TITOLO
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Testo libro
MARIETTI 1820
AUTORE
Testo autore
I ROMBI
Progetto: Studio grafico Andrea Musso In copertina: ...
X XX,00 IVA inclusa
BICE DE LORENZI
Un diario nella guerra A cura di Sergio Pedemonte
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BICE DE LORENZI
Un diario nella guerra A cura di Sergio Pedemonte
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In copertina: Bice De Lorenzi, 6 marzo 1943, archivio fotografico Fregosi-De Lorenzi Progetto e videoimpaginazione: Studio grafico Andrea Musso
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Prefazione
Questo è forse l’unico quaderno superstite dei diari personali di Bice De Lorenzi che si trovò a vivere un periodo della sua maturità nei giorni bui della seconda guerra mondiale. Bice si era diplomata in gioventù ed era insegnante di disegno in un liceo genovese. Viveva con la famiglia, titolare di una piccola azienda conciaria ad Isola del Cantone in Valle Scrivia. Era nata nel 1897: aveva quindi 18 anni allo scoppio della prima guerra mondiale (nel corso della quale morì al fronte il fratello Tonini), ne aveva 25 all’epoca della Marcia su Roma ed era ormai quarantaseienne nel 1943, anno nel quale iniziò a scrivere questi appunti. Purtroppo non sappiamo nulla della sua giovinezza e della prima maturità: se nei primi decenni della sua vita, come è probabile, tenne dei diari o si trovò a scrivere altre note personali, questi sono andati perduti. 3
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Le poche fotografie di età giovanile che la riproducono ci presentano un volto sorridente e gradevole, aperto e simpatico insieme. Per noi la storia di Bice, comincia con quel quaderno un po’ ingiallito iniziato a scrivere il 26 luglio 1943. Sappiamo dal diario che in quel periodo così difficile se ne partiva in treno tutte le mattine per raggiungere avventurosamente la città e la scuola presso cui insegnava, facendo poi ritorno a casa al pomeriggio, spesso con ritardi di ore ed ore a causa delle frequenti interruzioni della linea ferroviaria. Attraverso la sua testimonianza veniamo a conoscere ciò che pensavano gli isolesi durante la seconda guerra mondiale: come già detto in altri nostri scritti, le testimonianze orali raccolte a distanza di anni possono risentire del clima politico e sociale che si è sviluppato dopo il conflitto e le lettere dell’epoca scontano il pericolo di censura ed i luoghi comuni. Solo i diari, compilati per se stessi e non per essere pubblicati in seguito (come tutti quelli dei politici, vedi ad esempio il caso di Galeazzo Ciano), hanno la schiettezza e la sincerità necessarie a far capire il sentimento vero di chi scrive. Bice rappresentava quella zona grigia della popolazione che non poteva sopportare i voltafaccia, le violenze da qua4
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lunque parte venissero, gli estremismi ideologici e che manteneva intatta, nonostante tutto, la fiducia in una Patria tradita anche dal suo Re. Basta il solo episodio di solidarietà a Camillo Pugni, esponente del fascismo isolese, persona onesta e coerente, il 27 luglio 1943 per evidenziare la grandezza di una donna che sa distinguere tra politica e morale e che non si lascia trascinare dal conformismo imperante. Purtroppo la nostra Autrice scampata ai bombardamenti ed ai rischi di una guerra civile, venne travolta nel crollo del suo studio1 a Genova e riportò una lesione irreversibile del midollo spinale rimanendo per sempre paralizzata. Confinata ad una vita da invalida Bice seppe però reagire e continuò ad osservare con attiva curiosità il mondo, non solo dalla finestra alla quale, rientrata per sempre ad Isola del Cantone, rimaneva lunghe ore affacciata a scrivere e dipingere con la Chiesa Parrocchiale sullo sfondo, ma anche attraverso l’apporto dei suoi alunni vecchi e nuovi, che continuò privatamente a ricevere fino all’età avanzata. 1 Da una testimonianza di Luigi (Gigi) Rivara risulta che fu frequentato anche dal giovane attore Vittorio Gassman (nato a Genova nel 1922). Sarebbe stato significativo consultare l’interessato, in seguito diventato uno dei nostri più famosi attori teatrali e cinematografici, per verificare l’esattezza della notizia e in caso affermativo capire se egli conservava qualche ricordo di Bice.
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Nessuno la sentì mai lamentarsi della sua menomazione e tutti, dopo aver frequentato quella casa, poterono affermare di aver ricevuto qualcosa di importante e indimenticabile dalla sua cultura, dal suo entusiasmo, dalla sua fede nella vita. Impartiva lezioni di francese, lingua che amava decisamente, che si sposavano con quelle di disegno e non c’era giorno che non dipingesse miniature o non si sprofondasse instancabile a scrivere per qualcuno dei suoi discepoli riassunti storici o spunti di ricerca. Aveva migliaia di libri e una vera passione per gli animali, qualunque rondine ferita veniva portata alla Bice che sempre riusciva a rimetterla in sesto: “l’ultimo ospite fu un pappagallo che dopo poco tempo in quella casa fischiava arie da opera ed era la gioia per noi che frequentavamo quell’immensa cucina-studio. Da Lei fummo contagiati nella curiosità per le vicende locali: non per niente dipinse lo stemma del Comune e per prima ci indirizzò alle ricerche sul campo. Il Castello della Pietra e la Via Postumia ci venivano spiegati e descritti come se li ricordava e a nostra volta spiegavamo e descrivevamo a Lei come li avevamo visti. Chi le aveva suggerito che a Giretta esistevano ancora tratti della via romana? Solo dopo molti anni furono trovate le monete e i muri di un 6
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antico itinerario. E dove aveva letto che S. Caterina Fieschi era stata al Castello della Pietra2?” Morì nel 1969 all’età di 72 anni e le sue cose finirono a parenti e amici ma molti libri volle lasciarli ad uno dei ragazzi che l’avevano frequentata, riempiendo in parte la sua vita di anziana e ricevendone in cambio aiuto negli studi, nozioni, consigli. Fu appunto nel riordinare quei volumi che venne fuori, sfuggito chissà per quale dimenticanza alla distruzione, il diario che pubblichiamo. s.p. Isola del Cantone, gennaio 2011
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Ricordo personale del curatore.
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Note tecniche
Il diario è scritto, con penna stilografica, su un quaderno a righe composto da 40 fogli per complessive 80 facciate e dalla copertina nera. Sulla prima pagina vi è il timbro del negozio “LEALE GIULIO Tessuti Merceria Isola del Cantone”: non vi è alcuna indicazione che possa far risalire all’estensore. Nella seconda pagina solo le date 1943-44. La punteggiatura è quasi sempre sostituita da un trattino “–” e la calligrafia è ben leggibile e nota a chi ha frequentato Bice. Abbiamo ovviamente trascritto letteralmente il testo senza fare correzioni di sorta. Alcuni passaggi estremamente personali e intimi sono stati stralciati ma non inficiano la testimonianza sulla guerra a Isola. L’Autrice cita i suoi compaesani per lo più con le sole iniziali e raramente con il cognome. Tra l’altro “X” non viene mai indicato con il suo nome. Tutte le persone citate nel diario ormai sono scomparse da anni.
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Note storiche
10 luglio 1943
sbarco degli Alleati in Sicilia
25 luglio 1943
ultima seduta del Gran Consiglio del Fascismo e arresto di Benito Mussolini
2-3 settembre 1943
sbarco degli Alleati in Calabria
3 settembre 1943
firma segreta dell’armistizio tra Italia e Alleati a Cassibile
8 settembre 1943
l’armistizio viene reso noto: fuga del Re e di Pietro Badoglio
9 settembre 1943
sbarco degli Alleati a Salerno
Ottobre 1943
Napoli è liberata
13 ottobre 1943
Badoglio dichiara guerra alla Germania
10 gennaio 1944
fucilazione dei gerarchi fascisti “traditori” a Verona
22 gennaio 1944
gli Alleati sbarcano ad Anzio
24 marzo 1944
strage alle Fosse Ardeatine a Roma
Maggio 1944
rottura del fronte a Cassino
4-5-giugno 1944
Roma è liberata dagli Alleati 12
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5 giugno 1944
Umberto II diventa Luogotenente del Regno e poco dopo Ivanoe Bonomi sostituisce Badoglio alla guida del governo
6 giugno 1944
sbarco degli Alleati in Normandia
19 luglio 1944
gli Alleati sono a Livorno
Agosto 1944
gli Alleati sono a Firenze
15 agosto 1944
gli Alleati sbarcano in Provenza
Fine settembre
i tedeschi distruggono Marzabotto
4-12 febbraio 1945
conferenza di Yalta tra Americani, russi e inglesi
25 aprile 1945
insurrezione generale proclamata dal CLNAI
28 aprile 1945
fucilazione di Mussolini
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Diario di Bice (Dal 26 luglio 1943 al 18 febbraio 1945)
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Gita in Alpe di Buffarola, 26 luglio 1939, Bice è la quinta da sinistra, archivio fotografico Fregosi-De Lorenzi
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1943
26 luglio Festa di S. Anna in Alpe. Stamane mi sono alzata presto per andare a Genova. Ho dormito poco perché tutta la notte c’è stato un andare e venire di camion e soldati. Ne ho saputo ora il motivo: me lo ha detto P. che lavorava giù nell’orto: Mussolini se n’è andato e Badoglio ha preso il comando. Non lo volevo credere, ma tutti lo sanno, che la radio l’ha annunciato ier sera tardi. La gente sembra impazzita dalla gioia, io non so che pensare ... In questo momento sarà meglio o peggio? Certo non poteva durare. Vado a Genova alle otto. A Genova grande apparato di forze. Dimostrazioni – alle 10 invece della solita sirena, allarme3. Nessuno ci crede, ma l’artiglieria spara a lungo. Mando via gli allievi dal liceo e pian piano vengo nel centro. Dimostrazioni Vi erano vari stadi di allarme: solo quando gli aerei nemici erano a cinquanta km da Genova scattava l’Allarme vero e proprio.
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che mi disgustano. Scritte ingiuriose, ritratti del Duce insultati e deturpati, sic transit gloria mundi! Parto alle 12. Si temono disordini più gravi. Ancora allarme. Il treno ritarda molto. Sono sfinita – e non vado più in Alpe. 27. Dimostrazioni più gravi. La truppa spara. Qualche morto – negozi svaligiati ecc – Si parla di fatti gravissimi a Milano con centinaia di morti. Cose orribili a Sampierdarena e Sestri4. Nel pomeriggio a Isola – Dimostrazione antifascista in strada davanti a S. – Gli ex fascisti da qualche anno convertiti gridano più forte degli altri – Insultano Pugni5 – S. e gli altri sono scappati. Gli ex socialisti trionfano – Penso a Papà e a quello che ha sofferto da questa gente che ora ha il coraggio di chiamarsi antifascista e sono gli ex squadristi! quelli dell’olio di ricino e del manganello. I ricchi del paese ostentano sentimenti democratici ed antifascisti dimenticando il passato ... Non credo riusciranno lo stesso a salvare i milioni – Tutti sperano in tempi migliori. Al 31 luglio 1943 si conteranno 5 morti e 175 feriti tra i manifestanti (Genova in Guerra, a cura di L. Borzani e A. Gibelli, Il Secolo XIX, Genova, 1993). 5 Camillo Pugni: Commissario Prefettizio. Viene ricordato dagli Isolesi per la sua moderazione e perché in più di un’occasione riuscì a limitare rappresaglie ed angherie di tedeschi e fascisti. 4
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Io vedo più nero che mai e credo sia questo il momento più critico della storia d’Italia. Comunque Badoglio è riuscito ad evitare la guerra civile ed è una gran cosa – Speriamo in Dio. Nauseata di tanta vigliaccheria sono andata a far visita a Pugni ed a sua moglie. Fanno pena. Tutti gli amici si sono eclissati. Mi ha ringraziato commosso. Però non son riusciti a bruciare gli incartamenti del fascio che Pugni ha consegnato al Comandante del Presidio e molta gente non voleva che distruggere i documenti del passato per rifarsi una verginità alla quale nessuno crede anche se son passati vent’anni. Si son sfogati con un bassorilievo del duce e altre cosette. 28. (luglio 1943) Notizie di gravi disordini- lo stato di assedio è molto rigoroso alle 21 bisogna ritirarsi. Sono sempre più nauseata dal contegno di certa gente. Ora è certo che la guerra continua. 29. Ancora disordini. Ad uno ad uno cadono gli alti papaveri. Spettacoli di viltà – mancanza di carattere – Impudenza. Sento più che mai l’orgoglio di avere una personalità netta e ben definita. L’avvenire è oscuro e grave di eventi.
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30. I gerarchi son tutti fuggiti. Le vendette continuano. Solo la nostra famiglia che è stata rovinata dal fascismo conosce la legge del perdono cristiano. 31. La calma si ristabilisce – a Genova tutto è normale. Vado ai funerali del Papà Montini6. Molta gente conosciuta – Agosto 1 – Domenica – Calma – Vado da Gigin7 – ci sono i B. Buona musica e gelati – In complesso un pomeriggio piacevole – Solite discussioni politiche – Pronostici sulla situazione sempre più oscura e grave – La Radio Londra minaccia ferro e fuoco – Dio ci aiuti! 2. Martedì. Parto per Vergagni8 a fare un po’ di provviste. Viaggio faticoso – arrivo tardi al buio – un po’ di emozione nei boschi sotto le stelle – quanta pace nel paese della mamma! Al mattino visita all’antico castello dove Mamma è nata e vissuta – È ora completamente distrutto – che tristezza! Riparto con molte uova e formaggio – Viaggio penoso perché ho i piedi malandati – Pazienza! Il dottor Montini era un farmacista genovese che abitava a Isola. Gerolamo Denegri. 8 In Val Sisola. 6 7
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Giovedì 5 (agosto 1943) – Il paese è pieno di tedeschi, si parla di molte divisioni che arrivano in Italia – Intenso movimento di camion, carri armati, cannoni. Da Genova a Novi pare ne debbano schierare parecchie divisioni – Non si capisce niente – Ho parlato col Generale B. – È pessimista – Napoli sempre bombardata – Si prevedono altri sbarchi. Se la situazione si aggrava mando la mamma e la zia a Vergagni dove staranno nella casa dello zio. Io resterò qui a custodire la casa nostra. Venerdì 6 – Stanotte son partiti gli artiglieri, perché si dice che al loro posto verranno ancora molti tedeschi. Speriamo non vengano a bombardarci con tante truppe che abbiamo in paese. La situazione politica è confusa quanto mai. È una ridda di nuove leggi e decreti in contraddizione con gli ordinamenti fascisti che stanno sfasciandosi. Tutto il giorno passano camion di alpini. Tutti quelli che erano qui settimane fa. Si dice vadano a Novi dove si concentrano – Sempre tedeschi, camion e truppa.
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Sabato 7 – A Genova ho parlato con Disma9. Spera in un felice esito delle conversazioni diplomatiche e dell’opera della S. Sede – Però si parla di molte divisioni tedesche che arrivano continuamente in Italia – La Sicilia può considerarsi perduta dopo la presa di Catania. Ora si parla apertamente di tradimento quando gli inglesi sono sbarcati in Sicilia – Alti ufficiali e personalità del cessato regime venduti al nemico – Intere divisioni arrese senza sparare un colpo – Cose orribili che ci fanno vergognare di essere italiani – Ora invece malgrado tutto si sente di respirare un’aria purificata dal vento della libertà e sincerità. Tutti hanno fiducia in Badoglio nella sua dirittura morale nel suo genio militare. Si osa quasi sperare se non nella vittoria per lo meno in una soluzione equa del conflitto. Nessuno può più pensare alla disfatta senza un fremito di ribellione. Si torna ad amare la patria non più schiava ed avvilita – non più prostituta – abbiamo ora un vero nemico fuori di casa, uno solo contro cui combatteremo uniti come un uomo solo. Domenica 8. Stanotte mi sono svegliata alla una. Gli aerei nemici hanno sorvolato a lungo il paese – i riflettori scruta9
Disma Rivara. Industriale conciario isolese, fratello di Natale.
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vano il cielo e le artiglierie di Genova facevano tremare l’aria nella notte limpida e serena. Genova è stata bombardata forte, così pure Milano e Torino – Confesso d’aver preso un senso di timore pensando alla morte, sospesa sul nostro capo. Con tante truppe tedesche concentrate nella nostra zona non c’è da dormire tranquilli. Bisogna pensare che Dio veglia su di noi e che nulla accadrà che Egli non voglia. I nostri cari morti ci proteggano ora e sempre. Stassera medito sull’Ave Maria come mi ha insegnato la cara Madre Maria di P. Pia10. Nunc et in hora – cioè prega per noi ora – In questo momento – la grazia che ci abbisogna ora nel presente e nulla più – il passato non ci appartiene più – l’avvenire è nelle mani di Dio – il presente – attimo fuggevole come l’onda del fiume che corre – solo quello è nostro per quello solo dobbiamo chiedere l’aiuto della Madre di Dio. 9 Agosto (1943) – Lunedì – Sono stata a Genova – una cosa desolante – Piazza De Ferrari, Via XX Settembre, Via Roma … arso devastato, Chiese opere d’arte, nulla è stato risparmiato – Dalle Suore la Sacrestia è bruciata completamente dappertutto spezzoni e bombe incendiarie. Viaggio 10
Non meglio identificata.
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con X. – Mi fa pena, è malandato – ho pregato tanto per lui Martedì 10 – S. Lorenzo – Situazione sempre tesa – Voci di pace – La Sicilia è quasi perduta. Giovedì 12 – A Genova nella notte hanno avuto ancora allarme. Mons. R. è partito per la campagna, l’ho trovato molto stanco – Si parla di trattative di pace auspice il Papa. Tra Russia e gli altri paesi si profilano dissensi politici. L’Inghilterra ha scatenato l’orso russo ed ora vorrebbe ridurlo all’obbedienza ma il feroce bestione le ha preso la mano. Come una valanga il bolscevismo si avanza sull’Europa. Chi lo fermerà? Speriamo in Dio. Venerdì 13 (agosto 1943). Stanotte incursioni su Milano e Torino – Allarme anche a Genova, le batterie hanno sparato – fortunatamente ho dormito e l’ho saputo solo al mattino. Le due città hanno subito danni gravissimi – alle 11 anche Roma è stata bombardata – Il Santo Padre è uscito11. La radio nemica alle 13 ha lanciato un altro monito – Dicono che bombarderanno tutto senza pietà – e di fuggire ai monti. Dio Pio XII (Eugenio Pacelli, 1876-1958). Era la prima volta che Roma veniva bombardata: fu colpita la Basilica di S. Lorenzo fuori le Mura.
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ci aiuti e i nostri cari morti veglino su di noi. Oggi ho lavorato molto e sono stanchissima – Mamà sofferente e nervosa. Sabato 14 – Ancora bombardamenti a Milano – Genova sempre in allarme. Domenica 15 – Sempre a Milano, la città è quasi distrutta. Lunedì 16 – Sempre a Milano e Torino. Martedì 17 (agosto 1943) – Nella notte Torino – In giornata a Genova tre ore di allarme. Hanno mitragliato Chiavari a bassa quota, la Sicilia è stata completamente sgombrata. I nostri hanno abbandonato Messina. Continuerà la guerra sul continente? Si attende il secondo fronte. Dove sarà? Parlano molto di uno sbarco in Riviera: attendiamo gli eventi … Milano è una città finita. Manca l’acqua e la luce – le abitazioni, i monumenti, gli stabilimenti, tutto un incendio ed un caos. Si parla di disordini a stento contenuti. Mercoledì 18 – È l’onomastico della mamma. Dio me la conservi ancora a lungo. Stassera ha parlato Badoglio ai Siciliani staccati dalla Madre Patria. Ed infine V. E. Orlando 25
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l’ex ministro siciliano ha parlato lui pure ai suoi fratelli lontani, aveva il pianto nella voce. Tutti maledicono Mussolini e il fascismo che ci hanno ridotti alla rovina. Non vedo ancora prossima la pace e sento che molte cose, molti eventi tragici e grandiosi ci attendono. Bisogna essere forti e aver fiducia in Dio. Giovedì 19 – Nessun allarme stanotte l’abbiamo avuto a Genova nell’ora di mezzogiorno. Ho fatto colazione nelle scale di Via Roma con Anselmo12 – Con lui ho diviso il pane e la frutta. La vita sta diventando una cosa molto varia ed originale se non fosse tragica e se l’avvenire non serbasse delle incognite angosciose – Persisto – mi ostino ancora a credere in una superiore giustizia e penso che il male che ho ricevuto mi sarà cambiato in benedizioni. Stassera un’altra villania da parte di X. Devo purtroppo credere mio malgrado a quello che ne dicono coloro che lo conoscono meglio di me – È cinico e cattivo – Comunque dimostra una mentalità gretta e meschina – lo compiango, perché non credo si possa viver bene con dei sentimenti così bassi – Ho sofferto lo confesso la stessa malvagità dell’azione ricevuta 12
Anselmo Rivara.
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PAGINA SEMITAGLIATA La situazione ora è veramente l’incognita delle equazioni algebriche. La Sicilia perduta – le nostre truppe coi tedeschi ritirati in Calabria – Dove si farà il secondo fronte? Stalin lo esige – Attendiamo con ansia i risultati della conferenza RETRO DELLA PAGINA SEMITAGLIATA Ancora allarmi e bombardamenti nell’Italia settentrionale – Bologna, Bolzano e altre città. Il nemico è sbarcato in Calabria. I dintorni di Roma bombardati Civitavecchia semi-distrutta. Anche Pisa è stata gravemente colpita. I giornali per una settimana hanno continuato a dare in pasto al pubblico i grossi scandali fascisti. Ruberie di ogni genere e soprattutto gli affari privati del Duce e le sue relazioni colle sorelle Petacci, quanto luridume è venuto fuori! Per quanto la cosa fosse stata fatta con evidenti intenzioni politiche, purtuttavia mi pare sarebbe stato meglio non fare tanta pubblicità a simili brutture. Non è certo una buona scuola per il popolo ed all’estero non ci fa molto onore. Sono stata molto occupata per le feste centenarie del nostro caro Santuario di Tuscia. Ho ridipinto la cara Maria 27
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Bambina e l’ho rivestita. Ho fatto una decorazione a olio sulla tribuna dell’organo con D. che si è dato un gran da fare per la riuscita della festa che il Cardinale Arcivescovo ha onorata della sua presenza. C’è stato un gran pranzo – molto concorso di popolo ed una sincera partecipazione di tutti, con spirito religioso. Al ritorno una grande notizia! Radio Londra annuncia la firma dell’armistizio. La gente sembra impazzita. Sono andati a suonare le campane ma come era da prevedersi trattandosi di ragazzi non pratici hanno suonato a morto – invece che a festa. Troppo giusto perché è morta l’Italia di ieri, ma soprattutto l’Italia nostra grande e unita quella che i nostri padri hanno fatto a prezzo di lotte di sacrifici e del loro sangue – L’Italia di Vittorio Veneto per cui anche Tonini13 è morto sulle balze del Trentino. Poi han suonato ancora a festa sì ed han cantato il Tedeum ma io piangerei perché ricordo troppo bene il 4 novembre del 1918. S., N., i M. tutti sembrano scemi dalla gioia – prevedono giorni migliori – io invece penso che andiamo verso il 13 Antonio, fratello di Bice, bersagliere, classe 1899, scomparso alle Melette di Gallio durante un assalto il 4 dicembre 1917.
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peggio. Abbiamo i tedeschi in casa (si parla di oltre 40 divisioni) ed i nemici di ieri che stanno per impadronirsi del resto d’Italia. Che ci riserba l’avvenire? Stassera in casa di T. han brindato alla pace: erano tutti esultanti, ma io non ho potuto per quanto mi sforzassi unirmi a loro sinceramente. X. come al solito ha detto con intenzioni evidenti di ferirmi un sacco di malignità. Non ho risposto perché non ne valeva la pena. Non mi resta che constatare ogni giorno più la sua mentalità ristretta e meschina. Temo di aver preso un grosso granchio sulla sua intelligenza oltre che sul suo carattere. Non parliamo poi dei sentimenti … Pazienza! Non posso a meno di soffrirne malgrado tutto … Giovedì 9 (settembre 1943). Stamane ci siamo svegliati con un’altra sorpresa: siamo prigionieri dei tedeschi! Me lo ha detto Baldino14 quando mi sono affacciata per vedere di che si trattava: la C. faceva un gran parlare nella strada: dei ragazzi tedeschi – bamboccioni di 16, 17 anni – dagli occhi azzurri e dalle fresche guance imberbi hanno disarmato tutte le truppe del presidio compresi gli ufficiali. Abbiamo riso 14
Ubaldo Mirabelli.
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molto per via del capitano15 detto “Panciolino” che è stato sorpreso a letto da due giovanissimi S.S. Non mi è stato possibile andare a Genova perché i treni non vanno. Quelli che sono partiti presto sono stati bloccati a Busalla e han dovuto tornare indietro. In paese sembrano tutti instupiditi, i nostri soldati fuggono in borghese con vestiti dati da chi ne ha – Se li prendono li portano al campo di concentramento a Busalla. 10 – Sono andata a Genova. Disordini con vittime e feriti sono avvenuti specie a Rivarolo e Sestri Ponente – Si parla di battaglie con bombe a mano. La plebaglia ha invaso le caserme ed i magazzini militari rubando bombe a mano fucili e munizioni. Anche i magazzini di viveri sono stati svaligiati – A Milano e Torino vittime e disordini – ma pare che i tedeschi abbiano occupato anche queste città – Si parla di generali fascisti d’accordo coi comandi germanici – certo succedono cose stupefacenti – Povera Italia!
A Isola vi erano la 4a e la 7a compagnia del III battaglione del 1° reggimento genio minatori che era di stanza a Novi Ligure, comandate dal maggiore Mario Dezzuti di Torino alloggiato alla locanda “Picollo”. Non sappiamo se Bice si riferisse a lui o a qualche ufficiale subalterno.
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11 – A Genova aspettano l’arrivo della flotta inglese – I tedeschi sono padroni di tutta l’Italia sino a Roma. Radio Londra dice e ridice che presto verranno a … liberarci ma io ci credo poco per ora – eppoi anche quelli sono nemici. 12 – Si dice che il re e Badoglio sono fuggiti – Si è ricostituito il partito fascista d’accordo ai tedeschi – Siamo tutti disorientati – Abbiamo qui dei soldatini siciliani fuggiti dal presidio. 13 Lunedì – Pare che il Duce sia fuggito – o meglio sia stato rapito da paracadutisti mandati da Hitler. Ricominciano a circolare le Camicie nere. Non so che succederà perché qui c’è grande movimento di truppe germaniche. La nostra flotta si è consegnata agli inglesi. Di certo c’è una cosa sola: l’Italia fa … schifo – primo: il Re. 14 (settembre 1943) – Oggi partiamo per Vergagni. con la Mamma e la zia Biggi16 – Anche l’ing. Cattaneo17 è venuto Biggi Assale. Giulio Cattaneo, industriale, proprietario di uno stabilimento meccanico a Isola del Cantone. Fu Sindaco di Isola nel dopoguerra. 16
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lassù per cercare un rifugio per i suoi in caso estremo – ma trova che è un po’ lontano. Mercoledì 15 – Son tornata da Vergagni a mezzogiorno con l’ing. Cattaneo – Stanchi morti ed un caldo soffocante. Per i boschi non s’incontrano che soldati fuggiti travestiti nei modi più impensati. A Montessoro molta gente: tutti gli ufficiali del presidio in casa del Parroco Don Maggiorino18che generosamente li ospita e dà il vitto. Il dottore del Genio fa visite nei monti e si fa pagare in natura così il rancio è assicurato. Gli altri si dividono le faccende domestiche perché la Perpetua è scappata! I contadini sono tutti ospitali e generosi coi nostri soldati. Giovedì 16 – A Genova calma – al Liceo consiglio dei professori. Si conferma che Mussolini ha ripreso il comando. Altri dicono che è morto. Venerdì – Si continua a ripetere che il rapimento del Duce coi romanzeschi particolari pubblicati è un romanzo giallo e che è morto, altrimenti avrebbe già parlato. 18 Don Maggiorino Barbieri. Alla fine della guerra andò nel Sud America dove morì. I motivi della sua emigrazione (o allontanamento) non sono del tutto chiariti.
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Sabato 18 (settembre 1943). Stassera parlerà il Duce – dicono – sembra incredibile. A Roma nuovo governo fascista con nuovi ministri – quelli di Badoglio tutti arrestati. Confusione disorientamento, viltà caos politico civile e soprattutto spirituale. Domenica 19 (settembre 1943). Iersera il Duce ha parlato – Chiama traditori il re e Badoglio – Riguardo al re siamo d’accordo: è un debole ed un vile che non merita nessuna attenuante anche per il modo odioso con cui ha fatto arrestare Mussolini. Lunedì 20 – Forse ci sarebbe un mezzo solo che può salvare l’Italia e cioè: Si scopron le tombe si levano i morti perché i vivi vivono e agiscono come se fossero morti – morti spiritualmente da vent’anni di schiavitù e di servilità di opportunismo e di viltà. In fondo è tutto logico quello che è successo: matematicamente il conto torna. I deboli, i conigli della vita privata non possono di colpo diventare gli eroi della vita pubblica. I tedeschi indietreggiano in Russia ed anche la battaglia di Salerno che pareva risolta in loro favore in definitiva è stata vinta dagli inglesi e americani. Si parla di divisioni nostre riunitesi ai tedeschi (la divisione 33
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Venezia19) e di altre passate agli inglesi. Come nei secoli passati la nostra infelice Patria è il campo di battaglia di forze nemiche: ciascuno dei due contendenti pretende di essere il nostro amico e liberatore: io vorrei poter scacciare gli uni e gli altri. Siamo coperti di onta e di vergogne! A Dio spiacenti ed ai nemici sui! Se Papà fosse vivo quanto soffrirebbe! Nessuna notizia dei fratelli di Buenos Aires e nessuna rimessa in denaro dal mese di luglio Dio li assista! Oggi a Genova mi sono molto stancata per gli esami al Liceo Artistico. Son tornata alle quattro ed ho trovato il paese in agitazione perché visti inutili i bandi del comando generale tedesco che ordinava ai militari fuggiti di presentarsi ai comandi locali – oggi è uscito un avviso del Podestà che ordina, da parte del comandante tedesco d’Isola a tutti i soldati e ufficiali di presentarsi entro 24 ore pena la fucilazione. Quelli del paese e gli altri qui rifugiati hanno preso i monti.
19 Faceva parte del XIV Corpo d’Armata nel Montenegro. La Divisione di Fanteria “Venezia” e quella Alpina “Taurinense” il 28 novembre 1943 costituirono la Divisione “Garibaldi” che combatté strenuamente a fianco dell’Esercito popolare jugoslavo sino alla fine del 1944 (Ministero della Difesa, Le operazioni delle Unità Italiane nel settembre – ottobre 1943, Roma, 1975). La notizia appresa da Bice all’epoca era errata.
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Novembre 3 (1943) – Molte cose sono accadute in questo periodo nel quale non mi è stato possibile scrivere nulla su questo quaderno – La situazione è sempre caotica e quanto mai avvilente per noi italiani ma credo di cominciare a vederci un po’ meglio – o piuttosto vedo peggio di quel che speravo. Mancanza assoluta di sincerità e di senso morale nella maggior parte degli italiani in genere ed in specie in quelli che conosco che fanno parte della piccola società in cui vivo. Mussolini che tutti dicevano morto è invece ben vivo. Hanno proclamato la repubblica fascista – mentre dall’altra parte il re e Badoglio proclamano guerra alla Germania. Si ha la sensazione di vivere in un equivoco tragico. Qualche volta ho l’impressione di essere su di una barca sbattuta dai marosi e di avere il mal di mare tale è il senso di nausea che provo. La situazione a tutt’oggi è che gli inglesi sono padroni di un bel pezzo d’Italia a sud di Roma – li aspettano ben presto nella capitale. Il governo della Repubblica si è trasferito nell’Italia Settentrionale forse a Venezia. Graziani ed altri generali ed ammiragli inveiscono contro il re e Badoglio chiamandoli venduti e traditori. È una tragicommedia. Sono stata invitata due volte a colazione in casa X. Avrei voluto e forse dovuto non accettare dopo tante offese ricevute, tante 35
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malignità da parte sua e dell’altra. Ma ho pensato ch’era meglio reagire contro il mio orgoglio ferito ed i miei stessi sentimenti oltraggiati e sono andata, – Dio sa quello che ho sofferto. Mi è costato molto superarmi ma sotto un certo aspetto sono contenta di averlo fatto. So benissimo che non c’è nessuna simpatia né sincerità da parte loro – Immagino quante discussioni avranno preceduto gli inviti fatti per calcolo diplomatico. So bene che mi son prestata al loro giuoco, ma non importa. Credo che un giorno finiranno col raccogliere i frutti della loro doppiezza e meschinità d’animo. Non hanno e non avranno mai veri amici – questo è certo. F. mi ha parlato di un meschino pettegolezzo alle mie spalle – Ne ho sofferto e mi sono sdegnata – poi son riuscita a passarci sopra – ma confesso che vorrei pur vedere un po’ di giustizia in questo mondo non doverla aspettare solamente nell’altro! Pazienza – La scorsa settimana Anselmo si è rotta una gamba malamente: domenica siamo andati all’ospedale di Novi a vederlo – C’erano Disma, Natale, Luisa20 e X. Da parte sua – solito atteggiamento tra cinico e altezzoso – Mancanza di spirito – A tratti qualche semi cortesia lasciata cadere da una 20
Natale Rivara e la moglie Luisa Gambarotta.
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certa altezza – Da parte mia – credo che se potessi sdoppiarmi mi schiaffeggerei per la mia vigliaccheria – Signore, aiutatemi, se devo vivere, oppure fatemi morire. Novembre 5 (1943). I viaggi in treno sono sempre più disastrosi a causa del bombardamento della scorsa settimana. Genova ancora gravemente colpita – Le officine Ansaldo danneggiate – Stabilimenti distrutti – Alla S.I.A.C. Pippo21 si è salvato per miracolo poiché son venuti di giorno – venerdì – Sabato e domenica – Le ferrovie sono in brutte condizioni specie a Rivarolo e Sampierdarena. Pare che i bombardamenti sieno stati ripresi con metodo mirando soprattutto alle regioni industriali ed ai concentramenti di truppe tedesche. La Mamma e la zia son tornate da Vergagni ed io sono un po’ più tranquilla. Quasi ogni giorno allarmi in città – Non si riesce a far niente. Sabato 6 – Il Vaticano è stato bombardato ieri da aerei sconosciuti – qualche danno ai Sacri Palazzi – S. Pietro – lesionato S.I.A.C. stabilimento metalmeccanico genovese; Giuseppe (Pippo) è un altro fratello di Bice.
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nella cupola ha dovuto essere chiuso – Gli inglesi danno la colpa ai tedeschi i quali avrebbero colpito con bombe inglesi. I tedeschi incolpano gli inglesi – la verità sta in fondo al pozzo22. Lunedì 8 – Oggi inizio dell’anno scolastico – Allarme a Genova bombardamento a Torino – Si parla di molte centinaia di morti. Martedì 9 – Oggi due allarmi uno in mattinata verso mezzogiorno – bombe su Coronata – la chiesa distrutta – anche Cornigliano colpito – Alle 4 – in treno – terzo allarme la nostra artiglieria ha sparato contro aerei nemici visibilissimi – la sirena ha suonato dopo qualche minuto quando già si sparava forte. Al Piano un grosso bombardiere ci sorvolava – credevo ci mitragliasse – invece nulla – Il treno ha impiegato circa sei ore da Genova a Isola. Sono molto stanca.
22 L’episodio è confermato in Arrigo Petacco, La Seconda Guerra Mondiale, vol. 4, Curcio Ed., 1978, pag. 1431.
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Mercoledì 10 (novembre 1943) – Sono arrivata al Liceo in ritardo. Temevo le solite sfuriate del Preside che fortunatamente era già andato via – Mi ha telefonato più tardi di mandar via i ragazzi perché c’era preallarme fortissimo e pare la flotta inglese avvistata al largo – Alle 11 allarme – Son rimasta alla Villa. Poco dopo l’artiglieria ha sparato forte – Qualche aereo sorvolava la città – Il bombardamento si sentiva verso ponente – Forse Savona alle 2 meno 10 – cessato allarme. Son venuta alla stazione per il treno delle 2.30 – In treno dicono che hanno colpito Varazze e Campoligure la situazione è rovente. – Stanotte ho udito rombi di velivoli nemici alle 3 ¼ ed alle 5. Si parla di sbarchi imminenti – Il governo fascista repubblicano chiama molte classi sotto le armi – I tedeschi requisiscono tutto quello che possono, specie cuoio, macchine, viveri. Mi hanno consigliata di seppellire le argenterie e gli oggetti di valore. Cerco di veder un po’ meno buio in questo imbroglio ma non ci riesco. Quel che è certo che si va verso il peggio – Stalin si profila già come il vero vincitore di questa guerra. Giovedì 11 – Venerdì 12 – Allarme prolungato – Hanno bombardato ancora in riviera. Il ponte di Recco colpito ma 39
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non distrutto – semidistrutto il paese23. Con molte vittime tra la popolazione che stava già tutta nelle case data l’ora tarda – verso le 22 – anche a Torino altri danni e vittime. Continua la ritirata tedesca in Russia, ma l’avanzata angloamericana è stata fermata sul Volturno. Chiamata di classi giovani – Si presenteranno? Ne dubito – C’è uno stato d’animo diffuso di apatia, di menefreghismo, di cinismo. Il livello morale è quanto mai basso. L’egoismo e la vigliaccheria hanno delle manifestazioni spudorate. Natale 1943 – Ho dipinto e vestito il Bambin Gesù della nostra Chiesa. È riuscito bene – Un amore! L’ho portato anche in casa X per augurio… Fine d’anno – Siamo invitati in casa di Gigin, Natale, Luisa, i Montobbio, i Bennati, io. Ho fatto il pandolce – molto ben riuscito.
Recco fu bombardata 27 volte tra il 10 novembre 1943 e il 28 agosto 1944 con 126 morti tra i civili. Nel primo bombardamento le vittime furono 60 (Genova in Guerra, a cura di L. Borzani e A. Gibelli, Il Secolo XIX, Genova, 1993). 23
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1° gennaio 1944 – L’anno si è iniziato bene – molti dolci buon umore – Il pandolce è stato molto lodato e … mangiato tutto! Abbiamo anche ballato – Alla mezzanotte ci siamo scambiati il bacio augurale – anche con X. Non lo comprendo – e del resto non ha importanza – Siam tornati a casa alle 3 del mattino con Natale e Luisa – Dio ci benedica e ci rechi la pace in questo nuovo anno. Gennaio 13 – Si dice che i ribelli con prigionieri evasi, inglesi o russi ànno ucciso sette od otto nostri militi presso Borlasca a M. Zuccaro. Mancano particolari e la cosa non pare accertata24. Vi era un posto d’avvistamento aereo con un sottufficiale e 9 uomini completamente disarmati. Alle 13 un gruppo di partigiani incendiò e devastò la casermetta catturando 9 militi (uno degli avvistatori, Agostino Corti, si era recato per
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15 – È vero purtroppo! Sono stati assassinati in modo orribile. Tutti ragazzi di leva, meno uno di cinquant’anni. Uno solo è riuscito a sfuggire ferito ed ha raccontato il fatto. I cadaveri sono stati ritrovati trasportati di notte a Pietrabissara e poi a Genova. Anche un ufficiale tedesco è stato ucciso di sera tardi a Genova – un altro ferito – Per rappresaglia otto fucilazioni di innocenti che si trovavano in stato di arservizio a Voltaggio). Terminato l’interrogatorio presso l’Albergo Grande in Comune di Voltaggio, raggiunto con un’ora di cammino, furono giustiziati con un colpo di pistola alla nuca. Uno di loro (Agostino Reho nato nel 1924 a Lecce), pur ferito riuscì a fuggire a Borlasca dove arrivò alle 3,30 di notte e fu rifocillato e rivestito da una contadina. Raggiunse Pietrabissara e con un treno si recò a Genova a dare l’allarme. I giustiziati furono: 1) Compagnone Luigi, sergente, nato nel 1895 a Rapallo; 2) Albertini Eugenio, caporale, classe 1923; 3) Furfaro Aldo, avvistatore allievo ufficiale, nato nel 1922 a Genova; 4) Buttere Rosario, avvistatore, nato nel 1925 a Caltanisetta; 5) Furigino Vincenzo, avvistatore, nato nel 1924 a Caltanisetta; 6) Sigona Giorgio, avvistatore, nato nel 1925 a Caltanisetta; 7) Vallieri Ermanno, avvistatore, nato nel 1924 a Sampierdarena; 8) Vinafro Antonio, avvistatore, nato nel 1925 a Trecase (NA); Il 17 gennaio 1944 si svolsero i funerali a Genova ai quali presero parte migliaia di genovesi sinceramente commossi. Nell’opera Le Brigate Garibaldi nella Resistenza, Ed. Feltrinelli, 1979, vol. I, pag. 223, documento 59, si può leggere: «Relazione di Luca sulla situazione militare di Genova – 17 gennaio 1944: Terza Zona (...) ci sono attualmente 38 uomini. Qui vengono allenati e agiscono in pattuglie in continuo movimento. È loro l’azione di Pietrabissara. Molto discutibile, perché si trattava effettivamente di avvistatori disarmati. Tanto è vero che i genovesi sostengono che ad ammazzarli siano stati i tedeschi. Il gruppo diretto dal comandante votò la morte tredici contro tre. Anche il comandante fu per la morte».
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resto per idee contrarie al regime25 – Dove si finirà con questi metodi? 31 gennaio (1944) Mese gravido di avvenimenti tragici – Processo agli ex membri del gran consiglio fascista – Condanna a morte ed esecuzione di Ciano – De Bono, Marinelli ecc. Gli altri sono latitanti – Sembra di sognare! Sbarco degli alleati a Nettuno Roma minacciata a pochi chilometri – Riusciranno i tedeschi ad arginare o avremo presto l’invasione e la ritirata con tutte le conseguenze? Dio ci aiuti! Febbraio – Continuano i bombardamenti specie in riviera – In città è un seguito di allarmi – Situazione oscura e minacciosa – 31 marzo – J’ai été arreté ce matin par un officier de la Xa Mas pour quelque mots imprudent prononcés en train – Heureusement j’ai été delivrié apres une heure – L’officier Una squadra guidata da Giacomo Buranello compì l’attentato il 14 gennaio 1944: otto prigionieri politici vennero immediatamente condannati a morte dal Tribunale Speciale e fucilati il giorno 15 (Genova in Guerra, a cura di L. Borzani e A. Gibelli, Il Secolo XIX, Genova, 1993).
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c’est bien excusé le disant bien poche de l’incident – Je suis arrivé au Licée en retard et avec un fort choc nerveux – Maman ne doit rien savoir26. 21 giugno (1944) – Oggi mentre ero a Genova mi hanno detto che Isola è stata bombardata. Sono corsa ad avvertire Dario M.27 e dopo parecchie telefonate abbiamo avuta la conferma che il ponte della camionale è stato colpito. Siamo partiti subito, ma fortunatamente per via Pugni ci ha comunicato che si trattava del ponte tra Mereta e Prarolo che è stato completamente tagliato. Così per andare a Genova bisogna attendere che da Ronco ci vengano a prendere con una locomotiva. 4 giugno – sera – Gli inglesi sono entrati in Roma che i tedeschi hanno evacuata senza combattere28. Sono stata arrestata questa mattina da un ufficiale della X MAS per qualche frase imprudente detta in treno. Fortunatamente sono stata liberata dopo un’ora. L’ufficiale si è scusato per l’incidente. Sono arrivata al lavoro in ritardo e con un forte choc nervoso. La Mamma non deve sapere niente. 27 Dario Montobbio? 28 Roma fu effettivamente liberata il 4 giugno 1944: Bice, a volte, trascriveva il diario da appunti presi casualmente. Ecco perché appare il 21 giugno prima del 4 giugno. Tra l’altro la data del 7 luglio nell’originale è sovrascritta a quella del 7 giugno. 26
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7 luglio (1944) – Oggi son tornata da Genova col treno delle 4,40 – È stata una fortuna perché non avevo ancora finito di fare un bagno che una formazione di bombardieri pesanti ha sganciato su Ronco. Siamo fuggiti tutti in Monte Moro dove una polvere soffocante ci bruciava gli occhi e toglieva il respiro. Le ondate si susseguivano, ci buttavamo a terra nei fossi – era una cosa terribile. Quando è cessato il bombardamento abbiamo avuto le prime notizie – La parte inferiore del paese, Villavecchia in parte distrutta, oltre venti morti29. Il cimitero devastato. L’obiettivo, cioè il ponte all’imbocco delle gallerie non è stato che lievemente colpito. 14 luglio. Altro bombardamento su Ronco – ancora danni e vittime. 21 – Terzo bombardamento su Ronco (era il 22 luglio, N. d. C.). Centro Servizi Culturali di Ronco Scrivia, Operazione «Strangle» – I bombardamenti su Ronco Scrivia, Tip. PG2, Ronco, 1979, pag. 17: «(...) Rapporto Giudiziario: (...) dalle ore 18,30 alle ore 19, in Ronco Scrivia (Genova) due formazioni di aerei nemici, composte di nove apparecchi ciascuno, in quattro ondate successive, sganciavano circa 80 bombe di piccolo e medio calibro in quattro località dell’abitato di Ronco (...)». Vi furono 16 vittime civili.
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26 – Mercoledì sono andata in Alpe a S. Anna. Finito il Vespro abbiamo sentito gli apparecchi. Sono arrivati fulminei in grossa formazione e hanno sganciato ancora sul ponte di Ronco. Di lassù è stato uno spettacolo terribile. Hanno colpito il ponte stavolta gravemente, devastato il cimitero ed ucciso molti operai che lavoravano nelle opere militari, specie tedeschi e Polacchi. 31 lunedì – Bombardamento di Ronco con bombe di grosso calibro – La stazione è irriconoscibile. Agosto 2 (1944) – Sono stata a Genova ed ho assistito ad uno dei più terribili bombardamenti di questa guerra. Domenica 6 – Abbiamo assistito ad un carosello di 24 caccia bombardieri con mitragliamento della camionale verso Ronco e sgancio di bombe medie – pochi danni – ore 17. Agosto 16 – Continuano i bombardamenti a Genova – porto e adiacenze qualche bomba in centro. Domenica 20 – I ribelli scesi dal ritale di Griffoglieto hanno assalito dei soldati repubblicani che stavano facendo il 46
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bagno nel lago di Savio (in Vobbietta, N.d.C.) ne hanno ucciso uno a colpi di mitraglia. Gli altri tre sono riusciti a salvarsi sott’acqua. Il morto è un ragazzo di 19 anni Pierino Guidoni da Mantova che si era recato a fare il bagno per festeggiare cogli amici il suo compleanno. Credo che i ribelli siano padroni di tutti i paesi di montagna dove dettano legge. La situazione è preoccupante poiché accanto ad elementi disciplinati e bene intenzionati vi sono molti elementi bolscevichi. Oltre agli italiani le legioni ribelli sono composte di inglesi, francesi – americani – russi tedeschi disertori – polacchi ecc. Il 15 corr. sono andata a Monte Manno coi Cattaneo, Natale, Luisa, i bimbi ecc – C’erano due grandiose feste da ballo a Borassi organizzate dai ribelli. Non ho mai visto tanta gente e tanta baldoria. 21 lunedì. Stanotte un aereo ha bombardata la camionale agli Orti. 15 bombette di cui due sole esplose senza danni. Ci siamo alzati – molti sono fuggiti in campagna – io sono tornata a letto – alle 4 ½ sono andata a Ronco a prendere il treno per Genova. 25 venerdì. Una levataccia inutile perché le comunicazioni sono interrotte completamente. Sospesi tutti i treni. Con 47
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Dario M. inutile attesa sulla camionale – abbiamo dovuto tornare a casa. Sabato 26 (agosto 1944). Stanotte mi sono svegliata alle 4 – un aereo (o più) hanno mitragliato a Giretta. Mi pare aver sentito anche qualche bomba. Continuo passaggio di carri armati sulla strada provinciale perché la camionale è provvisoriamente interrotta a Vocemola dove hanno incendiato una cascina. Battaglie tra ribelli e repubblicani a Cantalupo, Borghetto Borbera ecc. Anche a Griffoglieto ieri sono scesi dei partigiani. Verranno in paese! I tedeschi battono in ritirata su tutti i fronti – Parigi occupata dagli alleati. La Rumenia ha chiesto l’armistizio in seguito all’uccisione di Antonescu30 alleato con l’Asse. Quale sarà la sorte dei nostri soldati portati in Germania? Lunedì 27 (o è domenica 27 agosto 1944 o lunedì 28). Sono andata a Genova. Passeggiata sino a oltre Ronco per imbarcarci su di un treno operaio che è stato concesso per misericordia. Le notti sono disturbate continuamente da 30
Ion Antonescu (1882-1946), politico e militare.
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un aereo detto “Peppino”31 che mitraglia qua e là dove scorge dei convogli sulla camionale. Il viaggio di ritorno è stato molto movimentato. Il treno della sera ritardato sino alle 10 ½ – Sono andata sulla camionale riuscendo a salire su di un camioncino che ci ha portati in volata sino a Busalla. A Busalla i repubblicani ci hanno fatto scendere. Camminata sino a oltre Borgo Fornari. Un milite mi ferma un altro camion che se Dio vuole mi porta a casa – verso le 8 ½. Giovedì 31. Levata alle ore 4 – Con Dario M. passeggiata sino a Ronco. Arrivati felicemente a Genova prima delle otto. Allarmi in continuazione – mitragliamento a Sestri Pegli ecc – Partiti col treno delle 6 da Principe. Son salita a Sampierdarena a stento tanto quell’unico treno della giornata era stracarico. Allarme e apparecchi lunga sosta a Busalla. A Ronco mi dicono che contrariamente a quanto era stato 31 Era conosciuto come Pippetto (e più avanti Bice userà proprio questo termine). Si trattava di piccoli aerei da ricognizione ad ala alta e adatti ai campi non attrezzati delle bande partigiane sugli Appennini. Partivano da aeroporti toscani sul finire del ’44 e potevano portare anche quattro uomini oltre il pilota. All’occasione mitragliavano e spezzonavano ogni luce che si trovava sul loro cammino. Secondo altri erano bimotori Bristol il cui nome ufficiale era “Beaufighter” definiti aerei disturbatori.
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assicurato il treno non fermerà a Creverina. Perciò profitto del rallentamento sul ponte bombardato per saltare giù e farmela a piedi temendo dover finire ad Arquata. Gli altri più furbi scendono invece a Creverina. Venerdì 1° settembre (1944). Alle 11,30 allarme e comparsa improvvisa di squadriglie di bombardieri leggeri – sono 24 in tutto – Iniziano la manovra in picchiata sopra Isola e poi bombardano e mitragliano oltre monte Reale – Crediamo sia su Ronco e oltre. I colpi si susseguono. Più tardi sappiamo che si tratta di Busalla dove miravano a vagoni di esplosivi che non sono stati colpiti. Danni alla stazione ed al paese Mancano particolari. Tutto il pomeriggio bombardamento in lontananza... Passaggio continuo di apparecchi. Alle 17,30 doveva parlare il Papa ma non sono riuscita a prendere l’onda della radio Vaticana. Quasi tutta la Francia è in mano degli alleati. I tedeschi si ritirano ovunque ma i fascisti continuano a fare i prepotenti. Sabato 2. Notte abbastanza tranquilla. Alle 10,30 il solito “Peppino” à girato a bassa quota. Io ho dormito ma gli altri hanno sentito passaggi di apparecchi e colpi in lontananza. Stamani passaggi di formazioni e bombardamenti 50
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verso Genova. Idem alle 13 – formazioni di 24 pesanti32 verso Alessandria e verso Genova. Si sono sentite bombe e mitraglia. Credo a metà strada verso Genova forse sulla camionale. Pare Radio Londra abbia annunciato lo sfondamento della “linea gotica” nella Toscana – verso Pisa. In tal caso la guerra sarebbe prossima a noi – Dio ci assista! Ieri sera alle 19.30 il Papa ha parlato al mondo – Non conosco ancora i termini del discorso. Domenica 3. Altro bombardamento e mitragliamento su Ronco. Stamane alle 7 primo risveglio. Bombardamento di Arquata e Serravalle. Quello di Ronco ha recato molti danni. Lunedì 4 (settembre 1944). Viaggio disastroso su di un camion preso a Ronco con Dario, Costantino Sangiacomo – un certo Conenna – qui sfollato – brav’uomo e meridionale. Siamo fortunati perché il treno non è poi stato effettuato. Sto su di un barile di cloro o potassio, una puzza tremenda. Timore di mitragliamento sulla camionale. Sempre col naso in aria. Arrivo a Bolzaneto – allarme – quasi due 32
Forse Bice voleva dire “… formazioni di 24 bombardieri pesanti …”
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ore in una galleria di Sampierdarena. Altro allarme verso le 10,30 ed infine allarme verso le 13 – arrivo in via Roma salgo a prendere la colazione. Penso di consumarla durante l’allarme. Apparecchi e prime bombe scendo in fretta nel rifugio mentre le bombe piovono – Il palazzo trema si fa buio – polvere e schegge – Nel rifugio grida e crisi isteriche – arriva Giulio Cattaneo – pallido e impressionato – faceva colazione al S. Sebastiano quando ha dovuto fuggire senza neppure aver il tempo di raggiungere la galleria. Le ondate si susseguono – Dal rifugio si sentono colpi che fan tremare le panche su cui sediamo – gli apparecchi ci rombano sul capo – Preghiamo – Crediamo sempre sia finito ed invece altri sganci sempre più vicini – Mi decido a risalire nel portico – Non si vede più nulla – Pare di essere a Londra in una giornata di nebbia – Il sole è un disco rosso sangue – Via Roma è tutta al buio – Le bombe son cadute poche diecine di metri da noi – Penso a X – Dicono sia colpito il suo palazzo – Con Cattaneo corro a vedere – Fortunatamente la bomba è caduta sulla Commerciale – un’altra sulla Rinascente già distrutta – altre nei dintorni – Dietro noi è stato centrato il Gambrinus33 – ristorante Il Gambrinus era in Via S. Sebastiano10 e il suo nome deriva dal Dio protettore della birra. Quel giorno vi morì il Capitano Guglielmo Pierini (vedi I caduti della R.S.I. a Genova, vol. II, pag. 127, Tipo-litografia S.F., Genova, 1993).
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di lusso – si parla di 5-6 morti. Il Carlo Felice – ancora centrato e così la strada – ma il disastro più terribile è in Piazza De Ferrari – Colpito in pieno l’accesso alla galleria delle Grazie – dall’arco del “Sempione”34. Si parla di centinaia di morti35 – Sia S. Lorenzo e dintorni – il porto dalla parte delle Grazie – Dappertutto son cadute bombe – Un disastro senza precedenti – Si odono altri apparecchi – ci affrettiamo verso la galleria con Giulio Cattaneo – Porto con me un po’ di colazione. Incontriamo Dario – L’ingegnere ci offre ospitalità sulla sua auto – Con Disma partiamo verso le tre – Altro allarme e un foro nella ruota a Ronco – fuga per i campi si cambia la gomma e se Dio vuole siamo a casa – A Isola non han fatto caso ai colpi. Stupore e spavento quando apprendono quel che è stato. Mercoledì 6 – Viaggio discreto in treno – nessun allarme. Giovedì 7 – Allarmi – passaggi di apparecchi. Non siamo riusciti ad identificare il sito, forse un ristorante. Nel settembre 1944 Genova subì 7 bombardamenti che provocarono complessivamente 200 morti e altrettanti feriti (Genova in Guerra, a cura di L. Borzani e A. Gibelli, Il Secolo XIX, Genova, 1993). Nell’ingresso della Galleria delle Grazie a Porta Soprana, il 23 ottobre 1942 perirono 354 genovesi a causa della calca provocata dal panico di un bombardamento. 34
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Venerdì 8 – Giornata seccante per la scuola molti preallarmi – ma nessun allarme. Sabato 9 (settembre 1944) – Caccia in picchiata bombardano oltre Ronco – Busalla – Borgo Fornari – Molti danni – Bassissimi calano su di noi – crediamo ad un mitragliamento – invece fanno picchiata sulla camionale tra Prarolo e Mereta – colpiscono un camion tedesco – Fortunatamente nessun morto perché i soldati fuggono in tempo. Domenica 10 – Alle 14 passaggio di apparecchi – ho saputo ora che hanno battuto forte a Montoggio e Casella – I Polacchi ed i tedeschi che avevamo qui per i lavori sono partiti. In loro vece sono arrivati quelli delle Brigate nere – Ne avrei fatto a meno – Sabato 16. I bombardamenti continuano – per paesi e campagne – Si accaniscono contro Casella e Montoggio – Oggi verso le 13 hanno bombardato Giretta mirando al ponte che è stato solo leggermente colpito – Bombe nello Scrivia e nei campi sopra le case che sono tutte lesionate e danneggiate – Fortunatamente nessun morto. Io ero a Genova ma la 54
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Mamma ha provato uno spavento molto forte. Tutta la casa ha tremato e le porte hanno sbattuto. Martedì 19 – Stanotte ho dormito a Genova – Ho saputo al ritorno che i ribelli scesi dai monti hanno ingaggiato battaglia coi repubblicani – bombe a mano e mitragliatrici hanno funzionato dalle quattro alle cinque – La Mamma s’è spaventata molto perché una mitragliatrice sparava davanti alla casa sul muretto della chiesa – Parecchi repubblicani sono stati fatti prigionieri – Gli altri sono fuggiti ... Mercoledì 20 (settembre 1944) Stamane presto sono andata a Genova. Con Dario nel buio siamo stati fermati dai militi delle Bande nere che hanno richiesto i documenti – Ogni passo un “Alt”. 20 – Giovedì. Le “bande nere” hanno requisite tutte le biciclette nelle case – Ho trovato tutti spaventati perché minacciano con le armi. Sono gran brutti ceffi da delinquente – Pugni che è ora Podestà ha protestato contro l’inqualificabile abuso – in paese tutti sono spaventati e si barricano in casa –
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Venerdì 22 – Viaggio disastroso al ritorno – arrivo a casa alle dieci al buio – Siamo fermati dai militi che ogni dieci passi richiedono i documenti. Meno male che il treno ferma a Creverina e la strada è meno lunga sia al mattino che a sera. Sabato 23. Stamane i ribelli sono scesi a M. dove hanno svaligiata la casa di A. – Hanno preso lenzuola, maglie ed altri indumenti, cassette di liquori, viveri e denaro ... Sono stati mandati da spie perché gli A. sono in voce di fascisti e tedescofili. Pugni è riuscito a far restituire buona parte delle biciclette requisite e ha fatto mandar via dal paese le “bande nere” Sono arrivati dei regolari con delle facce più oneste. Domenica 24 – Si dice che a l’Isolabuona sono scesi i ribelli e hanno occupato dei posti tenuti dai repubblicani. Stamane si sentiva bombardare verso Genova. Mercoledì 27 – Giornate tragiche e dolorose. Lunedì mattina (N.d.R. = quindi il 25 settembre 1944) alle 5 mentre con Dario mi avviavo verso Creverina per il treno siamo stati fermati dal Chierico Macciò36 che mi ha consegnata una 36
Francesco Macciò.
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lettera da far avere al Cardinale Arcivescovo – Domenica sera, un po’ prima delle 9 ànno ucciso il giovane Curato Don Franco Repetto37 – Accompagnava a casa il suo amico Macciò quando i militi dai balconi del Municipio hanno dato l’“Alt”. Don Franco ha risposto ma quelli hanno sparato lo stesso con la mitragliatrice malgrado non fosse ancora dato il coprifuoco e sebbene Don Franco avesse il foglio di libera circolazione. Colpito al polmone ha fatto di corsa ancora qualche metro e poi è stramazzato in un lago di sangue sulla piazzetta. Alle grida d’aiuto di Macciò nessuno rispondeva perché quelli continuavano a sparare e la gente si era barricata nelle case – Finalmente apersero da Picollo ma non si poté soccorrere che un cadavere. Don Repetto era un santo stimato ed amato da tutti. Nel pomeriggio di Lunedì l’ing. Giulio Cattaneo ha protestato coll’ufficiale comandante dei militi, il quale aveva il coraggio di affermare che la colpa era
37 Nato a Capanne di Marcarolo il 14 marzo 1916, sacerdote dal 30 maggio 1942, quindi Curato a Isola. La popolazione ha sempre pensato che fu ucciso per ritorsione: pare che Don Franco avesse benedetto i cadaveri dei partigiani assassinati alla Benedicta. Non dimentichiamo comunque che la sera precedente il distaccamento partigiano Villa aveva attaccato la caserma dei repubblichini a Isola catturando quattro prigionieri: non è da escludere pertanto uno stato di nervosismo tale nei militi da aver generato per errore l’ennesima inutile ed innocente vittima.
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dei ribelli. È stato condotto in Municipio – percosso e minacciato di fucilazione. Il paese è indignato per un così atroce delitto – ma guai a chi parla. Ieri arrivo di tedeschi – Nel paese girano “Bande nere” e marinai della “S. Marco” – facce poco sicure – Rubano galline e conigli minacciando chi protesta. Stanotte ronzio continuo di aerei e altro bombardamento verso Ronco. Stamane funerali imponenti del povero Curato – Tutti piangono all’elogio funebre fatto dall’Arciprete. Si conosce ora che Don Franco era un giovane Santo – Viveva in assoluta povertà donando ai poveri anche il suo necessario sostentamento – Non ha lasciato che £ 9 – dico nove lire – era tutta la sua ricchezza. Che strazio vedere la sua vecchia madre presso la bara! Speriamo che dal Cielo preghi per noi perché amava tanto Isola ed era felice di esservi. Verso le 11 allarme in paese perché i ribelli scesi da Vobbietta hanno disarmato dei militi sulla camionale. A M. i ribelli hanno rubato molte casse di merce di valore appartenente a O. Non c’è più sicurezza ne pace in nessun luogo – Dio ci aiuti e l’anima Santa di Don Franco interceda per noi. Ottobre 1° (1944) – Domenica. Sono andata a Montessoro – È tornato Don Maggiorino il parroco che era stato arre58
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stato dieci mesi fa e condannato a morte dal tribunale speciale – Grande festa in parrocchia per la Madonna del Rosario – Don M. ha fatto un discorso audacissimo – rievocando il suo martirio di 10 mesi – Dice che non è tornato che per poche ore perché la sua missione è un’altra – (Pare sia stato nominato Cappellano dei ribelli) Certo è l’unico uomo che possa assumersi questa missione – Ho fatto colazione da F. Molti ribelli che circondano il prete come una guardia del corpo – armati sino ai denti – una stella rossa sul berretto e fazzoletto rosso al collo – Credo sieno della cosiddetta legione “Garibaldi” Li ho avvertiti di non venire a Isola perché i tedeschi sono numerosi e hanno messo cannoni dappertutto – Mi pare che l’abbiano capita – I tedeschi dall’altra parte della valle verso Isola fanno delle prove di tiro – Due granate scoppiano verso il Piazzero – Fortunatamente nessun danno a persone – Alle due avvistiamo una pattuglia di tedeschi – una cinquantina. I ragazzi corrono ad avvertire i ribelli e Don M. che si allontanano per i monti. Domani s’inizia il rastrellamento da parte di tedeschi repubblicani e bande nere. Martedì 10 – Orribile disastro a Genova. Sabotaggio o corto circuito provocato da un fulmine? Sono esplose le mine 59
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delle gallerie e i depositi di munizioni da Sampierdarena a Genova – Migliaia di morti – Una parte del colle di S. Benigno è sprofondata con parecchi caseggiati seppellendo tutti quelli che vi abitavano – Sono periti tutti quelli che stavano nelle gallerie rifugio38 – È uno spettacolo impressionante. Interrotto il servizio tranviario e i treni. Giovedì 12 (ottobre 1944) – Sempre battaglie notturne per causa dei ribelli che scendono dai monti. Morti e feriti. Domenica 15. Il cannone tuona verso le 6 nel viale accanto a noi. Sparano verso Pian Castello dove son scesi i ribelli. Continuano i bombardamenti specie a Ronco. Lunedì 23 – Tragica domenica a Creverina. Tre sconosciuti – pare ribelli sono entrati alle 8 di sera nella trattoria del Checco Casazza e hanno incominciato a sparare su tutti – L’esplosione di un treno di munizioni ricoverato nella Galleria di S. Benigno causò il contemporaneo crollo del tunnel ferroviario e della collina: almeno 2.000 le vittime. L’ipotesi ufficiale, immediatamente avanzata dalle autorità, fu quella di uno scoppio provocato da un fulmine. Nel dopoguerra, pur senza nessuna verifica, la responsabilità fu invece attribuita, nel corso di un processo per reati comuni, a un non chiaro gesto di sabotaggio antitedesco (Genova in Guerra, a cura di L. Borzani e A. Gibelli, Il Secolo XIX, Genova, 1993).
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cioè uno squadrista certo Trotti che pare fosse l’obbiettivo della spedizione – è rimasto ucciso – un polacco pure morto un tedesco ferito – La Carola è morta sul colpo, Checco ed il bambino di sette anni feriti gravemente39 – Il bambino è morto stamane all’ospedale di Quarto – Checco ferito anche ai polmoni forse se la caverà – In totale 4 morti e due 39 Giuseppe Casassa (nato nel 1896), Antonio Casassa del 1938 e Carolina Casella (nata nel 1898). Bartolomeo Trotti era di Chiavari (classe 1891); il sergente George Hyppold era nato a Hagenbach, in Germania, nel 1913. Dal Diario di Mons. Giovanni Grossi (citato in Lazagna G., Rocchetta, Val Borbera e Val Curone nella guerra, Edizioni Colibrì, 2000, pag. 97): «A Crevarina, nell’osteria, sono rimasti uccisi quattro tedeschi, l’oste e sua figlia. Tre partigiani, tra cui un tedesco, Rudi, sono rimasti feriti (...)». Dal Diario di Mons. Giovanni Grossi (a cura di Fiori A.L., Monsignor Giovanni Grossi – Memorie, Parrocchia di Rocchetta Ligure 1908-1946, Edizioni Colibrì, 2002, pag. 94): «In un conflitto a fuoco fra Isola e Ronco, in un’osteria, fra tedeschi e partigiani rimasero morti 4 tedeschi e la padrona con un bambino; tre partigiani o meglio tedeschi passati coi partigiani che parlano l’italiano feriti portati all’ospedaletto. Uno è ferito grave e viene operato di peritonite, è un protestante. Alcuni tedeschi prigionieri in caserma e poi portati altrove (...)». Dal diario del Dott. Tito Tosonotti, L’ospedale “Val Borbera” in Rocchetta Ligure, Comune di Rocchetta Ligure, 1967. Egli era il medico dell’ospedale di Rocchetta: «Il partigiano tedesco Rudy (Rodolf Enghelhardt, cl. 1922) è ferito in una ardita azione presso Isola del Cantone il 21/10; trasportato dai compagni, ora a spalle, ora in barella improvvisata, infine con slitta, giunge al nostro ospedale al 22/10, dopo più di ventiquattro ore dal ferimento. Esso ha riportato tre ferite di rivoltella, due a canale completo alla mano destra ed alla coscia sinistra, una a fondo cieco al fianco sinistro; qui il proiettile ha attraversato obliquamente l’addome fermandosi nel sottocutaneo, ove si palpa in corrispondenza del quadrante addominale inferiore destro ... Esso mi ha dato, dopo la Liberazione, sue buone notizie dalla Germania».
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feriti gravi – In conseguenza è stata arrestata tutta la famiglia dei Carminati40 che abitano al di là della Scrivia verso il Curlo perché tracce di sangue sono state seguite sino alla loro casa. Pare uno dei ribelli sia stato ferito e portato colà per una prima medicazione. Martedì 24. Sono stata a trovare il povero Checco – Se la caverà ma in quale stato – È l’immagine del dolore – Tra l’altro pare gli abbiano rubata una somma forte – cosa spiegabile perché la casa è rimasta tutta la notte alla mercé di tutti ... 40 Testimonianza di Carlo Carminati in S. Pedemonte & alii, Verso casa – Cronache di soldati isolesi, Centro Culturale di Isola del C., 1995, pag. 237. «Una volta dopo un’azione dei partigiani giù a valle, le brigate nere capitano a casa nostra: ci schierano contro un muretto e ci puntano i moschetti. Poi ci portano a Isola dicendoci che ci avrebbero ammazzati l’indomani sulla piazza: con i miei fratelli Felice e Rico abbiamo dovuto portare a spalle della roba, che poi si sono tenuti. C’erano anche papà e mamma, e le mie sorelle Lucia e Olga. Medeo Zuccarino ha visto quando ci portavano via e sul suo viso si notava la compassione per noi. Chiusi nella sede del Fascio: che notte abbiamo passato! All’indomani ci hanno caricato su un camionetto che ad Isolabuona si è rotto; per combinazione passava Cialin di Ronco (Gerolamo Tavella). L’abbiamo spinto fino a Busalla e ci hanno caricato su un altro per portarci alla casa del popolo di Sampierdarena; dopo una settimana ci hanno lasciato andare». Nella stessa occasione fu catturato Natale Gaiardo, classe 1922, renitente alla leva che, dopo un periodo a Marassi, fu deportato al campo di concentramento di Bolzano da cui poté far ritorno solo alla fine della guerra.
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Mercoledì 25: funerali grandiosi e commoventi alla Carola ed al bambino in mattinata – Nel pomeriggio abbiamo accompagnato il polacco – Giorgio Hyppold ed il Trotti. Venerdì 27 – Altro bombardamento a Borgo Fornari – Busalla – pochi danni. Viaggio con X – andata e ritorno. Non lo capisco. Otto giorni fa mi ha trattata male – ero giustamente offesa e avevo deciso di non occuparmi più di lui – ora è tutto diverso – – – Certo non posso stimarlo molto come carattere. Lunedì – 30 – Viaggio con X – andata e ritorno – Penso che non bisogna prenderlo troppo sul serio – del resto ha molte attenuanti per le influenze che subisce. Martedì 28 (il 28 ottobre 1944 non era martedì: Bice probabilmente si è confusa) – Stamane dopo le 5 scontro tra ribelli scesi dai monti e repubblicani – Nel Cantone – Mitraglia e cannonate per oltre mezz’ora – Tre feriti gravi dei fascisti – un tedesco ferito non grave – I ribelli sono fuggiti portando seco i loro feriti o morti sangue dappertutto, nell’asilo – davanti al Castello Rondanina41 e lungo la strada di 41
Il palazzo Spinola nel Cantone.
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Piano per cui gli altri sono fuggiti. Oggi i repubblicani e le bande nere sono andati per i monti in cerca dei ribelli. Speriamo non ci siano scontri – È doloroso vedere i fratelli uccidere fra di loro per far piacere a degli stranieri nemici entrambi. Povera Patria! Da oltre tre settimane N. è stato portato via dai ribelli. Non si capisce il perché – Pare sia in una specie di prigione che hanno a Sisola dove c’è anche il loro ospedale – Sua moglie I. ora lo ha seguito e i bambini sono a V. – Speriamo non succeda di peggio. Ore 17 pom. La mitraglia si sente sopra la Villa42 scariche a intervalli. Non si può stare in pace. Sabato 31 (anche qui c’è un errore: il 31 ottobre 1944 non era sabato) – Sono arrivata da Genova a piedi con X. perché i treni sono stati soppressi per i viaggiatori ordinari – è permesso solamente agli operai – Ieri sono partita colla macchina dell’ing. Cattaneo ho pernottato a Genova e stamane siamo partiti alle 11 – A piedi da Pontedecimo a Isola per la scorciatoia dei Giovi – Viaggio un po’ faticoso per me che ero stanca – giornata bellissima leggera colazione con molto 42 Praticamente in località Montemoro di Isola: la “Villa” era l’attuale civico n° 9 in Piazza Vittorio Veneto, palazzo secentesco ex proprietà degli Spinola.
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appetito – Sosta a Busalla durante il passaggio di una formazione di bombardieri pesanti – La contraerea spara – La situazione è sempre peggiore – I ribelli vengono spesso a disturbare i metropolitani che stanno all’Asilo – Mitraglia e cannonate – Nel Cantone non vivono più e devono barricarsi in casa nelle ore notturne. Continui passaggi di bombardieri. Abbiamo iniziata una scuola privata per i ragazzi delle scuole medie. Siamo in quattro – Ornella Cardona laureata in lettere – Virginia Punta, Angioletta43 e io – I ragazzi vengono numerosi e volenterosi. Anche a Genova sono molto occupata. Ciò mi impedisce di pensare a me stessa ed a chi non è degno del mio amore. Giovedì 9 (novembre 1944) – Sono a casa per riposare e per fare lezione nella scuoletta – Da qualche giorno Renzo del Biggi44 è stato arrestato dalle S.S. e tradotto a Genova sotto l’imputazione di connivenza coi ribelli. Speriamo non gli vada a finir male. La sua casa è stata perquisita. Anche la Carla della Carmelina45 è stata arrestata ma poi rilasciata il giorno dopo. Pare per causa del suo innamorato che era nei Angioletta Rolla. Renzo Parodi. 45 Carla Pedemonte. 43 44
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Mas ed è poi fuggito coi ribelli. Vorremmo andare a Vergagni ma è difficile perché i ribelli fermano tutti e qualche volta impediscono di tornare in giù. Tutte le montagne e le vallate dopo Montessoro – Borassi e Caprieto sono in mano ai ribelli. Novembre 15 Con Natale e Dario sono tornata da Genova a piedi. Giornata bellissima, viaggio delizioso un po’ stanca però. Anche il povero Checco aggravatosi improvvisamente è morto all’ospedale di Quarto. Come in una tragedia greca non resta che il coro a commentare l’azione – la sinistra casa di Creverina è chiusa e le ingenti ricchezze vengono divise tra gli eredi …
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1945
Anno 1945 – 5 gennaio. Finalmente oggi mi è possibile riprendere la penna per riassumere gli avvenimenti di questi ultimi due mesi. Le battaglie tra ribelli e tedeschi sono state frequenti anche in paese perché i partigiani scendevano dai monti la sera tardi o sul far dell’alba. Nei primi di dicembre il comando tedesco ha iniziato il rastrellamento in grande stile. A tal fine grossi contingenti di truppe mongole, russe, asiatiche – tartari e simili provenienti pare dai prigionieri russi sono stati dislocati nelle montagne. Le battaglie sono state sanguinose e terribili specie in Val Borbera e nelle montagne nostre. Contemporaneamente gli inglesi hanno risposto con bombardamenti in Piemonte e Lombardia. Villalvernia è stata duramente colpita ed il povero Sig. Connenna è morto sotto le macerie del suo ufficio. Con lui tanti altri funzionari 67
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delle ferrovie46. Le truppe mongole hanno avuto ragione delle truppe partigiane47 che sono state disperse e respinte nell’interno delle montagne. Molti i prigionieri e molti si sono costituiti per aver salva la pelle. Purtroppo questi barbari asiatici hanno commesso molte atrocità perché i tedeschi li hanno lasciati liberi di saccheggiare ed infierire sulla popolazione specie in certi villaggi più solidali coi ribelli a Vergagni, Rocchetta, Rovello ecc. Sono accadute cose orribili. Donne e fanciulle oltraggiate e uccise. Persino suore nell’ospedale di Rocchetta. Alla Casa Rossa48 M. si è salvata a stento dalle mani dei Mongoli. Solo l’intervento di un graduato tedesco ha potuto toglierla dalle grinfie di quei mostri. Anche Agostino che stava per essere fucilato è stato poi salvato miracolosamente. Ma il figlio del B. è stato ucciso e sua sorella oltraggiata. La povera M. s’è ammalata dallo spavento. Guai se i Mongoli venissero a stabilirsi qui! È vero però che a detta di taluni anche i soldati repubblicani non sono stati da meno ... In 46 Stefano Conenna, nato a Bari nel 1899. Ricordiamo che la Direzione Compartimentale FS di Genova fu trasferita, durante il conflitto, a Villalvernia. Il 1° dicembre 1944 gli Alleati bombardarono il paese provocando 109 morti (tra cui 31 ferrovieri) e 253 feriti. 47 È la prima volta che Bice usa il termine “partigiane” anziché “ribelli”. 48 In Val Borbera.
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ogni modo la situazione precipita verso la catastrofe inevitabile dell’esercito tedesco. Grandi battaglie si stanno combattendo nella Prussia orientale e sul fronte occidentale ma i tedeschi sono costretti a ritirarsi. Bisogna riconoscere il loro valore e la loro tenacia ma anche l’incoscienza demoniaca dei loro capi che trascinano nel baratro e nella rovina quel nobile popolo degno certo di una sorte migliore. 28 – I mitragliamenti continuano rendendo molto difficile il viaggiare perché la nostra linea viene interrotta quasi tutte le settimane. Oggi sono stati colpiti Serravalle Arquata e Ronco – Vittime anche tra i civili. Lunedì 29 (gennaio 1945) – Sono andata a Genova in auto dei Cattaneo. Al ritorno abbiamo avvistato apparecchi a bassa quota. Alberto49 ci ha fatto ridere molto perché in un attimo si è precipitato dalla macchina e giù da un ponticello in un ritale. Credevo si fosse ammazzato. Meno male non ci hanno visti ed abbiamo evitato il mitragliamento.
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Alberto Cattaneo.
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Martedì 30 – Anche oggi mitragliamento Ronco e Arquata. Mercoledì 31 – Ancora mitragliamento e bombe su Arquata e Serravalle. Febbraio. Domenica 4 – Bombardamento Arquata – Mitragliamento Rigoroso e Pietrabissara. Passaggio continuo di aerei. La ferrovia è interrotta ad Arquata. Bisogna farcela a piedi fino a Ronco. Lunedì 5. Fortunatamente vado in auto coi Cattaneo. Martedì 6. Doloroso bombardamento su Ronco. Qualche bomba su Creverina. Parecchi morti nella galleria centrata in pieno. Il treno non va. Anche il ponte è stato ancora colpito. Un carosello continuo di caccia su Isola mitragliamento ad Arquata. Mercoledì 7. Di ritorno da Ronco a piedi con Costantino Sangiacomo ed altri ci siamo trovati sopra il Pippetto che ha mitragliato un’auto coi fari accesi. Un po’ di paura ma nessun danno. Anche la macchina è riuscita a sfuggirsela. Ore 7,40 di sera. 70
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Domenica 18 (febbraio 1945). Molto spavento oggi. Un caccia ha mitragliato un camion fermo davanti alla strada di Montemoro tra i Montobbio e Baccicin50. Nessun morto ma proiettili dappertutto. La Villa è stata colpita da parecchie mitraglie. Nessuno era in giardino per grazia di Dio – se no – guai. Che il Signore ci assista!
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G.B. Punta. Praticamente di fronte alla Chiesa Parrocchiale di Isola.
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finito di stampare nel mese di gennaio 2011