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BOLLETTINO DELL'ARCHIVIO DELL'UFFICIO STORICO N.VIII 15 e 16 2008

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STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO

Bollettino dell'Archivio dell'Ufficio Storico

Anno VIII, Numero 15-16 Gennaio - Dicembre 2008


# Bollettino dell'Archivio dell'Ulficio Storico Periodico semestrale Registrazione n. 323/2003 al Tribunale Civile cli Roma Anno VIII - n . .l 5-16 , gennaio - dicembre 2008

Diretwre responsabile Col. a. (tcr.) s .SM Antonino ZARCONE Comitato scient(/ìco Prof. Antonello BJAGJNI, Prof.ssa Paola CARUCCI, Brig.Gen. (aus.) Nicola della Voi~PE, Dott. Antonio DENTONI LITTA, Prof. Renato GRISPO, Prof. Elio LODOUNI, On. Prof. Guido MELIS, Ten. Col. Roberto D1 RosA Redazione Ten. Col. Salvatore ORLANDO, Tcn . Col. Filippo CAPPELLANO, Ten. Col. Giancarlo MARZOCCHl , Magg. Fabr izio G 1ARDJ'< l, .Magg. Stcrano D E ANGl3LJS , Cap . Andrea CRESCENZI, Archivista di Stato Alessandro G10NFRlDA Direzione e redazione Uffic io Storico dello Stato Maggiore dell 'Esercito Via Etruria , 23 - 00 183 Roma Tel: 0647357558 , fax:0647358062 Sito inten;et: http//www.esercito.difcsa .it Posta elettronica: uff.storico@smerag.esercit<.>.clifesa.it Vendite Presso la Direzione previo contatto telefonico (06/473581 45). Costo cli un fasc icolo: € 10,35 . Versamento dell'importo dovuto, maggiorato delle ev. spese cli spedizione cli ,€ 2,42 per copia, sul c.c.p. n . 29599008 intestato all'Ufficio Pubblicazioni Militari, via Guido Reni, 22 - 00196 Roma, tel: 0647357666 PROPRlETÀ LETTERARIA RISERVATA T utti i di ritti riservati . Vietata la riproduzione ancbe parziale senza au torizzazione © Copyright by: Ufficio Storico SME - Roma 2008

La collaborazione è aperta a tutti. Seri/li e saggi, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Le opinioni espresse negli articoli, nelle noie e nelle re censioni impegnano esclusivamente gli autori. La Direzione si riserva il diritto di mod[fi,care il titolo degli articoli e dare l'impostazione grajìca ritenuta più opportuna.

Prestampa, stampa e allestimento Rubbettino Industrie Grafiche ecl Editoriali 88049 Soveria Mann*'lli (C::>t<>"~~--~) - Tf>l oq,<;A r-.r:.; ·· · ""NW.rubbettino.it


INDICE Gli strumenti di ricerca SiJvja TRANI, Il patrim.011io archivistico dei musei e degli istituti di cultura dell'Esercito italiano: i risultati di un primo censime11to circoscritto a Roma . pp.

7-1 67

Saggi storico-istituzionali Roberto DI ROSA, Relazio11e sul recupero delle salme e la sistemazione cimiteriale dei caduti italiani nella campagna di Grecia .

pp. 171- 196 Alessandro GIONFRIDA, L'ordi11ame1110 del Comando Supremo delle Forze Annate nella Seco11da Guerra ivlondiale . pp. 197-213

Notiziario bibliografico "Histoire de la MarĂŠchaussĂŠe et de la Gendarmerie - Guide de recherche" sotto la direzione cli Jean-NoeJ L uc, Maisons-Alfort, Service Historique de la Gendarmerie nationale, 2004, di F lavio CARBONE pp. 217-219 Nicola LA BANCA e Pier Paolo RIVELLO (a cura di), Fonti e problemi per la storia della giustizia militare, Torino , Giappichelli Editore, 2004; di Flavio CARBONE

pp. 220-222


Gli strumenti di ricerca


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ST!IUMl:.',V f/ DI 11/Ci::HC,\

Silvia TRANI

Il patrimonio archivistico dei n1usei e degli istituti di cultura dell'Esercito italiano: I risultati di un prilno censimento circoscritto a Roma 1. Premessa La tutela, la conservazione e la fruizione degl i archivi prodotti da enti e reparti d ipendenti dall'Esercito sono le principali finalità che, da qualche anno , l' Ufficio storico della citata Forza ann ata sta perseguendo attraverso un'azione di ampio respiro , in collaborazione con l'Amministrazione archivistica e con il mondo accademico . Per la rei1lizzazione di tali obiettivi sono state individuate e avviate una serie di attività quali , ad esempio, il riordinamento (o ordinamento) e l'inventariazione dei fondi documentari conservati - secondo una corretta metodologia archivistica e con il coinvolgimento di archivisti esterni dotati di apposita formazione - e la pubblicazione cli un periodico, il «Bolletlino cieli' Archivio dell'Ufficio Storico>>, dedicato esclusivamente alla divulgazione cli censimenti, guide, elenchi e inventari dei fondi dell'Ufficio storico e di arch.ivi di interesse nùlitare custoditi in altri istituti 1• Ulteriore attestazione della politica intrapresa dall'Ufficio storico per garantire la salvaguardia della documentazione storica conservata dalla Forza armata e per incrementarne l'util izzo, è rappresentata dal censimento che qui si pubblica e che ha come campo di indagine gli archivi dei musei e degli istituti culturali d ipendenti clal1'Esercito e ubicati a Roma2 . In particolare , si tratta dell'Istituto storico e di cultura dell'Arma ciel genio (che inq uadra il Museo storico dell'architettura militare e il

I Su tali inizi ative cfr. E. P1:-io, Eserci10: sioriografia e archivi, in COMMISSIONE ITALl.-'\NA DI STORIA MILITARE. Il Convegno nazionale di s/oria 111i/il(1re. Acta del Conveg110 di sludi temilo a Roma presso il Cenlro al1i s1udi della Difesa il 28-29 ouobre 1999, a cura di A . BiAGINI-P. ALBERINI, Roma , fC0111m iss ione ital iana cl i storia mil itare], 2001 , pp. 26-28: N . DELL A VOLPE, Ediloriale, in «Bolletti no dell' Archivio dell ' U ffic io Storico», l (200 1), J, pp. 710; E. L OJ)()LJN I, Primo approccio ali' Archivistica , i n ibid. , pp. I 6- 17: .lo., Legislazio11e suf(li nrchivi. Sloria, 11orlll(.//iva, prossi, organizw zio11e dell'Am111i11istrazione archivislica, JI, Dal / 0 gennaio /998 al / 0 agosto 2004, con appendice di tes1i nor111a1ivi del 2004 , Bologna, Pi,tron Editore, 20056, pp. I 19-120. lnoltre, i l ruolo dell' U fficio storico dello Stato maggiore dell ' Esercito nell'ambi to dell a salvaguardia e della valorizza:t..ione dei beni cu ltural i , compresi quelli archi vi stici , è riconosciuta anche dalla I. 7 mar. 200 1, n. 78, li.aeht del p(.//rimonio storico della

Prima guerra mondiale. 2 Si ricorda che i l presente censimento è parte cli un più am pio e articolato progello d i ricerca che comprende anche la redazione cli una guida dei fondi documentari conservati presso l"Ufficin storico e l'effettuazione d i un ' indagine sug li archiv i di deposito dei comandi , delle grand i unità, degli istituti, delle unità delle armi , dei corpi , degl i stabilimenti, dei centri tecnic i e degli enti dell 'Eserc ito sempre dislocati nell a Capitale. li lavoro , inizi ato nel 1999 e finanziato dal!' Amministrai.ione archivistica, è stato coord inato eia un comitato scientifico (composto eia rappresentati dell 'Ufficio storico dello Staco maggiore dell'Eserc ito . del Ccncro intenmi vers itar.io per gl i studi ungheres i i n Italia dell'Univer&ità deg li studi di Roma "La Sapienza.. e dell ' allora Ufficio centrale per i beni archivistici . oggi D irezione generale per gli archivi) e svolto da un gruppo di ricercatori costitui to, oltre da chi scri ve, dal dou. A lessandro G ionfrida e dal tcn. col. Filippo Cappellano, entrambi appartenenti all'U fficio storico. Pri mi risultati di tale progetto sono pubblicati in S. TRANI, Le fo111i doc11111.enf(1rie con.servale presso i 111.usei de/l'Esercito in Roma , in «Bolletti no dell"Archivio dell'Ufficio Storico», I (200 1), I, pp. 21 -30; A . G10NFRIDA, Censimento so111111ario dell'Archivio dell'Ufficio storico dello SMto 111.aggiore del 'Eserciio. in ibid. , pp. 3 L-70; S . T RANI, Le .fà111i documen-


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80UETr!NO Dl:LL 'i\iiCHIVIO DEl.l .UFPICIO STOIIICO

Museo storico dell'Arma del genio), del Museo storico dei bersaglieri , del Museo storico dei granatieri di Sardegna, del Museo storico della fanteria e del Museo storico della motorizzazione mili tare; sono stati altresì oggetto cli ricognizione il Museo storico dei carristi , ded.icato alla custodia dei ricordi di una specialità de li 'Esercito ma dipendente, al momento del censimento, clall ' Associazione nazionale carristi d'Italia e, ancora, il Museo storico e l'Ufficio storico dell'Arma dei carabinieri in quanto, all 'avvio del lavoro , il Corpo era arma dell'Esercito e solo successivamente, a partire dal 2000, è stato elevato al rango di Forza armata 3 .

2. Le funzioni dei musei dell'Esercito I musei dell'Esercito rientrano, secondo una classificazione basata sulla natura dell'ente di appartenenza, tra i musei statali e, dunque , hanno l'obbligo di assicurare la pubblica fruizione dei beni culturali conservati4; mentre la qualifica cli " militari", che solitamente viene utilizzata, è, a nostro parere, restrittiva in quanto, vista la natura dei beni culturali in essi custoditi, potrebbero essere anche classificati , sotto il profilo tipologico, come musei "stori.ci e di documentazione" o come musei "tecnico-scientifici". Nell 'ambito del l' ordinamento dell 'Esercito , i musei si sono sempre caratterizzati - a differenza dell ' Ufficio storico nato con funzioni esclusivamente di supporto documentar.io .interno - per la loro natura di istituzioni culturali, specificatamente pensate per la conservazione e la trasmissione di quei "ricordi , cimeli e documenti" che potessero contribuire alla costruzione di una memoria basata

/arie d 'in1eresse storico conservC1te p resso le isri111zio11i culwrali e gli ujfici del/e fo rze armale a Romei , in «Le Carte e la Storia», VT(J (2002), I, pp. 154- 162; A. G 10KFRID,\, Elenco deifo11di c11s1odi1i 11ell'archivio docu11wnuile, i n STATO MAGGIORE DELL'ESER<:rro , UrriCJO STORICO, /ltfa,wale delle ricerche nell'Ujjicio S/Orico dello Srmo /}/(/ggio-

re del/' Esercii o, Roma, [Stato maggiore dell'Esercito , Uffi cio storico]. 2004 . pp. 19-60 . Per una panoramica su tu tti i musei dell'Esercilo si rimanda all ' indiri zzo URL <hltp://www.esercilo.difesa.i t/ root/museiimusci.asp> ( aggiorn alo al I 2 febbraio 2007) e alle seguenti fonti bibl iogni fic he: STATO MAGG IORE l)ELt' ESERCITO. U FFICIO STORICO, 1'vfusei . sacrari e cimiteri mi/ilari , Roma, Ufficio storico SME, 1989, passim; Musei 111iliwri, a cura dello STATO Mt\GGIOR I; DELLA DIFESA, UFFICIO DOCUMENTAZIONE E STAMPA , Roma , l Stato magg iore cl ifesa.19891. passim; F. CAPPELI .AKO. Il ruolo dei Nlusei Miliwri ila/ioni p er preservare e s viluppare la memoria srorica delle due guerre mondi(Jli , in «Bo llettino cieli ' Archi v io cieli' Ufficio Storico», IV (2004), 7-8, in particolare pp. 345 -348; !vi. PAESANO, I ,\ifusei ,Hili/(/ri e la 111/ela del pC11ri111011 io sfori(.'() dell'E.I. , i n MINISTERO DELLA Dir-ESA , COMMISS IONE ITALI ANA Ili STORIA MILITARE, AJ'l'hivi, Biblioteche . Musei mi/ilari. Lo S/(1/0 al/uale, le ji111zioni sociali, gli sviluppi. A cta del Convegno di s11,di 1e.1111to a Rom(J il 19 e 20 011obre 2005 presso il Co111a11do generale della Guardia di fi11a11w. a cura di G. GIANNONE. Ro1na, Comm iss ione ita liana di storia mi litare, 2006. in par ticolare pp. 139- 140 e 143- 145; Musei storici dell'F:sen;i10, Roma , Rivista mil ilare , s .d. , passim . Si segnala che Fi lippo Cappell,1no e JVfotteo Paesano, nei loro saggi , inseriscono tra i m usei n1i li tari dell'Esercito anche il Musco slorico dei carristi. 3 Cfr. I. 3 111ar. 2000 , n . 78 , Delega al Governo in materia di riordi110 dell'Arma dei carabinieri, del Corpo fore -

stale dello Staro, del Corpo della G1umlia difi,wnza e della Polizia di S1ato. Norme in m(lferia di coordina111e11ro delle Forze di polizia; d.lg. 5 ott. 2000, 11. 297, Norme i11 mareria di riordino dell'Ar111a dei carabinieri, a nonna dell'ar1icolo I della legge 3/ marzo 2000, n. 78; d.lg. 5 ott. 2000 , n. 298, Riordino del recl11wmemo . dello srato giuridico e dell 'aw111wmeruo degli ufficiali dell 'Annc1 dei carabinieri, a norma del/'arricolo I della legge 3 / 11wrzo 2000, n . 78. 4 Si vedano , in proposito , gli arti. 102-1 03 del d .lg. 22 gen. 2004, n. 42 , Codice dei beni c11//11rali e del paesaggio. ai sensi de/l'orticolo IO della legge 6 luglio 2002, n. 137.


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St1WMEN71 DI IIICl:IIC,\

essenzialmente sui "fasti" e sulle "glorie" della Forza armata e delle varie armi e special.ità che la componevano . L'idealizzazione degli eventi e dei loro protagonisti aveva una valida giustificazio ne sia interna che esterna e, in parte, ricorda il processo d i costruzione cieli' immaginario risorgimentale cli cui furono strumento i musei del Risorgimento ai quali vennero attribuiti compiti celebrativi ed educativi finalizzati, precipuamente, a supportare la legittimazione delle istituzioni dello Stato unitario e a contribuire alla formazione cli un consenso più ampio verso tali istituzioni grazie soprattutto all'uso di tecniche espressive finalizzate a garantire un immediato coinvolgimento emotivo ciel pubblico5. Anche ai musei dell'Esercito si assegnò una funzione celebrativa e pedagog ica che, incentrata sull'esaltazio ne ciel sacrificio, doveva contribuire , in particolare, al raggi ungimento cli due obbiettivi. TI primo obiettivo era quello cli rafforzare - soprattutto trami te la mitizzazione e il culto del " soldato caduto"6 -, la tradizione 7 e lo spirito cli corpo negli appartenenti all' istituzione mil itare, i quali erano spesso sottoposti a rigide condizion i cl i vita determinate, ad esempio , d alla dura disciplina e dall'esperienza della guerra ma anche dal loro impiego per il mantenimento dell' ord ine pubblico , sovente per sedare le agitazioni popolari , che creava una difficoltà " psicologica" causata clall' ostil ittt e dalla diffidenza espresse da parte dell 'opinione pubblica. Su questi aspetti appaiono illuminanti le lucide considerazioni cli un ufficiale del1' Arma dei carabinieri , Vittorio Gorini, contenute in un saggio dedicato alla necessità cli istituire il museo stor ico della Benemerita , scritto nel marzo del 1904 e pub-

5 Si ri nvia, per LIil a riflessione approfond ila sui musei e sugl i istituti del Risorgimelllo. a M . B AIONI, La ·'Religione de.Ila f(lfria ... Nlusei e istituti del c11l10 risorgi111en1ale ( 1884-1 918), Q ui nto di T rev iso ( l'V), Pagus Ecl izion.i , 1994 (Collana " l fronti del la stori a··, d i re1ta da M. ls:-.<BNGHJ) : In ., Risorgimento i11 ça111icia nera . Silldi, is1iw zio11i. 11111sei 11ell'/ta/ia fascisw , Torino. Com itato di Tori no dell' Istituto per la sloria del R isorgimelllo italiano, Roma, Carocc i editore. 2006 (Pubblicazioni del Com itato cli Tori no dell' Istituto per la storia del R isorgimento ita liano, N uova serie, XXVIT). 6 Su l questo tema si rimanda alle i nterpretazioni di G .L. M OSSE. Le guerre 111ondiali. Dalla tragedia al 111i10 dei cad11ti. Rom a- Bari, Editori L a1e.rza , 1990 (Storia e società) e, i n parie, a quelle cli P. Fl1SSEL, La Gronde Guerra e

la 111emoria 111odema. Bologna, il Mu li no. 1984 (Le occasioni. I ) . 7 Ci permettiamo d i richi amare quanto scri uo.da Walter Barberis, pur consapevoli d i compiere una " forzatura" togliendo il concetto di "trad iz ione'' d ,11contesto origi nario per adattarlo al nostro d iscorso sui musei : '·La tradi zione militare del Piemome sabaud o era orarni un dato i nd iscusso. E la stess~ idea di trad iz ione si era imposta secondo la rnoclal itì1 e le funi .ioni che git1 le avevano riconosc iuto Cicerone, Qu inti li ano e ·lìlcito : essa aveva significato 'consegna' , ' insegnamento· e ' narra1/.i one· . La realtì, m il itare su cui lo stato sabaudo aveva costruito 11011 poche fortune era stat;, rappresentata, trasfigurata. riel1ia1m1ta a garanzia di sempre nu ove credenze e di conseguenti v ision i del mondo, piegata di volta in volta tt lk esigenze po litiche ciel momento. E J"im1m1gi ne che via via ne era risultal a era stat;1 per l 'appunto i mpugnata pel' dare cred ibil ità ad accadi menti passati e insieme per suggerire l 'an ualit11 cli ta luni modelli di co mportamento. Un c ircolo vizioso si era ormai innescato : grazie al suo sempl ice meccanismo, i l pass,1to ven iva riesumato, interpretato e racco11 tato per orientare i l presente: e il riconoscimento di alcune fisionomi e del presente. guardate come i nd ice di persistenza, v,1leva a ridare ' veri tà' al passato . I l i grande pregio , poi , d i ùna tradizione mi l itare consisteva proprio nell a banalit~ dei suoi clementi suggestiv i , nella sua faci le comunicabi lità: essa rammentava principi di ord ine e di d isciplina , esaltava doti di coraggio e di generosità, suggeri va l'unione nella gerarchia. sLi rnolav:i 1·orgoglio e il senso di appartenenza ad unù comune vicenda storica" . Cfr. W. BARllERlS, Le omi i del Principe . tradizione 111ili1are sabauda, Tori no, G iulio Einaudi edi tore. 2006 (I3iblioreca Einaudi,

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168), p.

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80Llt:n1NO Dl':LL'ANCHJV/0 Dtu:UFFIC/0 STORICO

blicato quattro anni dopo. Dopo aver sottolineato, ricorrendo ad Orazio e a Virgilio, la forza fascinatrice delle immagini sulla sensibilità umana, Gorini ricorda come a tale pens ie ro si informa la creazione di Musei storici, di raccolte, cioè, di rappresentazioni di fatti, di oggetti che li ricordano, di cimel'i, attestanti e ricordanti imprese gloriose di virtù, cli sacrific io, di ardimenti mirabili, operate sotto l'impulso di amor di patria , di religione del dovere, di abnegazione veramente umanitaria. I Le narrazioni scritte, comunq ue eloquenti e poderosamente sentite, non valgono a pareggiare l'impressione che l'anima c la mente ricevo no dalla visione cli quelle raccolte cli memorie reali che rig uardano la s toria di un popolo, di una città, di una istituzione. Per la via degli occhi fedeli , il c uore comprende, sente cd apprende. E le p iù nobili facoltà dell'ani ma s i svolgono e si rinvigoriscono sotto il benefico influsso dell'esempio, che insegna come s i compirono atti cli generosità e di virlLLmirabili, come tali atti onorinsi, dalle memori e grate Patria ed Umanità. I Tale il pensiero al quale si informò la costituzione del Museo storico dei Granatierj e di quello dei Bersaglieri, collettività ricche di storiche memorie, gloriose e nobilissime. I ( ... ) . I Non sarebbe, per tale Arma [dei carabìnieriJ, no n solo una giusta onoranza per chi fece, ma, di più, un poderoso stimolo ed insegnamento per chi deve fare, la raccolta dei ricordi e delle memorie che ne costituiscono la storia parlante, dal dì de11a sua istituzione sino ai presenti, non faci li tempj?

L'ufficiale si sofferma, poi, su quelle che considera le motivazioni cli carattere storico, morale , sociale e psicologico che costituiscono il fondamento per I' istituzione del Museo dei carabinieri, definito come "scuola preziosa d i esempi e di insegnamenti" e a cui attribuisce grande c speciale importanza cli una influenza diretta sul sentimento dei Carabinieri, e specialmente degli Allievi( .. .) perché l'educazione morale, il sentimento del dovere e della disciplina, la devozione alla Patria, alle Istituzioni, alla Dinastia, possono più efficacemente tJasmeltersi e fissarsi nell'animo delle giovani reclute, raccolte da tanti parti ed aJJevate ad idee non sempre, purtroppo, sane e confortanti.

Ed ancora , per avvalorare il suo convincimento e per dimostrare " l'importanza ed anzi l' urgenza, di giovarsi di tutte le influenze morali che possono conservare e creare quella tempra di carattere, sulla quale si deve fondare il valore finora incontestato dell'azione affidata all'Arma medesima", ricorda le condizioni esistenziali degli allievi carabinieri - il cui recl utamento "diffici lissimo, è trattò essenz ialmente dalle popolazioni rurali" - e dei carabinieri: La mancanza di allettamenti sensibili materiali rialza il prestigio de lla giovane recl uta del1' Arma nostra, escludendone il carattere di mercenario volgare, ed elevandola veramente a costituire il tipo ideale del soldato eletto, così per caratteri fisici come per garanzie morali, nella massa dell'Esercito; ma una tale assoluta condizione di fatto non può essere compresa subito né in ru tto il s uo valore, da lle popolazion i poco colte, che sono I.a base del reclutamento . I ( . ..). I Da quella cercata recluta s i esige ogni virtù, ogni abnegazione, ogni sacrificio. Essa dovrà sempre considerars i in servizio, non potrà fumare i n pubblico, né mai dovrà abbandonare il più austero contegno e la stessa severità negli atti e nelle movenze. I Dovrà vegliare quando gli altri dormono, curare i feriti , confortare i condannati, calmare i rancori e i dissidii, comporre le private contese. Nelle feste, nelle riun ioni numerose, dovrà vegliare, composta, immobile, con non interrotta attenzione, a protezione dell 'altrui gioia. I L'allievo d ivenuto


STIIUMf:NTI 01 RICF.I/C,t

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carabiniere, non certo ricco, sarà c hiamato a tutelare la sicurezza, la casa, gli averi e le dovizie che probabilmente egli mai possederà. Tutto ciò non è sempre lieto, ma egli dovrà serbare un severo silenzio, né mai dalle sue labbra potrà sfuggire una voce di lamento, d' impazienza, di tedio. I ( ...), i carabinieri devono manteners i come stran ieri nelle località in cui vivono, ad evitare e sfuggire le mille tentazioni che possono trarli a trasgredire la rigida disciplina ed a dimenticare, sia pure per un .istante , la loro missione nobilmente severa, talora penosa, do.lorosa, pericolosa quasi sempre. I ( . . .) . I Come potrà, ai dì nostri , con tanto turbamento di pensieri e di pass ioni, formarsi ed educarsi un tale tipo d' uomo? I Quale nobile passione potrà an imarlo? Quale fede avrà ancora la potenza di conservargli la fo rte costanza nella coscienza e nel rispetto al dovere?

Pur riconoscendo "che molto si possa riformare nell'assetto sociale , per renderlo armonico col prevalere ormai assoluto di nuovi e savi principì cli equità benefica ed onesta" , l'ufficiale evidenzia come, a suo giud izio, il pensiero e l'azione socialista ed anarèhica rappresentassero un grave pericolo per lo stesso reclutamento8 : Le dottrine ed i mezzi veramente deplorevoli coi quali oggi s i cerca di scuotere la compagine dell'Esercito, ripugnano evidentemente alla grande maggioranza della popolazione intellettuale: ma nelle classi rurali , per assurde che s iano le declamazioni antipatriottichc ed anti mil itariste, esse rivestono di leggeri un'apparenza attraente e lusingano alcuni elementi , non certo i migliori, della natura umana così fac ile ad illudersi, salvo penti rsi poi, ma troppo tardi. I Nulla è più gradito per l'uomo di cui la istruzione non g uida il raziocinio, quanto l'intendere che egli compirebbe un'opera degna cli elogio ove trascurasse dei doveri spesso penosi, quei doveri eia tutti già considerati come sacri , e che ora gli si insegna doversi disprezzare . Non è difficile che un tal uomo giunga a persuadersi che si deve amare I' Umani Là e non considerare una Patria nazionale, e che colla g uida cli tale pens iero si opera davvero per schiudere un 'era novella e fausta di fratellanza sociale generale, fra i lavoratori del mondo intero . I Ben si comprende pertanto come tanti seguano le pieghe della bandiera rossa e nera, anziché il glorioso vessillo tsicolore, e di ciò si vantino. La propaganda socialista-anarchica blandisce ed esalta al tempo stesso gene rose aspirazioni astratte ed istinti bassi o q uanto meno egoisti. Essa diffonde un'erroneo s ic !], mal compreso , mistico e vago umanitaris mo, ma uccide lo spirito di diretto sacrificio, di cui la società presente pure avrebbe tanto bisogno. 1 Gli illusi crescono di numero, ma le audaci utopie che ne occupano le povere intelligenze, impediscono loro di comprendere che la soppressione dell 'Esercito significherebbe la fine della nostra indipendenza nazionale e l'oligarchia sfrenata cli pochi apostol i ambiziosi ed in mala fede .

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In considerazione di tale contesto socio-pol itico, la questione attinente alla formazione del la "coscienza cli un soldato che risponda ali 'ardua missione del carabiniere" non può più trovare valida e sufficiente risposta "[nel]l'insegnamento delle militari discipline unite alle particolari, saggie ed utili istruzioni" , mentre l' ufficia le riconosce come unico strunnento cli qualche efficacia proprio il Museo: Perché si serbino questi esseri incontaminati dagli errori e dalle passioni della lotta di classe, perché se ne possano ancora raccogliere q uanti ne occorrono, bisogna contrapporre ai tris ti semi cli odio e cli insofferenza d'ogni a utorità, che si van.no diffondendo nelle anime popolari , la educazione calda, sole nne del sen(imento del dovere: di quel dovere che è il concorso RVale la pena ricordare che nel settembre ciel 1904 si svolse, in Ital ia, il primo sciopero ge.neralc. Cfr., ad esempio, G. PtWCACCt. I,, /011(1 di classe i11 lwlia af(li inizi del secolo XX. Roma, Editori Riuniti, I9ì8 2 (B iblioteca di scoria, 28).


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!30LLhTrJNO V F:LL 'ANCH /VIO V iòU. ' U FFIC/0 STO/I/CO

che ogni cittadino presta alla Patria, ai suoi simili, a tutte le classi sociali ri unile in una Nazione. Quindi è che gli esempi parlanti con immagini, con rappresentazioni vive di fatli, affermanti una luminosa successione di atti di abnegazione generosa, di devozione illimitata ai santi principii su cui la Nazione si fonda , di rassegnazione fortemente conscia e voluta, di coraggio spinto fi no al d isprezzo d'ogni evidente pericolo e spesso della stessa morte; tali esempi che colpiscono più che ogni parola devono essere proposti e additati a q uegli anim i giovanili, sicché ne dominino, ne ris veglino, ne risanino le poderose forze morali, e valgano a supplire la deficiente coltura traviala, ed a combattere le bieche influenze, che di tale deficienza s inistramente si giovano. I Si deve oppo1Te propaganda a propaganda; ma informando l' azione difensiva ai più alti, ai più nobili e puri principi di re ttitudine, di giustizia, di vera bontf,, cd applicando tale azione difensiva alla mente. al lo spirito , al cuore di q uei giovani che vestono l'onorata assisa9 .

11 secondo obiettivo, rivolto principalmente all'esterno del la compagine militare, era quello cli modificare proprio quel "sentire comune", di cui abbiamo accennato in precedenza, che identificava il mondo "in divisa", e in pri mo luogo l' Esercito , corne "braccio armato" dei ceti conservatori e reazionari . Le fun zioni e i compiti assegnati ai musei dell'Esercito e la natura della " memoria" che si voleva che essi trasmettessero banno caratterizzato, naturaJmente, anche il tipo di politica conservativa nonché di utilizzo e di fruizione dei documenti custoditi. Per quanto riguarda le specifiche caratteristiche dei nuclei documentari si possono riscontare , nuovamente, parallelismi con i musei del Risorgimento e con la metodologia eia questi seguita, ad esempio, per la raccolta delle fonti documentarie relative al primo conflitto mondiale e per la c reazione dei cosiddetti "archivi della guerra"; prassi stigmatizzata da alcune eminenti personalità della comunità archivistica nazionale perché non rispettosa dell' organicità degli archivi e del loro rapporto con il contesto di produzione e responsabile, quindi, della creazione di collezioni cli "frantumi incompleti"10. Ed ancora, ci pare possa utilizzarsi anche il concetto di " archivio-thesaurus" , cioè l'archivio che si forma non per naturale e spontanea sedimentazione ma che, al contrario, è il risultato d i una deliberata e sistematica attività cli valutazione e selezione dettata da vari intenti tra cui quello "del) ' élite dominante cli lasciare ai posteri una certa immagine cli sé" 11. Infine, l' assenza cli una chiara consapevolezza sulla spec.ificità degli archivi ' sempre corretta rispetto ad altre tipologie cli fonti, ha causato una loro ge stione non dal punto di vista scientifico come testimoniato eia alcuni interventi cli riorganizza-

9 V. GORINJ. .Per w1 1v/11seo s/orico dell 'Arma dei carabinieri reali , estratto da «Ri vista m ili tare i1alia11a,, . LII ( 1908), 8. in particolare. per le ci tazioni riportate, pp. 3-9 . IO A . PANELLA, Chiose a 1111 decreto , in Io. , Scrirri archivistici. Roma. i'v linistero dell ' interno . 1955 (Pubbl ica;,;ioni degli .Arch ivi di Stato , X IX), pp . 107-1 I I ; E . C ,, s AKOVA, Archivislica , Siena, Stab . arti grafiche L azzcri, l 9282 • pp. 248-250. 11Per approfondire i l conceuo di "archivio-thesaurus'' , anche i n relazione a quello cli '·archivio-sedi mento", si rinvia a F. V A LEKTI , Rif7essio11 i sulla nmum e slrutlltra degli archi,•i , in ID., Scri11i e lezio11i di archivistica, diplomazica e storia istituzionale, a cura cli D. G RANA, Rom a, M inistero per i beni e le auiviLft c ulturali , Ufficio centrale per i beni archi vistici, 2000 (Pubblicazioni degl i A rchivi d i Stato. Saggi , 57). pp . 89-98.


STRUM!iNTI VI 1//CEI/CA

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zione e riaggregazione, basati non sul principio di provenienza (o metodo storico) ma su criteri cronologico-tematici, o da un loro utilizzo come materiale da esposizione alla stessa stregua delle fonti materiche 12. Le summenzionate circostanze hanno concorso a rendere difficile la fruizione della documentazione storica conservata, nonostante la maggior parte degli statuti e dei regolamenti interni prevedevano, e prevedono, la costituzione, accanto al settore espositivo e alla biblioteca, di un 'apposita atticolazione dedicata aJJ'archivio storico accessibile anche alla componente ''civile": con il censimento si è cercato di far riemergere dall'oblio questi "archiv i cl irnenticati".

3. Impostazione e modalità del rilevamento "sul campo" e criteri per la presentazione dei risultati del censimento La scelta degli obiettivi che si volevano perseguire con il cens imento è stata il frutto cli una riflessione che ha dovuto necessariamente tenere conto cli una serie cli elementi tra cui lo stato cli disord ine della maggior parte degli archivi, emerso in seguito ad una verifica effettuata con sopralluoghi preliminari; la scarsità dei mezzi di corredo archivistic.i sia coevi sia approntanti nella fase di versamento o, ancora, elaborati dal personale dei musei; la carenza di repertori o di specifici studi cli natura storica-istituzionale sugli enti produttori delle fonti documentarie eia censire; la difficoltà di acquisire indicazioni, cli tipo normativo o documentario, per la ricostruzione delle vicende dei fondi oggetto della ricognizione; e, infine, le risorse temporali e fi nanzi arie a disposizione . Si è così deciso per un 'indagine che potesse fornire, in primo luogo, una vis ione generale del patrimonio documentario conservato - ciel quale, in molti casi, si era persa ogni traccia cli esisJenza - , riportandone dati relativi al! 'ubicazione, alla denominazione, alla consistenza, alla datazione, allo stato di conservazione e al le possibilità cli accesso; ed ancora, ove possibile , individuandone il soggetto produttore e delineandone la storia e la struttura 13 . Per la parte prettamente operativa sono state predisposte due schede, strutturate tenendo presente le finalità attribuite al censimento, l' esperienza personale e le ind icazioni fornite dalla manualistica cli settore, eia alcuni progetti cli censi mento e dagli standards internazionali di descrizione archivistica e dei soggetti coinvolti nella produzione e conservazione degli archivi 14 •

12 Questi com portamenti contravvengono anche agl i obblighi conservativi disciplinati , per la documentazione statale , dall'art. 20 del già c itato d.l g. 22 gen. 2004, n . 42, che recita : ·' I. l beni cultural i non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione. I 2. G li archivi non possono essere smembrati". 13 Su l concetto di .. censimento" cfr. R. Dr. B ENl::Dl'ITIS. / ce11si111e111i , i n «Arch iv i per la storia», Vll ( 1994), I , (n. mon.: Gli stmmenri archivistici. Metodologia e do11ri11a. Alfi del Convegno, Rocca di Pc1pa, 21 -23 maggio

/992), pp. 13-2 1. 14 Tn particolare, si rinvia a P. CARUCCI, Le.fòmi archivistiche: ordi11a111e11to e conser11mio11e, RoJlla, La Nuov,1 l tali,1 Sciencifica. 1990, pp. 138 sgg.; UH'tCIO CENTRALI:. PER I BEN] ARCI IIVl$T!Ct, Fonli orali. Ce11sime1110 degli is1i1u1i di ço11ser vazione, a cura cli G. BARRERA-A. MARTtNI-A . M ULÈ, Roma. Ministero per i ben i cu lturali e ambiental i , Uffic io centrale per i ben i archivistici , 1993 (Pubblicazioni degli Archiv i di Staio, Quaderni della «Rassegna


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801.Ll.irtlNO

D€LL'A RCHIVI() DF./,1,'UPFICIO STORICO

La prima scheda, relativa all'ente conservatore , aveva come scopo l'acquisizione di dati su: denominazione e recapiti attuali ; storia e struttura ; patrimonio arch ivistico e librari.o; condizioni di accesso general i. La seconda, concernente gli archivi e , dunque, più articolata, risultava composta da campi su: denominazione tradizionale; soggetto produttore (denominazione , vicende istituzionali/amministrative o profilo biografico) ; storia archivistica; consistenza; estTemi cronologici; contenuto e struttura; stato di ordinamento; condizioni di accesso e utilizzazione (limiti alla consultabilità e alla riproduzione, lingua della documentazione , strumenti di ricerca disponibi li, ecc .); stato di conservazione; documentazione collegata; ubicazione. Contestualmente all'attività d i rilevazione è stata avviata, prevalentemente su fonti edite, una prima ricerca sulla storia degli enti conservatori; ricerca che è stata, successivamente, estesa anche alle vicende di quelle entità che si è riusciti ad individuare - grazie alla schedatura di un numero consiste11te di unità archivistiche come produttrici dei nuclei docu mentari censiti . Al termine del le fasi summenzionate e dopo aver ana lizzato tutte le informazioni raccolte, si è posto il problema inerente alla presentazione dei risultati del censi-

degl i Arch ivi di Stato». 7 1); E. 0RMJ\N.'i l , Il proge//o A nagrafe degli (ll'Chivi i1aliani. i n MINJSTERO PER I l}ENI CUL· TURALI E ,\MB IBNTALl , SOPRINTE:>IDENZA ARCHIVISTICA PER LA PUGLIA . S1mmemi di ges1io11e e di rìçerca degli archivi i10lio11i. A/fi delle giomme di swdio. Mo/fe11a, 9-10 dicembre 1994, a cura di D . PoRC:AR<J M ASSAHV\, Bari. Edi zioni Giuseppe Laterz.a, 1996 (Quaderni del b Soprintenclenw archivi stica per la Pugli a, I ), pp. 2 1-29; G. M ESOJV\· CA, Il sistema info rmativo ''Anagrafe", i n Gli s1a11dard per la descrizione degli archivi europei . Esperienze e proposte. Alli del Seminario i11temozio11ale. San lvfiniato. 3/ agosio-2 sellembre 1994. Roma, ìvl i nistero per i beni cul !urnli e ambien!ali, Ufficio centrale per i beni arch ivi~lici, 1996 (Pubbl icazioni degli Archivi cli Stato, Saggi, 40), pp. 325-347: C. SALMINI, L"'J\1wgmfe '' come sistema descritlivo . Ml'todologil' di rilevazione, i n ibid., pp. 348-359:

Per la storiograjìa ilaliann del XXI secolo. Selllinario sul progeuo di ce11sime1uo sis1ematico degli archi1•i di depo· silo dei miniswri rea/izz.a10 dall'Archivio ce111rale dello Simo, Roma. 20 aprile 1995, Ro 111il , Ministero per i beni cul turali e ambiental i, Ufficio centrale per i benj archivi stici. 1998 (Pubblicazioni degli A rchiv i di Stato, Saggi. 46). Per gli s1c111dards si rimanda ai documenti presemi su l sito del Consiglio internazionale degli archivi, <http://www.ica .org> (,1ggionn1to al 3 sellembre 2006), pubblicati anche in l NTERN,\TIONAL COLJNCILOK ARCHIVES, IS4i\R (CPF): /11tema1io11al Sw11dard Archi val A111/wri1y Recordf<,r Corporale Bodies, Persons wrd Fnmi/ie.-·. Preparmed /Jy //,e Ad Hoc; Con1111issio11 011 Descriprive S1a11dards, Paris, Fran<:e, 15-20 Nove111/Jer 1995, Ottawa, Jntcrnational Council on Arch ives. 1996. testo originale in lingua inglese pubblicato in «Rassegna degli Archivi di Stato», LVIT! (1998}. 2-3. pp. 443-477, testo tradouo in itali ano. a cura di S. V1T,\L1 , pubblicato in «Rassegna degli Archivi di Stato», LIX ( 1999). 1·2· 3, pp. 223-252: INTERNATIO:-<AL COUNCIL 0:-< ARCHIVES, ISAD (G): Generai !11temmio11al S1c111dardfor Archiv(I/ Descrip· 1io11 . Second edilio,1. Adopled /Jy rhe Commil/ee 011 Descriplive Stcmdards. Srocklwlm. Swede11. 19-22 Sep1e111her 1999, Sivigl ia, l nternational Council on Archivcs, 2000, testo originale in lingua inglese pubbl icato in <<Rassegna degli Archivi di Stato». LXIIT (2003). l . pp. 60-190. testo tradotto in ital iano, a cura di S. V1TA1.1-M . SAVOJ,\, pubblicato in ihid .. pp. 6 I· 190; l!\ì1;RNATl0l'IAL COUNCIL ON ARCHIVES. 1S.4AR (CPF): lmemolional S1a11dard Ard1iml A111hority RecordJiJr Corporate Rodie:;. Pers,011s a11d Fa111ilies. Prepctr(lled by the Ad Hoc Com111issio11 011 Descriptive Stw11/ards, Paris, Fm11ce, 15-

20 Novemher 1995, Otlawa. l nternat ional Council on Archives. 1996, Lesto originale in l ingua inglese pubblicato in «Rassegna degli A rchiv i cli Smto», LVTII ( 1998), 2-3, pp. 443-477 , testo tradotto in ital iano. a cura cli S. VITALI, pubblicato in «Rassegna degli Archivi cli Stato», LIX ( 1999) . 1-2-3, pp. 223-252. Si segnala che, mentre era in corso l 'attiviti1 di ri le· vazione, è stata pubbl icata la seconda edizione di l SAAR (CPF): INrERNATIO:>IAL COUNCJL ON ARCHIVES. /SAA8 (CPF):

lmemntional Sta11dnrd Arcl,iva/ Awhority Recordfor Corporate Bodies, Persons a11d Fcunilies. Second edition. Adopred by 1he Co111111i11ee on Descrip1ive S1a11dcmls. Canberm , A11stmlia. 27-30 Oc1ober 2003, Pari,. Tmernational Council on Archives. 2004, lesto origim1le in lingua i nglese pubblicato i.n «Rassegnt1 degli Arch ivi di Stato», LXIIJ (2003) , I, pp. I92333, testo 1rado110 in iwliano, ,1cura di S. \/11;,.u , pubblicato in ibid ., pp. 192-333-.


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STIIUMENTI DI RICENCA

mento. Al riguardo, due erano le soluzioni possibi li: "fotografare" semplicemente l'esistente e la reale configurazione delle fonti, fornendo dati sintetici sulle tipologie documentarie, consistenza, datazione, fruibilità, ubicazione; oppure, tentare di elaborare uno strumento di ricerca più raffinato, procedendo, esclusivamente "sulla carta" , ad una ricompos izione delle aggregazioni docu mentarie , esplicitante, ove possibile, il contesto cli provenienza e l' articolazione elci fondi . Dopo aver optato per la seconda ipotesi, che aveva la valenza cli una sfida, si è cercato cli identificare un modello cli rappresentazione partendo dal l' analisi di alcuni censimenti e guide, con una ovv ia attenzione per quegli strumenti di natura "particolare" (descrizione di tutti i fond i di un istituto cli conservazione), "settoriale" (descriz ione degli arch ivi cl i una determinata tipologia presenti in una determinata circoscrizione tenitoriale) e "generale" (descrizione di tutti i fondi conservati in tutti gli istituti aventi stessa natura istituzionale) 15.

15 Per le d istinzio ni delle va rie ti pologie di g u ide , che possono essere u ti l izzate anche per i censimenti. c;fr. P. CARUCCI, Le font i (lrchil'is1iche .. .cii. , p. 2 11. T ra g l i stru menti d i r icerca general i esaminati si r icordano i seguenti: 0

)VhNJSTERO DELL' ll\TERNO . D 11rnz10NE GEI\ER,\LE DEI..L 1\MMINISTRAZIONE CIVILE. L'ordi11ame1110 delle carte degli

Archivi di SJ(l/0 i1alioni . Ml11Hwle s101·ico archivis1ico, [con prefazione d i P. V 1LLAR1"1 . Roma, Tipografia del le Man1.e ll ate . 1910: ìVllNISTr.RO DELL' INTERNO. UrFJCJO CENTR1\LE DEGU ARCHIVI Dl STATO. Gli Archivi di Sl(l/0 italiani. Bo logna, Z,rnichel li. 1944; M l.\l JSTERO DELJ.' 1:-ITERNO, D IREZIONE ( ;ENERA LE DELL AMMIN JSTRJ\ZJONE CIVII.E, UtFIClO 2 CEKTR,\LE DEGLI ARCHIVI DI STJ\TO, Cli Arcl,it·i di S1010 o! 1952. Roma. Istitu to po ligrafico dello Staio. 1954 : Gli archi vi swrici dd le aziende di credi 10. Roma , Associazione bancaria i ta Iiana, 1956. voi I. 2; SOPRJNTr,NDENZJ\ ARCH1VJSTJCA PER Il.. LAZIO, L'UMBRIA E LE MARCHE, Gli archivi del/'U111/Jria. Rorna. T ip. Istituto gra fico tiberino. 1957 (Pubb)ica:i.ion i degl i Archi vi d i Swto. XXX): SOPR INTENDENZ1\ ,\RCHIVISTICA PER IL LAZIO. L l/MflRIJ\ t LE MARCI Ilo, Gli (ll'Chil'i srorici dei Comuni delle Marche. a cura d i E. LODOLJNJ, Ro ma , Jstituto grafico t.i heri no. 1960 (Pubbl icazio ni degl i A rchivi d i Staio, Quadern i del la «R assegna deg li A r chivi d i Stato», 6): MINISTERO l'ER I BEKJ cu1:r uRAJ.J E AMBIENT,,u . UrFJCIO CENTRALE PER I flEi\'I ARCHIVISTICI. G11ida ge11erale degli Archivi di Sraio il(l/i(111i. R oma, 0

0

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BOLLl, rttNO Vt:LL 'ANCH/\110 /JELL' Ut·FJC/0 STO/I/CO

Concluso tale esame è stato disegnato un quadro generale di riferimento che contiene molte affinità con il "formato" proposto dalla Guida generale degli Archivi di Stato italiani, come, ad esempio, la rappresentazione della struttura archivistica con le sue articolazioni e rapporti gerarch ici nonché i criteri formali cli presentazione delle informazioni; mentre non si è riusciti ad applicarlo completamente nell'individuazione dei soggetti produttori a causa dell'eterogeneità delle varie realtà archivistiche che sono state censite, delle condizioni dei fondi spesso non ordinati o riordinati in base a criteri inosservanti non solo del principio della provenienza ma anche del rispetto dei fondi , della carenza di strumenti cli corredo e cli ricerca e della difficoltà nell' acquisizione cli informazioni sulla storia della documentazione conservata (soggetto che ha effettuato il versamento, data del versamento, struttura originaria , ecc.). Come intestazione principale delle singole schede è stata scelta la denominazione dell'ente conservatore in vigore al momento del censimento, indicata con un tito-

sumw e beneficenza de/l'Umbria. Profili srorici e cen.l'ime,uo degli archivi, a cura d i M. SQUADRON I, Roma, M inistero per i beni cu ltunili e am biental i. Uffic io cenira le per i beni archivistici . 1990 (Pubblicazioni degl i Archivi di Stato, Strumenti , CVUJ) ; ,ASS0Clt\ZIONE ARCHJ\I.ISTICA ECCLESIASTICA, Guida degli Archivi diocesani d' Tralia , a cura d i V. Mo:-.,,c111NO-E. BOAGA -L. OSllAT-S. P,,LESE, Ro111a. M inistero per i ben i cul tural i e ambientali , Ufficio centrale per i beni archiv istic i , 1990-1 998. vol i. 3 (Pubblicai ioni degli A rchivi di Stato, Quaderni del la «Rassegna degli Archiv i cli Stato», 6J, 74 , 85); Archivi di.famiglie e di persone. Materiali per lfll(I guida. a cura d i G. Pr-SIRL-M. PROCACCIA-1.P. TASCINI-L. VALLONE, coord inamento cli G. D c LON(;1s CR ISTALDI. Roma, !'vlinistero per i ben i cu ltural i e ambiental i , Ufficio centrale per i beni arcliivistici, poi ivlinistero per i beni e le attiv ità cul turali , Ufficio cencrale per i ben i archivisti.c i.. 1991-1998, vo ll. 2 (Pubblicazioni degli A rchivi cli Stato, Strumenti. CXll, CXXX!ll): REGIONE LOMBAR DI A, SE'ITORE CULTURA E INFORMAZIONE , SERV IZIO BIBLIOTECHE E BEN) LIBRARI E DOCUMENTARI. Guido olle biblio1eche speciali della Lombardia, a cura cl i G. ARTERO-L. DALLE NOGARE-V. SALVADOR! , :M ilano . Editrice Bibl iografica, 199 1 (Font i e strumenti, Col lana direua d,1 L. DALLE NOGARC;:, 18); SOPRINTENDIZNZA ARCHIVISTICA l'ER L' E:VIILIJ\-ROM/\GN/\, Archivi s1oriçi in E111ilia-Romc1g1w. G11ida generale .degli archivi SJ()rici co111111wli, a cun1 cli G. RA BOTTI. Bologna, Analisi, 199 1 (Emilia-Romagna biblioteche e archiv i , 19); Gli archivi co111111wli della provincia di Pisa, a cura di E. C.WANNELLI- A. MARUCJ::LLJ. Firenze. A ll ' insegna del giglio, J 992 (Cultura e soc ietà nella provincia d i Pisa , I): COMUNE DI SAN MINIATO, G11ida genero/e dell'Archivio srorico, a cura d i L. C\RRATOL( I-R. C BRRt-M. L OMBARDI-G . NANNI-S. NANNIPIERI-A . 0RLANDt-l. REGOLI , Roma, Ministero per i beni c ulturali e ambientali , U fficio centrale per i beni arch ivistici , 1992 (Pubblicazion i degl i A rchivi di Stato , Quaderni del la «Rassegna deg li Arch iv i d i Stato» . 68); Gli archivi parrocchiali della provincia di Modena. Censimemo . a cura di F. BALDELLJ, Modena, lvlucchi, 1993 (Fonti e docu menri. I) ; BANCA D' ITAUA . Guide, ali'Arc(1ivio S1orico, con introduzione cli-F. BONELLI -C. PAVONE-O . TAl,AMO, Roma. Banca d 'Ital ia, 1993; CAMl:RA l)lil Dl'PUTATl ,ARClll\110 STOR ICO, Guida a/l'Archivio s/orico della Camem . S1oria del/'A 1d·1ivio e guida alle serie archivistiche, Roma, Carnera de i deputati, Serviz io i nformaz ione parlamentare e relazioni e~terne. Ufficio atti e pubblicazion i . 1993 ; G11ida agli archivi siorici e/elle Comw,if(/ europee . a cura cli .I.M. PALAY RET, Firenze, Istituto univers itari o europeo, 19934 ; E. M OR1;1.u , / jr1ndi archivis1ici dei Museo cenrraie del Risorgime1110 , a cura di f'. BARTOCC1:>rr-f . l'ONZ1-C. GH1SALBERT1-V.E. G IUNTlil.l.A-G . T,,LAMO-iVl.L. TREBILIANJ. Roma, La Fenice Edizioni. 1993 ( Quaderni cli Clio , 9); UFFICIO CENTRALE f>ER I BENI ,\ RCI IIVISTICt. Follli omli . .. cit.; Guida agli archivi della Fondazio11e fsli//tlO Gmmsci di Noma , a cura cl i L . G 1u vA. Guida agli archivi degli /sti1111i Gra111sci, a cura di P. GABR.IELLJ-V. V n ALE. Roma . .Ministero per i beni culturali e ambiental i , U rticio cen1 rale per i ben i arch iv istici , 1994 (Pubblicaz ion i deg li Arch i vi d i S1aio, Quaderni della «Rassegna degl i Arch iv i d i Stat()», 76); REvlONE LOMIJARDIA, SErr()RE c;ui.:ruR,\ E INFORMAZIONE, SER VIZIO BIBLIOTECHE E BENI LlllR,\ RI l: DOCU:VIENTAR I, / fondi speciali delle hihlimeche /omh(m/e . Ce11sime1110 descrilfivo , a Clini del l 'lSTITUTO LOMB,\RDO f>ER LI\ STOl( lt\ DELL,\ RES ISTE!':Z/\ E DELL'ETA CONTE.vlPORt\NEA. introduzione cli F. DELLA PERUTA. Milano. Editrice B ibl iografica . 1995- 1998, voli. 2 (Fonti e strumenti. 27. 28); Gli archii,i srorici co111111wli della provincia di Livorno, a cura di S, P1ER1, Livorno, Provincia d i Livorno , J996; BANC,, DI .ROMA, ARCHIVIO STOR ICO, !: archivio swrico dello Banca di Roma. Roma, T i p. Marchesi, 1996; Guida degli archivi dei


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STRUMEN71 DI RICEI/C,t

lo centrale in maiuscolo e in grassetto; le schede relative alle istituzioni dipendenti dall'Esercito sono state e lencate in ordine alfabetico, mentre quelle concernenti gli altri enti censiti sono state inse.r.ite in apposite appencljci finali . La struttura generale delle voci prevede , di massima, tre aree principali: l. Istituto di conservazione. Per ogni istituto cli conservazione sono fornite: 1.1 . Notizie di carattere pratico. Collocate in testa alle voci, includono informazioni sui recapiti, sulle modalità di accesso , sugli orari e servizi offerti agli utenti; 1.2. Notizie di carallere storico. Con l'intento di favorire e facilitare la " lettura" della documentazione censita, riperc01rnno la storia cieli' istituto, con particolare attenzione ai dati concernenti le denominazioni, le funzioni, le finalità e le attività; 1.3 .Notizie riassuntive sul patrimonio clocwnentario con.servato . Comprendono ragguagli sommari sulle tipologie documentarie conservate, sulle nonne che regolano la loro consultazi.one e indicazioni su eventuale documentazione collegata presente in altri istituti.

ministeri degli o.l]àri esteri degli Stoti 111embri e delle istiwzioni de/l'Unione europea , Lussemburgo, Uffic io del le pubbl icazioni ufficiali delle Comunit(I europee, 1996; SOVRINTENDEJ\"ZA ARCHIVISTICA l'ER LA TOSCANA-RE(;IOKE TOSCANA-ACCADEMIA TOSC,\ N1\ DI SCIENZE. u :;rrERE ED J\l{i'I <<L A COLOMllARIA», Guida agli archivi delle perso11ali1à della culrura in Toscana ira '800 e '900. L'area fiorew ina . a cura di E. C\l'ANNELLL-E. JNSABATO, Firenze. OJschk.i , 1996 (Archivi della cultura tra e ·900 i n -1osca1w, l); UNIOKE ITJ\LI/\NA DELLE CAMERE DI COMMERCIO. INDUSTRI;\ , ARTIGIANATO E AGRlCOUlJRA, Guida agli archivi Siorici delle Camere di COI/li/lercio iwliane, a cura di E. B 1D1sc111N1-L. M usei, Roma, M inistero per i beni cu ltural i e,ambien1ali , Ufficio centra le per i beni archivistici , 1996 (Pubblicazioni degl i A.rchi vi di Stato, Strumenti , CXXVll); ARCHIVIO DT STATO DI PESCAR,\, C11ida all 'Archivio di Stato di Pescara. Pescara, Arch ivio di Stato, 1997 : FONDAZIO'.'<E G1ANGIACO:VIO FEl \'R INEl..1..1. Archivi. biblioteca, alliviuì scie111ijìca: una guida, M ilano, Fondazione Feltrinelli , 1997; G11ida agli archivi scolc,stici di Rovere/o. a cura di Q. ANTO'.'<ELU . Rovereto , Conn ine cli Rovereto-Bihliotcca civic11 "G . Tan arot1i .. , 1997 (Annal i roveretani. Serie documenti e fonti, 5); G11ida aWorchivio siorico del/ '/sti!UIO mobiliare ilaliano Spa, Roma, l'vfarche.si grafiche edi toriali , 1998; C. REGI:-!, Tesori di cana . Guida agli archivi e alle collezioni degli is1ituti membri del/'Unio1w i111er11ozio11ale degli i.1·1i1u1i di archeologia, sloria e s1orio dell'eme in Ro111a , Roma, Unione internazionale degli istitui i di archeologia, storia e storia dell'arte i n Roma, l998; Guida degli Archivi capi10/ari d 'lwlia , a cura di S . PALESEE. BoAG/\-F. DE LL:CA-L . INGROSSO, Roma, Minisrero per i beni e le attivitii cu lturali , Ufficio centra le per i beni archiv istici , poi _Direzione generale per gli archivi, 2000-2006. voli. 3 (Pubblicazioni degli Archivi. di Staio, Strumenti, CXLV[, CLVIII, CL XXII); REGIONE AlJTOKOMA DELLA SARDEGNA. ASSESS0RAl'O DELLA PUJHII.ICA ISTRUZIO· NE, BENI CULTURALI, IKcORMi\ZIONE, SPETr,\COL.O E SPORT, SERVIZIO BENI LIBRARI E DOCUMEKTARI, EDITORI!\ E INFORMAZIOXE, Lo mappa arc/1ivis1ica dellCt Sardegna, a cura di S. N AIT7.A-C. TASCA-O . MASIA, Cagliari . La Memoria storica, 2001 -2002, voli. 3 (Fonti e st ru menti per la storia, I , 2. 3); Guide, agli Archivi riel/' Unione Don11e /!alione, i ntrod ui ione [diJ M . OMBRA, Roma, M inistero per i beni e le at1i vità cu ltura li , Direzione generale per gl i ùrchivi, 2002 (Pubblicazioni degl i A rchivi di Stato, Quaderni dell a <<Rasseg na degli Archi vi di Stato». 100); MIN.ISTERO PER I flEKI E LE A'f'TIVITA CULTURALI , SOPRINTENDENZA ARCI IIVISTIC:A l'ER IL L AZIO, Guida agli archivi privo/i di ard1ile1/ura a Roma e nel Lazio. Da Romo Capiwle al secondo dopoguerra . a cura cl i M. GuCCIONE-D. PESCE-E. REALE. Roma, Gangern i Editore, 2002; A . BBNEDErr1-B. BENEDETTI. Gli Archivi della scienza . klusei e Biblioleche della Scienza e del{(! Tec110 /ogi(I in llalia , Genova, Erga edizioni , 2003 (Istituzioni cu ltura li it;i/iane , 3); SEN,\TO DELLA REPUBBLICA. ARCMIVIO STORICO, Guida atrArc/1ivio S/orico del Sena/O . a cu ra di E. C,,MPOCIIIAIW-G. CORRADINIL. BRASCIII-E. LANTERO . introdu:,:ione di M. PGRi\, Saveri a Mannelli (Catanzaro). Rubbeuino, 2003; UFFICIO STORICO l)l;IL"- MARI'.'</\ MILITARE, Ci11ida deijìmdi co11serva1i p resso l'Archivio del ' Ufficio Storico della Nfarina Miliwre, a cura di c. L 1\ZZER IN1-ìvl.R. PRECONE-A. VENEROSI PESCIOLl r"I, Roma, fU ffic io storico della Marina mi litareJ. 2004. Inoltre, ulteri ore supporro è ven uto da l NTERNATIO'.'<AL COUNCIL OK ARc111v 1~~. Repori of 1he Sub-Co111mi11ee 011 Finding Aids . G11ideli11es.fi)r 1he Prepormion eme/ Prese111a1io11 of Finding 1\ids, testo originale in lingua inglese pubblicato in «Ras~e.gna degli Archivi di Stato», LX IIJ (2003), J. pp. 336-348, testo tnidoHo i n italiano, a c ira di

·soo

F Rtcct, pubbl icato in ibid .. pp. 337-348


18

BOLLDHNO f)t:LL 'AIICHl\1t0

m:u.UFFICIO STORICO

2.Anna o specialità dell'Esercito. Per le armi o specialità dell 'Esercito e per l'Arma dei carabinieri - che rappresentano, nella maggior parte dei cas i, il contesto cli produz ione della documentazione censita - sono ripercorse, per sommi capi, le principali vicende storiche; ulteriori approfondimenti storico-istituzionali (ma anche biografici) sono riportati , ove possib.ile, nelle specifiche introduzioni ai nuclei documentari. 3. Descrizione della documentazione censita. Per la rappresentazione degli elementi informativi afferenti alla documentazione censita sono stati adottati i criteri di seguito riportati , non totalmente applicati, però, al materiale documentario presente nei settori espositivi per il quale si è scelta una presentazione cli tipo elencativo: 3 .l . Ubicazione della documentazione. Il locale o la sala dove, all'interno dell'istituto di conservazione, è fisicamente collocata la documentazione, sono segnalati, tipograficamente, con un identificativo, originale o attribuito, posto in posizione centrale, in maiuscolo e con un corpo minore rispetto a quello utilizzato per la denominazione clell' istituto; inoltre, sono indicati anche il piano e, se presente, l'eventuale contrassegno numerico; 3.2. Fondo. Come livello base di descrizione è stato scelto il fondo , concetto che si è riusciti ad applicare, nonostante la situazione di estrema difformità del materiale censito , grazie alle indicazioni fornite dalla dottrina archivistica che definisce il fondo "ciascun complesso documentario cbe abbia un carattere di unitarietà, sia nel caso si tratti dell'archivio di un determinato ente (archivio in senso proprio), sia che si tratti di un complesso cli documenti prodotti da en ti diversi ma confluiti per ragioni varie nell 'ente che ha effettuato il versamento o il deposito , sia che si tratti cli un complesso di documenti che sia il risultato cli smembramenti, fusioni e riordinamenti eseguiti in Archi vi di concentrazione, sia che si tratti di miscellanee o di raccolte" 16 • Il nome dell'aggregato archivistico identificato come fondo , tradizionale o attribuito , è stato evidenziato con il carattere spaziato; quando non è stato possibile individuare il fondo, le informazioni sulla documentazione censita sono state inserire, in forma discorsiva, nella parte introduttiva premessa ai locali o sale dove il materiale è ubicato o nelle notizie archivistiche premesse ai livelli archivistici superiori al fondo; 3 .3. Livelli archivistici gerarchicamente superiori al fondo. Quando la struttura di un complesso archivistico si è rive lata particolarmente articolata o quando diversi complessi archivistici sono risultati uniti dallo stesso contesto di produzione, sono stati inseriti , al di sopra del fondo , uno o due ulteriori livelli gerarchicamente superiori - "superfondo" e "supersuperfonclo" 17 - . contraddistinti , tipograficamente, da titoli, sempre attribuiti , in maiuscoletto alto e

16 P. CARUCCI. Lefo11ti archivistiche. ..c it., p. 20 l. 17 Cfr.• ad esempio, P. CARUCCI, L'esperienza della

"Guida generale degli Archivi di Stato" nelrevo/11zione dei criteri di 11or111a/izzazio11e i11 Italia. in «Archivi & Computer». Il ( 1992). I . [) . 15 .


:nl(JMl:/l'TI VI ,aceRCA

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basso, allineati a sinistra e con corpi di grandezza differente; nei casi in cui non si è stati in grado cli individuare tutte le strutture di primo e secondo livello si è proceduto a elencazioni parziali introdotte eia formule del tipo "ln particolare, si segnalano i seguenti nuclei documentari"; 3.4.Livelli archivistici gerarchicarnente inferiori al fondo . Al di sotto del livello identificato come fondo la descrizione è innanzi tutto scesa, sebbene non sistematicamente, fino alla "serie" per la cui identificazione sono stati di utile orientamento le definizioni elaborate dalla disciplina archivistica, da quelle di natura più pragmatica che considerano "«serie» tutto ciò che può considerarsi partizione cli qualcosa cui sia stato dato in precedenza il nome di «fondo>>", a quelle più rigorose dal punto di vista concettuale e che, ad esempio, designano con il termine cli "serie" "ciascun raggruppamento( . .. ), di documenti con caratteristiche omogenee in relazione alla natura e alla forma dei documenti o in relazione all'oggetto e alla materia o in relazione alle funzioni dell 'ente" 18 ; in alcuni casi è stato individuato, seguendo criteri analoghi a quelli succitati, anche un ulteriore livello organizzativo, vale a dire quello della "sottoserie". Il nome delle serie e delle sottoserie, sempre attribuito, è stato contradd istinto, rispettivamente, con parentesi angolari e con rientranza a destra; inoltre, quando non è stato possibile individuare tutte le articolazioni dei fondi, si è proceduto ad elencazioni parzial i introdotte dalle formule " Si segnalano le seguenti serie" e "Si segnalano le seguenti sottoserie"; 3 .5. Consistenza. Per segnalare la consistenza della documentazione si è proceduto ad uniformare la terminologia relativa alle unità cli conservazione per le quali si è scelto cli utilizzare i termini cli busta, pacco e scatola; per le unità archivistiche, dove è più facile individuare le tipologie in base alle caratteristiche esteriori, sono stati usati i termini cli fascicolo , registro , rubrica e volume; infine, in presenza cli materiale fotografico e cartografico, è stato ind icato il numero delle singole unità documentarie. Talvolta, però , non si è stati in grado di acquisire co n precisione i dati quantitativi: così in alcuni casi , rari in verità, la consistenza non è presente oppure viene accompagnata da un "circa" o, ancora, fornita con una segnalazione globale (ad esempio, "voll., fasce. e album 221 ", " disegn i, stampe e carte militari 20.000") o con l'estensione in metri 1ineari. In particolare, i dati sulla consistenza risultano inseriti, in base alla possibili tà cli accertamento , nella parte introduttiva premessa ai locali o sale dove la documentazione è conservata oppure nelle notizie archivistiche premesse a i livelli archivistici superiori al fondo; mentre a livello di fondo seguono il nome di quest ' ultimo e a li vello cli serie o sottoserie seguono il nome e la datazione;

I$

Si rim anda, rispettivamen te . a F. V.A. LENTI , Riflessioni . .cit. , p. 111, e a P. CARUCCI . l.e .fòmi

archivis1ic/1e .. .ci1.. p. 228.


20

Bm.Ll:IT!Nn l)F.U.' AIICHIV/0 DELL' UF!·JC/0 STORICO

3.6.Datazione. In alcune circostanze è risultato segnatamente difficoltoso rilevare i dati afferenti ag.li estremi cronologici dei nuclei documentari censiti: questo spiega l'assenza di tale elemento informativo, le ìndicazioni generiche quali il secolo o l'uso del " circa". In generale, la datazione degli aggregati documentari è stata collocata nella parte introduttiva premessa ai locali o sale dove la documentazione è conservata oppure nelle notizie archivistiche premesse ai livelli superiori al fondo; invece , a livello di fondo è stata inserita, tra parentesi tonde , subito dopo la consistenza e a livello di serie e sottoserie segue il nome e precede la consistenza; 3.7. Mezzi di corredo. Gli strumenti di ric~rca, in verità cli scarsa entità visto il generale grado di disordine del materiale censito, sono stati ricondotti a una ristretta tipologia con l'obiettivo di riconoscerne la natura e, quindi, di evidenziarne i limiti per la ricerca; sempre per la stessa ragione è stato segnalato il loro grado di completezza. I mezzi di corredo coevi alla documentazione sono stati, in vece, ricompresi nella consistenza dei nuclei documentari; 3 .8. Notizie storiche e archivistiche premesse ai vari livelli archivistici. A partire dal 1ivello di superfondo fino a quello di sottose1ie, sono state riportate, ogni qualvolta è stato possibile, notiz ie sul contesto cli produzione (storia istituzionale/amministrativa o nota biografica) e notizie archivistiche (storia e contenuto del nucleo documentario) , differenziate dall'uso di un diverso corpo ti pografico . L'elaborazione cli criteri uniformi ha riguardato anche le citazioni delle opere strettamente legate al materiale archivistico censito, inserite nel testo; le citazioni delle fonti bibliografiche e archivistiche - di natura generale e senza alcuna pretesa di essere esaustive - usate per la ricostruzione della storia degli istituti di conservazione e dei soggetti produttori, riportate in nota; ed ancora , la scelta dell ' apparato di sigle e abbreviazioni utilizzate e di seguito riportate.

SIGLE E ABBREVlAZlONI PRINCIPAU 19 ACS ANGET AO art., artt.

AS ASCCMi ASCCRm

= = = = = =

Archivio centrale dello Stato Associazione nazionale genieri e tras mettitori d' Italia Africa orientale articolo, -i Africa settentrionale archivio storico Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Milano = archivio storico Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Roma

19 Per le citazion i bibl iografiche e archivistiche e per pane delle sigle e abbreviazioni utilizzate , un rif'erime.11to sono state le Non11e p er i co!labormori , Roma , Ministero per i beni culturnli e ambiental i . Ufficio cen tra le per i benj ,,rchivistici. 1992 (Pubblicazioni degli Archi vi di St,1to).


21

STJ?U,11/;;,\ ' fl /)/ IIU:li liC,\

ASDISCAG

= arc hi vio storico doc umentale lstituto storico e di cultura clell' Arma del

ASF

= arc hivio sto rico FIAT = a llievi ufficiali d i complemento = arc hivio Ufficio storico del Comando generale dell'Arma dei carabinieri = archivio Ufficio storico de llo Stato maggiore de ll'Esercito = busta, -e

genio a .u .c. AUSCGAC AUSSME b., bb. BIBL.

btg ca .

CC.R.R. cfr. circ. cit. CNR d.lg. cl.lg.Jgt. cl .l.Jgt. d .m. doc., docc. d.p.r. ecc.

E.I . fase ., fasce . FF.AA. FTAT

ibid.

lo. lSCAG

kg I. ml mod . mq

n. n. mon.

OM 0.M.S. p., pp. prot.

R. RA .RI. r.d .

R.E. reg., regg . rep.

RMCE RR. RST r.t.

rub., rubb .

= = = = =

bibliografia battaglione circa carabinie ri reali confro nta = circo lare = citata = Consigli.o nazionale de lle ricerche = decreto legislativo = decreto legislativo luogotenenziale (durante la luogotenen7.a d i Umberto di Savoia) = decreto [egge luogotenenziale (du rante la prima g uerra mond iale) = decreto minis teriale = documeuco, - i = decreto del presidente della Repubblica = eccete ra = Esercito ital iano = fascicolo , -i = Forze armate ¡ = Fabbrica automobilista italiana Torino = ibidem = Idem (per l'autore) = Istituto storico e di c ultu ra dcli' Anna del genio = chi logrammi = legge = metro lineare, metri lineari = modello = metri quadrati = numero = nu mero monografico = Oro Melara = Oltrema.re Spagna = pagina, - e = protocollo = Regio = radio riJ.evatore = regio decre to = Regio Esercito = reg istro, -i = repertorio = regione militare Centro = rea li = Repubblica socia le italiana = radio telegrafiche/radio telegrafici/radio telegrafico = rubrica, -e


22 S. s.

BOLLETTINO Vl':LL'AI/C/1/V/O 1)/:LJ,'UPFJCIO STO/I/CO

= San, Santa = serie

S.A.R.

= sua altezza reale

SCAT

= S0ciet11 Ceirano automobili Torino = senza data = senza editore

s.d. s.e. sec., secc. s.fasc. sgg . s.l.

URL vol.. voll.

= secolo, -i = sottofascicolo = seguenti = senza luogo = Stato maggiore = s ua maestà = Stato maggiore dell 'Esercito = Società ligure-piemontese, poi Società ligure-piemontese automobili = Società per azioni = servizio permanente effettivo = Arma dei trasporti e materiali = United Nations International Children's Emergency Funcl = Uniform Resource Locator = volume, -i

ago. apr. clic. feb. gen. giu. lug. mag. mar. nov. ott. set.

= agosto = aprile = dicembre = febbraio = gennaio = giugno = luglio = maggio = marzo = novembre = ottobre = settembre

SM S.M .

SME SPA Spa s.p.c .

TRAMAT UNICEF

Inoltre, sono state adottate anche abbreviazioni d' uso corrente q uali col. (colonnello), dott. (dottore), gcn . (generale), ing. (ingegnere), mons. (monsignore), prof. (professore), ten. col. (tenente colonnello) e simili.

5. Un'annotazione finale Prima cli passare alla presentazione dei risultati ciel censimento sento la necessità, alla luce dei ris ultati del lavoro, di esprimere un giudizio non tanto sulla sua qualità questo spetterà a chi avr~1 la cortesia cli esaminarlo - ma sul suo utilizzo futuro. Come più volte evidenziato, il censimento aveva come finalità priori taria quella di far conoscere - in primo luogo ali ' Ufficio storico clcll 'Esercito a cui si deve l'idea ciel progetto20 - le condizioni, spesso non soddisfacenti , in cui versa il prezioso patri-

20 Si ricorda che nel 2003 l' Uffic io storico ha assunto la direzione tecnico-scientifica su i musei dell' Eserci to, circostanza che ha comportato anche Ui.a mod ifica nella struttura dell'Uffic io con la costiluzionc, al suo interno, del la 4" Sez.ione-l'vlusei ed espos izioni.


STRUMENTI DI RICl:RC!\

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moni.o documentario conservato presso una parte dei musei dipendenti dalla Forza armata e, solo in via secondaria, l'obiettivo cli elaborare uno strumento che consentisse la fruizione della documentazione da parte dell'utenza esterna. Nonostante i suoi limiti, dovuti alla sonunarietà e provvisorietà delle informazioni , pensiamo che il lavoro abbia raggiunto il proposito di fornire un quadro generale di riferimento, eia cui trarre utili elementi per future iniziative tese alla salvaguardia e alla valorizzazione della documentazione d i interesse storico conservata dall'Esercito. ln particolare, van·ebbe la pena, per non vanificare l'esperienza del censimento, di progettare e realizzare corretti e appropriati interventi cli riordinamento e inventariazione del materiale archivistico censito nonché cli estendere l'esecuzione di similari attività di ricognizione anche presso altri istituti cli carattere museografico dipendenti sem pre dalla Forza armata ma dislocati nelle altre città italiane.

Si coglie l 'occasione delfa pubblicazione del censimento per ringraziare quanti hanno contribuito alla sua realizzazione . Innanzitutto, per avenni coinvolto nella ricerca, per il supporlo daromi e per la decisione di pubblicare il lavoro, l'U.fj,cio storico dello Stato maggiore del/' Esercito e, in particolare, il col. Matteo Paesano, già capo dell'Ufficio e attuale capo dell ' Ufficio storico dello Stato maggiore della D(f'esa, il col. Antonino Zarcone, capo del 'Ufficio , il ten. col . Roberto Di Rosa, vice Capo del/ ' [Jfficio e capo della 2" Sezione e iL gen. Nicola Della Volpe, già capo della 2a Sezione; l'Anuninistrazione archivisrica e, in particolare, il dott. Antonio Dentoni-Litta e il dott. Mauro TostiCroce, per l'attenzione che hanno dedicato a/l'intero progetto e per i preziosi suggerimenti; il prr~f Antonello Biagini, direttore del Centro interuniversitario per gli studi ungheresi in Italia del!' Università degli studi di Roma "La Sapienza,,, per aver aderito con entusiasmo al progetto. Una gratitudine speciale va ai direttori e a twto il personale degli istituti di conservazione censiti per la totale disponibilità e per l'assidua collaborazione in tutte le fasi del. censùnento: non è qui possibile menzionarli uno per uno ma, per gli enti dell'Esercito, voglio ricordare il col. Mauro Franci, già direttore dell'Istituto storico e di cultura dell'Arma del genio e il gen. Se1~qio Damiani, consulente tecnicoprofessionale a tirolo gratuito dell ' Istituto, mentre, per l'Arma dei carabinieri, il gen. Umberto Rocca, già direttore del Museo storico, il col. Vincenzo Pezzolet, già capo dell'Uffìcio storico dei carabinieri e il ten. col. Giancarlo Baronetti, attuale capo dello stesso Ufjfr io che hanno consentito, anche dopo il marw del 2000, il proseguo della ricognizione. Infine, si ringrazia Elio Lodolini, professore emerito di archivistica presso la Scuola speciale per archivisti e bibliotecari cieli' Università degli studi di Roma "La Sapienza",per la scrupolosa lettura e per i consigli che hanno migliorato la versione finale del lavoro.


Il censimento


STRUMENTI DI 11/Cl:R(;A

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ISTITUTO STORICO E DI CULTURA DELL' AR1VIA DEL GENIO Indirizzo: lungotevere della Vittoria, 31 - 00195 Roma Telefono: 06/37.25.446, 06/47.35.31.49 URL: <http://www.esercito .difesa.it/root/musei/museo_genio.asp> Modalità di accesso: archivio fotografico , chiuso al pubblico al momento del censimento perché in fase di schedatura; Museo storico dell'architettura militare e Museo storico clell 'Anna del genio, accesso Iibero. Per guanto concerne l' accesso all' archivio storico documentale, all'archivio storico iconografico e alla biblioteca la procedura prevede l' invio, da parte dell'utente, di una richiesta scritta al Comando militare del.la Capitale (segreteria del generale vice comandante) e, per conoscenza, all'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'Esercito e alla direzione dell'Istituto storico e di cultura dell'Arma del genio; successivamente, dopo aver ottenuto l'eventuale autorizzazione, l' accesso avviene su appuntamento concordato con la direzione dell'Istituto Orario: MLiseo storico dell'architettura e Museo storico dell'Arma del genio, lunedì-venerdì, 8.30- 12.30, per visite guidate o visite in giorni od orari diversi è necessario prendere accordi con la direzione del l'Istituto Servizi c~fferti agli utenti: assente qualsiasi tipo di servizio cli riproduzione da pa11e dell'Istituto. È però consentito agli utenti di effettuare riproduzioni del materiale con mezzi propri e solo dopo autorizzazione della direzione dell 'lstituto Censimento: dati al dicembre 2004

1 . La storia de li' Is tituto L'origine dell' Istituto si ricollega all'idea concepita nel 1886 da Luigi Durand de La Penne, allora direttore del Genio a Roma, cli togliere Castel Sant' Angelo (o Mole adriana) dalla funzione di caserma, di alloggio e di carcere cui da tempo era adibito e di destinarlo a museo delle armi , sistemandovi il prezioso materiale giacente da tempo dentro casse nell' Arsenale cli Torino. Durand de La Penne, nominato nel 1897 ispettore dell'Arma ciel genio, per tradurre in concreto il suo progetto, scelse come collaboratore l'allora capitano Mariano Borgatti. Solo nel 1901 Borgatti e de La Penne, 1ientrati a Roma dopo un periodo di servizio effettuato fuori dalla Capitale, poterono iniziare, grazie al sostegno dei ministeri della Guerra e della Pubblica istruzione, i lavori di restauro e adattamento cli Castel Sant' Angelo che portarono anche al recupero d.i alcuni affreschi degli allievi di Raffaello . Nel frattempo, però , il Municipio di Torino aveva riattato il Maschio della cittadella e sistemato in esso quel materiale che si era pensato di raccogliere in Castel Sant' Angelo. Svanita così la possibilità di attuazione del progettato museo delle armi, fu stabilito di creare il Museo dell'ingegneria militare italiana dandogli sede nel Mole adriana dove, a partire dal 1902, iniziò a confluire, da ogni parte d'Italia, materiale vario del Genio, nonché modelli , plastici, disegni, stampe e rappresentazioni grafiche di fortificazioni e dj opere militari.


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ilOLUoìTINO D ELL ' AKCNJ V/0 l>l:/.1 .. UFFICIO STO/I/CO

Il Museo fu ufficialmente inaugurato, nelle stanze site sull'appartamento papale del Maschio di Castel Sant' Angelo, il 13 febbraio 1906. Sorgeva così a Roma il primo museo mil itare che risultava essere articolato in diversi locali , suddivisi nei seguenti se.i gruppi: 1° gruppo, cimeli, ritratti e busti, storia della fortificazione italiana, fortificazione di città, attacco e difesa, 1nine; 2° gruppo, lavori del Genio per la Marina; 3° gruppo, Artiglieria, il Genio in Crimea neUa guerra d'indipendenza, fortificaz ione campale, macchine, forni da campo , colombaie militari; 4° gruppo , Biblioteca, manoscritti, disegni di costruzioni e di fortificazione; 5° gruppo, fotografia , telegrafia elettrica; 6° gruppo, storia della telegrafia ottica, materiale da ponte e dei lagunari, materiale ferroviario , aeronautica. In prev isione dell 'Esposiz ione universale che si doveva tenere nel 1911 a Roma al fine cU solennizzare il cinquantesimo anniversario della sua proclamazione a capitale d 'Italia e volendo , quindi, destinare il Maschio di Castel Sant' Angelo a sede cli mostre retrospettive, fu deciso di trasferire il Museo nelle casermette di Urbano VIII, costruite all' interno ciel pentagono cli Pio IV attorno a Castel Sant' Angelo. Con il trasferimento, avvenuto nel febbraio, il Museo assunse la nuova denominazione di Museo storico del genio militare, riconosciuto ufficialmente con r.d. 5 feb. 191Jl; decreto con il quale venne attribuita al nuovo ente la finalità cli custodire "la collezione" dei documenti e dei cimeli, che concorrevano a illustrare le origini e la storia dell'Arma stessa. Dopo l'inaugurazione solenne del Museo, avvenuta il .1 3 febbraio sempre ciel 191 1, la sistemazione dei nuovi locali, coordinata dal Borgatti, nominato direttore del Museo2 , fu all ' incirca analoga a quella precedente sebbene si reg istrò un sensibi le aumento nel numero dei modelli sulla storia della fortificazione italiana. Inoltre, s i diede avvio alla creaz ione degli schedari d 'onore per i caduti e i decorati dell'Arma e , soprattutto , alla costituzione di un apposito archivio per la conservazione dei documenti storici dell'Arma e , g razie all'autorizzazione del Ministero della guerra, dei carteggi prodotti da enti e reparti del Genio militare nel corso ciel primo conflitto mondiale . Per meglio definire e disciplinare tutte le attività del M useo venne approvato, con decreto del capo ciel Governo datato 11 apr. 1929, lo statu to, nel quale si affermò come fine principale dell 'ente quello cli "custodire le medaglie cli bronzo al valore date ad alcune compagnie del Genio nelle guerre di indipendenza, la medaglia d ' oro di benemerenza concessa all' Arma per la sua azione nei luoghi danneggiati dal terremoto del

1 Cfr. «Giornale mil itare uffic iale», (19 1l) . d ispensa 6''. ci rc . 53. 2 Borgatti, oltre ad occupars i del Museo storico de l gen io mi litare , conti nuò anche la sua opera di valorizzazione di Castel Sani' Angelo di cui , nel 19 l l, venne nominato soprintendeme onorario per detern1inazione del Mi nistero della pubblica istruzione e su des ignazione de l Ministern della g ue rra. Infatti. oltre a prosegui re le sue ricerche e a pubbl icare importanti studi su ll,i storia della Mole adriana, l'u tra i promotori sia della S0c ie1i1 degli am ici di Caste l Sant'Angelo , istituita nel 19 11 allù scopo <.l i diffondere e approfondire la conoscenza storica e artistica del mo numento e composta da a lte personalità dell'arte e della cu ltura, s.ia della creaz ione, presso Castel Sani' Ange lo, del Museo m ilitare na:1,iona le, costi1uito nel 1925 con la finalità di divulgare e testimoniare la scoria e le glorie dell ' Esercito.


STRUMENTI DI 11/Cl'IICA

L'J

28 dicembre ciel 1908 [sisma a Messina e Reggio Calabria], bandiere, ritratti dei comandanti, medaglieri ed altri cimeli cieli' Arma, modelli, plastici , strumenti ed apparecchi, disegni e fotografie riferentisi alla storia clell' Anna, la bibl ioteca, l'archivio storico del!' Arma e quello dell'antico Comitato cli artiglieria e genio". Nel frattempo, con l'approvazione del ministro della Guerra e con la collaborazione del Ministero della pubblica istruzione, era so1to, nel maggio del 1927, l'Istituto cli architettura militare a cui furono assegnati parte dei compiti ciel Museo storico del genio militare. In particolare, al nuovo ente, con sede in alcuni locali dello stesso Museo, spettava la raccolta di "quanto si ri ferisse alle detta architettura [militare] nei riguardi storici ed artistici , tanto bibliogrnficamente che iconograficamente, allo scopo di costituire un degno monumento culturale a questo ramo di scienza e cli attività dei nostri padri" e tale compito doveva essere svolto trnmite "acquisti da privati o dal commercio , con campagne cli studii e di rilievi, e accogliendo quanto può pervenirgli da donatori", incentrando le sue ricerche su "tutti i luoghi dello Stato , delle Colonie e dei paesi esteri, nei quali ebbe comunque a svolgersi in tutti i tempi l' attività di nostra gente; tanto nel riguardo degli ingegneri che vi operarono, quanto delle costruzioni che vi eressero" . La direzione dell'ente venne demandata a un direttore e ad un consiglio direttivo , costit11ito da un patronato d'onore (all' interno del quale si stabilì che vi fossero sempre il ministro della. Guerra, il ministro dell'Educazione nazionale e il direttore del Museo storico ciel genio militare) e da consiglieri scelti tra personalità civili o militari con pa1ticolare competenza nelle scienze storiche e militari (fra cui il direttore dello stesso Istituto). Inoltre, vennerq individuate, come strutture annesse all'Istituto, una bibli.oteca e un archivio "per la raccolta di libri manoscritti, stampe, disegni, fotografie e plastici"; materiale che gli studiosi potevano sia consultare che avere in copia in seguito ad autorizzazione ciel direttore dell'lstituto3. Nel corso della sua breve esistenza l' Istituto, diretto da Leone Andrea Maggiorotti, oltre a curare la pubblicazione di un suo periodico finalizzato soprattu tto a divulgare l'architettura militare4, provvide al r.iordinamento del materiale proveniente dal Museo storico del genio mii.i tare; proseguì l'opera cli raccolta del materiale relativo alla storia dell'archjtettura militare (specialmente stampe e disegni illustranti le costruzioni inilitari sia italiane che estere); iniziò a lavorare per la creazione di uno schedario generale delle costruzioni fortificatorie (mura, castelli, torri, fortezze, ecc .); incrementò la sua biblioteca; partecipò attivamente, in collaborazione con il Museo storico del genio militare, alla prima e alla seconda Mostra di architettura militare, tenutesi, nel 1929 e nel 1930, in alcuni locali ciel l padiglione del Museo stesso; supportò le ricerche final izzate alla pubblicaz.ione cli opere sull'architettura militare5 ; e,

3 Regolame1110 del/' fsrituto , in «Atti delrI,tituto di arch icem1ra mi litare», ( L930). I . pp. 163- 164 . 4 Tale pubblicaz ione periodica, intitolata «All i dell ' Istituto di archite ttura m ilitare», venne ed ita da l 1930 al 1934. 5 Ad esemp io , MINISTERO DELLA PU llllLIC", ISTRUZIONE, DIREZIONr-. GENERALE DE.LLE BELLE ARTJ. Il i'vfousofeo d'Adriano e Cas1el/o Sa111'Angelo i11 Romei. Museo nazionale militare e d'arte, a cura di M . BoRGATn , Roma, La Libreria dello Stato, 1929 (Le gu ide de i musei italiani); A.P. Coco. Porli, caswlli e wrri sale/lli11e, Roma, Istituto di architettura militare . 1930; ISTITUTO 1)1J\RCHITEITURA MILITA RE (MUSEO DEL GENIO) , Casrel Sa11t'i\ngelo in Roma ,


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Bo1,u ,rn,vo DEI.I. 'ill/CNJV/0

l )Ell' UFFIC/0 STO/I/CO

anche su sollecitazione dell'allora ministro della Pubblica istruzione, indirizzò molti dei suoi sforzi nell'atti.vità di protezione e vigilanza delle opere di architettura militare, cercando cli creare una rete tra gli enti e gli studiosi del settore . Parallelamente all'attività dell 'Jstituto di architettura militare, proseguì, natural mente, anche quella del Museo storico del genio militare alla cui direzione si trovava il generale Borgatti, poi sostituito , a causa del suo decesso, dal generale Enrico Clausetti. L'ente, oltre ad organizzare, come già accennato, le prime due mostre di architettura miUtare tenutesi a Roma nel 1929 e nel 1930, partecipò a varie mostre anche all ' estero6 , inaugurò nuove sale7 e fu meta di vis ite sia da parte cli militari che cli utenti civili (enti, associazioni e individui) . Nel 1933, a seguito della decisione cli sistemare a parco pubblico la zona adiacente Castel Sant' Angelo, venne disposta la demolizione del padigl ione costruito per l'Esposizione ciel I 911 e delle casermette di Urbano VIII , luoghi in cui erano conservati i cimeli, ricordi e documenti del Museo storico ciel genio mi litare e dell'Istituto di architettura militare; cimeli, ricordi e documenti che furono necessariamente trasferiti, su decisione ciel Ministero del la guerra, nell'ex caserma "Piave" (già batteria Tevere) , sita sempre a Roma in viale Angelìco, ove ebbero sistemazione provvisoria in attesa di una sede più adatta in apposito edificio cli cui era stata già decisa la costruzione nell'area del parco della Vittoria a Monte Mario . A causa della nuova situazione di provvisorietà, il M useo decise cli interrompere l' accesso al pubblico ma continuò a funz iotiare come ente di raccolta del materiale, acquisendo ul teriori cimeli e documenti, proseguì l'attività cli riordinamento cli detto materiale e partecipò, insieme all'Istituto di architettura militare italiana, a mostres . Con r.cl. 28 giu. 19349, venne sancita Ia fusione del Museo storico del genio con l' Istituto di architettura militare in un unico ente che assunse la denominazione di Istituto storico e cli cultura dell'Anna del genio che venne posto alle dipendenze del Ministero della guerra e , per esso, dell 'Ispettorato cieli' Arma del genio. In esecuzione del citato r.d. del 28 giugno , fu approvato , con d .m. 4 lug. 1934, lo statuto del nuovo Istituto al quale furono assegnati, oltTe alle mansioni già spettanti

a cura di M. l:IORGATII , Roma . La Libreria dello Stato, ( l93 ll; E. Vr:R NOI.E, Il cas1ell0Jli Gallipoli. J//11s1rnzione s1orico arch.i1e11011ica, con prefazione di L.!\ . M AGGIOROTII, con concorso e sotto l'egida dell' ISTITUTO DI ,, RCM ITETIURA MILITARE (lvl usr.o DEL. (;ENIO , CASTEL S A:,!T'ANGELO), R(nna, s.e., l933: L.A. MAGG IOROTrl , Gli archilel/i 111ililari, Roma, La Libreria dello Stato, I933- 1939, vo li. 3 . lnoltre, l' Istituto cu rò l,1 ristampa di L.A . f'vL,GG10R0'1T t, Breve c/izionario degli archi1e11i ed ingegneri mi/il(lri , Roma, Istituto poligrafico dello Stato, 1935, e la traduzione in itali ano di alcune opere straniere sull'i1rchitettura e ingegneria militari. 6 Ad esempio, il Musco accettò l' invito, J\mogli dal Consiglio nazionale delle ricerche nel 1932, cli inviare Slloi materiali all a Mostra italiana delle scienze organizzata a Chicago. 7 In particolare. ricordiamo la sala dedicata ai decorati e ai morti in guerra cieli' Anna; la sala dedicata ai monumenti costnt iti in ricordo dei caduti del Gen io e ai monumenti mi litari erelli da ufficiali o soldati dell 'Arma: la sezione sulle opere dovute all'i ngegno degl i architetti e ingegneri m_i licari ital iani che svolsero la loro aui vità all'estero a p,u-ti.re dal sec. X. 8 Ad esempio, aderì alla Mostra del genio militare (Bologna, maggio 1934), a lla Mostra italiana cli strumenti cli ottica (Firenze, maggio-giugno 1934) e alla Mostra dell'aeronautica italiana (Mi lano, giugno-ottobre 1934 ). 9 Cfr. «Giornale mil itare ufficiale», (1934), dispensa 52", circ. 686, e «Bollettino dcll'lstituto storico e di culrnra dell' Anna del genio», I (1934), 1, pp. 91 -92.


STRUMl:/'tfl O! RICERCA

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al Museo storico del genio militare in base al r.d. 5 feb. 191.l , .i seguenti compiti: raccogliere e custodire tutta la documentazione relativa alla storia dell'Arma del genio, dell'architettura e degli architetti militari; raccogliere e custodire i cimeli e i ricordi delle più nobili gesta dell'Arma del genio sia in guerra che in pace; preparare ed esporre al pubblico rappresentazioni plastiche e iconografiche delle maggiori manifestazioni (di carattere non riservato) dell ' attività del Genio militare, al fine di far diventare l'Istituto strumento di propaganda e meta di visite istruttive soprattutto per le scolaresche e le organizzazioni culturali giovanili create dal regime fascista; provvedere alla pubblicazione di un notiziario per dare ragguagli s ull 'attività dell'Istituto; cooperare , con enti militari e civili, alla divulgazione degli studi cli architettura militare (art. 1). Per guanto concerneva il funzionamento interno , lo statuto stabi liva che le attività dell'Istituto sarebbero state disciplinate da un regolamento interno 10, da sottoporre all'approvazione del Ministero della guerra (att. 2); la gestione tecnico-scientifica doveva essere assegnata ad un direttore, scelto fra gli ufficiali generali del Genio in congedo, coadiuvato da un vice direttore e da un ragioniere del Genio e da una consu lta composta da sei consultori, cli cui quattro scelti fra gli ufficiali generai i e superiori del Genio , sia in attività cli servizio che in congedo, e due scelti fra personalità note per i loro studi nel campo della storia, architettura e ingegneria (artt. 3-4) 11 . Contemporaneamente alla costituzione dell'Istituto venne indetto un· appalto-concorso per la costruzione della nuova sede, il cui progetto era stato compilato dal tenente colonnello del Genio Gennaro De Matteis, e, il 20 1.n arzo ciel 1937, iniziarono i lavori sul sedime (terreno cli riporto) della batteria·Tevere. Ai primi d i gennaio del 1939 lo stato avanzato dei lavori permise l'inizio dell'occupazione dei nuovi locali siti a lungotevere della Vittoria e a metà del mese di ottobre dello stesso anno tutto il materiale era stato trasferito e ne fu iniziato il definitivo ordinamento. L'inaugurazione ufficiale della nuova sede, prevista per il 24 giugno 1940, fu rinviata a causa dell'entrata in guerra dell'Italia e rimandata al termine del conflitto. Inoltre, la: nuova situazione militare non permise di intervenire, in maniera risolutiva, sui problemi di stabilità che l'edificio aveva presentato fin dalla sua epoca di costruzione e cbe erano causati dalla natura del sedime e, forse, dalla eccessiva celerità cli fabbricazione12. Per tale ragione l'Istituto rimase clùuso all' utenza esterna dal maggio 1943 al 1953.

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Il regolamento ven ne approvato il IO luglio dello stesso anno.

11Il direuore, il vice direttore. il ragioniere e i quattro membri proveniemi clall' Anna ciel genio dovevano essere nominali dal M inistero della guerra su proposta del I 'lspeuormo del genio, mentre i due membri '·civili" della consu lta dovevano essere designati dai rispettivi sindacati su richiesm ciel Ministero della guerra. Si sottol i nea come 1Uembri della consulta cieli' istituto furono sempre scelte personalità di alto valore scientifico come, ad esempio, i ·architetto Gustavo Giovannoni e l'ingegner Giuseppe Stellingwcrff. Per il testo dello StaluLo del 1934 cfr. «Giornale militare ufficiale». (1934), dispensa 52", circ. 687; «Giornale militare ufficiale>>. ( 1934), dispensa 73", circ. 967; «Bollettino dell'Istituto storico e di cultura dell'Anna del genio», 1_(1934), I . pp. 92-93. 12 Tn realtà, nel 1943, la Direzione generale del geni o incaricò una apposita commissione cl i tecnici di accertare le cause del dissesto e cl i proporre congrui provvedì111enti. A tal i indag ini seguirono alcuni lavori che non risolvettero, però, defi niti vamente i problemi dì consolidamento dell'immobile che, come accenm1to, venne riaperto al pubblico solo nel 1953.


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BOLUoìTJNO /Jt:LL'ARCHJ\//0 JJf;LL'UFFICIO STORICO

Dopo 1'8 settembre 1943 la sede dell'Istituto corse, in varie occasioni, il pericolo di subire dei saccheggi, come si verificò per la contigua caserma della Marina militare "Grazioli Lante" ove vi furono devastazioni e depredazioni di material i, arredi, carteggio, vestiario, effetti di casermaggio, ecc. L'Istituto riuscì a salvarsi sia grazie all'opera del vice direttore, il generale Luigi Lastrico, che diresse l'ente in assenza del direttore (iJ generale Clausetti deceduto nell'aprile 1944), sia grazie al personale che intensificò l'attività di vigilanza . Così , durante l'occupazione nazista, nonostante alcune v isite della sede effettuate eia ufficiali tedeschi, nulla venne sottratto; si riuscì a imped ire, a fine maggio 1944, la requisizione dell'edificio eia parte delI'ex Governatorato cl i Roma che si proponeva cli adibjrlo ad orfanotrofio per i figli degli sfollati; e , infine, con la liberazione di Roma, vennero fatti fallire, specie con la scusa dell' instabilità dell'edificio, vari progetti delle forze militari alleate finalizzati alla trasformazione dell'immobile in ospedale per le truppe, o in circolo per le truppe o, ancora, in ristoro per i sottufficiali dell'Aeronautica. Per quanto concerne l'attività dell'Istituto, vista la sua estrema varietà, ci li miteremo in questa sede a segnalare gli elementi che, a nostro giudizio, meglio testimoniano la particolarità dell'ente e la sua importanza culturale e scientifica. Le modifiche allo statuto e al regolamento interno , che si registrarono nel 1940 13 , nel 1949 1' 1 e nel 195015, non modificarono , cli fatto, le funzion i, i compiti, la struttura e l'organ'izzazione dell'Istituto indicati e stabil iti nel 1934 al momento della sua costituzione. Sebbene nel corso della sua esistenza l'Istituto sia stato costretto, come in precedenza detto, a momenti cli chiusura al pubblico, specie per problemi di stabilità dell 'edificio, è comunque riuscito a caratterizzarsi non solo come ente culturale nell'ambito militare ma anche come vero e proprio centro cli studi e di ricerche nel settore del1'architettura e dell'ingegneria militari. Ricordiamo , infatti , la pubblicazione del «Bollettino clell 'Istituto storico e di cultura cieli' Arma de.I genio», pensato come strumento per la diffusione non solo clell' attività cieli' Istituto e dei "fasti" cieli ' Arma ma anche per quella degli studi sul! 'architettura militare e che è stato promotore, a partire dal 1950 e per alcuni anni, cli una serie cli concorsi, aperti a militari e a civili , su studi storici e tecnici relativi al!' Arma del genio 16; la partecipazione e collaborazione, soprattutto con enti civili , all'organizzazione di mostre e convegn i sull'architettura e ingegneria militari; la creazione cli rapporti sempre più intensi con le isti-

l3 L·unica novità,contenuta nel nuovo statuto approvato con il r.d . 27 lug . 1940.11. 1242, e ra rappresentata dalr imroduzione de lla disposizione relativa al versamento, eia pane degli ufficiali del Gen io, di quote mensili da assegnare alla manute nz ione e fu 1nionarnento clcll" lstituto (ari . 4). 14 Nello statuto del 1949, approvalo con d .p.r. JS giu . 1949, n. 526. si nota una maggiore sottoli neatura del compito di ''promuovere ed associarsi a tlltte le iniziati ve che , in Italia, siano volte a vantaggio e difesa delle opere interessanti l'a rte mil itare , siano queste antiche o moderne, di carattere monumentale e storico" (an . 1, comma 6). Cfr. ,,Giornale mi li tare ufficiale». (1949), dispensa 25",circ. 283,e Vita dell'/s1i11110 , in «Rolleuino dell ' Istituto storico e di c ultura dell 'Arma del genio», XVII ( 195 1) , 35, pp. 133-135 . l5 D.rn. 22 nov. 1950, n. 498, che approvò il nuovo regolamen to clell'lsti tul.o. Cfr. Vif(/ dell'!s1i11110, in «Bolleltino clell'lstituto storico e d i cultura cieli ' Arma del genio», XVII (I 95 l} , 35, pp. 135-139. 16 Pubbl icato dal 1935 al 1982, con una interruzione biennale nel 1943-1945.


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STJWMF:i't/'I DI RICERCA

tuzioni preposte alla tutela de i beni storici al fi ne cli salvaguardare le opere di architettura militare; il contributo a opere su architetti e ingegneri militari e sull' architettura militare; e l'organizzazione d i corsi di cultura per ufficiali. infine, in relazione alla sua struttura interna, di particolare jmportanza sono stati i laboratori per l' allestimento e la manutenzione di modelli e plastici 17 e il laboratorio di legatoria, con una sezione per la disinfestazione, disinfezione e restauro dei libri, documenti e cimeli. Attualmente l'organizzazione clell ' lstiluto, che dall'aprile del 2002 d ipende dal Comando militare della Capitale, comprende l'archivio storico documentale, l'archivio storico iconografi co, l'archiv io fotografico, la biblioteca, il Museo storico dell' Arma ciel genio e il Museo storico dell 'archi tettura 1nilitare 18 .

17 Il Comando ciel Corpo d i SM, con circ. 25 ago . 1934, n. 572 1. aveva deciso di impiegare, in via sperimentale, i plastici di sabbia nelle esercitazioni con i quadri: la le impiego, con circ. 12 nov. l 934 , n. 8020, fu reso o bb ligatorio nello svolgimento delle manovre s ia di grandi unilà sia cli unità e lementari . Successivamente. il Comando del Corpo di SM, con circ. 15 reb. 1935, n. 1150, sotlolineò la necessità che tale impiego fosse sempre. più perfez ionato e diffuso e che perlanto lutti gli ufficiali , e anche i migliori tra i sottufficiali, dovessero essere aùùestrati nella costni zione dei plastici. auività vista anche come utile esercizio per l' interpretazione ùelle carie lopografiche. Nell'apri le del 1935 le superiori autorità mi li tari dis posero che ogni presidio, della fo1-.r.a di almeno un reggimento, dovesse possedere un plastico in mini atura che rn1>present:1sse l'organiu azione cl ilensiva cli una pos iz ione in terreno vario . In conseguenza, l' lspctlo rato del genio provviùe a fare a llesti re un esemplare di plastico , alla scala I : 1000 e seguendo il sistema allora usato dal Servizio geografico dell' Eserc ito francese , che, oltre a dare la visione reale della forti ficazione, offriva la possibilità di studiare la difesa e l'auacco. Ri tenendo che fosse o pportuno diffondere il più possibile la tecnica d.i costruzione de i plastici si dispose che presso l' Istituto storico e di cultura si provvedesse, med iante opponuni cors.i che iniziarono nell'otlobre 1935 , all'addestramento di nuclei di persona le di tuui i corpi d 'armala e divisioni di fanteria alpina . Cfr. Q .A. D'A :v11co, Nuovo procedimen.10 per la costmzione di plastici lopogrqfìci, in «Bolleuino dell' Istituto storico e cl[ cultura dell'Arma del genio», lJ (J 936), 3 , pp . 13- 18; ID., I plastici nelle esercì· w zioni con i quadri, in «Rivista cli fanteria», llJ (1936), 6, pp. 86 1-863. Cfr.. anche , L. LASTRICO, Erme11egildo Menid1e11i ( 1887-1952), in «Bollettino dell'Istituto storico e di cu llura cieli ' Arma del gen io», X 1952) , 40, pp. 133- 135; N . GRIFONE, V cemenario di leonordo. Criteri adottati dalrts1i11110 s1orico e di culwro dell'Arma del genio

vm (

circa la ricos1ruzion.e dei modelli di ponti e jbrrific;azioni per la 11ios1ra "Sciem.e e 1ec11ica di Leo11ardo" a Milano, in «Bollettino dell 'Istitulo storico e di cu ltura de ll'Arma del gen io», XLX ( 1953), 41-42, pp . 222-223. I8 Sulla storia delr lstillllO e degli enci eia cui nacque , oltre alle precedenti note J e 3- 17, c fr. «R ivista di artiglieria e genio», XXrrI ( 1906) , I , p. 167; lnaufi11raz.io11e del i\!luseo dell'ingegnerio m.i/irare italiana in Cas1e/ Sani 'Anfielo in Romo, in «Riv isla di artiglieria e ge.nio», XXLII ( 1906}. I, pp . 310-314: M . BOR<;,,n 1, li lenente generale Luigi Durall{I de ui Penne, in «Rivisla di artiglieria e genio» , XXXVT!T ( 192 1). 4, p. 222; IS1'E1TORATO GENERALE DEL GENIO, Catalogo generale del M11seo s10rico del genio militare , Roma, T ipografia editrice Roma , 19J.J ; 1\!fuseo dell'Arma del genio . Divise , Milc1 110 . A lfieri & Lacroix, 1924; M. BORGNfTI, li l14useo del genio. in «Bollettino dell'Ufficio storico» , I (1926), 4, pp. 245-248; L.A . MAGcaORffl' n , L'Archivio di Jòrtificazio11e nel Museo del genio , in «Bo!letlino dell'Ufficio storico>> , Il ( 1927). 5 , pp . 389-399: Jr>., Opere di s1ile. L'lstitulo 1,l'architettura 111.ililare, in «Esercito e Nazione» , UT ( I 928), 3, pp. 221-23 I ; E. MORELLI.// Museo s1orico dell'aerona11tica , in «R ivista aeronautica», IV (1928), 6, pp. 3-1 5; \liw dell'lstitulo, in «Alti dell 'Istitulo di architeu ura militare» , (1930), l , pp . 149-173; Auivilà dell'lslit1110 di archileltura rnifiwre e del Museo del genio, in «Alli dell'Istituto di architettura mililar.e». (1932), 2 , pp. 103-1 10; Una nuova sala del Museo dell'Arma del genio, in «Bollettino dell'Ufficio storico», VU (1932), 4 , pp. 635-636; A11ivi1à del Museo del genio e dell'lstih110 di archi1e111.,ra 111.ililare, in «Atti dell'Tstitmo di architettura militare» , (1933), 3, pp . 67-74: Museo militore, in Enciclopedia miliwre, pubblic~zione S()UO gl i auspici de «IL POPOLO o'lTALIA» , V. ll•lilano, Jst itu1.o editoriale scientifico S.A., 1933, pp. 400-401; Vita del Museo del genio, a cura della DIREZIONE DEL MUSEO, in «Ani dell'l s1irmo cli architettura militiU'e» , (1934), 4-5, pp. 11 7- 122; \lita del Museo del ge11io nella sua sede prowisoria e dell'l.w11110 di archi1euwa milirare, a cura della DIREZIONE DEL MUSEO, in «Atti dell'Istituto di archi te trura mili tare» , ( 1934), 6, p p. 121- 134; Arti rehttivi alla cosliluzione ed al.fi111zio11mne11to dell'Istituto , in «Bolleu ino dell' lstitnto storico e di cultura dell 'Arma del genio», I (1935), I , pp. 91 sgg.: G. D E


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801.u-:rm,o DelL 'ARct 11wo 01:1.L' Un --i<:JO Sroruco

2. Il patrimonio documemario Presso l'Istituto è presente documentazione cli varia natura (archivistica, fotografi ca, cartografica, ecc.) relativa alla storia e alle vicende dell'Arma ciel genio e delle sue specialità in tempo cli pace e in tempo cli guerra. Tale documentazione è stata , nel tempo , spesso considerata alla stessa stregua dei cimeli , dei ricordi e della mate1iale libraio e sottoposta, in alcuni casi , a riordinamenti che hanno compJetamente eliminato qualsiasi vincolo archivistico. Al maggio del 2005 l'utenza esterna, oltre al materiale esposto nella parte museale e al materiale della biblioteca, poteva accedere soltanto alla documentazione conservata presso l'archivio storico documentale e l'archivio storico iconografico, consultabile secondo i limiti e le nonne contenute nel r.d. 11 lug. 1941, n. 1161 (Norme relative al segreto di Stato), nella l. 2 feb. 1960, n . 68 (Norme sulla cartogrc~fia i~fjtciale dello Stato e sulla disciplina della produzione e dei rilevamenti terrestri ed idrogrc(/ici) , nel d.p .r. 14 giu. 1968 (Particolari topog,-c!fici aventi caratteristiche di

MArrms, Nuova sede del/"Js1itu10 s1orico e di cultura detrArma del genio. in «Bolleltino dell'Istituto storico e cli cultura dell'Arma del gen io», lll (1937). 6. pp. 35-39; Dal Museo dell'ingegneria miliwre a/l'ls1i111to siorico e di çu/wra del/'Arnw del ge11io . Me zzo secolo di storia. In occasione del/'incwgura,jone della 111.1 ova sede dell'!stilufo storico e di cullltra dell'Arma del genio , Mi lano,/\. Alfieri & Lacroix , 1940; V. SECHl, ls1i111to storico e Museo del genio, in «Nazione miliwre», XV ( 1940) , 3, pp. 157- 16 1; E. C., At1ivi1à dell'lstilulo nei rigua,di dell'archileltura militare, in «Bollettino dell' Tstituto storico e d i cu ltura dell'Anna del genio», Vll ( 1941). 14, pp. 89-95; L. LASTRICO, il generale Mariano Borgalli. Nel decennale della 1110/'le. in «Bollettino dell'Istituto scorico e cl i cu ltura del!' Arma del genio» , IX ( 1943), 17, pp. 3-27; S . DEG IANJ, Premessa del diretlore, in «Bollectino dell'Istituto storico e di cultura dell 'Anna del genio», IX-Xl ( L943-1 945), JS- 19-20-21, pp. 7- L2; N. GRWONC:, I cimeli della Sala Marconi all'lslitwo storico e di rnlwra dell'Arma del ge11io , in «Bollellino dell'Istituto storico e cli cu ltura dell'Anna del genio», IX-Xl ( 1943-1945), 18- 19-20-21. pp. 68-11 2; L. LASTRICO, il generale J',Jc,riano Borgalli. Nel decennale della morie, in «Bollettino dell'Istituto storico e di cultura dell'Anna del genio.» , IX -XI ( 1943- 1945), 18-1 9-20-21, pp. 3-27; G. MORABJTO, Commemorazione del gen. Enrico Clauseui, in «Bollettino dell' Jstituto storico e cli cultura del!' Arma del genio», IX-XI (1943 -1 945), 18- 19-20-21, pp. 13-18; ìVllNISTERO l)ELLi\ LJIFESA-ESERCJTO , ISPETl'ORATO DELL'ARMA DEL GENIO, Cos1iwzio11e, statuto e regolamemo imerno dell'ls1itu10 srorico e di cultura dell'Arma del genio, Roma , Tip . 21 ° Scahili menro genio militare, I 951; U. RADALUCCMI, Co111me111orazione. del gen . Mariano Borgaui nel I° cemtmario della sua nasciw , in «Bollettino dell'lstiC uLo storico e d i cultura dell'Arma del gen io», XIX ( I953), 43 -44, pp. 12613 1; S. MAR,\B01ìI, S11/ riordi11amen10 del Museo del ge11io e delle tras1nissio11i, in «Upllettino dell' l~LiLuto storico e d i culnira cicli' Anna del genio», XTX (195 3), 43-44, pp. 103- li 2; N. G ., llJòndawre del/'I.tlituto. Riçmdo di Mariano Borgatli, in «Bollettino deU'lsLiLuto storico e cli cultura dell ' Arma del genio», XIX (\953), 43-44, pp. 124- 125; MARTIR, l musei d 'arma e in parlimlare il Museo del 11os1ro ls1it11w. in «Bollettino dell' Istituto storico e cli cu ltura dell'Anna del genio», XXVII ( 1961), 76, pp. 677-682 ; ll/11strazio11e del Museo de/1'/stifuto s1orico e di cultura dell'Arma del genio, in ANCET-ASSOCIAZIONE NAZ!ONALE GENIERI E TRASMETIITORI D'hi\LIA , Le glorie dei genieri e dei rrasme1/ilori, Roma. Tipol itografia "Aure lia", 1966. pp. 97- 102; M. TlRELI ..J, Costituzione e a11ivi1à dell'ls1ituto slori<:o e di c11ilura dell'An na del genio, in MIKlSTF:.RO DELLADIFESA, Atti del primo Co11veg110 nazionale di slOria militare (Roma, 17-19111arzo 1969) , Roma , s.e., 1969, pp. 263-273; B. REGNI , Il M11seo del ge11io: l'architellura militare , in «EM. Edi lizia militare», IV (J 983), IO, pp. 39-44; R. ScoRZA,L' [slituto storico e cli c11/t11ra dell'Anna del genio, in «EM. Edilizia mi litare», TV (1983) , 10 , pp. 27-38: C. FELICI, l'ls1i1u10 s/orico e di cu/lura dell'Amw del genio, in «Rivista di fanteria», (J 987). 4, pp. 138- 142: /s1i11110 swrico e di cultura dell 'Arma del genio, in Musei militari, a cura dello STATO MAGGIORE DEI.LA DlrESA, UFFICIO DOCUMENTAZIONE E Sli\MPA, Roma , [Sta(() maggiore dife.sa, 19891, pp. 46-47; Istituto storico e di cultura dell'Arma del genio, in S'liHO MAGGIORE DELL'EsERC:rro , UFFICIO STORICO. Musei. sacrari e cimiteri mi/ilari , Roma. Ufficio storico SME, 1989, pp. 28 -29; M. Pucc:1ARl::LLI , Esercilo e tradizioni o Roma, Torino e Pinerolo . Un viaggio 11egli storici musei mi/ilari d 'ltolia, Roma, Scaco maggiore Esercito, [ J 990] , pp.


StRUMEN'l'l DI R!Cf.llCA

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riservatezza e di cui è vietata l'inserzione nelle carie geologiche e nelle carte, piante e piani, ricavati dalle carte e dai documenti cartograjki ufficiali, in libero comm.ercio) e nel d.p.r. 30 set. 1963, n. 1409 (Nonne relative ali' ordinamento ed al personale degli Archivi di Stato). Documentazione relativa ali' Arma ciel genio è conservata anche presso l'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'Esercito.

3. Cenni sulla storia dell'Arma del genio Le prime unità ciel Genio , considerato come arma con fisionomia propria, vengono create nel sec . XVIII. In Piemonte, ad esempio, gli ingegneri militari passano, nel 1726, a far parte ciel Corpo di artiglieria e, con decreto cli Carlo Emanuele III datato 4 luglio 1752, costituiscono il Corpo degli ingegneri cli SM che, l' 11 giugno 1775 , cambia la denominazione in Corpo reale degli ingegneri . Tale ente, che non ha truppe alle clipendenze 19, viene sciolto dal giuramento dì fedeltà al re di Sardegna nel dicembre 1798 in seguito all'occupazione francese del Piemonte. Con il ritorno dei francesi in Italia si costituisce, nel 1800, il Corpo degli ingegneri da cui dipendono una compagnia zappatori e una compagnia minatori; compagnie e Corpo che nell'agosto 1801 vengono inquadrati nel Genio militare francese. Alla restaurazione viene ricostituito , all'interno dell'Armata sarda, il Corpo reale degli ingegneri (con al vertice il Comando generale) a cui si aggiunge anche il Corpo degli ingegneri civ ili e il nuovo reparto tecnico assume, dal l O maggio 1816, la denominazione d i Corpo reale ciel genio militare e c ivile, strutturato in Stato magg iore ciel genio (suddiviso in attivo e sedentario) , Corpo degli zappatori del gen io (composto eia un battaglione di sei compagnie zappatori e una minatori) e Gen io civile (equiparato a grado militare) per il servizio dei ponti., strade e foreste che, nel

185-229; E. V1GNES, Le memorie e i cimeli. L'lstitwo swrico e di cultura dell'Ar111a del ge11io. in L'Arma del ge11io, LRomaJ, Rivista, militare, 199 1, pp. 337-352; ID., L'lsti11110 storico e di cultura dell'Arma del genio, in l.ejimti per la storia mili1a1·e itoliana in età co11tempora1wa . Alfi del l!f Semi11ario, Roma, 16-17 dicembre 1988 , Roma, Ministero per i beni cultunil i e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1993 (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Saggi, 25), pp. 29-32; M.L. D' AUTILIA-M . DE Ntco1.ò-!'VI. GALLORO, Ro111a e Lazio 1930- 1950 . Guida per le ricerche. Fascismo . antifascismo, guerra, resistenza, dopoguerra, a cura di A. PARISELI.A, Mi lano, Franco Angeli , 1994. pp. 277-281; Sroria dell'Eserciio iialiano (1861 - 1990), a cura di O. B0v1o, Roma, Stato maggiore dell 'Esercito, Ufficio storico , 1996, p. 709: M . FRANCI, Istituto storico e di cultura dell'arma del genio (ISCAG), in Co:vJUNE DI ROMA, CmcoscR1Z10NE X Vll, Risorse Tevere. Pmspettive, piani, proge11i, Roma , Comune di Roma , Circoscri,:ione XVIl, 2000 (Quaderni circoscrizionali, 6), pp. 83-88; R. B., Passeggiando nel nostro quarriere. Un pezzo della 11ostra storia a Lungotevere della Vi1toria, in «La Gazzetta di Prati Borgo Della Vittoria Trionfale». I (2001 ), 6 , p. IO; M. FRANCI, L'archite//um militare nel pcurimonio del/'Ts1i1u10 storico e di cult11ra dell'Arma del genio (ISCAG), Roma , in Forrezze cl' F.uropa. Forme, professioni e 111es1ieri ,lell'architeltura di(e11siva in Europa e nel Mediterraneo spagnolo, a cura di A. M ARINO, Roma, Gange1nì Editore, 2003. pp. 2 11-215; ls1i11110 swrico e di culwra del 'Arma del genio. Guida illustrata alla visita ddl'/s1i111ro , a cura di G. B,, L01N1. con aggiornamenti a cura di M. FRANCI, Roma, Iscag, 2003; C. ZANINI, Geniale irt ogni tempo , in «Il carabiniere», LVJll (2005). 3, pp. 92-94; /sti/11/0 swrico e di cultura dell'Ar111a del genio , in Musei storici dell'Esercito, Roma, Rivista militare, s.cl., pp. 40-45. Infine, cfr. ACS, Archivi fascisti, Segreteria panicolare del duce, Car1eggio ordinario, 1922-1943 , b. 35 l , fase. 123.333.

19 Infatti, la Leg ione degli accampamenti (costituita nel 1775) e il Corpo dei guastatori (costitu ito nel l 793) erano posti alle dipendenze del Quartier mastro generale dell' Armata sarda.


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B OLU::n w o n1:1.1.'AIICNf\l/0 Dl:LL .U Pf'/C/0 STORICO

f 1818, cessa di far parte del Corpo reale del genio mil itare e civile e acquisisce, da allora, un ordinamento proprio. Ulteriore conseguenza di tale distacco è la modifica della denominazione ciel Corpo reale del genio militare e civile in quella cli Co1vo reale del genio. Con r.d. cli Carlo Felice del 15 nov. 1823 , viene istituito il Consiglio del genio militare , posto sotto la diretta dipendenza del primo segretario di Guerra e marina e composto da tre membri, compreso il presidente da scegliersi tra gli ufficiali dell'Alto Stato maggiore del Corpo reale del genio . Al nuovo ente viene assegnata la spedfica competenza di esaminare tutti i progetti e i piani , trasmessi dal Ministero deJla guerra e marina, relativi soprattutto alla costruzione cli nuove piazze e di opere di fortificazione. Nel luglio 1837 il Corpo viene riordinato su un Comando generale, otto direzioni lavori e un Battaglione zappatori e, nel novembre 1848, il Genio marittimo viene unito al Corpo reale ciel genio . A partire dal marzo 1852 il Corpo si compone cli un Consiglio, uno Stato maggiore del Corpo e un Reggimento zappatori (su due battaglioni). Il 25 marzo 1858 le attribuzioni assegnate al Comando generale del genio e al Consiglio del genio mili tare vengono concentrate nel Consiglio superiore del genio militare, sottoposto all' autorità dei ministri della Guerra e della Marina. Nel giugno del 1860, il Consigli.o superiore ciel genio militare viene sostituito dal Comitato ciel genio militare . Quest'ultimo non esercitava comando e dipendeva dal Ministero della gue1n cli cui era organo consulente in tutte le materie che riflettevano il servizio del Genio militare. In particolare, il Comitato, su invito ciel ministro della Guerra, doveva dare pareri motivati su qualunque questione relativa sia al servizio ciel materiale e del personale cieli' Arma sia alle invenzioni e scoperte che potevano interessare l' A.rma stessa; esaminare e fornire pareri sulle proposte del bilancio delle direzioni; esaminare gl i specchi caratteristici ciel personale addetto al servizio ciel genio e le liste di proposta d'avanzamento e, sulla base di tali documenti , compilare due quadri generali d'avanzamento, uno a scelta e l'altro ad anzianità, per i diversi gradi e impieghi a cui sì doveva provvedere annualmente; avanzare proposte sulla desti nazione degli ufficiali dell'Arma, degl i impiegati contabili e aiutanti ; analizzare i rapporti delle ispezioni generali e avanzare, sull a base di tali documenti, osservazioni e proposte20. Nel frattempo, il 24 gennaio 186 1, il Corpo era diventato A rma ciel genio che, nel marzo 1862, viene articolata su un Comitato, uno Stato maggio re, due reggimenti zappatori , quindici direzioni e trentatré sottodirezioni; nel dicembre 1864 viene articolata sempre su un Comitato e uno Stato maggiore, sette comandi, venti direzioni territori al i, una Direzione delle officine di costruzione e due reggi menti zappatori che , con r.d. 25 ago. I 867, vengono sciolti e riuniti in un solo ente con la denominazione di Corpo zappatori del genio.

°

2 Cfr. l s1mzio11i pel ser vizio speciale del Genio mi/ilare, annesse al r.d. 22 d ic. 186 1. pubblicato nel supplemento n. 9 ~I «Gionrnle militare». ( 186 1) . pp. l-22.


SrnUM€NTI DI 11/Cf.llCA

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Con l. 30 set. 1873, viene sciolto .il Corpo zappatori del genio e l' Arma ciel genio viene ord inata su uno Stato maggiore e due reggimenti. Inoltre , si decide la soppressione ciel Comitato ciel genio militare e la sua fusione con il Comitato d'artigl ieria2 1 all'interno cli un unico organismo denominato Comitato delle armi di artiglieria e genio. A quest' ultimo , che conserva le stesse caratteristiche cli alto ente consultivo tecn ico già attribuito ai due comitati soppressi, viene attribuito il compito cli revisionare, in ultima istanza e dal punto di vista tecnico, i progetti inviati dal Ministero della guerra e relativi alle opere di architettura militare (fortificazioni e fabbricat i militari) . Nel 1887, sciolto il Comitato delle anni di artiglieria e genio , vengono costituiti, separatamente, gli ispettorati generali di Artiglieria e ciel Genio. In particolare, all' Ispettorato generale ciel genio viene affidata la fun zione cli coordinamento e unifo rmità dell'indirizzo nell'addestramento tecnico dei reparti . Nel 1895 , l'Ispettorato generale viene soppresso e sostituito eia un ispettore alle truppe e eia un ispettore alle direzioni , fortezze e fabbricati; ispettori che permangono ancora con il nuovo ord inamento del 1897 a seguito del quale, però, si stabilì che ìJ più elevato in grado o più anziano avrebbe preso il titolo e esercitato le funzioni di ispettore generale. In seguito , nel 1902, viene ricostituita la carica autonoma dell'ispettore generale del genio e, con la I. 17 lug . 1910, l'ordinamento dell 'Arma del genio prevede l 'lspettorato del genio, due comandi delle truppe, cinque comandi territoriali , sei reggimenti, dodici direzioni , vari stabilimenti e un battaglione specialisti presso cui , con disposizione ciel 28 ottobre dello stesso anno, v.iene istituita una sezione (poi reparto) av iazione. Nell'estate ciel 1914 l'Arma del genio è presieduta dall'Ispettorato generale del genio che aveva la funzione s ia di ente consultivo tecnico del Ministero della guerra, del Ministero della marina e del capo cli Stato maggiore dell 'Esercito nell'ambito dei lavori d i difesa dello Stato, di edilizia militare e dell'organizzazione delle truppe del Genio militare, sia di organo esecutivo dei superiori ordini per i suddetti servizi e per il funzionamento del corpo . Inoltre , l'Ispettorato risulta suddiviso in due reparti: il Reparto delle costruzioni, composto da cinq ue comandi del Genio per la vigilanza sull'andamento ciel servizio delle direzioni e sottodirezioni territoriali del Genio e degli uffici delle fortificazioni, dodici

2 I li Com i taco di artigl ieria ern s1a1.o costituito a seguito del riordi nainemo dcli' Anna di artiglieria del 1861. In base alle Istruzioni relative al servizio d' ;\rtiglieria, an nesse al r.d . 6 apr. I 862. il Com itato viene definito come corpo consulente del Minislero della guerra (da cui d ipendeva) per tutlo ciò che concerneva i :;ervizi e le attribuzioni dell ' Artiglieria e non esercitava comando ma doveva ri chiamare l'attenzione del dicastero su tutto ciò che repu · tava atto a favorire i l progresso dei vari servizi cieli ' Arma. In particolare, su invito del M inistero della guerra, i l Com itato d,i va pareri su qualunque questione relativa sia al serv izio del materi ale e del personale dcli' Arma sia al le i nvenzioni e scoperte che potevano int·eressare l' Arma stessa: esaminava e forn iva i l suo parere sulle propo~te del bilancio delle direzion i ; esaJ11i nava gl i specch i caratteristici ciel personale addecto al servizio d'artiglieria e le l iste di proposta d 'avanzamento e. sul la base d i tali documenti, colllpi]Jva i quadri generali cl ' avanwmenro a scelta e ad anzianità per i d iversi grndi e impiegh i a c ui si doveva provvedere annualmente ; proponev,1 la desti nazione degli ufficiali cieli' Arma e degli impiegaci civ ili; esaminava o preparava le iscruzioni per gli ispettori e per gli ufficiali che si inviavano in missione; anal izzava i rapporti delle ispez ion i al fine di elaborare osservazioni e proposte. Cfr. «Giornale m ilit.are» . ( 1862), IO, pp. 273 e seguenti .


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Bou.En1NO OE:LL'AIICf/11'/0 l)J:LL. Uff/C/0 Sro111co

direzioni del genio militare (una per ogni corpo d'armata) , undici sottodirezioni dipendenti (una per ogni sede di comando di divisione separata dal comando del corpo d'annata), otto uffici delle fortificazion i autonome (tra cui quello di Brescia e quello di Messina, funzionanti anche come sottodirezioni autonome), dalla direzione dell' Officina di costruzione ciel genio cli Pavia, dal la direzione dello Stabilimento cli costruzione ed esperienze aeronautiche cli Roma e da direzioni e uffici del Genio per la Regia Marina (due direzioni autonome a La Spez ia e a Taranto e un ufficio autonomo a Venezia); il Reparto delle truppe, composto da due comand i delle truppe del Genio (uno a Pavia per il l O e 2° Reggimento zappatori e per .il 5° Reggimento minatori ; uno a La Spezia per il 3° Reggimento telegrafisti, per il 4° Reggimento pontieri e lagunari e per il 6° Reggimento ferrovieri), sei reggimenti del Genio con vari distaccamenti (in parte dislocati nell'Egeo e in Libia), dal Battaglione specialisti del genio con sede a Roma, dal Battaglione aviatori con sede a Roma e da un Uffic io cli revisione delle contabilità22 • Nella primavera ciel 1915 il personale dell'Ispettorato dell'Arma del genio viene mobil itato e l' ispettore assume il Comando generale del genio in guerra e nel corso del primo conflitto mondiale l' A.rma mobilita settantanove battaglioni zappatori , nove battaglioni minatori , centoquarantotto compagnie telegrafisti, quarantadue parchi telefonici , sei battaglioni pontieri, due battaglioni lagunari , quattro battaglioni ferrov ieri , sette battaglioni fotoelettricisti, ventinove sezioni radiotelegrafisti e due raggruppamenti aerostieri. Inoltre, a seguito di esigenze operative, vengono create anche nove compagnie lanciafiamme, sei compagnie teleferisti, cinque compagnie motoristi, tre sezioni lanciagas, sette sezioni elettricisti, ventinove plotoni idrici , quattro compagnie pompieri , una compagnia guide fluviali e una compagnia manovratori idraulici. Il 31 agosto 1919, a seguito della smobilitaz ione generale clell 'Eserc.ito italiano, le unità dell'Arma del genio sono gradualmente disciolte al fine cli assumere l'organ izzazione di pace e cessa di funzionare anche il Comando generale del genio che ritorna alla sua sede di Roma e riprende , a partire dal 2 settembre, la denominazione e le funzioni cli Ispettorato generale dell' Arma. Quest'ultima, con l'ordinamento del 7 gennaio 1923, viene articolata su una Direzione superiore delle costruzioni (poi soppressa nel 1925), dieci comandi genio di corpo d'armata, dieci raggruppamenti genio cli corpo d'armata, un reggimento radio telegrafisti, un reggimento pontieri e lagunari, un reggimento ferrovieri, dieci di rezioni lavori, un istituto militare cli radiotelegrafia ed elettronica e una officina costruzioni . Con l'ordinamento dell' 11 marzo 1926, in sostituz ione della carica di generale a disposizione per ispezioni (costituita nel 1920) , viene nuovamente ricostituito l' Ispettorato ciel genio. Inoltre, i raggruppamenti cli corpo d'armata vengono trasformati in reggimenti genio e vengono istitui ti due nuovi comandi genio (u no della Sicilia e l' altro della Sardegna) , il 2° Reggimento radiotelegrafisti e un Gruppo aerostieri.

22 11 Battaglione speciulisti, il Bauaglione av iatori e lo Stabilimento cos1ruzioni aeronautiche, verranno soppressi nel 1915 in conseguenza della costirnzione del Corpo ;1eronau1ico mi litare.


STtWMt:Nrt DI RtC/:;'/ICA

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Tra il 1934 e il 1937 l'Arma del genio, oltre a partecipare alla campagna in Africa orientale nel 1935-1936, è oggetto di una serie di riordinamenti che determinano l'aumento ciel numero dei comandi genio di corpo d'armata (tredici) e dei reggimenti pontieri (due); la formazione di due reggimenti minatori e del Reggimento scuola (con l'unione del 3° e 4° Reggimento); l' istituzione del Battaglione misto genio per la Sardegna e del servizio studi ed esperienze; e la modifica della denom inazione dei reparti telegrafbti e radiotelegrafisti in quella cli reparti trasmiss ioni. In seguito , nel 1940, la struttura clell' Arma ciel genio, ulteriormente incrementata, comprende l'Ispettorato, diciotto comandi genio di corpo d'annata, diciotto reggimenti genio, due reggimenti minatori, due reggimenti pontied , un reggimento ferrovieri, l'Officina delle trasmissioni, l'Officina delle costruzioni e un servizio studi ed esperienze ciel genio. Nella seconda guerra mondiale l'Arma mobilita due raggruppamenti d'armata; tre raggruppamenti per i corpi d ' armata clell 'Albania, deJJa Sardegna e della Sicilia; un raggruppamento speciale per l'Africa settentrionale e un reggimento cl' Africa (Etiopia); diciassette battaglioni artieri, trentaquattro compagnie telegrafisti; diciassette compagnie radiotelegrafisti e diciassette sezioni fotoelettricisti cli corpo d'armata; un battaglione misto genio per corpo d 'armata celere; un battaglione artieri, un battaglione misto collegamenti e una sezione fotoelettric isti per corpo d 'armata autotrasportato ; un battaglione misto genio per corpo d'armata corazzato; un battaglione speciale artieri e un battaglione misto collegamenti per corpo d ' armata libico; quarantatré compagnie artieri, quarantatré compagnie teleradio , quarantatré sezioni fotoelettricisti per divisione cli fanteria; ci nque battaglioni misti genio per divisione teleradio; quarantatré sezioni fotoelettricisti per divisione di fanteria; cinque battaglioni misti genio per divisione alpina; tre compagnie miste genio per divisione celere; tre compagnie artieri, tre compagnie teleradio e tre sezioni fotoelettricisti per divisione autotrasportata; cl\Je battaglioni misti genio per divisione motorizzata; tre compagnie mi.ste genio per divisione corazzata; nove battaglioni misti genio per divisione di fanteria autotrasportabile tipo AS; tre battaglioni misti genio per divisi.one della milizia; due battaglioni misti genio libico per divisione libica. Dopo 1'8 settembre 1943 , le unità del Genio operanti .in Italia e fuori dal territorio nazionale si sciolgono ad eccezione dei reparti inquadrati nelle grandi unità presenti in Italia meridionale, Corsica e Sardegna; reparti eia cui saranno costituiti i battaglioni e le compagnie genio che parteciperanno alla guerra di liberazione. Nel 1944 l'Ispettorato dell'Arma del genio riprende la propria attività e riorganizza l'Anna nelle branche "genieri" e "collegamenti" preparando , così, la loro futura scissione. Nel 1950 l' Ispettorato risulta articolato su una Sezione segreteria e personale e su tre uffici: Ufficio pionieri, Ufficio lavori e Ufficio collegamenti. Due anni dopo, l'Ufficio collegamenti viene sciolto; vengono costituiti l'Ufficio autonomo telecomunicazioni dello SME e la carica di ispettore per i collegamenti; la specialità trasmissioni diviene autonoma e, pertanto , l'Arma del genio rimane formata dalle sole specialità " tradizionali" (ferrovieri, minatori, pontieri, ecc.).


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BOLLET{INO DEll 'AllC/11\!IO DeLl' UFPICIO STORICO

Nel 1975 , in seguito alla ristrutturazione dell'Esercito , l'Arma del genio23 subisce una riduzione nelle unità guastatori, minatori e pontieri e l'Ispettorato perde la competenza nel settore della ricerca, studi ed esperienze, materie che vengono accentra-

23 Per una prima bib liografia su lla storia dell'Anna elc i genio e delle sue specialità, cfr. G . MALAGOLI, Cenni sul servizio delle co/0111baie mi/ilari, Roma, Tip. Lit. elci Comitato d 'artigl ieria e gen io, 1886; C . C..\SXfJ ROVAGLIA, Noie, proposle ed osservazio11i circa gli ullimi ordina111e111i miliwri e l'Arma del genio, Milano, Tip. Bernardoni di C . Rebeschini e C .. 1887; G. MALAGOLJ,// colombo viaggimore e le colo1nbaie mi/ilari, Roma, Tip. Voghern ùirlo , 1888; B. ZANon 1, L'Arma del genio nell'Eserci10 italiano, Roma , Tip. Voghera Enrico, 189 1; L'Arma del genio nella campagna di ,'vfelilla, Roma, Tip. E. Voghera , 191 O; M. BOIWAITI, Il Ceuio militare italiano nelle guerre del /848 e /849 , Roma, Voghera, 1914; MIN ISTERO DELLE C()LOKIE, MOSTRA COLONIALE 01 GENOVA, l lavori del Genio militare in Tripolitania. Relazione sommaria del colonnello G. Marieni, a cura di G. i'vlARlENl, Roma , Tip. naz. G. Benero, I914; M. BORGATT1. /l Genio mi/ilare a/fo difesa di Veuezia e di Osoppo nel 1848-49, Roma, Lab. Foto-li!. del Ministero de lla guerra, 1916; lo., /I Genio mi/ilare alla difesa di Roma nel 1849. Roma. Stab. Poligrafico per J 'amministrazione della guerra, 19 19; L'A rma <lei genio nelle guerre 11az io11ali . Dal 1848 ad oggi, [Roma1, Ufficio de l generale a dispùsiz ione per l'Arma del genio , I l925]; iVt. BoRGAJTI, Storia dell'Arma del genio . Dalle origini al /914, Roma, Rivista d ' artiglieria, 1928-1931 , voli. 4; L'Arma del genio . in «Almanacco delle For1.e annate>>. ( 1927), pp. 3 19-328; L. LASTRICO, Le trallizioni miliwri dell'Arma del genio, in «Almanacco delle Forze armate», ( I928), pp. 569-6 12; li Genio, Roma , Ecliz. della Rivista «Nazione mili tare» , 1936 (Manuali d'arma, I); P. LuCCM1, li Genio nella g11erra /915-/ 9/ 8. Episodi, eroismo,.fìg ure di co111/Ja1ten1i, Bologna, C. Galleri, 19362 ; i\. BALZAC, L'allivilà del Genio mi/ilare iu AO (Erilrea) , in «Rivista cli artiglieria e genio» , LXXVll (1938), 6, pp. 440-455; CORPO TRUPPE VOLONTARIE, COMANDO DEL GENlO, L'Ar111a del genio nella bauaglia del Le1•ame. L11g/io J938-X\!I' Firenze, Tip. classica. 1939; Io., L'Arma del genio nella bauaglia della C(l(a/ogna . 23 dicembre 1938, XV!l-8 febbraio 1939,XVII, Firenze, Tìpocalcografia classica, 1939; Ml1'1STERO DELLA GUERRA, T.'iPE'ITORAT() Dl;LL'ARMA DEL c;ENlO , L'A rma del genio nella grande g11erra. 1915-/918, a cura cli L. LASTR ICO, presentazione di S . DEG l,\N I, Roma , Tipografia regionale, 1940; M. PER RELl.1, Cenni s11ll'orga11izzazione dell'Arma del genio i11 relazione alla guerra auuale, in «Rassegna cli cu ltura mil ilare e Ri vista cl i fanteri a» , VIII ( 1942), 6 , pp.7 11-733; G. C \ IWONA, L'evoluzione s1orica dell'impiego del Genio, in «Bollectino clell'Iscilllto storico e cli cultura dell'Anna del gen io», XIV (1 948), 28 , pp. 79-90; P. STEfNER, / guas1a1ori del Genio, in «Bollettino dell'Istituto storico e d i cultura dell'Arma del genio», Xl V ( I948), 28, p p. l 3-49; G. VERONESE, // servizio idrico dura,uela prima guerra ,nondiale, in «Bollettino cieli 'Istituto stori.co e di cultura cieli' Arma del ge nio», XVI ( 1950), 31, pp. 92- J06; lD .. J/ servizio idrico durante la prima guerr(I 1nondiale. Jl. Cenni descrittivi di alcuni i111pi(l11ti idrici, in «Bolletti no del l'lslituto s1orico e cl i c ultura dell'Arma del genio», XVI (.1950), 32, pp. 91 - 109; L . GROSSO, I porti della Libia ed il Genio mi/ilare nelle operazioni del 1941-/942, in <<Bollettino clell' Tstituto storic o e di cultura cieli' Arma ciel genio», XVJI ( l 95 l) , 33, pp. 10-42; G. VlilWNESE, Il servi;)o idrico durante hl prima guerra mondia/e . lii . lmpianli idrici ad a(ta ed ahissima prev<de11za , in «Bollettino clc ll'lstituto storico e d i cu ltura cieli' Arma elci genio», XVll (1 95 1), 33, pp. 65-86; L. GROSSO, Le.ferrovie della Libia, in «Bollettino dell ' Istituto storico e di cultura cle ll' Arma del ge nio» , XVll (1951), 34, pp. 5-30; M. F,WlLLA , L'opera del Genio mi/i((lre i11 Eri1rea dal 1939 al 1941. / 0 periodo (marzo 1939gi11gno 1940), in «Bollettino dell'Istituto storico e cli cultura dell 'Anna del genfo», XVII (195 I), 35, pp. 71 -89; G. ARSl~ITI, / colombi viaggia/ori durallle /'11/tima guerra, in «Bollettino del.l 'lsti tuto storico e cli cu lmra dell'Anna del genio», XVlll (1952), 37. pp. 46-68; M. FAV IU.A, L'opera del Genio militare i11 Eritrea dal /939 al /941 . 2° periodo (gi11g110-dicembre 1940), in «Bollettino dell'Istituto storico e d i cu lrnra dell'Arma elci genio», XVIII (1952), 37, pp. 78-100; G . ARSET n, / colombi viaggiatori durante l'11llinw guerra , in «Bollettino dell' Istituto storico e cli cultura dell'Anna del gen io», XVJU ( 1952), 38 , pp. 31-53; L. D/\221, Il Genio.ferrovieri al fi'o111e occiden1ale, 1940, in «Bollettino dell'lstiiuto storico ccli cultura dell' Arma dei genio» , XVIII (1952), 39 , pp. 84-98; L. GROSSO, li Genio in A11aiolia, /919-1922 . (App11mi e ricordi), in «Bollettino dell'Tstitulo storie() e di cultura dell'Arma del genio.», XVIII (1952), 40, pp. 72-98; G. lv1o1'TARETIO iV1ARULLO, Considerazioni sul jrJrza111e1110 dei corsi d'acqua, in «Bolletti no dell'Istituto storico e cli c ultura dell'Arnia del gen io», XIX (1 953), 41-42, pp. 10413 1; M. FAV ILLA. L'opera del Genio militare in Eri1rea dal 1939 al 194 l . 3° periodo: difesa della.fivm iera, ripieg(ll11en10 sull'altipiano e ballaglia di Chere11 (gennaiojeb/m,io 1941), in «Bollettino dell'Istituto storico e d i cu ltura de ll'Arma del gen io», XIX ( 1953), 43-44, pp. 83-1 02; MINISTERO DELLA DIFESA, STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, ISPETTORATO DELL' ARMA DEL GflNlO, L'Arma del genio nella guerra 1940-45, a cura de li'ISTiTUTO STORICO E DI CULTURA OELL'AR~-fi\ DEL GE:-110, Roma, Tip. F. Francion i, 1953; G. VBRQj';l;SE, l111pia1110 idrico di Momenero d 'Idria e Selva di Tamova, in «Bolletti no clell'lstitulo storico e di cu ltura dell'Arma del gen io», XIX


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STIWMcNTI DI 1/ICEI/CA

te nel l' Ufficio ricerche e studi dello SME. Infine, nell'ottobre del 1997 l'Ispettorato cieli ' A rma del gen io ha cessato di esistere.

(1953). 43-4-t. pp. 27-45: l o .. lmpio1110 i</rico di Montenero d'Idria e Selm di Tamow, /co11ti1111azjo11e) , in «Bollettino dell'Istituto storico e di cultura dell'Arma del genio». XX ( 1954). 45. pp. 56-64: lo .. /111pia1110 itlrico di Mo111e11ero d'Idria e Sefro di Tanwva (co111imw:io11e). in «Bolleuino clell' r~tituto storico e di cultura cieli' Anna del genio», XX ( 1954). 46, pp. 225-252: E . Sc:ERNI, // co11rrib1110 del Genio militare 111/'e,•o/11:ione degli al1ipia11i C(lrsici dello \/e 11e:z,ia Giulio . in «Bollclli no dell'Isti tuto ~torico e cli cultura dell'Anna del genio» , XXl ( 1955), 50-51. pp. 183-193: F. FELCtNI. t,perien:e su/l'impiego delle unità del Genio pionieri nella rwnp,1g11a d'lralia ( /943-45), co11 panimlare riferi111e1110 all'opera .\·1·0/ta dalle 1111i1à del Genio dell'Esercùo iwli<mo. in «Bollettino delristituto storico e di cultura dell' i-\rma del genio». XXII ( 1956). S6. pp. 359-378: ID.. Esperilm:a su/l'impiego delle 1111ità del Genio 1Ji011ieri nella rn111pag11a d'/udia ( 1943-1 9-15) con panico/ore r((erime11111 all 'opera s\'/1/ta dalle 1111ità del Genio del 'Esercito italiano. in «Bnllc11i 110 dell 'lstillltOstorico e di cultura cieli ' Arma del genio». XXI lJ ( 1957). 57, pp. 5-4 I : G. SPA1't:, El'Ol11:io11e della .1pecialitàferro,·i<?ri dalla sua costit11~io11e al 19./0. in «Bollettino dell'Istituto storico e di cultura dell'Arma del genio». XXIII (1957). 59. pp. 231 -254: A. C\HO. l/ Genio militare 11ella ca111pag1w in A.fi'ica orienrale /scacchiere No11/). Roma, l stitll to storico e di cultura dell'Arma del genio. 1959 (Collana di monograrie dell ' Istituto storico e di wl tura dell'Arma del genio, 6); I,. S,w1:-i1, L'Arma del genio. ProJpettive e s,•il11ppi. i n «Bollenino dell 'Istituto stori co e cli cu ltura del l ' Arma del genio», XXV f ( 1960). 69, pp. 93 -100: G.B. MtLANI, Un 'opera ciclovica don,ta al Ge11io miliwr<'. in «Bollcllino dell' Istituto storico e di cu ltura dell'Arma del genio» . XXVI ( 1960) . 70. pp. 233-240: G. SP1\NU. / lag1111ari, in «Bollettino dell'Istituto storico e di culrura dell'Arma elci genio», XXVH (1961 ), 74.pp.217 -253; V. ANGE1,orn. / telegrafisti nella guerra 19/5- 1918. Roma. Istituto storico e cli cultl1r.i dell' i-\rma ciel genio, 1963 (Collana cli monografie clell'Jslituto srorico e di cultur.i dell'Arma del genio. 9): L. L ,,sTRJCO, Le traddoni mi/irari dell'amw del Genio (/1110 al 1914). in «Bollettino dell'Istituto Morico cdi cu ltura dell'Anna del genio». XXIX ( 1963). 81. pp. 49-69: M. PERRELLJ. L'Arma del genio nelle opera~io11i iu Alba11ia ( /940-/9,/ J). Roma. Istituto storico e di cultura dcli' Arma del genio. 1963 (Collana di monograne dell'Istituto storico e di cultura dell' Arma del genio, 10); ScuoLE 01 APPUC"AZIONE D f\RM,\ . L'Arma del genio. Ce1111i storici, fTorinoJ, Fotoli l. clcllc scuole di applicazione d 'arma . 1966; G. SPANU, I repal'li pontieri s11/l'lsrm:,o e sul Fim·e nella g11erra 1915- /918. in «Bollcnino del l 'Istituto storico e di culwra cJel l ' Arma del genio», XXXHI (1967). 98. pp. 152-180: ID.. / reparti pontieri s11/l'!.w111:o e sul Pial'e 11el/a g11erra 1915- 19/8. in «Bollettino dell'Istituto storico e di cultura del!' Anna del genio». XXXlll ( 1967) . 99. pp. 365-394: A. CASTRO./ ferrovi eri del Ge11io dal 1940 al /943, in «Bollettino clcll'lstituto storico e di cultura cieli' A rma del genio» . XXXVII ( 1971 }, Il 5. pp. 27 1-3 1J: P. MANZI, Colo111/)(lie e co/o111hi vioggiarori 11ello b(lfraglia di Viuorio Ve1ieto. Conrrib11to alla storia dell 'Armo del ge11io , in « Holleuino dcll' lsti luto storico e d i cultura del l ' Arma del genio» . XXXIX ( 1973) . 121 . pp. 75-87: Ci111piego dei colombi ,·iaggimori .mllafro111e iw/o-austriaca per sen·i:i rii colle.r:ame1110 e d'i11Jon11a:io11e. A1111i 19/7-/918. in «Bollettino ddl'btituto storico e di culturn dell'Arma del genio». XXXIX ( 1973). 122 . pp. 169-190: M . T tRELLt, / pontieri italiani al/i-onte msso. Roma.Istituto , torico e di cultura dell' Arma del genio. 1973 (Col lana cl i monogra l'ic clcll'Istitu10 storico e di cu ltura del!' Anna cie l genio. 26): V. C,, 1.ABRESG. L'Arma del genio 1wll'assedio di GaNa. Gaeta. Gazzetta, 1984: STATO ~·tAC,GIOl(E DEu:Est:RCITO. lSPETl'ORATO 01:1.1.'AR.\tA DEL GE.'110. / corpi del/'/111110 del genio. Si111esi swriche e stemmi araldici. Roma. SME. Ispettorato dell'Arma del genio. 1990: !,'Arma del genio. [ Roma I, Ki\'i5ta militare, 1991: F. DELL' UoMO-R. Puu,rn . L'Esercii(/ ltalit,110 verso il 2000 . Srorio dei Corpi dal /86/. 11. Roma. Stato maggiore dcli' Esercito. ufficio storico. 1998, pp. 247 sgg.: R. D' ASCIA. Storia dt'll'Amw del genio. V I, Dolla/inl' dello Pri111a g11erra 111ondiale allo rigilia della ca111pag11a in Africa Orienwle (1918- 1935). Roma , Stato maggiore dcli 'Esercito, Ul'licio stori co. 2002. 0


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80lU:Tf/NO DELL'ARCHIVIO Df.-u:UFFICIO STORICO

ARCHIVIO FOTOGRAFICQ24 Nell'archivio fotografico, non accessibile all'utenza esterna al momento del censimento perché in fase cli schedatura, oltre al materiale fotografico è conservata documentazione di natura cartografica , filmica, iconografica e sonora . ARMA DEL GENIO R ACCOLTE E MISCELLANEE

Racco I t a fotografi c a , bb. 8 , voll. 2,fascc. 4, album 425 , fotografie sciolte 800 ca. , negativi 20.000, lastre 15.000, diapositive 300 , docc. e cartoline sciolte (secc. XIX-XX) . Registri e schedari parziali . Materiale relativo ai seguenti soggetti: attiv ità dell'Arma del genio e delle sue specialità in tempo di pace e in guerra; sperimenti sui materiali; ufficiali cieli' Arma del genio; vita militare; cerimonie; piantine e planimetrie di edifici militari. R a c e o 1t a

c a r t i n e , 5 ml ca. (secc. XVfll- XX).

Carte cli natura prevalentemente militare. R a c c o lt a M os tr a

e a r to Ii ne

d e 1l a

m i I i t a r i , (1915- 1918).

r ic o s tr uz i o ne

cl e l

1 9 5 O , scatola l (1950).

Testimonianze sonore della cerimonia di inaugurazione. Parte ciel materiale necessita cli restauro. M i s c e 11 a n e a

f i 1 111 i c a , pizze 40 (anni Sessanta-Settanta del sec. XX) .

La maggior parte del materiale proviene dal la raccolta cinematografica ciel generale Angelo Bagnani , vice presidente clell 'Associ.azione nazionale genieri e trasmettitori d'Italia dal 1966 al 1973, clonata nel novembre 1976 all'Istituto storico e di cultura dell'Arma del genio dal capitano Failla, capo sezione ANQET di Roma.

ISTITUTO STORICO E DI CULTURA DELL'ARMA DEL GENIO

Ra ce o l t a

f o t o g r af i e a , album fotografici 183 ca. (sec . XX) .

Raccolta proc'otta dall'T.stituto e relativa ai seguenti argomenti: conflitti mondiali; edifici e infrastrutture militari; monumenti; cerimonie; materiale conservato presso l' Istituto .

24 t ·archivio fotogra fico è si tuato al secondo piano dell'ed ificio nella sta nza identificata con il numero "408" .


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S1'11UMt:NTI DI Rl('J:RCi\

ARCHIVIO STORICO DOCUMENTALE2s La documentazione conservata nell'archiv io storico documentale risulta essere stata versata principalmente dalla Direzione generale del gen io e dall ' Ispettorato dell'Arma del genio. Parte dei nuclei documentari sono stati, nel tempo, oggetto di riordinamenti archivisticamcnte non corretti che hanno determinato la creaz ione di raccolte e miscellanee in base, so prattu tto, al l'evento bellico e alla materia2<i. Ino ltre è presente parte dell'archivio dell'Istituto storico e di cultura dell'A rma del genio, composto in prevalenza eia pratiche di carattere amministrativo e contabile . ARMA DEL GENIO R ACCOLTE lS MISCELLANEE

G ue rr a ita Io a u tr ia c a I 9 l 5 I 9 I 8 , bb . 954, pacchi 2, rcgg. 2 e fasce. 3 ( 19 .15- 19 I 8, con docc . dal 1908 e fino al 1926) . Elenchi s .cl. Fin dall ' inizio del primo conflitto mondiale il Comando generale elci genio aveva prescritto, a tutti gli enti del Genio mobi litati, di raccogliere e conservare il materiale , di varia natura, che potesse i nteressarc la storiografia cieli ' Arma nella guerra in corso e di inviare al Museo storico del genio i trofei di guerra, i c imeli e i ricordi personali dei militari dell'Arma caduti su l campo. Nel febbraio del 1918, al fi ne cli effettuare in maniera più efficiente e rn7.ionale l' attività cli raccolta del materi ale, si decise di costituire, presso l'Ispettorato generale te rritoria le del genio , una speciale commissione per la raccolta delle memorie storiche riguardanti l'opera dell'Arma nelle operazioni bell iche. Il generale Giovanni Marieni, comandante generale del Genio , decise di affidare la pres idenza della suddetta commissione al maggiore generale Mariano Borgatti. Sempre per disposizioni del Marieni, i comandi e uffici de l Genio dovevano per primi selezionare il mate riale, privilegiando, in tale scelta , la conservaz ione di quella documentaz ione che meglio testimoniasse il valore tatti-

25 L'archivio storico documentale è si1uato al primo piano dell ·ed ificio nella ··Sala conferenze·' . identificata con il numero ..323'" (giiì "333"". già ·'6..). 26 È probabile che l 'auuale struttura , ia clovuia.,pc.:cic per gl i arch ivi prodtllti nel corso dclli1prima guerrn mond iale, acJ un'a11i vit~ e.li ri ord inamento effet1uma Ira il 1958 e il 1960. Jnfatli . nel maggio del 1958, l ' Ispettorato dell'Anna dc.I genio. con l'approva,:ionc del capo di Siato maggiore dell'Eserci10. decise di Cùmpletare l"ùpcra del Borgani e. quindi. di scrivere la ~toria dcli" Arma dal 1914. Per realizzare tale progetto venne affidato l'incarico ad un co111itato per lu storia clell"Arrna del genio. presicdu10 dal genera le di corpo cl"a rmata Luig i Amoroso. sulla base anche cl i nuovo materi ale (arch ivist ico, librario. fotogra fico e iconogra rico). da f'n r confluire presso l ' l stittllo siori co e di cuhura dctr /\nna del genio a cui venne assegnalo anche i l compito cli ··calalogarc·' ta le materiale seguendo i criteri di riordinamento fhsmi dal citato comitato. poi ,cioho nel maggio 1960. Inoltre. per quanto concerne il lavoro sugli ,irchi vi prodotti durante i l secondo conflitto mondiale. 1·a11ività di selezione termi nò nd 1968, a cui ,cguì i l lavoro d i riorcli namen10 e "sis1e111azione in appM ite cartel le''. Cfr. No1i:.iario de/1'1\mw. in «Bùllcttino dcll'lslituto storico e d i cu lltlra dell'Anna del genio». XXJV ( 1958). 62. pp. 257-258: /\11ivi1èl dell'lslÌlmo. in «13ollellino dell'lstiluto storico e di cultura delrAnna del genio». XXVI (1960). 70. pp. 489-491: Misre/lt,11ea. in «Bollettino dctrl sli tuto storico e d i cu ltura dell"Arma cie l genio». XXXI V (1968). l03 . p . 444.


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,

801.,1, l;TflNO DELL 'ANCH/V/0 /J El.i. 'UFF! CIO STORICO

co , individuale o tecn ico dell'Arma e, solo dopo avere effettuato tale selezione, dovevano inviare il materiale direttamente alla commissione, per il tramite dell'Ispettorato generale territoriale ciel genio. Quest'ultimo emanò analoghe disposizioni ai comandi, direzioni e uffici territoriali del Genio allo scopo di conservare anche la documentazione relativa all ' apprestamento dei mezzi di guerra dell 'Arma . La commissione elaborò un programma di lavoro c he prevedeva il riordinamento degli archivi soprattutto in base ad una serie di argo menti relativi , ad esempio, alla costituzione organica dell 'Arma (personale e materiale) , all'azione tecnica del l' Arma (organizzazione difensiva delle località, strade ordinarie, ferrovie , teleferiche, ponti, costruzioni, laboratori dell'industria di guerra, servizi fotoelettrici , servizi delle comunicazioni rapide , serv izi dei trasporti, servizi degl i incendi, servizi degli approvv igionamenti, ecc .) , alle azioni tattiche e di merito e ai lavori e serv izi nel terri torio27. ll fondo, conosciuto anche co n la denominazione di Serie nera , è costituito da carteggio, conservato in fascicoli non originali , prodotto soprattutto dall'Ispettorato generale del genio, dal Comando generale del genio , dai comandi genio delle armate e dalla D irezione lavori di difesa ciel Comando generale ciel genio. La documentazione testimo nia specialmente l'attività tecnica del!' Arma dei gen io nei settori della fortifi cazione campale, dei collegamenti e delle comunicazioni. Sono presenti documenti in lingua francese, spagnola e tedesca e materiale fotografico, cartografico (carte topografiche, tavole , disegni, schizzi, luc idi , grafici , profili altimetrici, ecc .) e a stampa . Si segnalano le seguenti serie:

< Comando generale del genio > 1915-1 918 , con clocc. dal 1908 e fino al l 920 , bb. 442, pacco I e fasce . 6. Si segnalano le seguenti sottoserie: Circolari 1915-1917, b b. 3. Ordinamento 1915- 1919, con clocc. dal ]911 e fino al 1920, bb . 31: direttive, formazione e dislocazione grandi unità, unità, servizi ed enti dell' Arma ciel genio mobilitati, movimento truppe , scioglimento reparti dell'Arma ciel genio, situazione reparti e forza e organici. Ordini ciel g iorno 1917-191 8, bb. 2: ordini del giorno e comunicazioni di servizio del Comando generale del genio, del Quartier generale , dèlla Direzione gen io lavori di difesa e reggimentali. Sistemazione dife nsiva 1915- 1918, con docc. dal 1908 e fino al 19 J 9, bb. 52: c ircolari , bandi , ordinanze, ordini del g iorno e norme tecniche, relazioni e piani d i lavoro sulla sistemazione difensiva, situazione operai impiegati nei lavori, studi e progetti al lagamenti e mascheramenti, ispezioni e visite alle linee difensive, tipi cli batterie, osservatori, appostamenti, mitragliatric i, ricoveri e trinceramenti, com missione per il

27G. M ARIEN I , Le memorie swriche dell'Arma del genio nella presente guerra . i n «Bolletti no tecn ico di guerra dell' Arma del genio», I ( I 9 J8), nrng., pp. 5- 10. Inoltre, cfr. ASDISCAG , Arma del genio , Raccolte e miscellanee, Guerra i1alo-a1wriaca 1915-1918, b. 3, fase. 6 , b. 663, rase . 4 e b. 816.


S1/WMl:N'ff JJI RICERCA

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mimetismo, ripiegam ento de lle truppe itali ane nell 'ottobre-novembre 1917, impiego lanc iafiamme e uso gas asfissianti , enti e reparti, sistemazioni difensive austriache, francesi, inglesi e tedesche. Servizio automobili stico 19161918 , con docc . fino al 1919, bb. 3: circolari, materiali e mezzi . Servizioelertri co 191 5- 19 18, con clocc . fino al 1919, bb. 5: impi anti. macchine, material i, reparti e personale. Servizio fotoelettrico 1917-1918, b. 1: stazioni fotoelettriche, materiali, reparti e personale. Servizio idrico 1915- 1918, con docc. fino al 19 19. bb . I 3: istruzioni e circolari , situazione impianti idrici, organizzazione impianti idri c i nelle armate e per la popol azione civj le, materiai i, macchinari, reparti e personale. Servizio lanciafiamme e lanc iagas 19151917. b. I: circolari , mezzi, materiai i, reparti e personale. Servizio lavori ferroviari 1916- 1918, con clocc. fino al 1920, bb. 3 . Mine, esplosivi, interruzioni 1915- 19 18 , con cicce. fino al 19 l 9, bb. 14: istruz ioni , guerra cli mina e contromina, materiali , corsi su uso esplos ivi, reparti e personale. Servizio motoristi e perforazione meccanica 1916- 1918, con dccc . fino al 1919. bb. 5 : circolari, lavori di mi na ed esperimenti di perforazioni , commiss ione cli contro llo per la perforazione meccanica, corsi per ufficiali; materiali, n,ezzi, reparti e personale. Servizio pompieristico 1915- 19 18 , con docc. fino al 1919, b. I: norme di servizio. materiali, cors i di abilitazione al servizio , repa,ti e personale. Ponti e strade 1915- I 918 , con clocc . fino al 19 19, bb. 33: istruzioni. materiali , costruzioni , riattamen ti , collaudi , manutenzione, p rogetti , relazioni , studi. ispezioni, bollettini idrometrici sul livello dei fiumi e personale. Servizio sanitario 19 17- 1918, con clocc. fino al 1919, bb . 2 : disposizioni antimalariche, Laboratori o tossicologico, profilassi contro malattie infettive , bo llettini relativi alle ma lattie infett ive e personale sanitario . Servizio teleferico 1915-1918, con docc. dal 1912 e fino al 1919, bb. 32: circolari. istruzioni. impianti , materiali , rapporti settimanali , reparti, materiale teleferico austriaco e personale. Servizio telegrafonico e r.t. 1915- 1918 , con docc. fino al 1919 , b. 24: c ircolari, ordini di serv izio. stazioni e lince, materiali, servizio rad iotelegrafonico per l'Aeronautica e bollettin i di guerra. Servizi vari 1915- 1918. b. 1: servi zio r.t. , servizio telegrafonico , servizio colombofilo , servizio fotoelettrico. Lavori di ripristino 19 16-1918, con docc. fino al 19 19, bb. 16. Materiali 19 15-1 918 , con docc. fino al 1920, bb. 63: c ircolari , disposizioni , progetti, studi, invenzioni ed esperienze, rifornimenti, situazioni , inventari e attivitĂ di recupero materiali. Personale 19 15- 1918, con docc . fino al 191 9 . bb. 104 e fasce. 5: ufficiali (circolari, disciplina, concorsi, nomine, promozioni. assegnazioni, trasferimenti , movimenti . congelamenti , istruzione e corsi. ruolini, specchi e vari azioni, statistiche e fascico li personali), sottufficiali (avanzamenti), truppa (disciplina, avanzamenti, trasferimenti, censura e teatri per soldati), personale civile (c ircolari, ragion ieri , geometri e personale tecni co dipendente, richieste di lavoro, norme per assunzione, reclutamento e trattamento operai in caso di infortuni , ordini d i movimento, specch i e situazioni), ricompense e onorificenze a uffic iali, sottufficiali , truppa e personale civile. Prig ionieri di guerra 1918, con cicce. fino al 191 9, bb. 4: circolari , impie-


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801.1.1:JTINO DF.l/, ' ARCl1/VIO Dl::LL' UFFICIO

Sro,oco

go , trattamento econom ico , amministrativo e disciplinare, alloggiamenti , servizio sanitario, richieste di notizie e rimpatrio. Bollettini e notiziari di guerra 1916-1918, bb. 18: bollettini e notiziari di guerra, bollettini di intercettazione telefonica e interrogatori di prigionieri e disertori e notiziari sulla forza nemica. Pubblicazioni 191 8-1919, b. l e fase . l: pratiche relative al ÂŤBollettino tecnico cieli' Arma del genioÂť. Diari storici militari 1915-1918, bb. 2. Pratiche cli carattere generale e amministrativo 1.915-1918, con docc. fino al 1919, bb . 4: c ircolari, encomi e perdite, esperienze , studi e invenzioni, ascoltazione sotterranea, personale militare, indennitĂ varie e premi, esonero personale mi i itare e civile.

< Ispettorato telegrafonico> 1915-1918, con docc. fino al 1919, bb. 8. Circolari , istruzioni e disposi zioni, diari storici, relazioni , dati, schemi comunicazioni e personale. l" Armata

< Comando genio l" Armata> 1915-1918, con docc. fino al 1919, bb. 64: Sistemazione difensiva 1915-1918, con docc. fino al 1919, bb. 26: circolari, direttive e ordini di operazione, lavori di fortificazione e cli rafforzamento, studi e relazioni, piani d' attacco, difesa antiae rea e difesa antigas . Servizio fotoelettrico 1915-1917, b. 1. Servizio idrico 1916- 1918, bb. 4: organizzazione servizio, programmi lavori, relazioni , situazione e funzionamento impianti. Mine , esplosivi e interruzioni 1915-1 918, bb. 5: interruzioni stradali (progetti, studi relazioni e specchi) e lavori cli mina e contromina. Ponti e strade 1915-1918, con docc . fino al 1919, bb. 9: lavori ferroviari, dati statistici, costruzioni, manutenzioni, specchi e schemi. Servizio teleferico 1915-1918, b. I . Servizio telegrafonico e r.t. 1915- 1918, b. 1: impianti. Servizio pompieristico 1915-1918, b. I. Materiali 1915-1918, con docc. fino al 1919, bb. 4: disposizioni, istruzioni, relazioni e situazioni , depositi, visite ai manufatti, materiali recuperati e catturati. Lavori di ripris tino 1917-1918, con docc. fino al 1920, bb . 7: relazioni lavori e verbali di accertamento. Bollettini e notiziari 1915-19 I 8, bb. 3: notiziari cli guerra, bollettini operazioni al fronte , bollettini situazione Forze armate e notizie sul nemico. Pratiche di carattere generale e amministrativo 1915-J 918 , bb. 2: strade, ponti , servizio elettrico, baraccamenti , provvedimenti adottati per le truppe, personale civile, perdite , ricompense e propaganda. < Comando genio llI Corpo d'armata> 19 15- 1918 , bb. 11: Sistemazione difensiva 1915-1916, bb. 7: lavori di difesa affidati ad unitĂ di Fanteria, stud i, rapporti e relazioni, apprestamenti militari austriaci e diari storici. Mine, esplosivi e intenuzioni 1915-1918, bb. 2: nonne, progetti, relazioni, reparti minatori e visite alle interruzioni. Ponti e strade 1917, b. l: lavori stradali e prospetti delle aggiunte e varianti. Varie 19 16- I 9 I 7, b. l: fotoelettricisti, teleferisti , materiali , gas asfissianti e impianti lanciafiamme e lanciagas.


STRUMliNTI DI ///CERCA

"+I

< Comando genio V Corpo d'annata> 1914-1918, bb. 19: Sistemazione difensiva 1914-1918, bb. 15: ordin i di operazione, provvedimenti, studi , relazioni e rapporti, apprestamenti difensivi austriaci. Mine, esplosivi e interruzioni 1915- 1918 , bb. 2. Servizi vari 19 16- 1918, bb. 2 : circolari, servizio idrico, servizio elettrico , servizio fotoelettrico, servizio teleferico e servizio telegrafonico.

< Comando genio X Corpo cl' armata > 1916-1918, con docc. fino al 19 .I 9, bb. 2: Sistemazione difensiva 1916-19 J 8, b. 1: relazioni e monografie. Mine, esplosi vi e interruzioni 1916-1918, condocc .finoal 1919, b. l:relazioni.

< Comando genio XX Corpo d'armata> fase. 1. Sistemazione difensiva.

< Comando genio XXII Corpo d'armata> 1916-1918 , con docc. fino al 1919, fase . l. Sistemazione difensiva.

< Comando genio XXIV Corpo cl' armata > 1916, fase. l. S istemazione difensiva. < Comando genio XXV Corpo d'armata> 1918, fase. l. Sistemazione difensiva.

< Comando genio XXVI Corpo d ' armata> 1917, fase. l. S istemazione difensiva. < Comando genio XXIX Corpo cl' armata > 1915-1918, bb. 13: Sistemazione difensiva 1915-1 918 , bb. 11: ordini, relazioni, progetti , reparti e diari storici. Mine , esplosivi e intenuzioni I 915-1918 , b . 1: progetti, studi e lavori. Ponti e strade 1916- 1918, b. l.

2a Armata < Comando genio 2a Armata> 1915-1918 , bb. 6 e fasce. 6: Sistemazione difensiva 1915-1918 , bb. 5: relazioni e diari storici. Servizio idrico 1917- 1918, fasce. 2 : relazioni e diari sugli impianti idrici. Servizio pompieristico 1915-1918, fase. I: diari storici reparti. Interruz ioni 1915-J 918, b. I: lavori e inte rruzioni stradali. Servizio teleferico 1915-1918, fasce. 2: relazion i e memorie s toriche. Materiali 1917, fase. 1: situazioni. < Comando genio II Corpo d ' armata> 19 15-1918, fase. J. Relazioni e diari storici. < Comando genio VI Corpo d'armata > 1916-1917, fase. 1 . Relazioni e d iari storici.

< Comando genio VIIJ Corpo cl' annata > 1916-1918, con docc. fino al 191 9, fase. 1. Relazioni e diari storici.

< Comando genio XII Corpo d ' armata> 1915-1918, con docc . fino al 19 19, fase. l. Relazioni e diari storici. < Comando genio XXIV Corpo d ' armata> 1918, con docc. fino al 1920, fase. 1. Diari storici.


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,

BOLLCTTJNO Uf':LL'AIIC/11\110 DF.l, L ' UFFICIO STORICO

< Comando genio XXVI Corpo d'armata> 1918, con docc. fino al 1920, fase. l. Diari storici .

< Comando genio XXVIII CoqJo d'armata> 1918, fase. l. Diari storici. < Comando genio XXX Corpo d ' armata> 1918, fase . l. Relazioni e diari storici.

< Enti vari del Genio> 1915-1918, b. l. Specchi, comunicazioni, memorie storiche della Direzione genio militare della 2a Armata e diario storico dei lavori eseguiti in zona cli operazione dell'Ufficio tecnico del genio di Cividale.

3a Armata < Comando genio 3" Armata> 1915- 1918, con docc. dal 1912 e fino al 1919, bb. 46: Sistemazione difensiva 1915- 1918, con docc. dal 1912, bb. 19: norme e direttive, rapporti , relazioni e ispezioni. Ponti e stra de 1915- 1918, con docc. fino al 1919, bb. 2: relazioni, studi, lavori e impianti . Mine, esplosivi e interruzioni 1915- I 918, bb. 5: ordini , progetti , lavori, situazioni e relazioni. Servizio idrico 1915-1918, b. 1: circolari, impianti, situazioni e relazioni. Servizio elettrico, telegrafonico e r.t. 1916-1918 , bb . 5: impianti, schemi , reparti e relazioni. Lavori cli ripristino 1918 e 1919, bb. 2 : immobili danneggiati dalla guerra, adattamento e restauro immobili , sistemazione campi cli aviazione e relazioni. Progetti, studi ed esperienze 1915-1918, b. l. Bollettini e notiziari 1915- 1918, con docc . fino al 1919, bb. 5: ordini ciel giorno , circolari, notiziari cli guerra e notiziari sull'attivitĂ nemica. Diari storic i e relazioni 191519 18, bb . 5. Pratiche varie e materiali 1915- 1918, b. I: circolari, perdite, ricompense, recupero materiali e documenti forze nemiche.

< Comando genio VI Corpo d ' armata> 1916, fase . 1. Sistemazione difensiva. < Comando genio Vll Corpo d'armata> 1915 e 1917, fasce . 2. Sistemazione difensiva. < Comando genio VlII Corpo d'annata > 1917-1918, fasce . 2 . Sistemazione clifensi va.

< Comando genio Xl Corpo d 'armata > 1915-1 918, fasce. 6. Sistemazione difensiva.

< Comando genio XIII Corpo d 'armata> 1915-1918, fasce. 4. Sistemazione difens iva.

< Comando genio XIV Corpo d'armata> 1918, fase. I. Sistemazione difensiva. < Comando genio XV Corpo d'armata> 1916, fase. I. S istemazione difensiva . < Comando genio XXIII Corpo d 'armata > 1917-19 18, con docc. fino al 1919, fasce. 3. Sistemazione difensiva.


STII /JME/'ffl VI RICERCA

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< Comando genio XXV Corpo d'armata> 1917- 19 18, fasce. 2. Sistemazione difensiva.

< Comando genio XXVI Corpo d'annata> 1918, fase . 1. Sistemazione difensiva . < Comando genio XXVIII Corpo d'annata> 1918, fase . 1. Sistemazione difensiva. 4" Armata

< Comando genio 4" Armata > 1915-1918, con clocc. fino al 1920, bb. 53: Ordinamento 1916-191 8, con docc. fino al 1920, bb. 3 : circolari, ordinamento, dislocazione, funzionamento, sistemazione e sc ioglimento unitĂ , enti, reparti e servizi dell'Arma ciel genio, personale militare e civile, organizzazione e dislocazione delle forze nemiche. Sistemazione difensiva 1915- 1918, bb. 16: direttive, ordini del giorno , progetti e studi, lavori, ispezioni e visite, gas asfissianti , difesa antiaerea, diari storici, relazioni e sistemazione difensiva nemica. Servizio elettrico e fotoelettrico 1915-1918, con docc. fi no al 19 19, bb. 3: circolari , studi, forniture e recuperi materiali , impianti , inventari , relazioni e personale addetto al servizio elettrico. Servizio idrico e pompieristico 1915-1918 , b. l: studi,progettierelazioni. M ine,esplosivieinterruzioni 1915-1918, bb. 6: studi, progetti, lavori, prospetti, verbali di consegna, inchieste e relazioni. Ponti e strade 1915-1918, bb. 2: dati statistici , lavori e relazioni. Servizio telegrafonico e r.t. l 91 5-1918, bb. 4: circolari, istruzioni , intercettazione e censura telefonica, sistemazioni linee, mezzi, materiali e relazioni . Materiali 1915-1 918 , con docc. fino al 1919 , bb. 6: studi , progetti, recuperi, situazioni, cessioni e alienazioni , materiale abbandonato dal nemico e relazioni. Lavori di ripristino 1918, con docc. fino al 1919, bb. 8: perizie, censimenti e ripristino fabbricati danneggiati dalla guerra , cessioni materiali in conto danni di guerra , commissione di accertamento per danni di guerra, relazioni e rapporti. Progetti, stud i ed esperienze I 915- 1917, -b. l. Notiziari 1917-1918, bb . 2: situazione forze nemiche e verbali interrogatori prigionieri di guerra. Pratiche cli carattere generale 1915- 1918, con doccAino al 1919, b. l: perdite, ricompense ed encomi , censura nĂšlitare, servizio ciel mascheramento e difesa contro i gas.

< Comando genio I Corpo d'armata> 1915-1918, b. 1 e fasce. 2: Sistemazione difensiva 1915-19 18 , b . l. Mine , esplosivi e interruzioni 19161917 , fasce. 2: interruzioni stradal i e lavori di mina. < Comando genio Vl Corpo d'armata> 1917- 1918 , bb. 3 e fasce. 2:

Sistemazione difensiva 1917-1918,bb. 3 efasc . l. Mine ,esplosivieinterruzioni 1918, fase. 1: interruzioni stradali e lavori di mina.

< Comando genio IX Corpo d ' armata> 1915-1918, fasce. 7: Sistemazione difensiva 1915-1918, fase . l. Mine, esplosivi e interruzioni 1915- 1918, fasce. 6: interruzioni stradali , lavori di mina e contromina .


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BOLL/:,--,¡1'/NO /JELL' ARCNIV/0 OHl.'U FFIC/0 STORICO

f < Comando genio XVIII Corpo d'armata> 1916-1918, con clocc . fino al 1919, fasce. 5: Sistemazione difensiva 1916-1918, con docc . fino al 1919, fasce. 4. Mine, esplosivi e interruzioni 1918 e 1919, fase. 1: in terruzioni stradali e mine. < Comando genio XXVII Corpo cl ' armata > 1917- 1918, fasce. 2:

Sistemazione difensiva 1918, fase . 1. Mine, esplosivi e intenuzioni 1917, fase . 1: interruzioni stradal i.

< Comando genio XXX Corpo d'armata> 1918, fasce. 2: Sistemazione difensiva 1918, fase. l. Mine, esplosivi e interruzioni stradali 1918, fase . 1: interruzioni stradali.

5" Annata < Comando genio 5" Armata > 19 l 8, bb. 2. Studi e relazioni su sistemazione cl ifensiva.

6" Armata < Comando genio 6a Armata> 1915-1918, con clocc. fino al 1919, bb. 18: Sistemazione difensiva 1915-1918, bb . 8: progetti , lavori , visite. ispezioni, relazioni e rapporti. Servizio elettrico e telegrafico 1917-1918 , b. 1: impianti, personale e relazioni . Servizio idrico e pompieristico 1916-1 9 18, b. I: relazioni. Mine, esplosivi e interruzioni 1916-1918, bb. 2: progetti , lavori, visite , ispezioni e relazioni. Ponti e strade 1916-1918, b. 1: lavori e relazioni. Servizio teleferico 1917, b. 1: relazioni . Servizio telegrafonico 19181919, b. 1: relazioni. Materiali 1917- 191 8, b. 1. Lavori di ripristino 1919, b. 1. Varie 1916-1918, con clocc. fino al 1919, b. 1: ordini del giorno e cli servizio, ordinamento, opere danneggiate dalla guerra, lavori cli ripristino e richieste di risarcimento clann i. < Comando genio XVlll Corpo d'armata> 1917, fase . l. Sistemazione difensiva.

< Comando genio XX Corpo d'armata> 1917 , fase. l. Sistemazione difensiva.

< Comando genio XXII Corpo d'armata> 1917, fase . 1. Sistemazione difensiva.

< Comando genio XXVI Corpo d'annata> 1917, fase. 1. Sistemazione di fensiva. 7" Armata < Comando genio 7'' Armata> 1918, bb. 23: Sistemazione cl.ifensiva 1918, bb . 9: stud i, programmi, vrn1te e relazioni. Servizio elettrico 1918, b. 1: reti e relazioni. Servizio idrico e pompieristico 1918, b. 1: organizzazione serviz-io e inchieste su riforni menti idric i. Interruzioni 1918, bb. 5: progetti, interruzioni strade , ponti e I inee fenoviarie. Ponti e strade 1918, bb. 2: progetti, lavori e relazioni. Servizio teleferico 191 8, b. 1: progetti , impianti e rapporti . Servizio telegrafonico e r.t. 1918, b.


SnwMENTI DI IIIC/:1/C;\

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l: norme e disposizioni, stazioni, verbali di cessione materiale telegrafonico e relazioni . Servizi vari 1918 , b. 1: servizio ferroviario, servizio fotoelettrico, mascheramento e recupero materiali nemici. Bollettini e notiziari 1918, bb . 2: operazioni italiane , alleate e nemiche.

< Comando genio III Corpo d'armata> 1917- 1918, fase. I. Sistemazione difensiva. < Comando genio XIV Corpo d'armata> 1918, fase. l. Sistemazione difensiva .

< Comando genio XXV Corpo d'armata> 1918, fasce. 2. Sistemazione difensiva. 8" Armata

< Comando genio 8" Annata > 1917- 1918, con docc. fino al I 919, bb. 3 e fasce. l1: Ordinamento 19 J 8, con docc. fino al 1919, fase. 1. Sistemazione difensiva 1918, con docc. fino al 1919, bb. 2: circolari, studi, piani, relazioni e diari storici. Servizio idrico e pompieristico 1918, con docc. fino al 1919, fasce. 2: relazioni e diari storici. Interruzioni 1918, con ciocc . fino al 1919, fasce . 2: interruzioni stradali. Ponti e strade 1917-1918 , con docc. fino al 1919, fasce. 3: relazioni. Lavori cli ripristino J918, con clocc. fino al 1919, b. l: relazioni . Servizi vari 1918 , con clocc. fino al 19.19, fasce. 3: servizio teleferico e decauville e servizio telegrafonico . 9" Armata

< Comando genio 9" Armata> 1917-1918, con docc. fino al 1919, bb. 2 e fasce. 6: Ordinamento 1918, con clocc. fino al 1919, fase. l. Sistemazione difensiva J 917-1918, con docc. fino al 1919, bb. 2: disposizioni , conferenze, relazioni e diari storici. Servizio idrico e pompieri stico 1919, fase . I: relazioni. Ponti e strade 1918, con docc. fino al 1919, fase. I: relazioni. Servizi vari 1918, con docc. fino al 1919, fasce. 3: servizio teleferico e decauville e servizio telegrafonico. Inoltre, si segnalano le seguenti serie:

< Comando genio XVI Corpo d'annata - Albania> 1916-1918, con c\occ. fino al 1920, bb . 10 e fasce. 4. Relazioni sull'opera svolta in Albania dall'Arma del genio nel corso ciel primo conflitto mondiale. Sono presenti anche cai1eggi ciel Comando genio truppe d'occupazione Albania e della Sezione autonoma del genio militare a Valona.

< Comando genio Xli Corpo d'armata - Zona Carnia> 1916-1918, con docc. fino al 1919, bb. 3. Sistemazione difensiva. < Comando genio Corpo d'armata cecoslovacco> 19]9, fase. 1. Diario storico. < Comando genio r.t. della Venezia Giulia> 1920, fase. J. Diario storico. < 1° Reggimento genio> 1916-J 918, con clocc. fino al 1919, bb. 5. Diari, memorie storiche e relazioni relative ai battaglioni e compagnie zappatori.


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IJOLLf;Tf't NO DeLl ' AII.CHl\110 l)f;LL ' UFFICIO Sr o111co

I < 2° Reggimento genio> 1915-1918, con docc. fino al 1920, bb. 5. Diari storici dei battaglioni e compagnie zappatori . < 3° Reggimento genio> 1915- 1918 , con docc. fino al 1920, bb. 47. Relazioni, diari, memorie, dati statistici e scherni dei collegamenti relativi alle compagnie telegrafiste inquadrate nel Reggimento. Inoltre, bollettini di guerra austro-germanici. < 4° Reggimento genio> 1915-1918 , con docc. fino al 1920, bb. 8. Diari storici e memorie storiche relative a sezioni, battaglioni e compagnie pontieri e lagunari . < 5° Reggimento genio> 1915-1918, con docc. fino al 1919, bb. 5 e fasce. 5. Diari storici e memorie storiche relative alle compagnie minatori, dislocazioni , ruolini e attività compagn ie minatori , teleferisti e motoristi . < 6° Reggimento genio> 1917- 1918, con clocc. fino al 1919, bb. 3. Ordini ciel giorno, diari storici e relazioni relative alle compagnie ferrovieri. < 7° Reggimento genio> 1916-19 18, con clocc. fino al 1919, bb. 10. Relazioni, diari storici, memorie, dati statistici e scherni dei collegamenti relativi alle compagnie telegrafiste inquadrate nel Reggimento. < Corpo aeronautico militare> 19 15-19 L8, bb. 2. Diari storici delle sezioni aerostatiche campali e autocampali e relazioni sulle operazioni . < Battaglioni Genio miliz ia territoriale> 1915-1918. b. I . Diari storici dei battaglioni genio rnilizia territoriale e delle centurie del Genio. < Compagnie Genio milizia territoriale> 1915- I 9 I 8, b. l. Diari storici. < Comandi Genio divisionali> J 915- 1918, b. 1. Diari storici e relazioni sull 'impiego del Genio nelle divisioni. < Direzioni Genio mii.i tare> l 915-J 918 , bb. 3. Appunti , relazioni e memorie stori che relative alle direzioni Genio militare di Alessandria, Ancona, Bari, Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Verona. Relazioni e memorie storiche delle sottoclirezioni Genio cli Chieti, Piacenza e Sezione'staccata di Savona. < Direzione lavori difesa> 1917-1918, bb . 2. Diari storici. < Uffici fortificazioni> 1915- 1918, bb. 2. Lavori. < Uffici staccati lavori difesa > 1916-1919, b. l. Documentazione su strade e fortificazioni costruite clall 'Ufficio tecnico staccato del Comando supremo, diari storici e relazioni ciel l O , 2° e 3° Ufficio staccato lavori difesa. <Ruolini> bb. 74, regg. 2 e fase. I. Ruolini degli ufficiali , comandi, reparti, unità, ente e uffici cieli' Arma ciel genio. Parte del materiale potrebbe essere stato prodotto dall' Istituto storico e di cultura dell'Anna del genio .


STRUMENTI DI 11/C!;RCA

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< Quadri rep~uto > 1919, b. l. < Commissione militare interalleata di controllo in Germania, Ufficio fortificazioni> 1921- 1926, con docc . dal 1909, bb. 7. La documentazione testimonia l'attività della sezione italiana della 3n sotto-commissione fortificazione, struttura della Delegazione italiana nella Commissione militare interalleata di controllo che operò al termine della prima guerra mondiale . ln particolare, il compito della 3" sotto-commissione era quello di stabilire, in base agli artt. 180-196 del trattato di Versailles ciel 19 I 9, quali opere fortificate , fortificazioni e piazze forte la Germania dovesse conservare o distruggere. Guerra

et i op i e a , bb. 8 (1935-1936, con docc. dal 1934 e fino al 1938).

Documentazione prodotta soprattutto dall'Ispettorato dell'Anna del genio , versata all'Istituto storico e cli cultura deJI' Arma del genio nel 1937. Sì tratta di circolari e cli documenti relativi al la costituzione, mobilitazione e attività unità e rep~uti dell'Arma ciel genio. Inoltre , è presente anche materiale fotografico e cartografico S e e o n cl a g u e r r a m o n cl i a I e , bb. 415 , regg. 7, fasce . 6 e album fotografico 1 (1939- 1945 , con docc. dal 1917 e fino al l 948 e materiale a stampa dal 1888). Il fondo, conosciuto anche con la denominazione di Serie rossa, è composto da documentazione prodotta soprattutto dall' Ispettorato dell'arma del genio (Reparto addestramento; Reparto tecnico per i materiali; Reparto collegamenti, Sezione radio; Reparto lavori) e , in minima parte, dall'Ufficio trasmissioni , dall'Ufficio operazioni I e dall'Ufficio telecomunicazioni~dello Stato maggiore del Regio Esercito . Come per il carteggio prodoitto dai comandi , enti e reparti ciel Genio nel corso della prima guerra mondiale, anche per le carte relative al secondo conflitto mondiale si decise, fin da subito, il loro versamento presso l'Istituto storico e cli cultura cieli' Arma ciel genio28 anche se la parte più consistente venne acquisita dall 'Istituto negli anni 1952- 1953.

28 Ad esempio, ancora nel 1949, l'Ispettorato dell'!\ rma elci genio, nelln c irc . 15 lug. 1949 , n. 0 1/3069, aven1e come oggetto la " Raccolta d i documentazioni e cimeli interessanti !"opera del l 'Arma del genio (guerra 1940- 1943 e guerra di liberazione)", sottol inea l ' opportunità, da parte degl i uffici e comand i del Genio, cli effettuare delle ricerche per individuare gli event ual i carteggi e gli oggetti, "'importanti dal punco di v ista tecnico e storico", che si fossero sal vati dalle distruzioni , spoliaz ioni e perdite causate dal confl ino. Inoltre, J"Jspcttorato inclic<1va , agli uffici e comand i del Genio , d i estendere ta li ricerche anche presso gli uffic ial i , sottufficiali e rispettive fam iglie. nonché presso privati. Spettava sempre ai suddetti comand i ed emi la prima selezione ciel materiale di c ui dovevano co mpi lare un elenco eia i nviare, in duplice çopia , al i 'Ispettorato che avrebbe poi provvedt11.o a inoltrarlo ali "Istituto. Quest "u ltimo, suJJa base deJJ "eI.eneo elaborato dagli enti e comandi del Genio doveva effettuare una ulteriore e definitiva se lezione del materi ale che avrebbe dovu to essere conservai.O. Crr. Due circolari dell'/spe11orato del 'Arma per I '/s1iww, in «Bolle11ino ciel i ' Isti tuto storico e di cultura dell'Anna ciel genio» , XV (I 949), 30, p. 137.


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Bol.U:T/1NO Vt:LL ' AuCNJV/0 Vl:LL'Ui:FJC/0 STONICO

Tra la documentazione, che è stata oggetto di un riordinamento per materia e/o argomento , si segnala la presenza di materiale fotografico e cartografico (carte, corografie, grafici, disegni, schizzi e lucidi) . <Circolari> 1939-1942, con clocc . dal 1936, b. l. Circolari su formazione e organici delle grandi uni tà e dei reparti dell 'Esercito. <Ordinamento> 1939-1944, con clocc. fino al 1947, bb. 11: Riordinamento e riorganizzazione dell'Esercito 1940- 1944, con clocc . fino al 1947, b. 1: riorganizzazione dell ' Arma ciel genio, militarizzazione del personale civile , militari dell ' Arma del genio sbandati, assistenza a militari e civili profughi, concessione terreni ed elenco dei ministri e dei sottosegretari del Governo De Gasperi. Ordinamento e mobilitazione Arma del genio 19391944, bb. 10: costituzione, ordinamento, mobilitazione e scioglimento comandi e reparti cieli ' Arma del genio . < S ituazione forza e dislocazione dei reparti mobilitati > 1940-1943 , bb. 12. Documentazione relativa ai comandi e ai reparti, in approntamento, mobilitati, autonomi o assegnati alle grandi uni tà, cieli' Arma del genio e dislocati in Africa settentrionale , Grecia, Montenegro e Russia. < Quadri reparto> I939- 1944, con docc . dal 1926, bb . 49. Quadri reparto ufficiali, sottufficiali e impiegati civili.

< Sistemazione difensiva > 1939- 1945, con clocc. dal 1930, bb. 78. Si segnalano le seguenti sottoserie: Fortificazioni 1939-1943 , con docc. dal 1933, bb.16: norme tecniche e amministrative, lavori difensivi in Africa settentrionale, Francia, Iugoslavia e Russia, relazioni su sistemazioni difensive e disegni fortificazioni. Minatori e mine 1939- 1945, b. 14: istruzioni, materiali , dotazioni, studi, esperimenti, esplosivi, mine e mezzi bellici usati da eserciti nemici, minatori (d islocazione reparti) , artieri (reparti , addestramento e studi) , bonifica campi minati e collaborazione fra Italia e Germania e fra Italia e Ungheria. Interruzioni 1939-1942, bb. 3: no•·me, situazione e specchi delle int.enuzioni. Guastatori 1940-1943, bb. 4: reparti, materiali , corsi e addestramento, commissione italo-ungherese ed esperienze all 'estero. Zappatori 1940- 1942, b. l: reparti e quaderni di caricamento. Mascheratori e mascheramento 1940-1944, b. 3: istruzioni, costituzione e mobi li tazione reparti, lavori di mascheramento immobili militari e impianti idroelettrici, corsi e addestramento e costituzione ciel Centro addestramento mascheratori presso la Scuola centrale del Genio cli Civitavecchia. Idrici e idroelettriche 1940- 1943 , bb. 7: reparti , impianti , materiali e personale . Antincendi 1939-1943, con docc. dal 1938 , b. 1: reparti, corsi e addestramento, materiale e attrezzature. Ostacoli anticano 19401943 , con docc . dal 1930, bb . 3: direttive, memorie tecniche, prove ed esperimenti guerra d'arrest..>, sbarramenti anticarro in Svizzera, carri armati fran-


STRUM ENTI DI 1//C"EI/C,\

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ce.si e ostacoli anti.carro esistenti sulle strade in Iugoslavia. Osservatori 19391943, con clocc. dal 1932, bb. 11: aerostieri (reparti, corsi di addestramento sul servizio sbarramento aereo, studi, memorie su sbarramento aerei , reparti aerostieri da osservazione e sbarramento aereo per la Marina militare, collaborazione italo-tedesca e relazioni), aerofoni (corsi addestramento aerofonisti e apparecchi d'ascolto), fotoelettriche (istruzioni, reparti, corsi e addestramento, materiali, studi, esperimenti e commissione italo-tedesca per l' unificazione costruzione materiale fotoelettrico contraereo), fotocinematografisti (reparti, corsi, addestramento e materiali). Difesa contraerea 1939-1943, bb. 3: norme tecniche, dispositivi allarme aereo , torri osservatori per la difesa contraerea, ricoveri antiaerei e organizzazione servizi di soccorso. Difesa costiera 1940-1943. b. 1: fortificaz io ni. <Collegamenti> 1939-1945, con docc. dal 1917 e fino al 1948 e con materiale a stampa dal 1888, bb. 85, regg . 7 e fasce . 2. Si segnalano le seguenti sottoserie: Stazioni r.t. 1939-1944 , con docc . dal 1934, bb . 12: pubblicazioni e istruzioni sulle stazioni r.t., dislocazione stazioni r.t. , dati tecnici sui mezzi di collegamento, modelli di grafici dei collegamenti, invenzioni , coefficienti geometrici del collegamento radio sul mare, parti cli ricambio , compagnie, battaglioni e plotoni radiotelegrafisti, materiali preda bellica in Francia e in Grecia, materiali inglesi, relazioni su sperimentazion i ed esercitazioni e personale per stazioni r.t. Collegamenti tdefonici 1940-1942 ca ., bb. 6: centralini telefonici campali, telefoni magnetici e telefoni degli uffici dello Stato e materiali telefonici di preda bellica. Radiolocalizzatore RA.RI. 1943, b. l: officine, corsi e personale. Difesa costiera J940-1943, b. 2. Colombaie 1939-1945 , con docc. dal 1917 e fino al 1948 e con docc . a stampa dal 1888, bb. 32 e regg. 7: disposizioni di legge, circolari e direttive, rapporti situazioni colombaie militari e dati statistici, fogli matricolari e caratteristici dei sottufficiali colombieri , fabbricati adibiti a colombaie, alloggi sottufficial i per guardia colombaie, colombi viaggiatori presso Esercito francese ed Eserci to tedesco; si segnala anche la presenza cli registri di protocollo relativi ai dispacci-colombo giunti alle colombaie. Collegamenti in Albanin 193)-1940, fase. l. Commissioni per le telecomunicazioni dell'Ente italiano per le audizion i radiofoniche 1939-1940, b. 1: relazioni e verbali della comm issione speciale per l'impianto cli stazioni radioelettriche destinate a servizi speciali (istituita con decreto ciel Ministero delle comunicazioni del 22 gcn. 1940), relazioni e verbali del comitato direttivo per le trasmiss ioni speciali (istituito con cl.m. del 16 ott. 1940), organismi per i quali venne chiamato, in qualitĂ di membro, un ufficiale del ]' Arma ciel gen io come rappresentante del Ministero della guerra . Comitati 1940-1943, b. l: documentazione relativa al comitato superiore tecnico per i servizi militari elettrici e delle comunicazion i elettriche del Ministero dell'aeronautica, al comitato tecnico corporativo per l'industria dei dielettrici, alla commissione protezione rete telefonica (istituita dal Comando supremo e diretta


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,

ROUE '/TINO DEL.L '1\//C:HI\IIO Dlii.I.' U FJ' ICIO STO/I/CO

dall'Ispettorato generale de.Il' Anna del genio, con l'obiettivo di assicurare la continuitĂ dei collegamenti militari in caso di offese aree), al com itato per le telecomunicazioni (istituito presso il l\llinistero delJe comunicazioni con I. 29 gen. 1940, n. 281), al comitato direttivo per le trasmissioni speciali (istituito presso il Ministero delle comunicazioni), al commissariato telegrafonico della 2a Annata, al commissariato telegrafonico per la 4a Armata, al sotto-comitato nomenclatura vocabolario elettrotecnico presso il comitato elettronico italiano (istituito dall'Associazione elettrotecnica italiana e posto sotto l'alto patronato del CNR), al comitato protezione rete telegrafonica nazionale (istituito nel marzo 1943 dal Comando supremo presso l'Ispettorato generale dell'Arma del genio) . Servizio intercettazioni 1941-1943, b. l: nonne per la tutela del segreto nei collegamenti, apparecchiature per telefonia segreta, servizio d'intercettazione e radiogoniometria del Servizio informazioni militare e imercettazionc presso ufficio tedesco. Grafici dei collegamenti 1940- 1943 ca ., bb. 12: grafici dei collegamenti telefonici e telegrafici in Africa, Albania, Corsica, Grecia, Italia, Iugoslavia , Russia, Sardegna e Sicilia; inoltre, grafici dei collegamenti francesi e grafici della rete telefonica nazionale in cavi sotterranei e sottomarini; infi ne, pratjche relative a progetti di collegamenti. Personale J.940- 1943, bb. 12: compagnie, battaglioni e plotoni marconisti in Italia e all'estero (Africa settentrionale, Albania e Russia), reclutamento, corsi e addestramento marconisti e materiali. <Comunicazioni> 1939-1945, con docc. dal 1932, bb. 20: Strade 1940- 1945, bb. 5: istruzioni sui lavori stradali in guerra, progetti e relazioni per sistemazione rete stradale e lavori stradali in Africa settentrionale, Corsica, Italia, Iugoslavia e Russia. Pontieri e ponti 1939-1943 , con docc. dal 1932, b. 9: reparti, ricostruzione, transito, interruzioni, vigilanza, passerelle, corsi e addestramento reparti pontieri . Ferrovieri e ferrovie 1940- 1943, b. 3: reparti, personale, corsi di addestramento, locomotori e locomotrici, treni blindati per difesa costiera, materiali rotabil i e trasporti ferrov iari. Teleferiche 1940- 1943, b . l: reparti teleferisti e progetti per la costruzione di teleferiche. Automezzi 1941- 1943, bb . 2: studi, unitĂ automobilistiche , materiali, personale e corsi. ' <Materiali> 1940-1945, bb. 15 . Adozione, provviste, rifornimenti, dati statistici, studi, progetti, invenzioni, prove ed esperienze, prontuario dei prezzi , quaderni di caricamento, stab ilimenti industriali e unificazione opuscoli dell'Ente nazionale per ] ' unificazione dell'industria. <Edilizia> 1940-1944, bb. 14. Normativa su urbanistica e opere pubbliche, progetti e verbali di collaudo immobili militari e attivitĂ degli uffici lavori dell'Arma ciel genio. <Requisizioni> 1941- 1945 , con docc. fino al 1946, b. I. Rilevamento danni di guerra e requisizione immobili per esigenze militari .


SnWMJ:NTI DI RICERC:1\

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<Officine> 1940-1943 , b. l. Officine autocarreggiate per reparti dell'Anna dei genio: studi, progetti, costituzione e mobilitazione. < Organizzazione dei servizi statistici> 1940-1943 ca., bb. 8. Dati statistici sull' attivitĂ dei reparti dell'Arma del genio. < Notiziario propaganda> 1942-1943, b. 1. Bollettini mensili dell'Ufficio propaganda dell'Esercito italiano dello Stato maggiore del Regio Esercito. < Personale > J939- 1945, con docc. dal 1936, bb. 18 e fase. 1: Ufficiali 1940- 1944 ca. bb. 15: situazione ufficiali (concorsi ammissione alle regie accademie e scuole, movimento e avanzamento, corsi cli addestramento, ufficiali per Commissione d'armistizio italo-francese, elenco ufficiali cieli' Arma del genio che risultano prigionieri) ed elenchi ufficiali dipendenti eia comandi dell'Arma del genio dislocati in Italia, Grecia e Russia. Sottufficiali 1942- 1943, bb. 2 e fase. 1: situazione. Disciplina 1939- 1943, con clocc. dal 1936, b. 1: provvedimenti disciplinari per ufficiali e sottufficial i. < Ricompense al valor militare> 1939-1945 , con docc. dal 1862 e fino al 1946, b. 1 e fasce. 2. Ricompense al valor militare a bandiere, reparti e mi litari cieli' Arma del genio. Documentazione relativa anche alle guene risorgimentali e alla guerra etiopica.

< Diari storico militari> 1939-1943 , bb. 100, fase . 1 e album fotografico l. Diari storici di comandi e reparti cieli' Arma del genio dislocati in Africa settentrionale , Albania, Francia, Grecia, Italia, Iugoslavia, Russia .. Si segnala la presenza cli un fascicolo con le relazioni dell' Ufficio addestramento della Scuola centrale del genio e di un fascicolo con le relazioni sulle incursioni aeree nemiche su Napoli nella notte fra il 10 e l' Il luglio 1941. Mise e I i a n e a, fasce. 2 (1943 -1958). Documentazione relativa a procedure per domande brevetti d'invenzione, alla storia dell'Arma del genio durante la prima e la seconda guerra mondiale e all' Associazione nazionale Arma ciel genio. Sono presenti anche ritagli stampa su ricorrenze e festivitĂ relative al Genio militare.

ISTITUTO STORICO E DI CULTURA DELL'ARMA DEL GENIO

A mm in i s trazi on e, bb. 6, pacchi 2, reg. 1, fasce. 12 e ml 0,20 (19341962, 1967-1976, 1984-1991 ca., con clocc. dal 1928). Amministrazione del personale (presenze, assenze, lavoro straordinario , licenze, permessi, congedi straordinari, ecc.), versamenti contributi ufficiali e sottufficiali


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Rou.l :/TINO m:1.1.'A!ICll/\110 f)t'Ll ' U FFI C/0 STORICO

cieli' Arma del genio e abbonamenti al «Bollettino dell'Istituto storico e cl.i cultura cieli' Anna del genio». A t t i v i t à e u l t u r a l e e s c i e n t i f i c a , bb. 5, pacco 1, vol. l e fasce. 2 (1934- 1958 e 1961, con docc. dal 1916). Studi sull'Arma ciel genio, conferenze, congressi, COITisponclenza con utenti e pubblicazione «Bollettino dell'Istituto storico e di cultura cieli' Arma del genio». M USEO STORICO DELL'ARMA DEL GENIO

Circolari e corrispondenza sulla raccolta di materiali per il Museo, pubblicazioni, conferenze, costruzione plastici e assegnazione personale militare (b. 1 e fase . 1, 1908-1909, 1916-1919 e 1925-1929 ca.).

ARCHIVIO STORICO ICONOGRAFIC029 Presso l'archivio storico iconografico è conservata una raccolta di materiale realizzato su diversi materiali cli base (lucido, cartone, ecc.) e con diverse tecniche cli esecuzione (china, matita e tempera) . Dal 1990, con il supporto di un apposito software d i descrizione studiato e realizzato dal personale dell ' Jstituto , è in corso un intervento di schedatura analitica della documentazione che, al maggio del 2005, risultava essere stato completato per il 75% del materiale. R a ce o I t a i c o n o g r a f i e a , disegni, stampe e carte militari 20 .000 ca. (sec. XVI- I 9 I 8, con docc . fino al 1938). Schedario 1938- 1939 ca. e banca dati parziale . L'origine della raccolta risale alla decisione presa dal Ministero della guen-a, all'indomani dell'abolizione delle direzioni del Genio, cli riunire tutto il materiale grafico delle suddette direzioni presso il Museo storico del genio militare. Sulla base di tale raccolta che, grazie all'opera del generale Borgatti , si arricchì, nel tempo, di ulteriore materiale, venne creato un Archivio dei disegni difort(ficazioni, la cui cura fu compito principale, dopo il 1928 e fino al 1934, dell'Istituto di architettura militare . BmL.: L.A. MAGGfOROTl'I, L'Archivio difort(ficazione nel Museo del genio , in «Bollettino dell 'Ufficio storico», II (1927), 5, pp. 389-399; ID., Dal Museo del genio all'Js1itu10 di archi1ettura militare, in «Atti dell'Istituto di architettura militare», (1930), l, pp. 150-151; I. DI RESTA, Cartografia ed architeltura mi/ilare a Capua dalla prima e!à borbonica alla reslaurazione , in «Memorie storiche militari», s . II,

29 L'archivio storico iconografico è situato al secondo piano dell'edificio nella stanza ide ntificaca con il numero "409".


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SnwMENTI /) / 11/Ct.RCA

(1980), pp. 451-467; A. FARA-C. ZANNELLA , La citrù dei militari. Rom.a Capitale nell'Archivio de/1'/SCAG , a cura di E. Gu1DON 1-I. PRINCIPE, Roma, Edizioni Kappa, 1984 (Roma, sto ria, immagini, progetti, Collana diretta da E. G rnooNr, Archivio, I) ; I. PRINCIPE, La ciuà dei militari: l'arch ivio disegni deil'lstituw swrico e di cultura del/'1\r111a del Genio, in «Storia urbana» , X (1986) , 37 , pp. 14 1-152.

<Fortificazioni>. Progetti di ingegneria militare a scala architettonica (ad esempio , forti), a scala urbana (ad esempio , dislocazioni militari in una città) o territoriali (ad esempio , campi trincerati). Alcuni pezzi conservano ancora la caratteristica di documenti mil itari d'ufficio. < Edifici militari>. Progetti relativi a caserme, ospedali militari, ministeri militari , borghi, castelli , ecc. (realizzazioni ex novo e ristrutturazioni).

<Stampe>. Materiale relativo a torri, anfiteatri, porte, ponti, piante delle città, borghi, mura, fori, caserme, bastioni, piani regolatori, ecc. < Carte militari>. Carte con scala dal 25.000 in poi. Documentazione cartografica è conservata anche presso l' archivio fotografico .

"ARCH IVIO 1800-1900"3° Nell'archivio sono conservate oltre 1.335 unità di conservazione e unità archivistiche, 7 schedari e alcune decine cli unità documentarie sciolte (documenti , fotografie e materiale cartografico), prodotte soprattutto dalia fine del sec. XVIII agli anni Ottanta del sec. XX. Una prima analisi dei carteggi - necessariamente sommaria in ragione della cospicua consistenza del materiale, del suo stato non ottimale di ordinamento e della mancanza di strumenti di corredo e cli ricerca, che non ne permettono, attualmente, la cons.ultazione da parte dell'utenza esterna - ha consentito l'individuazione di nuclei appartenenti agli archivi degli organi consultivi dei dicasteri militari nelle materie concernenti l'Arma de] genio e la difesa dello Stato , degli organi direttivi del Genio militare, dei comandi operativi cieli' Arma (specie per il periodo risorgimentale), ciel Museo storico del genio militare (già Museo dell'ingegneria militare italiana), dell 'lstituto del]' architettura militare e dell'Istituto storico e di cultura dell'Arma del genio. In particolare, si segnalano i seguenti nuclei documentari: ARMA DEL GENIO COMANDANTE DEL CORPO REAL E DEL GENIO , POI COMANDANTE IN CAPO DEL CORPO REALE DEL GENIO MILITARE, POI COMANDO GENERALE DEL GENIO

30 L'archivio è situato al secondo piano de ll 'edi f'icio nelle stanze identificate con i numeri "402" e "403".


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BOLLETTINO D E:i.L 'ARCN/VIO

l)/i LL'Urnc,o

Sro,vco

Sono presenti i seguenti aggregati documentari: raccolta di disposizioni e dispacci ministeriali della Regia Segreteria cli Stato per gli affari di guerra e cli marina (Guerra), poi del Ministero cli g uerra e marina e poi ciel Ministero della g uerra, su questioni concernenti il Gen io militare (ordinamento e contabilità reparti , spedizioni all'estero, personale, matricola, ecc .); raccolta cli copialettere , in cui sono presenti le trascrizioni , cronologiche, delle minute del le lettere inviate al Mi nistero di guerra e marina e , poi, al Ministero della guerra. Tale documentazione, rilegata in volumi probabilmente dopo il suo versamento al Musco storico ciel genio militare come testimoniato dalle etichette presenti sul dorso delle unità archivistiche, rappresenta il nucleo più antico tra i carteggi oggi conservati presso l'Istituto . Infine, si segnala che parte della documentazione è in lingua francese. CONSIGLIO SUPERIORE DEL GENIO MILITARE

Deliberazioni . COMITATO DEL GENIO M JLITARE

La documentazione riguarda soprattutto il personale (concorsi, movimento e trasferimento ufficiali, destinazioni , incarichi , gratificazioni, domande per posti di aiutante del Genio militare, specchi caratteristici, atti cli giuramento , leve , ricordi , modifiche quadri reparto Genio, ingegneri civili, ecc .) e i reparti ciel Genio militare. Sono inoltre presenti i registri dei verbali delle sed ute del Comitato . C OMITATO D' ARTIGLIERIA

Il nucleo documentario, composto eia carte in parte rilegate in volumi probabilmente posteriormente al momento della produzione, riguarda soprattutto le istruzioni per il collaudo delle armi , gli studi , le invenzion i e le esperienze (ad esempio, esperienze di tiro) , le proposte per nuovi proietti, l'im piego di esplosivi, l'adozione di nuovi materiali e mezzi, l'attività del Laboratorio di chimica e del Gabinetto di fisica , le missioni all ' estero, le biblioteche militari , il personale , la m,Ìtricola degli ufficial i, capi offìcina e personale contabile, il personale del Laboratorio di chimica , i corsi e progetti cli istruzione, i progetti cli bilancio per gli stabilimenti d ipendenti dal Com itato, le ispezioni al personale, ai reparti e agli stabilimenti d ' artiglieria e i modell i per gli inventari dei materiali d'artiglieria. COMITATO DELLE ARMI DI ARTIGLIERIA E GENIO

La documentazione riguarda soprattutto le istruzioni per l'uso delle armi, i parchi d ' assedio , le monografie, i progetti su opere di fortificaz ione, i materiai.i d ' at.t iglìeria e le commissioni per lo studio delle fortificazioni.


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STRUMF.NTI DI ///URCA

ISPETTORATO GENERALE DEL GENIO

Documentazione prodotta soprattutto dal Reparto costruzioni, dal Reparto truppe, dalla D irezione superiore studi ed esperienze e da altre direzioni dell'Ispettorato. I carteggi concernono gli studi per la riorganizzazione del Genio, studi su fortificazio ni, lavori difens ivi, progetti interruzion i stradal i, esperienze su materiali, brevetti, stabilimenti, mobilitazione, collaborazione con altri Stati, ufficiali, ecc . Rt-..CCOLIE E i'vlISCELLANEE

Si segnalano i seguenti nuclei: raccolta registri di. protocollo , anche cli natura riservata, prodotti soprattutto, in base ad un primo esame, dal Comitato del genio militare, dal Corpitato d'artiglieria, dal Comando superiore del genio presso l' Esercito, dall ' Ispettorato generale dell'A.rma del genio e da vari comandi e direzion i dell'Arma ; carteggi su fortificazioni; carteggio su lavori, ispezioni e guerre risorgimentali; studi e sinossi; schedari, tra cui alcuni relativi ai decorati dell 'Arma del gen io per la prima guerra mondiale. Inoltre, sono presenti album fotografici e iconografici, fotografie, disegni, cartine e materiale a stampa sciolto.

ISTITUTO STORICO E D1 CULTURA DELL'ARMA DEL GENIO

Sono presenti pratiche relative all' attività am ministrativa (consulta direttiva, manutenzione immobile , contabilità, contributi degli ufficiali, personale mii itare e civile, ecc.) e all'attività culturale e scientifica dell'Istituto (studi su storia dell'Anna ciel genio, pubbl icazione del «Bollettino dell ' lstituto storico e di cultura clell' Arma del genio» , dislocazione materiale e e.imeli nelle sale museali , versamenti carteggi, congressi, convegni, viaggi cli studio, festività, visite, rapporti con enti culturali , ecc.) . Inollre, si segnalano nuclei dell'archivio del Museo dell'ingegneria militare italiana, poi Museo storico del genio militare (circolari, carteggi versati, pubblicazioni, inventari disegni, cerimonie, contabilità, gestione ciel personale , ecc.) e dell'archi vio dell'Istituto dell'architettura militare (progetti pubblicazione studi su architettura militare italiana, cataloghi librerie cli antiquadato, attività culturale, ecc.) .

DEP0SIT031 Nel deposito sono conservate oltre 834 unità di conservazione e unit~1 archivistiche

31 Il deposito è s itualo al pri mo pi ano clell 'edif icio nella stanza identi ficata con il numero "304".


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80LLDTINO l>F/J.' AtlCH/11 /0 l>Ell ' UFF!C/0 STORICO

~

e alcune decine di unità documentarie sciolte (documenti, fotografie e materiale cartografico), prodotte soprattutto negli anni 1811-1983 . Una prima analisi dei carteggi - necessariamente sommaria in ragione della cospicua consistenza ciel materiale, del suo stato non ottimale di ordinamento e della mancanza cli strumenti cli corredo e cli ricerca, che non ne permettono, attualmente, la consultazione da parte dell'utenza esterna - ha consentito l ' individuazione cli nuclei appartenenti agli archivi degli organi consultivi dei dicasteri militari nelle materie concernenti l'Arma del genio e la difesa dello Stato, degl i organi direttivi del Genio militare, del Museo storico del genio militare, dell'Istituto dell'architettura militare e dell'Istituto storico e di cultura dell' Arma del genio. In particolare, si segnalano i seguenti nuclei documentari: ARMA DEL GENIO CONSIGLIO DEL GENIO J\.1ILITARE

È presente un nucleo documentario, denominato Atti, composto dai verbali del Consiglio concernenti affari proposti e presentati dal Ministero della guerra e marina e poi dal Ministero della guerra. CONSIGLIO SUPERIORE DEL GENIO MILITARE

È presente un nucleo documentario composto soprattutto da carteggio relativo a studi e progetti d ifensivi. COMITATO DEL GENIO tvlILITARE

Sono presenti i seguenti nucle i documentari : il primo, denominato Atti, composto dai verbali ciel Comitato concernenti affari proposti e presentati dal M inistero della guerra e dal Ministero della marina; il secondo nucleo composto eia carteggio relativo, soprattutto, alla difesa generale dello Stato, lavori cli attacco e difesa delle piazzaforti, materiali, servitù militari, esperimenti, stu~i di speciale interesse per l'Arma ciel genio fatti all'estero, ispezioni, personale, matricola ufficiali e impiegati clell' Arma ciel genio . COMITATO DI ARTIGL.IERIA

È presente un nucleo documentario composto da carteggio relativo soprattutto al personale. COMITATO DELLE ARMI D'ARTIGLIE RIA E GENIO, S EZIONE GENIO

Sono presenti i seguenti nuclei documentari: il primo, denominato Atti, composto


STIWMEA' J'J 0 1 RJCl:,RCA

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dalla raccolta delle deliberazioni del Comitato su affari proposti e presentati dal Ministero della guerra e dal Ministero della marina; il secondo nucleo composto da pratiche relative alle varie direzioni del Genio militare , suddivise per direzione e concernenti le costruzioni su terreni soggetti a servitù militari, appalti per lavori di manutenzione nelle piazze delle direzioni, progetti e lavori fortificazio ni e opere di difesa, esperimenti su material i, costruzione ricoveri, progetti di mobilitazione, servizio telegrafico e telefonico , ecc.; il terzo nucleo costituito dalla re.lazione della sotto-commissione della comm iss ione permanente per Ia difesa generale dello Stato, incaricata degli studi sulle fortificazioni cli Roma e di altri punti del litorale tirrenico e dell'Italia centrale; il q uarto nucleo composto da carteggio, anche cli natura riservata, relativo , soprattutto, alla difesa dello Stato, opere di sbarramento e fortifi cazioni, servitù militari, materiali e al personale. ISPETTORATO GENERALE DEL GENIO

Sono presenti i seguenti nuclei documentari: il primo nucleo, denominato Pareri, composto dalla raccolta dei pareri prodotti eia varie commissioni consultive e permanenti clell ' Ispettorato e relativi a guestioni tecniche sottoposte dal Ministero della guerra su affari concernenti, ad esempio, servitù militari, fortificazioni, progetti di fabbricati per artiglierie, costruzioni di batterie da costa, costruzioni polveriere , lavori di difesa, apparecchi, ecc.; il secondo nucleo composto da carteggio riguardante, soprattutto, le servitù rn il i tari, espropriazioni, fortificazioni, collegamenti, interruzioni, difesa contraerea, protezione antiaerea, mascheramenti, armi e esplosivi, esperimenti, studi ed esercitazioni, brevetti industriali interessanti la difesa nazionale, reggimenti e reparti dell'Arma del genio (ordinamento , fo rmazione, costituzione, mobilitazione e addestramento), attività del Comando del genio del Comando truppe volontarie in Spagna , notizie su eserciti stranieri, personale, ecc . RACCOLTE E MISCELLANEE

Per parte della documentazione non è stato possibile, nella fase del censimento, individuare il soggetto produttore. In generale, si tratta di carteggio su varie materie tra cui quelle relative a studi sulla difesa dello Stato, progetti e lavori di fortificazione, sbarramenti, interruzioni, servitù mi li tari, collegamenti, esperienze, domande cli privativa industriale, stabilimenti militari, ispezioni, campagne risorgimentali e conflitti mondiali, personale, ecc. Inoltre, sono presenti memorie e diari storici cli comandi ed enti del Genio militare e sinossi dei corsi.

ISTITUTO STORICO E DI CULTURA DELL'ARMA DEL GENIO

Sono presenti pratiche relative all 'attività amministrativa (nomina organi direttivi,


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!JOLLE17'tNO OELL'At!CHIVIO DELL' UFVJC/0 STOI/JCO

manutenzione inunobile , conservazione materiali, personale, gestione contabile, ecc.) e all'attività culturale e scientifica dell'Istituto (studi su storia cieli' Arma del genio , partecipazione a mostre, convegni, congressi, studi su architettura militare, visite, pubblicazione ciel «Bollettino cieli' Istituto storico e cli cultura dell'Anna del genio», concorsi indetti dal «Bollettino dell'Istituto storico e cli cultura dell'Anna ciel genio», commemorazioni , ecc.). Inoltre, sono stati individuati nuclei dell 'archivio del Museo storico del genio militare (commemorazioni ai caduti dell'Arma del genio , materiali e mostre) e dell 'Tstituto del] ' architettura militare.

STANZA DEL DIRETTORE32 Si segnala la presenza del seguente nucleo documentario: ISTITUTO STORICO E DI CULTURA DELL'ARMA DEL GENIO

Documentazione sull 'attività culturale e scientifica dell ' Istituto: caduti dell'Arma del genio nelle guerre d' indipendenza, nelle colonie , nella prima guerra mondiale e nelle azioni cli soccorso in pubbliche calamità (voli. pergamenacei 2 e album 1), registri firme visitatori (regg. 2, 1959-2004) e album fotografico sulla visita del generale Gianfranco Baldini, vice ispettore cieli' Arma del genio, ali' Acaclemia de ingenieros del Ejército.

STANZA "324"3:i Si segnal a la presenza del seguente nucleo documentario: lSTlTUTO STORICO E DI CULTURA DELL'ARMA DEL GENIO

S e g re t e r i a , ml 10 (dal 1987). Rapporti dell'Istituto con enti e privati.

32 Stanza situata a l primo piano dell'edific io e identificata con i.I numero ·'333" (giù "342"). 33 Stanza s ituata al primo piano dell 'edificio (giù "338". già ":5").


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SrnuMt:Nf1 DI /I/CERCA

B1BLI0TECA34 La biblioteca è specializzata sull ' architettura e ingegneria militari, sulle fortificazio ni e sulle scienze delle costruzioni nonché sulla storia dell 'Arma ciel genio . Oltre al materiale di natura libraria (circa 24.000 volumi) sono conservate alcune raccolte cli istruzioni, di manoscritti e cli dattiloscritti. La ricerca e la consultazione è supportata eia cataloghi cartacei e da un catalogo informatizzato che, al maggio del 2005, consentiva la ricerca sul 95% del materiale. I s t r u z i o n i , voll. 1.000 ca. (secc. XIX-XX, con materiale manoscritto dal sec. XVI). Schedario e banca dati parziali. Nella raccolta è conservato materiale prevalentemente a stampa, relativo ali' Arma ciel genio italiana e alle trasmissioni. Inoltre, accanto a materiale di produzione italiana si segnala la presenza di istruz ioni sul Genio militare americano , francese, .inglese, tedesco, rumeno, russo e ungherese. Istruzioni e regolamenti sono conservate anche nelle raccolte Dattiloscritti e Manoscrilli. M a n o s c r i t t i , voli., fasce. e album 221 ca. (sec. XVI- 1938 ca.). Schedario e banca dati parziali. Studi e relazioni elaborate da enti militari, ufficial i e civili, relative alle seguenti materie: fortificazioni, vie di comunicazioni (itinerari) , ricognizioni, tecnologia, biografie, mezzi e materiali, soccorso alle popolazioni, infrastrutture militari, trasmissioni e collegamenti , visite tecniche, operazioni militari, demol izioni e artiglieria. D a t t i I o s c r i t t i , voli. e fasce. 181 (sec. XX). Scheclarìo e banca dati parziali. Studi e relazioni militari, e non, relative alle fortificazioni, vie di comunicazioni (itinerari), ricognizioni, tecnologia, biografie, mezzi e materiali, soccorso alle popolazioni, infrastrutture militari , trasmissioni e collegamenti, visite tecniche, operazioni militari, demolizioni e artiglieria.

SETTORE ESPOSITIVO Come già accennato l' Istituto osp.ita due musei : il Museo storico dell'architettura mrntare che occupa gran parte del primo piano (per una superficie di circa 2.200 metri quadrati) e conserva cimeli e materiale documentario, sia originale che in

34 La biblioteca è s ituata al primo piano dell'edificio.


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B OllE'ITINO oeu,'ARCI/IVIO OCll'UPFIC/0 STONICO

copia, relativi alla storia clell' architettura militare italiana ed europea a partire dai castellieri preistorici e dai nuraghi sardi fino ad oggi; il M useo storico deU' Arma del genio che occupa tutto il piano terreno (per una superficie di circa 4.400 metri quadrati) e custodisce ci meli e materiale documentario , sia in originale che in copia, sulle specialità del corpo e sulle vicende cieli' Arma del genio in tempo cli pace e in tempo di guerra a partire dalle g uerre risorgimentali . Si segnala la presenza della seguente documentazione: MUSEO STORICO DELL' ARCHITETTURA MILITARE SALA "EPOCA PREISTORICA"

Disegni di castellieri (disegni 4); fotografie e disegni dell'acropoli , mura dì cinta e porte di Alatri , città del Lazio (fotografia l e disegni 3); fotografie , disegni e cartine delle mura, acropoli, bastioni, mura cli cinta e porte di Norba, città del Lazio meridionale (fotografie 12, piantine 2 e cartina l); fotografie delle porte e mura cli cinta di Volterra (fotografie 4); fotografie delle mura etrusche di Città Castellana, Cori, Ferentino , F iesole , Palestrina, Perugia, Segni e Yetulonia (fotografie 10) . SALA "EPOCA GRECO-ROMANA"

Fotografia su resti di mura repubblicane a Roma; fotografie su opere romane a Siracusa e Spello (fotografie 9); pianta cli Roma ali' epoca di Augusto (pianta a cura dell'Istituto geografico De Agostini di Novara) . SALA "EPOCA MEDIEVALE"

Fotolitografia de "Il trionfo di Bacco", affresco centrale della galleria al primo piano di palazzo Farnese a Roma (stampa a cura del Comitato del genio militare, Ufficio tecnico); fotolitografia de " La vittoria cli Costantino su Massenzio al confluente dell' Aniene col Tevere l'anno 322", affresco dell'au la di Costantino presso palazzo Vaticano (stampa a cura del Comitato del genio militare, Ufficio tecnico); fotografia della po1ta d'ingresso dì Castel del Monte; riprod uzioni piànte e stampe di vedute dì Castel Sant'Angelo a Roma (disegni 4 e stampe 2); stampa della " Battaglia di Costantino" di Raffaele Sanzio; disegno dell"'Attacco sistematico di una piazzaforte secondo il Vauban, 1633-1737. Ampliamento del metodo all'italiana"; disegno del "Metodo d 'attacco cli una piazzaforte all'italiana nel secolo XVII del Floriani, 15841638"; pianta della cittadella cli Torino nel 1572; riproduzione disegno dello sbarramento della Schelda nell'assedio di Anversa nel 1584-1585; fotografia del Castello cli Santa Severa; riproduzione pianta e alzata della c ittà cli Todi ; pianta e alzata della città di Ferrara; disegno della rocca di Imola nel I 499; fotografie di Castelnuovo di Napoli (fotografie 5. Parte del materiale è stato edito dagli Alinari).


STRUM ENTI

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m 11/C"EIICA

SALA "EPOCA RINASCil'VIENTALE"

Stampa ritratto di Francesco de' Marchi; fotografie del forte cli Vinadio (fotografie 2). SALA "EPOCA MODERNA E CONTEMPORANEA"

Ritagli stampa e fotografie sul forte Chaberton, prima e dopo la sua distruzione ne.I giugno del 1940 ad opera delle artiglieri e francesi (fotografie 35 e ritaglio stampa l. Il ritaglio stampa concerne un articolo preso dal periodico «Tradizione militare», 1969, 7). SALA "SERVIZIO LAVORI DEL GENIO''

Documento e fotografie sui lavori presso l'Arsenale di La Spezia (doc. 1 e fotografie 168, in parte 1869 e 1910. In particolare, si tratta di una lettera del Ministero della marina, D.irezione generale del materiale, al generale Domenico Chiodo, direttore del Genio militare di La Spezia, datata 6 set. 1869, avente come oggetto la "Congrega per lo esame ciel progetto cli una Diga nel Golfo cli Spezia"; e di fotografie relative agli scavi e rimozioni subacquee, alla costruzione delle scogliere di fondazione, dei massi artificiali con pozzolana e in cemento armato , del sollevamento e dei muri cli sponda con massi artificiali e dei pali a vite cli cemento armato e alle officine con ozonizzatore e pompe); fotografie e disegno sull'Arsenale mi litare marittimo di Taranto (fotografie 10 e disegno 1, 1890, 1938- 1939, 1963 e 1971. In particolare, si tratta di fotografie sui lavori della Direzione autonoma del genio militare di Taranto - ad esempio, inaugurazione del bacino Principe di Napoli, imnùssione acque , officine e fonderie - e sul cacciatorpediniere "Geniere"); fotografie di ponti girevoli a Taranto, costruiti sul canale navigabile fra il mar Grande e il Mar piccolo (fotografie 3. In particolare, si tratta di fotografie relative al primo ponte metallico girevole costruito nel 1887 e al nuovo ponte metallico girevole costruito nel 1958) ; fotografie sull' Arsenale militare rnartttimo cli Venezia (fotografie 2. In particolare, si tratta cli fotografie della grue idraulica da 160 tonneUate e de.Ila stazione elettrogena); fotografia del monumento al generale Domenico Chiodo sito a La Spezia. SALA "DEGLI INGEGNERI MILITARI ITALIANI ALL'ESTERO"

Fotografie, disegni e piante sulle opere militari all'estero (fotografia, disegni e piante, specie riproduzioni fotografiche , 336 ca.) SALA USCITA MUSEO

Fotografie dei capi del Serviz.io del genio militare per la Marina, in attività dal 1917 agli ann.i Sessanta del sec. XX (fotografie 14).


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,

BOLLl:-:f'T/NO OELL 'AJ?CI-IIV/0 0€LL' U ff!C!O STORICO

MUSEO STORICO DELL'ARMA DEL GENIO ATRIO [VICINO SCALA]

Fotografia del piazzale interno di Castel Sant' Angelo prima della creazione del Museo storico del genio militare; cartolina in ricordo dell'inaugurazione del Museo dell'ingegneria militare presso il Maschio di Castel Sant' Angelo, Roma, 13 febbraio 1906; fotografie del Museo storico del genio militare a Castel Sant' Angelo (fotografie 31 , 1911-1930 ca. In particolare, si tratta di fotografie sul l'allagamento del Museo a seguito della piena del Tevere del 1914 e su visite e cerimonie presso U Museo); fotografie del monumento dedicato ai caduti dell'Arma del genio (fotografie 19, 1925 e 1937. ln particolare, si tratta cli fotografie sull'inaugurazione ciel monumento presso Castel Sant' Angelo e sulla riconsacrazione nella sua sede attuale, nei pressi dell'Istituto storico e di cultura dell'Arma ciel genio); disegni dell'Istituto storico e di cultura del! ' Anna del genio (d isegni 4, in parte del 1937. In particolare, si tratta dei progetti. dell'edificio); fotografia, con dedica autografa, del generale Baistrocchi, ministro della Guerra, all'Istituto storico e di cultura dell'Arma ciel genio (fotografia 1, 1929); attestato di gratitudine per la collaborazione prestata dall'Istituto storico e cli cultura clell' Arma del genio, rilasciato dal comitato della Mostra storica per le celebrazioni ciel centenario dell ' unità d' Italia, tem1tasi presso palazzo Carignano a Torino nel maggio-ottobre 1961; manifesto relativo alla famiglia Savorgnano d 'Osoppo 01 manifesto è composto eia tre fotografie e da medaglie). Le sale che seguono si riferiscono alle armi del Genio e delle Trasmissioni nelle loro specialità: SALONE "D'ONORE"

Fotografia dell.a famiglia Baggio, j cui componenti furono ufficiali del Genio militare (fotografie 2) ; fotografie e cartoline relative a Camillo Benso, conte di Cavour, cadetto-tenente del Genio militare dal 1820 al 1831 (fotografie 10 e cartoline 5. In particolare, si tratta cl i riproduzioni fotografiche di documenti sullo stato cli servizio e del ritratto pitto rico di Cavour conservato presso la P:nacoteca cli Brera a Mil ano; e, ancora, di cartoline sul caste!Jo Cavour cli Santena); fotografie cli Francesco de Ren zis, barone de .M ontanaro, ufficiale del Genio mi litare e poi ambasciatore a Londra (fotografie 2); r.iproduzione fot<:)grafica di un disegno ritraente Domenico Parini, tenente del Genio militare; fotografie di Mario d'Ausilio Gadgliotta, colonnello del Genio militare (fotografie 2); stato di servizio e fotografia di Luigi Federico Menabrea, generale del Genio militare; diploma di concessione fregio, fotografia e ri tagli stampa relativi a Giovanni Moneta, generale ciel Genio mil itare (doc . 1, fotografia 1 e ritagli cli giornale 2 , 1916, 1927 e 1940. 11 diploma cli concessione fregio venne rilasciato nel 1927 dall'Istituto ciel nastro


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STRUMBNTI D! RICEIICA

azzurro fra combattenti decorati al valor militare); documenti e fotografie di Giuseppe Venturi , generale del Genio militare (docc . 3 e fotografie 1] ); documenti e fotografia di Guglielmo Verdinois, generale di corpo d 'armata (fase. 1, fotografia I e disegno 1, fine sec. XIX-1939 ca. ln particolare, il fascicolo contiene lo stato di servizio , decreti re lativi a promozioni, ricompense al valore, decorazioni e incarichi) ; fotografie e riproduzioni fotografiche di disegni ritraenti ufficiali ciel Genio militare (fotografie 6). SALA "GENERALE BORGATTI''

Carte autografe cli Agostino Chiodo, generale (fase. I. Si tratta di documenti sulla campagna del 1848); fotografia di Salvatore Bartiromo, generale; lettere di Ernesto Beli i, tenente colonnello del Genio militare (fase. 1, 1848-1 861 ca. Si tratta di lettere sulle campagne risorgimentali); fotografie e disegni relativi a Virginio Bordino , generale (fotografie 3 e disegni 7. In particolare , si segnala la presenza cli disegni e fotografie sulle invenzioni di Bordino); documenti su Mariano Borgatti, generale (fasce. 2, docc. 5 ca. e album 1, specie 1903- 1904); fotografie di Luigi Brusa (fotografie 2); biglietto in ricordo di Enrico Clausetti , generale; documenti su Luigi Durand de La Penne, generale (fasce. 2) ; memorie di Alessandro de Magistris Ambrosi, capitano ciel Genio mi litare (fase. 1); documenti su Francesco de Renzis , barone de Montanaro, ufficiale del Genio militare e poi ambasciatore a Londra (fasce . 2. In particolare, si segnalano documenti su ll a carriera militare e diplomatica); fotografia di Giuseppe Guasco , generale; riprod uzione fotografica di un ritratto di Felice ~1artini, generale; lettera di Luigi Federico Menabrea , generale del Genio militare; attestati di riconoscimento e fotografia relativi a Lamberto Parmoli, generale (docc. 2 e fotografia 1, specie 1898 e 1935); taccuino e fotografia di Giuseppe Poggi, architetto e ufficiale del Corpo del genio del Governo provvisorio toscano (il taccuino è datato 1848); documenti relativi a Francesco Sponzilli, ufficiale del Genio militare (fase. 1 e voi. l , metà sec . XIX ca. In particolare , si segnala che il volume , manoscritto, è un manuale per gli ufficiali del Genio militare); fotografia cli Giovanni Tassinari, generale; documenti relativi all'espugnazione cli Perugia nel 1860 e alle azioni di Giovanni Raggia, sergente e medaglia d'oro al valor militare (b . l ) ; fotografia sulla cerimonia di consegna di una medaglia d'argento al valor militare alla bandiera clell' Arma del genio per i servizi svolti durante la campagna di L ibi a del 19ll-1 912 (la cerimoni a si tenne presso l' altare della patria di Roma); documenti sulla difesa di Roma nel I 848 (fase. 1); documenti sui lavori fatti eseguire a Ro ma per utilità pubblica da mons. De Merocle (fase. 1. Memorie e documenti raccolte a cura dell'Istituto storico e cli cultura dell'Arma del genio) ; documenti sulla formazione del Corpo dei guastatori nel 1793 (fase. l) ; documenti e fotografie varie (clocc . 7 , fotografie 31 e disegno 1, metà sec . XIX-anni Novanta del sec. XX ca. In particolare, si segnalano ritratti fotografici di ufficiali del Genio militare).


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BOLU,Tt/NO veLL'ARCH/V/0 /)6J. 1.'UFFICIO STOIIICO

SALONE " DELLE UNIFORMI"

Fotografia di Pio Ciampi, capitano del Genio militare; documenti relativi a Giuseppe d 'Havet, marchese e generale (fasce. 2, reg. I, fotografia l , disegno 1 e docc. vari, sec. XIX-iniz io sec. XX); libretto personale di Lu igi Massimo Lancellotti , principe e capitano del Genio militare (fine sec. XIX); attestati di onorificenza e di concessione della medaglia di bronzo al valor militare per azioni durante la prima guena mondiale rilasciati a Gaspare Mandello (docc. 2, 1918 e 1969); fotografia di Donato Vox, ingegnere e generale; fotografie di ufficiali ciel Genio militare (fotografie 2); disegni delle unifonni ciel Genio militare (disegni 69. Si tratta cli disegni realizzati con la tecnica dell'acquarello); disegni dei distintivi e dei fregi del Genio militare del periodo J903-1959 ca. (disegni 17); attestato di benemerenza al l'Istituto storico e di cultura dell'Arma dei genio per la collaboraz.ione alla prima Mostra triennale del lavoro italiano nel mondo , tenutasi a Napoli nel giugno-ottobre 1952, rilasciato dall'Ente autonomo Mostra d'oltremare e del lavoro italiano nel mondo. SALETTA "PIETRO MICCA"

Fotografie, disegni e manifesto relativi a Pietro Micca (fotografie 35, disegni 6 e manifesto 1. Tn particolare , si tratta di fotografie s.ia del monumento dedicato a Pietro Micca sia della scala detta di "Pietro Micca" e del manifesto relativo all'inaugurazione del Museo di Pietro Micca, avvenuta a Torino nel 1961). SALA "GUASTATORI"

Documenti, fotografie , disegni , opuscoli e r.iviste sulla storia, sull'attivitĂ e sulle specialitĂ cieli ' Arma del gen io (fasce. 3, docc. 10 ca. , fotografie 82 , disegni 18, opuscoli 2 e riviste 2 , sec. XX. In particolare, si segnalano fotografie ritraenti cappellani militari dei battaglioni Genio guastatori e disegni sulle modalitĂ di combattimento dei guastatori); documenti e fotografie cli Giovanni Leccis , ufficiale del Genio militare, medaglia d'oro al valor militare (clocc . vari e fotografie 3. Si segnala la presenza cli documenti con tracce cli sangue di Leccis). ' SALA "MINATORI"

Disegno e tavole su tipologie di attrezzi e sul funzionamento dei dispositivi per la demolizione di legnami (disegno 1 e tavole 10). SALA "PONTI DI CIRCOSTANZA"

Fotografie sulle passerelle cli ponti di circostanza (fotografie 2).


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STIWMl!NTI DI IIICl:IIC:1\

SALA "LAGUNARI"

Due disegni non piĂš visibili per il cattivo stato cli conservazione. SALONE "PONTIERI"

Fotografie, disegni e tavole su pontieri, reparti pontieri, ponti , monumenti e lapidi alla memoria dei pontieri (fotografie 65, disegni 5 e tavole 11, 1836-1 971 ca. In particolare, si segnalano le piante del gittamento dei ponti e tavole istruzioni); fotografie sulla consegna della bandiera di combattimento al nuovo cacciatorpediniere "Geniere", offerta dall' Associazione nazionale genieri e trasmettitori d'Italia a nome dei genieri in congedo, cerimonia tenutasi a Venezia il IO giugno 1971 (fotografie 6). SALA "PONTIERI"

Documenti, fotografie, disegni e stampe su pontier.i e ponti (clocc. 2, fotografie 23 , disegno l e stampe 10); fotografie relative al cacciatorpediniere " Pontiere" (fotografie 3, 1910, 1912 e 1963 ca. Si segnala la presenza cli una fotografia relativa alla consegna della bandiera cli combattimento offerta all'Arma del genio, cerimonia tenutasi a Venezia 1'11 novembre 1910); fotografie sul cacciatorpediniere "Geniere" (fotografie 9. Si. segnala la presenza cli fotografie sulla consegna della bandiera cli combattimento al nuovo cacciatorpediniere "Geniere", offerta dall'Associazione nazionale genieri e trasmettitori d'Italia a nome dei genieri in congedo , cerimonia tenutasi a Venezia il 10 giugno 1971). SALETTA " AUTOMOBILISTI"

Fotografie, disegn i e cartoline sul servizio automobilistico (fotografie 16, disegno l e cartolina l); fotografie su l servizio pompieristico militare nel corso della psima guerra mondiale (fotografie 9) . SALA "FERROVIERI"

Fotografia e disegno su po nti fenoviari. (fotografie 31 e cl isegno I , specie I 9 l 61920); fotografie della Mostra della ricostruzione ferrov iaria, tenutasi presso i Mercati traianei a Roma nel 1947 (fotografie 4). SALA "AEROSTIERI E DIRIGIBILISTI"

Fotografie , disegni e cartoline su aerostieri e dirigibil isti, comandanti battaglioni dirigibilisti del Genio m ilitare, attivitĂ ed esperimenti reparti aerostieri e dirigibil isti, aerostati, dirigibili, palloni , palloni frenanti, sbarramenti e parchi aerostatici delle compagnie specialistiche ciel Genio mil itare in Africa (fotografie 34, disegni,


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0

80llE7Tlf'.'0 OE/.,l'AtlCllf\l/0 OELL llrFICIO STORICO

stampe e cartoline 61, soprattutto fine sec . XIX-1 9 17. Parte del materiale è di produzione francese) . SALA "AERONAUTICA"

Documentazione su fam iglia Agostoni (fotografia l e opuscolo, a stampa, I . In particolare, si tratta cli una fotografia ritraente Umberto Agostoni , tenente generale e pioniere ciel volo, e dell'opuscolo Due patrioti. Angelo [e} Umberto Agostoni, a cura cli M . AGOSTONI, [Roma], Tip . Don Orione, s .d.); fotografie di Giannino Ancillotto, pilota insignito della medaglia d'oro al valor m ilitare per aver abbattuto, nel corso della prima guerra mondiale, un Dranken austriaco attraversandolo con il suo aeroplano (fotografie 3. In particolare, si segnala una fotografia su li ' inaugurazione del monumento alla memoria cli Ancillotto , tenutasi a San Donà cli Piave il 15 novembre 1931 ); fotografia cli Francesco Baracca, maggiore (fotografia 1); fotografia di Luigi Bleriot, pilota francese e pioniere nella costruzione cli aeroplani (fotografia 1. Si segnala che sulla fotografia, donata nel 19 13 da Bler.iot al tenente ciel Genio militare Buzzi, è presente la dedi.ca autografa del pilota francese); fotografie cli Mario De Bernardi, colonnello pilota proveniente dall'Arma del genio, primo av iatore ital.iano ad aver abbattuto, nel corso della prima guerra mondiale, un velivolo nemico (fotografie 2 . Si segnala la presenza cli una fotografia ciel monumento dedicato a De Bernarcli, inaugurato presso l'Aeroporto cli Pratica di Mare il l O dicembre 1973); fotografia cli Pasqua Vivaldi, tenente (fotografia 1. Si segnala il cattivo stato cli conservazione della fotografia); documenti e fotografie relative a Gabriele D 'Annunzio (docc. 3 e fotografie 10 ca ., specie 1915-1 9 I 8. In particolare, si segnalano le fotografie dei manifesti lanciati su Vienna, il 9 agosto 1918, dalla Squadriglia d i aeroplani S.V.A., comandata eia D ' Annunzio); documento, disegno, cartolina e stralcio di cartina geografica relativi alla caduta ciel dirigibile M4, avvenuta a Gorizia il 4 maggio 1916 (in particolare, si segnala la lettera, trnclotta in itali:rno , del pilota austriaco Benna Fiala von Fernbrugg a Benito Mussolin i, datata il 19 agosto 1933, trasmessa insieme allo stralc io di carta geografica rinvenuta tra le mani della salma ciel maggiore Pastine, comandante del dirigibile M4, e il disegno, con fotografie ri toccate a tempera, dei militari deceduti a seguito della caduta ciel dirigibile); fotografia e disegno relativi a Leone Andrea Maggiorotti, maggiore generale del Genio militare e capo dei servizi aeronautici presso il Comando supremo nel corso della prima gue1Ta mondiale (fotografia 1 e disegno l, in parte del 1917. In particolare, si segnala la presenza di un disegno offerto dagli ufficiali aviatori, in segno di gratitud ine, a Maggiorotti ne l 191 7); disegno con ritratto di Maurizio Mario Moris , generale di corpo d'armata, comandante della Brigata specialisti ciel Genio dal 1904 al J909 e senatore; fotografi a di Giuseppe Motta, colonnello del Genio militare e capo dei servizi aeronautici presso il Comando supremo nel corso della prima guerra mondiale; fotografia ritraente Carlo Maria Piazza, pilota che attuò il primo volo sulle linee nemiche in Lib ia il 23 ottobre 1911 (si segnala il cattivo stato di conservazione della fotografia); disegno, fotografia e opuscolo a stampa su Pietro Rovetti, ingegnere, tenente del Genio militare, deceduto in piaz-


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STIWMEN'J'I 01 RIC /i /lC1\

za d'armi a Roma il 1° novembre 1909 dopo essere stato colpito dalle eliche del dirigibile N 1; diploma cli gratitudine a Mario Tirelli, generale cli corpo d'armata, rilasciato il 3 maggio 1978 dal Museo stor.ico dell' aeronautica militare per l'attività di salvaguardia del patrimonio storico aeronautico; documenti e fotografia relativi a Umberto Savoia, ingegnere, pioniere dell'aviazione, progettista e generale (clocc. 3, fotocopie ritagli stampa 5 e fotografia l, specie 1910- 1911. Si segnala la presenza cli tessere di iscrizione ali' Aereo club di Roma. Parte del materiale è in lingua francese); fotografie relative a Silvio Soli, tenente appartenente al Battaglione dirigibilisti del Genio, deceduto in seguito alla caduta del dirigibile Ml 2, avvenuta nelle acque di Grado nella notte tra il 22 e il 23 luglio 1917 (fotografie 3. In particolare, si segnalano le fotografie sul dirigibile e sulle operazioni di recupero); riproduzione fotografica dello stato di servizio di Arnaldo Ulivell i, pilota cli aerostato folgorato nel cielo di Roma il 2 giugno 1907; proclama Lanciato dagli aviatori italiani alle popolazioni della Tripolitania il 6 agosto 1912 (docc . 2. Si segnala la presenza della riproduzione fotografica del proclama in arabo e della sua traduzione in italiano); fotografie su primi voli , aerei , dirigibili, idroplani, aliscafi , campi cli aviazione, progettisti , ufficiali pionieri del volo e p.iloti, tra cui quelli deceduti nell' epoca iniziale del volo , in Libia e ne.I corso della prima guerra mondiale (fotografie 60 , fine sec. XIX-1918 , 1953 e 1970 ca.); fotografie dei militari deceduti a seguito della caduta del dirigibile U5 35, avvenuta in mare il 2 maggio 1918, in provincia di Livorno, in corrispondenza delle località Yaldiperga e Rosignano (fotografie 5); riproduzione fotografica dell ' ordine del giorno del 10 aprile 1913 , relativo alle ricompense per il Battaglione aviatori; attestato cli medaglia di bronzo al 5° Reggimento genio minatori , ri lasciato nel novembre 1918 dal giornale «Il soldato» per aver partecipato alla ,souoscrizione nazionale "Ali alla Vittoria" , promossa dal giornale per il clono di velivoli alla prima guerra mondiale; attestato di benemerenza al Comando del genio pontieri di Pavia , rilasciato nel 1913 dalla Società italiana di aviazione per la partecipazione al Gran Premio dei laghi per idroaeroplani; diplomi al Museo storico del genio militare , rilasciati nel 1931 dal Ministero delle colonie francese per la partecipazione all ' Exposition colon iaie internationale. SALA "FOTOGRAFI"

Fotografie , rilievi topografici , riliev i topofotografici, strisciate fotografiche e vedute prodotte dal servizio fotografico militare italiano (fotografie, rilievi e strisciate foto grafiche 41) ; fotografie del lancio e discesa cli un pallone, effettuate dalla Sezione fotografica degli specialisti del Genio n:1ilitare (fotografie 13); documenti e fotografie su Cesare Tardivo, ingegnere e capitano del Genio militare (fase. I, docc. 6 e fotografie 2. In particolare, si segnala una bozza d i una pubblicazione sul servizio fotografico del Genio m ilitare curata da Cesare Tardivo e alcune fotocopie cli articoli, stampati tra il 1908 e il 19 12 , relativi all' attività di Tardivo e ciel Battaglione aero-

35 Usue lli.


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Rol.l.f,Tr!NO f)F.L/.,'ARCill\110 DELL' llrF/Cf() srn,uc o

stieri); stampe ritraenti Ignazio Porro (stampe 2); fotografia sulla rivista passata dal re nella vecchia piazza d 'armi di Roma in occasione della festa dello statuto del 6 gi ugno 1905; disegno apparecchi fotografici; d iplomi di medaglia d'oro e di medaglia d'argento concessi al 3° Reggimento genio di Roma (docc. 2 , 1899- 1900. In particolare, si tratta di un diploma rilasciato, nel 1899, dall'Esposizione fotografica nazionale e internazionale promossa dalla Società fotografica italiana e di un diploma rilasciato, nel maggio 1900, dalla giuria dell'Esposizione fotografica emiliana) . SALA "FOTOELETTRTC1STI"

Fotografie e disegni su fotoe lettricisti, fotoelettr ic he, stazioni fotoelettriche carreggiate, autocarreggiate e autofotoelettriche (fotografie 28 e disegni 2) . SALA "AEROFONTSTI, CHlMlCJ, MASCHERATORI E FORNI CAMPALT" [SETTORE] "SERVIZIO CHli\ tllCO"

Fotografie, disegni e cartine sul servizio chimico nel corso della pri ma guerra mondiale (fotografie 10, disegni 7 e cartine 2 . In particol are , il materiale riguarda l'addestramento au ·impiego dei lanciafiamme portatili, i lanci, gli apparecchi, le tipologie dei ricoveri per bombole e l'organizzazione del servizio gas mobilitato). !SETTORE] "MASCHERAMENTI"

Fotografie, disegni, ritagl io stampa e locandina pubblicitaria sui mascheramenti (fotografie 31, disegn i 2 , articolo cli giornale 1 e locandina 1. In particolare, il materiale riguarda le tipologie di mascheramento) . [SETTOREJ "FORNI CAMPALI"

Disegni. (piante e sezioni) su forni da campagna portatili, locomobili e in muratura a vo lta cilindrica (disegni 4). SALA "TELEFERISTI"

Cartina con l'indicazione delle teleferiche militari impiantate sul fronte italiano alla data del 4 novembre 1918 . SALA "COLOMBJERl"

Colombigramm i (docc. 72, 19J7-1918. Si segnala il cattivo stato cli conservazione di alcuni documenti) ; fotografie su colombaie militari, baracche colombi, lanci e arriv i colomb i. e materiali. vari, relative al periodo 1915-1943 (fotografie 59); foto grafie effettuate usando i colombi (fotografie 14); disegni su colombi (disegni 8. Si segnala il cattivo stato cli conservaz ione di un disegno); disegno su collegamenti;


STIWMJ,N(J

m

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11/CEIIC.~

documenti su Gabriele D ' Annunzio (clocc. 5 . In particolare, si segnalano copie delle schede di iscrizione , nel 1936, di Gabrie le D'Annunzio alla Federazione co lo mbieri italiana). SALA '"TR/\SM1SSTONI"

Fotografie di A ntonio Pacinotti, sergente del Genio militare e invenrore, nel 1860, della macchina e lettromagnetica (fotografie 4) ; fotog rafia sulle stazioni radiotelegrafiche nemiche nel corso della prima g uerra mondiale; fotografie deg li ispettori per le trasmissioni negli anni J961 - 1999 ca. (fotografie I O); fotografie di ufficiali e soldati (fotografie 3); cartina con indicazione delle segnalazioni ottiche a grandi distanze impiegate dagli antichi greci dopo la presa di Troia; disegno trasmettitori ; schemi su apparecchi per la trasmissione delle immagini (d isegni 2); disegni su ponte radio Roma-Verna (disegni 2, 195 1- 1952); disegno ritraente Pietro Acerbi , sotruffic iale radiotelegrafista e medag lia d'argento al valor militare (il disegno è tratto dalla «Tribuna illustrata»); carto lina commemorativa relativa ag li eventi sul fium e Uebi Scebel i nel I 936; manifesto co n quauordici ritratti fotografici dei genieri del 3° Reggimento genio. partecipanti alla gara internazionale di telegrafia pratica tenutasi a Torino nel 19 1I. SAU; TfA "GUGUELMO 1\llARCONI"

Documenti, fotografie e ritagli o stampa su Guglielmo Marconi e sulle sue invenzioni (cloec. 2 , fotografie 22, disegni 4 e ritaglio stampa 1. Si segnala che parte delle fotog rafie sono riproduzioni fotografiche di documenti del 1906-1916). Le sale che seguono concernono le armi del Genio e delle Trasmission i nelle campagne di g uerra e d i pace: SALA ..DELLE COLONIE..

Fotog rafie uffic iali del Reggimento genio ad Assab nel J 886- 1887 (fotografie 3); fotografia e cartina sul forte di Macallè (fotografia I e cartina I. fine sec . XIX. Tn particolare , si segnala la presenza di una fotografia degli ufficiali elci presidio cli Macal lè durante l' assedio de l 1895-1 896); disegno della caserma degli ufficiali elci Comando genio cl i Massau (fi ne sec . XJX); disegno del forre ''Vitto rio E manuele" progellato e allestito eia un ufficiale ciel Genio militare (fi ne scc. XTX); fotografie degli ufficiali de l Genio militare caduti ad Adua il 1° marzo 1896 (fotografie 3): fotografie di Garian (fotog rafie 8. Si traila di fotografie re lative alla costruzione della case1ma e al castello , scuola elementare e ab itazioni locai i): proclama lanciato dagli aviatori italiani alle popolazioni della Tripo litania il 6 agosto 1912 (docc. 2. Si segnala la presenza della riproduzione fotografica del proclama in arabo e della sua traduzione in italiano); documenti su encomi ai reparti elci Genio mi litare per azioni di valore nel corso de ll a guerra cli Libia del 191 l-1 9 12 (docc . 4, in parte ciel


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0

B0u_1,-rn,vo J)ELL J\RCNJVJO l)J:LL'UPPICIO STORICO

1911); fotografie su c.imiteri, tombe e lapidi dedicate ai caduti in Libia nel corso della guerra del 1911 -1912 (fotografie 13); fotografia della commemorazione della battaglia di Tobruk del 22 dicembre 1911 ; documenti e fotografie su ufficiali e soldati che parteciparono alle varie campagne in Africa (docc . 3 e fotografie 4); docum.ento su concessione della croce di cavaliere dell'Ordine militare cli Savoia all'Arma del genio per l'opera prestata nel corso della guerra italo-etiopica ciel 1935- 1936 (1937); carta del] 'Impero con l'indicazione della rete stradale, ponti , opere per il rifornimento idrico e collegamenti radiotelegrafonici eseguiti dal Genio mi litare nel 1935-1936; materiale a stampa in lingua aramaica (pubblicazioni JOca. , 1935- 1936); fotografia del monumento dedicato ai caduti in Ci renaica; fotografia della lapide muraria dedicata agli ottantacinque civ ili del cantiere deUa Società fratelli Gondrand di Milano, addetti , in collaborazione con il Genio militare, alla costruzione della strada Adua-Adi Qualà, caduti il 13 febbraio 1936 nel l'eccid io vicino il Mareb e sepolti nel cimitero Mai Lahalà; documenti e fotografie varie sull'attività ciel Genio mili.tare nella guerra italo-etiopica ciel 1935-1936 (docc. 6, fotografie 3 e disegno 1). Inoltre, si segnala la presenza di una fotografia su Pio Angelo Spaccamela, capitano del Genio militare, rimasto ferito al capo il 13 aprile 189 J nel tentativo di salvare la polveriera di Vigna Pia (Roma), in pericolo di esplosione. SALA "REPUBBLICA ROMANA"

Monete cartacee della Repubblica romana, emesse nel 1848 (monete cartacee 3); libretto di soldo per l'anno 1848; diplomi di benemerenza (docc. 2, 1848- 1849); mappe di Roma del 1849 (cartine 3); cartina sull'assedio di Roma del 1849; stampa veduta di Roma durante l'assedio del giugno 1849; riproduzioni fotografiche cli articoli sulla difesa di Roma nel 1849 (fotografie 11); fotografie sulle opere costrujte dai genieri (fotografie 10); pianta e stampe di Roma (pianta I e stampe 3. Materiale di prod uzione francese. In particolare, la pianta è stata prodotta dall'Armata francese); disegno e stampa su genieri; diplomi e attestati per partecipazione alle operazioni (docc. 4, 1871-1872 e 1875); documenti vari e fotografia (docc. 2, taccuino l e fotografia l, specie 1849); disegni e fotografia delle uniformi del Genio militare dell'Esercito pontificio e della Repubblica romana (disegni 6 è fotografia 1). Inoltre, nella sala è conservato il seguente materiale: copia sentenza n. 307 , emessa nel Regno lombardo-veneto il 22 dicembre 1821; proclama di Carlo Alberto dell '8 aprile 1848, avente come oggetto la difesa del Mincio e di Goito; documenti, foto grafie , disegno e stampe sulla difesa cli Venezia nel I 848-] 849 (docc. 10, fotografie 13, disegno l e stampe 6); fotografia sulla costruzione della caserma cli Castro Pretorio nel 1863- I 864; documenti sul primo Convegno degli ingegneri e architetti italiani, tenutosi a Milano nel 1872; diploma di cittadinanza milanese offerta a Francesco Morassutti di Este per la sua partecipazione alle cinque giornate di Milano nel 1849 (1889 gen. 29) .


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STIW,1/ENrt 1)1 RICERCA

SALA '·SPEDIZIONE TN CRIMEA"

Di egni e stampe relative al Corpo di spedizione sardo in Crimea nel 1855- 1856 (disegni 9 e stampe 5 . In particolare, si segnala la presenza di disegni su battaglie, pian i generali deg li stabil ime nti, piante degli ospedali e magazzini del le s ussistenze, opere di fortificazione e di stampe aventi come soggetto la Brigata di riserva, il Quartier generale principale a Kadi Koi. il campo della 23 Divisione e il campo d 'inverno del Reggimento cava lleggeri); invito "'scherzoso" ad un ballo, datato IO aprile 1856 (l'invito è in lingua fra ncese) . SALA ''ASSEDIO Dl ANCOt\A'

Passaporto di Giuseppe Saveri o lBarab ino?J, rilasciato, nel 1859, dal console del re cli Sardegna a Palermo; stampa sulla I" Compagnia del 2° Reggimento del genio a Perugia nel 1860; documenti e fotografie su Giovanni Ruggia, sergente del Genio zappatori e medaglia d'oro a l valor mili tare per la difesa, nel 1860, della porta Santa Margherita di Perugia (docc. 3 e fotografie 2, in parte 1910- 19 ] I); disegni sull 'assedio di Ancona e di Civitella del Tronto (disegni 4). SALA "ASSEDIO DI GAETA'.

Documenti, diseg ni e stampe sull'assedio di Gaeta (docc . 2, disegni 2 e stampe 7, in parte 190 l); disegno e stampe sulla città e s ulla fortezza di Gaeta (disegno I e stampe 3); disegni s u blindamenti , batterie e magazzini (disegni 4); ord ine del giorno de l Comando delle truppe d'assedio, Quartier generale di Mola di Gaeta, datato 17 febbra io 1861. avente come oggeuo la caduta di Gaeta (l'ordine del giorno è firmato dal generale Enrico Cialcli ni); stampa con ritratto del tenente generale Enrico Cialdini ; fotografie della piaz7.a di Gaeta dopo la resa del 13 febbraio 186 1 (fotografie 9).

SALA "PRIMA GUERRA MOND IALE" Fotografie di ufficiali del Genio militare che parteciparono alla prima guerra mondiale e ved ute di luoghi del conflitto (fotografie 38); schizzo della panoramica del fronte della 3" Armata su I Carso al giugno 19 18; documento e fotografia su Emanuele Filiberto di Savoia, duca cli Savoia, comandante della 3" Armata (il documento è datato J 9 l 9); disegno su schema granala a mano; fotografie e disegno sulle attività ciel Genio mi litare in Albania nel corso della prima guerra mond iale (fotografie 57 e disegno l); man ifcs to sulle mostrine delle brigate d i Fanteria che parteciparono alla prima guerra mondiale; tessera di riconoscimento di un ufficiale ciel Genio militare; cartina sulla partecipazione dei genieri alla bauaglia del Piave e cli Vittorio Veneto ; disegno e cartina su episodi di guena; fotografie d i monumenti dedicati ai caduti nella prima guerra n1oncliale (fotografi e 8. Alcune fotografie riguardano l'inaugurazione di un monumento avvenuta a Benevento nel 1929); foto-


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Bou. /:Tr!NO 01:u}J\RCH/\I /() DHL ' U/.'FIC/0 STORICO

grafia delle onoranze funebri alla salma del mi lite ignoto , avvenute a Roma il 1930; lettera di trasmissione al Museo storico del gen io mi1itare di medaglie al valor militare per episodi della prima guerra mond iale, datata 1921 . Inoltre, nella sala è conservato il seguente materiale sulla seconda guerra monclia1e: fotografie, disegni , cartine e cartoline militari sul Corpo di spedizione italiano in Russia (fotografie 109, djsegni 6 , cartine 11 e cartoline militari 2. In particolare, si tratta cli fotografie su vedute, lavori e impiego dei reparti ciel Genio mili tare, specie pontieri, marce nella neve, ripiegamento delle truppe, sepoltura salme e di riproduzioni fotografiche cli documenti ciel 1942-1943 e di schemi dei col legamenti r.t. e a filo; disegni su episodi cli guerra sul fronte russo; stemma del Genio pionieri e delle istruzioni per costruire i ponti; cartine , in cattivo stato di conservazione, sulle località dei combattimenti, sulla marcia sul Don dell'8" Armata e sul ripiegamento ciel Corpo d'annata alpino; cartoline militari sulle grandi unità italiane che operarono in Russia nel 1942-.1943). SALETTA "GUERRA CIVILE DT SPAGNA"

Documenti , fotografie e cartine sull'attività del Genio militare nel corso della guerra di Spagna, 1937-1939 (b. 1, docc. 7, fotografie 30, cartine 7, ritagl io stampa 1, rivista I e opuscoli 2. In particolare, si segnalano documenti sulla storia dell'Arma del genio nel Corpo truppe volontarie in Spagna; fotografie su distruzione e ripristino ponti; carta della Spagna, cartine su interruzioni e riattamenti ponti e grafico delle interruzioni stradali . Parte del materiale è in lingua spagnola) . SALA "SANTA BARBARA"

Disegni, stampe, cartoline e ritagli stampa su varie rappresentazioni iconografiche di santa Barbara e sui monumenti a lei dedicati (disegn i, stampe, cartoline e ritagli stampa 112); copia breve pontificio di Pio XII del 4 d.icembre J 951, che proclamò santa Barbara patrona degl i artiglieri, marinai, genieri e vigili del fuoco (clocc. 2. Si segnala la presenza del testo in latino e della sua traduzione in italiano) . SALA "MOSTRA GENIERI E TRASMETTITORI PER' IL PAESE"

Fotografie, disegni e cartine sui lavori urgenti per la ricostruzione delle opere distrutte o gravemente danneggiate nel corso della prima guerra mondiale nella zona ciel Piave, iniziati dopo l'armistizio del 4 novembre 1918 (fotografie 43, disegni 8 e cartine 2); fotografie, disegni e cartine sui soccorsi in occasione cli terremoti (fotografie 199, disegni 2, carta geografica 1 e carta stradale 1. ln particolare , s.i tratta delle testimonianze fotografiche su li ' atti vi tà del Geni o mi Iitare d urante il terremoto a Casamicciola del 1883; il terremoto a Messina e a Reggio Calabria del 1908; il terremoto ad Avezzano del 1915; il terremoto nel Belice del 1968; .il terremoto in Friu li del 1976; il terremoto nella Val Nerina del 1979; il terremoto in Campania e in Basilicata ciel 1980; il terremoto in Abruzzo e nel Lazio ciel 1984; il sisma nell'area


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STIWMENTI DI RICli liCJ\

cli Lentini-Carlentini del 1990); fotografie e carta stradale relative alla costruzione della strada delle prealp i carniche nel I 9 I 0-1 912 (2 J fotografie e carta stradale 1); fotografie sulla costruzione di ponti (fotografie 47 . In particolare, si tratta cli fotografie sulla costruzione del ponte ferroviario sostitutivo a Dogna nel 1968; del ponte ferrov iario sostitutivo sul fi ume Sesia nel 1969; ciel ponte stradale sostitutivo sul fiume Tevere nel 1974; del ponte sostitutivo sul fiume Talvera, a Bolzano , nel 1978; del ponte ferroviario sostitutivo a Verbania nel J978; del ponte stradale sostitutivo a Atripalda nel 1980; del ponte translagunare a Chioggia nel 1980; del ponte ferroviario sostitutivo a Montepescali nel J 980; ciel ponte ferroviario sul fi ume Taro nel 1982; ciel ponte a Venezia-Tronchetto per l'accesso ali' area cli parcheggio nel 1982; del ponte sul fi ume Oglio nel 1982; del ponte ferrov iario sostitutivo sul fiume Panaro nel 1984; di ponti a Palenno nel 1986; del ponte sul fiume Coniolo nel 1986. Inoltre, sono presenti alcune fotografie sulle varie tipologie di ponti in dotazione al Genio militare); fotografie su interventi nel corso di alluvioni (fotografie 40 . ln particolare, si tratta di fotografie sull'alluvione a Fire nze nel 1966; alluvione nella val C ismon nel 1966; alluvione a Santa Marinella nel 1981; alluv ione in Carnia nel 1983 ; alluvione in Valtellina nel 1987); fotografie sugli interventi nel Vajont nel J963 (fotografie 22); fotografie, disegno, cartina e ritagli stampa relativi alla costruzione dell ' aeroporto nell'isola di Lampedusa nel 1966- 1967 (fotografie 32, disegno 1, cartina cli Lampedusa e ritagl i stampa); fotografia dei soccorsi nella strage di Bologna del 1980; fotografie sugli interventi in Veneto nel 1986- 1987 (fotografie 3); fotografie sull'attivitĂ di assistenza ai profughi dall'Albania nel 1991 (fotografie 4); fotografie sulla partecipaz.ione ciel Gen io trasmettitori nelle missioni internazionali (fotografie 16. Tn particolare, si tratta delle missioni in Albania, in Mozambico, a Namibia e in Somalia); cJocumenti sulle motivazioni della medaglia d'oro al valor militare concessa alla bandiera del Genio militare per il suo intervento a favore delle popolazioni civili (docc. 2, 1920 e 1977); fotografie sui lavori e sulle eserc itazioni del Genio trasmissioni (fotografie 16. In particolare , si segnalano fotografie su rimozioni cli macerie, ripristino della viabiliat invernale, rinforzo argini di fiumi, interruz ioni ponti e demolizioni di costruzioni abusive) . SALA "FAINI"

Fotografia ritraente Gaetano Faini, generale e realizzatore, nel 1869-1870 , della stazione diottrica fissa italiana cli grande potenza per i col legamenti a grande distanza fra opere cli fo rtificazioni lontane e fra comandi centrali lontani; schema delle comunicazioni teleferiche e telefoniche ottiche nel la zona di guerra cli Gorizia (1918 set.). Inoltre , materiale documentario è stato individuato nei seguenti locali del l\foseo: ATRIO SACRARIO

Fotografie su vedute cli Roma, eia Monte Mario, nel J 9 14 e 1964 (fotografie 2).


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BOllflTl,VO l)t:LL 'A IICNIVIO DELL'UFFICIO STORICO

"SACRARIO"

Documenti e fotografie su i militari decorati al valor militare. SCALA TRA PRIMO E SECONDO PIANO

Fotografie sull'opera del Genio mi litare nel corso del terremoto ciel Friuli (fotografie 11, J 976); fotografia del ponte ferroviario sostitutivo a Airuno (1977. La fotografia è in cattivo stato di conservazione).

Infine, altro materiale è stato individuato nei seguenti locali del! 'Istituto: ATRIO PRIMO PIAN036 Attestati di lode al 2° Reggimento genio per gare sportive (c!occ. 2, 1908- 1909). CORRIDOIO PRIMO PIAN037 Tre schedari relativi ai "Militari cieli' Arma [del genio] caduti o dispersi nelle guerre nazionali" , dalle guerre risorgi mentali alla guerra di Iiberazione . ln particolare, si tratta di schede nominative concernenti le promozioni per meriti cli guerra, gli encomi solenni per rner.iti di guerra, i trasferimenti in s .p.e. per meriti di guerra, gli avanzamenti per meriti di guerra, le ricompense, le ricompense commutate o revocate e gli attestati di pubblica benemerenza . CORRIDOIO PRIMO PlAN038 Calendari storici mi i itari, prodotti specialmente da enti e reparti ciel Genio militare (calendari 152 ca ., 1970- 1997 ca.); disegni stemmi. araldici e motti enti e reparti del Genio militare (disegni 23); stampa ciel proclama di Diaz sulla vittoria nella prima guerra mondiate , datato 4 novembre 1918; stampa su uni forq1i del Corpo reale del genio militare e del Battaglione zappatori dell'Armata sarda clàl 1752 al 1884.

J6 Atrio situato dava nti la scala , tra le porte idcmificate con i numeri "30 I". "302" e "303". 37 Corridoio situato Ira la porta identi ricala con il numero "306" e la bibl ioteca. 3S Corridoio si tllatO tra la porta identifica con il nu mero ·'336" e J' ard, ivio storico documentale.


STRUMl;NTI DI l<ICF:NCr\

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MUSEO STORICO DEI BERSAGLIERI Indirizzo: Porta Pia, via XX Settembre - 00187 Roma Telefono: 06/47.35 .55 .22, 06/48.67.23 URL: <http://www.esercito.cl.i fesa.i t/root/musei/ museo_bersagl ieri .asp> Modalità dì accesso: archivio storico e biblioteca, su appuntamento; settore espositivo , su appuntamento Orario : settore espositivo, lunedì , mercoledì e venerdì, 9.00-13.30 Servizi offerti agli utenti: al momento del censimento non esisteva alcun servizio di riproduzione sia per il materiale documentario sia per il materiale bibliografico

Censimento: dati al maggio 200 l 1. La storia del Museo Nel 1887 il generale Edoardo Testafochi, ispettore dei bersaglieri, e bbe per primo l'idea di raccogliere documenti e cimeli legati alle vicende del Corpo dei bersaglieri dalle sue origini fino a l 1890. Nel 1895 , allorché fu decisa l'abolizione dell'Ispettorato del Corpo dei bersaglieri, il generale Bruto Bruti, succeduto a Testafochi nella carica cli ispettore, ottenne dal Ministero della guerra il permesso d i consegnare a] comandante ciel 3° Reggimento bersaglieri, stanziato a Roma, tutto il materiale raccolto a cura dello stesso Ispettorato e composto da documenti, cimeli, fotografie illustranti le gesta dei bersaglieri con il fine cli curare la sistemazione ciel eletto materiale e cli consentire le vis ite e le consultazioni da parte di militari e civili: veniva così posto il nucleo originario ciel successivo Museo storico dei bersaglieri che , grazie anche all'opera e all' impegno del colonnello Giovanni Butturini, comandante ciel 3° Reggimento bersaglieri dal 1902 al 1907, venne poi inaugurato ufficialmente .il 18 giugno 1904, alla presenza ciel re , presso alcuni locali della caserma "La Marmora", sita nel quartiere romano di Trastevere (rione XIII). In seguito , con il r.d. 16 mag. 1909, s i dichiarò costituito formalmente il Museo storico dei bersaglieri, come ente di fatto, e con il d.m . 25 ott. 1909 venne approvato lo statuto del Museo, redatto dall'allora Divisione Stato maggiore, con il quale l'ente venne dichiarato dipendente dal Ministero della guerra - e, per esso, dal comandante del IX Corpo d 'armata - e si individuò come s ua principale funzione quella cli "custodire degnamente le medaglie al valore meritate dai s ingoli riparti ciel Corpo:19, quelle altre che, in avvenire fossero ad ess i assegnate, i preziosi cimeli e la biblioteca". Inoltre, si stabiliva che la direzione e l'amministrazione ciel Museo dovevano essere affidate a un consiglio direttivo (composto cla sette membri , nominati dal

39 Con lo stesso r.d . 16 mag. 1909, V ittorio Emanuele [Il aveva cornnrntal() in medaglia d'oro al valor mi l itare la menz ione onorevole concessa al 7° Battagl ione dei bersaglieri per la condotta tenut.i nel corso della guerra del 1859 (attacco di Palestro i l 20 maggio 1859 e battagl ia del giorno successi vo) e in medagli e d 'argento ,i l valor mil itare le menzion i onorevoli concesse al 23° e al 25° Ba1taglione bersagl ieri per l a condotta tcnu\il nel corso della guerra del 1866 (anacco del Castello cli Borgo del 23 luglio 1866: presa di Borgo e Levico).


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80ll€TTINO OE:LL'A!iCHIV/0 DEU,'U FFtC/0 STO!itCO

M inistero della guerra e provenienti dal Corpo dei bersaglieri) a cui, oltre al compito di compilare iJ regolamento interno del Museo , veniva assegnato il mandato cli "raccogliere e cli esporre convenientemente i vari e lementi della storia del Corpo , guali sarebbero trofei di guerra, medaglieri, quadri, fotografie, documenti, autografi e quant'altro si riferisca alle onorande vicende cli guerra e cli servizio dei reparti e degli individui" (ai1 . 3)40 . Negli anni successiv i la direzione del Museo, rilevata la necessità di provvedere alla costruzione cli lma apposita sede che consentisse una adeguata conservazione esistemazione dei cimeli e dei documenti del Corpo, accresciutisi notevolmente in seguito alla guerra di Libia e alla prima guerra mondiale, si rivolse al Comune cli Roma per chiedere la cessione di un ' area nei pressi della caserma "La Marnora" e, precisamente , lo spazio d i circa 3 .000 mq retrostante ad un fabbricato cli proprietà Ciribbelli, sito in viale del Re e compreso tra la via di Porta Portese, la nuova strada tra il ponte Sublicio e lo stesso viale del Re. La Giunta comunale, esaminata la richiesta, deliberò, nel corso della seduta dell ' 11 ottobre 1919, il suo accoglimento parziale concedendo gratuitamente 1 .O 12,10 mq nell'area indicata; concessione perfezionata con deliberazione della Giunta del 17 set. 1920, n. 61 ; approvata dalla Giunta provinciale amministrativa con decisione del 21 ott. 1920, n. 317 1/D; resa esecutoria dal prefetto con visto del 22 otl. 1920, n. 43678/Div. IP; ratificata dal Consiglio com unale con deliberazione del 27 set. 1920, n. 305; e , infine , vistata dal prefetto con atto del. 23 nov. 1920, n. 49881 . Nell'ottobre 1921 la direzione del Museo, che era ancora privo di personalità giuridica a causa della dizione difettosa del r.d. 16 mag . 1909 che lo aveva costituito in ente pubblico ma non eretto espressamente in ente morale, chiese che fosse provveduto alla sua costituzione in ente giuridico, condizione necessaria sia per poter accettare la clonazione del! 'area offerta gratuitamente dal Comune di Roma per la costruzione della nuova sede sia per poter accettare altri eventuali lasciti e donazioni di privati . All ' erezione del Museo in ente morale fu provveduto con r.d. 27 nov. 1921 , n. 1879, con cui venne approvato anche lo statuto cieli' ente. Successivamente, il 5 maggio I 923, i rappresentanti del Comune cli Roma e quelli del Museo , firmarono a Roma , di fronte al notaio Girolamo Buttaoni , l'atto di cess ione gratuita dell' area (atto n. 18715, rep. n. 88892). In seguito , lo statuto del 1921 subì alcune modifiche che non' riguarclarono le funzioni dell' ente ("custodire degnamente i cimeli , la biblioteca , l' archi vio storico , nonché tutti i ricordi del glorioso Corpo") ma parte delle norme di funzionamento . In particolare, con il r.cl . 2 giu . 1927 , n. J303 , vennero modificati il grado e la categoria clell 'ufficiale eia designare alla carica cli segretario del consiglio cl ' ammini strazione e con il r.cl. 18 nov. 1928 , n. 3035, venne sancito che tra i membri ciel consiglio direttivo del Museo dovesse essere compreso anche un rappresentante cieli' Associazione nazionale bersaglieri, designato dall'Associazione e nominato dal Ministero del la guerra con decreto ministeriale.

40 «Giornale militare ufficiale». ( 1909). dispensa 46". circ . 429 .


STIIUMkNH 1)/ RICEIICA

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Ma il Museo, per mancanza di adeguate risorse finanziarie , non riusciva a provvedere alla progettazione e costruzione della sede: così i cimeli, i documenti e i ricordi continuavano a essere conservati , con grave rischio di deterioramento e distruzione, presso i locali, piccoli e malsani, della caserma "La Mamora". La situazione era aggravata anche eia un'altra circostanza: nel 1929 sarebbero scaduti i dieci anni dalla data cli clonazione dell'area da parte ciel Comune cli Roma che prevedeva l' obbligo cli costruire l' edificio e la non costruzione avrebbe po1tato la perdita dell'arca stessa. E per tentare cli risolvere la questione si decise, con r.d. 16 clic. 1929, di sciogliere il consiglio d'amministrazione, al cui interno erano so1te alcune divergenze che non facilitavano certo la risoluzione dei problemi sudcletti41 , e di nominare un commissario straordinario che assunse, temporaneamente, le funzio1ù ciel disciolto consiglio42 . Nonostante queste difficoltà la direzione ciel Museo cercò cli garantire un min imo cli attività permettendo , sia pure con alcune limitazioni, l'accesso del pubblico al settore espositivo; collaborando a mostre43; partecipando a commemorazioni ; organizzando gare sportive per avvicinarsi alla popolazione; continuando l'opera cli ricerca e cli sistemazione della documentazione specie sulla prima guerra mondiale al fine di scrivere una storia dei reparti bersaglieri per gli anni .1915- 1918; curando, dal 193 1, l'edizione ciel calendario storico dei bersaglieri , ereditando il compito dall'Ispettorato truppe celeri44 . Dopo un progetto del 1930, quasi subito abbandonato, finalizzato alla collocazione della sede del Museo presso Castel Sant' Angelo , la soluzione definitiva della sede si ebbe solo nel 1932 quando ci fu la restituzione (retrocessione) al Governatorato di Roma del terreno inizialmente donato per la costruzione del Musco; Governatorato che , con deliberazione ciel 21 mag. 1932, n. 3326, decise contestualmente cli cedere all'ente , in uso temporaneo indeterminato, i locali cli Porta Pia a Roma, sede storica e storicamente legata alle vicende del Corpo dei bersaglieri45 . Dopo l' inaugurazione della nuova sede, avvenuta i.I 18 settembre 193246 , vennero approvate ulteriori norme relative al funzionamento del Museo che , sostanzialmente , non modificarono le finalità e i compiti clell 'ente come emerge dall'analisi del r.d . 12 ott. 1933, n. 1510 (modifica art. 12 dello statuto); ciel r.d . 28 Jug. 1939, n. 1421

41 Le divergenze sorte al l 'interno del consigl io di rettivo, che portarono anche all a dimissione cli uno dei suoi membri , riguardavano esse1u.ialmente la predisposizione dei mezzi finanziari per la costruzione della nuova sede. 42 Venne nominato come cornn1iss,irio straord inario del Museo il generale d i corpo d',irmata Giuseppe Cassinis, poi sostitll ito, con r.cl. 15 rnag . 1930 , dal genernle cli divisione del la riserva Angelo Marti nengo d i Vil lagana. Cfr. «Giornale mi li tare ufficiale», ( 1930). dispensa 7", eirc. 75. e <<Giornale rn iliwre ufficiale,,, (1 930) .

dispensa 3 1". circ. 350. 41 J\cl esempio . nel I 927 ven ne inviaco materiale del Musco ali' Esposi i .ione sabauda organ izzata presso il Castello del Valentino d i Tori no i n occas ione dcli.i ricorrenza ciel lV cen tenario del la nascita di Emanuele F il iberto , duca d i Savoia. 4,1 Nel 1935 il !\fosco fu costreno a interrompere, per problem i f inanziari , la pubbl icazione del calendario storico del Corpo . 45 J local i. siti nei pressi della scarica brecc ia e compresi nello stab ile costi tuente l 'arco di Porta Pia erano stati, fino a quel mornento, <1ffiua1i all a Pref ettura d i Roma e usati dai carab inieri come caserma. 46 Lo stesso giorno venne anche i naugurato, nella piazza anti sta nte ai locali cl i Porta Phi. i l monumento al bersagliere.


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Boue-rn,vo OE:Ll'ARCIIIV/0 o eu..' Ul•'F IC/0 STORICO

(abolizione della carica di commissario straordinari.o e approvazione del nuovo statuto); r.d. 12 gen. 1942, n. 89 (sostituzione artt. 5, 6 e 7 dello statuto); cl.p.r. 13 mar. 1958, n. 448 (sostituzione art. 5 dello statuto); d.p .r. 2 set. 1959, n. 963 (autorizzazione ad accettare un legato e una donazione); d.m . 25 giu. 1964 (approvazione nuovo regolamento interno) 47 ; d.p.r. 14 gen. 1965, n . 174 (modifiche statuto) . Con cl.p .r. 28 giu. 1986, n. 526, la personalità gi uridica del Museo storico dei bersaglieri venne estinta e i beni costituenti il suo patrimonio furono devoluti al Ministero della difesa; inoltre, l'ente assunse la fis ionomia specifica di "reparto" della Forza armata (Esercì to )48 . Attual mente il Museo affianca , alle sue strutture espositive e al sacrario, l'archivio storico e la biblioteca specializzata sulla storia del Corpo dei bersaglieri49 .

47 «G iornale mil itare ufficiale», ( 1964), dispensa 34" , circ. 306. ' 18 I l provvccl imcnco riguardò anche gli altri musei militari dell ' Eserc ito ad eccezione del ìvluseo nazionale dell'Arma cli artiglieria e cicli' Istituto storico e d i cultura cieli' A rma ciel genio. 49 Su l M useo. oltre alle precedenti note 39-45 e 47-48, c fr. lnougurazione del Museo S1orico 18 giugno 1904 . Breve discorso olla presenza di S.1V/. il J<e d 'lialio. Roma, I Museo storico dei ber sagliei'i'I. 1904 (Pubbl icazioni del Museo storico <lei bersaglieri, 3); G. RIGHI, Fes1eggiame111i in Roma per la inaugurazione del M11seo swrico dei bersaglieri nr:I 68° anno della is1iru~ione del Corpo. Spigo/arure e appunti, Roma, Tip. indus1ria e lavoro , 1904; M USEO STOll lC<) DEI BERSA(;LIERI, Catalogo 1910-/J. Sala Scll'Oj(I (lj, R~irna, Tipografia del commercio, 191 I ; lo., Ccualogo 19/0-/ /. Sala risorgimento (Il), Roma, Gi ul io Pi nto !ipogra fo-ed it.. [ 191 1'!]; ID., Catalogo 19 IO-/ I . Sala colonie (lii), Roma , Giulio Pinto ti pografo-edit.. [19 11?]: I D.. Clllalogo /910-11. Sala 111edaglieri (IV), Roma . G iulio Pinto ti pografo-edit., L19 I I ?J; ID., C(l[o/ogo 19 /0- 11. Sola Vi11orio Emanuele Il (V) , Roma, Giul io Pinto l ipografo-ed it., f 191 I ?'I; ID.. Cmalogo 19/0-11 . Sala Del/li Mormora (VI) . Roma. Gi ul io Pi nto ti pografo-ccl il.. [J 91 I?J: E. NllCHEL, li 1Wuseo s1orico dei bersaglieri, Città cli Castello. S . Lapi. 19 15, estrailo eia «Rassegna storica del R isorg imen to,,, JJ ( I 9 J 5), 2: C. M ANl'RONI, /I 1vtuseo s10rico dei bersaglieri. i n «Bollett ino dell'Ufficio storico». I (1926), 5, pp . 330-335; Il Museo dei bersaglieri, in ,,AJ111an,1cco delle Forie m·rnate» , ( 1928), pp . 404-409: li 11110110 Museo del ,·orpo dei bersaglieri , in «Bo!Jettino dell 'll fficio ,1orico» , VI! ( 1932), 4 . pp. 631-635; Museo militare, in Enciclopedia m i/ilare . .. c it., pp. 403 -404: V. SECIII, Il 1Wuseo storico dei bersaglieri . in «Nazione mi li tare». Xlii ( 1938) , 7. pp. 587-59 I: M USEO STORICO DEI BERSACLIERI, Regolw11e1110 inlemo appro11(1/o dal Ministero della guerra (21 novembre 1940-XIX) , Ro 111a, Tip. Pompe i , 1940; Il Museo s/o rico dei be1waglicri, in STAl'O MAc;G10RE DEI.L'ESERCITO . l SPETl'ORATO DELL'AR:VIA DI FANTER IA, S!oria de/lejim1erie Ìl(lliane , a cura cli E. SCALA. V[!, I bersaglieri. Rom.a, Stato nwggiore dell'Esercito, Ispettorato dell ' A r111a cli fanteria, I954. pp. 656-673: M USEO STORICO DEI IJERSAQLIERI, li 1v/11seo storico de.i bersaglieri. Roma, T ip. u. Pinto . 1959; tv.!USEO STORICO DEI BERSAGLIERI, Suuuto orgllnico. Regolamemo i111e.rno con ce11ni s10rici sul Museo. Decreti e notizie varie . Prima ris1ampa del1'edizione 1940 , a cura della DIREZIONE l)EL 1vlUSl'.O, Roma, [Museo storico dei bersaglieri]. 1960; MARTIR , / musei d'arma e in partico/are ... cit., p. 676; Sc:tJOLE DI APPLICAZIONE D'A RM A, L'Arma dijà111eria. Cenni storici. Tori no, Fotolitografia delle scuole d i appl icazione d' arma , 1965. pp.4 11 -41 2; C . C\CC1ò, A Porla Pia . /I Museo storico dei bersaglieri, Ro111a, Arti grafiche Jasi ll o, 198 1; Museo s1orico dei bersc,glieri. i n Musei ,ni/i1ari .. .c ir. , pp. 44-45; lvfllseo s10rico dei bersaglieri, i n STATO MAGGIORE DELL' EsERCJTO. UFFICIO STORICO. Musei . sacrori .. .cii.. pp. 2021; M . PuCCIAR ll LLI , Esercito e tradizio11i . .. cit., pp. 119-161; 1V/11seo s1orico dei Bersaglieri. i n Musei s1orici del 'Eserciio .. .c it., pp. 20-25. l noltre, cfr. «Fia111111a Cremis i». rivista pu bblicata a par tire dal 195 1 grnzie all'i niziativa della presidenza del 1vluseo, i n accordo con l 'Assoc ia~.i one nazionale bersaglieri . Infine. c fr. ACS, Mi11iste.ro della dijèsa-Eserci10, Dire:ione generale personale civile e l{fJi.,ri generali , Ufficio del direi/ore generale ( /9121966), bb . 5. 6. 7 e 8: AUSS M E, Hl-Carteggio del tvfini.wero della guerrn, Gabineflo. b. 45 . fase . 7. sJasc . "221 .22.4.1 943 . M useo storico elci Bcrsag lieri-Roma-Pona Pia. Varie".


SrnUMeNTI DI RICUl<;,t

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2 . li patrimonio documentario

Il Museo conserva documentaz ione relativa all ' istituzione e all'evoluzione del Corpo dei bersaglieri, alla s ua partecipazione nelle guerre risorgimentali , nel le prime campagne coloniali, nella spedizione in Cina, nelle operazioni per la conquista della Libia e del Dodecanneso ( 1911-1913) , nella conquista cieli' Afri ca 01icntale e nei due conllitti mondial i. Documentazione relativa ai bersaglieri è conservata anche presso I ' Ufficio storico del lo Stato maggiore cieli' Esercito . 3. Cenni sulla storia del Corpo dei bersaglieri L' istituzio ne dei bcrsagl ieri, specialità dell 'Arma cli fanteria, si deve ali' opera cli Alessandro Ferrero La Marmora, ufficiale dell a Brigata guardie piemontese, il quale, assistendo alle esercitazioni campali delle tru ppe austriache in Lombardia, rimase colpito dalle capac ità cli manovra di un battaglione di cacciatori. Iniziò, così , a chiedersi se non sarebbe stato conveniente introdurre anche in Piemonte un corpo di fanteria leggera come quello de i cacciatori . Carlo Alberto gli accordò, a titolo cli esperi mento, il permesso cl i formare due compagnie di bersaglieri che vennero costituiti, uffic ialmente, il .18 giugno 1836 e posti sotto il comando dello stesso La l\tlarmora. Successivamente il Corpo fornì ottime prove sui campi cli battaglia della prima e della seconda guerra di indipendenza al la cui conclusione venne am pliato fino a comprendere sedici battaglioni oltre ad alcune compagnie deposito. AI momento della proclamaz ione del Regno d'Italia, il Corpo entrò a far parte del costituendo Esercito italiano con trentasei battaglion i e sei unitit di deposito , trasformate poi in comandi d i reggimento. Nel 1908 venne costituito, in via sperimentale, un gruppo cli compagnie bersaglieri cicl isti, poi trasformate, all 'inizio del primo confl itto mondiale, in dodici reggimenti a loro volta riuniti , successivamente, in brigate. Tra il 1935 e il I 936 entrarono a far parte del la specialità anche dei reparti motociclisti, autocarrati e carri armati vel oci . Dal 1861 i bersaglieri partecip arono a tutte le principali campagne combattute eia! Regio Esercito: terza guerra cli indipendenza; repressione del brigantaggio ; presa cli Roma; occupazione dell ' Eritrea e della Somalia; r.ivolta dei Boxer in Cina; guerra italo-turca; prima guerra mo ndiale; riconquista della Libia; conflitto italo-etiopico; occupazione dell' Albania; seconda guerra mondiale. Oltre che nelle operazioni di natura militare, i bersaglieri furono, nel tempo, protagonisti in azioni cli mantenimento dell 'ordine pubbLico (a supporto delle forze di polizia); in atti vi tà cli soccorso delle popolazioni in caso di calamità natural i; in missioni internazionali cli pace a partire dalla missione a Creta (fine sec . XIX) , fino alle missioni in Libano (J 982), in Somali.a , Albania, Bosnia e Kosovo (anni Novanta del sec . XX). Nel secondo dopoguerra i reggimenti bersaglieri fu rono ricostituiti come fo rze mec-


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BoLUf:fflNO m:u.'AIICN/\110 DF.U.' UFFICIO STO/I/CD

canizzate, dotate di veicoli corazzati da trasporto , destinate a cooperare strettamente con reparti carri armati e semoventi d 'artigl ieria50 . 50 Per una prima bi bl iograf ia su l Corpo dei bersagl ieri , cfr. E. D ANDOLO, / vo/onwri ed i bersaglieri lombardi. A1111otazio11i storiche, M il ano, presso G . B rigola, 1860; P. FA:VIBRI. Lo q1.1es1ione dei bersaglieri. l\'1ilano, Gaetano Brigola, 1871; P. FE,\. S1oria dei bersaglieri. Con alcune idee sul loro impiego ù1 guerra del generale Alessandro umwrmom, Firenze, T ipografia della Gazzetta d 'Italia, 1879; A . DEL.LA MARMORA, Un doc11me1110 storico . Proposizio1ie per !afomwzione di una compag,1ia di bersaglieri e modello di uno schioppo per l'uso loro, /835 , Roma , Voghera Carl o, J 883; .R. 8 1;\NCIARD.1, Sui bersaglieri, Roma, T ip. Voghera Carlo, 1888; SOCIETÀ liX BERSAGLll,RI A LESSANDRO LA ìvlARMORA , 60° cmniversario della fondazione del Corpo dei bersaglieri, 28 giugno I 896. Rom a, T ip. Lii i Centenari , 1896; L .C. N,,TALI , lsrrnzione per la costituzione ed il.fw1zio11ame1110 delle compagnie bersaglieri ciclisli, l\•li lano , T ip. del Ri formatorio pa1ronaco, 1897; O. BRE:-ITARf, // seco11do ba11aglio11e bersaglieri volontari di Garib(l/di nella ca111pc131w del /866, M i lano. Giacomo Agnelli, 1908; P. N 1ccouN1, / bersaglieri del Po. 12 aprile- 15 giugno /848, Ferrara, Stab. Tip . G , B resciani, I 908; I bersaglieri nel loro 75° anniversario . J8 gi11g110 1836-/8 giugno 1911, a cura della COMMISSIONE NO:VIINAT,\ DAI BERS,\GLIERI PRESSO IL Musw STORICO, Roma , T ip. ed. nazionale, r 19 1l l; E. 01 AICHELBURG , /bersaglieri.Verona, Tipograi'i a cooperaliva . 1913; G. CAPASSO. Dandolo . ìWorosi11i, Manora e il primo bat/aglione dei bersaglieri lombardi nel 1848,49, ~·fi lano , Casa editrice L . F. Cog limi , 19 14 (Docu menti e memorie del Risorgi mento in Lombard i a); E. D ANl)OLO, / vo/011tari ed i bersaglieri lombardi . A111wtaz,io11i storiche, l'v1ilano-Roma-Napoli , Soc ietà Ed itrice Dante A ligh ieri cl i i\lbrigh i , Segati & C ., 19 17 (B ibl ioteca storica ciel Risorgimento ital iano, 7) ; / volontari ed i ber.w glieri /0111/Jardi . An11otazio11i storiche, tvl i lano-Roma-Napol i . Società Editrice Dante A l igh ieri di A lbrighi . Segati & C .. 19 17 (Bibl ioteca storica elci Risorgimento italiano, 7); C . SCHIAPARELU, // 4° Batlag/ione bersaglieri ciclìsti.19!5-1919. Un capi10/o della storia dei bersoglieri ciclisti. Torino. Stab il imento tip. teatrale e commerc iale. 19 l 9: R. DAL.MAZZO, Organizzazione ed impiego dei repal'li cic/is1i . i n «Alere F l ammam,,, fl ( l 924) , 6 . pp. 31-62: C. AMBROGET fl , Rersoglieri, Milano, Ti p. A. Macci achjni , [ l 928]; M. 1v10NA, l bersaglieri nei 1101>atlf 'a1111i della loro vira, in <<.A. lrnanacco del le For ze armale>> , ( 1928) , pp. 385-403: ML'llSTERO DELL;\ GUERRA, CoM,\i\'DO l)F.I. CORPO DI STAI'() MA(,(,IORE, UFFICIO STOR ICO ,

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Roma. Rivista mil itare dello SME. 1981); ROTARY INTBR:-11\TIONAL, ROT,\RY CLUB Gl!WE:-10- V;\L S,,KGONE- UNICEf'. COM ITATO R EG IO:-IE PIEMO:SITE-ASSOCIJ\1/..JO:-IE N!\ZIONi\LI:: HERS,\GLIEf(I LA MARYIORA, TORINO. Cro11aa, e storia del


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STIWMENTI DI RJCnlCA

ARCHIVIO STORICOs1 Conserva una miscellanea composta da documentazione sui reparti del Corpo, per un totale di oltre 200 buste. Inoltre sono presenti deJJe raccolte fotografiche e iconografiche (stampe, d isegni, cartoline e calendari militari) e una raccolta cli riviste e giornal i militari (bb. 23) . Si segnala anche la presenza di parte dell'archivio prodotto dalla di rezione e dagli uffici del Museo nello svolgimento delle loro funz ioni istituzionali e amministrative. CORPO DEI BERSAGLIERI R ACCOLTE E MISCELLANEE

Racco I t a fotog r afica , pacchi 36, scatole 4, vol i. 2, fasce. 5, album 99 e fotografie sciolte oltre 2.500 (da sec. XTX) . Schedario parziale. Panorami, cerimonie, ritratti <li bersaglieri , teatri operativi e missioni di pace . R a c c o 1 t a c a r t o I i n e m i I i t a r i , scatole 3, album 11 e cartoline sciolte 160 (dal 1836 ca.). Schedario parziale . Cartoline reggimentali e di reparti minori dei bersaglieri, delle altre anni dell 'Esercito, della G uardia di finanza e cli eserciti stranieri. Racco l ta diseg n Schedario parziale.

e

s t a m p e , voll. 3 e alb um 7 (da sec . XIX) .

Stampe su bersagl ie ri . Si segnala la presenza di un volume relativo a i bolli chiudi lettere reggimental i. Raccolta ziale.

calen d ari

mi

t ari , bb . 6 (dal 1914). Schedario par-

Corpo dei bersnglieri. 1836- 1986 . Torino, D . Pia%Za, 1986: V. CCOMO-A . 0 1 MASCOLO-S. B1GONGIARl , / bersaglieri . Ieri, oggi (' do111ani. s. N icola la Stnida (CE) , Tipo-li to S<1ccone. 1994: ASSOCIAZlO:-lE NAZlON,\LE COMB;\TlliNTI l)ELLA GUERRA Dl LIBERAZIONE INQUADRATI NEI REl'1\ lffl REGOLARI DELLE f-F.A A ., $ t;ZIONE LI BTG llERS/\GUER I A.U.C., tvlONTELUNGO, 1943 , / bersaglieri nella guerra di liberazione . Da ,'14omel1111go (I B0/0311a, 8-12-1943/2/ -4-/945, Tori no. EDA, 1995; M. GAROF,\LO-P. L,,:-.GELLA-A. MIELE,/ ber.wglieri. T,e origini, l'epopea e la gloria , s.l., Associazione nazionale ben;aglieri , 1997: A. SEMA, Piume a Nord I::st . l b(1rsag lieri sul jì·ome de/1 '/sonw. 19151917, Gorizia, L ibreria edi trice goriziana, 1997 (I leggeri. 4): F. DELL'UoMo-R. PutETII, L'Esercito lw/ia110 verso il 2000 .. .cit.. I. Roma , S1ato maggiore dell'Esercii(), Ufficio storico . .1998 . pp. 395-448; E . R1çC1ARD1, / bersaglieri in Dalnun ia e il 8a11ag lio11e bersnglieri Zara, Gorizi a, ANVGD. 1999: C. 13ARTOUNI. / bersaglieri nelle mi.u io 11i di pace . Senigall ia. L ibreria Ed. Sapere. Nuovo. L2000]; G. B01u.-\NI. L'u/1ima retroguardia . I bersaglieri da Capore110 al PiaPe, a cura di A. BERNARDIKI, Udine. P. Gaspari , 200 1 (Le. b<1ttaglie dell a riti rata. 6); Quelli del "Ma11wli". I.Je.rsaglieri della Repub/)/icl1 sociale ita!ian(I . Cronache di 1111 repano di giovani volo111ari che dopo lo resa del/ '8 sellemhre /943 co111ilwaro1w a co111bmrere conlro americani. inglesi, polacchi, i11di(,111i e allri liberatori, a cura di A . L1,,ZZA. Bol ogna, Lo Scarabeo. 2004 (Documenti di storia 1943-45). 51 L'archivio storico è situato al secondo piano dell'edi fic io.


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IJOLlE'fTINO DELL'ARCfllVIO OELL' lirFICW STORICO

< Calendari reparti bersaglieri e calendari Associazione nazionale bersaglieri > dal 1919, bb. 2 . < Calendari Arma dei carabinieri e Guardia di finanza> dal 1934, bb. 2.

< Calendari cli varie armi> dal 1914, bb. 2. M i s e e I I a n e a , bb. 206, voli. 13, rubb. 2 , fasce. 5 e schedario decorati al valor militare (da inizio sec. XIX). Schedario parziale. Documentazione, originale e in copia, sui repa1ti e ufficiali del Corpo dei bersaglieri: documenti su atti di valore (medaglie d'oro, medaglie d'argento, medaglie cli bronzo e croci di guerra) , stralci di diari e memorie storiche e materiale fotografico .

M USEO STORlCO DEl BERSAGLIERI

D ire zio n e

d e I

M use o , regg. 2 e album l (.1932-1939 ca.).

Parte del materiale prodotto dal Museo si trova in Corpo dei bersaglieri , Raccolte e miscellanee , Raccolta fotografica (visite e cerimonie al Museo, materiale in carico all'istituto, ecc.) . Archivio senza categorie

< Materiale > reg . .l e album 1. Registro su album fotografici e testi in carico al Museo; album con progetto e piantine cieli 'istituto.

< Visitatori Museo > 1932-1939, reg. 1. Registro firme .

STANZA DIRETTORE MUSEOs2 CORPO DET BERSAGLIERI RA CCOLTE

Memorie

st oriche , voll.3(1894) .

R a e e o It a

f o t o g r a f i c a , album 10 (da sec. XIX).

Ritratti ufficiali dei bersaglieri e cerimonie.

52 La stanza de l di reuore de.I Museo è s ituata al secondo piano dell'edificio .


STRUMl:NTI

l)J

89

11/CtRCA

STANZA CONSEGNATARIO MUSEOs3 CORPO DET BERSAGLIERI RACCOLTE

R acc ol ta

c ar to Ii ne

m i J i t a r i , album 6.

MUSEO STORICO DEI BERSAGLIERI

D irez io ne

cl e 1 M u s e o , album 67.

Archivio senza categorie

< Materiale> album 67 . Fotografie cime! i del Museo.

STANZA ARCHIVIO SEGRETERIA54 MUSEO STORICO DEI BERSAGLIERI

D ir e zio ne

de 1 M use o , bb. 42 e regg. 2 (dal 1919).

Archivio ordinato per categorie < 1. Amministrazione> dal 1919, bb . 14 e regg. 2. Normativa sul Museo (costituzione, modifiche statuto, nomina organi direttivi e amministrativi), contabilità, relazioni annuali, lasciti , ecc.

< 2 . Genio> dal 1923, b. 1. Manutenzione, richiesta lavori, interventi straorclinmi, immobile cli Porta Pia (planimetrie, schede situazione e controllo, ecc.). < 3. Commissariato, sanità, servizi , benessere > dal 1982 ca., bb. 2. Gasolio per riscaldamento, tende, bandiere, uniformi, disinfestazioni, richieste di automezzi per servizi vari, rapportini mensa, ecc.

< 4. Festività varie, visite al Museo , radun i> dal 1969 , bb. 3. Celebrazioni , cerimonie e festività militari varie, ricorrenze, visite al Museo , raduni nazional i dell'Associazione nazionale bersaglieri, ecc.

53 La stanza del consegnatario del Museo è situata al secondo piano clcll' cdificio. 54 L~ stanza dell 'archivio dell a segreteria del ìv!useo è situata al secondo piano dell'ed ificio.


90

0

B OU J:1TINO D 1'll AKCHI\/IO DELL 'UFFICIO STOIIICO

< 5 . .Materiale> dal 1924, bb. 7. Cimeli (cataloghi e schedari), documenti vari (archivio storico) , pubblicazioni bib.lioteca, materiale .iconografico, verbali relativi al materiale, quaderni cli carico, inventari ed elench i del materiale, tutela e conservazione del materiale, impianti antiallarme e antincendio, ecc. < 7. Varie - Comune di Roma> dal 1940, bb . 9. Mostre e manifes taz ioni, richieste di riprese televisive e fotografiche , ricerche storiche , attività promozionali, fogli d ' ordine, ordini del giorno , ordini di servi zio , araldica dell'Esercito, coITispondenza con enti vari, civili e militari , pagamento utenze varie, ecc. < 8 . Personale> dal 1945 , bb. 6. Fascicoli del personale, circolari , presenze, licenze, segnalazioni, certificati di viaggio, ecc.

INGRESSO E CORRIDOJQss CORPO DEI BERSAGLIERI RACCOU'E

M e rn o r i e

s t o r i c h e , voli. 2 (1894) .

R a c e o l ta

f o t o g r a f i c a , fotografie 61.

Ritratti uffic iali dei bersaglieri.

MUSEO STORICO DEI BERSAGLIERI

Dir e z i o ne de I Muse o ,bb.21,scatole40 ,voll., inparte astampa,82, regg. 23, rub . I, fasce. 58 e schedario 1 (dal 1908). Archi vio ordinato per categorie

< 1. Ammfoistrazione > 1991-1997, fase. 1. Normativa sul Museo (costituzione, mod ifiche statuto, nomina organi direttivi e amministrativi), contabilità, relazioni annuali, lasciti, ecc. < 2 . Genio > 1976-l 994 , b. l . Manutenzione, richiesta lavori, interventi straordinari, immobile cli Porta P ia (planimetrie, schede situaz ione e controllo, ecc.). < 4. Festività varie , visite al Museo, raduni> 1963- 1999, b . I e fase. 1. Celebrazioni, cerimonie e festività militari varie , ricorrenze, visite al Museo , raduni nazional i dell ' Associazione nazionale bersaglieri, ecc. 5s Situati al secondo piano dell 'edi fic io.


91

STIWMENTI IJI RICl?RCA

< 5. Materiale > 1924-1999 , b. l. Ci meli (cataloghi e schedari), documenti vari (archivio storico) , pubblicazioni biblioteca, materiale iconografico, verbali relativi al materiale, quaderni di carico, inventar.i ed elenchi del materiale, tutela e conservazione del materiale, impianti antiallarme e antincendio , ecc. < 7 . Varie - Comune di Roma> 1924-1999, bb . 3 e fasce. 4. Mostre e manifestazioni, richieste di riprese televisive e fotografiche , ricerche storiche , attività promozionali, fogli d'ordine, ord.in i del g iorno, ordini di servizio, araldica dell'Esercito, corrispondenza con enti vari, civili e militari , pagamento utenze varie, ecc. < 8. Personale> dal 1988, bb. 5 e fasce. 15. Fascicoli ciel personale , circolari, presenze, licenze, segnalazioni, certificati cli viaggio , ecc. Archiv io senza categorie <Amministrazione> 1908- 1909 e 1940-1945 ca., regg. 2. Disposizioni amministrative e atti deliberativi degli organi direttivi ciel Museo. < Corrispondenza > 1922-1998, regg. 15 . Protocolli e registri raccomandate . < Contabilità > J 924-1985, voli. 17 e schedario . Prima nota, giornali e registri di cassa, giornali mastro, pagamenti e contributi dei bersagl ieri al Museo. <Materiale> bb . .10, fasce . 37 , voll. 65 (in parte a stampa), scatole 40 e rub . l. Materiali in carico al Museo . Parte del materiale è costituito eia lastre fotografiche. < Visitatori Museo> 1904-1997, regg . 6. Registri firme . <Varie>. Fotografie direttori Museo .

BIBLIOTECAs6 Raccoglie oltre 4.000 volumi relativi soprattutto alla storia del Corpo dei bersaglieri. Oltre al materiale libraio, per il quale è presente uno schedario nominativo (autore) , è conservato anche materiale archivistico . In particolare, si segnalano i. seguenti nuclei documentari: CORPO DEI BERSAGLIERI RACCOLTE E MISCELLANEE

56 La biblioteca è situata al secondo piano dell 'ed ific io.


,

92

BOLLr.Tl'/NO Dlii.I..'A RCI/IVIO 0â&#x201A;Ź1.L' /JJ.FiCIO STOIIICO

Racco lta

c a r t i n e , ml l e carte 55 (fine sec . XIX- 1917 ca.)

Carte topografiche su esercitazioni e manovre; carte topografiche e geografiche relative all'Italia e all 'estero. M i s c e I I a n e ,a , voll. 45 ca. Raccoglie soprattutto documentazione storica e stud i sul Corpo dei bersaglieri dalla loro istituzione fino alla prima guerra mondiale.

MUSEO STORICO DEI BERSAGLIERI

D i re z i on e

cl e I

M u se o , bb. 3.

Archivio ordinato per categorie < 5. Materiale> bb. 3. Cimeli (cataloghi e schedari) , documenti vari (archivio storico), pubblicazioni biblioteca, materiale iconografico , verbali relativi al materiale, quaderni di carico, inventari ed elenchi del materiale, tutela e conservazione del materiale, impianti antiallarme e antincendio, ecc .

SETTORE ESPOSITIVO Vi sono esposti cimeli, ricord i e documenti , sia in originale che in copia, relativi alla storia dei bersaglieri dalle g uerre risorgimentali fino ai nostri giorni. Si segnala la presenza della seguente documentazione: SALA " DELLA MARMO RA" Documenti relativi alla famiglia La Marmora e in particolare ad Alessandro Fenero La Marmora (voli. 3, fasce . 2 , album l, docc. 63, fotografie 7, stampe e disegni 10. In particolare, si tratta di studi , memorie, fog li matricolari, documentazione su promozioni , incarichi e onorificenze, trasporto delle spoglie di Alessandro Ferrero La Marmora eia Sebastopoli , biglietti da visita, ritratti , ecc.); stampe su medagl ie ai reggimenti dei bersaglieri per la partecipazione alle operazioni militari dalle guerre risorgi men tal i alla seconda guerra mondiale (doc. l e stampe 13, sec . XIX) . Inoltre, nella sala è conservato un registro delle firme dei visitatori del Museo. SALA "MEDAGLIE D'ORO" Fotografie dei bersaglieri decorati, dalle guerre risorgimentali alla seconda guerra mondiale, cli medaglia d ' oro al valor militare (fotografie 211).


SrnuMF.N71 /)/ IIICl'!ICA

SALE " DELL'JNDTPENDENZA" Fotografie, disegni e stampe su ritralli bersaglieri. uniform i. scene dì operazioni militari. monumenti al bersagliere, conferimento medaglie, ecc. (docc. 14. fotografie 15, stam pe e d isegni 31, metà sec. XlX-1 907 ca.). ISETTOREl "CAMPAGNA 1849. DTFESADl ROMA" Fotografie relative a L uci ano Manara , colonnello dei bersaglieri (fotografie 4. In particolare, il materiale fotografico ha come soggetto l' uniforme e la maschera funebre di Manara e un ritratto dei suoi figli); fotografia e stampe ritraenti bersaglieri (fotografia l e stampe 10, metà sec . XIX); foglio di congedo (met~t sec. XIX) . lSETTORE] "CAMPAGNA 1859" Documentazione relativa a commemorazioni, monumenti al bersagliere. concessione medaglie al valor militare, ritratti di bersaglieri. ruolino tascabile, lìbre lto personale, ecc. (docc. 6, fotografi e 17 e stampe 20, sec. XIX) . [SEITORE] ..SPEDlZlONE CRIMEA.,

Documenti relati vi a Carlo Piola Caselli , capitano dei be rsaglieri e addetto al comando del Corpo di spedizione in Crimea (diario l . fotografia l e carte topografiche 3); fotografia della tomba del generale Alessandro Ferre ro La Marmara a Kamari (Sebastopoli); documentazione di varia natura relativa al cimitero di Sebasto poli, al monumento a l bersagliere, ruolini tascabili , brevetti medaglie commemorative e medaglie al valor m ilitare. ecc. (voli. 2, album l. docc. 3, fotografie 8, stampe e disegni 22) . fSEITOREl "'CA MPAG NA J 866"

Di ari , libretti personali, ruol ini . fog li di congedo, certificati atti di valore, brevetti al valor militare, ecc. (clocc . 13, fotografi e 4 1 e stampe 11, 1866- 1910 ca.) . ISETfOREl '·REPRESSIONE BRTGANTAGGTO., Documentazione relativa al brigantaggio (clocc. 3 e fotografie 26, sec. XIX. Si segnala la presenza di due lette re autografe del brigante Domenico Straface, detto Palma) . SALA "CAMPAGNA 1870 - PRESA DT ROMA" Diplomi di promozione, diplomi per medaglia al valor miJitare. ritratti di bersaglieri, ecc . (docc . 5, album 4 e fotografie 20, sec . XTX).


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B OLLETrJNO /JELL'ARCJIIVIO l)f:LL' UFFtC/0 S1'0NJCO

I SALA "CAMPAGNA D'AFRICA 1895-l18]96" Documenti relativi a Vittorio Verdelli, capitano dei bersaglieri e medaglia d'oro al valor militare (docc . 6 e fotografia l, 1895- 1896 ca.); documenti su campi di battaglia, ritratti di bersaglieri, diplomi per medaglie al valor militare, ecc. (docc . 4, fotografie 49 , cartine 2, stampe e disegni 7 , 1895-1986 ca., con docc. a stampa dal .1890). SALA "SPEDIZIONE IN CINA 1900" Fotografie e stampe sulla spedizione in Cina (fotografie 7 e stampe 2). SALA "CAMPAGNA DT LIBIA 1911- [19]12-r19ll3" Documentazione relativa alla campagna di Libia (vol. 1, clocc. 23, fotografie 227 , stampe e disegni 5, cartine 3, manifesto 1 e pizza pellicola cinematografica l . Si segnala la presenza di documentazione filmica con scene dell a guerra italo-turca e cli documenti in lingua araba) . SALA " I GUERRA MONDIALE" Documentazione relativa a Gabriele D 'Annunzio (vol. 1, fase. 1, album 7 , docc. sciolti 13 e fotografie sciolte 15 , 1914- 1920 ca. I documenti si riferiscono soprattutto all'esperienza della Reggenza del Carnaro); documenti su E n.rico Toti (voll . 2, docc . 5, fotografie 2 1 e disegno l, 1900- 1911 ca.); d iplomi e documenti su cerimonie per commemorazione bersaglieri caduti , teatri operativi, ecc. (docc . 34, ca11ine 4 , fotografie 69 l e cartoline 10, 1904-1938 ca. , con fotografie dal sec . XIX) . .SALA "GUERRA ITALO-ETIOPICA 1935- 1936" Documentazione relativa a Emilio De Bono, maresciallo d'Ital ia (album 5 , docc. 4 e fotografie I O, 1929- 1940 ca.); docu mentazione sulla guerra italo-etiopica (un blocchetto assegni della Banca d'Etiopia, fotografie 58 e cartolina 1) .

' SALA "TI GUERRA MONDIALE 1940-1945" Ritratti cli bersaglieri, diplomi per medaglie al valor militare , ecc. (docc. 2 , fotografie 49 e stampe 11, 1940- l 946 ca., con clocc . dal 1934). [SETTORE] "I BERSAGLIERI NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE"

Documenti , fotografie e cartine (docc . 2, fotografie 20 e cartine 3).


STRUM!;NTI I)/ NICD/CA

[SETTORE] "l BERSAGLIERI NELLE PUBBLICHE CALAMITÀ''

Fotog rafie relati ve al monum enlo al bersagliere e a i bersaglieri caduti durante attività di soccorso (fotografie 4 , 1966- 1967); manifesto relati vo al 4 novembre, giornata delle Forze armate italiane (1976). LSETTOREJ "T BERSAGLIERI A TRJ ESTE ( 1954)''

Fotografie (fotografie 8) . [SETTOR EJ "I BERSAGLIERI IN LIBANO''

Fotografie relati ve ai reparti bersaglieri nella forza multinazionale cli pace in Libano (fotografie 13, 1982- 1984). LSETTOREJ '·T BERSAGLIERI NELLA REALTÀ ATTUALE''

Fotografie relati ve all'attività adclestrativa (fotografie 6) . LSETIOREJ ..LA FAN r ARA DEI BERSAGLIERI "

Sparti ti a stampa. fotografie e d ischi (spartiti 5, fotografie 4 e dischi 4 5 e 78 giri). Infine , al tro materiale è stato individuato nei seguenti locali del Museo, senza alcun tipo di identificativo: PIANO TERRA E SCALA DAL PIANO TERRA AL PRTMO PIANO Materi ale relativo alle uniformi e gesta dei bersagl ieri nel corso delle g uerre risorgimenta li (stampe e disegni oltre 26) . CORRIDOIO PRIMO PIANO Materiale vario tra cui alcun i acquarell i attribuibi li a Quinto Cenni (clocc. 3, fotografie 9 , stampe e disegni 14, sec . XlX) . SCALA DAL PRIMO AL SECONDO PlANO Ritratti di Enrico Toti (fotografia I e disegno J); documentazio ne relativa alla campagna cl ' Africa del 1935- 1936 , ai due confJitti mondiali e acquarelli su uniform i dei bersaglieri (doc. 1, cartina I , fotografie 3 , stampe e disegni 48 e manifesto propagandistico I , 19 J4- 1943 ca .) .


,

8 0i,lf.i7TINO Df:LL'ARCNIVJO DELL ' (/FFJCIO STORICO

SCALA DAL PRIMO AL SECONDO PlANO Fotografie relative al rimpatrio in Italia delle spoglie cli Alessandro Ferrero La Marmara (fotografie 29, 191 I); ritratti cli ufficiali e documenti su uniformi, campi cli battaglia, fanfara dei bersaglieri, unitĂ della Marina militare intitolate a bersaglieri , monumenti al bersagliere , ecc. (doc. l , fotografie 91, stampe e disegni 47 e manifesto 1, fine sec. XIX- 1918 ca.).


S11W M ENTI DI !//CERCA

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IVIUSEO STORICO DEI GRANATIERI DI SARDEGNA Indirizzo: piazza cli Santa Croce in Gerusalemme, 7 - 00185 Rorna Telefono: 06/70.28.287 URL: <http://www.esercito .clifesa.it/root/musei/museo_granatieri.asp> Modalità di accesso: biblioteca, prev ia autorizzazione della direzione del Museo; settore espositivo, accesso libero Orario: biblioteca, previo appuntamento; settore espos iti vo, martedì, giovedì e sabato, 10.00-12.00, visite cli gruppi o singoli in orari diversi possono essere effettuati previo accorcio con la direzione ciel Museo Servizi offerti ar;li utenti: non esiste un servizio cli riproduzio ne del materiale cartaceo e fotografico Censimento: dati all'aprile 2002

I. La storia del Museo L' idea di un museo della specialità dei granatieri trova i suoi precedenti nell'attiv ità cli alcuni ufficiali del 1° Reggimento e del 2° Reggimento dei granatieri di Sardegna che , rispettivamente, inaugurarono un primo museo il 4 novembre 1899 (presso la caserma "Farnese" a Piacenza) e un secondo museo il 4 novembre 1900 (presso la caserma "S. Giovanni" a Parma). Nel settembre 1902, la sede dei due reggimenti fu spostata a Roma e sorse, così, la volontà di riunire , nella sala dei ricordi storici della caserma " Ferdinando di Savoia" , tutti i cimeli, documenti e dati storici, raccolti separatamente dai due reggimenti, al fine cli perpetuare la memoria delle glorie ciel Corpo. L' iniziativa ottenne ampi consensi e il piccolo museo com inc iò , grazie ai granatieri e all'appoggio cli casa Savoia, un 'intensa attività cli recupero e promozione delle tradizioni dei granatieri, raccogliendo documenti e cimeli, curando la pubblicazione cli opere relative alla storia della Brigata , facendo coniare medaglie commemorative e partecipando a cerimonie militari indette in occasione di ricorrenze patriottiche. La quantità dei materiali raccolti crebbe rapidamente e fece nascere l'esigenza di una nuova e più idonea sede . Tale necessità venne sancita ufficialmente in un verbale ciel consiglio ciel Museo , datato 3 luglio 1912, nel quale si indicava come possibile ubicazione la caserma "Umberto l", situata a Roma in piazza S. Croce in Gerusalemme , dove all'epoca era di stanza il 2° Reggimento granatieri. Sebbene Io scoppio de]la prima guerra mondiale determinò una sospensione dei progetti relativi alla sede , il 26 aprile 1914 venne approvato lo statuto del Museo , dove vennero stabilite la finalità clell 'ente ("perpetuare le glorie e le tradizioni della Brigata Granatieri"), la struttura (composta dal settore espositivo, eia un archivio e da una biblioteca, dove dovevano essere raccolti i cimeli e riuniti i documenti e i dati sulla storia della Brigata), gli organi direttivi (presidente onorario e consiglio direttivo), le norme per il loro funzionamento e per il suppo110 finanziario all ' istituto . TI 25 aprile 1918 , in prossim ità della fine ciel conflitto , i membri ciel consiglio direttivo del Museo si recarono nell'area cli S. Croce in Gerusalemme per effettuare un


98

BOLLE/TINO DJ-:LL'ARCNJ\IJQ 0 1:LL 'Uf'FtCJO STORICO

~

sopraluogo del terreno, allora di proprietà del Comune cli Roma; e, nella seduta del 9 luglio dello stesso anno, il consiglio fissò le basi per la realizzazione del progetto cl.i costruzione della sede del Museo e determinò un preventivo cl.i lire 100.000 da raccogliersi per oblazione e per sottoscrizione. Successivamente, il Comune di Roma decise , iI 31 marzo 1919, di concedere la suddetta area per la costruzione del Museo e, il 27 novembre 1920, presso il Campidoglio, venne steso l'atto nel quale il senatore Adolfo Apolloni, per il Comune di Roma, ed il colonnello Ugo Bignami, per la Brigata granatieri, convenivano sulla cessione dell'aerea richiesta e donata dal Comune stesso alla Brigata granatieri di Sardegnas7. Il Museo storico della Brigata granatieri di Sardegna venne costituito come ente cli fatto con r.cl . 24 nov. 1921 e il 3 giugno dell'anno successivo, sul piazzale di S . Croce in Gerusalemme e alla presenza cli Vittorio Emanuele III, venne posta la prima pietra per la costruzione cieli 'edificio, reali zzato sul progetto del tenente dei granatieri Francesco Leoni, con il lavoro di maestranze costituite specie da granatieri volontari e con il contributo economico dei granatieri e , infine, inaugurato, alla presenza dei regnanti cli casa Savoia, il 3 giugno 1924. Con il r.d. 4 set. 1927, n. 2109, il Museo venne eretto in ente morale e si approvò il suo nuovo statuto in base al quale lo scopo cieli 'ente era quel lo "di custodire degnamente i cimeli , la biblioteca, l'archivio storico, nonché tutti i ricordi ciel glorioso Corpo" dei granatieri di Sardegna (art. 2); la direzione e l'amministrazione del Museo venivano affidate ad un consiglio direttivo (composto da dieci rnembr.i da scegliersi tra ufficiali della specialità dei granatieri di Sardegna, in servizio attivo o in congedo , e nominati dal Ministero della guerra) che aveva la responsabilità cli "conservare e curare,( ... ) , la esposizione cli tutti gli elementi sensibili della storia del Corpo dei granatieri , che sono cli proprietà ciel Museo o che siano in deposito", di continuare la raccolta e l'ordinamento, "al lo scopo di riproduzione e di diffusione", dei docurnent.i ufficiali e dei documenti personali utili per ricostruire e illustrare la stor.ia dei granatieri, cli "mantenere i necessari rapporti fra il Museo, i reggimenti, gli ex-granatieri e le loro famiglie, le sezioni della Associazione nazionale dei granatieri, ( ... ), da cui sarà sempre possibile avere notizie relative alla storia ciel Corpo" , di "promuovere studi e conferenze sulla storia dei granatieri, ed eventualmente pubblicare quell i riconosciuti degni" e cli "dare incremento alla biblioteca, specialmente per quanto ha tratto alla storia del Corpo" (artt. 4-5)58 . Nei vari regolamenti interrii del l'ente, come ad esempio quel lo approvato nel 195059, oltre a definire le caratteristiche del materiale storico conservato o da acqu isire - "cimeli, documenti e ricordi"6o - e il criterio eia seguire

57 Atto notarile 27 nov. 1920, n. IOJ09, registrato a Roma i l 22 marzo 192 1, vo i. 2.069, n. 2680. 58 Le successive modi fiche al lo statuto . approvate con i decreti 25 giu. 1953 , n. 628, e 3 lug. 1957, n. 745, non apportarono sostanzial i cam biamenti in re lazione ai compiti, struttuni e ,org,1nizzazionc del Museo. 59 Di spaccio del M inistero della d ifesa-Esercito, 7 dic. 1950, 11. 8005/224 DGPCAG. 60 A rt. L. Sempre nello stesso articolo i cimel i vengono definiti come " oggett i personal i , d 'uso militare, o di speciale significato simbolico e morale che - ricollegandosi a fatci specifici, a particolari situnioni o a determ ina-


STRUMEN71

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yy

per la sua raccolta61 , vengono riconosciute, tra le strutture interne, sia l'archivio storico sia la biblioteca62. Con d.p.r. 28 giu. 1986, n. 526, la personali tà giuridica dell'ente (che nel frattempo aveva mutato denominazione in Museo storico dei granatieri di Sardegna) venne estinta e i beni costituenti il suo patrimonio furono devoluti al Ministero della difesa; inoltre, l' ente assunse la fisionomia specifica di "reparto" della Forza armata (Esercito), ed in particolare, quella cli reparto della Brigata meccanizzata granatieri di Sardegna63. Attualmente il Museo affianca, alle sue strutture espositive e al sacrario, una p iccola biblioteca specializzata sulla storia del Corpo dei granatieri di Sarclegna64 .

te v icende - avvalorino le trad izioni mili tari del Corpo"; i documenti sono " tutti i manoscritti e i da!tiloscritti. nonché gli atti uffic iali a stampa inerenti alla storia de.I Corpo e dei Slloi principali esponen ti " ; i ricordi sono "J.ulli quegl i oggelti di varia natura e provenienza che, pur non avendo i rcqlli~iti speci f'ici per essere annoveniti fra i ci inel i , possono avere i nteresse come elementi d i collez ioni, di stllclio. cli curi ositù''. Inoltre, v iene specificato che " lutti qllci documenti. ( .. .}, specie se autografi, pubblicazioni e fotografie che, per il loro speci ale contenuto storico e morale o per l 'epoca Clii appartengono, siano giudicati degni cli esposizione al pubblico, sono ,lllche da annoverarsi tra i c imeli e eia iscriversi sul re lati vo catalogo". 61' 'i l materiale c he interessa il M useo è quello che ha au inenza: alle guerre: ai grand i raui storici; ad avvenimenti naziona li d i notevole importanza; a mj~sioni colleuive ed individuali aJl 'estero . cerimonie nazional i e Lulli quei fatti da c ui siano venuti al Corpo ricompense ed insigni riconoscimenti " (art. I ) . 62 Arl. 5 . In partico lare. nell'archiv io st<>rico dovevano e.ssere raccolli e conservati llllti i clocumenti e carteggi di natura storica posseduti dal i'v1useo. Tnoltre, si prevedeva sia h1 possibilità di const;l tazione (previa autorizzazione della presidenza dell'ente) sia la poss ibil ità di fornire notizie e dati ai comandi , en ti e nlil itari. 63 Il provvedi mento riguardò anche gli altri musei militari dell ' Eserc ito ad ecce.:ione del tvluseo nazionale dell'Arma cli artiglieri;, e dell'Tstituto storico e cli cultura del l ' Anna del genio. 64 Per la stori a del Museo, oltre alle precedenti note 57 -63, cfr. M USEO STORICO l)EJ GIV\NAflERI DI SARDEGNA, S1a1u10 (approvmo nella assemblea generale del 26 aprile 1914), Tivoli . T ipografia ed itrice moderna , 19 14; G. PENNELLA, A commemorazione della posa della prima pie/re, del 1\lluseo swrico dei grana/ieri di Sardegna i11 Roma alla presenza di S.M. il Re d '//alia (3 g iugno 1922), Roma, s.e., 1922; Museo s/orico dello Brigow granatieri di Sardegna. /659-1924. Roma. Tip. Novissima, 1924; U. BIGNMvll, // Museo s1orico della Brigaw grc11w1ieri di Sardegna , in «Bollettino dell 'Ufficio Sl()rico», I ( 1926), 3, pp.161-1 64; MINISTBRO DELLA GUERR A, Erezione i11J;'1ue

morale del Museo Srorico della Rrigata Grmw1ieri di Sardegna e rela1ivo Stm1.1 to organico . Regio decre10 4 seuembre 1927, 11. 2109, pubblicoto 11ella «Gaz.ze11a UfJìciale». 11. 274 ciel 26 novembre 1927, Roma, Provved itorat.<i genera le dello Stato, L ibreria, 1927; // Museo s101·ico dei granatieri , in «Ahmmacco delle Forze armate». (1928), pp. 238-243; 1vl11seo militare . in Enciclopedia militare .. .c it., p. 404; E. SCALA, Granatieri di Sardeg11a, esu·atto da «Le vie d'Italia», ( 1943), giu., pp. 8- JO; MARTIR, / musei d 'anna ; ? in particolare...cit. , p . 676; Scuow rn APPLICJ\ZIO· :>!E D ARMA, L'Arma di.fàn1eria. Cenni s!Orici , Torino . Fotol i tografo1 delle scuole cl i appl icazione d'arma, 1965, p. 4 11: Museo slorico dei granarieri di Sardegna, in Musei militari ... c il., pp. 16- 17; Museo slorico dei grana/ieri, in ST,,ro MA<',GIORE DELL'ESERCITO, UrFl<.:10 STORICO, Musei. sacrari. ..c it. , pp. 18- 19; E. CATAI.DI, Storia dei gra11atieri cli Sardegna , LRoma'I, Assoc iazione nazionale gram,tieri d i Sardeg na, 19902 , pp. 2 12-2 14; M. PUCCIARELl,I, Eserciro e rradizioni .. .c it., pp. 75-1 17; T . BROLIS , Museo storico dei granazieri di Sardegna, i n «OggiI-lobby e ..», T (.199 1) , l , pp. 7-lO: S1oria dell'Esercito iraliano .. .cit., p. 708: R. DI NARDO, l 11111sei 111ilif{lri nel/ ·area archeologica di s. Croce in Gerusalemme, i n M INISTERO PER I BENI CULTURALI E AYl[\IENTALI, SOPRINTEKDENZA PER I llENI AMBIENTALI E AR<.:IIITl':ITONICf DI ROMA , f_a Basilica di S. Croce in Gerusalenune a Roma. Quando l'amico èfulll ro, a cura A.tvl. ArrANNI, Viterbo, BetaGamma, 1997, pp. 152-1 53; ivfuseo s/orico dei gran(l(ieri . in Musei s/orici del/'Esercito .. .cit., pp. 16- 19; Museo storico dei grcuwlieri di Scmleg11a, con premessa di l'vl. VozZOLO. Roma , Effic iclue, s.d.; S. Sf'ADAZZI, / / Museo storico dei granmieri, Roma, s.e., s.cl. Inoltre. cfr. A USSME, 111-Caneggio del Mi11is1ero della guerra, Gabinelto, b. 45, fase. 7, sJasc. "22 1.22.15 .1943. M.useo storico dei Granat.ieri di 0

Sardegna e di Albania" .


lUU

BOLLE.Tr!NO Dl:LL'i\iiClf/\110 IJP.Ll' UFFICIO STORICO

2. Il patrimonio clocumen1ario

Sebbene sancito, come accennato in precedenza, fin dallo statuto del 1914 e dai vari regolamenti interni , non è mai stato costituito l'archivio storico e la documentazione, di varia natura, relativa alla storia e all'evoluzione della specialità dei granatieri di Sardegna, risu lta disposta nel settore espositivo , conservata nella biblioteca e , senza alcun ordine, in alcune stanze situate all ' ultimo piano del Museo. Documentazione relativa ai granatieri di Sardegna è conservata anche presso l'Ufficio storico dello Stato maggiore cieli' Esercito. 3. Cenni sulla storia del Corpo dei granatieri di Sardegna Le origini della specialità dei granatieri cli Sardegna risale al 18 aprile 1659, allorché Carlo Emanuele Il, d uca di Savoia, consapevole della necessità cli avere un esercito permanente anche in tempo di pace, ordinò la costituzione del Règiment des Gardes 65 che incorporò la compagnia di Francesco G iuseppe di Villecardet, signore di Fleury e marchese di Trivere Mortigliengo, la compagnia di Blanc Rocher e le quattro compagnie del Reggimento francese del marchese Francesco Mesmes di l\tlarolles: tale iniziativa attuò una importante ri forma militare che sostituiva alle mjlizie di ventura e private i reggimenti cl' ordinanza e dava vita al primo reparto permanente dell'Europa eontinentale66. Il 2 aprile 1685 il re Vittorio Amedeo II decise cli potenziare la capac ità di fuoco del Reggimento delle guardie includendo, in ciascuna delle dodic i compagnie che costituivano il Reggimento, sei soldati scelti tra i più alti e ard imentosi , con il compito di precedere le truppe e di lanciare contro il nemico piccoli ordigni esplosivi chiamati "granate" perché pieni di piccoli "grani" di polvere esplosiva . Così i soldati destinati al loro impiego furono detti "granatieri". Sperimentata l'efficacia dell'azione di tali assaltatori, il numero dei granatieri in ogni compagnia del Reggimento delle guardie venne successivamente aumentato e si costituirono speciali compagnie granatieri e il Reggimento assunse iJ nome di Reggimento granatieri-guardie e , successivamente, di Brigata granatieri-guardie. Nel 1744 venne fondato dal patrizio sardo don Bernardino Antonio Genovese, duca cli San Pietro e CerveUon, il Reggimento di Sardegna dopo che Carlo Emanuele III ne aveva data l'autorizzazione richiestagli fin dal 1741. Nel ' 1776 il figlio di don Bernardi no, don Alberto Genovese, duca di San Pietro, clonò al Reggimento di Sardegna I 20 .000 lire vecchie di Piemonte perché venisse costituita una banda musicale e fosse, in futuro, celebrata una messa in suffragio ciel donatore negli anniversari della sua morte. ~

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65 Il Reggimento d i guardii1 o delle guardie fu d ichiarato il pri mo e il più anziano dell'Annata e ad esso furono affidati spec iali serv izi presso la famigl ia ducale pri ma, e poi reale. 66 Vigeva , infatti, il sistema dei reggimenti di proprietà dei comandami che ven ivano assoldati al momento di necessiti, per cause belliche.


STIIUMl!NH VI il!CCRCA

101

Nel 1815 il Reggimento di Sardegna, per i meriti acquisiti, veniva incorporato nella Brigata granatieri-guardie che , nel 1852, cambiò la denominazione in Brigata granatieri cli Sardegna composta da due reggimenti (I O e 2°) . Nel 1926 venne costitu ito il 3° Reggimento granatieri di Sardegna incorporato nel la Brigata granatieri d i Sardegna contemporaneamente trasformata in XXI Brigata e inserita nella 21n Divisione ten-itoriale di Roma che , a sua volta, nel 1934 assunse Ja clenom.inaz ione cli 21" D ivis ione fanteria granatieri cli Sardegna . Nel 1946, dopo gli eventi tragici del secondo conflitto mondiale, venne ricostituito, in Roma, il 1° Reggimento granatieri cli Sardegna e, nel 1948, ebbe cli nuovo vita la Divisione fanteria granatieri d i Sardegna. Nel 1976 il 1° Reggimento granatie ri cli Sardegna venne disciolto e la Divisione fanteria granatieri cli Sardegna soppressa e sostituita dal la Brigata meccanizzata granatieri cli Sardegna67.

67 Per una pri ma bibliogrnria su ll a stori a della spec ial ità dei gnrn atieri , cfr. D. GuERRJNI. La Brigma dei gra11a1ieri di Sardegna. Nle111orie s1oric/1e raccolte dal maggiore L>o111enico Guerrini, Tori no, Tip. Roux e Viarengo, 1902: U. Rocc.-\. / grar1a1ieri di Sardegna. Som/1/ario storico, Mondo vì . Ti p. cd. vescovi le, 19076 ; Brig(lla dei granmieri di Sardegna. 250° anniversario (/8 aprile /659-1909). Roma . Tip. E. Voghera, 1909; MLISEO STORICO DELLA RRK,ATA GRA>!ATIERI DI SAIWEGN.-\. I g ranatieri di SardegnCI nella i///presa libica . (Conlributo a/ICI storia dello Brigata), a cura di N . GIACCHI , Tivo li, T ipografia editrice Moderna, 1914; MUSEO STORICO DELLA RRIGAl'J\ GRANATIEl(I f>I S,,RDF::GNA, Brevi ce,111i della storia dei granatieri di Sardegna, a cura cli A . Ross i. Roma, Tipogr~fia editrice l!ali a, 19 18: G. S,w 1on1, Brigaw grc111aiieri di Sardegna. 1659- 19/8. L'anno della preparazione - eroismi, >'irt1ì, coscien~a - per la villoria, Fiume, Stnb. Tip. E. t\fohoVich. 19 18: Libro d 'oro del 1° Reggimento granmieri di Sardegna . !659-1920, Roma. Stabi . Polig. per l 'amministrazione della guerra. 1922: G. PEKNELLA, Dodici mesi al comando della Brigata granmieri, Roma, Tipogra fia del Senato del doti. G. Bardi , 1923, voli. 2: N. GIACCHI. Vicende del 2° Neggimento granatieri dall 'ini~io della CCl/1/f.lCJgna Aus1ro-/1aliana ad oggi , ristampa a cura del M USEO STORICO DELLA 81(10ATA GRt\1';\TfEl(I, Roma. T ipografia regionale, .1926; U. BIGNAMI, r Granwieri di Sardeg11a, in <<Al manacco delle forze annate». ( l 928), pp. 213-236: I tre secoli di gloria. I granatieri di Sardeg11a, Vercel li. G. Legneni , 1929: M USEC.l STOl(ICO DELLA RRIG,\TA GRt\>/;\TIERI DI SAl(f)EGNA, Granatieri di Sordegna . Doc111ne1ui ujjìciali del loro vC1lore nella Guerra italrH111s1riaca. 1915-1 9/8, Roma . Tip. Regionale. 1930 ; 3° REGGIMENTO GRANAflERI 1)1SARDEGNA, I/ libro del grwwtiere , Viterbo. Tip. La Commerciale , 1933 2; C. GALENO, GranC1te e grwwtieri nella deci/1/a ba11aglia del 'Isonzo . con prefazione di P. G1zz1, Frosinone, Associazione nazionale granatieri , 1935: M L:sr.o STORICO DELLA BR1c;Alì\ GRANATIERI DI SARDEGNA. 1 granatieri cli Sardegna nella grande guerra. 19/5 -1918. Roma. M useo siorico dell a Brigata granatieri di Sardegna, 193ì; A . R10111°·n1, I granmieri , Firenze, Salani , 1938; Divisioue difameria grc11wtieri di Sardegna . Mil,1110, Du val , 1939: N. GIACCHI, Quarant'anni coi granmieri di Sardeg11a (1895- 1934) . Ricordi , Roma , Tipografia regionale, 1940; M USEO STORICO DELLA BRIGATA Gl(ANATIERL DI SARDl'O ì>iA, S1oriC1 dei granatieri di Sardegna, dalle origini ( /8 aprile 1659) a \liuorio Vene/O (4 novelllbre 1918). Bre,,i cenni . a cura di A . Rossi, con aggiunta a cura cl i N. GtACCHI , Roma, Tip. region ale, 1942: MUSEO STORICO DEI GRANATlr.R 1. / gra11atieri del 3° Reggimento nella guerra contro la Grecia, Roma , Tipografia regionale, 1943; ST;\TO MAGGIORE DELL'Esr.RCITO, ]Sf>ETI'ORATO DELL' A RYIA DI l'MffEl(IJ\, Storia delle fa/I/eri e iwlia ne, VI. / granatieri di Sardeg11a, a c ura di E. Sù \LA, Roma. Tipografia regionale. 1954: Tricentenario del Reggimento guardie di SAS, Granatieri di Sardeg11a , Roma, Tip. Comarti , 1959: G. SouN,\S, / grw1mieri di 2 Sardegna 11el!o difesa di Roma del .w:tte/1/bre 1943. con presentazione di A. TEDf>E. Sass~ri, Gallizzi. 1968 : L. P,wo, Con1rordi11e . Sloria della ComrJagnia vo/on1ari universiwri del 3 ° granmieri di Sardegna e d'Albania. Bologna, Collana Ritz Saddler, 1988; E . CATALDI, Storia dei gmnatieri di Sardeg11a . .. cit.; CoM,\NDO BRIGATA Ml:CCAi\'IZZAl'A (;RA:-IMIERI DI S,\IWcGN,\ , MUSEO STORICO. I/ IV Ba1wglione controcarro a/l/Ol'(l/'/'(//0 granlllieri di Sardegna in A/i-ica seuewrionale (dicembre /941-maggio 1943). "Diario di guerra". con presen!,n.i one di G. DE ROSA. con prefazione di V. TOL/\ZZI, Roma , s.e., 199 l: E. C,,,:rALDI-R. 0 1 NARDO, La difesa di Roma e i granatieri di Sardegna nel sellemhre 1943 , Roma. Scato maggiore del l 'Esercito. 1993: E. CATALDI, Le s,agioni balcaniche. li 2° Bmtag/ione compiei/lenti grmwtieri di Sardegna nella guerriglia jugoslava (geJ11wio 1942-sellembre 1943). Roma, S.E.A.. [ 1995]; F. CHRISTJK. Con gli alamari nella /?SI. Storia del / 0 Batraglione granatieri di SC1rdegna,


102

Rou.t, ITJN() /)fill 'ARCHIV/0 VELI. ' UfFJC/0 STORICO

ARCHIVJQ6s Il grado cli d isordine del materiale e l'assenza di qualsiasi tipo cli strumento di corredo e cli ricerca non permettono la possibilità cli consultazione da parte dell 'utenza esterna e hanno consentito solo di effettuare un censimento sommario. Oltre al materiale archivistico, si segnala la presenza cli consistenti nuclei cli materiale librario. CORPO DEI GRANATIERI DI SARDEGNA BRIGATA MECCAN IZZATA GR..<\J'\IATIBRI DI SARDEGNA

Discende dalla Brigata guardie, costillli ta a seguito del riordino cieli' Arma di fanteria previsto dall 'ordinamento del 25 ottobre 1831 e formata con il 1° Reggimento granatieri (costitui to il 18 aprile 1659) e il Reggimento cacciatori (costituito il 13 luglio 1.774). Con r.cl . 20 apr. 1850, la Brigata muta la denominazione in Brigata granatieri (composta dal I e 2° Reggimento granatieri) e, nel novembre 1852, assorbe le compagnie del disciolto Reggimento cacciatori assumendo la denominazione di Brigata granatieri di Sardegna che, dopo essere stata sciolta, insieme alle altre brigate permanenti , il 25 ottobre 187 I, viene ricostituita il 2 gennaio 1881, sempre con la stessa denominazione e inquadrando sempre il I O e 2° Reggimento granatieri. Successivamente, in esecuzione della legge Il mar. 1926 sull 'ordinamento dell'Eserci to, che prevedeva la costitu zione delle brigate su tre reggimenti. inquadra anche il 3° Reggimento granatieri di Sardegna (costituito il IO dicembre 1926) e assume il nome di XXI Brigata cli fanteria. A seguito ciel r.d. 8 feb . 1934, viene assegnata alla 2'1" Di visione militare ten-itoriale di Roma e diviene Divisione di fanteria grauatjeri di Sardegna che, nel 1939 , aggiunge al proprio nominativo il numerico 2 1". L'8 settembre J.943 la Divisione, allora alle dipendenze del Corpo d'annata motocorazzato, partecipa, con le proprie unità, al la difesa di Roma, in particolare nella zona della via Ostiense dove riesce a resistere agli attacchi delle forze tedesche fino alla sera del l Osettembre, data nella quale la grande unitiì viene considerata sciolta. li 15 maggio I 944 viene ricosti tui ta in Sardegna, per trasformazione del Raggruppamento granatieri, quale Divisione granatieri composta dal J e 2° Reggimento granatieri, dal 32° e 132° Reggimento fanteria carrista, dal 553° e 548° Reggimento a1tiglieria, dalla 205" Compagnia mjsta del Genio e da elementi dei servizi. Nell'agosto dello stesso anno i due reggimenti granatieri vengono inviati nell'Italia continentale, passando alle dipendenze della Divisione Friuli , la Divisione vi.enc sciolta e il suo personale in parte viene uti.lizzato per formare il .I O e 2° Reggimento guardie e in parte ceduto alla Divisione Cremona. La grande unità viene ricostituita, a Roma, sol.o nell'aprile del 1948 con la de~o mi nazione cli Divisione di fanteria granatieri di Sardegna, composta dal 1° Reggimento granatieri , dal 17° Reggimento fanteria Acqui e dal 13° Reggimento artiglieria da campagna, a cui si affiancheranno un battaglione genio pionieri (nel 195]) e il .I O Reggimento bersaglieri corazzato (nel 1959) . Il 1° novembre 1976, a seguito della ristrutturazione dell'Esercito , la Divisione cli fanteria granatieri cli Sardegna viene contratta a Brigata meccanizzata granatieri di Sardegna, costituita dal l Battaglione granatieri Assietta, dal 2° Battaglione granatieri Cengio, dal 3° Battaglione granatieri Guardie, dal I 0 O

O

O

1943-45 , Roma, Settimo s igillo, [1 995] ; F. DELL' UOMO-R. Puu,r n, L'Eserci10 Italiano verso il 2000 .. .ciL,I, Roma, Stato maggiore dell 'Eserc ito, Ufficio storico , 1998 , pp. 2 15-232. 68 La clocurnentazionc è conservata all'ultimo pia no del Museo, in alcun i local i identificati come "Alloggio gen. Bignami''.


103

STtll!Mt:NTI DI R/Cl:lit"A

Battaglio ne bersaglieri La Marrnora, dal 6° Ballaglione carri M.0. Scapuzzi, dal 13° Gruppo artiglieria eia campagna Magliana, dal Battaglione logistico grnnatieri di Sardegna, dal Reparto comando e trasmissioni e da una compagnia contrncar.ri. Nel 1992 , conseguentemente al riordinamento dell'Esercito, la Brigata comprende un Comando, il Reparto comando e trasmissioni (che nell'ottobre 1993 diviene Reparto comando e suppo rti lattici), il 1° Reggimento granatieri cli Sardegna, il 2° Reggimento granatieri cli Sardegna, il 3° Reggimento guardie, il 13° Reggimento artiglieria da campagna semovente, il 1° Battaglione bersaglieri , il 6° Battaglione carri (poi sostituito, nel 1993, dal 4° Reggimento carri), il Battaglione logistico, la 32" Compagnia controcarro (sciolta il 30 novembre J 992) e la Compagnia genio guastatori. 0 Nel 1997 la Brigata assumerà la seguente configurazione: Reparto comando e supporti tattici , I Reggimento granatieri di Sardegna, 2° Reggimento granatieri di Sardegna, 1° Reggimento bersagl.ieri. 8° Reggimento Lancieri di Montebello, 33° Reggimento artigl ieria da campagna semovente Acqui, Battaglione logistico e Reparto sanità.

Co m a n do , b.1,pacchi 4 ,regg . efascc.1 55ca., taccuino 1 (1852- 1944e 1976 dic .- 1977 ago.). Circolari, ordini del giorno, fogli d'ordine, notiziari 3a Armata, r icompense al valor militare a granatieri per partecipazione alla prima g uerra mondiale, fonogrammi, alloggi, mensa (spese), vis ite cli personal ità, ecc. Si segnalano le seguenti serie: < Circolari > 1916, pacchi 4.

< Ordini ciel giorno> 1976 di.c.- 1977 ago., b. l. < Protocolli fonogrammi in a rri vo e in partenza > 1911- 19 12 e 1915-1 919 ca. , regg . 29.

< Lascito duca d.i San Pietro > 1852- 1944, reg. 1. Con un r. viglietto del 30 giu. 1776, vennero approvati, da don Alberto Genovese, duca di San Pietro, e il colonnello Pagliaccio di Suni, comandante del Reggimento di Sardegna69 (che di verrà, il 20 aprile 1850, Reggimento dei cacciatori di Sardegna), i capitoli cli una convenzione finalizzata alla creazione di una massa di musica (acquisto d i strnmenti , manutenzione, acq uisto uniformi, ecc.) e di una massa di pietà (beneficenza a favore del.le ramiglie dei granatieri bisognose), con un capitale, elargito dal duca di San Pietro, di lire 120.000 vecchie di Piemonte, la cui rendita, cl i lire 4.000 annue, doveva essere applicata per lire 3.200 alla manu tenzione della musica e per lire 800 alla massa cli pietà. Successivamente, lo stesso duca assegnò altre 4.000 lire vecchie di Piemonte per il vestiario e per le pri me provvi.ste della banda e, con istromcnto del 25 ottobre 1777, altre 20.000 lire per la vestizione del tamburi.no e l'equipaggiamento della banda. Nel giugno I852 il fondo della massa musica e della massa di pietà proveniente dalla dotazio ne falla dal duca di San Pietro - in lire 144.152, 60 - fu diviso fra i due reggimenti granatieri di Sardegna, e dopo la costituzione del 3° Reggimento (effettuata in esecuzione della l. 11 mar. 1926, n . 396, relativa all'orclinarnen to del Regio Esercito), del reddito derivante dai lasciti in parola fru irono tutti e tre i reggimenti della Brigata granatieri . Lo scopo del lascito, poi eretto in ente morale con r.d. 9 otl. 1930, n. J544, era, dunque, quello di utilizzare la rendita annua derivante dal predetto capitale a favore del l Reggimento granatieri, ciel 2° O

69 Cosiitu ito a Cagliari il IO luglio J 744 - e a proprie spese - dal padre d i don J\ Jberto Genovese , i l patrizio sardo don Bernardino Anton io Genovese , duca cli San Piet ro e Cervellon.


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ilOLLflTINO DF.IL 'ARCHl\110 DEI.I..' UFFICIO STO/I/CO

Reggimento granatieri e del Reggimento granatieri di Albania (3° Reggimento granatieri di Sardegna) sia per il sostegno delle rispettive fanfare reggimentali sia per il sostegno dei sottufficiali e militari cli truppa bisognosi cli aiuto e delle vedove e degli orfani dei sottufficiali e militari cli truppa pure in condizion i di bisogno. Inoltre, dalle singole quote cli rendita desti nate a vantaggio delle fanfare reggimentali dovevano essere dedotte le spese per i funera li da celebrarsi nell'anniversario della morte del duca di San Pietro (18 febbraio). L'amministrazione ciel lascito venne affidata ad una commissione composta dal vice comandante della Divisione di fanteria granatieri cli Sardegna e dai comandati dei tre reggimenti. mentre la decisione per l'erogazione dei benefici venne demandata alle sotto-commissioni. isti tuite presso ciascun reggimento, composte dal comandante del reggimento e da due ufficiali da lui designati. Ancora oggi, il 18 febbraio di ogni anno, vengono celebrate a Roma, presso la basilica di S. Maria degli Angeli e con la presenza dei granatieri in armi come scorta d'onore, le solenni onoranze funebri in suffragio cli don Alberto Genovese, duca di San Pietro.

Fondazione E l e na Camera pro vedove e orfan d ei militari della Brigata granatieri cl S a r d e g n a , b. l, regg . 8 e fasce . 42 (1920-1939). Con r.d. 29 lug. I920 la Fondazione, istituita a Roma presso il Comando Brigata granatieri di Sardegna, viene eretta in ente morale e viene approvato il suo statu to; statuto che ribadisce, come scopo fondamentale dell'ente, quello di integrare i soccorsi aJle vedove e agli orfani dei militari appartenenti alla Brigata, morti in guerra o per causa della guerra.

Verbali sedute, deliberazioni e ordini del giorno del consigl io d'amministrazione; composizione ciel consiglio d'amministrazione; statuto; soc i; pratiche sussidi; contabilità .

1° REGGIMENTO GRANATIERI DI SARDEGNA Le sue origini risalgono al Reggimento delle guardie, formato il 18 aprile 1659 con quattro compagnie del Reggimenco francese di S.A.R., una compagnia bavarese Blunc Rocher, una compagnia ciel Reggimento Fleury e sei compagnie di nuova formazione. Nel 1798 il Reggimento delle guardie viene sciolto dal giuramento cli fede ltà al re cli Sardegna e passa al servizio della Repubblica piemontese. Successivamente, nel 1814, il re decide la ricostituzione del Reggimento delle guardie che, un anno dopo, assume il nome di Brigata delle guardie, che nel 1816 rnuterà la sua denominazione in Brigata granatieri guardie e, nel tempo, in 1° Reggimento granatieri (inquadrato, nel !831 , nella Brigata guardie; nel 1850 nella Brigata granatieri; nel I852 nella Brigata granatieri di Sardegna), .I Reggimento granatieri di. Sardegna (] 87 I) e in I Reggimento granatieri (188 I, inquadrato nella Brigata granatieri di Sardegna). Durante la prima guerra mondiale il Reggimento viene ordinato s u tre battaglioni (ognuno con quallro compagnie fucilieri e una sezione mitragliatrici) e, a seguito clell'applica1.ione della legge del 1926 sull'ordinamento dell'Esercito, riassume il nome cli 1° Reggimento granatieri di Sardegna e viene assegnato alla XXI Brigata di fanteria. Alla vigilia della seconda guerra mondiale viene inquadrato nella 2 1" Divisione di fameria granatieri di Sardegna ed ha in organico un Comando, una Compagnia comando, il I Battaglione fucilieri, il Il Battaglione fucilieri , il Ili Battaglione fucilieri, una compagnia mortai da 81 e una batteri.i armi cli accompagnamento eia 65/17. Dopo avere contrastato l'offensiva delle forze tedesche a Ronrn, il Reggimento viene sciolto il 10 settembre 1943 e, successivamente, ricostituito, con la denominazione di I O Reggimento granatieri, il I5 maggio 1944 ad Iglesias (Sardegna) e formato con reparti del preesistente Raggruppan1ento granatieri. Dall 'agosto dello stesso anno inizia il suo trasferimento sul continente dove viene dislocato ad Afragola (Napoli) alle dipendenze della Divisione Friuli. Sciolto nuovamente il 21 agosto del 1944, O

O


STIIUMl:N/'/ I)/ li/CERCA

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concorre. con il suo personale, nlln formazione del lii Ballaglione granatieri inserito nell'87° Reggimento fanteri a per i l Gruppo di eomballimenlo Friuli . Ricos1ituito a Roma il 1° luglio 1946 con la denominazione di I O Reggi111c1110 granatieri di Sardegna e compos10 da un Comando. Plo1one comando (poi Compagnia) e tre battaglioni. Con la ris1rutturazione dell'Esercito il I Ba ttagl ione del Regg imento assume il nome. il 31 agosto 1975, di 1° Battaglione granat ieri /\ ssiel ta e, i l I O ouobre 1976, di 1° Ballagl ione granatieri mcccani,.Lato Asscua che, d i venuto auton omo. eredita la bandiera e 'le lradizi oni ci el I O Reggimento g ranatieri di Sardegna (già sciolto nel sertembre del I 976) e viene assegnato alla Brigata meccanizzata granai ieri di Sardegna (costiluila il 1° novembre 1976). Nel 1992, in seguito nl riordinamento dell'Eserci to. il Baltag lione perde la propria autonomia e viene inquaclr.ito , quale Banag lione granat ier i Assie1111. nel r icostitui to I O Reggimento granatieri cl i Sardegna.

Com a n do , bb. 71, regg. e fasce . 113, docc. e cartine militari sciolte (19 131943 e 1946- 1983, con docc. dal 1909). Tra il materiale , in gran parte relativo alla prima guerra mondia le , si segnala la presenza di ordini del giorno, di pratiche su costituzione e attività repatti . s ul personale mi litare (allievi uffic iali d i complemento; militari deced uti , dispersi, feriti e prigionieri; encomi e ricompense al valor militare; certificati di viaggio; avan1..amento; licenze). alloggi, esercitazio ni , relazioni su fatti d"armi, perdite armi, ecc. Inoltre. sono presenti cartine militari. 2°

R EGGIMENTO GRANATIER I DI SARDEGN A

La tradizione militare del 2° Reggimento è stre11amenle collegata alla 1radizionc del I O Reggimento avendo en trambi origini dal Reggimento delle guardie formato nel 1659. Il 13 luglio 1744 v iene cos ti tuito il Reggimento cli Sardegna che, nel 1798. è cl i sede in Sardcgna e non v iene, perciò. sciol to dal giurament o di fedeltà al re di Sardegna. Nel 1816 si trasforma in Reggimento cacciatori guardie poi. nel I 83 I. in 2° Reggimento cacciatori . inquadralo . insieme al I O Reggimento granatieri. nella Brigata guardie. Succcs~ i varnente muta piLt volte la ~ua clenomina7.ione: 2° Reggimento gra1rntieri, inquadrmo nella Brigata gunrdie ( l 848): 2° Reggimento granat ieri, inquadrato nella Brigata granatieri ( 1850): 2° Reggimento grn n.itieri. inquadralo nella Brigala grana! ieri di Sarclegntt ( I 852); 2° Reggimcnlo granatieri tli Sardegna ( 187 1): 2° R eggimento granai ieri . inquadralo nella Brigata granatieri di Sardegna ( 1881). Per la pri111a guerra mondiale i l Reggimento vie ne ord inato su ire haltaglioni (ognuno con quattro com pagnie fucilier i e unu se,.ione m itraigl iatrici) c. con l' 11ttuazionc della l. 11 mar. 1926 sull'ord inamento dell'Esercito. riprende il nome di 2° Reggimento granatieri di Sardegna, cede un bauaglione per la costituzione del 3° Reggimento della specialità c. a!,sieme a quc!>t 'ultimo e con il I e Reggimento. viene assegnato alln X)<l Brigata di fanteria. rimanendo . cosl. artico lato su un Comando. una Compagnia co mando, due ba ttag lioni e un dcr>osi to. Nel 1939 v iene inquadrato nella 2 1·' Di visione di ranteri a grant1tier i di Sardegna, con un organico composto da un Comando. una Compagnia comando. tre bauaglioni . una compagnia mor1ai eia 8 1 e una batleria anni di accompagnamen10 da 65/17. Dopo avere con trastato l 'offensi va delle forze tedesche a Roma. il Reggimento v iene sci olto il 10 settembre 1943 e, success i va men te, r icostituito, con la denominazione d i 2° Reggimento granatieri, il 15 maggio 1944 ad Iglesias (Sardegna) e formalo con reparti del preesistente Rnggruppamento granacieri . Dall'agosto dello s1esso anno inizia il suo trasferimento sul continente dove v iene dislocalo ad Arragola (l\apoli) alle dipendenze della Di vis ione rriuli . Sciolto nuovamente il 31 agos to del 1944. concorre, con il suo personale. alla formazione del 111 Ba ttagl ione gr.ina tieri inseri to nell'88° Regg imento fanteri a per il Gruppo di combattimento Friu li.


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lJOLJ.E1TINO OéLL'All("/IIV/0 m:LL'UFFICIO STORICO

Nel 1975 , il 11 Batt..iglione ciel I O Reggimento granati eri cli Sardegna assume la denominazione prima cli 2° Battagl ione granatieri Cengio e. nel 1976. di 2° Battaglione granatieri mecc,mizzato Ccngio che, divenuto autonomo, credila la bandiera e le tradizioni del 2° Reggimento granatieri di Sardegna e viene assegnato alla Brigata meccanizza ta granatieri cli Sardegna (formata il I O novembre 1976). Nel 1992. in seguito al riordinamen to clell 'Escrcito, il Battaglione perde la propria autonomia e viene inquadrato. quale Battaglione granatieri Cengio . nel ricosti tuito 2° Reggimento granatieri di Sardegna.

Co m a n do ,bb. 17,rub. J,fascc. J34 ca. ,schede 2.200ca. eclocc.scio lti (19 12 nov.-1944). Tra il materiale, in gran parte relativo alla prima guena mondiale, si segnala la presenza di c ircolari e ordini del g iorno , cli pratiche su composizione, attivit~t e opera7,ioni unità e reparti , personale militare (partenze e movimenti: notizie e richieste di informazioni su militari deceduti, dispersi, feriti e prigionieri; ricompense al valor militare; punizioni; fogli matricolari; avanzamenti ; provved imenti disciplinari), diari storici, relazion i su fatti d'armi. perdite armi, lavori di trincea. custodia prigionieri di guerra, statistiche e propaganda. S i segnalano le seguenti serie:

< Schede caduti prima guerra mondiale> 2.000 schede ca. Schede nominative.

< Schede encomi prima g uerra mondiale > 200 schede ca. Schede nominative.

3°

REGGIMENTO GRANATIERI DI SARDEGNA

Già nel L849, è presente. nell'ambito della Brigata guardie. un reggimento provvisorio cli granatieri denominato 3° Reggimento granatieri guardie. Nel 1926. in anuazione della legge dell' 11 marzo relativa al riordinamento dell'Esercito, viene costitui to, a Viterbo, il 3° Reggimento granatieri di Sardegna mticolato su un Comando. una Compagnia comando, due battag lioni (ceduti dal 1° e 2° Reggimento granatieri di Sardegna) e un deposito. Successivamente viene assegnato. assieme al I O e 2° Reggimento. alla XXJ Brigata di fanteria nella quale rim ane fino al I 939 quando diviene autonomo e viene dislocato in Albania assumendo la dcno111 i11azionc prima di Reggimento granatieri d ' /\lbania (3° Reggimento granatieri di Sardegna) e, nel 1940. cli 3° Reggimento granatieri di Sardegna e d'Albania. Partecipa al la campagna contro la Grecia e al termine delle operazioni viene posto alle dirette dipendenze detr I I·' Annata e poi sciolto a seguito dcgl i avvcni menti del settembre 1943. Nel 1976 viene costituito, a Orvieto. il 3° 8 attaglione granatieri G uardi e, erede delle tracli,.ioni reggimen tali e assegnato. dal 1° novembre dello stesso anno. alla Brigata meccanizzata granatieri di Sardegna con compiti prettamente addestrati vi. Nel I 992, in seguito al riord inamen to clell 'Escrcico, il Ballaglione perde la propria uutonomia e viene inquadrato nel 3° Reggimento Cìuardie di stanza a Orvieto.

Co m a n do, bb. 8 ( 1926-1943). Ordini de l g iorno. RACCOLTE E MISCELLANEE

Raccolta i s truz z io sec. XJX-1943 ca.) .

on

e

r e g o I a m e n t i . voll. 54 e ml 2 (ini -


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STRUM!iNTI DI li/CERCA

M e mo r ie

e

d i a r i

s t o r i c i , ml 2 ( I 861-1944).

Memorie e diari storici della Brigata granatieri cli Sardegna, del l O Reggimento granatieri di Sardegna e del 2° Reggimento granatieri di Sardegna.

Rac co lta

c a r t o g r a f i c a , pacco I, voli. 64 a stampa e ml 2,50 ca.

(18 15-1935 ca.). Materiale prodotto soprattutto dall ' Istituto geografico militare e composto da carte geografiche, carte topografiche , carte corografiche, carte militari (manovre elogisti che) , lucidi, disegni e schizzi . Inoltre, si segnala il quadro d'unione della gran carta degli Stati sardi pubblicata nel 1852 a cura del Co1vo Reale dello Stato maggiore dell'Armata sarda . R a c c o l t a f o t o g r a f i c a , voi. 1, regg. 2, album 15, fotografie J 97 e ml 6 (da fine sec. XIX) . Lastre fotografiche e fotografie su manovre , cerimonie , ritratti ufficiali, caserme , paesaggi, caduti nella prima e seconda gllerra mondiale , guerra cli Libia, Museo (esterni , interni e oggetti), bande musicali, associazioni d ' arma, ecc. Sono presenti anche due registri dei negati vi. R a e e o l ta m a te r i a le 23 ca. (fine sec . XIX-1996 ca.).

a

s t a m p a , bb. 37 , voll. 204, fase. l e ml

Bollettino di guerra del Comando s upremo , bollettino ufficiale ricompense, <<Giornale militare ufficialeÂť , annuari militari (ad esempio, annuari scuole e collegi militari) e almanacchi militari. Inoltre, sono presenti volumi di carattere storico , relazioni ufficiali, riviste militari e giornali di trincea. R a c c olt a 1982).

c a l e nd a r i

m i 1 i t a r i , ml 1 (ann i Trenta del sec . XX-

Raccolta

cartoline

mi lit ari

R a c e o 1 t a m a n i f e s t i , ml O,50 . Raccolta

disegni

e

stampe.

Ritratti ufficiali e uniformi. R a eco I t a

son o r a , dischi , 45 e 78 g iri , 26.

Si segnala la presenza cli materiale sonoro del Convegno dei cons igli nazionali delle associazioni nazionali d'arma, tenutosi a Roma il 4 aprile 1970, e marce granatieri di Sardegna.


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,

BOLLt:rtlNO /)/:/./. 'ARC/1/\1/0 DtLL. /.!VFIC/0

Sro,aco

Archivi o cl i g u e rra , bb.2,voll.2 ,fascc. 26eml6(J91 5-1 9 18, 19351936 e 1939- 1945, con docc. fino al 1948). Il complesso documentario, di natura miscellanea, è stato ordinato , a cura ciel personale del Museo, nei seguenti nuclci7D:

< Prima guerra mondiale > 19l5-19 18 , ml 6 . Documenti, fo tografie, manifest i e materiale cartografico relativo alla partecipazione dei granatieri all a prima g uerra mondiale .

< Guerra italo-etiopica > 1935- 1936 , voli. 2. Raccolta bollettini di guerra e ritagli stampa.

< Seconda guerra mondiale> 1939- 1945, con docc . fino al 1948, bb. 2 e fasce . 26. Documenti , fotografie, manifesti e materi.aie cartografico relativi alla partecipazione dei granatieri alla seconda guerra mondiale . M i s ce 1 1 a ne a , b. 1, voli. 7, rub. l, fasce. 22 , ml 6 e docc . sciolti (fine sec . XIX- 1997 ca.).

Tra la documentazione , relativa soprattutto alla partecipazione dei granatieri alla prima e aUa seconda guerra mondiale, si segnala la presenza di studi sul Corpo dei granatieri di Sardegna, pratiche sul personale mili tare (militari deceduti, dispersi, feriti o prigionieri, croci di guerra al merito, ricompense, encomi, elenchi ufficiali e ruolini cli marcia), elenchi vaglia postali ritornati con la corrispondenza dalla zona di guerra, carteggi su cerimonie, storia ciel Museo, ep urazione, s inossi nonché materiale a stampa, fotografico e cartografico.

MUSEO STORICO DEl GRANATIERI Dl S ARDEGNA

Di r e z io ne cl e l Mus e o , bb. 7, pacchi 115, scatole 19, voli . 6 , regg. 114, rubb. 5 , fasce. 757 ca. , fotografie 13 I e ml 5 (fine sec. XTX-1996 ca.) . VerbaLi adunanze organi ciel M useo, deliberazioni organi del Museo, pratiche sulla partecipazione dei granatieri al la prima guerra mondiale (militàri deceduti, dispers i, feriti e ricompense al valor militare), cimeli e documenti conservati dal Museo, injziative, cerimonie, visite, attività editoriale, personale ciel Museo, contabilitù (fra cui gestione fondazioni) e protocolli della corrispondenza. Inoltre, si segnala la presenza cli documentazione fotografica, di manifesti e della raccolta delle cartoline militari edite dal Museo.

70 Notizie d i una strnttura interna dedicata speci ficatanientc alla conservazione del materiale documentario. e defi nita come "Archivio cli guerra". si trovano i n U. B1c;NAM I. // ,Wuseo s1orico della Brigato gran(l(ieri di Sardegna . i n «Bollettino dell 'Ufficio storico» . I ( 1926),3, p. 164.


STRL' llli NTI

m

H/Ct.HCA

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Fo nda zio n e e ro e cadu i d e l R egg im e nto g ra n a tieri di Alba ni a (3° R eggimento g ranatieri di Sa r cl e g n a) . scato la l efasc . I ( 1942-1947,con docc . dal 1939). Costi tuita a Viterbo il 10 ollobre 19427 1 con la somma di li re 400.000 nominali provcnicmi dal l'offerta di lire 50.000 del duce e da quelle di altre personalità nonché dai proventi della vendita del volume I gra11a1ieri del 3° Reggi111e1110 nella guerra co1111-o la Grecian . la Fondazione aveva come scopo quello di erogare sussidi ai congiunti elci caduti e agi i u ITiciali, sotLufficial i , graduati e grnnatieri che appartenevano o avessero appanenuto a dello Reggimen to. Successivamente, con r.d. 11 feb. I 943. 11 . 198. la Fondazione venne riconosciuta ufficialmente. souoposta alla vigilanza del Ministero della guerra. si approvò il suo statulO che ribadì le sue final itù e si stabilirono le regole per la sua amministrazione e fun zionamento. In parti coliirc la Fondazione doveva operare '·a favore dei congiunti dei caduti di detto Reggimento durante la campagna italo-greca, nonché degli ulTiciali, soli ufficiali, graduati e granati eri . appartenenti o che abbiano appartenuto al mede~imo.. (ari. I): la sua .i11ività era rappresentala ..dalla re ndita della somma di lire 400 .000 nominali , costilllita in titoli di re ndit,1 5% da convenirsi in un certifica to intestato alla Fondazione( ...), e da depositare nella cass a di riserva ciel Reggimento granatieri di /\lbania" (art. 2): la sua amministrazione era affidata ..ad una commissione eompo~ta ciel comandante del Reggimcn10 granatieri di Albania che la presiede. e dei due ufficiali più elevati in grado o più anzinni presenti alla sede.. (arl. 3); commissione che doveva decidere, in base al la rendita del citato pa trimonio. i sussidi da erogare, mensilrneme. ·'ai seguenti gru ppi di P'-'rsonc, in ordine di preferenza: a) congiunti (figli legittimi e naturali minori . vedove non pa~sate a nuove nozze. genitori, fratelli e sorelle) dei militari di qualsiasi grado. che abbiano appartenuto al Reggimento e ~i siano immolati durante opera zioni di gucrr.i o per causa di guerrn, che si trov ino in disagiate condizioni economiche: I b) ufficiali , sottufficiali , graduati e granatieri che. durante il servizio prestato presso il Reggimen to granatieri di Albania. siano rimasti mutilali o feriti in operazioni di guerra e per cau~a di guerra. e ,·ersino in disagiate condizioni economiche: I e) ufficiali. sottufticiali. graduati e granatieri che abbiano preso pmte ad operazioni di guerra col Reggimento granatieri di A lbania. e si IJ·ovino in disagiate condizioni economiche: Id) allorché saranno complc1a 111ente estinte le categorie di persone di cui alle precedenti lettere a).b). e). i su!>sidi saranno concessi ai sottufficiali. graduati e granatieri di Albania. che si sia110 distinti per abnegazione e sentimento elci dovere e si trtJVino in disagiate condizioni economiche. Le rendile non erogate saranno di,tribuite nel mese o nell"anno successivo' ' (art. 4). Infine, in c.:aso di scioglimento del Reggimento granatieri di Albania. la Fondazione doveva essere devoluta al Museo storico dei granatieri di Sardegna, ··che erogherà i sussidi con le norme di cui sopra. Quando saranno compl etamente estinte le categorie di persone di cui alle lenere a), b), c) ciel precedente articolo, il Museo storico dei granatieri di Sardegna erogherà i sus~idi alle famiglie dei caduti del I O e 2° Reggimento granatieri di Sardegna con le suddeue modalità. Qualora però il 3° Reggimento grnnatieri di Sardegna venisse ricosti tuito, la Fondazione sarà ripristinata in suo favore, ferme restando le norme c.:itate per l'erogazione dei sussidi .. (art.. 5).

Carte versate al Museo storico dei granatieri di Sardegna nel I 944 in segui to allo scioglimento del Depos ito 3° Reggimento granatieri , sito in Viterbo.

7I Rogito del notaio Nauareno Dobici di Viterbo. 72 Vo lume curato dal Mu,co stori co <lei granatieri di Sardegna e pubbl icato nel 1943.


110

lJOLLE.Tf/NO OELL 'ARCHl\'10 n F.:LL 'UFf'/('10 STORICO

STANZA DI RETTORE CORPO DET GRANATTERl DI S ARDEGNA R ACCOLTF.

R a c e o It a

f o t o g r a f i e a , b. I e album fotografico I (da fine sec . XIX).

Fotografie relative a ufficial i dei granatieri di Sardegna.

MUSEO STORICO DEI GRANATIERI DI S ARDEGNA

Dire zione

d e I M u s e o , reg . l ( J 99 1- I 992).

Registro firme visitat01i .

BIBLIOTECAn La biblioteca conserva oltre I .500 volumi, editi a partire dalla fine del sec. XVIII. relativi alla sto ria della specialità dei granatieri, alla casa Savoia, alle specialità de l!' Esercito, alla tecnica e architettura mili tari e alle varie g uerre fino al secondo confl itto mond iale. Si segna la la presenza della seguente documenta7.ione: ARCHIVI DI PERSONE

H y I t é n Ca v a I I i u s finoall 99 1).

C arI

F r e cl r i k , b. 1 (1 890- 1897 , con docc .

Documenti, fotog rafie e materiale bibliografi co appa rtene nti a Cari Fred ri k Hyltén C avallius uffi c iale del 1° Reggimento granatieri alla fi ne del sec. XIX , donati, ne l 1991 , al Museo storico dei granatieri cl i Sardegna dal la famiglia Hyltén Cavallius.

R ACCOLTE

M anosc ritt i

e

da

t

t i I o s c r i r t i , vo i I. 3 ( 1902-1 903, 19 19 e

1940).

73 Lu biblioteca è ~ituma presso la "Sala del Consiglio", ide ntificata con la lettera H.


l I1

5TRUMl:N/'I IJ/ RICl:RC.4

Manoscritti e dattiloscritti clonati al Musco storico elci granatieri di Sardegna da granatieri e dall 'Associazione nazionale granatieri e relativ i al la storia del Corpo, alla vita militare e a studi militari. Ra eco I t a

fotografica ,album 10 (finescc. XTX-1940ca.).

Album donati al Museo storico dei granatieri cli Sardegna eia granatieri e relativi alla storia ciel Corpo. alle uniformi, a cerimonie. a città e musei italiani e stranieri.

SETIORE ESPOSJT lVO Si segna la la presenza della seguente documentazione: SALA A-'·RJCORD1 STORICI 1659-1848'. Disposizioni, organici, ruoli d'anzianità, documentazione su corsi, campi di istruzione, ispezioni, relazioni su fatti d'armi, documenti di cassa e uniformi (vol i. 17 , regg. 2, fasce. 18, cicce .. fotografie, piantine e disegni oltre 100, sec. XYI11- I 900 ca.). SALA B-·' 1848- 1870" Documentazione re lativa a fatt i d'armi. ricompense e promozioni (scato la l, vol i. 5, fasce. 28, fotografie 25, docc. sciolti e disegni oltre 10, 1848- 19 10 , con clocc. dal 1827 e fino al 1942). SALAC-"CRITREA 1896. LIBI A 1911 - 19 12" Documentazione relativa alla guen-a di Eritrea, costumi e paesaggi eritrei (rub .l , fasce. 3, album 4, fotografie 8 ca. e docc. sciolti. 1885-1913); documentazione sulla guerra cli Libia (reg. l, fasce . 13. a lbum 6, fotografie 6 10 ca . e clocc. sciolti, 19 11-191 2); documentazione relativa ad A lessandro Sabatini , tenente ciel JO Reggimento granatieri di Sardegna, morto a Trebu (Congo) il 28 novembre 1905 (fase. 1. 1905-1907). SALA D-"RICORD1 STORICI 1943- 1945" Diplomi medaglie al valer militare (b. I. 1945- 1968); documentazione fotografica relati va ai caduti , luoghi e a lle commemorazioni del la guerra di liberazione (album 1 e fotografie 26 ca ., 1943- i 946 e 1965). GALLERIA E-EPOCHE VARIE Documentazione su Ila prima guerra mondiale (fotografie 46 e disegno 1 , 19 16-1917


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IJOLLJ:"ITINO l)t'LL 'A11c111v10 Vt:.LL'UFI-ICIO

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ca.); fotografia relativa aJJ 'annessione della Venezia G iulia all' Italia ( 192 1); fotografia su lla sfilata di reparti ( 1937): fotog rafie relati ve alla costruzione e inaugurazione del Museo (folografie J 8); fotografie di altari e lapid i commemorative caduti (fotografie 2); disegni e stampe d i stemmi, ornamenti e uniformi granatieri di Sardegna (d isegni e stampe 38); carta moneta dell ' Impero austro-ungarico (carte monete 8). SALA F-"SALA D ' ARMI 19 15-1 9 18" Documentazione relativa ai caduti e farti d'anni (fasce. 3. album I, fotografie 27 e docc. scio lti, tra cui alcuni di natura iconografica e cartografica, 1915- 1868 , con clocc. fin o al 1988). SALAG-¡'RICORDT STOR TCIO.M .S . 1937- 1939 . JUGOSLAVIA 1941- 1942" Encomi ri lasciati a granatieri dal ministro del la Difesa spagnolo per azioni nella guerra civi le spagnola (diplomi 4 , 1938); documenti, fotografie, cartine e manifesti sulla gue rra italo-iugoslava ( I 940- 1943, con clocc . fino al 1949). SALA H-"SALA DEL CONSl GUO" Vedi biblioteca . SA LI\ 1-"RTCORDI STORICI ALBANTJ\ 1939. GRECIA 1940 -194 1" Documentazione sull'occupazione del l'Albania (fase. J, album 4 e fotografie 2, J939 apr.- 1940 , con docc . fi no al 1964 ca.); documentazione rel ativa al fronte grecoalbanese (fase. l. album l. fotografie 13 e docc. sciolti . 1940- 194 1) . L-PARETI DELLO SCALON E Documentazione su caduti prima guerra mondiale ( docc. 2, 1965): fotografie su ceri monie (fotografie 15 , fine sec . XlX- 19 19 ca.); carto line m ilitari (cartoline 85) . SALA M-"SALA GUJDO ZANETII: IRREDENTI'' Lettera cli un cappellano mi litare inviata alla madre d el sottotenente Guido Zanclli dopo la morte cli quest'ultimo (1916); documentazione relativa a ricordi, testimonianze, cerimonie a Trieste per inaugurazione monumenti e an nessione d i Trieste all'Italia (voli. 3, fasce . 2 , album fotografico I, fotog rafia 1, 19 19- 1921 ca. , 19351937 e 1956- 1963 ca.) . SALA N-"RICORDI STORICI GUERRA lTALO-ETIOPTCA 1935-(1 9 137" Documentazione fotografica su vedute forti ni, vita militare, villaggi, paesaggi, mcr-


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SnwMt:N1'1 DI R!CfRCt\

cati , inaugurazione lapidi in ricordo dei caduti, caduti, ufficiali , visite al M useo da parte cli ufficiali somali, ecc. (fotografie 49, 1936-1950 ca.); disegno su vita militare in Africa o rientale italiana ( 1936). SALA P-"SALONE D'ONORE" Notizie storiche sul Reggimento di Marolles (vol. 1, sec . XIX); documentazione , studi e notizie storiche s ul Reggimento delle guardie (voli. 6 e reg. 1, sec. XIX. Parte della documentazione è in lingua francese); documentazione su ufficiali ciel Reggimento cli Sardegna (vol. 1, sec. XIX); studio storico sul Reggimento granatieri guardie (voi. l, sec . XIX); studio sulle uniformi ciel Reggimento cacciatori guardie cli Sardegna (vol. 1, sec. XIX); documentaz ione su granatieri della Brigata granatie ri decorati di medaglia d ' oro al valor m il.itare per la prima guerra mondiale (pergamene 2 e fo tografie 11); studio storico su l I O Reggimento granatieri di Sardegna (vol. l , 1835); studi vari s ui granatieri (voli. 2, di cui uno a stampa); documentazione relativa alle decorazioni alla bandiera del 2° Reggimento granatieri di Sardegna (voli. 2 , 1917-1945 , con cop ie di docc . del 1860); documentazione relativa alle decorazioni alla bandiera del 3° Reggimento granatieri cli Sardegna (voi. 1, 1937-1948) ; testamento di don Alberto Genovese, duca di San Pietro, figlio di don Bernardino Genovese, fondatore del Reggimento Sardegna (voli . 17, 1776- 1788 ca. e 1852-1927); documentazione varia su e della casa Savoia (vol. I, fasce. 3 , docc . 6, album fotografici 2 e fotografie 17, 1900- 1983 ca.); piani e relazioni fatti d'armi settecenteschi (vol. I) ; clocumentaz.ione varia sulla prima guerra mondiale (b . I, voli. 8 , doc. I e cartol ina I, 1915-1919 ca. , con docc. post 1938 . Parte del materiale è in lingua cecoslovacc,a, iugoslava, polacca e rumena); documentazione su ufficiali dei granatieri (voll. 3, sec. XIX); copie ordinanze militari del re Carlo Emanuele (voi. 1); ordini de] giorno (vol. 1, sec. XIX); inno sardo delle campagne d' indipendenza (voi. l); documentazione sui comandanti del Reggimento delle guardie, ciel Reggimento granatieri guardie , del Reggimento cacc iatori guardie, del Reggi mento cli Sardegna, del 1° Reggimento granatieri, del 1° Reggimento granatieri di Sardegna, del 2° Reggimento dei granatieri cl i Sardegna, del 3° Reggimento granatieri di Sardegna, della Brigata guardie, della Brigata granatieri , della Brigata granatieri di Sardegna, della Divisione granatieri di Sardegna (fotografie e stampe 209 e schede informative 14); documentazione fotografic a s ui generali comandanti della Fanteria divisionale provenienti dai granatieri di Sardegna (fotografie 4); carte Ugo Bignami (b. I , voli. 5 e fotografia l , I 9 I 5-1917 e 1949); disegni su band iere e uniformi granatieri (disegni 4); documentazione fotografica su lapidi , larghe, monumenti commemorativi , ecc . (album fotografico I e fotografia l); documentazione su Museo (voli. 2 e docc . 2). SALA R-"RICORDJ STORICI GUERRA ITALO-ETIOPlCA 1935-[19]37" Documentazione s u medagl ie d ' oro per azioni in Africa orientale italiana (vol. l ); carte e disegni relativi all'im peratore Hailè Sellassieè (docc. 10, fotografia 1 e elise-


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,

8 0ll€1TJNO /JlòLL'i\1/ç l/JVIO DE:LL 'UPF!CIO STORICO

gno L Un documento è in lingua francese e la fotografia ha l'autografo di Hailè) ; fotografie capi abissini (fotografie 2). SALA S-"RICORDI STORICI VARI" Documentazione fotografica su vira granatieri, granatieri , cerimonie , fatti di g uerra , ecc. (fotografie 53, metà sec. XIX-1 975 ca .); diplomi , disegni e manifesti (pezzi 14, 1914- 1963). GALLERTAT Documentazione fotografia su granatieri caduti nella pri ma e seconda guerra mondiale, o clececl uti a causa di ferite e malattie e , ancora, su sfilata bandiere (fotografie I .073); manifesto relativo alle medaglie d ' oro al valor militare dal 1833 al 1928.


STIIUMl:NTI

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RICERCA

MUSEO STORICO DELLA FANTERIA Indirizzo: piazza cli Santa Croce in Gerusalemme, 9/A - 00185 Roma Telefono: 06/70 .27 .971 URL: <http://www.esercito.difesa.it/root/musei/museo_fanteria.asp> Modalità di accesso: archivi, chiusi al pubblico al momento del censimento per mancanza di strumenti di ricerca; biblioteca, accesso libero; sale espositive , accesso libero Orario: biblioteca, lunedì-venerdì, 9 .00- I 3 .00; sale espositive , lunedì-venerdì , 9.0013.00, visite guidate in ahre ore del giorno, compresa la domenica , da parte cli assoc.iazioni e scuole, possono essere effettuate previo accordo con la direzione ciel Museo Servizi offerti agli utenti: assente qualsiasi tipo di servizio di riproduzione ciel materiale documentario e fotografico Censimento: dati all'aprile 2002

1. La storia del Museo L'idea di costituire un museo della Fanteria che testimoniasse la storia clell ' Arma di fanteria risale alla fine della prima guerra mondiale, sulla spinta del ricordo delle gesta e dei sacrifici compi uti dai fanti in quel conflitto; ma, mentre si istituirono, negli anni posteriori alla Grande guerra, i musei storici delle altre armi e di alcune specialità della stessa Fanteria, come i bersaglieri e i granatieri, nulla venne realizzato concretamente per il museo della fanteria. Nel frattempo , presso i reggimenti del.I ' Arma si costituirono piccoli sacrari con la raccolta e la conservazione di cimeli e documenti sulle tradizioni dei reggi menti stessi; cimeli e documenti che anelarono, però, quasi tutti distrutti o dispersi a causa degli eventi bell ici del 1940-1945. Solo nel 1948, nell a fase cl i ricostruzione delle Forze annate italiane, lo Stato maggiore dell'Esercito affidava al generale Edoardo Scala l'incarico di raccogliere il materiale ancora reperibile per costituire il museo di fanteria, compito che s i affiancava a quello di scrivere la storia delle fanterie ital iane, attribuito fin dal 1940 sempre al generale Scala dall'allora ispettore cieli' Arma. Ma mentre la redazione del1' opera storica riuscì a conci uclersi nel 195674 , il progetto cli costituzione ciel museo conobbe delle difficoltà sia in relazione all'acquisizione di cimeli sufficienti a testi moniare, in maniera completa, l'opera svolta nei secoli dalle fanterie italiane sia in relazione all' indi viduazione di una sede idonea. Soltanto nel 1955 si presero delle concrete iniziative che portarono alla costituzione dell'ente. infatti , con d.p.r. 9 clic. 1955, n. 1423, il Museo venne eretto in ente morale e, sempre nello stesso anno, venne approvato il suo statuto che pose il Museo al le

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crr. s ·1;\'l'O MAGGIOR I;

OELL' ESERCITO . Ts P"'IT OR1\TO DELL. ARMA DI rANTERl t\,

cura ùi E. SCALA, Roma, Tipografia regiona le, 1950- 1956, vol i. IO.

S1oria delle.f<1111erie iwliw1e. a


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0

B OLLl:.Tt!NO Dl'.LI. AIICIIIV!O DELL'UFFICIO STO/I/CO

dipendenze del Ministero della difesa-Esercito , per il tramite dell'Ispettorato delle armi di fanteria e di cavalleria. Anche il problema della sede trovò una soluzione: grazie anche all'opera del generale Attilio Bruno, nuovo direttore del Museo, il ministro della Difesa concesse al Museo, nel 1959, l' uso del la palazzina che fu sede del Comando ciel 2° Reggimento granatieri cli Sardegna; sede inaug urata ufficialmente l' 11 novembre dello stesso anno dal presidente della Repubbl ica. Con d .p.r. 28 giu. 1986, n. 526, la personalità gi uridica del Museo storico della fanteria venne estinta e i beni costituenti il suo patrimonjo furono devoluti al Ministero della difesa. TnoJtre , l'ente assunse la fisionomia specifica cli "reparto" della Forza armata (Esercito)75 e venne inquadrato organicamente nella Scuola di fa nteria di Cesano (Roma). In base al citato statuto del 1955, al Museo , come depositario dei cimeli , documenti e ricordi sulle gesta compiute dall'Arma cli fanteria in pace e in guerra, venivano assegnate, come fi nali tà principali , quelle cli "aumentare, usufruendo di offerte spontanee o mediante acquisto presso i possessori, il numero dei cimeli, documenti e ricordi( ... ) e curarne l'esposizione al pubblico; va lorizzare, con ogni mezzo idoneo , le glorie e le tradizioni del. ' Arma in modo che i cittadini, e specialmente i g iovani possano trarne incitamento alla loro elevazione morale ed alla loro devozione alla Patria; far conoscere le nobili finalità del Museo stesso; incoraggiare e promuovere g li studi storic i sulle gesta cieli' Arma" (art. 3). Per lo svolgimento di tali compiti si stabilì che la struttura interna del Museo doveva essere articolata su "un uffi cio direttivo [direzione], le sale per l'esposizione dei c imeli, un archivio storico per i documenti ed una biblioteca, nella quale verranno raccolte le opere che si rife1iscono alla Fanteria" (art. 4). Inoltre , compiti specific i della direzione erano que lli di "tenere rapporti con i diversi Comandi cieli ' Arma; provvedere alla sistemazione dei cimeli cli nuovo acquisto ed alla disciplina delle visite al Museo da parte cli Enti militari e patriottici, nonché di privati; soprintendere al fu nzionamento dell'archivio storico e della biblioteca; promuovere studi e conferenze sul la storia della Fanteria" (art. 6). Nel 1963 lo Stato maggiore dell'Esercito (ispettorato delle armi di fanteria e cli cavalJeria) approvò il regolamento interno ciel Museo (come sanc ito dall'art. 17 dello statuto del J955); regolamento nel quale si definivano le varie tipologie di "fonti" che componevano il "materiale storico" del Museo 76, gli argomenti di inte-

75 li provved imen to ri g:,uarclò anche g li altri musei militari del l 'Esercito acl eccezione del Musco nazionale dc li' Anna di artigl ieria e dell'Isti tuto storico e di cu ltura cicli' /\nna del genio. 7 6 A rt. I : .. J. l ci mel i , documenti e ricordi, costituiscono i l patrimonio di onore ciel M useo (rnaleriale storico), 12. Vanno dassific,-lli come cimeli tutti queg li oggeui personal i di uso m ilitare , o d i speciale significato , simbolico o morale, che ricol legandosi a faui specifici , a particolari situa.:ioni o a determi nate vicende. avvalorino le tradizioni mi li tari clell'Arm,L I 3. Sono docwnemi tutti i manoscri n i e i dattilosc ritti nonché gli atti ufficial i a stampa , inerenti alla stori a dell'Arma e dei suo i principa l i esponenci. 14. Sono ricordi tu tti quegli oggeu i di vari a natura e provenien:la che - pur non avendo i requisiti speci fici per essere an noverati ITa i cimeli ed i documenti - possono destare interesse come elementi di collezione, d i sl udi.o o anche di se mplice curiositìt. I 5. Per an alogia le pubblicazion i cl i qualsiasi natura e provenienw so no eia co nsidenirsi anch'esse come materiale documentario . Tale criterio vale anche per le fotografie d i qu alsia~i tipo e soggetto che. abbiano va lore sto:rico. I 6 . T utti gli scritti , specie se autogra-


StRUMl;N'TI DI ///CHI/CA

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resse per I 'at6vità di raccolta del " materiale storico"77 , le modalità di ricerca e acquisizione del "materiale storico"?s. Ed ancora, per quanto concerneva la promozione degli studi storici sull 'Arma cli fan teria, si assegnava alla direzione del Museo il compito di indire concorsi a premio su argomenti di carattere storico e tattico 79. Infine, in relazione all' organizzazione interna, oltre alla bibl ioteca, si riconfermava la presenza di un archivio storico per il quale si specificavano anche le modalità di accesso 80 . Attualmente il Museo affianca, alle sue strutture espositive e al sacrario, una biblioteca specializzata sulla storia della Fanterias1.

ri, le pubblic,1z.i oni o le fotografie, che per il loro spec iale contenuto sto rico o morale. o per l 'epoca rni appar1engono, siano giud icati deg ni di esposi1.ione al pubb lico, sono anc h'essi da an noverarsi tra i cimel i o tra i ricordi e da iscriversi nel relativo catalogo". 77 Art. I : ·'7. Agl i effetti del la ricerca, il materiale storico che i nteressa i l Museo è quello che ha attinenza: alle guerre: ai grandi fotti storic i: ad avvenimenti nazional i d i grande ri lievo ed infine :1 tull i quei fatti eia cui siano venu ti ,1ll'Anna alte ricompense, premi. insigni riconosc imenti " . 78 A rt. l: "8. Tutti i Comandi ed f.llli dell'Arma cli fanteria sono i mllural i e più stretti collaboratori della D irezio ne clc ll'Isliluto per la costante ricerca di cose che ,ivendo gli speciali c,irnlleri d i cui al l 'art. I e rientrano nelle varie categorie di cui al numero preceden te [cfr. not~ 77], siano giudicale meritevol i cli acquisizione ei a parte del M usco. I 9. Sono interessati del pa ri a coll aborare per la ricerca tutti gli organ i centrali e peri feric i dell'Associaz ione nazionale del Fante.. I 10. Indipendentemente dalle ricerche dirette di cu i ai numeri precedenti . qu alsiasi mil itare dell 'Anna i n servizio o in congedo e qu alsi,1si altro ente o persona, possono offrire al M useo cimel i , documenti . ricordi, pubblicazion i e fotografie. Il giudizio sulla iclonei t~ e qual ifica del mater iale offerto è riservato alla Di rezione dell' Istituto". 7 9 Art. 3. 80 i\rt. 5: "32. L'A rch iv io storico, s istemato in un locale del piano teJreno, raccoglie e conserva i doc umenti e i cartegg i cli natura storica posseduti dal ì'vl useo .1 33. l documenti e i carteggi che per il loro speciale contenuto siano destinati ad essere esposti nelle varie sale, sono da iscriversi nel catalogo dei c imeli. Nelle re lative car1elle dell'Archivio. però, debbono. in ta l caso, essere conservate delle copie in l uogo degli ori ginali . l 34. L'esa me dei documenti da parte elci vis itatori deve essere follo normalmente sul posto , previa autorizzazione della D irezione e col divieto di smembrare le pratiche o disporre i documenti in ord ine diverso d i quel lo in cui sono esposti . I 35 . Presso l' Arch iv io si forniscono a richiesta dei comandi, enti o 1J1ilitari che rappresenti no l a nccessitì1 di averl i , i vari documenti di cui si dispone". SI Per la stori a del Museo, oltre ~Ile precedenti note 75 -80, cfr. Museo 111iliwre, in E1u:iclopedia mili1are ...c il. , p. 401; E. SCALA, Per il Museo storico naziun(l/e del/ofa11teria. in «Riv ista mi litare», ( 1950), 2 , pp. 130- 139; STATO MA(;G10RE ESERCITO. ISPETTORATO ARM,\ 1-'ANTERI,\ , MUSEO STORICO DEL.I.A FANTERIA, SI(/////() (approva/o COI/ decreto del Presidente della Repubblica i11 da1a 9 dicembre /955 11 . J423j. Roma. Tipogra fia reg ionale, 1957: A11iviuì del/ 'l.wm10 , in «Bollettino dell' Istituto storico e di cu ltura dell'A rma del genio», XXI V ( 1958). 62, pp. 249-25 l ; MUSEO STORICO DELLA FANTF.RIA, Museo storico del/a(aweria. Roma, Tip . rcgiom1le, l i 959') J; ÌVIARTIR, / I/li/Sei d 'arma e i11 particolare ... ci i.., p. 676; MUSEO STORICO DELLA P,\.J'\TERI,\ . Regolamemo i11/emo (an. 17 dello S!(l/uto). Approvalo dallo SlvJE. lspettormo delle Armi di Fame rio e di Cavalleria i11 dma 13 11/(/rw 1963, Rorna, T i pogra fia regionale, 1963; SCUOI.E DI J\ f'PLICAZIONE D'AICvlA, L 'A /'111(/ di jà111eriC1 . Cenni slorici. Torino, Fotol itografia delle scuole d i applic~iione ct·arrna. l 965, pp. 409-4 1l : MUSEO STORlCO DELLA FANTERIA. Museo su,rico della fomeria, Roma. Tip. operaia romana, 11968?] ; [MUSEO STORICO DELL,\ FANTERIA]. Roma: il Nluseo Storico della Fr111teri(I . Roma. T ip. regionale, 1975: 1\!Juseo .~1orico dei bersaglieri, i n Musei 111iliwri .. .cit.. pp. 14-1 5: /Vluseo storico del 'Arma di jè1111eria. i n STATO MAGGIORE DEU.'ESERClTO, UFPJCIO STORICO, Musei . sacmri ... c it., pp. 16-17; C vi. Pucc1.:..RE1 .1.1, Eserci10 e> 1radh,io11i...c it .. pp. 29- 73; S1oria dell'Fsercilo i111/ia110 .. .c.: il. , pp . 707 -708 ; R. D1 NARDO, 1 musei mi/ilari 11el/'area arclteo/ogica .. .cit., pp. 154- 156: ivluseo s1orico della Fanteria, in Musei srorici del!' Fserci10 ... cit., pp. 12- I 5; Scu01.A DI F,,:siTERIA, Museo storico della fameria. Roma, s.e .. s.d.; Sct:OLA 0 1 1w,TERIA E C1\Y.ò\LLERIA, Museo s1orico della/i1111eria. Roma, Fotol itografia della Scuola cli fanteria e cavalleria. s.d.


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80LLE171NO D1:iLL ' A11c 111v10 DELL 'UFFICIO STO/I/CO

2. Il patrimonio documentario Sebbene i già menzionati statuto e regolamento interno, rispettivamente del 1955 e 1963, prevedevano la costituzione, come struttura a sé, di un archivio storicos2, ad oggi è stata istituita solo una "sezione" della biblioteca, denominata archivio storico, che conserva pochi pezzi archivistici come evidenziato nella presente scheda . Inoltre, altra documentazione, sia versata da enti e personale clell 'Arma di fante1ia sia prodotta dallo stesso Museo nel corso dello svolgimento delle sue attività, risul ta disposta nelle gallerie e sale espositive e raccolta, senza alcun ordine, in una stanza con funzione cli deposito . Documentazione rei ati va all'Arma di fanteria è conservata anche presso l'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'Esercito .

3. Cenni sulla storia dell'Arma di.fanteria Nella Fanteria sabauda , dalla quale ha origine quella italiana, dal 1619 vengono istituite le prime unità organiche nazionali composte da reggimenti licenziati nel periodo invernale e che si ricostituiscono ogni anno con lo stesso personale. Nel 1664 vengono costituiti sei reggimenti stabili, dipendenti dallo Stato maggiore generale della fanteria e , successivamente, nel corso dei secc. XVII e XVIII, tale ordinamento subisce numerose trasformazioni, sia nel numero dei reggimenti sia nelle specialità che ne fanno parte (guardie, fuc ilieri, ecc.). Con l'occupazione francese del Piemonte, Carlo Emanuele IV, nel dicembre 1798 , scioglie dal giuramento di fede ltà le sue truppe ad eccezione del Reggimento di Sardegna cli stanza nell'isola, mentre in terraferma i reggimenti di fa nteria nazionale d'ordinanza formano quattro mezze brigate - tre di linea e una leggera - che, dopo aver combattuto al fianco dei francesi contro le truppe austro-russe, vengono sciolte nel maggio del 1799. Nel gennaio 1800, durante l'occupazione austro-russa , il Consiglio supremo ciel re di Sardegna organizza una serie cli reparti cli fanteria, poi congedati nel giugno delle stesso anno. Con il ritorno dei francesi, il Governo piemontese forma, con elementi già appartenenti ai reggimenti d'ordinanza, quattro battaglioni cli li nea, in seguito riuniti in mezze brigate. Nel 1814 si avvia la ricostituzione dei reggimenti cli fanteria e , nell'ottobre 1815 , si stabilisce che i reggimenti prendano la qualifica cli brigate (articolate su due battaglioni ,in tempo di pace e su quattro battaglioni in tempo di guerra). Nel 1831 le brigate assumono veste cli grande unità e sono divise , ciascuna, in due reggimenti (I O e 2°), composti eia battaglioni (due in tempo cli pace e tre in tempo di guerra), a loro volta strutturati su quattro compagnie fucilieri , una compagnia granatier.i e una compagnia cacciatori. Rilevata la necessità di dovere disporre, per il serviz[o d'esplorazione e per missioni di carattere prettamente offensivo, cli uomini particolarmente agili e dotati cli eccellenti doti come tiratori , nel 1836 viene is tituito , su proposta e per opera di

82 In particolare cfr. artt. 4 e 6 de llo statuto e art. 5 de.I rego lamento .


STRUMIJN'/'I 1) 1 RICEI/CA

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A lessandro Ferrere La Marm ora, il Corpo dei bersaglieri formato inizialmente su due compagnie, aumentate success ivamente a quattro e riunite . dal 1843 , in un battaglione. Nel frattempo i reggimenti di linea - ad esclusione di quelli della Brigata guardie prendono , nel 1839, il numero progressivo eia 1° a 18°, vengono denominati reggimenti di fanteria e vengono o rdinati in tre battaglioni attivi e in un battagl ione di deposito. D urante le campagne risorgimentali si regis trano numerose trasformazioni e varianti ordinative tra cui s i ricorda, per la sua importanza. la trasformazione della Brigata guardie in Brigala granatieri. Completata l'unificazione na.lionale, s i provvede al riordinamento dell'Esercito italiano all ' interno de l quale sono incorporati , dal gennaio 1861 , dieci reggimenti di fanteria e.li linea, due reggime nti cacciatori delle A lpi, due reggimenti cli granatieri; i battagl ioni bersagl ieri (diventati unità tattica) sono portati al numero di trentasei e riuniti in sei comandi che, nel dicembre dello stesso anno, prendono il nome di reggi mento con nu mero progressivo da 1° a 6° . Nel 1862 il numero dei reggimenti di linea viene aumentato a settantadue e vengono formati altri due reggi menti di granatieri. Per guanto concerne i reggimenti bersaglieri si dispone. nel 1864. la loro 1iduzione a cinque, poi aumentati. nel 1870, a dieci (ciascuno articolato su uno Stato maggiore, quattro battaglioni e una compagnia deposito) . Con l'ordinamento del marzo del 1871 i reggimenti di fanteria di linea sono articolati s u un comando erre battaglioni e vengono inseriti nell'organico una sezione mitragliatrici e un nucleo di milizia mobile; i regg imenti granatieri (formati dopo il 1859) divengono d i linea; viene istituita, nell 'ottobre del J 872, la nuova specialità degli alpini, strutturati su quindici compagnie destinate alla vigilanza e guardia delle valli della frontiera del Regno: e . nel 1898 , si in iziano a sperimentare i primi rcpa11i ciclisti . In previs ione cieli ' inizio del primo conflitto mondiale s i assiste, nel corso dell 'inverno 1914-.1 9 15, al potenziamento dell 'Esercito e alla formazione di nuove unittt nell'ambito dc li ' Arma di fanteria; me ntre , nel corso della guerra, alle s pecialità già esistenti vengono affiancati i repruti di assalto e fanno la loro compru·sa le prime unità cli carri armati. Al termine delle oper:1zioni belliche le unità cieli' Arn1a cli fanteria e delle sue specialità vengono via via disciolte al fine di assumere l'organizzazione cli pace . Nel 1919. analogamente con quanto sancitJ per le a ltre armi , viene costi tu ira la carica cli ispettore generale cieli' Arma di fanteria - poi soppressa nel 1920 - a cui vengono assegnate la cura del mantenimen to delle tradi zioni cieli ' Arma e delle singole specialità e la garanzia dell ' unità cli indirizzo nell ' addestramento tattico , in armonia con i programmi tecnici delle altre armi. Con l' ordinamento del gennaio 1923 l'assetto cieli' Arma di fanteri a prevede : una brig ata granatieri e c inquantuno br igate cl i linea ( per un totale cli centoquattro reggimenti, ciascuno articolato su un comando, un de posito e un numero vario di battagl ioni): l'aboli zione dei comandi di brigata bersaglieri e i reggimenti bersaglieri vengono portati al numero di dodici (sei dei quali ciclisti); l'arti colaz io ne degli a lpini su nove reggime nti riuni ti in tre comandi di raggruppamento (ciascuno dei quali inquadra anche un reggimento di artigl ieri a da mon-


l'.20

B OLLE.Tr!NO OELL'AJ<C//1\'IO DELL ' UrF!C/0 S1'0RICO

tag na) ; la costit uz ione cie l Reparto carri armati che sancisce la nasc ita di un a nuova spec i.alità . Successivamente tutti i reggimenti bersaglieri vengono trasformati in c iclisti (1924); le brigate cli fanteria assumono un numero progressivo al posto delle antiche denominazioni: vengono sc iolti quindici reggimenti cli linea e viene costituito il 3° Reggimento granatieri (1926); i caITi sono organ izzati su un Centro di formazione (che, nel 1927, prende la denominazione di Reggimento carri armati) e su unità carri ; viene costi tuito l' Ispettorato di fanteria (1933): i comandi cli brigata alpina assumono prima la denominazione cli comandi superiori alpini (1934) e, poi, quella di divisioni alpine (1935); le brigate assumono il nominativo delle corrispondenti divisioni militari (che divengono d ivisioni cli fanteria) e la denominazione cli fanteria cli linea viene sostituita con quella cli fanteria divisionale (J 935); il Reggimento carri armati viene sciolto e in sua vece si costituiscono quattro reggimenti di fanteria carrista ( 1936); viene costituita Ja Divisione granatieri cli Savoia, destinata in Etiopia, e i reggimenti bersaglieri vengono motorizzati e, abbandonate le biciclette, ricevono in dotazione carri e motocicli (1936); viene ufficialmente istituito un corpo speciale, la Guardia alla frontiera , con il compito di rendere le grandi unità interamente disponibili per le operazioni e d i assicurare l'immediata ed efficace difesa delle frontiere (1937). Nel 1938, con l'adozione della divisione binaria, si attua una trasformazione organica cli tutto l'Esercito e l'Arma di fa nteria viene organi zzata su cinquantuno divisioni (costituite con i reggimenti delle brigate cli origine) . due divisioni motorizzate, due divisioni corazzate e c inque divisioni alpine (per un totale di tre reggimenti granatieri , cento cli fanteria divisionale, quattro di fanteri a motorizzata , dodici bersaglieri, diec i alpini e sei cli fanteria canista). A ridosso dello scoppio del secondo conflitto mondiale e dell'entrata in guerra dell'Italia vengono assegnati. a tutte le clivis.ioni, un nu mero e un nominativo. in sostituzione di quelli adottati dalle divisioni militari terri toriali nel 1934; si ricostituiscono i battaglioni alpini valle; viene approntato un nuovo ordinamento che amplia e completa quello del 1938 (artefice, ricordiamo, clell ' introcluzione della d ivisione binaria) e determina l'assegnazione. quale elemento cli manovra. di una legione del la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale ad ogni divisione d i fanteria del tipo nonnale; vengono aboliti i comandi cli brigata , sostituiti in segui to dai comandi di fanteria divisionale: viene istituita una nuova specialità, quella dei paracadutisti (che daranno poi vita. tra il 1941 e il 1942, alla Divisione paracadutisti e alla Divisione Nembo). Nel giugno del 1940 risultano mobilitate settantacinque divisioni, tra cui quarantac inque cli fanteria , tre autotrasportabili , nove autotrasportab ili tipo AS, due motorizzate, tre corazzate, cinque alpine. tre celeri, due libiche e tre della Milizia. Con 1'8 settembre 1943 vengono disciolte sia le grandi unità , gli enti e reparti autonomi dislocati fuor i del terri torio nazionale (e che non riuscirono a rientrare nella zona controllata dal Governo regolare) sia le grandi unità, gli enti e i reparti autonomi dis locati in Jtalia, a nord della linea Volturno-Ofanto: ma molte cli queste unità, pri ma di sc iogliersi, sono protagoniste nella guerra di liberazione in Italia (sia singolarmente s ia all'interno del T Raggruppamento motorizzato italiano che assume, nel] 'aprile 1944, la denom inazione d i Corpo italiano di liberazione) e


STRUMliNTI DI 1//CDICA

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all'estero (si pensi, ad esempio, alle vicende della Divisione Garibaldi operativa nei Balcani). Tra il 1947 e il 1950 ha luogo la riorganizzazione dell'apparato militare che comporta, naturalmente, anche un nuovo ordinamento cieli ' Arma cli fanteria. In particolare, si segnalano , come snodi centrali, la trasformazione dei reggimenti 2° , 6°, 7° , 9° e 10° nei reggimenti fanteria 157° Liguria, 40° Bologna , 78° Toscana, 9° Bari e 75° Napoli; la trasformazione dei reggimenti 3° e go in 3° Reggimento bersaglieri e IO Reggimento granatieri cli Sardegna; la trasformazione dei reggimenti 1°, 4° e 5° in 4° , 6° e go Reggimento alpini; la costituzione cli undici centri addestramento reclute, uno per ciascuna circoscrizione territoriale; la soppressione della Brigata Aosta e della Brigata Reggio., il cui personale confluisce nella ricostituita Di visione di fanteria Aosta; la costituzione ciel Comando militare della Sardegna (a seguito della trasformazione del Comando della soppressa Brigata Calabria); la ricostituzione clell' 8° Reggimento bersaglieri , del 5° Reggimento alpini , del 31 ° Reggimento carristi e del 132° Reggimento carristi (reggimenti carristi sui quali saranno poi fo rmate le brigate corazzate Ariete e Centauro che, a loro volta, daranno successivamente vita alle omonime divisioni); la costituzione delle divisioni cli fanteria Avell ino, granatieri cl.i Sardegna , Pinerolo e Trieste; la costituzione delle brigate alpine .Tulia, Taurinense, Tridentina , Orobica e Cadore e della Brigata corazzata Pozzuolo del Friuli; e, infine , la formazione, graduale, delle forze lagunari e la formazione di battaglioni eia posiz.ione per il presidio delle fortificazioni permanen ti (riuniti prima in raggruppamenti di frontiera trasformati , a loro volta, in raggruppamenti alpini da posizione) . Dal 1958 al 1975 i centri addestramento reclute assumono le denom inazioni cli reggimenti di fanteria, pur conservando la precedente struttura ordinativa e i compiti addestrativi; vengono ricostituiti I' 11 ° Reggimento Casale , il 52° Reggimento Alpi , il 60° Reggimento Calabria, 1'89° Reggimento Salerno, il 28° Reggimento Pavia, 1'84° Reggimento Venezia, 1'80° Reggimento Roma, il 48° Reggimento Ferrara e il 46° Reggimento Reggio; l'Esercito di campagna viene riorganizzato; l'Ispettorato dell ' Arma di fanteria viene trasformato in Ispettorato delle armi di fanteria e cavalleria, a cui si affidano le attribuzioni e competenze già devolute all'Ispettorato di fanteria e all'Ufficio dell'ispettore delle truppe corazzate; le due divisioni corazzate vengono prima articolate in brigate e, poi , nuovamente riassumono l'articolazione in reggimenti. Con la ristrutturazione del 1975, che comporia una importante riduzione cli unità, l'Ispettorato delle armi di fanteria e cavalleria perde la competenza nel settore dei materiali e le attività di ricerca, studio , sperimentaz ione e collaudo vengono accentrate nell'Ufficio ricerche e studi dello Stato maggiore dell'Esercito; vengono aboliti quasi totalmente i reggimenti e a tutti i battaglioni che divengono autonomi viene assegnata la bandiera di guerra delle uni tà cli cui continuano le tradizioni; viene incrementata, per guanto atti.ene alla Fanteria, la meccanizzazione che viene estesa a tutte le unità83.

83 Per una pri ma bibliografoi sul la storia dell'Arma di fan te ria, cl'r. M IN ISTERO DELLA aur;R RA , S TAJ'O Mi\GGJO-


122

B0llé7T!NO Ot:u_'AHCH/\1/() m:u.'UFF!C/0 STORICO

DEPOSIT08' 1 La documentazione, non ordinata, è esclusa dalla consultazione da parte dell 'utenza esterna. ARMA DI FANTERIA RACCOI.;rE E MISCELLANEE

R aeeo lta

f o t o grafi ca , scatole 4 (1910-1945).

Fotografie relative ali' Africa e al1e due guerre mondi ali. Racco I t a

e art in e

e

l u e id i

mili t ar i , (sec. XTX-1943 ca.) .

Materiale relativo all'Italia. R a e e o 1t a

ca r t o I in e

mi I i t a r i , scatola I (1900-1960 ca .).

Reparti e unità dell'Esercito italiano e degli eserciti stranieri. Ra e e o l t a

man i fe s ti, fasce. 5 (1849- 1915 e 1943- 1945).

Manifesti prima guerra mondiale, manifesti di propaganda dell'Esercito tedesco , manifesto della Divisione Garibald i dislocata nei Balcani e manifesti cli propaganda clell 'Eserci to aileato. Mise e 11 a n e a, bb . 9, voll. 2, fasce. 30 e album J (1810-1923, 1936-1 954, 1956-1958 e 1982- 1984). Dislocazione della forza, ordini d.i operazione, istruzioni, diari cli guerra, proclami, encomi , fogli cli viaggio, addestramento, cerimonie, sinossi, fotografie, cartine e sch izzi.

RE CENTRALE, UFF1c10 STORICO, Rrigare di fanreria . Riassunti .,·rorici dei corpi e comandi nella guerra /9/5-1918, Roma , Libreria dello Stato, 1924- 1929, vol i. 8; I. FIOCCA, Le nobili famerie, Roma, Libreria del linorio, 19292; UNIONE NAZIONALE UFFIC(ALI IN CO:-<Gl3DO D'ITALIA, SEZIONI t\LL'ESTEHO, La nostra fa nteria . /9/4 -1935 , a cura di E. Sc,,LA, Roma , Tip. regionale, J935: A.R1c 11r.-m , l.afanreria . Firenze, Salani, J937 (Piccol i l ihri della patria); STAl'O MAGGIORE Dl.:I.L'ESERClTO, lSPETI'ORAro DELl.'ARM;\ l)I FANTERIA. Storia delle fwuerie iwliane ... cit.; A . l:lRUNO, Breve sroria della Fcmrerio iwlia,w, M il ano, Uni(lne 1ipogratìc,1. 1958; STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, ISPETTORATO DELLE ARM I DI FANTERIA E Dl C,\V/\LLl:'Rli\, Di che reggimemo sie,e? Sroria, va/ore.fede e spirito dei reg• gimemi di fanreria divisionale nel primo ce,uenario dell'unità d'lralia, a cura di M. MIGLIONJCO, con prefa7.ione G. BosCHElTl, Roma, Ti p. regionale, 1962; SCUOLE 01APPLJCAZIO:-<E D ARMA. L'Arma di fanreria. Cenni storici .. .cit.; S. GESTRO, La Divisione iraliana partigiana Garibaldi . Mo111ene[{ro /943-/945, M ilano, lVlursia, 198 1 (Uomini e armi); F. DELL'UOMO· R. Puu;1·n. L'Esercito Italiano verso il 2000 ... cil., J, Roma, S1a1o maggiore clell'Escrc ito, Ufficio storico, l 998, pp. I93 sgg.; B. D1 MARTl l':O, La guerra dellafa.11/eria 1915- /9 /8. Carso, Os/cn,ia, Altopiano di Asiago, Val d 'Astico, Novale, Va ldagno. G. Rossa1.o, 2002; A. MARSETlC, Dall'Adige al Don . Con il 79° Re[{gime1110 di Jà111eria in Russia, Milano, Mursia, 2002 (Testimon ianze fra cronaca e storia. Seconda guerra inondiale) . 84 Stanza si tuata al piano Lerrn del M useo. 0


lLi

STIIU,llt:Nrl DI Rlrli HC1\

M USEO STORICO DELLA FANTERIA

Di re zio ne

de I Muse o, bb. 44 ca. (dal 1940).

Documentazione prodotta dalla direzione ciel Museo storico della fanteria nello svolgimento delle sue attività amrrtinistrative e scientifiche (utenze, contributi, gestione personale e cimeli) .

ARCHIVI DT FAMIGLIE E DI PERSONE

Amante

Giuseppe

e

L uigi,fasc.1(1941 -1945).

Giuseppe Amante e il figlio Luigi furono ufficiali di Fanteria. Lui gi /\mante, tenente in s.p.c .. appar teneva al 18° Reggimento fanteria Acq ui e morl il 25 luglio 1945, durante la sua prigionia in Germania.

Documenti e fotografie donate al Museo dal colonnello Giuseppe Amante. Barberi s

Mar e o ,fase. 1 (1916).

Disegni con ritratti dei generali Cadorna e Porro . B e rg a mas eo

C o r r a d o , fase. 1 (1915- 1918 ca.).

Ufficiale di Fanteria.

Documenti relativi alla ricogni zione sul monte Padgora, istruzioni per esplorazioni e ruolino tascabile. B r u no

A t ti l i o , fase. I (1931-1 974) .

Generalc85 .

Diplomi di cavalierato e documentazione varia. C asal i A le ssand r o

e

P iero,bb.2(1916-1 948ea.).

Ufficiali di Fanteria. A lessandro Casali. marchese di Morfasso. durante la prima guerra mondiale comandò, con i gradi di capitano. una compagnia dell'81° Reggimento fanteria: rimas10 gravemente ferito in combanimen to. cade. successi vamente, a Volkovniak il 26 ottobre 1917. Per i suoi atti eroici venne decorato con la medaglia d 'oro al valor mi litare. Piero Casali, ufficiale medico, nasce a Reggio Emilia il 10 agosto J 876.

Documentazione e fotografie relative ad Alessandro e Piero Casali.

85 A. BRUNO, flre,·e s1oria della Fanreria it<1lia11a ...

citata.


124

B0llf:,' 7TJNO D€LL'ANCNJV/0 J)J:J.J.'UFFICJO

Sro,aco

# C i t e r n i C a r l o , fase. l (1934) . Carlo Citerni . nato il 3 agosto 1873 a Scarlino, frazione del Comune di Ga vorrano (Grossetto) da Teodorigo e da Caterina Fonta ni, intraprende la carriera militare e, nel lug lio de l 1895, come sottotenente di Fanteria de l 47° Reggime nto, viene aggregato alla seconda spedi zione guidata da Vittorio Boltego. di cui era nipote. La spedizione, organizzata dalla Societù geografica ital iana, aveva due fim1 lità principali. La pri ma, di natura scientifica, era quella di esplorare le contrade comprese fra la Somal ia e la valle cie l Nilo e, in particolare. il bacino dell'O mo e il complesso cli acque che da Enarea scendeva al lago Rodolfo. La seconda, di natu ra politico-comme rciale, concerneva la fondazione di una stazione commerciale a Lugh e l'estensione dell 'infl uenza italiana sui territori c itati. Parteci pava no all ' impresa anche il sotto tenente di vascello Lamberto Van nutei li , con il compito di effettuare rilievi astrono mici e topografici per dete rminare l' itinerario, e Maurizio Sacchi , assistente cie l Regio Ufficio centrale di meteorologia e geodinamica , con l' incarico, soprattutto, di realizzare de lle osservazioni meteorologiche. Nel corso del l'impresa il Sacchi viene ucciso, nel febbraio 1897, da alcuni predoni e il resto de l gru ppo, inoltratosi in territorio abissino, viene bloccato, nel marzo dello stesso anno, dalle au torità locali, probubilmente per ordi ne c.lello stesso im peratore e, il 17 marzo, Bottego, nel tenlativo d i apri rsi la strada con la forza, viene ucciso, mentre Van nutelli , Citerni (ferito a un piede) e pochi altri superstiti, fatti prigionieri,sono liberati solo il 6 gi ugno (grazie all' inte rve nto e.le] maggiore Nerau.ini, plenipotenziari o italiano alla corte cl i re Mene Iik) e riescono a rie ntrare in Italia nell'agosto del I 897. Grazie a questa esperie nza Ci terni viene chiamato, negli an ni successivi , a partecipare a diverse iniziative italiane final izzate allo sfruttamento e alla colonizzazione dell'Africa orientale. Ad esempio, tra il I 902 e il I903, quando le tru ppe inglesi, im pegnate nella lotta contro Mohammed i\bdallah, si trovano nella necessità di appoggiarsi ad alcu ne nostre basi dislocate in Somalia, Cilerni viene incaricato cli tenere i contatti e i collegamenti fra le au tori tà italiane e quelle militari inglesi. Ricopre, poi, la carica d i addetto militare presso l'Ufficio coloniale del M.inistcro degli affari esteri; dicastero che, nel 19 10. gli affida il comando d i una spedizione avente come scopo quello d i definire la frontiera tra i possedime nti italiani della Somalia e le province dell ' Impero etiopico sulla base ciel trattato finrn.1to fra i due governi il 16 maggio 1908. Insieme a Citerni , vie.ne coinvolto personale de lla Croce rossa italiana e dell '.lstituto geografico miI itare. Il gru ppo, partito eia Napoli il 2 settembre l 91O, deve be n presto interrompere le operazio ni geodetiche ufficiali e il lavo ro di delimitazione dei confini a causa della scarsa sicurezza, dovuta alle ripetute rivolte delle popola,,ioni locali ne i confronti delle truppe abissine. La speclizionc. che rientra a Napoli il 2 gen naio 1912, ottie ne, al di lù del fallimento dello specifico compito per il quale era stata organizzata, interessanti risul ta ti nel campo della conoscenza d i dati relativi a lla geografia fis ica, geologia, zoologia. botanica e etnografia di regioni così ancora poco conosciute. Nel 19 14 Citerni ritorna in Africa , e precisamente in Eritrea, ass umendo .il comando ciel VII Battaglione eri treo. Rientra in Italia ne l I 9 I 6 e, fino al maggio ciel I 917, ass ume il comando, con il grado cli tenente colonnello, del 79° Reggimento fanteria in Val Posina; poi, con il grado di colonnello, assume il comando del 61° Reggimento fanteria stanziato in Macedonia. A causa di gra vi ferite riportate sul fro nte macedone, nel corso dei combattimçnti contro I' Auslria, rientra a Roma dove muore cli polmoni te il 1° agosto J9J886.

86 Cfr. C. CITERNL,A i confini meridionali detrt:;,iopia: 110/e di 1111 villggio a/traverso l'E1iopia ed i paesi dello Galla e Somali, M ilano, U. Hocl pi , 19 13; I D., Come si viaggia i11 Ajì-ica. Utili avver1ime111i per clii si accinge ad 1111 viaggio in 1\/ì-ica , RomH, Tip. Unione ed., 1913 (Ma nuali coloniali): L. VANNUTELLI-C. CrrERNt, Esplor(lfori. !\Ila ricerca delle sorgenti del fiu me Omo ( I 895) , co11 prerazione di L. B ELLAVITA, M ilano, SugarCo, [stampa J987J. Inoltre, cfr. L. VANNlJT l;tU . Seconda .tpedizione Bo11ego. L'Omo. Vioggio di esplorazione nel/Africa orie11/(/le . Narralo da L . Vaw u11elli e C. Ci/emi . Solto gli auspici della S0cie1à geografica ila/ia,w, Ì\'lilano, Hoep) i . 1899; [ M IN ISTERO OEGLI AFF;\ IU ESTER I, D IREZIONE CENTRALE lll.lGI..I AFFAR I COI.OK IAl .1 ], M ISS IONE PER LA DELl :VIITAZIONE DEI CONFINI TRA L'ETIOPIA EL/\ Sm·IALI,\ ITALIANA, La delimilazione dei conf ini Ira l'f:,iopia e la Somalia italiana. Re/còone finale del cap . Carlo Ci tem i, capo della /lllissione per la deli111ita~io11e ed alll"i docw11en1i relmivi allCt il4issione stessa, Ro11111. Ti p. ciel M inistero degli affari esteri , J9 I 2 (Rapporti e monografie co loniali , Serie riserva-


STJWMl:NJ'J lii lllCE.110 \

I L.J

Elenchi dei cimeli e dei documenti relati vi a Carlo Cìtcmi donati al Museo coloniale cli Mogadiscio da Caterina Fontani , madre di Carlo. D ' H a v e t A e b i 11 e .fase. I e album l ( 1908-1956 ca .) . .tvlarchcsc e ufficiale di Fanteria. Comandò , nel tempo. il 152° Reggimento Sassari (9 settembre 1935J6 ollobre 1937); la 47·' Divisione Bari inquadrata. nel corso del confl itto con la Grecia. nell'VIIJ Corpo d'armata dell'I 1· Armata del Comando ~uperiore forte armate Albania (1940- 194 1): la 4" Divisione alpina Cuncnse (194 1): la 206• Divisione costiera dislocala in Sicilia. Fu anche comandante dei M oschettieri del duce e nel 1943 venne catturato dagli A lleati .

Decreti di promo7.ione, encomi e appunti sulla 206" Div isione costiera in Sicilia. G io rd a no

8 a r n a b a , fase. I (1869-1925).

Ufficiale di Fanteria. Ottenne nurnerosi encomi e medagl ie sia per i l suo aiuto alle popol.11.ioni civili (ad esempio. in occasione dell'epidemia colerica scoppiata nel 1887 a Ca tania e a Messina) sia per il suo comportamento in azioni belliche (ad esempio. per la partecipazione. come volontario. alla guerra greco-lllrca del 1897 e per atti di va Iore nel corso del primo conflitto mondiale}.

Encom i e onorificenze. Gra nata

D o

111

e n e o , pezzo I ( 1940-1 94 I ) .

Ufficiale di Fanteria.

Quaderno con me morie sull a campagna cl i Libia . In noee nl i Oe C as t inea no (1859- 1908, con docc . fin o al 1909).

AIe

de

T o l o m e o , fase. l

Nato nel I 836 a M ontaldo (Ascoli Piceno) . volontario nel Battaglione aclolc!.centi della Guardia civi ca della speranza al servizio della Repubblica romana nel 1849 e poi ufficiale di Fanteria. Muore a Roma nel 1908 .

Documentazione relativa allo stato cli servizio e al le promozion i. Lu o n i

V i t tor i o. b. I ( 1940-1943 ca.) .

Panecipò alla seconcl (I guerra monclinle cornhauenclo sul fronte occidentale,

SLI

quello greco-albanese

La) : R. Gt:STRO . Cen11i sulle rnlle~iu11i zoologiche falle (/(Il r·<1p. Cii em i d{{m11te la 111issio11e per delimitore i confi11i italo-etiopici . Roma. Tip. Unione ed .. 19 13: P. GRIHAU l>I , Le esp/ora:irmi l(fi-ìcan l' di Carlo Ci1emi. est ratto da «Esplor.i1io11e commerciale». (1919). gen.-fcb.: Cùemi Carlo. in t.ì1ddopedia 111ili1m"P. pubblic.11ione sotto gli auspici d..: «IL POPOLO r>'luu,\». Jll. Milano. Istituto editoriale scientilico S.A .. 1933. p. 68: P.:vt. RARO!. Pionieri e soldati d'AO . V afl'acquisru di Assah al/'/111pero roma110 d'E1iopia. A1110/ogia di serilii, dornme111i <' il/11srra:io11i. MiIano. U. l loepli. 1936. pp. 504 -5 12; C . G l,\ RDINI . lwlia11i i,1 AO. Pogi11e di pio11il'ri , Mi lano, [s1.i tu10 per gli studi d i poli1ica in ternazionale. Jsta mpa 1936 I, pp. 295-~24: Precursori de/1'/ll(pero afrfr:w/0. Lettere i11edit<'. a cura di R. TRt,HI. introdu1,ione di G. VOLPE, (Roma). Edizioni Roma, 1936, pp. 79-97: C. CE.~ARI. Gli iwlia11i nella co11osce11:a dell'Africa . I 1ws1ri precursori co/011iali. Roma. Società t:d. del Foro italiano. 1938 2. pp. 266-270; A. M,[ORt]. Citemi Corto. in Enciclopedia italiana di scie11ze . le11crc ecl ani , X. Chih -Com[Je. Roma. Istituto dell' Enciclopedi.i itali ana , 1950 . p. 460; Carlo Ciierni. n c urn d i F. S URD1c·11 . in Dizionario biografico degli italiani. 26. Roma, lsti1u10 delJ'Enc iclopcdia italiana. 1982. pp. 33-36.


!LD

80l.lJ: ITINO DELL 'ARCHIVIO OE,LL'Vl'FIC/0 S'IOIIICO

e poi in Russ ia come uffic iale di complemento del 54" Reggi mento fanteria. Insignito della medaglia d'oro al valor militare e cli numerose altre ono rificenze, si ded icò poi al servizio militare att ivo congedandosi con il grado cli generale di divisione . Presidente dell ' Associazione arditi d' Ital ia e vice presidente della Federazione monarchica italiana, muore a Roma nel! 'ottobre 200487.

Cartine, cartoline e manifesti su Grecia e Albania. Malva n i Mar i o , b. l (1931-1939 ca.). Fotografie sul Centro esperienze di fanteria di Furtara, su sfilate e sull' Accademia di Modena. Pernis

Gesncr,b. I (191 5-1918).

Ufficiale di Fanteria.

Encom i e fotografie. Prete A I e id e , fase. I (1913-1 920) . Ufficiale cli Fanteria.

Decreti al valor militare. S i mi n i , fa mi g I i a , b. 1 (1936-1939). Documentazione sulla guerra cli Spagna. S i s ti Lu i g i , doc. 1 (1918 ca.). Generale.

Documento sull 'azione svolta dal I Battaglione del 249° Reggimento fanteria Pallanza nel corso della prima guerra mondiale. S p o n z i I1i

F e r d i n a n cl o , fase. 1 ( 1869-1900 ca.) .

Ufficiale di Fanteria.

Decreti relativi a promozioni ed encomi. S tas 1898).

No è

e

Raffa e 1 e, b. l e fase. l (1905-1' 938, con docc. dal

Ufficiali di Fanteria.

87 Cfr., V. L UON I, {E voi,w]. ..• Can1te Brianza, Arti grafidie A. Tagli abue, 1975; ID., L(I Pasubio sul fi·onte russo , opera promossa dallo STATO :VIAGGJORE DELL' ESERCITO, UFFICIO STORICO. Roma, Ed izioni dell'Ateneo & Bizzarri, 1977 (Protagonisti); lo., Diavoli con le ste!le11e. I cavalieri del fango . Racco111i di guerra. con nomi e fclfli reali in Francia. Albania e Russia, Roma , Ed ii.ioni dell'Ateneo, 1982 (Protagonisti); 11)., Un anno sul fronte rnsso (Diario 1942-43), Roma, Ri vista militare, 1990 (T d iari di guerra); ID .. I cavalieri de/fango . Racco/lii di guerrn in Francia, Albania e Nussi(I, 1940-1943, Panna, E. Alberelli, L1999'!]; ID., Da Novara al Don e ritomo . I 942-1943, s.l., Schizzi cli guerra , s.cl.


ILI

STRUMl:NTI DI ii/CERCA

Noè Stasi, padre d i Raffaele, muore ne l 1938. Raffae le Stasi nasce a Napoli I' ll febbraio 1896. Freq uenta la Scuola militare di J'v1odena. uscendone, ne l 1916. con il grado di sottotenente, e, il 22 no vembre 19 17 , muore in battaglia (dorsale della Melena). Insignito delle medagl ia d ' oro a l va!o r militare, i suoi resti sono collocati nel Sacrario d i Asiago insieme a que lli di altre uncl'ici medaglie d' oro al valor militare.

Documentazione e fotografie relative a Noè e a Raffaele Stasi, clonate al Musco dalla famiglia Stasi. Tibalcl

G u ido, bb. 2 (1915- 1968).

Generale.

Documentazione, fotografie, volantini e cartoline , clonate al Museo dal prof. Umberto Ribaldi, figlio di Guido.

ARCHIVI DIVERSI

Comando del R egio Co r po d i truppe colon d e lla Somalia it aliana, fasce. 38 (1908- 1927) . Elenco.

a 1i

L'ordinamento mi litare del la Somalia italiana ve nne stabilito con la I. 5 apr. 1908, n . 161 , e con il d .l.lgt. 19 rnag. 1918 , n . 776. Successivamen te . a segui lo dell'occupazione dei territori de lla Somalia sellentrionale e dell ' annessione del terri torio dell'Oltre G iuba, la cos tituzione del le Forze armate de lla colonia vennemod ificataeampliataconilr.d . l.O lug. 1925,n . 155 J8S.

< Ufficio informazioni> 1908-1923 , fasce. 38: disposizioni e direttive, relazioni e stud i su lavori , preparazione occupazione tenitori, operazioni e progetti difens ivi. Fon d azione 3 Novembre 1918 della la Armata,fasc.1(1918- 1925).

p ro

combattent

Is ti tuita al termi ne ciel primo conflitto mondiale., con r.d. 7 ago. I92I viene appro vato il suo statuto. Successivamente., con r.d. 1.8 mar. 1923 incorpora anche la Fondazio ne 9" Di visione di fanteria a beneficio degli orfani cli g,uerra89 .

BIBLIOTECA9o Nella biblioteca sono conservati circa 2.000 volumi, a partire dalla fine del sec . XIX,

88 Notizie sull'ordinamemo miliw re 11el/e colonie iwlicme, in «Eserci to e N azione». anno I ( L926), 6-7 , pp. 447451: L'o11Ji11wnento milirare delle nostre colonie. in «Aln1anacco delle Forze annate», ( 1927), pp . 1079-1081. 89 C fr. ACS, Minis1ero della difesa-Esercito, Direzione generale del personale civile e affari generali, Ufficio direflore generale ( 1912-/966), b. 9 , rase. 252. In reallà. nel fascicolo è presente un solo so1.l() rascico lo con1enentc documenti sulla Fondazione 9" D ivisiorne di fanteria. 90 La bibl ioteca è situata al piano terra del M useo.


128

,

BOLU::JTINO J)JflL'ARU/1\ll() l)fiU_'Uff/CIO Sro11,co

in parte donati da ufficiali cieli' Arma e da enti dell'Esercito e in parte acquistati dalla direzione del Museo. Il materiale librario concerne principalmente argomenti storici e studi sulle fanterie italiane ed estere. Non esistono strumenti per facilitare l'individuazione dei testi (ad esempio, schedari) e non è presente un servizio cli riproduzione del materiale.

In particolare , si segnalano i seguenti nuclei documentari: ARMA DT FANTERIA R ACCOI:TE E MISCELLANEE

Di s po s i z i o n i

Es e r c i t o , ml 0,50 ca. (1809- 1967 ca.).

Norme, regolamenti e istruzioni . Sin ossi, voll. 10 (1910-1912, 1928, 1930 e 1941). Sinossi corsi Scuola di guerra e Scuola allievi ufficiali di complemento di fanteria. Ra e e o I t a 1991).

fotografica, album 15 (191 5-1943, con fotografie fino al

Fotografie relative al le due guene mondiali, alla vita militare e al Museo storico della fanteria. R a c c o 1t a c a r t o I i n e 1934 ca.). Storia al 1958).

cl e 1 1 a

rn i l i t a r i , 570 cartoline ca. (inizio sec. XX-

Fanteria, voli. 11 (iniziosec. XX-1939,con docc. fino

Manoscritti e dattiloscritti relativi alla storia delle varie unitĂ della Fanteria dal sec. XVH fino alla prima g uerra mondiale.

MUSEO STORICO DELLA FA.NTERTA

D ire z io ne

d e 1 M u s e o , reg. 1 (dal 1991).

Registro firme visitatori Museo.

SETTORE ESPOSITIVO Si segnala la presenza della seguente documentazione:


STRU,111:NTI

L)J

129

RICERCA

GALLERIA PIANO TERRA Documenti e fotografie del periodo risorgimentale (l 860- 1861 ca.) ; spartiti musicali (1896); fotografie su addestramento militare presso la caserma "Umberto I" di Roma (1909- 1912); disegni vari . GALLERIA PIANO TERRA91 Fotografie relative alla seconda guerra mondiale, agli ispettori di Fanteria e all 'addestramento militare. SALA 4-"RISORGIMENTO" Bandi militari relativi al periodo risorgimentale. SALA 5-"RISORGIMENTO: PRIMA E SECONDA GUERRA D'INDIPENDENZA" Album fotografico sul 64° Reggimento fanteria ( I 815-1861); bandi militari relativi al periodo risorgimentale. SALA 6-"0RGANICI'' Disegni , cartine e piantine relative alle guerre d'indipendenza . SALA 7-" PLASTICJ" Cartine relative ali' Africa (1940- 1942 ca.). SALA 8-" CARTOGRAFIE" Fotografie sul Gruppo di combattimento Friu li (1940-1943 ca.) e cartine con la dislocazione , nei Balcani, delle truppe italiane , tedesche e croate ( 1943 set. 8). SALA 9-"MODELLINI AEREI" Fotografia cli un idrovolante austriaco abbattut.o presso Monfalcone (19 I7 mag. 12). GALLERIA-lPRIMA GUERRA 1Vl0ND1ALE] Encomi a militari e a reparti cli Fanteria (1914- 19 15); esemplari giornale <<La trin-

9 1 Vicino alla stanza dell a d irezione .


,

130

HOllETrtNO /)EU.'A!ICHl\1 /0

m:u: UFVJC/0 sm,uco

cea» (1918); libretti e tessere di ufficiali di Fanteria ( 19 18-921); fotografie di uffic iali di Fanteria; proclami reali . SALA 11 -"SPECIALITÀ: ALPINI" Fotografie relative agli alpini. SALA 12-"SPECIALITA: CARRISTI E ARDITI" Registro donato dal VI Corpo d'armata al generale Ottavio Zoppi ( 1930- 1933) e fotografia del generale Ottavio Zoppi. SALA 13-"SPECTALITÀ: PARACADUTISTI" Fotografie e disegni sulle uniformi dei paracadutisti (1940-1943 ca.). SALA 14-"SPECIALITÀ: LAGUNARI E ACCADEMIE" Fotografie sui lagunari e sul generale Roberto Coppola. SALA 17-"TERZA GUERRA D'INDIPENDENZA" Telegramma relativo alla concessione della medagl.ia d'argento alla bandiera del 64° Reggimento fanteria (1894) . SALA 20-"SECONDA GUERRA MONDIALE: FRONTE AFRICANO" Fotografie relative alle operazioni militari in Africa settentrionale (1940-1942 ca.); fotografie e diplomi relativi a Remo Viola, tenente e medaglia d'argento al valor militare. SALA 2 1-"GUERRA DI LIBERAZIONE" Fotografie del generale Guido Bologna e del generale Giovanni Messe. SALA 22-"ERITREA ( 1885- 1896)" Disegni sulla zona cli Aclua (1896); fotografie relative alla famiglia del Negus, uffi ciali italiani, popolazione eritrea, sacerdoti e notabili mussulmani (secc. XIX-XX). SALA 23-"LIBTA (1911-1913)" Fotografie su popolazioni locali e ufficiali italiani e disegni su uniformi (19201932); encomi per azioni militari in Cirenaica, Lib ia e Tripolitania (1933).


13 1

STIIU,\ffNTI VI K!Cf::NC,t

SALA 24-"SOMALIA ( 1895-1927)" Fotografie e cartoline sulla Somalia (1913 ca.). SALA 25-"ET10P1A (1935-1936)" Fotografie sull' Africa orientale italiana ( 1935-1936) . SALA 26-"CINA (1900-1901), DODECANESO (1913) , SPAGNA ( 1936) E ALBANIA ( 1939)" Fotografie e cartine relative alla spedizione in Egeo (1898-1 9 12 ca .); fotografie e cartine relative alla spedizione in Cina ( 1900-1943 ca.); fotografie relative a Ernesto Simini , capitano e medaglia d 'oro. SALA 27-"AMMINISTRAZTONE FIDUCIARIA ITALIANA IN SOMALIA ( 1947-1960) , COREA ( 1950-1953) E LIBANO ( I 982-1 985)" Fotografie relative a Gabriele D'Annunzio. SALA 28-"MEDAGUERI E DECORAZIONI" Decreti encomi (sec. XlX-1937); stato di servizio e fotografie relative al generale Tommaso Montalclo . GALLERIA [MEDAGLIE FANTI DECORATI DELLA MEDAGLIA D' ORO AL YALOR MILITARE] Encomi e fotografie relative ai fan ti decorati nelle due guerre mondiali ( 1918-1942 ca.); cartoline militari. SALA 30-"TRINCEE" Documenti e fotografie sulla prima guerra mondiale. SALA 31-"SPEClALITÃ&#x20AC;: ALPINI" Encomi e fotografie relative al generale di corpo d' armata Pietro Mellano (19241937 ca.); cartoline militari. SALA 34-"SALA DELLE BANDIERE" Decreti cli encomi ai reparti della Fanteria per le due guerre mondiali (sec . XX) .


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BOLl-i:,TF/NO DEU_'ARCIIIVIO J>J,Ll'UPFICIO STOIIICO

I SALA 35-" SALA DELLE BANDIERE" Decreti cli encomi ai reparti della Fanteria per le due guerre mondi.ali (J 920- J 948 ca.).


Srnu MENTI DI /1/Cf,I/CA

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MUSEO STORICO DELLA MOTORIZZAZIONE MILITARE Indirizzo: viale dell 'Esercito, 170 - 00143 Roma (Cecchignola) Tele.fono : 06/50 .11.885 Fax: 06/50.11 .885 Posta elettronica : <museotramat@tiscali.it> URL: <http://www.esercito.difesa.it/root/musei/museo_motorizzazione.aps> Modalità di accesso: biblioteca-archivio " Generale Luciano Severini" , chiuso al pubblico al momento ciel censimento; settore espositivo, accesso libero ; videoteca, su appuntamento Orario: settore espositivo, sabato, 9 .00-12.00; videoteca , lunedì-venerdì, 9 .00-1 6.00 Servizi ofjel'ti agli utenti: al momento del censimento non esisteva alcun servizio cli riproduzione sia per il materiale documentario sia per il materiale bibliografico

Censimento: dati al 15 gen naio 2002 I . La storia del Museo Istituito nel 1955, per volere ciel capo del Corpo automobilistico allora in carica, con la denominazione cli Museo storico della motorizzazione, aveva come scopo principale quello di raccogliere e custodire i cimeli e i ricordi che testimoniassero le gesta compiute, in pace e in guerra , dagli appartenenti al servizio automobilistico e al servizio tecnico della motorizzazione . Con d.p.r. 14 febbraio 1957, n. 199, il Museo venne eretto in ente morale, sottoposto alla vigilanza del Ministero della difesa e mutò denominazione in Museo storico della motorizzazione militare. Inoltre, sempre con lo stesso provvedimento, venne approvato anche lo statuto organico dell ' ente dove veniva ribadita, innanzitutto , la sua natura cli "depositario" dei cimeli, documenti e r.icordi sulle gesta e sulle esperienze compiute dagli autieri e dal servizio tecnico della motorizzazione in tempo di pace e in tempo di guerra, e stabil iti i suoi compiti finalizzati ad aumentare, usufruendo di offerte e mediante acquisti, il patrimonio dei cimeli, ricordi e documenti e cli curarne " la esposizione" al pubblico; valorizzare le glorie e le tradizioni dei servizi della motorizzazione in modo che "i cittadìni, e specialmente i giovani, possano trarne incitamento alla loro elevazione morale ed alla loro devozione alla Patria"; far conoscere le "nobili finali tà" del Museo; incoraggiare e promuovere gli studi storici relativi alla motorizzazione, anche eia parte dei civili (art. 2) . Inoltxe , lo statuto stabiliva che il consiglio d ' amministrazione del Museo , per realizzare le finalità istituzionali di quest ' ultimo enunciate nel citato art. 2, doveva tenere rapporti con ì vari enti della motorizzazione; curare la sistemazione dei cimeli; garantire il funzionamento dell'archivio storico e della biblioteca; promuovere studi e conferenze sulla storia della motorizzazione; consentire e disciplinare le visite al Museo eia parte di enti militari e " patriottici", nonché di pr.ivati (art. 5). Le successive modifiche dello statuto approvato nel 1957, non


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IJOLLETTINO L>ISLLARC/1/VJO J>EF.,l,'Ul'F!C/0 STORICO

apportarono variazioni sostanziali relativamente alle funz ioni e ali 'organizzazione del Museo storico della motorizzazione militare92 . Inoltre, per l'attuazione delle norme statutarie e per il coordinamento dell'attività del consiglio d'amministrazione del Museo, il capo del Servizio automobi listico approvò, con lettera del 4 aprile 1972, n. 3448/2 S.A., il regolamento interno dell 'en te che specificò la natura del materiale storico eia raccogliere e conservare, i compiti ciel personale direttivo ed esecutivo e quelli del consiglio d' amministrazione93 . Con d.p.r. 28 giu. 1986, n. 526, la personalità giuridica del Museo storico della motorizzazione militare venne estinta e i beni costituenti il suo patri monio furono devoluti al Ministero della difesa; inoltre, l'ente assunse la fisionomia specifica di ''reparto" della Forza armata (Esercito)94 . Al momento del censimento le strutture del Museo, situato, dal 1991, nei locali della caserma "A rpaia" al la Cecchignola, erano rappresentate dagli uffici della direzione, dalla biblioteca-archivio, intitolata al generale Luciano Severini, dalla videoteca e dal settore espositivo con oltre 400 veicoli che hanno caratterizzato, in Italia, un secolo di motorizzazione militarc95.

2. IL patrimonio docwnentario Presso il Museo è conservata documentazione , di varia natura , relativa alla storia della motorizzazione militare e alle vicende degli autieri in tempo di pace e in tempo cli guerra a partire dalla fine del sec . XIX. Il grado cli disordine della documentazione e l' impossibilità di acquisire informazioni sulla provenienza dei versamenti hanno determinato il livello di sommarietà ciel censimento.

92 Ad esempio, cfr. cl .p.r. 18 nov. 1964. n. 1417, e d.p.r. 18 maJ. 1969, 11 . 276. 93 li regolamento interno approvato nel 1972 subì. nel 1975 e nel 1976, alcune modifiche finalin .ate, soprattutto , a garantire una 111igliore conservazione degl i au toveicoli e una maggiore facilità di accesso al Museo da parte dei visitatori. Cfr. com unicazion i dell 'Ufficio del capo del Servizio automobil istico dell'Esercito ciel 2 dicembre 1975 , 11. 11 297/11, e del 16 mao o 1976, n. 2693/TliReg: 94 Il provvedimento riguardò anche gli altri musei militari dell 'Esercito ad eccezione ciel M useo nazionale dell'Anna cl i artiglieria e cle ll'l stilulo storico e di cu ltura dell'Arma del genio. , 95 Sul Musco, oltre alle precedenti noie 92 -94, cfr. /stilllti di cullum, in «Bollettino dell 'lsliLuLo storico e di cu ltllrn dell' A nna del genio», XXlll ( I 957). 60, p. 4 16; M ARTIR, / musei d 'arma e in particolare .. .ciL., p. 677; Cl~NTRO ITALIANO DI RJCERCHE E D'LNFORMAZIONE SULL'ECONO:VIIA DELLE IMPR[:% PUHBLICl·II; E DI PUllllLJCO INTERESSE, Gli enti pubblici italiani. Anagrafe, legislazione e giurfa1Jrnde11za dal 1861 al 1970, a cura cli A. MOlffARA, Milano, Franco Angeli , 1972 (Studi e documenLi su l settore pubbl ico dell'economia, Collana a cura cli S. LOMBARD1N1-A. MORTAR1\· P. Zl<.:CARDI), p . 974; MUSEO STORICO DEI.LA MCJl\)RIZZ,\Zl()NE :VIILITAl(E. Museo storico della motorizzazione m ili/a• re. Catalogo generale . Roma , C. Cervai, 1987; ivfuseo slorico della 11101orizzazio11e militare, in M11sei 111ili1ari .. .cit., pp. 18-1 9; Museo SIOrico della mOIOri,.zazione, in STATO MAGGIORE DELL.ES[:RCITO, Ur'l'ICIO STORICO, 1vfusei. sacrari .. .cit., pp. 30-31; ARCHIVIO CENTRALE OELLO ST:\TO-EJ\'TE EUR, EUR. Guida degli istituii culturnli, M ilano, L eonardo Arte, 1995, pp. 149- 151; «lasga Difesa», Vll ( 1993), 38, (n. mon .: Mmeo storico della motorizzazione militare), pp. 4-82; COMANDO TRASPORTI E MATERIALI DELL'ESERCITO, /111111agi11i ed evoluzione del Co,po (11/{0mobilistico, HL 1945-1995. Roma, Comando trasporli e materi ali dell 'Esercito, 1995, pp. 276-280; Storia dell' Eserciw italiano ... cit. . p. 709: Al/useo s1orico della 111oto1'izzazione militare, in ,'ltfusei s1orici dell'Esercilo .. .ci t., pp. 46-49; MUSEO STORICO DELLA M(YJ'()RIZZAZl()KE MII.ITARE, Stati/lo organico regoJamenlO, Ro111a, L inotipografia c. Cervai, s.cl.


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SttWMENTI fJ/ RICERCA

Documentazione relativa al Corpo automobilistico è conservata anche presso l'Uffic io storico dello Stato maggiore dell'Eserc ito .

3 . Cenni sulla storia del Corpo automobilistico Le origini del Corpo automobilistico , organo cli supporto all 'attivitù logistica del! 'Esercito, risalgono ad una disposizione del Ministero della guerra che , nel 1903, assegnò alla Brigata ferrovie ri del genio mi litare un nucleo cli militari addetti alla condotta delle automobili a benzina . Nel 1906 tale nucleo venne costituito , all ' interno della stessa Brigata, in Sezione automobil istica distaccata . Con dis posizioni successi ve il serv izio automobi listico fu oggetto cli ulteriori modifiche ed evoluzioni che determineranno la costituzione del Servizio carreggi automobili (1912), del Serv izio trasporti militari ( 1923), ciel Servizio automobilistico militare ( 1926) e la èostituzione , in attuazione de.li a I. 25 clic. 1935, n. 2171, del Corpo automobi listico . Dopo la fine ciel secondo conflitto mondiale , il Corpo automobilistico muta la denominazione in Servi zio automobilistico che, nel 1980, riprenderà il nome di Corpo automobil istico dell 'Esercito 96 .

BIBLIOTECA-ARCHIVIO "GENERALE LUCIANO SEVERINI"9ì Presso la biblioteca-archivio " Generale Luciano Severini" è conservato sia materiale librario (oltre 50 metri lineari , dal sec . XIX) che materiale documentario, entrambi non accessibili all'utenza esterna perché non dotati cli strumenti di consul tazione e ricerca. CORPO A UTOMOBlLISTICO

G ru ppo ( 1932) .

au to mob

Iis t ic o

cl e l I a

C t r e n a i e a , fasce . 8

Istituito nel 19 I 1 come Parco automobilistico inquadrato nella Direzione trasporti e tappe di Tripoli (Corpo d' occupaz ione della Libia), ne l 192 1 div iene Autogruppo della C irenaica , arti colato su tre au tosezioni (Apollonia, Derna e Tobruk) e, ne l 1924. Gruppo automobilistico della Cirenaica.

Dotazioni autoveicoli e norme per la riparazione e per la condotta dei mezzi.

96 Per una prima bi bl iografia sul Corpo automobilistico , cfr. G.C. M OSCONI, li Ser vizio (111/omobilistico mili1are in Somalia, i n «Rivista cli fanteria», TV ( 1937), 6. pp . 929-944; /\. PUGNAMI, Storia della 11wrori~wzione mili1c1re italiana , Torino, Ruggero Tbrtia , L95 I ; E. Vf.RZOLINI. 1903-1943. Quara1110 a1111i di swria degli muieri, Roma, Associ azione nazionale autieri d'Ital i a, 1984; ASS0CIA7.1()Nl: NAZIONALE AUTIERI o'ITALIA, Storia degli (/l//Ìeri, Roma, i\ NA{, 1992 ; COMANDO T RASPORTI E MI\T ERIAl.l l)l:iLL'ESERCITO , Immagini ed evoluzione del Corpo automobilistico, Roma, Comando tra$porci e material i clell'csercito, 1994-1 995, voli. 3; F. D ELL' UoMo-R. Puu ~rn . L'Eserci/o Italiano verso il 2000 .. .cit. , il, Roma, Stato maggiore dell ' Eserc ito , Uffic io storico, 1998 , pp . 437-442. 97 Situata all'interno del pacl iglio11e 131 4-" l\fodaglia d'oro tenente co lon nello A rturo M ercanti" .


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BOLLlf /TJNO IJELL'AKCHJ V/0 /)1,U.° UFFICIO S1'0la co

RACCOLTE E MISCELLAN EE

F o g Ii

cl ' or d i n e , vol. l (1893-1894).

Fogli d'ordine emanati dal Ministero della guerra, Direzione generale d ' artiglieria e genio . L ibre tte

t

e e n i e h e , oltre ml 90 (dalla fine del sec. XIX).

Istruzioni, regolamenti, norme tecniche e manuali. Una raccolta di Iibrette tecniche è conservata anche presso la stanza del consegnatario .

Sehede

te c n ic he 56 ca. (1930- 1950 ca.) .

a utom e zzi

e

me z zi

m i I i t a r i , ml

Le schede, versate al Museo nel 197698 , riportano , per ogni mezzo, dati su: tipologia, targa, numero telaio e numero motore , reparto d'impiego e variazioni. Memori e 1903).

storic he , ml 10 ca. (1951- 1996 ca., con clocc. in copia dal

Memorie storiche, in originale e in copia, di enti e reparti del Servizio automobilistico . S i no s si , oltre ml 10 ( 1923-1 967 ca.). Materiale prodotto per i corsi tenuti presso le scuole m ilitari. M is ce IIa nea r e p a r t i quaderno J ( 1940-1962 e 1980) . M is cel la ne a ( dal sec. XIX).

a u t o m o b i l i s t i c i , voli. 9, fase. 1 e

f o t o g r a f i c a , album 67 e fotografie sciolte 2.600 ca.

Conserva anche fotografie appartenenti al fondo Pavesi Ugo e fotografie prodotte dal Museo nel corso delle sue attivitĂ istituzionali.

< Album > dall'inizio ciel sec. XX , album 67. Documentazione fotografica su: mezzi; equipaggiamenti; guerre coloniali; conflitti mondiali; infrastrutture militari; addestramento; cooperazione con eserciti stranieri; gare sporti ve; cerimonie; mostre; comandanti enti della motorizzazione militare .

< Fotografie sciolte> dalla fine del sec. XIX, 2.600 ca. Documentazione fotografica, in bianco e nero e a colori, su: mezzi; anni; addestramento; conflitti mondiali;

98 Cfr. le!Lern dell'Uffic io del capo de l Servizio autornobilistico del l'Esercito, 18 mar. 1976, n . prol. 3083/11/AO, e leuern del Comando scuole della rnolOrizza:done, Ufficio servizi, 26 mar. 1976. n. proc. 1584/41198.


SrntJMl:.Nfl DI IIIC'l:IICA

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cerimonie; materiali esposti nel M usco ; missioni all 'estero; comandant i enti della motorizzazione mil itare: direttori del Museo : presidenti clell" Associazione nazionale autieri d ' Italia.

A RCHIVI DI PERS01 E

P aves i

Ugo, negativ i 533, lastre 111 e ml 8 ca. ( 19 10- 1937 ca .).

Ugo Pavesi nasce a Novara il 17 luglio 188699 . Nel 1909 si laurea in ingegneria (specializzazione meccanica) presso il Pol itecn ico cl i Tori no e, nello stesso anno , inizia a lavornrc in una o ffi cina au tomobil isti ca dove ha come maestro l' ing . G iovanni Enr ico. noto progcu ista d 'auto che success i vamente ricoprì. dal 1902 al 1906. la carica di direl!ore tecnico della rabbrica automobilistica italiana Torino {FI AT). Dopo un paio d i anni di aJ)prcncl istato, Pavesi si trasferisce a M ilano dove. nel 19 IO, incontra l'ing. Giulio Tolnlli IOO e insieme fondano " La M oto A ratrice·· . società in accomandi ta sem pl ice avente come soci accomandatari Pavesi e 1òlotti e come oggetto d'esercizio la costruzione di macchine e attrezzi agricoli e industriali. In particolare. i due ingegneri fondano una industria. allora nuova in Italia . che porta - grazie all'applicazione ciel motore alla lavornzione ciel terreno - alla creaz ione d i due motoaratric i (il tipo;\ e il tipo B) c he ebbero un immediato successo e r ic.:onoscimento . sia nazionale che internazionale. ottenendo. ad esempio. la medaglia d ' oro dal ;'v[inistcro clell'agricoll urn. industria e commerc io in occasione clel Concorso internazionale cicli' fa posizione di Torino del 1911: la medag lia d'oro assegnata a Novara dall' Assoc iazione propr ietar i e conduttori di fond i , sempre nel 19 11 : il pr imo premio al Concorso internazionale di Par ma nel 191 3: ric-onoscimcn ti e premi in occasione delle esposizioni e concorsi tenutisi a Parigi. Tunisi e Hannovcr nel 191-l. Nel frattempo nella S0cietì1 entrano al tr i soci accomandati c. qu indi . la ragione sociale viene mutata in ·' La M oto A ra tri ce l ngg. Pavesi e To lott i e C.". Il 27 gennaio 19 14, la Società v iene trasformnta eia accomandi ta in anonima. la r agione sociale della Società viene mod i ficata in "La M oto Arat rice Brevetti lngg. Pa,·esi & Tolotti .. ,con sede sempre a Milano (via Oglio. n. 18) e con oggetto <.J'e~ercizio lo sfrullamento dei breve tt i d i proprietà sociale - co nseguiti. o da conseguirsi. da Pavesi e Tolotti e relati vi al le macc hine agricole d i loro invenzio ne deDo minate " moto ara trice" -, la fabbricaz ione e la vend ita di macchine agricole c industrial i. l nollre, si decide un aumento del capitale sociale e ai gerenti Pavc~i e Tolotti viene sostituito un consiglio cramministraLione. costituito da cinque membri e investi to dei più ampi poter i. li I O apri le dello stesso nnno, il consig lio d\u11ministrazione delega a Paves i e a Tololli, cl irellori generali . la trattazione degli affari correnti e di ord inaria amm inistraz ione. compresi gli atti e le operazioni presso gli uffici pubblici e privati. il rilascio di quietanze. i l giro degli assegni e la gestione del personale tecnico e degli operai (determinazione dei loro stipendi e salari). A lle soglie della prima guerra rnoncl ialc. Pavesi e Tolotl i der i vano dai loro modelli cl i motoaratr ice una tra llr ici.: che, nel corso del conflitto, l'Esi.:rci to i1.ll iano decide d i im piegare:, co n successo , sul fro nLe alpino per il traino dell ' artiglieria pesante. Terminata la Grandi.: guerra. Pavesi torna ad occuparsi dei problemi relativi alla rneccauiaazi one agr icola e rea lizza il primo tipo cli trallore a quattro ru ote motrici di grande diametro. Intanto. a part ir..: dall'ottobre 1916, il consiglio d'amministra7ionc: del la Società nomina co me direllorc generale delegato Pavesi e come direuore generale Toloui: ad emmmbi vengono assegnate le funzioni d i direzione tecnica e ammin istrativa della Società. Nel gennaio elci 19 17 v iene deliberato il tra-

99 1l padre d i Ugo Pavesi . Ro meo. era un f unzionario ciel Regno trasferì lo a Novara per svolgere il serv izio d i revi,ore presso la Co1ie de i comi: la madre. Ylaria Princiva ll.!, era in"cce di origin i ,arde e apparteneva a una famiglia di noli e stimali professionisti. IOO Nato a l'.idova . da Luigi e da Maria Grossato.


138

801.1.1:ITINO DEll 'A!ICNI VIO DEL!.' UFFICIO STORICO

sferimento della sede sociale da Milano a Roma; nel feb braio 1918 l a Società ottiene l' ammissione delle sue azioni all a quotazione uffic iale in borsa; e. il 9 dicemb re 19 J9 , l'assemblea degli azionisti della Società delibera i l cam bi amento dell a ragione sociale in " La Motomeccanica Brevetti Ing. Pa vesi'', il trasfer imento della sede sociale da Rom a a Milano (via Oglio, n . 18) e nomina Ugo Pavesi come co nsi gliere delegato, carica che conserverà fino al 1926. Pavesi, sostenulC> dal successo dell a sua trattrice e sfruttandone i ri sultali ottenuti dall'impiego in guerra. reali zza. nel 1920 , un canùon -tratlore a quattro rnote motr ici, clenorni nato Pavesi P4. ei a cui furono deri vati due prototipi: un carro leggero d ' assal to e un carro "anli-rank" che possedevano tutte le caratteristiche del trallore e, quindi , erano mezzi più sempli ci , sicu ri ed efficaci dei carri d 'assal to a c ingoli poiché le quattro grandi ruote motr ici conse JJtivano i l movimento su qualsiasi terreno e a ve locità superiore dei mezzi c ingolati .

I suddetti modelli d i mezzi bli ndati (carro leggero d 'assalto e carro "anti -rank" ) ebbero una pr ima sperimentazione ma non ebbero poj alcun seguito in quanto Pavesi dedicò tutta l a sua energi a per aggiudicarsi il Concorso per l 'allestimento cli un tipo di trattore ad aderenza totale per il tra ino delle artiglierie medie e pesanti , band ito il 3 aprile I 923 dal M inistero della g uerra (Direzione. genera le d'artiglieria). Alla scadenza dei term ini temporal i previsti nel bando ( un unno) sol o '·L a Motomeccanica B revetti l ng . Pavesi" aveva presentato due esemplar i cl i Lrattorc 10 1, realizzati su progetto dcll' ing . Pavesi, costrui ti dalln stessa soci età m ilanese e deri vanti da una trattrice agri col a snodata denominata Pavesi P4 . Le prove dei trattori "Pavesi", svoltesi fra il 27 giugno e i l I O agos to J924, diedero risultati positiv i . Così , la com missione sper irneJJtatr ice - nominata in seno ali 'Eserci to e composta da esponenti dell'auto mobilism o m ilitare e da rappresentanti del Comando d'arti glier ia - propose l' assegnazi one a Pavesi dell ' intero premio messo a disposizione dal M in istero dcll<.1 guerra che, inoltre, dispose di ordinare a " La Motomeccanica Brevetti lng. Paves i" una prima ser ie di 45 trattori . Ta li mezzi vennero, tra il 1925 e il 1926. sottoposti ad ulterior i prove e sperimentazion i presso alcuni reggimenti di artiglieria al fine di pcdcziona li u lteriormente in v i sta d i una commessa stabilita in 1.000 esemplar i . L 'Amministrazione mili tare scelse, però, di affi dare l a realizzazione dei mezzi alla FI ATche dava magg ior garanzie , rispetto alla Società " L a Motomeccanica Brevetti Jng. Pavesi", si a in mer i to alla consegna, in tempi ragionevoli , di una così notevol e e consistente fornitura, sia in meri to al la fornitura dei r icambi. Così , nel 1926, la FU\T, che aveva affidato il compito ali.a Società ligure-piemontese automobili (SPA)l 02 , inizia l a produzione del trattore snodato a quattro ru ote motrici e a vo lta co rretta (denom inato "trattore pesan te ca mpale 26"). ucquista i brevetti Pavcsj , d iv iene concessionaria dei veico li "Pavesi" e, d i conseguenza, si rafforza nel settore dei veicol i pesanti 10 3 _ Conseguenza di q uesta situazione fu anche il trasfer imento di Ugo Puvesi . e dell a sua ra111igli aL04 . eia M il ano a Torino . all o scopo di seguire l a produzione del "P4" presso l a SPA. Ma la creati v ità d·i Pavesi diede impor tanti frutti anche in questo periodo. Infatti , dal 1928 al 1932, Pavesi rea lizza, nel suo ufficio torinese sito in via

'

lOI La FIAJ', ad esempio, aveva chiesto una proroga Hl/a presentazione cli un tipo di tra!Lore ,1telaio rigido. ma non ottenne la dilazione e. quindi, ri nunciò al Concorso. 102 Il controll o della Società ligure-pi emontese automobil i, costit11i1a a Torino nel 1906 con la denomi11azio11e cli Società ligure-piemontese (SPA). era slato assunto dalla FI AT tr a la fi ne del 1924 e l' inizio del 1925. Cfr. /\. MANTEGJ\ZZA, La FIAT e i 1·eicoli i11d11.wia/i 1899-1975. in F11\T. ARCIIIVIO STORICO. L(/ F/AT e i veicoli i 11d11s1riali. ra cura cl i] C. L ussANA-A. MANTE<;AZlA, presen tazione di D. B1<,Azz1, Torino. G.B. Paravia & C. Spa. Scriptoriun-Setrore Università Pavia, 1997 (Qu,,derni dell'Archivio Fli\T, Serie rossa, Studi, 2), pp. 60 e seguenti. !03 ln realtil. l' interessamento della Fl i\T al lavoro di Pavesi e cl i Tolotri era inizialo fin dal 19 l I come è testi moniato dal seguente passaggio del verbale della seduta del comi tato d' amministrazione del 26 giugno 19 1I : ''Il Cav. Agnelli informa( ... ) circa l'acquisto dal!' lng. Pavesi cl i un brevetto per motori a scoppio senza valvole. JI prez. zo cl i compera del brcvclto per l'Italia ven ne fi ssato in L. 5.000, più L. I O per ogni motore di cleuo ~istema clic venisse dalla Fiat fabbric,no. Questo pagamento delle L. 5.000 sarà 1·auo solo quando si sarà ottenuto efficace risul tato delle prove che la Fiat farà a sue spese ed il cui costo sarà rimesso al suo esclusivo giudizio. li Corni Lato ne prende ,,tto". Cfr. I primi q11i11dici anni della FIAT. Verbali dei consigli di lW!ll!Ìl1istra7,io11e. 1899-19/5 , a cura del PROGETIO A RCHI VIO STORICO FtAT. Il. M ilano. Franco Angeli. ]987. p. 394.


STHU,111:NTI DI RICl' HC1\

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Arcivescovado n. 7. nuovi progetti fra cui quello del tra ttore a ruote "Balilla" tipo I O che vide la luce nel 1931 e che fu. alrepoca. il più piccolo tratlore al mondo con i suoi 850 kg di peso e i suni IO HP di potenza. Sono di questo periodo anche le prove di aratura profonda effenuatc con la trattrice agricola P4M e la realizzazione di una vettura ad otto ruote raggru ppate in quattro carrelli da due. Intanto l'assemblea degli azionisti dc "La Mowmeccanica Brevetti lng. Pavesi'', nella seduta del 30 mar1.o 1926. aveva deliberato il cambiamento della denominazione della Società in " L a Ylotorneccanica": LI 16 novembre. sempre del 1926. erano state accenate. dal consiglio d'amministrazione della Società. le dimissioni dalla carica di consigl iere delegato presenta te da Pavesi il quale rim ase con la carica di consigliere e proprietario di 850 azioni societari e. L'ultima traccia trovata del legame tra Ugo Pavesi e la Società che aveva fondato nel primo decennio elci Novecemo. insieme a Giul io Tolotti. ri sale ad una seduw del consiglio d'amministrazione del 3 marzo 193 1 in cui Pavesi appare Lra i presen ti (senza specificarne il ru olo). Sappiamo però che Pavesi ritorna a M ilano nel 1932 dove non solo continua a seguire da vicino le vicende del suo trattore e delle altre sue macchine, ormai note e apprezzate anche a livello internazionale. ma dedica ancora le sue energie alla sperimen tazione e alla progettazione come testimoniato . ad esempio. dal trattore u cingoli "Balilla'· tipo 2° (costruito nel 1933 e p,.11t icolarmcnle indica to per l'uso sui campi di aviazione per lo spostamento dei velivoli) . dal progetto di un cambio automatico per automobili realizzato per una vettura media della rrAT e dal progetto per un variatore idraulico idrostatico: progetti che non riuscì a tradurre in realtà a causa del suo improvv iso decesso che avvenne. a soli 49 anni, il 14 luglio 1935 105 .

Il fondo, non ordinato. è stato versato dai fam igliari dell'ing. Pavesi tra il 1997 e il 1998 . Conserva, soprattutto, documentazione relativa alle società sopra citate ed è composto eia: verbali delle sedute dei consigli d 'amministrazione; documenti ammi ll).I Ugo Pave~i aveva spo,ato. il 2 1 aprile 1921. Maria Rampognino d;,lla quale ebbe due figli : Franco (nel I 922) cd Elena (nel 1924). l05 ''La .vlotomcrcanica'' conobbe. dagli ann i T ren ta fino alln cad uta del regime fasc ista. un i ntenso periodo di sviluppo. A puro 1i1olo esemplificativo, si ricorda l'impanante a1:ionc commerciale che comportò il concentrnm~nto , presso "La M otomeccan ica". del repai10 commerciale di macchine per aria compressa . motori industriali. son<laggi e relati vo macchinario dell a ·'S()Cictà anon ima ital iana l ng. Nicola Romeo & C." (A lfa Romeo). ci rco,tanza che clcterminò. 1'8 gennaio 1934. la mu tazio ne della denominazione soci ale in "Soc. An . La Motomeccanirn gitl Li Moto Aralrice Brevetti lngg. Pavesi & ToloHi. Repa11i macchine indm,triali & ntpprescnta1we A lfa Romeo": ristituziom: cli filiali. uffici staccmi. reparti e depositi a Benga,i. Bologna. Catania. Firenze. Genova. Liuorin. Napoli. Padova , Roma, Saronno . Ti ran a. Torino. T rieste e Tri pol i: l' assunzit)ne dell a rappresentanza esclus iva, nel Regno d' l ia l ia e nelle sue colon ie. dei prodotti del la lngersoll -Rand di New York (compressori d'aria. per foraz ione mecc,111ica e applica1.ioni delraria compressa) e della Deut1.-Humboh di Colonia (motori ad olio pe~ante): l'entrata. tra gli u1.ionisti. dell'btituto per la ricostru1ionc industriale (Sezione ,mobilizzi industriali). Nel cor..o della Repubbl ica d i Salò. la Società venne soc ializz,lla. i n base ;id un dec reto del Ministero dell 'econom ia corporativa del l ' 11 gennaio 1945. Ma durante le gionw1e insu rrezionali dell'apri le 1945. i partigian i 111at1eot1i ni e garibald ini di san nano i l presidio fascista presente all'interno della sede di via Oglio e le macMranze diedero succe,sivamenle corso alle disposi/ioni elci Cornitaio di liberazione nar.ionalc Alta halia. dichiarando des1ituiti tuni gli organi amminis1rativi e d ircui v i soc ietari e proponendo. al Com it ato. la nomi na clell'i ng. Marino Simoncel li quale commissari o della Socie1à: nom ina r.,1i f icata d,11 Co111ando alleato con decreto 7 giu. 1945. n. 56. Tennimno il periodo di gestione ~I.-aordinaria. vennero ricos1i1uiti gli orga ni dircnivi. amministrai ivi e funziona li dcll'nienda mcclianle libere e <lemocraiichc elezioni. Il ritorno alla normaliti1 non segnò . però. la riprc~a effe11iva. dal punto di vis1a commerciale. della S0cicti1 che il 28 marzo 1946 a~sunse la denominazione sociale di "Mowmeccani ca Socic1i1 per a1.ioni.. e fu protagon ista di una crisi crescencc 1,11110 che l'as~cmblea straord inaria degl i a1.ionisti del iberò. nel corso del la seduta del 18 giugno 1962. lo scioglimento della Società med ian1c la messa in liquidazione: liquidazione che fu terminata nel dicembre 1966. Su Ugo Pave,i e ~ullc vicende delJ.1 Socie1à da lui fondala. cfr. t\l. MORASSO. Una grmule 1·i1toria i11d11.11riale iur/ian11. La so/11: io,w del prohle11w d<'lia 1ra:io11e mecrrmic" su q110/i111q11e 1errl'n<1 <' le macchine dl'lla SociN<Ì Pav<'si & 1i,lolfi. in «/vimori ..<.\ero Cicl i e Spnrts» . ( 19 15). 20 -27 lug .. pp . 5- 12: Ancora lo mdottl! a macchina s11 ogni 1erre110. Organi e caratt<'riwic/1e delle 1ra11rici "Pm·esi e Tolo11i". in «Motori Acro Cicl i e Sports». (1915). +II ago .. pp. 14-19: le 11pplica:io11i e le po.uibilità delle 1ì-cmrici <' Artl/rici "Pan•., i e Toloui" . in «Motori Acm Cicl i e Spor1s». ( I 9 15). 19-26 ago .. pp. I 0- 19: Una data swrica della cfri/1à. l.;1Ji1se 111ect·w1ica dell'agricol-


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Ro/.l.f,1TINO m:u,'Ai/CHl\110 DEll' UF!·-U:/0 Sm111c o

nistrativi e contabili; relazioni, promemoria, brevetti, disegni , lucidi e documentazione fotografica sui mezzi; riviste tecniche; materiale pubblicitario. Nucle i del fo ndo Pavesi sono presenti nella già citata Miscellanea fotograj,ca (Corpo automobilistico, Raccolte e miscellanee), nella stanza ciel consegnatario (padiglione 1314-"Meclaglia d'oro tenente colonnello Arturo Mercanti") e nel settore espositivo (padiglione 13 11-"Medaglia d'oro sergente maggiore Angelo Gotti") .

ARCHIVI DIVERSI

La bo rato rio p r o te e n rubb. 39 ( 1879-1963 ca.).

co

di

B o lo g n a , voll. 79, regg. e

Le origini del Laboratorio pirotecnico di Bologna risalgono al 1862 quando . come labora torio dipenden te dalla Direzione d 'artiglieria di Bologna, iniziò a ricevere piccole commesse per l' allesti mento di qualche decina cli migliaia di cartucce ad involucro di carta per fucile a retrocarica (sistema Carcano); lavorazione c he venne intensificata nel 1866 per far fronte all e esigenze della guerra co ntro l'A ustria . Negli anni seguenti lo stabilimento assunse sempre maggiore importanza e vide aumentare gli impianti cli produtione di energia e di rnacc hinario . Nel J 879 venne deliberata l'istituzione, a Bologna, cli una D irezione pirotecnica cl i artiglieria a cu i vennero assegnati i terreni eletti dell'Annunziata, pos ti sulla destra del p iccolo torrente A posa. Conseguentemente la D irezione territoriale ciel genio di Bologna ricevette l ' incarico di allestire un progetto per l' impianto . nella citata locali tà, cli un laboratorio pirotecn ico di ar tigl ieria che, con r.cl . ciel 1° rnarw sempre del 1879, ven ne regolar mente costi tui to con la denomi -

/Ura e le ,'v/010 Ararrici Pavesi e Tolo11i. «Motori Acro Cicli e Sports» . ( [ 9 15) . 22-29 ol t .. pp. 11- 15; fo più bella irovota della guerm . /1 traino meccc111ico s11 ogni rerreno co11 le Tra11rici "Pa vesi e Tolo11i·' . Una iloria ilalilll/(/ , in «Motori Aero Cicli e Sports», (19 15- 19 16). 27 d ic. J9J 5-2 gen. 1916, pr. 42-46; «Mùtori Aero Cicl i e Spons». ( 19 I 5- 19 16), 27 dic. J9 I 5-2 gen. 1916, p. 107; La /Vlo10111eccanica . .l1t!o110grniia . La storia e /'m1ivi1à della S.A. L(/ Moton1ecca11ica. Romo. l stilllto Edit. di monografie illustrative cli aziende, J932; Ugo Pavesi , in «L'auto italiana,,. XVI ( 1935), 20. p. 36: A. CoST.-\:,rnNO, Storia del geniale pio11iere dà veiw/i Jiwristmda Pavesi e delle sue realizz<òoni, in «Fuoristrada» . ( 1974), mag., pp . 38-40; In., S1oria deijìt0ris1r(lc/a Pavesi (pane seconda) . I "f>avesi"a quartro rnole motrici. in «f uoristrad a» . ( 1975), mag., pp. 48 -52: ID., Swria dei Jìwrisrrad(I Pavesi (parre rerw). I "Pavesi " prodolli dalla FIAT, i n «t'uoristrada» . ( 1975), ou., pp. 48 -50; Io., !'Mesi e i suoi.fìwrisrrada, in «ATA» . ( 198 1). mar., pp. 173- 133; / primi qui11dici a1111i della F/;\T. ..Cil. , p. 394: C.F. z ,,MPINI S ALAZAR, 85 anni di (,'l/lllion mifiwri FIAT, ITorinoJ . Stige Editore. 1987 . pp. 37. 48, 52 e 66-67; P. P IG NACCA , R1101(! i11 dit·isa . I veicoli miliwri italiani. 1900-1987, M il ano, Giorgio Editore. 1989, pp. 19, 3 1 e 47-5 1; FIAT 19 15- 1930. \le rbafi dei consigli di (//l/mi11isrrazio11e .1, /915- 1922 , a cura del PROGElTO A RCHIVIO STORICO FJJ~r. M il ano, Fabbri editori , I 99 J. pp. 2526; FIAT 1915- 1930. Verbali dei co11sigli di a111111i11is1razio1,e, Il. 1923- /930. a cu ra del PROGETro ARCHIVIO STORLco F1,,;r, :\1lilano. Fabbri editori, 1991, pp . 796,8 14 , 880-881, 963 e 976-977: A. 1VIANTEG,\ZZA, La FIAT e i veicoli i11d11s1riali ...c il. , pp . 60. 62 e 11. e 63: C. L ussAKA, Un'esperienza aziendale: l'OM di Brescia , in F1xr, ARCHIVIO STORICO , Lii FIAT e i veicoli indusrria/i . . .Ci!.. p. 123; c. PERG HER, Le IIICICChi11e di Pavesi. Le /rallrici, i iratrori, i ri111orcl1i. Tremo. Gruppo model listica trentino cli slllclio e cli ricerca storica. 2002. I noltre. efr. ACS, Ministero delle armi e mu11òo11i , Co111ratti. h. 22. rase. 2030: ASCCM i . Fondo cesswe del Regisrro cessate. fase. 50.J02: ASCCRm , Camera di co111111e1do . i11dus1ria, arrigianmo e agricol/llra di Roma, !Irti e docamenti della Co111era di co111111ercio di Ro111a, 1918. b. 82. «Atti e documen ti [della Camera di commercio e industri a d i Roma]» . (1918), 2 , p. IO e «Al.ti e documenti Jdel la Camera cli commercio e indu,tria d i l{omaJ» . ( 19 18), 3. pp. n -14; ASF, Biografie, semola 12. fase. 2 I: ASF, Mareriale per la co11s11fla~ione, ,Wme.riale su pro duzioni miliwri, Veicoli 111i/i1ari FIAT, b . I , fase. ·'I.a Lra:cione mecca nica (Le trattrici Paves i e Tolotli)". Infine. si ringra1/.ia la di rezione del Museo della motorizzazione mi litare per le informazioni gemilmente concesse il 15 gennaio 2002.


S1'/WMM'TI

141

I>/ IIIC€RC;1

naz.ione di R. Pirotecnico di Bologtia che ottenne. negli anni successivi e fi no al periodo della grande guerra. con~iderevoli commeS!>C di cartucce che determinarono vari ampliamenti degli impianti . Nel 1920. il Laboratorio pirotecnico di Capua (co~tituito nel 1879 ma risaleme all'epoca della dominazione borbonica) venne trasformato in !>ezione distaccata di quello di Bologna che, nel 1923 assunse la denominazione di Pirotecnico R.E. di Bologna: Pirotecnico che. nel 1927 divenne. a sua volta, una sezione staccata ciel Laboratorio pirotecnico di Capua. A ll'i nizio elci 1935. lo stabilimento di Bologna divenne, nt1ov:imen1e. ind ipendente e si assistette ad un arnpliamemo dei suoi impianti. ad un aumento del ~uo pen,onale. della sua produ1ione e l'intensificazione degli studi e delle esperienze: circostanze che permisero al Pirotecnico di Bologna di diventar.: uno dei migl iori stabilimenti d 'arti gl ieria in ltalin come dimostrò nnche nel corso del secondo conflitto mondialeHl6.

Documentazione versata, il 28 novembre 1995, dallo Stabilimento veicoli corazzati di Bologna101_ <Edific io> 1907, vol. I. Piantine. <Personale > 1879-1963 ca ., volt. 78 . rcgg. e rubb. 39. Ordini del giorno, ruoli e matricole. Dall 'analisi delle segnature archivistiche gli enti produttori degli ordini del giorno risultano essere: Laboratorio pirotecnico di Bologna, poi Sezione stazzata arsenale . poi VI Reparto riparazioni auto e poi Direzione Officina mezzi corazzati di Bologna .

STANZA DEL CONSEGNATARJQ108 Presso la stanza del consegnatario del Museo 109 è conservata sia documentazione

I06 Sul Laboralorio pirotecnico di Bologna. cfr. G. 13RA\'I. Ri.1rnldame1110 e 1•e111ila:ic111e delle 11110\'e officine del Laborntor io pirotPc11ico d'artiglieria i11 Bologna . in «Rivista cli .irtiglieria e geni(J», ( 1887) . I, gcn .. pp. 333-38.ì : l o .. !Vscalda111emo e l'e111ilo::)011e delle 1111m·e officine del La/Jormorio pirotrc11ico d 'ortiglieria i11 Bolog11a. in «Ri\'iSta di ar1iglieria e genio». ( 1887) . Il. pp. 238-258: ISPETIOR \TO 1)1:.LLE COS1 RUZIONI l),\RTIGl.11:RI,\. Dati J/aliSlici rijle11e111i /'attÌl'ittì degli Swbili111e111i e l)ire:.ioni di ar1iglieria d11rat11e il periodo bellico. Luglio 1914-ouohre 1918. LRom al . s.e.. 11922 1. pp. 25-26: Gli s1aiJili111et11i rii (ll'tiglir,ri11. in ,,A l ,n.macco del le l 'or7,e armate», ( 1927). pp. 437-447. in particolare pp. 437- 438 e 4-12-443 : Cmll l'ATO PER I.A \ 10 1111.i'l'AZIONE CIV ILE. la SOJT(•glian:.a disd1>li11are sul per.1011ole degli swbili111e111i prod1111ori di 111c11e1ù1le bellico d111w11e la grande guerra (1915-1918). Roma, T ip. Consorzio nazionale, 1930 . p. 121: S1abili111e111i di artiglieria, i n C. Mmn u. Swri(I della artiglieria iralia11a. VIII. D11/ 1870 11/ 1914. S1abili111e111i d 'arrigli<'l'i(I. 1111ijor111i. ordi11a111e1110 dell'Ar111(1. artiglieri scritt0ri (' scriuori di 111a1erie ani;::lieresche. Grafico <lei/e m1sfor111a::.io11i dei reggi111e111i d 'aniglil'ria dal 1870 al /915. Roma. Ri visia d'artiglieria<! genio. 1941. pp. 2165 sgg .. in particolare pp . '.!167-2168 e 2220-2221: // Piro1ec11ico R. F.serci/0 di 80/og11a, in c m ,IITJ\TO l'El( L,\ STORIA DEU.',\ln1G LIER1,\ l'l'J\LIJ\)1;\,Storia de/111 arriglieria it<1/imu1, xv. L'rml11::Jo11e dei rn11c1'11i ,l'impiego. del tiro. defili tecnirn e dei materillli. Roma. B iblioteca d'ar1iglicr ia e genio. 1953. pp. 9)9-941: Swbilimemo miliTore piro1ec11im. in STATO MAGGIORL OELL' Es1:RCITO. U~MCIO STORICO. I.' F.sercito i1alia110 ver.,·o i l 2000 .. ..c il .. p. 456. IO? Lo Stabilimento veicoli coraaati cl i 13o logna mutò la sua denominazione. dopo il 1995 , in Stabi l i mento m:11criali della mo1oriLZazione. Siwaw all'inccrno del padiglione 1314-":Vlcclaglia d'oro tenente colonnello Arturo ~'lcrc,m1i".

I08

IOlJ Il consegnatario ciel t\fosco risponde ddla regolar~ lcnut.i ck:i registri di <:urico e della ordinaria mam1te11Lionc dei materiali. provvede alle cessioni tcmporance di 111a1eri.1l i ordinale dnl direltorc e risponde del la ch i usum dei locali .


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BouJ: ITINO /)ffll 'ARCH/V/0 DEL/_' UFFIC/0

Sro,uco

prodotta dal Museo nello svolgimento delle attività di competenza sia documentazione cli interesse storico versata da enti e reparti militari e eia privati. CORPO AUTOMOBILISTICO R ACCOLTE E MISCELLANEE

Li b rette

te c n i c h e , ml I (dal 1920).

Uso e manutenzione mezzi. Una raccolt.a cli librette tecniche è conservata anche presso la biblioteca-archivio "Generale Luciano Severini" (Corpo automvbilistico, Raccolte e miscellanee).

C a I e n cl a r i

m i I i t a r i , ml l (dagli anni Ottanta del sec. XX).

M i s e e l J a n e a cl o c u m e n t a z i o n e fotografici 3 , ml 2 e fotografie sciolte (dal 1913).

s t o r i c a , vol. l, album

Documentazione su caduti, autoreparti, trasporti, cerirnonie e visite al Museo, quadri di battaglia, copie diari storici militari, libretti matricolari di bordo, dati tecnici e ricordi cli prigionia.

M USEO STORICO DELLA MOTORIZZAZIONE MLLITARE

L'archivio ciel Museo, composto da bb. 37, regg. 8 e ml 1 ca., conserva documentazione dal 1940. Tra i nuclei documentari principali si segnalano i seguenti: amministrazione; contabilità; personale; cerimonie e vis ite; archivio dei mezzi 110; studi. Inoltre, parti dell'archivio del Museo sono stati individuati presso la bibl iotecaarchivio "Generale Luciano Severini" (Corpo automobilistico, Raccolte e miscellanee, Miscellanea fotografica) e nel settore espositivo .

ARCHIVI DI PERSONE

P a v e s i U g o , bb . 2 , album fotog rafici 4, fotografie sciolte 257 e 5 bobine (1920-1937 ca .). La documentazione film ica è costituita eia materiale originale relativo a prove del trattore "Pavesi" eseguiti sul Campo di Lombardore; prove Annstrong Sicldeney

I IO In base all'art. 11 del ci tato Regolame1110 interno ciel Museo, approvato dal capo del Servizio aulon1obi l isrico con lettera del 4 apr. 1972. n. 344812 S.A .. per ogn i mezzo in carico al l'eme deve essere formara una pra tica composta da: verbale cli consegna, libretto cli uso e manutenzione. l ibretco cl i bordo. registro ispezion i dell'au toveicolo. ecc.


143

S/'/WMEN'/'J /JI NJCERCA

Pavesi prototipo; officine e trattore dell 'ing . Ugo Pavesi. Per la consultazione le pellicole sono state riversate su videocassette VHS. Parte del fondo è conservata anche presso la biblioteca-archivio ·'Generale Luciano Sevcrini'. e nel settore espositivo (pad iglione 131 J-·'Medaglia d'oro sergente maggiore Angelo Gotti ") .

VIDEOTECA 111 La videoteca è stata costituita tra il 1991 e il 1992 con finalità didattiche. TI materiale è dotato di un elenco che riporta informazioni sommarie sulle oltre 77 cassette VHS conservate, relative agli anni Ottanta del sec . XX e prodotte soprattutto dallo Stato maggiore dell'Esercito (Ufficio documentazione e attività promozionali, Centro di produzione cincfoto TV). 1 filmati . di cui alcuni in lingua inglese , si riferiscono ai seguenti argomenti e avvenimenti: storia della motorizzazione clell 'Escrcito: storia del Musco; sicurezza stradale: scoria di enti e istituzioni dell'Esercito (accademia, scuole. ecc.); cerimonie e feste militari; ufficial i e autieri : addestramento: operazioni cli ordine pubblico e internazionali (Libano, Forza Paris, Vespri S icilian i, Ai rone, U na Acics. Albatros e Pellicano); conflitti mondiali (pri ma guerra); convegni; raduni associazion i d'arma . BIBL.: ST,\"rO ~IAGGIORE OELL'EsERCIIO. UFFICIO OOCUMEI\T,\ZIONE E ATrJ\'I IA PR0\1QZIONAU . CE1'TRO L>l PROot·,:10NE CINEFOTO TV. Catalogo

cinematogrq{ico. rRornal . Stato maggiore dcll'Eserci10 . Ufficio

D.A .P.. C<!nlro di produLione cinefoto TV, s.cl.

SETTORE ES POSITIVO Si segnala la presenza della seguente documentazione. sia in originale che in copia: P/\D1GLIONE 13 10-"MEDAGLIA D ' ORO TENENTE AUGUSTO ClARPAGLlNI" l"S/\LA

Documentazione relativa a l 2° Reparto riparaz ioni per l'aviazione leggera dell 'Eserci to (calendari militari 3, 1992-1994); Battaglione logistico Cadore (docc. 5, fotografie 12, cartoline mi litari 17, calendari militari 5, disegno I e locandina J. anrn Sessanta-Novanta elc i sec . XX); Battaglione logistico di manovra Centauro

111 Si1ua1a presso la ~ala pol ifunzionale "Co lonncllCl CarlClAm idi " del padiglione 13 J..t-")vleclaj.! lia d'oro tcncnle. colonnello Arturo Jvlen.:an1i".


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BOURITINO OE:ll 'ARCflJVIO Dt.U '/JFFICIO STORICO

(cartoline militari 3 e calendario militare I); Battaglione logistico Trieste (docc. e cartoline militari 8); Battaglione logistico Vittorio Veneto (album fotografici 4 e fotografie 10, anni Settanta-Novanta del sec . XX); Battaglione logistico Pozzuolo del Friuli (fotografie 3, 1976 ott. 10); Battaglione logistico Garibaldi (fotografie 20, anni Novanta del sec . XX); Battaglione logistico granatieri di Sardegna (fotografie 25 e ritagli stampa, anni Novanta del sec. XX); 10° Autogruppo di manovra interforze Salari a (album fotografico l , fotografie 14 e cartoline 4); Operazione di soccorso Friuli 1976 (fotog rafie 3 , 1976); Operazione di o rdine pubblico Vespri S ici liani (fotografie 4, 1992); Operazione internazionale TTALFOR Pellicano (fotografie 10, manifesto 1, cartine militari 2 e calendario militare 1, anni Novanta del sec. XX); granatieri di Sardegna (pezzi 33 ca., tra cuj cartoline e calendari militari, e fotografie 5, an ni Settanta-Novanta del sec. XX ca.); Museo della motorizzazione militare (fotografie 5 , 1975 clic . ca .); norme per ispezione e manutenzione autoveicolo e copia fotografica ciel contratto con la Società Ceirano automobili T01ino per forn itura di una SCAT 25-35 HP (docc. 2, cli cui uno stampa); documentazione fotografica su apparecchio di volo costruito nel 1934 da Massimo Princivalli, resti dell'autocarretta OM 35 sulla quale venne trucidato, dagli abissini , il tenente ciel Corpo automobilistico Augusto Ciarpaglini, medagl ia d'oro al valor militare, Bembeguina, AO, dicembre J935, consegna delle bandiere di combattimento ai battaglioni logistici, Bergamo, 24 ottobre l 976 , autovettura prodotta dalla Società Ceirano automobili Torino , SCAT 25 HP, carrozzer ia Laudaulct Limousine, rad uno del Corpo automobi listico, esercitazioni automezzi vari presso il Pol igono d'artiglieria cli Nettuno, sottufficiali del Genio ferrovieri e del Nucleo macchin isti mi litari addetti a condotta delle automobili con due automobili, Torino, ottobre 1905 e vettura Cacleau mossa da motori a vapore, ideata dal generale Bordino (fotografie 9); stemmi e motti reparti (disegni 4). 2" SALA

Documentazione relativa al Raggruppamento operativo dello Stato maggiore cieli 'Esercito (fotografie 15 e disegni 2 , anni Sessanta-Ottanta del sec. XX); Brigata meccanizzata ·M antova (calendari militari 2, 1992- 1993); Battaglione logistico l'vfantova (cartoline mil itari 4); 8° Battaglione trasporti Casilina- (doc . l e fotografie 7, 1984- 1992); 10° Autogruppo trasporti Appi a (doc. l , fotografie 5, disegno 1 e calendario mil itare 1, anni Ottanta del sec. XX); 11 ° Autogruppo d i manovra Flaminia (fotografie 31 e calendario m ili tare 1, anni Quaranta-Novanta del scc. XX); verbale d ' idoneità alla condotta di autoveicoli in servizi mil itari (J 946); lista ciel personale (civile e mil itare) della 10a Officina riparazioni automobilistiche (1949); documento relativo al cambio ciel drappo della bandiera di guerra ciel Servizio automobilistico ( 1966); Guardia cli fina nza (fotografie J 2 , cartoline mi i itari 2 e calendario militare l); documentazione fotografica relativa a carri armati nel deserto, riconquista del la Libia, gara cli carri armati , Roma , 22 ottobre 1936, carri L sulla Scala Santa, San Polo dei Cavalieri , 1938, capi servizi TRAMAT della RMCE, 1986-1993 , visita di Giovanni Paolo TI alla Scuola trasporti e materiali, 1989, carri


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ST/IUMFN fl DI /1/Ct:J<CA

armati e macchine FIAT, 11 ° Autoparco cli manovra cli Palermo , lavori , cerimonie, Operazione Pellicano (album fotografico l e fotografie 91, 1907- 1916, 1936, 193 8 e anni Settanta-Novanta ciel sec. XX); materiale iconografico (piantine 2, disegni 7, calendari militari 18 e manifesto l, 1809, 1911 e 1981- 1991 ca. In particolare , si segnalano due piantine di Orbetello, 1809; un manifesto pubblicitario del 1911, apposto nell'occasione della g uerra cli L ibia; disegni cli stem mi, fra cui due relativi alla Scuola dei trasporti e materiali e uno relativo al Centro specialisti armamento Esercito; dodici calendari del Centro specialisti armamento Esercito, 1981- 1991). SALL\ "GALLERIA DELLE CARROZZE"

Documentazione fotografica (album fotografici 3 e fotografie 116, 1912-fine anni Novanta ciel sec . XX . ln particolare, si segnalano fotografie relative allo sbarco in Libia, 1912; manovre militari, 1914; parate automobi li , 1917; rivista alla 2" Armata a [Camponogara?], 1918; rivista agl i automobilisti alla presenza del governatore Amelio , Bengasi, Africa; macchine e carri FIAT; conrnndanti ciel Battagl ione logistico della Scuola della motorizzazione , del Battaglione di supporto logistico della Scuola trasporti e materiali e clell' Autogruppo di manovra delle scuole di motorizzazione, 1947-1 994 ca .; collaud i mezzi; ufficiali, anni Settanta-Novanta del sec . XX); documentazione iconografica (disegni 4 , cartoline militari 7 e calendari militari 73, 1809, 191 1 e 1981- 1991 ca.). PADIGLIONE 131 1-"MEDAGLIA D'ORO SERGENTE MAGGIORE ANGELO GOTTI"

Documentazione del fondo Pavesi (docc . 55 e fotografie 223 , 1914-1932 ca. Si segnalano brevetti, materiale pubbl icitario della SocietĂ di Ugo Pavesi e fotografie dei mezzi "Paves.i". Ulteriori nuclei del fondo Pavesi sono conservati presso la biblioteca-archivio "Generale Luciano Severi ni" e presso la stanza del consegnatario del Museo , sita nel padiglione 13 14-"Medaglia d'oro tenente colonnello Arturo Mercanti"); tavole tecniche mezzi vari (tavole 15); documentazione fotografica (fotografie 1O). [2"1 SALA

Tavole tecniche su autoblinde e autocarri (tavole 4) . [UJ;rJMAl SALA

Tavole tecniche su autob linde, carri armati e trattori (tavole 9); documentazione fotografica (fotografie l O. In particolare, si segnalano fotografie su: generale Graziani accompagnalo da] maggiore Tull io Nicolardi, Fezzan, 1929; maggiore Tullio Nicolardi , comandante dell 'Autogruppo della Cirenaica , 1933; veicolo cingo-


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Bm.lEIT/N(} DHt.'ARCillV/0 Otll 'UFFJC/0

Stowco

lato eia neve Alpen Scooter; carri); documentazione iconografica (calendari militari 31). PADIGLIONE 1314-"MEDAGLTA D'ORO TENENTE COLONNELLO ARTURO MERCANTI" [ 1â&#x20AC;˘] SALA

Documentazione relativa agli alpini (docc . 2, fotografie 25 e cartoline 2, 1903, 1943 e 1993 ca .); fogli di congedo illimitato e tavola relati va al la manutenzione generale dell'autotelaio autovetture mocl. 508 C-1100 (clocc. 4, 1919 e 1936-1937); documentazione fotografica su mezzi, soldati, parate, cerimonie, Africa orientale, guerra di Spagna, consegna del labaro al Corpo automobilistico avvenuta a Roma il 16 giugno J 938 ed esecuzione di Ciano avvenuta l' 11 gennaio 1944 (fotografie 74, 19351936, 1938 e 1944 ca.) .

l2"J SALA Nucleo documentario denominato Carte Gug!ie/m.o Aureli composto da un diario giornaliero, compilato da Guglielmo Aureli nel corso della seconda guerra mondiale, relativo agli avvenimenti politici e militari di quegli anni e donato al Museo nel 1966 da Ebe Aureli , sorella di Guglielmo; documentazione varia (reg. 1, fase . I e docc . 21, 1897- 1945 e 1952- 1976 ca. In particolare, si segnalano documenti personali di militari, 1897- 1945 ca; memorie storiche redatte dal 40° Artiglieria da campagna nel corso del la prima guerra mondiale; registro molo ufficiali del Corpo automobilistico; nomina del generale Angelo Pugnani a membro del comitato nazionale per l' ingegneria, I 932; ordine ciel giorno ciel Comando superiore del Corpo automobi listico con cui si annuncia la concessione , da parte del re , dell'onore della bandiera ai reggimenti autieri, 26 agosto 1943); documentazione fotografica (fotografie 6 1, J 935 -1969. ln particolare, si segnalano fotografie su macchine FIAT, Africa orientale italiana nel 1935- 1936, 4° Reggimento autieri cli Verona nel 1936, re d'Italia, autieri, macchine , caserme, officine, lavori e ceri monie nel 1936- 1966, generale Mario Nasi, primo capo ciel Coq)o automob ilistico dal 1935 )ti J 942, Trieste nel 1954, generale Giuseppe Papi , primo direttore del Museo della motorizzazione dal 1957 al 1969); documentazione iconografica (cartine 5, schizzi 2 e cartoline militar.i 10 ca. Si segnala uno schizzo di manovra militare in Africa settentrionale , compilato dagli inglesi, 1940; uno schizzo e cartine relative allo schema di organizzazione di itinerari nella seconda guerra mondiale). SALA POLIF UNZIONALE "COLONELLO CARLO AMIDET"

Documentazione fotografica (fotografie 44 , 1916- 1918, 1936, 1939- 1941 e 19901993. In particolare, si segnalano fotografie su autieri in AIbania nel 1916- l 94 J e nel 1990-1 993 , autieri in Somalia nel 1936 e 1993); disegni relativi a stemmi araldici di enti e reparti del Corpo automobilistico (disegni 18).


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S1'RUM E:NTI 01 1//CF.IICA

[ULTlMAJ SALA Nucleo documentario denominato Collezione Stefano Alhertario composto da documenti e cimeli relativi all'Esercito della Germania imperiale specie durante la prima g uerra mondiale , fra cui libretti di identitĂ di ufficiali tedeschi, cliplom.i, materiale fotografico su soldati tedeschi e cittĂ distrutte dai bombardamenti (album fotografi ci 77, docc . 52 e fotografie 46 ca., fine sec. XTX- 1915 ca. Materiale clonato nel 2001 da Marco Torell i, proveniente dalla collezione Torelli e, soprattutto, dalla collezione Albertario) . PADIGLIONE 1321 -"MEDAGLIA D ' ORO SOTTOTENENTE ENRICO GTACHlNO" Fotografie, disegni e cartoline militari.


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BOLl/:,ìTINO DELl 'AIIClll\!/0 DélL'UFFICIO STOI/ICO

Appendice 1 Gli istituti di conservazione dell'Arma dei carabinieri

1\tIUSEO STORICO DELL' AR1VIA DEI CARABINIERI indirizzo: piazza del Risorgimento, 46 - 00192 Roma ~anche via Cola di Rienzo , 294 - 00192 Roma Telefono: 06/68 .96 .696 Fax: 06/68 .96.696 Posta elettronica: <cgrnuseocte@carabinieri>, <cgrnuseod ir@carabinieri> URL: <http ://www.carabin ieri.it/Tnternet/Arrna/Ieri/MuseoStorico>; si veda anche, <http://www.carabinieri.it/Internet/Cittadino/Serviz i/B ibl ioteca/> Modalità di accesso: archivio fotografico, archivio storico e bibl ioteca, previa autorizzazione cd appuntamento da parte del direttore del Museo; settore espositivo , accesso libero Orario: archiv io fotografico, archivio storico e biblioteca , lunedì-venerdì, 8 .3013 .00 , sabato, 8 .30-12.00; settore espos itivo, martedì-domenica, 8 .30-12.30 Servizi offerti agli utenti: al momento del cens imento non esisteva alcun serv izio di ri produzione e di prestito Censimento: dati al maggio 200 l

J . La storia del Museo L'idea cli u n museo storico dell 'Arma dei carab inieri risale ai primi anni ciel Novecento come testimon iato da uno studio del cap itano dei carabinieri Vittorio Gorini, scritto nel 1904 e pu bbl icato , nel 1908 , nella «R ivista mi litare ital iana». Nel dicembre 1920, il comandante generale dell'Arma , Carlo Petitti di Roreto, sp into e sollecitato anche dagli episodi cli valore che avevano visto come protagonista l'Arma per corso del primo confl itto mondiale, diede le prime disposizioni concrete affinché fosse iniziata l'opera cli formaz ione di un museo storico dell'Arma tramite la raccolta cli tutti i documenti e i ricord i storici che potessero testimoniare la storia dei carabinieri ; documenti e ricord i da sistemarsi nell a caserma "Vittorio Emanuele II" cli Ro ma, sede della Legione allievi carabinieri. Inoltre, con lo stesso provvedime nto ve nne decisa l'istituzione, sempre presso la Legione , di una apposita commi ss ione con l'incarico cli favorire l'acquisizione e la "classificazione" del materiale storico' 12. Con r.d . 3 clic . 1925, n. 2495, venne istituito ufficia lmente, ed eretto in ente morale, il Museo storico dell'Arma dei carabinieri reali. Contestualmente a tale riconosci-

112 Cfr. lettera ciel Comando generale cic li' i\nna elc i carabi nieri rea li. Ufficio pri mo. a tlllti i comand i cl i legio ne e . per conoscenza, al genera le cli d ivisione, comandante i n 2", al generale di brigata ac.lcletto e a tutti i comandi cl i gruppo, 7 dic. 1920, n . prot. 7222/2, avente come oggetto "Museo storico dell 'Arm a dei Carabi nieri Real i" . i n AUSCGAC. fase. 4 I 9.1 2


STtWMt.N'l'I 01 RICUI CA

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mento giuridico venne anche approvato lo statuto organico dell'ente che ribadì la dipendenza del Museo dal Ministero della guerra e , per esso, dal Comando generale dell ' Arma (art. I ); individuò come scopo principale del Museo "quello di custodire degnamente i cimeli, ] 'archivio storico , la biblioteca, nonché tutti i ricordi dell'Anna relativi all'azione da essa svolta sia in pace che in guerra, e cli proseguire ne lla raccolta cli detti ci me li e ricordi in modo da perpetuare le glorie e le tradizioni del l'Arma stessa" (art. 2); stabilì la composizione, i compiti e le norme cli funzionamento del consiglio direttivo , organo cli direzione e amministrazione dell'ente (artt. 5-11 e 13). Tn particolare, al consiglio direttivo venivano assegnati i seguenti compiti: provvedere alla conservazione di tutti i material i d i proprietà del Museo e anche di quelli in deposito - , curandone l'esposizione a scopo cli studio e d i propaganda; provvedere alla ricerca , raccolta e all'ordinamento dei materiali , cimeli e documenti che riguardavano la cronistoria dei vari reparti ciel!' A rma, gli atti cli valore individuale compiuti da.i singoli carabinieri e di tutto ciò che poteva servire a far risaltare l'azione dell'Arma in occasione di pubbliche calamità, nei servizi a tutela dell'ordine e della sicurezza pubbl ica e nella lotta contro la delinquenza; mantenere i rapporti fra il M useo, le legioni, i militari cieli' Arma in congedo e le loro famiglie, le società dei carabinieri in congedo e tutte le altre associazion i o enti dai quali fosse possibi le avere notizie s ulla storia del] ' Arma; promuovere stud i e conferenze sulla storia dell'Arma, curando anche la pubblicazione dei lavor.i riconosciuti "più degni" ; incrementare la biblioteca del Museo soprattutto con opere relative alla storia cicli' Arma (art. 6). In applicazione dell 'art. 14 del c itato statuto organico, il Comando generale cieli' Arma dei carabinieri reali approvò, il 1O marzo J927, il regolamento interno del Muse<>, avente come oggetto il funzionamento ciel consiglio direttivo e le procedure da seguire per l'ammini strazione dell'ente . Inoltre, nel regolamento si stabili rono, per i reparti dei carabinieri ma anche per i "civili" ("pubblico"), le modalità per visitare .il Museo (art. 21) e per consultare i documenti, libri e manoscritti (art. 22) . Le successive modi fiche apportate sia allo statuto s ia al regolamento interno del Museo (r.d. 22 ago. 1930, n. 1322; r.d. 27 clic. 1937, n . 2436; r.d. 2 dic. 1941, n. 1594; foglio d 'ordin i ciel Comando generale dell 'Arma dell'll set. 1942, n . 26), determinarono pochi cambiamenti sostanziali nell ' ambito dei compiti e dell'organizzazione dell'ente. Tra le novità p iù rilevanti si ricordano l ' istituzione dell'ufficio di presidenza - abolito nel 194 1 - a cui venne affidata la direzione del Museo e la creazione della figura del vice presidente; la costituzione, accanto ali 'archivio storico e alla bibl ioteca, dell'archivio fotografico; l' accentuarsi della natura del Museo quale "depositario privilegiato dei cimeli , documenti e ricordi" che testimoniassero l'azione cieli' Arma e della finalità "spirituale" cli tale materiale da cui i giovani carabinieri dovevano trarre "ammaestramento per la loro elevazione morale" (artt. 2-3 del r.cl. 2 c.iic. 1941, n. 1594) . Nel frattempo, nel dicembre 1927, era iniziato il trasferimento del materiale ciel Museo, specie dei cimeli, dalla caserma della Legione allievi carabinieri all' attuale sede cli piazza del Risorgimento, già utilizzata per la Scuola allievi ufficiali dei carabinieri e che verrà poi inaugurata uffic ial mente come sede dell 'ente il 6 gi ugno


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fJOLLC77'/NO OELL'AR0//\'/0 OELL 'Uf-'FtCtO STON!CO

1937. Inoltre, l'istituto aveva 1111Z1ato a pubblicare, a partire dall 'aprile 1932, il «Bollettino notiziario del Musco storico ciel!' Arma dei carabinieri», strumento di divulgazione delle vicende storiche dell' Arma e di informazione sull'attività clell'entell3; a tenere, dall'aprile 1933, cicl i cli conferenze; a pubblicare·, dal 1934, una serie cli opere storiche sull'Arma, dando avvio alla sua attività ed itoriale. Durante l'occupazione tedesca di Roma, il l'vluseo ri uscì a rimanere nella Capitale grazie all'opera ciel personale e del generale di divisione Giuseppe Boella, direttore dell'istituto. Infatti , dopo il trasferimento al nord di ministeri e uffici , nel maggio 1944 un generale della Gmu·dia nazionale repubblica comunicò al generale Boella d i avere avuto l'incarico dal ministro Ricci cli studiare come trasferire il Museo a Brescia dato che l'istituenda Guardia repubblicana riteneva cli essere la sostituta ciel Comando generale dell'Arma dei carabinieri nella fu nzione di tutela ciel Museo . A tale progetto si oppose Boella che eccepì ogni possibile pretesto e sottolineò ragioni cli difficoltà materiale. Le cose ri masero sospese e ferme fino a che la situazione venne risolta dalla liberazione di Roma. Così il Museo poté essere salvato nella sua integrità e l' unica perdita fu rappresentata da alcune centinaia di copie dei diari storici dei reparti mobilitati dell'Arma nel corso del secondo conflitto moncliale 11 4, avuti a suo tempo dal Comando generale cieli ' Arma per la conservazione presso l 'archivio storico del Museo . Tali diari, che erano ancora custoditi in un locale della caserma sede della Legione allievi carabinieri di Roma, avuto dal Museo come deposito perché la sede cli piazza ciel Risorgimento non aveva spazio, andarono distrutti nei giorni cieli' occupazione del la suddetta caserma da parte dei tedeschi (ottobre 1943- I 944). Al termine della seconda guerra mondiale, venne nominato, con un d.lgJgt. ciel 5 apr. 1945 , un commissario straordinario e venne deciso cli affidare tale incarico al generale Boella. Con c!JgJgt. ciel 21 ago. 1945 tale nomina venne revocata e, con successivo decreto ciel Ministero della g uerra 1O nov. 1945, n. 207, venne ricostituito il consiglio amministrativo, presieduto sempre dal generale Boella; consiglio che entrò in funzione dal 6 dicembre 1945. Successivamente, con d.p.r. 20 set. 1955 , n. lJ44, oltre alla modifica della denominazione dell'istituto .in Museo storico dell ' Arma dei carabinieri, venne stabilita la sua dipendenza, per tramite ciel comando generale dell ' Arma, dal Ministero della d ifesa (Servizi per l'Esercito) e venne approvato un nuovo statuto. Inoltre, si riconfermarono i tradizionali compiti e servizi del Museo. Nel dicembre 1997, il Comando generale dell'Arma dichiarò che, a decorrere dal I 0 gennaio 1998, la personalifa g iuridica del Museo storico dell'Arma dei carabinieri era eia considerarsi estinta , in analogia con guanto disposto dal d.p.r. 28 giu. I 986,

113 La pubbl icaz ione del «Bollellino notiziario del ìvluseo storico del l' Anna dei carabinieri,, venne interrotta nel gi ugno 1943, ripresa con il n. 27 ciel 20 dicembre 1947 e nuovamente, e clcfin itivamente, interrotta, nel 1975. 114 Si ricorda che per disposizioni regolamentari gli ori ginali dei diari storici dei reparci mobil itati di tulle le armi e le special itì, dell'Esercito, fra cr.. l 'Arma elci carabinieri , dovevano essere versate all'U fficio storico dello Stato maggiore dell ' Esercito .


S'fKUME/'t/'I Ot !//CERCA

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n. 526 , che aveva estinto la personali tà giuridica cli alcuni musei militari dell'Esercito. Di conseguenza il Museo acquisì la fisionomia di reparto , venne inquadrato nel Comando generale cieli' Arma dei carabinieri e sottoposto alle dirette dipendenze del v.ice comandante generale e i beni che ne costituivano il patrimonio vennero devoluti al c itato Comando generale. Ed ancora, con l'estinzione della natura cli ente morale si dichiararono , nell ' aprile 1998, decaduti lo statuto e regolamento interno del 1942, già modificato nel 1962. Attualmente il Museo storico è inquadrato nel Comando generale dcll' Arma, alle dirette dipendenze del vice comandante generale, ed è composto, oltre che dal settore espositivo e dal sacrario dei caduti, da una sala multivisione , dal!' archivio fotografico, dall'archiv io storico e dalla biblioteea 115.

115 Sul M useo, oltre alle indicazion i forn ite nelle precedenti note I 12- 113. cfr. V. GORINI, Per w 1 M11seo s1orico dell 'Arma dei corabi11ieri reali , estratto da «Riv ista mil itare ital iana» . .LLI (1908) . 8, pp. 3-22; Museo m ilitare . in E11cic/opedia m ilitare , V. cit., p. 404; F.M. PAG,,No. \lerso n11ovi orizzonti 11ella .fi111zione educ(l{iva dei 1ws1ri musei m ilirari , in «Rivista dei cm·abi ni eri rea li», Il ( l 935). 2 . pp. 232-240; ID .. La rico11osce11za 11a:io11ale . Il Mo1111memo al rnrailiniere . La bandiero alle sta:,ioni.11 Museo s10rico, in «Ri vista dei carabinieri real i», lii ( 1936). 3. pp. 100-1 02; ID ., L'i11aug111·aziolle della nuova sede del Museo storico dei CC .RR. 11el 123° annuale del/a.fo11da:.ionf' del/'A m,a , i n «Rivista dei carabi 11ieri real i» . l V ( I 937), 3, pp. I 7-24; li Museo storico dei Carabi11ieri reali. Album ricordo, Roma. Edizion i d'arte di V.E. Boeri . 1939; V. SEc1-11 , Il Museo storico dell'Arma dei carabinieri reali. in «Nazione mil itare,, . XlV ( 1939), 4 . pp. 297-302 ; [F. IM . P,,GANO, Funzione storica e Fila spiriwale del nos/ro 1Wuseo, in <<Rivista dei carabinieri real i», Vlll ( 1941). I . pp. 25-32; 1D.. F1m zio11e storica e viw spiriruale del 11os1ro /Vluseo, i n «Rivista dei carabi nieri real i», Vlll ( 194 I), 2 . pp. 85-94; 1vl,, RTIR, I 11111.l'ei d'arma e i11 particola · re . .. cit.. pp. 675-676; MUSEO STORJCO DELL'ARMA DEI CARABIN'IERI, Stotlllo ()l~~w1ico, Rl'golame11to illlerno . Con cenni storici s ul Museo . Decreri e 11otizie varie. l '' ris1ainpa de/l'edizione 1942 con le aggi11me e varia11ti al regolame1110 approvate dal Comando ge,nemle deli 'Arma in dora J I mtobre / 962 . a cura della D 1RE7.IO:-<E l)ELL'JSTITUTO. Rorna. Museo storico dell'Arma dei carab inieri. 1962; CiiNTRO ITALIA'.'<0 DI RJCERCHE E D'INFORMAZIONE SULl.0ECONOMIA DELLE IMPRESE PUllllLIC:HJ, E DI l'U8BLICO INTERESSE, Gli enti pubblici i1(1/ia11i . ..Ci i.. p. 975: M. FURESI, Una visi/a al Museo s1orico dei carabinieri . Da 163 on11i i11 linea. in «L 'Osservatore della domenica», XLJIT ( 1976). 29. pp. 24-25; A . ROSEO, Il primo cinquante11ario del Museo storico dell'Arma , i n «TI carabi niere», XXIX ( 1976) . l , pp. 40-45: B. SARTI ,// Museo s1orico dell 'Arma ha compi11to ci11qucmta anni di vita. in «Le fiam me d'argento» . XXJ ( l 976). 4. pp. 11-1 2 ; M .B. GUERRIERI, Il Museo storico dell'Arma de.i carabinieri . in «Quadrame», Xll (1977), l . pp. 3 J-35: Tra. noi in silen:.io. Roma, Museo storico del 'Armo dei carabinieri, testi a cura di F. StMO, Roma. Santo Pietro , 1980 (Collana d' arte e cu ltura); Il Museo storico detr1\r111(1 dei carabinieri, Roma , Comando generale del l 'Anna dei carabinieri . 1985; Museo storico dell"Arma dei carabinieri , in Musei militari ... cit.. pp. 12- 1:ì; Museo storico del 'Arma dei carabinieri , i n STATO MAGGIORE l)ELL. ESERCITO, Ur:r:1c10 STORICO, Musei. sacrari . .Cil.. pp. 14- 15; tvl. PUCCIARELU . Nei secoli.fedele . Un viaggio nel Museo srorico detrAmw dei carabinieri, Roma, Ente edi tori ale per l 'Arma dei carabi nieri, 199 1: Museo storico del/ 'A nnc1 dei carabinieri , [Ronrnl , Comando generale dell'Arma dei carabi nieri . 199 1: Guida al t'vfuseo slorico dell 'Arma. Roma. Eme editoriale per J" Arrna dei carabinieri . 1995; P. PosSE1'TI , La macchino del tempo , in «Nuova Pol izia». ( 1996), 5. pp. 40-41; A . ROCCA. li complean110 dr.'i 1vfuseo storico, in «li carabiniere», UH (2000), 12, p. 53; F. C.-"RBONE', 7i·a legge11dC1 e realuì: le.fonti per la srorio custodite dr,1/'Arma dei Cambiuieri . in «Elite e Storia» .. IV (2004), I . pp. 145-149; I n., Materiali per 1111ll storia dell'A r111ll dei Cambinieri : Il M11seo Storico . l'Ufficio Storico del Co111ando Generale e la 1101wmiva per la conserva:ione dei docu111e111i srorici, in «Bollettino delr Archivio dcli' Ufficio Storico» . IV (2004) . 7-8, pp. 7- I O: U. RoccA. // Museo storico dell'An11a dei carabinieri i11 d11e secoli di s1oria. !?ij7essio11e sul ruolo dei musei 111ili/(/ri e problematiche connesse, in MINISTERO DELLA DIFESA, CO.vlMISSIOKE ITALI ANA 1)1 STORIA MILITARE.Archivi. biblio1eche. 111usei 111ilirari. I.o suuo a /tua/e, le funzioni sociali. gli sviluppi. Acla del Convegno di swdi te1w10 a Roma il 19 e 20 011obre 2005 presso il Co111ando generale della Guardia di .fì11anw . a cura cli G . GIANNONE. Roma, Commissione i tali ana cli storia militare, 2006, pp. 168-170: F. CARB01'E-N. D1V1TTORIO. /I Museo storico dell'Ar111a dei carabinieri, in «Journal of lhe EPi\». (2006) . January, pp. 37-40. disponibile anche alr URL <http:/lwww.europeanpol ice .nelfj ournal.ht111J> (aggiornato al 28 '1g<.>SLO 2006); MUSEO STORICO DEI CARA BINIERI REALI, Il Museo sto -


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801.U,Tl"/NO

l>F:J.J.'AJICl/1\IJO DELL ' Ut-F!C/0 STO/I/CO

2. li patrimonio documentario

li Museo conserva materiale documentario, soprattutto di natura tecnico-operativa, cli varia tipologia (archivistica, fotografica e iconografica), relativa alla storia dell'Arma dei carabinieri, alla sua partecipazione a fatti cl 'armi (dalle guerre risorgimentali fino ai due conflitti rnondiali) , alla sua attività come polizia militare, politica e giudiziaria e in servizi speciali compiuti in Italia e al l'estero. Si ricorda che documentazione prodotta dal!' Arma dei carab in ieri è conservata presso l'Ufficio storico del Comando generale dell'Arma dei carabinieri , l' Ufficio storico dello Stato maggiore dell'Esercito e l' Archivio centrale dello Stato.

3. Cenni sulla storia dell'Arma dei carabinieri Fin dalla sua istituzione, avvenuta con regie patenti di Vittorio Emanuele l ciel 13 l ug . 1814, l'Arma dei carabinieri - allora denominata Corpo dei carabin ieri reali vide riconosc iute sia la prerogativa cli essere il primo corpo cieli' Armata sarda s ia la natura cl i forza militare avente come compiti quelli di provvedere alla sicurezza e all'ordine pubblico, ai servi zi di informazione e cli polizia militare , e, in tempo cli guerra, di concorrere con le altre truppe alle operazioni militari. Successivamente si ebbero importanti modifiche organizzative a seguito del completamento dell'unità nazionale, dell'espansione d'oltre mare e delle accresci ute esigenze ciel servizio d'istituto (incremento di reparti , istituzione cli scuole, formazione di servizi e organi speciali). In particolare, per quanto concerne la struttura cli comando ciel Corpo - che assumerà nel 1861 la denominazione di Arma dei carabinieri reali - , al Comando supremo del Corpo dei carabinieri reali, istituito con le citate dispos izioni del 1814, seguiranno, nel tempo l' Ispezione generale ciel Corpo dei carabin ieri reali (1822-1831); il Comando generale del Corpo dei carabinieri real i ( 183 J- 1861 ); il Comitato cieli' Arma dei carabinieri reali (1 861-1882); e il Comando generale dell 'Arma (dal 1882). Anche l'organizzazione e la ripartizio ne territoriale è caratterizzata eia molte trasformazioni: così , le divisioni territoriali - ciascuna composta eia tre o quattro compagnie, ancora articolate in luogotenenza e stazioni -, furono , via via , sostituite dalle legioni territorial i e da una legione allievi (186 1); dai comandi cl i gruppo cli legioni (1919); dagli ispettorati di zona (1926) ; ,falle bri gate e dai oomancli cli divisione (1936); dai reggimenti carabinieri (1963) . Nell'ambi to della struttura scolastica ricord iamo l'istituzione, nel 1822, del Deposito cli reclutamento sostitu ito , nel 1861, dalla 14a Legione all iev i, di stanza a

rico dei carabinieri reali. Alb11111 ricordo, Roma, [M useo slorico dei carabi nieri reali], s .d .: lvlmeo s10rico del/Am1a dei cara/Ji11ieri , in M11sei s1orici dell'EserciJO .. .cii., pp. 8- 11 . Inoltre. cfr. ìl «Bollettino notiz iario cie l Museo storico dell' Anna dei carab inieri» . pubbl icato da l 1932 al 1975. rnrine. d r. ACS , Archivi fascis1i. Segreleria parlicolare del duce, Car/eggio ordi11ario , 1922-1943, b. 307 . fase . 100.380; ACS , Ministero della difesa-Eserciw, Direzio11e ge11erale personale civile e af.ft1ri generali. Ufficio del direi/ore ge11erale ( 1912-/966). b. 4: AUSCGAC, fasce. 4.58, I 04.9 , 243 Il. 279.12, 336.3. 336.5, 395 .16. 419. 12, 7 16 .4. I02 1.8. J096.2. 1100.3. 1298. 1, 1441.2, 1676.3. 1766. 1. 1774.18, 1774.21,2 11 2.5c2 J22.6.


STIIUMl:NTI l)J 1/fCt:iiCA

153

Torino e incaricata di provvedere al reclutamento dei giovani aspirati all'arruolamento; la modifica, nel 1867, della denominazione della 14" Legione allievi in Legione allievi carabinieri con sede, a partire dal I 885, a Roma. Dopo un breve periodo di scioglimento (ottobre 1943-settembre 1944) la Legione alliev i carabinieri sarà ripristinata e affiancata, dal maggio 1951 , dalla Legione allievi carabinieri ricostituita a Torino: nel l 971 entrambe le legioni assumeranno la clenominaz.ione cli Scuole alliev i carabinieri. Per quanto attiene al settore formativo, ricordiamo, nel 1920, l'istituzione a Firenze della Scuola allievi sottufficiali dei carabinieri reali a cui si assegnò il compito , prima attribuito alle legioni , di abilitare gli appuntanti e i carabinieri alla promozione a vice-brigadiere. La Scuola assumerà, nel 1928, la denominazione di Scuola centrale carabinieri reali e , ne l 1951, quella di Scuola sottufficiali dei carabinieri con sede a Roma. Allo scopo di completare e aggiornare la cultura e preparazione degli ufficiali venne , invece, istituita a Roma la Scuola ufficial i carabinieri (1951) che nel I963 muterà il nome in Scuola di applicazione dei carabinieri. Per quanto concerne l'organizzazione speciale cieli' Arma ricordiamo il Comando carabinieri guardie del presidente della Repubblica che trova le sue origini nelle Guardie ciel corpo istituite fi n dal 1560 dal duca Emanuele Filiberto come sua scorta personale; il Comando carabinieri per la Marina che deriva dal nucleo carabinieri istituito nel 1879 per il serv izio interno degli arsenali; il Comando carabinieri per l'Aeronautica formato nel 1925 al fine cli garantire la sicurezza delle infrastrutture. Inoltre , tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento inizia la creazione della struttura di sostegno composta, ad esempio, dal servizio aereo, dal servizio nava1e e dai sommozzatori. A seguito della l. 31 mar. 2000, n. 78, e dei suoi decreti cli attuazione ciel 5 ottobre dello stesso anno 116, l'Arma dei carabinieri è stata collocata autonomamente nell'ambito ciel Ministero della difesa con il rango di Forza armata, restando, però, alle dipendenze funzionali del Ministero dell'interno per quanto attiene ai compiti cli tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e alle dipendenze , e sotto la direzione, dell 'autorità giudiziaria per quanto concerne l'esercizio delle funzioni di poli zia giudiziaria. Inoltre , il suo nuovo ordinamento prevede il Comando generale, organo cli direzione, coordinamento e controllo di tutte le attività istituzionali ; una organizzazione aclclestrativa per la formazione, aggiornamento e specializzazione del personale dell'Arma con al vertice il Comando delle scuole dell 'Arma da cui dipendono la Scuola ufficiali cli Roma, la Scuola marescialli e brigadieri di Firenze e la Brigata scuole appuntati e brigadieri di Benevento (affiancate anche da centri per la forma-

116 Cfr. I. 31 mar. 2000, 11. 78 , Deleg(I al Governo i1111u11eria di riordiiw del/' Arma dei carabinieri. del COJpo j()resrale dello Simo, del Corpo della Guardia di ji11w1zo e della Polizia di Sraro. Norme in materia di coordi11ame1110 delle Forze di polizia; d .lg . 5 ott. 2000, n. 297, Norme in materia di riordino dell'!\mw dei carabi11ieri, o norma dell'articolo I della legge 31 marzo 2000, n. 78 ; cl .lg. 5 ott. 2000, 11. 298, Riordino del recluramento, dello srato giuridico e dell'arn11u 111wn10 degli ufficiali dell'Arma dei carabinieri. a 1wr111<1 dell'al'licolo I della legge 31 marzo 2000. 11. 78.


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80U.fi7TINO DD.l;A tlCHl\110 OF.l.L' UFFICIO STORICO

z.ione degli specialisti); una organizzazione territoriale, che rappresenta il fulcro del l'attività d'istituto, strutturata su 5 comandi interregionali , 19 comandi di regione , 102 comandi provinciali, 17 comandi d i reparto territoriale, 535 comandi di gruppo o compagnia , 29 tenenze, 4.645 stazioni, a cui si devono aggiungere le unità di supporto operativo quali quelle degli elicotteristi, cinofile, subacquee e navali; una organizzazione mobile e speciale, ad integrazione, a sostegno e in collaborazione con l'organizzazione territoriale (ad esempio, per l'assolvimento dei compiti militari dell'Arma, per il concorso alle operazioni cli protezione civile, per la tutela del patrimon io artistico , dell'ambiente, del lavoro, della salute pubblica e per la repressione del falso nummario e delle frodi agroalimentari); e una serie cli reparti costi tuiti, per esigenze speciali , presso organismi , comand i e enti vari per l'espletamento di specifiche attività (ad esempio, il Reggime nto corazzieri , cui sono affidati i compiti cli scorta e guardia d'onore al capo delle Stato , il comandi carabinieri presso gli organi costituzionali e i reparti e gli uffici operanti ne.i comandi e negli organismi internazionali in Italia e all'estero) 117.

117 Per la storia ed evo luzione dell'Arma dei carabi nieri cfr. Sulf'orga11izzazione del Corpo di RR. Camhù1ieri . Studio del tenente Enrico Caretta, com,nultmte dell'Anna del Circondario di Clusone, Rom,1-Firenze, Ti pografia Bencini, 1874; CO.vlA:-1 00 GENERALE DEU .'ARMA DEI CARAB INIERI REAL.I . Delle vicende dell'Arma dei carabinieri reali in un secolo dalla .fondazione del Corpo ( 13 luglio 1814), con documenti , a cura di R. DEKlCOTTI. Roma, Ti pografia dell'U nione editrice, 19 14; G . Musu, La Benemerita , Roma , L'Ed itoriale, 1923; C . AGOSTIKl.iCCI, L'Arma dei Carabinieri Reali, i n «Almanacco delle Forze annate», ( 1927), pp. 173- 198; G. PURI.ANI, L'Arma dei carabinieri reali nelle sue tradizioni e nella sua glori(1, in «A lmanacco delle Forze armate». (1 928), pp. 165-2 10; U. BAREN<;o , I carabinieri reali negli anni 1848-1849, Firenze. La fia mma fedele, 1930 (L carabin ieri reali del Risorg imen to italiano, Collana d i ,ludi e rnemorie); T. GANDINI,/ Carabinieri Reali nel Mediterraneo orientale e parlicolwmeme nelle isole italiane dell 'Egeo, Roma , Ti pogra fia Agostiniana, 1934; G. SANTlJCCI, Co,uributo alla storia dell'allivilà svolta dall'Anna dei carabinieri nel campo informativo-militare prima della g11erra 1915-1918 , i n «Rivista dei carabi nieri reali», I ( 1934), I , pp. 60-73; G. BOEJ.I.A. I carabinieri in servi~io d 'ordine p11bblico , in «Riv i,ta dei carabinieri real i», LI (1935), I . pp . 11-20; A . M ONTI, I rnru/Jinieri 11el/a storia e nella vim d'flalia, Torino. Edizioni palati ne di R. Pezza ni, 1947; F. CARUSO, L'Arma dei Cllrabinieri in Roma durame l'occupazione tedesca (8 seflembre 1943-4 giugno 1944), Roma, lsti tll to poligrafico dello Stato, 1949; U. FERREIO, Carabinieri, Tori110, Superga, 1953; C. AGOSTJNUCCI, / carabinieri in Albania, 1948-194/ . Comrib1.110 alla storia dell'Arma, estratto da «Le fiamme d' argento», (1960), 5- 10; I Carabinieri , Roma , C. Besletli, 1964; A. FERRARA, i Carabinieri guardie del presidente della Repubblica, Roma. Ente editoriale per l ' Arma dei cara bi nieri , 1974; G. Boxm, L'Arma . I carobitzieri da De Lorenzo a Mino, 1962-1977, Milano, Fell ri nell i , 1978 (Aflualità); I Carabi11ieri nella resistenza e nella guerra di liberazione, a cura d i A . FclrnARA, [ Roma] , Eme editoriale per r Arma dei carabin.ieri, 1978 (Tcarabi nieri); / carabii1ieri. 1814- 1980, a cura di P. D1 PAOLO, [ RomaJ, E11te ed itoriale per r A rrna dei carabi nieri , 1980; A . CALAKCA, Storia dell'Anna dei carabinieri, Foggia. Bas1011i , 1983- 1988, voll. 3; R. SERMOKTI , / carabinieri nella storia d ' ftalia. Roma, CEN. 1984. vo ti. 2; N. BANDINJ. Carabinieri. L'Arma fedelissima oggi, lParmaJ, E. Albertelli, 199 1; P. D1 PAOLO, I corazzieri, Roma , Ente editori ale per l'Arma dei carabi nieri , 1994; F. GR1S1, Storia dei carabinieri. Imprese. bailaglie, 11omi11i e pro1ago11is1i . f due secoli della Benemerita al servizio della gente, Casale Monferrato, Piemrne, 1996; U . Ro<.:CA, Carabinieri nella guerra di resiste11za e di liberazione, Roma , Sernrcangel i , f l 996"1; P. D1TEl(LIZL'.1, I carabinieri e il brigantaggi() nel 'Italia meridionale . 186.l -J870, B,,ri , Levame, (1 997] ; G . ANTONIAZZI-D. BIGJ\I, Carabinieri: 1895-1945. 50 anni di ricordi , Pieve d i So ligo, G rafiche Bernad i , 1999; Riordi110 dell 'Arma dei carabinieri , supplemento a «li carabiniere», Ull (2000), 11 , pp. 1-3 1; M .G. PASQUALINI, Missioni dei carabinieri al/'es1ero . i 855-1935, Roma, Ente editor.i aie per l' A.rma dei carabi nieri , 200 I; 1D., Missioni dei cam/Ji11ieri all'estero. 1936-2001, Roma, En te editoriale per l'Ar111a dei carabinieri , 2002; E. ANCESCHJ. / carabinieri reali co11tm la camorra. Una 1-nissio11e speciale negli anni Venti, con prefazione del comandante generale dell'Arma dei carabinieri G . BEI.LINI, Roma, Lau rus, 2003; A . FER RARA, Storia documemale dell 'Arma dei carabinieri. Le origini: dalla fondazione alla carica di Pastrengo, Roma, Ente ed i1oriale per l 'Anna dei carabi nieri , 2004.


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ST RUMENTI !)J 11/CtRCA

ARCHIVIO FOTOGRAFICQ11s ARMA DEI CARABINIERI RACCOLT'E

R a c c o I t a f o t o g r a f i c a , lastre fotografic he e diapositive 5 .000 ca. Schedari per autore e per argomento. Materiale raccolto, nel tempo, in tre nuclei principali: Persone (generali dell'Anna e alte personalità; eroi vittime del dovere; decorati al valore; insigniti di onorificenze di particolari importanza; ufficiali e militari distintisi in situazioni speciali); Avvenimenti (avvenimenti cl ' importanza storica; fotografie di guerra; cerimonie solenni in genere e premiazioni cli appartenenti all ' Arma; visite a reparti dell'Arma; cerimonie pubbliche per la donazione della bandiera a stazioni cieli' Arma; solenni onoranze funebri e altre cerimonie commemorative; fotografie coloniali; competizioni sportive; avvenimenti vari); Fotograj2e di cose e varie (riproduzioni cli scritti e cli autografi; riproduzioni d.i opere d 'arte; fotografie cli lapidi e ricordi marmorei in genere; uniformi e armamento; caserme; ecc .).

ARCHIVIO STORICQ119 ARMA DEI CARABINIERI R ACCOLTE

Racco l ta documentazione sulla stor ia de 11 ' A r ma de i c ara bi n i eri , bb . 760, voll. 93 ca. e fasce. 20 (dal sec . XVIII, con clocc. fino agli anni Ottanta del sec . XX). Schedario alfabetico (eventi, località e nominativi) e schedario cronologico. Documentazione sia originale, versata soprattutto dal Comando generale , dalle legion i territoriali , dalle stazioni e da uffic~ali del!' Arma, sia frutto di trascrizioni cli documenti originali, relativa all'attiv ità in tempo cli pace e in tempo di guerra comprese le attività concernenti il servizio d'istituto. In particolare, tra i nuclei principali si segnalano i seguenti: Circolari; Regolanienti; Ordinamento; Legioni (carteggio su attività delle legioni) ; Ordine pubblico; Partiti politici, disordini e moti insurrezionali; Fatti d'armi (dalle guerre d'indipendenza alla seconda guerra mondiale); Brigantaggio; Lolta alla majìa; Memorie storiche; Diari storici (diari storici relati-

11 8 L'archivio fotografico è s ituato al primo piano del Museo. 11 9 L'archivio storico è sitllato aJ primo piano ciel M u,eo.


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BoLLt:rnNO /JELL 'ARCHJVIO UELL'V ff!CIO STONICO

vi a i due confl itti mondiali); Epidem.ie (carteggio sull'attività di vigilanza dell'Arma durante epidemie di colera); Calamità (ca11eggio s ull'opera prestata dall' Arma dei carabinieri in soccorso delle popolazioni colpite da calamità naturali, a partire dal terremoto di Casamicciola del 1883); Missioni all'estem ; Carte/Le biografiche (cartelle nominative intestate ai caduti e agli alti decorati cieli ' Arma); Caduti in guerra o in servizio; Decorati al valore dell'Arma ; Offerta della bandiera alle stazioni dell 'Arma (offerta della bandiera nazionale da parte delle popolazioni locali: atti ufficiali, elenchi membri dei comitati organizzativi, programmi delle cerimonie d i consegna , testi d iscorsi pronunciati, adesioni, manifesti, articoli di giornale e foto grafie); Caserme (inaugurazioni); Monumento nazionale al carabiniere (raccolta completa delle deliberazioni uffic ial i de i comuni d'ltalia per contributi alla realizzazione del monumento nazionale al carabinieri, inaugu rato a Torino il 22 ottobre del 1933 e il cui calco originale in gesso fu donato al Museo dall 'autore dell 'opera, lo scultore Edoardo Rubino . La documentazione è stata versata nel 1930-1931 dal comitato centrale " pro Monumento al carabiniere reale" a Torino, pres ieduto dal generale Petitti cli Roreto, all 'epoca comandante il Corpo d'annata di Torino) 12U; Carteggi donati da ufficiali dell'Arma; Cimeli (cataloghi cimeli conservati presso il Museo). U . B ARENGO, Car1eggi dei carabinieri. La 111one del ie11erale Garibaldi, in «Riv ista dei carabinieri reali», Vl (1939), 4, pp. 327-331; lo., Vicende mazziniane e garibaldine nelle carte dei carabinieri reali. Mi lano, L. Alfieri, 1942 (edizione del Musco storico dell'Arma dei carabi nieri reali, Memorie storiche de i carabinieri reali, 2); M. Rtcorr1, L ' [!fjìcio storico de{{'Arma dei rnrabinieri 12 1• in Le jònti per la s1oria mililare iICI liana in età comemporanea. Atri del lii Seminario, Roma. i 6-17 dicembre 1988, Roma, 1'1inis tero per i beni culturali. e ambienta li, Uffic io centrale per i beni archivistici, 1993 (Pubblicazioni degli Arch ivi di Stato, Sagg i, 25). pp. 47 sgg.; Carabinieri contro brigami e banditi, 1814-1934. Episodi de f{a /olia al brigantaggio tratti dall'archivio del Museo s1orico, [Roma], J\.foseo storico de l!' Arma dei carabinieri, 1995 . lnohre , cfr. il «Bollettino notiziario cie l Museo storico dell'Ann a de i carabinieri», pu bblicato da l 1932 al 1975 . B lO L. :

BIBLIOTECA122 La biblioteca del Museo , composta da oltre 4.500 volumi , conserva, oltre a materiale librario (pubblicazioni storiche sulla storia dell' Arma dei carabinieri e sull'Esercito italiano; pubblicazioni uffic iali , normati va, regolamenti e studi relativi all ' Arma; pubblicazioni di cultura militare e profess io nale) anche alcune raccolte cli manoscritti, sinossi, disegni, bozzetti, album fotografici s ul brigantaggio, cartoline e calendari mii itari .

120 Il Mo111111u'1110 al carabiniere, in «i\ lmanacco delle Forze annate». ( 1930), pp. 523 sgg.; lF.JM. PAGMIO , La r ico11osce11 ,i, 11aziona/e .. .ci1.. pp. 99- 100 . l2I li saggio descrive anche la documentazione oggi conservata presso il Museo storico elc i carabinieri. I22 La bibl iotecii è s ituatH al pian terreno del /vluseo.


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STR.U,\¡I E/<TI /) / 11/Ct.'J/CA

ARMA DEI CARABINIERI RACCOLTE

Ra e e o l t a

e a 1 end a r i

m i 1 i t a r i , (dal 1930).

Fu il generale di bri gata G ino Poggesi , ispettore della III zona CC.RR. di Firenze. a promuovere, con iniziativa personale, la nascita del calendario dei carabinieri nel 1928. Dal 1934 il Musco divenne unico editore del calendario la cui pubblicazione subĂŹ, per cause belliche. un' interruzione nel 1942 per poi riprendere nel 1950 e interrompersi nuovamente nel 1960 quando il Comando generale prese a pubblicare direttarnente il calendario storico dell'Anna.

R ac eo lt a B TBL .:

c a r to l i ne

m i l i t a r i , oltre 1.000.

Cartoline storiche dei cara[Jinieri . /895-1935 , a cura del

CO:VIANDO GENERALE DELL' ARMA DEI

CARABINIERI, l'Rorna.l, s.e., 1985.

SETTORE ESPOSITIVO Nelle dodici sale sono esposte anni , cimeli, uniformi , fotografie e documenti relativi alla storia dell ' Arma a partire dalle sue origini fino ai giorni nostri . Si segnala la presenza della seguente documentazione:

SALA 2-"0RTG!Nl DEL CORPO" Manoscritto originale delle regie patenti del 13 luglio 1814, a firma di Vittorio Emanuele I , con cui fu istituito il Corpo dei carabinieri; istruzioni, fotografie cli caserme e acquarelli su uniformi storiche dei carabinieri (specie 1814- 1834).

SALA 3-"GUERRE D'INDIPENDENZA" Lasciapassare; album fotografico con ritratti di ufficiali; stampe su uniformi storiche dei carabinieri. SALA 4-"REGNO D'ITALIA" Documenti e fotografie relati.ve a Giuseppe Garibaldi; documenti relativi a Giuseppe Mazzini tra cui soggiorno e decesso a Pisa nel 1872; fotografie su uffic iali dei carabinieri e briganti. (specie 186 1- 1872).


158

HOlU:Tf1NO OEU; A I/Cf/lV/0 Dl:LL ' UrFJC/0 Stofi/CO

SALA 5-"ARMI E UNIFORMI" Tavole, a tempera e a colori, comnùssionate nel 1930-1931 dal Museo storico clell' Arma dei carabinieri real i al pittore Alessandro Degaj e riproducenti i fig urini delle varie divise adottate per i mil itari dell ' Arma cli ogni grado , epoca e specialità, compresi i corazzieri e i reparti coloniali . SALA 6-"SERVIZI ALL'ESTERO E GRANDE GUERRA" Documenti e fotografie su missioni all'estero (Creta , Cile, Cina, Palestina, Saar e Turchia); testo del discorso commemorativo tenuto il 12 g iugno 1917 da Gabriele D ' Annunzio davanti al feretro del capitano Vittorio Bellipanni morto a Caporetto il 24 maggio 1917; documenti firmati da Vittorio Emanuele III; 21 bozzetti disegnati da Vitto1io Pisani per l'edizione della serie delle cartoline Atti eroici. SALA 8-"GUERRA MONDIALE E GUERRA DT LIBERAZIONE" Documenti e fotografie relative al secondo conflitto mondiale (fronte Africa orientale, fronte greco-albanse e fronte russo) e alla guerra cli liberazione. SALA 9-"EPOCA CONTEMPORANE A" Documenti sull'attiv ità cieli' Arma dei carabinieri in situazioni cli calamità (ad esempio, colera in Piemonte, 1835, e terremoto a Messina, 1908); banda Gi ul iano (19461949); amministrazione fiduciaria italiana in Somalia (1950-1 960); documenti sul generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; benemerenze all ' Arma.


STRUMt:NTJ DI 1//CBRCA

UFFICIO STORICO DEL COMANDO GENERALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI Indirizzo : viale Romania, 45 - 00 197 Roma Telefono: 06/80 .98.23.80 . 06/80.98.23.8 I , 06/80.98.23.82

Fax: 06/80.98.23 .81 Pos1a e/ertronica : <cgst.oricocs@carabinieri.it> URL: <http://www.carabin ieri.it/lnternet/Cittad ino/Servizi/Biblioteca/> Modalità di accesso: previa autorizzazione e su appuntamento del capo Ufficio Orario: lu nedì-venerdì , 8 .30- 13 .30 Servi-::,i offerti agli utenti: al rnomento del censimento non esisteva a lcun servizio d i riproduzione

Censimento: clati al maggio 200 I ; aggiornamento informazio ni su Il 'accesso e consultabilità alrottobrc 2005

l. La storia dell' Ufficio s10rico TI 15 maggio 1965 viene istituita. all'interno dell'Ufficio operazioni del Reparto IlOperazioni del Comando generale clell' Arma elci carabinieri, una Sezione storica elevata, il l O marzo 1967, a Uffic io storico, sempre al l' interno dello stesso Comando e posto alle dipendenze del sottocapo di Stato maggiore. li 1° gennaio 1980, l'Ufficio storico viene ing lobato nell'U fficio pubbliche relazioni e documentazione (I Reparto-Personale), e muta la sua denon, inazione in 3" Sezione-Documentazione. Con decorrenza I O marzo I 987 viene nuovamente ricostituito come Ufficio storico, inquadrato sempre nel I Reparto-Personale. Successivamente, l'Ufficio storico viene inquadrato, ne ll'ambito de llo Stato maggiore dell'Arma, prima all'interno del li Reparto-Operazioni ( I O agosto 1989), poi posto nuovamente alle dipendenze del sottocapo di Stato magg iore (I O ottobre 1991) e , inf ine, all' interno del V Reparto-Pubbliche relazioni (1 ° novembre 1994). In base alla citata I. 31 mar. 2000 , n. 78, e ai suoi decreti di attuazione dell'ottobre 2000 , con i quali l'Arma dei carabinieri è stata elevata a rango di forza armata, l'Ufficio storico del Comando generale dell 'Arma elci carabinieri si pone sullo stesso piano , per natura giuridica e funzio ni istituzionali, degli uffici storici del.l e altre Forze armate (Aeronautica militare. Esercito e Marina militare) 123 • Tale circostanza ha, di fa tto, sanato una situazione, potremmo dire " non regolare" o " impropri a". c he era emersa sin dal momento de ll' istituzione del! 'Uffic io storico cieli ' Arma de i carabinieri e, in parte . regolata da una decisione dello Stato maggiore dell'Esercito che

123 Anche ~e. ricord iamo. nell'art. 41 del d.lg . 22 gen. 2004. n. 42. Codice dei beni c11l111ra/i e del pae.wggio, 11. 137. dove vie ne sanciw l'autonomia degl i Stati magg iori dell'/\cronautica mi litare, Escrci1o e Marina mi liLare per quanto concerne la gestione e conservazione della documcmazione di ··carauere milirnre e operativo··. il legislatore ··dimentica·· di citare c~plicitamemc il Comando generale dcli "Arma dei c.irabi nicri .

ai sensi dell'articolo IO della I. 6 luglio 2002,


160

BoU, f:,Tf/NO 01:1.1.'ARCN! VIO /)1:/./. ·uFFICIO STO/I/CO

f nel 1994 acconsentì , ufficialmente, ha riconoscere la costituzione dell'Ufficio storico dell ' Arma dei carabinieri. Ricordiamo , infatti, che fino alla citata normativa del 2000, 1' Arma dei carabinieri, in quanto arma dell'Esercito , avrebbe dovuto versare la propria documentazione all'Ufficio storico dello Stato maggiore dell 'Esercito , unico ente preposto alla conservazione ciel patrimonio documentario di interesse storico per tutta la Forza armata . Dopo il 2000 , l'Uffic io storico del Comando generale clell' Arma dei carabinieri risul tava inserito all ' interno del Comando generale ed è stato posto, dal 20 settembre 2001 , alle djpendenze ciel vice comandante generale (custode della storia e delle tradizioni dell'Arma) . Inoltre, sempre dal 2000 , è stato avviato un riordinamento del servizio - anche in relazione all'utenza esterna - che recepisce le varie dispos izioni che nel tempo hanno regolamentato l'accesso, la consultaz ione dei documenti e la gestione delle sale cli studio presso gli uffici st01ici delle Forze armate. Attualmente l'Uffi cio storico è costituito dall'archivio documentario , dall'archivio fotografico e dalla biblioteca che conserva soprattutto pubblicazioni storiche, annuari, ci rcolari , regolamenti e istruzioni relative all'Arma dei carabinieri per un totale di oltre 2.400 volumi e 7 album 124 • Tra i compiti principali dell'Ufficio storico si ricordano quelli concernenti la compilazione annuale della memoria storica ciel Comando generale dell.' Arma; la revisione delle memorie storiche annuali dei comandi del corpo ; 1'elaborazione di pubblicazioni storiche sull'Arma; la ricerca e l'acquisizione dei documenti riguardanti l'Arma; l'aggiornamento dello schedario dei carabinieri decorati al valore; l'intitolazione delle caserme del!' Arma 125 .

2. Il patrimonio documentarìo Conserva documentazione cli varia natura (archivistica, bibliografica , fotografica, iconografica e sonora) sull'Arma dei carabinieri a partire dal sec . XIX. Per l'acce!:>so e la consultazione sono state adottate le regole dettate dal cl.rn. della

124 Presso il Comando genera le dell'Arma dei ca nibinieri esiste anche un' altra lzihlio1eca, inserita all ' interno dell'Ufficio addestramento e rego l.unenti, chi u~a però iill'utenza esterna. Inoltre, presso la Scuola uffici ali carabinieri di Roma , si ta a Roma in v ia Aurelia n. 5 I I , è preseme una biblioteca aperta al pubblico come segnalato al I' U RL <http://www.carabi n ieri .il/1n 1erne1/Ciltadino!Servizi/ B ibl io teca!>. 125 Sull'Ufficio storico del Comando generale del l ' Anna dei carabi nieri, cfr. L 'U.Oìcio storico del Coma11do

generale, in «Comando generale dell' Anna dei carabinieri . Notiziario», llJ (1 973), 5, p. 7; lvi. R1con1, L'UOìcio s1orico dell'Arflla dei carabinieri, i n Le Jollfi per la s1oria m i/ilare in e1à com e111porc111ea . Alli del fil Seminario, Roma . 16-17 dicembre 1988, Roma , Ministero per i beni cul turali e ,rn1bientali, U ff.Jcio cen1n1l e per i beni arch ivistic i , 1993 (Pu bbl ica:l ioni degli Archiv i cli Stato, S,iggi, 25), pp . 47 -49 ; F. CARBONE. Tra leggenda e realrà ... ciL., 149- 152 ; In. , Materiali per 111w storia del 'Anna dei CarC1binieri .. .c iL., pp. 10-1 1 e 15; V. PEZL'.OLl.iT. L'Ufjù;io storico del Comando generale dell'Arma dei C(lrabinieri e l 'Africa coloniail1, i n SOCIETA ITALIANA ()I STORIA M ILITi\RH, Quaderno 200/-2002, N apoli, Edizioni Scienti fiche Ital iane, 2004. pp. 359-372; CARBONE, Js1iwz.ione, prob/e111atiche ll(/1./(//i e sviluppi de/l'Ufficio storico de/1';\mw dei carabinieri , in M INISTERO DELLA DIFESA, Co:v1 ~>11SSIONE ITALIANA DI STORIA .vnuT,\RE, Archi,,;, /Jiblioteche, musei miliwri .. .cit., pp. 70-86. I no ltre, cfr. A USCGAC, fasce. A8.45.28, 854.l3 e 856.23. Infine. si ringrazia l' Ufficio storico per le informazion i sul la sua storia. gentilmente for-

r.

11.i te nel dicembre 2004.


161

St RUMENTI DI RICERCA

Difesa 1° giu.1990 126 , integrate dalle disposizioni di cui al d.lg. 22 gen. 2004, n. 42 127 . Si ricorda che documentazione prodotta dall'Arma dei carabinieri è conservata presso il Museo storico dell' Arma dei carabinieri, l'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'Esercito e l 'Archivio centrale dello Stato.

3. Cenni sulla storia dell'Anna dei carabinieri Si rimanda alla sommaria ricostruzione delle vicende cieli' Arma presente nella scheda intestata al Museo storico dell'Arma dei carabinieri .

ARCHIVIO DOCUMENTARIO ARMA DEI CARABINIERI RACCOT..:fE

Racco l ta documentazione su ll a storia d e l l ' A r m a cl e i e a r a b i n i e r i , bb. 2 .254 ca. (dal sec. XIX). Schedari per argomento, nominativo e toponimo. Pre!:>SO l'archivio documentario (denom inato anche "Documentoteca"), la documentazione raccolta è stata organizzata secondo i criteri seguiti, in genere, per costituire i centri di documentazione, cosicché le unità di conservazione e le unità archivi stiche risultano essere composte sia eia documentazione originale sia eia documenta. . . . / z1one msenta postenormente. Il materiale documentario r.isulta indicizzato, a volte anche fino al] 'unità documentaria, in base ad un soggettario di cui si riportano le voci principali: Accordi cli cooperazione tra polizie europee. Addestramento. Affondamento navi. Africa orientale . Africa settentrionale. Albania . Alfiere . Alloggio servizio. Alto Adige. Amministrazione (servizio). Annuario (sottufficiali e truppa). Anna quarta Forza armata. Arma (dotazione). Arte figurativa (carabinieri nella-). Assistenza. Assistenza spirituale (servizio). Associazione combattenti. Associazione nazionale carabinieri. Attentati . Autostrade. Avanzamento (ufficiali, sottufficiali e truppa). Banda carabinieri. Bandiera Arma. Banditismo. Bardatura. Battaglioni. Bracconaggio. Brigate. Calendari storici. Campagna 1860-1861. Campagna 1870. Campagna Africa orienta.le 1935- 1936. Cannoni. Capi di Stato maggiore Arma.

l26 Decreto tuttoni in vigore e con i l quale sono state adottate - per la regolamentazione de.I servi zio all'imerno delle sezion.i arch ivio degl i uffici storici di Forza armata, comprese le ques tioni attinenti all'accesso e ai l imiti di consultabi l ità della documentazione conservata - le disposizion i contenute nel r.d . 2 ott. 191 1, 11. I 163, Rego/c1111e1110 per gli Arc/1ivi di Sta/O, e nel già menzionato d.p .r. 30 set. 1963, n. 1409 . 127 Cfr. nota 123.


162

Botu:rtJNO DELL 'AJ?CJIIV/0 J)Ji/.1,'UFFICIO STO/I/CO

Carabiniere (aggiunto, ausiliario, veterano, nello Stato pontific io , nel Regno cli Sardegna e nelle unità della Marina italiana). Carosello equestre. Cattoli ne storiche (catalogo). Casa ciel soldato. Casa Savoia. Caserme . Centri (cinofili, elicotteri, ippico, nazionale di selezione e reclutamento , perfezionamento al tiro e subacquei) . Cerimonie. Cinema (carabiniere nel-) . Circolari (raccolta) . Comandante generale Arma. Comandi (carabin ieri , carabinieri Aeronautica, carabinieri antidroga, carabinieri antisofisticazioni, carabin ieri Marina, carabinieri tutela patrimonio artistico, ecc.) . Compagnie . Conferenze. Congedo. Consiglio centrale rappresentanza (COCER) . Convegni. Convenzioni internazionali . Coordinamento fo rze di polizia . Corazzieri . CoqJi (forestale, Guardia di finanza e polizia penitenziaria). Corsi. Croce anziani tà servizio. Decorazioni (norme istitutive, personale decorato e precedenze) . Disciplina. Disco (materiale sonoro su concerti della banda dell'Arma). Distacc<tmenti. Distintivi . Divisioni. Documenti matricolari (ufficiali, sottufficiali e truppa) . Duelli. Egeo. Elezioni . Elogi. Encomi solenni. Eritrea. Fanfara. Fascismo. Festa dell'Arma. Filatelia (carabinieri nella-). F il m. Fi ume . Forze armate italiane. Francia. Fucile. Gendarmeria . Genio (lavori). Governi (cariche ricoperte da carabinieri) . Grado (istituzione) . Grecia. Gruppi. Guerre (T guerra d'i ndipendenza 1848-1849; guerra cli Crimea 1855-1856; Il guerra d ' indipendenza 1859; III guerra d'indipendenza 1866; I guerra mondiale; II guerra mondiale). Incorporazione ex gendarmerie . Informatica. International Police (INTERPOL). Intestazioni caserme, lapidi, monumenti, piazze, vie. Ispettorati cli zona . Istituzione comandi, reparti e uffici. Iugoslavia. Legioni. L etteratura (carabiniere nella-) . Licenza . Loggia massonica. Materiale vario (dotazioni) . Matrimo nio (ufficiali , sottufficial i e truppa) . Medaglie ricordo. Memorie storiche. Ministeri (Difesa ed Interno) . Missioni all'estero. Mitragliatrici. Mobil itazione. Mortai. Morti, fer iti , riformati, dispersi e prigionieri . Mostre, fiere e vetrine . Moti rivoluzionari. Musei. North Atlantic Treaty Organization (NATO). Navi. N uclei (antidroga, elicotteri , presidenziale, tute.l a patrimonio artistico). Numismatica (carabinieri nella-) . Opera nazionale assistenza orfani mi litari Arma carabinieri (ONAOMAC). Operazioni (mil itari e cli soccorso) . Ordinamento. O rd in i del giorno. Organico. Organizzazione operativa. Paga, variazione matricolare. Persecuzione razziale. Polizia Africa italiana. Partiti (politici e sovversivi) . Piantone. Polizie (cli Stato, europea e forze armate estere). Posta militare . Posto ascolto controllo. Posto fronì.iera. Premi (riconoscimenti e ricompense). Presidi. Promozioni. Propaganda per arruolamento. Pubblicazioni. P ubblicità Anna. Raggruppamento operativo speciale (ROS). Rapporti (al Comandante generale e al capo cli Stato magg io re) . Reclutamento (uffic.iali, sottufficiali e truppa). Reggimenti. Regioni. Regolamenti (biblioteca, caccia e pesca, cerimonie, disciplina, documenti caratteristici , generale ed interno , istruzioni carteggio, licenze, organico , norme vita servizio interno caserme, sanitario, segnalaz ion i, serviz io territoriale e uniforme) . Rei ntegrazione nel grado. Reparti. Residenza (ufficiali, sottuffic iali e truppa) . Rete in ponte radio autonoma. Riabilitazione militare. Richiamo in servizio. Ricompense . Riviste (abbonamento) . Ruolo specializzato. Sciabole. Scompartimenti territorial i dell'Arma. Scuole (ufficiali , sottufficiali., allievi , di perfezionamento per le forze di poi izia, ecc .) . Sedi elisa-


163

SmUMlòN'/1 VI NICEII CA

giate. Servizi (acque marine ed interne, aereo, alla frontiera, informazioni, informazioni militari, leva, logistico, navale, ordine pubblico, di polizia giudiziaria-antidroga, antifalsificazione monetaria, antisofisticazioni, cinofili, recupero materiale archeologico ed opere d'arte, recupero e sequestro armi , munizioni ed esplosivi , tutela ambiente, postale e telegrafico, pubblica sicurezza, radiomobile, scorta d'onore, scorta valori , tipografico , traduzioni , vigilanza stradale, ecc .). Sezioni. Situazioni (Comando dell'Arma e politica). Somalia. Spaccio. Spagna (1937-1939). Spmt. Squadre. Squadriglie. Stato giuridico (ufficiali, sottufficiali e truppa). Stazioni. Stemmi Arma. Stendardo. Storia cieli' Arma. Tenenze. Terrorismo. Tradotte. Trasferimenti. Trasmissioni (radiovisiva e servizio). Trattamento economico. Trieste 1954. Umorismo (carabinieri nell'-). Uniformi. Visite.

ARCHIVIO FOTOGRAFICO Materiale fotografico è conservato anche nell'archivio documentario. ARMA DEI CARABINIERI RACCOLTE

F o t o t e c a . Schedario. Raccoglie alcune migliaia di fotografie ordinate in base ad eventi (guerre risorgimentali , guerre coloniali ( conflitti mondiali , ecc.), ad argomenti (addestramento, assistenza spirituale, banda carabinieri, decorazioni, ecc .), ad antroponirnj e a toponimi. R a c c o 1t a

d i

a I b u m , album 300 ca. (dal scc. XIX). Elenco.

Oltre al materiale fotografico raccoglie, in min ima parte , anche documenti e cartoline militari. Si segnalano le seguenti serie:

< Africa orientale l 936-1936 >. <Armi> .

< Esercito italiano >. < Eserciti stranieri>. < Medaglie d'oro>. Documenti, fotografie , ritagli a stampa e pubblicazioni su decorati al valor militare, al valor militare per la Resistenza , al valor cli Marina e al valor civile.


164

0

8 0UEITINO /J ELL ARCHJ VJO 01-:1.1. ' UFFICIO STOt/lCO

<Resistenza>. < Storia (episodi di guerra)>. < Sedi caserme > . <Comandanti>. Ritratti di comandanti generali , vice comandanti generali, capi cli Stato maggiore, comandanti cli divisione, comandanti legioni carabinieri, comandanti Scuola ufficiali carabinieri , comandanti Scuola allievi carabinieri, comandanti Scuola sottufficiali carabinieri. < Uniformi >. Cartoline e riproduzioni fotografiche uniformi carabinieri e uniformi eserciti stranieri. < Ili ustrazion i da rivista >. < Quadri >. Riproduzioni fotografiche cli quadri con soggetti relativi ali' Arma dei carabinieri.


STRUMENTI

l)f

165

RICERCA

Appendice 2 il Museo dei carristi

MUSEO STORICO DEI CARRISTI Indirizzo: presso il Museo storico della fanteria, piazza cli Santa Croce m Gerusalemme, 9 - 00185 Roma Telefono: Assoc.iazione nazionale carristi d'Italia , Sede nazionale, 06/48.26.136 Fax: Associazione nazionale carristi d'Italia, Sede nazionale , 06/48.26.136 Posta elettronica: Associazione nazionale carristi d'Italia, Sede nazionale, <i nfo@assocarri.it> , <presiclenza@assocarri.it> URL: <http://www.assocarri .it/associazione/museo .htm>. Inoltre, una pagina dedicata al Museo storico dei carristi è presente ali 'interno del sito ufficiale dell'Esercito italiano, <http://www.esercito.difesa.it/root/musei/musei.asp> Modalità di accesso: previo accordo con l'Associazione nazionale carristi d' Italia Orario: tutti i giorni , esciusi i festivi, 9 .00- I3 .00 Servizi offerti agli utenti: al momento del censimento non esisteva alcun servizio di riproduzione Censimento: dati all'aprile 2002

l. La storia del Museo L'istituzione del Museo si deve, soprattutto, all'opera ciel generale Enzo Del Pozzo il quale, divenuto presidente dell' Associazione nazionale dei carr.isti cl ' Italia128 , si mise ali 'opera, anche con il supporto della sezione laziale clell' Associazione, sia per ricercare e raccogliere documenti, cimeli e ricordi che potessero testimoniare la storia e le tradizioni della specialità dei carristi sia per individuare una sede per l'istituto. La difficoltà di ottenere siti idonei e adeguate risorse finanziarie determinò la scelta cli accettare la possibilità di utilizzare degli spazi offerti dal Museo storico della fanteria, grazie alla disponibilità della direzione ciel Museo e dell'ispettore dell' Arma di fanteria: così la sede ciel Museo storico dei carristi, inaugurata il 7 giugno 1986, venne istituita presso i giardini e presso alcune stanze ciel Museo storico della fanteria . Successivamente, nel 1990 si ottenne il permesso cli costruire, sempre nei giardini del Museo storico della fanteria, un apposito padiglione coperto , composto da due sale all'interno delle quali venne trasferito tutto il materiale ciel Museo storico dei can-isti (cimeli, documenti , fotografie e disegni) mentre si conservò un'area esterna per l'esposizione di carri armati d'epoca (modelli L3, M13/40, Shennan M4 e M47 Patton).

l28 L' Associazione, in vita fin dal 1947, venne costitllita ufficialmente in Roma il 19 maggio 1952 con allo notarile e la sua personalit11 giurid ica venne riconosciuta con d.p .r. 22 nov. I 953, n. 1055. crr. Sci.:OLE 01 APPI.IC:Az 10KE o' ARMA, L'Arma di Jànteria . Cenni storici, Torino, Fotoli tografia clcllc scuo le di applicazione d'arma, I965. pp. 407-408.


,

166

BOUEJTINO DELL'A!lC!ll\/10 f)El.l.'U FFK/0

Sro,aco

Il Museo , gestito dall 'Associazione nazionale carristi d 'Italia, si caratterizza per essere l'unico museo militare sito a Roma a non dipendere dall'Amministrazione militare 129 .

2 . Il patrimonio documenwrio Presso il M useo storico dei carristi non esiste né una bibl.ioteca né un archivio storico e i documenti, di scarsa consistenza, sono conservati ed esposti nelle sale del padiglione.

3 . Cenni sulLa storia della specialità dei carristi Le origini della specialità risalgono al 1917 allorché il maggiore d 'artiglieria Alfredo l3ennicelli ottenne l'autorizzazione cli sperimentare il carro armato anche nell'Esercito italiano. Le tappe fondamentali della fase pionieristica furono rappresentate dalla progettazione e real izzazione, sempre nel 1917, del primo carro armato itali ano , il FlAT 2000; dall ' istituzione, presso il Reparto cti marcia del 1° parco trattrici d'artiglieria di Verona, cli una Sezione speciale per l' istruzione alla guida dei mezzi cingolati (estate J9 18); dalla trasformazione della suddetta Sezione in Reparto speciale cli marcia carri d'assalto, posto, provvisoriamente, alla dipendenza della Sezione automobilistica dell'Intendenza generale; dall'istituzione a Torino, con elementi tratti dal Reparto di Verona, della prima Batteria autonoma carri d'assalto che venne inv iata, nel febbraio 1919, in Tripolitan ia per concorrere alla sconfitta della ribellione araba; dalla trasformazione, nel 1922, della Batteria autonoma in Compagnia autonoma carri armati, a sua volta h·asfom1ata in Reparto autonomo carri armati (J 923); infine, dalla trasfonnazione del Reparto autonomo in Centro d i fo rmazione cli carri armati (1925) . Tale fase iniziale si concluse il l O ottobre 1927 , data cbe segna la nascita della specialità cli fan teria carrista e la costituzione del Reggimento carri armati che riunì tutte le preesistenti un ità carri. Nel 1936 il Reggimento carri armati, la cui sede era stata trasferita da Roma a Bologna nel 1931, venne sciolto e al suo posto vennero costituiti il 1°, 2°, 3° e 4° Reggimento cli fanteria carrista . Successivamente ai quattro reggimenti vennero affiancati il 31 ° Reggimento (1937) , il 33° Reggimento ( 1939), il 131 ° Reggimento, il 132° Reggimento e il 133° Reggimento cli fanteria cayrista , mentre il 2° Reggimento era stato trasformato , nel 1938, in 32° Reggimento. Nel corso del secondo conflitto mondiale i reggimenti e i battaglioni cl i fanteria carrista, insieme ad alcuni reggimenti e gruppi di cavalleria, furono la struttura portante delle grandi unità corazzate e celeri. Nella ristrutturazione del 1975 vennero sciolti tutti i reggimenti, tranne il l 0 Reggimento fanteria corazzato di Teulada, e le tradizioni reggimentali venne ro

129 Per la storia del M useo storico dei c arristi cfr. F. G IULIANI. //

Museo S1orico dei Carristi. in «Rivista mi li -

tare» , ( 1989). l , pp. 127- 129; 17; M. PuccJARELLI . Eserci10 e tradòoni . . .cit., pp. 163- 183; Corristi d'/talio. I 11osiri musei. s.l.. s.c .• 1996; ASSOCIAZIOKE NAZIONAI.E CARRISTI o ' ITALIA, 1997. Se/f(l11(01111i della 11os1ra vita.

[Calendorio 1997/. s .l.. s .e .. 1997 .


167

SrllllM ENTI JJI NICE//CA

assunte dai battaglion i a cui si attribuirono numero , denominazione e bandiera tenendo presente gli eventi bell ici più significativi e gloriosi; in seguito, nel 1991 , si decise il ritorno ai reggiment i Oggi, la specialità canista, che dal 1999 è diventata una specialità cieli ' Arma cli caval le ria , inq uadra il l O Reggimento corazzato, il 4°, 31 ° , 32° , J31 ° e 132° Reggimento carri 1.10 .

PADIGLIONE Nel padigl ione sono esposti documenti e cimeli quali, ad esempio , bandiere dei reggimenti carristi, drappelle, crest, model lin i d i cani armati degli anni Venti-Settanta del sec. XX , 44 medaglie d' oro al valor mi litare individuali , 3 medaglie d ' oro al valor militare assegnate alle bandiere , disegn i s temmi araldici e fotografie. S i segnala la presenza della seguente documentazione: SPECIALITÀ CARRISTA R ACCOLTE E MISCELLANEE

R a c colta

fotog r afica

album 5 e fotografia 1 ( 1940-1986 ca .).

Fotografie in originale e 1iprodotte relative all'attività aclclestrativa della Divis ione corazzata Ariete e ali ' inaugurazione ciel M useo storico dei carristi. Raccol ta denti).

ico n o g r ar i ca , (1980-1990, con clocc . degli anni prece-

Calendari militari e riproduz ioni stemmi araldici dei battaglioni e dei reggimenti carristi . Miscel l a nea. Fotografie e ritagli stampa relativi al primo equipaggiamento carri , decorato alla medaglia d'oro al valor militare per le operazion i in Africa orientale italiana.

130 Per una prima bibliografia sulla storia della special ità dei carristi , c fr. /\. DJ PAOL,,, / primi ca/'/'i am,w i i11 /!a /ia , in «R ivista di f'anteria», I l ( J935) . 7-8, pp. I 07 1- 1075: L. D EL M AURO, Fa111eri a co,.,.ist(l , in «Nazione mili tare», Xl ( 1936). 8-9, pp. 58 1-584: U. B1ZZAR DI, Grandi U11i1à cora-;,zme. Idee e realizzazioni in flaiia e pffsso alcuni Fserciti stranieri.fi·<1 il primo ed i l secondo co11flit10 mo11diale. in «Alere Fla111mam» , ( 1953), mag .-giu ., pp. 199-238, i n particolare pp. 224 sgg .: E. Sc,, 1.A, le gloriose Jiesta dei can·is1i. Roma. T ip. Regionale. 1956; M. Puom; , Carri.H i d '/t{{/ia i11 terr{{ di Spagna, Roma, Tip. A. Cardini, 1965; /\. Do:SNA RI , li çarm arll{a/o. S!oria, dottrina, ill{piego , Roma, Stato maggiore dell ' Eserc ito, Ul'ficio storico, 1995: A SSOCIAZIONE N;~ZJONALECi\RRISTJ o' ITALIA, / {.'({/'/'ÌS/i , 70 (///lii di storia e di vita, 1927-1 997. Roma. Associazione nazionale carristi d'Italia, J 997; F. D E1.1,'UoMO-R. PULl:OTrl , L 'cs(,rciJO Jialicmo 1•erso il 2000 ... c it.. I, Roma, Stato maggiore dell'Eserci to, Ufficio storico, 1998, pp. 525-557 .


Saggi storico-istituzionali


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SAGGI STOIIIC:0-1.\ TffUZ/ONAll

Roberto DI ROSA

Relazione sul recupero delle salme e la sistemazione cimiteriale dei caduti italiani della campagna di Grecia

1

La campagna cli Grecia fu per l'impegno cli uomini e mezzi la prova maggiore dell' Esercito Italiano nella Seconda Guerra Mondiale , superata solo da quella di Russia per il numero cli morti2 . Le operazioni contro la Grecia, iniziate con un dispos itivo largamente insufficiente , richiesero un impegno crescente che portò a schierare nel1a primavera ciel 1941 in Albania due intere armate (la 9" e 1'11") con otto corpi d'armata. I combattimenti furono molto sanguinosi anche per la fiera resistenza opposta dalle truppe·greche ali' invasione . A loro volta, gli i tal iani dovettero opporsi con tutte le loro forze al la controffensiva greca del novembre 1940 - febbraio J 941 , che invasa l'Albania, rischiava di buttare a mare i presidi ciel Regio Esercito. L'inclemenza delle condizioni atmosferiche ed il teffeno di lotta imperv io , caratterizzato eia rilievi anche elevati e zone boscose quasi prive di vie. di comunicazione e di importanti centri abitati, ebbero una elevata incidenza nelle perdite fra i combattenti per cause di malattia, cli congelamenti agli arti e ritardo di ospedalizzazione. Le perdite subite clall 'Esercito Italiano nel corso della campagna di Grecia-Albania furono pe11anto molto elevate: 13.755 morti , 50.874 feriti, 25 .067 dispersi in gran parte catturati, 52.108 ricoverati in strutture sanitarie, 12.368 congelati. Considerando i decessi negl i ospedali ed i 21.153 m ilitari italiani che rientrarono dalla prigionia, i morti quind i furono circa I 8 mila. In totale, le perdite assommarono ad oltre 154 mila uomini in meno di sette mesi cli cruenti combattimenti3 . Fra i caduti vi furono anche ben dieci colonnelli comandanti cli reggimento di fanteria sui 59 schierati al fronte. Da parte greca, secondo documenti del Ministero della Guerra consultati durante il periodo di occupazione, le perdite sull' intero fronte greco-albanese sarebbero state di 14.420 morti , 6 1.600 feriti e 4.253 dispersi. Mancano dati precisi sul numero dei congelati che fu stimato sicuramente superiore ai IO mila"1• Terminato il conflitto grazie all'intervento in campo della Germania con l'appoggio della Bulgaria, che costrinse in breve tempo alla resa le forze greche sostenute dal corpo di spedizione britannico, le truppe italiane poterono prima recuperare le zone di confine albanesi che erano state invase dai greci e po i occupare ampie zone del territor.io ellenico. Sui campi di battagl ia rimasti tutti in mano italiana , il comando dell' 11" armata poté quindi iniziare la pietosa opera di recupero delle salme dei

1 Si ri ngrai ia per la collaborazio11e prestata il ten. col. Fi lippo Cappel lano . 2 G10RG10 RocHAf , Le guerre i1a/ia11e / 935-1 943. Dal 'impero d 'F.tiopia alla disfotta. Einaudi, Torino 2005 , p.

264 . 3 I. dati delle perdile comprendono anche quell i delle unità italiane cl1e parteciparono alle operazioni contro la Jugoslav ia nell' aprile I 94 1 e che ebbero come base di 1n1 nenza l'Alba nia. 4 M A RIO MONTANAR I , L'Esercim /ta/ia,10 nella wmpagna di Grecia. Stato Maggiore dell' Esercito - Uffic io Storico, Rom,, 199 1. p. 805.


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80LLE17JNO

,

oeu:A,10111110 DHL'Uff/C/0 Sm111c o

caduti. Le ceri rnonie svoltes i nel giugno 194 1 a Berat ed a Sinanaj per l' inaugurazione dei cimiteri monumentaLi di guerra colà costruiti hanno segnato il termine cieli ' opera svolta dall' 11 a armata per il risanamento dei campi cli battaglia e per la sistemazione provvisoria dei cimiteri cli g uerra. Il lavoro svolto eia circa 3.500 uomini in un tempo relativamente breve fu enorme come testimoniano gli oltre 10 mila corpi di caduti recuperati spesso in stato avanzato cli putrefazione per il progredire della stagione calda e reso difficoltoso dal terreno aspro, montagnoso e scarsamente dotato di rotabili e mulattiere. I cimiteri provvisoriamente organizzati furono 162, cli cui 73 cli nuova costituzione, i quali furono abbelliti, ne] prosieguo della presenza italiana in Albania e Grecia , con vari monumenti e steli, eretti dai compagni cl'anne delle unità che avevano combattuto in quei luoghi in ricordo dei loro caduti. Il recupero delle salme fu esteso naturalmente anche a quelle dei caduti greci, a 1.300 dei qual i fu data degna sepoltura in appositi cimiteri distinti da quelli italiani . Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 che segnò la fine dell' occupazione italiana cli Grecia ed Albania e soprattutto dopo la fine della seconda guerra mondiale numerosi di questi cimiteri andarono distrutti e dispersi, così come tutti i segni del passaggio militare cieli 'Italia in quei luoghi. Solo nel luglio 1960 il Commissariato Generale per le Onoranze dei Caduti in Guerra poté tornare in Albania per il recupero delle salme dei caduti italianì che furono in segu ito traslate nel Sacrario dei Caduti d'Oltremare di Bari dove oggi riposano . La relazione riprodotta integralmente è conservata nell ' archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, fondo L-13 "Documentazione acquisita dal 1968", carte del generale Carlo Geloso (che fu comandante cieli' 11" armata tra il 1941 ed il 1943), busta 108, fascicolo 3.

Risanamento dei campi di hattaglia e sistemazione cimiteri di guerra d.cll:llfiArmata.

LE DIRETTIVE: in data 17 aprile 1941 la direzione cli sanità della intendenza Superiore FF.AA. Albania emanava le disposizioni per il risanamento dei campi di battaglia. In effetti, fin dal marzo avevo provveduto ad impartire direttive per regolare la si.stemazione deì cimiteri di guerra, per il riconoscimento ed inumazione dei Caduti, affidando ai comandi cli C.A. dipendenti il co1npito di organizzare ed effettuare i lavori . Pertanto l'opera di bonifica era gi~t stata iniziata nei vari settori dell'Annata, e proseguita con alacri tà da parte ciel personale aclclettovi . Iniziatasi l'offensiva finale, la celere avanzata delle nostre truppe ci portava rapidamente in q uelle zone che nei mesi precedenti erano state teatro di aspri e sanguinosi combattimenti e dove numerose erano le salme rimaste insepolte. Ragioni di carattere morale e di doveroso omaggio verso i nostri gloriosi Caduti, oltre a quelle di carattere igienico, imponevano di provvedere con tutta urgenza alla tumulazione delle salme.


SAGGI STORICO-IS1TIVZIONALI

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L'opera di risanamento già intrapresa doveva pertanto essere intensificata; necessitava particolarmente che venissero recuperate .le salme dei Caduti rimaste insepolte. In conseguenza, provvedevo ad emanare, nel quadro degli intendimenti dell'autorità superiore, nuove e più precise direttive che, completando ed integrando quanto fino allora era stato disposto , fornissero a tutti una guida ed un orientamento sicuri per l'opera che si doveva svolgere. J criteri principali a cui si ispiravano tali direttive erano i seguenti: bonificare in maniera integrale e definitiva tutti i campi cli battaglia dei C.A. IV - VIII -XXV - Speciale, affidando a ciascuno cli questi il risanamento della zona in cui aveva operato ; assegnare ai lavori personale e mezzi, ricavandoli dalle sezioni di disinfezione, dagli ospedali da campo e integrandoli con nuclei di militari dei reparti che avevano partecipato alle vari azioni di guerra e perciò pratici dei luoghi che ne erano stati teatri. Particolare cura prescrivevo per la scelta di tale personale, le cui caratteristiche precipue dovevano essere: energia, attività, s pirito cli sacrificio, alto rendimento morale e fisico; tumulare le salme possibilmente nei cimiteri preesistenti e dove ciò non fosse attuabile, raggrupparle in pochi cimiteri in vicinanza delle rotabili , di facile accesso, cli conveniente ubicazione; adottare ogni cura ed ogni accorgi111ento per il riconoscimento delle salme, con la diligente raccolta cli tutti i documenti ed oggetti personale , consci ciel valore che esso ha, oltre che agh effetti statistici cli una esatta determinazione numerica delle perdite e quale ,doveroso tributo di riconoscenza verso coloro che hanno sacrificato la vita per la Patria, anche perché le tombe portassero indicazioni sufficienti ed indelebili per la individuazione dei Caduti; inumare in distinti cimiteri le salme dei Caduti italiani e greci; dare ai cimiteri una degna sistemazione, completandoli con recinzion i, croci , targhette indicative; - costruire due grandi cimiteri presso i due principali centri ospedalieri cieli' Armata - cli Berat e Sinanaj - dove cli preferenza dovevano essere inumate le salme dei Caduti rispettivamente dell'Vlll e del XXV C.A . Qualora ciò non fosse stato possibile, le salme avrebbero dovuto essere raccolte nei cimiteri cli guerra già istituiti a Rehova, Vocopol, Turan, Glava, Arza di sotto ed altrove. Vietavo che, per comoclia1 ciel momento, le salme recuperate fossero sepolte isolatamente e senza cassa: sistemare i cimiteri avanzati cli guerra, dotandoli cli tutte quelle indicazioni atte a facilitare il ritrovamento e riconoscimento delle singole fosse, in collaborazione col Partito Fascista Albanese già esplicante una lodevole attività in proposito; effettuare una pronta e sol lecita ricognizione cli tutto il fronte cli battaglia per il rinvenimento delle salme . Inoltre, per la costituzione di nuovi cimiteri, predi sporre con tempestivi accertamenti la scelta cli località che, oltre a rispondere ai requ isiti cli idonea ubicazione e cli natura favorevole ciel terreno, fossero cli faci-


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B0l l f T71N0 OELL 'ARCfl /V/0 0/iL/_' /JFl'IUO Sro111co

le accesso e visibili ai passanti che, nel culto dei morti, potessero rinnovare il tributo di omaggio ai gloriosi Caduti; utilizzare, in caso cli necessità, i cimiteri civili locali , costituendovi settori militari, tenendo però sempre distinti i Caduti di guerra dai tumuli dei civili e separate le salme dei militari dei vari eserciti, sia alleati che nemici; r.iunire in documenti grafici e descrittivi le notizie relative ai cimiteri ed alle salme dei Caduti in essi inumate, con tu tte le indicazioni atte a precisare l'ubicazione dei tumul i, nome, grado, unità cli appartenenza, epoca della morte dei singoli Caduti. L' ORGANIZZAZIONE: s ulla base cli tali direttive , lo S.M. deil'lntenclenza e la direzione cli sanità d'Armata provvedevano ad impartire ordini esecutivi alle direzioni cli sanità dei C.A. IV - VIIl - XXV - Speciale e ad emanare le norme tecniche per l'organizzazione ciel complesso lavoro che si doveva iniziare. La vasta e difficile organizzazione e la natura stessa deUe fina li tà eia raggiungere, d'ordine morale ed igienico, imponevano un sollecito inizio dei lavori. AUo scopo di ottenere unità cli indirizzo ed imprimere ai lavori il desiderato grado cli celerità, affidavo al colonnello 1nedico prof. Federico Bacchetti, già direttore ciel centro ospedaliero di Berat, il compito di svolgere azione ispettiva e coordinatrice cli lavori. E la direzione di questi veniva affidata ad una commissione centrale presieduta dal direttore cli sanità di Armata e costituita dal colonnello Bacchetti, dai quattro direttori cli sanità dei C.A. e eia alcuni ufficiali medici dell ' Intendenza. Il colonnello Bacchetti, sentito il direttore cli sanità cli Armata, impartiva per la parte esecutiva, accentrava i mezzi concessi clall'lntenclenza Superiore Albania e dall 'Intendenza d ' Armata e costituiva presso il centro ospedaliero di Berat un ufficio centrale a cui dovevano far capo tutte le richieste e comunicazioni dei direttori di sanità dei vari corpi d'armata. L'intero campo di battaglia dell'Armata fu suddiviso fra i quattro corpi d 'armata col già citato criterio cli assegnare a ciascuno il tratto su cui aveva operato; ogni zona di C.A., venne, a sua volta, suddivisa in un nume ro vario,cli sottozone assegnate alle divisioni secondo le caratteristiche topografi che del ten~no. Ogni sottozona venne affidata ad uno o più drappeili, secondo l'ampiezza e l'entità del lavoro da compiere, ciascuno d i circa quaranta uomini al comando di un ufficiale di arma combattente e diretto da un ufficiale cli amministrazione e , in taluni casi, di ufficiali di arma combattente conoscitori della zona e di guide. Per poter rapidamente e bene disimpegnare il servizio, vennero organizzate per ogn i zona di C.A.: basi logistiche lungo le rotabili (una per C.A.); centri logistici (in genere uno per divisione); centri raccolla dislocati nelle zone eia bonificare. Ad ogni centro raccolta fu adibita una sezione disinfezione, opportunamente rin-


SAGGI YIORIC0-IS1'ITUZ/ONA I.I

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forzata e dotata di congrui quantitativi cli mezzi; ad ogni centro logistico , una sezione sanità, con salmerie e materiali idonei; ad ogni base logistica uno o due ospedali da campo, con automezzi, elementi vari dei servizi, depositi di materiale sanitario, cli faleg nameria ed attrezzi . Tale organizzazione, mobile col procedere dei lavori cli risanamento, ebbe attuazione più o meno estesa a seconda delle caratteristiche parricohu-j del terreno e del!' ampiezza delle varie zone eia bonificare . Presso il centro ospedahero cli Sinanaj venne costituito un magazzino centrale con cementeria e falegnamer ia, e furo no iv i accentrati i .materiali fornit i dall' Intendenza Superiore Alban ia e eia quella dell' 11 a Armata. Detto magazzino fu centro rifo rnitore di tutti i C.A. per le necessità inerenti ai lavori d i risanamento . IL PERSONALE: l' imponente compito del recupero e della inumazione delle salme rimaste insepolte ri velò subito che le sole sezioni di dis infezione non erano assolutamente sufficienti . Prescrissi perciò che vi fosse adibito anche il personale delle sezion.i di sanità ripiegate e quello disponibile delle sezioni di san.ità in esercizio, con una organizzazione idonea ali' inquadramento dei vari clrappeLI i e con l' ausilio cl i guide tratte dai reparti che avevano combattuto nei luoghi eia risanare. Come ho già detto, vennero costituiti per ogni C.A. , vari drappelli al comando di uffic iali cli arma combattente , formati ciascu no eia una quarantina cli m ilitari cli sanità, un uffic iale medico, un ufficiale cli amminbtrazione, un cappell ano m ilitare, aliquote cli personale tratto dai reparti d i truppa delle divisioni di ciascun C.A . Il personale venne accuratamente scelto tra quello che clava maggiore affidamento cli possedere elevate quali tà cli rendimento, di vigoria fisica e di alto senso del dovere , indispensabili per l'assolvimento di un compito gravoso e d i altissimo signifi cato morale. Ufficiali , sottufficiali, graduati, soldati d i tutte le armi e specialità sono stati ammirevoli per lo slancio, il cameratismo , l'abnegazione dimostrati nell' adempimento della difficile e p ietosa missione svoltasi in zone impervie, in condizioni ambientali difficili per l'altitudine e stato atmosferico avverso, con il pericolo sempre imminente cli gravi infezion i. Desidero in questa sede ricordare in particolare modo l'att ività, piena di e ntusiasmo e di nobile abnegazi.one, svolta dal colonnello medico prof. Virgil io De Bernarclinis , d irettore di sanità cli Armata e ciel colonnello medico prof. Federico Bocchetti , citato, direttore del centro ospedaliero cli Berat. L'opera cli questi due valenti ufficiali, sanitari cli chiara fama e uomini di alto sentire, ha reso possibile il compimento, in un tempo relativamente breve, cl i un'opera il cui significato trascende i ristretti limiti materiali per assurgere a quello cli sacra missione. Le cifre riportate negli allegati danno l'esatta sensazione dell 'imponente lavoro compiuto.


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80U.DTINO Dt.J.LA//(.'HIV/0 DEU,'UFFICIO STORICO

f 140 ufficiali ed oltre 3 .400 uomini cli truppa hanno dato onorata sepoltura a più cli 10.000 Caduti in 162 cimiteri, di cui 73 di nuova costituzione , in meno di due mesi di incessante dura fatica. Tutti, anche i più umili, compresi del nobile compito ad essi affidato, hanno prodigato senza limitazioni, opera intelligente ed appassionata; la persuasione cli adempiere ad un sacro dovere e di compiere un devoto riconoscente atto cli omaggio alla memoria dei camerati Caduti, ha animato la loro pietosa missione, confermando la profonda umanità ed il senso di fratellanza così vivi e radicati nel nostro popolo. Riassumendo le parole cli encomio che durante il corso dei lavori bo avuto modo di rivolgere a mano a mano ai singoli ed ai drappelli., sono stato lieto in questa circostanza di tributare a tutto il personale indistintamente il mio più vivo elogio apremio della sua nobile fatica.

I MEZZI: vennero forniti dall 'Intendenza Superiore Albania e dal! 'Intendenza 11a Armata nella misura necessaria e con tempestiva sollecitudine. Il P.F. Albanese ha generosamente contribuito a questa opera umanitaria offrendo gran quantità di croci di legno. Il personale venne fornito dei necessari strumenti da zappatore e da falegname. Presso i drappelli di bonifica, le sezioni di sanità, gh ospedali da campo adibiti ai lavori vennero costituiti depositi di attrezzi vari, indumenti protettivi, legname, calce, cemento, lamiere, cartone catramato, materiale sanitario , casse da morto, croci, barelle ecc . In sostanza, i mezzi furono ovunque sufficienti ed idonei allo scopo. Larghissimo uso venne fatto di deodoranti e cli disinfettanti (oltre guattrocento quintali) per mettere il personale in condizioni cli lavorare in un ambiente relativamente sano ed in un'atmosfera non eccessivamente ri:pugnante. La momentanea mancanza, in taluni casi, di materia.li non costituì mai remora al sollecito procedere dei lavori; la volontà e lo spirito di abnegazione supplirono in ogni circostanza alle immancabili deficienze. L' ATTUAZIONE: le zone in cui si è svolta la complessa opera di risanamento e di inumazione delle salme sono bene note; la loro configurazione topografica dice chiaramente quali siano stati i disagi, le fatiche a cui è stato sottoposto il personale. Le forti distanze, le lunghe disagevoli mulattiere hanno, nella maggior parte dei casi, reso assai difficile e gravosa la traslazione delle salme. Alle cause di disagio e cli difficoltà già ricordate, si devono aggiungere quelle rappresentate dal pericolo dei proietti inesplosi dissem inati ovunque che hanno provocato qualche incidente tra il personale addetto all'opera di risanamento. La ricerca delle salme fu preceduta da una accuratissima perlustrazione del terreno. Furono di grande utilità in questa opera la guida di ufficiali combattenti cono-


S;1<;(;J STORJCO-ISTITUZIONAI.I

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scitori delle wne e l'attività, ispirata ad alto senso di cristiana pietà, dei cappelJani militari. Rinvenute le salme si provvedeva al loro riconoscimento. Con l'uso di guanti antipritici o da reticolato, cli pinze e di forbici, fu possibile un'accuratissima ricerca non soltanto ciel piastrino di riconoscimento, ma anche di documenti contenuti nelle tasche e non di rado cuciti nelle fodere degli indumenti . Tale opera cli identificazione ha presentato sovente difficoltà non lievi per lo stato di avanzata decomposizione dei cadaveri e per la mancanza, in molti casi, del piastrino o cli altri documenti. Riconosciuta la salma, veniva steso il verbale e l'atto cli morte che era successi vamente perfezionato dall'ufficiale di amministrazione. Contemporaneamente, si eseguiva il trattamento a terra del cadavere con disinfettanti e deodoranti e veniva poi adagiato in barella a cassettone e trasportato al centro raccolta ove si trovavano le casse giunte, scomposte, a dorso cli mulo; casse cli legno foderato di cartone catramato con uno strato di calce e sabbia per assorbire il liquame . Sulla cassa veniva inchiodata una croce già preparata su cui erano apposti avernice cognome, nome e ove possibile, altri dati (reparto di appartenenza, data della morte ecc.) atti a permettere la pronta ed esatta individuazione del Caduto. La salma veniva infine trasportata al cimitero che doveva accogliere i Caduti di un dato settore ed ivi inumata. Le varie fasi dei lavori cu i ho accennato , erano distintamente disimpegnate da apposite squadre di ricercatori, incassatori, trasportatori, zappatori. Non f urono risparmiate le precauzioni più rigorose s ia per l'igiene e la salvaguardia del personale addett9 ai lavori, s.ia per evitare errori nella individuazione dei Caduti. Di solito, per agevolare i lavori, questi venivano iniziati nelle prime ore del mattino, sospesi nelle ore più calde e continuati a sera fino al limite cli visibilità. 1n considerazione del lavoro particolarmente gravoso e del d isagio che ne conseguiva, ordinai che s i largheggiasse nella distribuzione cli generi di conforto al personale , dimostrando con questo, col tributo cli parole di elogio e con la concessione cli premi in denaro ai più meritevoli , l'interessamento con cui il comando dell ' Armata seguiva gli sviluppi dell'opera intrapresa. Nella maggior parte dei casi fu constatato che le salme dei nazionali che si trovavano vicino alle linee nemiche ed entro di esse, in zone cioè faci lmente accessibili per l'avversario, erano state private delle scarpe, gambali , fasce gambiere, portafogli ed oggetti personali. Accanto ad esse non erano sparsi sul terreno portafogli aperti , documenti od altro che potesse far sospettare recenti rapine; era chiara invece la constatazione cleJla s istematica spoliazione delle salme da parte del nemico. Molti i cadaveri orribilmente mutilati da bombe cli mortaio, specialmente agli arti inferiori; molti sventrati per ferite addominali; molti ancora con mortali ferite craniche. Non furono constatate, con assoluta certezza, sui cadaveri segni cli sevizie o cli mutilazioni scientemente prodotte.


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8 0ll/:,Tf/NO DELl' AR.CNl\110 DELL' UFFICIO S10!1/UJ

Non sempre è stato possibile trasportare e sistemare in un unico carico le salme vicine; l'avanzato stato cli pu trefazione ed i conseguenti fortissimi miasmi da esse emananti, la disseminazione di vermi che si produceva durante il trasporto in barella, il numero non lieve di salme giacenti in zone impervie, specie sul Golìco , per il recupero delle quali si dovette ricorrere all ' impiego cli un plotone rocciatori fornito dall '8° alpini , hanno consigliato di adottare in talu ni casi il sistema di riun ire le salme in piccoli cimiteri separati, che venivano poi conveni entemente abbelliti, circondati di grossi sassi e recintati con paletti di ferro e filo spinato. Ogn i tumulo ha la sua croce, ed a tutti sovrasta in ogn i cimitero una grande croce in legno. Sui tumuli dei Caduti identificati è stata apposta una targhetta metallica con il nome ciel Caduto ed il reparto cli appartenenza. Il cimitero di Berat accoglie nel suo sacro monumentale recinto le sal me dei Caduti del I V e vm C.A. Questo cimitero, che è il più grande dell'Albania, offrirà a oltre settecento famiglie il conforto di versare una lacrima sulla terra che ri-copre le spoglie dei loro Eroi . Il camposanto cli Sinanaj, dì fronte al settore del Golico, racchiude le salme dei Caduti del XXV C.A ., mentre quelli di Derhmi e del Logorà accolgono le spoglie dei Caduti ciel C.A .S . Aci essi si affiancano a.Itri settantatre cimiteri cli guerra cli nuova costituzione che , con gli ottantanove preesistenti e sistemati, custodiscono le salme dei d iecimila gloriosi Caduti dell'Ila Armata . Ad esse vanno aggiunte le spoglie di milletrecento Caduti greci a cui la cavalleresca generosità e l' alto spirito umanitario delle nostra gente , banno dato onorata sepoltura in appositi cimi teri, doveroso riconoscimento del vincitore verso un avversario che ha duramente e valorosmnente contrastato l' impeto irresistibile delle nostre truppe. PROPOSTE: l'opera compiuta, se può dirsi co mpletata, necessita però di una continua attività di miglioramento, di manutenzione e di sorveglianza, per impedire che l'azione degradante del tempo e degli agenti atmosferici possa menomarne l'i ntegrità . Lo spostamento del!' 11 a Armata per l'occupazione della Grecia rende assai. difficoltoso, se non impossibile, il continuare in questa attività. D 'altra parte ritengo che tali compiti non possano continuare ad essere affidati a persone e reparti la cui destinazione, continuamente variabile, non può garantire la necessaria continuità d'azione. In considerazione di ciò e delle necessità di avere un organo cli informazione per le famigl ie dei Caduti e per la raccolta e tenuta dei dati e dei documenti compilati , riterrei opportuno dare attuazione a quanto segue: a) affidare ad apposito ente la manutenzione e la sorveglianza dei cimiteri del!' Armata;


SAGGI STOIIICO-ISTITUZJONi\U

179

b) istituire apposito ufficio informaz ioni , con sede a Tirana o Roma cui affidare tutto il materiale documentario e statistico preparato: grafici, schedari , piante, cartine, elenchi ecc. Tali compi ti potranno essere utilmente affidati al commissariato per le onoranze ai Caduti in guerra , cli recente istituzione. CONCLUSIONE: in meno di due mesi di incessante, dura fatica, l'opera, nobile e pietosa, di dare onorata sepoltura ai gloriosi Caduti dell' 11 a Armata ha avuto degno compimento. Quali siano stati gli sforzi, le fatiche, l'attività prodigata con alto spirito cli sacrificio, di abnegazione e di L1manità da guanti si sono impegnati in questa nobile impresa, dicono in particolare le notizie e le cifre contenute negli allegati e la presente relazione ill ustrativa. Ancora una volta la morte ha dato, nella sua tragica realtà, la più eloquente e gloriosa testimonianza dell 'eroismo del soldato italiano: sulle quote più alte, sulle balze più impervie, nelle vall i più anguste, ove la lotta ha infuriato in tutta la sua epica grandezza. Dal numero e dalla posizione delle salme insepolte, scaturi sce chiara e incontrovertibile la constatazione che i morti cieli' Armata hanno inchiodato inesorabilmente sulle montagne albanesi, in una lotta aspra e violenta, un avversario agguerrito , potentemente armato e a tutto deciso pur cli raggiungere gli agognati obiettivi. J nomi gloriosi del Golico , del Trebescines, dello Scincleli, di Monastero, di quota 731, del Logorà, sono già consegnati alla storia, e si affiancano a quelli immortali del Carso, dell'Isonzo , d~l Grappa, del Montello e del Piave. La terra albanese a cui è affidata la sacra missione cl.i custodire il sacrificio e Ja gloria dei. diecimila Caduti dell' 11 a Armata, trarrà da tanto sangue gene rosamente versato, nuovo motivo, il più sublime tra tutti, per sentire i propri destini ancora più indissolubilmente legati a quelli , fulgidi di gloria , dell'Italia Imperiale. IL GENERALE COMANDANTE DELL' ARMATA Carlo Geloso


180

80LLDTINO Dt:LL'AllCNIV/0 DF.U,' U FFICIO S1'0RICO

(Allegato l) Risanamento clei campi cli battaglia e sistemazione dei cimiteri di guerra Armata

dell'Ila

RIEPILOGO DEL LAVORO COMPIUTO DAL 15/4 AL I 0/6/41. ZONA ESPI ORàIA; eERSONALE:

MATERIALI E MEZZI:

Tutti i campi <l i battaglia de l VI Vili - XXV e C.A . Speciale Ufficiali medic i addeui

n. 73

Cappd ltmi milit,11·i addetti

n. 40

Ufficinli cl i altre anni

Il ,

Tl'uppa di sa11 i11'1cd altre armi

n.3426

27

_,,\ utomezzi

I) ,

32

Sai mer ie - .\1IU I i

Il .

250

Q/ li 200

R!SlJLTATI RAGQ ll JNTI:

Disinfettanti vari

Q/li ~00

Guanti antipritici

pt,ia 250

Guant i da re1ico lalo

paia 300

Casse da morto

11.1500

Croci

n. 5000

Chiodi

Qili 200

Arnesi vari

11.

Vernici

Qili 10

1500

Sapone

Q/l i 20

Cerncmo

Q/ li 500

11tvole

111.3 120

Targhc11c

Il.

Ca11one catramato

rotoli 500

3000

Larn iera 1.incma

m.2 50

Salme recuperme italiane

Il.

Salrn~ reu1pcrmc nemiche

n. 1301

2976

Cimiteri nuovi costituiti

n . 73

Cimiteri elin1i1131i

11.

non ancora prcci::;ato

Cimiteri preesistenti sistemati

Il .

89

Saime 1rnsponatc a Bcr:H e :i S irnnai

n. non ancora prccis,.uo

Totale salme sepolte in wtti i c imiteri dell' Armata

11. 9842

N .B . Si ri tiene c he le c i fre siano inferiori alli1 realtfl e <1uindi si presumono inesanczi.e èd errori che non possono modifi<"are che in parte modesta le c ifre riassunte.

LAVORI INCOMl'IIJTI·

Zona ciel Tomor (in corso)

PROPOSTF.:

a) Manmenzionc e sorvcglian'l.a dei dm i1eri dell' Armatc1

'

Zona Poggio Boschetto - Quota 802 Bubesi e parte della regione dei Mnli (in wrso) b) Creazione d i un u fficio a T irana o Roma di informazione con tuuo il materiale preparato a ~eme quadl'o luminoso. schedari compilal i secondo la Jocaliti1di sepoltura, di appartene:nt'.a a gnmdi uni ti1ed alfabetico generale, piante, ca11ine. fotogrnfic dei ci111 i1cri ec.:c.

I

e) Affidare il c imitero Monu mentale di Berai che cus todisce 73 I salme. al IV corpo d'armata.

Li 26 gi1111110 194 I


181

S,IGG/ StOll!CO-ISTITUZIONALI

(Allegato 2)

ZONA ESPLORATA

PERSONA I .E JM PIF.01\TO

COMANDANTE Ufftl i Corp(>

sanitario Col. Mccl. Direttore 12

Cappellan i

Tr. Sanità

i\hri ufficiali

7

140

4

Rocciatori

Arliè1·i

30

Di Sanilà FUSJ

Trapeli Brcgu GIiulei C .Muri1-Solin1

LHvdaril

Cap . medico MAZZARELL/\

Ciuca Feci t

Ten. Medico TAPl' AI NER

Vo~opol

Z.1brcsan Sula rvtariain Bregu Jvlona:;ti?.ic

Suesi Ciaf e Scosse Poggio Boscheu.o

·1t.1rnol'i Tege

M. Qarishia 1:-:rscke

CIM ITE RI NUOVI COSTITLJr fl

SALME RECUPER,\ T E N. 900 GRECI

ITALIAN I IGNOTI

NOTI Ul'f.

Sonuff.

Tr.

Ul'f.

SNtu ff.

Tr.

J\ot i

Ignot i

lTALJi\N I

38

1.5

276

5

I

140

3

422

13ozuki C iuca Fccir

(35) (1 8) Ciafa è Sofin1 ( 17) (3) Drns è Cais (33) Laudari

Q.549 Mali Spadari l Suesi

( 11} (3 Il

GRECI Fosse comuni


182

BOLLE.TT!NO DELl'AIIC/1/VIO DF:LL' UJ-FJCIO Sro111c o

TOTALE

TOTALE

CIM ITERI PREESISTENTI

Salme i wliane sepolte

A:VJJ>LI/\TJ E SISTEMATI

in ntt1i i c.imiLcri del I V C .A .

Salme greche sepolte in tu~li i d ini1cri dd IV

ITALIANI

Non ('Ompletamente

Esplor;c,1c

GRECI f,o::,;sc comuni

Bregu G I i ulei:

-Q.869

(97)

-Q.895 -Q. 813 -N. 4 Hregu rvlonastizie

( 15)

(88) (20 ) -50 Bargulles (30) C;c,se Laudari Q. 557 (73) C.is;i Sp.idaia -28 Ciafa è Scosse Ci3fa è MuriL -24 C iafa è M urit - 18 C iafa è Trapeli -5 C iafa è Trapeli est ( 18) Poggio Boscheuo -27

Pontè Turco

(23)

Tege

( 17)

Vocopol

(48)

Bozucki Superiore Vracule

C.A.

ZONE

(I I)

721

425

Quasisrn Erseke Sono in corso i l:.wori


183

SA(;(;/ StOR!CO-ISTITUZ!ON1\LI

Allegato 3

Comandante

Uff. corpo Cap1)Cllani Tr. S,mit;, S,1nilario

Ten. Col. ARA don. Achille

l)ircuore di Sanitii VIII C.A .

Cap. M ANAI dott. Antonio

l Ten.

ZlLOCCHI dott. Gi u,cppe

ZONA ES l.'LORATA

PERSONALE ll'v1 PIF.G.A.TO

11

Il

766

A llri Uff.

Rocci'1tori Artieri Monastero Q . 7 17- Q. 731 Q . 7 I 5800-802 nord-ovest ahi1ato Bubesi fino a 1'0111.:: Vnl Desnizz" e Spi c,1mernte Pe nd ici nord -est ] i¡ebes~ines e fondo Val Desn izzr,

Zona delle Arzc Mali T rebescincs Chiilf e Chiciocut Q. L308 Pendici N.E. Trebescincs-Costone Cresciovis. fino n B regu Pt1::tri e la Rotabile .

Zone. Han i Bal,-1ban - Tabaiani Taronin-: - Topoianit - rolabile Treb~scincs (altezza di Kli sura) Fondo valle Vojussa Ira Suca e

Preineti Zona Ura PetraniL-Vinyahu

Zona Frasheri Zona Ogren-Gostivilze Zona GeroplHt,mo


184

BOLLETt'l/1'0 vE:u.'AiiCH/V/0 Vl:U!Uff!C/0 STORICO

l SALME RECUPERATE 1634 ITALIANI GRECI IGNOTI

NOTl

S Uff.

Tr.

Uff.

14

8

229

5

C)

2

109

2

2

27

4

32

5

6

148

2

136

S.Uff.

Tr.

Nmi

Ignoti

192

8

17

80

22

(68

inumale ~ul poslo

Greci

45

Italiani

G reci

448

25

100

190 67

2

Il 8

163

13

4

11

61

85

61

2

3

121

18 1

3

36

49

7

IO

17

8

9

12

27

6

6

12

17

15

s 18

Salme

Italiani

\Jff.

30

S\ilme inviate

a Ilerat

580

Il

51&

75

382

28 1

3

798

454


185

SAGGI STORICO· IS1'!TUZIONALI

CIM ITERI PREESJSTENTI AMPUATJ E SISTEMATI

Cl MlTERI NUOVI COS"l'R UITI ITALIAN I

GR ECI

ITALIANI

27 (quota 7 17-73 1 salme 448) ( J)vedi note

25. Tombe isolate (Q. 7 17 -73 l)

Salme in cimileri ,'-\ m.:.ora irnpreci~;ati n. 16 l Bivio Hano-R,iw nia 11. 5 Bubcsi q. 7 I7

Pendici J:isL<[- 802 con salme J 19 , uno salme 7.

Il.

<:.0 1l

2 ,1. Bubesit 31

VHl!e Vocopoles 8 H)O Bubesi Q. 709 39 Qafe Muresit 15 Q. 802 N. I hi s 13 Rehova 2 12 Scialesi Q. 689 26 Scialesi n. I 55

I con 68 sal me Q. 1054

Sciatesi n. 2 13 Sciatesi n. .1 18

( ...)

n. 2 l tombe isol ate a Q. 1308 n. S tombe isolme a Nla:wnL Salme 16 1 (in vari cimileri non ancora precisati dai rep<)rti che hanno provvc· duto al reCUJk'ro e alla i11~1mazione) di relazioni alle.gHle della direzione snnità dell" V I 11 C. cl'A .

..) ~on st,hne 13 n. 6 1 tombe isolate greche

Sciatesi n. 4 7 Scialcsi n. 5 5 Sciales i n. 6 20 Sciaksi n. 7 8 Sciatesi n. 8 (F.kris) 43 Sci:ilcsi n. 9 6

Lumi Carshovcs 42 Premei.i 61 Caizza (D el Fan1c) 17 Caia:a B U Chiaf Ch iciocut 47 Le bombarde 24 Gepova 28

Glav,i 16 Hani 13abai 4

Laitiza 23 Koniti'.a 13 Leshoviku IO Monastero 448 Pavani 64

l'cllum har i 36 Premeti -Reli 29

Tcrpao 159 V. Vocopolcs 36

Sue.i 52 T rebescinc~ Canalone 28

Tn::hescines q. 742 160 Trebescincs q. 930 23 Trcbescines q. 1054 68 Klisura 45 Bcrm 73 1

TOTALE s;ilruc 2868 N.B . dalle 731 i numate a Berat occorre levare 120 Salme del I VC.A .

GRECI


186

TOTALE

801.l,/:T/JNO

TOTALE

Stilme. iwlim1e sepolte in tutti i Salme greche sepolte cimiteri del Vili C .A. Jn !lilli i cimiteri cle Jl' VIII

m;u.' AIIClll\//0 DEll' UFFICIO STOI/ICO

ZOKE

NOTE

Non completame.n te. esplorale

C.A. 2909

457

l'oggio Boschello Q. 802 Bubesi Pilrte deJJa zona dei Mali

( I ) Non si possono precisare i cimiteri nuovi costituiti nelle

zone di Bubcsi. Quota 800. non

c.::;sendo ancora pervenuti i relaTrebescines fra Suca e Klisura tivi dati de i cappellani che

E del

COSIOllC

N. E.

ha nno provveduto alla inuma-

zione delle ~alrm.: e .iJla costilu:Gione dei cimiteri.


187

SAGGI .\TON/CO· ISTITUZIONAU

(Allegato 4) l'ERSONALE IMPIEGATO

COMAN-

1-- - --.,...---- --,--- - ---,----- - -.-- - ---,-- - - -

DANTE

Uff. coqx, sanità

Ten . Col.

25

SOFIO SANTE D ireu .di

Sanità M aggiore

RJGHINI (Casale)

Capilam) SEGATORE (Ferrt1r:1}

M,1ggiorc

PANIZZOLI (Brennero) C.,pit:1110 GUERRA (Ferrar.i)

Cap. Man. l:lOLDl (Sforzesca) Capjrnno

ClMUll (Modena)

Tenente BINDE ( Bren nero) Tèl)Clllè

ORTOLANI (J ulia)

Cappellani

T r. :sani1t1

Altri ufficiali

Roccinl()ri

2200

12

4

A rtieri

ZONA ES PLORATA Vedi relazione Dettaglialtl c.k.l

XXV C.A.


188

BOLU:TrtNO Dl:.LL'AIICHIV/0 DJ:U.' UFFICIO STORICO

ICIMITERI NUOV I COSTRUITr

SALME RECUPERATE 1613 ITALIAN I

GRECI

NOTI

ITALlAN I

IG NOTI

Uff.

S. uff.

T r.

Uff.

S. uff.

Tr.

No1 i

lgnoti

64

24

93 1

24

10

560

12

4 10

Gotico,\ ( 172) Gotico B ( 104) Golico C (3 1) Kodra A ( 16) Kodnâ&#x20AC;¢ B (40) Leke li A (54) Leke li B (43) Le ke li e (52) Monastir Kodr:i (60) Onnovo (26) Nivice (9) Saliari A (35) Saliari B ( 10) Lckdushai A(4 I 2) Bence (67) Lckdusha i A (4 12) Bence (67) Lckdush,\ i B ( I 45) P. Drago! i ( 12) Lnzmi (1.50) Pesclani ( 145) GJina (79) Cacisrn A (28) Cacisrn I~ (98) Marizai A (75) M,irtolosi ( 128) Dames (7 1) Q: 1269 ( 43) 0e$Cisti (25) Bregianit (9) Malcshove ( I7) M. Bescisti (49) Mari7.ai B ( I7) S elletta Q. 11 78 ( 100)

GRECI I (56)

Q. 16 15 - 1624 2

(49)

Q. 16 15- in basso (20) 3 GolicoA 4 (25) A sud Q. 1624 (24) 5 Pendici Q. 1721 ( 16) 6 Q. 1430 Mali Palcies 7 ( 19) Q. 138 1 Bus Devrit


SAGGI S1'011/CO· !ST/TUZIONALI

TOTALE CIMITERI PREHSISTEKTJ AMPLI/\TI E SISTEMATI

(241 ) Kumcro non suffiArgirocastro (66) cicntememc acccr-

Bivio Libohovc, (8) tato Borgo1cll ini (39) Turan (440) Dr.tscio, ina ( I 33) Valona (450) Doliana (7) Dukai (8) Frnc.wni (6) Giorgucat ( 22) Dclvinaki Klisur11 Manrova Pass.:rcll:a Tepch:ni Poli kani Ponte Lulali Sellen:a Radali Scindeii Tepclcni

Sepolte in tuni Tutti i cimiteri D.::IXX VC.i\.

ITOT/\LH Salme greche Sepolte in tuni I cimiteri del XXV C./\.

ZON J1 complcta111cnte

e~plornte

(il'eci

Italiani

Sinanaj

Grnps

Salmi.: iLaliane

(12) (96) ( 13) (3) (55) (38) (35) (8 )

(12) (22)

I

1'.~336

Kumero non ,uffic1cn1ememc ;1cccr.. tuto

Tunc C~J>lorate

Note


190

B OLLE/TINO IJELL 'AIICH/\ 110 Dl:LL . UFFICIO STOIIICO

(Allegato 5)

COMANDANTE

Tcn. Col. Med . M OLJCEpl'Of. A lessandro D irect. Sanicì,

PBRSON,\ IY IMPlEG/\l'O Uff. corpo san itario

Cappellani

l5

IO

ZON/\ ES PLORATA

Truppr,

sanità 116

A ltri Uff.li

Rocciatori

Ar1ie.ri

IO

4

170

I

SALME R ECUPERATE N. 1.10

C IM IT ERI NUOVI

GRECI

ITALIANI NOTI Uff.

IGNOT I

ls.ufl'.

I Tr

I

130

C IMITERI COST RUITl GREC I

Uff.

Noti

S. uff.

Dermi . Gionn i . Vunoj .

'l'r.

s

'lèrcsa in Vnnoj

( 114)

S. Francesco Val Rodina in Vunoj s. Giov,um i ijo~co ~'lonastero

(380)

d i Stav ridhi

( 14 1) (48) ( 194)

TOTALE Snlrne italiane sepolte in lutt i i cimiteri del C.!\. Speciale

TOTALE ZOJS;E Sai mc greche coinpk1ainc111ç sepolte in tuni i esplorme cimi1eri dc.I C .A . Speciale

954

39

GRECI

Pil i,11es ( 10) Ved i relazione Kalanrns ( IO) dctrnglia1:·, Porto Edd.i (57) I piccoli ci mi tc,ri pree~ istenti in 1utta la i.ona sono slilt i rng-

gruppmi a

[gnoti

S . A mbrogio di Dhermi Giormi

CIM IT ERI PREES ISTENTI AM PLIATI E SISTEMAii

ITA LI ANI Vedi relazione

Zona Li toranea /.ona Val .Shushic,,

Tutte

NOTE


S AGGI STORICO - ISTITUZIONALI

191

Sul Guri It Opit, le salme cli alcu ni cadu ti de lla ¡'Triclentinu" attendono di essere trnsportate a va lle

Onoranze funebri ad un capitano deceduto in seguito a gravi feri te riportate in combattimen to


192

8 0LU:Tr!NO DELL'ARCHIVIO /JELI.' UFFICIO STORICO

C imi tero di guerra de lla Divisione "Sforzesca" nei pressi di Maritzai

Campo cli ba1taglia q . 731 d.i Monastero con i rudimental i tumu li di alcuni cadutj


193

S,1c;c;1 SH)!/fCO¡ JSTITUZIONAU

Cimitero d i guerra della Divisione "Bari"

Cimitero militare greco. L'iscrizione sul cancello indica "tombe degli eroi"


194

B0ll, E1TINO DElL'ANCHIVIO DELL' U!·FIC/0 STO/I/CO

Un Ufficiale Superiore in raccoglimento sulla tomba del fig lio caduto in combattimento

,..

I

~·!f

... '

L' ingresso della zona sacra di q. 731 a 'Monastero

I

ù

~ ~ ~"),


195

SAGGI S/'0/IICO· ISTITUZJONAI .I

Una crocè ed un fiore per il caduto greco rimasto ignoto

Tomba ùi un ufficiale caduto in Albania


.-

~

-:,-

__.:·~

·.

.

-·.:~::.:~..;:~

.-. .

.

;

.

•.•.,

..;

..

.Cippo a ricordo dei. caduti del XXV C .A.


l>' /

SAGGI STOIIICO-ISTITUZIONALI

Alessandro GIONFRIDA L'ordinamento del Comando Supremo delle Forze Armate nella Seconda Guerra Mondiale 1. Ufficio del capo di Stato Maggiore Generale prima della seconda guerra mondiale

Con I. 8 giugno 1925, n.8661, venne istituita la nuova carica di capo cli Stato Maggiore Generale , che, unita alla carica cli capo di Stato Maggiore dell'Esercito , poteva essere ricoperta esclusivamente da un alto ufficiale di quella stessa forza armata. Il capo di Stato Maggiore Generale, come organo interforze posto alle dipendenze del presidente del Consiglio, era responsabile degli studi e delle disposizioni necessari per il coordinamento complessivo della difesa dello Stato, della preparazione dei piani di guerra e cieli' organizzazione militare complessiva delle colonie. Faceva parte, con voto consultivo , ciel comitato deliberativo della Commissione suprema dì Difesa e presiedeva il Consiglio dell'Esercito. Aveva anche la facoltà di dare le direttive di massima necessarie ai capi di stato maggio.re della Marina e cieli' Aeronautica per il concorso di quelle due forza annata al raggiungimento degli obbiettivi comuni. Il capo cli Stato Maggiore Generale , inoltre, in quanto anche capo cli Stato Maggiore dell'Esercito, era responsabile della preparazione militare di quella stessa forza armata e, sotto questo aspetto , dipendeva dal ministro della Guerra. Infine , per tutte le sue funzioni interforze, era coadiuvato dal sottocapo di Stato Maggiore Generale.

1 Giornale 111i/il(1re l 925, di spensa 35", c ircol,1re 299, pp. I276- 1283. Sul lo Stato 1\faggiore Generale cfr. A. BIAG IKI-A. <;10KFRIDA . io S1a10 .4foggiore Gelierale tra le due guerre - verbali delle riunioni presiedute do Badoglio dal 1925 al 1937, Roma, Stato Maggiore Eserci to- Ufficio storico , 1997 (s i veda h1 bibl iograf ia pp . 37-38); r . HOTTI. Comando unico e coordiname,ao inre1forze nel pensiero militare ita/ia110 dei primi a11ni veni i, in ·'Informaz ioni parlamentari difesa\ n . 8-9 , 15 maggio J984 , pp. 74-77 ; F. noTn- v. ILARr, Il pensiero mi/ilare ilalimw dal primo al secondo dopoguerra , Roma, Stato Magg iore Eserci to- Ufficio storico, 1982 , pp . 70-78; E. CEVA. cos1ituzio11.e ejù11zioname1110 dei comando de/l'eserci10 dal 1918-1943 , in i/ problema dell'alto comando dell'eserci10 i/C/lia110 dal Risorgi111e11to al Pauo mlantico, Atti del convegno indetto d,1lla Società Sol feri no e Sa n .M artino 18- 19 sett. L982 . Roma 1985 , pp. 167-223; 10., La co11do11a italia11a della guerra - Cavallero e il Coma11do s11pre/llo 1941- /942 , M il ano. Felcrinelli . I 975. pp. 17-26; lD., Appunti per una s10ria dello Stc1to 1Waggiore Generale.fino allo vigilia della non belligeranza, pp. 207-252 , in "S toria contemporanea·· A nno X , n. 2 . aprile 1979; F. <,ELJCH, i'a//o comando delle .fòrzeanuare i/C/liane, in " Rivista di sl.01·ia mi l itare" nov. 1946-an no JJ , n.1 1, pp. 1219- 1249, 13161- 1372; M. MON'lì \ NARI, L'esercito illlliano alla vigi/fo della 2" guerra ,nondia/e, Roma, Stato Maggiore Eserc ito-Uffic io Storico, 1993 (2" ed .), pp. 341 -357 , pp. 493-570 (allegati 31 -58); M. MIJ U'J\Rl , Gli aili C0/1/ll//(li e lo guerra, in COMMISSIONE ITALIANA rn STORIA MILITARE. Le j{!rze armale e la nc1zone ita/ia11a (1915- 1943): A tti ciel Convegno cli Studi tenuto a Roma nei g iorni 22-24 ottobre 2003 , a cura cli R .H. Rainero e P. Alberini , Roma 2004, pp. 40 1-433, i n particolare pp. 415-4 I 9; SCUOLA n1 GUERIU, 7° C orso di .1·ta10 maggiore 1953-1 954-appwui di organica militare: il problema del comando delle fo rze armale in p ace e in guerra , Civitavecchia 1954; r. PIERI- G.ROCH/\T, Pietro Badoglio , Tori no, Utet, 1974 , pp . 538-554. 563-589 , 737-770; o . ROCl·IAT, /'Eserci10 i{(l/iano da Villorio vene/o e, Mussolini, Bari , Laterza . 1.967. pp. 564-575; ID., Le guerre i1alic111e 1935-1943- dal/'i111pero d.Eliopia alla disfalta , Torino, E inaudi, 2005, pp. 149- 154; STAr () :VIJ\GGIORE ESERCITO - UFFICIO STORICO. L 'Eserci10 iw/iano ira la prima e la seconda guerra 111011diale, Roma 1954, pp . 62-66, 76-78 ; F. STEr ANI, Storia della c/011ri11a e degli ordinamenti


Bou.1:T r!NO DEll'ARCHIV/0 /JEU .'UFF/CIO STO/i/CO

f Con successivo r.d.l. 6 febbraio 1927, n. 682, successivamente convertito in legge (I. 24 dicembre 1928, n . 3088), la carica cli capo di Stato Maggiore Generale venne separata da quella di capo cli Stato Maggiore dell 'Esercito e divenne accessibile anche ai massimi gradi della Marina . Il capo di Stato Maggiore Generale venne ridotto a semplice consulente tecnico ciel capo del governo per quanto riguardava il coordinamento cieli' organizzazione clifensi va dello Stato, i progetti per eventuali operazioni di guerra e le principali questioni militari delle colonie. Aveva comunque la facoltà di proporre al capo ciel governo 1e linee general i ciel piano complessivo cli guerra, specificando i compiti di massima per le tre fo rze annate; si occupava , inoltre, del coordinamento del la preparazione militare ma, nell'esercizio delle sue funzioni interforze, poteva corrispondere con i singoli capi di stato maggiore cli forza armata solo tramite i rispettivi ministeri e con il Servizio Informazioni militare per quanto rig uarda la situazione estera . Per svolgere il suo incarico , il capo cl i Stato Maggiore Generale disponeva di un proprio ufficio, denominato, appunto, Ufficio del capo di Stato Maggiore Generale che, diretto eia un colonnello cli stato maggiore o eia un ufficiale di grado equ ipollente della Marina e dell'Aeronautica con 6 ufficiali delle diverse forze armate alle proprie dipendenze, era formato da tre sezioni , competenti per l'Esercito, la Marina e l'Aeronautica. In seguito alla I. 28 dicembre 1933, n. 19893, la carica cli capo di Stato Maggiore Generale divenne accessibile non solo agli alti ufficiali dell'Esercito (marescialli d'Italia, generali d'armata e generali comandanti designati d'armata, generali di corpo d'armata) e della Marina (grandi ammiragli o ammiragli d'armata, ammiragli di squadra designati d 'armata , ammiragli di squadra) ma anche cieli ' Aeronautica (generali di squadra aerea). Con l. 30 marzo 1936, n. 8064, relativa al riordinamento del.la Commissione suprema cli Difesa, il capo di Stato Maggiore Generale venne riconfermato quale membro, con voto consultivo, del comitato deliberativo della stessa Commissione suprema. Con successiva I. 26 luglio 1939, n. 11935, il capo di Stato Maggiore Generale, presi gli ordini dal capo del governo e sentito il Ministero dell'Africa italiana, divenne responsabile della preparazione bellica complessiva delle terre italiane cl' oltremare. Le direttive conseguenti erano impartite dal capo cli Stato Maggiore Generale ai capi cli stato maggiore di forza armata, i quali avevano il compito esecutivo della preparazione alla guerra nelle rispettive sfere d'azione, mentre per le operazioni militari i comandanti superiori delle fo rze armate in Africa settentrionale;- in Africa orientale ed in Egeo ricevevano disposizioni direttamente dal capo cli Stato Maggiore Generale. Con 1. 24 agosto 1939, n. 11786, la responsabilità della preparazione bellica complessiva delle terre italiane d'oltremare, spettante al capo di Stato Maggiore Generale, venne inserita nel r.cl.l. n. 68/1927. dell'Esercito italiano, vol.11, torno 1° da \lìuorio Veneto alla 2" guerra mondiale, Roma, Stato Maggiore EsercitoUfficio Storico, 1985, pp. 76-79, pp. 205-2 11. 2 Gioma/e militare 1927, dispensa 6°, circolare 89, pp. 273-277. 3 Giornale miliwre 1934, dispensa 9", circolare 129, p. 435. 4 Giornale militare /936, dispensa 26'', ci rcolar.e 392, pp. 653-654. 5 Giomale mi!ilClre 1939, dispensa 45", circolare 662, pp. 2271-2273. 6 Gionwle militare 1939, dispensa 45", lbid., circolare 666, pp. 2280-2281.


SAGGI

199

STOK!CO-l~TITU7l()NALI

2. Il Comando Supremo delle Forze Armate dal 1940 al 1944 Secondo il r.d. 8 luglio 1938, n. 14157, relativo alla approvazione dei testi delle leggi di guerra e cli neutralità, era comandante supremo il responsabile del comando cli tutte le truppe operanti. Il 29 maggio 1940 , nell'apposita riunione tenuta a Palazzo Venezia con il capo dì Stato Maggiore Generale e i capi di stato maggiore delle forze annate, Mussolini sancì la nascita del! ' Alto comando esercitato eia lui stesso tramite il capo dì Stato Maggiore Generale (maresciallo Badoglio) 8 . Quest' ultimo, con circolare n. 5569 del 4 giugno 1940, indirizzata ai capì cli Stato Maggiore dell'Esercito , Marina e Aeronautica, cercò dì definire l'organizzazione e il funzio namento ciel Comando Supremo in caso dì guerra, precisando che il ruolo , per delega regia, di comandante supremo spettava al duce , che lo avrebbe esercitato tramite il capo di Stato Maggiore Generale al quale, in definitiva, erano attribuiti generici compiti di direzione strategica delle operazioni e coordinamento interforze . Ottenuta dal re il comando delle truppe operanti su tutti i fronti , sancito ufficialmente con rescritto reale dell ' ll giugno 1940, Mussol ini , anche in risposta alla circolare dì Badoglio , precisò in forma ufficiale , attraverso l'emanazione delle norme esecutive del 8 giugno, l'organizzazione dell'alto comanclo9 . Secondo quel documento , al capo di Stato Maggiore Generale spettava, d'ordine del "capo del governo - duce del fascismo", l'organizzazione bellica dei territori d'oltremare e la direzione strategica per lo svolgimento delle operazioni di guerra su tutti i teatri. operativi. Il capo di Stato Maggiore Generale 10 esercitava le sue funzion i tramite i capi di Stato Maggiore dell'Esercito, Mari na e Aeronautica e i comandanti superiori delle forze armate in Africa settentrionale, in Africa orientale e nell 'Egeo , i quali rispondevano a lu.i direttamente.

7 Giorn(l/e mi/iwre 1938, dispens,1 60", circolare 800. pp. 2645-276 1, in particolare allegato A, titolo I, capo I , art. I p. 2649. 8 M. ~·IOJ\TANARI, L'Esercito iraliano all(I vigilia della 2" guerra mo11diale. Roma, Stato Maggiore Esercito - U fficio storico, 1993 (2'' ed.), pp. 341-357, pp. 493 -570 (allegati 3 1-58); L . llERTINJ\RIA, Il Comando Supremo e la g11errapreparazio11e e S!udi, in COMM ISS IONE ITALIANA DI STORIA MILITARE. L'/10/ia in guerra il / 0 ( /11/10 di guerra - 1940 , a cura di A. Biagini e R.H Rainero, Roma 1991 . pp. 69-84; E. CEVA, La co11do11a i1alia11a della guerra - Cavallero e il Coma11do supremo 194/-1942. Mi lano, Feltrinelli , 1975; ID., cosri111zio11e e ji111zio11amemo del comando dell'Eserciio dal 1918-1943, in// prob/e1na dell'alto comw1do dell'Esercito italiano dal Risorgime1110 al Palio a1la111ico , Atti del convegno inde1to dalla Sccietf1Solferino e San Manino - 18 - 19 settembre J982, S tato Maggiore Eserc ito - Ufficio Storico, Roma 1985, pp. 212-223; F. BOTfI, La logisrica de/l'eserciro italiano, voi. IV, tomo .1: La logislica nella seconda guerra numdio/e (}940-1943j, Roma, Stato Maggiore Esercito- Ufficio storico. 1995. pp. 11 7- 125; E. r:,,LDELL,\, L'llalia nella seconda guerra mondiale, Bologna, Cappell i, I 959, pp. 119- I 62; STATO M,\GGlORE ESERCITO - UFFICIO STOR ICO, fo Africa Setle,uriollale: la preparazio1u! al co1ifli110- l'avanzala SII Sidi El Barrani (0110/Jre !935- se11e111/mJ /940), Roma, Rcg io1wle, 1955; r-. STErANJ, S1oria della do1rri11a e degli ordinamenli dell'esercilo if(,/iano cit. , voi. II , tomo 2° /(I seconda guerra, Roma, Stato Maggiore Esercito - Ufficio Sto-

rico, 1985, pp. 233 -238.

9 Lenera del duce al capo cl i stato maggiore n.1/D di proL in data 8 git1. 1940 in alla vigilia della 2" guerre, mondiale cit., ali. 54, pp . 564-565 .

M. MO.'iTANARI,

l.'Eserci10 ilaliano

IO Nel secondo conflitto mondiale i capi d.i Stato Maggiore Generale furono il maresciallo Badoglio (da l 4 maggio 1925 al 4 dicembre 1940}, il maresc iallo Cavallero (dal 6 dicembre 1940 al 1° febbraio .1943}, il genera le Ambrosi<1 O (dal I O febbraio 1943 al 18 novembre 1943}. il maresc iallo Mes$e (dal l 8 novembre 1943 al I maggio I 945) e il generale Tren.an i (dal 1° maggio).


200

801.LETrlNO DEU..'AIICNfll/0 DEU ' UFFICIO STON!CO

f 1130 maggio 1940, attraverso la mobilitazione dello Stato Maggiore Generale, fu costituito il Comando Supremo delle forze armate al cui vertice fu posto il capo cli Stato Maggiore Generale (maresciallo d'Italìa o generale d'armata), coadiuvato dal sottocapo (generale d 'armata o di corpo d'armata) e dal generale addetto (generale di divisione o di brigata) dal quale dipendevano 2 segreterie particolari, rispettivamente del capo e ciel sottocapo di Stato Maggiore Generale, 6 uffici (Ufficio del generale aclcletto, Ufficio Operazioni, Ufficio Informazioni, Ufficio Comunicazioni elettriche, Ufficio Cifra , Ufficio segreteria), il Quartier generale, un ufficiale superiore dei carabìnieri e due ufficiali medici 11 . Con decreto del capo del governo del 27 giugno 1940, la Commissione consultiva per il diritto cli guerra diveniva organo cli consulenza del Comando Supremo 12 .

Organigramma 1: ordinamento del Comando Supremo del maggio - giugno 1940

Comm issione consultiva per il diriuo di guerra

Capo di Stato Magg iore Genera le

Segreteria panico lare

I

y

Sottocapo di Staco JV!aggiore Generale

Ufficiale superiore dei

Segreteri a partico lare.

Carabi ni eri

Reali

Gene rale Addetto

Ufficio de.J <renera le

Ufficiali superiore ed inferiore medici

Addctco

Ufficio

Ufficio

Ufficio

Operazioni

informazioni

com un icazioni

Ufficio Cifra

Ufficio

Quartier

segreteria

generale

elettriche

li 1° ottobre, con ordine cli servizio 11. 3313, entrò in vigore il nuovo ordinamento del Comando Supremo. Diretto sempre dal capo cl.i Stato Maggiore Generale, coadiuvato a sua volta dal sottocapo e dal generale Addetto, dai quali dipendevano 2 segreterie particolari, venne formato da tre reparti, costituiti a loro volta da una serie di uffici: Reparto segreteria di Stato Maggiore (Ufficio comunicazione , Ufficio

11 A . BIAGINI - F. FRA:JTOI..JtLO , Diario s1orico del Co111ondo Supre1110, Roma, Slalo Maggiore Esercito- Ufficio storico, 1986, voi. I (1 1.6 .1 940 -31.8.1940), tomo I Diorio , pp. XV - XIX, p. 3; cfr. Hformazioni provvisorie di guerra dello Stato lvlaggiorc Generale", giugno 1940, in Arc hivio cle ll 'Ufticio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito (da adesso in poi AUSSME), fondo M-7 circolari vari uffici, b . 408, fase. 4. 12 Giornale mi/ilare 1940, dispe nsa 36°, circolare 513, p. 1666. 13 Ordine di servizio n. 3 elci Comando Supremo, in data 29 sett. J940 in AUSSME , fondo 1-4 carleggio Stato Maggiore Genernle- Com.ando su.premo- Staio Maggiore Difesa, b. 9 , fase. 5.


201

S AGGI STOR!CO-!STIJ'UZIONAI.I

stampa e propaganda, Ufficio segreteria, Ufficio cifra, Quartier generale) , I Reparto (Ufficio Operazioni , Ufficio Informazioni, Ufficio Addestramento) e Il Reparto (Ufficio Ordinamento, Ufficio Servizi e potenziale bellico, Ufficio personale e affari vari).

Organigramma 2: Ordinamento del Comando Supremo dall'ottobre 1940 al 1941

Comm issione consultiva per il d irillo d i guerra

Capo d i Swto Maggiore Generale - -........__ Segreteria particolare

____ _ ___ '.{

Sono Capo di StaLO Maggiore Generale

---..

T

Segreteria particolare

Generale acldeuo Capo Reparto Segreteria di Stato Maggiore

Ufficio Comunicazione

Ufficio Segreteria

Ufficio Srnmpa e Propaganda

Ufficio Cifra

Quat1ier Generai

Capo I Reparto

Ufficio Operazioni

U fficio Ad destramento

Ufficio .I nfor mazioni

Ufficio Ordinamento

Ufficio Servizi e Potenziale bell ico

Ufficio PersoMle e Affari vari

Con circolare del capo di Stato Maggiore Generale del 10 giugno 1941 14, il Servizio informazioni militari (S.I.M.) venne riunito all' Ufficio "I" del Comando Supremo e, conservando la stessa denominazione, venne a dipendere per la parte tecnica dallo Stesso Comando Supremo e per la parte discipl inare e amministrativa dal gabinetto del Ministero della Guerra. Per effetto della nuova disposizione, il S .l.M. divenne responsabile della valutazione delle notizie e della compilazione della situazione avversaria , dell'attivitĂ difensiva per l'Esercito, della censura posta estera e pri-

14

Circolare n .578 del capo d i Stato lVfaggiore Generale , in data IO giu . 1941 , in AUSSME, fondo M-7 cii. , b.579,

fase. I.


202

80tlf:!TJNO DELL'ARCHIVIO V ELL' U FFICIO STORICO

f g ionieri di guena , della condotta dell'azione occulta rivolta verso obbiettivi informativi particolari , della propaganda a favore del segreto militare e, soprattutto , del coordinamento dell'attività dei servizi d'informazione delle tre forze armate 15 . Per quest' ultimo fi ne furono costituite le apposite sezioni: Esercito, Marina e Aeronautica . Con I. 18 ottobre 1940 , n .27 116, venne sancita ufficialmente il funzionamento della carica di sottocapo di Stato Maggiore Generale, precedentemente abrogata con r.cl .l. 6 febbraio 1927, n. 68 , ma in realtà già attiva clal 10 giugno 1940. Con r.d.1 . 27 giugno 1941 n. 661 17 , le funzioni ciel capo di Stato Maggiore Generale in guerra , quindi come responsabile del Comando Supremo delle forze armate, furo no finalmente chiarite. Secondo quel decreto, il capo cli Stato Maggiore Generale era preposto all ' alta direzione e al coordinamento dell'organizzazione e della preparazione militare dello Stato nel territorio metropolitano e nelle terre d'oltremare. Esercitava la vigilanza sull'attività complessiva cli ogni singola forza armata, eia lui, infatti , dipendevano direttamente i capi cli stato maggiore dell' Esercito, Aeronautica e Marina . Faceva, inoltre, parte della Commissione suprema cli difesa e cli ogni commissione competente sulla difes a nazionale, proponeva al "duce del fascismo-capo del governo" , a cui rispondeva di tutta la sua attività, le linee generali del piano complessivo di guerra specìficando anche i compiti cli ciascuna forza armata . Coordinava, infine, l'attività dei diversi servizi di informazione e, in parte, la produzione bellica. Per l'esercizio delle sue attribuzioni era previsto il funziona mento di un articolato stato maggiore al quale era assegnato, con compiti cli coordinamento interno dell'attività dei diversi uffici, un generale o ammiraglio addetto . La carica di sottocapo era, invece, stata abrogata. II decreto legge fu converb to in legge (I. 5 dicembre 1941, n. 1507 18) , con alcune modifiche che rafforzarono ulteriormente i poteri del capo di Stato Maggiore Generale. In seguito alla nuova normativa e per volontà del generale Cavallero, nuovo capo di Stato Maggiore Generale dopo Badoglio , il Comando Supremo fu completamente riordinato 19. AI vertice dell'organizzazione vi era sempre il capo di Stato Maggiore Generale , che aveva a disposizione una propria segreteria particolare ed era coadiuvato dal Generale addetto dal quale dipendevano il I, II e il III Reparto, il Servizio informazioni militari, l' Ufficio economia di guerra (Sezione trattati e convenzioni, Sezione finanziaria, Sezione ecomico-industriale) e l'Ufficio comunicazioni (Sezione filo, Sezione radio, Sezione segreto comunicazioni e coordinamento )2°. Il l Reparto era costituito dall' Uffi cio Operazioni (Sezione scacchiere occidentale, Sezione scacchiere orientale, Sezione scacchiere Africa, Sezione Marina, Sezione Aeronautica) , dall ' Ufficio

15

c . AM É, Guerra segreta in. lwlia /940-/943. Roma, Casini, 1954, pp. 59-66. 1940, dispensa 60", circolare 800, pp. 2645-2761. 17 Giornale mi/il(lre /94/, dispensa 39", circolare 576, pp. 1738-1742. l8 Giornale militare /942 , dispensa 6", circolare 89, pp. 237-238. l9 Organign1111ma del Comando supremo senza data, presum ibilmente del 194 .1 , in AUSSME, fondo L-3, Studi Particolari, b. 300, fase. 6. 20 Per un breve periodo l' Ufficio Economia di guerra e l' Uffic io Comunicazioni costituirono il IV Reparto del Comando Supremo.

16 Giornale militare


203

SAGGI STOIIIC0-1srrrUZIONAU

ord.inamento e addestramento (Sezione ordinamento , Sezione addestramento) , dall'Ufficio situazione (Sezione storica, Sezione situazione, Sezione bollettino) e dall'Ufficio stampa e propaganda (Sezione stampa e censura, Sezione propaganda e collegamenti estero, Sezione assistenza e collegamenti interno) . Il II Reparto era costituito dall'Ufficio servizi (Sezione scacchiere balcanico, Sezione scacchiere orientale e territorio metropolitano, Sezione scacchiere Africa) , dall'Ufficio carburanti e trasporti (Sezione carburanti, Sezione trasporti) e dall'Ufficio potenziale bellico (Sezione armamenti e motomezzi , Sezione materie prime e materiali aviomarittimi) . Il ITT Reparto era costituito dall ' Ufficio segreteria di stato maggiore, dal] ' Ufficio personale (Sezione personale, Sezione ricompense), dall' Ufficio affari generali (Sezione giuridica, Sezione prigionieri, Sezione statistica, sezioni affari generali) dall'Ufficio cifra e dal Quartier generale .

Organigramma 3: Ordinamento del Comando Supremo dal 1941 al febbraio 1943

Segreteria

particolare Comm issione consultiva per il diritto di guerra

Servizio informazio ni miliiarc

¡,,,"-~I _'--= U=f= fi di "= - i= og=ec =¡(= >n=o=m=ia=~ .= uerrn

L

Ufficio Com unicazioni

Capo I Reparto

Ufficio Opcrn ion i

Capo 1l

[

Ufficio stampa e Propag,anda

Ufficio Situ azione

Uffic io Ordi namento e Addestra mento

Repm10

Ufficio

Ul'J'icio

Ca rbura nti e trasporti

potenziale bellico

Ufficio Servizi

Capo JII Reparto

Ufficio Segreteria di Stato Maggiore

Ufficio Personale

Urricio affari generali

Ufficio Cifra

Quartier Gene n1k


'.204

0

B onr;TTJNO Dt:LL ! \ RCll{V/O v t:u .'UFFICIO Sm111co

f Con r.d.J. 6 febbraio 1943 n.63 2 1, convertito in legge (I. 10 maggio 1943, n.514)22 , fu ripristinata la carica cli sottocapo di Stato Maggiore Generale23 . Il 16 febbraio 1943, per ordine del nuovo capo di Stato Maggiore Generale, generale Ambrosio, l'organizzazione interna del Comando Supremo fu semplificata 24 . Alla vigilia dell'armi stizio il Comando Supremo, presieduti sem.pre dal capo cli Stato Maggiore Genera le, coadiuvato dal sottocapo e dal generale acldetto2s, era formato dal 1, 11 e III Reparto e dall 'Ufficio traffico26. Il I Reparto era costjtuito dall'Ufficio Operazioni Esercito , dall 'Ufficio Operazioni Marina , dall 'Ufficio Operazioni Aeronautica e dall'Ufficio Comunicazioni. Il II Reparto era costituito dall'Ufficio Carburanti, dall ' Ufficio Economia di guen-a e dall 'Ufficio Servizi. Il lIJ Reparto era costituito dall 'Ufficio Personale, dall 'Ufficio Affari general i, dall'Uffi cio Cifra e dal Comando quartier generale . Dopo il 25 luglio 1943, caduto il fasci smo, Vittorio Emanuele lll riassunse il comando delle truppe operanti, delegato a Mussolj nj nel giugno 1940, ri acquistando, così , in tutta la sua valenza istituzionale il ruolo di comandante supremo delle forze armale. Con bando del 1° agosto 194321 del comandante supremo delle forze armate furono delegati alcuni poteri relativi alla giustizia militare al capo di Stato Maggiore Generale .

2 l Giomale militare 1941 . dispensa 14·'. circolare 184. pp. 482-483. 22 lbid .. dispensa 37' . circolare 442. 1 3 Giornale militare /9./3, dispensa 1.i• . circolare 184, pp. 482-483. 24 Diario storico del Comando Supremo, 16 febbraio 1943 , p. I I , in AlJSSME, fondo N-1 1, diari s1orici 2" guerra 111011diolr:, b. 1443; pubbl icato in STATO MACGIORB ESERCITO- UFFIC IO STORICO, Diario .rtorico del Co111a11do S11pre111o . voi. IX ( 1. 1.1943-30 4. 1943). Tomo I (cesto) . a cur,1 di A . Biagini e I'. Fratto ll illo. Ro ma 2002 , p. 400. 25 Nell'organigramma dell' Ord inamento del Comando Supremo all'8 settem bre I 943 allegato lellera n. -l 181 dello Stato Maggiore R. Aeronautica - Ufficio ·r. in data 21 011 . 1944 con allegato (AIJSSME. fondo 1-3 carteggio rl'rsa· 10 dallo S1t110 Maggiore Difesa- Stato Maggiore Ce11era/e- Coma11d s11premo, 2" !illNm 111011dialf', b . 43, fase . 4) manca la figura de l Genera le addctlo . C iò si spieg.i in qu anto dal 6 febbraio al 6 St!lle 111brc 1943 era Gene ni le Addetto il generale cli brigata G iuseppe castellano che dal 7 settembre divenne c.ipo della speciale m issione incari cata di 1r.111are l'Annistizio cfr. AUSSME, Raccoha delle biografie. b. 1-l. fasc .46. copia dello Stato di servizio. 26 Lettera n. 4 181 dello Stato \.faggiore R. Aeronautica - Ufficio ··1... in data 21 011. 1944 con allegato organigramma dell' Ordinamento de l Comando S upre mo all' 8 se1te 111bre 1943 cit. , in A USSME, f'o ndo 1-3 car1eggio versato dallo Stato /vlaggiore D!f'e.m (Simo Moggiorc Ge11era/e- Co111a11do Suflremo, 2" guerra 111011dia/c) b. 43, fase. 4. 27 0ium ale miliwre / 9./J , dispensa 45'. c ircolare 522. pp. 1645-1 646.


205

S1\CCI STORICO- ISTITUZ/ONJ\U

Organigramma 4: Ordinamento del Comando Supremo dal febbraio 1943 all'8 settembre 1943

_______,.,./.,,..., Comm issio ne co nsu ltiva pe r il diritto <l i guerra

Capo di Stato Magg iore Generale

Segrete.ria partico lare

Sono Capo di Stato Maggiore

Segrete ria

Ge nerale

partico lare

ri

Servizio .i ,~ for ma,do~ mlluare

1----,jl

Ge ne ra le addetto

~

~

'--LUfficio Tra fl~

' - -- - ~ i - -- - '

l

_J

I L

I

Capo I Reparto

Ufficio O perazioni Ese rci to

I

lI

Ufficio Ope ra7,io ni Marina_ _J

Ufficio O pernion i

Uffi cio com unicazioni

Aeronautica

Capo li Rc paito

Ufficio Carb uran ti

Ufficio Servizi

U ffi cio Eco no mia

I

di guerra

Capo I rr Reparto

Uffic io Personale

Ufficio affari general i

Uffi cio Cifra

Qua nier Ge ne rale

Poco dopo 1'8 settembre 1943 , presso il nuovo governo Badoglio, riprese a funzionare il Comando Supremo delle forze armate, che , cli fron te alla nuova simazione derivata dall'armistizio con g li anglo-americani, dovette modificare e ridurre le proprie ft:mzioni- In pratica il capo cli Stato Maggiore Generale , non avendo più il controllo di nessuna unità operativa, svolgeva, in definitiva, la semplice funzione cli consigliere delle autorità alleate in Italia2S.

28 s. LO!. / rapponifro alleati e. italia11i ,iel/a cobelligemnw, Roma . S1a10 Maggiore EsercilO· Uffic io storico , 1986, pp. 12 5 - 144: 1.. r1E1rnNARIA, il <.Ym1ando dell 'Eserciro dal 1943 al patio a1lc1111ico, in il problema dell'alto comando de/l'esercito italiano dal Nisorgi111ento al Pa110 atla111ico, Alli del convegn(l indetto dalla Società Solferino e San Martino - 18 - 19 settembre 1982 cil.. p p. 225 -238.


206

B OLLETTJNO DELL 'ARC:NJ\!/0 Déll'U fftC/0 STO/I/CO

Alla data del 5 ottobre 1943 , il Comando Supremo, sempre presieduto dal capo cli Stato Maggiore Generale, coadiuvato dal sottocapo , era costituito dall' Ufficio Operazioni, dall' Ufficio Informazioni (Servizio informazioni militare), dall'Ufficio segreteria - Affari vari e quartier generale e dal Servizio propaganda29.

Organigramma 5: Ordinamento del Comando Supremo nell'ottobre 1943 Capo cl i S tato tv1aggiore Generale

Servizio propaganda

Souo Capo di Stato

Ufficio Operazioni e Sezione storico

U fficio Info rmazioni (servizio lnform a:cioni mi litare)

Ufficio seg reteria e A ffari vari

Quartier generale

Il 1° novembre 1943 l'organizzazione del Comando Supremo si presentava già più articolata, era infatti formato dal Reparto Operazioni e dalla Missione militare presso il Comando in capo alleato. Il Reparto Operazioni, a sua volta, era costituito dall' Ufficio omonimo , dall'Ufficio Informazioni (Servizio informazioni militare) e dalJ ' Ufficio Affari vari, dal quale dipendevano il Quartier generale, l'Autodrappello e la Sezione carabinieri reali3U. Il l O dicembre 1943, il Reparto,operazioni assunse la denominazione cli Reparto Operazioni ed Informazioni, mentre l'Ufficio affari vari assunse la denominazione cli Ufficio Affari civili- Affari vari e Segreterìa31 •

29 Specchio relativo all'organizzazione del Comando supremo , in data 5 ot t. 1943, in ALJSSME. fo ndo 1-3 c ii. b. 43, fase. 4 . 30 Organigrnn, ma del la costi tuzione ciel Comando supremo alla data del 1° nov. 1943, in AUSSME, fondo 1-3 c ic. b. 43 , fase. 4. 31 Specchio relativo all'organizzaz ione del Comando supremo , in data I O di c. 1943, in AUSSME, fondo fase. 4 .

I-3 ci t. b. 43,


'2UJ

SAGGI STOJ<!CO· IS1'ffUZION,\L/

Organigramma 6: Ordinamento del Comando Supremo nel novembre- dicembre 1943

-i-Nuc l~~. ufficiali a

Cnpoct8·

Srn10 Maggiore Generale

I

r - :lissionc mili1arc presso il Comando in capo allc.110 Sono Capo cli Srnto M.iggiorc Generale

1 I

~

Capo Re parto Opcni'Lion i e I nfonnaLio ni

. _ _ _ _ _ ~_

Ufficio Opcrazion: J

Ufficio ln l"ormazio ni (servizio Informazioni mìlìiarc)

-

I

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e]

~I- U-f-fic-·iJ crsonale segrc1..:ria · Affari Affari civili

I___::_·

L ~

I

ian: - i gc ner~

Nel 1944 il Comando Supremo venne più volte riordi nato . Tra il gennajo e il febbraio 1944. l'alto comando delle forze armate, sempre presieduto dal capo di Stato Maggiore Generale, coadiuvato dal generale addetto . era formato dal gruppo ufficiali a dispos izione , dal la Missione militare italiana presso il comando in capo alleato e dal Reparto Operaz ioni ed Tn formaz ioni.11 Reparto Operazioni ed Tnformazioni , a sua volta , era formato dall'Ufficio Operazioni , dall ' Ufficio Informazioni (Servizio informazioni militare), dal! ' Ufficio telecomunicazioni, dal l'Ufficio Affari civi 1iAffari Vari e Segreteria (po i Ufficio affari vari) e dal Quartier generale> 2 •

3 2 Specchio rela1Ì\o all'organizzazione del Comando supremo. in data 1° gen . 194-t: elenco relativo alla "cos1i1uzionc del comando supremo alla data ciel 26 reb . 1944". in AUSSME. fondo J-3 cii. b. 43, fase.~.


208

801.u:n,No /Jt:U.'ARCH/\//0 DELL'UFFICIO STORICO

Organigramma 7: Ordinamento del Comando Supremo nel gennaio -aprile 1944 Capo di Stato 11aggiore Generale

~

Generale e Nuc leo ufficiali a dispos izio ne

!Vlissio ne militare presso il Comando in capo alleato

Capo Reparto Operazioni e [nfo rmazioni

Ufficio Operazio ni

Ufficio I nfo n nazioni (servizio I nforniazion i militare)

Ufficio Personale e segrc.tcria - Affari [ iri - Affari civili

Ufficio teleco mu nicazioni

J

Quartier generale

Tra il 7 e il 9 maggio, il Comando Supremo assunse il seguente ordinamento interno: Ufficio del capo di Stato Maggiore Generale , I e II Reparto. Il TReparto era formato dal] 'Ufficio Operazioni, dal! 'Uffic io Telecomunicazioni , dall'Ufficio Affari vari (comprendeva anche il Quartier generale, l'Ufficio Amministrazione e l' AutodrappeUo) dall'Ufficio politico e stampa e dall ' Uffi cio accertamenti . Il II Reparto si identificava con l'Ufficio Informazioni (Servizio informazioni militare ) 33 .

33 Ci rcolare ciel Coman<lo supremo, n. I02897iav., in data 7 mag. 1944; lettera n. 12936/op del Co111anclo Supremo alla commissione alleata di controllo, in data 9 1111,g. 1944, in AUSSME fondo I-3 cit. b. 43, fase. 4 .


'.LU'::J

SAGGI STOIIICO-IS'/'/'l'UZIONAll

Organigramma 8: Ordinamento del Comando Supremo nel maggio -luglio 1944 Capo di

Uffic io del capo d i Stato Maggiore Gcnemlc

I ~

S1aro Maggiore Generale ~ - -'

.,,,.,,, ,,.,,,.

l

r----

Missio ne mili 1are presso i l Comando in capo alleato

Generale Addetto

,----~- - ~ Capo I Rcpano

r-

Cfficio~

~omunica~ f

Ufficio Affari vari

_J

I I

L,, L. I

pohllco militare

II

I

accertamenti

__,

Uffici~ 1\nuninistr~zio~

,--------'~------~ I

Il Reparto-Servizio loformazioni militari

JI 3 agosto 1944, il Comando S upremo assunse il seguente ordinamento: presidenza commissione accertamenti e uffic i dipendenti direttamente dal capo cli S tato Maggiore Generale (Ufficio collegamento con la Commissione cli controllo alleata , Ufficio collegamento con il Ministero degli affari esteri , segreteria particolare denominata anche Ufficio ciel capo di Stato Maggiore generale , Ufficio accertamenti), I Reparto (Ufficio Operazioni , Ufficio te lecomunicazioni , Ufficio Affari vari) e II Repa1to (Servizio informazioni militare, Ufficio stampa, U fficio patrioti) dipendenti dal generale addetto al capo di Stato Maggiore GeneraJe3 4 â&#x20AC;˘

34 C ircolare del Coma ndo supremo . n . 104482/av., in data 3 ago. 194-1 in AUSS~11! . fondo 1-3 cit. b. 43 . fase. 4.


2 1.U

0

Rou,t?nwo DELL A RCH/\IIO Dl;LL'Uff!C/0 STO/I/CO

Organigramma 9: Ordinamento del Comando Supremo nell'agosto 1944

Presiden te commissione accerta menti

Capo di Stato .,,,,-- Maggiore Generale ----·

~___

Uffic io accc11amenti

~

_ ...,__ _ Ufficio del capo di Stato Maggiore Gene ra le (Segreteria)

'----..

j

I

con Allied '~ ·· ~--:=U =t=·fi=c=I'io=c =:= o l=le=gContro! =a=m::e=n=to;--' Commission

1

Ufficio collegamento con il Ministero esteri

Generale Addetto

Capo I Reparto ù n icio Operazioni

Ufficio telecomu nicazioni

Ufficio Affa ri vari

Capo Il Reparto

Servizio Info rmazio ni mil itare

Uffi cio Stam pn

Ufficio patrioti

3. Dallo Stato Maggiore Generale allo Stato Maggiore Difesa (1944-1948) li 9 agosto il Comando Supremo cambiò denominazione in Stato Maggiore Generale35 . II 30 settembre Io Stato Maggiore Generale fu riorganizzato assumendo il seguente ordinamento interno: uffici dipendenti direttamente dal capo cli Stato Maggiore Generale (Ufficio collegamento con i I Ministero degli affari esteri, Segreteria particolare denominata anche Ufficio del capo· ~ i Stato Maggiore Generale , Ufficio Accertamenti); I Reparto (Uffic io collegamento con la commissione alleata di controllo , Servizio informazion i militare, Ufficio Affari vari, Ufficio stampa) e II Reparto (Ufficio Operazioni, Ufficio Telecomunicazioni , Ufficio Patrioti) dipendenti dal generale addetto al capo di Stato Maggiore Generale36.

35 Circolare ciel Comando supremo n. J4600iop., in daca 9 ago. 1944, in A USSME , fondo J-3 cit. b. 43, rase . 4 . 36 Circolare dello Stato Maggiore Generale 11. 740 RP/av., in d,1ta 30 sctt. 1944 in AtJSSM E fondo M-7 cit. b. 408,

fasc.4.


21 1

SAGGI STQ/1/ç()-ISTffUZIONALI

Organigramma 10: Ordinamento dello Stato Maggiore Generale nel settembre 1944

Capo di Scato

Ufficio

laggio re

~ 1

-

accerta menti

Ufficio co llegamcnro con il Mi nistero esteri

Generale

Ufficio del Ca po d i Stato

I

rvlaggio re ge nera le (Seg reteria)

I.

l I Ufficiali di Collega mento co n 1· All ied Co mro l Co mmission

Capo I Reparto con funzio ni d i Ge nerale Addetto

I

I

Servizio [nfon nnioni militare

,,

- -

I I Ufficio Opera;doni

Capo Il Reparto

I

Ufficio rcleco 111 u 11 icazion i

Ufficio Affari vari

Ufficio St ampa

I Uffi cio patrioti

Il 30 ottobre 1944 l'organizzazione interna dello Stato Maggiore Generale fu nuovamente modificata assumendo fino alla fine della gueffa il seguente ordinamento: uffici dipendenti direttamente dal capo cli Stato Maggiore Generale (Segreteria particolare, Ufficio collegamento Ministero affari esteri), uffici dipendenti dal generale addetto (Ufficiali di Collegamento con l' Allied Contro! Cornrniss ion , Serviz.io Info rmazioni militare, Ufficio telecomunicazioni, Ufficio accertamenti, Ufficio affari vari),Reparto Operazioni (Ufficio Operazioni , Ufficio Stampa , Ufficio Patrioti)37 . Il 31 gennaio 1945 l'Ufficio patrioti fu sciolto3s .

:17 Lettera n. 8.16 RP/AV de l Generale addwo allo Stato Maggiore Generale i.n data 30 ottobre 1944. in AUSSM E fondo M-7 cit b 408 , fasc.4 38 Lettera de ll 'U fficio affari vari dello Stato iv laggiore Ge nerale n.30566/AV in data 3 I gen. 1945 , in AUSSME, fondo ìVl-7 cit. b. 408, fase. 4 .


212

BOllf:ITINO DElL'AIICHIV/0 m ,1.1,'UFFICIO STORICO

Organigramma 11 : Ordinamento dello Stato Maggiore Generale dall'ottobre 1944 al maggio 1945

Capo ùi Stato Sc.greterìa particolare

Ufficio

~ M - a-g..gi_o_ rc_ _ Generale

lr-......______L_ c_o_ l le_g_a_ m_ eaffari ,_n_ o co _n_ il Mi nistero esteri

Generale Adderto

Ufficiali di Collegamc nro con l '.A.llied Contro l Corn mission

Ufficio Operazion i

Servizio Informazio ni mil itare

Ufficio rclccomunicazion i

Ufficio

Scampa

Ufficio ac.:certame nti

Ufficio Affa ri vari

Ufficio patrioti gennaio I 945)

* (sciolto il 3 I

Terminata la guerra , con d.l.lgt. 31 maggio 1945, n. 34639, furono definìte le attribuzioni del capo di Stato Maggiore Generale in tempo di pace. Il decreto luogotenenziale assegnava a quell'alta carica militare funzioni consu ltive , per quanto riguardava le relative questioni tecniche a due o più forze armate. Il capo cli Stato Maggiore Generale , posto alle dipendenze del presidente del Consiglio, poteva, inoltre, corrispondere, per il tramite dei rispettivi ministJi, con i capi degli stati maggiore dell'Esercito , Marina e Aeronautica, i qual i, però non dipendevano più da lui direttamente, conservando solo l'obbligo di informado sulle questioni interforze. Anche l'ordinamento interno dello Stato Maggiore Generale veniva ridotto , .il decreto, infatti, prevedeva il funzionamento d i un unico ufficio (l'Ufficio del capo di Stato Maggiore Generale) diretto da un generale di brigata o colonnellQ (o ufficiale corrispondente per Marina e Aeronautica) e formato eia 9 ufficiali, 3 per ciascuna forza armata. Dal capo cli Stato Maggiore Generale dipendeva anche L'Ufficio ciel generale delegato presso la Commissione per lo studio tecnico dei confini italiani che , il 24 febbraio 1947, passava alla dipendenze dello Stato Maggiore dell 'Esercito40. Con d.l. 21 apri le 1948, n.9554 1, il capo di Stato Maggiore Generale assumeva la denominazione cli capo di Stato Maggiore Difesa, veniva posto alle dipendenze ciel

39 Giornale m i/ilare /945 , d i~pens~ 10". c ircolare 287. pp. 1223- 1225. 4o Lette ra del gabinetto cie l ministro della difesa 11. 204340 /lf in dma 24 feb . 1947. in AUSSME, fondo 1-3 ciL b. 43. fase. 4. ' 11 Giornale mili1are 1948, dispensa 3 1". circo lare 376, pp. 1103 - 1104.


SAGGI sm111c o-1STITU7J0NAU

213

nuovo ministro della Difesa e acquistava fu nzion i di coord inamento della preparazione ed dell ' impiego delle forze armate dello Stato, avendo alle proprie dipenden-

ze i singoli capi di stati maggiori di fo rLa armata.


'


Notiziario bibliografico


'


NOHLIA/i/0 0/BlJOGRAl'l(;(J

217

"Histoire de la Maréchaussée et de la Gendarmerie - Guide de recherche" sotto la direzione di Jean-Noel L uc, Maisons-Alfort, Service Historiqu.e de la Gendarmerie nationale, 2004 , pp. l 105, euro 33,00. Il IO febbraio 2005, nel corso di un incontro organizzato dalla Gendarmerie nationale presso il castello cli Vincennes, è stato presentato ufficialmente il volume Histoire de la Maréchaussée et de la Gendarmerie - Guide de rec:herche che rappresenta, con tutta evidenza, uno strumento indispensabile per chiunque voglia studiare la storia della Gendarmeria nazionale francese. L'opera, di ben 1105 pagine, completa e termina l'attività del Servizio Storico della Gendarmeria nazionale francese cli cui si è già scritto ampiamente in queste pagine (si veda a tal proposito il Bollettino, a. V n. 9 gennaio/giugno 2005, pp. 7 33), costituendo il risultato più complesso della produzione in materia di ricerca storica direttamente curata dalla Gendarmeria. La concezione e la direzione dell'opera è stata affidata al professor Jean-Noel Luc, professore di storia presso l'Università Parigi IV - Sorbona il quale già da alcuni anni ha avviato studi sulla Gendarmeria naz.ionale e sulla Maréchaussée. L' impegno di quest'ultimo si è orientato innanzitutto alla realizzazione di una serie davvero interessante di dati relati vi alla forza dell'ordine , cercando cli "leggere" l 'evo.l uzione della mentalità e dei grandi fenome ni che sono stati alla base cl.i numerose trasformazioni soc iali. Lo sforzo di direzione del professor Luc è stato particolarmente notevole se si tiene conto che oltre ai maggiori Ebel e Boulant (rispettivamente capo sezione Studi e ricerche storiche e capo sezione Pubblicazioni - Multimedia) hanno attivamente partecipato al grosso impegno editoriale trenta persone tra ufficiali e sottufficial i della Gendarmeria, dottorand i cli ricerca, docenti universitari e personale degli arch ivi di altri servizi storici. Tale strutturazione del lavoro ha permesso cli anal.izzare numerosi aspetti sia della Maréchaussée, sia della Gendarmeria nazionale in modo tale da offrire un 1isultato finale di grande rilievo tenuto conto del grande numero di studiosi che ha preso parte al progetto editodale . È evidente così che, attraverso le pagine del voluminoso volume, si ha la possibilità di leggere una parte della storia nazionale francese, nonché della società stessa e della sua evoluzione non solo nel periodo che parte dalla rivoluzione francese sino ai tempi più recenti ma anche per il periodo precedente attraverso lo studio dell'antesignana della Gendarmeria, la Maréchausséc reale. Più in generale, si può condividere l'aspettativa ciel generale dell' esercito Guy Parayre (primo direttore generale della Gendarmeria nazionale proveniente dalle forze armate, e dalla Gendarmeria stessa, ali' indomani della liberazione), secondo il quale tale guida di ricerca costituisce un'incitazione ai giovani ricercatori perché si interessino fattivamente alla gendarmeria ed alla sua storia in modo tale da poter avviare altre ricerche ancora su argomenti d'interesse. E in effetti, è persuaso che il libro rappresenti "uno strumento di lavoro di prim'ordine non solo per gli universitari, gl i studenti, ma anche per i gendarmi che


218

,

BOLL.fiTINO or:u:At/C/1111/0 DELL'UFFICIO STORICO

desiderano trovare una chiarificazione e un riferimento: numerose informazioni permettono di comprendere l'evoluzione progressi va dell'organizzazione" della Gendarmeria. Va anche ricordato, secondo quanto espresso dallo stesso direttore generale, che il libro "arriva a proposito con la creazione del Servizio Storico della Difesa sin dal O l gennaio 2005 perché evidenza il lavoro compiuto in meno cli dieci anni e allo stesso tempo che ci si muove verso un avvenire che apre un vasto campo di ricerca". In effetti, come è ricordato, si tratta di un progetto collettivo iniziato sin dal 1998 e che ha visto partecipare numerosi studiosi e ricercatori con lo scopo cli mettere a dispos izione dei fruitori della guida uno strumento ricco di informazioni puntuali che riescano a dare un'immagine chiara di una organizzazione militare caratterizzata da una certa complessità. II professor Luc, ha osservato che (p. 20) "sin dagli anni Ottanta numerosi specialisti cli forze cli polizia hanno deplorato la rarità de lle ricerche sulla storia della gendarmeria. [ .. . J Minerve, il prezioso inventario del Centro di studi di storia della Difesa faceva osservare lo stesso alla fine degli anni Novanta: in dodici anni, sette lavori universitari solamente potevano essere recensiti sulla gendarmeria, contro alcune centinaia sulle altre forze armate" . Inoltre , si è dovuto tener conto della complessità delle fonti poiché, oltre alla dispersione delle differenti e ricche fonti d'archivio in numerosi e distinti luoghi cli conservazione, si deve riscontrare l'abbondanza di altre fonti, a stampa, iconografiche, orali che hanno fornito numerosi spunti di riflessione e chiavi interpretative. L'impegno collettivo ha permesso di contenere in circa 1100 pagine numerosi anni di studio e di ricerca con l'organizzazione del volume in differen ti parti: l'Istituzione, la bibliografia, gli archivi, le altri fonti, i luoghi della memoria ed il dizionario storico . La parte dedicata all'Istituzione è organizzata in: organigrammi, riferimenti alle differenti riorganizzazioni, cronologia, statistiche, compiti della gendarmeria (dalle norme base), uniformi e simboli. La bibliografia è distinta tra l'antica maréchaussée e la Gendarmeria nazionale. Per quanto riguarda, l'organizzazione della parte dedicata agli archivi, oltre alla distinzione tra le due distinte forze dell'ordine, si è aggiunto un capitolo dedicato alle fonti per la conduzione di studi proposografici. La parte relativa alle altre fonti è stata organizzata su fonti a stampa, fonti inconografiche e fonti orali. Un piccolo spazio è stato poi riservato ai luoghi della memoria, con la descrizione delle differenti modalità impiegate nel ricordo cli uomini o avvenimenti di particolare significato per la storia della Gendarmeria. L'ultima parte è dedicata al dizionario storico che contiene numerose indicazioni relative a comandi di vertice e periferici della gendarmeria (dipartimentale , prevotale, marittima e così via) , impiegati nel territorio metropolitano o al di fuori, in pace ed in guerra. Tutto ciò senza dimenticare la maréchaussée né le scuole della Gendarmeria che tanta parte hanno avuto nella formazione del personale militare in forza ad essa.


NOTIZ/;\R /0 111/JUO( ;{/AFICO

219

La rielaborazione di singole voci ba consentito, in definitiva, di avere uno strumento decisamente valido agli scopi prefissati allorché nel 1998 si diede avvio al progetto di g uida cli ricerca. Tale volume rappresenta un punto fermo nella produzione scientifica, grazie alla collaborazione tra il SHGN e l'Università Paris 1 - Sorbona , che forn isce uno strumento di grande utilità nel panorama internazionale per avviare nuovi e più prolifi filoni di ricerca in cui la Gendarmeria costituisce la base di partenza.

Flavio Carbone


220

,

801.IJ:°ITIN O /J!òLL ' AIICNIVW DELL'UfftCIO STO/I/CO

NI COLA LABANCA E PIER P AOLO RTV ELLO (a cura cli), Fonti e problemi per la storia della giustizia militare , Torino, Giappichelli Editore, 2004, euro 35,00.

"Fonti e problemi per la storia della giustizia militare" rappresenta un primo tentativo cli focalizzare l'attenzione su cli un tema poco approfondito in Italia sino a tempi più recenti . li volume raccoglie i contributi (relazioni e comunicazioni) presentati nel corso dell 'omonimo convegno tenutosi a Torino , presso la Scuola cli Applicazione dell'Esercito , nel 200~ ed organizzato dal procuratore militare capo della Procura Militare della Repubblica di Torino , Pier Paolo Rivello , in collaborazione con il Centro Interuniversitario cli Studi e Ricerche Storico-Militari presieduto dal professor Nicola Labanca. Il testo ripercorre alcuni aspetti relativi alla storia della giustizia militare a partire dal sistema penale mili tare della repubblica cisalpina sino alla magistratura militare della Repubblicana italiana. Difatti, gli interventi sono strutturati secondo un percorsg strettamente cronologico: Giustizia militare e diserzione dalla Cisalpina al Regno italico (1797-1814) di Virgilio Ilari; La giustizia penale militare ed i codici penali militari sotto il Regno di Sardegna di Pier Paolo Rivello; Gi ustizia mii itare e popolazione civile nelle guerre risorgimentali degli anni Sessanta di Gian Luca Balestra; L' uso politico della giustizia militare dopo l'Unità. I casi di Lissa e di Adua , cli Sergio Dini; I due volti della giustizia militare nelle colonie dell' Italia liberale di Luciano Martone; La giustizia militare e la società civile nel Primo Conflitto Mondiale dì Giovanna Procacci; Torino e la Grande Guerra. Uno sguardo attraverso le sentenze del tribunale militare di Stefano Caselli ; La giustizia mil itare dal 1O giugno 1940 all '8 settembre 1943 di Giorgio Rochat; 11 percorso evolutivo della g iustizia militare nell ' ultimo cinquantennio cli Rodolfo Venditti; La magistratura militare della Repubblica: prime indagini di Nicola Labanca; Le ricerche in tema di giustizia mili tare esperibi Ii nell'archivio dell'ufficio storico dello Stato .Maggiore dell 'Esercito di Massimo Jvfultari ed infine La consul tabilità delle carte dei tribunali militari di Paola Carucci. Un aspetto d'interesse è dato dal periodo temporale anal ìzzato compreso dall ' a vvento rivoluzionario francese in Italia sino alla molto più recente attualità della magistratura militare. Un altro elemento che rende il volume cli grande interesse è 1'interclisciplinarietà ciel convegno . Accanto a magistrati militari quale , acl esempio, il procuratore militare capo della repubblica della Procura Militare dì Roma, dottor Antonino Intelisano, hanno preso parte alle attività convegnistiche numerosi professori universitari. di differenti settori scientifico-disciplinari , basti iI nome del professor Giorgio Rochat; ufficiali delle forze armate come il capo Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito dell'epoca, colonnello Massimo Multaci, nonché giovani studiosi come, ad esempio , il dottor Stefano Caselli. Nel corso ciel convegno si è cercato di affrontare numerosi temi cli ricerca tenendo conto , altresì, che si è trattata della prima iniz iativa in Italia incentrata unicamente sulla g iustiz ia mi litare. In questo ambito , si è cercato di arrivare "ad una rivisitazione, spesso non scevra


N OT/ZIM/10 111/l/.lOCillMKO

221

da puntuali considerazioni critiche , dei modelli di giustizia militare che caratterizzarono i secoli scorsi, con la speranza che[ ... ] possa sviluppare una nuova fioritura di studi in materia" (Pier Paolo Rivello). Sono emerse alcune evidenti linee di tendenza, quali la forte connotazione della giustizia militare come strumento di manten imento della disciplina militare che , solamente nel corso delle riforme dell'Italia repubblicana, è stato possibile trasformare in una organizzazione giudiziaria autonoma ed indipendente al pari della magi stratura ordinaria. Nicola Labanca, nella presentazione degli atti del convegno, individua le tre finali.tà perseguite dal Centro Interuniversitario con lo svolgimento di esso e che possono essere riassunte in: uno "stato dell'arte" evidenziando conoscenze e problemi, fonti note e ancora eia analizzare; il valore cli una parte degli studi storico-militari che non deve essere considerato settoriale; infine, il suggerimento di cond urre uno studio completo ed organico sulla giustizia militare ed un altro incentrato sulla storia d'Italia attraverso la gi ustizia militare. Si tratta di un progetto ambizioso e realizzabile , ove si disponga degli adeguati finanziamenti universitari e s_ia possibile costituire un gruppo cli lavoro ampio che ricomprenda esperti cli varie discipl ine e professionalità che, ciascuno con la propria competenza, offrano interpretazioni qualificanti in relazione al proprio settore di ricerca. L'iniziativa italiana non è stata l'unica del suo genere. È opportuno precisare a tal proposito che , a partire dal 2005, la Fondation de la Maison des Sciences de l'Honune unitamente all'lnternational A.ssociation for the History of Crime ami Crùninal .!ustice (IAHCCJ) ed al Groupe Européen de Recherches sur les Normativités (GERN-CNRS), ha avviato una serie di .incontri seminariali tenuti in inglese e francese dal titolo "Le giustizie militari in Europa clall ' Ancien régime ai giorni nostri" con termine lavori nel 2008 il cui obiettivo dichiarato è riportato nel titolo medesimo . Tali seminari sono stati tenuti in differenti Paesi per realizzare un' analisi a livello europeo delle differenti possibilità cli ricerca e dei risultati consegu iti, nonché avviare una p1ima comparazione della giustizia militare nei Paesi oggetto cli ricerca (Belgio, Francia, Gran Bretagna, Italia, Lituania, Stati Uniti) . Per quanto riguarda l'Italia, il seminario dedicato al periodo ciel Primo conflitto mondiale e del suo dopoguerra si è tenuto il 7 e 8 aprile 2006 presso l ' Antjca biblioteca dell'Università degli Studi di Macerata - Facoltà di Giurisprudenza sotto la direzione del professor René Levy che ha avviato, come responsabile del progetto di studio sulla normazione, la serie di incontri seminariali e l'organ izzazione del professor Luigi Lacché (Istituto cli Studi Storici) , subentrato al professor Mario Sbriccoli a seguito della prematura scomparsa, e del professor Xavier Rosseaux dell'Università Cattolica di Lovanio. In definitiva, il testo curato dal procuratore Rivello e dal professor Labanca consente di fare il punto di situazione sulle attività di ricerca condotte ed i risultati conseguiti, nonché riflettere sul contributo alla storia nazionale (politica, militare e sociale) che si può ricavare dallo studio della giustiz ia militare in Italia. In ogni caso, le ricerche dovranno essere condotte senza atteggiamenti requ isito-


222

BOU.,/;/TINO DF.U.'AIICNIVIO l)fi l.l.' UFFIC/0 STO/I/CO

ri nĂŠ, tantomeno, apologetici ma con la consapevolezza di condurre una attivitĂ complessa e innovativa che, seguendo anche orientamenti di ricerca sviluppati in altri campi , possa essere in grado di fornire una chiave di lettura attenta e imparziale del sistema giustizia militare in rapporto alle Forze e d ai Corpi armati dello Stato. Flavio Carbone


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BOLLETTINO DELL'ARCHIVIO DELL'UFFICIO STORICO N.VIII 15 e 16 2008 by Biblioteca Militare - Issuu