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DALMAZIA UNA CRONACA PER LA STORIA 1943-1944 PARTE 2

Page 1

STATO MAGGIORE DELL ' ESERCITO U FFICIO STORICO

ODDONE TAL PO

DALMAZIA UNA CRONACA PER LA STORIA (1943-1944)

Parte 2

Roma 1994


PROPRIETÀ LETfERARIA Tutti i diritti riservati Vietata anche la riproduzione parziale senza autorizzazione © Copyright by Stato Maggiore dell'Esercito Ufficio Storico - Roma 1994

Finito di s tampare ne l mese di 01tnbre da BAIONI STAMPA - Rnma


((Una cosa vi assicuro: finché gli Italiani resteranno nelle nostre I.erre, noi avremo la pace e la tranquillità; quando gli amici /1.aliani si saranno allontanati, torneremo purtroppo ad avere lutti e dolori». (Da un'omelia di Mons. Antonio M. Ja ksié, Vescovo d i Niksié - 7 gen naio 1943 - Na tale Ortodosso - Bileéa).


INDICE DELLE CARTINE


Indice delle rnrti11<'

Cartina n. 16

-

Località dove si ricostituirono le forma zioni cetniche dopo il disarmo imposto dai tedeschi

»

616

»

n. 17 - Isole rastrellate della divisione 'Zara'

})

754

»

n.18 - Zona delle operazioni 'Lika' e 'Di nara'

»

756

»

n. 19 - Zona di Galacesi ove cadde Antonio Vukasina, medaglia d'Oro al Valor militare

»

760

n. 20 - Zona dei combattimenti sostenuti da ll a divisione ' Z ara' fra Rudele e Mokropolje

»

768

))

800

22 - Schema dell'operazione svolta dal presidio di Tenìn nei giorni l e 2 luglio 1943

»

802

n. 23 - Sche ma dell'operazione di rastrellame nto elci Monti Biokovo, dal 10 al 20 luglio 1943

»

81 1

n.24 - Zona d ei combattimenti a Monte Sopalj nei giorni 9-1 3 luglio 1943

»

813

»

848

»

)>

»

»

»

))

))

n. 21

11.

n. 25

-

-

Località fra Sebenico e Spa lato dove si manifestò in particolare l'attività dei partigiani

Zona dei combattimenti in torno a Te nìn svoltisi dal 25 luglio al 24 agosto 1943


-


INDICE GENERALE


Indice Generale

DOCUMENTI n. I •

n. 2 -

n. 3 •

n. 4 -

n. 5 -

n. 6 -

Cons iderazioni del generale Umberto Spigo, comandante del XVIII Co rpo d ' a rm ata. s ulla situazione pol itico-mili tarea111111inistrativa in Dalmazia· P.M. I I 8, 30 marzo 1943 ....... ....

Pag.

479

Lettera del GovernatoTe della Dalmazia, Francesco Giunta. ad Ami k are Ross i, sottoseg re tari o di Stato alla Preside nza del Consiglio dei ministri, sugli errori del la Federazione fascista di Spalato - Zara, 27 marzo I 943 ............................ ............. .....

»

482

Lettera firmata da un 'devotissimo amm iraw rc A.B.' sulla s ituazio ne poi.irica a Spalato, inviata al generale Um berto Spigo, comandan te del XVIII Corpo d 'armata - Spalato, IO luglio 1943 ........................................ ................ ............ ............ .

»

484

Lettera del Governatore della Dalm.izia, Francesco Giunta, ad Ami lcare Rossi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, su lle carenze e sulle necessità della divisione 'Zara' - Zara, 2 aprile 1943 ....................................... .

»

488

Relazione de l ministro Roberto Ducci sulle co ndiz ioni della difesa della costa orientale dell'Adriatico c sulle carenze della 2• Armata - Roma, 15 aprile I 943 ................. ....................... ... ..

»

492

Riprod uz ione de l tel egramma di M ussol i ni che inv ita Francesco Giun ta, Governatore della Dalmazia. a non prendere comatto con Orafa Mi hajlovié - Roma. 2 1 aprile 1943

»

500


Da/m(lzia • Unti cronaca p er la storia ( 1943- 1944)

n. 7 ·

lstruzioni del Comitaw distrettuale del partito comunista di Cùrzola per la costituzione di una marina da guerra partigiana · Cùrzola, 28 gennaio I 943 ..................... ..................................

Pag.

50 I

Lettera del console Vittorio Castellani sul ritiro delle formazioni della M.V.A.C. dalla Lika e da altre zone, · P.M. IO, 28 marzo 1943 .... ....................... ......... ...................................... .. ... .

»

503

Disposizioni del generale Mario Roatta, comandante di Supers loda (2" Annata), per l'assunzione dello schieramento secondo la linea' 15 Gennaio' - P.M. IO, 18 dicembre 1942 .....

»

505

n. 10 · Relazione del generale Mario Robotti, comandante d i Supcrsloda (2• Armata) al Comando Supremo sulla mancanza d i forze adeguate per un efficace schieramento difensivo P.M. lO, 19 marzo 1943 ...... ............... ............................. ...........

»

510

n. l l - Telescritto de l genera le Mar io Robotti , comandante di Supersloda (2• Armata), al Comando Supremo con il quale precisa che i comandi tedeschi e croati erano stati informati del nuovo schieramento ' 15 Gennaio' • P.M . I O, 3 aprile l.943 ......... ........ ....... ......... ....... ....... ....................... ................ .

»

517

))

519

n. 13 · ' Memoria' sui colloqui di Belgrado tra il generale Mario Robolli, comandante di Supersloda ed il generale Alexander Lohr, Comandante Superiore del Sud-Est (O.B.S.O.) . P.M. I O. 18 l'ebbraio 1943 ................................................................. .

»

528

n. 14 · Verbale di un colloquio fra i generali Vittorio Ambrosio, Capo d i S .M.G., Ezio Rosi, Capo di S.M. dell'Esercito, e Mario Robotti, comandante di Supersloda (2"Armata) - P.M.21, 12 aprile 1943 ................... .......................................................... ... .

»

534

n. l5 - Istruzioni del Capo di Stato Maggior Generale, Vittorio Ambrosio, allo Stato Maggiore dell 'Esercito circa lo schieramento 'I 5 Gennaio' e l'atteggiamento da assumere con i com.mdi tedeschi - P.M. 21 , 12 aprile 1943 ................... ... ....... .

»

536

n. 16 - Nota de l Sottocapo d i S .M.G., generale Francesco Rossi, al Ministero degli Affari Esteri circa gli scopi dello schieramento '15 Gennaio' - P.M. 21, 17 aprile 1943 ............ ...... .... ............ .. .

»

538

n. 8 ·

n. 9 •

n. 12 · Promemoria dei colloqui italo-tedeschi a Klessheim, dal 7 al !O aprile 1943-P.M.21, 12aprile 1943 .......... ....................... ..

n. 17 - Appunti del console Vittorio Castellani per il sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri , Giuseppe Bastianini,


Indice Genero/e

s ulla situazio ne de lle forze della M. V.A.C. ne ll a Lika, in Dalmazia ed in Erzegovina - Roma, 26 aprile 1943 .. ................

Pag.

539

n. 18 - Telespresso al M ini stero degli Affari es teri del console Pierantoni, sulla pressione dei pai1igiani lungo lo schieramento di Supersloda - P.M. IO, 4 maggio 1943 ................................... .

))

543

n. 19 - Relazione del ministro d 'Italia, Raffae le Casertano, sulle intese raggiunte con il ministro di Germania Siegfried Kasche, circa la politica da scgu.irc in Croazia - Zagabria, 28 apri le 1943 .......

»

546

))

549

n. 21 - Relazione del comandante di Supersloda (2' Armata), Mario Robotti, allo Stato Maggiore dell'Esercito sull a situazione alimentare in Croazia - P.M. l O, 24 aprile 1943 ........................... .

»

553

n. 22 - Relazione del generale Mario Robotti, comandante di SuJ:icrsloda (2• Armata), sul vettovagliamento delle popolazioni di Ragusa e Mos tar - P.M. 1O, L8 marzo 1943 ............................. ..

»

556

n. 23 - Specchio riassuntivo delle derrate consegnate da Supersloda (2' Armata) ad enti civili e militari croati si no alla data del 31 marzo 1943 ............................................... .......................... .

))

558

Pag.

561

Gli ita.lian i proteggono i cetnici ........................... ...... ................... ........ ..

))

569

La lettera del Hihrer a Mussoli ni ........................... ............ ................ .. ..

»

576

I cetnici si sottraggono al disarmo imposto dai tedeschi .................... .. ..

»

582

Gli italiani simulano il disarmo dei cetnici - I mussulmani acquistano credito .............. .................................................................................. .... .

»

590

I tedeschi ricercano la collaborazione dei cetnici ....... ...... .... ................. .

»

597

Iniziative italiane per recupe rare posizioni in Croazia .. ......... ....... .... .... .

»

603

I cetn ici confidano ancora nell' appoggio italiano ................................ ..

))

610

Ul timo mese dell'intesa italo-cetnica ........ .......... ...... ...... ...................... .

»

618

n. 20 - Re lazione del generale dcli' Arma dei carabinieri, Giuseppe Pièche, sulla situazione economica della Croazia - P.M. IO, 14 maggio 1943 ................ ............................... ............ ................. ..

CAPITOLO lii

DISAR.l\110 DEI CETNICI CONTRASTI FRA TEDESCHI ED ITALIANI. Tentativo tedesco di disarmare i cetnici .... ......................... ,....... .


Dalmazio - Una cmnaca per la storia ( /943-1944)

Pag.

627

Comunicazione del generale Mario Robotti, comandante di Supersloda (2• Armata), ai corpi d' annata circa intese concordate con i tedeschi - P.M. IO, 8 maggio I943 ........... ........... .......

Pag.

66 l

Telespresso del console Vittorio Castellani al Ministero degli Affari esteri in merito alle forma,.ioni cetniche nei settori del V (Lika), XVUI (Dinara) e VI (Cauaro) Corpo d'armata - P..M. 10, 6 maggio 1943 .......................................... ............ ·-········· ····

»

663

Manifesto del Comando tedesco in Croazia per l' arruolamento volontario di croati nella di visione SS da montagna Zagabria, 11 maggio I 943 ........................................... ..............

»

665

Ritrasmissione da parte del generale Ugo Buuà, comandante del settore di Cattaro, delle disposizioni emanate dal VI Corpo d'armata a seguito dell' improvviso disarmo dei cetnici effettuato dalle truppe tedesche - P.M.155, 17 maggio I943 ........... ..

»

667

Lettera del vojvoda dei cetniei Dobroslav Jcvdevié al comandante della divisione 'Murge' con la quale lo ringrazia per la collaborazione sempre ricevuta dall'EsercilO Italiano - Ragusa, 25 maggio 1943 .... ... ................ .......... ................ ..... _.............

»

670

Supplemento al "Notiziario n. 7 54" del VI Corpo d'annata sulla situazione politica nell'Erzegovina alla fine di maggio compromessa dal disarmo dei cetnici effettuato dalle forze tedesche - P.M. 39, 30 maggio I943 .. ........................................

»

671

n. 7 - Telespresso de l conso le generale d'Italia a Ragusa alla Legazione d'Italia a Zagabria, in merito alle impressioni determinate dalla cessione del presidio italiano di Mostar alle truppe tedesche - Ragusa, 4 giugno I943 ........... ....... ....... ...............

»

676

»

679

»

684

N O TE DOCUMENTI

n. I -

11 .

2-

n. 3 -

n. 4 -

n. 5 -

n. 6 -

n. 8 -

n. 9 -

Testo dell' accordo fra il generale Giuseppe Ami.co, comandante della divisione ' Marche', ed il generale Zellner per il passaggio delle consegne del presidio di Mostar - Mostar. 28 maggio I943 .... ............ .......... ... ....... ... ... ... ................................. Manifesto del comandante della divisione tedesca, che annuncia ai cittadini di Mostar .l'assunzione del presidio della città da parte delle forze armate germaniche - Mostar, 4 giugno 1943 ................................................................................ .............. .


Indice Gener(l/e

- - - - - - - -- - -- - -- -

n. 10 - Riproduzione dell'Ordina nza del Vl Corpo d' ar mala per il disarmo delle formazioni cetniche - P.M. 39, I giugno I943

Pug.

686

n. 11 - Relazione al c:omando della 2·' Armata (già Supersloda) sulla situazione a Rag usa dopo il disa rmo dei cetnic:i e l'internamento ad Abbazia dei loro massimi esponenti - Senza data ..

»

687

n. 12 - Sintesi dei colloqui di Salonicco tra il generale Alessandro Pi r1,io B irol i , governatore del Montenegro, ed i I generale Alexunder Lohr - 2 giugno 1943 .. .. .... ............... ....................... .

»

693

n. I 3 - Telesc:ritto del capo di Stato Maggiore Esercito, generale Ezio Rosi affinché i comandi, disarmati i cetnici, cerchino la collaborazione con i muss ul ma ni - 3 maggio 1943 .................... ..... ..

>>

698

n. I4 - Disposizione ciel generale Mario Roboll.i. comandante della 2" Armata, per ottenere la co.Jlaborazione dei mussulmani - PM. 10, 8 maggio I 943 ...... ................................ ...... .......... ...... ....... .

»

699

n. 15 - Relazione del console Pierantoni, al Ministero degli Affari esteri, in merito ai cetnici ed alla opportu ni tà di cercarne ancora la collaborazione - P.M. 10, 11 giugno 1943 .... ... ............. .....

»

700

n. 16 - Supplemento al "Notiziario n. 786" del VI Corpo d'armata, relativo alla situazione poli tica in Erzegovina a fine giugno 1943 - P.M. 39, 1° luglio 1943 ....................... ......................... .

»

704

n. 17 - Comunicazione del capo di S.M.G, generale Vittorio Ambrosio, al Ministero degli Affari esteri, circa la collaborazione militare italo-croata - P.M. 21, 14 aprile 1943 ......... ........................... ..

»

710

n. 18 - Relazione del IO seniore Camillo Rossano al Comando generale della Milizia volontaria sicurezza nazionale sulla influenza tedesca in Croazia - 1° giugno 1943 ............................. ....... .

»

7 12

n. 19 - Comunicazione del ministro d' Italia a Zagabria, Raffaele Casertano, al min istero degli affari esteri, s ull a questione monarchica - Zagabria, I2 giugno 1943 .......... ..... .................. ..

»

715

n. 20 - Istruzio ni del sottosegretario di Stato per gli affa ri esteri, Giuseppe Bastianini, all 'ambasciatore d' Itali a a Berli.no, in merito a trattative con la parte germanica per la tutela degli interessi italiani in Croazia - Roma, 17 giugno 1943 ......... ...... .

»

7 18

n. 21 - Relazione del Comando del VI Corpo d'armata sulla dislocazione delle formazioni cetniche 'alla macchia' nelle zone fra il Montenegro e la Bosnia-Erzegovina - P.M. 39, 8 agosto I 943

»

726

O


Dalmazia - Una cronaca per la storia ( /943-1944)

n. 22 - Informativa del Servizio Informazioni dell' Eserci to sul movimento di Draza Mihajlovié- 23 luglio .1943 .............................

Pag.

731

)}

734

n. 24 - Comunicazione del ministro d'Italia a Zagabria circa la collaborazione militare italo-croata - Zagab1ia, 9 agosto 1943 ............ .. .

})

736

n. 25 - Comunicazione del capo di S.M.G., generale Vittoiio Ambrosio, al Ministero per gli Affad esteri, sulla eventuale riorganizzazione delle formazioni cetniche - P.M. 21, 12 luglio I 943 .......... _.......... .

»

738

n. 26 - Comunicazione del generale Ezio Ros i, eomandallte del Gruppo Armate Est al Comando Supremo, sulla questione cet.nica e sugli intendimenti del generale Mihajlovié - P.M. 76. I 0 settembre 1943 .................................... ..................................... .

»

740

Pag.

747

Le operazioni 'Lika' e 'Dinara' - Antonio Vukasina ............................ ..

))

755

I combattimenti di Mokropolje e Raducicco ............................ ............. .

»

766

La Croazia fra Italia e Germania .......................... ................................. .

»

773

L'incerta collocazione del partito di Macek ........................ .................. .

»

780

Attriti fra Autorità civili e mi litari ...... ... ... ... ........................................ ..

))

788

Comballirnentj nei settori della "Bergamo' e della 'Zara ' ........... ...... .. ..

»

798

Operazione ' Biokovo' - Infiltrazioni nel territorio di Zara ................... .

»

807

li 25 luglio ............ ................ ........................................................ ......... .

»

816

A Zara • Sebenico - Spalato ................................................. ............ .

»

816

A Zagabria ..................................................... ....................................

»

824

Gli Ustascia ............... .......... ............................................................ ..

»

827

n. 23 - Informativa del Servizio Informazioni dell' Esercito sui tentativi di ac cordo fra tedeschi e cetnici della Bosnia e dell'Erzegovina - l O agosto I 943 ....... ......... ...............................

CAPITOLO lV

DA MAGGIO A SETTEMBRE 1943 Le Bande ant.icomuniste (M.V.A.C.) e la difesa del litorale


llldice Cìl!11erale

I tedeschi .................................................... ...... .................................

Pag.

829

I serbi ed i cemici ....................................... ... ...... ..............................

»

835

Co1111111is1i e partigiani ................ ,................. ,....................................

»

837

Dopo i l 25 luglio ............................................................... .....................

»

839

U ltimi scontri con i partigiani ............................... .................................

»

846

La battaglia di Tenìn .............................. ......... ,... ... ...... ...................... .....

»

85 l

Nel seuore della ·Bergamo' ... ........................................................... ,....

»

853

L,1 2" Annata ve rso 1'8 settembre - I tedeschi ve rso Zara

>>

857

NOTE

))

873


479

Documen1i - Allega.ii al capitolo Il

DOCU MENTO N .

1

COMANDO DELXVIJT C ORPO ARMATA n.16/R.P. di prot.

l'.M. J /8, li 30 marzo 1943-XXI

ALL'ECC. TL GENERALE MA RIO ROBOTTI COMANDA NTE DELLA 2" ARMATA Posta Militare 10 0GGE1TO:

Situazione in Dalmazia

La nostra sovranità in Dalmazia si esplica oggi nelle tre forme: 1" politica , 2" militare, 3" ammi nistrativa. L'attività amministrativa - come indispensabile ad ogni collettività civile - riesce vantaggiosa e gradita; tanto meglio se attuata attraverso congegni semplici ed one.sti. L' attività militare - con le limitazionj che essa comporta - viene da alcuni rassegnatamente accettata, come un male inevitabile, dovuto a circostanze di forza maggiore indipendenti dalle persone e connesse con eventi superiori; è da tutti apprezzala, perché garantisce l'ordine e la sicurezza pubblica e privata. L'allività politica, invece, è anelata progressivamente determinando uno stato d'animo a noi avverso nell 'intera popolazione, senza distinzione di religione e cli razza , dai maggiori centri urbani fino ai villaggi e alle campagne. Insofferenza delle nostre forme politiche , delle nostre strutture sociali, delle istituzioni del regime. Difficoltà ad accoglierle, a capirle, ad assimilarle. Ostruzionismo alle organizzazioni, alle imposizioni, alle forme. con la parola d'ordine: via gli occupatori. Questa è la formula che riunisce


480

Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-/944j

oggi tutti indistintamente gli abitanti delle provincie annesse, indipendentemente da qualsiasi altra ideologia politica e sociale. Disposti ad accettare ogni restrizione richiesta dalle esigenze militari, essi si mostrano intolleranti cli dogmatismi e di forme politiche alle quali non erano preparati. Durante un anno e mezzo di regime italiano, la Dalmazia annessa dapprima fiduciosa, più tardi del usa. infine contrariata - è anelata diventando sempre più ostile, sino a volersi liberare cli noi con qualunque mezzo. A questo stato d'animo fa netto contrasto l'atteggiamento dei centri sottoposti alla sola occupazione militare (seconda zona). Ivi le popolazioni tendono fi duciose a noi; paventano il nostro allontanamento; sollecitano la presenza delle truppe, la nostra protezione. in molti casi l'annessione. Già com unicai che l'l 1 dicembre una deputazione di Sigoo, con le principali autorità locali, si presentò a me per invocare la permanenza del presidio italiano, di cui temevano il ritiro. li 19 corrente la popolazione di Lèsina, insieme ad un forte numero cli contadini affluiti da Brusje, Grablje e Milnà, intendeva fare una dimostrazione davanti alla sede del comando italiano, per chiedere l'annessione all'Italia. Il nostro comandante militare, nel prendere atto dei loro desideri, li invitava a mantenersi calmi ecl a sciogliersi. Analoghe manifestazioni di adesione si sono avute recentemente nell'isola di Brazza Segnalo questi atteggiamenti e contrasti. benché di natura politica. perchè anche la situazione militare del Corpo d'Armata ne rimane profondamente influenzata. Come già noto, una "quinta colonna" si è formata nell'interno delle città di Spalato, Sebenico e Traù, con la benevola tolleranza. e in parte con l' appoggio, di cittadini cli ogni cero. I suoi rapporti coi nemici esterni , verso terra e verso mare, sono stretti e molteplici. Nel caso deprecabile, ma non da escludere, di un peggioramento


Documenti - Allegali al rnpitolo Il

481

della situazione esterna, il Corpo d'Armata dovrà distogliere una notevole parte delle sue forze per guardarsi all'interno e alle spalle. Anche eventuali operazioni nemiche di sbarco ne sarebbero sensibilmente avvantaggiate. Sono d'avviso che converrebbe tendere ad una distensione interna, attenuando - o, meglio, progressivamente smobilitando - la nostra atti vità politica. Ai fini immediati della guerra, dalla Dalmazia ci occorrono soltanto: a) - atteggiamento non ostile della popolazione; b) - prestazioni economiche, espresse dalle quattro voci: bauxite, cemento, carbone fossile, legna. Le questioni politiche, che sono quelle appunto che inveleniscono e ci alienano gli animi, siano accantonate e rinviate a miglior tempo. Ciò, oltre a consentire un apprezzabile risparmio di uomini e di denaro, determinerebbe una distensione benefica sotto ogni riguardo, anche nei riflessi dei rapporti avvenire. È infatti nostro interesse che, al momento delle trattative di pace, la Dalmazia si schieri non in campo decisamente avverso. A parere dei migliori esponenti locali , la situazione interna, benché già sensibilme nte pregiudicata, non è ancora irrimediabil mente compromessa. Infine, in previsione di ogni possibile evento di guerra. che un e lementare criterio di prudenza consiglia di esaminare, prospetto altrcsì l'opportunità di un alleggerimento dei molti italiani gradualmente affluiti qui (funzionari, e altri civili con incari chi vari), dei quali la protezione, il sostentamento e l'eventuale sgombero costituirebbero - in determin ate circostanze - una seria aggravante del problema militare.

IL GENERALE cli C.d'A. COMANDANTE lito Umberto SPIGO


482

Dab11 azia - Una cronaca per la storia ( 1943-1944)

DOCUMENTO

N. 2

Zara, 27 marzo 1943/XX!

IL GOVERNO DELLA DALMA ZI A

Caro Amilcare, ho te legrafato oggi al Duce ne i seguenti termini: " Prefetto Spalato com unica che ammiraglio Bobbiese proposto Ministero Marina dare nome Savo a caccia costruzione cantiere Spalato alt P ermettomi farVi considerare che tale proposta appare esagerata conoscendo vera ca usa che determ inò morte povero Savo alt Segue rapporto alt Governatore Giunta" Pe r maggiori chia rimenti , se lo credi o pportuno. ti avverto che il camerata A lbini e la segreteria del Partito sono informali. A nzi il Partito sta per sostituire il Federale di Spalato. La morte ciel pove ro Savo è dovuta principalme nte ad un atto di rappresaglia e di vendetta per la condotta riprovevole e la mancanza di senso politico dei dirigenti della Federazione di Spalato. Il comunismo non c'entra per nulla o, se c'ent ra, ciò è in minima parte. Abbiamo fatto più male noi, caro Amilcare, trasportando in Dalm azia tu tto il bagaglio delle nostre strutture e sovrastrutture extra statali, che non la propaganda di Mosca. Uomini senza senso politico. funzionari prevaricatori e ricattatori, agenti d i polizia ladri e truffato ri, dirigenti dei fasci trafficanti ed impulsivi, educato ri ed educatrici tuu.'altro che degni di tale no me hanno creato una ta le reazione, che fatalmente doveva sfogare in revolverate. Né ti voglio parlare della politica degli ammassi che io sono già in procinto d i sospendere .

li Savo era indubbiamente una perla di ragazzo cd è s tato vittima della incoscienza dei suoi camerati, in prima linea del suo Federale. Il fatto specifico è il seguente: - Un giorno certi Barbcris e Rocco, istruttori della G. LL., pensarono di fare una rappresaglia pe r un piccolo incendio avvenuto nel locale della G .l.L. stessa. A tal fine comunicarono al preside l'ordine di sospendere le lezioni e cli far radunare tutti i ragazzi nella palestra,


D0c11111e111i - Allegmi al capitolo Il

con la scusa, assai attrae nte. di fare un 'ora d i g innastica. Riuniti g li allievi ne lla pale stra, u na parte furo no tratte nuti e l'a ltra pa rte . quelli da bastonare, furono messi in libertà. Questi ultimi appe na usciti dalla palestra, furono aggred iti a tradime nto da un grup po di giovinastri mo lto più a nziani di e tà e mo lto più robusti_ e bastonati di santa ragione. H o in mi a mano alcune lette re di magistrati, i quali d escrivo no il lo ro sdegno per il pie toso stato ne l q ua le trovarono i lo ro figlioli d o po la basto natura. La cosa fece pessima im p ressione in città, anche pe rché l'a mbie n te de lla G .I.L. è severamente giudicato. Pochi gio rni d opo un ragazzo d i diciassette ann i p rese a revolverate il povero Savo e uccise un soldato che tentava di disa rmarlo. È convinzione indubbia di tut ti a Spala to, che la revolverata contro il Sa vo fu un a tto di vende tta d egli studenti così b ruta lme nte bastona ti. li Savo fu colpito a lle spalle mentre si dirigeva ve rso un caffè . La me d aglia a l valore m ilitare è sta ta data d a l Coma ndo del Corpo d 'Arma la se nza interpe llare né il Pre fe tto di Spalato né il Governa to re della Dalmazia . Se si dovesse dare la medag lia sul campo a tutti que ll i che vengono p ro ditoriame nte ass assi na ti ne lle strade della Dalmazia, si mande rebbe in fa ll im e nto la Zecca ! Comunque, è da ril e vare che il Coma ndo d e l Corpo d'Arm a ta si è be n gua rdato di proporre pe r una r ico m pe nsa i du e m ilitari coraggiosa m en te acco rsi p er d isarma re l'aggressore . U no di essi cadde ucciso e l'altro rimase fe rito. Q uanto a lla proposta d i d a re il nome Savo ad u n cacciatorpediniere. anche q uesta è sta ta fatta dall"ammirag lio Bobbiese senza inte rpellare né il Pre fe tto né il Gove rnatore . Quando ho lello s ui gio rna li la g ra nde esaltazione d e l povero Savo, ho c red uto che ciò fosse voluto d al Duce ai fini della politica ge nerale e non ho fatto alcun a obbie zio ne: ho anzi preso l' iniziativa di dare il nome d i Savo ad una s trada di Spa lato, sua città natale. Ma rite ngo esageralo dare il s uo nome a d u na nave d a guerra, tanto più che vi sono degli a utentici. fulgidissimi ero i cui spe tta ce rtamente ques to altissimo onore .

GI UNTA


484

Dalnwzia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

Docurv!ENTO N. 3 COMANDO XVIII CORPO D' ARMATA UFFICIO l)F.L COMANDANH;

Prot. n. 048/R.P. A llegati I

P.M l 18. 12 luglio 1943 Anno XXI

R ISERVATO - P ERSONAU:i

ALL'ECCELLENZA IL COMANDANTE L.A 2A ARMATA

Posta Militare 10 OccEno: Situazione in D:1Imazia Trasmetto - per semplice notizia - copia di lettera non firmata, ieri l'altro pervenuLami. Di essa mi ero limitato a dare privata comunicazione solo al Prefetto di Spalato, archiviando l'originale. Ma poiché nella riunione di stamane il Governatore della Dalmazia ha detto, fra l'altro, che "la verità si raccoglie dalle voci della strada", ciò comunicazione al Comando Superiore di questa più recente fra le analoghe voci della strada che spesso mi pervengono, e che passo agli atti. Del colloquio di oggi a Zara potrà fornire un completo racconto il Capo di S.M. de ll'Arma, che vi ha partecipato.

IL GENERALE di C. d'A. COMANDANTE Umberto SPfGO

All' Illustrissimo Sig. GENERA LE d' ARMATA ECCELLENZA SPIGO Ispettore Generale delle FF.AA. in Damazia

ECCELLENZA! Convinto d'aver scelto - se anche, purtroppo, anonima - la miglior via allo scopo prefisso, rivolgendomi dire u amente all'Eccellenza Vostra cui è affidata la tutela suprema dell 'onore e clegl i interessi dell ' Esercito nostro in questa terra ormai redenta; e, sapendo bene che eia questi interessi e onore, dipendeva in ultimo tutto l'avvenire della nostra Patria su queste sponde adriatiche, mi sento proprio in dovere cli portare a cono-


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sccnza dell'E. V. alcuni fatti gravi che credo di estrema importanza e che personalmente potei controllare in qualità di c ittadino ave nte relazioni dire tte con gent.c di diversi strati socia li in questa c ittà . Sebbene simpatizzante del P.N.F. cd apprezzante rattività del Partito benemerito in varie manifestazioni della vita nazionale. no n posso sottacere la constatazione che a Spalato l' ingerimentO poco fonunato dei fasci combattenti ne lle faccende politiche in riflesso alla popolazione allogena è stato addirittura rovinoso per lo scopo supremo della pacificazione ed attrazione degli clementi allogeni numerosi in questa cinà nostra redenta. Eccone alcune prove pa r lanti. Nei primi sei mesi dall'aprile 1941 quando a Spalato vigeva in realtà l'ordine militare, si viveva in pace e senza necessità di limitazione di co prifuoco: la popolazione gradatamente si ab ituava ai nostri splendcn Li fanti, a nzi le re lazioni personali degli appartenenti all'Esercito con la popolazione civile erano in continuo sviluppo, sicché allora non si registrava quell 'osti lità che oggidì purtroppo possiamo registrarla anche ad occhio nudo in quasi tutti gli strati cli questa popolazione s tessa. Da Jove - chiedomi - questo cambiamento pa lese? - Prima un atteggiamento se non proprio devoto o addirittura benevolo. pure pacifico e doveroso, di riserva, di attesa se volete, ma m ai ostile! Oggi - atteggiamento: di delusione, s ituazio ne: press'a poco ostile ! Prima: pace e ord ine, attesa rassegnata, in continuo miglioramento: ni ente coprifuoco, niente attentati. vie rigurgitanti di gioventù di ambo i sessi . frammista nei luoghi pubblici ai nostri magnifici soldati e ufficiali generalmente a mmirati per le loro insuperabili doti di caval leria ben mis urata, bontà e magnanimità inn ata. Ora: coprifuoco limitatiss imo, la massa cli gioventù di ambo i sessi - sparita, rifugiandosi nei monti come dinnanzi all'avvento della peste! Mi domando quindi: dove o perchè fuggiva questa gioventù. la quale dapprima rimai1eva pacifica a Spalato rede nta , non vo le ndo lascia re la c ittf1 dove si sentiva sicura ed in pace! Ed ecco come il cambiamento avvenne: mi ricordo J'aver personalmente assistito a ll'incide nte quando un manipolo dei Fasci combattenti passava per il Corso Italia in grande esposizione dimostrativa. La gente, fi utando il pericolo, si scansava o si rifugiava nei portoni più vicini. Un giovane pacifico, non comprendendo cosa accadeva si fermò din na nzi ad un portone, dove uno dei fascisti J e l manipolo co l calcio ciel fucile ta lmente assaliva il giovane inerme. rompendogli a lcuni dt!nti. eia rovinargli l'intera faccia. I passanti furono terrorizzati dal fatto t!d un ufficiale che arrivava intanto talmente ne fu indignato che gridò forte al vigliacco assalitore vergognandosi evidenteme nte di non poter debita mente punì-


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Dalmazia· Una cronaca per la s1oria (1943-1944)

re tanta barbarie che passava alri mmacolato nome della civi ltà italiana!! on mi consta pertanto se quel tale "bravo., per questo fu punito a dovere o invece lodato; mi consta però che quel giorno stesso molti giovani spalatini sparirono verso le montagne e molti dei nostri valorosi so ldati pagarono il delillo altrui con le loro vite· preziose! E non c'era da stupirsi che i giovani. terrorizzati da questo incidente barbarico non s i sentiva no la voglia di farsi rompere i denti s ulle vie di Spalato senza nessuna ragione e senza possibilità di ricorso! Con questa data s'in izia l'emig razione cittadina, la quale, ben inteso, a sua volta incoraggiò di più l'emigrazione degl i strati con tadini, i quali. senza vedersi capeggiati dagli e lementi cittadineschi. naturalmente non si sarebbero mossi se non altro per la legge stessa dell'inerzia tradizionale. Invece cli prefiggersi che casi sim ili mai più si ripetessero, si cercò invece di inasprire la situazione con altri metodi non meno gravi. E non bastava : alla Questura di Spalato s·installarono funzionari tutt'altro che capaci per un compito si del icato. La polizia politica fu praticamen te affidata nelle mani "ferree" d i agenti e marescialli di I~ S. col quartiere generale in via Salona. dove, ne sanno anche i pescatori, di tarda notte sotto la guida del maresciallo Franceschetti (degno successore del famoso De Vincenzi) viene. sollo il nome dell'Ita lia civilizzata, praticato il sistema dell'inquisizione medioevale, con terrore e martìri di ogni genere. Intanto gli arresti in massa riempirono tulli i locali di Via Salona dove il detto maresciallo di P.S .. spadroneggiava da sovrano. senza che i funzion ari respon1>abili del Palazzo se ne curino troppo. E questo sarebbe la politica romana voluta dal nostro governo? Intanto la risposta ne fu un continuo aumento dell 'emigrazione a fian co dei ribelli, di cui potevamo esse re risparmiati di certo se qua lche provvidenza avesse saputo liberarci dai De Yincenzi, Franceschetti et sirni les. Considerando il proble ma più da vicino - risulta c he un irresponsab ile maresciallo di P.S. a Spalato, tollerato dai capi jnetli o ignari delle condizioni politiche reali, quasi a bella posta dirige gli affari '·politici" in questa città in modo come se a proposito volesse accresce re le fi le dei ribelli a scapito nostro. Tale è la fa ma sulle atrocità del Regime poli1.icsco usalo in Via Salona che sarebbe da meravigliarsi appunto se a Spalato vi sia rimasto ancora qua lche giovane o ragazza dai 14 a i 40 anni ! Grazie a questo sistema verame nte gen ia le, invece delle condizioni pacifiche e decorose dell'autunno 1941. abbiamo ora un deplorevole incremento all'azione ribelle ed in più l'avversione comprensibile di tutte quelle oramai n umerosissime famig lie che pe r lo più a cuor gonfio dovettero vede rsi fuggire dalla casa i fig li (e le fig lio le) nei boschi delle montagne esposti a pericoli


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mortali di una guerriglia senza compassione. Posso invece affermare con certezza che più del 95% dei fuggiaschi attuali ribelli sare bbe senz'altro rimasto a Spalato in piena quiete se non avessimo avuto la sfortuna di vedere come l'incapacità assoluta dei nostri summenzionati specialisti in polizia politica ve li avesse proprio armati e costretti . Ogn uno di essi, ne sono certo, avrebbe preferito vedersi all'occorrenza internato anziché esporsi ad una vita tanto d ura e pericolosa come quella dei ribelli; soltanto la prospettiva cli fi nire nelle mani dei Franeeschet ti coi loro sistemi di inquisizione medioevale, senza difesa e senza appelli, poteva farl i superare facilmente questa riluttanza natura le ! Figuratevi, Eccelle nza, come gravi dovettero essere le ragioni del terrore per cui tutta quella gente continuamente fugge abbandonando i loro parenti ed i loro focolari spesso ben cald i, ben provvisti e pacifici, e preferiscono esporsi a tutti que i ben noti disagi e pericoli evidentissimi di una guerra formale contro il nostro valoroso esercito, anziché rimanere in pace sotto la giurisdizione di una nazione civilissi ma come la nostra ! No, q uesta scelta - la mano al cuore - loro in realtà non si offriva: c'era da scegliere tra la fuga e il regime di Via Salona. Loro a malincuore ne scelsero la prima, quella che in loro condizioni. siamo giusti. ognuno di noi altri l'avrebbe preferita ! Finché mai sistemi simili saranno tollerati, noi avremo a rimpiangere il loro contreffetto . ECCELLE ZA!

Lei che ha tanta sapienza e tanta dignità e profondamente sente quella responsabi lità che ad altri non sempre è dato di senti re intimamente. saprà di certo nell'interesse delle mansioni affidatcVi_ trovare pronto rimedio a questo ma le le cui spese pur troppo vengono pagate a carico del nostro conto mili tare, il più prezioso dei nostri conti nazionali . Alla grandezza di Roma non possono servire i metodi degra danti usati da certe persone irresponsabili per lo più abbrutite nel mestiere. Occorre invece creare con ogni sollecitudine un vero ordine nuovo confacente a i criteri della d ignità umana e de lla Giustizia di cui l' Italia nostra sempre fu la più sincera e la più generosa promotrice. E così vinceremo ! Sono dell'Eccellenza Vostra devotissimo ammiratore A. B.

,\ì;alato, lì 10-7-1943-XX!


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Dalma:ia - Una cronaca per la storia (19-13-1944)

DOCUMENTO

N. 4

IL GOVERNATOR E DELLA DALMAZIA n.87/S.P

Zara 2 aprile 1943/ X Xl

AD AMILCARE ROSSI SOTTOSEGRETA RIO DI STATO ALLA PRESIDENZA DEL CO NSIGLIO ROMA

Caro Amilcare , ho ricevu to il plico , Ti prego di ringraziare il Duce pe r l'aulografo e per gli a llegati u niti. Vorrei anche presentargl i il promemoria che unisco a quello del Minislero della G uerra per fare i re la tivi confronti . Non è mia intenzione di drammatizzare, m a osservo che la Divisione " Zara " è in formazione eia o llre sei mesi, e c he a quest'ora avre bbe d ovuto essere già completata, soprattutto perché. se avessimo avuto gli effettivi a pos to, di ribelli in Dalmazia no n se ne parlerebbe più. Spero tuttavia che la mia inesorabi le politica de lle rappresaglie dia presto buo ni risultati. Come ho detto nei miei rapporli precedenti, la Dalmaz ia non ha neppure metà degli effettivi che dovrebbe avere, ed è quindi in condizioni di infe riorità nella lotta contro i ribelli che ci obbligano ad un sislema di guerra tutto speciale. Il Ministero afferma che a llo slato alluale la Divisione rappresenla una unità di d iscreta efficienza. Sarebbe il caso di domandare in 'rapporlo a che cosa si riconosce tale d iscre ta efficie nza. Non certo pe r fare la gue rra vera, quella cioè c he oggi si combatte. La Divisione così com'è non è affatlo a ttrez7.ata ne ppure pe r fare la gue rriglia contro i ribelli, sebbene essi siano p rivi di artiglie ria e di carri. Per com battere i ribelli no n abbiamo bisogno che di uomini a rmali di fucile mitragliatore: lutto il resto no n ci inte ressa. E d è per queslo che d a tre m esi chiediamo uomini e d e sclusivamente uom ini. L'artigl ie ria, i can noni , le compagnie milraglieri, sono tutte cose ingombra nti per la lotta contro i ribelli. Noi abbiamo bisogno della mass ima mobilità perché qui si tra u a cli fare la caccia al cing hiale .


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Sarà inutile dirti che i cosiddeui complementi che ci sono stati inviati e q ue lli c he ci invie r a nno, sono per il momen to inservibili, perchè si tra tta di gio va ni re clute che hanno bisogno di aùdestramc nto. Il comunicato tedesco sul presunto sterminio dei ribelli in Croazia non risponde a verità. I ribelli ci sono a ncora e in numero ri levante. Da quando sono g iunto a Za ra ho fatto prese nte c he non è improbabile che i ribe lli ra ppresentino u na massa d i manov ra pro nta ad appoggiare u no sbarco nel basso Adriatico e sopra le stesse coste della Dalmazia. Que sto m io dubbio è ancora a vvalorato da lle dic hi a razioni de ll e maggiori a u torit à germ a nic he residenti in Se rbia . d i cui a l telespresso del Ministero degli Affari Esteri-Croazia n. 01753. D ice il nostro Ministro a 13elgrado: " In una recente conversazio ne ho o tte nu to d a l mio collega germanico q ua lche precisazione sugli accenni ripetutamen te fauimi sulla even LUa lità d i uno sbarco in Albania , o sulle coste del Montenegro o della D a lmazia . ·'Mi ha detto che. ragionando dal punto di vista del nemico, 1000 uomini gettati a fondo perdu to sul punto più debole, bene armati . bene inquadrati, rap prese nte re bbero una azione assa i re dditiz ia, a llo scopo d i fa r insorge re questi te rritori e la nciare contro di noi da 40 a 50 mi la uom ini già su l posto. Non sarebbe naturalmente un esercito per grandi operazioni, ma sufficiente per creare il secondo fronte. per tentare di interrompere le comun icazioni d a nubiane essenz iali pe r la cond otta e la continuazio ne de lla gue rra. ·'Questo pu nto va registrato. Troppo spesso a nche da parte germanica è stato d e tto che i pm-tigiani ha nno già fa ti.o il massimo sforzo e che ta nto in C roazia quanto in Se rbia poco più po tranno fare. È a mio g iudizio una pericolosa ill usione. Ho ritenuto interessante controlla re queste dichiarazioni anche negli ambienti militari cd ho trovato che è così. Alle o biezioni d e lle difficoltJ, che com porte rebbe il fo rzame nt.o d e l cana le di Otranto, è che tutti vi passano. Un limitato nume ro di uo m in i e di quadri sufficie n ti allo scopo può essere inolt re sbarcato con naviglio adeguato o gettato con paracadute nel territorio prescellO". Pe r concludere, che ci mandi no quello c he vogliono, ma che lo facc ia no presto. E. se puoi. insisti perchè d ia no a Spalato i tre battaglio ni di T.M. richiesti per guardare l'elettrodotto. I ribelli stanno ora asportando i fili di rame, do po di che sarà reso to ta lme nte inse rvibile. Pe nsa che a


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D11/ma zia - Una cronaca p er la sloria ( /943 - /94<1)

Spalato si produce il 10% del fabbisogno di cemento ed il 40% di nickel nazionale. Senza l'energia elettrica tutto è fermo . Anche per questo non si richiedono mezzi ma uomini. Grazie di tutto e cordialissimamente F. GIUNTA

ALLEGATI

MINISTERO DELLA GUERRA Gabinetto

La Divisione di fanteria "Zara" è sorta dalla trasformazione dei comandi truppe e servizi del già presidio di Zara, col criterio di conferire a quelle truppe carattere di mobilità per porle in grado di fronteggiare le esigenze operative determinatesi in quel territorio; il raggiungimento degli organici divisionali è previsto gradualmente. Allo stato attuale, la divisione rappresenta. gi~1 una unità di discreta efficienza; le successive trasformazioni prevedono : per il 291° fanteria: mancano ora due battaglioni fucilieri (al suo posto ha il battaglione ciclisti " Zara" e un battaglione mitraglieri di formazione); per il 292° fanteria: mancano un battaglione fucilieri (al suo posto ha un battaglione mitraglicri cli formazione), un battaglione mitraglieri divisionale , una compagnia controcarro da 47/32 che non è strettamente necessaria per il momento; per il 158° artiglieria df. è pressoché su formazione da posizione costiera; è efficiente ma non ha mezzi per spostarsi; servizi: mancano la sezione sanità, due ospedali da campo, una squadra panettieri con forni carr. mod. 897, ma esistono i servizi di presidio. Le deficienze alla data di oggi sono di circa 1000 fanti e 200 artiglieri; è in corso l'invio di 1000 Canti.


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IL GOVERNATORE DELLA DALMAZIA PRO-MEMORIA PER IL DUCE Alla Divisione '·Zara" occorrono: a)

pe r il 291 ° fa nteria: due battaglio ni fuci lieri . Il battaglione be rsaglie ri "Zara" conta 500 uomini; è mo lto a te rra e non adatto per l'impiego nella lotta contro i ribelli . Per le sue caratteristiche non può fa r parte di un reggimento d i fante ria. Il battaglione mitraglie ri d i formaz ione su tre compagnie di postazione conta 350 uo mini. Manca di mobilità. Non può sostituire, pe rchè non lo compensa, il battaglione fucilie ri. Solito dife tto: ma nca di mobilità.

b)

Pe r il 292°a fante ria. ma nca un battag lione fuc ilieri e non può per le stesse ragioni suesposte, essere sostituito e fficacemente dal battaglione m itraglieri;

c)

per il 158° reggimento artiglieria - li Comando di reggi me nto è privo di mezzi di trasporto.

d)

Le deficienze di personale alla da ta di oggi sono: fanteria artiglie ria

2.200 250

È necessario sollecitare la costituzione di a lme no un battaglione fucilieri pe r il 29 1° e de l battaglione mitraglieri divisionali.

Roma.JO marzo 1943-X Xl


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Dalmazia - Una cronaca per ln sroria (1943-1944)

DOCUMENTO

N. 5

SITUAZION E NELLA FASCIA COSTIERA ORIENTALE ADRIATICA La situazione generale dei territori di occupazione italiana compresi nella fascia costiera orientale adriatica è determinata, nell' attuale momento, da un fattore prepond erante: il fattore militare. Ogni altro problema è condizionato al problema militare: tutti gli elementi del gioco sono funzioni variabili dell'elemento militare. Si può dire cioè che la situazione sia capovolta rispetto a quella che si presentò all'inizio de l capitolo balcanico della presente guerra. Allora noi ci proponemmo cli raggiungere determinati fini politici (predominio politico sulla Croazia e in particolare s u lla fascia costiera, incluso il Montenegro, mediante l'occupazione militare); e si giudicò di essere in possesso di mezzi adeguati allo scopo. Attualmente si tratta invece cli determinare quali mezzi, nell'economia generale del conflilto, possano esse re destinati al settore in questione: e in relazione all'entità di essi , e come conseguenza del loro peso relativo, determinare la nostra azione politica, facendola ..... [parola illeggibile, forse: 'servire'] ad integrazione delle eventuali insufficienze dell' azione militare, pur senza perdere di vista gli obbiettivi della politica italiana nei Balcani, secondo il loro grado di attuabilità in relazione al mutevole sviluppo del conflitto. All'occhio dell'osservatore anche non particolarmente competente di questioni militari, la situazione militare nella fascia costiera orientale adriatica appare caratterizzata dal seguente dato di fatto: noi non siamo attualmente in grado di imporre decisamente la nostra volontà nei te rritori occupati (territori la cui estensione è pur note volmente ridotta rispet.to a quella di qualche tempo fa) . M.otivo preminente, la scarsezza di e ffettivi. Da Sussa ai confini dell'Albania il ritornello obbl igato di tutte le nostre autorità mi litari (e civili, laddove es istono) è l'insufficienza numerica delle truppe. Si lamenta la scarsezza di uomini, non cli materiali. La nostra occupazione è, se così si può dire, un 'occupazione fatta coi q uadri; esistono e possono considerarsi adeguate ai compiti che devono svolgere le Grandi Unità, con i loro comandi e servizi: ma si tratta di unità fittizi e , ridotte del 40 , del 50 e perfino .d e l 60% de lla for za. (Abbiamo in Erzegovina 4 divisioni: di esse solo !"Emilia', che presidia il Cattarino, può dirsi efficiente; la ' Murge' , dopo gli scontri del febbraio , è ridotta a forse 5-6000 uomini, inclusi i servizi; la 'Marche', che pure è una divisione più fresca, non è di molto più forte ; la 'Messina' è impegnata a presidiare la zona tra Piote e Metkovié. Dovremo tenere il Montenegro, ora che è stato deciso dal Comando Supremo il ritiro della Division e


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' Venezia' , con solo 3 divisioni, oltre a truppe non indivisionate : la 'Taurinense' alpina, ottima; la 'Ferrara', la 'Perugia', che mi dicono abbastanza scadente. A parte ogni giudizio sull'impiego tattico che cli dette truppe viene [al.lo e che non spetta allo scrivente (persiste, nonostante le dichiarazioni in contrario dei Comandi, la tendenza al presidio, l'attrazione delle fortificazioni), è necessario riconoscere che la forza attualmente presente non appare adeguata a far sentire la nostra volontà in tutto il territorio da noi teoricamente controllato. Il paese, date le sue caratteristiche morfologiche, beve gli uomini come la carta assorbente l'inchiostro. Manca, a causa della predetta insufficie nza numerica, la rotazione tra i reparti, e degli uomini nei reparti . Questo spiega, e in parte giustifica, la tendenza a rinchiudersi nei fortini: perché possa adottarsi una tattica offensiva, come è auspicato, necessitano truppe fresche: difficile sarebbe chiederne l'applicazione a soldati che da ventiquattro mesi sono esposti alla guerriglia balcanica, logorante per il fisico e per il morale. Onde appare del tutto giustificata la richiesta dei Comandi: di ricevere dalla Patria , non nuove Unità, ma i complementi delle Unitù già sul posto. Si tende a mettere in rilievo, al riguardo, che non necessitano materiali, e comunque non materiali pesanti: ma soldati, col regolare armamento di reparto (in particolare fucili automatici e mitragliatori, mortai).

È evidente che se l 'entitù numerica delle nostre forze di occupazione nella 2" Zona e nel Iv1ontenegro potesse essere accresciuta di 40-50.000 uomini, i nostri Comandanti si troverebbero in grado di riprendere quella libertà d'iniziativa che loro è venuta a mancare, con tutti i vantaggi che ne deriverebbero alla mostra azione politica. Restando le cose allo stato attuale, ne conseguirà invece che sarà rafforzata nei nostri Comandi la tendenza già esistente a ·'mollare" territorio e poteri ad altri (che sono oggi i serbi nazionalisti, e che potrebbero essere domani i tedeschi): cbe si renderà sempre più necessario svolgere un non facile gioco politico tra i vari nuclei di forza esistenti nei territori in questione, così da sovveni re alle insufficienze dell'azione militare. Carte del gioco politico nei territori ex-j ugoslavi di occupazione italiana sono le seguenti:

1. I Tedeschi. È noto che gli organi politico-miiitari germanici non hanno voluto deflettere dalla linea di condotta assunta fin da ll a cessazione della campagna contro la Jugoslavia: mantenere spezzata l'unità territoriale della Serbia, onde fare della Vecchia Serbia uno dei tronchi dell'asse CarinziaSalonicco, che divide in due la penisola ba lcanica; considerare nemico il


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movimento che fa capo a Mihajlovié; sostenere i Croati. sia per il loro appoggio nella lotta antiserba, sia per raggiungere con loro o senza di loro l'Adriatico. Su questi tre punti la politica germanica urta contro la nostra: né sul posto si vede possibile un accomodamento. Continua la spinta tedesca verso l'Adriatico: le avanguardie sono attestate nella zona mineraria di Mostar; c'è un diffuso scetticismo Lra le nostre autorità locali circa la possibilità di impedire che Ploce divenga un porto tedesco. Continuano le pressioni dei Comandanti tedescb.i sui nostri per la lotta contro i cetnici. li Generale Lohr ha, a domanda del Gen. Dalmazzo, ribadito che egli considera Mihajlovié un nemico dell'Asse, e che per tale ragione non vuole cercare contalli con lui. Lohr ha anche invitato il Gen. Pirzio Biroli a recarsi a Salonicco per concretare un piano di disarmo dei cetnici in lutti i territori ex-jugoslavi. Va tuttavia rilevato che da parte di ufficiali tedeschi di grado non elevato si manifesta un diverso apprezzamento della situazione, con accenni di una nascente simpatia per i nazionalisti serbi e tendenza a prender contatto coi loro esponenti . Non è a priori eia escludere che i capi cetnici, nonostante il loro odio per i Tedeschi, possano eia buoni balcanici esser tentati di sfruttare questo atteggiamento a proprio vantaggio, soprattutto nella speranza di ricevere eia loro le forniture che noi concediamo avaramente. È questo comunque uno sviluppo che merita cli essere seguito con ogni attenzione, per ostacolarlo nel modo più opportuno. 2. I Serbi. La serbofilia del nostro elemento militare va prendendo aspetti più moderati. Si tende a considerare con occhio più freddo, non tanto l'apporto dei Serbi nella lolla antipartigiana (in febb raio esso è stato in Erzegovina decisivo), quanto le loro qualità combattentistiche: freddezza che rende naturalmente più agevole ai nostri comandi il considerare la possibilità cli battersi contro di essi. Si riconosce ormai ufficialmente che i cetnici della nostra zona fanno capo a Mihajlovié. Si fanno tuttavia rilevare i seguenti aspetti a nostro vantaggio della situazione: Mihajlovié è decisamente anticomunista e non defletterà da questo atteggiamento anche se istruzioni in contrario dovessero pervenirgli dal proprio Governo, a meno che non sia costretto a cercare cli costituire un fronte comune dinanzi alla minaccia di distruzione del proprio movimento eia parte dell'Asse; Mihajlovié non si è ancora pronunziato a favore della Grande Jugoslavia piuttosto che della Grande Serbia, e silll suo atteggiamento pesa la decisa presa disposizione anticroata e panserba dei suoi luogotenenti bosniaci cd erzegovinesi; Mihajlovié si preoccupa soprattutto cli salvaguardare il suo popolo dalla distruzione fisica e eviterà perciò di inizia-


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re la lotta aperta fin tanto che non sia sicuro del successo; tra Mihajlovié e i capi cetnici in contatto con noi non mancano rivalità, contrasti e divergenze su cui si può far leva. Pur avendo geltato alquanta acqua sul fuoco del loro entusiasmo per i Serbi , i nostri comandi si dichiarano comunque convinti che, nel caso la situazione dei Balcani precipitasse, i Serbi non si rivolgerebbero direttamente né in primo luogo contro di noi: obbiettivi del loro attacco sarebbero i Te deschi, i Croati (alleati dei 1è deschi e massacratori dei Serbi), i Mussulmani (questi ultimi dovendo, secondo l'opinione dei cetnici più esaltati, scomparire dal territorio Serbo, onde permetterne l' unità etnica e religiosa). Verso gli Italiani i Se rbi non hanno rancore: essi accennano anzi spesso alla opportunità di una politica italo-serba dopo la guerra, quando le nostre truppe avranno sgomberato la zona. L'analisi dell'atteggiamento dei Serbi mi sembra sostanzialmente esatta, a 'quanto ho potuto capire dai contatti con alcuni loro esponenti. Bisogna tener presente che la nostra collaborazione con l'elemento serbo è stata molto più intima di quella che è mai esistita, pur nei momenti migliori, con i Croati; essa si è cementata sui campi di battaglia e nell'amministrazione dei paesi da noi occupati che, soprattutto nel Monte negro, viene svolta in condominio. La diversità del nostro atteggiamento verso le popolazioni vinte nei confronti di quello usato dai 1èdeschi ha lasciato traccia. Credo si possa quindi aderire alla tesi dei nostri Comandi (quale mi è stata per esempio chiaramente esposta dal Governatore Pirzio Biroli) che non ci conviene sottometterci alle pretese tedesche, te nde nti a stornare sul nostro capo una parte dell'ira che si è andata accumulando sul loro; e che in ogni caso ci conviene lasciare ai Serbi l'iniziativa cli una rottura, o q uanto meno agire in modo che siano a prenderla essi.

È e vidente che, qualora la nostra forza militare nei Paesi occupati venisse accresciuta, sarebbe possibile ai. nostri Comandi tenere un atteggiamento più indipe ndente, con enorme vantaggio per il nostro prestigio di pote nza occupante, che certo non si giova de i continui compromessi cui siamo attualmente costreui . 3. i partigiani. Può sembrare paradossale, ma è indubbio che l'affermarsi del movimento partigiano non è stato senza utilità per la nostra azione politicomilila re, in quanto ci ha creato un alihi rispelto alle popolazioni serbe. Aver ottenuto che contro i partigiani si battessero i Serbi (e, almeno leoricamente i Croati) ha alleviato la nostra posizione, permettendo ben più ampio respiro al noslro gioco cli e quilibrio. Ciò è confermato, per esem-


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pio, dal salutare indebolimento delle formazioni cetniche causato dalle recenti azioni partigiane in Erzegovina e in Montenegro: fatto cui risale anche il più cauto atteggiamento dei nostri Comandi nei riguardi dell'elemento serbo. All'esercito partigiano (perché di esercito, sia pure di guerriglieri, si deve parlare dopo l' organizzazione che Tito e i s uoi luogotenenti gli hanno dato nel lungo periodo di armistizio precedente alle operazioni combinate invernali) le nosLre Autorità militari riconoscono elevate qualità combattentistiche, ottenute mediante la ferrea disciplina imposta eia una minoranza di uomini di fede fanatica alla massa dei membri più o meno volontari. Lo spostamento verso sud, che semb ra destinato a portare le truppe partigiane attraverso il Sangiaccato e il Cossovo in Albania, si direbbe risponda a un preciso piano politico-militare, probabilmente ispirato da Mosca. Va al riguardo rilevato: che non tutti i partigiani hanno seguito Tito nella sua marcia; i dalmati sono tornati nella zona centrale della Croazia, o in piccoli gruppi sono rientrati senz' armi nei territori annessi; che nelle zone provvisoriamente "liberate" dalle operazioni combinate di quest'inverno si sono ricostituite isole partigiane, a dimostrazione che solo la continuata presenza di truppe antipartigiane (siano esse italiane, tedesche, croate o cetniche) può impedire il ricostituirsi, anche se in tono minore, della situazione dello scorso autunno. 4. I Mussulmani.

Si ha l'impressione che questo gruppo etnico (religione e etnia si equivalgono nella ex - Jugoslavia) sia stato da noi finora il più trascurato. Esso è indubbiamente il più politicamente infido: si tratta di gente che per natura (ma anche per forza di cose) è sempre dalla parte del più forte: esso non è riuscito perciò a dare alle nostre autorità mi lita ri quell' impressione di co n dotta lineare ch e hanno dato i Serb i. Compromessi dai croati nei massacri antiserbi, essi si sono staccati dagli Ustascia quando ne hanno vista scossa la posizione dall'atteggiamento assunto dalle nostre autorità militari . Divisi dai Serbi da barriere di profondo odio atavico, coscienti di essere esposti a distruzione in caso di trionfo del serbismo, i Mussulmani hanno pur recentemente le.ntato di riannodare qualche fila con i cetnici . La loro ostilità ai Tedeschi è istintiva; ma non sono mancati né mancheranno approcci verso di loro. In realtà i Mussulmani sono soli: ecco ciò che può sp ingerli decisamente verso di noi, qualora noi torniamo ad apparire loro i più forti. È questa dunque una carta che noi possiamo giocare e che abbiamo ogni interesse a giocare bene (soprattutto in Erzegovina; in Sangiaccato l'abbiamo già quasi consumata, non riuscendo ad impedire i massacri commessi nel


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febbraio u.s. dai Serbi).

I Mussulmani mirano a ottenere che si stabilisca uno stato cli cose che garantisca in primo luogo la sicurezza delle loro vite e dei loro beni; che in secondo luogo si permetta loro di sfruttare l'abilità commerciale e affaristica per assicurarsi una posizione di predominio. A questo scopo essi propugnano un programma contingente e uno a lunga scadenza. Quello contingente consiste nell'ottenere da noi la autorizzazione di costituire proprie formazioni armate e i materiali relativi . Qualcosa in questo campo era stato fatto dalle nostre Autorità militari, con risultati be n scarsi alla prova del fuoco (passaggio al nemico di un mezzo battaglione mussulmano a Konjic, scarsa resistenza offerta ai partigiani in Erzegovina e ai Serbi in Sangiaccato). I Mussulmani non sono buoni combattenti; mancano di capi e di organizzatori militari. È nota inoltre l'osti lità dell'elemento serbo per l'armamento dei Mussulmani. Ciò non sembra tuttavia escludere la possibilità di fare qualche cosa in questo campo, ispirandosi come sempre al principio di tenere clivisi i vari gruppi etnici, spingendoli a combattersi o quanto meno a fronteggiarsi. li problema è piuttosto quello della scelta dei mezzi più adatti. Il programma dei Mussulmani per la sistemazione a lunga scadenza del Paese si propone una delle seguenti due sol uzioni: autonomia della Bosnia-Erzegovina e Sangiaccato sotto un protettorato italiano (nel peggiore dei casi i Mussulmani si contenterebbero anche di un 'autonomia nel seno di una Grande Serbia o cli una rinnovata Jugoslavia): costituzione di uno stato mussulmano balcanico, co mprendente l'Albania, il Sangiaccato e la Bosnia-Erzegovina, con l'appoggio dell'Italia . Non è il caso di discutere se e in quanto tali soluzioni siano storicamente e politicamente realizzabili. Sembra indubbia tuttavia la convenienza per noi di tener calde (seppure con ogni cautel a) queste aspirazioni mussulmane. In Sangiaccato la situazione dei Mussu lmani è assai più delicata che in Bosnia-Erzegovina. Non abbiamo potuto irnpedire gli incidenti a loro danno delJo scorso febbraio; e la sensazione della nostra incapacità a garantire la loro sicurezza deve essersi fatta nei Mussulmani più viva dopo il ritiro cui siamo stati costretti de i presìdi di Sjenica e Nova Yaros (sempre a causa dell'ins ufficienza numerica delle truppe). È da temersi che gli incidenti si rinnovino alla prima occasione. Risulta che il Gove rno del Montenegro avrebbe in animo di proporre al Governo dell'Albania uno scambio dei Mussulmani del Sangiaccato con ele menti serbi cie l Cossovo. Qualora questo piano fosse attuabile, e anche se esso ristabi lisse alla lunga la tranqui!Jità dell a zona, gli svantaggi ne sarebbero evidenti dal punto di vista polit ico. Sopprimendo l' iso la mussulmana de l


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Sangiaccato, si farebbe il gioco dei Serbi che hanno sempre mirato a ricongiungere Serbia e Montenegro, e si taglierebbe il corridoio che congiunge la Bosnia-Erzegovina all'Albania. A l riguardo è da notare che nella mentalità di alcuni nostri Comandi esiste una certa tendenza a considerarsi in primo luogo guardiani dell'ordine pubblico: a pagare q uindi un prezzo spesso alto pur di ottenere la "pacificazione"; a non preoccuparsi o preoccuparsi meno di ciò che avviene nei territori contigui, purché quelli affidati alla loro amministrazione restino tranquilli, con esclusione di fatti di sangue. 5. I Croati. Su un solo punto è possibile riscontrare un'assoluta identità cli vedute fra tutti gli Italiani, sia militari che civili, che risiedono sulla costa orientale adriatica: riguardo ai Croati. Nessun aspetto della nostra politica estera è meno compreso o più discusso di quello che ha portato ai Patti di Roma e alla sistemazione territoriale adriatica. I Croati raccolgono sentimenti di antipatia e disprezzo, che giungono in alcuni ambienti fino all'odio. È questo un fenomeno susceltibile di essere differente mente giudicato, ma del quale non si può non tener conto. Non sarebbe infatti possibile far fare a i Comandi e alle truppe una politica r igidamente "croata": essa non troverebbe alcuna rispondenza negli animi e mancherebbe quindi al momento dell'esecuzione. Sono d'altro canto evidenti i pericoli di un tale atteggiamento: che si riassumono in quello di non permetterci di utilizzare nel nostro gioco balcanico la carta croata, che ha pur essa, come tutte le altre, un suo valore, e di lasciarla per intero in mani tedesche. È ciò che sta già avvenendo anche in conseguenza del fatto che le nostre Autorità si comportano spesso come se le Autorità croate non esistessero affatto, e rifuggono dall'aver contatti con esse, siano militari o civili . Guardando indietro si può oggi riconoscere che la pietra che ha sbarrato la strada della nostra politica con la Croazia, quale essa fu concepita nel maggio 1941 , fu il massacro dei Serbi commesso dagli Ustascia nell 'estate 1941. Non si può tuttavia dimenticare che proprio quei fatti luttuosi ha nno aperto un incolmabile abisso tra i due popoli, abisso che ci è ora permesso di sfruttare ai fini de lla nostra politica ne lla zona. Premesso tutto ciò, sembra lecito giungere alle seguenti conclusioni: non è più il caso di seguire una direttiva politica unisona nei territori della ex - Jugoslavia. La nostra azione politica non può che essere regolata giorno per giorno e zona per zona; è possibile e quindi doveroso fare una politica "serba", una politica "croata", una politica '·mussulmana", snodando la nostra azione a seconda degli organi che la compiono e a


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Documenti . /\IIC'gmi al capitolo Il

seconda dei territori. Ciò per lo meno fino al momento in cui tornino a ve rificarsi quelle condizioni che dettarono le nostre decisioni politiche in iziali: nostra effettiva suprem azia militare (il raggiungimento de lla quale ci permetterebbe. come detto in principio, di superare tutti i problemi), e disinteresse tedesco da tutta la zona.

In relazione a un possibile aggravamento a i nostri dan ni della s ituazione ne i Balcani, in conseguenza dell'andamento de lla guerra. deve mirarsi a ottenere che il settore cx-jugoslavo impegni nella minor misura possibile le nostre fo rze, che presumibilmente dovranno essere fatte accorrere in settori più direttamente minacciati. A ta le scopo il progra mma che dobbiamo proporci non può essere che quello di evitare ad ogni costo che si formi contro di noi un fronte unico di tutti gli abitanti della ex- Jugoslavia. Risulta q uindi evidente la necessità di metterci in condizioni di svolgere, sul posto. un'azione politica quanto mai agile, assolutamente spregiudicata. che non lasci cadere per antipatie istintive o per preconcetti nessuna de lle possibili.là che anco ra ci sono offerte: un 'azione politica che valga a mettere gli uni contro gli a ltri i dive rsi gru ppi etnici e poli tici. rinfocoli gli odi reciproci e crei nuove occasioni per il loro svi lupparsi : U n'azio ne di tal gene re, per quanto cle hba naturalmen te articola rsi in modo diverso secondo le diverse prospeltive e con mezzi differenti secondo i differenti settori . deve avere un centro di coordinamento e di unificazione. L'attività di tale ce ntro deve ispira rsi a criteri politici: e c iò perchè, seppure il proble ma che c i s i presenta ne i territori di nostra occupazio ne sia. come detto in principio. in primo luogo un problema militare, non si può tentare di risolverlo a ltro che con mezzi politici, qualora non si abbia a sufficie nza di que lli militari. Per quanto riguarda poi più stre ttamente la questione degli eventuali conta tti con Mihajlovié, contatti che un poco tutti i nostri Enti in loco hanno l'a mbizione di voler prendere. sembrerebbe quanto mai opportuno, data la delicatezza della cosa. che essa venisse affidata a un unico o rgano, e che precise istruzioni venisse ro impartite a tutti gli a ltri di aste nersi da iniziative consimili.

(Roberto DUCC I)

Roma, Lì 15 aprile /943-XXI


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Dalmazia - Una cronaca p er la storia (1941-1944)

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DOCUMENTO

N. 7

COMITATO DlSTRETTUALE K.P.H. CURZOLA lì 28/// 1943 SEVE RAMENTE SECiR ETO

OGGETTO: Servizio della Marina da guerra

A TUTTI I COMITATI L OCALI

Carissimi compagni !

Il comando della quarta zona operativa, sezione marina da guerra, ha ordinato alla P.K. per la Dalmazia, e questa a noi di far sapere nel più breve lempo possibile alla soprannominata sezione, quanto segue:

1)

numero dei marinai, sottufficiali e ufficiali de ll'ex-marina jugoslava del nostro paese. Per ogni singola persona bisogna fornire i dati di che cosa si sono occupati finora , presso quale partito politico orientati , Je loro q ualità morali e le eventual i loro simpatie politiche, se sono organizzati nelle nostre sezioni ed in quali, come hanno lavorato in esse, se hanno lavorato con gli elementi di Londra oppure se sono stati in re lazione con il. servizio segreto italiano, e se i soprannominati elementi erano organizzati in N.0.0. - Bisogna subito dividerli e raggrupparli in cellule marinare le quali avranno compiti speciali come da ordini che saranno impartiti dalle superiori sezioni.

2)

Nei noslri paesi vi è un gran numero di marinai, cli sottufficiali e uffi ciali , forse essi non s i sono ancora fatti riconoscere. Questi futuri soldati non sono abituati alla lolla sulla terra ferm a, perciò d'ora in poi questi compagni verranno impiegati nella lotta in N.O .. Bisogna perciò mobilitarli e fa r loro ben capire che d 'ora innanzi verran no impiegati esclusivamente per i bisogni de ll a noslra marina da guerra.

3)

Si richiama l'attenzione che nei nostri paesi marinari si devono formare delle stazioni della marina da guerra, le quali si occupe rebbero per il momento di fornire informazioni sulle forze della marina eia guerra e commerciale italiana, e di togliere e seminare mine ecc..

Quanto segue vale innanzi tutto per le nostre terre annesse: informare la s uperiore sezione dell'organizzazione, del movimento, de llo sta-


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

zionamento e del pattugliamento, (dove e come) de lle basi e delle unità italiane nel servizio sul mare e così pure delle loro basi e il loro numero. Riferire sul movimento dei convogli, sia esso formato cli piroscafi o cli motovelieri, la loro scorta, l'armamento e il tipo cli questa. Riferire sulle postazioni d'artiglieria eia costa italiana, sugli sbarramenti di mine e su l'organizzazione dell'Ufficio informazioni ita liano e così pure su tutti i prohlemi marinari. 4)

Cercare in rutti i modi cli entrare in relazione con marinai ita.l iani, sottufficiali e ufficiali di tendenze antifasciste, i quali si presterebbero per quanto esposto al n. 3 e per opere cli sabotaggio di t utto l'apparato marinaro italiano.

5)

Dare informazioni a questa sezione sulla mari na mercantile italiana: l'organizzazione, i.I numero dei piroscafi, la loro destinazione, cosa fanno, e quanti nostri uomini sono imbarcati su di essi.

Tutti i dati dei quali è in possesso sin d'ora l' ufficio informazioni devono essere, tramite nostro, inviati alla sezione superiore e non attendere che si raccolga molto materiale.

Di quanto sopra richiesto dobbiamo essere immediatamente informati e così pure dei vostri compiti nella nostra organizzazione, di modo che la nostra marina da guerra possa quanto prima incominciare a lavorare essendo anche questo il desiderio ciel nostro superiore comandante compagno Tito. Saluto cameratescamente.

MORTE AL FASCISMO E LI BERTA' AL POPOLO!

COM ITATO DISTRETTUALE K.P.H. CURZOLA f. to BORA


Documemi . Allegati al capitolo il

503 DOCUMENTO N. 8

UFFICIO DI COLLEGAMENTO CON IL COMANDO DELLA 2' ARMATA TELESPRESSO N. 420/138

P.M.10. 28 marzo 1943-XXI

S EGRETO

R. MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI GAB. A.I~ - UFFI CIO CROAZIA OGGETTO:

Ritiro o disarmo delle formazioni M.V.A.C. della Lika, Zermanja e Dinara

Come all'E.V. è noto, il nuovo schieramento sulla linea cosiddetta ''15 gennaio" impone lo sgombero di territori sui quali vennero reclutate ed operano al nostro fianco formazioni M.V.A.C.. Secondo il primitivo progetto di Supersloda, approvato a suo tempo dal Comando Supremo, tali formazioni avrebbero dovuto restare nei territori da noi sgombrati e costituire anzi una prima l'ascia di protezione per I~ zone più arretrate presidiate dalle truppe italiane. Ora, come ho già avuto occasione cli ri(erire, la notizia dell'arretramento della nostra linea cli occupazione e la voce diffusasi ovunque che Supersloda avesse deciso di procedere aJ graduale disarmo delle forma zioni cetniche, ha generato in alcune di tali formazioni il convincimento che noi intendessimo abbandonarle alla mercé dei partigiani. Questo convincimento ha provocato un principio di sfaldamento in molte bande, manifestazioni cli panico ccl atti di indisciplina verso i propri capi. E sono stati gli stessi capi cctnici a segnalare ai nostri comandi questi sintomi assai preoccupanti, mentre dichiaravano che, senza la nostra presenza e senza il nostro concorso, difficilmente essi avrebbero potuto man(enerc la disciplina cd impedire lo sfaldamento delle loro truppe. In considerazione di quanto precede. Supersloda ha impartito istruzioni ai comandi dipendenti affinché, a seconda dei casi, o fosse predisposto anche il ripiegamento delle formazioni M. V.A.C. unitamente alle nostre truppe (qualora detto ripiegamento fosse possibile e bene accetto) oppure si studiassero le modalità per procedere con le necessarie cauLelc al disarmo delle formazioni stesse. Tali istruzioni, per quanto comunicate anche al Comando del VJ C.A., riguardano soprattutto le formazion i locali M.V.A.C. della Lika , Zermanja e Dinara; giacché in E rzegovina le


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943 -1944)

forze cetniche sono in questo momento impegnate a fondo nella lolla contro i comunisti (il grosso tra Foca e la Drina; poche migli aia in zona di Nevesinje, ove cercano di molestare alle spalle la massa dei partigiani); e la convenienza e possibilitĂ o meno di continuare ad utilizzarle dipenderanno molto dall'esito di tale lotta.

(Vittorio CASTELLANI)


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DOCUMENTO N.

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COMANDO SUPERIORE FFAA. "SLOYEN IADALMAZIA" (2" ARMATA) - S.M. f'.M. IO. lì 18/12//942 XXI R ISERVATO ALLA P E RSONA

PROMEMORIA N . 24440

Oggetto: Orientamento Carta: l:500.000 - E diz. C.T.I. Ecc. Gastone GAMBARA Ecc. Ugo SANT OVITO Ecc. Renato COTURRI Ecc. U mberto SPIGO Amm. Antonio BOBBIE SE Gen. Giuseppe GIANNI Gen. Federico AMOROSO Gen. A.A. Mario PICCINI Gen. U mberto GIGLIO I)

- Com.te Xl C.A. - Com.le VTC.A. - Com.te V C.A. - Com .te X VIII C.A. - Com.te Maridalmazia - Com.te Art. Supersloda - Com.te Genio Supersloda - Com.te Av. Supersloda - Intendente Supersloda

P.M.46 P.M. 39

P.M . 41 P.M .118 Spalato P.M . 10 P.M. 10 P.M. 10 P.M. 10

Allo stato attuale delle cose non è pre visto che l'Armata debba cedere altre G. U .; ragione per cui non sono previsti mulamenti nello schieramento di cui al mio foglio del 25 novembre u.s. - Tuttavia, come si può facilmente comprendere, cessioni del genere non si possono escludere, e si de bbono perciò conside rare le varianti nello schierame nto che ne conseguire bbe, ed i provvedimenti a dette varianti a nnessi. - Tali conside razioni, data la mancanza di elementi basila ri (numero e dislocazione delle G .U . e ventualmente sottratte - schie ramento delle forze italiane ed alleate a contatto - ecc.) non possono essere che cli ordine generico.

II) È prevedibile che ii blocco nord dell'Armata (C.A. XI e V ), dovendo proteggere le ' ferrovie del pe tro lio', s ino a quella Zagabria Karlovac-Ogulin -Sussa (inclusa), potrebbe contrarre la sua attua le dislocazione solo di quel tanw che si trova al di là delle posizioni che proreggono a sud detta ferrovia.


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Dalmazio - Una cronaca per la storia (1943-1944)

IIJ) Il blocco centrale (C.A. XYIIJ) potrebbe - a seconda della entità delle eventuali sottrazioni di forza - vedere i suoi compiti limitati all a difesa ciel territorio annesso (provincie di Zara e di Spalato), od al possesso dei porti più importanti (Zara-Sebenico-Spalato). Nel primo caso - come è risultato clai colloqui avuti recentemente in proposito a Spalato - la dislocazione complessiva del C.A. non dovrebbe variare notevolmente da quella che si sta attualmente assumendo. Nel secondo caso le citU1 di Zara, Sebenico e Spalato dovrebbero esser difese su posizioni tali da permettere il libero e sicuro accesso ai porti, e da coprire altrcsì - per Zara - il campo d'aviazione di Zemonico. Le atluali 'cinture di sicurezza' delle anzidette tre piazze (salvo forse - per Sebenico e Spalato - qualche tratlo. che si potrebbe identificare colle posizioni di cui sopra), costituirebbero seconda linea e ridotto della difesa. IV) Il blocco sud (VI C.A.) potrebbe - sempre a seconda delle forze eventualmente sottrattegli - avere un compito limitato alla occupazione della fascia costiera di raccorcio fra Ploca-Metkovié ( compresi) ed il Montenegro-Cattarino (quest'ultim o compreso). oppure un compito ridotto alla occupazione di una fascia costiera di raccordo fra Ragusa (compresa) ed il Montenegro-Cattarino. ( In quest'ultimo caso potrebbe accadere che il porto di Ploca d ovesse essere egualmente te nuto, come cosa a se). Nella prima ipotesi, sarebbe da mantenere occupato il territorio fra il mare e la linea Ploca-Metkovié-fiume Trebisnjica, collega ndosi al Montenegro preferibi lmente a nord della rotabile Trcbinje-Yilusi. Nella seconda dovrebbero esser tenute le posizioni che partendo dal mare a nord-ovest di Ragusa, ' comandano' l'accesso al porto di Gravosa. e si collegano al Montenegro-Catlarino, affacciandosi alla Trebisnjica. Non è escluso - del resto - che queste ultime posizioni s i identifichino con quelle stesse che costituirebbero raia destra dello schieramento relativo alla prima ipotesi di cui sopra.


l)ocwnellli • Allegati al capilo/o Il

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V) Attualmente il nostro schieramento è basato su un sistema di ' punti ferm i' (presìdi) fortificati, i quali comprendono reparti e riserve mobili, che irradiano nell'interposto terreno, e che sovente compiono azioni di insieme in detto terreno ed anche all'infuori della congiungente dei presìd i esterni. Nei territori annessi (in cui hanno valore considerazioni di ordine politico-amministrativo) i presìdi sono più fitti e - pertanto - in pane più piccoli, appunto per permettere un controllo piLt minuto e l'esercizio delle attività politico-amministrative. Orbene è chiaro che, qualora la situazione ci imponesse d i ridurre il territorio occupato, l'a ttuale siste mazione dovrebbe essere modificata di pari passo col diminuire della profondità della zona guernita. ln altre parole, la dove detta profondità, pure essendo ridotta, fosse ancora ta le da permettere e comportare (sicurezza cie l ret roterra) manovre ed azioni i nterne, l' attua le siste mazione (presìdi, ecc.) rimarrebbe in atto. ma dovrebbe essere coperta da un 'fronte ' pe rimetrale, costituito da i presìcl i marg ina li e eia 'caposalcli' intermedi. Detto ' fro nte· sarebbe tanto più robusto e tanto pi ù fitto quanto minore fosse la profondità del territorio occupato. Questo vale per il caso contemplato al n. U per il blocco Nord. e per le prime ipotesi considerate ai nn. II I e I V per i blocchi Centrale e Sud. Qualora poi la profondità della zona occupata venisse ulteriormente ridotta, tanto da restringersi al carattere di ' teste di sbarco', la sistemazione attuale sarebbe completamente sostituita da un 'fronte' a 'caposaldi ', ancora pi ù robusto e più fi tto di quello sopra accennato, dietro al quale (indipendentemen te da l fallo materiale di essere eventual me nte alloggiati in presìdi ), i re parti e le artigl ierie sarebbero sistemati unicamente in base al criterio ciel concorso alla d ifesa del ':front.e' antistante. Ciò vale per le seconde ipotesi considerate ai nn. IIT e lV per il blocchi Centrale e Sud. VI) Ne llo stesso ordine cli idee , è chiaro che col mu tare dello spirito e


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della materialità della sistemazione, ed in misura proporzionale a detto mutamento, perderebbero di valore le considerazioni di ordine politico-amministrativo a cui si adegua attualmente la sistemazione dei territori annessi. VII) I lavori difensivi costituenti i 'fronti' sopraccennali, in vista non solo dell'azione dei partigiani ma di qualsiasi altra eventualità, dovranno essere adeguati alle contingenze della guerra comune. Dovranno essere perciò curati: occultamento o mascheramento, sia rispetto alla osservazione terrestre che quella aerea; ostacolo ai mezzi corazzali (da ricercare essenzialmente sul terreno): protezione al tiro d'artiglieria e mortai ( alm.eno al p.c. [=piccolo calibro - n.d.a.]) cd all'offesa aerea.

VII I) La situazione geografica dell'Arma la è tale da non far ritenere probabile - a meno di radicali mutamenti nella situazione militare generale - che l'avversario tenti sbarchi notevoli sul territorio dell' A rmata stessa. È tuttavia possibile che sin da ora (come già accennato nel mio foglio 23300 del 3 corrente), e più ancora q uando si restringesse ulteriormente la nostra occupazione in terraferma, l'avversario intensifichi i tentativi di sbarco cli nuclei e 'cli piccoli lolli (di] materiali, sia a scopo propagandistico, sia pe r sostenere ed intensificare l'azione dei partigiani o compiere sabotaggi. Sono e sarebbero - soprattutto - sempre più probabili, altresì, azioni di disturbo col tiro dal mare. Pertanto sono già state date, e vengono date - a parte - disposizioni per integrare sin da ora la difesa delle coste. Qualora poi le occupazioni si riducessero , come si è detto, a 'teste di sbarco' , si dovrebbero costituire in corrispondenza di esse , specie nei settori meridionali, a prescindere dalla difesa dell'antistante cordone insulare (la dove esista) dei vari ' fronti a mare'.


Documenti - A llegati al capitolo Il

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In base ai criteri cli cui sopra, prego i Comandanti di C.d' A. in indirizzo (meno - pe r ovvie ragioni - quello clell 'Xl) cli voler considerare e studiare, co municandomi l'esito cli tale studio, quale sarebbe secondo loro la sistemazione cli larga massima da assumere ed i ' fronti' da costituire, nelle ipotesi sopra considerate (una per il V C.A. - due per ognuno dei C.A . XVI II e Vl). - B asino il loro esame sulle forze seguenti: - V C.A.

le attuali

- XVIII C.A. :

le attuali, meno la divisione celere ne lla pri ma ipotesi; le attuali , meno la divisio ne celere e qualche battaglione sfuso nella seconda;

- VlC.A.

e attuali , meno una divisione, ne lla prima ipotesi: le attuali, meno due divisioni, ne lla seconda .

Si preveda cli disporre tuttavia delle attua li fo rmazioni Tvl.V.A.C. da impi egare essenzialmente a 'cuscinetto ' innanzi a l 'fronte' esterno, o negli i ntcrvalli fra i suoi cle menti. Non s i può prevede re invece q ua li forze croate sarebbero a disposizione, essendo probabile che essere rimarrebbero ne i presÏdi che sgombereremo, o in parte di essi. I rimanenti ufficiali generali in indirizzo considerino i problemi di loro competenza inerenti alle ipotesi considerate, e mi comunichino le loro conclusioni.

G radirei essere in possesso degli studi richiesti entro il 5 gennaio.

IL GENERALE Comandante Designato d'Armata Mario ROATIA


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Dalmazia - Una cronaca per la s1oria (/943-1944)

DOCUMENTO

N. 10

COMANDO SUPERIORE FF.AA . 'SLOVENIA-DALMAZI A' (2• A RM ATA)

N . di 4500/0p.

/J M .10, li 19 marzo 1943-XXI

AL COMANDO SUPREMO Posta Militare 21 OGGETro: S ituazione e forza

Richamandomi a quan to ho rappresentato con fogl io n.3100/0p. del 23/2 u.s. ed a quanto ho potuto vede re e constatare nel mio recente sopraluogo nei territori XVIII e VI C.cl' A. nonché nelle mie prese di contatto con Maridalmazia e con le autorità politiche, osservo: 1) - L'assunzione dello schieramento '15 gennaio'. a seguito degli avvenimenti verificatesi nella valle della Narenta, e di quelli che li hanno preceduti nelle zone di Mostar-Posusje (abbandono di queste località eia parte dei presìdi croati), nonché delle ripercussioni che le operazioni ' Weiss' hanno av uto sulla dislocazione delÌe forze partigiane, non può essere assunto, colle forze disponibili , colla fondata presunzione di poter dare ad esso adeguata e voluta consistenza. Ne espongo le ragioni. 2) - Situazione della forza. Rispetto alle previsioni di disponibilità per lo schieramento '15 gennaio' si hanno le seguenti diminuzioni ( oltre la perdita già prevista della D iv isione 'Sassari' e d e i quattro btg. cc.nn. VI II - XVI - XXIX -

LXXXV): 1' divisione celere, della quale soprattutto è notevole il peso dei due btg. bersaglieri e del gruppo squadroni carri ' L', nonché dì una buona dotazione di automezzi. sempre utili per i più rapidi spostamenti delle truppe;


Documenti · Allegati al capitolo I I

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dei tre btg. della divisione 'Murge ', oltre ad unità minori e di C.d' A . ( cp. mitraglieri , reparti mortai, ecc.) , all'incirca oltre mezza divisione , andati perduti nelle operazioni A lta Val Narenta. È stato richiesto il reintegro di queste unità allo S.M.R.E. che ha risposto che non può provvedere per il momento: non ha indicato una data in cui potrà provvedere, ma le previsioni sono a lunga scadenza; Il ritardato, assai ritardato arrivo dei complementi che avrebbero dovuto arrivare da tempo e che arrivano lentamente, ed in misura assai inferiore a quelle delle assegnazioni, come da specchio allegato (allegato 1 ); il nessun assegnamento che, per le note ragioni , può esser fallo in eventualità di crisi - sulle formazioni cetniche, e sulle quali lo schieramento '15 gennaio' si basava per controllare buona parte del territorio (Kapela; antemurale dalma ta ; blocco centrale dell'Erzegovina). Tale minore apporto è considerevole, non solo per la diminuzione degli armati, quanto anche per le precauzioni e provvidenze, con maggior impegno quindi di nostri reparti, che devono essere previste cd attuate, sia per evitare sorprese, sia per provvedere alle operazioni del disarmo.

3) - Situazione. È caratterizzata dai seguenti elementi: l'abbandono dei presìdi del retroterra della [ascia cost iera da Spalato a Ploce, nonché l'afflusso dei partigiani verificatosi nella zona ciel Biokovo sotto la spinta delle operazioni 'Weiss ' , ha creato un risveglio di attività partigiane, specie ad immediata portata della zona costiera. Ne sono attestazioni i vari avvenimenti che hanno interferito sulla sicurezza del traffico marittimo in questi ultimi tempi riepilogati nell'allegato 2. Non solo, ma la libertà che ne deriva ai partigiani su tale tratto cli costa, dà loro maggior possibilità di movimenti e di rapporti con le isole antistanti, tantoché vi è da temere una ripercussione di un certo rilievo sulla libertà del traffico (che già al momento attuale importa limitazioni di rotte. di ore cli passaggio, di pesanti servizi cli scorta), nonché la preparazione e la facilitazione di sbarchi clandestini. di emissari e di armi e di appoggi ad unità sommergibili.


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Dalmazia -

U 111.1

cronaca per la storia ( 1943-1944)

Tale fa tto è confermato anche da lle direttive date alla marina partigiana per la raccolta di notizie e di dati sulle nostre forze marittime, loro dislocazione, ecc., quali risultano dalla comunicazione quì annessa [Vedi documento allegato n.7- n.d.a. l in copia, del comitato distrettuale K.P.H. di Curzola (allegato 3). Mi risulta che tali preoccupazioni sono state trasmesse dal comando Mari dalmazia anche a Maristate e le condivido: il persis tere, per non dire aggravarsi, della tendenza tedesca a spingersi all'Adriatico, Ploce in particolare, quale è stata già rappresentata con foglio n. 1160/0p. del 22/1, comma LX e rinnovata con recente telescritto n. 0205/MA del 10/3 e.a. 'Osservazioni - comma B'; lo scarso risultato pratico in tema di 'distruzio ne dei partigiani ' che l'operazione ' Weiss l' ha avuto sulle formazioni partigiane dello Z umberak. della Petrova Gora. della Lika, che oggi ancora impegnano le truppe del blocco nord del nostro schieramento, a ca usa anche dell o scarso assegnamento che può esser fa tto sulle formazioni croate dislocate in quelle zone (come è noto anche nella zona di Slunj e di Bihaé sono 'ritornate· o stanno 'ritornando' le formazioni ri belli); l'aggravarsi della situazione ai margini della Dalmazia annessa a causa dell 'abbandono di Gracac e l'occupazio ne da pa rte dei ribelli de i passi di Mali H alan e Popova Kapa dai qual i controllano il fiume Zermania: il disarmo dei cetnici già accennato nel paragrafo precedente : il rinnovarsi delle richieste e delle pressioni peraltro giustificate, specie dalla necessità di alime ntare le indus trie navali e cementizie spalatine, dell'elettrodotto Z advarje-Almissa-Spalato. oltre che alla necessità di mantenere intatta la centrale di produzione: l'aumentata dotazione ed impiego, presso le formazion i partigiane, di artiglierie e mortai. 4) - Provvedimenti

la sicurezza del tratto d i costa intermedio tra lo schieramento del VI e XVIII C.d' A. oltre che dall a conservazione dei presìdi costieri , deve essere data dal controllo dell 'immediato retroter-


Documemi • Allegati al C(Jpitolo Il

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ra, col mantenimento di adalti presìdi. Ho in animo di provvedere a non lunga scadenza ad una ripulitura de lla regione ciel Biokovo, ma questa non avrà efficacia se la zona non potrà essere mantenuta occupala in permanenza. Perché il controllo delle vie ciel traffico, per scarsezza di natanti adatti , ccl il controllo, nonché l'offesa che possono esser esercitati con i mezzi aerei, si sono dimostrati insufficienti e lo sarebbero ancora d i piLt coll'intensificarsi dell' azione partigiana; dare la sicurezza all'clettroclolto Zadvarje-Spalato assegnando i tre btg. cli cui alle seguenti richieste; garantire meglio gli sbarramenti retali e cli mine che chiudono gli accessi al litorale clalmato con aumento di artiglierie destinme a batterli e con stazioni fotoel ettriche necessarie ad illuminarli; aumento delle forze destinate alla difesa delle isole, dato che altro non è possibile sottrarre dall'interno, in relazione sopra ttutto alla questione cetnica e delle diminuzioni cli apporto cl i queste forze prima previste; aumentare i mezzi di fuoco perché il mancato affidamento sulle formazion i cetnichc, specie per quanto riguarda l'antem urale clalmato, nonché il maggior impiego che le for mazion i partigiane fanno di artiglieria e mortai, imporranno cli passare dalla dislocazione a presìcli collocati la dove meglio si controllano le comunicazioni ed i traffici, ad uno schieramento a caposaldi , che si avvicina ad uno schieramento a difesa; dare una maggiore consistenza alla difesa della Dalmazia annessa sul fiume Zermania; 5) - Ploce.

Le mire tedesche esigono particolare attenzione. Non è il caso cli ricordare le ragioni che impongono di mantenere in mani nostre tale sbocco al mare e dove, come ho recentemente constatato cli persona, il lavoro italiano ha realmente e fattivamente costruito . Ma occorre che la difesa di Plocc abbia respiro e non lasci a desiderare; gli avvenimenti in alta Val Narenta hanno costretto a ricuperare il battaglione già di presidio a Gradac. Questo presidio va ricostituito, mentre più a sud occorre meglio garantire la foce della Narenta.


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1)(1/mazia • Una cronaca per la .storia (1943- / 944)

6) - Richieste. Il compl etamento della divisione 'Za ra' , alla quale peraltro mancano ancora due btg. (d ue btg. fucilieri , oppure 1 btg . mitraglieri ed 1 fucilie ri a secondo delle d isposizioni che vorrà attuare lo S.M. R.E., e la cp. anticarro ed il completamento dei mezzi di trasporto del rgt. di art. divisionale), non compensano la sottrazione della l" Celere, specie nei riguardi del reggimento bersaglieri e dell' unità carri. La d ivisione celere deve essere sostituita con almeno 3-4 btg. T.M. di buona consistenza, o con gruppi appiedati di cavalleria; (le unità di cui sopra, occorrono per comple tare la divisione 'Zara' secondo la fo rmazione tipo 41. Le caratteristiche e le necessità d' impiego di questa divisione farebbero però sembrare più opportuno che essa avesse la seguente formazione: rgt. di fan teria su d ue btg. f'ucilieri cd 1 mitragl ieri; 1 btg. mortai divisionale; un ba ttaglione bersaglieri ciclisti qua le truppa suppletiva. Occorre rebbero allora un btg. fucili eri, in sostituzione di quello bersaglieri, e di l btg. mortai da 81, su 3 cp, anche con dowzione di mezzi di trasporto ridotta; oltre la cp. cannoni divisionale da 47/32 ed il completamento dei mezzi di trasporto de) reggimento artigl ieria divisio nale); completamento de lle unità co n l'invio di tutti i 33.000 complementi necessari di cu i per mancato arrivo od assegnazio ne rimane una deficienza di 14.600; immediato reintegro delle unità perdute dalla divisione 'Murge·; tre btg. T.M. per assicurare l'elettrodotto Zaclvarje-Spalato. Con riferimen to al foglio di cotesto Comando numero 21035/0p. de l 7 c.m. non posso, in proposito, che insistere, confermandola , sull'opportunità de lle pressio ni che da lle autorità civili e dagli enti industriali sono s tate, e vengono fatte, p er tenere in e fficienza questo e lettrodo tto da cui dipende la efficienza della produzione ce me ntizia e dei cantie ri nava li dello s palatino, in un momento in cui eia ogni parte fervono lavori di siste mazione difensiva e di alimentazione ciel traffico; 8-10 btg. T.M. o gruppi di sq uadroni appiedati per assumere la difesa costiera, specie quell a del le isole; assegnazio ne di uni tà di artiglieria da posizione o costiere, nonché i mortai anche cli preda bellica, per migliorare la difesa dei


Docwnenti - !\!fegati al capitolo!!

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presìdi delle coste, la protezione degli sbarramenti. Va anche tenuto conto che colla divisione 'Sassari' si perdono 11 batterie e 5 cp. mortai da 8.1 e 1 cp. cannoni da 47/ 32. Tali cifre si possono concretare in: 10 - 12 btr. di pc. 100 mitragliatrici 100 mortai i primi con persona le, i secondi e terzi anche senza personale, ai quali sarebbero eia aggiungere 24-30 stazioni foto e]eLtriche, con personale, di cui 2/3 anche da 60. Se tali mezzi non possono essere assegnati, non dovendo e non potendo essere deboli dappertutto, è preferibile restringere ancora la nostra occupazione dopo aver definito bene quali siano le zo ne che si vogliono tenere. Col promemoria n. 22430 del 1.2/11 s.a. erano stati previsti, in relazione a presumibi li sottrazioni a li' Armata di altre divisioni, oltre la ' Granatieri ' e la 'Sassari', vari schieramenti, man mano più addossati alla costa, a parte la zona nord (V e Xl C.d'A.) delle sole teste di sbarco. La situazione da allora ad oggi è mutata, ed in senso a noi non favorevole, essenzialmente perché, mentre le operazioni 'Weiss' non hanno, come del resto era prevedibile, portato all'annientamento delle unità partigiane (annientamento che il comando tedesco considerava , e non a torto, come elemento di pri mo piano per assicurare la difesa della penisola balcanica con t ro lun] eventuale attacco anglo-americano, onde avere le retrovie assicurate) si è inserito il problema cet nico che ci priva di un notevole apporto di armati, che ci obbliga ad una più stretta vigilanza, mentre alcune divisioni che, da tempo non rinsanguate. eia tempo impegnate in una lotta logorante ed insidiosa, si sono ulteriormente e pericolosamente indebolite di effettivi e d i efficienza. In definitiva rappresento l'opportunità che sia precisato: se e quali delle unità attualmente presenti all'Armata mi saranno in modo indubbio lasciate; se i complementi da tempo invocati saranno realmente assegnati e giungeranno ai reparti; se e su quali rinforzi, di quelli sopra richiesti, potrò fare a breve scadenza, assegnamento.


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Dalma;.ia - Una cronaca per la swria (1943- 1944)

In base a tali precisazioni po trò de finire e proporre a cotesto Comando quali parli del territorio della Dalmazia. dell'Erzegovina e del Canarino, dovranno essere tenu te da ll'Armata, fermo lasciando lo schieramento a nord. Il tutto evidenteme nte va inserito ne lle previsioni che si fanno e ne lle intenzioni che si hanno circa la difesa della penisola balcanica ed eventualmen te delle nostre frontiere orientali contro un attacco in forze della penisola stessa: a q uesto proposito rit engo opportuno aggiungere che secondo quanto mi ha detto il 17 corr. il Capo Nucleo tedesco di collegamento presso il mio Comando. il generale Lohr avrebbe fissato come linea di difesa de Ha penisola stessa la ·costa '. Da ciò, se così fosse, ne deriverebbe la conseguenza che la d ifesa della costa occidentale [recte: orientale] adriatica andrebbe congruamente potenziata, perché essa, specie sul cordone insulare esterno, ha per ora i soli mezzi per una semplice ed assai rada vigilanza. Quanto sopra nell'intendimento di dare un quadro real is tico ed o nesto della situazione, per evitare di essere sorpresi da fatti, di cui gli c leme nti in possesso no n escludono la possibilitil di ve rificarsi.

IL GENERALE COMANDANTE Mario ROBOTTI


Documemi - Allegali al coµirolo I I

5 17

DOCUMENTO

N. l l

DA SUPERSLODA/OP a COMANDO SUPREMO

3 aprile 1943

Nr. 5206 - Risposta tele cotesto Comando Supremo nr. 21526/0p. del 31 marzo u.s. 1)

Preme tto che nuovo schieramento dell'Armata (approvalo dal Duce e eia cotesto Comando Supremo) est, come noto, dettai.O da inderogabili necessità concentrare et riordinare nostre fo rze in vista probabile situazione et compiti futuri: et cioè a prescindere dalla capacità aut meno da parte croala di mantenere occupazione territori abbandonati da nostre truppe.

2)

Sistemazione anzidetti territori est stata però concordata, anche in dettaglio. con Stamaggiorc croato, il quale est stato mantenuto sempre al corrente intendimenti questo Comando tramite Jtalmissione e t Cogemicro [Co mmissa riato generale militare croalo - n.d.a.]. Sistemazione prevista est anche accennala nel promemoria n.22430 et nel telescritto 23765 invi ati at cotesto Comando Supremo rispe ttivamente il 12 novembre el 6 dice m bre s.a ., oltre che at punto terzo foglio 23100 anch 'esso lrasmesso in allegato at foglio 2381 l del ·7 dicembre s.a .. Questione infine est stata trattata anche at Belgrado durante miei colloqui con generale Loehr. Quanlo aL suo tempo stabilito in particolare per regione Lika, risulta da ordine e manato da questo Comando con foglio 24675/ Op. in data 22 novembre s.a., et , che at parte trasmetto at cotesto Comando Supremo per notizia.

3)

Ciclo 'Weiss'. come previsto. non habet stroncato movimento partigiano, che va riacquistando rapidamente vigore ovunque e t non appena passate colonne italo-tedesche-croate. Pertanto futura situazione forze croate della Lika sarà prevedibilmente analoga at quella rimanenti territori presidiati da sole truppe croate: et cioè precaria el fluida at seconda oscillazione efficienza et atteggiamento elci reparti croati et l'ormazioni cetniche.

4)

In un primo tempo, et fino at quando non sarà consolidata nuova sistemazione dell'Armala. est ovviamente da prevedere che, in caso necessità, forze croate et cetniche si raccolgano el appoggino at


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Dalmazia - Una cro1rnct1 per la storia (/943-/944)

nostri fronti difensivi. Operazioni controllo et concorso nei territori extra nuovo schieramento, potranno invece essere effettuate in futuro, et solo allorquando consentito da riorganizzazione tre noti blocchi di forze et potenziamento difesa costiera. 5)

Quanto sopra est perfettamente noto at autoritĂ croate, et risponde/ at ovvia necessitĂ che reparti croati ai nostri ordini si adeguino at nostre possibilit~1 et esigenze, et non viceversa: onde evitare che si soprassieda ulteriormente al raggiungimento di una sistemazione, che si impone con carattere urgenza et assoluta preminenza.

Generale ROBOTTI


5J C)

Documemi · Allegati al capilO/o Il

DOCUMENTO N .

12

COMANDO SUPREMO l'.M.21 -12 aprile 1943-XXI

PROMEMORIA SUI COLLOQU I 01 KLESSHElM (SALZBURG) (Impressioni Lraue dai vari colloqui: 7-10 aprile 1943-XXI.)

1)

CONDOTTA GENERALE DELLA GlJERRt\

Da parte tedesca si insiste sulla necessità di liquidare il problema russo, e si ha speranza di riuscirvi - dato lo stato di esaurimenlo in cui si trovano i russi dopo lo sforzo fatto - adottando il criterio di tendere all'annientamento delle forze nemiche più che ad occupazioni territoriali. Si è accennato, in seguito a proposta italiana, alla intenzione cli assumere l'iniziativa in Spagna con obieui vo Gibilterra. Per far ciò sarebbe stato previsto di fare pressione su Franco, per ottenere, se non il concorso della Spagna. almeno l'autorizzazione ad attraversarla. Ciò dovrebbe avvenire in un prossimo incontro, che in un primo momento sarebbe stato previsto a tre - Fi.ihrer, Duce, Franco - ed in secòndo tempo si sarebbe deciso di far solo a due - Duce e Franco. A tale eventuale operazione l'Itala parteciperebbe con forze terrestri (almeno 1 divisione), navali cd aeree . Se, però, Franco si opponesse, non si vedrebbe opportuniU1 e possibilità di disporre delle forze occorrenti per costringere la Spagna a cedere aJla volontà dell'Asse e per parare tempestivamente a eventuali contromisure dell'avversario (sbarchi in Spagna o in Portogallo o in entrambi gli Stati). Ma la carta sulla quale punta la Germania con grande speranza, e con fiducia possa riuscire risolutiva, è quella dell a lolla sottomarin a. li Fiihrer ha dichiarato che perseverando in essa si metterà sicuramente il nemico nelle condizioni di cedere. Circa i problemi mediterranei, la preoccupazione tedesca è limitata


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Dalnwzia - Una cronaca per la s /orin (1943-1944)

a quella che si può avere per un teatro di guerra cli secondaria importanza. Si vede la necessità di tenere a qualunque costo I;. Tunisia, per vincolare il più a lungo possibile le forze del nemico; si teme uno sbarco in Sardegna e in Sicilia, e si è disposti ad assicurare tutto il concorso possibile, ma si ha la tendenza a non devolvere i meni disponibili a scacchieri attualmente non attivi nella previsione che siano attaccati. Non si ritiene probabile uno sbarco sulle coste meridionali della Francia; anche lo sbarco in Grecia è visto come non imminente , e in relazione atratteggiamento della Turchia. Si ritiene che quest'ultima aspetterà molto, prima di muoversi, in quanto la Bulgaria - per dichiarazione recente di Re Boris scenderebbe in guerra contro di essa. Inoltre la Turchia è anche un elemento cli manovra nelle mani inglesi contro eventuali eccessive e pericolose pretes·e russe.

2)

QUESTIONI RIGUARDANT I J,'ESJ:::l{CifO

A) Cessione material i per le nostre unità. Nel novembre u.s. era stato fatto presente alla parte germanica la necessità di un concorso cli artiglierie, cli carri armati (1250). cli automezzi (7400), di mine anticarro e cli radiolocalizzatori, per il potenziamento delle nostre divisioni e della difesa costiera clell'ltalia, della Grecia e dell 'Egeo. Poiché la parte germanica aveva comunicato che avrebbe parzialmente aderito alla nostra richiesta di artiglierie e mine anticarro ma che non aveva clisponibililà di cani ed autocarri, nel convegno è stata rinnovata la richiesta di carri armati e di radiolocalizzatori , almeno per far fronte alle più impellenti necessità della difesa clelrltalia. La parte germanica ha comunicato: - di non avere disponibilità di carri che consenta cli inviarne nei settori in cui non de bbano essere immediatamente impiegati: il Filhrer ha però successivamente promesso cli invi are in Sicilia equipaggi per l' impiego - in caso cli necessità - dei carri tedeschi di vario tipo ivi normalmente in sosta (circa una sessantina) e per l'addestramento cli equipaggi italiani ; - di avere serìe difficoltà per la cessione dei radiolocalizzatori poiché i due principali stabilimenti cli produzione, durante le recenli incursioni aeree nemiche, sono stati gravemente danneggiati e quindi la produzione é stata fortemente ridotta.


Documenti - !11/e"ali al capitolo I I

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B) II Corpo d'Armata. L'attuale zona di dislocazione del Il C.A. è assolutamente inadatta per il riordinamento delle unità, perché malsana, povera cli risorse, infestata dai partigiani ed anche per l'afflusso di unitù germaniche che impegnano le migliori caserme ed migliori accantonamenti. In conseguenza era stato richiesto all'O .K.W. di trasferire il II C.A. in una zona che si prestasse meglio al riordinamento della G.U .. La parte germanica ha dichiarato non poter assegnare in R ussia una zona che si presti meglio dell 'attuale alla ricostituzione del C.A.; ha offerto di mettere a disposizione i mezzi cli trasporlo occorrenti per trasportare il II Corpo [d'] Armata in Germania o in Italia qualora la parte italiana ritenga che in ta l modo si possa p iù rapidamente riorganizzare il C.A .. Comando Supremo it aliano ha riservato una risposta ecl ha poi comunicato da Roma la decisione cli ricostituire il Il C.A. in llalia. C) Comando unico in Balcanìa. Allo scopo di assicurare in fase [di] operazione il necessario coordinamento dell'azione ita lo-germanica ne i Balcan i ed in Egeo e ra stato concordato con l'O.K.W., e subito attuato, il diretto collegamento fra il Comando ger manico cli Salonicco (O.B. Sud-Est) e i Comandi Superiori italiani aventi giurisdizione nei Balcani ed in Egeo. Un successivo o rd ine del F Uh rer stabiliva invece che a ll 'atto dell'attacco nemico il comando delle forze operanti nello scacchiere sudest (Balcania-Egeo) sarebbe stato assun to dagli o rgani germanici . Il Comando Supremo non aveva aderito a tale pretesa tedesca ed aveva invece proposto di continuare, anche in caso di attacco nemico, ne l sistema del coordinamento sotto l'egida dell'O . K.W. e ciel Comando Supremo italiano. Nei colloqui si è ora stabilito con la parte germanica che - nu lla mutando a quanto era previsto per la fase preparazione - la questione del comando unico per fronteggiare eventuale azione nemica sarà definita al verificarsi dell'emergenza, in quanto non è possibile prevedere in quale settore e come potrà manifestarsi l'attacco. Le riserve locali rimangono quindi alle dipendenze rispettivame nte del Comando Supremo e dì O.K.W.: al momento dell'impiego sara nno date al comandante del settore interessato.


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Dalm.azia · Una cronaca per la storia (1943-1944j

D) Croazia. Si sono ricordati i patti militari italo-croati e si è chiesto ad 0.K.W. di informare preventivamente la parte italiana degli avvenuti accordi che intenda prendere con i croati circa organizzazione loro forze armate. La parte germanica ha ribadito cli non aver alcun interesse politico in Croazia e cli aver preso a suo tempo l'iniziativa di organizzare divisioni croate con l'intenzione di impiegarle in Russia. E ) Schieramento italiano in Croazia. Supersloda stava attuando lo sgombero di una parte della 2" zona allo scopo dì attuare uno sch ieramento più economico, detto '15 gennaio', che avrebbe consentito di aumentare l' aliquota delle (orze mobili e ricuperare forze a favore della Madrepatria. La parte german ica ha richiesto che i vari presìdi vengano sgomberati solo man mano che le truppe italiane potranno essere sostituite da truppe tedesche o croate. Ciò per evitare il pericolo che le zone da noi sgomberate cadano in mano dei partigiani. La parte italiana ha aderito ed ha ordinato a Supereserci to (da cui Supersloda ora dipende) cli riesaminare il problema, seco ndo il criterio cli istituire nei centri costieri presìdi italiani e nei centri interni presìdi ital iani opp ure croati o tedeschi eia porsi sotto il nostro controllo. Accordi verranno presi al riguardo fra Supersloda e il Comando tedesco in Croazia. F) Disarmo dei cetnici ed operazioni contro Mihaj lovié. Sono stati ri affermati gli accordi già presi a Roma al riguardo: disarmo cetnici graduale ed appena possibile; operazioni comuni contro D.M. (Draza Mihajlovié - n.d.a.] secondo gli accordi che prenderanno i generali Pirzio Biroli e Lohr. G) Grecia. La parte ger manica ha chiesto siano date direttive al genera le Geloso pe rché assicuri la protezione delle miniere più importanti ed interve nga energicam ente contro i ribe lli per stroncarne all'inizio la organizzazione. Jn relazione all'aggravarsi della situazione logistica in Grecia ed Egeo ccl all'impossibilità di aumentare i trasporti via mare, la parte italiana ha


Docwnenli - Allegati al capi10/o Il

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chiesto un aumento nel numero dei treni concessi sulla ferrovia dei Balcani. È stato fatto presente che con i 48 treni mensili attualmente assegna ti, è impossibile provvedere al trasporto di rifornimenti ordinari e dei complementi; è stato quindi richiesto di aumentare ad 80 il numero dei treni concessi mensi lmente e assegnare, una volta tanto. 50 treni straordinari per il completamento delle scorte. Il Feldmaresciallo Keitel ha promesso che darà disposizion i al generale Lohr perchè riveda unitamente al generale Geloso la ripartizione de i treni sulla ferrovia balcan ica per meglio adeguarla a lle nostre necessità. G en. Geloso è stato informato delle richieste inoltrate ed ha avuto ordine di prendere contatto con il generale Lohr per definire la questione. H) Guerra chimica. La parte germanica ri tiene che - se pure l' America è orientata all'impiego di gas dato che ha le proprie popolazioni al sicuro da eventuali ritorsioni - l'Inghi lterra non si lascerà trascinare a prendere l' iniziativa per la minaccia incombente di una reazione tedesca su Londra. Da parte germanica non verrà presa alcuna iniziativa. Com unque è in corso in Germania la messa a punto dei mezzi difensivi anche per la popolazione civile. I)

Addestramento di 150.000 uomini al tiro contraerei.

La parte germanica ha rinnovato richiesta siano avviati in Germania per scaglioni successivi 150.000 uomini da addestrare al tiro contraereo. Si è fatto presente che, non intendendo il Duce addivenire a richiami di altre classi, sarebbero stati inviati soltanto gli specialisti, commisurandone numero e tempi di avviamento al numero delle batterie che la parte germanica potrà cedere, ed ai tempi entro cui tali cessioni potranno essere effettuate. La parte germanica non ha però precisato alcuna previsione su tal concessioni. La questione sarà quindi ripresa e viene intanto approntata una prima aliquota di personale per poterlo prontamente avviare.


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

QUESTIONI RlGUARDANTI LA MARINA

A) Trasporti marittimi per la 'fonisia. La parte germanica ha richiesto effettuare i trasporti con piccole unità molto veloci e riattivare il traffico di truppe con i CC.TT. La parte italiana ha riconfermato che questa ll!ltima possibilità è da escludersi perché, dato il ridottissimo nun1ero di CC.TT. che è rimasto all' Italia, questi devono essere assolutamente risparmiati per l'impiego della flotta che ha avuto direttiva di impegnarsi a fondo qualora venisse attaccato il territorio nazionale, e che il traffico con piroscafi piccoli e veloci sarebbe indubbiamente una favorevole soluzione ma mancano i piroscafi per effettuarlo. L'offesa con mezzi di superficie non ha atlualmente importanza. Quella dei sommergibili è stata fortemente ridotta. La guerra di mine viene contrastata con sufficiente efficacia. La vera offesa che rende il traffico estremamente difficile è quella aerea. Tutto quello che era possibile fare è stato fatto, l'armamento dei principali piroscafi portato ad un punto difficilmente superabile, le scorte aeree intensificate al massimo, ma n ulla basterà finche la supremazia aerea dell'avversario sarà in quel tratto di mare così pronunziata. Il problema non ha quindi soluzione se non si riesce, e molto prontamente, a riprendere, se non il completo dominio dell'aria nella zona, almeno un temporaneo dominio quando i nostri convogli devono attraversarlo. In sintesi non è questione di metodo, che tuui sono stati sperimentati ed escogitati. ma esclusivamente una questione di mezzi. La parte germanica ha assicurato che verrà affrettato il previsto invio di motosiluranti e dragamine veloci, di radiolocalinatori e radiotelemetri. 8)

Nafta.

È stata fatta presente alla parte germanica la grave deficilaria situazione della nafta che non consente cli rifornire al completo le nostre forze da battaglia e costringe sovente anche ad un im piego poco razionale delle risorse disponibili dovendo vivere alla giorn ata . Si è richiesta pertanto l'assegnazione straordinaria di 30 mila tonnel-


D0c:wne111i • Allegali al a,pitolo Il

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lale di nafta per il rifornimento delle navi e la costituzione di una riserva sLrettamenle operativa di 40 mila lonnellate. La parte germanica ha dichiarato di essere dolenre di non po1er concedere nulla perché anche la marina germanica non ha più riserve e vive alla giornaLa sulla prodllzione. Ha fatto presente però che sono in corso tratta tive con la parte r umena pe rché specie nella stagione estiva, con il minor consumo di nafta che rich iede il paese, possano essere aumentati i conLingenri assegnati alla parte italiana e germanica: tullo quello che si polrà guadagnare dalla Rumenia verrò assegna/O altltalia. Successivamente la parte germanica ha com unicato che in aprile la marina italiana riceve rà 58.480 tonnellate di nafta ( l l.000 da lla marina ger manicc:1 ; 24.000 da lla Rurnenia: rimanenza da ministero economia del Reich) e ciò indipendentemente dalle residue forn iture di marzo. C) Trasferimento unità tedesche a Tolone.

È stato fatto presente alla parte germanica che la deficienza di mano d'opera e di cantieri fortemente sentita in 1.La lia, rende urge nte il trasfe rimento de lle unità german iche in Mediterra neo, che han no bisogno di lavori. dall'Arsenale di Spezia a quello di Tolone. Era s tato comunicato dalla parte germa nica che e111ro marzo questo Lrapasso sa re bbe avvenuto ma ciò non è accaduto. La pa rte german ica ha assicurato disporre perché l'Arsenale di Tolone possa, al più presto, nssumersi la riparazione delle unità tedesche. D ) A ccordi per un it~1 di comando marittimo in Egeo. Si fa presente che è urgente che la parte germanica dia il benestare agli accordi intervenuti a Roma fra la marina italiana e l'amm iraglio Schuster pe r l'unità di comando in Egeo. La parte germa nica comu nica che verrà a Roma il Contrammiragl io Schubert per definire tale questio ne. E) Restituzione I O piroscafi ced uti alla pa rte germanica in Egeo.

È stato ch iesto vengano restituiti all'Italia i lO piroscafi tem poraneamente prestali per uno o due viaggi a lla pane germanica in Egeo e osserva to al riguardo che la parte germa nica ha acquistato circa 200 mila 1011nellale di nav iglio ex-greco, danese. no rvegese e fran cese e risult ;i c he molte unità germaniche vengono impiegate in traffico prevalentemente commerciale mentre tutli i trasporti militari sono in sofferenza e particolarmente que lli per la Tunisia.


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

La parLe germanica ha opposto difficoltà per tale restituzione, non essendo ancora completati i trasporti per la costituzione delle scorte a Creta e nell'Egeo, ma ha convenuto infine sulla necessità di una revisione dell'impiego del tonnellaggio in Mediterraneo. 4)

QUESTIONI RIGUARDANTI L'i\ERONAUTICA

A) Richiesta di rinforzi aerei. Si è rappresentata l'immediata necessità di potenziare il nostro dispositivo aereo Sicilia-Sardegna-Tunisia per consentire di alimentare e continuare la resistenza in Tunisia prima che ogni possibilità sia irrimediabilmente compromessa. Si ha fatto rifermento alla richiesta di 500 aerei (atta dal duce il 25 marzo u.s.. La parte germanica ha comunicato che a questo scopo è stato inviato a Roma il Capo di S.M. dell'Aeronautica tedesca, il quale ha concordato i provvedimenti da prendere con il maresciallo Kesselring. Afferma però Lrattarsi forse più cli questioni di disponibilità di equipaggi che non di materiale. Infatti, nelle conversazioni che contemporaneamente avvenivano a Roma tra il Maresciallo Kesselring e l'Eccellenza Fougier si raggiungevano i seguenti accordi: Cessione di 12 velivoli .J u.87 per il tiro in picchiata per costituire una squadriglia italiana ed inviarla in Sardegna. Trasferire gli equipaggi di un gruppo da caccia italiano su un campo tedesco della Sicilia dove prendere gradualmente in consegna da 20 a 30 velivoli da caccia Me.109; quindi l'unità sarebbe inviata in Tunisia dove opererebbe nei quadri di una grande unità tedesca. Inviare 52 equipaggi bombardie ri presso gruppi complementari tedeschi dislocati in sedi varie e su fronti secondari . Dopo un congruo periodo di istruzione cd impiego gli equipaggi rientrerebbero in Italia col loro materi ale e sarebbero impiegati entro i quadri di una G.U. italiana. In definitiva saranno ceduti un centinaio di apparecchi e ntro luglioagosto.


Docum enti · Allegati al capitolo Il

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B) Carburante avio. È stati! fatta presente la necessità di aumentare la quota di carburante da 9.000 a 18/19.000 tonn. mese; ponendo in rilievo la limitazione che da oltre due anni l'Aeronautica italiana ha dovuto imprimere all'attività non direttamente operativa (scuole, addestramento, voli di sorveglianza, ricognizione marittima, ecc.). Non vi è disponibile attualmente la minima scorta e d'altra parte non tutto il quantitativo assegnato mensilmente viene utilizzato, in quanto dal 20 al 50% circa va perduto negli affondamenti o distrutto per effetto dei bombardamenti sui campi di aviaz,ione. La parte tedesca ha comunicato che d urante l'inverno non si è avuta la normale stasi operativa e perciò non si sono potute fare economie; che la scarsezza dei carburanti è tale da dover costringere a trasformare divisioni motorizzate in divisione di fanteria. Aggiunge che è stata fatta pressione sulla Romania per incrementare la produzione di almeno 500 mila tonnellate l'anno e se ciò avverrà anche ali' Italia sarà assegnato un supplemento di benzina avio. C) Industria aeron autica francese della zona occupata. Si è fatto presente che l'aeronautica italiana desidererebbe avere una partecipazione immediata alla produzione francese anche limitatamente ad una ventina cli apparecchi al mese. La parte germanica prevede che fino a quando non sarà esa urito il programma di produzione in corso non è possibile tener conto delle richieste italiane. Si spera ad ogni modo che il programma italiano possa innestarsi fra qualche mese. D) Motori D.B .605. Si è rappresentata la necessità cli poter disporre di circa 200 motori D.B.605 occorrenti a sincronizzare la produzione italiana dei nuovi tipi cli aerei da caccia con quella dei motori, che è un pò arretrata. La parte tedesca ha risposto di rivolgere questa richiesta (come la precedente al comma e) al Mar. Milch dalla commissione del Ministero cieli' Aeronautica italiana che dovrà essere inviata a Berlino.


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IJa/mnzin - Una cronaca per la storia (1943- /944)

D OCUMENTO

N. 13

UFFICIO Dl COLLEGAMENTO CON IL C'OM AKDO DELLA 2' ARMATA

Tclcspresso n. 185/62

J~M.10. oddì J8febbraio /943-XXI

SEGRETO

R. MIN ISTERO DEG LI AFFARI ESTERI Gab. A.P. - Ufficio Croazia

R. LEGAZIONE D ' ITALIA

Roma Zagabria

OGGETfO: C0Uoc1ui miliari d.i Belgrado

Riferime nto: Te legramma di questo Ufficio n.164/23 del 12 corr. Testo: Trasmetto qui accluso, per opportuna conoscenza del! E.V., un pro-memoria del generale Ecc. Robotti sui co ll oqui da lui avuti a Belgrado 1'8 corrente con il generale Lohr e col generale Luters.

(Vittorio CASTELL/\ NI) COMANDO SuPERSLODA

MEMORIA SUI COLLOQUI SVOLTISI J\ BELGRADO (8 FEBBRAIO 1943)

Sulla base degli accordi presi a mezzo del Colonnello Diesener con il Genera le Loh r. oggi in Belgrado dalle 15 alle 15.30, e cioè prima dell a riunione generale, ho avuto un colloquio da solo a solo con il generale Lohr stesso. In questo colloquio, il Generale Lohr ed io abbiamo t rn ttato le seguenti questioni: a)

Questione delle operazioni 3" fase. - Il Genera le Uihr incomincia col dire che, su lla base degli accordi presi a Roma con l'Ecc. Roatta, egli avrebbe terminato tra il 15-20 corr. l'attuale I" rase della ·Weiss', mi dom anda se io a vrei rea lmente incominci a to le operazioni in Erzegovina contemporaneamente allo sviluppo, da parte s ua della 2• fase della ·Weiss'.


Doc111/le11ti - /\!legati al capitolo li

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Ho subito risposto che in Erzegovina le istruzioni da mc avute concordano con la mia convinzione s ulla non necessità di operare, dato che la regione è pe rfettame nte tranquilla. Esse ndo egli tornato sul vecchio moti vo che la necessità di operare in Er1.cgovina era in relazione al promesso disarmo dei cetn ici. ho soggiunto che il disarmo sarà eseguito con le modalità di tempo più opportune per e vitare sommovimenti e turbamenti, ma che, ad ogni modo. è da escludere che noi si proceda al disa rmo durante ed in concomitanza de llo svolgimento della 2" fase della ' Weiss'.

li Generale Lohr, che mi è sembrato molto cortese ed arre ndevole, nulla ha eccepito in proposito, ed ha preso atto della nostra intenzio ne di mantenere il progetto di disarmo, sia pure col tempo e con le precauzioni necessarie. Su mia esplicita richiesta. ha escluso anche per parte sua la 3" fase, salvo inte rvento dell 'O .K.W. in contra rio. b)

Que,Slione presìdi di 3" zona - H o manifestato subito al Generale Lohr la impossibilità eia parte nostra, né con le forze croa te a ns. disposizione, né con le nostre truppe ( che a l più presto possibil e hanno alt1i compili da svolgere ed altri schieramen ti da pre ndere). di presidiare le loca lìtà della 3" zona sgomberate dai partigia ni nella loro ritirata. L'ho, quindi. pregato di dirmi cosa il Comando Tedesco deciderà in me rito, pe rché io possa inJ'ormarc il C om ando Supre mo. li G e ne rale Lòhr mi ha de tto cbe (poiché noi non possiamo presidiare tali località, né eventualmente rinforzare a scopo di ·sorveglianza be ll ica· e cli appoggi o le truppe c roate c he i tedeschi potrebbero dis locarvi) egli prospe tterà queste continge nze al s uo Comando. <..: che risolverà il problema a seco nda della disponibilità delle sue forze, molto probab ilmente dislocandovi truppe croate con un'aliquota più o me no im portante di re parti tedeschi a fianco cli queste pe r e vitare i cons ueti sba ndame nti di queste ultime. ln propos ito. mi co munich erà la decis ione. l o ho preso a tto. riservandomi, però. in ogni caso, la possibilità di inte rvento operativo de lle nostre truppe in q uesta 3-· zona qualora noi, e soltanto noi. lo ri tenessimo necessario.

c)

Questione dello sconfinamento dei ce111ici ne/In -:;ona croata - 11 Gene rale Lohr mi ha assicurato che nume rosi cetnici monte negrini. ieri l'a ltro, vale a d ire il giorno 6, avevano a ngaria to le popo lazioni


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Dalmazia - Una cronaca per la swria (1943-1944)

di alcune località della nostra zona sud, che in numero di 4000 persone circa, erano state costrette ad abbandonare i paesi. Alla mia obiezione che nessuno dei cetnici montenegrini era stato da noi impiegato per operazioni nel ns. territorio, egli mi ha detto che non era sicuro se si trattasse dei nostri o di quelli di Draza Mihajlovié. Più complete spiegazioni hanno ch iarito trattarsi di elementi del Montenegro, incursori nella zona d i Visegrad e, quindi, non dipendenti né dal mio Comando né pertinenti alla mia zona; ed allora il Generale Lohr, prendendone atto, mi ha cortesemente pregato di interessare il Comando del Montenegro per fare cessare queste incursioni, che potrebbero dar luogo ad incontro con truppe tedesche. Ho disposto con la comunicazione di cui annetto copia. d)

Il Generale mi ha rivelato che la ferrovia di Zagabria-Karlovac, ed oltre, è sempre soggetta agli attacchi partigiani. Rispondendogli che questi attacchi non sempre si possono prevenire ed impedire a causa della facilità di compierli, malgrado tutta la truppa disponibile per la protezione ( del resto oggi neppure aumentabile, fra l'altro, appunto per il concorso operativo dato alla 'Weiss'), gli ho dimostrato che noi abbiamo fatto già due operazioni in largo stile per ripulire, non soltanto la zona a cavallo della ferrovia, ma anche, implicitamente. la zona ad ovest, cioè quasi tutta la zona tra i Gorjanci e Zagabria, di cui la ferrovia stessa è l'asse cli gravitazione; vale a dire, le operazioni dell'XI C.d'A . nell'ottobre-novembre scorso e le recenti operazioni della Div. ' Lombardia' nella zona Vivodina-Krasié-Jastrebarsko. Gli ho soggiunto che un 'altra operazione generale, per la ripulitura della zona di retrovia di Zagabria-Karlovac è in istudio, e sarà possibilmente messa in esecuzione, quando , passando le truppe dallo schieramento attuale a quello già '15 gennaio' autorizzato dal Duce, si potrà pensare ai problemi principali interessanti altre zone, cioè la Lika e le isole.

e)

E finalmente il Generale Loh r chiede le intenzioni nostre riguardo al concorso delle nostre truppe con le truppe tedesche durante la 2" [ase della ' Weiss '. G li manifestai tali intenzioni col dirgli che farò sbarramento coi reparti cetnici nella zona fra Strmica e Bos. Grahovo, e che con le truppe del XVIII Corpo, che mi sarà possibile impiegare dopo averle sostituite coi battaglioni della 'Sassari' già impiegati nella l" fase , farò due puntate, rispettivamente da Drnis a Sinj, per prendere collegamento con la colonna de lla Divisione ·SS ' tedesca sulla strada Bos. Petrnvac-Bos.GrahovoLivno.


D0cwne111i - Allegati al capitolo Il

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Il Gen. Lohr si mostra soddisfatto, e dice che nella riunione immediatamente successiva, a cui interverranno i miei cd i suo i uffi. ciali , potranno essere fissati i particolari cli tale nostro concorso. Success ivamente assistono al co lloquio il Genera le Re , Colonnello Zanussi e maggiore a disposizione dell'Ecc. Lohr. Dopo mezz'ora , seduta plenaria, con intervento Generali Luters, G laise Hors tena u e loro S.M .. Finalmente, fra le 17 e le 18, sono fatti entrare anche i generali croati Begié e Dragojlov, i quali ultimi si limitano a prendere atto di quanto viene loro comunicato dall'Ecc. Lohr. Per quel che ci riguarda, sono stati trattati i seguenti argomenti: A) - Nostro concorso a operazioni 2" fase Per queste operazioni, che avranno inizio il 25 febbra io e che richiederanno circa un mese, a richiesta Ecc. Lohr rispondo che potremo co ncorrere con 6 btg., dei quali 2 croati e 4 della div. 'Bergamo'. Operazioni condotte da Drnis a Signo, incontro alle cliv. 'SS' che agisce lungo l' asse Drvar-Bos.Grahovo-Livno; sul resto del fronte del XVIII C.A. le truppe italiane faranno sbarramento. A visibile preoccupazione Geo . Luters circa difficoltà avanzata divisione 'SS' e protezione sua lunga linea comunicazione, prospetto la possibilità che, ove ragioni politiche non ostino a ciò, i cetnici potrebbero concorrere a q uesto comp ito, per la loro att uale dislocazione e per le caratteristiche della loro azione. Gen. Lòhr, dopo essersi consultato con i suoi , concorda, rimanendo tutti d'intesa: sulla zona d' azione dei cetnici, a nord di Knin (rappresentata eia un ovulo tracciato dallo stesso Gen. Luters su carta 500.000 allegata alla presente memoria); sulla garanzia da parte italiana che i cetnici non agiranno contro i tedesch i. Circa questo punto, assicuro che ove non fossi sicuro del contegno dei cetnici , eviterei senz'altro dì impiegarli; sulla assicurazione da parte tedesca che le famiglie, le case e le cose dei cetnici a nostro servizio , esistenti nella zona cli Bos. Grahovo, verran no rispettate;


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Dalmazia . Una cronaca per la s!Oria (1943-1944j

sulla necessità di evitare che formazioni cetniche e truppe tedesche vengano a contatto durante le operazioni. MFMFN'IO -

(A proposito cli quanto sopra, sono da tener presenti due

cose: bisogna trattenere ora i cetnici, evitare che essi raggiungano Bos. Grahovo, che verrà occupata dai tedeschi nella 2" fase, avendo essi per linea di comunicazione della Div. 'SS' la rotabile DrvarBos. Grahovo. È da mandarceli dopo, a seconda fase ultimata, quando, allontanatisi i tedeschi ed eliminati i ribelli, la cosa offrirà solo vantaggi senza rischi; che sulla base di tali considerazioni, bisogna rendere accetto ciò ai cetnici e accetta l'idea cli combattere a nord cli Knin, come detto sopra, durante la 2" fase. Naturalmente, l'ideale sarebbe che le operazioni fossero condotte dagli erzegovesi ciel Baéovié, i quali se ne tornerebbero a casa loro a festa finita). B) - Presìdi in territori della 2" e 3" zona rastrellati in seguito ad operazioni 'Weiss'. Ecc. Lohr comunicherà nota presìdi croati, ed eventualmente tedesco-croati eia istituire. Noi sulla base cli questa nota e quindi di quanto fissato a concreta ragion veduta, ci riserbiamo di confermare la impossibilità o la non convenienza da parte nostra cli controllare i presìdi croati (il che si riduce, in fondo, all'assisterli se vengono attaccati). In relazione a questa facoltà che ci riserbiamo, questo Comando prospetterà al Comando Supremo l'opportunità che i presìdi croati dei quali non ci conviene assumere il controllo (e che saranno poi la stragrande maggioranza) passino sotto il controllo dei comandi Ledeschi. Si conferma in tal modo il nostro pieno diritto, previa comunicazione, di intraprendere operazioni nei Lerritori della 2" e 3" zona presidiate da croati e da tedeschi. C) - Nostro concorso ad operazioni !fase 'Weiss'. Generale Luters fa presente: difficoltà che incontra cliv. ' SS' per suo fianco destro e sue comunicazioni, esposte a forti pressioni ribelli annidati lungo pendici orientali ciel Pljesevica;


Docwnenii · Alleiari al capitolo Il

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opportunità che ala destra dei nostri giunga in zona G. Lapac e si spinga su Kulen Va kuf. Nei riguardi punto primo, premesso che linea còmunicazione 'SS ' , può essere sposata ad est e che div. ' R e' è ormai molto raccolta verso sud (zona Udhina), e quindi in posizione eccen1.rica rispetto alla zona di Bihaé, dove vo rrebbero vederla agire i tedeschi, vengo incontro alle richieste con ordini di cui telescritto n. 2000, allegai.o. punti l " e 2°.

A s uccessiva richies ta tedesca, vengo incontro con disposizioni di cui a stesso 1.e lescritto, punti 3° e 4(). Resta sempre inteso che questo venire incontro non può protrarsi oltre 12 corre nte - per quanto i tedeschi lo desiderassero per molto maggior te mpo - e che co n giorno 13 le truppe V C.A. inizieranno loro deflusso tra Knin e Spalato, così da sostituire nei presìdi le unità della div. ' Bergamo' che dovranno concorre re con i tedeschi alle operazioni della 2" fase (v. sopra) . Infine, sulle [recte: nellel cordiali conversazioni che - a ri unione ufficiale ultimata - sono intercorse tra il Gen. Lohr e me, ho avuto modo dì notificargli le perdite che ci ha procurato la nos tra partecipazione all'operazione 'Weiss'. Il Gen. Lohr mi ha cont'ermato che era al corrente dell a difficoltà che le nostre colonne avevano trovato e stavano trovando durante la loro avanzata, ma che però non riteneva che le perdite nostre fossero così pronunciate .


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

DOCUMENTO N. ] 4 12141/943 - ore 10.30

COLLOQUIO CON ECCELLENZA ROSI ED ECCELLENZA ROBOTIT Ecc. il Capo [Ambrosia - n.d. a.]: Dà lettura del verbale re lativo agli accordi presi con il Maresciallo Keitel in data 8 aprile e delle direttive che , in relazioni a tali accord i, il Comando Supremo impartisce a Superesercito. A chiarimento, aggiunge: -

in una prima versione del testo degli accordi, 0.K.W. aveva tenuto ad affermare che il ritiro dei presìdi eia parte dei C.A. VT e XVIII fosse subordinato alla possibilità cli sostituzione dei presì.di stessi con truppe tedesche. Tale concetto non è stato compreso nel testo definitivo in seguito ad opposizione ciel Capo di S.M. Generale .

Nelle direttive che vengono consegnate all ' Ecc. Rosi la questione è accennata precisando che, qualora pervenga da parte tedesca richiesta del genere, resta all'Ecc. Robotti la facoltà cli stabilire se ritirare o meno i nostri presìdi indipendentemente dalla sostituzione con truppe tedesche.

È stato stabilito che nella 2" zona i presìdi costieri saranno tenuti da truppe italiane; quell i interni da truppe italiane o tedesche o croate, ai nostri ordini. Lo schieramento '15 gennaio' deve essere riveduto. Si tratta di stabilire una linea ben solida; la costa deve essere tenuta con presìdi che non devono assolutamente essere sommersi; se non è possibi le impedire che i croati si affaccino alla costa , ciò deve essere assolutamente vietato per i tedeschi. Per quanto riguarda i presìcli interni si è voluto affermare il principio che la 2" zona dipende da noi, ma, per risparmiare le nostre truppe che sono stanche, si deve tendere a non inviarvi nostre forze , pur essendo la zona stessa agli ordini dell'Ecc. Robotti.


Docum.emi - Allegati al capito lo li

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Per quanto riguarda la zona cli Mostar si conferma che la presenza dei tedeschi deve considerarsi provvisoria e che appena possibile la zona dovrà essere rioccupata dalle nostre truppe . La 1• divisione celere rimarrà ancora in Croazia. La Divis ione 'Murge' dovrà esser rimessa in efficienza.

Ecc. Rosi - Comunica c he sarà inviato alla ' Murge' il 311 ° reggi mento fanteria. D ata la scarsitù di personale si trovano molte diffico ltà a fornire alla 2" Armata i complementi richiesti.

Ecc. il Capo - A nnuncia che nel convegno cli Salisburgo è slato deciso il rimpatrio del n Corpo d' Armata. Pertanto non dovranno più partire i 5.000 comp lementi che ad esso erano assegnati. A richiesta de ll'Ecc. Robotti comunica che il Comando del XVIIf C.A. dovrà conservare la sua sede a Spalato.

Ecc. Rosi - Comunica che nel suo recente viaggio in Croazia ha constatato che la Divisione ·Re' è stata molto provata ed ha bisogno di essere raccolta per essere r iordinata. Osserva inoltre che il Generale Gloria, Comandante del V C.A., non gli ha fatto buona impressione e che ha in animo di sostituirlo con il Generale Roncaglia.

t:cc. il Capo - Riepilogando , le direttive per l'Ecc. Robotti sono le seguenti: Dopo il convegno di Zagabria i rnovunenll rn corso pot ranno essere ripresi, previa autorizzazione di Superesercito: il Gen. Lohr non ha facoltà di imporci di non ritirare i prcsìdi c he riteniamo opport uno ritirare; affiorando la questione del disarmo dei cetnici, dire che il problema è in corso; qualora si parli cli Mihajlovié, dire che la questione r iguarda il Gen. Pirzio Biroli; presentandosi l'occasio ne , ricordare ai tedeschi che la loro presenza a Mostar è provvisoria; lener bene presente c he i tedeschi non devo no affacciarsi alla cosla.


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Dalmazia - Una cronoco per la storia (1943-1944)

DOCU MENTO

N.15

COMANDO SUPREMO l REPARTO UFFICIO OPERAZION I I::SERCITO SCACCI-J I l:::RE ORI ENTr\ I .E

Prot.n.21774/0p.

P.i'vf .21. li 12 aprile 1943-XXI

ALLO STATO MAGGIORE R. ESERCITO Posta Militare 9

OGGETro:

Schieramento '15 gennaio'

(Seguito foglio 21765 data 11 c.rn .) O.K.W. ha rappresentato a questo Comando Supremo le necessità di evitare che i previsti sgomberi cli presìdi dalla 'seconda zona', da parte delle tru ppe di Supersloda per raggiungere lo schieramento ' 15 gennaio', permettano che le bande partigiane, disperse in seguito alle operazioni ' We iss', possano raccogliersi nuovamente nelle zone sgomberate. Ha offerto a tal fine cli occupare con truppe tedesche o croate le zone sgomberate dalle truppe italiane ed ha chiesto che O. B.S.O. e Superslocla prendano precisi accordi al riguardo. Questo Comando Supremo concorda con la necessità di garantire almeno la sicurezza della 'seconda zona'. D'altra parte, come è noto, quando lo schieramento '15 gennaio' è stato progettato Superslocla si riprometteva di limitare le zone presidiate dalle proprie forze, in modo da ottenere per queste uno schieramento più raccolto e più forte (malgrado le sottra1,ioni di forze apportate alla 2" Armata) e di conservare il controllo della massima parte della seconda zona con presìdi croati o di M.VA.C. ai nostri ordini. Gli impegni successivamente presi con la parte germanica nei riguardi dei cetnici, limitando il concorso di M.VA.C. su cui è ancora possibile contare, impongono rivedere il progeltato schieramento '15 gennaio'. Tale revisione deve esser fatta tendendo ad ottenere: - presìcli costieri della seconda zona con truppe italiane; - presìdi interni della seconda zona con truppe italiane, croate o tedesche, ai nostri ordini.


Documenti - Allegati al capitolo II

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A tal fine, negli accordi che il Gen. Robotti dovrà prendere con il Gen . Lohr, occorre tener presente la convenienza di non lasciare all'eventuale occupazione tedesca le zone di Drnis e di Mostar in quanto, data l' importanza che le zone stesse rivestono per la parte germanica, è più difficile ottenere che l'eventuale presidio tedesco (che avrebbe sicuramente notevole consistenza) sia posto agli ordini delle nostre grandi unità. Le zone predette è pertanto opportuno siano presidiate eia nostre truppe: subito quella di Drnis; non appena ristabilita la situazione in Erzegovina quella cli Mostar. Qualora O.B.S.O .. richiedesse a Supersloda il mantenimen to di determinati presìdi, basandosi s ul fatto di non poterli sostituire con proprie truppe, sta a Supersloda di giudicare della possibilità cli mantenere o meno tali presìcli con truppe italiane. In relazione a tali compiti le forze a disposizione di Supersloda dovranno essere in linea di massima quelle attuali (div. 'Sassari' esclusa), tenendo presente che: - la 1" divisione celere converrà rimanga a di s posi z ione di Supersloda almeno sino a quando non saranno disponibili reparti croati di prevista costituzione in ftalia. La divisione 'Murge' dovrà essere rimessa al più presto in completa efficienza, traendo, se necessario, le unità occorrenti dalla Madrepatria.

lL CAPO DI STATO MAGGIORE GENERALE AMBROSIO


Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1 944)

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DOCUM ENTO N.

16

COMANDO SUPREMO UFF ICIO OPERAZIONI ESERCITO SCACCHIERE ORIEKTALE

Prot. n. 2 1905/0p.

P.M. 21. li 17 t1pri/e 1943-XX!

AL MIN ISTERO AFFARI ESTERI - Gabap. Croatia OGGETIO:

Rom a

Situazione nella 2' zona

Come comunicato con Coglio 20956 in data 4 marzo, il progetto di contrazione dello schieramento di Supersloda, detto progetto ·15 gennaio', presupponeva di e ffe ttuare il controllo delle zone sgomberate con truppe croate e M.VA. C. Seno nché pe r impegn i successivamente presi con la parte germanica nei confronti de i cetnici , il concorso delle M. Y.A .C. viene a d essere molto limitato, e anche il concon;o di truppe croate non è risultato corrispondente al previsto. Questo Comando Supremo ha q uindi riesaminato il problema e d ha impartito direttive perchè il progeuo '15 gennaio· venga riveduto ed armonizzato alla nuova s ituazione, tendendo a raggiungere gli scopi segue nti: - presid iare con truppe italia ne i centri costieri de lla 2· zona; - presidiare i centri interni de lla 2;' zona con tru ppe italia ne. tedesche e croate ai nostri ordini. Prime in ordine di importanza fra le zone interne sono considerate quelle di Drnis e Mostar, che si è ritenuto vengano presidiate esclusivamente con nostre truppe: subito quella di D rnis, no n appena ristabilita la situazio ne in Erzegovina, quella di Mostar. La questione del concorso di truppe tedesche e croate al presidio della 2• zo na ve rrà trattata nel pa rti colare in un prossimo incont r o fra i Comandanti cli S upersloda e cli O.B. S ucl-fat.

IL SOITOCAPO DI STATO MAGGIOR E GENE RALE ROSSI


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Doc11me11ti - Allegati al capitolo li

00C:UM FNTO N.

17

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI UFFICIO COLLEGAMENTO CON SUPERSLODA

SEGRETO

APPUNTO PER L'ECCELLENZA IL SO"ITOSEGRETARIO Mi richiamo all'appunto in data odierna relativo alla situazione militare nei territori occupa ti dalla U Armata , allegato al presente. Le ultime istruzioni (13 aprile) impartite dal Comando Supremo a Supersloda sono state: mantenere ad ogni costo le attuati posizioni e, in particolare, i bacini di Drnis e cli Mostar (ai quali sembra che maggiormente mirino i tedeschi). In relazione a tale compito, il Comando Supremo aveva assicurato Supersloda che avrebbe conservato tutte le forze attualmente alle sue dipendenze, integrate dai necessari complementi. Contemporaneamente però Superslocla veniva passato dagli ordini diretti del Comando Supremo a quelli dello Stato Maggiore. Quest'ultimo ha, come compito precipuo, la difesa del territorio metropolitano ed è perciò portato acl ignorare, o per lo meno a sottovalutare, i compiti della Il Armata nel settore balcanico; di conseguenza ed in contrasto con le assicurazioni date dal Comando Supremo, lo Stato Maggiore continua a sottrarre [orze a Supersloda (forze destinate alla difesa me tropolitana ed a reintegrare la VUT Armata) mentre vengono rifiutati, o concessi in misura del tutto inadeguata, i complementi per le unitù maggiorme nte provate, (richiamo della divisione 'Sassari', di 4 Battaglioni M.V.S.N., di un battaglione confinario e dei 6 battaglioni squadristi, ecc. ecc.). ln queste condizioni , il Comando della II A rmata non ritiene cli essere in grado cli poter fronteggiare , con le sole fo rze che gli rimarranno, le eventualità di un improvviso attacco in massa cli partigiani in uno dei tre settori più delicati: Erzegovina, Da lmazia o Lika. (Data infatti la grandissima provata mobilità dei partigiani, è sempre possibile che costoro possano raggruppare in pochi giorni in un settore qualsiasi dei territori occupati forze preponderanti). Nel far presente ciò ai superiori organi mi li tari, Supersloda ha proposto: - o una riduzione di compiti (sgombero dell'Erzegovina ed e ventualmente di una parte de lla Dalmazia),


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Dalnwzia - Una cronaca per la storia ( 1943-1 944)

- o il completamento delle Unità esistenti, completamento indispensabile perché dette U nità possano essere riportate ad un sufficiente grado di efficienza bellica. Non risulta che il Comando Supremo o lo Stato Maggiore a bbiano a ncora preso una decisione al riguardo. A prima vista può sembrare strano che un' Annata, che conta sulla carta 12 Divisioni e circa 200 mila uomini_ non sia in grado di (ar fronte alla minaccia rappresentata da una massa di ribelli notevolmente inferiore di numero (cifre variabilissime, dai 50 ai 100 mila armati). Devesi tuttavia te ner presente che: - la dislocazione delle truppe lungo una fascia di varie centinaia di chilometri, la necessità di presìdi fissi di una certa entità e la scarsità dei mezzi di trasporto riducono e normeme nte la mobi lità e la possibilità di impiego dei nostri battaglioni: - le perdite, i congedi, i trasferimenti ecc. hanno ridotto gli effeuivi del le nostre unità di quasi il 50% . Di queste. la maggior parte è assorbila dai presìdi, dai servizi fissi e dai comandi_ per cui non esistono praticamente riserve da impiegars i secondo i bisogni; - la truppa dopo due anni di snervante guerriglia è stanca, un po ' demoralizzata e non sem pre ha piena fiducia nei Comandi: - non v'è oramai da fare più un grande affidamento sul concorso delle formazioni cetniche che, dopo aver reso ottimamente nel passato. oggi - essendosi diffusa la convinzione che no i inLendiamo scioglierle e disarmarle - sono disorganizzale. sbandale e con scarso spi rito aggressivo: (recentissi me istruzio ni dello Stato Maggiore invitano Supersloda a cambiare nuovame nte politica nei rigua rdi dei cetnici, cercando di riorganizzarli , di armarli e di impiegarli in lutti i modi possibile: istruzioni che_ dopo quanto è avvenuto, non sembrano opportune e soprattutto non sembrano destinate ad avere un risu ltato concreto). Mi nore affidamento a ncora si può fare sui reparti croati_ che in genere sono stati trascurati da noi e che si battono di mala voglia al nostro fianco . Dato quanto precede, devesi ammettere che le constatazioni del Comando della Il Annata non si discostano troppo dalla realtà, specialmente se il grosso dei partigiani, anziché cercare di deOuire verso il Sangiaccato ed il Montenegro, resterà in Erzegovina e tenterà di sboccare sulla costa. (Vittorio CASTELLANI)

Roma, lì. 26 aprile 1943-XX!


D0cume111i • Allegati al capitolo Il

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ALLEGATO MINISTERO AFFARI ESTERI UFFICIO COLLECAM ENTO CON S U PERSL.Ol>A

SEGRETO

APPUNTO La situazione militare ne i territori occupati dalla 2" A rmata può essere oggi così riassunta: l)

SLOVEN I A · (XI Corpo d'Armata: Divis ion i 'Cacc iatori ', 'Macerata', ' Isonzo' , 'Xl G-.a.F.') - Situazione stazionaria (caratteri7.zata dall'intensa attività di piccoli ma numerosi nuclei te rroristici nelle campagne e delle organ inazioni comuniste cittadine) contr oll ate dalle nostre truppe, che tengono i centri più importanti e le pr incipali vie di comunicazione. Ancora abbastanza efficienti le Connazioni M.V.A.C. (G uardi a Bianca cattolica). Ferrovia Postumia-Lubia na-Zalog (Zagabria) funziona regolarmente, per quanto si verifichi ogni tanto qualche attentato. Ferrovia Lubiana-Novo Mesto servi7.io irregolare.

2)

SElTORE SETTENTRIONALE - (V C.A.: Divisioni 'Lombardia' e 'Re') - Situazione controllata nella zona di Kar.lovac, nonostante la presen7.a di forti masse ribe lli nella Petrova Gora. La fer r ovia Fiume-Ogulin-Karlovac-Zagabria. date le frequenti inte rruzio ni . funziona irregolarm ente e solo per i convogli militari ed il traffico de lle merci.

Più grave è la situazione verso occidente, dove la Divisione ·Re ' . sotto la pressione dei partigiani (15 mila), ha dovuto ripiegare, con notevoli perdite, sull a costa tra Senj e Novi. Tutta la zona dell 'interno, tra Brinje-Otocac-G-ospié, compresa la ferrovia ç>gulin-Knin, è in mano dei partigiani. Le formazioni M.V.A.C. cetniche della Lika s i s ono in gran parte sband ate od banno ripiega lo anch'esse sulla costa insieme a lle popolazioni c ivili ; altrelt.anto dicasi per i presìdi di truppe regolari croate. D ue divisioni tedesche ( 187" e 714") tengono i centri cl e lla III Zona, tra Karlovac e Bihaé.


542

3)

Dalmazia - Una cronaca per la storia ( 1943-1944)

SETTORE CENTRALE - (XVIII C.A. : Divisioni 'Bergamo' , '2" Celere' e 'Zara') - Le nostre truppe hanno praticamente sgombrato tulta la II Zona, ad eccezione delle isole, cli una fascia di protezione ad oriente della Dalmazia annessa e della ferrovia Knin-Spalato (Almissa). Situazione stazionaria nell'interno della Dalmazia, ove l'attività comunista ed irredentista è controlla t.a dalle nostre forze; ma situazione poco chiara dal lato delle Dinariche, dove sono ammassati oltre 15.000 partigiani.

Anche qui le formazioni M.Y.A.C. ed i presìdi croati presentano gravi sintomi di disgregamento e di sbandamento. 4)

SE TTORE MERIDIONALE - (V I C.A .: D ivision i ' Emi l ia' , ' Marche', ' Messina ' e 'Murge') - Dopo gli ultimi avvenimenti in Erzegovina , l'occupazione delle truppe italiane è limitata a: Provincia cli Cattaro Lit.orale fino a Gradac e le isole Valle della Narenta poco oltre Mostar Mostar ed una ristre tta zona di copertura ad oriente (Blagaj) Le truppe tedesche tengono: l'intero bacino minerario, fino alle vicinanze immediate di Mostar sulla riva destra della Narenta (Div.'SS'); l'Alta Valle della Narenta (Prozor- Rama -Konjic (Div. 717;, e parte della 718").

Le formazioni M. Y.A .C. rimaste in Erzegovi na sono ridotte a 2-3 mila uomini disorganizzati e demoralizzati. Il resto dell'Erzegovina, eia Konjic a Gacko e da Nevesinje a Foca (presidio italiano circondato), è in mano dei ribelli, i qua!L dopo aver battuto più volte i cctnici (sia nella zona di Nevesinje, sia tra Kalinovik e la Orina) premono ora verso il Sangiaccato ed il Montenegro (15-20 mila uomini).

La difesa costiera e quella delle isole è assicurata da piccoli presìdi (in genere di fanteria) appena sufficienti per fronteggiare gli attacchi dei partigiani, ma senza mezzi adeguati per contrastare un eventuale sbarco in forze . (Vittorio CASTE LLANI)

Roma, li 26 - 4 - 1943-XXI


Documemi - Allegali al capitolo I I

543 DOCUMENTO

N . 18

OFFICIO DI COLLEGAMENTO CON IL COMANDO DELLA2' ARMATA

Te/espresso n. 6431210

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Gab. A.P. - Ufficio Croazia OGGETTO: Situazione

ROMA

nella zona della 2• Armata

La situazione attuale nella zona della 2" Armata è caratterizzata, nella Li ka, dalla continua pressione dei partigiani, i quali tendono evidentemente ad impadronirsi di tutta la regione e, attraverso i monti Velcbiti, affacciarsi sul canale della Morlacca. A ll a data di oggi, dei presìcli croati dislocativi dopo il ritiro delle nostre truppe, vi è rimasto, completamente circondato e premuto eia circa 6000 partigiani, solo quello di Gospié. Le' formazioni della M .V.A.C. cli quella regione, dopo lo sgombero dei nostri presìdi, hanno attraversato un periodo di crisi, ma sembra vadano lentamente riprendendosi. Nuclei di cetnicL datisi alla macchia, conducono tuttora nella Lika un 'efficace guerriglia contro i partigiani. Da parte nostra si stanno prendendo delle controinisure nella zona di Carlopago, seriamente min acciata dai ribelli, e dalla quale solamente sarebbe possibile portare un qualche aiuto alle forze che continuano ad opporsi nella Lika ai seguaci cli Tito. L'attività elci partigiani sta intensificandosi anche al nord. Va tuttavia rilevato come la ferro via Sussa-K~ufovac, di cui è nota l'importanza ai fini del trasporto dei carburanti provenienti dal la Romania , abbia negli ultimi tempi funzionato regolarmente, essendosi potuti facilmente stroncare i tentativi di sabotaggio compiuti dai ribelli . Verso sud, i parti!,riani continuano ad esplicare dalia Zermanja una vivace attività verso il confine settentrionale della Dalmazia annessa. La forte pressione da essi esercitata nel Dinara intorno a Knin, duranlc le scorse settimane, ha potuto invece essere notevolmente alleggerila grazie all'efficace azione delle formazioni cetnichc del Pope Dujié il quale, con 2000 cetnici, partendo da Knin ha raggiunto Bos. Grahovo e prosegue verso est. La zona di Bos.GrahovoDrvar-Glamoc-Livno, che è stata teatro delle recenti operazioni cli rastrellamento in grande stile condotte dalle forze tedesco-croate , era ricaduta nelle mani elci partigiani .


544

Dalmazia - Una cronaca per la storia (/943-1944)

Bos.Grahovo è stata riconquistata dalla divisione germanica SS ' Prinz Eugen' . I partigiani, ancora padroni di Drvar a nord, stanno ora concentrandosi intorno a Livno. Si ripete cioè, in un certo modo, quel flusso e riflusso già verificatosi in quella stessa zona nei mesi scorsi . Nella zona di Makarska spadroneggiano nuovamente i partigiani che hanno colà riunita quella formazione denominata dalla regione stessa ciel Biokovo la quale aveva ultimamente esplicata la sua attività nella Erzegovi na meridionale e che, assolto il suo compito, è ritornata nella sua regione cli origine alla spicciolata, attraverso la bassa Narenta. Lungo il litorale di quella zona è continua l'attività di imbarcazioni annate dei partigiani. Dall'Erzegovina meridionale i ribelli si sono ritirati sotto la pressione delle nostre colonne miste che stanno procedendo con successo alla rioccupazione della regione. Le formazioni della M.V.A.C. vanno così riprendendo in quella zona quel predominio che v-i avevano già tenuto prima delle recenti, note vicende. Bisogna per altro tenere presente che le formazioni partigiane di quella regione mirano ora, più che ad opporre una resistenza locale, a proseguire la loro marcia verso il sud-est. Nel complesso la situazione non è quindi, gran che mutata in questi ultimi tempi. I partigiani continuano la loro attività sempre più preoccupante: le operazioni di rastrellamento condotte nei mesi scorsi contro di essi non hanno loro impedito di insediarsi nuovamente e forse ancor più saldamente nelle stesse zone rastrellate, e persino in regioni ancor più vaste. l cetnici continuano a fronteggiarli come possono. In base alle recenti direttive dello S.M.R.E. si sta procedendo eia parte di Supersloda ad una riorganizzazione delle loro formazioni, specie in Erzegovina, che. unita all'energica opera di epurazione condotta eia parte sua da Draza Mihajlovié, ha consentito la ricostituzione di unità meno numerose, ma abbastanza efficienti. La loro consistenza può essere attualmente, grosso modo. così valutata: 5000 nella Slovenia, 1500 nella Lika, 5000 ne l Dinara, 1000 nella Dalmazia annessa e 1.2.000 in Erzegovina, in totale, circa 22-23.000 uomini. Per evitarne lo sbandamento e per meglio controllarne l'attività, essi vengono ora impiegati in più stretta collaborazione con le nostre truppe e mostrano indubbiamente di corrispondere ancora una volta alle nostre aspettative. A questa collaborazione italo-cetnica fa però riscontro il contrasto cetnico-tedesco sempre più aperto nelle zone limitrofe a quelle della 2•


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Documenti - Allegali 11/ capìlolo Il

Armata come nell'Ozren Planina, ove si svolgono combattimenti tra le formazioni cetniche e le truppe tedesche, e lungo la linea ferroviar ia Braci-Sarajevo , oggetto cli continui sabotaggi da parte elci seguaci cli Orafa Mihajlovié. ln questi ultimi tempi, col favore della buona stagione, si sono intensificati i sorvoli della zona da parte di aerei cli 'nazionalità sconosciuta' i quali sono giunti sino nella regione di Sussa. Degno di pa rticolare menzione è, a questo proposito, il fatto che si è riscontrato come i partigiani della Lika dispongano cli oggetti di vestiario e di materia le sanitario di marca americana. Qui acclusa trasmetto una carta con la situazione al 30 aprile u..s.

per IL CAPO UFFICIO PI ERANTONI


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

DOCUMENTO N.

19

R. LEGAZIONE D'ITALIA Mio tc lccorriere n.024 del 31 marzo u.s

Zagabria, li 28 aprile 1943-XXI

(Due copie)

R. MINISTERO DEGLI AFFAR I ESTERI - Gabinetto ROMA CHIARIMENTI CON LA PARTE TEDESCA

A conclusione dei colloqui tra me e Kascbe, e continuati poi con l'intervento anche dei Generali Re e Glaise, duran te i mesi di marzo ed aprile, per concordare una linea di azione comune in Croazia, ha avuto luogo il 22 corrente una riunione finale . Mi onoro riassumere i principali argomenti trattali . SITUAZIONE !NTE}{NA E ALIMENTARE

Kasche, riferendosi alle conversazioni a tre, alle quali hanno partecipato i rappresentanti del Governo croato (per la questione ortodossa e per i problemi economici e dell'alimentazione) ha messo in rilievo che il lavoro svolto può essere considerato con ottimismo e potrà certo portare buoni frutti. Nell'associarmi alle sue dichiarazioni, ho tenuto a sottolineare che, in considerazione dell'importanza fondamenta le delle due questioni, ai fini della pacificazio ne, sarà opportuno che da parte nostra venga seguita l'attuazione di quanto abbiamo concordato col Governo croato. Q UESTIONI MILITARI

Da parte italiana è stata ribadita la necessità cli preventive consu ltazioni tra i rappresentanti dei due Comandi Supremi a Zagabria, prima di concordare sul posto con la parte croata iniziative e forme di collaborazione nel campo della organizzazione delle Forze Annate croate. Il Generale Re ha ancora insistito perché si addivenga al più presto a un'equa ripartizione delle truppe croate (Verbale e Appunto allegati al mio telespresso n.420 del 3 aprile) aderendo alla richiesta italiana di trasferire da altre zone nella 2" zona , alle dipendenze del nostro Comando, venti battaglioni croati che attualmente si trovano sotto comando tedesco, e ha ripetuto i motivi urgenti per cui una Brigata efficiente dovrebbe


D0c111ne111i . Allegati al capitolo / I

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essere in viata subito nella Li ka. Kasche ha confermato di avere appoggiata presso J'Auswaertiges la nostra r ichiesta. COLLABORAZIONE NEL CAMPO DFI.LA STAMPA E DELLA PROPAGANDA

G li scam bi di vedut e italo-tedesch i hanno portai.o a un chia ri mento e a lla form ulazione di co ncrete proposte cli collaborazione, per q uanto riguarda i giornali in lingua tedesca che si sta mpano in Croazia. (Mio telecorriere n. 026 de l 3 apri le). Durante le conversazioni sono emerse, invece, disparitù di indirizzi nel campo della propaganda, dovuti all a tendenza germanica di incoraggiare sottomano, in contrasto con noi, o di giustificare apertamente le correnti nazionaliste croate, nelle quali i nostri camerati si rifiutano di ravvisare i caratteri irredentistici ai danni deirltalia. Vaghi e gene rici sono stati gli affidamenti datici qui, per salva re le rormc: alla base dell'indirizzo e della azione tedesca vi è un inte resse che non è possibile far coincidere sul posto con l'interesse italiano. È pertan to da prevedere che dovremo intervenire a esercitare una pressione sulla parte tedesca o a svolgere passi tutte le volte che avremo notizia clj fatti specifici o si verificheranno manifestazioni con la con nivenza di e le menti germanici o Volksdeutsche. ArT cGGIAMEKTO POLITICO DEJ R->.PPRESl:::NTAKTI TEDESCIII

Del porto adriatico di Pkle, che l'Italia sta costruendo sul litorale croato, Kasche ha voluto ri parlare in questa ri unione fina le: egli ha fatto presente che, per ricevere i maggiori quantitativi possibili di bauxite che interessano la Germania, bisogna fare assegnamento sul concorso delle A utorità croate, che non dovrebbero essere escluse né dallo s rorzo per incrementare la produzione né dall'attività del porto. Ho risposto ribadendo quanto già in proposito avevo detto a Kasche (mio telespresso n. 415 d el 5 corrente) . Ho riaffermato che tutto il litora le adriatico inte ressa l' Italia, la q ua le intende esercitarvi il proprio controllo mi litare e la propria influenza politica, trattando direttamente - se necessario - con la parte croata, ogni questione che si rife risca ai terri tori croati della zona costiera. L'argomento ha dato lo spunto ai Rappresentanti tedeschi pe r ripar-


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Dalmazia - Una cronaca per la swria (1943-1944)

lare della marina da guerra croata. Kasche e Glaise hanno messo in rilievo che l'esiguo contingente di marinai croat i non rappresenta che un apporto simbol ico alla guerra navale, e che, qualora la situazione interna di questo Paese l'avesse permesso, sare bbe stato certo utile poter ottenere dalla Croazia un concorso di parecchie migliaia di marinai. Glaise, facendo l'elogio del marinaio croato, ha ten uto a confermare il suo noto punto di vista, secondo il q uale sarebbe stato meglio, dato che la Croazia combatte al nostro fianco, se la stessa Italia avesse accolto i marinai croati sulle sue unitĂ da guerra. Ho dovuto richiamarm i alla esplicita lettera del Trattato italo-croato. Dichiarazioni di ordine generale sono state fatte per ribadire il principio dei nostri preminenti interessi in tutto il territorio croato.

R. MINIST RO (CASERTANO)


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Dowmen1i - Allegmi al capi10/o li

D OCUMENTO N.

20

lfoma. li /4 maggio / 943-XXI

N.6/5 di pro!.

AL MIN ISTERO DEG LI A FFARI ESTERI - Gabinetto A .P. OG GET I

o: Notizie economiche dalla Croazfa

Dopo circa due anni di dura esperienza appa re sempre più chiaro, anche dal punto cli vista economico, che la costituzione dello Stato indipendente croato rappresenta, in realtà. un lusso costosissimo e inadeguato alle risorse de l paese. Lo Stato ha esigenze che una nazione non ricca per se stessa e per cli più impoverita dalla gue rra e dai disordini interni. non può in a lcun modo soddisfare. Nel bilancio dello Stato croato il disavanzo è enorme. Non potendo le esigue e ntra te coprire le rortissirne spese ordinarie e straor dina rie de ll 'esercizio, il tesoro deve ricorrere a se mpre nuove emissioni di ca rta moneta, precipitando la kuna verso l'i nflazione. Tut.te le ottimistiche dichiarazioni del Ministro de lle Finanze Kosak e le varie dimostrazioni scritte o orali afferma nti un decorso favorevo le dell'economia nazionale trovano la più a pe rta smentita nella realtà de lla vita economica. Tutto ciò che si usa va chiama re regolare è scomparso: s i opera e si vive nella più assoluta irregolariU1. La borsa urficiale non detta più nessuna quotazione reale ed i traffici continuano a seguire i corsi della borsa nera, che praticamente è la vera borsa. L'operaio croato pre te nde il sa lario sulla base ciel prezzo che egli paga per acq uistare il pane e non sulla base che il Governo fissa . G li organi governat ivi perciò sono costretti a tener conto cli questi salari nella fissazione de i prezzi de i prodotti industriali. Così il me rcato nero ha e ffe tto decisivo sull 'azione calmieratrice del Governo stesso. Questo clamoroso ins uccesso non può attribuirsi all'ine ttitud ine degli organi governativi, ma all'impossibilità in cui essi si trovano cl i lottare contro la realtà. L'o peraio per la vorare deve mangiare ed esige che il datore cli lavoro gli garantisca il vitto necessario, caso contra rio egli ripudia il lavoro. In questa sua pretesa c'è una logica ineluttabile, alla quale r operaio stesso non può sottrarsi pe rché è dete rminata dalla vita.


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Dalinazia - Una cronaca per la sroria (1943-1944)

E poiché l'economia è formata da settori legati fra di loro come vasi intercomunicanti, l'aumento dei prezzi in un settore determina l'aumento del prezzo in tutti gli altri, pena la scomparsa della relativa merce o la cessazione della produzione. L'industria soffre per mancanza cli materie prime e di mano d'opera, poiché quasi tutte le attività sono paralizzate o influenzate, entro e fuori dei centri abitati, dai partigiani. I commerci ufficiali si assottigliano in ragione diretta del fiorire ciel contrabbando che offre lauto guadagno in affari di esigua portata. Per guadagnare un milione basta vendere clandestinamente pochi ettolitri cli benzina o di olio o poche pezze di stoffa. Il paese ha ormai poco o nulla da offrire come contropartita, il che si traduce nell'impossibilità di pagare le merci che si vorrebbero acquistare all'estero per coprire il bisogno interno. In tal modo anche le importazioni si sono sensibilmente contratte senza speranza di esser ravvivate. Nei traffici interni domina sempre più il baratto, perché il denaro va giornalmente perdendo di valore. Il contadino dà farina e grassi solo contro indumenti , calzature e tabacco e le qualità barattate sono determinate dal maggior bisogno cli chi acquista o vende e non dal valore degli oggetti scambiati. All 'in asprirsi di questa situazione lo Stato concorre con la giornal iera dimostrazione della sua incapacità a provvedere all 'alimentazione dell a popolazione cittadina. La razione di pane è insufficiente e immangiabil e; la carne è sparita, i grassi vengono distribuit i raramente, in quantità insufficienti e, come allri prodotti tesserati, solo nelle grandi ricorrenze, giacché senza il mercato nero il cittadino è condannato alla fame. Anche il vitto nei pubblici locali è insufficiente. Allo scopo di ridurre il consumo si è decretata la chiusura dei singoli locali in un giorno della settimana fissato a turno.

In queste condizioni non è possibile pensare allo svil uppo cli scambi regolari tra la Croazia ed altri paesi e, come nei traffici interni il baratto, così nel commercio estero la compensazione è diventata ormai la unica maniera cli attuarli. Ma anche questo genere d'affari è reso difficile dalla scarsità dei prodotti che la Croazia può offrire e che possono interessare i paesi esteri. Ridotti ai minimi termini gli scambi tra la Croazia e la Germania,


Documenii - Allegati al capitolo Il

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come quelli fra la Croazia e l'Italia, nessuno è propenso a ravvivarli, poiché domina la convinzione che ogni tentativo in tal senso è fatica inutile. Anche nel mondo degli affari si va sempre più delineando un'atmosfera di rassegnazione. Si attendono tempi migliori e si lascia libero il campo ai contrabbandieri e agli speculatori. Il quadro non sarebbe completo se non si ricordasse la disastrosa situazione dei trasporti, che, oltre a porre in evidenza una grave disorganizzazione, si svolgono secondo il beneplacito dei partigiani ossia in regime di completa insicurezza. A questa situazione disastrosa si deve in gran parte la paralisi dell'attività industriale e commerciale del paese, dovendo, oltre a ciò, le ferrovie sopperire in prima linea ai trasporti che inleressano direttamente la guerra. Nessuna meraviglia se la kuna (alla quale si è assegnato come copertura i beni statizzati degli ebrei e degli ortodossi, che sono finiti in mano di privati privilegiati, bensì il nebuloso credito che dovrebbe derivare alla Croazia dalla liquidazione della Banca Nazionale .Jugoslava, che ha il suo oro in America) perde giornalmente la sua forza d'acquisto. La borsa di Zagabria continua a quotare i cambi con i vari paesi; cambi che sono soltanto nominali quando non si riferiscono ai vari accordi cli compensazione dei pagamenti. Questi cambi valgono solo per i pagamenti commerciali e per gli assegni turistici e non sono sempre praticati dalla stessa Banca di Stato Croata, la quale per esempio ha pattuito con la Svizzera un corso effettivo di kune 48 per 1 franco svizzero, che continua a essere quotato ufficialmente con kunc 12.80 e alla borsa nera con kune 250. 11 manteni mento dei cambi fissati negli accordi di compensazione elci pagamenti, essendo una misura artificiale, conduce a situazioni paradossali. Ecco alcuni esempi . TI marco germanico è sempre quotato a kune 20 ma sul mercato nero lo si può acquistare con 14 ed anche con 12 kune. I tedeschi hanno pertanto un vantaggio nella conservazione di q uesto cambio.

La lira italiana è rimasta invece quotata a kune 2.6315 (sul mercato nero è pagata con 6.50-6.70). Ciò pregiudica gli italiani che ricevono per 1..000 lire neppure 3.000 kune, mentre i croati possono comperare 1.000 lire, che al cambio nero contano quasi 7.000 kune, con meno cli 3.000 kune . Nel traffico commerciale, ormai ridotto alle sole compensazioni , questa sperequazione dei cambi ha importanza relativa, perché la differenza del cambio viene coperta col prezzo delle merci fissato arbitrariamente alla stregua cie l cambio della valuta più debole; ma nel traffico


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

turistico e nell 'assegnazione di stipendi e compensi lo svantaggio della parte italiana è evidente e tanto più ingiusto, in quanto i prezzi in Croazia sono sproporzionatamente più alti di quelli correnti in Italia per il vitto e l'alloggio. I tedeschi, avvantaggiati, non chiedono di riformare il cambio del marco e per mantenere la finzione della parità del cambio L] la lira italiana deve avere un corso inferiore al suo vero valore. Per questo motivo no n si può pensare ad un ravvivamento degli affari tra l'ltalia e la Croazia perché l'importatore italiano, vincolato ai prezzi corporativi, non può pagare in conto compensazione i prezzi elevatissimi fissati ufficialmente per i prodotti d'esportazione. Ove si pensi che il legname di abete è quotato a 5.000 kune ossia a quasi 2.000 lire, si deve concludere che gli acquisti sono affatto impossibili. La vita economica croata va perciò gradatamente spegnendosi .

IL G ENE RALE

PIÈCHE


[)ocu111er11i . Alleg/lti /Il capitolo Il

DOCU'.v!ENTO N.

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COMANDO SUPERIORE FF.AA. 'SLOVENJA -DALMAZ IA' (2' Annata) UFFI CIO AFFAR I CIVI LI

!'. lvl.10, li 24 aprile /943-XXI

N. 3846 di prot.

Carte annesse: n. due

ALLO STATO MAGGIORE R. ESERCITO Posta Militare 9 OGGE'ITO: Situazione alimentare in Croazia

Nell'articolo apparso sull'Hrvatski Narod di Zagabria del 27 marzo u.s. (vedi a llegato n.l) viene posta in rilievo la situazione alimentare della Croa;,ia a seguito delle attività dei ribelli in alcune zone. e d i provvediment i adottat i dal Governo croato per Car fron te ai bisogni della popolazione civile e delle truppe. L'articolo sottolinea l' importanza de l valido contri buto dato in ta le occasione dal (ìoverno tedesco e d italiano a llo scopo cli provve dere a l vettovagliamento delle zone maggiormente colpite dalle devastazioni e dalle interruzioni alle vie di comunicazione operate dai partigia ni. (Da informazioni pt!rvenute dalla Regia Legazione cli Zagabria risulta che l'accenno degli aiut i dati dall' amministrazione militare ita li ana è stalo fatto inserire eia! nostro Mi nistro Casertano) .

È opportuno chiarire la linea di condol.la tenuta al riguardo da questo Comando Superiore e la vera portata di ta le contributo dete rminato non da 'accordi', come impropriame nte definiti dal predetto giorna le, ma dall 'accoglimento cli richieste fatte dalle autorità croate pe r provvede re d' urgenza a lla grave situa1ione della popolazio ne civile e de lle truppe rimaste prive cli generi alimentari a causa de ll e difficoltà determinate dalle interru1.ioni ferroviarie s ulla linea Sarajevo-Ragusa e s ulle altre linee comprese ne lla giurisdizione del V e de l XVIII Corpo d 'Armata, nonché alla poca sicurezza delle p ri ncipali vie di com unicazio ne. Tale sii ua zione è stata prospettata contemporaneamente d al


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

Poglavnik alla Regia Legazione d'Italia (allegato n. 2) e dal Commissario generale amministrativo croato a questo Comando Superiore. Per opportunità politica e per necessità militari ho dato disposizione all'Intendenza d'Armata di aderire alla urgente richiesta di viveri e, durante il mese di marzo, ho autorizzato, in diverse riprese, i seguenti prestiti di farina: al Comune di Ragusa al Distretto di Ragusa di Trebinje di Mostar di Almissa ai Comuni di Signo, Lésina e S. Pietro della Brazza

q.li 1500 " 500

300 500

))

))

Totale quint.

" "

300

300 3400

E ciò, oltre alle piccole elargizioni cli derrate e d i denaro che di volta in volta, visitando i miei presìdi, ho concesso alle popolazioni più bisognose.

In base al telescritto n. 346/E.G. dell'8 gennaio u.s. del Comando Supremo ho altresì disposto che vengano vettovagliati dall'autorità militare italiana i reparti croati attualmente operanti nelle zone del VI e XVIII Corpo d 'Armata impossibilitati ad essere riforniti dai propri Comandi.

Per casi analoghi questo Comando Superiore aveva già autorizzato altre cessioni di derrate, ma sinora le autorità croate non hanno mai provveduto alla restituzione né si sono mai preoccupate di organizzare dei trasporti via mare con depositi a Sussa, come ripetutamente ho loro consigliato, per far fronte ad ogni eventualità. Ho motivo di ritenere che tali suggerimenti non siano stati messi in pratica perché il Governo croato non è attualmente in condizioni né di costituire dei depositi di derrate né di poter reintegrare, nella qualità e nella quantità, i generi ceduti a titolo di prestito. Per tale considerazione e per il fatto che l'attuale situazione non ha carattere temporaneo, ho deciso di non accordare altre cessioni sino a che non sarò provveduto alla regolare restituzione di quelle sinora autorizzate.


Documellli - Allegati al capitolo Il

.'i:55

E fin da una settimana fa ho comunicato tale decisione all'Eccellenza Sincié, Capo del Cogemacro [Commissariato generale amministrativo croato - n.d.a. ], ''il quale non ha potuto che convenire delle mie ragioni" [parole scritte a mano, come .se fosse stato aggiunto al testo n.d.a.]. .:,. ,,, .;

Sottopongo ad ogni modo la questione a codesto Stato Maggiore per le eventuali disposizioni che vorrà impartirmi, tenuto conto dei particolari motivi di carattere politico e militare che hanno imposto e potrebbero per l'avvenire imporre la necessità delle cessioni in oggetto e del com portamento meno intransigente sinora adottato, a quanto pare, da l Governo tedesco al riguardo.

IL GENERALE COMANDANTE (Mario ROB0Tfl)

Copia per l'Ufficio 'l' di Supersloda Copia per l'Ufficio Operazioni cli Supesloda Copia per l'Ufficio Collegamento Ministero Affari E steri

lL COLONNELLO CAPO UFFICIO AFFARI CIVIU (M. ROLLA)


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

Docu.M ENTO

N . 22

COMANDO SUPERIORE FF.AA. "SLOVENIA-DALMA7.IA'' (2' Annata) UFFIC IO AFFARI CJVlLI

N. 4973/A.C. di prot.

f>.l\il.10. li /8

/'IW/'ZO

1943-XXI

ALLO STATO MAGGIORE R. ESERCITO Posta Militare 9 0GGE1TO:

Vettovagliamento della popolazione cli Ragusa e Mostar

A completamento di quanto ho già comunicato con te lescritto n.4763/A.C. e 4813/A.C. del giorno 15 corrente comunico cli avere conferito con autorità locali croate, le quali assai preoccupate per la grave crisi alimentare delle zone di Ragusa e Mostar, erano cli passaggio per Sussa per anelare a richiedere provvedimenti a Zagabria allo scòpo cli evitare agitazioni nella popolazione. li .M inistro Sincié, che le accompagnò da me, mi confermò che il Governo di Zagabria non è assolutamente in grado di effettuare il reintegro dei generi forniti, con uguali generi, almeno fino al nuovo raccolto, e mi ha ripetuto la sola possibilità, da parte del Gove rno croato, cli consegnare patate in quantitativo illimitato. insistendo per ottenere nuovi aiuti che essi giudicano assolutamente indispensabili per affrontare la eccezionale situazione. Prego volermi precisare se si ritiene possibile la accettazione de lle patate in cambio cli una qualche concessione suppl,etiva di farina in via eccezionale, come proposto, cd in caso affermativo quale sia il criterio da segui rsi pe r la valutazione cli conguaglio con generi già forniti ecl eventualmente eia fornire. Questo anche in relazione alle necessità di provvedere al vettovagliame nto delle truppe croate delle stesse zone, alle qua li si s La provvedendo eia tempo, per il quale nessuna restituzione di generi ba mai ottenuto questo Comando, neppure per le forniture effettuate nello scorso anno.


Doc11meJ11i • Allegati al capilo/o Il

Come ho già comunicalo col telescritto 4813/AC. su citato, le palale che verrebbero consegnate potrebbero - data la loro ingente quantità trovare largo impiego per la alimentazione delle nostre popolazioni civi li.

IL GENERALE COMANDANTE (Mario ROBOTrl)

Copia a: Ufficio 'I' - Uff. Operaz. Ufficio Colleg. Esteri Intendenza Supersloda


.'i58

Dalmazia · Una cronaca per la storia (l943-1944j DOCUMENTO

N. 23

COMANDO DELLA 2• ARMATA Ufficio affari civili R ESTITUZIONI VFFETTUATE D/\I.LE AUTORITÀ 1'vf!UTAR I E CIVI LI CROATE FINO AL 31/3/1943

Derrate e material i

(2+3) 4

Pasca

Kg.

Riso Olio

Lardo Conserva pomodoro Vcl'durc Lcgun1i

Pa~1le C ipolle Formaggio grana r'ormaggio da 1avolt1

Surrogato caffè Zucchero Fmina di grano Farina di gr::t11oturco Cruschell o Vi no Sale

Tabacchi Gallcua

Scawletia carne c~1rne Sal ame

t\ 'l:1nne llata J..imoni Fieno l'agii.i Mangime Le2ru1

Sa;chi jurn Teli

n.

~·

kn

79.798.665 47 .252. 150 17,520.86 I 208,240 5.264,019 0,200 40.265.435 80,200 21.443,4 13 714.9 10 4.596.382 11.480,580 1. 196.387. 190 82.240.405 1.8%,73 1 6.488,500 17.M9,0 16 139,468 9.239,500 8.907 7.823,500 0,700

Il .

48.000 67 .859 326.450 23.892,375.65() 8.790 36

Fusti fono cx olio

Fusti ex coan;lC' Fusti cx vi,;o Carburo barili Luc ido per scarpe

Ca~scuc per gallette

200

1800 640.4 19 30.280.000 5.000 3.000

30.280 5.000 (+) 3.000 (+)

70 100 1580 85.000 14

5.000

70 100 6 .580 85.000 (+) 14

kg. Il .

Casse per conserva

3.588 53,900 52 370

3.588 53,500 52 370

45.000

33 7 10 8000 326.450 45 .000

28.847.375,650 8.790 36

27

12 126 25 140 100 25

12 126

8 IO .1 1

Barili per conscrv.-i Pelli equi ne Sapo11.:

15 I 56.400

Noli•: (+) = Resti tuzioni mag: iori j l~i prest i ti

33.710 8000

7 14 .910 4.526.382 11.380,580 1. 189.807. 190 2.760,450 l.882,i3 I 6.488,500 14.061,0 16 139,468 9.1 85.600 8855 7.453,600 0.700 39 809 14.290 59.859

27

Casse per surrogaco Casse per tabacchi Mastelli per rnanuc llata n. kg.

79.598,665 47.252, 150 15.720,86 1 208,240 4623,240 0:200 9.985.435 4.919.800 3.000

23.443 .4 I3

39 809

Il.

kg.

200

1- 4

25 140 100 25

IO 31 15 l 56.400


CAPITOLO Ul

DISARMO D EI CET NT CI CONTRASTTFRATEDESCH I ED IT AL TANI


Commsti e screzi fra red,:schi e i1a!im1i

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T ENTATIVO T EDESCO DI DISARMARE l CET NIC I I te deschi il 6 m aggio, improvvisamente . ini7.iarono il disarmo dei cetnici, sino a q uel mo me nto e luso o procrastinato da parte ita lia na. Tuttavia il Comando Supre mo, la 2n Armata, il Governatora to de l Mo nte negro, e gli altri comandi, qua ntunque posti di fro nte a l fa tto compiuto. riuscirono a condizio narne gli effe tti. Pe r una più agevole com prensio ne degli avven ime nti, rie piloghiamo bre vemente alcuni punti gii:1 esposti in me rito nei pre ce de nti capitoli. Il proge tto d ' un disarmo, affiora to a nche da parte italia na ne l co rso de l 1942 (IJ ' prese consiste nza d urante il convegno di Rastc nburg (fra Cia no e d Hitle r- 18/20 d ice mbre 1942), quando il F i.ihrer pose la questione, e d il maresci allo C ava llero non solle vò rise rve o o biezioni. Subito do po, il 2 genna io . Cava lle ro si incont rava a R o m a co n il generale A lexander Lohr, comanda nte supe riore del S ud -Est (Oberbef<!hl SiidOsr = 0 .13.S.0.), presenti i gene rali Roatta, Geloso, P irzio Biroli e Dalmazzo. rispe ttivamente comandanti in C roazia, Gre cia. Mo ntenegro e cl A lbani i:i . Il comanda nte dell'O .B.S.O. fece presente c he il Fi.ihre r. cli fronte a ll'eve ntua lità cl ' uno sbarco anglo-ame r icano in Balca nia. inte ndeva re ndere sicure di:illa minaccia cli cetnici e partigiani le linee d i rifornime nlo de lle division i tedesche, ma no n accennò a tempi o mod i cl i esecuzione. R oatta, Pirzio Biroli, Geloso e Dalmazzo , se co ndivide vano la necessità di agire con tro i partigian i (e s i sarebbe concorda ta l'ope razio ne ' We iss'). no n vedevano l'opportunit à di disar mare i ce tnic i c he , s ino a que l mo men to , avevano collabo rato con le truppe italiane e co ntinuavano a combattere i comun isli , sia pure per ricostitu ire la G rande Serbia. Gli aspe tti de l proble ma co minciarono a d assume re una più preà rn fisi ono m ia d uran te una visita di R oa lla a Z agabria (9 gen na io). Nella ca pi ta le croata il comanda nte cli Supe rs loda dopo un nuovo incontro co n Lo hr. e bbe un impegnativo colloq uio con Pavelié, poiché era il Poglavnik , più che il Coma ndan te de ll ' O.B .S. 0., ad ins iste re s ull' immed iato d isarmo dei


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Dalmazia - Una cronaca per la swria

cetnici, e Roatta dovette ricorrere a tutta la sua abilità per procrastinare la decisione. In sintesi, Roatta concordò con Lohr un limitato impiego dei cetnici in determinati settori, ma non prese alcun impegno per il disanno (21• Con Pavelié, superando notevoli difficoltà, convenne di «non inquadrare nuove forma zioni [...J, di non fornire ulteriore armamento a quelle già inquadrate», di mantenerle entro determinate zone e, in termini piuttosto sfumati, «di orientarsi verso un graduale disarmo e riduzione delle forze» m. Ai comandi italiani, correlativamente, furono impartite disposizioni cli non aumentare il numero delle formazioni, di non svilupparne la potenzialità, di continuare ad impiegarle contro i partigiani «conformemente agli impegni assunti con i tedeschi ed i croati» <41, Per il disarmo, pur senza escl~derlo,' i comandi furono orientati nel senso che se anche Robotti aveva «convenuto sulla opportunità di soprassedere [ ...] [si] cercherà di rinviare ogni discussione con l' O.K.W. [ Oberkommando der Wehrmacht] fino al prossimo incontro del Duce con il Fiihrer» <5J_ La questione, invece, divenne il principale argomento dei colloqui (Roma 26-28 febbraio) fra il generale Vittorio Ambrosie (che aveva sostituito Cavallero nell' incarico di Capo di Stato Maggiore Generale) e Ribbentrop, latore della lettera del Fiìhrer a M ussolini. Dopo tre giorn i cli sottigliezze dialettiche, giocando sul significato dei sinonimi, si concordò - anche per intervento di Mussolini - che «disarmo formazioni cetniche ai nostri ordini verrà affrontato e riso lto allorché si sarà provveduto ad annientamento formazioni partigiane in territorio croato» <<>1• Cioè: prima i comunisti, poi i cetnici, ma anche con l'intesa che «trattative preliminari concernenti l'esecuzione di q uesta operazione verranno iniziate al più presto tra il Generale d'Armata Lohr (O.B.S .0.) e l'ente militare italiano che sarà designato dal Comando Supremo» <1 l . (L'incarico venne affidato al generale Pirzio Biroli, Governatore del .M.ontenegro). Non risulta che durante i mesi di marzo e di aprile il problema sia slato oggetto di particolari conversazioni, forse pe rché i comandi tedeschi erano impegnati nella seconda fase dell'operazione 'vVeiss', nel potenziamento dell'esercito croato, menlre quelli itali.ani, dopo il cedimento della 'Murge', stavano conducendo a termine il ciclo operativo che avre bbe ricacciato i partigiani dall'Erzegovina. In quei mesi, l'argomento preminente fra Supersloda ed O.B.S.O. fu l'assunzione da parte italiana dello schieramento secondo la linea '15 gennaio' , e [a cessione dei presìdi più interni ai Ledeschi.


Con.trasti e screzi fra 1edeschi e i111/iani

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Il 5 maggio, a Zagabria, si incontrarono i generali Mario Robotti e Lohr (Rohotti aveva assunto il comando di Supersloda al posto di Roatta) per determinare i tempi della sostituzione dei reparti italiani in Erzegovina, mentre il problema del disarmo, almeno apparentemente, dovette costituire un argomento marginale. Tuttavia per Lbhr rimase «fermo l'intendimento [... J di considerare come nemiche le formazioni cetniche con cui propri reparti avessero ad incontrarsi» es>. Forse perché si trattava solamente di ' intendimento· , Robotti, senza eccessivo rilievo, ordinava al comandante del XVIII Corpo d 'armata, generale Spigo, di ritirare i cetnici dall'allineamento Bosansko Grahovo-Dervar, che sarebbe stato presidiato dai tedeschi, riservandosi di preavvertirlo circa i movimenti delle truppe germaniche. Non sembrava, quindi, che il 5 maggio, a Zagabria, il disarmo fosse stato un problema d'immediata attuazione <"J. Invece quello stesso giorno, a Foca (circa 50 km in linea d'aria a sud-est cli Sarajevo) i tedeschi disarmavano un reparto di cetnici.

Il presidio di Foca - battaglione ' Aosta' e duecento volontari montenegrini ( zelena§i) - resisteva eia più settimane agli assalti dei partigiani. Per sbloccarlo era stata costituita una forza d'attacco ( due battaglioni del 3° reggimento alpini della 'Taurinense' , uno della ·Venezia', camicie nere, artiglieria, ecl un reggimento tedesco) che il 5 maggio liberò il presidio 11 0> . Ma i tedeschi, senza alcun preavviso, catturarono e disarmarono i duecento volontari montenegrini, determinando un incidente con ripercussioni ai massimi livelli.

li 7 maggio, nel Diario storico del Comando Supremo veniva annotato che il generale Ambrosia, «in relazione al tele [... ) del 5 maggio fdel Governatore del Montenegro - n.d.a.] concernente la questione dei nazionalisti di Foca», ricordava al generale Pirzio Biroli che «con tele f...] ciel 22 aprile fgli] erano s tate date direttive cli agire in modo da evitare incidenti» (11i . Queste istruzioni , infatti, erano state impartite a seguito della segnalazione del colonnello Prospero Ricci (capo nucleo cli collegamento con l'O .B.S.O. a Sofia) che il comandante delle truppe tedesche in Croazia, generale Rudolf Lwters era «stato incaricato [evidentemente dal suo superiore Lbhr - n.d.a. l, nel caso che avvenisse sblocco cli Foca a mezzo gruppo combattimento Ragotin [nome ciel comandante tedesco - n.d.a.J. cli disarmare e di deportare senza condizioni i cetnici accerchiati» !' 2l . Ma ora - a fatto compiuto - al Comando Supremo, oltre allo sconcerto, si affacciava il dubbio che «ill comandante del presidio di Foca e il comandante la colonna italiana incaricata dello sbloccamento non abbiano avuto disposizioni precise sul contegno da tenersi», e che si potesse anche rav-


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Dalmazia - Una cronacn per la storia

visare un «atteggiamento non sufficientemente energico» del «comandante il battaglione ·Aosta' di fronte alla minaccia dell'uso della forza eia parte del comandante del reparto teclesco» 113>. L'incidente era grave ed il generale Ambrosia, con lo stesso telescritto, assicurava Pirzio Biroli che, pur «i n attesa di ricevere dati più esaurienti circa gli ordini impartiti e lo svolgimento dei fatti», era già personalmente «intervenuto presso I '0.K.W. per ottenere il rilascio ciel nucleo nazionalisti» c'"J. I tedeschi avrebbero ben poco gradito l'intervento, tanto che questo passo costituì il motivo cli una nuova lettera del Ftihrcr a Mussolini. E lementi sia per una crisi con i cetnici sia per un raffreddamento nei rapporti con i tedeschi non mancavano. Il comando del VI Corpo d'armata, nella relazione sulla Situazione politica a jlne maggio, poneva in evidenza che, eli minai.e le formazioni partigiane dell'Erzegovina con il ciclo operativo del 27 aprile-6 maggio (vi avevano preso parte dodici battaglioni italiani, uno croato, circa quattromila uomini della M.Y.A.C. ortodossa e seicento mussulmani), «il territorio dell ' E rzegovina poteva considerarsi 'normal izzato' dal punto di vista strettamente militare». «Dal punto di vista politico si verificava una notevo le distensione tra croati, cetnici e mussulmani, distensione che si sviluppava nell'ambito del nostro prestigio». Ma, continuava il corpo d'armata, <<in questa situazione che chiamerò del '6 maggio' è intervenuta improvvisa, intempestiva, impolitica, l'azione tedesca per il disarmo dei cetnici» ('5). Inoltre, a fine aprile, proprio sulla questione del disarmo si era manifestato un dualismo fra le autorità militari a Roma (sotto la pressione tedesca ne sentivano il prevalente aspetto politico) ed i comandi italiani in Croazia che ne privilegiavano ·gl'immediati interessi cli carattere militare. Infatti , lo Stato Maggiore dell'Esercito aveva richiamato l'attenzione del generale Robotti - non sappiamo in base a quali elementi - «sul probabile prossimo sbandamento delle formazioni cetniche anticomuniste ed il loro passaggio ai partigiani (indipendentemente anche dalla volontà dei loro capi)» e, nello stesso tempo, gli aveva fatto sapere che il Comando Supremo riteneva «ormai necessario accelerare la applicazione delle note direttive per il disarmo e la graduale riduzione delle formazioni» ("•>. La so llecitazione, come avrebbe chiarito il console Castellan i al ministero degli affari esteri_ sarebbe stata determinata dall'orientamento personale del generale Robotti. Questi, pur avendo impartito da tempo gli ordini «per la sospensione di nuovi arruolamenti e di ulteriori forniture d'armi», nonché per mantenere i rifornimenti «strettamente legati all'effettivo consumo», non riteneva «ancora opportuno [.. .] procedere al loro ef-


Contrasti e screzi.fra 1edeschi e. italiani

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fettivo disarmo come prescriverebbero le istruzioni del Comando Supremo» t 11>. Riserva, secondo Caste llani, motivata da considerazioni d i preminente caratte re mililare, come la «utilità del loro impiego nel portare a termine le attuali operazioni di rastrellamento nell'Erzegovina orie nta le», e la «stre tta dipendenza tra i cetnici erzegovesi e q ue lli monte negrini, il concorso de i q uali è ora molto necessario ai nostri comandi in Montenegro» . Ma non era estranea una va lutazione po litica: a Robotti sem brava più opportuno che . nella «eventualità di un nostro sgo mbero di q uesta regione [...] a tale disarmo provve dano i tedeschi anziché no i» n~l. Non è da escludere che valutazioni de l genere Cossero affiorate durante il colloquio del 5 m aggio , a Zagabria, fra Lòhr e R obotti , e che questi abbia anche recepito come un 'intendimento' il disarmo che per il tedesco era ' un punto fe rmo', avendo già dato gli ordini di trattare da «nemiche [... ] le formazioni cetniche con cui i propri reparti avessero ad incontrars i)> . intervenne personalmente Mussolini , ed il 22 maggio scrivendo ad H itler avrebbe posto in evide nza che «il giorno 5 corrente, il generale Robotti e il generale Loehr si incontravano a Z agabria per trattare la questione relativa ai presìdi in Croazia; nessun accenno ad imminenti operazioni venne fatto dal gene rale Loe hr. L'azione tedesca contro ce tnicì e nazionalisti montenegrini veniva invece improvvisamente inixiata senza che il me nomo preavviso Cosse dato alla parte italiana>) fl9>. Ed Aimone di Savoia, ne i suoi Punti stimati, avrebbe annotato che «il 5 maggio e.a. la Divisione tedesca ' Principe Eugenio' l, .. ] ricevette ordine da l Generale LOhr di disarmare nuclei cli cetnici che operano inquadrali ne lle nostre truppe dell a 2 Armata» l2''' . I tedeschi , dopo Foca, proseguirono con il disarmo ne lle zone dove stavano conce ntrando i propri reparti per l'operazione Schwarz !1 " , e Pirzio Biroli , il 10 maggio, con un telex avvertiva il Comando Supremo c he, a Beranc e d Anclrij evica, avevano proced u to contro altri nucl e i cli zelen.asi'm. Ne llo stesso giorno, con un successivo te legramma, denunciava «continui fermi e d arresti d i nazionalisti da parte de lle truppe tedesche giunte in Montenegro per concorrere a lle operazioni contro i partigiani)P>. Insisteva per rinnovati interve nti presso l'O.K.W. , anche perché i tedeschi, «oltre a proporre nuove dislocazioni da far assume re a nostre unità, non inte ndono porre loro re parti alle dipe nde nze cli coma ndi italiani» (2"l . Ma la risposta di Ambrosia fu d 'una disarmante semplicità, q uasi inte nde sse minimizzare i fatti e le loro implicazioni , opp ure - ccl è pi ù probabile - raffreddare le reaz ioni di Pirzio Biroli: «Comando Supremo, avendo preso impegni con O.K.W. per concorso azione contro Mihaj lovié, non può impedire che vengano da parte tedesca perseguitati s uoi eventuali aderenti» <2' '.


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

Al di là della risposta, la situazione si andava complicando anche per atti di iattanza, e Pirzio Biroli segnalava che le «truppe tedesche della la divisione Alpina, portatesi arbitrariamente e senza nostra autorizzazione a Kolasin da noi presidiata hanno arrestato cap. Giurisié [recte Durisiél comandante formazione nazionalista ai nostri ordini» '26i. Il Governatore aveva reagito ordinando il «fermo autovettura che trasportava suddetto ufficiale e ufficiali tedeschi e suo successivo internamento a Berane» <271 • Nello stesso tempo aveva ordinato al generale Roncaglia (comandante delle 'Truppe Montenegro') di chiedere spiegazioni al comandante della divisione Alpina, e la liberazione di Durisié. Ma Roncaglia non riuscì ad «ottenere il rilascio dei capi nazionalisti catturati»; oltre tutto, gli fu risposto che «la colonna germanica intende agire in maniera autonoma» l 28l .

La questione diventava spinosa e, a parte il fatto che il capitano Pavle Durisié era imparentato alia lontana con la Regina d'Italia, Pirzio Biroli incalzava Ambrosia perché chiedesse all'O .K. W. «l'immediato ritiro del presidio tedesco da Kolasin» <29i, denunciando «gli incidenti verificatisi e gli abusi di potere, inconciliabili con i doveri cl i reciproca collaborazione» P">. Di fronte alla anormalità della situazione domandava «disposizioni per il convegno fissato a Salonicco il 18 maggio» l3 1i , evidentemente sembrandogli inutile, se non anche poco dignitoso, inconfrarsi con Lohr proprio nel momento in cui veniva effettuato il disarmo dei cetnici unilateralmente e senza alcun riguardo per gl'italiani.

Ambrosio, per iscritto, richiamava l'attenzione del generale Enno von Rintelen ( di collegamento con il Quartier Generale italiano) su «le gravi conseguenze derivanti dall'inizio delle operazioni tedesche contro le formazioni nazionaliste montenegrine, deciso dall'O.K.W. senza consultare preventivamente la parte italiana». Una simile decisione, sottolineava il Capo di Stato Maggiore Generale, «in contrasto agli accordi già intervenuti, non può facilitare la cooperazione delle truppe italiane e tedesche in quel delicato settore». ln particolare insistette su «la necessità che sia provveduto al ritiro del battaglione tedesco eia Kolasin, alla riconsegna dei capi nazionalisti montenegrini fermati , alla restituzione delle loro armi catturate» <3.1>. Ambrosie volle anche far comprendere il peso che attribuiva alla gravità dei fatti , ed adombrò la possibilità d' un raffreddamento nei rapporti con il comando tedesco del Sud-Est (O.B.S.O.), fa cendo anche osservare a von Rintelen che «l'incontro ciel generale Pirzio Biroli con generale Lohr previsto per il giorno 18. maggio a Salonicco, non sboccherebbe a risultati efficaci qualora dette richieste non fossero favorevolmente accolte» n,i.


Contrasti e screzi jì-a tedeschi e italiani

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Quello stesso giorno, il Comando Supremo, probabilmente per darsi una spiegazione dell'inusitato modo di procedere dei tedeschi, o per documentarsi di fronte ad una probabile discussione con l'O.K.W., chiese allo Stato Maggiore il verbale dell'incontro di Zagabria fra Robotti e Lohr e - testi alla mano - accertare i termini e gl'impegni eventualmente assunti in quella sede <35>. Von Rintelen, il 18 maggio, rispose ad Ambrosio limitandosi a precisare i termini delle «disposizioni impartite dall' O.K.W. circa il disarmo delle formazioni nazionali cetniche» <36>. Il Capo di Stato Maggiore Generale immediatamente ribatté nel merito, confermando «il punto di vista del Comando Supremo italiano circa: il disarmo dei cetnici; il coordinamento dell'azione italo-tedesca contro i partigiani ad opera del generale Pirzio Biroli; la riconsegna alle autorità italiane del capitano Durisié», e sottolineò che «l'azione intrapresa dalla truppe tedesche senza preventivi accordi» aveva «improvvisamente e notevolmente aggravato la situazione in Montenegro» (37l , Sempre il 18, von Rintelen - non sappiamo se prima o dopo la risposta di Ambrosia - si recò a Palazzo Vidoni, sede del Comando Supremo, per annunciare al Capo di Stato Maggiore Generale l'arrivo di «una lettera del Fuehrer al Duce in merito alla pacificazione della Balcania». E la questione sarebbe arrivata al massimo livello. I due generali discussero fra loro del «disarmo dei nazionalisti», della «necessità di liquidare prima I.e masse partigiane infiltratesi in Montenegro», della «diversità di vedute con J'O.K.W. che ritiene possibile agire contemporaneamente contro i partigiani e i cetnici», e convennero di rinviare al 2 giugno l' incontro Pirzio Biroli-Lohr, che avrebbe dovuto aver luogo proprio quel giorno (,~>. Ambrosie, in giornata, ordinava «al Generale italiano presso il Q.G. [Quartiere Generale - n.d.a.] delle FF.AA. germaniche [generale Efisio Marras - n.d.a.] di appoggiare energicamente presso 0.K. W. il punto di vista italiano circa le operazioni intraprese ldai tedeschi J contro i cetnici in Erzegovina e contro le formazioni nazionaliste montenegrine alle dipendenze dei nostri comandi». oltre tutto «precisando che le truppe della 2" Armata non collaboreranno alle iniziative tedesche contro i cetnici, essendo ciò in contrasto con gli accordi di Roma» 1391• Il gioco diventava duro. Nelle istruzioni per Marras, il riferimento ai cetnici dell'Erzegovina non era un 'estensione dialettica di quanto stava avvenendo nel Montenegro. La notte sul 1Omaggio, nella zona di Koritnik ( circa 35 chilometri in linea d'ari a a sud di Mostar) erano scomparsi tre soldati germanici. «Il


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Dalmazia - Una cronaca per la s1oria

Comando tedesco , affermando che detta scomparsa debba attribuirsi ad azione cli rappresaglia da parte dei cetnici [,] ordinava l'arresto in massa di circa 500 persone, rilasciando successivamente donne e bambini e trattenendo qua li ostaggi 13 contadini ortodossi , 17 mussulmani e 10 V.A.C.». Ma se, eia un lato, i tedeschi, «in seguito ad accordi presi con il comando cetnico» (ed è strano ma non improbabile questo accordo), effettuavano un rastrellamento della zona 14ù>, dall'allro rispondevano negativamente alle sollecitazioni del comando italiano di liberare i dieci volontari anticomunisti t41 J. AnzL un paio cli giorni dopo, il 14, i tedeschi cercarono di disarmare sia la M.V.A.C. di Kalinovik sia i cetnici , tentativi in gran parte elusi, poiché le formazioni, eseguendo gli ordini del comando itali ano, avevano tempestivamente abbandonato la zona C·12>. T1 maggiore Baéovié, per reazione all'iniziativa tedesca, diramava ai suoi uomini l'ordine di mobilitazione, ma il comando italiano, di fronte alla prevedibilità d'un ulteriore aggravamento della situazione con tutte le incognite che comportava, intervenne presso l'onorevole Jevaevié, e l'ordine fu revocat.0 1031. Frattanto, incontrollati ed incontrollabili, i tedeschi si spostavano attraverso l'Erzegovina ed il 15 - riporta il VI Corpo d ' armata nel suo Notiziario - «una colonna tedesca della divisione SS proveniente da Siroki Brijeg (Mostar NM-BD) composta eia 8 carri armati. 2 btgg. di fanter ia, 2 btr. di artiglieria e di clementi a cavallo è transitata eia Mostar diretta a Ne vesìnje [.. ]. Proveniente da B ijelo Polje (Nev. QK-QM -BH-BF-BD) è transitato da Mostar un altro reparto tedesco della fo rza di circa 200 uomini che seguiva la colonna suddetta. Risulta che questo reparto ha catturato e disarmato a Bijelo Polje un centinaio cli cetnici»<•·•>. Sempre il 15, «alle ore 5 [...J una colonna tedesca della divisione SS proveniente da Ljubuski (Mostar NK-AP), composta da 20 carri annati , 2 btgg. di fanteria, 3 btr. di artiglieria, 2 cp. anticarro, preceduta da e lementi esploranti a cavallo e autotrasportati. ha attraversato l'abitato cli Capljina (id . PI-AI) dirigendosi su Tasovciéi (id .icl.)» <.,51 • Il Notiziario , se riferiva al condizionale che «in questa località la testa della colonna sare bbe stata fatta segno a colpi cli fucile e lancio di bombe a mano da parte di un nucleo di cetnici del btg. 'Pribilovci'», era preciso nell'annotare che vi era stata una sparatoria nella quale «sonorimasti uccisi 3 V.A.C. ed una bambina» , che «il comandante del btg. cetnico Blagota I3oskovié è stato arrestato assieme a circa 40 cetnici», che «gli altri cetnici del btg. sono fuggiti in direzione di Pribilovci» (' 6>. La colonna proseguì sino a Sto lac, «dove ve niva occupata la caserma dei cetnici, fermati e disarmati 30 clementi V.A.C.» <471 • Il giorno successivo, nuclei motorizzati tedeschi raggiungevano Gacko e Plana, ed in questa local ità ar-


Comrasti e screzi fi·a tedeschi e iwliani

569

restavano e disarmavano trenta cetnici, requisendo i viveri immagazzinati dalla M.V.A.C. <•~i.

GLI ITALIANI PROTEGGONO I CETN ICI Non solamente il disarmo dei cetnici, ma anche i movimenti dei reparti germanici avevano colto di sorpresa i comandi italiani, tanto che lo stesso Stato Maggiore dell'esercito, alla notizia dello spostamento de lla divisione ' Prinz Eugen' «da Mostar su Nevesinje per azione nell'Erzegovina orientale anche contro la M.V.A.C. da noi dipendente», chiese al Comando Supremo di «conoscere quali accordi sono intervenuti con O.K.W» 119' . Mentre era in attesa della risposta, gli pervenne dalla 2" A rmata copia di un telegramma con cui il comando tedesco di Salonicco informava Robot.ti «ciel l'azione intrapresa dalla div. SS contro le for mazioni cetniche dell'Erzegovina e cie l Montenegro» ism. Era la prima comunicazione ufficiale, ed il ratto che con quello stesso telegramma l' O.B. S.O., solo adesso, chiedesse alla Armata che «sia impedito il deflusso del nemjco [cetnici e partigiani - n.d.a.] verso l'Albania e la costa, sbarrando tutti gli sbocchi lungo la direurice Podgorica-Niksié-Bileéa-Stolac» <5 n_ stava a dimostrare come, a tutti i livelli , i comandi italiani fossero stati posti di fronte al fatto compiuto. E , quasi una conferma, il Comando tedesco sollecitava «l 'ùwio cli un [...] plenipotenziario a Salonicco per i necessari accorci i per un comune proseguimento» !"2>. Tre giorni dopo, Ambrosio e von Rintelen nel loro incontro a Palazzo Vidoni - come abbiamo visto - si sarebbero accorciati per un rinvio. Sempre il 15 maggio, il generale Ugo Buttà, comandante della divisione 'E milia ', con giurisdizione sulle Bocche di Cattaro, segnalava ai dipendenti comandi che <<i tedeschi la scorsa notte in Montenegro, e questa mattina in Croazia hanno proceduto al disarmo dei cetnici e dei V.A.C. nella zona da essi occupata». Ma, nella previsione che «tale fatto potrà portare probabile reazione degli elementi cetnici dislocati ai confini della Provincia di Cattaro», ordinava che: «nessun atto di ostilità deve essere svolto per iniziativa noslra verso i cctnici» 15·1' . Tuttavia vi dovette essere della confusione poiché, sul Diario storico del comando settore di Cattaro, ven iva annotato: «Giunge dal comando divisione il preavviso del passaggio cli 1000 cetnici dell'Erzegovina reduci da operazioni, e che debbono esser concentrati nelle zone di Grahovo (34 km di rotabile a nord-esl di Cattaro - n.d.a.), vettovagliati, disarmali ccl avviati poscia ai propri paesi d'origine» ""'. D'altro lato a Moslar, il comando italia no ritirava le anni e raccoglieva in caserma una sessantina di cctnici che s i erano vo-


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Dalmazia - Un.a cronaca per la storia

lontariamente presentati issi _ Probabilmente fu rono i primi disarmi da parte italiana. L'iniziativa germanica si ripercosse sul piano operativo. I cetnici. che a metà maggio stavano combattendo con successo i partigiani intorno a Gacko e é emerno, alla notizia che i tedeschi stavano per giungere in zona, avvertirono l'ufficiale italiano di collegamento che si sarebbero «dati al la macchia qualora venissero abbandonati dagli i taliani» <561 • Nello stesso tempo sguarnivano «le posizioni tenute tra Ravno ( Gacko VH-VK.AL) e éeme rno (id. US-AB), ritirandosi con salmerie, armi e mortai sulle montagne e lasciando che i tedeschi e i partigiani vengano a contatto» 1~1>. Anche i cetnici della zona di Nevesinje si ritirarono «senza subire perdite, obbedendo all'ingiunzione loro impartita [dal comando italiano 11.d.a.] di non sparare» 1~ 1• Invece, più a nord, «i tedeschi in zona Konjic e Kljuni (Nev.SI-BD)» catturavano <<tutti i V.A.C. mussulmani»l59>_ A Trebinje, cetnici e serbi abbandonavano la città <601 ; a Mostar, lo stesso gran zupano consigliava gli ortodossi «ad allontanarsi il più presto possibile l---1 perché i tedeschi avrebbero proceduto a numerosi arresti» 161>. Se nella Dalmazia meridionale correva la voce che fosse intenzione dei tedeschi «occupare a fianco delle truppe italiane il litora le da R agusa a Capljina» 1621, al VI Corpo d 'armata era giunta anche la notizia che «i Federali [ ustascia - n.d.a.] di Mostar, Almissa e Ragusa, con piena adesione del clero cattolico, avrebbero presentato una richiesta al Governo di Zagabria perché le truppe tedesche occupino i t erritori delle tre prede tte prefetture» 1631• A Ragusa, si parlava apertamente di sgombero da parte italiana <61!, con più d ' una preoccupazione fra l'elemento serbo-ortodosso «perché teme di ritornare ai tempi delle persecuzioni croata e ustascia» "6l. Anche i macekiani, che avevano un notevole seguito in città. dimostravano evidenti timori per «una possibile recrudescenza (dei pavel icia ni - n.d.a.J» nei loro riguardi. Croati ed ustascia invece, «starebbero facendo grandi preparativi per accogliere l'eventuale venuta dei tedeschi». ed «elementi adatti sarebbero stati incaricati di farne la dovuta propaganda» 1....,1• Ovviamente, le notizie dell 'arresto dei cetnici e dei movimenti de lle truppe tedesche avevano determinato timori ed incertezze fra gli ortodossi, compiaci mento e speranze tra i croati, e tutto ciò in un'opinio ne pubblica eccitata dall 'entrata degli anglo-americani a Tunisi ed a Biscrta, e dagli avve nimenti s ulle altre fronti. Argomenti subito sfruttati dalla propaganda comunista. con la facil e suggestione che inglesi ed americani, «ormai padroni de!rintcra costa settentriona le cieli ' Africa e libe ri di muoversi nel Mediterraneo, tenterebbero ben presto uno sbarco sulle co-


Comrasti e screzi fra 1edeschi e italiani

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ste della Grecia, del Montenegro e del Cattarino, mentre contemporaneamente sbarcherebbero in Sardegna, in Sicilia e in Calabria, con la conseguenza che l'Italia, impegnata a far l'ronLe alla difesa della penisola, dovrebbe abbandonare al loro destino le truppe dislocate in Balcania» '"7>. Ulteriore argomento, efficace soprattullo fra gli ortodossi, l'insinuazione che «gli Italiani hanno disarmato Lutti i cetnici consegnandoli agli ustasci a» (òS) .

Altro motivo di sconcerto il bando che, per ordine del FUhrer, il comandante dell'organizzazione croata delle SS aveva diffuso per indire l'arruolamento volontar io in una nuova divisione. L'invito, rivoli.O a croati, a mussulmani, a cattolici , ma non agli ortodossi ed ai serbi. proclamava: «Dietro desiderio del Fi.ihrer del popolo germanico e del nosLro grande Poglavnik, voi sarete e letti e chiamati come primi di un popolo non germanico, sarete ricevuti e sistemati [recte:· inquadratil nelle Cile delle gloriose SS e delle truppe migliori». Poi , un richiamo ai vecchi ricordi del primo conflitto mondiale, e la insinuante sollecitazione antitaliana: «Il vostro eroismo e la vostra prodezza sono ben noti ancora dalla passata guerra. quando voi nelle fi le delle vecchie imperiali e regie truppe [a ustro-ungariche - n.d.a.] eravate sti mali come eroi, e come fattori dell 'ordine e della pace in questi territori» (/,~>. Cioè, e non tanto velatamente, ricordatevi che già allora il vostro nemico era stato l'Italia.

Non ben decifrabili, in quei giorni, gli stati d'animo dei partigiani e dei domobranci. Circa i primi - riferiva la 'Murge' - «i recenti lanci di manifestini [eseguiti da aerei ita liani - n.d.a.j sulle zone occupate dai miliziani invitanti questi ultimi alla resa, nonostante la propaganda contraria dei comandanti e commissari politici» aveva «prodollo in genere buona impressione[ .. .J come lo dimostra il buon numero di arresi» 00l. Dal canto loro i domohranci dimostravano una crescente disaffezione, e d a Mostar la 17a compagnia ciel 14° reggimento di l'anteria, «rifiutandosi di partire per timore dei cetnici per Stolac» si a mmutinava. «In seguito all'intervento del col. Sarnhck, com.te la 6" cliv. croala, che minacciava una immediata decimazione, a ll ' indomani 97 dei 140 uomini si decidevano a partire. Nella none sul 12 corr. però 20 miliziani riuscivano a fuggire» .,,•. Il 12 maggio, inoltre, - annotava la 'Bergamo' - «nel tardo pomeriggio parte della truppa del caposaldo di Obrovac [a 7 km di rotabile a nordesL di Signo - n.d.a. ]. ammuLinatasi, ha aperto il fuoco contro ufficiali e souufficiali croati. Un sottufficiale è stato ucciso. Il Comandante ciel settore di Signo recatosi sul posto, con truppe italiane e croate, ha ristabilito la situat.ione. 94 domobrani sono stati disarmati» t 72>_


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Dalmazia · Una cronaca per la s1orirt

In questa complessa situazione, il comandante del VI Corpo d'armata, generale Piazzoni, intervenne sia nel campo mili tare, sia in ambito civile. li 16 maggio emanò una serie di disposizioni per uniformare il comportamento dei suoi comandi e, dopo aver chiaramente premesso che «azione divisione SS» era «dovuta iniziativa Comando superiore alleato», ordinava a tutti i reparti , «sotto responsabilità personale dei [... ] CO· mandanti et dei comandanti Settore e Sottosettore)> che doveva «essere mantenuta integra in modo assoluto nostra autorità et responsabilitf1 di comando», sia per la tutela dell'ordine pubblico, sia per il disarn:10 delle formazioni anticomuniste. A sud della linea Vergorac-Trebisnjica-Bileéa non doveva «esser permesso per nessun motivo transito truppe che non appartengono al Regio Esercito ltaliano [ci rconlocuzione per non dire 'tedesche ' · n.d.a.] senza mia esplicita autorizzazione» m,. Però non dava alcuna indicazione circa i mezzi o i provvedimenti cui i comandi avre bbero dovuto o potuto ricorrere. Carenze forse anche rapportabili ad un istintivo se nso cli velleitari· smo poiché Piazzoni, se precisava: «nulla di variato per il settore di Mostar e t la zona Tasovciéi- Domanoviéi-Crniéi [s ubito ad e st ed a nord-est di Capljina. n.d.a.] per i quali rimane s ubìto il fatto compiuto circa attraversamento)), riconfermava - quasi astratta petizione di principio. che su tutte le zone «rimane come sopra scritto integra nostra occupazione con conseguenti autorità et responsabilità». Precise , invece, le disposizioni per la V.A.C. e per i cetnici: le formazioni crzegovesi passavano agli ordini del gene rale Ettore Giannuzzi; l'onorevole Jevctevié ed il maggiore Baéovié dovevano stare a contatto con Giannuzzi; i gregari che si presentavano nelle località presidiate eia italiani dovevano essere «accantonati nei nostri alloggiamenti ritirando loro le anni» t7') .

Piazzoni, inoltre, disponeva che «per evitare conflitti con truppe tedesche, formazioni Y.A.C. locali siano in vitate a consegnare anni at nostri et mettersi sotto nostra protezione» P 5l_ L'onorevole Jcvél'evié, dal canto suo, in una lettera al generale Giannuzzi, dopo aver deprecato per la «politica non leale» dei comandi germanici, assicurava d 'aver «dato ordine ai cetnici di non far fuoco contro i tedeschi)) e, tramite un ufficiale, faceva pervenire istruzioni scritte al maggiore Baéovié. L'ufficiale - riferiva il corpo d'armata· «ha notato grande tensione nell 'ambiente ortodosso, che teme repressioni da parte dei tedeschi, ma soprattutto l'invio in qualche campo di lavoro in Germania degli ortodossi» <76l . Il comandante del Corpo d 'armata aveva disposto anche il rientro degli ufficiali italiani distaccati presso le formazioni cetniche i,;J _ Ma quel-


Contrasti e screzi ji-11 tedeschi e it11/iani

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lo inviato dalla 'Murge'. per trasmettere agli uomini di Popovié l'ordine cli non sparare contro i tedeschi, ed agli ufficiali di rientrare, era stato fermato a Plana dai tedeschi e trasferito a Bileéa Psi. Il giorno dopo. il comando germanico com unicava forma lmente che il tra nsito attraverso Plana era vietato ai mezzi ed ai reparti italiani m,. Cominciavano gli screzi e gli incidenti. l i 16 mattina, sul campo cli fortuna di Bileéa, senza alcun preavviso, prendeva terra un aereo tedesco. Le d ue persone di equipaggio, alla domanda di un ufficiale italiano del campo se fossero in avaria o se avessero qualche messaggio da comunicare, risposero con sufficienza «di non aver nul la da riferire a l comando italiano e cli non aver bisogno di nulla». Solamente dopo esser s tati perentoriamente invitati a decollare, il pilota dichiarava che erano «scesi per precedere ed annunciare l'arrivo del Generale tedesco comandante la divisione SS» <301• «A lle I l .30 - riporta il Notiziario della ' Murge ' - al posto cli blocco per Plana (nord di Bileéa) si è presentato un ufficiale tedesco cli grado non riconosciuto. con una scorta personale (25 motociclisti circa) con la qua le pretendeva cli entrare nel Presidio. L'ufficiale italiano preposto al posto di blocco ha fermato l'uffi ciale tedesco pregando di attendere per informare il Comando italiano, che provvedeva ad inviare sul posto un ufficiale s uperiore per ricevere ed accompagnare l'ufficiale stesso. Giunto però a l posto di blocco, l'ufficia le italiano è venuto a conoscenza che l' ufficiale tedesco era ri partito eia pochi minuti. dopo aver dichiarato che essendo egli il comandante della di visione SS non poteva più oltre aspettare. L'attesa era durata solamente pochi minuti>, <~11•

A yuesto screzio, quasi certam.ente, va collegato un incidente cli d ue giorni dopo. Un reggimento germanico di fa nteria, con ca rri armati, si fermava a nord di Bileéa. «Mentre un ufficiale tedesco determinava con il nostro comando di presidio le modalità di transito per Bi leéa, la colonna riprendeva il movimento», e «dopo aver travolto i reticolati del nostro posto di blocco con i carri armati. proseguiva verso sud in d irezione di Vilusi» (x2). In mezzo all 'intrecciarsi di tante realtà, non facilmente comprensibili. i comandi italiani dovevano anche controllare i mutevoli orientamenti della pubblica opinione, per prevenire sorprese. A Ragusa , il generale Piazzoni convocava il gran zupano, il comanda nte militare croato, quello della gendarmeria. il capitano distrettuale, il federale ustascia, gl i esponenti religiosi cattolici, ortodossi e mussulmani, a lla presenza dei rappresentanti ciel consolato d'Italia e della Federazione del partito fascista. perché - come il generale disse agli intervenuti - sentissero «dal la mia vi-


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Dalmazia • Uno cronaca per la s1o ria

va voce notizie ci rca la situazione presente e quella fut ura» cs3J_ Ricordò, fornendo specifici dati, che grazie alle recenti operazioni italo-cetnicocroate. l'Erzegovina era stata liberata dai partigiani. Accennò ai tedeschi, ma limitandosi a dire che «una nuova situazione si è creata: le truppe dell 'Asse ha nno dovuto prendere quelle misure che il mome nto richiede». Non nascose di ben conoscere «le più disparate voci [... ] sulla situazione nuova creatasi», ma chiarendo che a Ragusa non vi sarebbe stato alcun cambiamento 1s-11•

Dopo aver esortati i presenti a non farsi coinvolgere «da propagande intese a sminuire il nostro lavoro e Ja nostra autori tà ed a creare mali ntesi e dissidi tra noi e gli a lleati tedeschi e croati», Piazzoni precisò: «Affermo a voi tutti che nella zona di mia competenza la mia autorità rimarrà in pie no. quale era fino ad oggi». «Gli organi civili e mili ta ri croati [... ] attueranno tutti quegli energici provvedimenti atti a mantenere l'ordine e la calma [... ]; di ciò renderò in primo luogo responsabile il gran zupano r...]. Se la situazione dovesse subire un mutamento inteso a ledere la nostra autorità vi annuncio che ordinerò lo sta to d'assedio r.. .]. H o convocato. appunto. pure i rappresentanti delle varie religioni , i quali hanno il sacrosanto dovere di propagare attraverso i luoghi sacri e i pulpiti la pa ro la di pacc»<~5; _

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Rife re ndo alla 2a Armata s ull'esito deJJa riun io ne, Piazzoni diceva d'aver avuto «la se nsazione che da parte delle autorità intervenute mi sarà data la massima collaborazione» ,..,. E non sbagliava. Subito dopo il rapporto. il gran zupano, Ante Bué, diffuse un «Proclama per tutta la popolazione della prefettura di ' Dubrava'» rendendola attenta che, «in questi ultimi tempi. diversi elementi irresponsabili cercano di turbare cd agitare la popolazione con la diffusione di ogni sorta di fandonie e di cattive notizie f... ] e fa rla aftluire alla macchia». «Soltanto ai nemici de ll 'ordine torna conto turbare la pace e l'ordine [.. .l, Nel modo più serio possibile invito i ben pensanti e bene intenzionati di fare bene attenzione a non cadere in tutti gli intrighi nei quali li possono condurre i ne mici dell 'ordine. Guardatevi dalla diffusione di notizie fa lse». Invitava autorità e popolazione ad attenersi alle disposizioni, collaborando «per man ]tenere la pace e l'ordine. la qual cosa è strettamente legata al regolare approvvigionam e nto de ll e varie classi d e ll a p opolaz ion e» (S7>_ Argo me nto. quest'ultimo, persuasivo più di ogni altro. Ne lle chiese di tutte le comunità i sacerdoti si fecero inte rpreti delle parole di Piazzoni, ed il pope ortodosso esortò i fedeli a ricordare che agli italiani «dobbiamo gratitudine perché ci hanno sa lvato la vita» t881•

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Contrasri e screzi fra tedeschi e italiani

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Analogamente, a Mostar, il generale Giuseppe Amico, comandante della 'Marche', convocava le autorità. Parlò loro ben precisando che, nonostante le iniziative dei tedeschi, nulla era mutato. I poteri restavano nelle mani del comando italiano, ed egli avrebbe proceduto con severità nei confronti degli «elementi irresponsabili», propalatori cli voci o di notizie falsecs9)_ Anche qui il gran zupano fece affiggere un avviso per invitare la popolazione alla calma, esortando ad obbedire «agli ordini ed alle disposizioni ciel Comando militare italiano che è l'unica autorità in Mostar» <90J. Frattanto, nel settore cetnico, il generale Giannuzzi aveva sciolto senza inconvenienti una formazione di seicento armati provenienti da lla zona di Niksié, ed avviati alle rispettive case (91>. Il 18, altri settecentottanta, anche questi da Niksié, giunti pe r ferrovia a Vilusi, «all'annuncio dell 'arrivo imminente delle truppe tedesche» erano «stati sciolti cd invitati ad allontanarsi dalla zona, il che è avvenuto senza inconvenienti». Tuttavia - annotava la 'Emilia' - «la colonna germanica percorrendo la strada con misure di sicurezza e rastrellando il terreno adiacente alla strada stessa ha catturato 38 miliziani delle formazioni anticomuniste del generale Popovié». Ma registrava anche (forse l' unico tentativo coronato da successo) che «i 38 miliziani sono stati liberati in seguito ad energico intervento del sig. gen. (Silvio] Negro» comandante della divisione( 92>. Invece vennero fermati gli ufficiali italiani che si stavano reca ndo a Stolac per otte nere il rilascio dei trenta cetnici arrestati a Plana e la restituzione dei viveri sequestrati. li comandante della divisione tedesca li ammonì, ricordando loro che «in base ad accordi intervenuti fra i Governi delle due Nazioni alleate, la sua divisione» si era «trasferita in Erzegovina con il compito cli disarmare ed occorrendo combattere le formazioni cetniche indipendenti» e che. anche «quelle controllate e agli ordini diretti cli ill'ficiali italiani, dovrebbero essere al più presto disarmate dai comandi italiani stessi» (93ì_ Rifiutò di rilasciare i cetnici, asserendo di dover consultare i superiori, e congedò gli ufficiali . A Mostar i tedeschi arrestarono circa centocinquanta uomini del la M.VA.C., e li trasferiro110 a Sarajevo 1941• A Domanoviéi (circa 23 km in linea d'aria a sud di Mostar), una decina cli Y.A.C. mussulmani consegnavano le armi al presidio italiano, avvertendo che «altri nuclei A.C. [anticomunisti - n.d.a.] mussulmani , già dislocati in zona Blagaj [17 km cli rotabile a sud-est di Mostar - n.d.a. ], si presenteranno per la consegna delle armi», preferendo «essere disarmati dagli itali ani, piuttosto che dai ledeschi» (~>>. A Kula (sulla rotabile Nevesinje-Konjic, circa .18 km in linea d'aria eia questa località), a ltra situazione: «all'approssimarsi dei tedeschi


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i milizioneri mussulmani» avevano «fatto fuoco sui cetnici che si ritiravano verso le mo ntagne uccide ndo due uomini » <""l. Invece, «i cetnici delle formazioni V.A.C. d ella zona della Z imlje Infe riore (Nev. RK-BF-BD) secondo il V l Corpo d 'a rmata - avrebbero in tenzione. perdurando l'attuale minaccia tedesca, di passare nelle file partigiane» m,. Ali.opposto. gli uomini d i Popovié no n solamente restavano in anni. ma a Ravno (16 km. di rotabi le a sud-est cli Ljubinje ) respingevano un attacco di partig iani <%/. A Grab (circa 25 km ad est d i Ragusa), i cetnici erano disposti a rispettare g li o rdini d e lle a utorità italiane «nelle quali hanno piena fiducia», pur precisando che, se «per q ua lche circostanza gli ital iani dovessero abbandonarli a loro stessi. alcuni sono decisi ad opporsi con la forza ad ogni avanzata tedesca nella zona» tw>. Il comandante della formaz ione espresse anche il rammarico che «la zona, ora ritornata tranquilla , ve nga per l'azione d e lle truppe tedesche risospinta ne l caos. in quanto tale azione spinge Lutti gli uomini che non intendono souoporsi a lle autorità tedescl1e, a darsi alla macchia a ume nta ndo così il numero dei partigiani che saranno faci litati ne lla loro azione dal fatto che i cetnici , obbligati a rifug ia rsi in montagna, non potranno co ntrastare il passo alle loro form azioni». Affermò, inoltre. che «è intenzione dei cetnici, se non interverranno fatt i nuovi, di conti nuare raie collaborazione nel territorio occupato dalle truppe italiane» Cl"01 • Diffusa, tuttavia. la convinzione d ·un probabile passaggio d ei cetnici ne lle file partigiane, e da Zagabria, il generale Pièche. considerando le iniziative ted esche per il loro disarmo, preved eva che «questa pretesa, se rea lizzata, come purtroppo lo sarà, o ltre [a] crearci un serio imbarazzo d'ordine mora le verso i serbi che ha nno combattuto e sofferto con noi litaliaui]. e un po' anche per noi, fidan do sulla nostr a parola e sul nostro a ppoggio, produrrà anche un sicuro peggiorame nto sull a situazione milita re in tutto il settore ex-jugoslavo, in quanto i c etniei finiranno co n l'aderire , loro malgrado. per reazione, alle formazioni partigiane» <rn•1• Nei fani, la tenuta dei cctnici sarebbe stata supe riore alle aspettative.

LA LETTERA DELFÙ HRER A MUSSOLINI Con la seconda me tà di maggio, le relaz io ni fra il Comando Supre mo e l'Alto Comando tedesco dive n nero par ticolarmente tese. li 19, Ambrosio informava il generale Marras, a Berli no. che Robotti aveva ricevuto da Lohr una comunicazione - praticamente una notifica - per avvertirlo


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che «le delimitazioni territoriali concernenti le località dei presìdi italiani non possono essere ulteriormente r iconosciute, perché ciò recherebbe un turbamento alle necessità tattiche ed operative» c1•J2J. I tedeschi, cioè, si arrogavano il diritto di transito su tutto il territorio di giurisdizione dell'Italia, anche se 1'0.B.S.0. aveva alleggerito il peso della notifica facendo sapere che «i comandanti tedeschi hanno pertanto l'ordine di prendere i necessari accordi con le autorità militari italiane». Ma subito dopo aggiungeva che «in caso di necessità hanno l'ordine cli effettuare con la forza il passaggio attraverso dette zone» n o.1i_ Ambrosio, di fronte a queste imposizioni, ordinò a Marras di elevare protesta presso l'O.K.W. per «l'estrema gravità della comunicazione [... ] precisando che tali sistemi rendono impossibile un'efficace collaborazione fra le forze armate italogermaniche nei Balcani», e «facendo presente la necessità che il Comando germanico ritiri l'ordine di effettuare movimenti con la forza attraverso i nostri presìcli». Per cli più, ed esplicitamente, autorizzò Marras a dichiarare che, «diversame nte, alla forza si risponderà con la forza» rn••>. Se una crisi si stava innescando fra gli Alti Comandi , un 'altra si apri va fra Hitler e Mussolini. Il 19 maggio, il Fii hrer indirizzava a Mussolini un telescritto, articolato in una premessa ed in quattro punti, completamente dedicati ai problemi della Balcania. Ancor oggi . cbi legge le parole ciel Fi.ihrer e la risposta cli Mussolini. deve ammettere che il Duce, nonostante la ormai necessaria dipendenza dalla Germania, era uno schermitore che parava e rispondeva.

Il telescritto, molto probabilmente, era maturato durante una delle r ituali riunion i giornaliere che il Fi.ihrer teneva ai propri generali. In quella ciel 19 maggio aveva esaminato con Keitel, presente il ge nerale Warlimont. la situazione in Balcania, e si e ra dimostrato assillato dall'esiguo numero de lle forze tedesche sul posto, dalla convinzione che «degli italiani non c'è da fidarsi », e dal timore «di un rovesciamento cli fronte [... ] o cli un loro collasso interno» iws>. «Anche in base a questo scritto [probabilmcnLe la protesta cli Ambrosio - n.d.a.] che ho ricevuto dal Comando Supremo - aveva proseguito il F iihrer - sono giunto alla conclu s ione che forse il problema dei Balcani è ancora più pericoloso ciel problema Italia» (1(~·1• Secondo Hitler, uno sbarco anglo-americano in Grecia avrebbe coinvolto la sorte cli Creta, ed in Balcania si sarebbe posta la questione dei cetnici. «Devo sempre partire dall ' ipotesi peggiore». «Vedete a nche queste notizie d'oggi: Pirzio Biro li. o come quell'inclivicluo si chiama. sa dunque con precisione dove si nasconde Mihaj lovié ... Noi diamo la caccia senza tregua a questo tipo, perché è sicuramente al servizio de ll'Intesa. e costui lo sa, sa dov'è. e non l'a nie nte per aiutarci a catturarlo» ium .


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Quella stessa sera, il Ftihrer inviava a Mussolini il telescritto. Nella premessa diceva d 'esser stato costre tto a scrivergli a causa delle valutazioni - «oggettivamente fu ori strada e mil itarme nte insos te nibili per la Germania» - contenute in una com unicazione che aveva ricevuto dal Comando Supremo «sopra gli attuali combattiment i». E subito precisava che «non si tratta già di problemi de l Comando Supremo o della seconda Armata o del governatore del Mon tenegro, ma si tratta invece della comune lotta per il nostro destino» <niM. Ed i rilievi e le successive osservazioni appaiono, per larga parte una risposta ad Ambrosio. Hitler ironizzava che il Comando Supremo avesse «coniato ora una nuova espressione per poter nuovamente coprire e prendere sotto protezione i ' Comitagi' che combattono per l'Inghilterra. col designarli [... ] come ·formazioni montenegrine nazio nali co mbattenti sotto comando italiano'». Im putava, senza mezzi termini, alla 211 Armata d 'aver «ormai creato una situazione non solo pericolosa per i comuni interessi ma che. ai miei occhi, deve inoltre essere insostenibile per le stesse truppe ital iane anche da l punto di vista della loro autorità e de l loro prestigio». «Le disposizioni che già esistevano in quelle regioni per la form azione e l'attività delle bande lcctn iche - n.d.a. ]. invece di esser state soffocate nel loro primo germe. sono state pazientemente conte mplate ed in parte perfino fav orite. Di ciò posso darvi prove illimitate» 111.m. E ra un 'a tta d'accusa, cd Hitle r proseguiva dichiarando il prop rio «fermissimo proposito di distruggere tali bande, mentre il proposito del generale Pirzio Biro li è di preservare le bande stesse dalla distruzione». Coinvolto il Governatore del Monl'enegro. passava all'iron ia rilevando che, «se verranno raggiunti i propositi del generale Pirzio Biroli , fra poco in quei territori non comanderà più il Comando Supremo bensì un generale britannico con i s uoi popo li alleati» 11111) . Nel secondo punto del telespresso valutava la possibilit ~1 di sbarchi alleati nella penisola Balcan ica, e richiamava l'atte nzione di Mussoli ni perché, «né il Comando Supre mo né il Governatore del Montenegro saranno da soli in condizioni di impedire siffatti sbarchi»; «la seconda Armata italiana non è ne ppure essa in grado». Vi avrebbero dovuto provvedere le truppe tedesche. Ma «lasciar combattere q ueste divisioni in una regio ne. che è esposta al pericolo di perdere le sue linee di rifornimento, sarebbe però un del itto contro i soldati» \l 11 >. Q uindi demoliva il Governatore del Montenegro - «non mi inte ressano minimamente le vedute del generale Pir,.io Biroli» - e, partendo dal principio che era «assolutamente necessario che nel frattempo venga compiuta la disinfestazione dei retrostan ti te rritori di transito», escludeva che fosse «più il tempo di parteci-


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pare all'interminabile discussione o alla tattica temporeggiatrice del generale». Da ultimo affermava che, «qualora l'attuale crisi si protraesse ancora a lungo e le formazioni tedesche non potessero essere disimpegnate oppure il rifornimento delle nostre truppe rimanere sospeso, il generale Pirzio Biroli non assumerebbe certamente alcuna responsabilitù per le conseguenze che ne deriverebbero, perché egli non è in grado di risponderne». Da quì, il diretto coinvolgimento di Mussolini: «La responsabilità, Duce, incombe invece sopra cli Voi», anche se aggiungeva «e sopra di me» ! 112>. Poi passava alla denigrazione. «Non vorrei parlare affatto della misura di ciò che le truppe italiane tollerano da parte dei ribelli l... J. Dell a sicurezza e dell 'onore delle nostre formazioni non è responsabile il generale Pirzio Biroli [... ]; io ho freq uentemente e ripetutamente procurato, con una vera pazienza angelica, di giungere ad una vera collaborazione nella condotta della guerra in quel territorio». E , senza lesinare i termini , incalzava: «i miei sforzi sono tuttavia falliti di fronte ai ripetuti, de bbo usare questa dura parola, sabotaggi, al venir meno agli accordi relativi a lle operazioni, ed alla scarsa volontà di stabilire l'ordine in un territorio che per entrambi noi è di importanza vitale» 111 3l . Quindi , richiamandosi ai passi fatti da parte italiana per ottenere il rilascio del capitano Pavle Durisié, impartiva una lezione - diremmo di stile - a Mussolini. Premesso che Durisié era un ribelle, e per sua stessa dichiarazione un collaboratore di Mihajlovié, il rimprovero del FUhrer diventava duro. «È l...J impossibile di aspettarsi dai soldati tedeschi che ess i versino durevolmente il loro sangue per la pacificazione di quel territorio se poi si ordina semplicemente ad essi di consegnare senza indugio prigionieri che essi fanno in siffatte operazioni. Sopra i prigionieri che fa l' Esercito tedesco non decide il Comando Supremo, bensì io». Tuttavia temperava il peso delle parole aggiungendo: «allo stesso modo come non l'Oberkommando dell'Esercito tedesco, bensì voi, Duce, dispone te sopra i prigionieri fa lli dall'Esercito italiano» (ll'J . Prospettava la possibilità che in Balcania si potesse determinare una crisi simile a quella del Nord-Africa e, anche se esponeva il proprio pensiero sotto forma di preghiera, lasciava sottintendere uno scarso impegno di Musso li ni o, peggio, una mancanza di ascendente sui comandi. «Vi prego, Duce, di tutto cuore, di dare ormai al Comando Supremo ordini univoci cli conformarsi non solo secondo la lettera, ma anche secondo lo spirito, agli accordi che sono stati pur fissati per iscritto» . E I'avvertimento: «Lasciatemi , Duce, esprimermi ancora una volta nella mia qualità di vostro, forse più sincero amico: che prima non tutti i generali in Italia e


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in Germania si sono tenuti dietro a noi, lo so, Duce, e questo lo sapete a nche Voi». Poi, la premonizione e l'impegno: «Se in avvenire ciò si verificherà di nuovo, ancora non posso giudicarlo, ma bensì posso e debbo assicurarVi che qualunque cosa possa accadere, Duce, io sta rò sempre egualmente accanto a Voi, al vostro fianco e dietro a Voi» <11.1, . Mussolini rispose il 22 maggio , senza sciabolate ma con precise cavazioni. Cominciò puntualizzando che gli accordi prevedevano il disarmo dei cetnici «non appena eliminato il pericolo partigiano»; che «le forma7.ioni a rmate di Mihajlovié sarebbero state affrontate ed a nn ientate secondo piani operativi e contributi di forze da stabilire cli comune accordo»: che, secondo quanto il Comando Supremo aveva fatto presente in sede di accordi, «le formazioni nazionaliste montenegrine d ipendenti dai nostri Comandi non dovevano identificarsi con le formazioni armate di Mihajlovié» ("'•l. Oli ricordava che i comandi italiani avevano sempre più limitato l'armamento ed il munizionamento dei cetnici per ridurne gradualmente l'efficienza. Incalzando, Mussolini gli faceva notare che le operazioni 'Weiss I e Il', «non condussero a risultati definitivi », poiché i partigiani si erano sottratti all'accerchiamento pianificato dai tedeschi; in tal modo «la premessa , considerata necessaria nell'accordo di Roma, per passare al di sarmo dell e formazioni cetn iche, è venula quindi a mancare»<117, _ Poneva in chiara evidenza che «l'azione tedesca contro cetnici e nazionalisti montenegrini», era stata «irnprovvisarnen le iniziata senza che il menomo preavviso rosse dato alla parte italiana» e, in tal modo, non solamente «il Comando Supremo [... ] si trovò così posto repentinamente di fronte al fatto compiulo», ma le truppe tedesche e quelle italiane, nell'esecuzione dello stesso piano, rice vevano ordini diversi». Poi, la stoccata, «di tale situazione la responsabilità non risale al Comando Supremo italiano. né ai generali italiani». Essi avevano «sempre fede lmente operalo secondo i miei ord in i e dato alla guerra comune. in piena lotta, la più generosa collaborazione» l 11~i . Riconosceva, però, che «allo stato degli atti», era necessario «rapidamente accorciarsi sull'ulte riore proseguimento dell 'azione comune l... J. Ormai le bande di Mihajlovié conoscono perre u amente gli scopi perseguiti dalle truppe alleate, e non vi è ormai che proseguire in tale azione [...] e sarà certamente facile attuare il disarmo» n19>, Ma Mussolini, anche questa volta, prendeva tempo, ed in immediata prosecuzione specificava: «non appena sta bilita la più opportuna linea da seguire» '"11>. Infine, aggiungeva: «Quan to in sostanza importa, FUhrer, in questi duri momen ti, è di te ner alto il prestigio delle nostre Forze Armate e concentrare gli sfor1.i dell'Asse per abbattere i comuni nemici e dare ai nostri popoli la vittoria>>. E quasi a sottolineare la propria indipendenza gli faceva sapere. in


Contrasti e screzi /i-r, tedeschi e iwliani

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evidente rivalsa alla disistima de l Fiihrer ne i confronti de l Governatore del Montenegro, c he «per raggiungere questo obie ttivo ho ma ndato il seguente telegramma a l ge nerale Pirzio Birofo, l12 1i . Telegramma di tre periodi. 11 primo contene va un a constatazione piutlosto approssimativa ma politicamente utile con il Ftihrer: «Dai vostri telegramm i [d i Pirzio Biroli - n.d.a.] risulta che battaglio ni ita liani e battaglioni tedeschi operano e combattono da molti gior ni insieme ne l Montenegro per liquidare i partigiani e le bande cli Miba jlovié». li secondo, quasi e rme tico: «Prende te rda chi? - n.d.a.] e date ordine che si prendano localmente tutti gli accordi necessari per chiarire in modo radicale la sit uazione nei confron ti di lutti che furono, sono e sarebbero l?J nostri nemici». Q uindi, nell 'ultimo periodo - concess ione a lle tesi cli Hitler ammoniva: «Non possiamo correre il pericolo di avere a ll e spa lle delle zone ribell i, mentre la eventualità di uno sbarco ne mico in G recia può essere imminente» c12=>. Ma in tutto il contesto nessun richiamo. Nello stesso giorno (22 m aggio) in cui Mussolini rispondeva ad 1-Iitler. il ge nerale Marras trasmetteva al Comando Supremo il testo cli una nota di Keitel in risposta ai passi che aveva compiuto per o rdine cl i Ambrosia presso l'A lto comando te desco. Risposta secca e succinta: «Le disposizioni e le comunicazioni dell'O.R. Sud-Est si mantengono completame nte nel quadro delle direttive dell 'O.K .\·V.. Corrispondono pertanto anche agli accordi presi col Comando Supremo. Un a modificazione di questa linea di condotta non può essere presa in considerazione. Per il ri manente si fa riferimento alla le ttera che il Fiihrer ha indirizza to al Duce in data 18 [recte: 19] maggio» ''23' . Con un'altro telescritto, Keit.cl faceva presente a Marras che il comandante de ll' O.B.S.0 .. generale Lohr, aveva «ricevuto direttive personalmente dal FUhrer», e che «tali direttive sono conformi a q uanto conte nuto in le tte ra indirizzata a l Duce dal F Uhrer il l 9 corrente» ,,:Ji. Lohr, infatti . il 20 maggio aveva preso parte ad un a delle riunioni del Fiihrer, per larga parte dedicata alla situazione dell'Italia. esposta eia Kostantin A l.exa nder von Neurath, figlio dell 'ex-ministro degli affari esteri. di ritorno da un sopralluogo in Sicilia . Le valutazioni sulle prospettive e sui ti mori per la 'tenuta' dell'Italia, si in trecciavano con l'a nalisi degl' interessi tedeschi nel s ud-est e urope o . «Conservare i Balcani è per noi veramente una questione d ' importanza decis iva - aveva detto il Fi.ihrer per il rame. la bauxite, il cromo, e soprattutto anche, direi, per assicurarci che non s i verifichi uno sbandamento genera le q uando dovesse avven ire il crollo dell'Italia» <1~'1• E , rivolto a Lobr, gli aveva pu ntualizzato: «dobbiamo essere previdenti [... ], dobbiamo lene r conto clell'e ventual it ~1 cli u n


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crollo [dell'Italia - n.d.a. ] e metterci in condizioni di rimediarvi prendendo nelle nostre mani la situazione. Questo sarà il grande leitmotiv, d' accordo?» (1 26ì.

I CETNICI SI SOT fRAGGONO AL DISARMO IMPOSTO DAI TEDESCHI Mentre italiani e tedeschi - in Croazia, al Comando Supremo, ali' 0.K.W., a Palazzo Venezia - si stavano confrontando sul disarmo dei cetnici, il generale Giannuzzi riforniva quelli della zona di Trehinje, con «altre 70.000 razioni fino a fine mese» om, e consigliava l'onorevole Jevdevié cli nascondersi perché ricercato. Nello stesso tempo, per ammansire i tedeschi, gli proponeva «di presentare a Trebinje e a Bileéa 3 o 400 inabili con vecchie armi» ! 12xJ_ Gli italiani li avrebbero disarmati e raccolti in appositi accantonamenti. Jevctevié, con un radio (intercettato dai posti ascolto della 2" Armata) informava Mihajlovié che «da Roma stanno forzando ancora per il nostro completo disarmo» e, rispondendo ad uno di Mihajlovié - anche questo intercettato - con cui il generale cetnico aveva diramato l'ordine che «le unità ustascia isolate vengano attaccate e si tolgano le armi», e di utilizzare «quanto più potete il numero 22 (italiani) , che adesso realmente vi aiuta con riguardo al numero 11 (tedesch i)» 029), gli diceva d'esser «contrario all'iniziativa sino a che il grosso dei tedeschi non sia passato», ma assicurando: «agiremo in seguito» <129i _ .J evacvié preferì seguire i consigli cli G iannuzzi, ed ordinò ai propri uomini cli abbandonare le linee ferroviarie e le principali strade di comunicazione. Quelli della zona cli Hum (circa 1.3 km in linea d'aria ad ovest cli Trebi.nje) si ritirarono verso l'interno, ed il battaglione di Trebinje si portò nella zona di Ciéevo Gornje (circa 5 km in linea d'aria a sud di Trebinjc) t 1~ 1i, defilandosi dalle zone di transito dei tedeschi. Quasi tutti i cetnici, e soprattutto i capi, dopo Ja sorpresa e le recriminazioni dei primissimi giorni, compresero la situazione in cui si erano venuti a trovare i comandi italiani, anche se in qualche caso presero le dista nze. I capi delle formazioni cli Bijclo Polje, di Zimlje, di Konjic, convocati dal capitano Milutinovié, comandante la brigata di Mostar, respinsero l'invito «che gli armati cetnici al bosco si mettano, previo disarmo[,] agli ordini ciel Comando italiano» m~1, e motivarono la decisione dichiarando che «per il momento non in tendono essere disarmati in q uanto, pur avendo fiduci a nei sentimenti degli italiani nei loro riguardi, temono


Contras1i e scre7,i fi·,1 tedeschi e italiani

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che le autorità italiane non abbiano tanta forza da garantirli dai tedeschi» <133>_ Si impegnavano ad attendere in bosco gl i eventi, a non sparare né a tedeschi, né a partigiani, né a croati , ed a non far razzie. Se attaccati avrebbero reagito. Affermarono, inoltre, che essendo «cetnici, per quanto la propaganda nemica li abbia voluti considerare alla stregua delle bande ribelli ed agli ordini di Draza Mihajlovié, sono invece veri nazionalisti e anticomunisti e profondamente amici degli italiani, dai quali sono stati protetti e con i quali hanno fedelmente combattuto» ri'">.

Più realistiche le valutazioni del tenente Todor Perovié, aiutante di Jevàevié, che distingueva fra i «capi cetnici [che] conoscono l'orienLamento delle Autorità italiane nei riguardi delle loro formazioni» , e «la massa che non ha elementi per una giusta valutazione degli avvenimenti». Per ciò non ci si doveva sorprendere se molti gregari pensavano che, «come oggi i tedeschi hanno imposto agli italiani il disarmo f...], così doman i i medesimi potranno richiederne la consegna», e «necessariamente una parte dei cetnici finirà con il fuggire in Montenegro» ms,.

Probabilmente la situazione era più complessa, e sembra meglio interpretata dal capo dei mussulmanL il dottor Ismet Popovac. A suo giudizio, i cetnici si trovavano in una diffici le situazione psicologica poiché, oltre a constatare il fallimento della loro politica di collaborazione con gli italiani, dovevano far fronte alla propaganda comunista che li coinvolgeva direttamente, sia imputando loro di trovarsi nelle condizioni in cui si dibattevano per essersi venduti all'occupatore, sia insin uando che i gregari erano costretti a nascondersi in montagna, mentre i capi venivano alloggiati e mantenuti dalle Autorità italiane (ed era vero) a Ragusa con larghezza di mezzi p .u,J_ I cetnici - sempre secondo Popovac - non potendo comprendere le ragioni del trattamento subìto si lamentavano dei provvedimenti presi a loro carico, anche perché non ravvisavano a lcun motivo che giustificasse una mancanza di fiducia da parte italiana. Invece dovevano constatare che nessuno più clava loro credito, compresa una parte della stessa popolazione ortodossa. Sia per queste ragioni, sia per un motivo d'orgoglio. ma soprattutto per non rinunciare all'unico mezzo che garantiva loro la libertà ben pochi erano d isposti a consegnare le armi. In ogni caso non erano inte nzionati a compiere atti ostili contro le forze del!' Asse ma, se attaccati, avrebbero reagito. Popovac escludeva che i capi cetnici potessero accordarsi con i partigiani, mentre riteneva probabi le che un'aliquota di gregari, forse un terzo, potesse passare dalla loro parte <t37l .


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Reazioni e riserve comprensibili nelle inccrtc7.7.c del momento. diversifica te da zona a zona. Il V I Corpo d'armata registrava che i cetnici di Stolac avevano respinto l'i nvito elci comandi ita lian i a costituirsi . In primo luogo, per una ragione che li aveva diret.t.amente colpiti, a nche se e rroneamente interpretata (lo sgombero dei presìdi in relazione a Ila linea · 15 gennaio'), cioè che le truppe italiane avevano «abbandonato Stolac onde permettere ai tedeschi la loro catt.ura ed il disarmo, in base a precedenti accordi tra i comandi alleati». Quindi un motivo che ledeva il prestigio delle fo rze a rmate italiane: co nsideravano «un tradimento il fatto che gli itali ani no n si sono opposti no n solo all a cattura . ma neanche al trasferimento dei catturati in Germania» . Infine la intuizione che, «prossimamente[,] le truppe italiane abbandoneranno l'Erzegov ina e forse anche la Dalmazia», con la conseguenza di lasciare «i V.A.C. e la popolazione serba in balia dei tedeschi e degli ustascia» <13~>.

Questioni ed implicazioni, tutte, da sceverare nella loro mutabili tà, cd alle quali si aggiungevano i propositi del maggiore Baéov ié, che intendeva nrnntenerc in armi le propri.e formazioni, secondo quanto deciso in un incontro con gli allri capi cetnici ancora in Erzegovina. maggiori Milan Pantié e Radoj!ovié, capitano A leksa Draskovié, Risto Kovacevié. Milorad Popovié, Modio Salatié, Stevo Starovié e Spiro Babié 11 ~"l . Dopo la riunione, Baéovié e Radojlovié con il capitano Salatié ed un gruppo cli armati sì erano diretti verso Nevesinje, mentre altri tremila si spostavano nella Bosnia orientale, dove - così asserivano - avrebbero potuto vettovagliarsi più facilmente ii.vi, ma con il proposito di effettuare azioni cli disturbo nelle retrovie tedesche. Un a colonna cli sei-settecento cetnici al comando del capitano Miloracl Popovié si sarebbe mossa dalla zona cli Gacko; quella del maggiore Baéovié doveva concent rarsi a «lzvori Neretva [=Sorgenti della Narenta] (Gacko UO-AT-AR) col probabile compito di molestare i fianchi [...]; una terza colonna al comando di un capo cetnico di cui sì ignora il nome - segnalava il Vl Corpo d'armata - si starebbe approntando in zona Kazanci (icl . VH-AD)» l''''· Le azioni cli disturbo avrebbero avuto come obiettivo le truppe italo-german iche in q uei giorni impegnate nella regione compresa fra i fiumi Drin a-Piva-Sutjeska (operazione Schwarz). Ma. secondo la 'Murge', l'azione sarebbe stata molto più impegnativa, in quanto nella zona si parlava «quasi apertamente delle intenzioni dei cetnici cli attaccare al più presto le truppe tedesche che s i ritengono in crisi perché impegnate fortemente contro i mi liziani a nord» 1":1• Iniziativa psicologicamente più che comprensibile ma sarebbero prevalsi il buon senso e la preoccupazione di «evitare che reparti italiani d islocati in quell a regione fossero costret.ti ad intervenire contro i cetnici» <1·1>>.


Comrasti e screzi Jì·a 1edesc/1i e i111/ioni

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Era un evidente riconoscimento di quanto i comandi italiani stavano facendo per evitare il disa rmo. Anche se per Roma - almeno ufficialmente - il disarmo restava un ohiettivo primario, lo ::;Lesso Comando Supremo, più che impartire ordini sembrava limitarsi a generici suggerimen ti. ed informando lo Stato Maggiore circa le insistenze dei vertici tedeschi. scriveva: «In seguito all e operazioni iniziate da reparti tedeschi contro cctnici e nazionalisti in E rzegovina e in Montenegro, è opportuno e conve niente completare al p iù presto disarmo for mazioni cetniche superstiti nell'intero territorio della Seconda Armata» ,..... ,. Ma. neppu re orientativamente, indicava una data o dava altra precisazione. /\nzi . e sembra quasi per prendere anco ra tempo, chiedeva che. «per stabi lire entit;1operazione», gli venisse inv iata la «esatta situazione formazioni M.V.A .C. tuttora alle dipendenze della 2a Annata» n~,•. Il 25 maggio, l'ono revole .l evclc vié inviò al generale Quarra Sito . nuovo comanda nte dell a ' Murge', una lettera - più che di ringraziamento - di commiato. Sapeva che di li a poco avrebbe dovuto abbandona re quei territori dove si era im pegnato in prima persona. A nome di tutti . ufficiali e gregari, scriveva: «Per un anno abbiamo vissuto e lavorato assieme con gli ufficiali e sold ati della Vostra Divisione. Durante tutto questo tempo abbiamo trovato piena simpatia e comprensione per i nostri ideali e sincero aiu to sotto og ni riguardo». « 1on abbiamo mai avuto la sensazione che ci sia stato qualche malinteso [ra gli italian i ccl i nostri reparti »< 1"'i. E rico rdava i recen ti comb attimenti nell'arco della N arenta e nell'Erzegovina: «Abbiamo combattuto assieme per tre mesi ed abbiamo avuto gli uni e gli altr i oltre l.000 caduti. l n combattimenlo. come in pace, i Vostri soldati sono stati veri eroi e veri ca merati. I nostri uomin i non dimenticheranno mai tale amicizia sigillata wl sa ngue». Q uindi il congedo: «Noi non sappiamo ancora quello che ci porterà il D esti no. ma Vi dichiariamo che dopo la guerra si parlerà molto nei nostri villaggi dei sentimenti e dell a bont~1 del Soldato italiano». D a ultimo. ri volto al genera le lo pregava di esprimere «la nostra piena riconoscenza ed i più cordiali s<1lut i a tutt i i camerati di battaglia» <1111 .

Si stava no concl udendo le complesse giornate di maggio, ed il V l Co rpo d "armata nella Siwazione politica a fine mese cercava di mettere a fu oco le conseguenze di quel accava ll arsi cli avve nimenti. Il disarmo non aveva avuto «nessun esito pratico»: pochi c lementi ernno slc1ti sorpresi e solamente nei primi momenti , poiché le formazioni dell a M .V.!\.C. si erano ri tirate «fuori dai margini delle strade e hanno visto sfilare i tedeschi» ( 148). NeJr E rzcgovina era tornala la tensione fra i gruppi etnici e


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religiosi; 1 'esercito italiano aveva notevolmente perduto in prestigio; incalzava la propaganda contro l'Italia; tuttavia era stato possibile, «mediante l'opera accorta e ferma, in tutti i sensi, dei nostri comandi», superare la situazione senza incidenti <149>. «È ovvia la considerazione - proseguiva il corpo d'armata - che un'azione concordata fra italiani e tedeschi avrebbe evitato la crisi e soprattutto avrebbe ottenuto risultati» <150>. In ogni modo, anche se i cetnici avevano sempre seguito la politica del proprio interesse - che «si traduceva e si traduce (poiché non è finita) nel bussare a due porte: a quella nostra e a quella anglo-americana [...] in funzione dell'esito della guerra» l'Italia non doveva abbandonarli, ma cercare di trarne il maggior vantaggio possibile <1s1>.

Pur riconoscendo il gioco filo-inglese dei cetnici, il corpo d'annata dava credito al rispetto ed alla fid ucia che ancora di mostravano per l'Italia: avevano obbedito agli ordini cli non sparare contro i tedeschi (ed ora erano grati ai comandi italiani per aver salvato loro le vite, le famiglie, le case); avevano obbedito all'ingiunzione di non far rappresaglie sui mussulmani; i capi non avevano esitato ad affidare i propri famil iari alla tutela delle Autorità italiane. Consicleranclo la positività cli questi fatti, e per conservare all'Italia «oggi e domani» una influenza in quelle terre, non restava altro che continuare ad appoggiare i serbi che, a loro volta, «possono sperare per il domani - comunque vada la guerra - solo in una Italia 'vicina' e G rande Potenza» o 52>. Nelle contingenze ciel momento, i cctnici potevano dare ancora un concreto apporto nella lotta contro i partigiani, anche secondo la elementare tesi dei comandi italiani «che è meglio se le diano tra loro [con i partigiani - n.d.a. ]». Rappresentavano sempre un concreto aiuto per la tutela degli interessi dell'Italia, che «saranno salvaguardati o meno a seconda se avremo saputo trovare oggi la via giusta>,, ed oltre tutto per il corpo d'armata sarebbe stato «colpevole farci 'soffiare' oggi delle posizioni acquisite e il lavoro di due anni ( e ci sono sintomi che fanno pensare a questa possibilità)» ('53J_ Q uindi l'analista poneva la questione che da più settimane polarizzava l'attenzione dei comandi, e che racchiudeva «il nocciolo degli avvenimenti passati e di quelli in via di sviluppo»: non era «dimostrato che la rapida passeggiata [tedesca] attraverso l'Erzegovina volesse ' realmente' disarmare i serbi, mentre resta da vedere se non aveva per scopo solo quello di tentare di toglierci cli mano 'la carta cetnica'»0541. Facendo notare che «nella giusta denominazione di 'carta cetnica' è già insita l'idea del gioco» (155l, il corpo d 'armata inseriva nelle combinazioni della partita, la variante anglo-americana, poiché restava «da


Conrrasri e screzi Jrn 1edeschi e iwliani

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vedere se questo gioco, che finora ci aveva senza dubbio fruttato (le lotte contro i partigiani da sole basterebbero a dimostrarlo) , poteva fr uttarci ancora nell'eventualità cli un tentativo cli sbarco inglese» 056J. E non mancavano le ovvie riserve in quanto per il corpo d'armata, sembrava <<puerile [... J credere alle asserzioni dei capi [cetnici - n.d.a.] che, in quell'eventualità eia loro così ardentemente aspettata ed invocata, il fucile cetnico avrebbe nella sua mira scartato il bersaglio costituito dagli italiani» 115n. Il valore della ' carta cetnica' non era una congettura delle sole autorità militari, ed il console generale d' Italia a Ragusa, Amedeo Mammalella rapportandola, questa volta, agli interessi germanici, ne considerava l'importanza . Di fronte ai modesti risultati dell'iniziativa sul piano milita re, non escludeva che «la decisione improvvisa , o almeno intempestiva, ciel disarmo dei Volontari Anticomunisti obbedisca a direttive politiche piuttosto lontane dalla condotta tecnica della guerra», specialmente di fronte alla constatazione che «all' infuori cli poche centinaia di armati sorpresi nei primi due giorni, tutte le formazioni cetniche si sono date alla montagna» <15~1• Anche per Mammalella, quindi, «allo stato attuale dei fatti, e tirandone le sornn1c, l'apparenza, almeno l'apparenza, lascia concludere che l'iniziativa tedesca è stata né più né meno che un tentativo di togliere dalle nostre mani la carta cetnica: per quello che vale oggi e p iù ancora per quello che potrebbe valere domani» <119>. In questa prospettiva, il console non nascondeva le preoccupazioni per «la conseguenza immediata dell 'intervento tedesco», che aveva portato «un colpo al nostro prestigio militare e politico: presso i croati in genere, e presso le popolazioni serbe e mussulmane». Jn ogni modo dava per certo «che nell 'elemento serbo c'è la convinzione che noi abbiamo fatto tutto il possibile per impedire che i tedeschi portasse ro a compimento i loro propositi distruttivi per tutto l'elemento ortodosso che vive nella Croazia meridionale» (1• 01• Ipotizzando gli eventuali sviluppi dell a manovra, Mammalella considerava due possibilità: «una calata diretta o indiretta sull'Adriatico» dei tedeschi , essendo «chiaro che da parte croata si incoraggi questo tentativo che rappresenta la pit1 e fficace controazione per impedire la temuta soluzione del problema dalmato [a favore dell' Italia - n.d.a. ]»: oppure «una tendenza tedesca a ricostituire sull'Adriatico una nuova specie di A ustria-Ungheria» 1161i . Le valutazioni politiche di Mammalella, ovviamente, non rientravano nelle competenze ciel corpo d' armata, anche se la consegna dei presìdi dell 'Erzegovina ai tedeschi, ecl in particolare que llo di Mostar, potevano rappresentare la naturale premessa del piano tratteggiato dal console. Ignoriamo quando esattamente si siano concordate queste cessìon i po ì-


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ché, ancora il 18 maggio, lo Stato Maggiore, in una comunicazione al Comando Supremo circoscriveva gli impegni assunti al permesso per la divisione ' Prinz Eugen' cli rifornirsi a Mostar e Bileéa; all'allacciamento delle linee telefoniche ai centralini dei comandi italiani; alla intesa che la divisione 'SS' non avrebbe oltrepassato il solco della Trebisnjica né superata la zona di Bileéa 111'1>. Ma nulla che potesse fa r pensare a sgomberi di territorio.

,:, * : ;, .{. .:..:. * Invece, non più d'una settimana dopo, il generale Giuseppe Amico, firmava l'accordo per la cessione di Mostar e di parte dell'Erzegovina. Sorprende sia il breve intervallo di tempo dalle precisazioni dello Stato Maggiore sia, ed in particolare, le formule usate nel verbale di consegna, a cominciare dall' intestazione. Dopo le parole, «Accordi fra il generale di divisione Amico comandante la divisione 'Marche' e il settore di Mostar e il tenente generale Zellner comandante la 373" divisione tedesca relativi alla cessione della zona cli Mostar alle truppe tedesche», colpisce la specificazione: «stabilita dal Comando italiano in relazione alla nuova situazione determinatasi in conseguenza dell'avanzata verso est delle forze tedesche» 111•3>. Non sappiamo se queste parole siano state scritte per fissare a futura memoria la ' nuova situazione determinatasi', oppure per inserire - diplomaticamente - una riserva , quasi l'accordo Cosse la conseguenza di una non voluta, o subita, ' avanzata verso est delle forze tedesche· . Certamente erano un qualcosa di diverso da quanto, secondo il generale Ambrosio, era stato concordato durante la conferenza di Klessheim (V EDI CAP. II DI QUESTO VOL , PAG. 589), per c ui i nuovi presìdi interni , croati o tedeschi, «passavano ai nostri ordini» e la zona doveva rimanere agli «ordini dell'Ecc. Robotti». A ltra perplessità con il primo paragrafo: «Il Gen. Amico comunica al Gen. Zellner che, in seguito a quanto sopra detto [nell'intestazio ne n.d.a.] la 373" div. tedesca assume in proprio la occupazione del settore di Mostar» o<>-11• Cioè, almeno dalla lettera delle parole, appare che Zellner ne sapesse ben poco, tanto che gli veniva ·corn uniicato ' di assumere il presidio di Mostar. Incongruenza che permane, ed anzi si rafforza, là dove Amico - sempre 'comunicando'- indica al generale tedesco i limi ti delle 1.,one che gli venivano consegnate (da Ljub u~ki-Capljina sino a StolacLjubinje-Klanac-Bileéa), tanto che, come verbalizzato nell 'accordo, Ze llner oppose: «per quanto riguarda le zone Stolac-Ljubinje-Klanac-Bileéa non può provvedere avendo egli ordine di limitarsi alla zona di Mostar e vicinanze» 11"'>.


Co111ras1i e screzi .fra tedeschi e iwlin11i

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Le truppe della 373" divisione entrarono a Mosta r il 3 1 maggio. «Molta gente sulla strad a - avrebbe rirerito il colonne llo Vincenzo Carlà sile nziosa e pensierosa: solo nel qua rtie re croato grup pi di ferrovieri hanno applaudito al passaggio delle truppe, e donne ustascia hanno la nciato fiori. li giubilo cli pochissimi ha messo maggiormente in risalto la fred dezza dell a massa» <16"' . Il M uftì di Mostar, con una rappresentanza cli mussulmani, espresse al comando italiano «il vivo ramma rico [... ] per la partenza delle nostre truppe [... ) e la speranza di un nostro prossimo ritorno», confermando che «il movimento mussulmano dell'E rzegovina rimarrà fede le al suo programma cli autonomia della Bosnia-Erzegovin a sollo il protettorato ital ia no» (167i . Il 4 giugno, «alle ore 11, con ce rimonia austera, si è proceduto in Mostar, davanti a lla sed e cie l nostro comando, all'ammaina bandiera italiana ed all 'alza bandiera tedesca, alla presenza de i Generali Comandanti la divisione 'Marche' e la 373" divis ione. Vi assistevano rappresentanze di ufficiali italiani, tedeschi e croati , le autorità locali e folto pubblico» 111·x>. «Alla cerimonia [... ] non hanno assistito i serbi, che però sono venuti alla spicciolata a salutare i nostri reparti [.. .] augurando il loro ritorno in zona». Invece, «i mussulmani timoros i non hanno osato applaudire gli itali ani» anche se si astennero «clall'applauclire i tedeschi» ( if•'' 1• 11 Navi Lisi de tte ampio spazio alle accoglienze tributate dai croati al le truppe tedesche, al saluto rivolto dal gran zupano Zlata r al generale Zellner; ma, rilevava il corpo d'armata, «nessun cenno a ll ' am icizia con J'ltali a e d all'opera eia essa svolta durante il lungo pe riodo in cui le nostre truppe hanno dimorato in Mostar» (J 7">. Quello stesso giorno Zellner con un manifesto, a nnunciava che le l'orze armate germaniche avevano «preso [... ] sotto la propria protezione Mostar>>, ricordando agli erzegovesi che «mo lti cli voi ha nno con molti di noi servito nel vecchio ese rcito austriaco e d hanno combattuto fianco a fianco con noi negli anni 1914-1918» <111 1• Dopo questo traspa rente acce nno ad un ' Ita lia già nemica, seguiva un a tendenziosa considerazione su l presente: «Oggi ne lla Vostra terra regnano il disordine, l'odio. le lotte: tut.1.i contro tutti e nessuno ha più fiducia in alcuno [... ). Le fo rze annate tedesche [... ] contri buiranno a l ristabilimento de ll'ordine e de lla pace nelle Vostre rocciose terre>>om. E ra il be n servito per l'impegno posto dagli italiani. Ignorati in tutto il proclama venivano - meno che ge nericamente - compresi nel «Viva la Germania e d i suoi Alleati» che c hiudeva il manifesto. Il 21 giugno, i te deschi avrebbero assunto anche il presidio cli Bi leéa. «Alla cerimonia de ll'alza e dell 'ammai na bandiera parteciparono un plotone italiano, u n plo tone tedesco ed uno croato» 11 1».


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GLI ITALIANI SIMULANO IL DISARMO DEI CETN ICI I MUSSULMANI ACQUISTANO CREDITO Lo Stato Maggiore dell'esercito, il 31 maggio, richiamandosi a disposizioni impartite da Mussolini, ordinava alla 2a Armata : «Est necessario completare at più presto, in collaborazione con tedeschi, disarmo formazioni cetniche et nazionaliste aderenti at movimento M.ihajlovié» (17•l. Il giorno successivo, eia Ragusa, il comandante del VI Corpo d 'armata con apposita 'ordinanza' bilingue disponeva: «Da oggi 1° giugno 1943-XXI tutte le formazioni V.A.C. sono sciolte». «Tutti gli ex-V.A.C. che detengono armi e munizioni di qualsiasi tipo e specie sono tenuti a presentarsi ai nostri Comandi militari per effettuarne la consegna». «Tutti i miei Comandanti di Settore, Sottosettore, Presidio, Distaccamento e colonne operanti , diano immediata e costante esecuzione alla presente ordinanza» <175>. Garantiva che la «protezione sulle famiglie ortodosse» non sarebbe venuta meno, e coloro che consegnavano le anni sarebbero stati, assieme ai famili ari, «accantonati presso le nostre caserme, vettovagliati e tenuti sotto la nostra protezione» <116i . Dopo venticinque giorni dall'improvvisa iniziativa tedesca, i comandi italiani ufficialmente si adeguavano, anche se limitatamente al territorio del VI corpo d'armata. Nello stesso giorno il comando italiano, con un aereo, faceva partire da Ragusa per Abbazia l'onorevole Jevctevié, quindici fam iliari di esponenti cetnici, ed alloggiava altri trenta a Castelnuovo di Cattaro; la signora Podreka con le sorelle, a loro richiesta, venivano trasferite a Lubiana<1m. Era l' internamento. Ma la parola non andava presa nel suo significato corrente. L'ufficiale incaricato dell'operazione, (del quale non siamo riusciti ad individuarne il nome), persona bene introdotta nell'ambiente ortodosso, procedette con tatto e prudenza. Riferendo alla 2" Armata, faceva presente che l'ordinanza per il disarmo era stata portata a conoscenza di Jevél'evié e del maggiore Baéovié prima ancora che fosse pubblìcata. Informava, inoltre, che per risolvere la delicata operazione del fermo dei più qualificati esponenti nel modo più accomodante possibile, e per dissipare il senso di paura che si era impadronito dei cetnici di Ragusa, era intervenuto, nel miglior ristorante della città , acl una colazione alla quale avevano «partecipato la signora e la figlia di Baéovié, la signora Podreka e due sorelle, altre signore e due ufficiali cetnici oltre all'on. Jevaevié» ms). Quest' ultimo si era anche recato dal generale Piazzoni per un saluto cli commiato. Maggiori difficoltà con Baéovié che, in una lettera al comando italiano, aveva definito il disarmo un errore, ed i provvedimenti a


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carico di Jevaevié una 'deportazione'. Solamente dopo precise assicurazioni che anche i suoi familiari non avrebbero subilo limitazioni di sorta, che la corrispondenza non sarebbe stata controllata, Baéovié aveva dato l'assenso per il trasferimento ad Abbazia della moglie e delle figlie . E l'ufficiale incaricato prese impegno di accogliere ogni richiesta del maggiore per quanto concerneva i congiunti, garentendogli inoltre che Jevctevié non avrebbe subìto limitazioni di sorta (179>. L'ufficiale inviò anche una lettera alla famiglia Podreka, indirizzandola al piccolo Bobo, di due anni <180>, e scrisse a Jevd:evié per ringraziarlo d' un omaggio che questi gli aveva fatto pervenire personalmente ed a nome dei cetnici <13 1>. Attenzioni, tutte particolari, poiché il comando italiano aveva ogni interesse che il distacco dei capi dalle loro formazioni avvenisse senza reazioni, lasciando «aperta la porta ad ogni possibilità avvenire». Jeva·evié, anche in quei momenti, veniva considerato dai comandi italiani ,,una forte personalità che a noi non conviene .annientare ma tenere in riserva per i possibili sviluppi della situazione politica; come pure non ci conviene buttare via definitivamente la carta cetnica cioè l'unica carta veramente buona che abbiamo in mélllO» (1x21 • Rimase a Ragusa il tenente Todor Perovié, aiutante di Jevc!jevié, essendo «la sua presenza [...] necessaria anche per noi» <isn, come precisava l' ufficiale nella sua relazione. Nonostante le cautele e le attenzioni , i provvedimenti si ripercossero sfa vorevolmente fra gli ortodossi. Ed il comando dei carabinieri della Dalmazia informava che, persino nella tranquilla Cattaro, l'eco dell '«allontanamento dei capi cetnici più in vista, avviati in campi di concentramento peninsulari» era stata «vasta fra gli ortodossi della provincia [... ] dove gl i ambientì più apertamente serbofili, con particolare riguardo agli ex-ufficiali, non hanno fatto mistero del loro malumore» (i,;.,i . •: • •:• , ;! ,,•

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Il 2 giugno, a Salonicco - quando ormai i tradizionali buoi erano scappati - si perveniva ufficialmente all'accordo per il disarmo dei cetnici. Il generale Alessandro Pirzio Biroli - tanto poco gradito al Fi.ihrer - s' incontrò con il generale Lohr, e Ju accolto con estrema cordialità. Reciproche le espressioni ùi considerazione personale e di apprezzamento per l'opera delle rispetli ve unità, in quei giorni impegnate nell' operazione Sch warz . Da parte italiana, tuttavia , non mancarono riserve, cond izioni, e 'distinguo'. Pirzio Biroli, infatti , si dichiarò pronto a concorrere al clisanno dei ' bianchi' (bjela.~i) montenegrini , però «no n appena ultimato l'annientamento delle formazioni partigiane ne l Durrnitor» ( IS<> e sempre conservando in anni tanto quelle dei 'verdi ' (ze/enasi) , che le altre di «Stanisié che si sono dimostrate fedeli e che possono concorrere efficace-


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mente alla d ifesa del territorio anche in caso di attacco alleato». Precisò che la 'ord inanza' del VI Corpo d'armata rig uardava sola me nte i cctnici de ll 'Erzegovina; per que lli del Dinara (pope Oujié) propose di procrastina re il disarmo. e d i esclude rlo per le formazio ni de lla Lika 0 "'·J. Lohr accolse quasi integralmente i chiarime nti e le proposte di Pirzio I3 iroli , e concordarono di proseguire con l'operazione Schwarz; d'iniz ia re quind i operazioni cong iunte con tro le formazi o ni di Mih ajlovié nell 'A lto Montenegro: in seguito di agire contro i cetnici clell'Ertegovina qualora no n si fossero già sciolti spontaneame nte; da qui a due mesi procede re al disarmo de lle formazio ni del Dinara; mante ne re in armi. sa lvo contra rio pa re re de!J'O.K.W.. q ue lle della Lika: esclude re da qua ls iasi provve dimento la M. V .A.C. impiegata nel Governatorato della .Da lmazia 11 ' 11• Conclus io ni , salvo pe r quanto co nce rneva Mihajlovié , ben lontane da i propositi d i H itler, quasi che i comandi tedeschi , ave ndo compromesso il prestigio italiano. adesso si preoccupassero di consolidare non tanto l'aspetto militare del disarmo, quanto le conseguenze politiche. Supposiz io ne avvalorata dal fatto che, conte 111porane m11ente, ave vano cominciato a privilegiare i mussulmani nei confronti degli ortodossi. Manovra che int e rpretava i desideri di Zagabria, poiché il Governo croato pensava di poter liquidare il movime nto ortodosso, una volta dispe rse le formazion i de i cetnici, attraverso i mussulma ni sostenuti dai tedeschi.

L'operazione ' mussulmani' ave va avuto un dissimulato inizio s in da i colloqui di R o ma con Ribbentrop, q uando i te desch i prospettaron o la necessità cli rin forzare l'esercito croato, cosa che, obiettivamente. il Comando Supremo non po té contraddire. A parte il lavoro immediatame nte a vviato dai germanici per creare più efficie nti strutture mi li tari croate, pe r potenzi a re le ' brigate eia montagna', pe r forma re divis io ni inquadrate da personale ger manico, agl'inizi cli aprile diffusero un bando a firm a del Fi.ih rer per la costituzione di una d ivisione SS bosniaca. Il manifesto raffig urava «un soldato te desco ed un milite mussulmano in divisa tedesca, ma con lii J fez, che marciano fian co a fianco con un fu c ile in posizione cli pronti»":s,,', però nelle pri me settimane. le adesioni fu rono piuttosto de lude nti. Berli no corse ai ri pari, e per colpire l'erno tivit~1 degli islamici si servì di Muhame d E min El Uselni_ Gran Muftì di Gerusa le mme. Gli organizzarono una visita a Zagabria, dove s'incontrò con i princ ipali esponenti de l Govern9 croato e con i ministri d'Italia e Germ a nia. Fu fatto prose-


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guire per Banja Luka. poi per Sarajevo. accolto anche d a una delegazione dei mussulmani di Mostar, in rappresentanza dei correligionari dell'Erzegovina 11891 • A Sa rajevo - segnalava il VT Corpo d 'armata - il Gran Muftì ebbe «coni.alt.i con due tipi cli commissioni. uno di carattere ustascia, rappresentato da Eunzionari cie l Governo, l'altro popolare composto cli vari capi delle comunità mussulmane» ('"0'. Con q uesti capi sarebbero stati esami nati i problemi del le popolazioni mussulmane in Bosn ia ed in Erzegovin a. ed in special modo l'arruolamento dei correligio nari ne lle SS. E le domande per l'ammissione ne ll a divisione bosniaca aumentarono rapidamente 119 1). Dal canto suo la 2" Armata registrava che «il viaggio del Gran Muftì di Gerusalemme, a bilmente preparato e condotto da parte germanica» aveva «servito egregia mente a seconclare la politica te desca in Croazia , per scuotere le masse mussulmane e cl indurle a seguire una politica cli fattiva collaborazione con le forze germa niche di occupazione». Faceva notare che: «il comando tedesco, dopo aver assunto atteggiamento nettamente ostile alle formazioni cetniche, che pone sullo stesso piano cli quelle pa rtigiane, punta. in Bosnia. sulla ca rta mussulmana per ser virsene contro l'organizzazione cetnica>> (l~~, . In tal modo. la questione mussulmana. sino a quel mo me nto q uasi d isattesa da parte italian a acquistò ri leva nza, e lo Stato Maggiore avvertiva la 2" Armata che, a seguito della visita del Gran Muftì a Sarajevo, il Comando Supremo considerava «mol to uLile. in relazione al d isarmo dei ce\ nici, ottenere collaborazione elementi mussulmani» o••.,,. La clire l!.iva. già di per sé tardiva dopo che il p restigio ciel Gran M urtì (rocambolescamente sottratto agli inglesi proprio dagli uomini de l Ser vizio inrornrnzioni militari - S.1.M.) era sta lo monopolizzato dai germanici. avrebbe potuto avere un significai.o se i comandi italiani, in Bosnia ed in Erzegovina. non s i fossero preoccupati, almeno sino a quel momento, d i limitare più che cli favorire le richieste de l dottor lsmet Popovac per armare i suo i correligionari. Contemporane amente avevano disatteso anche a ltri orientame nti , come quello dell'ex-mi nistro Sefika Bebmecl . uno dei maggiori esponenti mussulmani della Bosnia che, in una riunione di notabili a Mostar. non aveva nascosto i propri convincimenti: «G li ita lia ni sono alleati naturali del popolo mussulmano. Anche in passato hanno dimostrato grande amicizia verso cli noi, e runico uomo al quale è stata conseg nata la spada dell'Islam è il Duce degl i italiani» 0 Y•i . Le riserve nei con[ron!i di Popovac e cli Behmed trovavano una spiegazione nell'ana lisi fatta dal VI Corpo d'armata ne lla Situa zione po/itirn a fine aprile: «Sui mussulmani non bisogna [...l farsi ill usion i: il principio


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che ispira la loro condotta è l'opportunismo». «Gli 82.000 mussulmani erzegovesi non hanno, ad eccezione della patina religiosa, un colore politico univoco: mentre una buona metà resta inattiva, assenteista per indole e per principio ma connivente e favoreggiatrice del più forte fino al servilismo, l'altra metà si può distribuire in aliquote pressoché uguali fra i partigiani, fra gli uslascia, fra i macekiani, fra i filo-cetnici e filo-ita liani»<195l, E l'analista proseguiva: «Gli ultimi due gruppi si riuniscono in un solo gruppo, dato che anche chi non nutriva eccessive simpatie per i cetnici ora, in seguito ai recenti accordi tedesco-croati, non esita a far proprie le aspirazioni ortodosse, richiedendo d'urgenza [...] l'armamento di nuovi btgg .. L'esperienza ci ha però chiaramente dimostrato quanto poco valgono i mussulmani come soldati, e come ci si possa fidare poco di loro» 119(,J. Robotti stesso, aveva postillato la direttive ricevute dallo Stato Maggiore con queste parole: «Carlà [capo Ufficio 'I' dell'Armata - n.d.a.], preparare i documenti. Ma a parte che i mussulmani ... non sono combattenti , anzi, al primo urto sono sempre passati ai partigiani, la cosa è difficile perché la maggior parte di essi è fuori dal nostro controllo. Aci ogni modo per il XVIII corpo e VI vedere cosa si può fare» <191>. Ovviamente, anche le istruzioni subito dopo i111pa1tite da Robotti lasciano trasparire la velleitarietà di questa improvvisa ricerca di collaborazione che, in sostanza, aveva . soltanto lo scopo di controbilanciare gli effetti dell'iniziativa tedesca. Premesso che la visita del Gran Muftì aveva «suscitato vasta impressione fra le popolazioni della Bosnia» ("isi, e che le autorità tedesche e croate avevano «largamente approfittato di questa impressione per tentare di attrarre nella loro sfera d'influenza anche la comunità mussulmana dell'Erzegovina», il comandante della 2a Armata «in armonia con la linea politica seguita dall'Italia verso le popolazioni islamiche» - faceva presente al VI Corpo d'armata l'opportunità di stabilire «più amichevoli contatti con le notabilità mussulmane». Però non si doveva rafforzare «la corrente che, al seguito del dr. Popovac, aderisce al movimento cetnico» <1"')l . Ed il divieto, praticamente, congelava l'unica possibile pedina in mano a Piazzoni. In relazione a questo nuovo orientamento, nel Notiziario politico rnilitare di metà maggio della 2'' Armata si legge che conveniva sostenere i mussulmani «non solo perché è d'interesse locale ma anche perché in armonia con la linea politica [...] di stabilire più amichevoli contatti con gli aggregati mussulmani dell'E rzegovina». In particolare, questa politica avrebbe dovuto costituire un antidoto per «limitare non solo l'efficenza delle formazion i annate [cetniehe], ma anche l'influenza politica dell'or-


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ganizzazione stessa, agendo sulle correnti che possono contrastare una sua definitiva e pericolosa affermazione» 120'\ essendo «molto probabile che il movimento cetnico collabori con noi soltanto fino a quando non avrà campo libero e forza sufficiente per rivolgersi contro di noi». Da qui l'appoggio a «quella parte della massa mussulmana che, col tempo, può costituire un contrappeso efficace a tale movimento cetnico quand'esso, com'è nelle previsioni assumerà atteggiamento nettamente contrario ai nostri interessi» <201i . D'altro lato, considerando che dalla visita a Sarajevo ciel Gran Muftì di Gerusalemme, le autorità tedesche e croate ne avevano tratto profitto «per tentare di attrarre nella loro sfera d'influenza anche le comunità mussulmane dell'E rzegovina» , la 2a Armata riconfermava che una «azione di avvicinamento verso la popolazione mussulmana potrebbe anche servire per bilanciare l'attività svolta da tedeschi e croati nel territorio cli nostra pertinenza» (20'.!1. Ma, se esisteva una visione strategica ciel problema, abbiamo la sensazione che, date le molte riserve. non vi fosse un adeguato supporto tattico. Robotti stesso non doveva essere molto convinto delle direttive che aveva emanato, tanto che scrivendo all'Ufficio collegamento del ministero degli affari esteri manifestava notevoli riserve: «L'atteggiamento dei mussulmani dell'Erzegovina, se ha appoggiato decisamente la nostra azione politica nel primo periodo della nostra occupazione, successivamente con il variare della situazione militare e poli tica, si è orientato verso i croati ed in seguito verso i tedeschi con una facilità che conferma il carattere ondeggiante di questa massa amorfa, senza decisa volontà che, asservita da lunghi anni al dominio di altre razze. tende costantemente ad appoggiarsi a Ila parte che ritiene più forte» (~0•>. I tedeschi, invece, sin dalle prime operazioni di disarmo dei cetnici avevano cercato cli assicurarsi l'adesione dei mussulmani. Anche se nella zona fra Konjic e Kljuni catturavano tutti i V.A.C. mussulmani, a quelli presi a Blagaj promettevano cli rimetterli in libertà «purché si iscrivessero nelle formazion i SS» (W>i , tanto che «alcuni dei predetLi sarebbero stati notati in divisa da militi SS (20' 1• Anche a Nevesinje, dove avevano fermato cinquantaquattro mussulmani e quattro cetnici , ai primi avevano promesso la liberazione purché si arruolassero (Ml, e furono «incorporati nella divisione bosniaca» (io,; . Il VI Corpo d'armata. dando notizia che a Gacko <<i mussulmani prima disarmati e poi annali» erano stati «inviati al seguito di una colonna tedesca» t~0s>, avvertiva che «le truppe tedesche della divisione 'SS' hanno riservato all a milizia mussulmana A.C. dipende nte dal dr. Popovac un trattamento diverso da quello usato ai cetnici »(2""l.


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cioè proprio a quelle formazioni che, per ordine del Comando Supremo, le autorità italiane non dovevano sostenere. A Trebinje, il capitano distrettuale Mahmud Mamié, mussulmano, riferiva che, all 'arrivo delle truppe tedesche, i cetnici avevano abbandonato il paese, mentre i suoi correligionari si erano dimostrati entusiasti, «non solo [perl la fine ciel duro regime di angherie e di soprusi» al quale erano stati sottoposti «da parte dei cetnici, ma (anche} a tutela dei propri interessi» czw)_ Ed il comandante della ' Murge' sollevava un velo sulla condotta dei cetnici: ,,qui il Mamié ha vol uto alludere all'indebita appropriazione da parte ortodossa cli campi e beni appartenenti a mussulmani, abbandonati dagli stessi in preda al panico suscitato dalle rappresaglie cetniche, beni che le autorità tedesche sono solite restituire ai legittimi propriet.ari» <2 111. Più che giustificato, q uindi, l'entusiasmo dei mussulmani. Muhamed Popovac, fratello di Ismet, catturato e posto in libertà con settantaquattro correligionari, riferì d'esser stato portato a Zenica (55 km in linea d'aria a nord-ovest di Sarajevo), dove si trovavano concentrali circa ottocento fra cetnici e mussulmani . Tutti i mussulmani erano stati rilasciati, mentre i ce tnici fra i 16 ed i 70 anni venivano inviati al lavoro obbligatorio in Germania cm i_ Ma i tedeschi non dovevano incontrare il favore di tutti gli ambienti mussulmani, se il VI Corpo d'armata registrava, sia pure al condizionale, che a Sarajevo il comandante delle SS «avrebbe convocato [...] presente il min istro croato Suljak, gli ufficiali mussulmani più anziani, colonnello Kulenovié e maggiore di S.M. Hassan Dedié, invitandoli a far propaganda presso i mussulmani per l'arruolamento nelle SS . I due ufficiali avrebbero rifiutato l'invito, obiettando che le SS radunavano i peggiori elementi de ll a regione» P11i . Anche le autorità croate - evidentemente le situazioni variavano rapidamente - pur intendendo sempre accattivarsi i mussulmani, con la fine di maggio cominciarono a prendere le distanze dalle iniziative tedesche. Subentrava il timore che l'attivismo dei comandi germanici, sfruttando «con abile propaganda lo scarso attaccamento [dei mussulmani] verso lo Stato croato», potesse «costituire la base di una tendenza a utonomista mussulmana della Bosnia-Erzegovina» <2 1•>. Ed i tedeschi, intanto, persistevano con i loro manifesti dove, accanto al nome del FUhrer o del comandante delle SS apponevano quello del PogJavnik. Nello spazio cli due mesi, costituirono la divisione bosniaca ·ss Muja', ventimila uomini cir-


Camrns1i e S<'l'<!~i j i·11 tedeschi e iwlia11i

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ca. caratterizzati dal fez come copricapo anche se non tutti mussulmani, poiché molti erano stati scartati alla visita medica <= 151• Conte mporaneame nte si manifestò un altro fenomeno: le d iserzioni di donwbranci dall'esercito croato per arruolarsi nelle SS .. Defezio ni forse anche indotte da un articolo pubblicato sul No vi Lisi, che il lustrava il trattamento e conomico e le provvidenze particolari per chi entrava nelle forze armate tedesche 1211•l . Tenendo conto che un capitano croato percep iva uno stipendio mensile di 5.400 kune, cioè meno cl i un sottu fficiale tedesco. che il vitto era migliore, che alle fam iglie e rano assicurati i sussidi , ovvia la convenie nza di passare nelle SS an,.

l TEDESCHI RICERCANO LA COLLABORAZIONE DEI CETNJCJ Le evoluzioni o le involuzioni non erano esauri te, ed i mesi di giugno e luglio avrebbero visto altri cambiamenti, se no n anche. ·conve rsioni '. Mentre Pianoni emanava l'ordinanza per il disarmo, e d a Salonicco Pirzio Biroli si accordava cori U,)hr, quasi conte mporaneame nte i comandi germ anici in Bosnia ed in Erzegovina mutavano atteggiamento. Già a Salonicco, Pirzio Biroli, più che chiedere se la notizia avesse fondamento. aveva detto a Lohr che, «nell ' A lto Monte negro i comandanti tedeschi utilizzerebbero parte degli uomini delle formazioni di G iurisié [Durisié] per servizio di gendarmeria, distinguendoli con un bracciale verde» l2" ' . Il tenente colonnello Tommaso Grignolo, che accompagnava il Governatore, gli fece e co aggiunge ndo «di esser venuto a conosce nza che un comandante di reparto ge rmanico, il 31 maggio u.s., si trovava in grandi difficoltà in zona éemerno [circa 12 km a nord-est cli Gacko ] e avrebbe accettata la collaborazione di una formazione cetnica per disimpcg na rsi»i2'9J. Lohr ammise che una compagnia tedesca aveva subìto perdite, ma escluse qualsiasi r icorso ai cetnicì. Quasi a smentire il comandante clell'O .B.S.0., 1'1 1 giugno, l' Ufficio cli collegamento con la 2" Armata avvertiva Palano Chigi che, secondo segna lazioni dei «capi cetnici di tutte le regioni», «le autoritfi militari tedesche dopo averci [a noi italiani - n.d.a. J fooato la mano ne lla questione del disarmo delle formaz ioni [... j starebbero ora cercando di riorganizzarle e cli utilizzarle per proprio conto», anche se da parte germa nicasottolineava l' U fficio - «si è sempre smentita e respinta una simile insinuazione» 11! 11>.


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Tuttavia è certo che il 4 giugno, due gregari della formazione di Mane Rokvié sì erano presentati al posto di blocco di Tenìn, esibendo un lasciapassare rilasciato eia autorità germaniche. Di fronte alla singolarità del fatto, il comando italiano interrogò ì due cetnici, e si venne a sapere che nella zona di Bosanski Petrovac operavano «in pieno accordo con le autorità tedesche tre formazioni cetniche . La prima [ ... ] comandata da Milan éuk, è forte di 160 armati e risiede a Vodjenica [circa 13 km in linea d'aria a nord-ovest di Bosanski Petrovac]; la seconda è comandata da un tale Ciganovié, è forte di oltre 100 armat i ed opera a VrtoceStenjani [circa 15 e 20 km in linea d'aria a nord-ovest ed ovest di Bosanski Petrovac); la terza è quella del voivoda Mane Rokvié che opera, con centro a Bos. Petrovac, in tutti i villaggi della zona» !221i . Uros Drenovié, capo d'un altra formazione, si era fermato a Bosanski Petrovac «per due giorni , uscendone poi con un gruppo cli tedeschi per eseguire una breve operazione» !222>. Ma ancor più interessante, «i tedeschi aiutano le formazioni cetnichc con munizioni, vestiario e viveri, e si valgono delle formazioni stesse per tutte le operazioni da essi intraprese nella zona» !22,>. A fine giugno i tedeschi, con un manifesto annunciavano che, in «deroga delle disposizioni precedenti, potevano entrare a far parte delle SS anche i cittadini serbi che l'avessero richiesto» <220 • Era la conferma ufficiale del mutamento della loro conclamata linea di condotta, significativamente commentato da un ufficiale tedesco: «adesso i tedeschi comprendono che la politica degli italiani in quelle regioni era buona. Solo gl i italiani hanno saputo mantenere queste popolazioni calme: in Balcania il sistema della 'mano forte' non giova» <22-'>. Anche a Mostar si ebbe «un nuovo orientamento della politica tedesca, tendente ad un (...) avvicinamento con i serbi», offrendo «ampie assicurazioni di protezione ed incolumità alle famiglie» <226>, rinviando alle loro case i cetnici che consegnavano le anni, e tutto ciò, sottolineava il corpo d'armata, <<a differenza cli quanto avvenuto nei primi tempi [...) quando i cetnici catturati venivano inviati in Germania» <221>. Il colonnello Carlà, inoltre , segnalava che ne lla zona di Zenica «i tedeschi sarebbero addivenuti ad un modus vivendi con i cetnici» <2:s1 consegnando loro centocinquanta fucili e d ue mitragliatrici. I cetnici, in cambio, non si opponevano al transito di forze germaniche nella zona, anzi avrebbero messo a «disposizione [.. .] guide e scorte» con l'impegno d 'impedire atti di sabotaggio; i tedeschi, a loro volta, avrebbero protetto la popolazione m •J)_ Durante il mese di luglio, le notizie di intese. di collaborazioni, furono sempre più numerose e precise. Nella zona di Nevesinje, l'ex-coman-


Conrrasri e screzi fra tedeschi e italiani

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dante del battaglione della V.A.C., Butié, cercava di «trattare con le autorità militari tedesche per impedire, in collaborazione con le formazion i SS, infiltrazioni partigiane» <230>. In zona Bileéa, era il luogotenente del capitano Kures a cercare accordi, mentre da Mostar il comando tedesco tentava «di mettersi in rapporti diretti con capi [...] che possono parlare in nome delle formazioni cetniche dell'Erzegovina», e «si sarebbe rivolto a Vuéin Perovié, parente ciel noto avv. Perovic [Todor, l'aiutante cli Jevaevié] per esortarlo in proposito»( 231l. Ai primi cli luglio Petar Samardzié, sempre nella zona di Nevesinje, «previ accordi con i comandi tedeschi» , costituiva un reparto di cinquecento armati imi, e com unica va ad un suo fiduciario: «Mi sono messo d'accordo con i tedeschi [.. .]. Essi si impegnano a non venire nei nostri paesi e noi a nostra volta di stare calmi e di non permettere che vengano i partigiani. Ci è stato concesso di tenere il fucile»l233 l . La 'Murge', inoltre, faceva sapere che i tedeschi «sarebbero stati soddisfatti del suo comportamento e dei suoi uomini» <234>. A Roma, il Comando Supremo, nel Diario storico del 21 luglio annotava: «E' confermato che nel paese di Nevesinje, il colonnello tedesco August Schmidthuber ha concluso [un] accorcio con i cetnici, assicurandosi il loro appoggio in casi di attacco dei partigiani» <235l , L' ufficio 'l' del Governatorato del Montenegro, confermava l'accordo di Samardzié, e segnalava che in tutta l'Erzegovina erano in corso trattative anche con altri capi. Avvertiva che in Bosnia i tedeschi avrebbero dichiarato zona cet nica il territorio dell'Ozren Planina (nord-est di Sarajevo) con proibizione per l'elemento mussulmano di accedervi 12m. Appariva «interessante [...] l' atteggiamento delle autorità germaniche f... ] che da qualche tempo appare improntato al desiderio non solo di sedare il risentimento dei serbo-ortodossi nei confronti dei tedeschi, ma anche di attirarli nella propria orbi La ed ottenere la collaborazione» i 2"i . Nella Bosnia occidentale Uros Drenovié, «maestro ed ufficiale della riserva, presi accordi con le autorità tedesche», aveva «costituito reparti cetnici indipendenti» ch e, oltre tutto, erano «vettovagliati tramite comando croato» <23s>. La 2~ Armata, nel Notiziario politico-militare per il periodo 15 giugno-15 luglio, dopo aver posto in evidenza che «nella prima quindicina di giugno si sono verificati tentativi di approccio eia parte tedesca verso i celnici , troncati subito p er il reciso inLervento dei capi» ,~.M, tracciava un quadro riepilogativo. 11 'cosiddetto' disarmo non era stato altro che «una dispersione soltanto apparente delle formazion i armate» 12• 0 >. Nell 'Erzegovina, poche migliaia cli cetnici erano tornati alle proprie case e forse al-


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trettan ti passati a i pa rtigiani. Un mezzo miglia io si trovava a lla macchia nei territori co ntrollati d a lle truppe italiane, mentr e <<la parte maggiore, valu tata in 6/7000 arm ati» s i era ri l'ugiata nell'Erzegovina ce n tro-settentrionale, ed in Bosnia (2• 1). «Questi gruppi a rmati vivono pressoché ind istur bati nel territorio controlla to dai tedeschi, a nzi quasi ig norati da essi»<i•i,. Ri badi va, q uindi , la valutazione che «dopo averci forzato a d istaccarci dalle fo rmazioni cetniche, non hanno ratto alcun passo per ottenere l'effettivo scioglime nto ccl il disarmo, o nd 'è giustificata la supposizione che il vero movente dell 'azione svolta con tro i cetnici rosse determinato. non tanto da ragioni di sicurezza, quanto dal desiderio d i fare cosa gradita a l Governo croato e da d iffidenza verso di noi» tW) . Situazione aperta a d ogni soluzione, che - seco ndo l' Armarn - poneva i cetnici, soprattullo per ragioni alimen tari , nelle condizioni d i dover prendere una decisio ne: o passare ai partigiani , o accordarsi con i tedesch i, oppure appoggiarsi ancora agli italiani . La prima eventualità, per larga parte era stata pregiud icata dagli stessi e rrori della propaganda comunista, che per ali.rane i gregari dalla propria parte li aveva anche incitali a soppri me re i capi. «ln seguito a ciò - scriveva il Vi Corpo d'armata - sembra siano stati uccisi i seguenti ufficia li: capita no Katié nei pressi d i Nevesinje, sottotenen te Pavlovié presso Ulog, e certo 'M ico' ex-comandate d i btg. in zona Poljice-Popovo» <1"'' · Sarebbero stati sÒppressi anche il maggiore Milan Pan tié, il capitano .Jovié, il maggiore Muskardié, il tenente Stanisié, il capi tano Kovacevié ed altri <2' 5>. Ma q ueste esecuzioni rafforzarono l'a.nticomunismo della massa e, nello stesso tempo, resero pi ù agevole a i comand i germanici la via degli accordi, poiché «i capi cctnici stessi f... ] per mettere un freno a lla propaganda comunista fra i gregari e potersi sostenere» cercarono «cli riallacciare con i tedeschi le trattive interrotte» 1246 >. infine, la possi bilità d ' una rin novata intesa con g l'italia ni - terza ipotesi - fu la premessa d ' uno stud io de ll a 2" Armata sui rapporti iLalo-serhi. Ineccepibile l' analis i de lla me nta lità balcanica; esatta l'individuazione degli e rro ri commessi d a i comandi italiani ne lla gest ione dei ce tnici , ma conclusio ni - a lmeno ci sembra - a l cli fuori de lle possibilità del momen to. L'ambascia tore P ietro march i, capo dell'Ufficio Croazia cie l m inistero degli affari esteri, non appena ne ricevette copia la trasm ise al barone Francesco Scamm acca, di col legamento con il Comando Supremo, acco m pagna ndola con un biglietto, che da adito ad alcune considerazioni. «Caro Franco, q uesto d oc umento è g i~1 andato a l Comando Supremo. Il nostro Ufficio collega mento lcon la 2" Armata - n.d.a. J raccoma nda pe rciò d i mantenere segreta la conoscenza da parte nostra d i q uesto docu-


Contrasti e screzi Ji-a tedesch i e iwlinni

GO i

mento. Sarei perciò d 'avviso di non inoltrarlo [al Comando Supre mo n.d.a.J» . A parte questa dimostrazione di 'a pe rta' coll aborazione, colpi-

sce maggiorme nte la frase successiva: «La s ua importanza è ne l fatto c he queste osservazioni, ovvie in sé e da noi sempre falle, fina lmente vengono anche formulate dal Comando della 2" Armala» P•11 • Ma se il ministero le aveva 'sempre fatte', purtroppo non risulta alcuna s ua iniziativa per orientare i comandi. Lo studio, in primo luogo - quasi un assioma - considerava che «per giud icare la questione cetnica bisognerebbe esaminarla con mentalità balcanica. Ma per osservare e gi udicare con mentalità balcanica occorrere bbe conoscere l'anima balcanica, e ben pochi italiani, anche fra quelli che sono da tempo in queste regioni, sono in grado di astrarsi dal sentimentalismo tutto proprio dell'anima latina ed apprezzare ne l suo vero va lore le enormi difficolU1 che ci impediscono di metterci al live llo cli questa me ntalità che ama l'intrigo, che disprezza il sentimento, che riconosce soltanto l'imperio della forza. che fa della po.li tica la s ua passione, che esulta quanto riesce a mettere nel sacco l'avversario»("'8 '. Da queste valutazioni, lo studio passava all'esame delle qualità e delle caratteristiche dei capi cetnici, con notazioni che riteniamo valide - ancor oggi - per la generalità degli slavi. «Tutti i capi cetnici, anche quelli che sembrano rozzi e poco colli. sono degli abilissimi politici che hanno un a pote nza dialettica alla quale noi italia ni d ifficilm ente abbiamo la possibilità cli sottrarci». <<Nei colloqui con i capi cetnici si deve costanteme nte sostenere uno sforzo non lieve per mantenere il contro llo su se s tessi e non soggiacere alla forza pe rsuasiva dei loro ragionamenti, per mantenersi in condizioni di giudicare con .freddeua, per pesare ogni parola che vie ne eia essi pronunciata, pe rché ogn i loro parola ha uno scopo preciso e defin ito» 11• 9i , Quindi la puntualizzazione degli errori, a com inciare dall'inq uadramento con ufficiali ex-jugoslavi delle pri me bande ortodosse. poiché proprio questi ufficiali eran o stati gli attivi veicoli cli quel panserbismo che trasformò «un a reazione provocata dal te r rore comu nista in un mov imento nazional ista le cui final ità sono in netto con trasto con i nostri interessi» '~ 5"l . Altro errore l'aver consentilo che troppe formazioni agissero agli ordi ni di pochi capi. li loro impiego con reparti italiani ( operazioni ·AJbia 'e 'Dinara') ave va polarizzato la devozione dei ce t.n ici verso due capi - Jcvòevié e Baéovié - con conseguenti atleggiament.i d'indipendenza e d'indiscipl in a nei confronti de i comandi italiani. Altro e rrore, aver consentito «il trapasso troppo rude dalla funzione anticomunista alla l'u nzione anticroata. chiuden do gli occhi sulla attività illega le ed antistatale


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dell' organizzazione cetnica, sugli infiniti soprusi, sugli eccidi, sulle violenze commesse dai cetnici in tutto il territorio da noi controllato». E «questa condiscendenza da parte nostra» aveva «dato l'impressione ai cetnici che tutto era loro possibile» <25 •1• Più grave, ancora, credere con eccessiva fiducia a quanto i capi cetnici raccontavano circa la «perfetta lealtà della loro politica verso di noi» t252l . Alla critica seguivano le propo_s te che, per larga parte - in quella seconda metà di giugno - appaiono sfalsate o in ritardo rispetto alla realtà. Nulla da eccepire sul principio che «la carta cetnica ci è utile», e che «ci conviene non buttarla via»; d 'accordo sull'affermazione che militarmente «le formazioni ce tniche fanno molto comodo» cm,, ma la globale asserzione che ci «danno un apporto notevolissimo» - e che ben poteva trarre in inganno - avrebbe dovuto esse r limitata a quelle della Lika e del Dinara ancora in armi, data la crisi in cui si dibattevano le formazioni dell'Erzegovina e della Bosnia. Troppo ottimistica, a nostro parere, la valutazione - dopo aver dichiarato che uno dei più gravi e rrori era stata l'eccessiva fiducia nella conclamata lealtà dei cetnici ve rso l'Italia - che ci fossero utili «politicamente, perché nel continuo evolversi della situazione politica in Balcania, l'appoggio anche interessato dei serbi (e sarebbe be ne anche dei mussulmani), può avvantaggiarci notevolmente in avvenire». Le proposte, poi, di «instillare negli ufficiali [italiani - n.d.a.] che sono a contatto con le formazioni cetniche quel tanto di diffidenza che è necessario per conservare la serenità di giudizio», oppure q uella di «trasformare le formazion i esistenti assicurando loro un maggiore inquadramento con ufficiali e sottufficiali italiani e sottrae ndoli agli ordini di un unico capo», come l'altra cli «costituire formazioni miste cli cattolici ed ortodossi» (21·'>, avevano bisogno di impegno e di lavoro per lo meno a medio se non a lungo termine. Tuttavia, in relazione all'ultima di queste proposte, l' Armata elaborò un ·progetto' per «la costituzione di battaglioni volontari [...] a carattere misto (ortodosso-cattolico-muss ulmano)» con ufficiali italiani (m>, pensando d'incorporare anche i mussulmani dell'E rzegovina e della Bosnia, se nza tener conto dell'ope ra cli proselitismo dei tedeschi. Il progetto prevedeva di «prende re in considerazione facilitazioni di carattere essenzialmente economico che inducano la massa ortodossa a me ttersi sotto la nostra protezione in attesa che la situazione ci consenta ancora di impiegarla nella difesa del territorio» <~'"'>. Ma appare rid uttiva la considerazione che «soltanto in questo modo potremo mantenere in vita gli effetti cli una politica di collaborazione che ha durato per oltre un anno con efficacissimi ris ultati, e che è stata rotta soltanto pe r effetto di pressioni dall'esterno, indipendenti dall a nostra volontà»cm;_


Co111rnsti e ,çcrezi ji"" tedeschi e ira/iani

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Rileniamo che, proprio in questa valutazione, s i a nnidasse un altro errore: la collaborazione cetnica non poteva basarsi ·soltanto' sull 'inleresse 'esse nzia lmente econom ico'. D opo il tracollo de lla 'Murge' , la contrazione dello schieramento s ulla 'linea 15 gennaio' . lo sgombero di Mostar e dell'Erzegovina, la caduta di B iserta, l'a ndamento delle operazioni nel Me diterraneo, ness un incentivo economico a vrebbe potuto rida re a ll'esercito ita liano il ne cessario ascendente , fra popolazioni che avevano il culto de lla forza .

INlZTATIVE ITALIANE PER RECU PERARE PO SIZ[ON I IN CROA Z IA La cost iluzione delle nuove formazioni miste, considerata ne!Jo studio de lla 2" Armata , inte ressò Z agabria . ed a i primi di luglio, il sottosegreta rio per gli affari esteri, Bastianini, scriveva al Comando Supre mo che il Governo croato, venuto a «conoscenza di un progello elaborato dal Comando della 2" Arm ata per la riorganizzazio ne della M.V.A.C. , con inquadrame nto d i nostri ufficiali e conseguente e liminazione degli a ttuali capi e degli ufficiali dell'ex-esercito jugoslavo», appariva «disposto a da re il s uo appoggio [...1. ma desidererebbe che s ulla questione intervenissero preventivi accordi tra le Autorit à milita ri italiane e que lle croate». A nc he Bastianini, s ia pure «in linea cli massima», considerava che «la ca rta ceLnica possa essere anco ra sfruttala da parle nostra ove essa venga utilizzata con i necessari accorgimenti dettati dalla rece nte esperie nza». Pur dovendo te ner conto «delle suscettibilità croate ». ma pre ndendo accord i con Z agabria , era de l parere che «il movime nto cetnico potrebbe essere inquadrato ne lla auspicata col laborazione mi litare ita locroa ta» a;si . Pe rò la ·collaborazione mi litare·. che risaliva a i Patti di Roma cd all' incontro di Venezia fra Ciano e Pavelié (18 dicembre 1941). q uando il ministro per gli affari esteri aveva promesso a l Poglavnik i 'centomila f'u cili' mai integralmente consegnati. si trascinava stancamente. Da parte degli A lti comandi ita li a ni e della Missione militare in Croazia non vi era stato un preciso indi ri1.zo. forse anche per la persiste nza de l ventenn a le timore d' una Jugoslavia armata. o per la preoccupazione di sol levare fra i croati reazioni d 'a ntila li a ni t~1. oppure per le difficoltà connesse alla barriera dell a ling ua. In ogni modo, nel 1942 era stata costituita una ·Legio ne croata' (3.2()() uomini. istruiti a Riva cie l Garda. cd aggregati all'ARM. I.R.). mentre la 2a Armata aveva equipaggiato a lc uni battaglio ni di domohrr,11ci. impiegando li agl i ord ini de i comandi ita lia ni ma senza specifica ingerenza sull'addest ramento e sulla disciplina. Analogame nte si era assunta


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il compito di armare le compagnie priprem.na. A parte i motivi che mol to possono spiegare ma no n t utto gi usti ficare, sembra q uasi che la creazione di un esercito croato fosse al di fuo ri della volo ntà politica di Roma, più che delle reali possibi lità sul piano militare. Pavelié, già a ma rzo, aveva comunicato a lle autorità italiane che i tedeschi gli avevano proposto cl i costituire una nuova divisione inq ua d rata da ufficiali tedeschi, ed il Coma ndo Supremo , informando a sua volta Palazzo Chigi. scriveva: «non possiamo opporci perché negli ultimi colloq ui di Roma [26-28 febbraio - n.d.a.l con Warlimont e R ibbentrop fu convenuto di lasciare ai tedeschi la (acoltà di procedere a ulteriore potenziamento delle forze militari croate» (25">. E , quasi a propria giustificazione, aggiungeva: «d'altro canto noi non avremmo modo di sostituirci in tali iniziative a i tedeschi, in quanto avrem mo gravissime difficoltà per ar mare, inq uadrare, vestire, ecc. ta li reparti»<26(•>. In altre parole, i comand i italiani cedevano il passo a lle ben più concrete iniziative german iche. Aci aprile, il Poglavnik, dopo lo scioglimento della 'Legione' per le perdite subìle in Russia <2" 1i, aveva espresso il desiderio che fosse ricostituita, e che altri soldati croati venissero addestrati dall'Italia. Nello stesso tempo aveva dimostrato molto interesse per il cosiddetto 'inglobamento' di reparti croati nella 2" Armata. Si trattava d'una iniziativa del Comando Supremo che, avendo constatalo «la difficollù che incontra lo S.M . croato per porre in efficienza le sue unità dislocate nel territorio di Supersloda, e per costituire delle nuove eia inviarsi nella seconda zona>> <~621 r iteneva, compatibilmente alla disponibi lità di armi. materiali e personale d'inquadrame nto, di dotare q uesti reparti di quanto loro necessar io, ponendoli sotto comando operat ivo e disciplinare italiano. Lo Stato Maggiore croato avrebbe fornito i quadri, gli interpr eti e le reclute, oltre ai q uadrupedi cd al carreggio. Vettovagli amento e d assegni a carico di Supcrsloda, salvo reintegro da parte ciel Governo croato, «appena possibi le» <2<>:n Però, il Comando Supremo pur prevedendo un 'inglobamen to' di seimila reclute della classe 1923 1~6'i, non sembrava molto convinto se, piuttosto genericamente, l'aceva sapere al m inistero degli affari esteri, che «si stanno avvisando i mezzi per passare all'esecuzione», mentre per la nuova 'Legione', sostenuta eia Pavelié, analogamente restava nel vago dicendo c he, come «principio, siamo propensi [... ]. Sono in corso studi per esaminare la possibilità di pratica attuazione,, ç<,». Tuttavia, a metà aprile, il Comando Supremo chiese la collaborazione del ministero degli affari esteri per concludere con il Governo cli Za-


Com ras1i e screzi.fra tedeschi e italiani

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gabria gli accordi sia per la nuova legione sia per l'ingloba mento VN->, ma con una sostanziale modifi ca. Superslocla avrebbe ' inglobalo' no n i previsti seimila uo mini bensì due battaglioni soltanto; la 'Legione' sarebbe stata composta da un reggimento cli fanteria su due battaglioni, più una compagnia mortai eia 81, o ltre ad un gruppo d'artiglieria di piccolo calibro su due batterie, ed un reparto misto del genio (,r.7>. Cifre alla mano. la collaborazione si riduceva a ben poca cosa e, oltretutto, non sembrava esservi molta sollecitudine se, a11'8 giugno, ne l Diario storico del Comando Supremo (gli accordi sarebbero stati firmati il 22 di quel mese) veniva annotato: «L'inizio cle Jra dclcstrame nto della Legione Croata previsto pe r il 1° lugli o subirà un rita rdo di 15 giorni stante le diffico ltà incontrate sia nel recl utamento che nei trasporli conti nuamente insidiati dai ribell i» '~6~>. F attori. soprattutto il primo, determi nati dalla pe rdita d i credibilil~1 e cli prestigio da parte del l'Italia. A Mostar, «circa 300 croati, che dovevano esser sottoposti all a visita per essere arruolati nelle formazioni italiane, sarebbero stati fatti fuggire per opera del colonnello Simié, con la complicità delle autorità mili tari tedesche. che avrebbero dato gli autocarri necessari per il trasporto» 12"'1>. fl colonnello Stijepan Jakovljevié. comandante dell a ge ndarmeria di Mostar. parl ando a duecentocinq uanta mussulman i di Gacko , li aveva invila ti «ad iscrive rsi nelle SS tedesche anziché arruolarsi nelle fo rmazioni croate che dovre bbero essere inviate in Italia» P7il>. Se mpre a Mostar, «30 e lementi tra ufficiali e sott ufficiali aspiran ti alla predetta destinazione ['inglobamento' - rul.a. J perché conoscitori della lingua italiana, sarebbero stati quasi t utti d ichiarati non idonei fisicamente dal presidente [croato] della Comm issione medica»'~" >. A Trebinjc. centocinquan ta domobran ci del l battaglione de l 14° reggimento, per no n esse re ' inglo bati'. tentarono l'ammut inamento. rapiclamen le rientralo per i provvedimenti assu nti dal co mando italiano. Ripreso il controllo, il generale Amico, accompagnato dal gran zupano cli Ragusa. A nte Bué, passò in rivista il battaglione. ed ambed ue parlarono ai soldati spiegando scopi e fi nalità della collaborazione italo-croata <~ 11>. Il 27 luglio, la Voce di Londra, q uasi ce rtamente tratta in inganno da q ucsto episodio, coloriva gli avven imenti del 25 luglio trasmettendo «la ·sensazionale ' notizia che una divisione del Vl C.A . si e ra amm utin ata»U'3 ' . Gli unici ben disposti ap parivano i serbo-ortodossi di leva, che si prese ntavano <<senza esitazione [,] esprimendo solo il desiderio d i. essere inviati, nei limiti ciel possibile, alla legione destinata in Italia» '~1•1>. Le convenzioni per la 2" Legione e per [" inglobamento' , f irmale il 22 giugno, reslarono s ulla carta. Infa tti. il 1° agosto, Roma comun icava al capo della missione militare italiana in C roazia che, <<date le allual i ne-


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cessità militari in Madrepatria, questo Comando Supremo non intende per ora accelerare il r.i lmo di 'inglobamento' previsto dei battaglioni croati nella 2a Armata, né assumere nuove iniziative per la preparazione militare delle Forze Armate Croate, oltre a quelle attualmente in atto»<mJ. Fra quelle in atto, probabilmente, rientrava la proroga di un corso d'equitazione per sottufficiali e militi della gendarmeria croata che aveva luogo presso la Legione territoriale dei carabinieri di Roma <2ì 6>, o l'ammissione cli allievi ufficiali croati, originari. dalla seconda zona, ai corsi per ufficiali di. complemento çJì). In tal modo, mentre Bastianini cercava d' impostare una maggior collaborazione militare con Zagabria, le esilazioni elci comandi, gli avvenimenti in Croazia, avevano lasciato libero il campo alla sistematicità organizzativa dei tedeschi. In pratica, a giugno, l'esercito croato era suddiviso fra Zagabria, che aveva direttamente ai propri ordini soltanto alcuni battaglioni ustascia , la 2a Armata dalla quale dipendevano sette compagnie pripremna e cinque battaglioni domobranci, ed i tedeschi . Questi avevano costituito tre divisioni (369" - 373" - SS ' Prinz E ugen') con personale croato ed ufficiali germanici; avevano bandito gli arruolamenti per una d ivisione 'Bosniaca'; stavano organizzando sei brigate di 'Cacciatori' croati su sei battaglioni ciascuna: portavano da quattro a sei i battaglioni delle due brigate già esistenti; potenziavano l'organico (da quattro a sei battaglioni) delle quattro brigate da montagna, e tulle queste forze erano alle dipendenze del Comando tedesco. In seno alla milizia ustascia era stato costituito un ba ttaglione operativo, ed uno di riserva, nonché tre battaglioni pripremna, lutti con elementi Volksdeutsche l2; 61• Alle formazioni dell'esercito, si aggiungeva la P'eld-Polizei, duemila agenti ven uti dalla Germania, e duemila tratti dalla minoranza tedesca in Croa1..ia (279 >_ Con la visita cli Himmler a Zagabria (5 maggio) Berlino si era assicurata anche il controllo della gendarmeria e2soi, ed a fine giugno prendeva servizio a Sarajevo «la nuova polizia tedesca, formata esclusivamente da elementi mussulmani della [... ] Bosnia» ,Mi, dopo aver partecipato ad un corso d'istruzione in Germania. G li uomini indossavano un'uniforme verde, con il fez ed i fregi della mezzaluna. i loro poteri erano «.identici a quelli della polizia tedesca, e pertanto superiori a quell i attribuiti alla polizia croata» (2><i;_ Va anche ricordato il corpo paramilitare, ' Guardia della Patria', che inquadrava gli uomini dai sedici ai sessanta anni della minoranza tedesca non alle armi, con compiti di protezione alle popolazioni ed in concorso con la ge ndarmeria <2s3>_ Ben scarso. quindi, lo spazio per una collaborazione militare italocroata, tanto che il 1° seniorc Ca milio Rossano (de Il ' ufficio 'I' della Mili-


Con.trasti e screzi fra tedeschi e italiani

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zìa Volontaria Sicurezza Nazionale a Zagabrìa), in una relazione del 1° giugno per il suo Comando Generale, esprimeva il parere «che questo progressivo incorporamento delle Forze armate croate sfocerà nell 'assunzione del Comando unico da parte dei tedeschi», e che anche «la 2'' Armata (notevolmente scarsa di effettivi) finirà di passare alle dipendenze del Comando delle Truppe tedesche in Croazia» (284 l . In tal modo «i tedeschì - commentava Rossano - si assicureranno la dìrezione politico-militare della Croazia, soppiantandoci di fatto nel compito di tutela che in un prìmo tempo doveva essere a noi riservato», evitando però <<di mutare ufficialmente l'attuale ordinamento politico dello Stato indìpendente di Croazia», poiché «un colpo cli Stato [... ] comporterebbe aì tedeschi più danno che vantaggio» (2" 51 •

Nel declinare della influenza italiana in Croazia, Palazzo Chigi verso l'estate - quasi tardiva azione di retroguardia - aveva assunto due iniziative: una nei confronti di Zagabria, e l'altra cli Berlino. Con i croati riproponeva la questione monarchica, e Raffaele Casertano, il 12 gi ugno, richiamandosi ai «motivi [... ] riferiti a suo tempo, derivanti dalla situazione militare e interna, dalla presenza di eserciti stranieri, dai controlli germanicì, pei quali la questione monarchica non ba fatto progressi nella sua attuazione» 1280>, in una nota riepilogava i suoi passi ed i colloqui con Pavelié. AIJa cronistoria faceva seguire le considerazioni. Opinabili, là dove affermava: «è chiaro che l' azione tentacolare del Reich trova, nella Monarchia, impersonata quì da una Dinastia Sabauda , un forte impedimento alle sue mire egcmon iche» 1281 \ acriticamente recepite quando ricordava che uomini di cultura e ciel Governo, particolarmente interessati alla questione monarchica, gli avevano dichiarato «in tempi diversi, e anche recentissimi, che 'il popolo croato ha bisogno del suo Re' per ritrovare l'equilibrio» (2•~l . Anche se valorizzava queste dichiarazioni con i nomi del ministro Andrija Artukovié; di Ante Niksié capo della legazione croata a Roma, e cli alcuni membri ciel Saba,; dubitiamo che in quel 'suo Re\ auspicato dal popolo croato, potesse venir individuato un membro di Casa Savoia. Casertano, invece, era nel vero riferendo che Pavelié, personalmente, aveva sempre dimostrato d'essere favorevole alla monarchia ed alla proclamazione ciel Re . Ma le conclusioni del ministro sbalordiscono: «E ' da ritenere che un primo passo, per attuare il programma che Pavelié si è proposto, potrebbe essere, quando si verifichi il momento favorevole , l'assunzione della Reggenza eia parte ciel Re designato, atto che dovrebbe esser preceduto dalla proclamazione» at9 •. Che cosa Casertano, anche


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sul piano istituzionale e costituzionale, abbia inteso dire (un Re proclamato che assume la propria reggenza !) è incomprensibile. Aimone di Savoia stesso, avrebbe commentata l'ipotesi, osservando ironicamente che, «oggi. a due anni dal fatto compiuto della designazione del Duca d'Aosta a Sovrano cli Croazia, tornare al concetto di Reggenza si presterebbe ad ogni sfavorevole e lepido commento sulla carriera del Re» <~90>_

L'altra iniziativa ciel ministero degli affari esteri era diretta nei confront i della Germania. Il 14 maggio, Dino Alfieri, ambasciatore d' Italia a Berlino, in una lettera personale a Mussolini aveva r iepilogato le posizioni dei tedeschi sulle principali questioni che interessavano i due paesi. In merito agli attriti in Croazia, riferiva d'aver fatto presente al sottosegretario agli affari est.eri del Reich, G ustav Aclolf Steengracht, che non era «assolutamente ammissibile il prolungarsi dell 'attuale situazione, che è molto equ ivoca, delicata e grave, a creare la quale contribuisce l'atteggiamento tedesco, se non quello formale del Governo, certamente quello di coloro che agiscono in suo nome» <2911 _ Avendogli il sottosegretario risposto che il Governo era «desideroso di acldive1lire a tale chiarimento sulla base di precise e specifiche indicazioni» , Alfieri gli aveva opposto che non si trattava cl i singoli episodi, «ma soprattutto rd i] decidersi a rinnovare radicalmente l'ambiente e l'atmosfera che oggi i rappresentanti ciel Reich contri buiscono a mantenere nei termini sopra la me ntati» <2n 1•

Bastianini - che «stava assumendo. nei confron ti dei tedeschi un atteggiamento sempre più duro ed intransigente», come annota Leonardo Simoni nel proprio diario - quasi certamente a seguito cli questa relazione, incaricava Alfieri di «chiede re al Governo germanico d'intavolare dei negoziati per 'definire una buona volta le r ispettive posizioni in quel paese'» \~931 • L'ambasciatore incontrò Ribbentrop 1'11 giugno, ma avendo il ministro ciel Reicb circoscritto il discorso, per la parte relativa alla Croa1,ia, al problema dei partigiani e dei celnici l2'"!, Palazzo Chigi, il 17, incaricava A lfieri di rappresentare all'Auswiirtiges Ami (MiJ1istero degli affari esteri), i «desideri del Governo Fascista di veder salvaguardata la pienezza dei suoi diritti ed interessi nella Croazia, spazio vitale italiano» <295 J_ Per e vitare che e ventuali impegni assunti venissero poi aggirati, A lfieri doveva ollencre dal Governo ciel Reich assicurazioni scritte sul «disinteresse della Germania circa la sistemazione politica e territoria le della Croazia»: sulla «provvisorietà [... ) dell 'occupazione militare german ica [.. .]. dei controlli militari, cli polizia, ecc.»; s ulla «conosce nza dell'impegno preso da parte croata cli non militarizzare la fascia costiera»; su quello «cli non costituire una marina da guerra» <2W>>.


Comrasti e screzi.fra tedeschi e italiani

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Per altre questioni Roma si limitava a chiedere assicurazioni verbali. Fra queste il problema dei «marittimi croati arruolati ne11a Marina da guerra del Reich» che non dovevano essere inquadrati in unità organiche; il concerto da parte delle autorità tedesche a Zagabria «con la R. Rappresentanza italiana lsuJ ogni azione politica da svolgere con il Governo croato»; la preventiva «notizia alle Autorità militari italiane cli ogni provvedimento che [i tedeschi - n.d.a.] intendessero prendere per l'organizzazione dell'esercito croato». Inoltre, assicurazione di «una moratoria, per tutta la durata della guerra, nella gara per ottenere concessioni economiche, fiscali e doganali ccc. dal Governo croato)). In (inc. che «gli organi di stampa e di propaganda germanica in Croazia» riservassero «la giusta parte aftle notizie sull'Italia e dall'Itali a» 1207> ed «ottenere il richiamo ciel generale Glaise Horstcnau» eia Zagabria 129~>. Un'iniziativa del genere, che avrebbe avuto la sua logica subito dopo i Patti di Roma del 1941, avviata all'inizio dell'estate ciel 1943 appariva tardiva per poter trarre l' Italia dalla compromessa situazione in cui si trova va. Palazzo Chigi, affidando questo impossibile incarico a Dino A lfie ri , accompagnava il telespresso con un 'appunto ' , molto ben motivato, sull'evoluzione dei rapporti italo-croati, nel quale, però, ve nivano fatte trasparire responsabilità dei comandi militari, tanto da far sorgere, in chi oggi lo legge, l'inquietante interrogativo sul la carenza di tempestivi inte rvenLi da parte del ministero degli affari esteri. Nell'appunto, dopo una sintesi elci Patti di Roma e dei primi avvenimenti nel nuovo Stato di Croazia, si ricordava che, a seguito de lla rivolLa dell 'estate-autunno 1941, la 2a Annata aveva assunto i poteri civili nelle zone presidiate e, subito dopo, «a richiesLa del Governo tedesco» '"""' aveva ampliato la propria giurisdizione sino all a linea cli demarcazione. Ma il sorgere del movimento partigiano e la contrapposta azione dei cetnici, avevano «imposto a lla za Armata un lavoro sempre più gravoso che, all'atto pratico, si è dimostrato superiore alle sue possibilità» (-"">. Da q ui il progressivo abbandono del territorio, sino all'attuale linea ' 15 gen naio' . Supersloda, per fronteggiare i partigiani era ricorso ai cctnici , determ inando «un grave motivo d'attrito con il Governo croato», anche perché «la politica cetnica della 2a Armata coincideva con un esautoramento quasi completo deJl'esercito croato e della milizia ustascia» 001' . Inoltre, proseguiva il ministero. da parte dell' Italia non «è stata fornita alla Croazia, nella misura necessaria quella collaborazione nel campo dell'organizzazione e dell'armamento delle forze croate che sarebbe stato utile per mantenere quella preminenza di posizione riconosciutaci dal Trattato del 18 maggio I 941 e dagli accordi con i tedeschi». Di fronte


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a queste carenze Zagabria, ovviamente, «cercò nella Germania quell'aiuto che l'Italia le dava in misura insufficiente sia nella repressione della rivolta che nella organizzazione politica e militare del Paese, ritene ndo altresì di trovare nel Reich un sicuro appoggio nelle aspirazioni irredentistiche» sulla Dalmazia <.1°2l. L'appunto metteva anche in evidenza che, «parallelamente alla rinuncia dell'Italia a molte sue posizioni, la Germania provvedeva a rafforzare le sue estendendole ai gangli vitali, centrali e periferici di tutta la Croazia» (:Mnl. li ministero, poi, tracciava un quadro della organizzazione delle forze armate e delle unità costituite dai tedeschi; quindi, accennando alle operazioni Weiss e Schwarz, ricordava che «nel corso di queste operazioni le truppe tedesche sono penetrate nelle zone da noi occupate», e che avevano «con atto unilaterale disarmato le bande cetniche». Atti compiuti in dispregio all'autorità dell'Italia - scriveva Palazzo Chigi ma «abbiamo dovuto inchinarci di fronte al fatto compiuto» <30•l . Dopo aver considerato la penetrazione tedesca nella polizia, nella vita economica, sociale, nelle attività bancarie, industriali, commerciali, ne lla stampa e nella scuola, Palazzo Chigi affermava d 'aver «cercato di volta in volta di trattenere l'invadente flusso della marea germanica, ma inutilmente». Cioè - risultati a parte - ammetteva d'aver agito, soltanto 'cli rimessa', senza piani o programmi. «Di fronte ad un tale stato èli cose, l'Italia [... ] ha dovuto convincersi che l'unico mezzo per poter mantenere almeno parte delle posizioni riconosciuteci é cli addivenire a una diretta chiarificazione con la Germania» (305 >_ Ave ndo cli fronte un simile quadro, gli interventi chiesti ad Alfieri somigliavano molto ad un tentativo di svuotare l'acqua con le mani.

I CETNIC I CONFIDANO ANCORA NELL'APPOGGIO ITALIANO . Con la fine di giugno, il gioco della ' carta cetnica' vide impegnati anche Inghilterra , Russia, e Governo jugoslavo a Londra . La Russia , che sin dai primi momenti aveva sostenuto i partigiani, anche se soltanto dal punto dì vista ideologico, eia tempo imputava all'Inghilterra di non esser riuscita ad imporre a Mihajlovié, nonostante gli aiuti che gli forniva in armi , munizioni e danaro, una intesa con i partigiani. «Mihajlovié, cui preme la futura indipendenza della ricostituenda Jugoslavia - avvertiva da Roma il Servizio informazioni - si oppone con ogni energia» <30•\ ma «la sua ostilità contro gli inglesi è [... ) contenuta dalla necessità di dover basare su di. essi ogni speranza di futura liberazione ciel Paese» non_ Però le


Contrasti e screzi jj·a tedeschi e italiani

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pressioni di Mosca sul Governo inglese determinarono le dimissioni del primo ministro del Governo jugoslavo in esilio, Sloboclan Jovanovié, sostenitore di M ihajlovié l~0• l. La crisi venne risolta il 26 giugno con la nomina di Misa Trifunovié a presidente del Consiglio dei ministri. Jovanovié, da parte sua, anche se privatamente, inviò un messaggio a Mihajlovié per esprimergli la speran za che «dopo la capitolazione dell' Italia [a Londra, ormai, tutti ne erano convinti - n.d.a.] i cetnici potessero militarmente imporsi ai partigiani» ed oltre tutto «assicurandosi l'appoggio di combattenti italiani e delle loro armi» 1-309>. Dal canto suo, l'ambasciatore americano a Londra, John \Vinant, informava Washington, che il Governo inglese finalmente considerava i partigiani «sufficientemente importanti e ben organizzati per costituire una effettiva resistenza contro l'Asse, che essi di fatto combattevano». «Gli inglesi [...] - proseguiva Winant - hanno ora deciso cli fornir loro aiuti materiali su scala abbastanza concreta», anche se «continueranno ad aiutare Mihajlovié con la specifica intesa che qualsiasi ulteriore rifornimento dovrà essere utilizzato solamente per combattere l'Asse» 1·110i . Londra , per accreditare questa evoluzione della sua politica, ritenne di sensibilizzare e cetnici e partigiani avvalendosi del prestigio che Pietro II aveva ancora fra la sua gente. Il re, stretto in questo gioco, il 28 giugno, nella ricorrenza del Vidovdan (giorno di San Vito), che nella exJugoslavia ricordava la costituzione dello Stato, ed ai serbi anche la ricorrenza della battaglia di Kosovo Polje (giugno 1389), rivolse un appello ai suoi popoli. Nel radio-messaggio espresse la propria «ammirazione a tutti i combattenti nazionali senza distinzione di bandiera sotto la quale temporaneamente combattono» 1311) e, dopo averne esaJtato le gesta e le tradizioni guerriere, aggiunse: «Ora la vostra unità minaccia di essere infranta; non perciò bisogna credere che sia infranta la vostra fede: proprio in questi giorni avete respinto un attacco dei tedeschi sulle montagne del Montenegro» <312 ). Esplicito il commento dell'Ufficio di collegamento del ministero degli affari esteri con la 2" Armata: il re era stato «costretto a parlare contro se stesso», essendogli stato imposto di «salutare l---J tutti i gruppi che lottano in Patria, senza riguardo alla bandiera sotto la quale si trovano; in altre parole anche i partigiani» cm >_ Ma, in particolare, re Pietro non aveva fatto alcun cenno, neppure indiretto o larvato, ai cctnici , quantunque guidati dal suo stesso ministro della guerra , Draza Mihajlovié. Le parole del sovrano suscitarono reazioni fra gli ortodossi,· e giustificate aspettative fra i comunisti. Il nuovo orientamento di Londra trovò conferma, alcuni giorni dopo il messaggio di re Pietro, nel telegramma


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che 1'8 luglio il ministro inglese dell'Aria inviò al Comandante in Capo del Medio-Oriente. Gli comunicava che il Governo di Sua Maestà aveva ordinato a Mihajlovié che «nessuna operazione doveva essere da lui condotta contro i partigiani, salvo per propria difesa» , e che l'appoggio inglese era «condizionato dall'accettazione di queste direttive>, . Contestualme nte invitava il Comandante del Medio Oriente ad «assicurare i partigiani che le condizioni di mutua non aggressione erano reciproche»c:•MJ. Tito, senza perdere tempo, si servì del messaggio reale sia come arma di propaganda, sia per arrivare ad un accordo con i cetnici i:;,si_ Milovan Djilas, capo di Stato Maggiore di T ito. s'incontrò con il maggiore Zaharije Ostojié, aiutante di Mihajlovié, e con Baéovié, vantando che «i partigiani sono appoggiati , riconosciuti, riforniti dagli inglesi e sostenuti dal favore del Governo nomina le jugoslavo». Perorò la tesi che «nel momento attuale bisogna che cetnici e comunisti collaborino per il trionfo della causa comune sotto un unico comando». <<Partigiani e cetnici, pur conservando le loro organizzazioni, dovrebbero ora pensare soltanto alla guerra contro le potenze occupanti, rinviando a guerra fin ita la sol uzione dei problem i in terni jugoslavi» 13 "'i. La reazione di Mihaj lovié fu immediata. Nei radio-messaggi (intercettati dai servizi italiani) a i suoi comandanti dichiarava «impossibile l' accorcio con i comunisti r...]: essi tentano di avvicinarsi a noi solamente perché ora sono in disfacimento». «Il tentativo dei comunisti è un tranello». R ifiutava di credere che mai «il Governo jugoslavo di Londra avrebbe assunto un atteggiamento decisamente filo -comunista», perché «io. panserbista e anticomunista, sono e sarò Ministro della Guerra. e Slobodan Jovanovié, panserbista anche lui, è Vice Presidente del Consiglio))1·m l . ecl accusava gli inglesi «di volersi servire dei ribelli jugoslavi al pari delle truppe di colore» 1" 1R>. Tuttavia la risonanza del messaggio di re Pietro, la propaganda di Tito, lo sfavorevole andamento delle operazioni per l'Asse, specialmente nel settore Mediterraneo, non potevano non determinare incertezze e dubbi nel campo cetnico . Mihajlovié stesso cercò di contromanovrare, mitigando il proprio programma panserbo, ed ordinò: «Invece della propaganda per la Grande Serbia, iniziate l'attiviti1 per la Jugoslavia. Così ci dettano gli avvenimenti. Spiegate ai nostri che è necessario agire in questo modo e che non permettano ai comunisti di condurre una menzognera politica jugoslava»\3 91 • >

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Comrasti e screzi.fra 1edeschi e illlliani

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I cctnici, contemporaneamente, dovevano salvaguardarsi dal nuovo corso della politica tedesca. Abbandonata l'idea del disarmo - almeno da parte de i comandanti delle unità operanti in Bosnia ed in Erzegovina era subenlrata la ricerca d' una collaborazione, sino ad aprire ai cetnici , ai serbi, agli ortodossi l'arruolamento nelle SS, ma suscitando le reazio ni dei maggiori esponenti ciel movimento. Sul piano militare, il professor Bubresko, già capo dell' Ufficio propaganda dei cetnici cli Trebinje, cd il capitano Miloracl Vidacié, si dimostravano preoccupati perché gli erzegovesi. presi in mezzo fra partigiani e tedeschi, si stavano disgregando sul piano militare. Su quello politico, non avevano fiducia nel nuovo atteggiamento dei germanici , tanto eia auspicare - e si potrebbe dire , pe r reazione - «un pronto intervento italiano per la riunione di tutte le forze erzegovesi in mano italiana» t3211>. Era una linea cli ·tendenza che dava ragione ai comandi italiani in Croazia i quali, anche durante le se t!imane del disarmo e nonostante l'ordinanza del Vl Corpo d'armata , avevano se mpre considerato positivamente la potenzialità del la 'carta ce tnica '. Ma, se questa era la valutazione di chi si trovava sul terreno, a Roma il Comando Supremo seguiva una strada diversa, sia in relazione ai cctnici, sia al progetto de lla 2" Armata di creare formazion i miste ortoclossccroate-mussulmane inquadrate eia ufficiali itùliani. Il generale Ambros io. il 12 luglio, rispondendo ad una nota di Bastianin i scriveva che «unJ riorganizzazione di cetnici s.u nuove basi - sia pure in accorcio con il Governo croato - non è per ora prevista» t.m,. Corroborava la negatività de ll a risposta osse rvando che le recenti esperienze in Erzegovina e nel Monte negro avevano dimostrato la Cacilità con c ui le formazioni cetniche «si sfaldano [... ] non appena la situazione si aggravi» 11221 . D'altro lato, non gli appariva possibile un inquadramento con ufficiali e sottufficiali italiani pe r mancanza cli personale. Ma per Arnbrosio vi era soprattutto la «irriducibi le ostilità dimostrata fin 'ora dai comandi tedeschi» nei confronti dei cetnici: «ostilità di cui questo Comando Supremo deve tener conto, dati gli argomenti indiscutibili che ve ngono a l riguardo prospettati, cioè il sicuro passaggio di tutti i cetnici nel campo opposto in caso di invasione nemica in Balcania» <-'m. Affermando, poi, che il disarmo dei cetnici e liminava «ogni possibilità di ulteriori contrasti con la parte germanica» 1.'2·>, dimostrava quali fossero le vere preoccupazioni dell'Alto comando. ll 19 luglio, a Feltrc, ebbe luogo un incontro fra Musso lini ccl il FLihrert·125l. Il convegno consisle tte quasi esclusivamente in un monologo cli Hitle r. Verso la fine , il Flihrer si soffermò sui problemi della Croazia, ma dedicandovi pochissimo spazio. Le sue affermazioni, «non ci deve essere nella regione balcanica nessun armato al di fuori dei soldati tedeschi ed italiani»: «i Balcani devono venir in inte rrottamente rastrellati fino a c he


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l'ultimo armato illegale venga preso e reso inoffensivo», «altrimenti sbarcherebbero gli inglesi e troverebbero in Serbia, nel Montenegro, e forse anche in Croazia un'armata a disposizione» P2•l, ricalcavano concetti più volte espressi. Ma i comandi germanici, quelli a più diretto contatto con la realtà croata, per quanto concerneva i cetnici seguivano - come abbiamo già visto - eia parecchie settimane una strada diversa: quella della collaborazione. Questa possibilità determinò un intervento di Jevaevié che, dal suo soggiorno di Abbazia, indirizzò una lettera ai capi dell'Erzegovina. Autoritariamente li invitava a «non collaborare con i tedeschi», poiché «fra non molto i cetnici ritorneranno a collaborare con le FF.AA. italiane nella lotta anticomunista» e, contemporaneamente, criticava «aspramente l'operato cli alcuni reparti [...] che hanno defezionato passando nelle fi le partigiane» nm. Probabilmente a seguito di questa lettera il suo aiutante, Todor Perovié, forse anche latore cli altre istruzioni, 1'11 luglio convocava a Trebinje il capitano Vidacié, il professore Bubresko, il pope di Pridvorci ( un paio di km a sud- ovest di Trebinje) e quello di Trebinje, i capi Sava Kovac, Marko Popovié, cd altri esponenti del movimento (.1lxJ. Con il capitano Vidacié ebbe un colloquio riservato «durante il quale - come riferì la 'Marche' - risulta abbia dato direttive sul lavoro futuro da svolgere per riorganizzare le file serbo-ortodosse, attualmente molto sbandate, onde essere in condizione di ristabilire in tempo prossimo la M.V.A.C. disciolta», e nello stesso tempo raccomandando «la massima collaborazione con i comandi italiani» (n9>. Il giorno dopo, a Lastva (17 km di rota· bi le ad est di Trebinje) veniva segnalata un'altra riunione «per trattare dell'imminente ricostituzione della M.V.A.C. sotto i comandi italiani»(3.l0ì. Difficile dire quale fosse il vero scopo o le cause di questo fermento riorganizzativo (331 >. Probabilmente potevano essere la conseguenza dell'ordine emanato da Mihajlovié il 10 luglio. «Le truppe degli alleati hanno inìziato lo sbarco in Sicilia. Dò l'ordine che tutti i comandanti studino nuovamente le istruzioni per l'azione principale [.. .]. Studiate nuovamente1tutte le località dove dovranno essere eseguite le distruzioni previste [.. .]. Preparate le popolazioni a schierarsi nelle nostre file» P32i . Dovevano tenersi «pronti per l'azione da intraprendere dietro solo suo segnale» (ml. Ma anche potevano essere la diretta conseguenza delle insistenti voci che i tedeschi, una volta concluse le operazioni contro i partigiani sfuggiti durante la Sch.warz, avrebbero sgomberato Bileéa, Ljubinje, Gacko, Imoschi, Mostar (,>•>, riaprendo praticamente l' Erzegovina alle formazioni cli Tito. I cetnici, quindi, erano costretti a riorganizzare le proprie formazion i e darsi una unità d'azione per contraslarne il ritorno.


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Un abbandono dell'Erzegovina, che avrebbe coinvolto anche la sicurezza dello schieramento italiano, preoccupò lo stesso Comando Supremo, ed il generale Marras ricevette l'ordine di far presente all ' O.K.W. che gli spostamenti dei reparti tedeschi, senza «alcuna preventiva comunicazione al Comando della 2" Armata», variavano «sensibilmente la situazione della nostra occupazione fra Spalato e Ragusa» 0 35 J_ Nella zona del Vl Corpo d'armata si era subito manifestata l'attività delle cosiddette trojke (gruppi di tre o quattro uomini) al comando di Viado Segrt, ed in brevissimo lempo sarebbero divenute bande organizzate con una consistenza complessiva di quattro-cinquemila armati <J36i . Per contro, da parte cetnica, Vlado Miljocevié, già comandante della brigata di Trebinje, per non venir sorpreso eia qualche improvvisa minaccia concentrò i propri uomini, qualche migliaio di armati, ne lla zona di Hum (circa 15 km in linea d'aria ad ovest cli Trebinje) /3:17>_ li capitano Vidacié riprendeva alla mano quattrocento cetnici, e si teneva pronto a rastrellare le zone a nord di Trebinje c33s) . Da Grab (circa 15 km in linea d'aria a sud-est di Trebinje) , centocinquanta cetnici si trasferivano a Duzi (circa 7 km in linea d ' aria a sud-ovest di Trebinje) , dove vi era stata un'incursione di partigiani !3 ' '1>. Il maggiore Baéovié, raccolte le formazioni che si trovavano sui Romanija Planina (est di Sarajevo), oltre cinquemila uomini, si preparava a rientrare in Erzegovina (,•o) [CARTINA N. 16 - PAG. 616]. Attivo, fra Ragusa e Trebinje, il tenente Perovié. rI 22 luglio, partiva per Abbazia, e s'incontrò con Jevdevié<c3• 1i . I tedeschi, come preannunciato dalle ' voci', sgomberarono Bileéa ed il VI Corpo d' armata faceva rioccupare il paese. Aci un ufficiale, che precedentemente vi era stato di presidio, perveniva una lettera a firma del capitano Milos Kures, comandante del locale battaglione della M.VA.C.. «Con grande piacere ho saputo che siete nuovamente a Bileéa [... ]. Con il vostro ritorno [...], il nostro popolo oggi guarda con maggior fiducia nel futuro[ ... ]; io coi miei uomini sarò con voi fino in fondo» P'121 • Rientrarono in paese le prime ventotto famiglie mussulmane, ed erano attese altre duecentocinquanta, «ma mancano - segnalava il corpo d'armata - cli mezzi necessari, specie per la riparazione delle loro case semidistrutte, e di ogni possibilità di vila» <~13>_ Problemi che venivano a ricadere sui comandi italiani. Mentre la situazione in Italia dirottava pensieri e preoccupazioni su realtà ben diverse, il Servizio informazioni militari (S. I.M.), in un 'promemoria' (23 luglio) cercava di cogliere e sintetizzare il pensiero politico e la personalità cli Mihajlovié. Egli appariva, «senza dubbio [,J la maggior forza spirituale del popolo serbo»; il suo movimento dominava «in Ser-


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CARTINA N.

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Rapporto: 1 cm. = Km . 4,300 .

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La linea tratteggiata e continua indica i limi ti della giurisdizione del VI Corpo d'armata. I cerchietti individuano le localitĂ dove a luglio del 1943 si ricostituirono le formazioni cetniche dopo il disarmo loro imposto a maggio dai comandi tedeschi.


Comras1i e screzi.fra tedeschi e ila/inni

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bia, in Bosnia, in Montenegro. ed è diffuso in tutti i territori ex-jugoslavi» •344>. Mihajlovié concepiva la nuova .Jugoslavia come una confederazio ne cli Stati indipendenti sotto la corona dei Karaciorcievié. Nell 'ambito di questa nuova organizzazione statale, la Serbia doveva realizzare «la riunione dei territori abitati eia popolazioni di sangue serbo, completata tuttavia da quel le regioni che, pur non rispondendo a questo requisito, pre sentino importanza strategica ( come ad esempio la Lika fino a Karlovac)» c,45 l . Ma, per realizzarne l'effettiva unità - avvertiva il S.I.M. - «le minoranze esistenti sul territorio serbo dovranno, nelle intenzioni di Mihajlovié, essere trasferite nelle regioni cli origine; i mussulmani convertirsi al Cristianesimo, pena l'evacuazione» <; ' 6l. Due giorni dopo q uesto ' pro-memoria', Mussolini veniva defenestrato, e di fronte ad una non illogica uscita dell'Italia dal conflitto, i capi cetnici accarezzarono su bito e «segretamente la speranza di non lasciar partire [...] le truppe italiane con le armi , munizioni e materiale» c; "l . Speranza vitale per i cetnicL e ne fu interprete anche il tenente Perovié. Tornato da Abbazia con Sujo Kargotié, uno spalatino che manteneva «il collegamento fra i[ .. .] comandi superiori [italiani - n.d.a. J e l'elemerno cetnico» <34xi, s'incontrò a Trebinje con il capitano Milan Santié, con il giornalista .Jovan Lazarevié, il tenente Radovan Pejanovié. Durante la riunione Perovié, riferendo le istruzioni cli Jevcievié, avrebbe affermalo. «non saremo così sciocchi da lasciar partire gli italiani con le armi, munizioni e materiali», ben precisando che, «per ripagarli d'averci salvali e protetti , permetteremo loro cli andarsene da qui portandosi salve le vite e il corredo personale» v.i•,>. Le armi, ovviamente, costituivano un obiettivo di primaria importanza, ma il problema che in quel momento maggiormente preoccupava il capitano Vidacié era diverso perché, «se gli italiani non appoggiano pienamente in questo critico momento i cetnici», temeva «un disastro per lutti in q uesta zona». Personalmente era «propenso a mettersi ciecamente agli ordini di un comandante italiano con i suoi cetnici per fiancheggiare le operazioni contro i partigiani» t.' 50l, e confidava in Jevclevié (in quei giorni era atteso il suo rientro da Abbazia), «unica persona capace di ottenere un appoggio da parte degli italiani» 0 51J. li capitano distrelluale cli Trebinje, Mahmud Mamié, invece spiegava la ricerca dell'appoggio italiano da parte d e i «capi cetnici, quali Bubresko, Vidacié, Pejanovié, Perovié ed altri», con il timore che avevano per la propria vita, «perché sanno che la maggioranza della popolazione serba è contraria a loro e favorevole ai partigiani» 1352>. Notizia anomala, ma va tenuto presente che Mamié era mussulmano, e che aveva anche riferito come «il primo annuncio del cambiamento cli Governo in Italia» aves-


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se «prodotto una forte costernazione nell'ambiente mussulmano». Notizia, naturalmente, che divergeva da quelle di fonte ortodossa. Invece, corrispondeva ad altre informative quanto Mamié aveva riferito circa le reazioni manifestate dagli ortodossi, cioè una «viva gioia [...]. Costoro continuano a dire che fra 10 o 15 giorni l'Italia dovrà capitolare e passerà dalla parte degli inglesi». In questa previsione, asseriva ancora Mamié, «essendo i partigiani amici ed aJJeati dell'Inghilterra, i serbi locali [non i cetnici - n.d .a] pensano che la loro venuta [dei partigiani - n.d.a.] rientri nella normalità degli avvenimenti», e «secondo la maggioranza dei rurali serbi, [i partigiani] farebbero giustizia sommaria dei capi cetnici e lascerebbero vivere le popolazioni in pace» o53>_

ULTIMO MESE DELL'INTESA ITALO-CETNICA Di fronte al ritmo degli avvenimenti era ovvio che, nel calderone della Croazia, reazioni, idee, speranze e timori, si accavallassero rendendo quasi indecifrabili anche le sole linee di tendenza. A confondere ancor più le idee si aggiungeva una proposta di Mihajlovié al Governo di Badoglio. Luigi Bolla (già segretario d'ambasciata a Berlino ed in servizio presso il ministero degli affari esteri dal giugno 1943), sotlo la data del 4 agosto annotava nel diario: «Nel frattempo [fra il 25 luglio ed il 4 agosto - n.d.a.] Draza Mihajlovié ci ha inviato un messaggio in cui si dichiara pronto a collaborare con noi con la sua organizzazione, non appena noi iniziassimo il nostro movimento di distacco dai tedeschi» <354>. Di questa iniziativa, non sappiamo se avviata attraverso canali militari o per altre vie, non abbiamo trovato ulteriori conferme. Però, il susseguirsi di informative, durante tutto il mese di agosto, da parte del Servizio informazioni sul problema dei cetnici, e che per altri versi sarebbe incomprensibile, potrebbe trovare una ragione o un motivo nel messaggio di Mihajlovié. Dopo il pro-memoria sul pensiero e sulla personalità di Mihajlovié il S.I.M., il 5 agosto, faceva pervenire al Comando Supremo un altro che, significativamente, aveva come oggetto: Elementi di situazione nella BosnJa orientale o55 l in quanto cercava di riassumere la frammentarietà del quadro militare e polilico relativo a partigiani, tedeschi e cetnici. l partigiani, dopo l'operazione Schwarz, per riorganizzare le proprie formazioni si erano raccolti in tre zone principali: nell'Ozren e sui monti Romanija a nord e ad est di Sarajevo; nella zona fra Gornji Vakuf e Ki-


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seljak ad ovest-nord-ovest di Sarajevo; fra l'Alta Val Narenla e Sarajevo. Complessivamente da otto a dodici brigate che agivano contro le linee di comunicazione, sabotavano gli impianti, determinando rastrellamenti e rappresaglie da parte tedesca. Nelle zone che controllavano, avevano assunto l'amministrazione dei paesi, tenendo verso la popolazione un contegno «in complesso benevolo». «Bandita la parola 'comunismo', tutta la propaganda - precisava il S.I. M . - si è ammantata di 'nazionalismo'». Temi dominanti: <<l'Esercito popolare di liberazione'», e «la futura confederazione fra i popoli balcanici» P5">. Veniva svolta una particolare opera di propaganda fra domo[Jranci e cetnici indipendenti (pitomci = addomesticati), anche con accattivanti inviti ai singoli comandanti delle formazioni(3S7l. Militarmente, l'obiettivo delle forze comuti\ste sembrava essere, ancora una volta, il Sangiaccato ed il Montene,gro «per poter chiudere l'anello alle spalle dello schieramento [italiano - )ut.a.] , saldandosi con le formazioni antiasse cieli' Albania e della Serbia», non appena «le truppe alleate tentassero uno sbarco sulle coste albanesi» (35si. 1 tedeschi , faceva presente il S.I.M., ai primi d' agosto, avevano in Croazia due divisioni di fanteria, la 'Brandeburgo' con il comando a Zenica (60 km a nord-ovest di Sarajevo), e la 11W. A ltre cinque divisioni nelle varie regioni: la 'Diavoli I' 1"69'l ad Osijek (nord di Sarajevo, quasi ai confini con l ' Ungheria) ; la 'Diavoli II' <.i,c,·i a Slavonski Brod, la ' DA.NE .FA. ' a Banja L uka; la 'Prinz Eugen' a Mostar, la 'Muja' (per tre quarti mussulmana) nella zona di Sarajevo <359>. Era «in coslituzione, inoltre, una divisione SS con e lementi ortodossi della regione di SarajevoRogatica-Foca-Kalinovik». Oltre ai reparti combattenti, i tedeschi disponevano di quattro battaglioni di gendarmeria , uno di soli ortodossi con sede ad Osijek, uno a Mostar in prevalenza mussulmano, due a Sarajevo di cattolici e mussulmani , cd altre Lre compagnie fra Slavonski Brod e Zenica, queste ultime di sloveni (>wi. i\ Quasi a confe.rma della mutata politica dei germanici, il S.I.M. riferiva: «è corsa la voce che i tedeschi intendessero affidare il comando rdella ' Muja'] (... ] al noto capo Pavle Giurisic [DurisiéJ da essi arrestato all'inizio delle operazioni in Montenegro» c' 61l . La possibilit.à di utilizzare Durisié non deve sorprend ere, se il Comandante delle Truppe tedesche in Croazia, in un manifesto, proclamava: «Cetnici ! Voi finora, vi siete comportati lealmente verso le Forze armate tedesche e croate, anzi ci avete aiutati nella lotta contro i partigiani». Quindi un 'distinguo' , avvertendo che «una cricca cli ufficiali serbi tenta nuovamente di indurvi a combattere contro le truppe tedesche e contro le legali autorità civili», oltre all'asserzione - non sappiamo su quali basi - che erano stati disarmati solamente i cetnici che avevano collaborato con i partigiani. Anche se il co-


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mando tedesco nel contesto diceva: «chi si lascerà indurre a resisterci verrà annientato», e che «questo è l'ultimo avviso a tutti», non di meno li esortava quasi paternamente ad «essere leali ed attendere tranquilli ai vostri lavori» 1362>. Dal '6 maggio' erano trascorsi solamente una sessantina di giorni! li S.I.M., attribuiva il nuovo orientamento tedesco all'accentuarsi del pericolo comunista reso più subdolo dalle suggestioni nazionalistiche della sua propaganda; alla constatazione che gruppi di cetn ici, per sottrarsi al disarmo, erano passati ai partigiani; e, non ultimo, alla ricerca da parte delle autoritù germaniche di popolarità e benevolenza in una zona, come quella della Bosnia-Erzegovina, che per il Reich rientrava nei piani cli sfruttamento economico. I cetnici, «potenziati con armi, viveri e denaro» erano anche allettati dai comandi tedeschi «con lusinghe e promesse» per «far arruolare nelle [...] SS ex-ufficiali e sotlufficiali cli confessione ortodossa ed ex-cetnici» n63>. Nella Bosnia orientale, le formazioni cetniche che ammontavano a non meno di quattromila uomini , erano - per il S.l.M. - «in gran pane controllate dai tedeschi» ed impiegate nella protezione delle ferrovie, delle miniere, tanto da costituire «nei territori controllati dai tedeschi un elemento di sicurezza» <3641• Contemporaneamente, le autorità germaniche avevano imposto a quelle croate di desistere dalle discriminazioni, di riaprire al culto le chiese ortodosse, di riammettere gli ortodossi negli impieghi statali, e per richiesta dei capivillaggio della zona di Mostar stavano valutando anche la possibilitù di «ritirare dalla regione tutta la divisione SS 'Muja' perché costituila in prevalenza da mussu lmani» (:;65 l, al fine cli prevenire reazioni da parte serba. ln calce al 'promemoria' ,.ma nota· a mano, non sappiamo di chi, commentava: «E' stato molto chiaro il gioco tedesco. Farci disarmare i cetnici e poi farse li amici»Pl>I•>. Se i tedeschi, in relazione ai cetnici, avevano assunto questo atteggiamento , nei rapporti con lo St ato croato contin u avano con la loro «profonda penetrazione [...J nella vita econom ica». «Attività industriali, statali e private, tutte le industrie estrattive, le imprese bancarie e di trasporto, ecc.» erano oramai controllate «attraverso elementi direttivi da essi imposti e mediante numerosi Volksdeutsche» . «Esercito e polizia avvertiva· il S.I.M. - sono anch'essi controllati da vicino, spesso in dispregio delle autorità croate cbe vi sono preposte» 061>. Il piano di espansione e cli controllo, che ora coinvolgeva anche la Bosnia e l'Erzegovina, veniva rigorosamente sviluppato ed applicato «con esci usione di ogni ingerenza italiana», facendo anche circolare la voce di «un prossimo ritiro parziale O totale delle[ ... ) truppe ritaliane - n.d.a. J» (Jl,S) .


Co111ras1i e screzi fi·a 1edeschi e i1a/iani

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Cinque giorni dopo (lO agosto) il S.I.M. integrava le precedenti informazioni segnalando che in Erzegovina le autorità tedesche avevano cercato «di venire a diretti contalli con gli stessi capi cctnici che avevano operato alla nostre dipendenze» (Jc,.,J_ E , in parallelo alla constatazione che «gli approcci sono di massima falliti di fronte all'intransigenza dei capi nazionalisti», il Servizio informazioni considerava positivo «rilevare che i maggiori esponenti del movimento, decisamente avversi ad ogni forma cli penetrazione german ica , si mantengono per contro a noi favorevo li», e che «questo atteggiameuto, anziché mutare, si è accentuato dopo i recenti avvenimenti politici nel nostro paese» moi. Sui cetnici, però, ognuno aveva le proprie idee e, da Zagabria, il ministro Luigi Petrucci (che ai primi di luglio aveva sostituito Raffaele Casertano), preoccupato, informava Palazzo Chigi , che «il comando della 2" Armata continua a servirsi di elementi cetnici». Per Petrucci, probabilmente non ancora orientai.o nella complessa situazione, il fatto doveva apparire sorprendente, perché era «in contrasto con la netta disposizione del Comando Supremo intesa allo scioglimento di tutte le formazioni cetniche dipendenti dal Comando della 2" Armata». E, quasi per porre in evidenza le diversità di valutazione fra comandi periferici ed autorità centrali, richiamava specificatamente il «telespresso ministeriale 8/04269 del 12 luglio u.s» (J 7'l . Però, il ministro non doveva aver letto con attenzione il dispaccio i'm. Il telespresso, effettivamente, confermava che lo scioglimento era stato ordinato «fin dal 24 maggio e.a. per le formazioni erzegovesi» ma, contestualmente, lo rinvi ava , «entro i mesi luglio-agosto per le formazioni ciel Dinara al comando ciel pope Dujié», e lo procrastinava per quelle dell a Lika, «non appena verranno effettuate operazioni comuni ita lo-tedesche» m'>in quella regione. A parte questa precisazione, Petrucci, avvertendo che i cetnici venivano utilizzati e potenziati, per contrapposto mctleva in evidenza che la collaborazione militare italo-croata subiva «un tempo d'arresto», e denunciava che il Comando Supremo «non inte nde per ora accelerare il ritmo di inglobamento previsto dei battaglioni croati della 2" Armata, né assu mere nuove iniziative per la penetrazione milita re delle Forze Armate croate» i.i74l _ Quindi, con un commento d 'incerta interpretazione. osservava: «poiché tale indirizzo della Au1.orit~1 mili tare italiana non è cosa da oggi, ma risale fin quasi alla fondazion e dello Stalo indipendente croato, sembra giustificato concludere che esso non è determinato da circostanze del momento, né da sole necessità mi lilari, ma da direttive di carattere politico [di chi? - n.d.a. ], che escono dall'ambito italo-croato per ripercuotersi nel quadro più largo dei popoli già formanti parte della Jugoslavia». «Ad ogni modo - proseguiva il ministro - !'indi-


622

Dalmazia - Una cronaca per la storia

rizzo che per comodità chiamerò filo-serbo della 2" Armata, provoca reazioni, nervosismo e sospetti da parte croata» o;s>. Che a metà agosto la 2" Armata sentisse la convenienza d'un apporto dei cetnici, appare anche da una nota autografa apposta dal generale Rabotti a margine d'una informativa. Piazzoni lo avvertiva che a Stolac i tedeschi avevano autorizzato il tenente Janié ad operare con duecentocinquanta uomini contro i partigiani e che, contemporaneamente, il maggiore Baéovié era stato invitato a recarsi presso il comando germanico «per accord~rsi, dato che i cetnici sono gli unici veri combattenti anticomunisti» !3761• II maggiore aveva declinato l'invito delegando altra persona e, scriveva Piazzoni: «Baéovié facendo sapere del rifiuto dato ai tedeschi, avrebbe espresso la sua intenzione di collaborare invece con gli italiani». Ed a margine Robotti aveva annotato: «Mio parere: accettare pel momento ... qualunque sia la forma» cm i. Il 16 agosto, l'onorevole Jevàevié, lasciata Abbazia, rientrava a Ragusa, ed il giorno successivo, s'incontrava con il generale Piazzoni <318>. Il Notiziario del corpo d'armata commentava l' incontro scrivendo: «La prosecuzi'one della guerra, prosecuzione inaspettata dai cetnici che si attendevano, dopo il cambiamento di regime in Italia, il nostro immediato sfacelo», ha reso «necessaria una sistemazione e una chiarificazione dei rapporti esistenti tra le forze italiane e cetniche». Jevàevié fece presente l'opportunità di «addivenire ad una specie di patto di non aggressione nel senso che giammai atti di ostilità potranno venir effettuati contro gli italiani e questo anche nell'eventualità di uno sbarco degli alleati nella nostra zona» P 79 l_ Faceva anche notare, ammettendo quella dipendenza tante volte negata delle formazioni cetniche che avevano operato nell'ambito della 2" Armata, che «Draza Mihajlovié aveva inviato ordini ostili contro gli italiani. Ma questi ordini - affermava Jevàevié - non sono stati eseguiti né dal colonnello Stanisié nel Montenegro, né dal colonnello Acimovié nella Lika, né dal Santoni, né dal pope Dujié nel Dinara, né da Novak in Slovenia», ed assicurava che «non lo dovranno essere neppure in Erzegovina» <:130>. Jevàevié, prospettando un Mihajlovié ostile, probabilmente cercava di valorizzare il proprio apporto per meglio accattivarsi il favore di Piazzoni, ignorando che i comandi italiani, dall'intercettazione del traffico radio, conoscevano le direttive impartite da Mihajlovié ai singoli capi che, se dovevano 'servirsi' degli italiani, dovevùno anche proteggerli. Inoltre Jevdevié, che da Abbazia aveva mantenuto il controllo del movimento, mise al corrente il comandante del corpo d'armata cli trattive in corso con i tedeschi , e prese impegno che qualsiasi accordo sarebbe


Con.trasli e screzi fra tedeschi e italiani

623

stato preventivamente sottoposto all'approvazione dei comandi italiani. In ogni caso le intese cetnico-tedesche si sarebbero basate su questi presupposti: «i cetnici garantiscono la sicurezza tielle vie di comunicazione, ferrovie, ecc. della zona cetnica controllata dai tedeschi»; «nel caso di sbarco alleato i cetnici rimarranno neutrali e si asterranno da qualsiasi atto di ostilità nei confronti delle truppe tedesche». Però, se «un eventuale sbarco degli alleati avesse successo», Jevélevié non prendeva alcun impegno per l' «atteggiamento che assumerebbero i cetnici che venissero a trovarsi in una zona occupata daglì anglo-americani» f:1.~•l. Il giorno successivo, a Trebinje il maggiore Baéovié s'.i ncontrava con Jevdevié ed approvava le iniziative avviate con il Corpo d' armata <3s2>. Per i comandi italiani, in quei momenti di estrema incertezza, i propositi di Jevdevié costituivano una schiarita, e lo stesso Comando Supremo, comunicava allo Stato Maggiore che Jevdevié aveva espresso «sua intenzione concordare con noi patto non aggressione anche in caso di eventuale sbarco anglo-americano [... ]. Analogo patto verrebbe concordato con i tedeschi previa nostra approvazione» (383>. TI S.l.M., il 19 agosto, predisponeva un ulteriore 'pro-memoria' sui Nuovi aspetti del movimento cetnico, ponendo in evidenza che l'evoluzione del programma panserbo in quello ' nazionalista jugoslavo', era stata determinata dalla necessità di neutralizzare il tentativo dei comunisti di imporsi quali unici rappresentanti deJl'idea jugoslava. Sul piano militare, se inquadrava il fervore riorganizzativo dei cetnici - definito un «celere approntamento» - nella previsione de «lo sbarco degli anglosassoni, ri tenuto imminente» 084!, dall'altro lo attribuiva, nella eventualità d'una uscita dell'Italia dal conflitto, alla «adozione [... ] di misure atte a fronteggiare, nei territori da noi occupati, le subentranti forze tedesco-croate e quelle partigiane>>. Ma faceva anche presente - e tornava ìl problema di fondo - che, «se del caso, i comandi cetnici non esiterebbero a dar ordine di attaccare» le truppe italiane «per procurarsi le armi occorrenti», soprattutto «per non essere prevenuti dai partigiani cui viene attribuito analogo intendimento» 085>. . Inoltre, secondo il S.I.M., Jevél'evié considerava necessaria la pennanenza de lle truppe italiane - anche se l'Italia avesse deposto le anni «nelle zone attualmente presidiate, sino all'arrivo degli alleati, al fine di evitare l'occupazione germanica e il pericolo che il movimento comunista si affermi nel Paese» (JSG) _ Ma nell'ambiente ortodosso di Trebinje si andava più oltre ancora, dando corpo alla voce che ,,gli inglesi chiederebbero l' ulteriore permanenza delle truppe italiane in Balcania per contrastare l ' azione russa che giova ai partigiani» (;s,>.


624

Dolnw;) o - Una uom1a1 /Jer la storia

Il 1° settembre, il generale Ezio Rosi, comandanle del Gruppo Armate Est (costituito il mese precedente, sede a Tirana, con la 9" Armata [Albania]. il XIV Corpo d 'armata [Montenegro], il VI Corpo d'armata [Erzegovina-Dalmazia meridionale], ed il Comando Truppe Egeo) informava il Comando Supremo che «le necessità della lotta anticomunista» avevano «suggerito ai cetnici la ricerca di un 1nodus vivendi con gli italiani ed i tedeschi» (.,ssi, sia per un appoggio, anche se indiretto, contro i partigiani, sia perché una contrapposizione armata con i tedeschi e con gli italiani avrebbe determinato «perdite irreparabili» e lo «sconvolgimento di tutta l'organizzazione» <3• 9>_ Jevètevié, però, avrebbe cercato l'intesa soprattutto allo scopo cli «aver pronta questa organizzazione per impiegarla contro di noi litaliani - n.d.a. J e i tedeschi in caso di sbarco nemico», e intendimento politicamente logico - per «arrivare per primi incontro agli inglesi onde avere una immediata supremazia sui partigiani e croati» v;oi _ Mihajlovié dal canto suo - scriveva Rosi - intendeva condurre una lotta ad oltranza contro i tedeschi, mentre nei confronti degli italiani si proponeva cli agire «per ne utralizzazione, disarmando le mi nori unità e bloccando le maggiori , in attesa della loro capitolazione» l 3'll i . .Jevètevié non avrebbe condiviso questi progetti , essendo piuttosto orientato a «concordare imparzialmente con noi ed i tedeschi un patto di non aggressione, anche in caso d i uno sbarco anglo -americano» 1>91 l . Però, «nell'evenlualità di uscita dell 'Italia dall a guerra, i reparti italiani dovrebbero esser disarmati con azione comune cetnica-tedesca» (,•n i _ Indipendentemente dalle decisioni che nel momento d' una eventuale crisi avrebbero prevalso, per Rosi i cetnici guardavano «cupidamente alle armi dei reparti dell'Asse, considerandole unico e sicuro deposito di rifornimento per potenziare l'efficienza bellica delle loro formazioni nella lotta antipartigiana in atto e per il momento in cui le formazioni stesse dovessero trasformarsi in Esercito Nazionale Serbo» c,•l<). Inoltre, il generale faceva osservare che «i cetnici ritengono forse cli non potersi completamente fidare dell' atteggiamento inglese nei loro riguardi (atteggiamento che potrebbe variare sotto la pressione dei rnssi) e non sono tranquilli per la politica fi lo-partigiana degl i americani» 1•19'>. Perciò intendevano premunirsi rinforzando le loro formazioni con anni italiane. Nella parte conclusiva, il Comandante del Gruppo Armate E st, metteva in evidenza che un appoggio incondizionato ai cetnici non sarebbe stato prudente, anche se gli sembrava conveniente avvalersene ancora, ma «caso per caso, e limitatamente sia nel tempo che nel territorio» (J96>, lasciando ai corpi d'armata più direttamente interessati (il VI in Erzegovina-Dalmazia ed il XIV nel Montenegro) libertà di decisione:. Ma nessu-


Comrasti e screzi f ra redesc:hi e italiani

625

na dec is io ne poté esser presa . Non è da escl udere che anche l'analisi del generale Rosi. interessante sotto più di un aspc lto, sia stata determinata dal messaggio con il quale Mihajlovié offriva al Governo Badoglio la propria coll aborazione co ntro i te deschi . Ma la relazio ne di Rosi perve nne a l Comando S upremo nel pomeriggio del 5 settembre: due giorni prima. a Cassibile, !"I talia aveva (inna to l'armisti?.io.

V .,. -~· :;. \• 1/ .;.


NOTE

C A P I T O L O III


Note al capitolo lii

629

(1) Ve di Vo lume 2° - Ca p ito lo V - Paragra fo: Umiwziuni nell'impiego dei ce111iò (pag. 769) - D irettive em anale il 3 1 ottobre I942 da l Comandanle di Supersloda. gene ra le Mario RO,\'rfA.

(2) M.A.E.-A .S.D. • Jugoslavia 1943 - Busta 135 - Fascicolo I - (Uffic io cl i collegamento del min istero affa ri este ri con comando 2" Arma ta · Teles presso n. 64il 7 • Segre to Oggetto: Conversazioni del gen. Roa11a a Zagabria, circa la que.Hione dei ce111ici - Da console gene rale Vittorio c....sTELLANI - A Min is tero affari esteri - Ufficio Croazia - Pe r conosce nza a Legazione d 'Italia ;1 Zagabria - P.M. LO, 12 gennaio 1943). Il telespresso porta il timbro: Vis/o dall·r:n:. i l 1'vfinis1ro (Ciano). (3)

Ib idem .

(4)

l hide111

(:'i)

l hide111.

(6) U.S.-S.M. E . - Busta IT 89/7 - - Comando Supre mo - (l'vla rconigra mnrn c ifra to 11 . 20886/0 p . Senza ogge tto - Da Coma ndo Supremo - F irmato gene ra le Vittor io A MBROSIO A Superslocla - P.M. 2 1, 3 marzo 1943). (7)

U.S.-S.fvl.E. - Busta 1T 89 - Comando Supre mo - (Fogl io n. 20959/0p - O ggetto:

Organiz zazione armma di Mifrajlovié - Da Capo di S tato Maggiore Genera le . ge ne rale Vitto rio AMBROSIO - A generale A lessa ndro P1Rz 10 Bmou , Governa tore del Monte negro Per co noscenza a genera le Mnrio Ro1.10 ·1-r1. comanda nte di Supe rsloda - P.M . 21. 3 ma r7.o 1943). (8) U.S.-S.M. E . - Busta 1T 71 - Comando Su pcrslocla • (Fogli o n. 7464 d i prot. - Se greto - Oggetto: Accordi con i comandi redeschi • Da genera le Mario Rrnmn·1, coma nda nte d i Supe rs loda - A comandan ti: V, VI, XVIII Corpo d 'arma ta • Per conosce nza: a comandante Xf Co rpo d 'a rma la; a ammirnglio co 111ancla n1e Marida lmazia: a co ma nd an te Aerota ltico di Supers loda • Pu nto 2 - P.M. 21, 8 maggio 194 3) - VEDI DOCUM E\'TO N. l ALLEGAio ,\L PRESENTE CA PITOLO. (9)

Ibidem.

(10} Salvawre Lo1 - I .e operazioni delle Un iuì i1ali11ne in .lugoslo via ( /941-/943) - Min iste ro d e lla D ifesa - Sta to Maggiore Esercito - Ufficio Storico - T ipografia Regio1rnle 1978 - Capito lo Xl I: li l"ffsidio del Mo111enegro, del /(osov111w e del /)i/m1110 - Pag. 25 1. ( 11)

U.S.-S. M.E. - Busta 1441 · Comando Supre mo - ( /Jiario srorico - Pa ragrafo: Di-

re11ive ed o rdin i imparriti • Punto l - P.M . 21, 7 maggio I 943).


630

Dalmaz ia · Una cronaca per fa storia

( 12) U.S.-S.M.E. · Busta 1444 · Comando Supremo · (Diario storico . Paragrafo: Nu cleo italiano di collegamento con Salonicco · P.M.2'1 , '1 9 aprile 1943). (13)

Ved i nota n. J l.

(14)

Ibidem.

Salvatore LOl, nel suo volume (ved i nota n.10), a pag. 253, scrive: L'episodio emblemmico di q11efla silua:òone si è verifica/O a Foca il 6 maggio, quando il 11os1ro Comando, per evacuare dalla città i 200 nazionalisti che a fianco degli alpini avevano validameme co111ribuito a difenderlo, dove11ero ves1irli in uniformi italiane: in caso conlrario i tedeschi li avrebbero Jittti prigionieri. L'autore non cita la fonte della not izia. (15) U .S.-S.M.E. · Busta rr 321 - Comando VI Corpo d'armata - (Supplememo a no1iziario 11. 754 - Segreto · Siluazione politica a fine maggio 1943-XXI - Paragrafo II: Ffiminazione dall'Erzegovina def/e fo rmazioni partigiane, e paragrafo LU: Azione tedesca per il disarrno dei cetnici - P.M. 39, 30 maggio 1943). (16) M.A.E.-A.S.D. • Jugos lavia 1943 - Busta 136 - Fasc icolo 1 - (Telespresso n. 685/217 - Segreto - Da non dirama re - Oggetto: Formazioni ce1niche an1ico111u11is1e . Da ufficio collegamento de l ministero affari esteri con comando 2• Armata - Firm11to console generale Vitto rio CASTELLANJ - A mi nistero affar i esteri - Ufficio Croazia - P.M. 10, 6 maggio 1943) · V ED I DOClJMl; NTO N. 2 ALLEGATO AL PRESENTE CAPJTOLO . (17)

Ibidem .

(18)

ll>idem .

( I 9) Benito MUSSOLINI • Opera Omnia - A cura d i Edoardo e Duili o SUSMEL • Vo lume XXX I (4 genna io 1942 - 12 settembre 1943) - Edizione La Fen ice · Fi re nze 1960 - Appendice: Leuere - Risposta del 22 maggio 1943 d.i MussouNI ad una lettera del FOJLRER del l 9 stesso mese - Pag. 256 e seg. (20) G ian Nico la A MORE'ITI - La i>icenda iudo-cro{/(a nei docwnel1/i di Aimone di Savoia (]941-J943j ·_ Ed izione Ypotesis - Rapallo 1979 • PuJ'l(o slimmo sulla si1t1azione politico-militare croma al 20 maggio 1943-XXl - Pag. 163 e seg.

(21) L'Operazione !:ichwarz, denominata nella storiografia jugoslava Quima 0/J'ensiva (Vedi nola 10 • pag. 250 e seguenti) si sv iluppò dal 14 maggio al' 17 giugno l 943. tra il confine dell' En:egovina e la linea Foca- éajn ice-P levlja-Bjielo Polje-Podgorica-Niksié. Da parte italiana, vi prese ro parte le d ivisioni 'Ta urinense', 'Ferrara', 'Venezia'. il 127° fanteria de lla ' Firenze ', q uattro battaglioni Camicie Nere (LXXXI, LXXXll , LXXXVI , CXI), ed al iquote d i na7.ional ist i mo ntenegri ni. Da parte tedesca, le divis ion i SS 'Pri nz Eugen·, 118° Caccia tori . rin forzate daJJa 4" brigata d i domobranci, la ' 369', la 1 divis ione d i montagna. il 724° reggimento della 104" d ivis ione, il reggi me1ito de l Brandenb ui:go. Da parte bu lgara, il 6 l O reggimento c\i fanteria. Le forze di T ITO compre ndevano le divisioni I", 2", 3'', 7 ", tre b rigate (l" d a lmata, 6" bosn iaca, I" 'Maje vica ').


Note al capitolo I/I

631

Il 16 maggio, dalla zona del massiccio del Durmitor (m. 2.522) i partigiani, con un aLtacco sanguinosa men te respinto tra Podgorica e Bioce, tentarono di a prirsi la s trada verso l'Albania. Attaccati dalle forze italiane, cercarono dapprima di spostarsi nell' Erzegovina e , quindi, di trovare scampo nelle zone nord-occidentali del Montenegro. Attraversarono il confine fra Gacko e Foca, indi il passaggio della Sut.ieska, filtrando tra le forze tedesche. (22) U.S. -S.M.E. - Busta 1444 - Comando Supremo - (Diario storico - Paragrafo: Governatorato del Montenegro - P.M. 21, 10 maggio l 943). (23)

ibidem.

(24)

Ibidem.

(25) U .S.-S.M.E. - Busta 1444 - Comando Supremo - (Diario storico - Paragrafo: D irellive ed ordini impartiti - P.M_ 21, 11 maggio 1943). (26) U.S.-S.M.E. - Busta 1444 - Comando Supremo - (Diario storico - Paragrafo: Oovernatomto del Montenegro - P.M. 21, 14 maggio 1943). (27)

Ibidem.

(28) U.S.-S.tvl.E. - Busta 1444 - Comando Supre mo - (Diario storico - Paragrafo: Governatomto del Montenegro - P.M. 21, 15 maggio 1943). (29)

Ibidem.

(30)

Ibidem.

(31)

Ibidem .

(32) U .S.-S.M.E. - Busta 1444 - Comando Supremo - (Diario storico - Paragrafo: UfjĂŹcio del generale Germanico presso il Q. G. delle FF.AA. italiane - P.M. 2 1. 15 maggio 1943). (33)

Ibidem .

(34)

Ibidem .

(35) U.S.-S .M.E. - Busta 1444 - Coma ndo Supremo - ( Diario storico - Paragrafo: Direttive ed ordini impartiti - P.M. 21, 15 maggio 1943). (36) U.S.-S.M. E . - Busta 1444 - Comando Supremo - (Diario storico - Paragrafo: Collegmnemo con le FF. AA. Germaniche - Punto 3 - P.M. 2 1, l8 maggio 1943). (37) U.S.-S.M.E. - Busta 1444 - Comando Supremo - ( Diario storico - Paragrafo: Ufjicio del Generale Germanico presso il G.Q. delle FF.AA. italiane - Punto 6 e 7 - P.M. 2l. l8 maggio 1943). (38)

1/Jidem.

(39) U.S.-S.M.E. - Busta 1444 - Comando Supremo - (Diario sto rico - Parngrafo: Direttive ed ordini impartiti - P.M. 21, 18 maggio I 943).


632

Dalma zia - Una çronaca per la sroricr

(40) U.S.-S.M.E . - Busta IT 321 - Comando VI Corpo d 'armala - (Notiziario n. 736 Paragrafo: Seconda zona - Le ttera f) - P.M . 39, 13 maggio 1943). (4 1) U .S.-S.M.E. - Bus ta IT 321 - Coma ndo VI Co rpo d 'armata - (No1iziario Capo IV - Varie - Seconda zona . Paragrafo: Mos1ar - P.M. 39, 13 maggio '1943).

11.

737 -

(42) U.S.-S.M.E . - Busta lT 32 1 - Coma ndo VI Corpo d'a rmata - (No1iziario n. 738 Ca po II · Attività ope rativa - Terza zona - Paragra[o: K alinovik . P.M. 39, 14 maggio 1943). - (No1iziario n. 739 - Capo I II · Attività opera tiva - Terza zona - Paragrafo: Kafinovik Le tle ra b) • P.M. 39, 15 maggio 1943).

(43) U.S.-S.M.E. - Bus ta IT 321 - Comando VI Corpo d'arma ta - (N01iziario n. 737 Capo IV - Varie · Dalla seconda zona - Paragrafo: Mo.sfar - Le ttera e) - P.M . 39, 13 maggio [943). (44) U .S.-S.M. E. · Busta IT 32 1 • Coma ndo VI Corpo d 'a rm ala - (Notiz iario 11. 739 . Capo III· Att ività o perati va · Seconda zona · Parag rafo: Mos1ar · P.M. 39, 15 maggio 1943). (45)

Ibidem· Pa ragra fo: Ka/inovik.

(46)

I bidem.

(47)

I bidem .

(48) U.S.-S.M E.· Busla IT 321 - Coma ndo VI Corpo d 'annata · (Notiziario 11. 740 Capo II · Attività opera tiva - Seconda 7.o na - P11rngrafi: Bileéa e (;aclw - P.M. 39, 16 maggio 1943). (49) U.S.-S.M.E. - Busta 1444 - Conrnndo Supremo · (Diario swrico - Paragrafo: Comunicazioni e richies1e degli Enti e Comandi - P.M. 21, 15 maggio 1943). (50)

I bidem .

(5 L)

Ibidem .

(52)

I bidem .

(53) U.S.-S.rvt. E. - Busrn 1321 - Comando div is ione 'Emilia' - (Foglio n. 2295/0p di p ro t. - Oggetto: Disarmo dei celnici da parte truppe tedesche - Da gene ra le Ugo BurrA, comanda nte d ivisione 'Emilia ', Settore di Ca ttaro • A ge nerale Livio N F.G l{O, coma nda nte fa nteria divisio nale 'Emil ia' · A co lonne llo Paolo PANELLI - a maggiore Piel:ro I1v1AR IS1o : co mandanti dei Se ttori di Leden ice e Me rcine - A l maggiore D EVOTO. co manclnnt e battagl io ne ·Orjen' - P.M. 155, 15 maggio 1943).

(54) U .S.-S.M. E . - Busta 132 1 - Coma ndo d ivis ione 'Emilia' - (Diario storico - Seuore Cauaro - P.i'vl. 155, 15 maggio 1943). (5.'i ) U.S.-S.M.E. - B us la lT 321 - Comando VI Corpo d'ar mata - (No1iziario n. 739 Capo l ii - Attiv ità o pe rat iva - Se conda zona - Parag rafo: Muswr - P. M. 39, 15 maggio 1943).


Note al capitolo i 11

633

(56) U.S.-S.M .E. - Busta !T 321 · Comando VI Corpo d'c1rma la - (N01iziario n. 740 Capo Ili - A ttivi tà operat iva - Terza zona - Pa ragrafo: Gack o - Le rtera a) PM . .W. 16 maggio 1943). U.S.-S.M.E . - Busta 1T 32 1 - Con1c1ndo VI Corro d'anna ta - (Nmi ziario 11. 741 (57) Ca po 11 1 - Attività operativa - Terw wna - Parngrafo: Gllcko - P.M. 39. 17 maggio 1943). (58)

Ibidem.

(59)

Ibidem .

(60)

Ved i no ta n. 56 - Capo IV - Va rie -Seconda zona - Paragrafo: Trebi11 je.

(61 )

Ibidem - Paragrafo: /vlo,tar - Leltc ra a).

(62)

Ibidem- Para grafo: Mostar - Lette ra cl).

(63) U.S.-S.M.E. - Busta IT .'i3 - - Comando Supc rs loda - (No1i ziario A.C. [Affo ri civili) 11. 5 - Capo 1I - Compo rta mento autorità croate - Paragrafo: Moswr - P.M. ](), 15 maggio 1943). (64) U.S. -S.M E - Rusta IT 32 l - Co ma ndo VI Co rpo d'armal a - (Notil) llrio 11. 7-10 Capo IV - Va rie - Seconda zona - Paragrafo: Ragusa· P.M. 39. 16 maggio .1 943). Le voci d ' un possib ile sgombero delle trup pe ital iane ebbero immediate ripercussion i su l rnpporto d i cambio kune-lira. La lira perdelle due punti ed il ca mbio da 7 passò a 5. (65) U.S.-S.M.E. - Busta IT 32 1 • Comando VI Corpo d 'a nna ta - (Noliùario 11. 741 Capi JV - Varie - Seconda zo na - Pa ragrafo: Ragusa - Let te rn a) - l'. M. 39. l 7 maggio 1943). (66)

lhidem .

(67) U.S.-S.M.E . - B us ta - Comando d ivisio ne 'Emilia' - (No1iziorio giomalieru - Pun to 13 - P.fvl. 155. l I maggio I943). Il Noli<.iario gio rr/(/ fiero d e lla d ivisio ne 'Emilia ' non porrn mni il numero p rogressi vo. (68) U.S.-S.M.E. - I3usla IT 53 · Cornllndo Supers loda - (No1iziario 11.C. [A ffar i Civili] n. 5 - Ca po I • Propagand a a nlita li n11 n - Paragra fo: Cirq11e11i,,z,o - P.M. I O, 15 maggio 1943). (69)

U.S.-S.M.E . - BuSlB IT 385 - Coma ndo XV II[ Cor po d 'a rmal a - (Notiziorio

11.

171 - P.M. I 18. 20 giugn o 1943).

In allegato traduzione in ita liano de l bando. d atalo Zagabria l l maggio 1943 3 ALLEGAl'O A l. l'RF.SF..'\T E CAPITOLO.

V ED I DO ·

CuMENTO .'\.

(70) U.S.-S.M E . - Busta 1233 - Comando d ivis ione 'M urge' - (N01izi11rio giomaliero n. 126 - O ipo IV - Va rie - Seco nda zo na - Pa ragrafo: Set/ore Ragusa - P.M. 154, 11 maggio 1943).


/)(1/,nazia - Una cronaca per la swria

634

J ,11 ' Murge' completava la notizia aggiungendo: « Viene segna/aro, però, che maggior .tuccesso avrebbe av1110 la nosm, iniziariv" qu"lora l'autorirà iwli(ltl(I garantisse ai miliziani, ol1re la vira, il riromo alle loro case. L'i111erna111e1110 in 1111 campo di concentra111e1110, ove gli inrenwri, secondo la convi11zione più diffusa fra i mi/izia11i soffrono la fame, non induce infa11i m olti di essi ad arrendersi. perché preferiscono patire la fame ed i disagi presso i reparti anziché perdere la libertà».

(71) U.S.-S.M.E.- Busta 1T 11 - Comando VI Corpo d'armata - (Notiziario 11. 738 Capo IV - Varie -Seconda zona. Paragrafo: Mostar - Lettera c) · P.M. 39. 14 maggio 1943). (72) U .S.-S.M.E. - Busta 132 1 • Comando d ivisione ' Bergamo· - (Diario storico · PM. 73, 12 maggio 1943).

li 30 maggio (Foglio 7060/0 p di prot. - Oggetto: Rendimento /ruppe croale), il generale Umbe rto SPK,O, coman d11111e de l XVIII Corpo d 'armarn, segnalava a lla 2" Armata che: «è stato necessario disamwre i miliwri croati clte presidiavano Vucpo/je [probabilmente Vrpolje, circa 18 km in lin ea d'aria a sud-est di Signo - n.d.a), ele111e111i della J(Y' cp. del Ili htg. volontari pere/i{: / .. .j si sono rifiwari di pres/are servizio ed hanno proibiro al magazziniere di prelevare a Signo i viveri occorre111i al reparto». - (U.S.-S. M.E. · Ousta IT 385). (73) U.S.-S. M.E. · Busta 1321 . Conw ndo divisione ·E mili,1 ' • (Te lescritto n. 7420/0p - Se nza oggetlo - Da com11ndo VI Co rpo d 'armata - Firmato gen era le Sandro PlAZ7.01"1• A comandi d ipendenti - P. M. 39 · Ore 09.40, 16 maggio 1943). Il te lescritto è allegat o al fogli o 23 19/0p del Coma ndo settore militare cli Cattaro • Oggetto: Disarmo cemici e V./\.C. da p111·1e m,ppe tedesche· Firmato generale Ugo B U1TÀ - A comandante la fanteria divisionale · A comandanti scnori - A comandante battaglione 'Orjen' - P.M. 155. 17 maggio 1943 · Vr.Dl DOClJMr,;,iTQ N. 4 ALLEGATO A l. PRESENTF. CAPITOLO.

(74)

Ibidem.

(75)

Ibidem.

(76) U.S.-S.M.E. - Busta 1233 - Comando divisione ·\,forge· - (Notiziario giomc,liero 131 • Capo IV - Varie - Seconda zona - Parag rafo: S011osc11ore TrebiSnjica - P.M. 154 - 17 maggio 1943).

11.

(77) U.S.-S.M.E. - Busta 321 • Comando VI Corpo d 'armat a· (Notiziario 11. 740 • Capo I I I • Attività operativa • Terza zo na - Parag rMo: Cada> - Lette ra e) • P.M. 39, 16 maggio 1943). (78) U.S.-S.M.E. - Busta 1233 • Comando d ivisione ' Murge'· (Noriziario giom tdiero 11./30 - Capo Jll • Attività operat iva - Seconda zona - Paragrafo: So//oserwrt: Trebifajicfl P.M . 154. 16 maggio 1943). (79) U .S.-S.M.E. • Bus1a 1233 • Comando divisio ne ·Murge· · (iVoriziario giornaliero n. 132 • Capo IV· Varie · Pa ragrafo: Solloseuore TrebiJnjica. Punl o 8 • P.M . 154. 18 maggio 1943). (80) U.S. -S.M.E. • Busta 1233 • Comando divisio ne ' Murge'. (Noriziario giomaliero n. 130 • Capo III· Attività operativa - Seconda zona - Paragrafo: Souoseuore 'frebisnjica P.M. 154 - 16 maggio 1943).


Note al capirolo 11l

(81)

635

Ibidem.

(82) U.S .-S .M.E .•. Busta IT 321 - Comando VI Corpo d'armata - (Noriziario n. 742 Capo I II - Attività ·operativa - Paragrafo: Bileéa - P.M. 39, 18 maggio 1943). - U.S.-S.M.E. - Busta 1233 - Comando divisione ·Murge ' - (Noriziario giornaliero n. /32 - Capo III - Attività operativa - Paragra fo: Souosellore Trebisnjica - Punto 6 - P.M. I 54, 18 maggio 1943). « La predetta colonna che s.i è direi/a in un primo remp o verso frebinje, è ritornata s11ccessivame111e indierro avviandosi per la rotabile di Vi/usi. li colon11ello coma11da111e /tedesco n.d.t1.j chiamato 11 colloquio dal Sig. Generale Giannuzzi ha dichiaraw che si dirigeva in Monlenegro ».

(83) U.S.-S.M.E. · Busta IT 32 1 - Coma ndo VI Corpo d'armata - (Noriz iario n. 742 Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Ragusa - Lelte ra e) - P.M. 39, 18 maggio 1943). (84)

Ibidem.

(85)

·thidem.

(86) U.S.-S.M.E. - Busta IT 7 1 - Co ma ndo VI Corpo d'arma la - (Fogl io n. 7585/0p di prot. - Segre to . O ggetto: Siruazione po/irica - Da coma ndo Vl Corpo c1·a rmata - Fi rma to gene rale Sandro P IAZZONI • A comando 2'' Armata - P.M. 39. 18 maggio 19_43). (87) U.S.-S.M.E. - Busta IT 321 - Coma ndo VI Corpo d'arma ta - (Notizi11rio P.M. 39, 19 maggio 1943).

11.

743 -

In allega to il foglio : «Pre fettura ' Dubrava'», datato Ragusa 18 maggio 1943. (88) U.S.-S.M.E. - B usta IT 321 - Coma ndo VI Corpo d'armala - (No1iz iario n. 750 Capo IV - Va rie - Seconda zona - Paragrafo: R11g11sa - Lettera e) - P.M. 39. 26 maggio 1943). (89)

Vedi no ta n. 86.

(90)

Ibidem.

(9 1) lJ.S. -S.M. E. - Bust.:i 1321 - Comando divisione ' E milia' - (Diario florico - P.M. 155, 17 maggio 1943). (92) U.S.-S.M.E. - Gusta 1321 • Co ma ndo divisione ·Em ilia' - (Diario sro rico - P. M. 155, 18 maggio [943). (93) U.S.-S.M.E. - B us ta 1233 - Comando divisione ' Murge ' - (No,iziario giornaliero n. 131 - Capo 111 - Attivitì1 operativa - Seconda zona - Paragrafo: S011osettore Trebisnji<:a P.M . 154, 17 maggio 1943). (94) U .S.-S.M.E. - Busta 1T 32 1 - Coma ndo VI Corpo d'arma la - (No1iziorio n. 741 Capo IV - Va rie - Seconda zona - Paragrafo: Mostar - Lettera e) - P.l'vl. 39, 17 maggio 1943). (95)

U.S.-S.M.E. - Busta IT 321 - Co ma ndo VI Co rpo d'ar ma ta - (Nmiziario n. 742 -


636

Dalmazia - Una cronaca per lo storin

Capo IV - Va rie - Seconda zo na - Paragrafo: S1ofac - P.M. 39, 18 maggio 1943). (96) U.S.-S.M.E. - Bust.a IT 1233 - Comando d ivis ione 'Mu rge ' - (Noti;-_iario giornaliero n. 132 - Capo IV - Varie - Seconda zo na - Paragrafo: Sottoseuore Trebi.frijico - P.M. 154, 18 maggio 1943). (97) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 321 - Comando VI Corpo d'armata - (Notiziario 11. 743 Capo IV - Varie - Seconda zona - Pmagrafo: Mostar - Lette ra d) - P.M. 39. 19 maggio 1943). U.S.-S.M.E. - Busta 1233 - Coma ndo d ivisione ' Murge ' - (Notiziario giornaliero Ili - Attivi tft operativa - Seconda zona - Paragrafo: So11ose11ore Trebifojica Punto 3 - P.M. 154, 18 maggio 1943). (98)

n. 132 - Capo

(99) U .S.-S.M.E. - Busta l321 - Comando divisione 'Emilia' - (Notiz iario g iornaliero Punto 17 - P.M . 155. L9 maggio 1943).

( LOO) l hidm1. (lOI} U.S.-S.M f.. - Busta 1T 19 - Comando Supremo - (Fog lio n. 6/7 di prol. - Ogge tto: Notizie dalla Croazia - Da generale Gi useppe P1ÈCHE - A Ministero affa ri este ri - Roma. 19 maggio 1943). (102) U.S.-S.M.E. - Busta 144 4 - Comando Suprem o - (Diario s1orico - Paragrafo: Collef?.ammto con le FF.A/1. gen1111nid1e - Punto 4 - P.M. 21. 19 maggio 1943). ( 103) fbide111. ( 104) l hidt:111. (105} Helmur Heiber - I litler Stratega - (Titolo o riginale : 1-fitlers Lagebesprechungen Dcutsche Verlags-A nsta lt - Sl uttgart, 1962) Traduzione di rvta rio Paho r - Arnoldo Monda dori Editore - Mi lano 1966 - Capitolo: «Colfoq11io del 79 maggio 1943 m1 il Fiihrer ed il Feld111arescialfo /(eitel» - Pag. 117 e seguenti. La riunione de l 19 maggio non porta l'ora d'inizio ma , quasi certamente fu la p rima dellil giornata poiché nel resoco nto, pe r due volle. s i accenna a ric hieste fa tte «questa matt ina». Se la riunione avesse avuto luogo la sera, vi sarebbe stillo qualche ri ferimen to a l telcspresso per Mussou:--01spedito alle 21,05. In ogn i modo ne l teso manca q ualsiasi rife rimen to ad avven iment i del pomeriggio. (106} I bidem - Pag. 122. (107) Ibidem - Pag. 132 . ( l08) Benito Ml!SSOLJN J - Opera Omnia - A cura d i Edoardo e D uili o SUSM EL - Volume .X)CXI (4 gennaio 1942 - 12 settembre 1943) - Ed iz ione 'La Fenice· - Firenze .1960 - .Pag. 250 e seguen ti. (109) Ibidem - Punto I. - Letlera de l FOHRER a MUSSOLINI. ( I IO) Ibidem - Punto J..


Note nl cnpitolo Ili

637

( 111) Ibidem - Punto 2. (112) Ibidem - Pun to 3. ( 1J3) I bidem - Punto 4. ( 114) Ibidem - Pun to 4.

(1 J.5) ibidem - Punto 4. (I 16) I bidem - Pun to 1 - Rispost<1 di

MliSSOLIN I al FCIIRER.

(117) lhùlem - Punto 3. ( 118) Ibidem - Pun to 4. (119) lbide111 - Punto 5. ( 120) Ibidem - Punto 5.

l l2 l) Ibidem - Puntu 7. Cl22) l hide111 - Punto 7. (123) U.S.-S.M.E. - Busl,1 1444 - Comando Supre mo - (Diario swrico - Paragrafo : Collegnme1110 con le FF. AA. germanich e - P.M . 2 1. 22 maggio 1943). (124) lbidi:111. (125) Vedi nota n. 104 - Ca pitolo: Colloq11io del 20 11111ggio 1943 Ira l-lrn.101 ,, il Sonde1:fiihrer V0/1 NEUIUT/1 - Pag. 150. (126) l bitle111 - Pag. 15 l.

( 127) M.A.E.-A.S.D. - Jugoslavia 1943 - Busta 136 - F11scicolo I - (Foglio se nza 11 di prol. - Po rta in tes111: Appumo per il 111i11is1m Pil!lromarchi - Princi pr,li lelegrnmrni scambiati tra i capi cetnici e il gen. M111AJ1,ov1( - Non firm ato - Paragrafo 4: /?apponi 1ru ce/1/ici ed iwliani - Tclegrn mm r, di Ji;vflEVI( a M11-1,, .1 1.ov1e-. de l 22 maggio 1943 - Roma. 6 giugno 1943). (128) Ib idem. (129) Ibidem - Telegram ma di JEvnF.v1C a i'vl li·tA.11.ov1é' de l 24 maggio l 943 (130) Ibidem -Telegram ma di M

ll-lAJ L.OV lé

a J EVOEVlé del 18 maggio [943.

(13 1) U.S.-S.M.E. - Bustn 1233 - Coma ndo divisione ·Murge· - (No1i ziario giornaliero n. 136 - Capo IV - V,irie - Seco ndn zona - Paragra fo: Souo.1·e11ore hebi.vnjica - Punto 4 - P. M. 154,22 rnaggio 1943). ( 132) U.S.-S.M.E. - Busta IT 53 - Comando 2" Arma la - (No1iz iario .A.C. [Affori civili]


638

Dalmazia - Una cronaca per la s1oria

n.6 - Capo Il[ - Attività cetnica - M.V.A.C. e m uss ulmana - Paragrafo: Mos/ar - P.M . 10, 15 g iugno 1943). ( 133) Ibidem. (134)

Ibidem.

(135) U .S.-S.M.E. - Busta 1233 - Com ando divisione 'Murge' - (Notiziario giornaliero l38 - Capo IV - Varie - Seco nda zona - Paragrafo: Ragusa - Punto 8 - P.M. 154. 24 maggio 1943).

11.

( 136) U.S.-S.M.E. - Busta 1233 - - Comando di vis ione ·M urge '· (No1iziario giornaliero

n 145 - Capi IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Ragusa - P.M. 154, 31 maggio 1943). (137) Ibidem. ( 138) U.S.-S.M.E . - Busta 1T 321 - - Comando VI Corpo d 'annata - (Notiziario n . 746 Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Sto lac - Leltera b) . P.M: 39, 24 maggio l943). (139) U.S. -S.M.E. - Busta IT 321 - Comando Vf Corpo d'armata · (No1iziario n. 749 Capo IV - Varie - Seconda zo na · Paragrafo: Bileéa . P.M. 39, 27 maggio l 943). ( '140) U.S.-S.M.E. - Busta IT 321 . Coma ndo VI Corpo d 'armata - (Notiz iario n. 753 Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Bileéa - P.M. 39, 29 maggio 1943). (14.1) U.S.-S.M.E. - Busta 321 - Comando VI Co rpo d 'armata - (Notiziario 11. 763 . Capo IV - Varie - Second,1 zona - Paragrafo: Gacko - Lettera e) - P.M. 39, 8 giugno 1943). (142) U .S.-S.M.E. - Bus ta 1233 - Comando divisione 'Murge' - (Notiziario giornaliero n . 154 - Capo IV - Varie - Seconda zona . Paragrafo: frebinje - P.M . 154, 16 giugno 1943).

( 143) Ib idem . (1 44) l J.S.-S.M.E. · Busta 1444 - Comando Supremo - (Diario storico - Paragrafo: Dire//ive ed ordini impartiti - Punto I - P.M. 21, 26 maggio 1943). (145) Ibidem . ( 146) U.S.-S.M.E. - Busta IT 321 - Coma ndo VI Corpo d'armata • (No1iziario n. 750 - A llegato · P.M. 39, 30 maggio 1943) - V l:òl)J DOCU:v!ENTO ~- 5 ALLEGATO AL PRESENTE CA PITOLO. ('147) Ibidem. ( 148) U.S.-S.M.E. - Busta IT 321 · Coma ndo VJ Corpo d'armata - (Supplememo n Notiziario n. 754 - Sit uazione pol itica a fine maggio ·1943 - Paragrafo III: Azione tedesca per il disarmo dei Celnici - P.M. 39, 30 maggio 1943) - VED I llOCU:'v!ENTO N. 6 ALLEGATO AL PRE· SE!\TE CAPITOLO.

(149) ibidem . ( 150) Ibidem.


Note al capitolo Ili

639

( 151) Ibidem · Paragrafo IV: Que.Hione cetnict1. ( 152) Ibidem. (153) Ibidem . (154) Ibidem. (1 55) U .S.-S.M.E. · Busta IT 32·1 · Coma ndo VI Corpo d'armata . (.Supplem ento a Noriziario n. 786 · P.M. 39, l • lug lio I 943). (156) Ibidem . ( 157) Ibidem. ( 158) M.A.E .-A.S.D. · Jugoslavi a 1943. Busta 136. Fascicolo 3. (Telespresso n. 34471334 · Senza ogget to · Da conso lato ge nerale d 'Ita lia a Rag usa. Firmato console genera le Amedeo MAMMALELLA • A legazione d 'Italia a Zagabria. Pe r conosce nza a ministe ro a ffari este ri, Roma · Ragusa, 4 g iugno 1943) · VEDI DOCUMENTO :-1. 7 i\LLEG/\TO i\L PRESEN· T E CA PITOLO.

('159) Ibidem . (160) Ibidem. (161 ) Ibidem. ( l62) U .S.-S.M.E . - Busta 144 - Comando Supremo - (Diario s rorico - Paragrafo: Co1111micaz io11i e rid1ies1e degli F:nri e Comandi - Pu11to 1 - P.M. 21, 18 maggio 1943).

( 163) U.S.-S.M. E. - Busta 1T 71 - Comando 2" Armala - (Fogl io senza n . di prot. - Porta a l centro: Comando Seu ore d i Mostar - J\ccordi Fa il generale di Divisione Amico[. ..} e il 1ene111e generale Ze/lner f ... } relarivi alla cessione della zona di Mosrar - Fi rmato genera le Giuseppe AMICO e lenente genera le ZELLN ER - Mostar, 28 maggio 1943). VED I DOCUMEN· TO N. 8 ALLEGATO AL PRESENTE CA PITOLO. ( 164) I bidem - Paragrafo I - Lettera a). ( 165) Ib idem· Pa ragra fo I • Lettera b ). (166) U.S.-S.M.E. - Busta IT 18 - Comando 2° A rmata · (Fogl io senza n. cli prot. · O ggetto: Arieggiamento popolazione iv/ostar verso i redeschi - Da comando 2·' A rmata · F irma to coloanello Vincenzo CARL..ò. - A Ufficio collegamento del ministero affari este ri con co mando 2" Armata - P.M. LO, 19 giugno 1943). ( 167) U.S.-S.M.E. - Busta IT 53 - Comando 2" Armala - (Notiziario 11.C. [Affari C ivili]

11.6 . Capo IV . Attività cetnica , M.V.A.C. e mussulmana - Paragrafo: Mosrar - P.M. 10, L5 giugno I 943). (168) U.S.-S.M.E. - Busta lT 321 - Comando VI Corpo d 'armala - (Noriziario n. 761 • Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Mostar- Let tera b) - P.M . 39, 6 g iugno 1943).


Dalnw zia - Una cronaca per la sto rit1

640 ( l 69) Ibidem

(170) U.S.-S.l'vl.E. - Busta 1T 32·1 - Comando VI Corpo d'armata - (Notiz iario Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Mostar - P.!VI. 39, 8 luglio l 943).

11.

793 -

(171) U.S.-S.M.E. - Busta IT 32 1 - Comando VI Corpo d'armata - (.Notiziario 11. 760 Allegalo - P.M. 39, 5 giugno 1943) - VF.DI DOCUME1'TO " · 9 Al.l.EGi\TO AL PRE.'iENTF, CAPITOLO. (172) Ibidem.

CJ 73) lJ.S.-S.M.E. - Busta IT I l - Comando VI Corpo ct·a rmala - (Notiziario 11. 779 . Capo IV - Va rie - Seconda zo na - Paragrafo: Bileéa - P.M . 39. 24 g iugno 1943).

(174) U.S.-S.l'vl.E. - Rusta IT 89 . Comando 2" Armala - (Telescril.lo n. 1029 1 - Senza oggetto - Da Stato l'vlaggiorc esercito - Ufficio operazioni - Firmato ge nera le Gi use ppe DE STEFANIS - A com11ndo 2'' Armata - P.M. 11, 3 l maggio 1943). (175) U.S.-S.M .E. - Busta IT 321- Comando VI Corpo d'arm ata - (Ordinam:a - Firmata generale Sandro Pt/\ZZONI - P.M. 39. l giugno 1943) - VEDI DOClJ.MENTO ~- 10 ALLEGATO AL PRESE:-:Tt:'. CAPITOLO. ( 176) Ib idem. (177) M.A.E.-A.S.D. - Jugosla via l 943 - Busta 136 - Fascicolo 4 - (Foglio senza n. di prul. - Oggetto: Relazione s11l/'1111iviuì svolw a Rag11sa - Non firmato [manca l'ultimo l'ogliol - Al Comando 2" Armata - Senza ind icazione di località - Senza data. probabilmen te dei primi di giugno 1943). V~Dl l)(}CUMF.NTO N. 11 ALLlòGATO A L PRESENTE CM'IT()I.(). Con quattro allegat i: Ordina nza de l 1° gi ugno ]943 a firma generale Sandro Piazzoni (ali. l) - Lettera a Dobroslav .IF.VDEV!é, non firmala, se nza da ta (all. 2). Lette ra a Bobo Po1m 1=:K,\, no n firmata, senza data (all. 3). Lettera al maggiore Pctar 8 Aéov1é, non firmata, senza data (all. 4). ( 178) Ibidem - Re lazione. ( 179) Ibidem - Relazione e lettera (ali. 4). (180) ibidem - Lette ra (ali. 3). «Mio caro 1/obo, sei ancora molto piccolo, ma la luce d 'intelli_~e11 za che brilla nei woi occhi //li dice che posso parlarti come potrei parlare ad un 110 1110 . !\scolta la 111ia parola, piccolo Bobo, e ricordala quando u11 gio m o 1u sllmi il capo trn la t11t1gc:n re. perché 111 dive111erai cer1am e111e 1111 capo. Di quello che sentimi dire di noi iraliani credi sollamo una sola cosa: ch e 11oi sia1110 uomini d 'onore, che sappiamo J11.n111enere, a qulll1111q11e costo. la parola daw e che la Jì·a1ellanza d'armi che si 1! creaw i11 cento comha11imenri tra italian i e serbi non sarà mai smentita da noi. Piccolo [fobo, io li S(lluw in nome dei mille e 1nille balllbini d'lwlia che se li conoscessero sarebbero in camati della 11w gentiit'.;,za, i11 noJ/1.e dei m ille e m ille oscuri soldati d' Italia ch e, di loro iniziativa e per nawmle ùn1ndso del cuore. hanno salvato migliaia di bamhi11i serhi. lo ti a11xùro w 1 a v venire luminoso e .fefa·e, insieme alla 11.1a mamma gen tile, in 11nn pace fecon da che consema al tuo ed al popolo iwliano di vivere n Jìrmco fhluciosi e sereni. lo ti a11-


Note al capitolo lii

641

guro, piccolo Bobo, con uwa In forza dell'animo mio. che /11. non debba mai c01H,scere gli o rrori della guerm, che fu possa an zi divenire il signore del/li pace». A l piccolo Bobo Po DREKA.

(181) Ibidem - Lettera (ali. 3). (182) lbhlem - Re lazione (183) lbillem - Re lazione . ( 184) U.S .-S.M.E. - Bus ta IT 85 - Coma ndo Carabinieri del la Dalmazia - (Promemoria R.P. 73 - Da coma ndo Carabinieri de ll a Da lmazia - Firmalo co lo nne llo G iuseppe Burri -

Al Governo dell a Dalmazia - Segre te ria partico lare - A l comando della 2• A r rn11ta - Ullie io 'l' - P.M. 141, 8 luglio 1943). ( 185) U.S.-S.M.E. - Bu,lct 1485 - Coma ndo Sup remo - ( n iario storico - A lleg.ato - Oggetto: Riassumo del colloquio di Salonicco - Firmato colonn e llo Tommaso ORIGNOLO - P.M. 10, 8 giugno 1943). Al tra copia (U.S.-S .M.E. - Busta l'l' 89 - Comando 2" Armata) che si differenz ia da l precedente documento poiché porta in premessa il programma della visita - Alla fine d e l documen to, c he è identico nel testo. il co lon nello Tommaso GRI GNOLO ha scritto di proprio pu gno le seguen ti parole: « li gen. LotIR mi incarica di presentare ali' Ecc. Rono1n i s Hoi panico/ari saluti» - V ED I DOCUMENTO N. 12 ALLEGATO AL PRESENTE CAPITO LO. ( 186)

Ibidem.

( 187) Ibidem . ( 188) U.S. -S.M.E. - Busta JT 32·1 - Corn11 ndo V I Corpo d'anna ta - (No,iziario 11. 710 Capo IV - Varie - Second,1 w1ia - Paragrnfo: Moswr - P.M. 39, 16 aprile 1943). (189) U.S.-S.M.E. - Rusta lT 321 - Coma ndo V I Co rpo d'arma ta - (No,iziario 11. 708 Capo IV - Varie - Seconda 7.ona - Pa ragrafo: 1'vtos1ar - Lettera a) - P.M. 39. 14 ap rile l 943) . La deleg.izione era composta da l podestà d i Mosta r Erica SALIH, da l Muftì d i Mostar. d,1 Afaz Omer Dl'.ABl<'. Osma n SEH lé, Ibrahim FEHlé, Mustafìi BABlé . E lj ub l<AB IL. ( I 90) lJ.S.-S.M.E. - Busta IT 321 - Comando VI Co rpo d'armata - (No1iziario 11. 709 Capo rv - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Moswr - Lellern a) - P.M. 39. 15 ap ril e 194.'l). ( 191) U.S.-S.M.E. - Busta IT 321 - Comando VI Co rpo d 'arma ta - (Notiz iario 11. 730 Capo IV - Varie - Seconda wna - Pnragn1ro: 1'vtos1ar - Leuera i) - P.M. 39. 6 maggio l 943) .

,, Viene 111wvm11eJ'lle confermato il .fàvorevole ri.rnltato della coscrizione 1•ulu111arit1 nelle SS fra i 111wsu/111a11i di Saraj1'.vO. I comandi tedeschi, non avendu /Jredisposw capi di ves1iario sufjkie11ti a 1111 così elevato 1w11U!ro di coscrilli. vestirebbero prov visuria11w11w i vo/011,ari con divise franci:si di preda bellica».

11.

('192) lJ .S.-S.M.I::. - Bus ta IT 76 - Comando 2" Arma la - (Notiziario politico -111ilitare 5 - Pa rie I - Pa rag.rafo IV: Croazia non occupata - P.M. lO. 15 rn;iggio 1943).


Dalmazia - Una cronaca per la storia

642

(l 93) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 319 - Comando Vl Corpo d'armata - (Telescritto 8224/0p - Senza oggetto - Da Stato Maggiore esercito - Firmato generale Ezio Rosi - A Supersloda • P.M. 10, 3 maggio 1943) - VEl) I l)()CUMENTO N. 13 ALLEGATO AL l'RES.ENTF. CAPITOLO. (194) U.S.-S.M.E. - Busta IT319 - Comando 2" Armata - (Noliziario A.C. [Affari civili) n. 7 - Capo IV - Attività e.etnica. M.V.A.C. e mussulmana - Paragrafo: Mostar - P.M. 10, 15 luglio 1943). (195) U.S.-S.M.E. - Busta IT 321 - Comando VI Corpo d'armata - (Supplemento a Notiziario n. 727 . Situaàone politica a fi ne aprile 1943 . P.M. 39, 3 maggio 1943). (196) Jbic/em . (197) Vedi nota n. 193. (198) U.S.-S.M.E. • Busta IT 319 - Comando Vi Corpo d'armala - (Foglio senza n. di prot. - Oggetto. Collaborazione con elementi mussulmani · Da comando 2" Annata - Firmato generale Mario R0Bon1 - A comando vr Corpo d'armata - P.M. 10, 8 maggio 1943) V EDI DOCUMENTO N. 14 ALl, JòGATO AL PRESENTE CAPITOLO. (199) Ibidem . (200) U.S.-S.M. E. - Busta IT 76 - Comando 2" Armata • (i\lotiziario politico-militare n. 5 - Paragrafo llf: Croazia occupata - P.M. 10, J5 maggio 1943).

(201) Ibidem. (202) Ibidem. (203) l/.S.-S.M.E. - Busta IT 71 • Comando 2" Arm ata - (Foglio n. 7950/A.C. [Affari civili) - Oggetto: L.iherazione mussulmani - Da generale Mario RoBonr - A Ufficio collegamento del ministero affa ri esteri con comando 2" Armata · P.M. 10, 19 giugno 1943). (204) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 321 VI Notiziario n. 742 - Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Mostar- Lett<::ra b) - .P.l'vl. 39, 20 maggio 1943). (205) U.S.-S.M.E. - Busta 1233 - Comando divisione ;Murge' - (Notiziario giornaliero 137 - Capo IV • Varie - Seconda zona - Paragrafo: 1\,fostar - Punto 12 - P.M. 154, 23 maggio l 943).

11.

(206) lbide1;1- Punto 9. (207) l/.S.-S.M.E. . Busta IT 321 - Comando VI Corpo d'armata - (Notiziario n. 743 Capo IV - Varie . Seconda zona - Paragrafo: Mostar - Lettera a) - P.IVI. 39, 21 maggio 1943). (208) Ibidem (209) Ibidem. (210) U.S.-S.M.E. • Busta 1233 - Comando divisione 'M urge' - (Notiz,iario giornaliero 139 . Capo lV - Varie . Seconda zona - Paragrafo: So11oselfore Frebifajica • Punto 8 P.M. 1.54, 25 maggio 1943).

11.


Note al capitolo li l

643

(211) Ibidem. (212) U.S. -S.M.E. - B us ta IT 32 1 - Comando VI Cor po d'armata - (Notiziario n. 753 Ca po IV - Varie - Seconda zon a - Paragrafo: Ragusa - P.M. 39, 29 maggio 1943). (2'13) U .S.-S.M.E . - Busca 1233 - Comando divisione 'Murge' - (NO!iziario giorn(l/iero

n. 154 - Capo I V - Va rie - Seconda zona - Paragrafo: Ragusa - P.M. 154, 27 maggio 1943). (214) U.S.-S.M.E. - Busta IT 321 - Comando VI Corpo d 'armata - (Notiziario n. 753 Capo IV - Varie - Seconda zona - Parngrnfo: Mosmr - Lettera a) - P.M. 39, 29 maggio 1943). Aggiungevi! il Corpo d 'ann ata: «Negli ambienti 111uss11/111(111i di Samjevo si dice che gravi provvedimenti saranno adotwti a carico dei due predetti 11.ffh:ia/i che hanno osato prosp,mare /(I veriuì sulla situazione della SS». (215) M.A.E.-A.S.D. - Jugos lavia 1943 - Busta 136 - Fascicolo 1 - (Foglio n. 5 d i prot. Ogget to: Influenza tedesca in C roazia - Da l l O senio re ltenente colonnello J Ca milio ROSSANO - A coma ndo ge ne rale della Mil izia Volontaria Sicurezza Naz ionale (M.V.S.N .) Servizio po litico - Pe r conoscenza: A Servizio coordinamen to - Senza ind icazione d i località. certamente Zagab ria. 8 giugno 1943 ).

(216) U.S.-S.M.E - B us ta 1T 321 - Coma ndo VI Cor po d 'armata - (No1izi(lrio 11. 746 Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Most(lr - Letre ra [) - P.M. 39, 24 maggio 1943). (217) U .S.-S.M.E. - Busta IT 321 - Comando VI Corpo d 'a(mata - (Notiziario n. 758 Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Mostar- Lettera e) - PM. 39, 3 giugno 1943). (2'18) Vedi nota n. 185.

(2 I9) Ibidem. (220) M.A.É.-A.S.D. - J ugosl11Via 1943 - Busta 136 - Fascicolo 1 - (Foglio n. 967/304 di prot. - Segre to - Oggetto: l ce1nici - Da U[(icio collegamento ciel min iste ro affa ri este ri con comando 2" Arma ta - Firmalo co nso le P11,RANT0,..;1 - A Ministero affari esteri - Ufficio Croazia - P.M. 10, 11 gi ugno 1943) - VEDI DOClJ~·IENTO " · 15 ALLEGATO !\L PRESENTE CAPITOLO. (22 1) U .S.-S.M.E. - Busrn IT 385 - Coma ndo XV I I I Corpo d'armata - (Noti.;iario n. I 55 - Allegato - P.M. 118, 4 gi ugno I 943 ).

(222) Ibidem. (223) Ibidem. (224) U.S.-S.M.E. - Busta 1233 - Coma ndo d ivisione 'Murge· - (Nolizù,rio giornaliero n. 158 - Capo [V - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Zona d'occupazione tedesca - Pun to 2 P.M. 154, 28 giugno 1943). (225) Ibidem - Paragrafo: Afostar - P unto 7. (226) U.S.-S.M.E. - Busta TT 32 1 - Com11ndo VI Corpo d 'armata - (No tiziario n. 783 Capo IV - Varie - Seconda zon a - Zona d'occupalione tedesca - Paragrafo: Mostnr - P.M. 39. 28 giugno l943).


Dalmazia • Una cronaca per la storia

644

(227) Ibidem. (228) U.S.-S.M.E. • B usta 1T 78 · Comando 2• Armata · (Foglio n. 18297/S di prot. Oggetto: Modus ,,ivendi /l'a cetnici e 1edeschi - Firmar.o co lonnello Vincenzo CARLA, capo ufficio · J' della 2' Armata - A Ufficio collegamento del ministero affari este ri con comando 2• Armata -. P.M. 10, 30 gi ugno 1943). (229) Ibidem (230) U'.S .-S .M.E . - Busta 1T 321 - Comando VI Corpo d 'armata - (Notiziario n. 786 Cnpo IV - Var ie - Seconda zo na . Paragrafo: Zona d 'occupazione 1etlesca - P.M. 39, I O luglio 1943). (23()

Ibidem.

(232) U.S.-S.M.E. - Busrn

rr 480 - Coma ndo divisione 'Marche· - (Notiziario gionwlie-

ro - Capo III - Attivi tà ribel li - Punto 8 - PfVI. 32, 9 lug lio 1943). (233) U.S -Stvl.E. - Busta rr 53 · Coma ndo 2" A rm ata - (Noti;;iario i\.C. IAffa ri civili] 11. 8 - Capo IV - Att ività cetnica, M.V.A.C. e mussulmana - Pa rngrafo: Nevesi11je - l'M. 10, 154 agosto 1943).

(234) U.S. -S.M.E . • Busta 1T 480 - Comando d ivisione ' Marche' - (No,iziario giomaliero - Capo J V - Varie · Paragrafo: Ragusa - Punto 15 - P.M. 32, 3 agosto I943). (235) U .S.-S.M.E. - Busta 1444 - Coma ndo Supremo . (Diario storicò - Paragrafo: Co1111111icazioni e richieste di E111i e Com11111li - P.M. 21, 29 lugl io 1943). (236) U.S.-S.M.E. - Busta JT 66 - Governatora to del Mon te n<::gro - Noti,.iario mensile n. 7 - Capi to lo C ro n7.ia - Paragrafo: Si11ia zione polilica in Bos11i(l-f-:rzegovina - Lettera b) •

fGiorno non indicatoj, lugl io

l 943).

(2:17) I bide111. (238) U.S.-S.M.E. - Busra 1T 480 - Comando divis ione 'Ma rche" - (No1iziario giornaliero - Capo III - Attività ribel li - Punto 8 - P.M. 32, 9 luglio 1943).

n.

(239) U .S.-S.M.E . . Bus ta 1T 76 - Corn;i nclo 2" Armata - (Noriziario Politico Mili1111·e 7 - Parte I • Paragrafo: Croaz ia occupata - P.rvl. IO. I 5 lugl io I943). (240) Ibidem. (241) Ibidem. (242)

/hùlem.

(243) Ibidem. Vedi a nche: U.S.-S .M.E . - Busta 1T 321 - Comand o VI Corpo ct·a rmata · (S11.pple111enro II jine giugno 1943-XX! • P.M. 39. I lug lio 1943) Vr.l>I DOCUMENTO 1'. 16 AI.Lr.GATO 1~L PRESl; NTr. CA l' ITOl.0.

11

Notiziario n. 786 - Siruazione politirn


Noie al capitolo I II

645

(244) U.S .-S.M.E. - Busta IT 32'1 - Comando VI Corpo d'a n nata - (Noriziario n. 762 Capo II - Att ività ribelli - Seconda 7.ona - Pllragrafo. Ra8usa - P.M. 39. 7 g iugno 1943). (245) U.S.-S.M .E . • Busta IT 480 - Comando d ivisione ·Ma rche' - (Noriziario giornaliero · Ca po IV· Varie - Paragrafo: Ragusa - Pun to IO - P.M.. 32, 6 luglio 1943). Ved i nota n . 238.

(246) Vedi nota n . 239. (247) M .A .E .-A .S.D. - Jugos lav ia 1943 - Bus ta 136 • Fasc ico lo I - ( Riglie llo senza n. d i prot. · Sc n7.a ogge tto - Da a rnbascialOre Luca PIETROM ARCH I, capo Ufficio C roazia d e l ministe ro a ffari es te ri - /\ minis tro Francesco SCAMMACCA d i collegamen to de l min istero a l"far i esteri con il Comando Supremo - Sc n7.a loca litit (ct!rtamen(e Roma). 19 g iugno 1943). (248) tvl.A.E.-A.S .D . - Jugoslav ia 1943 - Bus ta 136 - F;isc.:icolo l - (Fogli o n. 967/304 di pro t. - Segreto - Oggetto: I celnici • Da Ufficio d i eolleg;1mento de l mi niste ro affari este r i con il com,in do 2° A r mata - Firmalo console P1 ERANTON1 - A mi nistero affa ri este ri - U ffi cio Croazia - P.M. IO, l I giugno 1943). (249)

I/Jidm1.

(250) lhitlem. /\ margi ne nota a utografa de l Sottosegre tario di Stato agli affari este ri. ( ì iuseppe H/\STIA]'.11r-:1: In.falli in Dnl111azia io le avevo i11q1111dra1e con ufficiali iwlian i. Di questo errore io

feci fa/ suo tempo rilievo (Il S11persloda /,J i11a.m >ila10. (251 ) Ibidem. (252)

Ibidem .

(253) Ibidem. (254) Ibidem.. (2.'i5) U.S.-S.M .E. - Busta IT 76 · Comando 2" Arma ta - (Notiz iario 1>olilir.:o-militare n.7 - Pun to l i - Paragrafo : Croo~ia occupata - P.M. 10, 15 luglio 1943).

(256) Ibidem. (257) Ibidem . (258) U .S.-S.M.E . • Busta 150 1 · Stato Maggio re Eserc ito - (Telespresso n. 8/03936 Ogge tto: Riorg(l11iz znzio11e mifizia vofon/ari(I anti-con11111is1r1 in Croazia - Da min istero ,1ffar i es te ri - F irnrnto il so\losegre ta rio di S tato G iuseppe BASTIANl;\" J. A Comando Supremo Pe r conosce nza: a Slalo Maggio re eserci to - A U ffic io collcgamen io de l min is te ro affa ri este ri con co nrn ndo 2" Arrna1 a - Ro ma . 5 lug lio 1943). (259) M.A.E .- A.S.D. - .J ugoslavia 1943 - Bus ta 135 - Fascico lo 2 - (Appunto - Fir ma to ambasc iato re Luca PrETROtvJA RCH I, capo Ufficio C ro azia - Ro ma. 27 ma rzo 1943). Po rta il timbro: «Visro da{l "f:..'cr.:. il Souosegrewrio».


646

Dalmazia - Una cronaca per la st0ria

(260) Ibidem. (261) U.S.-S.M.E. - Busta IT 89 Stato Maggiore Eserci to - (Foglio n. 0066640/3 di prot. · Segreto · Oggetto: Legione croata per il fronte russo. Rimpatrio J" cp. complementi • Da Stato Maggiore Esercito · Ufficio coordinamento - Firmato d'ordine il generale capo del II Reparto, E. CAPPA· A: Comando Supremo, Ministero affari este ri , Ministero della gue rra , Ispettorato Anna fanteria, Supersloda, Missione mi litare ita liana in Croazia, Uffici vari dello Stato Maggiore esercito - P.M. 9, 13 aprile 1943). «Si dispone che solfo la data del 20 c.m. siano sciolri: a) la legione croara che ha operato in Russia; bj la 3" compagnia complemenri in addesrramento a Riva del Gardll. Vi provvede il XIX Corpo tl'armara».

(262) U.S.-S.M.E. - Busta 1495/2 - - Comando Supremo - (Foglio n. 2 1836/0p di pro!. . Oggetto: Collllborazione mi/ilare ira/o-croata - Da Comando Supremo · I Reparto - Uffic io operazioni Eserc ito • Scacchiere orientale - Firmato: il Capo di Stato Maggiore Generale, generale Vittorio AMBRos ro - A ministero affari esteri - P.M. 21, 14 aprile 1943) - VEDI DOCUMENTO N. 17 ALLEGATO AL PRESENTF. CJ\f'ITOLO. (263) Ibidem . (264) M.A.E .-A.S.D. - .Iugoslavia 1943 - Bus ta 135 - Fascicolo 2 - (Appwuo - Firmato ambasciatore Luca PrETROM ARCH1, capo Ufficio Croazia - Roma. 27 marzo 1943). Porta il timbro: «Visro dall't·cc. il Sorwsegrewrio». (265) Ibidem. (264) Ibidem. (265) Ibidem. (266) U.S.-S.M.E. · Busta 1443 - Comando Supremo - (Diario swrico - Paragrafo: Diretrive ed ordini imparriti - P.l'vl. 21, 14 aprile 1943). (267) Vedi nota n. 260. (268) lJ.S.-S.M.E. - Busta 1444 - Coma ndo Supremo - ( Diario srnrico - Pnrngrafo: Comunicazioni e riclriesre di Enti e Comandi · P.M. 2 l , 8 gi ugno 1943). (269) U.S.-S.M.E. - Busla IT 321 - Comando VI Corpo d'a rmata - (Notiziario n. 763 Capo TV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: :\4os1ar - P.M. 39, 8 g iug no 1943). (270) Ibidem - Paragrafo: Gacko. (271) U.S.-S.M.E. · Busta IT 76 • Comando 2" Armata - (Nori,,iario /JO!irico -111.ililare 11.7 - Parngrafo. Varie - P.M . .I O, 15 luglio 1943).

(272) U.S.-S.M.E. · Busta IT 480 - Comando d ivisio ne · Marche' - (Noriz iario giornaliero - Capo Il - Paragrafo: h ebinje - Punto 5 . P.M. 32, 20 lugli o 1943).


.Note al capitolo I ll

647

(273) U .S .-S.M.E. - Busta rr 321- Comando VI Corpo d'armala - (Notiziario n. 813 Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Ragusa - Lettera a) - P.M. 39, 28 luglio 1943). (274) U.S.-S.M.E. - Busta IT 53 - Comando 2" Armata - (Notiziario A.C. [Affari Civi liJ n. 7 - Capo IV . Attivi tà cetnica M.V .A.C. e mussu lmana - Paragrafo: Jì-ebinje - P.M. 10, 15 luglio 1943). (275) M.1-\.E.-A.S.D. - Jugoslavia 1943 - Busta 136 - Fascicolo 1 - (Foglio 11. 3667/'IOlJ di prot. - Segreto - Oggetto: Collaborazione militare ilaliana con le Forze Arm111e croate e con i cemici - Da legazione d'Italia a Zagabria - A minis tero affari esteri - Zagabria, 9 agosto 1943). Porta il timbro: Visto dal Capo del Governo (Pietro BADOGLIO). (276) U.S.-S.M.E. - B us ta 1T 1498 - Comando Supremo - (Foglio n. 23080/0p di prot. Segreto • Oggetto: Corso d'equitazione per militari della gendarmeria croma - Da Comando Supremo - Ufficio Operazioni Esercito - Scacchiere orienta le - Fi rmato il capo Reparto. generale Silvio Rossi - Allo Stai.o Maggiore Esercito - Per conoscenza a Miss ione militare ila· liana in Croazia - P.M. 2 1, 24 g iugno 1943).

«E' in svolgimento presso I.a Legione territoriale CC.IV?. di Roma un corso di equitazione per souu{ficiali e militi della gendarmeria cro(l(a. Poiché deui elementi, al termine del corso, dovranno svolgere mansioni di istrultore e di inquadramento nel costiluendo squadrone ullievi gendarmi a cavallo, il Comandame generale della gendarmeria croata ha espresso il desiderio che la durata del corw, già .fissata in tre mesi, venga prolungata p er 11.1110 il rempo ritenllfo necessario affinché i predetti allievi conseg1wno l'idoneità per svolgere le mansioni cui sono destinati». (277) U.S.-S.M..E. - Busta 1444 - Comllndo Supremo - (Diario storico - Paragrafo: Comunicazioni e richiesi<' di Enti e di Comandi - PM. 21, 22 giugno 1943). (278) M.A.E.-A.S.D. - Jugoshlvia 1943 - Busta 136 - Fascicolo I - (Fngli o n. 773/3/SI! di prot. - Oggett o: Influen za tedesca in Croazia - Da l I O seniore (tenente colo nne llo ] della Mi lizia Vo lontaria Sicurezza N azio na le (M.V.S. N.) Camillo RossAtsO - A Coma ndo Gen erale della M.V.S.N. - Servizio pol itico - Per conoscenza a Ufficio coordinamento - Scn7.a località, certame nte Zagabria, 1° g iugno 1943) - VEDI DOCUME:S.'T() N. 18 ALLEGATO AL PRESENTE CAPITOLO. La divisione 'Murge' nel Notiziario giornaliero n. 157 de l 24 giugno (U.S.-S.M.E. - B usta 1233), r iportava: ,,Le formazioni tedesco-croa/e a11ualmeme disloca/e in Croaz ia f. ../ sa - . rehhero le seguenti: I - 'La vska Divizija', Divisione Leone, cumposw di circa fl.000 tedeschi e 15.000 croati con quadri e souujficiali in maggioranza tedeschi. / ... /. 2 - 'Vrasja Divizija'. Di-

visione Diavolo, costiwila come la precedente f. .. /. Sono inoltre in via di coslituzione d11e divisioni SS croate che inquadreranno 1111 complesw di 50.000 uomini. Sull'origine di ulli Jornwzioni risulta che in un colloquio avvenuto alcuni mesi fii tra il FONtllitl ed il POGLAVNIK, quest'ultimo richiese al Capo del 8eich l'invio di nuove. .fi,rze iedesche in Croazia per il mantenirnento de/l'ordine in Bosnia, Erzegovina e /Jalmazia. In quell'occasione, avendo il FONRER risposto che non poteva aderire a· ude richiesra, fu decisa la crea zione delle SS croate. Esse riceveranno dalla Genn.ania viveri. materiali ed equipaggiamento; l'armamento. pure tedesco, sarà di tipo pilì moderno e perfezionato di quello in


648

Dalmazia · Una cronaca per la storia

dotazione llila divisione 'SS Principe Eugenio'. I comandi saranno ricoperti da ufficiali tedeschi; lo Stato ivtaggiore sarà tedesco e croato/... / . La truppa sarlÌ composta di volontari. di soldati croati e di militi usrnscia, raccolti in Bosnia, Erzegovina e Dal,nazia. Circa /5.000 uomini. di cui ! .500 mccolti nella zona di Mosll/r ed 8.000 in quella di Sarajevo, sono gicì partiti per la Germania per un periodo di llddestrarnento."

(279) Ibidem . (280) Ved i nota n. 278 · VEDI DOCUMENTO N. 18 ALLEUAl'O Al.. l'RESF.:,.<TE Ci\PITOI .O.

(281) U .S.-S.M.E. · B usta IT 480 · Comando divisione ' M arche' · (Notiziario giornaliero - Capu lll - Varie - Paragrafo: Ragusa - Pun to 6 • P.M. 32. 1° luglio 1943). (282) lhidem. (283) Vedi nota

11.

280

(284) lhidem (285) Ibidem. (286) M.A.E.- /\.S.D . • Jugoslavia 1943 • B usta 136 - Fascicolo l - (Foglio senza n. d i prot. - Segreto - I n due copie . Oggetto: Questione monarchica - Da legazione d'Italia a Za gabria. Firmato il ministro Raffae le CASERTANO - A ministero affari esteri - Zagabria. 12 giugno I 943) • VEDI DOCUMENTO~- 19 ALLEUATO AL PI.H :SENTE C,\l'ITOl.0. Sul primo foglio. il timbro: Vis10 dull 'Ecc il Souosegrernrio.

(287) Ibidem . (288) 1/Jidem. (289) lbide111. (290) G i an N ico la A il>IO R E' n ·1 - La vicenda italo-croma nei dor;u11um1i di Aimone di Savoia (7941-1943) - Casa Editrice ' Ypotesis' · Rapallo 1979 - Capo XX I I I: La 111u!stione mo narchica . Pag. l86.

Nel capo XXI II viene riportata intcgrnl mente la nota del ministro Raffae le CASERTANO (Vedi notn n. 286), precedu ta eia un ampio commento cri tico. (29 1) Leonardo SIMONI (pseudonimo di Michele LANZA) - Berlino - A mbasciata d'!talill 1939-1943 - Miglioresi Edi tore - Roma. 1946 - Annotnzione di venerdì 14 rn;iggio 1943 Pag. 335 e seguenti. .-Let tera personale di AI .Fll'RI a Mt iSS01.1N 1: Un colloquio .fìssato per srn11111ne co11 von non hll pilÌ ll vuto luogo per l'improvviso mancato arril'o di quest'11lti1110. Poiché non sono riuscito a sapere quando il Ministro degli Eswri passerà da Berlino, per recarsi al Quartier Gc11ertde, ho ritenuto opport11110 di con.ferire con il Sot/Osegrelario von Sn·:l:JvGf<ACIIT /Gus111 v !\do~f S1ee11gracht vo11 Moyland/. Il colloq11io lw avulo, perwnto. una minore im/Jorwnza solamente dal punto di vista for111a le, perché sono sicuro che 1111w 11uan10 ho del/O al /JarOrl!! VOI/ STEENCR!lCtrr in nwdo chiaro, preciso e Sl!J/Zll l'l!!SSUJ'la reJiCl!llZll. RIBBENTIWI'


_ _ _ _ __ _ _ __ _ __ _ _fli_'<_11_e_;_1l_c_ ·a~p_i1_o_l o _ _l_lJ_ _ __ _ __ _ _ _ __ __ o49

sarà fedelme/'lle 1rasmesso al lvlinisrro von Rm111,NTROI~

Croazia. · /-fo a11acca10 in p ieno la q11eslicme dichiarando non essere assolii1amen1e 11111 missibil e il prolungarsi de!l 'auuale sil11azio11e, che è 11101w equivoca. delicata e grave, a creare lo quale co1·11rib11isCf l 'aaeggia111en10 1etle.w.:o, se non quello formale del Governo, cena111e111e 1111e/lo di colorn che agiscono in nome stto. I-lo aggiunto che se alc11ni espone,ui cro{l[i jimno 1111 doppio gioco, il /0/'/o ii dei 1edeschi che a quesw gioco si pres111no. Che. Sf! invece i croa1i si lrovossem di Ji·onte ad un a11eggia 111ewo molw Jànw e lt'.ale lerfesco, ciò li in rl11rrebbe, i11 bre1•e 1em1Jo. a {Jri:ndere 1.111 indiriz zo chiaro e non s11l>dolo come /'111111ali:, così grave111ef/le comras1a111e con gli imeressi it11lioni. Srr.1°,vr,n,ic11r ha p ro111omente rispos10 che il Minisrro vo11 U11HH-:NT//Of't' è precismn en1e su q11e.m1 i11eq11ivocabile l in ea rii condofla. come, d'allronde, egli s1esso ho avwo occosio11e di assicurare perso11afme111e I' /ice. /J,1s·1'/ANINJ. Poiché io ho ancora una volili rlid1iamto essere inderogabile 11na ch iarificazione dei mpponi. perché il Go verno iwliano non può (1Ssolw11men1e m11111euere 1111a siwa;Jone così equivoca in 11na sfera d'azione e di influenza esc/11siv11111eme i1afimw, STiiliNCRACJff ha r ipe11uo che il Governo 1edesco è desideroso di t1ddivenire 11 111/e chi11ri111en10 sulla base di precise e spedfh:he i ndicazioni. Non (I scopo polemico. 11w a concfusio11e della discussione s11 queslo argome1110, ho dichiom10 chf' non si 1ra1w di indicazione di singoli episodi, ma sopml/11110 di decidersi a ri11 · nm,are rarlicol111e111e f'm11bieme e /'atmosfera che oggi i rapprese111a111i del Reich cowrib11iscono a 111on1enae n<:i termin i sopr(I !11111e11u11i». (Seguo no a ltri a rgomenti).

(292) Ib idem.

(293) Ibidem · Annotazione de l 30 magg io 1943. (294) Ibidem - Annotazione d elr l I giugno 1943. (295) M.A.E.·A.S.D . • J ugos lavia 1943. Busta 136 · Fascicolo l - (Telespresso 11 . 8/o:1544 . Segre to · Oggeuo: na11a1i11e per fa Cr oazia . Da min iste ro affa ri este ri - Senza ri rma . A a rnbasciH la d'!la lia H Be rl ino· Roma, l 7 gi ug no 1943) - V ED I DO<.'Li M ENTO N. 20 AL· LEGATO A l. l'R ES l:iNTI, CA PITOLO .

I l tc lesprcsso porta in a llega to . no n firmato e sem:a data. un: !\ppumo /Jl'.r /' Fccellen;.a il Mini.mo. Non siamo s tati in grado d i comprende re per quale ' ministro' fosse statO pred i-

sposto. In gene re. g li 'a ppunti' pe r il min istro degli affa ri este ri. c he era l'vl usso1.1r-. 1, porla· vano ' Appunto per il Duce·. Q ual ora l'appunto fosse stato pred isposio pe.r D.ino ALFI ERI , come sembra pi ù probab ile, in quanto offre a rgoment i per c hi doveva soste ne re le te~i ind ica le ne l te lespn:sso, s i dovrebbe ritene re che il ministe ro sia incorso in un errore, q ua lifica ndo ·ministro' un ·amb,1scia tore'. (296) ibidem - Punto 1.

(297) Ibidem · Pun to 2.


650

Dalmazia - Una cronaca per la s1oria

(298) Ibidem - Punto 4. (299) Ibidem - Appunto - Parte I. (300) Ibidem - Appunto - Parte Il. (30 1) Ibidem - Appunto - Parte III. (302) Ibidem - Appunto - Parte III. (303) Ibidem - Appunto - Pa rte TV. (304) Ibidem - Appunto - Pa rte IV (305) ibidem- Appunto - Parte V. (306) U.S.-S.M .E. - Busta 1504,- Comando Supremo - (Foglio SIM-E/8/2901/SM di prot. - Segreto - Oggetto: Ex - Jugoslavia-Il movimento di Draza Mihajlovié- Non firmato P.M. 21, 23 luglio 1943). (307) Ibidem. (308) Walter R. RoBERTS - Tiro Mihailovic llnd Allies 1941-1945 - R utgers University Press - New Jersey 1973 - Capitolo VII - British Pqlicy Changes - Pag. 129. (309) Ibidem. L'autore, a pag. l29, nota 1, cita Dusan PLENCA - Le Mouvemeni de Liberation en Yuxos/avie et !es Allies - IDN - Belgrado, 1961 - Pag. 20. - Il generale Giuseppe P1ÈCH~ (U.S.-S.M.E.- Busta 1502), il 17 luglio 1943, informava il ministero degli affari esteri sugli schieramenti nel Governo j ugoslavo in esilio a Londra nei seguenti termini: «li Go verno nominale tli Londra é composto, nella quasi to1alità, di serbi: i croati e gli sloveni hanno ciascuno due posti, non poliLici, e ciascuno un posto nella Presidenza del Consiglio. In seno a quel Governo e .fra i maggiori esponenti serbi a Londra, la correm e filo -sovie1ica è. rappresentata da Gavrilovié, éubrilovié, Kosano vi{: e Budisav/jevié; gli altri serbi, in vero non molto uniti, sono chi per la Grande Serbia, chi per la Confederazione ed alettni p er la ricostitu zione della Jugoslavia con preminenza politica serba. I croati Krnjevié e .~utjej si schierano dalla parte dell'Inghilterra, cercando di sostenere l'idea inglese di una con.federazione danubiana. Gli sloveni .ftmno una politica di equilibrio e di auesa: lo sloveno ministro Krek è in strelta collaborazione col Vaticano, di cui gode le simpatie, e caldeggia di unire in un gruppo clericale i croati della Dalmaz ia. Un e1nissario di Krek; certo Ratopeé, scoperto dopo il suo sbarco nell'isola di Mèleda, fì.,ggì in Turchia aiuLatn dall'Arcivescovo di Zagabria. La delegazione del Governo nominale jugoslavo che si trn vava in America, si è scissa in due correnti: una croata ed 1111a serba. li bano Subasié, miniwro designato a mpprese11rare diplomaticamente il Governo nominale in America, si è decisamem e schierato cnn1ro il predetto (7ovemo accusando/o, attra verso la stampa americana, di lavorare esclusivamente in fi.m-


,'Vote al capitolo III

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zione serha a beneficio della fi,tura Gmnde Serbia a 1ut10 de1rime1110 degli altri g ruppi etnici della conmnità jugoslava. Souo l'influenza di Subasié, la potente organizzazione croata in America 'Alleanza Croaw ·, che finora aveva appoggimo Pave/ié, è passata completamente al blocco ami-.fasàrta. La radio di /Jo.wo11 da qualche setlimana si è messa al servizio di quesw organizzazione, diventata anri-11srascia. Il Governo nominale jugoslavo a Londra ha un grande 11fjh-io di propaganda a Lisbona ed uno ad Ankara; vengono trasmessi dei bo/le11i11i politico-m ili1ari per gli Srmi 11e1.11rali d'Europa».

(3 IO) Ibidem - Wal ter R. ROttElffS. - L'a utore, a pag 130, cita in no ta: hm:ing Relarions o.f Uniteci S1ares 194/-1945 - Washington - U.S. Governement - P rinti ng Office - Vo lume Il - Pag. 1016 e seguenti. (31 1) U.S.-S.M.E. - Bust.a 1T 321 - Comando VI Corpo d'annata - (N01iziario Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Ragusa - P.M. 39. I" luglio 1943).

11.

786 -

(312) Ved i nota n. 310 - Pag. 129-130. (313) M.A .E.-A.S.D. - Jugos lavia 1943 - Busta 136 - Fascicolo I - (Telesp resso 1102/372 - Segreto • Oggetto: I ce1nici ed il nuovo Governo jugoslavo a Londra - Da U fficio collegamento ministero affari este ri con comando 2" Armata - Firmalo console PIERANTONI - A min iste ro affa ri esteri - P.M. 10. 6 luglio 1943). (3 14) Pubblù; Record Office - Lundun - Air 8/920-XC-A43619 - M.iddle Eas t - Telegramma cifrato OZ J.93 - Segreto - Da A ir Ministry • A Commandcr-i n-Chief Mid le East Londra 8 lugl io 1943). (315) M.A.E.-A.S.D. - Jugoslavia l 943 - Bust,1 136 - Fascicolo I - (Foglio senza n. di prol. - Senza intestazione • Porta al cen tro: !lppumo - Non firma to - Pa ragrafo: / ": Tentativi di parrigiani di avvicinarsi ai cetnici - Senza lncal iJ.à - Probabilmen te Roma, 28 luglio 1943). (316) Ibidem. (317) Ibidem.

(3 18) Ibidem - Paragrafo: 4°: 8 apporri ilalo-cetnici. (3 19) Ibidem - Paragrafo: 2": N uovo programma politico cemico. (320) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 480 - Comando d ivisione ·Marche' . (l\'o riziario giornaliero - Capo IIl - A ttività ribelli - Punto 8 · P.M. 32, 9 lug lio 1943). (321) M.A.E.-A.S.D . - Jugoslav ia 1943 - Busta 136 - Fascicolo l - (Telespresso 8/0429 Oggetto: 1:·venruale riorganizzazione delle formaz ioni ce1niche in Croazia - Da minis te ro affari esteri - A legazione d' l! al ia a Zagabria - A Ufficio co llegamento de l ministe ro affari este ri con comando 2'' Armata - Roma, 21 Iuglio I 943). Il telesp resso trasmette il·testo integra le de lla risposi.a del Co111a ndo Supremo ( 12 lug lio 1943) alla richies ta de l sottosegretario d i Stato agli affari este ri, Giuseppe BASTIAN INl, de l 5 luglio 1943. Vedi nota n. 257.


652

Dalmazia · Una cronaca per la storia

(322) //)idem. (323) Ibidem . (324) Ibidem. (325) Hrru:u e M USSOUNI - Lelfere e Documenti · Senza indicazione cie l curatore· [)o. cumenlo n. 66 · «Dichit,mzioni del Fiihrer in occasione del co11vcgno rii Fel!re - Rizza li Editore. Milano, 1946 - Pag. 174. Secondo questo questo documento, alla riunione, oltre a M ussou:--11 ed HITLER, erano presenti: Cì iuseppe BASTIAN JNI. sottosegreta rio agli affari esteri; Dino ALFIERI, ambascia tore d'Italia a Berlino; generale Vittorio AMBROSIO, felci-ma resciallo Wilhdm KEJTEL; Hans (_ìeorg von MACKENSEN, ambasciatore del Reich a Roma; Walther HEWEL, ambasciatore. funzionario del ministero affari es teri del Reich; i generali Enno von R11\'TtL10N, addetto rnilitare a Roma, Wallher WARLIMONT, vice capo di Stato Maggiore della Wehnrnach t. Ne l volume sono riporta li due documenti sul convegno. li primo (Documento n. 65) pag. 165), con il titolo: Simesi esposizione del Fiihre1; è molto più succinto de.I secondo - Un nota a piè di pagina avverte che l'origina le e.ra accompagnato chi un biglietto: !lppunlo p er il Capo del Governu, cioè per Pietro BADOGLIO, in cui era detto: Sul w volo del p receden/e Capo del Govemo é s1a,a rin venula l'acclusa re/azione sulle dichiara zioni del Fiihrer in occasione del convegno di Feltre. Si ha l'onore di souoporre la rela.zione tessa all'E. V. nell'ipo1esi che non 11e sia a conoscenza - 24 agosto 1943».

Il secondo documento (n.66 - pag. 174) ha il sottotitolo: Re/az ione sopÌ·a le dichiarazioni del FUN!l r-:11 in occasione del suo incon/ro col DUCE nel/'flalia sei/entrionale il 19 luglio 1943. Ne l primo, fra i presenti è indicato anche il colonnello (_ìiuseppe CORDERO LANZ,\ di Montezemolo, ma non l'ambasciatore Walthc r HEWEL. (326) Ibidem- Documento n. 66. (327) U.S.-S.tvl.E. - Busta IT 480 - Comando divisione ' Marche' - ( No1iziario giornaliero - Capo IV - Varie - Punto 9 - P.M. 3 2, lO lugl io J943).

(328) U .S. -S.M.E. - Bus ta il 4870 - Comando div is ione ' Marc he' - (Noliz iorio giornaliero - Capo IV - Varie - PunlO 10 - P.M. 32. l1 luglio 1943) .

(329) ibidem. (330) U.S.-S.M.E. - Busta IT 480 - Comando divisione 'Marche' - (Noliziario giornaliero - Capo IV - Varie - Pun10 10 - P.M. 32, 13 luglio .L943).

(33 1) U.S.-S.M.E. · Busta 1T 66 - Governatorato del Montenegro - Ufficio T · Nolizia11. 7 - Capitolo: Monte negro - Paragrafo: 3 - Movimen/0 cemico - Senza indicazione della Posta mili t11re - Senza indicazione del giorno - Luglio 1943). rio mensile

11 NO!iziario, nel capitolo citato, riporta: «Ai noti fauori che hanno i11jlui10 11egalivarne11w sul 111m•i,11enw cemico. capi ed organizzm ori hanno opposto, pass/llo il primo 111ome1110 di


Note al capitolo ///

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disoriemamento, una no/evo/e ripresa di allività organiz zativa e propagandis1ica {. .. f. Le finalità del 11wvimemo cemico, superale alcune in.certezze dovuif! all'azione di elememi eslremis1i, appoiono ancora im1111.ua1e, e si comprendano in: lolla contro il comunismo; predis1}()sizione per l'assunzione di poteri in 111110 il terrilorio al momemo oppor/uno: asten.tione d11 ogni conflillo con /'orx upato re (alme110 sino ad 1111 certo momemo): ripulsa, almeno per ora, di ogni accordo con i panigiani». (332) U .S.-S.M.E . - Busta J502 - - Comando S upremo - (Foglio n. 23445/ Op - Oggetto: Appello del genemle Mihaj/o vié - Da Co ma nd o S upremo - Firmato d 'ordine, generale Silvio Rossi - A Stato Maggiore eserc ito - P.M. 21. 17 luglio 1943). (333) U .S.-S.M.E. - Busta lT 3S4 - - Co mand o 2" Armata - (Tele.~cr it to cifrato n. I/19593/S - Precedenza asso luta - Se nza oggetto - Da comando 2" A rmata - Firma to colonne llo Vincenzo CARL,\ , capo Ufficio 'I' - A V, VI, XVll.l Corpo d 'armata - A comando Carabinieri della Dalmazia - A comando Maridalm azia - P.M. IO - O re 14.00 - 14 luglio 1943).

D,1 notare c he il tclcspresso no n venne invi alo al V l Corpo d'armata, poiché a quella data detto Co rpo era già passalo alle d ipendenze delle 'Truppe Monte negro·. (334) U .S.-S.M.E . - Bus ta 1444 - Comando Supremo - (Diario s/orico - Paragrafo: Collegamento con le l·F!\A. germaniche - P.M. 21, 13 luglio ·1943). (335) Ibidem . (336) U .S.-S.M.E. - Busta

rr 480 - Co mando d ivisione 'Marche' - (Notiziario giornalie-

ro - Capo III - Allività ribe lli - Pun ti 6 cd 8 · P.tvl. 32, 16 luglio 1943). - U.S.-S.M.E. - Busta 1T 32 1 - Comando VI Corpo d'armata - (Notiziario n. 825 - Allegato - P.M. 39, 9 agosto l 9•13) - VED I DOCUME!\TO N. 2 1 ALLEGATO AL PRl::~1:NTE CAPITOLO. Per qua nto concerne la fn miglia, Viado SECRT non ebbe la sorte da Jla sua. Un reparto del 55° fanteria della ·Ma rche' g li catturava i genitori. una z ia, una n1g11z7.a ed un fa nciullo dei quali ignoriamo il rapporto d i parentela. e vennero int erna ti nel ca rnpo di Visco in p rovi ncia d i Udine. Dopo poch i giorni veniva callurala anche la rnoglie Olga. - (lJ.S. -S.M.E. Comando divisione ' IVlarchc ' . No1iziario giornaliero - Capo Il: Attività operativa nostra Paragrafo: Ttu::tHN.tl' - Punto 5 - P.M. 32. 22 lug lio 1943). - Per l 'internamento. ve di: U.S.S.M.E. - Bust,1 IT 32 1 · Comando VI Corpo d 'armala - Notiziario n. 808 - Capo IV - Va rie Se conda zona - P a ragrn fo: Ragusa - P.M. 39, 23 luglio 1943). (337) U .S.-S.M.E. • I3ustc1 IT 480 - Comando divisione ·Marche· · (No1iziario giornaliero - Capo I I - Attivit11 operal iva nostra - Sottosctto rc Trebisnjica - Paragrafo: Las1w1 - PM. 32. 7 agosto 1943). (338) U.S.-S.M.E. • Bus ta IT 480 - Comando d ivisione 'Ma rc he' - (No1iziario gio rnaliero - Capo I Il - Attività ribelli - Punto 5 - P.M. 32. l 7 lug lio l 943). (339) Ibidem - Punto 6. (340) U.S.-S .M.E. - Busta IT 480 - Coma ndo d ivis ione ·Marche · - (No1izinrio giornaliero - C;ipo IV - Var ie - Paragrafo. Ra,gusa - Punto 9- P.M. 32, 19 luglio [943).


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

(341) U .S.-S.M.E. - Busta IT 480 · Comando divisione 'Marche' - (Notiziario giornaliero - Capo III - Varie - Punto 4 - P.M. 32, 21 loglio 1943). (342) U.S.-S.M.E. • B usta IT 321 - Comando VI Corpo d'arma ta - (Notiziario n. 808 A llegato - P.M. 39, 23 luglio 1943). La lettera era diretta aJJ' Ufficiale ' I' della 49" Legione CC.NN .. Vedi anche: U.S.S.M.E. - Busta rr 480 - Coma ndo divisione 'Marche' - (Notiziario giornaliero - Allegato • P.M. 32, 22 luglio 1943). (343) Ibidem - Ved i VI Corpo d 'armata · Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Bileéa.

«A capitano distrettuale è stato nominato il muss11bnano Salke Drljevié, già ispeuore scolastico elementare, uomo di sufficiente cultura ed intelligenza f. ..]. !.'elem ento cetnico maschile si trova sempre nelle montagne vi<:iniori». (344) Ibidem. (345) U.S.-S.M.E. - Busta 1504 - Comando Supremo - (Foglio n. SIMiE/3/290 1/SM d i prot. - Segreto - Oggetto: Ex-Jugosla via - Il m.ovimento di Dra?.Lt lvlihajlovié - Promemo ria Non fi rmato - P.M. 21, 23 luglio 1943) - VEDI DOCUMENTO~. 22 AL.LlòGAW AL PRESENTE CAPITOLO.

(346) Ibidem. (347) Ibidem . (348) U.S.-S.M.E . · Busta IT 480 - Comando divisione 'Marche ' - (Notiziario giornaliero · Capo IV - Varie - P unto 7 · P.M., 32, 3 agosto 1943). (349) Ibidem - Pumo 13. (350) Ibidem - Pun to 11. (351) Ibidem - Punto 10. (352) Ibidem · Punto 10. (353) lbide1n · Punto 12. (354) Luigi BOLLA· I'erché a Salò-Diario della Repub/)/ica S0cù1le Italiana - A cura di G iordano Bru no GuERRI - Editore Valentino Bom piani - lvÙ lano ·1932 - Annotazione di ma rtedì 4 agosto l 943- Pag. 86. (355) U.S.-S.M.E. · Busta IT 13 • Comando Supremo - (Foglio 11 . 443 di prot. - Segreto · Oggetto: Elementi di situa zione nella Bosnia oriemale - Da Serv izio informazioni militari Cen tro S.I.M. A lbania-Montenegro - Firmato il Capo Centro, colonnello And rea MM>ERNJ - A Comando Supremo-S.I.M . - A Comando Gruppo Armate Est - A l Governa to re de l Montenegro - Al Comando del XIV Corpo d 'a rmata, Ufficio ·r - Per conoscenza a Comando 9" Arma ta, Ufficio 'I' - P.M. 22, 5 agosto 1943).


Noie al capilo/o Ili

655

(356) Ibidem - Capitolo I: I partigiani - Paragrafo: Allivittì militare. (357) Ibidem - Capitolo I: l partigiani - Paragrafo: Auività politica. Il comandante del IV battaglione della X brigata erzegovese, Danilo SAH ENAC, ed il commissario poljtico Mato MARKOT1é, il 26 luglio 1943, inviavano al comandante del battaglione domobrano di BILEéA la seguente lettera: «In rela;,ione alla nuova siluazione mondiftle, rispellivameme con la cad1ua del fascismo in lwlia, con l'avvicinarsi delle forze allea/e alla nos1ra terra e con la creazione di fronti per la liberazione popolare in umi i paesi d' Europa per evitare inutili spargimenti di sangue fraterno nell'in.reresse di occupatori stranieri, sarebbe assolutamente necessario addivenire ad una collaborazione fraterna ed amichevole Ira i domobrani ed il nostro esercitO per la liberazione popolare. A questa collaborazione si potrebbe giungere dandosi un appuntan1enro tra i rappresentanti militari dei domobrani e dell'esercito per la liberazione del popolo; perciò preghiamo/,/ nell'interesse di quan10 sopra dello[,/ che stabilia1e il posto ed il momento dell'appun1a111ento in quanto voi ne sen1ia1e il bisogno. A quesw let1era vi alleghiamo le più recenti radio no1izie. Morie al fascismo - Liber1à al Popolo».

(358) ibidem - Capitolo I: I partigiani - Paragrafo: ln1endimen1i opera/ivi. (359) ibidem - Capitolo 11: Tedeschi - Paragrafo: Schieramenlo.

(360) Ibidem.. (361) ibidem. (362) U.S.-S.M.E. - Busta Busta IT 20/N - - Comando Supremo - (Foglio senza n. di pro!. - Segreto - Porta la dicitura: Proclama che il Comando germanico ha fa1to affiggere nella zona di Banja - Luka - Firmato: Il Comandante delle Truppe tedesche in Croazia Senza data - Probabilmente verso gl'inizi di agosto 1943). (363) Vedi nota 355. - Capitolo Il: Tedeschi. - Paragrafo: Relazioni con i ce1nià .

(364) Ibidem. (365) Ibidem. (366) Ibidem. (367) Ibidem - Capitolo 11: Cemici. (368) Ibidem - Capitolo IV: Si111esi.

(369) U.S.-S.M.E. - Busta IT 31 - Comando Supremo - (Foglio n. SIM/E /3/3380 /SM di prot. - Segreto - Oggetto: l ènl(l{ivi di accordo fra le aU1ori11ì germaniche e i ce1nici erzegovesi - Porta al ce ntro: Pro-memoria - Non firmato - P.M. 21. 10 agosto 1943) - V EDI DOCIJME~TO N. 23 ALLEGATO AL PRESENTE CAPITOLO.

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Dr,/mazia - U11a cronaca per la swria

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(370) Ibidem. (371) M. A.E.-A .S.D. - Jugoslavia 1943 - Gusta 136 - Fascicolo 1 · ( Foglio n. 3667/101 I di pro!. - Segre to - Oggetto: Collabomzio11e miliwre i1alir111a con fo Forze Armare cro(lle e co11 i cemic:i - Da legazion e d·l1alia a Zag11b ria - Firmalo minis tro Luigi PETRUCCI - A minis tero affari esteri. Ro ma - Zagabria. 9 ago~IO 1943) - VFDI DOCLlMENH) N. 24 ALI.EvATO AL l'llESENTE Ct\l'ITOLO. Luigi PETR l JCCI era entra1n in carriera ne l 1914. pres tando servizio p r.:sso il consolato del Ca iro. Indi vice-console a Lugano. poi a Locarno. Ne l 1920. console a Corfù. e successivamente a Hong-Kong. Dal 1923 al 1925 presta servizio presso il ministero a Roma. Primo segretario dt:lla legazione italiana a Belgrado, segre tario della Del1:gazione ita liana a G in evra. Nel 1929. cons igliere di legazione ,1 Varsavia; ne l 1932 co nsole g.:ncra le ad Ottawa. Invia to straord inario e ministro p le nipote nziario a Teheran s ino all'occ upazio ne de ll'Iran eia parte degli a nglo- russo-america ni. Prima di assumere la legazione di Zagab ria era console generale a Monaco di Baviera. (372) M./\. IS.-A.S.D . • Jugoslavia 1943 - Busta 136 . Fascicolo I - (Foglio n. 23377/0 p d i pru l. - Oggello: E ve1111111/e riorganizzazio11e delle fon11u zio11i ce111ic/1c in Jugoslavia - Da Coma ndo Supremo - Firmalo genera le Vittorio A).18ROS1<> • A ministero affari esteri - Roma. 12 luglio 1943) - VEDI D0Cl'MENTO >I. 25 t\1,1 EGATO AL l'RESENTE C,\1'1 IOI o. (373) Ibidem. (374) Ibidem. (375) Ibidem. (376) U.S.-S.M.E. - Bus ta IT 319 - Comando VI Corpo d'armala · (Foglio n. 1092 1/ 1 di prol. - Oggcuo: l11for111a:.io11i - Da comando Vl Corpo d'armala - Firmato. d ·ordine. il Capo di Stato Maggiore colonnello Carlo C1<;1lt\~A • A comando 2• /\rmata - P.ìv1. 39. I 6 agoSlO 1943). (377) Ibidem. (378) U.S.-S.M.E. - Busta IT 321 · Coma ndo VI Corpo d'a rma la - (Nmbario 11. IU6 Ca po IV - Varie - Seconda zo na - Paragrafo: Nag11so - Lo.:tte ra d) . P.M. 39. 16 agosto 1943). (379) I /Jidt:111. (380) I bidem. (38 1) I bidem. (382) lbid,•111. (383) U.S. -S.M. E. - Busta 1414//\ - Co ma nd o Sup remo· (Tc lcsc rirto n. S I M/E/3 /4574/SM di pro l. - Da Conrnnclo Supremo . Firma to 'Servirn iles' (Serv izio informazio ni militnri] - A Staio Maggiore esercito - P.M. 21 . 25 agosto 1943). (384) U.S.-S.M.E. - Busta 1414/A - Comando Supre mo· (Foglio n. S IM/ E/3/ 429 1/ SM


Noie al capilo/o I I I

657

di prol. - Seg re to - Ogge llo: Ex-.l11goslavia - N11ovi flSfll::lli del 111o vi111e1110 ce111ico - Porta al ce ntro: Promemoria - Da Comando Supremo - Non fi rmai.o - A Sua M,1estì1 il Re - A l princ ipe di P iernonle - A l Ca po de l Governo (ma rescia llo Pie tro RADOGuol - A l Capo d i Stalo Magg iore Ge nern le [ge ne ra le Vittori o AM BROS10 j • Al ministro de lla gue rra fge ne rak A ntoni o SoR1c r.J - A l Sottocapo d i Sh1to Maggiore Ge ne ra le - /\i Ca pi d i Stato Magg iore de ll'Esercito, della .\ farina , del l'Aeromiutica - A l Sot tocapo d i Stato \1.lggio re per le ope razion i . P.M. 2 1, 19 agosto 1943). (385) Ibidem.

(386) Vedi not,1 n. 369. (387) U.S.-S.M.E. - Busta IT 480 - Comando divisione ·Marche' - (,1Vo1i~i11rio giornaliero - Capo IV - Va rie - Punto 9 - P.M.. 3 2 . 3 agos to 1943). (388) lJ.S.-S.M. E. - Busta 1T 20 - Ciru JJpo Armate Est - (Fogl io n. 875/Jnf. cl i p rot. · Seg re to - Ogge tto: Q11es1io11e cemica - Da coma ndo G ru ppo A rmate Esl - Firm alo ge nerale Ezio Rosi - A Comando Sup re mo - P. M. 76, l" settem bre 1943) . V ED I DOCUMENTO N. 26 ALLEGATO AL PRESENTE CA PITOLO.

(389)

Ibidem .

(390) ll,ide111. (39 1) l hide111. (392) Ibidem . (393) Ibidem .

(394) Ibidem .

(39:'i) Ibidem. (396)

Ibidem .

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DOC U MENT I

ALLEGAT I AL CAPITOLO lll


Documenti · Allegai i al CatJitolo I I I

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DOCUMENTO

N. 1

COMANDO SUPERIORE FF.AA. 'SLOVENIA - DALMAZIA' (2' ARMATA)

N. 7464 di prot. Op.

P.NI. IO, 8 maggio 1943 XXI SEGRETO·

OGGETTO:

Da consegnarsi a ma no

Accordi con i .c omandi tedeschi

ALL:ECC. IL COMANDANTE DEL V CORPO D'ARMATA P. M. 41 ALL'ECC. lLCOMANDANTE DEL vr CORPO D'ARMATA P. M. 39 ALL'ECC. IL COMANDANTE DEL XVIll CORPO D 'ARMATA P.M. 118 e per conoscenza : ALL'ECC. IL COMANDANTE DELL'Xl CORPO D 'ARMATA P. M. 46 ALL:AMMTRAGLIO COMANDANTE MARIDALMAZIA SPALATO AL SIGNOR COMANDANTE AEROTATTICO SU PERSLODA SED E ,;. 4 .;.

Mi sono incontrato il giorno 5 maggio in Zagabria col Generale Uihr, comandante dell 'O.B.S.O .. Trascrivo qui di seguito quanto convenuto in questo incontro e che può interessare i comandi dipendenti .

·ss·

. La divisione sarà ritirata e sostituita nei suoi compiti dalla 373 ' divisione legionaria (croata, con inquadramento ed equipaggiamento tedesco· forza 13.000 uomini circa) rinforzata col 92° rgt. ftr. motorizzato. Oltre ai compiti affidati alla divisione 'SS' le anzidette unità provvederanno anche ad assicurare la linea cli comunicazione per


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Dalmazia - Un.a cronaca per {{I s1oria (/943-1944)

Livno-Bos.GrahovoD rvar. Nelle zone presidiate dalle truppe tedesche queste si assumono piena responsabilità del mantenimento della tranquill ità e dell'ordine. 2 - Rini_ane fermo l'intendimento dei comandi tedeschi di considerare come nemiche le formazioni cetniche con cui i propri reparti avessero ad incontrarsi: pertanto, Comando XVIII Cd.A. dovrà provvedere al ritiro delle formazioni cetniche ancora dislocate neJJe vicinanze della linea di comunicazione Bos.GrahovoDrvar. Questo Comando darà preventiva notizia dei movimenti delle truppe tedesche. 3 - È stato convenuto che presìdi italiani e presìdi tedeschi, che, in esito allo schieramento che verrà assunto dalla 373" divisione ( col 92° rgt. ftr. motorizzato) verranno a trovarsi a portata tattica, potranno agire, per diretti contatti e di iniziativa, contro le formazioni partigiane attive nel terreno fra loro interposto, senza dover attendere reciproche autorizzazioni dai rispettivi Alti comandi. 4 - Nel mese di agosto il Comando tedesco si riserva di riesaminare la possibilità cli aderire alla mia richiesta di due btg. croati, tratti da quelli che sta attualmente riorganizzando, per impiegarli nel rinforzo dei presìdi di Knin e Signo. 5 - Il Comando tedesco è favorevole ad un'azione in comune, ed in forze, per ristabilire la situazione della Lika: epoca, non prossima, e forze da definire.

IL GENERALE Comandante Designato d'Armata Mario ROBOTTI

P.C.C 11 Generale di Brigata Capo di Stato Maggiore (Clemente PRIMIERI)


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Documenti -Allegati al Capitolo Ili

DOCUMENTO N. 2

MINISTERO AFFARI ESTERI

Te/espresso n. 685/217

UFFICIO DI COLLEGAMENTO CON IL COMANDO DELLA 2' ARMATA

A R. MINISTERO AFFARI ESTERI

Gab. Ap. - Ufficio Croazia SEGRETO OGGETTO:

Da non diramare Formazioni cetniche anticomuniste

P.M.

IO, addì 6 maggio 1943-XXJ

Riferimento: Telespresso di questo Ufficio 4 corr. n. 643/210

Lo Stato Maggiore R.E. ha richiamato l'attenzione di Supersloda sul probabile prossimo sbandamento delle formazioni cetniche anticomuniste ed il loro passaggio ai partigiani (indipendentemente anche dalla volontà dei loro capi) ed ha confermato che il Comando Supremo ritiene ormai necessario accelerare la applicazione delle note direttive per il disarmo e la graduale riduzione delle formazioni stesse. Supersloda ha risposto assicurando che la evoluzione della 'situazione cetnica' è da esso attentamente seguita e vigilata; che l'attuale consistenza delle formazioni cetniche anticomuniste può essere così riassunta:

l O - Settore del V Corpo d'armata (Lika) - molto diminuite di forza e di efficienza , raccolte' dietro lo schieramento delle nostre truppe e controllatissime. 2° - Settore del XVIII C.C. (Dalmazia e regione Dinarica) - circa 1.500 armati nello Zermanja ed intorno a Knin appoggiano i nostri presìdi nella difesa dei loro stessi paesi. Formazioni mobili di circa 2.000 armati, sotto il comando del noto Pope Dujié, sono impegnate in ampie operazioni di rastrellamento fuori dalla nostra diretta vigilanza. li loro contegno può non essere chiaro, ma non sembra probabile una loro intesa con i partigiani, contro i quali stanno combattendo anche in questi giorni. (In ogni modo, la maggior parte di tali miliziani ha la famiglia in zona occupata dalle nostre truppe e ciò può rappresentare sempre una certa garanzia). 3° - Settore del VI C.A. (Erzegovina e litorale meridionale) - superata la


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Dalmai:,ia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

crisi causata dai rovesci recentemente subiti, i cetnici sono in netta ripresa, in via di riorganizzazione e in questo momento concorrono efficacemente a liberare dai partigiani i disti-etti di Nevesinje, di Ulog e di Gacko. (Gli effettivi di tali formazioni ammontano - secondo quanto risulta da altra comunicazione - a circa J 0.000 uomini , tutti o quasi tutti originari della Erzegovina). Supcrsloda ha infine assicurato lo Stato Maggiore che, comunque. eia tempo sono in atto le disposizioni per la sospensione di nuovi arruolamenti e di ulteriori forniture di anni, mentre i rifornimenti sono strcuamente legati all'effettivo consumo. I termini cli questa ultima assicurazione so no un pò vaghi e non vanno presi alla lettera. fn Erzegovina siamo infatti ancora assai lontani eia un principio cli esecuzione degli ordini cli. disarmo impartiti dal Comando Supremo. Ciò non significa che Supersloda non si renda perfettamente conto, in base a risultanze di ordine diverso, come ormai non si possa più fare alcun serio affidamento sull'orientamento politico dei cetnici e che non prenda le necessarie misure in conseguenza. Tuttavia, per varie ragioni (utilità ciel loro impiego nel portare a termine le attuali operazioni di rastrellamento nell'Erzegovina orientale; eventualità cli un nostro sgombero di questa regione ed opportunità che in questo caso a tale disarmo provvedano i. tedeschi anziché noi; stretta dipe ndenza tra i cetnici erzegovesi e quelli montenegrini, il concorso dei quali è ora necessario ai nostri comandi in Montenegro), non sembra ancora opportuno a Supersloda procedere al loro effettivo disarmo, come prescriverebbero le istruzioni del Comando Supremo.

Trattando di tale argomento e pur convenendo sul fondamento delle considerazioni sopra esposte, ho tuttavia insistito con questo Comando Superiore affinché l'impiego dei cetnici venga, per quanto è possibile, strettissimamente controllato e soprattutto affinché non sia permesso ai cetnici di creare nuovi ostacoli e nuove difficoltà alla nostra politica verso le popolazioni mussulmane.

(Vittorio CASTELLANI)


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Docwnenti - Allegwi al Capitolo I/I

DOCUMENTO

N. 3

CHIAMATA

PER L'ENTRATA NELLE 'SS' CROATE VOLONTA RI E PER LA DIVISIONE DI MONTAGNA

Il G ra nde Fi.ihre r Adolfo H itler e d il Poglavnik Dr. Ante Pavelié chia ma no tutti gli uffic iali attivi e d i r iserva, i sottufficiali e tutti i rimane nti abili e sani croati, i mussulm ani e d i cattolici per la d ifesa de i propri foco lari (de lla propria terra), le città, i paesi e le 'mahalla' . I vostri sacrifici che ave te sop portato sino ad ora difendendo i propri foco lari e il proprio stato sono grandi e senza confro nti. Voi con i vostri sacrifici avete dimostrato dov'è il vostro posto . Gli ero ic i figli de lla C roazia e separatame n te della Bosn ia-Erzegovina, rispondono con le arm i a l ne mico che si trova in agonia. Com e nelle grandi ste p pe russe si d istrugge tutto q ue llo che è bo lscevismo così si d istrugge anche nella nostra bella Patria tutto q ue llo che pensa e d agisce in senso bolscevico. Die tro deside r io del Flihrer del popolo ge rma nico e del vostro grande Poglavnik voi sarete ele tti e chia mati come fra i primi cli un popolo no n ge rma nico, sarete r icevuti e sistema li ne lle ('ile de i gloriosi SS e de lle trup pe migliori. Voi riceverete le m igl iori a rm i c he possie de il popolo germanico e così una ultrapote nza su tutti i nemici. Il vostro eroismo e le vostre prode zze sono ben noti ancora dalla passata guerra, quando voi nelle [ile de lle vecch ie impe riali e regie tru ppe eravate stimali come e roi e come fattori dell'ordine e de lla pace in q uesti te rritori . Ug ua lmente. come prima, col glorioso fez voi ava nze re te vittoriosame nte e sare te i migliori custodi delle vostre case e de lla vostra terra. Le vostre fa mig lie c d i vostr i fa m iglia r i saran no assicurali . come lo sono Lulle le fam ig lie ciel solda to ge rma nico comba LLe nte. li g rand e Stato ge r ma nico s i curerà che i vost ri emolu me nt i

[rnanca qualche parola] e pe r i sussid i della vostra fam ig lia, senza che


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Dalmazia · Una cronaca per las10ria (1943-1944)

siano lesi i vostri diritti finora acquisiti (gli emo.lumenti correnti, pensioni e simili) ciò che anche in seguito riceverete dal vostro Governo. Secondo le leggi germaniche vi verrà commisurato il sussidio per la vostra famiglia il quale compete: alla moglie legittima, ai figli, alla madre, al padre ed a tutti i fratelli e sorelle che finora vivevano del vostro lavoro e del vostro sostentamento. Oltre a ciò ogni mese verrà pagato l'affitto per la vostra famiglia dell'importo che paga mensilmente. Se a voi dovesse accadere di rimanere mutilati godrete del sussidio e per tutti i valorosi caduti vigeranno pienamente le leggi del grande Stato germanico. Figli della Bosnia-Erzegovina, figli della Croazia che siete ancora forti e sani , che siete ancora combattenti, se volete partecipare come combattenti per la lotta per la libertà della vostra Patria e per un migliore avvenire dei vostri figli, venite e raccoglietevi nelle file croate SS. Divisione di volontari! Annunziatevi ai vostri comandi , distretti, comandi militari di complemento, che vi invieranno a Zagabria presso il Centro per l'organizzazione della Divisione croata 'SS', che si trova in via Savska n.77. Gli annunci si ricevono, per ora, fino al 1O luglio 1943. ,

Da Zagabria 11/5/1943

PER ORDINE DEL FÙHRER ADOLFO HITLER IL COMANDANTE DELL'ORGANIZZAZIONE CROATA 'SS'


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Documenti - Allegali al Capilo/o Ili

D o crnv!ENTO

N. 4

COMANDO SETIORE MILITARE SEZIONE OP. ESC RV

P. tv!. 155. /7maggio 1943 X X I

N . 2319/0P. di prot. OGGETTO:

Disarmo cetnid e V.A.C. da parte truppe tedesche

AL COMANDANTE FANTERIA DIVISIONALE GRAHOVO AL COMANDANTE SETl'ORE ORIENTALE LEDENICE AL COMANDANTE SOTTOSElTORE OCCIDENTALE

P.M. 155 AL COMANDANTE BATTAGLIONE ' ORJEN'

P.M. 155

,:, * ,,, Seguito foglio 2795/0p. .del 15 correnle. Trnsme ll.o per norma dei comandanti in indirizzo e per le conseguenti disposizioni da impartire ai presìdi dipendenti copia del telescri tto 7420/0p., data 16 corrente, del Comando Vl Corpo d'Armata. Per q uanto riguarda il battaglione ·Orjen ' non vi è nulla cli varialo. In caso di eventuali presentazioni cli V.A.C. apparte nenti a forma zioni dei territori limitrofi della Provincia, regolarsi secondo le prescrizioni contenute nel foglio allegato, comunicando tempestivamente a questo Comando il numero dei militari presentatisi, il numero delle armi ritirate ed ogni altra emergenza al riguardo. IL GENERA L E COMANDANTE DEL SETIORE DI CATTARO Filo Ugo BUTTÀ

P. c. c. Il Maggiore Capo Sezione I (G. D 'A NTONA) .,,

,;,

~

.,.

•:-


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Dnlmnzia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

COPI.I\ TELESCTfflì'O

DA COMANDO SESTO CARM - OPERAZION I Af COMANDO DIVISIONE FANTERIA ·EMILIA'

Nr. 7420/0P. alt Azione divisione SS dovuta iniziativa Comando Superiore alleato in conseguenza noti piccoli incidenti Settore Mostar non ancora tutti accertati a lt At conferma ordini verbali ordino: PR IMO all

In tutti i nostri presìcli sotto responsabilità personale dei loro comandanti et dei comandanti Settore et Sottosettore deve essere mantenuta integra in modo assoluto nostra autorità e t responsabilità d i comando compreso ordine pubblico et eventuale disarmo V.A.C. alt

SECONDO alt

Al sud dell 'allinearne nto Vergorac-Gabela-.HutovoTrebisjnica-Bileéa non deve essere permesso per nessun motivo transito at truppe che non appartengono at Regio Esercito Italiano senza mia esplicita a utorizzazione alt Ciò vale anche per fo rmazioni V.A .C. di qualsiasi tipo alt

TERZO alt

Nulla di variato per il settore cli Mosta r e t la zona TasovciéiDomanoviéi-Crniéi per i qua li rimane subìto il fatto compiuto circa l'attraversamento ma rimane come sopra scritto integra nostra occupazione con conseguente autorità e t responsabilità alt

QUART O alt

Le fo rmazio ni V.A.C. erzegovinesi passano eia oggi tutte agli ordini del Generale Gian nuzzi il q uale mantie ne il s uo comando a Bileéa dipenden do direttamen te dal Genera le Q uarra coman da nte Setto re Ragusa alt Jevdevié et maggiore Baéevié [Baéovié] debbono s tare at contatto con Generale Gian nuzzi alt Tutte le truppe nazionali cli Bileéa restano agl i ordini del Gene rale Giannuzzi alt

Q U INTO alt

Tutti i VA.C. che come è avvenuto a Mostar si presentano at nostri presìdi siano accantonati nei nostri


Docwmmti - ;\/legati al Capitolo Ili

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alloggiamenti ri t irando loro le armi che dovranno essere conservate da comandi presidio stessi alt SESTO alt

Per evitare conflitti con truppe tedesche formazion i Y.A.C. locali siano invitate al. consegnare armi at nostri et mettersi sotto nostra protezione alt

SFCT' IMO alt

Per Battaglione ' Orjen ' et formaz ion i territoriali cie l Cattarino tutto resta invariato salvo qua nto conce rne la revisione in corso alt 0940l 605 GENERALE PIAZZONI

P. c. c. Il Maggiore Capo Sezione Prima (G. D 'ANTONA)


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1 944)

DOCUME NTO

N. 5

AL COMANDANTE DELLA DIVISIONE FTR. ' MURGE' RAGUSA ***

Signor Generale, ho l'onore di comunicarvi, a nome di tutti i reparti cetnici, ufficiali e soldati, quanto segue: Per un anno abbiamo vissuto e lavorato assieme con gli ufficiali e soldati della Vostra Divisione. Durante tutto questo tempo abbiamo trovato piena simpatia e comprensione per i nostri ideali e sincero aiuto sotto ogni riguardo. Non abbiamo mai avuto la sensazione che ci sia stato qualche malinteso fra gli italiani ed i nostri reparti. Abbiamo combattuto assieme per tre mesi ed abbiamo avuto gli uni e gli altri oltre 1000 caduti. In combattimento, come in pace, i Vostri soldati sono stati veri eroi e veri camerati I nostri uomini non dimenticheranno mai tale amicizia sigillata col sangue. Noi non sappiamo ancora quello che ci porterà ii Destino, ma Vi dichiariamo che dopo la guerra si parlerà molto nei nostri villaggi dei sentimenti e della bontà del Soldato italiano. Perciò Vi preghiamo di esprimere in questi giorni, specialmente alla Vostra Divisione, la nostra piena riconoscenza ed i più cordiali saluti a tutti i camerati di battaglia . Il Vojvoda JEVDEVIé Ragusa, 25 maggio 1943


Documenti - Allegati al Capirolo I II

671

DOCUMENTO

N. 6

COMANDO DEL VI CORPO D'ARMATA STATO MAGGIORE - UFFICIO INFORMAZIONI

P. M. 39, lì 30 maggio 1943 X X I

N. 74401Inf. di pro\. SEGRETO

AL COMANDO DELLA 2°' ARMATA - Ufficio ' I'

- Ufficio 'OP' - Ufficio ' AC'

( cop. nn. 1-2-3-24) (copia n. 4) (copia n. 5)

P.M. 10

AL COMANDANTE DEL SEITORE MOSTAR P.M. 32 (cop. 6) AL CQMANDANTE DEL SETTORE METKOVIC P.M. 9 (cop. 7) AL COMANDANTE DEL SETTORE RAGUSA P.M. I 54 (cop. R) AL COMANDANTE DEL SE'ITORE CATTARO P.M. 15 (cop. 9) NOTIZIARIO N. 754

SITUAZIONE POLITICA A FINE MAGGIO 1943-XXI - La situazione nel mese d i maggio è stata caratterizzata da due avvenimenti salienti, succedutisi a breve lasso di tempo l' uno dall'altro: eliminazione dall 'Erzegovina delle formazioni partigiane che vi operavano dal febbraio scorso: l'azione tedesca p er il disarmo dei cetnici. I due avvenimenti - cli carattere nettamente milita re il primo e principalmente politico il secondo - se, in apparenza, sembrano essere tra loro slegati, banno in realtà numerosi aclclentellati, tra cui il principale certamente è quello che "i tedeschi hanno potuto passare per l'Erzegovina tranquillamente perché l'avevamo prima pulita noi".


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Dalmazia - Una cronaca per la swria (1943-1944)

11 - Eliminazione dall'Erzegovina delle formazioni partigiane.

È stata ottenuta mediante un ciclo di operazioni (27 aprile-6 maggio) condotte dalle truppe italiane (dodici battaglioni delle quattro divisioni, con artiglierie, carri, ecc.) con il concorso di truppe croate (un btg. rinforzato) e dalle nostre formazioni Y.A.C. ortodossi (circa 4 mila uomini) e mussulmani (5-600 uomini). L'azione ha avuto esito rapido e radicale. Le formazioni partigiane ripe tutamente battute hanno ripiegato nel Montenegro sotto il nostro contatto e la nostra pressione. Elementi residui in zona Sutjeska-media Orina , dovevano essere eliminati in successiva operazione di non grande entità e già in corso di organizzazione (inizio previsto per il 16-18 maggio). L'azione del C.A. doveva essere estesa nel Montenegro, con il diretto concorso di nostre foue (colonna di 3 btg. rinforzati e formazioni Y.A.C.) allo sbloccamento cli Niksié. Queste due azioni , 'corolla rio' di quella principale, già effettuata, hanno dovuto essere sospese in seguito al noto intervento tedesco. Comunque bisogna precisare che il 6 maggio il territorio delr Erzegovina poteva considerarsi ' normalizzato' dal punto di vista strettamente militare. Dal punto cli vista politico si verificava una notevo le distensione tra i croati , cetnici e mussulmani, distensione che si sviluppava nell'ambito del nostro prestigio. La questione cetnica veniva controllata e seguita in tutti i suoi sviluppi da una continua azione politica appoggiata e garantita dai nostri battaglioni pronti. 111 - Azione tedesca per il disarmo dei cetnici. In questa sit uazione che chiamerò del ' 6 maggio ' è intervenuta improvvisa, intempestiva, impolitica, l'azione tedesca per il disarmo dei cetn ici, i cui risultati si possono così riassumere: - nessun esito pratico di disarmo, perché tolti scarsi elementi che sono s tati inizialmente sorpresi, tutte le formazioni V.A.C. si sono ritirate 'fuori dai margini delle strade' .ed hanno visto sfilare le truppe tedesche;


D0cu111.en1i - Allegati al Capitolo lii

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- annullamento delle previste nostre azioni in Val Sutjeska-Drina e verso Niksié come detto al capo I); - annullamento della distensione in Erzegovina, non solo, ma rinnovarsi acuito della vecchia tensione fra tutte le razze e tutte le religioni; - colpo al nostro prestigio politico militare; - scatenarsi più violento di tutte le propagande ai nostri danni. Indubbiamente però, l'azione, seguìta a parecchi giorni cli distanza da direttive e ordini delle nostre Autorità Superiori, ha modificato la situazione cemica, provocando una vera e propria crisi che ha potuto essere superata 'senza incidenti ' solo mediante l'opera accorta e ferma, in tutti i sensi, dei nostri comandi. È ovvia la considerazione eh.e un'azione accordata fra italiani e tedeschi avrebbe evitato la crisi e soprallullo avrebbe ottenuto risultati.

IV - Questione cetnica.

È noto che i cetnici hanno sempre seguito la ' politica dell'interesse loro'. politica che in sostanza - mèta la Grande Serbia - si traduceva e si traduce (perché non è finita) , nel bussare a due porte: a quella nostra e a quella anglo-americana. È pacifi<.:o che questa doppia politica è in funzione dell'esito della guerra. Noi conoscevamo e seguivamo questa politica e dobbiamo continuare a seguirla e sfruttarla perché: - ci clava e potrà darci (sia pure sotto altra veste) un concreto appoggio nella lotta contro i partigiani secondo la massima che è meglio che se le diano tra cli loro; - abbiamo degli interessi nella penisola Balcanica e nel vicino Oriente, interessi che saranno salvaguardati o meno a seconda se avremo saputo o meno trovare oggi la via giusta; - sarebbe colpevole farci 'soffiare' oggi delle posizioni acquisite e il lavoro di due anni (e ci sono sintomi che fanno seriamente pensare a questa possibjlità). Qui forse sta il nocciolo degli avvenimenti passati e di quelli in via di sviluppo; perché non è dimostrato


674

Dalmazia - Una cronaca per la swria (1943-1944)

che la rapida passeggiata [tedesca] attraverso l'Erzegovina volesse ' realmenle' disarmare i serbi, mentre resta da vedere se non aveva per scopo solo quello di tentare di toglierci di mano 'la carta celnica'.

In sostanza noi abbiamo controllato l'evolversi della situazione cetnica con una azione politica temporeggiante e previdente, abbiamo avuto le prove che la metà del doppio gioco era contro di noi. Ma in base a quali elementi avremmo potuto pretendere che il gioco fosse unico e tutto per noi? Bastano questi fatti: - la crisi in Erzegovina è tuttora su un piede di equilibrio perché i cetnici - obbedendo a noi - non hanno sparato sui tedeschi ed hanno così salvato le loro terre; - i maggiori capi ci hanno dato le loro famiglie, non come ostaggi, ma certo per la tutela, dimostrando ancora fiducia in noi; - i cetnici ci hanno obbedilo quando abbiamo ordinato loro di non fare rappresaglie sui mussulmani di Gacko. Sono fatti contro i guaii stanno tanti altri , compresa una rete spionistica. Ma se vogliamo conservare influenza oggi e domani in queste terre dobbiamo scegliere fra: - i croati che ci odiano per atavismo; - i mussulmani che tradiscono sempre e chiu nque per principio di mettersi col vento favorevo le; - i serbi che possono sperare per il domani - comunque vada la guerra - solo in una Italia vicina e Grande Potenza: Credo non ci siano dubbi in proposito, se non vogliamo farci prevenire anche subilo oggi. 1 Resta, naturalmente, indubbia la necessità di seguire, controllare, essere pronti a inLervenire con tutta la decisione e tuua la potenza.

Quindi la nostra azione non deve subire e non ha subito un dietrofront, ma una 'vigilante accostata'.


Documenli - Allegmi al Capitolo I I I

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SITUAZIONE ECONOMICA Non ha s ubito mutamenti nel continuo andare alla deriva. La kuna ha continuato ad oscillare verso il basso, con punte a quota 10. Purtroppo ne risentono i nostri soldati per i quali sono ormai praticamente negati sia gli acquisti individuali (piccole spese d' uso personale) sia quelli collettivi (spese per spacci, miglioramento rancio, ecc.).

IL COMANDANTE Generale Sandro PI AZZON I

P. c. c. p. Il Colonnello Capo di S.M. a.p.s. Il Teo. Col. Sottocapo di S.M. (Pietro TESTA)

Annessa una copia dell 'Ordinanza in daw 7c giugno 1943-XXI. [Vedi documento allegato 11. Hl - n.i:l.aJ


676

Dalmazia - Una cronaca per la storia (1 943 -1944)

DoClJMENTO

N. 7

CONSOLATO GENERALE D'ITALIA RAG USA (CROAZJA)

Te/espresso n. 3447/334 Indirizzato a:

R. LEGAZIONE D'ITALIA

ZAGABRIA

R. MINISTERO AFFARI ESTERI

ROMA

e p. c.:

Ragusa, addì 4 giugno 1943 - Anno XXI

Con il passaggio di Mostar dall'occupazione italiana alla occupazione tedesca, regolato in data odierna dai rispettivi Comandi Militari, va considerata chiusa questa laboriosa crisi che è stata più notevole come fatto politico anziché inte ressante come vero e proprio evento di guerra. Le conseguenze militari sono difatti modeste perché fin dall'inizio del mese di maggio, almeno dieci giorni prima del movi me'nto tedesco su Mostar, la situazione in E rzegovina era stata certamente normalizzata dall'azione delle sole nostre truppe. L'intervento tedesco, dal punto cli vista operativo, sortì forse il solo effetto cli interrompere l'ultima nostra azione in corso - cli piccola portata - diretta ad e liminare residui cli formazioni partigiane in zona Sutjeska-mecl ia Ori n a . E siccome questa situazione di rel ativa tranquillità militare non poteva non essere conosciuta dai Comandi Tedesch i in loco, si deve pensare che la de cisione improvvisa , o almeno intempesti va, del disarmo dei Volontari Anticomunisti obbedisca a direttive politiche piuttosto lontane dalla condotta tecnica della guerra.

Per noi la conseguenza immediata dell' intervento tedesco è stato un colpo al nostro prestigio mi litare e politico: presso i Croati in genere e presso le popolazioni serbe e mussulmane della circoscrizione. Ne è riprova la sollecita intensificazione di tutta l' attività propagandistica ai nostri danni e la sopravvenuta riserva nei senti menti cli molti e lementi ortodossi già a noi favorevoli. D 'altra parte la decis ione tedesca di disarmare le Milizie Volontarie Anticomuniste non ha avuto alcun effetto pratico. All'infuori di poche ce ntinaia di armati sorpresi nei primi due giorni, tutte le forrnazion i cetniche si sono date alla montagna . Agli stessi


Doc11men1i - 11/legmi al Capilo/o lii

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tedeschi non può essere sfuggito il fatto che il loro tentativo di disarmare le formazioni Volontarie Anticomuniste non ha dato luogo finora a reazioni guerriere delle bande soltanto per l'intervento abile e comprensivo delle nostre Autorità Mili tari . Se la passeggiata tedesca in Erzegovina avesse avuto veramente o sollanto lo scopo di disarmare i cetnici non c'è dubbio cbe una azione coordinata tra noi e l'alleato avrebbe conseguito ris ultati ben più notevoli dei meschini ottenuti in tal senso dai soli tedeschi. Allo stato attuale elci fatti, e tirandone le somme, l'apparenza, almeno l'apparenza, lascia concludere che l'iniziativa tedesca è stata né più e né meno che un tentativo di togliere dalle nostre mani la carta cctnica: per quello che vale oggi e più ancora per quello che potrebbe valere domani. Dire che il tentativo sia stato sventato - come forse pensano i nostri alti comandi militari - è molto azzardato. Il colpo è stato gravissimo e non so quanto vale a pararlo il protettivo comodo confino elci capi cetnici nostri amici e delle relative fam iglie ad Abbazia . É s icuro però che ne ll'elemento serbo c'è la convinzione che noi abbiamo foLLo tutto il poss ibile per impe dire che i tedeschi portassero a compimento i loro propositi distruttivi per tutto l'elemento ortodosso che vive nella Croazia meridionale.

Resta ora da vedere quali possono essere gli ulte riori sviluppi della manovra tedesca nel caso - come ho detto, probabi lissimo - cbe non sia stata effettuata per scopi puramente militari. Il tentativo german ico di una calata diretta o indiretta s ull'Adriatico è palese, come è chiaro che da parte croata si incoraggi questo tentativo

che rappresenta la più efficace controazione per impedire una temuta soluzione italiana de l problema dalmata. Lo stesso ultimo episodio in E rzegovina è l'anello cli una tenace catena da noi più o meno definitivamente spezzata evitando la germanizzazione di Porto Ploce. Ho in proposito una piccola prova nuova da addurre. Sette o otto mesi fa, quando i Comandi germanici, sobillali da Lorkovié, Vrané ié e Kosak (tutti erzegovesi) venivano spesso ad importunare i Comandi Militari de lla Il Armata con d ubbi senza fondamento sull'efficacia del nostro ordiname nto mi li tare protettivo delle miniere di bauxite, il Prefetto cli Ragusa, stretto congiunto del Ministro di Croazia a Roma, Dr. Perié, s i recò apposta eia questo Console Generale di Germania per chiede rgli di consigl iare al s uo Governo l'occupazione tedesca della 70na mineraria. Non ho avulo in


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Dalmazia · Una cronaca per la storia (1943-1944)

proposito, oltre questa, ulteriori confidenze dal Console Generale in Ragusa, ma mi consta che da tale episodio in poi egli è stato circuito da tutti gli uomini di Governo croati qui di passaggio. Probabilmente perché nel gioco che si svolgeva a Zagabria tra quella Legazione di Germania ed il Ministro Lorkovié, il mio collega tedesco di Ragusa, come è noto a codesta R. Legazione, rappresentava elemento dissidente. Questa attività coordinata tra Germania e Croazia è qui tanto palese da ingenerare in tutti il timore cli una più o meno prossima venuta dei tedeschi in Ragusa. Dico timore perché l'eventualità è deprecata dagli stessi croati ragusei che accentuano in questi giorni la loro tendenza ad allontanarsi da Ragusa per rifugiarsi in ltalìa. I soli che restano a compiacersi di una possibile occupazione tedesca di Ragusa sono le poche decine cli ustascia qui calati dal Nord e i funzionari della Prefettura e della Questura, i Comandi Militari croati. E anche ciò dimostra come sia vera la congettura cli una manovra combinata tra Germania e Croazia. Ho già accennato in un mio precedente rapporto alla ipotesi, qui abbastanza avvalorata, di una tendenza tedesca a ricostituire sull'Adriatico una nuova specie di Austria-Ungheria nella quale, insieme ai croati, dovreb~ero avere parte preponderante anche gli Ungheresi e funzione di consocio forzato i serbi ricostituiti in ridottissimo Stato. Non va in proposito dimenticato quanto io ho riferito molti mesi fa circa opuscoli in lingua ungherese di propaganda germanica nei qualì si faceva leva sul vecchio ricordo dell'Impero Absburgico. Malauguratamente non è stato possibile venire in possesso di uno di questi opuscoli nonostante tentativi, anche un pochino rischiosi, effettuati per so rprendere qualcuno di questi documenti. Devo aggiungere per obiettività che non manca qualche ottimista il quale ritiene che l'azione tedesca in Erzegovina sìa soltanto una fase militare contingente a migliore prote1,ionc dell'ala destra di uno schieramento difensivo tedesco in Balcania. Ma questa ipotesi, a mio giudizio, è più augurabile che ragionevole.

IL R. CO NSOLE GENE RALE (A. MAMMALELLA)


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nocumenli -Allegmi al Capilo/o fil

DOCUMENTO

N. 8

COMANDO DIVISIONE DI FANTE RIA 'MARCHE' - La mela è o/ire l'ostacolo COMANDO SETTORE MOSTAR

Accordi fra il Generale di Divisione Amico Comandante la Divisione 'Marche' e il Settore Mostar e il Tenente Generale Zellner Comandante la 373a Divisione tedesca relativi alla cessione de lla zona cli Mostar alle truppe tedesche stabilita dal Comando italiano in relazione alla nuova situazione determinatasi in conseguenza all'avanzata verso est delle forze tedesche.

28 maggio 1943-XXI ,:,: * .:. - I -

A) Il Gen. Amico comunica al Gen. Zellner che, in seguito a quanto sopra eletto, la 373" div. tedesca assume in proprio la occupazione del territorio di Mostar. attualmente occupato dalla div. 'Marche' e il territorio fino alla linea Ljubuski- Capljina-Stolac-Ljubinjc-Kla nacBileéa, località assegnate alla 373' cliv.. La linea di demarca zione a un dipresso corre lungo il fi ume Trebizat sino a ll ' altezza di Capljina - margine sud di C;apljina - strada Capljina-Tasovciéi (alle truppe tedesche), indi corso del Bregava fino a Stolac (alle truppe tedesche) - strada Stolac-Ljubinje (alle truppe tedesche) - sella Jasen ( alle truppe italiane) - regione Dubocani (alle truppe tedesche). B) Il Gen. Zellner fa presente che, per quanto riguarda le zone StolacLj ubinje-Klanac-Bileéa non può provvedere avendo egli ordine cli limitarsi alla zona di Mostar e vicinanze. C) I baraccamenti di Tasovciéi a sud della strada, restano occupati dalle truppe italiane che prendono in tale zona collegamento con le truppe tedesche. D) Dell'occupazione delle zone di Stolac-Ljubinje-Klanac-Bileéa il Gen. Zellner ne informerà il suo Comando Superiore per le decisioni cli conseguenza, trattandosi di zone interessanti il settore di azione cli


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Da/rnazia - Una cronaca per la swria (1943 -1944)

altre unità tedesche. Dichiara invece di poter provvedere ad estendere la sua occupazione da Mostar fino alla zona Domanoviéi- Capljina (L:iubuski è già occupata dalle truppe tedesche). E) 11 Gen. Zellner chiede al Gen. Amico che, fino a quando StolacKlanac-Bileéa non saranno occupate dalle truppe tedesche, ne sia mantenuta l'occupazione da parte delle attuali guarnigioni italiane e croate. Il Gen. Amico assicura che Stolac rimarrà occupata fino a un massimo di 10 giorni dalle attuali 2 cp. croate che la presidiano . Per Bi leéa e Klanac f:a riserva cli esporre la questione all'Ecc. il Com.te del VI C.d'A .. Qualora le guarnigioni cli Bileéa e Klanac venissero ritirate, il Gen. Zellner chiede ne sia dato preventivo avviso al Comando tedesco.

- II Ciò premesso vengono stabilite le modalità della sostituzione secondo i punti di vista: - tattico - logistico - economico Infine viene esaminata la questione del campo d'aviazione. 1° - Questioni tauiche

a)

Su richiesta del Gen. Zellner il Gen. Amico dà notizie sulla situazione sia rispetto al passato sia attuale e alle conseguenti esigenze di carattere militare. In base a ciò il Gen. Zellner stabilisce di destinare alla zona di Mostar circa 3 btg. con aliquota di artg., oltre al btg. già destinato in zona Livaé e oggi in posto. Arrivo delle forze tedesche nei giorni 31 corr. 1 e 2 giugno. Cessione comando da parte italiana alle 1l del giorno 4, alla presenza dei due comandanti cli div. con onori militari resi all'ammaina bandiera


Durn111enri - I\ lll'gati al C"pitolo lJI

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italiana e all 'alza bandiera tedesca dai reparti italiani e tedeschi. TI comando in posto. in caso di necessità, è a utorizzato ad impiegare anche le truppe alleate in posto. Tulle le truppe croate restano a disposizio ne ciel Comando italiano e si trasferiranno, su ordine di questo, nella zona di giurisdizione delle truppe italiane .

Il Comando della 6° div. croata continua a rimanere alle dipendenze del Comando VI C.d'A. italjano; gli viene lasciata la facol tà, qua lora nulla osti al comando tedesco, di rimane re fino a nuovo ordine a Mostar. h)

L'occupazione da p arte di e le me nti della 373-' cliv. tedesca della zo na di Domanovié i-Capljina avverrà il 5 giug no. Lo sgombe ro delle truppe itali a ne dalla zona cli CrniciDomanoviéiCapljina avverrà tra il 5 e l'8 giugno.

2° - Questioni logistiche a)

Al loggia me nti .

-

Caserme. Il 30 sera la caserma s ud verrà messa a disposizione delle truppe ted esche. La caserm a nord verrà gradualmente sgomberata con la partenzn de lle truppe rimane ndo i magazzini fin o a l loro sgombero. La caserma ovest è attualmente in consegna alle truppe c roate: per la sua utilizzazione accordi diretti con comando fr• div. croata.

- Baracche. Le baracche smontabili saranno ricuperate dalle truppe

italiane. Le altre sara nno cedute alla 373-1 div. die tro consegna de l materia le e quivale nte da esse rappresentato. Saranno lascati in posto gli impianti di illuminazione. Materiale mohile (letti ni e arredi) saranno ricuperati dalle fo rze italia ne. b)

Mate riali vari. Per i re ticolati in opera sarà consegnata quantità di filo spinato corrispondente. I collegame nti operntivi saranno ritirali dalle truppe ita liane e sostituiti dalla 373· div. iniziando subito la sostituzione.

e)

Vi e ne accettato dal G en. Ze lln e r il te mpo cli un mese g iudicato necessario pe r sgomberare base . magazzini vari. campo contumacia-


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Dalmazia · Una cronaca per la storia ( /943-1944)

le, sgombero che verrà effettuato in base ad accordi di dettaglio che saranno stabiliti dai competenti organi tecnici dipendenti. Per i cimiteri e ricupero salme: il tempo che sarà necessario. Il Gen. ZeUner accetta di far continuare alla div. ' Messina' il rifornimento idrico da Capljina nella quantità attualmente prelevata per i bisogni delle sue truppe. Sarà lasciato in posto un piccolo reparto italiano per disciplinare il servizio idrico.

-

Ferrovie. Protezione e sicurezza a c ura dei reparti in zona nei limiti della propria giurisdizione. Stazioni limite: Capljina alle truppe tedesche - Gabela alle truppe italiane.

3° - Questione econornica Il Gen. Amico rappresenta al Gen. Zellner la necessità della continuazione delle forn iture dalla miniera di carbone di Mostar come attualmente, in base alle necessità derivanti da: l'esercizio delle ferrovie italiane Gruda-Zelenica e Bileéa-Niksié; l'esercizio de lle ferrovie croa te Gradina-Bileéa e Gruda; le esige nze del le società di navi gaz ione 'Jadra n s ka ' e · Dubrovacka'; - le esigenze delle nostre truppe; - le esigenze industriali della provincia di Cattaro. Il Gen. Zellner dichiara di non poter assumere impegni in merito in q uanto essi devono scaturire eia accordi presi dagli appositi enti economici. Si impegna , fino a conclusione di tali accordi, a non cambiare nulla all 'attuale stato di cose. Analogamente il Ge n. Zell ner s i impegnà ad agevolare il transito delle partite di carbone, pellami , legna, la na, etc., provenie nti dalla Bosnia e transitanti per la zona di propria giurisdizione - sia per ferrovia che pe r via ordinaria - finc hé la questione non sarà defin itivamente concordata tra gli organi tecnici compe tenti.

AEROPORTO I 0 ) Il Gen. Amico - presente il C.te dell' Aviazione Slov.-Dalm. - espone le richieste del coman do italiano relative all' uso promiscuo de l campo di Mostar da parte dei reparti aerei italiani e tedeschi : -

due organizzazioni distinte italiana e tedesca, ciascuna facente ca po ad un proprio comando di aeroporto con funzioni disciplina-


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ri. organizzative e di impiego, c iascuna a se stante: - eia parte italiana funzionamento di un complesso cli 4 squadriglie con relativi comandi di gruppo e aeroraggruppamento fu nzionanti nel quadro dell'organizzazione di cui sopra; - tali e lementi italiani de vono poter disporre dei necessari alloggi , magazzini , sistemazioni varie dei servizi e rifornimenti sulla base cli quanto ora fruito; - disciplina d i volo e qualunque altra questione riguardante il funzionamento delle due organinazioni saranno stabilite in accorcio fra i due comandi di aeroporto. Ogni eventuale divergenza sarà chiarita su base di reciproca comprensione e con spirito di cameratismo. In caso di divergenze che non potesse ro dirimersi in posto le questioni verranno devolute al comando aviazione Slov.Dalm. per parte italiana (col. De Capoa) e al comando aviazione tedesca cli Sarajevo (Generale Chaumie r). - Il Gen. Zellner risponde che subito pregherà il proprio comando di C.d 'A. di inviare a Mostar presso il comando italiano un ufficiale di aviazione competente per regolare tutte le q uestioni inerenti all'aviazione. 2°) Viene inoltre stabilito che la d ifesa dell'aeroporto - terrestre e contraerea - è di competenza tedesca con eventuale concorso di personale di Governo italiano. Tale difesa deve comprendere l' aeroporto in tutta la s ua completa organizzazione tedesca ed italiana. Fino a chiarimento della questione della difesa dell'aeropo110, da parte del competente ufficia le tedesco d'aviazione. la 37J• cliv., tedesca provvederà alla difesa con propri mezzi a partire dalle ore 11 del giorno 4 giugno.

IL GEN . DI DIV. COM. LA DIV 'MARCHE' E fL SE'D'. DI MOSTAR F.toG. AMICO

IL TEN.GEN COM. LA 373" DIV. TED F.to ZELLNER

P. C. C. IL COLONNELLO TN s. S.M. Capo U fficio Operazioni (A nge lo MICCHJCHÉ)


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (/943-1944)

DOCUMENTO

N. 9

ClTIADIN I DI MOSTAR - ERZEGOVESI!

Le forze armate tedesche hanno preso il 4 giugno sotto la propria protezione Mostar. Noi non vi siamo stranieri! Molti di voi hanno con molti di noi servito nel vecchio esercito austriaco e hanno combattuto fianco a fianco con noi negli anni 19141918. Erano buoni combattenti, bosniaci ed erzegovesi, stimati dall'amico, temuti dal nemico. Anche oggi molti vostri figli combattono nell'esercito tedesco per la libertà della vostra Patria. I vostri vecchi si ricorderanno bene dei tempi anteriori al 1914. Nelle vostre terre regnavano la pace, l'ordine, la contentezza, chi voleva lavorare trovava il guadagno e viveva nel benessere. In quei tempi si viveva bene e facilrnente ma i nemici vollero altrimenti. Tanto fecero finché pallottole assassine nel giugno 1914 non posero fine a Sarajevo alla vostra tranquilla vita e la guerra cominciò. Quel che successe poi, lo sapete voi stessi! Oggi nella vostra te rra regnano il disordine, l'odio, le lotte: tutti contro tutti e nessuno ha più fiducia in alcuno. La Germania non può sopportare che ai suoi confini esistano focolai di disordini . Le Forze armate tedesche proteggeranno chiunque si terrl1 all'ordine ed alla tranquillità e contribuirà al ristabilimento dell'ordine e della pace nelle vostre rocciose terre. Le Forze armate tedesche puniranno severamente tutti coloro che provocheranno disordini sia per impulsi personali sia perché mercenari (spie) dei sovieti o degli inglesi. Noi rispettiamo i sentimenti religiosi di ciascuno. Noi rispettiamo la religione cristiana così come I.a fede mussulmana.


Documemi · Allegati al Capitolo lii

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Mussulmani! Con no i combattono m igliaia di fedeli cli A ll ah! Mostaresi! Noi vogliamo apportarvi benessere, ma voi dovete a iutarci nel vostro proprio interesse. Pe nsate alla vostre [amiglic, ai vostri figli.

VIVA LA GERMA NIA ED I SUOI ALLEATI! VIVA LA CROAZIA 1 VIVA LA ROCCIOSA ERZEGOVINA!

IL COMANDANTE TEDESCO DI DIVISIONE

Mosta,; li 4 giugno 7943


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DOCUMENTO

N . 10

Comando del uI Corpo d' Armata "Aggredisci e Vincerai,.

Ordinanza In virtù dei poteri conferitimi dalle Autorità Superiori ed in ottemperanza alle disposizioni da queste emanate; ferme restando le disposizioni contenute nel bando del Comando 2' Armata in data 7 settembre 1941-XIX

Ordino 1) Da oqqi 1° qiuqno 1943-XXI tutte le formazioni V. A. C. sono sciolte e di ·conses,?uenza non saranno più corrisp0ste somministrazioni di viveri, paqhe e varie ai componenti delle forma1:ioni ~tesse. 2) Tutti qli ex V.A .C. che detengono armi e munizioni di qualsiashlipo e specie so· no tenuti a presentarsi ai nostri comandi militari per effettuarne la consegna. Coloro che conse',lneranno armi e munizioni saranno accantonati presso le nostre caserme, vettovaqliati e tenuti sotto la nostra protezione. L'Autorità Militare ltalian.-i contim1era nella sua opera di proiezione sulle famif,!lie ortodosse, come di qualsiasi altra reliqione., tranne che per <1uelle aventi familiari milìtanti nelle formazioni partiqiane o comunque a noi ostili. 3) Nel territorio di qiurisdizione di questo Comando è assolutamente vietato a chiunque, per qualsiasi molivo, salvo che sia re~olarmenle autori2wto •nei modi prescrilli dalle Autorità Miii · tari Italiane, di detenere armi e munizioni. I conlravventori saranno arrestati e deferiti al Tribunole MiliIMe Straordinario di Corpo d'Armata. 4) Chiunque cornetta alli ostili contro le Forze Ita liane ed Alleate sarà senz' allro pas5<1to per le armi sul posto, se collo in lla11rante, altrimenti sarà deferito al competente Tribunale Militare Straordinario di Presidio per le sanzioni comm inate daqli orticoli 2 e 3 del Bando della Z' Armata in data 7 settembre 1941-XIX. (pena di mor te mediante fuzilazione). 5) Semi 11rone~lmentl milllart I saranno Immediatamente aJtaaU cotaùo cblunque turbi 1'1nll11 )11111.

llllce, seaz, alcau dlsllnlue di religione, raua, lende01a palltk:a ecc. 6) Tutti i miei· Comandanti di Settore, Sottosettore, Presidio, Distaccamento e colonne operanti, diano immediata e costante esecuzi one alla presente ordinanza.

D. M. 3~, l 11iu11no 194J,XXI.

Il Comandante Generale Sandro Piazzoni Chiunque, strappi, manometta od imbratti la presente ordinanza verrà persequito ai termini delle disposizioni viqentL Se colto sul fatto verrà passato per le armi.


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Documenti - Aflegmi al Capitolo III

DOCUMENTO

N. 11

AL COMANDO DELLA 2" ARMATA U fficio Operazioni

OGGETTO:

Relazione sull'attività svolta a Ragusa

Ricevuto ordine di provvedere all'allontanamento dell'On. Jevc!evié dall'Erzegovi na, mi sono preoccupato, in pieno accordo con l'Eccellenza il Comandante del Corpo d'Armata, di : lasciare ai comandi italiani e germanici il tempo necessario per prendere le opportune misure cli sicurezza in vista di possibile reazione da parte cetnica; operare in modo eia evitare il prodursi cli questa reazione; rendere impossibile un eventuale tentativo di fuga cle ll' On. Jevèl·evié. Pertanto ho ritardato di 48 ore la comunicazione all 'On. Jcvc!evié della necessità del suo allontanamento da Ragusa, motivandola col fatto che la situazione politica attuale rende incompatibile la sua presenza in E rzegovina, non solo per la pressione esercitata dai nostri alleati rna anche per certe voci, da qualche tempo insistenti. di sue relazioni troppo strette con il Comando cetnico illegale di Mihajlovié. Ho assicurato Jevcl"evié che non s i trai.La di internamento o di deportazione come in un primo tempo egli ha supposto, ma di provvedimento di carattere strettamente politico e probabilmente temporaneo, preso anche nel suo interesse . Contemporaneamente l'Ecc. il Comandante ciel Corpo d'annata ha pubblicato il Bando per lo scioglimento delle formazioni M.V.A.C. alla data del 1° giugno (allegato n° 1). Il provvedimento è stato comunicato con notevole anticipo a Jevcl'evié e Baéevié [Baéovié] molivandolo con il fatto che le formazioni non hanno ottemperalo all'ordine di consegnare parte delle loro armi. Le formazioni erano state vettovagliate, verso il 2() maggio, fino a tutto il mese. Nessuna somministrazione viveri è stata più fatta successivame nte. Per rendere possibile la sistemazione pacifica della questione, senza scosse e reazione[,] per dissipare il senso di paura che si era impadronito


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Dalmazia - Una cronaca per la swria (/943-/944)

di tutti i cetnici locali, ho compiuto, con l'autorizzazione dell'Ecc. il Comandante ciel Corpo d'armata, i seguenti atti: ho accettato di intervenire nel migliore ristorante di Ragusa, ad un pranzo al quale hanno partecipato la signora e la figlia cli Baéevié, la signora Podreka e due sorelle, altre signore e due ufficiali cetnici, oltre all'On. Jevctevié. Il pranzo, che ha avuto luogo sotto gli occhi cli molti ragusei, si è svolto in ambiente cli cordialità; ho accettato, contrariamente alle mie abitudini, il giorno dopo, un ricordo offertomi dai cetnici erzegovesi ed ho ringraziato !'On. Jevél"evié con la lettera allegato 2; ho inviato al bimbo della signora Podreka un pacco contenente tre chilogrammi di cioccolata insieme con la lettera allegato 3. Questo bimbo cli soli tre anni, è una vivacissima intelligenza, è adorato dai cetnici, ed ha insieme con la madre, notevole importanza : ho scritto al maggiore Baéevié la lettera allegato 11°4 per rassicurarlo s ulla sorte d ella sua famiglia. Poiché l'unica corda sensibile dell'animo di Baéevié è rappresentata dai suoi affetti familiari, prego il signor colonnello Carlà di rispettare accuratamente gli impegni che ho preso. Le misure adottate dal Comando de.I VI Corpo hanno consentito che si producesse il netto distacco dalle formazioni cetniche senza alcuna reazione, lasciando aperta la porta ad ogni possibilità avvenire. Le direttive del Comando della 2" Armata, cli lasciare ai tedeschi la parte più antìpatica del tentativo di disarmo, sono state fedelmente eseguite. Baéevié, con la lettera diretta al Generale Giannuzzi, si è limitato a prendere atto dello scioglimento della M.V.A.C. definendo questo un errore; ha protestato per la de portazione (così è stata definita da lui) di Jevàevié, avvertendo che prenderebbe misure corrispondenti qualora la posizione di Jevàevié fosse aggravata. Alla lettera ha risposto il Generale Giannuzzi, in tono piuttosto secco che io ho temperato con la mia lettera allegato n°4. 1n sostanza però Baéevié ha ripetuto l'assicurazione che non farà mai nulla contro gli italiani; il consenso dato alla moglie ed alla figlia, a cui è strettamente legato, di trasferirsi in Abbazia, ne è la più convincente riprova. Jevuevié mi ha bersagliato di domande insidiose per conoscere le vere ragioni del provvedimento e la fonte delle notizie che ci hanno indotto a prendere posizione contro di lui. Ho cercato di disorientarlo accennando a pettegolezzi che si sarebbero fatti negli ambienti di Spalato e specie nei salotti delle signore (cosa da loro già sospettata), a


D0cume111i - Allegali al Capilo/o lii

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voci vaghe pervenuteci da nostri informatori di s ue relazioni troppo strette con Mihajlovié e cli doppio giuoco verso di noi. Questo è stato confermato all'On. Jevd·evié anche dall'EcceJJenza Piazzoni, il quale ha rianimato la sua fiducia affermando che se anche gli si presentasse uno scritto dello Jevaevié contenente frasi poco simpatiche per gli italiani. la sua fiducia in lui non sarebbe scossa perchè riterrebbe che egli le avrebbe scritte soltan to per opportunità politica ma non per intimo convincimento. ()uesta tesi è stata da me ampiamente sviluppata e sarebbe bene che fosse ripresa anche a Sussa. Dico questo non per attenuare le responsabilità di J evdevié, ma perchè ritengo che effettivamente egli abbia agito verso Mihajlovié con buona dose dì malafede e che quasi certame nte non sarebbe mai passato ad atti ostili verso di noi. J evélevié è una forte personalità che a noi non conviene ancora annientare, ma tenere in riserva per i possibili sviluppi della situazione politica, come pure non ci conviene buttar via definitivamente la carta cetnica, cioè l'unica carta veramente buona che abbiamo in mano. Ciò è dimostrato dal palese interesse che i tedeschi dimostrano verso i cetnici e che avvalora il sospetto che essi intendano approfittare della particolare situazione di oggi, per sfruttarla per loro conto. J e vàevié ha ricevuto ieri ll'] invi to ad un colloquio a Mostar da parte di certo capitano Hott senza il mio intervento . Con l'autorizzazione dell'Eccelle nza Piazzoni, tramite il Com. Div. ' Marche', ho offerto all'Hott di fare da intermediario , dichiarandomi lieto di poter facilitare l'incontro. Il capitano Hott si è sottratto al mio controllo affermando che il colloquio non lo interessa_ Ho lasciato cadere la cosa; in ogni modo l'invito al colloqu io è accertato ed il contegno ciel capitano Hott è abbastanza sintomatico. Attualmente il grosso de lle formazioni di Baéevié è in movimento verso l'alta Erzegovina e la Bosnia orientale; nessun incidente si è verificato neppure contro i tedeschi che vengono accuratamente evitati; ritengo che le nostre fonnazioni di carattere locale si scioglie ranno, nel senso che ì gregari nasconderanno le anni e rientreranno alle loro case per procedere al raccolto del grano. Le famiglie cetniche che hanno chiesto la nostra protezione comprendono circa 15 e lementi che si trasferi ranno ad Abbazia e circa 30, cli minore importanza, che si trasferiranno a Castelnuovo. È probabile che. successivamente, altri chie dano di venir in nostro territorio. I nominativi risultano dall'allegato n° 5.


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Dalmazia - Una cronaca per la s1oria (1943-1944)

Chiedo un trattamento di speciale favore verso la signora Podreka e sua sorella che si trasferiranno a Lubiana dove possiedono una casa; ho assicurato la signora Podreka che avrei facilitalo la sua permanenza a Lubiana, pretendendo però che essa non abbia alcun contatto con gli elementi nazionalisti locali. Poiché questa mia richiesta ha provocato molta irritazione da parte della signora per la supposizione che ella possa occuparsi di politica, sarebbe bene che non venisse rinnovata. Se la signora dovesse venir sottoposta a vigilanza, ciò dovrà esser fatto con molta discrezione. La Podreka si trasferisce a Lubiana perché la sua presenza ad Abbazia non sarebbe tollerata dalla madre dello Jevétevié, che disapprova questa relazione. Jevdevié chiederà forse in seguito di poterla vedere qualche volta in Lubiana o in qualche altro luogo; non ho fatto dichiarazioni impegnative a questo riguardo. Avverto però che la passione di Jevdevié verso la Podreka è formidabile e che ha caratteristiche abbastanza strane perché sembra sia limitata a corrispondenza di amoros.i sensi. Jevétevié tratta questa relazione con molta discrezione e desidererebbe che da parte nostra non si facessero pettegolezzi ed insinuazioni poco riguardose verso la signora, che sembra sia mollo ricca ed innamorata dmlui. Rimane a Ragusa il segretario di J evaevié, tenente Perosevié [recte: Perovié]; la sua presenza è necessaria anche per noi perché egli è l'unico mezzo che ci permetta di riprendere contatto con Baéevié, qualora ciò risultasse necessario. Poiché esiste la possibilità di controllarlo, attraverso la nota fonte, sarà assai facile eliminarlo se la sua attivi là diventasse sospetta. Per ben precisare l'azione perfettamente rettilinea svolta dal Comando del VI Corpo, anche nei riguardi degli alleali germanici, aggiungo: nessun rifornimento viveri e munizioni è stato pi Ct fatto ai cclnici dopo il 22 maggio u.s .. Con l'ultimo rifornimento, effettuato prima delle note disposizioni, i cetnici avevano ricevuto viveri fino al 31 maggio; una richiesta di consegna di rarina contro versamento di rilevante quantitativo di monete d'oro è stata rifiutata; una richiesta di poter disporre dei viveri cli proprietà cetnica accantonati a Mostar è stata respinta, nonostante si tratti di viveri acquistati dai cetnici da noi tempo addietro e pagati in parte in oro; nessun cetnico disarmato ci è stato restituito dai tedeschi e quindi nessuno di essi è stato restituito alle formazioni. Tutti i cetnici disarmati eia noi, in numero non rilevante (circa 150 complessivamente) sono accantonati presso i nostri presìdi e sottoposti a vigilanza;


Documenti - /\/legati al Copiwfo 1/f

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prima della partenza, l'Ecc. Piazzoni ha ricevuto nel suo ufficio l'On . Jevaevié per ringra7iarlo della sua collaborazione esprimendo la sua fiducia che questa collaborazione potrà essere ripresa in avvenire. Nel congedarlo gli ha offerto un oggetto ricordo: ogni contatto con i cetn ici è stato sospeso;

f Manca l'ultimo foglio}

Allegalo n. 1 ORDINANZA - [Vedi documento n.10 allegato al presente capitolo]. ***

Allegato n. 2 Signor Voivoda, Avete voluto inviarmi un ricordo a nome dei cetnici e sono costretto ad accettarlo perché se non lo facessi vi darei dispiacere. Ma non vi era bisogno di questo, Signor Voivoda. Per conservare il ricordo dei fieri combattenti erzegovesi non sono necessari segni tangibili; questo ricordo fiorisce nel cuore cli tutti i soldaLi italiani che da te mpo hanno imparato a conoscerli ed apprezzarli. Se nelle allerne vicende di una situazione politica delicata e difficile il nostro pensiero non ha q ualche volta perfettamente coinciso, siate tutLavia certo che la nostrn fid ucia in voi e nei vostri combattenti erzegovesi provata in cento dure battaglie, non è scossa. Io mi auguro che le circostanze ci consentano di continuare la nostra collaborazione. Vogliate gradire, Signor Voivoda, le espressioni ciel mio grato animo. AL VOIVODA J EVDcVJé

A llegato n. 3 [Lettera al piccolo Bobo Podreka, riportata alla nota n. 180 del presente capitolo]. ***


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

Allegato n. 4 Signor Maggiore, Nella lettera che avete indirizzata al Generale Giannuzzi, rilevo un senso di amarezza che mi addolora; sono tuttavia certo che, nella vostra illuminata saggezza saprete giudicare nel suo esatto valore la situazione politica presente. Ma non è cli questo che voglio parlarvi ora; voglio soltanto assicurarvi che il Voivoda Jevdevié, nel periodo cli tempo che passerà ad Abbazia presso la sua famiglia sarà libero de i suoi atti e della sua persona. Mi è stato comu nicato che vostra Moglie e vostra Figlia, che ho avuto l'onore cli conoscere in questi giorni, desiderano anch'esse trasferirsi ad Abbazia; faciliterò in ogni modo il viaggio e la permanenza in quella città. Ma aggiungo che anche esse saranno perfettamente libere di fare quello che vogliono e che non saranno in nessuna maniera disturbate. In qualunque momento, q ualunque cosa accada esse potranno ritornare in E rzegovina, se lo desiderano, oppure trasferirsi nelle localitù che voi o il Voivoda Jevclevié mi indicherete. Prendo impegno preciso di accogliere ogni desiderio che voi manifesterete nei riguardi della vostra famiglia; tutte le lettere personali che voi farete pervenirè a l Comando del VI Corpo d'Armata, in busta chiusa e sigillata, saranno recapitate con il mezzo più celere alla Signora Baéevié, senza essere aperte; analogamente tutte le lettere indirizzate a voi dalla vostra famiglia , vi saranno recapitate con lo stesso mezzo. Nel porgere il mio saluto a voi ed a i vostri fieri combattenti erzegovesi, esprimo la certezza che nu Ila potrà in avvenire turbare le nostre relazioni e che potremo riprendere, su nuove basi, la nostra collaborazione a tutto vantaggio della tranquillità di queste regioni che sono ta nto care al vostro cuore.

AL SIGNOR MAGGIORE BA éF.vté

*** Allegato

11.

5

Elenco delle personalità cetniche. (Manca].


Doc11menti - Alleg(l[i al Capitolo I li

69.ì

DOCUMENTO

N. 12

RIASSUNTO DEL COLLOQUIO Dl SALONICCO (2 giugno 1943)

Programma della visita Ore 9.30 Ore ll.30 Ore 12.00

= = =

Ore Ore Ore Ore

=

14.00 15.00 16.30 19.00

= = =

Partenza dal campo di Podgorica Arrivo al campo di aviazione di Salonicco Ricevimento al Comando O. B.S. O. e colloquio con Gen. Lohr e suo S.M. Pranzo alla residenza del Gen. Ldhr Visita in automobile alla ciuà di Salonicco Partenza dal campo di aviazione Arrivo a Podgorica (Non compreso ne l seco ndo resio ("') ]. SINTESI DEL COLLOQUIO

Gen. Lohr saluta Ecc. Pirzio Biroli e si compiace della piena collaborazione che esiste fra le truppe italiane e quelle germaniche nelle operazioni che si svolgono in Montenegro. Gen. Pirzio Biroli dichiara che questa collaborazione continuerà piena e completa per risolvere cli comune accordo tutte le questioni in sospeso. Pensa che forse sarebbe stata più efficace la ist ituzione di un comando unico per la direzione delle operazioni , ma che tuttavia, anche con il procedimento seguilo. l' azione contro le forze partigiane si manifesta efficacissima e darà certamente risultati definitivi . Dichiara che era già sua intenzione visitare il Gen. Lohr a Salonicco e che ha rimandato la sua visita soltanto perché gli avvenimenti sono precipitati improvvisamente e la situazione in Montenegro si è aggravata. Il Gen. Lohr dichiara che il suo Comando Supremo ha creduto di risolvere in questo modo la questione e fa assegnamento sulla reciproca collaborazione. Il Gen. Lohr dice che gli alleati stanno facendo grandi preparativi nell'Africa del Nord e che certamente qualche tentativo sarà fatto anche in direzione della penisola Balcanica. Di quì la necessità cli provvedere al disarmo delle formazioni irregolari che potrebbero rappre(*) Vi sono due cop ie non iden tiche d i questo documen to. una in Busta IT 8CJ ed una in Busta l 485. a llegata a l Dinrio storico de l Coma ndo Supre mo. Abbiamo preso come base il testo delh1 Busta IT 89, e indicate in corsivo le frasi difformi, tralasciando le mod ifiche soltanto formali. li secondo documento porla l' intesrnzio ne: ''Coma nd o della 2• Armal nUllicio ln fornrnziu ni - P.M. lO. li 8 giugno 1943-XXI " .


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Dalmazia · Una cronaca per la s1oria (1943-1944)

sentare un grave pericolo in caso di sbarco anglo-americano in Balcania. Mostra una carta geografica (topografica) [così nel secondo documento ] al 250.000 ove è segnata, grosso modo, la dislocazione e la forza delle unità cetniche del Montenegro e della Erzegovina, secondo informazioni cli fonte germanica. Breve discussione sulla esattezza di questi dati; da parte mia rettifico quanto risulta al Comando germanico circa la presenza cli circa J 500 armati nei pressi cli Ragusa e di circa mille in zona Trebinje; confermo in linea di massima i dati relativi alle altre formazioni avvertendo però che le cifre complessive debbono essere considerevolmente diminuite. Mentre il Comando germanico calcola circa 12.000 gli armati cetnici. esprimo il parere che si tratti complessivamente cli non più di 7/8000 al massimo. [Nel secondo documento sono riportati i seguenti periodi]: Il Gen. Pirzio Biroli chiede che atteggiamento i tedeschi intendono lenere nei riguardi dei cetnici disarmati; ciò perché gli risulta che nell'Alto Montenegro i com.andanti tedeschi wilizzerebbero parte degli uomini delle formazioni di Giurisié [Durisiéj per servizio di gendarmeria, distinguendoli con un bracciale verde. Da parte mia aggiungo di esser venuto a conoscenza che un comandante di reparto germanico, il 31 maggio u.s., si trovava in gran.di difficoltà in zona Cem.~rno e avrehh.e accettato la collaborazione di una formazione cetnica per disimpegnarsi. Il Gen. LNir risponde che effettivamente una compagnia tedesca nel giorno e ora indicata ha subito perdite rilevanti, ma che non gli risulta affatto che questo reparto sia siato aiutato dai cetnici; analogamente comunica al Gen. Pirzio Biro/i che è impossibile; che i comandi dipendenti possano comunque utilizzare cetnici, trattarli come prigionieri di guerra ed avviarli in Germania al Servizio del Lavoro. Ques!'ordine avrà in ogni modo esecuzione da parre germanica.

Il Gen. Pirzio Biroli concorda con la necessità di provvedere al disarmo, anche forzato, di tutte le formazioni ' bianche' che fanno capo al Giurisié ed al Mihajlovié e si dichiara pronto a concorrere a questo disarmo con le forze a sua disposizione, non appena ultimato l'annientamento delle divisioni partigiane nel Durmitor. Crede conveniente escludere da questo provvedimento le formazioni dei 'zelenasci' (verdi) e di quelle di Stanisié, che si sono dimostrate fedeli e che possono concorrere efficacemente alla difesa del territorio anche in caso di attacco alleato. Il Gen . Lohr dichiara di aver ricevuto ordine dal suo Comando Supremo cli provvedere allo scioglimento di tutte te formazioni cetniche del Montenegro senza distinzione e che per quanto riguarda i 'verdi ' attende


Docwnenti - Allegali al Capi1olo Ili

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precisazioni. Spera tuttavia che il desiderio del Governatore del Montenegro possa essere accolto; manifesta invece dubbi circa le formazioni cli Stanisié che il Gen. Pirzio Biroli vorrebbe conservare, poiché gli risulta che si tratta di unità dipendenti direttamente da Mihajlovié. Invita t o a comunica re elementi circa la situazione cetnica in Erzegovina: presento il Bando in data 1 ° giugno, de l Comando VI Corpo d'armata circa lo scioglimento della M.V.A.C.; comunico il fermo di Jevàevié e di esponenti de lla regione di Spalato avvertendo che numerose famiglie, fra cui quella di Baéevié, sono in via di trasferimento in territorio italiano. Dichiaro che si è verificato un netto distacco fra noi e tutte le formazio ni cetniche che, non aven do ottemperato all 'ordine di consegnare le armi, si sono messe in tale modo fuori legge; comunico che il grosso delle formazioni dell'Erzegovina è in movimento verso la zona settentrionale e si è allontanato dal territorio da noi presidiato; preciso che Baéevié con un forte gruppo, composto in maggioranza da bosniaci, sembra abbia l'intenzione di dirigersi verso la Bosn ia e che si trova in difficoltà per quanto riguarda i viveri. Esprimo parere favorevole [aggiunto nel secondo documento] che le formazion i locali sotto la pressione delle necessità logistiche si scioglieranno automaticamente nel senso che molti gregari nasconderanno le armi e rientreranno ai loro villaggi per procedere ai lavori di raccolto. Comunico al Gen. Lohr che mi risulta che i cetnici non hanno, almeno ora, intenzioni ostili verso le truppe germaniche e ciò è provato dal fotto che le colonne di rifornimento germaniche transitano indisturbate per tutto il territorio dell'Erzegovina. Dichiaro infine che ogni rifornimento cli viveri alle formazioni erzegovesi è nettamente cessato dal 20 maggio e che nessun cetnico restituitoci da i tedeschi, è stato rinviato alle formazioni. Ogni informazione in tale senso diretta da capi celnici al Mihaj lovié e venuta in possesso dell'Ufficio informaz ioni Germanico, deve considerarsi pura millanteria e destituita da ogni fondamento. JJ Comando del Vl Corpo d'armata eseguirà fedelmente le disposizioni contenu te nel Bando; non è stato possibi le provvedere al disarmo fo rzato pe rché le forma zioni si sono allontanate dal nostro territorio e nessun cetnico armato circola nella nostra zona.

[Le parole in corsivo nel paragrafo successivo rnancano nel secondo documento. J


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Dnlinnzia - Una cronaca per In sroria ( 1943-1944)

Il discorso si riporta sulla situazione delle formazioni partigiane accerchiate nel Durmitor e che viene considerata come disperata sia dal Gen. Lohr che dal Generale Pirzio Biro/i. Da informazioni che ho potuto raccogliere il giorno precedente in Erzegovina, considero questo ottimismo come eccessivo e rappresento al Gen. Lohr, nell'interesse della situazione erzegovese, la opportunilà di osservare attentamente gli sbocchi verso l'Erzegovina (verso questa regione dal Montenegro) poiché nù risulta che si sono già prodotti notevoli infiltrazioni sia verso la Orina sia verso Cemerno. Il Gen. Lohr ringrazia e prende cttw. Ne è derivato lo spostarnento della divisione 'SS' verso Avtovac e Cemerrw ed afflusso di nuove forze dalla zona di Kalinovié. Si passa quindi a parlare della situazione che si verificherà dopo l'annientamento de lle divisioni partigiane e l'allontana mento delle forze germaniche dal territorio del Montenegro. Il Gen. Pirzio Biroli chiede il concorso germanico per completare il disarmo delle formazion i d i Giurisié che sono tutt'ora in Alto Montenegro, ed esprime il timore che la massa dei cetnici erz.egovesi, non disarmati dal V I Corpo (d'armata), possa riversarsi in Montenegro . Il Gen. Lohr dichiara che lascierà in posto una divisione; fra i due generali vengono previste le seguenti fasi operative : 1°

Annientame nto delle divisioni partigiane accerchiate ne l Durmilor:

2°

Operazioni in comune per il disarmo delle formazioni cli Mihajlovié;

3°

Operazioni in comune per il disarmo delle form azioni cetniche in Alta Erzegovina se non si saranno automaticamente sciolte prima.

La riunione sta per terminare . Poiché riporto l'impressione che il Gen. Lohr abbia capito che il Bando cli scioglimento della M.V.A.C. s i riferisca a tutte le fo rmazioni cetniche dell a Croazia , chiedo di precisare il mio pensiero. Avverto che il Bando riguarda soltanto le formazioni erzegovesi, giudicate da noi le più pericolose per gli stretti legami con Mihajlovié; comunico i dati di forza e dis locazione delle formazioni ciel Dinara e dell a Lika e le caratteristiche cli ciascuna. Prego il Gen. Lohr di accettare il criterio del disarmo progressivo per le formazioni del Dinara e di consentire la sospensione nei riguardi di quelle della Lika, precisando che si tratta cli uni tà fedeli, che operano in buona armonia con le truppe croate e che ci rendono utili servizi; chie-


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Docum enti - Allegati al Capitolo I I I

do al Gen. Lohr se il provvedimento cli disarmo riguarda anche le formazioni A.C. dei territori a nnessi e Slovenia. · Il Gen. Lohr dichiara che si disinteressa delle formazioni dislocate nel nostro territorio; che l'ordine di disarmo riguarda tutte le formazioni ortodosse e che quindi anche quelle della Lika dovrebbero essere disarmate. Accetta tuttavia il criterio della progressività, avvertendo però che debbono essere fissati dei limiti di tempo per porre in atto il provvedimento. Su invito ciel Gen. Lohr dichiaro che si potrà addivenire al disarmo io un periodo di due mesi. Il Gen. Lohr accet.La. Nei riguardi della formazion i della Lika insisto per ottenere la sospensione accennando anche alla possibilità che queste formazioni subiscano una radicale trasformazione che ne modifichi il carattere cetnico, e dichiaro che avrei riferito il parere del Gen. Lohr al Comando della 2" Armata.

Il Gen . Lohr mi raccomanda di segnalare al Comando de lla 2" Armata la necessità che in caso di sbarco alleato in Balcania , si provveda immediatamente al disa rmo di tutte le formazioni ancora esistenti tanto nel Dinara che nella Lika. Prendo atto ed assicuro. li Gen Lohr mi incarica di presentare ctll' Ecc. Roboai i suoi particolari salwi. [Scritto a penna dall'estensore - Non riportato nel secondo documento]. La riunione ha quindi termine.

IL COLONNELLO

T. GRIGNO LO


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

DOCUMENTO

TELESCRIITO

N. 13

Da/a e ora arrivo: 3 11uiggio 1943 - 23.30

N °. 8224/0p.

AT SUPERSLODA - OPERAZIONI

Comando Supremo comunica che Gran Muftì Palestina in seguito recente visita alle comunità islamiche Bosnia ed Erzegovina ha suggerito stabilire più amichevoli contatti con notabilità mussulmane, impedire violenze cetniche ed armare elementi mussulmani per difesa villaggi contro cetnici e partigiani . Comando Supremo considera molto utile, in relazione disarmo cetnici, ottenere collaborazione elementi mussulmani. Prego volermi comunicare se e quanto sarebbe possiqile rare a tale scopo, tenendo presente attuale delicata situazione regioni considerate. GENERALE ROSI (6 copie) 1 Eccellenza 1 Capo S.M. 1 Sottocapo S.M. 2 Ufficio ·Op.'

1 Ufficio T

[In calce, una nota a penna, non firmata, ma dalla calligrafia del generale Robotti, dice: «Car/à, preparare documenti. li/fa a parte che i mussulmani non sono comhattenti, anzi, al primo urto sono sempre passati ai partigiani, la cosa è difficile perché la maggior parte di essi è fuori dal nostro controllo. Ad ogni modo per il XV/Il Corpo e VI vedere cosa si può fare. 4/5».


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Docwnerui - Alleg111i al Capi1olo lii

DOCUMENTO

Prot. .J/13051/S

N. 14

l'. M. I O. 8 maggio 1943 XXI

AL COMANDO DEL VI CORPO D·ARMATA

OGGETTO:

Collaborazione con e lementi musulmani

Posta Militare 39

La recente visita del Gran Muftì di Gerusa lemme a Sarajevo, ha suscitato vasta impressione fra le popolazioni mussulmane della Bosnia; le autorità croate e germaniche hanno largamente approfittato cli questa impressione per tentare cli attrarre nella loro sfera di influenza le comunità mussulmane dell'Erzegovina. Ritengo molto utile, non solo perché è di interesse locale ma anche perché è in armonia con la linea politica seguita dall' Italia verso le popolazioni islamiche, stabilire più amichevoli contatti con le notabilità mussulmane e soprattutto impedire il rinnovarsi di violenze, da parte cetnica. a danno cli quelle popolazioni. Nel favorire lo svil uppo della collaborazione con le autorità mussulmane, prego tenere presente che la nostra azione non deve portare ad un rafforzamento de lla corrente che, a l seguito del dott. Popovac, aderisce a l movimento cetnico ; deve anzi avere per fine di costituire un contrappeso efficace all'azione cetnica quando questo movimento, come è nelle previsioni , assumerà un atteggiamento nettamente contrario ai nostri interessi.

I L GENERALE COMANDANTE

(Mario ROBOTTI) Data copia a: Ufficio Affari Civili


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Dalmazia - Una cronaca per la srorin ( /943-.1944)

DOCUMENTO

N. 15

MIN ISTERO D EGLI AFFARI ESTERI UFFICIO DI COLLEGAMENTO CO'-' LA 2A ARMATA

P !vi. 10, I I giugno 1943 XXI

SEG RETO

R. MIN ISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Gab. A. P. Ufficio Croazia 0GGE1TO:

ROMA

I Cetnici

Riferim.: Mio telespresso 943/282 del 7 corr.

Secondo quanto risulta al Comando della 2" Armata, in q uesti ultimi tempi si è insinuato eia parte dei capi cetnici cli wue le regioni, quasi obbedendo ad una precisa parola d 'ordine, che le a utorità militari tedesche, dopo averci forzata la mano nella questione del disarmo delle l'ormazioni anticomuniste, starebbero ora cercando di riorganizzarle e di utilizzarle per proprio conto. ' Da parte germanica si è sempre nettamente smentita e respinta una simile insinuazione. Le nostre autorità militari, dopo aver a ttentamente seguito lo sviluppo degli avvenimenti in fatto di presunta collaborazione militare tedescocetnica, ritengono che essa sia in realtà inesistente e che le notizie divulgate in proposito debbano piuttosto essere considerate come una mossa dei cetnici per riguadagnare il nostro appoggio. La questione dei nostri rapporti con i cetnici è stata in questi giorni attentamente riesaminata dal Comando della 2" Armata e l'uffic iale che vi sovraintende ha redatto a tale riguardo una relazione dalla quale trascrivo qui appresso le parti più interessanti: «Per giudicare la questione cetnica bisognerebbe esaminarla con me nta lità balcanica. Ma per osservare e giudicare con mentalità balcanica occorrerebbe conoscere l'anima ba lcanica e ben pochi italiani, anche fra que lli che sono da tempo in queste regioni, sono in grado di astrarsi dal sentimenta lismo tutto proprio dell'anima latina cd apprezzare nel suo vero valore le e normi difficoltà che ci impe discono di metterci a I


Documenti - /1/legaii al Capilo/o Ili

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livello di questa mentalità che ama l'intrigo, che disprezza il sentimento. che riconosce soltanto l'imperio della forza, che fa della politica la sua passione, che esulta quando riesce a mettere nel sacco l'avversario. «Tutti i capi cetnici, anche quelli che sembrano rozzi e poco colti, sono degli abilissimi politici che hanno una potenza dialettica alla quale noi italiani difficilmente abbiamo la possibilità cli sottrarci. Nei colloqui con i capi cetn ici si deve costantemente sostenere uno sforzo non lieve per mantenere il controllo s u se stessi e non soggiacere alla forza persuasiva dei loro ragionamenti , per mantenersi in condizioni di giudicare con freddezza, per pesare ogni parola che viene da essi pronunciata, perché ogni loro parola ha uno scopo preciso e definito.

1°) Errori commessi dagli italiani nella questione cetnica «a

- Consentire l' inquadramento con ufficiali ex-jugoslavi. Questi ufficiali hanno diffuso il panserbisrno fra i contadini ignoranti che avevano impugnato le armi al nostro fianco soltanto per difendere vita ed averi contro i partigiani. Hanno trasformato una reazione provocata dal terrore comunista in un movimento politico nazionalista le cui finalità sono in netto contrasto con i nostri interessi. [A margine una nota a matita cli pugno del Sottosegretario Bastianini: "Di quesw errore io feci a suo tempo rilievo al Supersloda, inascolrato. Infatti in Dalmazia le avevo inquadrate con ufficiali italiani").

«b

- Consentire la co.stituz ione di grossi blocchi alle clipenden1.c di pochi capi. Primo errore è stata la richiesta cli intervento de lle formazioni erzegovcsi alle operazioni del B,iokovo (agosto 1942), e successivamente a quelle di Prozor; secondo errore l' intervento delle formazioni del Baécvié nel Dinara.

Queste operazioni, compiute in prevalenza da formazioni cctniche, hanno dato ai capi una sensazione esagerata della forza a loro disposizione e delle possibilità dell'azione cetnica. Dopo queste operazioni l'osservatore attento ba potuto constatare una polarizzazione cli tutte le forze ce tniche nelle varie regioni verso un unico capo. l'accentramento delle funzioni amministrative, atteggiamenti di indipendenza e cli indisciplina anche verso i comandi italiani. «c

- Consentire il trapasso troppo rude dalla funzione anticomunista alla funzione anti-croata, chiudendo gli occhi sulla attività illegale ed antistatale dell'organizzazione cetnica, sugli infiniti soprusi. sugli eccidi, sulle violenze commesse dai cetnici in tutto il territorio da noi controllato.


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Dalmazia - Una cronaca per la s1ori1.1 (1943-1944)

Q uesta condiscendenza da parte nostra ha dato l'impressione ai cetnici che tutto era loro possibile, che tutto si poteva osare, sotto l'egida della nostra amicizia. Questa tolleranza ci ha posti in condizioni difficili con lo Stato Croato e soprattutto con le autorità militari germaniche che ci considerano in certo modo succubi dell'azione cetnica. I recenti avvenimenti in Erzegovina, dove le autorità germaniche hanno trattato la questione cetnica con assoluta mancanza di riguardo verso di noi, conferma questa ipotesi . «d - Credere con eccessiva fiducia a tutto quello che i cetnici ci raccontano sulla perfetta lealtà della loro politica verso di noi [A margine la nota autografa del Sottosegretario Bastianini: '·D'accordo"]; adagiarsi troppo faci lmente nell'idea che in caso di rivolgimenti militari nell a penisola balcanica noi saremo gentilmente accompagnati alla porta , magari dopo aver ricevuto preghiera di lasciare in posto le armi e i materiali. Queste sono concezioni politiche che possono essere ammesse soltanto da gente che manca di spina dorsale. É meglio considerare la situazione con assoluta diffidenza, e precisamente con mentalità balcanica e non accontentarsi di dichiarazioni che all'atto pratico potrebbero rivelarsi prive di valore. Non è profezia assurda affermare che se, a l seguito delle forze anglo-sassoni, ponesse piede in Balcania re Pietro J.I , tutti i cetnici della Slavon ia, della Croazia, del Montenegro e della Serbia , sarebbero in armi anche contro di noi. 2°) Provvedimenti che si giudicano necessari « La carta cetnica ci è u Lile, militarmente e politicamente e ci conviene non buttarla via: mi.Jitarmente: perché le formazioni cetniche fanno molto comodo e danno un apporto notevolissimo, checché ne dica qualche dissenziente, alla nostra azione contro i comunisti ; politicamente: perché nel continuo evolversi della situazione politica in Balcania, l'appoggio, anche interessato dei serbi (e sarebbe bene anche dei mussulmani) può avvantaggiarci notevolmente in avvenire. «Ma occorre che l'azione cetnica sia guidata abi lmente eia noi e togliere dalla testa dei capi cetnici l'idea (fino ad oggi non troppo assurda) che la nostra politica in Balcania sia al rimorchio di quella ser ba e soprattutto che siamo degli ingenui che si possono facilme nte abbindolare (dai numerosi


Documerui · Alleg{l(i al Capitolo Ili

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messaggi dei cetnici eia noi intercettati risulta come il loro tema preferito nei nostri confronti sia appunto quello dell'ingenuità italiana). «La nostra recente azione contro i capi dell'Erzegovina e cli Spalato, ha già tolto molte illusioni alla gente serba a questo riguardo, ma già un intenso lavorio si svolge per annullare i risultati cli questa operazione che, in complesso, è stata provvidenziale ed ha aumentato il nostro prestigio agli occhi degli stessi serbi. «Per potere avvantaggiarsi ancora dell'azione cetnica sarebbe necessario:

l"

2°

3°

Instillare negli ufficiali che sono a contatto con le formazion i cctniche quel tanto cli diffidenza che è necessario per conservare la serenità cli giudizio. Trasformare le formazioni esistenti. assicurando loro un maggiore inquadramento con ufficiali e sottufficiali italiani, frazionandole e sottraendole agli ordini di un unico capo. Ridurre il numero degli cx-ufficial i serbi o perlomeno limitarne l'influenza. Costituire formazioni miste di cattolici e ortodossi; questo provvedimento è meno assurdo di quanto potrebbe credersi .

«Nel territorio del XVIII Corpo d'armata esiste già un battaglione formato su due compagnie ortodosse ed una cattolica; eguali possibilità esistono in E rzegovina, dove già gli ufficiali della M.VA.C. sono orientati in questo senso». Tale relazione, che ha valore non solo retrospettivo bensì anche prospettivo, ha incontrato in linea di massima l' approva7ione dell'Ecc. Robotti, per cui può essere tenuta presente per quanto concerne l'attuale orientamento ciel Comando della 2" Armata· nella questione dei cetnici. l\tli permetto pregare vivamente !'E.V di evitare, anche questa volta, che si venga a sapere da parte delle nostre Autorità militari che questo Ufficio di collegamento è a conoscenza cli tale relazione ottenuta in via ciel tutto confidenziale. IL CAPO UFFICIO PIERANTONI

[Nota autografa cli Bastianini]: " D'accordo. Scrivere in tal senso a.I Comando Supremo".


Dalmazia · Una cronaca per la storia (1943-1944)

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DOCUMENTO

N. 16

COMANDO DEL VI CORPO D'ARMATA STATO MAGG IOR E · UFFICIO OPE.RAZIONJ

N° 8830/Inf. <li Prot.

S EGRETO

l'.M. 39, lì / 0 luglio 1943 XXI

SUPPLEMENTO A NOTIZIARIO N. 786 AL COMANDO DELLA 2AARMA'Iì-\

- Ufficio 'I' - Ufficio 'OP' - Ufficio 'AC'

(cop. nn. 1-2-3-24) (copia n. 4) (copia n. 5) P.M. 10

AL COMANDANTE DEL SETTORE RAGUSA P.M. 32 (cop. 6) AL COMANDANTE DEL SETTORE METKOYl'C P.M. 91 (cop. 7)

AL COMANDANTE DELLA Df. 'MURGIA' P.M. 154 (cop. 8)

SITUAZIONE POLITICA A FINE GIUGNO 1943-XXI Le operazioni militari si sono svolte in questo mese solo ai margini dell'Erzegovina, nel triangolo SutjeskaDrina-Piva ad est, in quello di Draljane-Zavojane-K ljenak ad ovest; la prima fino al 15, la seconda fra il 19 e il 22: rispettivamente, e pilogo e inizio di operazioni più vaste. Politicamente questo mese è stato caratlerizzato da ciò che potremmo chiamare ' la ratifica del fatto compiuto', cioè dell' 'urto' tedesco del 6 maggio che ha imposto alle parti interessate questa temporanea sistemazione: i tedeschi nell'Erzegovina, gli italiani sulla costa; i cetnici in una zona più o meno intermedia: qualificabile come ' terra di nessuno' .


Documenti - Allegati al Capitcilo Ili

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Come si vede la misura tedesca, giustificata dall'eventualità di un secondo fronte in Balcania e dal conseguente bisogno di salvaguardarsi alle spalle, ha fall ito in uno dei suoi compili o scopi principali: l'eliminazione totale dei cetnici. Ed era naturale, essendo i tedeschi ricorsi al fattore sorpresa e avendo scartato quel procedimento che solo avrebbe reso possibile il conseguimento di questo fine, cioè un'operazione in pieno accordo con noi. L'unico successo dell' ' urto' è stato quello di staccare temporaneamente dai suoi satelliti colui che ne rappresentava la mente organizzativa e direttiva, lo Jevaevié. Ma anche questo successo sarebbe stato in seguito nullo o solo parziale, se a render definitivo quel distacco e a complclare la mezza misura tedesca non fosse intervenuta '"t'Italia allontanando Jevaevié dal suo campo d'azione e dichiarando poi illegali, a partire dal 1° giugno, le formazioni celniche sottrattesi f:11 disarmo. L' ' urto' tedesco ha però chiaramente dimostrato l'inconsistenza dei capi cetnici mettendo a nudo lo schietto çarattere mercenario dei gregari . Questa debolezza congenere, che caratterizzato subito la crisi cetnica, è andata a t utto vantaggio dei partigiani che senza indugio e con molta abilità hanno ini ziato lo sfruttamento del successo tedesco.

Ìla

La loro attiva propaganda s'è esplicata soprattutto nel la prima quindicina di giugno, in un periodo che potremmo definire cruciale per i cetnici (allontanamento di Jevaevié, latitanza di Baéovié, disori enlamento degli altri capi , bando italiano, persecuzione tedesca) ed ha avuto successo specie in quelle zone (Mostar, Nevesinje, Sto lac e perfino Bileéa) dove era facile persuadere i gregari, rim asti senza guida, senza pane ed esposti alla cattura, che i loro capi li avevano lraditi e che l'unico ' refugium pecatorum' era loro offerto dall'esercito partigiano. Natura lmente solo .sui gregari, che non avevano una fode ed un credo politico, avevano e volevano aver presa i partigiani: i capi inve ce, cioè i soli esponenti politici del movimento e quindi i veri cetnici, appena presi, venivano e vengono tuttora eliminati. I partigiani hanno avuto buon gioco anche perché non c'è stata una contromisura da parte nostra: ci sono stati invece nella prima quindicina cli giugno approcci da parte tedesca, troncati subito dai capi cetnici stessi: alla fine del mese invece sono proprio questi capi che. per mettere un freno al dilagare della propaganda comunista fra i gregari e per sfuggire alla loro sorte qualora cadessero in mano ai parligiani, cercano di riallacciare coi tedeschi le tratti ve interrotte.


706

Dalmazia· Una cronaca per la storia (1943-1944)

La seconda quindicina di giugno ci permette in ogni modo di poter così precisare il frazionamen to dei cetnici: parte, anche dietro invito dei capi, è ritornata nelle proprie case portandosi le armi; parte è passata ai comunisti; parte (circa 500) è rimasta alla macchia, senza capi (zona di Pribilovéi-Tasovciéi-Lokva); parte, la più preponderante (6-7000) si trova pure alla macchia ma ancora attorno ai capi (Vidaéié, Popovié, Kures, Uljarevié, ecc.).

È quest'ultima parte che interessa di più e che avendo conservato il carattere originario ( colla sola differenza che è divenuto illegale) costituisce ancora il problema cetnico. Ma dall 'esame dei documenti pervenutici nulla di positivo e di chiaro risulta sugli intendimenti dei capi. È eia presumere quindi che neanche loro lo sappiano bene. L'unica parola d'ordine diramata ai gregari viciini e lontani è quella di attendere. Esposti allo stesso pericolo, stretti fra loro dal vincolo del timore ( ciò che informa anche la loro linea di condotta nei nostri riguardi e le loro continue professioni di lealismo) i cetnici vivono nell'aspettativa: aspettativa di ordini e di direttive, d' aiuti e di rifornimenti, di protezione sia da parte tedesca che da parte italiana, di un completo rivolgimento della situazione politico-militare a loro favore. Ma è un fatto però che se la situazione si manterrà inalterata, queste formazioni, anche con la tolleranza italiana e la non ingerenza tedesca, non avranno lunga vita. Il fattore economico, che già si fa sentire, si aggiungerà al pericolante fattore morale e affretterà la fine con un orientamento che non è dato ora cli prevedere. Il moviniento tedesco, il ritiro italiano sulla costa e Io scacco cetnico hanno fatto esultare ustascia, croati e, per opportunismo, i mussulmani (anche i cattolici hanno rialzato la cresta): ma per breve tempo. Sbolliti i primi entusiasmi tutti hanno dovuto ricredersi. I tedeschi non hanno dimostrato nessuna intenzione di assecondare le mire politiche e le rivendicazioni faziose di coloro che li aspettavano a gloria. Eliminati cetnici e partigiani (primo compito) gli scopi della loro venuta io Erzegovina sono i seguenti:


Documemi · Allegali al Capiro/o Ili

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tutelare i loro interessi industriali e commerciali in Erzegovina, sfruttare la riserva umana della regione. Il primo scopo, di natura politica, accentua ancor di più il carattere di protellorato tedesco assunto dal S.I.C. [Stato Indipendente di Croazia - n.d.a.] ed è dettato da motivi di sicurezza, sempre nell'eventualità di un secondo fronte (anche per non creare compartimenti stagni); il secondo, essenzialmente economico, riguarda anche noi direttamente in quanto mette in prima linea il problema delle c~municazioni (porto di Ploce); il terzo, militare e in parte anche economico, è , come il primo, imposto da necessità dell'ora, e continua, integra e potenzia misure già avviate nei mesi scorsi. Stroncando subito le velleità delle fazioni (a parte i primi inevitabili incidenti, gli eccidi del '41 non si sono ripetuti) i tedeschi, ai fini militari, hanno considerato alla stessa stregua ustascia, croati, mussulmani ed ortodossi, materiale umano o da inquadrare in reparti armati o da inviare in Germania e in altre zone per il Servizio del Lavoro. Sotto questo riguardo il mese è contrassegnato da una specie di 'corsa agli arruolamenti', corsa a cui partecipano i tedeschi colle divisioni SS, gli italiani colle legioni croate, i croati colla mobilitazioni di numerose classi, indetta certo dietro suggerimento germanico. Le formazioni SS sono nell'Erzegovina in grande sviluppo, meno favore riscuote l'arruolamento nelle legioni eia inviare in Italia (arruolamento d'altronde già limitato nei suoi supposti e nei suoi fini che sembrano solo di carallere addestrativo ), pochissimo o punto favore incontra la mobilitazione croata. I giovani si danno volentieri alla macchia e chi più degli altri ne trae vantaggio, come al momento del disarmo cetnico, sono i partigiani che accolgono a braccia aperte i renitenti alla leva, e dimostrando il completo vassallaggio della Croazia ai tedeschi si presentano come l'unico partito e l' unico esercito veramente nazionale . A chi domanda quali siano le ripercussioni subìte dalla nostra politica in Erzegovina dopo l ' insediamento dei tedeschi viene al primo momento alla mente questa triplice risposta: diminuzione di prestigio, limitazione elci compiti , perdita della carta cetnica.


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Dalmazi11 - Una cronaca per la storia (1943-1944)

Bisogna però cercare di chiarire questi punti ed esaminarli con un senso più preciso della realtà. Diminuzione di prestigio: tare di movimenti dj truppa, prestabili ti dai comandi superiori, una questione di principio è un controsenso; sentirsi menomati nel nostro prestigio dalle insulse chiacchiere dei croati che ci sono nemici è un senso di debolezza; ritenere il nostro prestigio o.!Jeso da piccoli attriti sorti all'atto pl'atico fra reparti uscenti e reparti subentranti è abbassare il prestigio ad una questione di puntiglio. Quindi non si può parlare di prestigio in questo modo. Limitazione dei compiti: non bisogna mai dimenticare che i compiti sono prima di tutto subordinati ad un fine supremo, e secondariamente in funzione delle forze che si ha per assolverli. li fine supremo, per noi, è vincere, e solo a questa stregua noi dobbiamo esaminare l'utilità o l'inuti lità del nostro ritiro dall'interno dell'Erzegovina sulla costa; d'altra parte una sproporzione fra compiti e forze idonee ad attuarli è da evitarsi quando è possibile. La protezione della costa è già cli per se stessa un compito che richiede un gran dispendio di (orze. Perdita della carta cetnica: nella giusta denominazione cli 'carta' è già insita l'idea ciel gioco. Resta a vedere se questo gioco, che finora ci aveva senza dubbio fruttato (le lotte contro i partigiani basterebbero da sole a dimostrarlo), poteva fruttarci ancora nell'eventualità d'un tentativo di sbarco inglese. Puerile sarebbe d'altronde credere alle asserzioni dei capi che, in quell'eventualità da loro così ardentemente aspettata ed invocata, il Jucile cetnico avrebbe nella sua mira scartato il bersaglio costituito dagli italiani. .:~ .:.

:{.

La questione economica si impone fra la popolazione civile: è spesso in funzione cli quella politica, spesso la fa dimenticare, spesso si fon de con quella in una sola questione che potrebbe essere così definita 'servire chi dù il pane'. I bisogni alimentari tuttavia trovano, in grazia della stagione, un certo compenso nei prodotti agricoli, anche se non abbondanti , e nel mercato nero. E il mercato nero, diffusissimo, impone per controbatterlo tre problemi: un calmiere rigidamente controllato (sembra che i tedeschi lo abbiano istituito a Mostar), una vigil anza eslesa ovunque ed una normalizzazione ciel potere di acquislo della kuna. Il Governo croalo cerca, come può, di provvedere in parte, annunziando l'emissione di una nuova


Documenti - Allegati al Capitolo lii

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moneta, la ' lipa', che dovrebbe valere quattro kune. Ma se nella ' lipa ' sussisterà la stessa sproporzione fra corso legale ccl il potere d 'acquisto che si trova nella kuna, e se d'altronde il calmiere cd il mercato nero non saranno sotto posti a controllo l' uno e a repressione l'altro, ciò andrà di male in peggio.

IL GENERALE DI DIVISIONE COMANDANTE INTERINALE DEL C.A. (E. QUARRA SITO)

P. c. c. IL COLONNELLO CAPO Dl S.M. (C. CIGUANA)


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

DOCUMENTO

N- 17

COMANDO SUPREMO I REPARTO UrFJCJO OPERAZIONI ESERCITO

Scacchiere Orien tale

P. M. 21, 14 aprile 1943 XXI

SEGRETO

AL MINISTERO DEGLT AFFARI ESTERI GARAB. CROAZIA

ROMA

COUAUORAZIONE MII.ITARE ITALO-CROATA.

Riferimento: Mio telegramma odierno n. 6312. Date le difficoltà che incontra lo S.M. croato per porre in et'ficienza le sue unità dislocate nel territorio di Supersloda e per costituirne delle nuove da inviarsi in seconda zona, questo Comando Supremo ha ritenuto opportuno di assumersi direttamente tale incarico, allo scopo di alleggerire il compito di Supersloda e aumentare la nostra influenza militare in Croazia. Compatibilmente alle disponibilità armi, materiali e personale di inquadramento, tale concorso è stato concretato nei termini seguenti: inglobamento di due dei battaglioni croati già presenti nel territorio di Supersloda completandoli di quanto loro occorre; addestramento in Patria [in Italia) di un contingente di reclute croate classe 1923 di prossima chiamata costituendo con esse una legione croata destinata ad agire alle dipendenze di Supersloda. Tale legione avrà la seguente costituzione: 1 reggimento fanteria (2 btg. - I compagnia mortai da 81), l gruppo d'artiglieria di piccolo calibro s u 2 batterie, I reparto misto del genio. In preventivi contatti verbali fra la Missione Militare a Zagabria e il Governo croato, questi ha aderito in linea di massima ai concetti informatori del progetto ora esposto.


Documenti - Allegati al Capitolo Ili

Tl l

Questo Comando Supremo gradirebbe la collaborazione di cotesto Ministero all'azione che svolgerà la Missione Militare per stipulare le convenzioni definitive. Queste in linea cli massima dovrebbero esser basate sui punti seguenti, come da istruzioni già inviate agli enti interessati:

le unità croate da inglobare o di nuova costituzione continueranno a far parte delle Forz·e Armate croate, e dipenderanno direttamente dai Comandi italiani:

Lo Stato Maggiore croato dovrà fornire i quadri, gli interpreti e le reclute necessarie per la prima costituzione e per man tenere a numero le unità; concorrerà inoltre a fornire i quadrupedi e il carreggio occorrente;

vettovagliamento e assegni delle reclute durante la loro permanenza in Italia saranno a carico del Governo italiano; per i reparti nel territorio di Supersloda provvederà direttamente tale Comando. salvo reintegro che dovrà essere effettuato dal Governo croato appena possibile;

materiali e armamento verranno ceduti in uso ai reparti, rimanendo per ora di proprietà dello Stato italiano.

Questo Comando Supremo ritiene che il programma sopra esposto, che costituisce nel momento attuale un sacrificio non indifferente eia parte nostra, rappresenti un mezzo efficace per incrementare la nostra penetrazione in Croazia, e si riserva di dare ulteriore sviluppo al programma stesso non appena consentilo dalle disponibilità cli armi e materiali.

IL CAPO DI STATO MAGGIORE GENERALE F.to AMBROSIO


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

DOCUMENTO

N. 7 54i3/S/ 1

1 giugno 1943 X Xl

AL COMANDO GENERALE M.V.S.N. Servizio Politico e per conoscenza AL COMANDO GENERALE M.VS.N. Ufficio Coordinamento 0GGE1TO:

N. 18

ROMA

ROMA

Influenza tedesca in Croazia

Come ebbi a segnalare con notiziario 11° 750/3/S del 30/5/1943, circolano a Zagabria insistenti voci relative alla prossima proclamazione del protettorato tedesco sulla Croazia. Ritengo che tali voci siano dovute alla esagerata valutazione cli vari e lementi che, mentre confermano la tendenza dei tedeschi ad assicurarsi cli fatto la direzione ed il controllo delle attività militari, politiche, economiche della Croazia, non sono tuttavia di natura tale da far pensare ad una tendenza a provocare un palese sovvertimento dell'attuale struttura politica dello Stato Jnclipenclente Croato. Certo è che i tedeschi: sopratutto dopo la recente visita del Capo de lle SS Himmler, si sono assicurata la direzione della Polizia in Croazia , dove da tempo la Gestapo già lavorava con la consueta e nergia; si sono assicurati il controllo delle varie Amministrazioni statali, imme ttendo in esse propri elementi in qualità di esperti ed i consiglieri, ottenendo la nomina del dott. Altgajer (capo del gruppo etnico tede sco in Croazia) a Segretario di Stato presso la Presidenza del Gove rno, e organizzando in seno al Gruppo Nazionale Tedesco la 'Associazione degli impiegati dello Stato', appartenenti al Gruppo stesso ed in servizio nelle Amministrazioni dello Stato in Croazia (vedasi mio foglio n° 558/3/S del 15/4/1943); hanno immesso personale direttivo e capitali in molte fra le migliori aziende industriali e commerciali del Paese, assicurandosi inoltre lo sfruttamento diretto de lle migliori miniere;


Documemi • Allegaii al Capitolo Ili

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hanno costituito recentemente un Corpo armato denominato 'Guardia della Patria' formato eia tutti gli elementi della minoranza tedesca non ancora a ll e armi e compresi fra i 16 e i 60 anni. Alla 'Guardia della Patria' viene affidata la protezione della popolazione in collaborazione con la Gendarmeria e con gli altri organi di polizia croati. I componenti di detto corpo vestiranno l'abito civile e dipenderanno dalle 'Squadre d'azione' del Gruppo etnico tedesco; hanno da tempo costituito in seno alla Milizia Ustascia battaglioni composti esclusivamente di appartenenti alla minoranza tedesca (1 compagnia comando, l btg. attivo, l btg. di riserva e 3 btg. di pripremna) e ha nno posto grande cura nell'organizzazione della premilitare e della Gioventù hitleriana; hanno da tempo costituito varie unità croate comandate e d in parte inquadrate da personale tedesco (369" Divisione croata · Divisione SS 'Principe Eugenio ' , quattro brigate eia montagna, ecc.) ed ora stanno attivamente cercando di costituire de lle nuove (Divisione SS dei volontari croati in via di costituzione - vedasi mio roglio n" 742/3/S/1 del 27/5/1943 - e aumentare l'efficienza di alcune di quelle già esistenti. Così è previsto l'aumento da 4 a 6 btg. nelle 4 brigate da montagna, che assumeranno la denominazione di Divisioni, e cl il passaggio agli ordini delle truppe tedesche in Croazia cli altri 36 btg. (6 brigate cacciatori). È evidente che questo progressivo incorporamento delle Forze armate croate sfocierà nell'assunzione del Comando unico da parte dei tedeschi. Ne consegue che anche la 2" Armata (notevolmente scarsa di effettivi) finirà di passare alle dipendenze del Comando delle truppe tedesche in Croazia. Tale soluzione, che appare indubbiame nte opporluna per assicurare il massimo rendimento delle truppe alleate attualmente dìslocate in Croazia (specie in previsione cli uno sbarco nemico nei Balcani), non mancherà certo di concorrere ad accrescere il prestigio tedesco in questo Stato. stanno provvedendo al disarmo e d all'annientamento ciel maggior contingente di cetnicì, già operanti ai nostri ordini, onde eliminare il pericolo che questi costituirebbero in caso dì s barco ne mico nei Balcani e con tale gesto si sono attirata la riconoscenza dei cr oati (vedasi mio foglio ; 0 705/3/S/1 del 18/5/1943) ed banno ottenuto di sostituire le nostre truppe nella zona di Mostar, ove sono stati accolti con manifestazioni di gioia da cattolici e mussulmani croati.


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

Tutto ciò è sufficiente a mio parere a far comprendere come i croati, con sentimento diverso a seconda delle convinzioni politiche, pensino ad un possibile colpo di Stato tendente ad istituire in Croazia un protettorato tedesco.

A mio parere tale ipotesi non si realizzerà (almeno per ora) in quanto comporterebbe ai tedeschi più danno che vantaggio e ciò per evidenti ragioni, prima delle quali sarebbe l'inopportunità di commettere una troppo palese scorrettezza verso l'Italia. Invece ritengo che praticamente i tedeschi si assicureranno la direzione politico-militare della Croazia, soppiantandoci di fatto nel compito di tutela che in un primo tempo doveva essere a noi riservato, evitando tuttavia di mutare ufficialmente l'attuale ordinamento politico dello Stato Indipendente di Croazia.

L' ADDETIO ALLA MILIZIA (Primo seniore Camillo ROSSANO)


Documenti - Allegati al Capitolo li I

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DOCUMENTO

N. 19

LEGAZIONE D'ITALIA (Due copie) Zagabria, lì 12 giugno 1943 - XXI

SEGRETO R. MINISTERO D EGLI AFFARI ESTERI

R<:>MA QUESTIONE MONARCJJlC/1

Sono noti i motivi, da me riferiti a suo tempo, derivanti dalla situazione militare ed interna, dalla presenza di eserciti stranieri, dai control li germanici, pei quali la situazione monarchica non ha fatto progressi nella sua attuazione. Si può affermare che, se avesshno incoraggiato nel primo tempo l'inclinazione cli alcuni ambienti ufficiali croati ad avviare verso una pronta soluzione l'avvento della-. nuova Dinastia con la proclamazione del Re, saremmo venuti ad assuiner~, per le circostanze dei tempi s uccessivi, una grave responsabilità di q'u anto i.I Governo croato avrebbe attuato, né avremmo potuto controllaTe il Governo stesso, che - fatta sua la questione - avrebbe certo voluto '.lrarne, per il regime, accrescimento cli prestigio, allo scopo di rimediare a.[Jà crisi interna. Nel dicembre 1941, come infqt;-n1ai il R. Ministero, Pavelié mi disse che avrebbe gradito l' invio a Zag,tbria cli persona cli fiducia della Real Corte, pe r averne consiglio nelle pratiche ciel cerimoniale e per predisporre la venuta del Sovrano. La richiesta non ebbe allora seguito per le note circostanze. Anche dopo, Pavelié non ha mai trascurato cli dedicare la sua attenzione alla questione monarchica. Pe r lui " la restaurazione della Monarchia, l'offerta della Corona, la designazione del principe da parte di S.M. il Re e Imperatore rimangono acquisiti nella storia della nuova Croazia come i più importanti avvenimenti". Della Monarchia e dello Stato monarchico egli ha sempre parlato con alto e religioso rispetto. riconoscendo con noi che, "a pacificazione avvenuta, e cioè dopo che sarà sgombrato il terreno dai maggiori ostacoli militari e politici, forse prima che la guerra finisca , o subito dopo, si potranno fare pubbliche dichiarazioni e manifestazioni monarchiche".


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (/943-1944)

Tuttavia in occasione della prima convocazione del Sabor croato, nel febbraio 1942, dovetti adoperarmi, col tatto che il delicato argomento richiedeva, perché - secondo le superiori istruzioni - Pavelié non proponesse alla Dieta la proclamazione del Monarca, in un momento che sembrava poco favorevo le per il regime. Egli riaffermò allora "!'al.lo storico compiuto dal suo Governo e dal popolo croato con l'offerta dell a Corona e i legami dinastici stabiliti con la Casa Savoia".

É nota al R. Ministero l'iniziativa cli Lorkovié e di Perié (mio rapporto n. 2356 del 22 dicembre 1942), per la quale un movimento di Ministri , al quale sembra non fossero estranei i rappresentanti cli una Potenza straniera, avrebbe dovuto portare il Poglavnik ad assumere la Reggenza. Sin da allora, confidenzialmente, Pavelié mi accennò la sua intenzione cli liquidare gradualmente uomini e situazioni che contrastavano il libero esercizio della sovranità statale. Quegli uomini avrebbero costituito, con la loro presenza al governo, fattore negativo per l'autorità del Re. Le situazioni avrebbero potuto, con la giustificai.ione della condotta della guerra, compromettere o 'toccare' la questione monarchica.

É chiaro che l'azione tentacolare del Reich trova, nella Monarchia, impersonata qui eia una Dinastia Sabauda, un forte impedimento istituzionale alle sue mire egemoniche. Un gruppo politico si era anelato formando intorno a Pavelié, e minacciava non soltanto la sua posizione di dittatore, ma anche turbava lo svolgimento dei suoi piani: l'influenza cli quel gruppo finiva per essere in funzione straniera, confondendosi con la pressione del germanesimo. Abbiamo visto negli ultimi mesi quali difficoltà egli incontrasse per procedere alla liquidazione cli alcuni intriganti collaboratori; dato che essi erano sostenuti da altra Potenza, Pavelié ha avuto bisogno ciel nostro appoggio per allontanarli, intanto, dalle posizioni di primo piano della politica croata. Sull'argomento della Monarchia, Pavelié è poi tornato con me pm volte, mostrando di trattarlo con molta delicatezza di sfumature, e quasi col timore "cli portare la questione monarchica sul piano degli altri affari di Stato". Mi sono perciò confermato nel convincimento che egli continui con tenacia e con impegno a pensare all'ascesa al "Trono cli Croazia di un Re


Documenli - !\llegati al Capitolo I I I

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Sabaudo", evento a cui tiene "moltissimo, anche pei riflessi che avrà sullo sviluppo dei rapporti con l'Italia", e per il quale ha un suo programma che, al momento opportuno, applicherà "col consenso delle rappresentanze del popolo che faranno parte del nuovo Sabor". Nella concezione del Poglavnik, "il re de ve essere al di sopra cli tutte le lotte e cli tutti i dissidi. rappresentare il bene supremo dello Stato, e la continuità d ella rinascita nazionale e de ll ' indipendenza st atale nel tempo. Il sentimento della Monarchia trova una vasta rispondenza nelle masse. La Croazia è uno stato rurale, e' ogni contadino è profondamente monarchico. I fattori interni, la guerra, l'agitàzione politica, lo stesso irredentismo stimolato unicamente dall'irrequietezza di clementi intellettuali, in gran parte fuorusciti dalmati, costituiscono realtà contingente". Tale realtà avrebbe, secondo il Poglavnik, ritardato sino ad oggi la realinazione ciel suo disegno. Uomini di cultura e di Governo, tra) quali cito ad esempio il Ministro Artukovié, l'attuale Ministro croafo a Roma, Niksié, e alcuni componenti ciel disciolto Sabor. quali il dott. Kriskovié, il dott. Se itz, hanno dimostrato particolare interessamento alla questione monarchica, dichiarandomi, in tempi diversi, ed anche rece ntissimi, "che il popo lo croato ha bisogno del suo Re" per ritrovare l'equilibrio, porre fine alle discordie, e acquistare giusta coscie nza delle sue possibilità. Quale seguito abbiano tali uomini tra le masse non è faci le precisare; risulta però che essi sono persone serie e influenti , ed hanno posizioni cli rilievo nel Governo e nelle organizzazioni politiche e sindacali.

È eia ritene re che un primo pass_o , per attuare il programma che Pavelié si è proposto, potrebbe essere, quando si verifichi il mome nto favorevole, l'assunzione de lla Reggenza ·tla parte del Re designato, atto che dovrebbe essere preceduto dalla proéhunazione. ~

R. MIN ISTRO (CASERTANO)


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Dalmazia - Una cronaca per fa storia (1943-1944)

DOCUMENTO

N. 20

MINISTERO DEGLI. AFFARI ESTERI Gab. A. P. - Croazia Telespresso n. 8/03544

No ma 17giugno 7943 XXI

R. AMBASCIATA BERLINO OGGETTO: Trattative per la Croazia

Rif: Vostro relecorriere n. 0139 del 9 corrente.

Ho preso atto di quanto da Voi comunicatomi col telecorriere in riferimento sul primo chiarimento da Voi avuto con 1'Auswéirtiges Amt sui desideri ciel Governo Fascista di vedere salvaguardata la pienezza dei suoi diritti ed interessi nella Croazia, spazio vitale italiano. Ad evitare che le trattive si svolgano in termini vaghi e diano luogo a nuove generiche assicurazioni, le quali non potrebbero· che lasciare immutata la situazione attuale, occorrerà che le c·onversazioni attualmente in corso costì (le quali, è bene ricordarlo, seguono a quelle scarsamente conclusive svoltesi a Zagabria tra i ràppresentanti diplomatici dei due Paesi), si concretino parte in assicurazioni scrit1.e, parte in assicurazioni verbali, da fornirsi dal Governo del Reich a codesta R. Ambasciata. Sarà opportuno che tali assicurazioni, che verranno certo eia Berlino comunicate al Governo croato, non prestino il fianco a manovre da parte dei rappresentanti tedeschi in Croazia; cioè che esse siano formulate in modo da non urtare la suscettibilità croata, anzi eia poter essere presentate come un appoggio da noi dato alla causa dell'indipendenza e della sovranità croata, sempre neH'ambito dell'influenza italiana. l. Le dichiarazioni scritte dovrebbero riconfermare:

a)

il disinteresse della Germania circa la sistemazione politica e territoriale della Croazia, che è garantita dai Patti cli Roma (richiamo alle assicurazioni Ribbentrop del 1939 e 1941, nonché al non intervento, a suo tempo concretamente manifestato dai Tedeschi a Zagabria - v. fonogramma codesta R. Ambasciata del 24 aprile 1941 - a proposito della sistemazione confinaria con l'Italia);


Documenti - Allegati al Capilo/o llf

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b)

la provvisorietà dell'occupazione militare germanica, destinata a cessare non appena la situazione militare lo consentirà;

c)

la provvisorietà dei controlli militari, di polizia, ecc. stabiliti da parte tedesca in relazione alla contingente situazione militare e in dipendenza dell'occupazione in corso;

d)

che il Governo del Reich è a conoscenza dell ' impegno preso da parte croata di non militarizzare la fascia costiera sul versante orientale del)' Adriatico in conformità all'art. 1 dell'Accordo italo-croato su questioni di carattere militare del 18 maggio 1941;

e)

che il Governo del Reich è a conoscenza dell ' impegno preso dal Governo croato di non costituire una marina da guerra (articolo 2 del predetto accordo).

Verbalmente potrete richiedere che i marittimi croati arruolati dalla Marina da guerra del Reich non siano costituiti in unità organiche, ma possibilmente destinati a far parte di equipaggi misti, dato che la costituzione di equipaggi interamente croati al imenta la speranza di quel Governo di eludere gli impegni assunti con noi. 2. Il Governo tedesco dovrebbe fornire assicurazioni verbali: a)

che impartirà istruzioni ai propri rappresentanti diplomatici a Zagabria di concertare previamente con la R. Rappresentanza italiana ogni azione politica da svolgere col Governo croato:

b)

che le autorità militari tedesche daranno previa notizia alle Autorità militari italiane di ogni provvedimento che intendessero prendere per l'organizzazione dell 'esercito croato: e ciò in considerazione dell'art. 3 del Trattato di garanzia del 18 maggio 1941. Si allega a chiarimento di tali direttive il telespresso n.2014/724 del 9 corrente della R. Legazione a Zagabria, nel quale si segnala l'attività svolta dalle Autorità germaniche per l'organizzazione delle Forze Annate croate:

c)

che il Governo del Reich è d'accordo con quello italiano circa l'opportunità di addivenire a una moratoria, per tutta la durata della guerra, nella gara per ottenere concessioni economiche, fisca li, doganali , ecc. dal Governo croato. G iova a questo riguardo tener presente che neJle attuali circostanze la maggior parte delle iniziative assunte da gruppi tedeschi non hanno potuto avere pratica attuazione. Si tratta perciò di impegni destinati a [forse manca un: non - n.d.a] sani cri-


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Dalmazia - Una cronaca per la swria ( / 943-1944)

teri economici. Si perseguono evidentemente dei criteri di opportunità politica, con la conseguenza di svuotare di ogni effettiva consistenza lo spazio economico a noi riservato. li Ministro Funk, al quale il Conte Volpi e bbe in passato occasione di fa r cenno della situazione predetta. mostrò piena comprensione del nostro punto di vista e si dichiarò pronto ad intervenire perché venissero salvaguardati i nostri interessi. Da parte s ua il Gove rno croato, nel Convegno di Venezia dell'agosto 1942, si dichiarò pronto a sospendere fino alla fine della guerra ogni concessione esclusiva all'una e all'altra parte. d)

che gli organi di stampa e di propaganda germ anica in C roazia daranno la giusta parte alle notizie sull'Italia e d all'Italia, e si terranno nell a più stretta collaborazione con gli organi di stampa italiani onde seguire una comune linea direttrice nella propaganda.

3. Vi verranno fornite in pros ieguo di tempo ulteri ori istruzioni per concrete richieste da avanzare al Governo de l Reich circa determinate questioni econom iche. 4. Poiché i risu ltati e ffettivi di questa politica di intesa e di collaborazione da noi patrocinata , sino a che non s ia possibile accentuare il nostro preminente interesse, dipendono dall'atteggiamento degli orga ni e delle p e rso nalità ge rmaniche in caricate di tene re i rap porti co l Governo croato, converrà insistere per ottenere il richiamo del G ene rale Glaise von Horstenau nel quale. come da precedenti segnalazioni. è stato identificalo il maggio re responsabile di una politica contraria alle assicurazioni e alle direttive del Governo del Re ich, tendente all 'attrazione de lla Croazia ne ll a sfora tedesca e più precisamente "austriaca" . secondo la tradiz ione asburgica.

/Manca laftrma]

*****

(*) Quasi cer1ame nte è per Dino Alfie ri. ambasc iatore d"ltn lia a Be rlin o. anche perché il riepilogo delle vicende italo-croate gli poteva essere il necessario ·sottofondo' per i colloqui con la parte t;;:dcsca.


Documemi - Allegati 11! Capitolo fil

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ALLEGATO APPUNTO PER L'ECCELLENZA IL MINISTRO - I-

I rapporti italo -croati sono basati s ul Trattato di Roma del 19 [recte:18 - n.d.a ] maggio 1941 il quale consiste in quattro Protocoll i distint i: Accordo di Garanzia e Collaborazione; Accordo per la Determinazione dei Confini; Accordo su Questioni di Carattere Militare concernenti la zona litoranea adriatica; un Protocollo finale. Una lettera del 20 marzo 1939 del Ministro degli Affari Esteri germanico al Ministro deg li Affari Esteri d ' Ital ia assicurava «l' assoluto disinteresse della Germania nella sol uzione del problema croato, soluzione che doveva avvenire secondo i desi.de ri italiani». Successivamente, in seguito ad una richiesta italiana al Convegno di Venezia dell'aprile 1941 che fosse confermato il riconoscimento tedesco della Croazia quale "spazio vitale " italiano, il Cancell iere del Reich, interpellato al riguardo, riconfermò il disinteresse tedesco alla sistemazione politica della Croazia, e di tale suo atteggiamento il Governo del Reicb diede comunicazione al Governo di Zagabria. L'indipendenza croata venne proclamata il 10 aprile 1941 e il nuovo Stato venne contemporaneamente riconosciuto dall'Ital ia e dalla Germania il 15 aprile dello stesso anno. Con Trattato italo-croato del 27 ottobre 1941 fu stabilita la linea cli confine tra la Croazia e i territori del Governatorato del Montenegro. ln data 15 giugno 1941 la Croazia ha dato la propria adesione al Pali.o Tripartito.

- II L'opera di costruzione dello Stato, iniziata da Pavelié e dal suo partito, trovava ostacolo al principio dell'estate del 194 1 per lo scoppio cli una rivolta che si estendeva a tutti q uei territori della Croazia nei quali alla popolazione croata sono commisti fo rti nuclei cli popolazione serba. Si ebbero presto le prove che tale ri volta, iniziatasi dopo lo scoppio del conflitto con l'U.R.S.S. era istigata, appoggiata e sovvenzionata da agenti di Londra e Mosca. Di fronte a questo stato di cose che metteva in pericolo la solidità dello Stato croato garantito dall'Italia e che minacciava di avere ripercus-


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943- 1944)

sioni sui territori della Dalmazia annessa e, in via più generale, sulla sicurezza del Mare Adriatico, il Governo italiano, d'accordo con il Governo croato, e con il Comando della 2" Armata (con sede a Sussa) assunse nel settembre 1941 i poteri civili nella zona occupata dalle nostre truppe (2' zona): zona che corrisponde alla fascia costiera di 50 km dal mare che il Governo croato negli Accordi di Roma ha preso impegno di mantenere demilitarizzata. Nei mesi seguenti tale occupazione fu estesa, a richiesta del Governo tedesco, a circa 2/5 del paese, fino al margine cioè della predetta linea di demarcazione con le truppe tedesche che era stata raggiunta all'epoca della campagna contro la Jugoslavia (3• zona). Successivamente lo svilupparsi e l'estendersi della rivolta - anche per effetto della migliore organizzazione dei ribelli e della loro identificazione in due correnti, quella partigiana o comunista e quella cetnica o serboortodossa - hanno imposto alla 2" Armata un lavoro sempre più gravoso che, all'atto pratico, si è dimostrato superiore alle sue possibilità. Fu così che a partire dagli ultimi mesi del 1942, la 2" Armata dovette a poco a poco abbandonare le zone da essa presidiate, riducendo per ultimo la propria occupazione alla Dalmazia italiana, ad una zona che dalle Bocche di Cattaro raggiunge la foce della Narenta su una profondità di 20-25 km circa e infine nel settore nord alla linea Karlovac-Ogulin-S~nj che segue il confine tra la Slovenia e la Croazia fino quasi all'altezza del fiume Sava. - IIIContemporaneamente a questo suo progressivo abbandono dei presìdi in territorio croato, il Comando della 2;' Armata ricorreva, per fronteggiare la rivolta, al ripiego di servirsi delle bande cetniche in funzione anticomunista. Accordi in proposito, intavolati con alcuni esponenti delle formazioni serbe dell'Erzegovina - direttamente dipendenti per la maggior parte dal Comandante della rivolta nazionalista nei territori ex-jugoslavi, Generale Orafa Mihajlovié - portarono a una collaborazione che costituì un grave motivo di attrito col Governo croato. Il Governo croato vedeva infal.li mal volentieri questo riconoscimento italiano ai nazionalisti serbo-ortodossi - dii esso considerati nemici dell'unità politica territoriale e religiosa croata - ad operare liberamen te nei confini dello Stato, sia pure in funzione anticomunista, tanto più che la politica cetnica della 2" Armata coincideva con un esautoramento quasi completo dell'esercito croato e della milizia ustascia, in effetti completamente disorganizzati ed incapaci di svolgere alcuna opera proficua per il ripristino dell'ordine.


Docwnenli • Allegati al C(Jpitolo Il I

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Né da parte nostra è stata forn ita alla Croazia, nella misura necessaria, quella collaborazione nel campo dell'organizzazione e dell'armamento delle forze croate che sarebbe stata utile per mantenere quella preminenza di posizione riconosciutaci dal Trattato del 18 maggio 1941 e dagli accordi con i tedeschi.

In questa situazione il Governo croato, spinto in ciò da buon numero di suoi elementi dirigenti, memori della passata Amministrazione austro-ungarica, cercò nella Germania quell'aiuto che l'Italia gli dava in misura insufficiente sia nella repressione della rivolta che nella organizzazione politica e militare del Paese, ritenendo alt.resì di trovare nel Reich un sicuro appoggio ne ll e aspirazion i irredentistiche derivanti dall'an nessione della Dalmazia all'Italia, aspirazioni che continuamente fan no oggetto di manifestazioni di vario genere, sconfessate nei circoli ufficiali, ma insufficientemente represse. - IV -

Parallelamente alla rinu ncia dell'Italia a molte sue posizioni , la Germania provvedeva a rafforzare le sue estendendole ai gangli vitali, centrali e periferici di tutta la Croazia. Nel mentre in origine la proporzione delle forze germaniche ed italiane in Croazia era di 230.000 uomini per noi e di tre sole divisioni per i tedeschi , oggi, mentre le nostre truppe sono state ridotte a circa 200.000 uomini , la Germania dispone delle seguenti unità: due divisioni tedesche normali , una divisione 'SS', una divisione tedesca cli aclclestramento, due divisioni legionarie croate con comandanti e forti a liquote cli quadri tedeschi. È inoltre in corso di costitu;,ione. nella zona di Osijek, una divisione tedesca normale. Peraltro il Comando tedesco ha organizzato le seguenti unità croate di cui dispone già in gran parte: due divisioni 'SS' bosniache (composte in gran parte di elementi mussulmani), quattro brigate da montagna croate, otto brigate cli cacciatori croati, 20.000 uom in i circa di una Feldgendannerie (che oltre ad essere organizzati dall a Gestapo contiene 2000 agenti cli nazionalità tedesca) e 2000 appartenenti alle minoranze tedesche in Croazia.


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

Contemporaneamente alla penetrazione nel campo organizzativomilitare la Germania ha negli ultimi mesi preso una parte sempre più attiva nelle repressioni della rivolta. Le truppe tedesche coadiuvate dalle truppe croate e avvalendosi della collaborazione delle truppe italiane hanno, nell'aprile scorso, inizialo delle operazioni cli rastrellamento su vasta scala lungo la 3" e la 2• zona in direzione nord-ovest sud-est, operazioni che hanno portato le forze germaniche fin sulla frontiera montenegrina ove, insieme alle truppe italiane del Montenegro, hanno inflitto alle formazioni ribelli accerchiate una grave sconfitta. Nel corso cli queste operazioni le truppe tedesche sono penetrate nelle zone da noi occupate, hanno, con atto unilaterale, disarmato le bande cetniche che avevamo organizzate (maggio u.s.). Abbiamo dovuto inchinarci di fronte al fatto compiuto e le nostre Autorità militari hanno successivamente deciso di procedere al completo disarmo dei cetnici. La penetrazione tedesca non si limita al fattore militare ma abbraccia bensì ogni ramo della vita culturale, politica ed economica del Paese. Essa viene facilitata dalla presenza in Croazia cli un gruppo etnico (circa 200.000 persone) al quale sono state conferite prerogative di carattere costituzionale che ne fanno un vero stato nello stato. In conclusione la Croazia ha visto gradatamente accentuarsi il controllo tedesco in tutti i suoi settori. Il paese è quasi integralmente occupato da divisioni germaniche che, per poter trasferirsi in Croazia, si sono fatte sostituire in tutta la Serbia da quelle bulgare. Le forze croate sono state sottratte al Comando di Zagabria e sono passate sotto i comandi tedeschi. Le reclute non vanno più a formare unità croate, ma sono trasferite in Germania e inquadrate in unità miste di cui la Germania ha la completa disposizione. La polizia sorvegliata e inquadrata dalla Gestapo è uno degli strumenti più efficaci di tale penetrazione. I Volksdeutsche delle regioni più ricche, Sirmio, Slavonia e Bosnia, costituiscono una capillare rete cl' influenze, di controlli e di accaparramenti su tutta la vita economica, bancaria, sociale e culturale. Le grandi hanche tedesche hanno le fila delle principali aziende industriali e commerciali tedesche in Croazia. Le scuole tedesche, la stampa, le iniziative culturali largamente sussidiate mantengono e allargano la diffusione della .lingua tedesca. La burocrazia, la magistratura, gli uomini politici a fatica si sottraggono a questa politica cli pressione che alterna le blandizie alle minacce, alla corruzione.


/Jocwnemi - .4lfeg111i al Capitolo Ili

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- VDi fronte ad un tale stato di cose l'Italia che ha cercato volta per volta cli trattenere l'invadente flusso della marea germanica, ma inutilmente, ha dovuto convincersi che l' unico mezzo cli poter mantenere almeno parte delle posizioni riconosciuteci è di addivenire a una diretta chi a rificaz ione con la G er mania. Sono perciò s t ate inviate al R. A mbasciatore in Berlino, col telespresso che si acclude per informazione di Vostra Eccellenza, de lle istruzion i precise. Il R. Ambasciatore ha sinora informato di aver portato a conoscenza delle A utorità tedesche gli appunti da noi fottigli, riservandosi di comunicare non appena possibile i risultati ottenuti.

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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1 944)

DOCUMENTO N. 21 COMANDO DEL VI CORPO D'ARMATA Allegato al Notiziario n. 825 del 9/8/1943

DISLOCAZIONE E FORZA PRESUMIBILE DEI REPARTI CETNTCI 'ALLA MACCHIA' (Alla data dcll'8 agosto 1943)

1- GACKO Jn zona Gacko-Avtovac (GACKO UQ- AL ) 3500/4000 armati circa, di cui 400 in servizio continuat.ivo. I rimanenti sono raggruppati in nuclei di battaglioni, della forza di circa 200 armati ciascuno. La sede del comando, con Milorad Popovié, nelle immediate vicinanze di Gacko. Comandanti influenti: pope Perisié e Starpvié.

2 - PLANA Nel distretto di Plana è rimasto uno scarso contingente cli cetnici, essendosi la maggior parte degli armati spostata eia tempo per metà in zona Gacko e per metà in zona Bileéa.

3 - BILEt:A Bileéa e circondario: 600 armati circa; Vidusa (RAG. Tl -TL-GS-GQ-GO): 200 armati; Miruse (TREB. TR-lJH-GM): 50 armati circa; Mosko (m. TO-GK) - Dobricevo (m. UH-GK): armati; Ljubomir (RAG. Tl-TL-GM-GK): 400 armati; Dubocani (TREB. UH-FX) - Yrhno D . e G. l'''J (ID. UH-FV): 100 armati.

mo

A Mosko ed a Miruse si trovano i comandi cli compagnia; a Podvori (Rag. TN-GK) si trova la sede del comando della ' Leteéa Brigada' (brigata volante) costituita da cetnici indipe ndenti con comandante Sava Kovaé. D etti armati si trovano nelle loro case, cosicché ogni villaggio ha un certo numero cli cetnici, non superiore ai 30-40 elementi per villaggio. Circa 200 sono sempre prontamente mobilitabili. Comandante la brigata cli Bileéa è il capitano Kures. Non esiste una sede fissa di comando: il più delle volte il Kures con la sua scorta sosta in zona Miripo ljice (RAG. TN -Go) . Capi influenti : cap. U lj arev ié, Spiro Babié e Uros Sereclanovié. [''' ] D. = Donje - G. = Gornje. cioè: Inferiore e Superiore.


Doçumenti - /1/lega1i al Capitolo I I I

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4 - TREBINJE

Zona circostante Trebinje: 150-200 ar mati circa; Glaviniéi (RAG. n -GK) e zona circostante: 150 armati; Slivnica (ID. SR-FR): 80 armati circa; Lastva (TREB. UK-Fr): 200 armati; Orahovac (ID ID} 80 armati circa (della compagnia di Lastva). Detti armati risiedono nei villaggi del distretto come quelli cli Bileéa. Sede del comando della 'Brigata Trebinje': Duzi (TREB. SR-FT), con una guardia fissa di circa 50-60 uomini. Comandante la brigata: ten. Miljojcevié.

A Lastva si trova la sede del comando di compagnia, con comandante Milan Grubac; a Glaviniéi: sede del comando del btg. ' Vardiski' con comandante Sava Braié. 5 - GRAB (Treb. TR-FP) - ZUPCJ (id. TP-TR-IT-FR) Tuli (ID. TP-FR) - Turmente (ID. ID.): 80 armati circa; Grab: 150 armati in campagna. In paese normalmente nessuno. Konjsko (ID. UH-UK-FR): 250/300 armati circa.

A Konjsko si trova la sede del comando di btg. con comandante Milos Ridesié; a Tu li: sede del comando di compagnia.

6 - H UM (RAG . SN- PX) Orah Boboviste (m. SN· FT): 50 armati; Hum - Djediéi (ID- SN-FX) - 'làleza (ID. SR-FV), cioè Suma propriamente detta: 280 armati; LLig (10. SP-GK) - Dobromani (ro. SN-GK) - Zagora (ID. SN-GM) sino a Mrkoojici (ID. SI-GO): 200 armati; Zacula (m. s1-00) - Vlaka (ID. sr-Fx): 50 armati; Rapti (rn. RQ-GK) - Zavala (rn. RK-GO) sino al confine dalmata: 100 armati circa.

A Djediéi, sede del comando di btg., con comandante Jovo Kolivrat, risiede una guardia l'issa di 30-40 uomini circa. Nei paesi non si vedono normalmente uomini armati.

7-STOLAC Hrgud (NEVES. RM-RO-RQ-A[-AF): 800 armati circa;


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/Jalmazin - Una cronaca per la storia (/943-1944)

U bosko (ID. RO -AB) 200/300 armati circa. A Hrgud si trova la sede ciel comando della brigata Stolac. 8 - L.IUBI.NJE

Ljubinje: 100 armati circa; Rankovci (RAG. RO·GZ): 200 armati circa; Ivica D. (IO. SN-Gs) - lvica G. (ID SN-GQ): 400 armati circa. Graclac (rn. SL- Gu) sede del comando della brigata Ljubinje con comandante ten. Janicié. 9 - PRIB!LOVCJ Pribilovci (MOSTAR PL· AF): 400 armati circa, dispersi per la campagna. (Dai dati su riportati i cetnici, complessivamente, ammontavano a 8.320 uomini - n..d.a./ SITUAZIONE FORZE PARTIGIANE NEL TERRITORIO ZONE LIMITROFE D EL VI CA.

(Alla dala dell'8 agosto 1943) SETTORE RAGUSA: Tenuto il debito conto delle numerose segnalazioni pervenute da varie fonti cetniche, il cui interesse a fare apparire grave la situazione della zona al fine di giustificare movimenti di gruppi cetnici armati nelle zone limitrofe è evidente, si può calcolare a circa 4/5000 uomini la forza totale elci gruppi partigiani che in quest'ultimo periodo sono comparsi nel territorio e zone limitrofe del settore. Trattasi di elementi delle disciolte brigate dalmate e della X brigata erzegovese raccolti sotto la guida di Viado Segrt e aiutali da qualche elemento locale. Capo di S.M. della formazione sarebbe il noto Hamovié Rade, commissario politico Slobodan Sakota, comandante del I btg. Bofovié Petar, comandante del II btg. Kamlenovié Danilo. Altro capo influente lo studente Kapor Cedo.

In base alle ultime segnalazioni cd ai risultati dei continui rastrellamenti e ricognizioni effettuate in tutto il territorio, la presumibile dislocazione è la seguente:


Docwnenri · Allegari al Capitolo lii

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gruppo di circa 300 armati in zona Ljubomir (RAG. TI-TL-GM-GK); gruppi di consistenza imprecisata si sarebbero spostati ad ovest della ferrovia Trebinje-Bileéa per compiere atti di sabotaggio contro la linea ferroviaria; gruppo di circa 200 armati che da zona Trnova ( R AG . QK-GM) Cepikuce (m. OK-GO) si è spostato in direzione nord-ovest (territorio settore di Metkovié). Nel complesso questi gruppi hanno finora dimostrato scarsa combattività limitandosi a requisire viveri in qualche villaggio, ciò che è dipeso anche dalla instancabile opera delle nostre truppe che con continue puntate e rastrellamenti ne lle zone sospette hanno incalzato i vari gruppi togliendo loro ogni possibilità di organizzarsi efficacemente . Risulta che nella zona ad est di Bileéa, al confine tra Erzegovina e Montenegro, agiscono da qualche tempo noti capi e propagandisti partigiani che svolgono attivissima propaganda comunista, quali l'ing. Janko Bjelica che sarebbe in contatto col comando s upremo partigiano a mezzo radio, il prof. Petar Kom lenié, il prof. Kosta Grubacié, Nikola Komlenié, Milan Tabakovié e Mato Dutin.

In zona Banjani (TREB. VH -GS-GM) segnalati da varie fonti gruppi dell 'entità complessiva di circa 100-150 partigiani. É stata segnalata la presenza del noto capo Dusan Brstina con circa 500 armati nel bosco di Bisina (NF.vEs. RM- RO-RO-AR). Da tenere in considerazione la pressione che sta esercitando la 5·' divisione partigiana sulla ferrovia Sarajevo-Konjic che minaccia le conrnnicazioni in alta Valle N arenta. SETTORE 1vlETKOVJé:

Bjokovo - Dopo il rientro de lle nostre Lruppe operanti risulta che: un btg. partigiano della forza imprecisata si è ricostituito in zona Sv. Iure (MAK. ZT-AX); un altro btg. partigi ano della fo rza di circa 200 armati si è ricosli tuito nella zona di G. lgrane (rn XI.- AR); crojke isolate agiscono nella parte settent rionale della regione per collegamento con la formazione del Mosor.

Penisola di Sabbioncello - Particolare attenzione merita la situazione della penisola in quanto le ultime segna lazioni danno notizia di un conti-


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

nuo aftluire di armati dalla costa e dall'isola di Lèsina: formazione 'Nikola Bojanovié' cli circa 70 armati (forniti anche di f.rn. [fucile mitragliatore - n.d.a] tra Trpanj esclusa (MAK. XT-AB) a Janjina esclusa ( MELEDA u-os); formazione di numero imprecisato non tutti armati tra Gor Nakovan (CuRz. sv-oz) e Duba (MAK. XN-AB), (100-150 elementi sfuggiti dal

Bjokovo); formazione di circa 200 armati, recentemente sbarcata in zona Brjeste (MELEDA NK-GS) (accertamenti in corso sulla direzione presa);

da diverse notti sbarcano gruppi di partigiani provenienti dall'isola di Lèsina in località della costa compresa tra Sv. Margareta (MAK. XN-Au) e Ljubin (ID. zv-Ao). Viene inoltre segnalato frequente passaggio di elementi partigiani a mezzo zatteroni attraverso il canale di Stagno Grande e tra Planihovac (MELE DA OL-ON-GQ) - q. [quota n.d.a.] 36 e Laban (LD. OL-GQ). Provvedimento in corso.

Isola di Curzo/a - Una formazione di circa 100 armati divisi in gruppi di 20-25 che si aggirano nelle seguenti zone: Prigraclica (CuRz. vs-ou) - Pupnal (CURZ. ZT-GU) - Sv. Iure (ID. VK-GU) - H otinja (m. vu-ou) Zrnovo (ID. XI- GU) .

Slivno - Ravno - Nuclei armati per un massimo complessivo di circa 60 elementi, particolarmente attivi nell a parte sud-occidentale della penisola. Notizie non ancora accertate segnalano che si sarebbe recentemente costituito un btg. partigiano di circa 200 elementi al comando di tale Mate Babié, studente universitario.

Pa.séina - Banda di circa 30 armati al comando di Ivan Kezié, particolarmente attiva a Baranovac (MOSTAR KT- AL) e Salinovici (ID. LI - AL). Plina - Desne - Piccoli gruppi di complessivi 50 armati forniti di due armi automatiche, in continuo movimento e con compito sopra tutto di propaganda. M . Zaba (MELEDA ON-PI-GZ) - Topolo (IO. PI-GS) - Formazione di circa 200 armati con 15-16 donne al seguito, appartenente al gruppo Viado Segrt e proveniente dalla zona Trnova-Cepikuée - (Vedi sopra).


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Documenti - Allegati al Capitolo 111

DOCUMENTO

N. 22

COMANDO SUPREMO S. I. M. N° SIM/E/3/290! /SM di prot.

23 luglio 1943 XXI

S EG RETO

PROMEMORIA

OGGE"ITO:

Ex-Jugoslavia - Il movimento di Orafa Mihalo,ié

Il movimento cetnico di cui Mihajlovié è capo, rappresenta senza dubbio la maggior forza spirituale del popolo serbo; domina in Se rbia, in Bosnia, in Montenegro, ed è diffuso in tutti i territori cx-jugoslavi. Circa il futuro assetto politico della Jugosla via , i cetnici escludono la convenienza dell' unione d iretta della Croazia alla Se rbia: propongono invece una Confederazione cli Stati indipendenti , sotto la corona dei Karaàoràevié, nella q uale sia assicurata alla Serbi a parte preminente. L'unità serba, nell' inte rno de lla Confe derazione, è concepita come la riunione de i territori abitati da popolaz ioni di sangue serbo, completata tuttavia da que lle regioni che, pur non rispondendo a questo requisito, prese ntino importanza strategica ( come ad esempio la Lika fino a Karlovac). Le minoranze esiste nti sul territorio serbo dovranno, nella intenzioni cli Mihajlovié , essere trasferite ne lle regiq ni di origine, i mussulmani convertirsi al cristianesimo, pena l'evacuazione. Appunto per queste s ue concezioni, Mihajlovié, che pur si prefigge qual e obiettivo fondamen tale la liberazione del territorio nazionale , combatte ora con tutti i mezzi il comunismo, che lotta anch'esso, è vero, co ntro le potenze dcli' A sse, ma mira insieme a garantirsi una posizione di predominio nella ricostituenda Jugoslavia. II movime nto com unista è sostenuto dalla Russia, soprat utto ne l campo ideologico, e con armi e denaro dall' Inghilte rra, il cui unico scopo è quello di ricavare utile immedia to dalla rivolta nei Balcani, qualunque ne sia l'etichetta. Mihajlovié, c ui preme la futura indipendenza politica della r icostì-


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

tuenda Jugoslavia, si oppone, con ogni energia, a questo duplice intervento: risulta che gli agenti che, senza suo consenso, l' Inghilterra invia in territorio serbo vengono ostacolati e spesso eliminati. La sua ostilità contro gli inglesi è tuttavia conil:enuta dalla necessità di dover basare su di essi ogni speranza di futura liberazione del Paese e del l'alto che solo dagli inglesi i cetnici traggono riforn imenti di armi, materiali e denaro. Col governo ciel gen . Nedié (nella Serbia occupata dai tedeschi n.d.a. ] Mihajlovié non ricerca accordi diretti, perché intende rimanere il capo del movimento serbo di riscossa e perché è sicuro che, al momento del bisogno, tutte le forze regolari cli Nedié (circa 15.000 uomini) passeranno nelle file dei cetnici. La Gran Bretagna ha compiuto molti tentativi per indurre il governo jugoslavo, del quale Mihajlovié fa parte in qualità di Ministro della guerra, a ricercare una via d'accorcio, in ru,uione anti-Asse, tra cetnici e partigiani comunisti: il governo russo, d'altro canto, esercita ogni sorta di pressione sul governo nominale per indurlo a sconfessare Mihajlovié. Questi tentativi non hanno sortito risultato; recenti' proposte del Comando partigiano in Croazia cli riunire i due movimenti sotto comando unico, pur conservando a ciascuno di essi le proprie caratteristiche, sono state respinte da Mihajlovié che: ha confermato in maniera categorica essere egli panserbista ed anticomunista; ha rilevato - ad evidenti fini di propaganda in terna - che la recente conferma a Ministro della guerra dimostra la fiducia in lui riposta dal Re e smentisce le insinuazioni secondo le quali il nuovo governo jugoslavo nominale di Londra avrebbe assunto atteggiamento favo revole ai comunisti; ha spronato le sue [orze all'opera concorde di riorganizzazione del movimento per combattere tutti i nemici del popolo serbo. Quest'ultima esortazione lascia tuttavia comprendere che Mihajlovié non perde di vista quello che è il fondamentale ed originario obiettivo del movimento cetnico: la liberazione del territorio nazionale dalle forze dell'Asse.


Documenti - !\llegati al Capitolo III

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Sicure informazion i consentono di affermare che proprio in questi giorni, in cui più insistenti si fanno le segnalazioni di possibili iniziative anglosassoni nei Balcani, Mihajlovié ha ordinato alle sue formazioni di tenersi pronte ad entrare in azione.

É da ritenere perciò che, prese ntandosi la occasione di agire con ragionevoli probabilità di successo contro le potenze dell'Asse, il movimento cetnico farà passare in secondo piano la lotta contro il comuni smo, onde combattere con tutte le forze e con ogni mezzo contro le truppe italiane e tedesche.

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Dalmazia - Una cronaca per fa storia (1943-1944)

DOCUME NTO

N. 23

COMANDO SUPREMO S. I. M. N" SIM/E/3/3380/SM di prot.

IO agosto 1943 XXI

S EGHETO

PROME MORIA Sezione " Bonsignore" - Posta Militare 21

OGGETro:

Croazia - Tentath•i di accordo fra le autorità germaniche e i cetnici crzcgovesi

L'intervento delle truppe germaniche in Erzegovina e Montenegro (maggio-giugno e.a.) per fronteggiare, unitamente alle nostre forze , la minacciosa marcia dei partigiani cli 'Tito', è stata accompagnata, come noto, dal tentato disarmo delle formazioni cetniche. Questo tentativo, svolto a nostra insaputa, non ha avuto successo e le formazion i nazionaliste, superata l'iniziale sorpresa, si sono in gran parte sottratte al disarmo dandosi alla macchia e frazio nandosi in gruppi di varia consistenza. D'altro canto, insediatesi in Erzegovina, le autorità germaniche non soltanto non hanno perseguito ulteriormente i cetnici - onde è giustificata l' ipotesi che l' azione svolta non fosse determinata da soli motivi di sicurezza - ma hanno profondamente modificato l'atteggiamento nei confronti delle popolazioni serbe, cercando di venire a diretti accordi con gli stessi capi cetnici che avevano operato alle nostre dipendenze. Gli approcci sono cli massima falliti cli fronte all'intransigenza dei capi nazionalisti, soltanto una figura di secondo piano, certo Samarclzié, è giunto ad accordarsi con le autorità tedesche cli Mostar, ma la sua azione è stata nettamente sconfessata dal movimento cetnico. Interessa rilevare che i maggiori esponenti del movimento, decisamente avversi ad ogni forma cli penetrazione germanica, si mantengono per contro a noi favorevo li e questo atteggiamento, anziché mutare, si è accentuato dopo i recenti avvenimenti politici nel nostro Paese. Non è senza preoccupazione infatti che i cetnici considerano l'eventualità cli un'uscita dell'Italia dal conflitto che porterebbe all'occupazione


Documemi - Allegati al Capitolo lii

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da parte delle forze tedesco-croate dei territori oggi presidiati dalle nostre truppe, con il conseguente ripetersi degli eccidi e delle persecuzioni ai danni delle popolazioni ortodosse. Risulta a questo riguardo che l'on. JevdeviÊ, vojvoda dei cetnici erzegovesi, sostiene la necessità che le truppe italiane rimangano nelle zone attualmente presidi ate sino all'arrivo degli alleati, al fine di evitare l'occupazione germanica e il pericolo che il movimento comunista si affermi nel Paese. ,;, +,i,"<¡ *


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Dalmazia · Una cronaca per la storia (1943-1944)

DOCUMENTO

N. 24

R. LEGAZIONE D'ITALIA Zagabria, 9 OflOSto 1943 XXI SEGRETO

(D ue Copie)

R. MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Gabinetto ROMA OGGETTO:

Colfaborazione militare italiana con la Forze Armate Croate e con i cctnici

Il Capo di q uesta Missione Militare mi ha dato notizia di una comunicazione del Comando Supremo in data l O agosto del seguente tenore: «Date le attuali necessità militari in Madrepatria, questo Comando· Supremo non intende per ora accelerare il ritmo di inglobamento previsto dei battaglioni croati de lla 2" Armata, né assumere nuove ini7.iative per la penetrazione militare nelle Forze Armate Croate, oltre a quelle attualmente in atto». D'altra parte, secondo quanto mi risulta anche dagli ultimi bollellini sulle operazioni giornali ere effettuate dalle truppe della 2" Armata in collaborazione colle bande cetniche, semb ra assodato che il Comando della 2" Armata continua a servirsi di elementi cetnici. A Spalato, ad esempio, circolano formazioni cetniche non di elementi incorporati nelle nostre formazioni (le decisioni adottate a Roma nel giugno scorso prevedevano il loro impiego a pallo che l'incorporamento avvenisse in modo da togliere loro ogni fisonomia propria). Tutto ciò in contrasto con la netta disposizione del Comando Supremo intesa allo scioglimento cli tutte le forze cetniche dipendenti dal Comando della 2" Armata (telespresso ministeriale n.8/04269 del 21 luglio u.s.). Se mi sono dilungato su questo argomento di interesse apparentemente secondario, è perché esso. nell'attuale situazione, è invece, a mio avviso, di grande importanza, in quanto l'attcggiamenLo delle nosLre Autorità militari in questa materia viene qui consideralo come indizio del nostro orientamento politico. Nel mentre infaui, secondo le comunicazioni del Comando Supremo dianzi citate, la collaborazione militare italo-croata subisce un tempo di arresto, l'utilizzazione dei cetnici non viene abbandonata, e d è anzi sem-


Documenti - Allega,i al Capilo/o lii

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pre mantenuta e sviluppata. E poiché tale indirizzo della Autorità militare non è cosa da oggi, ma risale fin quasi alla fondazione dello Stato indipendente croato, sembra giustificato concludere che esso non è determinato eia circostanze del momento, né da sole necessità militari, ma da direttive cli carattere politico, che escono dall 'ambito italo-croato per ripercuotersi nel quadro più largo dei popoli già formanti parte della Jugoslavia. Ad ogni modo, l'indirizzo che per comodità chiamerò filo -serbo della 2" Annata, provoca reazioni, nervosismo e sospetto eia parte croata. Sono poi note a V.E. le manovre che s'imperniano qui sull 'irredentismo dalmata in seguito al cannbiamento di Governo in Italia. L'atteggiamento nostro nei riguardi dei cetnici assume quindi il valore ed il significato cli una pietra di paragone per saggiare le nostre reali intenzioni nei riguardi della Croazia. È logico concludere che qualora i sospetti cli un nostro indirizzo filo-cetnico e quindi filo -serbo trovino conferma, sarà difficile trattenere questo Governo dal correre in qualche modo ai ripari. Ne è un sintomo il fatto che, per incarico del Poglavnik, il Vice lspettore delle Forze Armate colonnelEo ustascia Lisak, è partito in questi giorni per recarsi in Dalmazia per indagare sulla situazione delle rorrna1.ioni cetniche, senza preavvisarne le nostre Autorità mi litari. Circa poi la questione più generale, che è poi la sostanza di altre minori questioni da essa dipendenti , vale a dire, se, in determinata ipotesi sia conveniente adottare una poli tica filo-serba in contrasto con quella di alleanza e collabora1.ione coi croati, mi permetto rappresentare a V.E. la mia opinione che, quali che possano essere particolari accordi, benemerenze verso i serbi e simpatie reciproche, esse avranno un peso molto relativo, se non .. ...

/1\!Janca l'uLLirno foglio]


Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943- /944)

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DOCUMENTO

N . 25

COMANDO SUPREMO 1° REPARTO

P M. 21, lì 12 luglio /943 - XXI

N. 23377/0p. di prot.

MINISTERO AFFARI ESTERI Gabap Croazia

ROMA

STATO MAGGIORE R. ESERCITO

P. M. 9

e per conoscenza:

OGGETIO: Eventuale riorganizzazione delle formazioni cetnichc in Croazia

Riferim .: Telespresso del 5 corr.

n. 8/06936 In segu ito alle direttive impartite dal DUCE, agli accordi presi con l' O.K.W. ed anche in base alla recente esperiema circa l'impiego di formazioni cetnichè contro i partigiani, questo Comando Supremo ha ordinato lo scioglimento cli t u tte le formazioni cetnichc dipendenti dal Comando 2" Armata.

..

Tale scioglimento è stato disposto: fin dal 24 maggio e.a per le formazioni erzegovesi, - entro i mesi di luglio-agosto per le formazioni del Dinara (al comando ciel pope f)ujié) , - non appena verranno effettuate operazioni comuni italotedesche nella Lika, per i cetnici di tale regione.

Una riorganizzazione di cetnici su nuove basi - sia pure in accordo con il Governo croato - non è per ora prevista. La recente esperienza del Montenegro-Erzegovina ha infatti dimostrato che i cetnici - disposti ad appoggiarsi ai nostri comandi in tempi normali, cioè quando il loro concorso è meno necessario - si sfaldano immediatamente non appena la situazione si aggravi, cioè proprio quando occorrerebbe veramente servirsene. Né l'inquadramento con elementi italiani potrebbe eliminare il pericolo, poiché occorrerebbe in tal caso una percentuale così forte di nostro personale che ovviamente non sarebbe né possibile né conveni ente attuare.


Docume111i - Allegali al Capitolo Ili

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Si aggiunga l'irriducibile ostili tà dimostrata finora dai comandi tedeschi per una nostra collaborazione militare con l'elemento cetnico, ostilità cli cui questo Com ando Supremo deve te ner conto dati gli argomenti indiscutibili che vengono a l riguardo prospettati, cioè il sicuro passaggio cli t utt i i cetn ici nel campo opposto in caso d i invasione nem ica in Dalmazia. Per le considerazioni su esposte questo Comando Supremo ritiene che non sia possibile per ora valersi dei cetnici in Croazia nel campo militare. Non può q uindi c he riconfermare gli ordini già impartiti a l riguardo al Comando 2" Armata, che e liminano ogni possibilità di ulteriori contrasti con la parte germanica.

IL CAPO D I STATO MAGGIORE GENERALE F.to V. AMBROSIO

P. C. C. Il Ten. Colonnell o cli S.M. Capo Scacchiere Orientale (P. MELLANO)


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Dalmazia - Una cronaca per la sro ria ( /943-1944j

DOCUMENTO

N. 26

COMANDO GRUPPO ARMATE EST Stato Maggiore N. 875/ ln L cli prot.

I' M 76, lì I sellembre 1943 XXI

5 sellembre /943 pom eriggio (*) SEGRET O

Carte annesse n.2 AL COMANDO SUPRE MO

Posta Militare 21 O GGETro: Questione cetnica

Lo scopo fondamentale che informa tutta l 'azione dei ce tnici è , come noto, la ricostruzione della grande Serbia, s otto la monarchia dei Karactorctevié: programma, quindi, nazionalista ad oltranza che comporta, anzitutto, la distruzione sia delle forze disgregatrici ciel comunis mo che de lle forze ustascia; in un secondo tempo, la caccia ta de ll'invasore dal suolo della Patri a. Le ne cessità de lla lotta anti-comunista hanno sugge rito ai cetnici la rice rca di un rnodus vivendi con gli ita liani ed i te deschi, al duplice scopo di: avere l'appoggio, sia pure indiretto, delle forze armate italo- tedesche ne lla lotta antipartigiana; impedire che un aperto stato di ostilità con l'invasore conduca a pe rdite irre parabili ed allo sconvolgime nto di tutta l'organizzazione cetnica faticosamente costruita ; avere pronta questa organizzazione per impie garla contro cli noi e i tedeschi in caso cli sbarco nemico ma, sopratutto. per arrivare primi incontro agli inglesi onde avere una immediata supremazia politica sui partigiani e sui croati. (*) Questa data è apposta con un timbro. Si tra ltil pro babilme nte del giorno in cui e fleUivarne nl e è pnnita In re lazio ne. anche pcrchè un ahro timbro a margine porla la data di arrivo presso l'Ufficio Opern'.lioni Esercito, a Roma: 7 se ttembre l 943, e il n. cli prot. 24192.


Documenti · Allegali al Capitolo lii

74 1

Un simile stato di cose dovrebbe presumibilmente durare fin tanto che gli inglesi non metteranno piede nei Balcani. salvo il caso che Mihajlovié, r icevuto da Londra l'ordine cli entrare senz'altro in aperta ostili tà con le forze dell'Asse, ritenga di dover aderire se nz'altro alJ'ordine stesso. A proposito delle relazioni cetnico-inglesi, è eia notare che le pressioni fatte su Mihajlovié perché fosse raggiunto un accordo, anche forma le, con i partigia ni, avevano provocato un irrigidimento dei rapporti del capo cetnico con Londra . 11 d issenso sembra ora comple tamente eliminato, dopo che gli inglesi hanno dimostra to l'intendimento cli appoggiare i cetnici, dimenticando. se non osteggiando, i partigia ni; ciò sembra costituire anche un motivo di divergenza tra inglesi ccl americani, in quanto questi ultimi sembrano propensi, invece, ad appoggiare i partigia ni, non curandosi dei cetnici.

Per quanto ha tratto alle r elazioni attuali dei cetn ici con gli italiani ed i tedeschi occorre, oltre a q uanto è stato genericamente eletto, fare una distinzione tra l'atteggiamento ciel Mihajlovié e quello di alcuni suoi co ll aboratori i quali , come lo Jevuevié ed il Baécvié. banno però un a certa influenza solo nella Bosn ia e ncJJ'Erzegovina. Gl i inte ndimenti ciel Mihajlovié ne i riguardi dei tedeschi e degl i italiani sono espressi ne ll'ordine allegato 1, che sembra esplicito: contro i tedeschi, condurre la lotta acl oltranza, in modo da tenerl i in contin uo allarme e rinchiuderli nelle città ; contro gli itali ani, agire per neutralizzazione. disarmando le minori unità e bloccando le maggiori , in attesa dell a loro cap itolazio ne. Intendimento cli alcuni collaboratori di Mihajlovié - in prima li nea lo J evdevié - sembra invece quello cli concordare imparzial me nte con noi cd i tedesch i un pat.to di no n aggressione. anche in caso cli uno sbarco anglo-americano. Non si sa però fino a che p unto il prospettato atteggiamento ciel Mihajlovié e quel lo dei suoi collaboratori possa essere considerato rispondente alla realtà. Ne i nostri riguard i infatti merita particolare attenzione la dichiarazion e dello Jevclevié secondo la quale, ne ll'eve n tua lit à cli uscila dell'Italia dalla guerra, i reparti italiani dovrebbero essere disarmati con


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Dalmazia - Una cronaca per la storie, ( /943-!944)

azione comune cetnico-tedesca. Siffatta previsione, che lascia molto perplessi tanto sull 'atteggiamento anti-italiano del Mihajlovié che su quello filo -italiano dei suoi collaboratori, sembra abbia perduto valore dopo l'esplicita dichiarazione ciel Governo italiano cli continuare la guerra a fianco dcli' Alleato; essa potrebbe tuttavia riprendere pieno valore e tornare di attualità qualora dovessero verificarsi circostante suscettibili di variare più o meno profondamente il nostro atteggiamento. Il giudizio che dell'opera dello .Tevctevié dà il Mihajlovié, risulta da un messaggio intercettato diretto a Baéevié, ossia "che l'opera dell 'on. Jevétevié non è approvata dal Mihajlovié perché spiace ai s uoi alleati anglosassoni, i quali, pur essendo 'amati' dallo Jevclevié, giudicano la sua opera troppo a noi favorevo le, pur mirando essa in realtà unicamente (il Mihajlovié lo riconosce) al vantaggio dell'organizzazione, la quale evidentemente non può che aver beneficio dal pacifico modus vivendi con noi auspicato dallo Jevctevié" (vedasi allegato n.2). Sta di fatto che i cetnici guardano cupidamente alle armi dei reparti cicli' Asse, considerandole unico e sicuro deposi.to di rifornimento per potenziare l'efficienza bellica delle loro formazioni nella lotta antipartigiana in atto e per il momento in cui le formazioni stesse dovessero trasformarsi in Esercito N azionale Serbo, e ciò perché i cetnici ritengono forse cli non potersi completamente fidare dell'atteggiame nto inglese nei loro riguardi (atteggiamento che potrebbe variare sotto la pressione dei russi) e non sono tranquilli per la poli tica fi loparligiana degli americani. Da tutto quanto è s tato più sopra esposto, si possono trarre le seguenti considerazioni circa la linea cli condotta da tenere nei confronti dell'organizzazione cetnica: a)

fidarsi dei cetnici e appoggiare incondizionatamente il loro movimento sarebbe assolutamente ingenuo e andrebbe ad esclusivo loro vantaggio e a nostro danno;

b)

opportunità di valersi dei cetnici, caso per caso, e limitatamente sia nel tempo che nel territorio, per avere sicurezza in determinate zone e per avere la loro cooperazione nella lotta, di interesse comune, contro i partigiani comunisti; ciò vale anche nel Montenegro per gli zelenasci ed i bielasci;


Documemi ¡ Allegari al Capitolo lii

c)

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lasciare ai Comandanti di corpo d 'armata interessati (VI e XIV) li bertĂ d'azione ne ll' applicazione delle direttive predeU.e. Ho dato ai comandi interessati direttive in questo senso.

TL GENERALE d' ARMATA COMANDANTE - Ezio ROSI -

f Mancano gli allegati citati nel testo}


CAPIT OLO IV

DA MAGG I O A S ETTE MBR E 1943


Da maggio a sellembre del 1943

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LE BANDE ANTICOMUNISTE (M.V.A.C.) E LA DIFESA D EL LITO RA LE

L'operazione 'Weiss' (Il aveva costretto i partigiani ad una trasmigrazione che, pur non coinvolgendo la Da lmazia italiana, si ripercosse nelle zone cli confine. Mentre i ribelli venivano incalzati sino al Montenegro ed alla Serbia. alcune loro frange si erano spostate verso la costa da lmata. Il litorale, con le unità italiane che stavano assumendo lo schieramento secondo la ' linea 15 gennaio' e con il conseguente abbandono di ampi tratti della fascia costiera, forniva loro insediamenti quasi indisturbati, in attesa de llo sbarco anglo-americano. A maggio, poche settimane dopo il rientro in Penisola della ·Sassari·, il XVIII Corpo d 'armata aveva dovuto cedere anche la l" divisione celere 'Eugenio cli Savoia' (meno l'l JO bersaglieri) 121• Contrazione di forze non compensata dai più ristretti limiti di giurisdizione, né dall 'arrivo cie l I I battaglione complementi granatieri. né dalle reclu te per la divisione 'Zara' che, do po nove mesi dalla costituzione, poteva formare i terzi battaglioni dei suoi reggimenti cli fanteria, il 291 ° ed il 292°PJ_

Con le sole divisioni. 'Zara' e ·Bergamo', e con la XVII brigata costiera non era possibile controllare efficacemente le province di Zara e cli Spalato frastagli ate nelle tante isole e, nello stesso tempo, dare capacità offensiva e di arresto alla piazzaforte cli Tenìn affidata alla 'Zara', ed a quelle di Dernìs e Signo dipendenti dall a 'Bergamo' <">. Mancando una massa cli manovra, si rinunciò ad operazioni impegnative ad eccezione cli una sui monti Albi (Biokovo) a sud cli Spalato. Un'altra. sulle isole zaratine, non avrebbe superato il livello d'un robusto rastrellamento. Si restava sempre più chiusi nei presìdi, con inevitabili ripercussioni sul morale de l soldato, già preoccupalo per l'evolversi dell a guerra, per i bombardamenti sulla Penisola, per lo stillicidio delle perdite in agguati ed imboscate. Gli scarsi controlli del territorio tra presidio e presidio favorivano le infiltrazioni e gli atti cli sabotaggio. La 'Zara', poté fronteggiare la situa-


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

zione grazie alla duttilità operativa de lle bande volontarie anticomuniste (bande A.V.), che non erano state costituite nel territorio della 'Bergamo', ad eccezione di una alle dipendenze ciel comando Marina-Sebenico. Carenza inesplicabile, se si considera che il corpo d 'armata ancora a settembre del l 942 aveva fatto rilevare al generale Sandro Piazzoni, allora comandante della 'Bergamo' , che «finora questo reclutamento rdei volontariJ si è quasi polarizzato verso elementi della sola provincia di Zara», mentre era senz'altro possibile che «molto, a nzi moltissimo (... ) si possa attingere dalla provincia e dalla ciltà cli Spalato per creare reparti M.Y.A.C. nel settore Spalato-Traù». E, quasi un'ordine, aggiungeva: «Desidero veder sorgere nel più breve tempo re parti M.V.A.C. in eletto settore che ha urgente bisogno di risanamento» <5)_ Ma il suggerime nto non e bbe risposta, e il corpo d 'armata non sembra essersene ulteriormente interessato. Le bande, secondo quanto ricorda il soltotenente Augusto Boursier<6l, erano sorte subito dopo l'imboscata del 26 maggio 1942, nella quale erano caduti il prefetto di Zara, Vezio Orazi, e la sua scorta ni_ «Nella cittadina cli Kistanje, allora, un maestro di scuole elementari, ex-tenente di complemento dell'esercito jugoslavo, il clou. Vladimir Korolja (serboo rlodosso = n.d.a.], propose alle a utorità militari la costituzione cli un corpo di volontari, reclutati fra i contadini delle campagne ortodosse, per la lotta contro il comunismo e la difesa delle proprie case e [delle] fami glie dagli eccessi e dalle pre potenze esercitate dai comunisti contro chi non accettava di arruolarsi nelle brigate rosse» <8>. Proposta immediatamente accolla dal Governatore Bas1.ianini che, sin dal suo arrivo in Dalmazia , 1.na soprattuuo dopo l'uccisione del prefetto . imputava all'Esercito scarsa capacità operativa, oltre che poca attenzione per la sicurezza della provincia. Il 23 giungo 1942 comunicava alla prefettura cli Zara, alla direzione generale cli polizia del Governatorato, al comando carabinieri della Dalmazia, dando contestuale notizia alle autorità militari , che «numerosi e lemen1.i delle popolazioni locali, stanchi dei soprusi dei ribelli , mi hanno chiesto di impugnare le armi a fianco delle forze armate dello Stato nella lotta contro il comunismo» t~1. Dopo quella di Korolja, vi erano state le proposte dell'ex-sergente jugoslavo della Guardia Reale, Stenjaié, e cieli' ex-maresciallo della gendarmeria , Spasoje Sokota, ambedue serbo-ortodossi, il primo eia Bencovazzo , l'altro da Geverske cwJ. Nella sua comunicazione Bastianini , inoltre, precisava: «Ho ritenuto, pertanto, di aderire alla loro offerta e riunirli in un 'Corpo de i Volontari Anticomunisti della Dalmazia italiana' , il quale integrerà l'azione delle varie forze armate ne lla tute la dell'ordine


Da maggio a se11e111bre del / 943

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pubblico, specialmente nei compiti in cui, per conoscenza de ll'ambiente e del terreno, meglio si prestano gli e lementi locali» 111>.

Il 'Corpo', articolato in bande, fu posto alle dipendenze del colonnello Eugenio Morra , capo del gabinetto militare cli Bastianini, e la sua costituzione, nonostante l'opposizione larvata e palese del generale ()uirino A rmellini , allora comandante del XVIII Corpo d'armata 112>, si svolse con notevole rapidità. I primi volontari furono serbo-ortodossi ma, subito dopo, anche i croato-cattolici chiesero cli venir arruolati. Incvitabilmente si manifestò l'atavico antagonismo fra le due confessioni , cd il generale Spigo, subentrato ad Armellini ne l comando ciel corpo d'armata , anche se scriveva che «il lavoro cli organizzazione delle formazioni A.C. [... ] procede regolarmente [e) sta ciancio risultati positivi», aggiungeva che «la costituzione della M. V.A.C. croato-cattolica, pur non essendo osteggiata, non ha incontrato il favore dell'e lemento ortodosso, perché questo è convinto che i croati mal volentieri combatteranno a fianco degli italiani contro i comunisti, e perché si dice sicuro che molte armi che noi consegneremo ai croati passeranno, prima o poi, nelle mani dei partigiani» mi. Però, inquadrando separatamente i volontari in bande cattoliche ed in bande ortodosse, e sopraUulto per la capacità degli ufficiali e dei sottufficiali italiani che vi furono preposti, si evitarono attriti e complicazioni. In tal modo ortodossi e cattolici, sospinti dalla reciproca em ulazione, dalla comune partecipazione alle operazioni, si amalgamarono nello spirito di corpo, tenuto vivo dal loro giornale trisettimanale bilingue 'La Voce dei Volontari Anticornunisti della Dalmazia'.

Più che a tutela de ll'ordine pubblico - scopo originario della loro costituzione - le bande furono impiegate in azioni militari ed una, già il 24 luglio ciel 1942, prendeva parte al combat.t.imento di monte Sopalj <1• 1 con reparti nazionali. Probabilmente fu il loro battesimo del fuoco. Co n il primo settembre, a seguito della trasformazione del 'Comando Truppe Zara' nella omonima divisione, le cinque bande già costituite passavano a lle dipendenze ciel comando mi litare, assumendo caratteristiche operative, disciplinari ccl amministrative di un corpo ausiliario '''>. Bastiani ni , il 9 luglio, riferendo a Mussolini sull'arruolamento di questi volontari ne aveva posto in evidenza la potenzialità operativa, poiché «la conoscenza perfetta che tali elementi locali hanno del territorio, le qualità d i resistenza e di mobilità che possiedono, la lingua che parlano, fanno di essi degli ausiliari che, sia per la Polizia, che per le Forze Armate, hanno un grande valore» e, inoltre, faceva notare che il loro «apporto ai fini anche politici non è disprezzabile» 1";i.


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Dalma~ia - Una cronaca per la s1oria

Un anno dopo, lo stesso comandante della 'Zara', generale Carlo Viale, pur apprezzando le notevoli capacità operative dimostrate ed il tributo cli sangue versato dai volontari , ne privilegiava l' importanza politica, elencandone i motivi: <<necessità di impiegare l 'elemento uomo valido del posto, sottraendolo alla propaganda sovversiva; convenienza di far concorrere tale eleme nto alla difesa della propria famiglia, della propria casa, dei propri beni, soggetti all'azione di razzia partigiana; opportunità cl i attrarre verso di noi gli uomini moralmente sani, per formare in essi una mentalità italiana e decisamente anticomunista; convenienza cli sfruttare nella lotta antipartigiana l'elemento locale, conoscitore della lingua, degli usi, dei costumi e degli uomini, per svolgere attività informativa. preventiva e repressiva; opportunità, infine, cli legare a noi, attraverso un servizio armato, volontariamente prestato, la parte più vitale della popo1azione, costituendone una solida piattaforma per l'inquadramento nell'attività politica nazionale, della restante popolazione» 11 1>. Considerando che queste valutazioni erano state scritte il 30 giugno del 1.943, e ponendo mente a quei momenti, si potrebbe arguire che, di fronte all'incalzare degli avvenimenti, Viale abbia voluto far sentire il dovere di non abbandonare quegli uomini e quelle famiglie che, oltre tutto, stavano ancora validamente combattendo. Un paio cli mesi prima, il 14 marzo 1943, il comando della 'Zara', considerando «lo sviluppo assunto [dalle bande) [... j e la loro importanza come unità mobili e adatte alla guerriglia» le aveva inquadrate in «Battaglioni A.C. (anticomunisti), al le dirette dipendenze tattiche ed amministrative dei settori» (1~1• Con la 4" e la 5a banda e con il plotone autonomo di Rupe, era s tato costituito il XXf battaglione ortodosso 'Chistagne' al comando ciel capitano Remo Leinweber m•. Due mesi dopo, non appena organizzata un'altra banda croato-canolica con «volontari cli Traù, già in forza al Btg. Squadristi 'Toscano' [rimpatriato - n.d.a.] e con elementi nuovi arruolati» !2"), veniva costituito esclusivame nte con bande cattoliche (numerate dalla la alla 6a) il battaglione 'Bencovazzo', agli ordini del capitano Mario de Vidovich, mentre Je ortodosse del battaglione ' Chistagne' (già 4a e 5") prendevano la numerazione di 7" e sa <21>. Ogni banda, su tre o quattro plotoni, aveva dai 90 ai 140 volontari e, complessivamente, la forza del Corpo non raggiunse mai i milleduecento uomini ml_ Erano al comando di ufficiali o sottufficiali italiani, «conoscitori della lingua [serbo-croata], degli usi e dei costumi della popolazione della zona; scelti per ard ime nto e capacità professionale» <23J. Dai volontari venivano tratti i ,,capi formazione, con incarico di persona cli fiducia della banda e del comandante, verso il quale rispondevano della disciplina e della lealtà dei volontari», nonché i capisquadra ed i vice-capisqua-


Da maggio a seuembre del !943

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dra 1241 • Come armamento individuale, un fucile Mauser con cento colpi e cinque bombe a mano; i comandanti d i plotone un mitra 'Bcretta '; q uale arma d i reparlo un mitragliatore ' Hotcb iss•r?5 l. <<La mobil ità elci volontari A .C. - avrebbe scritto il generale Viale - su terreni aspri cd insidiosi. la loro resistenza alle fat iche e lo sprezzo del pericolo da essi dimostrato d i fronte ai ribelli» <26\ li .avevano resi estremamente utili sin dai primi momenti. Il lo ro impiego in operazioni, in appostamenti diurni e nolturni, nel controllo del tenitorio, ne l preven ire o contenere infiltrazioni, fu continuo <211• Dalla costituzione, e sino al 1e luglio 1943, le bande assieme a reparti. nazionali avrebbero preso parte a quattordici a7ioni a largo raggio; da sole si sarebbero im pegnate in trentanove combatti menti, ed avrebbero effettuato cinquanta fra agguati e colpi di mano. Le perdite sarebbero ammontate a centotrentotto morti, e con loro tre ufficiali e cinque sottufficiali italiani; sessantaquattro i feriti compresi a ltri tre ufficiali ed un sottufficiale 128). Per iJ generale Viale, i. volontari erano meritevoli del più ampio elogio, poiché, «con le prove date in p iù combattimenti contro agguerrite formazioni partigiane, con la diuturna instancabile azione d i sorvegli anza delle zone, con l'esempio soddisfacente di disciplina e cli fede ltà sinora offerto, anche affrontando [le] sanguinose rappresaglie dei r ibell i a i danni delle loro famiglie e delle loro proprietà, le B.A.C. [bande anticomunisteJ hanno acquistato un titolo cli onore, ed i volontari che le costituiscono, t utti dei tenitori annessi, potranno aspirare un giorno, con la coscienza del dovere compiuto, alla cittadinanza italiana» (29l . Pochi la ottennero, forse qualcuno che ri uscì acl approdare in Italia dopo 1'8 settembre. A ltri , ma molto pochi, non più cli qualche unitù, sopravvissuti alle vendette dei titini. e rimasti in Dalma7ia, [orse pe rcepiscono - come un paio d i a ltre decine di migliaia cli cittadini oggi j ugoslavi una pensione erogata dall' Istituto Nazionale dell a Previdenza Socia le, per aver prestato serviz io alle dipendenze cli enti o autorità civili e mili tari italiane <3'' 1•

... ,:, ... ... * ... * *

li Capo d i Stato Maggiore Generale, Vittorio Ambrosio, nove giorni prima della fine dei combattimenti in Nord A l'rica, - dando implicitamente per scontata la perdita della Tunisia - orientava gli Alti Comandi i.li > sulle probabili d irettrici delle ulteriori opera;,ioni anglo-amer icane nello scacchiere meridionale dell'Europa.


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Dalmazia - Una cronaca per la s1oria

Partendo dalla constatazione che ,,il nemico incrementa continuamente le sue forze in Mediterraneo in misura ben superiore alle sue necessità per la battaglia in Tunisia», non escludeva che tentasse di sbarcare in Corsica o in Sardegna, con obiettivo fi nale la Francia meridionale. Ma riteneva anche possibile che - conquistata Tunisi - potesse «tentare l'occupazione della Sicilia ed aprirsi così il transito nel Mediterraneo, per rivolgersi quindi all' Egeo ed alla Balcania» 02>. Pur valutando che la minaccia lungo il litorale Adriatico si sarebbe manifestata soltanto dopo che gli anglo-americani si fossero impadroniti cli Rodi, del Peloponneso e delle isole Jonie, dedicava larga parte dello studio allo scacchiere balcanico. A suo parere, una crisi nel settore adriatico sarebbe stata a limentata da «l'efficacissimo concorso delle formazioni ribelli attuali, potenziate da una rivolta generale balcanica». Queste formazioni, «progressivamente consolidate ed accresciute intorno al nocciolo originario delle ba nde partigiano-comuniste croate e montenegrine, costituivano ormai un notevole raggruppamento di forze bene armate e guidate» (.13>. E, subito dopo, considerazione da meditare pensando alla ' linea 15 gennaio'- sottolineava che «l'esperienza ha dimostrato che qualsiasi sgombero di territorio, di fronte al vantaggio di meglio concentrare le nostre forze, reca con se il gravissimo inconveniente cli fornire ai partigiani nuove fonti cli reclutamento e di mezzi, cli vita» <-'~>. Da qui la raccomandazione di «rivolgere la massima auenzione verso tale attività ribelle in Balcania, attività che costituisce minaccia per obiettivi di decisiva importanza per l'alimentazione della guerra» e che, oltre tutto, «può in seguito preparare un ambito particolarmente favorevole alla apertura di un secondo fronte in E uropa» !35>_ Invitava, quindi, i comandi a «contenere ogni ulteriore dilagamento della ribellione», impiegando «attivamente le forze disponibili [...] nella lotta contro i partigiani e nel perfezionamento della difesa delle coste più mina ccia te» P6l.

Il XVlll Corpo d'armata, nel mese cli maggio, aveva già rinforzato le difese lungo il litorale, ed il comando del 157° reggimento T.M. della XVII brigata costiera aveva diramato le istruzioni per la «organizzazione della difesa costiera nel territorio della I divisione celere 'Eugenio di Savoia'», (settore Sebenico-Punta Planca) (J7l _ Contemporaneamente, sul fronte a terra, i cetnici del pope Dujié - organizzati nella loro divisione ' Dinara'- furono impiegati per mantenere una zona di rispetto intorno al confine settentrionale della Dalmazia.

In questo contesto può esser collocato il rastrellamento delle isole, anche se pianificato prima delle direttive di Ambrosio. Dal 4 al I 9 maggio, ad opera della 'Zara', vennero rastrellate l'isola Lunga (=Dugi Otok), l'Incoronata (=Kornat) ed alcune minori come Eso (=Iz), Rava,


Da maggio a sellembre del 7943

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Sferinaz (=Zverinac) l CARTINA N . 17 - PAG. 754]. Fra il 23 cd il 25 la 'Bergamo' procedette a l controllo dell'isola di Lèsina (=Hvar) e di quelle a corona del porto cli Sebenico, mentre nel settore del VI Corpo d'armata, la 'Messina', dal 22 al 27 dello stesso mese, rastrellava le isole Curzolane. Fra tutte, l'operazione più impegnativa fu quella sulle isole zaratine. Sin dai primi di febbraio, il comando divisione aveva segnalato che «i numerosi e gravi casi di rapine, omicidi, allontanamenti e di veri atti bellici che in questi ultimi tempi si verificano sulle isole, denotano la serietà della situazione che si è venuta creando in questo settore sino ad ora ritenuto immune o quasi dall a propaganda ribelle» <Jl<>. E, obiettivamente, poneva in evidenza che «la propaganda e l'orga nizzazione dei centri comunisti ba potuto lavorar e nascostamente in quanto la maggior parte dei centri delle numerose isole sono senza presldi e non destavano preoccupazioni o sospetti» . Inoltre non era possibile «effettuare un'efficace sorveglianza nei canali [fra isola ed isola = n. d.a.l e sulle coste [...1per mancanza di mezzi adeguati» cm. Nella carenza di controlli, i partigiani erano divenuti sempre più attivi. Sino a metà marzo avevano rapito ventinove personec•0ì; durante il mese di apri le, i Notiz iari della 'Zara' e del corpo d'armata avrebbero segnalato 'passaggi spontanei ' di una cinquantina cli persone ai partigiani. Non mancavano, imboscate, omicidi, e rapine. Da quì la decisione di un robusto rastrellamento de ll 'isola L unga, la più esterna verso l'Adriatico cli quelle antistanti a Zara. Era scarsamente popolata, poco più di trem ila abitanti, accentrati in una decina cli paesi (•li, ed i partigiani sì sentivano sicuri nei suoi anfratti. Oltre tutto, vi erano state segnalazioni di sommergibili nemici, e si poteva supporre che l' isola costituisse un punto di contatto con emissari inglesi.

II rastrellamento iniziò con uno sbarco d iversivo sulle isole di Eso e di Rava (Canale cli Mezzo). Il grosso dei reparti (quattro bande anticomuniste, una compagnia di fanteria rinforzata, elementi ciel gen io, carabinieri) - prese terra sull 'isola Lunga, «distaccando subito lungo le coste, in più punti dominanti, elementi che in concorso con natanti dell a R. Marina effettuano un accurato e continuo controllo in modo che nessuno possa sfuggire» ''12>, men tre i reparti iniziavano «i l movimento cli rastrellamento dalla periferia verso il centro». Operazione tutt'altro che semplice, dovendo controllare una estensione di q uarantaquattro chilometri per quattro ne ] punto di massima la rghezza, percorsa eia una dorsale che nel monte Guardia Grande (=Vela Straza) raggiunge i 338 me tri. Dato lo sviluppo della costa, oltre lOO chil ometri, sin dalla prima oscurità vennero «scoperti movimenti cli barche e cli ribelli che tentano di sfuggire alla vigilanza per allontanarsi» <•31• Qua uro barche furono affondate.


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Dalmazia¡ Una cronaca per la st0ria (1943-1944) CARTlNA N.

Rapporto: 1 cm.= Km. 5,600

Rastrellamento delle isole 7.aratine dal 4 al 19 maggio effettualo dalla divi~ic.mc 'Zara'

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Da maggio a seuembre del JY43

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I partigiani che non erano riusciti a mettersi in salvo via mare, evitarono gli scontri e, facendo affidamento sulla orografia dell' isola, preferirono nascondersi in grotte e caverne ricoperte da macchia mediterranea, o mimetizzarsi fra contadi ni e pescatori . Venne scoperta la sede cli un comando partigiano, fu rinvenuta una radio ricevente, recuperato un motoscafo e, fra i docume nti. il ruolino dei partigiani di Eso. A nord dell'isola Lunga venne rastrellato l'isolotto di Sferinaz; a sud, alcuni reparti sbarcarono sull'isola cli Zut e sull 'Incoronata (=Kornat). Operazione forzatamente lenta (durò quindici giorni) ma metodica. Rimasero su l terreno centocliciasettc partigia ni, e cinquantasette persone sospette vennero internate nel campo cli concentramento della vicina isola cli Melàcla ( =Molat) <1•1>. La Marina, presente con sette natanti , controllò duecentottataquattro imba rcazioni, ne sequestrò trentatré, e tredici furono inutilizzate("-'>.

LE OPERAZIONI 'LIKA' E 'DINARA' ANTONIO VUKASINA Più complessa la situazione sulla terraferma per i continui ed improvvisi spostamenti delle formazioni partigiane, in un'altalenante gravitazione intorno a Tenìn. Il 4 maggio, l'Ufficio cli collegamento ciel ministero degli affari esteri con Supersloda aveva comunicato a Roma che nelle precedenti seuimane la pressione dei partigiani sul Dinara ed intorno a Tenìn era stata «notevolmente alleggerita grazie all'efficace azione delle formazioni cetniche del Pope Dujié». Ma, nello stesso tempo, avvertiva - ed era altrettanto preciso - che lungo l'arco del fiume Zermagna (praticamente limite di frontiera con il territorio croato) «i partigiani continuano ad esplicare [...] una vivace attività verso il confine settentrionale della Dalmazia annessa» \"''· Dal canto suo il comandante del presidio di Tenìn, generale Francesco Giangrieco, il 14 maggio, proprio in relazione alla situazione sulla Zermagna ed a nuovi spostamenti di formazioni ribelli, inviava al comando della 'Zara' un piano per il rastrellamento della Lika meridionale c•7>_ L'operazione - in codice ' Lika · - si sarebbe basata sull'apporto della divisione 'Dinara' del pope Dujié, e soltanto nella fase conclusiva vi sarebbe stato l'intervento di truppe nazionali. Avrebbe avuto la durata cli cinque giorni, con inizio «due giorni dopo l'arri vo delle munizioni» " 8>. Mentre il piano veniva esaminato dal comando della 'Zara' , il pope Dujié ispezionava i propri uomini «in sosta per il prossimo ciclo operativo [...] incitandoli a continuare la lotta contro il comunismo a fianco dell'esercito italiano» c•9l _ Non si può non considerare la delicata posizione ciel pope


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CARTIN A N.

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Zona delle operazioni 'Lika ' e 'Dinara' e ffcuuate dal presidio di Te nìn (Zara) con le formazioni della Milizia volontaria anticomunista (M.V.A.C.) d el pope Momèilo J;>ujié (19 maggio - 5 giugno 1943).


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nel suo dichiarato anticomunismo: fra i par tigiani militavano lo zio Niko cd il nipote Ilija. Quest' ultimo, quattro giorni dopo sarebbe stato catturato proprio dai suoi cetnici cso). Secondo il pi ano [CARTINA N. 18), la divisione ' Dinara' doveva «tagliare, con mossa improvvisa, le comunicazioni della conca di Plavno e adiacenze [... ] della Lika, e poi rastrellare la zona tra il parallelo di Otrié (R Q-DX) e il parallelo di Ocestovo (S1 -D L)»<5 1>. L'azione si sarebbe articolata in due fasi. Nella prima, un 'avanzata verso nord delle formazioni ciel pope per far credere che l'obiettivo fosse Dervar. Quindi, una improvvisa conversione a sud. Manovra complessa anche per reparti aclclestrati. Ma se il generale Giangrieco aveva predisposto questo piano, voleva dire che la 'Dinara' non era più composta da bande, ma da formazioni tatticamente addestrate, alla mano dei propri comandanti . Nella seconda fase sarebbe intervenuta la M.V.A .C. di K rupa e delle Bebie (==Velebit), chiudendo ad ovest i probabil i passaggi dei partigiani attraverso il fiume Zermagna, mentre sul lato meridionale avrebbero preso posizione reparti nazionali. Indi, per tutti, gravitazione su Plavno c,2>. Arrivate le munizioni, il movimento iniziò il 19 maggio. G li uomini del pope, avanzando verso nord, si scontrarono con l 'odred proletario d'assalto 'Marko Oreskovié', con il battaglione partigiano ciel Dinara, e con l 'odred della Dalmazia settentrionale, infliggendo loro sessa ntotto morti, catturando armi e due prigionieri . Contemporaneamente, in un s usseguirsi cli azioni secondarie i partigiani perdevano a[tri sessantanove uomini; d ieci furono fatti prigionieri. Il 22, il pope invertì la marcia e, muovendosi rapiclamenie, «all 'alba del 23, piombava con il grosso, assolutamente inaspettato, s u Otrié dove sorprendeva in pieno il comando dell'odred della Dalmazia settentrionale». Dieci ribelli rimasero sul terreno . I cetnici s'impadronirono dell'intero archivio, di una stazione radio, e liberarono sci prigionieri italiani <5.11• Nello stesso tempo, «un reparto cetnico, lasciato a protezione della manovra in zona Peulje (Dervar DP·LJ M)» veniva «attaccato da 700 ribelli costituenti i resti della 5" divisione partigiana cli Slavko Rodié, provenienti dal Sator (DR-US) per attaccare alle spalle la divisione 'Dinara '; l' attacco è stato respinto». Q uaranta i ribelli ri masti sul terreno •;•;. Scarsi, invece, i risultati de lla seconda fase ( rastrellamento della Lika) sia per il mancato collegamento con la M. VA.C. cli Krupa e delle Bebie, sia perché i part igiani, avevano abbandonato la zona. «Infatti scriverà il generale Giangrieco - è avvenuto che, dato l'enorme lasso di tempo trascorso fra le proposte [per l'operazione, !'alte il 14 maggio = n.d.a. J e l'esecuzione, la notizia si è propalata fra i cetnici. Quell i del le


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zone di Paétene e di Oton hanno avvertito i loro familiari di non abbandonare le case perché gli italiani avrebbero incendiato tutte quelle trovate vuote» <55 >_ Naturalmente le famiglie dei cetnici, nonostante le minacce dei partigiani che volevano portarli al seguito, rimasero sul posto, ed ai ribelli, che generalmente non trovavano difficoltà nel farsi seguire dalle popolazioni, fu facile intuire le ragioni di questa inusitata resis te nza. L'operazione, complessivamente, poteva vantare un bilancio positivo (Sò; non ostante gli inconvenienti determinati dalle carenze nei collegamenti: con la M.VA.C. del Velebit «nulla si è saputo della sua azione»; con il comando della 'Dinara' la radio funzionò saltuariamente; con gli aerei la cooperazione - avrebbe scritto il generale Giangrieco - «si può definire fallimentare» (>7>_ A parte i contrattempi e le insufficie nze i cetnici dettero «prova di eccezionale resistenza e di alto spirito aggressivo» r~8i . Dopo cinque giorni di sosta, il 29, il pope Dujié, con tremila uomini, galvanizzati dal successo, inizi ava una nuova operazione, (in codice ' Dinara') [V EDI CA RTlNA N. J8 A PACì. 101, rastrellando la zona fra Bosansko Grahovo ed il massiccio del Dìnara, dove si e rano concentrate tre brigate partigiane (circa 2000 uomini) e l'odred della Dalmazia se ttentrionale <5•>,. 11 pope costringeva i partigiani a ripiegare da Bosansko Grahovo •001 • Lo scontro più duro ebbe luogo il 2 giugno, ed i ribelli perdettero quattordici uomini <<>1>. Alcuni contadini riferirono che <<la 1" brigata partigiana (comandante Roéa Bogunovié), la 6" (comandante Knese vié) e un btg. cie li' 11", complessivamente 1800 uomini, e circa 60 a.a. [armi a utomatiche =n.d.a. ], scappavano davanti ai cetnici provenienti eia Bos. Grahovo» '62 >. Dal canto suo la M.V.A.C. delle Bebie, con azione concomitante, s i e ra spinta su Gracac catturando dodici prigionieri e facendo bottino cli armi e munizioni (631• 1 partigiani contrattaccarono senza s uccesso perde ndo venti uomini <64i . Il 5 giugno, si concludeva quest'ultima fase dell 'operazione 'Dinara', ed in una sintesi ciel corpo d' armata si legge: «Perdite M.VA.C.: 2 morti ed alcuni feriti. Partigiani: 80 morti, rilevante nume ro di fer iti, 2 prigionieri; presi 1 fucile mitragliatore, 30 fucili. Sul Vj estica Gora (Spalato US-CU) rinvenuti: baraccamenti , depositi viveri e tabacco, 5 macchine da scrivere, e materiale vario» '65>.

Terminato il ciclo lungo i confini della Dalmazia, il generale Spigo, pur riferendo all'Armata che «nel territorio della 'Zara ' l'attività partigiana si è affievolita per l'energica e fortunata opera di normalizzazione in terraferma e sulle isole» (ò6J, non si dimostrava ottimista. Considerava


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che «la diminuita attività operativa partigiana» corrispondesse «ad una fase di riorganizzazione ed assestamento», e che i partigiani si preoccupassero «di risparmiar e le forze, in attesa dell 'evolversi de lla situazione»!671. Momenti di sosta non ingiustificati poiché tanto i partigiani quanto Spigo erano in attesa - i primi con viva aspettativa, il generale con giustificata preoccupazione - delle conseguenze di uno stesso avvenimento: il disarmo delle formai.ioni cetniche e lo scioglimento del loro Comitato di coordinamento che aveva sede a Spalato «,~). Di fronte alla eccezionalità del provvedimento, sia i partigiani sia il comandante del Corpo d'armata non potevano non porsi l'interrogativo delle reazioni del pope Dujié e dei suoi uomini. Se la M. V.A.C. abbandonava le forze italiane. per i partigiani non sarebbe stato difficile penetrare nelle province di Zara e di Spalato.

Ma prevalse la fedeltà del pope anche se in quei momenti. Spigo poteva solamente a uspicarla. Perciò. il 2 giugno, in previsione del peggio. aveva impartito ai comandi della 'Zara ' e della 'Bergamo' l'ordine di «collegarsi. raccogliersi , fare massa». «Jl maggior pericolo da temere è l'aggressione di sorpresa delle nostre forze frazionate». Non era <<Ulteriormente ammissibile lo sparpagliamento di forze [... ] particolarmente sulla Zennanja. a Sebenico e in zona Traù-Castelli [recte: Castella)». l presìdi dovevano esser fortificati, ricorrendo anche allo sgombero dei civili dai villaggi o dalle abitazioni tatticamente e strutturalmenle più idonee «per insediarvi tutli i nostri elementi di forze esistenti in luogo t... J rafforzando le case o il perimetro complessivo» (1m. In altre parole: abbandonare il territorio e racchiudersi. Gli ufficiali avevano l'obbligo di alloggiare presso i reparti e prendere tutti i provvedimen ti perché «il personale dei servizi cd uffici possa essere prontamente riunito ed impiegalo a massa». «Non un solo uomo deve restare inutilizzato in caso cli combattimento [... ]. Ripeto: in un presidio attaccato non deve sussistere una sola bocca inutile ed un arma non impiegata» <10>.

Ordini che rinnovarono i consueti auriti con le autorit~1 civili, ed in una relazione il Governatore Gi unta avrebbe scritto: «Ho voluto di mia spontanea volontà aderire [al] desiderio espressomi dall'Autorità militare, consentendo che s iano tolti i presìcli; ma l'esperimento potre bbe costare mollo caro» <111• «I centri dai quali è stato tolto il presidio militare e in gran parte quello dei carabinieri. sono caduti in mano di gruppi di ribelli oppure sono periodicamente visitati. minacciati, saccheggiati dagli stessi gruppi. In tal modo, la vita civile, politica ed amministrativa de l Cioverno della Dalmazia è quasi paralizzata» 0 21• e la questione av rebbe


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Rapporto: I cm.= m. 650

Zona dell 'imboscata di Gacelesi dove il 6 giug no 1943 cadde il sollolcncntc Antoni o Vukasina, medaglia d'Oro al Valor mi litare.


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coinvolto anche il comandante della 2a Armata <73>. A parte questi attriti ormai cronici, l'allarme suonato eia Spigo si era dimostrato tempestivo, ma non a causa dei cetnici cli Dujié. Furono i partigiani a creare nuove preoccupazioni, con una rinnovata attività in provincia di Zara, nella solita zona cli Voclizze sul mare, Mala Cista nell'interno, e Zaton ad est sul fiume Cherca. Nel resto ciel territorio, più o meno ogni giorno, qualche presidio disperdeva .nuclei ribelli con il fuoco dell'artiglieria o con qualche sporadico intervento della truppa , nel rispetto della direttiva cli stare racchiusi. Attive le bande A .C. che, nel mese di giugno, sarebbero state impegnate in venti conflitti a fuoco ' 1~1• Il 2, i ribelli avevano interrotto le comunicazioni telefoniche fra Jankolovizza e Zaravecchia, ed era intervenuta la la banda A.C. <75 l_ Il 4, la stessa banda catturava quattordici ribelli, e per qualche giorno cessarono gli atti di sabotaggio (1M. Più nell'interno, al di E1 di Mala Cista, un'altra banda A.C. si era scontrata con gruppo di ribelli che perdeva due uomini o1l. Quarantotto ore dopo, si ebbe un conflitto a fuoco nella zona di Buclak (1 km a nord-ovest di Stancovazzo==Stankovci) <781 • Intorno a Zaton, veniva segnalata la presenza di DragoZivkovié, con una settantina di uomini e dodici fucili mitragliatori<"'l. Situazione, complessivamente, ancora ·normale' nella s ua costante anormalità, che mutò con il 7 giugno. Quel pomerigE,io, verso le 13.30, il capovilla cli Grabovci (tre chilometri a sud di Mala Cista), ed un un contadino si presentavano al comando presidio cli Mala Cista segnalando che una decina cli partigiani stavano razziando bestiame fra Lugovi e Vuéjak [VEDI CARTINA N. 19]. II sottotenente Antonio Vukasina, adunò trenta volontari A.C. e con il sergente maggiore Mura e quattro carabinieri partì a piedi. Strada facendo, per sorprendere i razziatori ai fianchi , divise gli uomini in due squadre. L'ufficiale si tenne sulla sinistra seguendo la rotabile per Gacelesi (Gaéelezi); sulla destra il sergente maggiore con gli altri uomini, e fra le due formazioni s' interpose progressiva mente uno spazio di oltre un chilometro (So>. A Gacelesi ed a Grabovci- Lugovi, il sottotenente Vukasina non trovò alcun partigiano. fI sergente maggiore Mura, invece, scorse una decina cli uomini sui riliev i del Debeljak, un dosso non impegnativo e fece aprire il fuoco. 1 ribelli si defilarono ed i volontari, non contrastati, superarono la linea di cresta. Ma, dall'altra parte erano appostati circa duecentocinquanta partigiani. Aprirono il fuoco anche con armi automatiche e, nello stesso tempo tentarono una manovra cli aggiramento. Di fronte alla sproporzione del numero ed al pericolo di venir accerchiati, i volontari ruppero il contatto ripiegando su Mala Cista <811•


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f)olmazia • U1111 cronaca per la stoda

Venuta meno la sorpresa. i partigiani diressero su Gacelesi, cercando di prendere alle spalle l'altro gruppo di volontari. «Il sottotenente Vukas ina, venuto a contatto con il ne mico, ingaggiava aspro combattime nto c he si protraeva per circa 3 ore». U n volontario, «nel mome nto pi ù crilico della lotta, invitò il sottotenente (... ] a seguirlo, dichiarandogli di conoscere una stradetta di campagna per la quale sarebbe stato facile sfuggire al ne mico». «Ma l'ufficiale, già gravemente feri to alle braccia, si rifiutò decisamente, asserendo che si poteva ancora resistere» <Xii . Frattanto i volo ntari. applicando la tattica dei partigiani di non vincolarsi al terreno di fro nLe ad un nemico preponderante, «si sparpagliarono per la campagna sparando continuamente e disperdendosi sollo l'intenso fuoco nemico»iR'>. Vukasina, dopo aver visto cade re in mano partigiana l'appuntato Petrosino, che «con grande coraggio e spirito di sacri ficio non comune, si e ra tenacemente battuto fino all'ultimo. rincuo rando i suoi compagni cli lo lla», riuscì, con il carabiniere Di G iosia , a «porta rsi in una casa sita ali' ingresso di Gacelesi e a difenders i strenuamente dai com unisti». Appostati dietro una feritoia, «non senza aver prima causato perdite gravissime» <~·i, te nnero la posi7.io ne e caddero sparando. I soccors i giunti da Chistagne ,..~>. poterono recuperare nelrultima luce del giorno la salma di un volo ntario. All'alba trovarono i corpi del sottote nente Vukasina, ciel carabinie re Di Giosia e di altri due volontari. Poco lon tano, in uno scavo superficiale, le sal me di un partigiano con i gradi di comandante di compagnia e d'un altro «dall'aspetto distinto e delicato», che i partigian i per nasconderne l'ide ntità, «aveva no completamente spogli ato ad eccezione delle mutandine» <W.·>. Da parte italia na le pe rdite ammontarono all ' ufficiale , ad un carabiniere, ed a tre volontari A.C.: un volontario ed il contadino feriti. Altri tre A.C., l'appuntato, un carabiniere, ed il capovilla che aveva preso parte al combattimento, vennero dati pe r dispersi, e non furo no più rivisti. Tre i partigiani trova ti morti sul posto<'1ì. Estre mamente pochi per la viole nza dello scontro. Però le a hbondanti macchie di sangue, sparse dovu nque, de nunciavano un più elevato numero di perd ite fra i ribelli. Cinque giorni dopo il Notiz iario del corpo d'armata riportava: «NosLro reparto rastrellato zona tra Mala Cista e Kovca. Rinvenuti 25 cada veri in zona Pe trov Stan (L.irije PL-CO) e IOin zona Ga.i (id. PN-CM)» 1•s>. Te ne ndo presente che le località cli Pet.rov Stan e Gaj si trovano circa a qualt.ro chilome tri a sud di Gacelesi sulla naturale linea di ripiegamento per sottrarsi ai re parti ita li ani giunti da Chistagne (cioè da nord-est), e che nei giorni precedenti o successivi al combattime nto sostenuto da Vukasi na. non vi era stato alcun


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altro scontro in quella zona, sembra estremamente probabile che si trattasse cli partigiani morti durante o sùbito dopo il combatLimento di Gacelesi. Il colonnello \Vladimiro Nani , avrebbe posto in evidenza che. «da informazioni assunte su l posto. e poiché i partigiani avevano accerchiato Mala Cista prima del combattimento, occupando quasi tutte le quote circostanti [aggiungeremmo noi: e per il loro numero]. si è portati a credere che lo scopo dei comunisti fosse quello di attaccare il presidio stesso d urante la notte; attacco sicuramente sventato dal pronto ma sfortunato intervento del s.ten. Vukasina e dei suoi uomini» "91• Sul Diario storico della ·zara', e sul NoLiziario del corpo d'armata veniva scritto: «Magnifico il comportamento dell'ufficiale caduto e di tutto il suo reparto» •·••>. A ll a memoria elci sottotenente Antonio Vukasina venne concessa la medaglia d'Oro a l Valor militare <"' •.

Vukasina era uno zaratino e la sua morte e bbe profonda risonanza nel la popolazione, forse ancor più cli quelle cli Bruno Sorich, d i Diego Baltestin, Simetto (Simeone) Svircich, Antonio cle Denaro 1''21 e cli a ltri caduti di Zara. Vukasina, 'Vuka' come era conosciuto, godeva di ampie simpatie e notorietà nell'ambiente cittadino per il suo temperamento cli generosa impulsività, per le sue doti cli atleta a livello nazionale 19"\ in una Zara che, vivendo per lo sport, affidava ai propri atleti l'onere di fa r ri cordare con i loro primati il nome de lla città negli stadi della Penisola. Si può dire che con le esequie cl i Vukasina la città uscì da que l protratto sopore in cui si trovava immersa, anche se la realtà che la circondava era cadenzata eia onoranze a militari caduti. ma genera lmente celebrate con minor pompa possibile. Perdite che nella popolazione sollevavano compassione e pietà ma non ancora preoccupazioni. Non si trattava d'un atteggiamento di rifiuto per costruirsi l'illusione de lla sicurezza, quanto della mancata conoscenza de i fatti. La censura sulle lotte fra serbi e croati, su eccidi, su rastrellamenti, aveva determinato un senso di atonia. Se qualcuno osava accennare 'di aver saputo'. 'di esser stato informato·, veniva tacciato di disfattismo. Anche l'operazione sulle iso le non aveva avuto risonanza, cd ancor meno si sapeva degli scontri d i Tenìn, delle operazioni nella Lika e sul Dinara. Ouasi per compensazione la ciu.adinanza viveva con ansia le ultime vicende dei combattime nti in Tunisia , anche perché le unità italiane erano comandate da una figura di soldato ben nota in città, quella de l Mare-


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f)alnwzia - Una cronaca per la s1oria

sciallo G iovanni Messe. Per anni. a Zara, aveva co mandato il 9° reggimento bersaglieri, incontrando viva simpatia. E qu esta emotiva partecipazione trovò riscontro nel telegramma inviato, dopo la perdita di Biserta, dal podestà Giovanni Salghetti-Drioli alla signora Messe. «Zara che in a nni non lontani fu presidiata dalle ferree truppe comandate da Giovanni Messe, ha assistito ammirata alla tenacissima lotta della Prima Armata condotta romanamente dal suo Maresciallo. Raccoglie oggi con certa fede comandamento per la Vittoria: R itorneremo» <9·" . Retorico, certamente, ma non privo di significato. Pur di fron te ai reiterati rovesci della guerra, gli zaratini non si erano ancora posti il problema di una possibile sorte cli Zara. Le sconfitte sulle altri fronti, per quanto dolorose e sofferte non coinvolgevano la città. Diverse le valutazioni fra i funzionari giunti a Zara con il Governo della Dalmazia, fra le famigl ie degli ufficiali. Ebbero maggiore percezione, forse perché sensibilizzati dal richiamo della casa al di là dcli' Adriatico. Temendo cli restare bloccati, cominciarono a p ianificare partenze con il pretesto cli ferie anticipate. Gli stessi sorvo li delle fo rmazioni anglo-americane che, dal 18 maggio in poi l9'J, ne lle loro rotte di andata e ritorno sugli obiettivi della Germania meridionale, facevano risuonare l'allarme, avevano una diversa chiave di lettura_ nonostante le comuni notti in bianco. Per i peninsulari era un segnale cli pericolo nella logica dei bombardamenti sempre più inte nsi cui era sottoposta la Penjsola. Per gli zaratini, solamente una questione cli navigazione aerea: la città, con la sua caratteristica conformazione (due quadr ilateri contorna! i dal mare, a l centro raccordati da un istmo alla terraferma), costituiva un punto cli riferimento obbligato. D 'altro lato, quale valore poteva aver Zara per gli angloamericani? Anzi, e per molti_ appari vano inutili se non controprod ucenti gli interventi dell'antiaerea che, ogni tanto, si faceva sentire. Mentalità probabi lmente alimentata eia una vit a di provincia che si svolgeva nella cadenza delle adunate settimanali delle organizzazioni ciel Partito, dei rapporti dei Fasci rionali, attraverso le iniziative del regime come la raccolta della lana, la confezione dei pacchi per i soldati, gli agonali del lavoro, scan di te dalle celebrazioni. delle ricorrenti date . nella quasi costante unifor mità del rito: 23 ma rzo, fondazione dei Fasci cl i combattimento; 18 aprile_ secondo anniversario della Redenzione dell a Dalmazia; 21 , aprile, Natale di Roma; 9 maggio, fondazione dell'Impero e 'G iornata degli italiani nel mondo'; 18 maggio, anniversario dei Patti di Roma: 24, ricorrenza dell'entrata in guerra dell ' Italia nel primo conflitt.o mondiale, ora ' G iornata dell'Esercito' . 11 26 aveva avuto luogo la solenne commemorazione del prefetto Vezio O razi, caduto l'anno prima nella imboscata a Zegar, e scoprimento d'una lapide ricordo sulla facciata del-


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la prefettura (951_ Poì, pr ima domenica di giugno, Festa dello Statuto e ' Giornata della Marìna'. Erano cerimonie che, nella loro ripetitivìtà, avevano assunto l'importanza d'una regola alla quale non si poteva, o non conveniva, rinunciare: davano la sensazione d'una credibile normalità. Tuttavia, se la morte del sottotenente Vukasìna determinò una presa di coscìenza circa la precarietà che li circondava, agli zaratini faceva ancora difetto la previsione di quanto poteva accadere. Qualcosa, però, si sarebbe modificato con le prime indiscrezionì su direttive impartite da Roma per lo sgombero della popolazione. 11 comandante della 2" Armata, Mario Robotti. di fronte alla probabilità di complicazioni militari e di diffico ltà per «proteggere ed alimen- · tare la popolazione italiana della Dalmazia» <961, aveva segnalato allo Stato Maggiore dell'esercito «l'opportunità cli promuovere tempestivi provvedimenti di sgombero verso la Mad repatria dei civili ital iani» !9'>. E R.oatta, a s ua volta, aveva proposto al Comando Supremo lo sfollamento degli itali ani presenti a Spalato ed a Sebenico. Ma per di Zara, «dove la maggioranza della popo lazione è italiana», suggeriva di limitare lo sgom· bero a quanti erano immigrati dopo l'aprile 1941. Inoltre faceva presente d'aver «tratto l'impressione che il Governatore della Dalmazia [France· sco Giunta] sia favorevo le all'attuazione degli anzidetti provvedi menti. condivisi anche dai Prefetti, qualcuno dei qual i (quell o cli Spalato, [Paolo Zerbino] in modo certo) avrebbe già proposto al Ministero dell'Interno gli sfollamenti più necessari» '9~>. Roatta, «pur non so ttova lutando le negative ripercussioni d'ordine politico, immediate o future», chiedeva al Comando Supremo «di prospettare urgentemente al Ministero competente» la questione, poiché «nel quadro dei futuri prossimi sviluppi della guerra, preminenti esigenze di manovra potrebbero anche porre l'autorità mil itare ne lla impossibilità di provvedere ovunque .alla sicurezza diretta dell a popolazione itali ana in Dalmazia , nonché cli assumere oneri di ordine logistico per soddisfare bisogni delle stesse popolazioni» i 9'll. L'orien tame nto del Capo di Sta to Maggiore dell 'esercito venne preso in considerazione dal Comando Supremo che prospettò al ministero degli affari esteri «l'opportunità cli un alleggerimento sia nell'organizzazione governatoriale (ottenendo una diminuzione del numero dei funzionari), sia nel complesso dei civili affluiti nella regione dopo il termine della guerra italo-j ugoslava» <Hx». Richiese, cioè, un provvedimento che, pur eiettato dal comune pericolo, escludeva gli zaratini autoctoni e gli altri dalmati italiani di Sebenico e di Spalato.


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Dnlmazia - Una cronaca per la storia

Dal 7 luglio, data della nota , all'8 settembre vi sarebbero stali sessanta giorni, più che sufficienti per attuare uno sfollamento. Ma nulla venne predisposto.

l COMBATTIMENTI DI MOKROPOLJE E RAD UCICCO Si erano appena concluse le onoranze per il sottotenente Vukasina1101l, quando i partigiani tornarono a premere sul confine . L' 8 giugno il corpo d'armata era stato informato che cinque nuovi bauaglioni erano affluiti dalla Lika, occupando Krupa (oltre il confine) (1112 \ e due giorni dopo che, fra Gracac ed Otrié, si era raccolta la 10" brigata partigiana della Lika, con nuclei avanzati sino a Paél'ene (l(>J; _ A sua volta l'ufficio informazioni della ' Bergamo' segnalava fra Gracac e Plavno la 1", la 2" e la 3a brigata della Lika , ollre agli odred della Lika e della Dalmazia meridionale, per un complesso di 4.uattromilacinquecento uomini. Obiettivo: prendere posizione sui Monti Aurei (Mosor), alle spalle cli Spalato, ed in unione alle bande locali (cinquecento armati) tenersi pronti pe r appoggiare uno sbarco alleato. «A mezzo radio certo dottor Pasko Mladinov ex-giudice a Knin, attualmente a Rogosnizza [... ] sarebbe in collegamento con gli inglesi» / 1().n. Al corpo d 'armata erano anche pervenute concoì·danti segnalazioni che «il capitano Arso Jovanovié dell'ex-esercito jugoslavo, già capo di S.M. dell'esercito partigiano», aveva «assunto il comando della formazioni partigiane della Lika» e «sarebbe in attesa della 5" divisione» (lo;i; a nord di Tenìn sembravano esser «dislocati 3 btg. della 10" brigata partigiana di circa 400 uomini, e 1 btg. della 4" brigata» (IO!•>; le forze ribelli ad ovest della piazzaforte sarebbero ammontate a «1200 uomini al comando del noto Vice Buljan e del dott. Mihib,, con il compito di «disturbare la zona di Dernis e viciniori, minare in più punti la ferrovia per impedire l'afflusso cli rinforzi» <t07J. Concentramenti di forze non tanto per favorire uno sbarco alleato ma per attaccare Tenìn (iosJ . Tuttavia, pur sembrando accertato con sufficiente attendibilità il punto di gravitazione dei partigiani, non era agevole intuirne i movimenti e gli obiettivi intermedi, perché - ad aumentare l'incertezza - nella notte sul 9 vi era stata un'azione di disturbo contro il presidio cli MokropoljeltO'Jl. Sorgeva, così, il dubbio - trovandosi il presidio in territorio italiano - che i partigiani intendessero saggiare le difese lungo il confine, e forse tentare una penetrazione in provincia di Zara. Mentre la dislocazione dei partigiani al cli là del confine era sufficientemente controllata, 1'8 giugno, il comandante di Marina-Sebenico,


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avvertiva che, nella penisola di Srima (sud-est di Vodizze), i partigiani avevano attaccato cinquanta volontari ant i-comunisti di scorta ad una squadra di operai che stava sistemando la linea telefonica, annientandoli. Le prime notizie davano quarantasette morti e due dispersi (110>. Successivamente i dati accertati furono di sette caduti, un ferito, e ventisette dispersi <111 > ma, non essendovi stato alcun rientro, le perdite ammontarono a trentadue volontari e due operai.

Nella incertezza di quanto poteva accadere intorno a Tenìn, il generale Francesco Giangrieco decise d i giocare d' anticipo. Fece uscire dalla piazzaforte un battaglione bersaglieri che, con azione coordinata ai cetnici del pope Dujié, attaccò i partigiani fra Stara Strafa (circa 7 km ad ovest di Tenìn , ai limiti del confine con la Dalmazia italiana) ed il Debelo Brdo, ricacciandoli in direzione di Plavno. Intercettali dai cetnici, ingaggiarono combattimento per cinque ore. «Fitta nebbia et pioggia non habet permesso sfruttamento del successo Alt perdite inflitte 52 morti accertati Alt Subite 3 morti, 15 dispersi et l8 feri ti fra cui vojvoda Bogunovié Alt Bersaglieri 5 feriti Alt. Forze partigiane impegnate oltre 2000 armati» <112>. Fra i ribelli e rano caduti il commissario politico Dusan Si nobad, l' ufficiale Sava Opacié, e venne catturato l'ufficiale informatore Branko Milanovié, «tutti e tre con uniformi inglesi nuovissime» (113l . Milanovié ammise che «la uniforme inglese da lui indossata» era stata «gettata dagli aerei e che ne erano in possesso non soltanto lui, ma tutti gli uffi ciali e capi partigiani della Lika, e molti gregari, e che ben presto tutte le formazioni sarebbero state dotate di uniformi complete, calzature e il necessario per fare la guerra» 0 1• 1•

Nonostante questa azione preventiva, i partigiani superarono il solco della Zermagna [CARTINA N. 20 - PAG. 768]. All'alba del 14 giugno, il colonnello Nani , comandante del 291° fanteria, avvertiva per radio la 'Zara': «Ore 3 stamane presìdi Mokropolje et Raduzio [Raducicco=Raducié - n.d.a.] attaccati da notevoli forze ribelli provenienti da oltre confine, dotati armi automatiche et mortai» (1151 • Il colonnello, per una combinazione, dal suo comando cli Chistagne (= Kistanje) era venuto a conoscenza dell'attacco sin dai primi colpi di fuci le. Durante la notte, ad intervalli. chiedeva o faceva chiedere telefonica mente le novità ai presìdi. Mentre era in linea con Raducicco (circa 13 km a nord-est) aveva sentito il rumore de lle prime raffiche , e la comunicazione s'era interrotta. Poste in ascolto le stazioni radio , dopo una ventina di minuti aveva ricevuto dal sottotenente Giuseppe Boni, comandante del presidio, la conferma «di esser stato attaccato in forze eia ribelli armati, di aver già avuto dei feriti


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943/1944) CARTINA N.

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Rapporto: 1 cm. = km. 3,500

Zona dei comballimenti sostenuti dalla divisione 'Zara' dal 14 al 16 giugno 1943 contro formazioni partigiane che, superato il corso della Zermagna, erano penetrate in provincia di Zara.


Da maggio II sellembre del 1943

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colpiti da schegge di mortaio e di aver bisogno d'aiuto» (116'. Era il primo di una serie di attacchi che avrebbero impegnato il presidio - una compagnia mitraglieri ed una sezione da 75/13 (' 11' - sino al pomeriggio del giorno dopo. Quasi nello stesso momento era stato attaccato il presidio di Mokropoljc (circa 5 km a nord-ovest di Raducicco), con il quale il colonnello Nani poté mettersi in contatto rnlamente dopo un paio d'ore. E ricevette due laconiche comunicazioni: «Terminato combattimento - Abbiamo cinque feri ti gravi - Chiedesi ambulanza et munizioni - Fate avanzare rincalzi». «Non si esl potuto comunicare prima perché con radio si dirigeva il fuoco dell'artiglieria di Ervenico [circa a 7 km a nord-ovest]» <118>. Il comandante del presidio, sottotenente Guido Lamberti, attaccato da formazioni non individ uabili nella loro consistenza causa l'oscurità, e che avanzavano protette eia un fuoco serrato, lanciando grida, minacce, ed inviti alla resa urlati in italiano, «ebbe il freddo coraggio» di lasciar «tagli are i reticolati e, quando i partigiani sono stati nella cinta difensiva, ha rapidamente messo fuor i combattimento gli effettivi di una compagnia con sole due armi automatichc» 111 ''>. Il colonnello Nani, non appena caduta la comunicazione con Raducicco, aveva fatto partire da Chistagne un battaglione di formazione. Il comando della 'Zara' , a sua volta, mise in allerta ·renìn, e contemporaneamente ordinò al colonnello Augusto Lucchetti, che si trovava in rastrellamento fra Yoclizze e Zaton, cli portarsi a Chistagne con i suoi uomin i t1:)0 >. Frattanto non si aveva alcuna notizia ciel presidio di Ervenico (=Ervenik), e solamente nella tarda mattinata il colonnello Nani riuscì a mettersi in collegame nto radio. Il presidio, sino a quel momento non aveva risposto alle chiamate, perché con l'unica radio disponibile si era tenuto in contatto con Mokropolje, che g li forniva i dati per il fuoco dei pezzi <1~ 1' . Il battaglione di formazione , rinforzato da tre carri 'L', al conrnnclo del capitano Salvatore Pirrone lasciò Chistagne alle 4 del mattino. Per mancanza cli autocarri i soldati procedettero a piedi; sino a Raducicco c'erano tredici chilometri. Ne avevano percorso circa sette e, non «appena la compagnia d'avanguardia fu all'altezza di Rasiéi (Knin RMDH), la punta cli sicurezza veniva investita da violento fuoco cli mitragliatrici, lancio cli bombe a mano e da tiri cli mortaio, partenti da considerevoli forze partigiane (valutate circa 300 uomini), appostate su largo fronte cd in posizione dominante» 11 : 2;. Il capitano, dopo aver messo in postaz.ione le armi automatiche che protessero il movimento, Cece retrocedere l' avanguardia sul costone di


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Dalma7,ia - Una cronaca per la storia

Rudele, ed inviò a Chistagne un carro armato per chiedere l'intervento dell'artiglieria. Mentre la batteria di Chistagne apriva il fuoco, il colonnello Nani faceva partire per Rudele l'ultimo reparto a disposizione (il plotone mortai) ed il presidio rimase sguarnito sino all'arrivo del colonnello Lucchetti <123J. Gli uomini della colonna Pirrone, appoggiati dall'artiglieria, dalle mitragliatrici, e dai sopraggiunti mortai, con la protezione di alcuni aerei levatisi dal campo di Zemonico (vicino Zara), attaccarono le posizioni dei ribelli. l partigiani, prima di disimpegnarsi, opposero resistenza, ma lasciarono sul terreno quarantotto morti. La colonna, raccolti i propri caduti - quattordici soldati - ed avviati ventinove feriti , tra cui un ufficiale, a Chistagne, «raggiungeva [Raducicco] alJe ore J 3.30, quando già il presidio, aveva validamente sostenuto per circa cinque ore due altacchi nemici , [ed) era riuscito a mettere in foga, con gravi perdite i partigiani, valutati a circa 500 uomini armati con 10 anni automatiche e con mortai da 60 111/111» (124) _ Da Tenìn, frattanto, era uscita una colonna di bersaglieri e fanti , rinforzata da un plotone mortai da 81, ed il pope Dujié predisponeva con milleottocento uomini uno sbarramento ad ovest della piazzaforte. La «colonna partita da Knin - avrebbe riferito il corpo d'armata - ha superato numerose resistenze a Ocestovo (Knin SI-DL) , Paètene (id. SI-DN) [14 km cli rotabile eia Tenìn] , e Iliéi (lei. RQ-DN). Artiglieria Knin et aereo hanno appoggiato validamente avanzata» m51. Bersaglieri e fanti occuparono Stara Strafa, pernottando sul posto. Le formazioni cetniche della M. V.A.C., dopo alcuni scontri in zona Paàene ed Ocestovo, controllavano le provenienze da nord-ovesti 12(•l. A sera, il governatore Giunta, comunicava a Mussolini i primi dati sull'evolversi dei combattimenti. Faceva notare che a «seguito caduta Tunisia, recente resa Pantelleria [12 giugno] et conseguente esaltazione propaganda inglese [erasi] riaccesa azione ribelli et partigiani». Ma, più che per il settore cli Zara , manifestava preoccupazioni per quello di Spalato. «Presenza diverse migliaia di partigiani tergo Spalato con tendenza aiutare eventua li sbarchi, rafforzano mia convinzione essere Dalmazia obiettivo prossimo attacco anglo-americano l,.. J. Tenere presente che Dalmazia offre al nemico tre magnifici porti [Spalato, Sebenico , Zara n.d.a.] e ottimo campo fd 'aviazione] presso Zara»(l 27) .

Nella mattinata ciel 15 il generale Giangrieco, da Tenìn, ordinava alla colonna che aveva pernottato a Stara Strafa di raggiungere Mokropoljel1ll<>, e si ebbero nuovi scontri nella zona di Ocestovo. Frattanto era


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arrivato in zona il colonnello Lucchetti , che assunse il comando di tutti i reparti . Dalle tre del mattino sino a notte inoltrata del 15, bersaglieri, fanti del 291 '\ del 292 ° reggimento e bande A.C., percorsero in t utte le direzioni il territorio da nord di Chi stagne sin 'oltre il confine <1i 9>. Attive le artiglierie di Tenìn , Chistagne, Ervenico, Mokropolje, Raducicco <130•. Nel tardo pomeriggio l'aviazione spezzonava e bombardava carriaggi e l'ormationi partigiane in ripiegamento lungo la rotabile della Zermagna(rn>. Ma, a notte, nonostante la presenza delle colonne italiane e le perdite subite, i partigiani tentarono un nuovo attacco a Raducicco e M.okropolje, lasciando altri morti sul terreno(lm. · I combattimenti, da quello di Gacelesi in poi. stavano dimostrando l'elevato e - dati i momenti - forse l'insospettato morale dei soldati e degli ufficiali. Il colonnello Lucchetti, riteniamo con eq uilibrato giudizio, scriveva: «Merita di essere particolarmente segnalato il lodevole comportamento dei giovani ufficiali comandanti dei presidi di Mokropolje e di Raducicco, ed il valore del carrista Ficcarelli Lionello del 4° Squadrone 'S.Giusto' che arrestatosi ed uscito dal carro, per recuperare un'arma automatica presso un fante caduto, e stretto da presso eia un gruppo di partigiani, rientrava nel carro, rimetteva in efficienza le armi cli bordo e mitragliando il gruppo nemico, avvolgeva in un giro vertiginoso ciel carro alcuni partigiani che tentavano dall'esterno cli aprirne lo sportello» 11~') . Lucchetti, che ben apprezzava l'importanza delle notizie su un avversario tanto mobile ed imprevedibile in quell 'anomalo genere di guerra, dette anche rilievo alla «valida e redditizia, perché tempestiva [ ... ] attività informativa svolta dal capitano de Yidovich [Mario]» (l'1>. li 17, riferiva al comando della 'Zara' che <<le operazioni iniziate il giorno 14 giugno nelle zone di Chistagne, Ervenico, Mokropolje, Raduzio [Raclucicco), sono ter minate con la normalinazione del territorio. Gli attacchi diretti contro i capisaldi di Mokropol.ie e Raduzio sono stati validamente stroncati, ed eliminata ogni minaccia contro Ervenico le cui comunicazioni con Chistagne e:Z.egar sono state ristabilìte»(l"l. Aggiungeva che «le zone di Veliki Sljeme, di Kanaziri, di q.264, di q.277 (nord di Chistagne) Raducska G iava, sono coperte di abbondanti macchie di sangue. ed in modo particolare la zona di Veliki Sljeme ove il giorno 14 un accampamento ribelle venne colpito dal tiro aggiustato delle batterie del 158° Reggimento artiglieria» 11 :'6>.

Le perdite dei ribelli, che avevano impiegato nella lotta otto battaglioni per una forza complessiva di millecinquece nto uomin i om, era no state pesanti. Sul terreno vennero contati centocinquantatré morti n:i.~>, e informatori riferirono che «nella valle della Zermagna i partigiani hanno


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

trasportato con una ventina di carri numerosi feri ti all'ospedale di Potob (l39i . Eccezionalmente il Giornale di Dalmazia, sotto il titolo 'Bande partigiane distrutte presso Chistagne', con un breve corsivo dava notizia dei combattimenti ( l40l _

li generale Viale, il 19 giugno, citava all'ordine del giorno i reparti, «per le aspre fatiche, i disagi sopportati con entusiasmo e fierezza» <14 11, ed elogiava il colonnello Lucchetti per le «brillanti iniziative», le «decisioni oculate e tempestive basate su una sempre chiara e redditizia percezione dell a situazione» (1·• 2>. L'obiettivo cli questa azione, che poteva preludere ad una penetrazione dei partigiani in territorio italiano, fu chiarito da un cetnico. Catturato dai ribelli , era riuscito a fuggire , e riferì al comando italiano che , «mentre gli stavano chiedendo informazioni sulle forze italiane, croate e cctniche cli Tenìn e periferia» , alcuni capi stavano discutendo. «U no cli essi sosteneva essere impossibile prendere Tenìn se prima non si prendeva Raclucicco, Mokropolje, Zegar ed Ervenico». «Proponeva perciò che venisse riten tata l'occupazione di questi quallro presìcli, e poi si passasse all'attacco a Tenin» <1~·' >. E d i fatti sembrarono convalidare il piano. Sul Diario storico della 'Zara' , il 18 gi ugno, veniva annotato: «Nella notte nuclei partigiani sparano alcune raffiche sul presidio di Raduzio, ma vengono subito messi in fuga» , ed il giorno dopo: «I ribelli tentano ancora picco le scaramucce contro il presidio di Mokropolje, ma sono respinti»11+>i. Potevano apparire più che altro provocazioni per saggiare le forze. A Tenìn, il generale Giangrieco non attese oltre, e su ulteriori informazioni allertava le truppe. All'ordine di operazione premetteva: «Sembra che il nemico abbia intenzione di ritentare l'attacco su Mokropolje e su Raducicco con forze maggiori delle precedenti. Alcune s ue formazio ni. segnalate ieri a nord della zona di Oton, sono oggi scese sulla pi anura cli Padjene. Altre sono sul Meclvedah e su l Marica Glavica. Circa 800 uomini sono stati visti in marcia eia Padjene verso Mokropolje» (14;>. Ordinava il trasferimento a Stara Strafa cli «una compagnia e (di] due plotoni d i formazione [... J dove costituiranno un punto cli appoggio a difesa delle comunicazioni per il XV Battaglione Bersaglieri l1 I O reggimento - n.d.a. ] che, secondo i casi, muoverà verso Mokropoljc o verso Raducicco». «In pari tempo» disponeva «che i cetnici disponibil i si portino a Stara Strafa per attaccare ed occupare domani mattina Ocestovo>>. «Altre truppe (ciel settore di C histagne) sono in movimento per dislocarsi fra Raclucicco e Mokropolje» oa<,i. L'azione dei partigiani sembrava im minente anche perché veniva segnalata la presenza di millecinq uecento partigiani lungo la Zermagna, in attesa del «momento propizio per attaccare ancora una


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volta il presidio di Mokropolje che l'alto coma ndo partigiano avrebbe ordinato cli espugnare a tutti i cosli» (147 l _

LA CROAZIA FRA ITALIA E GERMANIA Il 14 apri te, Zara aveva cele brato il secondo anniversari o della Redenzione de lla Dalmazia. A nche se la partecipazione de lla cittadinanza e ra stata pari al significato della giornata, la manifestazione si era svolta in tono minore, senza le coreografie dell'anno precedente. L'i nvoluzio ne dell a guerra faceva sentire il suo peso. A Sebenico. il commissario prefettizio al comune. dottor Tullio Nic.:oletti, con un manifesto aveva ricordato t'ingresso delle tru ppe italiane, ed a cura della ' Dante A lighieri· era stato inaugurato un ciclo cli conferenze su lla storia di Sebenico e della Dalmazia. L'oratore, il dottor Manlio Cace. medico della Mari na militare, nativo d i Sebenico, esaltò l'anniversario ricordando q uanto la città avesse atteso l'ltalia n•~i. Spalato. con l'omaggio ai Caduti e lo sfilamento delle organizzazioni del Partito, rivisse i momenti dell'arrivo dei fan ti della divisione aulotrasportata 'Torino'il"''i. A Zagabria. in quei q uegli stesi giorn i, e ra stato celebrato il secondo anniversario della costituzione del Regno Indipendente cli Croazia (LO aprile). Nella mattinata, il Poglavnik aveva passato in rassegna le truppe di stanza nella capitale; nel pomeriggio, ricevette il Corpo diplomatico con le massi me autorità politicbe, mili tari e religiose. Una serata cli gala al Teatro dell'Ope ra concluse la giornata. Pavelié non tenne alcun discorso, li mitandosi a dichiarazioni d'occasione alla stampa n 5oi_ In Penisola queste ricorrenze. nonostante il loro rilievo, passarono sotto sile nzio. Anche il 17 aprile . quando le commissioni ri unite bilancio ed esteri della Camera de i Fasci e delle Corporazioni discussero lo stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri . e che hen poteva essere la sede più adeguata. nessuno le ricordò ' 15" . Il relatore. consigliere nazionale Carlo Enrnnue le Basile, non vi fece cenno. Gli altri cons iglieri le ignora rono. E ugenio Coselschi parlò dei connazio nali internati nei paesi nem ici; Enrico Santamaria espose te condizion i degli italiani in Tunisia; Ezio Maria Gray si soffermò sul recente incontro Mussolini-Ribbentrop a Roma e su quello con il Fi.ihrer a Salisburgo. Ca rlo Mallia, consigliere nazionale di Malta. rievocò l'impresa dell' univers itario Car-


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melo Borg Pisani, maltese, impiccato dagli inglesi (152 l . In fine Nino G uglielmi parlò dei rapporti fra capitale e lavoro nel nuovo ordine europeo. Anche il sottosegretario di Stato agli affari esteri, Giuseppe Bastianini, sorvolò sui rapporti italo-croati e sulla redenzione della Dalmazia, pur essendone stato Governatore sino al mese prima. Nel saluto - che potremmo dire di rito - «alle .Nazioni alleate, che con noi combattono in piena solidarietà d' animo e di intenti per la giusta causa», nominò la Germania ed il Giappone, ma confinò la Croazia nel generico saluto a «le Potenze alleate del Tripardto» <1.u>_ Silenzio suggeri to ai consiglieri nazionali, ed accolto pur serpeggiando nelle due commissioni un certo spirito d'indipendenza. Quando Bastianini disse di esser lieto di prendere la parola <<dopo i discorsi che sono stati pronunciati [... l e con i quali discorsi mi sembra che sia stata ripresa in quest'Aula una tradizione assai interessante ed utile cli discussione in merito ai problemi della politica estera del nostro Paese» m">, il resoconto stenografico della sed uta riporla 'applausi'. La stampa non accennò ai telegrammi che, il 10 aprile, si erano scambiati il Poglavnik ed il Duce. Analogamente non dette notizia dei messaggi fra il Duca d'Aosta e Pavelié riportati, invece, dai giornali di Zagabria con brevi biografie del sovrano designato di Croazia l 155i . Silenzio imposto perché, se l'Italia poteva sorvolare su gli «ironici mormorii» che il 6 aprile nella capitale croata avevano accompagnato «nel cinematografo 'Croatia' una proiezione del Giornale 'Luce' rappresentante un reparto italiano all'assalto di posizione nemica al fronte Orientale» (15<>l, non poteva ignorare la protesta «di otto dalmati [croati - n.d.a.] che anelavano gridando contro l'Italia e l'Ungheria», e la successiva dimostrazione sotto la sede del Fascio da parte di «una ventina cli fuoruscit i dalmati» che avevano «inveito conlro il fascismo italiano ed inneggiato all a Dalmazia ed al mare croato» <1.s7>_ Più grave, proprio il giorno dell' anniversario dello Stato croato. la contestazione ne lla centralissima piazza Jelacié eia p arte «cli circa duemila giovani». Avevano «inscenato una dimostrazione ' pro Dalmazia e mare croato'», proseguita «sotto l'edificio ciel Comando militare tedesco» con una manifestazione «favorevo le ad Hitler, all'esercito tedesco, al Medjumurje croato ed al mare croato» (158>. Quella sera, all' albergo 'Tomislav' «numerosi gitanti», giunti a Zagabria per la ricorrenza, «fra i quali parecchi ustascia in divisa», avevano inneggiato «.alla Da lmazia croata, e non mancarono grida di 'Abbasso l'Italia'» 11.w>_


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Di fronte a questi fatti, non può sorprendere la freddezza da parte dell'Italia. L'atteggiamento di Zagabria, con una evidente proiezione verso Berlino, faceva supporre non tanto un'acquiescenza delle autorità croate quanto una connivenza con il Reich che, in determinati circoli cli Zagabria trovava più di un appoggio per manovre non molto sotterranee in favore d'un quasi protettorato tedesco. Probabilmente il Governo italiano intendeva far comprendere al Poglavnik - che personalmente continuava a professarsi amico dell'ltalia - la necessità di intervenire con la sua autorità. Pavelié, gfa verso la fine di marzo, aveva sostituito il ministro per gli affari esteri, Mladen Lorkovié, convinto antitaliano, fautore d'un avvicinamento alla Germania, nominando al suo posto il dottor Mile Budak, sino a quel momento capo della legazione di Croazia a Berlino. Cambiamento che, nei primi momenti, era apparso come una normale sostituzione di uomini più che un mutamento d'indirizzo. Anzi, sembrava poter preludere ad un rafforzamento della politica cli Lorkovié, poiché Buclak era un irredentista, ed a Berlino aveva condotto un sottile gioco a danno dell'Italia (1601• Pavelié aveva anche richiamato a Zagabria il ministro Stijepan Perié, rappresentante della Croazia a Roma, uomo di Lorkovié <1 611, ma - come scriveva Supersloda - «non sembra però, almeno per ora, che la sostituzione di alcuni ministri, e specialmente del ministro degli Esteri, Lorkovié, ben noto per la sua particolare animosità antitaliana, possa cffetlivamente determinaTe un cambiamento sostanziale della politica generale seguita fin 'ora dal Governo croato nei nostri riguardi». «È probabile, invece, che nonostante le apparenze contrarie, le posizioni germaniche in çroazia subiscano un nuovo rafforzamento» <11>2J. Non è da escludere che sull'all ontanamento di Lorkovié abbia anche influito l'arresto di un gruppo di contrabbandieri d'oro, che agivano sotto la copertura di corrieri diplomatici, muniti di passaporto di servizio. Scoppiato lo scandalo, vennero arrestati il capo di gabinetto di Lorkovié. il direttore della cooperazione statale dipendente dal ministero delle finanze, ed il capo del personale del ministero degli esteri. Deferiti al Tribunale speciale, i primi due furono condannati alla pena capitale (16.'>.

I cambiamenti vo lu ti eia Pavelié - che, «inflessibile ha continuato l'opera di epurazione tra gli iscritti, anche con gravi provvedimenti» ( l ò-1) sembravano confermare il suo personale orientamento filo-italiano. Però restava sempre la scarsa sintonia dei suoi collaboratori con la politica che intendeva seguire, ed egli stesso se ne rendeva conto. «Sapete - aveva confidato al ministro d'Ilalia, Casertano - non è facile formare una classe dirigente; cercare i miei collaboratori soltanto fra le file degli ustascia sa-


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Dalmazia - Una cronaca per la sto ria

rebbe la migliore delle soluzioni. ma devo riconoscere che i più fedeli sono impreparati ad assumere un posto di responsabilità politica». «Ho dovuto e devo valermi perciò anche di altri elementi, p er quanto non mi offrano molte probabilità cli scelta, a causa degli atteggiamenti oppositori di alcuni ambienti» t165l . In ogni modo. con i primi di maggio, si registrò una minore freddezza fra Roma e Zagabria, forse anche in relazione all'esito della visita che Pavelié aveva fat to ad Hitler. li 28 aprile il servizio informazioni dello Stato Maggiore dell'Esercito, segnalava che: «Nella mattinata di ieri [... ] il Poglavnik è partito in aereo per la Germania ove incontrerà il Fiihrer»(1M>_Pavelié, recandosi al Gran Quartier Generale di Hitler quasi certamente pensava, ed ovviamente temeva, cli trovarsi di fronte ad ulteriori condizioname nti della Croazia dove, dopo la nomina del Brigadie,jìihrer delle SS Kostantin Krammerhofer, ufficial mente a capo della polizia tedesca da campo in Croazia. anche gli organi di sicurezza croati e ra no passati - come le forze armate - sotto controllo tedesco. <161>. Nell a vita economica dominavano gli interessi di Berlino, ed a Pavelié restava ben poco del prestigio di Poglavnik. Alle conversazio ni con il FUhrer - argomento principale la condotta della guerra e le recenti operazioni in Bosnia ed Erzegovina - presero parte Ribbentrop ed il maresciallo Keitel. Hitler, dopo l'esposizione di Pavelié sulla situazione della Croazia, avrebbe soltanto «riaffermato l'in teresse tedesco per le linee di comunicazione croate e per la produzione bauxifera» <1""l. In sintesi, un incontro dove non sarebbero state poste. né trattate, questioni di sfere d'influenza o di nuove Limitazioni all a sovranità croata. E ' però probabile che in questa occasione s ia stata decisa la creazione di reparti SS croate sotto comando tedesco con Stati Maggiori misti per il mantenimento dell'ordine particolarmente in Bosn ia e nell'Erzegovina (1<•9>_ In ogni modo, Pavelié rientrò a Zagabria notevolmente rinfrancato. Anche se i tedeschi persistevano nella loro opera cli penetrazione nonostante l'atteggiamento moderato del FUhrer, il Poglavnik. quasi vo lesse profittare di quel momento, sembrò cercare una più stretta intesa con l'Italia. Il 18 maggio, ricorrendo il secondo anniversario dei Patti di Roma, si ebbe sùbito la sensa:1,ione che il Governo italiano aveva abbandonato il distaccato atteggiamento del mese precede nte. La stampa riportò il messaggio con il quale il Poglavnik dichiarava a Mussolini che i Patti di Roma costiluivano «le fondamenta più sane della nuova vila statale ciel popolo croato e dello sviluppo politico e cultural e di questa parte della Nuova Europa>>, cementate dalla comunanza d' armi per la lotta «contro


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il nemico balcanico anche in terra nostra» <1101 • Mussolini gli rispose che «il popolo italiano, che ha offerto a l giovane popolo croato la propria collaborazione nella faticosa opera d i ricostruzione nazionale e nella difesa contro le insidie bolsceviche, si augura rervidame nte che, ne l quadro degli accordi di Roma, l'amicizia fra i due popoli divenga strumento sempre più efficace nella lotta fino alla vittori a contro il comune ne mico» 11 11>. A Zagabria , il direttore generale per la propaganda, dottor Matija Rovacié, parlò a lla radio di un Adriatico che più non divide, poiché li Poglavnik aveva saput o evitare l'errore di trasforma re la questione adriatica nel solito argomento di turbativa, tanto caro a ll a diplomazia dell a ex-Jugoslavia, ed espresse riconoscenza per la desig nazione del Duca cl' Aosta a sovrano designato di Croazia 11n>. Il giorna le Nova Hrva1ska (=Nuova Croazia) pubblicò un ampio ser vizio sul sig ni ficato storico dei Patti di Roma, sull a loro determinante importanza per la vita e l'avvenire dello Stato croato nel N uovo Ordine europeo. ponendo in risalto l'apporto e l'amicizia dell'Italia tm>. Maggior rilevanza, quello stesso giorno. ebbe il d iscorso ciel ministro per gli affari esteri Milc Buclak, pronunciato alla presenza del Corpo diplomatico, delle maggiori autorità itali,rne e croate, dei ra pprese ntanti della stampa itali ana, croata e straniera. Fu un discorso ad ampio respiro, che ripercorse la storia dei rapporti fra l'Italia e la Croazia sin dal regno di Jugoslavia, quando la discordia e ra a li mentata eia Belgrado. Ricordò le vicende cli Pavclié e de l suo esilio in ftalia, le intese con il Governo italiano che, nell'arco di un decennio o poco più, avevano portato alla costituzione dello Stato indipendente di Croazia nm. L'oratore, pur dando atto della coll aborazione e de ll 'aiuto fornito dall'Italia al movimento ustascia, ne mise abilmente in mora la politica verso la Croazia attraverso la lettura, a rticolo per articolo, dei Patti cli Roma. In tal modo, senza dire nulla di proprio, fece risaltare le inadempienze del Governo italiano nell'attuazione delle cla usole che prevedevano l'apposita convenzione su «lo stato amministrativo della città di Spalato e dintorni, dei Castelli [recte: Castella] e dell'isola di Cùrzola» cn•>. Ma Buclak attenuò l'interpretazione cbe poteva esser data alle s ue parole, aggiungendo che «in queste circostanze e in queste condizioni so ltanto, è stato possibile realizzare il millenario sogno di tutto il popo lo croato [.. .] e ciò grazie aJla provvidenziale ispirazione del nostro Poglavnik, grazie alla massima comprensione, al favore e all 'aiuto in quei momenti più critici ciel Duce e di tutti i responsabili de ll a vita pubblica italiana» <1161• Dette rilievo alla designazione di un membro di casa Savoia al trono di Croazia. per concludere con l'esaltazione della comunità d 'armi nella lot-


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ta contro il comunismo. Budak aveva saputo mantenere le posizioni del proprio Governo senza determinare reazioni, pur avendo sostanzialmente espresso gli stessi concetti che il 10 aprile erano stati diffusi dalla radio di Zagabria, quando «l'annunciatore lesse un indirizzo al popolo che terminava con una precisa ed inopportuna allusione alla Dalmazia, parzialmente poi modificata in seguito ad intervento della nostra legazione» <111>. Il capo della Missione militare in Croazia, generale Gian Carlo Re, piuttosto entusiasta, segnalava al Comando Supremo che «la elevata celebrazione del ministro Budak, come il risalto dato a tutte le altre manifestazioni dell'anniversario dei patti di Roma, rientra nel quadro di quel nuovo indirizzo che da parte croata si vuole dare ai rapporti coll'Italia», sottolineato «con questo primo atto pubblico del nuovo ministro degli Esteri» l 17~i. Anche il generale Pièche segnalava da Zagabria che «Pavelié è uscito dal suo isolamento accedendo, a quanto pare, in alcuni settori , al punto di vista italiano» <119>. Ma, con più obiettività del generale Re, proseguiva: «Purtroppo è tardi. Le posizioni [italiane] sono ormai compromesse e pur conseguendo con la nuova intonazione diplomatica qualche soddisfazione di ordine puramente formale , non si potrà ottenere nulla cli sostanziale nel campo economico e militare» <rn°>.

Il Duca cl' Aosta, esaminando nel Punto Stimalo del 31 maggio il discorso di Budak, quasi a completare il pensiero cli Pièche, scriveva: «Si ha netta, peraltro, l'impressione che l'amicizia fra l'Italia e la Croazia avrebbe fatto maggiori progressi senza l'azione della Germania». Ma poneva in evidenza che i tedeschi avevano avuto <<buon giuoco nella scarsa sensibilità dimostrata dall'Italia nelle sue relazioni con la Croazia» (1 ~1>. Pavelié stesso, in quei giorni, se ne doleva con il commissario generale amministrativo presso la 2a Armata, dottor David Sincié. In un colloquio, quasi confidenzialmente, gli aveva detto di essere «sinceramente convinto della necessità di una cordiale ed intima collaborazione italocroata», e che «se tale politica aveva incontrato degli ostacoli , la responsabilità cli ciò non poteva interamente essere attribuita al Governo croato» <162>. A suo giudizio, «il prevalente affermarsi clell'infl uenza germanica in Croazia [... ] era in parte anche dovuto agli italiani stessi; i guaii - pur godendo in partenza di una posizione di privilegio per le prerogative riconosciute loro in base agli Accordi di Roma - non avevano saputo o voluto opporre mezzi adeguati a quelli usati dagli agenti tedeschi» . «Per quanto le altissime autorità politiche del Reich non avessero mai accennato con lui a prevalenti ed esclusivi interessi tedeschi in Croazia, i rappresentanti germanici locali avevano esercitato sul Governo croato una pressione fortissima; pressione che si è andata costantemente accentuan-


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do sempre accompagnata da mezzi molto efficaci di persuasione [... ]. Toccava all'Italia di parlar chiaro con i tedeschi e di salvaguardare, di fronte all a invadenza alleata (dei tedeschi], le proprie posizioni ed i propri interessi in Croazia» 11"'-l>_

In ogni modo sembrava che Roma stesse riguadagnando qualche posizione, anche se non per merito proprio. A metà giugno, secondo il comando della 2" Armata, la continua .i ngerenza tedesca, che portava «molto spesso le autorità germaniche a sostituirsi all'attività degli organi direttivi dello Stato [croato]», aveva provocato «qualche reazione e malumori di alcuni ambienti croati che, temendo un definitivo assorbimento, auspicano un ritorno a rapporti di pie na cordialità con l'Italia, che non ha mai fatto sentire il peso d'una invadente protezione» l' 8" 1. Risentimenti in progressione se, quindici giorni dopo, l'Armata nuovamente scriveva: «l'azione tedesca fa scorgere [... J già i primi sintomi cli forte malcontento nella popolazione. Diverse autorità croate segnalano insistentemente gli inconve nienti che la presenza cli truppe tedesche provoca nel loro territorio. Mettono in rilievo atti di prepotenza e cli brutalità, e chiedono con insistenza cli ricorrere al nostro appoggio per tornare ad una migliore situazione. 11 confronto è assai lusinghiero per noi, e testimonia del prestigio che avevamo saputo acquistarci». Aggiungeva, inoltre, che se da un lato «la popolazione sente tutta la durezza del trattamento», dall'altro «è anche evidente la preoccupazione da parte delle alte sfere croate cli un possibile definitivo assorbimento dello Stato nel Reich» <11151• Infine, voci raccolte in ambienti croati, accreditavano la convinzione che «l'ultimo discorso del Miriistro Buclak, in occasione del 2° annive rsario dell'indipendenza croata, nel complesso favorevole all 'Italia, abbia voluto essere una presa cli posizione» nei confronti dell a Germania, e che il Pòglavnik fosse «vivamente pressato di recarsi a Roma per avere un preciso ch iarimento con le nostre autorità politiche» <11•'>. Ma non furono questi propositi e quel malessere a determinare un chiarimento, bensì gli evenli militari sulle altre frònti , anche se in modo ciel tutto opposto ai più recenti orientamenti dei circoli croati. TI 10 luglio gli alleati sbarcavano in Sicilia, e Pavelié ebbe la percezione del momento. Il 16, in una riunione di capi ustascia cercò di minimizzare le conseguenze mi litari dello sbarco, definendolo «un .semplice episodio» ed asserendo che «la fortezza e uropea è in condizioni di resistere a qualsiasi attacco ne mico» 0 ~,J. Ma - riferendosi alla Germania - dichiarò che «fiduciosi nell'avvenire, siamo irremovibilme nte vicini al nostro alleato». Proclamò «la volontà cli difendere lo Stato indi pendente [cl i Croazia] e la volontà di andare fino in fondo con la Germania nazional-socia-


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lista». «Chi non va con il nostro alleato non agisce per la Croazia, poiché senza la vittoria delle armi tedesche e le nostre, la Croazia non può esistere» " 68l . Forzatamente, anche il «suo tanto desiderato viaggio a Roma», nel quale «si riprometteva cl i esporre al Duce, se fosse stato possibile, un completo quadro della situazio ne con la più assoluta franchezza» (ix•>, fis sato orientativamente per il 19 luglio, non ebbe luogo. Il Governo croato, Pavelié, e le classi dirigenti croate, di fronte alla logica dei fatti si rendevano conto de l loro inesorabile slittamento nella sJera tedesca. E come sempre, quando tutte le soluzioni appaiono senza uscita, si cercava di <lare corpo ad un qualcosa di nuovo per ancorarvi una estrema speranza. Situazione colta dalla 2'' Armata là dove scriveva che, «l'apprensione circa la sorte del giovine Stato in caso di crollo dell'Asse», stava detenninando «un risveglio insolito in seno al partito macekiano, con un certo lavorio s pecialmente verso Londra, tendente a salvare la Croazia in un sistema federativo s u basi di eguaglianza di marca jugoslava» 11·~il.

L'INCERTA COLLOCAZIONE DEL PARTITO DI MACEK l n Croazia. l'ascendente di Macek, anche se d.a due anni sotto controllo della polizia ustascia, era sempre vivo, e Pavelié ben comprendeva q uale vantaggio avrebbe tratto da una collaborazione del vecchio capo del partito dei contadini. Verso la fine di feb braio, secondo una segnalazione del Servizio informazioni dell'esercito (S.I.E.), Macek sarebbe stato trasferito da Ku pinec, dove si trovava confinato (20 km sud-est di Zagabria), nella capitale. 11 provvedimento, anche se presentato come misura precauzionale per impedirne la liberazione ad opera dei suoi seguaci. sembrava che fosse stato disposto da Pavelié per «facil itare i contatti col Macek [e) per indurlo a collaborare con il Governo» . II Poglavnik gli avrebbe persino fatto visita ma «con esito nettamente negativo», ed il capo dei contadini «avrebbe anche rifiutato di ricevere il ministro di Germania a Zagabria, Kascke» (l')I) . Secondo il generale Pièche, questi atteggi amenti di Macek raccoglievano «i maggiori consensi e le più diffuse simpatie», pur se affiorava «il pericolo di un atto inconsulto eia parte cli qualche ustascia irresponsabile», oltre a quello non «improbabile che i partigiani tentino un colpo cli mano per impadronirsi del capo dei contadini» (le~, . L'infl uenza di Macek era andata crescendo correlativamente al declino del movimento uslascia ed all'avanzata comunist a. Ma no n vi era stata alcuna riorganizzazione nelle strutture del vecch io pa rti to, né la crea-


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zione di nuovi quadri, bensì un più vivace diffondersi di idee, un ritrovarsi informale di persone con identici propositi. In altre parole si era determinato un movimento di opinione che, per la sua stessa natura, non era agevole reprimere anche con i più attenti controlli, ma nello stesso tempo era scarsamente in fl uente nel contrasto armato delle varie fazioni. A fine aprile, il VI Corpo d 'annata, nell'analizzare i tanti aspetti della politica croata. s ignificativamente scriveva: <<in disparte da queste in tricate vicende, semplici spettatori all' apparenza, e fort i ciel loro sple ndido isolazio nismo. vivono e prosperano i macekiani». «Col netto rifiuto opposto all'invito di collaborazione che gli offriva il Poglavnik, Macek ba sortito il duplice effetto voluto: rendere ancora più difficile il compito di Ante Pavelié». «Di qui - proseguiva l'ana lista - un risveglio del movimento macekiano in tutta la Croazia, cli qui una riprova più aperta della latente e mai soffocata attività dei suoi accoli ti f.. .], di qui il crescente favore cbe il partito incontra fra la cosiclcletta classe ben pensante». E quindi la conclusione: «Il partito [... J con ta al suo attivo l'indiscussa ed incrollabile fermezza de i suoi princìpi, la sua assenza eia q ue lle lotte fratri cide che hanno insanguinato la terra croata, lo spirito tradizionale e conservatore che lo a nima, la massa dei contadini su cui si appoggia; è in realtà il partito più unitario della Croazia, e non si esagera affermando che esso potrebbe, in un domani non lontano, risultare anche il più pericoloso; se le manifestazioni delle altre fazio ni rivestono un carattere di clamorosità e di appariscenza, quelle segrete e tacite dei macekiani sono in compenso più durature e si radicano più a fondo nel suolo croato» "'''i. A ll'inizio cie l 1943, i macekiani avevano diffuso una ' memoria', firmata ' Yeritas', dove il futuro della Croazia veniva esposto co n una no n comune in tuizione nelle linee di tendenza della politica estera. Partendo dall a premessa che «l'Europa come è stata prima di questa g uerra non può rimanere», ' Veritas' cercava d i individuare Id co llocazione della Croazia nelle d ue ipotesi: vittoria de ll'Asse, vittoria degli alleati. i\tla premelteva, «se vincono gli alleati, ciascuno di lo ro ha il proprio piano per il futuro ordine» Ci""i, e schematizzava que llo russo. l'americano e l' inglese. Dimostrando lucida familiarità con i problemi , si so ffe rmava s ull'espansionismo sovietico che «tenta di avere la maggior parte cicli' Europa sotto la sua in fluenza diretta o indiretta» 119·'>. P revedeva l'annessione della Lituania, dell'Estonia, de lla Lettonia da parte della Russia; vedeva ìn Fin.landia, Polonia, e Romania rettifiche cli confine a favore di Mosca . Riteneva inevitabile che Fin landia, Poloni a, Ungheria. Cecoslovacchia, Romania, B ulgaria , e Jugoslavia, fosse ro costrette ad uno «stretto collegamento con l'Unione sovietica», adottando a nche str utture politico-isti-


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tuzionali «eguali ai principi secondo i quali oggi è organizzata la Russia». «li piano è eguale a quello tedesco, ma invece di Berlino la centrale sarebbe Mosca, e ad alcuni territori lontani sarebbe concessa una specie di governo sinistro-democratico» <196>.

In questo scenario - secondo 'Veritas' - la Russia aveva pronti due piani per la Baicania. «Il primo generale, prevede l'unione delle repubbliche sovietiche balcaniche, nei quali confini la posizione della Croazia finora non è bene definita». «Il secondo prevede la repubblica jugoslava composta da molte unità autonome: Slovenia, Dalmazia, Bosnia, Erzegovina, Serbia , Montenegro, ed eventualmente Macedonia». Cioè, quasi esattamente la Jugoslavia poi cli Tito. Ed appare di estremo interesse la successiva considerazione: «questa Jugoslavia sarebbe una repubblica sovietica o democratica secondo la forza della Russia dopo la guerra» ov 7, _ Non meno interessanti le valutazioni ciel piano americano. Partendo dal presupposto che fosse nell'interesse degli Stati Uniti impedire all'Inghilterra il predominio in Europa, la 'memoria ' prevedeva che gli U.S.A. avrebbero patrocinato la costituzione di un blocco di paesi danubiani formato dall'Austria, dalla Croazia, dalla Slovacchia e dall'Ungheria. «Questi Stati avrebbero tra loro parità di diritti. Secondo questo piano la Croazia arriva sino alla Drina e si annette pure l'Istria compresa Zara e le isole». Quaranta milioni di abitanti sarebbero stati «un serio contrappeso alla Russia e alla Germania, ma anche all'Inghilterra e all'Italia» ( l 9x>. L' Inghilterra, dal canto suo, aveva il primario interesse di indebolire la Germania e di tenere la Russia il più lontano possibile dall'Europa. Perciò pensava di costituire un blocco con la Polonia ingrandita a spese della Germania, e con la Cecoslovacchia integrata nei propri territori d'anteguerra. Inoltre, qualora la Bulgaria fosse entrata nella sfera d'influenza della Russia - soluzione non ostacolata dall' Inghilterra poiché, in tal modo, la Turchia sarebbe rimasta estranea alle mire sovietiche cli affacciarsi Mediterraneo - Londra vi avrebbe contrapposto in funzione antibolscevica una Grecia, un 'A lbania, cd una Jugoslavia, «forte e monarchica». «Tale Jugoslavia ['Veritas' sembra prevedere le intese sul fifty ami fifty - n.d.a. ] dovrebbe trovarsi tra le sfere d' interesse russo e britannico, ed ordinata in confederazione di Stati (serbi, croati e sloveni) riparando in certo qual modo gli errori ciel Trattato di Versaglia del 1918». In questa struttura «la Jugoslavia dovrebbe essere ingrandita ai danni dell'ltalia (Istria e Zara), dell'Austri a (Slovenia), e dell'Ungheria (Vojvodina)» (1'~),, e la Croazia avrebbe abbracciato l'antico Banato. La Bosnia, l'Erzegovina e lo Srijem «sarebbero sistemati in base ad un plebiscito, oppure con un accordo tra serbi e croati» (Z(x>i .


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li 'memoriale', secondo una segnalazione del Governatorato del Montenegro era stato oggetto di esame da parte dei «più noti elementi macekiani di Ragusa», e «parecchi punti [...) sarebbero stati discussi in una riunione segreta». Dopo la riunione il professor Rusko Misetié, exdeputato croato alla Skupstina, sarebbe «partito per Zagabria, via Fiume, si vuole, su richiesta dei dirigenti del partito» <201>. Idee, giudizi, previsioni, scenari, che con la loro logica non potevano lasciare indifferenti i destinatari della 'memoria'. Si trattava dell'avvenire del proprio paese, e le singole ipotesi erano argomenti che alimentavano discussioni e dibattiti fra persone che, .come tutti gli slavi, avevano la politica nel sangue. Ma, se la pacatezza nella esposizione delle tesi costituiva uno degli elementi cli forza del movimento macekiano, la 'memoria' non dava alcuna direttiva. Proclamare che «compito del Partito H.S.S. [Hrvatska Seljacka Stranka=Partilo rurale croato o dei contadini] e di ogni croato è quello di conservare la vita e la ricchezza del popolo croato, perché domani sarà inutile uno Stato ove non vi sono croati o mancano le risorse econom iche» <202>, serviva ben poco in un ambiei1te dove le idee mutuavano la propria forza dalle armi . E le parole finali, «dobbiamo essere sempre pronti a difendere il territorio croato quando al momento opportuno ci chiamerà il dr. Macek per sostenere il diritto allo spazio vitale del popolo croato» <2(\'>, apparivano soltanto un'elevata perorazione. In tal modo, di fronte alla mancanza di disposizioni operative, o semplicemen te organizzative, i macekiani che sentivano di non potersi estraniare aJJ'incalzare degli avvenimenti, si regolarono - ciascuno - secondo le proprie valutazioni. Se a fine giugno il XVIII Corpo d 'armata segnalava «la costituzione nell'isola di Lèsina di una milizia macekiana a carattere antipartigiano, che conta già un centinaio di aderenti ed alcune vittime» ( ~(>11, da Ragusa giungeva, invece, la segnalazione che «i macekiani avrebbero fatto causa comune con i partigianj in varie regioni» ciosJ. Da Cattaro, il comando carabinieri riferiva che il locale «nucleo etnico cattolico [...] avulso da ll a diretta partecipazione allo sviluppo della situazione dello Stato croato, in posizione favorevole per assumere passivo atteggiamento di attesa nei confronti della risoluzione definitiva dei problemi sub-balcanici», aveva conservato, «senza importanti defezioni , l'etichetta macekiana». Basavano la loro propaganda sul «proseguimento della tradizionale lotta antiserba», sulla «resistenza all'opera di penetrazione dell' Italia», e sull a «ostilità alle autorità ufficiali ustascia», per «tentare, con la sconfitta dell ' Asse, [... l di ricostruire l'antica .Jugoslavia» su base fed eralista, ma «gravitante nell'orbita d i Zagabria anziché in quella di Belgrado» t~•>.


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Nel marzo-aprile del 1941 , quando «il paventato pericolo dell'espansionismo itali ano aveva spinto il clero cattolico ad indurre Macek alla collaborazione in extremis col Gabinetto Simovic», il movimento macekiano aveva avuto strette intese con i preti, tradizionalmente contrari all'Italia t 2111>. Successivamente, riferiva ancora il comando carabinieri, quando «nell'inverno 1942-1943 la collaborazione serbo-cetnica con le truppe italiane» era «divenuta tanto ufficiale e 'riconosciuta' da dare ai croati nuovo e piLt evidente motivo di irritazione», i loro timori erano aumentati «d'intensità fino a volgere le speranze macekiane nell'azione delle bande partigiane» (,o~J . I comunisti , rendendosi conto delle pote1wialità insite nell 'ascendente di Macek , temendo che il movimento li sopravanzasse e si proponesse come alternativa al Governo di Pavelié, constatando che loro stessi ed i macekian i si rivolgevano alle masse · metodi a parte - nel nome di una ' Croazia libera', pensarono di avvalersene. E furono favoriti dalla stessa propaganda sostanzialmente attendista dei macekian i che, nei loro volantini, quasi sempre mettevano in risalto le durezze dei due anni di guerra, in modo da stimolare «il desiderio dell'intero popolo croato [... ] che questi sacrifici finalmente cessino» , e generalmente concludevano con la perorazione più o meno aulica: «Il popolo croato possa sentire il benessere de lla pace nel proprio Stato sotto il Governo popolare e la direzione del nostro illustre condottiero, dott. Vladko Macek» 1209i _ Ma nessuna direttiva sul piano organizzativo. 1l XYII1 Cor po d'armata, intanto. aveva raccolto la voce che «eia qualche tempo i soldati croati catturati non sarebbero più messi in libertà dai partigiani, ma avviati ai campi di concentramento, e poi smistati nei vari reparti l... J allo scopo cli impedire il rafforzamento del par tito croato contadino (H.S .S.), capeggiato da Macek» t2to> e che nello stesso tem po i comunisti avrebbero cercato di coinvolgerne gli esponenti. E fu il caso del]' avvocato Ivo Smolié che, se anche di scarsa importanza, può ben essere considerato emblematico. Lo Smolié, ripetutamente qualificato dai comandi italiani come 'fervente macekiano', il 7 giugno, si era allontanato da Signo per trattare con i partigiani Ja liberazione del giudice Kosta Kulisié <21 t>. Questi, rilasciato, aveva riferito alla 'Bergamo' che, probabilmente durante le trattative, l'avvocato era stato invitato dai partigiani a «tenere conferenze èli propaganda, essendo molto noto fra i contadini» <212 , . Informazione esatta, poiché da altra fonte si veniva a sapere che lo Smolié «avrebbe tenuto un discorso ai contadini di Grab r... ] mobilitandoli - come informava la ' Bergamo' - nelle fi le dei partigiani a nome di Macek»' 2 ''i. Nei paesi e nei villaggi della Da lmazia, in una civi ltà ancora contadina, per molti aspetti patriarcale, l'avvocato era circondato da rispetto e


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devozione. Forse, anche per q uesto, Smolié ebbe successo nella sua propaganda, e già il 21 giugno il Corpo cl ' annata segnalava che «a Knin . a Vrlika , a Signo sta affiorando il partito macekiano», ovviamente «nemico del Governo cli Zagabria», ma a nche «quasi amico nei confronti dei partigiani». «Centro del movimento sarebbe Signo, ed espo nente il noto dott. Smolié (. .. ]. Avrebbe riunito circa 200 contadini renite nti alla le va»1z14>_ Alcuni giorni dopo, un'altra segnalazione: «il movimento ma cekiano capeggiato dal dott. Smolié sta assumendo proporzion i preoccupanti e [... ] con entusiasmo vi hanno ade rito non solo tutti i contadini croati di Vrlika e di Signo, ma già cominciano ad aderire anche i domobrani» (2' 5' . Lo Smolié, propagandava la creazione cli «uno Stato croato indipendente, democratico, sotto l'egida inglese» e , quale «programma contingente, collaborare coi partigiani e coi dornobrani», face ndo cli « Vrli ka il centro del movimento», per «cacciare dalla zona e eia Signo italiani e cetnici» ,m) _

Volendo considerare benevolmente la condotta cli Smolié, potremmo qualificarlo un idea lista, a nche perché venne rapidamente strumenta lizzato dai comunisti 1~1; )_ Infatti d iffuse un 'proclama' alla popolazione ciel Ce tt.ina (te rritorio lungo l'omonimo fiume , da Ve rlicca f=Vrlika] per Signo sino ad Almissa, al mare), annunciando la sua 'adesione al movimento partigiano e , q uasi a convalida, il manifesto era controfirmato da altre quattro persone, con l'indicazione dei rispettivi incarichi nel movime nto macekiano wsJ. Documento importante per i comunisti tanto che ne ord in arono la diffusione «nel maggior numero possibile cl i copie , specie in quelle localit~1 ove è ancora presente il ricordo d i Macek»<~ 1'11• Per cli più, «tutti i fun zionari del partito contadi no croato (H.S.S.) d i tutte le località, i comandanti e i capi della protezione contadina dove vano riu nirsi in assemblea per dichiararsi d 'accordo o meno con il proclama» iiwi_ I l fatto che cinque esponenti macekiani annunciasse ro «il passaggio d e l partito contadino croato (H.S.S.) nelle file partigiane» <22 11 aveva senz'altro, anche se localmente, uno specifico peso politico. Smolié stesso ne sottoline ava l'importanza in alcune lettere riassumendone i motivi: «La situazione è chiara; la guerra vo lge al termine; prima a cadere sarà l'Italia; seguirà la Germania. Contemporaneamente cesserà di esistere lo Stato ind ipende nte di Croazia e il movimento ustascia» ' 2221 . Il 'proclama' invitava la popolazione del Cettina a «se guire la via della libertà e della giustizia sociale, sollevandosi in armi contro l'occupatore, gli ustascia ed i cetnici». Stigmatizzava l'operato d i Pave lié «che


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ha trucidato 500.000 ortodossi», ma soprattutto condannava Macek «il quale, nel momento più critico della storia croata, ha tradito il popolo, approvando con Pavelié i sanguinari piani di Hitler e di Mussolini» l 223 l . Gli imputava di aver inviato suoi aderenti al Sabor di Zagabria, avallando la «lotta fratricida per conto dei fascisti» . Lo accusava di aver accreditato propri rappresentanti «presso il fuggiasco governo serbo» a Londra, i quali non avevano esitato a nominare «ministro dell'esercito e della marina il cetnico Draza Mihajlovié, che con i suoi banditi cetnici assassinò il capo Stefano Radié» <224l_ Anche se Radié era morto più di venti anni prima (nel 1928) dopo esser stato ferito dal montenegrino Punica Racié durante una seduta alla Skupstina, la frase aveva il suo indubbio effetto. «Macek - proseguiva Smolié - si fa alleato di tutti , anche del diavolo, pur di raggiungere i suoi scopi e realizzare molti profitti>> <225>_ «Condannati il dott. Macek ed i suoi collaboratori - sintetizzava la 'Bergamo' - il proclama invita il popolo della regione del Cettina a marciare con l'esercito liberatore ed aiutarlo con tutti i mezzi, e ad inneggiare all 'invincibile annata rossa, al capo di tutti i popoli oppressi, Stalin, agli alleati America ed Inghilterra» !226i.

Il 'proclama' sollevò le immancabili reazioni. lnsorsero i macekiani, insorsero i serbo-ortodossi. Ciascuno rispose e tutti bollarono Smolié non come macekiano ma quale transfuga ustascia. Ex-funzionari del partito croato dei contadini di Signo, in un manifestino, dopo aver premesso di esser divenuti seguaci di Pavelié perché «il programnrn di Radié, 'Mai un piede croato a Belgrado, ma la Croazia deve essere libera'» era «lo stesso programma del movime nto ustascia» l 221i, imputavano a Smolié di esser passato ai partigiani per «personale interesse». E lo tacciavano di incoerenza in quanto, croato, accusava «Macek di tradimento perché aveva approvato il movimento ustascia» , che era «del tutto croato», mentre egli, croato, passava ai partigiani , «i cui capi sono in buona parte serbi e montenegrini» i228>. Reattivi i serbo-ortodossi che, in lunghissimo e piuttosto prolisso documento , denunciavano i «velenosi manifestini dell'avvocato da Sinj, dr. Ivo Smolié, fino a ieri fervente ustascia», e degli altri firmatari che si presentavano sotto l'etichetta di un nuovo ' Comitato nazionale liberatore per la Dalmazia'. «Questi speculatori politicanti di oscuro e sospetto passato, sono insorti con tutta la loro forza contro il popolo serbo, provocando, con una fitta rete di ingiurie e menzogne, l'odio contro coloro che per puro caso sono riusciti a sfuggire al loro coltello ustascia» 1229>. Attaccavano il vecchio Comitato del quale Smolié faceva parte , perché «si presenta


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oggi con numerosi elementi fanatici, compromessi e squilibrati, i quali, già da tempo macchiati di sangue serbo, hanno diffuso in tutto il mondo la dolorosa gloria del nome ustascia». «Con questo 'proclama' i capi partigiani della Dalmazia hanno dimostrato chiaramente che fra loro e gli ustascia non c'è alcuna differenza». «Smolié e compagni tentano innanzi tutto di far risorgere nuovamente un nuovo nazionalismo croato, ora dipinto in rosso» (230>. Nello steso tempo cercavano di provocare dissidi fra partigiani ed ustascia passati ai partigiani, denunciando che «specialmente la gioventù, che per ragioni ideali è fuggita nei boschi, dopo la fusione degli ustascia con i partigiani, non ha nessuna ragione di perire in simile compagnia, al comando del famigerato gerarca ustascia dr. Ivo Smolié, del poeta ustascia [Vladimir] Nazor» mn. « Voi che andaste nei boschi sotto le bandiere partigiane per combattere i delinquenti ustascia, vi trovate oggi con una furba manovra (sottoposti] al comando dei peggiori ustascia»<2.12>. Manifesti, proclami, documenti che, attraverso la loro animosità, lasciano intravedere una comunità frantumata in molteplici correnti, confuse in un groviglio di conflittualitl1 , alimentate eia personalismi. Però tutti, chi per una via chi per l'altra, ce rcavano cli trovare una soluzione al marasma in cui si dibattevano, face ndo concordemente appello alla unità. Ma per arrivarvi ciascuno vantava una propria ricetta, dove il prin cipale ingrediente era il desiderio di un qualcosa di indefinito. E, come ogni cosa non definita, diventava facilmente propagandabile, poiché tutti potevano trovarvi il riscontro di una qualche propria aspirazione. Lo Smolié, il 9 luglio, assieme a Vice Buljan, parlava alla popolazione cli Trilj. dichiarando che «i partigiani non combattono per il comunismo in se. ma per l'attuazione del programma ciel padre della patria croata Stefano Radié» <m>. Da Tepljuk , gli rispondevano i capi ce tnici Momcilo Dujié e Desto Dekié sostenendo «la necessità di avere il sopravvento sui comunisti che, agli ordini del croato di Zagabria Tito. ciel croato dalmata Buljan, e del macekiano Smolié, vogliono distruggere tutti i cetnici» <n·•l. l comandi italiani, dal canto loro , segnalavano che «il movime nto macekiano recentemente ridestatosi nelle zone cli Signo, Yrlika e del Cetina, è una manovra partigiana per ingrossare le proprie file e pe r raccogliere altri mezzi » <2.,;>. Da Zagabria, in un ' promemoria' pe r Mussolini, veniva posto in evidenza che «il partito dei contadini cli Mace k [... ] continua a rimanere ostilmente assente», e che Pavelié, pur ce rcando ancora


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la collaborazione di Macek, faceva ogni sforzo per «neutralizzare e , possibilmente, sostituire la sua attività» (236>. Il problema di Macek. se tempestivamente risolto, avrebbe forse consentito a Pavelié di destreggiarsi fra la incerta politica dell'Italia e q uella invadente dei tedeschi. Anche se dopo la cad uta del fascismo vi furono ulteriori tentativi del Poglavnik per avvicinarsi a Macek, era ormai tardi. Il Governo croato, pur se si fosse coalizzato con il partito dei contadini, non avrebbe potuto riguadagnare la propria autonomia, poiché le esigenze militari obbligavano i tedeschi ad un impegno che escludeva qualsiasi concessione ai giochi politici. ln ultima analisi furono i comunisti a trarre vantaggio dal rifiuto cli Macek.

ATTRITI FRA AUTORITA CIVILI E .MILITAR.I In quell'estate, nella Dalmazia annessa, le autorità civili potevano svolgere ben scarse attività amministrative, ed avver tivano sempre cli più, con l' aumentata attività dei partigiani, un accentuato senso d'insicurezza. Situazioni dì fatto che, nel contrasto delle rispettive responsabilità, riproponevano gli ormai consueti attriti con le autorità militari. A questa conflittua lità, si aggiunse improvvisamente l'esito d'una operazione - non militare - della divisione ' Zara'. Il 13 giugno, il Notiziario informativo della di visione, riportava: «In Zara è stata scoperta, dagli organi ' I'[... ] una organinazione comunista partigiana che ha portato all'arresto di 132 persone. Dal lavoro svolto e dal le confessioni degli arrestati risulta: - l'organizzazione era diretta da un 'comitato locale' composto dai noti sovversivi Marco Magas (latitante), A ntonio Olivieri [recte: Olivari] e Simeone Stefani (arrestati); - alle dipendenze ciel 'comitato locale' agivano 5 gruppi rionali : Zara, Puntami ca, Boccagnazzo, Val di Ghisi, e Borgo Erizzo; : ciascun gruppo era composto cli più cellule e queste di 4 elementi; ciascun elemento assumeva l'impegno di costituire a sua volta con altri 3 una nuova cellula. Al movimento prendevano parte i memhri (facenti parte delle cellule), i candidati (individ ui con mentalità sovversiva che in seguito avre bbero potuto far parLe di nuove cellule), e gli aderemi (quelli che pur non militando simpatizzavano col movimento e fornivano aiuti). Si era poi escogitato un sistema per ' lavorare ' gli individui, comprometterli e poi, con mezzi ricattatori, farli diventare aderenti , candidati e, dopo una adeguata propaganda, membri. È risultato che i capi del movimento com unista


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cli Zara, oltre ai contatti cli Zaravccchia, Sebenico e Spalato, erano in comunicazione con una organizzazione comunista in Penisola»12' 7l . Le indagini erano state condotte con riserbo dal capitano Salvatore Trizio, e la notizia colse alla sprovvista le autorità politiche. A dagiate nella convinzione del totale anticomunismo della città rimasero sconcertate. Il prefelto, Gaspero Barbèra, se la prese a male. Il successo clell' Ufficio T costituiva uno smacco per gli organi investigativi da lui dipendenti in un settore che considerava di esclusiva competenza. Ma, al di la del proprio disappunto, dovendo ufficialmente apprezzare i risultati cie l comando della 'Zara', redarguì pesantemente il centurione Franco Callisto Cova (Barbèra era anche Console della M.V.S.N.) che aveva partecipato alle indagini. Iniziò «con un 'aspra rampogna nei riguardi del capitano Trizio», poi del Cova stesso per non averlo «tenuto informato in via privata, quotidianame nte, e particolareggiatamente in merito allo svolgersi dell 'inchiesta condotta eia! Comando divisione». Minacciò cli denunciarlo al Comando Generale dell a M.V.S.N. ; accennò «a gravi rapporti a carico dcli' Ufficio ' I' e ciel capitano Trizio» c23• 1• E l'episodio si ripercosse sui già ruvidi rapporti fra autorità politiche e autorità militari. Da Zara, le indagini si estesero a Sebenico, dove il comando presidio ordinò ai carabinieri cli procedere al fermo d i alcune persone perché, «a seconda delle risultanze dell'Ufficio T del Corpo d'armata, ritenute responsabili di attività sovversiva>>02,m . Intervenn e Barbèra. Con una lettera al Corpo d'armata, non potendo contestare l'importanza dei successi, sollevò una questione di competenza. Partendo dalla premessa che la compagnia CC.RR. d i Sebenico non dipendeva «né per l' impiego, né per le sue funzioni dalle autorità militari», asseriva che q ueste ultime «non possono ordinare arresti e fermi di cittadini» e.tu,. Invitava, quind i, il Corpo d'armata a chiarire «al Comando settore mil itare cli Sebenico alcuni punti relativi alle speciali compete nze in materia di polizia specialmente là dove esiste una regolare amministrazione civile e politica dello Stato». Precisava che ogni comando «deve limitarsi a segnalare o denunciare fatti e persone alle competenti autorità cli P.S. o alle autorità giud iziarie» iw)_ Ma se una settimana dopo, il Notiziario della 'Bergamo' riportava: «Il 26 giugno a.e. sono state arrestate a Sebe nico 8 persone indiziate di attività sovversiva; il 27 a rrestata al tra persona» C2' 2' trova ta in possesso cl i anni da guerra, la protesta del prefetto dove va aver avuto un esito alquanto problematico. Nove giorn i dopo, quasi una rivalsa de l prefetto nei confronti del locale comando mili.tare, «per ordi ne dell 'autorità politica» venivano fermate c..iuara ntun persone, «indiziate d i propaganda con-


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traria all' Italia e cli aver sovvenzionato il movimento partigiano. Molte cli esse appartengono al ceto intellettuale di Sebenico» <2•.11• Il 30 giugno a Spalato, ad iniziativa dell'Ufficio ' I' ciel corpo d'armata, venivano «arrestati per attività sovversiva il tecnico Radié Ratomir e l'ing. Makiedo Pietro, e inoltre altri 11 tra studenti e studentesse della Scuola commerciale aderenti al N.0.0. lNarodonooslobodilacki Odbor]» (2·•• 1• Questa volta fu il prefetto Zerbino a protestare, rivendicando la propria competenza, e risollevando la questione più volte dibattuta e mai risolta della inadeguatezza delle carceri. Il capo di Stato Maggiore del Corpo d'armata, colonnello Pietro Barbèro, di fronte all'ingerenza di Zerbino, ed «allo scopo di impedirla per l'avvenire - riporta un' informativa - sta facendo allestire un carcere per immettervi tutti i detenuti arrestati dall' Arma, direttamente dipendenti da detta unità [Corpo d'armata], per rendersi indipendente dal carcere giudiziario di S. Rocco e da quello in via Salonitana , tenuto dalla P.S.» <2J5>. Barbèro, inoltre, aveva organizzato una propria squadra in borghese per indagare sulle attività comuniste, «cosicché oggi - continuava la informativa - ai carabinieri del Gruppo cli Spalato, alla R. Questura, alla Federazione con una sua recente istituita organizzazione capillare, all'Ufficio politico investigativo della M. V.S.N., alla Milizia portuaria, ai centri C.S. [controspionaggio] del R Esercito, della Marina, alle squadre dell'Anna-in borghese del XX Btg. e delle varie sezioni di CC.RR. , se ne è aggiunta un 'altra» ' 241'>. Non è da escludere che, sulla competenza degli arresti, i prefetti fosse ro dalla parte della ragione, poiché un paio di settimane dopo, un caso quasi analogo · la diatriba aveva superato i confini della Dalmazia - venne portato all'attenzione del Comando Supremo, «con preghiera di cortese interessamento», al fine di toglie re «qualsiasi vincolo o restrizione all'attività di polizia delle autorità militari» <2-111• Questa volla la questione era stata sollevata dal generale Ezio Rosi, comandante del Gruppo armate Est che comprendeva il V I Corpo d 'armata. Face va presente che nella provincia di Cattaro vigeva una disposizione della prefettura «secondo cui la cattura ed il rastrellamento dei ribelli s are bbe di competenza dell'Autorità militare soltanto quando tali operazioni assumano carattere bellico» <2 " 1• Il generale segnalava che il prefetto Scassellati Sforzolini, richiamandosi a questa disposizione, aveva sollevato obiezioni per un ordine impartito dal comando dell"Emilia' ai carabinieri «cli sorvegliare alcuni eleme nti residenti nella provincia cli Cattaro, allo scopo cli individuare, sorprendere ed arrestare coloro che agiva no ai nostri danni». E Rosi obiettava che «tali vincoli, in contrasto con le n orme del regolamento del 'servizio cli guerra ', non possono trovare applicazione in 'zona d 'operazioni'», poiché «l'autorità civile [... ] non ha veste per giudicare


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dell'opportunità dei provvedimenti a carattere militare che, il più delle volte, debbono rimanere segreti ed essere tempestivi» (2• 0i . Intanto, era sorto un altro e più delicato incidente con il prefetto di Spalato, Paolo Zerbino. Probabilmente in relazione allo scioglimento del Comitato cetnico di Spalato ed all'internamento dei suoi componenti, era stato fermato anche un tale Matarulj, «finanziatore dei cetnici». Ed in città cominciò circolare «la voce che [... ) sarebbe stato subito rilasciato ... perché il Prota [arciprete ortodosso] Urukalo era ricorso al prefetto Zerbino al quale aveva consegnato la somma di lire 20.000 come prezzo della liberazione» l 250>. In effetti il Matarulj venne rilasciato, ma non per intervento del prefetto, bensì per ordine della 2a Armata e per motivi assolutamente diversi. L'Ufficio 'I' dell'Armata aveva ricevuto da Roma l'incarico di accertare la consistenza della notizia che il Governatore, a nome del sottosegretario Bastianini - attraverso l'Urukalo stesso - stesse cercando contatti con il generale Jv.lihajlovié <251 >. L'Ufficio 'I', essendo a conoscenza che il Matarulj era uomo di fiducia dell' Urukalo, lo aveva fa tto scarcerare per 'filarlo' ed arrivare a qualche risultato. Tuttavia la voce delle 20.000 lire, continuava a circolare, ed il Centro cli controspionaggio (C.S.) di Spalato individuò l'autore. Per correttezza, il comando del!' Annata «credette opportuno rendere edotta la stessa Ecc. Zerbino, il Comando del XVIII Corpo d'armata e l'Ecc. Giunta» (252i . Contrariamente ad ogni aspettativa , il prefetto insorse. Imputò al corpo d'armata di essere «l'autore della 'voce'»; accusò il maggiore dei carabinieri, G iulio Manucci Benincasa dell'Ufficio T dell'Armata, che si trovava a Spalato per altri motivi di servi7io, che <<Vi si era recato per fare una inchiesta su di lui [Zerbino]» e, peggio ancora, «fece arrestare tutti i confidenti del Centro C. S.», oltre che «bastonare a sangue un tale Karlo che aveva riportato la voce al predetto centro C.S.». Jnl'ine inviò all'Armata una le ttera di protesta (253 l. Diatribe, s uscettibilità che, se anche si ponevano su un piano ben diverso ciel dissidio Bastianini-Armellini [VEDI VoL II, PAU. 211], erano insidiose proprio per la loro futilità o quasi. E Robotti con una 'nota' ragguagliò il Capo di Stato Maggiore dell ' Esercito, generale Roatta. Lapidaria la frase di apertura: «Nella Dalmazia annessa si sta ripetendo la questione Bastianini-Armellini sotto l'aspetto Giunta-Spigo» (254 ', e ne attribuiva la maggiore responsabilità al prefetto cli Spalato. Asseriva che Zerbino, «per la sua sistematica ed irriducibile - per quanto larvata - avversione a quanto fa l'autoritii militare [... ] può realmente definirsi l'anima


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nera dell'ambiente». «Dico questo con piena convinzione conoscendo molto bene l'educazione il tatto, la pazienza del generale Spigo» m5l . Per quanto concerneva Giunta - «figura mentale aperta e generosa» - Robotti lo riteneva condizionato dagli «attriti già esistenti fin dai tempi dell'Ecc. Bastianini, fra il generale Spigo e il prefetlo Zerbino». e dall '<<influe nza delle autorità politiche locali spalatine». Spigo stesso aveva più volte fatto presente all'Armata il proprio pensiero sulla «linea che avrebbero dovuto seguire le autorità politiche nella delicata, difficile zona psicologica dalmata» <256>. Ma, anche ammettendo che G iunta potesse esser condizionato da Zerbino, Spigo non lo era da meno se, parlando della situazione in cui egli stesso veniva a trovarsi, scriveva: <di fatto che la sostituzione - per circostanze analoghe - de l mio predecessore nel comando. Generale A rmellini. non sia valsa a sanare questa situazione, sembra dimostrare che 1~ cause vanno ricercate fuori dalle sfere militari»l2571. Parole che lasciano trasparire un sottostante non espresso: 'non dipende eia mc'. Per appianare malintesi e risentimenti, il 21 giugno, Robotti si recò a Z ara. Trovò «l'Ecc. Giunta 'montato' contro Spigo» e critico. con «alcune considerazioni un po' troppo crude [... ] sulle qualità bel liche delle truppe»; «molto preoccupato per la situazione»; «ossessionato [...l dalle difficoltà di esplicare il suo lavoro»; «allarmato dalle troppo poche [orze nostre rimaste in Dalmazia» t,,~;. Tuttavia Giunta si rese conto delle necessità militari che Robotti gli espose, ed in particolare dei motivi che avevano indotto i comandi a proporre l'abolizione dei presì.di nei più piccoli centri. Convenne anche «sulla necessità cli accordarsi col generale Spigo [... 1per i provvedimenti eia prendere in comune». Dal canto suo Robotti , comprendendo le prcoccupa7ioni del Governatore per la scarsa sicurezza cli Spalato, dispose che la 'Bergamo' e la 'Murge' procedessero quanto prima al rastrellamento delle forze partigiane segnalate su l massiccio dei Monti A lbi (Biokovo ), a sud-est de lla città. Tuttavia Roboni era rimasto «colpito dalla ' montatura ' ciel Governatore contro il comando del C.cl' A .» oltre che da «la riserva che egli faceva circa il rendimento bellico delle truppe del XVIII C.A.», e nella relazione che inviò a Roatta lo informava d'aver ritenuto opportuno di condensare in una lettera a Spigo «a scopo di orientamento e di miglior impiego dei reparti - i.J risultato de lle considerazioni personali del! 'Ecc. Giunta», pe r fargli presente «in forma cordiale[ ...] la necessità di provvedimenti migliorativi» <2(•J>. Ma la lettera, più che le ' considerazioni personali dell'Ecc. Giunta' conteneva sette pagine di rilievi. Quasi una impietosa radiografia.


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Robolli, sin dalle prime righe richiamava l' attenzione di Spigo sul diverso rendimento de lla 'Zara' rispetto alla 'Bergamo', e se citava il nome del comandante della prima, generale Carlo Via le, non fece mai q ue llo del comandante della 'Bergamo', anche se il generale Becuzzi era l'imputato. Nel territorio di questa divisione - scriveva Rohotti - «un'ampia zona, particolarme nte delicata, que lla cli Sebenico, è completamente in mano dei ribelli», e «fanno ciò che vogliono»<2611 • Le loro <<azioni , ardite se si vuole, [.. .] a base cli attentati ai treni, cli sorprese ai distaccamenti isolati e d ai piccoli presìcli», secondo il comandante dell'Armata, e rano sempre riuscite eia un lato «per la poca scrupolosità e per la r...1ti midezza con la q ua le si è svolto il servizio di protezione[ ... ], da ll 'altro per ness una applicazione delle misure necessarie cli sicurezza da pa rte dei r e parti sorpresi» 262 ( l, (osservazioni, diremmo noi , valide per tut ta l'Armata). R icordava. quasi ironicamente, che quando si e ra recato a Spalato, il treno staffetta che precedeva la sua ' Littorina' era saltato su di una mina. Un incidente come tanti, ma emblematica la spiegazione de l capitano addetto alla sicurezza della linea: «la mina doveva esser stata messa di notte quando cioè i reparti riposavano ... essendo stanchi. perché vi sono 20-25 uomini per km». E Robotti non poteva far a meno di scrivere: «Un'enormità di questo genere è senza commento» a<-3>. Ma il comandante dell'Armata sembrava non stupirsene in quanto come scriveva - i reparti sono «troppo spesso mal comandati e nie nte affatto consci od istruiti cli come si deve camminare nella zona e come si deve combattere». La truppa non era insufficiente, però «non si muove perché - possiamo ben con fessarcelo - [lo diceva a Spigo n.d.a.] r idotta (...1ad un'apatia bellica che impedisce letteralmente cli poter contare sul numero di essa r.. ,1. Apatia agevolala r... l da una forma generale cl i adattamento alla situazione [... l e che viene mascherata dal comodo pre testo della scarsità di truppe». Indispensabile, quindi, «cambiare la linea» w,,;. Ricordava che. nell'ultima riunione presso il Governatore, Spigo stesso aveva ammesso che «la truppa sarebbe più che sufficiente per combattere i partigiani, se non fosse stata distolta in troppe parti dai servizi 'territoriali' o da esigenze di ordine non sempre militare». Dal canto s uo il Governatore, si era impegnato di far capire ai prefetti le necessità d'un imp iego 'bellico' degli uomini, ma aveva anche fatto «larvati accenni alla necessità che le truppe [de lla ·Bergamo· - n.d.a. j elessero la prova che stavano dando in q uesti giorni quelle della ·zara', cioè di un impiego vivace ed ad atto alle circostanze». «A Zara non fu lascia to quasi nessuno per parare alla minaccia sulla Zermagna» !2"'l. E la requisitoria proseguiva. «Oggi è l'ora della spregi udicatezza, è l'ora del contegno offensivo [.. .]. Spregiud icatezza di contegno bellico


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non vuole significare leggerezza [...], gli episodi dolorosi che abbiamo avuto non sono mai dovuti alla sana spregiudicatezza che voglio intendere, ma alla colpevole trascuratezza di ogni misura precauzionale». Ed in lettere tutte maiuscole: «Stiamo chiusi nei nostri presìdi (probabilmente si riferiva all'ordine di Spigo del 2 giugno sul 'rinchiudersi'] anche quando dovremmo e potremmo uscire in azione; quando un reparto ne esce perché non può farne a meno, per ignoranza o per pigrizia o per insufficiente azione di comando degli ufficiali, trascura ogni elementare norma tattica» <266i . Poi, riprendendo in caratteri normali: «Credo sia inutile proseguire [.. .]. Ad un collaboratore del valore tecnico e passionale [recte: professionale] come V.E. non credo sia bisogno cli dire altro». E riass umeva in cinque punti la lunga analisi: - è necessario che la truppa mobiliti di più gli spiriti e si convinca che ' siamo in guerra'; - la superiorità deve derivare dalla manovra; - ogni soldato deve fare la guerra; - i partigiani combattono bene ma sono sopravvalutati; - accorciarsi con il Governatore che si è dichiarato disponibile cw1 >. Robotti , vero la fine de lla lettera diventava sferzante: «Basta (mi ripeto ma non importa) con j 'violenti attacchi' in cui le nostre perdite sono 3-4 morti e pochi feriti ne l totale di compagnie e battaglioni, basta con le ' consis tenti' o le ' forti masse partigiane' [... ] che sono tali in pochi e quasi sempre prevedibili (...] casi. Le perdite più numerose che abbiamo avuto in codesto C.d' A. non sono mai finora state il risultato di combattimenti veri e propri, ma quasi sempre il frutto di sorprese a nostro danno, favorite dall'insipienza di minori comandanti o da scarso addestramento delle truppe» c~68l. Concludeva , sottolineando materialmente le singole parole: «Anche la divisione ' Bergamo' deve essere disimpegnata d ai presìdi nei quali è attualmente rinchiusa e fare la guerra, non attendeTla» e, di seguito con caratteri normali, «sarà così possibile a codesto C.d'A. costituire quella massa di manovra che oggi non ha e che è assolutam en te necessario abbia [... ] per lavorare come intendo io» 1w 1>. E ra una lettera 'verità' ma che, se pur indirizzata a Spigo e per molta parte diretta al comandante della 'Bergamo' , a legge rla bene si ritorceva contro lo stesso Robotti. Dopo cinquant'anni si sarebbe portati a giudicare. Ma, pur senza ricercare responsabilità ormai inutili, appare evidente che in Dalmazia, nell'estate del 1943, alla macchina militare era venuta meno la ' tenuta' psicologica e tattica. I ritorni di fiamma, come questa lettera di Robotti , non potevano liberare i comandi dalle tante incrosta-


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zioni che, in due anni, si erano sovrapposte sclerotizzando volitività ed iniziative, divenendo contemporaneamente brodo di cultura per il mugugno dell'ultimo solda to, che tuttavia faceva ancora il proprio dovere . Se dopo i colloqui Robotti-G iunta sembrava possibile una certa collaborazione fra le autorità civili e militari, improvvisamente si manifestò una nuova crisi. Ai primi di luglio era giunto a Zara per motivi di servizio il generale Lore nzo M ugnai, e 'vecchio compagno di scuola', aveva fatto visita al Governatore. Giunta, ricevendolo. parlò con lui come si parla ad un vecchio amico e, dati gli incarichi che ricopriva al Comando Supremo, non ebbe alc un riserbo nel parlargli delle attività dei partigiani , della scarsa efficienza delle truppe, delle conseguenze che derivavano all 'amministrazione civile dal l'aboli zione dei presìdi meno importanti, de.Ile difficoltà in cui operavano i commissari prefettizi nei piccoli centri, cioè aspetti e proble mi delle quotidiane vicende. E G iunta, mentre conversava, scrisse «alcune note [...] da servire più che altro come memoria pel generale M ugnai» mo) perché, dovendosi recare a Sussa ne parlasse a Robot.ti. U na nota riguardava le interferenze dei servizi informativi a Spalato e gli attriti con le autorità civili; l'altra, la situazione nel Governatorato con acce nni a casi di aggTessività partigiane e d'insufficienza di truppe, riproponendo la problematica appena dipanata con Robotti. Fra l'altro, Giunta aveva scritto: «ho voluto di mia spontanea volontà aderire al desiderio espressomi dall'Autorità militare, consente ndo che siano tolti i presìcli, ma l'esperimento potrebbe costare molto caro». «I centri [...] sono caduti in mano di gruppi ribelli»; i commissari prefettizi, isolati, non potevano più svolgere le loro funzioni; la ribellione «oggi ha preso stanza in grossi paesi e in quasi tutti i villaggi». «Abbiamo così in tutta la Dalmazia una parodia di Governo, e non si sa chi faccia migliore figura, se l'autorità politica o q uella militare» 1211 >. Ed ancora: «V'è eia sperare che le forze annate della Dalmazia. ingrossate dai presìdi ritirati dalla periferia, vogliano veramente agire a fondo contro il grosso dei ribelli». «Devo dire, per la verità, che la divisione ·zara' dimostra energia e buona volontà di agire. Lo stesso non potrei dire della divisione 'Bergamo' che non dà segni di vita e pare non voglia darne» <212>. Mugnai, giunto a Sussa. riferì il colloquio a Robotti e gli consegnò gli appunti di Giunta. Il comandante de ll 'Armata restò sorpreso e forse anche contrariato, ed imme diatamente scrisse una lettera a Giunta, affidandola al proprio Capo cli Stato Maggiore, generale C lemente Primieri, con l'incarico di consegnarla pe rsonalmente al Governatore e, in particolare,


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cli ricucire un'intesa. Lettera alquanto ' tesa' ma cordiale. Robotti nonnascondeva cli «essere rimasto dolente cli quanto a nome cieli' E. V. mi ha esposto il gen . Mugnai» (27.l>, dovendo constatare «il mancato raggiungimento cie l risultato degli accordi presi fra V.E. e me nella riunione del 21 giugno u.s.». Gli ricordava come, cli comune accordo , avessero convenuto di «sostituire le truppe dal servizio territoriale» con carabinieri dipendenti dal Governatorato, e che proprio il Governatore si era impegnato di. intervenire «presso i prefetti (specie quello di Spalato) per eliminare ogni causa di d ivergenza f...) fra l'autorità politica locale e quella militare» <27•>. Robotti gli faceva anche notare che, se venivano meno q uesti impegni, veniva meno anche la possibilità «di avere truppe di manovra piL1 numerose, e quindi più suscettibili di quel lavoro di rastrellamento e cl i ' pulitura' che ogni giorno si manifesta più necessaria». Gli chiedeva, inoltre, se non fossero stati «i provvedimenti disposti dal generale Spigo per riunire e far operare nella maggiore quantità possibile le sue tru ppe da concorrere [con la divisio ne 'Murge'] alle operazioni ciel territorio di Spala to, quelli che hanno allarmato V.E. od il prefetto Zerbino» !275 \ avendoli interpretati come premessa per una abolizione cli qualche altro presidio. Esprimeva, tuttavia, la certezza che il generale Primieri sarebbe stato in grado di «addivenire [...] alla più chiara defin izione delle questioni in atto» e di «perfezionare quegli accordi e quei provvedimenti dei quali V.E . ed io nell'ultima nostra riunione abbiamo riconosciuta l'opportunità anzi la necessità. dato il momento e la situazione» l2'M. Al di fuori della formale cortesia, con questa lettera, nella sostanza, costringeva il Governatene - a meno di una completa rottura - ad assumere una linea di condotta possibi lmente conseguenziale. Primieri, ovviamente, s i recò ei a! Governatore con Spigo, e per predisporlo all 'atmosfera del colloquio gli fece preventivamente leggere le note di Giunta e la risposta cli Robotti. «Sono subito apparse - avrebbe poi riferito Primieri - le poco favorevo li disposizioni dell 'Eccellenza Spigo» verso il Governatore. «Che l'Eccellenza Spigo ne abbia 'abbastan7a', s i può comprendere; [...) quello che pi ù importa è che [... ] ha riportato l'impressione che in q uesto colloquio [quell o che avrebbe avuto con il Governatore - n.d.a.l si volesse mettere in discussio ne l'operato del Comando e delle truppe del XVIII C.A.» <2m. Dal Governatore, assieme a Primieri ed a Spigo con il proprio capo di Stato Maggiore colonnello Pietro Barbèro, si recarono anche il generale Mario Rolla dell'Ufficio affari civili dell'Armata, ed il co lonnell o Vi ncenzo Carlà capo dell'Ufficio 'I'. Giunta non poté non rimanere sor-


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preso, tanto eia domandare «quale potesse essere la ragione di un così grosso intervento» <27s>. Non appena Primieri e bbe esposto i molivi della visita, G iun ta dichiarò che eia parte sua «sostanzialmente [.. .], nulla vi era cl i nuovo o di molto cambiato l... ] ma che discorre ndo con un vecchio compagno di scuola aveva improvvisato alcune note f... 1da servire più che a llro come memoria pe l generale M ugnai» 121''>. Inizio piuttosto distensivo, ma non così il seguito.

«È intervenuto poi ne lla conversazione - riferirà Prim ieri - l' Ecc. Spigo; questi pur sempre colla mente inlesa al fatto cli dover giustificare l'operato ciel Comando e delle truppe, e quindi con tono piuttosto deciso, per non dire anche un pò aggressivo, ha chiarito ed ha insistito [... ]»1w'>. Giunla lo interruppe più vo lle osservando che «in due anni cli permanenza de ll 'Armata con oltre 200 mila uomini in questo territorio, poco si è falto per l'el iminazione dei ribelli che cli mas::;ima non vengono agganciati»; che «le truppe non hanno mordente»; che «le preoccupazioni cli non lasciare arrivare i tedeschi al mare. debbono passare in seconda linea per aver modo, se non vi è altro sistema. dì ricavare forze a favo re della Dalmazia stessa» i:"1>. Interruzioni che non erano, certamente. acqua sul fuoco . Primieri, temendo c he «la discussione, come impostata dall'E ccellenza Spigo, fosse fuori strada. e perché non anelasse a sfociare inopportuname nte» tentò, a più ri prese, «di riportare l'attenzione ciel Governatore» sulla lettera cli Robotti, «pregando di leggerla ». «Così, fi nalmente» - riferirà Primieri - dopo aver assicurato G iunta che. concl usa !"Operazione Biokovo', «si sarebbe potuto anche provvedere per la zona che più rgli] interessa, e c ioè quella di Sebenico», «si è definita la questione. in complesso con soddisfazione del Governatore» <~n,. Da questa riunione, non priva cli scogli, Primieri ebbe «la sensazione che il Governatore non avesse alcuna intenzione di fare la cosa 'grossa·». e considerando che G iUJ1ta stesso aveva ammesso che «sostanzia lmente non vi è nulla di nuovo», prospettò a Roboui l'opportunità cli considerare chiusa la questione. Invece, avendo constatato la reattività di Spigo nei confronti di Giunta, ed esistendo «una corrente la quale dice che lo Spigo non si occupa di niente e che non comanda» 12"3' - oltre al fatto che <<l'Ecc. Spigo ne ha abbastanza cli stare a Spalato» - avanzò l'ipotesi cli pro porne allo Stato Maggiore la sostituzione «per ragioni di opportunità,


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ed in relazione ai desideri della stessa Eccellenza», «domandando eventualmente anche la sostituzione del prefetto Zerbino, non potendosi sopprimere la prefettura» l 284l .

COMBATTIMENTI NEI SE1~rORI DELLA 'BERGAMO' E DELLA 'ZARA' I rilievi cli Robotti e di Giunta sul rendimento della 'Bergamo' risentivano, comparativamente, dei recenti successi della ' Zara' , anche se per larga parte il merito spettava alle formazioni del pope Dujié, ed alle bande A .C .. Le operazioni 'Lika' e 'Dinara' si erano concluse positivamente grazie al preponderante contributo dei cetnici; i combattimenti di Raducicco e Mokropolje avevano visto spall a a spalla reparti nazionali e volontari anticomunisti. La P banda A.C. era stata la protagonista dello scontro di Banjevci, (circa 8 km in linea d'aria a nord cli Pirovazzo) dove, la sera del 17 giugno, un consistente gruppo di ribelli aveva fatto irruzione razziando bestiame e vettovaglie, e depredando gli abitanti del vicino agglomerato di Raclosinovci (2" 5>. Sul posto era stata inviatà la banda del tenente Ignazio T hi.iringer con un nucleo cli carabinieri. Non trovarono alcun partigiano nel paese, ma i ribelli sentendosi appoggiati da forti gruppi della non lontana zona di Ponti cli Breberio (10 km a nord cli Banjevci) 12s6l, erano praticamente rimasti sul posto. Il 22 mattina, «le truppe agli ordini ciel colonnello Lucchetti, rapidamente concentrate» l2~'l si erano mosse contro le formazioni raccolte intorno ai Ponti cli Breberio, ma queste si sottrassero al combattimento ripiegando su Banjevci. Qui, assieme a quelle ancora in zona attaccarono, «con forze nettamente preponderanti», la J" banda A .C.. Sfruttando il vantaggio della sorpresa avevano impegnato duramente gli anticomunisti, e la 'Zara' avrebbe segnalato: «combattimento ravvicinato e violento» che si protrasse «per qualche ora». «CC.RR. e volontari anticomunisti si batlevano splendidamente» (288) . Azione aspra sin dai primi momenti e s ul terreno erano rimasti sessanta partigiani. Pesanti anche le perdite nazionali: erano caduti un sottufficiale della banda, un brigadiere e sette carabinieri: feriti cinque Y.A.C. e tre carabinieri; di spersi diciassette volontari A.C. e tre carabinieri. Complessivamente quarantasei uomini fuori combattimento. Il comando ciel corpo d'armata avrebbe scritto: «Si sono distinti i CC.RR. e la I a banda A.C. che hanno sostenuto l'urto di forze superiori» 12N~>.


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Dal canto suo, Spig.o, dopo il richiamo di Robotti, rispose con un intensificato impiego della 'Bergamo'. Impegnativa l'azione nella zona a sud-est di Almissa, assieme a reparti dell a 'Messina'. Durante tre giorni di scontri i partigiani avrebbero avuto ventinove morti (i <x)>. Fra Divulje e Castel Stafileo ( ovest di Spalato), in un rastrellamento, rimanevano uccisi altri cinque ribelli <291 l . Più complessa l'azione su Zernovizza, dove venne sorpresa una formazione che stava pernottando. Un battaglione bersaglieri ed una compagnia arditi circondarono l'abitato. I ribelli si asserragliarono nelle case, opponendo violenta resistenza, superata solamente «con l' appoggio dell'artiglieria e dei mortai da 81». Vennero contati sessantatré morti, ma parecchi di quei caduti dovettero essere civili del posto coinvolti nello scontrn l 292i . Nonostante il maggior impegno dei reparti, non era possibile impedire i sabotaggi. Il 27 giugno, saltavano quattro tralicci della linea ad alta tensione Losovazzo-Sebenico, ed altri tre furono danneggiati (Z•n J. Il 2 luglio, con una mina, veniva interrotta la linea ferroviaria fra Unesié e Perkovié( 29" 1• Tre giorni dopo, un'altra mina lungo i binari fra Castelvecchio e Labin causava la morte del sottotenente medico Michele Tango <295>. Quella notte. nella stessa zona, venivano segati sei pali telegrafici (296>. Non erano trascorse quarantotto ore e sempre fra Castelvecchio e Labin - riportava la 'Bergamo'- «sono state divelte e gettate in una scarpata due campate di binari; altri 400 metri di binario sono stati minati; 9 pali della linea telegrafica tagliati» <291>. L'11, in zona Traù, «dall'alto di una scarpata dominante la strada, è stata lanciata una bomba su autocarretta cli scorta ad autoambulanza che trasportava malati da Traù a Castel Stafileo. Perdite nostre: un morto e 5 feriti , di cui due gravi» <2vRJ [ CARTINA N. 21 - PAG. 800). Robotti, quando scriveva che 'i ribelli fanno ciò che vogliono' . non era lontano dal vero, e lo stillicidio dei sabotaggi dava la sensazione della loro incontenibilità. Ma non mancavano episodi anche più gravi. molto spesso determinati dall'infido convincimento del 'tanto quì non succede niente'. Così, nei pressi di Ciara ( =éara), nella quas i tranquilla isola di Cùrzola, diciassette carabinieri, rientrando eia un normale giro di perlustrazione, erano stati attaccati da partigiani coadiuvati eia gente del posto. Sei carabinieri morti e due feriti 1299>. Immediate le rappresaglie. Anche sul territorio della 'Zara' persistevano le imbosca te. I l 20 giugno, il battaglione complementi ciel fJ reggimento granalieri era stato trasferito a Vodizze <><M1>. Dieci giorni dopo, probabi lmente non ancora orientati sulla sempre turbolenta situazione della zona. i granatieri, in un agguato fra Pirovauo e Stretto perdevano nove uomini , quattro i ferili e sei.I.e dispersi v01>. Nell'azione cli rappresaglia venticinque favoreggiatori vennero passati per le armi 1•10").


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Dalmazia - Una cronaca per la sto ria (1943-1944)

CARTINA N.

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Rapporto: 1 cm. = km. 5,000 Località dove tra la fine di giugno e metà luglio 1943 si manifestarono con più intensità i sabotaggi e le imboscate dei pa11igiani.


Dn maggio II se11e111bre del 1943

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Quattro giorni dopo, i ribelli, tagliati i fili del telefono, attaccavano notte tempo i presìdi di Dubravice e di Plastovo (8 e rispe ttivamente l O km in linea d'aria a nord cli Scardona). Benché avessero il vantaggio della sorpresa, dovettero ripiegare per la reazione dei soldati. Al matti no, da Dubravice partiva per l'ospedale di Scardona un autocarro con i feriti della notte, scortato eia ventiquattro soldati (303, _ Erano usciti imprude nteme nte tranquilli non pensando che i ribelli, anche se battuti poche ore prima, potevano essere a ncora in zona. Dopo neanche due chilometri di strada caddero nell'im boscata. Sul terreno diciotto soldati morti, cinque i fe riti, tre i dispersi, incendiato l'autocarro. Nonostante l'immediata rappresaglia, qua ttro giorni dopo, probabilmente gli stessi ribelli, «facevano saltare il trasformatore elettrico della miniera di Dubravice [.. .] già danneggiato la notte sul 4, immobilizzando 3 cantieri»<:lOI)_

* **** * Mentre sul territorio an nesso le d ifficoltà con i partigiani e rano determinate sopra ttutto dalla subitaneità delle loro azioni, nella zona into rno a Te nìn e lungo il solco della Zermagna, era il numero degli armati e la flu idità degli spostamenti che non consentivano corrette previsioni. Al di là della catena del Dina ra, nella zona di Glamoc, i partigiani stavano compiendo s iste matiche incursioni nei villaggi, «saccheggia ndoli ed incendiandoli nonostante la strenua resistenza dei cetnici, che hanno dovuto ritirarsi nei boschi»: «donne e bambini trovati [... ) nelle case, sono stati uccisi» (305, _ Marko éuéus, con la propria banda, ne intercettò un gruppo nelle vicinanze di Peulje. Rimasero uccisi tredici partigiani, fra i quali un coma ndante di battaglione (:'06' . Frattanto, dall 'opposto versante del Oinara, verso Tcnìn, altre formazioni ribell i scendevano su Stermizza (12 km a nord di Tenìn); scontratesi con reparti dell'eserci to e con la M.Y.A.C. del pope f)uji é ripiegarono con notevoli perdite (J<17J_ Nello stesso tempo a :Zeielak (subi to a nord di Stermizza) l'aviazione centrava il comando della 10" brigala bosniaca uccidendo «il comandante della brigata, il vice-comandante [recre: commissario] politico tale Obrad Malbasié, un comandante di battaglione, un commissario politico di battaglione, e 8 partigiani addetti al comando; sono stati ferit i 7 fra i quali il comandante la 5" divisione Slavko Rodié» <~>. li comandante della brigata sarebbe stato poi individuato in «Roca Bogu novié, fratello del vojvoda cetnico Branko Bogunovié», e fra i feriti «Nikola Kotle, capo comunista di Orva r e personali tà e minente della Bosni a centrale, e il commissario politico Rade Zorié, suo primo coll aboratore~> 1-~l'I>. D a fonte confidenziale s i venne a sapere che, dopo quegli scontri. i ribelli avevano ripiegato «portando scco 5 carri di cadaveri» c:w,,.


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Dalmazia - Una cronaca per la storia (1943-1944)

CARTINA N.

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Rapporto: 1 cm.= km. 2,400

Operazione del presidio di TenĂŹn ( I - 2 luglio 1943) per prevenire cd alleggerire la pressione partigiana sulla Piazzaforte. La linea nera continua indica il conĂ&#x152;tne della Dalmazia annessa ali' leali a con lo Stato di Croazia.


Da maggio a sertembre del 1943

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Pur nella continuità ciel loro impiego operativo, i cetnici non trascuravano le ricorrenze. Nell'anniversario dell a battaglia di Kosovo Polje ( = 'Campo dei merli', nella Serbia meridionale) tradizionalmente ricordata come inizio della riscossa nazionale, anche se in quel 28 giugno 1389 (giorno .cli San Yito=Yiclovdan) i serbi erano stati sconfitti dai Turchi, seimila cetnici in ann i si riunivano nell'omonimo paese di Kosovo a dieci chilometri a sud di Tenìn. Alla cerimonia erano presenti anche «reparti di bersaglieri ital iani con 40 ufficiali e il generale Giangrieco» <31 11• Il pope .Qujié parlò ai propri uomini dicendo, fra l'altro, che «i cetnici serbi sono grati agli eroici soldati italiani per la protezione e l'aiuto ricevuti , nonché per le armi e per i viveri». Però, dopo il ringraziamento, un significativo ammonimento: «Con tali armi difenderemo noi stessi e voialtri litaliani]; ma, se vi allontanerete dal popolo serbo, saremo costretti a combattervi. Di nostra iniziativa questo non lo faremo mai , perché il serbo non viene meno alla parola data. La nostra collaborazione è leale» (.m) . Rispose il generale Giangrieco auspicando «il compimento di tutte le aspirazioni del popolo serbo», ed «i soldati italiani hanno inneggiato a Re Pietro e i cetnici al Re Imperatore e a Mussolini» PJJ) .

Dopo la gravitazione dei partigiani su Stermizza era stata segnalata a ridosso del confine una i·adunata di circa duemila armati, provenienti dalla Lika. Sembrava, ancora una volta, che volessero «espugnare Mokropolje a tutti i costi» 13" J. Però, secondo alcune informazioni, non era da escludere «un colpo di mano su Sebenico» 1>15> e, notizia poco credibile nei primi momenti, ma poi ripetuta da più fonti , «un colonnello dell'esercito francese [.. .] aviotrasportato nella zona della Lika», avrebbe avuto il compito di «dare una migliore organizzazione alle masse dei partigiani ivi concentrate e coordinare i movimenti riguardanti l'azione che dovrebbero svolgere» <·11 6>.

Nella incertezza delle loro intenzioni, il generale Giangrieco pensò di batterli sul tempo [CARTINA N. 22]. Il l O luglio~ fece uscire eia Tenìn tre colonne miste di nazionali e M.V.A.C.. Una diresse verso Plavno (a nord) , la seconda su Paèfene (a ovest-nord-ovest) e l'ultima al centro <317>. Il 2, le «formazioni M.V.A.C. del pope Dujié sorpresero presso Plavno un «accampamento partigiano, disperdendo un battaglione. Perdite partigiane 12 morti». «Nostra colonna in appoggio a M.V.A.C. - segnalava il corpo d'armata - ha occupato dopo breve combattimento Monte Kito, mentre M.V.A.C. dopo aver occupato q.811 ha attaccato a Crni Vrh lMonte Nero] retroguardie partigiane in movimento verso Zarigrad». «Azione prosegue. Nostri aerei hanno spezzonato Gologlav, Samarica e Budirnir,


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l)11/111azia - Una cronaca per la storio

dove notato movimento uomini in fuga e materiale accatastato al centro dell 'abitato» l31• l . l partigiani avevano portato in linea due battaglioni, tenendo arretrati altri sette; un complesso di circa duemila uomini(Jl<>l. L'operazione, sempre appoggiata dall'aviazione, proseguì in direzione di Otrié sino al 5 luglio. I reparti italiani ebbero sei morti, fra i quali un ufficiale, feriti un altro ufficiale e diciotto mi litari. Sette i caduti della M.Y.A.C., e quindici i feriti <320>. Molto gravi le perdite dei ribelli, soprattutto per l'intervento dell'aviazione e delle artiglierie. «In zona Plavno sarebbero stati contati circa 50 morti; in zona Prcvjies 150, ed un altro centinaio dove hanno combattuto i bersaglieri e cetnici [.. .]. Sono stati visti 30 carri di feriti tra Srb e Dobro Selo» <32 1>. Dando notizia dei risultati di questa operazione, il corpo d'annata valutava che «l'offensiva iniziata dai partigiani a metà giugno contro il settore di Knin s i può considerare finita con netto insuccesso poiché nessun punto del programma partigiano è stato realizzato. Tutti i presìdi attaccati hanno validamente resistito; colonne nazionali e M.Y.A .C. hanno inferto con ardite puntate gravi perdite alle brigate partigiane» P 22>. Però, se da Sussa l'Ufficio di collegamento con la 2a Annata comunicava al ministero degli affari esteri che «nel Dinara le formazioni del pope Dujié concorrono alla difesa del territorio costituendò una fascia di copertura di fronte alla linea dei nostri presìdi avanzati» <m>, dalla Legazione d'Italia a Zagabria, giungevano valutazioni diverse. «L' atteggiamento delle bande cetniche del vojvoda Dujié [...) non è per nulla cambiato dopo il disarmo dei cetnici di Jevàevié». «Le bande continuano [... ] a taglieggiare le popolazioni, a compiere vendette contro gendarmi ed esponenti croati» e, pennellata politica, «a svolgere allività antifascista». «Quasi sempre [... ) valendosi dell a nostra condiscendenza, i cetnici riescono a dimostrare infondate e esagerate le accuse di cui vengono fatti oggetto da parte dei croati» <3~•1• Valutazioni quasi certamente attinte nei circoli croati e tedeschi di Zagabria, ma non sappiamo se le considerazioni comprese nella conclusione siano state scritte per dovere d'informazione o per convincimento: «Ciò [... ) fa prevedere che, se la situazione non sarà da noi mutata con un atto d'imperio, i tedeschi finiranno con l'assumere nuove iniziative atte ad eliminare il pericolo che i cetnici di Knin rappresenterebbero in caso di sbarco anglo-americano nei Balcani» <325>_ In ogni modo, a Roma. la nota dovette avere il suo peso, ed alcuni giorni dopo il Comando Supremo, rispondendo al Ministero per gli affari esteri in n1erito all' impiego della M.VA.C., ne condivideva il parere che «non sia possibile, per ora, valersi dei cetnici in Croazia nel campo militare», e confermava il prossimo di-


Da maggio II sellembre del 1943

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sanno delle formazioni di Oujié P2f•>. Eppure il Comando Supremo giornalmente annotava sul diario storico l'apporto del la M.V.A.C. ed i risultati del suo impegno.

Precisa, invece, la Legazione là dove, pur censurando, poneva in eviden7a che «le bande del Dujié si spostano di propria iniziativa, senza chiedere l'autorizzazione dei Comandi italiani, e qualche volta a titolo di rappresaglia per la mancata soddisfazione cli loro richieste» (-1~1 >. li pope, in effetti, si era ormai ritagliata una propria autonomia e, d 'altro lato, il generale Giangrieco, nella situazione in cui doveva ope rare, non poteva non avvalersi dell 'attività di Dujié, a tutto vantaggio del soldato italiano. Badando soprattutto a l fine , il generale ve nne a trovarsi «in contrasto con le autorità superiori a proposito dell'impiego dell e formazioni cetniche del Dinara». Contrasto che, come avrebbe scritto lo stesso G iangrieco, lo aveva indotto «a chiedere la [... ) sostituzione» 1:;"~> nel comando a Tenìn. Giangrieco, in una lettera al generale Viale, chiarendo i motivi della richiesta metteva in evidenza che «la convinzione dei superiori sul mio filo-serbismo» aveva origine «dal contrasto patente tra Je direttive dall'alto e le gravissime difficoltà cli applicarle per chi è sul posto». L'ordine dcli' Armata di «evitare assolutamente un ulteriore potenziamento delle fo rmazioni», per Giangrieco era ben diverso da quello impartitogli dal corpo d'annata di «anemizzare le formazioni attualmente esiste nti». Ma, anche se si era attenuto al secondo dei criteri «lasciando logorare i M.V.A.C. del Dinara nelle azioni svolle dai primi cli luglio ad oggi, incoraggiandoli ad intraprendere delle offensive per le quali li sapevo impreparati» <.,291, i risultati che Dujié conseguiva, fortunatamente - diremmo noi - dimostravano il contrario.

Dujié era un comandante valido, che tene va i propri uomini alla mano, ed e ra intellìgente. Sua era stata l'iniziativa di inviare piccoli gru ppi di cetnici, le 'troike' , in territorio partigiano, realizzando un servizio di 'intelligenza' che nessun comando italiano sarebbe stato in grado cli svolgere. E solamente in questo modo il comando di Tenìn aveva la possibilità di conoscere quanto accadeva a l di là della cin ta dei reticolati nei quali si trovava rinchiuso. Restava, è vero, il dubbio su quanto i cetn ici raccontavano, su quello che tacevano, o creavano ad arte. Ma era un r ischio che a Giangrieco conveniva correre. Il sotterfugio e la reticenza, naturali componenti della mentalità slava, per quei cetnici costituivano la loro autodifesa di fronte alla mutabilità del non lineare trattamento che da tempo ricevevano dai comandi italiani. Giangrieco però sapeva che Dujié era leale se con lui si era leali.


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

Grazie ai cetnici si venne a conoscenza anche dei contrasti che in quei momenti serpeggiavano fra le formazioni partigiane, provate dalle continue perdite, dagli insuccessi, dalla sempre più accentuata carenza di viveri. Agli inizi di luglio, a Tiskovac (nord di Tenìn) era sorto un forte diverbio, ed uno dei capi «avrebbe persuaso la sua banda a ribellarsi e contemporaneamente avrebbe avvertito i cetnici di Golubié che egli è pronto a passare nelle loro file» P30>. Notizia che il comando italiano poteva anche classificare non molto attendibile. Ma, pochi giorni dopo, Z ivko Borovnica, comandante di battaglione, si costituiva con quattro partigiani l331>. Altri «tre si sono arresi in zona Bos. Grahovo, due a Peulje e uno a Vrlika». Inoltre, «elementi cetnici - scriveva il corpo d'armata - stanno trattando la resa di tale Nikola Rokvié da Drvar, comandante di un battaglione della 1O" brigata»; ed «un certo Plekas, anch'esso presentatosi ai cetnici , ha dichiarato che il malumore si va diffondendo (... ] per il crudele trattamento subìto da parte dei commissari politici» (.\32J. «Gli effettivi delle brigate [partigiane - n.d.a.]- segnalava la 'Zara' sono ridotti a circa la metà, ed anche ad un terz.o. Ad onta delle leve forzate, delle minacce, delle fucilazioni , i contadini hanno iniziato la diserzione a gruppi. Si rifugiano sulle montagne, rientrano ove possono ai loro villaggi , si mettono sotto la protezione dei reparti cetnici, scappano in territorio controllato dai croati , tedeschi e italiani» (33•>. Per di più si acuiva il dissidio fra partigiani-serbi e partigiani-croati che stavano prendendo il sopravvento. Dissidi positivi per i comandi italiani, ma preoccupava la prevalenza croata poiché, a differenza dei serbi, «i croati della Croazia, e più cli tutti quelli della Dalmazia annessa, si dimostrano irriducibili nostri nemici» 11:;.,>. Proprio per questo motivo, i partigiani rivolgevano «tutta la [.. .] attenzione alla Dalmazia ed alla Croazia, dove l'odio verso l'Italia fa loro trovare ancora nuovi elementi, specialmente col nuovo movimento degli ex-macekiani»!335J. La lotta intorno a Tenìn , oramai, era diventata una questione fra partigiani e cetnici. Le forze italiane, anche se direttamente interessate, si limitavano ad un ruolo di supporto. Dujié, nella acquisita autonomia, informava regolarmente via radio (intercettata dai centri ascolto italiani) il generale Mihajlovié delle iniziative per «opporsi al tentativo dei comunisti (... ] di arrivare all'Adriatico e di congiungersi con l'odred del Litorale» !J'(,>. Mihajlovié, ai primi di luglio, gli raccomandò «cli assicurarsi il controllo di tutto il retroterra di Spalato, che sarebbe d 'importanza vitale per i cetnici» <331>. Ed il pope iniziò la radunata della M.Y.A.C., duemilaseicento cetnici della zona del Dinara, oltre a settecento fra quelli di Krupa e di Zegar !33si, per un a operazione a nord-est cli Spalato. Nello stesso tempo si prodigava nell' attività politica tenendo riunioni nei vii-


Un maggio o se11embre del 1943

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!aggi assieme al vojvoda Dedo Dakié ed al tenente colonnello Mladen Acimovié: tema costante, «la necessità di continuare con fiducia nella lotta anticomunista a fi anco dell'Italia, il solo modo per conservare nei villaggi cetnici l'ordine ed il benessere» <m).

OPE RAZIONE 'BIOKOYO' INFILTRAZIONI NEL TERRITORIO DI ZARA Durante il mese di luglio due furono le operazioni salienti, quella sui Monti Albi (Biokovo) nel settore della ' Bergamo', e la serie di scontri sostenuti dalla 'Zara' per contrastare un tentativo di penetrazione dei ribelli nel territorio annesso, attraverso il solco del fium e Zermagna. Il I O luglio ebbe inizio l'operazione 'Biokovo' cioè il rastrellamento ciel massiccio alle spalle di Macarsca, (sud-est di Spalato) secondo quanto deciso dal generale Robotti durante i colloqui con il Governatore. F u l'ultima operazione in forze dell'esercito italiano in Dalmazia: quindici battaglioni nazionali (quattro della 'Murge', tre della ' Marche' , quattro della 'Messina ', quattro della 'Bergamo') , due croati, uno tedesco, e la Marina con sedici natanti <34-0>. L'operazione era prevista in due fasi. A seguito dello schieramento assunto lungo la linea '15 gennaio', i reparti italiani avevano abbandonato il presidio della costa da una decina di chilometri a sud cli Spalato, sino al limite della giurisdizione del Vl Corpo d'armata (circa a Z igovosée di fronte all'isola di Lèsina). In questo tratto del litorale si elevano i monti Albi, che erano stati immediatamente occupati dai partigiani, anche per la inconsistenza delle subentranti forze croate. A Macarsca - scriveva la 'Messina' - il presidio formato da domohranci «si mantien e nella più stretta difensiva, non effettuando alcuna azione di pattuglia e dimostrando la massima concliscenclenza verso le popolazioni delle zone conLrollate dai miliziani» (>" 1l . rn tal modo, lungo quell a costa, dove si susseguono porticcioli, approdi, insenature, si era sviluppata la 'marina pat'tigiana ', ed il retrostante massiccio degli Albi ne era divenuto la base di appoggio, oltre che un comodo accesso verso i rifugi nelle isole della Brazza e di Lèsina, con le quali «il transito [... ] è continuo ed indisturbato» '>' 2>. La tranquill a perma nenza lungo quel tratto cli costa, talvolta disturbala dai cannoneggiame nti della Marina italiana, aveva consentito ai comunisti di organizzare le strutture amministrativo-politiche dei loro ' comitati di liberazione'. Da Breia (19 km a nord-ovest cli Macarsca) sino a Gradac (35 km a sud-est di .Macarsca) e all'interno verso Pasicina (10 km ad est-sud-est di Zaostrog] , erano stati costituiti diciotto comitati <34-'>. Dai


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D(l/maz /(1 · Una cronaca per la storia

loro archivi di Gradac e di Zaostrog f30 km a sud-est di Macarsca], caduti in mano italiane durante l'operazione 'Biokovo', si sarebbe venuti a sapere che ciascun comitato promoveva l'organizzazione di leghe, di unioni, di enti vari, nei quali venivano inquadrati uomini, donne e ragazzi. Amministrativamente dovevano avere il culto dei registri poiché ne tenevano non meno di quattordici: quello dei fucilati e degli internati; dei compagni e delle compagne attive nella lotta; dei verbali delle assemblee; dei corrieri; delle offerte in natura; delle sottoscrizioni al prestito decennale (Vedi riproduzione); della corrispondenza; delle donne abili al lavoro civile, e così via. E la ' Messina' commentava: «tutto il complesso delle numerose istituzioni, registri, protocolli ed organizzazioni di vario carattere, non avevano altro scopo che quello di fa r effetto sulla popolazione, per farle credere che si stava instaurando un vero e proprio regime di governo: il risultato di questo impianto burocratico non è stato altro che un continuo caos» <344 l . La forza del Biokovski Odred, veniva stimata sui duemila uomini <345>_ Alcune fonti la limitavano a quattro battaglioni, su quattro compagnie, cioè un millequattrocento annati <346> dotati essenzialmente di fucili , fucili mitragliatori, con alcuni ' tromboncini' di costruzione artigianale per il lancio di bombe. Limitato il numero dei mortai, forse una decina, e si supponeva l'esistenza di qualche cannone (34•>. Erano stati accertati depositi di viveri, una officina riparazioni, due radio ricetrasmittenti, un ospedale diretto dal dottor Wladislav Bcljakov, con l'aiuto d'uno studente in medicina <34 s>. Questo territorio, amministrativamente organizzato e militarmente difeso, si estendeva per circa settanta chilometri, e con il suo libero accesso al mare dava ragione alle preoccupazioni del Governatore. Auspicabile, quindi, che l'operazione ripetesse il successo di quella dell'anno precedente (operazione ' Albia'), condotta dal generale Renzo Dalmazzo, che si era basato sulla rapidità , con la sorpresa del primo impiego a massa dei cetnici [VEDI VOL. Il, PAG. 588]. Ma questa volta l'operazione non avrebbe corrisposto alle aspettative.

I movimenti preliminari ebbero inizio il 10 luglio. Però, sin clall'8, nel Notiziario del VI Corpo d'armata si leggeva che «i partigiani del Biokovo, in previsione di un nostro rastrellamento, avrebbero avuto recentemente rinforzi dalle isole di Lèsina e di Brazza» 13'' 9). Cioè, mentre le truppe italiane non si erano ancora mosse, i ribelli si erano già allertati. L'll, la ' Bergamo' riportava che «gruppi cli partigiani lasciano la zona sud di Makarska [...] per recarsi sul pianoro del Biokovo e nella zona del Mosor, prevedendo un 'azione delle nostre truppe» o5n;_ Al corpo d'armata


ISPLAéENA KAMATA

O i:AJMU NA.RODN-06 ._ O .SLOfODEN JA Cl. r} ·;tmfffasi$ticko" vijeée narodnog oslobodenja Ju~dsiavije . ra,spi$ijje_ ZAJAM NARQDNOG ·osLOBOt)ENjA . u iznosu od dinara, kuna 500:000:000 · (pet stotina milionà) za; p,otrebe Narodno;oslçbodilacke vojsk-e i par'tizansl<ih o.dreda Jugoslavije i za sela unistena od okupatora, ustasa i ce!nika. ZAJAM NARODNOO OSLOBODENJA raspi~uje se · na deset godina -uz kamatu od tri od sto. Cl. 3) Kamata ée se· isplaéivati dva puta godis11j-e i io svakog prvog juna i prvog . :cleèembra, svake . godine . kod . Zemaljskog ai1tifasistickog vijeéa naroq IÌog oslobo1enja. CL .4): Upis' Zajina za pojedine zemlje Jugoslavije (Hrvatsku, Srbitu, Sloveniju, Crnu Ooru, Bosnu i Hercegòvinu,. Makedooiju _i Vojvodinu), vrsiée Antifasisticko vijeée narodnog· oslobodenja dotic.nih zemalja. lJkÒlik'o u pojedinim zemljama nijesu formirana ZenÌaljska antifasisticka · vijeéa, upis ée vrsiti lzvrsni odbor Antifasistìckog vijeéa narodnog oslobod~nja Jug-OSlavije preko Narodno-oslob.odilackih odbora.__ . , CL -5):Upis-i:;jma .vrs·i ~~u. c!~g transe. Prva transa u sumi oçt 2~0.ooo.o~o{!-l";iàt9ì\1ar,i

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l'decembar1943g. 1 'juni 1944 g. I decembat 1944 g. 1 juni 1945 g.

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1 d~cembar 195 I g. I juni

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1 de,cembar 1952 g.

1


Da maggio a setu:mhre del 1943

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PRESTITO della Liberazione Nazionale In base al decreto del Comitato Esecutivo del Consiglio nazionale Antifascist.a per la Libcraiione della Jugoslavia del 16.0J .1942 si emette un prestito al 3 per cento dall 'ammontare di dinari-kune 500.000.000

Il Consiglio regionale Antifascita per la Croazia emette la prima parte del sopradetto prestito nell'ammontare di 150.000.000 di dinari-kune e s'impegna per questa obbliga,.:ione di pagare dinari 100 kune per la durata di IO anni, al 3 per cento di interessi, e di corrisponderli in due rate con scadenza ciascun primo giorno di giugno e primo di dicembre di ciascun anno. Il Comitato esecutivo del Consiglio Antifascista nazionale per la Liberazione della Jugoslavia Savié, Ribar, Milutinovié, Milosevié, Perunicié, Ivckovié, Zecevié, Maslesa

DECRETO del Prest.ito della Liberazione Nazionale Art. 1 - li Comitato del Consiglio nazionale Antifascista per la libcraiione della Jugoslavia emette il Prestito della Libcraiione Nazionale nell'ammontare di dinari, kune, 500.000.000 (cinquecento milioni) per le neccssit.à dell'esercito, delle formazioni partigiane della Jugoslavia e per i paesi distrutti dall'occupatore, dagli ustascia e dai cetnici. Art. 2 - Il prestito della Liberazione Nazionale ha una dura ta di dicc i anni all'interesse del 3 per cento. Art. 3 - G li interessi saranno pagati dal Consiglio Antifascista per la Liberazione nazionale due volte l'anno, e cioè ogn i primo di giugno e primo di dicembre di ciascun anno. Art. 4 - La sott.oscri,:ione del prestito, separatamente per ciascu na regione della Jugoslavia (Croazia, Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Vojodina) è fatta presso il relativo Consiglio rcgiQnalc Antifascista per la Liberazione nazionale. Qualora nelle succitate regioni non sia s1ato formato il Consiglio Antifascita regionale, la sottoscrizione potrà esser fatta presso dal Comitato esecutivo del Consiglio Nazionak oltre che presso il Comitato per la Liberazione nazionale. Art. 5 - L'emissione del prestito ha luogo in due trances. La prima trancia dall'importo di kune dinari 250.000.000 è emanata dal ................................... al 1943, e la seconda trancia è emanata dal ................................... al

Il Comitato Esecutivo del Consiglio Na,:iunale Antifascita per la Liberazione della Jugos lavia

15 gennaio 1943 - No ........ Il Presidente: I Vice presidenti: I membri del Comitato:

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Dr. Ivan RlBAR NurijaPOZDERAé 1 PavleSAVIé, _ , Ivan MILUTINOVIC, Dr. Simo MILOSEVIC, Milan PERUNICié, Dr. Mladcn IVEKOVIé, Viado ZECEVIé, Vesclin MASLESA.


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Dl.lh·, wzia - Una cronaca per la storia

giungeva notizia che intorno a Glamoc (circa 75 km. a nord dei monti Albi), «si troverebbero circa 3000 partigiani col compito di unirsi alle formazioni della Dalmazia per occupare tutta la clispluviale Mosor-Biokovo» c35' l. Sembravano decisi ad opporre resistenza, e preoccupava la voce sia pure di fonte non controllata - che il colonnello Franjo Simié, comandante dei due battaglioni croati che dovevano prender parte all'azione, avrebbe avuto un colloquio, non si sa a quale scopo, con il capo dei partigiani del Biokovo \:l 52>. L'operazione [CARTINA N . 23) prevedeva un'avanzata dà sud-est con i battaglioni della 'Messina' sulla destra, cioè alle spalle dei monti Albi; al centro, direttamente sul massiccio, queIJi della 'Marche'; sulla sinistra, risalendo la costa, i reparti della 'Murge'. Da nord-ovest si sarebbe mossa la 'Bergamo' su due colonne; quella del colonnello Adriano Costetti dietro il massiccio; I 'altra del colonnello Innocenti l ungo il mare. Dall'interno, in direzione della la costa avrebbe operato uri battaglione tedesco; più arretrati i due battaglioni croati a sbarramento delle vie di fuga<.153>. Obiettivo: chiudere i partigiani sul massiccio ed annientarli. La Marina doveva sorvegliare il traffico tra la costa e le isole. Durante il primo giorno i ribelli opposero resistenza sfruttando apprestamenti organizzati a difesa, e la 'Messina' dovette snidarli da quattordici fortini CJ><•l_ Nel settore della 'Bergamo' , invece, presero l'iniziativa attaccando il ' canale di sicurezza' , lungo la rotabile Almissa-Zadvarje, che alimentava la colonna Costetti ('55l_ Solamente dopo quattro giorni i reparti nazionali furono in grado di serrare alla base del massiccio (circa venticinque chilometri per sei con una linea di cresta dai 1300 ai 1500 metri, ed i 1762 cli Monte Giorgio). Continua la presenn dell'aviazione, che ha «cooperato efficacemente con le truppe cli terra» i.1s,,>. Ma i partigiani non fecero massa. Il 15, la 'Bergamo' segnalava che «parecchi partigiani erano sfuggiti dal Biokovo a Bogomolje [sull' isola di Lèsina] ove erano attesi anche altri nuclei, e nucleo polilico del Biokovo» i;m _ La 'Messina' avvertiva, «a conferma di [...l un probabile trasferimento di forze partigiane nelle isole cli Brazza e Lèsina», che «la notte ciel 13 un motoscafo e due pescherecci provenienti dalla costa del Biokovo avrebbero raggiunto l'isola di Lèsina con a bordo una cinquantina cli armati e molti capi del Biokovski Odred» w..,,>_ Altri disimpegni in terraferma. Nella zona di Pasicina vi era stato «l 'arrivo di un nuovo contingente di armali sfuggiti ali' operazione di. rastre llamento [- ..] circa 200 [...J forniti anche cli l'ucili mitragliatori» <.159 >_ La 'Messina' confermava il «trasferimento a Lèsina elci maggiori esponenti partigiani del Biokovo» '"'m .


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Da maggio a sertembre del 1943 CARTINA N.

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Rapporto: 1 cm. = km. 7,300 Prima fase dell'operazione 'Biokovo' (Biloco) dal 10 al 20 luglio 1943. Le frecce tratteggiate indicano le forze italiane , quella nera le tedesche (un battaglione), i tratti punteggiati gl i sbarramenti costituiti da reparti croati.


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/)a/ma zia - Una cronaca per la storia

Con il 20 si concluse la prima fase dell'operazione, ed il VI Corpo d'annata, pur scrive ndo che «tutti gli obiettivi previsti superando gravi difficoltà di terreno, di clima» erano stati raggiunti, sintomaticamente aggi ungeva: «superando anche sporadiche resistenze avversarie» <,6 11 • La formazione del Biokovo a.veva «cedui.o ai primi combattimenti», e si era «completamente disorganizzata sbandandosi in varie direzioni [.. .l, Gruppi di limitata consistenza sono rimasti sul massiccio». Altri avevano ripiegato «in zona Pasicina [.. .J filtrando attraverso le maglie del nostro rastrellamento» ci~~,. I partigiani perdettero ottantatré uomini, e quattordici furono passati per le armi. Fra la popolazione. soprattutto della costa , erano state internate ottocentotre ntatré persone e fermati novantuno sospetti. Distrutti due ospedali, una officina per la riparazione ciclia armi. La Marina, aveva catturato ottantacinque imbarcazioni, una motobarca corazzata, cinque motobarche efficienti, e bruciati ottantaq uattro natanti cli vario tipo (](,;;_Le perdite nazionali ammontarono a tredici caduti di cui d ue ufficiali, ottanta feriti, sette dispersi ; quelle croa te a cinque morti , cinque feriti e d altrettanti dispersi c,ri•l. Dalla sera elci J7, con i reparti italiani aveva cooperato il III bau aglione del 2° reggimento de lla ' Prinz E ugen'. Durante le operazioni le colonne italiane, per accordi con le autorità croate, avevano avuto al seguito come ' osservatori' alcuni funzionari croati, aj quali spettava prevenire errori dei reparti ne lla individuazione de ll 'avversario, in modo da distinguere fra croati. comunisti. serbi, partigiani e d altri t3r,;i _ Da questi ·osservatori' si ve nne a conoscenza delle fucil azioni eseguite a Tokalo, un agglomerato cli q ualche casa. Non appena vi giunse il battaglione SS, gl i abitanti avevano abbandona to le case rifugiandosi ne i dintorn i. Tornarono clue giorni dopo, avendo visto arrivare alcune pattuglie italiane e pensando che i german ici si fossero allontanati. Invece, verso il tardo pomer iggio - riferirà il VI Corpo d 'armata - <<il distaccamento tedesco che trovavasi nei pressi [... J fece una perquisizione nelle case d i Tokalo; trovò q ualche cartuccia cli dinamite, pensò che quegli abitanti rappresentassero fam iglie cli partigiani e che fossero ritornati nelle loro case persuasi che le truppe itali ane li avre bbero lasciati vivere>>'-166i . Dicci le case ince ndia te e dieci i fuci lati, comprese due clonne <><•7ì _ Il 22, q uarantotto ore dopo la conclusione dell a prima fase del!' operazione, i te deschi assieme ad un re parto della ' Bergamo' sorprendevano, in zona Lovreé (16 km in linea d 'aria a nord della località di Baska Vocia s ul mare), un battaglione partigiano l·168ì . Sul terreno rimasero duecentodie ci ribelli , compreso il comandante Velimir Skorpik, che sino qualche settimana prima aveva comandato la 'mari na partigiana '; ventic inque furono passati per le anni \31>9>_ Si trattava ciel 'Battaglione d'assai-


Da maggio a settembre del 1943

813 CARTINA N .

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Rappo rto: 1 crn. = m. 660

Ra strellamento dell a zona di monte Sopalj, cffc uuato da reparti de ll a divisione ¡zara' dal 9 al 13 luglio 1943.


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Dalmazia - Una cronaca per fa storia

to' di Signo, e si salvarono solamente in quattro 131">. Da parte italiana erano caduti tre soldati, sei i feriti, cinque i dispersi. I I Comando Supremo, nel proprio diario storico, avrebbe annotato: «Si tratta del primo successo di una certa importanza ottenuto nelle operazioni del Biokovo» (371 i.

In quegli stessi giorni la 'Zara' dovette far fronte a nuove minacce dei partigiani sia al sud che a nord della provincia, ed il comando divisione dispose un nuovo rastrellamento nella turbolenta zona fra Vodizze e Mala Cista [CARTINA N. 24j. I ribelli, nonostante l'esito dell' azione su Banjevci , si erano soltanto spostati verso il lago A urana (sud-est cli Za ra). Altre formazioni, giunte da oltre frontiera al comando cli Sime lvas, gravitavano nuovamente fra Mala Cista e Vodizze. Incerto il loro obiettivo, ma si rinnovavano le voci di un colpo cli mano su Sebenico <3721 e della presenza del colonnello francese che, con «sede nei pressi di Raducicco», avrebbe assunto «il comando generale dei partigiani dei territori annessi» m.si . La 'Zara', impiegò nell'operazione due battaglioni cli fanteria (rispettivamente del 291 ° e 292° reggimento), il battaglione bersaglieri 'Zara' , i battaglioni volontari anticomunisti cattolico e d ortodòsso, due compagnie carri ' L', una batteria eia 75/13, agli ordini del colonnello Lucchetti <> 7~i . Individuata la concentrazione dei ribelli, il 9 luglio, con il concorso dei presìdi di Scardona e di Chistagne, ve niva predisposta una linea di sbarramento da Mala Cista per Sonkovié a Gacelesi , ed una (battaglione bersaglieri 'Zara') dal lago Aurana verso l'interno, mentre i reparti, con movimento concentrico, iniziavano il rastrellamento dei rilievi cli Plastovo, G radina e Sopalj <3' 5>. A l mattino de11·1 ·1, il colonnello Lucchetti affidava al battaglione A.C. cattolico il compito di puntare sul monte Sopalj e costringere il nemico a rivelarsi. Raggiunte le pendici, i volontari si trovarono in posizione critica sia pe r il numero superiore dei ribelli, sia per le dominanti posizioni che questi occupavano, sia per il consistente fuoco di anni automatiche. Anche l' intervento di due aerei, che spezzonarono e mitragliarono le quole, non piegò la resistenza dei ribelli \3' 6>. Non essendo possibile proseguire. il capitano Mario de Vidovich allestò uomini, armi , e feriti, intorno al casale Matesiéi, dove rimase prnticamente circondato e, so lamente nel primo pomeriggio venne raggiunto dal plotone arditi ciel tenente Piero de Vergacla. Pur nella 'complessa situazione in cui si trovava, il capitano non impiegò i rinforzi, rite nendo preminente porre in salvo i feriti , circa una trentina, ed affidò agli arditi il compito di trasportarli al


On mnggio a sellembre del /943

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comando colonna. Gli arditi, oltre tutto appesantiti, ripassarono in mezzo ai partigiani . I feriti furono posti in salvo, ma cadde il cappellano don G ilberto Gobbi Frattini (mi . Mentre il battaglione A.C., assolveva il compito cli agganciare e rivelare il nemico, gli altri reparti completavano «l'operazione di accerchiamento». E scriverà la 'Zara', «dopo intensa azione di artiglieria e di aviazione», nella serata, «i reparti guerrigliatori del 292° ftr. conquistava no con dura azione e lancio di bombe a mano le alture di Plastovo mentre il btg. A.C. ortodosso e il btg. 'Rismonclo' del 291 ° rgt. ftr. occupavano le alture di Gradina e Sopalj» 1318>. All'a lba, il reparto a .Matesiéi veniva ri levato da una compagnia ciel battaglione A.C. ortodosso, ed in tutta la 7.0na cominciò il rastrellamento dei ribelli che si erano disimpegnati con il favore delle te nebre. Dirigendo verso nord caddero sotto il fuoco dello sbarramento dei bersaglieri subendo gravi perd ite <379>. « U 13 corrente in zona Puticanje [...] Banjevci [.. .] e rotabile Stankovci [.. .l - Kosa [...] nostri reparti hanno continuato rastrellamento di nuclei partigian i sbandati» (,so;, che furono incalzati sino al 16. «Perdite partigiane nei combaltimenti de i giorni scorsi restano confermate in 200 morti» <3" 1• Da parte italiana vi erano stati diciannove morti; cinquantasei feriti tra cui tre ufficiali; quindici V.A.C. clispersi 1"'' 2>.

Con la seconda metà di luglio i partigiani divennero aggressivi anche nei settori settentrionale ed orientale della provincia di Zara, dove bande cli ' paesani armati', concorrevano alla difesa dei rispettivi paesi . Già il 12. un centinaio cli ribelli aveva fatto irruzione nel villaggio di Rodaljice (45 km ad est di Zara), incendiando la scuola e lementare e mettendo a sacco le case, nonostante la resistenza della locale 'banda paesana'. Rimase ro uccisi due partigiani e, fra i civili , alcuni l'amiliari di volontari A. C. '"-''. L'incursione era stata effettuata eia una formazione che, distaccatasi da l grosso, aveva attraversato il solco della Zerrnagna e, infiltratasi in te rritorio italiano, era penetrala abilme nte nella zona di Bencovazzo. Nella noue sul 15 e d urante il 16, più a nord, il grosso attaccò per due volte la stazione dei carabinìeri di Krusevo (4 km in linea d'a ria a sud-ovest di Obrovazzo), ma fu respinta con il concorso dei 'paesan i', dell'artigl ieria di Obrovazzo e cli rin forzi in tervenuti. Caddero un carabiniere e due paesani, sei i feriti'·'"' '. Nel corso de lla giornata venne a ttaccato anche il presidio cli Carino ( =Karin, 8 km circa in linea d'aria a sud cli Krusevo ), e d i rinforzi inviati sul posto si scontrarono con un gruppo di partigiani che riuscirono ad incendiare l'ambulanza ed a ca\lurare il me-


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Dalmazia · Una cronaca per la storia

dico condotto di Obrovazzo, dottor Antonio Zuppa, che si era messo volontariame nte a disposi7.ione ciel reparto t~~>. Quas i nello stesso mome nto, nel tratto Obrovazzo-Z egar, venivano attaccati i soldati di scorta indiretta ad un 'autocolonna. li coma nd ante, fece ferma re gli autocarri p e r consentire l'inte rvento dei propri uomini. L'autocarro di testa. preso sotto il fuoco, preci pitò lu ngo la scarpata. Fra combattimenti e d incidenti, que l g iorno vi e rano stati nove m orti, compreso il sottotene n te E rnesto Zanetti, sette i feriti , nove i dispersi fra i quali il sottotene nte medico Giorgio T rocinoc-'N6l. Fra i 'paesani armati ' due morti ed un ferito PS?i_ F rattanto, a sud di Obrovazzo , verso Zelengr ad. s i era infiltrato un migl iaio di partigiani. ed intorno a Zcrmanja Vrelo veniva segnalata la 2• brigata d e lla Lika con seicento uomini; lungo le pendici delle Alpi Bebìe (==Ve le bit) a ltri quattrocento del Sjeverno Dalrna1inski Odred<:w.>_Ancora incerti i loro obie ttivi, ma il più p roba bile sembrava essere la piazza forte di Te nìn.

IL 25 L UGLI O Il 25 lug lio cominciò come un a dell a tante domeniche. A R oma. avre bbe scritto Mussoli ni ne l s uo Rapporto sul 25 luglio, ~<alle otto e ro a Palazzo Ve nezia (...]. Fra la posta non vi era niente di grande importanza. a parte una domanda di grazia per d ue partigiani dalma ti condann ati a morte. T elegrafai in senso favorevo le al Govern atore Giun ta» (38~1 (Vedi riproduzione). Fu l'ultima d elle domande di graz ia accolte da M ussolini : Ivanko Milivoj e Nikolò Bosinovié no n vennero giustizia ti. A nche in D a lmazia la g io rnata e ra iniziata com e una d e lle tante altre. A Labin. vicino Sebenico i partigian i facevano esplodere alcune mine. U n gruppo no n mo lto consistente veniva disperso ne i dinto rni del lago Aurana; a ltri ribelli tentavano, ancora un a volta, di a ttaccare il presid io di Dubravice 1~10>. A Tenìn alcune formazion i partigiane venivano b attute dall'artiglie ria ed incalia te d a lla M .V.A. C. c3•ln_ Impegnativo uno scont ro ad Otrié dove i partig iani, sorpresi dai cetnici del pope +Jujié, perde vano venticinque uomini <;v:J _

A ZA RI\ - SEB ENICO - SPALATO A Z ara, la gente dopo ave r ascoltato la Messa aveva sfollato a i b agni. TI Giornale di Dalmazia portava in prima pag ina i bollettini di g uer-


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Da maggio a seuembre del 1943

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IL DUCE DEL FASCISMO CAPO DEL GOVERNO

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Dalmazia - Una cronaca per fa sio ria

ra. In cronaca, nel primo anniversario della morte, ìl ricordo del maeslro Beniamino Perego ucciso dai partigiani sull'isola di Eso assieme alla madre [VEDI voL. II, PAG. 586]; le sanzioni irrogate dal segretario federale per frodi annonarie; il resoconto di d ue riunioni sindacali; i risultati dì un concorso indetto dal Gruppo universitario per una novella; i soliti furterelli c annunci di oggetti rinvenuti e smarriti. Nel tardo pomeriggio pochi gli spettatori al Teatro Nazionale per il film 'Vivi con il tuo amore'. Qualcuno di più a l 'Vittoria', prevalentemente soldati attratti dal titolo, 'Casta Susanna'; scarsi al cinema 'Impero' con ' Il mistero dell'Arsenale' (3931 • Domenica afosa più che calda, e la la sera il tradizionale passeggio alla Riva Nuova anche oltre le 22, inizio dell'oscuramento. Durante la giornata, la 2a Armata aveva segnalato ai corpi d'annata che: «presentemente l'attività dei partigiani si limita a piccoli atti di sabotaggio essendo tutti i comandi partigiani in attesa dello sbarco angloamericano in Balcania, per quindi iniziare su larga scala gli attacchi ai nostri presìdi e l'interruzione completa delle vie di comunicazione» l39• l . Per chi lo ricevette costituiva un avvertimento o una informativa di non molto rilievo. I comandi consideravano che dopo la Sicilia uno sbarco in Dalmazia non fosse improbabile, e che i partigiani se non anche i cetnici lo avrebbero appoggiato. A Spalato, eia un paio di giorni si era diffusa la voce che la sera del 22 un ex-ministro jugoslavo aveva «indirizzato un messaggio per radio da Londra, in lingua croata a tutto il popolo ex-jugoslavo, con particolare accenno ai cittadini di Spalato, Sebenico e Cattaro. Avrebbe raccomandato la calma, invilando i partigiani, specie quelli che operavano nei territori annessi, a non compiere atti cli sabotaggio o attentati (e qui corrispondeva con l'avvertimento dell'Armata - n.d.a.] per non provocare la nostra reazione [ degli italiani ], annunciando che fra q ualche giorno un fatto straordinario porterà al la cosliluzione della 'N uova federazio ne degli Stati Balcanici', dal Montenegro all'Istria compresa. Un particolare invito ad essere pronti e calmi sarebbe stato rivolto ag li u ffic iali dell'ex-eserci to jugoslavo residenti nelle tre sµddette Città»(.l•I;\), Se - ne lla logica degli avvenimenti - l'Armata considerava possibile un prossimo sbarco anglo-americano, non è da escludere che per Londra, attiva nelle trasmissioni in codice, quella ipotetica "federazione balcanica ' potesse avere anche un diverso significato. Pe r la stessa ripartizione fra tedeschi e d italiani delle zone cli occupazione, degli interessi economici, delle influenze poli tiche, una federazione balcanica avrebbe dovuto coinvolge re ben più la G ermania che non l'Italia. La B.B.C., invece, aveva dedicato la trasmissione ai dalmali: si era riferita alle città italiane di Sebenico, cli Spalato, di Cattaro (e non a Rag usa che apparteneva alla


Da maggio 11 :;elll:mbre del 1943

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Croazia); aveva parlato de l Montenegro, dell' Istria, pe r cui quel 'fatto straordinario' sembrava interessare solamente zone italiane. E l'avvertimento della 2n Armata, diramato proprio la mattina del 25 luglio . che riecheggiava parte del messaggio del la B.B.C. , incuriosisce proprio per la sua appare nte banalità.

Il 19 luglio Mussolini ed Hitler si erano incontrati a Feltre. Un monologo a 360 gradi de l Fiihrer, ed un nulla di fatto. Hitler aveva a lTrontato il problem a balcanico ripete ndo le usuali idee. «Soltanto tedesch i ed italiani devono (...] esse re a rmati: altrime nti sbarcherebbero gli inglesi e troverebbero in Serbia, nel Monte negro, e forse anche in Croazia un'a rmata a disposizione, tra quei comunisti che non avrebbero c he da armare». Valutando positivam e nte i risultati degli ultimi mesi contro le bande partigiane (operazioni Weiss e Schwar1 z) inte ndeva «continuare e ne rgi camente [... ] contro di esse» <,%)_ Mussolini, rientrato a Ro ma, ordinò al Segretario de l partito, Ca rlo Scorza, dì convocare il Gran Consiglio del Fascismo. Riunione sollecitata sin dal 16 da un gruppo de i maggiori espone nti del Partito, che avevano invitato il Capo del Governo a rendersi conto della crisi mi litare, cli que lla del regime, de lla crisi istituzionale. Il Gran Consiglio fu convocato alle o re 17 di sabato 24 luglio. Ventiquattro ore dopo, Mussolin i s i recava dal Re a Villa Savoia. Un colloquio cli venti minuti. All'uscita, l'arresto. A Z ara, que lla convocazione, dopo anni di inattività del massimo organo de l regime, aveva s uscitato una certa curiosità e forse a nche inte resse, ma ben pochi o ness uno notò che i giornali-radio del 25 . tanto de l mattino che delle 13, non avevano dato alcuna notizia de ll a riunione . In città , come sempre, l'interesse era concentrato sul Bollettino di guerra: combattimenti in Sicilia; un piroscafo affondato da aerei italiani: vel ivoli abbattuti dalla caccia te desca; bombardamento cli L ivorno; novantasette morti a Bologna nell 'incursione cie l giorno prece de nte <391 •. Chi lo aveva ascoltato, aveva stretto le labbra, coinvolto in quei pensieri non espressi che da tempo cercavano d'incrinare la volontà di credere ancora. Nessuna noti7ia anche con il giornale -radio della sera , e ness un o pensava a qualche avvenimento particolare, tanto che a molti sfuggl il comunicato straordinario diffuso alle 22,45. Il Re aveva «accettato» le d imissioni di «S ua Eccellenza il cavalie re Be nito Mussolini» eia Capo cie l Governo, e nominava «Primo ministro segretario di Stato» il «cavaliere Maresciallo d'Italia Pielro Badoglio». Fra la gente una stupel'atta sensa-


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Dnlma zia • Una cronaca per la storia

zione di malessere. Pochissime le manifestazioni di gioia. Al mattino del 26, una edizione straordinaria del Giornale di Dalmazia, con la data del giorno precedente (il lunedì il giornale non usòva) . Un titolo a tutta pagin a: «La Maestà del Re Imperatore - assume il comando delle Forze Armai.e - Il Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio Capo del Governo». Al centro una fotografia del Sovrano. Il comunicato delle dimissioni. il proclama del Re e quello di Badoglio. In corsivo, su due mezze colonne, un articolo di Ardengo Soffici dal titolo: «Per la Patria». Nessuna criminalizzazione (.ws; _ Narrerà, poi, il Governatore Francesco Giunta: «Era una domenica sera, come tante altre. Forse un pò più calcia perché eravamo a lla fine di luglio. Sulla finestra erano i soliti due mitra con i sei caricatori da quaranta [colpi - n.d.a.] [.. .]. Alle 22, 48 minuti bussarono insolitamente all a porta. Stavo a letto da appena mezz'ora e leggevo per prendere sonno [... ]. Poi la voce cli Casagrancle [segretario particolare ciel Governatore n.d.a.] che grida: "Apri, Mussolini si è dimesso". Giù nella segreteria degli uffici c'era già il colonnello Butti, comandante dei RR.CC., mio diretto e prezioso collaboratore. Poco dopo arrivò il Federale, un istriano dal fegato sano e dalla fede limpida (Paolo Quarantollo - n.d.a.] [ .. .]. E giunsero i telegrammi e il proclama. Disse il Federale: "E ora .che facciamo? Io sono venut.o a prendere ordini". "Non ci sono ordini. Non c'è che aspettare e vedere un pò quel che è realmente s uccesso" [.. .]. Ma l'indomani, lunedì 26, leggemmo l'ordine del giorno de l Gran Consiglio. Allora fu tutto chiaro. Non si trattava cli malattia [cli Mussolini - n.d.a.] , ma di uno scacco matto. E quei membri ciel Gran Consiglio [... ] non capirono, non si resero conto che quell'ordine ciel giorno [...] non fu che la sca ppatoia per consentire al re cli sbarazzarsi del Fascismo [... J. Coglioni o traditori? E' difficile giudicare, ma è certo che fra loro [vi] erano uomini di grande esperienza poli tica e di non comune intelligenza, per cui il dilemma non regge» 13"')>.

In città discussioni e soprattutto interrogativi non poteva no mancare, ma quella popolazione, a diretto contato con il nemico, s'aggrappava istintivamente alla f~ase cli Badoglio ' la guerra conlinua' . Gli universitari chiusero la sede dopo aver scriu o su.lle pare i.i i nomi dei propri caduti c•r,o,_ Nulla venne toccato o distrutto. Così negli altri uffici del Partito e delle organizzazioni. Nessun atto di violenza, e per alcuni giorni il redattore del quotidiano locale, recandosi al lavoro, continuò ad indossare la camicia nera. «Molti [ universitari] presentarono domanda di arruolamento volontario al Comando della divisione 'Zara', ma non ebbero risposta»<·'°' >.


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Alla mensa ufficiali del 292° «si formaronq due tavolate, fra i 'conservatori' e coloro che molto disinvoltamente erano già divenuti antifascisti». Naturalmente «i l colonnello Lucchetti [... ] invitò a non sa lu tare più romaname nte a capo scoperto l.. .]. Scomparve ro immediatame nte nei locali ufficiali le fotografie del Duce» <•"~ì. La Milizia volontaria Sicurezza nazionale (M.V.S .N.) accettò discipli natamente la realtà. La 107" compagnia mi traglieri r imase nei ranghi . Durante la notte fra il 25 ed il 26, ufficiali e militi erano stati convocati a meno portaord ini nella loro caserma 'Francesco Ris mondo'. Si sarebbero trova ti circa in cento (secondo altre fonti in trecento). Vennero equipaggi ati cd a rmati, ed intorno all a caserma furono pia7.l.ate alcune mitragli atrici <;m). Nella giornata del 26, il .1 ° seniore Pietro Righetti Montcsi, dopo esser s tato al comando Presidio, parlò ai militi e «comunicò ufficialmente il telegramma del Comando generale della Milizia, nel quale s i ordinava la massima discipli na ed obbedienza agli ordini del nuovo Capo del Governo>,. La riunione si sciolse con l'ultimo ' Saluto al Re! Saluto al Duce!' <">,11• La camicia ne ra ru sostituita con quella grigioverde, ed i fasci sul bavero delle giubbe con le stellette. La compagnia ve nne inviata a presidiare il paese di Jancolovizza (4 km circa a nord-est di Zaravecchia), e vi sarebbe rimasta sino al 9 sette mbre. Fra gl i uomini delle bande A.C. si diffuse una striscia nte perplessità. Sentivano che un crollo dell 'eserci to ita li ano li avrebbe esposti alle ve ndette dei partigiani, non escl use le famiglie. Perciò, in q uei primi giorni , «molti volontari anticomunisti», scriverà il corpo d 'annata, istigati anche dalla «attiva propaganda svolta dal pa rtigiano Zecevié Stevo. ex-podestà cl i Obrovazzo», «hanno fa tto domanda di smobilitazione» <·")' 1• Passare ai partigiani poteva costituire un 'assicurazione di sopravvivenza. Ma rima sero al loro posto anche q uando, ad agosto, si videro sospe ndere le provvidenze sino a quel momento loro erogate dal Governo della Dalmazia. Si trattava dei risarcim e nti per i danni ca usati dai partigiani alle proprietà ed alle famigl ie; de i sussidi straordinari alle famiglie de i caduti: dei premi per il comportame nto in servizio; cli quelli cli nuzialità e cli natalità. Am,i, dal 25 luglio al 20 agosto, vi sarebbero state duece ntosettantacinque nuove domande di a rruolamento <'0('' . Il Giornale di Dalmazia del 17 settembre, cioè dopo la liberazione cli Mussolini, avrebbe scritto che «il 25 luglio era passa to a Zara nel generale glaciale sile nzio». Ricordava che, alcuni giorni dopo, «i fasci che erano su lle costruzioni del ve n tennale lavoro fascista caddero ad uno ad uno», e che «mentre succedeva q uesto, mani ignote scrivevano sui muri de lle case [... ] ' Ritorne remo'» <"" Ma più che un richiamo al fascismo era l'intuizione della necessità dì ricreare una forza concettuale che potesse col1 •


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mare quel vuoto improvviso per affermare, ancora, nei confronti dello slavo una preminenza che si stava rapidamente degrnd ando. Verso la fine di agosto, lo stesso corpo d'armata, interpretando questa delicata situazione, avrebbe scritto: «Poiché in seguito dello scioglimento ciel G. U.F. [Gruppo universitario fascista], la massa studentesca è rimasta in balia di se stessa, sarebbe molto utile costituire un ente che ne tuteli gli interessi e ne senta i bisogni. Se l'attività verrà condotta con longan imità ed equità, la massa studentesca non tarderà a comprendere i vantaggi dell'istituzione e staccarsi sempre più dalle varie correnti propagandistiche» (403l , Osservazioni che lasciano trasparire l'esistenza di un problema cli adattamento politico di quella gioventù che per tradizione culturale e fami liare, a cominciare da quando sotto l'Austria-Ungheria era stata fondata la 'Società degli studenti italiani dell a D almazia', si era dimostrata in ogni evento cittadino elemento determinante ed animatore. A Sebenico, «nulla di notevole accadde in città e dintorni». Il generale Paolo Grimaldi, comandante del settore, «proibì ogni forma di rappresaglia ed in particolare quella che poteva manifestarsi in forma poco seria e con scarso senso di dignità. Quadri ed iscrizioni dovevano sparire come ordine naturale delle cose; e così infatti si verificò in pochi giorni» <•o9i . Analoga situazione a Spalato. La parte croata della città esultò, ma non manifestò il proprio stato d'animo o perché nei primi momenti temette che la notizia non fosse vera, oppure troppo bella per credervi. Non era facile capire le ragioni ciel cambiamento di Governo, e la gente parlava di: «un mutamento apparente, dettato da ragioni di opportunismo politico>,; cli «un cambiamento reale, imposto dalla situazione politico-militare italiana»; oppure che «il nuovo Capo del Governo intraprenderebbe trattative, nei prossimi giorni, con gli inglesi per una pace separata», o che fosse «un avvenimento [già] deciso di cui ora sfuggono il significato e gli svil uppi nel prossimo avvenire» 1""> . Per i fi lo-comun isti, l'avvento di Badoglio segnava la fi ne dell'Asse, e preludeva al ritiro delle truppe italiane dalla Balcania. T serbi , partendo gli italiani, temevano cli restare esposti alle rappresaglie de i comunisti <'111 1• Scriverà, dopo la guerra, il professore Guido Posar che si trovava a Spalato: «Noi italiani, la più parte continuammo per alcuni giorni a portare ancora il distintivo [fascista] all'occhiello, [... ] soprattutto per il tricolore I.era lo sfondo ciel distintivo - n.d.a.] che molto ci pre meva» 1• 12>. Anche il tenente Ulisse Donati non ricorda particolari reazioni fra gli ufficiali del Comando artiglieria di Corpo d'armata, «ma un grande sbigottimento, poiché tutti hanno pensato che le cose si stavano mettendo male . Ci siamo sentiti ancora più isolati, in terra nemica. Non ci furono maniJe-


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stazioni di giubilo, ma di preoccupazione» <m l . Nell'ambito del 26° reggimento fanteria della ' Bergamo', scrive l'allora caporal maggiore A ntonio Vinaccia, «coloro che erano contrari a Mussolini erano pochissimi [...] mentre molti erano a favore e sinceramente dispiacenti di quanto era accaduto» <4 14>. Il 26, con 'determinazione' datata 'Dal Comando Supremo', a firma Vittorio Emanuele, i territori del Governatorato della Dalmazia , quelli delle province di Lubiana e di Fiume <4 1'>, vennero dichiarati ·zona delle operazioni' . La 'determinazione' riproponeva le istruzioni emanate da Mussolini sin dal giorno successivo allo sbarco in Sicilia (10 luglio) sui poteri civili che i comandi militari dovevano assumere e sui rapporti con le altre autorità <·11 ">. Nello stesso giorno della 'determinazione', Badoglio diramava «ai comandi competenti» le disposizioni per l'ordine pubb lico. Era l'ordine dell a «qualunque pietà e qualunque ritardo nella repressione sarebbe [... ] un delitto»; del «poco sangue versato inizialmente risparmia fiumi di sangue in seguito»; del «non è ammesso il tiro in aria. Si tira sempre a colpire come in combattimento» <mJ.

ll 27, Robotti impartiva ai corpi d'armata le disposizioni per l'assunzione dei poteri civili e per la tutela dell'ordine pubblico. Le popolazioni dovevano esser subito informate con manifesti bilingui, previa comunicazione al Governatore della Dalmazia, e rese note soltanto «successivamente at prefetti Zara et Spalato nei confronti dei quali avverrà effettiva assunzione poteri» <41sJ_ Cioè i due prefetti venivano posti di fronte al fatto compiuto. Qualcuno, però, dovette sollevare la 'grana', altrimenti non si com prende il motivo della nota che, il 1° agosto, il Capo di Stato Maggiore Generale, Vittorio Ambrosio, inviava alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed al ministero dell'interno, proprio per rilevare che «gli sviluppi della situazione militare per quanto riguarda i tenitori ex-jugoslavi recentemente annessi [...] consigliano che eletti territori vengano dichiarati zona delle operazioni» '"19). II generale Ambrosio non poteva non essere al corrente della 'determinazione' ciel Re, oltretutto datata e diramata dal Comando Supremo. Ma quel provvedimento era inapplicabile: una dichiarazione di 'zona delle operazioni' con la coàseguente assunzione dei poteri civili, te nendo conto delle prerogative dei prefetti in materia di ordine pubblico, richiedeva per la sua legittimazione le Cor ma lità del 'bando' previste dalla legge d i guerra. Ed Ambrosio esplicitamente avvertiva la Pres idenza del Consiglio dei ministri che, «in questo senso questo Comando Supremo proporrà l'emanazione del relativo bando». Nel contempo denunciava che «i prefetti di Zara e Spalato hanno dato prova sino ad ora di scarso senso di collaborazione con le autorità mi li tari». e


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ne chiedeva l'allontanamento «possibilmente senza sostituzione, o quanto meno che siano sostituiti con persone che abbiano mentalità più intonate all'odierna situazione)} <•20>. A parte ogni considerazione s ui difficili rapporti dei comandi militari con i due prefetti. molto probabilmente la 'grana' era partita da loro.

A ZAGABRIA La caduta del fascismo si ripercosse in tutti gli ambienti della Croazia con reazioni differenziate a seconda degli interessi, delle aspettative, ed anche delle località. Ma, ovunque, la convinzione che l' Italia avrebbe immediatamente deposto le armi. «Il Poglavnik - riferiva la ' Lombardia' - è rimasto molto scosso», ed «in alcune riunioni di consultazione degli elementi più fidati , per esaminare la situazione, è apparso molto depresso» <•21>. A parte il vuoto in cui si sentiva proiettato non avendo più l'appoggio d i Mussolini, doveva fronteggiare le manovre degli oppositori che stavano puntando su un governo militare (si faceva il nome del generale Ivan Prpié), oppure su Macek. A Zagabria, per timori o per s peranze, dominavano il nervosismo e l'incertezza. «Nella supposizione che venga a mancare l'appoggio dell'Italia» sembrava inevitabi le «appoggiarsi sempre più alla Gennania», ma c'era il dubbio che Pavelié potesse venir sostituito con il dottor Slavko Govetié, capo del partito nazional-socialista croato <J221 • Nelle province, come a Karlovac, la grande maggioranza della popolazione si dimostrava contraria ai tedeschi. e l'Italia proprio in quei giorni - comparativamente - guadagnava qualche punto <•1,>. Ai primi cli agosto, in una nota ciel Servizio informazioni militari (S. T.M.), si legge: «perplessità e disorientamento negli ambienti governativi del partito [ustascia]; pessimistiche dichiarazioni confidenziali ciel Poglavnik circa la sorte futura della Croazia; tentativo ufficiale di accordo con le correnti di Macek». Nella pubblica opinione , una «accentuata sfi ducia[ ... ) nei confronti dell'Asse; generale senso cli attesa di ulteriori avvenimenti politici e militari in Italia; vive speranze di un nostro prossimo sgo mbero della Dalmazia e conseguente occupazione da parte croata»!·124i_ ' Speranze' che costituirono l'argomento di un colloquio (30 luglio) fra il ministro d'Italia a Zagabria, Luigi Petrucci e Pavelié. Nella capitale croata si clava per certo che «il partito radicale [...) scontando notizie di pace separata da parte dell'Italia», stesse «montando un'azione [... 1per


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cacciare dal litorale adriatico le nostre truppe [italiane]» 1425>. La voce era tanto insistente da assl]mere spessori prossimi alla credibilità, poiché interpretava una aspirazione sempre sentita dai croati, ed ora strumentalizzata per «costituire un fronte unico di tutta la popolazione croata». Si accreditava inoltre che, «a questo scopo, sarebbero in corso dei contatti con i macekiani cd i partigiani», mentre uno speciale nucleo cli agenti avrebbe dovuto «inquinare e demoralizzare le nostre truppe». «Dietro tutta questa montatura - scriveva la Legazione d' Italia - si scorge l'opera tedesca» <421». Petrucci, dovette rimanere colpito dai nomi dei presunti promotori del piano: due ministri, Edo BuJat, spalatino, e Mladen Lorkovié. Nel colloquio con il ministro d'Italia, Pavelié naturalmente smentì qualsiasi ipotesi di mutamenti nella politica della Croazia, pur ritenendo possibile che «intellettuali dalmati, sempre irrequieti» potessero «inscenare qualche dimostrazione di piazza». «Sono antitaliani e abbandonerebbero tutta la Croazia al nemico pur di salvare il loro luogo natio». D'altro lato non escludeva che i tedeschi potessero «armeggiare segretamente per preparare eventuali sommosse e così giustificare atti cli forza della Germania in Croazia» (•211 • Petrucci, però, dovette uscire dal colloquio tutt'altro che convinto dalle parole del Poglavni k, se informava Palazzo Chigi di non poter completamente escludere l'ipotesi che proprio «Pavelié miri ad allargare la sua base interna creando un fronte unico antitaliano con programma più o meno esplicito di conquista della Dalmazia, sotto la protezione Germanica» <•28>. Q uasi contemporaneamente il Comando Supremo, con una nota chiedeva a Palazzo Chigi «un pronto intervento eia parte nostra» nei confronti di Zagabria per stroncare una manovra croata, «intesa probabi lmente a giustificare un'eventuale azione military per la rioccupazione cli taluni punti della costa adriatica». <<Il comandante della Guardia del Poglavnik» - continuava la nota - avrebbe «impartito ordini ai suoi ufficiali di iniziare l'approntamento dei reparti destinati in Dalmazia» (4 ~9>_ <<Tali reparti dovrebbero operare nel quadro dell 'azione contro la costa dalmata ed istriana, capeggiata come noto dal Ministro croato di origine dalmata Bulat, azione che, nonostante le smentite del Poglavnik, risultere bbe tutt'ora in via cli organizzazione» <•30, . Prospettive che sembravano convalidate anche da una segnalazione del Centro S.I..M. di Zagabria, circa la suddivisione ciel litorale in quattro regioni militari, disposta in quei giorni. La regione meridionale (Cattaro-Ragusa-Stagno) veniva posta agli ordini dell'ammiraglio .[)uro .Jaksin; quella da Stagno ad Alrnissa era af-


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fidata al colonnello fra njo Simié, comandante del 1° reggimento volontari; la zona Almissa-Spalato-Zermagna al colonnello degli ustascia Joso Rukavina che, al momento opportuno , avrebbe potuto disporre dello squadrone cli cavalleria della Guardia del Poglavnik. Infine la regione settentrionale, dalla Zermagna a Sussa, agli ordini d' un altro colonnello ustascia, Ivica Frkovié, con il compito di organizzare bande di volontari. «Vari segni - avvertiva il Servizio informa7ioni dell'esercito (S.I. E.) - fanno ritenere [che] azione contro Dalmazia è preparata quanto meno con condiscendenza tedesca» <•31>, e si faceva il nome di Edo Bulat quale governatore della Dalmazia. Da Ragusa il VI Corpo d'annata riferiva che, secondo fonte attendibile, a Zagabria sarebbero state costituite tre legioni e, «assieme alle divisioni tedesche e croate» avrebbero dovuto «sostituire nei presìdi le divisioni italiane che quanto prima dovrebbero rimpatriare» <• 321• Sia che si trattasse di 'cacciare ' o di 'sostituire', lo scopo finale restava sempre quello di liberarsi dagli italiani secondo un piano predisposto ancor prima del 25 luglio, e verificato dal Centro di controspionaggio a Zagabria. «Da alcuni mesi !'VIII Reparto del Ministero delle Forze Armate croato», in collaborazione con il 2° Ufficio del ministero dell'interno, - segnalava il Centro - stava «preparando l'organizzazione cli un servizio informativo terroristico diretto contro l'Italia, il quale entrerebbe in attuazione parziale nei prossimi tempi, e ~otale nel momento non precisato e non esattamente prevedibile in cui le nostre truppe, per il precipitare _d ella situazione militare e politica, verrebbero a trovarsi in difficoltà in territorio croato» ('GJ>_ Oltre acl effettuare colpi cli mano contro i presìdi italiani, doveva «fomentare la rivolta delle popolazioni clellc zone occupate, particolarmente in Dalmazia» <•311• Contemporaneamente la 'Marche' segnalava che il colonnello Simié aveva ispezionato alcune stazioni cl i gendarmeria, eia I.moschi a Metcovich ed a Ragusa, e che «scopo della visita sarebbe stato quello cli studiare le modalità e dare gli ordini (... ] in conseguenza, onde intralciare i movimenti delle nostre truppe (... ] in previsione cli una nostra capitolazione (... ]. Simié avrebbe avuto a questo fine contatti con ufficiali superiori tedeschi» <4351_ Ma non erano semplici 'voci', bensì indiscrezioni su propositi ciel Governo croato e dei tedeschi. Pavelié, giù il 27 luglio, per orientarsi sulla nuova situazione aveva avuto un colloquio con il generale Siegfried Kasche, ministro di Germania a Zagabria. Subito dopo il colloquio vi fu una riunione di Pavelié e Kasche con i ministri Bulat, Lorkovié, ed il generale Ed1nuncl G laise-Horstenau, plenipotenziario militare per la Croazia. Opinione comune che «gli avvenimenti siano il primo passo degli italiani verso la pace separata» (436J. Ed il Poglavnik giocò le sue carte. Ma-


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scheranclo le aspirazioni sulla Dalmazia con la preoccupazione d'uno sbarco alleato e d'una gravitazione cli cetnici o di partigiani verso la costa, sollecitò l'invio lungo il litorale di reparti tedeschL e - riferirà Kasche a Berlino - «ha per ciò disposto che siano portati avanti in modo accelerato le misure concordate per l'impiego dei reparti tedeschi e croati». Kasche, compiaciuto poiché le disposizioni del Poglavnik favorivano le mire tedesche, sottolineava che, «contrariamente alla pubblica opinione [croata] abbiamo la piena adesione del Governo» c•." l. 11 2 agosto, Kasche esaminò con il generale Glaise-Horstenau l'eventualità di un crollo militare dell'Italia, per «pensare ad ogni possibilità e preparare in tempo ogni misura necessaria». La collaborazione tedescocroata andava rafforz;na, e Zagabria doveva «creare organizzazioni irregolari per l'avanzata nel territorio costiero». All'equipaggiamento ed all'armamento avrebbero provveduto i comandi tedeschi, ma «è ovvio scriveva Kascbe - che noi ufficialmente non riconosceremo tali organizzazioni» <"'"•i. I croati si sarebbero spinti sulla costa, «soprattutto nel tratto [.. .] tra la foce del Narenta ed il confine presso Spalato». Al generale L uters, comandante delle forze tedesche in Croazia, sarebbe spettato di «anteporre ad ogni impegno militare questa collaborazione con i Croati e l'avanzata per la sicurezza della zona costiera» (-HQ>.

GLI USTASC!A In Dalmazia, inevitabile lo sbandamento fra gli ustascia. Venendo a mancare il partito fascista, si sentivano esposti. Parecchi partirono eia Ragusa con le famiglie nel timore «cli essere oggetto di provvedimenti restrittivi da parte delle autorità militari per nuove direttive avute da parte dell'autorità militare italiana in seguito allo scioglimento del P.N.F. lPartito nazionale fascista]» <4-«'>. Nei primi momenti non vi fu un 'univoca clirelliva del loro comando di Zagabria, tanto che a Trebinje gli ustascia si di mostrarono favorevoli agli italiani , sia perché «conosciuti ormai da due anni di occupazione», sia perché convinti che «uno sbarco inglese nella zona, li porterebbe al crollo cd alla mutilazione della Croazia» . Inoltre, «pur confidando nella Germania, - scriveva la 'Marche ' - ne temerebbero gli usi e costumi di guerra» 1•·111• A Signo, per «essere padroni della situazione con l'appoggio dei tedeschi» gli ustascia sembravano prepararsi ad «un moto insurrezionale, nel caso in cui le truppe italiane lasciassero la città» (.wii _


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Più complessa la situazione nella zona di Almissa. Per intermediazione dei frati francescani sembrava in ano una intesa operativa fra ustascia e partigiani, tanto che «il comando dei reparti dalmati, che si otterrebbe con la 'fusione' [fra ustascia e ribelli - n.d.a. ]» sarebbe stato affidato «al maggiore ustascia K uraja» e «il comando di un'altra simile colonna che avrebbe sede a Livno sarebbe dato al ten. col. degli ustascia [Ljubo] Boban» <44.1J. L'ipotesi di un simile connubio poteva apparire azzardata. Ma trovò conferma in un comunicato del 'Quartier Generale alpino del Comando dell'Esercito jugoslavo in Patria', con il quale Mihajlovié portava a conoscenza dei propri ufficiali un documento che conteneva particolari disposizioni del Comando Supremo partigiano. Istruzioni che confermavano «nel miglior modo che le nostre asserzioni sull'infiltrazione in massa degli ustascia nelle fil e partigiane erano del tutto esatte» rm>. Tito, nell a premessa di questo documento manifestava concrete riserve in confronto degli inglesi . «L'attuale aiuto [a noi partigiani - n.d.a. ] della plutocratica Inghilterra ha un carattere nettamente politico»; «aiuto misero ed insincero»; «ci aiutano ora perché siamo necessari»: «il loro aiuto ai re parti cetnici di Mihajlovié è molto maggiore». Inoltre Tito si dimostrava tutt'altro che soddisfatto dei compiti che gli erano stati assegnati, e che lo costringevano a disporre «anche contro la nost ra volontà». Tuttavia, e nonostante tutto, dichiarava che <<nel caso di uno sbarco degli alleati ci incombe il compito di attenderli e di prendere l'iniziativa», togliendola a Mihajlovié. Pertanto ordinava la ricostituzione di «tutte le unità decimate [... J senza prendere in considerazione l'elemento» uomo <·1'" J. Quindi, operativamente, il piano considerava la coJlaborazione con gli ustascia. «In questo campo - precisava Tito - si è molto lavorato» e «ringraziando il compagno colonnello Arso Jovanovié, è stato raggiunto q uanto segue: il colonnello [Franjo] Simié con i domobrani deve attaccare Spalato [... ]; aiutato dalle nostre colonne gli riuscirà l'occupazione. In questa azione sarà aiutato dal mare dagli ustascia agli ordini del maggiore Kuraja [...] che dispone, calcolando anche le truppe di Almissa, di 2000 ustascia [... ]. Con la fusione delle nostre unità e cli quelle ustascia obbligheremo i macekiani a una veloce capitolazione» 14-16>. Da qui l'ordine di «prendere quanto prima collegamento con l'agente ustascia , il compagno Brekalo, il quale è inviato dal Quartier Generale Supremo ustascia di Zagabria. Egli [.. .J fa propaganda, cioè ordina la fusione degli ustascia e dei partigiani a qualsiasi costo». E come lui, Branko Roglié, srroiernik [vice-fecleraleJ ustascia di A lmissa, ed i Locali frati francescani<447l_ f-\ ppariva, quindi, che Zagabria, nonostante le smentite di Pavelié, fosse coinvolta più di quanto potesse sembrare. Brekalo dovette tanto


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immedesimarsi nella funzione di intermediario che, ai primi di settembre, passava ai partigiani 1~ 8>. Frattanto, a Spalato, gli ustascia facevano circolare la voce che «i nostri comandi militari [italiani] li avrebbero incaricati di assumere i poteri civili della città, non appena essa sarà stata abbandonata dalle truppe italiane>,, e correvano i nomi delle persone designale a ricoprire i vari incarichi amministrativi e politici <1~'J>.

/TEDESCHI A fine luglio, il Commissario generale amministrativo croato presso la 2" Armata, David Sincié, di ritorno da Roma, ebbe un colloquio con il genera le Robotti. Secondo Sincié, e rirerendo voci probabilmente raccolte negli ambienti romani e di Zagabria, i tedeschi erano «certi che l'Italia stia per cedere, od abbia già ceduto, agli anglo-americani»; che «i tedeschi [... ] non crederebbero alle parole del Maresciallo Badoglio» circa la continuazione della guerra. Per quanto concerneva il settore balcanico, secondo il Commissario generale, i tedeschi intendevano spingere le loro divisioni sulla costa adriatica, da Trieste a Ragusa, e «sarebbero già preparati ad agire contro di noi [italiani] con la forza». «Naturalmente questo ·colpo' (... ] avverrebbe d'accorcio col partito tedesco [ilo croato, al quale il governo hitleriano garantirebbe [.. .] la Dalmazia» 1·15m. Segnalazione che trovava conferma in una comunicazione della Missione militare italiana circa un accordo - e identici gli obiettivi - che sarebbe «interven uto tra comandi militari germanici e autorità centrali croate» (•s 11•

In Germania il 25 luglio aveva suscitato «sorpresa ed evidenti apprensioni nei dirigenti» <•52;. Altrettanto sorpreso dagli avvenimenti lo stesso ambasciatore tedesco a Roma, von Mackensen. Particolarmente reattivi gli ambienti hitleriani. Fra la gente prevaleva l'opinione che l'T!.alia avrebbe deposto le a rmi e, sintomaticamente, riferiva il S.I.M., «i l popolo minuto considera l'avvenimento con invidia» <•s.1;. La stampa presentò l'estromissione di Mussolini solamente come un cambio di Governo, anche se un comunicato ufficioso parlava di dimissioni che «comporteranno 'nuovi ' sviluppi». Comunicato che andava letto con attenzione, poiché - non tanto implicitamente - faceva intendere che la Germania, sin da quei primi momenti, considerava l'Italia come un avversario, in quanto Roma «dovrà, qualunque cosa accada, orientare la sua politica secondo le esigenze della realtà, dato che in questa guerra essa non si balte per il fascismo, o per la sua alleata Germania, ma per se stessa, per


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l'avvenire del popolo italiano e per i suoi diritti vitali». E precisava che, <<in questo senso, va interpretata la parola d'ordine 'la lotta continua'»<45d)_ Anche i comandi militari furono 'sorpresi'. In Balcania, il generale Alexancler Lohr, Comandante Superiore del Sud-Est non diramò alcuna parola convenzionale - 1'8 settembre sarebbe stato usato il termine 'Achse' - ma direttive prese sul momento. TI comando tedesco in Croazia - generale Luters - affrontò l'emergenza senza apprensioni, poiché avvenimenti e conseguenze collimavano con quella linea di tendenza - politica, economica e militare - che da tempo aveva portato ì tedeschi a gravitare verso la costa dalmata . Già nei primi mesi del 1942 avevano éercato d'insediarsi a Porto Toléro (Ploce) [VEDJ VOL. II, PAG. 387] e, venuto meno questo tentativo, erano ricorsi ai più svariati pretesti per infiltrarsi, accampando necessità alcune motivate altre ingenuamente trasparenti . Ad aprile del 1943, avevano chiesto alla 2" Armata di consentire al capitano di corvetta Hans Hell di arruolare, per conto della Marina da guerra del Reich, personale croato del litorale e formare equipaggi da destinare in Mar Nero c•55 l _ Al rifiuto delle autorità militari si erano rivolti a Roma. L'Ufficio Croazia si dimostrò favorevole, e comunicò al Comando Supremo «l'opportunità di non assumere un atteggiamento decisamente contrario alle richieste», a condizione, però, che all'arruolamento non venisse dato «carattere appariscente ed ufficiale», e che i mariuimi tJOn fossero «utilizzati in unità organiche cli nazionalità croata» l'1'"l. Frattanto i tedeschi, senza attendere la risposta eia Roma, avevano aggirato gli ostacoli con la collaborazione delle autorità cli Zagabria ed il ' paravento' di una compagnia privata di navigazione. «In questi giorni segnalava la 'Murge' - il Comando delle Forze armate croate ha trasmesso alla Capitaneria di Porto cli Gravosa [porto commerciale di Ragusa n..d.a. ] una richiesta cli personale marittimo f... ] per conto della società tedesca Damanschijfahrgruppe Gen.eralvertretun.g per la Croazia». «Tale personale è destinato a imbarcazioni a motore di oltre 400 tonnellate che prossimamente saranno impiegate in gran numero dai tedeschi p er il traffico in Mar Nero» <•s 1>. Intanto il Comando Supremo aveva concesso l'autorizzazione, ma il 30 giugno, il generale Cesare Amè, capo del Servizio informazioni militari, comunicava al generale Robotti che il Capo di Stato Maggior Generale , Arnbrosio, aveva ordinalo l'allontanamento, «nella forma più opportuna e conveniente», del «maggiore della Marina tedesca Hell Hans, ciel capitano Georg Apaga ller, del sottotenente Zdravko Novisek e di Hodl Hans» per «la loro attività propagandistica ed informativa»c.,sg)_


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I tedeschi avevano presentato anche la richiesta di inviare il capitano Gustav Greim a Sebenico per sorvegliare il trasporto della bauxite; un meteorologo a Mostar; u n rappresentante della Todt a Segna per l'ingaggio di mano d'opera c•59i , I comandi italiani presero tempo, e da ultimo rifiutarono le autorizzazioni <•60l. Ai primi di giugno l'aviazione tedesca chiese alla 2" Armata cli consentire la dislocazione di una squadriglia idrovolanti a Pola, e di una a Divulje (3 km circa ad est di Traù). RobottL con parere contrario, rimise la questione al Comando Supremo. Il 10 giugno, sul Diario s1orico del Comando Supremo veniva annotato che il Capo di Stato Maggiore Generale «propone il riesame della questione. allo scopo di impedire l'invadenza e l'inframmettenza tedesca in Adriatico, notificando che Supermarina avrebbe offerto, per compititi protettivi de l traffico marittimo in Adriatico, squadriglie proprie, pur di impedire l'affluenza di squadriglie ger maniche,> c•l>l>. Ma , con lo sbarco in Sicilia, la questione assunse un aspetto diverso. Il 21 luglio, il Maresciallo Kesselring comunicava ad Ambrosie, che il Comando dell'aeronautica del Sud-Est, aveva avuto l'ordine «di riconoscere per un eventuale impiego cli reparti germanici, gli aeroporti siti nella Dalmazia italiana ed in Albania, di attrenarli, e cli rifornirli» r-1-02>. Pregava, in collaborazione con i locali comandi itali ani , cli accorciare libertà di movimento ad una commissione guidata dal generale dell'aeronautica Walther Gnamm. Ad Ambrosio. sia per il momento mil itare, sia per la imperatività anche se cortese della nota , non restò che aderire, e due giorni dopo autorizzava lo Stato Maggiore ad «imparti re ordini ai Comandi G .U [Grandi Unità] competenti per massimo appoggio at Commissione germanica» c,r..,). Il 22 luglio i tedeschi rinnovavano una vecchia richiesta per «esercizio stazione r.t. organizzazione Todt già esistente Dernis per collegamento con Zagabria per questione esercizio miniere bauxite». Respinta a suo tempo, esistendo la rete dei collegamenti italiani, questa volta la motivavano con il pretesto che «uso collegamenti r.t. italiani est lento et clifficoltoso causa necessità doppia traduzione» !·';'". La bauxite era senz'altro una materia prima di estrema imporLanza per Ja produzione bellica, ma i comandi italiani non potevano non considerare con sospet.t.o l'arrivo a Ragusa , nel pomeriggio del 24 luglio, di «un treno specia le» con «una commissione militare tedesca capeggiata da un tenente colonnello della organizzazione Toclt e da un consigliere de lla Legazione tedesca a Zagabria)) (quasi certamente il dottor Ernest Kiihn) assieme ad un maggiore, un capitano, un tenente ed un sottotenente. Motivo ufficia le: «studiare la questione del trasporto della bauxite»!'6s,.


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L'interesse dei tedeschi non si limitava alle risorse minerarie delle zone presidiate dall'Italia, ma comprendeva gli stessi generali comandanti. Il 23 luglio, il generale Luters trasmetteva al Comando Superiore ciel Sud-Est una decina di 'schede' di comandanti militari, a cominciare da quella del Governatore del Montenegro, che in una sintesi estremamente stringata condensavano aspetti militari, caratteriali e politici. Il generale Sandro P iazzoni, comandante del VI Corpo d'armata, veniva definito: «debole, accondiscendente, non amico dei tedeschi»; il generale Umberto Spigo, comandante del XVIII Corpo d'armata: «personalità ottima, buon comandante, molto positivo nella questione dei cetnici, disposto a collaborare». Poi quelle dei comandanti della 'Marche', della 'Taurinense ', della 'Re'<«,<,>. :-:: *** ~:~ **

Solamente il 26 luglio, alle nove del mattino, il generale Lòhr, avvertiva il generale Luters che: «Da notizie appena giunte, il Maresciallo Badoglio ha assunto il Governo in Italia. Il Duce ha dato le dimissioni e sembra sia agli arresti». Ma, anche se aggiungeva che «il maresciallo Badoglio, sembra abbia intenzione di continuare la guerra a fianco elci tedeschi», avvertiva «di considerare possibile un eventuale abbandono dell'alleanza da parte italiana» <46' l. Quindi, le disposizioni: Lohr stesso assumeva, «con effetto immediato, il comando su tutte le forze dell'esercito tedesco nello scacchiere sud-orientale». «Nel caso di defezione degli alleati italiani» le forze tedesche dovevano assumere «le difese delle coste nei punti strategici». Luters doveva radunare la divisione SS 'Prinz Eugen' nella zona di Mostar, «per l'occupazione di Ragusa e cli Spalato», ed a Bihaé «la ll4a div. Cacciatori [=lager] per l'occupazione di Sebenico e Zara»; dare la massima sicurezza agli aeroporti, alle ferrovie, alle strade «necessarie per uno spostamento verso la costa»; tutti i movimenti dovevano «esser occultati» e, «in caso cli necessiU1, esser motivati diversamente». Contemporaneamente ordinava di controllare «il comportamento degli italiani [... 1in maniera non appariscente». «Anche un loro atteggiamento positivo» doveva «esser comunicato». Nel caso di defezione: «a) sequestrare ognì tipo cli armi e materiali cli ogni specie; in caso di necessità procedere alla loro distruzione; le truppe dovevano essere disarmate; b) - deve essere impedito l'uso delle ferrovie eia parte italiana. Nel caso cli deportazioni decide il Com. gen. del Sud-Est; c) - in caso di resistenza si deve far uso delle armi senza riguardo» 1068>. Luters, quello stesso giorno, ordinava alla 114" divisione '.l ager' 'soltanto per gli ufficiali' - di preparare un battaglione rinforzato per l'occupazione di Zara e di Sebenico, tenendolo pronto a muovere. Gli altri


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re parti dovevano esser jmpiegati per la sicurezza delle vie di comunicazione e per la difesa di Bihaé, dove si trovava il comando divisione. La radunata dei reparti e la ricognizione degli itinerari andavano effettua te immediatame nte ma senza attirare l'attenzione degli italiani (·""'>. Però. al capitano Hermann Weisik. della 'Prinz Eugen·, doveva mancare r ane della dissimul azione. Si presentò al comando italia no d i Ycrgoraz (=Yrgorac, ad una decina cli km 1O ad est del piccolo porto di Zaostrog), e rich iesto circa i motivi della non annunciata visi ta. ,,ha risposto - scriveva il comando settore di Metcovich - che si era recato a riconoscere la strada per andare al mare. essendo desideroso di fare i bagni» <'ili>.

Se i Servizi tedeschi segnalavano che «l' ingresso delle truppe gennanichc in D almç1zia sarebbe salutato come una liberazione» ,m,, il comando della '.lage r· predisponeva un Promemoria sulla condo fla da tenere verso l'esercito italiano. Gli ufficiali dell'Esercito e quelli della Milizia che avessero dimostrato una e ffettiva volontà di proseguire nella lotta. passavano a fian co delle fo rze germaniche. Gli altri . immediatame nte disarmati. Per conosce re le decisioni clei singoli - ufficiali e soldati - si dovevano prendere contatti direlli. possibilmente in ·terreno neutrale ·. e si raccomandava di presentarsi con una sco rta adeguata all'importanza della trattativa . Quindi le indicazio ni cli carattere ·psicologico·: «d urante le tratta tive, bisogna appe ll arsi all a cava lleria ed al cameratismo d'armi esistent i fin'ora», ma anche «accennare molto chiara mente alla rinnova ta rottura del patto di fede ltà [cioè ricordare che già nel maggio de l I 915 l'Jtalia aveva abbandonato la Triplice J\ lleanza - n.d.a.] non certo desidera ta dall'esercito italiano». «In caso cl i rifiuto di collaborazio ne» fa r ch iaramente compre ndere che le truppe tedesche ,, hanno l'o rdine di disarmarli. e che sono autorizzate ad eseguire rordine senza troppi rigua rdi»1 m>.

Ordini e direttive riservate, ma evidentemente accompagnate da altre lasciate appositamente f"il trare per copertura e disinform azione. In ratti, il Centro J\lbania-Monte negro elci S.l. M. inviava al Coma ndo Supremo notizie del tutto anomale: «Sembra che solo ora essi fi tedeschij abbiano capito l'importanza del nostro Paese ne lla guerra in atto>>. «In una circo lare [...l d iretta ai comandanti di uni tà aventi co mu nq ue co ntatto co n le nostre un ità : - si invita ad ev itare ogn i ragione d i attri to e d i risentimento con gli italiani: - si pone in rilievo l'im portanza politica e strategica dell' Italia per la Germania: - si esalta l'eroismo dei nostri militari»'''-'1.


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Da parte croata, invece, fu subito rilevato che i comandi germanici avevano sospeso le licenze, «anzi a Mostar stessa circola la voce che saranno occupate dai tedeschi tutte le località della Dalmazia, comprese Spalato e Sebenico». «Nel dubbio - informava la 'Messi na' - che il nuovo Governo Badoglio ceda ad un compromesso con gli anglo-americani, il comando tedesco avrebbe disposto» che «il Governo croato insista presso il Governo italiano per ottenere la sostituzione delle truppe italiane con quelle germaniche nei territori croati e dalmati e dare alla flotta tedesca la possibilità di muoversi liberamente nell'Adriatico» <474 >_ Manovra complessa, ma improbabile anche se aspettative ed interessi croati collimavano con quelli tedeschi.

In esecuzione delle direttive di prendere contatti con i comandi italiani, il generale Ritter von Oberkamp, comandante della 'Prinz Eugen', si recò a Ragusa con il riservato proposito di chiarire con il generale Sandro P iazzoni «fino a qual punto sia possibile attuare preliminari trattative [.. .] nel caso del previsto sgombero della zona Ragusa-Spalato» <4i 5l _ Piazzoni, invece, interpretò l'incontro come uno scambio di cortesie fra due comandanti alleati. Però, quasi una pregiudiziale, domandò ad Oberkamp quale consistenza avessero le voci «secondo le quali dovrebbe avvenire da parte tedesca la occupazione cli Ragusa e di Spalato». Il «comandante delle S.S. v. Oberkamp - come impersonalmente avrebbe riferito lo stesso generale tedesco al proprio comando - dichiara false queste voci e dà assicurazioni di controbatterle». Piazzoni, rassicurato, non ebbe alcuna riserva nell'affermare che «da parte sua tutte le trattive ed i colloqui presenti e l'uturi» sarebbero stati condotti «nello spirito cli cameratismo milita re e di franchezza senza alcuna r iserva me·ntale» . Di rimando, Obcrkamp, lo assicurò «di voler far valere la stessa franchezza cd onestà». Il comandante del Corpo d' armata, a richiesta, gli precisò di non aver ricevuto alcun ordine di abbandonare il territorio presidiato e, anzi, avrebbe fatto conoscere qualsiasi disposizione gli fosse pervenuta. J due generali s' impegnarono di darsi reciproco appoggio in caso di necessità, ed anche convennero, «nel caso in cui gli interessi italiani e tedeschi in questa zona dovessero muoversi in direzioni diverse, rchel le più urgenti misure preventive verrebbero regolate da ambo le parti in modo cameratesco» <m,i_ Di questo colloquio Oberkamp estese un ' promemoria' per il generale Luters, e lo trasmise con una lettera in cui dichiarava - diversamente da quanto contenuto nella 'scheda informativa' - di aver riportato «la netta impressione» che Piazzoni fosse «un soldato aperto e del tutto propenso all'alleanza con la Germania»; che «le voci diffuse su di un previsto sgombero [italiano] del territorio sono delittuose e falsi annunci di parte croata» <•17J_


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J SERBI ED I CETNICI Complesse le reazioni negli ·ambienti serbo-ortodossi. Mihajlovié, ritenendo imminente l'uscita dell'Italia dal conflitto e sotto l'influenza della Voce di Londra che parlava di armistizio, il 27 diramava ai propri comandanti specifiche direttive. «Parlo a nome del Comando Supremo cetnico [...]. Nei nostri paesi, ed ovunque si trovino italiani e serbi in contatto, vogliamo rapporti onesti verso gli italiani» <•1s>. «G li italiani hanno commesso un grande errore verso di noi il 15 maggio [evidentemente li riteneva responsabili o corresponsabili del disarmo dei cetnici - n. d.u. J, ed anche dopo tale data», ma «questo errore potrebbe esser riparato con una nuova collaborazione italo-serba». E, quasi per far meglio comprendere questa direttiva che a qualche capo avrebbe potuto apparire ostica , sviluppava una serie di considerazioni. «Si deve sapere che ora , dopo l'evacuazione tedesca [dall'Erzegovina -n.d.a.] gli italiani non hanno amici in questa zona. I croati sono loro nemici (... ]. I partigiani sono ancora più grandi nemici. Ambedue sono nemici degli italiani l... ]. Ma sono anche nemici dei serbi. Allora siamo su una [stessa] linea. E perché non collaborare? Collaborare per il momento, finché non si chiarisca la situazione» t•79l . Quindi alcuni ordini operativi : occupazione di éapljina, cli Stolac, cli Mostar, in modo da prevenire incursioni delle forze di Tito, poiché «ogni successo dei partigiani rappresenta un pericolo per gli italiani e per noi, ma per gli itali ani più grande». E cli seguito: «se verrà il giorno che gl i italiani si dovranno ritirare da questa zona, noi copriremo loro il ritiro con le nostre truppe. Ma la nuova collaborazione deve essere s icura. Noi non tradiremo, ma non vogliamo essere traditi» <4• 11>. Nei documenti militari italianL le prime notizie sulle reazioni degli ortodossi alla caduta del fascismo si trovano nel No1iziario della divisione 'Messina' sotto la data del 27. 11 cambiamento cli Governo aveva prodotto «negli ambienti serbi una prima manifestazione di compiacimento perché è stato interpretato come una decisione cli pace con l'Inghilterra, e quindi come la realizzazione del disegno panserbo. Ma, proseguiva il Notiziario, «ora è subentrato nuovamente un atteggiamento di attesa perché la Voce di Londra non si dimostra soddisfalla dell' atteggiamento di serietà e cli fede agli impegni assunti, dichiarato dal R e d'Italia» (-,~!). Frase alquanto oscura, ma può essere compresa ponendo mente che, nonostante la diffusione nella serata ciel 25 del messaggio di Badoglio «la guerra continua», il mattino successivo, la Voce di Londra, nel Bollettino straordinario delle ore 8 (riportato integralmente dalla divisione 'Mar-


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che' in allegato al proprio Noriziario giornaliero del 29 ('"2l, annunciando che «il Re ha preso i pote ri ed ha affidato il Governo al Maresciallo Badoglio},, motivava l'avve nimento con le seguenti parole: «per preparare una accurata capitolazione dell'Italia secondo la richiesta dei vincitori alleati» <•S-'l . Evidentemente fra Londra e Roma le previsioni o le intese non avevano funzionato in pieno, tanto da indurre 1a stessa Voce di Londra a proseguire nel Bollettino manifestando perplessità, ed a tacciare il re d'Italia cli non aver tenuto fede agli impegni assunti. li crollo del fascismo, il cambio di Governo, interpretati negli ambienti cetnici «come una decisione di pace con l'Inghi lterra e. quindi, come la realizzazione ciel disegno panserbo» non potevano non determinare compiacime nto ed aspettative <4~' 1• Da Trebinje veniva segnalata «viva gioia fra i cetoici e i serbi r... 1. Costoro continuano a dire che fra Hl o 15 giorni l' Italia dovrà capitolare e passerà dalla parte degli inglesi». Interpretazione che causò confusione anche per la schematicità dei ragiona menti: «essendo i partigiani amici ed a lleati dell'Inghilterra, i serbi locali pensano che la loro venuta [dei partigiani - n.d.a.] rientri nella norrnalità degli avvenimenti » t-,x5>. Però, subito dopo, era subentrato un senso di dubbiosa attesa per le riserve della Voce di Londm sull'atteggiamento di Vittorio Ema nue le t~"'l, ed e ra sorto l'in terrogativo: avrebbe l' Italia te nuto «fede alla parola data e proseguirà la lotta?». Pur tuttavia - scriveva la 'Bergamo'- «si nutre ancora molta fiducia ne lle nostre possibiliti1 offensive e cli resistenza» ('871• A Tenìn, serbi e cetnici erano convinti che l'Italia avrebbe deposto le arm i. Tuttavia non manifestarono alcuna reazione ostile, forse sulla base cli un ragionamento che considerava gli avvenime nti in una proiezione a più lungo termine: «L'Inghilterra e l'America saranno per l'Italia di valido aiuto sia dal lato finanziario che industriale e[ ... ] l'Italia riavrà quanto aveva prima de ll a guerra, perché è inevitabile che noi [italianil scendiamo in guerra a favore degl i a lleati contro la Germania e la Russia» ("x81 • Con queste prospettive, ai serbi conveniva restare a fianco dell'esercito italiano , in q uanto il termine ' Russia' significava 'comunismo'. li pope D ujié, molto più concretamente ed in previsione ciel crollo militare, si proponeva di occupare Sebenico, Scarclona, Bencovazzo e, per avere al mome nto opportuno forze sufficienti, indisse nuovi arruolame nti ("8"1• A Sebenico, un centin ai.o cli «elementi dell'organ izzazione fascista» avevano abba ndonato la città, forse «per timore cli rappresaglie e - faceva sapere la 'Bergamo' - si sono uniti ai cetnici cliZ.itnié»<'1''111• Il corpo d'armata segnalava l'arrivo, fra Kosovo e Tenìn, cli circa trecento giovani. «Provengono da Spalato, Salona, Traù, Sebenico, Chistagne e dintorni» per «combattere ne lle file cetnichc» <49 1>.


f)a 11/fl/!,gio a se11,·111hre del 1943

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Ma era necessario equipaggiarli . vettovagliarli ed armarli e. come avvertiva l'Armata. Mih ajlovié aveva diramato gli ordini «al dipendenti formazion i per impossessarsi nostre armi et depositi in caso ribellione uni l~t esercito italiano» 11•1=1• oltre che «d i avvicinarsi ai nostri presidi e di attaccarli per impadronirsi delle armi, qualora non si potessero avere con accordi» H'1·' ' . Tu ttavia, frn i capi si notava una «tendenza ad appoggiarsi nuovamente a noi lita liani) nella certezza che il movim ento cet nico sarebbe rapidamente sommerso se noi abbandonassimo il territorio allualmente occupato». Non mancavano «ripetute preghiere r... ) di non ripiegare. anche in caso di arm istizio con le potenze anglo-sassoni, perché la nostra presenza è la sola garanzia di sicurezza e cl i ordine per la regione» . E la 2" A rmata osservava che «nonostante gli ord ini di Mihajlovié siano stati emanati da oltre dieci giorni. nessun allo di ostilità è stato compiuto dai cetnici contro di noi » '"''41, anche se fra quelli della zona eia Trebinje a Ragusa, era vivo il deside rio di «non lasciar partire [... l le truppe italiane con le armi . mun izion i e materiali» ma. neJ!o stesso tempo. manifestavano accentuati timori di trovarsi «a mal partito in caso di una nostra partenza improvvisa» ''"''. Il crollo del fascismo influì sulle stesse premesse del movimento cc l· nico. i:\ella nuova situa:rione. riferiva il S.I.M. - gli ortodossi stavano dimostrando una volont i, ancor più intransigente nei confronti del comunismo, co n la «conseguente evoluzione ciel programma pansc rho cl i Mihajlovié in quello nazionalista jugoslavo, al fin e di neutra lizzare il tentativo fatto dai partigiani di elevarsi a rappresentanti dell'idea jugoslava»,,.•,,. Sul piano mi li tare appariva in alto un «celere approntamento delle forze necessarie per appoggia re lo sbarco degli anglo-sassoni. ritenuto imminente; predisposizioni vengono attuate per assicurarsi il controllo de ll a situazione nell"Erzegovina. e lo sbarco verso il litorale di Ragusa». Il S.I.M. assicurava che «i comandi cctn ici non esiterebbero a dare ordine di allaccare le nostre truppe per procurarsi le armi occorrenti e per non css~re prevenuti dai partigian i. cui vicne attri buito analogo intencl i111e11to»1''"1.

COMUNISTI F, PARJ'!Cì!ANI Piena esultanza fra partigiani e comunisti. Con il fascismo era caduto il loro principale antag0 nista sul pia no ideologico. Ovv i<1 la dedu1,ionc che, «in conseguenza cl i tali avveni menti. presto finir~, l'a llea nza italogermanica» 'J"1• Immediata la diffusione cli volantini cli tulle le specie. per invitare e convincere il soldato italiano ad unirsi al movimento partigiano. a ribellarsi agli uffici ali. a tornare a casa . «con l'assicurazione che le


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

unità italiane potranno abbandonare in tutta tranquillità il territorio occupato» <·'"'11 • La radio partigiana Jugoslavia Libera incitava i «battaglioni camicie nere at abbassare insegne et fare causa comune con popolo jugoslavo contro tedeschi» <5(x)>. La convinzione di un crollo immediato era tale, che già il 5 agosto la 'Bergamo' rilevava «la delusione dei partigiani perché la guerra continua, e il loro disorientamento constatando che le truppe italiane non lasciano, né intendono lasciare il territorio balcanico» <5011• Per i partigiani l'immediata partenza degli italiani era stata così certa da desistere dagli scontri. sia «per non consumare energie», sia «per non provocare la venuta dei tedeschi che devasterebbero la zona per rappresaglia» <502>. L'ipotesi d'un arrivo di reparti germanici determinava impensate reazioni, anche fra coloro che sino a quel momento avevano avversato gli italiani, tanto che ad Almissa «elementi comunisti locali vorrebbero inscenare dimostrazioni qualora le nostre truppe dovessero abbandonare la città» <50». Nello stesso tempo i partigiani, vantando a proprio merito la prossima cacciata degli italiani, facevano leva su questa prospettiva per aggregare nuovi proseliti (50 ~l, cercando anche di «ottenere dai cetnici [...] la loro collaborazione per attacca.re, in pieno accordo, le forze italiane» c5o5l . In Bosnia, i comunisti, avvertendo le profonde incertezze che gli avvenimenti avevano determinato fra ustascia e domobranci, «accentuarono la propaganda per convincerli di schierarsi dalla parte dei veri ' liberatori', e cioè di Tito» <5r~,>. Danilo Serenac, comandante di battaglione della 10" brigata erzegovese, invitò i domobranci di Bileéa ad un colloquio, lasciando loro la scelta del luogo e del momento, poiché, «in relazione alla nuova situazione mondiale, rispettivamente con la caduta del fascismo in Italia, con l'avvicinarsi delle forze alleate alla nostra terra, e con la creazione di fronti per la liberazione popolare in tutti i paesi d'Europa, per evitare inutili spargimenti cli sangue fraterno nell'interesse degli occupatori stranieri, sarebbe assolutamente necessario addivenire ad una collaborazione fraterna ed amichevole tra i domohranci croati ecl il nostro esercito per la liberazione popolare» rsoiJ. Lettera riguardosa, motivata secondo i canoni della nuova linea di condotta: rendersi accattivanti, non minacciare. Verso la gente della campagna e dei paesi adottarono comportamenti più liberali, «il che costituisce la migliore forma di propaganda a loro favore», tanto che - segnalava il S.I.M. Albania-Montenegro . <<la sensazione di liberazione e di benessere, seppure effimera, non è senza efficacia sulla popolazione che finisce col dare ai partigiani la sua collaborazione e contribuisce ad accrescere i gregari, specialmente nel suo elemento


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più giovane». Nel complesso, sfruttando ed adattandosi ad ogni situazione, il comunismo andava «prendendo sempre maggior piede, e ciò è opportuno tener presente - sottolineava il S.I.M. - ne l valutarne la vera pericolosità» tsusJ.

II S.I.M., riferend o sulle ripercussioni del 25 luglio negli Stati amici de ll ' Italia (Ungheria, Romania, Giappone, B ulgaria, Spagna, Serbia), segnalava d'aver riscontrato negli ambie nti ufficiali «evidenti apprensioni dovute ad intimo convincimento che il mutamento prelude all'uscita dell' Italia dal conflitto ed il timore cli possibili ripercussioni nelle masse». Nell'opinione pubblica e r a diffusa la «certezza che l'Italia concluderà una pace separata , speranza di prossima fine ciel conflitto». e «malcelato senso cli invidia per l'iniziativa assunta nei confronti del fascismo» . Analoghe le reazioni nei paesi nemici , ma con «qualche dubbio che la decisione adottata non rappresenti effettiva eliminazione de l fascismo , ma espe die nte per salvare la Dinastia» 1109>.

DOPO IL 25 LUGLIO A Roma. il 30 luglio, il Ministero della Guerra inviò al nuovo Capo del Governo un 'promemoria' nel quale, partendo dalla considerazione che «l'esistenza del Governatorato civile della Dalmazia non è conciliabile con la situazione militare t utt'ora esistente in quella regione», proponeva di «realizzare l'Endi.spensabile uniU1 d'azione e di comando sopprimendo il Governatorato della Dalmazia» <510>. Nelle province di Zara e di Spalato i poteri civili sarebbero stati assunti da l comandante del XVIII Corpo d'armata, e per quella cli Canaro dal comandante del VI Corpo d 'armata . Badoglio, in calce a l 'promemoria ' annotava : «Esa minare con Comando Supremo». Alcuni giorni dopo, il Capo di Stato Maggiore Generale, Ambrosio, esprimeva parere favorevo le ma anche sottolinea va «la necessità cli sostituire i due prefetti cli Zara e di Spalato», come già da lui chiesto <5>1 '. Da Zara, il Governatore, «privo per due giorni di ogni comunicazione ufficiale», il 28 si recò a Roma per «presentare le dimissioni al Badoglio, il quale non volle accettarle, e mi ordinò - scrive Giunta - di tornare al mio posto, dicendo che aveva bisogno di esser a iutato nella difficile situazione in cui si trovava . Testualmente: "Mi trovo fra i tedeschi da una parte e gli inglesi da l l'altra"» t512 J. «Arrivato a Zara - prosegue Giunta -


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Primo foglio dell' o ri ginale del R . Dec re to di scioglimento del G o ve rn a to ra to del la Dalmazia.


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convocai i Prefetti e riferii il coll oquio con Badogli o, aggiungendo che non ero troppo persuaso d e l modo in cui si svolgevano gli avvenimenti, tanto che avevo deciso cli p render mi un congedo di due mesi che avre i passato in Umbria[... ] intanto le cose si sarebbero chiarite». Ma «la sera del 7 agosto poco prima di pranzo, aprendo la radio ebbi la strabiliante notizia che ' il Governo della Dalmazia era stato sciolto con decreto in corso .... ' . Evidentemente Badoglio proponeva ccl ' allri' disponeva. Così a ll'i ndomani partii lasciando la povera e santa Da lmazia che né io né l'Italia avremmo riveduto mai più» c,u,. li decreto sulla soppressione ciel Governatorato. annunciato per radio, sarebbe stato emanato so lamente il 19 (Ve di riproduzione) e pubblicato sulla Gazzetta Uff'iciale del Regno appena il 9 settembre . E ntrando in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, il Governo della Dalmazia cessò ufficialmente cli esistere il 10 se ttembre " 1" , cioè nello stesso giorno in cui le truppe tedesche entravano a Zara. Dichiarate le prov ince di Zara e di Spa lato 'zona delle operazioni'<'15•, il generale Spigo assunse i poteri civili, e dove tte affrontare la delicata situazione di Spalato: le organizzazioni fasciste erano state chiuse: il federale Luigi Mcli i era partito; analogamente il prefetto Zerbino era rientrato in Penisola. La prefett ura era retta dal vice-prefetto Oscar Benussi in attesa dell 'arrivo da Roma del dottor Giuseppe Grimaldi , assolutamente a ll'oscuro dei problemi, delle condizioni, dei contrasti e d anche dei pericoli che avrebbe dovuto fronteggiare in subordine a ll e autorità militari. I serbi, i croati cli tutte le tinte e cli tu tte le sfumature, dai comunisti ai macekiani, ai vari ·comitati di liberazione' , manifestatisi rapidamente in città. tu tti con l' identico programma di ·fuori l'occupatore', si azzannavano l'un l'altro per essere i meglio pianali. i più forti, ne l momento in c ui l' Italia avesse ceduto le armi. Per loro , u no sbarco anglo-americano aveva assunto la fo rza della fede. Radio-Londra il 27 luglio. rivolgendosi al popo lo j ugoslavo con u n messaggio che sembrava contenere più cli una semplice promessa, aveva eletto: «Siamo certi che Je forze combattenti jugoslave saranno in grado d i abbattere gli oppressori e ciò prima che arrivi il nostro aiuto». Chi aveva inteso queste parole non poteva non interpretarle come l'annuncio cli un prossimo sbarco. Prospe ttiva rafforzata da lle successive pa ro le: «Tutto deve fin ire prima che le nostre truppe vengano a dare il colpo d i grazia al nemico»(;)(,;. Anche se radio -Londra non aveva usato il termine 'sbarco·, quel messaggio aveva il significato di una conferma. Spigo sol lecitò la collaborazione dei croa ti, dei serbo-o rtodossi. dei nazionalisti, dei macek iani. de i paveliciani, e convocò i loro esponenti.


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Ma «i croati macekiani e paveliciani [...] non accettavano l' invito» <517J_ Il 'clima' della riunione dovette essere piuttosto freddo, anche perché Spigo non 'parlò', ma 'lesse' un discorso, «chiedendo la sincera collaborazione da parte di tutti per il mantenimento dell'ordine». La risposta non poteva non essere obbligata, ed il dottor Jaksa Racié, medico chirurgo, per molti anni sindaco benemerito della città durante il regno di Jugoslavia, dichiarò a nome dei presenti che «avrebbero assecondato i voleri dell'autorità militare» <1 18>. Cioè non Ii condividevano, ma non li avrebbero ostacolati. Molto probabilmente, pur con queste riserve, siglò la propria morte. Racié, assieme al pope Urukalo ed al tenente colonnello M laden Acimovié, aveva costituito il 'Comitato Nazionale liberatore di Spalato' con finalità irredentistiche, e con un manifesto aveva sollecitato la concordia fra tutte le parti politiche <519\ annunciando - come segnalava l'Ufficio 'I' - che «nell'attesa delle truppe inglesi e nell'e ventualità di una nostra prossima partenza» avrebbe assunto «i poteri civili in tutta la Dalmazia» <52(>)_ Al manifesto, i comunisti risposero proclamando «la lotta ad oltranza e fino alla completa distruzione di tutti gli avversari [...] per non permettere al governo fuggiasco· dei cetnici [quello a Londra - n.d.a.] di assumere il potere dalle mani dell'occupatore» <5211 , ed indicarono nominativamente le persone da eliminare 1522l.

li 18 agosto, il Notiziario del corpo d 'armata riportava: «Il dottor Giacomo [Jaksa] Racié, membro del noto triunvirato cetnico, è stato aggredito per le scale della propria abitazione da due sconosciuti che lo colpivano con colpi di baionetta e tentavano di strangolarlo. Condizioni del ferito non gravi» <121>. Invece peggiorarono, ed alcuni giorni. dopo la ' Bergamo' avvertiva che «l'elemento serbo di Spalato avrebbe deciso di attuare rappresaglie contro i comunisti della città per il ferimento del dott. Racié, ove questi morisse» (52•1>. Decedette il 23 agosto, e prima di morire espresse «il categorico desiderio che non vi deve essere neppure il minimo atto di. vendetta per l'aggressione» subìta '525 l . Il 29 veniva aggredito e ferito, anche questa volta a colpi d'arma bi anca, il presidente degli ag1icoltori di Spalato, Marino Segvié r526>. La tensione in città era un ulteriore problema per Spigo. A Spalato, oltre all'antagonismo fra cetnici e comunisti, ribolli va l'irredentismo dei croati, dei paveliciani , degli ustascia, alimentato dai contrasti sulla opportunità di aderire ai propositi cli Bulat e Lorkovié di penetrare nella Dalmazia italiana con una ' Legione Azzurra' in corso dicostituzione. «I croati della Dalmazia - segnalava la Legazione d ' Italia non sarebbero disposti a seguire gli. spiriti fantasiosi di Zagabria nella pe-


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ricolosa azione suggerita». Frattanto «i rivali del dott. Bulat a Spalato, quelli del dottor Tarle a Sebenico» avevano iniziato una «campagna di denigrazione di entrambi, accusandoli di corruzione, arrivismo e di incongruenza politica» <52;>. Se per il ministro Petrucci l'irredentismo dalmata era «una specie di febbre ricorrente», Spigo doveva controllarne la temperatura. Analogamente a quanto disposto in Penisola per i detenuti politici , anche a Zara cd a Spalato erano state aperte le carceri. A Zara furono posti in libertà gli oltre cento arrestati di giugno per complotto comunista; a Spalato venne dimessa circa la metà dei detenuti, ma alla fine d'agosto, i duecento politici ancora nel carcere cli San Rocco rifiutarono il cibo «per protesta alla pretesa mancata applicazione delle disposizioni emanate nel Regno» <m•). Contemporaneamente «alcune centinaia di civili, prevalentemente donne» inscenavano una dimostrazione davanti le carceri [...] chiedendo la liberazione dei detenuti. I cc.rr. hanno fatto uso delle anni per disperdere l'assembramento [...]. Si lamentano un morto e 10 feriti; 20 dimostranti arrestati» <5291 • A Sebenico, un gruppo di donne tentò d'invadere la sede del Tribunale speciale l5~">. Non ultimi, a Spalato, i problemi della comunità italiana. Si trattava di oltre duemila persone fra famiglie autoctone e Cunzionari giunti dalla Penisola. Particolarmente numerosi i dipendenti dal provveditorato agli studi, circa trecentocinquanta docenti che, per il loro diretto contatto con gli studenti alloglotti erano i più esposti alle ritorsioni. Proprio in q uei giorni a Z irona Piccola (isola vicino a Traù) era stato rapito il maestro Severino Scarabello. Il provveditore agli studi, professore Giovanni Soglian, dalmata, che conosceva profondamente gli umori, i risentimenti, i propositi che agitavano la città, il 17 agosto, indisse una riunione dei capi d'istituto e dei dirigenti delle scuole inedie ed elementari. Espose chiaramente le condizioni in cui si sarebbe potuta trovare la città, tanto che le Autorità militari erano già venute «nella determinazione cli consigliare l'esodo[... ] della popolazione civile italiana, particolarmente delle donne e dei bambini» <5311, sia per la situazione politico-militare, sia per la preoccupazione di un regolare approvvigionamento dei civili. 1 presenti, cli fronte al fatto che il professor Edoardo Giubelli, provveditore agli studi cli Zara, (come vecchia provincia italiana dipendeva dal ministero e non dall" Ufficio speciale per le scuole dei territori annessi'), aveva già fatto rientrare in Penisola i propri docenti e, tenendo conto della realtà cli Spalato, convennero che i colleghi ancora in Penisola per ferie non dovessero rientrare; che le insegnanti e le famiglie dei docenti già a Spalato partissero appena possibile; che le attività scolastiche rima-


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nessero sospese sino a chiarimento della situazione c532ì. Sarebbero restati in sede i capi d 'istituto, i dirigenti delle scuole elementari, i fiduciari di dette scuole, oltre ad uno o due professori per ciascuna scuola media. Nel caso in cui la situazione fosse precipitata avrebbero potuto - come assicurato dal comando militare - venir assunti in forza dai vari reparti. A Roma, invece, !" Ufficio speciale', fu di tutt'altro avviso. O rdinò il regolare svolgimento degli esami di riparazione, e l'i ni7io del nuovo anno scolastico con il 16 settembre. Soglian. non persuaso. il 30 agosto inviò una lunga lettera al commendatore Rimondini, capo dell ' Ufficio speciale, per fargli comprendere la situazione di una collettività che si dibatteva fra perplessità, incertezze e speranze. L'arrivo del nuovo prefetto Giuseppe Grimaldi, «che ormai non si attendeva più», e la momentanea sospensione del trasferimento del comando del corpo d 'armata a Zara . avevano ridato un senso di sicurezza. Ma permaneva l'ordine di sfollamento ed, anzi, i comandi militari stavano rinnovando gli inviti ad abbandonare la città i:mJ. Alcuni erano già partiti, altri esitavano, ed il dottor Oscar Raneli, a Roma, nel proprio diario annotava: «Dalla Dalmazia è venuta la notizia che una sessantina delle famiglie italiane di Spalato, più esposte nazionalmente, ha già abbandonato la città per motivi precauzionali» <53 •l . Era cominciato l'esodo. Appariva quindi un controsenso che gli insegnanti ancora in Penisola dovessero rientrare 15·15>. Il provveditore, nella sua lettera, oltre alle incerte condizioni della collettività italiana sottolineava la quasi assoluta mancanza di sicurezza personale per gli insegnati, in particolare nelle scuole al di fuori della cinta di Spalato. «Su 59 sedi scolastiche esistenti nella provincia [.. .) sono soltanto dodici quelle in cui la presenza dei presìdi può offrire una temporanea e relativa condizione di sicurezza». Ma «nelle località presidiate minori. dove i maestri saranno accolti nelle caserme, essi non sono affatto sicuri da colpi di mano dei partigiani, diretti personalmente contro di loro con la connivenza cli tutta o parte della popolazione. Anche se sono armati, essi hanno in tal caso ben poca possibil ità cli difendersi» (536>. Sull'isola di Solta non c'era neppure il commissario civile; su quella cli Zirona Piccola le località abitate erano state bombardate per ritorsione alla cattura del maestro Scarabello; a Lissa, a Còmisa, la situazione era ormai ta le che i comandi militari dovevano scegliere fra il ritiro dei presìcli ed i bombardamenti per ritorsione: l' isola di Bua. vicina a Traù , quasi completamente in mano ai partigiani. Soglian riteneva che. in caso cli una ripresa delle lezioni, «incidenti e disordini ne lle suddette scuole [frequenta i.e da croati- n.d.a.] dove l'organizzazione clandestina partigiana ha finora trovato il proprio preferito e più fertile campo d'azione, sono non so lo prevedibi li ma inevitabili . dato lo stato d'animo generale e specie


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quello dei giovani». Perciò, insisteva presso il ministero, «il Comando del Corpo d'armata è d 'accorcio con la mia proposta cli rinviare le lezioni a tempo indeterminato» 15-'7>. Analogo il parere della prefettura, della questura, del comando dei carabi nieri. Come se tutto q uesto non fosse sufficiente, Soglian - rudemente chiariva a Rimondini che una decisione era «della massima importanza perché, in caso di ripiegamento delle nostre truppe eia Spalato, la sorte degli italiani che non abbiano modo di sgom brare in tempo, non può essere che un eccidio ad opera dei partigiani e della popolazione locale ostile oggi più che mai, o nella migliore ipotesi, un campo di concentramento anglo-americano» (»si _ Ma Roma non capì o non volle capire. Forse ritenne quelle parole strume ntalmente drammatiche. Le lezioni doveva no riprendere, il pe rsonale docente rientrare a Spalato. Tre settimane dopo, Soglian ed il professor Eros Luginbuhl. provveditore agli studi di Cattaro, che stava rientrando in sede per obbedire agli ordini di Roma, sarebbero stati fucilati dai partigiani; altri docenti avrebbero trovato la morte sotto i bombardamenti tedeschi.

** * *** Più tranqui lla la s ituazione per il comandante ciel VI Corpo d'armata. l problemi civili del generale Piazzoni nella provincia di Cattaro non presentavano particolari difficoltà. Il federale Pietro Asti, che nell 'aprile 1942 aveva sostituito Celso Morisi , era partito. Analogamente il prefetto Scassellati Sfor1.0]i ni. Le questioni locali apparivano risolvibi li con i normali poteri. A Ragusa, territorio nominalmente sotto la sovranità del la Croazia. si determinò un senso cli attesa eia parte delle autorità e della popolazione croata . La sera ciel 4 agosto, il generale Pian .oni, tenne G ran Rapporto a circa cinquecento ufficiali. «Dopo aver rivolto un elogio a capi egregari - riporta il Notiziario - ed espresso il suo compiacimcnt.o agli appartenenti alla M.Y.S.N., cli qualsiasi specialità, per spirito di discipl ina e patriottismo dimostrato in occasione ciel recente trapasso dei poteri politici in Italia. ha esortato t utti ad attenersi ad una sola legge: obbedire e seguire i capi , ai qua li solo compete l'alto e difficile compito di concretare e decidere. lasciando da parte recriminazioni e discussion i sul passato» c,.1.,,. Invitò gli ufficiali a parlare ai so ldati, a vigilare e pre venire ogni sintomo di disgregazione. E chiuse il Gran Rapporto ricordando che «la MaesU, ciel R e ed il Maresciallo Badogli o, prendendo in pugno una situazione


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critica, si sono messi all'opera con passione, patriottismo e capacità indiscussa; noi da parte nostra dobbiamo seguire il lavoro dei Capi con fiducia e massimo spirito di disciplina. Nostra legge, oggi, deve essere questa: tutti e tutto per la Patria. 'Saluto al Re !'» <s•oJ.

,,, * .; ,,... . \. •:• A Zara, in quell'agosto, non furono presi particolari provvedimenti, salvo disposizioni di carattere amministrativo. L'autorità militare avocava il rilascio dei lasciapassare per le località della Croazia, il rinnovo dei permessi per gli autoveicoli, la sostituzione dei salvacondotti per la circolazione durante il coprifuoco, e misure analoghe <541 l . Prima della partenza del prefetto Gaspero Barbèra vi fu l'ultimo contrasto con l'autorità militare. Il prefetto si era astenuto «dal dare disposizioni in merito all'adozione cli misure di repressione [su ostaggi - n.d.a.] perché - affermava il comando dei carabinieri - essendo i poteri relativi alla tutela dell'ordine pubblico passati all'autorità militare, ha ritenuto come decaduta tale sua prerogativa» !5 ' 2>. Per contro il comando militare, considerando che gli ostaggi erano a disposizione dell'autorità civile, eccepiva la propria incompetenza. Nel contrasto quasi certamente ci guadagnarono gli ostaggi. Carlo Villasanta, il segretario generale del Governatorato, chiusi gli uffici , partiva da Zara 15' 3>. Rientravano in Penisola, con le famiglie, fun zionari e impiegati degli enti soppressi; sfollavano i fami liari degli ufficiali. Il 18 agosto, il dottor Alberto degli Alberti assumeva la reggenza della prefettura (5' 'l. Anche se le organizzazioni del partito fascista erano state sciolte, i combattenti ed i feriti non potevano essere abbandonati, e per iniziativa di un gruppo di signore fu costituito un comitato cittadino cli assistenza !5' 5l_ Ma Zara, anche in q uei momenti più che a se stessa pensava agli altri, ed il commissario prefettizio al com une, dottor Carlo cle Hoeberth, a nome della città, inviava un contributo di centomila lire alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l'assistenza ai profughi dalla Sici li a <5• 6>.

ULTIMI SCONTRI CON I PART1GIANI Il 25 luglio, il corpo d'armata aveva riferito che «da varie fonti attendibili si segnala un peggioramento della situazione partigiana; aumentano le diserzioni anche di comandanti di compagnia e di battaglione e .persino di commissari politici: le popolazioni. pur di liberarsi dai partigiani, si dicono disposte ad accettare qualsiasi altra autorità; le 'troike' cetniche


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trovano largo appoggio nel cosiddetto territorio liberato; la situazione alimentare peggiora soprattutto perché i contadini, anche a rischio della vita, nascondono tutto quello che possono; le diserzioni e le perdite hanno dimezzato gli effettivi delle brigate»(547>_ I capi cercavano di reagire «con febbrile attività alle difficoltà di ogni genere e alla passività della popolazione»<5·'8l. Mentre i partigiani apparivano in crisi, la caduta del fascismo avrebbe dato nuovo vigore alla loro aggressività e nuova forza di convincimento alla propaganda. I ribelli, che nella seconda decade di luglio erano stati ricacciati dal settore nord-orientale della provincia di Zara , ripassarono la Zermagna «minacciando tutto il territorio tra Zara, Bencovazzo e Obrovazzo» <549l_ Mentre l'odred della Bukovica si rinforzava con l'aggregazione di elementi locali , fra Vodizze e Zaton veniva segnalata la presenza di circa cinquecento uomini dell'odred ciel Litorale, ed il passaggio di molti contadini nelle file partigiane <550>. In quei momenti poteva sembrare che i ribelli intendessero impegnare i soldati nella stessa provincia di Zara per entrare in possesso di armi e munizioni, ma dopo alcun i insuccessi desistettero dai propositi più ambiziosi, non rinunciando alle consuete azioni di disturbo, alle imboscate. Il 27 luglio un «nucleo di circa 20 partigiani, dotato di armi automatiche» aveva fatto irruzione nell'abitato di Gorica (circa 15 km a sud-est di Zara), «disarmando 15 paesani armati del luogo, e catturando il capovilla ed il gestore del Dopolavoro» 1551>. II giorno successivo il battaglione bersaglieri 'Zara' e la 1a banda A.C. rastrellavano la zona, «in gran parte trovata sgombra di popolazione» <5521• J partigiani si erano spostati di qualche chilometro unendosi ad altri nuclei , ma furono sorpresi e lasciarono sul terreno quaranta morti <55:1>. Quasi contemporaneamente, per evitare che i ribelli - superato il corso della Z ermagna - potessero «inserirsi tra presidio e presidio bloccando le comunicazioni» <;;ai, reparti ciel 292° fanteria con formazioni A.C. impegnarono l'odred della Bukovica, circa milleduecento armati. I partigiani affrontarono lo scontro, ma «nostri reparti e formazioni A.C ., col concorso di artiglieria e aviazione [...) nonostante le vive resistenze incontrate» li respinsero nuovamente oltre frontiera (m>. Sul terreno rimasero centoventotto ribelli , in massima parte da ascriversi all'aviazione ed all'artiglieria; d ieci furono catturati. Da parte italiana, tre morti e tredici feriti 1556>. Fu l'ultima operazione impegnativa della ' Zara'. Sino all '8 settembre i reparti nazionali avrebbero effettuato ricognizioni a breve raggio, ed il territorio sarebbe stato controllato dalle bande A.C.. Tuttavia non mancarono le imboscate, come quella del 24 agosto, che coinvolse la banda anticomunista del Comando Marina cli Sebenico.


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CARTJNA N.

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Rapporto: 1 cm. = km. 4,500

Zona dei combattimenti in to rn o a TenĂŹ n sostenuti dalle formazio ni della Milizia volo ntaria anticomunista (M.V.A.C.) del Pope Morncilo - Duji'c e da reparti italiani contro i partigiani, da l 25 luglio al 24 agos(o 1943. La linea nera indica il confine della Dalmazia annessa a ll ' Italia con lo Stato di Croazia.


Dn 111aggio a seltembre del 1943

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Mentre , via mare. si recava «con R. Rimorchiatore per lavori a Srima, ne i pressi sbarcatoio veniva a u accata da partigiani appostati nelle case con raffiche di mitragli atrici. In s uo soccorso interveniva run] altro gruppo anticomu nista sbarcato in precedenza per rastrellamento» ,;;n_ Caddero undici militi A.C, d ue operai. e d ieci i fer iti. li giorno successivo. durante la cerimonia per l'inumazione delle salme, i partigiani tentarono u n nuovo attacco. R imase ucciso un ribeJle (,s~i. che se mbra esser l'unica perdita partigiana cli quei due giorni. Il 27, quasi certamente lo ste sso gruppo, data la contiguità de i posti, agiva contro «nostra autocolonna [che] è stata invitata a fe rmars i nei pre ssi cli q . 234 (Sebenico) sulla rotabile Mala Cista-Chistagne da partigiani in uniforme italiana. Il primo autocarro è stato[ ...] investito da raffiche cli a.a. [arm i automatiche ]; ma la scorta reagiva prontamente , e col concorso di una formazione A .C. respingeva i partigiani [... ]. Pe rdite nostre: 7 morti , tra cui il s.te n. Bussolari Antonio , e '13 feri ti. Pe rdite partigiani 4 morti» (,,.,,_Rite niamo - in mancanza di No1iziari successivi al 31 agosto - che il sottote ne nte Bussolari s ia stato l' ultimo cadu to fra gli ufficiali de ll a 'Zara ' prima de ll'8 settembre.

Nel se ttore di Tenìn, invece, durante il mese d i agosto si sare bbe sviluppata una del le più pesanti azioni contro la Piana rorte , da parte di a lcune migl iaia di partigiani sia per impadronirsi de ll a città , sia per aprisi un canale verso la costa. Sare bbero stati contraslat.i soprattutto dalla milizia anticomunista de l pope Dujié. Nel susseguirsi piuttosto confuso delle operaz ion i, concatenate l'una all 'altra, s i possono individuare quattro fasi. Una p r ima , sino al 3 l lug lio, che vid e l' azione offens iva dell a M .Y.A.C. tramutarsi in ripiegamento. Nell a second a, sino a l :IO agosto. l'intervento di reparti italiani e cetnic i a sud-est di Tenìn. Indi la pressio ne dei ri belli fin sotto la piazzaforte che si esaurì fra il 17/18; da ultimo, la reazione ita lo-cet.nica sino al 24 agosto lCARTINA N . 25]. Il 25 luglio, aveva trovato il pope Dujié nella zona di Unista-Cettina (circa 20 km in linea d'aria ad est di Te nìn) dove, con un migliaio di cetnici de lla sua divisione ' D inara', stava impegnando i partigiani. Aveva iniziato l'operazio ne una d e cina di giorni prima e , il 16, a Bosansko Gra hovo si era ripe tutame nte scontrato con i ribelli, respingendo li con perdite <51">. Le formazioni della M .V.A.C. avevano proseguito nell'azione, ma «dopo forti combattimenti nei villaggi a nord-est d i Bos.G rahovo [...], a causa della minaccia alle spalle» erano state costrette a ripiegare s ul Dinara <561>. U nica soluzione tatticamente possibile poiché quattrocento partigiani avevano sopraffatto il presidio croalo di Kijevo (~"21 ed a ltre forma1,ioni (circa duemila uomini) si erano manifestate fra Ste nnizza, Golu-


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bié e le pendici del Dinara (563i . «Minacciano di scendere a Kosovo [sud di Tenìn] - segnalava la 'Zara' - ed è probabile intenzione dei partigiani tagliare le vie di comunicazione al grosso delle formazioni del pope» <564l. f>ujié, pur con la minaccia alle spalle, in un primo momento cercò di sfruttare una situazione a lui favorevole, essendo riuscito a circondare nelle zone di Verlicca ( = Vrlika), Cettina, Unista, «circa 2500 ribelli, causando ad essi circa 250 morti» (565l . Era un successo, ma il pericolo incalzava e, «dopo violenti combattimenti [...], le formazioni M.V.A.C. del pope hanno dovuto rinunciare a proseguire. Il pope, rompendo l' accerchiamento, è rientrato in sede con parte delle formazioni» <566>. Una brigata, rimasta sul Dinara, sarebbe stata disimpegnata da un battaglione bersaglieri c567l. Considerando lo svolgimento di questa fase operativa e la critica situazione in cui si era venuto a trovare il pope, dovremmo concludere che Dujié abbia ripiegato su Tenìn per ragioni tattiche. Ma, il combattimento di U nista era avvenuto tra il 26 ed il 27 luglio, per cui non è da escludere che suUe decisioni del pope abbiano influito le notizie degli avvenimenti in Italia. Anche la propaganda comunista, che subito fece leva sull'immediato rimpatrio dell'esercito italiano, ben può aver indotto il pope a rientrare a Tenìn, per sapere se poteva ancora contare sull'appoggio del comando Piazza, se poteva esser rifornito e vettovagliato, oppure se uscendo l'Italia conflitto non fosse giunto il .momento d' impadronirsi , secondo le direttive di Mihajlovié, dei depositi, dei materiali, delle armi. Mentre Dujié rientrava a Tenìn veniva segnalato un robusto concentramento di partigiani nella zona di Verlicca , ed il 3 agosto, il corpo d'armata, analizzando le probabili linee di tendenza, non escludeva un loro spostamento verso il Dinara. Da qui, avrebbero potuto isolare la Piazzaforte di Tenìn, oppure collegarsi con i partigiani di Mué [circa 18 km in linea d'aria a nord si Spalato J e della cosla <;<,s>. Analisi tatticamente accurata, ma aveva sottostimato le forze avversarie. La sera ciel 4, «4000 uomini provenienti dalla Lika con cannoni e mortai pesanti», travolgevano i presidi croati da Verlicca sino a Koljane e Ribaric <56')>. Da Tenìn, fra reparti nazionali e formazion i della M.V. A.C. , uscirono quattro colonne sostenute dall'aviazione. Tre puntarono su Verlicca e la quarla a sud per protezione del fianco. Vennero occupati i costoni del Kozjak. Una colonna di cetnici, penetrata a Verlicca, non fu in grado cli mantenerne il possesso per il ritorno dei partigiani . Si spostò verso Stikovo, «trattenendo i ribelli intenzionati a passare ad ogni costo verso Svilaja» cd affacciarsi alla spalle cli Spalato <5iui. Le colonne tentarono cli riprendere Verlicca, ma dovettero desistere per la reazione ·partigiana, ed anche perché non era


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stato possibile «immettere nuove forze cetniche nell'azione in corso essendo quelle ancora a Tenìn completamente sprovviste di calzature e vestiario» <511 >.

LA BATTAGLIADITENIN Mentre i ribelli dalla zona di Verlicca tallonavano la M.V.A.C. in ripiegamento, altre loro formazioni si manifestavano a nord di Tenìn, e correva insistente la voce d ' un probabile arrivo in zona di Tito con duemila uomini delle brigate proletarie <5n 1• In città la gente sentiva il pericolo e , temendo il rimpatrio delle truppe italiane e l'arrivo dei le deschi, abbandonava la zona sia per lrovare rifugio in luoghi meno esposti, sia per u nirsi ai ribelli <51·11• Nello stesso tempo il comando partigiano, rite ndo che i reparti italiani potesse ro rimpatriare portando con se anni e materiali, decise di attaccare la piazzaforte. L'operazione ebbe inizio la notte sul Hl agosto con la occupazione di Yerpoglie (=Vrpolje , circa 5 km a nord di Tcnìn) , dove fu travolto il reparto croato di presidio <5ì 4>. Altre formazioni move vano lungo la valle del fiume Zermagna <57:1>. Mome nti difficili , come appare dalle annotazioni del corpo d 'armata. Il 12: «Continua, in zona Knin, la pressione de lle forma7ioni partigiane» !57(• ); «o ltre alla 6a, 7\ 1O" brigata bosniaca e la 1a e la 2" della Lika, con parti della 4" divisione d'assalto schierate intorno a Te nìn. segnalati altri 3/400 armati cli altre brigate d ella Lika» (sm. Complessivamente circa tremila uomini «ai quali si d e bbono aggiungere circa 1000 partigiani in zona Mué, ben armati e di morale e le vato» 15">. Il giorno successivo: «E' a u mentata la pressione [...]. Consistenti formazioni partigiane si sono sistemate a nord cd est di Knin» (:\79>. li 14, «continua la pressione partigiana su tutto il settore» (.\s"> e, con la pe rdita del monte Promina, sembrava prossimo l' isolame nto d e lla piazzaforte anche da s ud t 5-'1>. L'aviazione fu costantem ente presente " 82) ; i presidi intensifica rono il fuoco delle artiglierie e dei mortai: la M .V.A.C. effettuava puntate di alleggerimento, sostenendo scontri, talvolta fortunati. Il 15, sul Plesevica sorprese una colonna di salmerie, annientandola e catturando notevole bottino di anni e munizioni (srn . I partig iani erano oramai a ridosso della Piazza, e nella notte sul 16, tre colpi d i mortaio cade vano fra i maganini ne i p ressi de ll a stazione ferroviaria (ss,;. M entre la situazione sembrava raggiungere il punto critico, improvvisame nte la pre ssione si allentò non tanto pe r le perdite che i ribelli a ve vano s ubito, circa seicento morti <5s5 >, quanto pe r uno sposta me nto de lle loro formazioni verso nord, dove erano stati segnala ti movimenti


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di reparti tedeschi. La XX brigata bosniaca si portò verso Dervar, la III della Lika in zona Donj Lapac, la l a Gospié. Il comando italiano colse il momento, e dal 21 al 24 agosto colonne di nazionali e M. V.A.C. operarono nel triangolo Tenìn-Dernis- Verlicca. I circa millequattrocento ribelli rimasti in zona non si impegnarono, e solamente l'ultimo giorno vi fu uno scontro di un certo rilievo. La M. V.A.C. però, dovette rompere il contatto avendo esaurite le munizioni •5~r,), mentre i partigiani si ritiravano in direòone del Cettina e di Unista (~H?J.

Però non abbandonarono il proposito di attaccare Tenìn, e già il 28 circa cinq uecento armati ve nivano segnalati nella zona di Stara Strafa a sette chilometri ad ovest di Tenìn. Altre formazioni fra Zerrnagna e Plavno. A Bosansko Grahovo la M.V.A.C. sosteneva alcuni scontri, ed il corpo d'armata segnalava che: «la VI e la VI.I divisione proletaria hanno raggiunto l... ] Prozor e Glamoc col compilo di occupare Knin per poi raggiungere il mare tra Sebenico e Traù». Confermava la pressione della II brigata bosniaca, della II e della lil della Lika, rispettivamente nelle zone di Gospié, Donji Lapac e Dervar, avvertendo che tutte «le forze partigiane suddette tendono a gravitare sulla ferrovia tra Knio e Dernis da un lato, e dall'altro verso Signo, rinforzate dalle formazioni partigiane locali» <5~•l .

Il 31 agosto, la 2" Armata in una sintesi cli quel complesso e difficile mese, osservava che gli avvenimenti del 25 luglio avevano «provocato vivissima attesa e precisa sensazione che noi avremmo abbandonato tali te rritori. Specialmente Ia Dalmazia è stata sotto la minaccia cli una probabile invasione cli elementi croato-partigiani. Tutt'ora persiste tale minaccia eia parte partigiana e non è esclusa la connivenza da parte croatoestre mista>> (5• 91• Negli archivi dell'Esercito, dopo il 31 agosto non si trovano altri Notiziari né delle divisioni né dei corpi d'armata, e per gli avven imenti sino all'8 settembre esistono solamente le annotazioni della Sintesi delle novità informative del Comando Supremo . Sotto la data ciel 4 veniva riportato: «La situazione nelle zone di Tenìn e Sinj , dove le forze partigiane continuano a premere con l'evide nte in tenzione di aprirsi il passaggio verso la costa, è tornata ad essere critica» 159">. Poi . il 7 , l'ultima annotazione: «È confermato l'arrivo cli nuovi rinforzi alle formazioni ribelli già segnalate nella zona cli Tenìn-Sinj. La lY divisione cl 'assalto partigiana si sarebbe dis locata in modo da potersi procurare il controllo ciel traffico lungo la ferrovia e la rotabile della Lika» 1·191>. Situazione che oramai non


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interessava più i comandi italiani , poiché dai primi di settembre il sellore, come eia autorizzazione concessa eia Roma, era passato sotto la giurisdizione delle forze armate tedesche.

NEL SETTORE DELLA 'BERGAMO' I persistenti combattimenti intorno a Tenìn non ebbero apprezzabili ripercussioni nel settore della 'Bergamo', e per il generale Emilio Becuzzi il mese di agosto, operativamente, fu re lativamente tranquill o, sa lvo l'attività partigiana sulle isole.

11 25 luglio, proprio nel giorno in cui crollava il fascismo, aveva avulo inizio la seconda fase della 'Operazione Biokovo', ma con la sola divisione ' Murge' che, nel suo trasferimento per via ordinaria dal VI al V Corpo d'armata, effettuò rastrellamenti a breve raggio nelle zone di transito. Dal canto suo, il 26, la 'Berga mo' con una colonna agli ordini del colonnello Antonio Destino da Signo ( =Sinj) puntò su Turjace e Tri lj (=Treglia), de terminando «viva reazione partigiana dai fort ini oltre il [fiume] Cellina, battuti da nostra artiglieria» 1592). Il giorno s uccessivo, dalla zona di Spalato, coordinando i movimenti con quelli de l colonnello Destino, mossero due colonne agli ordini dei colonnelli Ugo Verdi e Umberto Volpi. Mentre quest'ultimo occupava Dugo Polje senza incontrare resistenza, il colonnello Verdi, nella zona cli Dicmo, si collegava con reparti della colonna Destino 15" 3l . I l 29 i soldati della 'Bergamo' prendevano contatto con la 'Murge' , ed il l O agosto, più che concludersi , si esauri va la seconda fase della 'Operazione Biokovo· , «nel corso della quale - come si legge nel Diario storico del Comando Supremo - non sono stati conseguiti risultati degni cli particolare rilevanza» c;vn. Lo scarso esito di questa rase operativa lascia supporre che i partigiani si siano disimpegnati o che, trovandosi in una zona ritenuta favorevole per l'atteso sbarco degli alleati. abbiano evitato il combatti me nto per non richiamare sul posto altri reparti italiani. In tutte e due le ipotes i non è neppure da escludere che, considerando prossimo il loro s uccesso a Tenìn, si fossero posti in attesa dell'apertura ciel ·canale ' che avrebbe consentito l' afflusso di altre formazioni verso la costa. T uttavia. non mancavano le imboscate ed i sequestri mirati, come quello della gua rdi,1 cli pubblica sicurezza Giuseppe Fi umara catturata sull'autocorriera Spalato-Traù , senza molestie per gli altri passeggeri •59»_ ed i ricorrenti sabotaggi alla ferroviaria. con la risposta di rastrellamenti e ritorsioni locali.


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In quelle settimane si accentuò la turbolenza sulle isole .. A Solta, il 27 luglio, una cinquantina di partigiani penetravano in una abitazione del paese di Stomora (=Stomorska) uccidendo un uomo. Nella stessa notte, nella vicina Grohote, prelevavano il medico condotto e due altre persone(5%l; il 31 attentavano alla vita del locale commissario civile, che sfuggì all'agguato !597>_ Il 6 agosto, sull'isola di Zirona Piccola ( =Drvenik Mali), quasi a ridosso della terraferma ad occidente di Traù, sequestrarono «nella propria abitazione l'insegnante italiano Scarabello Severino»<5~~i. ed il comando italiano, per rappresaglia, fece aprire il fuoco con le artiglieria dalla terraferma cs99l_ Il 16, a Solta, nella piazza di Grnhote i comunisti affiggevano un manifesto per annunciare la costituzione del 'comitato popolare liberatore' !600l . Grave il tranello teso al presidio di Bol (al centro della costa meridionale dell'isola della Brazza). Con la caduta del fascismo il locale 'comitato popolare' si era riorganizzato, ed aveva prodamato l'isola 'territorio liberato'. Già il 28 luglio, faceva circolare manifestini diretti ai «soldati e sottufficiali e ufficiali italiani dell'esercito» per incitarli acl andarsene. «Il vostro popolo ha bisogno di voi perché gli siate d'aiuto in questi giorni critici e perché veniate in Patria per liberarli dai tedeschi e dai fascisti»; «i vostri ufficiali vi ingannano dicendo che i partigiani vi ammazzano»; «riscuotetevi[ .. .] voltate le vostre armi, liberate il vostro popolo» (('° '>. Inviti, frasi e concetti che nel clima di q uei momenti ben potevano influire sull'animo della truppa e degli stessi ufficiali, poiché i comunisti facevano leva non tanto sulla fine della guerra, quanto - e più abilmente - sui naturali ed istintivi desideri di ogni soldato: tornare a casa, ripassare l'Adriatico, riunirsi alle famiglie . Il ' comitato' si considerava padrone dell'isola, e se fermava alcuni «contadini che si recavano alla fiera di Humac» obbligandoli a tornare a casa perché «ritenuti informatori degli italiani» ((•<121, si sentiva anche autorizzato ad invitare i pescatori «a gettare le reti nelle acq ue dove le autorità italiane hanno posto il divieto» poiché, «data la caduta del fascismo , la guerra è finita e gli italiani non comandano più nell'isola» l6"3l . Non sappiamo se queste iniziative fossero agevolate dalla inerzia o dall'assenza delle autorità italiane o perché, essendo l'isola nominalmente parte dello Stato croato, i comunisti ritenessero di poter agire più liberamente. A Bol, però, vi era un presidio cli sessantanove alpini con cinque carabinieri e quattro gendarmi croati , e le armi costituivano un ambìto obiettivo per i partigiani. Nel paese, la sera del 5 agosto, era stato organizzato un ballo all'aperto (<il•>. I soldati ebbero la libera uscita poiché sino a quel momento le iniziative del 'comitato popolare', più che altro


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politiche, apparivano militarmente inoffensive. E quegli alpini e quei carabinieri andarono a curiosare, forse anche prendendo parte attiva alla festa. Improvvisamente, con la complicità della gente del posto, furono aggrediti dai partigiani, immobilizzati e disarmati. Dalla caserma vennero asportati due fucili mitragliatori, ventisei cassette di bombe a mano, ottantaquattro fuci li. Nonostante la sorpresa, i militari cercarono di reagire e rimase ucciso il capo dei ribelli, Giuseppe Bodlovié (605 ). In seguito le perdite comuniste, sarebbero state accertate in sei morti <606 ) . Impadronitisi delle anni, i ribelli lasciarono liberi i soldati, meno un sergente maggiore e due alpini, probabilmente quelli che avevano reagito. Il generale Spigo, informando l'Armata de ll 'aggressione, avrebbe definito la «resistenza fiacca e sporadica» ("117 ) . Ufficiali e soldati furono immediatamente deferiti al Tribunale militare. Quattro giorni dopo l'aggressione, il comandante dei carabinieri della compagnia di Sebenico, comunicava: «Tribunale guerra Sebenico giorni 7 et 8 corrente celebrava processo carico 72 militari et condannava: uno fucilazione schiena per resa campo aperto e aiuto nemico (,) 27 fucilazione petto per sbandamento durante combattimento (;) 25 (,) anni 15 reclusione per stesso reato (,) assolveva 21 restanti (.) Tra fucilati sono tre carabinieri reali(.)»(6Clsi. Condanne inusitate per la loro severità, quasi certamente determinate dalla preoccupazione che, nel clima di quei momenti, fatti del genere potessero dilagare. Le località di Bol e Prasnice (nord di Bol) furono spezzonate dall'aviazione. Il 7 veniva ricostituito il presidio. Iniziò il rastrellamento e la ritorsione <60'1i . Il 'comitato popolare', ritenendo di poter dettare condizioni, e cercando di sobillare i soldati ricorse ai volantini. <8icuro vi è a conoscenza che dopo di aver disarmato la caserma a Bol, abbiamo lasciato tutti i soldati e gli ufficiali in libertà, non avendo subìto nessun danno. Siamo pronti a trattare così con tutti quelli che non combatteranno con le armi in mano contro di noi. Per questo vi chiediamo di non dare séguito agli ordini dei vostri ufficia li , che vi sforzano a combattere conLro di noi, prolungando la già sicura persa guerra. Ma quanto siamo pronti ad assicurarvi la vostra vita, tanto difenderemo la nostra e comballeremo tutti quelli che vorrebbero attaccare su cli noi» <610l . I partigiani evitarono gli scontri, cercando soprattutto cli interrompere le comunicazioni te lefoniche fra San Pietro ( =Supelar, sul mare s ulla costa settentrionale) e Bol con la vicina isola di Lèsina - «riattate nella giornata cli ieri, sono state nuovamente interrotte» <<•11 1 - anche perché erano convinti che «gli italiani non effettueranno le rappresaglie annunciate perché ' sono buoni'»(mi_ La risposta fu il blocco dell'isola e la distruzione


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degli abitati di Selca, Novo Selo e Puciséa (parte OJientale dell'isola) 1613l . Mentre le ritorsioni erano in corso, il ·comitato popolare', come se nulla stesse accadendo, ordinava alle donne di «rompere le relazioni amic hevoli con l'occupatore» <'11•i. Comportamento probabil me nte dettato da un senso di sicurezza , anche perché - distruzioni a parte - il rastrellamento, per la stessa orografia dell'isola, procedeva con difficoltà. Solamente il 19, a seguito di un'azione a sorpresa, proprio ne ll'abitato di Bo!, i partigian i perdevano otto uomini '6 ">. Il 22 agosto scomparivano d ue gendarm i croati con a rmi e munizioni, e d il comando italiano disar mava le stazioni di Mil nà (costa occidentale dell'isola) e di San Pietro <6 1"1•

I comunisti si erano fatti vivi anche nel.la vicina isola di Lèsina (=Hvar) dove, sin dalla prima fase dell' 'Operazione Biokovo'. avevano trovato rifugio circa un cinquecento armati. Di questi, finita l'operazione, chi non era tornato su lla terraferma si unì a i partigiani del posto, dando inizio ad una intensa propaganda per incitare i soldati a tornare a casa, a ribellarsi agli ufficiali. Il I O agosto avevano fermato «due alpini del presidio di Cittavecchia (=Stari Grad) di Lèsina e, dopo aver prese loro le giberne con munizio ni e 4 bombe a mano», li avevano lasciati in .libertà((,()). Il giorno dopo, sei partigiani penetravano «nella caserma della gendarmeria di finanza cli Lèsina [città} e. intimata al piantone la consegna delle armi, asportavano 4 fuci li croati, 4 giberne, 4 baionette e 120 pallottole per fucile» 161 ~>. Durante i rastrell a me nti, tra San G iorgio ( =Suéuraj) cli Lèsina e Bogomolje (parte orienta le dell'isola) ven ivano passati per le armi tre partigiani <'"9 1• A melà agosto, nella parte occide nta le, fra Lèsi.na-ciltà, Cittavecchia e Gelsa (=Jelsa) venivano segnalati circa trecento n·ibelli <"2•)l . «Vivono di razzie - scriveva la 'Bergamo' - a danno de lla popoluzione civile che è costretta a subire i loro soprusi» <(,m, e d a Gelsa avevano disarmato due sottufficiali della gendarmeria, lasciandoli in libert~1. Il comando italiano, d ubitando intese e connivenze, ord inò il trasferimen to dell'intera stazione. Ma, a l mome nto della partenza, i due sottufficia li <<si sono resi irreperibili» ("22 ' . Contemporanea me nte dalla stazione di Cittavecchia scomparivano altri d ue gendarmi. Continuo, fratlanto, il traffico con la terraferma, e la 'Bergamo' faceva intervenire la Marina. 11 1° settembre, «il rimor chiatore 'Poderoso', recatosi a Lèsina per rastrellamento imbarcazioni», veniva «fatto segno nutrito fuoco da parte partigiana durante le operazioni di ormeggio. L'unità ha reagito con armi cli bordo e, allontanatas i, é tornata con un reparto de l R. Esercito, che ha proceduto a lla distruzione delle imbarcazioni» (62J;.


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Nella più este rna delle isole, a Lissa (Vis), si e ra instaurata quas i una intesa fra partigiani e comando italiano. Ma si trattava di un equi librio instabile, che i partigiani ruppero nella notte del 31 luglio attaccando, probabilmente per saggiare la capacità di reazione de i soldati, il presidio di San Vito (=Sveti Yicl) (624i . Immediati i rastrellamenti, ed i ri belli rimasero tranquilli per un paio di settimane. Però la notte del 16 agosto sopraffecero il personale de lla stazione cli vedetta a Mon te Cul mine (un sottufficiale e sci marina i). Obiettivo le armi e, in particolare, le apparecchiature della radio. Asportato il materiale, lasciarono liberi i ma rina i r1>i,i . Tuttavia la reazione fu dura. Il comando de lla 'Bergamo' dispose il blocco dell'isola (1•2">: a i pa rtigiani venne ro date q uarantotto ore di tempo per restituire armi e materiali, pe na la fucilazione di cinquanta ostaggi presi fra la popolazione «•27>. L'aviazione spezzonò a lcune località dove era star.a segnalata la presenza di ribcl li <6~8>. Di fronte alle misure delle a utorità italiane, mons ignor Michele P us ié, vescovo di Lissa, inviò un telegramma a l Re d ' Italia implorando la revoca dell'ordine di «fucilazione cinquanta ostaggi, totale blocco e d a ltre dure rappresaglie contro popolazione innocente l,.. J se gruppo partigia ni e ntro domani diciannove corrente, ore dodici, non restituisca le armi prese alla stazio ne militare d i Mon te C ulmine» (r·2•>. Ignori amo se monsignor Pus ié abbia ricevuto qualche risposta da Roma cd anche se a bbia te ntato cli convincere i partigiani. Scaduto l'ultima Lum, vennero fuci lati venli ostaggi wOl. li 23 e bbe inizio la ' normalizzazione' delrisola con il fermo di trentatré individ ui sospetti '">'>.

LA 2'' ARMATA VERSO L'8 SETTEMB R E I TEDESCHI VERSO ZARA Subito clopo il preallarme d iramato il 26 luglio da l Comando delle forze tedesche in Croazia, il ge nerale Kart Eglsser, coma ndante de lla 114" d ivisione ·Jager', emanò l'ordine cli approntare i mezzi e di riconoscere gli itinerari per l'occupazione di Zara e di Se benico ( operazio ne Leander). P remetteva, nell 'orcline, che «la situazione politica può richiedere a lle fo rze tedesche il compito cli ap poggio della difesa costiera cieli' Adriatico» , e che il giorno ·x' la 114" si sare bbe spinta «o ltre l'al tipiano della Lika e d ìl massiccio del Vele bit fin o al porto ila liano fortificato di Zara» <"12i . Forze a disposizione: due reggimenti di fan teria (il 721 ° e d il 741°) , uno cli artiglieria (il 66-1°), e d un battagl ione 'pionieri' ( l'ormazione di assaltatorL genieri, guastatori) H•.',>.


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I tedesch i, pur sorpresi dagli avvenimenti, militarme nte non ebbero incertezze nel diramare coordinati preavvisi e disposizioni per l'occupazione dei porti della Dalmazia, da Cattaro a Zara, e di q uelli dell' Istria, Trieste compresa. Da Roma,·invece, vi fu un s usseguirsi di ordini che, se anche di chiara lettura. apparvero contrastanti o inadeguati per chi li ricevette. Può quasi sembrare che il Comando Supremo, solamente con il 25 luglio, si fosse reso conto che in una situazio ne militarmente precaria e con la estrom issione cli Mussolini dal G overno - nota al generale Ambrosio almeno dal 14 di quello stesso mese t6J.li - vi sarebbero stati sospetti, dubbi e reazioni da parte germanica. E le incertezze e le improvvisazion i di Roma si ripercossero sui comandi periferici. Se si dovesse accedere alla tesi cli un voluto disegno si dovrebbe anche ammettere l'esistenza di piani e di registi occulti estremamente abili. Il cambiamento di regime - a parte il nega tivo andame nto della guerra - dovette rar nascere negli A lli comandi l'illusione di un possibile ed incruento 'cambio di campo· che li sospinse su lla strada dell'8 settembre. Ma. al di là di ogni giudizio, un cambio di campo avrebbe avuto bisogno di preventivi e precisi accordi con gli a nglo-americani, decisione nei confronti dei tedeschi, tempestivo conce ntramento dell e un ità, certezza nella risposta dei soldati. Aspetti che presupponevano una chiara visione del momento, decisioni logiche, sin tonia di ordini. ma che ne ll a fatalità degli avvenimenti e per l'inadegua tezza delle valu tazioni travolsero protagonisti e gregari. Il 25 luglio, a mezzogiorno. qua ndo ancora non era avvenuto l'a rresto di M ussolini. il Fi.i hrcr nella quo tidiana conre renza con i s uoi general i di fronte alle difficol tà in Sicili a cd alla preoccupazione di sbarchi nei Balcani. condivideva l'opinione ciel generale Jodl su lla necessità «di poter disporre di un'arma ta operativa nell' Italia settentrionale e di un a nei Balcani» <6J5J. La stessa sera, nella successiva conferenza, dopo l'arresto di Mussolini. dichiarava che «per prima cosa è di decisiva importanza assic ura re il passaggio dei valichi alpini»<636l e che, «naturalmente. il momento risolutivo sarà quando le nostre forze saranno concentrate in modo c he quei reparti possano portarsi a Roma e disarmare tutta quella gentaglia>> ((,37' . Il gio rno s uccessivo i primi ballaglio ni tedeschi superavano il confine del Brennero.

*** * *** Per la comprensio ne degli avven imenti, successivi al 25 luglio. va tenuto presente che le U nità dell'esercito dipe ndevano da due coma ndi. Dal Comando Supremo (generale Vittorio Ambros ia) , l' ll" Armata-


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Grecia, il Comando Superiore delle FF.AA. dell'Egeo, il Gruppo Armate Est, sede a Tirana (costituito il 1° luglio con la 9a Armata-A lbania , il XIV Corpo d'armata-Montenegro, ed il VI Corpo d'armata, Dalmazia meridionale ed E rzegovina). Dallo Stato Maggiore dell'esercito (generale Mario Roatta) le Armate in Penisola, Sardegna, Corsica, Provenza, e la 2" A r mata in Croazia-Dalmazia centrale). ****'!-::=·:-

Il 30 luglio, il generale Roatta inviava presso la 2" Armata e le altre Armate dipendenti dallo Stato Maggiore dell'esercito, ufficiali superiori latori delle prime istruzioni verbali e segrete 1<,,~,. Le Annate dovevano opporsi con la fo rza ad! ogni tentativo tedesco di impadronirsi dei punti vitali; mantenere il controllo della situazione; intensificare la vigilanza; presidiare le opere fort ificate; ma «non prendere iniziative armate se non dopo aver avuto la certezza delle intenzioni ostili da parte gennanica»<1•:w>. Direttive adeguate al profilarsi della nuova situazione ma pregi udicate dalla condizione che su borclinava l'uso delle armi ad un attacco tedesco, dando vantaggio all 'avversario. Mentre per Roma una direttiva del genere corrispondeva alla necessità politica cli non provocare reazioni. ai comandi periferici apparve operativamente contraddittoria. E Robotti convocò a Sussa i comandanti dei suoi corpi d'armata, V, XI. XVIII, nonché del VI che in quei giorni non era ancora passato alle dipendenze del Gruppo Ann ate Est (''"". Per il comandante della 2a Armala gli ordini se no n precisamente chiari apparivano sufficienti ma, alcuni giorni dopo, con il ritorno eia Roma del colonnello Vincenzo Carlà, capo del Ufficio 'l', cominciarono le incertezze. Aveva portato a Robotti la notizia «di prossimi mutamenti circa lo schieramento dell 'Armata in seguito a ciò che politica me nte ·bolliva in pentola'» <•" l. Roboni, in quei momenti, ritene ndo operativamente logica un' ulteriore contrazione dei re parti, si pose il problema se attuarla subito d'iniziativa o attendere dallo Stato Maggiore la indicazione delle zone da abbandonare. In ogn i caso era una soluzione coerente con il depauperamento d i uomin i e di mezzi cui negli ultimi mesi era stata sottoposta l'Armata. Aveva già inviato in Penisola la divisione ·Sassari' e la 'Eugenio di Savoia', i battaglioni guastatori, q uelli de lle camicie nere, i battaglioni ·M', nonché i quarti pezzi del le batterie eia campagna con uomini, serventi e materi a li <<>< 2>. Inoltre, dai già scarsi organici. alcune settimane prima erano stati tolti i militari siciliani - circa dodicimila - che lo Stato Maggiore si era proposto di inviare in Sicilia per la difesa dell'isola


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ma che. di fro nte al preci pitare degli avvenime nti , erano rimasti concentra li in una zona di raccolta dove ancora si trovavano '''"'· Pe r di più sembrava prossima anche la pa rte nza de lla divisione ' Re'.

Una contrazion e d e llo sch iera me nto appariva quin d i fis iolog ica pe rò, come scrive Robo lli , «qualche giorno d opo [il ritorno da Roma del co lo nnello Carlà - 11.d.a.] il console in diplomazia Vittorio Castellani . addetto al m io coma ndo in qua li là di funziona rio di collegamento col Ministe ro degli esteri , telefonò t... ] da Mo nterotondo [presso Ro ma - n.d.n.] t...] che: ·no n restava mu tato l'orie nta mento vecchio'». «Notiz ia questa aggi unge Robotti - come s i vede in cnntrasto con quella precedente. per quanto poco precisa anch'essa» '"'"'. li Comandante dell'Armata, rich iamandosi ad una lettera da lui spedita a Roatta, pregò Castellani di o ttene re chiarime nti dallo S tnto Maggiore . Ma la involuta risposta che ricevette dal console lo pose di nanzi a nuove ince rtezze. Infalli , Castellan i gli comunicò che. «per quanto riguardava l'ultimo periodo di una mia lettera - scrive Robotti - al Capo di S.M. dell'Esercito in merito a notizie potute eia mc pe rso nalme nt e acquisire circa supposte inte nz ioni ted esche verso di noi, Roatta era pienamente d'accordo con me (combattere risolutamente i ledeschi che avanzassero nelle nostre zone). ma che ... 11011 ern da escludere che le cose. fra qualche giorno, paressero cambinre lsottolincato neH'originale - tt.d.a. J»('•1'•. Caste llani aveva anche aggiunto che, «per quanto riguardava le modificazion i di sch ierame nto e di composizione dell'Armata (riferimento alla notizia portala dal col. Carlà) c·era. è vero, la tendenza a rafforzare la parte nord (vecchio confine [del 1940) oppu re confine anteriore a l 1918?). ma pe r il momento nu lla vi era cl i concreto»r•·'1·>. Risposta a più incogni te per chi la riceveva.

TI 6 agost<>. a Tarv isio vi fu un incontro italo-te desco a l quale partecipr1rono il m inistro pe r g li affari esteri Raffae le G ua riglia, il generale /\mbrosio. Ribbentrop e d il marescia llo Keitel. D a parte italiana si intendeva ma nifestare ai tedeschi il disappunto per l'ingresso in Ita lia di divisioni te d esche a l di là ed a l d i fuori d i qualsiasi int esa; cercare di convi ncerli c be dopo il proclama cli Badoglio con l'impegno de lla ·g ue r ra continua'. no n vi era stato alcun mutamento nel la condo tta dell·Ital ia: ottenere il conse nso per riportare in Penisola almeno parte della 4~ Armata dalla Fra ncia e de ll a 2' dalla Ba lcania. Ma i tedeschi, in una atmosfera tesa e di recip roca sfid ucia , si riservarono d i risponde re. 1.nvece. ·per una comu ne difesa dell'llalia', manifestarono il proposito di concentrare una loro divisione al Brennero. un"altra in Carinzia pronta a muovere in Italia o nei Balcani, e d una terza a Ravenna 1',J 71• in aggiunta alle dicci gi~1 in Penisola .


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Lo Sla lo Maggiore, di fronte a questa prospettiva, e va lutando la gravità degli i1npegni che le istruzioni ' ve rba li' già fatte perven ire da Roatta imponevano alle Arma te, nonché la possibililà di una improvvisa interruzione dei collegamenti tra il centro e la periferi a. il IO agosto diramò l'ordine scritto n. 111/C.T. (••~>. Le nuove istruzioni riportavano, coordinandole, le disposizion i verbali sulla salvagua rdia dalle sorprese; sul rafforzamento delle difese; sulla tenuta alla mano de i repan i: s ul divieto per le trup pe tedesche d i occupare zone a r idosso o a cava llo de l confi ne. Determin ava pi ù esa ttame nte i compiti cli ciascuna Armata in relazio ne a lla rispettiva d islocazione, ponendo i comandi nelle condizioni cli resistere o, almeno, cli meglio opporsi ad una 'aggressio ne tedesca' (e sino al 6 .settembre tutti gli ordin i sarebbero stati ince ntrati su q uest'un ico presupposto senza mai accennare ad un a rm istizio o ad un cambio di campo). I reparti, sia pure limitatame nte. dovevano assu mere un atteggiamento aggressivo pr edisponendo «co lpi cli mano. preparando poche imprese accurate con reparti cli fo rza adeguata» eia effettuarsi. però. «su ordine diretto del centro» 1M•>.

Come per i precedenti ordini verbali le d isposizioni. sin qul. apparivano sufficienti . Però, quando a utorizzavano azioni cl i forza ad 'i niziativa' dei s ingoli comandi so lamente in risposta ad att i cli ·osti lità collettiva· da parte tedesca, «eia non confondersi con gli ordi nari casi, ormai abituali , di violenza individua le» 1<>50>. appariva problematico poter stabil ire. sul rnornen Lo, il no n sempre chi aro confine fra l'individuale ed il co llettivo.

Oltre tutto, il 10 agosto. q uasì nello stesso momento in cui Robotti r iceveva l'ordine 1.1 l iC.T., gli perveniva la seguente com unicazio ne: «Comando Supremo habet a utorizzato uso aeroporti dalmati G ruda fin provi ncia di Cattaro - n.d.a.] et Sig no, et Zara-Nadin da parte di aviazione german ica in comune con fo rze italia ne at eccezio ne cli Zara-Zernon ìco»11"1>. A Nad ino dovevano prendere stanza centosettantacinq ue uo mini de ll a Luftw affe 16' 2 ' . Era una disposizione che appariva in cont rasto con t utti i motivi e le ragioni della 111/C.T. tanto da lascia r intendere. più che far supporre, una rinnovata collaborazio ne fra coma ndi italiani e tedeschi . Robotti forse sorpreso, ma certame nte perplesso, chiese cbia rimenLi a llo Stato Maggiore, e l'ordine gli fu confermato "''". D i fronte a questa situazione, il gio rno dopo convocava a Sussa , per un rappono segreto. ì generali Antonio Scuero, Gasto ne Gambara e U mbe rto Spigo, coma ndanti dei suoi tre corpi d'armata (X l, V, XVlll - li VI era passato alle dipendenze del Gruppo Armate Est) sia per coord inare l'esecuzione della 111/C.T. v,ui s ia - lo s upponiamo - per un confronto cli idee.


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Nella prima decade di agosto fo rse non più di quattro persone in tutta Italia erano in grado di capire la logica di quegli ordini: il Re, Badoglio, il ministro per gli affari esteri Guariglia, il capo dello Stato Maggiore Generale Ambrosio. Il 31 luglio, in una riunione al Q uirina le avevano deciso di prendere contatti in via diplomatica con rappresentanti inglesi o americani, forse non tanto - almeno in quel momento - per chiedere un armistizio, quanto per «renderli edotti della situazione italiana e impedire che l'Italia fosse sopraffatta» <65 ' l. Iniziativa che imp oneva di guadagnare tempo e di ostacolare il rafforzamento tedesco 'facendo la faccia feroce' , ma solamente fin che possibile, sia accondiscendendo alle loro richieste sia sanzionando i fatti compiuti per non metterli in allarme. Falliti i primi due tentativi di un contatto per mezzo di diplomatici, il 10 agosto, giorno della diramazione della 111/C.T., il Re decise di affidare ai militari la ricerca di contatti e, in successione di tempo, vi sarebbero state le due distinte missioni dei generali Giuseppe Castellano e Giacomo Zanussi , che ad un dato momento si sovrapposero <656l .

Custodito ' feroceme nte' il segre to di q ueste in iziative, gli Alti comandi mantenevano rapporti form almente corretti con i tedeschi. Il 15 agosto, come se nulla vi fosse di nuovo, a Casalecchio (Bologna) ebbe luogo una riunione che potremmo definire di servizio. Da un lato il generale Ambrosio con il sottocapo di Stato Maggiore, e dall'altro Rommel, comandante del G ruppo armate 'B ' , con il generale Jodl. Argomenti dell'incontro soprattutto questioni militari. E gli italiani ottennero il consenso per ritirare alcune divisioni dalla Francia e dai Balcani. Dal canto loro i tedeschi si dimostrarono disposti a porre il Gruppo Armate ' B' cli Rommel, previsto per la difesa dell'Italia settentrionale, alle dipe ndenze del Comando Supremo, ma a condizione che le unità italiane nei Balcani passassero sotto il loro comando. Di fronte alla freddezza con cui venne accolta da Ambrosio la seconda parte della proposta, i tedeschi facendo leva sulla possibilità di un nuovo sbarco alleato prospettarono la costituzione d i un comando congiunto sotto loro controllo per le operazioni in Balcania (/,57 >_

Indipendentemente eia quanto deciso o non de ciso a Casalecchio, per Robotti il quadro della situazione, visto dal suo comando di Sussa, stava diventando sempre meno chiaro. «Verso il 17/18 agosto - come scriverà - il console Castellani, ritornato da Roma, mi portava le direttive generiche verbali di "sentita attenuazione"» delle istruzioni contenute nell 'ordine 111/C.T., «ed anzi la dire ttiva, un po' meno generica [...] di evitare qualunque incidente fra noi.ed i tedeschi che "potesse precipitare


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le cose", almeno per il momento, "pur non escludendo che in avvenire" e "soltanto quando Io vorremo noi" potessero eventualmente sorgere fatti nuovi» <656>. Di fronte a questo indefinito possibilismo Robotti, verso il 20, inviò a Roma il generale Umberto Fabbri, suo capo di Stato Maggiore «per sapere qualcosa di più preciso». Il generale, rientrato a Sussa, gli riferì che le istruzioni contenute nell'ordine 111/C.T., «che sembravano, pel momento, avviate verso l'attenuazione e la sospensione, riacquistava.no la loro importanza ed attualità» <659i_ Conseguentemente, quando il 26 agosto reparti tedeschi, con il pretesto di proteggere la ferrovia per Postumia entrarono senza alcun p reavviso a Lubiana, Robotti dette ordine all'XI corpo d'armata di disarmarli. Egli stesso si recò a Lubiana, ed obbligò il comandante germanico a fermare i reparti, «in attesa - scriverà Roboni di istruzioni da me chieste a Roma» (MoJ_ Quasi immediata la risposta dello Stato Maggiore: ,d n data 26 agosto comunicasi che Cornanclo Supremo habet impartito disposizioni 2a Armata per libero transito truppe tedesche zona Lubiana, riservandosi ulteriori ordini dettaglio» <6611• Robotti, ovviamente, fra quanto gli era stato riferito dal genera le Fabbri che gli ordini della 11 1/C.T. riacquistavano attualità, e la comunicazione di Castellani circa una loro attenuazione che appariva confermata dall'ordine ciel 'libero transito', ritenne più concreta questa seconda, anche perché eia Roma gli era pervenuto l'ordine di prendere accordi con il comandante delle forze germaniche in Croazia per la consegna ai tedeschi dei presìcli di Tenìn, Dernis e Signo t002>. Conseguentemente, il 1° settembre, Robotti convocò a Sussa il generale Luters e lo autorizzò di costituire un presidio a Gracac: cli entrare nella zona di Tenìn ed in quella delle miniere di Dernis, ma non nei due centri abitati; di utilizzare il campo cli aviazione di Signo e cli sostituire i reparti italiani con soldati tedeschi. La protezione della ferrovia TenìnDernis-Salona restava, invece, alle truppe italiane. Il generale Luters chiese di poter inviare via mare, eia Trieste a Spalato, uomini armi e materiali, ma su questo punto Robotti rimise ogni decisione al Comando Supremo. Da ultimo i due generali convennero che «i particolari necessari all'accordo» sarebbero stati regolati con il XVIII Corpo d'armata dal comando della 114 'Jager' e da quello de lla divisione 'Prinz Eugen'. Di fronte a queste concessioni disposte dallo Stato Maggiore, il comando della 2a Armata ben poteva supporre che Roma e la parte germanica procedessero di comune accorcio. Oltre tutto, con la cessione dei tre presìdi , ben sette battaglioni sarebbero divenuti disponibili c66Jl, ed il


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X VIII Corpo d'armata avrebbe potuto costituire la tanto necessaria massa cli manovra , concorrendo con i tedeschi alla difesa cleI!a regione. Ma, ricorda il generale Fabbri, <<nel tardo pomeriggio ciel 3 settembre 1943 giunse a Sussak [... ] proveniente, in aereo, eia Roma, un tenente colonnello di Stato Maggiore [Giovanni Biffoli - n.d.a.], latore cli un foglio riservato alla persona ciel Comandante clell ' Annata>> (6651 • Era la ' Memoria 44/0p' .

Quasi in quegli stessi momenti, a Cassibile, il generale Castellano firmava l'armistizio con gli anglo-americani, mentre a Roma, nel corso della giornata, Badoglio, sotto il vincolo de l segreto, informava i Capi di Stato Maggiore del Esercito, della Marina e cieli' Aeronautica che 'erano in corso trattative', ma senza alcun cenno alla firma di un armistizio e tanto meno al momento della sua entrata in vigore (f>"<•J_ Nel pomeriggio riceveva il nuovo ambasciatore di Germania. Rudolph von Rahn, e durante il colloquio gli faceva osservare che: «la diffidenza ciel Governo del Reich nei riguardi della mia persona mi riesce incomprensibile. Ho dato la mia parola e la manterrò. Vi prego cli avere fiducia» (""11• Gli ordini contenuti nella ·Memoria 44' erano stati predisposti dallo Stato Maggiore dell'esercito sin dal 18 agosto, e quasi certamente rielaborati più volle in relazione ai movimenti delle truppe tedesche cd all'evolversi delle trattative con gli anglo-americani in quanto Roatta ne era stato informato, anche se privatamente, dal generale Ambrosio sin il 19 agosto <<,<,••. La 'Memoria ', approvata il 2 settembre dal Comando Supremo, venne affidata ad appositi corrieri (ufficiali superiori) per il suo recapito. I comandanti delle Armate, dopo averne preso visione dovevano bruciarla. Manca perciò, come per la 111 /C.T. ( diramata con identiche precauzioni) un testo, ccl il suo contenmo è stato ricostruito dopo la guerra sul ricordo cli chi la elaborò e cli chi la lesse. La 'Memori a'. senza far alcun cenno ad un possibile armistizio né a trattative in corso, allertava i comandi in previsione di una quasi certa aggressione tedesca. Confermate le direttive della 111/C.T.. impartiva alle singole Armate specifici ordini. però esecutivi solamente su apposito ordine in codice dello Stato Maggiore. Tuttavia i comandanti erano a utorizzati ad agire d'iniziativa «qualora le nostre truppe fossero oggetto di atti di osti lità eia parte cli quelle tedesche e qualora in tale circostanza fossero interroue tutte le comunicazioni con le autorità di Roma». Per la 2" Armata la 'Memori a' ordinava di «far fuori la 71" divisione tedesca rquella fra Lubi a na e Postumia - n.d.a.] e interrompere le comunicazioni ai Ledesch i eia Tarvi-


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sio al mare» <669); preparare ricognizioni e piani di azione; contrarre gli schieramenti a ridosso del vecchio confine (6M. «Sostanzialmente essa dava le direttive per la eventuale resistenza» <6; 1> Il 5 settembre, al mattino, Robotti tenne nuovamente rapporto ai comandanti del V, Xl e XVIII corpo d'armata, ed ai rispettivi capi di Stato Maggiore, informandoli della 'Memoria'. Espose i propri concetti; al V ed XI Corpo d'armata impartì gli ordini per la copertura del confine giulio; dette nel contempo disposizioni per un probabile trasferimento a Trieste del comando dell'Armata (lin>.

Quella mattina, mentre il generale Spigo si trovava a Sussa dal comandante dell'Armata, a Tenìn - narrerà il generale Francesco Giangrieco - «si presentò il generale Eglsser, comandate la 114" divisione Cacciatori germanica, col MinÈstro croato delle miniere, dicendomi che aveva ordine di andare a presidiare, d'accorcio col Comando 2a Armata, la zona mineraria del Promina, presso Drnis. Mi chiese di poter telefonare al comandante del XVIII C.d.A.» (da due giorni il comando era stato trasferito eia Spalato a Zara) in modo da açcordarsi nel dettaglio come convenuto fra Luters e Robotti. Ma, avuta la comunicazione, non fu possibile parlare con Spigo perché, risposero dal Comando, «in giro cl'ispezione»<67~l. Data l'ora, Giangrieco invitò alla propria mensa il collega tedesco, e la colazione si svolse in pieno cameratismo '61•>, neppure turbata dal ricordo dell 'incidente cli tre giorni prima, sintetizzato nel Diario storico della 114" con queste parole: «Knin sembra occupata dal nemico, poiché il nostro aereo è stato preso sotto il fuoco nemico» «"'1• Ma i fatti erano stati più gravi . li 2 settembre, verso le 11.30, era apparso nel cielo di Tenìn un aereo con distintivi non riconoscibili e senza eseguire i segnali di riconoscimento. Le mitragliere della piazzaforte avevano aperto il fuoco. «L'aereo - riferirà il tenente colonnello Renato LalJi - risponde al fuoco lanciando spezzoni piuttosto robusti sulle opere del caposaldo, [... ] si porta sulla caserma nord dove una decina di mitragliatrici fa fuoco s u di esso . Cadono una quarantina di spezzoni» 1676>. Sette soldati morti ed undici i feriti. Alle 15, nuovo bombardamento, ed altri due soldati morti. Alle 17.15 ultima incursione. Nessun morto. Colpita, invece, ma senza conseguenze la polveriera <<," >. Il comando ciel campo cli Zemonico fece levare in volo due caccia per la protezione del cielo di Tenìn , ed il colonnello Carlo De Capoa, comandante dell'aviazione della 2" Armata, dando notizia dell'incursione allo Stato Maggiore dell'aeronautica, rif'eriva: «Poiché circa ora 1440 con rolla per Kni n et ore 1525


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

con provenienza da Knin un velivolo bimotore tedesco habet sorvolato aeroporto Zemonico et città Zara eseguendo regolari segnali riconoscimento est da presumere c he azione bombardamento suddetta sia stata effettuata da velivoli germanici» <61 ~1. Non risu ltando ufficialmente identificati gli aerei e non esse ndo Tenìn occupata dai partigiani, durante la mensa, la questio ne - probabilmente per prudente diplomazia - non fu oggetto di discussione. Subito dopo il pranzo, Eglsser si recò a Zara, e la 'lager' a nnotava: «Nel pomeriggio preso contatto col comando italiano Knin-Zara» t6,Y1• Il generale tedesco s'incontrò con Spigo, frattanto rientrato da Sussa. Conversazione ovvi a mente non semplice per quest'ultimo che tornava da una riunione dove i tedeschi di certo non erano stati considerati amici. Non sembra, però, che fra i due generali vi siano state partico lari difficoltà, e Spigo autorizzò Eglsser a dislocare fuori dalla cinta difensiva di Tenìn un battaglione per la protezione delle comunicazioni con Gracac; dentro Tenìn poteva accasermare un nucleo logistico non superiore a cinquanta uomini sottoposti, agli effetti disciplinari , al comando Piazza italiano. Altri due battaglioni sarebbe ro stati dislocati ne ll a zona di Dernis per la sicurezza delle minie re, ma fuori dalla cinta di fensiva, con analoghe intese per il nucleo logistico. I tedeschi si assumeva no la sicurezza delle comunicazioni e gli italiani la protezio ne della ferrovia Dcrnis-Vclusic. Le conclusioni della riunione furono ve rbalizzate in un documento dal titolo: Accordi tra il comando del XV!ll C.d.A. italiano e il Comando della 114a divisione lager tedesca <6Wl . Spigo, o perché esulava dai suoi poteri o per intese intercorse nella mattinata con Robotti, non autorizzò l' uso del campo di aviazione di Nadino dove, il giorno prima, un gruppo motorizzato della ·J~iger' non aveva potuto prende rvi possesso in qua nto «il comandante italiano del posto ha protestato per roccupazione» <i.s11• Quasi certamente nessuno gl i aveva ancora dato disposizioni, a nche se lo Stato Maggnorc dell'Aeronautica, sin dall ' 11 agosto, si era preoccupato di info rmare il comando aviazione della 2" Armata sull' uso del campo da parte tedesca <<>'<l>. Spigo non concesse ne ppure l'autorizzazione per il passaggio delle truppe della 'lager' attrave rso Tenìn, né per la costituzione cli prcsìdi a D crnis ed a Tenìn, come chiesto da Eglsser. Di queste riserve, Spigo informò l' Arma ta dove, frattanto, e ra pervenuto un marconigramma con precedenza assoluta su tutte le precedenze assolute (Pa-Pa). Lo Stato Maggiore ordinava di concentrare la divisione ' Isonzo' (Xl Corpo d'annata) nella zona di Postumia, e di arretrare lo schieramento del blocco nord (Xl e V Corpo d 'armata). Non faceva al-


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cun cenno all'armistizio ma sottolineava «la necessità tenersi pronti concorrere difesa Madre Patria contro minaccia anglo-sassone» (63.1> (frase convenzionale per 'tedeschi', usata nelle trasmissioni via etere facilmente intercettabili) evitando scontri con i partigiani per non intralciare il movimento dei reparti. O rdine, quest'ultimo, che aveva valore «in modo particolare per XVIII Carm [corpo d' armata - n.d.a.] che dovrà procedere cessione noti presìdi avanzati» e «predisporsi tatticamente et logisticamente at noti compiti difesa oltranza Zara-Spalato e Sebenico» (6' 4' . Cioè, da una lato cedere e claU'aJtro prepararsi a resistere. Robotti definì con il generale Luters i particolari per la cessione dei presìdi, e questi comunicò al comando della 'Jager:' «L'OAK2 (Comando della 2" Armata) italiana si è dichiarato d'accordo di lasciare liberi i presìdi di Knin e Dernis per farli occupare dalle truppe tedesche, ed ha dato, al riguardo, dispos izioni al XVlll Corpo d'armata italiano» <""-». Infatti - ricorda Giangrieco - «nella serata giunsero [a Tenìn - n.d.a.] le due autorizzazioni claU' Armata per l'invio del gruppo tattico a Nadin e per l'attraversamento di Knin eia parte della 114" divisione Cacciatori». L'Armata elette inoltre disposizioni «di trattare con cameratismo gli alleati e di assisterli in quanto possibile autorizzando anche la permanenza nella Piazza di un nucleo di militari tedeschi in base alle necessità dei servizi» 16s6>. Dopo queste istruzioni «i l comandante ciel XVIU C.A. diramava per radio a tutti gli enti del C.A. la comunicazione dell 'arrivo nel suo territorio cli unità tedesche, destinate a costituire dei presìdi» «<'11• Il giorno dopo, 6 settembre, nel Diario storico della 'Jager·, veniva annotato: «Gruppo motorizzato del magg. Teissl all'aeroporto cli Zara»1""'>, e la 114" muoveva verso Dernis attraversando Tenìn. «Il comandante tedesco, che ha alla propria destra il generale Giangrieco, sosta sulla via davanti al comando di settore per assistere alla sfilata delle sue truppe e ricevere i prescritti onori». Il passaggio «in formazioni serratissime» durerà dalle 8.30 sin o ltre le 13. «Si tratta di un complesso di oltre l O. 000 uomini>>. Altri reparti continueranno a transitare sino metà pomeriggio<'•Sl>l.

,;, * .,, ,; :;-: .,. .;. Mentre il 6 settembre era in corso il movimento della 'lager', eia Roma quello stesso giorno partivano tre ordini. Due 'Promemoria' ciel comando Supremo e la ' Memoria 45/0p ' dello Stato Maggiore dell'esercito.


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Dalrnazia - Una cronaca per la s1oria

Il generale Ambrosio consegnava personalmente ai Capi di Stato Maggiore dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica il 'Promemoria n.l' per «il caso che forze germaniche intraprendano d'iniziativa atti di ostilità annata contro gli organi di Governo e le Forze armate italiane, in misura e con modalità tali da rendere manifesto che non si tratti di e pisodi locali, dovuti all'azione di qualche irresponsabile, bensì di azione collettiva ordinata» <6<x)>. Dopo la comune premessa, seguivano gli ordini per ciascun a Forza armata. Per l'Esercito, confermavano le disposizioni della 'Memoria 44', integrandole con sintetiche notizie sulla dislocazione delle unità tedesche in Penisola, Sardegna e Corsica; per la Marina e l'Aeronautica le istruzioni per la tutela del naviglio, delle basi, degli aeroporti, degli aerei. Tutte e tre le Armi dovevano mascherare le predisposizioni «come preparativi per il caso di attacco anglo-americano» (MlJ e l'esecuzione operativa era subordinata ad un ordine in codice del Comando Supremo. La Marina, in tal caso avrebbe dovuto, fra l'altro, procedere al concentramento nei porti cli Cattaro e di Sebenico del naviglio da guerra che si trovava in Adriatico. Nel testo del 'Promemoria' non esisteva la parnla 'armistizio' anche se veniva disposto di non aprire il fuoco contro gl i aerei anglo-americani , di sparare contro quelli tedeschi, di 'impedire' la caduta dei prigionieri britannici in mano tedesca, quasi certamente perché tre giorni prima i Capi di Stato Maggiore delle tre Armi, ai qu;ili era riservato il ' Promemoria', erano stati personalmente, ma non ufficialmente, informa ti da Badoglio di 'tratti ve in corso' <6921 • Roatta, nella corso della giornata, in esecuzione del 'Promemoria N. l ' diramò alle Armate da lui d ipendenti, con le cautele usate per la 'Memoria N. 44', una nuova 'Memoria', la 'N. 45/0p' , nonostante Ambrosio avesse precisato che gli ordini dovevano esser trasmessi verbalmente (vi si attennero l'ammiraglio Raffaele De Courten per la Marina, ed il generale Renato Sandalli per l'Aeronautica) (69•11• Il capo cli Stato Maggiore dell'esercito, quantunque personalmente al corre nte delle trattative in corso, si attenne alla lettera ciel 'Promemoria' ed orientò ancora i comandi ad intervenire nel «caso che le Forze Armate ger maniche intraprendano di iniziativa atti cli ostilità contro il Governo e le Forze A rmate italiane». Inoltre omise l'ordine sia di aprire il fuoco contro gli apparecchi germanici sia cli no n sparare contro quelli anglo -americani. Per i prigionieri britannici, convenzionalmente indicati come 'bianchi', dispose di lasciarli liberi e di agevolarne La fuga in caso di «immediato pericolo». Quello stesso 6 settembre, il generale Ambrosio predisponeva un altro 'Promemoria', il 'N. 2', destinato alle unità ed ai raggruppamenti eia


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lui dipendenti (Gruppo Armate Est, 11a Armata, Comando Superiore dell'Egeo) l69"l . Conteneva disposizioni operative corrispondenti a quelle ciel ' Promemoria N.l ', ma con una 'motivazione' completamente dive rsa. Se nella premessa del ' Promemoria N. 1 ', ave va precisato che «riguarda il caso che le forze german iche intraprendano di iniziativa atti di ostilità armata contro gli organi di Governo e le Forze armate italiane [... ] tali. da rendere manifesto che non si tratti di e pisodi locali [... ] bensì di azione collettiva ordinata», ben diversa la premessa del 'N . 2' . Ora, parlava di «particolari condizioni di ordine generale [che] possono imporre di deporre le armi indipendentemente dai tedeschi» e - finalmente , vorremmo quasi dire 'pudicame nte' - usava la parola ·armistizio' ripetendola, ma incidentalmente, più volte. «Non è neppure escluso che possano commettere atti di violenza, indipendentemente dalla dichiarazione cli armistizio, per rovesciare il Governo o altro». Ecl ancora: «Con il presente Promemoria si danno le norme generali eia seguirsi dagli scacchieri operativi nelle eventualità d i cui sopra (a rmistizio italiano)». Infine: «Indipe ndentemente da dichiarazione di arm istizio o meno ... » reagire ad ogni violenza armata dei tedeschi t(,9:<l. Ambrosio, per i'a r pe rvenire il 'Promemoria ' ai comandanti delle unità interessate, convocò a Roma i rispettivi capi cli Stato Maggiore. «-)(\>. In tal modo, le G randi Unità dipe ndenti dal Comando Supremo, che sino a quel mome nto non aveva no ricevuto la benché minima notizia sull'e volve rsi degli avvenimenti , né alcuna disposizione, (ignorava no s ia l'ordine 111/C.T. sia la 'Memoria n. 44' poiché riservati ai comandanti d'Armata dipe ndenti dallo Sta lo Maggiore esercito) avrebbero dovuto apprendere - solamente loro - di trovarsi di rron te ad un armistizio, anche se non immediato. Infa lti dovevano ridurre «gradatamente l'occupazione», «rimpatriare la maggior quanlità possibile di personale». «ritoccare l'organizzazione logistica per renderla aderenle alla nuova possibile emergenza>,, provvedimenti, tutti, che anche pe r un minimo di attuazione richiedevano e videnti margini di tempo. Nel periodo precedente abbiamo volutamente usato il condizionale, ' avrebbero dovuto apprendere', poiché soltanto 1'1 1" Armata (Grecia) ricevette il 'Promemoria n. 2', in quanto il suo Capo di Stato Maggiore, gene rale Cesare Gandini., i I 6 settembre si trovava a Roma per altri motivi. «Il Comando Gr.A r.E. [Gruppo Armate Est (A lbania) - nd.a.], scriverà il generale Ren7o Dalmazzo - a differenza dei comandi dire ttamente dipende nti dallo S.M. Esercito, non ebbe t... ] alcuna comunicazione, non solo circa l'eventualità ·cli un armistizio, ma neppure sulla possibilità di un colpo di mano tedesco» 16971• «Il Capo cli S.M. del Gr. A rm. E.


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Dalma;')a - Una cronaca per la s1oric1

(generale Emilio Giglioli), convocato anch'egli [da Ambrosio - n.d.a.], non ebbe la possibil ità di raggiungere Roma che il mattino del giorno 8, verso le 10,30», e la «copia scritta del 'Promemoria' [gli] venne consegnata [...] alle ore 17» <698>. Giglio li, non avendo avuto «alcuna sensazione che il C.S. [Comando Supremo - n.. d.a. J fosse in attesa di gravi avvenimenti imminenti>> (G'N l, ricevuto il 'Promemoria', decise di attendere il proprio comandante, generale Ezio Rosi, che il giorno dopo doveva giungere a Roma per una riunione al ministero degli affari esteri. Ma quella stessa sera fu sorpreso dalla proclamazione dell' armistizio, ed il 9 tentò di tornare in volo al proprio comando. Poté arrivare solamente sino a Zara, ed il Gruppo Armate Est non ricevette mai il 'Promemoria n.2'. Il 'Promemoria', analogamente, non pervenne al Comando Superiore dell'Egeo, causa il maltempo che impedì all'aereo del Capo di Stato Maggiore, di rientrare subito a Rodi.

Dovremmo, quindi, dire che la 2" Armata, come le altre dipendenti dallo Stato Maggiore dell'esercito, sia pure senza nulla sapere dell'armistizio, ma allertata dall'ordine 111/C.T e dalle due 'Memorie' si trovò in una situazione - se così si può dire - 'migliore'. E Robotti, nell a logica delle disposizioni ricevute, ordinò al proprio Capo di Stato Maggiore, generale Fabbri, di concordare con l'W Armata (sede a Padova) provvedimenti comuni per contrastare la minaccia tedesca, e stabilire le modalità per il passaggio del XXIII corpo d'armata (Trieste) alle dipendenze operative della 2a Armata, mentre il V e !'XI Corpo d'armata avrebbero ripiegato a copertura della frontiera giulia P00>. «Le giornate del 6 e 7 settembre - scriverà il generale Fabbri - furono impiegate L...] in febbrile lavoro per emanare gli ordini scritti relativi a quanto sopra e soprattutto per ravorire i movimenti dei corpi d'armata dipendenti». Le truppe tedesche, intanto «procedevano indisturbate alla occupazion~ della linea ferroviaria Lubiana-Postumia-Trieste, gravitando con le loro forze mobili su Trieste»; le formazioni partigiane «assumevano carattere sempre più spavaldo e provocatorio verso i numerosi , piccoli e grossi presidi della Slovenia, Croazia e Dalmazia e Territori annessi al Fiumano» <7°1i. Forse anche per il sovrapporsi cli queste situazioni, a Sussa nessuno pensava di dover deporre le armi. Ed il generale Fabbri annotava: «nulla di particolarmente notevole si verificò nella giornata dell'8 settembre, allorché .. .» (7oi 1 ( e qui riprendiamo le parole del generale Robotti) «alle ore


Da maggi o a se/lembre del 1943

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19.45, un clamore sotto le fin estre del mio ufficio indusse me ed il mio Capo di S.M . ad affacciarsi per vedere dì che si trattava. Erano dimostrazioni cli allegrezza da parte delle truppe alloggianti nelle baracche del parco ferroviario di Sussak. Alle nostre domande circa le ragioni di tale gioia, i primi soldati che interpellammo risposero trattarsi dell'armistizio concluso fra l'Italia e gli anglo-americani» 00·n. E Robotti commenta: «Solo in tal modo io, comandante di un'Armata di tre corpi di annata e dì diverse altre truppe sfuse, venni a conoscere una notizia di simile importanza» Po•,. ,:. * ~- ,;.:

V

* ~:.

Diffuso dalle stazioni dell'E.I.A.R. il proclama di Badoglio, lo Stato Maggiore de ll'esercito intendeva diramare l'ordine per l' applicazione della 'Memoria N.44', ma Ambrosio lo vietò «sempre in relazione all'intendimento del Governo di non dover essere gli italiani i primi a prendere le armi contro i tedeschi» 1705i . 1n tal modo, alle 00.30 del 9 settembre, Roatta per radio e per telefono, senza accennare all 'armistizio, ormai ufficialmente noto eia ore, ordinava ancora che: «Tutti i reparti [...] debbono rimanere alla mano pronti e vigilanti ». Ambrosia, intanto, «a seguito proclama Capo ciel Governo relativo cessazione ostilità>,, ordinava al Gruppo armate Est cli concentrare le forze , «in modo, però, eia garantire comunque possesso porti principali et specialmente Cattaro e Durazzo>>. Lasciò libero il Comando Superiore dell'Egeo di «assumere verso germanici atteggiamento che riterrà piLL conforme at situazione». L' Aeronautica doveva far rientrare tutti gli apparecchi sui campi della Penisola o dell 'Egeo. AnalogamenLe il naviglio militare e quello mercantile dislocalo in Grecia e nell'Egeo doveva rientrare nei porti della Penisola anche con l'ordine di autoaffondarsi per non cadere in mano tedesca. Nulla per la 11• Armata che aveva già ricevuto il 'Promemoria N. 2'. Per tutti: «Reagire irn1nediatamente et energicamente l... J. Non deve però essere presa iniziativa di atti ostili contro germanici» i1rn,1.


NOTE

CAPITOLO IV


Note al capitolo TV

(!)

875

Ved i capitolo I del presente volu me.

(2) U.S.-S.M.E. - Busta 1280 - Comando d ivisione 'Zara' - (Diario storico - Bimestre maggio-giugno 1943 - Sotto la data del 21 maggio viene annoia to: «7i111i gli uf(iciali del Com ando divisione rendo no il salwo agli ufficiali del C!do Cru11po squadristi, ch e avendo ultimato il suo compito e chiamato per nuovi impegni in l'atria, deve partire». I l Gruppo battaglio ni parte il giorno dopo . (3) U.S.-S.M.E. - B us ta 1280 • Comando divisione ' Zara'· (Diario storico - Bimestre maggio-giugno 1943) Il II ball aglione granat ie ri complemen ti (20 ufficiali e 422 uomini di truppa) giunse a

Zara, via Fiume, il 13 maggio e: «Dalle o re 0.00 dd 17 maggio, la responsabilità del SettOrf! isole è sww assw1t11 dal comandante del il btg. granatieri a1111pleme11ti, con sede ad Oltre», su ll 'iso la di Ugliano, dove ve nn e dis locata la I'' compagnia. La 2" ve nn e inviata a Vodizze. (Vedi: Foglio n. 0 1/3370 di pro t. - Segre to - Oggetto: Nuow1 organizzazione della divisione P.M. 141. JJ maggio 1943). Co n il 2 1 gi ugno il comando Settore isole, capitano E rnesto MF.LOCCH I, venne trasferito a Sale, sull'isola Lunga (Vedi: Foglio n. Ol/4179/0 p. Divisione 'Za ra '). Dal 1° maggio arrivarono, fra complementi e recl ute, 3.604 uomin i per la division e 'Za ra·. Il 26 maggio ven ivano costituiti i terzi ba tt aglioni fucilieri per il 291° rgt. (colon nello W lacl imiro NANI), e per il 292-o (colonnello A ugusto L uccHETn). (4) U.S.-S.M.E. - Ruw;i 1280 . D ivisione ·zara' - (Foglio senza n. di prot. - Situazione della forza al 1° g iugno 1943 - Docume nt i allegati al Diario storico de l setl.ore di Te nìn Rimestrc maggio-giugno 1943 - P.M.1 4 1 1° giugno 1943). A presidio de ll a piazzafo rte cli Tenìn vi erano i segue nti reparti con la fo rza accanto ind icata:

Comba1ie111i 11° Reggirnento Hc rsaglieri Com.do![ Gruppo 158° A ri. Sezio ne 6" ba tteria 75/27 4° Squadrone Carri 'L.'Due plo t.

1660 u. 40 55 17

Brg. 'Cadorna ' 292° Rgt. 5" bat\le ria 75/27 Sezione 9" batte ria 75/13 1° e 2° plo l. 3" cp. XX btg. cc.n.

830 li.

74 28 39

Servizi 1. 1.3° Nucleo cc.rr. cliv. ·Za ra ' 1• squadr. 2" Cp. 220° B tg. T.M. 74° Ospeda le eia campo 39" Officina 3° Parnur. Dis tac. 50" Cp. telegraf. di C.A.

17

15 52 4 32

Plot. Com.do del Com.do Sell.ore 24'' Squadra pa neltieri 505" Sotto Sez. 81 ° A uw rc parto Nucleo 158'' Sez. Sussiste nza Coman do rni lita rc di St<1zionc

60 198 33 14 17


876

Dalma zia · Una cronaca per la storia

Elememi 78" Cp. te legrafisti C.A. 258" Cp. tclegraf. e ma rcon. 122" C p. marconisli d'Armata 147" Sez. colombaia milit. Commissaria to tc legrafon. Arma ta

4 18 4 4

158' cp. artieri XXX Btg. Gen io 13 '125" Cp. te legr. e mare. di C.A. 4 31" Sez. fotoe lt:tr. Div. ' Be rgamo' 5 Mi lizia ferrovi aria 8 Towle nazionali 3.246

Cetnici della M. V.A. C. Com.do. Div. 'Dinara' Brigata ' Dalmata' Battagl io ne ' l)ekié' Compagnia 'Marié

105 635 50

42

B rigata d i Bus. Grahovo Brigata della ' Lika ' Battaglione 'P lecas' Totale cetnici

830 810 158

2.630

Armame nto di Tenln: 101 mi traglia trici - 12 .1 f. mitragliatori - 16 moschett i automa tici . 3.589 fucili - 428 pistole - 9 morta i da 45 n'l/rn - 12 mort ai da 81 m/m - 6 cannoni e.la 75/27 - 2 cannoni da 75/'13. 6 carri armat i 'L'. Dal Coma ndo di Tenì n d ipendeva il presid io di Kosovo - Comandante cap. Domen ico TRADI · 2" Cp. d e l 220° Battaglione T.M. con !02 uomini e la Brigata M.V.A.C. 'Kosovo· con 598 volontari · Arma mento: 3 mitragliatrici · 6 f. mitragliatori - IOI fucili - 8 pis to le . (5) U.S.-S .M.E. - Busta 881 - Comando XVIII Corpo d 'a nnata . (Fogl io n. 89'1 5 di prot. · Ogge tto: Organizzazione della sicurezza nel territorio della divis ione 'Zara · Da l co mando elci XVIII Corpo d'annata - Fi rmato genera le Umberto SPIGO - Al comando d e lla d ivis ione ·Zara' - P.M. I 18 , 13 settembre 1942). (6) U .S.-S.M.E. • Busta 1542 - Stato Maggiore Ese rc ito - (Re lazione d el sottotenente Augusto BouRSJER a l Ministero de lla d ifesa e per conosce nza aU dis tretto cli Napol i - Se nza ogge tto - Napo li, 9 ottobre 1954). (7)

Ve di vol ume Il - Capitolo II - Pag. 238 e seg.

(8)

Vedi nota n. 6.

(9)

Ved i vol ume II · Capitolo n, pag 265, e documento a llegato 11.·14 a pag. 355.

( IO)

Ved i nota n. 6.

( I l)

Ved i nota n. 9.

(12) A.C.S. · Microfil m n. 63 - Se rie T 821 - Fotognimma n. 980 - (Te lescr itt o n. 3742/1 di prot. · Da comand o XVIII Corpo d'a rmata - Firmalo ge nerale Quiri no A .RMELLI· :-;1 - A Supers loda - P.tvf. ll.8, 4 lug li o 1942). ,Col. Morm ha chiesro uj]iciusame.nle, rivolgendosi Capo Sia/O /Vlaggiore, q11ale s11rebbe 111it1 opinione circa richiesta 11/Jìciali, s0Hujficit1/i e truppa, per o ra rispet1ivarne111e quallro. q11a11ro, quindici, per inquadrare bande. Ho Jì1tto rispondere. neg11tiva111e11te ... Oltre altri guai, esercito governaioriale non deve depauperare. il nostro che va avami II fòrza di acrobazie».


Note al wpitolo IV

877

(13) U .S.-S.M.E. - Busta 784 - Comando XV III Corpo d 'armala - (Fogli o n. 7023/l di prot. . Relazione periodica - Da comando X VI l l Corpo d 'armala - Firmato generale Um berto SPIGO - A Supersloda · Punto III - P.M.. 11 8, 27 settembre 1942). ( 14)

Vedi volume l l - Capitolo TV - Pag. 581.

(15) U.S.-S.M.E. - Busta 587 - Comando divisione 'Zara' - (Diario storico - Divisione 'Zara' - Bimest re setLembre-ottobrc 1942 - P.M. 141, 1° settembre 1942). « La di11isione 'Zara' oltre ti comprendere le Truppe 'Zara' asswne da oggi alle fJroprie dipe11den7.e i seguenti repcmi: ... l>ande m11ico11111.11iste mobili e lerritoria/i costituite a cura del G(werno della Dalmazia ».

Sotto la da ta del 1° settembre 1942 usciva il primo numero del giornale La Voce dei Volontari a11ticon111nisti dello Dalmazia ilaliana (Glas Dobrovoljca amikonumisti(kog odreda Talijanske Dalmacije), trisettirnana lc, bilingue a distribuzio ne gratu ita. Prima e seconda pagina in lingua italiana, terza e quarta in serbo-croato. Non è indicato il nome del direttore, né dove il foglio viene stampato. Sopra la testata porta la frase di MussoLJN I: 'Noi tireremo drillo '.

(16) A.C.S. - Pres ide nza Consiglio dei ministri. Anni 1941 -1943 - Posizione 1.1.13 Fascicolo 16452 - Sottofascicolo 54 - (Foglio senza n. di prol. - Senza oggetto· Su ca rta in testata Il Governatore della Dalmazia - Re lazione per MussoUNI · Firma la Gi useppe BASTIANlN I - Zara.<) luglio '1943) . La re lazione è accompagnata da un Appunto per il Duce del Gabinetto della Presidenza de l Consiglio dei mi n istri · «Si ha l'onore di rassegnare al Duce l'occlusa relazione del Governatore della Dalma;)t1 ... » - Roma , 10 luglio 1943. ( 17) Relazione con il titolo: Le bande volontarie anticomuniste della Oalmazia Ì/(1/iona - Fi rma ta genera le Ca rlo V1ALE · Parngrllfo: Ragioni che hanno consigliato la loro costituzione - La relazione è stata forn ita a ll'autore dal dott. Teodoro FRANCESCONI. Non re ca l'indicazione dell a collocazione - V EDI llOClJME~TO N. l ALLEGATO Al. PR ESENTE CAPITOLO. (18) U.S. -S.M..E. - Busta 1187. Com:i ndo divisione ·zara'· (Foglio n. 03il450/A.C. di prot. - Oggetto: Costituzione del XXI Btg. 1\. C. 'Chis/(/gne'· D,1 comando d ivisione 'Z;i ra' - Ufficio M.Y.A.C. - Firmato generale Carlo VIALE · Ai comand i se ttor i: C histc1gne, Zara, Vodice - Per conoscenza ai comand i: fanteria d ivisionale. XXX hattagli one gen io. com pagn ie A.C.. agl i uffici d ella divisione. Loro sedi - I~M. 141 , 14 marzo 1943). (19)

Ibidem.

Il XXI bauaglione A.C. cm costituito dalla 4" e 5" banda (ortodossa) e da l ploto ne a uto· nomo (cattolico) d i Rupe. fl comando di battaglione e la 4" banda e rano dislocati a Chista· gnc: il comando de ll a s• bc1ntfo con il 2° plotone a Vacani; il 1° plotone a Geve rskc; il plotone a utonomo A.C. a R upe. Al 14 marzo 1943. l'i nq uadrame nto del XX I battagli one A.C. era il segue nte: Comandante d i battaglione, cap. Remo LEINWEBER: ufficiale adde tlo. s.ten. Raffaello MARASCO: capo formazione addet.to, Vlaclimir KoROUA; militare adde tto, fante scelto Balill a CORTIN I.


878

Dalmazia - Una cronaca per la storia

4" compagnia (ortodossa): comandante, s.len. Augusto BOURS IER; capo formazio ne, Od brad MANJSCOSA; sottufficiale addetto, sergente Nicola BoNOHIANCO. Comandanti di plotone: sergente maggiore Nicola POMPEO; sergente Mari o PTERON1; v ice -caposquadra (grado de lla Milizia volontaria sicurezza nazionale - M.V.S.N.) Au re lio DILE rn. Militari addetti; fante scelto Salvatore TERLIZZI: fante Natale PRUDENTE.

Y compagnia (ortodossa): comandante s.ten. Ai mo ne FtNESTRA. Coma ndante l " plotone .... ; sottufficiale addetto , sergente Marino ScHUH; capo formazione addetto, Spasoje SOKOTA. Comandan te 2° plotone, ai utante (grado della M.V.S.N .) O.Battista CANTON I; sottuffic ial i addetti, sergen te maggiore Vincenzo ARUZZA e se rgen te Ed mondo ONORI; grad uati adde tti, caporal maggiore Guerrino BACCJ e caporale Romano CIURCC>VlCJ1. Plotone a utonomo d i Rupe (cattolico): coma ndante ten. Marino JELL1C1: sottufficiale addetto, caposquadra (grado della M.V.S.N.) Cristoforo CALMETJA. (20) U.S. -S.M.E. - Busta 1287 - Comando divisio ne 'Zara' - (Fogli o n. 03/2516/A.C. di prot. - Oggetto: Costituzione 5" banda !\.C. - Da comando divisione 'Zara ' - Ufficio B.A.C. (bande a nticomuniste) - F irma to generale Carlo VIALE - A comandi settori: Tenìn. Zara, Chis tagne, Vodizze, I.sole - Ai co mandi: 158° rgt. artiglieria; XXX btg. gen io; btg. A.C. ' Bencovazzo'; b tg. A .C. 'Chistagne·; bande A.C. I", 2", 3", 4", 5", 6", 7", 8". - Loro sedi - P.M. 141, 29 maggio 1943). (21) U.S.-S.M.E. - Busta 1287 - Comando divisione 'Zarn' - (Foglio n. 03/2499/A.C. di prot. - Oggetto: Denominazione e numerazione A.C. - Da comando divis ione 'Zara' - Ufficio B.A.C. (ba nde anticomuniste) - F irmato generale Carlo VIALE - A comand i sellori: Zara, Ch istagnc, Vodizze - Per conoscenza a bande A.C. 13, 2'', 3". 4', 5'"', 6", 7" - Loro sed i P.M. 141, 21 maggio 1943). (22)

Vedi nota n. 17.

Nella relazione, al paragrafo Organiz;,azione delle bande, il ge nerale Cado VIALE dice che: «ogni handa è cosli/1./ita su 3 o 4 plotoni, ogni plo!One su 3 squadre di 15 o 20 uo1nini». Pertanto, ogn i ba nda sarebbe s tata composta, come 111.i nimu. da 135 uomi ni, e corne ma ssimo da 240. Conseguenteme nte, il Co rpo volon tari, s u otto bande, avrebbe dovuto com prende re da 1080 a 1920 uom ini. R iteniamo che il numero massimo s ia soltanto teorico dato che il generale Umberto Sr1GO, in un a re lazione s ulle Fornwzion i milizia volontaria anlicomu nisla (prot. n. I/ 151/M.V.A.C. - U.S.-S.M.E. - Busta IT 385) del 12 febbraio I 943. dire tta a Supers loda, scrive: « Le selle compagnie A. C. .finora cos1itui1e hanno 1.ma forza di 799 uomini, con tre lo· ro capi, e sono inquadrllle e co111111ulate da 15 uj]ìciali e 24 so11uffìciafi i((1fiani». In un o specch io, contene nte il Riepilogo siwazione Forze l\tf. VA.C. al 28 febbraio / 943, non l'innato e senza n. di pro!.. vengono riportati 882 vo lon tari A.C.. ma senta indicare il numero delle bande. Il 18 aprile 1943. nella Situazione ed armamenlo della form(Lzioni M. \~A.C. de l XVIII C.A., firmata d a l co lonnello Pietro BARBf:RO. Capo cl i S.l'vl. (U.S.-S.M.E. - Busta IT 71). il n umero dei volo ntari è indica to in 918. Considerando anche la banda n.9 d i Sebenico, della qua le non iJbbiamu trovalo riscontri numerici, si dovrebbe cledu.rre che il Corpo vo lon tari A.C., nel rnassimo d e lla s ua forza. nnn abbia mai o ltrepassato i 1.200 uomini.


879

Now al capi1olo IV

(23) Dai documenti consultati è stato possibile rilevare o ltre ai nominativi del personale italiano assegnato ali.e ba nde A.C. d i cui alla nota n. 51 capitolo II anche i seguenti: Ufficiali: s.tenenti: Cla udio CUCAGNA, Nazario FERRANTE, Diego 'Vittorio FEDEL.

lJSI..ENm-11,

E nzo BEL-

J.A l'JANTA,

Sottujficit1/i: sergenti: Giuseppe

FERRARA .

(24)

Vedi nota n. 17 - Paragrafo: Organizzazione delle. bande.

(25)

Ibidem - Paragrafo: Armame1110.

(26)

lbidern - Paragrafo: Operazioni a lungo raggio svolle con i repar1i nazionali.

(27) L'allivitiì delle bande A.C. veniva giorna lmente annotata, analogamenle a quella degli altri reparti nazionali, sul Diario s1orico della divisione ' Zara' . Dai dali del Diario slorico e dai Notiziari informa/ivi della Z ara, le bande, in apri le 1943, furono impiegate n. 20 volle; in maggio n. 21 volte. (28)

Vedi nola n. 17 - Paragrafo: Specchio sinot1iw dell'al/ivilà operai i va delle bande A. C.

(29)

Ibidem - Conclusioni.

(30) In una lettera del 20 febbraio 1990, copia in possesso dell'autore, il direttore generale de l.l 'Istituto Nazionale della Previdenza sociale, comunicava al deputato Alfredo Pazzaglia i seguenti dati: «a) domande pervenwe dal 1. 2.1984 al 31. 72. 7989: b) domande dejinile al 3 I. 12. 79R9:

- di cui accolre - di cui respime

c) domande giacenti al 31 12. 1989:

11.

37. 199

n. 15.753 n. 72.472 11 .

2.770

11. 21.446

cl) nel 1989 /'imporro dei m iei correnri, corrispondenri a 9.982 pe11sioni in 1Jagamenro in Jugoslllvia è s/ll/o di circa 40 miliardi di lire

e) le pensioni di cui irattasi sono p1.1gme da/1 '/. N.P.S. in lire iialiane,,. (31) U.S.-S.M.E. - Busta IT 16 - Comando Sup remo - (Fogl io n. 1277 1liOP d i prot. Segrelo - Oggeno: S it11az,ione generale. Orienramenri - Da Comando Sup remo - .I Reparto Ufficio operazioni Esercito - Firmalo il Capo d i Slalo Maggiore Generale, Vittorio AM BROS JO - Ai Capi di Stato Maggio re dell'Esercilo, della M,ninn, dell'Aeronaut ica - All'Alleaa Reale comandante il G ru ppo Armate Sud - Al comandante de lla FF.AA. dell a Sicilia - Ai comandan ti delle Arma te 2•, 4", 5", 7", 8° - A l comanda nte in Capo delle Forze Na-


880

Dalmazia - Una cronaca per la storia

va li - Ai comandanti Superiori delle FF.AA. in Albania, Grecia, Egeo - A l Governatore de l Montenegro - P.M. 2 1, 3 maggio 1943) - V E DI DOCUMENTO N . 2 ALLEGATO AL PRESENTE CAPITOLO.

(32)

lbidem.

(33)

Ibidem .

(34)

Ibidem .

(35)

Ibidem.

(36)

Ibidem.

(37) U.S.-S.M.E . - Busta 1321 - Comando divisione Celere ' E ugenio di Savoia' . (Foglio n. 1141/0P d i prot. - Da 157° reggimento T.M. - Comando settore di copertura e difesa costiera Sebenico-Punta Planca - Firmato colonnello Vincenzo OuvERn - A comandi della l" compagnia ciel 282° btg. T.M., a Sepurine; del 3° sq uadrone cavalleggeri 'Saluzzo', a Zablaée; del CIII g ruppo cli artiglieria, a Rogosnizza - P.M. 97. 13 maggio 1943). L'o rdine era suddiviso ne i seguenti paragra(i: I O - Compiti della difesa costiera; 2° - Dipendem:e delle truppe devolute a ll a difesa costiera: 3° • Funzionamento delta difesa costiera ; 4° - Collegamenti; 5° - Lavoro di fortificazione: 6° - Artiglieria; 7° - Concorso d ell a R. Marina; 8° - Concorso della R. Aeronautica. (38) U.S.-S.M.E. • Ilusta IT 478 - - Comando divisione ' Zara· - (foglio n. 04/ 400 di prot. - Segreto - Oggetto: No1iziario injòrnwtivo 11. 19 - Firmalo generale Ca rlo V IALc - Paragrafo: Set/Ore isole - Punto I O • P.M. I 4l , 8 febbraio 1943). (39)

Ibidem .

(40) U .S.-S.M.E. - Busta 385 - Comando XVIII Co rpo d'annata - (Fogli o n. 2868/I d i prot. - Segreto - Oggetto: Notiziario 11. 67 - Da comando XVIII Corpo d 'armata - Firmalo ge nerale Umberto SPIGO - A coma ndo 2" Armata - Capo II - Attività dei ribe lli - Prima zona - Divisione 'Zara· - Punto I O - P.M. Il 8, 8 marzo 1943). ( 41 ) Le localilìt con maggior numero di ab itanti, andando da nord a sud del] 'isola, erano: Saline (Soline) 300 ab.; Bosava ( Bozava) 200 ab.; Dragove (Dragove) 150 ab.; Berbigno (Ilrbj n) 300 ab.; Sauro (Sava r) 200 ab.; Santo Ste fano (Lu ka) 250 ab.; Zag.lava ( Zaglava) 200 ab.; Sman (Zman) 490 ab.; Sale (Sali) capoluogo dell'isola 850 ab. (Da lla Guida d 'Italia - Consociazione Turistica Italiana - 'Dalma7.ia' - Edizione speciale per le Compagnie del Gruppo Finmare - Ristampa della prima edi7.ione del 1936 con aggiornamenti - Milano, genna io 1942). (42) U .S.-S.M.E. • Busta 478 - Comando d ivisione 'Zara' - (Fogli o n. 04/ 1790 /T di prot. • Segreto - Oggetto: Notiziario informativo n. 57 · Da comando divis ione ·zara ' - F irmalo generale Carlo VIALE · A comandi: 2" Armata, XVIII Corpo d 'armata, e divisioni 'Sassari', ' Bergamo', 'Eugenio di Savoia' - Paragrafo: Seuore isole · Attività dei nostri reparti - P.M. 141, 23 maggio 1943).


Noie al capilolo IV

88 1

I reparti dell'esercito che presero part.e a l rastrellamento furono: la 6• compagn ia del bauag lione d i ftr. ' Rismondo' rinforzata da un plotone della 5" compagnia (292° reggime nto fanteria); un plotone mortai da 81 del 292° rgt. ftr.; le bande amicomunis te (A.C.) 1•. 2•, 6•, 7"; elementi de l genio; carabinieri. Co ma ndante il ten . colonnello Giuse ppe RotAlTI.

La Marina partecipò a lle operazione con i seguenti natanti: motopesche recci armati !11trepido (B.128); S.Giuseppe (B.440); Flavio Gioia (8.57); San Luigi (B.130) Vasce lli an tipartigian i (Y.A.P.) nn .. 20 , 21, 23. (43)

Ibidem.

(44)

Ibidem.

(45) U.S.-S.M.E. - Bus~a 1T 78 • Comando XVIII Corpo d'armata - (Foglio senza n. di prot. - Comando M ilitare Marittimo de lla Da lmazia - /Jolleuino informazioni n. 22 - Firmato a mmirag lio Antonio Booo tESE - Paragrafo: Ras1re!lamen10 isola I .ungo - Spa la to. 2 7 maggio 1943). (46) M.A. E .-A.S.D. - Jugoslavia 1943 - B us ta 136 - Fasc icolo I - (Tc lesp resso n. 643/210 - Oggetto: Si11.wzio11e nella w na della 2" Armata - Da Ufficio collegamento con il co ma ndo della 2" Armata - Firmato. per il capo ufficio. PtERANTO'.\' t - A Ministero affa ri este ri . Gabinetto - Affari Pol itici - Ufficio Croazia - P.M.10, 4 maggio 1943). (47) U.S.-S.M.E. - Busta 1280 - Comando di visione ·Zara' - (Foglio n. 1305/0p di prot. • Segreto • Oggetto: Opera;,ione Uka 111eridionale-Plav110 · Da comando settore di Tenìn - F irmato il comandante, generale Francesco G iANGR IECO - A comando d iv is ione 'Zara' - P.M. 141 , 14 maggio 1943). (48)

lbidern • Paragrafo

r: Inizio de/l'operazione.

(49) U .S.-S.M.E. - Bus ta IT 478 - Coma ndo d ivisione ·zara' - (Foglio 04/ 1790/ J di p rot. · Segre to · Ogge tto: No1iziario informativo 11. 51 - Da comando divis ione 'Zara - F irmalo genera le Ca rlo YtALE • A comandi: 2" A rmata, XVlll Corpo d'armata. e division i:'Sassari', 'Be rgamo ', 'Eugenio di Savoia' · Settore Tcnìn - Paragrafo: Notizie sui M . VA .C. - P.M. 141, 23 maggio 1943). (50) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 385 • Comando XVIII Corpo d 'armata - (Foglio n. 6558/1 di prot.. - Oggetto. No1i ziario n. 146 - Da comando XVTI[ Corpo d 'a nnata - Firmato gene rale Umberto SP IGO - A comando 2" Armala - Seconda zo na . Divisione 'Za ra' - Varie - Paragrafo: frnìn - P.M. H8, 26 maggio 1943). (51) U .S.-S.M.E. - Busta 1280 - Comando divisione 'Za ra ' . (Fogli o n. 14223/0p di prot. - Oggetto: Operazione f.ika meridionale-Pfa vno · Da comando Settore Tenìn · Firmato generale F ra ncesco G 1ANC R1 ECO - A comando div isione ·zara' - Paragrafo: Conceuo opera1ivo - P.M. 141/A, 25 maggio 1943). (52)

Ibidem.

(53)

Ibidem · Pa ragrafo li: Svolgimemo dt!l!'a zione.

(54)

U.S.-S.l'vl.E . . Busta 1T 478 . Coma ndo d ivisione ·zara· - ( Foglio n. 04/1819/I d i


Dalmazia - Una cronaca per la storia

882

proL - Segreto - Oggetto: Notiziario informativo n. 59 - Da comando divisione 'Zara'· Firmato genera le Carlo VIALE - A comandi: 2' Armata, XVlll Corpo d'armata, divisione 'Bergamo' - Settore Tenìn - Paragrafo: Auività dei nostri repar1i e della M. V.A.C. - P.M. 141, 1 giugno 1943). (55)

Vedi nota n. 51 - Paragrafo IV: Considerazioni.

(56) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 385 - Comando XVIII Corpo d'annata - (Fogl io n. 6440/I - Oggetto: Nmiziario n. 145 - Da comando XVIII Corpo d'armata - Firmato generale Umberto SPIGO - A comando 2" Armata - Capo III - Attività operativa - Seconda zona - Divisione 'Zara· - Paragrafo: 7ènìn - P.M. 118, 25 maggio 1943). A co nclus ione d ell'operazione 'Lika' riporta i seguenti dati: «Totale perdite .partigiane: morti accer/ati 149 - feriti 4 - ca1111rati 16 - Presi fucili n.118 - mosche11i awomatici n. 2 - fucili mitragliatori n. 6 - radio n.J - Liberati 6 soldati italiani prigionieri». (57) Ibidem - Paragrafi: Il I: Truppa del Velebit - IV: Considerazioni - Cooperazione aerea - Co/legamenti mdio. (58)

Ibidem - Paragrafo IV: Spirito della truppa.

(59) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 385 - Comando XVIII Corpo d 'a rmata - (Foglio n. 6690/I di prot. - Oggetto Notiziario n. 151 - Da comando XVIII Corpo d 'armata - F irmato generale Umberto SPIGO - A comando 2'' Armata - Capo II - Attività de i ribelli - Seconda zona Paragrafo: Knin - P.M. 118, 31 maggio 1943). (60) lJ.S.-S.M.E. - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d'armata · (Foglio n. 6723il di prot. - Oggetto: .1\fociziario n. 152 - Da comando XVIII Corpo d'armata - Firmato generale U mberto SPIGO - A comando 2" Armata - Capo 111 - Attività operativa - Seconda zona Divisione ' Zara' - Paragrafo: Knin • P.M. 118, 1° giugno 1943). (6 1) U .S.-S.M.E. - Bustll 1T 469 - Comando divisione 'Bergamo' · (Foglio n. 3965/1 di prot. - Segreto - Oggetto: Notiziario informativo 11. 153 - Firmato generale Emilio B ECU2.7.I · Notizie varie - Paragrafo: 7ènìn • P.M. 73, 6 giugno J 943). (62) U .S.-S.M.E. - Busta IT 53 - Comando XVIII Corpo d 'armata - (Foglio n. 7000/J di prot. - Oggetto: Noiiziario 11. I 59 - Da comando XVI Il Corpo d·armala - Firmato generale U mberto SPIGO - A coma ndo 2" Armata - Capo Il - Attiv ità dei ribelli - Seconda zona Divisione ' Zara'- Paragrafo: Knin - Punto 5° - P.M. 118, 8 giugno 1943). (63) U.S.-S.M.E. - Busta lT 385 - Comando XV I I I Corpo d'armata - (Fogl io n. 6809/1 cli prot. - Oggetto: No1iziario n. 154 - Da comando XVlTI Corpo d'annata - .Firmato genera le Umbe rto SPIGO - A comando 2" Armata - Capo 1.(1 - Attività ope rativa - Seconda zona Divisione ·Zara' - Paragra(o: Kn in - P.M. 118, 3 gi ugno l 943). Vedi anche: U.S.-S.M.E. - Busta IT 478 - Coma ndo clivisiuné 'Zara' - (Fog lio n. 04/1948/1. di prot. - Segre to - Oggerto: Notiziario informmivo 11. 60 - Da comando divisione 'Zara' - Firmato generale Carlo VIALE - A comandi: 2" Armata. XVIIT Corpo d'armala. d ivis ione 'Bergamo' - Paragrafo: Oltre confine - P.M. 118, 6 giugno 1943). (64)

U.S.-S .M.E. - Busta LT 385 - Comando XVIII Corpo d'armata - (Fogl io n. 6890/I


Note al capiwlo IV

883

di prot. - Oggetto: Notiziario n. 156 - Da comando XVIII Cor po d'armata - F irma to generale Umber to SPIGO - A comando 2" Arma ta - Capo III - Att ività opera tiva - Seconda zona Divisione 'Zara' - Paragrafo: K nin - P unto 15° - P.M. 118, 5 giugno 1943). (65)

Ibidem.

(66) U.S.-S.M.E. - Busta 385 - Comando XVIII Corpo d'armala - (Foglio n. 6710/1 di pro!. - Oggetto: Re/azione periodica mensile - Da comando XVIII Corpo d 'armala - Firmato gene ra le Umberto SPIGO - A comando 2'' Armata - Paragrafo: Si11.wz io11e politica genera le - P.M.118, 4 g iugno 1943). (67)

Ibidem .

(68)

Vedi capito lo III de l presente vo lume.

(69) U .S.-S.M.E. - B usta lT 385 - Co ma ndo XVIII Co rpo d'armata - (Fog li o n. 7577/0p. di prol. - Oggetto: 1Vuova organiz zazion e dei presidi - Da comando X VI Il Co rpo d'armaca - Firmato generale Umberto SPIGO - A comandi divisione 'Zara' e 'Bergamo' - Per conoscenza a comand i artiglieria e ge nio del XVIII Corpo d 'armata - Punti I e II - P.M. I 18, 2 giugno 1943) - VED I flOCUM E NT() N. 3 ALLEGATO AL PRESENTE CAPITOLO. (70)

Ibidem.

(71) U.S .-S.M.. E. - Busta 1T 85 - Comando 2" Armala - (Foglio senza n. di prot. - Oggetto: Nota sulla situazione politico-militare della Dalmazia - Firma lo il generale Ma rio Ro B01TJ - Senza dest inatario - Q uasi certame nte per il Capo d i S 1a10 Maggio re dell'Ese rcito, Mario ROA1Tt\, poiché com incia con le parole: «Ritengo riferire a VE. quanto segue» - A llega lo n. 4 alla Nola - Appun to del Govern atore della Dalmazia, Francesco G1ur-:TA - P.M . 10, 13 luglio 1943). (72)

Ibidem.

(73)

Ibidem - Nota sulla situazione poli1ico-111iliwre della Dalmazia - Conclusio11i.

(74) Dat i dal Diario swrico dell a divisione ·zara· ( U.S.-S.M.E. - Busta 1280}, da l Notiziario informativo d e lla divisione s tessa (U.S.-S.M.E. - Busta IT 478) e da q uello de l XVlll Cor po d'lirmata (U.S.-S .M.E . - B us ta IT 385). (75) U.S.-S M.E. - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d'armata - (Foglio n. 6809/ 1 di pro t. - Oggetto: .Notiziario ,r. 154 - Da comando XVIII Corpo d'arma ta - F irmato gem:ra le Umberto Sr>1no - A comando 2" Armata - Capo II - A tt ivi tà ribell i - Prima zona - D ivisione ;Zara' - Paragra fo: Zaravecc/1ia - P.M . l4.I, 3 giugno LCJ43). (76) U .S.-S.l'vl.E . - Busta 1T 385 - Coma ndo X\/Ill Corpo d 'armala - (Foglio n . 6870/ I d i pro l. - Oggetto: Notiziario rr, I 55 - Da coma ndo X VI 11 Cor po d 'a r ma ta - Firmato ge ne rale Umberto SPIGO - A comando 2• A rmata - Capo III - Attività operativa - Prima zo na - Divis ione 'Zara ' - Paragrafo: Zaravecchia - P.tvl. l l8. 4 giugno 1943). (77)

Ibidem .

(78)

U.S.-S.M.E. - Busta 1T 385 - Comando XVIII Co rpo d 'é1rrnata - (Foglio

11.

689011


Dnlmnzia • Una cronaca per la storia

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d i prot. - Oggello: Noriziario n. 156 - Da co mando XVIII Corpo d'armata - Firmato gene rale U mbe rto SPIGO - A com ando 2" Arma ta · Capo III - A ttività operativa - Prim a zona · D ivisio ne 'Zara· - Panigrafo : Pirovazzo - P.tvl.118, 5 giugno 1943). U no dei due uccis i venne poi identifica to per Dusan SERVEDJA dì Giovan ni, ann i 29, commissa rio politico della formazione d i Drago Z.1vKov1t (U.S.-S.M.E. - B usta I.T 469 D ivis ione ·Bergamo' - Notiziario informarivo 11. 158 - Punto 7 • P.M. 73, 12 giugno 1943 ).

(79)

Ibidem - Capo Il - Attivi tà ribe ll i • P rima zona - D i.visione 'Zara' - Paragrafo:

Zamn. (80) U .S.-S.M.E. - Bus ta 1280 - Comando d ivisio ne ' Zara' - (Foglio n . 2327/0p. d i prot. - Oggetto : Relnzione sul combaltimento avvenuto il 716 e.a. in zona Mala Cisra-Gaéelez i - Da comando 29 1° reggimento fanteria - Settore Chistagne - F irmato colonnello W ladirniro NAN I - A coma ndo d ivisione ' Zara ' - P.M. 141, 9 gi ugno 1943). (81)

Ibidem .

(82) Ibidem - li colon ne ll o NANl aggiu nge che in quei momen ti il s. te n. VUKASl:--JA avrebbe anche detto che: ,,comunque era dn preferirsi l'estremo sacrificio alln .fugn ignom iniosa». Frnse notevol me nte re to ri ca, e l' a ut ore, che a Zara aveva be n co nosc iu to VUKASlNA , ritiene di esse re p iù nel vero immaginando che a bb ia piuttosto escla mato: Ma va in mona ... no me mo110 da qua!. Ma le relaàoni ufficia li, pu r cogliendo l'esse nza de i fati i e de lle s ituazioni, no n possono venir meno a l rispetto d e lla fraseologia di rito. (83)

Ibidem .

(84) Ibidem - Incer ti i cognomi de i due cara bi nie ri. Nel Diario srorico della 'Zara' (U.S.-S.M.E. - Busta 1280) so no ri porta ti co me 'PET1s1:-,10' e 'D 1 G 10s1,\ '. (85)

Ibidem .

Da Ch istagne il colo n nello NANI faceva pa rtire a l coma ndo d el ten. colonneJJo Armando MoRONI la 8" banda A .C., d ue p loton i de.Ila 7" A .C., d ue p lo ton i della 5" compagnia fucilieri de l ba llagl ione 'Traù', ed un plotone di mi traglìeri. Da l settore 'Zara' ven iva inviata una compagnia del 292° fan te ria de l presid io d i Bencovazzo, rin forzata da un ploto ne mitragl ie ri (Vedi: Diario storico d ivisio ne 'Zara · U .S.-S.M.E. - Bus ta 1280). (86)

Ibidem .

(87)

Ibidem .

(88) U.S.-S.M.E. - Busta IT 385 - Co ma ndo XVIII Corpo d'armata - (Fogl io n. 7 163/J • Oggetto : No1izinrio n. 164 - Da coma ndo XVIII Corpo d'a rma ta - Fi rmato gene rale Umberto SP1c.;o - A comando 2" Arm ata - Capo Ili - A 1.tivit.il operar iva - Prima zona - D ivisione 'Zara' - Pa ragra fo: Vodice - P. M.1 41, 13 gi ugno 1943). li ri trova men to de i corp i dei partigia ni avvenne d ura nte il rastrellamento della zona compresa fra Vod i.zze ed il Lago d i Proklja n (Sca rdo na -Sebenico), d isposto dalla div is ione 'Zara' (da l 12 a l 14 giugno).


Noie al capi10/o IV

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Vedi anche: U .S.-S.M.E. - Bus ta IT 78 - Co ma ndo 2" Ar mala - (Da comando militare mar ittimo de lla Dalmazia · Bo/leuino informazioni nr. 28 - Fir mato ammir.aglio A nt o nio BoDDJESE - Paragrafo: Vodice-Lago Prokljan . Spalato , 30 gi ugno l 943). A questo rast rellamen to concorsero i natanti della Marina: M.P.R. ( motopesche reccio requis ito) Nazzareno B.92 - R jrnorchiatore arma to N.16 . M otobarca M.B. N. 22. (89)

Ved i nota n. 80.

(90) U.S .-S.M.E. • Busta 1280 - Comando divisione ·Zara· - (Diario s1orico - Bimestre maggio-gi ug110 . P.l'vl. 141 · A nnotazio ne dell'8 giugno 1943). Ved i a nc he: U.S.-S.M.E. • Busta !T 385 - Comando XV!II Corpo d'a rma ta - (Foglio n. 7020/I d i pro!. · Oggetto: Noli ziario n. 160 - Da comando XVIII Corpo d'arma ta - F irmato generale Umbe rto SPIGO - A coma ndo 2' A rmata - Capo Il - A.ttività r ibelli - Pr im a zona D ivisione 'Zara' - Paragrafo: Chis1agne - P.M. ll8, 9 gi ug no l 943). La motivazione della Medaglia d'Oro a l Valor M il itare co ncessa a lla memoria (91) de l s.ten . A nton io Y t JKAS JNA è la seguen te: «Volon1ario di guerra chiede1,a ed oueneva il co-

mando di un reparw di formazione avenre fi.mzioni particolarmetlle ardile e con esso panecipava a rischiose t1zioni. 1\vwa no1i;;ia che 1111a massiccia for111azio11e si appres1cwa ad occ11pare le qu01e circo.wami del suo piccolo presidio per a/laccarlo, con pron/a decisione affron1ava la grave minaccia. Dopo aspro combauimento, rimasto ferito ad e111ra111be le braccia, e pressoché circonda10, rifi111a11a di porsi in salvo auraverso /'1111ica via rimasra ancom libere, e ripiegava com bai/endo con pochi superslili. Asserraglia1osi in 1111a casa. continuava la crne11ta lofla riftutando sdegnosamente ogni proposw di resa, .finché esaurite lutte le 1111.mi;;ioni. cadeva sul campo trovando nefl 'ultimo anelito la forza di gridare la sua inesm.1slll ji:de di dalmata. Sublime esempio di ogni virtù mi/ilare e di ardente fede i1aliant1 - Da lmazia. 7 g iugno '1943». (92) Pe r il cap ita no Bru no SoR1c1 1, caduto nel combatti men to vici no a Nu nié (Zara) 1'8 g iugno 1942. vedi vo lume 11 pag. 248 - Per il s.tenente Diego BATTESTIN. cad u to nel combattime nto cli Erven ico (Za ra ) cie l 20/22 maggio 1942, vedi vo lume IL pag. 233 - Per il ten. An to nio DE DENARO, caduto nel comba ttimento di mon te Sopalj (Sebenico) il 24 luglio 1942, ved i voi II , pag. 581 · Per il s. tc nen te Simctto Svrnc1c11, caduto nei comba tti men li di Lapac dal 13 al 22 febbraio 1943, vedi cap itolo I d i questo volume. - Tuili e q ua ltro [uro no decorat i di medaglia d 'argen to a l valor milita re 'Alla memor ia '. - Antoruo VuKASINA (Zara. 18 maggio 1920 • Cìaéelezi. 7 giugno '1943), dopo aver fre q uenta to a Zara il G innasio-L iceo 'G.d'An nunzio' , si iscrisse alla facoltà d'ingegneria p resso l'Un iversi tà d i Rologna . A Za ra [req uen tava la Socie tà Gi nnast ica e, sotto la gu ida de l prof. A rturo Battara, d imostrò subito le sue capacitì, d i atleta. Si mise in evidenza come g iavellottista (d ivenne la sua s pecial ità) a sed ici anni nel Gran Prem io de i G iovan i. Ne l 1939. a F irenze, s i classificava secondo ai Li ttori a li dello Sporl ( m. 58 .48). e vinse q uelli dell'a nno successivo a Torin o (m.59.16). In q uell'an no (1940) vestì d ue volte la magli a a :i;zurra di nazionale negli incont ri d i Stoccarda e di 'forino cont ro la rnpp rescnra1ivH de lla German ia. Alt o, spalle larghe, sne llo, una facc ia affi la ta . occhia li a sta nghett a. un ciuffo cli capelli su lla fro nte. Estrover:;:o, aperto a t utte le in iz iative, d a q ue lle gol iardiche a q uelle più meditate. Sco ppiata la guerra. volon tario e.on al tr i 32 studen ti un iversi tari de l G ru ppo Un iversita -


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

rio fascista (G.U.F.) d i Zara, voleva pa rtire per il fronte greco. Per la stat ura, assieme ad al tri dod ici volontari di Zara, il 3 febbraio 1941 veniva destinato alla Compagnia Vo lon ta ri U niversi tari de l 3° reggimento Granatieri, a Vite rbo, per il corso allievi ufficial i. Promosso se rgente (18 gi ugno 1941). Intanto la guerra con la Grecia era finita. T tredici zaratini a Viterbo mordevano il freno. Temevano che que l conflitto non li vedesse presenti. Non intendevano rimanere a Viterbo. Con go liardica insubordinazione inviarono collettivamen te una petiàone a Muss0uN1, Comandante Supremo , per essere inviati in Africa Setlenlrionale . Tardando - a loro giudizio - la ris posta ricorsero al telegrnmma d i sollecito. Nessuna pun izione. I.I 16 luglio 1941, tutti con il grado di sergente, s barcavano a Tripo li dalla nave Nep111nia. YUKASINA ve nne assegnato al 61 ° regg imento fan teria de lla d ivisio ne motorizzata 'Trento'. Prese parte a ll'assedio cli Tobruk ed al successivo ripiegamento s u Ageclabia. Rinviato il 4 febbraio 1942 a Napoli, per completare il corso allievi ufficia li. Sottotenente ne l luglio di quell'anno, venne assegnato al 20° reggimenro fanteria a Vibo Va len tia. T roppo tranquilla la vita di presidio e, a marzo 1943, otten ne il trasferi men to a lla Divisione ·zara'. Non sappiamo a q uale reparto dell a 'Zara' sia stato destinato, in q uanto il suo nome non appare nei q uadri u[ficia li del 29·1° e de l 292° fanteria. Non appa re neppure come ufficiale alle bande A.C .. Secondo la relazione del colonne llo v\il ad irniro NANI , il g iorno della sua morte era comandante del presidio di Ma la Cista. E d a nche quel giorno. con la sua naturale impulsiv ità, infranse le consegne e, sia pure per comba ttere, abbandonò il presidio. P ur non essendo ufficia le al i. e bande, prese il comando d i 30 volontari, che probabilmen te non conosceva. come non co nosceva q ue l modo tutto particolare d i combatte re, che nessuna scuola all ievi ufficia li avrebbe mai potuto insegnargli. Mentre i volontari ·si spar pagliava no', egli s i a ncorò al te rreno, come aveva fa tt o a Tobru k o ad A in Gaza la. Aveva 23 an ni.

(93) Oiornale di Dalmazia - (Anno III - N. 125) In cronaca di Zara : L'a111111irazione di Zara per la resislenza della Prima Armala - 26 maggio 1943. (94) Anton io CATTA 11N1: / bianchi binari del cielo - Zara 1943-1945 - Edizioni dell'A rena di Pola - Go rizia 1965 - Pag. 14 e seg. /\ Zara. dopo i bombardamenti re la tivi a ll a .campagna con tro la Jugoslavia, l'allarme suo nò nuovamente alle ore 23 del 21 a prile 1943. Con il 18 maggio di q uell'anno. e s ino al 26, i sorvoli avvennero ogni notte. «A forza di sveglie e veglie si finisce col févi l'abi11.uli11e. anche perché circola sempre pitì insislel1/e la voce, che non c'è molivo di preocc11pazio11e, in quamo si 1rntw di voli nollurni non di bombardieri ma di aerei da trasporlo anglo-americani,, che lanciavano rifornimenti ai partigiani (CATl'ALINI - Pag 16). (95) Le ricorre nze sono ricorda te dal Giornale di Dalmazia, alle date corrisponden ti . La fondazione dei fasci (23 marzo) venne ce lebrata d a l Governato(e Francesco G IUNTA, in Piazza de i Signor i, e " Dalle 01w alle venii squadristi, reduci e giov{lni della (;. /. L. [Gioventù ita li,rna del Littorio] momeranno la g/1.ardia al Sacrario dei C'aduli per la Rivoluzione. / ... / I fascisti indosseranno l'uniforme ordinaria senza decomzioni». Ne ll 'anniversario della morte di Vezio ORAZI, sulla facciata della prefett ura veniva scoperta una lapide che portava inciso: «Meda,glia d 'Oro al Va/or Civile - Vezio Orazi - l'refeuo squadrista di Zam - Sempre primo dove i so/dmi si offrono nel nome d'Italia cadde eroica111eme ripetendo nel momemo supremo con fede sicura - il nome del Duce del Fascisrno». A l


Note al capitolo IV

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Duomo venne officiata una messa di Requ iem. Al Teatro Nazionale il consigliere naz ionale (deputato) Alessandro MF.LCH IORRI rievocò la figura di ORAZI. A Roma ven ne celebrata una messa ad ini ziati va della Federazione fascista dell'Urbe. (96) U.S.-S.M.E. - Busta 1488 - Comando Supremo - (Foglio n. 11427 d i prot. - Oggetto: Sgombero della popolazione civile i1aliana dai terrilori della Dalmazia italiana - Da Stato Maggiore Esercito, Ufficio operazioni - Firmato il Capo di Stato Maggiore generale Mario ROA1TA - Al Comando Supremo - Ufficio operazioni - Scacchiere orientale - P.M. 9, 21 giugno 1943) - V ell i l)()ClJMENTO N. 4 ALLEGATO AL PRESENTE CAP ITOLO.

(97)

Ibidem.

(98)

Ibidem.

(99)

Ibidem .

(100) U.S.-S.M.E . - Busta 1501 - Comando Supremo - (Foglio n. 23290/0p - Oggetto: Alleggerùnenio del complesso di civili in Dalnuu,ia - Da Coma ndo Supremo - Firmato il Sottocapo di Stato Maggiore Generale, Francesco Rossi - A Min istero affari Esteri - Gabinetto . P.M.21, 7 luglio 1943). {101) I.I Giomale di Da/Jnazia, ( Anno III - N.138) sotto il titolo: Le eslreme onoranze allt1 salma dell'eroico souoteneme Anlonio VUKASINA, riportava: Si wno s volti nella mallina111 di ieri i solenni funerali del sotlotenente Antonio V UKASINA, çaduto eroicameme combattendo contro i banditi n Mala -Cisw. li giovane VuK,1S1N,1, volontario d'Africa e dei Balcani, ha sapwo ponare fino in fondo alla sua breve viw il suo spirilo spor1ivo e palriouico, ed è caduto come era vissuto, gu11rdando in faccia il pericolo e le avversilà se11za temerle. Il grande concorso della popolazione alle es1reme onoranze del glorioso Caduto (/imostra anc:ora una volta l'amore da cui em çircomfato Antonio VUKASINA .

Alle dieci, il coneo funebre si è mosso dal piazzale del/' Ospedale Militare /San Demelrioj, ove erano am11wssate le /ruppe delfo comp11gnia d'onore e le rappreseman ze. oltre a 1111meroso popolo. Memre il feretro veniva porllllO a spalla .fuori dalla cappella de/l'Ospedale, lul/e le /ruppe schierate rendewmo gli onori delle armi e i fascisti si irrigidivano sul saluto romano. Apriva il corteo uno rappresenta11za dei Jt1scisti del Fascio di Zara con il gagliarde/lo, seguivc1110 le donne fasciste, rapprese11mnze armate della G./. L. con il labaro, fo r111azioni fe111 111inili e i pochi camerati che ancora non sono stati chiamati a servire la l'atria, tra i quali emno pure alcuni compagni d'an11e ciel Caduto. Reparti in armi di wue le armi faceva no scorta d'onore alla Bandiera del reggi111en10 F11nteria. Dopo i reparti annmi veniva il feretrn dietro al quale, oltre ai famigliari, ciel Caduto. emno il segretario panico/are del Governa/Ore/ Eu genio CASAUIIANn1::J in rappresentanza del Ecc. il Govemmore, il prefetLO di Zaro fcon:;ole Gasparo BA1111PR,1}. il Segretario .fedemle /doli. l'aolo QUARANTOTTO/, il Genemle coman dan/e la divisione f Carlo VtALE/, e 11111e le maggiori a111oriuì miliwri, civili e politiche della Provincia, assieme ad ,m fò l10 stuolo di gerarchi ed ufficiali di li.i/te le armi. Numerosi omaggi .floreali erano s1111i inviati dal Gm,ernatore della Dalmazia, c/11 Enti e da privmi, o/Ire che dai camerati d 'armi del caduto. Il mesto corteo si dirigeva verso la l'orw Terrafer111n e, ira due ali di popolo commosso, raggiungeva Piazzo d'Armi. dove il Segretario Federale jàceva l'appello fascista del glorioso cadwo, al quale rispondeva il comnws.rn


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'Presen,e' della folla. Il fere/ro proseguiva quindi la via del Cimirem. Questo è stato l'ultimo saluto di Zara al giovane Caduro che sul campo di bwraglia conrro il pi1ì triste e giuraro nemico della nosrra geme, ha saputo mosrrare /u/10 l'eroism.o di wi sono capaci i figli d'Italia e della Dalmazia» - Zara. g iovedì 11 gilngno 1943. Frnnz PAGLIAN l, vice-segretario nazionale dei Gruppi U niversitari Fascisti (G.U.F.). da Roma, faceva pervenire a l G.U.F. Zara il seguente telegramma: «Esprimo fiero cordoglio Universirari Fascisti per l'eroica fine camerata VUKASINA ». (102) U.S.-S .M.E . - Busta IT 385 - Comando XVIIl Corpo d 'armata - (Foglio n. 7000il d i prot. - Oggetto: Notiziario n. 159 - Da coma ndo XVIll Cor po d'armata - Firmalo gene rale Umberto SPIGO - A comando 2" Armata - Capo 11 - A.1.tività ribelli - Seconda zona - Divisione 'Zara' - Paragrafo: Tenìn - P.M. I 18, 8 giugno 1943). (103) U .S.-S.M.E. - Busta 1T 385 - Coma ndo XVIJ'I Corpo d 'annata - ( Foglio n. 7053/1 d i prot. - Ogge tto: Notiziario n. /61 - Da comando XVIII Corpo d 'armata - F irmato generale Umberto SPIGO · A comando 2" Armata - Capo II - Attività ribe ll i - Seconda zona - Divisione ' Zara' - Paragrafo: Tenln - P.M. 118, 10 giugno 1943). (104) U .S.-S.M.E. - Busta 1T 469 - Comando divisione 'Bergamo' - (Fogl io n. 4122/III di prol. - Segreto - Ogge tto: .N otiziario informa1ivo n. 137 - Da comando d ivis ione 'Bergamo ' - Firmato gene ra le Emilio Br::cuzz1 - Notiz ie ed attività ribelli - Paragrafo: Spalato P.M. 73. I I giugno I 943). (105) Vedi nota n. 103. (106) Ibidem . (107) Ibidem.

(108) Ibidem . (109) U .S.-S.M.E. - Rusta IT 385 - Comando XVJII Corpo d'armata - (Poglio n. 7078/ 1 di prot. · Oggetto: Noriziario n.. 762- Da comando XVIII Corpo d 'armata - Firmato generale Umberto SPIGO - A coma ndo 2" A rmata - Capo Il - Attività ribell i - Prima zona - Di vis ione 'Zara' - Paragrafo: Chisragne . P.M. l I 8, 11 giugno I 943). (110) U.S.-S.M.M. - B usta 45 - Fascicolo 5 - Comando settore Marina M ilita re Sebenico - (Foglio n. 5094 di prol.- Da comando Mari na Sebenico - Firmato cap itano di vascello Pietro TACCHIN I - A Marista l - Sebenico, 8 gi ugno 1943). ( I I 1) Vedi nota n . 109 - Capo II- Attività ribelli - Prima zona - Divisione 'Zara ' - Paragrafo: Sebenico.

(112) U .S .-S.M.E . - Busta 1280 - Comando divisione ' Zara ' - (IV!a rconigramma n. J6l2/08 - Da comando Settore Tcnìn - Firmalo genera le Francesco GtANGRIF.CO - A comando divisione 'Zara· - Per conoscenza a comando XVlfl Corpo d'armata - P.M. 14'1/A , I I giugno I 943). Ved i anche: O .S.-S.M.E. - B usta 1T 385 - Comando XV!ll Corpo d 'armata - (Foglio n.


Note 11/ capilo/o I V

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71 63/f d i prot. - Oggetto: Notiziario n. 164 - Da coma ndo xvm Corpo d 'arma ta - Firmato gene rale Umberto SPIGO - A comando 2" A rmata - Capo III - A ttività operat iva · Seconda zona - Divisione ' Zara· - Paragrafo: Tenìn - P. M. 11 8, lJ giugno 1943). ('113) U.S.-S.M.E. - Bust a · Co mand o XVIII Corpo d 'armata - (Fogli o n. 7212/1 d i prot. . Oggetto. Notiziario n. 165 - Da coman do XVIII Corpo d 'annata - Firm ato gc.nera le Umbe rto SPIGO · A comando 2" Arma la · Ca po II - Attività ribell i - Seco nda zona - Divis ione ' Z ara ' - Paragrafo: Tenìn - P.M. 118, 1.4 g iugno 1943). (114) U.S.-S.M.E . - Busta 1T 385 - Coma ndo x vm Corpo d 'armata· (Fogl io n. 7302/J di prol. - Ogge tto: Notiziario n . 167 • L)a coma ndo XVIII Cor po d 'arma ta · F irma to genera le Umberto Sr,co. A comando 2" Armata - Capo II - A tt ivi tà ri belli - Se conda zo na - Divisione ' Zara' · Paragrafo: Tenìn • P.M. 118, 16 giugno 1943). ( 115) U .S .-S .M.E. - Bus t a - Coma n do d iv isione ' Zara ' - (Marc o n ig r a mma n. 01/4032/0p. - Da comm1do div is ione 'Zara' - F irmato pe r il ge ne ra le comand an te, il Capo d i Stato Maggiore, ten . co lonn e ll o A ldo SENATORE · A comando XVIII Corpo d'arma ta P.M. 118, 14 giugno 1943). (l 16) O.S.-S.M.E. - Busta 1280 - Comando divis io ne ·zara· - ( Fogli o n. 2482/0p. d i prot. - Ogge tto: Relazione sui co111batti111en1i svoilisi n ella nolle dal 13 lii 14 e nel giorno 1416 e.a. . Da comando 291° reggimento fanteria - Settore Chistagnc - Fi rma to colonnello \Vlad imiro NANI - A conwndo divisione 'Zara' - Punto I - Alfacco al presidio di Raduzio (Rad ucicco) - P.M. 141, 24 g iugno 1943). (117) Ibidem - Punto Il - Alfacco al presidio di Mokropolje. ( 118) Ibidem. (119) U.S.-S.M.E. - B us ta IT 385 - Comando X VIII Corpo d'armata . (Foglio n. 775211 d i prol. - Ogge tt.o . Notiziario n . 178 - Da comando XVIII Corpo d 'a rmala - Firmato generale Umberto SPIGO - A coma ndo 2" A rm ata • Capo II · Att ività ribelli - Seconda zona - Divisione 'Zara' - Paragrafo: ! ènìn · P.l'vl. 118. 27 giug no 1943). ( 120) U.S.-S.M.E - Busca IT 479 - Comando d ivis ione ' Za ra ' - (Foglio n. 04/2126/I cl i prot.- Oggetto: Notiziario n. 63 - Da comand o divisione 'Zara' - l'i nna to generale Ca rl o VIALE · A comando 2" A rmata - Se ttore Chistagne · Paragrafo: A11ivi1à reparti · P. M. 141. 18 giugno 1943).

li colonnell o /\ugusto LuccHElTJ. comandante del 292° reggime nto fan te ria . si po rtava a Ch istagne con due compagnie del suo reggimen to , e.o n il battaglione be rsagl ieri 'Zara' e le due ba nde A .C. ortodosse. ( 12 1) Vedi

1101<1

n. 1l 6 - P unto I I - /I uacco al presidio di /vlokropo lje.

(122) Ibidem - Pun to I - Auacco al presidio di Raduzio (Rad ucicco). ( 123) Ibidem. (124) Ibidem.


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Dalmazia - Una cronaca per la s10ria

(125) U.S.-S.M.E. • Busta IT 385 - Comando X VIII Corpo d 'a rmata - (Foglio n. 7302/I - Oggetto: Notiziario n. 167 - Da comando X VIII Corpo d'armata - Firmato gene rale Umberto SPIGO - A comando 2• Armata - Capo .Ili - AUivit11 operativa - P rima zona . Divisione 'Za ra ' - Paragrafo: Chistagne • P.M. 118, 16 giugno 1943). ( 126) U.S .-S .M. E. - B usta 1280 - Co ma ndo di visione ' Zara' - (Telesp resso n. 01/ 4048/0 p. - Da coma ndo divisione ·z a ra' - Firmato per il generale comandante, il Capo di Sta to Maggiore tcn. colo nn ello A ldo SENATORE - A comando XV III Corpo d'arma ta - P.M. 141, 15giugno 1943). (127) A.C.S. • Pres idenza Consiglio dei min isrri • A nni 1941- 1943 - Posizione 1.1.13 Fascicolo 16452 - So ttofascicolo 136 - (Te legramma n. 15196 - P recede nza assoluta - Da Governo della Dalma:i:ia - Fi rmato Francesco G IUNTA - A Benito Mussou:-.1 - Roma - Zarn, ore 23.00 14 giugno 1943). ( 128) U.S .-S .M.E. - Busta 1280 • Comando divis ione 'Zarn ' - (Foglio n. 1650/0p. di pro t. - Oggetto: !\ zione su Mok.ropolje - Da comando Settore Tenìn - Firmato genera le Francesco G tA:-.GRI ECO - A comando d ivisione ·Zara' - P. M. 14"1/A, 14 giugno 1943). (129) U.S.-S .M.E . - Busta l280 - Comando d ivis io ne ' Zara'- (Fonogramma n. 1450/ 285/0p. - Da comando o perazio ni zona Chistagne - Firmato colonnello Augusto LuccHET· '1'1 - A comando divisione ' Zara' - P. M. 14:J /A, ore 13.00, 17 giugno 1943) - VEDl 1>0CUM EN'l'O N. :i ALLEGATO AL PRESENTE CAPITOJ.(). ( 130) U.S.-S .M.E. - Busta fT 385 - Coma ndo XVIII Corpo d'armata - (Fog lio n. 7528/I d i prot. - Oggetto: Notiziario n. /66 • Da comando XV III Corpo d'arma ta - Firmato generale U mbe rto SPIGO - A comando 2" A rma ta - Ca po 11 - Attivit/1 r·ibelli - Prima zona - D ivisione 'Zara' - Paragrafo: Chisragne - P.M. J18, 15 giugno 1943). (131) U.S.-S.M.E. - Bus ta 1280 - Comando divisio ne 'Zara' - (Te lespresso n. 01/4074 Da comando divisione ' Za ra· - Firma to Torna ndo d ivisione' - A comando XVIII Corpo d'armata - P.M. 141, ore 18.4:i, 16 giugno 1943). (132) U.S. -S.M.E. - Busta fT 38:i - - Comando XVIII Corpo d'armata - (Foglio n. 7335/1 - Oggetto: Notiz iario n. / 68 - Da comando XVIII Corpo d'a rmata - Firmato generale Umberto SPIGO · A coma ndo 2• A rmata - Capo Ili - Attivirà opera tiva - P rima zona - Divisione ·zara' - Paragrafo: Chiswgne - P.M. I 18, 17 giugno l 943). (133) Vedi no ta n. 129. (134) Ibidem. (135) Ibid em . (136) Ib idem . (137) U.S. -S.M.E. - Busta 1T 385 - Coma ndo XVIII Corpo d' armata - (Foglio n. 7471/I - Oggetto: Notiziario n. 170 - Da comando XVII I Corpo d'a rnH1t}1 - Fi rmato generale Umberto S1•J<.;o - A comando 2'' Arma ta - Capo II - Attività ribelli - Seconda zona - D ivisione ·Zara'- Paragrafo: lenin - P. M. J.18, 19 giug no 1943).


Note al capitolo IV

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Le forte pa rtigiane che investirono Raducicco e Mokropoljc erano: Ba ttagl io ni 'Ognjen Priéa', ' Stojan Matié', 'Marko Oreskovié. 'B ico Kesié '. 'Radakovié Miko'. Inoltre il l", 2° e 3° battaglione del Sjeverni Da[matinski Odred (Raggruppame nto della Da lmazia set ten trio nale). (138) Ved i nota n. 132.

('139) Vedi nota n. 137. (l40) Giornale di Dalmazia - (Anno Ill - N. 144) - In cronaca d i Zara: Dura lezione oi partigiani in Dalmazia - Bande di partigiani distruue nei pressi di Chistagne - Zara. 17 giugno 1943.

«La noi/e sul 13 corrente, bande di portigia11i. proveniemi dalla valle della Lika, lwnno efle111ww una puntma in direzione del territorio di Chistagne. Auoccmi alcuni nostri presìdi di confine. esse sono s1a1e ricacciale con gravi perdile che sono per adesso accertate in oltre 100 m orti ed un numero imprecisaw di feriti. Le trnppe di 1Ju111ovra prontamente intervenute nella zona di impegno, con l'ausilio dell'artiglieria e dell'a viazione, hanno p rovocato nei giorni successivi altre sensibili perdite alle l"mde dei ribelli. li comba11imemo. durato due giorni, si è concluso con la completa disfaua dei partigiani i cui resti si sono dispersi o/ire lo Zennagna». (141) U.S.-S.M.E.- Busta :1 280 - Comando d ivis ione 'Zara· - (Foglio se nza n. d i p rol. Ordine del giorno n. 15 - Fi rm ato genera le Carlo VIALE - P.M. 141. 19 gi ugno 1943).

«Le operazioni iniziate il giomo 14 giugno nella uma tm 'frnìn, Ratlucicco, Mocropo/je, Ervenico, Chislagne. si sono concluse dopo tre giomi di aspri combauimenti co11 la disfmw dd nemico. Gli a/lacchi direui 1,/i sorpresa contro i capisaldi di Mocropolje e Raducicco con forze preponderanti sono stati e.!ficacernente stroncali dai vigilanti e valorosi presìdi; le iruppe mohili intervenute co11 fulminea rapiditii, hanno s1re110 da ogni pane il nemico sorprendendolo e sconvolgendo i suoi piani. Fanti, /Jer.wglieri, Carristi, V.A.C.. si sono bmtuti con slancio e tenacia validamente appoggimi dal preciso, 1e111pes1iw 1, efficace tiro delle aniglierie e dall 'interv!:'11/0 de.ll'aviazion<'. che, sempre presente, si è prodigata con alto senso rii cameratismo. Gen ieri e autieri ha11110 dato il loro prez ioso contributo superando ow1i difiicolià con fer ma vo/011uì e spiri/O di sacrificio. I Comandi, vigili ed insonni per pitì giorni consecutivi. hanno avuto sempre ch iara visio m: della siwazione, e l'evolversi degli avvenimenti è sfato seguì/O da Wlli con passione e fe de. I duri comba11ime111i, le aspre fa tiche, i disagi sopponmi con emusiasmo e fie rezza: le severe perdile i11fli11e al nemico; le armi e il mmeria/e ca1111rato, stanno ancora umi volw a di111ostmre lo spirito cornba11ivo dei reparti della ·zare,., spirito eh.e è avvivato dalla fede nella causa per cui si com.balle. ;\ twti i comandanti e gregari che hanno partecipato a/l'azione e in panic:olare ai fan ti nuovi assegnati alla Divisione, che hanno avuto il bat1esi1110 del Jìwco. esprimo il mio elogio.


Dalmazia - Una cronaca per la storit1

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Rivolgiamo ai gloriosi caduti il nostro reverente pensiero con la ferma determil1(1zione di combal!ere.fino alla Villoria» - generale coma nda nte Carlo VIAI.F..

n

( 142) U.S.-S.ME - Busta '1280 - Comando divisione ·zara· - (Foglio n. 01/4156/0p. di prot. - Oggetto. Elogio - Da coma ndo division e 'Zarn ' - Firmato generale Ca rlo VIALE - A colonnello A ugusto LuccHE'ITI - P.M. 14 l, l9 giugno 1943).

,,Le operazioni da Voi direi/e dal IO ul 14 giugno nella zona Mala C:is1a - Vo,lice - Pirovazzo e dal 14 al 16 giugno nella zona tra Ch istagne - Raducicco - Mocm110/ie eri F,rvenico si

sono concluse dopo aspri co111ba11imenti con la villoria sul nemico - Le truppe animate dalla Vostra energia e dal \/ostro esempio. sono s1me superiori ad ogni elogio - Le \los/re hrill{lnli iniziative e le Vostre decisioni oculate e 1empes1ive, basate su una sempre chiara e realis1ica ;1ercezione della si1u1,1ziom:, hanno sorpreso il nemico sconvolgendo i suoi piani - \li esprimo il mio vi vo elogio - In quesw azione si sono ancora una volw aj]e.rmcue le Vostre alte qualità di Cornaiulante». (143) Vedi no1a n. 139. (144) U.S.-S.M.E. - Busta 1280 - Comando d ivis ione 'Za ra ' - (Diario s1orico - Bimes tre maggio -gi ugno - P.M. 14 1 - A11no1az ion i del 18 e d e l 19 giugno 1943). (145) U.S.-S.M.E . - Busta 1280 - - Comando divisione 'Za ra · - (Foglio n. 1706/0 p. di p rot. - Oggelto: !vfovin umto rep{lrfi - Da comando seltore Tenìn - Firmalo genera le Francesco 0 1ANG R1ECO - A comandi: 1l O reggime nto bersaglieri: 2° Gruppo arl iglieria 'Ch ia rle': ba ttaglione fanter ia 'Cadorna'; 4° Sq trn d ron<' carri ·L" - Punto l O - P.M. 141 /A, 19 gi ugno 1943). ( 146) lhidem. - Punti 2, 3, 4. ( 147) U .S.-S.M.E . - Busta IT 478 - Comando d ivisione 'Za ra· - (Fogl io n. 2215/ 1 - Ogge tto: Notiziario inform{l/ivo 11. 65 - Da comando divisione 'Zara' - Firmalo generale Ca rlo VIALE - A coma ndi: 2'' Arma ta , XVU J Corpo d'a rmata - Seltore Ch istagne - Notiz ie sui ribe ll i - P.M. 14 l, 25 giugno 1943). (148) Giornale di Dalmazia - (Anno III - N. 92)- Zara, 17 aprile 1943. ( 149) Il Popolo di Spalato - (Anno III - N. 91)- Spa lato, 16 apri le 1943. ( 150) G ian Nicola AMORE'ITI - La vicenda i/Ilio-croma nei documenti di 11imone di Savoia Aosta (1941-1943) Casa Edi trice ·Ypotesi' . Ra pallo. 1979 - Puma Stimato s11/la sùuazio11e politico-mililllre croata al 31 maggio 1943 - Paragrafo: Secondo anniversario della Cos1il11 zione dello Stato indipendente croato - Pag. 154. ("151) Came ra dei Fasci e de lle Co rporazio ni - XXX Legisla tu ra - I " de lla Ca mera dei Fasci e de lle Corporaz ioni - Commissio ni legisla tive riunite del b ilancio e degli affa ri es te ri - Rcsoc.onlo dell' Adu nala - Preside nza del P residente de ll a Camera Di no GRANDI - Disegno cli legge: Stmo di previsione della spesa del ministero degli ajjitri esieri per /'esercizio finanziario dal 1° luglio 1943-XXJ al 30giugno 1944-XXII - Pag. 13 41 e seguen ti. Oltre al sottosegreta rio d i S tato per gli affari esteri , G iuseppe BASTIAi's lNI, e rano prese nti i sottosegretari: alla Preside nza del Cons iglio de i mi nistri, Am ilca re Rossi: alle finan-


Note al capitç1/o IV

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ze. Giampietro PELLEGRl:>:1; al le cor porazioni, Tu llio C1/\NF.r r1 ; alla cu ltura popolare, Renato R INALD I. ( 152) li consigl iere nazio11ale Ca rlo MALLI/\ è s ta to il p rimo maltese a fa r parte d e l Parlamento Ita liano . Carme lo BoRc PISAN I. nacq ue a Malta nel 19 15, dove [req uen tù la scuola med ia ital iana ' U mbe rto l' . Si trasfe risce a Rom a nd 1927. iscrive ndos i al l'Acrndernia d elle Belle A rt i, che freq uen ta per q uattro a nni , all ievo d el prof. S1v1ERO. A nimatore nel l'a mbien te s tudentesco dell' irreden tismo ma ltese. All o scoppio del la gue rra. mentre g l'i nglesi de portano in Uga nda oltre 700 ma ltesi ita lian i, BORG PISAN I, p ur essendo stato esonerato dagl i obblighi d i leva qua le cittadino st ran ie ro. invia una lettera a MussouNI chiedendo d i vestire il grig io -verde. Arr uolato nell'ap rile 194 1 come camicia nera semplice abba ndona gl i stud i. Parteci pa all'occupazione d i Cefa l.onia con la compagn ia speciale de l Gruppo CC.NN. da sbarco della 50" legione. R impa tria lo ne l sette mbre. 194 1. freq uen ta la Scuola all ievi ufficiali a Messi na. Sottocapomanipo lo nell' apr ile 1942, cd assegna to a l Coma ndo 'Milima rl'. D oma nda di e ffettuare una ri sch iosissima azione ricogn itivo-i nforma tiva H Ma lta. Viene messo a d isposizione dello Stato Maggiore d e lla Ma rina. Sba rca to da un somme rgibile a l'vla r~,1 Scirocco (Malta) , vie ne catturato a lcuni g iorni dopo dalla po lizia inglese. Sottoposto alla Corte ma rz ia le , dice di non riconoscere il giudizio degl i inglesi perché era ita liano. Condll nnato Il morte per a llo lradime11to. La condanna fu esegu ita il 20 novembre l 942. Gl i ve nne conferita a lla me mo ria In Me daglia d 'Oro a l Va lo r niilitarc, con la seguen te motivazione: «Irredento maltese e, come tale, ese11te dagli obblighi mi/ilari. ch iedeva ripetlllameme ed otteneva di essere nrrnolmo, no11os1a11te 1111a gm ve impe,fezione fisica. Cume a 1111iòa nera partecipa va alla campagna di Grecia, tlumnle la quale con /JW!Va 1111a infermiuì per cui avrebbe do vuto essere souoposto ad auo opera1orio, 111 q 1.1ale si so11raeva per no11 a/lonia narsi anche solo per pochi giorni dal camp o di bai/aglio. Conseg1.1ila la rw111i11a ad ufficiale della m iliz)a aniglia i11111arit!Ìl11a, chiedeva it1sis1e11te111en1e tli essere uriliu,aw i11 1111a rischio sissima impresa tli guerra, alla q1.1ale si preparavn in lunghi mesi di allenamento e di studio. in pe1fe1ta sere11i1à di spirilo l'. in pie11a consapevolez za della gr1wità d el pericolo. Ca1111m lo dal nemico. riaffermava di from e alla corte m arziale b ritannica d i Malta la sua nazionalità ilalinna e cadeva sollo il piombo del ploton e di esecuz ione al grido di: · Viva l'Italia'. 1-itlgùlo esempio di erois1no, di fede, di abn egazione e rii vir1ù m ilitari, che si riallaccia a fle più pure: tradizioni dell 'irredentisn10>•. Dopo la fine della guerra si venne a sa pe re che e ra s tato imp iccato e no n fucil ato (Vedi: Le 1Hedaglie d'Oro al V.M. - Vo lume Il - 1942-·1959 - E di to dal Gruppo 1'vlcdaglic d 'Oro al Va lor Mililare d'Ita li a· T ipografia Regiona le - Roma, 1965 - Pag . 11 5). Il cons ig liere naziona le MA1.1.1A, ne l suo d iscorso .alla Camera. pa rla d i ' fucil az ione', rn a nel lo stesso te mpo ac:comu na Ca rme lo Bniw P1SANn a Giuseppe BAITIST1, a Naza rio SAU IH.l , a Fabio FILZI. cioé agli ' impiccat i' da ll 'A ustr ia.

( 153) Vedi nota 15 I - Pag. 1356 e seg. ( 154) Ibidem .

(155) U.S.-S.M.E. · Busta IT 19 - Comando Supre mo - (Fogl io senza n. d i prol. - Po n a a l centro «Promenwria per il Duce - N otizie dalla Croazia» - Non l'innato · Senza local ità o posta mi li ta re , 6 maggio J943).


Dalmazia - Una cronaca per la storia

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( 156) U.S.-S.M.E. - Busta IT 53 - Comando Supersloda - (Foglio senza n. di prot. - No riziario A.C. 11. 5 (Affari civili) - Parte 1: Propaganda antitaliana - Paragrafo: Zagabria P.M. 10, 15 maggio 1943).

( l57) Ibidem.

(158) Ibidem. (159) Ibidem. (160) U.S.-S.M.E. - B usta IT 19 - Comando Supremo - (Foglio 11 . 6/7 d i prot - Oggetto: Notizie dalla Croazia - Firmato generale G iuseppe P1Èc11E - A Ministero affari es te ri - Gabinetto - Affari politici - Roma , '1 9 maggio 1943). 161) Vedi nota n. 150 - Paragrafo: Sosrituzione del Rappresemcmte della Croazia a Roma - Pag. J60.

,,Per q11.amo ha comunicaw il nostro R. Ministro in Zagabria, i motivi della sostituzione del ivlinistro croato a Roma sono: i) le sue relazioni di strel/a amicizia con Lorkovié e la connivenza con lui nello svolgere atiiviuì contraria ai rappol'li italo-croati. risultando aver egli avuto Jì·equenti contatti con elementi irredentisti durante i s11.o i soggiorni a Zagabria, e avere impartito i.wruzioni ad alcuni Consoli dipendenti dalla Legazione di Croazia in Roma (par1icolarrne111e Fiume e Zara e impiegati del Commissario croato 'presso Supersloda), perché svolgessero attività irredentista;

2) aver egli svolto passi, recentem ente, presso il nosiro Ministero degli Esreri senza aver ricevuto l'autorizzazione del Poglavnik; 3) esser implicato, (llm.e no in.direflame11re, nel tra.fjìco d 'oro e valura» ( 162) Ved i nota n. 156 - Paragrafo: Croazia non occupaw. ( l 63) Ved i nola 150 - Paragrafo: Comrabbando di oro e va!wa con la complicità di personalirà politiche crome. Il generale Giuseppe P1Èc 111.:. nelle sue Notizie dalla Croazia (Vedi nola 160). scriveva: ,, Molti dirigenti 11.stascia, ritenendo l'!lsse già condannata alla sconfiua e quindi il loro regime destinalo a perire, corrono giò ai ripari. Parecchio danaro è swto già posto in salvo in Svizzera. Il mi11isrro l(osak (delle finanze/, lo stesso Lorlw vié e molti altri dirigenti sono accusati dalla voce pubblica di aver esercitato su vasta scala il contrabbando, per costituire in Svizzera cospicui depositi. E' accerwto che il ministro /(osak ha .fiuto stampare clandestinamente in quesii ultimi mesi somme ingenti di kwre, che sono poi state trasferite in Svizzern per /'acquislo di /i·anchi e lii oro. In Svizzera /'organizzazione çroata che esercilll il contrabbando è 1110/10 attiva. 1-:ssa prepra l'ambienre e i mezz i che dovranno servire per 11111i i gerarchi ustascia che prevedono di do ver abbandonare la Croaz ia». (164) Vedi no ta n. 155 (165) Ved i nota n. 150 - Paragrafo: Dichiarazioni del Poglavnik ir1 meri/O alla necessità di un 'epumzione <iegli elementi contrari a/l'amicizia italo -croata - Pag 164.


Note al capitolo IV

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( .1 66) Ladisla us HORY e Marti n BROSZAI~ D er Kroatisch e Uswsclrn-Slllat (Lo Stato croa to ustascia) - Deutsche Ve rlags-Anstalt - Stoccarda. J 964 - Capito lo VI I: 1-'re.wige und Machtverlust des ND/-1 bis zur ltalienisch en Kapitulation (Pe rdita di prest ig io e di pote nza dello Sta to Indipende nte di Croazia si no a lla capitolazio ne italia na) - Pag. 148. (167) U .S.-S.tvl. E . - Busta 1165 - Sta to Maggiore Esercito - (Foglio senza n. d i pro!. Serviz io infon na1joni de ll' Esercito ( S.J. E.) Porta al ce ntro la parola «Croa zia» • Non firrn ato - Senza d est ina tario - Senza indicaz ione di locali ta o di posta mil itare. 28 apri le 1943). «Il capo del Governo crolllo era accompagmllo dal gen. G1 .,11s~: van f-!ORSTENAU /Edmundj capo della Mission e m ilitare 1edesca in Croazia. dal ministro germanico a Zagabria, von KASCNf: [Siegfried), dal gen. PRPté Ivan, capo di S.M. del/'eserci10 cromo, dal ge11. B E01( [Velko}, souosegrewrio di SffllO alla guerra, e dal eh: BUDAK Mi/e, ministro degli es1eri». ( l 68) Vedi nota n. 150 - Pa ragra fo: Visiw del Pogla vnik al Quanier Genenerale del Fiihre,: (169) U.S.-S.M.E. - Busta 1233 • Comando divisio ne 'Murge· - (Foglio n. 4831/lnf. d i prot. - Oggetto. No1i2. iario i11forma1ivo n. I 57 - Da comando d ivis ione ·Murge' - Firmato il comanda nte interinale, colonne llo Ga leaz,:o G IORDANI - A comando Vl Cor po d 'a rmata Va rie - Seconda wna - Punto 7 - P.M. l54, 24 giugno 1943). Dando notizia, o ltre che del la ' Prinz Eugen 'di due divisioni te cles<.:o-cronte. cioè d e lla "Lovacka Divizija ' (Divisione ·01c<.:iatori') composta di circa 8000 tedeschi e 15.000 croati, nonché della Divisione · DiHvolo' (Vra zjia Divizija);aggiungeva: «Gli elem emi croa1i. sono stati reclutati coercitivameme n ella Cr0t.1zia sellentrionale, nei d in1orni di Zagabria ed in Slavonia per prestare servizio nel/"l.:'serci10 C/'0(//0, e Ji1.r ono mandai i in Cìerm.a nia dove vennero cos1re11i a lasciare la divisa croa1a per quella 1edesca f ... /. Sono ino/1re in via di costituzione due divisio ni SS C/'0(//e ch e inquadreranno un complesso di circa 50.000 uomini,,. (170) H.ela7,ioni ln1erna;,io11ali • Settimanale di pol itica este ra - Edito da ll'Is tituto per g li studi di poli tica inte rnazion a le · Milano, 1943 - Pag. 475. (171) Ibidem.

(172) Ved i no ta n. 150 - Paragrafo: Secondo anniver.rnrio della cos1i111zione dello S{(lto indipendeme cromo - Pag. 154. Nel Punto Stimato, il discoTSO radiofonico d i Matija RovAt:it: e quello de l ministro Mii<:: BUDAK, vengono co llocati sotto la data del IOa prile. Come ris ulta da a ltri documen ti (Ved i nota successiva) furono pronunciati il 18 maggio 1943. ( 173) L'articolo de ll a Nova Urvmska è riportato nel Popo lo cli Spalalo (Anno Ili - N. 119 - l9 maggio 1943) sotto il t ito lo: I/ sign.~fìcc110 dei Peti/i di Roma fra flalia e Croazia. (174) U .S.-S.M.E . - Busta rr 7 1 - Comando 2 Armata - (Foglio n. 2566 di prot. - Segreto - Ogge tto: A nniversario Palli di Roma e rappor1i iw/o -cro(l{i • Da Missione mi lita re ital iana in Croazia - F irmato gene ra le Gian Carlo RE - A Comando Suprern o - A Sta to Maggio re Esercito - A Coma ndo 2" Annata - Zagabria, 19 maggio 1943). Co ntiene una amp ia s intesi del discorso d e l ministro Mile Ru1)1\K . ma il genera le non


Dalmazia - Un.a cronaca per la storia

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coglie l' insidia contenuta ne lla lettura degli articoli del Patto di Roma, tanto che non ne pa rla, insidia colta invece dal D uca d'Aosta nel suo Puruo Stimato del 3 I maggio 1943. (Vedi nota n. I50 - Pag. 157 e pag. 167) • VEDI DOCUMENTO N. 6 ALLEG/\TO AL PRESENTE CAPITOLO. (175) Vedi note n. 150 e n. 172. (176) Vedi nota n. 174. (177) ibidem. (178) Vedi nota

11.

174.

(179) Vedi nota 11. J.60. (180) I bidem. ('18 1) Vedi nota n. 150 - Paragrafo: Considerazioni - Pag. 167.

(182) M.A.E.-A.S.D. - Jugoslavia 1943 - Busta 136 - Fascico lo 3 - (Telespresso n. 03116 - Segreto - Oggetto: !?apporli iudo- croaw-1edeschi - Da Ministero affar i esteri - Gabinetto Affar i Politici - Croazia - Firmato Alberto DERIO - Ad Ambascia ta d'Italia a Berlino - Roma, 28 maggio 1943). Trasmelle in allega to, «per oppol'/una conoscenza». Coglio senza n. di prot. - Oggetto: Rapporti iwlo -croali - Dichiarazioni del commissario gen. S!NCié - Da Ufficio collegamen to del tvlinistero affari esteri con la 2" Armala - Firma to con.sole generale Vittorio CASTELLANI - A Ministero affari esteri - Gabinetto - Aifari Politici - Croazia - Per conoscenza a Legazione d ' Italia a Zagabria - Senza località o posta mi li tare, 2'1 maggio '1943) - VEDI DOCU· MENTO N. 7 ALLF.GJ\TO AL PR ESENTE CAl'IT()I.(). (183) Ibidem. (184) U .S.-S.M.E. - Dusta IT 76 - Comando 2" A nnata - (Foglio se nza n. di prot. - Noti ziario Politico-Mi/ilare n. 6 - Parte I - Punto TV: Croazia non occupata - P.M. 10, 15 giugno 1943). ( I 85) U.S.-S.M.E. - Busta IT 76 - Comando 2• Armala -· (Foglio n. 1/18060/S di prot. Oggetto: Si1uazione poli1ico-militare (relazione) Da conrnndo 2" Armata - Firmalo d'ordine il genera le Capo di Stato Maggiore Cl<::mente PRIMIER I - Senza destinatario - Punto I: Situazione politica - Paragrafo: Croazia - P.M. 10, 30 giugno 1943}.

(186) Ibidem . (187) U.S.-S.M.E. - Busta IT 78 - Comando Supremo - (Foglio n. 26050/P.R. di prot. Oggetto: Discorso del Poglavnik - Da Ministero affari esteri - Gabi netto - Affa ri Politici Croazia - Firma illegibile - ;,\ Comando Supremo - A Ambascia ta d'Italia a Berlino - A Legazioni di Belgrado, Budapest. Bucarest, Sofia - Al Luogote nen te Generale a Tirana - Al Governatorato de l Mon tenegro - AIJ' Ufiicio collega mento dd Ministero affari esteri con la 2" Armata - P.M.10, senza data, probabile intorno al 18 luglio )943). (l88} lhidem.


Note al capitolo IV

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(189) Vedi nota 150 · Paragrafo: Dichiarazioni del Commissario generale amminfort11ivo David S1Nh(:. Il Min istero degli affari esteri, 1'11 giugno 1943, con telegramma per corriere n. P.R. l8993 di prot., comunicava alla Legazione d"Halia a Zagabria: «Per Vostra riservata notizia, Vi informo che non è per ora possibile }issare la data della vis ila del Pogl11vnik al Duce, dato che essa, secondo il p rogramma gùì swi>iliro, dovrà seguire al!re visite di personalilà es/ere di cui 110n è ancora pr<:vislll l'epoca esaua» - Firmato il sottosegreta rio cli Stato, Gi useppe BASTIAN lcsJ. • (M.A.E.-A.S. D. - Jugoslavia 1943 - Busta 138 - Fascicolo 1). (190) Vedi nota n. 185 - Parte I: S ituazione politica - Paragrafo: Croozia - P.M. 10. 31 luglio 1943). ( I91) U.S.-S.M.E. · Busta I 128iB - Stato Maggiore Esercito - (Foglio n. ZIP 32 I57 di prot. · Oggetto: Croazia - Trasferimen/o a %agabria dell'ex-capo del parli/o dei comadi11i, d,: Macek • Porla al ce[ltro la parola: Promemoria - Da Stato Maggiore Eserciw - Servizio informazioni Ese rcito (S.l.E.) - Non firmalo · A S.rvt. il Re Impe ratore - A S .A.R. il Principe cli Piemonte - Al capo d i Stato Maggiore Genera le - Al sottosegretario di Stato alla guerra - Ai capi di Stato Maggiore dell 'Esercito, Ma rina, Ae ronautica . Al sottocapo d i Stato Maggiore pe r le operazioni - Senza località o posta militare, 2 1 fe bbraio 1943). (192) Vedi no ta n. 160. ( 193) U.S.-S .M.E. - Bust a IT 321 - Comando del VT Corpo cl'arma i;1 - Foglio n. 6029/Inf. cli prot. - SegreLO - Supplemenro a No1iziario n. 727 - Oggetto: Sit1.wzione politica a fine aprile 1943-XXI - Da comando VI Corpo d'armai.a - Firmalo genera le Sa ndro PtAZZONI - A Comando Supcrslocla - A comandanti settori: Mostar, Ragusa, Cattaro - P.M. 39, 3 maggio 1943). (194) U.S.-S ME Busca 1262 - Stato Maggiore Esercito - (Fogl io n. Z/36377 d i prol. Oggetto: A11ivi1à macekianu - Da Staio Maggiore Esercito - Servizio informazion i Eserci to (S.l.E.) - Firmato d'ordine il colonnello Vice Capo Servizio Vincenzo PASQUALE - A Comando Supersloda • P.M. 9, 12 maggio 1943). Trasmette in allegato una 'relazio ne' dal titolo: La Croaz ia ai crom,;. Mancano fogli n.n. 2. 4 ed 11 che dovrebbe essere l'u ltimo. La stessa 'relazione' è allegata al Notiz iario n. 145 (prot. n. 6440/1) de l 25 maggio 1943 del Co ma ndo del XVIII Corpo d'armata, cd è integrale. Porla la firma 'Vcritas', e come data : Croazia - Iniziando il 1943 - .lnoltre il .l\lotiziario riporla in allegato la traduzione de lla lettera che accompagnava la ·relazione'. I due lesti della ' re lazione', sosta nzial me nte identici. si prese ntano forma lme nte diversi. Que.llo dello Stato Maggiore d imostra che la traduz ione dallo slavo è stata fatta da un ila· liano, per cui le frasi sono grammaticalmente corrette e sinta tticamen te curale (cioè un a traclu;:ione ' libera') . L'a ltro testo appare tradotto da perso,rn che, non ave nd o molta fam iliarità con la lingua italiana, si è attenuta all'originale. (195) Ibidem · 'Relazione' - /,e, Croaz ia ai croati. ( 196) Ibidem.


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(197) Ibidem. (198) //)idem. (199) ldiclem. (200) Ibidem . (20 I) Vedi nota n. 194 - Lette ra dello Stato Maggiore Esercito. (202) Vedi nota n.194 - 'Relazione ' - La Croazia ai croati. (203) Ibidem.

(204) U.S.-S.M.E. - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d'armala - (Foglio n. 7676/1 cli prot. - Oggetto: Relazione periodica mensile - Da comando XVIII Corpo d'armata - Firmato generale Umberto Srrco • A comando 2" Armata • Paragrafo: Situazione politica in genere - P.M. l18, 29 gi ugno 1943). (205) U.S.-S.M.E. - Busta IT 480 - Comando divisione 'Marche' - (Foglio n. 3403/0p. di pro!. - Oggetto: No1iziario giornaliero - Da comando divisione 'Ma rche' - Comando settore di Ragusa . Firmato generale Giuseppe AM ICO - A comando V I Corpo d'armata - Per COlloseenza a comando 2" Armata - Capo IV - Varie - Punto '14 - P.M. 32, 14 luglio 1943). (206) U.S.-S.M.E. - Busta lT 85 • Comando 2• Armata - (Foglio n. 73/R.P. di prot. Senza oggetto - Porta al. centro la parola: Promemoria - Da com ando Carabinieri reali de ll a Dalmazia - Firmato colonnello Giuseppe Bu1T1 - A Governo della Dalmazill - A comando 2" Armata - P.IVl. 141 , 8 luglio 1943). (207) Ibidem.

(208) Ibidem . (209) U.S.-S.M.E. - B usta 1T 321 - Comando vr Corpo d'annata - (Foglio n. [illegibile) di prot. - Segreto - Oggetto: Notiziario n. 732 - Da comando VI Corpo d' armata - Firmalo genera le Sandro PIAZZ<>NI - A Comando Supersloda - A Governatore del Montenegro - A coma nda nti: Truppe de l Montenegro - XVIII Corpo d'annata - Mil itare Marittimo cieli.a Dalmazia - Settori: Mostar, Ragusa, Catta ro - Artiglieria, Genio, Carabinieri del VI Corpo d' armata - A llegato - P.M. 39, 8 maggio 1943). A Ragusa, in occasione della Pasqua, era stato diffuso dal movimento macekiano, il seguente manifestino (Allegato al Notiziario n. 726 del VI Corpo d'armata, de l 12 maggio 1943): " Popolo Cronto! - Ecco anche la u:rza Pasq,w che trascorriamo nel jà1gore dei /errori di guerra, mentre si sta decidendo il destino di 11.11/i i popoli del mondo, e così pure quello del popolo croato • Crediamo fermame111e ne!fa resurrezione della vera libertà del popolo croato e della repubblica contadina croata ordinata secondo l'insegnamento di Stefano Radié, sotto la guida del Presideme dott. Vlatko 1\4acek - Questo è il fine della nostra ballaglia - Solfo questa bandiera rimaniamo mlii uniti perché questo è il nostro posto e noi dobbiamo vincere - In quesw decisione, con la fede in Dio e ne/l'unione dei contadini, rimani popolo croato, unilo e


Noie al capilofo IV

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pronio - Così 1111i1i gridiam.o lllfli: /Juona l'a:;qua- Croazia. 1943 · Leggi, copia e dis1rib11isci ad aln'i».

(210) U.S.-S.M.E. - Busta IT 385 - Comando XVI I I Corpo d"armata - (Foglio n. 5618/1 di prot. - Oggetto: N01iziario n. 126- Da comando XVII I Co rpo d'armata - Firmato generale Umberto SPK;o - A comando Supersloda - Capo II . Attivi tà ribelli - Prima zo na . Divisione 'Zara ' - Punto I - P.M. 118, 6 maggio 1943). (2 1I) «Il giudice Kosw l< u 1.1.1:1{; ed i òvili 80Z1é" Branko e MATULJé Amon, ulfli da Signo, recarisi il 3/ maggio e.a in bicic/e11a 11 0/()k (Spalalo VNl-\/D2-CDJ, per ragioni di servizio, non hanno ancom fa110 rirorno. Si pres11111e siano :;!ali calwrmi dai par1igiani». (U.S.S.J.VI.E. · Busta IT 469 - Comando divisione ·Be rgamo· - No!iziorio in/ormalivo n. 151 - Notizie varie - Paragra[o: Signo - Punto 8 - P.M. 73, 4 giugno 1943). (212) lJ.S.-S.M.E. - Busta IT 469 - Comando divisione ·Bergamo' . (Foglio n. 4233/ll J cli prol. • Oggetto: << NOliziario informativo n. 161 - Firmalo generale Emilio BECUZ.ZI . Senza destin ata rio - Not izie varie - Paragra fo: Signo - Punto 6 - P.M. 73. 16 giugno 1943). (213) U.S.-S.M.E. - Busta lT 469 • Comando divisione ·Be rgamo· - (Foglio n. 4247/111 di prol. · Oggetto: Noliziario informmivo n. 162 • f irma to generale Emilio R1.::u ;zz1- - Senza des tinHtMio - A t1 iviti1 ribelli - Paragrafo: Signa . Punto 4 - P.M. 17 giugno I943 ). (2 14) U.S.-S.i'vl.E - Busta 1T 385 - Comando XVIII Corpo d'armata . (Foglio n. 7500il cli prot. - Oggetto: Noriziario 11. 172 - Da comando XVIII Co rpo d'arma ta · Firmato ge ne rale Umberto SPIGO - i\ comando XVI I I Corpo d'armali! - Ca po lii - Varie - Seconda zona . Divisione 'Bergamo· · Paragrafo: Signo - Pun to 15- P. M. 118, 21 giugno 1943). Il Notiziario del giorno seguente riporla (Punto 15): ,, Gli i11divid11i allon1a11a1isi da Sig110 md/a scorsa se11i111111w saf.~ollo a 32, dei quali 11s1Ude11.1ie2111aes1re».

(2"15) U.S.-S.M. E. - Rust11 IT 385 - Comando XVIII Corpo d'armata - (Foglio n . 775211 cli pro!. - Oggetto: No1iziurio n. 178- Da comando XVIII Corpo d"a rmala . F irmato generale U mberto SPIGO · A comand o 2" Armata - Capo 111. - Varie - Seconda zona - Divisione ·Bergamo' · Paragrafo: Signo • Pun to 20 - P.M . 11 8. 27 giugno 1943) (216) Ibidem. (2 17) U.S.-S.M.E. - Busta lT 469 - Comando div isione ·Bergamo· - (l'oglio n. 45 18/1 cli prot. - Oggetto: No1iziario infor111111ivo 11. 172 · Da comando divisione ·Bergamo· - Firmalo gene rale E milio 8ECUZ7.J - Not·izie var ie - Paragrafo: Sig/1(1 · Puoto 10 - P.M. 73 . 27 gi ugno 1943). (2 18) U.S.-S.M.E. - Busta IT 469 - Comando divisione ' Berga mo ' - (Foglio n. 4585/1 11 di prot. - Segreto - Oggetto: Noti;;iario inform111ivo 11. 174 - r irrna to generale Emil io DEcuzzr - Senza dest inatario - Porta al cent ro: Noiizie s11 organ iz;;aziolle e a11ivi1ò ribelli - P.M . 73. 29 giugno 194:l). G li altri quattro fi rmatari elci 'proclarn11· era no: SIRI KA Nikola. «comadino di Jabuka; presiderue dell'organizzazione del pani/o comadino croato per il dis1re110 di Sig.11.0; segrernrio dell'organizzazione m1111icipa/e: .fìduciario e mem bro dell' unione agricola di Zagabria».


Dalmazia - Una cronaca per la storia

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CJKOTJé Marko, «comadino di Nova Se/a, presiden/e del locale HS.S.; vice-presiden/e dell'organizzazione municipale per il comune di Trilj; so110-comandam e della dzfesa agricola per il comune di Signo e vice-podesllÌ per il comune di Trilj». RATKOVJé F il ip, «contadino di Podi; e.r-podestà del con11111e di Trilj; p res idente dell'HSS. nel villaggio di l'odi». SK,\RE Stanko, «vice-p residente per il distre110 di lmotsk.i ddl 'J-1.S.S.; membro de/l'unione agricola cemrale di Zagabria; preside111e del Comitato nazionale liberatore de/111 Dalmazia».

(2 19) Ibidem. (220) Ibidem . (221) Ibidem. (222) U.S.-S M.E - Bus ta IT 385 - Coma ndo XVUI Corpo d 'armala . (fogli o n. 7883il di prot. - Oggetto: Notizi(.lrio n. 181 - Da comando XV II I Cor.po d 'armata - Firmato ge ne rale Umberto SPmo - A comando 2" A rmata . Varie· Seconda zona - D ivis ione ·Bergamo' Paragrafo: Signo - Punto I O- P.M. 118, 30 giugno 1943). (223) Vedi nota n. 218. (224)

Ibidem .

(225) Ibidem. (226) lhirlem. (227) U.S.-S.M.E. - Busta IT385 - Coma ndo XVIII Co rpo d'a n nata - (Foglio n. 93.ì'.l!I di prot. - Oggetto: No!iziario n. 217 - Da comando XV II I Corpo d 'armll(a - Firmato generale Umberto Sr1 0 0 · A comando 2 Arma la - Capo III - Var ie - Seconda zona - Divis ione · Be rgamo' - Paragrafo: Sig110 - Punto 18 - P.M. 118, 5 agosto 1943). Il vo lantino porla la data de l 25 lugl io 1943, e d è firmato da Simun RATKOv1(:, Pavao BRITVJé, Mile FlUPOVJé éuoURA, J ure BHA'1f>;/,Jé . (228) Ibidem. (229) li 'comunicato' è stato trova lo fra le carte de l doti. Man lio CACE. maggiore med ico dell.a Marina militare e direttore dell'Ospedale civi le d i Sebenico. - li 'com unicato' porta come data "Luglio 1943" e cl è fi rma to Tromdja = le ttera lme nte 'Trip lice confine'. (230) Ibidem. (23 1) Vladim ir NAZOR (Postire - Isola della Brazza - 30 rn aggio 1876 = Z agab ria 16 giugno J 949). Laureato in scie nze nal urati all'u nive rsità di Graz. Professore e pres ide in varie scuole de l litorale adriatico, a nc he a Capodistria durante il periodo asburgico. Proveniva da una famigl ia dove il padre leggeva i classici lat ini e greci: la mad re conosceva a memoria le poesie del FUSINATO e gli ' Inni sacri' del tvlANZONJ. Seguiva il figlio Vladim ir nella le ltura


Note al capitolo I V

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dell''llliade · in t rad uz ione ital iana , e d ell"Orla ndo Furioso'. Pe rciò. nonos tan te la la urea in sc ie nze nat ura li co n la sua cultu ra um anistica d ive nne un le tt e rato e d un poe ta. Pubbl icò le Sla venske Legende (1900); Lirika (19 10); Nove T'jesm ( 1913); tradusse in lingua s lava d 'An nunzio, Carducci, Pascol i, Dante. Tn1 le prose si r icorda il roman zo storico sull ' Isola della Bniaa, J>as1ir Loda ( 19:18). 1 c lla produzione senile , Pjesme panizanske Cl 944) e Spartizanima ( 1945). Ar tu ro C RO~ IA, ne lla sua S1o ria della le11era1ura serbo-cro(lfa (Nuov;-1 Accade mia Editr ice. M ila no J 956) lo definisce lo scrillore jugos lavo «p iù gra nde, più mu lt.i[orme,, del la pr ima rnet11 d e l secolo

xx. Co n la costituz io ne de llo Stato indipe nd en te cli Croazia, fu fe rve nte soste nito re cl i PAVEUé. Agl i iniz i de l 1942 pa ssò ne lle file co rnu n iste e si pose come una de ll e 'guide s piri-

t ual i' della gue rra partigia na. A lla fi ne del confli tto fu chiam ato a regge re il ·Pres id ium' d ella Repubb lica auto no ma di C roazia . Nel 1945. a Se ben ico. con un suo infuoca to d isco rso ant ita lia no, convinse la folla a distr uggere il monume nto in bronzo cli Niccolò TOMMAS EO. opera de ll o scu ltore palermitano Ettore XtMENES. c retto - co nco rd i italian i. s lavi. a ut r iac i • a ncora al tempo dell'Aus tr ia- U ng heria.

(232) Ved i nota n. 229. (233) U .S.-S. M .E. • Busta IT 469 - Co ma ndo divisione ·Berga mo' - (Foglio n. 4972/JJJ di prot. - Segre to - Oggetto: No1izi1.1rio info rmmivo 11. 169 - Da comando d ivis ione 'Berga· mo· - Fi rmato gene ra le E milio BECUZZI - Senza destinatario - Notiz ie attività ribe lli - Pa ra grafo: Signo - Punt o 4 - P.M. 13 lugl io 1943). Vedi anche: U.S.-S.M.E. - Busta IT 385 - Comando XVIII Co rpo d'arma ta . (Foglio n. 8480/l di prot. · Oggetto: No1iz iario n. 195 - Da coma nd o XV I Il Corpo d'arma ta - Fi rm ato ge nera le Umber to Sr1co - A comando 2" Armata - Capo II - Attiv ità r ibell i - Seconda zona - Pa ragrafo: S igno - Punto 9 - P.M. 1 18. 14 lugli o 1943). (234) U.S .-S.M .F'. - Busta IT 469- Comando d ivis io ne ' Bergamo· - (Fogl io n. 5020/ 111 d i p rot. · Segreto - Oggetto: 1Vo1iz iario infom1a1ivo 11. 191 - Dn coma ndo d ivisio ne ·Berga mo · - Firmato d'o rdin e il co lo11nello ca po cli Stato Maggiore Cinci nn a to BOSCH I · Se nza de s tinatario - No tizie poli tiche - Paragrafo: Dernis - Pun to 11 · P.M. 73, I .'i lugli o 1943).

(235) U.S.-S.M.E . - Busta lT 385 - Comando XVI I I Corpo d'armata - (Foglio n. 7921/T di prot. - Ogget.to: No1izi(lrio 11. 182 - Da e.ornando XV JII Co rpo d 'annata . F irmato ge ne rale Umbe rto SP1co - A coma ndo 2" Armata - Ca po Ill - Varie - Seconda zo na - Divi~io ne "Bergamo · · Paragrafo: Spalalo • Punto 16 - P.M. I 18, I luglio 1943). (236) U.S. -S. M .E. - Busta 1501 - Sta to Maggio re Eserc ito . (Fog lio se n:i:a n d i prol. Porta a l cen tro: Promemoria per il Duce - N01izie dalla Croazia - No n firmato - Se n:ca loc:;=1li tii o posta 111ilit,1re . 9 luglio 1943 ) . Il 'Prome mo ria · r ipete lH prim a parte (Situazione iJuema) cl i una re lazione inl ito hll,1: N01izie dalla Croazia - (U.S.-S. M. E. - B usta 1T 19 - Comando Supre mo). La seconda p11rtc. da l tito lo: No1izie miliu,ri, non è sta ta riporta ta ne l ·promemor ia · per M 1;ssouN1. (237) U .S.-S.).1.E. · Ilusta 1T 385 - Comando XVIII Corpo d 'arma la - (Fogl io 11. 7163 d i prot. - O ggetto: N01iziario n. 164 - Da comi1ndo XVIII Corpo d 'armala - Fi rm alo gene rale Umberto Sr1co - A corn11ndo 2" Armata - Capo .III - Va rie . Primn zona · Divisione ra ' - Paragrafo: Zara - Pun to 16 - PM. 118. 13 giugno 1943).

·za-


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(238) A.C.S. - Presidenza Consigl io dei min istri - A nn i 1941 -1943 - Posizione 1.1.13 Fascicolo 16455 - Sottofascicolo 3 1/ l -(Foglio senza n. di pro!.· Oggelto: Segnalazione · Da centurione (capitano) Franco Call isto COVA - A comando d ivisione ·Zilra · - P.M . ·14 1_ I O giugno 1943). (239) A.C.S. - Presidenza Consigl io dei ministri - Ann i L94! J-l 943 · Posizio ne 1.1.1 3 · Fascicolo 16455 - Sottofascicolo 31/1 · (Foglio n. 1969 di prot. · Oggetto: Fermo ele111emi sov versivi - Da Prefett ura di Zara - Fir mai.o prefetto Gas pcro BA R BÈRA • A comand o XVIII Co rpo d'armata - Per conoscenza a Govern o de lla Dal maz ia - Segrete ria particola re · Zara, 19 g iugno 1943). (240) Ibidem (241) Ibidem . (242) U.S.-S ./Vl.E. - Busia IT 469 - Comando Divisione ·Berga mo'· (Foglio n.4663/l di p ro\.· Segre to . Ogge lto: Noriziario inj'omuuivo 11. 178 - Da coma ndo div isione ·Be rgamo·Firrna10 gene ra le Umberto BEcuzz1 - No tizie va rie - Paragrafo: Sebenico - Punto I l - PM. 73. 2 lugl io l 943). (243) U.S.-S.l'vl.E. - Busta IT 469 - Comando d ivis ioni:: 'Bergamo' - (Fogli o n.5065 d i prot. - Segreto · Oggetto: Notiziario informativo 11. 193 - Da co ma ndo d ivis ione ' Bergamo·. Firmalo gene rale Umberto BEcuzz1 - No tizie va ri e - Pa ragra fo : Sebenico - P.M. 73. 17 lugl io 1943). (244) U.S.-S.M.E. - Busta lT 385 - Coma ndo XVI I I Corpo d 'a nnata · (Foglio 11. 7921/I d i prol. - Oggetto: Notiziario 11. 182 - Da comando XVIII Corpo d 'armata · Fi rma to genera le Umberto SPLOO - A comando 2'' Arma ta - Capo lfI - Varie · D ivisione ·Berg111110· - Paragrafo: Spalalo - P un to l :5 . P l'vl. 118. l O lug lio 1943). (245) U.S.-S M.E . - Busta IT 85 - Co mando 2" A rm ata· (Foglio semw n . cl i pro t. · Se nza oggetto - Non firmato - Se nza loca lita e d ata). Costi tuisce l'a llegato 11 . 3 alla ' relazione' d e l genera le Clemen te PR IMlloRI. Capo cl i Stato Maggiore de lla 2" Annata. al ge nera le Mario RoBOTTJ - Ogg e tto: Cot!o,1uio con l' t-:cc. CitUN7il, Ciovernaro re della Dalmazia, del gio mo 12 corrente · P.IVI. I O, 13 lug lio l 943). (246) Ibidem . (247) U.S.-S.M.E. - Busta 1504 - Comando Supre mo - (Foglio n. l I I 'I /Op cli pro\. · Oggetto: Polizia di guerra nel territorio della provincia di C1111aro · Da comando Gruppo A rmale Est - Firmato genera le Ezio Rosi - A Conwndo Supremo - P.M. 76, 14 luglio 1943).

(248) Il>ide111 . (249) lhidem . (250) A.C.S. - Presidenza Consig lio d ei ministri - An ni ·194.J. 1943 - Pos iz ione 1. 1.'13 . Fascico lo 16455 • Sotlofasc:icolo 31/1 - (Foglio senza n. cli prot. - Senza oggetto - Non firmato - Se nza data - Po rla a l centro: Promemoria.)


Note al capiwlo I\/

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li foglio ha tulle le caratteristiche di una ' informativa' di cara ttere in1erno all' ufficio Per gli argomenti trattal i può essere databi le al 10/12 luglio 1943. (251) Ibidem . (252) Ibidem. (253) lbidern. (254) U.S.-S.M.E. · Busta IT 85 - Comando 2" Armata - (Fogl io sen:,:;1 n. di prol. - Oggetto: Nota sulla siwazione politico-miliwre della Dalmazia - Da comando 2" Armata - Firmato genernle Mario Ronorr1. Se nza dest inata rio - Con 6 allegati - P.M. I.O, l3 luglio 1943) • V ED I DOClJM F.NTO N . 8 ALLEGATO A L PRESENTE CAPIT OLO. Per gli argomenti trattati, il des tinatario dovrebbe essere il genera le Ma rio po di Stato Maggiore dell'Ese,cito.

R 0/\1T/\,

ca-

(255) Ibidem . (256) Ibidem. (257) U.S.-S.M.E. - Busta IT 85 - Comando 2" Armala - (Foglio n.044/R.P. - Ogge1to: li R. Pri'.(e110 di Spalato - Da comando XVIII Corpo d'armala - Fi rmato generale Umberto SPIGO · A ge nerale Mnrio ROllOTrJ · P.M. l 18, 13 giugno 19<1 3). Costitu isce l'allegato 1L 2 alla 'l\ota· de l generale Mario Ro 1m r n - Vedi nota n. 254. (258) Vedi nota n. 254. (259) Ibidem. (260) Ibidem. (261 ) U.S.-S.M.E. - Busta IT 323 • Comando 2" Arm nta - (Foglio n.56/C.S.M. di prot. Segreto · O ggetto: Spirito offensivo delle rmppe del C.d'!\. - Da comando 2" Armata - Firmato genera le Mari o R C>HOT J'J - A generale U mberto Sr,co - PM.. 10, 28 giugno l 943) V EDI DOCU ~·1ENTO N. 9 A L J.EC 1\TO A L PRESENTE CAPITOLO . Costii uisce l'allegato n. 3 alla 'No ta ' del generale ìvfario Rosor n - Vedi nota n. 254. (262) lhidem. (263) lhidem. (264) lhidem . (265) Ibidem. (266) Ibidem.


Dalmazia - Una cronaca per la storia

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(267) Ibidem. (268) Ibidem . (269) Ibidem. (270) U .S.-S.M .E . - Bus ta 1T 85 - Comando 2" Armala - (Fogli o senza n. di prot. - Ogge tto: Colloquio con l'Ecc. G'IUN7il, Govematore della Dalmazia, del giomo 12 corrente Da Ufl'icio de l Capo d i Sta to Maggiore della 2" Armata - Firmato generale Cleme nte PRIMIER I - A genera le lVlario ROBOTl'I - P.M. 10, 'J3 lugl io 1943). (271) U .S.-S.M.E. - Busta 1T 85 - Comando 2" Armata - (Foglio senza n. di prot. - Senza oggetto - Senza firma - Senza destinatario - Senza loca lità e data). Costituisce l'allegato n. 4 alla ·Nota' de l ge nerale Mario RmioTT1 - Ved i nota n. 254 Dalla ' relazione' del gene rale Clemen te PR tMIF.R l (Ved i nota n. 270) ris ulta esse sta to scri tto da.I (ìove rnatore Francesco G 1uN1A - Può esser da tato: Zara, 8/9 lug lio 19 43. (272) Ibidem. (273) U.S.-S M. È . - Busta 1T 85 - Co man do 2;' Annata - (Foglio n. 59/C.S.M. d i prot. Oggetto: Lavoro i11 comune - Da comando 2" Annata - Fi rmato genera le Mario Rouu 1T 1 A Francesco G 1U1\TA, Governatore della Dalmazia - P.M. 10, 11 lllgl io 1943). (274) l hitlem . (275) Ibidem. (276) Ibidem . (277) Vedi nota n. 270 - Punto 4. (278) Ibidem · Pun ti le 5. (279) Ibidem - Pun to 5. (280) ibidem - Punto 6. (281) Ibidem - Punto 7. (282) Ibidem - Punl.o 8 . (283) U.S.-S.M.E . - Busta 1T 85 - Coma ndo 2• A rmata - (Foglio senza n. d i prol. - Oggetto: Cambio Comanda/Ile XVIII C.A. - Da comando 2" A rmata - Ufficio del Capo di Stato Maggiore - Non fi rmato - Senza dest ina ta rio - Pun to 3 - P.l'v!. 10, lugli o 1943). (284) Vedi nota 270 - Punto li. (285) U.S.-S.M. E. - Busta 1T 478- Comando divisione 'Za ra ' - (Foglio n. 22 15 di prot. Oggetto: Notiziario informmivo n. 65 - Da coma ndo d ivisione 'Zara· - Firma to generale Car lo VIALE - A comando 2a Armata - Set tort: Zara - Paragrafo: A ttività dei ribelli - P.M. 141. 25 gi ugno 1943).


Nme al capi10/o IV

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(286) U.S.-S.M.E. · Busta IT 478 . Colllando divisione ·zara' · (Foglio n. 2228 d i p rot. Ogge tto: Notiziario infòm111tivo n. 66 · Da colllando d ivisione 'Zara ' · Firmato genera le Carlo V IALE· A comando 2" Arma ta · Settore Zara - Paragrnfo: l',11ivi1à ribelli - P.M. 141 , 27 giugno 1943). (287) U.S.-S.M. E. - 13usta 1280 · (Diario storico . Comando divisione ·zara· · A nnotazione de l 23 g iugno 1943). (288) I bidem. (289) U .S.-S.M.E . Busta IT 385 . Comando XVlll Corpo d 'a rm ala. (Foglio n. 7630/ 1 d i prot. - Ogget to: Notiziario 11. 175 . Da coma ndo XV IJI Co rpo d'arllla ta • F irma to generale Umberto SPtGO . A coJ11a ndo 2" A rlllala · Capo III. Attività o perativa· Divisione 'Zara' • Paragrafo: Rencovazzo · 'P.M. 118, 24 gi ugno 1943). (290) U.S.-S,M.E - Busta 1444 · Comando Supre mo · (Diario storico - Comando Supre mo . Nov ità operative . Paragrafo: Scacch iere Croazia· P.M.21· An notazione del 4 lugl io 1943). O ltre a i 29 morri vi furono 12 fe riti , e 114 sospe tti ve nnero fe rmat i. (291) U.S.-S.M.E. Bus ta IT 469 · Comando d ivisione 'l:lergalllo ' - (Foglio n. 4795il ll di prot. · Oggetto: No1iziario infòmwtivo n. /83 · Da comando d ivisione ·Bergamo' - Firmato gene rale Elll il io B ECUZZ J - A ll ività nostri presìcl i . P unto 8 - P.M. 73. 7 lugl io 1943). (292) U.S.-S .M.E · Busta IT 469 . Coma ndo d ivis ione 'Be rgamo' . (Foglio n. 4 820/ 111 d i prot. . Oggetto: Notiziario inj'ormativo n. 184 · Da con111ndo d ivisio ne ·13crgamo' · Fi rma to genera le Emi lio B ECUZ/.1· Att ività nost ri presìdi - P un to 6 · P.M. 78, 8 lug lio 1943) . • U.S.-S.M.E · Bus ta IT 7 1 · Coma ndo 2" Armat a . (Fogl io n. 12276i A .C. d i prot. · Oggello: Situ(Jzione nella zona del Biokovo - Da comando 2" An nata - Fi rmalo il Capo cli Stato Maggiore, ge nera le Umbe rto FA1313R I · A Comlllissa rio genera le amm inis trativo dello Stato indipendente d i Croazia - P.M. IO, I" settemb re 1943). (293) U.S.-S.M.E · B usta .IT 469. Co ma ndo d ivis ione 'Be rgamo' . (Fogl io n. 4548/lll di prot. - OggeHo: No1izi(Jrio infì>rnullivo 11. li]· Da comand o d ivis ione ; Bergamo· · Firmato genera le Emi li o Rr.n :z z 1 . A ttività ribell i · Paragrafo: Sebenico • P.M. 73. 28 giugno 1943). (294 . U.S.-S.M.E . 13usta IT 385. Com;111do XV III Corpo d 'a rJ11ala. (Fogl io n. 7970/ 1 d i prot.. Ogget to: Notiziorio n. 183 . Da coma ndo XVITI Co rpo d 'arnwta . Firm ato gene rn le Umberto Sr100 · A. corn<1ndo 2" A rmata - Capo Il . A tt ivi tà ribe lli· Seco nda zona - P,in1gra fo: Perkovié · P.tvl. 1 18. 2 luglio 1943 ). (295) U.S.-S.M.E . Busta IT 469 · (Fog lio n. 4739/II I di prot. - Ogge tt o: No1iziario informativo n. 181 - Da comando div isio ne 'Berga mo ' - Firma to genera le E mil io 13ECUZ1/. I A ttivit à ribelli· Pa ragrafo: Dernis · P.M. 73, 5 lug lio 1943). (296) lJ.S.-S.M.E · Bus t8 [T 469 . Colllando d ivisiofle ' Be rga mo' · (foglio n. 4795/ll I cli p rot. - Oggetto: No1iziario infimnmivo 11. 183 - Da comando divis ione ' Bergamo' · Firmato genera le Emilio BEClJ7.ZJ • A Oività ribe ll i · Parngrafo: Salona - Punto 3 · P. M. 73. 7 lug lio 1943).


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Dalmazia · Una cronaca per In swria

(297) U.S.-S.M.E • Busta IT 469 · Comando d ivis ione 'Berga mo' · (Foglio 11. 4877/111 cli pro t. · Oggetto : No1iz iario informaiivo n. / 86 • Da comando divis ione 'Bergamo' • Firmalo gene rale E mili o BECUZZI • A ttivi tà ribelli · Paragrafo: Traù · P.M. 73. 10 I uglio 1943). (298) U.S.-S.M.E - Busta IT 469 - Comando divisione 'Be rgamo' · (Foglio n. 4918/lll di prol. - Oggetto: Notiziario informativo n. 187 - Da comando d ivisione ' Be rgamo· - Firmato genera le Emi lio B1:.cuzz1- Attività ribelli - Paragrafo: '/iaù . P.M. 73, Il lu g\io 1943). (299) A.C.S. - P re sidenza Consigli o de i mi nistri - A nni 1941 - 1943 · Posizione 1. 1.1 3. Fascico lo 16452 · Sotlofascicolo 31/1 • (Te legramma n . 11 0728/PS · Da Prefettu ra d i Spala to • Fi rmato prefetto Paolo Z ERBINO · A Governo della Dal mazia · Per conoscenza a Mi nistero dell'interno - Spala lo 24 giugno 1943). Su ll 'isola vennero immed ia tam en te inviati re pani de ll 'esercito appoggiat i dal N.A.. P. (natante antipa rcigiano) N.34 e d a l M.P.R. (rnoropeschereccio req uisi to) Cris1i1111 /J. 537 della Marina mi li ta re (U.S.-S.M. E - Busta IT 7S - Comando 2" Armata - B0lle11ino informa zioni de l Comando M ilitare maritt imo della Da lm az ia . n. 27 del 22 g iugno J943). Per rappresagl ia furono passate pe r le arm i 9 p e rsone ind izia te d i aver preso parte all' im bosca ta (U .S.S.M.E - B usta IT 85 · Coma ndo 2" Arma la · Dalla Tenenza d i Vallegrnnde (Cùrzola], fogl i n. 167/17 e l67i23 d i p rol., rispettivamente de l 26 gi ugno e del 4 luglio 1943, a firma del tenen te d e i cc. G iuseppe GAETANO). li Vl Corpo d'armata, nel No1iziario 11. 786 de l l " luglio (U.S.-S .M.E .· B us tn IT 32J) , segnalava l'arre sto de l partig iano G iovann i LA US «1rovwo i11

/>ossesso di 1.111 1a.w;apa11e m i/ilare e di to ndl'imbosc(l/{I».

lln

por1afoglio a11partenen1e ad 1111 caral>iniere rle<.:etlu-

(300) U.S.-S.M.E • B us ta 1280 • Coma ndo divisione 'Zara' · (Diario s1orico • Comando d ivisione ' Zara ' - A nno tazio ne del 20 gi ugno 1943). (301) U.S.-S.M.E - Busta IT 478 · Comando d ivisione ·zarn· - (Foglio n . 04/2342/1 Oggetto: No1iziario informmivo n. 67 - Da comando d ivisione ·zara' - Firma to genera le Carlo VIALE · A C011'Wndo 2'' Annata - Settore d i Vod izze - Parag rafo: !\11iviuì ribelli - P.M. 141 , 5 lug li o 1943). (302) lJ.S. -S.M.E - Bus ta IT 385 . Coma ndo XVlll Corpo d 'armata · (Fogli o 11. 8060/l d i prol. - Oggetto: Notiziario n. 185 • Da comando XV[JI Corpo d 'a rmata - Fi rmalo gene rale Umberto SPIGO · A comando 2" A rma la · Ca po III · Attivit à operativa · Prima zona • Pa ragra fo : Vodice - P.M. 118, 4 luglio 1943). (303) lJ .S.-S.l'vl.E - Busta lT 478 - Coma ndo d ivis ione 'Za ra '- (Foglio n. 04/2404/1 d i prot. - Oggetto: Notiziario informa1ivo 11. 69 - Da coma ndo d ivisione '7.an:i' - FimHllO genera le Carlo VIALE · A comando 2" A r ma ta - Settore Chistagne - Paragrafo: !\11ivi1à dei rihel!i - P.M. 141, 9 luglio 1943). (304) U .S.-S.l'vl. E - Bus ta IT 385 · Comando XVIII Corpo d 'arma ta · (Foglio n . 8290/T d i prol. · Oggelto: No1iziario 11. 190 - Da comando XVIII Corpo d'a rmata - Firmato genern le U mber to SP1 no - A coma ndo 2" Armata - Capo li - Attività rib e ll i - D ivisione Zara . Paragra fo: Chi.@gne · P.M. l 18, 9 luglio 1943). (305) U.S.-S.tvt.E · Bus ta IT 385 · Comando XVIII Corpo d 'arma ta · (Foglio n. 7663/J di prot.. O ggetto: NotiZilJrio 11. 176 - Da comando XVIII Corpo d'arnwl<1 - F irmalo generale U mberto SPIGO· A wmando 2" A r ma la - Capo 11 - Attivitl, 1·ibell i - Prima :wna - Divisione 'Zara· · Paragrafo: Chistagne. - P.M. 118, 25 giug no 1943).


Noie al capitolo IV

(306) Knin.

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Ibidem - Ca po I I - At1 iviti1 ribelli - Seconda zona - Divisione ·zara ' - Paragrafo:

(307) U .S.-S.M. E - Busta 1T 385 - Comando XVIIJ Corpo d'annata - (Fogl io n. 7730/1 di pro1. - Oggetto: No1iziario n. 177 - Da comando XVI11 Cor po d'annata - Fir malo generale Umberto Sr10 0 - A comando 2" Armata - Ca po 111 - Att ività operat iva - Seconda :wna Divisione ·Za ra· - Paragra(o: K11in - Pun ti 18 e 19 - PfVI. 141. 26 giugno 1943). (308) U.S.-S.M.E - Il us la lT 385 - Comando XV I Il Corp o d'annata - (Foglio n. 7824il cl i pro!. - Oggett o: No1iziario 11. 180 - Da coma ndo XV I Il Co rpo d 'a rmata - Finn<llo genernle Umberto SPI GO - A con11111do 2" Armata - Capo Il - Attivi tà ribe ll i - Seconda Zù n,, - D ivi sio ne ·Zara' - Pm-agni[o: Knin - Pu nto l - P.M. 118, 29 giugno 1943). (309) lbide111 - Paragrafo: Kn in - Punto 2. (3 10) U.S.-S.M.E- Busta lT 385 - Comando XVI II Co rpo d'a rma la - (Foglio n. 7752/1 di prol. - Oggello: Notiziario n. 178 - Da coma ndo XVIII Co rpo d 'armala - F irrn;1 io ge nerale Umberto SPIGO - A coma ndo 2'' Armata - Ca po li - A1tiv itì1 ribell i - Seconda 7.o na - Divisio ne ·zara' - Pc1ragrnfo: Knin - Punto 8 - P.M. 118. 27 giugno 1943).

(3 Il ) U.S.-S.M.E - Busrn 150 I - Comana nclo Supremo - (Foglio se nza 11 . d i pro!. - Senza oggello - Senw destinatario - Senza in testazione - Allegato al Diario s1orico de l Comando Supn::mu - Firmato il Ca po dello Scacchie re or ien ta le, te n. co lon ne llo Pie tro MELLi\ NO Roma, LO lug lio 1943). (312 ) Ibidem (3 13) fbide111. (3 14) U .S.-5.M.E - Bust~1 IT 385 - Comando XVIll Corpo d 'armala - (Foglio n. 7800/f di pro!. - Oggetto: Notiziario 11. 179- Da coma nd o XVIII Co rpo d 'arma ta - Firma to gene rale Umbe rto SP IGO - A comando 2" /\rmata - Ca po Il - A lliv it i1 ribe ll i - Prima zo na - Divisione ' Zara ' - Parag rafo: Chis[{/gne - P.M. I 18. 28 giugno 1943). (315) U .S.-S.1Vl.E - Busta 85 - Comando 2" A rmala - (Foglio n. 35/5 1 di prot. - Segreto Oggello: A/lività pariigiww-rihelle - Da coma ndo Carabin ie ri d e ll a Da lmazia - A Co ma nd o Sett ore di Sebenico - Per co n oscenza a comand i: 2" Arma ta , XV III Corpo d'a rm a la. division i ·Bergamo' e ' Za ra · - Da comandante Carab inie ri de lla Da lmazia. colonne llo Gi useppe Bu 1-r1- P.M . 141 , 1° luglio 1943).

(3 16) lhidem. Ignoriamo le genera lità cli ques to co lonnello o tenente colonnell o frnncese. Sarebbe s tato più logico pensare a qua lc he ufficia le inglese o ame ricc1no. Ma è rico rda to in più cli un Notiziario, oltre che in una lt:llera de l se rgenie magg. Anton io KENK, invia la dopo la gue rra a l suo cap itano Ma rio de V 1oov1ci 1. coma ndante del battaglione volonlliri anticomun is ti cntro lico. ne ll a q uale ricord a il cornba1timen to d i Matcsié i de l I l/ 12 luglio 1943, sc;ri vc.ndo: , i ptmiginni erano comandali da un colonnello Ji·ancese,,. (3 17) U.S.-S.M.E. - Bus u1 !T 385 - Coma ndo XVlJI Co rpo d't1rrna1a - (Fogli o n. 792 1/I cli pro!. - Ogge tto: Notiziario n. IR2 - Da comando XVTil Corpo d'a rmaw - Firmato genera-


Dalmazia - U11a cronaca per la storia

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le Umberto SPIGO - A comando 2• Armata - Capo Il i - Attività op erativa - Seconda zona Divisi one ' Zara' - Paragra fo: K11i11 - Punto Il - P.M. I 18, 1° luglio 1943). (318) U.S.-S.'.VI. E - Busta IT 385 - Comando XV III Corpo d'arm ata· (Foglio n. 800611 d i pro1.. - Ogge tt o: Notiziario n. 184 - Da co ma nd o XVlll Co rpo d 'anna ta - F irmlllo ge ne ra le U mberto SP1<.;o · A comando 2" Armata. Capo Il i - Attività operativa - Seconda zona Divisione ·Zara'· Paragrafo: K11i11 - Pun ti 17 e 18 - P.M. 118, 3 luglio 1943). (319} 1/Jidem • Capo II - Attività ribelli - Seconda zona - Divisione ·Zara' - Paragrafo: K11in - Punto 4. Alla ·Zara· risultava la seguente dislocazione delle forze partigiane: il comando della VI b riga ta a Otrié co n un ba ttag lio ne: un battag lione in zona T i~kovac, un'altro a Tis kovac paese. C irca 7 ba ttaglioni ne lle zone di O rlié. Gradja. Ravan Do. D ebelo Urdo. Previjes. Krupa, Pala nka e Zerm11 nja Vrclo. (320} U.S.-S.Yl.E · Busta 1T 385 · Comando XV lll Corpo d'armata - {Foglio n.8290/1 d i prot. - Ogge tt o: Notiziario 11. / 90 • Da coma ndo XV III Corpo d 'anrn1ta - Firmato ge nerale U mbe rto SPI GO - A co mando 2" Arm a la - Capo III - A ttività operat iva - Seconda zona Divisione ·Z ara·· Paragrafo: K11i11 - Punto 9 - P.M. I 18. 9 luglio 1943). (321} U.S .-S.M.E - Busta· IT 385 • Comando XV lll Corpo d'armata ·(Foglio n. 8321/l di prot. - Oggett o: Noti~iario 11. /91 - Da coma ndo X V III Corpo d'arm111a - Fi rma to gene rale Umbe rto S1>1c;o • A co ma ndo 2° Armata · Capo Il · A ttività o perativa - Seco nda zo na Divisione ·z ara· - Paragrafo: K11i11 - Punto 3 . P.~. 118. IO lugJio 1943). Ved i a nch e: U.S .-S.M.E. - Busta IT 476 · Co man do div is io ne ·Zara · · (Fog lio n. 04/2442/T di prot.· Oggetto: No1iziario i11for111111ivo 11. 70 · Da comando divisione ·Zara' • Firmato gene ra le Carlo VIALE. A conwndo 2" Armata - Se ttore Tenìn - Parag ra ro: Notizie .mi ribelli - P.M. 14 1. 12 lug lio 1943). (322) U .S.-S.M. E. • Busta IT 385 - Co ma nd o XVII r Corpo d'arm ;i la - {Foglio n. 8354 di prot. - Oggetto: Noti~iario 11. /93 - Da Comando XVI Il Corpo (.l'annata - Firmato genernle U mberto SPIGO - /\ comando 2• /\rma ta . Ca po JIJ • A ttività ope ra tiva - Seconda zona · Divisio ne ' Zara' - Paragrafo: 'l'enìn - P.M. 118. 12 luglio 1943). (323) M./\.E.-A.S.D. - J ug os lav ia 1943 . Busta 136 - F asc icolo I - (Tc lcsprcsso n. 1102/372 - Segre to - Oggetto: / cetnici ed il mwvo Govemo jugoslavo di Londra - Da Ufficio coUcgamento con la 2• Armarn - A Ministero affari esteri · Gabinell o - Affa ri Pol itici Uffic io Croaziil • P.M.10, 6 lug.lio 1943). (324) U.S.-S.:'vl. E • Busta IT 31 · Com1111 do 2• Arma ta - (Foglio se nza n. d i prot. · Se nz;i destina ta ri o· Porta al ce ntro la paro le Croazia - No n firma lo - A ll a fine. in ma tita è annotato: • Già disposto », seguito da una sigla. probabilmente del generale Mario Ro1JOTI1 Ro ma. 8 lugl io 1943). Si tratta d i una ·noia· in fo rmativa da fonte fiduc;iar ia provenie nte da Zagab ria. (325) lbid/!111.

(326) U.S.-S.M.E · Busw 1503 - Conrn ndo S upre mo - (Fogl io n. 23377/0p. di prnt. Segre to · Oggetto: E ve11 /11(1/c riorga11izw ~io11e delle fo rma ~ioni c:et11icl1e del Dinara - D,1


Note al capitolo I V

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Cornando Supremo - Firma to il Capo d i Sra to Maggiore Generale Viuorio AMBRos10 - A Min istero a ffari esteri - Per co noscenza a Staw Maggiore Eserci to - P.M. 21. 12 luglio 1943). (327) Ved i no ta n. 324. (328) U.S.-S.M.E - B usta 2125/E - Stato Maggiore Esercito . (Fogli o se nza n. d i p rot. Porta a l cen tro: Da/111 scheda p ersonale del generale di brigaw GtANCRIECO Francesco - Senza destinatario - Firmaro genera le Fra ncesco GIANGRIECO - Roma, 19 gi ugno 1945 ). (329) U.S.-S.M.E • Busta 2 125/E • Stato Maggio re E sercito - (Lettera senza n. d i p rot. Da l generale Francesco G IANG RI ECO . A generale Carlo V1i\1.E coma nda nte divisione 'Zara · - P.M. 141. 26 agosto .l943) . La lettera è a llegata a ll a ' scheda ' - (Vedi n ota n. 328). (330) U.S.-S. M.E - Busta IT 385- Coma ndo XVI II Corpo d'armata - (Fogl io n. 8006/I d i prot. • Ogge tto: Notiziario n. IR4 - Da comando XV fl I Cor po d 'an nata - Fi rmato generale U mberto SPIGO - A comando 2" Arm ata - Capo II · Att ività ri bell i - Seconda zona - D ivisione 'Zara' · Paragrafo: Knin · Punto 3 · P.M. 118. 3 lug lio 1943). Ved i anche: U .S.-S.M. E . - Bustn IT 478 - Comando d ivis ione ·zara' - (Fog lio n. 04/2353/ I d i prot. - Oggetto: .N otiziario injòn nativo 11 . 68 - Da coma ndo d ivisione 'Zara · Fi rmato gene ra le Ca rlo VIALE - A comando 2" Armata - Settore Tenìn - Parllgrafo : Noli;,ie sui ribelli· P.M. 14 I. 6 lugli o I 943). (331) U.S.-S.M.E - B us t a IT 385 - Comando XVIII Co r po d ' armala • (Fogl io n. 8755/ldi prot. - Oggett o: Notiz iario 11. 202 - Da coma ndo XVIII Co rpo d 'armala - F irma to genera le Umberto SPI GO - A comando 2" A rrnarn - Capo II - A tl ivi tf1 ribelli - Seconda zona - Divisione 'Zarn' - Paragrafo: Knin - Punto 3 - PM. 11.8. 2J luglio 19<13). (332) Ibidem. (333) U.S.-S.M.E. - B usw IT 478 - Coma ndo d ivisione ' Zara· - (Foglio n. 04/2673/ 1 di prot. - Oggetto: Noti ziario n. 78 - Da com,mdo divisione ' Zara' - F irmalo genera le Carlo V1AUi - A comando 2" Arn1n1a - Settore d i Ten]n - Paragrafo: Notizie sui ribelli - P.M. 14 1. 27 lug lio 1943). (334) Ibidem. (335) U.S.-S.M .E · B uslH IT 385 · Comando XVIII Corpo d 'a nnata · (Foglio n. 8894/l d i pro t. - Ogget to: Noli;,iario 11 . 200 - Da coma ndo XV!ll Co rpo d'armala - F irma to generale Umberto SP IGO - A comando 2" Annata - Capo 11 - A ttivi tà ri be lli - Seconda zona - Divisio ne ·Z a ra' · Paragrafo: /(11i11 - Pu nto 3 - P. M. I I8, 25 lugli o 1.943). (336) M.A .E.-A.S.D . - J ugoslav ia 1943 - Busta 136 . Fascico lo I - (Foglio se nza n. d i prol. · Senta desti na tario · Su cart a intes tala 'Min istero Affa ri Es teri - Gab ine.tto • Affari Poli iic i - Ufficio Croazia' - Portn a l centro: Appunto - Telegram111i cetnù:i imerce//ati · Non [irmmo - Ro ma, IO luglio 1943). (33ì) I bidem .


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Dalmaz ia · Um, cronaca per fa srorin

(338) U .S.-S.M.E · Busta lT 385 · Comando XVIII Co rpo d 'armata · (Foglio n. 8780/1 di pro t. · Oggetto: Noti?)ario 11. 203 • Da comando XVIII Corpo cl'arm!lta . Firmato generale Umberto SPIGO · A coma ndo 2" Armata. Ca po Ul · Attività operativa . Seconda zo na . Divisione 'Zara· · Paragrafo: Knin · Punto 13. P.M. J. l8, 22 luglio 1943). (339) Ibidem · Varie · Seconda zona· Divisione ·Zara'· Pilnlgrafo: f(nin · Punto 18. (340) U.S.-S.M.tv1. · Busta 45 - Fascicolo 2 - Comando Mi litare .tvlarittimo della Dalmazia - (Foglio senza n. di prot. - Senza oggetto - Da Comando Marina Dahnazia [Mariclalma7.ia] - Non firmato · A Superrnarina · A Maristn t - Senza indicazione di località, certamente Spalato, 19 luglio l 943). Le unit à che parteciparono alln 'Operazione l:liokovo· (urono: R.N.A. (regii1 nave armata) iV!oi;enigo - Torpediniere: Giovonnini e T5 - Psm. (posamine): Ugliano e P11s111.ano Pontone n.M. 240 - Rimorch iatori armati: Poderoso. Lilil>eo e 2/ - V.A.P. (vascello ,mli partigiano): 2, 8, e 25 - R.N. (Regia Nave) Cùrw la - M.L. (motolancia)//· M.fl. (motobarca) IO- M.P.R. (motopeschereccio requisito) 149. Miglia complessivamente percorse da l naviglio: 7570; ore d i mare 1084 e 53 111.: colpi di can none 636; colpi di mitragliatrice 555; imbarcazioni cattu rate 66: distrutte 50 - Il XVITJ Corpo d'anrnHc1 avrebbe successivamente dato come ca1.turate 85 imbarcazioni e distrutte 84. (341 ) U.S.-S.M.E - Busta IT 478 - Comando divis ione 'Messina' - (Foglio n. 49'1()/S.l. di pro!. - Segreto - OggetLo: l\loriziario giornaliero 11. 396 · Da comando settore Metko vié Firmato generale Guglie lmo SPICACCJ - i\ comando VI Co rpo d' annata - Capo II - Attività militari - Paragrafo: Zona Mukarska - P.1vl. 91.. 4 luglio 1943). (342) U.S.-S.M.E. - Busta lT 478 - Comando divisione 'Messina' - (Foglio n. 49 10/ S.J di prot. - Oggetto: Notiziario giornaliero 11. 396 - Da comando settore Metkovié - Firmato gene rale Gugl iehno Sr1CACC1 - A comando VI Corpo d'armata - O ipo II . Att ività miliziani - Paragrafo: Zona Makarska • f~IVI. 9'1 , 4 luglio 1943).

(343) U.S.-S.M .E - Busta 32 1 - Comando VI Corpo d'armata - (Foglio senza n. di prnt. - Allegato al lVoriziario n. 8 /2 de l comnndo VI Corpo d'armata - Firmato ge nerale Sandro PIAZZONI - Pori.a l'intestazione: Ce1111i sull'organizzazione par1igiana nel Bioko vo (1'(1lli da archivi ca1111rati nelle operazioni del luglio '43 - P.M. 39, 27 luglio 1943). I comitati nazionali di libernzione erano stati costitu.il.i a: Breia - Baska Vocia - Ve liki Brdo - Tuccpi - Podgora . Dras nice - !grane - Duga Nj iva - Zigovosée - Drvenik - Zaostrog - Podaca - Brist - Graclac - Pasiéina - Baéina - Plina • Opuzcn.

Per esse re ammesso ai comitati di liberazione, si doveva prestare il seguente gi uramento: «Giuro in nome di Dio On11ipo1ente ed i11 nome della lolla nazionale di adempiere co scienz io.1·ame111e al co111pi10 af(idmomi dal Comiraro i\laziono fe Libem,ore di ... . Così lddio mi possa niurare».

Nella zona esistevano. le seguenti organizznzioni: Antifasi.wicki Fmm ·zena (Fronte aotifas ista della donn a): Ujedinjeni Savez Anlifa.ifcisticke Om.ladine .lugosfavije (Unione della gioventù antifascista del la .Iugoslavia): Savez Komunislicke Omladine Jugosfavije (Un ione della gioventù com unista della Jugoslavia): Pioniri (pionieri) , che inquadrava i giovani dagl i 8 a 12 anni.


Noie al capilo/o IV

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(344) I bidem. Oltre a i registri sopra indic ati vi. erano quelli d ei lasciapassare; de l movimento viveri; de lla distribuzione viveri alla p opoln ione; dei puniti; de i patrioti che si travano in te rritorio ' no n liberal?': dei quadrupedi. Ogn i comitato era artico lato nelle sezion i: d irettiva-ammi nistrativa: economica: comun icazioni: sa nita ria; propaganda; cu ltura: sociale . (345) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 321 - Comando VI Corpo d'armala - (Foglio al legato 111 No1iziario n. 785 del comando VI Corpo d 'annata - Firmato genera le Sandro PIAZZOK I Por ta l" intestazio ne : Formazioni e gruppi parligiani nel Seliore Melkovi{: e zone limilrofé al 30/6/1943-XXI - P.M. 39, 30 gi ugno 1943). Il Bjokovski Odred era formato p reva len teme nte da uomini reclutati loca lmente e terr itoria lmente ripartiti: in zona di fopa. circa 4-500 arm ati; in zona Macarsca. circa 400 armat i; tra Kozica, Gorojie !grane, Brikva e Vlaka a lt ri 400 circa: nel Go rnje Primorjc 4-500 uomini; lrn Rilié (così ne l testo - [urse: Orlié). Pas iéina, Jezero, e piccoli gruppi ne lle zone d i Baéina, Plina e Desne. per ahrì 250 ,1rma ti. (346) U .S.-S .M.E - Bus ta 1T 78 - Comando 2° Arma la - (Foglio n. I 7908 di pro t. • Oggetto: Bollellino in/CJn1111zioni 11. 27 - Da Comando Marittimo militare della Da lmazia· F irmato a mm iraglio Anton io Bou111 ESE - A Ma ristal ed a ltri e nti - Paragrafo: Biokovo - Spalato, 22 g iugno I 943). (34 7)

Vedi nota

11.

345.

(348) Ved i nota n. 341.

(349) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 321 · Comando VI Corpo ci-arma ta . (Foglio n. 9 149/1 cl i prol. - Segreto - Oggetto: No1iz)ario n. 793 - Da comando V[ Co rpo d'a rmata • Fi rmato generale Sandro PIAZZOK I - A coma ndo 2° A rma ta - Capo 11 - A lli vità ribelli · Seconda zona Se l.l o re lvlerkovié - Paragrafo: Zona riel Biokovo - P.M. 39. 9 lugl io 1943). (350) U.S.-S.M.E. - Busta IT 469 - Coma ndo divisio ne 'Be rgamo· · (Foglio n. 49 18/IIJ di prot. - Ogge cto: Notiz iario lnform.mivo 11. 167 - Da comando d ivisione ·Bergamo' - Firmato generale Emi li o Rt, c.:u, .1:1 - Atrività ribell i - Pa ragrafo: Makorska - Pu nto 5 - P.M. 73. Il lugli o 1943). (35 I) U.S.-S.M E. - B usl/1 JT 385 - Coma ndo XVIII Corpo d 'armala - (Foglio 11. 832 1!I di pro t. - Oggello: Notiziario 11. 191 - Da comando XVII I Corpo d 'a rmata - Firma to ge nerale Umberto SPIGO · A coma ndo 2" Armata - Capo Il - AUività ribelli - Seconda zona - Divisione 'Bergamo' · Paragrafo: Signa - P.M. I 18. 10 lugli o 1943). (352) U.S .-S.M .E . • Busta lT 385 - Coma ndo X VI Il Corpo d 'armata - (Fog lio n. 8572/1 di prot. · Oggetto: No,izinrio n. 198 • Da coma ndo XV I Il Co rpo cl';mnara - Firmato ge ne rfl lc Umbe rto Sr100 • A comand o 2" A rma ta • Va rie - Seconda wna - Divisione Bergamo Paragrafo: Zadvmje - P.l'vl. 118, 17 luglio 1943). (353) U.S.-S.l'vl. E. • Busta IT 321 - Comando VI Corpo d·annata - (G rafico della zona del Biokovo • Porta a l centro: Operazione 'Biokovo' • Situazione 0/111 }tne de/In pr ima fnse


f)afmazia · IJnh cronaca p er la sfori(/

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del ciclo operativo 22-7- 1943 • Ai lati dello schizzo sono indicati: i reparti partecipanti; le perdite infl itte; le perdite subile· P.\,t. 39. senza data).

(354) U.S.-S.M.E. Bustl'l !T 478 . Corn11ndo d ivisio ne ·Messina·- (Foglio n. 511 2/S.I. di prot. • Segreto - Ogget to: Noli:iario giomaliero 11. 404 • Da comando seuore Metkovié · Firmato generale Guglielmo Sl'ICACCI - A comando V I Corpo d 'armata · C'lpo Ili · Allività operativa · Pa ragrafo: Opemzio11e Biokovo · P.M. 91. 12 lugl io 1943). (355) U.S.-S.M.E. · Ilus ta IT 385 - Comnndo XVIII Co rpo d'arm,1La · (Foglio 11 . 8350/ di pro1. - O gget10: Notiziario 11. !92 . Da comando XVIIJ Corpo d 'a rmata · Firmato genera le Umberto SPIGO . A com,indo 2• Armata · Capo 11 - A1tivi1à ribelli· Seconda zona - Divisio ne ·Bergamo·. Paragrafo: Afmissa . P.M. I 18, 11 lugli o 1943). (356) U.S. -S.M E. - Busta l'I' 478. Comando divisione ·Messina·- (Fogl io n. 5 132/S.I. • di prol. - Oggell o: Noti;;iario giomhliero 11. 409 • Da comando divisione ·Messina· · Firmato generale Guglielmo S1>1cAcc1 • A comando VI Corpo d'armata · Capo 111 · Attivi à opera ti va · Paragrafo: Opemzio11e Riokovo • P.M. 9 1, 17 luglio 1943). (357) U .S.-S.M.E. - Busta IT 469 . Coma ndo divisione · Bergamo'· (Foglio n. S 020/lll di prot .. O ggello: Noti:iario i11for111ativo 11. 19/ - Da comando divisione ' Bergamo' - firmato generale Emilio 13ECun, · Notizie ciclo operativo. Punto 6 · P.M. 73. 15 luglio 1943). (358) U.S.-S. M.E . Busta IT 478 · Com;111clo divis ione ' Messina' - (Fogli o n. 5132/S. I. d i prol. · Segrctn • Oggetto: Notiziario giornaliero 11. 409 - Da comando se ttore Metkovié · Firmalo generale Guglie lmo S1·1CACCI - A comando V I Corpo d 'armata · Capo 1l · Allività ribelli · Paragrafo: 7.ona del Biokovo - Punt o I · P.i\·1. 91, 17 lugl io 1943). (359) l bidm1. (360) U.S.-S ..M.E - Busta IT 478 - Comando divisione ·Messina·· (Foglio n.5138/S.l. di pro1. · Segreto . Oggetto: Nmiziario giornaliero n. 4 // · Da comando sen ore Me tkovié · Firmato genera le Guglielmo Sr1CAC'C1 - A comando VT Corpo ct·arma1n · Capo li - Alli vi là ribelli . Parag rafo: U:si11a - Pu nto 2 - P.M. 9 1. 19 lugli o I943). {361) U.S.-S. \11.E. - Busla IT 321 . Comando VI Corpo d'a rmata - (Foglio n. IU060fl di prol. • Oggelto: Notiziario 11. 808 • Da coma ndo V I Corpo d'armata· rirmato generale Sandro P1AZZON1• A comando 2• Armata - Capo I II • Attivit à o perativa · Seconda zona · Paragra fo: Biokovu - P.M. 39, 23 lug lio 1943). (362) Ibidem. (363) Ibidem.

(364) Jbitle111. (365) l hidc•m. (366) U .S.-S.M.E . . Busta IT 319 - Comando 2• Arma ta · ( Foglio n. 10065/ di prol. - Segreto . Oggetto: Rappresaglie a Tokalo da parte delle tmppe tedesche· Da comando VI Corpo d'armala • Firmato il colonnello Capo di Stato Magg,iore Car lo CIGLlt\NA • A comando 2• Armata. l'.M . 39, 27 luglio 1943).


Note al capitolo I V

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(367) Ib idem. (368) U.S.-S.M.E . - Bus ta IT 385 - Co ma ndo XVIII Corpo d 'a rma ta - (Fogl io 11. 8780/I d i p1'0 t. - Oggetto : l\fo1iziario n . 203 - Da comando XVIII Co rpo d 'armala - Firma lo genera le Umbe rto Srcoo - A comand o 2• Arma la - Capo III - A l tivitft o perat iva - Seconda zona D ivis ione 'Zara' - Paragrafo: Makarska - Punto 16 - P.M. 118, 22 lug lio J943). (369) Ibidem . (370) U.S.-S.M.E. - Busta IT 469 - Comando divis ione 'Bergamo' - (Fogl io n. 53 12/1Il d i pro!. - Oggetto : No1iziario in fòrmalivo n . 202 - Da comand o divisione ·Berga mo' - Firma to genera le E milio 8Ec1Jz;,::1 - Notizie var ie - Pa ragrafo: ::iigno - P.M. 73, 26 lug lio 1943). (371) U.S.-S M.E. - Bust,1 1444 - Comando Su premo - (Diario sio rir.:o - Comando Supremo - Novità operative - Sca cchiere Croazia - P. M. 2 1, 23 lugl io 1943). (372) U.S .-S.M.E - Busta IT 385 - Coma ndo XVI Il Corpo d'armata - (Foglio n.825 l/l d i p rot. - Oggetto: No,iziario 11. 789 - Da coma ndo X Vlll Co rpo d'arma ta - Firma to generale Umberto Sr•rr;o - A coma ndo 2" Armata · Capo Il - Attività ribell i - P rima zona · D ivi sione 'Berga mo' - Paragrafo: Sebenico - P.M. 118, 8 lug lio 1943). (373) lJ.S. -S.M.E. • Busta 1T 478 · Comando d ivisione ·Za ra · - Foglio n. 04/2442/l d i p ro!. - Segreto · Oggetto : No1i ziario informativo 11. 70 · Da co ma ndo d ivis ione 'Zara' - F irma to genera le Carlo VIALE - A coma ndo 2" Armata - Set to re Zara - Notizie sui ribell i P.M. 141 , 12 lug lio 1943). (374) U .S.-S.M.E . - Busta IT 478 - Coma ndo d ivisione 'Zara· - Fogl io n. 04/2 491/1 di prot. - Segreto - Oggetto: No1iz.iario informativo n. 71 - Da comand o d ivisione ·Zilra' - Firma to generale Carlo VIA LE - A comando 2" A rm ata - Set tore di 7.arn - At tivi tà nostri reparti - P.M. 14 l , 19 lugl io 1943). (375)

Ibidem.

(376) Dalla Relazione sul fallo d'armi di Ma/esit i (Dalnwz. ia) d el/'l l/12 luglio 1943 del l'a llora capita no Ma rio de V1 DOv1c 1-1, comandan te il ba ttaglione volo nta ri an ticomu nsti canolico - Il d ocumento (datato Cremona 27 o ttobre 1959) è s ta to inviato in copia a ll'a utore d i questo vo lume nell'apri le l 99 l dal ca pitano dc V roov1c 1-1. (377) Ibidem . Il Giornale di Dalmazia (A nn o 11 1 - N. 172) ri po rta : ,,Dolllenica ma11ina, in forma solen ne, si sono svolii i.funerali del Cappellano iv/iliwre don Gi!ber/0 GOBBI FR,1TTINI, di un 11jficiale, di un brigadiere dei Carabinieri Reali, d i ire Carabinieri, di tre at.uieri cad//li co111/u111e11do conlro i ribelli com11nis1i. Al solenne rito che si è svolio in forma pre11om.< 1me 111i/i1are. ha presenzialo il Cienerale Conwndan le la Divisione e Ili/li gli uf.fidali liberi dal servizio. l'reswva servizio d'onore una -compagnia con bandiera e musica» - Zara. martedì 20 luglio 1943 (378) Vedi notH n. 374. (379) Ibidem .


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

(380) U .S.-S.M.E. - Busta - IT 385 - Coman do XVllI Co rpo d 'armata - (Fog lio n. 8480/1 d i prot. - Oggett o: Notiziario n. / 95 - Da coma ndo XVIII Corpo d 'armata - Firmato generale Umberto SPIGO - A comando 2' A rmata - Capo I l i - A ttivi tà opera tiva - P rima zona - Divis ione 'Zara' - Paragrafo: Vodice . P.M. 141 , 14 luglio 1943).

(381) Ibidem . (382) Ibidem. Drago G 1zo1é, ne l vo lume: Dalmacija 1942 - Prilozi 1/istoriji Narodnooslobodi/acke Borbe ( = Da lmazia 1942 - Co ntributo alla s to ria della Lo tta Naziona le cli Libe razione) (/zdavaè'ko Odje!jenje Glavnog Odbora Savew Bo raca Hrvalske = Sezione editoriale del ComitalO generale dell 'Un io ne de i combatten ti del la Croazia - Zagabria 1959- 1964), a pa g ina 399 rico rda il combattimento dclrl lt1 2 lugl io. Se condo G 1z.0 1é, i partigian i sarebbero stati 200 d ivis i in d ue battaglioni al comando cli Sime I VAS - J da I i sui reparti ita lian i corrispondono a lle fonti ita liane; non quelli sullo svolgimen to de ll 'ope razione. Preci~o il numero dei feriti ita liani. 56. Circa le perdite italiane indica in 34 i cad u ti contro i 19 delle relazion i it a liane. Circa le pe rd ile partigiane, G1zo1é ind ica 3 (t re) morti, contro i 200 stimati da porle ita liana. E'assoclato che i 'bo lleli ini' cli guerra dell' una e dell'altra parte non corrispondono mai, e non siamo in grado cli dare un giud iz io su chi abb ia 'esage rato' , in più o in meno. Il serge nte maggio re Antonio KE1' K, che faceva parte del battaglione A.C. ca llo lico, ndla citata lettera a l cap itano Mario DE Vmov1cH, (Ve d i nota n. 316). scriverà dopo la gue rra , che «Le perdite dei partigiani dovevano essere di grnn lunga .rnperiori», a q ue lle italia ne . e stimava in almeno 20 i ribe lli caduti ne l suo sellore.

(383) U .S.-S.M.E. - Busta - IT 385 - Co ma ndo XVfll Co r po d 'arma ta - (Foglio n. 8560/1 di prot. - Oggetto: Notiziario n. / 97 - Da comando XVIII Corpo d 'arma ta - Firma to generale Umberto SPIGO · A comando 2° Anna ta - Capo II - Attività ribelli - Prima zona Divis io ne ·zara· - Paragrafo: Benco va z z,o - P.M. 118, 16 luglio 1943).

(384) U.S.-S .M.E. - Busta - IT 385 - Comando XVIII Co rpo d'armata - (Fog lio n. 8600/1 di pro l. - OggeHo: Noti?,iario 11. 199 - D a comando XVIII Corpo d 'a rmata - Firnw to genera le Umberto SPIG O - A coma ndo 2'' Arrrwla - Capo II - Atliv it~1 ribell i - Prima zona Div is ione 'Zara' - Paragrafo: Zara . P.M. 141, 18 lug lio 1943). Vedi anche: U.S.-S.M. E . - Bus r.i lT 478 - Comando Divis io ne ' Z a ra ' - (Fog lio n. 04/26 12/1 d i prot.- Ogge tto: Notiziario i11jòrmativo n. 72 - Da coma ndo d ivis ione ' Za ra ' F irma to genera le Carlo VIALE - A coma ndo 2'' Ar m,Ha - Sellore Zara - Paragrafo: /\11ivitt.i nostri reparli - P.M. 14 1, 21 lugl io 1943).

(38:'i) lhidem. (386) Ibidem. (387) Ibidem. - Notiziario XV III Corpo d 'armata. (388) U.S.-S.M.E. - Bus ta - IT 385 - Comand o XV III Cor.po d 'armata - (Fogli o n. 8780/1 di p ro t. - Oggeu o: Notiziario 11. 203 - Da comando XVIII Corpo d 'a rmalo - F irma lo genera le Umbe rto SPIGO - A comando 2" Armata - Capo fl - At tivi tà ribell i - Se conda zona - D ivisione ·za ra · - Paragrafo: Tenìn - P.M. 118, 22 luglio 1943).


i\101e al capilo/o IV

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Vedi anch e: U .S.-S .M.E. - Busca IT 478 - Co mando d ivisione ·zara· - (Foglio 11. 04/2618/1 d i proc. · Ogget to: No1iziario informativo n. 73 - Da comando divisione 'Zara' Firmato genera le Carlo V IALE. A comando 2" Armala . Se ttore Zara . P,m igrnfo: Alli l'il(ì ribelli - P.M. I 41, 22 luglio l 943). (389) A.C.S. · Presidenza Consiglio dei minis tri - 1943-1945 . Busta 323 - Posizione 16452-1 08. - Co ntiene una raccol ta incompleta dei d ecreti con i qua li MUSSOLIN I ave va concesso la grazia dalla condanna a morie comm ina ta a ca rico di partigian i da l T rib una le specia le della Da lmazia . TI 17 dic e mb re 1941 v e n nero co n da n nat i a mo r te Vin k o S PR ILJ ,\ N. F ranc esco BELf\~·!.ARlé, Zel ko é:1 PITELO. A ntonio LOVR IC:. Anche se il Govern a tore 8 1\STli\\' INl espri me pa re re contrario al la d omanda d i grazia. in data 17 cliccmhre 1941 vie ne sospesa l'esecuzione dell a sentenza. L'8 marzo 1943 MUSSOLINI accogl ie le d o ma nde di gra:i:ia - Con sen· tenz a de l 13 apr il e 1942 eran o s t ate condannate a mor te A le ksa tvl 11,1voJ. Dar ia MA:-JOJt OVI (:, Regina BERG ER. l i 23 maggio '1942 MUSSOLINI concede a tutte la grazia. · In data 2'I maggio 1942 venne ro co n dan nati a morte Andrea UG RI N e An to ni o KRSTl11.ov1é'. Mussou N1, il 4 agosco 1942 concede la graz ia. - Il 15 ge.nna io 1943 so no condan na ti a morte Simeone J URANOV e G iovan n i LETl'.'l lé . M USSOLIN I accoglie 111 domanda cli grazia il 18 genna io 1943 - Il 20 gen nai o I943 vennero condannal i a morte E li11 G RUl31é·, Elia KARDUM. D usan GuL1é, Stefa no SAR1t d i Nikola. Drago SAR lé cl i Da niele. Piet ro GL:LI(' . MUSSOLI NI. per tutt i, il 4 febbraio 1943 accogl ie la domilnda di grazia · li n genna io 1943 v,::nne con· dannato a morte Dusan NOVAKOV1t. M usso1.1.'l1 accobe la doma nda cli grazia il 4 febbra io 1943 - Il 9 fe bbraio 1943 a Caltaro in un processo co n lOl imputati. vennero condanna ti H morte 57. D i questi. 48 presentarono d o ma nda d i grazia. MUSSOLI NI. il 20 maggio accolse tu lle le clomanclc - Il J8 febbrnio 1943 furono conda nnati a morte Simeo ne SLAV IC;\ e Vi ncenzo 13oR,\~K,\. La domanda d i grazia ven ne accolta da MussOLINl il 22 ma rzo 1943 . . Il 13 aprile 1943 furono co nda nna ti a mo rte Radovan KoKOTOV1(', Marko SA~·lARDZlé, Pavle SA· MA RD1 té. MUSSOLINI accogli e le domande di grazia il 20 maggio 1943 - 1124 maggio 1943 Ni kola KRESEVlé inoltra doma nda d i grazia. MUSSOLI NI la accog lie il 9 agosto 1943. li 25 giugno 1943 sono condannali a morte Vincen:w PED~lé e Luka E R1.1é:. M1Jsso1,1N1 accoglie le loro domande il 12 lug lio 1943 • Le ultime domande di grazie so no concesse da M ussOLl \/l la mattin a de l 25 luglio 194 3 in favore di l'van ko IVl11. 1voJ e d i Nico lò BoZ1t-:ov it:. conda nnat i con sen te nza del 16 luglio I 943. Dai documen ti esaminati risu lti, che MUSSOLINI, una so la vo lta respinse due domande cli grnzia, quelle d i L uka M rsKOV1é e di Piet ro PUPOVAC ( la titante) che e ra no stati condc1 nnat i per attena10 contro mili tari ita liani. Le doma nde di grazia furo no respinte 1' 11 aprile 1942. (390) U.S.-S.M. E. - Busta 1T 385 - Comand o XV JII Corpo d 'armala· (Fogli o n.8894/1 cli prol. - Ogge lto: No1iziario n. 206 - Da comando XV1II Corpo d'a rmala· Fi rmato gene rale Umbe rto SPIGO · A coma nd o 2'' A rma ta - Capo II - Att ività ribel li - Seconda zona. Div isione 'Bergamo' · Paragrafo: Lahin. P.M. 11.8. 25 lugl io 1943). Ve d i anche: U S.-S M E. - B usta IT 478 - Coma nd o divis ione ·Zara' . (Fog lio n . 04/2673/1 di p rot. · Oggetto: Notiziario 11. 78 · Da coma ndo divis ione ·Zara' · Firma to ge nerale Carlo V1Ar.F. · A comando 2° A rmala . Settore Chistagne - Paragrafo: Auiviuì dei 1w s1ri repar1i • P.M. 141 , 27 luglio 1943). (391) U.S.-5.M.E. - Busta IT 478. Comando divisione 'Zara· . (Fogl io n. 0 4/2710/1 d i pro t. - Oggetto: Noiiziario n. 79 - Da comando d ivisione ·Zara' - Fir ma lo genern le Carlo


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Dalmazia - Una cronacn per la s1oria

V IALE - A comando 2" Armai.a - Set tore Tenìn . Paragrafo: Attività della 1H. V.A.C. . P.M. L41, 28 luglio 1943). (392) Ibidem . (393) Giornale di Dalmazia - (Anno I li - N.176) · Cronaca d i Zara . Rubrica: Spettaco li - Zara, 25 luglio 1943. Per il concorso indet to da l G rup po uni vers itario, ven ivano premiati. nell'ord ine : Sergio MoRO'.'II pe r la novella ' li.mmdot ultima'; Silvano DRACO per 'Senza titolo·, Paolo RADOVANI per 'Colloqui con le sie/le' , e Franca IKDE?-,'NIMEO (non è riportato il titolo). Segnalata la novella di Corne lia BRESCIA da l titolo 'ill/a111ma'. (394) U.S.-S.M.E. · B us ta 3255 - Comando 2• Arma ta - (Foglio senza n. di pwt. - Oggetto: A 11iviuì panigiani - Porta al centro la parola « Visione,, - Da U fficio informazioni - A comandi V, VI , Xl. XVlll Corpo d'armata - Non firmato - P.M. 10, 25 luglin 1943). (395) U.S.-S.M.. E. - B usta lT 469 · Da Comando divisione 'Bergamo' · (Foglio n. 5311/III d i prot. - Oggetto: Notiziario informativo n. 201 - Da comando divisione ' Bergamo· · Firmato generale E mi lio Bt-::ct.:zz.1 - Notizie po litiche - Paragrafo: Spal(J(o - P.M. 73, 25 luglio 1943). (396) HITLER e MussouN1 · Le11ere e documemi · Senza autore - In troduzione di Vit torio Z INCOKE · (Rizwl i Ed itore - Collana: ' La Seconda Guerra Mondiale' - Mi lano 1946) Documento n. 66: Dichiarazioni del Fiihrer in occasione del convegno di Feltre del [9 luglio 1943 - Pag. 189. (397) !30!/e11ini di gui:rm del Comando Supremo 1940-7943 - tvlinistero della DifesaEsercito - Ufficio Storico · (Tipografia Regionale . Roma, 1970) - lfollellino n. J J56 - 25 lugl io 1943 - Pag. 594). (398) Giornale di Dalmazia - Edizione straordinaria - (Anno II! - N. 177) - Zara, domenica 25 luglio 1943 · Rispetto a l numero del giorno prima venne camb iata la prima pagi na , e mantenuta la composizione delle a ltre . Oscar RAND1, nel suo diario ined ito , Lacrime e singhiozzi- Diario della vergogna e della miseria, (copia in possesso dell'a utore). sotto la data elc i 3 agosto 1943, annotava: «Sono tornati " capo di U.tlli i giornali i vecchi rnppresemanti del liberalismo, che ora inafj,ano la s1111npa colle loro sieri/i 1eorie demo-liberal-masso11iche. Un irn eccezione /anno i due giomali della Dalmazia, di Zara e di Spalaro, che hanno ponmo la cronaca u.fliciah: del rivolgimento polilico. as1ene11dosi però dagli osanna del liberalismo. I Dal111mi hanno un senso 11olilico e un conce/lo della liberlà nazionale, purificati dal p11rgmorio 111.1s/riaco,,, (399) Francesco G IU'.'ITJ\: Uomini II cavnllo . Vo lume autobiografico inedito - Cop ia del datti loscritto in possesso dell 'autore per la cortesia del figl io dottor Fil ippo Glt.:NTA - Capitolo IIl - Fogli n.n. 18 e 19 dt:l datti loscritto. Il Governatore G 10NTJ\ ha , i noltr<::. lasciato un prop ri o Diario - copia in possesso dell'autore - cd alle date soltosegrrnte scriv<::va: «25 luglio: Dimissioni di i'vlussolini e nomina di Badoglio. Siamo a/l'oscuro di 111110. Che è successo? Radio America e Nadio Londra non sono soddis/aue - 27 lug lio: Esce il wnwnicato del Gran Consiglio dnl quale capisco che il fascismo lta ingltio11i10 se s1esso».


Note al ca,,itolo IV

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(400) Giornale di Dalmazia · (Anno I Il - N. 221) - In cronaca di Zara - lu nostra fede · Za ra, venerdì 17 settembre 1943. (401) Leuern all'autore di Aldo ANDRI - Dice, ancora: « Il Generale co111andar11e ordinò di soprassedere e le domande rimasero nel casse/lo della scrivania di un ufficiale zara1ino, a111ico di mio padre, che mi raccontò il Jì1110 nei primi mesi del 1944». - Fermo, 6 novembre I986. Il redat tore del Giornale di l)a/nwz ia che contin uò ad indossMe la camicia nera dopo il 25 luglio, Renato SEVEGLIEV1CH. spalalino, era un invalido cli guerra per la forila riportata ne l combattimenio di Tenìn. de l 13 april e del 1941 (Vedi primo volume di questo lavoro. pag. 44 e seguenti), fervente nazionalista ed irreden tista. (402) Lettera all'autore del l'avvocato Piero SERRENTINO, alloni soliotenen te de l ba ttaglione bersaglieri 'Zara· de lla divisione 'Zara' - Jesolo Licio, 27 ottobre 1986. Scrive ancora: «Per me si 1ra11ò di un qualcosa che sovvertiva 111110 l'ordine precostiluito in quanto dalla prima i11_(11nz,iu ero staio abituato a vederr:: i ritmlti del Re e del Duce ai lati del crocefisso e non riuscivo a rendermi ragione che ci potessero essere dei mutamenti così repen tini». (403) Lettera all 'autore del dottor Teodoro FIV\NCESCON J, all'epoca ' prelegion,nio· presso la 107" compagn ia mitrnglieri della M. V.S.N. di Z.r1ra - Buccinasco (M l). 17 novembre 1986. Il clott. FKANCESCONI ricorda che la norie de l 25 luglio: «verso mez:;, anotte vennero con temporaneamente II c/1iamare me dnlla caserma della Milizia ed un soldato portò la convocazione a pap1ì [il padre. Umberto, era tenente colonnello d'artigl ieria]. Indossammo la divisa ed uscimmo assienu: da casa. Mentre info rcava /11 bicicfelia f. ../ papà mi disse solamente: ·'Su,i al/e1110 che non ci spariamo fm di noir'». Ma, prosegue il doti. FRA:--CESCO\'I: « Dopo il 25 luglio umo restò 1rwu1uillo. a prescindere da pa1111glio11i di militari del R. Eserci/0». (404) Ib idem. (405) U.S.-S.M.E. • Busta 1T 385 - Comando XV.li i Corpo d'armata - (Foglio n. 92l0/I di prnt. - Oggello: No1iziario 11. 2 13 - Da comando XVIII Co rpo cl'arrnarn - Firmato generale Umberto SPIGO - A coma ndo 2" Annata - Varie - Prima zo na . Divisione Za ra - Paragrafo: Zara - P.M. 118, l O agosto 1943). (406) N.A.-U.S.A. - Serie documenti italiani . T.82 1 - Microl'ilm n.289 - Fotogrammi da 28 a 3 1 - Comando XVIII Corpo d'armata - (Foglio n. 342/C. P. - Segreto - Oggello: Relazion e di c.propagadanda dal 25 l11lJlio al 25 agosto - Da comando XV I 11 Corpo d'arnrnw - Sottosezione assistenw - Firmato. d 'ordi ne. il colonnello Capo di Stato tvlaggio re Pietro BM(BÉRO - /\ comando 2" Amrnta - Ufficio assistenw C.P. - Per conosce nza a Ufficio Affari civili. a Ufficio informazioni 2" Armala - Paragrafo n. 12 - Proposlc e segnalazioni var ie Lettera D) . P.M. I 18. 27 agostQ 1943). (407) Giornale di Da/111a zia • (Anno lii - N. 221) - In cronaca di Zara, ne ll'ar ticolo inti tolato I.a nostra fede, si legge: «Zara, che nella sua storia secolare ha imparato a conoscere i colpi improvvisi del destino. nella buona come nella avversa fortuna, e che dalla sua anima profondamente lwi11a trac 111111 saggezza fi111a soprallu//o di co111pre11sione e di senso di disci-


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/Ja/nwz io - Una cronaca per la storia

pli11a, anche durame i recemi avvenimel/li convulsi e spesso comraddiuori si è conserv(/{a wlma, serena, coscie111<'111enre decisa a ma111enersi comprwa al pos to di lavoro» - Zara. 17 sette mb re 1943. (408) Ved i nota n. 406 - Paragrafo 12 • Proposte e segna lazioni va rie - L<::llera A). (409) Dalla relazio ne cie l genera le Paolo G 1m-1ALD1, comandan te il sellore d i Seben ico {divisione ·Berga mo') a l Mi nistero d ella G ue rra - li testo è stato co rtesemente messo a d isposizione del l'au tore da ll a figl ia de l ge::nerale. {4IO) U.S.-S.M.E. - Ilusta 1T 469- Da Comando divisio ne ·Bergamo' - (Fogl io n. 5359111 1 di pro t. • Oggetto: Notiziario in/ormativo 11. 204 - Da conwndo divisione 'Bergamo· - Fi rmato gene::ralè Emilio l:l1°cuzz1- Not izie politiche - Pa ragrafo: ,Si1alato - P.M. 73, 28 luglio l943).

(41 .l ) U.S.-S.M.E. - Ilus ta - IT 385 - Coma ndo XVIII Co rpo c1· a rma ta - (Fog lio n. 9093/I d i pro!. - Oggetto: !V01iziario n. 21 I - Da coma ndo XVIII Corpo cl 'arma té1 - Fi rma to ge nerale Umberto SPIGO - A comando 2" Arma ta - Var ie - Prima zona - Pa ragra fo: Spa/(/{o - PM. 118. 30 luglio 1943). (412) Gu ido POSAR: Naufragio i11 Dalma zia / 941-1943 - (Ed it ore Monc iatl i - T rieste. 1956) - Pag. 74. (413) Lettera all'a utore dell'allora tenen te Ul isse Do:-.•An. urficia lc d'artiglie ria addetto all'Uffic io o perazion i d e l Comando artiglier ia de l XV II I Cor po d'a rmata - Venezia, 3 lllilr7.() 1987. (414) Lettera a ll'a utore del dottor Antonio V1N,\CCIA. a llora capo ralmaggiore del 26° reggimento fan teria della divisio ne' Bergamo'- P isto ia 2 1 aprile 199 1.

li dot tor VJNAC'C'IA ha scritto una monografia dei fa tti 11i qu<1l i pa rtecipò d urante il s uo se rvizio in Da lma7.ia . Il lavoro porta il titolo: Ln classe della \lillorio - Ricordi di un reduce dallo guerra 1940: /945 - I nteressa nte per la conoscenza degl i avvenim<::nli in Da lma:lia. (415) A .C.S. - Presidenza Consigl io d<::i min ist ri - Ann i 1941-1943 - Posi7,ione l.1.13 Fascicolo 16452 - (Foglio senza intestazione - Senza firma - Ripor ta il testo del la la 'Determinazione' - Da Comando Supremo - P. M. 9, 26 lugl io .1 943).

rr

(4 I6) U.S.-S .M.E . - Busta 30 - Coma ndo Supremo - ( Foglio n. 3954 cl i p rol.a.g.- Oggetto: l-:Sercizio dei poteri civili nella zona delle operazioni - Da Coma ndo Supremo - Fi rma to il Capo di Sta to Maggiore Genera le Viuo rio AMBROS IO - A Gab inetto elc i rnin is te ri Guerra - Marina · Aeronautica - A i rispe ttivi Sta ti Maggio ri - Impartisce i nuovi ord ini ripo rt ando integralmen te le d isposizion i di i'vl LiSSOLIN J. ovviamente sen.:a ci ta rlo. In ca lce l'avven e nza: «Le comunica2. io11i olle co111pe1e111i mllorilà civili in m erilo a quamo sopra, sono jà11e dal M inislero degli in.terni» - P.M. 2.1, 11 agosto l943). (4 17) Bru no SPM,lf'ANATO: Co111ro111emorialr: - Vo lume 1T - Cen tro Edi toria!<:: Naziona le (C.E.N.J - Ro ma. 1974) - Append ice s torica . Pag. 498.

(41 8) U.S.-S.M.E. - Busta TT 63 - Comando 2'' Anna ta - (Foglio n. 10273/A.C. d i p rot. Ogge tto: i\ss1111zione poteri per la 1wela dell'ordine pubblico da pane delle aworiuì militari Da comando 2" Armata - Fi rmato il Ca po d i Stato Maggiore, gene ra le Clemente PR IMIERI -


Note al capitolo I V

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A i vari comandi ed enti diretta mente dipenden ti dall'Arm ata - P.M. 10, 28 lugl io 1943). Trasmette per conoscenza il telescritto n. 102317 A.C. - Da Comando 2" A nnata - Firmato generale Mario R0Bo1T1 - A V, VI, XI, xvrn Corpo d'arma ta - Per co noscenza: A Governatore Dalmazia - Ad Alto Commissario Lubiana - A Prefetto del Carnaro - A comand i: CC.RR. della 2" Armata e della Dalmaàa - P.M. 10, 27 luglio 1943 -VED I DOCUMENTO N. 10 ALLECATO AL PRESEi\TE CAPITOLO.

(41.9) U.S.-S.M.E. - Busta 323 - Comando S upre mo - (Foglio n. 4J89iA.G. cli prnt. Oggetto: Autorità civili Dalmazia - Da Com11n do Supremo - Firma to il Ca po di Stato Maggiore Ge nerale Vittorio AMBROS IO - A Presidenza Consiglio de i min istri - A Minis tero dell 'interno o Stato M11ggiore Esercito - P.M. 21 , 1° agosto 1943} - VED I DUCU MEi\TO N. l l ALLEGATO AL PRESENTE CAf'JTOLO. (420} Ibidem. (421} U.S.-S.M.È. - Busta 1309 - Comando divisione 'Lombardia' - (Fogli o n. 02/8816 di pro t. - Segreto - Oggelto: Aspetti della situazione odierna - Da coma ndo divisione- Firmalo genernle Pietro SCIPIONE - A comando Xl Co rpo d'anm11a - P.M. 47. 5 agosto 1943) VEDI DOCUMENTO N. 12 ALLEG ATO AL PRESENTE CA PITOLO. (422) Ibidem. (423) Ibidem. (424) U.S. -S.M.E. - Busta IT 3 1 - Comando Supremo - (Fog lio n. Slfvl/S/5 11/SiVI di prot. - Oggetlo: Ripercussioni ,ill'l-:stero del cm11.biame1110 di regime i11 Italia - Porta al centro la parola Pro111e111orio - Senza firma - Senzn destinatario - PM. 2 1, 3 ,1gos10 L943). Dopo una inrroduzione di cara ttere ge nerale, riporta in succinto. le reazion i in Germania. U ng heria. Romania. C roazia. Bulga ri a. Serbia. G iappone, Spagna, Gran Bretagna. U.S.A., U.R.S.S., Fra ncia, G recia. Turchia, Svizzera, Portogallo, Svezia. (425) M.A.E.-A.S.D. - Jugoslav ia 1943 - Busta 136 - Fascicolo I - (Te legrnrnm a pe r corriere n. 24131/P.R.- Senza oggei to - Da Min istero affari esteri - Firmalo VENTtJR INI - A Comando Supremo - Ad Ambasciata d ·I1alia a 13erlino - Roma, 2 agosto 1943} - VEDI DOCUMt:::srro N. 13 ALLEGATO A l. f'Hl'SE:'-TE CAPITOLO. Riporta 'per opportu na informazione' quanto comunicato da ll;i Legazione d'Italia a Zagabria in data 30 luglio 1943. (426) Ibidem. (427) Ibidem. (428) M.A.E.-A.S.D. - Jugos lavia 1943 - Busta 136 - Fa~eicolo l - (Telegrnrnrn a per corriere 1.1 . 23357/P.R. - Oggetto: Ripercussioni in Croazia 11vveni111emi ì//1/iani - Da Min istero affari esteri - Firmalo VENTURINI • A Coma ndo Supremo - A Ambasciata cl' Hali a a Berlino - A Legazioni di Budapest e Belgrado - A Uffi cio collegamento con 2" Arma la - Roma. l 7 agosto 1943).


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Dalmazia - Una cronaca per In s1oria

Trasmette, ' per opport una conoscenza', quanto comu nicato dalla Legazio ne d ' Ital ia a Zagabria in data 2 agosto 1943. (429) M.A .E.-A.S.D. - Jugos lavia 1943 - B usta 136 - Fascicolo I - (Fog lio n. 23751 d i prot.- Oggetto: Accuse croa1e di lra//ative delle autorità militari iwliane eon cetnici e partigiani - Da Comando Supremo - Firma to il Sottocapo di StalO Maggiore - Fi rma illegibile - A Ministero affari esteri - PM. 21., 5 agosto 1943). (430) Ibidem. (43 1) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 78 - Comando 2" Armata - (Fogl io 11. 22471/S d i pro!. Oggetto: Informazioni da Zagabria - Fi rmato d'ordine il Capo di Stato Maggiore, generale Umberto FABBRI - A comandi VI, XI, XV III Cor po d'arma ta - P.M. 10. 9 agosto 1943). Ved i anche: U .S.-S.M.E. - Busta - Comando 2" Armata - (Foglio senza n. di prot. - R iporta i.I te lespresso n. 8/04743 - Ministero affari esteri - Gabi11et10 - Affari Politici - Ufficio Croazia - Firma illegibile • A Coma ndo Supremo - A A mbasciata d'lt.al.ia a Berlino - A Ufficio collega men lo con 2" A rm ata - Roma , 10 agosto I 943). Il telescritto riporta quan to comun icato dalla Legazione d'Ita lia a Zaga bria in data 10 agosto 1943. (432) U.S.-S.M.E . - Busta 1T 321 - Coma ndo VI Co rpo d'a nnata - (Foglio n. 10710!.l di prot. - Ogget to: No1iziario n. 825 - Da comando V I Co rpo d'arrn~ita - Firmato ge nerale SMdro P i,, 7.7.0!'s l - A comando 2" Armata - Capo IV . Varie - Paragrnfo: Croazia · P.M. 3 9, 9 agos to 1943). (433) ll.S.-S.M.E . - Busta 3255 - Comando 2" Armata · (Fogl io n. CS/416iS di prot. Ogge tto: Organizza;,ione di un ser vi zio informalivo terroristico croato contro l' /u,fia - Da Comando 2" Armata - Sez ione Controspionaggio [C.S.] - F irma lo il Capo sezione maggio re dei CC.RR. Giu lio l'vlA:--1t JCCI BENINCASA • A Cen tro, Nuck:o e Sollon ucleo C.S. 2" Armala • EM. IO, 1.2 agosto I 943). (434) lbitle111 . (435) U .S.-S.M. E. - Bus ta - Coma ndo divisione 'Marche' . (F oglio n.3927/0p. di pro!. Ogge.tto: Notiz iario giornaliero - Da coma ndo se u ore Ragusa · F irmato gene rnle G iuseppe AMICO - A coma nd o VI Corpo d'armata - Capo Hl - Varie - Punto 6 - P.M.. 32 . 7 agosto 1943). (436) Akten zur De11tsche11 Auswiirtigen Pofitik ( 1918-1945) - Anno 1943 . Documento n. 179 -Telegramma n.245/162.687.89 d i prot. - R iservato - Segre 10 di Stato - Da Legazio ne d i Germania a Zagabria - A Ministero affari es1eri Berlino . F irmato Siegfried KASCHE, ministro de l Reich in C roazia - Pag. 305 - Zagabria, ore 10.00. 27 luglio 1943) - VEDI DOCUM ENTO N. 14 ALLEGATO 1\L PRESENTE Ct\PITOLO. (437) Ibidem. (438) Akten zw· Dewsc/1en Auswtinigen Pofi1ik - (19 18-1945) - Anno 1943 · Docume nto n. 207 - Telegramma 11. 245/162.738.40 • Riservato - Segreto di Stato - Da Legazione d i Germania a Zagab ria - A Minis tero affari esteri Berl ino - Firmato Siegfrie d KASCHE. mi nistro del Re ich in Croazia - Pag. 355 - Zagab ria , ora 21.20, 2 agosto 1943).


Noie al capiwlo JV

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(439) Ibidem. (440) U.S.-S.M.E . - Busta 1T 319 - Comando VI Corpo d 'a rmata - (Foglio n. 10285iI d i prot. - Oggetto: Noliziario n. 817 - Da comando VI Co rpo d 'armata - F irmalo d'ordine il Capo d i Stato Maggiore, co lonnello Carlo C!GLJA:-SA - A comando 2° Arma la - P.M. 39, 1° agosto 1943). - U.S .-S.M.E. - Busta IT 321 - Comando VI Corpo d'arma la - (Fogli o n. 10414/1 di pror. - Oggetto: Supplememo a Notiziario n.. 818 - Siwaz ione Politica a f,11.e luglio 1943 - Da comando VI Corpo d 'armata - F irmato generale Sandro Pt AZZONl - A Coma ndo 2" Armata P.M. 39, 2 ,1gosto 1943). (441) U.S.-S.M.E. - Busta IT 480 - Comando d ivisione 'MMche' - (Foglio n. 3973/0p. di prot. - Oggetto: .Notiziario JJiornaliero - Da comando settore Ragusa - Fi rmato genera le Giuseppe AMt<:O - A coma ndo VI Corpo d'armata - Capo 111 - Varie - P.M. 32. 9 agosto 1943) . (442) U.S.-S.M.E . - Busta IT 385 - Coma ndo X V I I I Corpo d'armata - (Fog lio 11. 9320/ 1 di prot. - Oggetto: Notiziario n . 216 - Da colllando X VIII Co rpo d 'annata - Firlllalo generale Umberto SP IGO - i\ colllando 2' Armala - Varie - Seconda zona - Divis ione 'Bergamo· Paragrafo: Sig110 - P.M. 118. 4 agosto I943). (443) U.~.-S.M.E. - Busta - Colllando divis ione 'Messi na· - (Fogli o n. 6000/S.I. di prot. - Oggetto: Notiziario giornaliero n. 436 - Da colllando Settore Mel kovi(: - Firmato genera le Gugl ie lmo SPrCACCJ - A comando VI Co rpo d 'armata - Capo IV - Varie - P,in1grnfo: Orien w111en1i ustascia - P.M. 91, 14 agosto 1943). (444) U.S .-S.M.E. - Busta IT 321 - Comando VI Corpo d 'armata - (foglio n. 11550/1 di prot. - Oggetto: Notiziario n. 843 - Da comando Vl Corpo d'armata - Firrmllo gene rale Sandro P1AZZON1 - A comando 2" Armata - In allega to i.I nwnifes1ino: Le più helle swperte in merito alla collaborazione pnrtiginno-ustaw:ia - Firmato ·' Da l Quartier Genera le alpino nr. 600 del Comando dell'Esercito j_ugoslavo in Patr ia'' - Datato: Da lle libere mo ntagne. agosto 1943). (445) Ibidem.

,, (446) ibidem. (447) Ibidem. (448) U.S.-S.M.E. - Busta 2 125/i - Stato Maggiore Ese(cito - (Foglio 11. 1178/1 d i prot. Oggetto: Notiziario n. 849 - Da coma ndo VI Corpo d 'a rmata - Firmato genera le Sandro PtAZZON J - A Comando Supremo (S.I.M .) Ad altri ent i e coma ndi - Capo VI - Seconda zona - Paragrafo: Metkovié - P.l'vl. 9. 2 settembre I 943). (449) U.S.-S.M.E. - Busta IT 71 -Comando XVIII Corpo d'arrna1.a - (Foglio 11. 10157 di prot. - Oggetto: Roglié Branko - Federale di /\/missa - Da comando XV III Corpo d ',irma ta - Firmato gene rale Umberto SP1co - A comando 2' Armata - P.M. I 18, 25 agosto 1943). (450) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 79 - Coma ndo 2" Armata - (Foglio senza n. di pror - Ogge lo: Colloquio col Ministro S1NC1é - Porta a l centro: Note del Comandante - No n firmalo -


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Dalmazia - Una cronaca per la .woria

Senza data - Databile, dal conten uto del testo, ai giorni immediatamente seguenti il 25 lu glio 1943) - V EDI DOCUMENTO N. [5 ALLEGATO ,\L PRESENTE C,\P lTOJ.O.

E ' il resoconto del colloq uio che il Commissario generale amministrativo, David S1N(;1(, dopo un suo viaggio a Roma, ebbe con il comandante della 2" Armata, genera le Mario Roaonr, sulla situazione in lt.alia a seguito del 25 luglio, sulle reazion i e sui propositi tedeschi. (451) U.S.-S.M.E. - Busta IT 20 - Comando 2• Armata - (Foglio n. 41 42 di prot - Segreto - Oggetto: Sviluppo della si11.wzione in Croazia dopo il 25 luglio - Da M.issione Mil itare 1.ra liana in Croazia - Firmato il Capo Missione generale Gian Carlo RE - A Comando Supre mo - A Superesercito - A Comando 2• A rmata - Zagabria, 18 agosto 1943) - V coI oocuMENTO N. J.6 Al.LEGATO A L PRF.StNTE CAPITOLO. (452) Vedi nota n. 424. (453) Ibidem. (454) Ibidem. (455) U.S.-S.M.E. - Busta 1495 - Comando Superiore 'Slove niaDalma.:ia' - (Telespresso n. 6493 - Senza oggetto - Da Stato l'vlaggio re Esercito - U fficio Operazioni - Firmato generale Francesco Rossi - A Comando Supremo - P.M. 19, 10 apri le 1943). (456) U.S.-S.M.E. · Busta IT 11 - Comando Supremo - (Telcspresso n. 8/33034 - Oggetto: Arrnolamen10 di personale cromo nella Marina ger111anica - Da Ministero affari esteri Gabinetto · Affari Politici - Ufficio Croazia - Firmato il sottosegretario di Stato, G iuseppe BASTJAN INJ · A Comando Supremo - A Legazione d'lialia a Zagabria - Roma, 18 gi ug no 1943). (457) U.S.-S.M.E. - Busta 1233 - Coma ndo divisione 'Murge' - (Foglio n. 4883/lnf. d i prot. · Oggetto: No1iziario giornaliero n. 158 - Da Comando divisione "Murge' - Firmalo il Coma ndante interinale, colonnello Galeazzo GIORDAN I - A comando VI Corpo d 'armala Capo TV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Rngusa - P.M. 28 giugno 1943). (458) U.S.-S.M.E. - Busta IT 11 - Comando Supremo - (Foglio n. SIM/22674/B. di prol. - Oggetto: Movi111emo ufficiali della Marina tedesca - Firmato d'ordine il Capo Servizio del S.l.M., generale Ct!sare A MÉ - A comando 2" Armata · P.M. 2 1. 30 g iugno 1943). (459) U.S.-S.M.E. - Busta IT 11 - Comando Supremo - (Telescritto n. 1426 - Sen:w oggetto • Da Missione militare italiana in Croazia - Firmato il Capo missione, generale Gian Carlo R E - A Comando Supremo - Senza località di partenza, quasi certamen te Zagabria. 10 aprile 1943). Il g iorn o successivo il Coma ndo Supremo disponeva la segue nte procedura per l'esame e la dec isione (lette richieste tedesche: «Ri<;hiesle pervenwe al licdmissiom: dovranno essere ino/rrate al S11persloda. Dello comando le esaminerà in bnse al situa zione 111ili11.1re et ove non sia possibile decidere in base al essa inoltrerà delle proposle con parere at Superesercilo per decisioni. Superesercito per queslioni importanti interesserò queslo Comando Supre1110 che provvederò 11/ richiedere at autorità germaniche chiarimenti evemualmente necessari per decisiom? dejìniliva».


Note al capitolo IV

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(460) U.S. -S.M.E . - Busta 1T 11 - Comando Supre mo - (Foglio senza n. d i prot. - Segreto - O ggetto: f?ichieste tedesche relative t i invio di personale sulla costa adriatica - Porta s ul margine supe riore: Promem oria per il Copo d i S1ato Maggiore Genemle - No n firmato P.M . 21,11 11pr ile 1943). Una nota a matita, in calce a ll'u ltimo fogli o: ,, Cosa ch iedim110 il parere se diciamo gilÌ di no? Spedire pure". (46 1) U.S.-S.M .E . - Bust11 1444 - Comando Supremo - (/Jiario storico - Comn ndo Supre mo - Kichies te d i Com1111di e cli Enti · P.M. 21 - An no tazione 10 giugno 1943). (462) U .S.-S.M.E. - Bus ta 1503 - Coma ndo Sup re mo - (Foglio n. 4120143 d i p rol.. - Segreto - Se n7.a ogge tto - Da Coma ndo Superiore Sud (ted esco) - Ufficio ope raz ion i J\erona utiea - Fir ma to Marescia llo A lbert KESSELRING - A Coma ndo Supre mo - Qua rtie r Ge nera le, 2 1 lug lio 1943 ) - VEDI l)()C'l)MENTO N . 17 ALLEGATO ;\I. PRESENTE CAPIT() I.(.). (463) U .S.-S.M.E. • Bus ta 1504 - Comando Supre mo - (Telescritto 11. 5 16 1910p. - Senza oggetto - Da Coma nd o Supre mo - Firmalo gene rale Vi ttor io AMBROS IO - A Supe resc rcito A Superae reo - A coma ndo Gruppo A nnate Es t - P.M . 2 1, 23 lug lio 1943). (464) U.S.-S.M.E. - Busta 1504 - Coma ndo Supre mo - (T<:!lescritto n . 23549 - Senw oggetto - Da Comando Sup re mo - Fi r mato Sottocapo Sta to Maggio re. ge ne rale Fra ncesco Rossi - A Stato Maggiore Esercii o - P l'vl. 2 1, 22 luglio 1943). (465) U .S.-S .M.E. - Bus ta lT 7 1 - Cornnndo 2" A rmala - (Foglio n. 3966iEG di pro t. Oggetto: Co111111issione tedesca a Ragusa - Da co ma ndo 2° A rmala - Inte ndenza - U fficio Economia d i Guerra - Fì rmalo I nte nde nte, generale U mberto G 1cuo - A coman do 2" Armala - U ffic io A ffari civili - P.M.. LO. 9 agosto 1943). - lJ.S.-S .M.E. - Busta rr 480 - Comando d ivisio ne 'Ma rch e ' - (Fogl io n. 367210p. d i pro!.- O gg<:!llo: Noriziario giornaliero - Dii coma ndo setto re Rc1 gusa - Fi r mato genen1 le G iuse ppe AM ICO - A comando VI Corpo d 'armata · Capo lY - Va r ie - Parngrnfo: Rag1.1s11 P. M. 32, 26 I ugl io 1943). (466) N.A .- U.S.A. - Serie d ocume nti tedeschi - T.31 4 • .'v1icrofilm 11 . 554 • Fotogram ma n. 173 - (Telescri llO n. 189/43 - Senza oggetto - Firmato il comandan te delle t ruppe te desche in Croazia [gen. LuTrnsJ - A Comando Superio re cie l Sud- Est - Ufficio info rmaz ion i - Senza locali!~ , 23 lugli o 1943).

La ·scheda' del. genera le A lessa ndro P1Rz1 0 B1rw u , Governa tore cie l Montenegro. ripor ta : «Di.1·1accn10, è in s1re110 coma/lo con i cetnici e presum ibilmente con gli inglesi» - Colo nne llo C;irlo C1c1.1,\ NA, Capo di Srnto l'vlaggiore del VI Corpo d 'a rmata: " Personalittì jÌ)J·· te. buon comandante delle truppe, mo/IO riservato » - Ge neni le E rcole R o\'CA GLIA . coman da nte d el X IV Co rpo d 'a rm a ta ( Montenegro): «Brutale. intelligente, 0 11imo dal punto di visia mi/ilare, nemico dei tedesch i» • Gene ra le G iuseppe A MICO. co mandant e de lla d ivisione ·Marche ': «Debole, 11e111 ico dei tedeschi, collabom zione m o/10 difficile » - Gene ra le Rafl:;ie lc PELLIGRA comandan te d ivis io ne ·R e': «Fascista, 011i1110 condo11iero, collahomzione 1110110 positiva» · Genera le Lorenzo Y1VALDA. coma nda nte de lla d ivisione 'Ta ur inense' ( l\fontenegro ): «Aperto, lineari:, o/lim o condot1iero, h110 11a collaborazione». (467)

N.A. -U .S.A . - Se rie documenti tedeschi - T.3 14 - Microfilm n. 554 - Fotogrammi


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

n. 188 e 189 - (Radiogramma n. Ol30i43 - Senza oggetto - Da Comando Superiore del SudEs t - Firmato Comandante Supe riore, generale Alexander L011 R - Senza locali tà, 26 luglio 1943) - VEDI DOCUMJ.::NTO N. 18 ALLEG/\"J'() AL PRESEKTE CAPITOLO. (468) N.A .-U.S.A. - Serie documenti tedeschi - T.314 - Microfi lm n. 554 - Fotogrammi 163 e 164 - (Foglio n.15/43 di prot. - Sem:a oggetto - Da Comando truppe tedesche in Croazia - Non l'inna to - A comando J 14" ' Jiiger Division '- Porta in tes ta: «Soltanto per xli ufficia/i,, - Senza località, 26 luglio 1943). (469) Ibidem. (470) U.S.-S.IYI. E. - Busta IT 478 - Comando divisione ' Messina· - (Foglio n. 5980/S.I. di prot. - Oggetto: Notiziario giornaliero n. 435 - Da comando settore Me tkovié - Fir mato ge nerale G ugliel mo SPICACCI - A comando VI Corpo d' annata - Capo IV - Va rie - Para grafo: Zona d'occupazione 1edesrn - P.M. 9 1, 13 agosto 1943). (471) N.i\.-U.S.A. - Serie documenti tedeschi - T.3 14 - Microfilm n. 559 - Fotogramm i da 470 a 47 1 - (Senza n. di prol. - Oggetto: Rela zio11e sulla si111a zione nella zona d'orxupazione per il mese di luglio 1943 - Da reparto propaganda Comando Superiore de l Sud-Est Nucleo per la Croazia - Non firmalo - Senza destin atario - Senza località, 29 luglio 1943). (472) N. A.- U.S.A. - Serie documenti tedeschi - T.3 15 - Microfilm n.1295 - Fotogramma condoua da 1enere verso /'eser<:ito italiano · Da comando divisione I 14" ·Jiiger Division' - Sen7.a IQcalilà, 9 agosto 1943). n. 149 - (Foglio n. 280i43 di prol. • Oggetto: Promemoria sulla

(4ì3) U.S.-S.M.E. - Busta IT '13 - Comando Supremo - (Foglio 11. 2/12659 di prot.- Oggetto: Rijfossi della siuwzio11e iwlia,w in Bosnia - Da Centro S.LM. Alban ia-tv1o ntenegro Firmato il Capo centro colonnello Andrea MADE RNt - A Com11ndo Supremo - Per conoscenza a coma ndo G ru ppo Armate Es t - A Governatorato del Montenegro - P.M. 22. li agosto 1943). (474) U.S.-S.M.E. - Busta - Comando divisione ' Messina ' - (Foglio n. 57'10/S.l. di prol. - Oggetto: Da comando se ttore l'vlctkovié - Firmato genera le Guglie lmo SrrCACCI - A comando VI Corpo d'armala - Capo IV - Varie - Paragrafo: Notizie po/i1ico-miliwri - P. M. 91 , 3 agosto 1943). (475) N.A. -U.S.A. - Serie documenti tedeschi - T314 - Microfilm n. 566 - Fo togramm i da 311 a 314 • (Foglio n. 2 14/43 di pr 0 1. - Ogge tto: Presa di con/alto con il \Il Corpo d'armata italiano - Dal comando de lla divisione ' Prinz Eugcn' - Firmato generale Ritler von OBERKAM t' - A Comandante de lle truppe tedesche in Croazia, generale di fa nteria Rudolf LUTERS - Senza località, 13 agosto 1943) - V 1,;0 1 DOCUMENTO N.19 ALLEGATO A L PRES lòNTE CAPITOl.0. La let tera porta in allegalo un Promem.oria. sul co lloquio av uto da l generale 013 ERKA~·!P co n il generale Sandro P 1A7.Z.ON I, comandante il VI Corpo d'annata. A l colloquio era prese nte il Capo di Stato maggiore del Corpo d 'arma la, colonnello Car.lo CIGLJANA. Verbalizzava il capitano tedesco TOM ICH, che svolse anche le funzioni da interprete. Il generale Sandro PIAZZONI, con propria lette ra n. 'I0874/J cli prot. (U.S.-S.M.E. - Busta IT 3.1 9) di retta al comando della 2" Armata, il 15 agosto, rife riva sul colloq uio, assicurando che: «è srnto raggiumo il completo accordo sui seguenti p11111i: I j decisa smentita al/ 'i11sis1enza


N()te al capitolo IV

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delle voci difji1se da ujfiòali aoati e 1edeschi, secondo le quali dovrebbe (.1vvenire l'occupazione da parte tedesca di Ragusa e Spalato; 2) Cooperazione delle fò rze iwlo -ted<'..w;h e nd/a lotta contro il comune nen1iC(t per mantenere il possesso delle zone ora occ111mte: 3) Invio p resso la divisione SS. 'l'rincir,e /éugenio' d i [a] Mostar di un nostro uf(ic ia/e di collegr11nen /(); 4) Heciproco accordo di comunicarci tulle le notizie sul nemico in modo d i poter i/'1/raprendere dn soli od in collabo ra zione la /oua comro di esso,;.

(476) Ib idem - Prome moria. (477) Ibidem - Lettera. (478 ) U.S.-S.M.E . - Busta IT 478 - Comando divis ione 'Messina· - (Notiziario n. 42 1 A llegato - Ordine invialo a tull i i comand i cetnici da l ge n. Draza M JIIAJLov1(· il 27 lugli o 1943 - P.M. 9l, 30 lugli o l.943) _ (479) Ib idem . (480) Ib idem . (48 1) l J.S.-S.M. E . - Busta rr 478 - Comando divisione ' Messi na· . Settore cl i Me tkov ié - (Notiziario giornaliero n. 4/8) Capo IV - Va rie - Paragrafo: Norizie poliriche - P.M. 91, 27 lugli o 1943). (482) U.S.-S.M.E . - Bus ta IT 480 - Divisione ·Marche' - (No1iziario g iornaliero - Al legato - P.M. 32, 29 luglio 1943). In allegato: 'Bollettino straordinario · - Lond ra , 26 lugli o 1943 - O re 08.00:

«li giom o 25 correme anno, di 1wlfe. M ussou,v1 ha mssegnato le dimissioni sollo la pressione delle masse popolari e de i successi al/ea1i. Le sue dimissioni significano il crollo del/A sse e la cadwo del fascismo i,1 lwlia. Il Re 11/1 preso i poteri ed ha of/idalo il G o verno al 1'vfaresciallo B, wocuo per prepamre 1.u1a acc1/1'11/a capilo/azione del/' Italia secondo lo rich iesw dei vincirori al/emi. I~' solenneme111e com11nicmo che dalf'!talia non si seme pitì /'inno fascisw. Non c'è pilì la 'Giovinezza', 11011 c'è pilì il Duce, né il 111alfm11aw fascism o. In twro il mondo c:ivi/e oggi le campam? s110 11ano a di.l'tesa w11111nciando 'Mo rte al .fascisnu;'. Il /Jol/e11i110 s1raordi11ario. nell'originale trovato da ll a divisione ·Marche', e ra scritto a macchina in ca ratteri c iri ll ici. Conteneva. ino ltre . un mon ito a lla Bulgaria, a ll a Roma nia . all'Unghe ri a , a ll a Croazia. a nn u nc ia n do la pross ima s comparsa d i R e BO RIS, d i i\\lTONESCU, d i HORT IIY, e di P,WELIC. Seguivano not izie d i ca rat tere mili tare .

E' interessante notare c he, men tre Badoglio la sern del 25. da Rotna a nnu nc iava «la g uerra conlinua», d od ici o re dopo Londra d iffo nde va la precisazione che e ra sta to chiama to al Governo «per preparare 111w {ICCura/{I capi1olazio11e rlel/'l1a/ia secondo la richiesra dei vincitori alleali». (483) //, idem. (484) U.S.-S.M .E . - 13usta 1T 321 - Comando VI Cor po d 'a n na ta - (Foglio n. 10210/1 di


Dalmazia - Una cronaca per la storia

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pro t. - Oggello: No1i2. iario n. 813 - Da comando VI Cor po d 'arma ta - Firmato generale Sandro PJAZZOKI - A comando 2" A rmata - Capo IV - Varie - Seco nda zona - Para grnfo: Melko vi(; - P.M. 39. 28 lug lio 1943). (485) U.S.-S.M.E . - Busta rr 480 - Comando divisione ·Marche' - (Fogl io n. 3856/0p. di pro t. - Ogge ll.o: .No1iziario giornaliero - Da comando settore Ragusa - Firmato ge nerale Giuseppe A~11co - A comando VI Corpo d 'arma ta - Capo IV - Varie - Pu nto 12 - P.M. 32. 3 agosto 1943). (486)

Ibidem.

(487) U .S.-S.M.E. - Busta IT 469 - Comando divisione ' Bergamo' - (Fogli o n. 5635/IJI di prol. - Oggetto: No1iziario informativo n. 214 - Da coma ndo d ivis ione ·Bergamo' - Firmato gene ra le Emilio BEcuzz 1- Notizie po li tiche - Paragrafo: Demis - Punto 14 - P.M. 73, 6 agosto 1943).

La divisione, quasi a dimostrazione delle in certezze del momento. scriveva: «Ogni no s1ro movimento di truppe è n11eJ11amente .w:guìlo per scoprirne la rngione. Si è s1mrsa la voce dell'arrivo di nuo ve mtppe in Balcania; t1Sebenico e Zara si parla addirillura di 3 divisioni. e la 1101izia i: accolw c:011 grande soddisfa zione dalla popolazione ortodossn. I amici ti dichiarn110 dispos1i II m e11ersi a noslra complew disposizione». (488) U.S.-S.M.E. - Busta IT 478 - Coma ndo <:livisione ·zara ' - (Fogl io n. 04/ 30 1l/ l di prot. - O ggetco: No1iziario informativo n. 87 - Da comando divisione ·Zara· - Firmato ge ne rale Ca rlo V1/\1.1; - A corrwnr.io 2" Armata - Scllore Zara - Pa ragrafo: Notizie sui ce111ici di Kmpa - P.M. 14 1, 14 agos to 1943). (489) U .S.-S.M.E. - Busta - rr 478 - Comando divisione 'Zar:a' - (Fogli o n. 04/2895/1 di prol. - Oggetto: No1iziario informmivo 11. 84 - Da comando divisione ·zara· - F irmato generale Ca rlo V1A1Y - A comondo 2" Ar111ata - Settore Zara - Paragrafo: Notiz ie mi cemici P.M. 14 l, 9 agosto 1943). (490) Vedi nola n. 481 - Paragrafo: Seben ico. (49 1) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 385 - Comando XVIII Corpo d'ar111ata - (Fogl io n. 9333/ 1 d i prot. - Oggetto: No1iz iario n. 217 - Da coma ndo XVUI Corpo d 'armata - Firmato gene rale Umberto SPlGC> - A wmando 2" Ar111ata - Varie - Seconda zona - Divisione ·Zara' - Paragrafo: K11in - P.M. 118. 5 agosto 1943). (492} U.S.-S.M.E. - Busta 1T 35 - Comando 2" Arma ta - (Telescritto n. 21596/J - Se m:a oggello - Da comando 2" A rmata - Fi rmato generale Mario Ronorn - A V, VI. Xl , XVII I Co rpo d'armala - P.M. 'IO, 2 agosto 1943). li telescritto informava: «li gen. Mihajlovié, ritenendo imminerue lo sbarco anglosassone nei !Jolca11i, lia impanilo "i rlipende111i comandi cetnici le seg11e111i direuive: - a1111ccare i minori presìdi germanici per cos1ringere le for ze tedesche" ridursi nei cen1ri principnli; - inwns(ficare la lo11a comro gli 11st11.w:ia e i parligiani; · disarman! le minori uniuì i1alia11e e bloccare le maggiori per pro ced ere al loro .1·1.1ccessivo disarmo non appena I' Jtalit1 st1rfÌ cosirefla a cnpi· 1olare». (493) U.S .-S.M.E. - Busta lT 76 - Coma ndo 2" A ra ma ta - (Foglio senza n. di prot. - No-


Note al capitolo / \I

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1iziario Politico-Militare N.8 - Non firmato - Senza destinatario - Pa rte I - Croazia occupata - P.M. 10, 15 agosto 1943). (494) Ibidem. (495) Ibidem. (496) U.S.-S ..M.E . - Busta JT 3l - Coma ndo Supremo - (Fog lio n. SIM/E/3/ 4291/SM. di proL - Segre to - Oggetto: l:'x-.fugoslavia - Nuovi aspeui del movimento cetnico - Da Comando Supremo - Servizio In formazioni militari [S.I.M.J - Porta al centro Promemoria - Sem:a destinatario - P.M. 21, 19 agosto 1943) - VEDI DOCUMENTO N. 20 ALLEGATO AL PRESE/\TE CAPITOLO. (497) Ibidem. (498) N.A.-U.S.A. - Serie documenti italiani - T.821 - Microfilm n. 290 - Fotogramma n. 999 a 100 1 - (Comando d iv isione 'Zara' - Foglio n. 04/2768 d i prot. - Oggelto: Notiziario n. 81 - Da comando divis io ne 'Zara' - Firm ato gene rale Ca rlo V1A1.F, - A comando 2" Annata - Paragrafo: Vt1rie - P.M. 141, 1° agosto ·1943). (499) Vedi nota n.487 - Paragrafo: Partigiani. (500) N.A.-U.S.A. - Serie documenti italiani - T.821 - Microfilm n. 289 - fo togram ma n. 562 - (Comando 2" Annata - Te lescritto n. 2 1263/l - Fi rmato genera le \vfario Rosoni - A comandi V. VI, Xl. XVIII Corpo d'armata - P. M. 10, 30 luglio I 943). (501) U .S.-S.M.E. - B usta IT 469 - Comando divisione ·Bergamo' - (Fogl io n. 5694/ lll di pro!. - Oggetto: Notiziario informativo n. 213 - Da comando d ivisione 'Bergamo' - Firmato ge nerale Emi lio Bi:.cuzzr - Notizie po litiche - Paragrafo: Lésina - P.M. 73, 5 agostO 1943). (502) U.S.-S.M.È. - Busta IT 321 - Coma nd o VI Corpo d'arma la - (Fogli o n. 10679/l di prot. - Oggetto: No1iziario n. 824 - Da com<1ndo VI Corpo d'a rmata - Firmato generale Sa ndro Pl,\ZZONI - A conrnndo 2• Armala - Capo Il - Attività ribel li - Paragrafo: i?ag usa - P.M. 39, 8 agos to 1943). (503) U.S.-S.M.E. - Bus ta IT 469 - Comando div isione 'Bergamo· - (Foglio n. 5902/lll di pro!. - OggeUo: Notiziario i11jòrmativo n. 223 - Da coma ndo divisione "Bergamo ' - Firmalo generale Emilio BEcuz:z1 - Notizie varie - Paragrafo: A/missa - P.M. 73. 15 agosto 1943). (504) U.S.-S.M.E. - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d 'a rmata - (Foglio n. 996511 di prol. - Oggetto: Notiziario n.. 231 - Da comando XVIII Corpo d'a rm ata - Firmato gene rale U mberto SPIGO . A coman do 2" A rmata - Capo II - Allivitìi ribel.li - Prima zo1rn - Divis ione 'Zara' - Paragrafo: Chistagne - P.M. 118, 19 agosto 1943). (505) lJ.S.-S.M.E. - Bus ta IT 480 - Comando div isione · Marche· - (Foglio n. 3819/0p. d i prot. - Oggetto: N01iziario giornaliero - Da comando Se ttore Ragusa - Fi rmato gene rale G iuseppe AM ICO - A Comando VI Cor po d'armala - Ca po 11 l - Paragrafo: Alliviuì ribelli P.M. 32, 1° agosto 1943). (506) U.S.-S.M.E. - Rusta

rr

13 - Coma ndo Supremo - (foglio sen7a n. di prol. - Og-


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Dalmazia · Una cronaca per la storia

getto: Foglio notizie 11. 16 · Da Centro Servizio Info rmazion i Militari (S.I.M.) AlbaniaMontenegro - Non firmato - Senza destinatario - Capitolo: A11ivi1à politica - P.M. 22, 13 agosto 1943). (507) Vedi no ta n. 505. (508) Vedi no ta n. 506 - Auivilà politica. (509) U.S.-S. M.E. - Busta JT 3·1 - Comando Supremo - (Foglio n. S JM/S/511/SM cli prot. · Oggetto: Uipercussioni all'estero del ca,nbiamento di regime in Italia · Porta al cen tro la parola Promemoria - Senza firma - Sem:a destinatario · P.l'vl. 2 1, 3 agosto 1943). (510) A.C.S. - Pres idenza del Consigli o dei ministri - A nni !941-1943 - Posizione U.13 - Fascicolo 16452 • Sottofascicolo 153 - (Fogl io senza n. di prot. - Porta al centro: Prom emoria per il Capo del Go verno · Su fogl io intestato IVlinistero della Guerra - Gabinetto - Non firmato - Roma 30 luglio 1943 - Il ' Promemoria' porta in calce, a mat ita: «Esani.in.are con Comando Suprem o» ed una 'B '. quasi certamente la sigla di B ADOG LIO - Allegato a foglio n. 4465/A. C. di pro!. - Da Coma ndo Supremo - Firmato il Capo di Stato Maggiore Generale Vit torio A~-IBROS10 - A l Capo de l Governo (Maresciallo B ADOGLIO) P.M. 2"1 , 2 agosto 1943). (511) A.C.S. - Presidenza del Consiglio dei min istri - Anni 1941 -1943 - Posizione l. l.13 - Fascicolo 16452 • Sottofascicolo 153 . (foglio n. 4465/ A.C. di prol. - Oggetto: Governatorato civile della Dalma zia - Da Coma ndo Supremo - Firmalo il Capo di Stato Maggiore G enerale, generale Vittorio AMBROs10 - A Capo del Governo (Maresciall o R A DOGLIO) - P.M. 21, 2 agosto 1.943

(5 12) A.C.S. - Busta 44 • Fascico lo 456 - Segreteria pa rticolare del Duce - (Carteggio riservato • Foglio con sopra scri tto: /)al mio diario di 17 rancesco G l1.iNTA . Se nza località Senza data). Ne l suo Diario (vedi no ta n. 399) annotava: «28 luglio: Arrivo a Roma. \lado su bito da Né lui né, pare, gli altri si sono resi conto de/l'e.ffe11ivo valore dell'ordine del gior110. Capiscono però di essere rimasti fregati - 29 luglio: Dino G!UNfJt si rif}uta, con magre scuse. di ricevermi. Idem, P11on. O hanno paura. o hanno la coscien za sporca. Anche D1° STE.FANIS casc1.1 dalle nuvole - 30 luglio: Colloquio con B 11DUGLIO. Ouima impressione. "Sono fra gli Allea,i e i tedeschi. Bisogna aiwarmi "». D E IJONU.

Nel terzo capitolo de l suo vo lu me di memo rie, Uomini a cavallo. (vedi nota n. 399) scrive: «Non avevo pitì messo piede al Viminale da rnolti 1.11111i. Nel 111omen10 che slavo per entrare nella s/anza del Capo del Governo, ne usciva il duca A CQUARONE. Ci scm11hiam1110 una strelta di 11·1.ano. lo lo fissai negli occhi come per rivolgergli una domanda, ma l'usciere aveva riaperto la porta e nel m ezzo de{{a sll/n za era in piedi il maresciallo B ,woc u o e/te mi (1Spe11ava. \!estiva in borghese, un abito chiaro da mauina con la giubba a un peuo. Fu 1110//0 cortese. Gli dissi c!w rilenevo mio dovere presentare le dimissioni dalla carica che ricoprivo, che ero venuto a prese111arle persona/men/e. non solo perché io dipendevo direuameme dal Capo del Governo, ma anche perché la cosa, se }'alta in altro modo. non venisse interpretata come un a1u:ggiamen.10 polem ico o scorreuo. lvii rispose 1es1ualmen1e cosi: ·' Nienle affa110. lo mi ,ro vo in ww siwazione assai difficile, con gli a{{emi da un.a parli: e i 1edesc!ti dall'altra: ho bisogno che le persone di buona volonuì mi aiutino, wrni perciò al suo posto. A rrivederci. e buon la voro .,_ Rimasi sbalordùo». G n.J NTA


Nore al capirolo IV

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(513) Francesco G IU1'TA: Uomini a Cavnllo - Ved i nota 399 - Terzo capitolo . Dal Dinrio di Francesco G 1uNTA: « - 31 lug lio: Riemro a Z ara co11 srupore degli uni e soddi.~fnzione di al!ri. /\!In non sono mmquillo e non ho fiduc ia nonostame 111110 - l " agos10: I-lo deciso di prendermi un congedo e andarmene in campagna. Non è possibile <:01/abom re. Ordino a CASA GRANDE di preparn re tuue le carte com e se dovessimo andarcene». - Ne lle carte d i Francesco G iu nta esiste copia di un telegramma (Urgen tiss imo - n. 3230 - Zara. 12 agosto I 943) con cu i il Segreta rio generale del Govenrn cornto, C11rlo di V11, LASANTA, ch iede a lla Presidenza de l Cons ig lio de i minist ri disposizioni pe r le auto in dotaz ione, ed informa che: ,,Sede Governatore verrà consegnnta Intendenza con relalivo arredai/lento valwato quesr'ultimo in oltre un milione di lire». «C, radirebhesi conoscere se possa eventualmente cedersi in uso au torità m ilitare,,. Il 18, in un a nota l'Economo, firma illegib ile, scri veva: «Si dichiara di aver ji1110 il riscontro di ll1tlo il mobilio ed arredai/lento di Villa iv/i/lo (n.d.a.: Sede del Govern atore) e di a ver trovato 111110 in pe1feuo ordine,,. (5 14) R. Decreto- legge 19 agosto 1943, n. 741 - Soppressione del Governatorato della Dalmazia - In: Gaae lla Ufficiale de l Regno n. 210 del 9 settemb re l 943) - VEDI DOCUMENT O 1'. 2.l ALUi GAT() A l, PRESC,NT E CAPITOLO. (515) U.S.-S.M. E. - Busta 1T 63 - Comando 2" Armata - (Fog lio n. !0273//\C. cli prol. Oggello: Asrnnz ioni po/eri per la /li/eia dell'ordine pubblico da parte delle auto rità militari Da Coma ndo 2• A rmata - Firmalo d'ordine il Capo d i Stato Maggiore gene ra le Cle me nte PR 11v111.;R1 - A tutti i Comandi ed En ti dipenden ti - P.M. 10, 28 luglio 1943). Trasmette, in allega to, il telescritto P.M.10, ore 12.10, 27 luglio 1943 .

11 .

1023 1/AC. a firma del genera le Mario RoBon-1 -

(516) U .S.-S.M.E. - B us ta IT 321 - Comando VI Corpo d'armata - (Fogl io senza n. di prol. - Porta al cen tro: Messaggio dire/10 al popolo jugoslavo d11 Radio -Londra il 27 correm e (luglio 1943) alfe ore 73,15 - Al legato a l Notiziario n. 8 74 de l Vl Corpo d 'armala - P.M.36, 29 lugl io 1943). (517) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 66 - Comando 2" Arm ata - (Fog lio n.CS/433/S d i prot. Oggetto: Siluazione polilica nella città di Spalato - Da Seòone Con trosp io naggio (C.S.) d ell'Armata - Fimrn to il capo sezione C.S. maggiore dei CC.RR. Giulio MANucc1 BE:-s11N<.:ASA - A Ufficio -J' dell 'A rmata - PM. IO. 13 agosto 1943). (518)

Ibidem .

(5 19) A.C.S. - rvlicrofi lm n. 289 - Serie T. 821 - fotogramm a 11 3 - (Foglio n. J/2320/S d i prot. - Oggetto: Auività nazionalisw a Spalato - Da Coma ndo 2" /\rma ta - Uffi cio -r - Firma to il Ca po U fficio co lonnello Vincenzo CARLA - A comando XVII I Corpo cl'.-irma la Ufficio 'I' - P.M. 10, 17 agosto 1943). (520) U.S.-S.M.E - Busta 1T 834 - Comando XVIII Corpo d'arm ala - (Fogl io senza n. di prot. - Po rta in testa: « Dopo {'aggressione del dou. Giacomo Ra{if:. Un volantino che stigmatizza il defitlo commesso dai partigiani coruro f'illu .1·1re henemerito chirurgo e ciltculino di Spalalo,, - Sùbito sollo il titolo del ma ni(esl ino: Chi vuole la guerra civile? - Non firmato Spalalo 27 agos to 1943).


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Dalmazia - Una cronaca per fa storia

(521) A.C.S. - Microfilm 289 - Serie T. 821 - Fotogrammi da. 17 a 19 - (Foglio n. 10175il - Oggetto: Trasmissione manifestino clandestino - Da comando XVIJI Corpo d'armata - Firmato d'ord ine il Capo di S tato Maggiore colonnello Pietro BARBÉRO - A Comando 2• A rma ta - Ufficio 'I' - P.M. I '1 8, 27 agosto 1943). Porta in allegato un lungo ma nifesto senza da ta e senza firma , dal titolo: Dopo l 'invito al massacro a Spalato. (522) A.C.S. - Microfilm n. 289 - Serie T. 821 - Fotogramma 5 1 - (Foglio senza n. di pro t. - Porta al centro: Pa1rio1i Spalatini - Probabilmente allegalo a qualche Notiziario del XV!ll Corpo d'armata - Senza data - Inizia con le seguenti parole: «Sintesi delle principali notizie contenute nel volantino del ;Comitato Nazionafo liberatore di Spalato'» Spalaw, 11 agosto 1943). (523) U.S.-S.M.E - B usta 2125/F - Comando XVIII Corpo d ' armata - (Foglio n. 9952/l di prol. - Oggetto: Notiziario n. 230 - Da comando XVIII Corpo d'armata - Firmalo generale Umberto SPIGO - A Comando 2• Armata - Varie - P rima zona • Divisione 'Bergamo' • Paragrafo: Spalato · P.M.'I 18, Hl agosto 1943). (524) U.S.-S.M.E. · Busta IT 469 - Comando divisione ' Rergamo' - (Fogli o n'. 6138/lll di prot. - Oggetto: Notiziario informativo 11. 230 - Da comando div isione ' Berga mo' - Firma lo ge nerale Emilio B Ecuzz1 • No ti zie Varie - Pa ragrafo: Spalalo - P.M. 73, 22 agosto 1943). (525) Vedi nota n. 520. (526) U.S.-S.M .E - Busta 2125/F - Coma ndo XV lll Corpo d 'a rmata - (Foglio n. 10545/1 di pro t. - Oggetto: Notiziario n. 243 - Da comando XVllI Corpo d'armata - Firmato generale Umberto SPIGO - A Comando 2" Armata . Va rie - Prima zona - Divisione ' Berg11mo' · Paragrafo: Spalato - P.M. I 18, 31 agosto 1943). (527) M .A.E. -A.S D. - Ju goslavia ·1943 - Busta 136 - Fascicolo I - (Te lesp resso 11. 3904/1094 · Oggetto: /\gitazione irredentis1ica dalmata - Da Legazione d' Italia - Firmato il mi nistro Luigi PETRlJCC1- A Ministero affari esteri - Zagabria, 30 agosto 1943). (528) U.S.-S.M.E - B usta 2 125/F - Comando XVfl l Corpo d'armata · (Fogli o n. 10522 di pro!. · Oggetto: .Notiziario n. 242 - Da comando XVI'll Corpo d 'armata - Firma to generale Umberto SPIGO - A Comando 2'' Annata - Va rie . Prima zo na - Paragrafo: Spalato - P. M. 118, 30 agosto 1943). (:'i29) U.S.-S.M.E . - Busta IT 469 - Comando div isione ·Berga mo' - (Fogl io n. 5451/IIT di prol. · Oggetto: Notiziario informativo n. 208 - Da comando divisione 'Rergamo' - Firmato ge nerale Emilio BEcuv .1 - Notizie varie - Paragrafo: Spalato · P.M. 73, 31. luglio 1943). (530) Ved i nota n. 522. (531) Documen ti ciel prof. Giovann i Soc1.1A N, in possesso del l'autore per genti le concessione della moglie Gemma TOCILJ SoGLJAN. - Foglio sem:a n. diprot. - In testa dattiloscritte le parole: R. Pro,,veditor(l{o agli Studi di Spalmo - Verbale - Firma to: il Provveditore agl i Studi, doll. Giovann i SOGLJA N, ed il Segre tario. dott. Eros LUGINBUHL - Spalato, 17 agosto 1943) - VEDI DOCU MENTO N. 22 ALLEGATO AL PRF.SF.NT c CAPITOLO.


Note al capitolo IV

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Alla riunione, o ltre a l prof. Giovanni SoGUAN, erano presenti: il preside del Gin nasio Classico, E:i:el VOLPE R1NONAPCn.1; il preside del Ginnasio Reale maschile, Eros L uG1N11 u 1-1 L; la vice- preside del Ginnasio Reale femminile, Rosa Al.l.llNOLO; il direttore della Scuola Ciltadina maschi le, Nicola CARt-:Tro; il direttore della Scuola Citi.actina femminile, Arrigo S,wr; il vice-preside dell'Accademia Commerciale, Giuseppe C,\FFO; il vice-preside della Scuola Media Tecnica, G uido POSAR, il vice-direttore della Scuola Artigiana .Maschile, Giuseppe FABIANO; la vice-direttrice della Scuoi.a Professionale femminile, Rosa LEDVlì\CA; l'ispettore sco lastico, Luigi MoUNARI; il direttore d idattico, Michele GIJ\MPIETRO: il ragioniere capo del Provveditorato, Agamennone DEGR EGO RIS. (532) Ibidem . (533) Documenti del prof Giovanni SOGLIA!\ (Ved i nota n. 526) - Copia dattiloscritta d i lettera - Porta in testa: R. Provveditorato agli Studi Spalmo - Senza n. di prot. · Dal Provveditore agli St udi prof. Giovan ni SOG LIA:-1 - Ali' Ispettore genera le (dott. RIMONDINI) Spalato - Zara, 30 agosto 1943) - VEDI DOCU:V!EKT<) N. 23 ALLEGATO ,\L PRF.SENTE CAPITOLO. (534) Oscar RA:S.'Dl: Lacrilne e singhio zz i· Diario della vergogna e della miseria - Inedito - Copia in possesso dell'autore · Annotazione del 5 sette mbre 1943. (535) Vedi nota n. 533. (536) lhidem. (537) Ibidem . (538) Ibidem. (539) U.S.-S.M.E . - Ilusta rr 32 l · Comando VI Corpo d 'armata - (Foglio n.10530/I . Segreto . Oggetto: Notiziario n . 821 - Da comando VI Corpo d' armata . Firmato generale Sandro P1,\7ZOK I . A comando 2' A rmata cd a ltri en ti e comandi · Capo IV - Varie - Seconda zona - Paragrafo: Ragusa - P.M. 39. 5 agosto 1943). (540) l!Jidem. Vedi anche: U.S.-S.M.E. · Busta 2125/G - (Foglio senza n. di prol. e senza intestazione· Firmato genera le Sa ndro PlAZZONI · Pagi na n. 4 d i una relazione di 39 cartelle sugli avvenimenti nell 'ambito de l VI Cor po d'armata dal 25 luglio I943 in poi . Brescia. 19 ottobre 1943). (541) Giomale di Do/mazia - (Anno IIl · N. 187) - In cronaca di Zara: Disposizioni dell'Autorità miliwre per il rilascio dei /a.w:iapasrnre e dei permessi · Zara, venerdì 6 agos to 1943. (542) U.S.-S.M.E · Bus ta 1T 85 · Comando XVIII Corpo d 'arma ta - (Foglio n. 76/51 di prot. - Segreto · Oggetto: Misure di ri1orsio11e sugli osrnggi - Da comando Carnb in ie ri Rea li della Dalmazia · Firmato il colonnello comandante Giuseppe Blffn . A comando X Vll l Corpo d 'armata. P./Vl. 141, 15 agosto 1943). (543} A .C.S. · P residenw del Consiglio elci ministri - Anni 1941 -1943 . Posizione L.l.13 · Fascicolo 16452 - Souofascicolo 153 - (Telegramma n. 3225 . Da Governo della Dalmazia


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Dalmazia - Una cronaca per la s1oria

- Firmalo Segretario generale Carlo di VILLASANTA - A Presidenza Consiglio dei ministri A Ragioneria Cen tra le cie li.o Stato - Zara, 12 agosto 1943). Con questo telegra mma il Segre tario generale faceva present e: «In relazione mia cessazione da carica Segretario generale Governatoraw Dalmazia trovami proporre nomina Cmnmissario liquidatore Consigliere Governo Ministero Ajika Italiana qui co111a11dato avv. Vincenzo .N A7TA, e per servizio ragioneria Ragioniere capo ZuwoNt Giov(lnni autorizzati ffrma re c11mul11tiva111ente atti liquidazione e ordini di paga111en10. Pregasi consegna servizi 11mmi11istra1ivi di Ragioneria». (544) Giornale di Dalma zia - (A nno Ili - N. 198) - In cro naca d i Zara: li conte A/berlo degli A/berti assume la reggenza della R. !'refe1t11ra · Za ra, giovedì 19 agosto 1943. (545) Giornale di Dalmazia - (Anno IJJ - N. 200) - ln cro naca di Za ra: La cos1ituzione di un comitato per /"1,1s~-is1enz11 ai combalienti - Zara, sabato 2'I agosto 1943. (546) Giornale di Dalmazia - (Anno III - N. 216) - In cronaca di Zara, soll o il ti tolo: Cemomi/a lire del Cornune per l'assistenza ai proji.1ghi siciliani, pubblica il telegra mma d i ringraziamento. a firma del minis tro per l'inte rn o, Umbert o Ricci, diretto al Commissario prekuizio, doli. Carlo DE HoECJ Elffl 1 - Zara, giovedì 9 se1tembre 1943.

,, l'ervenwomi vos1ro telegrwnma e l'of(er1a lire cemomila di Zara a favore profughi sicilirmi, ho co1111111ica10 il primo e conseg11aw la seconda al Capo del Governo (ma resciallo BADOGLIO) elle per rnia parre elogia Vos1ro nobile gesro di so/idarierà degno delle patriouiche tradizioni di Zara». (547) U.S.-S.M .E - Busta IT 385 - Coma ndo XV II I Corpo d'arma ta - (Fogli o n. 8894/1 di prol. - Oggetto: NO/iziario 11. 206 - Da comando XVlfl Corpo d'a rmata - Fi rmato generale Umbe rto SP1co - A coma ndo 2" A rmata - Capo 11 - Att ività ribell i - Seconda zona - Divisio ne 'Zara' · Paragrafo: Knin - P.l'vl. 118, 25 lugl io 1943). (548) U.S.-S.M.E - Busta lT 385 - Cormmdo XVlU Corpo d 'arma ta - (Foglio n. 87:'i5/I di prot. - Oggello: Notiziario n. 202 - Da comando XV ll I Corpo d'a rmata - Fi rmato genera le Umberto SPIGO - A coma ndo 2" A rma ta - Capo 11 - Attività ribe lli - Seconda zona - Divisio ne ·Z a ra· - Paragrafo: Knin - l'. M. I 18, 21 lugl io 1943). (549) U.S.-S.M.E. - Busta IT 76 - Co ma ndo 2" Arma la - (Fogli o n.Ii 21399/S di prol. Oggetto: Si111az io11e politico-militare (relazione) - Senza destina tfl rio - Firmato d'o rd ine il Capo di Sta to Maggiore, genende Clemente PRIM IERI - Capo 2" - Atti vità ribe lle - .Paragra fo: Nella Dalmazia - P.M. 10, 31 luglio 1943). (550) U.S.-S.M.E - B usta IT 385 - Comando XVIII Corpo d'arma la - (Foglio n. 9520/I d i prol. - Ogget to: Notiz iario n. 221 - Da co ma ndo XVIII Corpo d'armata - Firmalo genera le Umberto SPIGO - A coma ndo 2" Armala - Capi II - Attività ribel li - Prima zona - D ivisione 'Zara· - Paragrafi: Lara, l' irovazzo, Vodice. Ch isragne - P.M. 14 1. 9 agosto 1943). (55 1) lJ.S.-S.M.E - B usta IT 385 - Comando XVITI Corpo.d 'arma ta - (Fogl io n. 9210/l di prot. - Oggetto: Notiziario N. 213 - Da coma ndo XVIII Corpo d'arma la - Fi rmal o genera le Umberto SPIGO - A co ma ndo 2" Arma ta - Capo II - A ltivilà ribell i - Prima zona - Divisio ne ;Zara ' - Paragrafo: Chiswgne - P.M. 118, 1° agosto 1943).


Note al capitolo I \/

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(552) A .C.S. - Microfilm n. 290 - Serie T. 821 - Fo togrnmmi d a 999 l1 lOOl - (Com,1ndo divisione ·zara ' - Foglio n. 0412768 /l di prot. - Ogge tt o: Notiziario n. 81 - Da comando d ivis ione 'Zarn ' - Firmaro generale Carlo VIALE - A comando 2a Arrnilta ed a lcri coma nd i Se ttore Zara - Pa ragrafo: A ttività dei nos,ri reprmi - P. rvt. 14'1. I " agosto 1943). (553) U.S.-S. M.E - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d'arma ta - (Fogl io n. 9094/1 cli prot. - Ogge tto: Noiiziario n. 220 - Da comando XVIII Corpo d'a rmata - Fi rmato generale U mberto SPIGO - A comando 2" Arma la - Capo III - A ttivit à operativa - P rima zona - D ivis ione 'Zara· - Parngrnfo: Bencovazw - P.M. 118, 8 agosto 1943). (554) U .S.-S.M.E - .Busta lT 478 - Comando divisione ·zara· - (Foglio n. 04/2895/ 1 d i prot. - Ogget to: N()fi;_iurio n. 84 - Da comando d ivis ione 'Za ra ' - Firma to genera le Carlo V1,, t.F. - A comando 2" A n nata cd a ltri comand i - Settore Chistagne - Paragrafo: Notiz ie sui ribelli - P.M. 14 l, 9 agosto I 943 ). (555) U.S.-S.M.E - Busta 1T 385 - Coma ndo XVlll Corpo d'arma ta - (Foglio n. 9900/1 di prut. - Ogge tto: Notiziario n. 228 - Da comando XVIII Corpo d'armala - Firmato gene rale Umberto SPIGO - A coma ndo 2" Arrm1ta - Capo lii - Atl.ività opera tiva - Prima zona Divis io ne ·zara' - Paragrafo: /am - P.M. 118, 16 agosto 1943}. (556) Ibidem. (557) A.C.S. - Microfilm n . 292 - Serie T 821 - Fotogninmrn 32 - (Telescritto n. 277/ l Da comando Tenenza Sebenico - Firma lo sottotenen re COPPOLA - A 2" Armata - Ufficio· [' - Sebenico. o re 17. 15, 24 agosto l 943). (558) U.S.-S.M E - Busta IT 835 - Comando XVIII Co rpo d'arma ta - (Fogl io n. 10334/1 d i pro t. - Oggetto: Notiziario 11. 238 - Da comando XVIII Corpo d'armala - Firmalo generale Umberto Srroo - A comando 2• A rmata - Capo II - At tività ribell i - P rima zorn1 - D ivisione· Berga mo' - Paragrafo: Sebenico - P.M. II 8, 26 agosto 1943 ). (559) U.S.-S.M.E - Rus ta 1T 385 - Coma ndo XVlfl Co rpo d 'arma ta - (fogli o n. 10494/1 d i pro t. - Oggeu o: Noti;,iario 11. 241 - Da comando XVIII Corpo d 'armata - Hnn alo ge ne rale Umberto S1>1co - A comando 2• Armala - Capo II - Attivi tà ribe ll i - Pr ima zona - D ivisione ·zara' - Pa ragrafo: Zam - P.M. 118, 29 agosto 1943). (560} U.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Coma ndo XVIJ.1 Corpo d'arma ta - (Fogli o n. 8600/J d i prot. - Oggello: Notizillrio 11. /99 - Da comando XVIII Co rpo d 'arma lìl - Fi rmalO gene .m ie Umberto SPIGO - A coma ndo 2" Armala - Capo Jl - Att ività ribell i - Seconda zona - D ivisione ' Zara' - Paragra fo: Knin - l'NI. 118, 18 lugl io 1943). (561) U.S.-S.rv1.F - Bus ta 1T 385 - Comand o XVTH Corpo d 'a rmata - (Foglio n. 90 1J/1 d i prot. - Oggetto: Notiziario 11. 209 - Da comando XVIII Corpo cl'armata - Fi rm alo genen1le Umberto SP1 no - /\ co mand o 2" Armata - Capo III - At tivi tà operat iva - Seconda - D ivisione 'Zara· - Paragrafo: Knin - P.M. 118. 28 lugli o 1943). (562) Ibidem. (563) U.S.-S.J'vLE - Bus ta JT 385 - Comando XVIll Cor po d'a rma ta - (Foglio n. 8970/ 1 d i p rot. - Oggetto: Notiziario 11. 20fl - Da coma ndo X VI 11 Corpo d ' annata - Fi rma to generale Umberto S1•1co - A comando 2" Armata - Capo Il - Attivi tà ribe ll i - Prima 7.ona - D ivisio ne 'Zara· - Paragrafo: !(11in - P.M. 118, 27 luglio 1943).


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Dalmazia - Una cronaca per la storia

(564) U .S.-S.M.E - B us ta IT 385 - Comando XVI rr Corpo d 'armata - (Fogli o n. 9063/I di prot. • Oggetto: Notiziario n. 210 - Da comando XVTIJ Corpo d 'armata . F irmato generale Umberto SPIGO - A comando 2" Armata - Capo II • Attività ribelli - Seconda zona - Divisione 'Za ra' · Paragrafo: Knin - P.M. 118, 29 luglio 1943). (565) U .S.-S.M.E. - Busta IT 469 - Coma ndo divisione ' Bergamo' - (Foglio n. 5526/III di prol. - Oggetto: Notiziario informativo n. 210 - Da comando divisione 'Bergamo ' - F irmato ge nerale E milio Btcuzz1 - Notizie attività ribelli · Paragrafo: Fuori zona · P.M. 73, 2 agosto 1943). (566) U .S.-S.M.E - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d 'armata - (Foglio n. 91.37/1 di prot. - Oggetto: Notiziario n. 212 • Da comando XVIII Corpo d'armata - F irma to generale Umberto SPIGO · A comando 2" Armata - Capo III - A ttività operativa - Seconda zona D ivis ione ' Zara' - Paragrafo: Knin - P.M. 118, 31 luglio 1943). (567) A.C.S. - Microfilm n. 290 · Serie T 821 - Fotogrammi da 999 a 1001 • (Comando d ivisione 'Zara' - Foglio n. 04/2768/I d i prot. - Segreto - Oggetto: Notiziario n. 81 . Da co mando d ivisione 'Zara ' - A comando 2" Armata e a ltri coma nd i . Settore Tenìn - Pa ragrafo: Allività dei nostri reparli • P.M. 141, 1° agosto 1943). (568) U.S.-S.M.E - Busta IT 385 • Coma ndo XVIII Corpo d 'annata - (Fogl io n. 9260/1 d i prot. - Ogge u o: Notizù1rio 11. 215 - Da comando XVIII Corpo d 'armata - Firmalo genera le U mbe rto SPIGO - A comando 2" Armala - Capo U - A ttività ribell i - Seconda wna . D ivisio ne Zara' - Paragrafo: Tenìn - P.M. 141, 3 agosto 1943). (569) U.S.-S.M.E - Busta lT 385 - Comando XVIII Corpo d ' arm ai.a - (Foglio n. 9400/1 · Segreto - Oggetto: Notiziario n. 218 - Da comando XVIII Corpo d 'armata - Firmato genera le U mbe rto SPIGO - A comando 2" Armata • Capo I11 - Attivitì, operativa - Seconda zona - Divisione 'Zara ' - Paragrafo: 7ènìn - P.M. 118. 6 agosto 1943). (570) Ibidem. Ved i anche: lJ.S.-S.M.E - Bus ta IT 468 - Comando div isio ne 'Za ra ' - (Foglio n. 04/2895/I di prot. - Oggetto: Notiz iario 11. 84 - Da coma ndo divisione 'Za ra· - F irma to gene ra le Carlo V1ALE - A comando 2" An nata ed a ltri comandi - Sectore Te nìn . Paragrafo: A 1tivi1à dei 110stri reparti - P.M. 141 , 9 agosto 1943). (571) Ibidem. (572) U.S.-S.M.E - B usta IT 385 - Comando xvm Co rpo d'arma la - (Foglio n. 9940/I d i p rot. - Oggetto: Notiziario 11. 229 . Da comando XVIII Corpo d 'arma ta - Firmato gene rale Umberto SPIG O · A comando 2" Arenata - AU ività ribelli . Seconda zona - Divisione ·zara' - Paragrafo: Knin • P.M. 118, 17 agosto !943). (573) A.C.S. • Microfilm n.290 - Serie T. 821 - Fotogrammi da 989 a 991 · (Comando divisione 'Zara' - Foglio n. 04/2943/ 1 di prot. - Ogge llo: Notiziario 11. 86 - Da comando divi sione ' Za ra' - Firma to gene ra le Carlo VIALE - A comando 2" Armata cd a ltri comand i - Settore Tcnìn - Paragrafo: Varie - I~M. 141, 12 agosto 1943). (574) U .S.-S.M.E - Busi.a IT 385 . Comando XVIII Corpo d ' annata - (Foglio n. 9557/1 d i proL - Oggetto: Notiziario n. 222 - Da comando XV III Corpo d 'armata - Firmato genera -


Note al capitolo IV

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le Umberto SPIGO - A comando 2" Armata - Capo II - Attivi tà ribe ll i - Seconda zona - Divisione 'Zara' - Paragrafo: Knin - P.M. 118, 10 agosto 1943). (575) U.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d 'armata - (Foglio n. 9610/I di prot. - Oggetto: Notiziario n. 223 - Da comando XVIJI Corpo d 'a rmata - Fi rmato generale U mberto Sr1co - A comando 2" Armata - Capo li - Att ivit~i ribelli - Seconda zona. Divisione 'Zara' - Paragrafo: Knin - P.M. 118, 11 agosto 1943). (576) U .S.-S.M.E • Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d'armata - (Foglio n. 9670/J d i prot. - Ogget to: Notiziario n. 224 - Da comando XVIII Corpo d'acmata - Firma to genera le Umberto SPIGO - A comando 2" Armata - Capo II - Attività ribelli - Seconda zona - Divisione 'Zara' - Paragrafo: Knin - P.M. I18, '12 agosto 1943). (577) U.S.-S.M.E - Busta IT 478 • Comando divisione ·zara' . (Foglio n. 04/30 I.I / I d i prot. - Segreto - Oggetto: Notiziario in.formarivo n. 87 - Da comando divisione ·Zara' - Firmato genera le Carlo V1ALF\ - A comando 2• Armata cd a ltri coma ndi - Settore Tenìn - Paragrafo: Notizie sui ribelli - P.M . 141, 14 agosto 1943). (578) Vedi noia n . 570. (579) U.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d'armata - (Foglio n. 9690/1 di prot. - Oggetto: Notiziario n. 225 - Da comando XVIII Corpo d'armata - Firmato generale U mberto Sr1GO - A comando 2" Armata · Capo 11 - Attiv it~i ribelli - Seconda zona - D iv.i sione 'Zara' - Paragra fo: Knin - P.M. 118, 13 agosto l 943). (580) U .S.-S.M.E - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d'ar mata - (Foglio 11. 9750/1 di pro!. - Oggetto: Notiziario,,_ 226 - Da comando XVIII Corpo d 'armata - F irmato generale Umberto Sr100 - A comando 2" Armala - Capo II - Attività ribelli - D ivisione ' Zara·. Paragrafo: Knin - P.M. 11 8, 14 agosto 1943). (581) Ibidem. (582)

Ibidem - Capo I - Sintesi - Seconda zo na - Divisione ·Bergamo'.

(583) U.S.-S.l'vl.E - Busta 1T 385 - Comando XVIII Corpo d'armala · (Foglio n. 9820/1 d i prot. - Oggetto: Notiziario,,_ 227 - Da comando XV!Il Corpo d'armata - F irmato generale U mberto SPIGO - A comando 2" Armata - Capo III - Attività operativa - Seconda zona D ivisione ·zara · - Paragrafo: Knin • P.M. 118, l5 agosto 1943). (584) U.S .-S.M.E - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d'armata - (Fogl io n. 9940/l di prot. - Oggetto: l\lotiziario n. 229 - Da comando XVIII Corpo d'armata - Fir mato generale Umberto SPIGO - A cornandu 2• Armata - Capo Il - Allività ribelli - Seconda zom1- D ivisione 'Zara' - Paragrafo: Knin - P.M.118, 17 agosto 1943). (585) Ibidem. (586) U.S.-S.M.E - Busta 1T 385 - Comando XVII( Corpo d 'armata . (Foglio n. 19334/I - Oggetto: Notiziario 11. 238 - Da comando XVIII Corpo d 'a nnata - F irmato ge nera le Umberto SPIGO . A comando 2" Armata - Capo III - Attività operativa - Seconda zo na - Divisione 'Za ra' - Paragrafo: Knin - P.M. I 18, 26 agosto 1943).


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Dalmazio - Una cronaca per la storia

(587) U.S.-S.M.E - Busta lT 385 - Comando X VI I I Corpo d'armata - (Fogl io a. 10352/1 di prol. - O ggetto: Notiziario n. 239 - Da comando XVI II Corpo d'armata - Firmato generale Umberto SPIGO - A comando 2" Arma ta - Capo Il - Att ività ribelli - Seconda zona - Divisione ·zara' - Paragrafo: Knin - P.M. I 18, 27 agoslo 1943). (588) U.S.-S.M.E - Busta 2 125/F - Comando XV III Cor po d 'ar ma ta - (Foglio n. 10545/1 di pro!. - Oggetto: Notiziario n. 243 - Da comando XVUJ Corpo d'armata - Firma lo genera le Umberto Sr1Go - A comando 2" A rm ata - Capo II . Atti vità ribelli - Seconda zona • Divisione 'Zara' - Pa ragrafo: Knin - P.1'-.1". I 18. 31 agosto 1943). (589) U.S.-S.M.E. - Busta IT 76 • Comando 2• Arma ta - (Foglio n. 24944/T di prot. S. Oggetto: Sil1.1azione politico-m ilitare (relazione) - Firmato d'ordin e il Capo di Stato Maggiore ge nerale Umberto FAF!Bl{J - Senza destinata rio - Capo I - Situazione politica - Para grafo: D) ·rerritori annessi (Fiumano-Dalmazia) - P. M. 1(). 31 agosto 1943). (590) U.S.-S.M.E. • B usta IT 20/4 - Co mando Supremo - (Fogl io se nza n. di prot. - Po rta in testa: Sintesi novità in.formative pomeriggio 4 .reltembre - Capo A) Notizie milita ri - Paragrafo: Croazia - Non firmato - Senza indicazione di Posta Mi litare, 4 settemb re 1943). La Simesi Novi((Ì sos tituisce il Diario srorico. (591 ) U.S.-S.M. E. - Busta lT 20/4 - Comando Supremo - (Fogl io senza n. di prot. - Po rta in testa: Simesi n.oviuì infonnative pomeriggio 7 settembre - Capo A) Notizie mil itari - Paragrafo: Croazia - Non firmato - Senza indicazione di Posta Mi lit:arc, 7 setternbre 1943). (592) U.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Comando XVlll Corpo cl'armat.a - (Foglio n. 8940/1 di prot. - Oggeuo: .Notiziario n. 207 - Da comando XVIII Corpo d 'a rmata - Firmato generale Umberto SPIGO - A comando 2'' Arma la - Capo l i i - Attivi tà operativa - Divisione 'Be rgamo ' - Paragrafo: Signo - P.M. I 18. 26 luglio 1943). Vedi anche: U.S.-S.M.E. - Busta 1T 469 - Coma ndo divisione ;Bergamo' - (Fogl io n. 331.2/III di prot. - Oggetto: .Notiziario informalivo 11. 202 - Da comando divisione 'Be rga mo' - Firma to generale Emilio BEcuzz1- Notizie ciclo operat ivo - PM. 73, 26 luglio 1943). (593) U.S.-S.M.E. - Busta IT 469 - Comando divisione ·Bergamo' - (Foglio n. 3537 di prot. - O ggetto: Notiziario informativo n. 203 - Da comando divisione 'Be rgamo' - Firmato gene ra le Emilio Br,cuzz1 - Notizie ciclo o perativo - P.M. 73, 27 luglio 1943). (594) U.S.-S.M.E. - Busta 1444 - Coma ndo Su premo - (Diario storico - A nnotazione cli martedl 3 agos to I943). (595) A.C.S. • Presidenza del Consiglio dei ministri - An ni 1941- l 943 - Posizione 1..1 .13 - Fascicolo 16452 • Sottofascicolo 31 /I - (Te legramma n. ·112379 - Da Prefettura Spalato Pirnrn to prefetto Paolo ZERlll:s.10 - A Ministero interno . Spalalo 1° agos to 1943 ). (596) U.S.-S.M.E. - Bu~ta 3263 • Coma ndo divisione ·Bergamo' - (Fogl io n. 5339/III cl i prot. - Ogge tto: Notil.i{lrio injòrmativo 11. 204 - Da coma ndo divisione 'Bergamo ' - Firmalo ge ner.ale E milio BEcuzz1 - Notizie allività ribelli - Paragrafo: Solta - P.M. 73, 28 lug li o 1943). (597) U.S.-S.M. E. - Fl usla IT 469 - Coma ndo divisio ne ;Bergamo' - (Foglio n.5473/III


Note al çapitolo / \I

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d i prot. - Oggetto: Noliziario in/ormalivo 11. 209 - Da comando divisione ' Bergamo' - F irmato genera le Em ilio B ECUZZI - Notizie va rie - Paragrafo: .foltn - P.M. 73.1 agosto 1943). (598) A .C.S. - Pres ide nza de l Cons ig lio dei ministri - An ni L941 - 1943 - Posizione 1.1.13 - Fascico lo 16452 - So ttofascicolo 3 I /I - (Telegramma n. 11264 1 - Prefellu ra di Spa lato - Fi rma to per il prefetto [OscarJ B ENlJSSt - A Minis te ro dell ' interno - Spalato. 8 agosto 1943). (599) U.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Co mando XVIII Co rpo d 'armata - (Foglio n. 9520/1 di p rol. - Oggetto: Noli;.iario Il. 221 - Da comando XV I Il Co rpo d 'arma ta - Firmato genera le Umberto SPIGO - A coma nd o 2" A rmata - Capo 111 - At.tivit11 opera tiva - P rima zona - Divis ione ·Bergamo· - Paragrafo: 1/.irona Piccola - P.M. 118. 9 agosto 1943). (600) lJ.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Coma ndo XVlll Corpo d'arma ta - (Foglio n. 9952/T di prot. • Oggetto: Notiziario n. 230 - Da comando XVIII Corpo d'a nnata - Firnwto gene rale Umberto SPIGO - A comllndo 2" Arma ta · Varie - Prima zona · D ivis ione. ' Bergamo· - P,1 rngrMo: Solta - P.M. J 18, 18 ago sto 1.943). (601) U.S.-S.IVI.E - Busta · Comando XVI.I.I Co rpo d 'a rmata - (Foglio n.9210/ I di prol. • Oggetto: Notiziario 11. 213 - D a comando XVUJ Corpo d 'a rmata - Firm ato gene rnk U mberto SPIGO · A comando 2" Arma ta - Man ifestino a llegnt o - P.M. 118. IO agosto 1943). 11 ma nifestino. dire tto ai: Soldnti e so1t11f]h:iali e ufficiali del/' T:.'serci10 occupatore - Italiani sull'isola della Brazza, termina con queste parole: « Viva fa L il>ern l!alit, 1 - Abbasso il Re! - Abbasso Badoglio! - Abbasso il Fascismo! - Viva il Co111ila/o per lfl li/Jertò delf'ltalia! - Unire ,,i rmomo ai vos1ri Comitati c/'azione!» • E' firma to dal ·Comitato Liberatore Distret tuale Brazza-So lta' e da l 'Co ma11do dell 'Esercit o re tro terra' - Conclude co n la frase cl i riro: «Morte al Fascismo - Lihemì al Popolo ». - Datalo 28 lugl io 1943 (602) U.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Co ma ndo XVIU Corpo cl'arrnarn - (Foglio n. 9093/J di prot. - Oggetto: !Vo1iziario n. 21 I - Da comando XV UI Corpo d'a nnata - Firmato gene rale U mberto Sr>1co - A coma ndo 2" Arm ata - Capo 11 - All ivitì1 ribell i . Seconda zona - D ivisio ne ·Be rga mo' - Paragrafo: I/razza - P.M. 118. 30 lugl io 1943). (603) U.S.-S .M.E - Busta 1T 385 - Comando XVIII Corpo cl 'armat11 - (Foglio n. 9225/1 cli prot. - Oggetto: N otiziario 11. 214 - Da comando XVIII Co rpo d'armata - Firma lo genera le Umberto SPIGO· A Comando 2" Annat a - Varie - Seco nda zona - D ivisione 'Bergamo' Paragrafo: Braz za • P.M. I 18, 2 agosto l943). (604) A .C.S. - Presidenza del Consiglio de i ministri · An ni I 94J-L 943 - Posizione I. l. 13 - Fascicolo 16452 - So\lofoscicolo 31/ 1 · (1èlegrnmma n. J 12647/ P.S. - Da prefettura Spalato - Fi rmato per il p re fe llo [Oscar] BENUSSI - A Mi nistero inte rno - Spa la to 8 agos to 1943). (605) U.S.-S.M.E. - Busta rr 469 - Coma ndo d ivis ione ·Be rga mo' - (Foglio n. 5641/1 11 di prol. - Oggetto: Notiziario h1fim11ati vo n. 215 - Da cnrmind o divis ione ' Bergamo' - Firma lo gene rale E mi lio BEcczzr • Not izie attivit ìi ribe ll i - Paragrafo: Brazza - P.M . 73, 7 agosto 1943). (606) U.S.-S.M .E. - Busta lT 469 - Comando d ivis ione 'Be rga mo· - (Foglio 11. 6101/III di prot. • Oggetto: Noriziario in/ormativo 11. 229 - Da coma ndo divisione 'Bergamo ' - Firmato genera le E mi lio BEcuz z r • Attività nostri presìd i - Punto 4 - P.tvL 73. 2 J agosto 1943).


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Dalmazia - Una cronaca per fa storia

- U.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Comando XVIII Corpo d'a rmata - (Foglio n. 11)080/I di prot. • Oggetto: Notiziario n. 233 - Da comando XVIII Corpo d'armata - Firmato generale Umberto SPIGO · A comando 2• Armata - Capo lll - Attività operativa - Seconda zona - Divisione ·Bergamo'· Pa ragrafo: Brazza - P.M. 118, 2l agosto 1943). (607) U.S.-S.M.E - Busta lT 384 - Comando XVIII Corpo d"armata - (Telescritto n. 10703/0p. di prot. · Senza oggetto - Da comando XVIII Corpo d 'armata. Firmato generale Umberto SPIGO· A comando 2• Armata - P.M. I I 8, 6 agosto I 943). Dà la prima notizia dell'agguato di Bol. e del trasferimento dei militari al Tribunale militare di Sebenico. (608) A.C.S. - Microfilm n. 289 - Serie T.821 - Fo togramma 210 - (M.arconigran1ma in cifra n. 198ll3 · Senza oggetto · Fi rmato: capitano dei CC.RR. compagnia interna Sebenico [senza il nome]· A comando 2• Armata - Sebenico, ore 15.15, 8 agosto 1943 - Ritrasmesso dal comando 2• Armata ad ente non precisato· P.M. 10, 9 agosto 1943). (609) U.S.-S.M.E. - Busta TT 469 - Comando divisione ' Bergamo' - (Foglio n. 5699/III di prot. • Oggetto: No1iziario informativo 11. 216 - Da comando divisione ' Bergamo' - Firmato generale Emilio B ECUZZI • Att ività nostri presìdi - P.M. 73, 8 agosto 1943 ). (610) U.S.-S.M.E - Busta rT 385 - Comando XVIII Corpo d'armata - (Foglio n. 9670/I di prot. • Oggello: Nmiziario n. 224 - Da comando XVIII Corpo d 'a rmata - Firmato genera le Umberto Sr1c;o • A comando 2" Annata · In allegato: copia del volantino del comando partigiano dcll"isola della Brazza • P.M. l 18, 12 agosto 1943). (6 1l) U.S.-S.M.E. - Busta IT 469 - Comando divisione 'Bergamo' - (Foglio n. 5732/IJI cli prol. - Oggetto: Notiz)ario informativo 11. 217 - Da comando divisione ' Bergamo' - Firmato generale Emilio BEcuzz1• Notizie varie - Paragrafo: 8raz,za - P.M. 73, 9 agosto 1943). (612) U.S.-S.M.E. - Busta 1T 649 - Comando divisione ' Bergamo'- (fogl io n. 5745/III di prol. - Oggetto: Notiziario i11.(om1a1ivo n. 218 - Da comando d ivisione 'Bergamo' - Firmato generale Emi lio B1òcuzz1 • Notizie att ività ribelli - Paragrafo: Brazza - P.M . 73, IO agosto 1943). (6 13) Ibidem· Attività nostri presìdi. (6.1 4) U.S.-S.M.E - Busta IT 385 · Comando XVI II Corpo cl'armat;1 • (Foglio n. 9690/1 di prot. · Oggetto: No1h;iario 11. 225 - Da coma ndo XVIII Corpo d'armal a - Firmato generale Umberto SPIGO· A comando 2" Armata - Varie - Seconda wna - Divisione ·Bergamo' Paragrafo: Brazza - P.M. 11 8, 13 agosto 1943). (6 15) U.S.-S.M.E - Busta 1T 385 - Comando XV111 Corpo d'armat,1 - (Fogl io n. 10080/1 di prot. - Oggeuo: Notiz.iario n. 233 - Da comando XV I 11 Corpo d-armata - Firmato generale Umberto S1•1c;o - A comando 2" Armatll - Capo [Il • Auività operati va . Seconda 1.ona • Divisione ·Berga mo· - Paragrafo: Brazza - P.M. I 18, 21 agosto 1943). (6 16) U.S. -S.M.E- Busta JT 385 - Comando XVIII Corpo d'armata - (Fogl io n. 10143/l di prot. - Oggeuo: No1iziario 11. 234 · Da comando XVIII Corpo d'armata · Firmato generale Umberto SPIGO· A comando 2"' Armata - Varie - Seconda zona - Divisione ·Bergamo' Parngrafo: lJmzzn • P.M. 11 8, 22 agosto 1943).


Note ai capitolo IV

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(617) V.S.-S.M.E. - Busta rr 469 - Comando divisione 'Bergamo' - (Foglio n.5635/Ill di prot. · Oggetto: Notiziario informativo n. 214 - Da comando divisione 'Bergamo' - Fi rmato generale E milio Bccuzz1 - Notizie attività ribelli - Paragrafo: Lèsina - P. M. 73, 6 agosto 1943). (618) lbidern. (619) U.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Comando XVII.I Corpo d'armata - (Foglio n. 9557/I di prot. - Oggetto: .Notiziario n. 222- Da comando XVI I I Corpo d'armata - Firmato generale Umberto SPIGO - A comando 2• Armata -Capo III - Attività operativa - Seconda zona Divisione 'Bergamo' - Paragrafo: Lèsina - l~M. 118, 10 agosto 1943). (620) U.S.-5.M.E - Husta IT 385 - Coma ndo XVIII Corpo d'armata - (Foglio n. 9670/1 di prot. - Oggello: Notiziario n. 224 - Da comando XVIII Corpo d'arn1ata - Fi rmato generale Umberto SPIGO - A comand!o 2• Armata - Capo 11 - AHività ribelli - Seconda zona - Divisione 'Bergamo' - Paragrafo: Lèsina - P.M. 118, 12 agosto 1943). (621) Ibidem. (622) U.S.-5.M.E. - Busta IT 469 - Comando divisione 'Be rgamo' - (Foglio n. 6072/III di pro!. - Oggetto: Notiz iario informativo n. 228 - Da comando divisione 'Bergamo' - Firmato ge nerale Emilio BEct1z.z1 - Notizie var ie - Paragrafo: Lèsina - P.M. 73: 20 agosto 1943). (623) U.S.-S.M.E. - Busta 1444 - Comando Supremo - (Diario storico - Novità operative - Paragrafo: Varie - P.M. 2 1, 4 se1tembre 1943). (624) U.S.-S.1vl.E. - Busta IT 469 - Comando divisione ' Bergamo' - (Foglio n. 5526/llJ di prot. - Oggeuo: No1iziario in(ormativo n. 210 - Da comando divisione '.Bergamo' - Firmato generale Emilio BECuZZI - Noti zie attivi tà ribe ll i - Paragrafo: A/missa - P.M. 73, 2 agosto 1943). (625) A.C.S. - Presidenza del Consiglio dei ministri - Auni 1941-1943 - Posizione 1.1 .13 - Fascicolo 16452 - Sottofascicolo 31/1 - (1e legramma n. 112886/P.S . • Da Prefettura di Spahi'to - Firmato per il prefetto (Osca r) Benussi - A M inistero interno - Spalato 17 agosto 1943). (626) Ibidem. (627) U.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Comando XVTll Corpo d'armata - (Foglio n. 9952/1 di prol. - Oggetto: Nuliziario n. 230 - Da comando XVIII Corpo d'a rmata - Firmato generale Umberto Sr,co - A comando 2• Armata - Capo III - Attivitìt operativa - Prima zona - Divisione 'Bergamo' - Parngrafo: Lissa - P.M. I '18, 18 agosto I 943). (628) U.S.-S.M.E - Busta IT 385 - Comando XVTll Corpo d'armata - (Foglio n.10080/f di prol. - Oggetto: Nolb;iario n. 233 - Da comando XVII I Corpo d'armata - Firrna10 generale Umberto SPIGO - A comando 2" Armata - Capo I - Sintesi - Prima zona - Divisione 'Bergamo' - Paragrafo: Lissa - P.M. 118, 21 agosto 1943). (629) A .C.S . - Microfilm n. 289 - Seri e T 82.l - Fotogramma 22 1 - (Telescritto n. 3232/A.C. di prot. - Da coma ndo 2" Armata - Ritrasmette, probabilmente a Comando Su-


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Dalnwzia · Una cronaca per la storia

premo, copia te lescritto fi rmato: Costamaggiore XVIII Corpamiles - P.M. 10, ore 23.30, 20 agosto 1943).

11 te lescrillo riporta anche il te legramma del Vescovo di Lissa: «Con ordinanza Comando Div. Bergamo Spalmo si minaccia w:verissim.e misure cioè fu cilaz)one cinquanta osiaggi. totale l>locco ed altre dure rappresaglie contro popolazione civile innocente isola Lissa se un gruppo di p11rtigiani entro domani diciannove corrente ore dodici non res1i111isce le armi prese alla stazione miliwre Monte Culmine. Prego vivamente Voslra Maesià di desistere udi misure che colpiscono popoft1zione civile quie,a e non colpevole e che nulla gio vano anzi anco m più esacerbano gli tmimi - Flto Pusié, Vescovo di Lissa, Lesina, Brazza,,. (630) Vedi nota 11. 622. Ved i anche: U.S.-S.M.E. - Busta 1T 469 - Comando divisione 'Bergamo' · (Fogli o n. 610"!/l l.l l di prot. · Oggetto: Notiziario infòrmativo n. 229 • Da comando divisione ' Bergamo ' - Firmato genera le Emi lio BECU7.7.1 - Altività nostri presìd i - P unto 6 - P.M. 73, 21 agosto 1943). (63 .l ) U.S.-S.M.E · B us ta IT 385 • Coma ndo XVIII Corpo d 'armata. (Fogli o n. 10204/I di prot. • Ogget to: Notiziario n. 235 • Da comando XVIII Corpo d 'a rmata - F irmato generale Umberto Sr1c;o - A comando 2• Armata · Capo Il.I - Attività operativa - P rima zona - Divisione 'Berga mo' - Paragra fo: Lissa - P.M. 118, 23 agosto 1943). Vedi anche: U .S.-S.M.E - Busta IT 385 . Coma ndo XVIII Corpo d ' armata . (F ogl io 11. 10245/1 di prol. - Oggetto: Notizil1rio n. 236 - Da co mando XV II I Corpo d 'armata . Firma to generale Urnbeno SPIGO · A comando 2" Armata - Capo III · Att ività operativa - Prima zona - Divisione ' Bergamo' - Paragrafo: Lissa - P.M. 118, 24 agosto 1943). (632) N.A .-U.S.A . - Serie documenti tedeschi - T 315 - Micrnfilm n. "1295 - Fotogramma 216 • (Fogl io senza n. di pro l.- Comando 1·14" ' Jiiger Division' - Porta a l centro: Ordine

per la predisposizione defl'avanzata attraverso le montagne defla Lika verso la costa adriati-

ca presso Zara · O perazio ne Leander · Non firmato · 0 .U. [Ortunbenannt = Local ità non nom ina!al ore 17, I agosto 1943). (633) Ibidem. (634) Luca PIETROMARCJ-rr: Diario - In a rchivio P ie tromarch i - 28 luglio 1943 • Riporta to in Renzo DF. FELICE: Musso1.1Nt l'alleato - L' f,a/ia in guerra 7940-1944 - Tomo II: Crisi ed agonia del regime · Giulio Eina ud i Ed itore - Torino, 1990 • Pag. 124 1. (635) Helm ut HE1131:::J{ (a cura di): l ! 1nu? Str(l(ega - Situazione del mezzogiorno del 25 luglio 1943 • Arnaldo Mondadori Ed itore - Officine Grafiche Vero na, 1966 - Pag. 199. (636) Ibidem · Situazio ne delta sera del 25 luglio 1943 - Pag. 214. (637) Ibidem - Pag. 2 19. (638) Min istero dell a Difesa - Stato Maggiore Eserci to - Ufficio S torico · Le OfJCrazioni delle Unità italiane nel se/iembre - ottobre 1943 • T ipografia Regionale· Ro ma, 1975. Capitolo: Antecedenti · Paragrafo IV: Le con.tromLrn.re ilaliane - Pag.34 e seg..


Noie al capilo/o IV

94 1

Dallo Stato Maggiore Esercito dipendevano direttamente: 2" Armata - Generale Mario RoBOITI (Croazia, Dalmazia setlentriona le e centrale)- 4" Armata - Genera le Mario VERCELLINO (Provenza)- 5' Armala - Generale CARACC:10 1.0 cli FEROLETO (Piemonte. Liguria, Toscana. Lazio) - 6' A rmata - Generale A lfcdo GuzzoNJ (Sicilia) - 7" Armata - Generale Mario A 1{1S10 - (Italia mcd id io nalc)-8" /\rmata - Gene rale Italo GARJllOLD I (Veneto-Tren tino-Venezia Giu lia) - Generale Anton io BASSO Comando Superiore Forze Armate Sardegna · Genera le Giovan ni MAGLI, Comando Corsica (VII Corpo d'armata). Dal Comando Supremo dipendevano direttamenle:

. 9" Armata . Gene rale Renzo DALMAZZO (A lbania) - XIV Corpo d' armata (l'vlontene gro) VI Co rpo d'armata (Dalmazia merdidionale-Erzegovina) - 11" Armata - Ge nera le Carlo VECCH IARELLl · (Grecia -Isole Jonie-Creta) - Comando Superiore Forze Armate dell'Egeo - Ammiraglio Inigo CAMPIONI. La 9" Armata e ed i Cor pi d'annata XIV e Vl costituivano il ( iruppo Armate Est - Ge· nera le Ezio Ros1. fn un primo momento vi fece parte anche l' l I·' Armata, passata, poi. alle d ipende nze clcll'Oberkomad Siid-Os1. (639) Ibidem . Pag. 35 (640) U.S.-S.M.E. · Bus ta 2125/C - (Foglio senza n. d i prot. - Porta in lesta: Alla Commissione per l'esame del comporw111e1110 degli ufficiali generali e dei colonnelli all'a110 dell'armisiizio - Firma to co lonnello Carlo ClGI.I/\NA, Capo di Stato Maggiore del VI Corpo d'a rma ta - Roma , 7 genna io '1 '945). Vedi anche la successiva Relazione: Il VI Corpo d'arma/a dopo l'armistizio del se11embre 1943 - Firmato colonnello Carlo CIGLIANA · Roma 10 giugno 1964. (641) U.S.-S.M.E. · Busta 2125/A - (Foglio senza n. di prol. - Oggello: Richiesta nOlizie . Al Ministero della G uerra · Stato Maggiore Esercito · Ufficio SIOrico - Firmato generale Mario RoBOlT I - Paragra[o I· Senza località, 20 settemb re 1945). Documento di 6 pagine autografe, suddivise in ·15 paragrafi - Vr.1>1 l>OCUMENTO ALLEGATO AL PRESENTE CAPITOLO.

N.

24

(642) U.S.-S.M E. - Busta 2 125/A - (Fogl io senza n. dì prot. • Porta in lesta: Uisposta al questionario 11.J trasmessomi il 4 luglio 1945 col n. 4042 R.P. • Allegato a lettera senza n. d i prot., senza oggetto - Firmala generale Mario Rosorn - A Ministero della Guerra · Comm issione per l'esame cie l comport amento degli Ufficiali genera li e colonne lli a ll 'a tto del l'armistizio e sub ito-dopo - Roma, 16 lugl io 1945). L' allegato di 16 cartelle, dopo una premessa. con1iene le risposte a 14 q uesiti. (643) U.S.-S.M .E . - Busla 2125/A - Foglio senza n. di prot. - Port a in testa: Uispos1a ai 5 quesili del 2° ques1io11m·io consegnt11omi a mano il 111.a//ino del 21 luglio 1945 e sui quali sono già s11110 imrailenwo - F irmato genera le Mario ROBCYIT I · Senza destinatario - Roma . 26 luglio 1945).


Dalmazia· Una cronaca per la storia

942

(644) Vedi nota n. 641 • Paragrafo 2°. (645) Ibidem • Paragrafo 3°. (646) Ibidem. Il generale RoeoTTI precisa che questa comunicazione del console generale CAsTELLA· NI, virgolettata nel testo, è stata ripresa

«ria alcuni pochi app11111i personali rimastimi».

(647) Frcderick William DEAKJN · Storia della Repubblica di Salò • Parte II: / q1wmntacinq11e giorni di B11oocuo · Capitolo II: /11/ermezzo romano - Pag. 500 e seg..

(648) Vedi nota n. 638 - Pag. 36. (649) Ibidem. (650) Mario R OAITA - 0110 milioni di baio11e11e - Capitolo XIV: L'invasione germanica · Pun to V· Arnaldo Mondadori Editore - Offici ne Grafiche Verona, 1946 • Pag. 287 e 288.

(651) U.S. -S. M.A. - Elemento 7518 . Cartella 5 - (Telescritto n. 1668. Da Superaereo Firmato generale Giuseppe SANTORO - A comando Aerotattico 2• Armata - Senza località, 11 agosto 1943). (652) U.S.·S.M.A. - E leme nto 75 18 - Cartella 5 - (Foglio senza a. di prot. - O gge tto: S0111111inis1rn zio11efondi per unità dell 'aero11a111ica germanica in Albt111i11 e Mo111enegro • Dal Wehr111ad11intendan1 del Quartier generale tedesco presso l'Esercito italiano · Allo Stato Maggiore dell ' Aeronautica italiana - Senza località . 16 agosto 1943). Riportiamo il testo della comunicazione dell'Intendente tedesco. in quanto contie ne dati che, almeno per quanto riguarda Zara sono irreali: «A co111ple1ame1110 del foglio 5/8/-13 si comunica che la forza preseli/e a 1ìra11a è di 7.000 110111i11i, a Podgorica 7.000 uomini ed a Zara I 4.000 110111i11i. Tornie 28.000. Si prega ancora di voler gentilmente so111111inistrare i111111ediata111eflle i fondi richiesti poiché la truppll trovasi privo di mezzi di paw1111en10» - D'ord ine dott. Keller Stabsintendant. Ignoriamo la si tuazione di Tirana e di Podgorica, ma è escluso che a Zara vi sia mai sta· ta una forza di 14.000 soldati tedeschi. Sarebbe interessante saper e se i Comandi italiani abbia no controllata la esattezw della richiesta. (653) Vedi nota n. 64 I · Paragrafo 6. (654) Ibidem - Paragrafo 5. (655) Vedi nota n. 638 · Pag 40 - Nota

11 .

22 a pie' di pagina.

(656) Ibidem.· Cronologia dei tentativi di contatto con gli anglo-americani: - 30 luglio: li ministro per g li affari este ri , Raffae le GUARIGLIA, prende contallo con il ministro britannico presso la Santa Sede, Francis 0SBOR''11' D'ARCY. - 31 luglio: Al Quirinale. riunione presieduta dal R e. presenti maresciallo Pietro BAl>OGl.10, ministro per gli affari esteri Raffaele GUARIGLIA. Ca po di Stato Maggiore Generale


Note al capilo/o IV

943

Vittorio AMBROSIO, ministro della Real Casa Pietro AC<JUARON E. Si decide di cercare i contatti attraverso le rappresentanze diplomatiche. - 2 agosto: partenza per Lisbona del consigliere d'ambasciata Blasco LANZA n'AYETA. - 3 agosto: partenza per Tangeri del consigliere d'ambasciata Alberto Bt.::RJ O. - 10 agosto: Il Re decide di prendere contatto con gli anglo-americani a mezzo di militari. - 12 agosto: il gene rale Giuseppe CASTcLLANO parte per Lisbona. - 18 agosto: Dino GRANDI. per volere del Re parte per Lisbona dove gi unge il 26 ma non prende alcun contatto es.sendo in corso la missione di C ASTELLANO. - 19 agosto: il generale Giuseppe CASTELLANO prende contat to con il generale Bedel SMtTH, capo di Stato Maggiore del generale Dwigt E rsENMOWJ;;R e con il generale K.X.D. STRONG, capo servizio informazioni del comando d i EISENHOWER, che g li consegnano il testo dell'armistizio 'corto' . • 22 agosto: missione del generale Giacomo Zanussi. - 3 settembre: alle ore 17.30 viene l'innato a Cassibile l'armistizio 'corto'. - 8 settembre: annuncio dell'armistizio.

(657) Ved i nota n. 647 - Pag. 506-507. (658) Vedi nota n. 64 l - Paragrafo 7.

li capo dell'UITicio 'I' della 2" Armata, colonnello Vincenzo CA RLÀ, in un foglio senza n. di prot. del 29 agosto 1943, scriveva: «La divisione germanica penetrata nei giorni scorsi in Slovenia è la 71" che si era racco/I.a recentemente nell'Oberkrain. Comandante Gen. RAPKO. - Forza della divisione: <:irca 12.000 uomini con 70/80 automezzi. Il contegno delle truppe 1edesche è in complesso buono ma improntato a freddezza. Non sono pre visti altri arrivi di iruppe iedesche almeno per ora. - Il giorno 26 agosto, !ruppe tedesche appartenenti alla 71" divisione hanno occupalo la stazione di Piedicolle ed il trallo di linea ferroviaria fino alla Stazione di S. Lucia. Per via ordinaria sono entrati nel nostro territorio circa 2.000 uomini, 350 quadrupedi, 22 pezzi di artiglieria fra cui 16 dt1 80 m/m, 12 trclllori e vari awomezzi Le !ruppe germaniche si sono presentate alta fromiera senza preavviso e, fernwte in primo tempo, vennao lasciate entrare soltanto dopo che giunse ordine in proposito». (659) Ibidem • Paragrafi 8 e 10.

(660) Ibidem - Paragrafo 11. Vedi anche: U.S.-S.l'vl.A. - E lemenr.o 7518 - Cartella 5 - Intervent i in ie rritorio aereo occupa to - (Telegramma n. 82816 - Da Aerota ttico-S loda - F irmalo colonnello Carlo D E CAPO,\ - Senza destinatario · Senza local ità - 26 agosto 1943).

(661) U .S.-S.M.A. - Elemento 75 18 - Cartella 5 - Int e rventi in territorio aereo occupato - (Telegramma n. 82822 - Da Aerota llico-Sloda - Non fornaio - Senza destinatario - Sussa, 27 agos to 1943). (662) Vedi nota n. 641 - Paragrafo '12°. (663) N .A. -U.S .A . • Serie documenti tedesch i - T 314 - Microfilm n. 558 - Fotogramma 15 - (Telex n. 735/43 - Segreto - Senza oggetto - Dal l'U fficiale di Stato Maggiore de l Comando de l XV Corpo d 'arm<lla tedesco - Al Coma ndo del la 2° Armata corazzata tedesca Senza indicazione della localit ~t, 3 settembre 1943) - VEDI DOCLJ.VJENTO N. 25 AJ.J. EGATO AL f>RF.SF.NTE CA l'fTOLC>.

(664) U .S.-S.M.E. - Busta 2'125/A - ( Foglio senza n. di prol. . Porta in testa: Rela zione


944

Dalmaz)a - Una cronac(I per la storia

sugli avvenimenli riguardanti il XV!/! Corpo d'an nma nel se11embre 1943 - Senza destina tario - l•irmat0 genera le Umberto SPIGO - Roma 25 lug lio 1944). Documento di 11 cartelle dattiloscritte con u na appendice d i 3 carte lle .

Il presid io di Te nìn era cost ituito da tre battaglioni; quello d i De rnis e di Signo da d ue bat taglion i c iascuno. (665) U.S.-S.M.E. - Busta 21251A - Fog lio senza n. di prot.. - Porta in testa: Relazione sugli avvenirnenti veri(icati:;i ne./l'arnbito della 2" A rmata nel periodo compreso tra {(I (/(lftl dell'armislizio e quello di scioxlimento del Com ando d'Armata (8-12 settembre 1943) - Firma to il capo di Stato Maggiore della 2" Arma ta, gene rale Umberto FA Hl l l{I - Senza dest ina tario · To rino, 5 ottobre 1943), Documento d i 11 car telle datti loscritte. (666) G iuseppe FIORAVANZO (a cura di): La Marina da/1 '8 sel/embre 1943 alla .fine del con(litlo - Ufficio Storico della Ma rin a Militare - Vol ume XV della collana: La iv/arino itafian(I nello Seconda guerra mondiale · Capito lo ( - Come la Marina a/Jiwuò l'armislizio - Tipografia Regiona le, R o ma 1962 - Pag. 5. (667) Ved i nota n. 647 - Pag. 520. (668) Vedi nota n. 650 - Pag. 294. (669) Vedi nota n. 638 - Pag. 43. (670) U .S.-S.M.E. - Rusta 2125/A - (Foglio senza n. di prot. - Porta in testa: Diario di guerra (8-12 seuembre) - Non firmato . È de l capo di Stato Maggiore della 2" A rma ta. genera le Umberto FABBRI · Senza data né loca lità). (67 1) Vedi nota n. 64 1 - Ultima parte. Ved i anche nota

11 .

665.

(672) Ved i nota n. 666 - Cap itolo I - Come la lVfarina 11JJìw11ò l'armistizio - Pag. 5. (673) U.S.-S.l'vl.E. - Busta 2125/E - Foglio senza n. d i prot. - Porta in testa: Dalla scheda personale del generale di brigata Giangrieco Francesco · Firmato Francesco GIANGRI ECO • Roma , 19 gi ugno 1945. Si tratta di una relazione del comandante de lla Piazzaforte d i Tenì n sugl i avven imenti occo rs i da i p rimi d i settembre all'8 del lo stesso mese. (674) U.S.-S.M .E. - Busta 2125/E - (Foglio senza n. cl i porl. - Oggetto: Bandiera di guerra dell'JJ 0 Bersaglieri - Relazione de l tenente colonnello Renato L\LLJ. vice-coma nc.lante dell'll " rcggime nt.0 Be rsagl ie ri · Al Min is te ro della G uerra - Grad isca d ' Isonzo, 15 gennaio 1947. Si t.ratta di una relazio ne conce rnen te gli avven imen ti occorsi a Tcnìn dal 25 lugl io a l1 '8 settembre l943.


/V()[e al capitolo IV

945

(675) Ibidem. Vedi anche: Diario sto rico 114° 'Jiiger Division' - Anno tazione del 2 sellembre 1943. (676) Vedi nota n. 674. (677) Ibidem. (678) U .S.-S.M.A. - E lemen to 75 18 - Cartella 216 - (Te legnimnrn senza n. d i prot. - Da comando Aerotallico 2• A rmala - Fi rmato colonne ll o Ca rlo DE CAPOA - A coma ndo 2• Armata - Senza loca lità , 2 settembre 1943). (679) Ved i nota n. 668. Vedi anche: Diario .worico 11 4" '.lager Divisio n' - A.nnotazio ne del 6se\lembre 1943. (680) N.A. -U.S.A. - Se rie docume nti tedesch i - T 320 - Microfilm 11. 1295 - Fotogrammi d!l 320 a 322 - (Foglio senza n. di prot. - Oggetto: Accordi tra il Conwndo del XV III C./1. italiano e il Comando della 114" Divisione ·Jéiger· 1edesca - F irmato da l capo d i Stato Maggiore de l XVIII Corpo d'a rma t.a, co lonne llo P ie tro BARBÈRO - TI docume nto, invece, non risulta sottoscritto. a lmeno nel la copia trov,lta, dal capo d i Stat o l\faggiore della 11 4" d ivisione ' J iiger', pur esse ndovi indicato il posto per la firma) - VEDI DOCUMENTO N .26 ALL EGATO AL PRESENTE CAPITO LO. (681) Vedi nota n. 674. Vedi anche: Diario storico J 14" ·Jiiger Division ' - Annotazione del 5 se tte mbre 1943). (682) Ved i nota n. 650. (683) Ved i no ta n. 638 - Capitolo VIII - Gli av1,enimen1i 11ell'm11bi10 de/111 2 A rmaro Pag. 36 1. (684) Ibidem. (685) N.A.-U.S.A. - Se rie docume nti tedeschi - T. 3 14 - Micro film n. 558 - Fotogramma n. 29 - (Te legramma n. 757/43 cli prot. - Senza ogge tto - Da Stato Maggiore de l comando d e l XV Corpo d'armata te desco - Alla 114" 'Jager Division' - Senza loca lità , 7 sett embre 1943) - VEDI DOCUMENTO K. 27 ALLEGATO AL PRESEKTE C,\ PITOLO. (686) Vedi nota n. 673. (687) ibidem. (688) Diario storico della .1 14" ·Jiiger D ivision' - Annotazion e de l 7 se llemhrc 1943. (689) Ved i nota n. 674. (690) Vedi nota n. 638 - i\11tecede111i - In al leg1110 , a pag. 63: Foglio senw n. cl i prot. Segre to - Con a l ce ntro l'romemoria 11. I - Non l'innato - Senza in d icazione de i d estinatari P.M. 2l , 6 settembre 1943.


946

Dalmazia - Una cronaca per la storia

fl documento è s uddiviso nei seguenti parag rafi: - I) Premessa; - 2) Situazione delle forze terrestri germaniche in Italia alla data de l 1° settembre 1943 (15 divisioni, comprese la Sardegna e la Corsica, d i cui due paracadutisti, una motorizzata; d ue brigate; comandi; e le menti sfusi); - 3) Azioni dei reparti dell' Esercito, relativi a: - a : difesa della Capitale; - b: rifornimenti; - e: collegamenti; - d: batterie contraeree e reti di avvistamento; - e: prigionieri britannici; - f: popolazione A lto Adige; - g: distruzioni tedesche; - 4) Azioni della Marina; 5) Aeronautica; - 6) Impiego gas da parte germanica; - 7) Diret tive per o rdine esecutivo; 8) Riserva ordini per Gruppo Armate Est ed Egeo. (691) Ibidem - Paragrafo 7.

(692) Ve di nota n. 666. (693) Vedi nota n. 638 - Anreceden1i - In a llegato, a pag. 68: Foglio senza n. di prot. - Al centro: Memoria n. 45 - Non firmato - Indirizzi omessi - Senza località, 6 settembre 1943. Il documento è suddiviso nei segue nti paragrafi: Pre messa; A) Collegame nti; B) Batterie contraeree e reti di avvistamento; C) Prigionieri britannici; D) Popolaòone Alto Adige; E) Distruzioni tedesche; F) Concorso alle azio ni della Marina e dell'Aviazione; G) Impiego gas da parte germanica.

(694) Vedi no ta n. 638 - An.tecedenri - In allegato, a pag. 70: Fogli o senza n. di prot. Segreto - Riservalo personale - Al centro: Promemoria n. 2 - Da Coma ndo Supremo - Non firmato - Non porla i destinatari ch e sono indicati ne l paragrnfo VII dello stesso testo - P.M. 21, 6 settembre 1943. Il documento è suddiviso in: I) Promemoria; II) Situaz ione delle forze germaniche negli scacchieri che interessano alla data de l ·1° settembre (Erzegov ina - Montenegro - Albania Grecia - Creta - Rodi); lll) Comp iti particolari: per Gruppo A rmate Est (Egeo • Grecia Creta), per Aviazione, per Marina. Seguono .i paragrafi IV, \/,VI, e Vll co n la sola indicazione numerica.

(695) Ibidem - Premessa - Pag. 70. (696) Renzo DALMA7.7.0 - L'Armistizio de/1'8 se/lembre in Albania - Pag. 62. Dattiloscritto d i 132 pagine e dieci allegati de l genera le Re nzo D AUvlAZZO, comandante de lla 9" Armata - Albania. Copia in possesso d e ll 'a utore. Il teso è s uddiviso nei segue nti cap itol i: Pre messa - La siLU azio ne interna del'Albania e d i suoi pre<:edenti - La situazione mi litare - Le direttive per l'a rmistizio - La proclasmazionc de ll'a rmistizio - Cons iderazioni. Databile a l 1953, in quanto nella premessa s i legge: «queste pagine vedono la luce dieci anni dopo gli avvenimenli compresi in esso». (697) Ibidem · Pag. 63. (698) Ibidem - Pag. 63.

(699) Ved i nota n. 665. (700) Vedi nota n. 638 - Amecedemi - Pag 73. - In a llega to: Fog lio n. 36415 di prot. -


Note al capitolo IV

947

Segreto - A mezzo ufficiale - Fono a mano - Da Stato Maggiortc Esrcito - Firmato generale Mario R OA'n'A - A generali: Italo GARIBOLDI, comandante 8° Armata; Mario Rooon1, comandante 2• Armata; Gastone GAMBARA, comandante XI Co rpo d'armala - Per conoscenza a Ministero guerra - P.M. 9, 8 settembre ·t943. (701) Vedi nota n. 665. (702) Ibidem.

(703) U.S.-S.M.E. - Busta 2125/A - (Foglio senza n. di prot.. - Porta al centro: Uiasrnn10 degli avvenimenti interessanti il Comando della 2" Armata dal/'8 al 15 se11en1hre 1943 - Firmato generale Mario Roaorn • Pag. 1 - Senza localitì1, maggio 1943). Si tratta di un documento cli 34 cartelle, trasmesso al Ministero della guerra con lettera datata Rapallo, fine maggio 1945. (704) Ibidem - Pag. 1.

(705) Vedi nota n. 638 - Antecedenti - Pag. 51. (706) Ibidem - Pag. 75.

A pag. 75 riporta in allegato il testo del documen to n. di proL 24202/0p diretto dal Comando Supremo a Supcrcsercito, Supermarima, Superaereo e trasmesso per te lescrivente, a Comando Gruppo Armate Est, Comando 11'' Armata. A Comando Superiore FF.AA. Egeo, trasmesso per radio. E ' da notare che il Comando Supremo nel trasmetterlo lo ha erroneamente datato a.11'8 settembre, ed io calce ripete l'erro re quando indica l'ora di trasmissione dell'o rdine: 002008. Cioè 00,20 dell 'S -, ma venti minuti dopo le ore zero dell'8 settembre ness un o ancora aveva proclamato l'armistizio. Anche quì 1'8 va letto come 9 settembre poichè nel testo è detto: «A seguito proclama Capo del Governo relativo cessazione ostililrì...».

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DALMAZIA UNA CRONACA PER LA STORIA 1943-1944 PARTE 2 by Biblioteca Militare - Issuu