IU>3r rias"ume i più importanti punti della sua memoria nelle se,zuenti propo<>izioni: L'aztone della lul'e sulla pelle aumenta la separazione dell'acido carbonico e favoriscè lo ,,·tluppo e il benesset•o dell'animt~.le. E questa iulluenza d-!rJ\'tl in g ran parl~ JaUa pelle. Sulla peli~ delranunale non solo :.i può ricono<~cet•e l'effetto della tmpressioue della luce roa anche del color<'; a\'Viene probabilmente come -sulla retina. 1!: dimoslt•alo che l'eritema so lare si produce cOlli pre"slentemeult> pci raglli ullra,iolelti che può farsi a meno d sllr.. c-ircostan:r.e. Per' ciò la denominazione d'eritema calorieu''' non è g-ru.:;Ltfìcata. L'ttzione ieolata del calore oscuro è affatto cltver•,;t• Ja quella d~lla luce. l.a luce eletLt·!ca contenendogran •1uanlita ùi raggi ultravioletti opera in m odo molto irrtlant•' sulla pelle. Le ;:oslanze cne difendono la pelle dai ra~d ullravioldli, come il solrato di chuuno, il balsamo del Canadil ecc. ltt preservano pure dall'eriLema solat•e. Vi sono proJotli m •)rbosi che nel corpo solto l'eziooe della luce ùaouo o:ca~rone a l a llera:tioni della cute, per e". la pella$tra.
Sopra un ba.olllo bntlrrloo. - 1:3o l'IUN. - (Zeit.sr.lt. fur Hiyien.e, Cen.cralulall (ur die medie. Wa~sensclt., numero 2 !1, 189~). $tu liant.lo ùiversi microrg~:~nismi unaet·obi del latte il B. trovi, un bacillo che pl"oduce abbondantemente gas e t'a rapidamente coagulare il !alle con produ:r.ione Ji acido bulil"ri.:o ltbero. Que$lO ~ moltet esteso e St Lt·o,·a io O!.!ni latte. Forma facilmente spore e st ottiene 11<!1 modo più Stlmplice rii!Mldando ti latte per 30 minuti in slufa a vapore e quindi
RIVISTA
portanJolù nell' apparecchio d' incubazione. Le spore cfel bacillo res1stono a que~to J'iscaldamento, e ,lopo 12 o 18 ore a 37°, sviluppandosi abbondante 10ente il bacillo, é precipitata la caseiua per la formaz rone dell'acido butir rico; spesso, essendo chi u~i ermPticamente scoppiano i vasi del latte in consegU('DZa della copio;.issima produzione di ga s. ll bacillo è essenzialmente anaerobe. si sviluppa con esclusione dell'aria agli ordina ri mezzi uulrith-i senza particolari carallel'ì"liche. Parlicolal·menle importante è il lavoro del Bolkìn per Le l'icerche chimiche istituiti> s ui p t•odotti di scom posrzione generati dal b acillo. Dappr ima il B delermmò con la litolazione delle colture ne l latte, il valore della produzione acida del bacillo e tro,•ò che pet· .:s. una coltura di 12 giorni dimos~rava una acid1là di 11,3 ccm. della soluzi0n~sodica normale, dai quali 9.5 passavano nel distillato, erano quindi· acidi " olatili. Un 8l"8tnl~ più e~t~tlo dimostrò che ques ti acidi volatili con~istevano prtncipalmente d'acido butirrico e io un miscuglio d'a cido acetico e d'acido rormico. Gli ncidi che non passavano nel dis tillato er 11 no costituili d'acido lallico e tracce di a cido snccinil:O. Dopo ucutl'altzzazione del distillato e nuova distillazione ru olleuulo dell'alcool che dal punto di ebollizione si a rgomentò constare principalmente di alcolebuliJ-rico e di una piccolissima parte di alcole etilico. L'analisi del gas indicò la fo rmazion e di acido ca rbonico ed idrogeno. il primo fu troYa to, secondo l'età della ce>llura; in p roporzion..- di Cl6,79 fi no a 47,27 per 100, il s econdo di fi3,2 J a 52,62 per 100.
Distrazione delle lmmondlzle - \\'EYL. - (Ber l. klin. Woch. e Cenlratb. f!( r die medie. lVissensch. N. 281892). Ordmariamente la s pazzatura, le immondizie delle strade e delle ca~ e sono portale in campagna, o v& sono impiegate per riempire gli avvallamenti del terreno o per concime. l\la il cres ciuto pre-zzo dei trasporti e la maggiot'e allività dei concimi artificiali e la mancanza· di luoghi di scarico fecero introdurre a poco a poco un altro metodo per lo smal-
n'IGIE:>iE
umento dell' immondezze. L'abbruciameuto dei res1dui Cltladint ;::i e ora innalzato ili molle città d'tn.s;rhiltcr ra a un >ero metodo tC'CIIicamPnle costiluit.o. Il siste111a più diffuso é il <'O"l detto !'tsl1•ma d1.::trnttnre òell"i11ge~nere F" t<y r da Nottinghsm. [l prlffiO rorno di fJU8Sl<1 Spe<'ie fu po<>lo in aZIOUe 8 Birrnin:-ùam ne-l 1.., i() ; Of:gi si ll'<'vano que~ti c• s1rnili fflrni in q 011s1 tutte le ~randi cittA d'I nghilterrA Un tal fo1·no cou;::iste ~ostanz:almenle in una specie d1 pozzo obliquo costruilo .ii mattoni e ferro, il quale ha "Upe1·i ,rmenle. oltre il canal~ d'emi;:sione, una aper tura da poter"'i upri1·e e cbiuJ.e,·e, pel versamento delle i mmondizie e in ba$~0 un altro per l'attizzamento, ti r imescolam~n to e la remoz1one delle più grosse SCOI'ie, mentre le p1ù piccole e le I'Pner1 cadono attraverso una griglia in un cinerario. Al dt>llo piano del fol'no conduce un rarnoa la quale serve pe1· 1ca1·ri <'arielli della immond,•zza. per farli giungere fino alla apertura superiore ove la immondezza è scar1cat~. Quando urt fOI'IIO deve essere mes<>o 10 azione. vi si accende un fuoco di carbone che mette subito in rombuslione le p •r.t1oni di sp~tz.zalttra gellt~te,·i sopra, le quali conti nuano a bruciare senza aggiunta di altro carbone. Seguitando a ,·ersarvi lA immondezza pub il fuoco esset'e mantenuto per quanto tempo si vuole. Ordinariamente un tale apparecchio di combu"ltione ... costituilo da piu torni da 6 a 12. Il pt·ezzo dell' ablwuciamento vtene a circa L . 1,25 per chilogr·am. di
!>pazzatura. L ... ~corie sono usate per colmare le strade, per preparare un cemento ed anche per fabbricar e ttna specie di mattoni. Per lo pru con la spazzatur a é riscaldata una caldaia a vapore la cui forza espan-.iva è impie~ata in diverse cittA a •liver~;i usi tecnici.
!HO
NOTIZIE
----Ma.noVTe aa.nita.rle in Itvtzzera. - (Reouedu cere le milit.). Anche in !svizzera que!'lt'anno. come del resto sempre cola si è fatto. furono eseguite delle manovre sanitarie. Fra l'altre ne furono eseguite alcune dalle truppe di sanità al Sotlardo. Il personale sanitario dei co1·pi "celti (d'c~J:te) adoelli alla difesa del Gottardo hanno fatto un primo co1-so di ripetizione solto gli ordini del dottore masrgiot·e Froehlich. Grazie al tempo stupendo ed all'allenamento metodico il pro. gramma d'istruzione potè essere con pieno successo esegu:ito. Fra l'altre furono eseguite mat·cie nell'alta montagna; e lo sfilare del distaccamento colle sue speciali biirelle, con apparecchi improvvisati, coi muli a basto riuscì interessantissitno. 1. Marcia: Hospenthal, Andermatt, Grossbodenstock (2WO metri), Rienthal, Goeschenen, Hospenthal (una giornaia). 2. Hospenthal, Realp, ghiacciaio e colle di Cerafina (2811 metri), Villa, valle Bedretto, Airolo (Airolo·Goeschenen per ferrovia) Goeschenen Hospenlbat (utta giornata). 3 H ospenlal, Andermatt, Unteral pthal, 14hiacciaio e colle riella V elia o Giubiog (27·H metri) ospizio tiel San Gottardo lago di Lucendro, Ho:;;pentbal (due giornate). - Il t'Occorso lei ferili fu cos-ì dimostralo pos~ibile ed assicurato ovunque dove le truppe potrebbero avventurarsi . B.
Il Oiret.t.ox·e
Dott. SuF.-L"'<O J\g,;rs colonnello medico ispettore. llColla.bora.t.or-e perla R .• Marina.
T1 ~ edat.t.or-e
D.• T r:ODORICO ROSATI
D.r RIDOLFO Lrvr
Ned~o d'
1• elaue
~UTINt FEDERICO, Gerente.
C~pilono med~IJ.
OPit\ U~ C.\SO Ili
FR .ù.T''l'U I{A l JEL B;\O TNO LACERA ZIO N E DE L l A V ESCI CA lll Per il •lott. Pi~ tro lmlu·iaeu, Hlaggiore mctllco
[li~p·.,.:emi t: he anche IJue.;I;L comunicazione al pari di un'altra d1e ebbi occasione di fare, non è molto (?), intorno a le~ioni traum atiche del venlrt>, non :lccnmpa~ oale da soluZiulle di continuità. delle sue pareti. ri~uardi un caso di mnrte: e'ilo del re~to .t%ai frequente in que.~lo ~enere di tranmi. eontro rui la terapia r.hirurgicil, ad nr1La nelle :-;ue )!r.mdi risorse moderne. s pes~o non ha il tempo di ioter ve· Jure ellìc:lcemenle. erl ancl1e intery-euendo non riesce ad evitare la morte, se pur no n l'aiTretta. [n ogni modo credo valga IL pena di tener parola del pre,..ente ca"o . perclat! esso. oltre ad avere importanza per l'anatomia patolof.{ica della ll'llllmatofo_Ja .tdduminale. ne ha pure per la· clinica. I mperciocchè non
11 l.a ''•ma clinica •Il qoe,to caso rn letta nella conrercn~a scientifica dì ::c1uwo 1~9~ pre:;,;o l'o>IJedal·· Dlìlllare pnnc1palo> d1 BoltY.:oa; mn p..r circo-
<l.mw iudl(lCntio'nti dalltt ,·oJonta dell'autore, Il la1oru com[Jìuto venne inviato In r1tarolo ~ll'bpNtorato dì s:~nlla militare. ! { " r-1$0 di ldCI'r•I:ÌoJill' Elt~slinalt p tT CiliCIO di CliNII<J 111 rtJtlf't. (<i •Or>llllo• tlll'tlico a,•t /1.0 b'serclto e della R.• .l!arina, t891.
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l'N C \SO
mai. a me pare. risalta me;.:llo il \alore di certi sintomi, cbe tluando l'i ha la lri~te ventura tl1 poler·li l'a!!gunttllare alle le ;;ioni anatomo-patologirhn cltn t'Hiergono dalla autopsia. :\•tiTo per·c1o a ;.!ranJ1 tratti l· ... roria clini..:a e ue.~ro.;copica del ca-o. f:tt:emiola "e,.!tlir~ J •JneLe poche ron;;i ler:1zioni che la :'loria ste-- 1 ,ar:• l'er ~ll!t:• • rinui.
T)uliui l:tu·wppe. solù:atu nel :.!i D rc)!~im.•nLo :-.rti~lieria. della dasst• l'lìO. 'cni\a ricOYl'rato oell'o.>pedale militare di BoiO,.!Ila Il 1 ù1ceulbre l'!!) l per· grare lesione traumatica ••l H:ntrP. \on adtluce>a altri precedenti morbo,-i che delle febbri da malaria soll'erte l'anuo innanzi. Quanto alla t'll.I IS<\ ed al nw!lo di produzione del trauma prcsenlt>. ri:-ulti• dalla narrazione ùa lui fatta e dalle informazioni all'uopu a,..;unt~:>. che la rnalltna dell'anzidt:lln ;Jiorno nella ca~enn~ !". Uomen11~o. m·e In allo7:io la brigata d'arti,!!llena •·ui t'!.! lt rtppartenenl. nell'attendere rn.;ieme con altri :-:oldutì a ~ollevare una co-i detlil sliua - t'he e un carro grosso e pe:'ante pe1· trnsporro di ramtoni - per appO).(!.{Ìarla ailnn muro. la ~lilla ~i arrow••:iò impr(J\ \'Ì:-amente prjma cue il di:-!.!l'n7.i1to Pul ZZI an•s.;;e iltt.:mvo di allonton.tr,i . .\ella c.adu:a. la :o.lit11 - che era .. rata , ;tuata t'olle ruote rer.-n l'intemo tlt·!l'amhienle e ··oi cu~cini destinaLi a :'orre:.r~ere ;t pezzo, rivolti ver·so il muro - rimase impi.diata con uoa delle ~ne e~tremttil in un'altrn .. litta clte l!ian:va !'olll ~mo lo ri,'OYPI'Io t!i 1!to~"i l'iouoli (l .-olùato Puliai re,;tò scluacciato dalln -..lilta rhc gli caddi-' -,uJ ÌIJI'Sn, hattendo a tJ'Ianlo ,j afferma. wl latn destro del l,,,·iun r·onlro raura slill'l dupprima. t' poi rtHllm il ciottolato. Il l'aLto i· che i cornpa~ui accorsi alle sttt• gridH. In trovarono bocconi sotto il carro. ed
01 FRàTTORA U.EI. 8.\(.!i'iO, ECC.
impotente n rialzn.rsi: cosiccht· !lo,·euero portarlo a braccia :'ul proprio letto. <Juin~ìi. visitnto dall'ufrtciale medico di servizio al corpo, venne fallo tra.. purtare a quest'v,.pedale verw le ore 3 pomer·:d ia Ot' . 11 ri-nltato del prrmo e"Same fn il :-ez!neote: Il >u!1:llo Pulrzzi (• U!J !!iovaue ùi alla statura con vistoso ~J euntmi~o :-riluppo scheletrico e muscolare e con abbon dante pannit:olo adiposo $Oit<H~ULaneo Ha i 1n1Lli della fisiouomia non alter<Hi, ma esprimenti una !!rando depressione di forz(·. La rute, del ,·olto <:pecialrm·nh'. c a~sai pallida, e le t>~tremitè sono fredde. Il polso i> re)!o)., re. ma piccolo e fre•JIIente l .i?O pulsazioni al minuto -: la re;,pirazione e prevalentemente toraci ca con .28 atti rrspiratori al minuto. La temprratura a-celiare ~e;:na 36.8. Jl \'entra ~ tumido. poco d~pre~sìl)ile. dolente nei quadranti iuferiori e sopratullo OPI dr:-stro e lungo la linea omhelico·pubi~:a . ~ella zona ipo~a,trica si percepisce manife:::tn llutlr1azione e colla percussione si risconLr·a nttn~[ttl.
~elle regioni
ileo-iuguinale. inguino·crurale e glutea di òe,tra nolasi una cospicua enfiagiour·. pa,;tosa. doleutis·ima al tatto. Il dolore però, sia spollt<tneo, che pro' ot:alo dalla pres::-ione è piu ri,·o a li,·e!lo delln linea ileo-peuinea. La cute nelle dette regioni c ro:<sa e pr·esen La qua e là delle IMghe macch;e ecchimotiche. Anche nelle regioni omolo;ht> dt:>l lato (•pp•J•to re,l-'si qualche macchia livida ed un ·erto -'rado di cnlìa~ion~ dtlfu5a. l rnuvimemi auiri dell'arto inferiore de.;;tro sono quasi LO· talrnrnt.- : IHJiiti . 'JIIl'lli pa>si\"i 5i possono compiere liberamenl.t', ma sn:;!'it::uw f!()!ore in corrispondenza della pon~ione
orizzontale del pube. e nella regione }.(lute:L L'arto giace sul leuo nella posilione di e'teo<.woe e di t'otnzione esterna. La ~en-.ihdtt;l mostrao,i inte~ra in tutte le :-ue forme: così p nre i n Ile"' 1. Le iuda_gmi portate sulla forma della regw11e dt'll'anca, sulla linea dd Roser. :-.ulla piega della n•1tira e ~u Lutti gli altri segni cii lesione dell'articolaziont> c'O\o-femorale. danno risultato neg:nivo. [ movimenti dell'arto inferiore SIIl ~tru •Ono 'O lt HllO On po' limitnti ed indeboliti. Il paziente accu·a !!rnnde spo,satt/.l.l e çiro seuso di amba~cia: si logna inoltre di uruciore nelle re;:ioni ~oprapubica e perineale, e mentre è tormentato tlt conttnuo dalla voglia di orinare. non è rìescito mai, dopo l'acc;tdente. ad emettere alcuna goccia di urina. Intanto col cateteri!'mo, pt·ontamente praticato, non si estt·aggono che pot:o più da l ~iO grammi d1 que,-to liquul•> misto a sangue parte lluido, parte coa gulato. lnterrognlo l'infet·mo ~e prima ùeltraumntismo aves-e orinato, risponde affermativamente :Xondimeno, ~i fa tltagnosi di lacera.:irne della rt>.vcica c:nn relatim .spantlimmto ttrinoso nellu carità ptlrica. e con ;n·obabilt• {rmtura (ilo/ pubP d~t ro, e di sly>k tmtonatico !Jrare. Epperò si pre~crave dell'oppio e del vino marsala, la ''escicn di ghiaccio sulla rehtioue ipogastrica. e "i pa·o,·vedc che dall'uf!i,~iale medico di guardia sia ripetuto il cateterismi) nel t'or~v della notte. Alla visita matLinale del :; dicembre si trovarono n:;sai più gravi le condizioni dell'infermo. 11 rneleori~mo addominale aveva assunto uno S\ ilnpp:. enorme. ed et',l"i ancor mnggiormente e"tesa la fluttuazione e l'ottusitia nei quadranti ioferJori del ventre. P er~isteYa l'iscuria, eti il cateterismo, eseguito tre volte dall'ufliciale medico di ~-:uardia. a' e,-a dato sol
DI fil \ITI.:RA DEL B.\Ll';O, ECC.
Ju:;
pochi grammr per Yolta ,], un liquido più saoguinolento che urmo5-o _.\,-ai impontnti t?rano pure i ·intomi general i: polso lilrformt' e frE'quen Li~~imo - l i-0 battiti al minuto - re5pir:ll.looe a1Tanno5a l' qua5i esclu::.ì yamente toraci ca superiore: temperatura a~cellare 36", \'iso pallulissimo, occhi infossalr. labbra li' id e. estremrtà fredde. Yomito ripetuto. Si so~pese la Ye•cica di ghiaccio. si prescrissero fre).(a;:rioui ,..e~·ehe, -en lpismi. hotLi,.die di aCtJUa calda a~li arti inferiori: ini<'lioni ipodermiche ùi eterP e di alcolito di castorio: cafferM e co,mar internamente. ~i po'e inoltre un catetere a perrnanenla nella. \'e,cira. l.a 5era per~isterano ~li ~Les~i sintomi tanto general i che lo·ali. l.it mtrllirHL del (i pal'\'e alllllanto diminuita l'ottusiLit ne1lt1 re..:rme 1po~astrica, e.I an ·he ·r meteorismo. Per contrario. il romito era divenuto contruuo. c dal catetere non erano u-dte rhe poche gnl·ce di licruido ~an~uinolento . Il polso deiiP. raùiali erasi rc:<o impercPttibiiP. il re;;piro ans1nte, la temperatu ra ascellare di~ce,:a a 35•, u, la lisionomia apatica. le r.• llbr,. e "' unghie cianoli ·he, le e~tremi tà freddi:o~lme. In tale stato. poichl! il \·omrto remleva vano l'uso dei rintPdi intem1. ,·in,istetle netlli eccit:rnti esterni. e nelle ioie:~.ioni ipodermich•• di etere e di alcoolito di castorio. ~Jn Mtle or·e n•spertiue ai sintomi del collasso sempre progredienlt• .:.j a:!,!iunse una grande agitazione ed il delirio: e cosi il soldato Pul izzi cessò d1 virer·e nlle ore Il pom .
.. La necro•ropin renne ese!!nita :3:! ore dopo il dece~,.,o . .h petco l'.~r,rno. - Corpo di alta ~tatura con re~olare sviluppo •rlrf'lt>lrio::>. et l in buono 'Lato ù i nutrizione !!enerale.
JHG
SOPRA U'\ CA:.O
Rigtdità cada,erica molto pronunziata; macchie ipostaticb& nelle parLi declivi del tronco. Nrlle regioni tleo-infuinale ed in.l!uino-crnrale de~tra ~i sc•>r,:ono delle lar·rihe macchie ec-:lliuwttcbe; altre se ne Tedooo nella re,.!ione ,.,lutea deiiG stesso lato, ed altre meno estese. nelle corrisponàenti region~ del luto opposto. ('nmin. - :\on venne aperta la c:~Tità cranka. T11ract. - :\ essuna aderenza pleurica: polmoni crepitanti dapertutto. di colorito p llnlo nei lemhi antet·iori. rosso bruno nelle parti posteriori ~pectalmente 'er~o la base. Al taglio e alla pressione esce dall'albero I.Jroncltiale delli•JuidG spumo,o. rossa--tro. Pr,.·o lil)tlldo giallo-citrino. li~~tpido Rei penc•anlto. Cnore piuttosto volumino:-;o: ma uu po' flaccide le pareti ventricoluri. Alla sezione. il miocardio ..:i mo~tra piuuo,to p:tlltJo. e le cavitit veotricol:tri sono piit ampit> ùel normali•; molli ~rum i san;wigni nelle cavitil destre. Oritizi, apparati valrolari e ~rossi vasi nulla presentano di anormale. ltlclome. - Praticata un'incisione nella linea umbeli.copuhtca per penetrare nello spazio del Retziu.-. senza intaccare il peritoneo, fi trova una copios.1 quantità di liquido gi:4llorossastro tutt"intorno alla faccia anteriore della vescica e nel tes~olo connelti\O peri-•escicale e peri-retlale. La çeseica (• quasi vuota e rPtratta. e $lilla . . na faceta anteriore -;i notano diverse macchie ecchimollclw pi11 o meno estc:.t•. Iniettando del litjltido nella vescica auraver· . . o un catetere iotrodollovi per la via dell'uretra. si vede che il liquido si spande nello ~pnio pre-\'escicale; ma non ..., ne~:èe a scorgere con preci:;il)ne il puntr) lacerato della parete deWuroci:>li.
DI I:RATTt:R.\ ORL B.-\CI~O, ECC.
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Proredenclo inn:mzi nella dissezione, s'tnronlf·a nn coptOHt slr:l\·a~o di sangue nel tessuto conuetltvo :<otlo-perilone:ue della fn,,a ilia··a mt-"rnt destr t l'aie str<WI"'O d t •(116 o) punto ,j ~'t-=ndt>, tla !111:1 parle nel pl(:t:olo ltarino e dall'altra ).ino alla reJ.irone penrcna!e. L:t ;-;tessn. nu:t:olta san~Ut).!lht. ma ntt>nn abbondante. si ri.;con ra ~ ure 111"111' corri.;pntuh·mi re!!iont del lato ;;ini•tro . .\p••rt la ··a,ità P"'•·it~u,nle. vi si trova nelle parti piu ÙPdin una certa qnantrla - crrca mezw litm- di 1· ;ni io srero :::an~uinolento. ma St:'IIZ<~ fiocchi librino.;i e •en1.:1 r.o:t~~~ i sanguhroi. l. t suPerficie ,ja clt•l p •ritont>o ,·,scende 'he di quello par·tela t'i· lt.;cia e lncen le: '' ,. perù ònperltllln mollo spir,·ata t• riua un'arbore.scenza 'ascolare. In vi,·inanza poi del "lllldescritlo stravaso di sangue !-lÌ n••tano qua P. ·~ulà 'ul me.:nt•nlon e snl peritoneo che r'l\ e"'te specialmente ill:oloo a:-··rndente e l'angolo epa1ico del colon, tl••lle mn~d11e ro,sn-Ttno:;e e clt>lle sugg~llazioni più o meuo e,te~e; 111a rw.;~una <nluzione di continuit:'t riscootrnsi nel p:ll'chetto inte~rinalt'- La mnCO:'a dell'intestino è vivamente t'Oll:!esw . l.o "touw•·o ,. allu ,taro normale. IJ rtalclte SU.!.!dlaziuO" pri!~enta la rar.cia anteriore del re• ne destro c la :-.uperfìci<' c~un\ es~a del fegato. Del resto, nIla .;e:r.iune. que~li or~ani nul la pre:-;entano eli anormale, tranne uu ~r-.ult> 'PH'Caro di :-LJ,i. '\ormali ~ono il rene sintstro e , _i ureteli. La tu'lz • nu!re e piit che ra•ldoppiata tJ: \0lut!H.'. e i i· dura t• strid~>Oit' al la~lio. Portando poi un piit rn inulo esame .;uJia vescica urrnarin e ,uJie os,a Jel hanuo. ' l tn•\·a eire la por:r.ione oriuonrale del pnb.~ •Ìestr, i· fnutur.tl;l cumpletameote in conispoodenza della lin ...·l rlro·1.e1tinea. La fnlllura è ollliqna dall'alto e dall'esterno, ,1( hasso e all'inlrrno. l n rorri~poutlenza della sede
1HR
...,OPIIA v;'\ CASO
di 'l'~~''la lrallrr.r ~r ;;corg~ un )tra n le occhiello muscolare nel corri-p• n lente elevatore dell'ano t: n Pila purte antel'o-laterale della H~,;ei•·a in immediata '!cinanz;l del collo. La hcenrziuoe dell'urucisti i· una ftndrtura ·rTe!.!olarmeu'~ line· re ùrre1t1 \Prt".:alrn~rrtt: in allo ed ali e·;tP.rno. e r.he la-<cia pa;;~are comodamente il di10 indi,·e: t' lunga du,.. c~>ntimetri. Jotine in cor•·i-p Hrdeota della si nlì, i .;a.·r-o-il i;. ·a dP-Ir-a ;;r t:·cn .1011 diTer,... ''"'tt'g.! ·e o~~ee lrlrt>re. e l.l .-iufìsi ste~s • e cumplelamenle drvisa. Ll dr--sezione delle pareti a idominali. ùelle re;!ioni glutee ed inguintl-l'rurali fa rtlt>vare diversr strava.;i òi sa n~ue sia fra i muscoli delle pareti arldomin11!i. sia fra quelli glutei e della parte piir alta delh n•.!rnne anter·iore erl esterna deliH co•eirr dr ambo i lati, e ~pet'talmen t e rlel IaLo destro . I ,gros~i rasi e nrr·vi $kt del l1acion che dellt" re~ioni ~um meotov:ue fur·ono trovatr rute.!ri.
ninrtnn-~i nt•crii.~Cnpica. -
Fr:lttura oblicJUa della branca orizzorrtale del pu&e de.;tro; ùi,;t·fcco della ~incont.lrosi sacroilh.ea dello ~te-·o lato cou f:.ruura rorununuti\a rlelle relnth-t ;..upel'liciP os-ee: lacerazioru· ùellt ve5tica nella srw parte extrapel'itooeale •·cu1 racc·olta di uri nn mi ... ta a s- ngue nel conneui,·o d~'l J!r.;nrl*' t• prc ·olo ba ·i no; rl rersi ;;trant::i di ~~o~ae nel le:-... uto conneu;, o sollupt>r·ito:1eale e negli :>pazi iotermuscolari della parete addomu;ale. del ci ntu peh ico e della radt•·e degli arti inft>riuri.
.. * *
Le fr:ttlure del lmcino, come le lar.erazioni della ve~cica. che soveute ne conseguono. non sono. per fortrrn''· molto frequenti. La robustezza con.;iùererolf' delle os,;t1 pelriclre e J'es::.ere
hl I"RATT LR.\ OET. 8.\CI NO, ECt: .
ess"' r n ene da masse m11.:;rolari a-.~!\1 ,·oluuuno:>e t' re~i stenti ranno :;i <'he le frMture di tali ossa richiedono. per lo più. 1111 agente Lrnumatico di .:;traorùinaria potenza. e rbe le c 1· :- · in mo lo di retto. t:iò da raj!ione t! ella rar1ta d i queste rraLlure. e "piega allre>t c.ome di solìro sieno compli cat!:' ··nu J,.. jnni ~r;H·i delle parti muli i t•ircn~ta n li e segoatanwr. 1 _li or.!' Ili conteu ·u· nella ca,itil ÙPI l acino. Onde. osserva gn~::>tauu~nte il 1\ ot•nig (l). l'unportnnza clinica delle frJU·ll'" dei la peh i di pendt· non tanto dalla lesion,• o""ea, pt'r -t' " t"'5a piìt u menu ,!raw. quanto d ,IJ;l t'ODlt!mporanea lesione de).!li organi entrostanti , e dal grave stupore lraumatico - ,, può MJ11Ungere - che le accompa!.!na. ~ .. Ila ,-toria 111e li ·o-chirurgica della f!uerra di se ·eNone d'.\ tnerica (t) so no re,ìl'istrnti solo !l o 1O (·asi di fratture della {'l'h i non projoue da arma da fuoco ~opra ~:):L l .i-:? ca~r J1 feriLe P le~ioo ; e nella guerra frant·o- Lede,;t•a del 18/0-i ·l (:~ }, tntlnLre 5-ono raccol ti GHX casi di lesioni delle ossa del hacino con ?28 morti. non ne t' indicato alcuno per t'Orpo cuotr.ndente o per urto o caduta. ~ opre un totale di 13 .0 ~· l casi ùi l'r·au ure raccolti da Gu rl t solo l Il'< ;tpparlPOt-\ ano ·1Jie o,-;: a della pdfi. eroi• 0.8?8 per 0 o · Ro ~P t·bhe una proporz'one di l per • ., e lledin,!er rlr 0,6 per 0 / 0 (1·}. Dalle stati stic he del llrnos infine ri:mlta che so-
Il • 1'. 1\vE:>IG. - tltirurgitt sptr'al•, tra<!. itnl. ,-3llar.tl, \Ol 111.. pn~~:. ~50. ~ \', C<impmdil) tli cll.iru rgin tli g~rr-1 ro•npilato 1ull<l liori n llttdicocllir• ,.q,rn dtl1a !}Urr•··t di .-.~us<IO>tc d' Amtr·tc•t.- BARvn<IO e :)rOR7.A. lloma. \'ogfl, •rl, !881. 13• \' iimlt•s! J,tlu t'tlt,ziOIIt •nn itarill deqli P~erciU
l~tle.1chi
durarne 111
gtvn· • ro-!]-rm. "" tE>: >J. C· mpi 31 ptr cor:1 dd Gior'lnlt mt4it.ll d l e.vrciltl , drlt 1 111'-' r111 . - R~tu • \' ~hera. li>'!l, J•:t;. 186. (l• \ , Lo•~ex. - Ut•· l Pl'lt·l:ll/l!fftl rter tmkl'fll-lJ.~;IrPmflrilen. - :-.tuttl(anl.
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ISHI, l'"lò· 3.
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SOPRA
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pra i-0.2'ii frallure da ltu ract'Oite. solo l 28 erano delle ossa clel bacio o. cioi• ())j l o rwr o , .. da un"altra 'latistica pure da Br·uns n portata, ~opra x:)t311 t',,;, ne t}:.:ut".IUO :olo 70 ùel h.tcino, c:ioè O,t'! per o o ( l 1. ~i pu J •ruindi alfermare che tali le,toni rappre~··otano meun !t'li" l per o o dt tutte le fratture delio 5r.hel.-tro.
Le ~ra'i -,oluz.oot Ji •:ontinuit.t Jt>lle os'a pelrièhe si producono. comt\ lto testè accennato, per lo piit pet· violenza diretta e specialmente in .;eguito a brusca e ,·eemeote compres-.ione di Lull.l la cio tura (~~-'h ic:~ . per modo clw la forza coro pt·imenle teutlr· a raccorcJUre nno dei diametri della cinltll'a ' , me des111w. Le fraLLure che :1n-en~ono pet· •iiTatto me•'cnoi:>mo hao11o di C•tnHteri~tia·o r·he il [, 1\'ino OtlO si rompe in un sol puotu. ma in Jocalitit tipiehe. lr> 'l'utli sovente sono dispo:;te simmetri•:arneule. ~: in tal mutlo t·lle -'Ì può avere la cosi delta dopp:a frattura 'erticàlt> del )f al~at .!O t' od altre ,·arietà piit o mt>no ad c,-,-n "omi;.dianti a :;econ,la della direzione ed intensita dell'a~~r.le lraumatit:u ed a .-econda dell'indice di ela$ticita ùdle ""''' ~:o l pile. In gen~:ralt le ::edi piu fre•roenti di òivi:-ionl! llelle O":'a del lmcino sono. aoterionnenle la l11·anca orizzontale del pube in prossimita tlell'emi nenz1 tleo- pt>urnea. e posterwrmeute la s10condro'' ,,vro ilia~:a e le .;.nt> Yidnanze. Quantlu l'urlo :-t spie~a :-.ulla p1r1e anteriori! della :;inlisi
IJ V. BRD'· p a ~-:. ~
e 6,
Dìe l.fltre t'Oil clt•r 1\/IOCimtlll'iicMn, i'IUlt~ard, 1886,
01 fRATTI.: li\ IJEL DACnO. E\.C.
puhi•·a. tend<> a r1p1e~are 111 dentro la ~intura pehi~a . od, in altre parole. a t"acwn·'arne il diametr•• antero-po;teriore: ad allrJra•, ,;e 'iene oltrepJ~sato il coeflkieme di ... ta:'tiritil dell'am'llo os-en. I(UC~lo t'ede nei punti viii del•oli e meno re.-i.-t,..nti. Si detet·mi 1la rtuinùi la frnllnra •:ontempf)ranea ·~ei tÌtlt' pnlti, nei punti Sllllllllentorati. eìl a tali t,·,,unre pos,_nnrJ pure asS(l('.,arst qnelle delle branche lfj,:,·~m~l»rlli m prossinnta della lo1 o unione culle branche a"·endenti dt•ll'i~cbio l) fr~tltll!'al'•i 1J lt'Sie Slf'!'S.:.. lnul.re daila :;piota òdla pane anteriore del !•acino verso l'asse del bacino stes:>o po~sono derivaJ'e <litri dne diver.•i ef· fell . D.lppoidtì•, da una patte, mentrl' anteriormente le os-.a •ono l'ompre,,e e tenJono aci anicinar,..i al!'a~.. e mediano. po~lt>riormente le ossa innomrnate tenrhJOo ad alloutauar:.i n'•'tprocamentf', e perciò po%ono av\·eoire lacera1.ioni di le~ameuti, ,..trappameoti Ji pon;ont di os~a. ~pecialrneote òella ,·n::.ta e delle spine iliache posteriori. con distacco altr·esì della ,incondrosi •arro-iliaca. D'altm parte. se le ossa il iache re,)-;tono all'urto e non si spo~lano. ni• si rompono. il sacro, rimanendo fortemente ~treun fra queste ossa. puu di>enir sede di fratture per· schiae<'iamento, piu o meno C:.tese e pitl o meno gravi. "Ìe l'niooe traumatica invece di e,;ercitar~i direttamente .1. ll'a'i'"anti a!l'iudielro, ~i spiega lateralmente où obliquamente doì• tende a deprimere il hacioo secondo il suo a~~e tras,er•ale o :;econdo uno dei suoi diametri obliqui. siccome n\'nene d i -oli lo nelle cadute sulla regione trucanteri.·a. allora po,;:.ono verificar,;i molle E' svariate fratture, per lo più unilatentlt: e ciò a ,econda della intensità e direzione del tr·auilla e ,]el ma;:giore o minore coefficiente individuale di re.-istenza e tli elasticitit delle o::s:1 . È co~ì che può ayvenir•• la doppia
...,01'1\A UN CA~O
frattura 'er·tir:lle del )f algaigne ( l), la frattura della hril.ura orizzontale d.-l pult~ ron tiistacco della siocondrosi sacroiliat·a. ,·ùme nd ra;;o nostro: e.l ancltP t]Uelia rlella t:n ila cotiluidt'il, rompentio,; : 11 pur~.done pub ica dr e~sa in prosstmitit delle porzinu i j,_;Jt=ati.:·• ,.J ili 1ca, in f!uisa che Lulte e- tre tali p 1rt.inni ,t",·ano dt:;:.!iuole in con·r-:poodenz.a•lei ri;;penivi pttnti di ronoes~10oe. l.nn ()ne:;tt po.:hi reuni io ho creduto fari:' m~nzi une -'Oitanto delle forme. direi. ttpiche. ùelle flfattureirl had no. \la le 'iolcnze e•terne da cui ::iiTaue le,;ìoni rler i>nno . .;o ne, ''J' ente molto complesse ed as5ai varie le modnlrta con t·ui e~~,. ..:pieganu la loro azione: e perciò non di raùo ,-'incorllrnnu nella pratica molteplici de1 iazioni dai. tipi accennati. lntnnto. da 1·rò <'!te ho espo>to sul meccani~mo di proll uzione dellt> prirfcip:dr varietà òi tali rratlur·e. emerge. a me p:11·c. ahha~tanza driara l'mterpretazione di qu!'lla a noi :~c~or~a.
~enza 'uler •li:-:utere 'e il no=-tru infer111o sia .:adulo =-ul latu destro u 'lll :;inr~tt·o. a me semLra indubitahile che la ma~~iur ' rolenza sta,;i 'Piegata appunto <;uJ hto destro, OYe fnronu tr·o,ate le pii1 e:;te~e e piìt gra' i lesioni sia. delle os~a rhe dellE' parti molli. Epper(l, o qualcuna delle parti pii! ~por..:enti dell .• :-litta colpr questo lato del bacino. comprilllendolo colla ura:.rgior violenza: oppure - se il Polizzi cadde :;ul liancn de5tt·o - •Jur,..to l:lto rlel ciow peJy-ico dovelte urtare cuotr11 l'altra c;lrtta che stava lì dappresso . Oa una delle due ipotesr non si :;l11~ge: quale sia la rera, o la piit vero~imile. mi fu impo~.,iltile appurare. P d'altra parte l'appural'lo non anebbe a1 uto, ,t mio "'viso. gr·ande importanza .
DI FRATTURA OEJ, BAClNO, F.CC.
In ogni modo panni evidente clw. data In frattura dl"'lla branca otizzootale del pube ed il dist.acco della sincont.lrosi sacro-iliaca collo spostamento in avanti dell'o~~o inoominaLo. il centro d'intensita dell'urt.o doveue essere la rP~ione ;.!luteotrocanterica corrispondente. per la fiUti l CO:'i\ J'os;;o fu ID tu !la la 5ua e~ten~ione premuto e spinto çerso \}ll ... llo del lnto opposto .
* * Ura mi fet·merò alquanto sulla diagoo~i t'l su taluni fatti
riscontrati !n vita ed alla necrosopia. La diagnosi delle ft·auure del bacino è dillicile: poichè si fonda di soliw meno sni segni diretti ed ohhieuivi, che su sintonti indiretti e razionali e sopratullo su quelli l'isultanti dalle le:>ioni degli org<wi conteUilti nella ..:nviLiL Lo spostamento, e quindi laòefonnitit, o mancano od i• malagevole constatarli, sia per es~ere le ossa riçestiteda abbondante rruan tita di parti molli, sia per la tnmefazione dipendente òalla contu:>ione delle parii molli medesime ... dallo 'lrava..;o sangui~ no che ne segue. Lo stesso può dirsi della uwhilita r~normale, del crepitio, i quali pure ffi'lncaoo spesso; P ù"•dtra parle :'arebhero innpporlnoe le tnanovt·e per ri~emu·li . .\on restano nel più dei ca3i che i sintomi razionali ed indirelli. E fra qu~tl conviene ricordare prima l:t hmitazione funzionale dei mo1imenti di nno o di enLramui glt arti inferiori. È IJensi \'61'0 che essa dovuta talvolta il pal·alisi per routmozione o per cooLUsione del nervo ischiatico, ùell'otturatorio, o del crurale, tal altra al pesLamento e lacerazione delle mass~ muscolari, specialmente dei glutei o dello psoasiliaco; ma è pur sempre un 3intomo che, henc' osservato e
e
hene poudf·r:iln, l'un portare non p~Jca luce alla diagnosi di frattura •lei klwto. Ila poi molta imporlanzn il dolore lo~:a lizzalo in uuu •• f'iu jJtlllti tlete; minati e el1e si i:H·o,-o.·a o ~i e-an·d•a l:nlln pn:•-Ìt\11 .. tlireua in quei Jati punti e con mo,·utetlli tltlt'lllliuall c rll~ "i pro-r.,~~ o .51 t>Sllcerha colla prb"IOIIE: ù•rèll• iu quei dati pumi e coi mo,·imcnti impres~a al baCIIl•l ~·i all'arto curri-pondent~ . Se ·l dolore :'Ì :;~;.!'JUn~e pure l'ec..::liuno-i ··ia·co~L'I illu opi • -pwcata in •'on-i-pundenza della -e.Ie del dlllur·e .,ote:::$0. la di t;nosi :F•ptista :;nche rna~ giore prol •.dtil i t n. 111111 m:u la 1'cr·trzza. la iJ uale solo potreltLe es,.ere furu:lu dai 'e.mi diretti 'll:lcr~:unati. l'u 'nllra funte di -ir11omi di ;.rra nùe nlfo r·e per la diagu osi è quelf.t dt•lle eviii(Jir,·itZiu ui soprn tuLto da parte degli organi del!'apparwchiu urllt:lr·io ( l). L'•scur·ia, la disuria, la perdita ~'Jlontanra c~ 11rirrn ,;niii-( IIÌn!dentn, lo scoio di ;;:Jngue dnll'un•!nt, l'··~lrat.ionr· rol r'iile1e1·ismo di nrina in poca qualll 'til e mi~ta a ~angue, il cateteri.,mo dilticile ecc. sono ,;intollli d1 le~ioue gran~ della Te~cica o dell'nrelrn e riJe depoll(!OIItt uwlto per· una solnziollr' eli conrinuiti1 della cinLura peh •··:t.
Ora •e 1..un! amo la ~ltJI'i:l cliuica Lro,·iamo che quasi lutti que~ti -.intr•IHI rat.i(ln:lli eJ inriirPtti fnrono ris~{lotrati nell'iufermu di ru1 <i t·en di-.cor.;o: anzi ~::li pr..~ento P'll'è nn allro i.•llo IIH•It'• iulportallk. rwt:· d11.: l~ iniezioni 'e:::cicali.
CII ,\p l~ !rnttur.- •Jte~ •• lmQr.tr •ICI )•U!t: Jllanc.ma la;;l•J r.lram~nle i ~intomi oi1 le•lvt.c olclm IC•'kJ 11 •ldl'ur~tr.l, ~ho t~luni anton li anno1erano fra i >lllt•.nll uec•·--•rl Il~ ile .!~:1·: fr3llnro•, ~: 1•<'1' fermo. E. Ro"<! aolo c!Je >n fO casi tll fr:,ttUrJ hen •'(•l"tlll:~l.l 1!1 •ruo•ll'•""'• '<<llrt uu3 I'•JI':I m~ne:nano i òi<tn~bi nell'erni-;i,n~ •IL'lrlll'lll~. ,. •O(lr~ l~ ··~si r;ICC•>I!I eia :>trenbet ne;:::i O$pet'lali ur l.onolra. in :1 c.1sl •'l:lrl lt•skn~ ololla ,.,,.,·io-a o olt>ll'uretr~; ocgll ~ltr·t tre 0011 fu a•c;•rtJI~ r•••r•c•it•' llli)rtrllllll 11 ~ 1 primro l'ivruo t? non :u f~lta la autopsra. Lo"H', V/'•'1'11 dtaln, 1•:>.\.', 4.
rH FH .\ TIUR.-\ DEL BACINO, ECC.
anch e ,·opio~e . non erano rtmasse =-e non in minima parte col ~nlt>Leri~mc• enctHllivo. ed invece ae:;ccva il livello delr01111~ilit ='P'"Ial.lila rilevata nella zona eptg~!'ll'tC:t. In ,·on-e .:Ut>Oi~a. la Jiat!no"i di laceralione .iella Vbl'io·a pan è iu~onlt>-l :tloile, e se non cena. a,-sai probahile •)tH·-II:l th·l · ,,.. ,u • pr~~i5arne n le •1el pnLe de~tro. \l di--tar··n d:.lfa $Ìntist s·•cro tliaca non si pensò. )!Ìacché dt cp1e"ta le,tone r•ni .tllro indtzio. tranne h rli-.turhala funzionaltl.t dd11111 l'arto. sintomo del re~to a:--ai n ·~eno iu un ca-.o rosi com· pli··:\lr, e cosi ~r.l\·e. 1. , pio riiHante complicazione nel nostro ra::o. quella che tnts-;e ~ll:< t rapidamente a morte 11 porel'n Puli1.zi, fu lo slwl'l ~ ~~n ~ar.c inutile ~olferma rsi nn momento ~u questo a•···idc'tlle tanlo cOlnllne nei tr .• umatismi addominali e speciaiTJlentP m•lle contusioni. Il torpor·e tranmatwo. spe-so mortale. su,se)!UPnl<• alli' grari percosse snll'addome non isfuggi alla sagace e minuta o';ervazion~ de~li an ti ~hi el,nici . 'h le intet·pr·etazioni 1la luru date al ft>nomenQ er anu po•·o :;codtli~facentt. 1•: lo :.tesso 'J or;.ragni (l ). pur conferma11do il fatto, si as1enne dal pre·' ar · il :;uJ ~senso alle l('• rie di altri patolo.!i per i-.piei!arlo. ne \ nlle form ularne una propria. J.a patogencsi del torpore traum lko JPri' 'l d.1!le n cer·clle mntlerne di ,tn:llomia del .;j..;tem:: nervoso e di fi-.tologia e palr•logia sperimentale. sopr·atnllo per opera di C. Bernard. IÌI \ ulp an, Scllilf. Ln~s - Goltz. Sèaltrook. ccc . dallt! qu1h rrcer:hl' nun ,;olo eme rse. com't> noto, !'esi,;ten7.a. tli due ordiui. ··ra loro auta).!oni~ti di r.Pr·ri Yaso-motori e l'azione che l.t paralis r o l'eccilamento d1 que;ti t>:-ercita ~ut va.;J c 'ulla
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.:idi e WIUo' deUt mulaUit IWIIlOriiiCIJ mt nlt ÌIIIJ($/ifl•llt. l.i·
l t• ltt'rtl jj'".
SOPH \
U~ CA:SO
funzion e e nutrizione de~li orf!ani. m:~ fu sperimentalmente tlimo::tr:tl'l l( ~oltz. Seahroock) l'influenza p;tralizzanle degli agenti meccanici sui centri vaso-motori. Onde. dalh plura!Jta dei patolo~i ot;.!i i fenomeui dPIIo \ltork sono ronsirierati come l'e..:pres.,-ioue e la t'on~e.!! ueoza tlella paral1si ci t C(Ue>ti centri, prod•Jtta per \ ia rille%a dalla · CODIIhiODC O t'OnllllOl.IOUe d t> i oern ;;;erl'iti>i ( l ). f'ra l nervi ~asah il pm disposto a risentire }!li elfetti p tralizz t o ti delle violenze e,.rerne .~. s~conùo Fi~cher, il nen·o splancoico. Il LureLa aurilltll tUla ti \·er.:a pato2ene~i alle due forme dio1chc ton ··ui p 1it presentar:. i lo shock, facendo dipendere la flll'ma torpida t!a pilrali.;t dei nerri vaso-coslrillori e la fùrrna •'l'etistu·a tla irritazione dei nervi vaso-ddalalori (2 ). CaraLLere 1'1111ico cli~tiotivo delle due forme ~are bhe principahnente la rni,si nella forma torpida. la mid i'Ì<I>i nella ereLiHica. QuantuntJUI! non abbia \ i~Lo riproclnrre da altri autori le idet> dell'lllu-.tt·o clinico di Bologna, JJUre ho voluto fa rne cenno p~r la loro importanza prati.;a messa io rilievo dallo . .;te:;~o Loreta. Imperciocchè. dalla di\'ersa interpretazione patogeoetic<l ùellt! due forme dt!ri\·auo delle indicazioni curati v,-, parimentP ac:sai di\'erse, e si p11ò ~pie,tare come in lalnnt rasi di slt11ck il cloroformio ~io >i. e la cloroformizzazione .;ia llldicata. "e•·ondoché •ole,·a il ~ eudorfer: in altri il clorofu•·nrio sin uocivo. e del.lba essere proscrill<l la doroformizzazwoe secon,Jo il con--i!!lio del fi.•cher. ' el no·tro tnft'rnw il 'fu·tdw sintomatico. l'esito pronlaIl) 1\oE:.u;. thtt'Ut1Jt•t gtntr••l··· t a•lu~•·'n•· itah:ma, ISSS, pag. !. fliLLIIOTII una \\'ti( l\\ Ali Hl li . •~llutm~w e chirm·gijchf Palholoaìt, 1~. (l~j(. l ;S, Tn.I.IIA~Ss. Lrlll'liuclc .tu ccligcmtille r.htr tLrgk Leipzig, tS92, pag. 1;16. 1~1 f>ruf. PntTn • LvnEr .1. D• al""'' ;enom.e11i consecutivi alle coulurivnt ilcll'r~rldome ,. tltlln cnlom111 t•n·lt/Jl·nlr, lloto:;na, t8S~.
DI FRATTURA DEL B.!CfNO, ECC.
145'i
mente letale ed anche il risultato della necroscopia pongono fuori d'ogni dubbio la forma torpida del colla-so tt-aumatico. Ricordo ;~ppena il delirio finale. il quale fu certamente l'espre.<sione dell'infezione ur·emica che concorse ad affrettare l'esito letale. E l'm·emia trasse origine tla due condizioni: dalla diminuila secrezione di urina per la contusione e commozione 1·enale, e dalla decomposizione e rias.,orhimento eli quella versata nella cavità del bacino. \'en~o iu ultimo ad un altro fatto, che pur parmi degno di nota: il versamento siero-ematico nel cavo peritoneale. Di 4ues(o :;pandimento che et'il un semplice transudato giacchè mancava qualsiasi traccia di llogosi del pel'iloneo, di1 ragione la stessa condizione patogenetica dello stupore traumatico e precisamente la paràlisi dei nervi ''aso-costruttori. l~iit dai beo noti esperimenti del Goltz, confermali òa quelli di Bezold e Bever, era tisultaw che. in seguito alla parali~i vasomotoria cagionata dalle ripetute pe1·cosse sul ventre delle rane ((~oltz) e dal taglio dei n ervi splancoici (Bezold e Be,•er). il tono ''asale, specie delle piccole arterie, diminuiva, e lfOÌndi il sangue, per la defieiente pressione arteriosa, si acrnmuhwa nelle vene e cosi st.abifi,·asi una iperemia pas:;irn, soprattullo nella rete venosa addominale. Ed il ... eabrook ripetendo, di recente, gli esperimenti òel Goltz, non solo sulle rane. ma altresì sugli animali a sangue caldo, otteneva i medesimi all'etti ( l}. ~l a . quel cb e più impot·ta. l'osservazione diuica e quella analomico-patoloJ!ica hanno costantemente confermali i risullamenti della patologia sperimentale. In conseguenza, non .vi ha dubbio cl1e anche nel caso a me occor.;o la congestione nnosa del peritoneo, dell'inte$tìno ed anche degli organi parencbimatosi del ventre. al pari del (0 T!LL1a!AN:.s, opera citata, pag. 25i.
!J2
1.i58
SOPRA UN CASO DI FRATTURA DEL BACINO, ECC.
trasudato siero-ematico raccolto nel cavo peritoneale, vano origine dalla parai isi dei centri vaso-moLori .
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•• Ora mi resta un ultimo quesito: si poteva nel Polizzi istituire una terapia ch irutgicn più alliva? o. con altre parole, era conveniente rico1·rere ad un atto operativo per andare alla ricet·ca della lacerazione vescicale e suturarla? La risposta non parmi difficile, perciocchù risulla evjdenle dalla ~loria cl inica come lo stato grave dell'mfermo non permettesse altro che l'applicazione di un catetere a permanenza nella vesciea ed una cura medica, sintomatica; in altri termini una terapia. aspellante. E questa appunto fu adottata. O'allronde, anche i chirurgi moderni solo eccezional mente reputano n/cessario un intervento diretto nella cavità dell'addome per ferita extra-peritoneale della vescica, accontentandosi,. nel più dei casi. di tener ruota J'urocisti sia--= con-un catetere a permanenza, sia con un tubo da fognatura applicato attraverso una ferita preesi$tente od allraverso una bot· toniera ( t) . .\la, pure ammesso che nel nostro paziente si fosse voluto ad o~ni costo procedere all'apertura del ventre, la sede della lacerazione era tale, che avreùbe reso, più che diilicile, impossibile l'esecuzione della sutur,t. Ed allora il chirurgo o si sarebbe dovuto limitare all'applicazione di un tubo da fognatura.~ all'atto inellicace per una lacerazit:ne cosi ampia es~ Luata tanto in bas~o: Ofvero, per far:si :>traùa, avrebbe dovuto dividere la sinlisi pubi ca od incidere il perineo; pratiche. come ognuo vede, inopportune en trambe e di assai dubbio etfetto. (l} V. Kor.xrc, opera cito,IIJ, pa~. ll:i! Vol. IJ.
U.59
RESOCO~TO
CLl~ICO STATISTICO E TERAPEUTICO DEL l RIPARTO MEDICINA DELLO SPEDALE "M ILITARE DI PIACENZA PER IL l<> Q"LADRnfESTRE 1892
1.-ttura ratu alla co:1fereuz'\ '~lentitlca del t6 agosto 189! t!a~ dott. ca1 Liborìo BoruO'aldi. ma:rgiore medico.
Gl i ammalati in cura nl l 0 ~enna io 189'2. allorchè mi venne alli data la direzione del l • reparto medicin:1. erano 63. che som mati coi 362 entrati, fanno un totale di 425 curati, compresi anche i r1mast1 al 1• magio!io. i quali figurano nelle relat">e colonne di esito. a' endone io stesso completata la curo. Il 5e~:uente quadro nosologico r iassuntim abbraccia in un rolpn d'ocrhio lullo il mo,·imento del qoadrimestre:
RE..,OLO\"TO
1460
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Malallie del sistema nervo;;;o
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Malattie costituzionali .
delrapparato respiratorio. . . . . . . . . . 2
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Malattie dell'apparato chi lo·roi~> hco . . .
...
Effimer·e . . Totalo
l.a direzione di una sala Ili ammalati in uno ,pedale litare. nei primi me=-i succe,,ivi all'arri>o delle rednte corpi. as5ume un interessl" mavgiore che negli altri dell'anno. per il numero e gr:n-ezza òelle m 1laHie da IJUali sono colpiti specialmente gli inscrilli. nonrhè per la natura di alcune alt l'e infermità ~o nlriHle dalle reclute prima del loro arrivo sotto le armi. Xella rapida rassegna delle entità morbose di maggior intere$se mi fermerò, nnzicht\ nel campo delle teorie. io •tnello più pratico delle osservazioni cliniche e .:on:.ider:tzioni terapiche, permettendomi qualche an-ertenza atta ad impedire l'accettazione di inscntti che non offrono tolle le condizioni fisiche richie,te per un huon ser>i1.io militare. Af orbillo . -L'epidemia morbillosa solita a manifestarsi all 'atTivo delle reclute ai l'eggimenli, e che nei passati anni
Cl.l\ti.O :-TATISTICO E T!.RAPEI.iTICO, ECC .
1461
nre'"a l suu tn;.b~imo di intensitit dal:a metà tli rei>l•raio alla met;t di marzo, in que,.,t"anno, per l'unticipnzi:me della thi11 mal;l, cou1inciò a manifestarsi in dicembre ed ai prim1 di marzo il periodo epidemico era ce5..:ato. La malattia eld1e un decorso benigno con un sol morto sopra :;1 curati; furono in' iati in licenza di convalescenza mioon~ di Ln· mesi ~ 3. in licenza di un anno N. 4. L'intensitil ùel morbillo è va1·ia nelle d1rerse epidemie, etl iu tJne,;tu ste~.;o ospedale. nell anno decor.-o. i morbil lj ~~ ra.uiun~~ro la rile,aote cifra ùi l :38. \ ,pieg:ll't' l'intensita si r·lcorre alla magrtiore o minore reff'lllariel't ùe~li ind1Yidui in relazione coll'intervallo mag....,jore o minore fra urfep1demin ed uu'allra. mn que:>ta le~ge non è· appft.:ahile ad una popolazionr· fl uttuante come e la milit;tre per· la tfuale sembra piu ammis~ibile che il mo · meol o eziolo,:ico princrpale sia la ri~itl1l ìt ed incostanza della sta:.(rone inrernale. IJ•Ie~ta malaui·1 or,t assume un decorso benignCI ed ora si :n•m fe;t:t in tutta l • ,ua mahgoilà e '1 mena strage. Il fatte~ C••,tante e L>ene accer·t:tto dalla e~per·ienza gior• onhera e clalle numerose stati;;.ticlte raccoiLe da::tli speciali.;tt e ,;pecialmente dallo Z1em:;se.n. che il morbillo nella popolat.ione civile e nell'età adulta diflicilmente acquisLa i cnn'llt~r·• di malignita. come di frequente accade nei milittri. fa . . upporre es;;ere la caos'l ri posta non giit nel riro s i-.te·~·~. ma nt>ll'azione di certe influeuze atmosferiche o tellori:he mal deLerminate 0 le croali rireruerano a danno della sal1t't! cle .;oldat' t:ome quelli che presentano la ma;.!.~iore recetLÌYJta per le ~peciali eondizroni llella vita militare e ma ~ sime pel loro a~;!lomeraroento nelle caserme, e sopratutlo a danno (lt•gli in:'critti delle prn,-ioci e mel'idiCinHii, per h mag·
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RESOCO'\TO
giore disposizione ai r.atarri delle vie respiratorie, dovuta al rapido cambiamento di clima cni deçono ;;ottostare. l)ri 51 curati, l 2 sono anziani e 3n inscrilti. Appar ~ tengono alrllalia supe1·iore 6. all'ltaEa media 19 ed all' Italia inferiore ~i., compresoYi il morto. La pre\alenza degli inscritti e dei me1 idionali. & e' idente. C• me non è dubbio che il freddo ~ l'agPnle principale della intensità e gravitit, per modo che io credo che fra i Yantaggi che il ministero della guerra si ripromette di ouenere colla chiamala alle armi delle da~:-i dt leva in pnma1era. non ultimo sarà la din1inuzione della morbiditit e mortalità nell'eser·cito in genere e ùei morbillosi in speciP. (,tra. - Xel morlJillo leg)!e•·o e senza complicazioni la cura è statn limitata nlle pozioni diaforetiche culde ed agli eccitanti durnnle tollo d periodo dell'eruzione fino alla ces:-azione della fehhre. ~elle complicazioni polmonari ho riror.-o agli espelloranli lel!geri aSS'H'iati ad acque aromattche eccitanti. e quando erano intere::sati i medii e piccoli l.Jronrhi, alle ver.Lo~e secche in gran numero. largh i cal.aplasmi ~f' n apati ed a l c<~o l a dosi ~enerose. Ebùi ad o~serrare che ne~li individui di costituzione non molto robustn ed in quelli affetli da malar·ia. il catarro dopo il periodo d1 desttuamazione. assnmeva un cor::o lento con esere. to giallastro e puriforme, to~ se molfsta. di3appetenzn. febb re alta con e~ncerhar.i on i ve,;pertine, surlori proCosi, in una parola tulli 1 segni fisici e fenoml·ni generali deJia lisi polmonare. Il fenato ùi chini no alla dose di un grammo al ~iorno mi ha dato ta nto l>uoni e cosi costanti risultati che mi sento indotto a racromandarne l'uso ai colleghi in casi consimili.
CLINICO STAli'JSTICO E TERAP.IWTICO, ECC.
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Risipola. - I t:asi di risipola furono 13, dei quali alcuni ~rav-issimi. ma tulli con esito di guari~iooe. Il numero dei sostenitori della !'isipola idiop:uica è andato in questi ultimi tempi assoltigliando$i tanto che ormai è da tutti ammesso che la risipola è sempre traumatica o chirurgica: una ~ol uzioue di continuo delln pell e e delle .roueose è la porta per la quale penetra nea'orgaoismo il ger·me infenivo. La risipola è unn malattia da infezione che primieramente i> locale e che propagasi in se$!'uito all'intero organismo provo~andori disturbi ~enerali. l'infezione di tolta la massa del san)!lH'. La ntHura paras,;itart:t della risipola è accer·tata ed il mir~roeorcu a ratena ne è l'agente generatore. Ft>bleisen ne ottenne la coltura, che poscia inoculò nell'uomo pr'O\'ocando lo ,viluppo di 110:1 ri:-;ipola tipica. Fra la. moltiplictlà dei rimedi tendenti a distruggere lo $lreplococco. il solthlimato corrosivo ebbe la prevalenza. e la :;ol11zione all'uno per mille per iniezione ipodermica fu ri cor.o;;cio ta In più potente e sicura. )fu rome 6 solito anrenire, questo rimedio non corrispose e!!ualmente bene nelle mani dei diversi autori che lo esperirueut:rrono. Selle risipole grnvi il rlottor Carosi, specialista in sifilodermopatia in ~ npnli, la trovò inefficace, non per la soluzwne in se stessa. ma rer il tempo troppo breve che rimane a rontntto coi cocchi, in.~urlic.iente a distru~gerli; per cui ne a•·cr·ebbE.I la poten;~a deleterio . po:tandooe la dose all'ono per r:POlO.
11 ri~nltato, a quanto egli assf'risce, fu brillante; ottE-nne la sparizione della fehbre lin dal primo giorno e la completa
a-uari :!in nt- a capo di :J o i. giorni in due casi gravi di risipob ,·un fenomeni rt>reltrali. E!!!i inietto da nno a dne l'entigr. per •oltr~ in diversi punti dt'll tuuwfat.iont- r~ ... ipola~ea. per modo da nou ollrepas:;are la •lo.Sl ri ~ centi;;r . in ~ ~rorni. \el rruo -en·izio ~Ilio -pt>.lale militare di .\l ilanu ebbi cam!,o di t··pcrimentnre t'Oli ltuon .-ucces~o la 4:Ura lo~ale dell ri ... ipula col --ar.lirnato C••IT•bivo. 7ià da lt>rnpo in uso pre~,o •ludf'u,ped.tJe ed aclop€-ralo cun costante hoou risultato dal fu rna!.!g-iun! medr.;o Falcone, e dai signori ma~\!iori Calderini e \'all1~. l ea,j anui in eur·a 10 tJue;;;t'o:;pedale . e fra tJuesti 11lcun1 gravissimi. valsero a t•oufermare l'esito gia otten uto a Milano, ed a renwadPrmi ellè, ~e IJ••esta rur11 equivale al le iniezioni iporlermiche di suhlimato all' l p. %. è certo di più fac ile applicazione e di nes>un disturho per l'ammalato. La mi:-;t•ela i> t'osi compo!'t;l: Collodion. ~-tr·. tr·l'nta: olio d1 ricino. ~ r. •ruaranta; subi imaLo cw·ro;: i,·o cc n ti .:r. tpdndici. Si distende la rni,r.ela 1·on nn !!ro.;;so pennello su1 contorni della ri-ipola in modo da comprendere una zona di cute amrnaht:l ed una porzione di m:1r,.rine sano. Se ne fa un· applicazione al !!Ìo1 no. e per la cura completa ba~tano da tre a 'fw:uro . .\l i parre pnre notaggioso il copr:re la "uperlide ri,ipelacea e !!arantir-la dal contatlo dell'aria co11 !!arza f•·nicaln 11tl al sublimato, specialmente tJ nando e-istouo lar)!he llittene con perdita dell'epidermide. Le tre storie diniehe che IJUÌ in '>uccioto riporto varranno a dare una chiara idea della r:rarezza della malauia e df'll'eflicacia del rimetlio. Sampietro Luigi, ~oldato nel i-3° fanteria. era da 5 giorni in cura quando io chhi In consegna del reparto .
CLl"iiCO STATISTrCO E TERA'I'EUTICO, ECC.
14G5
La risipela si estende a tutta la faccia ed interessa anche parte del cuoio capelluto. La tumefazione è enorme ed il volto deformalo. È incosciente. ternper:tlura ~0".4. \htlmo del i) gennaio pennellazione al suhlimato. 'faHmo del 6. ~l ino re tensione della cote e di colore piit shiadito, l'ammalato è presente a se .;tes~o. temperatUt·a 3 °.:). Si rinnova la pennellazione. .\lallino del /. Jl proce~so risipelaceo e al suo tine. ce-~nla la febbre, si ritiene guarito. Il ,-oJ.lato Scacchi Eugenio, del i.:)o fanteria, è entrato allo :-:pedale il 28 febbraio in preda a delirio per re:;ipela cht>. a contorni irregolari, :;i estende dalla regiOO!' zigomaticn ùeslra e palpebra inl'eriot·e corrispondente n tutto il na,o. guancia sinistra e padi'(lione dell'orecchio. La parte ~·· lucenLe e tumefatla. Una larga flittene a contenuto sieroso trasparente occupa la regione zi;{omatica destra, temperatura 39°,4. li'ngoa impaniata. Ore 3 pom. del 28, pennellazione al suhlimat<' e pur·~aule rivulsivo. Al mattino del 1° marzo mi viene riferito che ha deliralo tutta la noue ed a stento potè e:;sere tt·anenuto a lftlo da due piantoni. Constato alla re~one parietale dPslra una tumidezza circoscritta da bordi ben limitati, pasto~a alla pressione e non r.omqnicanle col processo risipelaceo, per modo che snppongv trattarsi di effusione san!!ui)ma da contusione, riportata nei moti convulsivi durante la notle. PerJuranJo il delirio ed a garanzia di pericoli ma~giori l! li faccil.l appl ir,are il corsetto di sicurezza. La temperatura è ancora a :1H0 .1. ma la Jlnssione cutanea è diminuila, e l'arrossamento 'SI disperde in modo graduato nei tessuti san i.
4 .~66
llESOCONTO
Si rinnova la pennellazione. 'laltino del ~. Continua il mi~lior·tmento nei sintomi locali. ,·. ce.;sato il delirio, per.;iste la febbre a 39°, che :-i ritiene ~o~tPnut.l •l l proce,-.u suppnt-ativo manifesto nel punt(l della supposta contusione. Coll' tnci:;ione della raccolta marc·ios·1 ·e.;.-n la lehure e l' nunah11n ;u. ri· ce in poeh i !!iorn 1. Il tt•rzo ra~o é •Jnello del ::oldato Tri,·eJiato del ~· ~eni .., cla sse l l-l69. E indi,·iduo rohu-.ti~simo, di temperameotu sanguigno: as:-erisce ùi ayer~soll'erto per due mesi di febbre malarica nell'autuoon 189 1J es:;endo di }!uarnigìooe a Roma. Tutta In. faccia è in va sa dalla ri~ipeln. :\ destt·a, dal padiglio ne dell'orecchio si difTonde al proce:.~o mastoideo, regio~e sopraccil ia re e porzione di cuoio capell uto. Si notano di\·er.;e llitlene che incise last~iaoo l'correre una ;;ierosilà l e).!~ermentP torbida. L'mfermo t' in uno :;lato di subdelirioJ ha l'alito fetido, li ogua impaniata, temperato m !{!)". 2. "i applica la 5o! i t 1 pt>unellatnra. ed internamente si danno delle rartine di calomelano e gialappa. ~ el mattino seguente. 3 marzo. ~• nota l'arre<:.to e dtminuzione della nogo::i t·is.ipelacPa in tutta la sua esten~ionc, se ·i ecceuui un lim1Lato ro,•ore elle dalla radice del naso si è diffuso verso i! mezzo dPIIa fronte. Continua la feiJLre a :19° ed Il su b.ì~lirio. Si rinnova la pennt>llazwne . •Uauino del l: condizioni locali stazionarie. mente lucida... febbre a 3!l0 .3. Altra peunPIIa:t.ione. Mauioo del ;> . Ln ri,;ipela ,.. in completa risoluzione. La fehhre a :lH',:j e nelle ore po:neriLliane a 40". La palese con traddizione fra i :'intomi locali clelia risipela e la persistenz:t della fehbre t·isvcglia il sospetto che possa trat-
tLTl'ìH;O STATI',TICO E TERAPEl:TJ,O, Et:C.
l ~67
tar'i di maltrin. Infatti pre5crivo il chinino per hocca e per via ipodermica ed o:teD)!O la cessazione della ftthbre e la gunrigiooe duratura. /!1''' ci{u. - La diafno,..i della feltlwe tif01de pre,;enta s~rie diflicoltà per la comunanla di alcuni ~in tomi con allre 111alallif' nPI ~uo perrodo d'inv:.uione. l.'o:>~cn·alione terrnometr·i,·a biiJUOtidi<lna è il cr·iterro più siwr·c~ e pr.uico per nn a e:>atta diagnosr òill'er enziale. Il cor~o della temperatura. 5e trattnsi di tifoide. presenta carnlleli co:;i l'IJiccari e distinti dn escludPre .;enza esitazione o ri:-erça qual:<-ia5-i altr,, infermità. l ofalli l'aumento di un gratlo di calore da nn gior no all'altro. la diOèrema pure di un !!rado tra il mallino e la =-era dello stesso ~dor·no, i'onn fenomeni graduali e cost:mtt rifPribili alla sola tifoide, durante i primi 4- o :.> ,l!iorni, lincht> la temperatura ha raggiunto il massimo dre deve prel\entare. Il .lnccond, sulla scorta tlt>lle prnpr·ip o~servazioni e di quelle ùi tre Jistioti autori q11ali il Wundorlich, Griesinger e Th oma~, hn credntn di potere elenue a le;!.!i le tre proposizioni seS(nenti: rna malauia che al primo o secondo giorno presenta un t temperatura di .w graùi oon è febh re tifoide. t:oa ma· lallia che dopo il 4- • giomo ha una temperatur·n inreriore a :3H gradi n•m t' febhr·e tifoide. t:na malatLia che nei primi S{'lie giorni pre:;eOt:l. anche per· una SOla VOltO, Urla temperatura normale non è ft-llhre Lifoirle. Questi precetti, elle da vellt1 anni riebi amo nella rnrnte nei casi oscuri e dtffi,•ili. mi furono ~empre di aiuto e guida nella diacttlosi e sono intimamente ronvinlo della loro pratica importanza. La nota domtnante nell'ulteriore decorso della malattia i> !"altezza della temperatnra, qualificata da una serie di disordrni cer·eLr di e nen osi che minacciano l'es·stent.t dPI malato. \li 'elevnzione termica ed all'az;one del \'eleno tifoide sull'or-
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RE:-OC0"10
).!nni:>lno c pll'lmenli da ascriver,i l'adinamia piu o meno profonda ma c 1<-taote io quPsla malatlia. e J"inòebohmento dell'atlivita carli lCa. t'<tu,a di :-las i in àirer~i organ i C\10 facilità ai coil.;.!nli. oh cui lt> forme clin1che della troml•osi e olell"emholi>mll. E·l i· prec •sa mente iu •ruesto secondo penrdo che piu lti irt>tfll~'llh• "l osservano ~li esiti letali rtomti all'es:ullimento dell'or!!ilnl~llln ed alle complicazioni ora accennate, esiti l~t<lli n nn rari anc·lte nella avanzai~ convale:;~ enza. come appunto an·enne nei dne de..:e,si che ebbi a lamenL1re e che ~ono: Soldato "aioi f:iulioclel ?l arti1:dieria, giaconralescente e che Ila al··uni ~:orni r~lzav;lsi da leno, fu colpito rerso le ore ;; pom. da tlolori acu1is.;m1i all'addome, vomito, colasso spa.ventevole e mori' a alle or~ i an t. del giorno susseguente per perforazione irJLcslinale. lesioue che venne conlrollata sul t:lvolo tiiHtLOmiro nell'ullima porzione dell'ileo. fr<\ una ~pe3~n pigmenlazione bruna. re3iduo di cicatrici consolidate. Que.,to ~olda111 pro,·en i' a dalla sala venerei ed era affetto da ~ravi manif~?staziuoi d1 sililitle seconc1aria, complicazione che non poco :n ra contri J,u ito all<t su n immatura line: L'altro i· il soltlalo Couli Daniele del H fanleria, entralo nell'o~pedale rl ?G dkembre r morto il ?7 marzo. Et-a d:l parecchr giornt apirelliro, man!.!iava con arid:tù, ma mollo prostrato di forze. l mprm ri,amenle fu preso d'l disorniui cereb1·ali. alluciuaziooi, incoerenza delle idee, dispnea. 1Jne3ti o;,intomi. po,.ti in relazione colla sua grare anemia e completa apire,sia. mi convin:.ero si trattasse di anemia cerehrale, e per con ...egut'nza ncor:-i ad un Lr.rllamento essenzralmente :;timolanle. Sabentrò per rJnalche giorno una calma relati,a. foriera di pirt gravi complicazioni. L'arto inferiore siuistro :-i fecf' edematoso <'d in breYe tempo raggiunse un volume enonnr•. delerminato da trombosi della vena crmale.
CLl~ICO STATISTICO E TER.\PIWTICO
ECC.
l ~6H
lo pari tempo rorina divenne scar--1. pol:-o frelruente, ;~rit mitico. frequenti lipolimie. I t]i,.turbl circolatori .si fecero più nccentuati e ~enerali, le .:onu·azioni l'artiiache imperceu!ltili. -ollio 11la punta in primo tempo, idropi:Sia generale. r quadro clinico appariva CO$Ì elll ruenh: che nun e~ilai a fnrmub re !a dia~no~i òi asistolia per rammollimento acuto del mio•:aròio con insullìcienza della m1trale da ileo-tifo. l 'indicazione terapeutica non era dubi.Jia: rinforza1·e la -piuta cardiaca, accrescere t'ener)!ia del miocardio, ciù che cercai raggiungere coj!li alcllolici. etere e di~itale. ~I n purtroppo la prognosi prevederasi infausta, stante la intensità e rapidità delle successioni morbose e dello stato di adinamia in cui tronwa~i l'ammalato, ed infalli dopo poch~ giorni il 1:on ti cessava di viY~re . L'autopsia confermò la gmve dilatazione del ventr;colo ~inistro il cui te~suto era molle. d1 color cereo. e le pareti "Ollili. flaccide e slìancate. per modo che ver,;o la punta arerano assunto l'apparenza di un cui di sacco. J.a vah·ola hicu;;pide e insufliciente per i soli effen1 della dilatazione: abbonùante raccolta sierosa nel vericardio. cavo pleurico e peritoneo. l11ceri intestinali completamente cicatrizzate. Cura. - ~ella .~ura della fehl1rC tifoide è da molli raccomandato il calomelano nell'intento di disinreuare l'inte~tino nel quale è specialmente localizzato il Yirus. lo pure l'usai ma non constatai alcuna favorevole modilicazione nel pro~~esso infettivo. L'indicazione fondamentale della cura è :;tata diretta a sostenere le forze ed a modemre l'e<!Ce5sivo calore. Ho perciò alimentato ~di ammalati con brodi e qualche tuorlo d·uovo iìn da principio, limitando ~li eccitanti al periodo di ma!!giore pro:>Lrazione. Per· sottrarre calore. oltre alle grandi quantità di acqua ed alla moderata ventilazione
l \.70
RESOCO'iTO
intorno nli' ammalato. ricor.5i ai ripetuti involgimenti col lenzuolo bn!frttlto nt>ll'acqu:t fr·es ca, dal qual mezzo bene spes·HI OliPnnr pur·e qualche or.l di calma e sonno riparatore. Febbre 111ulm·tca. - l'Ili YOite la mia altenzione tanto, al senizio del ref!~rmento che a fJUello d'ospedale. è stata fermata dal numer·o saliente 11' ammalati affetti da tumore spleoico oeglr rnscrrllr eli ltml proç-eoienti da luoghi infetti Ja malaria. ner priwr me:-i tlel loro servizio militare ai rorpi. È noto eire il tumore splenrco è in relazione dirella colla durata ed intensiVl de).!li acce,;:;i feùhrili. come e pure noto che Yi sono tumefazioni di milza stabilitesi in seguito nd infezione cronictl dn malaria. senza che sia mai preceduto un solo accesso di febbre. Parecchie 'olte ;.:li act:e:-si feldwili insorgono dopo disordini dietetici. cau'e reumatizzanti, ecc. ecc. e vengono nuri buiti e-.cln;,ivamentea quest'ultima causa occasionale per cui il paziente non sospella nè si cura del veleno malarico latente. ~foltr ins·~ritti che si pre~entano avanti i consi!!li di lera. si trovano in que·te condizioni, e pur avendo un noterole ingros~amentu lienale ed il pa llore proprio della malaria, sfug~o n o all'oechio e,;perto e >i;!ile del medico. che. ::;orpreso dalla delicem~a di difetti Jj,jci apparenti, dalle :;uJlìcienti mas~e muscolari e da un colorito mo~ilicato dalleabLondanti libazioni P cl·, •ru 'Ilo stato di eccitamento psichico comune a tuili ~ lr in,crilli, ne pronuncia la idoneità. Il colorito poi della cute, i~olat1meo1e considerato, non costiluisce un cri t('rio :;icnro della malaria. perchè esso è dato dalla fusione di due colori, cioè quello ofrerlo dalla pigmentazione cutanea pr·opria dell'individuo, e quelle> fornito dalla di,crasia san~uigna onde c atreuo, per cui ne
CLl.:'ìli:O STATISTICO E TERAPEUTICO, EC.C.
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risultano n1t'Ìe gradazioni comuni tanto allo stato ~ano che morlto:So. In questo e non in altro modo si po,,;ooo spiegarE' i numero.-i casi di infezione malarica t'Ile sfug~tono alle vi~lle meJid1c e rhe in seguito in,:ombrano i nostri ospednli ed aumentano il numero giornaliero det-!li ammalati in quat·tiere. Se allo stato di morale depressione ed a tutte le altre cause inerenti al cambiamento del sistema di vttn. r he inlluiscooo a debilitare la re.'istenz.1 or~:1nica delle reclute, ~i aggiunge r infezione cronica da malaria, ~ facile prt'\·edere quali possono esser·e le l!onse~uenze. L'e!Ttllto del virus malarico sugli organi diver~t che con:pon;:ono l'apparato emato-poietico è appunto tJuello di indurre nna alterazione istologica del sangue. che ~i esplica ~·olia prostr·azione manifesta delle forze lisiche e òella energia p,: i d t ica. L'l)rgano che sub isce i maggiot·i gn<lsti dal miasma pa· lustre i! la milza. Da un li c'e ingro!Òsamento pe,. iperemia ueuro-pal'alitica, può assumere un volnme ~~on:;iderevole per tperplasia diffusa del te~·uto interstiziale. da cui distruzione dei globoli rossi con ecce~so clr ptgmento nell'organismo. Le ctfre della ta>ola seguente \algono a dimostrarE' il rilevante numero delle infezioni malal'iche, segnatamente rw;li inscritti. numero tanto più 'ignilìcati,·o se :.t ossena rhe non :-.i tenne calcolo che dei tumori \'Oiumioosi ed apprezzabili dalla sola palpaziooe, rome quelli che non po-<sono lasciar luogo a dubbi sulla gravita della !estone :;te;;:;a.
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RESOCONTO
Malar1ei dìoisi per· ~orpi, per elassi, per !Jrar:e:.:a di r•'liquali t1 pt>r esiti di eura
CURPI
43° fanteria . 4-!0
id .
.1-• genio 1'
id.
J7o cavaller·ia
2i• artiglieria Distr·. Pia cenza Comp . !'anitù
21 o arliglieria 2!r
id.
- - --·- - -- - - - :Totali
22
36
s.~' 21
:r; 43
CLI~CO SUTJSJ'fCO .B TER APEUl'ICO , ECC.
·J-\.i3
~ello sperchietLo seguente gli stes~i
ammalati sono divisi per Je malattie alle qual i era congiunta la. malaria. Jn.di~a~ ionF.
delle m.alauie colla eomplican.;a malar ica. ~
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M.U . A.TTIE
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Febbre malarica e tumore spie-
Reumatismo articolare Itterizia.
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- - - -- -- T otale
Le se~uenti altre cifte. tolte dalla relazione medico-statisti~:as ulle condizioni sanitarie ddl'esercito nell'anno 1889, sono uoa chiara conferma del rilevante numero dei malarid dichiarati idonei al servizio militare nvnnti i consigli rli leva .
9.,')
1474
lìESOCONTO
Inscritti rhchiarati t•ioeclibili e riformati do) corpi per cachessia pali.Ultre in seguito a rasseanrt speciale. distinti per regione di naseiia.
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Ri'"edibili
1~ 4.5 Il 42
Riformati
3 15
5
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301 80 2:l 61' 5fl r,gl 2
J
r
» )) 4.1
16122 (i H 201 lì! lO 21 4·6 4t:3() l l l
Come vedesi il totale dei rive1iibili e riformati per rassegna speciale in lullo l'esercito in uu anno r~J,: iun;{e la riJruardevole cifra di 61-6, cifra che non l: :<uperata che dai rivetliuilì e riformati per debole costituzione. Se per qodst' ultima imperfezione non t' possioile il per· fetto accordo fra i parer·i medici) e per le differenti e speciali condizioni in cui ciascunu si tr·ova a>anti i C('O sigli di leva e per r impossibili tit di stabilire l'anello di congiunzione fra l'idoneità e l'inettitudine. pari difficoltlL uon mi sembra vi sisno per le affezioni croniche da ma· !aria, tanto più cbe non trattasi in queste visite di lraeciare 'on matematica esattezza i limiti della milza, che ne mancherebbe il tempo. ma sem pli~em ente ùi valotarne le allerazioni aualorniche più grav1 iu relazione all~ condizioni gene1·ali ùell'or)!anismo. ~ella ,·on ,·inziooe cb:e sia più facile il prevenire dte il provvedere, '' me sem[)ra neces=-~1 ri o che il medico, pt·imtL di pronunciare la parola abile. si assit:uri dello .stato della milza) come è prescritto dr assicurarsi dello slalo dei denti, e della funzio ne vjsiva
CLl~ICO ..,y_\ TISTICO S TER.\PEt:iTICO, ECC.
ti i;)
in ciascun occhio separutamente. ~enza losciarsi deviare ~alle apparenze e~teriori. per quanto buone esse ,;iano. )li pare che t.de intento potrcLhesi ragl!iungere col completare la visita avanti i consigli di leva. ponendo l' inscritto sopm un leuo, lomito rlal locale distrello. e nella posiztone supin.~. come la più conventente per un pronto e facile e-;nrne de~li or!!an• contenuti nell'addome. e della milza 10 ,pecial 111orlu. 1ndi~e eiell' 10fezwne malnrica . Lo~ì pure dorrebbe~ i fare all'arrivo de~l' in~critti ai corpi, allo scopo Jì ellminart> subito roloro che alfeLLi rla voluminoso tumore _.plenico lo,,;ero ~fU6gi ti alle prP.~edenti vj:;ite, e per sottoporre a cura nell'infermeria o nello speùale quelli che 51 ,;iudica----ero guaribili 10 poco te1npo. badando sopratutto ~i non perllel'li di vista lino a guarigione completa. Se In cur,t di •rnest'ammalati può cau~are qualche lieve ritardo nell' i5trnzione militarP, ._; può e~sere !'irlll·i che questo tempo ci 'errit rkompensato ad u~nra nei me1>i consecntiri. col nunor numero d1 ammalati e colla minore gra-rezza delle malallie, a reale vnnL1g-gio ùelle famiglie e servizio milttare. lo feci di gia qnest'esp~"rienza rH·I 69• fanteria. di resi~enzn allora a Parma. che rice,·p"'' molte reclute da lnoJ,!IIi infelti da malaria. e po.;,;u atT.. rman' cii Herne avuto molt•1 \anta~!!io senza alcun inron•enicnte. l.a mia convinzione mi sp1nge a t·accomanda•·e ai giovani colle;.:bi rlle prest:tno servizio ai t•orpi e nt>gli o'pedali di non lralascial'e mai di ricorrere all'esame direHo della milza colla p·tlpaz'one e per··u~sione, qoahtn•1oe possa e"·ere l'<tffezione ae!'n;;ata dall'ammalato. in tal modo si daranno ragione 1l1 rnolt~ f~bhri cretlnte ef1imere e che sono invece malarirhe. e di altre infermi! t recidivanti che ~ono "o.stenule •la Ila malaria.
..
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Ioline non dt>ve5i dimenticare d1e il soldato è fatto per la JXuerrn e che der~ ad O!Oi i~tanLe e'~ere pronto a so:;teoera i disu'.(i dt una campa!!na. for,'a ncn laua nel cuo:-e dell' inrerno. t'ome q nella del l RiO. l\~,;a quir11li una grande responsabilità ... ul med!r.o. ai•Juale 'Pella di prt>,ederc e provvedere che o~ ni soldato sin atto n lutle le fatiche. tenendo pre·entt· che a chi ,. aO't!IIO da tumori' ~plenico sta SQspe&'\ sul capo la spada di O;,moclt>. dalla quale può esser·e colpito da un momento. all'altro. C~trtL . In Lutti i casi d'infezio)Oe malarica. in specie dove trattava~i di co•nbatter·e il tumore .;plenkll. oltre a 1 un bu11o nutrim~nto e vino generoso, ho dalo O![ni mattino t'incruanta ceuti!!rammi di ,-olfalo di cleinino. (~i à da. tempo si conosce l' utifitil e impor·tauza ùei composti di arsenico ·e !erro nella enra delle febbn malariche: del loro modo di agire si sono date ~piegazioni di\·erse e disparate: og~i però che il )Jarchiafaça e Celi i coli P lo l'O ri•·erche hanno accer·tato che la malar·ia i• dontta ad una for·ma Iii par.-rl'sita da essi denominato plasmoiio. che ,.i,·e nei !!lohuli ros"i e chP tra~forma l'emo~l·1bina in melanina, si è indotti a credere che l'azione di questi rimedii ,ia appunto •Juella di ri· co~tituirc e rigenerare i globu li r·oss i stati dislru Lti dal paras.-ita, di mi,.{lior-are le condizioni di nutrrzione ~enerale. di rendPre pi1'1 eftkace la chinina neiiP febbr·i inveterate enelle l!ongestioni epato-spleniche. \ tal uopo nei dnt• pasti giornalieri ordinai ad o~ni ammalato da:-; a 1::> gocce di liquore del Fowler e due pillole di lattato di ft•rro. Completa,·o la cura dando per qualclre giorno il dt•cotto di clrina avvalorato da acido cloridrit:o al '> p. l 000. li •·isult:~ to e stato sorprendente: col ritornn del colorito. della nutrizione e gaiezza, in poco piu di un me,, e ' idi ·compar·ir·e degli enormi tumori di miiL.a che ra!!giuogevano la l'ica-
CU~lCO ,f.\TISTICO E TERAP.iCTICO, kCC.
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trice ombt:ltc:lle. Se in yueslo periodo di tempo il chi nino fal livn. do cile a' venn~ iu pochi ca,i , non ottenni miglior risultato col prolungat·ntl la cura, come non mi corrispose l'idrottlrapta. ~ia n>n dot·cie fredd e direlle :.u ltumore spleoico. che colla docci1 a pio!!l-(ia su lullo il corpo. IJ~I re~to i pochi in~u·ces~i non possono a mio credere ~crelliwre il chinino, que:>to divi no rimedio che è l'antidoto del n.:le oo malur11:o . .\ d analomre la ~ua eflicaci a termino col dire che nessuno dei enr ati lino a tuu'og~i 16 agl),.to, i! nentnno nello ::;pedale. ciò che fa ritenete r nfeziOne malarica 'penta o :>en~ibi lm ente allìerol it a. llt'lllllnlisuw orlicnlart•. - J reumatismi articolari fnr·cno trenta; e lulli in forma acutd, pochi i rcramenle gravi . Che, oltre all'indi' i duale predisposiziooe, questa malattia sia dett.>rminuta aal freddo umido. !o pro'a il fatto costante che c')!ni perturiJazione aLruo~fPrica è se!! :llla dall'ingrè~-o nello speùale di nn numero ,[etenninutu di rettmatisml articolari. Le articolazioui mnggiormeu te colpite furouo 'luelle della mano e ginocchio. l ~intorui ubbietth·i nella ma,;,ima parte dei curati si limitarono alla tumefazione e rossore Jei te.;suti periarticolart, e nei ca:.i piit xr.ni a et'pioso versamento nelle cavità articolari, ~pecie nel ~inocduo . Cna delle p•ù gra\'i complicazioui del reum·•ti .. mo è l'enùocar.Jite. \"erificaL•si io due casi. lJ sol dato Haturo del l Ì 0 canllleria, tlo po varie remissioni e success1ve riprese. fu impro\' i..amt>nle assalito da disordini cerel1ril li, .1g1lat.ione. subdelir·ro, e da endocardite con aumen to repenIIO•J della feilbre. frequenza d •l pol:.o. indebolimento dell'azwne carJi.1ca . dt~pnea, rumore di :;ollio in primo tempo turo ali• punta del cuore . .\pplicn i un largo Ye5cicnnte alla nuca e r icorsi immediata-
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RESOCO~TO
mente alla cura del tartaro stibiato. secondo le prescrizioni del Jaccoud. e cioè .i-0 centigt·ammi al ~(iorno. dose che ripetei per tre volte, con un giorno d'intervallo fra una dose e l'al tra. li miglioramento fu rapido, la risoluzione completa, e il Maturo u~ci guarito con tre mesi di licenza. ~ou cosi fortunatO fu il soldato R dzarelli del 4:3o fanteria. t:onYulesceute fu colpito da uu secondo auac..:o. ln poche ore l'articulazione del ginocchio destro :;i fece enormemente tumida per verS<tlDento copioso nella sua cavi La. Ricorsi alla_ fasciatur·a inamovibile al silicato di potassa e ne olltHmi il riassorbimento m pochi giorni. ,,la altr-a lesione ben più grave ent:>i con pari rapidità ed in modo subdolo svolta nell'endocanlio. Dall'esame del c11ore rilevai soffio a~pro e forte in primo tempo alla punta . rinforz(} del secondo tono della polmonare, :~iutomi della insullicienza della mitrale. tante il suo gra\"e deperimento non credetli indic:tta la cura col tartaro stibiato; diedi inve1~e il latte e l'ioduro di potassio, ma senza VHI1 t<tggio: il vizio valro!are direoue irreparabile ed 11 Balzaretti fu riformato. C1u·u.. - l i salicilato di soda ùai dieci ai quindici gramm; al gior·uo è stato il solo mezzo di cura usato nel reumatismo. scevro da complicazioni. Sinouite sùrosfl cronica . - l colpiti da idrnrto furono duesergenti; la malattia si S\'Oise nel ginocchio per le cause comuni reumatiche. Molta era la raccolta sieru:;;,. rna senza d<r lore e pochi d1st urbi; e la guarigione è staL,t cumpleta in .ambedue. La cura consistelle nella fasciatura compre:>· iva con hende bagnate, massa)!gio forte e contiouatv, vescicaoti volanti da due a Lre per volta . l\on mi p;lt·ve il caso di ricorrere alla puntura, del resto a~·eva beo presente ciò che ii Tillaux ha seri Ho in riguardo a questo mezzo di cura, cioè :
CLJ:.'ìiCO STATI::"TLOO E TJORAI'EUTlCO, KCC-
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.c La puntura del .;!Ìnocchi•> pe1· \Cr~amentl sierosi. della quale s1 a!JU:'ò in que~t1 ultimi anni, panni >ada proscritta in un modo pressoclu~ assoluto, l'iseruandola sollauto a quei casi o-rari d t dl,lton<one t•,trema, nei quali :.i p.Jo temere la roL,. tura della 'tOO\ 1o1le ..utlo la pre.•sione del li4uiùo. >> (atrtrr•• hro1u:hitllt·. - Le malattie òell'alhcro bronchiale diedero un ).(ra...-e ··nnt111geute massime tli mer~olionali t> ù inseriti . La guang-iooe io un tempo rdatinunente hreve. anche coi soli rii.!U<)l"JI i~ieuit"i è la re!.(uht ~eneralè dei catarri bronchiali tel t.rili ne.:ll ndividu d1 robu,ta co:.l•lut.iune. QuPIIi invece di •lcbo le costituzione e di te111peramento linfati··o ,._o o di preferenza colpiti da catarro cronico apirettico. Se il .~alarru i• ,ercu si l:a Los~e mule~la con poco e:-creaLo muco>'o .lt·rPaLu. la rcspiraz1one rumot·osa ..:on ronchi e ran · l• r ' auti. Tu tJUt!:'lÌ casi dopo infruttuosi lenlatÌ\'i di cura, dùYt!lll limil<tnni .11 rico:>tltuenti e v1ttu ripnratore, nell intento t!i :-uddisfnrc alla indicazionr eliologic·a c<li migliorat·e la ·'ùslltuz• ,ne dell"111dt\ iduo e<l attetHlere daltempu l• ,.uari$tiou•• tlt':\ÌÙerata ~d ratarro nroiòo r espeltorato è allbondanle. co mpau o, pu1·ilurme: H' sonu mteres~ali oltrt' 1 wo,;:-1 anche i medii brondti 'i è feblm:> pii1 o meno ioten,;a, tosse stizzosa, dispnea, disappetenza .:on dima~raruento rapido e pro~oe,si\O. Più d"una volta tlO\'Clli ri<'OIT.:re allil gentilezza del capitano me.l"··u ,· .!nul' n,,.. •lli~o !' •r l"e;;amf' de,{li :'JIIIIÌ affine di elimiuan.: il •lubhiu d1 tisi polmonare . .\''II"UI<llO dell'a-..;enza dPI Lacillo del Koch. ricor,i al renato ,Ji d1intno. e con rni .t ma,sima soddisf•v.ione posso affel'lllarc di aver avuLi vanLagl-{i costanti e positivi da farmi con ~,e1·e la pro~no'i da Ult' creduta menu fau~la. Nt·•otchilP Wflillrm' . - l.1 bronchite capillare è una fra le
v
IlE..., CO.\ Tll
malattie piii grad rle;.!li organt r·espiralorit ~ei due cast Cflll 6ito letale. la malattia t!<Ordi f.on fehhre alta: il catarro dapprima limitato ai nwdit e gro5si bronchi. con rnpiditit :'OI'prenrlente si dilfu~e anche ai piccol1 ed agli ah·eoli pol moOH'I. provocando di,-puea e gr·are intossicazione carhonica. \I la hronchite si t>ra aggiunta la polmonite catatTale. Ho ricors11 t'Oli energia. co111e l'imminenza del pt>ricolo ricltit"ùeva. agli c:-pelloraoti. ai YOIIIItl\ i. ve:;cicanlt. \'Cnlo'e ,.,ecche ed al!li :.tllnoln nti [)ili ener)!iri, ma seuza alcun risultato. e gli ammalati Jo\ eucro <>occombere in hre\ e tempo. Il reperto necro~··• p~t·o confermò la dia.!nosi d• polmou1te c· tarrale. 1 / olu11mite. \ 1 -uno malattie che pos,;ono guarire senza l'intervento dell'arte rnt>tlica. percl1e la 1·eazione dell'organistoo alla causa morhifka ,.. tale da rit'OlltlnrTe tullo da st., allo stato normale: fra l(ll t•ste .~ la polmonite librioosa. La ~ ua spnntanea guar i,!ione ùimo,;tra che o!!ni cura sistematica i> erronea, ma 'arelthe errori' ancora più grave se il medko. in1 e.:e della cttra a~pell..ttte culle ,.ut: pii1 precise indicazioni, "l abbandonasse ad una assoluta pa-:-iriti~ ter.tpeutica. È da rammentarsi cht> si cura d pneumonico e non l t polmoniti:'. per cui. ogni qwtl ''olta il ,·or.;o della polmonite non mostra notevole deviaziorlf' dal tipo norm;tle. e che la valida co,.titozione dell'ammalato ne fa presumere pus5a l'avol'elolmente reagire al procf',,;o palologiw, ooo vi è ragione di inrcrvenire e de\'e~i ron tu:ulala sor·vegliaoza auendere che In malattia corup1.1 d ;,uo ciclo. All' 1ncontro. doYe la malattia a-....ume forme allarmanti e de\ia dal normale antlamen:e. allora l' ioterYeotO tlel medico P imperio~amenle richie.<tO. e coll'allontanare auch~ per l.lreve tempo un sintomo periro!o,.,o, si può dar tempo all'e:;aurirnenLo dei processi patologici et l al ritorno dci )Jl'OI'e>si normali, e CO:'i sal va re J'a muwlatr•.
c.;t.ISICO STATISTICO E TEI\APEUTILO. ECC.
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t11ra. - Per conseguenza la curi\ della polmonite i• stata r;•tr •Lt:t 1 :-ostenere la naturale forza ùi resi,-tenza del corpo in tulli 1c.bi rli debolezza cardiaca e di J.!COt>rale collas,o mediante gli eccitanti (marsala, elr.\Ìr di china) nelle dosi ricllie"te dal grndo di adinamia .'~egli indi\ iùui di costituzione ur:wilc o deperiti ho dalo fin tla principio alimenti di facile D as,imd:uiont' e modica quantiti1 di vino come agente di risparrnu•. nell'intento di ~cemare la noc1va inlluenza dell'nltetz:t ldla feblu·e. \li l""'' e pure indicato que:;to traurunento in due cas1, nei quali la polmonite :-i svolse CCln mancanz;l assoluta di espettor•llo. indrzio sempre di orgauismo debole. di lentezza nel corso clelia malauia e procli-rit.l alla caseificazione. ~Pila sta.si venosa encefalica ho r·icorso senza .esitazione alle sottrazioni sanguigne ai processi mast.oirlei, in attesa rlw l t liquefazione d eli'es:mdaltl rislab il i:;se la circolazione periferit·a. Se poi, colla defer\'escenza della febbre. il rias:sorhirn~nlo dell'essudato aVYeniva lentamente, cercai fa, orirlo CIII ve~cicaoti e ~:oll'ioduro di potassio. Cn.t delle ~omplicanze piu 6ra\ i della polmonite è, ~enza duhbio. Iii malaria. che, oltre a mascherante la lisonomia, è ~pes;,;o causa dirHla di e<:.ito letale. Fra 1 \entun curati ve ne furono nove nei quali Ja polmonild si :\\ iluppò sul fondo dell' infeL:ione malarica. e fra i tre morL1, ùue presenta,·ano quest'infezione. ~è il miasma palustre induce nell'organismo alterazioni or:!auidre profonde, distrug;.:e 1 globuli ro.>si. porta i suoi tlt•ld~J·ii elfetti ,.ul i!r.tn simpatico, non ùe,·e recar meraviglia che la ,)i~pnea, r insuffi~#iente. ematosi e princivalmeote i di.'Ordiui dell<t circolazione car·dio-polmonare e cerebrale da pantli-i Ht.;o-moturi:t pos5ano l'au,-are od accelerare la morte JPI p;tzit•nte.
RESOCONTO
Ed in vero l' improvviso e rapido pe~giorameoto dei due ioferm• che :-occomiJettero non potè dipendere che dalla indebolita innervazione del simpatico, do,·uta al veleno malarico versatosi nd torrente circulatorio, in seguitu n cootrazionP della milza provocata dalla tlogosi polmonare. l due deccùut i souo Geoli li11i e Seaemhrin i, amheòue del .}3° fan~er i a. Nel primo la milza arl'irava all'altezza del bordo co,lale, oe) secondo spur;;eva di Ire dita lra,\WSe ùal UOI'ÙO sles::.o . ~ ei primi r!iorni di malauia. e dopo alle do::i di clnnino, forono bruscamente assaliti d.~ e,acerLazione della fehbre. da fenomeni ce•·ehrall, per,l ila della coscienza. convulsioni, delirio fn •·ioso, coma e •none, non ostante le cure de1 5ignori med1ci di guardia. Le note anatomiche pi ù salienti furono: cpatizzazione rossa del polmone aiTeuo, "olumi ooso tumore !'-pleuico {nel Seuemhrin i ùel pe~o di I:WO gr.), edema e con~esLiu ne nell'altro polmone. :.-.Lasi ct'rehrnle pronunciatissima. Due allr i poeruonin cun tumore ~plenico colpili •la;.;li st~ssi sintomi. ed uuo anche da paralisi vescicale, .;uarirono me· dianle larJ.!be e !ipetutc applicazioni di mi~ oatte ai processi masloidei, chinino (ìno aJ un grammo e mezzo per iniezione ipodermica in poco tempo . Pleurite. - Le pleuriti cu rate sono così distinte: numerO 8 ati essudato parenrhimato'o con poca effusione fihrinosa. i) ad e"!1datn interstizinle siero fibt ino~o più o meno in abbondanza. ln molti l'audumento è :-lato cronico e la :.i ndrome non ~t! m pre in armonia colla 11uantità dell'es:Sudato. Alcuni con e,sodalo cop.o::o da riempire In cavità pleurale. non ave· vano febbre. nè Jolo1 e puntorio, n& al tre sofferenze, se si eccellui una Jiel'e dispnea e riano,, ùel çollo.
CLl~JCO STATISTICO E TER.4.PJW11CO, ECC.
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li 5intomo più prez~oso per la diagnosi della pleurite essudauva è la diminuzione o abolizione del fremito loraco-Yocale. per modo che colla sola palpazione non solo si può diagnosticare ltt presenza del liquido, nu si può stabìlirne l'approssimativa quantilà. [ liq11idi endopleul'ici sono sierosi, siero albumino lihrinosi, purolenti. Le vibrazioni del respiro e sopralntto le vibrazioni vocali costitui:;rono il sovrano criterio diiTerenziale pe1· la dia~nosi dell'e,sudato. e gl'inse;;nameoti ùel prof. Baccelli, troppo noti per es,ere qni ricordati, ue rendono facile e :,icuro il còu1pitu. ~ej!li es:mdati siero-librino-i abbondanti ho fallo lar~o uso di rivulsivi, specie di ,-escicanti, ho ricor~o agli idragoghi cutanei, non esclusa la pilocarpina per iniezione ipodermica, agli idragoghi renali ed ecoprollici, all'ioduro di poLa,,;io 11el lalltl fino a i grammi al giorno, al massaggio, al l'autipirinu, ma debbo dire che l'esil o e stato \8J"aruenle scorag~iilOle. Se qualche miglioramento o guari,jione si e potuto COII:'lillill'tl, questa non potè e5' ere considerala cbe come uo'ec~ezione . Oltre al poco o uessuu \ an taggio pel riassorbimeuto del liquido, ho sempre Yisto peggiorare !"ammalalo nelle co ndizion i generali e far~i imper·iosa la cura chirurgica. Per cui. se mi è lecilo esprimere uo giudizio, dirò che, oell'e.-;wdato pleurico abbondante, il miglior sussidio terapeutieo t' la toracentesi, il solo rim edio che può salvare l'ammalato, e che da i migliori risultati anche nei casi più sfortunati
r·,,,.a. -
e !-(l'avi.
La cura medit.:a invece mi ha dato buoni risultati nella pleurite secca e negli essudali interstiziali lie\'i . Qualche Yolla mi e occorso di dover abbaudC>nare ogni medicamento e rirolgere lulle le cu re a rislaùilire le condizioni generali deperile, a migliorare la crasi ilei sangue mediante una cura
RESOCO.:\TO
tonico ricostituen te. Con questo mezzo potei impedire che all'essudazione tlogi~tica SI aggiun~esse una trasudazione da idroemia !.!Ìa iniziatasi con reJema incipiente alle e~tremtlh e leggera uscite. l~li operati lli toracenle~i suno l::}. dei 'IUttli 8 operati nt.:l mag~io, ~ingno e luglio. e quinrli non compre!>i nel mnvitnento del qnadrimestre. :';ell'atlo operati vo ns.-ti deJI'a.;piratore Jel Potai n e del lr6!(Uarti a sifone ùel llottot· Paroaa. che l! una modificazione di quello del Lenente rolonnellu llontì. Praticai la puutut·a nel ti 0 •• o nel l" $pazio interco~tale sulla. linea ascellare media o postériore. e nel i 0 ::pazio sulln linea emi"capolare, restaudo il malato se:luto sul leno, appoggiato colle braccia su Ila spalle dell'infermiere. ~on feci mai la completa estrozione del liquido in una sola roll<•, e nello svuotameulo proceJe-tti molto a rilento, $pe~ie se res.:;udato era a sinistra. O.:;servai scrupolo..;amenLe le cautele necessarie per l'asepsi de~li strumenti e della parte operandn . Gli isLrUlnenti ,·euivauo tenuti per molto tempo in ultla :;olozione al due per mille di solfofeuato di zinco, e la parte operauda la\ ati colla stessa :>oluzione. 1 me sembra elle coslitu i.:;ca una indicazione urgente della toracenlesi l'ahboudanza delre~uùato con spostamento dt~l cuore, 'fuaudo anche nou esistono ostacoli minacciosi del respiro e del ~;ircolo . potendo quesLi insor~era improvvisamen te con miuaccia della vita, 1;ome ebbi giit da osset· · \are. È raccomandabile l'inteneoto chiru rgico nelle raccolte di:;crete, ed andte nelle piccole quando, dopo avere sparito la cura medica, ne r'esti immutaloilli vel lù dell'essudaLo. Negl'in· di vidui di delwle co~tilltzione con febbre e pro~ressivo depe~ rimento i r antaggi della toracentesi sono tanto pi--ù prooti quanto più presto riene farla b toracentesi sles~a. A que~1e
CLI'ilCO STATISTICO E T!:RAI'EIJTICO, ECC.
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prnti·he conclusioni. rilletlenti la cura della piE>urilt: e l'indi· ca.zinnf' della lot·acentesi. farò seguire t:nn llre\'e esposizione dt ,tlcune ._t uie cliniche più tnt~>re--~nnli che c~t'•io merite,·oli di qunlclte attenzione. l. ~nl<lato H.n:>pini, del .H
fanteria. dasse 1 8~ l . È amnnhto tla ~oli due giorni. apiretticn. l•en nutr·ito. L'ottn·:ita t' a:.sol uta in tutto il tor-;tce ~r n istro. il cuure batte nel ~o spazio intercostale 1li destra nelh linea para~ternale, hl mi lza è <:pinta in basso lino ull'omhelico. TI versnmento o.·wpa l'intera ca'\"ità pleurale. Si praticò «ubito la toracenle'i t> si estr:~ssero gr. 3000 di siero limpido citrino senza alwn incon,er1iente. llopo 13 ~d orni si rinnova la lor H'enle,;i e si estra2'gono allrt l /50 gr. Ili liquido sieroso citrino con ahhonòanti fio ~.!h i fìhrrnosi H traccia di leucoctti . Il \'er·sarnento non si t> più riprodnllo, ma. persisle?do l'ottus;til alla lm"e del polmone. dipenf'iente dall'inspe;;~irnento pl>'onle, ~i i> proposto il Raspini ptr un anno di Iicenz:1 di ~onvalescenza. H.
ltontini Luigi, soldato l'ltsse l IO, del ~ ~en io. J~ apirellico. e le -condizioni generali bnone. 11 versamento (l''~upa circa il terzo inferiore del torace destro. In nn mese e mezzo colla cura medica si ottiene il riassorbimento quasi totale dell'e.>sndato. E~postosi ad una t:orrente rl'aria ' ien pt·Pso da febbre. perde l'appetiln. di magra e si rinnova il Yersamento che r:~ ggiunge l'angolo inferiore della scapola. Si ricorre alla Lor.tcenlesi e si estra~gono gr. 1000 di liquido lilll'ihoso con frammenti epiteliali e tracl>ia di leucociti.
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RESOCO:'iTO
Dopo due giorni ces~a la febbre, ritorna l'appetito e guarisce completamente in breve tempo. È inviato in licenza di convalescenza di tre me,:i.
TU. D'Amato Antonio, soldato 21 o artiglieria, cla::se 18i0, ·è entrato il 21 aprile per bronchite difl'u:;a che si complica dopo pochi giorni a pleurite cssudativa. bilaterale. La fcbhre è alta, to.s:>e molesta con escreato <lbhondante. dispnea imponente, tAnto che è obbligato di stare a sedere sul letto. Essendovi minaccia di soffocazione; ritengo urgente la puntura, ma, stante le gravi cond;zioni dell'ammalato ed in vista d'una possibile sincope durante l'atto operativo, richieggo il parere del signot· medico direttore cav. Cavigioli, il qua;e, dopo la visita (lell 'amm:1 lato in unione col si~no r maJ,!giore Gozzanor m' incoraggia nell'atto operativo. Il ~~ mnggio pratico la puntura a sinistr<\ ed estraggo gr. l 020 di liquido siero fibrinoso con immediato .-.:ollie>o dell'ammalato. li 30 maggio ripeto la puntura, ma a destra, coli' estrazione di altri gr. 1000 dello stesso liquido . Cessa ogni pericolo imminente e diminuisce la febbre. 11 7 giugno, essendosi rinnovato il versam ento e l'afTaooo, rifaccio la puntura a sini~lra ed estraggo gr. 1900 di si ero limpido. TI l 5 giugM, a richie:;ta del pniente, devo rinn ov:u·e 1a torarente5 i a destra ed estrag~o gr. 1820 di liquido tr·asparente. Il sollievo dopo ogni puntura è e,·idente. ma l'ammalato perde l'appetito e dimagra. La febbre è leggera ma continua. Si nota leggero1 :~scìte peritoneale. Si comprende che la ripetizione dell'e~suda:o pletlrico è notevolmen~e influ ita da contemporanea idremia. Trascorre tuttavia un
CLI~LCO $TATISTIC0 E T&RAPEUTICO, ECC.
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mese di relati ,·o benessere, ma poi ritorna la dispnea per copioso versamento :a sinistra, ed il pericolo della sincope e dell'asfissia minacciano nuovamente la v1ta del pazieme. lt '28 luglio si pratica per la quinta volta la toracentesi col\' estr.:zione di ·1600 gr. di liquido sieroso lievemente ros:::astro. Altra tregua alle sofferenze, ma la maneanza di appetito e il lieperimento continuano, e dopo ,.13 giorni l'ammalato muore. A.ll"~utopsia si trova abbondante ra.~colta sierosa nel cavo p!eurale sinistro , poca a destra. Pleura enormemente in:>pessite e ricopene da depositi lamellosi di fibrina .coagulata. Ambedue i polmoni infiltrati da tuberèoli allo statoerudo.
lV. Cnssiola!o l:iuseppe, soldato 17 cavalleria., è entrato il 18 aprii e per polmonite destra. Nella fase fii liquefazione la rnalatlia passa al!o stato cronico e l'ammalato deperisce. Al 20 di maggio si ricorre alla toracentesi, 1·esa urgente da un <i bbondante spandimento circoscritto alla parte an teriore ed inferiore del tor·ace destro. Si estraggono gr. ·1700 di liquido siero -citrino ricchissimo d'albumina. Cessa la di spnea, diminuisce e poi scompare la febbre, la nutrizione migliora io b•·evc tempo. A destra la polmonite va lentamente r isolvendosi coi sintomi non dubbi della permeabilità del polmone. Dopo un mese e mezzo di progressivo miglioramento, insorge una pleurite essudativa sinistr<ì . Il 25 luglio l'essudato rap-giunge la clavicola, il cuore è spostaw e balle nella linea ascellare anteriore di destra, le pulsazioni cardiache frequentissime. L'ammalato rifiuta di sottoporsi alla toracentesi e desidera recarsi in famiglia essendo stato riformato, ma debbo a malincuore oppormi alla sua partenza per il pericolo di una sincope durante il
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RESOCONTO
viagj!io . Accetla flllora, e si estraggono 1600 gr. di Hqoido siero.:..citrino ricco di albumina. Durante l'atto operativo il paziente sviene e de>o sospender!' J"estra1.ione seoz'altre conseguenze. Il miglioramento traspare dal volto dell'ammalato che, desideroso di rimpatriare, a ~tento può essere trattenuto a letlo. ;\la, dopo -i- giorni, rcme per qualche brusco movimento, muore improvvisamente colpi lo da parai isi cardiaca. All'autopsia trova~i molta raccolt;l :-ierosa nella plenra si ni·tra, fortemente in,pe;;sita , polmone atelellnsico. Sioecbia pleurale alla parte anteriore eù inferiore del wrace des tro, alla base del polmone corrispondente c;werna caseosa con piccoli focolai della stessa natura. :-;egli operati la pleurite è stata primitiva in 10 e secoodar·ia iu ;3, cioè a morbillo, bronchite difTu5a e polmonite. In tutti l'essudato eri\ sieroso, e tale St mnnlenne se r:petutosi, per rui il rimprovero che la toracenlesi tra;:fonni le pleuntt sierose in pnrolente non mi par:e fondaLo. L'operazione fu ripetuta cmque volte in un caso e due volte io altri quallro casi . I risultati definitivi furono: 4- inviati io li· cenz:t di tre mesi , 6 io licenza di un onno. uno riformato e dne morti . Si de>e 'fui odi rilenel"e che in complesso il risultato è stalo soddisfacente, se si consider·a che lauto il riformato che i due deceduti erano giil molto deper-iri e minacciati nella vita per un'affezione polmonale pregressa e concomitante; che cer"lo contribui all'esito infausto della consecutiva pleu rite essndaliva. Angina. - L' infia mmazione rlella retrobocca e del farin!{e provocata dai ralfreddamenli rlel corpo, a:;sume spesso la forma catarrale. ma nei soldati la forma più frequente c la llemm<lnosa, con speciale predilezione delle tonsille,
Cl.l ~fCO STATISTICO E Tt-:RAPECTICO, ECC.
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che spec:::o c:i trovano tumefalle ed iperplastiche da flogosi pre)!res~f'.
Cttra. - Coi gargarismi oppiati tiepidi ed astringenti, le pennellature di nitrato d'argento, ed intem amente rioduro di potassiO. ottenn i la guarigione eù il miglioramento dell' 1 n~rossamento tonsillare llenza ricorrere alla tonsillotomio, operazion e :ìligmatizzata dall' illuc;trr fisiologo ed igieDl ~ta prof. )Jantegazza che scriss(': ~ for:;e una volta su mille e necessaria l'u mputazioM delle ton~ill e n . Peritottite. - ljoitamenLe ai pochi ca ' i di peritonite ero· nica as::ociata a tubercolosi po! monare, di nessun interesse $Cieotifico, se ne ebhe uno di peritoni te idiopatica cron1ca che a me sembra meritevole di breve cenno, per essere tale malattia rara nei nostri sol1lati, per la facilità con la quale può essf·re ~:o nfu sa con una delle vnrie forme di ascite, e per l'esito felicissimo ottenuto io pochi giorni di cura. Il soldato Gall etti Pietro, della classe t 69. del 4-3° fanteria, ùi costituzione non molto robusta, temperamento !infati co, di color giallastro. ha le mucose pallide e l' impronta di )!enerale abbauimento. È apirettico . Oall'anamne5i risulta che da borghe~e fu sempre sano, da militllre non soJTri che di morbillo. ~e~sun preti>dente ~en ti l i z io in rapporto colla sua attuale malauia. Asserisce che da circa 15 a 10 ~iorn i ba cominci::tlo a sentire lieve dolore al basso ven tre, ben presto seguito da aumento nel volume del ventre stesso con perdita dell'appetito e delle forze. E~l i attribuiva ques1e sue sofferenze all'aver· bevuto grande t.Juantità d'acqua fredda a corpo sudato e d'essersi poi ad· dormentato all'aria aperta. All'ispezione l'addome presen· tasi mollo !svasato e cascante ai fianchi. Negli ipoconctri ò ~4
RESOCO!'TO
sporgente e piti te o che negli altri punti, alla pal pazio~te
r leJ!xer:mente dolente. J Criteri forniti dalla p6tCUl:llliOnt sono per un'abbondante raccolla cii liquido libero intraperitoneale. È una idropil:lia da causa lleoerale o locale 1 n lilJUido è un semplice trasudato od un \·ero essudato? una raccolta d'origine puramente me,canica od un prodotto nogistico? Dalla mancanza a:~l>olula di edema ;tgli arti inf,•riori e tlall'esame ne~ativo del cuore, polmor11 e reni, mi pane tli poterl'. senza esitalione e:-rlu•iere l' i1lrupisi' da c"u:;a ;!Pnen le. compr'S::a l' idroemia. Una delle cau:,;e piit comunt tii 'ta~i e di trasudato nel ~a cco peritoneale è l'impedito dl•tlusso nel :3istema della vena porta per· malallia llel fegato da rirrosi epatica o carcinomn. Or bene nel nostro ammalalo dovensi escludere h c perchè dall'an·Hnnesi risultava non aver mai egli sofferto di sifilide, maL•ria, nt' d'a\·er·e abu~atu tii 'l'ino e liquuri. precipue di tale infermità. Cosi pure all'esame ohhielti,o, per quanto d:flicile per la tensione dell'addome. il non presentava ineguaglianze sulla sua superficie, nè aumento o diminuzione di volnme da ritenersi in tjual<:iasi modo alterato. lnoltre manca~a per la cirrosi uno dei suoi ~i n to m i (lili l>piccati, cioè la denutrizione appart'Dte e sproporzionati! 11ella metà superiore del corpo. Dovevasi esrludere il caucro perchè oltre all'esame ohbiettivo negativo non ri er.t nell'ammalato quell'aspeuo emi· nentemeote C'lclwuiru propri•, di tale malattia. Trallavasi dunque di es~udato . e non certo ca.!ionato dalla tubercolosi perchi· contro di e,s.1 parlava l'assenza ,Jella febbre, dei ~1 1 do ri , diarrea, escreato; onde stabilii In diagnosi di pel'iL()ni te iòiopatira cron ica da raffreddamento.
CI.I'ilCO STATISTICO E TERAPEUTICO, ECC.
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rurn. -Q uale ne dovefa es·ere la cura? L'eliminazione
4all'organi~mo dell'acqua soprabbondaote, sia questa rap-
oresentata Ja un essudato o tl.1 un trasudato, si ottiene col ~ezzo degl'idragoghi. cioè coi diuretici, diaforetici ed eco1>rottici. Ognuno di questi rimec!ii ha la sua indicazione, e dalla ~~;;aWt e precisa applica;,ioue 1lipende l'efficacia della
cura. Tan1o i diuretici che diaforetici mi pan ero non solo i nnetili. ma nocivi. Coll'aumentare l'orina ed il sudore si avrebbe ,avuto una ~attrazione di siero in tutte le regioni del corpo, menu iu quella do,·e ave>a luogo f'(':>~odazione, donde il prosriugatnenlo dei tessuti. 1:1 circolazione difficoltala, la viva sete dell'ammalato e la iiTesisli hile necessità di ripararvi coll' inlrocluzione di grande quanlita ò'acqua, con cbe veniva aur11en1ata la perdita del sie•·o e favorila l' idroemin. Hima nevano quindi gl' idra~ogh i intestinali ai quali ricorsi -ton lidnci:t. mediante i drastici e gli alcalini. L'azione simultanea di questj due rimedii oltre a favorire il movimento peristaltico de!!l' inte:;tini e l'eliminazione dei ~as -e materiali ivi contenuti, provoca delle scariche abbondanti ~ dinroic.he dovute ad uoa irritazione della mucosa intestinale con aumento ciella ;:.ua );ecrezion e pl.'r par·te dei drastici spe.eialmente, A dovule ancora all ';~hbondante versamento di siero nell'i ntesti no per l'n Ltrazionfl esercitata dagl'alcalini "5ull'acqua del ~anl!ue. Da c:rueste perdite acquose ne deriva J' inspe~imento del :=:aogue cooteou tn nei r•ap:IJari intestinali. d'onde per· le!!ge fisica il siero dei te:;~nti interstizi,~li ~ della -siero:-a aftl uisee per endosmosi a que!'ti va;;i sanguigni poveri di ·-iero, e poi. come si è detto, per e;;osmosi passa negl' 1nlestini e viene eJiminato pe.r il retto. Cosir:clu\ è evidente che In sottra1.ione a vviene direttn.mente ~ ò.nl siero di quei vasi che lo perderebbero per essu-
f.i!J2 RESOCONTO CLINICO ~TATISTICO & TER.UBUTICO, ECC. dazione, o dal siero soverchio già versatosi nella cavità peritoneaJe, sul quale sono precisamente rivolti gli ~ forzi det medico, senza nkun d<lnno per l'organismo in g~n erale & senza pericolo di aumentare l'idroemia. Per conseguenza ho prescritto le foglie di seoa in infusio-ne nella dose di l O a ~O gramm i al giomo per 200 ~?rammi d acqua internamente, ed oltre a ciò la stessa infusione per clistere, coll'aggiunta di 20 a :30 grammi di solfato di soda. Ho già accen nato che l'ammalato era leggermente anemico ed era facile il supporre che il riassorbimento dell'essadato sarebbe stato tanto più fa\'Orito dalle condizioni fisich e di una viva osmosi, quanto piti il sangue fosse denso e ricco di globuli rossi , laonde a raggiungere tale intento ebbi cura di somministrare all'ammalato un. vitto variato e ricci) di llle menti nutritivi. La cura istituita fu coronata ùal più completo successo; ia meno di un mese l'idropisia era scomparsa . ed il Galletti usciva dall'ospedale per recarsi in licenza di convalescenza onde maggiormente assicurare lo $Oa guarigione.
U.93
IL PENSIEHO CO~IE MOVIMENTO SAGGIO 01 MECCANICA PSICOLOGICA
pel 1lott. Pietro 8aròli1 medico d! t' classe n~lla regia marina
1o n pensiero è un 111od.o di movimento come il ca!ore, la luce, l'elellricità, ecc.: 2• Si e!Teltua in uno spa;do; 3o Tmpiega un certo tempo per percorrere questo spazio, e svilupparsi . Tolti i fenomeni psicbici si ridoc<•no a un elemento iniziale - alla sensa:none. Le ...ensa:rioni formano il materiale IJrulo (Beanf!i:;) dell'intelligenza; sono i ponti di partenza delle percezioni, delle idee, del le volizioni e de' mo vimenti volontar·ii, di tollo ciò, che costituisce l'attività psichi ca. E che cosa è la sensazione? È un fenomeno fisiologico prodollo da una eccilazion~ periferica. la quale alla sua ,·oJta è « prodolla da una forma di movimento della materia sull'apparato speciale degli organi :;ensori (Sergi) ». CJuestn forma di movimento capace di eccitare l'organo speciale :;en:;iti vo periferico è d i natura meccanico, fisico! fisico -chimico e chimico. È meecanico come nelle eccitazioni tatlili; è fisico come nelle ecci tazioni sonore e luminose; è fisico-chimico -come nelle eccitazioni odorose e gu-
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lL Pll~SIERU COME MOVl llltNTO
~tative. li ml)vimento insomma succede o pel contatto plice e rmmediato della materia o per mezzo di onde bratode aeree o per meZI.o di onde ribratorie prodotte illl un agente materiale estremamente rarefatw e dissocia&& •1ualt> è l'tteu. In ognr modo in tutte •Iueste varie e diven~ modalità dr eccitazioni periferiche è sempre di mezzo un morimt'Jtlo. delh UJateria, che importa consumo dr altro movimento C) di ror:ta ~·i ' a. Que,;to morimrnto è nelle intime particelle o negli atom; del corpo produllore del suono, della luce ecc. E importa consumo di for:a riro, perchè consistente esso in Nbrazio1~i molecolari e degli atomi , piu o meno lera te o rallentate, piu o meno concordi coll'onde aere-e etl'rt~e, l'mten.vità di detto fenomeno viuraturio di an lnart•rialt• di massa m, che in un dato istante ha locità v, si misura dalla sna forza etra
l
-mr'
:? o:-~1a dal lavoro capace d'imprimere la velocitil c :.1 d punto qualora fos:.e in ripo"o o' vero dal ~rodurrebbe se tornasse al riposo. Qumdi o~ o i stimolo periferico prodotto d.d ,;uono. dalla luce, dall'elettricità ecc. è un prodotto di movimento e di forza viva. E questo movimento sonoro, l:rmino:.-o, elettr i~o ecc. ~ a mtda, e come tale è ricevuta da' sensi periferid speciali trasrormando3i in altra ontla. la cui natura Tedremo, e che si 63plica successivamente, sorto forma di corrente e nelle fibre e nelle cellule nervose. Gli apparati nervosi sensitivi periferici, rappresentati oell'uomo da' cinque sensi speciali, sono le porte d'entrata delle impre~sioni del mondo e"temo e sono gli organi cb&
IL P &:'ìSIKRO COXK )iiQ'I'lllB~TO
rit:e' ono il mor::immto eccitaturio sod letto e che trd~met1000, dopo 1mn sp~'ciale elabora:ionr, nelle stazioni nervose centrali . Come aJ,:isce il morimmlu f'le1'eo di tlll corpo lumino:-o su' co11i e su' bastoncini dell-1 ret'na ~ )lal;rr.Hlo tJuaHte ùollhio mosso tial Ler·o~, og,;t è stabirto. che i mni e i /)ll~loncini sono i sul1 ekmrnti imprt'~ .~1oMbili alla luce. rimanendo eneccitalule i! rest:~rHe della retina. J roni e i lustono;i 11 i sono fom1ati islologicamente da un artitolo int»mo. che si continua con le fìhre del nervo oltiru. per mezzo delle fiure del \liiller, e di un articolo ,..,trnw. che confina ~~on la coroide. La lu ~e per arrivar·e all'articolo esterno deve allraversare l'articolo intemo. L'articolo interno e composto di librillc delicatissime; l'articolo esteruo è compo.>to da tante piccole placche tra:;versrdi sovrappo,;;te le une :)Ulle altrE: come una pila. Sono que~te pla··che dello :>te:;:;o ~pessore, ma con un indice di rifrazione differente. Il luro numero varia con la lunghezza delt'articolo. t:ome si uniscono i due articoli tra loro e poco deter.oinalo. l.',1r1icolo esterno •lei ba,toncini contiene durante la ''ila Ullol m lleria colora1lle rt/l).~a (Boli). c che va sollo il nome 11i ,.,,so o porpvra rt'linimw. Qoesta materia colorante, che, se~onJo il Kiihnf' .,. pnò estrarre da;:li acidi biliari ro cootallu tle' raggi lnminn~i. a.-;sume diver~e rolorazioni (giallo'erda~tro. verde-uleu. :.dallo, arancio , violetto ecc.): all'o-curo si rigenera a spese dell'epitelio souostante. Il ros~o retiniano esiste presso Lutti i vertebrati eccettuati r piccioni, i polli e i serpenti che non banno clte i :.olt coni, ne' qnali non esiste. e per· conseguenza manca n ~J la nwccloa !J'Ìalla della retina.
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IL PK!SSlE.RO COME \10\'Uf ENTO
~egli atccelli e ne· rettili. dove 1 due articoli si riuniscono. esiste un gwbulo senza colore o colorato. Quando esistono quesli globuli, la luce non può arrivare nell'articolo e5terno senza attraversarli , e in quPsto passaggio alermi raggi sono assorbiti seguendo il colore del globnlo. Xelruomo mancano deui gloil11li. ma sono rimpinzati in tutta la regione della macchia gialla e delln fovea centrale da un pigmento giallo difh1=-o, che :>i continua in avanti dei coni e assorbe al loro passaggio una parte de· raggi violetti e Lleu. Secondo lo Schullze e il R.ouget, l'articolo intèrno è il solo elemento impt ess-ionab1ll': l'articolo esterno per la sua struttura essendo forma to da tante piccole lamelle, per mezzo di queste 1\t)robra deslinat() a rificttere i raggi htminosi e a proiellal"ii concentrati sull 'articolo interno. Lo Zeoker crede in vece, che l'articolo esterno, sia il :;olo impres:;ionabile: perchè ritiene. che esso agi:;ce per le sue lamelle trasformando, per una serie di 1·iHessioni suc~essive, al limite di ciascuna lamella, le oilna::io1~i delf et.ere in ribruztoni ~ta zionarie, che forma no l'i magine (' la inconticia,tO. Si dicono vihr·azioni stazionarie quelle che si pro du~c(log per es. io una corda fissa per gli estremi. I o ogni modo, in queHi elementi. che cosa produce l' eccitazione luminosa? Poco nota questa qaistione. Sarit nn riscaldamento ( Orapet·)? Sarii un eiTetto fotochimico ( Moseo)? uno sdopprnmento delle molecole eleLLromolrici come quell o che si produce nei nervi e nei muscoli ( Ou Bois-Reymood )? L' Holmgreo ba potuto osservare e constatare la va riazione negativa della corrente della retina del coniglio n~l momento che i raggi luminosi entrano nell'occhio. Il De,n•r ha studiato piu a dentro queste correnti.
IL
Pf.~SIERO
COME 'IO \' DI E~TO
14.9i
Qualuoljue perè sh la natura delle modilicaziooi che apportano le vibrazioni lnmino·e sugli elementi nervosi suddetti. esse rappreM·ntnno st'lll]'1'e ~m movimento, sia fisico, clnmico o (isico-chi mir.o. e rome tnle « agisce a sua volta come eccitaolP ... une parli puramente ner>ose della retina e si tra~mt'lll' negli organi centrali ( Beauois ) . ., ~on l' d~l tnlll' chiaro il modo d'azione del liquido della· /;erùtto. ~ru,:>o dal movimento dell'onda sonora, sopra le terminazioni nervose nell'organo dell' udito. Ma anche qui si Lratta ~e u za dubhio di uo IDCivimento lisico-meccaoico, che vibrante ne· filetti ner•osi eccita in qoe·ti uo altro movimento. che tale si trasmette negli organi ceotr.1li. r; HelmiJoltt. ha cerc·ato eli approfondire le cognizioni a qne~to riguardo. Ec:co una sua ipotesi. I corpi elastici h:mno 11 n suono p1'1llm·o corrispondente a un numero determinato di ribra1.ioui. Se vicino a un corpo el astico suona un allro corpo. il primo pt'r inpuen~a si melle a r ibrare e t'on tanta più eoer)!ia per quanto il numero delle l"ibraziooì è tra loro approssrmato. Or·a le estremitil nervose del nervo della chioccrolo. finiscono in piccolis:;imi cerchi elastir.i del numero di circa 3000, che sono appunto Il' fi.IJrl' rlPl Cnrli. Queste fibre sono accordate per nn snono determinalo e formano una serie regolare, che corrisponrle preci·amente alla :;cala della gamma. Or:~, supponendo che per una intera ottava ci vogliono i.OO fibre suddette, per nn semitono ce ne vogliono 33; l' intero numero delle tibre del Corti compr·ende sette ottave. Qoaudo aduuqne un· onda . . onora arriva all' estremità delle Hbre del Co.-u. que:;~e ,·engono scosse secondo un numero di vibrazioni ,·,Jrri·ponJenti a quello dell'onda sonora eccitatrire. E S<'c·ondo il num rro delle fibre t'ccitale, si h·J nno altezze di suoni direrse corri$pondenti al numero delle vibrazioni pro-
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lL PENSIERO COME MOVIMENTO
dolle. Invece dì un suono semplice, si ha un suono anriunic-<f o comp0sto secondo il numero delle vibrazioni o deiJe fibre eccitate. L' Hense~ ba confermato tutto que:>to. Però ricerche più recenti hann? messo qualche dubbio. Lo stesso Helrnholtt ricorre oggi alla memb1'Una basilare, che sareh b~t secl},ndo; lui un sistema di corde messe l' una presso l'altra di lunghez.za crescente accordate tra loro e ciascuna per un suono · determinato. Così viene eliminato il fatto, che negli ucceJJj mancano le fibre del Cor-ti mentre esiste la membrana ba-
silare. Il mecc.mismo di azione delle onde odorose sulla mucòsa del naso non è molto chiaro. Ma è molto probabile, che qui sì tratti di una azione mecc;taica delle onde odorose , sulla mucosa. Le cellule nervose o! fattive ( Sch ullze) terminano ia tante ciglia, le quali costituiscono dei prolun;ramenti, cbe s.orpas:;ano lo stesso epitelio. Oietro una ec~c.itazione oaorosa, queste ci~!ia o prolungamenti sono meccanicamente eccita'e dalle onde odorose delle pa1·ticelle sciolte dal liquido~ çhe umetta la pitnitaria. Que~t' ultimo fatto è una condizione ne· cess.aria per l'eccitazione olfattiva (T. B. "VolfT). Le eccitazioni tattili sono di natura meccaniche su' filen i nervosi. Anche fisico chimico-meccanica sembra l'azione <ielle so,stanze sapide, prima sciolte nel liquido boccale, sulle papiHe nervose gustative e propriamenLe sugli estremi til-:tti nervosi, che ad esse vanno a terminare. I u tutti e cinque i sensi specilìr..i ha luogo ~empre adunquein seguito a un movimento eccitatore esterno, un altro ·movi-mento di natura fisico, chimico, meccanico. l nervi specifici sono la riunione delle fibre e degli elementi nervosi di cia:>cun organo sensitivo speciale in un sol gr·uppo, che forma il filo conduttore speciale. Essi sono il
IL PE~SIKRO COME MOVt:ME~TO
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oerro ottico, il nen·o acustico, il nerro olfattorio, ;1 neno gustativo. Per la sensibilità tauile non ci è riunione di elementi nervosi in un sol filo: tutta la superficie cutanea è innervata da nervi sensi liri dd le radici posteriori della midolla cupaci tli trasmette1·e al centro la detta sensibilità. Pen;hè diciamo specifico un nervo, per es. , l'ottico, l'acu· stico, il gustativo, ecc.? La specificitil del oeno conduttore delle eccitazioni specifiche periferiche non dipende da una specificità istologica o chimica, ma dalla 11 fo,·ma dell'organo esterno. » ~elle fibre di e:;~o nes~una a:::ione .~petifìca: l& struttura è anatomicamente ugu:1le iu tutti. L' eccitazione specifica prodolta in ciascun organo di senso spec1fico, specifica il nervo che la cond11Cf al centro. l n che con;iste questa conduzione? che succede tra le molé<:ole del cilindmsse del nervo condutlo1·e? J.e teorit< per spiegare il meccanismo della conduzione nelle fibre nervose sono molte, dallo pneuma di Galeno allo spiritO anima:lt del medio-evo; da yuesto al fluido nerroso dei tempi moderni. Quello che :>t'duce dippiù è la rassomiglianza de' fenomeni elettrici ·con le azioni e i fenomeni nervosi . L' idea d'una corren1e elettrica sprigiona ndosi nel cilindrasse dietro una eccitazione è senza dubbio scientificamente basata; ma bisogna ancora essere molto cauti. Intanto l'ipotesi sola che ci resta è quella del .Beaunis e della ma~gio1· parte dei fisiologi moderni . .Bi:)ogna consi derare la sostanza nervosa del cilind1·asse come in uno stato molrcolare particolare, instabile e ntodificabile alla minima eccitazione esterna o interna . E in r.he consistono queste mo;lificazioui? Po~sono consistere in decomposi:rioni chimiche o in trasformazioni. isomeriche o in
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JL PENSIERO COME MOVIMENTO
amendue. Il puuto dove succede J' eccitazione e dove succedono le modificazioni suddette, si trasforma esso stesso in punto eccitabile per le parti vicine, e cosl di se~uito. In • modo. che ogni molecola nervosa ha in sè immagazzinata una data {or ~a di ttnsùmr., debole in un tubo o fibra nervosa, ma considerevole io una cellula nerrosa, la quale diventa for::a nw dietro una eccitaziotv. E che cosa è codesta for::a rira. e !n che consiste q È calore, è moYimento semplice meccanico a onda, come l'onda liqnida in un canale pieno d'acqua, è corrente elettrica ? lo sto per una coJTente eletl·rica. Questa energia non è nuova pe' nervi e pei muscoli (l'latteucci). )la ci è una abbiezione. Il fluido nerwso si trasmette con una velor.ita media di 20 a 30 metri per secondo; l'onda elettrica si trasmette invece con la velocità di 460000 chilo· metri per secondo. Come ciò? Ma non è molto seria questa abbiezione. La nalnra dei due fenomeni o processi, l'elellrico e il nerveo, può essere identtca, e intanto la trasmis.~ione loro, per mezzi dion·si, il lilo di ferro e le fibre de' nervi, è differente. Già le esperienze molti$sime del Beil un is sulla velacità di propagazione dell'elettricità altmver5o fila conduttrici organiche (nervi. fili di tes5uti inumiditi ecc.) hanno provato come possono r'aYVicin:1rsi le due velocità. D'allra parte il D'ArsonYal ha provato come lo stesso movimento elettrico può tr·asmeuersi e propagarsi con una velocità molto inferiore all'ot·dinaria ne' m'ezzi ordinari. In ogni modo, una molecola nen•osa eccitata, passa dallo stato di teMione allo stato di forza vi va; e per la teoria della ralanga nercosa del Plluger, di\-ent<l punto di eccitazione vP-r'.so un'a ltra molecola vicina, la quale spri giona quindi una
IL PE!\SIERO COllE MOVBIENTO
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energia maggiore della prima, e così di segu ito rino che si arriva ne' centri nervosi, nella cellula ner vosa dove la somma delle en~rgie raccolte luogo il tragitto, con Lma crescenz(L geometrica, esplode, e si trasforma con un uuovo processo in altro modo di motJimento e in altra energia. ()uale che sia la energia, che viene trasmessa per mezzo de' nervi specifici sollo forma di motJimemo le prime· stazioni centrali dove approda sono de' nnelei ch 'io dico primi o centri nen)osi . È nei centri 1~enosi, dove cia:>cun nervo sen:>Jt 1vo specifico trasmette l'eccitazione sensoriale, e dove questa si muta in fi.m~ione corrispondente, ma incosciente. Essi sono: per la vista, i corpi quadrigemelli; per l'udito, il 4. 0 ventricolo; pel gusto. il bulbo e la protuberanza; pel' l'olfatto, la base del cenello. Per la sensazione tallile e comune possono considerar:::ì come stazioni ài approdo e di rinforzo de' ne1·vi sensitivi delle radici posteriori della midolla i nuclei della base del cervelio, iltala.mo ottico e il corpo striato (terzo posteriore della capsula interna) . ~e· nuclei suddetti l'eccitazione luminosa si muta in imagioe luminosa; l'eccitazione sonora, in :'Uono; l'eccitazione odorosa, in odore; l' ecci.tnzione gustati va> in forme sapide: l'eccitazione tattile viene rinforzata. In questo processo non entra la coscienza. I suddetti fenomeni restano incoscienti: i nudei suddetti o centri nervosi sono semplici specchi dove vengono proiettate le imagini sensoria_li periferiche. Che cosa succede nella cellula nervosa di questi centri primi? Senza dubbio l'energia e il movimento trasmesso ecciterà tra le molecole protoplasmatidie della. cellula un altro movimento, a base di riduzioni chimiche e sposiamenti fisici,
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IL PENSIERO COME )t0H~IEXTO
e un'altra energia, che prende la forma lisiro-m ecca ::~ica di imogine luminosa. di suono, sapore ecc . ecc. Sotto questa forma (irn:~gine, suono, sapore ecc.), l'energi:l periferica viene trasme:;sa, sempre come movimento a ondct, da' centri nerrosi ai centri intellettuali merci• le fibre di commessm·a . .\e' centri intelletwali o di flercrzionr l'inco· scienza de' fenomeni sensor·iali diviene coxcientl'. In essi adunque ~·inizia l'el:lborazione psichica con la seMa;;ione e con la percP.:ione. Il centro intellett?wl" della visione è nel lobo or.cipitale: il centro intellettuale dell'udito è nella parte :;uperiore delle circonvol nzioni temporo-sfenoidali; quello dell'olfatto sull'apice del lobo temporo- :;fenoidale: quello del gusto sulle parti superiori dell'encefalo. Il centro delle sensazioui tatti li dal Meynert è localizzato nel lobo occipitale; dal Ferrier nella regione dell'Ippocam po. 11 Ferrier e I'Yeo hanno constatato dopo lfl ùislruzi,)ne deli'Ippocampo e della regione temporo·sfenoidaiE vicina una anestesia completa della metà opposta del corpo. Schaefer l'ha constatata òopo la lesione del yyrus fimnicaws. In q ue~te stazioni cerebrali arrivando rrccita:iont> periferica sotto la forma incosciente di imagine luminosa, :'HOI)O, sapore, odore ecc., che co:;a succede? Oapprima .hisogna ricordare, che non tutte le eccitazioni suddette arri vano a vincere quella certa « resistenza, che ogni cellula nen osa centrale presenta ali" azione eccitatrice ». Il compimento di una corrente in un gruppo cellularP. dipende da condizioni varie, il cui complesso diciamo- atten..:ione, e forma il momento fisiologico d'a7.ione delle cellule. « Quando la re:-istenza non è vinta, dice il profe,-.;ore Sergi, ossia non '' i r atten.:ione, ossia i ce1~tri encefalici non sono conrenientemente entrati in attivit.it, la rea::ione centl"rtle non 1
11 PENSIERO COME MOVIMENTO
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succede. e non ,·i ha fenomeno e nè notizia alcuna, che il fenomeno ~i a cominciato • . L'atti,·ita molecolare protoplasmatica della cellula nervosa, qnando è eccitat a dalle correnti suddette, si esplica sotto nn nuoro modo di rnovim.ento della materia, sempre a base di ·rid1l::ioni chimiche o spostanMnti fisici tra le sue mo· lecole. e con i seguenti caratteri: 1• È qnasi istantanea: dura un tempo quasi i~;lpprez zahile; ~e deve durare un certo tempo prende il carattere d'intermittenza. e diviene quindi ritmico; 2" È proporzionata all'mtensità dell'eccitazione periferica ed è spontanea; 3° Presenta un equilib!'io instabile. Una modificazione molècolare prot.oplasmatica frequentemente ripetuta, si ri produce con più facilità, e tende a riprodursi al più lieve stimolo; 4" Presenta in sè una addizione latente: ogni modi.fi- cazione prodotta nel protoplasma della cellula nervosa tende a imrnagazinarsi persistenòo più o meno lungo tempo; 5° l~ soggetta all':alternativa di lavoro e di riposo;· è la legge di ogni tr<lsformnzione della Tnatel'ia. 6• Rcosciente: è la proprietà più singolare della attività delle cellulf'l net·vose, che presiedono ai f(momeni psichici. In che congi:;te quest'ultima proprietit1 Arrivata la ,~orrente centripeta ne' nuclei di percezione, tra le cellule di questi si esplica un movimento mole·~olare del protoplasma. in seguito del quale h corrente da centripeta si muta in centrifi~ga. É una specie di pola.rizzazione che succede in detti nuclt'i. Questa inversione di correnti da che dipende.? E dalla natur,1 propria dell'attività dP.lla ce!lnl!i e del sua protoplasma e dalla resi-stenza che. oppongono le cellule nervose ce-
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JL PKNSIKRO COME )lOVIMENTO
rebrali di una gerarchia superiore. che non si lascia Yi se non da una nuova forma di eccitazione - la sensa;ione la 11erCP:ioni'.
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T.a dottrina dell'onda e della C{)rrente re[ltw ~emhra ba-. sata su prove scientiliche, ed è la ~ola, che spie,.m la proiezione dell'lo sul mondo esLOrniJ. c Per intendere que-.to fenomeno, d1ce il profes,ore Serlli. :.i permetta una analogia con un fenomeno comune. 'i supponga un'esteso contenuto d'aCl(Ua in comunicazione con un cant~le, un la)!o. p. es. : 'e per un mezzo qualunque ·i produc•' un'onda di una certa :;:randezza all'estremitit esterna del Ctlnale, quest'onda si pr·opaga, secondo leggi meccaniche, per la lunj!'hezza del canale lino nel e pel lago stesso; se tJUesto è di una estensione cons· vole, l'onda Vll allarg:mdosi finchè si spegne appianandosi superficie dell'acqua. Si supponga però. che :"i ristl'inga ~randezza del lago comunicante col canale con una diga, che si fact·in nascere un movimento ondulatorio della s grandezza all'estremità este•·iore del canale; vi sarà la propagazione pel lago, ma questa volta trova un ostacolo diga e non può sping.mi ollre: che avverrà"! A\Verrà uflessione dell'onda per quella porzione del lago e pel canale medesimo. Cosi avviene per l'onda nervosa: ristretta alle parti speciali si ri,·ersa di nuovo per la periferia. co~tituendo un'onda di riOessione della sensazione (Sergi, Tf'oria (tsiologica di'Ila
percezione 11. ~el nostro caso. il l{lgo sarebbero i nuclei centrali cerebr.tli: il canale. le liLre nervose che vanno dalla periferia al centro: la diga, sarebbero i nuclei di perce::ione. dove si av· Tera la reflessione della corrente. Questa reflessione mecca nica del movimento sensoriale impiega un tempo più ce-
fL
PE~
IERO COYE
llO\ìKE~TO
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(ere, perchè ~i avvera in un solco aperto e in una direzione già trucciata. L'onda liquida reflua impiega piiltempo. L'onda o rorrente centrifu,ea nen•osa descritta do,·e va a finire~ che co,-a esplic-a ? ~ Essa ritorna al medesimo iLo di partenza. alla periferia dell'or!!ano e:-lernu . ..:he è in ?'<•lazione imml'diata con le forze che l'hanno me::::.o in ecritaziooe. In tal modo non ces-a la comuntcazione dell'organo centrale cull'or:wno e:.Lerno e ron le forze esterne ; ma '" i ha una relazione non interroU:J. un le:.:ame diretto ed immediato coll'organo, ove il fenomeno psicltiro riceve il suo compimento(. er~i, id.) :.. Questa comunicazione dell'organo central e, la cellttla 1t1 rt;O.\tt, coll'organo periferico e colroggello. che eccita que~l'nltimo. costituisce una specie di proiezione del soggello sull'oggello, l'.he è appunto ciò cl1e dicia mo .vmsrt::iont•: In 'iuale non è che l' ohhiettivitc4 smtila o Ol'l:l'l'tita. L'lo ha la coscienza della modificazione sensoriale esterna. E le due correnti si completano. La corrente t'entri pela porta nel soggetto le modincazioni esterne; la corrente centrifuga • tende a far uscire d:d soggeuo le modificazioni prodolte spin~endo~i per le vie ~ter·ne ». Ili qui niente formalismo kantiano: la realtà t! l'assieme delle ;;ensazioni: in queste lotta la verità. La percezione non è che la J'tessa sensazione definila me:!lio e più determinata. L'l mutazione p·ichica ~en$azionale e percezionale non ha ti rarauere della gmeralita: è ristreua immediatamente all'ug~etto smtilo o percepito. Il Weher e il Fechner l1anno studiato i rapporti, che pa:.sauo tra la eccitazione periferica e la sen~azione, ed hanno formulata la legge seguente: - la sensazione cresce come il logariuno dr Weccitazione ; Yal tJnnnLo dire: se l'ec95
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IL PENSIERO CmiE MOVIMENTO
citazione cresce seguendo una progressione geomett:ica, 1, 3, .S., 8. ecc. ecc., la sensazione cresce seguendo la urrlur......_,'l'll sione aritmetica. l. :i. 3, 4 ecc. ecc. ~'iaturalmente QUt!Stall legge ha dei limiti relativi c al grado d'eccitabilità! dell h>aoo sensitiYo e dell'organo centrale. Il movimento ceuLrirugo o relluo sotto forma di onda corrente sensitira e pt>rcettz'ta t·idiviene. c-entripeta, e centri di percezione. elaborata e aumentata di forza e · sità, si spinge oltre, ~ alla a superare le resisteoze cellule corticali. a propagarsi tra Iom, come l'onda in un lago. a e1;citarlP e a promuovere nel loro prot un nuow m.>t,immtv molecolare e un al tro sp0sLamento mico, a base di riduzioni chimiche, il cui effetto è camento di un'altra energia. Il movimento cellulare della corteccia del cen·ello è risultato meccanico-fisico di tulti i movimenti senso non potrrblw e.~istere senza di qu,esti. La natura di tjuesto motime~~to corticale è assai plessa; ma non cessa di essere una manifestazione materia. Esso importa nè più nè meno tra le molecole toplnsmatiche delle cellule cerchr,tli in azione un a11mento temperatura, un cambiamento di reazione, un aftlllSSO san ~ue maggiore e una serie di riduzioni chimicl1e ""'~ ,.,..,._ talmel)le constatabili. E tnllo qut:Jsto non succede in una elelll'ica! Quale t> l'effello utile di questo movimmto corticale o fJUesto lavoro immenso chimico-fisico'? Ln mttnifi•sta~ ione del pensiero . La celi ula nervosa della corteccia del cen·ello umano ha proprielil t!i ùfeali.:::-a)·r~, conceolmre e (onrle1·e t. le ..,~·u ..,...._ ziooi (sensazioni e percezioni) prodotte nelle cellule d'ordine inferiore (Beaunis) » ne' nuclei di percezione.
IL PENSUilO COJI~ :IIOVlMENTO
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serviamo di volo. Quando stabiliamo tra le cellule nervose 00 a Jierardti~. che co:ta \ogliamo intendere' Ciò che deterJilioa la dtl1'f'renza lhi<'lo~ica funzionale di una cellula i> il suo protoph-.mn: la forma istologica è quasi identica tn lutti. Pel pa,5 ato 1 r.1 comune opinio ne. Fi~. t. cb e e~i,te5'ero delle e5seoziali • 1 1 l OisposizionP rlepll strntr clelia oor4iiTerenzeanatOIIl1C '" tr.t e ce tt!(ciot .-~rebr.u~. Jule dei òiver~i scompartimemi neno•i -simpatico. mtdollo spinale. cervello. )fa dopo gli studii del pro f. .J acu howit eh una tale prete~a differenza ì.• -scomparsa. ()uesto illustre anatomico ha potuto constatare la ~omig l iaoza e l'identicità tra le l, S'oll4n:a.- i<Uin.V. t. fJicW> •.u·~..u..w..~. cellule dP.' gangli periferici e 'lirJ,.,potwOt-~ .,..Imi~: le cellule della midolla e dello -i'. $hb; J</!41,.--JV..t/.W~' t .stn.a.~•• $; ~ <I.MW~""-'_._.tJ.J. stes:<o èocefalo. Già non fa mew••~fil.""')· ravi;.!lia tro\'are i medesimi elementi oen·osi nel :simpatico e nella miclolla: il primo i! una dipendenza della midolla; e dice bene il \'irchow: questa oc Mn rappt·t•·enta istolo~icamente un 'empi ice e necessario contra~po t o del cordone simpatico.» Uel midollo ~i distinguono per la sola )lrandezza tre specie di cellule nella 'Ostaoza gri::!ia; le cellule motorie. le sensitive ~ le simpatiche. Le cellule motorie o dP' cordoni an/Priori ,:onu pin !!randi e oucleate ed hanno moltissimi prolungalll••nri ; le l'ellule ,;en,itive o cle' cordom· pnstPriori sono piìt pi~cole: le cellule ~impaticlte sono meno r-amificate, rol0111le. nurleate e abbastanza grosse.
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Il.. PS~SIERO CO\IE \10\HIE:\TO
:Xella corteccia cerehrnle ..,; de.;cri>ono due forme di cellule: le une nssui più numero:;e. ~ono delle: rellule pi!·am i~ dali, di un dtametro eia l OJ.1. a f'•t! 2. C:elluh no> n o•:t p•rami•1al~. 120 J.1 •• striau nelln lo m l11nylw~~~~- con numero~e ramiliCRzioni tra loro nna~tomiuate e con una .-pet·iale ramilicazione. che parte sempre dalla base della: prolttnfJalllelllfl del Oeiters: le ali re. ~imi! mente
r:oli::ion1!. Tranne tJueste piccole diffe renze. la rellula nervosa nella ~Ila runzione è dist'nta dalla SU il materia ,.j,ente, di.ll protnpla~ma .lifferm::ill/o. La cli:'\po.;izione alomico-molecolare d i questa- ha$1.\· (){ Li{P -,delle .;ue proprietà fi ·iche. acqui.;tate nell'evoluzione per selezione naturale e del suo chimismo spiega la fun.:ione. per qnaoto nobile ed ele>ata questa s1a. Io che consiste l'idPflli~-=a::ion#l di una sensazione? ~ella sensazione ahh:nmn veduto rome vi è direuo e immedia to rapporto e comunione tra. l'or~aoo centrale (nucleo di percezione) con l' org 100 periferico sensoriale (~e osi speci lìei) e l'oggelto. che eccita con le sue forze fìsiehe quest'ultimo. Non appena, che la sen:;azione arr·iva nella corteccia cerebrale {centro intelletluale), questa comunione a poco a poco comincio. a rilasciarsi iolino che succede undi.ytacco tr·a l'oggello
IL PX;\SI:ER.O CO~E liO\' lllENTO
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e la s,n~azione con J'or.l{ano ceotr.Jie intellettuale. L'og~etto. che con la sua sensazione è servito di eccitameDLo all'allivita corticale. non nppena che questa è messa in gioco comincia scomp· rire ialino che ne resta ~olamente una imagin~ iw.r 3 lnca. ()ue•tn imagine isolata di un oggetto È L'IDEA. Allora ~JI'orKano centrale non il presento l'oggetto, che l'ha colpito, ma l'tmayi1te di rsso io pal'ticolare. e in gtnere tutti gli ogO'etli. che hanno qli vtr..,si caralle-ri. Quindi l'idea ba il carattere drlla yeneralita contro la sensazione. Questa idealizzazione. in Yista ùi questa ultima considerazione. put'l succedere aucbe quando l'oggello non cade sollo i sen:'i. Percltt! per la proprietil che hanno le cellule de' nuclei di percezione di presentare ww addi:wne latente delle l>ensazioni. a tempo e a luo~o, queste pos ono eccitare la corteeci,t cereurale. Qu•ndi non discontinuitit di movimento e di relazione tra ~li orj!ani periferici e i centrali: Ed o~serro come allo sviluppo DELLE IDEE presiede lulla la corteccia cereurale (conLro Gall), comp•·esa ne' tJuclei inteleiiU:lli: per ~li altri processi psichicì - la coscienza, la memoria, In volizione-presiede il resto della corteccia (sfera superiore l. La quale inoltre ha In proprieta ài concentrare e di fondere le lliver:;e :tensazioni. )lerci· codesl3 proprietà l'organo cerebnlle cerll rnle nell 'acquisto delle idee p•·ocede con ordine, con misura e con uua. certa proporzione. Se ciò non fosse, socredereube una vera confn:'ione. una indeterminazioue e lino una sconne~siooe come succede ne' l'ervelli patolo~ici tra l'una e l'altra idea. In questo consiste una organizzazione cerebrale lisiolo~ica; nel contrario consiste la pazzia. Eù ecco il modo come svlluppasi l'idea, questa J!raode e nobile manifestazione ùellà materia. Abbiamo veduto come es'·' non t' cbe un prodollo lhico chimico dell'auivitil proto~
t 510
IL PE'iSIBRO COllE lfOVUUSTO
plasmatica delle cellole corticali, d'un morimento molf'colart cbe rappresenta il capitale psicbico di o~ni r.er\"ello sano, & che è il prodouo e la somma di tutti ~ movimenti sensoriali. Riepilogando. ogni idt>ll risolta: 1° da una eccitazione pariferica prodoua da un agent& lisiCI> (luce, suono, ecc.) su~li organi di senso : 2° da un mo,•imento cell ulare degli !!lementi nervost sensitivi periferici (retina, ecc .); 3° dalla trasmiss1one di questo moYimento sen~o rial& mercè de' nervi specifici ne' centri nerrosi o nucl1•i primi.. ebe presiedono alla runziooc sensitim corr i~pondeote: -i- 0 dalla formazione incosciente in questi nuclei della i ma~ine funzionale (visione. suono, sapore. odore. ere ecc.); o• dalla tra~missione di queste nuorr;t nei nncll'i di
pcrce.:ione ; 6° dalla formazione nelle cellule di questi nuclei di una corrente centrifu~a od onda rellun: 7o dalla sensazione e dalla percezione; o dalla trasruiss1one detronda reflua (sensazione e percezione) nelle cellule della corteccia del cer"Yello; ~o da uno speciale movimento protoplasmatico di quesa. cellule. Lo spazio, che percorre la conente sensoriale nell'arrivare alla corteccia può walìcamente rnppr·e,entarsi com& nella fig-. 3. L'attività cellulare della corteccia cer·eltrale non elabora solameme l'idea, perchè nelle -~emplici ide·· non (• lullo ì' pensiero, ma llDCOra altri fenomeni più o meno complessi come il ~indizio, il rag1onamento. la memoria. la coscienza, la volizione. Ed an che io questi altri processi è il solito movimellto protoplasmatico delle cellule ner\"ose, è il ritmico
Il, PENSIERO COliK \IOYUIE'iTO
151 1
moto lìsico-rhim iro della materia. che volgendosi e lrasforntando~i produce nuore eoert!ie. Oi qui eontinuita di movimenti: nes-uoa io terruziooe. Fit?. 4.
11 ).!Ìudizio, lo dicono tutli gli scolastici, è la conoscen.=a ùmn,•tliato ,1ft mpporto f'ra due concetti o idee (Prisco).
Jn que~ta cono~cenza del rapporto fra due concetti si tratta di paragonnre due concetti e vederne le attinenze. È una operazione cerebrale piu o meno complessa. ma sempre di natur.• fisico-chimica. l)uondo 1.1 mente \non venga fraintesa la parola) non t< 1:;t'or~e la relazione rhe passa fra due conc~tti paragonanduli fra loro. e procaccia di vedere se tale relazione le ~ i n manifesta ta dal paragone di quei due ~oncetti con un terzo. quasi loro anello mediano (Prisco) )), io •zia un altm prot'e:-oso ps11:h•co che ;. il ragionamento. Con l':.ssociazione e col pam,;one di più idee: col ragionamenlo e gli infiniti suoi ripieghi, l'organizzazione cellulare della corteccia subisce una dispos•zione malecolare tulla propria c una serie di moùiflcazioni protoplasmaticbe, lo L(lla li i u \'i r1l1 delLa proprietit lisiologica delle cellule nHvose, dr.llo arlrli; io n(' latente. e della 1·etenti·vità, tendono
151 Z
ll PBNSfERO COME l iOVDrENTO
a n,-sarsi nel la massa cereiJrale e a 1·icomparire al mi nimo eccitamento costitueoào il fenomeno della memoria. 11 complesso di questi ~Jrocessi psichici con le loro modilìcazioni, clte hanno apportato. mette i! so~geuo in relazione con queste e col mondo t>s!erno : il soggeuo ra~iooevoie Jh'llWt e sente di pemare. Ecco la coscitnua: ecco l' [o. ()alla formazione dell'idea allo sviluppo dE'Ila coscienza i l processo psichico è stato rinchiuso e si è svollo nel sog:.rello: la corrente cenu·ipeta e rimasta :.!azionaria nel gran laboratorio della corteccia cerebrale, e in que:;to ha preparato la potenzialità di una nuova corrente, la centrifuga. La polenzialitil di quest~ seconda corrente è il complessa de' fenomeni psichici sudù elli e la coscienza dell'io personale e del mondo esterno. La conoscenza del mondo esterno dispone i l soggetto alla roli.:ione, punto di partenza della corrente cenlr.ifuga, spinto da' diversi desiderii alfettivi. Dopo un processo piu o meno lungo il pensiero adunque ritoma movimento macroscopico. si rilletle al di fuori mercè l'eccitabilità muscolare e h\ringea. Ed ecco compiuto l'arco cosciente. Gli ar·chi inconscù·nti abbracciano i movimenti antomalici, i movimenti riOessi, i movimenti istintivi. Si banno ~li archi incoscienti quando le correnti eccitatrici della periferia non arri>ano alle stazioni nervose centrali (cervello), ma arrivano a stazioni nervose infer·iori {midolla. bulbo, ecc.) e si riflettono sui muscoli. l movimenti istintivi dapprima sono stati coscienti e in forza dell'abitudine sono divenuti tali souraendosi all' immediato controllo del cer vello. l;ratìcamente pos:;ono e5Sere designate le vie di trasmissione delle correnti coscienti e inconscienti come nel la lì g. 4.
J1
I'E:\S l EllO CO 'l E XO\'Jli&~TO
1513
Il p roce~so p~ichico, che abbiamo considerato, dalla sen sazione nll'td~;>a. dall'idea al movimento muscolare volontario . .-Tol~endosi in 1.m mr;~o n~istenu. in uno spa;io. che 1• l'arcu cosciente, che Ta dalle cellule sensoriali periferiche alle cellule corticali del cervello e da queste alle Fij:. 4.
cellule delle fibre ·triate del muscolo e alla lar inue. ha bi.<;Off''n per cnmpit>r,.~i di 11n etrto tempo sperimentalmente
determinahile. Come manifestazione della materia anche il pen.:iero è soggetto alle leggi del tempo come gli ordinarii fen omeni fisici. la luce, releuricità. il calore. Quando il pensirto si faceva derivare Ja una facoltà iperfisica eiperchimica. dall'rmìma, ... i crede,·a :llla sua istantaneità, che fosse fuori t/i nynt minimo t'•mpo. immensurabile; oggi invece anche il pen ~i ero è ttn rtLiquid. mensurabile, e la sua
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!L PENSIERO CO)(S !f0H1IE~TO
velocità è assai piccola, piccolissima (Sergi) appena cit·ca l
fò 000 OOÒ di quella di uo raggio luminoso, e 16 della corrente elettrica, e meuo di
1
000 000
1 ~ del movimento delle
onde sonore. Ed è purtroppo cosi. L'idea sembra uno scoppio, ma con:iiderando gli elementi di che risulta e i processi che hanno luogo per il suo sviluppo, ci persuadiamo del tempo che ha bisogno per essere determinata . E qunnte idee per essere tali hanno avuto bisogno di :<.ecoli e per maturar i e S\Ìiupparsi banno dovuto attraversare infinite peripezie l Oggi il cervello t1maoo ha un patrimonio più o meno vistoso; e la materif\ protoplasmntica della corte,jcia ha no capitdle più o meno ricco sicehè dispone di un numero abbastanza grande di idee: ma quanto lavoro sensoriale ci è voluto. IJnanti sag1·ifizì, qu:~nti ostacoli da superare per arrivare a una tale ?'iechezza intelleltl~all' dall'uomo delle caverne all'uomo civile del s·ecolo decimonono. dalle prime epoche geologiche alla nostra l E indiscutihilmente tendiamo verso il pro:zresso, malg~ado gl'infiniti zig-zag cht' presentano le vie inteHettuali attraverso i ~ecoli negli attriti più o meno violen1i della sto1·ia umana. La d~termioazione del tempo del processo psichico comprende il tempo, che impiegn l'eccitazione periferica, prodoua su di un organo sensorio ~pecial e , per arrivare negli organi centrali (corrente centripeta) e ritornare poi all'esterno (correr.le centrifuga). La corrente centripeta di quesl'arco cosciente può essere wddivi:::a nei noti momenti:
Il. pg;, lRRO COME '1 0\' UJ.ENT(I
nr:;
t o Erd tazionr periferica sugli organi di· senso spe-
cifico; ?0 Trasmi$sione delle modificazioni prodotte dall"ecri-
tazioor periferica negli organi di senso nei lluclei nervo~1 0 pl'imi; 3" T rasmis~ion e delle imagini sensitive nei nuclei di percezione: ~o )JovimenLi molecolar i di ctuesti nuclei e corrente rellnn (sensazione e perceztone); 5" Tr<~smissione della ~ensazione e dellll percezione nei nuclei intellettuali (corteccia); 6° )lovimento corticale e formazione dell'idea. La somma di lotli i tempi. che impiegano questi sei momenti per !>VOlgersi, rapprEl:'enta il Letnpo che ci vuole per formarsi ridt'a. ~ o n hi::ogna aspettarsi però una nuJw assoluta: il tempo di ciascun atto psichico è l' espressione o l'effello di una data organ izzazione nerYosn cerebrale. la quale •aria tra individuo e indi,•iduo, secondo l'età, l'abitudine, l'ambiente, il grado di cohura e il tono generale del popolo e della razza a cui si appartiene. L'eccitazione periferica è prodotta da nn movimento vihratorio effettu:mdosi ad onda nell'aria o nell'etere. La velocità del movimen to dell'onda luminosa (• di 300 mila chil'>merri per minuto ;:econdo; la >elocità del moYiroento dell'onda sonora c di 3~0 metri a secondo a 15° j!radi di temperatura. Prima che l'eccitazione suddetta arrivi negli ultimi elementi nervosi IMPRESSIONABILI , ha bisosrno di auraver;;are alcuni me.; .:i di tn·ote.::ionr di ciascun senso .-pecilìco, e di un tempo che è vario per ogn uno di e5si.
l alfi
IL PE\ ~ IRRO CO.\JE l!OVI)f["\TO
L me1.zi di protezione delle papille lin~uali e dei liletli nen·osi che .:-!anno nella pitnit:~ria sono le cellule epileiiali della muco~n della lin~?ua e del na:'o. l corpuscoli . pec 1aiJ del uuto (T'aci ni. 1\.rHu:>e. Ciaccio. ecc.). che sono nello strato papi Ilare del dermn. sono protelli dallo stato epiteliale del )J alpi,l!hi . del Ohel e dallo str:~to corneo ~ uperfi ciule. I coni e i hn:;toncini, :-i tuati nella parte piit intima Jell.1 retina o nella parte I'Slt'nw nella direzione dei ra"~i luminosi, sono prott>lli nella ~tessa retina t lall' illlfl'no all't'sterno: 1• àa un ~ membrana limitante interna (fibre di connetti,10 con nuclei ovoidi); 2" da uno strato ganglionare: :3° da uno strato molecolare: 4-u da uno strato gra nu loso interno; ;;o da un o str<liO intermedio; 6° da uno i\trato granulo'o esterno: ; • da una membrana limitante esterna. La reti na è circondata dalla coroide che rennina in annti C(lll'iriàe. dnlla sclerotico. che termina in avnnti con la co~nea, e dni me1.zi tra:'p:trenti, l'umor acqueo. che sta nella camera nnteriore e posteriore, il cristallino e l'umor vitreo. Gli apparecchi di protezione degl i organi di Corti sono. oltre l'orecchio esterno c medio. il \'estiholo. i canali semicircolari. la chioccrola della quale fùrmono ln .w:ula al'u_çt lca.
Jl tempo. che impiego no le eccita1.ioni periferiche a superare questi mezzi e \'ario per ciascun senso. Per· la \·ista t.· qua~i ùumtaneo consider·anélo la velocità della luce e il iH·e1issimo spazio, che deve percorrere, dalla
IL PE~ limO CO\fE '10\'I"Ei\TO
1517
faccia anteriuré della cornea alla faccia anteriore dei bastoncini. 0":-iil un percorso di circa O... OH. [)ello t~mvo. non tenendo calcolo dei din:r:<i mezzi di rifrazione,. tra-p~renza oculare. può essere determinato t:ome dalla -e~uente: l' minuto: :JOOOOO kil. :: .r (tempo): om.Oz.i.L.
x 0"'.024 == 1'' :300000 .
Per l'udito. il tempo è piu lun).(o del precedente e perchè il suono ha una velocità minore e perchè i mezzi di pro· tezrone soou più reNÌYttnti. ' Per il ltlltll. il tempo ~ ancora maggiore: i mezzi pr·oteuivi oppongono maggiore resistenza al corpo che mecca11iralllell/.P òeve venit·e in contatto di corpuscoli del tauo. Per il senso del gnsto e dell'odorato, il tempo è sernpt·e ma7giore. Qui non si tratta piu di una trasmissione d'unn vibrazioue aerea o eterea o d'un movimento meccanico~ mn .;i trnlla d'un movimento lisico-chimiro. Ossia d'nn trasporto dr molecole (saporo:.e e odoro ·e) attraverso una membrana piu o meno re5istente. E ttuindi allinchè le molecolè odoro·e e saporo5e arririoo alle ceJiule pituitarie e alle pnpille linguali, ricoper·te da epitelio e da muco e da alu·i detriti orgauici (fanghi, para:)Siti, ecc.), hanno bisogno di ~t·iogliersi nei litruidi dellr rispetti,·e mucose e infiltrarsi tra le cellule epiteliali. Questo processo chimico importa del tempo. Hiepiloga ndo: l'ecci lazio ne luminosa arriva più velocemente sui con: e sui hastoncini: poi riene l'eccitazione ::onora. por la tattile P quindi l'eccitaziooe saporosa e odorosa. \rrivata l'eccitnzione sugli elemenli nervosi impre.~siona bili di dascun :;e nso specifico, con 1:1 gradazione di velociti1 8ovruesposta, si fissa sovra di essi e vi determinn LA SPE-
15 18
IL PE:-ìSJEitO COME
MOVI~K"\TO
CIALE \IODH'lCAZIONi. Che forma il SOslralO della "Oll::>étZIOil& ' specifica e stabilisce la natura .:~pecl{ica del 1nonimento, che poi trasmesso nei nuclei primi e nei nuclei di percezione si muta in sensazione corrispondente. Queste modtlicazioni sensoriall. determinate dalle eccitazioni periferiche e in unu maniera di sopra studiata, importano del tempo. che non~ u~uale per tulli i sensi. Le modiucaziuni, che determinano le onde sonore, sono eccitate in u.n tempo minore; poi vengono le modificazioni tatlili, poi le luminose. le saporose. le odortlse. l raggi lumino5i, che impie).{ano quasi un momento incalcolabile per arrivare :':Ili coni e sui bastoncini, qui poi nel loro proce~,;o fisico-chimico, si solfermauo ed biso).(no ùi un tempo maggiore degli altri agenti l'onda sonorn e il movimen1o molecolare del cilin de' nervi di senso tatl1le. Certamente la modilicazione luminosa é la più compi il proces~o llelle modificazioni gustative e odorose· il mHg~ior tempo dipendente da cause chimiche e. ca nidre. Hiepil.)gando: le. modificazioni svolgono io seguito all'eccitazione esterna con questa dazione e ordine di tempo: l• le m()d ificazion i sonor·e ';)o le modificazioni Lallili 3° le moJificazioni lumrno:>e ,s.• le modilicazioni saporose ;)" le modificazioni odorose. De1ermioata la modifica..:;ione specifica ed eccitalo il movimento corrispondente tra le molecole pon''''rab·ili del cilindJCli'Se di cia~cun ncno 'pecifico. cbe per e.sso e solo per esso i· tale ed i· cosi denominato, succede la trasmissione di ILLLu... -,, .
IL PINSIBKO COD
MOVIMENTO
drtlll modifoca::ilme specifica ne' nuclei
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primi o semplice-
roeute nervo5i. Questa trasmissione si efiellua merce i nervi di senso specili~o. 11 n. ottico. 11 u. acustico, il n. go~talÌ\"O, il n. olfattoriu e i nervi ...ensiti"i. che escono daUe radi~i po~teriori Jella rniJolla. l.e libre sensrtive partono da quasr tolte le parti del corpo, conrer)!ono nella sostanza grigia delle corna posteriori della midolla. come radici posteriori, si continuano con le cellule roultipolnri delle corna medesime. escono da queste e vanno in alto incrociandosi lon~o il Lragiuo, nel bolho formano la porzione sensitiva delle piramidi anteriori, attraversano po-~Lrrior»ll'!lll' la prutuberanza, il peduncolo cerebrale. il terzo po:-Leriore della capsula intema, s1 rinforzano nel nucleo basilare - talamo ottico - e vanno a terminare ne' nuclei centrali psico-sensori di sopra de·cr·itti (lobo occipitale. retione 1lell' ippocu mpo). La trasmissione di eu• è parola ::i ell'euua •:on uoa velocità uguale per tutti i nervi sensiti vi. ~emura che la natur:• divcr~a del movimento e !a sua speciticità non determi na nulla nel 61o conduttore. Questo trasmette o!!ualmente e indi·tintamente. St>condo ScheJ,ke e ~l nrey la trasmissione ~i effetlua con una wlorità di 30 metn per secondo: Ricbet ha trovato 5ll metri a secondo: Heln.hollz, 60 metri; Koblrausch, ~H metri e Bloch l :l:! metri a :'ecoodo. ~econdo A. Rene la media ~ di 28 metri a secondo. Lo :;Ialo elettro-tonico modifica lo stato di conducibilità. La par·te nel nervo in tmaleclro,ono oppone una grande resistenza alla tra,-mi:Ssione dell'eccitazione, resistenza che aumenta con la durata e l' intensitil della corrente polariz-at1·ice. (HN.old).
~ 620
rL PENSIERO COYE l!OVIMENTO
Le cor-renti troppo forti arre:;tano la trasmissione. ~ella pat'te catalt>ctrotona la trasmissione del!' ecritaziooe aumenta. Le modi6caziooi sensoriali specifiche trasmesse ne' nuclei nervogi semplici si fissano maggiot·meote mercè un pt·ocesso molecolare delle cellule de' nuclei, soggette a un tempo più o meno t;ariavile, e ~eguitando a vincere le resistenze della mater·ia centrale vanno a\'anti, e determinate e precisate meglio, comr imagini incoscienti ma definite, sono trasmesse per mezzo delle libre commessurali ne' nnclei di perce~ione di ciascun serBo e con la ste.ssa relociuì.. ~e· nuclei cerelbrali di percezione la corrente o l'onda periferica ha la p1·ima espkr 11ione; questa esplo~iooe consiste in un movimento molecolare del protoplasma delle cellule, movimento, cbe dopo un r;erto tempo torna all'esterno, sotto forma di onda reflua e all'oggetto eccitatore. In questo ritorno sta la sensazione: questa è il prodotto della reazione delle correnti centrali. T~a tavola seguente, presa dal .Beaunis, rappresenta in millesimi di secondo, il tempo che i diversi centri di peroe7.ìone pe· diversi sensi specifici e generali impiegano per reagire alla corrente centri pela, pe1· avere insomma una sensazione sonora, luminosa. tattile, ·aporosa e odorosa:
-
IL
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Temperatura
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Wun.fl .
1U7 222 201
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12211011146
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12"• 150 •
Buccola
1:211103140[350 434 4i3 • 159 230 106 570 1,400 590 •
Beaurus
12() 19J 117
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Moldcnhaner
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•
1:.161149 191 467
Da qne~la tavola ,i ,·ede (attenendosi agli esperimenti del prof. Rnccola. ~he mi emhrano i migliori), come in media la snwz :ionl' 'onora vient> eccitata dopo un tempo minore; pot 'aene la sensalione tatlile, poi luminosa, quindi le 3ellsazioni 3aporose e odorose . Da questo può desumersi c:ome il 100\ imento luminoso, che è quasi ÌSl:lOlaoeo nella pet·iferia, nelle stazioni intermedie, ma pitì ne' coni e sui haslont:ani perde di velocitit. Il suono ne guadngna: l'eccitazione Lntlile ltn bisogno di molto tempo alla periferia, ma !Ili
IL PEN:o.IERO COME MOVI liRNTO
determinata non ha .;tai'.ioni intermedie, tranne dei nuclei linfnrzo (talamo ottico ecc .), e va òirilta a' centri psico.. seo~un. l movimenti saporosi e odoro~i sono sempre ·oggeui a '"incr.re delle ma~:,:1or1 resistenze perif~riche e cent mli. Con que.;.ti dati numerici si posc;ono determinare i tempi di c'J:I.;runa lnppa sndde.;.rriua e nef!li or~ani periferici. ìnterme,ili e centrali per Ol!ni sin2'olo movimento 'en-.oriale. Fnr·matt> le --ensi\zioni tliverse e le tliverse percezioni, iJai òi\·erill nucle1 di pPrrezionf> partono delle correnti. che vanno a term inare tra le rellule della corte•:c ia t·.erehrale intellt>Liuali ), e qui ~o ece le. tome si è visto. la idealizzaz di e,se. o,;sia In ,.\ iluppo delle idee. Per· detcrminar·e il tempo, che occorre per io ~vil u e la for·rnazione di una idea, atto psichi~o più sempl è stato il Onnàer.- il primo a l'are delle esperi~nze logiche. l'oi vengono i professori Y. 1\ries el Auerhneh. noi il profp.;sore Huccola. I p:·ot'e3~i pil1 ordinarinmenle uMtli per determi questo tempo ~unn il metodo ~rafico e gli apparecchi SCO[lÌCI e particolarmente il CRO~OSCOPIO di Hipp. H D onder~ b1 immazinato due istrumenti. uno cltinm '' 'J"matarhflmPtro. rhe serve per conoscere il minimo tempo nece~sari o per una semplir.e ide"a: l'altro der fùrt•mntw:hoqra(o, che ~ en·e per determin?.re la durata atti psichici più romple:;~i. Per conto mio ho n~ato le ·eguenti e::perienze. :'iaturalmentt> si JlrlSsono calcolare le divH,;e idee, che si sviluppano dietro le di\·er:;e ~e ns .nio ni. Per le sensnzioni della Yista, p. e'·· si ... itui uno e--pt>rinH'ntatore dinanzi a una persona e ten~a di etro di sè pilt.O)!getti noti ma non vi-;;ti dalla persona suddrua. f.)u in,li 5enzn preveni rla, mostri or l'uno or l'altro
lL
PE~SIERO
COME MOriME~TO
.rtrello. \ qnesla rista la persona su cni :-i esperimenta
Ocr
deve indi l'are con qualche :;egoo prevenuto (morimento della te3 t:J. :,!riolO. et:•• ) l)llale i! stato l' o~geliO mostrato. ~atu ralmente indicbera tfnell'ogl!ello di cui ha l'idea immediAta in -e~n itt• alh -en·azione luminosa di esso. :'J l~'l'ril cakolo de· UJo,imenti e in certo moi!o anche dell'allenz one. J'er , -;en~azioni delrudit•J, si pos;;ono far sonare più campanelli, n, ''· c. l'iascuno con diverso timbro noto. Facendo <1111<\re 11no di e'si in un modo prevenuto far indicare ,1tnlle ha ~onato. H Beauni:: parla d'impiegare due fochi luminosi, l'uno ro~so e l'altro hleu, e si faccia comparire or l'uno or l'altro senza prevenzione. L':ndividuo su cui si espe•·imenta deye fare un :-e~nale conrenulo indicando quale <le' due lumi ha visto. Ln segnalazione 1\ naturnle, che viene farla in seguito al!'idea formata dell'oggetto visto , ed esige un tempo, che è variabile ~er.ondo nna certa « equnione personale. ,. che è il ,·nmpl('s~o dell'etù. delta coiLUra. ~taLo de~ li organi, natura delle eccitazioni. nmùiente. ecc. t)ne:;to tempo, secondo il Beaunis. 'a io media da l a o <·ente~imi di .-econdo. L'l r.nola seJ!uente tappre.:enla il tempo medio, che occor ·t: per la f,rmazione di una irlea in seguito a ditférenli seo,az11ni :
l ~2!-i.
IL PBNSIBRO COM'l:. ll6YUIENTO
Sperlmentatori
l\atu:a rlillle ,ensntloni
V. Kries el
Local,zzazione ottica di din:::ione
J1
Auerbach
Localizzazione ottica di distanza.
22
di\'Prsi
Drstinzione di colori »
Localizzazione ùì suoni Di!;tinzione d'un suono e un rumore Localizzazione di una sensazione tatti!e . . . . . . .
))
Distinzione ùi due suoni. . . . .
"
DistinziOne di due eccitazioni tatlili d'in tensit.a differe nte . \VundL el F rie-1
dricb
. . . Distinzione di due color·i 1
Formate le idee, esclusivamentn ne' nuclei irllellelloali, miocia un altro lavol'io, di cui )!li elementi sono: l 0 Il giudizio; 2° Il ragionamento ; :3° Memoria e coscienza; l-0 eotimenti; 0° Volizione.
Essi rappresentano un la\'oro psiehico molto complessu, che si svolge nel resto della corteccia cerebrale (sfera superiore), e a deterrninadi la matematir:n sfugge o almeno oon ba che un' importanza relativa. Gli atti di co-;denza, di memoria, di volizione ~;ono relativi ad ogni singola organizzazione cerebrale e dipendenti per conseguenza dall'età, dalla
coltura, ambiente, ra1.za, ecc.
IL PINSIKAO CO:U ll0\1\IE:'\TO
Per ··ono.;cere il tempo necessario per In formazione del giud 1zw t.nstn far sonare due rampaoelli di diverso timbro ma noto (a e h). a una certa distanza, e far indicare quale de' duo· ha ,on:tto piu forte dietro una eccitazione sonora e (;lr dire: a ha sonato piu forte 1ii b o viceversa. Im·ere di parl:tre ~~ pnò u.;are un ...e;rno con,·enuto. \ocora . Quando due eccitazioni .;en,;itive i producono in un intPTcallo r•Jrti.s.,imo, dette 1mpre~sioni sembrano simttltant<' bent:hi• si producono nel tempo. Ora questo giadizio di simultant>itit t' stntu mi.;urnto: os-:ia Exner ha trovato il tempo minimo neces<;ario perchè due impre::-siooi successh·e reng;~no ,q,ulicatl' sim ultaneP . Ecco In tavola di E\ner: B
Prtma teeimi~n.
Tempo che corre tra A e P. in millesimi di secondo
~•conda •emuloar
Rumore
2
Eccitaz ione tatlile.
Eccilazionl' lallile
27
LU<;t>
Luce.
4.i (contro la retina)
Luce
Luce.
49 (periferia re\ioica
Eccitaz1one taltilt>.
Luce.
:x>
Suono.
Luce.
61)
LUCP
Ecc1tazione tattile
71
Luce
Suono
160
Rumort>
1;1i elementi della corrente centrifuga sono: l' Eccitazione psichi ca ~:entrale : :=! ' Trasmi,sione di •tnesta eccit.azione psicbica cosc.iente e volontaria ne' centri psico-rnntori:
l :)?6
IL PE~SU:RO COJlE liOVJ\JENTO
:1o Eccitazione di questi centri e tra.,missic>ne sistema nenoso motore alla per1feria: -~" Esplosione perilerica (movimento Yolontario e guaggio). L'eccitazione psicltica centrale il la ,·olt:;ion,•, os:;ia la terminazione ad una reazione yolontaria, prodotta dal plesso del processo psichico studiato. L'eccitazione volontaria dalla corteccia (:-ft!ra super1 si trasmette io alcuni centri tleui psicu-motor'i. per.:hè siedono ai movimenti volontari. Dopo 1 h\\'ori ùi Hitzig e Fritsch, di Nothnagel, Sch ifT, Braun, Eckard, Ferrier. ville, Dure!, Soltmano. Goltz, Luciani e Biao;lti, ecc., sono oggi scientificamente ~ tahiliti e possono essere ticameote rappre,;en1at1 nel modo .;eguent~ sulla "'"'' "~·-• cerebrale dell'uomo: L'ecc:taziooe p~iclllca volontaria da c(Ue:-ll centri motori viene trasmel'sa alla per·iferia m9rct! l'apparato tore nervoso e l'apparato speciale eh~ forma J'or~ano del guaggio . L'apparato nen·uso motore è rappresentato dalle nervose motrici. Queste fibre partono dalle cell ule, che mano i centri psico -motori. a forma di tanti rag;,!i, si di ver:;o il corpo ò·triato e tra le c~llule de' nuclei intra ed e.rl rmtricolt~r i. Qui si rinforzano e si continuano merc~ i lungamenti, che emettono le cellule del cnrpu ~trtato. pe terzi anteriori della capsula interna. e formano i ped cerebrali , assieme alle fibre di :;enso. allnl\'er~ano mente la protuberanza, formano la porzion.> superficiale motricr dei!P. piramidi ante1·io·ri, subi:$COno l' incrociameo nel collt'lto del bulbo, e vanno a co ·titu ire, 1{uelle del destro, il cordone laterale sinistro: quelle di'l lato sinistro, il cord11oe laterale destro. Camminando in fuori e in aranti
11. PEXSIERO COME ~0\ IMR\TO
152.1
deUe corna anter·iori, si perdono a gomito uella loro spessezza e •i conttnnanu ron le cellule tnullipolan. dalle quali orizzonralmente escono come radici tmLeriori Q moLrici de'nervi ra~~hidel c rc~nno a terminare ne' muscoli. IJuesto decorso può e=-;;ere :<chcmaticamente mppre~en tato l'une ndla tar. t•. r ,·araueri della tra:--mi-· one o della conducilìilitit nervo.:a 5011 o 1 seguenti : l" La eccrtazione si tra-melle ~er la libra ecdtat:: ed e5-a non riene cumu ni c:~ tu ad altre fibre vicine. La t>ccitazione e d :::.uo prtHlotto, il movimento molecolare. si rll'ellua tra le molecole tlt>l cilindrassi': questo è la sola ed unu:a parre del nervo 1'tcitabil1•. La mielioa e le membrane av\'ulgenti 111111 r.,nno che da isolanti. Il ]1111'wlosso di contm.:imtl' si spie~a come un eiTetto delt' 1•ln t roiiJnO. ~o La tra,llli:-sione si e1Tetto·1 indifferentemente e con :.:li stes"i caralleri nel seo;;o centripeto e centrifugo. R icordi~i l'espt>t'imento fatto sul linguale e sull' ipoglosso (J. RosentJt.tl. Bidder). :l'' Teoria della valanga del Plliiger. IJualunque sia la uatura d~!l movimento nervoso. esso per' at.:un1 è trasme,~o nel oeno come st'mplice cottdttfll>re e consena -empre ln.vtPssa inttnsitd;peraltri. aumeJUt! d'inlensitil. Bod,.!e fu il prim() a ncoooscere. che eccitando un nerro motore, in uu punto vicino a un muscoto, bisognavano delle correOl! piu fort1 per ll'ltmi::urlo. POuger l'ebbe a confermare. ed ha co n ~tat:rto, che una corrente d'noa certa intensitiL produce piu efl'ettrJ per t{uauto è più lontano dnl muscolo il punto eccitalo. Ed ha concluso che il movimento nen:os(l nt>lla l>Ua trasmissione ~pri).!io n a delle forze di tensione nel nen'O io maniera. clte una forza di tensione sprigionata in
l :j~M
IL Pl.:'iSI&RO CO 'lE )l(ìVIli&"iTO
ci:"cun oovo punto del uer>o i:> pilr con;;itlere>ole di quellaeh~:~ i-' .. pri7ionata nel punte> precedente. « absolumenl comme daus une traìnt:•e de poudre tpr'on ennamme à une extrémiti• (Beanni5) "'· l n 'fue~to modo dr vedere, rl ner\'o oon è solu or~auo di lr•,missione, ma addu·iuura i· uu 'ero or!!ano pro lnttore di ent• r·,:!ie. Jl .\l are~. il Tie;.;el e J' H·tllslen hannu ··oncluso lo stesso. f'er i nervi di :-eu:;o. pt-r quest'ultimo fallo, le espe· rienze sono poco numerose. ~i s;~ solamente (Cl. Bemard, lti ~het Ch .. che l'ecc !azione 1wri{,.rica de' nervi e piit al· tiva dell'ecritazione l'alla snl tmnco e nel decorso del neiTo menc;;imo . ~o Rapporto Ira l'eccirabilita e la condncrhilitir nen osa. Il Griinha,!!en e la ,:ua scuola crede che In conducibilità del neno ,; indi1Jendmv ,)alla "Un eccit.,brlilit. Difalli :;i puo ahollre la eccitahililit per mezzo dell'acido carbouico. e inb nto persistere la tra:;missione. Il Lantenl,ack ò della stessa opin ione; non co~ì il Luch.;io).!eo. " a oell'a-:,.iem~:: ~ ancora indf'ci-;o. l) uesta qui~tione i• però di ~raode imj){lrlanza, perchè la 5U<l spiegazione implica la spi e~uzinne della nalura e àel molo tli lril~mis:'iont• e propa'.!azione delle eccitazioni nervose. Difatti se la trusmis,;ioue è dovuta all'ecc·itahilità del nervo è mollo probabile allora rhe nella tra>-mhione fpccita:;i(JJV :;r ,·omunica di onda in ondn . da una parte nervosa alla sua vici na e cosi di seguito: nel caso contrario ri sarir semplice propagazione di movimento. come 11n morimento ribratorio per t>Stmpio. Ltt velocità della trasmissione nervosa nei nervi motori è Uj{U de in tutti. ed i> circa di 33 metri per secondo. L'e ·citazioOP centrale "olontaril\ tra;;mt•ssa mercè le fihre
IL
I'E~SlEIIO
COME \10\HIE'\TO
neno~e motr'd fino ai muscoli striati. pt·oduce in questi una mod&·azione. l·he va solto Il nome di contrnttil1trì mu,colare (3" e,;plo,ione\, rau~a diretta e unica di o!(ni movimento ,·olont.tr o La contrattilitù i· iuereote alla ,-ostanza protoplasmat c~• rlellt> fibre ,;triate, e non dtpende dai nervi. Se sr rsaminn :~1 microscopio una liura muscolare quando ,.i contr; e, :-i 't'lP il !JOlt~nmento o il rentrP. prodotto dalrappli ·:wone dell'eccitante, propagarsi dall'una all'n ltra e•tremitir solto fMma di onrlllla~ionr. A rrue·ta forma di ondnlat.inne .\elt~ ha rbto il nome di onda di contra:11HU o onda untscolatl'. l.a velocitit di pt·opag,tzione di qLtest'ondn muscolare è stata misurat11 per mezzo di molti processi, sopra un certo numero di mu.,coli di dill'erenti specie di ani mali e principalmente della rana. Se1·ondo Aeh' P ~l are~. la >elocita è di circa l metro per seronrto: per Bloch e Bunstein. è di circa '? a 3 metri per ~econdo; Herman n :;;ull'uomo vivente ha trovato l O a 1:-l metri per secondo. È più ~rande negli animali a sangue caldo: è più debole nel cuore; :>i 1:,l lenta con la fatira, col freddo e con certi Ye:eni. L'onda mnscol:~re arrivata ad una delle estremità sembra ritornare :.1 punto di partenza (punto di eccitazione). ;;econd() l!li e~perrmenti òi S.:hiiT, Remai.. e Harle·s. Ecco un altro esempto òi onda rl'fiua. [l mu•colo con le sue contrazioni produce un tra,·aglio o lan,ro meccanico. 1m ~>/{Ylto I'SL"rior~> utile, il quale. come ognuno sa. misura"1 col mnltiplicare il peso sollevato per l'nltezza n l'Ili vi ene 'ollevato. La rapitlìti1 t'OD la 'i'' tle un muscolo ;;i contrae e si
1530
IL PB~Sl.ER O COllf. \lOHMK:'iTO
rilascia poco nota. Essa si può calcolare studiando il Ollmero delle contrazioni ~uccessive eseguite in un secondo. Secondo \larey. io alcuni in~lti. p. e~. la mosca comune e•e~ue 3:~0 --bauimenti d'ali in un -.econdo. 1!1 800 rn un minuto primo. ~~Jrn omo raramhr,rccio può eseguire ~00 a ,:?.)0 IUOvimentr di lle~sioue rn un minuto primo. L'n::imtl' libera r wlnntaria dell'uomo è il prodotlo e il romple,.,o di tutti que:;ti movimenti muscolari. U liognagJ.till articolato è un all ro modo di tradu~iooe al di fuori del pensiero. Esso si è sviluppato simultaneamente col pensiero. L'animale non pensante non ha linguag~io ;lflÌCOhlO: una psiche più O meno completa na mezzi di comnoicazrone piu o meno completi. Le !o:ridn. i segni, i gesti . le varie emi~sioni di s uoni ed altri mezzi mirnici e fonoci ,;ono fo rme di comunicazioni psrch :che di or,:anizzazioni cerebrali inferiori. li mercani!\mo del li n;,!ua~Jgio articolalo nell'uomo risu lta di un organo centrale o ct•reb?·al,·, che pr·esiede alla formazione della parola, come espressione immediata dell'idea, e di un organo periferico, ~he pre~iede alla m.eecanicn e~ cozione di essa •fo nazione). L'organo cerebrale. cnt.tru della parola, si trova nei lobi anteriori del cerrello e propriamente nella 3" circon,olut.ione frontale di :'inistra (Broca). lo que~to ~ruppo di cellu le i' il centro delh par·ola·: os:'ia l'idea formata oe' nuclei iutellelluali (rortecria) trom in questo cen tro la sua 1'spressione ~ la sua ''~trinsica;-iont non solamente rtriJalt ma gra{ic~t. rn Stlguilo alla sua distruzione si ha 81~rditd rPrbale e CI'Citrì rerbalr {perdita tlella parola e della ~crit tura). l n questo ca...o, non si ha più il conceL~o di quella wle parola rispondente alla talfJ idea: ò un suono vuoto di
IL PENSIERO COllE MOVDIE~TO
sen~u.
I~:JI
E intanto l" elaborazione delle idee può restare norm •le. fltsogoa ricordare che l'abolizione delle idee atrolizza il centro della parola; non avendo:.i idee nun si hanno parole. E quindi nelle atTezioni o disposizioni morhose P.reditarie o acquisile del cervello non succedendo alfauo l"elahoraziooe dt'lle idee o ::uccedendo in un modo incompleto o sconne•.;o. il centro della pa1·ola si atrofizza a poco a poco e fiuìsce col non sYolgere più parola alcuna. Questo succede ne;.!ll 1dioti. Il llllllÌ-'>~nr, non è quindi sulo la caraueristica dt uua grande ~apienza, ma può essere il conli"IH"'egno di 1111 pove1·o ct•rvello molato! EJ ora una domanda. Perchè questo centro p~icQ-motore i: a ~in1stra ~ Originariamente i due emisferi funzionn,·ano simmetricamente: l'e~errizio prolungato dell'uno più dell'altro ha pro•lollo lo s>iluppo di questo centro maggiore da una parte e l'atrolia dall"altra. ~ei destrimani il centro del lingoaggio è a :;iuistra e vicino al cenu·o p3ico motore. che presiede ai mu\'Jmenti dellcl lingua, delle labbra, bocca e artt -~uperiori. l)uesti sono or~ani sus ~i di ari della parola. 1\ei ·mancini in qualche caso di afasia, lct le~ione del centro del linguaggio è ,, d,•.ytra. Formata nel centro suddetto l'idea della parola, come espressione adatta di nn conceuo. che ~i:'1 :.i è sviluppato nella compagine della corteccia, in se;{uito di che succede nn mo,imen lo eécitntorio centrifugo per t.:ni la forma ideale della parola viene trasmessa ad alcuni apparati ol'ganit'i Pd e~t?·i?w·cata all'esterno mercè alcuni segni fonetici. L'organo anatomico della fona::ione (.lct lm·ing". TI centro dei mo"imenti dei muscoli espiratori e dei muscoli delle corlle vocali ,~ nel fml/,o. Il centro dei ner\'"i motori che servono all'articolazione de' suoni si trova aneora ?Wl bulbo.
1<):l~
IT. P&~SIERO CO)JE ~IOHliEUO
Sch"oeàer van der· 1\olk ha cercato di localizz;are il centro dei movimenti dei suoni a1·ticolati nelle Olil:e. Ma è ancora indecisa la que3tione. La larin)te t' ionerrata dal nervo faringeo superiore e in feriore. r·ami cen·ical i del Yago, decimo paio de' nervi cranici, e che ~i ori)tioa nel hnluu. La laringe può rassomi!!'liarsi a uno istrumento a h.ognette . l)er produ r'i la ,·oce ci bisogna: ·1 o che la corrente d' ar·ia l'spirata abbia una certa tensione: 2° che le corde Yocali siano tese. L' aria espir,lla dere avere unn certa ·tensione affinchè possa mettere in •ibrazione le corde vocali, le quali devono essere tese. Hm nchè siano atte a vibrare di più. Quando riene ~messo un suono, la glottide si ristrioge e si chiude o nella sua totalità o nelle par·ti sole ligamentose o si ristdn;e semplicemente senza chiuder:-i. Le corde vocali si allon~;;no e si tendono nel modo corri:>pondente al suono da emettersi. In l[uesta posizione vibrano sotto l'impulso dell'aria e.spir·ata. L'intensi ti! e l' altezz 1 della voce dipendono. dall'ampiezza delle riurazioni delle corde vocali e dal loro numero. Le combinazioni òei suoni articolati prodotti nella cavità boccale e nel faringe con i ~uon i prodotti nel larin~e forma la pa,.ola propriamente detta. Come si formano i snoni articolati 't Sopra della larin7e è la cavità boccale. h faringe e le fosse nasali, le quali formano una specie di tltbo addizionale, che nella fon nzione giovano in parte, ma nella form..'lzione ~e' suoni articolati rappresentano la parte principale ed essenziale. Il tu ho ndrlizion:de soddelto 'risulta di cavità invariabili
IL PENSIERO CO)lE
.\IOVBlE~lO
F>33
di forme come le fosse nasali, di pnrti lìsse ~ di parti mobili . come la lingua, le labbra e il velo del palato. le parti mobili con il loro rneccnnismo e modo di variazione danno luogo alle diverse maniere di articolazione; le parti fis;;e non senono che come apparecchio .di rinforzo e di risonanza. Una serie di suoni articolati è formata nella bocca e nelle fosse nasali; l'aria espirata passando per l'una e l'altra uscita dit luogo alla formazione di suoni, che diciamo nasali. .\la le variazioni e forma della cavità boccale sono più importanti: esse costituiscono ìa serie p i Ll grande de' suoni vrticoiati unitamente a' movimenti del velo del palato, delle labra e della lingua. Que::;te variazioni della bocca e della faringe consistono ora in sell!plici cangiamenti di for·m;1,che non interrompono le con tinuità del tubo addizionale e lasc ano passare l'aria espirata; ora in vere occlusioni, che interrompono il pass11ggio deii"•lria. Ora questi restr·ingimenti e queste occlu~ioni suc;;edono più facilmente nelle parti più mobili e qui propriamente si formano i suoni articolati . E~se sono: l'istmo delle fauci, lo spazio compreso tra le arcate dentarie e la punta della lingua, l'ori licio labiale, eec. In tutte le lingue, la pa rola è cOID!JOSta di due specie di .suoni articolati, dalle cocali e dalle consonanti. Le coco,li, le anime .delle lettere per ~li Ebrei, i suoni puri pel :;anscrito, i suoni primi pe'.Cinesi, sono de' suoni articolati che si formano nella laringe, e sono rinforzati nel tubo ad d izionale, e possono essere emesse soie. [e comonanti, suoni ausi liari dei Cinesi, corpo delle let· tere per gli Ebrei, sono de' suoni articolati, che si formano nel tubo ad.dizionale> e vengono rinforzati nella laringe, e non possono essere emesse sole.
IL
PE~SJERO
CO\IE '10\'lliE:'\TO
L'unroue delle vocali fra lvro formano i dìtton!Jiti: l'unione delle consonanti pnò effelluar:-i in due modi: , o le due con~o nanti rirruite si JJrOnuneiano insieme e ~enza tnterruzioni (BRA- RLE-1'1\\, Pcc. ere.); 1" LP duP ron:;ooanti ~i pronunciano ron interruzione come òr ..la•'"<lte (-\~ :\A). T.'unionf' òelle HH'ali ron le conson1nti forman<• tE "ILL\8&: le quali sono r R \OICALI ORtf.l'<."\U di tutte lfl lingue. L'unione di pilt ··illabe forma In porolrt. Quando ,. nato rl linguaggio., (jn:•ndo l'intelligenza o il pensiero dell'uomo. nell'e' oluzione dei secoli. ··re5cendo e allar:!a ndosi. non lt1 tro"'ato più ::oddisfacenti a· propri bisogni le fin allora ordinarie espre::sioni mimichP o foniche ed ha sentito la nece$~ita di un mwro llll'.:.:o di AU TOE~TRt~"H.:AZIO,E. più celere, piil r.hiaro e piìr immediato. Per conosrere Jl met~can i smo. col rruale l'uomo a poco n pnco. d:1' ~empliri segni e gesti e !.(rida. ~ ""enuto emettendo i prrmi snoni articolati e le prime radici, bisogna ri>ul~ere l'auenzione e lo studio ::ui fenomeni. che ~i av'erano nei hrunhini dalla na:;cil:t lino al momento che prrrlano. ~ulh: lin~ue primitive e sui liognag!!i dei popoli sel>ag~i. L'ontnt:enesi spieg:-. la filogene~i: supremo prin:;ipio delle scienze hiolo~icbe. Le lm'.!ue primitire sono mrmr1.~illabid11' o per lo meno sono ncrhe tlr monosillabi radicali e sono ricche di rocaU. Dunque non ci resta, che a pensare come le prime manifestazioni foniche articolate dei lingua~gi primiti,·i . come espn•.;sion1 ideali de' concetti, sono state le vocali (suon i facili e primit"i) ,. le .'fillaée (cornhinazioni semplicissime di suoni articolati). Pre;;;;o i bambini, doçe Yediamo in certo modo ricapitnlnti i fenomeni primordiali della specie, ci è il periodo dell'emissione di semplici grida. accompagon te
Il. PE~SIERO COM .E JfO\ JME:STO
153;)
da ge:-tl. \l p1criol mondo delle infantili intelligent.e è più che ~utTirJt~nte l'emissione delle semplici grida: le loro smsa:ìo"i Iii fame e di dolore non ponno aver mi~;liori mnnifestazioni. che sono comuni con moltissimi degli animali inferiori. n,,po le gr1da e i ge.-Li. \'en1!ono le prime emissioni dei piu -emplici ~unm articolati - LE 'fOCALI. Ln roculì:;;a.:ioJll' '' accompagna con le prune emozioni di piacere. di curio:. ila. di slU!JOre e di collera. (.)u esto periodo io lo chiamo n11 o::ionale. ed esiste pu•· troppo pt·esso alcuni organismi 1nferiori. L'articolazione e l'emi,.sione delle con.~onanli, cdmìnciando dalle più fisiologicamente semplic1 - le lahiali. poi le lìoguali. quindi le gutturali ,, \'ia di seguito, contras:-e.ma 11 periodo delle primissime e embrionali idee che si formano e :ii sviluppano nel cet·vello. Di qui: m (a)- m (a) (mam1na): 71 (o)- p (a) (pappa): b ( a)--b (a)-b (a) (babbo): t la) - t(a)- l(a) (lata== padre); h(e)- h(e)- b(e) (pecorn): p (i) -11 (i) -p (i) (orinare); b (11)- b (u) - b (u) (here). Intorno n CJuesti ::.uoni articolati infantili sto compilando un piccolo mannaletto, che farò .·.ono~eere tra breve. e eho reputo neces:>ario per lo studio sull'origine del linguaggio t' sulla linguistica comparata. L'unione delle \oca h con le consonanti e la formazione quindi rfl'lle Nillolll' caraLLeriz1.a il periodo delle 1dee hen formate e complete, nel modo relati>o s'intende alh1 piccola organizzazio ne cerebrale. Lo lllLrola DEFI~ tTA apre il periotlo o l'eta ùella co:si detta ragione. Se le ~waur sono i l'adicali originarii di tutte le lin)!ue come sono nate~ perche a quel tali' concetto si ~ òato il radicale Lalt•! t: --tato il caso~ Sarà stato secondo l'ipotesi del buon ,\l:n )Jiiller? se'condo l' ipote'i Liblica? TI rcw1 non i• un dio ricono!;c iuto dalla nostra chiesa; il
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IL PE'IS 1EB.O Con: MOYJllE:\TO
buon .\hl\ )l iiller potrà esporre la su:1 ipotesi trascendenta le alle coscienze credule de1 :;noi uditol'i deisti di Oxford; Mosè la potrà esporre in qual cb e vecchia sinagoga. Per noi l'origi ne {rmrtica, d1•i l'adicali si riduce alle due ipote~i prese in:;ieme: dell'onomawpeia e delr interir::ione. Coll'una e coll'altra ipotesi. i mdicali si sono formati per imita~ione de' nmwri 1•stniori e Jnlle :;emplici gl'ida emu::ionali. In ogni modo quesli radicali si sono sYiluppati in una maniera unica o multipla? in altri 1ermini. tutle le lingne ùerivano da unici mdicali? tìuesta que;;t io nP si riattnc,·a all 'altra sn ll'ori~ine unica o multipla del genere umano, ed amendue saranno ampiamentl' ùa me sviluppate e t1·attate in altra memori a.. \Vill iam Bleck, io una lettera al pruf. Haeckel, ammette, che Lulle le lingue umane hanno una origine unica o mono{iLetir.a. E dice cosi: « . . . . . tulle le lingue llaono dei veri pronomi e le parti del discorso, che ne ri;;ultano. ~la l' 1storia dello sviluppo dell iu,goa)!gio prova, che il possedere dei reri pronomi è un risultato di adallamento, eh~ non è potuto prodursi che una sola volta». Altri linguisti eminenti ammettono però !'origine polifile ica. Lo Schl eicher, questo sommo lingui ~ ta , che ba seguito e segue con inter·esse tutti i progressi delle scienze biologiche, e che ha applicato con t·ij.!oroso metodo scientifico le le1gi supreme del moderno naturalismo alle manifestazioni IIW?'(ologiche de' linguaggi, per lui vet·e {01·me uùmni, ammette, che fin dal principio il lin)!uag.~iu è dovuto differire "ELLA FOSECIT\ .<;(!COndo l'idea c' l'imlt!JÌ1W, cbe doveva estrinsecare per mezzo de' :'ttoni e secòndu il grado
Il. Pt'\:0.11-:110 1.:0»1 llOVt)lE\TO
di perfetllhilità dPir mdividuo e della razza. clte ahbowwa il lingua !!gio stt'S'u. ~aturalmenlc'.
E~sentiovi d t\ er,.ità ùt idee, come dinr:'ita di organiz · z.:\zione ··ert-hrale. doveva.. i a\ l'l'e dtvers•ta di manH<!staz1oni di es,e. Oi ifUt. t.ilce il pruL Hae.·kel. è impo5sthile Ji rir•m lUI re l ne 1... lm:,!ue a un :,Oiu e medesimo id10m01 primiti\O come i· impo,.stbile •ii ncondurre tnuo i l rene' t! umano atÌ una ,;o la e unica coppia. Le c.iut: •1ue~tioui :.i rtJnlpletarw. E ··u1oe al ~t!nère umano \'a da~:dìcato in tante m::t:, cn ...i il lio).:uaggio UUlano in tante ro::1' o til'i lin;.:ui,..lici (Frieùrich ~liiller). che (( onl eu unè ori~ine .~pontantlr• el indépendanle (Haeckel) :.. Le razze umane ~ono le !\e~:uenli (Binmenhach): l" la r.tzza elinpica o nera: ~· la razza mnle,-e o bruna: :~· la r·;tzza moogol ica o ~i aIla: ~o la raz?.a americana o ros;;a; :)• la mzzn cauca:>ica o bianca. Tra l'una e l'altra rli que~te raz.t.c :'ono tal i e tanli ..:araltPri di diiTerenza, ehe . .;econdo il Quen,.tedL :>e fossero « des colimaçons tou~ le:; wologi"te~ aflirmeraient à r unauimttl· t[Ue ee sonl d'e\.celll'nLe.; espt•ce . . u'ayant jamais pu provpnir cl' un mt'ntt> couple, tloot' ils se seraieot J!raduellement t·~arlt'"
,.,
Tra 1 d1ver~i t1pi ltn..(uistid 1 medesimi caratteri di dilTerenza: quindi l.t ste:;sa impossihilitit di ndurli a un .-olo
tipo . E allora lra la 'erie d'uomini pitlu·coidi e delle ~cimie antrupmnorfe, che ~ ont réellement flgtm., parm i le5 ancèlres tiu ~enre lnunain (Haeckel) », la lrnsformazione e l'evoluLiune umana e lo sYil uppo del linguaggio articolato non si !)';'
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IL PENSIBIIO CO,IE lfOmiE\TO
~ an-erato di
bollo in ww sota coppia. che sarebbe stata il flrlffiO anello della catena, e nemmeno in un sol punto. E a questo riguardo domando: il protoplasma amorfo e iodifTereoziato si !• trasformoto forse dalla mater·ia inorgani,·a., nel fondo de~li oceani. da 1m' unica molecola di questa e in. 1m ~olfwttto~ e le monere prrmitive. anrmali e ""egetali. da un'unica forma ùi proti:'li 1 e r protozo1 e i melazoi ~ La dottrina scientilìca del .l/onismu dere es~ere intesa in un modo ass;1i diverso da 'luello con cni volgarmente è intesa. [ diYersi tipi linguistici dipendono da1l:1 diver..;a r.omb inazione ,J,,i radicali. Se il radicale re:;ta tale come espressione dell' 1dea os::.ia .a parola t' monosillabica, :;i ha il tipo ling-uistico monosillabico rappresentato dalla lin~tua einese. Se alla formazione di 1tna parnlo concor1·ono più radie.ali, <~~giunto l'uno all'altr·o, senza perdere cia~cuno il si~nificato proprio ori;.:ioario (rJ r'') . si ha il tipo delle lingue aggll,_ 1inan1.i. rappre,..entato dalla lingu.1 tur.:a e aflini. Se una parola l' formata da un radicale originario, che ha per·duto 11Jipart:ntemente il suo significato, coll'aggi unta di nuovi elementi mor·fologici (affis~i. prefissi, termioazioni, ecc . ecc.). si ha Il tipo linguistico delle lingue a mfli'Rsione, rapprc,entato dal ;.crao ceppo .\.riano e Semitico. dnlle lingue indo-germaniclte e semitiche.
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RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RIVIST A A1EDIOA Acromegalia. -
ROBERTO .M ASSALO )lGO.
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(Rllo rma me·
(!ica, N. 157-158, luglio 1892). Que~ta nuova malattia è appar;:a sull'orizzonte medico, or ranno cinque anni per cura dl•l dottor Pierre Marie, allievo del Charcot, per il che prende anche il nome di malattia di MaJ'Ìe. Essa f. carallerizzata da c un alimento notevoli~simo di volume delle eslremita superiori, inferiori e cefaliche "; in altre parole le mani. i piedi, la testa in questa malaltia sono enormi e presentano un aspetto del lulto particolare. La malaltia è assai rara; questo dell'A. è il sesto caso che si descriYe in Italia; in lu~la l'Europa i casi descritti fino ad ora sono circa una quarantina. L'a!'-petto delle mani nei pazienti é caratteristico : sono corte, larghe, appena atJmentat•, in senso longiludinale. sono presso a poco di un terzo piu lar~he e più ?rosse delle mani di un indi\'iduo della medesima statura. Di Cl)nsistenza <iura, i lessuli uwlli della mano non !"ono edematosi. le dita >:ono come dei salsicciotti. Il volume normale ùell'a"ambraccio fa contrast0 con la deformazione della mano. Altrettanto si puo dir e dei piedi . L'estremita cefalica, prenùe parte. essa pure al processo iperlrofico di guisa che ne re;:taoo alterali i tratti dt-lla fisonomia. Il cranio non sembra a pt·ima ,-isla nole\'olmente modificato: la palpazioue pero rivela una salienza considerevole delle s;ulut'e e dellt:l cre;:;te ossee. la fac.cia è allungata ed OYalare, la fronte bassa poggia sopra enormi prominenze
!H VISTA
orbilall cile 111 parte la nascondono; i mar!!HII ., 1e li(JOfbi orbila li :;ono volumi no<>e a moli~o della dilatazio!H' dei seni fronl11li e cos1 gb zif:!omi per lu dilatazione lei , em ns~t'Ì de; ma~(·ellari superior i. Gli occhi. ;.:enera lmente piccoli e nasco<>li dalle palpebre a llun:rate t'd t"' P"" 1». rre~en ta,, 0 qu;,Jclw volta delresoftalmia. Il uaso può ragtriuuget·e un ·v olume grandi<:.:-imo ed è ùi solito unc!Je dt>formato, schiacci li . Le lahbra ispe!'~W· e volumir1os". l'infer:ore rendente lascia semiaperla la boct·a. Lin~Xua in!.!riJ~'"aht. :\l>::nto ~~'O~~ prominente in Rvanli. Orecchie gr·autli ed ipertroliche. LP~ deformazioni del tronco !'Otlo anc·he nnportanti. !.a colonna \·ertebrale pre,enta una crfosi Ct'r\·tco wrsalo:. accompognata da una lt•rdo"i dor~o lomharr!. Coste ing-rossate, clavicole ipertt·ofic!te. Altri sintomi acce"sori sono la ioertrolìa d••t genilaJi esterm e l'atrofia dell'utero e dei testicolt . In dipendenza di ciò è di r egola nella donna la ~oppre>'sione d~ i mestrui ~ nell'uomo la sterilità. l rlflo:ssi tt:nd10ei sono ora norma i , nra t.lirniouiti: mai esagerati. Vi ,~ cefal11lgia quasi I'Oslaute con renlilli>nze; vi~>la indeboliti•. Come l'intooti l!encralt c'é debolezza, umor r:> td~Le, tnlelJigeuza normali:!. Questa affezione non comincia w ai ndl' infaru.ia, setUpre dop\ la pubertll, pitt !>pt-'-S" fra 1 20 t i 30 ~n !li: 11011 .~ m ai congenita n è ererlila ria. La prognosi é ;:inislrll. non conoscendo la terapeu tiéa mezzi per arrestsre 111 malattia. Pe rò la duratu di 'Juesrarfezione può esse1·e di 10, :m, 30 snni. L'etiologia e oscuri:;sima. In tutte le autop!>ie si t! ossen-a to nna ip.. l·tr vHo con,;id~ revole del corpo pituilarin. LAle d11 ra:;rg•un.!8''P la ;ro.,.sezza di un uovo di rolombo ,, nnc·he ri i gallina. \'i è Cl'\l'ri;:pondente in~ranclimento della sella tur·cica. Vi è pure spesso persistenza della ghian iola limo. l cc•r doni del g ran srmpaLtco ed t suoi gangli suno ingrossati. Intorno alla palogenesi di questa curio~a infer·mità $ono
MEDICA
y 8 ti,-, 1<" opiniuni dPgli autori. Per Klcbs ::ar~>bb"? una anl!iomato::i ll'!!Ata alle p~>rsrstenza dPI timo: per Freunrl e Verstraeten lA conse~uenzf\ di una inversione nell'evoluzione della vita ~enitale. Marie crede che si tr·atti di una distrofia si~temRlrca in cui l'alterAzione pr imitiva a''r·ebbe sede nella i(hiantloiA piluitar·ia. Massalonqo pen;:a che le alterazioni Ji questa m~latt:a siano dovute alla per;sislenzu nella vita ~xtraul<.>rina clelle funzioni delle ~hiandole fetali timo e p!tuitaria. Fmtantocbe il nostro corpo i> in via di !'<viluppo. <li -cresC'ita, le proporzioni, le deformazioni non si presentano; appena questo s\·i!uppo, per l'evoluzione ordinaria del 110;;tro or!Zanismo sr a rresta, appunto \'er:;o i 20 anni, allora vengono in scena i sintomi uell'acromeoalia, le ghiandole fetali r. la 1nro funzione non andando incontro alla ordioAria in,·nluzione t·e~re~l>Ì\'8. Cerlamente quesfullima ipolesi è ing.,gno~a. Essa però è basata sulle nozioni an cora vaghe elle abbiamo intorno alle funzioni delle ghiandole limo e piluit.aria e pet'ciò va accettata con riserva. ::\ on deve sfuggire Lultavia cbe lo studio accurato dr questi! Huova forma m orhosa, potrebbe servire in~irellamente a farci cn11oscerA con mAggiori par ticolari •tuale sia il significato nel no;.tro organismo delle glandole 111 discorso. ~l.
L 'a.uto- lnfezlone tubercolare. - J ACCOuo. Htiptlau:z, K ;1, 1892).
(Gazette des
L'osserYaz.ione di una malata morta n el reparto del prof. Jaccou<l, gii ha fornilo l'occasione di studiare la questione dell'auto- infezione tubercolar~. 11 primo accirlente presen~to d~J. que:;la maiala.. ,..d settimane prima della morte, fu una emiple~ia. Cinque seUimane dopo comparver o tutti i sin tomi di una tubercolosi acuta miliare f!eneraliz1.ala con segni i"leto~copi ci evidenti. L'autopsia valr-e a spie~a re que.s ti due g ra11di ordini Ji accidenti morbosi. Si conslalarono, infatti, per una parte, lubercoli cerebrali antichi senza ~ranulazioni, senza meuingìl~, tubercoli elle, dopo ~sser ri masti pe1· lungo ·Lempo sìlenzi<.JRi, IWe,·ano {lrn.loLLo remi!•lcgia. acci1lente
RIVISTA ~emprP lar•diYO.
Si riscontrarono. per altra parte, tutti i vigranulazioni grisne, 1esiont recenti che avevano causato ra pidamente la morte. 1n prPsenza di questi dali clinici eJ anatomo- palologici, l'idea ptù naLul'ale è di riferire le uon~ll& lesioni di lisi acuta alle lesioni antiche di tubercolosi cerebrale. ::\1a pel.' accettare questa idea, sono necessa rie due condizioni. La costituzione istolo,tn.::a delle lesioni deve essere J,•Jla stessa natura. L'esperimento deve provart> la possibilità delle produzioni delle lesivnt lubercolose recenti colle leswni antiche. La dtmostraztOne sperimeutale ha, in que;:ta questione dell' auto- infezione, preceduto la oltmostrazione istologica. ~el 1865 Vill.,min ha dimostt·ato che la granulazione grigia t: inoculabile. Ne11'anno Sf>guenle Leberl ha dimostralo che anche il lubercolo caseoso era moculabile. ~l a egli partiva da questo fttllo per comba ttt!t·e <' non per confer mare là scoperta di Villemin sulla inoculabilit.à della tubercolosi. L'istologia, qualche a nno più lardi, dimostrava definitivamente l'unita della tubercolosi. E!'sa provava che 1 focolai caseosi non erano che un periodo piu avanzato, r~l'iodo di regressione della gra nulazione gr igia. Le esperitlnze di inoculazione coi prodotti caseosi sono state in seguito ripemte molle volte. Qualunque sia la sede dell'inoculazione; tessuto soltoculaneo, periloneo, camera anteriore dell'occ!Jio, essa dà luogo dapprima ad un tubercolo locale, poscia, dopo un inle••vallo piu o meno lungo, a una tubercolosi miliarP acuta g-eneralizzatfl. Ciò è qua nto é accaduto nella maiata in discorso. Una lesione tln lica, tollerata per molto tempo. ha fiuito col produrre la tubercolosi miliare acuta. Questo l'iscontro frequente di foculai tubercolosi antkhi, nei malati mor ti di tubercolosi acuta miliare ave\·a già colpito gli antichi osservator i ed in particolare Lebert. Dopo che si ''a alla ricerca di questi focolai. si ri~contrano in un modo cosi cos tante che si può affer mat·e elle la tubercolosi acuta miliare non é mai primitiva, spontanea. Ess a i> sempre il risultato di una auto-infezione. Senza dubbio, esistono osservazioni an tiche dj tubercolosi acuta milia re senza focolai ~ceri, 1 ~Zangli. crivellali di
llEOIC.\ ca::PO>'i.
15~3
:\la è posl"tbile che f! Uesti focolai !-'ieno passa ti inav-
wrtiti. Veramente. i rocohJi che ri.-.ìe,Jono nea !!angli, nel
roeùJastino, nei polmoni. non sono tacil mente sconosciuti. focoluio è unico, profondamente nascosto in un o:;~o, iu un·a r lacoaazione. In tre osservat aoni recenti di ti,..i grAnulosa. ti solo focoltJit• esi~tente fu trovato nella so~tanza mirlollar·~> di uno dei l'eni per la pt'ima, nell'epididimo per lu seconda. in un:l rlellc trombe uterine per la terza. Da cto ~i r tle' a cou quale facilita questi focolai umci e dil"simulati possono passare ina vvoa·tili all'autopf'ia. L'os scrvazionF> Jclla malata in discorso •·· seconolo l'uulol'e, la prima o~::.er ,·azione da tube rcolo~a mahar~ acuta, 111 cm al focolAio iruZJale anl1cu sia stoto un tuhercolo c•e rebrale, "enza mt!ni!laite tubP r·rolare. La "Coperta del bacillo di Koch ha perme'-'"0 di comprenlcre anch~ me~diu l'auto- infezione Questi bacilli esistono, iufalti, nei vecchi focola1 come nelle Iesìom recenti. Fin tlal 188-\ Do'jerine, studiando i ,·ecchi focolai caseosi dioJO~'t•-ava elle, anche quando que~ti erano calcifica li 111 gran parte. ~i ~~~~n~eva ancora a scoprirt> qualcht> bacillo. SolamentE' i tubercoli completamente calcificati non ne cont~>r •·ebbero p1ù. ed. A pttre•·e dell'autore. questa ultima conclusione ,. forse troppo assoluta. Recenti r1cercl•e. fatte da Gr•rJuu nel 1889, hanno rl irnm:;tr·~lu che talvolta, ecceziooaimente, tubercola calcificati racch•cdevano ancora bacili a. Ma nel CllSO •n di;=corso non n può e<>l"o>re il minimo du bbio, perclw i lnbercoh erano cA~<>usi . 111 n calciflcati. L'e!'ame i~tolo~ico ha dirno8trAto la presenza cl1 numerosi bacilli. In quel modo si 18 l'auto- infezione 1 Supponiamo dapprima LI caso più s emplke, •Juello in cua il rocolaio iniziale occup~t la caviLti lo•·acica. P!lre che l'infezione, nei focolai del poianone, ùe1 gan!!li, del me liastino. si faccia , !->~condo le riCt>rche dì Weitrei·l. piu ttoc.to per le vpne polmonari che per i linfalicr. Questa lrasmi~~ione per le vene è indiretta. La tubercolosi in,·ade i vasi: lt> lesioni sono dapprima limitate Hlla tonaca inter n11. ciò elle dimostra che l'invasione si fa ùall'iuùenlro all'aufuori e non dall'anfuor1 aU'indenlro. QUI!Sla llel!ite ttabe rcolar~ diventu, ud u11 dato mo1nento. il punto ùi )ill tah·ullll il
RH'lSTA
par'•"lt.n .1. llllil ''Pra infln !azione del san~?ll~' coi bactlli t 11•
ber ··1ln..,i Du,. falli ancora isolal1 sembrAno dimo!-'lrare che questa i11o•ulHZ10ne puù farsi, 11011 solo per lu liebltt'. tna per l'trr uztou .. bruS~.:lt cii pr o·lvlli lubf'rcolo::~i io un Vt~~o gradatanwulc· uh-er·a to rlt fuor i 111 clo·nlro. ); el prirno cl1 pl,. ... li f11tti, 11:1 ::rtnl.rltO lubt>rcCilarc ... , ern ape1·t11 nell'ttor iA. :'\cl ;;econdo l'ap•> rtut·a AVf'va a"ulo luogo nell'nt·ler ia pol rnonarc. Q·uwtio il rocniAio n<'rupa ·a <'avilu ad tornìnAl•. il modo di aul -111fe.z•on" è 11ncor·ll abba!'ltauza ben conosc•uto. PAre che la via d'inf.-z1one. 111 I!Ue::-lo ca~o. ~ia <:pecial ru~nt.e la \'Ìa w fatica. PonRck . tìuu dal 1817. h .. :;tu iiulo beni.} le olter~>z trJJII •lei \8~1 lmfalici ... 1 i11 pa rlit.:oiH re
iel t.:anale tort~ctco.
E.i è 111 ryue!'ltO mndo che a'·viene l'in fc>zion .. rosi frequent... ed impnrtAnte. snpr·atutto n,..J fanctul!o. col IAtt~ pro"enient.. da vacche tuberco!Me. N t!l caso di l'orol;iio cer~br•ale, il mo.lo di auto-infeztone non é t~ncor·a s tato determinalo. l l'alli a naloghi a quello ia d.scOt'so sono d'altr·oaJe rar·i. Pt~re l'lte il f14llO d1 tuber·t·olo c·erebrale c~"~n tub ... r·c olol"r rniliure acuta, SPn7.1l mPningitP tuhercohlre, l"ia RIMI unico nellA !'CiPnzn. QuP<=ta patoge11la ot'fr·l' un !!rAn intere<=se clinico. Solamente ~uesl~ nnond~1.iont brusche òJ "An!!ue coi prodtJlti ru bercolosi. queste r·otLur·e t~nprovvr!:-IP, ci permettono di bt>ll comprendere il decor·,.o sll'aor·•.inariamentP rapidu, soventi fulmrnante, di certe tubt.>rcol•>!'lt er.uti miliar1. N ,.llu forma <>c•ITocante .Jellt~ tubercolosi mi liar·e aculn la morte "'opr11g giunge in quindici ~iorni. in Ire o::etlimane al più. L'autor•P rifPri<=ce ti c::~so di un indi viduo colpilo in perf,..tlA ;oalute Apparente Eali morì diPci ;:iOI'nr dopo l'iniw> der r·rrmi accidenti. All'Au to psia non ;oi cons tatò che uu solo focolaio ~.:a;;eoso. 118Sc•)Sto in uu angolo dt>l pol mone sillistr·o. Es:!•.• per·ò contene,·a bacrll1. Dal "O'Ta espo.~to si deduce n lll&l perico'o ter•·•bile esponc:;e l"i cerCA sufficientemente, ~' trovera sempre qualche antica lesione caseosa. punto di partenza inittale di lUlltì le e:rAnulaZioni milrarr, acute. geuel'aliuate. La luberi!(,Josi acuta mi liare non d u ~r"afl'ezioue prim1tivtt. Essa è ~empre e co~U!nlt mente s~>condaria. pt•odotta pet• aulo·infezione. ~onn <=empre i roeolai casf'osi IHllicht. SPcontio l'autore.
MEDICA
Solerosi laterale amlotl'oftoa. - CH \RCOT - (Jourrtal de nu·tieeme et rle ehirurgie, ago~lo 18!12). 11 nome d• sclerost laterale amiotrofica indica per s --te>'so ctw iu tjllc~ta lllalaltill 1 rascelli motori lat.-rali della rnulolla son" ll'st è chi' ~'Siste ni?llo stesso tempo atrofia mu!'lcolal'e, ·fatto t hP è in rarporlo co11 uua. le!tione deiiP corna anteriori. Hi"•Jita da CJU(""IR as!!'ocwztone un tip(l clinico ben definito. atl'ez;OI!t> abba~tsnza rarA pPrò. P eh,. non e conosciuta comP tnt>rita n'esserlA. Le Hltet·azioru ùei fasceltt lateralt determinano urw stato ~"pasmo li v der 1nuscoli, la cui innervazione ne diptmdt.>; si pr ·ùuce ullura una pa1'e~i spasmodica che può durAre rnolto tempo, mA rhe. qu11ndo la lesione inva•ie le corna anlel'iori. o:i 1noditìca <>otto l'mfluema nPII"atrofia muscolare; la rigidita uiminni"Ce allora e la paraplegia d•vent& fiacca. Non vi l:a nlcum1 allet·azioue della seusib1lita, pt.>r r.hé la Je;;ione •· sistemuL1ca, eldlt1va e non interessa le corna po~leriori. ~c:jc:tono CA"i OPi quali l fa"Cetti laterali '-~O)tanto !-io ·nO affetti. l"E'nza cho h1 ;:.ostanza grigia partccip• alla le<~ione e per con;;eguenza sen7.8 che si abb1a atrofia, r·estando Ja'malalliu limitata clinicamentt> alla par~tple~ta spasmodica! GharcoL ha ammesso questa lorma che egli Ila chiam!llu tabe •lOl'sale spasmodit:!l m opposizione CO!c'i alla tabe alass1ca. Quec:la opinione é stata ~r1ticata, e pertanto alcune osc:erYA7.ionl "~"f'!Hite rlelrautopsia, e ve ne sono tre molto dimo~lr~t•ve, !'embran o, a paret·e dell'autore, provare che la 11?:;iuoe ùei fascelli laterali llOO rorzetamente !'IUSSe!!Uila da quellll delle corna antc,1ori. T ·cAsi, d'alli-a parlt', ht!nchè presentmo uua sintomtltolos:ria ahba!<LHnza unirorme pos"ono manifeslart:! aspelli alquanto tlitf.·rentl. Un ulnlato del r•parlo dell'autore, per <>~<empio. dPII'o•W. di 34 nnn1. in huone condizioni di salute, s~>nza preceolenli ererlil8ri. cnm" l· t~bbast anza abiluale in •ruesLa malatta. :'erlZH cau:>a c•mo;;ciuta, é ~lato colto sei me'-i or so .no da un n 1noleslia doloro>-a ti el beacc1n, ma senza vera ~offet·enzfl. La mano ero. J'igida e non poteva più Aervire,
e
RlVISTA
e ben pr-esto il malato nol" che essa era atrofica . Il membro inferiore venne colpito nella stessa guisa; colla d1tferenza che non vi l! slata atrofia dei membri inferiori; poscia, molto rapidamente t> sopraggiunta la paralisi glosso labbso-faringea. Gli arti inferiori non ~ouo ancora atrofici, ma esisl.('lno scosse fibr illari, che sono il pr·eludio ordinario di questa atrofia; l'mcesso t- rigido, i rifte~si sono molto esagera li e si constata facilmente 11 fenomeno del ginocchio e del piede; i Jue arti inf~riori sono inleressatr, come pu1·e 1 due a rti superiori; è infa tti la regola vedere l'affezione svolgersi l'immelric~mente.
Anche il bulbo é interessato. come lo pro"a l'esistenza della paralisi glosso- !Arin;:rea; ma si constata inoltre colla per cussione del massetere lo stato spasmodico dei museoli della mascella . Il decorso della malatlia è qutndi molto celer~ nel caso in discorso, perché i primj accidenti non datano elle da se i mesi e già il velo del palato è inter essato, la delllulizione è difficile e gli accidenti cerebrali sono minacciosi Lo <~lato cerebrale è però eccelle n te . L\~'·c.luzione della malattia, 'luantunque ab1tuaJmente celere, non é però d'ordinario come nel caso in parola. CLarcol lta presentato una forma cllfl~rente che si avvicina alla tabe spasmod1ca. Questo tnalalo ha egualmente un incesso rigido tr ascinando i piedi a terra, i riflessi molto e~:>agerati. l suoi a ntec~>denti ereditari sono sconosciuti, pe1·chè e gli fu trovato fanci ullo, ciò che d inota verisimilmente un'in fermità qualunque nei suoi genitor1. D1 piu egli presenta crisi di mutistoo is terico. La malattia attuale ha cominciato tre anni or sono ~ gli arti superiori ed inferior i sono les1, ma nou si nota atrofia muc:colare, per modo che nac:ce la domanda :<e la malattia non l>i arresterà Al punll) in cu1 si trova e se non si traUi di tab,. do rsale spasmodica e non di una sclerosi 1alert~ le amiotrolica. La diagno~i è importante. perché nel ~econdo caso la prognosi è fatale e la malattia non dura tre o quallro anni .
liEOIC.\
Infine, come anomalia nella sclerosi laterale amiotrofica, si po:;t;OUU citar~ casi in CUi ratrofia é pNdominante quasi di prtmo acclùto •.:d in cut lo spasuto past;S quasi inavYerltl<>. Segno dUI'erenzlale dello ~aemo e della. oaduta della palpebra superiore. - CIIAl\COT - (Jvurnal de mecle-
cine et rle chiruroie, agosto 1892). Si potrebbe suppon-e a Lutla prtrna c•he sia cosa racile il distio!<ucre una caduta della palpebra superiora da una contrattura di questa stessa palp bra, eJ è invece molto difficile fara la diagoo!'i s~ non si utilizza per cir• un segno che Chat•cot ha descrilto ro>centemente. La chtU"ura dell"occhio può farsi infatli sia per una par~Jii~i della palpebra, sia per uuo spasmo, e, quantunque si tratti d1 due atti fisiologici assoluta111enle opposti, !"effetto prodotto e esaltamente Io !'tesso e la sensazione data al ùilo del tutto simile senza cbe sia possibile, con quest'ultimo meno, di stabilire una differenza, l pe1•Lanlo dal punto di vista della pt•ognosi, ;questa distinzione ba un inter esse con<:iderevole. Esiste per altro un segno differenziale abbastanza racile a con.,t.atare: se v1 ha contrall•lt'a, il sopr:lcciglio é abbassalo per rapporto a quello del Jato opposto: se vi l.a al contrarlo, paralisi, esso è sollevato. Chercot riferisce il case• di una ragazza di dieci an1 i, la q11ale venne r ic'lverAta nella clinica per una caduta della palpebt•a; se si fosse tJ•attalo di una paralii"i, questo sar ebbe stato un segno molto ~rave in rapporto co:t una les1one cerdbrale pr·obabilmenle tubercolosa. Ma era facile consta tare che il sopt·acciglio era abbassato . cio che dimostra tt·attarsi di uno spasmo e le coodizioui, abbastanza singolar i d'a ltronde nelle •1uali questo accidente si et·a prodotto. concordavano perfettamente con la diagnosi Questa 1-agazza, sei mesi prima s1 era spavental.a molto di una tempesta senza però essere stata toccata menomamenle dal fulmine; ne r isenti un malessel-e smgolar·e che la c.oslrinse a mettersi a letto; poscia venne colla da una crisi isterica ben car atterizzata. Ciouondi meno, dopo mezz'ora, tutto pareva fln1to, quando il suo
154occilio .., c'tiu"e Que .. to è nn fenom>'no cerlutnente ISII!ricn 1:' r~;::;:terl7:a d1 'f\lec;to spasmo. cbe si pole,·a verrflrare col se7no de1 sopraccre;ho, permetteva di eliminaJ•e dalla ~tn 1o matologia .!i 'l 'le::<ta malattia molti fatti che erano con'!lderati come Jo,·utì t~ Ila ;•arali,.i dell'ocelo rnoto1·~ comun~: si lralta,·a nel ca•w iu discorsn ùi spll"IIIÌ e "i puo amme11ere come <'"rlo che •111e"ta for ma p» ra litica :H'ln esiste nell'isteri"'-m". La pro..,nosi. !!ra, ... qualora si loc:c:e trattato tli una pu ralisi, é al contrat·;o molto berut-rna nel Ca"'-o in •J iscor so. avuto t·iguarùo c:opratulln alreta dt>ll'infe r ma.
Cardlopa.tia d'origine traumatica. - JAccouo (Jour na/ de nu:tlecine et de chirurgie, l> ·llembre 1892). Il profes<:ore J!ltroud ha rif~rito u11 caso cii cardiopatia che presenta nella ,.ua eziolOIXÌ8 una fJl\l'llcola ri1it del tuilo spe ciale e de~nt~ di e~c:cre menzionatA. S··i me~·" or sono un uomo di 4~ anni st fece 'is!l!m: per, isturbi ct~r.tiaci e veune r icono..ciuto atl:..tro !H un r t?strinpimenlo mi1rale :-olo, seuza altro !eston e Es;::entlo andatA rnRII mnno aumf'n lando le s ue c:otferenz.. egli ricoverò nella clinica dell'aut.orP, il quale constatò, oltre l'accennala le~ione. un ~offio Sl"ll>lico nel focolaiO aortic{l inJicante un r·~slrmgim~nto dell'ao rta con lutti i se~ni di unu AOrli te eslt>M fino rill'aorta clnrsale. cile prohab;lrne1:~ •· pure intcre:<"St<l. Insomma, re'"lrtn!!imento milrale 1ho. che rlatn probahilment.. da riue Hnni, secon1io gli anAmtH~'>tici, con s ortite e dilarazionr consecutiva. Ora, un ratto del tutto insolito in que--to mnlato, si e che mal,.rrado la ;.ua an rtite non preseula a1·terie ateroma~ose; ciò che puù fat· supporre chP ii !:-n or io infiammatorio s i e propaJ!ato dal focolaio delror·Jfizio pt!r guadagnar e le allrP porzioni iell'arteriA. Queste sono pnr li<-oler ità imrortanli t'd è prMnmibil~ che l'ezioloiZiR pressnli. anche in 'fliP;::to <'8"0. alcunché di speciale. Inlntti. rinferrno non ha sofferto r·eumatismo. nè atfeztone capace di a!!u'e ;.ull'en locarJio, non "' al~ool·sta . ed
•• ;.riunto tino ul 'età di ~2 anni, ;;enza akuo itH.:lde11to.: pr:l• l• ,~ico "pecia l' Quando ci troviamo in pre~enza t!i cardtO(•<Jlie CO!'t :-an~ohm fa d'uopo p•'nsare ad una ca~goria i•ZiOIO!.'!ÌC8 molto •·a1·a. 11111 r eali.'. eJ é quella che dipende da l tnlumati ... mo. uu~sto wtaltt puo Pl'Oùurre la p~ricardite, la llll0t'8rtlile. la fJUài..: lw sovdnli p~::1· ~:~ito l'aneu•·i~<ma pa•·zi~o~le del cuo1'e, J'eu oiocardite . lo· rotture ten Hnpe ecc È , o,·ente unA <'1 u-a di euòncardite cronic.a . come an•e11w' nel ca.,n in dascorso. IntAtli, du"' nnni ot· sono. •TIII'st'uoulo ha ricPvuto c;ulla re!!tont> pt·ecoi'ùtale un colpo di !>l&n{la mollo ~iolento. Ne :-us~eg-ul una vasta t>Chtmost, senza f1·attura, in cornspond~nza dèlla quale >en••~ falla un'applicazio ne di uug:nt<lle. Oopo a lcuni ~iorni il malato poté riprende•·.. il suo laYOro; ma •Tualche tPmpo dopn cominciAr ono a mAnifec::tar"i acci •enti di "Offocazione. A cugione ,Ji q uesta grave contu;oione ~• é prodotta c~r •aroente ttn'endocardit~ la quale ha !ntere.,sato olapprinla l'or.fizto mitraiP ed mfalli e que.Ja ~en~ral roeote la parte che pc1· la prima è le~a in ::;imile ca;:o. Se il malato fo,s~ ~ià stato affetto da un~~ le<:ione caròia- a o 'a"co!are, l'intzio $ar+'hbe stato influenzato da questa lesione, e sp~>cialm~nte se ro,..,e stato uffeUo da artl'rio-~clero:::i, l'aorta ~arebhe stata tnleressata pe1· la pr imtl. :"!el caso rontrario, ~ l'ortricio mitt·tile elle è leso per il prtmo. Riae1' ha pubblica t } un ca~o ui questo )!eu t! t'~ w•_lto interessante: vi r ra sta lo frattura dello slet•no ed il malato, dopo un l"O~f(iorn0 di cin<JUP. sctlimant> aii'MpedAie. nulla pre.sentava al cuore. :\-ia <JUaltro mesi dopo <:oprl'l!.!!.!iunc;.ero Recidenti di di~<pnea e la !estone mitrale era allnt·A molto dtta ra alra::coltazione : qua>' lo fbllO è notevole per la sua nettezza e perché é stelo seguito Ilo dal muuleHtO •lei traumatisrno. Vi ha quindi nei traumatismi una condiz'one ezir•l0gica r ara ma l'e!'lle per le cardiopali ~>. D'allra par te c~<istono fAtti analoghi. Venne descriLta, per esempio, la polmonite per contusione, la quale può produ1·si per contusione senza ferita; nella stessa maniera può quindi comprender·si Ja produzione
IUHST.\ deJI'endocal'Jit~. Anche allri traumatismi possono produrla e sì è o;.ser' nt11 In coua compa1·~a in se!!uito a scollalul"8. MI torace cnll'ac•1Ua bollenti!.
L& toraoenteal, aue lndioazloDl, suo prcoeaso operatorio. -
POT\l'\
-
(tlrel!ìres .'i!ledicales Beige.'{, a~ocoto 1 ~92) .
Il profec:c:ore Verneuil ha ulfermato che la Lora cente:>i tra,torrna le pic:lurrti l"iProse in pleuriti purulente. È esalto che ~j pratica Oa"~idi l'~mpiPma molto (Jlll !"O>enti che per l'ad· dietro. ~la c.ò. st>condo l'autor.,, non prova che !a toracen· tesi ne !"ta la causa. nP che la suppurazione della pleura sia pm fr ef{uente E><sa !<vela molli versamenti, pur ulenti che , al tt·evnlte. pa:o~a' ano in a vver·titi, ma essa non ne crea quando a beli ra tlll. Le indit•&zioni della tot·acentesi derivano da qua ttro ordini di con:oideraz1oni di~linte: t o Di::- turbi funzionalt: 2° Abbondauza del ''e r~a mento; :3° Dala del versamento; -~· i\alur·a del \'ersamento. Disturbi f'un~ionali. - La dispnea molto accentual~ é una inc.liCtltlone d1 operare a C&fliooe dell'abbondanza délliquido che ordmar1amente la produce: essa può, però, dipendere da altre cauqe: bronchite capillare, tube rcolosi mihare aC'ul8. ecc.; in '{uesll Clll;i rindtcazione di operare è regolata dalla di:>pnea e llpende dal ver~amento stesso o dalle complicaziOni che rnc<"nmposc:oano. La rlicopnea. d'altrnnde. se~no rnoilo infedele. può mancare cnmpletameul~-'. anche qua ndo il versamento é eccessivo. Altrellanto si può d1re dt>lla CJanos•. Anche la tendenza alla sincope t> un SE';..tno su cui hen poco si può far calcolo. Ria~sumPtHio, i dJ!tlurbi funzion ali ~ono segni m ollo infedeli. ~fa quando e~"i si osser·vano in un soggetto nel quale esi:otouo, d'altra parte, inùicazi••ni formali di intervenire, essi possono costituire un rnoti YO per far pr esto. Infine, ecce zionalmente, e quando lo studio dil igente dei falli dimostra che essi sono 1euhnente la conseguenza del versamento,
lffiDICA
):)51
ec.si po:>sono decidere d'intervenire anche quaudo nou vi ro~se ancora altro motivo dì ricorrere ad alto operativo. \ bbondan.:a del cersamento. - (jn ver:;ameoto pleurale molto ahbonòante reclama la toracentel'ti per due mothi: t• Perché il pericolo di sincope o di asfi.,sia pare che ,,a. in ..:enerale. proporzionale alla sua abbondanza; "!: Percù•! il riassorbimento, impie!l'audo mag,gior tempo nh.•ltiplìca rl pericolo proluo;randolo. Si valuta iu ~enerale, la quanlita del liquido ver salo determmando rl suo limite superiore; ma que~lo limite non é 1\tlto. ~.l e necessario tener conto anche detrabbassamento del diaframma, della distensione della parete costale. dello spostamento uel madiastino, della compressione del polmone. Potai n lta ad()ltato la s<>guente regola: Se il li'(uido non raggiunge il livello della clavicola, ej.'!Ji crede che non vi !?ia punto, per li fatto della sua abbondanza, necessità di operare. Quando il livello del liquido ra~giungP la cla vicola, se il diaframma non è abbassato, n~ il media~tmo so~pinto verso ti lato opposto; se la parete toracica non é sensibtlmenle dilatala; l"e il polmon*' occupa un posto notevole nelle cavi t& toracica, si può ancora differ ire. Ma ~;;e il polmone pare caccia lo ,·erso la col•mna verlebrale, o::e ~opratulto si con~tatano alcuni segni di dist~nsiooe della cavrUi pleurale, l'tnrlrcazione è urgente ed i> neces~ario operare ben presto. L'età del cersamento può essere una indicazione dr pt•atic·a re Jtj loracent..si, anche quantio la quantita del liquido raccolto nell11 pleura :5ia meòiocre od anche• piccola. Infaltr, il li'}uido si rtproduce appena che e!?so viene evacuato, quando dala da un certo tempo: d'altra parte, l'intenenlo tardivo e <'ìrcondato, lalvolla. èa grandi diftìcoltil. De't'"' •JUindi estrarre il lirluido non appena che non ,.i sia pm speranza che il suo riassorbim ~nto avvenga abba'-~lanza celeremente sotlo l'influenza dei mezzi medicamentosi. Il termine di tre settimane è quello che e stato accettato <!agli autori che si sono occupati di questo argomento. Ma la difficolta è di stabilire con esattezza reta del ver-
R!YlSl'A
!'<Amento, perchè non ~empre la comparsa o1el lirruido coìudde coll'inizio dell~;~ malattia. Il pl'nblema, a~sai sptol"so, rimane insolubile, ma ne venue trovata talvolta la soluzione, almeno app r ossimativa, nella form a de la cuna d1 Oarooiseau, che clrcoscri,·t: il ver!'amento. Questa cun ·R, pitl o meno parabolica, non é sempt'e ide11tica. R isult.a òalle osservazioni tli Pot~in che. s~condo che la b rAn <'a es tern a della par-abola & ab i.HIS~ala 0 alzata, si deve pensare che ìi "ersamrnto s1 é fatto in un periodo in cui il malato era o non obblt!!alo a leLto. E siccome è facile in gene,.ale di !>&pere a quale epuca il malato si é cor-icalo. ~i ,·eùe come ;;i po,sa, appros:;in1alivarneult!, tieJut•ne l'età dd " er«ameuto. La natura rlel oen~t~mento nou può essere determinata cott certezz» cbfl con In puntu1·a, la quale poi, secondo rl caso, può rimanere pur·ament~ esploratr·icc. c, rliventare evacuatr lce. Decisa lt1 lo r Aceotesi, rimane ancora a d~te t'lninare io quale.misut•a si dt!bba evacuare il con ll!tt uto della pleura. ~elmaggio1· numero dei casi, revacuzJone cOilllJlela espone ad nc~1deuti mul tipli e g ravi. D'nltra parte, 1\~,·acuazio ne rii una f(UMllila tì;;;sa e sempre piccola può dive n tar~ inl>ignificante se si trAtta di un ver;;;amento coosJùer·e"ole. A
Potain parve ~emp re conveniente ai proporzionare l'a.bbondaula delrevacuazione a quella del liquido contenulo nella pleura e Ji estrarre la mc:tà circa di ciò che si calcolava di Lro ,arvi, ([ualunque sia la facilita con cui l'evacuazione è l'ti l m0men to tollerata. Potain ct•ede dovet· riassumere •ruanto '·enne dello sopra JWel>s·a poco nei seguenti termini: 1° la toracente~n, ber1 falla e l'atta 11 proposito, non provu~:-il la supplll'azioue dei versamenti si erosi ùella pleura; 2• la moltiplicazione delle pl!!uriti oul'uh·nle di cui viene accusnta e più apparente che reale e non dtw «d essa venit· l'tltrihuita; :,o le indi,·uzioni possono el'St!r e assog~ettate a r Pgole molto precise e mollo fisse, dalle qu~ilì è necesM riO 11011
'scostarsi;
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li&DICA
j• essa deve ~>sser.:; consider ata sempre come un'operaZione !!rave t> circondata da tuue le precauzioni necPssarie. È un err oN' ta nto g r•ande l'&l"tenersene, qua ndo essA é nPcP;;sario. quanto il p ralirarla a torto o il rarla male.
L·actinomyces in una concrezione del condotto whart ooiano. - Pror. DoME~tco M AIOCCUI - (A,.~Mrio per le scienze mediche, 3• lrimest•·e, 18H2). Il (·oncell.o Jella natura pa ra.~sitru ia dei col~oli non è nuovo; però e b··n luns:ri dall'essere ancora acc~>rt.nto in Lutti con prove dunustrat1ve microscopiche e con esper imenti lltÌCOIO!ol'iCi indiscutibili. L'autnre crede quindi opportuno di l'irer1re le risultan/.e dell'esame micr o1>copico istituito sopra un d1scrt>to numero di cairoli sa livari del I'Ondotto wharloniano P st•>noniano, doll1' ql!ali ~i des ume ('h e. senza escl udere l'influenza del processo infiammatorio della muco--a e tulte le oltre ,~uuse meccan:che e chimiche amme!l~e dagli autori, ~i può ammette•·e anche per alcune concrezioni dei rondoUi salivari la genesi paras!fitat-ia analogamentE- a ciò rhe altri rJcercatOI'i. dal G1'aefe ol Baiurdi. av•·ebhei'O già diroosll'ato per le e011creziom dei ca nalicoli lacrimali. B a ssai verosimile elle i microparussiti ($pecie alcuni) raccolti ed amrr.assat1 emt••o i conòoui e:;cretori delle ghiandole ~ah vari, oltre l'azione ir·ritante ~ulle loro pareti, oltre razione mPCCiwicu favorevole al dt>pOSilo rll'i Mli ctHcat·ei, abbiano ancora ad t>se1·cilare un'azione chimica. mercè la quale val!rano a separare dagli f~le menli cellulari. e sop•·atutto dai prodotti di secrezione. dei ~arbonati, JO$fati ed m~salntl in essi contenuti pro"ocando cosi la formazionP. di ,·ere concrezionL Dei Lre mtcrorganismi cu1 specialmente accenna l'autore (l•:ptoth ri r l.mccali:~, ~treplothriz, actinomycps\ ractinom:y ces è quello cht> più si distin,!rue per In facilP metamorfoc;i calcareo, rrequenti~siroa a veriflcarsi negli attinomicomi mandibolar• de1 bo\"ini, nei '1'1 81i talvolta il pr ocesso di calcifirazione è tanto esteso da tra~ rormare quei tumori in !l~
masse eli espello {lessoso, don.le il loro nome \'Oizare di male del gesso. P er quesl& singolar e proprietà calcificatrice, o ingenita, -o acquic;ite , l'actinomyces deve o~gidi entrare a spiegar e la etiologia di molte concreztoni, eh cui un bell'esempio viene dalo cla •tuell~ d~scl'itte dall'autori.' l' tr ovate nel condot!o whartoniano.
G. Contributo alla terapia elettrloa. delle ooolualonl lnte•tlnall. - Dott. ERIClERTO Art;vou_ - (Prortre.,.~o medico. numero 18-19, 18!12).
L'autore riferbce di un caso clinico di coprosta!'i intestinale, contro cut riesctrnno vane tutte le ordinarie risor-se curati...-e. da lut r:uarito mediante In corrente elettrica. Ecco la tecnrca seguita. Non poi'\1'\edendo gli appat'ecchi voluti dalla elettrizzazione alla Boudet, si servi della macchinetta di Gaitfc al solfato dt rnercurio. Tagliò un catetere elastico e'"' rcce passare il Hlo cou~lullore :del polo posit~vo in modo pero che reslremo oli\'Are dell'eleltrode <oopravanzasse quello c•orr ispondente ciel catetere. e"Sendo guarnito da pelle rli camMcio. L'altro polo lo mise in comunirazione cou un elettr•ode pia~lo, largo, fornito di spugna. Pr•eparato l' iu::;ieme e messa in alhvita la corrente, introdu!<"C con l'enterocli,.ma una cer ta quanti~ d'acqua salata e quindi ancora prima di riti rar e la cannella irrigatrice, spinse nel l'etto ti catetere con duttore del reororo. Dalla quanlltà di acqua reftuìw gmdicando che una discreta quantità rn"se stata trattenuta nell' intestino, cltiu!<:e il cir cuito applicando l'elettrode a spu~na bagnata sullt· pareli ventt·ali, lrascot'l'eildO dalla re!rione ileocecale lungo il colon tras,·erso fino alla flessura sigmordea. L'intensità della corrente fu fa th1 a ~:radi crescere col tirar fuor i il cilindro gra:1uatore; l'elPtlrrzzazione durò in complesso circa 12 minuti, e frattanto, attraverso le parett ventrali l'COr gevasr ud onde ti movimento delle anse mte!<:linall,
la mano premente l'eleltrode ne sentiva rurto..e il paziente 8 v,•ertiva dolori colici. L'uscita di ~as e di materie fecali che non erasi prima potuta ottenere coi mezzi chimici e meccanici, !1-alvò la vita acl un indh·iduo che, per catarro gastro intestinale cronrco e ,;ucces->rva copro:>Lasi inveterata ed invincrbile. trovava:>i in ~eri"simo p<>ricolv per una intensa autointossicazione.
G. S ulle vibrazioni meccaniche nella oura delle malattie nervo•e e mentali. - Nole del pt•of. E:-~Rtco MORSEL.LI - Gn::P.tta dNJlL o~pitali. 25 S!!Oslo 1892). L"<mlore rivendica all'Italia la pr iorrtà nella cura vibratoria delle malattie nervose, come anche quella della magnetoterapia e metalloterapia. Non è nè nl francese V•goroux, né ali() ingles~ Mor·Limer-Granville che devesi la cura dellr roalattiP. nervose mediante le vibl'aziooi meccaniche, cura di eu• recMlemente l'li occuparono mollo i giornali medici in st>!!uit.l alle osc:er"azioni della scuola della Salpètriere, ma bensì al clinico romano Carlo Maggrorani. L'autore dice poi di avere eseguilo nep;li anni 1882-84 var1i esperimenti di cura vibr·atoria insieme col suo 88Sistente il defu11to dolL. Buccola , e che dagh esperimenti altora fatti può ileAumer.- le seguP.11li conclusioni: t• Il metorlo ·nbratorio non -.embra aYe re applicazione prècisa che nelle p<:icopatre nccompa~nate da sintomi localìuati, c sopralutto negli alienati affdtt ùa ne~ral~:rie. 2" La melanconia semplice o passiva nei suoi primordii, la melanconia con nevr·al~ia intt-f·coslale, la pazzia con rdee f!!>-l"e, furon o r1uelle che più del\•~ altre psicopatie trassero qualche volta ~iovAmento coll'applicazione del drapason vibrante. sia s:ul punto do,enle sia sulla fronte. :l ln nlcuni ca"'i di ipocoodriac:i con ne,·ralgia occipita le si r.es:ci a pro,·ocare un bre"e periodo di calma. ~" .;\eli" insonnia degli alienati sembra rneffìcace, nun eosi in '!Uello dei ne\'rastenici e delle isteriche. 5" L'azione del metodo vibra torio nella maggioranza dei
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RIVISTA
casi I'iescl all'autore fugace ed effimera: •tueslo fallo co 1 ~.- giunto alle conos_cenze odierne piu avanzate intorno agli ~f fetti della suggestione, fa riten~>:r!j all'autore the si trattasse di un'influenza puramente sug-gestìYa, come suggesti va in gran pat·te r i;:ulta or mai anclw quella di molle applica;.loni elettroterapiche. 6° Il metodo vi!JratorJO anzlCu:· azione '-i!daliVii pu<J esercitu.re anche azione eccitante ~u! sistema net·vo~o; ~sso infaUi par"' controindicato in tutte le forme di tnanìa, Sca lvo nella isterica. nelle malincolie ansiose e agitate e più ancora conlt'Oilldicato nelle psicosi epilettiche. ~un giova neppure negli stati di stupore, e, al pari della eccitazione galvanica, si addimostra Jìretlamenle dannoso nei pazzi affetti da allucinazioni acusti.!h~. Nelle esperienze sopracila le l'aulot·e e il Buccola troYarono in genere poco pratico e di troppo debole azione vibratot'ia l'apparecchio del Boudel di Parigi; l'isultò invece superiore il procedimento del Maggiorani cioè un grosso diapasou •ibrante infisso su di una cassa armouica, oppure un diapason a 10 V D mes-.o in molo colla pila elettrica sempre applicali sui ,;olitt punti di elezione !'l'l'feriti n.,.Jla e letlrolO?rapia. G.
sulla propagazione del tonl cardiaci sul fegato e alli gros1l tumori di mUza. -Dott. Sit.YlO. Cool'. - (Giornale internazionale clelle scien;e m.edichf!, fascicolo 13-, 1892).
Non molto di rado la palpazione e la percussione epa tica e splenica sono difficili a farsi ed alle volle anche impossibili per' ro1·te meteorismo addominale o enorme iòropeascite o per granùe ùolurabilità dell'aJdome; in tal easo l'asco!· tazione dei toni cardiaci prO!Jaguli può essere di g rande utilità per la delimitazione di tali or~ani. Tuttavia, come si rileYa dai casi riferiti in questa memr,ria, la propagazione dei toni cardiaci sul fegato e sui grossi tumori splenici non è un fatto costante, avendolo oss~rvato
li!DlCA
9 ,-0 Ite su Il casi ùi tumo1·i epati<"'t, e 6 volte "'U IO di lu1110ri ..-,pleniri Pare però nll'autor e che, s~ la ~ua assenza uou ha alcun valore diagnostico, la presenza di tale propal!aZiona abbia un valort:- decisivo sia per diagno!llicare che il tumore su cut si ~ente appartiene ad un or~ano soltodiaframmotiro. s1a p1•r rlelerminarnt' i limiti quando la pPrcussione P la palp11zion•• sono ~enza utili ta. L'autore non puo ancora p1•onunciarsi sulla sua Importanza (e sarebbe grandissima l per •letcrmioare cioè il lim•le superiore del fegato da~li essudali pleuritici che si esplicano 8 nteriot•mentt> a destra. non a ''endo a sua disposi1ione che una ~ola osservazione. Però, anche ronòando!-òi su ttuesta unica osser"azione po,ith·a, crede di non esagerare richiaulR!ldo l'allenzio ne del medici su Ila differenza di intensità e d• timbro le1 lon1 cardiaci sul torace e suU'aia epatica, potendo rorse divenire un segno utiiH nella prat1ca per dislinguet•e il torace dall'ad·!ome nei ca~i di pleurite unter.ore de~ tra. ~la oltre a ciò •· intere~~ante il conoscere che i toni cardiaci pos~onn propagarsi attt•averso il reS!ato "' la milza e altraYE'r$1) Ì tumOri attaccati 81 regalo, poicbè diJnOSlra Che non solo lo stomaco e i tumori ad esso atlaCCiili sono ca paci di trasmettere i to!li car,Jiaci, e che la percezione tli tal~< diffusione sui tumori non è patognomonica dei o;;oli tumori ga~lric1, comP afferma,•a Il Federici.
G. Sulla lavatura apneumatloa del perlton1o nella perltonlte tubercolare aaoltloa ( metodo Riva ). - Dott. {;. DALLE OR.E. - ( Rioista Veneta di seien:e mediche. seltembre 1892).
Giudica1ulo che il buon risultato dal trAttamento nella tubercoloo:• perll•meale ascitica òipentia precipuamente dalla rimozic,ne del littuido addominale, 1! prof. Riva aspira tutto il liquido per mezzo dd suo stru~:ento aspiratore-lavator e e poi vi inietto. nna cer ta quantita di acqua distillata steri-
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!Il\1ST.\
ti:ezata (a W") che poi aspira, e quindi torna &•l iniettarne
di nuova e nella quant1t~ del liquido ascitico le\'alo, lìncb& racqua esce chiara e con pocln~sima traccia di albume (in complesso inietta circa 8- 10 litri d'acqua distillala). Le iniè~ioni fatte secondo il metoùo Riva venl{ono benissimo loll~rale; l'ammalalO non si accorge neppure qU&nd() l'acqua pt•nelra od esce. non si banno modific.lzioni del poiS() e del resp1ro, ben inteso l')uaudo s1 a!!isca con regola e con cautela . Generalmente dopo qualche ora l'l lta una forte reazione febbt·ile che si inizia con freddo, ed il ventre si ra alqul:lnlo ù<Jianle. Dopo quAiclle giorno la febiH'e cessa, le orine si fanno copiose, ritorna1w le for..:e e rappetito: il liquido non ~>i riproduce più. taholta invece dopo un lempo variabile c:i formano delle ma!'~e dure diffuse al venlre, che danno a questo come un sen;:o di ìmbottimento come se le anse si Cossero fra loro Ulllle. rali durezze tìbro- plasliche scompaiono lentamente dopo qualch~ mese sen.:a però dare alcuna molestia ai malati che pos,.ono riprendere egualmente le loro occupazioni miglioranJo nel ~enerale ed aumentando in pe~o. Pur ammettendo un'azione chimico- biolo:!ica nel liquid() adoperaLo per inil'zione, il Riva si serve di esso allo SCO(>() precipuo di r1muo,·ère total•nent.e il versamento, e crede cosi che alltt rimo-:;ione totale dellitJuido si debba ascl"ivere il buon r·isullat•J delle laparolomie nella tubercolosi perrtoneale, e non alla qualilil del liquido adoperalo. L'autore invece fondandosi "opra i due casi clinici di cui riferi~ce la slor1a delta/];liata, da lur curati e guariti col me· toJo Riva, sarebbe inclinato ad attribuire razione benefka ed il buon risultato finale specialmente all'acqua distillata che apparentemente sembrerebbe Jnaltiva. Difatti nei due casi clio1ci cur·ali dal l'autore, prima del meto~o Riva egli aveva praticato la lapa1·otomia, la vando r ipelutamente con acqua salicilica P con soluzione legt.tiera di sublimato. avendo poi la massima cura di asciug;ar·e tutto il li'{uido: ciò non pertanto il "ersameoto si riproous"e, (' rapidAmente. Adunque e le soluzioni antisettiche, e la rimozione tolale del liquido, e la penetrazione dell'aria che da taluni viene
ritPnuta cnme la causa principale delle guarigiom nelle laparntomie, si mostrarono inefficaci, laddo\·e l'acqua disLillata !"terilizzala semplice si mo!;llrò utilissima; e che quest'acqua iniettata nel peritoneo non sia un li11uido iuatlivo, e che nou abbia a ses•vire semplicemente come liquido lavatore, lo pr·o\·ano l'~>lt>vazinnt! terrotca che si ha subito dopo e la dolorabilillt eh<' persiste pet· alcuni giorni in tutto il ventre. La <'•lftrlusìone quindi che !'i rlnvr<lbbe rica\·are dalle 1lue :>torie clllliche esposte dall'nutorP sarebbe •·he lu lavatura apneumalrca del peritoneo sPcondo il metodo del l'rof. Riva, nelle peritonit1 lubet•colar·i asciliche, è supdt'iore lutc.te in riguardo al ri'>ultalo finale della laparotomia e t.oilelt~> del perì loneo.
G. GEORGE W . Ft:LI..ER.
La d11feren-zlaz1one del baoiUo della febbre tlfoide. - (The Boston Merl.ical and Sur-
'JU:al Journal, sPUembre 1892).
Per molli nnni si è credulo else la principale car·alteri<'tica dt>l hacillo tiel tiro fO!':!':P la cultura su patate. Alla tero!Jeratura ilei san!!ue io due srior ni, ed alla temperatura della :>lanza in qualtr·o, la palata inoculata da una lus~ureggiante cultura, iu\·i"ibile ad O(;chio nudo, e tutta lo superficie as~ume aspetto umido •! spl&nd<mte. Se una piccoln parte di I}Uesta superficie si abrade Cl)O l"a!!o di platrno •• SI esamiu11 in $rOCcia pendente. st scorge un !.!'rau numero di bacilli clotati di energico movimento. e que~to er•a il mezzo di drffere:'!zraztone finora usato pel microrganisrno dt>l tifo. Però alcuni mesi di studio han con vinto rauLur·e di ciò che par·ecchi osservatori avevano già \·eriflcalo, 1•he non sempre il bacillo del tifo produce questa palinu lucente ~ulla palata, e che vi sono dh·erl"e <>pecie di hacillr eire danno alle culture su patate la stessa apparenza. Di questr bRcrlli pseudotilìct se ne trovano almeno cinl}ue specie MI Hume l\fert•imack a Lawrence. L"aulure ha anch'e~li notato che IJUesta carallerislica ti otti eu~ sol<; rruando la palota è leggiermente acida, mentre
1 i.) l) O
Rl\"ll$T.\
se t> le;!;!ìermente alcalina produce un'apparenza grJgiop-ialla~lra sulla linea d"inoculazione, e siccome le diverse spec•e di patate '"ar1ano nella loro aci•lita ed alcalinità, e Ja sl•""-.a ~pecie var•a pure secondo le sLagioni dell'anno, l'inoCIIhnione su !>&tale non ~olo non si può più r1ttm~ru come cìiagno::tìca, ma è <:pe!'l"'o rontradittorJa . Nrlle !llazione Rper11nentale cleli'ufTir'io d'iaieiJe di LaWI'ence iu Massachussettc:. solto la dit•ezione ,IJ H tram Mllls. woll1 stu.ti si sono falli intorno allA biologia del ba•·illo del lifo nel lullt> e ll('ll'ucqua. ad IIW•rno alla sua permeabilit.à attcavel'::o 1 filtr1 di sabbra. ed uno studiO comparativo delle trenta specie di battel'i dell'acquli del fiume Met'l'lmack col bacillo ùPI tifo, re~e neressarin una mo1:giol'e invec:li;!azione m•ll'identila òi quP<>fultrmo. Da <fUP<:li !tlucfi r isulto che morfo!oaicamenle il bAcillo del t•fo coltivato in tubi di Aj!iU' a :!0° dopo una settimana, appare arrotondalo alle estremila. lunJ.to 1 p., ~pesso da 0.6 • a 0,8 !J., mentre se é col li,·ato ire brodo alla temperatura del ~aorzue. in due giorol dtventa un barillt• Jun~o l ,;>-:?,5 p., •• o,:,-0.6 !J. in diametro. Sotto 'luesle rondizionr non si son IDIIi vi:;:te ~porifìc&zioni O forme d"JnvOJnzione, e J'esame.-in flOCcie pendenti nelle cultur e in brodo tutte alla temperatura del sangue, mostrA movimenti vtvaci,~imi di I'Otazione e Lraoslozioue, mentre nelle culture 111 a~ar fatte alla stessa temperatura, il mo,•imento è co~lanle ma meno accentuato. e nelle ste!'l.~e cullur~> a tem~ralura di 2()o il movimento non e costante. La motilità é il car&tterP prevalente del bacillo del tifo. ma nell'acqua delle condullur·e e delle sorgenti vi sono alcune spec1e di bt~lleri Cl{ualmente mobili, e però un elemcri(o dt variabilità nell'apparenza murfologi~ de' balleri si rwviene nei diversi m Pzzi e cornp,Jc:izioni di culture, nel diver•f>o g rado di alralinitA, nella diver~a temperatura, nel tempo che impie!!s lo <>viluppo della cultur·a, onde perché ],.. osser vuzioni abbiano \•alore, biso~uu adottare un metodo llpico, con condizioni possibilmente simili. Ltt temperatura propiz1a allo svùuppo del bacillo tlel tiro "aria fr a IOo e 45", ma :a temperatura miglioee è quella di
MEOICA
t i561
3;o A :~9°: ne· limHi eslremi, il bacillo si sviluppa meglio in roez1.i liqurdi eire in mezzi solidi. ;-!eli~ culture a ptalto su gelaltnH le colonie si sviluppano 10 \: o 7:2 ore alla temperatura dt 20", <;ono ptccole, profou tamente annidate nel mezzo di cultura, c,~ono b!anchP, circnlari o finamente sfrangiale, mentre altre sviluppate~• pttt o:u;,erficialmente <>ono piu lart!he. bluastre e di forma irre.ro!are. pie~hetlate o sft'Hllf!iate &!?li orli, con centro gisl· la' r( raramenlt• ,·hibile a l n~chto nudo. La flelatina non s• II•JUefl.'l mai. 'J.-· tubi di gelatina, lungo ltt linea d'inoculazione appare u11 moderato S\tluppo di color ~rigio, mentre alla supel'fìcie:::1 "eoie una pellicola sottile. grigia. R conto•·no irregolare, eh• ;:i e;::teode verso le parPh dPI tubo. \!elle lamine d'agar a 38° le colonie superficiali sono lie· veutente irregolarr, bluastre, talvolta con centro bianco, le pti1 profonde sono Ovl\li e giallastre. Se la cultur·a é fatta su utbì inclinati, le colonie sonn piane, lucidt~, grigie . ='el latte <>terilizzalo il bacillo nel tifo nc>n produce coa!!111••. ma un act in che non <>i scovre col hlino, sibbene con la fenolrtaleina. Il latte dev·es<>er munto d1 frescf', con lutte le c~autele anti~ettìche. posto ìn tubi sterilizza li nella quantità dt 5 eme, leuuto nella ~lUfa di Koch per tre quar ti d'ora per tre giorni successivi, indi messo nel termostato a 3X0 per :2~ ore. e poi sLerilizzato di nuovo alla slura di Koch. Dopo cio. 1 tubi che contengono la tte coa~ula to, l'Ono scartati, gli altri s'inoculano, e si conservano a 37" per due t-trnrni, od a ~o· per 4 gior ni. Dono qu~sta incubazione, si esaminano i tubi. e se uon si trova coaaulo, ei pongono nell'acqua bollente per cmque minuti. quindi ~ì nola il coa~tulo che si forma. Questa se· cl)uda osservazione dà r isultati uniformi e costanti per le !'ll'"'"e ~pecie , mentre prima dell'ebollizione la coa~laziooe dE'l laLte é per mnlte specie a volte positiva , a volle negaLI\ a. an cb e quau.lo le culture <>ono vecchie. Il bacillus co h co uunio; per ~sempiu, 1mpiell:a ,ll'dinariam~>ole da due a sette gi "~r·ni per coap-ulare il latte. P• or Ja spiegazil)ne di q u e~'~lO fatto bisogna 8 \er pr esente
1UVIS1'A
che la caE'eìna è precipitata da~li acidi. e ridisciolla dagli ~lca i, e cbe è coagulata dal calo•·e in presenza di un a cido, qumdi probabilmente in alcuui eMi. l'acido insurficienle per si:\ a coagular la caseina, Ji\'tene sufficiente iu presenza del calore. Dopo a,·e•· notato il coa gulo, l:!Ì pone 11 latte m Ult piatto da evaporAzione e c:;j determina la •Juan lìhi tl"acido clte contiene C(lu una soluz1onP ,-enlmormale di potassa caustie&, u<>ando la fe nolft.alema come indice della rea zione, la quale scovre, crm la nubecola che l'orma, le piccole quanttlé. d'alcali in eccedenza. C1nque eme. di latte acido r1chit<dono 2 eme. d1 soluzione venlinor male Ji poLassa ca oslica per esser neutralizzati. Colù•ato nella soluzione di peptone con nitrato di potassa, il bacillo del tifo riduce il nìll'&lo in niLrilo, perchà fra i prodotti di decomposizione del pPplone si rormaM agenti rJduttr·ri tinot·a sconosciuti. La soluz10oe si compone sciogliendo un ~ammo di pepton~ a 20 centigr. di nitrato ùi potassio in un litro d'!!CCJUà comune, resa a lcaiina come gli altri mezzi nutrrtivi. Dopo lo S\'iluppo. rl1> batter i che avviene io urnt st>llimana a 20° di temperatura. si pone un eme. di questo mezzo d1 cultura io tllt tubo da sagg1o contenente 10 eme. d'acqua drstillal8, vi !'i aggiunge un ce11tirnetro cubo d'a· cido solfanillco forte, ed uno di ~ol u<.ione concentra la dinaftilamina , e se si >:on for mali oih·iti si manifesta un bel colore di gsrorano. Se t nitriti manca uo, s i capovolge il tubÒ, si -e\·apora a secchezza la soluzioni> che rel>ta aderentP alle pareti, indi vi s1 ag~runtz:e acido fenolsolfonico, acqua e soda caus lica. ed un color l!iallo clte si proùuce nel tubo, indrca la presenza de' Otlrali non rtnotti. La presenza del glucosio, nell'tts;:euza ùell'ossigeno, facilita lo sv1luppo d~li ~tnaerobii racollati\'i, onde Smilh di Washinglon ne utrlizzò la prop1'ietà, fo1·rnando una soluzione del 2 di ,!:!luco<~io . 1 "/,. òi peptone, 0,5 "/, di sal ro· mune, alcaliuizzata nel sohto 1uoJo. La soluzJOIIP è messa in un tubo piegato ad angolo dt 75° ad un pollic~> dal fondo, in 1110do che un mezzo pollice di liquido sopravanzi alla ri-
°•
UDlCA
1563
piega tura, indi si chiude il tubo, si pone in posizione inclinata .tenlro un ce,lino rli reticella metallicu. e SI sterilizza nel modo usuale. Dopo l'ebollizione, l'aria dal braccio chiuso del t11ho sale nella parte vuole, ~ dev'es~er rimossa onde 11011 s1a a.,~orbila dal li•1uido. Ciò fatto s1 s lerilizzauo di nu• ,. , i tubi, e <>i r iponl{ono inclinati nel cestino metallico. 1n f!Uesti tubi nun cre~rono gli aerobi1 oblig:alorii e gli anaerobii iacoiLalivJ non mobili: cr escono ~li ana erobii fac-oltath·i mohih. e producono intorbidamenlo, C(lme il bacillo del tifo: crescono alcuni a.naerobii faco ltlltivi mobili e producono r:,,·iJuppo di gas. come Il bacillu;. ClJ!J communis. Le osi;er ,·azionì falle con i surriferiti mezzi, sono !ltati •utnc.enti a differPnziare il bacillo del liiu da diverse <>p~>cie J1 t.auerii che si trova11o nelracqua tlel tiume ~t errima ck a Lawr•>nce. Co n quesl• mezzi si é altresl isolato dalle f~:ccie di un ammala to di tifoide un bacillo, che dopo lu n~bi studi :;i rinveuue identico a quello delle culture ottenute da Prodden in New-York, ~ d~ Chantemesse a P11rigi. negli altri mezZI e metodi di cultura suggeriti per la dia· gnor:i del tifo. nessuno t! stato sufficiente ad identificare ìl bacillo nelle acque del fiume Merrimack, ma ro 1~e po:;sono riuscire utili in altre acrrue, poicbè "' va sempre più acqui· ~lanòo !11 convinzione che per raszgiungere un certo grado di certezza nell'identiflcaziono del bacillo del tifo, bisogna conosce1· bene le ~ltre specie di ballerii della sorgente che r:i esamina. Allo cultura su pat.ate, finora creduta sufficiente. bi!"O!lna l'ora innanzi co Litui1·e 'luindi i !"eguenli critt!rii; to che mentre il bacillus coli commuois coltivato nel lalte stiriliztalo produce coagulo 'fUello del tifo non ne produce all'atto; 2• che nel !alle stcl'iliztal.o il bacillu!i col i commuuis l'ot·ma un acido ben distiuguib1le mentre f{uello del tifo produce o una leggie1·issirna acidità, o nulla ; 3° che col metodo di Sm1lh, entrambi questi bacilli riducono il uilralo m niti'Ìto 10 una soluzione di pept.one. ma il pr imo produce inlorbirlamenlo con sviluppo di gas. il secondo p1·oduce intorhtda· mento senza sviluppo di gas.
RIVISTA
n piotora.ce sotto -frenico. -
P. )! \RTII'\. - (Journal rle mhlecìne et t!e eh irurgie, '!eltembr.- 18!)2).
Pos~ono e~i~lere nel piano superior·e della cavità addominale raccollP purul~>nt<' emi~lich<>. c::ìtuale ìm m~>dialam,. nte ~otto il diafr11mmo. In certi C'&Si. •1ueste raccolte conten zono !!'a:; eh<' ! O::o"ono dar luosz:o ad un Mmples:oo di smtomi che rammeutano il pneumo-loracr Questa affezione. che viene chramata piotorace ;;otlo-frrnico. t\ stata l'og~etto di un interescoant<> lavor·o del doll. P. ì\Iar·li11. NPll& maf!giora nza dei ca!;'i, I'JUésto piotorace si l'i:;conh•a nei ca~i di ulcera dello stomaco e d1•l duo leno. È degno ~li nota che l'ulcer·R rluodenale e l'ulcera eu~ risiede nelle vi. rinanze del piloro ùénno luof!O a raccolte purulenle situate sotto la mew destra del diaframma. Qualunrrue altra ulce ra dello stomaco tlar·A origine ad un acocesso soUo - rrenico sinistro. Le altre c~uc::e piu frequentemente osservate sono la liOrte, le cisti idatiche, la pt:'rimelrile Pt~. Ma n•ln ~ necessnrio. in caso di lesione gac::trica od intestinale. che ~vvenaa per forazione perché l'a!'c~.;;:.o ~i produca; la ,·irinanza della lesione t· sufficiente. Però la >'intomatlllo!!iA dr que~ta le~ioM i· spe~~o mollo oscura. Si possonc> distin!!'uere tre periodi nello Hiluppo ùel pinLorace !'otto-rrenico: il per·iodo prodr·omico, il periodo d'in· 'ac::iont> ~d il per·iodo di stato o toracico. ~el primo per iodo, i sintomi sono tjuelli dell'affezrone che deve produrre l'a!'C8S!'O sotto- frPnico. Qua!'i sempre i malati pr·esentano 11el momento dell'e;::ame od hanno presentato anter·iormente, i ~inlomi manifesti di un'ulcera dello stomaco o ciel duodeno; tali "Ono i ,·omili alimentari o le nausee dopo il pasto. le ematemesi frequ,.nti, i dolori risiedenti n ella r·egione epi!!a"tri~a o negli ipocond rii ~ulla sembrPrebhP in·1icare in t( Ue~to periodo che una raccolta purulente !>i stabil isce chetamente !?Otlo il diaframma, all'infuor i .li 1 JU8Jch,.. fenomeno febbrile SU CUi J' attenzione srugge il più spe!>'i'O.
.ltEDlt:A
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Que::.ti soli sintomi po,sono durare !JÌÙ o m~no lungamente );pf St'condo pet·ioùo, rinizto ,. brusco, talv..,.ta preceduto :lai --in tomi di una pertlonite per perforazjone o da uno ~cio ;.:limenlo put·ulento dall' inte>~tino. Il flOIMe .:. ti pt•imo segno col qual.- si maniftl,.,la il piolora•:c: ::.otto- frenico, riolore atroce che può e... len·iersi a t~tto r a ltlome seuza clt" il mala to j:riU•1f!8 a prt-ris~H't:l il punlo tli p11rtenza. li:s!' ' persiste cosi per un certo tem.•o, irradiando,i in ogni parte, poscta si calma a po~o a po.co: in nessun mornentn l>• respirazione i> rtal menle inceppata, ciò che é importante pt>r ,Jiag:noqti~arl o dalla pleur·ite. In un terzo periodo, ~i constata una deformazione dell'sd.Jome; e::jste una tumefazione so"enu con~tdere,·ole; la parete addomiuale e lesa, liscia, lucente e dolorosa alla pres~ione: la circolaz ione collaterale e molto ~'·ilupJ•ala. Si constata inoltre tlllA cut·valut·~ soventi mollo notevole, la cui sede varia con •tuella della racrolt.a, ora locahuata n•·ll'uno o uell'allt'O degli ipor.ondrii, ora ;;porgente a ll'epiga.,tl'io. La respirazioue. mvece di esset•c addominale, pren,Je Il tip11 coslttle ~uperiore. La percus:::ione tlù un· oUusith che ri.,11le più o meno in nllo. 1na la èui cur,·a e 8 concavità iut'.:riore. Ora. ;:,i "a che nella plaurile, la C'urva parabolica dt>ll'ottu!l tl!-J presenta una concavilò che guarda '~rso la sommit.a dtll petto. vale a dire ••satt.arnenle l'inverso di ciò che ha. lungo pPr le raccolte ~otto-rrenicbe. Quando l'escesc:o conliene gas, si tr·o,·a una i'ona limpanica limitata inferiormr-nte dall'ottusità r> si pn;;.,ooo rtscontrare allora la re.,pi r azione t\Dforica, la "UCcU~"IOne tppocralica. l sintomi generali che accompa~nauo •JUe:;ll renomeni locali nulla presentano che «ia degno di nota: febbre \'t~ria bile, talor·a nulla, ùislurbi digestiY• Yariabili, ecc. L'evol uzione di questi a scessi varia seccndo In cau;;a che li 118 prodotti. A meco di inct!llameoto rle!lnitim. ciò che ,. mollo rat·o, essi ;;i aprono negli orgaui vici o i; l'apertur a
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lll \'1ST A
nellt: \'iP òige::;lm~ •• lu più favor e voi~; nel per itoneo ><i p roJucc una peritonite rapida m••ute mortai ... L'e,ito ptu frequente è unfl fìstolu periloneo bronchia le espltcantPsi colla comparsa rli una vomtca put·ulenta. Or~ la perforazwne dtafrRmm~tira ha luogo bruscamente; ora al contrario e~sa ~i ,..tabth!<ce lll,.enstbtlment... permetteudo al pus di inflltra r$Ì lentamente uel te::suto pohnonare e di essere t:m~>~~o fuort soUCI forma di vurniche successive e po~o abbonda nti. Pun anrhe apri r :;t nPlla pleura. ')Uantuntrue molto ruamente. perché ò avvenuta gPneralmente una a•lerenza dei fogli~>tti plt>urah pPr !JieuritP secca. E spt:ctl:llmenle dalrempiema che fa d'uopo differ enzta rlo. Nec:li anamnestici della pleurite purulenta «i rileva d' ordtnarin una polmonrle, una tubercolosi od una fe bbre infetlh•a ; ali n«cesl"i pleurRii ~hP non «ono prodotti •la 'jUesle cause sono tanto rari 'JU8nto Il piotorace sotto- frenico: se quindi la puntura esploratrice, nrallCilta in uno spazio inlercosklle ha dato esito a pu~, nelt'asse11:r.a di quei tre fattori eziologici, si de'e pensare ad una Auppu razione soH•l·fr enica; questa ipolt•«i dh·Pnta una cerl~'n:a <~e i precedenti hanno fatto nascere !'ioi'R di una per itonite per per forazione. l lamenti dei malati. il dolor e violento dell' •roconJrio, propagante<~! alla spalla del lato opposto, la tr•ndenza a coricarsi sul lato sano, sono abbac:tanzo caraller;slici e non si ri!"contrano nell'emp•ema. A g~punf{asi anco•·a. nell' a'3cesso sotto-fl'enico, la forma spf-ciale ù• l limite «upet•io•·e del versamento la cui concavi ta gua rda m basso, meutr•t.J che quella guarJa in alLo nel versamento pleuritico Rt'SIA la puntur·a esploratrice che dà come un buon S"S!{IIO ùell'a<~cesso sotto-ft·euico l'orribile fetidilà ùel pu~. Solto il punto di vista della cura, ùopo che st fa l'apertura antisettica di quesLt asces~i, la pt•ognosi O P è molto piu benigna.
IIEDlCA
l;)()j
C•1\ln:. - Le false deferve1cenze nellapolmosa\te gesaa.llla - Journ.al de médecine et de chirurgie, oo,·pmbre 18~2).
RAOCL
11 ,!()ti Or Comt~ ha rìunilo in una ~ua te>~ì un nolevole ii ""~~"r'vazioni compr ovanti che la falsa defervel'l!enza nella ['(•lmonite. giil studiata da varii autori ed in particol1.1re da Jac0oud, O•)O é molto rara. L'importanza c.h•ila luHmo::-1 in ·~uesto caso é ~rande. per•chè un med1co si e:::pone ad annunciare la g-ual'i!riooe definitiva, quando la malallia 111011 è ancora arrPstata nel suo cor?o. Ecro iofalli ci•1 elle :::i nota in -;imrle caso. Nei primi !liorni della malattia. l'andamento è l)uello di una p ·lmonrle normale: brivido unico, violento, dolore pun· tocio, o.:egni di epalizzazione polmonare, ascensione brusca della temperatura. rhe ~~ mantiene intorno ai 40• ron le~ gerissrme r emissioni mattutine. P oscia, nella notte dal quarto al :mnlo !!rorno e più spes<>o dal quiolo al "Psto. c;pnza al cuna r•Husa appr·ena.bde, senza che ~:~lcun medica.menlo pt)s;:a darne la !~piellazione. la LempPratura tli~cende l.Jrul'camenle di 1",5, 20 e so,emi :~al disotto di r1uella che essa t'l'a la visdlia TutlaYia la malattia non subisce per cio un tcmpf> eli arreMa. e~.~a continua la .~ua eoolu~ione ed i sintomi locali, il pol~o. la composizion~ dell'orina persistono il plll spes::.o ~enza not.evole carnb•amento. Que<>ta apiressia t'• la h olta di una bre,·issirna durala. cm· que a sei or e per esempio: ordinariamentP essa sussi~te dieci a dodici ore ed in molli casi ha persrstito diciotto e Yenti•fUahr o ore. Posc1a, sempre senza ca.u"a apprezzabile, 111 temperatura si eleva di nuoYo rapidamente ed 11 termom .... tro ,..egna l"Oventi un gradCJ più alto cbe all'iOI7io. La t·•presa della (ebbre non dura in gent>rale che dodici o "erÌliqualtro ore e la defPr>e!'cenza vera sopraggrunge con lutti glr a ltr1 fenomeni normalr della cr1si caduta della tem· pcratura e del polso. diminuzione e scompat·sa del soffio, rantoh crepilaoLi di ritorno, sudori, erpete labiale, aumento della 4uanlilll d'OI'ina, aumento dei clorur• dell'ori11a ecc. 11 urnt:rO
1568
arnsu
Questa falsa detì~r-;escenza no.n si produce nella maggior parte dei casi che una sola ''olta, verso il quinto o.J il sesto giorno, ma qualche volta essa :;opraggiun ge rlue volte nel corso di una stessa polmonite, una prima volta verso ìl terzo od il quarto giorno ed una !"econda volta verso il quint•) od il sesto giorno. È soveuti mo lo diffic1le allor·a stabilire la dial?nosi r:ra queste polmoniti anot·mali e la febbre ialt'l'mittenle pneumonica. Jaccoud aveva già insistito su questi fatti nei seguenti ter mini. Sono polmoniti anormali e l'aFIOmalia cons1sle in ciò che l'evoluzione, io luogo di essere continua e dì un sol tratto, si fa in due, talvolta io tre tappe, con intervalli di apiressia, tuttavia la durala totale della malattia é la stessa. L'inizio è quello della polmonite ge ouina, i sintomi generali e loca li sono del t~tlo n()rmali e l~ cose vanno così progredendo per tr·e, quattro, cinque e sei giorni, poscìa sopra ggiunfl~ una defervescenza completa con LuLto l'insieme dei fenomeni critici; l'apiressia e l'euforia <.lurano \"entiqualtro,lrenlasei o quara ntotto ore; poscia la febbre riprenJe e >'i eleva rapidamente alle cift·e dell'inizio. Dttt•ante l' apiressia la lesione non resta l!ta.;ionaria, essa progredisee. Aggiungasi, per pr evenire l'equivoco. che la r ipresa nop è associata ad una estensione o ad uno spostatnento della lesione; questa segue il suo corso nel focolaio in cui ~ dap. prima comrarsa e non ne oltrepassa i limiti. La diagnosi ha quindi molta impor tanza; e ~a si ba!!a dapprima sulla persistenza dei segni locali. Una polmonite arrivala al suo periodo terminale, alia sua cri~i offre sintomi locali di r isoluzione; l'ottusità toracica diminuisce, il so ffio tubat·io scompare ed é sostiLuilo da 1'8n· toli più grossi, più umidi u~i rantoli crepitanti fini e seeehi Jel per iodo di >'lato. Nelle false defer,·escenze, al conlrat'io, il focolaio pn~u monico non presenta alcuna tendenza alla risoluzione , la lesione progredisce e d i segni lì.sici diventano più evidenti.
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li &DICA
o·. n.ie il nome Ji polmonite a riprese dalo dal Jaccoud o 1,nlmnnite con falcoe òPferve>:cenze.
Un c:;econdo se,zno che esiste if'l molti casi è la di~eor Janza .lei polso P della temperatura; ora il polso si mantiene frequente ctuando la temperalut•a s1 abbassa, 01'8 il polc:;o cuntinna a diminuit•e •·egolarmente, mentre la temperatura r·iprentle dopo la sua falsa •lt•fervesce11za. Infine la <JU:nll:tit ie.le orinP, inv~ce di raddtlpprart' o triplicarE', come nella Yera cri~i, rimane stazional'ia. L a diaznocoi ;. pure di fflcilf' a fa1·e colla polmonite malarica od inteJ'Inillente. Al l'infucwi della nozione di mnlal'ia nel paese in cm c.i o-....er\'a. que::-18 .li"tinzione è diftìcllt-. E""ic:;t()no pe1'1'1 alcuni se~ni :;u1 quali ,. possibi le basarsi. ~ell'intervall'' de!!li acCl~ssi ùi febbre malarica pneumonica, il più «pes<>o i c:;egni fisici locnli diminuiscono ed anche scClmpainno· ora tutte le o>:«er\·azioni SC!..'11alano questa particolarità impMtnnte: i !>intomi polmonari pe rsi~lono e pro~eguono Il loro l'or.:<o normale. È nece>:t;:ario menzionar e ancor·a una \'Olta la discordan;ta del pol~o e della tempera· lur·a. ciò che non 118 luogo nell'all•·o caso. Altr o car•attere Sl"!malalo dal Jaccoud: nella polmonite a riprest> il br iviilo e•l i suilori mancano nel momento della t•ipre~a: es~i sono Al conlrt~rio co>:lanli nella febbre malarica pneumonica. Fa d'uopo aggiunge•·e che dal punto di vi stA della prognosi le fal"e defervesceuze non hanno alcuna intluenza sul decor·;:;o dell~ molatlia; la durata di •tue-"la non è né aumentala né dimmuila.
L'albumlnurta negli ·oreochlonl. -
E. GAGi-;. -
(Journal
rle .\.fétlecin.t> e de Chiru,.gi-t, oltobre 1 8~2).
Il ,Jnltor E. Gtlngè h~ pubblicato l t'e nuove os~et•vazioni ùiroo;:;trant• che gli or ecchioni pos~ono vroJurre lo nefrite al pari della c:rar lallioa, delln l'ebbre lifoitiE>a tJ di altre ma· Ja•tie mCellh·e. La nt-frite ncula chi> si N·ser va in seguito a~li orecchioni può insomma con uno grau•Je apparenza di logica e>:sere co!locatH. uel g euppo Jelle malattie infetti ve, di cui alcune
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po~«ono ... comparir·e del lotto senza lasciar traccitt alcuna del lorn f&C:""Sf!gio, altre po~--ono scomparire in un certo Le1o1 o per ricomparare in se!wito sotto !"influenza di una nuova malattia infettiva o di qualsiasi altra causa comune, altr e infine pos~ono passare insen.;ibilmente allo stato cronico t> lac:ctat·e c:ul te--suto renule tracci~: mdelebìli del lo ro 1-'assa.;~ao.
L'albuminuria fino aol ot·s è -ìlal~ poco osser vata ne~li orecchiOni. mult.craòo la frel'juenza delle epidemie. ma crò è dovuto evirlente1nente alla c:ua beni!!nilo rèlnti"a e i 'liJ',.. poca mrt?rta della ..ua corupat·~a. Ogni l'jualvolta i sintomi di nerrite sono statr abbastanza pronuncrati e si sono ma. nifestuli eslernamentP col l'infiltrazione edematosa, ciò che e il ca so più r·aro. ttuesli fatti sono stati accuratamente notati; ma il pnl sovcnli l'albu minur·ia ha potuto passare ina"ver tita In fa tti, in moltf) o~ser vazioni n on fu che per caso, per cosi dire, eire veont} sco!Jer·ta l'albuminur ia nel corso della malallla in uccac;;ron.-, \ll complic~lZioni viscerali e ùi una recrude::;ccuza dPi <;tnlomi gene1·ali. Quanto alle osse1·vazioni rifer ilt> da Gaf!i' l'albnmu1lll'ia non pot.é l•!:se1·e scoper ta che ~!'azie ad uoa r ÌI.:l'l'l'A si~lPmAlica. N ulla in questi tre casi poteva far pen::;ar c nllA possibilitil rli una oefrite: que!'ti malati non pr t.>-enLa,•ann l a minima tumP.fa zione alle gambe od alle palpebr e, nt> il mrrumo edema. ed i differ enti :;intomr che avnH'ttvano, come cefalett. \'Crli~ini. sLanchezzli. e rano più l'ind t'" di febbre eh· di uua albuminuria cvsi 1e~,!era. l ratti cost rc~crolti sono lrQppo poco numerosi per potet•ne trarre conclu"IOnl m ollo rigorose, ma é probabile pe rò che si consts le r ehbe mollo più sovenli l'albuminuria ne!lh ore chioni "e "'' esamiuasser') le Ol'int:' in epoche di"er:<e d~lla malattia ·~ù ancbt> durante la conval~ceoza .
L 'lpertermt& nell'uremta. - RlCH.'>ROtÈRE E Ta.;;RESE. (Jou r n.al de .\lddeeille et de Chirurgie, settembre 18\)2). Si sa ot·u che, !ungi dall'essere consociala costanteme nte ad un abbassamento, o per lo meno ad u no stato normale
llEDICA
t:r; r
~ella tt!mperatr.ra, l'uremia coincide soventi con una i!'er-
teru1ia più o meno notevole. Lumn t!al far elirmnare la d.a~nosi d'uremia, questa ipertermia ,,ermette talvolta di riconoscer~ ed anche di preveder~ gli accidenti ili questa intossicazione. Gli autori hannt> np·lrtat., tre faltt nuO\'t di questo genere, dai quali e da qu~llt pubblicati anteriormente. si può concludere che tutte le 'orme d'uremia pos!:òooo essere accompagnale da spertermia: cui fu osset•..-ato specialmente uella forma eclamp~i a. toa anche nelle altre forme ner,-o.,e, nella rorma .eorn!ltn~a, dPtirante, ecc., e fu osservata al"sai :;pesso con un altt•o sintomo. la paralt<'i a forma emiplegica; ma non venne rt~contrato nella forma gastro-intestinale o respiratort't libera da f!U&.lsiasi fenomeno nervoso Il decorso della temperatura nelrur~mia prova che riper· termia é in rapporto immediato con l'tnlossicaztOne; si ved~ cufatli, nella mal!g-ior par te delle osservazioni, cho la tempt•t·atura comincia ad eleYarsi quando compaiono i segni pr<•aouuJtZifltori dell'uremia. Es~a rag!liunge il suo mMsimo <iuL·ante la ct•tsi uremica pet· ridtscendere quando i stnlomi <litninuiscono o scompaiono. Quando l'uremia ha esito letalt>, la Lemp~>t'alut·a St manlien~ eJe,•at.a fino alla fine. Talvolta anzi, t.>ssa si eleva ancora dopo la morte, come nei fatti riferiti da Bou,•erd, m cw essa ra~gìunse in un caso 43°,3 un'ora dopo la morte, ~ in uu secondo caso 43°,9 un quarto d'ora dopo la mortt>. Le tempera ture osser,•ate nei casi dt rehòr·e urt!tnìca sono g~neralmente elt!vate. La cifra dt 39' al mallino e Ji 39<>,5 alla St.'ra ~~ abbastanza ordinaria. Talvolta la t .. mperalura può oltrepassare t •o. C<Jotemporaneamente a •Juesta elevazione dì lemperaLura. si constata generalmt'nt~ un accelt!Tamento de1 battili del polso e soventi anche d~lla t·e--pirazt•Ha~.
Par~
che l'tpel'terroia_ ureroica non comporli pronostico
sp~cialt!. Ora essa esiste con una
uremia che lìnssce rapidamente colla completa ~uat•igione. Ot·a e))sa accompagnn i li·nClmeoJ uremici i più gravi termimwdo con la morte. ERsa l1a pet•ò una ce1·ta impo1·tanza, perchò la sua scom-
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1 -- - ~
par~a
Rl HSH.
in.jica
~eneralmenle
Ja ce,;oazione
ure mici. Ritornata lu Lemperatura allo <>lato normale. la crisi si considerare com~ termir.al11. Si écer·cato di spiegare queRta ipcrtennia in molti 1110~::1111 s•ccome essa uon si rbcontra che molto raramente, n .... ......avere per cauc:a un f~nomeno accideutale e cbc non in lulti i clisi d'ur·emia. S1 sa che allo stato fisiologico rina contiene due sostanze. delle quali l'una ;.. iu.,,,.L.,_rrn zanle e l'altra é ipotermizzanlA e che si ne utraliz l'una con l'aiLt·u. Si puo supporrt• che l'iper termia trovi sua spie!!azione nella presenza, rn quanlitit esa~era ta, sostanza termogerra, Ja quale, trattenuta nell'organ neutr·alitza gli eft'etli della sostanza 1potermizza nte e duce la febbre uremica :MAGREZ. -
Della. ola.udloa.zione intermittente. - (Jou ,Ze mhlecinP et de chirur!]ie, agosto l·'!l2).
La causa delln cla udicazione interm iltenle. o meglio pal'alisi iulerm•ttt>nl~>, perchè il su1lomo pu, pr esentarsi oell'arto supe•·•ore I]Uanto nei membro infer iore, e •·azione più o m euo com pleta dell'a r te ria n utritizia del hro aff'~llo con sviluppo nullo ed irnperl'ello della zione collatet·ale. Ora, le lesioni 11 rt~>l'iose che pol"~ono produr rtl questo :.ultato hanno cau$e mollo variabili. Pare che.J'a leroma su• il fallore pru impor !anle ed esso ~i;sere provoca to dalla golla, dal diabete, da ll'albumin dal salurnismo. Inoltre, la sillli.ie produce uun meso- arterile ed una arterite che danno luogo ai medesimi t'fletti del!'aleroma. Infine, in ct>r h ca;.i, l'origine d~lroblilèrazione a pare dovuta ad un traumati~mo, come in un CRsO pubb licato dA Cha rcot. St cnmpreude che un tumore po;;;5a com primere un'arteria e giun~ere cosi ad abolire del tutto il lum e del suo canale. In questo caso, benché il proces$0 sia del tulh• ditl\~rente, ì r il'ultati s ono identici.
MEDICA
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Qu11 nto al meccanismo patogenico. esso é più complesso di quanto "'Ì ::;upporrebbe a Lulla p1·ima: J'insuflìciem.a delrarHUFSO dPl !'anf{ne necessario per le contrazioni ripetute pt'<lluce la "emi- p11ralisì, e di più, quesL'anemia e causa dello stato ùoloros·1 che !"accompagna. Ecc() quale è l"t>voluzione generale dell'alf~zione. [ni;io. - L'inizio .lella clauJicazione intet·mittenle può ec::; ser' t~nto t>d insidioso. accompagnandosi ron allri sintomi dell'oblit-.>rnzione arteriosa prot:tressiva. In questo cac;o, nu11 e eh~: quando i fenomen1 morbosi hanno raggiunto una cert11 intl!n-"Ja che essi riHegliano l'attenzione del malato e del ro~d1co. ed anche non é sempre cosi. Charcot ha rifer1to Ji u 11 babelico alf~Uo da clauJicazioue intermilteote e da formicolio nel memht·o inferiorr, chP egii curò per luoftO tempo coll\~lettt·icilà per una sedicente paralisi d'origine net•vosa. In u•1 caso riportato da Ma!!rez. in cui si tr·altava di w1a arter1le sifihtica, !'luizio fu più brusco. Un giorno il malato fu preso improvvi~aruenle da un dolore ùi u11'estrema vioknzo nel braccio dt>'<lro che ~li impediva di dormJre èd era a ccompagnato, in tutta la reg1one dolente, da una seo~a zione di rnlirizzimento e di rormicolìo. ~ello ste~so Lemp11, palli.tezza hvidn ed abbassamento notevole della temperatura rli tutto l'arto superiore de.str·o, scomparsa delle pulsaziont arteriose della radiale e della .;uhitale . f>o<~ci a, la cura mer·curiale avendo fallo scomparire •lll''"ti fenom eni, i medes1mi accidenti l'icomparvero nell'arto infPriore de~tro, qualchE' tPmpo dopo. Pt>rrodo lh stato. - La paralisi intermillente, ischemica, ~hwprimA poct'l pr onunciata e che non sì rileva che con un po' di molestia funzionale e di dolore nell'occasione di una fal1ca pl'oluugata. tlh·enla sempre più nella. Quando l'artel'Il"' obliterunle ri~1ede negli arli 1nferior1, dopo ur. quarto d'nra où una mezz'ora di cammino, il malato r·is~; n te tn lulta la _amba malata una sensa/.1one di dPbolezza l' d1 mt.it•izwueuto. Se egli vuole, malgrado ciò, continuare a cammtuar·.-, non larJano a comparire dolori accompagnati da fo rmicolio. Poscia soprag~iungono crampi e la gaml.a si irri:NIIsce, ritiutandof'i ad ogni servizio. Talvolta i crampi e la
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RIVISTA
rigidezza mancano, ma ciò dipende da che il malato, paventando il dolore, si ferma prima della loro compa-rsa. L'n fenomeno palognomonko, per cosi dire, della elaudicaztone intcrmitlente, si è che il riposo calma il dolore era rapidamente scomparire l'impotenza funzionale. La falica, od anche un esercizio moderato, fanno comparire tosto la !<erie dei sintomi. La slPssa cosa si ossena qua ndo la paralisi ischemic& colpisce il membro superiore. Co5'ì, in una malata di cui Nothnagel ba pubblicata !"osservazione, non "i era nè dolore,. n P deboleua nell'arto affetto, rruando es~o era. tenuto in riposo; gli accidenti cominciavano s oltanto dopo alcuni minuti di lavoro. Infine, devonsi ancora notare due fenomeni. Le pulsazi,)nt sono molto diminuile nella zona malata, talvolta anzi son~ impercettibili. La circolazione capillare è molto debo le. come puossi giudicare dalla decolorazione piu o meno accentuala dei tegumenti di questa regione. Le vene soltocut.aoee non sembrano contenere che una piccola quantit& di sangue. Si nola un abbassa mento molto considerevole della temperatut·a quando il malato rimane scoperto perqualch~ momento. La pelle non ba piò la sua S~ensi bilit& normale, essa è qualche volta aneslesicn, più soventi iperestesica. Periodo terminale. -Quando il malato deve guat'ire, (fuesti sintomi scompaiono poco a poco. La claudicazione noD ricompare che ad intervalli !:'empre più lont.ani, le crisi sonomeno dolorose, i legumeoti ri prendono la loro coloraziQne normale, le pulsazioni si fanno sentire nelt.amenle nelle arteria delle rP.giooe. Ma se il medico non è st.al(l chiama l~ a tempo, se le lesioni sono diw•nlate incul'abili, si vedonosopraggiungere tutti i fenomeni morbosi precur;>ori deUa gangrena. La prognosi della claudicazione intermiltenle è molto g rave come lo dimostrano gli esiti fatali che sono !'lati osservati in g ran numero di malati. In fatti, non si deve dimenticare-che si ha a fat·e con un& arterite obliterante, iJ più spesso progressiva. Non solo il
MEDICA
malalo è atfettn da una malattia rha lo rende improprio el Ja,·nro, 1'e egh ha una professiom• che riehiede sforzi numero!i'i e ripetuti, ma vi è da temere che il male aumenti p..,co a poco di violenza c termini iniìoe cogli accidenti gravi che det<>rlllina nei tes=-uti una circolt~ zione sanguigna :>emp•·e f Ù in"UfflclentP. La cura non e~e rcila vera influenza che yuando ~i trnlla far1erile sifì.itica. Fa duopo sommiuistra.-e allora rjoouro pCltu.;:>ico ad alla dose. St! si lrutta d• cluuJicazic)lle iutertoitlente o~servala nel cor:<o del diabelt'. Il tratl~tmenlo di que-.ta malatt1a può avere un·1nlluem:a molto fa \·orevole, d'onde l'imporlnnza della dia::mosi in que~li casi. Contro gli altri casi eli obliterazione non e<::istono ~he mPzzi palliativi con il riposo assoluto per pr1ma condizione. Studio batteriologico della bronco-polmoDlte. - ~ETTER . }ournal de .\fédecine ec de Chiru rote, agosto 1892). La bronco- polmonite. n.-ll'immensa ma~?gioranza ùei CS"i, uel fanciullo come nell'adullo, è sempr e dov uln ad una delle qualtro specie rmtol-!:ene lOeJ.!uenll : poeumococco, streptococco pioaeno, bacillo in~psulalo di FrieJlander e slafilococchi della :;uppurazione. Il piit ordinar amenlP il focolaio bronco- pneumonico non contiene che una sola 1li questo specie microbiche, ma "i pos'" no riscont1·arne molte nel mede<>imo fo~olaio, e ciò <:oprattullo nel fanciullo. l'ella hr ouco-polmonile delra.tulto 11 pneumt>cocco è molLo p1ù frequente dello ~treptococco. Nel fanciUllo la frertuenza ùei due micr·obi è sensibilmente la '-le<>sa; for,.e lo ;;Lreplococco é rappre...,entalo uo po' piu i>pt>sso, se non allo filato puro, almeno nelle forme asso· c•ate. Le b1·•mco-polmoni Li da pneumococchi e da streptococchi po!>sono essere, le une come le altre, con nodi confluenti o .Jt::-.oeminali, e la fo1·ma p~eudolobare uou è cel'lameole speo.:lale, 11~ esclusivamenttl pl'Opt·la del pneumococco.
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LA bronco- polmonite eia bncillo iurapsulato sembra IO'\'"•~r e'-"t'rt' il fHÙ sov~nli p.:eudolobare. Le parli affellP presentano un aumento nole,·ole di \'Oiurne cd il succo -ielf ... •·ecioni epatizzate Ila una VJ>,COl;rtA particolare. La Lr•onco-polmonit 6 cau'-ata d11gli slafilococchi ... j e sempre preseula ta "\'Ilo forma JniJuiAre. l.a ma!attia iniziale non Ira in generale ~rande intluènza sullo ''arielli microbi ca della bro1wn polmouile. Si pu6 d ire però rh e !!li ~treptocncchi o; i ri~cnntt·ano gene~ al mente, "e non ..ernpre, nt!lle bronc•J-pohnoflllt d»lla difierile. d,..JIII rf'ipola, dell'Infezione pueq·erale Lt• ltronco-polrnoruti. u~l C<•rso delle malall~P rena}i, SOIIO il fatto di pnoumococ.:hi O di pnt:UfllO· hacilli Gli n!lerlli palotteni della brOIIC'O polmonite provengonr, dalla ravilà bucco-fal'ingea. cht> può albergar·Ii tutti uei !'Og::elli c:ani. La loro fl'e'luenza rPiatr"a è la stessa nelle bront"lli)ltUoniLt che la loro frr?fJU•·nza r·elaliva nelle: ~alive. Soiamelllt> gli sta filoco~.;chi li'ogcrd, mollo frequenti, se nou cc.stanti. nella borca, c:ono i più t·a•·i nelle bronco·polmonita. c:enza dubbio m cnnc:eguenzu cii una protezione pur~:zplare degli organi inlet•ni. ~-a bronco-polmonit~ è al pru sp,... ~, il fallo di u:1a antn-infezione >'Opra~giunta. Es,;a put> e><sere dovuta ac' un conta:;do l't'l'CIII e.
Bulla diagnoal batteriologic a del colera. -R. PFF.tnea. (Deuts. med. 1Vochen.~ch.. e Wiener rned. Zcitl!llff, N. 3ì. 1892). Si danno casi di colera in cui tutto il contenuto intestinale c rruasi uua coltura put a di bAcilli "i rw•la. Basta all'osser"atore sperimentato dare uno sguar lo al microscopio, per fare con c:il·urezzA la diagno.:i di colt>rA. Ma uon sempre hannovi con•lìzroni co::ì semplici ed e,·identi. Or iinariamenlf' le materie mte:::tinah contengono molte dllre specie di bacilli che oceultauo i bacilli virgula. ed é mestier1 esplorare pazieotemen~e il pr~!pa rato finché ,i trova un luogo che ,-tdga ad aff~t·rnat·e la diagnosi.
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In ta i rn"t bt~ogna sc e~liere per farf' il preparato quelle parti d('flt oei.. zioni colero~e che s ...condo la esperienza sono ptil l'ìrcht! di ba cilli ,·irgola. E fJUe~te sono quei particoleri noccheltl muco~• che sono co~tituitt da eptlelio rigonfio e J.:~ JUBtnmato, u cui le evacua zioni cole1·ose devono ti loro corttlteri«tico aspello risifonne. La diagnosi è facile e sicura IJUiliiÙO 1 bAci lt \' trgola ~i lro,ano nel prepurato qua~i in coltura pura. e pil't partit~olarmente quAndo !'>Ì trovano i tanto caratteri-.:LiCI ph:,•ol 1cumuli di bacilli nei tìocchelti mucosi. È invece mal si~·lli'O 11 df't•tdere quando il preparato contiene solo poche e "'l'l'"Se fo r m,. dubbio,.:e. Occorre poi avvertire che non rarat~~eulc. ~peCtP n eli~ e ,-acuaz.oni d.arroiche, pos:>ono lro,·ar::i i bacilli 'ir!!ola che provengono dalla bocca e che nulla han no che fAre col colera. Certo che pet• la loro forma mirro~copiea questi bacilli della bnt'•!a si distinguono dai veri Yi11rioni del Koch. Sono ordinariamente più fini e più lungh1, meno curvi e fr·equenteroente anche affilati alle .loro estrell11lti. Mt1 lo. J i«tinztone richiede molta esperienza e raroihal·ihi. cou gl1 "tali mo r folog-ici. L'esame rnicro~copico delle ,Jt.oiezioni c:;o~pelle, solo in t~lcuni c.asi tlt1 un risultato sicuro, :<pt>:.so bi.,ogna conlt:'lltarsi di una dia~nosi di probabil la. Bi~o~na peri> bene a ,·e"e a mente che un ri~ultato uegali'o ò.ell'esamP micr-oscopico non è in alcun modo pro va c!te d•'bba e~cludersi il colera. In tut11 i cu.-1 du bbiosi devono farsi sperimenti d1 coltura cui materiali ~o!>pelti e particolarmeute tmportanti sono i r i~ullali col metodo delle lastre di gelatina, metodo semplice ... facile. specialmente usando le cosi dette doppie S(·atolc del Petri, cou le quali si può fare a meno della cosi detta catne ra umida per ricevere le lastre. Per effettuare la seminag1one si devono s cegliere i tìocchelli mucosi sopra roeuLO\'O.li. Questi "Ì ùi..<>t,.ibuiscono. scuotendo a ccnratamenlt, ndl,t !Ot••laliJlA ;•receJentemenle flu ldiflcatR e raffre<fclata tt cu···a 37• C.• quindi "i fanno le consuete dilezioni e si ver~a la _..ela ttnR tnfdtn sulle lastre. È da consigliare di preparnre pni Ja"lrc} ct• D parLI più che t:> possibile diw rse del mate r iale da t'!"Smina rsi per &\ere la certezza che anche pochi ba~.:1lli ·~par::;i non ;:;fuggano allo ~jXuardo scrutatore.
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RI\"ISTA
11 limite inferiore di temperatura per lo sviluppo dei bacilli del colera e a 16' C. Solo sopra 200 C. lo sviluppo neliP Jacotre ùt f!l·laliua t> rigo!rlioso. Quindi per fare presto la dta~nosi é oece~!Xlrio eh~> le lastre sieno e:>poste ad una temperatura ptù che é possibile ele,ata (fra 20• l? :w C.). In ta e con lizinn lP rolonie dei bact li virgola s~no gia dopn 20 2~ ore Cf•"Ì !"viluppote che ali" esame micro"copico, con un --empli<'è tngrandiroenLo dt cwca ";IJ-90 ,·olte <:i possono ricono:-c•·re le loro qualità cat·atlc>rislicùe. Le> coloniE>. quando ::ono ancor~ roo t.o ,.nnvant 1:! a 18 ore dopo la ;:emtOagione) hanno l'apl'arenza <li piccole gocct?ttP pallide, che pt:rò nou soun pet•fettameotc rotonde, ma hanno un contorno più o rm•no irr e:;:-olar mente limitato. sinuoso o anchP. dentellato. ~1olto presto presentano anche un aspetto granuiMo QuunoJo hl colonia i• un poco più gri)SSa (sei ore più LRrds), lo granult~zione spicca più manifesta; sembra come se la colouia l'o!'Se costituita da piccoli pezzeltini di vetro fortemente refrange.nli la luce e in pari tempo si ror mA, per la fluidificazione della A"elatina che c:rconda la colonia, un ptccolo tmbuto. nel cui fondo si accoglie la massa dei bal· tet"i. Questo tmbuto all"esame microscopico ~i presenta: in un modo spe~;tale. Es ~o mo•lifica il corso dei raggi luminosi come se una lente coucuva rosse sntrcciolta fra lo specchi•' e l'obhteUivo. Quindi la colonia colerosa splende come stella quando si abhas~a Il tubo .::otto il piano della po~izione di adattamt>nto, diventa os"u ra quando s'innalza. Le coloni., non ftutdsfieate cite sono contenute nellA la!<tra si comportano 111 modo inver,.o. r ifrangono la luce com'! lenti conYe::.!<e e ..embrano os ·ure quando Il tubo ,. a bbassato, e quaodo è alzalo coucentt·ano la luce e appariscono chiare. Questa differenza nelle proprietà oltiche facslita mollo a gli inesperti ti rirono!<ce•·e le colonie Ì!<l)late ira le numérose colonie d'altra F!pecw. Lo s vtluppo det bacilli del coler a nelle lastre di gelatin" é cost ca•·aue rislsco che ne!<suna altra specie di batteri r eperibtlt, uellt> evaeuazioni in condszioni normali o pat<'logiche può con fondersi con I"(Uella del colera. Gli spiroceti e i bacilli virgoln della bocca sopra ricordati non disturbano
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1:nn
rec:ame poiché essi non sviluppano colonie n~lle p1a!<tre di ;relatma. Mentre a ll'esame microscopico delle deiezioni Cl si prest>nla uua confusione di forme, il nume1·o d,..i batteri che alher ganv hegli inleslin i e si S'.'!luppano nella aelalmn nutrith·a è molto limitato, e, notabil cosa, sono qua"i ec:clusivarnente spede di batteri che non ftuid•fl r.ano la gelatina. Se 'JIIindi si osservano ad occhio nu.io u... ll~ r iastre di aeh.lt nA che sono stAte mneslate con le tleiet.ioni sospette, tlopo :H or~ i noli piceoli imbuti di f1U1diHcaz.10ne che «.piccano specialmente alla luce obliquament... incidente e i hanno asuelto come se con uu fino ago si foss .. punta la superficie t!eliA f.tl'latina, !'e quec:.te colonie presentano al micro<>ropio le c:opra descritte carattel'isliche propriehi, e un pr eparato mirrnscopico dimostra d1e conslar.o tli barllli virt:!Oia, si puo allora senz'altro annunziare la t!lagnosi rli colera asiatico. l segni sopra indicati sono cosi positivi che ti.. ve sembrare supertluo di volersi assicu•·ar e dell u t.lia gnosi con altri inuesli nella gelatina per• in fissione nel bt•oilo e s ulle patate. Bastano nel massimo numero dei casi 2 ~ ore pèr giunger e a un risultato cer to ed evidente. Per facilitare il riconoscimento e ri<~olamento dei bacillt del colera sono st.ati indicati rlei metodi. fra i quali liPne il primo posto quello di Scottelius. Scottelms: mescola le deiezioni da esaminarsi cou quantità doppia o tripla di brodo di ca rne e mantiene le prove per 10 o 12 ore a 3i•C. Come è noto. i bacilli del colera amano rossia;eno libero, t' p()iche "Ono dotali di vivo movimento, si accumulano alla c:uperrìcte libera dei lifJUidi formando una tenera pellicola spe."'"O appena discernibile. Se si fanno con que;ota pellicola preparati coloriti si tro,·ano luoghi che sono ricchi di bacilli \·irg-ola f' tah·olla sembr·a no fo rmare colture pure. Il melot.lo dì Scoltelius può ~iovare nei casi in cui il numero dei bacilli nel materiale fresco di osservazione è molto piccolo. Ma con ciò la diagnosi definitiva è r itar,lnla di 12 ore, poiché 1 er sicurezza di diagnosi, devono sempre t'at·si se~uire le coltur-e nelle lastre, e quindi il metotio di Schollelius è da con!'igliarsi in certi casi eccezionali. Si é inoltre cerca lo di valersi per la diagnosi di cerl'
tu n sT.\ rellziom cllimrelle delle coltur e del colera di fucile alluazioue. Piihl e dopo lui B"j" id e nunham hunnolrovato che le coltuN: dei 'iùrioni del K1wh nel brodo o nelrmruso di peptone a 1 •;. con l'agt:(iunla di un acido rnioerale prendono un bel color· ro:>a. Brreger !<epurò allo stato di pur ezza queslt~ mAtkr ia colorantt- .iella rO-."O dd c.•lera e , ,mc!:-lro ehc lratlandolo cnn polver·e ùi ~oinco si tea.,fnrma iu ::.lolo. C•>si la reaZione del colera fu .:'f'Ogllata del '<UO C8ntllere mictle rJO"O e t·ivelnta come la "'ernpl ce e la lun!!'o tempo cono"ciula t·ea~oiow• ,Jelrindolo Salkowski e Petr·i hanno dedicato a •{Ue:>la reazione uno s tudro particolare. Oirnol".lrarorw che i bacilli del colera lumn<~ la proprielli. di sepArAre indolo dal muleratle nuktllvo azolt~lo P 111 pnri lernpn di ruiurre rn 111Lr· li le tracce di nitrati sempre e<>istf'nth;. Ora ~i Janno molle Rpecie d1 batlet·i che l'orma no indolo; numerose nllre l"pE'I'ie riducouo i 111Lriti. ma è scar,o il numero dr 'luelle che producono in pari tempo indolo e nitr·ito e che in conseguen~oa dt ciò, per l'aggiunta eli un ac do mine rale privo di nitriti, danno il colore ros;;o. Rr... ulta da r1ueste considerllzwni !!Ile la r,.azion~ ùel rosso Jel colt>r11 può '-Olo çondizronalmenlP valere per la tliagnost nelle coiLnre puri'. poichè C!o\!'11'1 non a pporliene esclul't''am~ n te ai vrbrioni di Koch. ed i• anzi del tutto fallace truando si lralta dr m t •cel~> eli baller·1 O\'~ possono lro"ar::<i msieme !c>pecie di batlel'i inducenti o rurmanli irrùolo. Tn tali miscele la reuzwnf' del ro<Jso del col~r·a uon di mostra la pr esenza dei bacilli del colet•a. Recent~mentP rl La~er ha annunziato di essere riu:-cito a ricono"(certl nelle miscele di batteri 1 bacilli tlel colera dall'odor·e. SI:! si mescolano le deiezioni che contengono i germi del colera con brodo e st pongono le prove li!4 ore nel termostato, .. , dovrebbe !'eullre insieme con l'odore fecale uu caratteristico odorl' aromatico disgu>~tan le, proprio alle col ture di c ,lt-rtl. :\Ia la mag~ror pal'Le degli uomini racilmente :;'inga nnano nel giudicat·e rlegli o ,lori Anche quando non "orrrono di mla samento delle nartc.i e \anlo piu difficile de\'1~ e"(sere lo "'cernel'e da un insreme indefinibiiP dt odori U!t CO"-lituenle non ben definito. i'on e H'llZ8 impor tanza JH'r la diagnOSI deJ COlCl'a il OJOdv
~lEOl CA
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e0n cui gli op:gelti cùe si vogliono e!>p!orare sono stati t rattati prima di ~iungere al laboratorio. Quanto piu presto arrivano nelle mani del batteriologo tant.o piu fucile i• il ~uo lsvot'O, mentre, se trasportato da lontano, spe~ialmente nella ~ta!!tone calda, la incipient,., pULr~razione e il preponderan.le sviluppo dfi balleri saprofitici delle materie fecali renùonc• la prova ;:oempt''! più difficile. Il meglio è ave re le dejezioni fresche dei malati o pezzelli rli intestino ~"peoiili in vasi di ,·etr·o ben chiusi precedentemente. ben lavati e bolliti. L'ag)<!iunta dell'acido fenico , clel suhlimato o di altr·o disinfettante rende vano l'esame microscopico. La biancLeria lorda elle e un buon materiale pèr la diagnosi del colera deve essere mantenuta e spedita bagnata perché il disseccamento uccide bacilli virgola.
Conclusione: t• l n ogni caso deve farsi con la massima accut·atezza l'esame roicl'oscopieo delle dejezioni sospette. Ma solo in un cPrto numero di casi baRta da solo alla diagnosi del colera. 2' lo tutti i casi nou affatto sce"ri dj dubbio si deve comple tar~ col metodo delle gelatine in lastre, i c ui risultati si po;:sono ri~uardare come decisivi. :!e ~elle .ordinari e condizioni si può con !"icurezzA entro iH OJ'e, al ptù tordi dopo :~6 ore $tabilire la diagnoRi del coleJ'a. •• Tutti gli altri metodi. ad eccez.ione di quello òi Scholtelius, utile in cPr li casi, ma che deve es>-ere completalo col metodo delle lastre Ji gelatina, sono fontiali su false S'upposizioni e fJuin ii non sono da nRarsi per la diagnosi del colP.r a.
Sulla cura della difterite epfdemloa fnfettlva. -
WtL-
(Deut. med. Woehens. e A.llq. Wit'n. med.u. Zeitung, N. 23, 189;n. H Et.MY. -
Da dodici anni il Wilhelmy usa col miglior resultalo le più che è poss1bile sollecite ed energiche caulerizzazioni delle placche diflericl1e al palato, tonsille e fauci con una soluztOne al 20% d i cloruro di zinco; il qual metodo soci-
t :;sz
IH\'ISTA
disfa pt'rfe>tiArnente alla tudicazione t'ichte::;ta dalla scor>erta del bAcillo •e• Loffter t.lt dt"lru;zgere i bactlli che si trovano sulla ~upet'licie dl'lte fauci. Il clorut'O di ziuco !•a il pat•LicolarP ,·anta,.rgio che attacca solo i luoghi infetti ed ancbe (jll€'1li Cile AJI'nc••hio de J"flc::,pnal< re c::embt•ano deilutt.o c:ani, menlrt' puntn non ufftHHie lA mucosa sana coperlu dt ep1leho. Lo ~oluztone dt cloruro di zinco t- applicata !Jer mezzo di un:t piuzella luu~ra tR cm., u11 poco cur>ala ad au~olo, »Uila quale ,; anolge un gl'osso batufolo d'ovaLta, poiehè meno importa ti Jt,_la~'care l'essudato che il bene iozoppa rlo con la solu:dnne. Ad evitare il mediocre dolore che ne segue si fanno prendt•re pezzet.ti d1 ghtaccio. ed inoltre si prescrivouo garc:urismi con a cqua ùi calce (acqua di calce 300, ghcerirw :Jo, os ...enza <li menta ptpel'ita gocce 5:. Ordinar·iamente Jopu :.: A 6 f(torm l'c~cara si distacca. Tutti i cast (cit·ca 100) in dh·ersc e aoche gravi epidemie guarirono, fin uno in cu1 per i-.bn~lio fu arlo!lerata la soluzione al IO ·; •.
Sul violetto di metllene nella difterite. - JAE~ICKF:. (Ther . .\Jonatshefc '! Centra/b . .fiir die med. Wi.~sensch .. ~. 3~.
18!l2).
Il ,·ioletto di meltlene pO$Siede un'azione anlisetlica ortr(!moèo eul!r c-ica .,ui bacilli dinerici del LiHlier, super tore a uuella d'o~ni altro a~ente. Com~ il Jaenicke hA provato con e~perimenti, questa sostanza può tanto impedire lo sqJuppo dei mtl'J'obi nei mP.zzi uulritl\·i quant• anche uccidere i bacillt !,;Lessi. Con J'u'lu del violetto di metilene contro la dinerile ~i ha pt·.uci!mlruenle di mil'tl, come il Jaeuickecrede, di impedtr•· lu :>vtlupt~n dt>i boctlii. la quale azione si spiega gia con um• ~oluzione acquo~a allungala d• l: 15000. Jl Jaenicke uc:a nella dift.,l'ite dell'uorno la soluzione di vio · lello di m ... ttleuo saturo a f1·eddo o meglio a caldo che appltca per mezzo di uu pennello d'ovalla stt·opicciaudolo con dolce pt'e:-:<ion"' sui lu o~hi malati. Dopo che il co!ore lur· chino che re;:ls Jopo lo sfre:ramento e sparito (dopo ~ a 5 ort>l bi;:ogua ripetere la spennellazione. Il numero ùei cas i cos·, trattati fino ra ò piccolo, ma in quelli in cui fu adope-
158:1 ralu. dopo Jue o tr4c' grorni di cura, la tamperalura torot) nut'Uiale. ùttninui o cessò il dolore, «i risvegliò l'appetito 11 Yiolello di metlleoe è anche relati\'aroente non veuefico La malaria. dei paesi troploal!. - F. Pt.EHf;R.- Vircho1r.·~ 1 rclt. e Centrai&. f1~r die medie. Wn~-~ensch., ~- 42 1 '92). Uurt1nte un Yiaggio che il Pleher ree._. nelle Indie ola11ù• -.i cc1me meJico di bordo, \olendo tare un esatto l'<tudio sullA m~ltu·ia, tralascio l'uso protìlaltico della chinina ed ese.crut 1111 rP!.'olat•e esame tlel sanguf', su se :~tes~o. e su alcune altre per"one. ~el eor~o di una pat•ttla di caccia "labilita io una re7ione notc.riamente dominkta dalla malaria l'i produsser·o 111 lui di "ersi leggi eri fenomeni morbosi. Poiché l'esame òd sanrrue dimoslrt~ l» presenza dei parass1li della malaria, 61!11 pn•~e alcune dosi di chinina, e sollo la suu uzione la rebbre che ~i aspetLttva nou venne, e i parassiti subito sparirono dal :-:ungue. Questa osservazione dtmostt•a la etiolo!rica dipend~nza di quec:te forme morbose dalla condizione malat·ica eu••emica, ed int>ltt'e contribuisce al ~iudtzio «ul tempo della it ·ubazione della malat•ia che, come in metiia uegli ullri cast oli malarra, fu di lO giorni. In 1Juanlo al L~mpo bre"issimo d'incubazione osser,·ato in altri cast (:3 ore ed auche meno) il Pleher è rh avviso che in tali cast St trattasse di una intur>sicazione primaria con una lossina prodotta dal parassita mnlar:co fuori del cor, o umano e trasportato dalle localita malaricbe per mezzo dell'aria e for;oe anche del cibo oell'organi-<mo umano. In aJcuue di tali malattie sviluppate«ì acutamente e decorse assolutamente solto la forma d1 casi d• malaria. l'esame del "S.ntzue delle un t·isultalo ttffalto OC#fa· Livo, mt!nlre io alcuni di questi casi, dopo !l o 12 ore, SI pott• rnl\'en re il tipico parassita: quindi prtma i !.'egni della iutos«tcazìone. poi ddla infezione. Il P. melle in dubbio pet· le s11e o,servaztoni una anem1a tr·optca primitiva; al m Ano dall'esame dd· «nn~ue, re~olar menle stabilito io un certo numero di per:,;one, non potè rif<conlrare alcuna diminuzione della malet·1a colnranle comt' l'onomeuo dell'acclimalamento. Ma solo si potè c:oi mezzi
Rl\"1. lA
colorimetrki •h:lerminare una talora ecce~~ha anemia in conse::uenza di ripetuti acce"'si di malaria. In fJU&nto alla terapia, occorr·e considerat·e d1e la chinina può sempre spiegare la sua azioue o,·e f'C:.istono nel cor·po gli l>-pecifici parss!'iti in un tleLermrnato perJ<.•dO dr svtl uppo. Data durante l'accesso non ~olu non puo an~r.. influenza su ùi esso, u1a neppure può e\'itar e il ,eguente. poiché f. senza Azione sulle spore prodotte nel tempo dell'ac,~e,:so. A~~::ndo !'U quelle che ::;r JH'oducono ne;.:li int~t·valh la cllininEI! non solo è uno ~!'··cifico terapeutico ma. altrest pr<>lilallico.
F. HIRSCHFf:Ln. -Osservazione sull'uso eU rimedi lD*•nat nel oolera. - ( Berl. klin. Wochens., 2ti "etlembre 1~2.. ::-l . :j9). L'iporler mocl1si con acqua salata giovA al maal!ior numero di malttli po!r snper·ar e lo starlio asfrtti <:o ~ con ciò si scongiura il piu gr ave pericolo. Però questo m••lorlo di cura non pr oduce guarigioni dirette. Mentt·e in alcuni di simili ma,lati la l"ecrezione dell'ur-ina è so~pe~ ~no alla rntorle, in altri l'emissione giornaliera ùi essa ~ dì :100 a tìCJ() cc.. di colore brunu'-tro, le~germente lorbi,ia con 0,:2 a O,.{ p. LOO di albumina. Il sedimento, esaminalo al microscopio, contiene nurnero..:i C<Jrpuscoli rossi e bianchi, come pure cilindr i g ranulosi ~Jd ~piteli r eoali. E-.:sa è rosi povera di azoto da raggiungere i limiti che ~i osservan" solamente nel digi uno. Tali anomal:e, sebbene non in grad • cosi elevalo. si riscontra no nelle malattie dei reni. Con ciò si spiega il ll'equente manifestarsi di sintomi uremici e '(Uin.Ji la guar·igione è collegata col sollecrto ritor no di tale funzione a llo stato fisiologico. Questo frequente sviluppo di nel't·ite acuta nei coler osi può dipendere rls loxine circolanti, clw Jislruggùno nei r·eni l'epilnlio ,·... naie, ove l'organismo le sr>in~e unitamenlt> a~li altri elementi dr eliminazione. ~ella scelta de rim~di interni pt>r IR cura dPI colera devonsi esclu.lere ctuf'lli clte •h"lurbano la funzwr.e renal•·, o che possono avvelenare l'organismo per impeJita eltmir:azione del t•ene.
JIEDICA
Finora la terapia non possiede alcun rimedio chP ~ia in gra,Jo Ji distru~a-ere nell'intestino e i \'Ìbr1oni del colera e le loro wxine e finché tale rimedio non ~i sar à lrovalo, può aache riuscire più nocivo che utile un disinl'eUanle che sia innn··nn !Jer ruomo sano.
C. S. F ebbre tifolde - 1 The Times a1tJ Reyister, sellernl>re l 92). '\cl nwner o di qu.,sto giOI'nale dedicato alla l'ebbre tlfoicle, \i ,;ouo Jiverse mono!(rafic e st•1rit> clnuche, le qu~:~h portano !"impronta dello spirito pratico americano che rifua::r, Jall" di&}uisizioni teoreticbe, e si rivolge inleraruente a con:;uleral' la tesi dal punto di ,;sta clinico. e !:>pec•almeute te-
rapico. Thornlon Parker, ammessa la t•alura parassilar in (lell'ileotifn, ritienP rlle l'ac•tùA potabile non l'>ia il suo uuico veicolo, ma cLe l'atl'liOSI'o?ra ed i cibi po•-.<HlO lrasporlat· rinfezione nt>lrinlerno lell"or~:ran ismo umano con tanta rapl(lifil, da farla "' hlJJpare torao un bre'e peritJ 10 d'incubazione. Riliene che i ;..ra~ emana l• dali,. fo~me abbiano frequentemPot~ ca~ionato delle ep1demit> dr tilo, e che CJUilldt la neltf'zza delle abitazioni sia la prima ~=;alvagua rdia contl"O quest.a malallia. Hurd assicura che in Newbur yporL, cittadina di 1500 abitAnti. da oltre 20 anni non ~i !=<ieu vedute epidemie rl'ileo-tifo, e che la mor·t.alltà per 1uesta malattia ascenda h i appt:na al 30 p. 1000 ~<Il" anno, grazit atreccelleute acctua pulaiJìlt>, ed al buon ~i::,tewa di fognatura della c1tta. Cutfman, in favOJ>e :iell'infellivitu della malallia adduce l'immu nittl dte ~ssu Peca contro ultet·ioi'i alll'Cc.:hi. l casi di rer!icl1va a quslclte distanza non mAncano, come non mancano nPI morbillo, nella scarlallino e nPl "aiuolo, f:d a prol n.:ito ne cita uno coustatato ,la ~oor ', •li una t·eciùh•a dopo lt anm. Collei!Zh del collegio medtco di Cha ttanoo~a dalla sua lun,;.:a ""Periem.a l'a scaturll'e la con vinzione che ltt febbre tiroide sia or o dh·cnula più mite, non o~>iante lo sua gravP?.Z8 in
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1 :.)86
Rl \'1ST\
ca:-i particolari, indipendentemente dai pro:;rres~i della terapeutica, e che sia meno greve nelle r egioni mer idionali chP nelle "Cltentrionali. Dice pero che la queslion~> della g ravezza e della fre(juenza di questa malalli11 sia c:.;tala compromessa as,.,it'me alla '!Ue'-tiont> rliagnoc:.;tica. dall'ibrida teoria 1li Wood e Bolwg ~ulla fcbbr•e tifo-malsrtca ch'egli rigdlH insistentemente. In •tuanto alla cura, egli ritiene rhe i nuo\'i metodi non wo,·ino più degh antichi, che g-li nnlìsettici :=-iano inutili, che la chinina irriti le intestina già maiale. clw 11 <>t~lol sia una mt>ra iùeali~. Dt>gh nntioir.. tici si è detto mollo male e m<•lto bene, wl infatti essi fJOssono ess~rt~ uti li, e po:;:;ono r ecare grave rianno quando il medico non <;appia u:>adt con discernimento. come il ruttore usn 1 colori della ~ua lavo1ozz11 • Ritiene che la terp1na patroc·inata da Woorl e Boling s ia un dolce <;timolante del proce<>f'O ulcerativo localè, m a abbia un'azione antisettica eli ben lieve gr·ado; ad o~ni modo l'ef'pel'ienza clinica la riconosce ulile. P1ù reciso tiel Colleigh, 11 Thornton P arkpr lode il sislema tede<~co dei ba:;ni alla tempf'l'alura tli 200, fallo o:pacialmente nelle ore pomeri linne, prima dell'ordmaria elevazione febbrili-', ma esige chf' il ba gno ~ia f11Uo vicino al letto, filtrimenti prefe ri~cc le Affusioni fr·edcic con la spugna dal capo a1 piedi, e la cufrla d1 ghiaCCIO. Lo•la il freiJuenlc ca mbiamento d1 giac1tura del malato, al1neno ogni tre ore, onùe prevenire le polmouiti ipo<:talicbe ed i decubiti, il frequeute ric~unbio delle biancherie. le bibite fresche. la dieta liquida, il buon vino rosso invece deo;li Alcoolici. De Ar mand dice che se c:i pensasse meno alln malatt1a e più al malato, la feiJbre tifoide non srw<!bbe cosi formidabile. Si lodR delle pillole •h solfO•'al'bnnalo di zinco alla dosP di :ro centigrammi l'una ogni tr e ore, alternale cw1 egual dose di salo!, se col primo rimetlio non !li vince la diat'l'ea; pensa a sostener e le forze dell'infermo con con~ruo alimento liquido amminiSII·oto aù o1·e òetcrmmate come Wl rimedio, ma non si preoceup11 molto dell'elevala temperttlura, per cbè dice ch~> il ,·oJer curare il t1fo combattendo la febbr e, è al-
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~LBDICA
trl'ttanlo illogico quanto il volPr curare un'enterocolite abolt:Julo la diarrea. O' Reylly l>i loda ciel bagno raffreddato ogni 4 ore ~e la temperatura ;;eguita ad elevarsi al di sopra de' 39-, ed ado· p... ra con g1·an precauzione il salo!, che scema la timpantte, ula può provocare la ritenzione d'orina. Waugh crede cbe l'antisepsi intestina!•· clislruggà gran ! arte dei bacilli del t.fe>. e di altri batteri rhe col loro tossico p1·oJotto aggra,·ano il male, e riduca l'effetto morbigeno all'ar.ione di quei l"Oli bacilli gia penetrati nel sangue. Sceglie l~~''' c1ò l'antisettico meno it•ritante. il solf'ocar·bonato di zinco, e lo amministra fin da principio, a 15 centigrammi ogni due ort> Colfman t·iliene che il primo effetto dell'infezione tifosa ~•a •lu··llo di disturbare l'atti\'ita del fegato, e diminuire la quan· tità ùi bile che è il normale disinfettante del l'intestino, donde tm disturbo nella dif!el"tione e nell'assorbimento. È perciò che Pgli usa il fiele di bue rlisseccato. unito a piccole dosi di coolfoto di magnc.,ia. il quale promuove la diu1esi, ed ab1•&·"8 la temperatura. Francis Haynes trae dalla sua pratica le seguenti aforistiche conclusioni sulla cura della febhr·e tiroide. La medicazione antipireticA é probabilmente nociva, l'U!=:O "'i.:..tematico dei bagni freddi é di gran valore, la costante 11pplicazione di vescrche di ghiaccio al capo ed all'addC'Ime non ha un'influenza apprezzal11le sulla temperatura. l<> !Pnzuola bagnate, spremute ed anolle intoruo all'infermo, e ricambia le o~ni due o tre minuti, sono un soc:tituto del ba~no freddo per i po"eri. L'alcool é rar·amenle necessar io, e quando t> richiesto, ;ziova meglio a piccole dosi. Due litri di latte al gior no sono la massima quanlilà di cibo da darsi ad uu t1foso. quantità n•osrgiot·i facilitano la diarrea; i brodi mollo ristretti agt"<Cc no da pur!!anti, il pur!!ante mi~liore è l'olio di castoro. La terpma ba benefica influenza ~ulle lec:toni intestinah, e previene le emorra~de, la di~itale non rtnforza l'azione <'ard1aca nei tifosi, lo coca come stimolante é n ociva, il r.li-
RI\"IST.\
gbot• tr·allamento delle emorcagie intestinali const!"te nel mantenere stupefatto il paziente a mezzo di iniezioni ipodet·uucJ.e dt rnorflna. senza ammini:otrar nulla nè per bt)<'CS nt> per clist,..re per molte ore. La sete si allevia lavanJu :ope'=so la hocca. Le perforazioui int• •stinali Je,ouu ~s,erc trattate cou la laparotomia . L'anenire tlel tt·attamento della lebhrè tifoide •· riservato ai bag-nt. all'anti~ep.;ot intestinale. alla giud•ziosa dietetica ed al rip()so. Dott. A. LAz \RCS. -Sull'azione antitossica del alero dl .angue del guariti di colera. - (Berliner klin isclit Wochensclll'l(t, N. 13 e H del l 92). L'aulor·e e!'Lr·asse circa 50 cc. di sangue ad individui, chu avevano superato ìl colera asiatico, mediante salasso dalla vena mediana. Tanto il sangue, quanto il siero fur ono preparati con pt·ocetiso antisetlico, e quesl"ullimo, sterile, ru inoculato nella cavilli per iloneale d<>~li animali sottoposti ad e--perimenlo. Uopo tali inoculazion! iotrodu;::se pure nella cavità perilonealt> colture di colera virulentissime. l risultati hanno dnnostrato che il sie•·o di sangue di persone che hanno da poco tem po superato 11 colera asia tico ha nno skaor lìoario potere pr olellivo per h~ cavie contro l'avvelenameuto del colera. La dose mmirna immunizzante lu di un Jècimilligramulo di s iero. Per ciò cbe st r1feri~ ad az1one immu111zzante. l'inocu.atione preventiva del '"iero di sangue d'uomo gua•·ito dal colertt produce ottimi rit·ultati. Rimane ora a ,·edet•e quale potere abbia lo stesso siero di ~angue, comP mez70 curativo. Le esperienze istitui te a '}Ueslo scopo hanno dimostralo che quando la malattia è incominciata e la lemp.·rAlura ddl'animale è divenuta considere,·olmeute ha~sa, anche dosi di ~ie ro di sangue 100000 e 200000 volte 8UpPr iori a CJuelle che producono azione proRJallica non possono più salvare l'animale. Solamente se 11
)fEDI C..\
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!Orero dr sangue ;::i inocnla Rll'animale contemporaneamente, n poco tempo dopo la coltura virulenta, è posP.lbiiP che l'anitnAie rimanga in vita. Quando invecP 1 sintomi rnorbo ...i .-ono mamfesll non ~ più possibile ottenere la ~uarigione.
c. s. B lcerohe •nll' azione batteriotd& del ungue 111DUO l' Con1r~s;;o di medit:ina interna. - 11·.\1\1.\.
L·oralot•e dice di avere sperimentato i sieri di tifosi eresrpelatosi. carbonchiosi contro i rispettivi hatterii; e di 1n•er voluto ,-edere 'JU&le influenza e:::ercitasse l'elevazione di temperatura p.ul potere battericida del siero. Riser,·andosi egli di pubblicat·e le sue ricerche anticipa intanto le conclusioni che ~e ne pott·ebbero rleriurre: Il siet-o ottenuto dal sangue dr inrlh·rdui sani ha potere bottericida contro il bacillo del colera e del tifo; ha limitato polet·e contro il bacillo del cat•bonchio, e nes;;un potere ronlt'O lo streplococco della risipola. Il siet·o di indiYirlui affetti da infezione acuta (\'aiuolo, reumatismo articolare acuto, lifl'l, risipola) ciuranle l'iperpiresi (39"- ~0·) ha marcato potere microbicida contro i bacilli del colerA e del tifo; ~eggiero potR,re contro il carbonchio. nessuno contro l'erisipola Il c::iero ottenuto dal sangue dei ci(o.~i ha durante l' iperpiresi (~9"-~o·,5) un fortissimo potere battericida contro il bacillo •lei tifo. tanto che dopo un· ora e mezza i bacilli inoculati nel siero erano distrutti, menlre per e~sere di~lrutti In stes«o numero di bacilli in una stes~ quantità di c::ier'O d' indi,·idoi sani o in preda a•l A!tra infeztone. ci ''Oie,·auo dalle 2 alle :J ore. Durante l'ApiressiA e la convalescenza il potere non era cosi marcato. Il siero ollenuto riai sangue dr erisipelato~ti in ne«~un periodo ave,·a alcun potere contro lo streptococco dell' ~risi pt>la: il microrganismo viveva e sr moltiplicava come nei sieri normali. Il stero ottenuto dal sangue di earboncltto:~i fu un terreno
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RIVtSTA
fa,-orevolis!"imo allo sviluppo del bacillo del carboodtio. benche messo m quantità min1ma. Tutte le cavie inoculate son() mol'le ùi carbonchio tipico (Questo fatto si é però solamente visto sopra un ammalato affetto da pustola maligna). Il potere battericida ùel sier o tenuto per mezz'ora nella stufa a 55•, per 3 ore a 50•,5, per 20 ore a 4~l· fu attenuat{) ma non distt·utlo: tenuto per 20 01'6 a 31• ~i mantenne pre attl\·o.
sem:
G. Dell'Infezione reumatloa. terna. - Prof. RIVA.
l' Congre.~so di TtìCr/ zeina in-
Se esiste un'infezione che r·ossa 'dirsi reumAtica quesre non può eslòere rappresentata che dal micrococco d~ Frànkel. In questo senso reumatiche dovrebbero essere chiamale la pneumonile, pleurite, pericardite, endocarJite, meningtte cerebN>-spinale, setficémia diplococcbica con localizzazioni multiple ed ogni altra infezione locale o genet•ale prodotta dali' indicato microrganismo. Lo stuùio di fjueste infezioni non é ancora completo sopralulto per quanto si r iferiscE: al modo di comportarsi delle epidemie e deUe localizzazioui. Solo ricet·che mollo delicate P più complete, specialmente biologiche del micror ganismo !"Uddelto, saranno iu grado d• portare lucP. «u 'luesto argomento
G. lnvulone del baoWo della d lfhrlte nel derma dell'uomo. - SP.RONCK. - (Cent ralb . .f. allr;em. un.rl Patii . Anat. e Centralo. f . die med. Wissenseh, N. 1!1, 1882).
Si tratta di un caso d1 inrezione difLeri<:a, finora uon descrilta, della ferita da tracbeolom ta, consistente in un edema infiammatorio ùel tessuto connettivo sottocutaneo e del tessuto grassoso ..ielerminalo dal bac1llo do>lla t.liftl:'rite.
11EDIC \
Ji.)91
Come é noto, i bacilli della difleritt> sulla difterite ~pon liillea tlelruomo si annidan•• solo nell'el·itello d~lta mucosa. Lo Spronck, in numer·o!'li innesti coi bacilli difterict nella tracltl.'a ap<>rta dei conigli ebbe spesso occasione di osser·,·a1·e ch<'l i dintorni della ferita della trachea, la quale era ,-h,ta accuratamente rJUnila con sutura, pre~to er·aoo in'l"a~i Ja un tùerua rapi,.amente e:::lcndeutesi. ~elaliou::o. emorragic•1. e la cu1 cau"a p >le' a fscilmenle 1'i('onoscers1 es~ere lu Jirterile. Gli animali cou questa complicazione pr·e~to mor·ivauo. 111 tre fra r{uaUt•o cadaveri di fanciulli ai quali era stata fatta la lracheotoruia lo Spronck, fatto accorto dalle esperienze sugh unimall, trovò questa affezione Ad occhio nudo n• n -.:i o~s ... rvava ;:;ulla ferila alcun essudalt) e n~>ppure un tale br·utt•> ao;pello che potes;:.e far pensare alla difterite. l ntorno alla r'erita eravi un poco di PdPma. in nno dei tre C&!=!i tanlq lieve che sol" potè essere rirono"eiuto con la preparazione analo1uica dalla pelle, negli altri due casi si eslen•leql su tutta ht faccia anler•ore del torace ed era molto intf'n!w. In •1uesto luJU do ~demalo'"O. in tutta la est~.>nsione. si poteNIIO dimostl'arc i bacill1 tlitler ici, tanto col m•croscopio, quanto t:on le culture e le prove sugli animali. Per la l>ratica risulltl da queste ricerche che può sussisleJ·e una infezioue difterica della ferila anche con buon a>-petto di quests, P sembra che fJUe!=!lO edema difterico ag:r~n-i estremamente la prognoc:i
1 i.m~
Hl \'1ST A CHl KLHHl C~
Il cancro del retto con evoluzione latente. - \'ERRlÉ. (Joctrnal rle MPdf'cine et de C!tirnryie. giugno Hl92). Il olollor Vf'rrié ha richiaroHtO l'attenzinne ;;u IJUP~la forma di canrr·o che é cau~a di tanti error·i dr diagnost >~ che é P"'rlanto nbba<=lanza rre.,uenle. l n lutti IJUe~li ca~i. l'inizio l' •JUH"i !<empre lo ~lt>S!.'O. l maIali entrano all'ospedal·~ con le ~:~pparenze dr una pel'fetta salute. Es!>i non vanno a consultare il chirur•go che per' ciò che e!.'si rih•n~ono essere o una c:emplice co::tipazione, tal"olla tPnace con altt<:rnalive di diarrea, or! una ~"rnorragia chP es::oi attribuiscono. sia ud una screpolatura. sia ad una emorroide. So,·enti anzi esst uon a,·verlono molt!!'lia, nè dolol'e. E non e che dopo urr ~"811)e accurato erte il medico r iconosce la vera caut<a degli a cciden ti. I sintomi ,Jet cancro latente del retto ~ono fallaci e poeo pronunziati. l malati infHlti .. , pr••sentano come individui in a pparenza !'&ni. E"si sono vr!!orMi e non si la gnano per nulla della perdi ta delle loro for·ze. E~si continuano a fare i lor o lavori senza irumaginart> che possono ec:!>ere a ffetti da infermità g ra\·e. E;;!'i dima griscono mollo poco. Il Jnr·o appetito è con ser,·ato; non ho n no per determinali alimenli quella ripugnanza, altre volte caratlPrislica, olel rancro comune. Le loro funzioni di!!e!'ti\·e ;:i t·ompiono re1!'olarmentP. Anche per molto tempo non vr ha oc:tacolo alla defect~zione ed il pas!'ag~io delle mater ie Ì' libero e nou r•strelto. Questi malati non 8Yverlono pesantezza , né molestia nel piccolo bacil•o, 11è qut>l tenesmo doloroso al momento della
Rl\l~TA CHIRURf.ICA
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d.:>f~CI4Zilllw, co"• reno~o per •juelli che ~ono affetti da vero cancro ordma1 io. Bentosto compare la costipazione. Dappr ima legp:iera, sopratutto negli individui che 1100 hanno ulcerazioni, essa di\·enta iu seguito sempre più ost111uta. Il veulre ~i f.!Ontìa e pur• •ltventare tloleute alla prc$,..iOne Le an~e intestinali si dilatano ed il rnlcm, t'i piPno di materie. si delinea sollo la pare!..:.• alidom·nale dtste~a Quec::ta co~llpazione persiste, non ostante rl trattamento u"ato per crunbatterla. ~fa dopo aver duralo più j::!iorni, varie settimane, el'IHA llnisce pet• cedere da sè stessa ed avviene uno scro~lunenlo. I malati. inr«*tli, narrano che da f'{Ualche tempo essi 'anno più difficilmente di corpo. Ma non de"esi conchiud..re che tutti zlr indi\'idui, a\·enti una costipazione, anche ~ia antica. siano affetti ,JA cancro rettale. P r>rò, quando dt tanto in tanto avvengono scioglirnenti e la costipazione non cede ad un trattamento razionale-, è a~solulamenle necessario· praticare la palpazione rettale che potrebbe ben dimostr•are la pt·e;,enza di un tumore mali~no Ma queste alternative di costipazione e di diArrea che non mancano mai nel cancro ordinario. mancano il più !>pesso nelle forme in discorso ed i malati non prPc:entano alt"lm Stnlomo importante fino al momento della Jo,·o occlusionfl intestinale. La malattia seguP- il suo corso e se non vi ba nlcPrazione, si o~senano i fenomeni dell"occlusione cronica dell'intestino. Questa occluc:tone può essere occasionata dall"arre"'lo eli materie, dovuto a oi un !'"estt·iugimento completo dell'intestino od alla presenza di un corpo estraneo. Essa di ,·enla completa ed i malati hanno vomiti, ipolermia, collasso, ma non avvertono qua"i Joloee. Ln diagnMi differenziale di quesla occlu,.ione sintoma tica coll"ocrlu.,inne ordinaria !ti rara colla 1ruida dei seguenti segni. S• ve.JonQ lt• anse òel grosso iot€'stino molto dilatate e ben delineale !tOllo In parete, ciò cltP indica che l"oslacolo rtsiede Ìll bASSO.
La palpazione e la pcrcuc:!i'ione della regì!Jne Iliaca smtstra
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RI YI ST.~
potranno rar riconoscer e un tumore ;;;iluato nell'unione dell' S iliaca e del retto. La palpazione rettale indiche1'a la presenza di un cancro, se la lesione ri~iede più in bal"so. Nella forma ulcerala i ~iutomi souo piu caratteristici. Dapprima, si riferisc~ spesso l'emorragia alle emorroidi. Si commette :=::ovcnle questo et·rore nei malati t~ffetti da cancro r·ettale. È quindi necessario essere preven uti. E Lanto piu facile ingannarsi int.tuantochè il canC:J'O è soventi causa ùi emorroidi che, salvo forse una cer ta esa ~erazione dei renomeni dolorosi, sono in lutto simili alle emorroidi ordinarie. ~ è si conionderaono di piu le emor·1•agie rellali de l cancro con qnelle della dissenteria o rlella tabe nell'inizio. La ragaùe anale può anche essere una causa d'errore. Quando iufaltì l'ulcerazione si estende fino all'ano e gl1 spasmi dolorosi, pt·ovocali da essa, sono dolenti, Ei può credere ad uno spasmo vero òello sfìntere. Ma nella ragade, non siriscontra nè !'estringimenlo del retto. né sintomi di ()Cclusione intestinale. Queste ot~clusion e, nei malati cl1e 1Htnno un"ul cerazione, è il piu spesso Acutissima, e provoca un vivo dolore. Essa é doYuta agli $pasmi dell'intestino causati dall'ulcerazione, la quale può risiedere in diversi luoghi. Se essa non occupa che la supet·tìcie del cancro. !l dolore è lbso e localizzatq. ;\la accade qualche volla che iJ !:.'Oggiomo troppo prolun~ato delle mater1e nell'intestino cagioni l'inOammazione della mucosa e poco dopo J'ulcerazione. Sì è allora in pre~ euza di varie ulcerazioni; il dolore ehe era localizzato uel caso precedente si generalizza e si irradia in una porzione dell'a ddome. Gli spasmi dell'intestino !"Ono pi~ frequenti e piu dolorosi ; l'emorragia è anche più abbondanti-l. In presenza di questi sintomi non s i deve trascurare la palpazione rellalc, perché si é io diritto di temere un cancr o . .È una t·egola assoluta che permetterà di evitare errori soventi r ioc!·escevoli. Ed auclle quando nulla si sara rilevato colla pa lpazione, non si concluderà con la non esistenza di
CHliHi RG lCA
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un cancro, il quale può risiedere ad un'altezza inacce!'<sibile al rlitn. È ancora utile praticarP in qut~sli casi la palpazione e la percussione della paret~ addominale nella fossa iliaca ~inisLr-a, e:;pl01·azioni, che unite allu palpazione rettale, possono fadlitar·e mollo la diagnos1. Il cancro ulceralo del retto, oltre l'emo•·raf!iS, é ancora accompagnato da scolo di mucosità e di ('Alarro «iero- "<an· guinolenlC! Raramente è s talo osservato l'm~orgo ganglionare nelle forme ad andamento latente del ca ncro del retto :\fa quando il chi1·urgo ha const.atalo l'esistenza di un tu· mo1·e o di un' ulce•·azione, deve auco ra differenziar la dall'ulcer&zlone tubercoloaa e dal silìloma ano-r•ettale. "Xell'ulcerazione tubercolosa, i mar gini sono p1gmentati , ~(hacei, scollatt, so\·erali r icchi 111 g ra nu~a :Liooi tubercolose. La base é cedevole, molle, por.o iudurala. Il malato può essere uffello c.la tubercolosi polmonare. ~el sifìloma 110o-retta le, l'uno presenta indurazioni, pie~~~~- a forma ondulata, tah•olta conditomi. Il d1to esplorator e riscontra nell'intestino una porzione dura, fibrosa, ineslen ~ibile, cilindrica, con ~caualature sporgenti e al di sopra una porzione molle, ulcerala, segregnnte un puc; Cettdo, caralte· ril:tiC0. Il malato 1•resenta altri segni di s1filir.le. ~el cancro, il chirurgo terrà con~o r.lell'ebt del malato e la palpaziooe ft~ rà sentire una massa fungosa facilmente sanguinante, inegualt>, bitorzoluta, i r re~olare, cou base indurita e diffusa. Infine, se il cuncro si é esteso alla parete a nte1·1ore del rello, es~o può propagarsi alla vescica. )!aterie fecali e gas sfuggono a llora per il canale dell'u. retra. Questa no\'ella complicazione rrchiamera l'altenzwne e permellerà di riconoscere la presenza di un cancro L'e,roluzione lenta e senza esercitare alcuua Hì'.ione sulla salute generale è uno dei p-rendi carotter·i òel c:ancro con decorso latente del retto. 1 malati sono da 1nollo tempo in preda alla loro affezione senza cJ1e nulla possa farla supporce. Generalmente i segni r ivelator i della malattia SI presen-
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Rl\"If'TA
ta no in un woclo in~idioso E quantlo il chirurgo può rare la sua diap-nosi, i ,:intomi mortali non tar.lano a comparire. Esi"i sono quelli dell'occlusione intestinale cr onica nelle forme non ulc;erate o quelli ddl,occlusionc intestinale aculit's.ima, se esisl~ un~:~ o piu ulcer6zioni. Nelle osser,·azion i cilate, i maiali non hanno mai presenlalo la tinta ~iallo - pa llida , cosi r iccrcnta altt·c ,-olte. Essi non hanno pt'esenlalo che ral'ameute una gene,·alizzazione, sia al fe~ato. sia a i gangli JinfAtici. Essi soccumbono quindi meno pet' la loro lesione cancer osa che per l'occlusione C<'•nsecuttva al ueoplasma .. P•·ohabtlmente. in presenza dell'ulcerazione in leslinale so,·enti considere,·ole . a ntene una auto-intos<::ica 1.'one più g rande che nello stroz;wmento semplice e capace ùi detP.rm inare la mor te. Il caso d~l professore Renaut, che ha -puJ;blicalo un'osservazione di s iCiloma rettal.e ulceralo, in seguito al quale s opt•aggiunsero gravi sintomi di auto-intosSicazione, v errebbe in appoggio a questa ipotesi. La r rclguo!':i di queste forme di cancrc' è ~rave, poiche a ll'infuori dell'affezione, ~ i devono sempre temere le complicazioni che mettono i n pericolo la vita del malato. La c ura chimrgica in presenzll di un cancro del reu{, e soprattutto eli quei cancri co•• evoluziQne latente in cui ì pt•imi sintomi manifesti sono <TUelli dell'occlusione intesliuale cronic!l acutissima, consistera nel pralica1·e quasi se.nlpr e un ano iliaco. T malati possono, per qualche tempo, karre beneficio da questa operazione, sopr;:~tlullo tìno a che non s1 pro.J urra ulcera?:ione, sia tlel cancro, sia della mucosa iutestint~le . La cura medica consisterà nel calmare i dolori, nel fecilitàt'e le e vacuazioni e nel sostenere le 1;orze del malato.
Della. creazione di un'uretra contro natura.neiprpsta.tl9l. SAL\'ATOR Bo:>:AN - (Journat de médecine et de ehi· r'Hr gie, lu~lio 189:2). Il dottor Bonan ha de..~ritlo un'operazione c he il proressore P oocet ba immaginato e pra ticato varie volte nE}i -p.ro~latici e che può r endt>r e ~l'&ndi set•vigi.
fHIRURt,fCA
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Sotto il nome di ci;:to<>tomìa sopra·pubica. Por ce t d~·-na un'operazione che ha per iscopo, in certi maiali, di impiantare un'w·etra contro natura nella regione if."•.:!8.i~tr.ca; ac:l'icnr·a Jn tal modo lo scolo continuo dell'orina pt'r una bocca ve~,.icale p11r·agoual.ule ad un ano contro nt~turll. Fu nel 1~~ che il Poncel. ha prAticato tale operazione per la prima ''olta, ~ tlopo d'allora l'ha fallA 33 volte. Quasi nello .::te.<;so tempo e !'enza avrr conoc::cenza del procedimento surriferito. il .lotto•· :\1'ac Guire. americano, concepiva un' opèraz1one simile ed . é f(innto A conclu!'ioru tdent~ebe. L .. indicazioni della cistotomia sopra-pubira pos~ono cs!'er·e riferite a tre ordini di fatt1. In primo luogo, sonvi i Clisi tl'impos--ibilita o d1 ;rande difficolkl dt>l catel~rismo per causa meccanica, deformazione del canalt>. O'<lacolo d'Ol'i.gine prostatica ecc. In secondo IUOI!O, pel' evitare acc1denti infetllvi che possono soprag· aiun!!ere dopo false strade e quando cateterismi f•·equenti, ,oyenti dolot•osi, mal coopportati, devono t>g-ualmente far temere accidenti settici. l n fine per lottare c mlro • fenom<·oi •JI intossicazione lll'inat·•a già e:oi;;<tenti, e che. •wlle manovre ri peture in ria~rnn j:tÌOI'IIO di -caleteri!!'mo, n m pn~sono che aumentare Per Poncel l'operazione è anche neces!'aria '(U!1ndo le dììticolt.8 dt.>l cateterismo sembrano esigere l'uso della s onda in sito, la quale, nei prostatici, è un per1colo pet'mAnente da l .a rl•· Jei renomeni inrettiv• a• quali essa dà co~1 S!le!>so orig-ine. Lo sLess, dicasi quando alle dìrtìcoltil del ratet~>rismo Yiene ad aggiungersi la sua frequenza, allorqua•I(IO, pn esempio l'irrilabililà ,·escicale e!'ij!e oLio o dieci raLeterismi neUe :24 ore ed anche p1ù. Es•stono atlora f~nom~n1 oli eh-lite rhe non guariscono che \'OIJ'apertura clelia ,·es~ica . Quanti) alle controindicazioni, esse sono quasi nulle; eRse tlipPndono soltanto dal cattivo stato f:'eno>rale del ma'ato, dal c:uo indebolimento estremo e dalle le:>ioni a ~rado a,·anzato da parte dei reni. Anche nei rasi piil gra,·i, !11 cif:tolomia rnnane ancort~ l'ultuna risorsa. Essa coslituisee lei resto uu'operatione ,..enza grasezza: nelle 35 os;oer"EIZioni citale,
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RI\"IS1 A
la morte uo11 fu mar cbusala nt.. dalla peritonile, né dall'ìntìltrazione urinosfl. P. praticata '"Otto ranec:.te!i'ia, es~a e di breve lurata P. non e~pone ::~Ilo !ìhock trAumAlico che é mollo da temersi nei "ecchi. L'operazione non ùiffer·i:;ce molto dal laglio rpogaslrico e fiotsce colla sutura della Yescica alla parete addominale. La rapidila dell'operaziolle è una buona condizione o Poncet crede che m diect o !loclici minuti essa debba essere ter minata. Le cure consecutive consistono dapprima unicamente nelle cure ùi propr1ela n~>ce,.sarie pPr impedire l'irr·itazione d elle pa rli eh~ ::;ono coslanlt>mente Imbrattate dall'orina, per•cllè durante i primi giorni, durante le prime settimane an c~h e, l'orina ~colerà a poco a poco per 11 meato ipo!!'astrico. Non _d imeno. il benessere del mala to e consider evole, il suo mi~lioramenlo immediato e enorme. ed è urgente il non disturbare pH nulla il riposo salutare che tien dietro alle prove di cateterismo t' ar dolor1 della rilenzione della cistite. Poscia a poco a poco le cose ~i modificano. l'orma che dapprima era evacuala a mano a ruano che !>i produceva , é trattenuta d1 prù in più per lu ngo tempo nella vescica. PeJ' la ~ua ~iluaz.ione tra i margini interni dei due retti a nteriori che gli formano un'sn~a contrattile, per la sua lun!!lwzza di due a tre renlimetrr in media, talvolta pin pt-r la sua obliquilà di ba~~o in alto, rnfine pel" la sua r istrettezza cicatr i· ziale, il condotto nuovo può r endere lo stesso SE'I'\·izio del· ruretra nor male. Nei casi favorevoli. l'orrna e traltPnula per piu ore (4-5 ore). PrHenuto dal bisogno d'orinare, l'oper·ato può vuotare la ~ua vescica, sia spontaneamente, sia meglio a ncora m ediante una !>Onda inlrn 10lla nel mesto ipo!:!astr1co. ~ei casi in cui p~r!>iste ioconlinen:c:a non si do\Tà dimenticare c he •}Ue!"ta infer mità ha un· rmporlanza secondaria, poiché si tratta il p iil spesso per il proHalico di una •1ueslione. di vita o rli mor te. D'altronde. vt s1 può rimediare con a ppar•ecchi otturato ri il cui uso c anche neee~!"ario !•Cl' eYita re l'atresia troppo grande ed andre la clriusura Jell'orìRcio. Vi hn una ecce-
CHIRURGICA
zio1w. ed è il caso in cui l"urinazione si ristabilisce per rurelra uOI'rnale: in questo caso si deve favorire l'obliteraz1ont' del canale artificiale. Ma ciò è un fatto talmente raro da non potervisi contare. Nella g raude maggi-oranza. dei casi, l'orifizio é conf'ervalo ~ "I ''edouo malsli, la cui situazione era assolutamente di~perata, ri stabi lir~i in salute e riprendere la loro vita quasi JlOl'ma!t>, abituando>:i ad una infermita, la quale uon è molto più pAnosa della neceesità eli r ipeteJ•e frequentementè il ca tet~>ric:mo.
L'artrotomia. nelle lu..azloni a.nttohe trreduotbllt. Pe:RDRIAT.- (Journal de Médecine ec de Chirztf'{Jie, giuano 189:!). La chirur,.ria antiseltica perme tte di J·imediar e ora ad infermità per l'addietro incuJ•ehili che le lussazioni irriducibili lasciano •·oc:.t spesso dopo di esse. Si tratta di praticare op••razioni moltCJ Jelicate. ma di cui qualsiasi chirurgo deve cnno>:cerne ·le indicazioni Il dollor Perdria l ha studiato questa questioue in modo completo ed ha dimostralo con numet'Ose osservazioni gli I'Ccellenli risultati cbe si possono in tal modo ottenE-re. Il dollor Ricard, per esempio, in malati ridolti ad una impotenza completa io conseguenza di una lussazione antica dell'anca , ha potuto con pieno successo ricostituire colla sgorbia, col raschiatoio e col mazzuolo la cavita llrlicolaT·e e reintegrare in questa nuova ca•ità coliloiclea, sia la testa femorale stessa, se esc:a non é troppo del'or mata, sia solamente il collo, se si é stati obbligati a resecar·ne la testa, per·ché la sua reinte~razione era diventata impossibìle, ciò che è il caso più frequente. Nefl~l ,..tessa guisa. Lucas- Championnière, per una lussa· zione antica della rotula in fuor i, apl'l ampiamente l'articolazione in denti·o, scavò sul condilo interno una fossa in forma di ~ola ùi puleggia per fissarvi la rotula, richiuse in seauilo !a sua ferila che guarì in dodici gior ni. L'operazione fu t"nronata da un pieno successo.
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RIV ISTA
T utlt> le ar.icolazioni luss11le pos!'on() e«:;ere assogg:ettate aJ operazioni dello ste!"SO !!Pner ., Si puo tlire che le contro-inthcaz1oni alle operazion i cruente ~ono poco numerose; tutt'id p1u si potre!Joero menzionat-e la presPnza di uua ena1·Lrosi o di una anchilo~i che permet.tono al membro una libertà sutliciente per il libero e~er cizio clelia p rores!'ione del malato; le alterazioni lrotìcbe pervenute ad un gt•ado mollo pr·onuncralo; l'eta avanzA ta de1 maiali. quantunquP s e no <>!fot1 rirerili dei !"UCcessi sopra vecchi d1 513 Anni; i difetti pAtolo!tici antichi. È però necP ..sario non riimenticarè che a fianco dei c·asi rwi 'luali "'i produce un» uuoYa nrlic.,lazione che permette la ri produzione della rnR~~ior 1 art~ d-i rnovimenti prec.:-denti. ve ne !"ono m olti in cm il !Oalalo r imane piu o me11o infermo: l'arto inrerioro in c u1 uno buona enArtrosi potr ebbe re ndere molti servizi, è quello in cui e<>!"a coi produce il meno 18cilmenlt>, sin per· asse nza romplPta di neofot·mazione fibroHa attorno alla te>:la femorale !-<po~latu, sia pPr d1fet1o tl'azione o atrofia dei muscoli pr. ri-at·ticol;jri . Nelle lussazioni dell'anca si r iscon tra il più spes"O un'attiludme \'lzio~a elle equivale. p•·es~·a poco, alrimpotenza dell'a!'lo ed alla s oppressione della sua funzione. l ulìne si aeve tener contn del ratto che i tentativi di rioluz•one c:ull.... lussazioni anliciJe, a ncl1e coi mezzi di dolceua, non s ono sempre mnocent1. P çN1at ha citalo a ques to propo<:ILO uu'osservazione dd ùotlOI' Poncet, nella '1uale manovre f'!ltlc• con dolcezzl:l per la durate di quin lici a venti 1niuu ti per ridurr e una luscoAzioJte dell'anca datante da it 1 ~ÌOI'IIi, deter.ninsl'OOO uccidenti rroolnmente mortali. Fatti oii I(U~'SLO gene1·e t'OStilUÌSC0110 flllindi argomenti importanti in favore clell'artrolomia in bimile ca>'o. Epiteliomi svllappati sui nèl. - RE~Ol:L. .\lédceinP el t/e Chirurgie, a:.;osto t. H2).
(Journal clc
Si M che le cicatrici rtelle scottature e ,Ji alti-i traumatismi !>ono c::oventi la s ede di s ,·iluppo d1 tumori mt~li~'Di; pare che un'alterazio ne anatomica acciùenLule abbia polulo servire di
1601 pUI IO di or'~ine &Ila IIPOplasi&. Lo <~le<>::.O ::>i
\·eri!ka [6Ì nèi, pit•nn va"colari, sieno pigmentati. 11 dotl<>l' Renoul, mettendo a p1'n!Ìllo le collezioni molto uumet·ose nel Jaboralor1o d'anatomia pato!ogica di ~anles, ha fallo uno studio mollo com· plt~lo di questa complicazione, p1ù freqm n le di 11ua nto si r1· ti~:; e. ~~ 1dio ··be imoc:lr~ che il call~l'v, l quale c:i sYiluppt in •1uec:te cond11.iooi, prest>nta alcune partic.~olarilà climche. r. e"811l~' rie la <>lrullurn dr>l nt>l rlimn!'lra l'ht' n ecsi la pil!Ull!lllllZione è m nlto <•sagerata, che l'alt<'P&ZIOr•~ <lei dermn e delle o;~ue ghiannnh• da luogo a prodolll anormali: si com pl'•'ll te •1uindi facilmenl~' cl1e essi po8sono lr&.l"fOrlllat·!>i age volmelll-: in lumori, Ùl ru1 ~s~1 :,onn gia com~ un abbozzo. Tro 'luesiR. t1·a::fo•·maz oni l'epi'.eliorna è 'luel1•1 che più spt .::so -;i oc:serva ; il -.arcoma si uolA m•·no c:o,·enti. Quanto ali H causa sle>'::a della trasf•1rmaziooe, essa resta oscura, ::;i c:a <'Oitanlo che e<:'la !'.i ri::cont1·a più spesM nella ù0noa che nPII'uomo e chP è :;oprslutto fra i :10 e i 41) anni chu c<"mpHr'e. 11 tratunatr~mo, le confriCazioni, gh intervrnti, ~ speclal111 nte un interve nto rhir urgicn iu;.uffic ... nte o mal condotto, "'t'lllbrano fo,·orirla. (Juesta trasformazione <~i SVOlge 111 Ull ffi•JÒO mollo Y&ria · bile. ma s i possono indiMrne l~ fusi divt~rse, dicendo che l'li O:-<"•~rva successivamente u11 periodo latente, un periodo di trll-;f•>rmazione sul ,o;ilo, un periodo .r iuvac:ioue peril'f'riea, un p~riu1lo di im·as•nlto' ~an!!lionarc' eri un periodo ùi f!~ne r. illAZione C n punto '-Opralulto. in questa evoluzione. e de~nn di nota. ed é che la ~euera1Jzzaz10ne SI t'a tal voi ta in u11a maniera mollo prPcoce. l .a dia!!nO::,I della lt•asformazioue dei uòi é 1110llo ddfidl e n••ll' inizio e ciò nonùi1ne no è in questo uwmc nto sopratutto cl1<> è importante di ftu•la per un inlex· vento chir•urgico. F u d' uopo aver presente ~.:he la degenera;:ione maligna s1 pa] .....a tAlvolta con le.!~t:'J'is.,.imt dolor1 e dte ::pesso, prima d1 de~enerare, il m\o, l'imaslo fino a quel momento e per molto l••mpo ..tazionarro, sub1set• un aumento m !'uper ficie ed in spor·genza . La pr•og nosi del 111·0 pigmentarir) e considerata generai-
Wl
160 ~
RJYISTA
ment:: come:: essen~1alrnente beoi!!na. Tutta via, se ue:,rli indiY!dui curanti della loro persona e cht' pra ti~no tutte le cur·e di propr;eta nece~'-'&rie. 1 nei non hanno. per co~i di re, tendenza a degenerare. nella t'la~~e operaia. e piu ~pecia l mentE> nei coltivator i, 1 tumol"i epiteliali rn generale, 1 tumori sviluppati sopr·a i nei iu parti<:olare, pre<~entatlO i n~omma una frequenz11 di c:ui devesi tener conto. Ma dl!l punto di vi:•ta della degenerazione il nèo prel'ienla un !J!'OilMtico molto più -•·a,·e Renoul In dimo~trttto che que~ta tra;:;ìot•mazhne unn 'olta elletluals" i. il derorso ·li questo epitelioru& ~ mollo ptu rApido eh t> quPIICl dell' epit... lioma ;,oprag~IUnto uelle cnnd•zioni ordinarie Ag,ziungasi che uon venne ancot·a o<o~er,·ata alcuna guarigione radicale dopo l'estirpazione Ji un epitelioma :,viluppato sopra uu néo. A cagtone della mahgutla di questi tumori carc111omatosi, ,.i ha quindi lutto l' i nteres~e ad espnrl11rli il più pres to ed il piu largarnentt> po~:<gibii P. La cura. del Mosettg- Moorhof nel tumori maligni baoperablli. - Dott. G1oV\:s:s1 CcKO:St. - ( BoilPctino delle scìen;e mediche di Bolo!fna, fase. ;J. 1,921.
Primo ad app1icarl:l i ct\lori d'anùina alla curo dci tumori maligni fu il ::Mosetig-Moorhof. Il c::uo metoJo ,!j cura oonsiste nell"miettare uella mas~a del tumore 111 Jtrt·zione con' ergente dal tessuto !'l»ll<J al tessuto neofurmatn una sotu.;ionc di oiolelto di m'·tile ull' l o al 2 o•;••, da 2 a IJ c. c. p•~r volttt in modo rla colora rt> ~uccessivomcnte tutta la maslla del tumore. E"-SO r itiene c hP tale trattamento arresti l'attività prolife · ratì,·a dei tumori atlaccantloue gli elemeuti mot'fnlogici e più ~pecialmente 1 uudd, stttuk J"llfnni la che questi dimostrano nelle prepat·azioni per il ''tolello di metile come in gener .: pei colori ba;owt th <Htihna. A. rp..esto prim , ratto -.èguirebbe poi o il rammollim~u to con :-uccessiva eliminazione o la degenerazione ~ ras!'a con successivo as:;orbimento dc~li elementi morfologici co~ t cle·
CBIBURGICA
aenersti od anche ent.rambe f[Ut>!::le due metamorfosi re""re:;si ve. "' L'autore però, fondandol'i ~opra alcune sue osservazioni spt-rim~:ntall, ritiene non giustificato il concetto di MoseligMoorhof e non efficacE.\ il suo metodo, poiché, per quanto si voglia ,.. si possa insistm·e, non si riuscirà mai a raggiungen: tutti gli elementi morf'ologi<.:t del tumore e quindi gli elementi t•imasti intatti, per quanto pochi, saranno sempre in grado, per la loro enorme attivitA pt·olifet·ativa, di farriprendere al tum01·e il suo fatale accrescimento. Ritiene qnin .i che 'luesta cura può bensi determinare una. diminuzione d i ,·olume di un neoplasm~:~, roa che però tale effetto è puramente tran::itorio non perdurando che per quel lasso di tempo in cui la cura ~-ien praticata. G. Contributo alla chirurgia dello stomaoo. - Prof. ANDREA CECCH~.RELLi. -
(Rioista Veneta di scienze mediche,
seltt>rnbt·e 18!'12). L'autore • d'aniso che roentr~> la piloroplastica é applicabile a tutti i restringiiroenti dell'esofago purché non dipendenti da eptldioma, la dicufsione invece trova le sue indicazioni piu ristrette. Infatti, a prescindere dalla facile recidtva. es:;a non è applicabile se esiste un'ulcera o una cicatrice fat:i!mente lacerabile, poiché potr~bbe ro avvenire dei guai non indifferenti specialmente i'e durante l'atto operativo non -si Hvvet·te l'accitlenle incorso. La pi:oroplaslica ha poi anche il pregio di porre sotL'occhio l'alterazione morbosa quale essa è, e 'lUindi si può adott.are la proposta dd Bernayz di raschiore o anche escidere una piccola p(ll·zione di stomaco pel' asportare 1 uella parte ove esiste il processo patologico. Di più, quando nessuno di questt atti operativi fosse possibile:, e alla lJilorecturuia che si può sempre ricorrere. Queste opinioui dell'a.utor~ sono convalidate da numerose osservazioni clilllche Clttl eg-li riferisce, e conclude iacenùo il prono:;tico che la terapia delle malattie dello --tornaco in massima parte fra pochi anni apparterrà al chirurgo.
G.
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1(;0.1.
HIItSTA
n tr&tt&mento delle fratture OODlposte oon i metodi moderni. - (The Hoston .'-feaical ancl Suryical Journa/, sdlembre 1802).
H&RBAB.T B ORRELI.. -
•
I n pochi anni la cura delle frallur e compo:>lt• l1a fatto grandi progresst, e subito ra dica li mularnenli, per l"accuraLa esplorazione, la detersione e r a nlisepsi delle ferile, ed il riconoscirueulo dd principio fisiologico che J'Jchiede un .compl eto r iposo dell'o<>so fratturato. Ne' ~O anni che decorsero dal i8U Al 1861, nel Guy" ~ Hospilal fu,•,·i una mortalità per f.rallure del 28 per t;.; nell'ospeùal.- di Pennsylvaoia dai 1S39 al 1851 la mortalità ascese al 44- pet' "/.; nell'ospedale di New York dura nte In slesso periodo vi ru uno mnrL!ilita del .}x p. 100, C! nell'Obucho,y Hospilal Report di St. Petersburg la mortalita ascende al 68 p. 100, mentr e secondo la statis~ica di Denni;;., su 681 casi di fratture composte, non vi é stato che un CS!'O dì m01·Lc per sepsi L'autore considera le f1·atture solto r1uallro punti di vista: 1" La classe dei casi :ne· quali <>i è sa lvaf..à una gatn.ba ulile. e quel1a de' casi che han J'ichieslo l'Amputazione. L'amputazione primat·ia di un.a fralluro composta nel Boston City H ospilal t! estr emamente rara , mentt·e pochi anni addietro era comu11e. Come regola, l'autore stabilisce ehe l'età avanzata è un'indicazione per l'amputazione; c he si deve tener caJcolo delle condizion i fisiche del fralLuralo in riguardo alla gotta et! all'alcoolismo. che bisogna badare alramb1eule nel quale l'inferm o vive, cd ;~!le cure che plJò ricevere dopo la ricomposizione della fra ttura: che bisogna por mente alla facilità di ri<:.:>mporre e curare una frattura con mezzi antisettici. ed all-e condizioni delle parli molli, arterie, ve.ne e D61'VÌ.
L'esteso scbiacciamenlo delle parli molli in un giovane l'ichiet.le di necess ita l'ampult~z i one, ma la r ichieùe bensì la oblilerazione d~· vasi principali; bisogna però non lasc:ia.r$Ì ingannare dall'eccessivo ;:ronfìo re delle parLi, cbe !;pesso oscu!'a la pulsazione, specialmente nelle Libiali anteriore ~ posteriQre. ~el veoohjo iD\'ece, l'estesa contusione. la distl'u-
zit•llt.
CHIRURf~ICA
1605
lÌ lllllle quantità ·l'o«so, indica ramputoziont!,
auche
IJII!Hldn i gr·ossi va!'i sono intej:.(ri .
2• l por ltcolari per la ricompo<>iz1one tli una rrallura compù>'lll. L'a ·cut•ata esplorazione e la scrupolosa anlis~psi sono
di prrma lleCt'!'Silà. Quando v1 :>.~a una semplice puntura della f'l!llt' prodotta da frammento fuoruscito, od una nella inci'"lone f.atla !airos,;o <>tesso, quando esist11 una re'll• prolru· o:inne di rl·ammenti. conc;iderevole distruzione dellP. parti molli e contaminazione per sudiciUme, o quando la lesione «ia cosi graYe da far pen<>are alramputaziooe. una copiosa fnvanda di sublimatn rn ~o uzione Gal.!a all'i p. 2000, previa 1 nestesia ,.ercllè lu toletta possa e<tc::er completa, e previa hl\·anda prima con :;apone, ind1 con etere, Assicureranno l'anli!>epsi della pi8j.!'A. Sr, v'è una :>emplic"' puntura dellu pelle si sutura, se v'è (•l'· .trusione di frammenti si dilata ltt ferita. si md.te allo sco pel'lo la cavità inter na ed ogni saccoccia che possa es=-c1·-i 1.rodotta, si rimuo\·ouo tutte le sche~gie completamente :-taccale. ~i lasciano t{Uelle che sono ~randi ed ad~renti al ptLrit)slio, si recidono tutti i tessuti non più vitali, si collocano lt! ossa in opportuno. p.o<>izione, e !'i «ulura la fe1·ita ~enza alcun d reno~gio. Indi si fa ..cis l'arto con gana baj:.(nata nella ;;oluzione di sublironto all't su 2000, e se v'è difflcolla nel manterwre la posiz10oe dellt:: osso fratturate, si taglia illt>nJuH• d'Al'lulle nelle fra lllne della gamba, indi si adop..ra per ulttmn invofgirnen!o un benda:r~io circnlare di empiastro l Piiri!!i. Se si suppone che anche mal~rado ciò i frammeutl posMno "'COmpor~i, si puo usare la slecr.a anteriore di Smith, o dei cuscinetti infe!'io1·i con RlPcc·he later·ali 3• Il maneg!.(io di una rratturA composta. Dopo due selli· u1ane e bene rimuo"er e l'appar~cchio, 1•l'rchè tal\•ulla, malgt·ado tullo le precauzioni, si lrova nella reritA una raccolla ·il r us. senza eh~ vi sia c::tata ele,·azione di lt>mpel'l~lura, e tal volla st trova una devit~zione nella dirnzione dell'n!'So, che e uopo correg!!ere in tempo. Kalurnlmenf.e, un'elevazione di temperatura consiglia la rimozione dell'oppareccluo in qua· lunque pet·iodo della curo dopu 1 primi tre o quattro giorni; E>::ual co<>a deve esoguir::>i nèl ca~o di fot·tt: dolore insorgente
1606
RJVJST \
nell'arto leso, e spes!'o il dolore è alle,iato dalla semplice incil'<ione dell'appare~chio in senso lon~itudinale. alla qual co~a si t•imedia poi con altre slt•i-.;cie a~giunte o con fibbie. Il r tnnovamenlo tiell'appareccliio tlev'esEere fallo anche se, nell'inft>rmo insorge una polroonitP, il delirium. cre11lens, rur r. mifl, od aUra C(•tnplicanza, allrimAnti c'è da vedere una deviazionr considerevole deliA frollnra allo One della cur·a. 4• Pro,gnosi. Il ritor no deJI'arlo al proprio 11so è l'oggetto pl'iuctpale della cura, al qnAI~ bi ..ogna mit·art' f!nche quando in!'ot·~a l'uppurazioue, goofiot·~. necrosi. Le de,·taziooi laterali od entero- posteriori sono le deformita più comuni nell'adult.o, r8re nell'inf8nzia; il pt>rtcolo della, sepsi non è grave. è pos!;ibile il tetano e l'embolismo. In conclusione, ogni frattura composta della co~cia, gamba, braccto ed avambraccio dev·e~s··r•' scrupolosamente detersa e •l tmmobihzzata con bendag~io cir·colar•e, le~giet•o ed asettico, il 'JU&Ie dev'esi'el'e rimosRn Al 1~· gior·no. onde pr~> ve nit•e i deviamenti dell'a rto. Quanlunrrue eccf>zionulmenle pMsa seguir•ne gonfiore, suppur-.lzion•>, necrosi o deformità. la r iunione per pr ima intenzione. c la conser>azione dell'arto dev't!SSer la regola eh~ il chirur~o de>e se!!uir·e. HERIJERT \V. PAGE - Lesione violenta del cranio •eguita. d& emlplegla e dU&tazlone della pupilla. - ( TM
Lancet, a gost.o 1892). Un uomo di 25 anni, alle 5 pom~>ridiane del 2 m ar.zo. fu trasportato all'ospedale , mezz'ora dopo esser ~aduto da un legno, i cava.Jli del quale era no a gran c.o r~a. Un gonfiore t>d un'escoriazione sul sopracci~lto destro e l'uscita di poco sangue dal naso, un'altra fr·all ura o ferita, in itCI\\'ano la sede dellfl le~ione, essendo il ferrto inco~ciente. ma MD al punto che scuolendo lo egli non avvertissE> un'impr essione, e la fisonomia non mostrasse •lolore ~e glt si strappavano i capelli. Non par la ''8, e pareva che potesse muoYere il bl"accio sinic:lro, ms non il destro. ~on v'et-a paralisi facciale né ineguaglianza nelle pupille, ed a così br eve tem po dalla <~adula, era impossibile il dire
CliltU.: R(11 C.:\
Jfi()j
ro. . se attribuibile alla c:ola commozione o.l lesione •·udocranica. Alle Il di spra la res pirazione si manteneYa ancora a 1!l al minuto, il polso a 70 come tiupo l'accaduto, ma si era murùfeslala l'Prniplegia " de~lr~t, nt>lla faccia. n,..J bra<'cio e nel •a :xamba, la puj>illa destrA ern dilntata ed immobile. Con una pa rt\li->i a n·euul.8 nell' i:;tPs<:o !All'l della le.,ione ec.terna del r r l'lnio, ... ra eYitlt>nte che la Je ... jl)ne cerebr~:~le do· vc,·a riconoo::;cerc:i n··ll'eroJsfero opposto, e <:ì pensò a.l una lacerazione o contu:::ione per contraccolpo, o arlun·emorr·agia clello. polpa cerebl'ah• opposta al punto della co11tusionn ~~ru uica, ·~uindi ncs->una ooer·a2iont• chirur!%; ca avrebbe potuto r•inw<liare alla paralisi. neppure un~:~ trapanazione es~>!!uila Il ~rnistra. percht\ J',.morra ~i8 dOYe\'8 P"'"ere CPD(rn}e, manl'••lldO ogni sPg:no ci' u·ritazionf> meningea. ~"· <'ac:i di emorragia dell'art~ria menin!!ea media, la dilatazione della pupilla nell' islesso Ialo o un sintomo di j!t'An wtlor·... . sul qunle Hulchin"Oil ha riclnurnl! lO pel primo l'all~tnzione de' pratici, ed esprime la rll'e<:c:JOne à'on e<:te:::o ~rumn !'angtii(!IIO che si forma fra la dura ma ire e l' 0"'"o o la basP del cranio, e che comprime dir ettamente il 3" pali) eli uer·vi. In quPSl'l ca<:o era inverosimile un'estesa emorra~iH dalla bA!;e del cranio, per·chè manca vauo i sego i d•·ll'anuullala funzicme rerebr·all', la perdita sso::;olula della coscrenza, il co ..na profondo, il poi~·~ lardo e la rl!spir~zione sterloro:::a: t> ra piu probabile ttM piccola emorra~ia della hac:e, probabilis~ima una lesione dn·ellR del nervo per frattura clello ,f~noirle dall'avanlr indietro attraversante il processo clinoirlen, e ciò convin"e l'autore dell' inoltlitit delll). lrapanalinne rn corrispond~nzt~ dt>ll'ar·Lel'ia meningea media. Le frattur•> della ha.,... dt!l C1'8DlO sono ordinariamente tra,.;versali, ma possono cl~>co rrert> tlall'avant; all' inclif'tro, da 1111 [RIO o dall'altrq tleìlll fossa occipitale, "econdo il modo li as:;rre dalla ,·iol.-nza ,..,let·na. Comunqne avven~a. lt1 frat· tura non ha altrsi rmporlanza •he quella della lesionP cerebrale. Ed in rruestll cac:o, l' em1plegts e la dilataztone della pupilla che ... r onn l'eflello della lesione cerebrale. rimn'>•~ro all' islesso !,:rado Il no all' indoma11i, allorché, sia per H' 'luello slato A 'lualche
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!ti VISTA
l' in..:orrro po•monat·e, sia per la commozione tlel ruttiollo aiJurH..ralo, la re~piraz10ne dtvenne difficile, e lA mot·te avven ne dopo H ore dall'accaduto. St: in un caso :;inule un (·hirUI'!.(O avesse voluto r·icorr,- re <il!a trapanAzione, nun avr•t•bhe cerlflm.,nte ~sputo do\'e app:i('ar··· i trapano, e l'auture, rìprovau.Jo o:,rnr operllzione eh .. nn11 ubbtH Ull' incJic•azione Ò~ermint~l8. prima t! Ì lllldivenire all'npcrtura if,.J cadavere, Hr~omeulll •tai >'inlorni e dali·· consiùera.Li•>llt "Ue~pre,-<>e che "ia c.;tllla co.ttu"inne cert'brale imntecliatamente nl disntln della J,~.-io·re t:ranwA, contusi<me, e for·s'anche lact:rAzione per contrAc~:olpo nell'emisfero llppo<>t •. consitl... re,·ole emorragta deUa super·ficie e .Ielle ncinaoz.della coutu~to•te J•et• coutrttc~'olpo, rull piu prl1bnbihnC'nle una diffusa enwrr·agia inlercerebrale ocrupante In vicinanze del c ·rpn o:lriato e la :.rran zo 1a motrice del Ialo o:mislro; qualche piccola eruorra.!ia Jcll~1 bAse dl'l r'l"Sll rfl, non dall'arteria roeningt>a media, drt> po:<sa AVer leH.u il terzo paio do' uen•r , ma pìti pt•obabtlulenle una lesìvne cltret!a del neno causat~t cJu una irattura clal!'.,.,·autr all'indietro della base Jel craoio, iu vtcinHnza iel prr>cesso clinoideo . li repe rto della necr oscopia •'seg-uit» dal dollor Clarke fu il ,:;..gu.,nte: Abrasione :>ull'emiuenzu frontale de;;tr·a, con ecchrmosi della corr tsp.mdcnlc apone" r·osi crAnica, no~s u na frattura ::;ulla c!lharre. dura maùl'~ for lerneute Slìerente all'osso; !>uPa pArt.. poo:ler·iort> dP. lobi nf"·•ipiLH!i piccola quanlita di l"anguo effuo:o al dj-:.,llo dell'llracuoi.le; nella fr1ssa anteriore. media e posteriori> dd lato destro del c•·anao molLi !JÌceoli l!rumi, e uella fossa post.-riore cou.,~olerevole •1uautitH di !'811;!Ue liqu.d . HimuS"'Ii la dura madre,,., "CO\·ri una fessu ra elle porti va dalle viciuam:e dell'e~ terno pt·<Jcesso angolare dell'osso front ale deo:Lro, elle incrodava il puvimeuto orbitario de::-trr. il r.. rame otticn e l'or: o arnenore lPlla l~><>sura s Cenoilule destra . e d• .. taccavu rl procl'~!>o clinoideo anlP.riorP. J.'O~"ulo-ru otore com une destro laceralo!>i nel rimuovere la dura maùre, non lasda..-~ ~Cùrger~ la S•ra vera condrzrone: il ner vo ottico era illeso. Nel lobo rronlale d'ambo gh emisl'eri, ma specialru e11 te del deslro, numet·ose ~ree emorra -
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CHIKl'llGJt..\
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giche, c::--nza cuntU'-Illle di c~Jnl:aco.po ne'lobi occipilali. :Sei rnezzo della ca psulA interna sinistro un focolaio emorragico della :.:rat!dezza d'una fa \"Il, nessuna effusione sangui ~n a dei n•nlricoli. Operazione d' Estlander. T"LII'?Ù', N. s. Jl'lçj2).
Dott. HEMY. -
(Reoue de Chi- .
lluurnero .elle ù",•er,·a.:ioni pulJhhcate su questo :::-o!:tqetto non è sl. graude chtl riesca u1utile agf.!'JUngervenealtre nuo ve, ma::-...ime avendo A\"uto 'JUE'sto tenlali'"o un risultato incora:.:giaut~.
Dopo la Jis•;us::;ione al Congr <"S!"O di chirurgia nel 18&~. e;>..::e disparvero dalla letteratura e pare tale operazione sia srat~t a~c::Ai meno fre 1uente. L'autore riferi~t·e con certu lar~hezza e precisione di particolar i la sua osf'ervazionP t•elativa t1d un giovine di 25 t~n ni , robu:;to. sano, cne si ammala di bl·onco- polmonite. c::ul fine MI 18~»9, seguita dù pleur1te essuJativa a sinistra. Si pratict~ una pritna toraceatesi 1l 4 genr~ttio, il llqu1do si rtforma , purul~>n to. e fi11o al :H mar-.:o si r ipetono 7 lo~racenlesi con la,·a ture ,tlsinfellanti: :>i mtroduce 11 !"irone del Potaìn , e si fanno lavttLnre pr ima con acqua Rlcoolizzala al terzo, poi colla soluzione d1 clor uro dr zinco al cente!.'imo: Y&utaggio pru_ressh·o, finchè, tolto in mag;:tio il tubo a permanenza, trop1•o presto. lu r aecolta s i l'ifor ma, il polmone é di uuo,-o ::;chtaccialo. i dolor1 r icompAiono, il cuore di nuovo respinto, la diarrea. la prostruzione aumentano. S i dec1.le l'inte rvento ·hir•urgico e si eseguisce l' operazioue dell'empiema che dà esito a ~ litri di pus e che è seguita da rapido miglioramento g-enerale e locale fino a ridursi ai primi di luglio la cavità a cont•>nere non piu di 200 g ram rni di li•[Uido. Giunta a que"to punlrJ l' aff·•tione ,.,, rese ~!azionaria per c1rca allr1 sei mesi. Allora un tentat1vo per togliere il tubo fallì, r1r.ompar·vern ft.'nomen i di fÌl811liOne di pus e dovette rimettersi il tUII() e r1pr~n ler e lt> laYal<~r", fin ·h· 11ell'a orile successivo, dopo lli mesr d1 malattia la supput•azione "i riiec~ abbon ùante, ricomparv.• la dial'rea, con qualche accesso febbrile,
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RIVl!:'TA
alterazione dello ~LAlo ~enerale tanto da far ritener e cbe non sarebbe mai ttunrito se11Z0 l'op~razione di E stlander _ L. operazione YÌ"'ne eseguila rol proposito di conservare il più po.:;sibile 1 nen•i e vasi UJit>rcostali cou incisioni pa rallele alle coste approfìllando tlt>llo scorrimeulo cif•lla pelle sulle parli profon l~ p••r raf!;:mn!.(ere parecchie di esse colla stes$a incisione: vPn~ono re;;;ecuti col primo tA~Iio d! 12 cenllmetl i che segue d ;o :;;pazio 1ntc1' ostale, 9 Ct>ntimetri della ottara co~ta, -ti ct>ntnnetri deUa 'Jl•ftirna e 7 centimetri della st:sta. poi con un "econdo lazlio ;:;ul ~· «paziO mtercoslale . pure d1 12 centimetri ùi lun~hezza sono resecali 4 cent imetri della quintfl costa, e 3 Cf'nlimelri della IJ!Iarta. La cnvita ~~ sente allora mollo ristretta, colla superficie interna rivestita di incro!':tazioni tlne non lamellari: IH pleura misura t centimetro di spessore. Si a .. portano col cuccluaio. coll'ung-hia o collo sf1·ega mento di tampon1 di garza asellica i depositi calcari e lo stra to fungoso della sierosa, con molla pr ecauzione sulla l'accia vi.,.ceral~> Lavatura Accurata colla soluz o• f' di sublimato a l roiJie«im •. raconl a .l() e i'aci·lo borico: cmorra!fia mollo scArsa. emostasi accut•ola. La fe1·ita estema è anfr~ttuosa pei fasci del gran dentato che furono divisi, ma ru J·ispar mia.to il nervo che vi si dirama arre«lando Jl laglio l!nleriurmenle; !':i é pure cerli detrinte~rità Je1 mu-.cnli, de1 VIl--i e det nervi inlercoslali. Si chiude l'aperturA "'uperiore dt>lla pleura aLtrflvt>r :oo al perio"tco •Iella ~· co«l.l per non infettare la pia!!a rouscolat'e esterni\ che ~i lascia aperta: nella infet·iot·e si lasciò bean te l'llp13rlul'a tlelìa pleurli, x centimetri, e quellR della pelle, 12 centimetri: quallro grossi Lub1 òa drenaggio salgono H più pO!':~ibìle in ,.A,·it> direzioui · nlt>dicatura autiseLlica al ?-alolo e garza tmbevula di suhl1mnlo, mantenuta umida da uno slt•nlo di lnffetll.\ gommato. Al 5• giorno agituzione e febbre erescenle e pus abbondante rai'C11lto nella pleurn: la pìafla >:upedore riumta per prirna lnll'nzione: la febbre. ces~ato. ritorna dt•po due zioroi. ed alla "l'COnda ru .. licazione si trovano 150 grammi di pus nella ca"itò: abbon•IAnli lava tu re ~ medica zione quotidiana .
CHIRURGICA
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A favoriJ•e il ravvicina mento delle pareti lo!'aciche e,i eseguisce la compr·essi::m~ col cerotto diachylou, che non è toller·ata. Allora "i tent.a la compr essioru• cou molta ovatta c la fascia d' E$march e que~la volla con preno succ... sso, ces<>ano i dolt•ri. r•inssce l' nppt>trto ed m 12 giorni eli compr'Cl"sione e :H òopo l'operazione. la cicatr.ce è chiesa. Il m iglior·amenlo continua anche dopo: pct• •1ualche settimana persistono dolori nella regione delle li1lse coste ''ici ne all'oper·szrone, dovuti alla mobilità delle co~Le resecate, ma la lor o consolida~ione si produce appro;.- irnt~tinunenle nel tempo abituale del con~oJi,iamento delle fratl1.1re e :)o ~·orni dopo l'opt>razionc è scomparsa ogni c:.offt>rf•nza. l'inelhrduo i,> ing-r assaLo ed un mesP. dopo si fk operare di un'ernia iruruinale sinistra, •:be !!usric:.ce per prima intenzione. Circa un anno dopo la Lracc a dell'opera? ione di E"l an ler non è ;.cgnala che da J.ue cieutrici linetlrr cutanee. La t'espir azione è norma!e : vi ha una diminuzione n'ampiezzA del torace dnl lato operato. mA non vi lto Lleviazione della CQionna vertebrale. Lfl "alnt... :xenerale é per•etta P. il paziente ltovor·a nel c:.uo mestterP ii comme..,<>o negoziante.
Sulla iniezione •ottooutanea del sangue e un nuovo metodo 41 trutwdone . tutraveno•a. - Y. ZtE;\!SSEN. (.41/gem. Wiene,... medte. Zetlung. N. :2:J, 1892.) Importa per la ltasfusioue tlel sangue andara in t1·accia eli un metodo elle eli mini o!!ni pericolo. o, 10 altre parole, nel quale sia più che é possibile e,·itata la ~eparazione della sostallZA Obrino plastica e del fer mento flbrino~enò. l'entrata dell'a ria nelle wne ed una lesione meccanica delle cellule del !'an~ue, e che inoltre sra <:emplice P. farri•• ad appliellrsi. Come tale, ho, dice il dott. Ziemssen, da alcuni anni raccomandata la iniezione sottocutanea del ~angue . ed il mio processo, dopo che ho potuto fare di meno della deflhrinazione del ~angue, può anche oggi raccoman iai'Si come il p'ù sempli<'e per la pratica. S'evita la deflbrioazione a!'pi.rando direttamente ùalla vena nella srrtn~a il sangu~ per mezzo di un a!!o lubular e e inietlandolo !'ubito nel te--sulo
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cell ulare sollocutaneo. Durante la iniezione, eù anche p.er un quaJ'LO d'ora ùopo, il sangue mieltato è schiacciato e disteso cor1 un ft .rte massaggio e così è impedita la forma zione d: teombi Con questo processo :<i possono inll·odurre in una seùut.a grandi quantit.A di sanguH senza clro: nel tessuto co11nettivo presso il luo~o della iuiezione rimanga al cuna traccia di coagulo sanguigno, in virtù del ma;;saggio. A vendo provato questo metodo su malati vot8li a certa morte. mi sonf\ molte volle persuaso col riscontro anatomico dopo morte, <.:ile il tel'suto cellulare ~ottoculaneo è cer·tam~rrte Jist.:so e iroprPgnato di sangue, ma che non esiste alcun coagulo, né si sente dopo la iniezioue alcuna ' inflltrazione. l punli della iniez1one sono mollo dolorosi per la tensione del tessuto cellulare, ma non si ba ne infiammazione nè febbre. Su quelli è ner.e:5sat•ia nei primi ?iOt'ni la vescica di ~hiaccio. Per· mostrare qu»n!e grandi quanlita dr saugue si possono in questa guisa iniettare, dirò che in uua donna lro iniettato 367 eme. di sau~ue e in un'altra 446, senztt che si manifestassi> nè rebbre, ne emoglobi· uemia. nè emoglobinuria. La quantità di emoglobina si mostr» dopo la iniezione e nei primi giorni, cor-rispondentemente alla enl!là della tl"a <>fusioue. aumentata del 10 e 15 •1,. nia nt.>i giorni successivi diminuisce ordinariamente non poco, cosicchè dobbiamo credere o che u11 gran numero tli corpuscoli sauguig:ni sono di$trutli nel legato ec~., o che !"arrivo di sa11gue estraneo abbia pr·ovocato un forte afflusso di Ji,ruido dai lessuli al sangue, onde la conse~uenza Jt una relativA diminuzione Jella emoglobina. l n quanto alla tecnica, occorr ono due assistenti, uno per trarre il sangue dalla vena e l'altro pel massap-gio. Questo processo non ha alcun pericolo P. d'altra parte possiede il gran vantaggio cliC} si può ripeler·e indtdìnitamenle. D'ordì· nario faccio la iniezione nelle cosce, per ogni siringa iu luogo diverso: cosi l'assistente può senz11 impedimento fare it massaggio nel luogo della pt'ecedente iniezione. Il ~ut·"n sarebbe mollo adattato per ls graude e::leosioue del suo te&suto conoeltìvo, ma dopo che n'è stata fattA una volta la
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CHIRURIOICA
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iniezione, i malati vi si dic:pongono diRìcilmeute una secon la, poiPhè pel dolore che succede alla pellt> male pO>'"Ono stare •'tor·icalt ~; soao impedili di doi'mir~. Per quanto ui g-ran pre~io questo metodo. non può però su ... tiluwe la inìez.ione inlravenosa. Esso ba Jue lati Jebot.. Primir•ramente l'effello uon è cosi I·apido come. particohu·mente nel\€ emorragie acute, '-arebbe desiderabìh•. e {H>I il pi·ocesso .:. ~;O:<ì dolor•oso per· la iueYilabile di.,~nsioue e la·'eraziont! Jel tessuto celltilar" sottoculanen che é assolutamente ne1 t>ssal'ia la nai·cosi clororormica. Q';leste sono le ragioni per· cui ull1mamente :,:noo lCirna Lo 111 metodo della trasfusione in tra venosa. F. il mt:lodu eu t: ora adopero SI puo .!tre che, p~>r la sua s ... mplicilti, per !1.1 sua innocuilà e pel .-::un etretlo rapp1•esenta •JUSSI un ideale della trasJ'usioo~ dt>l san~ue e che corrispondi:' a tutte le richieste che "i doman,Jano alla lrtlsfu .. ion~. Que;oto molodo coTlSisle sostanzialmente in ciò: che il t>~>II :!Ue aspir·alo per mezzo di un ago tubolat·o! uella sir111~a dalla 'ena di chi somrni111slra il sangue 1-! 111i•·llato per me:uo dr un ~~:coudo a~o lubolar e immeuiatarnE>nle nella Vt!na di chi devE> riceve rlo. L'unica caulela c·he dev(' essere osser,·ala é la r1gor o:;a anlisepsi degli strumenti. dell~ maru deiJ'op~ratore E> as!"i~t.eoti. d~>lla pelle d.-l malato ecc. Con questo metodo ho linora ratto sette tr asfusioni. Gli :.lrumenli oc~orrenli souo dei più semplici: uo c~::r lo numer-o di aghi lubul.ali, con J'aggrunla dt un tubo di gomma e tr e siringhe d i vetr·o <.Iella ct~pacilà di 25 eme., tutto accur clameo le sterilizza t!) e un vaso f!t·a nde con acqua ster ilizzata m un ba~no di acqua calda. Il modo dr esecuzione è il seguentr. P rima rli lulll> s i applicano l<lrettarnente lacci ,.:t.erilizzati mlorno al braccro del t>omministr·~ttort> Ilei sAngue t:•)me a quello ,J,..( r rce,·ente (~r scep-lie sernpr·e la vena mecllaHa). Quindi nella vena tesa del somministrator~' si infigge l'ago, vi SI mnesla la sr rin~a riscaldatA nell'acqua s terilizzata e si a::pira Jl sa n~uE>. ~r entre questa sirw:;!'a è lentamente r iem pita, l'all.r o ago è intìsso nell11 vena media na del ricevitore del sangue e dopo che è entrato un poco Jr ,;angue SI comprime ti tubo di gomma e si allc>nta la fascìatm·a
RIVI~T.\. 16 Ji. Jd braccio. Frattanto c ino~slala la sirio~a piena e !~uta mente iniettato il sangue. In questo tempo e riempi!tt una
seconda srrin~a dal braccio ·1~1 sommiru~trslore del sangue, e, dof o ,·uo~<.ata la vrima ~irm~a, é conlinuata con la seconda la iniezione t. uecel:!>ariR una terza sirtn~a. perchè cO!<! la sir•inga prima ,·uot<:~ta può essere lavata con acqua sterilizzata allo scopu tli togliere oani re~itluo di sangue. Cusj St ha sem~re m· Ilo ~tesso lPmpo una sirini!R riempita. una 'uotata rlf'Pa vena ~ la tPrza lavAta con acqua sterilizzAta Il ..:tro ,. cosi tranquillo e ra~iJo che. tollo il caso che raffiu~,.o ciel san~ue nella veua del ricevente S(ltfra qualche disturbo, un11 trasfu!>ione ùel sart;.rue di cit•ca 250 eme. non ricbiede piu di 15 minuti. Un poco di e~~rcizio ,, lleces~ario tanto ùa parte dell'oper·atore quanto de~li assi&temi. :\la questo prMe!>so è co~i semphce che già fin dai prtmi tentativi tuUo C<•rre r e;.!olarmPnte. lo particolare la introduzione òt?li'R:.!O (toenza p recedente incr;;ione della pelle) è più facile di quello elle a priori si polrt>bbe suvporre. Nelle vene vuote e "lretle de)!h aneu11ci di alto graJo si ha veramente uu poco di dtfficoltà, ma é ben raro che la puntura fallisca. L'ago i"i de,·e infiggere più che è posc;ibile orizzo!ltalmenlo> alla "Uperficie cutanea ossia corrispondentemente all'a:;;:;e della vena e cosi con un le~giero movimento òi Ya e ,·ienl dell'asw nel canale n•noso ci si può assicurare che le punla non '-ia inca~diata nella interna ~uperficie della ,,a . rete. Quando nei primi spertrnenti noa f11cevo uso della 'piccola aggiunta del tubo di ttomrna, ma innestavo lt1 cRnnula Jiret~am,..nte nell11 SIJ'inp-a, accadde prù ''olle che l'a~·' punqess... la parete venosa dall'interno e cos1 s i CormAF"& un trombo pert ,·ascolare. Que,to incid.. nte era senza importanza poicbe lo ~tr-a\·a.o.o era <:ubito tlunmato col massaggio ma et'tl neceFF-ario ili allontanare la ca11nula c infig~-rel'la in un'altra vena. Ordinar·iarueute nessuna rea~rone succede dalla parlt> dt>l somministratot·e del sangue quando la lt·asfuFione procede pienamente, vale a di r e senza impedtmento dalla par·lt Jel rice,'ente. l>ut> volle scc~dde tut l'allentamento nello scorr ere Jel sangue, cosicché il sangue ristagnò alcuni minuti
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ut!ll"agv. a CfUPslo IJastò perché ~i formas:.e un piccolo grumo, che turò la cannula. Staccato il tubo di gomma, fu allontanato il gr umo e quindi la iniezione pr·ocedè sino alltt tìne "enza disturbo. Non ne segui che un leggiero br'ITido " un aulllento di kmperatura fino a 39" C.; ma dopo poche ore Lutto era lorualo nor1118le. In altri due casi si ebbe le~ ;.; aero au10ento dr temper11lUrt1 che durò più ore accompa!!ll&to da leggiero brivido ma senza altra conseguenza. l n tutlt gii altri casi non si ebbe la minima reazione. non feiJhre. non emoglobinuria. Anche nd siero sanguigno non "' pote dimol>trare alcuna tr·aecia di emoglobina liber'8, a nche •tuando erano mietlAte g randi qua•1tilit «H <:Angue e In quanlìla dell'«'ffiO!!lobma della rnassa "8tlgurgna dopo l'aumento inunediato dei primt gaornt era di nuovo note,·olmente dtrninuita In nessun caso avvenn,.. flebite o altro fenomeno inflammutorio nel lucgo «IPJia puntura e neppurt" lrombo«t secondaria della vena mediana; e infatti più volte una dopo ·a tra pole l'ag e-.!'ere 111fill-tl nello sle"i'O luo~o della m~' Jiana senza incontr11re alcun o,tuctllo. L'au111ento della emoglobina e dt>i corpuscoli rossi nel sau.:ue non va sempre di pari paS!'O con la quanlitA dd sangue iniettato; l'etfelto dimostrabtle, non è quindi S~'rnpre lo stes:.o. Le ragioni nou ::ono chaare. Ciò che pare paù pl'Obabile c;;i •. che, date cerl~ cia•coslanze, i cot•puscoli rossi del sangui! ...., rifacctano nel fPgato senza lasciare appar·ire remoglobma uè nel saero, né nella ol'ina. Il pericolo dell'ingr~-'SSo ddl'aria è ~-eluso pt:l' la ~ofida chiusura clell'ago. È pr obahtle eh~ con la siringa passino piccole quantità di ar ia, ma ciii è !':enza inconvenienti. È inteso che prima della iniezione deve e"sere caccutta dalla ;.iringa piena più che •" possibile tutta l'arit~; ma ciò nondimeno l'li vede ordinAriamente dnl'&nle la ini.-.zione una piccola IJolla d'arJa nella sir inga le· nuta un poco obliquamente abbac;sala che sale verso il prstone. t,lut!sla bolla d·aria non entra nella vena ma rimane nella stringa. I vantaggi che ha que«to metodo in confronto degli altri sono r !'eguenti: 1" l"on è necessaria la incisione preventtva per scoprire
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RI\JSTA
la vena, né la narcosi. Anche Je Jonne, alle quali tìnQra quasi esclu!:'h·arnenle t'u fatta la tra~fusione, <>apportano la puntura sl:'nza lamento, mentr e spesso rifiutano il più piccolo taglio s-3 O(Jn ::'i usa 11 cloroformio 2· È evitata la incisione clelia vena e così il pericolo dell'enti'& la del l"aria. 3' Non occot·re lu dclìbt·inazione e cosi e cansato il pericolo della separazione di gran.ì i [uantità oli fermento lìbri-
nogeno. 4° r a trasfusione nel cot·~o normale non ha per conseguenza alcuna reazione e puo P!'serf' I'Ìpetula seconào il biso~n o senza cito i - malati ,.i lacci;Jno opposizione. CHARLES EnxG, capitano
cbirurgo a;.sistenle dell'U. S. A. -La cura delle ferite in relazlone al germi d'lnfefezione . - (The Boston .\1edieal and Surgieal Jo{'rnal, ott. 18\12).
~ oi riconosciamo pel' infezione di una feriLa l'iotroduztone in essa di microt·ganismi specifici producenti la suppurazioue, I]Uindi p P l' ben comprenderne la cura dobbiamo determinare quali siezJo f1ue;:,ti mict•organismi, c.Jove si troYino e come penetrino nelle ferile. Gener~:>lmenle pal'lando, i germi piogeui sono lo statìiococco piogene albo ed aureo, lo slreptococco piogene, e lo s tafilococco albo delrepide•·mide dt \V~::Iclt. una forma tìlOdifi al.él di quello di Roseuhach. !lenza lener èouto delle sostan?.e piogeuiclte di natura chimica, e deJie cullut·~ sterilizz.ale di divet·si mic:organismi, che indipenùeulemente da questi mict·obi possono produrre la suppurazione, e senza calcolare quE>Jla lerza specie di stafìll)coccbi piogeni, il citrino, il cereo albo eù il cereo flavo di Passet, il ftavescente di Babes, il micrococco tenu!' dì Rosenbach, il piocianeo di Gessard eò il piocianeo (belR) di Ernsl. SillmO debitori a GrinYilz e D e Bary che han riconosciuto fallace il vecchio molto: 11011 suppuraztone senza microrga:nismi, mostrando sostanze cltimiche prive di germi, capaci
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CRilttiRii lCA
ltìli
J• produrla; purlullavia, l'aforisma i.: ancora pr aticamente aiu!Sto. Ammesso citi, !"autore procede alla disamina dei germi che costontemenle r·isiedono dentro, od in gran de prossimi la delle ··erile, e di •1uelle che vi ;!iunf!ono dal d• fuori. Della prima spec1c non ve n'è che uno, lo st.aphylococcus epidermidis alhus W elchii. Que::<Lo micr or!!anismo non ant;oro contrnllnLo da allrt osser,·atorr, '" rttenuto dal c.uo scoprtlor·o com6 un pt>rmanente abitatore della pelle rwllo stato ols salute, e specialtnen te rlelln l'\trato più profondo delrcpiderrr.ide. un infJuilino dei picroli 8!<Ce::<'>i fol'moti dai punti di ,..uturu olo·llc ferile. Il prof. '\V!'Ich. amm~ll~ndo la strella relazione di que!'<to enle patogenico col cOI'CO ll)bo di Ro:::enbach, dimoc;trò che In <ma genesi •' di versa, tHJuindi dE>v·ess~>re considl'raLO c••me un microrganic;mn differente, perch•· òotato di df>bole azione pio!!enica, cnmc si scoTge dal suo comportarsi nelle fer ile t nelle inoculazionì su conigli. Questo nuovn corco ,-. quello che diJ tanto fastidio ni chirurg-hi, r 'ruali adoperAno drE>nagf!i ~cl altre ~ostanze estranee nelle f'erite, ed il Jll'Of. Lialstead òell'ospf'clale l oh n H orki ns ha completamente abbandonato i punli cutanei, r iunt>ndQ le l'er·ite con suture soLloculanco. In quanto ai germi che vengono dal di fuori, cioe lo stafl lococro piogeno ulbo ed aureo e lo :::treptococco piogene, l'"'Si poc;sono e.c:sere introdotti nelle feril~ per mE.'zzo dell'oria degl'istrumenli. dE'i filr di sutura, dri tubi da d ren ag~ro, Jei materiali da mpdicazione, Jalle mani. dai capelli, dolrabilo, dal sudor e dell'oJJeratr.re. La dl:::infl.'zione clelle mani dell'operator e, ùev'esser quindi eseguita, secondo i precelli di W elch e Kelly, spau.olandole con spazzole sterilrzzate e con sapone mnlle ed acqua ca!da per alcuni minuti, immergendole in soluziOni' calda di perlllan~analo di potassa per tre minuti, indi in c:oluzione "Otur a d'acido ossalico per tr e minuti, poi in soluzione caiJa di sal mar•ino per tre minuti, i11 ultimo in soluzione calda di c;ublimalo all'l su t:A)() per tre mllluli.
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RIVI ST.\
Il campo d'opet·azione può esser reso asettico spazzoJandolo con spazzola, acqua calda e sapone, laYandolo con trementina, indt con elet•e, indi con soluzione di ;:.ubli:rnalo all'i ~>u 1WO, indi ponendovt sopt·a delle compresse bagnate nella stessa soluzione C:i sublimato . fa:;ciandole C()U bende onde tenerle in !"ito per qualche tempo. Dopo l'operazione, l'ideale d'una medicazione i! la chiusura della l~rila con seta sterilizzata, cd il sigillamenlo ermètico che pre\·cnga rintt•oduzione ùei g~t·mi dal di fuori, met·cè una soluzione dt poh·ere di iodoforwio 111 collodìon se la lesione t·iguard<t i tegnmeuli, o mercè una soluzione di iodoformio nell'etere se i tegumenli sono stati distrutti. La soluzione dev'c:-t::.cre applicata con un pennellino dopo clte la ferita sia ben dete!'Sa ed asciutta, procueando éli proleggere non !:.olo la linea della ferila, ma anche le parli adiacenti ad un pollice di distanza . Dopo una settimana si pu0 rinnovare la vernice di coUodion iodoforrnico mediante etere. e si possono lof!liere ì pun ti. Se malflratlo cio lo stafilococco dell'epidermide avrà prodotto la suppurozione dei punti di sutura, come potrà rilevarsi ùal rossore, rlal dolore e dall'elevazione di temperatura, bisognerà tosto rimuovere i punti, e facilitare lo sgorgo del pus. JA \!ES Mr·~rPoRo -
Un'insolita ferita. d ' a.rm a d a f uooo. ( The Boston .\1etliclll nnrl Sargical Jou.rnal, otl. 1R92).
Un giovanetto robusto e vigoroso di 16 anni, andand<> a caccia, an:va appof!giato 1ld un riaìzo di terreno il suo fucile, e mentre sali\Ta sull'~r·ta. u11 suo compagno saltò senz'<tvve.iersene !>ul fuctle, c-he, a \'endo i cani JOontati, esplose. Il proirtlile d'una canna carica a pallini uel N. 6 entrò in massa al disotto del gran trocantue destro, lraversandr, l'a!'LO in ~ulla lt~ ::,un spe:;stzza. senza offendere 01·ganismi importanti. LR carica dell'altra canna, del X 4, entrò al disolto della Lubero~ita ischiatica C::.el medesimo lato, ed essendo il paziente in posizione quasi eretta, penetrò probabilmente pel gran forarne ischiatico nella cavità addowinale .
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Uopo un immediato collasso, il ferito si riebbe, remorfu con::idere,ole perché i gro::si \"8Si della pelvi non furono colp1ti. ma trasportato il ferito a casa, si notò pcr·iila d'ot·ina :"anguinolenta, costipazione intestinale, temt·eralura :is•, polso 120. Si medicarono le f"er ite, si arnmini.. trorono !!li or pia ti. e l"infermo migiiorò nei tre gior ni ~e· ;;:-ut:nt:. La temperatura J:"Ìdivenne not·mah·, il pnlso sce!e a 100, i Jac:sath·t salini procurar(lno copiose evacuazioni, l'orwa .tì quantitu normale conteneva poco sangue, rappetilo mt!!horaYa, la ferita d'entrata. benché vasta. dava poco dokre, la lingua era un poco impatinata, il sensor1o era libero. l.'adJome t!ra leggiermente tim pauitico senza molta dtsltn,..ione, ma a sinistra della linea mediana, o metà fra l'om- · belico ed il pube, si notava un'aret:1 sospetta, forrande come m<.:til della palma di una mano, tesa, lucida, leggermente fll'l'Ossita. più calùa delle regioni circostanti, dol~nle alla pre s~io n e, dovuta evidentemente ad un processo fl ogistico dello c:trato profondo della pal'ete addominale, e pr esumibilmenle iuvolgente un'area limitata di per itoneo. La carica, traver~ata la pelvi, lacerato il retto o la ve~cica, !'<t ••ra innicchiata nelle pareti addommali. TI ;{rao ournero det piccoli proiettili aveva evidentemente le~o il viscere, ed un'operazione qualsiasi subito dopo l'accaduto non avrebbe dato speranza di buon esito. Pure, il COI'l'O di 11uesti tre giornt non avrPbbe f~lto pen,.ure a condizioni cosi serie. perctu· non s'era visto sangue nelle feci, l'infermo non aveva an·ertito dolor • al retto, nou ,. erauo ~tali c:mtomi di peritonit<> generale. l'ematuria era pre1<lo ce~,.ata, .senza tenesmo e senza fenomeni di cistite. Ciò non o~lanle . la zona infia mmatoria delle pareti anlar ori dell'addome dimol"lra\"a razione del proiettile, e for<·utche quello d'un'infiltrazione orinosa, e d'un'infezione della l't'l'ila per 111ateriali trasportati ·1al retto. Sì provvida per una medicazione della ferita con creolina calda, si ordinò una dieta stimola n l<'. si pensò a tenere aperto l'alvo, e si rrmandò a tempo oppo!'tuno l'apertura delrasces.::o· Ma di li a poco il giovinetto dh·ennc intjuieLo, ti polso si fece LHI'do, si mautfeslò sete inestingurbile, la le mperolut·a. si <>levò rl'l~ia non
RIVISTA 1620 a 39 , il ventre "i gonfiò e dh·enne dolente, la macchia oscura
dell"addome dh"enne livida, poi il polso divenne rapido fino
a l'O e debole, cominc1ò il delirio. ed in due giorni l'infermo morl. L'autore dopo la morte passò una lunga ::on,ia dal foro d'entrala, e giunse a senti t e i pallini solto la parete addommale. ma l'autopsia non ru permessa. Delle aetttoemte coueoutlve all'otlte media. de Chirur gie, N. 8, 1892}.
(H.eoue
Alle "ociet.a di chirurgia nelle sue sedute di luglio ultimo scorso tra !{li allr1 imporlan~i argomenti trattati. ebbe pure luogo una dis••us:;;ione su laluni fatti e questioni che, potendo più direttamente interessare anche la chirurgia r. tililal'e, non sarà inutile riassumere. CHA UVEt.. Hiferisce sulle ~etticemie consecutive alla otile media l'uppurala; in un periodo di 10 anni egli el-be ad M!'ervare 1 t37 casi di olile media suppurata, e su !]ueslo numPJO abba!Olanza importante, Hl solnmente hanno presentato delle complicazioni seLLiche. vale a dire 1,4 %; queste complicazioni furono una meningite, du~ ascessi del cervello, ll'e alt!'e mfiammazioni lo ali, cinque selticemie, ,J ue risipole e tr·e arli'ili inlettive. L'autore non ~i occupa che delle setticemie semplici in numero di cmque, Je quali diedero una morte rapida, una morte Jent~ e tre guar agioni. Il primo dì •1uestì maiali affetto da otite suppurata a sinistra fu improv,·i~amenle colpilo da accidenti generali gran quindi ~"Ubilamente da paralisi del Ialo sinistro che fece sospettat'e •.1n a"cesso al cervello. Si pensò pure ad una h'apanaziooe, ma la sensibilità essendo intatta, la ~amba ::ini"lra poco 111debolit.s, !'l differì. Il ~iorno successivo la paresi era !'.r.omparsa, ma i fenomeni gravi persisletler,l con uno stato tifo;;o e fenomeni polmonari molto pronunciati. Infine un dolore ed u'na tumefaz:one uella spalla indicarono la formazione di un asce~"SO. Il malato soccornbette in cinque giorni. All'aulop~i a si trovò una infezione intensa
CBlliURGICA
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di tulli i sensi, una trombosi suppurata del seno laterale ~· ni4ro, infine del pus nella spalla sin•~tra ; non vi era li"'C•'5<So del cer,·eJio nè del pus nell'apofisi mastoidea, o ndla ca~sa del Limpano. Il secondo malato presentava a leslra una otile media rurulenta con p.:.rfor82ione del timpano. ed a sinistra una otite cronica con indurimenlo calcare. Egli nen preso o::ubita•uente da fenomeni generali !!ravi simulanti una febbre tif0iJ.-a ; ma non si tarda a ricono5<cere che Ll'dU.esi di fenomeni setlicoemici. e difatti non tardò a comparire un ao:;cesso sottoperiosteo della coscia che ru largamente inciso. V1 fu allora un miglioramento di qualche !!iorno. po• l febbre r1prese coi medesimi caratteri, ranca divenne dolorosa e si pensò alla possibile esi~tenza del pus in questa articolazione, ma non se ne era abbastanza ~:erti per poter intet•,·cnire. Lo stato generale andò mano mano aggravandosi fluchè il malato soccombette io capo a quattro me~i. All'autopsia si riscontrò suppurazione dell'anca con pet•forazione rleli'osso iliaco ed ascesso inlrapelvico; nulla esisteva né nelle meningi, n~ nel cervello. Nel terzo caso si trattava di uoa otile media puruhmta a destra complicata con osteite mastoidea. Fu falla la trapanazione, la quale però non impedì lo sviluppo di una flebile delle vene della faciale de;::tra e di quelle delle due bracda. Questo malato guarì dopo parecchi mesi di cura. Il quarto malato era affetto da ollte media sinistra, nel corso della quale egli fu preso da sellico-piemia con a~ce;;si multipli. L'esame dell'urine mostrò l'esistenza di numerosi batteri•, uel sangue e nel pu;. si l'inveone in grande abbondanza lo :>Lafllococco aureo; la ~uarig•one si ottenne in due mes1 e mez1.0. lnfino il quinto malalo fu pl'eso nel col'sO dena sua affezione da fenomeni generali gra,·i accompagnati daUa formazione di ascessi multipli e successivi, mll pus dei quali si rinvenne lo stafllococco e lo streptococco; Il malato guarì • dopo sei mesi di soggiorno nello spedale. L'autore fa rilevare la diversità degli accidenti, e la loro lunga durata, cbe dimostra la lenta eliminazione del veleno
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RrnsT.\
settico. Questi fatti combattono la teoria di Fochie? sugli a.~cessi ji8satori nelle selticemie. HEcLtJS r iferisce il caso di un malato che, affetto giù da otite media, fu preso da accidenti qualificati siccome febbre tifoidea anormale. Durante questa pretesa febbre tifoidea , l'otile si riacuLizzò, e si pre;;entò una serie di ascessi periarticolari che aper ti rliedero es1to ad un pus ili aspetto oleoso; il malato guarì dopo di aver attrave rsate un periodo assai grave. REYNIER, as~erisce che bisogna beo distinguere le complicazioni ;::attiche locali dagli accidenti s ellicemici generaiL S pesso si attribuisce ad una otite la seLticemiache e siste>a pl'ima, e di cui rotit.e non é che una manifestazione locale; é cosi che nel corso del grippe si \'idero comparire delle otili medie pUI'ul enle. Egli pensa che la trapanazione mastoidea debba farsi alla piu leggera minaccia, anche se non vi fosse ancora pus in quella apofisi, permettendo tale operazione la facile lavatura della cassa del timpano, ed avendo osservato che i malati cosi operati guari,•aoo meglio degh altri e l'udito r1toroava più pres to. QuE::-<t.: pensa pure che soveole J'otite media è dipe ndente da uno slalo infettivo preesistente; ma non dl\·1de l'opinione di Reynier sull'utilila della Lrapaoazione preventi,·a. Questa non deve essere praticata elle dietro indicazioni locali manifesta te. CAUVEL ammette la possibilita ùi otiti medie iosor.te sotto l'influenza di una inf~zione generale: ma tfuesto non era ce1·to il caso nei cintfue malati che moth·ar ono le sue osservazioni. Trazione d,ella. ling ua nel ca.si dl morte a pparente per a.sfl.aa1a . - Processo LABOR DE. - Accademia di medicioa belga, 2'2 novembre 1892.
Già il dott. Fourès aveva con felicissimo esilo l'icorso a tale processo in due casi di asfissia pe1· sommer~ione; ora il Billot (medico militare) vi ha avuto ricorso in 3 casi di as!lssi& pei gas di fogna, e cou esito veramente sor pren-
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ClllRURGIC.\
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dente, mentre trattavast di casi gra,·is--imi c qua::.:t di!'peratl. Uivar1cate le mandibole e mantenutele cosi, !<pingesi rin · uce indit•lro più che e pos~>ibile nella retro~.rola, e lirasi allora ripelutamente la b»se rlella lingua in alto ed alrinnauzi. l malati ebbero CO!'ti tlPgli ~rori.i di vomito: e ripetendo il procedimento ben pt·esto la respir·azione attuos!'i, dapprima o. sco~se ~ C(Jil mo\•imenli poi lenti c tardi, che però ben presto si regollit'izraruno. Netto sLesso tempo la faccia rianimc•ssi, In sensrbilitù rinpparve. Cos1 in meno di 5 minuti poterono consiJerar::.:i richiamati iu vita Jl processo non dev~ !'empliceme:1te consistere, come co· munernente pralica~i colla pinza !t uguale, nell' a1basS8re o lrar·re la lingua iuori della bocca, ma ad opet·are !"U di essa delle trazioni successive, ripetute, in qualche maniera ril m.tche ed imitanti il ritmo respiratorio, provocando in tal modo i riflessi respiratori, forse per eccitazione dellaringeo superiOre, che r•eagisce a ;.ua volta sul centto eccito-moLoro respiratorio. Notiamo cho il Balatle applicò il metodo con risultato nella !;incope semplice .... . Ottenne il ripristino della re~pi nl7:ione, che secondariamenl•! reagì sulla funzione cardiaca, incitando c risYegltando le contrazioni del cuore. Mulelet lo applirò pur~ felicemente io un caso d'asfissia d'nn vitello nuovo nato. Questo caso veramente indicherebbe che hasta afferrare la linguo colla mano, lrarla le!'lergicamente le prime Yolle) fuori dalla bocca eJ in alto, ripetendo diverse volte tale alto. È or·amai àimostrata rut1lilà del processo applicabile a tutti i casi di morte apparente r specialmente dei neonati, c certamente con 1·isullali egualmente felici neg-li accidenti clorofor mici per ~incope respiratoria o c~rdiaca o per enlt'arobi i modi simultaneamente; le trazioni e scosse impres~e alla lingua de,·ono r1petersi lìno a che riesca«i a suscitare il sinzhiouo rivelatore del ritorno rt>spir'atorio.
B.
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RIH!:>TA CUIRLRf. IC.\
Cura delle ulceri della gamba. - BUTTE. .\lédecìne el. de ChirLLrtJif!, luglil>, 1892).
{Journal de
Il clou. Bulle segnala Il seguente procedimento che egli ha aòorerato con buoni risullati : 1• Nettare la piaga mattina o sera con una soluzione di sublimato c:aldo al 1/ , per 1000 o di coaltar saponalo al 'lss; spargere dopo ciascuna lavatura di polvere di tal~o e di todol mescolati a parti eguali: inviluppare d'ovatta asettica e mantenere Il tutto con una benda. Oopo a o ~ worni di questo trattamento i dolori. sov<'nli mollo inlollerabili, si attenuano e scompaiono a tche. Si variano allora 1 topici. 2' Dopo una 18...-a~ura accu1·ata c completa, lOCC8I'e l'ulcera e le parti vicine con un pennello immerso in una mescolanza di glicerina creosolata al ' /10 , asper~ere di polvere di ar1stol e d1 talco rne5colali a parti u~uali. ovatta e benda. Que~ta mcdicatura è falla Ol!lli mallina per otto giorni. 3• Negli ollo giorni consecutivi la medicatura si fa S<)ltanto O!rlli due giorni e ~i adopera uua mescolanza a pa rti eguali di creosoto e glicerina. 4• Sostituir~: quindi alla gliccrana creo!"otala una mescolanut 8 parti eguali di Lintnra dt iodo e dr glic•:rina. Spargere dPila medesima poh·ere. Solto l'influenza di qu~:sto lr dttamento, l'ulcPra diminuisce a poco 8 poco e si arriva a ltuo più fa r e la medicatura che ogni a, 4 ed anche ;, giorni. Genel'alrnente, dopo un mef;e r mezzo a due mesi, Ja cicalrizzozioue è completa. Si l'acCllrnanùano allora le doccie fredde sulla gamba o~oi mattina .e il pnr lo di una calza tla varici di tes!"ulo per f)Uonto più c pos!<ibile elasLico. Durante la cura Jl malato de'e camminar e il meno po$sibile e mantener e la gamba dr!':tesa quando sta seduto; ma non de,·esi impedire la rnarc1a m un rnodo assoluto. In 11 malutt co&i 'curati, alcum dci quali erano affetti da uJceri estese molto dolorose, che datavano da pìù a n11ì, si ott~nue la guarigione in due rnesi in media.
l lì?;)
RIVISTA DI ANATO~IIA E FISIOLOGIA NORMALE E
PATOLOGICA
Ricerche biologiche sopra &lounl baoterl cromog•nl. Dott. lìJI'O GALEOTTI. - (Lo sperimentale, 30 giu~no 1'\!12' L'autor~:~ crede che lt1 biologia dei microrganisroi colorati, in quanto riguat·da la produzione delle sostanze coloranti, sia stAta finora poco studiata, t>d egli si è perciò proposto di ri~oh·et e i seguenti quesiti: 1" Ricercare se la produzione delle sostanze coloranti nei batteri è colleS!'ala o no mdissolubilmente con la vita di tjUel:'li essP.ri ; :l• Varianùo le condizioni di vita di alcuni bacter1, veJere t]Uali di quesle condizioni siano capaci di allerarne la propr·ietà cromogena ~ 3• Data una condizione sfa,•orevole per la produzione di pigmenti in un determinato tnicr organisrno vedere se e quandl) qntlsto microrganismo é capace di riacquisu11·e la sua proprtetà cromog~'na pur segu1tando a persislet•e la isle<~!la condizione. l mt..:rOI>I che raulorè a.ioperò nelle sue ricerche sono stati i seguenti: m. pr•odigiosus, b. violaceus, rn. aurantiacus, b. pyoeyaneus, b. rosso delle tiCtlue, sa rema rossa, b. lluoresc... us, b. lactis erytrogenes. Le esp~>rienze falle porterebbero ~Ile seguenti conclu$ioui come rispo!;ta ar f!Ut!siLi formulati piu sopra: l" La propriet.ll dei bacler·i cromogeni di produrre sostanze coloranti, non c collegal.Jl ìndrssolubilmente con la vita òi questi bacteri: cioè pos:;ono tali microrganismi seguitare a vi"er•' ar.cht• senza produrre i loro cat'atlet•istrci pigmenti;
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lUVISTA
2• Le condizioni di ,·ita che ne alterano la proprietà crornop-enu sono generalmente quelle che hanno ùn' influenza sfavorevole sopra i bacteri stessi, in tutte 1·.~ loro funzioni; :3' Data una condizione sfavorevole per la produzione delle sostanze coloranti di un determinato microrgunismo cromol!eno, può que:;to, in un neriod0 dt tempo più o meno lungo, riactJuistare la proprieta di pro~urre sostanze coloranti adattandosi a quella condizione sfaYore\'ole. L'autore dichiara inoltre di essersi rh·olto il seguente quesito : qual' è il s1gnitìca.to fisiologico eli queste sostanze coloranti prodoLte dai bacterii cromogeni ? Le ipotesi con cui si potrebbe ri:-pondervi sono queste: a) le sostanze coloranti sono il ris ultato di un processo rli degene razione per cattive cond izioni di \'Ìla o per vecchiezza dei microrganismi; b) oppure si tratta di una Yera secrezione, cioè le sostanze coloranti ven;wno elaborate dalle cellule bacteriche con un determinato scopo fìsiologko. c) oppure si tratta di un fenomeno di escre::ione e in questo caso le sostanze colol'anti rappresentano i prodotti del ricambio materiale dei microrganismi. L'ultima di queste tre ipotesi è secondo l'autore la più probabile, e con essa si accordano perfettamente i risultati ottenuti dalle sue asperienze. Nè contro vi ~ta il fatto della mancanza delle sostanze coloranti pur· 'i'eguitando i microrganismi a vivere. Poichè, date alcune condizioni sfavorevoli, è naturale che il ricambio materiale venga alterato, e cosi pure si mostrino alterati i prod•)tti di esso nelle loro proprieta fisiche e chimiche in modo da non mostrarsi più con i caratteri di sostanze coloranti. Di analoghi fatti se ne possono riscontrare molti non solo nella biologia dei microrganismi, ma anche nella biologia degli esseri supt>riori. ·L'autore è quindi convinto che le sostanze coloranti che caratterizzano i bacteri cromogeni. non siano altro ehe i prodotti del ricambio materiale di quPsli mic:rorganismi. G. -
Df A:N.HOMlA E FISIOLOGIA
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Sulla. morfologla. del bacillo del teta.no. - D. BELFANTI. (Giornale della R. Accademia di m edicina di Tor ino, fascicolo 7°, 1892).
Il bacillo del tetano é un anaerobio facoltativo, ma date certe condizioni, colli vandolo in determinati modi, si può renderlo anaerobio assoluto. Ques ta anaerobicita si può conferire sia coltivandolo nel vuoto, nell'H , nel gas ammoniaca, e !asciandolo mollo tempo in queste condizioni, trasporlandolo allora io mezzi os~ige nati non vi cresce più. ll bacillo del tetano può essere colli va t o all'aria per stt·i::ciarnenlo su agar o in qualunque mezzo ordinario dove vi sia wesenza di ossig-eno, e vi cresce più rigogliol'amente c he norr lo stesso coltivato .ìn H, anzi se si fanno col ture per punture in gelatina ad' agar, rado si svilu ppa nel profondo, mentre vegeta tutto alla superficie. I due modi di cultura o in ossigeno, od in gas H o nel vuoto, sono general mente diverse. In q uesrullimo modo si trovano generalmente le colonie e le form e bacillari capocchiate o non, descritti dagli autori, mentre in quelle in os· sigeno le forme morfologiche sono diverse. Nelle colonie delle culture aerobie il ca pocchiato non si presenta p iù come tale ma sotto forma di un cocco o di im corto bastoncino che puo veget~:~re anche a fo rm.a di bacillo e dare talora, anche per strisciamento in agar- agar·, il bacillo caratteristico a capocchia; questo stadio di vegetazione è abbastanza raro nelle culture all'aria ma si trova; mentre l'ordinaria è la coccacea o bacillare corta. Studiando questa forma per una lunga !?erie di tempo si O!?servano dei pel'iodi vegetativi diversi dagli Ot'dinari, e che non sono né possono essere forme involutive, ma s ono invece vere forme di vegetazione del microrganismo. Queste forme sarebbero la coccacea, la bacillare; da questa si passerebbe poi alle filamentose con filamenti lunghissimi circonvoluti, òicotomizzali con dicotom izzazione vere e non false. In ques~i fi lamenti poi si formereb bero le spore; ed a ogni spora resterebbe attaccata una parte del pr otoplasma
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RIVISTA
che costituirebbe il re!'-iJuo di esso formando un'appendice e co&liluendo co::i un bocillo capocchialfl. Questa par te caudale talora é rettilinea come un bactllo vero. Ta l'altr a è sfibrata costituendo come una coda. Dalla soHaesposto morrologta risulla che il bacillo del tetano ha molt1 punti di ras::omi!!'lianzu <·ol genere $:treptotr i do\·e ora si colloca anche l'act!f nOmtc~>~ Tutte quesLe forme dl\·crse banno pero la proprietà di fabbricare la lor;siua del tetano; tossina che negli animali dà la classica forma del tetano, tanto che provenga dalle colture aerobie che antlet·obie. Volendo l'autore in I')Uesto la voro limitarsi soltanto all'tsposizione della morfologia del bacillo e non alle proprietà chimiche e fisiolo!! eh~ della sua loss:na, ~i limita a dire che la proprietà fluiditi ca nle del bacillo che per JOolli autor1 é assolutamente legata al poter~; tossico, e~li la ritiene invece cosa assolulameute d1stinta. 11 potere p~pstco nmt é il poter e tossico. poten d o~i llvere un bacillo che non fl uidillca la gelalina e che pure fabbri.:a lossina abbondantissima; e viceversa si puo a,·ere una forma fluidificante senza che per questo siavi produzione di tMsico. Questo potere é individuale ad alcuni bacilli ùel tetano. e non ha a che fare col virus tetanico. G. Di aloune ricerche lutorno al potere dJ &180Tblmento della mucosa nasale. - Dott. M. Tr\F.\'ES. - (Gio rnale della R. Accademia di medicina, N. i, 1 92).
L'autore ha mtr aprl'sO alcune ricerche sul potere dì assorbimento della mucosa nas11le. ar gomento che finora non risulta sia an~ora stato oggetto di studio particolare. A questo scopo ha llllrodotlo nel 'e cavità nasali rl1 parecchi individui degli adoUi tamponi di colone idrofilo contenenti sostanze le quali, assorbite, sarebbe poi stato po~ sibile riscontrare nelle urine. e con esperienze tìsio-los~ti cologicbe o con rice1·che chiOJiche. come bleu di melll1oe, solrato di atropina, idrocloralo di slr icnina, salicilato di sodio, ìoduro di potassio, santonato di sodio.
DI ..\~ \TOlfJ!. E FISIOLOGU R1a~sumendo, i principali
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falli ri-"contrati sarebbero:
1• che il potere di asr,or bimento della mucosa nasale
cor rispondente al.a regione ve<=tibolare deve considerarsi come nullo; 2• <'he invece il reHlo della mucosa nasale mostrò costantemente di essere dotato d1 potere assorb• n le; :1• che questo potere di a~sorbimentc. ,-ar;a secondo le sostan.:e: cos1 mentre il ioduro di pola<=sio è già riscontrabile nelle ur ine dopo 10' da l momento ll'applicaziooe, il salicilato di so.jio non lo sar ebbe prima di 21Y, e co:>I dicasj del santonato di sodio, ecc. ; 4' che IJUesto potere d'assor bimento varia secondo gli indivirfui e le var iazioni oscillerebber·o entro limiti assai piil ampli che non s i ossenioo nell'assorbimento per la muco,a dello "tornaco ; ~o che il potere rlì asc:orbimenlo della mucosa nasale ed il poter e assorbimento della mucosa dello stomaco non vi r- diretl.8 corr elazione; 6• che infine il potere d1 assorbimento della mucosa nasa•e merita di esse1·e considera to come assai grande. Fin •1UÌ le l'icerclle. Ora rautore s i propone, proseguendo le medesime, di cercare se, dalo questo fort<.' potere assorbente della mucosa nasale non abbia a d es . ~ere questa per a v' entura una delle vie di penetrazione nelrorganismo cosi di certi veleni come del fosforo, mercano, piomLo. ecc • che òi germi infettivi quali sarebbero quelli ddla pneumonite, meuuurile, lubercolo~i. malaria e molle allr e affez.ioni di cui malp-rado le più minuzinse indagini, non si r iesci finora a tro,·are quale ne sia stata la por ta d"entrata. A questo !rià accennHmmo alcuni falli clinici quale ad esempil) la frequenza con cui la nevrosi fo«foric~. illup,Js. colpiscono in moùo primitivo la r egione nasale; vale inoltre a c0nfortare in tale presupposto anche In considerazione che la mucosa na~ale pur essendo esposta quasi come que,la delle vie di~erenti al pe:'icolo ù1 assorbire dei materiaJi nocivi pr oYenienti dall'esterno, non solo non è provveduta di alcuno di quei mezzi di dife«a di cui quesl'ulLima può invece disporre («ucchi digestivi, per1slalsi, funzione epatica) ma si
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Rr\"l~TA DI AXATOlllA E FlSIOLOGL\
trova anzi nelle t:o ndi zionr mi)llìori perchè i bacter ii per la pr esenza delle v rb risse che li solfermano e ciefle anfrattuos ita che raccolgono come in camere di cultura. possano, assorbiti. eflelluar·e il loro passaggio entro all'or'ga nismo.
G.
RIVISTA DELLE MALATTIEVENEREE EDELLA PELLE - = ·""==-- - Della cosi detta malattia del Raynaud (oangrena simme· trlca) dt origine alfilltlca. - A. ELSE~BERG. - (A re/t. filr Dermat. und S!Jph. e CentralU. Jur die med. Wi,ssénsch., ?\. 32, 18!)2) . In una giovane donna si r iscontrarono su ambedue le guance, al mento e alla superficie dorsale di ambedue le mani. iu corris pondenza dellA testa, delle ossa m etacarpee, delle macchie di color violetlo scur o. Esislev~no inoHre focolai ~~renosi e ulcer azioni a i diti tndicr, alle gamb_e e alle Jita dei. piedi: un esantem~ ruaculo,.-o emot-ragico al tronco e alle estremita; diarrea infrenabile. febbre conlinua. N essuna alterazione al cuor e e ui gros:>i vasi. Numer{)se ctcatrici alle gambe e alcune intume"-cenzt-> dPlle ossa del cranio farevano testimonianza della pregL·essa sifilide. :\oo fu intrapresa alcuna cuea specifica e il malato mor i. Alla sezione 'si lt·o,·arono nodi gommi)Si nPI fegato: i piecol~ rami della arteria do:·sale del pfede {che solo potè essere esaminalo) erano aleromatosi; nel tess uto ~oltocu!aneo s o!lo le ulcere cangrenose, le piccole arterie, segoataroeote la loro a vventizia erano molto inspessile e infìltrate da poche piccole cellule rotonde cbe qua e là fra la intima e la media e rano .a ggru ppate io piccolinoduli.le cellule e pitelia li ove gonfie, ove m ancavano, il luu1e molto ristre tto. L'Eisenberg considera le alterazioni dèi ,·asi ùi natura s rfilitica.
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Rl\'"1 T.\ OlLLE \U.LATTIR VENEREE E DELI.A PELLE
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Sulla cura della aiflllde con le iniezioni di subllmato al 6 per 100. - '''· LtJJC\S IEWICZ.- (Wie1 .. !<Un. ·wo~hens.
e Cent ralò. ;ur die medtc. Wissensch., N 40, 18P2). Le ini•?zioni. S!Ìà pro,·ote dal Lassar e Oestreicher. delle J'r.rli soluzioni di sublimalo furono usate in 100 malati con lea:gieri. gt·avi fenomeni sifìlitici precoci e tat·divi. Era iniettata o~n1 settimana nu1 mu-.coll glutei una -..iringa di una soluzioni' al 5 p. 1011 d !<ublimato (sublimalo, clo1·uro di ~odio ana 0.5. acqua distillata 10). Il risultato fu ~empre mollo pronto e or•dinariamcnle era msnifesto !<ub1lo dopo la prima iniezione. Lo stato genernle migliorò preslissimo, cd i fenomeni !'<ifilitici rapillamenl~ si dileguar ono anche in casi che prima a'evano ostinatamente t·esi:.tilo ad altri meLodi curativi. Sperimenti di confronto con l'olio cinereo al 30 p. 100 e con l' ioduro di mercurio circa la loro influenza sulla in,·oluzione delle glandole inguina)J e della sclerosi rurono decisaml.'nte favorevoli alle iniezioni di sublimalo. Il dolore prodotto dt~lle in.eziooi fu in gent>rale li.,vis~imo; solo eccez1onalmenle si fece una leg~iera inl:ìllrazJOne, n l> furono mai o~c:erYate la t>lomatite od altri dispiacevoli effélli secondari. I n 11 malati ~i p n tè notare un mediocre aumento d1 te111peratura dopo la prima imezione. Le iodag•ni sul $&nguè mo.strarouo fenomeni (aumento del peso specifico nei primi p-iorni. aumento dei corpuscoli rossi del sangue), <·he '-Cmbra,·ano ind1care un primiti,·o spessimento e conseculi,·o assottigliamento del sangue. QuAnto al uumcro delle iniezioni, es"!e variarono secondo i d1'ersi c&si fra .~ e 12, però, avuto riguardo alla rapida eliminl;tzione del subllmalo, è da consigliare di non farue meno di sei od otto per una cut'a. L'autore raccomanda questo metodo. che ha i vantaggi oelle soluttoni risolubllt di sublimalo senza il loro pericolo degli effetti cumulalin.
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RIVISTA DELLE MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE
Bulla. cura del bagul nelle malattie della pelle. - E. SAA LF ELO. - (Terap. Mon,atsh. e Cen,tral!J. Jiir die medie. Vl issenscha..f., ~. 30, 1892).
bagni sono in generale da ordinarsi quando si '"uole una azione macerante, risol..,enle o calmante sulla pelle. P erò !"Ono di regola controind icati nello stadio acuto infia mmatol'io Jelle malattie cutanee. Per lo più non sono tollerati sugli eczemi acuti, mentre influiscono favorevolmente s ugli eczemi cronici infiltranti, segnatamente quando vi si aggiunge alcali, sapone, catrame, e simili. l bagni di mare spesso agiscono s~avorevolm..,nte sugli eczemi, la furuncolosi, la psor iasi : invece si dimostrano in queste malattia molto utili i bagni di catrame o di solfo. in particolare i bagni solforosi naturali. ~ella fu r uncolosi e nel pemfigo dei fanciulli rendono buon servizio anche i bagni con sostanze antisettiche: permanganato di potassa, 8ublimato. 1 bagni di solfo e di catt·ame fanno buona prova nella prurigine e nella ictiosi, i bagni di catrame nel lichene piano. X ella orticaria sono tollerati solo i bagni freddi di breve duralll ; il pr urito nervoso ,Jella pelle é frequentemente miligalo dai bagni protratti oon troppo caldi, meglio con cutrame.
RIVISTA DI TERA PEUTICA
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Cura abortiva della risipola della faccia. - T A LAMON. ~Ga:ette des Hopitau:c, N. 8-i- 1892).
Il dott. Talamon riassume nel seguente modo il lavoro che egli ha pt·eseotato alla Società medica degli ospedali s ul trat· Lamento abortivo Jella risipola della faccia con le polverizzazioni eteree di sublimato.
RIVISTA DI TRRAPEUTICA
Adoperare una !=:0luzione di !;!Ublimalo nell'etere a 1 per cento. Serv1rS1 di un polver1zzatore a mano. di piccolo modello, rna che pos~iec!A una pre!':sione sufficiente. Tener conto, dal punto cii vi!"ta della clurat.a di ciascunR polverJzzazione, della forza del ~ello polwrizzalo; la durata cleve es <sere minot c cotrappsn·e"chio di Rtchtwcl;.on rh~> con un ptccolo polver•t· .zalorf' ordi11orio. T ener t~nche conto della finezza della pelle clell'mrlivitluo ,. sfonarst di appr.•zzare la pr·ofondit.a dell'tnfillraziOne dc•rmica, dalla reo::istenza della plncca, clnlla !':U8 "ror~t-nzA al oli!':Opra dt>l lh·e' lo Mila pelle !'Snn, dal ·e!"icoh•rua n olall'os«enzu di boll~. Non lc1nere la VI'"'CtcRzlnne d Pila peli"; provocarlo ar·ditnmentu pr olungancln la poh•erizzozione, se la placca è lln· cora poco e~tesa. lnanìare sem!>licem•'nle il centro ùella placca; polvi"rizznre f<Pmpr e più lunganwnte e più IHrg-amente sulla pel'ifer10 ed in particolare ..::ul cercine $;por Qt>MlP. Polverizzar•• si$;lelllatic:lmentt> tutto all'ingiro della placca, ''!-'lnncicndn~i nn centirn"trn o rluP nella pelle sana; a que,.lo livello $;t rlevo tracciare rome> una lint~a q~f;ricator•a per arre~ta re l'esteno::ion(• ùrlla risipnl!t. Inaffiart} solamente le palpebrt" l'l!periort tumefatle. ma polverizzare più abbondantemente nello spazio inter- sopracdJ:rliar~ e sul bordo orhilule superiore ed rslerno, per irnperlirc> il pas~aggio verso il cuoio capdlulo Coprire in seguito tl viso con compres!'P imbt>vute nell'aCfJua borica c mantenutt> umide con un frequentP t·innovamcnto. Una o due polverizzaziont energ-iche sono surficienti quando ~ieno ben fatte. Le altN• devono essere più brevi. Si deve, in tulti 1 cast, contentar.::i di inoftìat·e le parLI ~ià !)Oiverizzate ed inc::i..,tere Slllamente sui puoll ddla periferia, in <'Ui pare che la risipolu voglta ullr1•passare il lirntte tracciato. Sulla nu~t, sul dorso, l'UI tronco e sugii arli le polver izLazioni rlevono esserP molto piu lun~lte che l'ulla faccia. A vverlire ti ma Ialo. prima dt cornrociaro> la cura, che le polverizzazioni produrranno un bruciore mollo doloroso, rna non più cloloroso di crue]ln causato dalla t!ln"'ionr: dci le'-'"nti
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RIVISTA
per l'inlìllrazione risipelatosa; che il viso si gonfierà; che si formeranno bolle e croste; lutle conseguenze d'altra parte che la risipola può determinare e produce ~oventi essa stessa. ~on cercare di distaccare le croste colle àila, ma lasciare che si distacchino e cadano da sr• stesse sollo le applicazioni delle compresse boriche. Seguendo queste regole, non s i faranno indubbiamente a bot"tire lulle le risipole da un ~Ziorno a ll'altro, ma anche in caso di insuccesso, non si rechera lieve benefizio al malato restringendone l'estensione, attenuandone la violenza e diminuendone la durata della malallia. Del calomelano frizionato sulla pelle nella cura della sifilide. - Nola riassuntiva del dott. RI="ALno B OVERO. (Gaz:;etta medièa di Torino, N. 25, del 1892). Il calomelano. come tipo dei sali insolubili, fri zionato su,lla pelle venne sperimentato nella terapia della sifilide datl'autore e dal dotl. Ruata nel 1800-01 s u 8 casi. Ora le osservazioni s rmo cre~ciu le già fino al numero di 200 per opera deli"auto:·e e fanno sempre meglio spera re dci sali insolubili frizionali sulla pel!e dei sifiìilict. Ecco il metodo da seguirsi: Alla r:omparsa dei fenomeni secondari, {)gni 5-S giorni, una frir.ione rolla do~e 8eguenle: Calomelano a oapore gr. 1; lan.olina g t·. :-1; ~ugna depurata gr. 1 (m ... sci e fa unguento e da in car la cerata). · Cinque a sette ft·izioni falle in località diverse del corpo (per m'lzz'oi·a) ba;;:tano in genere per la scom!Jars a dei fenomeui secondari più inlensi. Pcrio<.lo di sospensione di 2-:3 s~llimane. Cura iodtcn: in media l gr. ai giorno di ioduro pola ssico sciolto in vino, acqua, la tte, ecc. possibilmente dura nte i pasti per 1 mese circa . Allra sospensione di qualche stttimana, poi altra serie di 5-{i fritioui. Al 10°-12• mese altre poche frizioni anche a intervalli più lunglti associate o seguìte da cura iodica.
D[ TERAPEGTlCA
•163~
Si osserverà poi attentamente l'ammalato· per tutto il 2" anno ancora, regolandosi a seconda dei singoli casi e dbi singoli ri~ultati. Il metodo naturalmente potrà subire tutte qnelle variazioni che le diverse circost-anze potranno richiedere. La continuazione della cura trova la ;;ua ragione nel noto adagio del Fournier « a malattia cronica, cura cronica; n l'amministrazione dell' ioduro consecutiva o anche contemporanea alle frizioni trova la sua ragione nel fatto che l' iodò attiva notevolmente lo scambio ~ateriale ed è universalmente accetto n<èlla sifilide; l'intermittenza della cura trova la sua ragione nella necessità di impedire a che l'individuo si saturi, si adatti al rimedio. Il calomelano co:::.i usato si assorbe benissimo e d0po pòche ore si può già avere nell'urina e nella saliva la reazione nel mercut'io; reazione che si può >~vere ancora a 3 mesi di distanza dall'nltima frizione. Notevoli vantag~i sui metodi più in uso si accompagnano al detto procedimento. Questi vantaggi si possono riassumere così : Mancanza quasi assoluta di stomalili,inconveniente grave che debilita e spaventa l'ammalato . Efficacia terapeutica pronta, unita a razionalità (specialmente avuto riguardo al D;lodo dì comportarsi del sangne colla sifilide e coi mercuriali), praticità, facilità e pulizia (contrariRmente alle empiriche frizioni comun'ì). Assenza quasi assoluta di reazione locale; inconveniente talora grave nelle frizioni d'unguento mercuriale; spesso grave, talora :zravissimo nelle iniezioni. specialmente di sal! insolubili, malgNdo le più scrupolose precauzioni antisetti~e . Q Un nuovo metodo per rapidamente guarire le manifestazioni out anee della. s11ilide t ardiva.. - Pror. PERONL - ( Giornale della R. Accademia di Torino, fase . 3-4. 189-2). Crediamo utile riussumere anche il presente lavoro del prof. P eroni in quanto dissente in parte delle idee esprésse
1636
RIVJSTA
nella precedente rivista desunta dal lavoro pubblicato dal dr lui assisl.ente dott Bovcro. Il prof. P eroni é di paret'e che il calomelano adoperato sotto forma di unguento non si presti molto alla cura locale; e che d'allr onde anche i pazienti già sfiduciati delle numel'osa frizioni di unguento bigio, cui gen••ralmenle Yengono sotloposti, non <:>i sottomettono volentieri e con fiducia & nuovi unguenti. L'autore pensò quindi cii applicare il calomelano con )() stesso criterio con cui si usa nella cura della p~oriasi la crisantina, l'acido pirogallico, l'idrossilamina, ecc. cioè mescolato a lraumaticina. Questa ultima sostanza, come si sa, è costituita da una soluzione di guttaperca purissima nella proporzione di 1 di guttaperca per 9 di cloroformio. Tale sostanza, sia per la maggiore dur ata dell'applicazione, sia per' la sua grande elasticità ed adatlabilita è da preferirsi a 'lualsiasi allro eccipiente. ::-\on tramanda cattivo odore, non insu·licia la biancheria ed è esattamente localizzabile alle pa1·ti -malate e penetra nelle ri piegature più profonde della pelle. L'autore l'adopera alla dose di 5 di calomelano per 20 di. traumaticina. Appena applicala tale composi7.ioue sulla pnrte mala!,a, rapidamente eva pora cosicchè dopo pochi minuli il r.unto pennellato appare come ricoperto da uno strato bianco secco che a poco a poco :::i fa poi nerastro se esposto lung-amente alla luce. Si lascia tale patina per 2 o 3 giorni; poi si rinnova la penoellazione dopo aver levato via la paliua precedente con una buona insaponalura calda . Di tre in tre gior ni si continua a ripetere quanto sopra fino a scomparsa della manifestazione sitìlitica: i risultati olLenuli finora sono assai s0ddisfacenti. Il modo di ag1re del rimedio è il seguente: N(•i primi giorni della pennellazione la manife!'tazione si fa raggrinzata , poi comincia liassorbinwnlo con p<iehissima desquamazione, accompa~nata tla leg~ero senso òi prurito; a poco a poco scompa1·e J'efflore"cenza, lasriendo in sua vece, come traccia, una macchia rosso-1·ame che si trasforma in un accumulo rli pigmento nero la cui durata.
DI T.ERAPEUTICA
t63i
uon potrebbe finora essere precisata: é certo però che nelle parti esposte alla luce tale pigmeotazione scompare più ra· pidamente e comincia dal centro della manirestazione. Concludendo l'autore crede di poter affermare: 1o che il calomt!lano é uno dei rimedi più attivi nella cura tiella sifilide; 2o éhe nella cura locale delle manirestaziooi secche di sifilide cutanea tardh·a, il calorn~lano sospeso nella traumaticioa da risultati superiori aù ogni altro metodo usato finora.
G. .Cara della rl•lpola con l'ollo e ..eulale di trementiD&. - Wt:>~CKLER. - (A er.;t. Rund$Chau e lViener medi~. Zeitun.{), N. 29, 1892).
Dal nichilismo degli ultimi anni nella cura della resipola si é pas!;ato alla predilezione pel trattamento locale prima con rictiolo ed ora con quello dell'olio essenziale di trementina. Questo fu raccomandato dal LUche e ~perimentato su sè steS"O, dal Winckler di Brema il rruale ne dà il seguente ragguaglio : Il trattamento i: ~;tato esegmto stendendo più volte ti giorno (4 o 5 volle bastarono pei casi più gravi} l'olio di trementina rettificato sulle parti affette con un pennello od un batuffolo di o..-aua. All'applicazione dell'olio di trementina era fatta precedere la ripulitura Jella pelle eresipelatCJsa con etere o alcole assoluto. Per evitare lo spaodimenlo dei germi infettivi, la f1·izione era sempre fatta dalle parti sane verso le malate. Sulla pelle spennellata era applicato ur: ioviluppo d1 ovalla che era fiss-ato con una fascia di mussola. Dopo 2, 3 o 4 ore, "econdo la estensione della eresipola era tolta la fas ciatura, ripetuta la frizione e la fasciatura rinnovata. Il materiale per fJUesta usato era subito abbruciato. P oco dopo la fritione ~~ manirestava un intenso bruciore e pr urito che però dopo avere più volte ripetuto la rrizione andava Yia via diminuendo, al pari del senso di tensione. La supposta porta di entrata della infezione era più cbe è poss ibile radicalmente disinfettala, le ulcere e i luoghi feriti
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RIVISTA
erano coper ti con lanolina al subltmato (1 p. I•)()()). ~eile lesioni già chiuse con sutura cieve'"i. ~>econdo il Vinckler, to~liere la sutura per poterle meglio disinfettare. Ove, nella eresipela rleUa faccia fu trovata una escoriazione al naso come porta di entrata d.-Ila inft:zlone. questa era d1sinfellata nel meghor modo poS$Jbile, quinù1 coperta con la!lolina al sublimato, le par·ti eresipelatose fl"iz10nate cou l'olio di trementina e coperte di ovatta. Si intende cLe nel pennellare la faccia deve evitarsi di avvicinarsi alle palpebre. La orina, dopo le prime frizioni. pr·ende'"a il ben noto odore di violetta. ~ on mai poté nella urina essere dimostrata l'albumina; tuttavia, per l'azione della tre mentina sui reni, questo mezzo è controindicalo nella albuminuria. Contro la ordiuaria durala de Ifa malattia di 5 fino a 8 f;iorni, nei casi traltati con l a trementina di cur il \VinckJer pubblica le storie, la malattia decorse in :! o 3 giorni. In quanto al modo di azi'.me della trementmn sui batteri dellt1. eresipola, il \Vinckler cr <:!de che con la frizione sotto l'azione dell"aria e della luce, la tt·ementina do\'enll acida, e quindi contenga ossigeno in forma alli>a. il quale eserciti una dannesa influenza sui sunnominati batteri. li•'a parte della trementina, come lo mostra l'odore di Yiolelta, è assorbita e agisce per la sua proprietà di portatrice di ozono. Con l'ossig'eno si formano per la scomposizione della trementina prodotti di scomposizione della sostanza idrocarbonata, acido carbonico e acido Rcelico : esc;• operano per la loro azione ~ccitante come a ccele•·atori del ricambio materiale e contribuiscono forse ad un rapido u~o;sorbime oto' dei cocchi distrutti. Le fo1·me eresipelat.os~ che offrono la forma di una sepsi acuta Clli piil gra,·i fenomeni l!encrali e pei quali c:i deYe pensare al trasporto della materia infettiva per tutto il corpo per via della corrente sanguigna e Jinratica sono per lo più. ribelli od ogni trattamento. Le complicazioni, come la meningile nella eresipola della faccia, furono nei casi oe;servati dal Wmckler prontamente risolute dalla trementina e l>erciò egli crede t.ioverla raccomandare calorosamente pet• la cur a della eresipola.
1639
DI TERAPIWTlC.\
Azione dell'aoonittna. nelle nevralgie. ~ette de.'! llòpitau:l!, N. 1:!3, 1892).
DEL)tiS. -
(Ga-
fatti clini<'i relath·i alle proprietà anti neHalgicbe delrucon tina crlslalllzzata, f,egnaiale in que!':tl ultimi anni, banno richiamulo rattenz ·oot' dei terapisti. Il doll. Oulmont in un imporlanle lavoro é venuto a confermare i risultati annunciati. Egli dic... : «che racouitina r1escc pt>r fetlameote in certe form, di nevralgia facciale e!'!'enziAIP, \'aie a dire, che non sono lt>gale ad allrc lesioni, senza antermitt~uza nt.. perioùicilà ben pronunciate, nevralgie congestive, come le chiama Gubl er , !>opreg~<iull f(Cnli per lo piu in seguito a raf'freddamenti. • L'aconitina produce in que~li casi guari$!ioni rapidissime. Ezh ha veduto un caso di nevralgia facciale datante da <:elle :ricJrni, senza periodic1ta ben Slccenluata e che 8\'C\'a resistito al solfato di chinino, cedere istantaneamente e definitivamen te all'azotalo di aconitinn. Il successo ò più netto e più rapido nelle nevralf!ie recenll cbe nelle nevralgie antiche. L'aconitina non è neppure !i'enza azione m•lle nevralgie o sulle iper estesie secondarie, come quelle che si osser,•ano nelle carie dentarie, nell'otite mterna, nPlle pura plegie, ecc. Ha pure ottenuto bt:oni risultati nel reumali$mo articolare acuto trattato coll'aconitina somministrata a dose pro~res si,·o· si ebb(~ la ~uarigione in 8-10 giorni, la temperatura da 39°-38° é disce!'a a 36...,2. » l risultati otte nuti da Gubler gono pure M levoli. Su quattro osse1'vazioni pubblicate e nt>lle quali i malati sono s tati curali colraconitina all" dose di '{$ rli milligr 11 mmo, por tata gradatamente Ono a quattro dosi per aior no, la guari!!ione ebbe luogo il se:;;to, il nono, il dodicesimo ed il tredicesimo giorno. L'azione nel dolor e ò slala m olto rapida; nella febbre , es;:a i> stata più lenta, ma non meno manifegta. ~ elle ne,·rale'ie del trig~::mino, dice iJ pror. Gubler, i !'IUOi effetti sono veramente meravigliosi. Il dott. Oulmonl conclude che l'aconitina, di prov eni~>nza certa, e un medicamento ben definilo, che &!!isce in una maniera sicura e regola re; ma a cag ione della sua ener gia
RJVlSIA
è necesRario usarla soltanto a piccolissime dosi ed a lunghi
intervalli. Fre11uentemenle, le nevralgie sono accom paF!'nale da a.ccid~nli i11~ermitlenli e periodici ben pronunciati. Per comb&ttere questa compl•cazione, il dott. Mousselle adopera pillole esattamente dos ate, contenenti ciascuna un quinto di milligramma d'aconitina e cinque centigrammi di· chinino, la cui indieazione e netta io queste specie di affezioni. A cagione dell'azione energica dell'aconitina, è bene provare la suscettibilita del malato e cominciare oel primo giorno con tre pillole: una al ma ttino, una a mezzogiorno ed una alla !>era. Se il primo giorno nou si ottenesse un'azione decisa, si potrebbe aumentare gra dual m enl~ di una pillola per giorno, fino a sei nelle veoliquallro ore; ci si fermerà a questa dose iloo alla cessazione dei dolori, eù, a mt>no di casi eccezionali, sarà bene di non olkepassArla; se sopraggiungesse un po' di diarrea, si diminuirebbe la do~e ùi ques te pillole. Riassumendo, gli studi fisiologici e le osser,•azioni cliniche hanno rlimoslralo che l'azione sedativu che le pillole Mousset esercitano sull"a ?paralo circolatorio, coll' intermediario dei nervi vaso-motori, indica il loro uso nell o nevralt,rie del tril{emino, nelle nev r<~lgie congestive, nelle affèzioni reumatiche, dolorose e infiammatorie, ecc. Tl dott. Desnos h a citalo il caso di un mAlato affetto da aorlile , le cui l;Oife1·enze e1·ano notevolmente calmate dall'aconitina . Ma fa notare che il cambiamento dell'aconitina dà risultati del tullo differenti. Costantino Paul dice ch'l:! è indispensabile di specificar e sempre la provenienza del med•camento, perchè s i oUengono effetti mollo variabili con l'aconitina, secondo la provenjenza di questa sostanza. È quindi mollo importante, per il malt>to e per il m~dico, che il medicamento adoperato sia sempre identic0 nella sua composizione e di un dosagf!io rigor osamente esalto.
16.. 1
DI TEIUPEUTICA
FOIUlULA.RIO.
Po:;iflfte eo1uro la d(fierite. -
G1BERT. -
(L:~ott médical,
12 juin 1802). Pr. Pilocarpina " Carbonato d'ammoniaca • Cloral.o di pot.assa . Sciroppo di poligala Cognac. " Acqua
..
cenlig r. gr.
2
2 3
»
30
Il
20 130
•
S. un cucchiaio all'ora fino ad ott~nere effetto sudorifico. (Ga;:;ldta de[lli ospedali, 30 giu-
Contro la dispepsia. gno 1892).
Pr. Acido clorìdr·ico medicinale • Rosorcina . . . . . . ana g r . 2 • Sciroppo di scorzad"arancioamarogr. 20 • Acqua distillata . . . . . . » t 78 S. un cucchiaio da zuopa ogni due ore.
Contro l'ozena.fetido - (Gauetta ospedali, 30 giugno 1892). Pr. I odolo cristallizzato " Tannino. 5 Borace . M. S. polvere da fiutare. Jl malato assorbe per· ogni narice dapprima G, quindi 3 prese di questo miscuglio ogni giorno.
Pomata contro l'eczema cronico con inspes.,mento di1lfepider·mide. - (Gazzetw ospedali, 30 giugno 1892).
Pr Cre la poi". . . . . . . l 2 » Zolfo sublimato. . . . . j ana gr. • Catrame ftl'. 8 » Muctlaggine di gomma arabica • Glicerina . . . . . . . ana • 15
S. u. e.
164:>.
RIVISTA
~ei casi in cui l'inspessimento dell'epidermide è mollo considerevole n costituisca una vera cheralosi si usi allora la pomata seguente:
!
Pr. Acido salicilico . . . . . . . ana gr. 20 • Gl tcertna . . . . . . . » Mucilaggine d1 gomma araLica . ,, 30 • Olio di ricino. . . . . . . . , 10
S. u. e.
Q.:;ena e caiarro nasale crontco. -
(Raeeeglitore med~o.,
!O agosto 1892).
1• lrriguzioni con acqua feni cata 2" InsufAazioni colla poh"ere seguente:
gr. » »
Salo l Acido borico Acido salicilico Timol. P olver e di talco.
6 :3
0,60 5,2.">
• 10
Contro la stomatite. - (Progresso dentistico, settembre 1.892) . Pr. Decollo di china . • Miele rosato . • Mentolo . . . • Borato di soda
. gr. 300 " 50 centig:r. 25 . . gr. 3 .
M. D. S. per gargarismo (varie volte al giorno).
Anestesia dentaria. - ~C. s.). Parsons raccomanda la mistura anestetica segueute: Si fanno sciogliere in grammi 12 di clor•oformio grammi 2 di canfora, si aggiungono grammi 2 di essenza di garofani, poi: T intura di aconito » di capsico " di pirelro
gr. 12 4 • 2
Uso: Si im pregna una palloLtolina di cotone in questa mistura e la si introduce nella cavità car iala dopo a,·erla asciugala accuratamente.
1643
DI TERAPRCTICA
Lo Sperimentale dd 31 agosto 1892 consil!lia la seguente formola: Cloridrato di cocaina Antipirina . A<"qua distillata . . .
gr. 1 3 •
20
Fate disciogliere, per uso esterno. Con un pennellino imbevuto dt qu es~ soluzione si bagnano le gengive per 10 o 20 minuti, e nel temp-o stesso si polverizza il liquido nel meaLo uditivo e:!lerno. Il dolore dell'estrazione del deniè è cosl mollo mitigato.
Contro il colera. - (Sperirttentale, 31 agosto 1802). Il dottor O. Brusvid fonda nJosi sulle proprietà dell'iodoformio di uccide.r·e i! bacillo virgola propone d'impiegare questo medicamento c ome mezzo profìlattico e terapeutico contro la suddetta affezione La dose sarebbe di 2- 3 centigr. ripetuta due o tre volte a.l giorno. Contro l'orticaria. -
(C. s.).
Pr. Cloralio .
. . • Acido borico . • Acqua distillata
gr .
8
)
1:!
~
4'"0
S. per uso esterno.
Contro i dolori articolari. - (C. s ). Pr. Salol . . • Etere » Collodion.
.· ~ ana gr. l)
~ 30
S. per uso esterno. Nelle scottature. -
(C. s.).
M. Capitan consiglia prima di lavare con soluzione d'acido borico, o di sublimato a l 112 per mille, eppoi ben pulita la
16H
RIVISTA
superficie le:::a fa appUcare, previa lavatura delle cnaui. se:zuente pomata: Ya~elina.
.
Salol . . Cloridrato di cocaina .
f.!r. 30
.
4 ceoti~r. 25
Poi si ricopre con cotone idrofilo imbevuto in una soluzione al 1(2 per mille di sublimato cor-rosivo. Contro la cori.::ia. -
(Faro medico, settembre 1~92).
I l dotlor Co mpard ha fatto conosc~re la formala di una polvere che e~li adopera con succe~so contro la corizza, raffreddore, la cefalalgia e nelle piccole crisa d'asma. Cloridrato di cocaina . . . . . gr·. 0,15 Mentolo . . . . • 0.25 Acido borico . . . . . . •· 2,W Poi vere di caffe torrefatto. • 0,50 Dose: cinque o sei prP.se nasali a l :;riorno.
Contro le emorroidi - (C. s.). E raccomandata da Kosobudski la f'eguente pomata: Crisasobina . . . . . lodoformio . Estratto ni belladonna . Vaselina . . .
gr. 0,8 •
0.:~
"
O,G
-
15,0
M. per uso esterno.
Anche quest'al~ra iormola merita di e$sere presa in considerazione: Calom~lano
Morfina . . Soltonilrato di bismuto Va~elina .
Glicerina M. uso esterno.
gr. 2,00 »
ana
0,15
gr. 2-5,00
8.00
1645 Contro la blenorragia. - (Gaz.;eita medica di Roma, 15 agoslo 1892) . Dl TERAPEUT!CA
Si ùanoo 0.30- 0,75 centig r. per giorno di bleu di metilene e per agire con più pr ontezza sui gonococchi si fanno anche delle iniezioni uretrali con soluzione di bleu di melilene. Tali iniezioni non sono dolor ose ma hanno l'inconveniente di sporcare la lingeria. Si ottiene in breve tempo guarigione perfetta.
Cura antisettica della blenorragia.
(.ìlo rr;ag ni, parte II,
n. 3)}.
Pr. Anlipi rina . . . . Bicloruro di mercurio ~ Acqua . . . .
. . gr. lO c~ntigr. 10 . . litri 1
Se ne facciano :3- 4 iniezioni al giorno, liepido. dopo aver urinato, stando coricaU, e trattenendo il liquido per almeno mezz'ora. Si avra guarigione rapida nelle ~l enorragie r ecenti (anche nel periodo acuto) ed antiche.
Contro l'aocelenantento per .funghi. - (Morgagni, parte 11 , n. :~o. 1802). Negli animali avvelenali colla muscarina, il cuore debolissimo riprenJe la sua regolarità e potenza quanùo loro s1 fa un'iniezione soltucutanea di atropina. Non si dovrà d unque esitare ad agire nella stessa guisa negli individui avvelenati dai funghi, e l'autore (Richardière) propone la formola seguente: Pr. Solfato di aLropioa . . . . gr. 0,01 » Acqua di lauro ceraso . . » 20,00 Ogni sir'inga ùel Pravaz contiene cosi 1(2 mi lli~rammo di atropina; se ne inietterà prima la metà, poi, dopo alcuni minuti, se il cuore non riprende la s u'l forza, la seconda metà, ed anche, in casi gravi) si può iniettare •; , di milligramma.
G.
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i 64-6
RIVISTA DI CHIMICA E FARl!ACOLOGIA --____c;:>ec::,___ _
L 'amldo-aoeto-parafeneticllna o fenooolla dl W . Dl~ert. - DoLl. ScH,IIOT. Pharm. Zeitun•1. c. 36 e _'.Jonit. se iene., luglio 1892). Un numero ra~gnardevole di nuovi rimedi, e specialmente gli antipiretici e gli antineural;.rici, si "On visti o sbocciare in que~ti ultimi anni. ed •' sopra lutto dopo la ~cope rta falla da Filhene delle propriell:l tisiolocicbe dell'antipirina, che questo mo"imcnlo :-i .... accentuato. La ricet•ca di nuov1 antitermici, i quali non avessero alcuno degli inconvenienti dei congeneri gia noti, pur· conservandone tutti i ,·antaggi, nulla ave,·a in s.': ùi rnen che lo· devole. Produrre un abba&.~rnento dt ternpera~u ra senza tema di collasso, di cianosi. senza pro,·orare sudori, era lo scopo che si proponevano i chimici lanciatisi alla scoperta di nuovi medicamenti. Tali ricet·che si erono fatte finora un po· all'azzardo, non essendo ancora nota, cbe as"at incompletameote, la relazione che esiste fra la co~liluzione dei corpi e la loro azione fisiologica. Fu mercé i lavort d' Erlich che le ricerche in questo senso uscirono, a poco a poco, dall'empit•ismo per esseru guidate dal ragionamento. De' num~rosi antipiretici preconizzati da qualche tempo solamente l'anlifebbrina o acetanilide, l'anlipir.na e la fenacetina t·iul:'cirono a t.:mer·e il campo; ciò noudimeno questi rimedi sono ancora lontani dal poter dal'e quello che si é in diritto di nLleurlera da un febbrifugo ideale. Gli è questa lacuna che tende a colmare la fenocolla, i1 nuovo antipiretico, di cui qui>i si espone br e\'emente la gene~t, insistendo aiJuanto sulle ragioni che gutdarono le l'icerche fatte in vista della sintesi di questo corpo.
RIYIST.\ DI CHHIIC.\ E FARYACOLOGIA
164/
È noto che 1le' lr•' antitermict, antifebbrina, anlipirina e fenacetina, il primo é di assai il piu tossico, e gli accidenti !'t:Condart elle es"o pro,·oca, C"igono una ~rande circospeZIOne nel suo tmpiego Dopo J'anlifebbbriua, in rapporto a tossici là, viene l'anlipirina: quindi, a molta distanza, la feoacetiua. All'anlipirina manca l'innocuità pressocchc completa della fenacetina. e a qut>sla la grande solubililA della prima. L'antifebbrina ha l'mconveniente di es~ere, oltreché as~i tossica, anche poco ~olubile; ma, di rivalsa, il suo CO"lo è minore. Ero quindt desiderabile di ottenere un corpo che a'·esse la solubilità e la prontezza di azione dell'aatipirina e, ad un tempo, l'innocuttà della fenacetina. L'innocuità di 1uesta, di confronto all'acetanilide, non è punto do,·uta alla "Ua poca solubilità, ma alla pr esenza del ~ruppo ossietile, poichò la fenelidina, pur essendo tossica, lo è molto meno dell'aniliua. Si poteva quindi suppor t·e che introducenùo nell'anlipirina un gruppo ossu~tile o altr·o co11 genere, la si rend ...r c:bbe meno offensiva ~enza diminuirne la solubilità. Le ricerche in tal senso dovettero per altro abbandonarsi, almeno sotLo il punto ùi vista delle applicazioni mediche, in causa dell'allo prezzo del prodotto che se ne otteneva. Un altro mezzo si presentava: quelio di t•tmdere solubile la t'enacetma pur conservandole le sue proprietà fisiologiche essenziali. La v.a pru spiccia si era d'rnlrodurre nel nucleo un gruppo solfonico o carbossilico. Si otltnne cost l'acido fenncetinsolfonico:
so• a CGH 3
OC' H' ""- A.: H - OC. CII' -
e ~li aci li fènacelincarhonici: / COOH C' H 3 / _ _ O C'H'
""-Az H - oc. c n•
1.2. :J e 1.2.i>.
i6~8
RIVISTA
i cui sali sodici erano solubilissirni, mo sproni;;ti d'azione tisiolo~ica .
Ct!rcoss• allora di oLtenet"e la solubililà òella fenacetina introcluce!"'do nel gruppo acetilE' un radieale acièo. Gli a cidi: etossisuccinanilico C6 H'
/OOH$
~ A• H - OC- Cli' - CH' - COOH
ed eto~sitartranilico /
OC'H5
C'H' /
~ ..u H - OC - CH. OH - CH. OH - COOH
cosi ollt>nuli, forniscono sali sodic1 benissimo cristallizzali, ma di pr oprietà f~bbrifugb~ più a ttenuale di quelle delhi fenacetina, come verificarono i signori Ehrlich, V. Mehl'ing e Aaronsohn. Lo stesM dicasi dell'etossirenilglicinA : ' O C'W
C'H' / ~ Ar H - CII'. COOH ottenuta per reazione delrachlO monocloroacetico colla parafenetidina. Una ~ola soluzione rimane"A al problema: quella d'inll·odut•re nella molecola un gruppo amidogene; vi erano rag1oni per cred<lre che tale modificazwue conserverebpe alle fenacetina le s ue proprietà, pur a cr,rescr>.ndone la solubilità e, quindi, la rapidità di azione. Si fu in s eguito a queste indagini, a queste pt•ove, che si giunse alls ft!nocolla: A; H- OC. CH:t-A; H~
Egli è in,·ano che si era f.nora cercalO di ott.mere dei Jerh·ati aromatici corrispondenti alla formola generale: R' . A z H-OC - CH '. A~ H'
vale a dire, dei derivati della glicocolla.
DI CllllliCA K FARMACOLOGIA
161.9
Il merito di questa scoperta spetta a \V. Majert, il quale, basandosi su~l'insucce~si suenunciati, insistette a voler risolver·e la qu~.:slione; fll lui a p revedere razione fisiologica di quesl'amiùo- acetilfenetidina ancora sconosciuta e che1 più fortunato di M~>yt>r e T omasi, pervenne a preparare il pri mo ter•mi ne fii unn nuova classe dt composti. · Tutte l o spcr·anze fondate su questo prorlotto tino afl ora sì ~;ouo avveraLe; le proprietà untipiretichc e l'innocuità <iella fenacetiua vi si r·itrovano inL11lte; di piLt, grazie alla sua ~olubilité, l'assorbimento avviene piu rapidamente ed e falla poss.IJile la sua somminislrazione pPr via ipodermica. Le e.«perienze alluate con rpreslo prnclolto dai signori Ro · bert P. V. :\fehriag in due casi di tifo, di pneumonile, non lasciano dubbio a tale r i!.!u8rdo. Alla dose di l gramma si o&sei'vu, in meno di un'ora, un abbassamento di 2• di ternperatur•u , s~>nzu cianosi, n t· collas!"o. Anche alla dose f!iornal,et·a di 5 g rammi, non ebber1'\i mai accidenti &econtiari. Il s uo impiego nei casi di neuralgio, n soprntullo di r eumatismo articola re acuto, diede ottimi r isultali. La pi'13parazionP- tlella renocolla è HncoNl un segr eto di fabb ricazione r•i-;pelto ai deUa!tli delle operazioni. Tullavia si ~a che la ~i ottiene f<~eendo agir e il cloruro di acetile clorslo sulla parafenelh.iina sciolta 10 ve1colo inerLe. Si pro· duce della fenacetina cl01·ala e dell'acido cloridrico, il qual~ viene con proresso >:pecia le eliminato.
OC2H5 O H'<
AzHt
+CHtCz-CO Cl=
OC2Hs =C6 H'<
~H -
OC-CH' CZ
+ HCl.
La seconda fase dell'operazione sta nell' azione dell' ammoniacn sulla fenacetina clorata, azione che deve aver luogo in condizioni affatto speciali che l'inventore n~n ha fatto conoscer~>.
10-l
,.
• RlHST.\
o et 111 C'H•<
.\.z H -
• 1
OC- CH Cl
+2A:H'= -hH'Cl+
o et Hs
.... C'H' (
A~ H -
OC- CH', A; H'
Cl)rne pr••dollo eli ret~..:toni secon l1:11'i.., l'li forma una p ic-
c.ola quantita •li eli- e li trifenocoll'l. corp inattivi, in<~tabili, che vengono dec•unpo"Lt.
C n allra ienpur•tA provtco~ dAI •a ~upon Hcaz.ione eli mini me <Jua nttlà di fenac\etma (·Jora ta o di fenucolttt, con formazio ne rli ft>nelijina e di acido arnido Aceltro La pre;:enza della feneltdinA r:ellu Ct!nocoLa , i riconosce facilmente coll'act lo cromico che iu l11l r'M'o dà una colorazio 1e ro~so-sang:ue, nu:mre colll'l fènorolla pura non si allera. Sotto il punto dt vista chimico la fcnocolla de,·esi considerare come l'amidoacl'loparaf<>neti<ltna.
OC'W
(Il
C'H'<
•
A~ H - CO - CII' A:: H' (i), base rt~mllanle Htllo coth.lensozionc di uua molecola di glicocoltu (acUo at~~ido-nceltco l c di un 1 molecola di fenelh.lina coo elirninazion·~ rft una molecola di a cqua.
OC' H5
A.z H' - ClJII COOil + cr. H'< = FJl O+ ghcoc••lla A: H' f• uetidtu-a--
OOH'
-C'H' <
\~H -
CO-CH', A; H!
Ln feoo,.olla pr~cipilula d<:~lle sue c:oluzioui !-aline mcdianti! le ba!';i è 1110lto JlùC•J :oolubilo tn arqua fr~tlda; e solubile iu ac•1ua b(JIIcnte ~ nell'alcool; poco c:o:ubile in ett~ re, benzina ~ cloroformio. È a --sai ~tabi.e; gli al'!&li, 1 carb•.>uati alcalini c gli acidi in !'Oh,z.•on• d1IUtl•• non la sdoppiano in fer.etidina e glicocolla s~ nou .Jopo un certo tempo d1 ebolltzione; !Xli acidi c gli alcali conc~ntr·oli la "-COmpongono più prontamente. A motivo .iella pr,ca ::.olubilita della base libera, se ue aùop1·ano le combinazioni saliue, le quali sono p ressoché tutt" cri-stallzzabJii.
DI CBfM1CA E F.\RMACOLOGIA
Jl cloridrato di fenocolla 008 5 C'H' / ""-A: H - OC - CH3 AA H'. HCl ru il primo ad essere usato; ma venne poco appresso r impiazzato coll"acetato, il l]Uale è assai piu solubile (1/ 3 a vece ,,j '/,$}.
Si è pr econ izza to per !"uso intet·no il carbonato di fenot':olla: C& H'<O C'H! ]' co~ Az H-OC- CH•. A~ H1 il quale, benché meno solubile in acqua. si scioglie negli acidi i più deboli ed ha il vantaggio di essere presso a poco [
insi~ido.
ll salicilato di fenocolla o c~ H'
C'H'<
A..r H - OC -
CH~+A~H 5• C' H•
<OH COOH
cristallizza in lunghi aghi dalle sue soluzioni acquose bollcn li.
Possiede un sapore zuccher ino g radevole, poco comune fra i sa licilati. La fenocolla si elimina ass ai -rapidamente dall'economia per via uelle urine. Dopo iniezione di 5 grammi circa del prodotto, !"urina si colora in bruno r osso! colorazione analoga a quella dovuta all"id!'Obilirubi na o all'antipirina; qualche volla anche in bruno nero. Ma dodici ore o più, dopo ~ospeso il trattamento, l'UI·ina r itorna in condizione norm~~ • l n nessun caso, d'altronde, ;;i ebbero a notare lesioni re-
n ali.
ln conclusione, i primi risultati olleouli colla fenocolla sono mollo soddisfacenti. Perverra essa a soppiantare i prèdecessori? É quello che l'a Henire ci dirà.
1652
RIVISTA DI TE~Nl~A E SERVIliOM ~Dim ~ILI TARK - - - ::»+«,...----
Oenul sul aer vhl o aanlta.rlo milit are s vizzero. (Organiua~ion.e militare 13 nooembre 1874.- La leca de1l•
astretti al seroi:io militare, 25 febbraio 18i8. - A scri=ione delle reclute alle dicerse nrmi, 22 settembre 187.5 e 31 luglio 187-:. - Costicu::ione dell'esercito soi::::ero. Tab'!lle del corpo dt .~taio ma'J!Jiorr, Roma 1888. - lla rwale dei soldati !fanitari dell'esercito sciuPro, 1889). L'ol'dinamento dell'esercito elvetico ha una speciale impronta: è esclusi,·amente difensi\'O. È identico in pace a quello di guerra; però ti ser ,izio in tempo di pace é r idotto a dei semplici corsi d'istruzione, diver~tamenle stabiliti per o~ni specialità . A costituirne le diverse uni là di guerra concorrono le truppe cantonali e per ~li uomint per cui ,. richiesta una speciale attitudine ed una distinta istr uzion ... l& federali. La forza l'UI piede di guerra è di circa 200 mila uomini, 11 ~ mila ascrtllt all'lillle, "6 mila et rea assesmati alla fan d· lcehr, una specie di rtserva a ttiva, della quale una parte 6 Jir etlamenle di complemP.nto alla truppa attiva; :300 mila circa sono obbligati al servizio nell'ultima riser va della dife!'a d~l paese, la landsittrm. Per ò, dedotte le perdite, le eseuzioni sucres~ive,'ect:. le truppe Ellli\'e all'allo del!S:mobilitazione non ascenderebbero che Al massimo P.fT~llivo di 180 inila uomtni (107 mila nell'clite, i3 mila per la landwehr). O~ni s ,·izzero è obblizato perc:onalmente al militare c:er vizio dal 2Qe al 5()o anno dì età. Le rec-lute nel primo anno del 5er vizio non sono defìniti\·amenl•l incorporAte, ma alten-
IU\'ISTA DI TEC\ICA E S!RVIZIO MEDICO MILITARE
1653
~ono alla loro prima militare istruzione; le successive 12 clas.-;1 sono incorporate nt!ll-.~lite, Je i2 ultime nella Jand· wehr; l'ultimissime sei e tutti gli individui che per qualsiasi causa non furono ascritti ad esse due g randi categorie del· !"esercito attiYo appartengono alla landsturm, distinta, secondo le fisiche e professionali condizioni de~li uomini che la compongono, in armala e non armala (pei servizi sussi· d1ari, amministrativi, come operai, ecc.)..... Più 'che 40 mila uomin1 d(>Jia landslur·m hanno co!>ì già prestato un mìlit.are :;en il. io. AnouaJmenle sono assog2ettati alla leva più che 29 mila inscritt1, e circa il 48 p. tOO di essi risull11no idonei (circa HOOO). circa 6000 inscrilli sono rimandati, ollre 9000 sono dichiarali inabili; pochi::~sim1 relativamente sono i renitenti, che, ad ogni modo. classiflcansi lra i rimandati.
Formazione di guerra. A B -
Comando generale dell'esercito;
t:lite.
divisioni con: 38} compag-nie fucilieri, ce>stituenti 96 batlaglioni, 32 reg· ~imenti, 16 brigale (1): 32 compagnie (8 battaglioni) carabmieri: 2} S()uadroni ùragoni (8 reggimenti); 8 compaf!nie guiue (a cavallo); ~~ batterie di campagna (2\ reggimenti, 8 brigate); 2l compagnie ~enio (~ battaglioni): 411 ambulanze ed ~ colonne trasporto, costituenti 8 !azzaretti di campagna; e compagni~ d'amministrazione (con 8 sezioni sussi~tenze ed R ui roa.g-azzeno); W colonne parco (costituPnli 8 parchi di divisione). Truppe ausiliarie: 32 compagnie guide (a ca,·allo); t 6 batlerie di campagna (8 reggimenti); (t) Attuillmente e allo stuclto un progetto per uu notcvol~ aumento della anterln.
~654
RIVISTA Dl
TEC~lCA
i6 compagnie artificieri; 32 divisioni artiglieria di posizione (di 2 a 3 compagnie ciascuna); 8 compagnie del genio di riserv&, con parco. C - Landwehr: 16 brigate fucilieri; 8 battaglioni carabinieri; 12 compagnie guide; 2~ squadroni dragoni; 8 batterie di campagna; 2 Latterie di montagna; 1 colonna parco d'ar•tiglieria; 15 compag nie (:J divisioni) artiglieria di posizione; 24 compagnie (S battaglioni) genio; 8 compagnie di amministrazione; 8 ambulanze. D - 2 colonne trasporti di riserva sanitaria (materiale).
Personale sanitario. Gli ufficiali sanitari hanno grado effettivo: vi appar·teogono medici ed i farmaci~ti militari. I medici militari sono reclutati fr·a i medici civili che hanno le capacità scientifiche necessarie, frequentarono la scuola delle reclute e furono quindi ammt!SSÌ alla scuola preparatoria degli ufficiali sAnitar·i e ottennero al termine di essa il certificalo di idoneit~. ~ono nominati allora primi tenenti:. dopo almeno due anni di servizio come tali sono, ottenendo il relativo certificalo di capacita, promossi capitani. Per essere promossi maggiori r ichiedonsi pure due anni di servizio come capitano, e due di maggiore per essere promossi tenenti colonnelli: la promozione a colonnello brigadiere, e quindi a divisionale, è a scelta. Le truppe di sanità constano di sottufficiali e soldati di sanità e questi per l'ufficio e la richiesta dhersa relativa istruzione distinguonsi in infermieei e portanlini. Gli in· scritti assegnati ad esse truppe (circa 500 all'anno) assumono
E SERVIZIO )lEDICO MlLITARE
la qualifica di soldati di sanita òi 2• classe e dopo-avere fretJUentato la scuola di preparazione, per 11 giorni, sono ammessi alla scuoh-.1 d'istruzione delle reclute per 35 giorni ; i migliori sono d<ll medico capo dell'esercito chiamati ad un corso speciale d'Mpedale r!ella durata di 3 settimane; e, di· chiarati abili, sono norninati infermieri o soldati di sanità di 1• cl~sse. I più distinti tra i dichiarati abili sono quindi riu'niti per la scuola di sottufficiali di sanìtù, per circa 50 giorni e quindi, se capaci sono dal medico di divisione rispettivo promossi capor·ali. Dopo poi avere prestato servizio lodevole per un certo tempo sono nominati sergenti, ed i migliori tra di essi sono mandati alla scuola centrale di amministrazione ad acquistarvi le qualita richieste per la nomina a f~riere. Ogni anno si pratica una istruzionè di ripetizione di i6 giorni, e per alcune cii visioni il personale sanitario inf~riore è pure chiamato alle manovre di brigata e di divisione. Per gli assegnati alla landwer1r la prima istruzione dur·a soli' 28 giorni, e la annuale ;imitasi a 5 giorni, ed è s empre canionale. Alle grandi unita sanitarie di guerra sono aggiunti dei cappellani , ufficiali d'amministrazione , distaccamenti del treno, della !and wehr pel. traino dei lazzarelli da campo; invece per le colonne trasporto (infermi) si stabiliscono i _ quadri, togliendoli dall"arma di artiglier ia. Fanno puee parte delle unità sanitarie maggiori i personali delle società di socco:·so private ma subordinate. in ·servizio alle autorità mediche diretti ve <.lelfesercito. ·
Ripart;;;ione del personale sanitario. La direzione suiJeriore del servizio sanitario in guerra è assunta dal medico capo dell'esercito (colonnello divisionale), il quale a ne be in tempo di pace è alla testa d'ogni ramo del militare servizio "Sanitario avendone la direzione generale -e facentlo parte del dipartimento militare nel Consiglio federale, Esso è coadiuvato nell'alto suo u fficio da un proprio stato maggi0re (un ufficiale medico 'Superiore, quale sup-
1656
RIVISrA 01
TiCC~ILA
plente, un medico capo del servizio d'ospe'.lale, un medico militare capo del servizio dei soccorsi volontari, un farma cista militare). Il servizio presso le truppe c fallo da dei medici u'armata (colonnelli meùici òi visionali) per le armate (riunione di più divisioni), da dei colonnelli medici di brigala, a ciascuno dei quali s ono aggiunti come aiutanti, t segretario di stato mag. giore e 2 int~rmieri. In ogni divisione ha !a direzaoue del ser,·izio il medico di divisione (tenente colonnello) con un medico per aiutante, un segretario, un infermiere. Ad ogni br·igata di fAnteria è a~idelto un ma:zgiore medico: a quella di artiglieria un medico di batlag!ion~ (capitano). ad un batta!..dione di fanteria 2 medici, 2 sollufficiali. 6 infermieri (dei quali 4 alle compagnie), 12 portantini ; ai reggimenti di cavalleria è addetto un medico e ad o:;rni squadrone un infermier·e; alle batterie di campagna, di montagna, alle compagnie di posazione, alle. col onnr~ parco é a ssegnato a ciascuna 1 medico, 1 infermiere, 2 porlantini; ad ogni battaglione del treno un medico e ad ognuna delle dun sue sudrlivisioni un infermiere; alle compagnie artificieri un inf~rrniere; ai ballaglimù del genio 2 medici e ad ogna compa.osnia 7.appalor i, ponlieri, pionieri 1 infer•miere e 2 portantini; alle compagnie d'amministrazaone è addetto un medico, ed a ciascuna delle .sezioni sU><!'<istenze un infermiere. Ogni divisione ba un lazzal'ello di campagna, cosliLuito da uno stato maggiore (capo dr lazzaretto, medico maggiore. quar tier mastro. farmacista, capitano, cappellano, 2 sottufficial.i), 5 ambulanze (un capo medico rnnggiore. + capitani medici, quartier mastro. tenente farmacista, 6 sotlufficiali, 10 infermier·i, 24 portantini). Sono egualmente cosi costituile le ambulanz~ di montagna, ma hanno un materiale speciale. Ogni ambulanza può effettivamente impiantare 40 lelli ed ha tutto il necessario per 200 inferrni. Alle 5 colonne vetturetrasporto assegnaLe a ciascun lazzarallo é addetto un medico capo del servi~io delle tappe (Lenente colonnello) ed a ciascuna colonna è addetto un capitano medico capo, un altro come aggsunlo, 1 farmacista, :l solluftìciali, 5 infer-
1:. SE.GV"JZ[Q liEOICCI mUlAIU:
16T7
miet•i, 10 porlanlini. ogni colonna compone~t tli :1:2 ''elLure di requisizione 11 2 tavalli (30 pei maluli, 1 pei bHgAg-11, 1. pei foraggi) . .\1 3 treni c:anitar i è assegnalo personale della land'' ehr: ~ono costituili con vetture all'americana intercomunicanti, capaci di 20 1nfermi ciaseuna: ogni treno ha un medico capo capitano, l medico aggiunto pure capitano, l farmacista, 2 !'oLlufficiah, 5 infer mieri, 10 porlanlini. Ai con,•og!i sanitari lacusll'i si provvede col per.,onale di soccorso. Il complesc;o ciel materiale d'o!<pedale è stabilito pel ser\tzio di f> mila letti. Natu!"almenle è anche organizzato uno speciale servizio d"m•fedale terrJlortale dietro e lontano dalla zona d'opera· ziooi: esso è diretto da un ufficiale rodico ~uperiorc mrlilare e vi i> addeLln rlel personale <>anita rio ..Iella land'' ehr; esso sen·izio é ind1pendenle da quello sauilario cieli' esercito.
16:.>8
!UVIST \ DI TECNICA
Splccluo riassunriro del personale sanitario. LA:\DWEHR
ÉLITE
~
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=Comando ~<'neral~ Jed'esercito. Comandi d'armala . Stal• ma)Zg•ori di divi<>ion,.. Br•~~> te fan terra . BAttaglioni ructlil'ri. Ba Lta~Jioni c~:~r•abì nieri . . . . St~:~tr maggiori r ol{gimentt cavaller·ia. Squadroui draJ:(oni . Brigate artiglieria . BatterieJi campa~na Balteriedi montagna Colonne parco Batla!!lioni treno . Compagnte ar·trgliE>· r1a di posiz1one. : Compal!n ,.. arti ficier·r Battaglioni zenif . . Lazzareltr li campa~~~a
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Colonnt! vellure-lra "l'orlr . Treru sanitari, . . Comp11lo!nie J'amr.•inistrazii)IIP . Ambulanze dr monlaszna Colonne riserva materiale santlat•io T otale
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Si richiederebbero clCI!i: 059 unleinll m~dìcì - 690 sottufficiali di sanità 6006 lnC~rmleri e vortatorl. La ll'UIIPa eli srtnlta rappr~scnla quìntli quasi il 4 '/a per ~ento in ri~cnntro alln 11'111'\le d PII' t11itc, un po' pii! del 3 per cento di quelle della J:.ntiwehr. Il ~.80 c1rca tl~l ~ Lruppo allil·e tulle.
E SERYIZIO MEDICO )JJ I.lT.\11&
165tl
Jfateriale sanitario.
0Rm: al medico a.l un corpo di tr uppa ha una saccoccia pel' medico con medicinali e j ol!gelli òi med1cazione e fasciatura; b) solluffidal~ riceve una sac~occia analoga ed una cornetta, e) infer·mi!:'r c una saccoccia (boi~Xi8) e.! un bidone rlo acqua; d) pot·taoliuo una saccoccia aualugt1 e1l un brdone da acqua; e) battaglione fant~ria ha una ca':'.-a :;anilaria per tnranteria; 2 sacchi sanitari: 8 barelle di carupo~na, due delle quali cou una ferula ('Stecca) Schnyder; U!lll uandiera federale ed una internazionale; 1- coperte Ji lana; f) r<'ggimenlo dt·a~oni, batteria di campag-na, compagnia di posizione e di a m mi uislr·azione, colonna parco, ballaglion•l treno, ha una cassa sanilaJ·ia con un ~acco sanitario, uua barella di campagna con una ferula Sdmyder; a) b11tleria d'i montagna ha un sacco sanilal'io, un sacco con astuccio chirur~ico ed una riserva Oi!getli di medicazione e fasciatura, una barella di campagna articolalA Cl>ll stecca Schnyder; hl battaglione del gt!uio è doto lo di 2 casse sanit.at·io con 2 l:&ccbi sanitari. 3 barelle di camp~:~gna, una sL~>cca SchnyJer ; 1) compagnia arllfìcier1 una barella di campagna; k) lazzardto di carupagna ha 2 furgoni a 4 cavalli pel materiale sanitario di r•s~rva; 2 vetture per rerili di ord•nanza o di r.:quisizìone (a 2 cavalli); 2 vetture per le pt•o,·vi!otioni; 2 vellure ba~aglio con cucina lra~portalile; l ) ambulanza ha un forgone; 2 vetture rcrili a due r.a· valli: 1 vettura prov\'igion: a 2 cavalli.
Dota;ioni dei dicersi me;.;i sooraindicati. i. Saccoccia o giberna da portantina: 5 triangoli medi, 5 cat'lucce da medicazione, 1 scatola di !alla con ovatta ss:rrassata, 1 lanterna.
1660
Rl\JSTA DI TE~:\11 .\
2. Bolsdn da infermiere: metr1 0,3 ~raradrappo m scatola di l alla; una !i'pu::rna; 12 triangoli (3 picc•)li, 6 medi, 3 grandi'; 2 rasoi ed un cucio da ripassare: l aso forbici ed una piuz.eLla: 5 bende <2 I iccole, 3 medie); una botti~liella con liquore d"HolTmann; IO compres"e (5 piccole, 5 ll)eùie); '5 paccni (carluccie) du meòicazione e fasciature; 100 g-r•. polvere pei piedi; un pacchetto con 50 gr. ovotta sgras»ala; l lanterna; i tarcolar~ (a benda elastica); 25 ::.:pilli doppi ed ordinari; J rocchetto con Il) metri filo da cucire: !) rnt'tri na"tro di filo; una baccinclla per medicazione. :3. G1berna da sotlufficiale: l paio fo1·bici ed una pinzetta, un pacchetto (car·tucce) da medicazione. 4. Tasca per· medico: medicamenti ed og~etti da medicazione. i>. Sacco l"anilario: car·la da scrrvere. buste, portapenne, matite, scatola pennini, calamaio; 3 paia stecche (ferule di legno) a scorrirloio; 5 ferule di cArtone: 5 di filo di ferro; 150 gr. cotone; 20 triangoli (10 piccolr, J() grandi); botli~lielte e ~<·atole di latta per medicamenti; siringa da iniezione; 20 ben d,:o 0 piccole, 10 medie, :, l!randi); una ciotola; UJ,a misura rer ùosare l'acido feniCO j 11) COmpresse grandi; 5 fionde: 2 pacchetti, di 50 gr. cia~cuno, dr ovatta s~rassata; 2 torcolai elastici: 1 astuccio con o~~elli da cucir·e; 4 pacchetti con cinque cartucce ciascuno d'Ofr~dti di medicazione: 2 pacchelll di 50 g1'. ciascuno avalla S!:r·asc:;ata; 30 compresse (IO picc<'le, 20 medie); 10 lrian~oli med1; t bacinella; 2 spugne; 1 spar.r.ola per le mani, 1 pezzo sapone; 1 scatola con sparadt•appo; un coltello, un paio forbici; una sirinl!a da iniezioni (in guaina di cuoio): 3 candele ed una ~catola di fiammiferi svedesi 6. Cassa l"anilaria di fanteria: formuluri, carta, bu:;te. penne, malrte, calamaio; bolliglielle, scatolette di lall.a, ecc., con medicamenti e 20 boltiglielle e scatole vuote; 2 chilogrammi pol>ere pei piedi in due sacchetti; l ciotola; i coltello, l paio forbici, una f'patola: 1 termometro: ;; candele ed una scatola fiammiferi ~,·edesi; 3 rololelli di 10 m4'tr·i di Sl:!la in boccella; 40 triangoli; 80 compr esse (20 piccole, -iO medie, 20 ~r·andi); 1>0 fionde; 30 mtJtri nastro di filo; l a!'ltuccio oggetti per cu·
E SER'flZIO \!&DICO 'liLIHRE
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eire; 2 siringhe da iniezioni; 4 lorcolari elaslici; 2 tubi di gomma per e:noslasia; 5 spugne, 2 bac1nelle; 1 rocchetto funicella; iO pacchi da medrcazione; aOO ~r. cotone; 40 trianaoli (i!O piccoli, 21) !:!'randi); 70 bracciali internazionali; 10 paia ;.tecche di le~n•'l a scorridoia: 10 ferule cartone: .W bend~ (IO piccole. 211 medi~>, Il) ~rrandi); 20 pacchelli con 50 gr. ciascuno ovattA sgrassata; ;) mPtri garza greggiA; una scatola (cas~etta) isLrumenLi chirurgici; 1 irrigatore: una bacinella ~ande: una bor~s istrumenli oJa llen~ista; 2 grembiali da operazioni. 7. Cassa sanitaria per armi speciali: i sacco sanitario c. s.; carla, penne, malile, calamaio, formulari; j stecche a scorr idoia; 20 cartucce da medic8zione; 1 rocchetto spago; 5 metri ~arza grel!aia; 1 termometro; boccette e scatolette medicamentr; 1 chilogramma polvere pei piedi in ~acchello: 1 tubo ~omma elastica; gr. 100 cotone; 20 comoresse (5 piccote, 10 medie, 5 granJi); 5 pacchetti con 50 gr. ovatta sgrassata; una scatola ish'umentì chirurgici in bor8a di r.uoio da polersi anche portar·o ad armacollo; una borsa da dentista; un grembiule da oper-azioni. 8. Furgone d'ambulanza: una cassa farmacia (con medi~ menti ed uten!':tli da farmacisti); una cas~a materiale da medicazione; N. S bauletti -:la fasciature, con ciascuno: 40 bende (i> piccole. 10 medie, 5 wandi, 20 di garza), 50 compresse (10-20-(>-15), ~O lrian~oli (10-20-10), 5 fionde; 2 sospensori; 3 pacchetti ron 5il gr-. ovatta ciascuno; 2 lorcolari o beode elastiche; una siringa per trrigazioni; una scatola con c:oparadrappo; 5 carte taffetà inglese; 1 asluccto og-getti per cucir<.!; 4 boccette da 50 gr.; una boccetta catgut; una pezza sela prolelliva; 3 bidoni (in"aginanlisi): un irrigatore con tubo di gomma e cannula di stagno; 5 ciotole; una ..;catola oggetti da medicazione; 10 bacinelle F) grandi, 5 piccoh·J; 2 catini; JO ~pugne; 5 asciugamani; 5 grembiuli; i chilogramma stoppa in un sacchello; 1 pezzo sapone; una spazzola per le ugnej f candelterl', 4 canriele, uM scatolu fiammiferi svedesi; 3 brocche per vino: t'na ca~l'-a strumenti ed apparecchi da frattura, con: 2 scatole da btrumenli chirurgici (senza borsa): una borsa da dentista; una pietra da af-
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RIVIST.\ DI TECXIC.\
filar<>. ;) torcolari; :30 :,tccche (IO ca1·tone. 10 legno, IO fil di ferro); 5 pa.nelari d1 legno: 10 suole di legno; 35 metri nastro filo; 10 "ecchetti Yuoti per &Yena o cr usca; 200 triangoli (50-100-50), scatola di latta con ~ d1ilogrammi di ges~o; i paccheth con :2~>0 j:.:l'. ovalla !'grassala; l sacchetto con 1 cbilogramrna cot'loe Pd un altro con allrellanLa stoppa; :-, metri carta pergarnenata: l soste~no per baciuo (lavabo); 5 grembiuli. Una t>as::a ri~crv<~ materiale Ja n1edicazione con: 600 bendl• (100 pu;cole, 20 med1e, 100 grandi, 100 garza inamidata. 100 garza preg!!ial: 800 compr·esse (150 piccole, 300 medie, 150 grandi, :!00 medie di ga rza greggia); 4 pacchetti di o,·atta sgrassatn di 250 gr. ciascuno e 20 di 50 g r.; 1 aspo (auindolo): :! casse p~t· u.:.:-gelli d'ospe.;ale, co11 eiascuoti. IO melrr tela, Z> tland•a. :2u garza, tii imperm•·abile, 5 e~rla r ergarn~ua!a: 10 sacchelli ''ucti, per cru:>ca, ecc.. 1 termometro; l clulo]lr'arnmo stoppa 1n sacco ed l chiiCJararnma CIJione in altro con:::co; 15 camicie (ùellt> quali ;) apertt: 1:i a sciugamani, 5 ~trofìnacci, 5 gl'embiuli; 2 bidoni invaginonUsr; 1 Jrr1gatore; una scatola da rneùtcaztom·. 10 ciotole; l biberone; 15 bacini :) piccoli). :2 catini; 250 gt•. sapon"' 111 scatola; una spazzola pe1·le Ug'ne; 2 :;pugne gi•anùr; una bacinella (padella) dr zinco: un ot·iual•' j,l ; + cand~ ier1, con 1 chilopt•amma canù~ le ed una ~cfllola fiammift>rr Hedesi; 3 lanlt•rne in,·a!!imllllel"i. In uno scum, artirnenlo del cassone della ''ettu1·a ''i sono: 80 lenzuola in + bAlle, ciascuna delle quali .. in volta in un guscio da pagliarrccio ~ ;!Ontienc pure un guanciale. ed il lutto è legato con cinghia da imballaggio; ;)Il coperte dì lana in duque balle, rinvollule 1.' • ., ; ~~barelle da campa_goa e4 òfl ambulAnza: una gt·ande bandiertt Sl'!!Oale, una con a::.ta articolala ("'rzzera), :2 inl<'rnazionalr (1 articolala , 1 semplice); una r·a~sa cou 5 ch1l. da stoppa in 5 saccheUi; 10 metri d1 filo ti i ferro dolce (lei dtamelro d1 3 a 4 mrlJ.; lO budella di per;ramena: 20 stecche gra ndi (IO alla Schnyder, di filo di ferro); l paniere !cogli o~getti di $I'Omma elastica. tubi da irri,.:alore, poi verizzalori, soude, tubi d1 d renaggio, 2 l1ende elAslicbe, ve;;ciche pel ~?hiaccio): una ta,·, ·la la o.,erazionr; 4 sgabelli at·Licolati a libro; 32 pagliaricci e 32 guanciali (in 4 balle con c·ng-hia d'1mballa~;io) : l bilancino di r icambio.
E SE.RVlli O MEOTCO MJLJTAJtE
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Cn bauletto pe. quarliennaslru (formulari contabili, O!!gelli cancelle!'ia). L"nn ~nc<.:occia istrumenti (marlello, tena~lia, ce$oie, caccia...-•te, lima, 2 succhit<lli, una chia...-e Inglese, 1 uncino di ricambio, 50 cl.tiodi. 50 viti, una sega a mano, 50 metr1 corda, 2 gomttoli spago. lnoltr·e sono riposti nel fur~one: una lanterna da vettura. 1 a mpollino con cannuccia per- olio. l accetta, una zappa, 2 badili (quadro ~ rotonc.io), 1 zoccolo con catena, l anello una scatola grasso, 1 bilancino. H catenacci e 7 chiavi !identiche). F inalmente ogm ambulanza ha 2 cucine indipendenti, ciascuna coi seguenti o~getlì : 2 tna!:'roitl~ da campagna: uua casseruola; 1 bidone; una s chiuma rola; 1 ramaiuolo (cucchiar one); 2 mestolini di legno (cazzerole); una forchetta da distribuzione: 1 trinciante ~d 1 forchettone (in fodero di cuoio); 5 gamelle di ferro battuto e 5 piatti id.; 5 cucchiai. 5 fot·chetle, 5 coltelli; 2 bricchi da caffo, 2 sacchi da provvigioni; 1 gt·embiule; 2 strofinacci. O,!mi lazzardto ha pure .due cucine mobili, come le !'Ovra indicate. per ser virsene se mai non si potesser o utilizzare cucine di requisizione, ecc. Sulla vettura bagagli si cadca pure una: O. Cassa pro\·vigioni: con 2 chilogrammi caffè cr udo in scatola, 2 di sale in saliera di legno, mezzo cb•logramma estratto c~l.l·ne. due e me21.o di latte condensato; 1 macinino. Ogni ambulam:a ha inoltre una riserva di Ollgetli di equipaggiarneoto personale (una tasca da medico, una giberna da sollufrìciale, una dll portantini e i relativi bidoni). iO. Ambulanze di monla~rne: cus!'a di farmacia (medicinaH ed utensili); cassa da medicazione N. 1, con: 2 sca tole di istrumenti chirur·gici; 40 bende 5 piccOle, 10 medie, 5 grandi, 20 di garza). 50 compres!'e (10- 20-5-15), 20 triangoli (5 piccoli, 10 medi, '> grandi), 5 flonùe, 50 car~uccr da medicazione. 2 ~ospensori . 3 pacclJelli di ov:Hia di 50 gr., 250 gr. cotone cardato in un sacchetto, 5 metr•i tela cotone, 1,80 ftaneUa; 1 termometro. 8 paia stecche ad incasLro, 10 paia di carlooe, 10 paia di legno; 20 melri nasl!·o filo, un astuccio oggetti da cucire: 2 ~!lusme ~ran• li. dut.> siringhe da irricazione; 3 torlari; 2 bacini da irrigazione; t;scatola con sparadr·appo; 2 grembiuli. Cassa da medicaz.ione ~. 2, con: 80 triangoli '20 pie-
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RlVJST.\ DI TEC:\JC,\
eoli, W medi, 20 g randi), 20 metri garza (10 inamidttli), 3 metri impermeabili, 4 chilogrammi gesso, 6 camicie (2 aperlt.>J, 4 a<~ciugsmani. 2 bidom m'aginanlisi, 1 irrigatore, una ~catola da medicazione, 10 ciotole, 2 catini, 5 bacinelle da me.Jacazione, 10 spuf!ne (in due pacchetti!, 2 grembiuli, 2 brocchfl pea· vino, 1 pezzo sapone, una ~pazzola da ugne. Cas!'a da medicazaone N. :l, cou: 200 bende (50 piccole, ;)()medie, 50 ~randi, ;:,o di garz11), :120 compre<~se (·o. 80, 80, 80), 750 gr. ova tta in 3 pacchetti, 200 gr. in :J pacchetti; 5 casse og~etli lellert>cci. cioscuna con: :: pagl!ar•cci, 3 rruancìaL, 6 lenzuola, :) copPrte da lann: nella prima di e::>se casse souo aggiunti 2 impermeahìli, :3 metri carta peraamenata, :3 metri budella di carla pure per!!amenala: in allr•c tre una camicia ordinaria; nella quinta due camici~ aperte. Cassa cucina, con: 2 marmitte di campagna. 2 casseruole di ferro invA~i nantesi, 1 bidone, 1) ~amelle di ferro battuto, cinque bricchi pure di ferro, l trinciante, i forchettoni, una schjumarota, 1 ramaiuolo, 10 piatti, 10 cucchiai, 10 coltelli, IO forch~tte, 2 strofinacci, 2 sacchi da pt•ovvigion•, coulenenti C!a<'cuoo 5 chilogrammi farina in scatola di latta, 1 chiloaramma e mezzo caffè in scatola di latta, 2 chilogrHtnmi sale in scatola di legno, 4 candelier i con l chilogramma di candele, una scatola fiammiferi, 2 lanterne invaginantesi, una sal' coccia 11rnesa (martello, t~>na~liE', 2 succhiella, ~O chiodi, 16 chiodi da f'.. rt•atura cavalli), 2 ferri da cavallo (a cerniera), una saccoccia da sellaio (con 1 martello, una tenaglia, l punteruolo, una lesino, un intìla correggia, 6- fili impeciati, 12 fibbie, 12 correggiuole). In una cassa sono riposte 2 bandiere (svizzera ed mternaztonale), una tenda a montanti artic(1lali, con :>~ pinoli (4 in ferro) iu 2 sacchi, 2 mazzapiccbi, H b8rdature da ba<>ti con 2 coperte. 1 gumitolo grosl"O di spago, 12 metri corda (in 6 pezzi); l paio :::accocde cuoio cogli Oj.!getti ùi cancelleria .la 11Uarlier mastro; l"Ono pure dotale di una barella. di ' barelle pie!!hevoli, uo'accella. 2 badili (quadro e rotondo). Finalmente 6 catenacci con a chiavi. ·U . Furgone di ri!'erva ùa ospedale (lunaretto) di camPal!na:
E SEIIVJZ JO l! FDICO lnLJTARE
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Furgone A: O~gelli di biancheria per sonale e da lettn, lenzuola 200 in IO balle rorm ate con un pagliericcio e IO cinghie da imballaggio; 100 coperte pure in 10 balle costituitA c. s.; SO pagliericci e !)() ~~:uanciali in 10 balle con le cinghie relativo; 2 ca~Be complessivamente conten<'nti 70 camicie :aperte), 60 asciugamani, 20 slr ofìnaccr. 20 chilo;:rrammi candelf\, 5 chilogrammi sapone in pPzz: di 2!",0 ~r; 4 barell.~ montagna con bretelle; fi catenacci e 3 ~hravr; una llmlerno dn vettura; uu· acc·t•lta. zappa, 2 badili, anello, scatola ·l i gt'8Sl"Oj bilancino di ricambio. Fur·~:ton~> B: Medic inali eò oggPlli cio. metlica:tione: Una cas!'a bende, con 1300 bende (200 piccole, -«>0 medie, :200 ;:r antli. :)(IO dì garza), t a:o:po. 11JOO hraccmli int(•rnazionali; Una cassa comprell~e; 1700 (:~00 picrnle, GOO meriie, :100 gr andi, 500 gart.a); 2 casse lr·ran~o li, contenenti eia:- cuna 800 tr iang••li (200 pic~;oli, 401J mP.di, 200 ~r&.ndi; 2i chilogr ammi ge!';c:o in 6 scutolt> c:alclate; l'nA cassa O\"Atlo; 2 rhilogrammi e mezzo ovatta !'!!rar:sata in 10 pacchetti,~ clulog'rammi ovnlta iù in RO parrhelti, (l chilogrammi cotone cardalo in 12 pacclrellr; 2 casse di julA, con ciascuna: 12 chiiogrammi o mezzo stoppa. in 25 pacchPltt; Una cassa apparecchi per fr·attura : 20 ~leccbe di legno, 2(1 paiA SlPccbe nllunannlr~i, 20 r4•rnlf' c,arlone, 20 di filo òi rel'ro, 10 palmari. 20 suole, 100 metl'i nastri in 20 r·otoli, GO !'acch..-lli \UOti (20 prccoli). 30 fionde, 10 sospensori, :lO metri tela. W metr1 flanella. 58 melrr !tarza (3S inamidata), 25 mt~tr·i carta pergl'lmenata in 5 rotoli, 16 rmpermeabili da 00 cent., una hON"A o~getti da cucina (con 20 !!:omitoli di seta da 11) metri r. ia~c uno , 100 gomitoli di fllo pure da IO metri crascuno. liOO c:pilli; 100 di ~icurezza; 100 Aghi m 10 astucci, 50 ar. <'er a in 5 pezzi, 100 c;puane (in 20 pacchelli}, p1ani p('r 2 tavoh con 8 gambe separate a,·vitabili . Una cassa c:t.ccche, con 40 stecche delle 4]Uali 20 Schnyder, 10 metri filo di re r1'0 non tPmpf'roto; :{R metri garza, in duo pezzt>, inamidala; :W m(·tri garza j:tregf,!io; 4 imper meabili;
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Rl\'JSTA Dl TECNICA
2 baodier·e svizzere c lO inlernazionali, colle relali"e lodere; 10 fiaccole; 4 sgabelli piegheYoli; 2 ca3se farmacia, coolenenli lo stesso materiale, però in doppia quanutà delle casse farmacia d'ambulanza. luollre: 2 panieri per oggetti dt gomma elastica; 2 saccoccie arnesi da lavoro (identiche a quelle d'ambulanza): 2 paia traverse ('la Le>-lala e da piediJ per bar elle d'ambulanza; 2 bacinelle da )ello (padelle); 2 orinali; 1 baulelto pe1· romanùanle di lazzaretto;
l bauletto per quartter maslro; 2 coppie bidoni, con un irrigalore, una scatola da medicazione, i biberone, 10 ciotole; 4 catini, 20 orinali, IO bacinelle da medicazione; 1 bauletto Ja farmac ista (con formulari relali vi); l bauletto islrumenli chirurgici d i r iserva;
Una lanterna da vellut·a, accella, zappa. 2 badili, aneUo, scatl)la pel g rasso, bila ncino J i ricambio: 4 barelle (~ da campagna, :! d'ambulanza con bretelle); 6 catenacci e j chiavi. 12. Vagone Lazzaretto: barelle- lettiera 20, cinghia da sosp ..n!<ione ~o. montanti 14, assi (l per montante} 14, uocini (4 per montante) :16, vi ti o4, l"barra -rni~ura- i, se~a 1, s ucchielli da 6 millim t>Lrì 2, g iravili 2, cassa con chiave una. Leili •l'ospedale: pagliaricci e maleraz.zi 20, guanciali 20, lenzuola 40, coperte 40 Altre oggelli di dotazione: armadio 1, tavole 1, bidoni 2, bicchieri (in un canestro) G, ca"aturaccioli 1, br icchi da mezzo litt·o 20, pialli 20, colteai 20, rorcbetle 20, cucchiai 20, lava h) 1, catini 2, asciugamt~ui 2, strofinacci 2, pezzi di sapone 2, spazzole da mani :1, sputacchiere 4, orinali 5, bacinelle da letto (padelle) 2, secchio per le medicazioni 1, te rmometro da camera 1, sgabello 1, scopa una, lanterna una, candele 4.
E $ER\"IZLO llEDICO lllLI rARE
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~el ceno baga!!lio vi 11 una riserve di lenzuola, oggetti letterecci, biancheria per::;onale, ecc., barellE' a cinghie di so5pen~ionE>, una piccola farmacia, una cassa oggetti di medi· cazion... come qu~lla d'ambulanza, una cassa attrezzi da falt'~uame.
Ra+ione oioeri. Di pace Pane gr . 750, carne 320; pei legùmi e la legna indemuta indi \'iduale ~ioroaliera 10 a 20 reutestmi. Campag-na. Pane gr. 750; carne fresca 375; le~mi, o riso, orzo, pa~ta gr. 200; sale gr. 20; caflè tostato 15 e zuccaro 20, al pane possono sostituir "i gr. 500 biscotto; alla car ne fresca della salata oli affumicata, carne in conser\'a, gr. 200, lardo, formaggio gr. 60. Nelle distr ibuzioni s traordinar ie (invernali, truppe al'falicate) la carne p uò aumenLarsi anche fino a gr. 500. il fot•maggio fino a 125, ed inoltre possono farsi Jelle di~tribuziont di vino od acquavite. Razione di riserva. Biscotto o farina ftr. 500, o pane bi scotto gt•. 750: carne affumicata, oJ tn conservo gr. 250; sale :;rr. 15; caffe tostato 15 e zoccaro gr. 2•1.
Peso del cestiario ed armamento. 1. Ve"'tiarto, peso medio . chil. 5.4-H 1 2. Zatno completo, peso medio • 13,146 j 18•590 3. At•mamento (con cartucce), !JesO medio . . . clu l. -, ,613 28,768 i- Tasca a pane (colle 2 razioni pa11e. boraccia ptena, peso medio . . . 2.,565 B.
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RIVISTA D'IGIE~E Processol!lta)JeaD perrloonoscere le carni congelate.- (/( progresso, ottobre 1R92). Il signor PouchPt ba dimostralo chè il sangue fr••sco, ~spo sto ad una temper atura di 10 a 15 g radi ~otto zero, si solidifica e diventa rutilanle, allorché si ritira que<>to '!&.ngue dalla miscela frigortfica, e che ~o ridiYentato liquido, e<>"o pr esenta una colorazione rosso oscura ed una certa Lt·asparenza. Se si esamina questo sangue al microscopio, si scorjZOno i globuli pallidi e deformati nuotare in siero verdaslro .. mentre nel sangue fr·esco 1 globuli si vedono colorali iu r•osso verdastro in un siero incolore. Su uno di questi dati si basa 11 pr ocesso immaginato dal s ignor Maljean per r iconoscere le car ni conp-elole, e sopralutLo quelle di montone, che si vendono al ~iorno d"ogzi nelle macellerie delle grandi citta. g sufficiente un po' di l"angoe e semplicemente un pn' di succo mu.:;colare. Per ottenere il sangue si cercano i iJiCcoli "8"i che si trovano negli interstizi muscolari o in vicinanza ·delle oasa; con una pinza o con cesoie si estir pa un segmento venoso, che si esamina rapidamente al microscopio. Quando si vuole e!'amintare il succo muscolare, l'li taglia un pezzetlo di carne, che si compr ime quindi con una pinza ; ne esce un liquido rossaslro, contenente del sangue. avanzi di fibre e goccioliM di ~r·asso: ~i esamina •ruesto liquido al microscopio rapidamt>nlt> per e,·itare la dis~Pccazione. Se la car ne è frP;::ca. ~• constata la pre.,enza di nuroer o"i globuli rossi, che hanno conser valo il loro colore uonnele, ~ che nuotano in !!'iero incolore. Se Ja carne é stat.~ con gelata, i globuli sono derormi e !>COloriti, ed il JiqmJo ambiente presenta una tinta r·elativamente o:::cura. Queste al-
RIVISTA n'IGIEI'iE
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terazioni del sangue si rivelano anche ad occhio nudo con caratteri d'una certa impoi'lanza: se si esercita uua certa pressione sulla superficie di sezione d'una carne fresca, si vede uscire del sangue dagli oriòzi vascolari, ed i piccoli Y8Si si vedono segnati da una traccia rossaslra o violacea, che indica la presenza del sangue. Nelle carni congelate i vasi sono poco Yisibili e si trovano difRcilmente tagliandole: e~se paiono vuoti, ed il Iiquido che ne cola non ha la colorazione del sangue. Il succo muscolare raccolto colla pressione é piu abbondante e più colorito nelle carni congelate che in quell~> fresche. La differenza è molto sensibile aUorehè si raccoglie il succo muscolare su carta bianca da filtri vi r·est~no delle macchie più Jarghe ed oscure. F inalmente, se si mette un pezzetto di carn·~ congelala in un tubo t.la assaggi, contenente dell'acqua, si vede questa colorirsi più rapidamente e con maggior intensité. che con la earne fresca. I pa.raaa1t1 del biscotto per le tr11ppe: mezzi di preserva.zione. - Ca. DEc~ux. médecin aide-major di2a classe. - (Archicea de m.édecine et rle pharm.aeie, N. 8, 1892).
$tU8Sli causati alla galletta sono prodotti da Microlepidotteri. Fra essi pO$Siamo riconoscere le seguenti tre specie: 1• Epheslta elutella; 2° Ephestia interpunctata; 3• Asopia farinalis. Di phì la farina é infestata dall'ephestia kuchniella, di re· -cento importazione in Francia (188i) che potrà in seguito ~Llaccsrsi al biscotto. Alft-ntrata di uno qualunque dei fori naturaH o artificiali del biscotto. si verle una specie di ragnatela grigiastr&, che imprif!iOna nelle sue maglie dei piccoli grani o>oidi giallastri, -che allro non "ono se non gli escrementi del baco. Se si apre il biscotLo con un colte-llo parallelamente alla faccia superiot•e, lo si divide ;u clue gallette e si scor•gono il più delle volte uno o due bachi circondati da particelle dure, prove-
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RlVIS'll
nienti dal biscotto e formanti una specie di buùello dove rinsetto l'li na~conde. Nell'interno di questa galleria st trovano alcuni fili di seta, che gli c,er,·ono pt>t muo>er·si in avanu e indietr·o secondo che \'UOl prendere nutrimento o rigettare i suoi escrementi all'interno, conservando se mpre la sua galleria con grande propricta. Ecco come si comporta il baco della ephest1a elutella. Per nutrirsi esso si avanza nella sua p-alleria, rompe colle sue mandibole cornee delle particelle di biC>COUO che mastica ed ingoia, riservando fJualche detrito per aumentare il tubo o budello a misuru che esso procede. Per vuotarsi marcia a ritroso e JlPnenuto all'entrata della galleria, mette fnt)ri l'ultimo suo anello dell'estremita anale e contraendosi fortemente lancia fuori i piccoli granì escremenlizii. L'enlr'ata del canale essendo sempre chiusa dai fili incrociali aLtaccati esternamente al biscotto, questi piccoli g rani escrementizii vi penetrano per forza e vi restano fissali senza però iotercett.are mai l'in~esso dell'aria necessaria alla respirazione del baco nella sua galleria. La potenza di propulsione è tale, che togliendo con cura le lele attaccate all'orifizio, si può constatare che il granello escrementizio è proiettato ad una distanza, rappresentan!R due o qualtro volte la lun~hezza del baco. Il baco poi cresce, s i trasforma in cr1salide in un bozzolo grossolano e dà or igine ad una piccola farfalla grigiastra. Dalle coltivazioni falle e dalle osservazioni uei magazzini, risulta che lo sviluppo delle farfalle ha luogo l'e sta LP., Jalla seconda quindicina di maggio. ~ti pruni giorni di settembre; il massimo d1 fr equenza é dal 15 giugno al 1• a~:~;osto. In certe annate la comparsa delle farfalle é più ta•·t.liva, ma allora per~iste di più. :\on si ù osserYata una s~:conda gl"nerazione. L'Ephestia elutella è una farfalla notturna cioè a dire nascos ta durante il giorno; essa vola solo Jurante la notte o per lo meno in un luogo oscuro. La sua vita è b1·eve. specialmente quella del rr.aschio, che muore subito dopo l'acroppjamento. La femmina dopo l'accoppiamento cerca u.1 sito conveniente per deporvi le ova; se dei biscotti sono
1671 C$'posli nll"aria, e~!;:a andra a deporre nei forami o nelle fessure dei medesimi1 Altrimenti essa deporrà una cinquantina di ova nelle fes..,ure delle casse, il piu profondamente pos<>ib!le oppure andrà sui muri, ma sempre vicino alle casse rlcl biscotto. Cna volla deposte le uova, anche la femmina muore. Le uova schiudono rapidarnenLP, alla fine di J a 6 giorni; il piccolo bruco che t1e sorte è di 1 a :l millimelt'i di lunghezzu e sottile come un filo. Molto agile, esso si meLle a correre per cercare il s uo nutrimento; se egli si trova in una fessura di mUJ•o. il cammino e qualche volla ben lungo per arrivare al biscotto e molti muoiono per via. Nato in una cassa gli è facile guada.mar e l'interno riella cat•ta che circonda il pane, forandola. Al101·a cerca un punto debole della crosta, o una res$ura e s'introrluco> cominciando a mangiare. Di tempo in tempo con l' ingrosMmento la sua pelle di venendo tropro strelt.a, egli la muta. Gli occot·rono tre m esi e mezzo a quattro per raggiun gere completamente la sua taglia, e la quantità di nutrimento consumato è dn 2 a 4 g rammi <li biscotto. Dellt:l volte però esso si nult'e <.I e lla sola polvere J.el magazzino, contenente sempre dei globuli di amido. l fili di seta , che il bruco stende sul fo rarne di entrala, ~li ser·vono di protezione contro i nemici, giacchè basta loccarnc uno pe1' vedar lo ut·restarsi nei suoi movimenti e, se continua lo stimolo, Yederlo ritirarsi nella par te più fìlta della tela. Il bruco preferisce sempre il biscotto f1·esco al vecchio. •\ seconda dello stato di sviluppo che ha raggiunto pref(~risce sverna re nel biscotto o fuori. Resta durante la stagione fredda di preferenza nel biscotto quando non ha ancora raggiunto il completo sviluppo, ciò che si riserva di fare ai primi tepori tli primavera. Il pane con Lenente quest i bruchi non è a rigore malsano, non può produrre la diarrea, perchè il verme mangiato dagli uccelli non nuoce a !fallo e noi slessi mangiamo continuamen te dei piselh e dei legumi ù' altra specie contenenti ancbe il 10 p. 100 di b ruchi senza risen lirne danno. Sla. il fallo però, che il pane così bacalo è estremamente r ipu-
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gnaule, tanto piu quando se nt~ fa la zuppa, eh» i vermi vengono alla superficil· del brodo. Il pane bacato va, per lo meno, diJi_enternente spazzolato. L· ~phe.~tia interpunetat(( ha coslutui analoghi a quelli dell' el11 tell•r, ma si trova nel biscotto nelle pr oporzioui de W 1 o 2 p. l 00 rispello a fJUe,.to, t~ cosi presso a poco la f>.ttero.lis (arino.lis. L' epltestia li.uc/lftiella ( Zeller) ù d'importazione recente, e ci è venuta dall'America con le fa rme. È stata se;.malata in Europa do Zellel' nt:'l 1879. :\fauriz10 Gerar·d l'ha ricevuta dal BPigirJ nel l&'H; lo stes!'lo anno è slat.a indirizzata da ~arbono al museo di Parrgi, poi si f' molliphcala in Francra. F.,;~a pare noo ~i Lrov1 nel bi~cullo, ma fa dei !!uasli enormi, oer grauoi ~:~pprovvigiooalllenlr ·h farine. Il baco for ma nella farma d!~lle galler·ie lubular i, come di lela di ragno, le quali ~~~l!lulint~no la farina, danùole u n tlSJif'llO ripuguaule. 0' altra perle, gli e>icrementi !';i 1116SCOJauo alla fa rina, dando un gu!-lto disaggrade~ole a l pane. Mauri2io Grrar.J ha raccomarulalo di spolverare i luoghi infetl.j con la polvere i n~t!Lllcida Vicat o con c!~lla naft.alina. Qu\:!::-tr proces~i ili diStrUZIOne uon banno prodotto alcun risultato applicati in gr~ncle. ~feglio e di slacciare la farina logliendone i bachi e le tele che si dis ruggouo con l'acqua bollente o col fuoco. Il biscotto !<Ì può iofelLA rt~ con que:,li paro~srli nel tempo in cui é trattenuto nelle !-lufe ùi prosciugamento a circa 30 g1·adi. Oppure si infella nelle casse d'imballo che hanno 1-{ià SHr vito Hltrc volte e che sobbene vengano ste1·ilizzate a l fo m o, pure contengono sempre delle uova feconde c vive perchè la disinfezione viene falla incornpletamente. Qut~ndo le casse sCJnn nuove, vengouo infettate dalle faJ·falle che si schiudono nei ma;.:a:aini e penetrano dovunque. Una volla penetrato l' insello, senza uscire dalla c&!<::;a, si può r iprodur:·e per molle (• molle ~enerazioni co~icch~ s! capisce che il danno derivautene è 1u ragioue dir etta del tempo du rante il quale il biscotto vie11e conser vato.
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Me::::i di preserca;ione. La pruna condizionn indispenc;abtle per assicurare la JJreservaziotw A><soluta del biscotto, qualunque sia il rooo~o di imballa:;tA'iO. P. di non fabbricarlo che durante gli otto mesi dal 15 l'elternbre al 1~> maggio, e di imballarlo in casse beu faHe di ferro hianco, ben accomodate e rolle giuntut·e ricoperte Ji cut'la forte incollata. Il modellv di casse da biscotto del commercio Huntley el Palmers parrebbe sufficiente. Prend~u f,. qutlsl~ precauzioni si puo ::raranure la immunità indetiotla contro i bachi. Se si vogliono proprio adoperara le ca~se di legno, bi:-o~rna sottoporle pPr un •1uarto d'ora alla temperatura di piu 121'1' oppure Luffal'le J:>er ~> tuinuli nell'acqua bollente prosciuga ndole poi tn maniera che non vengano nuovamente infettate. Conviene inoltre tenere i luo~hi di fabbt•icazione e i magazzini perfettamente puliti e prendere le misure necessarie per impedir,·i lo sviluppo delle farfalle e det bachi. Dal J5 aprile al 5 rna!!'friO i muri saranno ~raltati, lavati colla potà"S8 e intonacati col coaltar addizionalo di un po' m petrolio (5-10 p. 100). Le colonne di ~ostegno saranno Ja,·ate colla J>nla~c;a; i forami cbiu~i col mastice ed PSse stes,.e in· tooacatt!. J pa,·imenti saranno l>pazzolali e Ja,·ati con un8 soluzione li1 polassa e le fessure, se sono di l ~?gno, chiuse col tn~t ... lice. l Mrftllt itnbiaoc11ti colla calce o intooacah col coahat• al petrolio, se Fono di le;:rno. Tu~ti gli sforzi devono tendere e cli&1.ruf(gere le fat'f11lle: una femmina distrutta equivaiP a ~~~ o 50 brucui dt meno. È e que~to che l'i deve tendere duraule lo sv1luppo dal 15 mal!')rio al 15 setlem br.-. Un buou mezzo consistera nello ...tendere nei magaz.z.int delle felLucciè spalmate di miele. o glucosio del commercio e di attaccar•• al muro delle assicelle spalrrlale della medesima snstauza. Le farf11lle ,·oJ!Indo o posandosi, si ag~lu tinano e baster·a poi br uciarle.
i. -
Il}
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Si potra, durante la nc1tte, dispor·re rH:i lnal!'azzrnJ una 0 più lampade o fuoco nudo. ~enza lubn. ma con riflettore. p,.,. evit~re 11 pericolo d'incendio. "'' rollocheranno queste lawpaJe sopra fogli di !alla. La lure attirerà 'e farfalle che v1 ..:i i.Jrucieranno in gran numer·o. Unrante i rnPc:i dello s,·iiuppo. com·iene di lP.nere le fine·lr·e chiuse Ja,le 5 di ,era alle fl del rnaltu11•. per impedire alli.' rarfalle di fuori •h venir• a depo1-r~:~ lP u0va ne1 magazzini. lufine, se c possibile, di ,·uotare 1 m11g-azzini durante due '' L1·e giorni, l"flr·ebbe buono di p roce>uere. nelle iorme ordin»rit>, alla lm·o dic:infezinne collo zolfo (:30 grammi per mc. di ambiente). Questa oper·azione dev•• ecosere fatta in maggio, prrma dello SYiluppo delle farfa lle . .\vendo pero r acidv solforoso una i1rza ni penetrazione rile\'anle. biso!!na ~uarJars-1 dal hH-ciar aperte le casse di bi<ocollo nei ma!!Azzini. Quando il parassita (• penetra to nel Li.,cotto, il solo mezzo pet· dislrug~erlo o mc!lliO per arrestarne l'opera è il passa~rgio alla stufa del bi..:c;olto medP~imo La spazzolatura e la ~lrofìnatura non "ono ~uffìcienti. Bic:c.qna dic;fare le ca~e e sleoùPre i pani nel forno a 120• o 130" per un quarto d'ora. Quesla operazione può essere fatta in un forno, dopo la cotlur·a del pane. Facendoln in magg:ro, ::;i uccideranno e i bachi contenuti nel b1scoltt) e quellì che possono contenere le cascoe, donde dirninuzione considere\·ole nello sviluppo delle farfalle e nel ricoc.:hio di contaminazione a vvenire. Tale è r uniro mezzo da impieS!arc. Alt~ quallta dt bis~ollo "'Ono state fabbricate c.m l' intendimento di to~Ji.,re o diminuire i !tfelli di quello attualmente in uso, ma nessunA di queste varietù di pane ~ scevra d'mcon venieoti; nessuna resi<>le agli attacch i della ephestia, la quule troYandosi innanzi dei pani tlur J""rmi. li intacca egualmente facendo s~or)!ar·e dalla sua bocca un li'{uido r.he ne rammollisce la crosta.
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Le emulsioni dl olio minerale pesante come succedanee del cres yl - P. DELAHOCSSE Carmaci"ta di 1• classe - (:1 rchices cl e medecine ec de pharmaeie, :\. "· 189:? .
Il cre::>yl, di-.inCeUante impiegato negli o~peùali militari sembra ~odere di un certo l'llYOre specialmente come deodorantP Gh si aUribuic:ce anche un potere antil"ettico a~~ai forte che permetle,·ebbe di applicarlo io grande alla dl~tnfezione delle materie fecali, se il ~uo prez1.o abbastanza ele\'1-Jto L. 1,50 al kg. non fosse un Ol"lacolo. Appunto per I'JUesto l'autorr> ha cercato di oLtenere con l'olio minerale pesante di carbone un preparato rlt prezzo moderato, che a'esse la preziosa pt•opr ietà di emulc:ionarsi facilmente con l'acqua, come lo fa ìl cresyl e poc:c;edesse un potere deodorante eù antisettico pari a quesL'ultimo. Il prodotto che egli propone qui appresso sembra riunire 'luesle condizioni, secondo le esperienze fatte. Esso è compo.,lo con la se :mente formula: Olio pe;,;:anle di carbone (0. intorno 1,0;)()) kg. 5,000 Colofonia polverizzatA. • t.OOO Lisci via di !-ìoda a J ,38:! . . . . . . . • 0.600 S.11pone verde. . . . . . . . . . . • l ,000 La liscivia di soda e ottenuta economicamente col trattamento dei cr istalli di soda con la calce viva. Sciogliere la colofonia nell'olio sia a dolce calore. sia a freddo med1ant+> agitazione ripetuta; aggiungere la liscl\·ia mescolando; incorporar<1 ti ~a pone verde e passare a ttravP r~o unu tela Il lifJuido sciropposo ottenuto ha l'aspetto e semoibilmente l'odore del creq~·l: si comporta come il medesimo nelle mescolanze con l'acqua; anzi l'emulsione ne è più stabile. Il suo polet·e a ntisettico , prova to al ga binetto di balleriolo~iA, si é mo~ll·alo super iore a quello del cres~·l; il potere deodorante è per lo meno u~uale e il suo prezzo è di circa L. 0,33 al chilo, potendo ridursi ancora con la rabbt·icazione in grande. Le esperienze falle a Val de Grace hanno dimostralo che france~i,
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le dosi da impiegare pel' aver·e il utassimo di azione sono le seguenti: Olio pesante di carbone (D. 1,050) . kg. 5,000 • 0,:)()0 Colofonia. . . . . . Liscivia di soda a 36° B Sapone veJ\le
M. Ro~u;-.; el COLI~
farmacisti di 1• e <ii 2• classe. - B a tteriologia delle acque mine rall dl Vlohy, Saint-Jorre, Hauterive e Cusset. - (Archtoes de médecine et de pharmacie milìtares, ~. 8, agosto).
Gli autori hanno pubblicato un la voro molto considerevole, che si raccomanda per il metodo cd il rigore scientifico a cui esso e improntato. Benché lo studio microbiologico delle acque minerali sia ancora al suo inizio pure gli autori hanno superato le difficoltà inerenti al complesso laYoro con molta maestria. L'acqua delle s0rgenti di Vichy, come ogni altra acqua di sorgente, deve teoricamente essere amicrobica al suo puntu di emergenza. una volta messa in boltiglia, essa contiene ciononostante un numero di ~ermi molto rile\·ante, qualche volta favoloso. Le cause principali di questa impurità segnalate da Roman e Colin sono oggi nettamente stabilite. E:ssi _hanno esaminato l'acqua di tutte le sorgenti successivamente: t• nella vasca; i• al rubinetto dei pozzi ~ pompa; ~· ·dove !>i fa il lavaggio dei \·etri; 4• nel bicchiere del bevitore; 5• al rubinetto di riempitura delle bottiglie ; 6° nelle bottiglie dopo un tempo vario. Essi hanno cosl seguito rappa per tappa, il progresso ascendente e discendente dei germi e dimostrato che per tutte le sorgenti, la deposizione dei ger mi si fa col mezzo dell'al'ia nella Yasca istessa. La contaminazione delle acque mediante infiltrazione dal
·1677 vicinato, è slata ben messa in evidenza, in qualche ·caso, per la natura dei germi stessi. Qua~to allo stato microbico. del recipiente, esso non fa che aumentare la ricchezza bacterica preesistente dell'acqua, ricchezza che in fJUesto mezzo di coltura favorevole cresce rapidamente durante i primi quindici giorni dall'imbottigliamento per decrescere dal '15° al 30• giorno. Dalle loro numerose analisi risulta, d'altra parte, che il contenuto in germi delle differenti sorgenti è estremamente variabile. Dopo 48 ore dalla chiusura nelle bottiglie, l'acqua· della soegente calda di Grande·Grille contiene 572,000 germi per centimetro cubo, e quella dell' Hòpital 694,000, altorchè l'acqua delle sorgenti tiepide e fredde ne contiene solamente qualche migliaio. Uno studio attento dt:>l progr·esso dei germi nell'acqua raccolta in t•ecipienti sterilizzati, ha condotto . gli autori ad ammettere una relazione diretta fra la termalità. delle acque e il loro contenuto in microrganismi. Essendo però la tempeeatura dell'acqua una qualità essenzialmente teansiloria, bisognerebbe pensare che la maggiore o minore attitudine alla proliferazioae dei germi foss.e dovuta alla presenza di un elemento particolare, non ancora determinato, legato esso stesso più o meno direttamente alla temperatut·a dell'acqua. ,Dopo quest~ importanti questioni Roman e Colin hanno· studiato la qùalita dei germi contenuti nelle acque delle diverse sorgenti ed in seguito essi si sono applicati a !arne scaturì re l'influenza che possono avere sul loro numero le diverse operazioni che vanno dalla presa delle acque alla vuotatura delle bottiglie. Il professore Cornil. depositando il lavoro agli uffici dell'Accade!nia di medicina (seduta del 10 maggio 1892) ha terminato così il suo rapporto: « Le ricerche di Roman e Colin devono servire di punto .. di partenza per de~le riforme urgenti da apportare alla " gestione delle sorgenti, alla costruzione delle vasche e «~delle bevanderie e alle pratiche attualrne~te in uso per il « lavaggio dei bicchieri e delle bottiglie e per la chiusura « delle medesime ». M.
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G. KLEMPERER Ricerche sulla protezione dell'uomo contro 11 oolera. asiatico. - (Be rlin.er klinische Woehenst:hri{c, ="'· 39, 26 seLlembre 1892). Le t•icerche batteriolo~iche hanno dimostrato c he la protezione contro l'ezione specifica di un veleoo d1rende pure contro l'aumento dei batteri portanti Il veleno. La ~lessa legge Yale a nche per l'imrnun1là dt>ll'uomo contro il colera. Roberto Koch ha dimostrato che anche legg-ere malattie di colera presen•a no l'uomo da recidive per a nni, ma a questa regola non mancano eccezioni, poiché lo stes:::o uomo può ammalarsi più \'C•Ite nella stessa ~pidPmi a . Come però si può dimostra1·e che un uomo per vsccinazione sp~cifica ùi,·enga 1mmune dal colera? Belll'ing e Kitasato hanno scoperto eh-\ il siero di san!!ue di animali resi artificialmente immuni acquista la proprietà di rendere immuni alLr1 animali, e quanto più g randt1 è il grado d'immunità, tanto minore diviene la qua ntita Jel sangue nece:>saria per rendere immune un allro animale contr o la stessa ma· Iattia. L'autore ~i propose di inocular·e all'uomo sostanze immunizzanti ~iii !'perimeotale in aoimsli, qnindi tJstrarre con sa · lasso il sangue di detto uomo e ùi t•icercare se riusciva, mediante il sier o di questo sangue, di rendere immuni le cavie contro l'avvelenamento per colera. Quell'uomo, che, con minima quan tità di sangue, é in grado di r endere immuni le cavie contro l'avvelenamento di colera , e pure da considera1'Si quale immune da essa malallia. E dappr ima è ùa OSSPrvare che anche il siero di sangue di uomini immuni per natura al colera possiede la proprieta di renòer-e immuni conLro la stessa malattia pure gli animali. Di cinque uomini . ai qua li furono eseguiti l;a lassi per apoplessia, edema polmonaro od u1·emia, due erantJ immuni al colera, percM bastarono due centimetr i cubi ed un centimetro cubo ùel loro siero di sangue per rendere rispettivamente immuni due ca,·ie. Dunque e~iste in lutli gli uomini un cer to grado d'immunità naturale contro il colera, ma non in lulti egualmente
1619 protetth·n Rim-.ne nra a vedere quale •qa la ener~ia di essu immun1ta ind,q l•al, e <=e '•a poo;;,ibiie aum<>ntarla arlificialmcnte. Pe1· determinare il grado d·immunitil, che ~i può artificialmente proàurre 1n un uomo con inoculnzioni c necessario sperimenLare nelle ca~e il ttrado d'1mmunilà del ... jero di l'<anguc di uom111i che supera•·ono il colera e eh~ perciò. salvo rare eccezio••i, dh~1•nero lemporaneameute immuni ad es!"a malattia. Non sarà difficile che si pre«enii ropporlunilà d1 tali esper;menti. Intanto l'llut~•r-e, coadiuva to ltt alcuui suoi amici mediri e studenti. ai •ruali e ra ben nolo il per1colo a cui su davano incontJ•o, l"i Mno ~olloposti ad una set•ie di inoculaziooi artificiali di coltur t> di colet·a. Q ut~<;le al lerzo giorno di s,·iJuppo, furono conser,·at~ per duP ore ad una temperatura di ; o• C. All"nulore furono inoculati sotto la cute in tolale, ma in piccole quantllà ed io otto giorni consecutivi, cc. 3,6 òi collure r>ure di bacilli di colna ; al nono giorno fu ad esso e~lrallo sangue da una vena e col relativo siero di sangue furono inoculb le sei cavie, cou dosi che oscillar ono da cc. 2 a cc. 0,25. Tutte le cavie resisterono ulla succes«iva iooculazione, entro il peritoneo, di 1 cc. di coltura di colera io brodo <h l i, ore di sviluppo mescolata a collure recenti in agAr. Con tali ino<:ulazioni ruomo può assai probabilmente con sider·arsi divenuto immune al colera. Le e~peri eoze nelle cav1e hanno inoltre dimostralo ehe le collu r ç virulente di coleru hanno polf're immunizzante mollo superiore a qu~lle ri:;cald~tle a ;o• C. L'autore ha finalmt>n te dimostr alo nell'uomo che i germi di colera. i 1uali nell'inte"-tlno sono IHnto nocivi, moculati solto la pelle, non ris~aL•ati. non solo non sono per•colos• per l'organi:,mo, mtt posseggono maggiore energia immunizzante. l n questi germi si verifica ciò che si r iscontra nei pneumo. cocchi, 1 quali assai nocivi nel polmone, sono qut~si innocui inoculati solt ' la pelle.
c. s.
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- L'importanza deU& ricerca batteriosooplc& per riconoscere le forme di colera di benigno decorso. - (Be,.liner klinische Wochenschr(f"c. X. 39, 2? settembre 189-2).
PAOt.O Gt:TTMAX:-1.
Alcun1 ct~si di colera decot·rono 10 modo cosi benigno da nostr as, con sintomi di vomito, diarrea <' dolori ai polpacci. Talora questi ultimi mancano P non si banno che vomito e diarrea, tal altra manca pure il vomito e non rimane quale sintomo che la sola diat·rea, che, più o meno forte, du r-a per alcuni giorni. Come l'autore ba sperimentalmPnte dimostrato. in que~ti cast re"ame micro.:,copico di uno di quei fiocchetti biancbi, che si OSl:iet·vano nelle dejezioni. fa vedere numerosissimi spirilli di colera. e 21- ore dopo nunwrose colonte di colera nelle lamine di gelatina. Rela tivamente alla ricerca batterio!\,•opiCA, l'autore osserva quanto segue. Se le dejezioni diar•rotche del colera sono colorate in ~iallo, il che si riscontra nel magcior num .. ro di casi, poich·· le ddjezioni incolori (come acqua c.li rtso) ::i manifestano nei ca:-;i gravi e solo in un terzo di t{Ue"ti, allora la ricerCA balterioscopica si e"egue nei fio~chetti, nei grum i e, nelle d~>Jezioni simili ad acqua d1 ri,.,o, nei fìoccbPtti mucosL Anche nei fiocchelli delle t!t-jt!zioni colorale i vibrioni del colera sono più numerosi clw nel liquido rimanente. Se in uno ùi tali fiocchetti i vibrioni ùel colera sono numerosi. anche nelle colture in gelatina eseguile con altro fiocchetto simile !>i svilupperanno numerose eolonid. Ma può avvenire talvolla che numerosi -..·ibdoni .._i 0"!'1Prvino nei preparati per l~Lrio:ciamento, mentre al contrArio ">i svilupp•no nelle coltut·e poche colonie. La lPmperatura migliore per lo !'viluppo delle colture in gelatina è di 230 C. ed il tempo nece<~.:,a rio di circa 2Q ore. Piu presto si rag2iunge lo scopo s~. mvece della gelatina, si usa I'Agar ~ si cvnservano ll• colture alla temperatura di 37' c. Da queste oss:ervozioni si scorge come sia importante) in ra~Mrnigliare al cholera
168 1 tempo di colera, di disinfettare tutle le dejezioni diarroicho, anche quando semiJra che si tratti di semplici catarri inte!>llnsli.
c s. lDfluenza clel movimento sullo sviluppo e la vtrnlenz& del microbi. - B. Sca ,twT. - (A r ch. f H!Jyiene e CentraltJ. f. die med. WissMseh., N. Hl, 11'192). La questione della purificazione naturale dei fiumi è stata in que;:;Li ultimi t.ernpi sludiala e discussa. Essa può eiTettuarsi per le seftuenti cagioui: 1• Per la diluzione delle materie immondo con l'acqua pura, la quale Ri mescoht con racqua dei fiumi contaminati, come acqua di rivo e come acqua sotter·rauea; 2• pel depoc;ito delle par·licelle sosp• ·'<e come melma; 3• per la influenza <.Ielle piante acquatiche che a~;:;or•bono sostanze organiche scialle e le con~;umano; 4" per l'azione de!{li infusori carnivori che si appropriano le sostanze or::raniche '"0"Pe"'e; :>• per i microparas.,ili che dett>rminano la ossiJazrone della mati>ria organrca e la dist r uggono; 6• per rsJfìmlù chimica di certi cor pi, per la quale da certe sostanze solubili nocivi ne derivano altre insolubili, cha si separano dalracqua e quindi formano cornùinazioni in!';O· lubili. È dimostralo che la purificazione naturale è piu energica nei corsi d'accJun a rapida correule e specialmente nei ~randi liumr. Di qui sorge il peosiero che il movimento possa esser·e un altro faltorP della depurazione dei fiumi. Esso potrebbe ogire soltanto sulla vitalita d(•i batter i. Fut>ono già falle molle ricerche in questa dir•ezione senza giunStere Q un ri.,ultato concorde; tuttavia è prevalente il numero di coloro che negano al movimento ogni rnfluenza sulla vitalità dei batteri. Lo Schmidt, ad istigazione deii'Usselmann, ha ora ripreso questi sperimenti. E~li metteva in movim<mto delle sospensioni acquos•' dr batteri o scuoten lole con la mano o sospen· dando le fiale piene .tel liquido a l un pendolo mosso •la un meccanismo d'orologeria .. Questo movimento era naturalmente mollo più debole di qucll<> della mano. Tanto l'uno che 100
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l'altro si continuavano per circa mezz'ora. Il movimento debole per mezzo del pt'ndolo si dimostrò s enza azione sui batteri esa minati. Al cc>ntrario le scuotimenlo con la ma no fu molLo Ìm!JOrlanle; per esso fu qu;.;si affatto annullala la faco ltà di sviluppo nello stafilococco citreo, molto diminuila nei batteri dalle ucque ,)j rogna, 1lel baciUo violaceo . nel bacillo del colera e oel bacillo del carbonchio: ma la virulenza di q uest'ultimo non é punto attenuala. Se la varicella e ll vaiuolo sieno identici. - Dou. M . F RE-
(Zeizsch rift.fiir Hy(liene und In fectionskran./iheiten, dodicesimo "olume, fascicolo 3o, 1.892).
'Y ER . -
Numerose 8$perienz.e nei vitel li e in a ppress o nell'uomo hanno dimostra lo, in questi ullimi tempi, tanto in Isviz.ze ra quanto in Germania cile il va iuolo e il va ccino sono ident.ici, cioè, cbe questo ò un'attenuazione di quello. Anche l'autore é r iuscito ad inoculare il vaiuolo vero ad una vilella. sulla cute della quale si s vilupparono pustole caratteristiche, r.ol cui contenuto fu inoculata un'a ltra vite lla e così si ottenne il materiale per le succes sive inoculazioni. Per ò l'autore non r iuscì ad inocular e il contenub delle pllstole di varicella nelle Yilelle poichè in queste non si manifestò che una t·~azione passegger a. La stessa viLella, alrottavo ~iOt'll(J dopo l'inoculazione <ii varicella, fu innestata con vaccino, il •Juale protiusse pustole numerose e genuine. Dunque il contenutn do:lle 'escicbette di Ya r icella non solo non produsse pu!>lole ndla vilella, ma non r ese l'anima le neppure immuue alla ,·accinazione con la linfa antivaiuolosa. L·autore ebbe occal>tOne di ,·accinare ranciulli, che a veva no da p •JCO tempo sofferto di \aricella e in tutti ebbe esito po!>.itivo, menlr<' clve si ammalarono di ,,aricella. quanùo la vaccinaziooe era già diYenula alt!Ya. Da lulli questi falli. ma sopra tutto dalla consider azione che é possibile inocular e co11 succes so il Yaiuolo vero ad una vHella e di ricavarm: una sostanza identica al vaccino, mentre ciò non l'\i oltiene col contenuto delle pustole di variceila, s i conch iude che questa e il va iuolo ver o non sono geneticamente malattie ide ntiche. C. S.
o'JGIE~I!
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Sulla poaslbUe tr&smlaslone dell& tuberooloal mediante n latte delle giovenche tuberoolotlohe, • di 1Ul b&olllo patogeno rlaoontra.to nel latte. - DolL. A. FtoREr-:TtNJ. (Giornale della R. Soci età JcaUana d' igiette, ~. 6-7 8 dél ISU2•.
L'malore ha cercalo di risoh·ere sperimentalmente alcune quec:.tioni conLt·o,erse, cioè se percbè il bacillo di Koch $i trovi nel latte occor ra cbe la madre abbia tubercolosi diffu"a anche alle mammelle, oppure se questo ratto possa ve. ritlcar~t in tubercolosi localizzata ed in mammella sana. In base ai nuo..,i regolamenti sanitat·ii dovendosi dare una grandé importanza al latte di gioYenche tubercolose {perchA esclu~o per legge dalla consumazione) l'autore volle riconoscere se, tulle la volle che il veterinario fa diagnosi di tubercolosi, abbiansi prOJ.Irietà infettanti nel l~tte, di modo clte esso vetel'inario sia a utor izzato ad escludere senza JJiù le vacche Lubercolottche come produttl•ici di latte: ed inollt·e se e fino a qual punto (data la proprietà infettiva del latte di I(Ucste gtoveJtcbe clinicamente dit•gnosticate tubercolotiche) ne risuHasse minacciato il latte totale di una stalla, e ctò anche in base alla diluzione dei virus. Da questo studio sperimentale si desumono le seguenti conclusioni: 1° Il latte di vacche tubet·colotiche può veramente contenere il bacillo di Kocb ed ~ssere tnfj>llaote; ma qUe!"tO fatto non si an·era che nei casi in cui dett.a malattia è diffu<>a nell'organismo. eJ aniene in moqo cer to quando si ba l'infiltrazione tubercolare della mammella. ' 2' La diluzione del latte contenente il bacillo tltbercolare, fatta con una quantità relativamente grande di latle sano diminuisce ancora la probabilita di virulenza di detto IAtlt>, fatto questo già da tem!)o dimostralo anche da Gebbardl. 3' Oltre ·alla possibilità della pr·esenza del bacillo dì Kocb nel latle dt gio...-enca esposto al consumo comune, fra altri microot·ganismi non patogeni, ;;i riscontra frequentemente un bacìl lo proveniente probabilmente dalle s telle e dai re·
~684
RIYISTA n'IGl.ltNB
cipienti non puliti e portato sopratutto nel latte dagli stesst famigJi durante la mugitura. Tale bacillo è patogeno ai conigH sopratutto, alle cavie poi, e produce la diarrea nei poJli se inoculato sotto la cut~. ma nulla si può finora dire della sua azione sull'organismo umano. 4" In altesa dell' introauzione del!" uso della sterilizzazione del latte che deve servire a l consumo comune, come gia si opera in vari grandi centri, riesce sempr e mag~iormente utile jJ consiglio degli igienisti di non fare uso del latte se non dopo bollilo.
G.
RIVISTA Dl STATISTICA MEDICA -
Re.socouto •ul reclutamento (1891) e statistica me41oa.. dell'esercito franoese per 11 1890.
Il numero degli ammessi alrestrazione della clas:>e 1 H fu di 310275, dei quali 29620 però fu rono riconosciuti r.ella prima vis1ta incapaci d'ogni servizio e quindi il num~ro degli inscritti ammessi realmente ad essa esh·azione si r idusse a 280655. l rivedibìli della classe 1888 visitati per l(l seconda volta fu di 36597; e quelli della classe 1 7 fu di 19520... Totale visitati 336i'i2, col seguente r1sultato: Classe
Abili
Dispensati Già in servizio Rivedibili Ascritti al servizio au· siliario. Esclusi Totale.
!889
i888
tSS7
Totale
HOi18 44316 3214·1
i07'i9 3132 13
5641 400
15713$ J.78i8
5
327M
39997
~02H
J}
61)2,4 i
22892 91
2420
131-72
38684
6
2
l}!)
280655
36597
19590
33&772
1685
RIVISTA DI STATISTICA AUiDLCA
Furono riconosciuti sostegni di famiglia ed obbligati ad un 80lo anno di servizio per le tre classi (6662, 46i, l50) 7216. ì...e operazioni di Je,·a iniziale il t• gennaio, furono compiute il 30 ~riugno; ~ la chiamata alle ar mi ebbe luogo nel successivo novt:mbre, ed allora. furono incorporati 204873 uomini, dei quali 11400 nella fanteria ed artiglieria marina. Nel 1800 si riformarono 13636 Ùomini (giovani soldati e militari) dei quali 1320~ per inferrnita anteriori al servuio od indipendenti dal servizio. Furono transitati alla r iserva nel 1890 18U03 uomini, e mandati in disponibilità (in con gedo fino a l paso;aggio alla riserva) 26747. Arruolamenti volontari (Ji terra) 25067. e per le truppe ·d'Africa 5103; ringaggiati !H74 (8126 soUufficiali).
Algeria.
Inseriti! 4710; riconosciuti inabili ad ogni ser,·izio alla prima visita 358.
-
9
tS88
l887
Totale
2571
96 8
24
2691 247 1017
i
Abili. Dispensali . -Già nei ra nghi Rivedi bili Ser,•izio ausiliario . Esclusi .
•
Classe
238 1017
•
254
80
2i'O
5
2
i
•
•
38
•
334
313 3
Totale. 4352 190 63 4605 Statura media dei visilah 1=,64-4. Fur ono dichiarali r i,edibili per deficiente statura 7023 in<lividui di statura inferiore a 1m,54. Per debole costiluz.ione furono mandati rivedibili 32974 visitati. Alle truppe ausiharie furono asse~nali 1310 miopi; 3255 .erniosi.
1686
RIVISTA
Furono ùtchiarati inabili per miopia 631 vi!\itati. 395 pel." sor do-mutoJezza, 524 per balbuzie, 721 per lisi polmonare, 3939 per· er nia, 1186 per varici, 5i:>/ per epilessta, 1117 pel." cretinismo ed imbecillita. 161 per alienazione mentale, 1951 per debolezza della costituzione ..... Tutti oltre gli inab11i n-. conosciuti nella pr ima risica.
Statistica sanitaria dell'esercito. Effettivo medio (i 889) :>2i733 uomini. Effettivo presenti 463371 (ufficiali 15842, sollufficiali 34777, soldati con piu di un anno di "enizio 280170, con meno 13+2· ::!. ~a lati alla Ctimera Gl '01 i = 1375 p 1000 prt~senli. Malati all'infermeria 60480 - 3('.7 » • Giorna le di cura 19605!)2 - 11,5 gior nate per malato, 4,3 pel" uomo presente. :\1a lati all'ospedale 1000:10 - 20'2 p. 1000 defl'effelli\'O totale. Giornale di cura 3020-291 - 26,1 per malato, 5,8 per uomo effettivo. :\ior bosilà generale (mfer merie ed ospeda li) - :2i0850..... 569 p. 1000. -Giorna le di indisponibilil.é, infer meria ed ospe.1ale = 17,& per m alato, 10,1 per uomo effettivo. Lasciando in dispa r te gli urtìciali, perchè i p1ù ''~ curarono in casa propr ia. etl anche i sollufficiali per rag;on1 analoghe, si può notare che 1 soldati coo ptù di un anno di serYizio ebbero una mo:-bosihi di i83 p. 1000, quelli a m eno di un a nno d1 85fl, ed in media per tulli 60i p. 1000. Mortallta. -Decessi 3240 = o,l9 p. 1000..... La mortalità sarebb e qui ndi io notevole dimin uzione .. ..... P er ò vuolsi aver presente che la pr oporzionalilà è stabilita sull'effettivo Lotale. :-lell'eserdto all'interno i decessi fu rono ~422 = 5,39 p. 1000, G9-i in Algeria-11,0i p. 1000, 133 io T unisia - 10,73 p. 1000. L a m ortalità s u 1000 casi di m orte fu per: !fleni ngite ce-
'
DI STATISTICA YEDJC.~
1687
retr o-spiollle ~l.9; g r ippe 5,2; vaiuolo 6,2; bronchite cr onica G,~) e tubercolosi 1fi!l,6: mening:ite t 1,8: rosolia l2; difterite 13,0; car diopatie 18,1; scarlattina 26,5; palud tsmo 29,9; rliarr<'fl e dt"senteria 37,5; bronchite, pleur·ite, polmonite 102; morti ac·:ideotoli e le~ioni trnumatiche :)8,8, Ruicuh 52. Febbre tifoidea : casi 611 i aU'inlerno con una mortalità del 0,60 p. 1000 (:\. l 02iJ: 22,0t, in Alger.a, 3.'3,3q in Tuni«ia. comples"'-ivamPnte 10,7. ~e i ~oldati la mor ta lità, n li' tntet·no, flscesc al 12 G:> p. 1000, pero pet· 'JUCili nel primo anno di se r vizio si elevò al 16,97 ~ m•gli infermier i al 19,0t Su 1000 deceslli lle nt' ebbero :315 2 per febbre tifoiclea; più del 2 p. 1000 pei :-oldati in riscontro all'effettivo, e ben 2,85 in quelli a meno rii un anno di servizio. Nel governo militare dJ P arigi SJ ebbero 472 ca!>i con ().? de~essi (:U~ p . 1000 sull'effettivo). Vaiuolo e vaiuoloide. - Casi 190, decessi 20. morbosita 3,6 p. 1000, ed una mor la lita di o,:1s p. 1000. Il maggior numero dei ca~i occorse in Algeria. La mortalità nei soldati a più di un anno dt !'ervizio fu di 3,3 p. 1000, in f'JUelli a meno di di un anno di servizio l,!l Il maggior numero dei casi !>i ebbe m gennoio, il minimo in settembr e. Morbillo. - Casi 4219 = 8.01 p. 1000; decessi 38- 9 p. 1000sui colpili inferior e qui n ii all't p. 1000; oei soldati a meno di un onno di l"ervizio i cosi asreser o al 16,51 p. 1000, nelle infer merie al 5,9. Il numero ma~simo dei colpiti occorse nel mar zo, il minimo in gennaio. Scarlattina. - 2089 cas1 (3,9 p. fOOO) COli 8G decessi {sui colpiti il 41 p 1000). Nei sol lati la proporzione dei colpiti fu del 4,31, in quelli o meno ùi un anno di servizio 7,46 p. i OOO: negli infermieri non fu che del 3,8 p. tOOO. 11 ma ss1mo nume ro c.lei caF.i occor s e in febb ra io, il minimo in ngosto. Orecchioni. - 7976 casi con u11 solo ùecesc:o ..... Massima dei caf>'i in marzo, minima settembre. Rislpola. - 1355 casi con 15 decesc:i. ~ei soldati la proporzione dei colpiti fu ùi 2,82, in quelli nel t• anno ili c:er vizio 3,8:) p. 1000. 11 n umero mao;simo de i ~asi occor se in_ marzo, il miotmo in ~ette111bre.
IIIVI:iT.\
Paludismo. - 1721 cao::i all'interno, 9000 in Algeria e TuoL~i. Tubercolosi. - Rico,erali ne~li ospedali 25i7 (4,8-'> p. 1000), pei soltufficiali 2,67; soldati con pii.t di un anno di servizio 4,1);, e iu quelli a meno d'un anno 6,37..... Dece!;si t,OS, rifCJrme 4,94. Venerei. - S•fìtide 4757 casi, 2855 Il li' infermeria, 1902 all'ospPdalf'; ulceri molli \40~; blenorragia 1485:l. Totale 24012 = 4\8 p. 1000, pel governo militare di Parigi 61 ,4, Algeri 73,2; 22 riformati dei quali 20 per sifilide. Suicidi. - 169, dei quali 12i oll"interno, e 45 in Algeria e Tuntsia ... Ufficiali ;,,2 p. 1000, sotlufficiali 0, 1, ·SOIJali anziani 2,3, nel primo anno di servizio 3,4. Riforme 97i7 = 18,6 p. 1000; per tubercolost 2594, cardiopatie t 196, oltaimopatie (1) 1181, lesioni traumatiche 610, otopalie 139, ernie 297, epilessia 263, broncbtle cronica 1!)8, dermopatie 194. Pleurite cronica 18'2, alienazione mentale ii9, r~umatismo 119. Operazioni.- Furono praticato: 432 di importanza, con soli 1!) morti. Tra esse operazioni però :si contano 60 paracentesi toraciche, operazioni d'empiema, 60 fistole anali . Vaccinazioni. - Praticate 4M281 (in individui ma1 vacctnati 4809, dei quali i48 in Tunisia). Su 287821 prime rivaccioaz1oni si ebbero 1~0083 successJ (41,i p. 10(k Su 116651 seconde rivaccinazioni si ebber o 20743 successi
(19,8 p. 100). Il ''accino umano è qua!;i me~so iu disparte non si praticarono cosi che 7~!lR inoculazioni. La linfa fresca e la polpa ~licerinala diedero circa il 70 p. 100 di successi, la ltnfe in tubi solo il 53 p. 100. l r tseroi8lì. chiamali lemporeriamente alle armi (3J 1,943) diedero 21714 amm11lati in camera, 5123 entrati all' infermeria, 199 1 alrospedale; 20~1 furono l'i formati; 52 morirono
(l) Sono compresi 353 cas1 di miopi~, t4! d'lpermetropia , 71 d'ast1gmalismo.
DI ST.\TJSllCA. MEOlO.
1689
(13 per falLi polmonici. 8 per febbre lifoide, 6 per tubercolosi, 4 per su1cidio. i dt ..-aiuolo, 2 dissenteria, 2 di tela·no, :! per accidenti. B.
VARIETÀ Leg& contro Il canoro:
A lato della lega contr·o la tubercolosi, già esistente a Parigi, vfldiamo con piacere sor gere una lega contro il cancro, a capo della qual,e troviamo i nomi illustri di Ve.rn!mil e Duplay. Nello scorso novembre è stato pubblicato lo slaluto di questa lega, dal quale crediamo utile di riportare gli articoli principali. La lega contro il cancro ba per scopo di favorire le ricerche !"Cientitìche relative alla palogeoesi di fiuesta affezioue, di opporsi alla strage che produce o almeno di rniglic1rarne la lerapeutica. Essa esercita la sua azione per mezzo di congressi, con· fe1·enze, pubbhclizioui, premi e sottoscr izioni. Essa fa appello al concorso di tulli quelli che considerano il cancro come un tlagello tanto più temibile in quanto prende o~oi 1rìorno maggiore estenl"ione, e la terapeut1ca non ha fatto da lun~o tempo alcun prof!T8sso serio a questo riguardo. La lega comprende diverse specie di membri: benefattori, onorarii, fondatori, soltoscrittori e collaboratori. t• Sono m~mbri ben.efatcori I)Uelh che, appartenendo o no alla professione medica, favoriscono l'opera con un offerta in danaro;
1690
VARIETÀ
2• Sono membri fondatori quelli che hanno ver sato una sottoscrizione di L. :iOO. :J• Sono membti onorarit •1uelli che hanno contribuilo a for progrE"•Iire coi loro Ja,•ori .a questione del cancro. La nomina a membro ooo1·ario ... falla dal comitato diretti vo. •• Sono membri sotcoscritl()ri quelli che ver sano una '!IlOta annua di cui Il minimo à di 20 fr·a nclti. ~.· Sono infine collaboratori quelli che coi loro lavori contribUJ~cono al succe««o deiroJJera. Gli studi falli sotto il patronato clelia lega sono sperimentali e climc1. l pr1mi hanno luogo net la boratoru delle facoltà o scuole dt medicina, o di veterinaria ecc., i secondi nella prat1ca civile e ospita liera. Le questioni da studiare sono lasciate alla sce lta de! collaboratori e proposte cl al comitato dirotLivo o dai sollocomitali. Questi lavori saranno pubblicati nel Bollettino (trimestrale) della lega contro il cancro. La Lega r1sieùente a Parigi ì• amministrata da un comitato centrale dì direzione composto di un pr esidente onoral·io (Verneuil), ùi un presidente (Dupla y) , di tre vicepresidenti (Strabot, Slraus, MelchnikoffJ, di un segretario generale (Reclus), di quallro segretari e di un tesoriere. l sotlocoroita ti delle pt•ovinctc sooocomposti eli professori delle facolla di medicina, dt'lle scuole di sanità mmtari, delle scuole vetermarie, e dei m~dici che hanno dato un con lt•ibuto scientifico all'opera. Auguria mo alla lega C·Jntro il cancro di raggiungere e presto la mela che si é prefissa. e soggiungiaroo che s e qualcuno desidera di rontribuirvi non ha che ùa inviare al segretar io della le:ra a Parigi, EO boulevard Saint-Germain, la sua aù••<:.ione; accompasmala dalla somma corrisponJenl9 alla caleé!oria di soci che sara per pr eferire.
G.
l GO l Ko~.HLEH -
lUoerche storiche •ul proletWl rlmastl n el oorpo umano ..nza oausare alcun dl.t11rbo e IJUI.l a loro mlgrauone. - Berlino 189Z).
La t.llrèzione Ji sanita del ~finislero della guerra prussiana ha condnciato una serie di pubblicaziani riguardanti la scienza medica militare La prima puntata è fatta da un opuscolo del dott A. Koehler, capitano medico all'lslilul() me•lico-chirurgico Federico Guglielmo : esso è intilolalO Histori:~che Unter.suchungen ùòer das Etnlteilen und n•andern con Getcehrkugeln. L'opuscolo, dedicato t1 von Bardeleben. è un dottissimo lavoro di compilaz1one, il quale avrebbe forse più intert>sse storico che valortl pratico, se, accanto a le a1·mi muderne, che hanno reso, per la loro potenza, quasi 1mpossibile il soffe: mamenlo di un proienìle nel corpo non vi fossero. a nche armi meno umane, per servirei di un'espressione dell'autore, il pt•oiettile delle quali, quasi sempre, resta fra i tessuti del ferilo, ed è necessario che il chirurgo lo asporti . Nelle future battaglie la complicazione dei corpi estranei nelle ferile da armi da fuoco sara rara, mtt uella clinica g-iornaliera di un ospedale chirurA"ico essa è po··o meno frequente di quello cbe era prima. Perciò l'opuscolo del dott. KoeWer, oltre ad avere un valore storico e biblio~raftco, ne ha anche uno emmeolemenle prat1co. come 'luello che mette sotto gli occhi del lettore tutti i possibili ;.riuochi che può fare una palla di Cucile nel corpo umano. Le prim~ notizie esatte su le ft!rite d'armA da fuoco, prodotte in guerra, datano dal i 5• secolo, sebbene l' uso delle delle ar mi, specialmente delle grosse artiglierie, rimontasse a cento ann1 prima. BillroLh (1) ci ha fallo conoscere che l'illani, per il primo. nel 13:!l:! parlò dell'uso ùella polvere da s paro in guerra. Ma anche in Germania, so,:giunge l'autore, dovevano es::sere conosciute le a r mi da fuoco in quell'epoca, perché nella cronistoria di ~1atleo Merian, edita a Francoforte nel 16:32 si trovano le seg-uenti importanti not1zie: (l} lllslorirche Studien ikber dia Beurthellung unà Oehandlw~g dtr Sc!>u-4S-
wtmàtn. Berlin, 1859.
1692
VARlRTÀ
• Narrano le c ronache, o l1brì del tempo, della S'·eva nazione che i conti dì Vurtemburgo ebbero nel 1372 una fiera ~uerra con lo Stato di Ulma, nella quale gli Ulme"i furono sconfitti. P er la qual cosa quelli di Auspurg fecero fondere venti grossi pe.zzi di metallo. ma, ciononostante, invece di tirare con palle di ft!rro, tirarono con palle di pietra. Stando cosi le cose, si ingannano tutti coloro i quali a ffermano esser e stati gli archibugi scoperti m Ger·mania nel 1~0. E veramente vi sono diverse opinioni sul quando e sul do"~ essi furono scoperti. Alcuni scr·ivono che furono usati per la prima volLA nel 1380 nellA guerra mar1ltima, che i veneziani combattevano contro i genovesi, e n ella quale· questi furono sconfitti. Ma Achille Gassaro dice che i ~rossi archibugi erano in uso nel mare danese fin dl:ll 1354 . . . . . . . . . « Insomma non s i sa nienl~ di certo sul tempo in cui gli a rchibugi furono scoperti • . Della speciale malignità delle ferit~ di armi da fuoco non si fa parola negli scritti di quell'epora. Girolamo Braunscltweig, H!J7 (l'autore ricostruisce questa data), De Vigo (Practica i n ar ce chirurgu!a copiosa, 1516), Alfonso Ferri (De sclopetorum sioe archilJusorum oulnertbus, J553), Francesco Rota (De bellicor um tormentor um culnerilJus, i~), credevano che le fer ite da arma da fuoco fossero ferite avvelenale, conLuse o prodotte da scottature. Ma al principio del 16" secolo Ber engario da Carpi (De .fractura calcae s. cranii, Bologna, 1518) dichiarò che nelle ferite da arma da fuoco. non si ha da fare che con una contusione ed una scottatura. Più tardi Ambrogio Parè (15~5), Maggi (Bologna, 1552). Botallo (Veuezia, 1566ì e L eonardo Bol.aiJo (Zwei chirur uisclte Bìicher, Nurnber g, J6iG), cercarono dimostrare che in esse non si h·atla ne di avvelenamento né di scoLlatura . Ma, prima di tutti, aveva soste:1uto questo concetto Hans von Gersdor ff oel suo FeldlJuch der Wundarztney; 1517. E~rli non causlicava dette fer1 Le, ma le trattava con mezzi miti. • Le feritP di ar ma dft fuoco, egli dice, debbono essere trattate come qualunque altra ferila. Prendi dell'olio di semi di c&nape, r iscaldalo e poi versa to su di essa. Io non conosco mezzo migliore e più lenitivo di questo •-
VARIKTÀ
1693
Gersdorlf non ha mai parlato di qualita Yeoetìehe delle ferite da arma da fuoco benchè ammettesse con Hilden che la canna del fucile può essere avvel~nata . Inoltre egli per il primo, ha parlato e dala la figura di un ·istrumento per est1'arre le palle. GersdOJ'If ùice che egli ha appreso il suo modo di curare le ferite da maestro :o\icola, che era stato chirurgo dell'arciduca Sigismondo di Austria nelle tre battaglie di Granc::se, Murten e ~annse. Ma, ad onta dell'opinione di Ger~dorff su la mancanza di qualit.A venefiche nelle ferite da arma !la fuoco, pure l'opinione contraria fu molto diffusa fra i chirurgi del suo tempo e quelli che vennero dopo. Essi medicavano tali lesi9ni causltcandole con l'olio bollente. Ambrogio Parè si oppose energicamente a questa pratica e cercò dimostrare la natura semplice delle ferite da arma da fuoco. Egli attribuiva il catLi,•o decorso di e!lse a disposizione speciale dei tessuti feriti ed alla malignità dell'aria. Mtl non risulla che, per combattere la teoria della veneficil.é delle ferile da arma da fuoco, avesse mes!"o innanzi retlìcace argomento dei proiettili che rimangono incapo::ulali nei tessuti e di quell1 ~.:.he migrano. E pure questi falli gli erano noti, come si vede dai guoi scritti. In essi egli dice che il proiettile, per incapsularsi, de>e essere di piombo, avendo questo metallo maggiore fam iliarita con i tessuti del corpo umano. E soggiunge che non si è visto mai il caso d1 un pmietlile di pietra e di ferro incapsulalo. Il dott. Kohler seguita enumerando, uno per uno> lulLi gli autori che si ~ono occupati dell'incapsulamenlo dei proietlili nel corpo umano e della loro migrazione, e nel far ciò cita un gran numero di casi desCI'•lli da eso:i. Arri>a in tal modo ai tempi recentissimi. \1a de~li stuùi, falli in questi ul1imi anni e riportati dall'aalore, é necessario che no1 diamo ai lettori un piu ampio riassunto. Debbono essere notati il lavoro d1 Salz.er: Sull'incapst'larst dei. corpi estranei ( Wiener klinisclte Wochenschrrjt), i Litterarisehe Studie, sulla teoria dei corpi estranei pubblicati in Erlangen nel 1891, di Layer, P.d il laYoro di Friiokel: Sul si[/ni fieato dei co,·pi estranei nelle ferite, studio sperimentale eseguito nel laboratorio batteriologico del ComiLato
Hì9~
VA R ETÀ
di l'anita militare ( WiellP.r klin selle WoehenschriiL). Fr~nkel fece delle fer ite da puula e ferite da taglto su diversi animali e vi introdusse pezzt di panno e pezzi di biancheria, alcuni impregnati di una cultura di cocc!Ji della suppurazion~> , altri di una cultura rli ~Xang:rena l'plenica, a ltri di olio di crolon o di olio di trementina ed altri l'parchi di terra di giardino. I cor pi el'lranei della prima specie si incapsulal'ono !lenza recare alcun distm•bo; ma quelli Mn la coltura di gangrena splenica cau.,arono suppurazione, edema maligno e sèp!li, non tetano. F rtinkel conclliude dicendo che le ferile pr•odolte in guena, sono tutte. quasi senza eccezione. asettiche: ma bisogna considerare che in una ferita da arma da fuoco ~i ba contu.,ionP dei te.,suti e gocciolio di sa ngue, le quali cose non impedi ..cono, per se stesse, il decorso asettico della ferila. ma costttuiscono un terreno dt nutrizione eccellente per i ~nicrorf{anismi inrettivi. Ora l'infezione, in molti casi, si ha anche quando fra il momento in cui la ferila si è prodotta e rruello in cui si fa la lavata antisettica dt e~"& mlercede un tempo minimo. Il corpo estraneo a llora é del tutto innocente. Layer ha seguito, passo per passo, tullo il proces<:o di incapsulamento dei corpi estranei La somplice injlamma.;ione traumatica, necessar ia perché ciò avven~a. dà occa~ione eli ricordare i lavor i di Virchow, Tillmanns,Conheim ecc. snlla teoria infiammatoria e gli esperimenti sui corpi estranei. Quando, insieme ad essi, penetrano nella fer ita sostanze infettive, la semplice intlammaz10ne traumatica non è più po~ sibile L"incapsulamenlo del corpo estraneo allora non av''ÌPne, ma si ha suppu razione, fistole, as<-essi ecc.: fino a che ti corpo estraneo non viene eliminalo. Ca~"ciata la pal!a e lutti quegl i allri cot•pi estranei, che possono essere entrati con essa, pezti di abito, pezzi di metallo, bottoni, pezzi dt le:rno ecc.: i cost detti proiettili indiretti, bisogna anche allontanare i pezzi di te;:.sult molli o di 0""0 mor·tificati, i quali, non essendo ac:etlici. produrrebbero suppurazione, e bisogna anche allontanare la capsula neoformata, quando la palla, che si caccia, ha dimorato un certo tempo nel corpo del r~rito. I nominati corpi estranei sono
hRfEÙ
più pericoto~i della "lessa paaa. percht'• mtro.iucono nell11 ferita una quant"tà di germi infettivi, e possono anche, alcuni di essi, pt>r la loro s~abrezza, irritare meccanicamente i te"suli. o vvero, ~tmfiandosi, impedire lo scolo del pus. Dalle ricerche di Layer r isulta che i corpi estranei a superficie scab1•a sono semprd coper ti da una cicatrice dura; quelli a sup~>rlìcie liscia invece "i tl'ovano in una ca vità nuotante in mezzo a del liquido sier o"o. - Salzer distingue: 1° rincap~ulamPnlo che a vviene senza re~:~zione di sor ta; 2• l'incapsulamPnLo in mezzo ad una cicalrice più. o meno lesa; :1• l'incistamento. I corpi estranei a !!'Ul)erficie liscia in una parte del corpo po"o mobile ~• incapsulano senza r eazione; quelli a "Uperficie scabra e pesanti si coprono cii fitto tessuto cicatriziale o si iocistauo. Acranto a que1 casi nei f!Ullli H proiellile si iocapsuJa, senza r eazione di sorte, nt>i tessuti molli o noi!P o«sa, ve ne sono altri, in cui la pres~nza della palla ~~ causa di d1stur bi diversi, variabili ~olo per intensità, e la sua mig1·azione. produce. lungo il tragitto percors,>, numerosi focolai di suppurazione, che sono. per il paziente, un continuo pericolo di sepsi geoet•ale e causa di graduale indebolimento. Ma vi e ancora una terza ser ie eli casi, meno frequente ma più. notevole La palla incapsulai.Jls: senza r eazione di sor te. comincia la csua migrazione e la segu1la non appena an-ertita dal paziente, a r restandosi io un punto <~otlo lu pelle, dove, considerando la legge di gra vità, non pareva possibile si potesl"e ft>rmor<>. Ebbene. solla nto in qu~>~to momento si ma nifestano fenomeni innammatori. La pelle di venta r osRa, sensibile al tatto, edematosa, si ~viluppa la febbre ecc. Come si spi!!ga rruesto ~ P~:· i proietti che, incapsulali, rimangono immobili, resistenza nella capsula, di agenti mfettivi latenti. cbe. rrlestat.i per speciali ragioni, eser·itano la loro azione, è amrni<>sibile; ma per spiegare rtuello che succede con i proiettili m i..:rra•lli, i quali alJP volle pro•iucono suppurazione s olo quando arrivano sotto la pelle, non sono possibili che congetture. Alcune ,·olle poi la diagnosi del punto del corpo, nel quale '-i trova la palla è affatto impossibile. L'autore chiude il suo opuscolo con la tlescrizione tli un
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VARIETÀ
caso singolare, nel quale le sensazioni subbiel1i ve dell'ammalato dettero origine a delle false indicazioni, che sviarono le ricerche ed ingannarono una quantità di medici, fino a che la palla, dopo essere stata venti anni nel corpo del paziente, si trovò nel fondo di una fistola. Fr. riportò nel 1870 una ferita al Iato destro del pelLo. Xel momento cadde, ma rialzat.osi, andò, da .sè, al posto di medjcatu••a. Dopo girò varii ospedali e noi lo lro,iamo all'ospedale di Sclavoe in Pomeraoia. Il suo giornale di malallia segna: ferita d'arma da fuoco al lat.; destro del petto, la palla non è stata estratta, il ferito non la sente. Il Ceri lo asseriva che, pochi minuti dopo d• essE<re stato colpito, aveva ~enlilo la palla discendere fino alle ultime costole. Nel 71 accusò ùei dolori al petto e chiese di passare fra gl'invalidi, ma la sua domanda non fu accettata stante la poca importanza dei fenomeni subbiettivi e obbiettjvi. Nello stesso anno 71 il Fr. diceva di sentire la palla nel dorso sotto la scapola destra. Un anno dopo disse di senlirla fra i muscoli lombari. Segue una lunga pausa. Nel 78 disse di sentirla sulla cresta della tibia destra; nel 79 nelle vicinanze dell'ombelico; nell' 84 nella coscia destra. Bisogna notare che nel 79 il nostro ammalato ebbe un as~esso vicino all'ombelico che si apri spontaneamente, residuandone varie fistole, ù1 cui una, lunga cin•tUe pollici. li medico che allora lo curò disse che la palla doveva stare profondamente. Pog giandosi su queslo antecedente " sulr altro che neu· 84 la palla era avverlita su la superficie anteriot·e interna della coscia, opmione nella quale il Fr. rimase e rimane Lutt.ora, un medico il giorno 13 maggio 1890 dichiarò per iscritto la sua opinione. • Essendo la palla discesa a poco a poco fi no al punto dove attualmente si (rova, bisogna aspettare che discenda 1111Cora di più fino al ginocchio, dove, divenendo superficiale, si può aspor tare "· Intanto il 22 maggio dello stesso anno, vale a dire nove giorni dopo, la palla, quasi intatta, usci da una fistola che si trovava in solto ed in dentro della mammella destra. L'ammalato non ne é ancora persuaso. Egli dice: «dicano quello che vogliono, ma un pezzo ne è sempre Jl •.
VA!IHETÀ
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Se nel cac:o di Fr. c:i tratta ùi autosuJ:rgestione, come alcuni hanno affermato, non per '{Uesto la sua importanza diminuisce. il proietti!•! ec:trallo era un proiettile Jabatiere di due Cl'nl. el i spessezw. s·~i ccnl. di periferia e due e quallro di lunghezza. Secllnclo l'nuto1·e, le. ferita prodotta da esl'o non ru pcnetranlt~
E:.di cerrn dimo>:lrare ciò con una discussione crJltca, che non posssamo, per· la strettezza di spazio, riportore neppure 10 par-te. L'oulore afferma che ~e il p roiettile, come dicono allri !'!te hanno osc:ervato il r.Mtro uomo, tosse caduto nella cav1ta delln pl ... ura, per effetto del p~>so <;i sarebbe collocAto nell' angulo coslo-diaframmalico. Ed in appogg-•o della sua opinione, cita il caso di un altr•o invalido del 18i0, n<>l quAle un proiettile della stessa natura cadde nella cav1t.à della pleu ra senza lederP il polmone, e poi, scendendo gr ndaltlmentt~, Atlru versò il diaframma ed nn dò ad intapsulorsi nelle vicinanze del ct•lon trasvcr~o. Fu scoperto ed esll•atto da sotto al co~talo destro. L'auloro rammenta la massima antica di non ~pecillare le t'er1 te e cOn!'iglia di non ii1testar si ad asportare i corpi estranei ad ogni costo. Sul campo di batlaclia non si debbono asportare cbe quei corpi, i quali basta prendere con due dita per porlar li via (frei und qffen dalie!ll). l proiettili moderni, per la loro piccolezza, pt>r la rec:r"tenza del metallo di cui sono folli, che non permeUe il cant.tiamento di for·ma, e per la loro superfice Jiscia Mrebbero nelle miglr1>r1 c.->ndizioni per incapsularsi senza reazione di !'orla; mA la loro grande ior·za di penetrazione ha reso qua!"i impossibile la formazione dei canali ciechi ne1 les..ulì. Dall'esperienze di Kikur u e di altri s1 èo visto che anche alla Jistanza di 1200 a 2000 metri il proiettile allraversa i tes..uti nettamente e non produce canali ciechi. Donde l'impossrhilit.ù per essi d1 meapsularsi. L'autore a soddisfazione del suo orgoglio nozionale e di quello dei !'UOi concittadini let•mina il !<UO lavoro con le seguenti propm•izioni:
lO i
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VARIETÀ.
1• Non Marcello Cumana, non Giova nni De Vigo, n on Berengario da Cat·pi, non Pfolsprunst, ma Girolamo Bra unschweig tu il primo che scri-sse sulle ferite da arma da fuoco; 2" Sebbene la parola e l'esempio del medico di tr e Re dJ Francia, Ambrogio Paré, valesse più che tutto il Feldbuch dello slrassburghese GersdorjJ, pure questi fu il primo che disse le ferile da arma da fuoco non P.ssere ferit-e avvelenate, ma semplici ferite contuse.
CONGRESSI
V oongresso di medtolna interna.. Nell'ottobre scorso (dal 2;> al 28) ebbe luogo in Roma il quinto confp·esso d1 medicina inter na. Nel suo splendido discorso ina ugurale il prot Baccelli acCBII!lÒ al futur o congresso iuteroaz.ionale (1893), che s arà inauguralo <li per·sona da S. M. C roberto I e alla necessita di tenere conserte <> disciplinate le forze della medica fa- . miglia p~rchè quei giorni sorgano fausti e r~lici al nome italiano. Soggiunse non dovet•si perdere d"occnio giammai cbl:l se la scienza può dare grandi e ambite soddisfazioni, la pratica i> quella cbe diffonde nel grembo sociale la presLanza Jel nostro ministro: nisi utile est quodfaeimus stu ita
est oLoria.
A<>sai numerosi ed importanti furono gli a rgomenti tra ttati e discussi in queslo congresso, e noi crediamo utile di riport8rne qui il tilolo, arfinché a lutti sia no noli e si possano aiJ'occor l'en:t.a consultare i Resocon ti completi o ~ tti del congresso, ritenendo noi oppor tuno di !imitarci a r iassumere in questo giornale solto la rubrica delle rispelt.ive
CO:'\GRESSI
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riviste soltanto le comunicazioni o discussioni avvenute su argomenti dì masrgiore importanza pratica Ecco intanto Il sommarjo degli argomenti trattati: Sull'aeroterapia (Forlanini). Rict>rche sperimentali sul valore fisioterapico delle di verse trasfusioui di sangue omogeneo ed eterogeneo (Rummo e De Grazia). Sulla leuc'.lcttosi in rapporto colla terapeutice del cot'po (Rovighi). La ricerca batter iologica dal sangue in clinica (Patella). Ricerche sulla eziologia della pseudoleucemia (Gobbi e Barbacci). Ricerche sulr azione battericida del sangue umano (Jemma). Alterazioni e focolaio del cervello e presidi curativi (Bianchi e Viziol i). Sulle neVl'osi traumat iche (Giuffrè). Contributo alla conoscenza delle fibre areiformi (Mingazzint). Ereditarietà della paralisi bulbare (Zagro). Sui gal' del !"angue veooso. (Devoto). Contrtbulo clinico allo studio del potere isotonico del sanfrue negli <>tati morbosi (Accorimboni). Dell'infezione reumatica (Riva). ~Ialattìa del tic con ecolalia e coprolttha (Vizioli). La pressione endoarteriosa dopo sottrazione di sangue e successiva miezione endovenosa di soluztone sodtca (Sciolla). La siringo-mielia e il morbo di :Mor van (La Vecchia). Cooll"ibuto alla pa togenesi della cirrosi (Alivia). Snlle condizioni del ricambio nell' anemia artificiale (Scio Ila). Coinc1denze di affezioni reumatiche con speciali tipi morfologici (Zaniboni). Sopra la respirazione dei pleuritici (Borgher ini) Sul bagno prolungato in amaca nella cura della febbre tifoidea (Canlalamessa). La fcanktmizzazione nella cura tetanica (Vizioli).
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CO~GBBSS1
Sulle localizzazioni cerebrali (Borgherini). Stil potere alternante del stero sulle emazie (~Iaragliano). Rapporto fra cloruro di sodio, resistenza delle emazie e potere alterante del siero (Castellino). Valore prognostico della leucocilos• (Castellino) Albuminuria e circolazione venale nella nefrite parauchimalosa e nelle car·thopaliP (Cajanetti). Sul fre111ito vocale (Livil'rato). Sull'immunizzazinne dei conigli contro il bacillo l>eLticoeroico dello ~puto (Pane). La mortalità del tifo e della polmonite nell'ospedale Pammatone di Genova r Pa~anini). Sulla presenza dPl veleno tetanico nel sangue dei leta~ nici (Vinceozi). Dt!lla pellagra (Lombroso). Sulla eliminazione del potassio e del sodto nelle urine dei malarici (Picci). Sopra alcune particolari la delle urine malariche (Pensuti). Anemia splenica iofantile (Pianese e Gianturco). Sul comportarsi della peplonuria nella malar1a (Ascoli). Sulla malaria (Baccellì). Per l'eziologia del reumatismo articolare acuto ~Luca lello). Sulla patogenesi del reumatismo articolare cronico ( ~1as salon~o).
Sull'importanza dei fenomeni intestinali nella febbt·e tifoide (Queirolo). Contributo alla terapia dell'infezione reumatica (Franco)_ Ricerche intorno all"influenza 11ella nefrectomia sulta resistenza degli animali alle infezioni ed ·agli avvelenamenti (BonarJi}.
G.
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NOTIZIE
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Eaeroltazionl di servizio sanitario ln Fra.noia. Togliamo dal Progrès militaire, ~. 1~~2. la ~egueote relazione sulle eEercitazioni speciali di servizio sanitario, che ebbero luogo nel corrente anno in Francia, a datare dal16 a~oslo, a B~rdeaux, giusta il prescritto dall'istruzione ministeriale del 20 marzo 1892. t medici del IX corpo ( Tours) e quelli dell'Xl co1·po (Nanles) fur ono riuolli ai loro colleghi del XVIII corpo (Bordeaux). I medici della riserva e dell'armala territoriale furono inoltre invitati ad assistere a questi esercizii, e nel XVIII corpo soltanto ben cinquanta di essi risposero a ques to appello. Le manovre fu rono seguite da molti medici mililari esteri, fra gli altri il medico ispettore Costa della Repubblica Argentina. e da un medico capo, da medici principali e di 1" classe distaccati per ordine del ministero della marina dai porti di Lorient, Bresl, Cherbourg. Nella prima riunione (16 a~osto) l'i e proceduto a delle dimostrazioni teoriche e pratiche relative al materiale delle formazioni sanitarie avanzate. Cna conferenza su questo argomento fu fatta dal medico principale Ferron. Il giorno dopo, Moracbe, direttore del servizio sanitario del X Vlll corpo, ba stabilito in una conferenVi lo scopo degli esercizii attuali, ed ha auguralo il benvenuto ai medici della riserva e territoriali; poscia egli ba tr attato tutte le quesliooi attinenti al servizio sanitario in campagna. 11 gen. Ferron, comandante il XVIIr corpo, e il gen. di brigata Caillard, che comanda le truppe concorrenti alle manovre del servizio sanita rio, assistevano a t]Ues.la co~fereoza. Nel pomeriggio, dalle 3 alle 6 or e, ebbe luogo il caricamento del materiale sanitario, cioé: 1° Un'ambulanza N. 1 su piede di guerra, il cui effet-
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'\OTIZIR
tivo, approssimalo a quello di guerra, é di 6 medici, 2 ufficiali d' 8.DUilioistrazione, 2 urtlciali e 1 •eterinar10 del lrtmo. 120 infermieri o p()rtaferiti, 13 vetture o furgoni da servizio sanitario, 8 vetture per trasporto feriti, 30 muli per lettiga, o eaeolel, ed il personale del t1·eno necessario. 2• Un ospedale da campo, approssimantesi al piede di guerra, e che comprende 4 medici, 2 ufficiali d'amministrazione, 20 infermieri, :, vetture, più il personale del treno. 3• Una sezione d'ambulanza del quartiere generale, comprendente 2 medici, l urftcial~> d'amministrazione, 8 infermseri e 7 vetture. Questa operazione analoga a quella che avrà luogo all'allo della mobilitazione, e stata fatta in tempo brevissimo. L'intento del servizio samlario è consistilo nel piazzare i posti di soccorso reggimentali, appena che i regg;menti ai quali essi appartenevano entravano in azione. Seguendo le truppe nel loro rapido movimento in avauti, questi posti hanno dovuto prendere succes svamente molte posizioni affine di non perdere il contatto e di trovarsi sempre a porlata d'inviare i porlaferiti a rilevare i feriti che cadevano a terra. Nel frattempo, il medico principale di 2' classe. Crusssrd, dopo avere studiato e rile,·ato il collocamento dei posti di soccorso, chiamò succe~.<~ivamenle sul terreno di combattimento una sezione della sua ambulanza divisionalP, siluatasi in un posto di alte~a nella località detta le Jferle, dove essa erasi installata in una fattoria; e vi chiamò pure tutti i mezzi di trasporto di questa a:nbulanza, e una sezione dell'ambulanza del quartiere generale che egli piazzò a CinqCbemins. L, ospedale da campo ricevette ordine di prendere posizione nel villaggio d1 Capeyron, dove lasciiJ il mat~r aie, e si impiantò r ospedale, mentre cbe tutto Il suo personale meJico venne a raggiungere l'ambulanza divisionale per cooperare nei suoi lavori. Questa ambulanza era inshJIIata a Mérignac, ed i ftmti io numero di 80 vi furono accantonati nella serata. Il {!enerala Ferron venne in pet'sona a ispezionare le condizioni del combattimento e il funzionamento degli scaglioni !<alli-
~OTIZlE
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larii. Il gen. Cnillard, comandante superiore delle manovre, ha verifi<'alo ~gunlmenle colla massima cura tuUi i dettagli del servizio, accompagnato dal doll. ~lorache, direttore del servizio sanrtar·io. - Sullo stes~o argomento delle ~>seNitazioni di ser vizio sanitario in Ft·ancia 6 comparsa sul L!Jon médical ~ . 33, 18fl2, anche un11 reluziooe del dotl. l. Albert dalla quale togliamo i segu.enli brani: " Il lG luglio il:i!12, il direttore di l"anità del XIV cor po d' urmala aulorizz.ava per lettera di set•vizro tutti i medid dPila riser"a e della territoriale ad assistere sali esercizii di servtzio sanilario in campa_gna che dovevano a"er e luogo tlal t• al 5 agosto al campo di Valbonne ed a .Monlluel. - Uo combattimento dovendo avere luogo il 3 agosto a VaJbonne, si trattava di trasportarvi da Lione lutto il materiale necessario per soccorrere i reriti durante la battaglia ed evacuarli in seguito. Il 1• agosto si preparò la partenza. Il 2 ago~to si lasciò il quartiere Par l-Dieu, alle 4 e mezza del mattino. Il :~. ebbe luo!!o un combattimento, dul'ante il quale i fer ili furono rucdicali nei posti di soccorso e nelle ambulan;e dioisionali, e in seguito trasportati ull' ospedale da campo installatoC>.i ol campo Valbonne. Jl 4, la giornata fu de..iicala al funzionamento di questo ospedale da campo. Il 5, i l'e riti furono trasportati a Monlluel nell'ospedale d' ecaeua.;éone, e la ser·a medesima im barcali per Lion e in un tr eno sanitario. Io cinque gior ni, si é dunque potuto svolgere sotto i nostri occhi Lulle le peripezie ùi una piccola guerra, e assistere al funzionamento d' un corpo di sanitti in campagna nei piu piccoli della gli, dalla sua for mazione fino alla sua dislocazione, cioè dal momento in cui egli par tirà per dare le prime cure a i ferili, fino all'IStante in cui li deposi!Rrà negli osp~dali fissi.
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S cuola del •ervizlo di aanltà milltare In Lione. - (Pro'lrts médieal, 5 no\'embre i8!J2). Que" ta scuola, i~lituita con Decreto del 2?.> ùicembre 1&88, è l'LabilltA presso la facoltà di medicin& di Ltone. Ha per iscopo di a8:stcurarc il reclutamento dei medici dell'eserct to attivo, di favo r ire glt studi univerl'litari degli allievi del sel'''izio di Sé!Dila e di iniziarli alla dtsciplina en alle abiludmi della ,·ita militare. l brillanti risultati otlenutt da quattro an ni e il grun numero dei candidati all'ultimo conco1·so dimostrano la uLtill8 di una il'lituzione, la !]uale !J!'<>icura al ministro della guerra signor De Freycinet la riconoscenza di tullo il corpo !lamtario. Gli llllievi sono reclutati per mezzo di concot·si fra gli s tudenti di medicina che abbtano aYulo quattro i~criziom, abbiano subito il primo esame dì dottorato e contino almeno 22 annì di eta al 1• gennaio dell'anno del concor l'lo, il quale ha luogo nei mesi di luglio e di a;:!O!':lo. Il pro!n'amma di essa vit•ne annualmente pubblicato nel Gtorn.ale u:fficirde e nel Bollettino mtlitare ttfjìciale. La scuola in fJUesl'anno conta :240 allievi. Mill~ lire costa lA pen~ione annua e nùlle lire la spesa del corredo; agli alli~>vi appartenenti a ftuniglie povere possono essere accordate borse intiere e m<>zzo borse, il corredo intiero o mezzo corredo. Gli allievi <'Onlmuaoo i lor o studi medtci alle stesse condtzioni degli altrt studenti e $Ubiscono ~li esami universit.llt·i pre::.so la ~scolla di medicina. Essi debbono ottenere il diploma cii dottore in medicina al più tardi il l 0 febbraio del quinto anno di studio, epoca nella qual·l entrano alla scuola di applicazioue di medicina e rarmacia militare (Val-de Gràce) per esser vi iniziali alla pralica speciale della me iicina militare. Se per due volle non rie::.cono a un esame di dottorato, o nel caso di fJUalche mancanza gra ve contro la disciplina, vengono rimandati dalla scuola e :sono costretti a fare tr e anni di servizio in qualalà di soldati in un reggimento. I giovani dottori che passano a V ij)-de-Gràce contraggono l'obbligo di ser vire sei anni almeno come medici militari, co-
~OTIZIE
minc1antlo dal !!Jr· ri'O d('lia loro nomina <>l ~l'ado di aiutante maggiore raide-major) di 2• rlas"e. Nella scuola llli allievi ricevono un complemento d'istruzione e di iniziazionP militari al fine di familiarizzarsi di buon·ora con le e;;;igenze della carr iera da loro scella. Apnrendonll la equitazione. la ~ch erma , gli esercizi militari: per mezzo di conferenze conservano e si pet·fezionano nella conosc.,nza che gié hanno della lingua tedesca: imparano le norme d~ll'amministraziooe roililare e del servizio medicomilital'e: e in fine. come ricr·eazione, da professori della facolta di lt>ltere di Lione, ven!.!ono ad essi falle una volta alla sellimanR P. nell'interno della scuola delle conferenze sulla lelleralu1'8 e sulla storia contemporanea. Gli allievi banno vitto e alloggio nell'interno della scuola : seguono i corsi e le esercitazioni pratiche e cliniche della facoltà alle sless:e condizioni degli studenti c1vili, si recano ai corsi liberamente per proprio conto, ma prima di ciascun esercizio la loro presenza viene accertala per mezzo di chiamate. Il regime interno poco differisce da quello della scuola politecnica. La nuova scuola, in via di costruzione, formerà un immenso e magnifico fabbricato immediatamente pros;:;imo alla facolt.é: la spesa, sostenuta dalla cillé, sorpasserà i tre milioni di lire e i lavori ne saranno compiuti pel novembr~> del 18!>3 Infrattanto la scuola è provvisoriamente l'labilita in una parte dell'•lspedale militare Desgenelles, perfet tamente distiula e fornila di tutte le comodita desidera. bili. Gli allievi sono considerati e trattati come allievi ufficiali (l la loro uniforme somiglia molto a qu~::Jia della l'cuoia politecnica. I l p1arsonale medico d<:llla scuola e composto nel modo sep-uente: Direttore : dottore Vallm, medico ispetloN dell' armata, membro dell'accademia di medicina. Sot1.0-d1rettore: dottor·e Very, me.iico principale di 2• classe, medico capo d"ll'ospedale militare Desgeoelles. Maggiore: dolte>t'e :Vlarlino, medico maggtot·e di 1' classe. RipeliLori: dottorr A. Berthier, per la fisiologia e la istoJogia; Manquat, per la terapeulica. la igiene e la medicina
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NOTIZIE
le~rale; Brous~es, per la patologia esterna: Haffier, per la med1c1na operatoria ~ ostetricia; Lemoine, per la patologia interna: Ferratous, per l'annl(Jmia. l ripetitori, del g rado di médecins majors, hsnno r ufficio di aiutare gh allievi nei loro studi universitari col mezzo di interrogazioni sulle materie lrf\tlatu nei corc::i della racolta e, in caso di btsogno, con delle conl'··renze CIJmplementari. - La sorveglianza ~ fatta da ~ 11iutanli ma!t'l!iori di pruna classe o medici maggiort o da ti aiutantr sotlurficiali c::celti da tulle le armi. L'ospedale militare Oesgenelles é annP!'l<::O alla scuola come ospedale d'istru7.ione: il dirdlore della scuola lo dir ige: il sotlodireLt.ore ne é il medico ca po "d i ripetit.ori, incaricato ciascuno di un riparto di ammaiati, ogni matLina istrui!>cono su~li elementi di chiruruia una parte de~ll allievi pr ima di mandarH alle cliniche de1 1e facolt.a. Gli allievi della scuola fruiscono delle immense risorse che la fucoltà di medicina e gli ospedali ili Lione mPttooo a disposizione degli studenti: le sue cliniche ricchic::sime, le collezioni scientifiche, i laborslor·i per·fettamente for·urti, le risorse tlnatomicbe, forse uniche in FranciA, tutto dimostra che la città di Lione era degna sotto ogni aspetto di raccogliere la pietosa eredita ci i Slrasburgo. Non deve quindi recar meravigliH il oiecolissimo numero di allievi milllarr respmll agli esam1 della facoltà Nè ciò è da atll•tbuirsi a benevolenza peculiAr~ d~i professori, imper occhè sono moltissime le buone classificazioni, e parecchi allievi hanno ottenut'i la nota eccezionale e ass11i raramente concessa in Lione di soddisjacen.tiss,m.o o estremamente soddis.jacente. È carlo che ~li aJlievi della scuola rappresentano una vera selezione: per 55 o 60 posti presentandosi ogni anno un 300 candidali , é eviiente che il concorso fa ammettere solo i miglior·i, i quali pui non tralasciano un'autopsia, un eserc1zio eli medicina operatoria, nè un parto. - ::-lelnnverno scorso furono dl!llribuiti sei soggetti per ciascun tavolo di emque allievi mrlitari. Ognuno di essi sssiste o ve<;le assistPre a 12 o J5 purli e se!!ue l~ pal'tol'ienti sino alla loro
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uscita dall"o!>pedale D"altra parte frequentano tut\i i corsi, gli eseroizi pratici e clinici dellA facoltà. Sei ripet1tori ogni giorno fanno loro delle conferenze sulle materie trattate nei corsi universitarie o necesc:arie agli esami e cosi li tengono in continuo esercizio. La o.era infine possono lavorare liber amenlP, nei loro studi fino ali ~ ore nieci coll"aiuto ad essi forllllo di numerose opere scienliflche. Le scuola non rice,·e allievi f~rmacisti: i giovaoi elle \·ogliono seguire la carru.•ra di fHrmscisla militare debbono mnanzi lutto farsi ammettere come fel"rnacisti di prima classe, poi ;;i presentano ad un esame di ammis!"ione elle si tiene tutti gli anni a Val-de-GrAce, dove fanno tirocinio per un anno avanti di esse1·e nominali farmacisti aiutanti maggiori di 2' classe.
G. C
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NECROLOGI A Giovanni Bonalnmt colonnello medico. Un vero lutto colpì improH'isamente il 15 novembre la famiglia medico- mililare 1laliana. In se!!uito a perilontle acuta speogevasi in )iapoli la ' ' ila del colonnello medico Giovanni Bonaluoi, direttore di sanila del X corpo di armala. Giovanni Bonalumi compendiava in sè i pregi tutti di un perfetto medico militar e. A uno zelo illimitato pei doveri del servizio, anche i piil minuti, accoppiò fino dalla prima gioventù un altrettanto graude amore alla sciema, onde a giusto titolo acquistò ben prçslo, sia per le sue pubblicazioni sia per Ja SUa pratica abililtl CrurUrltiCa e medica, un elevato posto f1·a j più slimati colleghi. Le devozione alle disciplina e ai doveri del suo grado non gli impedì mai di usare in ogni occas1one col soldato ammalalo l"ionala paterna bontà del suo caraller·e, o di esser coi colleghi suo1 dipendenti, anziché severo sorvegliante, ,.;uida amoreYole e sttggia.
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:\"ECROLOG lA
:\acque il Bonalumi tn Trevi~lio, addì .f. l'ellemLrP. 1834. Laureato in medicina e chirur·gia dall'Universita di Pavia nel 1858, era nominato medico agl!iunto nel corpo sanitario il 7 marzo 186!1, medico di battaglione il 14 aprile 1861; medico di regf!rmPnlo il 20 marzo 1866, maggiore medico il 2l maggio 18;9, tenente colonnello il 13 aprile 18t:-t colonnello il 19 aprile lR!"J l. Dal 15 febbraio 1885 ul19 a~·rJIP 1891 fu vice-direttore della Scuola d'applicazione di sanihì militare e incaricato pure dell'insegnamento della medicina le~ale. Per tacere d ·Ile numerose sue memorie ~cienliflchP, per lo più di argomeato clinico, e pubblicati' in massima pat•te nel nostro giornale, basterà cùe accenniamo, come a un vero titolo di benem~renza da lui acquistalo prel:'so il corpo sanitario, alla ~ua recente opt!ra di medicina legale militare; colla quale può di rsi aver egli riempito \·eramente un vuoto nella letteratura medica, giacclt('> n!lssun trattato originale e c ompleto sull'm•gomento non <'l'a ancora uscito da penna italiana. Il Bonalumi era decoralo dello medaglia d'argento al valo:·e militare, concessagli nel 1'-66 per la particolare risoluz,one con cui spinse !'Otto il fuoco nl'mico la frt~zione d'ambulanza artldalat{li e l' indeft}SSa cura prestata ai ferili in quella situazione al fallo d'armi di Custoza. Rolando Giova.nnJ Gregorio, t~nentA colonnello medtco. Registr·iamo pare con dolore la perdita del lenente colonnello medico C8\'. Gio. Gregor1o Rolando avvenuta t n Ceres (Piemonte) il 22 ottobre. Nato nel 1833, il R ola ndo ontrò nel corpo sanitario all'aprirsi della campa:!na del18i".>!l. Successi va mente prese parte alla campagna di A n cona e della Bassa Italia del 1860-61, ottenendo lo medaglia di bronzo al 'l:alor militare per la condolla tenuta durante la detta campagna. Nella campal!na del 66 il Rolando era addetto al i-' balla · glione del 49• fanteria, e si trovò perciò presente al faU..o d'armi di Villofranca, in cui il ùelto battaglione, forrnalosi in quadrato, a ltorno al prode nostro Re, allor·a prmcipe ere-
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<.htarioJ troppo avanzatosi nella mischia, gli fu baluardo contro gli attacchi della cavalleria nemica. Il sangue freddo dimostrato dal notando sotto il fuoco nemico, in quell'occasione, non tralasciando di curare i reriti, gli valse la medaglia di broozo al valor militare. Era pure decorato della medaglia di bt·onzo pei benemeriti della salula pubblica per e:;ser·si drstint.o nell"epidemia colerrca Ji Sicilia del 1867. Giacomo Frlaettl, medico capo in riposo.
Nella lllt'da età di 83 anni moriva in Torino ad.Ji 8 del volgente mese il medico divisionale m ritiro, cav. Giacomo Friselti, il quale era stato collocato a riposo nel 1853, essendo allora medico capo di l• classe in aspettativa per riduzione di corpo, da oltre un anno. Mancava dunque dal ser vizio da 40 anni, e perciò pochi souo fra t superstiti del corpo sanitario tlell'esorcito sardo quelli che po~>sano ricor darne il nome, pochissimi quelli che hanno avuta la fortuna di conoscerlo personalmente. lo SOIIO fra questi ultimi. Parmi quindi che a me spelli il doveroso ufficio di rendere con questo annunzio un estremo tributo d onoranze a I"(Uell'antico superiore di cui rammento ancora, oltre ad l.'lllra bellf' doti, la non comune perizia profes~ronale. Cerlamentf", se non avesse dovuto lasciare il sel'\lizio in conseguenza dell'organamento del 30 ottobre 1850, che r en devaobbligsLorra a tutti i membri del corpo sanitar·io la doppia laurea medico- chirurgica, il FriseUi avrebbe po~uto pervenire ai prunissimi gradi del corpo stesso. ~alo nel 1809, fu addottorato in medicina nèl 1S:l0 ed ottenne il diploma di libero esercizio nel maggio 1l'3:?. Quando nel 1833 fu coslituito rl corpo sanitario, il CA\'. Friselli vi eott·ò nella qualità ùi medico di 2• classe c successivamente fu: medico dr 1• classe nel 1812; meJico capo nel 1846; medico capo dr 1• classe e medico principale all'armala nelle campagne del 18\9, nella quale oLlenne la menzione onorevole; ltlle in aspeltalrva pet• riduzione di corpo nel J8:il; tale a r iposo nel 18f>3, venendf') contemporaneamente in~ignito delia Cror.e di cavaliere dei S!l ~laurizio e Lazzaro, distinzione in quei tempi assai rara. Quale medrco divisionale in ritir•o ebbe ai funerali gli onori militari òella sua posizione, ed il numer oso concorso di società e di amici al di lui accompagnamento fu una bella prova
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~ECROLOGI.o\.
che anch"' neUa vita civ1le 11 cav. Frisetti ave\'8 raccolta una copiosa me<>se di simpalJP e di affdti. Il ··he torna pure ad onore del corpo nostro d1 cui fu per vent'anni membro e decoro. Torino, 15 no"emiJre 1892. DoLtor P ECCO generale medico. OugUelmo Roth.
L'anno 1892 registra anche fra le perdite più dolorose per la medicina militare quella del dotl. Guglielmo Roth, capo del corpo sanitar1o militare Sassone.lo\'ero il Rolh teOP.\•a un pr imo posto tra i benemeriti del progr esso scientifico. Per lacere delle altre, due sole delle sue opere basterebbero ad assicurare al suo nome fama durevole, il classico trattato di igiene militare (Lehrbuch f[er .\tiliciir-Gesundheicspflege) cominciato in unione col medico pr ussiano dott. Lex, condotto poi a termme da lui solo 10 CAusa della morte dPI collaboratore : e la numerosa collezione (che comincia col 1872) di quelle riviste annuali sui progressi della medicina mililare (Jahresbe richte ii.ber die Leistungen und Fortschrit!e au.f dem. Gebiete des Militiir ·Sani/(lt8wesen), vera miniera per lo s tudioso, dove con minuziosa cura e con ammirabile ordine l'i:-lernalico egli offriva a i t•icercator i un succoso sunt.o di tutte le pubblicazioni uscite durante l'anno sopra a r go1nonti medico militari. Gup-lìelmo Roth era nato nel giugno l 33. Fu nommato assistenzarzt nel 1857, t> stabsarzl nel 1861; anno nel rusle cominciò la sua carriera d'mseg-nante nello stesso istituto Federico Gug ielmo, donde da poco tempo era uscito. Dal 18i0 s i trova va t~ Ila testa del corpo $8.nil11r io sasso ne, che a lui deve molte utili istituzioni e principalmente la ceeazione dJ posti di as~istente agli istituti clinici dell' Universita di Lipsia ed ai maggior1 ospedali della Sassonia, e più Laedi all'ufficio igienico impEriale ed allo spedale della Cha rite in Berlino. R. L. Il Direttore
Dott. StBFA.~O RBGI::. colonnello medico ispettore. ll Collaboratore per la R .• Marina
Il Redattore
D.r TEOOORlCO ROSATI
D.• RIDOLFO LtVI
.Iltdìeo di 1• eleu~t
CQpUono mtdieo.
NuTINI FEDERico. Gerente.
INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1892
MEMORIE ORIGINALI. APROSIO ROBERTO, capitano medico- Inumazione ed lncineralione dei cada,·eri in guerra . • Pag. 169 ASTEGJANO GIOVANNI. maggiore medico - La diagnosi medìco-legale del sonnnmbulismo 3 BuurF.U.OI cav. L1uoruo, maggiore medico- Resoconto clinico statistico e terapentico rlel !.0 ri1Jar to medicina dello ~pedale militare di Piacenza per il i• quadrime.stre !892 . • u.59 BELLI CARLO, medico di 2• classe della R.• marina- Contribuzione clinico • 901. allo studio della scleroda.:tilite B&RNARilO cav. LUIGI, cat>itano medico - Della infezione tifosa nel presidio di Bo10'6oa durante l'autunno del 1891 . • Wl BERTOI.Jll GtO\'A:'iNr. sottotenente medico di complemento -Sopra un caso di cisti dermvide al soprauigiio destro. • 4H BJL>.xc.u.aoxs-Rl8AJ100 Prnao. capitano medico nella mllì~a territoriale Grande ipnotismo in un militart~ istero-catalettico. • • Hl CoNoOIUlLLI FilANCA \'!GLIA M.t.Rto, sottot.enente medico di complementoEmiplegia riOeSS.'\ da taeoia mediocanellata. • 318 D& FALCO .\NDR&A. r.apitano. medico - Osservazioni palogenetìcb.e e cura· Uve sopra alcune atl'ezioni chirurgiche frequenti nell'esercito . 63 FORTUNATO CAnto, sottotenente medico -DI un caso di sifilide terziaria precoce. • 413 GRos GtGS&J'PE, tenente medir.o - L'esenterazione del bulbo oculare • !89 lllsauco cav. PJeTr.O. maggiore medico - Sopra "UD caso di frattura del blcino con lacerazione della ,-esclca • t4U LrsTo "LV.\ TOR.E, sottotenente medico di complemento - Su d ne casi di ferite d 'anna da fuoco • U! MAESTRI!!LLI c.w. Ooll(r:::<ICO, maggiore medico- Xo te sulla stagione balneotermale militare di Casciana del 189l . • 865 M~ Dilli cav. GIUSEPPE. capitano medico - L· Utnmlnazioue del campo di battaglia. • i66 OMOD.P.O ZoRtNI CAI\LO. sottoteneuto medico (li complemento - Sugli scottati del regio ariete- torpet1ìniere Vesuvio . • 336
11 1,2 UTERI EPOA.BD<J, C3{•11WO medie.>- Ui lllU DU0\11 appli<.:azione tel'liJ>eUl•• a ~ul bll.;artrato di potassa . , Paq I();G Pr;;cco comm. Gucowo, ma;::giore generale mc<!lco- Scabbio~i ~tali rul'llti nel 1891 , S!J! PEcco •:omm. tTIACO\IQ, itl Id. id. - 0Jierazlonl chlruqriche state Pl'lltlcate no>gli ·tahilimenti sanitari militari dura.nté l'anno 18?1 • JOOO PeTELLA CTIOVANl'il. mediro di t• classe rll'lfa R • marina- Lll Cebbri cllmatidae rh )la,saua • • • 106! H ::>! , Il!)! P ET ELLA GtO\'AXlll, l1l. td. id. - Le Cehh.ra elimatlche rti Ya.;;aoa (fine) Pt,;J'OLI RAFuBr.w, sottotenente medico - fh un ea•o •li ecta.ia dell'aorta ;Lddonunale • l&~ Pacct PAOLo. tenente medico - Un C'.tSO interes~:10te di !»'Obabile frattura • su alla l>a$C del cranio . ROSATI Teooonrco, mcdicnlli t• clw>se rtella R.• marina - Delle disiutezioni a bordo •Ielle navi • U83 Ross1 Gn:sevPI!:, suttotencnte medico - l.nccrazaone sotto-cutanea d~ll'u.retra per trauma al perineo . 153 SALOIIOS.E. medaco di !"classe della R.• marina - ~ota clinica sull'itlero della sifilide rl'l'entl' . • H5 ~ALOloloxe, ìtl Id. Id. Brevi considera1.ioni oulla Cebbre essenziale sif!litica • 464 'A.IIOLI Prn no. medico di l" classe della R.• tn3rtna - Della gene.i del pensiero. - Saggio di psicologia nstologien . • :Si7 Su•\u PIBTRO. id. ltl id. - n pen~lero rom" mo,·imento, <a:rzio •li mece;ulica l•>leologlea • U9~ SPOB.u Cucotn, mal!f:!are medico - SuJI'csamP mlcro•eopico ·liretto dPile s; eoloniu nei loro mezzi nutritivi di s,·iJuppo . SPOIIZA CL.Aro1o, ir:l. Id. - Su ll' ìlen-tiro 37 T IIE \'ISA.'i EuGESIO, tenente medico t:o caso •li ocdu;lone Intesti· naie. • 344 WEST.E~RA SAY&os LL1GI, ~ottot~nente mr<tlco rll complemento - :\o tizie e con<idrrar.iuni sul •eni~io s:toatario rt~>ll'esercato inglese " 1!97
RIVISTE DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI. RI\'IST! ~ EOICA . .\ Lulie (:>lllh•l - Rt' lere Pag. 1;~ Achii.Ja tastrlca (dell') - Ma~ Tinhoru • IIm Acrome:!aUa - .Yassalonc:o . • I:\3S Adinvmn:es 11') lll una concrezione del con•lotto whartoniaoo li~· .\lbuminuria drgli :ulolescenti (un fatto signancante per h diagnosi A l' inter pretal.•oue MW) - Dukes . • 370 Albuminuria (l') Mgll or~cchioni - Gage. • 1569
1713 ;\neurisma del cnore (nn caso raro dJ) - Kundrat . Pag. 9~13 Anopsia a quadrante (un caso di) con emiplegia di senso e di moto Putnam • 933 Arteria polmonare ( restringimento dell') e malattie congenite del cuore -~~.\rterio-,.clero~l (le .:ause dell') e delle carrliopalie arteriose -
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Hucharù • HO
Ascari(le lombricoide (sol trasporto dell") nell'uomo - Epstein • !330 ASma ('"3riet."l rtell') - Polaia . • 3i9 Atassia loeomotrico (l'nnalgesia e l'alro!la del testicoli nell') - llitot e Sabrv.ès • 950 Atrona musrolare wogrc.>siva sperimentale - Roger . • 9~~ Auto-iofeziooo Cl') tuhercolare - Jaccoud • 454l Bronco-polmoniti• (st\1dio batteriologico della) - f'etter • i5i5 Calcolo l.oronchinle (nota su d i un) - Robert • ii6 Car,liof):llìa (tl'origine troumatica) - JMcoulf. • .uas Cefalea (.:onlribuzione allo studio della! ron speciale rapporto ~tlln eUologia l' trntt."lmCnto - Collin; ,,. 7i8 ceralalgia cronica - l)ana • 380 CirroSi (emorr3gie ga.·Hro-intestioali nella) - Ehrardt . • ti1 Claudif.azione in le.rm itLcnte (delia) - Magre?. . • !572 Colera (osserv. zlone sull'uso d.i rimedi in torni nel)- Hir$<:hfeld • f58~ Colera (ricerche sul)- PleitTer, Brieger, 1\lln~alo e Wasserman, Klemperer • t35t Colera (sulla o1ill6nosi batteriologica del) - I'CeilTer.. . • 1376 Colera (sull'llZion~ :mlitossica del siero tli sangue dei guariti di - J.a~r~
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Compre.-;sione intcsllnnlc (con tributo nUa eziologia della). Tumore idropico acuto dell:. clstfrcllea comprimente li colon trasverso - (Ava • i85 Difterite (inva~iooe del bacillo Jella) nAI rJerma dell'uomo - Spronck • l590 Difterite (sulla cm·a della) epidemica infettiva - Wilbelmy. • t;;Bt mtterite (sul violf.'tto di metilene nella) - Jnenickc. • 1582 Difterite ($ull'ctlologìa della) - lla!Zif;sl(~ ,. ~76 Difterite ( metodo semrlliflca&o di dla:;oosl batteriologica deOa) SakhnrofT . • 918 • 13!5 Di;;enteria - Councilman . Distrofia muscolare iperplasti·ca - Talma •U09 Ematalisi (!'~tione rlPII'I'sagerata) ~lilla predi~posizioue alle malatlle infettive - }Jya, Sanarelli . • i 84 • 480 Emiplegici (l'o.ndnturn negli) - Charcot &nterite ))<'llttl;fO'I.'l (sull') in rapportr) roll'etioiogia della pellagra VaSS31P.
•
tB6
• !585 Febbre tiroide . • Jl'i59 Febbre tiroide (la dìffereuzia7.iooe del bttclllo della) - Fuller Febbre tiiuide (eliminazione dei rro<lfllli tQ~'Slri nella) se.:oodo la curaRoque e Weill . • 373 • 9!9 Febbre tiroide (llleune reC~Jnti vedute sulla) e sulla sua cura- noyd Febbre tifoide (le pnralisi d~Ua) - Riolilnnc . • H02
i08
17 1i. PllariQsi (o;ootributo 11110 studio della; ~ Mou~ •· • PIJ{I. ~U fJJfeziooe reumatica (dell') - Riva . • t $00 Jnnuenza (sopra i germi dell") - Pfeiffer 90 Jnnneuza (sopra un mierorganismo nel sangue degli affetti da)- Canon • 187 lnllnenra (contributo allo ~tudio dell') - Rlors Pollai.:. • 384. lnOuonza {sull') . • 787 lllsolaziooe ed alienazione mentale - FJ~slop • 175 Jl)(lorormio (importante caso dJ avvelenamento per1 • 486 Iperteremia (l') nell'inizio della tisi acuta- Fiessinger • t35l Koch (risultall solla cura di) prntlcata nell'ospedale militare pre>idiario di Monaco - Vogl . • 1!00 ltlataria (la) dei pne>l tropic.~li - Pleher . • 1!183 Mal Ili mare (la causa 1!~>1) - Charles !:\orton Barie~ • 930 Morbo dJ ..\ddlson (ricerche sul) - F. e S. Maurio()-Zuco • 377 l'eurastenia {segni obiettivi doll1l) - Low~nreld • 670 Neurlte postinrettiva - Nothnagol . • 9li() ~evralgie renall (delle) - Legueu . • 938 Occlusione iote;."tin:lle con diarrea, assenza di vomiti fecaloldi e meteorismo l'entrale. - Tauchard . • i7' Occlusioni intestinali (contributo alla terapia elt trlca delle) - AlievoJi • l$54 Palpebra superiore (segno differenzia le dello spasmo e delJa caduta dellal - Charcot. . • l517 Parnlisi .spinale spasmodica Infantile - Pierre Marie • • W Parall>i generale (la morta repentìna nella) - Guario . • UOl l'oritoneo (sulla lt\vatura apueumatica del) nella perì~oite tubercolare ascitica - Dalle Ore . ~ Ui57 Piotorace (il) sotto-frenico - Martin . ,. 4561 Pleurite (contribuzione clinica ;Ilo sludio del rantolo crepitante nella)Valenti. • t 89 Pleurite acuta essudativa ( r~tiologla della) - Sears 934 PJeurite latente - Potail) . , l355 Pneumaturia (un caso di) - Mueller t 81 Polmonite genoiM (le false defen·~eenze nella) - Comte . • i$67 ,. 376 t>olso (sul rallentamento del) - Potain . Volinevrite infett1va acuta - Hllvage • t76 I'olmonite micotica (sulla) - ~·ro.yhan 92 Pseudo-epiles:sia. verminosa - Martba • 375 purpura delJa mucosa della bocca, della faringe e della laringe - Audubert . ,. 483 Sanp-ue umano (Ricerche slill'azlone battericida del) - lemma . • llS89 Scarlattina (complicazioni della) - Caiger • 381 Solerost a placche (deUa) cct a particolare del suoi fenomeni oculari G!larcot. • li1l Sclero~i (laterale amiotrofico) - Charcot . ,. 1:1~5 Sorclomntolezza (alteraz.ioni Joatomicbe in un C.'\SO di) dopo la .scarlatI:J.ttina - Achermann
. .
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._
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Stomaco (esame micro,corico delle materie coiuenu\e nello) - Bazd) gan . P"'l· l i! e Gluziosld . Tabe dorsale (etiologia rleUa) - Ra) mond " U04 Tachlcardia (sulla) • 9~ • 943 Tiiliw tubercolosa cronka - Le Bayon . Toni cardiaci {sulla pr.>pagazione del) sul fegato e sui groS-ii tomorl di
mllu - Coop. • f556 Tosse notturna periodica - B&glnski • 9U TubercoiO•I <nuove 'e-Iute suJia prontassi e sulla cura della\ - Klnnleut • !33! Toraet>ntesl (la}, sue indicazioni, suo proceS-io operatorio Potain • iMO
!occhi
Uremia (nell'l l'ipertermia - Rieh:trdiere e Thèrèse. . • l 5i0 lirina (to•sicità dell'l nelle malattie del fegato - Sorm3lll . " m Uropionerrosi - Guyon ,. 484 Vaiuolo (Ili un fentlmcno percettihile nl senso, segno dl sicura <Uagno$1 dell'incubazione del) - Crespi. • 937 '\'ibra:tlonl mecca:nlebe rsulle) nella enra delle malattie nert'ose e mentali - Morselli • i 555
Rf\1STA CKIBERGICA.
Adeniti (cura delle) eoll'elettriuazlo"ne - Sucbard Pog. 983 AmizdA!tte lacnnare cronica - Gampert • 1343 AntiSt'Jlsì eonlint13ta {sulla) - Kocber . • Ui3 Arma da ruoeo (storie cliniche e reperti nl'crosoopiei sopra lesioni d') osservate negli ospedaU milit4rl, pubblicate per cura della sezione $3llltaria del ministero della guerra prusslano - MeUlv • • ti5 Annl di preciSione Cnuo,•ì problemi dì cbirurè?la di :::uerrn in corueguenza delle nuo..e)- Mond~· • '!n .\riDi d3 guerra (l'lmport3llza chirurgica delt~ nuo,·e) . • 1357 Armi da guerra porl.:lllll (sugli ctrettl Jei proiettili delle nuove)- Rabart • U'iO Arteria meoingea media (rottura della) senza frRttura - Ransoboll . • 45! Artropatie trollebe (c~1 reeenll di intervento ebir urgieo nelle - Cbl1"' ltll • • 496 Artrotomia (l'l nelle lnssazioni antiche irredoelbiU - Perdriat • • tm Asces~1 caldi (studio clinico sulla palogerua ed Il trattamento degli) CharvoL .• !!77 Associazione flàncesl' per 1'~-vanzamento delle scienze {Sezione eblrurgiea) • • 809 Bromuro d'etile (sull'Impiego del) nella pratica cbìrorglca - 1\òlltker • !19 cancro del retto (1l) con evoluz1one lo.tente - Verriè . • U9t • :IO! carie costale ed accessi freddi toraclci - Bonnel .
·1716 Cateterismo (del) delle vie bilìari - Terrier e Oally . P{Jg. !~ Cervello {malattie del) .,opo semplici opera.lioni del naso - Wagner . • 4.210 Cistoscopia (sulla) - Verhoogen • ~113 Clcrorormio (materiale statist1co per illnsllare la fonna clinica della morta per) - Djakonow • ~ Cocaina (sull'uso della) In chirurgia ,. 963 Congresso per lo s tudio della lubercolo•i • 393 Congresso francese di chirurgia • 96!> C.ongresso Craneese di chirurgia, VJ '"'SSione - Reblaud ~ i3G6 Cranio (la resczione tt~mporaria del J in luogo della trapa.nazlone) -
Wa.,oner
• il6
Crnnio (lesione violenta deJ) .seguita da emiJllegia e dilatazione della pupilla - Pace . • i606 Drenaggio {del) nella chirurgia addominale - Dudley Allen 92 Eehinocoe<:o nlveolare del fef(llto (guarigione, dopo operazione, dell') Brunuer • 401 Emartro (sul trattamento con~ervativo dell') - Melehior . • 2U Epitelioma traumatico per innesto epidermico - Cristiani . • 5<H El'iteliomi sviluppati sui nèi - Rcnoul . • i@ Emia (caso d') curato e guarito coll'enteroclisma - Rotn . . • flO Ernia ioguinale (un caso eccezionalmente complicato di) goaritÒ radiClllmente mer~ l'operazione all:l Bassini - Hulke . • i3i7 Ernie (delle) dell:i linea bianca - RtJtb . ,. Sl'i • l9S Esofagotom;a per estrazione di una moneta d'argento - Freeland Esplorazione rett.'lle (l') nelle atTeZ!oni della regione gluua - Codivilla • 196 Estlaoder (d') opera2ione - Remy • JOOll Ferita d'arm;. da rooco (un'lr.solit~) - Mumrord . " t 6t8 Ferite (ia eura delle) in relazione ai gP.J'mi d'infezione - B\'ing • t616Feriti leggeri (sul fJrimo soccorso dei) sul campo di battaglia - Langenbucb . • i9~ Fistole anali (Considerazioni sul trattamento delle) - Lobet· . • !36.~ Fratturi! eompO-'tc (i1 Lrat1ameoto rlelle) con l metodi moder.ni - Burr ell . • 169~ Fratture spontanee ?rtelle) - Oubreuil . • :1.()6. lnJezione soWlcutnn~ del sangue (sulla) e un nuovo met()(lo di trasfusione intrannosa - Zlem~n . • i 6U J.arloge (totale estirpazione del) - W olff • t~61 Lesioni (sopra alcool\) riportate dal solùat i al bersaglio di Cummersdor·f' ~20 MAssaggio (sLud.io sperimentale sul) - Castex · • 9S~ 'Mediastino posteriore {delle vie di penetrazio ne chirurgica nel) - Quenu e llartma.nn • 494 :Neuro-mb,ollbroma del nervo mediano destro. EscisionP rli un lu.Q§l:o tratto di nervo con r istabilimento dt>lla senslbll'ln - Vucetle. ,. SI!J Orecchio (sul nistagmo nelle affezioni nell') - Cobn 9T
171"; ~lite med•" ldelle -.etbeemìe consecutn·e all').
P.1g. t&~ Paraeent.esl addominale !~ulla seell<>. rtel luQgo per la puntura nella) TrcebidJ . 98 Paralisi di alcuni muscoli del hraccio dopo le>lone della regione sopraclavicolare - Kahl er. • 390 P>eudo-co:ocalgie dipendenU dD. una dUrer..nza tll lunghezza degli arti -
Me.uard
• 203
Ren~ (della re:.ezione llel) -
Ile Paoli • ~ Restringimentl consecuti•l alle rotture incomplete dell'uretra - Gu~·on • !l04 Rine.•~l i•nlle conditioni d•'j) ne• casi di lb-ione del rnirtollo spinale • :t10 Bolbobey . Rtgeneruione cetlulare (della lnOuenza della ttmperaturn sulla) con speciale rìgiLlrdo alla JZuarigione delle rerite - Penzo . 96 Risipola (sul trattamento meecanico della) - WolOer . ,. '!t5 Rislpola (cura della) e del Oemmone coll'akool a.~olultl - Serl..ov.sJ..i • t9i 1.\ot ùla (tratt:lmento della rrattura trasvorsa delhi) di dala recente Rntcber • 96t S:Jproemla nelle scottature - Horreks . ' adi Sarcoma (ablatlone di un! del ~nteno e !'e!'ezione di un ~tro e mezzo d'iJltestlno tenue - Llobel • i!ll 'Sarcoma In una rrattura per c:olpo d'arma da Cuoco - Seydel . • t lGt Scottature della pelle (In cau•."l primaria della morte consecutiva a)' Lnstgarten . • :tlS Seni m&l>'Cellarl (accidenti protloU! >Ui) tlall'estr.uione del denti- Girard • f99 Sfl:\lla (nuoYo metodo di ridu~ione 1lella lassu10ne della) - Sewenm~ • 49:1 Stitico (•opra an nuo•o) e sulla po~ìUta dt accrescere la coagulabilitil del sangue nei vasi io r.asi di emofilia, di aneurisma od emorragia in terna - Wrigbt • 977 Stomaco (contributo all:1 chirurgia tlello) - Ceccherelli • t 603 Strumenti Ili chirurgia (ricerche sulla dislnietione e sul nettamento de~tm
- ~~ ·~ Te.wto cellulare perhescir.ale (sulla iollammaziooe Idiopatica del) nella c:u>'ita di Rezio - Eogli'!Cb • 676 Trationt della llnj:taa (nei ~"'si dl mon.e apparente per asllssia) - J..a borde
• t6~
Tumori maligni (1!1. enra del Moselll!'·lloorlloC nei) lnoperabll l - Ceroni • 160i Tumori sollrll pem·escicali - Guyon • 506 Ulc:eri Ceura delle) della gamba - Butte . • t&:U \lretm (della c:realloue di un·J contro nat ura nei prost.atlci - Bonan • 1596 Urttra (polit•i dell') nell'uomo - Goldembsrg • 49:1 Varicoc:ele {suh - Benoet • • !Il \'ena femorale {dilatazione ad ampolla della) nel canal crurale - Du~ourlioux. •
. ·~
1/18 RIYlSTA octLISTICA. Anliplrina (sull'uso dell") nella pratica oculistiea - Wicherl.:ie\\ i"-Z. Pa~. tOt ., stsgmathmo (dell ') po>t-operatorio - Neuscbiiler (figlio) . • 101 CberatJie o;ettl.:a lriWcbe sperimutali sulla) - SiJçestri • • 237 CberaUU (contribuzione alla cura delle)- Kroll r. ~ Colliri (ricerche aulla tnr~tlone e dlsinf&Jooe dei)- Fraoke v Graeres • tOt r.ongiuntl•lte granulosa (modo ul curare la) - Perretti • SB Daerioelstite trrocesso ooeratho per la cura rapida della) - Guaita • t36 Le fibre nervose dell'occhio studiate col metodo di colorazione deii'Eh rllch coll"uzurru da metJiene - lloscb • • !108 Palar1a nella cameaa anteriore - Lopez . • 6i8 Glaucoma (semplificazione della cura operativa del) - Tailor • i38 ldroeletii'OI!I per l'elettrluulone dell'occhio - Noisze~ski. • IOf l rite sicrosa - Panas . • 8t8 Massaggio nello mruatlie degli occhi - Jocas. • Si() Occhio {la chirurgia militare dell') - Kem . • 406 Oftalmia slmpnUca (sulla etiologia della) - Schmidt-Rimpler • US3 Paralisi cronico progressiva (un c.1so dì) del muscoli degli o.:ebi complicata ad ambliopia lnretti••a- UOedeker. • $05 Scl\lascopla, (sulla) con 111 deserizlone di un nuovo strumento sehiasco!!6 plco - Roth. SftnteroUsl antenore, nnovo proceoso operativo - Sehnlek. • R!t Sintomi oculari (alcune osservnronl ~pro) nelle nevralgie periferiche del nervo trigemlno - Wldmark . • 6i8 Ttaroma (llnfat»mo e) - Truc . • t 05
RIVISTA DI ANATOAII\ E FISIOLOGIA. KOBJLI. LI! t U TO~OG1CA.
Buteri croi'DOgeni (iieerche biologaehe sopra alelllla)- Gino Galeotti Pag. 1i:?.S r..aoero (l'etiOlogiA del) - Woodhead • 1 ~83 Circoluione cerebrale (ricerche sulla) durante l'atlhita psicbicn - De Sarto e Bemardi. • !.45 Globuli ro~ì (nrlazioni numeri~ao dei) e dei globuli bianchi in rapporto col Jlarassita della malaria - Dionisl . • !46 Labirinto (sulla Importanza Osiologica del) - Kreidt . • 4i3 Linguaggio (sulle vle motrici del) - Galassl . • I!H Mucosa nasale (di alcune ricerc8e intorno al potere di assorbimooto della -. Treves . • 16:!8 Muscoli bronchiali (sull 'azione del) - Einthgren . • Sil
1719
m
ProdotU batterici (azione vaso-motrice deil - Bouchar.1 . Pag. Telallo {sulla morfolo;!ia del .baclUo del) - D. Beffanti · t&n Tuh!!rcolosi delle articolazioni (deUo sviluppo e del modo di vro(Jagallone della) - Pa\Vlowsi.J' , :>18
RIVISTA DI MALATTIE \&.\'EREE E CUTA:SEE.
,\lbuminuria (l') nelle malattie venerre- G•·raud. Poo 1396 Blenorragia (antisettici nella) e cura aborliv-<~ col perman~tanato di potassa - Jane\ 1283 Bubool (c•ua abortiva deJ1 - Yelander . Diabete meUito siOiitico (quattro casi di) - FelnLerg Elettrolitica {cura) dei restringlmenti dell'uretrn e di olwne •lerma•osi~g.
·~
Eritema nodoso {rapporti dell') e delta purpura colla tubercolosi Buisìne. " 1:!86 Eritemi (sugli) - Droco ,. 988 Eroetc (le principali varieta dell') - Fournier " UH Favo (sul) - F'rank e Unna. • 1!!5 Favo (rìeercbe sul) - Pick. • 8:!6 Gonor rea acuta (un onovo metodo di cura della) - Cote~ . • 987 ldro;l hocl'.:ùe {l') - Fournier . • 1391 l'!<'hialgia SJOlitiea (su· di un'annosa) - Vairo • IU5 Lupus entem.a toso {forme del) - Ou Ca3\el . • 1397 Paraplegie d'origine slftlitica - Doulloobe • 5U Pelle (sulla cura dei bagni nelle malattie della) - E. Sanlfeld • J63l! Plt:nìa.si <•wla) e suoi rapporti colla tubercolosi - Jadashoo • t390 Pro.:siAt:l (un nuovo metodo di cara dell'ipertron:t della)- Beltoo MMSY • 8!8 Rey1111ud (deUn C031 lletiA malattia tlel) (C8Dgren:~ simmelriea) di orls:tine siOIIrica - A. Klseol>erg • • l630 $ecre1ionì grasse normali {ripnrLitiOne dellt) alla superficie della pelle - Mnozan . • l~7 Sinlide (su.lb cora della) coo le iniezioni di suiJlimato al !i per fOO - W Lukasiewicz. • t63t Sìlìlido (sulla nwssita dì cu:rare la) - SiOiìdi sconosciute- Fournler • ill 3 Sifilide del sistema nervoso centrale - Oe'*ke • tOi Sllliide (cora della) - Leloir • i~9 Sifilide (Incubazione della) - Maumc • 139~ SIOiid~ Lerùaria (la) del testicolo - Fourn ier. • 515 Spermato-cisUte, (la) o inlìarom:ulone delle vesclcolc seminalì - lloyd • ~~ Tigna ravo.>a (di un OUO\'O metOI!o pratico per curare la) - Perooi . • tOO ·ronsille (stùle alterazioni clfoiche ed istologiebe delle) e del pilastri alTe tu
-ia silill1e - J\IPumano
• GiO
Trlr.oOliasi t.lcrmica n. torma penfi0 <Jitle, c poliucurìLP trìcollttcti. In indlvi(fuo afrett.o <In tabc dorsale - Bonome. . Pag. t~ rtr.·ra siJUioo delle tlita - Ta~lor • 109 ("lrl!ra sempliee ( O•>ff\"aZion• a J•TOJIO>ilo •lei l' JDoruiUJI)ne deW l CoigneL
• U8 • 8.?7
Z11na delle mucose - Fournièr.
Rl\'I:.TA TERAPEUTICA
AC<IOiliDa (UJOn& dell') nella OC\talail\- Oelrnl> Acl•lo oorico (3UIIa azione terap~utiea dell') - Jaeniclo.e Anr>telicì (meeennlsmo dell'azione degli)
Pag. 1619 • 255 • 2:>8
Antlrurina nelle mnlnLtie della pelle o specialmente nello affezioni pru· riginose -
Blascbko.
_,nt4{'psi inte..tinal!' -
•
Barold
~\
» 1116
.\ntlto.>:Jna del lttMo (caso di tt'lanu ;marito wll') - $<'h\\ &n • !6~ ·' ppendicite (il trntt.1mcnto terapcutico dell')- Klrkpatri~. Wl As.-orbimeoto cutAneo (ricerche sull') clelia sost:mzo medlcamento~e incorporate nei corpi grassi; potNe Incarceranti' della ~~na. della \3· ,eJina e della laoo!ina - Gomard e Boaro:t. Bltu di melilene (sull'azione ll.llUmabrica del) - )!~a Cllomelaoo (del) frizionato sulla nello nella cura della ~ifliJ<Ie -
Bovero..
• ll!i •
Il ~
ltinaldo
• 163~
C.anem del retto (curn dol) e della colite catarrale- Oujardin-Beaume~ • H~ Cloroformio (il) Impuro e nOCIVO' Do Bois·R~ymond • tt7 Cloruro ru zincu C• h nella cura drll'uleera molle e di'l bubbone • Hifi Uiabde (alcune I(UI'~tioni salJa rura del) - R:ùre. 9'.):! OIITusione anodalf' e catodale, n lntrocluzione dl mc'<licamenli nel corpo umano per la pelle, con la rorr~nle galvanica - Wallins: ~ 9!13 Ui~Jleria (cum dPIIn) coi clisteri di sublimato - Lemoine • ttt5 lhuretlna (azione ed eiTelti secondari della) - Schmil'den. 539 llolorl rolgoranll (eh un mezzo St>mplice Jl<lr calmare l) dei tahet1ci. • 116 •:lettricila (che co~ un medico pratico può rare con l') - William Hntchinsoo . • !Ili Ent~>roelisi ruoa ouo\a indicazione dell'), la enteroclisi "alata a Stllpo
Idragogo ed Pupeptico). - CanWii • 110 ((lroposta. di un nuovo metodo dc cura di certe) mediante l'eleltrolls! della corteccia cerebrale - Negro. • tt3 E.~:tlgioa (osser,·azionl cliniche ~oli') - Gordon . • BOS Formica (l'aldeide). formolo - Tnll~t . • UOO Ep•lc.<.~ie pnra:ciali
Formulario .
Paroncolosi {tmllament.o della) - \"lei Gotta (sUlla ter~pia clolla}- Caotanl
Pag. U8. ~. tl!7 e t MI
• !:17 "
5-:!7
172 1 Guaiacolo ed eueahpLIII•> l~iorormlati. usati 1•er iniezioni ipodermiell~ nelt.. c11ra tfella tul14>r.:olosl polmon:tre - Scarpa . Pag. H3 ldrotuapia 11'1 nelle febbn eruuhe. - Goinon • H~l Innoenza lcura efficace e rapida dell') - Crevar . • !61 ltterizltl (trattamento meccanico dell') - PiireiJJauer . • U!O Larin(:(ite cronica (nuovo trattamento delta) - Scheiroann . • 686 .Ma.>J.aggiu (ricerche •opra l'azione O~•ologiea del) ~ui IDU$COU dell'uomo - Ya!rJiora. • tH9 ?dorllni\ (uso della) nelle malattie !lei cuore- Hl'rvoiiet . • H~ ~lort•lla (cura della pso1·1asi Jlugunle col decotto di) . • H6 l'inj~t tnpudiaus (stul!io sperimentale ~ul veleno della) o Cobra c.~)lt'llo ed ~posi1.ione dJ un melodo J><•r 1:1 neotraliz1.arione di questo veleno nell'org-anismo - Catmette • 68i ~efnte scarlatLinosa (profilassi della) - Ziegler . " 533 l'io•mll(ie del trigemino (mezzo ~empllcissimo pPr guame le) ,. U 1 Olio e;tnforate (ioje~ioni il') nella tisl - Huehard e Miller. • 690 Rimedi cardiaci (modo d'agire dei diversi) - Weagly. • i 40S Rkìpola (cura abortiva della) rtella ruda - Tnlamon . • 46:B Ri3ipoln (cura rldla) con t'olio es_~n7.1ale di trementina - Wiocller. • 1633 Scotttlture (trattamento antisettico delle) - Ma) lard e Glasf!O\\ • 686 S ifilide tardiva (un nuovo metodo per rapidamente gu:u·i re le manifestaoonl eut.1nee delta) - Peroru • 163!1 Solu1ione borica sopra.satura nella cura delle SOitporazioru dell'orecchio -
53~
Janicke •
Spcrmina (sulla) come stimolant~ Poehl . • 001 ieolfngo piacevole (un) • ll7 'Tubercolosi (;ulla cora della) col ca rbonato tlì guajacol - Se•fert ed Holsther • IU V:uu·•lo (tnttameoto del) per men o clelt'oseurlta ..olare - Galla•·ardin • H~
111\'IST.\ DI Clii\II C'~\ E f!R)UCOLOGL\.
Ft:uocolla (l'amido-acet~pararenetilhnn. o) di W. )lajen- Sctunldt . Pag. t6t6
RIVI TA nt TEO\ICA E SERVIZIO liEOICO liiLITARE.. Congrc.:;so (XJ medico c11 Bulino. S;>zloo~ di medicina mihtare. . PQI). !10 • 853 Pl~fle (morfologìa del) Scnlzio sanitario CII) dell'e:>.ercito c clelia noun In Danimarca . Ser,wo di san1ta mililare in;:lese (no te sol) - L.onroet e Schnelder Sen 1110 sanitario miiJt.ue (cenni >UI ;rtzzero
t/22
RI\'IST\ 01 IGIE:\E.
AcidO solforo>O llllÌOOe dell' l <U ta!uni batteri (lato!!eni -
Clls<eb:lt Pa'J. 1000 \ C'IlUe del Sa.b~a (studio sul!~} - Oandrieu • t us ., .:que minerali (ba tteriologsa <lelle) di Yicby, Satnt-Jorre, Hauterivc e Cuoset - Roman e C<.lin . • l6i6 Antisepsi dell:l l!ot'ca e retrobocca in tempo di epidemia - \"altin • t004 -\ntisettieo compo<to . • 14!6. ·" mo;Iera (ri~rcbl' hatterioiOI!t~ht nell') di Frelt..urg - Welz . • i!9 Bacillo butirrico (sopra un) - B<ltl..ln • HS7 ll.~rlllo di Eberth !dimostrazlonP del) nelle acque potabili 1li Pisa durantQ l'epidemln di tito nel tP00-91 - !>ormani • :!61 BacUlo p~ oclanlco lnota soJJa pre.:ll'nza del} nel san ~me e nell'mtestìno del dissentt'rks m Cocincina - Catmette • 83S Batteriologia (alcum recenti progrl!<si in) - Em't • Ut9 Biseollo (i parassiti del) per le truppe; meni di pre$ervazione - Decaux " t669 Calore (azione del) sulla fertilità c la 1irulenza dei baci lli tubercolosi • 965 f.arbonc.bio faz ione del suolo sul aPrmi del) - l'ufo • • u• Carni congelati' (processo llaljean per riconoscere le) • • t~ t.:occo setticemico (confronto rra il coo;i detto) dello sputo e n poeumoeoceo del Frankel - :-iissen • • • • '!t Colera asiatico (ricerche ~u11a protezione dell' UOUlO contro Il) - Klemperer • tOilt Colera Il' importanza della ricerc::~ batterioseopic::~ per riconoscere le forme dJ) di bolnigno decorso - Guumann • 1680 C...lera (ricerrhe 'ul ,·eteno del) - Pfeill'er • li~ Osflena (pronlas:.l della) e della scarlattina - Le" is Smilh • 857 Erisirela (la contagiosità dell') - Walter Reed • 800 F~ocitosi e lmmunlta • 1!:90 Pf'bbre tifoidea (misure da prrndersi contro la) Oojardio-&oaumetz • 134FIItrazione (sulla) dti liquami putrescihiti attra,·erso la torba- Monari • l !a Immondezze (sul modo di disporre delle) delle cas" - Badaloni • t66 Immondizie (llb truzione delle) We~l . • 1438 luce (ìnUuenz.a della! su.lla pelle - Hammer • 14.37 Mlcrobi 1ì) nel vml naturali e artiHelali . • U93 Microbi (influen~a Ilei movimento sullo sviluppo e la virulenza dei) Schmidt. • t68t Microrganisml (contributo ;,penmentale alla legge dell'adattamento del) ai mu~zl anlliettici - Tramt..u>ti . • t~ ~escolanze antl-~'llltbe c.-alore ml~robicida delle) - Chnstmas • ti31 Morbillosi {sopra un bacillo tro.-ato nel sangue 111) - Cllnon e Pielicke • 99S (111o minerale /ltJ emul sioni rti [IC·Rnte come S lt~ce<lnnee del rJe<yl - Delah Ciu•s~> • 1675
17!3 Pneumonia (immonita rontro la} - 1\lemperer . Pag. 8~7 PneumQQjte cruposa (l'immuni &a artillciale per la) - Emmerich e Fawitsky • ~69 Polvere na} delle camere e il pane Ilei so1dntl • B9! Suolo (ricerche Igieniche e d'ingegneria sanitaria del) e dei suoi strati profondi nlla Charité di Derltno - Proskauer • 5>5 Tetano cs~lla ~zlolo~tìa, patojfenesi e profilassi <lei) - Sormanl . • H3~ Tiro (ncerca del bacnlo del) nelle acque - Foote • J!l Tifo (vitali!à del bacillo del) • u~ Tubercolosi (la) nelle prigioni - Coroet . • 130 Tubercolosi (profilassi delia) negli ospedali - Bard • iOOi Tubercolosi (trasporto dei bacilli della) per mezzo dei lombrici • tu; Tubercolosi (sulla possibile trasiJilsstone della) mediante il latte delle gio· ,·enehe Lohercolottehe, e di un bacillo patogtno riscontrato nel latte - Fiorentini . • i683 Tuliercoloso (sul veleno) - Straus o G·amsleia » H30 Vaccinazione antirabica (la) all'istituto Pasteur nel i89i • U!S Valooto !mortalità per) e vaccinazioni gratuite in Riga - Beerwagen • !3! Varicella (se la) e Il vaioolo sieno identici - Freyer • • i6S! Vlru& rneumooico (sulla resistenza del} negli sputi- Bordoni·Uifredozzi • ~6S
RIYJiST.\ Ol STATlSTIC.l ~IEOIC!..
Resoconto sul reclutamento (iSSI) e statisliea medica dell'esercito francese per il t890 . . Pag. t6S4
VARIET.~ .
•\nllsepsl (dell') nella preserfa.ziooe e trattamento della fui nel XVIU seeolo, secondo Raulin - Nieaise . Pag. l 136
Cancro (lega contro li) • 1689 Denti artificiali ,. U 40 Giubileo del pror. Moleschott • 119! Istituto di Kodl Ul funzionamento dell') per le mataUie infettive di Berlino. La sezione ammalali. • ~~ tstrumenti (protezione degli) dalla ruggine . • !Si Le~a aderente al vetro - Walter . • 28! Ricerche storiche $W proietUii rimasti nel corpo umnno senza causare a'" eun disturbo, e sulla loro mJgrazione - Koehler • t691 Stattstiea dei medic:l in Italia • • ~ Storja medico-militare ~app11nti Ili) sopra Cartngine - Frohlleb. • ~
RIVI~TA
BIBLIOGRAFICA.
Annu.al Rerwrl ou tbe Puhllch lleallb or r.ltoraltar "itl1 appendb: Cor lhe ~ ear 1891 - :llaetther:;on Pag. 86! BoU!'tlino dell'as.~oeiaztone della Groee Ros•a italiana . • t4t Bolletln inttnlalional des Soci•·le$ de la Croi:t Rouge . • 139 • l39 Ci>li ematlca del m&entcre - Bianchi . !Jmonario Pollglotw oli rarmac~. chimica. t.erapeutica, idrolo~ia colle ror· mole, sinonimi. cnr<~tteri, usi, dosi, tariffa. c~. - Ple.-ani • .f39 Epidemia (I'J lilla pi3aoa oPII'nnno tS90 e l'aci]Ua potabile analinata da un b3elerlov.opista pa veso • 861 Filtruione dei liQUidi putresclbìli attravPr•o la torba - Yonari • ~ l~<de:t-Catalogue or tho hbrar~ or the SurgOOD1!8nerars offiC!' • 286 .Malattie ed epidemie piu trequ~nu ueglì eserciti - Quinzio • 861 Mmuale di medlcma ~ntisettlea - O~lnt • t3; Occhio (le malattie sinliUchc dell'} con spt'ciali considerazioni riguardo al ~rvixio militare e ferroviarro . • 1006 Ozono (dell') nell'acqun d'Anticoli di f.ampagoa in Val òi Fiuggi - Ce· resoll . • ! 37 Perdite (le) dell'esercito russo nella guerra della Turchia nel t877-t878 Kostofr. • L38 Prallque (lu} de J'anllsopsie rlnns les malndies contagìeuses et en parti· culicr dans la tubereolo~e - Burlureaux. • 560 Proet'dés modernos (des) pour reeonnaìtTe la siroulation de la c<~clté ou de la Caihle~se ,.1-,uello - Froelich. • 283 Yaiore (il) delle $05lanzfl gassose impiegate nelln disinfezione degli ambienti - Sanarrlll • Ul ,.asclu~tta a chiusura ldraullea (tipo )lour:~s) e di Oltro a torba, per le aCf)oe luride o.-1 ~lnema dì rogna tura !!eparata tultOiare - Pagliani • '!S4 CO:'iGRESSJ.
Conrerenn internazionale {V) rtella ...ocieta delta f.roee Ros>a . Pag. iO' C<>11gresso (quinto) di me:lielna interna del IS!li in Roma. • HU e f698 Congresso lnremazionale medico (X h • 56! e f001 Congresso lnternazional~ d.ldrologlll e di rlimatologia, m• Se.>Siooe . " 411 Congresw (l"J Internazionale di Glnecolo~ia e 03tetrici3 a Bruxelles. • m Soeieta itali:w.a di Jarin;;olo;:ia, fl'owlo<Jia e .di nnologia • t~
CO!\CullSL Concorso inttmazioualtl per un premio di lire !5000 Pag. U49 Programma pel concorso a premi stabilito dalle LL. M!\L Il Re e la Re· gioa d'Italia. • H44 V conrerenza internazionale <Iella Croct~ Rossa, Roma . • U4i
.)" 1...1-·l :SOTIZIE.
rer
Ammissione nel corpo :>amtacio mìliur~ inglese (eoodilioni l') Pag. 5i:t Arte denlana H') nell'annata austro-ungherese • 4!0 .\s.;;ociuione (l" 11Pi caçafieri italiani Ilei SO\TallO llilìtare Ordine di Yalta per al sernzio sanitario in guerra . • 1130 Br:~ceiale di neutralita /disposizioni ministeriall relntl~e al) nell' e~erdto francese • 513 Corsa d'istruzione per i medici della rL<erça e della milizia territoriale lo ~~ia • Diritto di punire (il) negli osped311 militari io Fr:~ocia • ~63 Illuminazione flettrica (esperienze sull') al campo di Tcmpelhof • 5;~ Manovre sanitane in Js~izzera . • 1440 :'de<liei militari all'e.itero • U5! .llonache (le) negli ospedali militari io Francia • :!i5 Onorificenze accordate ad ultlciali medici e rarmnei~ti militari nel t• ~emestre t89t. • t001 Operazioni radicali d'ernia, esportazione o.li milzn, npertara della teca cmniana, - Pos<empski. • ~29 ,. 5i6 Ospedali militari (gli) a Parigi . ., Pecco (il generale medico) . • :!88 5il Porta· feriti (il nell'esercito austro-ungarico • 17114 Scuola del servizio di sanità milit.are lu Lione as Ser\izio sanitario militare al Senegal l 5it Senizio Sanitario nell'esercito austro·ungarico • liOt Servizio sanitario (esercitazioni di) in Francia. :;n Società austriaca della Croce Bianca. iii Tenuta da campagna del personale sarutario Cnmeese . 143 Treni sanitari (ì) io Francia
.m
. .
. .
~ECROLuGIE.
!Woaluml G;o\l>.nni, colonnello medico Cottini Domenico, tenente eoloontflo medico. Dom.p.! Ln igt • Frtsetti r.iaeomo, medico capo in riposo. Gianazza Carlo tenente colonnello meliico :daltloretli Cesare, colonnello medico Bolando t..lovanoi Gregorio. tenenlt' colonnellu medico Roth Guglielmo
. Pag. 1707 • il9 • tf'7 lili'J
• !16-i • il9 • li08 " titO
.. "
E LE~CO O Ili
lavori scientifici pervenuti all'Ispettorato di Sanità Militare durante l'anno 1892 (·t )
-
Aprosio Roberto, e<~pitano medico - la disinf,.zione nelle caserme. Atlte.;;iaao c;~ v. G io • ann i, magg~ore medico - Malattie prodotte da!J'equiW!one. Balaeeo 4:o••rado - Malattie lnfetth'e nell'esercito, con speciale riguardo :t qoellc ebe s.>gliono decorrere In forma epidemica. ProOia.ssi.
a e echia ca'. Enrico, maggiore medh:t, - l\el31.fone sulla monografia de l capitano medico Aprosio çhe ha per titolo: Inumazione td lncinerazlone dei <'.ada' ~'rl in goerra. aoeeac ei B e roardi.no, sottotenente medico di complemento - l ritlelSI tendine! nelle malattie nervose. Boaa-o c;~ v. Paolo, maggiore medico - Un caso dì tumore emorroidarlo gaarito con la corrente eiellro·farad lea. aracaloai Gitu1eppe, sottotenente medico di complemento - Sui rnmorl pertcardici e sulle leggi Oslch.l che ne go,·ernano la propaga~lone a distanza. Braealooi Giu8eppe, id. Id. 1.'1. - Relazione sullo stato mentale di Cipollini Giuseppe solttato nell'S' compagnia dJ 'I.'Ulita aJJetto da cleptomania In causa d'Imbecillita morale conge01 ta. Hranealeooe-Bibaudo Pietro , capltaao medico deila mlll~la territoriale - Ebbrezza patologica In un militare neurastenieo. Breltù Gia11eppo, t'apitano medico - Il ttimestre gennaio, febbraio e marzo nel Il riparto di medielfia n~ll'o5pedale milìlare prinei· pale di Bologna. Bre zzi Giuse ppe, id. Id. - Uso delle lenti per l militari di troppa.
(l) Xoo sono compresi in Questo elenco l lavori gla pubblicati nel giornale.
t727 Clalde riai ca". F erdioaado. maggiore ml'd•co - Contributo dlniro su dì un easo di afasia comune di Broca. Clalore Giovanni , tenente medico - Uretrostenosi. Clalore Giovanni , tenente medico - Sopra un caso dJ frattura della
rotula. Claatella Mariano , tenente m!"dico - Sulla stenosi della pulmonar~. (Jenao~io ea\'. Salvatore, maggiore m~dico - Relazione sull'analisi batteriolo~ic;, dell'acqua del polverlflcio d! Foot:ma-Lil"i.
(;orte Silvio. capiL"lno medico -
lnten·ento elllrurgico nei postumi lontani dei traumi del cranio. D ' -'le!Jnndro F e liee, sottoteoente medico òi complemento- Sulla febbre. Damiani Girolamo, sottotenente medico di complemento - Contributo alla chirurgia conserVI.Itrice. De Prati cav. Giacomo , maggiore medico - Clntribii%Ìone alla easuitica della cistotomia ipogastr\ca. Del Gizzo Pat~qul\le, capitano medico nella riserva- Sullo scorbuto. D evoto Luj:;i, sottotenente di complemento - Sn di un CMo di Jlara lisi raciale. Fa'Re ca~·. Gio'>-anoi, maggiore medico -
Sugli elfetti dei nuovi proiettili di piccolo calibro. Fazio Gae,aao, sottotenente medlco di complemento - Un caso rli sifilide dell'orecchio interno con paralisi del Cacciale dal Jat() sinistro. Fortunato ()arto, sottotenentc medico - Di nn caso dì meningo-mielite acuta trasversa di origine sitllitica. Freda Dom eni co, sottotenente medico di complemento - Sull'isterismo mas:cllile e •u di un caso di mutismo isterico. Furno Giacomo, tenente. medico - Un caso interess.'\nte di paralisi generale progressiva senza alienazione mentale. Galletti 'l'itlorio, tenente medico - Intorno a;! un tra11matismo seguito io un soldato del reggimento cavalleria N'ma. Grandoni Franee,.eo. soltotenente medico di complemento - Un caso dì febl:lricoln. Iona G iO!Ieppe, sottotenenle medico dl complemento - Di nn easo di isterismo masrhile veriftcatosi in seguito ad lnsolnzione. Laure nzana Donato, S()ttottncnte medico rli complemento - n ~alolo e le sue applicazioni terapeutiche. Lo Bianc o l.ui;i, sottotenente medico di complemento - Di nn ca5o di emorra:;:ia. bulbare. I.osito Tito, capitano medico - Anomalie della digeitione neU'oomo. Mazza ... ntcmio, sottotenente medico di complemento - Anemia splenica infettiva. Menzion e Eu;-enio, sottoteoente medico di complemento - Su dJ un caso dJ epatile sifiliticA. illileUi Miebel.;. sottotenente medico di complemento - l!A ca!o clìrueo di febbre Llfoìdea.
!IIOIUlio Guglielmo, ,;ottotenente medicO di IIODlf>lemento - SUfia IEI.ibra. Oteri Eduardo, eapit:u~o medico - Resoconto clinico degli ammalali affetti da ileo-tUo tenuti in eura nello spedale militare d a ~erta durante ranno 18\!t.
Sopra un easo eli ernln muscolari.'. Palombo Giuse t>pe, tenente meclico - Un caso clinico rli eroatomelia cer· vicale. Pari~;"i Giu~ppe, sottotenente medico di complemento Sopra un caso di cootr:lttur;. muscolare da influenza. P-ale Alberto, capatano medico -La pazzia nell'esercito. Pa•iao Eligio. sotto tenente medico - Terapia uell" ulcera rot~ndn tleJlo stomaco. Pedrazzi AJrre do, enpitano medico - Febbri tifoidee nel prl)sidio di Brescia. P e Uinelli Fjlomeno, tenente medico - lfeningite, tubercolare leptomeuingite puruteut~. Pueei Paolo, tenente medico - Un caso ri' L>ter<H!pilessia. Bondino &atonio, sottotenunt.e medico di complemento - ~talatLie deiPaa:Jiuzzi Giaeinte, capitano medico -
J"esofago. 8al1'a,....;ni l"e rroecio , sottotenente medico di comptementt~ - Un caso di lussazione della spalla. 8alvoai Pif't ro, sottoteneute medico di complemento - Un caso di Oemmone :ICLtico da scott~tunl alla mano. SaoduiJi Ade lchi, sottoteneote medico - Le t.ermina;:ioni dei nervi nei muscoli striati ''olontarii e le loro alterazioni dopo la recisione dei tronchi nervosi studiate nella rana. §earaoo Luigi. sottoteoentt. medico - Studio aoatomo-patologico e microscopico di un caso di rammollimento cerebrale rtelloho temporale di destra. Searaao J,oigi, id. id. - Sulln. sordità verbale. Sinaoneiai dott f:ol otnbo, soldato volontruio di un anno - Oo caso di
tubercolosi mfliare acuta. Talarieo Qiaeomo, sottotencnte medico dl complemento -: Sulla nat.ura Infettiva del tetano. ~iearieo Orazio, sottotenente medico di complemento Un caso di poUorromenite complessa a lento decorso. Videtta E manuele, tenente medico - La luce considerata nell"ambieot~~
nell"eliologia, e cura della elo'rosi. "ide tta .Em-ue le, id. id. - Sullo stato gastrico. ZaUi Eu;;eoio, sottoteoen te medico di complemento - Osservazioni intorno sviluppo dei cliplorocc.hi di Fraenkel nello escreato dei pneumonitici.
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Centro <hl linguaggio articolato. Ctntro dtt -m ovimenti dtlla faceta. - {d. centt·Q ma.eticatore ). Centro -t'i atOt"llft<l1lti dd ''""'bro a <perior~ - (c .::entro ~i ti>Ori. .'lli del pollo - b centro dei tnnvime~tti della 8patla). Cemro dei mot•ime!Uì dlll membro inferiore - (o ce.Uro dei rMVi· m~tt del dito gro11o). Centro auditivo. Otntro dei moui:Mflli ~U occloiCentro deUa 11i8ta. Centro dei mo11imenti deZZ'o,.eech~. Ctwo dtf mcvimentl <ùlla ~ta /n~ .s eoUo Ctntro d.ei movimenti del tronco.
A - Lobo .frontale.
p · - L<Jbo oce.ìpitale.