PARTE SECONDA
STATO MAGGIORE DELL 'ESERCITO
Bollettino dell'Archivio dell'Ufficio Storico
PARTE SECONDA
Gennaio / Dicembre 201 O Anno X - n° 19-20
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, Bollettino dell'Archivio dell'Ufficio Storico Periodico semestrale Registrazione n. 323/2003 Anno X- n. 19-20, gennaio-dicembre 2010
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Finito di stampare nel mese dicembre 2010 dalla Litos Roma srl
INDICE Convegni e seminari Seminario di Archivistica militare del 26 novembre 2009: ''versamenti e acquisizione di documentazione negli istituti di conservazione delle Forze Armate, 1969-1999-2009", a cura di PAOLO FORMICONI
p. 491
"Russian front convention': 23-24 novembre 201 O, convegno presso l'UniversitĂ degli Studi di Roma ''.La Sapienza': a cura di MARIA TERESA Scovorro
p. 493
Riordini e nuove acquisizioni Fondi riordinati ed inventariati a cura di
p. 505
STEFANO
Dr. ANGELIS
Nuove acquisizioni a cura di ROBERTO 01 ROSA
p. 507
Saggi storico-istituzionali FIL!Pl'O CAPPELLANO, Gli ordinamenti dello Stato Maggiore dell'Esercito dal 1919 al 1943
p. 511
Pro/i.lo storico-istituzionale della carica di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito
p. 559
Notizia.rio bibliografico S1LvrA TRANI, L'unione fra l'Albania e l7talia - censimento delle fanti (1939-1945) conservate negli archivi pubblici e privati di Roma.
p. 581
ALESSANDRO GrONFRIDA,
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Convegni e seminari
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LNCONTRI DI ARCHIVISTICA MILITARE PRESSO LA
Scuou SPECIALE PER ARCHIVISTI BIBLIOTECARI "VERSAMhN11 E ACQCHSIZ/ONE DI DOCUMENTAZIONE NEGLI ISTITUTI DI CONSERVAZIONE DELLE FORZE ARMAIE
(1969-1999-2009)"
la situazione a dieci anni dall'emanazione del decreto legis/,ativo 490/1999 (Testo unico delle disposizioni Legis/,ative in materia di beni culturali e ambientali) e a quarant'anni dal Primo Convegno Nazionale di Storia Militare ( 17-19 marzo 1969)
Il 26 novembre del 2009, presso le Scuderie vecchie di Villa 1òrlonia, sede della Biblioteca dell'Accademia Nazionale delle Scienze, si è svolto il secondo di una serie di convegni organizzati dagli Uffici storici di Forza Armata (Stati Maggiori della Difesa, dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica e del Comando Generale dell'Arma dei carabinieri, Museo storico della Guardia di Finanza) congiuntamente alla Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari dell'Università La Sapienza di Roma. Scopo degli incontri è quello di fare il punto sulle questioni principali della legislazione archivistica e dell'archivieconomia che riguardano pi11 da vicino gli archivi militari, nella loro duplice funzione di depositari della memoria storica delle Forze Armate e di garanti della fr uibilità del patrimonio documentario, oggetto da un decennio di una crescente richiesta di consultazione da parte di un pubblico assai variegato per competenze ed esigenze. Tema particolare del convegno sono state le ricadute sulla attività degli Uffici storici del Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali (TU n. 490/1999), che ha riconosciuto agli stessi Uffici storici la prerogativa di raccogliere e conse,rvare la documentazione prodotta dagli enti militari, ponendoli su un piano di parità con gli altri istituti di conservazione riconosciuti come "archivi storici". In particolare, i contributi esposti nel convegno hanno affrontato il problema dei versamenti agli archivi militari, con tutte le esigenze in termini d i gestione e conservazione che una sempre crescente messe di documentazione pone all'istituto archivistico, le cui dotazioni devono essere accresciute di conseguenza. Ogni Ufficio Storico, nel corso del proprio intervento, ha pertanto fatto un quadro dei fondi fin qui recepiti, ed ha esposto le linee generali della propria futura politica di acquisizione di ulteriori complessi documentari, nell'abito di una loro futura ed auspicabile valorizzazione. Paolo FORMICONI
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CONVEGNI E S/:.MJNARI
Maria Teresa SCOVOTTO
"Russian front Convention 201 O" Dal 23 al 25 novembre, presso Università di Roma, La Sapienza, in collaborazione con l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, si è svolta la seconda Conferenza italo-russa dal titolo "Russian front Convention 201 O': frutto di un confronto ed un approfondimento sul tema della guerra in Unione Sovietica 1• Oltre alla qualificata partecipazione della delegazione russa, guidata dal Prof. Filonenko, all'evento hanno aderito autorità militari e civili italiane e straniere, studiosi e ricercatori ed associazioni combattentistiche italiane. La precedente ed izione intitolata "La guerra sul Don (1942-1943)" si svolse presso l'Università statale agraria di Voronezh, Federazione Russa, dal 12 al 17 aprile 2008; presente in quella occasione la delegazione italiana, guidata dal Capo dell'Ufficio Storico dell'Esercito Col. Antonino Zarcone, insieme ai Capi Uffici/Istituti Storici di Russia, Armenia, Bielorussia, Germania, Kazakistan, Israele, Romania, Slovacchia, Ucraina ed Ungheria. Levento rappresentò l'occasione per ricevere informazioni sugli archivi che custodiscono l'ingente documentazione italiana, catturata dai russi durante la ritirata del 1942/1943, e la tipologia di documenti contenuti, tra i guaii numerosissimi diari di guerra, documenti operativi e relazioni redatte dal servizio di informazioni sovietico sul comportamento delle truppe italiane verso la popolazione locale. Le relazioni presentate dai relatori russi e i colloqui intercorsi hanno evidenziato ·il comportamento verso i civili, dei soldati itali;rni, che non si macchiarono di crimini di guerra anzi, come documentato, spesso informarono la popolazione nel caso di rastrellamento da parte dei tedeschi. Obiettivo comune rimane quello di arrivare ad una memoria condivisa. Il primo Trn i primi scritti pubblicati in Italia sulle operazioni dell'Esercito Italiano nella seconda guerra mondiale, sono da an noverare due studi monografici dell'Ufficio $corico dello Stam Maggiore d ell'Esercito. Uno di essi comparve nel 1946 sotto il titolo ''L'8' Armata italùma nelùt seconda battaglia difensiva del Don (I J dicembre 1941-31 gennaio 1943)"; l'altro è del 1947 e riguarda "Le operazioni del CSJR e dell'ARM!R dtil giugno 1941 all'ottobre 1942". Elaboraci pochi anni dopo le operazioni, i due libri non potevano essere né esaustivi né completi anche a causa del facto che i m ateriali d'Arcbivio erano scarsi e mancav:1110 molti Diari d elle unità combattenti. I.:ampl iamenm delle due monografie avviene con la pubblicazione di un'esauriente sintesi d ella guerra combatruta sul fronte orientale e del ruolo svolto da.Ile unirà dell'Esercito Italiano di C. DE FRANCESCHI, G. DE VECCHI, M . MANTOVAN I, Le operazioni delle unità italiane al fronte russo 1941-1943, $ M E-Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico 3" edizione, 2000. Questa pubblicazione cont iene il fedele racconto delle azioni svolte da ciascuna deUe Division i p resemi in Russia, dalle tre veterane del CSIR - Pasubio, Torino e Celere- al.le sette giunte sullo stesso fronte un anno dopo, le Divisioni Sforzesctl, Ravenna, Còsserin, Vicenza, Tridentina, Julia e Gìmeeme. Il lavoro riunisce in un u nico volume la narrazione delle vicende del CSIR e dell'8' Armara, dalla partenza dall'Icalia nel luglio 1941 sino al ritorno in Patria dell'tùtima tradotta con i resti del li Corpo d 'Arm ata nel maggio 1943. Jniìnc, non possiamo non ricordare il convegno sulla campagna d i Russia svoltosi a C tmeo il 19-21 ottobre 1979 (cfr. hTITlITO 51-0IUCO DELLA Rl'.SJSTF.NZA IN CUNEO E PROVINCIA, Gli italiani sul ftonte russo, Dc Donato, Bari, 1982) a cui partecipò l'allora Capo Ufficio Storico Colonnello Rinaldo Cruccu.
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B OU.f:TTINO DEL{. 'ARCHIVIO t>l:LL 'UFFICIO STORICO
passo potrebbe essere rappresentato dalla pubblicazione del carteggio militare, dei nostri soldati caduti o prigionieri, tuttora custodito negli archivi ex sovietici, contenente informazioni mili a meglio comprendere le condizioni di vita dei soldati e soprattutto a definirne la loro sorte dopo la dichiarazione di "dispersi".
I documenti custoditi negli archivi russi. Dal primo incontro è stato possibile identificare gli istituti di conservazione in Russia e i documenti in essi contenu ti: -
ARKHNNYJ FONO ROSSIJSKJ FEDERAZI. Principale archivio russo è il Fondo archivistico della Federazione Russa per ampiezza ed interdisciplinarietà; parte integrante dell'eredità storico-culturale dei popoli della Federazione Russa.
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GOSUDARSTVENNYJ ARKHJV ROSSIJSKOJ FEDERAZII (GARF). Archivio statale della Federazione Russa fondato nel 1920 in cui sono conservati i documenti dei Supremi organi di governo e degli organi di amministrazione statale dell'Unione Sovietica dal 1917 al 1991; dal 1992 l'Archivio custodisce i documen ti degli enti statali della Federazione Russa.
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ROSSIJSKIJ GOSUADARSTVENNYJ TSTORICHESKIJ ARKHIV (RGIA). Archivio storico statale russo creato nel 1925 (con doclUnemi del XIX e inizio XX secolo).
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ROSSIJSKIJ GOSSUDARSTVENNYJ VOENNOISTORTCHESKIJ ARKHIV (RGVIA). Archivio statale russo di storia militare costituito nel 1797 (archivi militari dell'Impero russo).
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ROSSIJSKIJ GOSUADARSTVENNYJ ARKHIVVOENNO-MORSKOGO FLOTA (RGAVMF). Archivio statale russo della Marina Militare fondato nel 1724.
Principale archivio militare della Federazione Russa è l'Archivio centrale del Ministero della Difesa (ZAMO) a Podol'sk, non lontano da Mosca, in cui sono conservati documenti e materiali delle Forze Armate sovietiche, dal periodo della «Grande Guerra patria" fìno al primo dopoguerra. Inoltre, nel 1961 fu pubblicata la seconda parte della 12" raccolta microfilmata di documenti della Grande G uerra patria, intitolata "La battaglia di Stalingrado dal 12 luglio 1942 al 2 febbraio 1943". Per quanto concerne altri documenti sull'ARMIR si possono trovare nell'Archivio centrale del Servizio federale di sicurezza della Federazione Russa alla Lubjanka. In esso sono conservati documenti riguardanti i rapporti tra le truppe tedesco-italiane e la popolazione locale nei distretti di Voronezh, temporaneamente sotto occupazione. Anche l'Italia, ha colto l'occasione di rendere nota la rassegna dei documenti conservati nei suoi Archivi. Nell'Archivio dell' Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Eserci to sono conservate due tipologie di fonti relative alla Campagna di Russia: I diari storico-militari e le relazioni integrative degli ufficiali sopravvissuti del comando e delle unità del CSIR, e poi dell'ARMJR, relative alle operazioni; questa prima tipologia di fondi si trova nel fondo d'archivio denominato Nl -11 diarì storici della Seconda guerra mondiale.
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Le carte del Gabinetto del Ministro della Guerra e dello Stato Maggiore Regio Esercito relative alla pianificazione, partecipazione e successivo ritiro delle truppe italiane. Al termine del convegno, le autorità russe richiesero di verificare la possibilità di programmare in Italia, la seconda edizione. "Russian front Convention 2010", Roma 23-25 novembre.
Grazie al la:voro congiwno della Sapienza Università di Roma, nella veste del Pro Rettore per la Cooperazione e Rapporti Internazionali Prof Antonello F. Biagini, e dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, come ha ricordato il Capo Ufficio Col. Antonino Zarcone, si è tenu ta a Roma la seconda edizione del Convegno. l;incontro con gli ufficiali delle delegazioni straniere, tra cui il Generale romeno C. lspas e l'Ammiraglio greco N. Hatzopoulos, ha visto la disamina di alcuni documenti recentemente declassificati dalle autorità russe e l'approfondimento di alcuni argomenti come quelli attinenti le Operazioni italiane sul Don, il rapporto tra occupati ed occupanti, la prigionia, gli internati, le formazioni russe durante la resistenza 2 •
Era neccssado che ai primi scriri:i pubblicaci in Italia sulle operazioni dell' Esercito nella Seconda Guerra Mondiale (le ciratc monografie in nota 1), elaboraci pochissimo tempo dopo le operazioni allo scopo di fornire al paese le mocìvazioni della sconfitta dell'8' Armata e sugli avvenimenti che avevano caraccerizzaco l'accivicà operaciva del Corpo di Spedizione in Russia (CSIR), seguissero opere più anicolate, grazie sopratturro alla possibilità di disporre di nuovo materiale d.i Archivio. Ad oggi disponiamo cl.i nuovo materiale documemario e bibliografico. Esso comprende:
Per La pane documentaria: - diari di reparti, relazioni di comandanti di grandi e minori unità e di Capi di Stato Maggiore, acqu.isiti all'archivio dell'ufficio dopo il 1946; - documenti e carteggio sussidliario traspon:ati dai tedeschi in Germania dopo le vicende dell' 8 settembre 1943, recuperati dagli stacunitensi ed avviaci negli USA cd infine restituiti verso la fine degli anni '70; - diario del Comando Supremo (Generale Cavallero) acquisito dall'Archivio nel 1946, dopo che la stesurn della seconda Monografia sulle operazioni in Russia era stata già ultimata (pubblicata nel
1947); - "Fondo Marras", costituito da documentazione ceduta all'Ufficio nel novembre l 972 dal Generale Efisio Marras, Addetto Militare a Berlino e durante la guerra "Generale italiano presso il Q _uarrier Generale delle Forze Armate germaniche"; Per I.ti parte bibliografica: - opera ufficiale sovietica in sei volumi (circ.'l 4000 pagine) edita fra il 1960 e il 1965 dal titolo "Scoda della grande guerra patriottica dell'Unione Sovietica, 1941- 1945" (lstorija Vclikoj Otecestvennoj Vojny Sovietskogo Sojlrla- IVOVSS); - opera ufficiale sovietica in 12 volumi (6 dei quali pubblicaci dal 1973 al 1976) dal titolo "Scoria della seconda guerra mondiale 1939-1945" (fatorija Vtoroj Mirovoj Vojny- IVMV); - "Diario di guerra del Corn,tndo Supremo delle Fonc Armare tedesche, I 940-1945" (Kriegscagebuch dcc Oberkommall(los der Wehrmacht - Wehrmachtfuhrung-ssrab" Bernard & Graefe Vcrlag fur Wehrwesen, Fraukfurc am Main, 1965); - materiale srorico riguardamela campagna (li Russia elencato nei 7 volumi del "Saggio bibliografico sulla seconda guerra mondiale" pubblicato dall'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito. Bisogna però sottolineare che né la IVOVSS né la TVMV menzionano la presen1,a del Corpo di Spedi't,ione in Russia (CSIR) e dedicano all' 8" Armata solo poche pagine; il Diario di guerra del Comando Supremo tedesco riporra invece lo ~-volgimenro cronologico delle operazioni.
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BOLLEITINO DELL'ARCJ-JJVJO DEll 'UFFIC/0 STORICO
f La sessione inaugurale, apertasi il 23 novembre nell'Aula Magna del Rettorato della Sapienza, moderata dal Prof. Francesco Dante, ha visto la participazione del Gen. C.A. Rocco Panunzi (Comandante Logistico dell'Esercito Italiano), del Prof Filonenko (Pro Rettore dell'Università agraria di Voronezh), del Col. Matteo Paesano (Capo Ufficio Storico dello Stato Maggiore Difesa), del Col. Zarcone (Capo Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito) e del Ten. Col. Di Rosa Vice Capo Ufficio e Capo della Sezione Archivio dell'Ufficio Storico SME). Filo conduttore della "Russian Front Convention 2010" del 23 novembre è "La campagna di Russia nelle fonti archivistiche". Una sintesi delle operazioni sul fronte russo.
Spinto unicamente da motivi di carattere ideologico e di prestigio, Mussolini volle che anche truppe italiane prendessero parte alla campagna di Russia e nell'estate del I 941 venne approntato un Corpo di Spedizione in Russia (d'ora in poi CSIR) che rappresentasse l'Italia nella guerra intrapresa dalla Germania all'URSS 3• Nel suo discorso iniziale il Generale C.A. Rocco Panunzi ha rilevato come analizzando la composizione del CSIR si possono formulare alcune importanti considerazioni: in oltre dieci mesi di intensa attività operativa, carica d'impegno e difficoltà di carattere tattico e soprattutto logistico, esso aveva dato più di quanto le situazioni obiettive consentissero; operò per lungo tempo, inquadrato in una delle più moderne unità corazzate tedesche, senza disporre di unità carriste e con un~ dotazione di automezzi che consentiva l'autotrasporto di una sola delle sue tre divisioni e nemmeno al completo. È dunque sotto il profilo dell'impegno operativo, dello slancio, del coraggio in combattimento e, del valore militare, che la campagna del CSIR si colloca tra le vicende più difficili della storia militare italiana. I soldati marciarono nella polvere e nel fango per cen ci naia di chilometri, sostenendo decine di combattimenti e difficoltà di ogni sorta, per poter tenere il passo con le potenze alleate in fase offensiva verso est, le unità italiane sostennero una serie di privazioni e di sforzi che consideravano irrinunciabile dovere, secondo il giura-
Come emerge chiaramente dai documenti, la prima enunciazione del proposito di imervenro militare a fianco dei tedeschi contro i russi - espressa il 30 maggio 1941 dal Capo dello Scaro Maggiore Generale, Cavallero (si vedano documenti riportati in appendice al libro "Le operazioni delle unità itrliùme alfr1mte russo», op. cit., Documento n. 7 p. 524). Il 9 luglio veniva scabiliro che il complesso di forze terrestri ed aeree, destinare ad operare al fronte orientale assumesse la denominazione CSIR e la sua cosricm.ione organica particolareggiata risulta dai "quadri di battaglia'' riportati nel Doettmenti n. 20 Quadro di Bat-
taglia del Corpo di Spedizione !talùmo in Russia (Corpo d'Armata autotrnsportabile) albi. data del J• agosto J341, Doc. n. 21 Composizione del Corpo di Spedizione Italiano in Russia (Corpo d'Armata autotrasportabile) e Doc. 22 Ripartizione per calibri delle hocche da fùoco di artiglieria. In sintesi il CSIR si componeva di: 2 divisioni autonasportabili (9' Divisione fanceria PrJSubio: 79° e 80° Reggimento fanteria Roma e 8° Reggimento artiglieria), 52' la Divisione fanteria 7òrino: 81' e 82' Reggimento fanteria 52" Reggimento artiglieria) e I celere (3' Principe Amedeo duca d'Aosta: 3° Reggimento bersaglieri, Reggimenti cavalleria Savona e Novara, 3" Reggimento artiglieria a cavallo). In più reparri del genio, I b::maglione chimico e supporto aereo per un corale di 62.000 uomini, 5.500 aucomezzi, 108 cannoni concrocarro, 80 c,tnnoni contraerei, 220 pezzi di piccolo calibro, 36 di medio calibro e 60 carri L3, al cui comando fu posto il Generale Giovanni Messe.
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mento prestato alla Nazione. Artefice della compattezza morale e dell'efficienza combattiva degli uomini del CSIR fu il loro comandante, il Generale Giovanni Messe\ alla cui figura di "uomo, soldato e Comandante", il Generale Panunzi ha dedicato una parte rilevante del suo intervento in q uanto artefice della compattezza morale ed efficienza combattiva degli uomini del CSIR. Fu un capo avveduto e deciso, che ali' esperienza combattiva, già comandante di un Corpo d'Armata in Albania, univa una costante preoccupazione per ridurre disagi e sacrifici ai reparti sotto il suo comando. Basti ricordare la determinazione con cui si oppose ali' ordine del Comando tedesco di spostare verso est le unità italiane giunte nel bacino del Donez, nel q uale Messe intendeva farle sostare perché in questa zona potevano realizzarsi migliori condizioni di svernamento; furono poi gli stessi comandi germanici a dover condividere la soluzione 5. La vita e l'attività operativa dell'8a Armata fu più complessa di quella del CS1R6, in quanto noh possedeva, come era accaduto in precedenza, mezzi corazzati per condurre azioni offensive né per contrastare le azioni avversarie; la dotazione di armi controcarro, appena bastante numericamente, ma non sempre qualitativamente, ad opporsi alle formazioni carriste operanti a sostegno della fanteria sovietica, diveniva del tutto insufficiente a contrastare le ondate delle Brigate corazzate del nemico. foolcre, la vastità dei settori assegnati all'Armata poneva le unità italiane nelle condizioni di costruire deboli linee difensive facili da sfondare e prive di urùtà di rincalzo. Giunto quando ormai era troppo tardi l'ordine dei comandi tedeschi che consentivano il ripiegamento del Corpo d'Armata Alpino e delle unità superstiti dell'8" Armata7, i superstiti si radunarono a Schebekino, dopo 350 km di marcia a piedi e dopo aver sostenuto tredici combattimenti. Gli uomini del CSIR e dell'8• Annata si batterono con caparbietà, riconosciuta dallo stesso avversario di quel tempo, pagando la fedeltà di soldati col sacrificio della vita. di un combattente su tre. Ricordando tutte le vittime della guerra, il Prof. Filonenko, ha proposto un minuto
Alla figura del Generale Messe è dedicarn il libro cli L. E. LONGO, Giovanni Messe. L'ultimo Maresciallo d'Italia. Ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, 2006. Promosso per merito di guerra Generale d'Armata al suo rimpatrio dal fronte russo, M esse fu destinaro al Comando della l " Armata operante in Tunisia. ll valoroso comportamento delle unità ai suoi ordini ottenne il dconoscimento dello stesso avversario che c:ributò ai comban:enti italiani l'onore delle armi all'atto della resa. Premiato a Maresciallo d'Italia, fu liberato dal Governo armistiziale ital iano d alla prigionia di guerra e, nel novembre 1943, gli fu affidaco l' incarico di Capo di Sraco Maggiore Generale conservato fino alfa fìne della guerra. Il Comando dell'8' Armaca, coscimirosi il l° maggio 1942 a Bologna, era desrinaco ad esercicare la propria aucorirà gerarchica su tre Corpi d'Armata ma, nella realtà, uno di essi era soctracro a qualunque azione diretta del Comando italiano in quanto operava, ormai da tempo, sul fronte russo. Le operazioni ddl'8' Armata icaliana si inscrivano nel quadro della ripresa dell'offensiva tedesca verso il Caucaso, con espansione verso est in direzione di Stalingrado e le prime unità furono quelle del X.XV corpo (già CSIR), rinforzaco da una divisione di fanteria e da una considerevole massa di artiglieria; inquadrata nel gruppo di armate tedesche "B", scopo del comando del grnppo di armate "B" era sviluppare una difesa rigida lungo la riva del Don. Inserita m1 la 2' Armata ungherese a sinistra e la 6' Armata tedesca a desrra, 1'8' Armata si schierò da sinistra a destra con il Il, il XXJX. e il XXV corpo. Negli o ltre tre mesi che intercorsero era la fine deUa prirna battaglia del Don e l'ini.z io della seconda, I' Armara affronrò problemi legati al riordino, al ripianamenr.o delle perdite, l'asscstamenr.o ratcico e logistico per l'inverno. Era il 17 gennaio 1943.
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di silenzio per onorare i nostri caduti ''ad eterna memoria di tutti i combattenti contro il fascismo" e ha ricordato, il 25 ottobre del 1944, giorno in cui furono ristabilite le relazioni diplomatiche era i due Paesi, una collaborazione che continua ancora oggi in tanti settori.
La campagna di Russia nelle fonti archivistiche dell'Ufficio Storico Il Ten. Col. Roberto Di Rosa, quale Vice Capo Ufficio Storico e Capo della 2" Sezione d'Archivio, ha svolto una ampia relazione sui maggiori fondi custoditi dall'Archivio (la cui consistenza ammonta a circa 400 metri lineari) . Questi document i possono essere, essenzialmente, suddivisi in 4 tipologie: Prima: I diari storico-militari delle unità del Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR) e poi dell'Armata Italiana in Russia (ARMIR) e le relazioni integrative degli ufficia.li sopravvissuti, relative alle operazioni delle unità italiane sul Fronte Russo; Seconda: Le carte degli alti comandi e degli organi centrali: (Ministero della guenaGabinetto, Stato Maggiore Regio Esercito, Servizio Informazioni Militari (SIM), Addetto Militare a Berlino, relative all'attività informativa preventiva, aJla pianificazione, partecipazione e al successivo ritiro delle truppe italiane; Terza: La documentazione relativa alla situazione generale dei prigionieri di guerra italiani in Russia. Quarta: Gli archivi personali. di militari che presero parte alla Campagna di Russia, tra i guaii alcuni alti ufficiali. Tra quelli di maggiore interesse mostrati ~ù pubblico: Diario storico del XXXV Corpo d'Armata (ex CS!R) in data 20 agosto 1942 (N-1-11, b. 680, fase. Terzo bimestre luglio agosto 1942) Il Corpo d'armata, dopo aver sostenuto aspri combattimenti sulle rive del Don, fo coinvolto nella prima controffensiva sovietica sullo stesso fium e. Nonostante gli iniziali successi avversari, la linea difensiva fu ristabilita a sud del corso del Don. Ordine del giorno storico dello CSIR in data 9 magg,io 1942 (N-1-11, b. 680, fase. allegato al DS CA autotrasportabile maggio 1942). Il documento è un incitamento del generale Messe, Comandante dello CSIR, nei termini un po' retorici dell'epoca, alle truppe sotto il suo comando. Infatti, nella seconda quindicina di maggio (17-28 maggio 1942) le truppe italiane concorsero alla vittoriosa controffensiva tedesca ad Est del Dniepr che, secondo l'alto comando tedesco, a:veva l'obbiettivo di completare l'occupazione della Crimea ed eliminare la profonda sacca di lzijum. Relazione sull'azione svolta dalla Divisione Alvina Tridentina al fronte russo ( Nl-11 b. 1554 fase. 5) redatta, presumibilmente nel 1945, dal Generale Luigi Reverberi, Comandante della Divisione Tridentina, dopo il rientro della grande unità dal fronte, al fine di colmare le lacune documentarie dovute a.Ila mancanza del diario storico-miliare del periodo. A1emoria operativa relativa all'invio di un comando di armata con relative truppe e servizi in Russia (L-14 b. 72 fase. 3). 1
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CONVEGNI E SEMfNARI
Questo documento, senza data, rappresenta la pianificazione ordinativa in ambito SMRE relativa all'approntamento di un'armata per la Russia tra la fine del 1941 e gli inizi del 1942 (inizialmente era, infatti, stata prevista la 6• Armata). Carta 1: 1000. 000 del Comando Suvremo relativo allo schieramento detf'8 1' Armata (ARMJR) alla data del I 5gennaio 194? (L-14 b. 94 fase. 1): Nel documento, in particolare, sono riportate le direttrici di attacco nemico che investivano il XXIV C.A. tedesco e il C.A. alpino. Lettera n. 1332 del Generale Gazzera, Alto Commissario per i prigionieri di guerra, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al MAE, ai ministeri militari, allo SMG e allo SMRE, in data 10 ottobre 1944 (I-3, b. 163). Nel documento il Generale Gazzera riferisce dei colloqui avuti con il colonnello Jacovlew, capo della Missione militare sovietica, incaricata di rin tracciare notizie relative a circa 100 prigionieri di guerra russi detenuti in Italia alla data dell'8 settembre 1943. l;oggecco del colloquio era, in realtà, la situazione dei prigionieri di guerra italiani detenuti in URSS che, secondo l'ufficiale russo, erano trattati bene, alcuni dei quali, fra l'altro, erano anche ospitati presso famiglie ucraine. Il col. Jacovlew riferiva inoltre che, dopo l'arrivo dell'amba5ciatore italiano a Mosca, Pietro Quaroni, erano in corso di preparazione gli elenchi degli stessi prigionieri italiani che sarebbero stati rimpatriati, passando per la Persia e l'Egitto . Lettera di Mussolini al Generale MESSE, in data 3 marzo ] 942 (L-13 fondo Messe, b. M fase, 9 s.fasc. II). Lettera di elogio del Duce al comandante dello CSIR e alle sue truppe per l'eroico comportamento sul fronte russo. Nella lettera Mussolini rinnovando la sua fiducia al generale italiano non lo informava della prossima costituzione dell'ARMIR sotto il comando del Gen. Gariboldi. l;incremento del CSIR fortemente voluto dal Capo del Governo per ragioni propagandistiche e per venire incontro alle richieste di Hitler, era stato infatti sconsigliato da Messe fin dal luglio 1941, il quale ben sapeva che nella pianificazione prevista dal nostro Comando Supremo le nuove unità destinate erano solo parzialmente motori:z:.zate. Lettera di Hitler al Generale Messe, in data 22 luglio 1942 (L-13 fondo Messe, b. AA fase, 9 s.fasc. II): Altra Lettera di elogio aJ comandante dello XXXV C.A. (già CSIR e ora inquadrato nell'ARMIR) e alle sue truppe, nella quale Hitler manifesta la soddisfazione nel sapere che un importante settore del fronte orientale è tenuto dalle truppe di Messe. Tra l' 11 e il 22 luglio 1942 infatti, il XXXV C.A. operando all'interno della 17a Armata tedesca, rompeva lo schieramento difensivo russo e si apriva la strada verso il bacino minerario del Donez. 1
Essere soldato in Russia.
Il giorno successivo, 24 novembre, il Convegno si è articolato su 3 sessioni contemporanee svolte presso la Sapienza, Università di Roma. Nella sessione presieduta dalla professoressa Anna Maria lsastia, si è affrontato il
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BOLLETtfNO DEll'ARCHMO DELL'UFFICIO STORICO
f tema molto delicato della prigionia, metre nelle altre due sessioni si è parlato degli aspetti strategici e militari della guerra e dei rapporti tra storia e memoria. I relatori previsti, 30 tra professori con una lunga ed importante esperienza di ricerca, ufficiali delle Forze Armate e giovani ricercatori, hanno elaborato interventi di grande ricchezza. Ciò che di seguito sarà esposto sono solo alcuni dei punti salienti di questo Convegno, senza pretendere di sintetizzarli tutti. Gli interventi di tutti i relatori saranno pubblicati integralmente dall'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito. Una particolare attenzione merita, a mio avviso, la sessione 1 alla quale è dedicato il tema della prigionia anche per la presenza dell'ufficiale degli Alpin i Carlo Vicentini, reduce della prigionia, il quale rientrando in Patria ed avendo ancora vivo nell'animo il tormento morale e fisico dei patimenti vissuti, ha deciso di pubblicare come molti dei sopravvissuti gli avvenimenti di quegli anni8. L'8" Armata chiuse tragicamente la sua presenza in URSS, dove l'Esercito perse circa 85.000 uomini tra caduti e dispersi ed ebbe 30.000 uomini feriti o congelati9 • Sulle gravissime perdite della seconda battaglia difensiva del Don e conseguente ritirata sappiamo che le forze presenti ed operanti all'inizio della battaglia am montavano complessivamente a 229.005 uomini, il numero dei feriti e dei congelati rimpatriati era pari a 29.690, restavano 199.315 combattenti tra la linea del fronte e la zona delle retrovie. Alla conclusione della battaglia e dopo la ritirata delle unità dal Don al Donez a Gomel, nelle località di raccolta per il rimpatrio, mancavano all'appello 84.830 uomini, vale a dire un terzo della forza totale dell'Armata. I superstiti furono dunque 114.485. Degli 84.830 uomini mancanti all'appello, l'URSS ha restituito 10.030 prigionieri. Il numero dei combattenti dell'8• Armata che non sono tornati in Italia dal fronte russo ammonta per tanto a 74.800 e né da parte italiana né sovietica si è riusciti a definire, ufficialmente, in questa cifra, il numero dei morti e quello dei dispersi 10• Al sistema concentrazionario attuato dai russi nei confronti dei prigionieri italiarù
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Basri citare il libro di C . V1cENTINI, Noi soli vivi, Mursia, 2005, e la numerosa documentazione memo6aliscica di Archivio. ' Durame la sessione di lavoro, è emersa una d iscordanza sui dati relacivamente al ri mpacrio dei prigionieri di guerra, come socrolineaco dal Prof. Filonenko, leggendo il messaggio inviato dal Generale russo V. S. Khristoforov. li rimpatrio terminò nel 1951 e nella relazione si riporta che .i prigionieri rimpatriaci dal 1945 al 195 l forono 155.411; nel 1946 furono 12.419; nel l 948 lùrono 20; nel 1950 lùrono 167 e solo 27 nel 1951. Sul tema è in corso di stampa il libro della Prof.ssa M. T. Giusti, Lll jìnta liberazione. Gli internati militari italiani deportati dallll Germania nei Lager dell'URSS: 134411946 I dati forniri sono disponibili in Le operazioni de/I.e unità italùme al fronte russo (1941-1943), op. cic., cap. XJX "Le perdice», p. 488. lnolrre, indicazioni di carattere generale sulla gravità delle perdite subite dalle unirà icaliane, sono riporrace nella relazione ufficiale sovietica sull~'seconda gueua mon&lle (JVOVSS); nella stessa vengono respime le affermazioni da parre icaliana seco ndo le quali molte migliaia di uomini dell'8• Armata furono cenuce prigioniere in U .R.S.S., mentre in realtà, sostengono i russi, essi caddero in combattimento. Dei combattenti che non sono comari dal frome russo, si conoscono i nomi di 69.042.
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è dedicato l'intervento del la Profssa Dundovich. Il problema emerse con la vittoria della Battaglia del Don, da quel momento la gestione sistematica divenne inevitabile e fu fondata sulla tripartizione: Governo, Ministero della Difesa e Ministero dell'Interno sovietico. Furono ben 533 i campi in cui vissero, o morirono, dal 1943 al 1951 circa mezzo milione di prigionieri, in cui il lavoro forzato rappresentava una forma di risarcimento danni. All'indottrinamento politico dei prigionieri italiani, attraverso le scuole di antifascismo e al giornale l'Alba, sono dedicati gli interventi del Col. A. Zarcone e del Prof A. Mola. Lopera di propaganda e rieducazione politica svolta nei campi aveva come obiettivo principale la maturazione antifascista dei prigionieri, e la creazione dell'immagine dell'Unione Sovietica; il tutto era volto alla criminalizzazione del sistema fascista e alla ricostruzione morale e materiale una volta rimpatriati in Italia. Basti aggiungere che si trattò dell' unico caso di una rieducazione politica sistematica, praticata dai vincitori sui vi nti durante la seconda guerra mondiale. Il Capo Ufficio Storico dello SME, Col. Zarcone, ha lavorato su 13 dichiarazioni sottoscritte dai prigionieri di guerra al rientro; le schede sottoposte a 61 militari (di cui 13 ufficiali) contengono informazioni sulla situazione politica, economie,'l e militare in Russia, sulla propaganda politica e le scuole di antifascismo organizzate a partire dalla primavera del 1943 dal PCUS sotto la direzione di militari russi conoscitori della lingua italiana e fuoriusciti antifascisti. I corsi, a cui si era ammessi dopo un periodo di prova, non erano rivolti a soli italiani ma anche a rumeni, ungheresi, cecoslovacchi, austriaci e tedeschi, e duravano circa 5 mesi. Le materie di studio concernevano le opere e il pensiero di Marx, Lenin e Stalin, la storia del PCUS, la storia del Risorgimento italiano e delle sue figure pitt illustri come Cavour, Mazzini e Garibaldi, le cause e le conseguenze della guerra. Secondo le testimonianze di un prigioniero, un direttore di questi corsi di indottrinamento concluse così dicendo: "Noi non abbiamo voluto fare di voi dei comunisti, abbiamo solo voluto insegnarvi a considerare le cose. Non dimenticate che dovete ragionare, ricordatevi che fra poco tornerete in Italia. Qualunque sia la vostra linea politica dovete cercare di restare sempre uniti per il bene della vostra Patria". Ma al rientro, solo una piccola parte aderirà al PCI e pochissim.i si tratterranno in Unione Sovietica. Di grande rilevanza è la relazione del Prof Filonenko sul!' atteggiamento tenuto dai militari italiani nei confronti della popolazione civile. Come dimosmuio i documenti e le testimonianze pubblicate, gli italiani commisero un numero limitato di crimini, atti illeciti e fucilazioni dei civili sui territori occupati della regione di Voronezh. Soltanto 19 nostri militari furono trattenuti oltre il 1947, e rilasciati nel 1950, accusati di crimini di guerra; in realtà tali reati si configuravano come reati comuni e non come violazione delle norme di diritto internazionale. Questo spiega il perché durante la ritirata del 1943 gli italiani feriti e congelati ricevevano l'aiuto misericordioso (tetto e cibo) dalla popolazione civile locale. Quest'anno a Voronezh sono state pubblicate le memorie di A. V. Shpilevoi, testimone oculare degli eventi, che nel 1942 aveva 15 anni e ricorda: "[... ] i soldati ira.liani aiutavano durante i lavori agricoli ed in cambio dei prodotti alimentari
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davano cherosene, sigarette ed altri averi della proprietà militare in abbondanza'' 11 • Ad ulteriore riprova di queste tesi, vi è il libro che il Prof Filonenko pubblicherà con il Prof G. Scoconi. I documenti analizzati e le testimoniam,e dei veterani russi confermano l'immagine positiva del soldato italiano, al quale i russi conferivano la qualifica di "occupante" e non di nemico. Tale conclusione appare peraltro ovvia quando si esaminano i dati concernenti i criminali di guerra in URSS: su un totale di 80.000 criminali di guerra identificati ed arrestati dagli organi di polizia sovietici si contano oltre 30.000 militari stranieri processati dai tribunali dello NKVD; gli italiani inquisiti e condannati sono in totale una ventina. La condotta italiana va ascritta ali' osservanza, pur nella dura prassi d'occupazione, al rispetto delle consuetudini e della disciplina dei regolamenti militari 12• I lavori si sono conclusi con l'auspicio di continuare lo scambio. di informazioni e l'acquisizione della documentazione italiana catturata dai russi durante la ritirata del 1942/1943. Con l'apertura di archivi prima inviolabili, il controllo incrociato era le memorie e i fondi documentali italiani e russi assume particolare importanza per ricostruire la condotta dell'occupazione da parre dei soldati italiani in URSS. Il pomeriggio è proseguito con il Concerto, nell'Aula Magna della Sapienza, tenuto dalla Banda dell'Esercito italiano 13 alla presenza di tutti i partecipanti ed. ospiti stranieri; la Banda ha presentato un programma variegato, a tratti celebrativo con !.'esecuzione di marce ed inni, a tratti sinfonico, con repertorio di brani di attualità. La "Russian Front Convention" si è conclusa il 25 novembre con la visita a Montecassino, sui luoghi della memoria della seconda guerra mondiale. La delegazione, guidata dal Col. A. Zarcone, si è recata all'Abbazia e aj campi di battaglia; il momento pit1 importante è stata la visita all'80° Reggimento di fanteria "Roma", erede di uno dei reggimenti che con la Divisione "Pasubio" ha combattuto in Russia. E' stata visitata, presso il Reggimento, la "Sala Ricordi" dove è conservata la documen tazione, ritenuta di grande valore anche dagli storici e militari russi e, in memoria di tutti i caduti, è stata deposta una corona di fiori.
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al 13 gennaio al 2 fobbraio 1943 durame le operazioni di attacco di Osnogozh-Rossoscia e VoronezhKastorno delle truppe sovietiche fu liberato il territorio di 45.000km2, terminò cosl l' occupa1.ione temporanea della regione di Voronezh. Le truppe sovietiche esegu irono l'ordine, duranèe le operazioni di liberazione, di in terrogare la popolazione che fu sotto occupazione. Le testimoniame della popolazione locale ed cx-prigionieri si formarono sul posto di norma durante i primi dicci giorni dopo la liberazione. La maggior parte di essi fu scritta a mano, raramente si usava una macchina da scrivere, ogni atto riportava la daca e il luogo preciso - con norne della città, paese o del kolchoz - e firmato dai testimoni e da un rappresentante delle truppe liberanìci.. Nell'Archivio Cemrale del Ministero della Difesa della Federazione Russa, nei fascicoli del fronte di Yo ron e1..h, si conservano 175 di questi atti, compilati nel periodo che va dal 20 gennaio al 16 marlO 1.943. Nel recente libro Invasori non vittime lo storico tedesco T homas Schlcmmer solleva interrogativi sttlla campagna dell'8' Armata imendendo demolire l'immagine positiva del soldaro icaliano. Il Prof. G . Scotoni che insieme al Prof. Filonenko ha condotco uno studio, in pubbJica1.ione, conferma invece l'imJllagine del «buon soldaco» trasmessa dalle memorie dei veterani russi. Fondata nel 1964, la Banda dell'Esercico è formata da esecutori diplomati ,11 Conservatorio e reclutati attraverso sclercivi concorsi nazionali.
Riordini e nuove acquisizioni
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RIORDINI E NUOVE ACQlf!STZIONI
Stefano DE ANGELIS
Fonti riordinati ed inventariati
Nell'ambito della convenzione tra l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito e la Libera Università internazionale di Studi Sociali Guido Carli sono stati redatti i seguenti elenchi: fondo B-4 Carteggio sussidiario divisioni nella prùna guerra mondiale: 1a Divisione (1915-1919), bb. 21, a cura di Marta NUCCITELLI e Luana COCCIA, nel 2009; fondo B-4 Carteggio sussidiario divisioni nella prima guerra mondiale: 2a Divisione (1915-1919), bb. 5, a cura di Vincenzo COPPOLA nel 2009, fondo B-4 Carteggio sussidiario divisioni nella prima guerra mondiak: 7" Divisione (1915-1919), bb. 5, a cura di Riccardo CURSI nel 2010. Inoltre, il C.le alp. (ris.) Gianluca Dott. SALLUCE, ha redatto l'elenco del Carteggio sussidiario della 4a Divisione (1915-1919) fondo B4. Nel 2009 sono stati riordinati ed inventariati, a cura della società ROMARCHIVI, i seguenti fondi miscellanei: fondo D-2 Carteggio operativo e relazioni varie del Comando fòrze armate della Somalia, bb. 31 (1931-1941); Il fondo fa parte di un complesso documentario più ampio, anch'esso conservato presso l'Archivio dell' Ufficio Storico, che comprende anche altri fondi indicati come 01, 03, D4, 05, 06 relativi alla Guerra italo - etiopica ed alla presenza italiana in Africa Orientale, pertanto dovrebbe essere considerato un complesso documentario pit1 che un archivio in senso proprio prodotto da un ente. Il fondo è costituito da tre nuclei di carte distinti: carte del C.do FF.AA. della Somalia, carte del SIM - Ufficio "J" di Mogadiscio e da una raccolta di pubblicazioni di vaù comandi. fondo E-7 Carteggio sanitario della prima guerra mondiale, bb. 53 (1915-1936); Raccolta di vari documenti, evidentemente estratti dalle serie di provenienza, realizzata a fini di studio e costituita a metà degli anni trenta dal Magg. Generale me. prof. Alfredo BUCCIANTE incaricato della redazione di una relazione storica sul servizio sanitario della prima guerra mondiale, peraltro mai pubblicata. La documentazione riguarda essenzialmente l'organizzazione e le attività delle diverse strutture sanitarie militari compresi gli ospedali e gli stabilimenti di cura durante il periodo bellico oltre alle attività svolte da varie associazioni di soccorso, tra cui la Croce Rossa Italiana. fondo G-28 Corpo di Stato Maggiore- Ca-tnpi e Manovre, bb. 65 (1831-1955); Miscellanea di carte che sono state riordinate innanzitutto in 4 macropartizioni cronologiche: periodo preunitario, relativa in prevalenza a campi di istruzione; periodo dall'Unità alla prima guerra mondiale, relativa a Viaggi di Stato Maggiore; Grandi Ma.novre con i quadri, i corsi; periodo del primo dopoguerra, relativa alle esercitazioni delle
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BOLLETTINO DELLÀRCHIVlO DHU 'UFFICIO STORICO
Grandi Unità ed ai cicli addestrativi; periodo del secondo dopoguerra fino alla metà degli anni cinquanta, costituito da soli 5 fasdcoli che riguardano le esercitazioni di rilievo. Sempre nel 2009-2010 è stato redatto l'elenco di consistenza del fondo L-2 Protezione antiarea e difesa contraerea, bb. 117 (1929-1944), a cura del Dote. Paolo FORMICONI, corredato da una provvidenziale relazione vista l'estrema ramificazione della struttura organizzativa del servizio. La documentazione è composta da corrispondenza, circolari, memorie, relazioni, traduzione di materiale a stampa straniero, corredata da un consistente materiale iconografico comprendente volantini, planimetrie, topografie, schizzi, lucidi e fotografie prodotta da munerosi diversi enti. A cura del personale dell'Ufficio Storico sono stati invece svolti i seguenti lavori: inventario del jòndo G-17 Campagna I 859, voli. 54 di carte e registri rilegati, bb. 15 (1849-1855, 1859- 1860, 1877-1878, 1894-1895, 1907, 1911, 1922, 1934), nel 2009 a cura dell'archivista di stato Alessandro GIONFRIDA1; elenco sommario di consistenza del fondo 1-2 Amministrazione fiduciaria della Somalia, bb. 313 di carte non ordinate e regg. 62 (1949-1957), a cura del capitano Andrea CRESCENZI nel 2008; Archivio non ordinato, del Comando del Corpo di Sicurezza deJla Somalia - Stato Maggiore e del complesso di carte dello Stato Maggiore Esercito - Ufficio Operazioni relative ali' amministrazione fiduciaria della Somalia. Infine nel secondo semestre del 2010, nell'ambito delle attività volte a tutelare e salvaguardare il patrimonio documentale storico, sono iniziate le operazioni di digitalizzazione dei Diari Storici dei Reparti combattenti nella 1" Guerra Mondiale (fondo BJ). :Cattività riguarda, al momento, solo una minima parte di documenti e precisamente quelli relativi alle prime 23 Brigate di Fanteria per un totale di n.403 volumi così come elencati nell'inventario a disposizione degli utenti. Il servizio, a cura di una società esterna all'A.D., rientra in un progetto ben pitl ampio il quale prevede per il futuro, la possibilità per l'utente di consultare direttamente da monitor ed eventualmente anche stampare la documentazione d'interesse, senza la necessità di dover ricorrere al documento originale.
È stato pubblicato in appendice alla monografia: F 1!R01NAND0 01 Martino, Roma, S1:ai:o Maggiore Esercir.o- Ufficio Si:orico, 2010.
1.AURJO,
1859 l'Armata sarda
tl
San
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RIOII/JINI li NUOVE ACQUISIZIONI
Roberto DI ROSA
Nuove acquisizioni Nel 2004 è stato versato, da parte degli eredi, la rimanente documentazione dell'Archivio personale del Maresciallo d'Italia Giovanni Messe: 7 buste e materiale documentario e iconogra,6co per 1 metro lineare ( 1905-1983) che va ad aggiungersi al primo versamento effettuato negli anni ottanta (29 buste). Nel 2009 gli eredi del GeneraJe Roberto Segre hanno versato l'Archivio personale dell'alto ufficiale della consistenza di 3 metri lineari, costituito da documentazione, fotografie, pubblicazione e materiale iconografico, dai primi del XX secolo alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.
Saggi storico-istituzionali
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5ACC! STORIC(HSfflVZIONALl
Filippo CAPPELLANO
Gli ordinamenti dello Stato Maggiore dell'Esercito dal 1919 al 1943
Tra le due guerre mondiali
Nell'agosto 1919, in concomitanza con il trasferimento dell~ sua sede da Abano Terme (PD) a Roma, il Comando Supremo assunse il seguente ordinamento: Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito con Ufficio Segreteria e dal quale dipendevano i Comandi Generali di Cavalleria, Artiglieria, Genio, Aeronautica ed il Comando Superiore Carabinieri Reali; Sottocapo di Stato Maggiore del Regio Esercito; Generale Addetto e Capo Reparto Operazioni (su Ufficio Operazioni, Ufficio Addestramento, Ufficio Esteri, Uffìcio Informazioni, Ufficio Storico); Reparto Ordinamento e Servizi (su Ufficio Mobilitazione, Ufficio Reclutamen to, Ufficio Servizi, Ufficio Trasporti); Quartier Generale (alle dipendenze del Capo reparto Operazioni) 1• Il Comando Supremo del Regio Esercito fu definitivamente smobilitato il 1° gennaio 1920, riprendendo le normali funzioni del tempo di pace ed assumendo la denominazione di Stato Maggiore del Regio Esercito 2 • Llntendenza Generale, che aveva sostenuto gli sforzi logistici dell'Esercito operante nel corso del conflitto, fu sciolta il 1° maggio 19193• Lordinamemo provvisorio del Regio Esercito sancito dal Decreto n. 2143 del 21 novembre 1919, noto come ordinamento Albricci, dal nome del Ministro della Guerra, contemplava: lo Stato Maggiore dell'Esercito e comandi di grande unità; cinque Armi (Carabinieri Reali, Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio); otto Corpi (Aeronautico, Invalidi e Veterani, Automoibilistico, del Treno, Sanitario Militare, di Commissariato Militare, di Amministrazione, Veterinario Militare); distretti militari; scuole, istituti e stabilimenti-vari; Tribunale Supremo di Guerra e Marina e tribunali militari; reparti di
Circolare n. 94688 in data 9 agosro I 919 del Comando Supremo - Ufficio M (Mobilitazione). Foglio n. 224 in data 3 gennaio 1920, Nuova denominazione del Comanda Supremo, Comando Supremo - Reparto Operazioni - Ufficio "E". La mobilitazione generale del Regio Esercito, indetta con Decreto n. 690 del 22 maggio 1915, cessò il 15 mano 192 1 per effocco del Regio Decreto n. 211 in data 24 tèbbraio 192 I, rif/.ettente la cessazione de/I.a mobilitazione dei R. Esercito, dell.t R. Marina e della requisizione quadrupedi e carrette. Non è nota la dara di scioglimento del Comando Territoriale del Corpo di Stato Maggiore, che per tutto il corso della guerra aveva risieduto a Roma, quale componente del Comando del Corpo di Stato Maggiore non mobilitaca. Nel marm 1918 era arcicolato su: Ufficio Segreteria, Ufficio Mobilitazione, Uffìcio Eserciti Esteri, Ufficio Inform:riioni, Ufficio Storico, Sezione T ipografìca, Biblioteca, Rcparro Inrendenza. Tali Uffici erano alla dipendenza tecnica di quelli del Comando Supremo. Ancora nel marzo 1919 il Commdo Territoriale del Cor.po di Stato Maggiore figurava nel!' elenco di diramazione dei regolamenti e pubblicazioni militari. Circolare n . 166, dispensa n. 14", "Giornale Militare Ufficialc"-1920, Scioglimento della intendenza generale e dell'ufficio stralcio. I.:Ufficio Stralcio dell'Intendenia Generale fu discioli:o :1 sua volta il l O ago~to 1919.
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punizione e stabilimenti militari di pena. Lo Stato Maggiore dell'Esercito era composto da: Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il quale, sotto la dipendenza del Ministro della Guerra, in pace aveva l'alta direzione degli studi per la preparazione della guerra; il Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, il quale coadiuvava il Capo di Stato Maggiore e lo sostituiva in caso di assenza"; i cinque ufficiali generali designati per l'eventuale comando di un'annata in guerra; l'Ispettore Genera.le dell'Esercito e gli Ispettori Generali delle Armi di Fanteria, Cavalleria, Artiglieria e Genio; i quindici comandanti di corpo d'armata territoriale; i trenta comandanti di divisione di fanteria e i due comandanti di divisione di cavalleria; il Presidente del 1ribun:Ùe Supremo di Guerra e Marina; i restanti ufficiali generali d'arma combattente; la Commissione Suprema per la Difesa dello Stato, per risolvere, in tempo di pace, le piì:1 importanti questioni concernenti la preparazione della difesa nazionale; il Consiglio degli Ispettori Generali. I.:Arma dei Carabinieri Reali aveva un proprio Comando Generale; l'Artiglieria aveva due Ispettorati, quello d'Arma e quello delle Costruzioni d'Artiglieria; il Corpo Aeronautico disponeva dell'Ispettorato di Aeronautica; il Corpo Automobilistico aveva una Direzione Centrale Automobilistica; il Corpo Sanitario Militare aveva il proprio Ispettorato di Sanità Militare; il Corpo di Commissariato aveva il relativo Ispettorato dei Servizi di Commissariato; tra i reparti vari figurava l'Ufficio Amministrazione di Personali Militari Vari 5• La principale innovazione apportata dall'ordinamento Albricci era la carica di Ispettore Generale dell'Esercito, retta da un generale d'Esercito, che presiedeva il Consiglio degli Ispettori Generali, includente gli Ispettori Generali della Fanteria, della Cavalleria, d'Artiglieria e del Genio ed il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Tale Consiglio poteva essere convocato d'iniziativa dell'Ispettore Generale o dal Ministro della Guerra. Per incarico del Ministro della Guerra, l'Ispettore Generale poteva compiere "ispezioni straordinarie e di carattere particolarmente importante relative all'addestramento delle truppe, ai loro progressi tecnici, al coordinamento delle varie armi, integrando così in modo autorevole l'azione dei comandanti designati d'armata e degli ispettori delle varie armi e quello del capo di stato maggiore dell' esercito.6''
Le pii, recenci attribuzioni della carica di Soccocapo di Scaco Maggiore dell'Esercito risalivano al Regio Decreto che apporta varianti al 2° capoverso del n. 41 del "Servizio in guerra" . parte 1°, Servizio delle truppe, della fine del 1918, per il quale: "Il Sottocapo di Stato Maggiore deH'Eser2ito coadiuva il Capo di Scato Maggiore dell'Esercito nel disimpegno delle sue attribuz.ioni e compie gli speciali incarichi relativi a cale attribuzione, che gli vengono affidati dal capo di stato maggiore scesso. A tale scopo egli deve essere completamente informato degli intendimenti del Capo di SME cd accendere con lui e sotto la sua direzione, agli scu(li relativi alla preparazione della guerra." Regio Decreto n. 2143, rel.ativo all'ordinamento provvisorio del R. Esercito, in data 21 novembre 1919. Nello SMRE erano previsti 29 generali d'Esercito e tenenti generali, olcrc a 47 maggiori e brigadieri generali (esclusi il Ministw della Guerra, il Sorcosegretario di Staro, i generali addetti al Ministero della Guerra). Il Corpo del Treno, che avr.ì vita breve, provvedeva ai set'Vizi di traino con trazione animale di carattere generale. Regio Decret0 n. 2145, che istituisce ltt carictl di ispettore generai.e dell'esercito e il consiglio degli ispettori genemli, in data 20 novembre 1919, Llspercore Generale presiedeva anche la Commissione Centrale di Avam,amenro e faceva parre della Commissione Suprema Mis ta per la Difesa dello Stato e del Consiglio dell'Esercito.
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l'.ordinamento Albricci rimase quasi inapplicato, in quanto soppiantato, dopo soli cinque mesi, da un nuovo provvedimento legislativo stilato dal Ministro della Guerra subentrante. I..:ordinamento provvisorio del Regio Esercito stabilito dal Decreto n. 451 dell'aprile 1920, e messo a punto dal Ministro della Guerra Jvanoe Bo nomi, prevedeva: lo Stato Maggiore del Regio Esercito e comandi di grande unità; sei Armi (Carabinieri Reali, Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Aeronautica); sei Corpi (Invalidi e Veterani, Automobilistico, Sanitario Militare, Commissariato Militare, Amministrazione, Veterinario Militare); distretti militari; scuole, istituti e stabilimenti vari; Tribunale Supremo di Guerra e Marina e tribunali militari; reparti di punizione e stabilimenti militari di pena. facevano parte dello Stato Maggiore del Regio Esercito: il Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito, il qua.le in pace aveva l'alta direzione degli studi per la preparazione della guerra; il Sottocapo di Stato Maggiore del Regio Esercito; i quattro generali designati per il comando di un'annata in guerra; il Primo Aiutante di Campo del re; il Presidente del Tribunale Supremo di Guerra e Marina; i dieci comandanti di corpo d'armata territoriale; il Direttore Superiore delle Scuole; il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Reali; l'Ispettore Generale del Corpo della Regia Guardia di Finanza; il Comandante Genera.le del Corpo della Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza; i trentuno comandanti di divisione (di fanteria, alpina e cavalleria); i generali di divisione a disposizione per ispezioni d'Artiglieria e del Genio; gli ufficiali generali d'arma combattente non compresi nelle cariche sopra menzionate. l;Arma di Artiglieria disponeva, tra l'altro, dell'Ispettorato delle Costruzioni d'Artiglieria e della Direzione delle Esperienze. l'.Arma Aeronautica comprendeva il Comando Superiore d'Aeronautica e la Direzione dei Servizi d'Armamento. Il Corpo Invalidi e Veterinari si componeva di un comando e di due compagnie7 . Il Corpo Automobilistico aveva una Direzione Centrale Automobilistica. Tra i reparti vari figurava l'Ufficio di Amministrazione di Personali Militari Vari8 • l'.ordinamento Bonomi prevedeva l'abolizione di tutti gli Ispettorati, mentre l'intenso impiego dell'Esercito in compiti di ordine pubblico indusse probabilmente ad inserire i tre comandanti delle forze di polizia (Carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia di Pubblica Sicurezza) nello SMRE al fine di meglio coordinare le direttive di contro sommossa e mantenimento dell'ordine in terno. Nel gennaio 1921 furono emanate· le competenze del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, che, in tempo di pace, era "organo tecnico del Ministero della Guerra,
Il Corpo Invalidi e Veterani aveva lo scopo di assicurare una posizione di riposo ,1d ufficiali che contav,u10 almeno quindici anni di servizio e quatno di grndo ovvew divenuti inabili per ferite o infermità contratte durante il servizio o a sotmflìciali, caporali e soldati che co ntavano diciotro anni di servizio effettivo alle anni e che, pur essendo divenuti inabili al servi1.io., non avevano diricro a riforme. Già nel 1910 era stato proposco lo scioglùnento del Corpo, tenut0 conco che la legislazione sulle pensioni già provvedeva all'avvenire dei militari in val idi e veterani. li Corpo fu poi soppresso nel novembre 1923. Regio Decrero n. 451, relativo all'ordin,mzento provvisorio del R. esercito, in data 20 aprile 1920. Nello SMRE erano previsti 22 generali d'Escrciro e di corpo d'armata olcre a 43 generali di divisione e di brigata (esclusi il Ministro della Guerra, il Sotroscgretario di Sraro, i generali addetti al Ministero della Guerra).
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da cui direttamente dipende, per compiere, coordinare e riferire gli studi relativi alle questioni che debbono formare oggetto di esame da parte del Consiglio dell'Esercito e per la emanazione delle conseguenti disposizioni esecutive. In tempo di guerra assume le funzioni di capo di stato maggiore del Comandante Supremo dell'Esercito9". La carica di Capo di SMRE perse, cosl, gran parte delle proprie funzioni ed i suoi poteri decaddero completamente. Il Capo di SMRE non era più il responsabile dello studio dei piani di guerra e della loro esecuzione in operazioni. Rispetto ali' ordinamento AJbricci, quello Bonomi comportò la soppressione della ca.rica di Ispettore Generale, ma, pur non esplicitato nei dispositivi di legge, si prevedeva che ancora Diaz, quale Vice Presidente del Consiglio dell'Esercito, fosse destinato ad assumere la suprema direzione delle operazioni in caso di guerra. In p ratica, l'Esercito venne ad avere due capi: uno in pace, il Ministro della Guerra, l'altro in guerra, il comandante designato nell'incarico dal re. Questa pericolosa dicotomia, che pregiudicava la continuità d'azione tra la preparazione in pace e la direzione delle operazioni in guerra, si risolverà positivamente solo neU'ottobre 1922 quando Diaz assunse la carica di Ministro della Guerra. Questo schema di comando di vertice fo probabilmente ispirato a due tendenze allora prevalenti: l'imitazione dell'Esercito Francese, che aveva un ordinamento del comando supremo simile a quello adottato in Iralia ed il fascino della Nazione armata che vedeva di buon occhio il frazionamento della volontà direttrice per evitare pericolosi accentramenti di potere ed il mantenimento della preminenza del potere politico del Ministro sull'organizzazione militare, almeno in tempo di pace. Come conseguenza del Regio Decreto n. 3 del 16 gennaio 1921, fu il passaggio dello Stato Maggiore del Regio Esercito alle dirette dipendenze del Ministero della Guerra con Regio Decreto n. 655 firmato dal Ministro della Guerra Giulio Rodinò del V Governo Giolitti. Gli Uffici dello SMRE erano suddivisi nel Reparto Operazioni e nel Reparto Ordinamento e Mobilitazione. Nel primo figuravano una Segreteria e gli Uffici: Ordinamento (su sette sezioni, competente in situazione militare, radunata e schieramento dell'esercito, piani e direttive per le operazioni, situazione difensiva del territorio dello stato, colonie, questioni tecnico militari relative ai trattati internazionali e alla loro esecuzione, cartografia, guide del terreno), Addestramento (su ere sezioni, competente nella preparazione alla guerra dei quadri e della truppa, indirizzo culturale e pratico delle scuole militari, esercitazioni e manovre, studio delle caratteristiche necessarie per le armi e per i materiali da guerra, regolamentazione tattica), Informazio;1i (su tre sezioni, competente in servizi di informazione militari in paese e ali' estero, controspionaggio e polizia militare, cifrari, addetti militari italiani all'estero), Storico (su cinque sezioni, competente in raccolta e studio dei documenti militari, compilazione e pubblicazione di lavori di carattere storico-militare, indirizzo delle biblioteche mi[itari per la parte storico-militare, riviste militari). Il Reparto Ordinamento e Mobilitaziìone era articolato su una Segreteria e gli Uffici: Ordinamento e Mobilitazione (su quattro sezioni, compete11te in ordinamento dell'esercito, circoscrizione militare e stanza dei corpi, equipaggia-
Regio Decreto n. 3, circa la composizione ed il fimzionamento del (7omiglio dell'esercito, e le attribuzioni del capo di stato maggiore del R. Esercito, in data 16 gennaio 1921.
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mento ed armamento cieli'esercito, forza alle armi e in congedo, richiami, corpi ausiliari e mili tari, bilancio, mobilitazione dell'esercito, costituzione delle grandi unità di guerra e dei reparti dipendenti), Reclutamento (su tre sezioni, competente in studi di massima riflettenti il reclutamento dell'esercito, l'avanzamento e lo stato degli ufficiali, impiego degli ufficiali in servizio di stato maggiore, disciplina, assistenza e propaganda militare, bollettino di mobilitazione), Servizi (su tre sezioni, competente in organizzazione, impianto e funzionamento dei servizi, precettazione e requisizione dei quadrupedi, automezzi e carriaggi, prepami,ione del personale e relative esercitazioni, mobilitazione e impiego dei mezzi di trasporto meccanici, mobilitazione dei servizi, studi per la mobilita-1,ione industriale) 10, Trasporti (su tre sezioni, competente nei trasporci di pace ferroviari, marittimi e fluviali di truppe e materiali, relazioni con le competenti amministrazioni dello stato, protezione e vigilanza delle ferrovie, lavori ferroviari di interesse militare, elettrificazione delle ferrovie, scudi sulle reti ferroviarie italiane ed estere, ordina.mento, addestramento e impiego dei ferrovieri del genio e dei reparti lagunari, corsi ferroviari di istruzione, navigazione interna nei riguardi militari). Alle dirette dipendenze clel Ministro della Guerra, pur facendo parte dello Stato Maggiore del Regio Esercito, operava l'Ufficio Politico Mili care su questioni riguardanti le relazioni politico militari fra l'Italia e gli stati esteri, relazioni con gli addetti militari esteri in Italia, situazione interna dello stato, ordine pubblico, relazioni con le commissioni parlamentari su problemi di carattere tecnico-militare, "Giornale Militare" e "Bollettino Ufficiali", cifra dei telegrammi 11• Il Decreto n. 655 stabiliva anche i ·compiti dello Stato Maggiore del Regio Esercito, cui spettavano gli studi e i progetti tecnici sulle questioni generali e di massima relative alle materie sopra elencate e l'emanazione delle disposizioni esecutive, previi i necessari accordi nei riguardi amministrativi con le Direzioni Generali e con gli Uffici Autonomi del Ministero della Guerra. A questi ultimi enti spettava dj concretare, in base alle indicazioni fornite dallo SMRE, gli schemi dei provvedimenti legislativi e regolamentari, nonché tutte le altre disposizioni di carattere amministrativo. Il provvedimento legislativo del Ministro Giulio Rodinò ridimensionò alle fondamenta lo SMRE, che venne completamente sottoposto al controllo ed all'autorità politica del Ministero. Lo SMR.E fu privato d i ogni ingerenza in materia di sicurezza interna, che venne accentrata nell'Ufficio Politico Militare del Ministro. Rìentra in questo quadro il potenziamento delle forze di polizia attraverso la trasformazione del Corpo delle Guardie di Città in quello della Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza12 • Anche le proprie funzioni tecniche di studio erano messe in dubbio dalla costituzione in ambito del Ministero della Guerra di varie Commissioni parlamentari incaricate di portare a termine importanti ed
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N el gennaio 1922 vennern specificati dcccagliacamcnce i compici dell'Ufficio Servizi in maceria automobilistica (circolare n. 17, dispensa 2", "Giornale Militare Ufficiale"-1922, Ordin11ment'o interno del Ministero, in data 12 gennaio 1922). Regio Decreto n. 655, col qu11Le gli uffici dipendenti dal capo di Stato Maggiore del R. esercito, passano a far parte del Ministero delltt guerra, del 21 aprile 1921. Regio Decreto n. 1790, che sopprime !,ittua/.e corpo de/I.e guardie di dttà ed in sua vece istituisce il corpo della R. guarditt per l.11 pubblica sicurezza, in data 2 Ottobre 1919.
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essenziali progetti come quello della preparazione dei disegni di legge per l'ordinamento definitivo del Regio Esercito, per il reclutamento delle truppe e la preparazione premilicare13 o una nuova legge sullo stato e avanzamento degli ufficiali o il riordinamento dell'Amministrazione Centrale della Guerra14 o la revisione dei codici penali militari 15 o le modifiche da introdurre al regolamento di disciplina militare 16• Un'altra delle innovazioni introdotte dall'ordinamento Bonomi fu l'istituzione della carica di Direttore Superiore delle Scuole, le cui attribuzioni furono specificate nel dicembre 1921 dal nuovo Ministro della Guerra Luigi Gasparotto. Il Direttore Superiore delle Scuole era organo consultivo del Ministero per ogni questione concernente le scuole e nell'esercizio delle sue funzioni poteva corrispondere con [o Stato Maggiore dell'Esercito in merito alle direttive per l'attività didattica-militare e la preparazione culturale dei quadri e col Ministero, tramite il Segretariato Generale - Divisione Scuole, riguardo l'attività amministrativa, il personale e tutte le pratiche concernenti in genere il funzionamento delle scuole' 7• La decisione di potenziare il Consiglio dell'Esercito, sia nelle attribuzioni che nella sua composizione numerica di ufficiali generali, ebbe riflessi anche sull'organizzazione interna dello Stato Maggiore del Regio Esercito. li provvedimento di Legge n. 1907 del dicembre 1920, che venne a modificare l'ordinamento Bonomi, conteneva, infatti, una nuova articolazione del cosiddetto Stato Maggiore Generale del Regio Esercito, che vedeva al suo vertice non più il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, bensì i membri m ilitari del Consiglio dell'Esercito, vale a dire, elencati in ordine di importanza, i quattro generali designati d'armata, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e gli altri ufficiali generali chiamati a far parte del Consiglio stesso. Rispetto aU'ordinamento Bonomi spariva, inolcre, dall'alto consesso la carica di Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito
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Regio Decreto col quale viene prolungato il termine stabilito per la presentazione della relazione della commissione incaricata dello studio e delle proposte inerenti all'ordinamento del R. esercito, al reclutamento e alfa riforma di altri istituti preposti alla difesa nr1zionale, in daca 29 novembre 1920. T:1le Commissione era stata isticuita con Regio Decreto 25 luglio 1920. Ben diciassette dei ventuno membri della Commissione non erano militari. Decreto minùteriale col quale è stata costit1tita una commissione per lo studio del riparto dei servizi dell'amministrazione centrale, in daca 21 febbraio 1921. L-. riforma doveva prevedere' "una netta distinzione delle funzioni amministrative e i:ecnico-milicari nell'Amminiscra1.ione Centrale della Guerra." Dei dodici membri e segretaci della Comnùssione, solo tre erano ufficiali. Si ebbe anche una Commissione incaricata di coadiuvare il Ministro della Guerra neUa preparazione di un progetto relativo al riordinamento dcli' educazione fisica e della preparazione milita r.e nel paese (Regio decreto col quale vime istitttita prmo il Ministero della guerra una commissione per l'ordinamento dell'educ11zionefìsica e della preparazione militttre nelpaese, in data 24 luglio 1921). Decreto ministeriale che istituisce una commissione per /11 revisione dei codici pentili militari, in data 15 novembre l 919 Regio decreto col quale è istituita presso il Ministero della guerra una commissione inc11riatta di studiare e proporre le riforme da introdurre nel rego/.a,ment11 di disciplintt militare per il R. esercito, in data 18 novem bre 1920. Circolare n. 605, dispensa 56", "Giornale Mili r.are Uflìciale"-1921, Attribuzioni del direttore mperiore delle Scuole milit11ri, in data I dicembre 1921. L:1 carica di Direttore Superiore delle Scuole fu abolita con l'ordinamenco del 1923. O
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come conseguenza del netto declassamento dei poteri del Capo di Stato Maggiore 18 • I.:incertezza della situazione dell'alto comando dell'Esercì to nel 1919-1921, dovuta ai continui rimaneggiamenti dell' organizz.'1Zione di vertice, è ben evidenziata anche dalla confusione creata nell'impiego della terminologia di SME e SMRE, che nel 1920 si cercò di risolvere con l'adozione del nuovo termine di Stato Maggiore Generale per distinguere lo SMRE o SME composto da reparti, uffici e sezioni, dallo SMG che includeva tutte le più alte cariche dell'Esercito. In base alla circolare n. 1405 in data 14 marzo 1922 dello Stato Maggiore Regio Esercito, la ripartizione dello stesso era la seguente: Reparto Operazioni su Segreteria, Ufficio Operazioni (con sette sezioni), Ufficio Addestramento (su tre sezioni), Ufficio Informazioni (su tre sezioni), Ufficio Storico (su tre sezioni); Reparto Ordinamento e Mobilitazione su Segreteria, Ufficio Ordinamento e Mobilitazione (su quattro sezioni), Ufficio Reclutamento (su tre sezioni), Ufficio Servizi (su tre sezioni), Ufficio Trasporci (su tre sezioni) 19 • La contrapposizione tra i progressisti, fautori della Naz,ìone armata ed i tradizionalisti legati all'ordinamento prebellico, vide, per il momento, prevalere questi ultimi, con il ritorno di un militare alla carica di Ministro della Guerra col I Governo Mussolini. Secondo l'ordinamento Diaz del 7 gennaio 1923 l'Esercito permanente era ordinato in dieci corpi d'armata territoriali, suddivisi in trenta divisioni territoriali, e comprendeva: lo Stato Maggiore Generale del Regio Esercito; le armi combattenti (inclusa l'Arma Aeronautica); i corpi e servizi logistici; i distretti militari; le scuole, istituti e stabilimenti vari; il personale della giustizia militare; i tribunali; l'organizzazione penitemiaria; il Regio Corpo Truppe Coloniali. Erano considerati anche gli alti consessi militari della Commissione Suprema Mista di Difesa e del Consiglio dell'Esercito. Larticolo 33 era dedicato alle attribuzioni dell'Ufficio d'Amministrazione di Personali Militari Vari20• Lo Stato Maggiore Generale del Regio Esercito composto di: Ispettore Generale del Regio Esercico ed altri ufficiali generali chiamati a far parte del Consiglio dell'Esercito; quattro generali comandanti designati d'armata; Primo Aiutante di Campo Generale del Re; dieci comandanti di corpo d'armata territoriale; crenta comandanti di divisione territoriale; presidente del Tribunale Supremo di Guerra e Marina; Comandante Generale e
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Regio Decreto n. 1907, che apporta modificazioni ai R. decreto-legg,e 20 apri/,e 1920 n. 451, circa l'ordinamento ddR. esercito, in data 30 dicembre 1920. Bonomi fu Ministro della Guerra in due governi: dal rnarw al maggio 1920 e dal giugno 1920 all'aprile 1921 . Lo Stato Maggiore Generale del Regio Esercito era compleraro dal Primo Aiu1:ance di Campo generale del Re, dal Presidente del Tribunale Supremo di Guerra e Marina, dai dieci comandanti di corpo d'armata ter.dtodale, dal Direttore Superiore delle Scuole, dal Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Reali, dall'Ispei:rore Generale della Regia Guardia d i Finanza, dal Comandame Generale della Regia Gua rdia per la Pubblica Sicurezza, dai crenruno comandami di divisione e dai due generali a disposizione per ispezioni, dagli al cri ufficiali generali dj arma combattente. La circolare, riportata nel volume di Cesare Manzoni, Ordinamento de/l'Esercito metropolitano, deLle forze coloniali e dei corpi armati, Editrice Nazionale, Torino, 1923, pp. 24-25, conteneva anche le attribuzioni di ogni singolo Ufficio. Le denominazione di StatO Maggiore Generale verrà ripresa nel 1925 per designare il nuovo istituto di vertice con caratteri'l,'1.a1.ione incerl-or,.e assegnato a Badoglio.
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Comandante in Seconda dell'Arma dei Carabinieri Reali; Capo di Stato Maggiore Centrale (nuova denominazione assunta dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito); generali a disposizione delle varie Armi; tutti gli altri ufficiali generali d'arma combatten te; ufficiali generali del Ruolo Tecnico d'Artiglieria, ufficiali generali medici; ufficiale generale commissario. Nell'elencazione degli elementi componenti lo Stato Maggiore Generale riportata ali' articolo 6 del Regio Decreto n. I 2 relativo all'ordinamento del R Esercito, il Capo di Stato Maggiore Centrale figurava solo al settimo posto. Al vertice della Forza Armata vi era l'Ispettore Generale e non il Capo di Stato Maggiore Centrale, che nella scala gerarchica veniva dopo tutti gli altri componenti del Consiglio dell'Esercito. La dipendenza dell'Ispettore Generale dal Ministro della Guerra era solo relativa, in quanto le due cariche erano incarnate all'epoca dalla stessa persona, il generale d'esercito Diaz, il quale ebbe cosl a commentare la riforma: 'Tordinamento conserva quale massimo ente tecnico consultivo il Consiglio dell'Esercito e stabilisce che il suo Presidente, alla dipendenza del Ministro, presiede in tempo di pace all'organizzazione difensiva dello Stato ed alla preparazione alla guerra dei quadri e della truppa. Per delegazione del Ministro stesso, egli ha la direzione della ispezione permanente delle truppe, dei servizi e delle scuole; sicché prenderà il nome di ispettore generale del R. Esercito. 1àle provvedimento ha grandissima importanza, giacché con esso si assicura quella continuità dell' indirizzo tecnico dell'Esercito, che è indispensabile sia per il funzionamento dell'Esercito stesso, sia per la preparazione della difesa nazionale.2 1" Il Presidente del Consiglio dell'Esercito, infatti, non era più il Minist ro della Guerra, che restava il capo politico dell'Esercito, ma l'Ispettore Generale dell'Esercito, che provvedendo in tempo di pace all'organizzazione difensiva dello Stato ed alla preparazione alla guerra dei quadri e delle truppe, diveniva il capo militare. I due compiti - politico e militare - erano di nuovo nettamente distinti ed il capo militare poteva assicurare la continuità dell'indirizzo tecnico, indispensabile per il regolare funzionamento dell'Esercito. rorganizzazione di vertice della Forza Annata fu stabilita con un apposito Regio Decreto n. 20, rewtivo all'alto comando ed al consiglio dell'Esercito, datato 13 gennaio 1923. 1:Ispettore Generale, posto alla dipendenza del Ministro della Guerra, presiedeva in tempo di pace all'organizzazione difensiva dello Stato ed alla preparazione dei quadri e delle truppe alla guerra, esercitando l'alta azione ispettiva sui reparti, sui servizi e sulle scuole; era inoltre l'alto consulente tecnico del Ministro sulle principali questioni relative all'impiego ed al governo disciplinare degli ufficiali generali. In relazione a' cali attribuzioni l'Ispettore Generale aveva il compito di: "stabilire i concetti fondamentali ai quali deve essere informata la preparazione della guerra e comunica sin dal tempo di pace, per mezzo dello Stato Maggiore Centrale, alle autorità interessate le direttive generali per I' organizzazione difensiva del territorio e per la determinazione dei compiti dei comandanti delle grand.i unità durante il periodo della mobilitazione e radunata e all'inizio delle operazioni; determinare la formazione di guerra dell'Esercito e i criteri di base ai quali debbono essere realizzati gli studi e i provvedimenti esecutivi per la mobilitazione delle truppe, la predisposizione dei materiali e l'organizzazione dei servizi; predisporre l'impiego presso 2
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Relazione e Regio Decreto n. 12, relativo Il/l'ordinamento dei R. Esercito, in data 7 gennaio 1923.
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l'Esercito mobilitato degli ufficiali generali." Tra le sue prerogative vi era anche quella dell'emanazione delle direttive sulle grandi esercitazioni e manovre combinate con la Marina. Per l'esercizio delle proprie funzioni l'Ispettore Generale aveva alle dipendenze: gli ufficiali generali comandanti designati d'armata, il Capo dello Stato Maggiore Centrale ed i generali a disposizione delle varie armi. Egli poteva, altresì, valersi dell'opera degli altri membri del Consiglio dell'Esercito ed in particolare doveva affidare ad uno di essi l'alta direzione delle scuole milit~i e ad lUl altro lo studio delle questioni riflettenti la fanteria. Era prescritto che lo Stato Maggiore Centrale svolgesse compiti limitati a quelli di studio e di emanazione delle disposizioni impartite dall'Ispettore Generale. L'Ispettore Generale aveva la facoltà di corrispondere direttamente con tutte le altre autorità del Regio Esercito, della Regia Marina e civili nell'espletamento delle proprie funzioni e doveva essere tenuto a giorno della situazione politica. Col Decreto n. 20 lo Stato Maggiore Centrale veniva privato, quindi, del potere dj decisione, riservato ad altri consessi e rimaneva insoluta la questione dell'esercizio dell'alto comando dell'Esercito in operazioni. l:articolo 18 prescriveva che in tempo di guerra il Capo di Stato Maggiore Centrale passasse alla completa dipendenza del Comando Supremo mobilitato, di cui non erano descritti gli elementi componenti, e lasciando al Ministero della Guerra gli organismi necessari a provvedere alla continuità di indirizzo delle mansioni dello Stato Maggiore Centrale. Il provvedimento legislativo stabiliva che il Capo di Stato Maggiore Centrale provvedesse: "agli studi riflettenti la sistemazione difensiva del territorio e le eventuali operazioni di guerra, d'accordo, ove occorra con le autorità della R. Marina; alla compilazione dei documenti relativi alle formazioni di guerra, alla mobilitazione e radunata dell'esercito, ad eventuali mobilitazioni parziali e all'impianto e funzionamento dei servizi d'intendenza; alla compilazione delle comunicazioni alle autorità tecniche dell'esercito circa gli studi di loro competenza; alle predisposizioni, d'accordo con i Ministeri interessati, circa I.a protezione di tutte le vie di comunicazione e le loro eventuali interruzioni e circa la vigilanza e protezione costiera; allo studio delle qliestioni di massima relative ali' addestramento dell'esercito; alla compilazione dei progetti delle grandi esercitazioni e delle direttive per le esercitazioni normali; allo studio della regolamentazione disciplinare e tattica; agli studi ed alle pubblicazioni storico-militari." Per le problematiche inerenti il reclutamento, l'amministrazione, l'impiego del personale, l'ordinamento e la logistica della Forza Armata, il Capo di Stato Maggiore Centrale dipendeva, quale organo tecnico-funzionale, dal Ministro della Guerra, al quale era consentito di sottoporre direttamente le proposte e le disposizioni esecutive di competenza. In particolare, tali attribuzioni si esplicavano nella: "ripartizione delle somme inscritte nel bilancio per la difesa nazionale; scudi e disposizioni relative al reclutamento e ali' ordinamento dell'Esercito, alla circoscrizione territoriale militare e alla dislocazione delle varie unità; questioni generali e di massima relative al trattamento, all'avanzamento e stato degli ufficiali e dei sottufficiali, alla disciplina e all'assistenza morale, disposizioni relative all'impiego degli ufficiaJi in servizio di Stato Maggiore; scudi e questioni di massima relative ali' organizzazione e al funzionamento dei servizi in tempo di pace". Tali problematiche, comunque, dovevano essere preventivamente sottoposte ali' esame dell'Ispettore Generale per la loro approvazione. Il Decreto n. 20 stabilì anche le competenze dei comandanti designati d'armata che
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f dovevano eseguire gli studi e presiedere alle disposizioni per l'organizzazione difensiva della zona di competenza e per la preparazione alla guerra delle rispettive armate. Essi svolgevano, inoltre, azione ispettiva sulla preparazione e sulla disciplina dei quadri e delle truppe delle grandi unità territoriali poste alle loro dipendenze, sull'efficienza dei servizi e sull'organizulione delle operazioni di mobilitazione. Potevano, infine, assumere altri incarichi particolari assegnati dall'Ispettore Generale o dal Ministro della Guerra. In tempo di pace, gli Uffici dei comandanti designati d'armata era composti da: un capo di stato maggiore col grado di generale di brigata, un ufficiale superiore ed uno inferiore in servizio di stato maggiore, un capitano o maggiore o tenente colonnello addetto. I..:ordinamento del 1923 non previde la ricostituzione degli ispettorati, ma la presenza di cinque Uffici di generali a disposizione per le Truppe Alpine, i Bersaglieri, la Cavalleria, l'Artiglieria ed il Genio, oltre a quella di un Ispettorato dei Servizi di Commissariato Militare22• I compiti assegnati a questi generali a disposizione, dipendenti direttamente dall'Ispettore Generale, rientravano nella sfera della consulenza (su reclutamento, armamento, equipaggiamento, addestramento del personale, ordinamento, mobilitazione, impiego operativo, assegnazione dei comandanti di corpo), degli studi (relativi ai regolamenti ed istruzioni tattiche) e delle ispezioni a comandi e reparti. Per l'adempimento dei predetti compiti i generali a disposizione dei Bersaglieri, Truppe Alpine e Cavalleria disponevano di un Ufficio composto di due ufficiali superiori e/o inferiori. [Ufficio del generale a disposizione per l'Arma di Artiglieria era formato, invece, di dieci ufficiali, compreso un generale addetto ed entrava in relazione col Direttpre Superiore delle Costruzioni d'Artiglieria, che dipendeva dal Ministero della Guerra ed era il Capo del Servizio Tecnico d'Artiglieria. Dal generale a disposizione dell'Arma del Genio dipendevano il Direttore Superiore delle Costruzioni del Genio Militare, gli stabilimenti (officine ed istituti) ed aveva a disposizione un Ufficio composto di otto uffìciali23 • Il generale a disposizione del Genio di pendeva dall'Ispettore Generale per le attività di consulenza, studi ed ispezioni alle unità della propria Arma e per l'assetto difensivo del territorio dello Stato, mentre dipendeva dal Ministero della Guerra per i progetti tecnici e costruttivi di lavori di fortificazione e di strade militari, nonché per il servizio dei materiali delle truppe del Genio 24 • Alle questioni riguardanti l'Anna di
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Regio Decreto che approva la tabella graduale e numerica dello Stato Maggiore Genèrale del R. Esercito, in data 2 gennaio 1923. I.:orga.nico dello Stato Maggiore Generale prevedeva.: 24 generali d'Esercito, d'arrnaca e di corpo d'armata, 40 generali di divisione, 95 generali di brigata, un genera.le medico capo, 3 genera.li medici cd un generale commissario. Erano esclusi dalle tabelle il Ministro della Guerra ed il Sottosegretario (se generali) ed i generali facenti parte dell'Amminiscrazione Centrale della Guerra. Si veda anche il Regio Decreto n. 3068. Variazioni alR. decreto 7 gennaio 1923, n. 12, relativo all'ordinamento dell'Esercito intese a disciplinare In. posizione degli ufficiali addetti alla commissione suprema di dijèstt e al servizio degli osservatori industriali, in data 31 dicembre I 923. Circolare 11 . 70 in da.ca 8 febbraio 1923, Dipendenm e ttttribuzioni dei generali a disposizione per le varie armi, dispensa 8a, "Giornale Militare Ufficiale"-l923. Circolare n. 481 ÌJl da.ca 9 agosco 1923, Dipendenze ed attrihuzùmi del generale tl disposizione per l'anna del genio e del direttore superiore delle costmzioni del genio militare, dispensa 36", "Giornale Militare Ufficiale"-1923. Si veda anche la circolare n. ll7 in da.ca 1° man.o 1923 allo stesso oggett o, dispensa l2a, "Giornale Milita.re Uffi.ciale"-1923.
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Fanteria e la direzione delle scuole militari erano delegati due generali del Consiglio dell'Esercito, cui erano assegnati ciascw10 un uffìciale superiore in aggiunta al personale già a disposizione quali membri del Consiglio dell'Esercito 25 . Il genera.le del Consiglio dell'Esercito cui era affidato lo studio delle questioni riflettenti la fanteria doveva: esaminare i vari mezzi di azione in dotazione all'Arma, compresi i carri d'assalto, nonché quelli di futura introduzione; esprimere il proprio parere sulle questioni di ordina.mento, reclutamento, mobilitazione, armamento, equipaggiamento, addestramento, impiego tattico delle unità dell'Aima, sentita per la parte comune alle varie specialità, anche il parere dei generali a disposizione per i Bersaglieri e per le Truppe Alpine; esplicare opera di consulenza e di revisione nella compilazione dei regolamenti e delle istruzioni dell'Aima; essere tenuto al corrente dallo Stato Maggiore Centrale delle questioni più importanti attinenti alla fanteria e di quanto in proposito veniva praticato presso gli eserciti esteri; compiere ispezioni tecniche a corpi e reparti dell'Arma; portare la propria attenzione sul funzionamento delle scuole d 'Arma esponendo poi il proprio punto di vista al generale del Consiglio dell'Esercito cui era affidata l'alta direzione delle scuole; adempiere ad altri incarichi eventualmente affìdatigli dall'Ispettore Genera.le al fine di assicurare uniformità di indirizzo nello svolgimento delle istruzioni e nella preparazione della truppa e dei quadri. Il generale del Consiglio dell'Esercito cui era affidata l'alta direzione delle scuole militari esercitava un'azione di consulenza ed una ispettiva. Con la prima funzione, era chiamato a pronunciarsi su tutte le questioni riflettenti l'ordinamento delle scuole, l'indirizzo didattico, la scelta del personale direttivo ed insegnante; con la seconda, la sua azione si estendeva a tutti gli istituti militari, secondo le comunicazioni e proposte che egli inoltrava all'Ispettore Generale26• Nel 1924 lo Stato Maggiore Centrale era articolato su un Ufficio Segreteria (da cui dipendevano il Reparto Autonomo Stato Maggiore Centrale ed il Reparto Scuderie Nuove), due Reparti e nove Uffici (per un totale di 29 sezioni). Il Reparto Operazioni aveva gli Uffici: Operazioni, Difesa Aerea, Addestramento, Informazioni, Storico. Il Reparto Ordinamento e Mobilitazione era sugli Uffici: Ordinamento e Mobilitazione, Reclutamento e Avanzamento, Servizi, Trasporti. All'Ufficio Operazioni, su due sezioni, competeva: piani e direttive per le operazioni, situazione militare relativa al terr-itorio metropolitano ed a quello coloniale, monografìe del terreno e guide militari, cartografìa, concorso del Servizio Chimico alle operazioni, relazioni con le altre Forze fumate. CUHìcio Addestramento, su tre sezioni, era competente in materia di: preparazione alla guerra dei quadri e della truppa, indirizzo cultura.le e pratico delle scuole militari, esercitazioni e manovre, regolamen.cazione tattica, studi sull'educazione fìsica e sull'istruzione premilitare, indirizzo generale delle riviste militari, studio sulle caratteristiche necessarie per le varie Armi e per i materiali da guerra. All'Ufficio Servizi, su tre sezioni, importa-
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Circolari n. 70 in data 8 febbraio 1923, cir. e n. 71 in data 8 febbraio 1923, Dipendenza del generttk del Consiglio dell'esercito etti è affidata l'alta direzione delle scuole militari, dispensa 8•, "Giornale Militare Ufficiale"-] 923. lale provvedimento segnò l'abolizione della carica di Direttore Superiore delle Scuole. CESARE M ,\NZON I, Ordinamento dell'Esercito metropolitano, delle forze coloniali e dei corpi armati, op. cir., pp. 31-32.
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vano: studi sull'organizzazione, impianto e funzionamento dei servizi in pace ed in operazioni, mobilitazione dei servi'l,i, regolamentazione logistica, preparazione del personale addetto ai servizi, precettazioni e requisizioni quadrupedi e veicoli a trazione meccanica e animale, esperienze per la trazione meccanica, dotazione dei servizi di guerra, relazioni con la Commissione Suprema di Difesa dello Stato nei riguardi della mobilitazione industriale. I.:Ufficio Ordinamento e Mobilitazione operava in tema di: scudi e disposizioni esecutive riguardan ti l'ordinamen to dell'Esercito, la circoscrizione militare e la dislocazione dei corpi, questioni generali attinenti al bilancio, scudi e disposizioni sulla mobilitazione dell'Esercito, organico delle grandi unità e reparti minori, corpi armati e sussidiari, forza alle armi e in congedo, richiami, dotazione complessive dei materiali d'armamento e munizioni 27• Il posto di Oiaz, ritiratosi nel 1924, fu preso dal generale Antonino Di G iorgio, che si dette subito da fare per l'introduzione di un nuovo ordinamento. Il progetto Di Giorgio, orientato decisamente verso la Nazione armata, propugnava un sistema clastico mediante il quale, all'atto della guerra, tutte le fon.e della Nazione, rapidamente inquadrate, costituivano un numero d i grandi unità proporzionale alla potenzialità demografica; in tempo di pace ci si doveva limitare sostanzialmente all'approntamento dei soli quadri e dei materiali manovrando su quella parte di forza bilanciata rappresentata dalla fanteria di linea. Dopo la crisi successiva al rifiuto del progetto ed alle conseguenti d imissioni del Ministro Di Giorgio, il Dicastero della Guerra fu assunto dallo stesso Capo del Governo con Sottosegretario il Generale Ugo Cavallero. I capisaldi dell'azione rifo rmatrice incesa da Mussolini, esposti nel 1925, prevedevano: 1) unità di indirizzo per tutte le questioni che concernevano la preparazione della Nazione per la guerra; 2) massima efficienza bellica della Nazione mediante lo strerto coordinamento della mobilitazione militare, economica, morale e industriale; 3) sviluppo dei t re fondamentali elementi (quadri, truppa, macchine) in stretta aderenza alle possibilità della finanza; 4) ripristino dei poteri del Capo di Stato Maggiore perché vi sia il responsabile della preparazione della guerra; 5) esaltazione dei fatto ri morali e dello spirito guerriero, attraverso anche l'adozione del rigoroso abito disciplinare nel campo del lavoro, in quello politico ed in ambito scolastico mediante le istituzioni del regime; 6) obbligatorietà a tutti i cittadini, uomini e donne, di concorrere alla difesa materiale e morale della Nazione. Primo atto del nuovo Ministro fu la presentazione della legge n. 866 dell'8 giugno 1925 con la quale veniva completamente riformata l'organizzazione di vertice dell'Esercito. I.:Alro Comando veniva sistemato con la creazione della figura del Capo di Stato Maggiore Generale, il quale assommava nelle stessa persona (il Generale Pietro Badoglio) anche le funzioni di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito28 • La Legge relativa
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Decreto ministeriale riguardante lo scompartimento dell'amministrazione centrale della guerra in rami di servizio, divisioni, sezioni ed ,iflici, in dara 17 gennaio 1924. Il provvedimento ordinava la soppressione di rurri gli uffici srralcio di guerra emro il 31 dicembre 1924 e la riduzione a sC2ione di un ufficio dello Stato Maggiore Centrale. Carticolo 18 del testo della legge n. 866 riferiva che lo SMRE era alle direcce dipendenze del Capo di Stat0 Maggiore Generale per l'esecuzione delle sue funzioni.
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all'Alto Comando si ripromise, inoltre, di gettare le basi dell'unità di indirizw tecnico e del coordinamento fra Esercito, Marina ed Aeronautica nel!' organizzazione difensiva dello Staro e nella preparazione dei piani complessivi di guerra. Le attribuzioni particolari degli uffici dello Stato Maggiore del Regio Esercito furono stabilite con il Regio Decreto n. 1394 in data 26 luglio 1925, in base al quale lo Stato Maggiore del Regio Esercito veniva posto alla dipendenza del Capo di Stato Maggiore Generale (con una propria Segreteria Particolare) e coadiuvato dal Sottocapo di Scato Maggiore Generale. Con la riforma del 1925, in pratica, si ripristinò lo Stato Maggiore del Regio Esercito, articolato in tre Reparti (1 ° con quattro Uffici: Operazioni, Difesa Aerea, Addestramento e Situazione; 2° con quattro Uffici: Ordinamento e Mobilitazione, Persona1e di Stato Maggiore e Bollettino di Mobilitazione, Servizi, Trasporti; 3° con tre Uffici: Segreteria, Storico, Colonie e la Sezione Amministrazione e Contabilità)29 e si fece assumere al Capo di Stato Maggiore Generale una duplice dipendenza daJ Ministro della Guerra e dal Capo del Governo. Il Capo di Stato Maggiore Generale aveva alle sue dipendenze per l'esercizio delle sue funzioni gli ufficiali generali comandanti designati d'armata, il Sottocapo di Staw Maggiore Generale e gli Ispettori d'Arma. Se nel 1925 lo Stato Maggiore del Regio Esercito era tornato alla vecchia denominazione, perdendo l'appellativo di "Centrale", in applicazione della legge 11. 326, in data 11 marzo 1926 Ordinamento del Regio esercito, lo SMRE riassunse l'antica denominazione di Comando del Corpo di Stato Maggiore, risalente all'epoca anteriore alla Grande Guerra30• Tale ordinamento stabilì che il Regio Esercito metropolitano constava dei seguenti elementi: Corpo di Stato Maggiore; Arma dei Carabinieri Reali; scuole militari; Arm i di Fanteria, Cavalleria, Artiglieria e Genio; Carri Armati; Centro Chimico Militare; distretti militari; Corpo Sanitario Militare; Corpo di Commissariato Militare; Corpo di Amministrazione Militare; Corpo Veterinario Militare; Servizio Automobilistico Militare; istituti, stabilimenti e reparti vari; tribw1ale supremo militare e tribunali militari; reparti di correzione e stabilimenti militari di pena. Il Regio Esercito metropolitano era ordinato su: un Comando del Corpo di Stato Maggiore, quattro comandi designaci d'armata, dieci corpi d'armata territoriali, i Comandi Militari della Sicilia e della Sardegna, ventinove divisioni militari territoriali. Il Comando del Corpo di Stato Maggiore era retto dal Capo di Stato Maggiore Genera1e. Il Comandante in Seconda del Comando del Corpo di Stato Maggiore era il Sottocapo di Stato Maggiore Generale. Era previsto un organico (esclusi gli ufficiali generali in servizio presso il Ministero della Guerra) di sei generali d'armata, uno d'armata o di corpo d'armata, diciassette generali di corpo d' armata, quarantaquattro generali di divisione, centodieci di brigata, tre tenenti generali,
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Regio Decreto n. 1394 in data 26 luglio 1925, Attribuzioni particolari degli uffici del/,o Stato Maggiore del R. Esercito. J;Ufficio Situazione, su sei sezioni, era addetto alla: siruazione militare interna ed esterna, organi:a~rlione del servizio delle informazioni per il tempo di guerra e preparazione del per~onale, poli:lia militar.e e conrrospionaggio, cifrario, recensione scampa. Vi era l'intenzione cli inglobare l'Ufficio Sirua,,ione nel Servizio informazioni Militare.
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Tale trasformazione verrà ufficializzata sul "Giornale Milirarc" solo nel novembre 1926. li Corpo di Staro Maggiore era formato dagli ufficiali di stato maggiore (in rotale 350, di cui 29 colonnelli).
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f otto maggiori generali3'. Il ricostituito Comando del Corpo di Stato Maggiore man tenne inalterata l'organizzazione su tre reparti ed undici uflìci che aveva nel I 925 32. Nel febbraio 1927 si provvide a separare le due cariche di Capo di Stato Maggiore Generale e di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, che nel giugno 1925 erano state riunite nella stessa persona. Congiuntamente alle modifiche apportate alle attribuzioni del Capo di Stato Maggiore Generale, che divenne il coordinatore dell'organizzazione militare dello Stato, si procedette anche al riordinamento del Comando del Corpo di Stato Maggiore. Il relativo Regio Decreto Legge n. 69, in data 6 febbraio 1927, stabiliva che: "Il Comando del Corpo di Stato Maggiore è retto dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, che a sua volta è coadiuvato dal Comandante in Seconda di detto Corpo; il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito in tempo di pace è l'alto consulente tecnico del Ministro della Guerra e dirige, sotto la dipendenza del Ministro stesso, gli studi e le predisposizioni per la preparazione della guerra; il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito ha l'alca azione ispettiva sulle truppe, sui servizi e sulle scuole dell'Esercito, per mandato del Ministro, al qua.le riferisce." Sulla base delle direttive generali formulate dal Capo di _SMG, egli aveva il compito di provvedere: "Alla compilazione degli studi riflettenti la sistemazione bellica del territorio e le eventuali operazioni di guerra; alla compilazione e diramazione dei documenti relativi alla formazione di guerra, alla mobilitazione, alla radunata dell'Esercito ed all'impianto e al funzionamento dei servizi; alle predisposizioni, con il concorso delle autorità interessate, per la protezione delle vie di comunicazione e le loro eventuali interruzioni e per la vigilanza e la protezione costiera ed antiaerea; allo studio delle questioni relative all'addestramento dell'esercito; allo studio della regolamentazione tattica, nonché agli studi e le pubblicazioni storico militari; agli studi di massima relativi al reclutamento e all'ordinamento del Regio Esercito e alla circoscrizione territoriale; agli studi ed alle questioni di massima relativi all'organizzazione ed al funzionamento dei servizi in tempo di pace; agli studi ed alle
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Legge n. 396 in data Il marzo 1926, Ordinamento del Regio esercito. Si veda anche il Regio Decreto che approm la tabeLL11 graduale e numerici, delw Stato Maggiore genemle del R. Esercito, in data 22 maggio 1926 (circolare n. 688, dispensa 62a, "Giornale Militare Ufficiale"- 1926). La forza di ufficiali del Corpo d ì Stato Maggiore prevista dall'ordinamento del 1926 era la seguente: ventinove colonnelli, centosettantacinque tra tenenti colonnelli e maggiori, centoquarantasei capìt:rnì. Dì questi, prestavano servizio presso il Comando del Corpo di Staro Maggiore: sette colonnelli, quarantanove era rçnenti colonnelli e maggiori, trentasei capitani (Regio decreto che approva le tabelle graduali e numeriche di formazione del R. Esercito e dei servizi dipendenti dafl'Amministmzione della guerra, in data 25 novembre 1926). Nel 1928 la fona dei colonnelli fu elevata a crenraquamo e quella dei tenenti colonneilli o maggiori a cenrosecranta (Regio Decreto Legge n. 742 del 18 mano 1928, Varianti alla legge 11 marzo 1926, n. 396,
sull'ordinamento del R. Esercito, disposizioni riguard1mti La costituzione del tribunal.e milit1tre territoriale per il corpo d'armata di Udine e norme integrati11e della Legge l J marzo 1326, n. 398 su/L'avanzamento degli ufficiali del R Esercito). Un ul teriore incremento d.ì tre generali e tre colonnelli si ebbe con la Legge n. 1124 in data l 7 maggio 1928. Secondo il R. decreto che 1tpprova la tahdla graduale e numerica degli t~(jìciali generali del R. Esercito, in data 17 ottobre 1929, vi erano ventitre generali di corpo d'armata, 32
cinquantaquattro dì divisione (e tencnrì generali) e 125 generali di brigata o maggìod generali. Legge n. 400 in dara 11 marw 1926, Nuovo ()rdinamento defl'Amministrttzione centmle della guerra e dei personali civili dipendenti. Sì veda anche G IACCHI, Ordinamento militare italiano, Srabìlimemo Tipografico Regionale, Roma, 1926, p. I 1.
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proposte al reclutamento ed all'impiego degli ufficiali di stato maggiore ed all'impiego del detto personale in caso di guerra. 33". Altre attribuzioni di rilievo assegnate alla carica di Capo di SME riguardavano: la facoltà di poter corrispondere direttamente coi Capi di Stato Maggiore della altre 1-:orze Armate; l'alta direzione della Scuola di Guerra e degli altri istituzioni di formazione e di istruzione (accademie e scuole) per l'indirizzo ed il coordinamento degli studi e delle esercitazioni e dell'Istituto Geografico Militare; il suo consulto dovuto dal Ministro della Guerra sulle principali questioni relative alla destinazione degli ufficiali generali ed all'avanzamento, stato e governo disciplinare dei quadri dell'Esercito. In tempo di guerra, inoltre, il Capo di SME seguiva in zona d' operazioni il proprio Stato Maggiore, las,ciando presso il Ministero della Guerra "gli organismi necessari a provvedere alla conti nuità di indirizzo delle funzioni territoriali del Comando del Corpo di Stato Maggiore.34" L:arcicolo 6 del Decreto Legge .fissava le competenze del Capo di SME in relazione alla componente coloniale dell'Esercito sulla quale egli non esercitava diretta azione di comando, né in tem po d.i pace e né in operazioni. "Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito deve essere tenuto al corrente della situazione politica e militare delle Colonie e deve essere chiamato a dare parere sulle più importanti questioni relative all'organizzazione delle truppe coloniali e alla difesa delle Colonie. Egli dovrà inoltre essere informato e consultato circa le operazioni militari coloniali che per la loro importanza richiedano e lascino presumere la partecipazione di reparti e mezzi del Regio Esercito. Dette questioni gli saranno segnalate dal Ministro competente pel tramite del Ministro per la Guerra." Lesclusione del Capo di SME da ogni funzione direttiva e di controllo sulle truppe terrestri stanziate nelle colonie avrà gravi ripercussioni sulla preparazione militare della Libia e dell'Africa orientale italiana e sulle predisposizioni messe in atto a1la vigilia della seconda guerra mondiale per contrapporsi ai confinanti possedimenti francesi ed inglesi d'Africa. Il Capo di SME non aveva nemmeno la facoltà di rapportarsi direttamente coi vari governatori delle colonie, che esercitavano il comando delle truppe, ma poteva farlo solò attraverso il filtro ed il consenso del proprio Ministro. Il Comandante in Seconda dello Stato Maggiore dell'Esercito aveva il compito di coadiuvare il Capo di. SME nell'esercizio delle sue funzioni ed in tempo di guerra era chiamato a coprire la carica di Capo di Stato Maggiore per i servizi35 . Col provvedimento di legge n. 69 del 1927 il Capo di Stato Maggiore Generale cessava ogni competenza relativa all'Esercito, attribuita alla ripristinata carica di Capo
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Regio Decreto Legge n. 69 che determina le attribuzioni del (.'tipo di Stato Maggiore dell'Esercito, del Comandante in 2a del Corpo di Stato Maggiore, dei Generali comtmdanti designati d'armata e del Consiglio dell'Esercito e reca alcune particolari disposizioni riguardanti lo stato e l'avanzamento degli ufficiali del R Esercito, in data 6 febbraio 1927.
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Per lo svolgimento di cali inca.i:ichi verrà in segui.CO istituita la carica di Soi:cocapo di Stat:0 Maggiore Terricoriale. "làli attribuzioni del Comandanr.e in Seconda furono inccgrate col Decreco Legge n. 70 del 6 febbra.i o 1927. Egli sostituiva il Capo di SME in caso di assenza o di impeclirnen1:o e lo rappresemava in ogni altro caso. Nello svolgimento della carica d.i Capo di Stato Maggiore per i servi-li in ccmpo cli guena erano di sua pen:inenza "gli studi d'indole logistico-amministrativa che, sotto l'alca dfrezione del Capo di Stato Maggiore clell'Esercico, si compiono presso il Comando del Corpo di Stato Maggiore."
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BOl.l.ETrtNO DELL'ARCHIVIO DEI.L'UFFICIO STORICO
di Stato Maggiore del l'Esercito. I compiti specifici d i quest'tùtimo to rnavano ad essere quelli avuti fino al 1918 e l'importanza delle nuove disposizioni consisteva nel facto che la carica di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito riacquistava una individualità completamente discinta da quella del Capo di Stato Maggiore Generale, con attribuzioni e responsabili tà nettamente definitc36. In base al Decreto n. 70 del 6 febbraio 1927, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito disponeva di un generale addetto ed aveva alle dirette dipendenze i seguenti uffici: Segreteria e Personale di Stato Maggiore; Operazioni (comprese le colonie); Addestramento; Servizio Informazioni Militare; Uflìcio Storico. Dal Comandante in Seconda del Corpo di Stato Maggiore dipendevano gli Uffici: Mobilitazione; Servizi; Trasporti; una Sezione Amministrazione e Contabilicà37• Gli Uffici Difesa Aerea e O rdinamento e Mobilitazione furono disciolci e le lo ro attribuzioni ripartite rispettivamente all' Ispettorato d'Artiglieria e, per la sola parte relativa all'ordinamento, all'Ufficio Coordinamento del Ministero della Guerra38 • Nel I 930 furono approvate nuove tabelle graduali e numeriche del Corpo di Stato Maggio re che prevedevano un cotale di 350 ufficiali tra colonnelli (34), tenenti colonnelli e maggiori (1 70) e capitani (146), esclusi quell i in servizio presso il Ministero della Guerra. La maggior parte dei colonnelli era impiegata presso i comandi di corpo d'armata (12), al Comando del Corpo (7) e per incarichi vari quali addetti m ilitari, nell' Ufficio del Capo d i Stato Maggiore Generale, nella Segreteria della Comm issione Sup rema di Difesa, ecc. (7) . Un numero minore prestava servizio presso i comandi designati d'armata (4) e presso le scuole (4)39 • Seguirono altre modifiche d i poco conto all'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito contenu te nel Regio Decreto n. I 693 del 20 dicembre 193240 • In seguito il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito provvide a definire la ripartizione degli uffici del
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Il Dccrcro Legge n. 69 del 6 febbraio 1927 fissava anche i compiti degli ufficiali generali comandanti designati d'armata che erano incaricati dj eseguire scudi e di presiede re alle disposi1.ion i per l'organi:izazione bellica del terriwrio nella zo11a loro assegnata. Potevano, inolae, ricevere incarichi particolari riflettenti la preparazione dei quadri e delle truppe o l'efficienza dei servizi o le predisposi:t.ioni di mobilitazione. Si veda anche l'Almanacco delle Forze Armate 1927 (op. cit., p. 158), che riporta i nomi capi ufficio del Comando del Corpo di Stato Maggio re, compreso quello del SIM. "fale struttura dello SMRE era ancora in auge nel I 930. Nel 1931 vi erano in più l'Ispettorato Difesa Aerea Territoriale, l'Ufficio Difesa C himica e la Rivista Mili tare Italiana (Almanacco delle Forze Armate 193 1, Libreria del Littorio, Roma, 1931). Il Decrcco n. 70 indicava anche i compi ti dei generali comandanti designaci d'armata: scudi e predisposizioni per la preparazione alla guerra delle armare, sorveglianza sullo svolgimento delle imuzioni dei reparti e delle grandi manov re, ispezioni particolari comandare dal Ministro della Guerra. Solo in caso di mobilic:11.ione tali generali potevano essere investiti dell'effettivo comando di un'armata.
Regio Decreto n. 70 che determin11. l'ordi11amento e la ripartizione in uffici del comando del Corpo di Stato Maggi,ore efìssa le particowri attribuzioni del comandante in 2" del Corpo di Stato Maggiore e dei generali comandrmti designati d'armata, in data 6 febbraio 1927. &gio decreto che approva /,a tabellagradllfllee numerica del corpo di stato maggiore, in dara 18 luglio 1930. La maggior parre dei tenenti colonnelli e maggiori era in servizio al Comando del Corpo (41). In base a cale Decreto, gli Uffici Mobilirnzione, Servizi, Trasporci e la Sezione Amministr:r,.ionc e Contabili tà non dipendevano di recmn enre dal Comandanre in Seconda del Corpo di Stato Maggiore.
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Comando del Corpo di Stato Maggiore nei riguardi della dipendenza del Comandante il Seconda e del generale addetto e le attribuzioni dei singoli uffici. Venivano riportati anche gli uffìci posti alla dipendenza dello Stato Maggiore, quali l'Ispettorato DICAT, il Comitato Centrale Interministeriale per la Protezione Antiaerea e l'Ufficio del GeneraJe Roberto Segre, che non figuravano nel Decreto del 20 dicembre 19321 1. Dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendeva direttamente l'Ufficio Segreteria su due Sezioni, di cui una, quella Personale di Stato Maggiore, dipendente dal generale addetto. D:ù Comandante in Seconda dipendevano: l'Ufficio Operazioni su sei sezioni42 , l'Ufficio Addestramento su cinque sezioni43, il Servizio Informazioni Militare44, l'Ufficio Storico1S, l'Ispettorato DICAT, il Comitato Centrale Interministeriale Protezione Antiaerea, la Rivista Militare Italiana e l'Ufficio del generale Segre. Dal generale addetto dipendevano la Sezione Personale dell'Ufficio Segreteria, la Sezione Amministrativa, l'Ufficio Mobilitazione su tre sezioni46, l'Ufficio Servizi su cinque sezioni e l'Ufficio Trasporti su tre sezioni. Nell'ottobre 1933 la denominazione di Comandante in Seconda del Corpo di Stato Maggiore fu cambiata con quella di Sottocapo di Stato Maggiore del Regio Esercito 47• Con Decreto del 20 novembre 1933 furono introdotti nell'ordinamento del Comando
Foglio n. 155 in data 9 maggio 1933, Ripartizione degli uffici del comtmdo del corpo di stato rnttggiore e attribuzione di ciascuno di essi, Comando del Corpo di Scaco Maggiore - Ufficio Segreteria e Personale di Scaco Maggiore. Il generale Segre era scaco incaricato di redigere il dizionario irnliano - tedesco. •12
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I.:Ufficio Operazioni era addetto a: situazione militare nazionale ed estera in relazione alle notizie sugli eserciti esteri fornice dal SIM, studi e predisposizioni riguardami le operazioni cerremi e quelle combinate con la Regia Marina e la Regia Aeronautica, preparazione militare del territorio dello stato, coordinamento di questa con le difese aerea e chimica, operazioni oltremare, scudi e proposte sulle questioni militari coloniali, monografie del tenitodo, relazioni con l'Istituto Geografico Militare. CUffìcio Addestramento era competente per: preparazione alla guerta del personale militare, scudi riguardanti l'organizzazione e l'impiego delle varie armi ed un.ità, studi sulle caratteristiche degli armamenri e degli equipaggiamenti ed esperienze relative, indirizzo culturale e pratico delle scuole e dei corsi milirari, indirizzo generale del l'ed ucazione fisica e dell'istruzione premilitare, esercitazioni e manovre, dotazioni ca.reografiche, compilazione di istruzioni a carac:rere tattico, studio della regolamentazione esecra, collegan1enro con la Regia Aeronautica, corsi di osservazione aerea, srudio sull'ordina.memo cd impiego dell'aviazione per l'Esercito. Il SIM era interessato a: studio delle iscicuzioni militari estere, difesa del segreto militare, cifrari, organizzazione del servizio per il tempo di guerra, addestramento del personale, recensione periodici. I.:Ufficio Stor.ico aveva i seguenti compiti: ordinamento e custodia del materiale d'archivio, compilazione di studi scorici e di rela:doni a scopo di istruzione che riguardavano le operazioni belliche condotte in passaco dalla For.:r,a Annata ed a finalità di divulgazione e propaganda, traduzione di opere straniere, rispos1:a a quesiti di carattere storico-militare di enti milita ri e civili, pubblic,rlione (Li un bollettino cri mestrale. I.:Ufficio Mobilitazione svolgeva acrivicà nel campo di: studi e disposi1,ioni riguardanti la mobilica1,ione e l'impiego della forza in congedo, cosricuzione di grandi uni tà e dei loro elementi, studi relativi al reclutamenco, compilazione del bollettino di mobilitazione, formazioni di guerra e i:abelle organiche di pace, scudi rifiettenci l'ordinamento e la circoscrizione ccrriroriale, proposte su questioni riguard:rnci il contingence, la ferma, la forza alle armi, i richiami, questioni relative alla mobilitazione civile, Regio Decreto Legge n. 1404 in data 19 ottobre 1933, A1odiji.cazioni al/,a Legge sull'ordinamento del R. esercito ed altre disposizioni in vigont.
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BoLLEITINO DELL 'ARCilfVIO DELL'UFFICIO STORICO
f del Corpo di Stato Maggiore due Reparti (il 1° con quattro Uffici: Operazioni, Addestramento, Monografie, Storico e la Rivista Militare Italiana ed il 2° con tre Uffici: Mobilitazione, Servizi, Trasporci e due Sezioni: Personale di Stato Maggiore e Amministrativa e Contabilità), retti da un ufficiale addetto e posti alle dirette dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore, che disponeva di due generali addetti. TI Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, invece, aveva alle dirette dipendenze l'Ufficio Segreteria e Personale di Stato Maggiore, il Servizio Informazioni, l'Ispettorato della Difesa Comroaerei Territoriale ed il Comitato Centrale per la Protezione Antiaerea48• Tn considerazione dei preparativi per l'attacco all'Etiopia, il Decreto n. 1120 del 2 I giugno 1934 dispose l'elevazione ad Ufficio della Sezione Colonie appartenente al I O Reparto49 , che venne cosl ad essere composto da cinque Uffici (Operazioni, Colonie, Addestramento, Monografie, Storico) e dalla "Rivista di Fanteria". Nel 2° Reparto l'Ufficio Mobilitazione cambiò denominazione in Ufficio Ordinamento e Mobilitazione. Nel 1934 fu emanato il Regio Decreto Legge n. 1723, in data 11 ottobre, conosciuto come ordinamento Baistrocchi, il quale stabilì che il Regio Esercito comprendesse "una parte metropolitana e una parte coloniale", poste rispettivamente alle dipendenze del Ministero della Guerra e del Ministero delle Colonie, che vi provvedevano ciascuno col proprio bilancio. Il Comando del Corpo di Staro Maggiore (formato dagli ufficiali di stato maggiore dal grado di colonnello a capitano, in corale 355) era retto dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, coadiuvato dal Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito e da d ue Generali addetti 50• Nello stesso anno il Sottosegretario di Stato alla Guerra (come quello della Marina e dell'Aeronautica) assunse anche la carica d i Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito 51 . Così nel marzo 1936 Baistrocchi commentò favo revolmente la fus ione delle funzioni di Sottosegretario di Stato e di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito: "Chi è impregnato di rigidismo ha rilevato la impossibilità delle due cariche nella stessa persona, che non avrebbe potuto essere a un tempo amministratrice, operatore e comandante: ed è logico che così pensino le mentalità attaccate a p rincipi
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Regio Dccreco n. 1609 in data 20 novembre 1933, Ordimimmto del comando del corpo di stato maggiore, diramato con lettera di trasmissione n. 26400 in data 16 dicem bre 1933, Nuovo ordinnmentodel comando del corpo di stato maggiore, Ministero della Guerra - Gabinct tO. CUfficio Colo nie era stato comrauo a Serione con Regio D ecreto 11. 70 del 6 febbraio 1927. In arcua1.ione al provvcdimenco d i ricostituzione dell'Ufficio Coloniale, il Comando del Corpo di Staro Maggiore c hiese personale all'Ufficio Mi lita re del Ministero delle Colon ie (foglio n. 172 in data 26 aprile 1934, Traiformazione del/,a sezione c<>l<>nie in ufficio cokmie, Coman do del Corpo di Srac:o Maggiore Ufficio Segreteria e Personale di Stato Maggiore). ·1rasformato dopo il conAi ttO italo-etiopico in Ufficio Operazioni II, all'inizio del secondo conA itto mondiale tornerà alla confìgur.izione di sezione. Regio Decreto Legge n. 1723 del!' 11 o uobre 1934, Aggiornamento delle disposizioni concernenti l'ordinamento del R. Esercito, Co rga nico degli uHìci,lli general i comprendeva 28 generali di corpo d'armata, 57 di divisione (tra cui 2 dei Carabinieri Reali), 8 tenenti generali (del Servizio ·1ccnic.o d'Artiglieria e del Genio, Commissariato, Sanità), 123 generali d i brigata (di cui 6 dei Carabinieri) e 17 maggiori generali (di Artiglieria, Genio e servizi). Il generale Federico Baisrrocchi ten ne la carica d i Sorcosegrerario d i Stato alla G uerra dal 22 luglio 1933 ,Ù 7 orcobrc 1936. D al l O ottobre 1934 al 7 otc:ob re 1936 ricoprl pure quella di Capo di Stato Maggiore dell'Ese rciro.
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astratti, incapaci di sceverare di ogni principio quello che è teorico da ciò che, nel caso contingente, è una necessità incontestabile. Ministro e Capo di SM sono andati sempre d'accordo, dicono i "passatisti" pronti ad affermare la perfezione dell'accordo proprio quando il dissidio era evidente e pernicioso. Non vi è tra Voi chi non veda come in cerci momenti - quando si devono risolvere problemi complessi e importantissimi richiedenti soluzioni immediate nel campo tecnico, spirituale, finanziario - si sente il bisogno di una sola persona la quale operi con concezione unitaria e sia pronto ad assumere tutte le responsabilità. Quest'accentramento amministrativo tecnico operativo si è appunto dimostrato una necessità all'atto in cui lo sviluppo mili care della nazione richiedeva realizzazioni immediate e perciò identità di vedute tra Ministero e Stato Maggiore.52 " Nel 1935 lo Stato Maggiore dell'Esercito fu riordinato con la costituzione di un Corpo di Stato Maggiore comprendente colonnelli e tenenti colonnelli di stato maggiore e di un Servizio di Stato Maggiore comprendente maggiori, capitani e tenenti in servizio di stato maggiore53 . Al servizio di stato maggiore erano ammessi gli uffìciali che avevano superato il corso presso la Scuola di Guerra e compiuto positivamente un anno di tirocinio presso il Comando del Corpo di Stato Maggiore. La tabella graduale e numerica, sancita per Regio Decreto il 3 dicembre 1934, riportava 28 generale di corpo d'armata, 64 di divisione (o tenenti generali) e 140 di brigata (o maggiori generali) . Con legge n. 930 del 30 maggio 1935 si provvide a ripartire il territorio nazionale in zone militari allo scopo di disimpegnare i corpi d'armata e le divisioni dalle onerose funzioni territoriali. Con la circostanw fu istituita anche la carica di Sottocapo di Stato Maggiore Territoriale, posto alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito col compito di sovrintendere all'organizzazione militare del territorio nazionale (zone militari, difesa antiaerea e costiera per la parte che interessava l'Esercito, escluse le frontiere). Il 31 ottobre 1935 con Decreto Legge n. 2233 (convertito in Legge n. 622 del 30 marzo l 936) la carica di Sottocapo di Stato Maggiore Territoriale cambiò denominazione in Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa 1èrritoriale. Questi, secondo il Decreto n. 1655 in data 14 agosto 1936, aveva a disposizione un Ufficio Segreteria, un Generale addetto, due Capi Ufficio, rispettorato Milizia DICAT (Difesa Controaerei Territoriale)
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Le uniformi metropolitane del Regio .Esercito dalla riforma Baistrocchi all'inizio dell.a seconda guerra mondittle, $ME - Ufficio Srorico, Roma, 2005, p. 48. Decreto Legge n. 1419 dell'll luglio 1935, convertico in Legge n. 135 del 16 gennaio 1936; queste disposizioni furono in seguito integrate da quelle contenute nel Decreco n. I 779 del 14 agosto I 936, dmanendo in vigore anche con i successivi ordinamenti Paiia.ni (Decreco n. 2095 del 22 dicembre 1938) e quello del 1940 ispirato dal Sottosegretario alla Guerra generale Soddu (Legge n. 368 del 9 maggio 1940). Gli ufficiaJj <ii stato maggiore, dopo aver frequentato appositi corsi di perfozionamenco presso la
SERGIO COCCIA - NICOLA PIGNATO,
Scuola di Gueua, erano abilitati a prestare servizio presso i comandi di vertice (Scaco Maggiore Generale e dell'Esercito, Gabinetto del Ministero della G·uerra, Conunissione Suprema di Difesa, Ministeri delle altre For1.e Armate, ecc.) o periferici di grande unità (armata, corpo d'aJmara, divisione e comandi presidi d'oltremare) e scuole. Con Regio Decre1:o n. 2233 del 31 ottobre 1935 relativo alle varianti alle disposizioni sull'ordinamento del Regio Esercit:o, fu stabil ito in 134 l'organico degli ufficiali del Corpo di Staro Maggiore (35 colonnelli e 99 tenenti colonnelli), mentre per gli ufficiali in servizio di stato maggiore non fu previsto un organico fisso.
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BOLLETTTNO DEll 'ARCHIVIO DEU 'UrPJC/0 STORICO
e Milizia da COS (da Costa) 54, il Comitato (poi Direzione) Centrale Interministeriale Protezione .Antiaerea55, cui si aggiunse in seguito anche l'UNPA. I Reparti dipendenti dal Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, e retti ciascuno da un Generale addetto, erano stati elevati a tre con sette Uffici (Operazioni, .Addestramento, Ordinamento e Mobilitazione, Servizi, Trasporci, Colonie, Storico) e due Sezioni (Personale di Stato Maggiore, Amministrazione e Contabilità). Nell'ottobre 1936 alla carica di Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito fu abbinata quella di Intendente del Regio Esercito. I.:ordinamento interno del Comando del Corpo di Stato Maggiore risultò, quindi, così modificato: Capo di Stato Maggiore dell'Esercito da cui dipendeva l'Ufficio Segreteria e Personale di Stato Maggiore con Sezione Amministrazione ed il I Reparto (Ufficio Operazioni e Servizio Informazioni Militare); Sottocapo di Stato Maggiore Intendente del Regio Esercito da cui dipendevano il II Reparto (Ufficio Ordinamento e Mobilitazione, Ufficio Servizi, Ufficio Trasporti) ed il Ili Reparto (Ufficio Addestramento, Ufficio Colonie, Ufficio Storico); Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale56• 54
La nascita della Mi li,,ia per la Difesa Controaerei Terdtoriale risaliva al Decreto Legge 18 febbraio 1930 n. 93 Istituzione e ordinamento della milizia per la difesa 11erea territoria/,e (D;JT) ed al successivo 21 gennaio 1935 n. 181 . L-t Milizia per la Difesa Aerea lèrritoriale (DAT) era una specialic;ì. della MVSN ed aveva
il compito di attuare la difesa del paese da attacchi aerei, in concorso con le uni tà concroaerei delle altre Fo,ieArmate. Dspettocaco della Milizia DAT per la parte tecnica, addestrativa e di impiego e dei m:u:eriali dipendeva dal Comando del Corpo di Staro Maggiore. Secondo le Norme esecutive circa l'applicazione del R, decreto-legge 21 gennaio 1935, n. 181, concernente varit12:ioni all'ordinamento del/.a milizia per la difesa controaerei e l'istituzione della milizia per la difesrt costiera del 4 aprile 1935 l'Ispetcorato della Mi lizia DICAT e della Milizia da COS era parr:e integrante del Comando Generale della Milizia e del Comando del Corpo di Stato Maggiore. Uspetrorato comprendeva due reparti, ciascuno dei quali era comandato da un console generale. Al I O Repatto, che era costituito presso il Comando del Corpo di Staco Maggiore dell'Esercito, era affidata la trattazione delle quesi:ioni relative all'organ izzazione, all'impiego, agli armamenti ed alle dotazioni di rnobilicazione delle unità delle Milizie DICAT e da COS. Al 2° Reparto erano devolute la parte addestramento, gestione dei materiali, collegmnenti con la Regia Marina, recluramenco, disciplina, amministrazione, mobilitazione del personale. Con Decreto Legge n. 1888 del 24 novembre 1938, Modificazione dell'ordino.mento della Milizitl DlCAT e delb1 Milizia da COS, la Mili,,ia DICAT e la Milizia da COS assunsero r.ispettivamente la denominazione di Milizia Controaerei e Milizia Artiglieria Marittima, dipendenti da un unico comando retro da w1 luogotenente generale della MVSN. ln cernpo di pace la MACA dipendeva per la parte tecnica, addescrativa e di impiego dal Sottocapo di Staro Maggiore per la Difesa Tèrricoriale o dall'Ufficio dì Staro Maggiore della Marina, cui faceva capo anche la M ILMART. Per questioni attinenti il reducamenro, la mobilitazione, la disciplina, l'ammini,strazione i reparti della MILMART e della .tvIACA facevano capo al Comando Generale della Milizia. La costituzione dell'Organo Cenerate lmerminisc:eriale per la Protezione Antiaerea del Territorio Na1.ionale, pasco alle dipendenze del Ministero deU'Tnrerno, risaliva al 1930. Nel 1932 l'ente passò al Min istero della Guerra. 56
Foglio n. 77030 in data 28 ottobre 1936, Ordinamento interno del Comando Corpo S.M. e dell'Amministrazione centrale della Guerra, Ministero della Guerra - Gabinetto. Anche gli Ispettorati d'Arma avevano una dipendenza dal Comando del Corpo di Stato Maggiore. Nel gennaio del 1940 erm10 attivi gli Ispec:corati di Fame.ria, d'Artiglieria, del Genio, dei Servizi di Commissariata e delle Forze Armate delle Terre d'Oltremare. Clspettorato di Fanc:eria era articolac:o su: Generale Ispettore, Segrereria e tre Sezioni: Ordinamento, Armi e Munizioni, Fanteria Ca.rrisra e Motorizzata. Clspettorato di Artigl.ieria era su: Generale Ispetrore, Segreteria e d ue Reparti: Addestra.mento e Impiego, Servizio di Artiglieria. Llspec:torato del Genio era strum1rat0 su: Generale lspenore, Segreteria e due Reparti: Uffici Fortificazioni - Truppa - Materiali, Collegamenti. Llspertarato dei Servizi d i Commissariato era su: Generale Ispettore, Segreteria e 4 Reparti: Sussisrenza, Vestiario, Ingegneri, Scudi - Regolmnentazione - Mobilitazione.
SAGGI STORICV-ISTITUZIONALI
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Tale ordinamento fu sanzionato col Regio Decreto n. 2372 in data 21 dicembre 1936. Si nota in queste riforme d ello SMRE l'impronta di Baistrocchi, il quale, sostenitore dell'importanza della logistica, come dimostrè) sul campo nel corso della preparazione alla guerra di .Etiopia, creò la nuova figura del Sottocapo di Stato Maggiore Intendente, in seguito eliminata dai suoi successori. Nel dicembre 1935 si sanzionò la sfera di competenza dell'incarico di generale comandante designato d'armata, che poteva essere conferito esclusivam ente in guerra o in caso di mobilitazione. In tempo di pace dipendeva dal Ministro della Guerra e poteva essere impiegato: per lo studio delle predisposizioni relative ali' apprestamento bellico del territorio, nella preparazione degli alti quadri della gerarchia.militare, nella vigilanza stJl'indirizzo addestrativo complessivo dei quadri e delle truppe, per la direzione di esercitazioni e manovre coi quadri e con le truppe, in missioni ispettive nei riguardi dell'organizzazione dei servizi e delle predisposizioni di mobilitazione. In caso di mobilitazione gli ufficiali generali comandanti designati d'armata poreva.no essere investiti dell'effettivo comando di armata 57• Con il Regio Decreto Legge n. 1883, in data 21 ottobre 1937, all'ordina.mento del Comando del Corpo di Stato Maggiore si aggiunse un Sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni con due Generali Capi Reparto. Egli aveva alle proprie dipendenze il Servizio Informazioni Militare ed il I Reparto costituito dagli Uffici: Operazioni I, Operazioni II (colonie e territo.ri d'oltremare), Addestramento, Storico. Il II Reparto, retto dal Sottocapo di Stato Maggiore Intendente, era composto dagli Uffici: Ordina.mento e Mobilitazione, Servizi, Trasporti, Amministrazione. Rimaneva, poi, sempre la figura del Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale. Nel dicembre del 1938 il Capo del Governo ordinò che il più elevato comando di ciascuna. Forza Armata in guerra fosse denominato "Alto Comando" . La denominazione "Comando Supremo dell'Esercito" venne perciò sostituita dalla denominazione "Alto Comando dell'Esercito" mobilitato58. Ciò rimarrà in vigore fino al 31 maggio 57
Regio Decreto Legge n. 2343 in data 9 dicembre 1935, Determinazione delle rtttribu:àoni dei generali comandanti designati d'armata. T ali disposizioni si rifaceva.no e aggiornavano quelle concenu1:e negli articol i 14 del Decreto n. 20 dell'll gennaio 1923, 12 Dei generali comandanti design1ui d'armata del Decreto Legge 11. 69 in data 6 febbraio 1927 e nel testo del Dea·eto n. 70 del 6 febbraio 1927 (articoli 7, 8 e 9). G li Uffici dei generali designati com,u1danti d'annata avevano sede a Milano, Bologna, Firenze e Napoli.
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C ircolare n. 84300 in data 22 dicembre 1938, Denominazione del comando dell'Esercito in tempo di guerra, Ministero della Guerra - Gabinetto. Fino ad allora era stabilito che in operazioni il Comando del Corpo di Stato Maggiore si rra.mucasse, come all'epoca delJa prima guerra mond iale, in Com ando Supremo (foglio n. l in data 6 orrnbre 1938, Mobilitazione del Comando Supremo, Ministero della Guerra - Comando del Corpo di Stato Maggiore). La pubblicazione n. 3118 Servizio in guerra ed izione 1937 ri feriva che: "Il Comando Supremo dirige le operazioni terrestri per m e-a.o dei comand i delle grandi u nità di guerra (gruppi di armate, armate, corpi d 'armata e divisioni). Provvede a.lrresì a.i bisogni dell'esercito mediante le intendenze. [ .. .]Al Comando Supremo spetta inreramen r.e ed escl usivamente la rcsponsabilit.1. della condotta de.Ila guerra. [ . . . ] H a piena facoltà di modificare la formazione di guerra dell'Esercito. Ad esso fanno capo tutte le q uestioni riguard anti il personale degli ufficiali generali, le proposte di avan1.ament0 di ufficiali e impiegati addetti all'eserc ito mobilitato, le proposte di ricompense. Può sospen dere dal comando o dalla c.1rica q uegli ufficiali ed impiegati che si dimostrino disadatti alle loro fì.mzioni." Tali disposizioni rimasero immurat e nell'edizione 1940 e nel.la ristampa del 1941. Secondo il Regio Decreto 8 luglio 1938, n. 141 5 relativo ali'approv:v.ione dei cesti delle leggi di guerra e di neutralità, era Comandante Supremo "colui che è invesrito del comando di tutte le forle armate operanti."
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BOLLElTINO DELL'ARCJIMO IJHU'UFF!C/0 STORICO
194059 . In base alla pubblicazione Norme generali per l'organizzazione e funzionamento dei servizi in guerra edizione 1938, il quadro generale dell'organizzazione dei servizi presso l'Esercito operante prevedeva che dall'Intendente Generale del Comando Supremo dipendessero: otto Direzioni Superiori (Sanità, Commissariato, Artiglieria, Genio, Veterinaria, Trasporti e Tappe, Postale, Trasporci Ferroviari e per Via Acquea), due Ispettorati (Strade e Genio Civile, Servizio Legnami) e l'Ufficio Servizio Chimico60• .Cordinamento Pariani dell'Esercito metropolitano, stabilito dal Decreto n. 2095 del 22 dicembre 1938 non introdusse modifiche ali'ordinamento dell'Alto Comando dell'Esercito. Il 20 ottobre 1939 il maresciallo d'Italia Emilio De Bono fu nominato Ispettore delle Forze Armate delle 1èrre d'Oltremare (Albania, Africa Settentrionale, Africa Orientale, Isole dell'Egeo) con funzioni di studio e consulenza nei riguardi delle truppe del Regio Esercito ivi dislocate61• L'ente si strutturò su: generale ispettore, segreteria, due ufficiali superiori capo e vice capo ufficio62. Il 3 novembre 1939 le due cariche di Sottosegretario di Stato per la Guerra e di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, che erano riunite nella stessa persona, vennero sdoppiate, restituendo cosl ad ognuna di esse le proprie responsabilità ed attribuzioni di competenza63. Al Sottosegretario alla Guerra, che si avvaleva degli organi dell'Amministrazione Centrale, competeva: ordinamento, vita, funzionamento dell'Esercito e suo governo disciplinare, tecnico e amministrativo; preparazione dei mezzi per la guerra; relazioni col Paese; amministrazione del bilancio. Al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito competevano studi: relativi all'addestramento, alla regolamentazione tattica e pubblicazioni storico-militari; circa il reclutamento, l'ordinamento, la circoscrizione territoriale, formazioni di guerra dell'Esercito; di mobilitazione e radunata; di piani operativi; d' organizzazione e funzionamento dei servizi; per la sistemazione bellica del territorio; relativi alla preparazione bellica delle terre italiane d'oltremare; e proposte circa il reclutamento e l'impiego degli ufficiali dello Stato Maggiore. Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito si avvaleva di un Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, che aveva assorbito le funzioni dei Sottocapi alle Operazioni ed Intendente, e di un Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale64 • Quest'ultimo presiedeva a tutta l'organizzazione concernente la 59
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Foglio n. 121850 in data 31 maggio 1940, Approntamento delw S.M. d.ell'Esercito, Miniscero della Guerra - Gabinetto. All'atto della mobilica~.ione il Comando del Co rpo di Stato Maggiore divenne lo Stato Maggiore del Regio Esercito. Pubblicazione n. 2442 del Comando del Corpo di Stato Maggiore (prima risr.ampa del.l'e<lizione del 1932).
r. , De Bono era sraro nominato maresciallo d'Italia con Regio Decreto Legge n. 193 del 16 gennaio
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1936. Fu anche primo Coma ndante Generale della Milizia, Minimo delle Colonie, Alto Commissario dell'Africa Orientale Ji:aliana e comandance del Gruppo d'Armate Sud nel giugno-luglio 1940. Ministero della Guerra - Servizi.o lnforn1azioni Militare - Ufficio Caldcrini, J)rornernorùt per il sig. Maggiore Bonardi, gennaio 1940.
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Circolare n. 107160 in data 8 novembre 1939, Attribuzioni e competenze, Ministero della Guerra- Gabinetto.
G,i
Foglio n. 106000 in data 1° novembre 1939, Attribuzioni del Sot'tosegretario di Stato alla Guerra e del Capo di S.M. dell'Esercito, Il Duce - Ministro della Guerra. Da rilevare come al Capo di Stato Maggiore dell'Eserciw competessero esclusivamente compici di studio e la predisposizione per la preparazione alla guerra. Non si faceva riforimenco alle sue mansioni in caso di conflitto. La figura del Sorr:ocapo di Staro Maggiore Intendente, eliminata nel 1939, sarà riproposra nel gennaio 1942.
SAGGI STORICO-ISTITUZIONALI
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difesa territoriale (esclusa in tempo di pace la parte relativa alle zone di frontiera e in tempo di guerra quella relativa al territorio dichiarato zona di operazione). Da.ll'Uffìcio del Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale facevano capo: i comandi di difesa territoriale, il comando Milizia DICAT e quello Milizia da COS, il Comitato Centrale Interministeriale Protezione Antiaerea e l'UNPA. 1.'.Ufficio manteneva, inoltre, relazioni con la Direzione del Servizio C himico Militare, con le altre Forze Armate, con le associazioni di soccorso e con enti vari aventi responsabilità nella difesa territoriale65• All' inizio del 1940 si potenziarono gli organi di comando della difesa territoriale con la costituzione, nell'ambio del Comando del Corpo di Stato Maggiore, d i due nuovi U ffi ci: D ifesa Controaerei e Protezione Antiaerea e Difesa Coste, posti alle dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa 1èrritoriale66 • 11 provvedimento fu accompagnato dalla costituzione della Direzione Centrale Protezione Antiaerea con dipendenza sia dal Ministero della Guerra, sia dal Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa.Territoriale67. Al momento dell'intervento in guerra lo Stato Maggiore per la D ifesa Territoriale mobilitato era costituito da: Sottocapo di Stato Maggiore per la D ifesa Territoriale, generale addetto, Ufficio Protezione Antiaerea e Difesa Coste, Ufficio Difesa Controaerei, Ufficio Storico. Facevano capo al Sottocapo di Stato Maggiore per la D ifesa Territoriale anche il comando Milizia Artiglieria Controaerei e il comando generale dell'UNPA68. Sempre nel novembre I 939 il Servizio Informazioni Militare, con la nomina del Generale Giacomo Carboni a capo del Servizio, cessò di far parte integrante del Comando del Corpo di Stato Maggiore per passare alle dirette dipendenze del Sottosegretario di
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Regio Decreco n. 1555 in data 5 settembre 1938, At1,tiornamento del/,e disposìzioni vigenti sulla ripartizione del territorio dello Stato in zone militari. Gli uffìcia li addetti all'Vffìcio del Socrocapo di Stato Maggiore cd ai comandi della Difesa Territo riale erano rratti di massima dai ruoli "fuori quadro", di "mobilitazione" e dalla categoria invali(li di guerra riassunri in servizio sedentario. Lorganizzazione della difesa territoriale fu aggiornata, incrementando il numero dei comandi e stabilendo che ciascun comando di difesa territodale dipendeva dal comando di corpo d'armata nella cui circoscrizione aveva sede, menue ciascun comando di zona militare dipendeva da un comando di divisione di fanteria. Foglio n. PA/1250 in data 26 febbraio 1940, Relazione mensile, Comando del Corpo di Stato Maggiore - Ufficio Protezione Antiaerea e Difesa Coste. Circolare n. 1560 in data 6 marzo 1940, Modificazioni nella wstitu.zione del Comando del Corpo di S.M:, Comando del Corpo di Stato Maggiore. Fu abolita la denominai.ione d i Ufficio del Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale e disciolto l'Uffìcio DJCAT da esso dipendente. li Sottocapo di Staro Maggiore per la Difesa Territoriale assunse, inoltre, la presiderm1 del Comiraro Centrale Interministeri ale Protezione Antiaerei e con circolare n. PA/1580 in data 7 marzo 1940 Riorganizzazione degli organi centrali della P.A. furono preci:sati i suoi compiti in ma1:eria. Diario storico Stato Maggi<)(e per la difesa del -lèrrirorio, giugno 1940. La Direzione Centrale Protezione Antiaerea sarà assorbita cncro agosto 1940 dall'Ufficio Protezione Antiaerea e Difesa Cosce, che ingloberà anche il Comitato (:Cncralc Interministeriale Protezione Antiaerea. Lo specchio relativo all'organi:aazione dello Stato Maggiore per la Difesa del Territorio allegato al fogl io n. 104961/21-1-6 in data 6 febbraio 1940 del Ministero della Guerra - Gabinetto riportava l'organi'l:/.ll7.ione in sezioni dei vari uffici: Protezione Amiaerea e Difesa Coste con Sc-lioni Protezione Antiaerea, Difesa Coste, Difesa e Protc-iione Impianti; Difesa Controaerei con Sc-lioni Organi.aazione-Mobili1:a1,ionc-Addestramento, Materiali e Dotazioni, Collegamenti e favori. All'inizio di maggio 1940 il Sottocapo di Stato Maggiore per la D ifesa Territoriale aveva alle dipendenze 23 uHìciali, dei quali 9 all'Uffìcio Protezione Antiaerea e Difesa Coste e 9 all'Ufficio Difesa Controaerei,
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BOLLETTlNO DELL'ARCHIVIO DE'Ll 'UFNCIO STORICO
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Stato alla Guerra . All' inizio del novembre 1939 Mussolini aveva ord inato che il Servizio Informazioni Militare dipendesse dal Sottosegretario di Stato alla Guerra per il carattere politico militare assumo e per gli stretti rapporti che aveva col Ministero degli Affari Esteri7°. Nel gennaio 1940 la centrale del SIM fu riordinata su: capo e vice capo servizio; Ufficio "Calderini", cui competeva la branca offensiva, su sei sezioni, Ufficio "Zuretti", competente in materia situazione stati esteri su quattro sezioni; Ufficio "Bonsignore", che comprendeva la branca difensiva, su 4 sezioni; numero vario di centri di fensivi speciali7 1• Nell'aprile 1940 furono colte al SIM le competenze dell'attività difensiva con la creazione del Servizio di Controspionaggio Militare e Servizi Speciali (CSMSS), poi disciolt:o nel gennaio 1941 e la concomitante ricostituzione della Se-zione "Bonsignore ."72 Al momento dello scoppio delle ostilità il SIM aveva una duplice dipendenza dal Sottocapo di Staco Maggiore dell'Esercito per qua.neo atteneva alle notizie sugli eserciti stranieri e l'attività degli organi di informazioni periferici dipendenti dalle grandi unità operanti e dal Sottosegretario alla Guerra per il servizio informazioni di indole non militare73 • Nel novembre 1939 presso il Comando del C orpo di Stato Maggiore fu istituita una commissione mista permanente tecnico-militare, che prese il nome di Commissione Centrale per i Grandi 'frasporti Militari in Ferrovia ed incaricata di studiare e preordinare l'utilizzazione dei mezzi necessari per l'esecuzione dei grandi trasporti militari in caso di guerra come le operazioni di mobilitazione e di radunata alle frontiere74 • In base alla Legge n. 368 del 9 maggio 1940 Ordinamento del R Esercito (ordinamento Soddu), venne ribadito che il Comando del Corpo di Stato Maggiore era recto dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, coadiuvato da: un Sottocapo di Stato Maggiore, quale Comandante in Seconda del Corpo di Staro Maggiore, con due Generali Capi Reparto ed un Generale addetto; un Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale, con un Genera-
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Circolare n. 1/7330 in data 30 novembre 1939, indirizzo poJtale da S.l.M., MinisLero della Guerra $.I.M. Carboni fu avvicendaco al comand o del SIM da Cesare Amé nel settembre 1940, per poi riassumere tale carica nell'agosto 1943 con il grado di Generale di Corpo d'Armata. Foglio n. l 06000 in data 1 novembre 1939, cit. Foglio n. 204 in data IO dicemb re 1939, Ordinamento del S.!.M., Ministero del la Guerra-SIM. Ogni Forza Armata aveva un proprio servizio informazion i, quello della Marina era denominato SIS, quello dell'Aeronautica SIA. Foglio n. 11 4850 in dara 24 april e 1940, Ordinamento del SJM e del Servizio di CS, Mi11isrero della Guerra - I1 Socrosegrecario di Stato. li CSMSS passò alle direrte dipendenze del Sorcosegrecario alla Guerra. Carboni riferisce di aver cenraro, senza fortuna, di sostituire il capo del controspionaggio, il colonnello Sante Emanuele, che era un proterto di Ciano e di Soddu, il quale per rnua 6sposta tolse al SIM la Sezione " Bonsignore" (Giacomo Ca rboni, Memorie segrete 1935-1948, op. cit., pp. 62, 82-84). I1 5 gennaio 1941 il CSMSS fu assorbito dal SIM, andando ;1 costituire la Sezione " 13onsignore" cd affiancandosi alle rimanenti Sezioni "Calderini", "Zurerri", Criuografìa, Personale e Anuninistrativa. (diario storico Ministero della Guerra - Gabinetto, 4 gennaio I 941 ). Diario storico militare del SIM in data 11 giugno 1940. 1:-tle duplice di pendenza era stata sanzionata dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito con foglio n . 1365 in data 18 maggio J 940. Ncll'otcobre 1940 gli addetti militari passarono dalle dipendenze del SJM a quelle del Gabinecco del Minis tero, ove si cosciru) l'Ufficio Addetto Mi litari. Regio decreto n. 2 I 67 in data I 6 novembre I 939, Regoutmento per l'eJecuzione dei grandi trasporti militari, Ministero della G uerra - Gabinetto. Presidente della Com missione era il Sottocapo di Stato Maggiore Intendente.
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le addetto. [organico degli ufficiali del Corpo di Stato Maggiore era di 48 colonnelli e 178 tenenti colonnelli. Cunifìcazione delle figure di Sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni e di Sottocapo di Stato Maggiore Intendente in quella di Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito fu sanzionata nuovamente con Legge del 14 giugno 1940 n. 101075• Secondo l'organico di guerra dello Stato Maggiore del Regio Esercito stabilito all'inizio di giugno del 1940, il Capo di Stato Maggiore aveva alle dirette dipendenze: un Generale addetto, il Sottocapo di Stato Maggiore ed otto tra Comandanti Superiori ed Ispettori (dei Carabinieri, della Fanteria, delle Truppe Alpine, dell'Artiglieria, del Genio, delle Truppe Chimiche, del!' Aviazione del Regio Esercito, della Milizia Volontaria per la Sicurt.-zza Nazionale) . Il Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale era passato alle dirette dipendenze del Ministero della Guerra. Dal Sottocapo di Stato Maggiore dipendevano: il Reparto Segreteria (con gli Uffici: Segreteria, Generali e Personale di Stato Maggiore, Disciplina-Avanzamento-Giustizia, Affari Vari e Generali), il I Reparto (con gli Uffici: Operazioni, Addestramento, Situazione e Cartografia), il II Reparto (con gli Uffici: Ordinamento e Mobilitazione, Servizi, Amministrativo e la Direzione Superiore Trasporci)76 • Tale ordinamento andò a modificare uno precedente, adottato solo una decina di giorni addietro, che prevedeva la costituzione di un III Reparto e riportato sulla pubblicazione Formazioni provvisorie di guerra per lo Stato Maggiore dell'Esercito mobilitato del 27 maggio 194077. Un'altra proposta di configurazione dello Stato Maggiore 75
Con tale Legge il Comando del Corpo di Stato Maggiore assunse l'ordinamento di guerra e, nel quadro dcll'orgru1i12.azionc dell'Alto Coman do delle For1.;e Armate, fu posro alle dipendenze del Comando Supremo. Lunifìcazionc delle cariche di $01:cocapo di Stato Maggiore alle Operazioni ed Intendente fu promossa da Graziani, in quanto il sis1:ema dei due Sottocapi "era già stato deprecato nel 19 15- 1918 era Cadorna e Porro, e presentava l'inconvcnicnrc che il lavo ro veniva compartimenrato a danno dell'unirà d'indirizzo. Unificai perciò le due funzioni nel generale Mario Roana, la cui nomina aveva avuto la piena approvazione di M ussolini e di Badoglio" (Rodolfo Graziani, Una vita per 17talia. '1-fo difeso la Patria'; Mursia, Milano, 1986, p. 93).
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Foglio 11 . 00299 in data 7 giugno 1940, Ordinamento di guerra Stato Mrtggiore R. .Esercito, Staro Maggime Regio Esercito - Ufficio Ordinan1enro e Mobilitazione. Il Quari:ier generale doveva dipendere dall'Ufficio Affari Vad e Generali. Si veda anche la circolare n. 31 in data 2 giugno 1940, Nuovi.organici per lo Stato Maggiore dell'Esercito, Comando del Corpo di Staro Maggiore - Ufficio Segrete.da S.M. Lo schema di cale ordinamento (Stato Maggi.ore del Regio Esercito del giugno 1940) è riportato nell'allcgaco n. 74, p. 330 del volume L'Esercito Italiano tra la l '' e la 2" guerra mondiale. Circolare 00300 in data 7 giugno 1940, Jn. serie di aggiunte e varianti al fascicolo "}òrmmoni provvisorie di guerm dello Stato Maggiore Il Esercito" -1:'..èlizione 1940, Staro Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamento e Mobilitazione. Esso aveva abrogaco la pubblicazione n. 21R Formazioni di guerra per l'Alto Comando dell'Esercito edizione 1933. fa pubblicazione faceva riferimento ad enti dello Stato Maggiore costituiti presso altri Ministeri quali: Direzione Superiore Postale, Dinnione Superiore Strade in Guerra, Dire-iione Superiore Acque in Guerra, Ufficio Centrale Legnami, C uria Castrense. Erano citati, poi, altri elementi che, pur avendo relazioni di dipendenza o di servizio con lo Stato Maggiore, facev,u10 capo al Ministero della Guerra, quali: la Regia Avvocatura Generale Milirare, il Servizio Informazioni Militare, l'Ufficio Storico, gli Uffici dipendenti dal Sottocapo di Staro Maggiore per la Difesa ' Jèrriroriale, ecc. La decisione di non costituire iJ [[I Reparto fu presa il 1° giugno 1940 (foglio n. 13/P/M in dac:a 1° giugno 1940, Costituzione 1/!0 Reparto St,tto Maggiore dell'Esercito, Com:l.lldo del Corpo di Sr.aro Maggiore Ufficio Scgrcceria $caro Maggiore). Gli lJHìci che avrebbero dovuto costituire il III Reparto (DisciplinaAvanz:l.ll1enro-Giustizia, Amminisi:rativo, Affari Vari e Generali) forono riparciri tra il I cd il II Reparto (foglio n. 003 144 in data 24 maggio 1940, Alto Comando, Comando del Corpo di Staro Maggiore).
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Sro111co
del Regio Esercito mobilitato, che venne sottoposta all'attenzione del duce a.ll'i.nizio del maggio 1940, ma poi lasciata decadere, prevedeva: l'Ufficio Segreteria e l'Ufficio dei Generali e quello Persona.le di Stato Maggiore alle dirette dipendenze del generale addetto; il I Reparto Operazioni (con Uffici Operazioni, Addestramento e Situazioni), il II Reparto Servizi (con Uffici: Servizi, Trasporti e Amministrativo), il III Reparto (con Uffici: Disciplina e Giustizia, Affari Vari e Generali, Ordinamento, Mobilitazione, con gli ultimi due alle dipendenze del vice capo reparto)78 . Il 31 maggio il Gabinetto del Ministero della Guerra emanò il preavviso di costituzione a partire dal 5 giugno: del Comando Superiore Aviazione del Regio Esercito da parte del Ministero dell'Aeronautica, del Comando Superiore Carabinieri Reali da parte del Comando Generale Carabinieri Reali, dell'Ispettorato Superiore MVSN da parte del Comando Generale della Milizia, della Direzione Superiore Postale da parte del Ministero delle Comunicazioni, dell'Ispettorato Strade in Guecra e dell'Ispettorato Acque in G uerra da. parte del Ministero dei Lavori Pubblici, dell'Ispettorato del Servizio Legnami da parte del Ministero Agricoltura e Foreste, della Curia Castrense da parte dell'Ordinariato Militare. Tali enti, ad eccezione della Direzione Superiore Postale per la cui sistemazione provvide il Ministero della Guerra, furono ospitati a cura dei Ministeri che li avevano costituici79• Alla fine di maggio si decise di accorpare gli Uffici Operazioni I e II in un unico Ufficio 80 , andando a costituire con l'Ufficio Situazione e l'Ufficio Addestramento, il Reparto Operazioni 81 • Il l O giugno così l'Ufficio Operazioni II si sciogl.ieva fondendosi in parte con l'Ufficio Operazioni I e costituendo, con la rimanente parte e con la Sezione Situazione dell'Ufficio Operazioni I, l'Ufficio Situazione82. Tale Ufficio si
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Prome1noria per il duce, Alto Comando, in data 11 n1aggio I940. Tale struttura era considerata: "un ordinamento particolarmente snello, d1e sfronda l'Alto Comando di organi non aventi attinenza con la condotta delle opera:1;ioui e evita la crexr.ione di duplicati che causerebbero sperpew di personale e m.eai nonché dualismi esi1.iali. Tale organizzazione aderisce in pieno al criterio da Voi sancito che Ministero e Alto Comando abbiano a mantenere anche in guerra le caratteristiche di enti coesistenti strcccamente collaboranti e qua.~i complementari l'uno all'altro."
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Circolare n. 121700 in data 31 maggio 1940, Approntamento di enti dipendenti dallo Stato Maggiore Regio Esercito, Miniscem della Guerra - Gabinecco. In effetti la Curia Castrense si costituì il 5 giugno 1940 con sede provvisoria presso l'Ordinariato Militare, destinando un cappellano di collegamento allo SMRE (foglio n. 8 in data 14 giugno 1940, Còstituzione Curia Castrense, Comando Stato Maggiore Regio .Esercito - Curia Ca.mense). Scioka il I 6 novembre 1940 con circolare n. 27850 dello SMREUfficio Ordin,unento e Mobilicazione, la Cucia Castrense fu in seguito ricostituita. Il 30 giugno 1942, la for1.a degli ufficiali effettivi alla Cu ri a Castrense era di 7 unità (compresi due generali), saliti a 10 il 30 settembre 1942. Nel 1942 la Curia Castrense e le Direzioni Superiori delle Acque, delle Strade, Postale e I'1spettorato Legna.mi passeranno alle dirette dipendenze dello Stato Maggiore Regio Esercico. Foglio n. 624 in data 29 maggio 1940 del O:>mando del Corpo di $caro Maggiore - Ufficio del Generale Capo I Reparto. t:Uffìcio Ope=ioni unifìcaco si articolò in cinque Sezioni: Scacd1iere Occidentale, Qucscioni Generali e 'Jccnid1e, Scacd1iere Orienca.le, Scacd1iere Insulare ed Albania, Collegamento Aero-Navale. Promemoria n. 2 in data 1° r,yc1gno 1940, Nuovo ordinamento reparto operazioni, Comando del Corpo cli Stato Maggiore - Ufficio del Generale Capo I Reparto.
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L-1 Selione Situazione degli Eserciti Italiano cd Esteri si era costituita il 1° settembre 1939 nell'ambito dell'Ufficio Operazioni L I.:organico iniziale dell'Ufficio Situa-lionc era di 14 ufficiali, compreso il Capo Ufficio (di,uio storico Ufficio Situazione - SMRE, giugno 1940).
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ordinò su quattro Sezioni: Situazione Esercito Italiano ed Alleati, Situazione Eserciti AvversaJi, Bollettino, Cartografia. Il 4 giugno del 1940 l'Ufficio Addestramento era strutturato su sei Sezioni: Tecnica e Invenzioni, Scuole, Istruzioni e Manovre, Regolamentazione e Studi, Aviazione, Cinemateca. Il 5 giugno fu data comunicazione della costituzione del Reparto Segreteria83 e quella del Comando Superiore Aviazione per il Regio Esercito84 . 116 giugno si era costituito l'Ufficio Affari Vari e Generali alle dipendenze del capo Reparto Segreteria Generale e strutturato su quattro Sezioni: Affari Vari, Onorificenze e Ricompense, Disciplina, Avanzamento, cui seguì il 30 giugno la Sezione Giustizia8). Il 12 giugno si costitul la Direzione Superiore Trasporti con personale tratto dall'Ufficio Trasporti dello SMRE. Dal 14 giugno iniziò ad operare la Sezione Cifra dell'Ufficio Segreteria del Reparto Segreteria, mentre il 5 giugno si mobilitò il Quartier Generale dello Stato Maggiore del Regio Esercito posto alle dipendenze del Reparto Segreceria86. A metà giugno 1940 esso era composto da: comando, Reparto comando, Autoreparto, Battaglione (su 4 compagnie A, B, C, D), Compagnia Carabinieri, Reparto a cavallo, Treno comando dello SMRE, Tipolitografia, Sezione Amministrativa, servizi alloggiamenti, mense, collegamenti, sanitario, veterinario87. Rispetto all'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito adottato nel 1915-1918, mancava l'organizzazione dell'Intendenza Generale addetta ai rifornimenti logistici, in
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Circolare n. 41 in dat:l 5 giugno 1940, Costitttzione del reparto Segreteria, Staco Maggiore Regio Esercito - Reparto Segreteria. Circolare n. 1000 in data 7 giugno 1910, Costitttzione del "Comando Superiore Aviazione per il R.E ·; Stato Maggiore Regio Esercico - Comando Superiore Aviazione. Diario storico Ufficio Affari Vari e Generali - SMRE, giugno 1940. Diario storico Quartier Generale - SMRE, 5 giugno 1940. 1.:8 giugno si costir.ul la Compagnia CC.RR dello SMRE e 1'11 giugno si rese operativo il treno comando dello SMRE. Il 12 giugno il Battaglione del Quartier Generale era costituito su: comando, Reparco Comando del Quartier Generale, due compagnie personale uffici, una compagnia attendenci, un plotone autonomo a cavallo, autodrappello (il 13 giugno elevato ad autoreparto), reparro provvisorio dell'Ufficio SerYizi. Si veda anche la circolare n. 3350 in data 16 giugno 1940, Costituzione del Quartier Genemle dello S.M.E., Stato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamenro e Mobilitazione. Il Q _uarcier Generale doveva comprendere: comando, battaglione personale uffici e acrendemi, reparto autonomo a cavallo ed elementi aggiunti, compresi Ufficio Topocarcografìco, Ufficio Postale, drappello automobilistico, reparto Carabinieri Reali. Per il co mando del Qnarcier Generale era prevista la seguente articohrlione: comandame e ufficiali del comando, Reparto comando, servizio mense, tipolitografia, tre Sezioni (ammi.nisrrariva, sanitaria, veterinaria). In totale la forza del Quartier Generale doveva assom mare a 75 ufficiali, 299 sottufficiali e oltre 1.500 uomini di truppa. Diario storico Quartier Generale-SMRE, 6 giugno 1940. Le compagnie del battaglione adottarono, in seguito, la numerazione romana al posro delle lerrere. Il 21 giugno si aggiunse un Ufficio di Posta Milicare. Al 22 giugno al forla del Battaglione era di: 20 ufficiali, 49 sottufficiali e 739 militari di truppa. Il 10 agosto 1940 fi.1 disposta lo scioglimento del Reparto autonomo a cavallo e delle Se1..ioni Sanitaria e Veterinaria, in seguito ricosci1:uiti (circolare n. 15470 in daca 16 agosto 1940, Smobilitazione di alcuni elementi d.el Qutlrtiere Generale dello S.ln.R.E., Stato Maggiore Regio Esercito - Uffiçio Ordinamento e Mobilita-lione). Nel settembre 1940 erano operativi due autotreni comando dello SMRF. parcaci a Pavia e ad Ud ine.
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particolare all'approvvigionamento dei materiali e mezzi necessari alle truppe operanti88 . Tale lacuna doveva essere colmata dall'apparato dei servizi posto alle dipendenze del Ministero della G uerra, le cui Direzioni vennero, perciò, ad avere una duplice dipendenza dal Ministro per la produzione e per la distribuzione alle unità territoriali e dal Capo cli Stato Maggiore dell'Esercito per la distribuzione alle unità mobilitate. Dal Comando del Corpo di Stato Maggiore dipendeva direttamente l'Istituto Geografico Militare per questioni attinenti alla cartografia (docazioni e campagne di rilevamento), agli strumenti tecnici cd all'addestramenco, e dal Ministero della Guerra per il personale, l'amminiscrnzione e questioni di carattere organico89. Superata la crisi della prima metà degli anni Venti, quando si temene addirittura il suo scioglimento, lo Stato Maggiore dell'Esercito riacquistò progressivamente la propria identità e le proprie prerogative, senza, però, più raggiungere i fasti della Grande Guerra. In importanti settori dell'organizzazione militare quali il personale, l'amministrazione e la politica dei materiali d'armamento ed equipaggiamento, lo SMRE rimase ai margini, delegando le principali responsabilità agli organi dell'Amministrazione Centrale del Ministero. Per tutti gli anni Trenta lo Stato Maggiore del Regio Esercito rimase piuttosto in ombra, anche nel campo delle operazioni, schiacciato tra l'autorità di Mussolini, autoproclamatosi Ministro della Guerra, ed il Gabinetto del Ministero della Guerra, cui faceva capo la carica di Sottosegretario. Lin cervenco dello SMRE nella direzione delle operazioni in Spagna ed Etiopia fu marginale ed ebbe scarsa influenza, se non nelle fasi iniziali della preparazione dell'aggressione all'Abissinia. La situazione peggiorò ancora nel I 939 con la perdita della branca informazioni e lo sdoppiamento delle cariche di Sottosegretario alla Guerra e di Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito. Quest'ultimo perse ancora più potere a causa della preferenza di Mussolini a rapportarsi con le cariche politiche ed a privilegiare i contatti col Sottosegretario e col suo Gab~netto.
La seconda guerra mondiale
Al pari dello Stato Maggiore Generale, anche lo Stato Maggiore del Regio Esercito impiegò qualche tempo per allinearsi alla struttura prevista di caso guerra. La prima importante modifica all'ordinamento di SUPERESERCITO riguardò la ricostituzione, avvenuta il 15 luglio J940, dell'Ufficio Operazioni TI (Oltremare) , ordinato su tre Sezioni: Mediterraneo-Italia Peninsulare-lsole-Egeo-AJbania, Africa Settentrionale, Africa Orientale Italiana90 • l.:Ufficio riebbe gli stessi compiti affidatigli prima del suo sciogli-
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Nel maggio 1915 si era costituita l'Intendenza Generale, posta alle dipendenze del Comando Su premo, articolata sull'Ufficio Servi1.i e su quel.lo "Jhsporti e responsabile della dirc.?.ione dei rifornirncmi e dei servizi per l'cserciro rnobiliraro. Tale stru ttura iniziale si ampl ierà nocevolrnence nel corso del conflicco. Per l'cvolm:ione dell'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito adottato nella prima guerra mondiale si veda ALESSANDRO G10NFR.IPA, il Comando S11.premo del Regio Esercito nella prima guem1. mondiale, in Un esercito forgiato nelle trincee. L'evoluzione t,lttica dell'Erercito !talùmo nella grande guerra di Filippo Cappellano - Basilio Di Marà.no, Gaspari editore, Udi ne, 2008. Circolare in data 2 agosto 1934, Dipendenze e reua,ioni dell'istituto geografico milita.re. " Ordine di servizio n. 38 in data 15 luglio 1940 dello Stato M aggiore Regio Esercito.
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mento, ossia il controllo delrattività operativa nelle seguenti aree: Italia peninsulare (coste escluse), piazze e zone militari marittime, isole, Egeo, Albania, Africa settentrionale, Africa orientale ed il collegamento con la Regia Marina91 • TI 2] giugno, intanto, l'Ufficio Situazione aveva ricevuto l'ordine di costituire un distaccamento, composto di tre ufficiali ed un maresciallo, a Bra alla frontiera occidentale per seguire le operazioni contro la Francia. Tra il 20 ed il 22 giugno si spostarono in Piemonte anche distaccamenti dell'Ufficio del capo I Reparto, dell'Ufficio Operazioni e del Quartier Generale92. Nel luglio 1940 l'Ufficio Situazione era ordinato su quattro Sezioni: Eserciti Nazionali e Alleati, Eserciti Avversari ed Esteri, Cartografia, Nucleo Topocartografico93. I..:Ufficio Situazione, le cui competenze si intrecciavano con quelle del Servizio Informazioni Militare, ebbe, però, vita breve e già il 1Oottobre 1940 venne disciolto e le sue attività ripartite fra i due Uffici Operazioni I e Il, in ciascuno dei quali si costituì una Sezione Sicuazione94 . Nell'ottobre 1940 l'Ufficio Operazioni I era strutturato su una Segreteria e cinque Sezioni: Scacchiere Occidentale, Scacchiere Settentrionale, Scacchiere Orientale, Situazione, Tecnica95• Allo scoppio delle ostilità l'Ufficio Servizi era articolato su una Segreteria e ben diciassette Sezioni: Stato Maggiore Operazioni, Stato Maggiore Oltremare, Stato Maggiore Ordinamento, Autarchia, Situazione, Artiglieria, Genio, AutomobilisticaTrasporti, Commissariato, Sanità, Ippica-Veterinaria, Chimica, Amministrazione, Postale, Legnami, Strade-Acque, Servizio Rel igioso 96. TI 25 luglio si era sciolto l'Ufficio Affari Vari e Generali "avendo il Ministero della Guerra con circolare n. 132182 del 18 luglio e.a. disposto di conservare a sé la trattazione delle questioni relative a disciplina, avanzamento, onorificenze, ricompense e affari vari relativi alle truppe dell'Esercito mo-
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Foglio n. 1 in <lata 15 luglio 1940, Ricostituzione Ufficio Operazioni II, Stato Maggiore Regio Eserciw. Il costituendo Ufficio ricevectc una sezione dall'Ufficio Operazioni I ed assorbì parte del personale dell'Ufficio Sicuazione. I.:Ufficio aveva in organico 10 ufficia.Li, 6 sottufficiali e 4 tra soldati e civili.
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Foglio n. 307 in daca 20 giugno 1940, Spostamento dello SME, Stato Maggior.e Regio Esercit0 - UHìcio Operazioni. La forz.'l dell'Ufficio comprendeva 13 ufficiali (di cui quattro appartenenti al SIM compreso i!.Capo Ufficio) ed 8 sottufficiali (diario storico Ufficio Situazione - SMRE, luglio 1940). Diario storico Ufficio Situa:,,ione - SM RE, ottobre 1940. Si veda anche il foglio n. 006470 in data 23 ottobre 1940, Scioglimento ufficio situazione dello Stato Maggiore R.E., Scaco Maggiore Regio Esercito Ufficio Ordimunenw e Mobili.t:azione - Sezione Ordinamento. Nello stesso documento fu sanzionata anche la dipenderna dall'Ufficio Operazioni l dell'Ufficio Topocarrografìco dello Stato Maggiore Regio Esercito. Socco la dat:a del 1° luglio 1942 si sanzionerà la costituzione di un Reparto lòpocarcografìco dello Stato Maggiore Regio Esercito strutturato su Comando del Reparto e quattro Sezioni: Geodetica, Topografica, Carcografìca, Riproduzione e Stan1pa (circolare n. 0061170/J in data 17 febbraio I 9/43, Reparto topoCtlrtografico dello Stato Maggiore RE., Stato Maggiore Regio Esercit0 - Ufficio Ordina.memo - la Sezione). Diario storico dell'Ufficio Operazioni I, ottobre 1940. -:fale organiuzlione non mutò almeno fino al novembre 1942. Ordine di servizio in data l O giugno 1940, Ordinamento interno dell'Ufficio S, Stato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ser.vi:,,i. Le se-àoni, eccetr:o quelle Operazioni e Olcremare, erano suddivise in due Gruppi di Sezioni: Situazioni-Rifornimenci e Servizi Vari. Gli organici del personale previsti erano: 67 ufficiali e assimilati, 25 soccuffìciali, 1Osoldati. In realcà gli ufficia.Li presenti al l Ogiugno erano 51, saliti poi a 58 nell'agosco 1940 (diario storico Ufficio Servizi - SMRE, giugno e agosto 1940).
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BOLLETTINO DELL'ARCHIVIO DELL'UFFICIO STORICO
bilitato. 97" Nello stesso periodo l'Ufficio Genera.li e Personale di Stato Maggiore cambiò denominazione in Ufficio Personale di Stato Maggiore per effetto della trasformazione della Sezione Generali in Sezione Ufficiali delle Varie Armi. I.:Ufficio Personale di Stato Maggiore si trovò cosl articolato su tre Sezioni: Personale di Stato Maggiore, Ufficiali delle Varie Armi e Mobilitazione, Stato eAvanzamento98• Entro la fine del 1940 il Quartier Generale dello SMRE alleggerì notevolmente la propria formazione, cedendo ad altri enti dello SMRE Le componenti Carabinieri, amministrazione e tipolitografica ed abbandonando completamente i distaccamenti creati in Frascati. All'inizio di novembre il Quartier Generale, alle dipendenze del Reparto Segreteria, era su: comando, Reparto comando, Battaglione (su quattro compagnie), Autoreparto, treno comando dello SMRE, n. 2 autotreni comando dello SMRE, Ufficio Posta Militare99. Subito dopo l'apertura delle ostilità, il Ministero della Guerra intese ribadire le competenze proprie e quelle dello Stato Maggiore dell'Esercito, che dal 5 giugno aveva assunto alle dipendenze gli Ispettori d'Arma, il Comandante Superiore delle Truppe Alpine ed il Direttore del Servizio Chimico quali "Comandanti Superiori": "Rimane ferma la competenza: dello Stato Maggiore su: condotta delle operazioni; ordinamento delle forze operanti; organizzazione e funzionamento dei servizi presso l'esercito operante; particolari aspetti che disciplina, giustizia, avanzamento, governo del personale possono assumere presso l'esercito operante; e del Ministero su: organizzazione territoriale, difesa del territorio, apprestamento del personale e dei mezzi; leva, richiami e congedamenti; stato e avanzamento; requisizioni. Lo Stato Maggiore esercita azione di comando sulle unità approntate su organici di guerra, siano esse dislocate in zona delle operazioni o in zona di guerra o territoriale. Fanno eccezione le unità territoriali (protezione comunicazioni, 9
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Diario storico dell'Ufficio Affari Vari e Generali - SM RE, luglio 1940. Si conservò la sola Se.don e G.iustizia che venne passata alle dipendenze dirette del Reparco Segreteria. Foglio n. 44 in daca 23 luglio 1940, Modificazioni nella costituzione dei Reparto Segreteria, Stato Maggiore Regio Esercito - Reparto Segreteria. Al 31 agosto 1940 la forza dell'Ufficio Personale di Scaro Maggiore era di 11 ufficiali, saliti a 12 nel dicern.bre 1941. Nell'aprile 1942 l'Uffìcio risultava su quattro Sezioni: Generali-Estero-Affari Vari, Recluramenco-Ordinamento-Srato-Movimento Ufficiali di Stato Maggiore, Situazione e Movimento Ufficiali Varie Armi, Stato-Avanzamenro-Disciplina, con 16 ufficiali e 12 sonufficiali (foglio n. 7371/P in data 13 maggio 1942, Locali dell'ufficio personale di S.M, Reparto Segreteria - Ufficio Personale di $raro Maggiore). , Diario storico Quartier Generale - SMRE, 3 novembre 1940. Era aggregata anche la Compagnia cinematografisti dello SMRE (in base al foglio 11. 1750 in dara 14 luglio 1940 dello SMRE-Ufficio O rdinamento e Mobilitazione) ed il Reparto Autonomo "Giacomo Medici", che prendeva il nome dalla caserma ove risiedeva (tale reparto esisteva fin dagli anni Venci insieme al Reparto SMRE Roma). La Compagnia cinematografisti dipendeva disciplinarmen1:e e per l'amministrazione dal Quartier Generale e per l'impiego daU 'Uffìcio Addestramento dello SMRE. 116 dicembre 1940 l'Aurorreno comando n. 1 fo assegnato al Comando Superiore Forze Armate Albania. li 30 gennaio 1941 la forza del Barraglione del Q _uartier Generale era di: 24 ufficiali, 218 sottufficiali e 1024 soldati di truppa. Nel marzo 1941 l'Autotreno comand o n. 2 era schierato a Foggia per seguire probabilmence le operazioni contro la Grecia, venendo poi inviato in Friuli 1'8 aprile 1941. Nel maggio 1942 il Quartier Generale era articolato su: Baccaglione (su cinque compagn.ie), Autoreparto, Ufficio posta militare, Corn~)agnia cinemacogralìsti, Nucleo mpocartografico, Reparto autonomo a cavallo, 2° Autotreno, Cenrrale telefonica, servizi sanitario e vetcri n:uio. Erano in fr>r~A'I complessivamente 68 u.ffìc.iali (diario srorico, SMRE - Quartier Generale, maggio 1942).
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impianti, ecc.), territoriali mobili (difesa costiera), le batterie costiere antinavi e l'artiglieria controaerei della MACA che continuano nelle attua.li dipendenze dal Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale. 100" Con la stessa circolare n. 125500 del 18 giugno 1940, a partire dal 1° luglio 1940, fo. cambiata la denominazione del Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale che divenne Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa del Territorio, passando alle dipendenze dirette del Ministero della Guerra ed assorbendo l'Ufficio Storico. Fu ribadita anche la duplice dipendenza del SIM, che, continuando a far parte del Ministero della Guerra, doveva distaccare presso lo Stato Maggiore dell'Esercito un ufficiale superiore con funzioni di collegamenro 101• Era accaduto che lo Stato Maggiore dell'Esercito, nel passaggio dagli organici di pace a quelli di guerra, avesse attinto personale e competenze dagli Ispettorati d'Arma e dagli enti del Ministero della Guerra. Con la circolare n. 122500 del 7 giugno, ad esempio, la Direzione Generale Personali Civili e Affari Generali, in analogia a quanto praticato dalla Direzione Generale Ufficiali in Servizio Permanente, dalla Direzione Generale Ufficiali in Congedo e dalla Direzione Generale Leva, Sottufficiali e 1h1ppa, aveva esteso le proprie funzioni all'Esercito operante, ricevendo, a tale riguardo, ordini diretti dallo Stato Maggiore Regio Esercito102 • La circolare n. 121910 del 1° giugno sancì che lo Stato Maggiore del Regio Esercito potesse avvalersi delle direzioni generalj e degli ispettorati del Ministero della Guerra, per quanto concerneva personale e servizi dell'Esercito operante. Approfittando forse anche della partenza per l'Africa Settentrionale del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito 103, a metà luglio il Ministero della Guerra volle ridimensionare le prerogative di SUPERSERCITO, ripristinando la situazione di attribuzioni, rapporti e dipendenze anteriori al 1° giugno 1940. "D'ordine del Duce, lo Stato Maggiore dell'Esercito svolgerà la propria attività - per quanto ha tratto all'esercito operante - esclusivamente nel campo operativo (studi, schieramenti, ordini relativi allo svolgimento delle operazioni, organizzazione dei servizi per le operazioni stesse). [...] Gli Ispettorati d'Arma ed il Comando Superiore Truppe Alpine riattiveranno in tegralmente le proprie mansioni istituzionali. La sola persona dell'Ispettore conserverà., nei rappor-
° Circolare n. 125500 in dara 18 giugno 1940, Attribuzioni, Ministero della Guerra -
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Gabinetm. Gli Ispettorati di Fanteria, Artiglieria e Genio consei:varono la loro denominazione, ferma restando la denominazione di comandami superiori assegnata agli ispetcori d'arma nei riguardi dell'attività svolta al.la dipendenza del Capo di Staco Maggiore dell'Esercit:0. Fu sc:abilim, inoltre, che lo Stato Maggiore dell'Esercito potesse avvalersi delle Direzioni Generali e degli Ispettorati del Ministero della G uerra per qua.neo atteneva al personale ed ai servizi dell'Esercito operante. Si vedano anche le circolari n. 122500 in data 7 giugno 1940, Ordinamento di guerra dello Stato Maggiore del R. Esercito, e n. 121910 in dara 1° giugno 1940, Prowedimenti connessi all'approntamento dello S.M. dell'Esercito, Mi nistero della Guerra Gabinetto. Circolare n. 121710 in data 1° giugno 1940, Ordinamento di guerra dello Stat<> Maggiore dell'Esercito, Ministero della Guerra - Gabinetto. Anche il CSMSS mantenne la duplice dipendenza. Lo Stato Maggiore Regio Esercito aveva preteso uno stretto colleg,tmento anche con la Regia Avvocatura Generale Militare per il tramite della Sezione Giustizia deUo sr.esso SMRE. Il maresciallo d'li:alia Rodolfo Graziani andò a sostituire !mio Balbo nella carica di Comandante Superiore delle Forze Armate deH' Africa Settentrionale, dopo la tragica morte_di quest'ultimo avvenuta il 28 giugno J 940.
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ti con lo S.M . inerenti all'attività operativa, denominazione e attività <li comandante superiore. Le Grandi Unità faranno capo al Ministero, come anteriormente al 1° giugno, per quanto concerne disciplina, avanzamento, stato, governo del personale, servizi. Le Direzioni Generali riassumeranno la in tegrale caratteristica di enti ministeriali nel campo degli approvvigionamenti, dei consumi, dei reintegri e delle spese. 104 " Anche le Direzioni Superiori del Servizio Tecnico Armi e Munizioni, del Servizio Studi ed Esperienze del Genio e del Servizio Tecnico e Corpo Automobilistico, con decorrenza 1° luglio 1940, tornarono a far parte del Mi nistero della Guerra1°5 . Già in precedenza, tra il 1° settembre 1939 ed il 15 mano 1940, l'Ispettorato dell'Arma di fanteria aveva funzionato come ufficio posto alle dirette dipendenze del Comando del Corpo di Stato Maggiore, per tornare poi in ambito Ministero della Guerra per effetto della circolare n. 110074 in data 13 mano 1940. Le riduzioni organiche imposte allo Stato Maggiore dell'Esercito nella prima parte dell'estate del 1940 furono motivate anche dall'ordine di parziale smobilitazione impartito da Mussolini, che valutando ormai imminence la fine della guerra, aveva disposto scioglimenti di comandi ed enti che interessarono sia la componente operativa che l'organizzazione centrale. Il Ministero della Guerra, in rapporto alla nuova situazione internazionale ed agli intendimenti del duce, impartl cosl disposizioni di opportune riduzioni di personale che dovevano riguardare: i Comandi Superiori dei Carabinieri Reali, dell'Aviazione del Regio Esercito, della MVSN; il Reparto Segreteria; il Q uartier Generale; l'Ufficio Amministrativo; gli organi di collegamento presso altri ministeri (Lavori Pubblici, Comunicazioni, Agricoltura e Foreste, Ordinariato Militare) 106• Lo Stato Maggiore del Regio Esercito rimase in sofferenza fin o alla primavera del 1941, quando si ebbe la nomina del nuovo Capo di Stato Maggiore (generale Mario Roatta) in soscitll't ione di Graziani, caduto in disgrazia per la perdita della Cirenaica, ed il ritorno dall'Albania del Capo di Stato Maggiore Generale, Gen. Ugo Cavallero, che fece immediatamente sostituire il Sottosegretario alla G uerra, ordinando aJ subentrante di restituire allo SMRE la propria autorità ed il giusto prestigio. Gli artriti tra il Ministero della Guerra e lo Stato Maggiore dell'Esercito risalivano, infatti, a lunga data e continuarono anche nel prosieguo del conflitto. Cosl dirà nell'ortobre 1942 il generale Scuero, che sostituì Guzzoni nella carica di Sottosegretario alla G uerra: "Ho l'impressione che i rapporti tra Ministero Guerra e Staco Maggiore Generale siano improntati a criterio di difesa e di critica. I.:atmosfera del Ministero è tale da
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Foglio n. 132200 in data 18 luglio 1940, Attribuzioni, relazioni e dipendenze, Ministero della Guerra Gabinetto. C ircolare n. 138600 in data 24 agosto 1940, Ordinamento delle direzioni superiori S. TA .M. - S.S.E.G. - S. T.E.CA., Ministero della Guerra - Gabinetto. Foglio n. 132 182 in dara 18 luglio 1940, Attribuzioni, relazioni, dipendenze, Minisrero della Guerra - Gabinetto. Non ruue queste disposizioni trovarono completa applicazione, an d1e per l'ordine di rimobilirazione nella previsione dell'arracco alla Grecia, L8 luglio l 940 era stara disposta anche la smobilita:t.ione parziale delle unità ausilia rie di prote-..:ione antiaerea dcl l'UNPA. li I 6 luglio I 940 era staro ordinaro un primo alleggerimento della forza alle armi con il congeda.mento d i circa 100.000 uom ini, mentre il 18 seguenre erano stati sciolti i comandi del XV1 e del XVII Corpo d'Armata.
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autorizzare critiche contro il Comando Supremo. Mi dispiace solo constatare che l' antico antagonismo tra Ministero e Stato Maggiore si riaccenda di nuovo. Spesso quando telefono ho una risposta che ha prevalente carattere di reazione. 107" Con il protrarsi delle operazioni belliche e sfumata l'illusione di guerra breve, si diede inizio alla creazione di organi addetti alla propaganda diretta verso le truppe combattenti sul modello di quelli già sperimentati con buon rendimento nel corso del 1918. Nell'agosto fu costituito nell'ambito dello Stato Maggiore Regio Esercito, ma con personale del SIM (ex Ufficio "Verri"), l'Ufficio Propaganda Truppe Operanti (UPTO), che aveva i propri organi esecutivi nelle sc.-zioni e sottosezioni propaganda presso gli uffìci/ sezioni informazioni d'armata e di corpo d'armata 1°8 • Dopo poco più di un mese tale organismo transitò alle dirette dipendenze del Gabinetto del Ministero deUa Guerrato9• La propaganda evidentemente era considerata un'attività delicata che il regime intendeva accentrare e· porre sotto stretta sorveglianw e non delegarla ad organismi di Forza Ai·mata. Nel luglio del ] 941, comunque, l'Ufficio Propaganda istituito presso il Gabinetto alla Guerra tornò alle dipendenze dello Stato Maggiore Regio Esercito, conservando le stesse attribuzioni e gli stessi compiti 110 • Nel marm 1941, in considerazione delle difficoltà di rifornire le forze operanti su diversi scacchieri operativi distanti anche m igliaia chilometri dalla Madrepatria, ed a similitudine di quanto awenuto con la branca operazioni dello Stato Maggiore, ci si vide costretti a sdoppiare l'Ufficio Servizi in Ufficio Servizi I per tutte le necessità dei reparti dell'Esercito dislocati sul territorio nazionale e Ufficio Servizi II per i rifornimenti degli scacchieri d'oltremare e le basi in Italia, per le questioni inerenti ai prigionieri di guerra e per i contatti con i rappresentanti logistici dell'Esercito Germanico 111 • La branca logistica dello Stato Maggiore Regio Esercito si accrebbe ancora entro l'estate del 1941 con la costituzione dell'Ufficio
G1usEPP~ BuCClANTF. (a cura di), Ugo Cavallero. Diario 1940-1943, Ciarrapico, Roma, I 984, p. XVI. li generale Antonio Scuero fu nominato Sottosegr.erario di Staro per la Guerra il 24 maggio 1941. A cale carica er.a abbinata quella di Consigliere n;w.ionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Scuero aveva riscosso la. piena fiducia di Cavalier.o durante la campagna di Grecia, dove aveva operato presso l'intendenza del gruppo d'armate. Er.a norma che dopo importanti oper.azioni belliche, molti ge11erali e ufficia.li di staro maggiore, che avevano parteciparo alla campagna, venisser.o dai loro comandami, saliti in auge e chiamati al centro, messi a.i piì1 sensibili posti di comando. ,os Cir.colare n. C/14300 in data 9 agosto 1940, UjJ-ìcio propaganda truppe operanti, Ministero della Gueua - SIM. Nello stesso mese venne ridotto l'organico della ia Compagnia Ci nematogra.fisti a disposizione dello Stato Maggiore Regio Esercito. •09 Circolare n. C/15630 in data 20 settembre 1940, Passat,gio di dipendenza, Ministero della Guerra - SIM. 11 Circolare n. 58300 in data 1° luglio 1941, Ufficio propaganda R. t.'sercito, Minister.o della Guerra - Gabinetto. 111 Promemor.ia in data 7 marzo 1941, Costituzione ufficio servizi il, Stato Maggior.e Regio Esercito. :CUflìcio fu ripartito in: Segreteria e cinque Sezioni (Albania-Grecia-Egeo, Libia, Africa orientale-Isole-Z:1.ra, Prigionieri di Guerra, Collegamento con le Forze Annate germaniche). Si veda anche la circohre n. 0011400 in daca 15 m,tr.l.O 1941, Costituzione ufficio servizi II, Stato M aggiore Regio Esercito- Ufficio Ordinamenco e Mobilitazione- Sezione Ordinamento. Nel febbraio l. 942 l'Ufficio Servizi aveva in forw.62 ufficiali, scesi a 59 nell'aprile 1943. Nel settembre 1941 si costituì presso il Comando della Difesa Terri1:oriale di NapoLl un Ufficio di Stato Maggiore per l'Oltr.eroare a.Ilo scopo di migliorare l'efficienza dell'organizzazione della hase di Napoli destinata all'invio dei rifornimenti in Africa settentrionale.
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Recuperi, posto alle dipendenze del Ill Reparto e sorto per trasformazione della disciolta Direzione Superiore Recuperi 117. del Ministero della Guerra.Tale provvedimento si deve inquadrare negli accresciuti oneri dell'organizzazione preposta allo sfruttamento deLle risorse economiche a seguito dell'occupazione di vasti territori nella penisola Balcanica. Per effetto della costituzione di nuovi uffici avvenuta nel corso del primo anno di guerra, nel maggio 1941 lo Stato Maggiore del Regio Esercito era così ordinato: Ufficio del Capo di Stato Maggiore (con alle dipendenze il Generale addetto, l'Ufficio del Sottocapo di Stato Maggiore, l'Ispettorato Superiore della Milizia ed i Comandi Superiori d'Arma e Specialità); Reparto Segreteria (Ufficio Segreteria 113, Sezione Amministrazione, Quartier Gener~Ùe, Ufficio dei Generali e Personale di Stato Maggiore114 , Ufficio Affari Vari e Generali-Avanzamenco-Disciplina-Giustizia1 15); I Reparto Operazioni-addestramento (Uffici Operazioni I e 11 116 , Ufficio Addestramenco 117); II Reparto Ordinamento-MobilitazioneTrasporti (Ufficio Ordinamento e Mobilìtazione 118, Direzione Superiore Trasporti 119, Direzione Amministrazione); III Reparto Servizi (Uffici Servizi I e Il 120) 121 .
Circolare n. 0016970 in data 23 agosco 1941, Costituzione dell'ufficio recuperi presso Lo S.MR. Esercito, Srato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamento e Mobilitazione - Sezione Ordinamento. In base alla circolare n. 0027630/1 in data 2 marzo 1942, Formazioni ed organici dell'Ufficio Recuperi dello Stato Maggiore R. Esercito, Stato Maggio re Regio Esercito - Ufficio Ordinamento - l" Sezione, l'Ufficio Recuperi si strutturò su Segreteria e cinque Sezioni: Coordinamento, Artiglieria, Genio, Motorizzazfonelppica-Vctcrinaria, Commissariato-Sanità-Chimica. 1i; J.:Ufficio era· articolato su quamo Sezioni: Segreteria ed Economato, Cifra, Pubblicazioni, Sottufficiali. 11 ~ };Ufficio era composco di tre Sezioni: dei Generali, Stato Maggiore e Mobilit,rl.ione, Avanzamento. 115 J.:Uffìcio comprendeva una Segreteria e cinque Sezioni: Affari Vari e Generali, Onodficen1,e e Ricompense, Avarrlamento, Disciplina, Giusti1,ia Militare. 116 J.:Ufficio Operazioni I era su Segreteria e cinque Se,.ioni: 1°, 2° e 3° Scacchiere Operativo, Situazione, Tecnica; l'Ufficio Operazioni II era strutturaco su Segreteria e cinque Sezioni: Mediterraneo, Africa settentrionale, Africa orientale, Situazione, Cartografia. 117 J.:Ufficio era su Segreteria e cinque Sezioni: Tecnica, Impiego, Addestramento e Corsi, Aviazione, Cinemateca. 118 l'.Ufficio aveva una Segreteria, la Se1.ione Ordinamento (questioni gener,tli sull'ordiJ1amento, costituzione grandi unirà, formazioni delle unità delle va.rie arrrù, ordina.mento territoriale, statistica e personale) e la Sezione Mobilitazione (questioni generali della mobilit,r,.ione, mobilita,,ione trnppa, mobilita-lione ufficiali, docwnenci e piani). 119 La Direzione era organizzata su Ufficio del Direttore, Segreteria e Ufficio Tecnico Ferroviario e sei Sezioni: Ordinamento e Personale, Trasporti per Ferrovia, Trasporci per Via Acquè.a, Trasporti per Via Ordinaria, Aeronautica, Lavori. Nel maggio 1942 dipendevano dalla Direzione Superiore ' frasporti quattro Commissioni di Allestimento ed Imbarco (di Napoli, B,tri, Brindisi, Taranto) e nove Uffici Imbarchi e Sbarchi (Civitavecchia, Ancona, Manfredonia, Barletta, Palermo, Trapani, Marsala, Olbia, Genova) (f,oglio n. 11219 in data 18 maggio J.942, Comunicazioni con le Commissioni di allestimento ed imbarco, Stato Maggiore Regio faercito - Direzione Superiore Trasporti). 120 .A metà marzo 1941, poco prima del suo sdoppiamento, l'Ufficio Servizi era articolato su Segreteria e sedici Se-lioni: Stato Maggiore Operativo, Stato Maggiore Oltremare, Situazione-Rifornimenti, Sanità, Commissariato, Artiglieria, Genio, Chimica, Aucomobilistica e Trasporti, Ippica e Veterinaria, Stato Maggiore Ordinamento, Amministrazione, Postale, Strade ed Acque, Legnami, Au tarchia.
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Notizie sullo S.MR.E. che vemmno date dal Generale Frrmini alla Missione Afi!itare giapponese il giorno 22 maggio (1941, n.d. r.) alle ore 11 al Circolo delle Forze Armate. Secondo l'ordine pennanenre in data I aprile 194 l della Segreteria di Stato Maggiore ali'oggetto La formazione di guerra dello SMRE, riportato 0
sul diario srodco del Quartier Generale - SMRE, il Reparto Segreteria aveva una Sezione Giustrlia e non l'Ufficio Affari Vari e Generali-Avanzamento-Disciplina-Giustizia.
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Nel luglio 1941 lo Stato Maggiore per la Difesa del Territorio cessò di far parte del Ministero della Guerra e passò alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito, mantenendo inalterato il suo ordinamenco interno 122 • Per effetto di questo importante provvedimento, che ampliava notevolmente l'organico e le competenze dello Stato Maggiore del Regio Esercito, e della costituzione di nuovi uffici inerenti alla branca logistica, l'Ufficio Ordinamento e Mobilitazione intese aggiornare il quadro ordinativo dello Stato Maggiore del Regio Esercito con la diramazione di uno specchio esplicativo della nuova organizzazione assw1ta dal vertice della Forza Armata. Con l'occasione si comunicò anche la costituzione del IV Reparto (Tecnico) per trasformazione dell'Ispettorato Superiore Servizi Tecnici e per assorbimento della Sezione Tecnica dell'Ufficio Addestramento. Lo Stato Maggiore Regio Esercito comprendeva così il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito ed il Sottocapo di Staro Maggiore dell'Esercito, ciascuno con il proprio Ufficio, ed il Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa del Territorio (con Generale a<ldetto, Ufficio Collegamento Regia Aeronautica, Ufficio Protezione Antiaerea e Difesa Coste, Ufficio Difesa Controaerei, Ufficio Storico) 123• Dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendevano direttamente il Generale addetto, responsabile dell'Ufficio Addetti Militari e dell'Ufficio Propaganda Regio Esercito, sette Comandanti Superiori (Carabinieri Reali, Fanteria, Truppe Alpine, Artiglieria, Genio, Truppe Chimiche, Aviazione Regio Esercito) e l'Ispettore Superiore della MVSN. Dal Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendeva.no: Reparto Segreteria (Ufficio Segreteria, Ufficio Personale di Stato Maggiore, Quartier generale, Sezione Giustizia, Sezione Amministrativa); I Reparto Operazioni-Addestramento (Ufficio del Capo Reparto, Uffici Operazioni I e II, Ufficio Addestramento); II Reparto Ordinamento-Mobilitazione-Trasporti (Ufficio del Capo Reparto, Ufficio Ordinari1ento e Mobilitazione, Direzione Superiore Trasporti, Direzione Amministrazione); III Reparto Servizi (Ufficio del Capo Reparto, Uffici Servizi I e II, Ufficio Recuperi); IV Reparto Tecnico (Ufficio del Capo Reparto, Ufficio Artiglieria, Ufficio Genio, Ufficio Motorizzazione) 124 • Rispetto all'ordinamento del giugno 1940, il Reparto Segreteria aveva subito profonde trasformazioni con lo scioglimento o trasformazione dell'Ufficio Generali e Personale di Stato Maggiore, dell'Ufficio Avanzamento-Disciplina-Giustizia e dell'Ufficio Affari Vari e Generali. Nell'ottobre del 1941 fu la volta dell'UHìcio Ordinamento e Mobilitazione a sdop-
Circolare 11. 145650 in data 19 luglio 1941 , Stato Maggiore per la difesa del territorio, Ministero della Guerra - Gabinei:ro. Si veda anche la circolare n. 166000 in data 11 novembre 1941, Attrihuzioni e dipendenze degli organi centrali e periferici, Ministero della Guerra - Gabinetro. m Le competenze in materia di protezione anciaerea erano state devolute nel marzo del 1941 al Minisrero degli Imerni. Il 6 settembre 1941 l'Ufficio Protezione Antiaerea e Difesa Coste cambiò denominazione in UHìcio Difesa Coste e ProtC'lione Impianti (Circolare 11. 00 17850 in data 15 settembre 1941, Ordinamento dello Stato Maggiore R. Esm:-ito, Stato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamento e Mobilitazione - Sezione Ordinamento). 124 Circolari n. 17540 in data 6 settembre 1941 e n. 17850 in da.ca 15 settembre 1941, Ordinamento dello Struo Maggiore R Efercùo, Stato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamento e Mobili razione - Sezione Ordinamenro. Nella prima circolare era omesso il SIE costituitosi nel giugno 1941. in
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piarsi in Ufficio Ordinamento ed Ufficio Mobilitazione 125 , mentre entro la fine dell'anno lo Stato Maggiore dell'Esercito assorbì tra le proprie competenze anche quella della collaborazione tecnica con gli stati esteri per il tramite dell'Ufficio Addetti Militari e Collaborazione ed il IV Reparto 126 • Le relazioni tra il Ministero della Guerra e lo SMRE furono esemplificate attraverso l'elencazione delle attribuzioni di ciascun organo centrale. Il Ministero competevano: i provvedimenti di legge; l'indirizzo disciplinare dell'Esercito; lo stato ed avanzamento del personale; l'organizzazione territoriale; i provvedimenti intesi ad assicurare la disponibilità del personale e dei mezzi in genere; i provvedimenti di carattere sociale e di assistenza ai combattenti; l'amministrazione; la regolamentazione militare ad eccezione di quella di carattere addestrativo, tecnico, operativo e logistico; le relazioni con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, coi vari Ministeri, col Partito Nazionale Fascista e con enti estranei ali' Amministrazione della Guerra. Allo Stato Maggiore dell'Esercito competeva: la condotta delle operazioni negli scacchieri direttamente dipendenti; la difesa della Madrepatria; l'ordinamento, mobilitazione, disciplina e addestramento delle forze operanti; l'organizzazione e funzionamento dei servizi a scopi operativi nel territorio nazionale e presso le truppe direttamente dipendenti; l'alimentazione in personale e mezzi degli scacchieri non direttamente dipendenti; la regolamentazione di carattere addestrativo, operativo, logistico e tecnico. Il Ministero della Guerra aveva alle proprie dipendenze tutti i comandi, gli enti e le unità non mobilitati, oltre alle truppe esistenti presso i depositi o centri di mobilitazione, i reparti complementi e d' istruzione. Dallo SMRE dipendevano, invece, le grandi unità mobilitate, la Guardia alla Frontiera, le unità mobilitate impiegate nella difesa territoriale (difesa controaerei, costiera, difesa anti paracadutisti, protezione delle comunicazioni e impianti) . Il Comando Supremo aveva la responsabilità sui Comandi Superiori delle Forze Armate e del Corpo di Spedi.zione in Russia per quanto atteneva alla direzione delle operazioni e per le grandi questioni di carattere disciplinare, addescrativo e di ordinamento connesse con l'impiego operativo 127 • Anche all'inizio del 1942 continuò il processo di espansione organica dello Stato Maggiore Regio Esercito con la reintroduzione, in gennaio, delle figure del Sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni e del Sottocapo di Stato Maggiore Intendente, che
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Circolare n. 0019290 in daca 19 ottobre 1941, Scissùme dell'ufficio Ordinamento e Mobilitazione in due uffici, Stato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamento e Mobilitazione - Se-lione Ordinamenm. l'.UHicio Ordinamento (su Segreceria e sei se-.i;ioni) rimase competente in materia di tabelle organiche, ordin,unemo e costituzione di unità e reparti. All'Ufficio Mobilit,rlione co mpetevano la mobilitazione di ufficiali, truppa e unità, reclutamemo cruppa, milirariu,azione ed esoneri, sratiscica e situazione forza alle armi, completamento unità in approntamento, I.:UFfìcio Mobilitazione si cosricuì in data 20 ottobre (diario storico Ufficio Ordinamento e Mobilitazione - SMRE, ocmbre 1941). I.:organico di entrambi gli uffici superava i l 10 uomini tra ufficiali, sottufficiali e cruppa. Nel luglio 1942 L'Ufficio Mobilitazione contava su 40 ufficia.li (tre dei quali col grado di colonnello), saliti a 42 nel maggio 1943. Circolare n. 1050 in data 10 dicembre 1941 , Collaborazione tecnica con stati esteri. Passagg,io di tale attività allo S.M. e norme relativt!, Stato Maggiore Regio Esercito - Il Sottocapo di Stato Maggiore. Circolare n. 166000 in data 11 novembre 1941, cit.
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si affiancarono a quella del Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa del Territorio 128• Tale provvedimento fu incluso nel Regio Decreto 17 febbraio 1942 n. 151 Adeguamento alle esigenze de!l'attuale stato di guerra delle disposizioni sull'ordinamento del R. Esercito e sull'avtmzamento degli ufficiali del R. Esercito 129. Il 20 gennaio 1942, intanto, fu costituito l'Ufficio Trasmissioni dello Stato Maggiore Regio Esercito posto alle dipendenze del Capo del I Reparto ed articolato su: Segreteria, I Sezione e II Sezione Tecnica, ridenominato poi Ufficio Telecomunicazio1ù 130• I.:Uffìcio Trasmissioni ricevette i seguenti compiti: "Trattazione di tutte le questioni relative ai collegamenti, comunque connesse con quelle di carattere operativo; esame e parere circa i materiali dei collegamenti e le dotazioni dei reparti; coordinamento e collazione del controllo trasmissioni valendosi degli appositi organi del SIE e dell'Ispettorato del Genio; collegamento con l'Ufficio Comunicazioni del Comando Supremo e con le altre Forze Armate per tutto quanto concerne i collegamenti. 13 1" Sempre nel gennaio 1942 fu diramato un nuovo ordinamento interno dello Stato Maggiore Regio Eserciro, a modificazione delle relative formazioni di guerra, e le cui principali novità erano rappresentate dal potenziamento della componente logistica del III Reparto e la costituzione di due nuovi reparti, il V ed il Vl, posti alle dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa del Territorio. Quest'ultimo provvedimento risulterà quanto mai tempestivo e si renderà particolarmente necessario a partire dalla metà del 1942 quando le incursioni aeree britanniche e poi quelle statunitensi colpiranno in modo sempre più distruttivo il territorio nazionale. Dal Ministero della Guerra transitarono alle dirette dipendenze dello SMRE tre Direzioni Superiori ed un Ispettorato addetti ai servizi logistici, oltre alla Curia Castrense, mentre la Direzione di 128
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Circolare n. 2950 in data 18 ge nnaio 1942, Ordinmnento dello S.MR.E., Ministèro della Guèrra - Gabinctco. Le attribuzioni di Comandante in Seconda del Corpo di Stato Maggiore furono devolute al pii1 clcvaco in grado o più anziano era i Sottocapi. Nell'agosto 1942 su un totale dì 48 colonnelli d i stato maggiore, lO erano in organico allo SMRE, 2 al Ministero della Guerra, uno al Ministero dell'Africa Italiana, uno presso l'Ufficio del Capo di Staro Maggiore Generale, uno nell'Ufficio ddl'Isper.rore delle Truppe Oltremare, uno alla Segreteria della Commissione Suprema dì Difesa. Dei 178 tenenti colonnelli di staro maggiore, 21 erano al Ministero, 26 allo SMRE, uno al Ministero dell'Africa Italiana e due ai Ministeri dell'Aeronautica e della Marina con funzioni di insegnante (legge 27 giugno I 942, n. 842, Recftttamento degli 11/ficiali di Stato Maggiore ed ordinamento dello Stato Maggiore del R. Esercito). Lo sdoppiamento della carica di Sottocapo di Stato Maggiorè fu voluta da Cavallero in considerazione del notevole ampliamento degli organi dello SMRE. T:ile Decreco incrementò gli organici degli ufficiali del Regio Esercito stabili ti dalla Legge 9 maggio 1940 n. 368. I generali dì corpo d'armata furono portati a 44 (compresi 6 generali designati d'armata), quelli di divisione a 118 (più uno del Corpo Aurnmobilìstico), quelli di brigata a 245 (più 3 del Corpo Automobilistico cd 11 dei Carabinieri Reali), oltre 15 maggiori generali del Servizio "lècnico della Motorizzazione, Commissari e Medici. Circolari n. 0025 530/ l in data 2 febbraio 1942, Costituzione dell'ufficio 1rasmissioni dello Stato Maggiore RE. e n. 0060430/1 in data 13 febbraio 1943, Cambio di denominazione deil'uffi'cio trasmissioni deLlo S.M.R.E., Stato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamento - 1" Sezione. Alla data del 1° maggio 1942 l'Ufficio Trasmissioni era ancora su una sola sezione ed aveva in forza cinque ufficiali (Diario sto rico dell'Ufficio Trasmissioni. - SMRE, maggio l 942). Foglio n. 29467 in data 30 dicembre 1941, Segreto delle comunica.zioni, Staro Maggiore Regio Esercito - Ufficio Operazioni Il (Ol tremare) - 2• Sezione (Africa sertentdonale).
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Amministrazione passò dal II al lll Reparto. Rispetto all'ordinamento del settembre 1941 i Comandi Superiori posti alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito erano saliti da sette a nove, con l'aggiunta di quelli delle Truppe Motorizzate e Corazzate e delle Truppe Automobilistiche132 • l'.Uffìcio Addetti Militari e Collaborazione e l'Ufficio Propaganda erano transitati assieme al SIE alle dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni 133. 11 Reparto Segreteria era rimasto immutato, tranne l'elevazione a Ufficio Amministrazione della Sezione Amministrativa, passando però alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito 134 • Al I Reparto, posto alle dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni, era stato aggiw1to l'Ufficio Trasmissioni 135• Dal Sottocapo di Stato Maggiore Intendente dipendevano tre Reparti: Il Ordinamento-Mobilitazione-Trasporti (Ufficio Ordinamento, Ufficio Mobilitazione, Direzione Superiore Trasporti, Curia Castrense), III Servizi-Recuperi (Uffici Servizi I e II, Ufficio Recuperi, Direzione di Amministrazione, Direzione Superiore Postale, Direzione Superiore Strade in Guerra136, Direzione Superiore Acque in Guerra 137, Ispettorato Servizi Legname), N Tecnico (Ufficio Artiglieria, Ufficio Genio, Ufficio Motorizzazione). Dal Sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa 1èrritoriale dipendevano il V Reparto Protezione ImpiantiPrigion ieri-Esoneri (Ufficio Protezione Impianti e DifesaAntiparacadutisti, Ufficio Prigionieri di Guerra138 , Ufficio Esoneri 139), il VI Reparto (Ufficio Difesa Controaerei, Ufficio
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I Comandi Superiori erano quelli: dei Carabinieri Reali, di Fanteria, 'fruppe Alpin e, Truppe Momrizzate e Cora'l;late, d'Arriglieria, del Genio, lruppe Automobilisciche, 1ruppe Chimiche, Aviazione Regio Eserciw, ol rre all'Ispetmram Superiore della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Circolare n. 0027520/1 in dai:a 28 fcbbr:ùo 1942, fòm1azioni di g11err11 dello Staw MaggùJre R. Esercito: ordinamento interno, Scam Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordina.memo - l • Sezione. Sotto la data del 1° marzo 1942 l'Ufficio Addetti Militari e Collaborazione dalla dipendenza del Generale addetto al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito passò alle dirette dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni. Il Reparto Segreteria era su: Ufficio Segreteria di Stato Maggiore, Uffìcio Personale di $caro Maggiore, Sezione Giustizia, Ufficio Amministrazione, Quartier Generale. Dal I Reparto Oper,v.ioni e Addestramento dipendevano: Uflìcio Operazioni I e lI, _Uflìcio Addestramento, Ufficio Trasm issioni. Con circolare n. 003841 O in data 24 giugno I. 942 dello SMRE-Uffìcio Ordina.memo furono emanaci i nuovi organici della Direzione Superiore Strade. Con circolare n. 0079350 in data 24 luglio 1943 dello SMR.E-Uffìcio Ordinamen~o furono emanati i nuovi organici della Direzione Superiore Acque. I.:Uffìcio Prigionieri di Guerra era s1:ai:o coseicuico per 1:rasformazione della 4" Sezione dell'Ufficio Servizi II in base alla circolare n. 0024900/1 del 31 gennaio 1942 dell'Ufficio Ordinamento -dello Stato Maggiore Regio Esercito. t:Uflìcio si strutrurò su quattro Sezioni: Organizzazione Campi e L1.voro Prigionieri di Guerra; SetYizi e Liberazioni Prigionieri di Guerra; Questioni Giuridiche e Disciplinari; Schedario (Diario storico Ufficio Prigionieri di Guerra - SMRE, febbraio 1942). Dall'estate 1940 ern opemnte anche una Conunissione per i Prigionieri di Guerra isticu.ica con Regio D ecreto del 23 luglio 1940. I.:Ufficio Esoneri ini·l.iò a funzionare a partire dal l " luglio I 942 (circolari n. 0038850/1 in daca 29 giugno 1942 e n. 0038656/1 in data 26 giugno 1942, Funzionamento dell'Uj]icio esoneri afla dipendenztt del Sottocapo di S.M . per Difesa del Territorio, Stato Maggiore Regio Esercim - Ufficio Ordinamento - l • Sezione). I.:organico era di: 12 uffìci,tli, 7 sottuffìciali e 1.5 soldati, ripartici nella Segreteria e ere Sezioni (Provvedi men ci di eccezione in mai:eria di esem,ioni; Ques[ioni di carattere generale-Statistica; Studi e Legislaz.ione-lspezioni-Mobilirazione Civile- Relazioni esrerne). All'acco della costituzione era disponibili solo 9 ufficiali, 3 sotrufficiali e 8 soldati (diario storico Ufficio Esoneri - SMRE, luglio 1942).
ut
SAGGI STOl/tCO-tS71TUZ!ONAU
549
Collegamenti e Materiali), l'Ufficio Storico e l'Ispettoraro Generale di Polizia per i Servizi di Guerra dello SMRE, oltre al Comando deU' Artiglieria Controaerei (MACA)L 40• Tale ordinamento non subì fino all'armistizio apprezzabili modificazioni, le principali riguardarono: la concrazione dei due Uffici Operazioni, la costituzione del Comando Superiore Telecomunicazioni, ed il potenziamento dell'Ufficio Difesa Controaerei. Il 4 agosto 1943, in considerazione che la perdita dei territori africani ed il ritiro dal fronte russo avevano notevolmente ridotto i teatri operativi in cui erano impegnate le forze italiane, si era ritenuto opportuno accorpare i due Uffici Operazioni I e II in un unico Ufficio Operazioni, tornando così all'ordinamento del 1940 141 . Il 1° luglio 1943 si costituì l'Ufficio Avvistamento e Allarme Aereo per trasformazione della III Sezione dell'Ufficio Difesa Controaerei a motivo sopratcutco del sempre maggiore sviluppo assunto dalla rete radar di difesa aerea nazionale col fondamenta.le concorso tedesco 142. Il 1° settembre 1943 si formò il Comando Superiore Telecomunicazioni posto alle dirette dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni. TI Comando si strutturò su: Segreteria, Ufficio Stato Maggiore (su tre Sezioni: Ordinamento, Operativa, Segreto Telecomunicazioni) e Ufficio Organizzazioni Reti (su cinque Sezioni: Collegamenti a Filo, Collegamenti Radio Telegrafici; Collegamento Colombofili, Reti Civili, Materiali). Il Comando Superiore Telecomunicazioni fu costituito utilizzando l'Ufficio Telecomunicazioni dello Stato Maggiore Regio Esercito ed il Reparto Collegamenti dell'Ispettorato del Genio 143 • I problemi inerenti l'organizzazione delle trasmissioni radio e filo
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14
14 1
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143
Circolare n. 0024900/1 in data 31 gennaio 1942, Formazione di guerra dello Stato Maggiore R.E: ordinamento interno, Staco Maggiore Regio Esercito - Uffìcio Ordinamento - 1a Se-tione. li Capo di Stato Maggiore dell'Esercito cd i tre Soctocapi disponevano di un proprio Ufficio. li Capo di Stato Maggiore aveva anche un Generale Addc(to. I:Uffìcio Prote-1,ionc Impianti e Difesa Antiparacadutisti era sono il 4 febbraio l 942 per trasformazione dell'Ufficio Protezione Antiaerea e Difesa Cosce. Si vedano anche le circolari n. 0027590/ l in data l" marw 1942, Modificazioni all'ordinamento vigente dello S.M.R.E., n. 0027520/1 in data 28 febbraio 1942, Formazioni di guerra dello Stato Maggiore R. Esercito: ordinamento interno, Stato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamento - la Sezione ed il foglio in data 7 Jnau.o 1942, Ordinamento dello Stato Maggiore R. Esercito, Ministeco della G uerra - Gabinetto. Circolare :n. 20/84640/1 in data 30 agosto 1943, Nuovo ordinrlmento dell'Ufficio Operazioni, Stato Maggiore Regio Esercito - Uffì.cio Ordinan1ento - la Sezione. I.:Ufficio si ordinò su una Segreteria e sei Sezioni: l" Questioni di Caracccre Generale-Diario Storico-Collegamento con la Regia Marina e con la Regia Aeronautica, 2a Scacchiere Occidentale-Sardegna-Corsica, 3" Scacd1iere Cencro-meridionaleSicilia, 4• Scacchiere Sctrcncrionale e Odenralc, 5• fortificazioni, 6" Situa-l.ionc-Carcografìa. I:organico previsto era di 28 ufficiali e 2 militariz-lati col grado di ufficiale. Circolari n. 0075900/1 in data 30 giugno 1943, Costituzione "Ufficio Avvùtamento ed allarme aereo'; Stato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamento - l" Se-zione, 11. 1/AA/530 in data 13 luglio 1943, Costituzione "Ufficio Avvistamento ed Allarme Aereo'; Stato Maggiore Regio Esercir,o - Ufficio Avvistamento ed Allarme Aereo - l" Sezione e n. 0079280/1 in data 23 luglio 1943, Costituzione di un centro rttdio presso !"'ufficio a1111istamento ed allarme aereo'; Staco Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamenro - I• Sezione. I:Ufficio si si:rutturò su Segreteria, Centro Rad.io e quattro Sezioni: 1a Q _uestioni Generali relative all'Avvistamento cd Allarme Aereo, 2a Collegamcnci a Filo, 3a Collegamenti Radio, 4a Rari. Lorganico previsto era di 20 ufficiali, 23 sottufficiali e 36 militari di truppa. Circolare n. 20/84520/1 in data 30 agosto 1943, Comando Superiore 1èlecomunic11,zioni, Stato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamento - 1• Sezione. Si veda anche il promemoria in data 25 giugno 1943, Costituzione Comllndo Superiore Te!.ecormmic11zioni, Ministero delJa Guerra - Gabinetto.
550
BOLLETThVO DElL'ARCHMO OFlL'UFFJCJO STORICO
f assillavano da tempo lo Stato Maggiore Regio Esercito, in quanto le competenze in materia erano ripartite tra diversi uffici e reparti che si rapportavano indipendentemente e senza coordinamento con la Direzione Generale del Genio. Discussioni e proposte di costituzione di un unico ente con piena ed assoluta competenza e visione unitaria su tutti i collegamenti dell'Esercito, come un Reparto Trasmissioni dello SMRE, risalivano almeno alla primavera del 1942 144 • All'inizio di aprile del 1942 l'Ufficio Collegamenti e Materiali del VI Reparto Difesa Concroaerei cambiò denominazione in Ufficio Materiali e Lavori Difesa Concroaerei, strutturandosi su quattro sezioni 145. Nel novembre 1942 l'Ufficio Propaganda cambiò denomina-zione in Ufficio Stampa e Assistenza 146, mentre dal 1° aprile 1943 l'Ufficio Storico passò alle dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore per le Operazion i 147 • All'inizio del 1943, forse sull'onda delle prime allarmanti notizie della catastrofica sconfitta. patita sul Don dall'ARMIR, dovuta anche alla crisi dei rifornimenti, tutta l'attività dell'Ufficio Servizi I, relativa agli scacchieri dell'8a Armata, al Comando Retrovie Est e SUPERSLODA, passò all'Ufficio Servizi II, incluso il personale della Sezione scacchiere russo. Non a tutte le sezioni dipendenti dallo Stato Maggiore del Regio Esercito furono concessi i benefici economici connessi con l'aver partecipato alle operazioni di guerra; ne rimasero esclusi, infatti, tutti gli uffici del IV, V e VI Reparto, oltre alla Curia Castrense e tutte le Direzioni/Ispettorato dipendenti dal III Reparto 148 •
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Promemoria in data 16 aprile 1942, Unifìca.zione uffici che trattano questioni relative ai collegamenti, Staro Maggiore Regio Esercir.o - Ufficio Trasmissioni. Si veda anche il verbale di riunione in darn 21 giugno 1942, Riassunto riunione in data 2.l16142 nell'Ufficio del Capo III Reparto SMRE circa le trasmissioni, Staro Maggiore Regio Esercico - Ufficio Servizi I. Ci rcolare n. Il/2250/c.a. in data 3 aprile 1942, Costituzione ed ordinamento dei VI Reparto, Staro Maggiore Regio Esercito. :CUfficio Materiali e Lavori Difesa Controaerei era su: 1• Sezione che si occupava di artiglierie, cenrmli di tiro, telemetri, munizionamento, coUabora:done con la Germania, studi ed esperienze, difesa conrroaerei oltremare; 2• Sezione competente in materia di lavori e materiali del genio, mascheramenti, sbarramenti aerei, proiettori ed aerofoni; 3• Sezione che si interessava di automeni, vestiario, quadrupedi, riforn imento munizioni, pubblicazioni, amministra1.ione; 4• Se-1:ione che operava nel campo dell'impiego di proiei:cori, aerofoni, radar ed invenzioni e scoperte (diario storico Ufficio Materiali e Lavori Difesa Conrroaerei, maggio 1942). Un anno dopo l'organico dell'Ufficio Materiali e Lavo ri Difesa Controaerei era salico a 5 sezioni. J~1 stessa circolare fissò l'organico dell'Ufficio Difesa Controaerei su cinque Sezioni: l" competente per organizzazione generale, collaborazione con alcre FFAf\, operazioni, addestramento e amministrazione; 2• ordin,unento, mobilitazione e personale; 3" collegamenci; 4• proge1:ti di schieramenco e assegnazione me-t:1.i; 5a centro raccolta notizie, sorvoli, informazioni e notiziari. Circolare n. 525498 in data 16 novembre 1942, Cambio di denornina.zione deli'Ufficio Propaganda, Staro Maggiore Regio Esercito - Uflìcio Scampa e Assistefl'ta. Circolare n. 01/25349 in data 23 marzo 1943, Dipendenza dell'Ufficio Storico, Stato Maggiore Regio Esercito - Reparto Segreteria - Ufficio Segreteria Stato Maggiore. Circolare n.51600/1 in data 14 novembre 1942, Posizione degli elementi costitutivi dello StlltO Maggi.ore R.E rùpetto ai benefici connessi con l'aver partecipato ad operazioni di guerra, Staro Maggiore Regio Esercico - Ufficio Ordinamento. Rimasero esclusi anche l'Ufficio Storico e l'Ufficio Generale di Polizia per i Servi1.i di Guerra. Erano ,mnunciate disposizioni a parre per i Comandi Superiori. Con circolare n. 126360 in data 24 giugno 1940 erano considerati mobilitaci gli organi centrali di comando (St:uo Maggiore Generale, Srar.o Maggiore Regio Esercito, Sraco Maggiore per il Territorio) ed organizzativi (Ministero della Guerra).
SAGGI SITJ111CO- IS71TUZIONALI
551
Dopo la dichiarazione in stato di guerra delle sedi di campagna degli Alti Comandi militari (Comando Supremo e Stati Maggiori di Forza Armata) avvenuta nel gennaio 1943 149, nel maggio-giugno 1943 si provvide al trasferimento di parte dello Stato Maggiore Regio Esercito nella sede di campagna, e pit1 precisamente a Monterotondo (denominazione in codice centro Marte), Palombara Sabina (centro Parini), Tivoli (centro Tiburzio), Poggio Mirteto (centro Pomi), Fara Sabina (centro Saba), Orvieto (centro Orma) 150• Presso il centro Marte furono acquartierati gli Uffici del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e dei Sottocapi per le Operazioni ed Intendente, il Quartier generale e parte del Reparto Segreteria. Nel centro Parini si organizzarono il I Reparto ed i due Uffici Operazioni; al centro Tibunio, il II Reparto con gli Uffici Ordinamento e Mobilitazione151, mentre ai centri Pomi e Saba fu destinato il III Reparto con gli Uffici Servizi. I.:Uffìcio Storico con i propri archivi andò al centro Orma, mentre altri organi dello Stato Maggiore finirono a Montelibretti (centro Moretto) e a Moricone (centro Monsone). In precedenza, a partire dal I O marzo 1943, alcuni elementi dello Stato Maggiore Regio Esercito erano affluiti nella sede provvisoria di campagna, denominata centro A1ba 152. Agli inizi di giugno il Capo del I Reparto e gli Uffici Operazioni I e II si trasferirono da Palombara Sabina a Monterorondo nel centro Marce 153. Nel corso del conflitto i Comandi Superiori d'Arma e Specialità dipendenti dallo Stato Maggiore Regio Esercito persero, tranne il Comando Superiore Aviazione del Regio Esercito, gran parte delle loro funzioni o furono sciolci. Per effetto della citata circolare n. 132200 del 18 luglio 1940 gli Ispettorati, infatti, avevano riattivato integralmente le loro funzioni istituzionali in ambito Ministero della Guerra e la sola persona dell'Ispettore aveva conservato, nei rapporti con lo Stato Maggiore dell'Esercito inerenti all'attività operativa, denominazione e compici di Comandante Superiore. Il Comando Superiore dei Carabinieri Reali, mobilitatosi 1'11 giugno 1940, si sciolse in data 20 gennaio 1941 per essere sostituito dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri 154 . 149
Regio Decreto 24 dicembre 1942, n. I 554, Dichiarazione in stato di guerra delle sedi degli Alti Comtlndi
rnilitttri. 150
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Foglio n. 06/1025 in daca 9 maggio 1943, Norme di utenza della rete telejònica SM.R.E ne//,n, sede di ctlmpngna, Staro Maggiore Regio Esercito - Reparto segreteda - Ufficio Segreteria Scaro Maggiore. Comunicazione di servizio in data 22 giugno 1943, Trasferimmto del Il Rep11rto dello Stn.to Maggiore Regio Esercito in sede di campagna, Comando Supremo. Il crasforimenro doveva concludersi entro il 25 giugno. Foglio n. 01/24740 in data 9 mari.O 1943, 7rasferimento dello Stato Maggiore, Stato Maggiore Regio Esercito - Reparto Segreteria - Ufficio Segreteria Stam Maggiore. Si veda anche l'ordine di servizio n. 41 irJ data l. l marzo 1943, Trrlrfèrimento dello Sttlto Maggiore R Esercito, Comando Supremo - III Reparto - Segreteria di Stato Maggiore. Foglio n. 01/31523 in daca 7 giugno 1943, Spostamento dell0 Reparto da Palombara Sabinll a Monterotondo, Stato Maggiore Regio Esercito - Reparto Segreteria - Ufficio Segreteria Staco Maggiore. C ircolare n. I 0000 in dara 29 gennaio 1941, Scioglimento del Comantw Sitperiore CCIU?., Sraro Maggiore Regio Esercim - Ufficio Ordinamento e Mobilitazione - Sezione Ordinamento. Il documento riferiva che: "'lènuro conto dello ~'Viluppo delle operazioni in corso., quasi esclusivamente in scacchieri oltremare, è stata disposta la temporanea soppressione dd Comando Superiore dei Carabinieri Reali." Per effetto di tale trasformazione ordinativa la for.ta passò da 6 ufficiali, 3 sottufficiali e 6 nùlitari di truppa a 13 ufficiali e 30 era sottufficiali e militari di truppa. l:Arma mobilitò sopramu:co a partire dal 1942 numerosi battaglioni autonomi di Carabinieri che vennet0 impiegaci soprattutto in operazioni di controguerriglia nei Balcani.
Capo di SMRB Sottocapo di SM
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552
BOLLETTINO DELL'ARCHIVIO DELL'UFFICIO 5TORlCO
Parimenti il Comando Superiore delle Truppe Alpine il 14 giugno 1941 si tramutò in Ispettorato delle Truppe Alpine 155. Nel luglio 1940 le funzioni del Comandante Superiore delle Truppe Chimiche (Direttore del Servizio C himico Militare) furono devolute allo Stato Maggiore Regio Eserci to 156. La qualifica di Comandante Superiore venne estesa all'Ispettore delle Truppe Motorizzate e Corazzate ed all'Ispettore del Corpo Automobilistico 157. Nel febbraio 1942 lo Stato Maggiore del Regio Esercito tentò n uovamente di inglobare gli Ispettorati, incontrando però la resistenza del Ministero della Guerra, che non intendeva subire tale amputazione 158• Il 15 gennaio 1942 si costituì l'Ispettorato Generale di Polrz.ia per i Servizi di Guerra, che venne posto alle dipendenze dello Stato M aggiore Regio Esercito con compiti di antisabotaggio e di controllo del territorio 159 • Dopo la vittoria nei Balcani dell'aprile 1941, su disposizione del Comando Supremo, lo SMRE fu incaricato di ricercare personale da destinare alla Commissione Centrale per la Delimitazione dei Con fini dei territori della ex Jugoslavia istituita presso il Ministero degli Affari Esteri. Questa Commissione si articolò in quattro sottocommissioni (Croazia, Slovenia, Montenegro e Albania), composte quasi esclusivamente d a militari, per la definizione dei confini delle nuove realtà. statali emerse a seguito dello smembramento della Jugoslavia tra le potenze dell'Asse 160•
155
Circola.re n. 139200 in daca I 5 giugno 1941, Comando Còrpo Armata Alpino, Ministero della Guerra - Gabi netto. Uspettorato trasse personale e me:cti dal disciolto comando del XXVI Corpo d'Annata Alpino. In precedenza il Comai1do Superiore Truppe Alpine si era ridocto a tre ufficiali che facevano capo al Comandante della Divisione "làurinense" che ebbe funzioni di Vice Comai1daiue Superiore (circolare n. 107700 in data 31 gen naio 1941., Comando superiore truppe alpine, Ministero della Guerra - Gabincno). 156 Promemoria in data 22 dicembre 1942, (,òm,mdi Superiori d'Arma, Ministero della Guerra - Gabinetto. 157 Circolare n. 0054450/1 in data 13 dicembre 1942, Comandi Superiori d 'arma ed Ispettorato Superiore della M: V.S.N dello Strtto Maggiore R.E.. Loro posizione rispetto ai benefici connessi con l'aver partecipato ad operazioni di guerra, Srato Maggiore Regio Eserciro - UHìciv O rdinamento - Ja Sezione. La circolai·e conteneva i dati di forza di ogni Comando Superiore cd lspetroraro Superiore. ,;s Promemoria per il Capo Gabinetto del Ministero della Guerra in dara 12 fobbraio 1942. Si veda anche il promemoria Comandi Superiori d'Arma in data 22 dicembre 1942 del Minisi:ero del la Guerra - Gabinetto. n 9 Circolare n. 0024880/ l in data 15 gennaio J 942, Coordinamento delle indagini su atti criminosi contro le comunicazioni e gli impianti - creazione di un Ispettorato Generale di Polizia per i Servizi di (iuerm, Stato Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinainento - 1a Sezione. Si veda anche la circolai·e n. 0055320/l in data 22 dicembre l 942, Formazioni ed organici delllspettorato Generale di Polizia per i servizi di guerra, Sr.aco Maggiore Regio Esercito - Ufficio Ordinamento - 1a Sezione. l,;lspettorato aveva il compito di provvedere, in collabornzione con gli organi di polizia e con le autorità militari centrali, alla direzione, coordinamenw, espleumento delle indagini su arti cri minal i commessi contro le comunicazioni e gli impianti del Regno non sicurn.rnente imputabili ad clementi appartenenti alle fort.e annate nemiche. 0 '" Alberto Begherclli, La commissione regionale per la definizione dei confini italo-croati del 1941-1943 nelle carte dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore de/L'Esercito, in Bollettino dell'Archivi() dell'Ufficio Storico, anno IX, n. 17- 18, gennaio-dicembre 2009, pp. 244-245.
Capo di Stato Maggiore Centrale '-
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Capo di Stato Maggiore Generale
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BOLLEITINO DJ::Ll 'ARCHIVIO DEll 'UFFIC/0 STORICO
Ordinamento 1937
CapodiSMRE
Sottocapo di SM Jntendcl!le 1 - - - - - - - - - 1 - - l
Sollocapo di SM per le Operazioni Ufficio lnformazion i
Il Reparto
U((icio Ordinamc:;nto e Mobilitazione
I Reparto
Ufficio Trasporti
Ufficio Operazioni I
Ufficio Servizi
Ufficio Operazioni lJ
UlJìcìo Amroioistra~iooc
Ufficio Addestramento
Ufficio Storie<,
Sottocapo di SM per la Difesa Territoriale Ufficio Segreteri a
Generale Addetto
lSpCLtorato MblCAT
' fspcttorato MCOS
CCfPA
UNPA
lJ fficio Segreteria e Personale di SM
557
SAGGI STORICO-ISTITUZIONAI.I
Ordinamento 1940 Capo diSMRC
Sottocapo di SM
R.:.'J)arto Segreteria e Personale
LO Reparto
Ufficio Segreteria
2° Reparto
Ufficio Operazioni
Ufficio Ordinamento e Mobilitazione
Ufficio Generale e personale di SM
Ufficio Situazione e ca,tografia
Ufficio Servizi
Ufficio OisciplioaAvanzamcnto•Giustizi:,
Ufficio Addestramento
Ufficio amministrativo
Ufficio A1fari Generali
Divisione Sup-0riorc
Trasporti
lspetton1to Generale dellaMVSN
Comandante Superiore
L'antcria
Comandante Superiore
Truppe Alpine
Comandante Superiore
Artiglieria
Comandante Superiore Genio
Comandante Superiore T111ppe CJ:li)))iche
Corriandante$.upetiore Avia.r..ione RE
Comandante Superiore Carabiniec'i Rc;;di
558
BOLLETTJ.NO DF.l.L 'ARCHIVIO DELL 'UFFICIO STORICO
O rdinamento 1942 CopodiSMKE
l~a}D~it~·-~Tc~rr~.;~: ::::::::::---..::==~~f=i==S~-~e,~1p-0~S~Mol~n~«~nd~c~n1~c=]
c~[.c~_a!iip<~>~S~MGp~c~r
n Reparto Ord. M<>hil . e T r~p. Uflicio Trsporti
Uff. .Protez. impianti e Dif. AP
Uffic.io Ordinamento
Uff. Prig ionieri d i Gue rra
Officio Mobilitw:iom:
U fficio Esoneri
Curia Castrense Uffic io Oif~a C. A
Ufficio ScrvizJ 1
Ufficio Collcg. e Materiali
1JOicio Sen.,izi 11 lsp. ,Gen. Poi, Serv. di Gucm1
Com. Gc-n. .Ari. C.A
Ufficio ·Personale
Uflicio ProJ)aganda
lJffi,çio Opcrnz.fo ni l Uftièio Opcrazicmi 11
Com. $up. Fanteria . Cc.)m. Sup. Troppe Alpine
Com. Sup. Genio
559
SAGGI STOIUCO-JSTITUZJONA./,1
Alessandro GIONFRIDA
Profilo storico-istituzionale della carica di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito
Premessa
Il presente lavoro ha come scopo quello di ricostruire, dal punto di vista storicoistituzionale e secondo l'evoluzione organica interna alla forza armata, la nascita e l'evolversi della carica di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito italiano. Tale carica, complementare a quella del capo di Stato Maggiore, come di fatto è avvenuto per gli altri eserciti europei nel XIX secolo, fu ed è strettamente connessa allo sviluppo, in Italia, di uno stato maggiore moderno'. Possiamo affermare che la necessità di garantire la continuità nella catena di comando all'interno del Corpo di Stato Maggiore, prima nell'Armata sarda e poi nell'Esercito italiano, è alla base dell'istituzione di quella carica riservata ad un alto ufficiale, che potesse sostituire, in caso di forzata assenza, il comandante del Corpo stesso, quale comandante in seconda o vicecomandante. Alla fine dell'Ottocento, in seguito all'istituzione della carica del capo di Stato Maggiore dell'.Esercito, il sottocapo, ancora denominato comandante in seconda del Corpo di Stato Maggiore, assunse il ruolo di principale coadiutore nell'esercizio del comando dello stesso capo di Stato Maggiore. A questi due funziohi si aggiunse, quasi da subito, la responsabilità interna dell'organizzazione e del funzionamento dello Stato Maggiore, inteso sia come corpo di esperti, operanti con disciplina intellettuale ed unità di dottrina, sia come complesso di uffici costituenti l'organo di vertice della forza armata. Quest'ultimo aspetto sembra trovare le slle pii\ completta realizzazione nell'ordinamento attuale. I. Dall'Armata sarda all'Esercito italiano Nell'Armata sarda, come negli altri esercito europei dal XVII secolo alla Restaurazione, funzionava un simulacro di stato maggiore, che, però, non era concepito ancora
SCUOLA 0 1 GUERRA,
servizio di stato maggiore e scienza dell'Organizzazione: Storia degli stati maggiori,
Civitavecchia, Foroligra.fia Scuola di guerra, 1977, pp. 12-26, in Archivio dell'Ufficio Storico delJo Staro Maggiore dell'Esercito (da adesso in poi AUSSME), fondo L-3 Studi particolari, b. 296, fase. 5. li moderno Sraw Maggiore e stato definito: "l'or.g,mismo di esperti operanti con disciplina intellettuale cd uni tà di domina nell'analisi dei problemi isticu1:ivi, tecnici e d'impiego e nel coordinamento dei ris11lrati di smdio, per la proposi:lione alla decisione del comand:rnte di appropriacc soluzioni SO[[O forma di pianificazione e per l'ordinata e controllata esecuzione di questa, in nome e per conto del comandante medesimo", in F. MEREU, La jìgura dell'ujficia/,e di stttto mllggiore nella guerra moderna, in «Rivista militare», anno XXI, n. 2, febbraio 1969.
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BouE7TINO DELL'ARCI-JIVIO DEll 'UFFIC!O STORICO
come uno stato maggiore moderno, in grado dj pianificare tutta l'organinazione militare, nel suo complesso dottrinario e operativo, in pace o in guerra. Tale concezione, sviluppata nell'Esercito prussiano dopo il 1850, poi adottata da quasi tutti gli eserciti europei, compreso l'Esercito italiano, è stata definita "la grande innovazione dell'arte militare dell'Ottocento" 2 • Le origini dello Stato Maggiore dell'Armata sarda possono farsi risalire agli antichi corpi di stato maggiore di fanteria e cavalleria del Ducato di Savoia, funzionanti fin dal 1655 3• Con r. viglietto del 19 novembre 1796 lo stato maggiore fu unificato, accorpa ndo gli stati maggiori generali di fanteria e cavalleria e il Corpo di topografia reale nell'unico Corpo di Stato Maggiore dell'Armata. Soppresso durante la dominazione napoleonica, fu successivamente ricostituito con r.d.12 novembre 1814, assumendo la denominazione di Real Corpo di Stato Maggiore Generale della Regia Annata. Il successivo regolamento del 26 giugno 1816, relativo ali' ordinamento interno, stabilì che il capo del Corpo di Stato Maggiore Generale fosse un colonnello denominato "quartier mastro generale", che, con i successivi rr. dd. del 1O Iuglio 181 9 e del 22 novembre 1830, venne elevato al grado di ufficiale genera.le (maggiore generale, poi luogotenente generale). Il successivo regio brevetto del 6 ottobre J 831'1 approvò un nuovo regolamento per il Corpo di Stato Maggiore Generale nel quale erano previsti tre aiutanti generali che dovevano coadiuvare, in tutte le sue funzioni, il quartier mastro generale, ora anche comandante generale del Corpo5. Il regolamento, fra l'altro, prevedeva che in caso di sua assenza o impedimento, il quartier mastro generale fosse sostituito dall'aiutante generale piì1 alto in grado o più anziano a parità di grado dei tre6. Il «regio viglietto" del 7 dicembre 184?7, che approvava il regolamento relativo all'avanzamento degli ufficiali, per quanto riguarda il quadro organico del Real Corpo di Stato Maggiore,
M . 1-IOWARD, La gueml e le armi nelltl storÙl d 'Europa, Bari, Laterta, I 978, pp. I 91- 197. M1N.ISTF.R.O GuERM - COMANDO CORPO DI ST/ITO MAGGIORE- U FFICIO STORICO, Annuario ufficiale delle Forze armate del Regno d'Italia anno 1938-XVI, I - Regio Esercito, voi. I cit., pp. 12-15; E FRATTOLTLLO,
Elenco generale cronologico delle leggi, regolamenti, decreti, disposizioni, circoltiri relative allo Stato Maggiore generaleed11ll0Stat0Maggioredell'Esercito:parteprima (1° gen . 1831-28 lug. 1882), pp. 471-513, in STATO MAGG IORE ESERCITO- UFFICIO STORICO «Memorie storico - mili tari 1982», Roma 1983; c. MAZZACARA, L'evoluzione del Corpo di Stato Maggiore nei regni di Sardegna e d'Italia: parte prima 1796-1881, pp. 349-386, in Sli'ffO MAGGIORE. ESE1l.Cff0- UFFICIO STORICO «Memorie storico - m ilitari 1981», Roma 1982. Giornale militare 18.31, pp. 95- 139. Secondo questo regolamcnco il Re1ll Corpo di Stato Maggiore Generale, al cui vertice era sem p re posto il quartier mastro Generale (luogote nen te generale) venne organizzato in 3 uffici: l' Ufficio particolare del quartier mascro generale, l'Ufficio topografico, l'Ufficio generale. In rempo di pace il Corpo si doveva occupare a "raccogliere le notizie, specialmente topografiche e mili tari, opportune a fondare e ad illuscr:ire il sisrcma strategico dello scato", in sostanza era compente su fu nziona mento del servizio iJ1fo rmazionc e, come prima, del servizio topografico. Ihid., Capo terzo: Aiutanti generali, art.128, p. 111. Nello "specchio nu merico generale delle persone uffìziali cd alrre componenti il Real Corpo dì Stato Maggiore Generale" annesso (p. 139), erano previsti solo 2 ufficiali generali: il quartiermastro ge nernle e uno (maggiore generale) dei tre aiutami generali, mentre gli altri due avevano il grndo di colonnello. Giornale militare 1847, pp. 882-924.
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al cui vertice era sempre preposto il comandante Generale del Corpo- quartier mastro generale, preveda le cariche di d ue aiutante generali, ricoperte d.a 2 dei 4 colonnelli assegnati allo staco maggiore o da due maggiori generali in servizio8 • Anche il successivo r.d. 18 maggio 18509, relativo alla denominazione e forma-Lione del Corpo Reale dello Stato Maggiore 10 , riconfermava l'esistenza delle due carica di aiutante generale, ricoperte da un colonnello o maggiore generale, che dovevano coadiuvare il comandante generale del Corpo 11• Durante le campagne per l'unificazione nazionale l'ordinamento del Corpo Reale dello Stato Maggiore fu modificato per far fronte alle nuove esigenze che presentava la trasformazione dell'Armata sarda in Esercito italiano. Con il r.d. 11 marzo 1860 12 fu
Jbid., Specchio 111 annesso, p. 922. D urame la Campagna del l 848-1849 funzionò la carica di
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sottocapo di Staro Maggiore dell'Armata sarda mobilitata, ricoperta dal colonnello Luigi Fecia di Cossato (cfr. CoMAMDO D EL CORPO DI STATO MAGG IORE-Uf.FIC!O STORICO. Gli avvenimenti militrlri del 1848-1849 - narrazione compilata colla. scorta dei documenti da C. Fabris, parte prima,, voi. 1, Torino, Roux Frassati, 1898, p. 290). Giorna/,e militare 1850, pp. 335-338. Ivi, art. l O p. 335. I .1 Nuova denominazione assuma dallo Staro Maggiore deU' Arma.ra sarda era in sostimzione di "Real Corpo di Stato Maggiore Generale della Regia Armata': in vigore dal 1814. Il regio decreto del 18 maggio 1850 regolamentava solo il funzionamento dell'Ufficio topografico, ma con ordine del giorno n. 712 del 16 luglio 1853 venivano previsti due ufficio: il già ricordaco Ufficio topografico e il nuovo Ufficio M ilicare. Il successivo ordine del gion~o n. 759 del 22 novembre 1854 ripartiva delìnitivamenre il Corpo reale dello Staro Maggiore in 3 uffici: il Gabinetto (o ufficio del Comandante generale), l'Uflìcio r.opogra.6.co e l'Ufficio milirarc. Nel 1855 (Giornale militare 1855, n. 21, "breve isrmzione suI Servizio degli Ufficiali del Corpo Reale di Staro maggiore i.n tempo di guerra", pp. 775-793; M.G. PASQUALTNI, Lecartesegretedell'inteligenceùaliana J86J-l9I8, Roma, R.U.D., 2006, pp. 14-25) veniva emanata un apposita istr.uzione sul servizio degli ufficiali di Scaco Maggiore in tempo di guerra nella quale venivano dato a,m pio spazio all'attività i1iforrnativa che doveva essere svolta da quesci ultimi. Il 1° luglio 1856 lo stesso comandarue generale del Corpo Reale dello Staro Maggiore, luogo1:enence generale Morozzo della Rocca emanava "l'Istruzione sull'Uffìzio Militare del Regio Corpo di Scaro Maggiore e sull'ordinamento dell'Archivio del medesimo", definendone le competenze e l'organizzazione interna. Scopo principale dell'Ufficio m.ilicare era cermalizzarc e coordinare, al lìne di dare maggiore ÌI!}pulso, "i lavori, stud.i e servizi interni di competenza. del Corpo di Stato Maggiore" per "mantenere vivo nel Corpo lo studio dcli' arte e scoria militare e della. scienza pratica degli ufficiali di staro maggiore". Doveva, quindi, raccogliere le informazioni necessarie a raggiungere una conosce111.a esarca e completa delle iscituzioni militari del Regno, compilare la scoria delle campagne di guerra a cui aveva partecipato l'Armaca sarda e predisporre memorie relative alle guerre contemporanee. CUfficio militare, sempre secondo l'istr.uzionc, venne ripartito in 4 se1.ioni: la 1" Se-lione tattica-logiscica,- la 2" Sezione statistica- militare, la 3a Storia. militare e la 4• poli tica militare. Con l'ordine del giorno n. 932, in data 3 dicembre 1857, il Corpo Reale dello Stato Maggiore subì alcune modilìchc, non sostanziali, nell'organizzazione interna. li Corpo Reale fu costituito dalla segreteria del Corpo, dall'Officio militare, d,tll'Uffìcio geodetico, dall'Ufficio Topogralìco, dall'Ufficio cli incisione, dall' Uffìcio d'arnminism,lione e dagli Archivi e dalla Biblioteca. Q uesto ordinamenco, senza particolari modifiche, rimase in vigore lìno alla vigilia dell.'unità d'Italia (cfr. A. GTONFRIDA, Inventario del fondo G-17 campagna 1859, p. 236, in F. 0 1 LAURIO, 1859 l'Armata sarda a San Mrtrtino, Roma, Stato Maggiore Esercito-Ufficio Storico, 2010). Ivi, art.2° p. 335, il capo dello stato maggiore sardo aveva assu nto il nome definitivo di c(Jmandame generale del co,po non più quartier mastro generale. Giornak militare 1860, pp. 233-234 (compresa la pianta graduale nwnerica degli ufficiali del Real Corpo di $raro Maggiore).
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f amnentato il numero degli ufficiali superiori assegnati al Corpo stesso e furono previste, oltre alla carica di vertice: il comandante generale del Corpo Reale dello Stato Maggiore, anche quelle di direttore dell'Ufficio topografico e di sottocapo di Stato Maggiore dell'Armata che potevano essere ricoperte da un maggiore generale o da un colonnello 13. Il successivo r.d. 24 gennaio 1861 14 modificava completamente l'ordinamento del Corpo Reale dello Stato Maggiore che assumeva la denominazione di Corpo di Stato Maggiore e risultava composto da un Ufficio Superiore parte integrante del Corpo stesso, da un Comitato consultivo di Stato Maggiore e dalla Scuola di applicazione di stato maggiore. A capo dell'Ufficio Superiore del Corpo di Stato Maggiore era previsto un ufficiale generale, coadiuvato da un colonnello che ricopriva l'incarico di sottocapo dell'Ufficio stesso 15• Dopo la nascita ufficiale dell'Esercito italiano (4 maggio 1861) e dopo la sfortunata campagna del 1866 durante la quale fu nominato un sottocapo di stato maggiore dell'Esercito mobilitato 16, il Corpo di Stato Maggiore veniva nuovamente riorganizzato. Con r.d. 11. marzo 1867 17 , il Corpo stesso veniva formato dal Comando generale, dal quale dipendevano direttamente l'Ufficio militare, l'Ufficio tecnico, l'Ufficio di contabilità, la Sezione dell'Ufficio di stato maggiore a Napoli, la Scuola superiore di guerra e gli ufficiali di stato maggiore in servizio presso i comandi di grande unità. Al Comando generale del Corpo era preposto un luogotenente generale, equiparato a comandante di divisione, che, in caso di assenza o malattia era sostituito dal maggiore generale, equiparato a generale di brigata, capo dell'Ufficio militare o dell'Ufficio tecnico, secondo a quale dei due uffici era stato preposto 18• Laltro ufficio, per lo stesso r.d. del 1867, doveva essere diretto da un colonnello.
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Ivi, "pianca graduale oumerica degli uffìziali del Real Corpo di Stato Maggiore», p. 234. G"iornrile Militare 1861, supplemento 4, pp. 7-20, compreso il quadro organico dell' Ufficio Superiore del Corpo di Stato Maggiore. lvi, "specchio n. 1 quadro dell'Ufficio Superiore dello Stato Maggiore", pp. 18-19. ll 24 giugno J.866, il Quartier generale principale dell'Esercito mobilitato era costitu ito dallo Stato Maggiore (capo di Stat0 Maggiore dell'Esercito mobilitato, generale d'armata L'\lllaunora, aiutante generale, luogoteoente generale Pettitti, sottocapo di stato maggiore colonnello, poi, maggiore generale Bariola), dal Comando an:iglieria, dal Comando del genio, dall'Intendem,a generale dell'Esercito, dal Comando dei carabinieri reali, dal Comando del treno, dal Servizio sanitario, dalla Giustizia militare e dal Servizio veterinario. In conseguenza del r.d. 16 luglio, relativo al riordinamento dell'Esercire mobilitaco, l'organiuazione imerna del Quan:ier generale principale subì delle piccole variazioni: la carica di aiucance gener.ale fu abolita, i com:u1di di arciglieria, genio, carnbinieri furono denominati comandi generali di quelle armi, mentre fuwno confermati nei lor.o incatichi di comando gli scessi ufficiali generali in carica al 24 giugno. In sostarr1,;1, il Quartier generale principale, al 31 luglio, era così ordinato: Stato maggiore, cosr.icuirn ora dal capo e sonocapo dello stesso, Comando generale d'artiglieria, Comando generale del genio, Intendenza generale dell'esercito, comando generale dei carabinieri, comando superiore del treno, servizio sanitario, Servizio veterinario, Avvocarura generale all'Annaca, Servizio veterinario, cfr. c. CORSI, La campagna del 1866 in !taliri, Roma, Comando Corpo di Stato Maggiore-Sezione storica, 1875-1895, tomo I-II, 1875 e 1895, in particolare Tomo I , pp. 332 e Tomo II, tomo II p. 400.
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Giornale militare 1867, pp. 270-286.
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Ivi, art.19, p. 286.
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2. ll periodo liberale .fino alla Grande Guerra. Le sopracitate cariche di sottocapo dell'Armata e sottocapo dell'Ufficio superiore 19 erano state istituite all'unico scopo di garantire la necessaria continuità nella catena di comando così come era stato previsto nel r.d. 11 marzo l 867 di cui sopra20• La carica di sottocapo dello Stato Maggiore dell'Esercito, in realtà, trova le sue vere origini istituzionali nella carica di comandante in 2a del Comando del Corpo di Stato Maggiore istituita, in virtù della I. 30 settembre 187}21, con r.d. della stessa data22. Secondo quel decreto, tale carica, complementare a quella di comandante del Corpo di Stato Maggiore, poteva essere ricoperta da un maggiore generale che, fra le sue principali attribuzioni, oltre a sostituire, in caso di necessità, lo stesso comandante del Corpo, per evitare l' interruzione nella catena di comando23 , presiedeva anche importanti enti interni al Comando del Corpo di Stato Maggiore tra cui la Commissione direttrice delle Biblioteche Milica.ri24, la Scuola temporanea di amministrazione ed economia milita.re25 e la Scuola per i sottotenenti di complemento aspiranti al Commissariato26 . In seguito alla I. 29 giugno 1882, n. 831 27 il comandante del Corpo di Stato Maggiore assunse il titolo di capo di Stato Maggiore dell'Esercito (carica ricoperta da un generale dell'Esercito o tenente generale) e, a.Ile dipendenze del ministro della Guerra, divenne responsabile dell'alta direzione degli studi per la preparazione bellica. Le legge prevedeva anche che il capo di Stato Maggiore dell'Esercito avesse alla proprie dipendenze il comandante in 2a del Corpo di Stato Maggiore e il maggiore generale addetto, le cui attribuzioni furono fissate con il successivo r.d. del 29 luglio 1882 n. 21228 • Tale 19
In queste cariche effettivamente è possibile rintracciare alcuni degli clementi che conAuirono nella futura carica di soccocapo delJo StatO Maggiore dell'Esercit0. zo Le cariche di sottocapo di StatO Maggiore dell'Armata sarda e di sottocapo del.l'Ufficio superiore del Comando del Corpo di Stato Maggiore non comprendevano ancora il complesso delle funzioni attribuite alla carica di sottocapo di un moderno Stato Maggiore che lo avrebber.o porcat0 ad essere il principale coadiumrc del capo di Staro Maggiore dell'Eserciw nell'esercizio del comando, il responsabile del l'organizzazione e del fum.ionamento dello Stato Maggiore inteso qual.e Corpo e complesso di uffici, olcre aJ garante della continuità nella catena di comando scessa. 21 Giornale militare 1873, Dispensa n. 30, Atto n. 195, pp. 263-280. 22
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Giornale militare 1873, Dispens:a n. 30, Ateo n. 196, pp. 280-364. Ordine del giorno n. 23 in data 6 maggio 1874 nel quale il comandante in 2", il generale Bariola, sostituiva lDterinalmcnte il comandante del Corpo in licell'l..a straordinaria, registro degli ordini del gior.no del Comando del Corpo di Stato Maggiore, voi. V (1874-1876), in AUSSME, fondo L-3 Studi particolari, b. 298, fase. 6. lvi, Ordine del giorno n. 51, .in daca 9 novembre 1874. Ordine del giorno n. 3, in data 28 febbraio J 877, regimo degli ordfoi del giorno del Cornando del Corpo di Scaco Maggiore, voi. 8 (1877-1879), in AUSSME, fondo L-3 Studi partico/,ari, b. 298, fase. 7 .
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lvi, Ordine del giorno n. 4, in data 30 ottobre 1877.
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Giornale militare 1882, dispensa 30a, attO n. 145, pp. 425-463. si veda anche F. STEFANl, La storia della dottrina e degli ordùu,menti dell'Esercito Italiano, voi. I, Dall'.F:sercito piemontese all'Esercito di Vittorio ¼neto, Roma, $rato Maggiore dell'Esercico- Ufficio Storico, 1984, pp. 310-314 e 344-345; N. LABANCA, Il Generale Cesare Ricotti e /,a politica militare italiana dal 1884 tll 1887, Roma, Stato Maggiore dell'Eser.-
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cito - Ufficio $corico, 1986, pp. 212-227. Giornr& militare 1882, Dispensa 34", Atto n. 162, pp. 581-583.
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BOLLETTINO DELL'ARCHIVIO DELL'UFFICIO STORICO
decreto, per quanto riguardava le attribuzioni del comandante in 2a, carica ricoperta da un tenente generale29, stabiliva che quest'ultimo dovesse coadiuvare il capo di Stato Maggiore dell'Esercito nell'esercizio del comando e, in tempo di guerra, fosse chiamato a disimpegnare le funzioni di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito. A tal fin e, informato di tutti gli intendimenti del vertice della forza annata, insieme e sotto la direzione del capo di Stato Maggiore dell'Esercito, doveva predisporre gli studi relativi alla preparazione bellica complessiva. Nelle norme di servizio interne :al Comando del Corpo di Stato Maggiore, emanate il 25 ottobre 188230, venivano ribadite le funzioni del comandante in 2a del Corpo, tra cui quelle di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito in tempo di guerra. In tempo di pace, inoltre, le norme interne stabilivano che il comandante in 2a fosse capo del I Reparto (Operazioni), avesse l'alta direzione del corso annuale di esperimento per gli ufficiali candidati all'arrunissione nello Stato Maggiore ed avesse particolari competenze sull'Istituto Geografico Militare. Per l'adempimento di tutti quei compiti, oltre agli uffici del I Reparto 31, il comandante in 2a, aveva a disposizione un capitano di stato maggiore. Le successive norme interne, pubblicate nel 189232 e poi nel 190033, ribadivano quanto stabilito nelle precedenti norme del 1882, con l'aggiunta della specifica declaratoria delle competenze del capo Rip,zrto Operazioni (nuova definizione del capo del I Reparto), carica ricoperta sempre dal comandante in 2a, che ora aveva a disposizione una propria segreteria e presiedeva la Commissione per la Viabilità. In sostanza il comandante in 2a, capo del Riparto Operazioni, aveva l'alta direzione degli studi relativi alla pianificazione operativa in modo da coadiuvare utilmente il capo di Stato Maggiore dell'Esercito e, se necessario, farne temporaneamente le veci. Con il r.d. del 4 marzo 1906, n. 8634 i compiti e le attribuzioni del capo di Stato Maggiore dell'Esercito furono ampliati, estendendoli a tutti i settori comunque riguardanti la preparazione dell'Esercito in guerra35; di conseguenza, anche le attribuzioni del comandante in 2a, quale sostituito, in via temporanea, e principale collaboratore del capo di Stato Maggiore furono incrementate. Tra l'altro, il comandante in 2a era sempre
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lvi, D ispensa 30a, quadri organici (nota 74) n. 162, pp. 469-546 (in particolare tabella 3, p. 473). Norme di servizio pel Comando del Corpo di SM (25 ottobre 1882), Roma, Carlo Vogh era- tipografo editore del Giornale Mili tare, 1882, § 3°, pp. 8, copia in AUSSME, fondo l.-3 Studi prtrticolari, b. 298, fuse. 9. , MrNTSTFRO DELLA GUERRA,
Nel 1882, il I Reparto era costituito dall'Uffìcio n. 1: Su1cchùm: Orientale; Ufficio 'n. 2: Scacchiere Occidentale, UHìcio n. 3: Scacchiere Meridionllle, UHìcio n. 4: Contabilità d.el Corpo di SM; cfr. R. GUSTATANE, Fondo G-33 Comando del Corpo di SM - Riparto Opemzione-Set1cchiere meridionale, poi, Uf ficio Coloniale, pp. 34-338 (in particolare pp. 43-49); in «Bolleccino dell'Archivio ddl' Uf6cio Storico", gennaio-giugno 2005, anno V - n. 9. MrN rS"rERO DELLA GUERRA, Norme di servizio per il Comllndo del Corpo di SJ\.1 (5 maggio 1892), Roma, Carlo Voghera- tipografo editore del Gio rnale Militare, 1892, copia in AUSSME, fondo 1..-3 Studi particolari, b. 298, fase. 9. M INISTERO DELLA GUERRA, Norme di servizio per il Comando del Corpo di SM (15 marzo 1900), Roma, Carlo Voghera- tipografo editore del Giornale Militare, 1900, copia in ,,usSMt::, fomlo L-3 Studi particolari, b. 298, fase. 9. Giorn11le militare 1906, dispensa 8", atto n. 75, pp. 139-144. F. STEF,\Nl, La storùt del/,1 dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito it11litmo cir. , voi. I, p. 311.
SA(;c;, ST0RIC0-JS11i'UZ10NA.U
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chiamato a disimpegnare le funzioni di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito in caso dì conflitto36. Le successive norme interne, pubblicate sempre nel 190637, ribadivano le funzioni del comandante in 2a quale capo del Riparto Operazioni, che non aveva più la presidenza della Commissione per la viabilità passata al capo del Riparto lntendenza38• Due anni dopo, nel successivo r.d. 5 marzo 1908, n. 7739, senza intaccare il "principio dell'unitarietà della guida tecnico-operativà' relativa alla preparazione della guerra, "vennero accresciute le facoltà di intervento del ministro della Guerra anche nelle questioni tecniche e addestrative,,40 • In sostanza fu ribadita la preminenza di quest'ultimo, quale responsabile della politica militare governativa di fronte al Parlamento, e degli organi collegiali nel frattempo creati4 1• Con il r.d. 1Osettembre 1914, n. 99742, vennero soppresse le denominazioni e le speciali attribuzioni stabilite precedentemente per il comandante in 2a e per il generale addetto13. Circa sette mesi dopo, alla vigilia della prima guerra mondiale, il r.d. 28 marzo 1915, n. 33741 istituiva ufficialmente la carica di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito anche per il tempo dì pace45. Con il successivo r.d. 1° aprile I 915, n. 383, furono stabilite le ftmzioni del sottocapo, che, di futto erano la somma delle attribuzioni assegnate precedentemente sia al comandante in 2"' in tempo cl.i pace che al sottocapo in tempo di guerra: doveva, cioè, coadìuvare il capo di Stato Maggio.re dell'Esercito nel disimpegno dei suoi compiti, attendendo con lui e sotto la sua direzione agli studì relativi alla preparazione della guerra e lo sostituiva in tutto e per tutto, con piena facoltà di rappresentarlo, in caso dì impedimento. Allo scoppio del primo conflitto mondiale, in virtù dello Statuto albercino, con il
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Giorna/,e militare 1906, dispensa 8°, acro n. 75, cir.., capo Il,§ 18-19, p. 143. MINl~TERO DELLA GUERRA, N,orme di servizio pel Comando del Corpo di SM (20 maggio 1906), Roma, Carlo Voghera- tipografo editore del Giornale Mili tare, 1892, copia in AUSSME, fondo L-3 Studi particol.ari, b. 298, fase. 9. Il Comando del Corpo di Scaco Maggiore, dal 1903 alla vigilia della l" G uerra Mondiale, fu composto dall'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, dal "Ripano" Operazioni · e dal "Riparto" Intendenza, costicuiri, a loro volra, da diversi uffici. CUffìcio del Capo di Stato Maggiore del.l'Esercito era, quindi, formato dalla Segreteria, dall'Ufficio Mobilitazione, d:ill'Ulfìcio Difesa dello Stato, dall'Ufficio Istruzioni e Manovre e dall'Ufficio "I"; Il "Riparco" Opera,,ioni era fonnaco-dalla Segreteria di repano, dall'Ufficio Scacchiere Occidentale, dall'Ufficio Scacchiere Orientale, dall'Ufficio Coloniale e dall'Ufficio Storico; il "Riparto" Intendenza era formato dalla Segreteria di reparto, dall'Ufficio Serviti, dall'UHìcio 'lì-asporti e dall'Ufficio ContabiJidt; di:. voli. 2 e 3 Ordini del giorno del Capo di Scaco Maggiore dell' Esercico 1899-1913, in AUSSM E, L-3 cit., b. 301, fasce. 2-3. Secondo le Norme di servizio per il Comando del Corpo di SM pubblicate nel 1882, 1892, 1900 e 1906 il Generale Addetto del Comando del Corpo di SM era anche Capo del Rip,trto Intendenza. Giorna/,e militare 1908, dispensa 17", circolare n. 103, pp. 245-250. F. STEh\Nl, La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito italiano cit., voi. I, p. 311-313. Commissione Suprema Mista di Difesa e Consiglio dell'Esercito istituiti con i rr.dd. 11. 35 e 36 del 2 febbraio 1908. Giornale milittlre 1914, dispensa 44a, circolare n. 439, pp. 1285-1286. MINISTERO GUERRA - COMANDO CORPO DI ~T,\TO MAGGIOR.E - UFFICIO STORICO, Annuario ufficiale delle Forze Armate del Regno d'Jtalia armo 1938-XVI, I- Regio Esercito, vol. I: Sunti storici e organici delle armi e dei corpi e dei servizi, Roma, tipografia regionale, 1938, pp. 13. Giornale militare 1915, dispensa 17", circolare n. 212, pp. 562-563. L"l carica di sottocapo doveva essere ricoperta sempre da un cenente generale.
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BOLLETTINO DFI.L 'AIICl-flVIO Df::ll 'UFFICIO STORICO
r.d. 23 maggio 19 15, n. 67646, l'alto comando dell'Esercito mobilitato, come quello della Marina, fu assunto nominalmente dal re, il quale avrebbe comunicato i suoi ordini, relativi a.Ile operazioni di terra e di mare, tramite i singoli capi di stato maggiore di forza armata, che, a loro volta, li avrebbero tradotti in atto. In altri termini, come il proprio collega della Marina, il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, coadiuvato dal sottocapo, aveva la direzione effettiva e la responsabilità delle operazioni terrestri, senza però essere nominato ufficialmente comandante supremo della propria forza armata, a cui, secondo il regolamento sul Servizio in guerra del 1912, spettava interamente ed esclusivamente la responsabilità militare della condotta del conflitto17• Dal 24 maggio 1915 al 31 dicembre 1919 i capi di Stato Maggiore dell'Esercito, coadiuvati dai sottocapi, furono al vertice dell'organo di alto comando della propria forza armata: il Comando Suprerno48, originato dalla mobilitazione del Comando del Corpo di Stato Maggiore. Secondo le norme di servizio per il Comando Supremo, emanate nell'aprile 1915, il sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito non cumulava più la carica di capo Reparto Operazioni, ricoperta, invece, dall'ufficiale generale addetto al Comando del Corpo di Stato Maggiore"9• Nel corso del conflitto, infatti, il sottocapo non cumulò mai le funzioni di capo Reparto Operazioni, carica che rimase distinta dal maggio 1915 al giugno
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Giornale militare 1915, dispensa 36a, circolare 417, pp. 1076-1077. M. MONTANARJ, Politica e strategia in cento anni di guerre italiane, voi. II, Il periodo libemle, ' lòrno II, La Grande Guerrtl, ricoperta da un tenente generale -Ufficio Storico, Roma 2000, pp. 140-144; STATO MAGGIORE ESERCITO-UFFICIO STORJCO, Il probl.ema dell'Alto Comando dell'Esercito Italiano dal Risorgimento al Patto Atlantico, Atti della Società Solferino e S. Martino, 18-19 sett. 1982, Roma 1985, pp. 135- L64. A. G tONFRIDA, Il Comando Supremo nella Prima Guerra Mondiale, pp. 244-272, in F. CAPPELLANO e B. D1 MARTINO, Un Esercito fòrgiato nelle trincee, Udine, Gaspari, 2008. Nel 1915 Il Comando Supremo era costicuico da ere organi principali (a livello di reparto o divisione generale ministeriale) ripartiti in uffici: l'Ufficio del Capo di Scaco Maggiore dell'Esercito (Ufficio Segreteria del Gipo di Stato Maggiore dell'&ercii:o, Ufficio Ordinamento e Mobilicazione, UHicio Tecnico, Gcuppo Ufficiali a disposizione), il Riparto Operazioni (Segreteria, Ufficio Informazioni, Ultìcio Situazioni di Guerra, Ufficio Annate, Ufficio Affari Vari, Ufficio Servizi Aeronautici), e il Quartier Generale. Erai10 aggregaci al Comando Supremo anche il Riparto Disciplina e Avamarnento, il Comando Generale d'Artiglieria, il Comando Generale del Genio, il Comando del Corpo di Cavalleria, il Comando Superiore dei C..arabinieri teali e il Segretariato Generale Affari Civili. Durante il conflitto foro no iufutti aggitmti altri emi ed uffici alla già c~mplessa strumua del Comando Supremo, come il Comando Superiore d'Aeronautica, l'Ufficio Sanitario, l'Ufficio Starnpa e Propaganda, l'Ufficio servi:ii, l'Ufficio Prommioni Speciali, l'Ufficio Centrale Doni e la Delegazione presso le m1ppe aUeace in Italia. Alcuni Uffici furono scioh:i (Ufficio Armate), altri, invece, can1biarono denomina,,.ione e in pane comperem.e (l'Ufficio Simazioni di Guerra die, in sei:,'llito, si clùarnò: Ufficio Situazioni ed Operazioni di Guerra, poi, Ufficio Sicuaziorù, Comunicaci di Guerra e Missiorù all'estero, infine, Ufficio Operazioni). 119 agosto 1919, in concomicanza con il trasferimento della sua sede da Ab.u10 a Roma, i.I 0:imandoSupremo a~sunse il seguente ordinamento: Quartier Generale; Reparto Opera-i.ioni, costituito dall'Ufficio O (operazioni), dall'Ufficio A (addescramenco), dall'Ufficio E (esteri), dall'Ufficio 1 (informazioni) e dall'Ufficio Storico; Reparto Ordimmenco e Servizi, costituito dall'Ufficio M (mobili1:azione), dall'Ufiìcio R (reclucarnento), dall'Ufficio S (servizi) e dall'Ufficio T (rrasporti). Il Comando Supremo del R. Esercico fii defini r.ivamente sciolto il l 0 gennaio 1920 e parte delle sue competenze vennero affidate allo Sraco Maggiore del Regio Esercito. COMJ\J'lOO DEL CORPO DI Sli \TO MAGG IORE, norme generali circa la costituzione e il fimzionr1mento del Comando Supremo Mobilitato, Aprile 1915, p. 9.
SAGGI STORICO-ISTITUZIONALI
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1916 (il generale capo Repartro Operazioni era Diaz) e poi accorpata a quella di generale addetto al Comando fino alla fine del conflitto~0 . Nel 1915-19 19, I.e funzioni di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito rimasero sostanzialmente quelle stabilite con il r.d. l O aprile I 9 I 5, n. 383, di cui sopra. l:unica novità fu lo sdoppiamento temporaneo della carica, nel senso che, con il d. lgt. 8 nov. 1917, n. 1824,51 fu prevista la possibilità, per la d urata della guerra e per i sei mesi successivi, di nominare di 2 sottocapi contemporaneamente. Cosa che effettivamente avvenne dal 9 novembre 1917 al 27 febbraio 1918, quando il tenente generale Giardino e il tenente generale Badoglio ricoprirono contemporaneamente la carica di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito52.
3. Dal primo dopoguerra alla fìne della seconda guerra mondiale. Finita la guerra, quando la smobilitazione aveva raggiunto la sua fase conclusiva, con r.d. 21 novembre 1919, n. 2143 53, venne stabilito un nuovo ordinamento dell'Esercito per il tempo di pace, definito provvisorio, che dal nome del ministro della Guerra che lo propose e lo fece approvare, venne chiamato Ordinamento Albricci54 • Secondo il nuovo ordinamento venne soppresso il Corpo di Stato Maggiore, sostituito dal Servizio di Stato .Maggiore dal grado di capitano a quello di colonnello. Lo Stato Maggiore dell'Esercito 55, inteso quale vertice della forza armata, doveva essere formato dal capo e dal sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, dai 5 generali comandanti designati d'armata in guerra, dall'ispettore generale dell'Esercito 56 e dagli ispettori d'arma, dai generali comandanti le grandi unità (15 corpi d'armata territoriale, 30 divisioni di fanteria e 2 di cavalleria), dal presidente del supremo tribunale di Guerra e Marina e da altri ufficiali generali. Il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, in tempo di pace, alle dipendenze del proprio ministro, aveva l'alta direzione 50
MINl~1ERO DELLA GUERRA - STATO MAGG IORE DEL R. EsERCITO - UFFICIO STORICO, Le Grandi Unità nella gu,erra italo- austriaca 1915-1918, vol. I Casa Milit,ue di SM il Re- Comando Supremo- armate- co11>i d'armata- corpi speciali - corpi di spedizione, Roma 1926, p. 13. s, Giornale militare 1317, dispensa 70, n. 725, p. 1533. 52 M1NfSTERO DEU.A GUERRA - STATO MAGG IORE DEL R. ESERCITO - UFFICIO STORICO, Le Grandi Unitìt nelb-t guerra ital()- austriaca 1915- 1918, voi. l cit., p. 13. 53 Giornale militare 1919, dispensa 73", n. 617, pp. 862-887. S4 MTN1STF.RO DE.LLJ\ DIFESA- STATO MAGG IORE EsERCJTO-UFHCIO STORICO, f'Esercit() Italiano trtl la Ja e la 2" Guerra mondiale, Roma, tipografia region,tle, 1954 pp. 26-35. F. STEFANI, La .rtorùt della dottrina e degli ordinrtmenti dell'Esercito italiano cic., vol. II da Vittorio Veneto alla 2a guerra m()ndiale, romo l O, Roma, Staro Maggiore Eserciro-Ufficio Semico, 1985, pp. 52-56, 70-79; V. GALLJNARI, l'Esercito it,diano nel primo dopoguerra 1918-1920, Scaco Maggiore Esercito-Ufficio stodco, Roma 1980, pp. 199-211. Per qucsro paragrafo si veda il lavo ro d i Filippo Cappellano, G'li ordinamenti dello Stato Maggiore dell'.Esercito dal 1919 al 1943, nel pn:sence fascicolo, pp. 511 -558. 55 Giornale militare 19.19, dispensa 73a, n. 617, cic .. . capo Il art. 3, p. 866. 56 Con u l. 20 novembre 1919, n. 1418 (Giornale militare 1919, dispensa 73", n. 616, pp. 861-862), venne istitui ta la c.1rica di Ispettore General e dell'faercito e il Consiglio degli ispettori Generali, formaci dagli Ispettorati Generali d'Anna (fanteria, cavalleria, artiglier.ia e genio) da lui presieduco. l:Ispettore Ge nerale poteva presiedere il Consiglio dell'Esercito, ed era membro, di diricro, della Commissione Suprema Misca per la Difesa dello Scaro.
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BOl.l.E'!TINO DELL'ARCHIVIO DELL 'UÌ'FIC!O STORICO
degli studi per la preparazione della guerra, mentre il sottocapo doveva coadiuvarlo in tutto e sostituirlo in caso di necessità. Il successivo ordinamento generale dell'Esercito, stabilito con r.d. 20 aprile 1920, n. 451 57, noto anche questo con il nome dal ministro della Guerra che lo propose, Ivanoe Bonomi, confermò l'abolizione del Corpo di Stato Maggiore e la sua sostituzione con l'omonimo Servizio. Lo Stato Maggiore dell'Esercito, inteso ancora quale vertice della forza armata, rimase formato dal capo e dal sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, con le stesse funzioni previste dall'Ordinamento Albricci, e da altri ufficiali generali che ricoprivano gli incarichi di vertice58• Con successivo r.d.l. 30 dicembre 1921, n. 190759, che modificava in alcuni punti l'Ordinamento Bonomi, la carica di sottocapo di Stato Maggiore d~ll'Esercito venne abolita, mentre con il r .d. 16 gennaio 1921, n. 360, vennero definite le nuove attribuzioni del capo di Stato Maggiore dell'Esercito 61• Il successivo ordinamento generale dell'Esercito, previsto dal r.d. 7 gennaio 1923, n . 1262, noto anch'esso con il nome dal ministro della Guerra che lo propose, il generale Diaz63, comprendeva sempre lo Stato Maggiore dell'Esercito, inteso ancora quale vertice della forza armata, formato ora solo dal capo di Stato Maggiore dell'Esercito 61, non più dal sottocapo, carica, come abbiamo visto abolita, e da altri ufficiali genera.li che ricoprivano gli incarichi di vertice.65. Con il r.d. 11 gennaio 1923, n. 2066, lo Stato Maggiore 57
Giornale milil'flre 1920, dispensa 20•, n. 248, pp. 317-352. si veda anche MINISTERO DfLLA DIFESA- STATO MAGGIORE EsERCITO-UFFJCIO STORICO, l'Esercito italiano tm fa ln· e la 2 11 Guerm mondiale ... cir., pp. 35-41. F. STcb\NI, La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Erercit11 italiano cit., voi. 1T da Vittorio ¼neto alla 2" guerra mondiale, tomo 1°, Roma, Staro Maggiore dell'Esercico-UHìcio Storico, 1985, pp. 56-59; V. GALLINARI, l'Esercito italiano nel primo dopoguerra 1918-1920, Sraco MaggiO(e dell'Esercit:oUffìcio Storico, Roma 1980, pp. 211-216.
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Erano i 4 Ufficiali Generali designa ci per l'eventuale comando di un'armata in guerra, il l O Aiutante di Campo del Re, il Presidente del Supremo "Tribunale di Guerra e Marina, i 10 Comandanti dei Corpi d'Armata 'forricoriali, il Direttore Superiore delle Scuole, il Comandante G enera.le dell'Arma dei Carabinieri, della Finanza e del Corpo di Pubblica Sicur=a (R. decreto n. 451, relarivo all'ordinamento provvisorio del R. Erercito, capo Il, are. 7.).
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Giornale militrtre 1921, dispensa 4a, n. 47, pp. 47-50. Giornak milimre 1921, dispensa 4", n. 48, pp. 51-52 (in particolare, art. 7, p. 52).
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il Capo di SM era l'organo tecn ico del Minimo della Guerra, con il compito principale di predisporre e compiere gli scudi da sottoporre al Consiglio dell'Esercito, mentre in tempo di guerra assumeva le funzioni di Capo di SM del Com,mdanre Supremo dell'Esercito mobilitaro. In sostanza le sue funzioni erano state alquanto ridotte a discapiro del Consiglio dell'Esercito. Il r. d. 21 apr. 192 l, n. 655, fissò il nuovo o rclinamento dello Stato Maggiore Regio Esercito: Ufficio Politico - Militare; Reparto Operazioni, cosrimiro dalla Segreteria e dagli Uffici: Oper:izioni, Addestramento, lnforma-lioni, Storico; Rcparco Ordinamento e Mobilitazione, costituito dalla Segreteria e dagli Uffìci: Ordinamento e Mobilitazione, Reclutamento, Servizi, Trasporti.
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Giornak militare 1923, dispensa 3'', circolare n. 15, pp. 51-8 l. Si veda anche MINISTERO DELl,A DIFESA - STATO MAGGIORE ESERCITO • UFFICIO STORICO, L'Esercito italiano tra la Jt'e la 2 11 Guerra MfJndiale ... cir., pp. 48-55; F. STEFANI, La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito italiano cir., voi. I I da Vittorio ¼neto rtlla 211 Guerra Mondiale, como l O • • cit., pp. 66-70 Denominato nel testo del r.d. "Stato Maggiore Generale del R. Esercico". R. d. 7 gennaio 1923, n. 12, capo II, are. 6, p. 59-60; si veda anche il successivo r. decreto che approva la tabella graduale e numerica dello Stato Maggiore Generale del R. Esercico (Cùm1a/,e militttre 1923, circolare n. 44, pp. 161 - 1.63). Giornale milittlre 1923, dispensa 3•, circolare n. 17, pp. 82-86.
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del Regio Esercito cambiè> denominazione in Stato Maggiore Centrale e la carica di capo di Stato Maggiore Centra1e67 (la nuova denominazione del capo di Stato Maggiore dell'Esercito) venne posta alle dipendenze dell'ispettore generale del Regio Esercito che, come presidente del consiglio dell'Esercito, presiedeva, in tempo di pace, alla preparazione complessiva della forza armata. Per effetto del r.d.l. 4 maggio 1925, n. 55268, con I. 8 giugno 1925, n. 86669, venne istituita la nuova carica di capo di Stato Maggiore Generale70, che, unica alla carica di capo di Stato Maggiore dell'Esercito, poteva essere ricoperta esclusivamente da un alto ufficiale di quella stessa forza armata7 1• Il capo di Stato Maggiore Generale, come organo interforze, posto alle dipendenze del presidente del consiglio, era responsabile degli studi e delle disposizioni necessari per il coordinamento complessivo della difesa dello Stato, della preparazione dei piani di guerra e dell'organizzazione militare complessiva delle colonie. Faceva parre, con voto consultivo, del comitato deliberativo della Commissione suprema di difesa e presiedeva il Consiglio dell'Esercito. Aveva anche la facoltà di impartire le direttive di massima, necessarie ai capi di Stato Maggiore della Marina e dell'Aeronautica. per il concorso di quelle due forze armate al raggiungimento degli obbiettivi comuni. Il capo di Stato Maggiore Generale, inolcre, come capo di Stato Maggiore dell'Esercito, era 67
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Con d. m. I 7 gen. 1924 ( Giornale militare I 924, dispensa 5a, circolare n. 58, pp. 246-249), fo fissato il rcla1:ivo ordinamento: Ufficio Segreteria, Repano Opera-liorù, costituito dagli Uffici: Operazioni, Difesa arca, Addcscramenco, Informazioni, Si:orico; Reparto Ordinamento e Mobilitazione, costituito dagli Uffici: Ordinamento e Mohilicazionc, Rcclucamcnto ed Avam.;imenro, Servizi, Trasporti. Giornale militare 1925, dispensa 25", circolare 209, pp. 884-886. Giornal.e militare 1925, dispensa 35\ circola.re 299, pp. 1276.. ] 283 La carica di capo di Staro Maggiore Generale doveva essere ricoperta da Ufficiale Generale con il grado di Ma resciallo d'Italia, Genera.le d'Esercito, Generale d'Armata (1. 866/1925 art. 1). Sullo Scaco Maggiore Generale di A. B1AGTNT - 0· GlONFRIDA, lo Stato Maggiore Generale tra le due guerre - verbali delle riunioni presiedute dti B11LUJglio dtil 1925 al 1937, Roma, Staro Maggiore Esercito- Ufficio Storico, 1997 (si veda la bibliografia pp. 37-38); F. BOTII, Com,mdo unico ecoordimtmento interforze nel.pensiero militare italiano dei primi anni venti, in "Informazioni parlamemari difesa", n. 8-9, 15 maggio 1984, pp. 74-77; E Bcrrn- V. lt.ARJ , Ilpensfrro militare italiano dal primo al secondo Dopoguerra, Roma, Stato Maggiore Esercito- Ufficio Storico, 1982, pp. 70-78; E. CEVA, costituzione e fanzionamento del Comando dell'Esercito dal 1918-1943, in ilproblema dèll'alto comando dell'Esercito Italiano dal Risorgimento al Patto Atlantico, Arei del convegno indetto dalla Società Solforino e San Martino cit., pp. 167-223; Io., La condotta italiana della guerm - Cavallero e il G'orntmdo !>ìtpremo }941-1942, Milano, Feltrinelli, 1975, pp. 17-26; Io., Appunti per tmastoritl dello Stato Maggiore Generalefino 11lu1 vigilia della non belligeranza, pp. 207-252, in "Storia concemporancà' Anno X, n. 2, aprile 1979; LD., L'alto comando delle Forze Arm11te in !t11litl durante il regime fàscisttJ (1925-1943), pp. 65-79 in Teatri di guerra: comandi, soldtiti e scrittori nei conflitti europei, Franco Angeli, Milano, 2005; F. GEl.lCI 1, l'alto comando delle Forze Arma.te lt'ctliane, in "Rivisca di scoria militare" nov. 1946;umo II, n. 11, pp. 1219-1249, 13161 -1372; M. MONTANARJ, L'Esercito italiano alla vigilia della 211 guerra mondiale cit., pp. 341-357, pp. 493-570 (allegati 31-58); M. Mui;rAIU, Gli alti comandi e la guerra, in COMMISSIONE lTAU1\NA 01 STORIA MIUT,\RE, Le forze amulte e la nazione italiana (1.915-1943): Atti del Convegno di Studi renur.o a Roma nei giorni 22-24 ottobre 2003, a cura di R.H. Rainero e P.Alberini, Roma 2004, pp. 401-433, in particolare pp. 415-419; SCUOLADI GUERRA, 7° Corso di Stato Maggiore 1953- 1954-appunti di organica militrJre: ilproblema del comando dellefòrze armate in p11ce e in guerra, Civirave.cchia I 954; !~ PrERJ-G. ROCHAT, Pietro Badoglio, Torino, Uree, 1974, pp. 538-554, 563-589, 737-770; G. RocHAi , L'Esercito Italiano da Vittorio ¼neto a Mussolini, B:ui, L·uerza, 1967, pp. 564-575; Io., le guerre ita!itJne 1935-1943- dall'impero d'Etiopia alla disfatta, "forino, Einaudi, 2005, pp. 149-154; STATO MAGGIORE EsERCITO - UFFICIO STORICO, L'Esercito Italiano tra ltt Prirna e la Seconda Guerra Mondiale, ... cit., pp. 62-66, 76-78; E S·rEFANI, Storia della dottrina e degli ordiruimen.ti dell'Esercito italianocir., voi. II, tomo 1°, pp. 76-79, pp. 205-211.
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BOLLE7T!NO DELL'ARCHlV!O DEll 'UFF!CIO STOlUCO
responsabile della preparazione militare di quella stessa forza armata e, per questo aspetto, dipendeva dal ministro della Guerra. Nella sua attività era coadiuvato da un sottocapo che lo sostituiva in caso di necessità e svolgeva anche le funzioni di sottocapo di Stato Maggiore dell' Esercito. La carica di sottocapo di Stato Maggiore Generale doveva essere ricoperta. da un ufficiale generale con il grado non inferiore a quello di generale di corpo d'armata. Con disposizione ministeriale del 20 agosto 192572, per effetto della legge n. 866 dell'8 giugno, lo Stato Maggiore Centrale, il 2 luglio, riassunse la denominazione di Stato Maggiore Regio Esercito e fu posto alle dipendenze del nuovo Capo di Stato Maggiore Generale. La I. 11 marzo 1926, n. 39673 (ordinamento Mussolini, allora ministro della Guerra e capo del governo), ricostituì il Comando del Corpo di Stato Maggiore, retto dal capo di Stato Maggiore Generale e coadiuvato, a sua volta, dal sol1:ocapo di Stato Maggiore Generale che ricopriva anche la carica di comandante in 2a del Corpo stesso. Per effetto del r.d.l. 6 febbraio 1927, n. 687\ che separava la carica di capo di Stato Maggiore Generale da quella di capo di Stato Maggiore del Regio Esercico e del r.d.l. della stessa data, n. 6975, che determinava le attribuzioni del capo di Stato Maggiore Generale e del comandante in 2a, con il r. d. n. 7076, sempre del 6 febbraio 1927, furono ttlteriormente specificate il complesso delle attribuzioni del comandante in 2a del Corpo di Stato Maggiore e fu stabilito l'ordinamento interno del Comando del Corpo stesso77• Secondo questo r.d., infatti, il comandante in 2a del Corpo di Stato Maggiore, 72
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Cioma/,e militare 1925, dispensa 44•, circolare 413, p. 1603. Con r. d. 26 l.u. 1925, n. 1394, lo Stato Maggiore R. Esercito assunse il seguente ordinamemo: 1° Reparto, cosriruito dagli Uffici: Operazioni, Difesa aerea, Addcsc:ramento, Situazione; 2° Reparto, cosàn1ito dagli Uffici: Ordinamento e Mobilirazione, Personale di Staro Maggiore e Bolletàno di Mobilitazione, Servizi, Trasporti; 3° Reparco, cosc:i tuito dagli Uffici: Segreteria, Storico, Colonie (Ci()malc milùare 1925, dispensa 45a, circolar.e n. 444, pp. 1668- 1674). Giornale militare 1926, supplemenco n. l, I. 11 marzo 1926, n. 396, pp. 3-25. Giornale militare 1927, dispensa 6", circolare 89, pp. 273-277. Secondo questo r.d.l. (successivamente convertito con legge 24 dicembre 1928, n. 3088), la carica di Capo di Stato Maggiore Generale venne separam da quella <li capo di Staro Maggiore dell'Esercito e divenne accessibile anche ai massimi gradi della Marina. U capo di Stato Maggiore Generale venne ridotto a semplice consulente tecnico del capo del governo per quanto riguardava il coordinamento dell'orga.ni21~11.ione difensiva dello Sr.aro, i progetti per eventuali operazioni di guerra e le principali questioni militari delle colonie. Aveva comunque la fu.coltà di proporre al capo del governo le linee generali del piano complessivo di guerra specificando i compiti di ma.~sima per le tre forze armate; si occupava, inoltre, del coordinamento della preparazione militare ma, n_ell'esercizio delle sue fonzioni incerfo17,c, poteva corrispondere con i singoli capi di Stato Maggiore di fona armata solo cr:unite i rispettivi ministeri e con il Servizio Informazioni militare per quanto riguarda la situazione cstern. Per svolgere il suo incarico, il capo di Stato Maggiore Generale disponeva di un proprio Ufficio, denominar:o, appunco, Ufficio del capo di Stato Maggiore Generale che, dircno da un colonnello di scaco maggiore o da un ulfìciale di grado equipollente della Marina e dell'Aeronaucic.1 con 6 Ufficiali delle diverse forze armate alle proprie dipendenze, era formato da tre sezioni, competenti per l'Esercito, la Marina e l'Aeronautica. lvi, circolare n. 90, pp. 277-288.
Gi()rna/,e militare 1927, dispensa 6•, circolare n. 91, pp. 289-292. Il Comando del Corpo di Staro Maggiore, retto dal capo d i Stato Maggiore dell'Esercito, carica separata da quella di capo di Stato Maggiore Generale, doveva essere costituito da un primo gr.uppo di uffici alle tfaette dipendenze del capo di Staco Maggiore dell'Esercito e da un secondo gruppo di uffici alle dipe ndenze del Comandante in 2" del Corpo. Il primo gruppo era costituito dagli uffìci: Segreteria e Personale di Staro Maggiore, Operazioni (con competenza and1e sulle colonie), Addestra.mento, Servizio informazioni militari, Storico; il secondo gruppo era costituito dagli uffici: Mobilitazione, Servizi, ' frasporri e S,nione di Amministrazione.
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che doveva avere almeno il grado di generale di brigata, coadiuvava in tutte le funzioni e sostituiva, in caso di assenza, il capo di Stato Maggiore dell'Esercito. In tempo di guerra il comandante in 2a era chiamato a ricoprire la carica di capo di Stato Maggiore per i servizi e, a tale scopo, in tempo di pace, doveva attendere agli scudi relativi ali' organizzazione logistico - amministrativa da attuare in caso di conAitto. Con il r.d.l. 19 ottobre 1933 n. 140478 , il comandante in 2a del Corpo di Stato Maggiore riassunse la denominazione di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito e, con il successivo r. d. 20 novembre 1933, n. 160979, fu stabilito che il Comando del Corpo di Stato Maggiore80 dovesse comprendere un primo gruppo di uffìci8 1 alle dirette dipendenze del capo di Stato Maggiore e 2 Reparti aHe dipendenze del sottocapo, retti rispettivamente dai 2 generali addetti 82• Il r. d. 2 1 giugno 1934, n. 112083, modificò il precedente ordinamento dei due reparti del Comando del Corpo di Stato Maggiore alle dipendenze del sottocapo di Stato Maggiore84, mentre il r. d. 1. 11 ottobre 1934, n. 172385, ribadì che il Comando del Corpo di Stato Maggiore dovesse essere retto dal capo di Stato Maggiore dell'Esercito, coadiuvato da un sottocapo e da 2 generali addetti capi reparto86. Con r. d. 30 maggio 1935, n. 93087, fu istituita la carica di sottocapo di Stato Maggiore territoriale alle dipendenze del capo di Stato Maggiore dell'Esercito che, con r. d. 1. 31 ottobre 1935, n. 223388, assunse la denominazione di sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa del Territorio. In sostanza il Capo di Stato Maggiore era coadiuvato da due sottocapi: il sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito che lo sostituiva in caso di necessità e il sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa del Territorio. Questa nuova carica, affidata ad un generale di corpo d'armata o divisione, doveva occuparsi deU' organizzazione militare complessiva del territorio nazionale (zone militari, difesa antiaerea e difesa costiera per la parte di competen78
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Giornal.e militare 1933, dispensa 57", circolare n . 607, pp. 2237-2239. Giornal.e militare 19.33, dispensa 63a, cfrcolare n. 689, pp. 251 I. Per il testo completo del r. d., in AUSfondo M -7 cit., b. 550, fase. 5 "circolari Gabinetto 1933". Retto sempre dal capo di Stato Maggiore, coadiuvato dal sottocapo e da 2 generali addetti, il primo gruppo era cosr.icuito dagli ufTici : Segrer.eria e Personale di Stato Maggiore, Servizio Informazioni mili1:ari, Ispe1:r.oraco dil-esa contraerea, Comirar.o centrale protezione antiaerea. Il 1° Reparto era costimiro dagli uffici: Operazioni (con competenza anche sulle colonie), Addestramemo, Monografie, $corico, Rivista militare. Il 2° Reparro era costituir.o dagli uffici: Mobilicazionc, Servizi, Ti-asporti e dalle sezioni: Personale di Stato Maggiore, Amministrazione e Contabilità. Raccolta ufficiale delle leggi del Regno d1talia, vol. N, 1934, n. 1120, p. 3207, per il testo completo del r. d. 21 giu. 1934, copia in AUSS ME, fondo L-1 4, Carteggio sussidiario S.MR.E., b. 94, fase. 2 I.I J" Reparto fu costituito dagli Uffici: Oper:r1.ioni, Colo rùe, Addestramento, Monografìe, Scorico, Rivista di fanteria; il 2" Reparto fu costituito dagli Uffici: Ordinamento e Mobilitazione, Servizi, Trasporti.; dalle sezioni: Personale di Stato Maggiore, Amministrativa e Contabilità. Giornal.e militare [9.34, dispenS"a 66a, circolare n. 867, pp. 3765-3789. li r.d.l. 11 luglio 1935, n. 1419, sc:abill d1e lo Staco Maggiore del Regio Esercito era formar.o da un Corpo di Stato Maggiore coscicuico da colonnelli e tenenti colonnelli di sraco maggiore e un servizio di stato maggiore, coscicuico da maggiori, capitani e tenenti in se1vizio di scato maggiore. 'Jàli disposizioni furono poi successivamente integrate con il r.d.L 25 apr. 1938, n. 699, I. 22 dic. 1939, n. 2038 e I. 11 aprile 1941, n. 320. Giornale militrlre 1935, dispensa 32", circolare 474, pp. 1645- 1646. Giornale militare 1936, dispem,1 4a, circolare 33, pp. 58-62. SMI:.,
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za dell'Esercito) escluse le frontiere. Già precedentemente, con disposizione interna del 4 maggio 193589 , era stato predisposto che dal sottocapo di Stato Maggiore Terriroriale dipendessero la Segreteria, il l O Ufficio (competente stili'organizzazione territoriale) e il 2° Ufficio (competente sulla Difesa Territoriale) che avrebbero costituito, appunto, lo Stato Maggiore Territoriale. In realtà, a seguito di una successiva disposizione interna del sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito in data 15 giugno 193590, cominciò a fwlzionare unicamente l'Ufficio del sottocapo di Stato Maggiore Territoriale, mentre gli altri uffici del Comando del Corpo di Stato Maggiore avrebbero approntato al loro interno una specifica sezione per la trattazione delle questioni territoriali in stretta collaborazione con l'Ufficio del Sottocapo Territoriale. Dal Sottocapo di Stato Maggiore Territoriale dipendeva, inoltre, il Comitato Centrale Interministeriale Protezione Antiaerea e l'Unione Nazionale Protezione Amiaerea91• Con r. d. l. 21 dicembre 1936, n. 237292, il capo di Stato Maggiore ebbe alle proprie dipendenze sempre due sottocapi: il sottocapo di Stato Maggiore Intendente, carica di nuova istituzione che sostituiva, in tutte le disposizioni legislative allora vigenti, la carica di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito e la carica di sottocapo di Stato Maggiore Territoriale. Dal sottocapo di Stato Maggiore Intendente, inoltre, dipendevano tre generali capi Reparto, mentre dal Sottocapo di Stato Maggiore Territoriale dipendeva un solo gen erale addetto. Con r.d.l. 2 1 ottobre 1937, n. 188393, il capo di Stato Maggiore dell'Esercito fu coadiuvato da 3 sottocapi, 2 generali capi reparto e I generale addetto: il sottocapo di Stato Maggiore Intendente da cui dipendeva un generale capo reparto, il sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni, da cui dipendeva un altro generale capo reparto e dal sottocapo di Stato Maggiore per la Difèsa territoriale coadiuvato, a sua volta, da I generale
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Docurnenro n.16 "grafico dell'organ.ixz.,lione della difesa cerricoriale e della procczione amiarea (allegato al foglio n. 18 di prot. del 4 maggio 1935 - XIII dell'Ufficio del Sottocapo di SM Territoriale), in N. DELLA VOLPE, Difesa del territorio e protezione antiaerea (1915-1943), Roma, Stato Maggiore dell'Esercito- Ufficio Storico, 1986, pp. 191-1 93. Copia di lettera del sotcocapo di Stato Maggiore dell'Esercito n. 416 di proc. R., in data 13 giu. 1935, in J\LJSSME, fondo M-7 cir., b. 552, &~c. l. N. DELLA VOLPG, Difèm del territorio e protezione antiaerta ... cic., pp. 32-50 e pp. 179- 187, 229-248 (documento n. 14, 22-25). li Comicaco Centrale Interministeriale Protezione Amiaerea (C.C.I.l~A.A.), costituiro nel 1930, era l'organo di studio e direttivo preposrn a tutta l'o rganin:azione per la difesa delle infrastrut:mre civili dagli attacchi nemici dal cielo. Dal Comitato Centrale dipendevano, infine, gli omonimi comitati provinciali ai quali quest'ul timo inviava direttive ed iscruzioni per lo studio delle misure di protezione antiaerea nelle rispettive province. l'Unione Nazionale Protezione Antiaerea (U.N.I~A.) che doveva integrare l'nione degli organi statali attraverso un'azione di propaganda, di raccol ta di fondi, di orgar1i'l.zazione di squadre di volontari, di collaborazione con gli enti locali e di sr.udi su invenzioni per la protezione amiaerea, era organiz:rnta in un Consiglio difettivo cen1:ralc (con lo scoppio della guerra divenne Comando Generale) e in consigli provincial i e delegazioni comunali distribuite sul terricorio metropolicano e coloniale. Con r.d.l. 29 ott. 1936, n . 2216 (Ciomale militare 1937, dispensa 4a, circolare 30, pp. 100-102) l'organin.azione e il fonzionamenrn della protezione antiaerea per il terricorio nazionale furono :ffìdate al Ministero della Guerra per cui sia lo Stato Mag.~iore per la Difes:1 'lèrrimriale che il ComitatO Centrale Interministeriale Pwcezione Antiaerea e l' Unione Na'l.ionale Protezione antiaerea venn ero a dipendere dal gabinetto di quel dicastero. Giornale militare 1937, dispensa 7a, circolare 103, pp. 282-283. Giornale militare 1937, dispensa 63", circolare 864, pp. 2615-2617.
SAGGI STORJCO· IS77TUZ/ONALI
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addetto 94 • Con 1. 9 maggio 1940, n. 36895 e con successiva I. 14 giugno 1940, n. 101096, il capo di Stato Maggiore dell'Esercito fu coadiuvato da 2 sottocapi: il sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, anche comandante in 2a del Corpo di Stato Maggiore, da cui dipendevano un generale addetto e 2 generali capi reparto e il sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale, che, il 18 giugno assunse la nuova denominazione di Stato Maggiore per la Difesa del Territorio, da cui dipendeva un altro generale addetto 97• 94
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M. MONTANARI, L'Esercito italiano alla vigilit1 della 2" guerra mondiale, Roma, Stato Maggiore dell' Esercito- Ufficio Storico, 1982, pp. 319- 360; in p:micolare: orga.uigramma 7, p. 353. Dal sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni dipendeva il Servizio informazioni militari e il I Reparto, costituil'.O dagli uflìci: Operazioni l, Operazioni Il (colonie e territori oltremare), Addestramento, Storico. Dal Sotrocapo di Stato Maggiore Intendente dipendeva il II Reparw , costituito dagli uffici: Ordinamento e Mobilirn~ione, Servi:1,i, ..l.rasporri, Amm inistrazione. Giornale militare 1940, dispensa 25a, circolare 320, pp. 840-873. Jbid., dispensa 41", circolare 619, pp. 2017-20l8. Alla vigilia dell'entrata in guerra dell'Italia a fianco della Germania, lo Srato Maggiore per la Difesa Territoriale venne completamente riorganiZ'.lato. Con circolare n. 1560 del 6 mar. J.940 l'Ufficio del sottocapo di Srato Maggiore per la Difesa Territoriale venne soppresso e al suo posro vennero costituiti due nuovi uffici: l'Ufficio Protezione Antiaerea e Oifosa Coste e l'Ufficio Difesa Contraerea (Circolare del Comando del Corpo di Stato Maggiore n. J.560, in data 6 mar. 1940 in AUSSME, fondo M-7 cit., b. 407, fase. 5). Lo Stato Maggiore per la Dife~,t Territoriale, diretto sempre dall'omonuno sorcocapo, che assunse anche la presidenza del Comitato Centrale Jmerministeriale Prote1,ione Antiaerea venne quindi costituiro dal generale addetto, dall'Ufficio Prote-done Antiaerea e Difesa Coste (Sezione !: protezione antiaerea, Sezione 11: difesa coste, IIl Sezione: difesa e protezione impianti) che funzionava :rnche come segreteria dello stesso Com itato Centrale Interministeriale Prote-,.ione Antiaerea e dall'Ufficio Difesa Concraerea, cosrir.uico da Se-lione I: organizzazione, mobilitazione e addescramenco; Sezione Il: materiali e dotazioni; lll Sezione: collegamenci e lavori (Specchio relativo all'organizzazione dello $caro Maggiore per la Difesa ' lerricoriale, allegaro alla lettera n. 104961/21-1-6 del Gabinetto del ministro in data 6 febbraio 1940 in AUSSM E, fondo l.-12 carteggio dello SM per la Difesa del Territorio, b. 5, fase. "organi1.zazione dello Starn Magi,,•iore per la Difesa Terriroriale"). Presso il Ministero della Guerra venne, inoltre, costiruita la Direzione Cencrale Prote-lione Anciaerea che, insieme al Comitato Ceiltrale Interministeriale Protezione Antiaerea, all'Unione nazionale protezione antiaerea, al Comando Generale Miklia Concraerei e alla Commissione Interministeriale Protezione e Sorveglianza Opere e Stabilimenti dipendevano direttamente dal sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa Territoriale. Con successiva circolare PA/ 1580 del 7 mar. (in AVSSME, fondo L-1.2 carteggio dello Stato Maggiore per la Difèstl del Territorio, b. 5, fase. "organin.azione dello Staro Maggiore per la Difesa Territoriale" Circolare del Comando del Corpo di $caro Maggiore- Uf~ fìcio Protezione Antiaerea e Difesa Cosre n. PA/1580) vennero preci~<1re, anche in rappotto al.le fi.rnzioni assegnare alla nuova Direzione Centrale Protezione Antiaerea del Ministero della Guerra, le competenze dello Staro Maggiore per la Difesa 'Jèrriroriale in quanr.o organo del Comando del Corpo di Sr.aco Maggiore. In sostarrla lo Sr.ato Maggiore per la Difesa Terricoriale divenne competence sull' emanazione delle direttive per l'organizzazione della protezione antiaerea, sull'elaborazione delle norme legislative e di regolamenti in materia, sullo studio di nuovi materiali ed impianti, SltLl'approvazione dei progetti e sulle disposizioni per le esercita-li on i. di protezione anciaerca. A seguito della circolare del J8 giu. 1940 lo SM per la Difesa Territoriale m utò denominazione in Scaco Maggiore per la Oifcsa del Territorio (circolare del ministero della Guerra - Gabinetto n. 125500/2.5.1./B in d,1ta 18 giu. 1940 in AUSSME, fondo M-7 cit., b. 574.). Con r.d.J. 5 mag. 1941 n. 410 (Giornale militare 1941, dispensa 3P, circolare 468, PP· 1413-1415), tutte le competenze sull'organi.u.rlÌOne e il fun:1,ionamento della prom:ione antiaerea del territorio nazionale furono trasferi r.e dal Ministero della Guerra al Ministero degli Interni. In conseguem.a di ciò, lo Staro Maggiore per la Difesa del lèrrirorio cessò di far parte del Ministero della Guerra e passò alla dirette dipenderne del Capo di Stato Maggiore dell'Eserciro (Circolare del ministero della guerra gabinetto n. 145650/55.3.l.in data 19 lug. 1941 in AUSSM E, fondo M-7 cir., b. 579, fuse. 2).
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BOLLETTINO DELL 'ARCHIV/0 DELL 'UFFJC10 STORICO
Dal 10 giugno 1940, il Comando del Corpo di Stato Maggiore, che aveva ripreso la denominazione di Stato Maggiore Regio Esercito, assunse l'ordinamento di guerra e, nel quadro dell'organirL.a'LÌone dell'alto comando, fu posto alle dipendenze del Comando Supremo delle forze armate, come gli stati maggiori della Marina e del!' Aeronautica98 . Quindi, all'inizio del Secondo Conflitto Mondiale, lo Stato Maggiore Regio Esercito, fu ordinato in 3 reparti: Reparto Segreteria, I Reparto (settore operativo) e II Reparto (settore organica e logistica) 99 • Dal 20 gennaio 1942, con disposizione n. 29050 del Sottosegretario di Stato alla Guerra 100, in data 18 gennaio, il capo di Stato Maggiore Regio Esercito venne nuovamente coadiuvato da 3 sottocapi di Stato Maggiore: sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni, sottocapo di Stato Maggiore Intendente e sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa del Territorio 101 • Le attribuzioni di comandante in 2a del Corpo di Stato Maggiore erano devolute al più elevato in grado o piì:1 anziano tra i due generali che
Cfr. F. STI,FANI, La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito italiano cir., voi. II, tomo 2°, La 2" guerra mondiale, Rorna, 1985, Stato Magi,>iore dell'Esercito - Ufficio Storico, pp. 233-238. M. MONTANARI, l.'Erercito ftt1litmo llila vigilia della 2" guerm mondiale cir., organigramma 8, p. 356, pp. 561-563; MINISTERO DELLA DIFESA - STATO MAGGIORE ESERCITO - UFFICIO STORlCO, l'Esercito Italiano tra I.a l"e la 2" G'uerm mondiale cir., p. 330, ali. 74; "formazione provvisorie cli guerra dello Staro Maggiore
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R. Esercico" del 27 mag. 1940 e circolare n. 00290 dello Staro Maggiore R. Esercico-Uffìcio Ordinamento e Mobil.icazione, in dam 7 giu. 1940, in AUSSME, fondo M-7, Circolari cit., b. 408, fase. 5. li Reparto Segreteria era formato dagli uffici: Segreteria, Personale Stato Maggiore, Disciplina e Avan1A1.menco; il I Reparto era formato dagli uffici: Operazioni, Addestramento, Situazio11e; il Il Reparto er:i formato dagli uffici: Ordinamento e Mobilitazione, Servizi, Dire-1,ione Superiore Tra.~porri, Amministrativo. Dal capo di Stato Maggiore Regio Esercito, Inoltre, dipendevano il comandance superiore dei carabinieri reali, il comandante superiore di fanteria, il cornandanre superiore truppe alpine, il comai1dai1re superiore artiglieria, il comandante superiore del genio, i.l comandance supeJiore eruppe chimiche, il com andante superiore aviazione del R. Esercito e il comandance superiore della milizia volontaria cli sicurezza nazionale. Nel corso del conflitto, lo Stato Maggiore Regio Esercito, competente sulla condotta deUe operazioni negli scacchieri dipendenti, sulla difesa della mad repatria, sull'ordinamento e mobilita-lione delle for1.e operanti e sul fom.ionamenro dei servizi per le eruppe dipendenti, sub) nurnerose modifiche al suo ordinamento interno, der.tate dalle esigenze belliche (circolare n. 166000 del ministero della Guerra-Gabinerco, in data 11 nov. 1941, in AUSSME, fondo M -7, Circolari cit., b. 579, fase. 6). Nel lug. 1941 l'Ufficio Propagai1da passò dal Gabinetto della G uerra alle dirette dipendenze dello Staco Maggiore del Regio Esercico e alla fine del 1942 cambiò denominazione, in Uffìcio Stampa e assistenza (N. D ELLAVOLPE, Esercito e propaganda nella 2" guerra mondiale cir., Pll· 39-46). Ci rcolare n. 2950 del Ministero della guerra-gabinetto, in data 18 gen. 1942, in AUSSME, fondo M-7, Circolari, b. 581 , fase. l. Il capo di Stato Maggiore dell'Esercito aveva a.Ile proprie dirette dipendenze ai1che il generale addetto, responsabile dell'Ufficio del capo di Stato Maggiore e dell'Uffìcio Addetti milita.ii Nel marzo 1942, dall'Ufficio del sottocapo di Stato Maggiore per la Difesa del Territorio dipendevano il Comando artiglieria contraerei, l'Ispettorato gener,tle di Poli1.ia per i Servizi di G uerra, l'Ufficio Storico, il V Reparto Proce~,ione Impianti, formaco dall'Ufficio Protezione Impian ti e Difesa Antiparacadutisti, dall'Ufficio Prigionieti di Guerra e dall'Ufficio Esoneri e il VI Reparto Difesa Contraerei formato (htll' Ufl-ìcio Difesa Contraerei e dall'UHìcio Maceriali e Lavori Difesa Co ntraerei (Promemoria del ministero della Guerra- Gabinerr.o in darn 7 mar. 1942, in AUSSME, fondo M-7, Circolari cit., b. 581, fase. 3). Dal 1° lug. 1943 agli uffici del VI Reparto si aggiunse l'Ufficio awist.imenco ed allarme aereo (Circolare dello Sraco Maggiore R. Esercito- Ufficio Avvisrainento e Allarme Aereo n. l /AA/ 530 in data 13 lug. 1943 in AUSSME, fondo L- 12 cir., b. 35).
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ricoprivano la carica di sottocapo di Stato Maggiore per le Operazioni e di sottocapo di Stato Maggiore lncendente 102• Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'organizzazione interna dello Stato Maggiore, trasferito a Lecce, fu notevolmente ridimensionata. Il 18, infatti, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito era coadiuvato da un solo sottocapo e da un generale ad.d.etto103. Quest'ultimo aveva alle proprie dipendenze l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito mentre dal sottocapo dipendeva tutto il resto dell'organizzazione interna dello Stato Maggiore 104 . Nel r.d.l. 3 gennaio 1944, n. 8 105, venne ribadito che il Corpo di Stato Maggiore era retto dal capo di Stato Maggiore dell'Esercito coadiuvato da un unico sottocapo: il sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, comandante in 2a del Corpo che, in caso di
wz Nel marzo 1942 lo Stato Maggiore Regio facrcim fu ordinato in 7 Reparti, a loro volra formati da ttn complesso variabile di uffici: Reparto Segrei:eria (uffici: Segreteria, Personale di Staro Maggiore, Giustizia, Amministrazione, Quartiere Generale) alle dirette dipendenze del capo di Srnco Maggiore; Servi;,;io Informazioni Esercito e I Reparto Operazioni (uffici: Operazioni I, Operazioni II, Addestramento, Trasmissioni, Pwpaganda) a.Ile dirette dipendenze del Sottocapo omonimo; II Reparto Ordina.rnento (ufT1ci: Ordinamento, Mobilitazione, Direzione Superiore Trasporci e Curia Castrense), Ilf Reparto Servi,.i (uH·ìcì: Servizi I, Servizi II, Ricuperi, Direzione d'Amministrazione, Direzione Superiore Postale, Direzione Superiore Strade, Direzione Superiore Acque e Ispettorato Servizi Legn,uni) e N Reparto Tecnico (Artiglìeria, Gen.io e Mot0ri1.1,azione) alle dirette dipendenze del sottocapo Intendente; V Reparto Proce1.ione Impianti (uffici: Prote1.ione lmpia.nci, Prigionieri di Guerra ed Esoneri), VI Reparco Dil-esa Contraerei (uffici: Difesa Contraerei e Materiali), Ufficio Storico e Ispettorato Generale di Polizia per i Servi:li di Guerra, alle dirette dipendenze del Sottocapo per la Difesa del Territorio (Promemoria del Ministero della Guerra - Gabinetto in data 7 mar. 1942, in AUSSME, fondo M-7, Circo!tJri cic., h. 581, fase. 3). 103 Circola.re n.1/ord.N delJ9 SMRE, in data 18 sete. 1943, in AUSSME, fondo M-7, Circol.n.ri cit., b. 408, fase. 5. 104 Nel seccembre 1943, l'ordinamcnco interno dello Stato Maggiore dell'Esercit0 era il seguente: Ufficio del capo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendente direttamente dal Generale Addetto; l Reparr.o (Uffici: Informazioni ed Operazioni), II Reparto (Uffici: Ordinamento e Mobilitazione), III Repa.rco (Uffici: Servi;,;i e Affari civili), Direzione Superiore Tra.sporti (Uffici: Trasporci Ferrovi,iri e ·1rasporri Ma.ritti mi ed Aerei) e Reparto Segreteria (Uffici: Segreteria e Personale e Quartier Generale) dipendenti diremunènte dal Sorrocapo di Stato Maggiore dell'Esercito. Il 24 dic. fu costituito, alle dipendenze dello Stato Maggiore del Regio Esercito, l'Ispettorato della M:movalam.a che, in collega.mento con b Missione Mili rare Alleata in Icalia, si occupava dei reparti italiani addetti a.i servizi ausiliari per le eruppe anglo-americane (MINISTERO DELLA Olf.cSA - STATO MAGGIORE E.%RCITO - Ui'FICIO STORICO, Le unità ausiliariedell'J:.'sercito italiano nella guerra di Liberazione, Roma 1977, pp. 51-53, 72, 141, 253-254). Jl 1° lug. 1944, l'Ispettorato della Manovalanza lii trasformato in Ispettorato Truppe Ausiliarie, che il 31 mag. 1945 fu definitiva.mente sciolto. Il 17 gen. 1945 lo Stato Maggiore Regio Esercito, recto sempre da un capo, coadiuvato da un Sotcocapo con una sua apposita Segreteria, fo ordinato in: Ufficio Operazioni, Ufficio Ordina.mento e Mobilitazione, Ufficio Addestramento, Ufficio Servizi, Ufficio Personale e Segreteria, Ufficio lì-asporti, Ufficio Telecomunicazioni, Ufficio Assistenza e Propaganda, Ufficio Accerta.menti, Ufficio Storico e Quartier Generale ("formazioni e organici dello Stato Maggiore Regio Esercito, ediz.ione gennaio 1945, diramato con foglio n.10090 del lo StatO Maggiore Regio Esercito-Ufficio Ordinamento e Mobilitazione, in data 17 gen. 1945, in ,,usSME., fondo M-7, Circoùtri cic., b. 816, fase. "Ufficio Ordinamento e Mobilitazione gen. 1945"). D,tl capo di Sraco Maggiore dipendevano, inoltre, l'Jspeccoraco dell'Artiglieria, l'Ispettorato dell'Addesm1ment0 per Grnppi di Combattimento e l' Ispettorato Truppe A usiliarie. 105 Giornale militare 1944, dispensa 3•, circola.re 23, pp. 54-57.
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BOLLETTINO DELL'ARCHIVIO DELL'UFFICIO STORICO
necessità sostituiva il capo di Stato Maggiore stesso 106 • Con decreto del 16 novembre 1944 107 vennero sciolti il Corpo e il Servizio di Staro Maggiore, pur rimanendone operanti gli organi e le funzioni e, con decreto del 3 dicembre 1947!08 , le cariche ad essi già devolute vennero ricoperte da ufficiali con il titolo di Scuola di Guerra109 • 4. Dalla Guerra fredda ad Oggi.
Nel 1946, in conseguenza del cambia.mento istituzionale dello Stato italiano dalla forma monarchica a quella repubblicana, lo Staro Maggiore Regio Esercito cambiò denominazione in Stato Maggiore dell'Esercito. Le funzioni del sottocapo, come quelle del capo di Stato Maggiore dell'Esercito 110 , rimasero sostanzialmente invariate fìno a.I 1965, regolate, sempre, dal r.d.1. 6 febbraio 1927, n. 69 111 . Anche la trasformazione, avvenuta a seguito del d.l. 21 aprile 1948, n. 95 5 11 2, della vecchia carica di capo di Stato Maggiore Generale 113 nella nuova carica di capo di Stato Maggiore Difesa, con pili ampi poteri di coordinamento interforze e posto alle dipendenze dirette del n uovo omonimo
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Poco dopo, il 17 apr. 1945, I' organixLazione dello Stato Maggiore Regio Esercito fu lievemente modificata. Retto sempre da un capo, coadiuvato da un sorrocapo con una sua apposita segreteria, fu ordinato in: Ufficio Operazioni e Addestramento, Ufficio Ordinamento e Mobilitazione, Ufficio Servizi, Ufficio Personale e Segreteria, Ufficio Collegarnento con Alleati, Ufficio Trasporci, Ufficio Telecomunicazioni, Ufficio Accertamenti, Ufficio Storico e Rivista Militare. Dal capo di Stato Maggiore dipendevano, inoltre, l' Ispetwraco ]ruppe Ausiliarie e la Compagnia Stato Maggiore del Reparto Autonomo Ministeriale ("formazioni e organici dello Staro Maggiore Regio Esercito, edizione mao.o 1945", diramato con foglio n. 12542 dello Sraro Maggiore Regio Esercito- Uffìcio O rdi namento e Mobilita,,ione, in data 17 apr. 1945, in AUSSME, fondo M-7, Circol.ari cir., b. 816, fase. "Ufficio O rdi n:1meni:o e Mobilirnzione apr. 1945".). Giornale militare 1945, dispensa 4a, circolare 30, pp. 96-98. Giornale militare 1948, dispensa 21 ", circolare 232, pp. 752-755. F. DaL'UOMO - R. PuLJ.èlTl, L'Esercito italiano verso il 2000 - Storia dei corpi dal I861, Roma, Staro Maggiore dell'Esercito-Ufficio Storico, 1998, voi. I , tomo I, pp. 17-21; F. Sn:Fi\NI, La storia de/I.a dmtrina e degli ordim,menti dell'Erercito Italiano cit.: voi. III, romo l , Dalla guerra di liberazione all't,rma, Roma, 1987, Stato Maggiore dell'Esercito-Ufficio Storico, pp. 535-545, 631-632, 1195-12 12; voi. Hl, ~[omo 2°, D1,gli tmni cinquanta ,i/La ristrutturazione, Roma, 1989, Stato Maggiore dell'Eserciro- Uffìcio $corico, pp. 19-26, 295-300, 1072- 1074, 1166-1173. F. Borrr, La logistica dell'Esercito Italiano(! 831-1981), Vol. TV, Dalla guerra integrale alla guerra nucleare (1940-1981), romo 2, La Logistici, del dopoguerra (1345-1981), Roma 1995, p. 182. Vedi sopra nora 75 (Giornale militare 1927, circolare n. 90, pp. 277-288) . Giornale militare 1948, dispensa 31", circolare 376, pp. 1103-1104. Terminata la guerra, con d.l.lgt. 31 maggio 1945, n. 346 (Giornale militare 1945, dispensa l Oa, circolare 287, pp. 1223-1225), furono definite le attribuzioni del capo di Stato Maggiore Generale iJl tempo di pace. 11 d. lgt. assegnava a quell'alta carica militare funzioni consulrive, presso il Presidente del Consiglio dei,M inistri, per quanto riguardava questioni tecniche riguardami in comune due o più forle armate. Il capo di Stato Maggiore Generale, posto alle dipendenze del presidente del co,~siglio, poteva, inoltre, corrispondere, per il munite dei rispettivi Ministri, con i capi degli stati maggiori delle singole forze armate, i quali, però non dipendevano più da lui direttamente, conservando solo l'obbligo di informarlo sulle quesrion i interforze. Nel 1948, con d.l. 21 aprile, n. 955 il capo di Stato Maggiore Generale assumeva la denominazione di capo d i Stato Maggiore Difesa e acquistava funzioni di generale coordinamento nella preparazione e nell'impiego delle forz.e armate dello Staco,_
SAGGI STORICO-ISTITUZIONALI
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ministro 114, non portè> stanziali modifiche. I singoli capi di stato maggiore di forza armata erano effettivamente posti alle dipendenze del capo di Stato Maggiore della Difèsa ma conservavano un'ampia autonomia, che si rifletteva anche nel l'organizzazione parallela dei tre segretari generali, responsabili separatamente del coordinamen to delle singole amministrazioni dell'Esercito, Marina e Aeronautica115 nell'ambito dell'Amministrazione Difesa. Con I. 9 gennaio 1951, n. 167 116 fu costituito il Consiglio Superiore delle forze armate quale organo consultivo del ministro della Difesa con parere obbligatorio sulle questioni di massima importanza relative all'ordinamento dell'Esercito, Marina e Aeronautica, al reclutamento, disciplina, stato e avanzamento, organici, programmazione finanziaria e clausole di carattere militare da includere nei trattati e convenzioni internazionali. Il Consiglio era ordinato su tre sezioni, ciascuna per forza armata, ed era· presieduto da generali ed ammiragli più anziani che non erano capi di stato maggiore o segretari generali. Questi ultimi partecipavano come membri ordinari di diritto, insieme ad altri alci ufficiali e dirigenti superiori dell'Amministrazione Difesa. In particolare i capi di stato maggiore delle tre forze armate potevano farsi rappresentare dal proprio sottocapo (art. 5, punto b). Dal maggio 1945 al 1965, invece, l'organizzazione interna dello Stato Maggiore Dell'Esercito in reparti e uffici subl numerosi mutamenti 117 • In particolare, secondo l'ordinamento del 1950, il sottocapo aveva alle proprie dirette dipendenze due generali capi reparto (I e il II Reparto dello Stato Maggiore dell'Esercito formati da vari uffici),
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Con il d.c.p.s. 4 febbr.aio I 947 i Ministeri della Guerra, Marina e Aeronaurka. venivano unificati in un unico Ministero: il Ministero della Difesa, cfr. M. R.ISTOIU, L'Ordino.mento delkt Difisa, Gaeta, Stabilimento Grafico Militare, I 985 (ter.-ta edizione), Roma, p. 7; F. BOTTI, La logisticrt dell'esercito italiano (1831-1981), voi. IV Dalla guemt integm/,e alla guerra nucleare .. .cit., Tomo 2 ... cir., pp. 160-165. Con d.l.c.p.s. IO mag. 1947, n. 306, relativo all'organi1:1.,v.ione del nuovo Ministero della Oifosa, fu stabilito che il coordinamento dei Servizi delle Dire-1.ioni Generali delle Amministrazioni di Esercito, Marina e Aeronautica fosse esercitato dai tre rispeccivi segrerari generali di forza armata. Giornale milito.re 1951, dispensa 9" circolare 11. 108, pp. 279-283. Dati'ordinacnento in vigore nel primo semestre del 1950 che prevedeva aJ vertice il capo (Li Stato lviaggiore, coadiuvato dal sottocapo, da cui dipendevano il I Reparto (uffici: Operazioni, Addestramento e Regolamenti, Scudi), il li Repar.to (uffici: Ordinan1emo, Servizi, 1rasporci, Ricerche e Sr.udi), il Servizio Informazioni Operazioni e Sicure-,:l.a (SJOS), la Segreteria Personale, l'Ufficio d'Anuninistrazione, si giunse, dopo una serie di ulteriori modifiche, ali'ordinamemo realizzato nel 1975, secondo cui lo Stato Maggiore dell'Esercito, recto sempre dal capo di Stato Mag__~iore, coadiuvato da un sottocapo, ciascw10 con proprio ufficio, venne formato dal I Reparco (uffici: Personale, Redutan1ento Stato ed Avanzamento, Statistica Informatica - Ricerca Operativa), Il Reparto (Servizio Infor.rn,rlioni Operazioni e Sicurezza), III Reparto (uffici: Operazioni, Ordinamemo, Addesrramenro e Regolamenti, Generale Coordinatore dell'Attività Ippica), N Reparto- Ispeccoraco Logistico (uffici: Programmi di Approvvigionamento, Organi:c.i..rlione Logistica, Ricerche e Studi, Movimenti e Trasponi, lnfrascnmure, Statistica - Meccanografica - Coordinamento), V Reparto (uffici: Affari Generali, Oocumemazionc e Propaganda, Storico, Rivis1:a Mil itare) e Ufficio Generale Programmazione Finanziaria; cfr. F. OEU.\JOMO - R. Puurrn, I.Esercito italiano verso il 2000- Storia dei corpi dal 1861, Roma, Stato Maggiore dell'Esercito - Ufficio Storico, 1998, voi. I, 1:omo T, pp. 17-21; E S'ru,,NJ, La storia della dottrina e degli ordino.menti dell'Erercito ltalùmo, voi. llJ, como 1°, Drd/,i gue,ra di liber11:zione all'arma atomica, Roma, 1987, Stato Maggiore dell'Esercico - Ufficio $corico, pp. 535-545, 631-632, 1195-1212; voi. III, Tomo 2", Dagli anni cinquanta alkt ristrutturazione, Roma, I 989, Scaro Maggiore dcll'Esercit<>-Uffìcio Storico, pp. 223-236, 295-300, 1072-1074, 1166- 1173.
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Bout.Tl!NO DELL'ARCHIVIO DEU. 'UPNC!O STORICO
la Segreteria Personale e l'Ufficio Amministra2ione 118• Nel 1951-1952 dipendevano direttamente dal sottocapo gli uffici: Segreteria Personale, Ordinamento, Servizi, Ricerche e Studi, Statistica e Amministrazione mentre dal generale addetto dipendevano gli altri uffici dello Stato Maggiore dell'Esercito (uffici: Operazioni, Addestramento, Trasporti, Storico, Rivista Militare) 119 • Nell'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito del 1952-1955 dipendevano dal sottocapo due generali capi reparto (I e il II Reparto con i loro uffici), la Segreteria Personale- Amministrazione, il generale responsabile del Gruppo di lavoro sulla Comunità Europea di Difesa e la Rivista Militare 120 • Nell'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito del 1955, dipendevano direttamente dal sottocapo gli uffici: Segreteria Personale-Amministrazione, Trasporti, Ricerche Scudi, Statistica, Storico, Rivista Militare e il generale addetto con il complesso degli uffici da lui dipendenti 121 • Nell'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito del 195 5-1956, dipendevano direttamente dal Sottocapo quattro generali capi reparto (Reparto Segreteria e servizi speciali, I, II, III, N Reparto con i loro uffici) e la Segreteria del sottocapo 122• Nell'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito del 1959-1961, dipendevano diretmnente dal sottocapo quattro generali capi reparto (I, Il, III, N Reparto con i loro uffici) e l'Ufficio Bilancio 123 • Nell'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito del 1961-1962 (ottobre), dipendevano direttamente dal sottocapo tre generali capi reparto (I, III, IV Reparto con i loro uffici), l'Ufficio Bilancio e la Biblioteca Militare Centrale124• Quest'ultimo ordinamento, nel novembre 1962, fu modificato con il passaggio, alle dirette dipendenze del sottocapo, della Segreteria Speciale 125 • Nell'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito del 1963-1964 dipendevano direttamente dal sottocapo tre generali capi reparto (I, III, IV Reparto con i loro uffici), l'Ufficio Bilancio e la Segreteria Speciale 126• In base alla legge delega del 12 dicem bre 1962 n. 1862, rinnovata con successiva legge
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F. STl!h\NI, La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito Italiano ... cit.: vol. III, tomo 1° cir. pp. 1 I 97-1199. D,tl Capo di Stato Maggiore dell'Eserciro dipendevano invece l'omonimo ufficio (l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito) e il Servizio Informazioni Oper,r,.ioni Sirua-1..ionj (SIOS). !hid. p. 1200. Dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendevano sempre l'omonimo ufficio (l'Ufficio del Capo di Star.o Maggiore dell'Esercito) e il SIOS. lhid. p. 120 l. Dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendevano sempre l'omonimo uHìcio (l'Ufficio del Capo di Staro Maggiore dell'Esercito) e il SIOS. !hid. p. 1202. Dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendevano sempre l'omonimo ufficio (l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito) e il SIOS. !bid. p. 1211. Dal Capo di Staro Maggiore dell'Esercito dipendevano sempre l'omonimo ufficio (l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito). !bid. p. 1203. Dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendevano semp re l'omoni mo Ufficio (l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito) e gli Ispettorati.. lhid. p. 1204. Dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercico dipendevano sempre l'omonimo Ufficio (l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercico), il II Reparr.o SIOS e gli Ispenorat:i. lhid. p. 1205. Dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendevano sempre l'omonimo Ufficio (l'Ufficio del Capo di Staro Maggiore dell'Esercito), il II Reparto SIOS e gli Ispettorati. Jhid. p. 1206. Dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendevano sempre l'omonimo UHìcio (l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito), il II Reparto SIOS e la Rivista Militare.
SAGGI STOJUCO-ISTITUZIONAU
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del 9 ottobre 1964 n. 1058, con d.p.r. 18 novembre 1965 n. 1477 127 furono riorganizzati gli stati maggiori delle forze armate e riconfigurate le cariche di vertice. In particolare, per quanto riguarda la carica di sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito (art. 16), veniva ribadito che per l'esercizio delle sue attribuzioni, il capo di stato maggiore di forza armata era coadiuvato da un sottocapo di Stato Maggiore che lo sostituiva in caso di temporanea assenza o di impedimento o di vacanza di carica. Il sottocapo d i Stato Maggiore dell'Esercito doveva avere il grado di generale di corpo d'annata, era nominato con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro della Difesa, sentito il capo di Stato Maggiore dell'Esercito. In generale Il d.p.r. n. 1477 del 1965 sembrava ampliare le funzioni del capo di Stato Maggiore Difesa ma di facto, quest'ultimo rimaneva un semplice consulente del ministro della Difesa, privo di potere effettivo nei confronti dei capi di stato maggiore delle singole forte armare, dipendenti direttamente dallo stesso ministro 128 • Questi ultimi, invece, erano responsabili della pianificazione e della programmazione tecnica e di impiego della propria forza armata, vedevano inoltre ampliate le loro competenze nell'attività logistica. 129, non essendo più prevista, nel nuovo ordinamento del Ministero della Difesa, la figura del segretario generale corrispondente130• Il d.p.r. 1477 del 1965 ha rappresentato la norma generale di riferimento per il funzionamento dei vertici delle forza armata fino alla legge del 1997 che ha riconfigurato l'organizzazione di vertice delle forza armata. L'unica novità è rappresentata dalla l. 8 marzo 1968 n. 200 131 che istituiva il Comitato dei capi di Stato Maggiore, massimo organo consultivo della difesa. Secondo quella legge il capo di Stato Maggiore Difesa, i capi di stato maggiore delle forze armate e il segretario generale del Ministero della Difesa nel rispetto delle attribuzi.oni, delle responsabilità e delle linea di dipendenza stabilite dalla legge, si riunivano nel Comitato dei capi di stato maggiore per la trattazione dei problemi militari di maggior rilievo relativi alla pianificazione operativa, l'ordinamento interforze e di forza armata e dell'Amministrazione Difesa. I capi di Stato Maggiore, in caso di necessità, erano sostituiti dai rispettivi sottocapi. Dal 1965 al 19761'ordinamento interno dello Stato Maggiore dell'Esercito fu nuovamente modificato. Nel 1965- 1969 dipendevano direttamen te dal sottocapo 3 generali capi reparto (I, III, IV Reparto con i loro uffici), il generale coordinatore dell'attività 127
Giornale Militare 1966, dispensa 5a, n. 42, pp. 193-204. O . B0v1o, Storia dell'Esercito italiano, Roma, Stato Maggiore dell'Esercito, 1996, pp. 474-475 e pp. 489-492; M. RISTORI, L'Ordinmnento della Difi:sa .. . cit., pp. 57-67; E STEFANI, La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito Italiano, voi. lll, 'fomo 2° cic., pp. 224-230, 264-265. m E Bù!T I, La logistica dell'Esercito Italiano (1831 -1981), voi. lV Dalkl guerra integrale alla gueml nucleare ...cit., Tomo 2 ..cit., pp. 191-196.
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Con iJ d.p.r. 18 novembre 1965, n. 1478, fu riorganizzato il Ministero della Difesa e fu prcvism la carica di segretario generale del Ministero della Difesa al posto dei ere scgrccari gener:ili per l'Esercico, la Marina e l'Aeronaur.ica. G'iorntlle militare 1968, dispensa 15a, circolare 279, legge 8 marzo 1968, n. 200, istituzione del Comittlto
dei Capi di Stato Maggiore e varianti tllkt legge 12 nwembre 1955, n. 1137, mll'avanzamento degli Ufficùt!i dell'Esercito della Marina e dell'Aerorumtica, pp. 1207-12 12. Con successivo d. p.r. 13 octobre 1972, n. 781, fu definito il fìmzionamemo di cale comiraw (C,'iornal.e militare 1972, circolare 52•. Circolare 983, pp. 3937-3939).
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BoLLEn:ENo DELL'ARCHIVIO DELL'UFFICIO Sro111co
ippica e l'Ufficio Programmazione e Bilancio 132 • Nell'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito del 1970-1971 dipendevano direttamente dal sottocapo quattro generali capi reparto (I, III, IV e V Reparto con i loro Uffici), l'Ufficio Programmazione e Bilancio 133 • Nel l'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito del 1972-1975 dipendevano direttamente dal sottocapo 4 generali capi reparto (I, III, Ne V Reparto con i loro uffici), il generale coordinatore dell'attività ippica e l'Ufficio Programmazione e Bilancio 134 • Nell'ordinamento dello Stato Maggiore dell'Esercito del 1976 dipendevano direttamente dal Sottocapo 5 generali capi reparto (1, II, III, IV e V Reparto con i loro uffici), l'Ufficio Generale Programmazione Finanziaria e l'ufficio dello stesso sottocapo 135. I sottocapi di Stato Maggiore dell'Esercito, inoltre, sono chiamati a presiedere le commissioni di valutazione degli ufficiali muniti del ti.tolo della Scuola di Guerra ai fini del servizio di stato maggiore. Con l. 18 febbraio 1997, n. 25 136, è stata finalmente raggiunta l'unificazione del comando delle forze armate attribuito al capo di Stato Maggiore della Difesa, mentre i capi di stato maggiore dell'Esercito, Marina e Aeronautica, alle dipendenze del capo di Stato Maggiore della Difesa, sono responsabili dell'organizzazione della propria forza armata e ne esercitano il comando. Secondo l'ordinamento attuale dello Stato Maggiore dell'Esercito 137, inteso quale unità organizzativa complessa, deputata a supportare l'Autorità di vertice (capo di Stato Maggiore dell'Esercito) nell'esercizio delle funzioni di comandante della forza armata, dal sottocapo dipendono 7 generali capi dipartimento e reparto (Dipartimento Impiego del Personale, I Reparto Affari Giuridici Economici del Personale, lll Reparto Impiego delle Forze, IV Reparto Logistico, V Reparto Affari Generali, Reparto Pianificazione Generale e Finanziaria, Dipartimento Trasformazione Terrestre), l'Ufficio Generale (costituito dall'Ufficio Amministrazione e dall'Ufficio di Stato Maggiore) e il Portavoce. Emerge, quindi, una cosran ce nell'evoluzione interna allo Stato Maggiore dell'Esercito, dal secondo dopoguerra ad oggi, rappresentata dal progressivo accentramento del organizzazione di vertice nelle mani del sottocapo quale Chiefofthe Army staff, parallelamente all'assunzione del capo di Stato Maggiore dell'effettivo comando della ForL.a Armata.
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E STEFANT, La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito italiano . .. cit.: voi. III, tomo 1° cit. p. 1207. Dal capo di Stato Maggiore dell'Esercito dipendevano sempre l'omonimo Ufficio (l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito), il U Reparto SIOS, la Rivista Militare e l'Ufficio Documenta:1..ion~ e Propaganda. Ibid p. 1208. Dal capo del III Reparto dipendeva anche il Generale Coordinatore dell'Attività Ippica. Dal capo di Stato Maggiore dell' Esercito dipendevano sempre l'omonimo ufficio (l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Eserciro), il II Reparto SIOS, la Rivista Militare e l'Ufficio Documentazione e Propaganda. Ibid. p. 1209. Dal capo di Scaco M aggiore dell'Esercito dipendevano sempre l'omonimo Ufficio (l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell 'Esercito) e il Il Reparto SIOS. lbid p. 1210. Dal Capo di Stato Maggiore dell'Escrciro dipendevano sempre l'omonimo Ufficio (l'LJf. ficio del Capo di Srato Maggiore dell'Esercito). G11z,z,etta Ufficiale 24 febbraio 1997, Serie Generale, ,umo 138° n. 45, legge 18 febbraio 1997, n. 25:
attribuzioni delMinùtero della Difesa, ristrutturazione dei vertici delle FA e dell'Amministrazione della Difesa, pp. 3-5. Ribadiro poi nel successivo d.lgs. 15 marzo 2010 n. 66: codice <lell'ordi!lamemo militare, aree. 2(1-31 ), attualmente in vigore. 137
Riv1STA M ILITARE,
Rapporto Rsercito/Army Report· 2008, Roma 2009, p. 11.
S AGGI STORICO-ISTITUZJONAL!
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L'unione fra l'Albania e l1talia: censimento delkfonti (1939-1945) conservate negli archivi pubblici e privati di Roma, Roma, Ministero per i beni e le attività culturali -Direzione Generale per gli Archivi, 2007 (ISBN 987-887125-240-7), pp. 585.
SILVIA TRANI,
Il "censimento delle fonti per /,a storia dell'Unione dell'Albania - come ricorda Paola Carucci nella prefuzione - costituisce un imporrante strumento di indagine sia nell'ambito amministrativo-istituzionale, sia, più in generale, nell'ambito delle ricerca storica''. In questa pubblicazione Silvia Trani è riuscita a realizzare un o strmnento di ricerca completo sulle fonti relative ai rapporti italo-albanesi nel periodo dell'Unione, senza, tuttavia, tralasciare, come spesso avviene nella redazione di guide tematiche, aspetti più propriamente archivistici e storico istituzionali, che danno una salda impostazione scientifìca a tutto il lavoro. Quale SlTumento di ricerca, il censimento risponde pienamente agli attuali orientamenti storiografici, indirizzati a ricostruire, attraverso una rigorosa disanima delle fonti documentarie, le vicende legate ali' occupazione dell'area balcanica da parte delle truppe italiane. Dal punto di vista archivistico, il lavoro è stato impostato partendo da una ricostruzione storico-istituzionale degli organi deputati a guidare il processo di nascita e trasformazione dei rapporti italo-albanesi in modo tale da individuare rigorosamente i soggetti produttori degli ardùvi. Questa metodologia, che è alla base di tutta l'archivistica come noi la incendiamo da Bonaini in poi, ha trasformato il censimento in una vera e propria guida. I.:autrice, infatti, volendo anche rendere pit1 agevole l'individuazione e la consultazione delle carte ha scelto il modello della Guida generale agii Archivi di st,zto, adattandola, ovviamente, alla realtà incontrata. Nei criteri per la presentazione dei risultati della Guida-censimento, Silvia Trani ha utilizzato, per l'intestazione principale delle singole voci il titolo maiuscolo centrato, indicante la struttura più notoriamente conosciuta cioè l'istituto conservatore o l'ente detentore delle carte a vario titolo. Per descrivere la struttura arclùvistica dei complessi documentari all'interno dei quali sono state individuate le fonti sono stati adottati i livelli (super-super fondo, super fondo, fondo, serie, sottoserie) e i noti caratteri corrispondenti, utilizzati nella Guida generale, mentre per le singole unità archivistiche sono stati adottati i criteri tradizionali. Il censimento è stato impostato su quattro fasi. Nella prima fase sono stati censiti gli archivi delle amministrazioni pubbliche e degli operatori economici, nella seconda fase gli archivi degli istituti scientifici e culturali, nella tena gli archivi degli enti e degli istituti dipendenti o collegati alla Santa Sede, e, infine, nella quarta ed ultima fase, le fonti non tradizionali (documenti filmici, fotografici, cartografici, orali filatelici). Proprio nella prima fase, l'autrice, qualificata studiosa degli archivi delle forze armate, ha trattato ampiamente le fonti archivistiche conservate presso gli uffici storici degli stati maggiori, presso i musei ed altri istituti militari, mettendo in luce il grande patrimonio documentario conservato, conseguenza del ruolo centrale che fin dal 1914 l'Esercito, la Marina e successivamente anche l'Aeronautica ebbero nella politica espansionistica italiana. verso l'Albania. Alessandro GIONFRIDA