ANTOLOGIA
MILITARE VOLUME XV.
ANNO OTTAVO SECOND
ERIE,
PRIMO SEMESTRE.
COMPILATA PER CURA DI ANTONIO ULLOA
Capitano diArtiglieria Addetto allo Stato Maggiore dell'Esercito. C'est la science et le courage qui donnent la victoire, et non la moltitude. GUIBERT.
'outu
NAPOLI, DALLA REALE TIPOGRAFIA DELLA GUERRA 1843 .
1
Δ
War 10.73 سے
HARVARD COLLEGE LIBRARY FROM THE ARCHIBALD CARY COOLIDGE FUND
Aug 27,1936
103
HI INDICE .
AVVISO GUERRA della Penisola dal 1807 al 1814, con note del generale Dumas. Traduzione napole
tana
Luigi Blanch .
•
•
MANIFESTO all'associazione del memoriale pei la vori di guerra G. R. Dufour ·
•
·
37
MÉMOIRE sur le tirage des voitures et sur les per fectionnements dont les moyens de transport sont •
susceptibles par M. Arthur Morin.
39
EXPÉRIENCES sur les roues hydrauliques à axe ver tical appelées turbines par Arthur Morin .
40
DISCORSO intorno alla scoperta di un manoscritto di Leonardo da Vinci , portante dei bozzetti , e la descrizione di un cannone a vapore oon l'epigrafe . inventione di Archimede ― Costa .
Antonio
·
41
DELLA macchina a vapore - F. Bardet
·
89
SUCCINTA descrizione del treno da ponti ideata dal signor Giovanni Caralli , capitano del corpo 135 reale di artiglieria sarda - L. B. · ESPOSIZIONE teoretica ed istorica sulla composizione • 144 delle armate Vincenzo Garofalo • · DEGLI effetti del rullio e del tangheggio delle navi sul tiro del cannone - Barone Giuseppe Parrilli 177 GIORNALE della spedizione in Catalogna eseguita
1
IV
dalle milizie Angleispanesicule .
198
AL SIGNOR compilatore dell' Antologia militare
• 213
LA COLO NNA d'istruzione correndo l'autunno del Panno 1842 - Antonio Ulloa. 217 Cose diverse - Esperimenti della vite propellente sulle navi a vapore -
Uso del ventilatojo qual
macchina soffiante Chums Esperimenti di una novell
a
civa fulminante - Il cannone da 24 modificato— Esperienze comparative della novella carabina ed il fucile ordinario - Nuovo ponte sospeso Polvere incendiaria ed asfissiante -
Come fon
dere la torba - Primi esperimenti di alcune no velle blinde - Ponte del colonnello Birago gettato sopra un braccio del Danubio -
Modificazioni
agli equipaggi dell' esercito prussiano -
Uffiziali
e sotto uffiziali dell'esercito prussiano impiegati nelle amministrazioni civili - Prescrizioni date ' esercito prussiano , ed ordine del giorno dato all da S. M. il Re di Prussia - Esperienza per comunicare il fuoco mediante l'elettricità — Saggi de'novelli projetti - Esperimenti per com provare la difesa della caldaja nelle navi a vapore -- Disegni di una nave a vapore della forza di 8oo cavalli - Batteria sottomarina ·
del signor Colt.
237
BIBLIOGRAFIA del regno - Bibliografia straniera . 253 LEGGI , decreti, rescritti, ministeriali , promozioni
nell'anno 1842 .
•
255
Y
AVVISO .
Quando avvien che ad un'opera , a prosperar la quale non si perdonò a cura o fatica alcuna , vengan date lodi dagli stranieri " riescon sopra ogni dire queste gratissime , e divengon nuovo sprone a ben fare e meritare. Non che si am biscano in preferenza de' plausi de' proprî concit tadini , ai quali sopratutto si aspira , ma perchè alle lodi cittadine l'amor proprio quasi ci lusinga di aver un dritto , laddove quelle de' lontani le quali arrivan imprevedute , par che siano e son tenute come pubblico segno di universale affezione. Le scienze essendo poi cosmopolite , non vi ha parte di Europa in cui non se ne studiao i progressi e non s'intenda a quel mutuo commercio di lumi , di conoscenze e di esperi menti , che soli posson condurle a stato perfetto . Perlocchè non rimanendo mai scrittura nei limiti della contrada ove venne in luce tosto i giornali ne sentenziano ; e se con lode , tutti se ne ral legrano come ad annunzio di vantaggio e con solazione comune. Le quali considerazioni ci han sempre deter minato a venir pubblicando i giudizî che sulla Antologia Militare si portarono in Francia , in Germania , in Inghilterra , contrade per opere e fatiche di guerre illustri , in diversi tempi . E queste ragioni istesse , renderanno a tutti accetto, osiam sperare l'annunzio del dono che S. M. la Regina de' Francesi , Augusta Zia del Re ( N.-S. ) si è degnata di fare ad un nostro collaboratore
VI per rimeritarlo di alcuni articoli pubblicati_nel nono e decimo volume dell' Antologia ( 1 ) . Esso consiste in una magnifica medaglia di oro , la quale rappresenta da un lato i ritratti delle Loro . MM. il Re e la Regina de' Francesi , circondati dall' iscrizione Louis-Philippe I. Marie- Amelie, e nell'altro è scolpita questa leggenda , Donnée par S. M. la Reine à Monsieur André de An gelis le 20 décembre 1842 . Tal dono riuscir dee all' autore ed a chiunque
crede che a se tocchi parte delle lodi del proprio paese , moltissimo grato , perchè argomento degli articoli è la storia delle milizie Napoletane delle quali l'autore ha impreso ad illustrare i fatti. E fa aperto ad un tempo come all' Augusta Donna care sian sempre le glorie del luogo ove ebbe i natali. Sono notevoli infatti nella lettera che accompa gnava l'invio della medaglia le seguenti parole che noi riferiamo ad onore della bell' anima di quella impareggiabile Sovrana ; Sa Majesté la Reine , vi è detto , a lu avec le plus grand plaisir ces pages apologétiques de sa chère patrie , et Elle vous a destine comme témoignage de Son Auguste Satisfa etion une médaille dor cc. cc .
( 1 ) Idea di una storia delle milizie delle Sicilie da Carlo III. sino al reguante Ferdinando II. La cavalleria Napoletana nell' Alta Italia nel 1794 al 1796 .
NAPIER GUERRA DELLA PENISOLA DAL 1807 AL 1814. CON NOTE DEL GENERALE DUMAS PER FAR SECUITO AI SAGGI SULLE CAMPAGNE DEL 1799 AL 1814 DELL'ULTIMO autore . Traduzione italiana . Napoli 1841. vol. 2 in 8.
Laonde nè coloro che scrivono , nè quelli che leggono le storie debbono soltanto aver in mira le cose per se stesse , che sono state fatte , ma quelle dianzi avvenute , le cir costanze che l'hanno accompagnate , e le loro conseguenze poichè se si toglie dal la storia la cagione , la maniera , il con siglio , con che ciascuna cosa fu fatta , ed anche se questa ottenuta ha un fine lode vole e d'approvarsi , tutto quel che vi rimane è un mero spettacolo da nuila e non mai cosa da istruire il lettore, e se al presente diletta , non può in appresso recare alcun vantaggio. Polibio Lib. 3 pag. 19.
Si grave sentenza pronunzia lo storico Megalopolitano quando rende conto della vasta importanza , che in sè con tiene la narrazione delle guerre combattute nei suoi tempi , o nei precedenti , e sopratutto la guerra punica , e quella seconda tra esse ; e il suo pensiero maggiormente svolge allorchè suppone che alcuno impugni il principio emesso di ben conoscere questi avvenimenti , rimontando alla loro origine . » Ma diranno per avventura coloro i quali » leggono le storie senza giudizio
di non aver avuto
» ragione di trattenermi cotanio su
questo particolare .
>> Io veramente se alcuno reputi di avere in sè ciò che » basti contro ogni evento , direi per costui bella si , ma › non necessaria la notizia delle cose passate . Ma siccome I
2 » niuno degli uomini può tanto pronunziar su le proprie » cose , nè su le pubbliche , perchè sebbene sia prospero > di presente , niuno tutto che prudentissimo può certi » ficarsene la speranza di esserlo in avvenire, così dico >> bella non solo , ma necessaria la cognizione de'successi >> che precederono . Imperciocchè s'egli o la patria ol >> traggiati saranno come troverà chi soccorrerlo per la » difesa , o se brami di aggiungere al suo nuovi acqui > sti , e pensi esso il primo far guerra come ecciterà chi lo secondi nell'imprenderla? O se contentesi di uno >> stato il quale il tieue , come indurrà gli altri , perchè ne approvino la forma onde reggerlo , nè permettono » che si perturbi , quando non sappia per tai fatti ricor » dare pur una delle cose precedenti? Certamente per qua » lunque modo si adagiono alle cose presenti , e fingono » e dicono , e fanno cose tali , che difficile riesce co >> noscere i voleri di ognuno , e molto in molte cose la >> verità se ne oscura . Ma i fatti passati dei quali è per » messo di giudicare dall'esito che hanno avuto palesano » veramente la volontà , e i pensieri di ciascuno ' e ci » dimostrano da chi dobbiamo sperar grazia , benefizio , >> aîuto , e da chi guardarci e temere contrarietà e danno . » Dal che spesso in molte cose comprendiamo che sia » per compatirci nelle nostre disgrazie , chi per mostrare » indignazione dei torti , che ci vengono fatti , е final › mente chi possa scoprire colui , che ci ha oltraggiato , » le quali cose tutte, sono di un gran sollievo al vivere
>> comune degli uomini sia privato , sia pubblico .
3 Così il grave storico prepara il lettore a meditar sulle vicende che narra . Or noi vogliamo gettare lo sguardo sulla lotta più celebre nei nostri tempi , sì ricca di av venimenti , e sì decisiva per le vaste conseguenze , che sono derivate per lo stato politico , sociale , e intellet tuale del mondo . La scelta produzione del C. Napier , sulla guerra della Penisola dal 1807 al 1814 e la tradu zione italiana che qui si stampa , la quale ben dimostra , come gli uffiziali han desiderio di essere iniziati alle grandi gesta belliche , ci ha determinato a brevemente discorrerne . Noi non diamo l'analisi dell'opera , perchè nel primo volu me dell'Antologia abbiamo discorso di questa guerra e non vogliamo ripeterci , ma crediamo necessario ridurre a qual che quistione l'analisi dell'opera , più per l'insieme , che per i suoi peculiari fatti , e crediamo così gettar lume sulla natura , il fine , lo spirito , e l'esecuzione di questo grande ed utile lavoro. 1.
In che consiste l'utilità della storia militare ,
e quali caratteri deve rivestire il periodo che si narra per renderla importante ?
2.
La storia combattuta nella Penisola dal
1807
al 1814 à tutte le condizioni notate ? 3.º Qual'è lo spirito della storia del Napier? quale è il merito scientifico , e letterario della produzione ?
4. ° Quali sono i grandi risultamenti politici , mili tari , economici di questa guerra ? Risolute anche imperfettamente tali quistioni, il lettore ricercherà nella lettura meditata di queste gesta , quanto
4 esser vi deve , per cui anche come indicazione il nostro lavoro sarà utile , non come soluzione , ma vantaggioso perchè mette le menti riflessive sulla via del pensiero , anzicchè di ciò dispensarle . 1.
Dopo il sagace Polibio ,
poco ci resta a dire
sull' utilità della storia delle guerre importanti ; e possiamo coll' autorità del greco scrittore aggiungere le idee del l'illustre romano , che vuol giustificare il perchè narra la guerra di Gingurta . >> Io mi propongo di scrivere la storia della guerra >> dẹi romani contro Gingurta Re de' Numidi , non solo » perchè fu importante , sanguinosa e ricca di vicende , >> che dai successi derivano , ma perchè essa fornì le > prime occasioni di reprimere l'orgoglio della nobiltà . >> In questa querela si violarono indistintamente tutt' i » dritti divini ed umani , ed il furore andiede sì oltre che le civili dissenzioni diedero per finale risultamento
» la guerra , e la desolazione di tutta l'Italia. » Lo storico trae l'importanza del periodo prescelto , perchè in quelli avvenimenti scovre l'origine del più grande cambiamento , che modificò gl' interni ordini della romana repubblica , e per la vasta azione che sul mondo d'allora esercitava e sulla sorte dei popoli tutti . E dalla doppia autorità di Polibio e Sallustio potremo facilmente asserire , che la storia di una guerra trae il suo interesse non solo dalle facoltà , che in quelle si svolgono , dal l'intensità e la durata del dramma , dai caratteri che mano mano si sviluppano e si elevano sopra tutti gli osta
5 coli che si oppongono allo scopo , ma di più quando in questi gran conflitti vi è il principio di una gran de trasformazione sociale , che modifica l'interno reg gimento degli stafi , altera le proporzioni esistenti nelle forze sociali , ed in ultimo influisce potentemente nel l'equilibrio politico , facendo pendere la bilancia in un senso diverso da quello in cui era prima della lotta . E come la storia depone costantemente che nè il reg gimento interno degli stati è mutato , nè l'equilibrio si è mai alterato , senza che l'insieme non ha fatto mo dificare il cammino e la direzione dello spirito umano , nel reggimento chè
in
natura .
economico intellettuale e morale , per
essi sono compresi i bisogni
di una doppia
Son questi adunque i caratteri generali perchè
una storia ispiri quel vivo desiderio di conoscere tutte le vicende , e noi vogliam farne l'applicazione a quella di cui teniam discorso . 2.º La guerra della Penisola ha , o pur no le condi zioni che si esigono in una guerra , per essere oggetto di una particolare storia ? Ecco come il Napier l' ha con siderata nella prefazione del suo lavoro . >> Sei anni intieri la Penisola ha servito di teatro ad una guerra che sotto il nome d' indipendenza è cono >> sciuta. In questa lotta " in cui il territorio è stato sog > getto alla devastazione , in cui il sangue francese >> tedesco , inglese , portoghese e spagnuolo , è corso in >> larghe proporzioni per questa fatale querela : tra tutte » queste nazioni si son ritrovati abili scrittori , che eccitati
6 > dal bisogno di descrivere le sofferenze dei loro concit tadini ,
e di render celebre il loro valore ,
hanno
» largamente narrato questa guerra , sì lunga ed acca › nita . Mi si potrà domandare perchè io oso ridire questa » storia ? io risponderò che due individui possono con > siderar l'istesso obbietto , e possono diversamente de > scriverlo secondo l'aspetto , che ognuno di essi l'ha > guardato. Ciocchè agli occhi di uno sembra un bel » quadro si dimostrerà all' altro , un' arida solitudine , e >> per tanto hanno ambedue potuto non aver veduto giusto? >> Or come la verità dev' essere il principale l'unico ob >> bietto della storia , è da preferirsi , che il più gran >> numero possibile , si dedichi a questa ricerca per tema » che per mancanza d'investigazione ,
esso non resta
» nelle tenebre de' pregiudizi e nelle false vedute del » personale interesse » .
Indi l'autore espone , come le forze spagnuole mal grado l'entusiasmo nazionale e religioso , ebbero biso gno dell'ausilio dell' Inghilterra , per tener testa agli e serciti francesi ; e nell'introduzione mette in luce l'im portanza della guerra della rivoluzione francese , di cui quella della Penisola fu un episodio ricco di feconde con seguenze . » Fino al trattato di Tilsit la Francia non fece , che >> una guerra essenzialmente difensiva , mentre la lotta >> sanguinosa che versò tante calamità sul continente , » per un si lungo corso di anni , non aveva in mira una >> preeminenza tra le ambiziose potenze . Non era per
7 » essi il semplice aumento di territorio che si disputava , » o l'elevazione politica dell'una o dell'altra nazione , ma >> bensi un combattimento a morte , che decider doveva » dei due partiti ,
se l'aristocrazia , o la democrazia
» dominerebbe , e se l'eguaglianza , o il privilegio sareb >> be d'ora innanzi il fondamento principale de' governi » europei . Chi in dubbio può ora mettere che la guerra della Penisola riveste tutt'i caratteri , che gli storici dell' anti chità sopracitati esigono in un periodo che si presceglie di narrare ? Onde meglio il nostro fine raggiungere , cercheremo in prima di dimostrare con particolarità tal carattere , e lo considereremo sotto l'aspetto militare , e tratteremo in seguito la parte politica e morale . Una guerra illustrata da 35 battaglie e 25 assedi . ove i guerrieri del mezzo giorno della Germania , della Polonia , della Francia , della Penisola ,
e dell'Inghil
terra , hanno combattuto, ove de' più celebri capitani si è veduto la loro gloria crescere ed oscurarsi , ove uno grande n'è surto , e con esso la riputazione di un esercito , che sul continente non era considerato importante , ove in fine tutte le classi sociali della Penisola vi hanno preso par te , ove quelle infime hanno elevato i loro figli al più alto rango ed alla più bella rinomata , mentre erano dappri ma alle classi elevate riserbate come legittimo retaggio , ove in ultimo le operazioni militari non hanno conserva to la fisonomia , che la guerra della rivoluzione gli aveva impresso , e la rapidità delle operazioni è stata sostituita da
quella lentezza di risultamenti , che caratterizzavano le guerre dei secoli anteriori . E su tal proposito il colon nello Jones nel suo libro sulla guerra d'assedio in Ispa gna dice : >> In effetto si osservano dei tratti di
rassomiglianza
>> marcanti fra le nostre battaglie , e le nostre guerre » in Ispagna , e quelle del Duca d'Alba , e del princi >> pe di Parma al XVI secolo nei Paesi bassi . Si scorge >> lo stesso talento nei generali , lo stesso valore nelle >> milizie sempre fortunate in rasa campagna . Si nota » negli assedi , il medesimo ardore nell' attacco , gli as >> salti sanguinosi , e costantemente gli stessi rovesci
0
>> almeno una numerosa perdita di uomini . » La storia di quella guerra depone in favore dell' as serzione dell'autore inglese , ed in effetto quella rapidità di operazioni , quei strepitosi e decisivi successi che nel settentrione dell' Europa hanno caratterizzato le guerre della rivoluzione , ed hanno deciso della sorte dei grandi stati , in qualche mese e con qualche battaglia , non si con tano nella Penisola , ove i successi furono o sterili o circo scritti , la guerra d'assedio sì importante nel secolo XVII ed in quelli anteriori , diminuita d'interesse nelle ultime guerre del secolo scorso , era quasi scomparsa nelle grandi guerre della rivoluzione , e nella Spagna riprese quell'in fluenza che nelle operazioni militari aveva
altra volta
avuto. Adunque è facile di concepire come la lotta nella Penisola presentando fenomeni si importanti , riveste tutt' i caratteri , degni di occupare le vigilie di un sapiente storico
9 oculare testimonio di quei fatti, capace di trasmetterne la
narrazione alla posterità ed istruire i contemporanei .
3.
Onde meglio far noto lo spirito , nel quale questa
storia fu dettata , riporteremo fedelmente alquante idee dell'autore. Egli nella prefazione dopo di aver descritte le cause che facilitarono a Napoleone l'occupazione della Spagna , e il movimento di reazione operato dalle popo lazioni contro la sua dominazione 9 ne vuol giudicare la portata e calcolarne le conseguenze, ove per caso quel paese non avesse ricevuto alcun soccorso dall'Inghilterra . › Dal momento in cui le forze inglesi entrarono in >> campagna gli spagnuoli cessarono di operar come forza » principale , in una guerra di cui la loro patria era il » teatro, ed alla riuscita della quale era rannodata la loro >> esistenza , come nazione indipendente . Ebbero la pre >> tensione di bastare a se stessi ๑ il loro orgoglio era » ferito da un ausilio , che gli sembrava un insulto. Il » sentimento religioso era esaltato fino al furore ed al >> fanatismo da un clero potente , interessato nella que >> rela su tutti gli aspetti . Ma dopo la prima esplosio ne della loro indignazione , la causa della indipenden » za , non eccitava più lo stesso entusiasmo . Crudeltà
>> orribili furono commessi contro i soldati francesi , che >> le malattie , o la sorte delle armi esponeva alla rab >> bia degli abitanti ,
il terribile sentimento dell'odio
>> individuale , fu sostenuto e ravvivato dalle vessazioni , e le severe rappresaglie che i francesi esercitavano , pur nondimeno gli spagnuoli non fecero niuno sforzo 2
10
» generale , non dimostrarono ne' combattimenti nè fer » mezza , nè costanza . E così termina la descrizione dei disordini , debolezza degli sforzi mal diretti ,
e della
che allarmando le
classi pacifiche e laboriose della Spagna , ridussero tutte le forze nazionali a corpi franchi ,
o guerriglie , che i
francesi avrebbero facilmente esterminate , se potenti soc corsi non fossero venuti in ausilio degli Spagnuoli . « Tal'è il segreto della costanza spagnuola . I copiosi » soccorsi dell'Inghilterra , il valore delle truppe Anglo >> Portoghesi , sostennero solo la guerra ed il vigore col » quale Lord Wellington resistette al furore francese , » rilevò la debolezza , e l'incapacità dei tre gabinetti e » liberò la Penisola . Questo generale commise certemen » te errori , e chi non ne commette in guerra? ma la >> sua riputazione non
è meno solidamente stabilita.
>> Semplice e maestoso monumento " che l'invidia non » può distruggere , e che il falso ornamento degli adu » latori non può nuocerli . Le gesta degli eserciti furono » grande per le stesse e più grande per le conseguenze , >> ed i segnalati esempi di eroico coraggio e di abnega >> zione , nulla potrà sfigurarli , nè farli giammai mettere » in oblio , perchè son degni dell' alta rinomata , e più » alta di quella che hanno avuto fin ora , e degni sono » di un migliore storico . Da ciò bene appare , che il Napier si propone di di mostrar nella sua narrazione , con l'autorità de' fatti , la tesi seguente .
II
1.° Gli spagnuoli malgrado il loro numero , il loro entusiasmo , l'estensione del territorio , ed altri vantaggi dipendenti dalla posizione geografica ed utili moltissimo per difendersi con successo " non sarebbero riusciti vitto riosi , e sarebbero stati sottomessi senza i soccorsi di ogni sorta , che l'Inghilterra gli ha prodigati , e sopratutto senza l'esercito Anglo- Portoghese , comandato dal gran capita no , che è stato il vero salvatore dell' indipendenza Spa gnuola. 2.° Questa lotta prolungata , che ha posto in pre senza per sette campagne l'esercito inglese ed il francese, per i successi costanti dall' ultimo ottenuto ,
malgrado ·
le qualità superiori dell'avversario , e la scienza dei suoi capi , ha dimostrato la superiorità assoluta dell' esercito inglese , e del suo capo in paragone dell'esercito francese , e dei suoi generali ? Contro la prima asserzione hanno protestato gli scrit tori spagnuoli , e il Toreno particolarmente ; ma nel ca lore
della disputa ,
hanno voluto provar la tesi.com
traria , la quale è anche più lontana dalla verità di quella , che il Napier sostiene. La seconda asserzione è stata con egual calore , e sovente con passione combattuta dagli storici francesi , ma pur nondimeno ha lasciato in uomini stimabili l' opinione della superiorità assoluta delle milizie inglesi , sulle fran cesi , e non si è mancato di rimontare al 15. ° secolo per ritrovare appoggio , e prova storica di tale opinione. Noi cercheremo di esaminar queste due asserzioni , nei li
32
miti dei nostri mezzi , onde facilitare il modo ad uffiziali più sapienti e più esperimentati di risolvere con più agevo lezza siffatta quistione importantissima per la scienza bel lica e per quella politica . 1.ª L'opinione dello storico inglese , si fonda sulla nullità dell' organizzazione civile e militare degli spagnuoli l'inferiorità dei generali ed
uffiziali ,
la
quale
sì , che in rasa campagna erano sempre battuti ,
facea anche
da forze inferiori , erano tenaci piucchè intelligenti nella difesa delle piazze , avendo questo merito di comune , con i turchi si poco avanzati nelle belliche scienze , e ridu cendo tutta la loro difesa , a quella delle fortezze ed alle guerriglie , le quali turbavano il possesso del territorio , erano però impotenti a difenderlo e a riconquistarlo , e gli stessi luoghi fortificati non soccorsi dagli eserciti mano mano cedevano. Gli eserciti non tenevano in rasa cam pagna , e le guerriglie alla lunga dovevano succumbere contro le spedizioni del nemico si superiore , perchè mancavano dell'alimento più possente atteso il disgusto delle popolazioni le quali stanche di soffrire , e sicure di non poter vincere con quei mezzi , dovevano come è accaduto nell'Aragona preferire al disordine della guerra intestina un potere pesante, ma regolare nella sua azione . Adunque l'occupazione del territorio conduceva alla fine alla ras segnazione al nuovo ordine , nuovi interessi ne sorge vano ,
e così come accade la conquista materiale era
preprecursore di quella morale . Che se tanto non è ac caduto nella Spagna si deve all'esercito anglo- Porto
13
ghese , alle flotte inglesi , ed alla saviezza del Duce Brit tannico .
Forzando i francesi a concentrarsi per com
battere in luogo e tempo determinato , Wellington li ob bligava a concentrar le forze , sgomberarne il paese , e lasciare le risorse , la
tranquillità e la speranza alle
forze spagnuole , e i successi che aveva , ora impedivano l'assedio di una piazza , ora ne riconquistavano un ' altra , arrestavano sempre l'invasione ed obbligando i Francesi a lasciare sgombere provincie intiere , si esaltavano le spe ranze ed il morale degli spagnuoli , e si facilitava il modo di riparar le perdite . Tuttocciò prolungava la guerra , diveniva sterile e penosa per i francesi , e ne demoraliz zava i capi
e gli individui . Or tanto si è potuto con
seguire , perchè l'esercito era buono , ed il Duce pru dente aveva compreso lo spirito di quella guerra . Un e sercito men solido , ed un generale men prudente avrebbe fermato la dominazione francese, dimostrando che nulla po teva resistergli , come nel settentrione dell'Europa era ac caduto . Ebbene questo ragionamento vero nell' insieme non dimostra la tesi , mentre tutto il sistema del capitano inglese era fondato su gli spazî a percorrersi dai francesi sulla larghezza delle contrade per seguire l'esercito inglese fino all'estremità della Penisola , sulla difficoltà di vivere re stando concentrato , e di combattere dividendosi . Togliete lo spazio , il terreno , l'ostilità della popolazione , la difficoltà delle comunicazioni , quelle di proccurarsi sicure notizie del nemico , delle sue forze , e delle masse , la resistenza delle piazze ;
si tolgano tutte queste circostanze , e si metta
14 l'esercito Anglo-Portoghese riunito allo spagnuolo , senza che la
nazione vi prenda parte attiva , ed allora il
risultamento è diverso . Il sistema di Lord Wellington mancante degli elementi
ed ausili necessari , avrebbe
subito l'influenza dell' iniziativa del nemico che seguiva l'offensiva ; ed obbligato una volta a delle battaglie come Almanza e Villa Viciosa , avrebbe provata tutte le rapide conseguenze prodotte dagli eserciti dotati di mobilità ignota a quelli eserciti del XVII secolo.
Non intendiamo svolgere maggiormente il nostro pen siere , per non ripetere quanto su tal proposito dicemmo nel primo volume , ove esaminammo le cause dei rovesci nella lotta della Penisola, ma solo ci appoggeremo al fatto più parlante, che nel corso della guerra si è manifestato.Nel 1813 , mancate al maresciallo Soult le operazioni tendenti a liberare Pamplona e S. Sebastiano da Wellington as sediate , dopo la battaglia di Vittoria ,
i francesi rip: s sarono i Pirenei , e si difesero con esercito inferiore e
sempre indebolito dai rinforzi , spediti al settentrione della Francia fin sul mese di settembre 1813 ; or bene l'eser cito alleato superiore numericamente al francese ed an che moralmente ha avuto bisogno di otto mesi per giungere d'Irun a Tolosa , benchè quei dipartimenti , erano pochi disposti alla difesa territoriale, e l'accoglienza degl' in glesi a Bourdeaux , prova solo che avevano partigiani , piucchè nemici . Adunque la sola inerzia delle popolazioni viventi sul teatro della guerra , tolse agli alleati tutť i vantaggi che ne ritraevano , quando sul suolo spagnuolo
h
15 pugnavano ,
e fu sufficiente per rompere la bilancia a
favore dei francesi , che nella loro difensiva arrestarono talmente gl' inglesi e gli alleati , che benchè superiori in forze , fecero pochi progressi , mentre gli eserciti nel settentrione nell' istesso periodo di tempo , vennero dalla Slesia a Parigi , malgrado le numerose piazze incon trate dalle sponde dell' Oder a quelle della Senna . Certamente è ben difficile di ritrovare una dimostrazione più completa dei vantaggi , che Wellington doveva alla cooperazione diretta ed indiretta delle popolazioni della Penisola , e quanto coi loro successi contribuissero , per cui tutto con venendo , che gli spagnuoli non per mancanza di qualità militari , ma perchè privi di ordinamento, non contribuirono nelle proporzioni quanto avrebbero potuto se altrimenti aves sero operato ; epperò è assai ingiusto il sostenere , che tutto fu dovuto agli Anglo-Portoghesi . La salvezza della Peniso la fu dovuta alla potente diversione, che la guerra del Nord , faceva , la quale rese per la Francia la lotta di Spagna secondaria , con certezza si può dire, che gli spagnuoli senza l'esercito Anglo-Portoghese avrebbero soccombuti , benchè con onore per la resistenza che opposero , e gli Anglo-Portoghesi , senza la Spagna non potevano sostenersi nella Penisola , e senza la campagna del 1809. 1812,13 e 14 combattuta nel settentrione, non potevano liberarla nemmeno con l'ausilio degli spagnuoli . Ed è ben degno di osserva zioni, come l'ordinamento è potente nelle guerre , mentre gli inglesi tirarono partito dell'ausilio de'Portoghesi , dei Te deschi , arrollati nelle loro fila , e delle truppe di Sicilia,
16 mentre i francesi fecero lo stesso per gl'italiani ed altri loro federati , benchè tutte queste nazioni avessero meno tradizioni militari ed esperienza di guerra degli spagnuo li , non erano animati da niun sentimento spontaneo 2 ma tutto ripetevano all' impulsione impresso loro da' fran cesi ed agli ordinamenti militari , di quell'impero .
2. Per determinar con esattezza la superiorità as soluta di un esercito sull' altro , bisogna numerar gli e lementi, di tal superiorità » Questi sono il valore , e la > scienza nelle sue diramazioni , compresa l'ammini >> strazione » . Il valore lo possiamo considerare come uguale nelle due parti , benchè l'esercito francese fosse meglio com posto per gli uomini , che d'appresso l'opinione istessa del Duca di Wellington ,
erano animati da sentimenti 9
che non potevano nell' istesso grado trovarsi negl' inglesi i quali servivano per ingaggio . Quanto alla scienza niun dubbio che vi era più scienza ne' soldati francesi capaci di elevarsi a tutt'i gradi , cosa che non era presso gl'in glesi, per la loro militare costituzione . Nell' esercito fran cese i regolamenti tattici , le conoscenze strategiche , la incontestata superiorità , e la vasta scienza de' corpi fa coltativi , la grande esperienza di guerra su tutti i terreni, e con tutt'i popoli ne faceva il migliore degli eserciti , tanto più che ottenevano i più grandi risultamenti e sostenevano le pene e le privazioni le più dure senza niuna punizione corporale ,
mentre negli altri eserciti , e nell' inglese
segnatamente queste erano copiosamente adoperate . Ora
E
se è riconosciuto ,
17 che l'economia de' mezzi adoprati
onde raggiungere lo stesso fine costituisce la vera su periorità degli elementi che ciò rendono possibile , sarà incontestata la superiorità dell' esercito francese su tutti gli altri ( 1 ) . Ora se non ci è superiorità di valore, mentre gl' inglesi stessi convengono , che nella marina la loro preeminenza su i francesi , è stata costante nelle battaglie, non negl'incontri particolari , ciocchè dimostra solo , la su periorità di arte e di metodi nei primi , la quale in una lotta parziale, ha minore importanza . E volendo più rias sumere le condizioni costituitivi il merito di un esercito , si possono ridurre alla mobilità ed alla solidità . Gli eserciti francesi non sono men solidi degl ' inglesi " o almeno bilanciano tal qualità , ma hanno superiorità decisa nella mobilità, percui niun dubbio , che in una campagna l' eser cito inglese , sarebbe strategicamente dominato dai movi menti rapidi del francese, e non potrebbe profittare del vantaggio, di cui ha si abilmente tirato partito il generale Welington , cioè nello scegliere le posizioni ed obbligare il nemico ad attaccarlo , ove tutto era preparato per rice verlo , senza potere aggiornar l'attacco , manovrando in torno quelle posizioni , perchè il tempo in cui potevano restar riuniti , era limitato dai mezzi di sussistenza .
(1) L'esercito prussiano è entrato in questo sistema e ciò li dà la superiorità , sulle altre nazioni , ove il bastone è ancora in uso , ma che da per tutto tende ad essere ristretto , come semplice punizione.
3
18 Noi crediamo , che l'esercito inglese , se avesse guer reggiato come ausilio delle potenze Germaniche all'anno 1805 e 1806 , non avrebbe potuto diminuire , ed an nullare la superiorità dell'esercito francese , nè arrestarne i successi , benchè avrebbe onorevolmente , ed anche bril lantemente combattuto , come è accaduto nelle Fiandre, alle prime guerre della rivoluzione fino al 1795. Adunque l'idea della superiorità assoluta dell' esercito inglese , non è fondata dalle guerre della Penisola , perchè ivi le cir costanze erano peculiari, e niente provano per un altro teatro di guerra ; e la campagna del 1815 , così presto finita a Vaterloo , conferma , che l'esercito inglese fu sorpreso nei suoi accantonamenti > e se la guerra conti nuava in quel paese 9 rischiava molto ed à rischiato di subire una di quelle catastrofe , che è l'ultimo risul tamento dei grandi movimenti strategici ,
e ciò mal
grado la superiorità numerica , che l'ausilio dei prus siani , dava all'esercito coalizzato , sopra quello francese in proporzione del terzo di più . Se da queste vedute ge nerali si vuol discendere a qualche altra particolare , come
}
ritrovar quella quantità di uffiziali distinti in ogni grado surti dalle ultime classi della società in Francia , con quelli enumerati nell'esercito inglese? Quale scienza sparsa vi è in Francia e nell' esercito , e quanto poco se ne ritrova anche nei corpi scientifici dell' esercito inglese , ciocchè per altro è un fenomeno , perchè non corrisponde allo stato a vanzato di quella società scientificamente considerata ? In ultimo l'amministrazione inglese , e più umana cura più il
19 soldato al quale prodiga tutt' i mezzi per ben nutrirlo , ve stirlo , e ciò onora la nazione ed il governo ; ma se in Francia si ha il torto di essere negligente da questo lato ed inferiore all'Inghilterra come potere , ne risulta però , che l'esercito francese ha più merito di sormontar gli osta coli che incontra , e di operare prodigî in mezzo alle privazioni e la penuria; mentre quello inglese è incapace di sopportarle , e quando manca di certe cose tende alla dissoluzione , come vien riportato dal Napier nella ritirata del generale Moore alla Corogna. Quadro terribile ed i struttivo ad un tempo! Dunque le due quistioni sorgenti dal l'esposizione dell' Autore , sono esagerate ambedue , dacchè certamente gl' inglesi , e il loro Duce , hanno avuto una vasta influenza nella Penisola ,
ma ciò era possibile ,
perchè il paese gli era favorevole e l'esercito inglese ha potuto avere , qualche superiorità relativa su i francesi in quella guerra , ciocchè non prova , anzi fa dedurre in contrario l'assoluta superiorità da manifestarsi sempre nel l'esercito francese. In ultimo Wellington si è dimostrato gran capitano possedendo le qualità in armonia con le sue milizie ed il genere di guerra da combattere , per cui la sua carriera è forse individualmente
superiore ai suoi av
versarî , meno Napoleone. Epperò fa d'uopo tener be nanche molto conto , che nella Penisola vi è stata sempre mancanza di unità e rivalità continua tra i capi francesi , e se Wellington " non ha mancato di contrarietà , era sempre in più alta sfera , e manca la dimostrazione neces
20 saria per stabilire la sua preeminenza , contro Massena', Soult , Marmont , S. Cyr per non aver mai il generale in glese guerreggiato in un terreno neutro. Ciò per altro non toglie che il Wellington guadagnerà col tempo, la sua ripu tazione si ingrandirà nella storia , e ben si può dire che tanto è avvenuto , mentre comparando le opinioni , date dai mi litari francesi , dopo il 1815 e quelle di 15 anni dopo è forse prima , ben si vede qual giustizia si rende in questo periodo, e si concede molto di quel che si negava in quello , sol perchè il dolore era troppo vicino, e non dava campo all' imparzialità . A riguardare ora il merito artistico dell'opera e dello stile, non possiamo far di meglio che trascrivere alquanti periodi ove vi è tempo stesso 2 la prova che il Napier co noscevà la scienza " e sapeva trar partito delle vicende svariate della guerra ed esporle con forme analoghe , e darvi quel carattere dell' eloquenza la più maschia . Ecco come descrive la ritirata di Massena " e le mosse del Wel lington per inseguirlo e ritardarne il movimento.
<< Il maresciallo Ney vide Lord Wellington ingannato >> sulle forze francesi e mettere in linea quanto aveva di truppe. Egli in vece di ripiegarsi , caricò le soldat esche » del general Picton , e continuò sul terreno a sostenersi, > cosa che molto ardimentosa era nella posizione in cui >> trovavasi , mentre la terza divisione era più al villaggio >> vicino , e del ponte , che non l'era alla sua dritta , » e vi era di già nella pianura molta cavalleria ed ar » tiglieria per schiacciarlo . Si restò dalle due parti per
21 » circa un'ora in tal posizione , dopo di che tre colpi di cannone tirati dalle file inglesi , diedero il segnale › del combattimento . Un più bello spettacolo di guerra si offre raramente alla vista , sembrava , che tutte quelle › montagne rivestite
scaturivano le masse di soldati ,
in poch' istanti trentamila uomini , si spiegarono nella » pianura in tre linee , che la prendevano in
fianco e
>> si avanzarono con passo maestoso , mentre la caval » leria , e l'artiglieria partendo simultaneamente dal cen tro e dalla sinistra , corsero contro i battaglioni fran » cesi , che li ricevettero con una scarica generale e » questi battaglioni furono subito mascherati dal fumo " » e quando questo si dissipò , il nemico era scomparso › . E qui è l'occasione seguendo la cronologia storica , di met tere in luce il terribile sistema adottato dal Duce Brittannico per la difesa del Portogallo , che sembra appartenere per nulla i suoi effetti ad un' epoca di cruda barbarie , e , in passo l'eloquente , che può meglio ciò dimostrare cui lo storico inglese è dominato dalle lacrimevoli im pressioni che descrive .
» Il giorno 7 marzo 1811 si fece una terribile scoverta >> si trovò in una fessura delle montagne una gran casa » piena d'individui de' due sessi morti > rendo ,
piucchè
» canto de' loro
30
tra
essi
cadaveri distesi ,
erano
o di fame mo spenti ,
е
a
era una quindicina
>> di donne , ed un sol uomo , ma si indeboliti , che non » poterono inghiottire nulla del poco nutrimento , che » noi avevamo ad offrirlo . I più giovani erano morti i
22 » primi , non vi restava più niun fanciullo . I loro corpi » non parevano smagriti , solo i muscoli del viso tal >> mente contratti , che tutti questi cadaveri sembravano » sorridere . Questo spettacolo era terribile , al di là di » tutto ciò che può immaginarsi , gli uomini mostravano » il desiderio di vivere , le donne pazienti e rassegnate , » avevano , malgrado la loro crudele posizione , con cura >> e decenza accomodate le vesti di quelle che più non >> esistevano » . Fa dunque mestieri pesar nella bilancia tutti gli osta coli che incontrava l'invasore , mentre chi si difendeva tutto osava onde raggiungere il suo scopo , e sagrificava quelli stessi , che preservar voleva .
Questo
eloquente
e patetico quadro onora il cuore dell' autore e dimostra come sapesse bellamente esprimere i suoi concetti e le sue impressioni , che si coordinano al periodo ove è mi litarmente espresso l'entusiasmo guerriero e l'emozione che quell' incontro ispirava al Napier, e che fresco nella sua mente si era conservato , dopo tanti anni scorsi , con quelle non meno importanti della battaglia di Albuera e dell' assalto di Badagoz . Noi noteremo quella parte che meglio fa conoscere i ricordi di alquanti sublimi e terri bili scene della vita militare : » Il vero combattimento durò quattr' ore , ed in questo e più di ottomila fran vidde con » cesi furon posti fuori combattimento " si
> tempo quasi settemila alleati ,
» quale risoluzione gl' inglesi pugnarono , mentre sopra >> seimila che sommavano , appena 1500 restarono illesi !
23 » Gli allori i meglio guadagnati son quelli , in cui il » vincitore può appena sulla sua fronte posarli , perchè » la lotta ha le sue forze esaurite. In tutta la notte se › guente , le colline , il corso dell' Albuera i boschi ri >> sentivano i gridi di lamento . Beresford obbligato a si » tuare i Portoghesi innanzi la linea , era imbarazzato » da suoi feriti , il di cui numero eccedeva , tanto quello » degl'inglesi intatti che allorquando questi ebbero i loro >> picchetti postati , non vi restava di che rilevarli . In >> tale crudel situazione
Beresford inviò
il colonnello
» Hardigne per domandar soccorso a Blake , ma la col » lera > e l'orgoglio irritato di quest'ultimo presero il di » sopra e rifiutò la dimanda , dicendo ; esser uso negli
> eserciti alleati , di curare ognuno i propri feriti . » Quando il giorno comparve i due eserciti si videro › nelle loro posizioni rispettive, che reciprocamente si mi › nacciavano. I feriti ancora covrivano il campo di bat » taglia . I francesi più avevano sofferto. Gli alleati pian » gevano i migliori soldati.
La formidabile cavalleria ,
» e l'artiglieria di Soult covrivano la fronte della po »> sizione francese e sembravano esse sole voler tuttora > decidere la vittoria per il maresciallo , la di cui dritta
» minacciava la strada di Badajoz » . Il 18 Soult si ritirò . > Bisogna leggere tutta questa battaglia per sentire quale energia di stile , quale esattezza di descrizione vi si trova . Ecco quanto l'autore ne dice sull'assalto di Badajoz ese guito al 1812 . » Se l'immaginazione può figurarsi questo ostinato
24 >> combattimento , su di uno spazio di meno di 50 tese » quadrate , ove ogni soldato colpito, non muore nè al >> l'istante 2 nè del medesimo genere di morte " ove >> gli uni periscono dal ferro , altri dalla moschetteria " » e dall'artiglieria , alcuni sono annegati , un gran nu >> mero è schiacciato dalle masse pesanti , che il nemico precipita dall' alto dei rampari , altri ancora sono >> in mille pezzi straziati dal terribile effetto dell' esplosione » si aggiunge che tal distruzione , colpi per ore intere » le truppe inglesi senza che esitassero un momento , » ed in fine la città fu presa , bisogna ben convenire » che l'esercito inglese possiede tal forza morale ,
che
» stordisce , ed alla quale nulla può resistere . Sarebbe » insigne falsità , il dire che i francesi non si dimostrarono >> degni de' loro avversarî.
La guarnigione fece pruova
> di bravura , di costanza , osservò la più vigorosa di » sciplina , e seppe morire al suo posto . Vergogna non » ve ne fu da nessun lato » . E dopo di aver gettato alquanti fiori sulla tomba dei suoi più cari fratelli d'armi ,
così termina il suo dire .
» Quando Lord Wellington conobbe il disastro della not » te , la sua ordinaria fermezza l'abbandonò , l'orgoglio >> della vittoria scomparve, e copiose lagrime , pagarono >> il tributo onorevole alla memoria de' bravi soldati » . È certamente uno spettacolo interessante che rileva la dignità della nostra natura , il vedere un uomo in mezzo ai pericoli , alle pene ,
e alle privazioni della
guerra , cercar sollievo in queste luttuose scene , nel
-25 culto delle idee " e meditare sulla scienza , e descrivere artisticamente le terribili impressioni , che colpito lo hanno e così far passare una parte del calore
che sente in
quei, che estranei sono a questo genere di emozioni . Col registrare poi tanti eroici sforzi ha posto in luce , quella · verità che si rannoda alle più alte speculazioni sulla natura umana , cioè , nella guerra , gli uomini , che per posizione sociale sono men preparati all' entusiasmo ed all' eroismo si esaltano oltremodo , e per spirito di corpo e per abitudine di disciplina e per onor militare e nazionale, si elevano ad eroiche azioni , e stoicamente fanno il più alto sagrifizio che l' uomo può fare , subiscono tutt'i do lori , e sagrificano la propria vita , per un' idea , per un sentimento che suppone un grande impero , una decisa in fluenza acquistata dalle idee morali , sulla parte sensibile della natura, e le sue medesime tendenze conservatrici . 4. Onde stabilire con ordine la soluzione dell' ultima
quistione indispensabile ci sembra trattarla con metodo se vero, ed esporre l'idea principale, da cui le altre derivano. L'autore ha considerato la storia che narra , quale epi sodio importante della guerra intiera della rivoluzione , e questa come avendo avuto un obbietto, non mai alterato dalle fasi diverse, che subì nel suo lungo corso , a mal grado che si manifestasse con caratteri da far credere , a chi leggiermente l'osservava , che avesse di essenza e di fine mutato. Il Napier tien per fermo , ( e noi dividiamo la sua opinione ) ch' essa è stato il combattimento a morte de' due principî governativi e sociali , i quali nella rivoluzione fran 4
26 cese furon proclamati . Senza dubbio accettando questa soluzione, non ne risulta meno, che come mezzo la Fran cia doveva ricercare di rilevar la sua politica influenza oscurata nel secolo scorso 2 ed i coalizzati porre un ar gine alle dottrine che combattevano , cercando di cir coscrivere , in più angusti limiti la potenza , che quel le dottrine sosteneva e propagava .
Per cui vi era tal
quistione di politica territoriale rannodata ad una in fluenza morale , e l'ultima doveva nel suo successo , o nella sua depressione potentemente influire sulle condizioni so ciali , intellettuali , ed economiche dell ' Europa ed esten dere al resto del mondo quest' azione in proporzione del l'influenza che la Francia esercita , per lo stato più avanzato del suo incivilimento . Or dunque è necessario di deter minare quanto la guerra della Penisola ha pesato sulla quistione di preponderanza politica e morale , e quali ri sultamenti ne sursero sullo stato sociale intellettuale ed economico del mondo , quando la gran lotta ebbe termi ne. Se possiamo dimostrare , anche imperfettamente siffatta condizione , si potrà valutare , l'importanza e l'utilità di questa storia ,
e sarà chiaro che chi la narrò ,
in
mente aveva quelle sentenze dello storico greco e ro mano circa i caratteri necessarî ad un periodo di guerra , per richiamar l'attenzione , dei più alti ingegni , e ren derla famigliare a' molti , che senza tal guida mancano de' mezzi per discernerne il merito , e la pratica utilità del lavoro .
Tra le cause , che avevano diminuita l'influenza della
27 Francia in Europa, fa d' uopo numerar quella che tutto il mezzo giorno decadeva , quando il settentrione ancora igno to , e l'Inghilterra istessa si elevava dell' importanza che il primo perdeva ; or tanto si osserva dal trattato di Utrecht al 1713 , e non possiamo prendere guida più sagace del Mignet, che ha pubblicato una parte dei documenti che si riferiscono , a questa importante politica transazione . « Cosi ebbe termine , dice
il Miguet ,
questa lunga
>> contestazione , che occupa la fine di un secolo e turbò » il principio dell' altro , e diede alla Spagna possessioni >> la dinastia continentale , e fini di toglierli le ultime » in Europa . Il trattato di Utrecht fu per la Francia , » ciocchè la pace di Vestfalia era stata per l'Austria , >> una limitazione , che finì , come ognuno l'aveva pro >> gettato , nel momento in cui la saggezza aveva fatto » tacer l'ambizione, mediante una divisione , che pose da » per tutto le due famiglie d' Austria e di Francia in » equilibrio , da bilanciarsi reciprocamente ; e il mezzo » giorno del continente , visse fino al 1789 , e vive an » cora a poco presso oggidi sulle basi del trattato di » Utrecht >> .
Or le lunghe e strepitose guerre della rivoluzione , e dell' impero non han potuto mutare essenzialmente la sorte , che alla Francia ed al mezzogiorno gli
fu data
ad Utrecht . Con ragione si può dire , che gli sforzi operati da quel paese , tanto valore , tanta intelligenza , tante vittorie , non ha
potuto riempire lo scopo territo
riale , cioè di rilevare la Francia ed il mezzogiorno per
28 opporsi alla preponderanza del settentrione, che si aumen tava sempre e rapidamente dal trattato di Utrecht , ed in proporzione che più alle geometriche che alle aritmeti che si riaccostavano. Quando si riflette che il trattato del 1713 ,
come il
Mignet dice, pose la Francia in presenza ed in equilibrio coll' Austria , e benchè avesse stabilito un ramo della fami glia sul trono di Spagna , pure quella monarchia era discesa dal rango in cui la pace di Nimega l'aveva elevata , e che quello di Risvich aveva conservato , e da preponderante come era fu equilibrata con la sua rivale , e forza convenire che da quell'epoca prende data la sua marcata decadenza . Ma se al 1713 l' Austria e l'Inghilterra potevano contener la Francia, anche con l'alleanza Spagnuola , nei trattati del 1814 e 1815 vi è ben altro , mentre non è più in equi librio con una potenza continentale , ma questa ingrandi ta , ed appoggiata da due potenze del Nord , che all'e poca del 1713 erano ancora in germe , la Russia , cioè e la Prussia . E si aggiunga l'aumento dell' Inghilterra nella sua popolazione nei suoi capitali e nelle sue pos sessioni , l'organizzazione struzione
del corpo Germanico , la di
della Polonia , l'isolatamente della Svezia , la
nullità politica della Turchia e della Spagna , e la poca importanza delle potenze italiane ,
e sarà chiaro , che
se il mezzogiorno e la Francia suo principale rappresen tante, era ancora al 1713 nel caso di equilibrare l'Austria , rappresentante in allora il settentrione , oggi questa posi zione è aggravata di molto, perchè le potenze del Nord
29 sono cresciute , e quelle del mezzogiorno diminuite.
Adun
que sotto l'aspetto territoriale , la coalizione ha riempito il suo scopo al di là di ogni speranza , e basta compa rare il trattato del 1713 , con quei del
1814 e 1815 ,
per vederne le differenze , e se il primo ristabili l'equi librio tra le parti , questi han rotto l'equilibrio ed
han
posto la Francia in presenza non già di una potenza , con la quale prima poteva con successo lottare , ma di una coalizione formidabile e permanente , ove l'Inghilterra può riunirvisi, e far piucchè mai preponderar la bilancia . Or si domanda in qual grado la guerra della Penisola ha contribuito a tal risultamento ? Quando la convenzione nazionale vidde , che i suoi atti la rendevano incompatibile con gli altri stati di Eu ropa ,
cercò nell'esaltazione dei principî ,
nella quan
tità degli sforzi , e nel terrore , i mezzi per salvarsi dalla crisi che la minacciava , il successo coronò i suoi sforzi per cause varie , ed al 1795 , il terrore produs se tale interna reazione contro le sue atroci misure , che riflui sulla politica esterna. Fa d' uopo leggere nel ma noscritto dell'anno terzo questo movimento verso un si stema politico , che volendo ricomporre un equilibrio tra le parti , non escludeva niuna forma governativa , e la Francia profittando dei suoi gran successi ,
mirava ad
acquistare una importanza maggiore, e rilevar quella del mezzogiorno per opporla a quella del settentrione ,
che
la disparizione della Polonia aveva reso più formidabile e più compatta . Due furono gli oggetti che preoccuparono
30 il potere , distaccar la Prussia , ed una parte del Corpo Germanico sulla quale l'Austria
e la Russia esercitavano
un' influenza ostile alla Francia , rinnovare la pace e l'al leanza con la Spagna , e cercare di far lo stesso in Piemon te , come si vede nelle istruzioni date al general Bonaparte al 1796; onde così separare le potenze militari del Nord , riconciliarsi con quelle del mezzogiorno , dare unità a que sta zona politica , ed opporre all'Inghilterra la Spagna , spe rando di trascinare nella querela gli stati Scandinavi con
quali la pace non era stata mai turbata ,
e gli stati
uniti d'America , che nell' insieme si trovavano nell'istessa situazione , malgrado qualche disturbo passaggiero. Ciò riusci in parte per la Spagna , e la Prussia . Il Consolato fortificò questo sistema , e vi aggiunse la Russia , che di staccò dalle potenze del Nord e dall ' Inghilterra ; ma questa posizione artificiale, non ebbe una più lunga durata del suo autore. Il successore cambiò le cose , ed il setten . trione si ricostituì in alleanza con l'Inghilterra contro la Francia , meno la Prussia, all'epoca della dichiarazione del primo console ad Imperatore. Alla fine della prima coali zione si distaccò la Prussia , e dopo la seconda si separò la Russia ,, per per cui lo scopo della guerra fu in quel tempo impossibile a raggiungersi , e i trattati di Campofornico di Luneville , e di Amiens ne sono la dimostrazione . La neutralità Prussiana , e gli errori degli alleati , il genio di Napoleone , il forte ordinamento , ed il valore dell' esercito francese , produssero in seguito i grandi risul tamenti a tutti noti . Nell' anno 1806 e nel 1807 l' Au
31
stria si tenne neutra ed i Prussiani furono schiacciati , il Russo restato solo e vinto vedendo che il Nord non gli of friva forze si collegò con la Francia contro l'Inghilterra , onde seguir così le sue vedute sulla Turchia e la Svezia . Questo è il trattato di Tilsit , in cui il mezzogiorno trion fava , l'opera di Utrecht era distrutta , e la Francia era più alta , che all'epoca di Luigi XIV forse però men solida. Onde rendere la Penisola Spagnuola più sicura , e più attiva nelle guerre del Nord , e prepararla contro l'Inghilterra, Napoleone volle , profittando delle interne dis senzioni , sostituir la sua famiglia a quella in allora regnan te ; e così facilmente trarre da quel paese assai più de'20 inila Spagnuoli ,
ch'erano sulle coste del Baltico . Per
questo calcolo fallito in vece di presentare alla vicina lotta con le potenze del Settentrione, 50 mila uomini qual con tingente della Penisola , fu obbligato a gettare 200 mila vecchi soldati nella Spagna , e per sei anni ivi tenerli , in sieme a' Tedeschi , agli Italiani , a' Polacchi , i quali tutti erano destinati a difendere le rive della Vistola e del Danubio .
Adunque diciamo la guerra della Penisola
è
stata
tal lotta accanita , che quasi guerra locale può conside rarsi tra i popoli del mezzogiorno , ha dato al Nord il mezzo di ricomporsi , tentar la sorte delle armi , prevalere , e det tar la legge. La campagna del 1809 , fu un infelice tentativo , che per altro svelò la gravità della posizione della Francia , quella del 1812 , del 1813 , del 1814 e 1815 ne furono le ultime conseguenze . Senza la guerra della Penisola , quella di Russia era men necessaria , ed aveva più speranze di
32 riuscita , o almeno i rovesci non aprivano la Francia agli alleati , perchè quel paese non aveva due guerre alle due estremità dell' Europa , e
l'esercito Inglese , non
avrebbe avuto il terreno , che gli conveniva , onde basar la sua riputazione ,
e pesar fortemente nelle forze del
continente. Sotto questo aspetto la guerra della Penisola , è preci samente quella che ha ricondotto la Francia ad uno stato inferiore al trattato di Utrecht, appunto quando voleva ri guadagnare l'estremo opposto, ha fatto rinforzare il Nord , che ha profittato della terribile lotta ove gli abitanti del mezzo dì , tra essi ,
e contro di essi si son distrutti .
Si aggiunga l'annientamento della marina Spagnuola e Portoghese , la separazione delle colonie dalle metropoli le quali hanno aperto un mercato ai prodotti Inglesi , quando il continente gli era chiuso , ed indi gli ha dato una influenza su quelli stati , che indeboliti dalla perdita , e dagli sforzi fatti per riconquistarle , hanno diminuito sempre le forze della Penisola , e per essa del mezzogiorno lasciando ora contare in si vasta e bella contrada la sola Francia come gran potenza militare. I trattati del 1814 e 1815 e le loro conseguenze sortono secondo noi dalla guerra della Penisola , e certamente non si può negare, che la sua azione
è stata immensa .
Passando a considerar quella guerra sotto l'aspetto della lotta tra le due opposte divisioni sociali , il risultamen to , è stato lo stesso , che nella politica. Si può dire ,
che malgrado il trionfo dei coalizzati , pur nondimeno il
33 principio che si appartiene più alle masse " è stato rico nosciuto e legalizzato dai sovrani in Francia " e più o meno nell'ordine civile , ove le leggi francesi erano state introdotte dalla conquista . Il sistema feudale è scom parso in tutto l'occidente , ed in parte anche nel set tentrione . Non può negarsi , che la guerra della Penisola ha posto in campo un elemento novello che opera in un modo importante nel progresso del viver civile ,
e tutt' i
capi, provvenienti delle ultime classi , sursero in quel paese come nella Vendea , in contradizione con la causa che difen devano . La proporzione tra le diverse forze sociali si è ora mutata , si è resa palese nella Penisola , e gli avvenimenti e le agitazioni , in cui vive la Spagna da ciò derivano : nelle colonie è avvenuto lo stesso . In Inghilterra per gli sforzi operati , si è eccitato talmente il lavoro e la pro duzione , e l'importanza delle classi medie
è cresciuta
tanto , che la riforma , e tutte le misure fino all'ultima tassa , conducono ad abbassare quel potere che prima si godeva da pochi. La guerra dell' indipendenza in Germania , seguendo l'esempio della Spagna ha prodotto gli stessi effetti , e l'ordine che regge gli stati costituiti ,
e la monarchia
amministrativa Prussiana , non sono certamente l'espres sione della superiorità delle classi privilegiate , ma bensì il contrario; ed in Russia, e nell'Austria l'istessa tendenza vi domina : cioè , la disposizione a centralizzar le forze disperse , ed a disciplinare quelle indipendenti . E certamente nulla e più progressivo , della propensione che si dimostra da
34 per tutto in Turchia , come a Londra , non che la cura paterna di tutt'i governi per accrescere il ben ' essere, ele vare il lavoro , facilitare il commercio e le comunicazioni , ciocchè tende ad inalzare le classi lavoranti ed industriose, infine dovunque si mira a rendere comuni le arti ed i comodi a tutte le genti , perchè
a buon mercato , in
contrario del come ågivasi prima seguendo quello spirito di parte che mirava a conservar l'antico pregiudizio , che quanto praticavasi da pochi l'universale non poteva nè doveva praticarlo ,
e che per andar presto e comodo bi
sognava essere di una classe privilegiata. Tanto non av viene , quando tutti corrono su battelli a vapore e su le strade di ferro. Va ora così presto il gran signore ed il miserabile operaio: adunque lo scopo morale della guerra a malgrado la vittoria , è stato il contrario di quello politico. Non è tra nostri limiti e nemmeno nella
natura di
questo lavoro di dare svolgimento all' influenza , che ha avuto la guerra della Penisola sul movimento intellettuale , ma non vogliamo tralasciare d'indicar come la letteratura romantica , la quale è certamente uno de'fenomeni della nostra epoca , ed alla quale ( si è con qualche ragione attribuita la decadenza delle lettere, mentre , tanto si os serva anche nei paesi ove le scienze sono in
un pro
gressivo avanzamento ) deve la sua forte spinta alla guerra dell' indipendenza spagnola . E basta vedere i corsi di let teratura pubblicati in Vienna dai due noti e chiari fratelli Schlegel nel 1810 e 1811 , per discernere come essi cer cavano di rilevare il teatro e la letteratura spagnuola ,
35 e come rannodavano l'influenza che questa aveva esercitato sulla nazione, con renderla indipendente della imitazione dei grandi scrittori francesi > e conservando il carattere " nazionale e le sue credenze , aveva dato a quelle genti l'occasione di mostrare quell'energia, quella tenacità , quel coraggio di rassegnazione ignoto ai popoli dominati dalle dottrine letterarie , e filosofiche del 18 secolo in Francia , e sparse in Europa ,
e dimostravano che i paesi ,
avevano prodotto i Calderon ,
ed i Sekaspear
che erano
quelli che avevano conservato la loro indipendenza dal gioco francese , perchè ne avevano respinto l'influenza letteraria , la quale aveva da per tutto preparato quella politica. Qui vi era una esortazione ai Tedeschi , a ran nodarsi alla letteratura nazionale , ed opporre non solo la forza delle armi , ma le proprie dottrine a quelle dei francesi , cioè, lo spiritualismo al sensualismo , la scuola storica alla codificazione a priori dalle assemblee francesi adottate
e proclamate , il romanticismo al classicismo ,
e il medio-evo con le sue religiose tradizioni all'antichità pagana ed alla moderna indifferenza . Questo movimento esiste
tuttora e si
modifica col tempo che corre , e
forse queste modificazioni meritano l'esame il più accurato.
Adunque la guerra della Penisola non è stata estranea al movimento intellettuale dell' epoca , e nemmeno a quello economico. Ricordiamo solo la separazione delle colonie della metropoli , l'elevazione dell'impero del Brasile , l'influenza acquistata dai capitalisti per il credito pub blico sì necessario , agli stati produttori , perchè chi non
36 produce non può pagare ciocchè domanda agli altri , onde soddisfare i suoi bisogni . In ultimo l'importanza che hanno acquistato gl'interessi privati nelle transazioni politiche , mentre ora si vede , che la politica transige con alquanti principi altre volte sostenuti a qualunque rischio , ed in contrario mette molto calore nella quistione , riguardanti gl' interessi privati ,
altra
volta considerati indegni di
occupare l'attenzione degli uomini di stato. Sicchè ben possiamo conchiudere con Polibio , che la storia di tal guerra è ricca d'insegnamenti , e con Sallu stio
poichè mette
il germe della
decadenza
di
una
classe della società, pria dominante, e appunto di quelle , che attirar debbono l'attenzione dello storico . Ed il Napier ha reso un gran servizio ai militari, ed agli uomini che si occupano di publici affari chiudendo in un bel lavoro la narrazione di avvenimenti sì drammatici nel loro svi luppo e si filosofici nelle loro conseguenze , ove la resi stenza popolare che si era dimostrata nell'Italia meridio nale in più forte proporzione , è entrata nella lotta , ed è stata adottata nel settentrione ad esempio del mezzo giorno. E grazie rendiamo ai traduttori patrî , che hanno posto tra le mani dell' universale un libro sì ricco di utili insegnamenti, in questa terra feconda d'intelligenza , ove il gusto del bello e del vero, non ha mai avuto soluzio ne di continuità .
LUIGI BLANCH,
37
MANIFESTO ALL'ASSOCIAZIONE DEL
MEMORIALE PE LAVORI DI GUERRA G. R. DUFOUR TENENTE COLONNELLO DEL GENIO , MEMBRO DELLA LEGION
D'ONORE . 1931339
L'opera del signor Dufour sulle fortificazioni di Cam pagna deve sicuramente riuscire di massimo gradimento , ed utilità alla classe in generale degli ufiziali . Moltissimi autori hanno scritto su questa materia , ma il Dufour ha saputo riunire in poche pagini , corredate di sei ta vole , quanto in questo genere praticar si possa in cam pagna , indicando con precisione , con allontanare il più che possibile i calcoli Algebrici , la condotta che tener debbasi dagli uffiziali delle diverse armi. Il desiderio di rendermi aggradevole a' miei Superiori, e Camerati mi hanno indotto ad imprenderne la tradu zione ( 1 ) , corredandola di poche note tratte da autori rinomati , nella lusinga , che la mia buona intenzione più che il merito del lavoro mi procurino la desiderata indulgenza . L'assieme della presente opera offre 1.° Avvertimento dell' Autore - 2.º Cinque regole generali ✔ 3.° Quattordici capitoli contenenti le seguenti materie , cioè CAPITOLO I. Principî generali relativi alle tracce , diviso in due sezioni - 1. Sezione = Del tracciato delle opere considerate isolatamente . - 2. Sezione = Del tracciato delle opere considerate collettivamente . ( 1) La traduzione è già da qualche tempo venuto alla luce , ed è lodevole sotto tutti gli aspetti.
38 CAPITOLO II. Principi generali relativi al rilievo. CAPITOLO III. Dettagli di costruzione , e contiene tre se zioni- 1. Sezione = Mano d'opera . - 2. Sezione Co struzione de' rivestimenti . 3. Sezione Accessori dei trinceramenti . CAPITOLO IV. Mezzo di accrescere la forza delle opere di campagna , ed abbraccia tre sezioni - I. Sezione= Ostacoli . - 2. Sezione = Difesa del fosso . - 3. Se zione Ridotti interni. CAPITOLO V. Fortificazione applicata al terreno , e de filamento, composto di due sezioni - 1. Sezione = For tificazione applicata al terreno. 2. Sezione = Defila mento. CAPITOLO VI. Attacco " e difesa de' trinceramenti . CAPITOLO VII. Difesa de'corsi d'acqua, di due sezioni 1. Sezione Delle teste di ponte, ed osservazioni delle riviere. 2. Sezione = Delle inondazioni , e delle dighe . CAPITOLO VIII . Passaggio delle riviere, e ponti militari. CAPITOLO IX. De' posti militari . CAPITOLO X. Accampamenti , o Castrametazione . CAPITOLO XI. Riconoscenze militari . CAPITOLO XII . Lavori di assedio, diviso in tre sezioni 1. Sezione = Preliminari , approvisionamenti . - 2. Se zione Cammini contro la piazza . · 3. Sezione = At tacchi irregolari . CAPITOLO XIII. Delle mine. CAPITOLO XIV. Demolizioni.
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MÉMOIRE
Sur le tirage des voitures et sur les perfectionnements dont les moyens de transport sont susceptibles ; par G. PIOBERT , lieutenant-colonel d'artillerie , membre de l'Académie des sciences . Suivi du Rapport sur un Mé moire ayant pour titre Expériences sur le tirage des voi tures , et sur les dégradations qu'elles produisent sur les routes, présenté par M. ARTHUR MORIN, chef d'escadron d'artillerie , professeur de mécanique industrielle au Conservatoire des arts et métiers . Commissaires : MM. ARAGO " PONCELET " CORIOLIS ; PIOBERT , rapporteurs. 1 vol. in-4. 4 fr.
Les grandes dépenses que l'établissement des chemins » de fer entraîne , et les conditions de tracé et de pendes » qui leur sont imposées dans leur état actuel , ne per » mettant pas d'en construire dans certaines localités où il serait nécessaire d'en établir , ni de leur donner la >> direction qu'il serait le plus important de suivre, l'Etat >>> ne peut les exécuter que successivement , et avec une › lenteur qui paralysera pendant long-temps encore les » immenses avantages qui résulteraient de l'existence d'un › réseau complet couvrant tout le territoire de la France, ou même de celle de simples lignes qui , joignant l'Océan , » la Méditerranée et la frontière du Nord et de l'Est , » parcourraient le pays dans ses grandes dimensions, et y >> activeraient une circulation qui se répandrait bientôt » dans la plus grande partie de son étendue. C'est dans » le but de faciliter la réalisation de ces projets de com > munications si favorables à tous les intérêts généraux , » que nous cherchons , par la publication de cet extrait › d'un travail beaucoup plus étendu , à provoquer l'emploi » de nouveaux moyens qui doivent amener des modifi » cations dans le système actuel des chemins de fer et >> facilitant leur tracé , en les rendant praticables dans » des directions suivant lesquelles ils ne le sont pas main tenant , et surtout en apportant des économies notables » dans l'établissement de la voie et dans l'entretien du › matériel nécessaire à l'exploitation .
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EXPÉRIENCES SUR LES ROUES HYDRAULIQUES À AXE VERTICAL
APPELÉES TURBINES , PAR
ARTUR MORIN , Capitaine d' Artillerie, ancien élève de l'école Polytechique , pro fesseur de Machines à l'école d'application de l' Artillerie et du Génie, membre de l'Académie Royale de Metz .
Au moment où l'attention publique se porte avec un vif intérêt sur les Turbines " on accueillera sans doute avec faveur , les résultats d'expériences faites sur ces roues , avec la plus grande précision et dans des circo stances très-variées de chûte d'eau , de vitêsse , de rési stance et d'effet utile. Ces observations sont , par leur , diversité même , de nature à jeter le plus grand jour sur l'usage que l'industrie doit faire de ces nouvelles roues et sur les avantages qu'elle en peut espérer. Un volume in 4. ° avec deux planches .
Prix broché
six francs ( 1 )
(1) Gli uffiziali che vogliono acquistare i libri, che si vendono dal signor Lenueveu a Parigi , possono darne la commissione al signor Dufresne strada Medina N. 61 .
41 DISCORSO INTORNO ALLA SCOPERTA DI UN MANOSCRITTO DI
LEONARDO DA VINCI PORTANTE DEI BOZZETTI E LA DESCRIZIONE DI UN CANNONE A VAPORE CON L'EPIGRAFE : INVENTione di arcHIMEDE . LETTO ALL'ACCA DÈMIA PONTANIANA NELLA SEDUTA DEL 27 FEBBRAJO 1842 .
Archimedes vir stupendæ sagacitatis , qui prima fundamenta posuit inventionum fere omnium , de quibus promovendis ætas nostra gloriatur. WALLIS. Qui Archimeden intelliget , recentiorum summorum virorum parcius mirabitur . LEIBNITII Epistola ad Huetium.
Ei n'è degl' inventori di talune grand' invenzioni come de' limiti dell'orizzonte , che quanto più cerchiamo di accostarvi , tanto più ulteriori limiti venghiamo a disco prire . Tutto il mondo à sin' ora creduto Colombo non solo scopritore , ma anche autore della prima idea della esistenza di un altro Continente , e dietro lo invito del Segretario della R. Accademia delle scienze di Parigi , la Società delle antichità settentrionali di Copenaghen , à creduto provare all'evidenza , che nel visitar che fe' Colombo la Islanda nel 1477 ,
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aveavi inteso di quella
42 scoperta , che già fatto aveano alcuni Scandinavi viag giatori , la cui antica dimora in America sembra venir confermata da monumenti di architettura e sin da simu lacri di divinità scandinave ,
che assicurasi essere stati
ivi rinvenuti , e vi si van tutto di rinvenendo . E proba bilmente ulteriori ricerche riusciranno a dar forza a' tanti fondati sospetti che già si ànno, che gli Egizî e più vero similmente i Fenicî , siano stati altri più antichi scopritori ed abitatori di quella yasta parte del globo . Tutti àn creduto che Montgolfier fosse stato il primo ad inventare , ed a sperimentare l'aerostatica , la cui idea , fu detto avanti il primo Consesso scientifico di Euro pa , non era mai venuta in mente ad alcuno avanti di lui ; e nella prima edizione de' Saggi sull' aerostatica e sull'aeronautica fu dimostrato , il Gesuita P. Lana a verne molto avanti proposta e publicata con precisione la teoria , e nella seconda che va a imprimersi , si da ranno le prove incontrastabili di avere altri due Gesuiti italiani , sin da un secolo e mezzo avanti gli sperimenti del Montgolfier , alzato nelle Indie , con pieno successo , un grande aerostato di eguale figura e con mezzi analoghi a quelli usati nei primi sperimenti da Montgolfier fatti ad Annonay, e un altro Gesuita averne sin d'allora ( 1640 ) publicata la interessantissima relazione . E forse più di ligenti o più fortunate ricerche ( se gli antichi libri per duti non ne avran seco portate tutte le prove ) ci met teranno al caso di confermare il sospetto che gli anti chi avessero conosciuto e tentato il mezzo di elevarsi nel
4.3 l'atmosfera servendosi della leggerezza del fumo , come da qualche passo di Strabone parrebbe potersi dedurre. E tutti an creduto l'applicazione del vapore come forza motrice " essere d'invenzione moderna , e mentre co' loro sommi alla testa Inglesi , Francesi , Italiani e Spagnuoli , come già sette città della Grecia si contra stavan la gloria di aver data la culla ad Omero , si di sputan l'onore di questa scoperta moderna , un dotto francese ha trovato ch'essa rimonta sino a' tempi di Ar chimede e la gloria appartenerne a quel grande ! Ecco quanto ne à publicato il signor Dèlecluze in una sua eccellente memoria su Leonardo da Vinci inse rita nell' Artiste " dalla quale io l'estraggo . Migliaja d'idee si rinvengono ne' mss . di L. da Vinci . Ma quella che più spesso si riproduce in diversi aspetti è il bisogno di accrescere e di accelerare le forze dell' uomo . Per far capir l'insieme delle sue ricerche a questo riguardo , io citerò tre macchine , di cui due sono di un uso familiare ma la terza è terribile. La prima è un gira-arrosto posto in moto dal fuoco stesso che fa cuocer l'arrosto . La se conda è una macchina a scavar i letti de' fiumi , pari a quella che oggi si usa . Ma ciò che cagionerà certamente al lettore altrettanto stupore e simile a quello che ò io provato in aprir la pag. 33 del manoscritto B , è di sco prirvi l'apparecchio disegnato di un cannone a vapore , la cui palla viene spinta dal vapore compresso , e la spie gazione datane del mezzo di usarne . I disegni consistono in tre bozzetti spieganti le varie parti della macchina e
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la descrizione datane anche di carattere di L. da V. , e di cui il signor Dèlecluze à publicato il fac-simile , è del tenore seguente . Inventione di Archimede « Architronito è una machi na di fino rame è ( che ) gitta balotte diferro con gran strepito effurore . E usasi in questo modo : la terza parte dello strumento sta infra gran quantità di fuoco di carboni, e quando sara ben laqua infocata , serra la vite di che sopra al vaso de l'acqua a. b. c. E nel serare la vite si distopera di sotto e tutta la sua ac qua discenderà nella parte infocata de lo strumento e di subito si convertirà in tanto fumo che parerà ma raviglia e massime a vedere la furia essentirne lo stre pito. Questa cacciava una balotta che pesava un ta 6. » lento .... Or volendo io esaminare quanta fiducia meriti la sud detta importante notizia , la cui veracità non potendo ap poggiarsi dalla storia che nulla c'insegna sul proposito , bisognerà ch'io ricorra ad alcune conghietture e a razio cinî , di cui non mi dissimulo la difficoltà . Sperò però che impegnando qualche dotto a discuter degnamente questo difficile argomento , non avrò mancato al mio scopo se per suo mezzo almeno riuscirò alla scoverta della verità. Che la quistione che mi propongo non è mica una vana i discussione letteraria , nè una puerile disputa di preem nenza nazionale , ma sibbene lo interessante esame della estensione de' slanci ch'è dato al genio di percorrere nei varî campi dello scibile .
45 Comechè da due fonti di errori parmi potrebb' essere derivata la falsità della notizia da discutere , cioè dall'es sere apocrifo lo scritto che dicesi discoperto , o dallo essersi quel famoso artista ingannato o aver voluto in gannare nel darla ; esaminerò la quistione da ogni uno di questi due punti di vista , e quindi la probabilità che la detta macchina fosse stata inventata ed usata da Ar chimede . E primamente bisogna ricordar le cose seguenti intorno a Leonardo da Vinci , ch'ei riuniva ai numerosi sommi e svariati talenti la sorte non meno rara di venir stimato da' grandi , per cui arrivò a dirsi ch'ei si moria tra le braccia di Francesco I.º ; che dalla costui benevolenza egli aveva ottenuto di poter lasciare a' suoi parenti d'Ita lia quanto possedeva in Francia , e i suoi libri e alcuni strumenti al suo carito allievo Francesco Melzi , genti luomo napolitano secondo alcuni ,
secondo altri da Mi
lano ; che questi essendo stati passati dal figlio del Melzi a Pompeo Leoni , furono per lungo tempo soggetti a varie vicende e poi dispersi , talchè diceasi , essere stati distrutti , e che poscia con pena raccolti da Giov. Am brogio Mazenta , vennero da costui deposti nella Biblio teca Ambrogiana . Che verso la fine del 1796 , dopochè le truppe francesi si furono impadronite della Lombar dia , il Direttorio passò all'Istituto di Francia i 13 vol . di cui si componea quella raccolta , de' quali 12 rimasero alla detta Società , e il tredicesimo passò alla Biblioteca del re. Venturi , professore di fisica a Modena , allora
46 a Parigi , ricevuti dall' Istituto que' mss. , publicò nel seguente anno un eccellente Essai sur les ouvrages Phi sico-Mathematiques de Leonardo da Vinci atto a fare in qualche modo apprezzar le vaste cognizioni del Vinci in quella classe di scienze " ma mancante de' debiti par ticolari su' quali promettea il Venturi rivenire in altra opera più voluminosa . Ora il volume contenente lo av viso in esame , non sarà stato spolverato da alcuno , O da tale curioso artista che non avrà posto mente al con tenuto della pag . 33 ,
o ponendovi mente ,
non seppe
valutarne la importanza e publicarlo . Il signor Libri , il quale nel 4.° vol . della sua pre ziosa Histoire des sciences Mathematiques en Italie , or ora qui pervenuto , rapporta distintamente le vicende di quelli scritti , la cui raccolta , egli dice , se unita fosse a ' dispersi formerebbe l'enciclopedia più originale e più vasta che avesse giammai creato una intelligenza umana , assicura di non essere stati giammai seriamente studia ti. Nulla dunque di più facile , che il signor Dèlecluze , ben noto per averci fatto conoscere varî interessanti per sonaggi italiani de'mezzi tempi , evocandoli dalla tomba e preservandoli dall'oblio , studiando il primo attentamente quel volume , avesse riconosciuto l'importanza della notizia contenutavi , e si fosse dato a publicarla col mezzo della stampa periodica . Nè ragione alcuna pare che avesse potuto incitarlo a spargere il falso per vero.
Chè l'or
goglio nazionale che avrebbe potuto insinuare una misti ficazione , anzichè venirne favorito , ne vien leso alte
47 socchè , questa scoperta ch' egli francese ha publicata , assicura all' Italia la contrastata gloria della invenzione delle macchine a vapore , che tutti i Francesi , col ce lebre Arago alla testa , si sforzano di sostenere di origi ne francese . Nè poteva impegnarlo in tale giudizio l'antica quistione della preminenza che si dee agli antichi su i moderni , o a questi su quelli , giacchè questa inutile disputa , tanto agitata a'tempi de' Dacier , pare di essersi estinta con l'atletico Dutens. Ma sopra tutto per questa ragione , che se una causa qualunque avesse potuto im pegnar il signor Dèlecluze a darci il falso per vero , come non temere di venirne tosto smentito dagli abitanti di Parigi , che posson , volendo , confrontare il fac-simile ch' egli ci à dato con l'originale di L. da V. che sta in quella Biblioteca del re ? D'altra parte è probabile che L. da V. avesse potuto conoscere egli solo questa invenzione di Archimede , оё da temersi ch'egli avesse voluto attribuire a quel sommo genio dell'antichità una sua invenzione ,
o di un suo
contemporaneo ? Per rispondere a questi quesiti è neces sario di richiamare a memoria le qualità eminenti che tanto distinguevano il Vinci .
La storia ci presenta in taluna delle sue poche pagi ne consolanti, alcuni uomini di genio donati dalla Provi denza al genere umano come per lenirne i guai , e per migliorarne la sorte. E quantunque sian essi elevati al disopra del resto degli uomini ,
non lasciano di avere
tra loro , come n'è degli spiriti celesti , delle gerarchie.
48 E la distinzione de' ranghi diversi che l'ammirazione e la gratitudine destate anno loro assegnato , è stata clas sificata sul numero , sulla difficoltà
e sulla importanza
delle loro invenzioni e scoperte. Or se la pieghevolezza del loro ingegno e 'l numero de' diversi campi cui ha esplorato il loro genio , dovessero aver quella considera zione che sembrano di meritare , L. da V. potrebbe ve nir situato al rango più sublime , e pochi sommi sareb bero con esso. Per dir de' suoi studi senza lungherie , bisognerà nominarli per classi ; la filosofia , le scienze naturali , le scienze esatte , la letteratura , l'arte mili tare , le arti cavalleresche , tutt' i rami delle belle arti , tutte le architetture , tutt'i generi di studi imprendendo coltivava , coltivando vi eccelleva , eccellendovi ne allar gava i confini , e vi gettava de ' semi , inutili talora per i suoi contemporanei , ma che dovean dopo secoli fecon darsi da' Keplero , da ' Newton , da' Galileo , da ' Buffon e da ' Cuvier. Finalmente alle teoriche più sublimi` riu niva la pratica , e alle scienze le arti .
La natura gli
aveva donato un' attitudine universale ,
come se avesse
voluto far pompa della sua illimitata potenza nel dotare il genio di un sol uomo .
La moltiplicità de' suoi studî
parea giovare anzichè nuocere a' progressi di ognuno ; e presentava una rara eccezione alle regole generali di Elvezio , che vi son de' talenti che si escludono , e che non possa mai essersi universale .
Come ingegnere , civile , militare , idraulico , avea fatto eseguire de' lavori che sembravano assolutamente impos
49 sibili. Come ingegnere meccanico all'ingresso a Milano di Luigi XII , costruì un gran leone automa , il quale dopo di aver fatto varî passi incontro al re nel salone del palazzo , si fermò , e drizzatosi su i due piedi posteriori, aperse l'am. pio suo petto , e ne uscì uno scudo colle armi di Francia. Accompagnando Giuliano de' Medici nel costui viaggio a Roma onde assistervi alla esaltazione del fratello a Papa Leone X , s'ingegnava divertir l'illustre compagno , co struendo ingegnose macchinette , e financo delle mosche che facea volare , siccome si è assicurato da tutt'i suoi biografi da Vasari a Masenta e si è detto dal Libri. Egli infatti avea studiato l'anatomia degli animali e in ispe cialità quella de' volatili comparativamente a quella degli uomini , onde tentare , se fosse possibile , di far che que sti volassero , come avea tentato e riuscito di farli cam minare sul mare " e anche di viaggiar sotto il mare. A chi dunque più che al fervido e versatile ingegno del Vinci , che chiamava la meccanica il paradiso delle scienze , perchè realizza i beni che la matematica pro mette ? a chi dovea più interessare di ricercar le pre ziose reliquie del genio degli antichi più celebri mecca nici Gerbert , poi Papa Silvestro II , Regiomontano , Ba cone > Wilkins , Boezio , Antemio , Erone , Prisco , Ate neo , Scopino , Aristarco , Diade , Eratostene , Ctesibio , Eudosso , Filolao , Archita , Apollonio , e'l maggiore di ogni altro Archimede ? E che di più probabile che istancabile e fortunato an che nelle ricerche , trovato non avesse questa invenzione
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50 di Archimede in taluno de' tanti scritti della ingegnosa antichità , che in allora ancora esistevano ,
e che dopo
sonosi distrutti , dispersi , o stanno sepolti , come la no tizia che or si è trovata , lasciataci dal Vinci più di tre secoli sono , ne ' polverosi scaffali di antica biblioteca? Le opere di taluni de' più antichi meccanici testè citati , esi steano probabilmente al tempo di Vitruvio , dicendo egli aver essi lasciato a'posteri molle invenzioni meccaniche e gnomoniche dimostrate con ragioni numeriche e naturali. Nè sembra verosimile che il Vinci avendo inventato l'arcitronito , o sapendo che altro moderno lo avesse in ventato , abbia voluto contro le leggi dell'amor proprio, o quelle del proprio secolo , privar sè o un contemporaneo dell' onore di quella invenzione , per regalarne Archime de, alla cui fama colossale , per grande che la invenzione si fosse , non avrebbe potuto aggiungere . Dippiù i mss. non essendo destinati a publicarsi nè a leggersi da altri , ma solo come ajuta-memoria dell' au tore , il quale vi gettava in confuso tutto quello che os servava , che leggeva o che ideava degno di ricordarsi , al cui oggetto lo scrivea da dritta a sinistra ad uso de gli Orientali , per difficoltarne la lettura furtiva a'curiosi; avrebbe il Vinci ingannato sè solo , indicandovi quello strumento come invenzione di Archimede , e dando allo stesso un nome greco come al peso della palla . Tutte queste considerazioni sono atte a persuaderci il Vinci aver avuto conoscenza di altri libri intorno ad Ar chimede , che a noi non son pervenuti ,
come
la vi
51 scrittane da Eraclide , o il trattato de'fuochi dello stesso , come pensa il sig. Dèlecluze . Così il Tartaglia , che vivea in quell'epoca , potè tradurre l'opera su i galleggianti di Archimede, il cui originale non è arrivato sino a noi . Eliminati i dubbi che ci presentavano e la scoperta della notizia che ci vien data dal signor Dèlecluze , e la cognizione che avesse potuto avere il Vinci della inven zione di Archimede , passiamo ad esaminar direttamente se fosse probabile aver questi inventato ed usato l' arci tronito. E comechè i lumi storici diretti ci mancano , bi sognerà appoggiarsi di congetture e di raziocinî , i quali rendendo più difficile la discussione di
questo quisito ,
noi lo divideremo ne' tre seguenti . 1.º Le macchine a vapore erano conosciute a ' tempi di Archimede ? 2.º Le conobb'egli e ne usò ? 3. Finalmente l'arcitronito è da credersi da lui in
ventato ed usato ? Se per macchine a vapore, si vogliono intender quelle che sostituiscono nelle nostre navi la forza del vento onde far loro solcar l'Oceano, o rimontare i fiumi , che sup pliscono i cavalli da tiro ne' nostri viaggi per terra , e rimpiazzano gli uomini in talune fabriche ,
quelle in
somma a cui la industria à saputo adattare la forza del vapore aqueo , e queste, almeno sintantochè non si provi che gli antichi ne avessero usate , debbon tenersi d'in venzione moderna . Ma se per macchine a vapore intender si dee , com'è
52 ragionevole , un congegno qualunque per cui si produ ce e s'impiega il vapor acqueo a
qualsiasi opera mec
canica , ed allora le macchine a vapore sono di sì an tica data che non solo esistevano a' tempi di Archimede , ma rimontano ad epoca si remota , che si perde nell'antichità dell'antichità. L'eolipila che in sè sola contiene il germe delle mac chine a reazione , delle macchine a percussione e delle stesse locomotive , (benchè l' Inglese Sadler di Oxford_nel 1791 abbia preso una patente per averla inventata ) , era già nota a' tempi di Erone di Alessandria , figlio e di scepolo di Ctesibio che fioriva un mezzo secolo dopo di Archimede. E lo stesso Erone diè cominciamento al suo libro degli spiritali , o sian macchine mosse da agenti in visibili , come aria , esalazioni , vapori ec. facendo notare
1
che questo argomento era stato riguardato dagli antichi ,
L
tanto filosofi quanto meccanici , degno di molto studio, poichè dai primi con ragioni si dimostra la forza e la efficacia loro , e da'secondi l'opera loro che viene ap presa da' sensi. E parlando in seguito della loro importan za , aggiunge che altre possono recar del diletto ed altre una si fatta terribile maraviglia. Con che chiaramente dichiara essere stati anche molto avanti di lui e ben noti e studiati i grandi effetti che posson prodursi dal vapore in alcune opere che a noi non sono pervenute , e ch'egli à mancato di cennare (1 ) . À egli anche mancato nel darci (1) É fama che Dedalo alla corte di Cocalo re del l'antico Agrigento avesse costruito un tripode che per
53 in confuso in quel libro pieno d'ingegnose ricreazioni le altrui colle proprie invenzioni , il che è cagione di più danni , e perchè non può sapersi lo stato di quella scienza che potrebbe chiamarsi aero-dinamica avanti di lui , e perchè i posteri lo anno perciò proclamato autore di tutte le cose che in esso libro si contengono , e ancor di altre. Ma tal' era l'uso in quei tempi , e così Euclide nei suoi elementi ci à lasciate le sue una alle altrui in venzioni. Uno embrione della pentola
di Papino veniva impie
gato anche molto più anticamente in Egitto ed altrove da astuti preti per imporne a' devoti di false divinità . Ed ecco una notizia degli artifizî usati dagli antichissimi sa cerdoti Teutonici per operare lo stesso prestigio , dataci dall'Arago nella sua Histoire de la machine à Vapeur posta in seno al suo Eloge historique de Watt. « Le cronache ci aveano insegnato che sulle rive del Weser il dio degli antichi Teutoni dimostrava talora la
una interna forza girando per i convitati gli serviva nelle cene. Questo congegno dopo quaranta secoli vien di riprodursi veggendosi nelle tavole inglesi al desert de' piccoli waggons pieni di bottiglie che giran per la forza del vapore in stratelle metalliche e ne servono i commensali. E anche più anticamente vuolsi che Vulcano avesse costruito de' tripodi semoventi per uso di guerra .
54 sua collera con una specie di fulmine , a cui subito suc cedeva una nuvola che riempiva il sacro recinto . L'im magine del dio Busterich rinvenuta , dicesi , negli scavi , mostra chiaramente la maniera come si operava tale pre stigio . Il dio era di metallo e la testa vuota racchiudeva un'ampolla di acqua . De' turaccioli di legno ne fermavan la bocca ed un altro buco che teneva sopra la testa. De' carboni accesi , scaltramente situati in una cavità del cranio , scaldavano gradatamente il liquido , sicchè il vapor prodottone facea poi saltar li turacci con fracasso , e scappando con violenza per quei fori in due getti, pro duceva una spessa nuvola tra il dio irritato e 'l popolo Teutonico stupefatto e contristato » . D'altronde gli antichi filosofi , e particolarmente Ari stotile e poi Seneca , sostenevano non ad altro doversi i terribili effetti de' terremoti , che all' esalazioni ristrette nelle caverne e nelle viscere della terra , con cui dessi respingono le pareti de❜loro ricettacoli per uscirne . Sicchè era ben noto a' Greci ed a' Romani , la subitanea svapora zione dell'acqua esser capace di slanciar dal suo letto anche l'Oceano e far nascere montagne in mezzo a pianure . Un'altra prova di questo fatto trova la sagacia del sul lodato segretario dell'Istituto di Francia in questo, che og gidi , al momento che un metallo il ( bronzo ) incandescente penetra nelle forme de'fonditori , basta che vi si trovi qual che goccia di liquido , perchè ne succeda una pericolosa esplosione . Non ostante i progressi delle scienze , i mo derni fonditori non riescon sempre ad evitar tali acci
55 denti. Come dunque gli antichi se ne sarebbero intiera mente garantiti ? mentr' essi fondevano migliaia di statue, splendidi ornati di tempî , delle publiche piazze , deʼgiar dini , e delle abitazioni di Atene , di Siracusa , di Agri gento e di Roma . Dovettero dunque succedervi delle disgrazie ; gli uomini dell' arte
ne trovarono la causa
immediata ; i filosofi d'altra parte seguendo lo spirito di generalizzazione ch' era il tratto caratteristico delle loro scuole , vi videro delle miniature delle vere immagini dell'eruzione dell' Etna » .
Si è dunque ingannato Vitruvio nello asserire che le macchine spiritali siano state inventate da Ctesibio " e ancor più lo Stuart , il quale nella sua Early History of the steem Engine à asserito Erone essere stato il primo a parlar della forza del vapore . E sonosi ingannati tutti coloro che lo àn seguito , mentre avrebbero invece dovuti asserire i frammenti di Erone essere il libro più antico che ci resta di quelli che furono scritti sulle dette macchine . E niun dubbio dopo quanto abbiamo esposto ci rimane , che anche avanti di Archimede
era ben conosciuta la
forza illimitata del vapore , il quale ab antiquo , e poi sino ai tempi non solo di Gio. Battista la Porta che anche scrisse su gli spiritali , e'l Branca che inventò l'uso del vapore per general forza motrice , ma sino a Priestely , è stato sempre chiamato aria. E venendo allo esame della seconda quistione propo staci , se Archimede abbia conosciuto l'uso delle dette macchine , osserveremo primieramente essere incredibile
56 che ad un uomo di sì alta nascita ( 1 ) ,
di tanta istru
zione e di si profondo ingegno non fosse nota la spie gazione che del fenomeno del tremuoto dato avea Ari stotile , come l'uso che della stessa per ricreazioni aveano fatto i meccanici , e forse ancora l'impiego malizioso fat tone ne' tempî . E certamente all'aspetto del mezzo
quasi magico di
crear quella forza illimitata e regolabile , non è da cre dere che fosse stato indifferente ed ozioso spettatore . Sarebbe mai possibile che il più grande de' meccanici , quei che faceva prodigi colla leva , che inventò l'idro statica e fe' scienza la statica , abbia osservato l' eolipila , o taluna delle applicazioni di quel generatore di forza e di moto, sia in Siracusa o ne'suoi viaggi in Egitto , que sta Grecia della Grecia, nel visitar specialmente le scuole di Alessandria dove conobbe e fe' amicizia con Conone
(1) Qui non si accenna la parentela di Archimede col re Gerone che riferisce Plutarco , che per indurne la istruzione che dovea derivarne al primo ; ma riguar do all'onore che dovea recare all' uno o all'altro , ci rimettiamo a quanto ne dice Tiraboschi nel T. I della sua Storia della letteratura italiana ; e sull'espressioni humilem homunculum usate da Cicerone nel dinotar Ar chimede che contrastar sembrano coll' ammirazione ch'ei ne mostrava; vedi la Dissertazione inserita da M. Fra guier nel T. II p . 306 delle Mémoires de l'Acadèmie des inscriptions.
S
57 che pare abbiagli suggerito il problema delle spirali e l'opera sua più profonda , e dove inventò la Coclea onde rialzar l'acqua ajutandosi del suo peso ,
a giudizio di
Francoeur la più ingegnosa delle macchine antiche , di cui ebbe a dir Galilei ,
è invenzione non solo maravi
gliosa , ma miracolosa , abbia dicevo , osservata l'eolipila ed abbia lasciato inesplorato e intentato da sè il vasto campo di utilissime applicazioni che gli offeriva l'acqua ridotta ad aria con tanta facilità? Come le armi che l'astuto Ulisse presentò frammiste ad altri doni innanzi ad Achille , sco prirono il più valoroso degli uomini cui mal seppero ascon dere mentite gonne , l'impiego benchè microscopico di una facile forza novella , dovea anche suo mal grado infiammare il più gran meccanico di ogni tempo; chè le produzioni del genio portan seco delle scintille troppo ardenti per non destar questa fiamma divina ne' privilegiati cuori che ne sono capaci. Veux-tu donc savoir si cette etincelle de ce feu devorant t'anime ? scriveva il filosofo più eloquente del secolo passato , nell'art. Gènie del suo Dictionnaire de Musique: cours , vole à Naplès écouter les chefs d'oeuvres de Leo , de Durante , de Jommelli , de Pergolese. Si tes yeux s'emplissent de larmes , si tu sent ton coeur palpiter , si des tressaillemens t'agitent, si l'oppression te suffoque dans tes transports ,
prend le Mètastase et
travaille. Son génie echauffera le tien, tu créera à son exemple. C'est là ce que fait le gènie .
Ma
a che mi
sforzo io di provare cosa che ogn'un di voi sa per spe rienza ? Avendo io la sorte di parlare a un consesso di 8
58 uomini di genio ,
quello che in simil caso ogn' un di
voi à sentito , vi persuaderà più della giustezza della mia osservazione di quello che far lo possano e le mie fredde dimostrazioni e anco le infuocate espressioni della incantatrice penna dell' orator del Contratto. Pure , mi si tacei di prolissità , non voglio mancar di rispondere a due obbiezioni che potrebbero farmisi . Per chè nelle opere di Archimede non si trova alcun cenno delle macchine a vapore ? Perchè nulla ne dicono gli scrittori contemporanei ? Al che io risponderò , non perchè il frastuono del triennale assedio di Siracusa ne abbia dispersi gli scritti , come si è voluto asserire ,
non perchè dopo la sua ca
duta i Romani ne avessero gran parte brugiato , come assicura Albufarage ,
antico storico Arabo ; ma perchè
Archimede nulla , eccetto della macchina planetaria , la sciò scritto delle sue invenzioni meccaniche , secondo Pappo ascendevano a più
le quali
che quaranta , esti
mandole egli per cose troppo insignificanti e volgari in comparazione delle nobilissime teorie matematiche.
Del che cagione a noi di si immensa perdita , dessi secondo Plutarco incolpare un altro grand' uomo di lui più antico , Platone , il quale entusiasta , com'è noto , per le metafisiche astrazioni , con quell' autorità con cui aveva imposto a' filosofi lo studio della geometria , volle proibir loro le non spirituali applicazioni , per cui ebbe a rimproverare Archita di Taranto autore della famosa colomba volante ed Eudosso di Gnido inventore del
59 Quadrante solare detto l'aracne dal gran numero di linee che lo componeano , per essersi entrambi abbassati a tra sportar le contemplazioni matematiche dall' animo e dalla intelligenza , ch'è propria della mente, allo studio delle cose corporee e sensibili ed alla pratica ( 1 ) . Ed Archi mede , forse imbevuto di quel pregiudizio che ancor do minava al suo tempo , pagando un tributo all' umanità , sdegnò di scrivere le sue invenzioni meccaniche , riguar dandole come vili schiave rispetto alle nobili teoriche pro duzioni. Intanto , vedi fatalità ,
colle macchine e non
(1) Plutarco riferisce la riprensione di Platone alla occasione di aver quei due gran matematici risoluto il celebre problema della duplicazione del cubo con mezzi meccanici. Ma ciò non può essere ,
attesochè Platone
stesso avea ancora risoluto quel problema , per via di movimenti meccanici.
ed anche
Per altro la mecca
nica si avea voluto molto prima e sin da' primi prin cipi introdurre nella geometria ; testimoni la definizio ne e'l metodo di verificar la linea retta .
Io ò sosti
tuito altre produzioni di quei geometri a quel che ne dice Plutarco. Del resto uno di quei due aveva inven tato la trottola , strumento di cui trastullano i ragaz zi ; e su cui pochi anni
sono un Inglese à fatto de
gli sperimenti e perfezionamenti , che ne fan perdurare il moto sino a molte ore , quali vengon cennati nel Me chanic's Magazine . Questo matematico non teme di un altro Platone.
60 colle astrazioni ei doveva difendere
la sua patria cui
avrebbe probabilmente egli solo salvata da totale perenne rovina senza l'altrui tradimento: e molto meno è alle sue teo riche grandi scoperte che Archimede dee dopo venti se coli la sua popolarità , che alle poche macchine che di lui ci restano , inestimabil tesoro delle arti e della indu stria , a cui il progresso delle conoscenze umane non fa che aggiunger di pregio e di utilità , moltiplicandone sempre più gli usi e le applicazioni ( 1 ).
Del resto questo pregiudizio non era solamente de'tem pi di Platone e di Archimede, ma più pertinace di quelli (1) Châteaubriand pretende che Archimede debba la sua gloria a Polibio . Ma Archimede è stato unanima mente proclamato da tutti i matematici il più gran geometra dell'antichità , e da' meccanici come il più gran meccanico . Polibio non à potuto farlo conoscere che come ingegner militare nella eroica difesa di Si racusa. Or di quella stupenda difesa poco o nulla gli si tien conto , e non ci è chi sappia che la tutela di quelle fenditure aperte nelle fabriche onde vantag giosamente potervisi difendere , che ancor diconsi saet tiere , si debba ad Archimede.
Carnot , nel suo cele
bre Trattato della difesa delle piazze , nel descrivere gli assedi i più famosi, avea probabilmente trascurato o obliato questa di Archimede. In fatti ei non ne fa che breve cenno, in coda alla relazione del molto più antico assedio di Siracusa sostenuto contro gli Ateniesi. Pure che di più efficace ad infiammare i cuori de' difensori alle più energiche difese , oggetto di quel Trattato ?
61
dovuti ad Aristotile , è pervenuto sino a noi , o almeno sino a' tempi moderni ; mentre Amontons in una memo ria presentata all'accademia delle scienze di Parigi nel 1699 dice
il nome di macchina è talora preso in mala
parte e se divien spregevole , ciò non è in parte che a causa delle poche regole che noi abbiamo nelle meccani che , le quali non sono sufficienti sempre a farci prevedere con certezza l'effetto che le macchine che si provano devo no produrre eseguite ; locchè fa che spesso molte per sone che l'ignorano , si credono ben fondate a non istruir sene 2 e cadono perciò nelle più strane asserzioni » . E molto dopo Amontons , come l'osserva l'Hachette , non si è avuto in considerazione nello esaminare una mac china a ciò che più importa di sapere, il rapporto della forza motrice applicata all' effetto utile ottenutone . Ne vuol lasciarsi di considerare che dopo la caduta di
Siracusa , secondo Svetonio la più grande e più potente e secondo Cicerone la più nobile e dotta delle città greche, che trascinò quella della Sicilia , le scienze disertarono l'Italia , e a Roma stessa gli astrologhi chiamativi mate matici , come l'osserva il Libri , venivan cacciati e richia mati ad ogni istante dagl' imperatori crudelmente super 1
stiziosi ( 1 ) . Laonde troppo facili àn dovuto accadere la
' tempi di Diocleziano e Costantino le leggi proi (1) A bivano le matematiche come cognizioni pericolose , e con dannavano i matematici e gli stregoni alle stesse pene, come egualmente colpevoli e perniciosi alla civile so
62 dispersione di talune opere di lui, e quella della tradizione delle macchine da esso inventate. Così è avvenuta la per dita della sua Sferopeia , o descrizione della
macchina
planetaria da lui inventata , la quale imitava esattamente la disposizione e i movimenti di quei pianeti che allor si conoscevano e secondo le cognizioni di allora . Maravi gliosa produzione del suo ingegno , argomento di sublimi poesie , e per cui Cicerone ebbe a dire : La natura es sere stata vinta da quell' artifizio dell'ingegno divino di Ar chimede , e quella invenzione giudicò più di qualunque altra atta a fare onore allo spirito umano . Non manca chi assicuri secondo Scinà , che il motore delle diverse parti di questa macchina venisse dal vapore aqueo. Chi sa se la così detta
palla
che balla , che fa
rotear sull'asse orizzontale per il vapor che ne sorte per due tubi opposti, che descrive Erone, non sia lo stesso con gegno usato dal geometra Siracusano nella sua sferopeia ?
D'altronde tali sono state le vicende delle produzioni di Archimede e de' fasti della sua storia di cui gran parte si è perduta nella sua vita scritta da Eraclide , che an che molte delle sue invenzioni , nel modo in cui ci sono state riferite , ȧn fatto riguardarle da' dotti e particolar
cietà ! V. il tit. 17 lib. IX del codice Giustiniano . Per altro i matematici Romani erano già tanto ignoranti , che per misurar la superficie di un trapezio , ne som mavano i quattro lati , ne pigliavano il quarto , e lo quadravano !
63 mente dal La Croix , ( Biographie Universelle art. Ar chimède ) , come avvolte in superstiziosi particolari , coi quali gli uomini ordinarî pensano di potere abbellire la storia degli uomini celebri. Parve assai esagerato il di lui entusiasmo nel trovar la soluzione del problema della corona "
che gli fea
percorrere nudo all' uscir del bagno , le
strade di Si
racusa, gridando: l'ho trovato, l'ho trovato ( 1 ) ! Troppo
(1) Molti dotti àn niegato credenza agli storici che rapportano una si strana esultanza di Archimede , ed altri credendovi ,
lo incolpano di debolezza e fin di
pazzia. Pure, sembrami che conciliare si possa la veri tà del fatto colla discolpa del filosofo. E primieramente vuolsi ricordare che gli abiti de' Greci ,
come quelli
degli Ebrei non consistevano che di un pallio o manta quadrata detta imation , che portavano sciolto e si av volgevano intorno al corpo , e di una tunica o sott'a bito detto chiton , che ne cingea la persona sino a metà delle coscie. E che un individuo che si svestiva del pallio , si dicea , esser nudo . In questo senso nudo fu detto dagli storici sacri aver David danzato intorno all' arca ; e nudofu detto da'profani ( Diodoro , Eliano lib. IV cap. XI ) essersi mostrato al cospetto de' Si racusani comizii il loro re Gelone , quando ritornato dalla battaglia d'Imera essendo stato calunniato di malversazioni nelle spese della guerra volle discolpar sene. Perlocchè a niuno sembrar dovrebbe di giusto
64 iperbolica la sua fidanza quando dimandava a Gerone
lo incolpare un filosofo di un' azione
che indifferente .
si è osservata in persona di due re , santo l'uno , eroico l'altro. Che se tra i filosofi si volesse un esempio , io non direi che Diogene nudo si stringea in inverno nella piazza di Atene a colonna marmorea , ove per incon seguenza e non mai per indecenza ne venia motleggiato da Platone , ma citerei Antioco il quale , quando l'ar mata romana , mal vestita e intirizzita di freddo , stava per isbandarsi , corse
al soccorso di Settimio
Severo , e spogliate le sue vesti , davanti l'armata , nudo si gettò su di un monte di neve, e col grande atto salvolla. D'altronde quando anche non fosse per la sudetta ragione , potrebbe scusarsi Archimede sulla considera zione della ebbrezza di gioja che invade un matema tico nel fare una utile scoperta. Talete per aver tro vato che i triangoli inscritti sul diametro di un circolo sono rettangoli , ringrazio caldamente le Muse con un gran sagrifizio ; e Pitagora per aver discoperto nei triangoli rettangoli l'eguaglianza del quadrato della ipotenusa colla somma di quelli su' cateti , sagrificava un' ecatombe. Finalmente è giusto di considerare , che il genio nello inventare , elevasi in estasi tale che si emancipa dalla soggezione de' sensi , e sottraendosi in tieramente all'azione degli oggetti presenti e reali , en tra in un mondo ideale in cui non tien relazione e
65 un punto
di appoggio
onde potere smuover la ter
consorzio che con gli uomini e le cose passate o fu ture. Di quale intensità fosse stata l'applicazione pro fonda del sommo geometra , e come completa l'estasi sua e l'abnegazion de' suoi sensi , lo mostra il non aver egli affatto inteso nè le assordanti grida degli assedianti che entrati erano a saccheggiar la sorpresa Acradina , nè quei degli assediati che ne venivano trucidati o falli schiavi , nè lo squillo di mille trombe con cui Marcello volle annientar le ulteriori difese , spaventandone i di fensori. Archimede era sordo a quelle grida che Cesare c'insegna essere state introdotte dagli antichi romani per animarsi eper atterrire i nemici, grida che secondo Livio posero infuga li Antemnoti (fusi primo impetu et clamores hostes ) che, a dir di Tacito , vinsero i Britanni ( hi sunt quòs proximo anno clamore debellatis ) , e che Celio , certo per esagerazione disse , parlando dell'armata di Scipione, averfatto cader morti li uccelli. Noi, anzi tutti i moderni, presso cui il progresso dello incivilimento à di molto di minuite le ferocie usate dagli antichi nella presa di una terra, non possiamo formarci , neppur per imaginazione " un'adequata idea dell'orribilfrastuono che dovea prodursi in si terribili ore . Ben lo potea Cicerone a cui fece la più grande maraviglia in tale incontro la incredibil profondità dell' applicazione del geometra Siracusano . E noi , in grazia delle compiacenti agevolazioni de cal coli moderni , non possiamo neppur formarci idea della 9
66
ra , ampollosità l'enorme vascello da lui fatto costrui
profondità dell' applicazione
degli antichi geometri.
Newton doleasi di essersi immerso troppo presto nell' al gebra , prima di avere approfondite le dottrine degli antichi , la cui importanza ei ben conoscea , e tornò di poi a studiarle . E Newton profitto dello isolamento in cui si ristrinse in campagna nella occasion della peste che infieri a Londra nel 1666 , per far le sue grandi scoperte e per isvelarci ne' suoi ammirevoli prin cipii un lembo della veste della gelosa natura. Ma Ar chimede in mezzo a' fracassi orribilissimi del sacco di una città , sapeva annientar completamente la sua sen sibilità sacrificandola alla meditazione . I moderni in fatti non posson vantare fatti di rimarchevoli distrazioni de matematici loro ; non pertanto vennero messi in cari catura da Montesquieu : ma comechè i poeti partecipano co'geometri di tali astrazioni, raccontasi l'aneddoto di Cor neille, di aver diretto a sua moglie il giovane a cui la sua figlia era fidanzata , che veniva da lui a dimettersi dallo impegno ; e l'altro di un altro pveta , di aver risposto ad un servo che venia frettolosamente a distorlo dal suo va neggiare annunziandogli la sua casa aver preso fuoco : andate a dirlo alla signora io non mai lascio i miei seri studi per occuparmi di affari di casa . Goldoni ha posto in commedia le serie occupazioni de' poeti.
Taluni storici alterano le circostanze del fatto onde poterlo più facilmente negare . Cosi scrivea Scinà nel
67 re (1 ): e l'altro con tutto il carico e sopracaricato di ciurma tirato da terra per la sola sua forza . Impossibile lo incendio della flotta romana per mezzo di uno specchio e de'raggi del sole , mezzo cui appena son bastati venti secoli per poterlo provar non impossibile , sebbene ognora improbabile. Cose che sembrerebbero appoggiar l'opinione comune e del matematico francese ,
che tali particolarità non si anno
che perchè ci sono pervenute da scrittori volgari . Intanto
suo applaudito discorso intorno ad Archimede è credibile che lo spirito
di Archimede
Non
esercitato in
ogni maniera di speculazione , e già uso all' inventare abbia si alto levato le maraviglie per una pura e sem plice applicazione di principî idrostatici a quel problema che , vinto ogni decoro fosse nudo corso guidando per le vie di Siracusa . Ma Archimede non esultò come uno scolarello per avere applicato alla soluzione del proble ma della corona i principi idrostatici , ma esultò da uom sommo per aver scoperti que'principî, e per avere preveduta la immensa utilità che
dalle loro applica
zioni avrebbero potuto ottenersi. (1) Ozanam si è data la pena di calcolar l'enorme quantità di secoli occorrenti per scostarla di
un sol
pollice . Ma se l'oggetto di questo lavoro era di provar la impossibilità della esecuzione , sembra desso inutile, giacchè chi non vede che quella espressione di Archi mede era puramente matematica, e atta solo ad esprimere energicamente l'illimitato poter teorico della leva?
68
queste narrazioni non si debbono che a Diodoro siculo , a Pappo , a Plutarco , ad Ateneo , a Plinio ed a Cice rone ! Finalmente per dimostrare fino a qual segno furono obliati i lavori ed i servizî di sì grande uomo , non solo da' nemici , ma sibbene da' concittadini , della patria cui egli ,
dopo la caduta
al dir di Plutarco ,
avea difeso
contro tutta la potenza di Roma colla sola forza del suo ingegno ,
basta ricordar che la tomba di lui , do
vuta all'ammirazione del vincitore ( il quale di poi alla sua volta la egual generosità ottenne da Annibale ) , già obliata e sepolta di folti dumi tra la invecchiata licenza , non appena scorso un secolo , fu di gran fatica a Cicerone il rin venirla , com'egli stesso non si trattenne di rinfacciare agl'in grati Siracusani ! Quale contrasto colla riconoscenza dei moderni de' di nostri verso li estinti loro grand' uomini con temporanei ! La Francia fa venire con una serie di trionfi le ceneri del prigioniere di S. Elena , le accoglie col più gran fasto , e deposte nel più magnifico mausoleo , le conserva tra quelle di Vauban e di Turenna , bastanti a formare un nuovo Panteon militare . In Inghilterra le spoglie mortali dell ' ingegnere Tredgold testè
mancato
a' vivi , riposano già nel Panteon di Westminster tra le tombe di Newton e di Milton ; ed in
pochi
anni che
non è più , già sette statue à la riconoscenza inglese inalzato alla memoria dell' ingegnere Watt ! Il Belgio fa venir da Varsavia il corpo del suo ingegnere Cockrill , benchè oriundo inglese , a cui destinansi i più alti onori . E in Italia, in Italia stessa ( !) tra i venerati antichi resti
69 di Galileo , di Macchiavelli , di Michelangiolo , e 'l sar cofago di Dante , or si eleva un
monumento al fisico
Nobili. Or non ci rimane ad esaminare che la parte più dif ficile, la possibilità e per quanto ci è dato la probabilità che l'arcitronito fosse stato realmente inventato e adope rato da Archimede ;
e se non sia di quest' altra come
dell'organo idraulico , degli strumenti di chirurgia , della scitola , del loculus , e di tante altre ingegnose inven zioni che gli antichi stessi àn voluto attribuirgli , come all ' Ercole della favola si attribuivano le gesta più famo se , perchè egli solo si credeva capace di avervi potuto riuscire . E poichè trattasi di macchina bellica che avrebbe po tuto venire adoperata nell'assedio per sempre memorabi le di Siracusa , per poter giudicare della cosa , bisogna che ci trasportiamo a que' tempi , e buona parte ci ri cordiamo delle circostanze in cui trovavansi Siracusa ed Archimede . Alcuni anni dopo l'arrivo di Annibale in Italia , e in seguito alla famosa sconfitta de' Romani nella battaglia di Canne , la potenza di Roma fu prossima a crollare sotto a' colpi della nemica Cartagine. E poichè come agl' individui in disgrazia ne avviene essere dagli amici non che da' servi abbandonati, così agli imperi ne accade, Roma , come se già abbattuta e serva si fosse, veniva presto da' soggetti disertata , dagli alleati rinnegata. Quei di Taranto , già divenuta loro provincia ,
70 furono nel primo caso, i Siracusani nel secondo . Che il giovane Geronimo, che in quel reame era succeduto al l'avo Gerone, per ambizione disunitosi da' Romani, e per oppressione odiato da' suoi , veniva spento a Leontini , e Siracusa immersa nel massimo scompiglio. Ma non si tosto l'assedio e la battaglia di Nola n'ebbero in qualche mo do riassodato il potere , che quella regina del mondo ri solse di vendicarsi , e di trarre gran profitto di quei due stati sleali , e Fabio spediva contro Taranto , Marcello contro Siracusa . Sicchè ove Annibale si fosse ritrovato a Taranto 2 come poco mancò non accadesse , nel tempo stesso si sarebbero affrontati la spada e lo scudo di Ro ma , come a dir di Posidonio chiamavano i Romani quei due loro massimi capitani , l'uno contro il più sorpren dente uomo di guerra dell'antichità , l'altro contro il più maraviglioso uomo d'ingegno d'ogni tempo . Siracusa ,
forte per natura e per arte ,
come la mo
derna Gibilterra , avea fatto costar molto cari i tentativi di conquiste che se n'erano fatti più anticamente; é da gli Ateniesi con 150 vele al comando di Nicia , Alci biade e Lamaco , e da' Cartaginesi condotti da Imilcone con 200 vele e 150,000 uomini . Ma più forte , più vi gile o più fortunata di Gibilterra ,
non era stata dagli
stranieri assoggettata giammai. Era quella terra ricca , potente e popolata ,
contenente col suo territorio circa
1,200,000 abitanti , cioè non molto meno di quant' oggi ne comprende Sicilia tutta. Il terreno che al tempo di Archimede occupava il suo fabricato di figura triangolare,
71 comprendeva cinque quartieri , i quali , comechè chiusi ognuno da particolari cinte, venivano a formar un gruppo di cinque piazze riunite in una sola. La cittadella elevata ov'era stata abbattuta l'antica rocca di Dionisio nell'isola Or tigia , il più antico dei quartieri , situata tra i due porti cui era destinata a comandare, comunicava per un fabbricato coll'A cradina , il più bello e il più fortificato de' quartieri per tre lati bagnato dal mare . Stavano al di sopra di questo i quar tieri di Tica e di Neapoli separati al solito di muraglie , e ancor più sopra , verso occidente ove il terreno inalzasi in collinette era l'ultimo de' quartieri l'Epipole , al cui estremo, vertice del triangolo di tutto il terreno di Sira cusa cui fea base al basso il lato orientale dell' Acradina , sorgea il castello Eurialo , e su di un poggio che volgea a Me gara quello detto Labdalo . Questo fatto eriger da Nicia nella spedizione degli Ateniesi tanto per essi fatale ; quello elevatovi da Dionigi per custodirne l'altura tanto favo revole a chi voleva assalir Siracusa ,
dopo di averne
provato gli effetti nella guerra Peloponnesiaca ; come af fortificato avea il lato settentrionale dello Epipole con salde mura di trenta stadî. A tutte queste fortificazioni Gerone avea fatto lavorare per antiveggente prudenza piuttosto che per occorrenza di difesa, atteso chè nel lun go suo regno , mantenendosi alleato de' Romani ,
avea
saputo restarsene in pace. Ma il tempo era cangiato . La morte di lui , e quella di Geronimo che avea voluto rom perla con Roma, aveva immerso Siracusa in civili discordie, sicchè offeriva a'Romani e a'Cartaginesi che se la contende
72 vano , la più ricca e vasta preda , dovendo trascinar seco quella della Sicilia di cui era il baluardo . Quindi alla notizia che ne venian le legioni Romane capitanate dal Pretore Ap pio e dal Console Marcello, quei cittadini che parteggia vano per Roma altamente ne gioivano , tutti gli altri eb bero a piangere la libertà della patria . E se Archimede era li come un tutelare genio celeste che solo bastar do vea a difenderla contro la potenza che allor dominava quasi tutto il mondo conosciuto, niuno poteva prevedere , che un vecchio a 73 anni , passando dalla più profonda solitudine del suo gabinetto ( una grotta ) , e dagli studî più pacifici delle matematiche all' orribil frastuono delle armi , ed alla laboriosissima difesa della terra , avesse po tuto esordir con taute maraviglie e tai portenti , da vin cere in ogn' incontro il prepotente nemico , da stordirne i contemporanei , e da lasciare a' posteri il difficil carico d'indovinare e discutere se ad un uomo fosse mai stato possibile di operare i prodigi per lui operati. Vero si è che Archimede nel far costruir la sterminata nave per il re Gerone che secondo Moschione ci descrive Ateneo , non avea mancato di munirla di torri straordinariamente forti e di poteute balista , e che compiacendo alle di lui preghiere per cui era andato espressamente a visitarlo nella sua grotta erasi rivolto a migliorar le difese della terra . Vero si è che in quei tempi assai più che ne' nostri, va levano nella difesa delle terre i talenti , il coraggio, l'a bilità , e sopra tutto il genio di quei che dirigeva gl’in gegni e le macchine ; testimoni gli assedi si giustamente
73
celebri di Tiro , di Rodi ( 1 ) , di Apollonia , di Lilibeo e di Marsiglia. E vero si è che la invenzione della pol
(1 ) Un solo stratagemma ingegnoso dell'ingegner della piazza bastava a salvar dal più potente nemico , co me ne fu di Rodi , di cui non so lasciar di trascriver quanto ne riferi Vitruvio il quale , benchè Augusto ri tiratolo, avesse lasciatogli l'annuo soldo come quando la servia da ingegner militare , mostrava di restarne scontento. « Era in Rodi l'architetto Diognete a cui si corrispondea dal publico tesoro un annuo soldo . Ca pitò in quel tempo da Arado un altro architetto per nome Callia , e raunata udienza mostrò un muro con sopra una macchina colla quale sospendeva e trasportava en tro al muro una Elepole che vi si accostasse . Toslo i Rodioti tolsero a Diognete l'annuo assegnamento , e con la carica lo conferirono a Callia. Fratanto il re De metrio che fu per l'ostinazione sopranominato Polior cete , mossa guerra contro Rodi, meno seco Epimaco , famoso architetto ateniese. Costui costruì una Epipole con infinita spesa ,
e sommo sapere e fatica , mentre
era di altezza 125 piedi e 60 di larghezza , e la for tificò con cerchi di ferro , e con cuoi freschi, in modo che avrebbe potuto sicuramente resistere al colpo di un sasso di 360 lib . scagliato da una balista e pesava 360,000 lib. Ora essendo stato da' Rodioti richiesto Callia perchè ammanisse la sua macchina contro la Elepoli e la trasportasse dentro le mura, siccome aveva 10
74 vere da cannone non avea ancor fatto tracollar la bi lancia del poter
dell ' assediato e dell' assediante a pro
promesso , disse non potersi fare ; mentre non in tutte le cose va la stessa regola , ma ve ne sono di quelle che ànno l'effetto tanto in grande quanto ne' piccoli modelli; altre che non se ne possono far modelli , ma che in tan to possono eseguirsi , e altre finalmente sembrano verosi mili ne' modelli, ma poi volendosi trasportare in gran de, svaniscono, come si può da questo ricavare . Si fa col succhiello un buco di un mezzo dito , di uno o di un dito e mezzo ; ma se si volesse per la stessa ragione farne uno di un palmo , non è possibile ; di mezzo piede poi non è affatto nemmen da pensarci. Quando si avvidero di essere stati ingannati i Rodio ti, i quali avevano fatto vergognoso torto a Diognete , e videro il nemico pertinacemente accostarsi e la mac china presta per assalirli , si prostrarono a' piedi di Diognete , pregandolo di dar soccorso alla patria. Que sti da principio ricusò di farlo : ma dopo che si por tarono a pregarnelo le innocenti donzelle e i fanciulli co' sacerdoti , si obbligò ma a patto che fosse stata sua , se mai la prendea , la macchina de' nemici. Ciò stabilito , in quella parte onde dovea accostarsi la macchina , fece un buco nel muro , ed ordinò che tanto il publico quanto i privati andassero per quel buco a gettar di là dal muro , per mezzo di canalifat tivi , tutto quanto aveano di sterco , fango
e acqua .
75 di quest'ultimo , come n'è a' tempi moderni, tanto che possa predirsi di una data piazza il tempo della sua re golar resistenza . Archimede che avea costantemente rifiutato d'immi schiarsi nelle discordie civili ,
non lasciò di addirsi con
la intensità del suo volere e colla forza del suo ingegno alla difesa della sua patria; e poichè provide alle provi gioni di ogni genere , allo arruolamento , armamento ed istruzione del personale , ed alla costruzione di tutte le macchine di difesa , perfezionando tutte quelle sin'allora esistenti , considerò l'effetto che poteva nell'azione otte
Essendo dunque per tutta la notte buttata gran quan tità di tali materie , il dì seguente accostandosi l'Ele poli , prima che si avvicinasse al muro , spinta dentro l'umida voragine incagliò , nè potè più
avanzarsi nè
ritirarsi. Quindi Demetrio che si vide ingannato dal saper di Diognete , parti colla sua armata , ed i Ro dioti liberati dalla guerra coll'astuzia di Diognete , gli rendettero publiche grazie , e lo gratificarono di tutti gli onori ed ornamenti. Diognete trasportò l' Elepoli entro la Città , la situò nella publica piazza e vi scrisse : Diognete fa al popolo dono di questo bottino. Da ciò si vede che per le difese , più delle stesse macchine giova il sapere » .
Se i tentativi de' Demetrii fossero meno infrequenti , lo smascheramento de' Callia sarebbe men raro.
76
nerne , e scopertine i principali difetti , per quanto le cir costanze il permetteano , a emendarli provide. Vid' egli che le anguste ed alte torri quadrate e ancor più le ro tonde molto indirettamente poteano difendersi reciproca mente , e niente le interposte brevi cortine. Rimarcò che i difensori delle torri ch'erano le prime ad attaccarsi , situati al più alto delle stesse , v'erano tanto esposti alle saette scagliatevi con gli archi o con le balestre dagli assalitori ed alle pietre gettatevi con fronde o con baliste , locchè appellavasi nudare muros defensoribus , che non bastavano a difenderli da certo massacro , e scudi e ca tafratte o corazze "
0 anco delle pezze di celiccio , е
anco de' graticci di leguame , che si cercava di opporvi onde in qualche modo potersene raffrenare il furore ; osservò che tutte le offese che i difensori scagliavan dal l'alto , non colpivano che di punto in bianco, e in parti ben distanti dalle muraglie.
Del che due grandi difetti
ne derivavan per le difese ; l'uno perchè quante volte trovava scombro il punto in bianco , il colpo n'era per duto ; l'altro perchè al di quà dello stesso , restava am pio spazio indifeso , di cui pochissima parte polevasi bat tere con le pietre , o con le arene ardenti o altre prossi me offese che si potean far cader dalle mura . Inconve nienti che venian di molto accresciuti da' difetti radicali di quelle macchine da getto ; e per la poco celerità con cui mandavano le gran masse , per lo più poco den. se e irregolari ,
sicchè scoprendosi da lungi il disban
darsi delle stesse dalle vedette nemiche all' uopo adatta
77 mente situate , ne gridavan l'annunzio , sicchè il nemico prevenutone , ne scansava lo arrivo . E perchè le baliste, come si à da Polibio , da Plutarco , e da altri , non avean niuno effetto contro un nemico vicino informandoci Ce sare , che quei di Marsiglia ricorsero alle condizioni che eglino aveano ricusate , quando si avvidero le loro mac chine riuscirgli inutili perchè i Romani eran troppo vi cini (1 ).
Archimede tolse i difensori dall' alto o dalle bertesche , e situò delle macchine mosse da servienti posti dietro i ripari , colle quali scagliavansi dardi , travi , pietre , e masse di piombo a diverse ( vuolsi a tutte ) distanze . Fece poi aprire nella spessezza ed al piè dei ripari , all' al tezza di un uomo ed a larghezza di una mano , delle fenditure verticali ,
che chiamò saettiere , e situandovi
dall' interno i difensori , questi scagliar vi poteano , senza venire offesi da' nemici , una grandine non interrotta di saette , di ciottoli e di altre armi missili , le quali , come chè tirate orizzontalmente , colpendo d'infilata o rasan
(1 ) Anche la nostra artiglieria in certe circostanze non dee cominciare il suo fuoco nè da troppo lungi né da troppo vicino; ed un Uffiziale francese ne à ultima mente addotti gli esempi , che il cannonamento di Val my non riusci per i Prussiani perchè le batterie erano troppo lontani dalle linee
de' Francesi ;
ed a Lodi
quelle degli Austriaci perchè erano troppo presso del ponte.
78 temente , non mai mancavano di ferir l'inimico . In ta lune circostanze , scagliandole con piccola elevazione , veniva ad allungarsene i tiri servendosi del loro rimbalzo ; vantaggio immenso che vuolsi non fosse sfuggito all ' occhio di un Archimede , e che dopo tanti secoli à fatto tanto onore a Valier per averlo impiegato contro gli assedianti , ed a Vauban contro gli assediati . Archimede attese con ciò a provvedere alla sicurezza de' suoi , sottraendoli alle offese dell'inimico , ed a farli agir il più efficacemente contro di esso. Principio di combinazione ch'è della fortificazione di tutt'i tempi ,
e che per quanto sia stato ricercato ?
è il solo Archimede che à saputo ottenerlo. Carnot nel súcitato Traité de la defence des Places scritto per or dine e coll' approvazione di Napoleone , nel quale , come sopra l'abbiam rimarcato ,
pare non avesse fatto gran
conto della prodigiosa difesa del geometra Siracusano 2 å poi fatto il migliore elogio di Archimede , imitando , nel suo sistema dopo due mila anni di progressi , il muro saettierato per la cinta , progettando un mortajo a mano che gitta granate a più gran distanza , riproponendo di tirar da dietro i ripari , come lo avea consigliato Tartaglia , ed ora Chaumara . La invenzione delle saettiere , di cui non mancò di far l'elogio Polibio , è si insita alla più sicura difesa , che la scoperta della polvere che à fatto cangiar tutti i mezzi di guerreggiare , non à potuto che confermarla e adottarla ,
sicchè non v' à piazza , castello , o forte
qualunque , il cui costruttore non abbia voluto farvi te
79 soro delle saettiere di Archimede , quantunque per fucili e per cannoni debban servire , e non per archi , baliste o per scorpioni . E se , com'è probabile , l'elasticità della polvere , attual supremo mezzo di distruzione , verrà sur rogata dalla elasticità del vapore o dell' aria ( 1 ) , mezzi
(1 ) Filoao Bizantino, autore di un Trattato di for tificazione e di macchine da guerra , attribui a Clesi bio 2 suo contemporaneo , la invenzione di una mac china detta belopecca , non dissimile del nostro fucile a vento . Intanto si vuole che questo fosse stato inven tato da Guter di Wutemberga come Leibnizio l'à cre duto, o da Marin che ne presentò uno ad Errico IV ! Quest'arme , che nella Penny Cyclopædia si è asserito di non essere stata mai usata militarmente , lo fu nella prima guerra della rivoluzione , avendone l'Austria con grande vantaggio armato un battaglione di cacciatori Tirolesi , i quali avevan di tali fucili che potevan ti rar 18 colpi senza ricaricarsi. Tal che Rogniat li loda moltissimo. Tylorier à proposto di riempirne il calcio con acido carbonico liquido , da cui à sperato ottenere, non solo un numero maggiore di colpi, ma ciò che più importa una regolarità ed una uniformità d'im pulsione . Anche i razzi di guerra è stato proposto riem pirsi di detto gas liquefatto , il quale assoggettato a debita temperatura farebbe agirli con straordinaria e nergia. Intanto la forza dell' elaterio dell' aria che si va impiegando con tanto successo in tanti usi civili ,
80 tentati con successo , e queste altre come io penso a lor giro dalla elasticità dell'elettrico ( 1 ) , le saettiere di Ar
perchè non s'impiegherà agli usi di guerra , in quel campo in cui tutti i generi di forze concorrono per ottenere la palma ? Una simile macchina atta a scagliar palle di calibro non men velocemente di quelle spinte dalla polvere , è stata di recente sperimentata in Francia , il numero de' di cui colpi , senza ricaricarsi , può elevarsi a più migliaia , come si è provato ne' saggi futtine. Intanto per qualche difficoltà di costruzione che offre da prin cipio , e pel tempo che richiede per ricaricarla , si è abbandonato , mentre all' uno e all'altro di tali incon venienti si avrebbe potuto riparare. ( 1 ) La dotta antichità e la creatrice fantasia dei Greci, non seppero trovar come meglio significar l' on nipotenza che armando della folgore la destra del re de' Numi. La poesia si avvalse di questa metafora, ed Omero proclamò Giove alti-tonante . Il moderno Omero inglese à saputo dare maggior forza a si energica espressione della potenza del fulmine , cantando nella battaglia di Jehova con Satanno , che Dio nello sca gliare un fulmine contro il nemico , trattenne la mano per tema di non annientarlo ! L'eloquenza introdusse il verbo fulminare , e Seneca comparò al tuono lo stre pito delle baliste e degli scorpioni nello scagliar gia vellotti ; e Vegezio comparava il ferir della baliste e
81 chimede varran sempre ad assicurare i difensori di un dell' onagro a' colpi del fulmine . Al risorgimento delle scienze , poichè Franklin ardi torre il fulmine a Giove, o piuttosto dare all' uomo uno scudo che nel difenda , si studiò la maravigliosa sostanza delfulmine. Il Volta inventò la pistola elettrica , ma per oggetto cudiome trico 9 e per isckerzo poco prudente se ne serri il ca nonico Gattoni a spaventare il de Saussure . Allora per mezzo della scintilla , dilatando dell' aria racchiusa in un recipiente , o svaporando istantaneamente del l'acqua , si ottennero dell' esplosioni che romperano i vasi ; ″ e Beccaria costrui un piccolo mortaio da cui facea cacciare la palla con moltaforza con simil mezzo . Finalmente Molt coll' apparecchio detto fulminifero, ac cendendo una mina sotto la Neva , fece saltar
delle
rocche che la ostruivano ; e Pasley similmente operando sgomberò l'entrata del miglior porto d' Inghilterra . Lo si è sperimentato più di recente per accender le mine delle fortificazioni, è per far saltare i vascelli condu cendo il fuoco a de' petardi o macchine infernali affis satevi avanti; ed oggi si è anche proposto impiegarlo a dar fuoco ad un tratto a tutti o a gran parte delle artiglierie di un vascello .
Pure niuno à pensato sinora ( a mio sapere ) d'im la guerra ! non come mezzo di piegar l'elettrico per accender la polvere , ma come mezzo fulminante . E parrebbe che gli antichi avessero riflettuto all' immenso vantaggio che si otterrebbe qualora si riuscisse a ren II
82 posto , siasi qualunque la forza di projezione di cui sce glierassi far uso delle guerre future .
dersi padrone del fulmine , giacchè Zosimo racconta , che allorchè Roma venne la prima volta assediata dai Goti, gli Etruschi offerivano di far discendere il ful mine sopra gli assedianti.
( Zosimi Hist. p. 106. ) .
Promessa d'altronde al certo da ciarlatani , come l'os serva il Libri , che la riferisce senza lasciar di citar due passi di Plinio e di Livio , in cui questi sembrano accordare agli antichi Etruschi la facoltà di chiamare il tuono. E intanto la natura ci presenta più esempî, di cui taluno noto sin da' tempi di Socrate , che lo cita , di animali li quali nelle lor facoltà di poter sviluppar l'elettrico trovano
un mezzo potente di
offesa e di difesa ! E pria l'adulazione che spesso av vilisce il genio avea suggerito ad Apelle di armarne la destro di Alessandro nel farne il ritratto. E d'altronde niuna sostanza è più universalmente cosparsa , e in più grande abbondanza ! Che tutt' i corpi , secondo l'osserva il Becquerel, debbono contenere associata alle loro mole oɔle una quantità di elettrico sì enorme , che la immagi nazione , se potesse conoscerla , ne sarebbe spaventata. Secondo i calcoli di un altro celebre fisico , gli ele menti di una semplice stilla di acqua sembra che do vrebbero contenere 800,000 cariche di una batteria e lettrica composta di otto giarre di 2 dec . di altezza e sei di giro , ottenute con 30 giri di una potente mac china elettrica. Se la quantità di elettrico ammassala
83 Marcello , abbenchè vide le torri sprovviste di difen sori ,
non fece che di notte avanzare e silenziosamente
le sue galee , e spinsele verso quei luoghi presso le mura che lusingavasi restare al solito indifese ; quando, appros simatesi, si trovarono bersagliate da una grandine di dardi, di selci e di altre offese , che usciva dalle saettiere che allor smascheravansi ; sicchè
gli assalitori vi giungevano a
tra gli elementi di un sol gramma di acqua divenisse immediatamente libera qui ,
dicea il detto Becquerel
all' Istituto di Francia , si sentirebbero le più sparen tevoli detonazioni , le quali farebbero volare in pezzi titto quanto questo grand' edifizio .
Uno de' più terri
bili accidenti che s'incontrano nelle disgrazie che ac cadono nelle industrie , può mostrar in qualche modo di quali effetti è capace questa forza. Il vapore ad alla pressione ch ' esce da una caldaia contien dell'e lettrico , fenomeno
di recente
rimarcato
a
Seguill
presso Newcastle da W. Patterson e studiato dal si gnor Armstrong , il quale opina che la rapida produ zione in certi casi dell' elettrico , debba esser la ca gione delle esplosioni delle macchine a vapore , le quali essendosi dimostrato non potersi incolpare solo , àn suggerito diverse spiegazioni
al vapore
a ' signori An
draud, Jobard, Butigny ec . Ed agli effetti della esplo sion della polvere da sparo sulla cui espansione si enormi disparità sonosi trovate nelle opinioni de ' più celebrifisici che l'àn studiato, non avrà parte l'elettrico cui varie cause concorrono a sviluppare ?
81
morte sicura senza poter punto ferir l'inimico posto ognora al coperto . Quindi Marcello ordinava di ritirarsi , che quel gran capitano dal nostro geometra imparato avea la gran lezione di guerra , di provveder pria d'ogni al tro alla salvezza dei suoi , specialmente quando non si à molta speranza di vincere .
Che se quella scienza e quell' industria che ci van facendo sviluppare ogn'ora più elettrico da una stessa sostanza , arriverà a produrne prontamente mediocre quantità , facendone succedere lo sviluppo in un luogo che vuolsi distruggere , o in un' arme da getto espres samente costruita atta a resistervi e caricata , non ci è dubbio che la guerra otterrà dei mezzi di distruzione di una forza immensa .
E se Perkins à
dimostrato
che una quantità di carbone impiegata a vaporar del ľ acqua per- uso di un' arme a vapore , può spinger quattro volte più di palle che l' egual peso di polvere da cinnone , ed Hachette à valutato lo stesso
effetto
costar sessanta volte di meno impiegando la forza del vapore che usando quella della polvere , si troverà che l'elettrico che svilupperà una gramma di acqua , po trà scagliar centinaja di volte più di palle, che l'egual peso di polvere e quasi senza spesa . Laonde sembra probabilissimo che come già dagli elementi dell' acqua si à la luce più intensa , e'l fuoco più gagliardo , si avrà spremendone l'elettrico , dalli stessi , o dall'acqua , anche il più terribile mezzo di distruzione e in con seguenza la più grande rivoluzione nell'arte della guerra.
85 E fatti armare di parapetti resistenti e levatili le prore delle galee onde difendere in qualche modo le ciurme ed i soldati , precauzione già usata con riuscita da Diade ingegnere di Alessandro nell' assedio di Tiro , ritornava verso le torri , che già lusingavasi vincere , quando si videro dal di sopra delle bertesche spuntar delle robuste mani di ferro , che , guidate da solide catene , correvano ad aggrappar le poppe delle galee soggette , dole sin che le prore pescavano in mare ,
e rialzan dimenarle ,
sbatterle contro li scogli , e poi sommergerle di forza , con tutti loro combattenti . Così vedendo contrariarsi in tutt'i suoi proponimenti , Marcello
si trovava nel più
grande imbarazzo . E Polibio l'unico scrittore contempo raneo e istruito delle cose di guerra di cui ci è pervenuta una sola pagina su quella difesa portentosa , non omise di mandare alla posterità gli amari beaux-mots co' quali quel console cercava di celare ai suoi l'estremo cordo glio che lo rodeva. Quest' uomo , diceva egli del ma chinista siciliano , si serve de nostri vascelli come delle secchie per attingere acqua dal mare . E talora con non men forte paragone , chiamava Archimede : il mo · derno Briareo più terribile assai dell' antico . In un altro tentativo di assalto , Marcello avendo am manite le galee di lunghe aste ferrate col cui mezzo spe rava potersi schermir dalle mani di ferro che venivano ad
afferrar le poppe delle stesse ,
fece apportar delle
macchine fortissime e molto ingegnose per favorir l'as salto , promettendosene il servizio delle torri ambulanti
86 che si usavano nello assalir per terra le castella già in ventate da Diade . Erano queste otto galee co' remiganti solo da un lato , quattro di esse dal destro , quattro dal sinistro , ed accoppiate a due a due con forti traverse . Nel mezzo di ogni coppia era una scala larga 4 piedi , alta quanto bisognava per far montar sulle muraglie nemiche, e munita da ogni canto di robuste balaustre , sostenenti de' tetti capaci di resistere a forti percosse . Queste scale che nello accostarsi restavano orizzontalmente ,
si alza
vano poi per via di funi da un sol capo pendenti da gi relle infisse all' alto degli alberi ,
e si fermavano stabil
mente contro a' muri ; sicchè allora quattro de' più valo rosi montavano i primi e faceano strada al resto de' com battenti ( 1 ) . Diverse funi che per servir detta macchina venian disposte per lo lungo in mezzo alle galee , venendo a imitar la figura di una certa cetra inventata da Ibico
(1) Gli antichi e i moderni storici discordano intorno al numero delle sambuche impiegate da Marcello; i più riferendo di essere stata una sola composta di quattro paja di navi , gli altri che fossero state quattro pog gianti ogn' una su due navi. Io ò seguito quest ' ultima opinione , e perchè all'assedio di Vodi da Mitridate , di Tiro ed a quello di Mozia erano state impiegate delle navi solo appajate , e perchè più imponente forza avrebbero dovuto spiegar quattro sambuche di quello di una sola . Del resto consultinsi Polibio . In Excerpt . Lib. VIII. C. 5. 7. 8. e Plutarco in Marcello .
87
da Messina , che chiamavasi sambuca , fece dar questo nome a quelle macchine probabilmente anche inventate in Sicilia.
Le più alte promesse fece Marcello a ' suoi
onde impegnarli a questo altro assalto e a nulla avea lasciato di provvedere sicchè ne riuscisse lo intento , da cui , dicea , dipender dovea l'onore delle invincibili le gioni . E già le formidabili sambuche eran prossime alle muraglie ; già le vendette e la ingordigia romana gavaz zavan di avanzo ne' tesori e nel sangue degli assediati , quando si veggon comparir nell' alto delle mura delle robuste antenne con adunco vostro sporgente e girante a dritta e a sinistra , situarsi verticalmente alle soggette mac chine , e lanciarvi con spaventoso fischio delle pietre da mulini e delle grandi masse di piombo del peso di IO talenti , sicchè le sambuche fracassate e peste venian som merse con gli assalitori che adducevano , e così venia perduto gran numero d'oste , l'opera di molti giorni , e spenta o differita la speranza della immensa conquista . Ed anco allora Marcello non lasciava di sforzarsi di coprir con delle facezie la impotente sua collera, dicendo a'suoi: quel vecchio , sommerge, schiaffeggia o scaccia le nostre sambuche , come s'ei le stimasse indegne della sua compagnia! Intanto tutte le navi erano costrette ad allonta narsi dalle muraglie , oltre la portata delle saette e delle pietre che incessanti e con aggiustatezza vi scagliavano gli assediati . Si assicura di più che Archimede non conten to di ciò , abbia incendiato buona parte di quella flotta per mezzo de' raggi del sole che vi accumulava per via
88 di uno specchio ardente ! Niuno però de' pochi storici contemporanei rimastici che riferiscono di quello assedio con entusiasmo , parla dello incendio delle navi de' Ro mani ;
nondimeno autori di alcuni secoli dopo , come
Galeno e Luciano , dicono l'incendio prodotto per via di fuochi che sembran essere stati buttati contro le galee ; e Antemio da Tralles , ingegnere di Giustiniano ,
ci à
dato la descrizione dello specchio che si credea general mente essere stato impiegato da Archimede a brugiar la flotta nemica " e Tzetzès , autore del XII . secolo , ne allega a testimonî Dione ,
Diodoro ,
Erone , Pappo ,
Antemio e Filone , anzi tutti gli scrittori di cose mec caniche.
( Sarà continuato )
89
DELLA MACCHINA A VAPORE (*)
Coerentemente al sistema tenuto , ci proponiamo di esporre al lettore un abbozzo d' un quadro generale dei principî della macchina a vapore, con toccarne brevemente la storia e le sue principali applicazioni ; potendo chi bramasse ulteriori informazioni consultare le opere che ne trattano di proposito. Del dritto dell' invenzione della macchina a vapore è stato fatto un soggetto di nazionale contesa ; ma la con clusione derivata da tali discussioni > sembra essere come quella di tutte le altre importanti applicazioni dei principi fisici , che veruno può vantarsi d'averli inven tati . Qualunque possa essere la natura e la data della sua origine , è certo che questa macchina si è presente mente elevata ad una tale gigantesca statura per le cure delle differenti nazioni , che senza detrarre o stimar meno gli sforzi delle altre , l'Inghilterra giustamente dev'essere altiera della sua parte di gloria ; parte per altro che le vien concessa da suoi competitori. Considerando intanto le dispute come infruttuose , e le discussioni sulle date de' privilegî accordati pei perfe zionamenti apportativi come di veruno interesse , uniremo tutto ciò che riguarda l' istoria della macchina a vapore con la narrazione su di essa .
(*) Questo articolo è tratto dalla Penny-Cyclopædia che pub blicasi a Londra dalla Società di dotti Filantropi dedita ALLA DIF FUSIONE DELLE CONOSCENZE UTILI . Il traduttore ammirando detta opera , stimò fare la traduzione del presente articolo : e comec chè un suo sincero ed affettuoso amico , che si occupa di Tecno logia , lo ha assicurato che ove questo venisse posto alle stampe riuscirebbe profittevole ; aderendo alle amichevoli esortazioni , rende di pubblica ragione un quadro sulle macchine a vapore ; il quale se non è sufficiente per chi ne dovesse far costruire , fornisce però a qualunque altro delle cognizioni su i principî, sulla storia e sul perfezionamento delle scienze divenute ormai indi spensabili. N. del T. 12
90 Una macchina a vapore può in generale definirsi , una macchina pel cui mezzo la forza proveniente dalle pro prietà della elasticità e della istantanea condensazione pos sedute dal vapore, sono trasmesse a produrre un continuo movimento di rotazione , sia ad un volante onde formarne una riserva di forza per usarne a fare agire de' mecca nismi , sia per qualunque altr' uso a cui volesse applicarsi. Ammettendo questa definizione , le prime macchine a vapore , come vengono ordinariamente dette , quelle del marchese di Worcester ( 1663) e ancor quelle migliorate per le sue ulteriori invenzioni , o per quelle suggerite da altri , ed anche dal capitano Savery ( 1698) , tutte furon lungo tempo impiegate in Inghilterra sol come trombe ad elevar dell' acqua : un vuoto parziale venia formato in recipienti per mezzo della condensazione del vapore rin
chiuso in essi , per cui la pressione atmosferica elevava יןacqua ad una certa altezza , d'onde veniva inalzata aucor più per la elasticità del vapore che veniva a svi luppare la sua forza . Passando oltre tutto il rimanente come estraneo al no stro scopo , la prima macchina ch'è necessario si descriva è quella di Newcomen ( 1705) che costituisce il principale anello tra le pompe a vapore di quei tempi e le mac chine moderne , quali contenevano il germe che di poi venne sviluppato dal genio di Watt. Dalla fig. 1. a rilevasi che A, rappresenta un cilindro aperto dalla parte superiore , chiuso ermeticamente da uno stantuffo B , avendo dell' acqua in esso alla profondità di varie once (*) : l'estremità superiore dell' asta dello stan tuffo veniva ligata all' estremo dell'arco dell' altaleno co munemente detto bilanciere C , girevole su di un asse " e sostenea dall'altra banda l'asta di una tromba , equi librato in tal modo col peso dello stan tuffo , da poterlo elevare sino alla parte superiore del cilindro . Questo cilindro fu situato sopra la caldaja D , con la quale esso comunicava per via d'un cannello E , guarnito d'un che ne apriva e chiudeva il passaggio . G, rubinetto
(*) L'oncia è la dodicesima parte del piede inglese , il quale è uguale a 0,3048 del metro francese , e ad 1,1522 del palmo napoletano. N. del T.
&
91 era una cisterna posta al di sopra del cilindro , al fondo provveduto anche d'un della quale vi era un tubo rubinetto I. Quando lo stantuffo si abbassava nel fondo del cilin dro , scacciava via tutta l'aria che vi si frapponeva , la quale sortendo dall' orificio della valvola K andava nel ľ acqua della piccola cisterna L : il rubinetto F essendo di poi aperto , il vapore della caldaja riempiva il cilin dro a seconda che lo stantuffo si alzava di nuovo per l'azione del contrapeso ; appena esso arrivava alla cima , il rubinetto F era chiuso , ed I aperto , ed un getto di acqua fredda dalla cisterna G spruzzava nel cilindro , condensava il vapore , ed in tal modo formavasi un par ziale vuoto sotto lo stantuffo ( 1 ) ; la pressione dell' aria sulla sua superficie superiore lo forzava a scendere , ed obbligava la tromba all' altro estremo del bilanciere ad alzare un'equivalente peso d'acqua ad un' altezza eguale a quella percorsa dallo stantuffo l'acqua injettata ed il vapore aqueo condensato si gettava nella cisterna L pel tubo K , come aveva precedentemente fatto l'aria . Il ru binetto I veniva allora chiuso , ed Faperto , e così l'a zione era ripetuta ; di maniera che quando fu introdotta questa macchina , richiedeva il servizio d'una persona per aprire e chiudere alternativamente questi rubinetti " ma in seguito le leve a mano pel servizio dei medesimi furono sostituite da piroli sporgenti da bacchette di metallo sospese al bilanciere da cui si faceano agire ; in tal modo la mac china operava interamente da sè. Questa modifica fu fatta grossolanamente dietro i suggerimenti d'un ragazzo chiamato Potter , che la ideò ad oggetto di liberarsi dallo incomodo affidatogli ; in seguito fu migliorato da un ingegnere chia mato Beighton nel 1718. (1 ) Venne considerato questo modo di effettuire la condensazione come un importante perfezionamento su quello prima adoperato da Savery , consistente nello spruzzamento esterno dell' acqua fredda sul recipiente che contiene il vapore ; ciò non dimeno quest'ultimo principio in parte è stato introdotto di nuovo nellafor ma di un condensatore che fece meritare al sig . S.Hall il privilegio esclusivo , qual modo è impiegato in varî bastimenti a vapore , e sembra aumentarsene l'uso.
92 La macchina di Newcomen fu successivamente perfezio nata da Smeaton , Brindley ed altri ingegneri , avanti ai tempi di Watt; e pel suo modo di agire rimase nel ge nerale uso col nome datogli di macchina atmosferica durante la maggior parte del secolo passato , venendo però semplicemente usala per alzare dell' acqua : conti nuò di poi per gl'importanti perfezionamenti che andere mo a descrivere , e facilmente una o due ancora se ne trovano in qualche miniera de' più remoti distretti d' In ghilterra negletta od in ruina , testimonio del rapido cor so che ha fatto l'arte meccanica negli ultimi cinquanta anni decorsi. Sembra da ciò che si è detto , che nella macchina di Newcomen 2 il vapore veniva semplicemente impiegato per produrre un vuoto parziale per mezzo della sua conden sazione , non essendosi fatto uso della sua forza elastica nelle alte temperature ; d'onde una gran perdita di ca lore o di combustibile si veniva a produrre dalla con densazione nel cilindro ; giacchè la riduzione in tempe ratura che ne derivava , cagionava una parziale conden sazione nella seguente carica del vapore , fintanto che il calore latente che prendeva questo vapore condensato ele vava la temperatura del cilindro come quella della cal daja; ed in tal modo bisognava una maggior quantità di vapore di prima . Il primo ed il più importante de' miglioramenti fatti da Watt in cotal macchina consiste nel fare la con densazione in un separato recipiente , chiamato il con densatore , che comunicava col cilindro . Questo conden satore essendo riempito di vapore emanato dalla caldaja contemporaneamente col cilindro , lo spruzzo d'acqua fred da introdotto semplicemente nel primo , effettuiva la con densazione dello intero volume di vapore , tanto nel ci lindro che nel condensatore , in conformità del conosciu tissimo principio di fisica , che un' azione prodotta in una parte di un fluido omogeneo è quasi istantaneamente co municata alla intera massa. Onde maggiormente effettuire lo scopo di questa separata condensazione Watt situò questo condensatore in una ci sterna , la di cui temperatura si manteneva costantemente la stessa mediante la sostituzione dell'acqua fredda , condot tavi da un pozzo per mezzo di una tromba di cui ora si farà
.93 parola ; giacchè altrimenti il calore emesso dal condensars i del vapore, avrebbe col riscaldar del recipiente e del l'acqua che lo circonda , impedita la rapida o quasi istantanea condensazione necessaria per effettuire l'azione della macchina . Onde comprendere quanto è necessaria una rapida con densazione , è d'uopo ricordarsi che l'effettivo potere d'una macchina dipende dalla pressione sullo stantuffo meno qua lunque resistenza esso trova , e dallo spazio in cui esso si muove . Se potesse il vapore convertirsi istantaneamente in acqua , ed in tale stato venirne interamente rimosso ( 1 ) , si cagionerebbe un perfetto vuoto sotto lo stantuffo , nel qual caso , non essendovi resistenza da questa sorgente da vincere , si otterrebbe un massimo del potere ; ma se sarà lenta la condensazione, o solamente parziale , dopo che lo stantuffo comincerà a muoversi , l'istante in cui avverrà qualche ineguaglianza nella pressione esercitata nelle sue opposte superficie , il suo movimento ne sarà ritardato , o diminuita la forza , per la resistenza alla com pressione che si opporrà dal non condensato vapore ; ed abbenchè questa resistenza tendesse a diminuire a misura che avanza la condensazione , nulla di meno lo spazio occupato dal vapore diminuendo in conseguenza della di scesa dello stantuffo in quasi la medesima proporzione , la resistenza sarebbe quasi costante tra l'intera sua discesa . D'altronde 2 per conservare la temperatura del cilin dro per quanto alta era possibile , Watt , sul principio lo ricoprì di legno affin di ritardare la perdita del calore rag giante ; indi ponendolo in un secondo cilindro di ferro , ed ammise di poi il vapore dalla caldaja tra di essi . Questo rivestimento casing o jacket come fu esso denominato , non è usato nelle più moderne macchine fatte dopo l'e poca di Watt , per le ragioni che in seguito verranno esposte; e gli effetti della radiazione dalla superficie del cilindro sono ora principalmente impediti per quanto è possibile conservando questa superficie forbita e tersa .
(1) Un' oncia cubica d'acqua occupa uno spazio di 1711 once cubiche nello stato di vapore alla temperatura di 100° centigradi ; conseguentemente lo spazio occupa to dall' acqua dopo la condensazione può trascurarsi nella computazione .
94 Il secondo perfezionamento recato da Watt nolla mac china di Newcomen consiste nel chiudere il cilindro dal la parte superiore, facendo passare l'asta dello stantuffo a traverso d'un collare cilindrico , aperto da sopra , detto ( stuffing-box ) scatola da stoppa , così che il passaggio al vapore vien reso impossibile dal riempimento di stop pa satura di grasso che ha, ed il suo attrito in tal guisa diminuisce e rendesi facile il movimento . L'oggetto di questa modifica fu per impiegare la forza elastica del va pore onde spingere giù lo stantuffo , invece della sola pressione atmosferica in questo modo il vapore era im messo dalla caldaja al di sopra dello stantuffo nello istante che aveva luogo la condensazione nel condensatore ; a tal uopo si fe' doppio il passaggio del vapore , cosicchè la comunicazione col condensatore poteva interrompersi , al lorchè si apriva quella col cilindro , e questa si chiudea quando quella si apriva . Quando lo stantuffo era disceso sino al fondo del cilindro , il contrapeso situato all'asta della pompa l'alzava di nuovo , come nella macchina di Newcomen ; ma per dare questo moto di sotto in sopra , era necessario rimuovere il vapore ch ' esisteva al di sopra dello stantuffo , e ciò fu fatto dando agio ad esso di andar sotto lo stantuffo , e nel condensatore a traverso d' un pas saggio espressamente apertovi all'istante preciso . Questo è il principio generale della macchina a semplice effetto ( single-acting ) del sig. Watt , che d'allora in poi vien detta macchina a vapore , e non più atmosferica . Per un ulteriore perfezionamento il contrapeso dell' asta della tromba fu tolto , stimandosi inutile questo peso ag giunto a' lavori improduttivi della macchina , quale era d'uopo alzarsi in addizione di quello dell' acqua . Il colpo verso sopra dello stantuffo veniva così prodotto dall ' am mettere il vapore al di sotto di esso , facendolo agire per la sua elasticità , come aveva precedentemente fatto dalla parte superiore per produrre la discesa di esso in tal modo la macchina divenne a doppio effetto (double-acting) , ed assunse quello essenziale generale principio , che ha di poi conservato , abbenchè tutt'i dettagli della sua costru zione successivamente da altri ingegneri sono stati per fezionati. I cambiamenti introdotti da Watt nella macchina in di scorso portarono seco loro la necessità di due trombe , e
comunemente anche tre , le quali son poste in azione da aste di ferro attaccate al bilanciere ; la prima di queste è per I' acqua calda o tromba ad aria , destinat a rimuo a vere l'aria , l'acqua condensata , ed il vapore dal con densatore , nel quale altrimenti sarebbonsi accumulate , e finalmente ne avrebbero impedita l'azione ; perchè que st'acqua non potendo scaricarsi in una cisterna aperta , come avveniva nella macchina di Newcomen , giacchè dietro il principio di Watt è cosa essenziale che il con densatore sia chiuso perfettamente da impedire l'uscita del vapore , come il cilindro , altrimenti il vapore non po trebbe esercitare una pressione maggiore di quella dell'at mosfera " com'è destinata di fare onde aumentar la forza effettiva della macchina ; la seconda è una tromba detta force-pump destinata a far ritornare l'acqua sortita dal condensatore di nuovo nella caldaja , come si spiegherà in seguito ; e la terza , detta tromba dell'acqua fredda , è quella di cui si è fatta menzione in uno de' precedenti paragrafi , la quale supplir deve l'acqua fredda della ci sterna che contiene il condensatore . Avendo in tal modo spiegato il principio generale della macchina a vapore , è mestiere ora considerare alcuni det tagli della sua costruzione ; per la qual cosa stimiamo prima d'ogn' altro far parola dello stantuffo , tanto per la sua principale importanza che per le pratiche difficoltà ch'è d'uopo superare nella sua costruzione . Nelle mac chine idrauliche , tutt'i recipienti , valvole , cannelli ec . debbono esser fatti in modo che l'acqua non vi trapili : per esempio nel torchio idraulico di Bramah , l'efficacia della macchina interamente dipende dalla più accurata costruzione delle parti che agiscono a contatto , le quali non debbono affatto dar sortita all' acqua , quantunque assoggettata ad una pressione di molte centinaja di libbre (*) per ogni oncia quadrata della sua superficie , e la più grande perfezione della pratica del costruttore è indispen (*) Gl' inglesi hanno due sorte di libbre , quella troy compo sta di 12 once ognuna di 480 grani , eguale a 0,373096 parti del Chilogramma francese, ed uguale a 0,41874 del rotolo Na poletano , e quella avoirdupois eguale a 7000 grani troy ? eguale a 0,453415 Chilog . fran . eguale a 0,508885 parti del rotolo Napoletano : ci viene assicurato che pc' grandi pesi come per le macchine essi fan uso di questa secondo libbra . N. del T.
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sabile per riuscirci : questa difficoltà , com'è chiaro, cresce considerevolmente allorchè i vapori od i gassi sono i fluidi ch' esse pompe debbono contenere . Lo stantuffo della mac china a vapore è d' uopo che sia costrutto in modo da non lasciar sortire del vapore , ed agisca col minimo stro finio nel cilindro e siccome questo per difetto di costru zione non può mai essere veramente perfetto , la periferia cilindrica dello stantuffo dev'esser fatta in modo da esser capace d'adattarsi ad ogni ineguaglianza della superficie contro la quale deve scorrere : nei comuni stantuffi questa si effettuisce facendosi due o più once di diametro minore del cilindro cavo , lasciando una sporgente superficie all'e stremo dello stantuffo, che viene fermata con una piastra rotonda da adattarsi al cilindro. Della stoppa o funi mor bide saturate di grasso sono accuratamente avvolte intorno al corpo cilindrico dello stantuffo , tra la piastra superiore e'l metallo sporgente alla sua estremità inferiore: la prima viene indi fermata con la seconda per lo mezzo di viti " che comprimono la stoppa fintantocchè perfettamente si adatta al cilindro , e così mediante la sua elasticità permetta a adattarsi alle ineguaglianze della superficie. La figura 2.ª spiega i dettagli della costruzione degli ordinarî stantuffi . Ma siccome lo stropicciamento di questi ordinarî stan tuffi è necessariamente assai considerevole , così per le macchine di migliore costruzione si è fatto uso di quelli denominati stantuffi metallici , de' quali ve ne sono di diverse maniere , inventati da Cartwright , Jessop , Bar ton ed altri ; il corpo di questi stantuffi è di metallo , fatto in pezzi o segmenti spinti da molle che partono come raggi dal centro ; così che nell'atto che lo stro picciamento vien diminuito per essere ambi le superficie metalliche , lo stantuffo , in forza della sua costruzione , può adattarsi alle irregolarità del cilindro. La esperienza ha dimostrato che detti stantuffi metallici han ben servito per lungo tempo , e non han bisogno delle frequenti ne riempire di · che cessarie riparazioni come quelli a debbonsi a " stoppa o canape. Le figure 3. e 4. rappresentano lo spac cato e la pianta d'uno stantuffo perfezionato da Barton . Nelle macchine di Newcomen il vapore era immesso nel cilindro g e la sua comunicazione tolta via per mezzo d'un rubinetto d'ordinaria costruzione ; ma di una più efficace invenzione faceva d' uopo allorchè il vapore ve
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niva immesso alternativamente dalla parte di sopra e da quella di sotto dello stantuffo ed al condensatore , come dalle macchine fatte sin dai perfezionamenti introdotti da Watt . Questo può farsi da un rubinetto a quattro fori (four passage ) originalmente inventato da Leupold nel 1720, e di poi perfezionato da Bramah ed altri. Il principio di questo rubinetto è indicato dal disegno della figura 5.ª falta su di uno che è stato impiegato dai signori Maudslay e Field nelle loro piccole macchine. A, è una porzione del cilindro ; B, il tubo del vapore; C , D , E , tre fori , uno che comunica con l'estremo superiore del cilindro , un altro col fondo di esso , ed il terzo col condensatore ; F, è il rubinetto a quattro fori , il quale girando alternativamente dalla dritta e si nistra stabilisce la comunicazione tra il primo con uno a di questi tre passaggi. La figura 6. rappresenta la val vola conica con le sue aperture laterali , e quella dalla parte superiore per dove entra il vapore. A quest' oggetto Watt impiegò delle basse valvole co niche , le quali venivano alzate ed abbassate per via di pezzi a gomito agenti per mezzo di un' asta diretta da guide , e disposta ad angolo retto col piano della valvola , quale per altro non girava in un perno come le ordina rie valvole da pompe : in talune altre delle sue macchine le valvole venivano elevate o bassate per via di settori dentati ingranati in una crimagliera intagliata nell' asta di guida, di maniera che la valvola poteasi alzare dal suo sito senz' alterare il paralellismo del suo piano . Due di queste valvole erano montate in una scatola " una sopra
altra , l'asta di guida della più bassa passa tra quella superiore. La figura 7.a mostra la valvola di questa costruzione della più grande macchina recentemente fatta dai signori Maudslay per uso dello inalzamento dell'acqua di Chelsea . C, rappresenta parte del cilindro ; P, lo stantuffo ; T, l'asta destinata ad aprire e chiudere le valvole ( plung tree ) ; G, le leve per aprire e chiudere a mano la mede sima valvola da servire prima che incominci l'effetto del vapore , che vien regolato dal perno mobile della suddetta asta 9 e così aperte e chiuse le valvole V ; S, il pas saggio del vapore dalla parte superiore ed inferiore del cilindro ; D, il suo passaggio nel condensatore. 13
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Per altro nella maggior parte delle macchine che pre sentemente si costruiscono, la valvola a tiratojo , (slide-val ve) , come vien denominata , ha fatto trascurare l'uso delle altre ; in essa una perfetta superficie piana sdruc ciola su d'un' altra ostruendone alternativamente gli orifici , i quali in tal modo sono aperti o chiusi ; questo è il principio generale , ma le varie forme e le diverse di sposizioni sono troppo numerose da farsene menzione. La figura 8. mostra una parte del cilindro d'una macchina con le valvole a tiratojo , ora molto in uso. S , l'orificio del tubo del vapore ; il passaggio del va pore dalla parte superiore del cilindro in D, quello in feriore in E vien chiuso nella posizione della valvola mo strato ombreggiato nella figura ; R , è l'asta che muove il tiratojo e si mostra nella sua seconda posizione in linee punteggiate , nella quale posizione si vedrà che il vapore può allora entrare per sotto lo stantuffo , nell' atto che il passaggio Pal condensatore , è a sua volta in comuni cazione colla parte superiore del cilindro , per mezzo del tubo T della valvola a tiratojo. Il caratteristico e più importante di questo principio è giusto il trar profitto del movimento scorrevole come di un tubo per far comunicare le due parti estreme del ci lindro alternativamente col condensatore . Il vapore pre mendo il tiratojo di forma ordinaria aumenta enormemente lo attrito della superficie contro la quale agisce , e pro duce ancora un rapido consumo delle parti ; questo difetto è rimediato col tiratojo o scatola (box-slide) o tutt'altro che ha questa proprietà . Un'altra forma di tiratojo si osserva nella fig. 10ª Le valvole a tiratojo ( slide-valves ) si proposero da Murray nel 1799 ; ma furono abbandonate , finchè col progredimento delle arti non si ottenne ulteriore perfezio namento ; in seguito si ebbero altre modifiche da Murdoch , Bramah , Millington , Maudslay , e Seward , e quelle tra le dette valvole che portano il nome di quest' ultimo , sono molto in uso nelle macchine di marina . Si è fatto menzione che il movimento alternativo delle valvole nelle macchine atmosferiche ed in quelle di Watt vien dato per mezzo di piroli , uniti ad una verga me tallica detta plug-tree sospesa al bilanciere ; siccome l'asta si muove verso sopra e sotto una col bilancie
99 re , i detti piroli urtano l'estremità di leve curve che alzano o deprimono le valvole successivamente : alcune di queste leve sono fatte in modo che i perni premen dole possono tener chiusa la valvola durante la più gran parte del così detto (stroke) o colpo ( 1 ) dello stan tuffo , ed altri han bisogno d'una leva più corta inter media o arsiglio , (claw) per agire nell' asta della val vola ; cosicchè l'intero congegno era inevitabilmente complicato ed incomodo (2 ). Ma allorchè la valvola a tiratojo sostitui le doppie valvole coniche di Watt , ed i passaggi del vapore potevano aprirsi e chiudersi dal mo vimento d'una sola bacchetta , unita al tiratojo , questo movimento poteva prodursi da ciò che vien detto un eccentrico , che per tale oggetto usualmente si forma da un piatto circolare di metallo , eccentricamente fer mato sull'asse del volante , e che agisce in un anello attaccato ad un estremo di un telajo intento a muovere una spranga direttamente unita all' asta del tiratojo al l'altra sua estremità . Come l'asta gira , il piatto eccen trico comunica un movimento alternativo al telajo , che trasmesso dalla spranga alternativamente n'è alzata ed ab bassata l'asta del tiratojo . Il principio dello eccentrico è uno de' più valevoli di queste meccaniche invenzioni per mezzo del quale un continuato movimento circolare , è convertito in uno alternativo rettilineo . Il bilanciere di cui frequentemente facemmo menzio ne , fu certamente il più adattato mezzo di unire il mo vimento alternativo dello stantuffo con la tromba che doveva lavorare nelle macchine atmosferiche ; ed in con (1 ) Il termine tecnico inglese stroke viene usato in si fatte macchine per esprimere l'intero movimento dello stantuffo da sopra fino a basso del cilindro e vice versa . (2) I signori Maudslay e Field hanno intanto ritenuto l'asta destinata ad aprire e chiudere le valvole del cilindro non che i perni mobili , e le valvole del cono nel gran condensatore della macchina costruita da essi per le opere in acqua in Chelsea a Pimlico nel 1837; la quale rimpiazzo una macchina propria di Boul ton e Watt , probabilmente l'ultima che si vidde nelle vicinanze di Londra .
100 siderazione della facilità ch'esso offre di fare agir l'asta destinata ad aprire e chiudere le valvole del cilindro e le tre trombe necessarie nelle macchine a condensazione di Watt , continuò a formare una parte del macchina rio tanto se vengono destinate ad alzar acqua d' una miniera , che a trar secoloro convogli . I bilancieri delle pri me macchine furono fatte di due o tre travi , ligati in sieme per ottenere la richiesta rigidezza , stretti inoltre da una specie di fasciatura , come si osserva nel disegno della macchina di Newcomen . Ma quando fu perfezio nata l'arte di fare de'grandi pezzi di ferro fuso , tal me tallo fu sostituito al legname , recando sotto ogni ri guardo de' manifesti vantaggi alle macchine. Watt tolse anche gl' incomodi archi all'estremo del bilanciere , i quali precedentemente venivano impiegati ad oggetto di comunicare il movimento di sopra in sotto all'asta dello stantuffo nella medesima linea retta , abbenchè uniti ad un estremo del bilanciere , che necessariamente descriveva un arco di cerchio , comecchè girandosi sopra un centro fisso ; questo congegno portava seco l'uso d'una flessibile catena , che teneva sospeso lo stantuffo , la quale poteva girare intorno e distrigarsi dall'arco ; ma la catena non potea servire quando lo stantuffo doveva alzare il bilanciere , come avveniva nella macchina di Watt , invece d'essere alzato da esso come nelle macchine di Newcomen . L'oggetto di queste teste arcate situate agli estremi del bilanciere si conseguisce nelle moderne macchine , con avervi sostituito un sistema di semplici aste o leve, combinate in modo che un punto vi si debba muovere quasi in una linea retta . Vi è una varietà di combina zioni per le quali ciò si effettuisce , ma il così detto mo vimento paralello inventato all'oggetto dal sig. Watt , è il solo di cui qui faremo menzione 2 come quello che più generalmente è posto in uso . Il principio geometrico di questo movimento si osserva a nella fig. 9. con tutto il suo giuoco allorchè lo stautuffo è presso la parte superiore del cilindro. DD, sono le aste i di cui estremi vengon fissati al telajo sostenuto dal bilanciere , mentre le altre tre paja di leve essendo unite insieme ed al bilanciere devono, evidentemente in qualun que posizione , formare un paralellepipedo , da cui n'è derivato il nome ; P, è l'asta dello stantuffo attaccato in H ;
101 Q, quello della tromba dell'acqua calda connessa col mo vimento parallelo in I nel centro di quel lato . Allorchè la macchina è destinata a produrre un lavoro di qualsiasi specie , un volante diventa un'aggiunta ne cessaria alla stessa . Il volante è una ruota in cui la principal quantità di materia è distribuita nella sua pe riferia ; quando una sì fatta ruota gira su d'un asse per pendicolare al suo piano , la più gran quantità di ma teria movendosi con un massimo di velocità , il momento del tutto è il massimo , mentre la sua inerzia , se dessa è grande, tende a contrastare od eguagliare il moto della macchina , in cui il volante stesso riceve il suo movimen to. È giusto il momento di una tale ruota che costituisce la forza disponibile da potersi applicare a' moltiplici usi a' quali le macchine possono impiegarsi ; di maniera che nelle macchine a vapore , abbenchè l'elasticità del va pore sia la originale sorgente del potere , quello imme diato pel quale l'opera viene eseguita si è il momento del volante . Conseguentemente è d'uopo adattare qualche congegno all'estremo del bilanciere , che convertir possa l'alterna tivo movimento circolare di quest' ultimo in uno conti nuato d'un volante ; questo effetto si ottiene per mezzo dell' asta e dell' asse a gomito , sistema cotanto frequente nelle macchine che stimiamo inutile di farne la spiega zione ; il pedale di un filatojo è un usuale esempio di questo congegno , e similmente quel mezzo usato per con vertire l'alternato movimento del piede del torniere col continuo della ruota del torno : il principio del torno o dell' asta e dell'asse a gomito , è in effetto il solo pel quale un alternato moto può cangiarsi in un continuo circolare ; per cui deve impiegarsi , non ostante la va riazione del potere trasmesso pel suo mezzo , corrispon dente a quello dell' angolo formato tra l'asta e la ma novella. Così per esempio , quando l'asta e la manovella sono nella medesima direzione , locchè occorre due volte per ogni rotazione , veruna forza qualsiasi vien trasmessa da esso , la principale essendo interamente sospesa o fer mata in equilibrio dalla resistenza de'centri fissi in cui girano la manovella e l'asta . Nella macchina a vapore l'asta e la manovella sono in tal modo situate che queste due inattive posizioni oc
102 corrono quando lo stantuffo è all' uno o all'altro estremo del cilindro ; e sono in tal guisa disposte le valvole , che entrambi i passaggi del vapore essendo chiusi , ogni co municazione tra la macchina e la caldaja è interrotta " altrimenti il vapore , che non può in tali circostanze muovere lo stantuffo eserciterebbe la sua forza a detri mento della macchina ; intanto tosto che il momento del volante ha trasportato la manovella oltre queste posizioni , il movimento per esso cagionato allo stantuffo 9 e alle valvole fa di nuovo entrare il vapore dalla caldaja nel cilindro. Egli è un importante oggetto da conseguir nella costruzione delle macchine , che lo stantuffo si tro vasse in quel punto del suo camino allorchè il vapore esercita in esso il massimo dell'effetto , nel momento in cui l'asta e la manovella sono ad angoli retti tra di loro , il massimo della forza verrà esercitata a girare il volante. Intanto il diametro del cerchio descritto dalla manovella dev'essere eguale alla lunghezza del corso 2 o della di stanza in cui esercita il movimento lo stantuffo ; potrebbe ciò credersi vantaggioso per aumentare la lunghezza del corso ammettendo una più lunga manovella; ma per questa lunghezza vi sono de' limiti determinati da una varietà di circostanze , alcune delle quali saranno qui in seguito spiegate. Quando Watt sostituì la forza elastica del vapore alla pressione atmosferica , egli introdusse una sorgente di forza che potrebbe aumentarsi indefinitamente , purchè dovesse risultar vantaggioso d'impiegarla ; e naturalmente ne nacque questa quistione , qual è la forza elastica o la pressione in cui il massimo dello effetto utile può esser prodotto con un minimo di combustibile ? disgraziatamente non può darsene una risposta diretta ; nel linguaggio ma tematico , la quantità incognita è una funzione di molte variabili per essere determinata, salvo che per dei ripetuti esperimenti per ogni macchina , varia questa quantità col principio della sua costruzione 9 ed anche ne' suoi dettagli. I risultati di tali esperimenti sembrano dimostrare che, generalmente è più vantaggioso d'impiegare il va pore comparativamente d' una maggior forza elastica ; concordemente la pressione è aumentata nelle macchine costruite da Watt , da 4 ad 8 od anche a 12 libbre
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per oncia ; il timore del pericolo d'una esplosione della caldaja in cui il vapore ad alta pressione vien genera to determina il limite principale d' una ulteriore esten zione nella pratica . La natura di questi perfezionamenti nella costruzione delle caldaje qui d' appresso sarà bre vemente spiegata , dal che il vapore di 100 libbre per oncia può esser generato , se occorre " con quasi la me desima sicurezza di quello di 4 libbre nelle più antiche caldaje ; ma per ora esponendo semplicemente il fatto, ci limitiamo a spiegare alcuni importanti cambiamenti che in seguito sono stati fatti ne' principi di una tal macchina . Quando il vapore è primieramente immesso nel cilin dro , lo spazio totale riempito dal vapore è immediata mente aumentato da quello in cui si muove lo stantuffo ; e se la capacità della caldaja non fosse più volte mag giore di quella del cilindro , ne risulterebbe una graduale diminuzione di pressione , supponendo che la totale quan tità rimanga la stessa ; ma nel momento in cui la pres sione nella caldaja tende a diminuire , una quantità ad dizionale di acqua passa nello stato di vapore , della medesima tensione di quella generata precedentemente , purchè ne fosse conservata la temperatura ; quindi la pressione sullo stantuffo può considerarsi sensibilmente la stessa in tutto il corso de'suoi colpi , quando la pressione sia anche poco maggiore di quella dell' atmosfera e ri manga aperta la comunicazione colla caldaja . D'altronde non devesi supporre che la pressione sullo stantuffo fosse la stessa di quella del vapore nella caldaja ; tutto ciò che qui si asserisce è che la pressione sul primo sia uniforme. Ma se la pressione fosse considerevolmente più grande di quella dell' atmosfera , il vapore , anche quando tro vasi separato dall'acqua , espandendosi nello spazio au mentato che trova dietro il movimento dello stantuffo " eserciterà forza sufficiente da continuare tal movimento , fintanto che la pressione diminuendo inversamente a se conda che aumenta lo spazio e direttamente come au menta la temperatura , giusta le leggi di Mariotte e Gay Lussac , la pressione non sarà in equilibrio con la resi stenza " e qualunque movimento cesserà . Questo è l'im portante principio delle macchine a vapore , da prima proposto da Watt , abbenchè non fosse stato da lui usato ,
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ma che al presente , dai perfezionamenti recati nelle caldaje di cui sopra abbiamo fatto menzione , è general mente conosciuto sotto il nome di espansione . Nelle macchine comuni , se la pressione nello stantuffo continua uniformemente durante i suoi colpi , come farebbe se la comunicazione con la caldaja rimanesse aperta , lo stan tuffo si muove con una velocità accelerata fintanto che esso arriva allo estremo del cilindro ; allora il movimento in quella direzione essendo tosto fermato , il momento dovrà operare in qualcheduno dei punti fissi della mac china , a suo manifesto danno " e collo inutil dispendio di cotanta forza ; a quest' oggetto la comunicazione con la caldaja è sempre chiusa quando lo stantuffo è giunto ad un certo punto , e con un momento sufficiente da con dursi allo estremo del cilindro senza verun inutile di spendio di forza ; mentre il vapore che lo spinge , il quale originalmente aveva poche libbre di pressione al di sopra di quella dell'atmosfera , così limitato in quantità , rapi damente declina in forza , e cessa di spinger lo stantuffo . Ma nel principio di espansione , quando il vapore pos siede una considerevole forza elastica , la comunicazione con la caldaja può chiudersi molto più presto , e lo stan tuffo è spinto avanti dalla forza espansiva del vapore , la quale quantunque decresca in ragione che aumenta lo spazio , è ancora abbastanza valida per condurre lo stan tuffo all' estremo del cilindro . Se si domanda se fosse vantaggioso l'usare metà della quantità del vapore a doppia pressione , mentre forse occorre due volte la quantità del combustibile onde inal zare il vapore alla doppia pressione , la risposta è , come può mostrarsi analiticamente che la forza totale esercitata dal vapore agendo espansivamente, è maggiore di quella che eserciterebbe il vapore ad una costante pressione , cioè eguale a quella media esercitata , primo , al mo mento che la valvola del vapore è chiusa , e secondo , quando lo stantuffo giunge all'estremo del suo colpo ; e per conseguenza siccome meno vapore può bastare a produrre l'effetto richiesto , una economia di combusti bile ne risulta , o' , detto in altri termini , la quantità di vapore sarebbe molto meno della metà a doppia pressio ne " o la pressione molto meno del doppio , per ottenere il medesimo effetto .
103 Fintanto che una forza continuata di qualunque spe cie produce in ogni corpo un movimento non interrotto con una costante velocità , la forza dev'essere in equi librio con la resistenza necessaria per vincerla ; giacchè se la forza fosse maggiore della resistenza , produrrebbe un movimento accelerato , ciò che è contrario alla supposi zione ; e se la resistenza divenisse maggiore della forza , la velocità ritarderebbe fino a tanto che l'equilibrio vien prodotto. Quante volte una macchina a vapore si muove con una velocità costante , la pressione nello stantuffo dev'essere eguale alla resistenza totale che deve vincere , consistente , nel lavoro netto da risultarne , nella inesat tezza della costruzione della macchina da superare, in sieme allo attrito delle varie parti , alla resistenza del vapore non condensato , a quella dell'aria dalla parte opposta dello stantuffo 2 e delle altre sorgenti di resi stenza " quali tutte concorrono a produrre il cumulo di quelle che debbonsi vincere. Chiamando P' , la pres sione del vapore per ciascuna unità di superficie dello stantuffo " ed R , la resistenza della medesima unità , o il quoziente proveniente dal dividere la totale resistenza pel numero delle unità di superficie " avremo PR.... . (4) come prima equazione di condizione ; ma siccome la ve locità del movimento dev'esser presa in considerazione , allorchè il potere o la forza della macchina è per essere determinata , dobbiamo considerare la velocità colla quale questa pressione è impiegata , o in altri termini , la rata a cui il vapore è applicato nel cilindro ; ed è facile a comprendere che, quando la macchina si muove con una costante velocità , il rimpiazzo allo stantuffo dev'essere esat tamente quello prodotto nel medesimo tempo dalla eva porazione fatta nella caldaja . Se d'altronde G , esprime il volume dell'acqua evaporata in una unità di tempo è trasmessa nel cilindro , ed m la ragione del volume di vapore formato sotto la pressione P nella caldaja , al vo lume d'acqua che lo produce , mS esprimerà il volume di vapore generato in ciascuna unità di tempo sotto la pressione P: passando nel cilindro questo vapore assume la pressione P , e trascurando l'ulteriore cambiamento prodotto dalla variazione nella temperatura del vapore nel passare dalla pressione P a quella P' , il volume 14
106 di questa quantità di vapore sarebbe l ' inverso delle pres sioni secondo la legge di Mariotte ; conseguentemente il volume mS, allorchè sarà trasmesso nel cilindro diverreb P be mS e ponendo per la velocità dello stantuffo id
ed a per la superficie , av sarebbe il volume del vapore formato in ciascuna unità di tempo : così si avrà P av = ms p₁. (B) PI eliminando P' tra le equazioni (A) e (B) avremo mS P • v= R a mSP R av avR S= mp per la velocità , la resistenza , e la evaporazione , allor chè sono cognite le altre quantità ; bisogna però osser vare che un elemento si è trascurato in queste generali deduzioni , ed è il cambiamento prodotto dalla variazione di temperatura, che ha una influenza importante nel ri sultato, ed é d'uopo ora prenderlo in considerazione : I ... (C) με n+ qp è la generale espressione del vapore durante la sua azio ne nella macchina , essendo il volume , ep la pres sione , ne q costanti , determinate da esperimenti su varie specie di macchine ( 1 ) . , (1) Potrebbesi dimostrare che la densità e'l relativo volume del vapore , sia in contatto o no con un liqui do , può venir determinato, se la sua pressione e la tem peratura sono conosciute , ed in quello allorchè è in contatto col liquido , la temperatura varia in ragione della pressione. Nel dedurre delle formole per le mac chine a vapore , è necessario saper determinare una espressione del volume relativo del vapore in contatto con l acqua , o il volume del vapore al massimo di densità e pressione a qualunque data temperatura. Or questo non può farsi per mezzo delle formole analiti che , e diviene necessario adottare qualche formola em pirica , per determinare questo relativo volume del va
107 Sia un certo volume d'acqua S convertito in vapore della pressione p , ed M rappresenti il volume del va M I pore prodotto , allora si avrà µ = -; sé M' e p' n+qp rappresentano il volume e la pressione del vapore del medesimo volume d'acqua S , sotto altre condizioni , M' I = sarà allora ; ed indi il rapporto de' vo Sn +qp' lumi di vapore prodotti sotto queste differenti condizioni dallo stesso volume d'acqua sarà n M M '
+p' 9 n
(D)
+p 9
d'onde deducesi , che i volumi non saranno in ragione inversa delle semplici pressioni , secondo la legge di Ma riotte " ma inversa delle pressioni aumentati da una co stante.
pore alla sua massima densità , in termini solamente della sua pressione ; questa formola devesi citare per ·la sua conformità con l'esperimento . Su questo assunto il fu sig. Navier propose , 1000 = 0,09 +0,0000484p è la ragione del volume del vapore ad un in cui egual peso d'acqua , e p la pressione ; ma questa for mola abbenchè vera in certi limiti di pressione, non si verifica negli esperimenti ad una più bassa pressione dell'atmosfera , e la seguente è stata proposta dal sig. Pambour , come più corretta ed efficace . 10000 LA per macchine a condensazione; 0,4227 +0,00258p 10000 14 = 1,421 +0,0023p per le macchine non a condensazione ;
pè la pressione in libbre per ogni piede quadrato . Queste formole in termini generali sono espresse da I
come nel testo .
14= nap
108 Dalla suddetta equazione abbiamo n M (E) p= (~ + p ! ) — 2 Sia P alla pressione del vapore della caldaja . P' = alla pressione del vapore nel cilindro; P' < P generalmente. = alla pressione in qualunque istante quando agisce espansivamente nella macchina . = alla lunghezza del corso dello stantuffo (stroke) . l'alla durata di quella parte del corso eseguita avanti che la comunicazione tra la caldaja ed il cilindro sia interrotta. λ = alla durata di quella porzione del corso ese guita allorchè la pressione è divenuta π. a = alla superficie dello stantuffo . e = (clearaye) allo spazio lasciato tra ciascuno degli estremi dello stantuffo e del cilindro con tenente la parte del cannello del vapore fra la valvola a tiratojo ed il cilindro ; spazio necessariamente occupato dal vapore per ogni corso. Quando lo stantuffo ha eseguito del suo corso in forza del potere espansivo, del vapore , sia da il diffe renziale di questa lunghezza , allora la corrispondente forza o effetto sarà rad : e nel medesimo tempo lo spazio a ( l' + c ) , occupato dal vapore avanti l'espansione diverrà a ( + c ). n "+c n Allora siccome da (E) si ha ≈ == ( ~~ +P¹) "+e λ+c ፃ ; ἀλ e radi = a ( l' + c ) (" + P '), λ +c "adλ . Integrando 9 tra i limiti di l' ed 7. ollerremo 1+ c Jog.7 +c - n a ( l —l' ). (l' +c) (" +P') 9 per la espressione del totale effetto prodotto dalla espan sione al momento che s'interrompe la comunicazione con la caldaja , alla fine del colpo dello stantuffo. D'altronde aggiungendo a questo l'effetto P'al' ottenuto preceden temente , avremo " a ( l' + c ) ( ~ + P ) ( + +log.al= aRI ( P)
109 Se in questa espressione l' = l , o ciò ch'equivale, sup ponendo che la macchina è in attività senza espansione , avremo P' = R, come dovrebbe essere.
S ch' esprime il volume n+gPl del vapore alla pressione P' somministrato dalla caldaja nell' unità di tempo , ed a ( l' +c ) essendo il volume di questo vapore perduto ad ogni pulsazione; allora se vi saranno K pulsazioni in un dato tempo , la spesa del va pore sarà Ka ( l' + c ) ; e se sia posto v per la velocità dello stantuffo 2₁ avremo v = Kl , 0 K= K= ; e sostituendo τ va( l'+c) S avremo .... (G) ι n+qp
Rivenendo alla equazione
eguagliando la perdita al volume somministrato dalla cal daja , condizione come si è detto di sopra , che deve ve rificarsi quando il moto è uniforme . Eliminando P' nelle (F) e (G) , avremo per la generale finale equazione S 1 2= .... (H) a n+qR (1+c +log +C La resistenza espressa da R in questa formola è la totale pressione di ciascuna unità di superficie del lato opposto dello stantuffo , ed è composta di tre parti. Primo , del peso o del lavoro che dev'esser mosso o attivato , che dinoteremo con r. Secondo, della resistenza derivante dall' attrito della macchina , che potrà esprimersi dafor; essendo f l'attrito allorchè non vi è peso , e dr l'accre scimento dovuto all' attrito addizionale per ciascuna unità del peso r. Ed in fine , della pressione sulla superficie opposta dello slantuffo , che sarà la pressione atmosferica nelle macchine senza condensatore, o quella del vapore non condensato e dell' aria in quella che ha il condensatore: questo lo chiameremo p. Quest'altre espressioni , r, f+òr, ep si riferiscono soltanto a ciascuna unità della superfi cie dello stantuffo , ora R = ( 1 + 8 ) r + p +f, e sosti tuendo questo valore di R in ( H) , e ponendo k per
otterremo v
ι utet ( 1+e+ log 1 +0) ( k S •a · n+q[ ( 1 +8) r+p+f]
(K)
110
S
Ora la quantità
" si vedrà ( C) è lo spazio totale n+qR
occupato dal vapore (in contatto con l'acqua) sotto la pres sione R: quindi per dedurre la velocità , il volume del vapore corrispondente a quello dell' acqua S , supposto d'esser convertito in vapore sotto una pressione eguale ad R , bisognerà calcolarla ; e questo volume essendo di viso per a, la superficie dello stantuffo si deve moltiplicare per k. L'equazione così dedotta mostra la relazione ch'esiste tra tutte le quantità note o cercate , ch' entrano nella teoria meccanica della macchina nella sua più generale forma ; devesi non pertanto osservare che per conservare l'omogeneità , le dimensioni a , l , l' dovrebbero venire espresse nella medesima unità di misura come il volume S dell'acqua evaporata , e le pressioni P , r , e p riferite alle medesime unità di S. Allorchè questa formola viene usata per computazione , dovrà intendersi che la quantità S esprime l'effettiva evaporazione ; cioè il volume dell'acqua che realmente passa nel cilindro in istato di vapore , e che agisce sullo stantuffo , e non soffre perdita di sorta alcuna , sia trape lando da fessure sia per qualunque altro difetto di costru zione della macchina . Se la macchina ha un condensatore che agisce espan sivamente , l' deve farsi eguale alla lunghezza della parte del cilindro sino a cui arriva la somministrazione di va pore ; se non è impiegato espansivamente , l' deve esser posto eguale ad 7 , o alla intera lunghezza del colpo , nel qual caso la quantità k diventa
e la espres
l+ c '
sione per la velocità diventa S ι 1 v= n + qR · 1 + c = a ・ n+qRl+c della quantità R dev' esser fatta eguale alla La parte pressione del vapore non condensato ec . Se la macchina non è a condensazione, allora p sarà eguale alla pres sione atmosferica . Siccome da (K) abbiamo Sk a n ar= (L) 1 + d:(~ +p +ƒ ) ( 1 + 8)qv
11t potrebbe dedursene che quando o la resistenza sarebbe infinita , paradosso che potrebbe far comparire erronea la formola . Ma fa di mestiere ricordarsi che quando v≈o , S = 0 ; perchè Sè la quantità del vapore che passa nel cilindro in ciascuna unità di tempo : e siccome alcuna quantità di vapore , per quanto sia piccola può passare senza muovere lo stantuffo , fintanto che S ha qualche reale valore , v parimente ne avrà uno ; intanto quando v = o , S= o ancora , ed allora 0 e non già = ∞o'; av = 0 ch'è quanto dire , la formola diventa indeterminata ; ma non di meno diretta , come apparirà considerando in altre quantità qui impiegate le conseguenze di porre v = o . Dal supporre la velocità zero , si osserva in primo luogo evidentemente che il vapore non può passare nel cilindro , come è stato stabilito ; conseguentemente non vi può essere espansione , cosi che l = l' . Ancora la ve locità essendo zero , lo stantuffo diverrà equivalente ai lati fissi della caldaja , e la pressione che sostiene sarà eguale a quella nella caldaja . L'opera d' una macchina deve considerarsi sotto tre condizioni : primo , allorchè agisce con una data pres sione di vapore e con qualunque peso o velocità ; se condo , quando in moto con una data pressione e con quel peso o velocità corrispondente con la produzione di un massimo di utile , o di servibile forza sotto la data pressione , questo chiamerebbesi il massimo relativo dello effetto utile ; e terzo , quando la pressione essendo stata determinata da poter somministrare la forza più corri spondente all'azione del vapore in qualunque macchina , il peso vien regolato in modo da risultare il più vantag gioso per quella pressione : quest' ultimo costituisce l'as soluto massimo dell'effetto utile per questa macchina. I tre fondamentali problemi per la soluzione nel cal colo delle macchine a vapore consistono nel determinare la velocità , il peso e la rata della evaporazione nella caldaja , mentre l'effetto utile o la forza realizzabile , è una funzione di queste tre quantità ; e questa pura forza realizzabile può esprimersi in sei differenti modi . Primo , dal numero di libbre elevate ad una unità di altezza in una unità di tempo .
112 Secondo , per ciò che si chiama forza di un cavallo nelle macchine. Terzo , dal peso elevato dietro il consumo d'una lib bra di combustibile. Quarto , dal peso elevato dalla evaporazione di un pie de cubo d'acqua . Quinto , dal numero delle libbre di combustibile O di piedi cubici d'acqua per la forza di ogni cavallo . Sesto , dal numero di cavalli-vapore che vien pro dotto per ciascuna libbra di combustibile , o per ciascun piede d'acqua . Per le varie formole che tutti questi problemi scioglie rebbero numericamente nelle differenti specie di mac chine , e per le investigazioni da cui sono state dedotte queste formole , dobbiam rimetterci ad opere più estese ; contentandoci qui di dedurre le equazioni generali per le altre ignote quantità di evaporazione , effetto utile, e forza di cavallo , come abbiam fatto per la velocità . n +q [ ( 1 + 8) r+p+f] ..... (M) Da (K) abbiamo Sav k come la espressione della evaporazione di cui una mac china dev'essere capace per vincere una data resistenza , con una proposta velocità v , S essendo la quantità del l'acqua che devesi convertire in vapore e trasmettersi nel cilindro per ciascuna unità di tempo . La forza utile o netta della macchina generata nella medesima unità di tempo è evidentemente arv ; dapoicchè v , la velocità , è in fatti lo spazio mosso dallo stantuffo nel dato tempo ; moltiplicando ambi i membri della equa zione (L) per v otterremo Sk av la forza utile = arv = .... ] …….. (N₂ ) + [ " +p +f (1+0)9
or moltiplicando ambo i membri di ( K) per ar avremo un'espressione della medesima quantità in termini del peso . Srk Forza utile arv = ... (N₂) . + d ) r + p +f] i ( [ n+ q Però si avverte che per qualunque macchina proposta questa forza non dipende dalla pressione del vapore nella caldaja , non entrando P in queste espressioni , ma nella evaporazione S che si effettuisce nella caldaja per ógui unità di tempo .
#
O
e
S 4
113 Ciò che vien detta forza d'un cavallo deve intendersi quella necessaria ad alzare un peso di 33,000 libbre per un piede in un minuto : così che dividendo l' ultima equa zione ottenuta per 33,000 avremo Forza utile Forza utile espressa in cavalli-vapori = 33,000 e se durante l'unità di tempo N libbre di carbone si consumano nel fornello Forza utile Forza utile d' 1. libbra di combustibile = N Ora è d'uopo ritornare alla nostra generale descrizione della macchina e delle sue modifiche. Nel 1781 un ingegnere chiamato Hornblower propose di far uso del principio espansivo per mezzo d' un dop pio cilindro ; ma venne impedito di mandarlo ad effetto dalle interessanti e gelosamente patrocinate patenti di Watt e Compagni . Per altro nel 1804 Woolf pose in uso questo principio del doppio cilindro nelle macchine . a La figura 10. spiegherà il modo della sua azione con un perfezionamento nella valvola a tiratojo. Il vapore entra pel passaggio p al di sopra dello stan tuffo nel piccolo cilindro A , con una considerevole pres sione : mentre lo stantuffo discende sotto la sua influen za , il vapor da giù pass pel tubo r al di sopr dell a o a e stantuff nel gran cilindro B , ch'è spinto verso basso o dalla sua espansi , mentre il vapore che precede o te mente era sotto quneesto stantuff è andato nel conden nsa o tore pel passagg io t. Quando il corso è completato , la valvola è mossa verso basso dalla sua asta o. I pi ccoli stantuf w passano giù nelle apertur ret , e'l f e ivtteo gli orific p e q , e cos vie rov tiratojo so ì n esciata î l'azione. Ma abbenchè le macchine con doppî cilindri posseggano de' considerevoli vantaggi non sono divenute comuni ; pro babilmente a causa della complicazione della loro costru zione e del cresciuto effetto della radiazione proveniente da una si grande superficie , quali difetti non compensano i suoi vantaggi ; ed il principio espansivo egualmente ap plicabile ad un solo cilindro , è ora principalmente im piegato nelle macchine di costruzione ordinaria . Še dall'uso del vapore sotto tali condizioni , per le quali , quantunque in se stesse economiche , noi siamo possibi 15
114 litati a diminuir di tanto il prezzo della macchina sicchè l'aumento dello importo del combustibile ne vien più che bilanciato dall'interesse sul capitale , o se questa più costosa forza fosse necessaria per rendere adatta agli usi , che non potrebbero altrimenti ottenersi , certo che vi si ricorrerà . Sono queste considerazioni che fanno adottare la mac china à non condensazione , prima suggerita da Leupold , dipoi previlegiata ma non posta in uso da Watt , ed ef fettivamente adoperata da Trevithick e Vivian nel 1804 ; essendo il loro oggetto quello di produrre una macchina locomotiva da trarre carretti ( waggons ) su d'una strada a ruotaje di ferro piane fissate su regoli di legno che si usavano ( tram-road ) . Il lettore nell'articolo Railway ( strade a rotaje ) troverà un chiaro ragguaglio d'una macchina locomotiva come annessa al soggetto delle strade di ferro ; quì intanto ci limiteremo a dare quelle osser vazioni relative alla forma della macchina ed a tutt'altro estraneo al soggetto di cui ivi si farà parola . Per ridurre il volume ed il peso d' una macchina onde renderla atta al trasporto , s'immaginò di discaricarsi del l'imbarazzante apparato del condensatore , e delle sue annesse trombe e cisterne ; conseguentemente si rinunziò al sistema di condensazione , e così fu necessario d'ele vare la forza del vapore ad una pressione bastante da poter vincere quella dell' atmosfera dalla parte opposta dello stantuffo. Onde permettere al vapore di agire alter nativamente d'ambe le parti dello stantuffo , quello che aveva operato da una parte portandolo seco , veniva cac ciato nell' aria aperta a traverso d'un orificio , corrispon dente a quello che avrebbe unito il cilindro col conden satore in una macchina di costruzione usuale ; ma ancor chè quest' orificio fosse di grandezza eguale al diametro del cilindro , a cui evidentemente non può arrivare , nè avvici narvisi , il vapore ritardato nel sortire dalla contrazione del passaggio , diminuirebbe, per la sua resistenza alla compres sione, la forza effettiva che agisce a spingere lo stantuffo . Tale è il semplice principio , e tale il più grande di fetto delle macchine senza condensatore ; ma il rispar mio nel costo primitivo e sopratutto il vantaggio della portabilità più compensa questo difetto ; così che l'uso di questa specie di macchina è divenuto generale , non solamente per oggetto di locomotiva , ma per una va
115 rietà d'altri servizi dove la macchina è ferma , e pro babilmente in molti casi ne' quali si fatti vantaggi sono immaginari (1) . Se le trombe d'una macchina a condensazione si posso no togliere in una che non ha condensatore , il bilan ciere lo dev' essere parimenti ; l'asta dello stantuffo si fa agire in linea retta , per mezzo di un pezzo a croce attaccato al suo estremo superiore , che sdrucciola tra guide fisse da ciascuna parte del cilindro , e l'asta che fa agire la manovella del volante è attaccata all' estre mo del pezzo a croce. Un' altra ulteriore semplificazio ne si ottiene col connettere l'asta dello stantuffo diret tamente col manubrio ch'è nell'asse del volante , il ci lindro essendo montato in tal modo è obbligato ad o scillare a seconda che gira la ruota nel passare il va pore , e così alternativamente viene ad aprire e chiu dere la comunicazione tra l'estremo superiore ed il fondo (1 ) La macchina senza condensatore è spesso deno minata macchina ad alta pressione dalla forza elastica del vapore comparativamente grande che vi s' impiega; inentre all' opposto le macchine a condensazione per la medesima ragione vengono chiamate a bassapressione; vaghe ed indeterminate denominazioni , che dovrebbero abbandonarsi , per la ragione che alto e basso son termini relativi. Molte macchine a condensazione son oggi usate con vapore cui Watt non avrebbe mai pen sato di usare ; la macchina di Trevithick non sarebbe stata che a bassa pressione in comparazione di molte di quelle che or sono in uso (*) . (*) Però leggiamo nel libro detto Guide du Chauffeur et dupro priétaire de Machines a vapeur 1840 pag. 19. quanto segue. Intendiamo per macchine a bassa pressione , quelle che ordi nariamente travagliano col vapore posto in equilibrio con la pres sione dell' atmosfera , o superiore a questo di 8 a 10 centimetri di mercurio. Le macchine dette di Watt e Baulton , e tutte quelle costruite sul medesimo principio sono di questo genere . Chiamiamo macchine a media pressione quelle che impiegano il vapore sotto una pressione di 2 a 4 atmosfere al di sopra di quella dell'aria, come le macchine di Woolf. Infine denominiamo macchine ad alta pressione quelle , dove il vapore agisce sotto una pressione più elevata , cioè da 5 fino a 7 ed 8 atmosfere , come quelle di Trevithick , d'Oliver Evan , di Cavè ec . » N. del T.
116 del cilindro . Tali macchine sono denominate vibratorie, e riesce vantaggioso l'usarle dove è d'uopo economiz zare lo spazio , come avviene delle macchine per uso della marina ; ma il peso del cilindro messo in movi mento è uno sfrido di forza che bisognerà dedurre da quella della macchina , e dippiù produce un rapido con sumo de' collari in cui gira , per cui non può per lungo tempo preservarsi dal far sortire il vapore , e di aver bisogno di frequenti riparazioni . Le macchine a vapore sono propriamente classificate > a seconda del principio in cui le proprietà fisiche del vapore sono impiegate in esse . I. Macchine a condensazione.
1.° Macchine atmosferiche che agiscono con la sola condensazione. O 2. Macchine (Double-acting) ( Pressione e conden sazione . a doppio effetto 3.º Macchine a doppio effetto {
Pressione, espansione e condensazione .
II. Macchine senza condensatore. 0 1. Macchine attivate ....Dalla sola pressione . 2.° Macchine attivate .... Dalla pressione e dalla e spansione. La forma della macchina , la disposizione e la costru zione delle sue parti , la sua forza ec . interamente dipen dono dall'oggetto a cui viene essa destinata 2 e può es sere indefinitamente variata ; ma quelle che maggior mente sono in uso possono a' termini dell'arte così clas sificarsi. I. Macchine a condensazione con bilanciere e movimento paralello. 1.º Senza volante , per pompar יךacqua nelle mi niere ec . 2.º Macchine per uso marittimo . 3.º Con un volante , per fare agir de' macchinarî. II. Macchine senza condensatore , senza bilan ciere . 1.º Stazionarie , con un volante per attivare deʼmac chinari. 2.º Macchine a rotazione immediata . 3.º Macchine locomotive , senza volante .
117 Le macchine di marina , ossia quelle destinate a far navigare i bastimenti sono in Inghilterra ( 1 ) quasi tutte macchine a condensazione , attesochè la loro situazione le fornisce di un abbondante uso d'acqua fredda . La principale particolarità della disposizione delle macchine di marina è la situazione del bilanciere , il quale ad og getto di economizzare località , è situato più basso del cilindro , ed è doppio , essendovene uno per lato ; un'asta da un estremo di ciascuno di essi viene unita al pezzo a croce alla purta dell' asta dello stantuffo , il movimento rettilineo del quale è prodotto dalle guide o da un con gegno di manovelle , che viene a produrre un • effetto si mile al movimento paralello . Gli altri estremi del dop pio bilanciere sono uniti ad un pezzo a croce portante nel suo centro l'asta che muove il manubrio dell' asse delle ruote a paletta . In tutt'i bastimenti di qualche grandezza vi sono due macchine complete disposte in modo che nel tempo che l'asta e'l manubrio dell' una si trovano ne'siti in cui non possono far forza, quelle del l'altra sono ne' punti ove producono il massimo sforzo. Due macchine sono necessarie per eguagliare e conti nuare il movimento delle ruote ; perchè nelle macchine di marina, le palette, invece d'eseguire la parte di volan te per far continuare e regolare il movimento dello stan tuffo , richiedono l'intera forza delle macchine per man tenere la propria , contrastata dalla resistenza ch'esse debbono vincere. Vi è ancora quest' altro vantaggio de rivante dalle due macchine , che se una viene danneg giata ,il bastimento può ancora proseguire il suo camino con l'altra , e non è obbligato dipendere interamente dalle sue vele , come sarebbe costretta di fare altrimenti. Si è fatto menzione che vi è un limite alla propor zione tra il diametro e la lunghezza del cilindro ; il van taggio di forza che verrebbe ad acquistarsi con una lunga corsa venendo diminuito dalla maggiore radiazione del calore , proveniente dalla più grande superficie, diminui rebbe la forza del vapore nel cilindro qui d'altronde, come in ogni altro calcolo riguardante le macchine a (1 ) Il signor Stevenson asserisce che ne' bastimenti a vapore Americani che navigano il Mississippi le mac chine sono sempre senza condensatori.
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vapore , è cosa difficile di pervenire a qualche formola o regola che possa usarsi come invariabile. Se la super ficie del cilindro dovesse essere un minimo , con un mas simo di capacità , subito determineremmo che la sua lun ghezza dev'essere il doppio del diametro ( 1 ) ; ma tro viamo che questa proposizione non è aderente a quelle poste in uso dai migliori macchinisti ; essa varia da 3 : 1 a 2 : 1 ; però nelle macchine di marina è d'ordinario in più piccola ragione ; in qualche caso la proporzione è di 1 : I , 25. Il diametro del cilindro d'una macchina di marina è usualmente più grande , in proporzione della sua lun ghezza , che nelle altre , affin d'avere dall' aumento di superficie dello stantuffo , quella forza che non si può avere con una oscillazione di esso più lunga , a causa del ristretto spazio che debbono occupare dette macchi ne. In principio il timore del pericolo , che molte vite non venissero a perdersi , impedi l'uso del vapore di più di 4 a 6 libbre per ogni oncia per le macchine di marina , e conseguentemente il principio espansivo non poteva venire impiegato . Presentemente l'economia de rivante da questo principio ha tolto via tal timore dalle menti de' proprietarî de' bastimenti ; mentre il pubblico , soddisfatto della informazione che la macchina è a con densazione , rare volte cerca sapere di più , e si persuade che il vapore è a bassa pressione in tutte le macchine di marina ; perchè dove il principio espansivo è posto in uso , principio che attualmente è molto esteso , la ( 1 ) Sia =T alla lunghezza , x = al diametro , c = alla capacità del cilindro : fintanto che la superfi cie concava è gradatamente posta a contatto col va pore, dal movimento dello stantuffo , i suoi effetti sulla temperatura possono considerarsi come circa la metà di quanto sarebbero se la intera superficie vi venisse esposta. Allora l'intera superficie , inclusi i due e TX2 Tlx2 stremi sarebbero «xl +2 · 2 ec ; sicchè avremo 4 4 per la superficie che agisce sulla temperatura del va 2C TXl +TX2 TX2 2cdx 0 .30 pore X + 2 perciò axdx X2 2 stituendo il valore di с " e riducendo 2x = 1.
119 pressione nella caldaja è di circa 20 libbre per oncia al di sopra della pressione atmosferica (1 ) . Gl'ingegneri sono sempre stati indotti dal lieve van taggio del movimento continuato su quello alternativo , a mirare ad una invenzione nelle macchine a vapore in cui il vapore agirebbe direttamente per produrre un tal movimento. In verità appare a prima vista che dove l'og getto della macchina è da produrre un movimento cir colare continuo d'un volante , o di ruote di qualunque specie , sarebbe desiderevole che il vapore possa appli carsi direttamente a spingere la ruota , invece di trasmet tere la sua forza tra una serie di leve , che necessaria mente aumentano l'attrito ed il costo della macchina . Watt seguendo questa opinione prese patente per più d'una di sì fatte macchine a rotazione , ed anc molti altri hanno di tanto in tanto proposto macchine all' og gelto 2 ma veruna è giunta ad uno stabile e generale uso . Il fatto si è, come facilmente può dimostrarsi , che l'impiego del vapore in questo modo produce una più gran perdita di forza, con un aumento di attrito , danno molto superiore a quello di cui potesse venire compensato da qualun que positivo vantaggio . In tutte le macchine a vapore rotatorie sin' ora proposte , il principio è stato quello di ammettere il vapore da agire su d'uno o più ventilatoi girevoli intorno d' un asse d' un cilindro 2 e da ingegnosi movimenti eccentrici , la superficie di questi ventilatoi faceasi aumentare a seconda che diminuiva nel vapore la forza elastica dallo allargamento dello spazio ch'esso da prima occupava . Varie di sì fatte macchine sono state usate per qualche tempo , ma ordinariamente dopo pochi anni di esperimento sono state abbandonate , e sostituitovi il principio reciproco , provando così che la esperienza conferma i suggerimenti della teoria . In tutte le combinazioni meccaniche l'oggetto da con seguirsi ha bisogno d'una certa forma caratteristica della macchina , che ritiene , qualunque perfezionamento possa ( 1 ) Nel Mississippi le macchine de' battelli a vapore lavorano con 100 a 130 libbre per ogni oncia quadra ta ; ma raramente si eccede quest'ultima enorme pres sione , eccetto , come disse un comandante Americano nelle occasioni straordinarie .
120 successivamente esservi stato introdotto sia nel suo prin cipio sia ne' dettagli della sua costruzione. Noi possiamo riconoscere in un moderno aratro di Sussex la forma generale già usata dai sudditi dei Faraoni per solcare i banchi del Nilo : e Newcomen riconoscerebbe una mac china marina costruita da Maudslay e Field come di scendente della sua atmosferica ; ma per qualche tempo potrebbe trovarsi imbarazzato a significare l'oggetto di quella macchina locomotiva di Stephenson , s'egli ne po tesse vedere una fermata ; e la connessione tra il tender di questa e quello della sua sarebbe al di là del suo di scernimento . La ragione si è che una locomotiva è per fettamente nuova , non avendo altra analogia ad una ordi naria , eccetto che in ambe il vapore è la sorgente della forza ; ma tutte le altre locomotive possederanno sempre una somiglianza di famiglia . Le principali cause di queste novità di forma sono " che la grande velocità essendone lo scopo , la caldaja bi sogna che componga la più gran parte della mole , onde supplire a sufficienza alla quantità di vapore occorrente al bisogno di due stantuffi che debbono dare 200 colpi per ogni minuto ; ed anche allora ha bisogno del carro detto tender che seguir deve la macchina , destinato a trasportare il combustibile e l'acqua da supplire nel l'occorrenza. La locomozione è prodotta da un pajo di ruote-conduttrici cui fa girare la macchina per mezzo di gomiti o manubrî nel loro asse " ricevendo il loro movi mento quasi direttamente dalle aste dello stantuffo ; l'a· desione che ha luogo tra queste ruote ed i regoli di ferro o rotaje , produce il movimento del carro , nello stesso modo che il bastimento a vapore camina per mezzo della resistenza dell' acqua che incontrano le palette delle sue ruote. Le ruote-conduttrici di una macchina locomo tiva che non agiscono diversamente delle ruote a palette delle navi a vapore , riescono a regolare la sua velo cità ciò si effettuisce nelle prime dall'inerzia della intera massa ; in seguito la grande velocità assicura il movimento costante di essa . Nei bastimenti a vapore questa grande velocità delle ruote a palette non può ot tenersi , quindi è d'uopo avere due poderose macchine per mantener anche una moderata velocità ; ma l'aria essendo il mezzo in cui agiscono le ruote d'una loco
121 • motiva presso , che qualunque velocità può darsi ad esse , e per evidenti ragioni meccaniche si conseguisce meglio col vapore che agisce con una forza quasi capace d'at tivare piccoli stantuffi con una breve corsa 9 perchè ue cessaria l'azione alternativa di due cilindri , come nei bastimenti a vapore per eguagliare l'azione de' manubrî . I due cilindri sono più convenientemente situati sotto la caldaja in una posizione quasi orizzontale; de'congegni intermedi regolano il movimento rettilineo delle aste degli stantuffi , e le uniscono ai gomiti dell' asse " nell'atto che de' telai eccentrici a quest' asse attivano le semplici valvole a tiratoj , bisognevoli ad una macchina senza condensatore. Il vapore scacciato dal cilindro ad ogni colpo , invece di sortire direttamente all'aria aperta , passa nel camino del fornello , e così ne aumenta il tiro ; ma siccome l'azione della macchina non può comprendersi , indipendentemente dalla caldaja è d'uopo volgere la no stra attenzione su tal soggetto 2 giacchè mancandone di una generale descrizione , sarebbe incompleto qualunque ragguaglio della macchina a vapore . Siccome taluni de' principali oggetti da considerarsi nella costruzione delle caldaje sono incompatibili tra di loro , bisognerà tralasciarne qualcuno per assicurarsi il resto . L'oggetto speciale per cui la macchina è costrutta determina il principio generale della caldaja ; per esempio , il rapido sviluppo del vapore , la sicurezza , la solidità g e la leggerezza debbonsi aver di mira per le caldaje delle macchine di marina o per le locomotive , anche a costo di un maggiore sfrido di combustibile, mentre per quelle destinate ad attivar pompe o macchine l'economia del combustibile dev'essere lo scopo principale, essendo il peso , la forma e lo spazio occupato dalla caldaja considerazioni secondarie . E quando devesi usare il vapore d'una gran forza elastica , la forma di essa deve scegliersi tale che fosse adatta ad un dipresso per eguagliare lo sforzo in essa. Quindi è d' uopo che siano ben capiti i seguenti requisiti come quelli che si desiderano potersi combinare , abbenchè tutt' insieme non possonsi in pratica ottenere . Primo , la caldaja dovrebbe avere la più grande ca pacità con la più piccola superficie , onde economizzare materiale , diminuire il peso , ed aumentarne la forza per lo che una forma sferica sarebbe la migliore ; ma ciò 16
122 è incompatibile con un' applicazione economica del calore ad una grande estenzione di superficie , ch'è essenziale per ottenere la rapida formazione del vapore . Secondo , la forma dovrebbe essere per quanto più semplice è possibile , e perchè si economizza sulla spesa della sua costruzione , e perchè molto più facile si rende la sua riparazione . La caldaja è formata di lastre di ferro o di rame ribadite insieme ai loro estremi ; e se una di queste si fende , o viene consumata dal fuoco , bisognerà toglierla e sostituirvene un'altra senza porre tutto in pezzi , ciò che devesi assolutamente fare allorchè la cal daja ha una forma complicata ; aggiungasi a questo che tutti gli angoli sono sorgenti di debolezza , derivante dalla ineguale resistenza nelle superficie contigue , ed il danno fatto al metallo nel piegarlo per dargli la forma dell' angolo . La forma della caldaja praticata per le macchine co strutte da Savery , Blakey , Newcomen ed altri del di ciassettesimo e dieciottesimo secolo sino al tempo di Watt, fu quella d'un cono rovesciato con la parte superiore sferica , ed il suo fondo appena concavo ; questa veniva situata sopra un fornello di mattoni come le ordinarie , agendo la fiamma dintorno la parte inferiore di essa . Il tubo del vapore era al solito annesso ad una parte del collare nella parte superiore sferica . Watt adottò una forma lunga rettangolare con un coverchio semicilindrico ; gli estremi piani e verticali , i lati appena curvi dalla parte interna , come lo era ancora il fondo . Per questa forma venne denominata caldaja a forma di testa di carro (wag gon-head ); questa è situata in un masso rettangolare di fabbrica , sortendo al di sopra del livello dell' opera in mattoni il solo coverchio cilindrico ; il fornello veniva sottoposto ad un estremo della caldaja estendendosi dalla parte di dietro per un terzo della sua lunghezza ; il camino procedendo verso l'altra parte , ritornava lungo un lato , attraversava l'estremo sul fornello ed accanto l'altro lato , e portavasi nel camino ; e la caldaja stessa formando un lato del tirante , si ha fiamma ed aria ri scaldata direttamente in contatto con la caldaja al fondo ed ai lati. In alcuni casi , allorchè la caldaja era molto grande , veniva traversata per la sua lunghezza da un tubo cilindrico di ferro aperto a ciascuno degli estremi , for
123 mando una continuazione dell' opera di fabbrica , dimo docchè aumentavasi la superficie esposta al calore. L'ulteriore ed importante modifica apportatavi fu quella di farle interamente cilindriche con gli estremi emisferici , la quale è probabilmente la migliore che riunisce quanti più requisiti è possibile . Con questa forma il fornello è sovente situato in un secondo cilindro racchiuso nella cal daja , formando la prima parte del camino , così il com bustibile venendo interamente circondato dall' acqua , poco o niun calorico vien perduto per la radiazione ; ma vi sono delle serie obbiezioni intorno a questo sistema per riguardo degl'infiniti accidenti " come anche per la man canza del tirante ch'esse hanno , prodotta dal limitato spazio in cui ha luogo la combustione . Allorchè una macchina è d'una tale grandezza che richiede più vapore di quello che può somministrare un' ordinaria caldaja , se ne impiegano due o più, poste paralellamente e nel medesimo piano , le quali si fan co municare con un sol tubo pel passaggio del vapore . Sic come la estensione della superficie esposta alla pressione del vapore , e quindi la suscettibilità di scoppiare cresce in maggior proporzione che la capacità , vi è evidente mente un limite alla grandezza , che mai può con sicu rezza oltrepassarsi " mentre la sicurezza è proporzionata mente accresciuta dal diminuire quella capacità ; da qui nasce il bisogno di far uso di due o più piccole cal daje in vece d' una molto grande ; ed il principio por tato ai suoi limiti , ha potuto suggerire la pratica della caldaja tubolata , in cui il vapore vien generato in una serie di indipendenti tubi metallici di piccolo diametro , comunicando tutti con una camera comune detta (steam chamber) o riservatojo , in se stesso piccolo ed abbastanza forte da resistere ad una grande pressione. Queste caldaje tubolate per altro non sono in un ge neral uso , sì per la loro complicazione , e quindi suscet tibili a guastarsi , sì ancora perchè non vi esiste un bi sogno di vapore d'un tale alto grado di pressione cui sono destinate a generare (*) . (*) La caldaja tubolata, di cui il signor Seguin a Parigi nel 1828 ne ottenne un privilegio d'invenzione e che il signor Stephen son dietro i suggerimenti del di lui socio signor Booth la spe
124 Siccome , secondo la legge generale idrostatica , ogni unità di superficie della caldaja sostiene la medesima pres sione, se una piccola parte di quella superficie si aprisse per la pressione del vapore , allorchè questo fosse perve nuto a quel grado che la caldaja è solamente capace di sostenere , per l'uscita d'una quantità di vapore da que st' orificio " l'elasticità del rimanente verrebbe di nuovo ri dotta al di sotto del limite. Questo è l'oggetto della val vola di sicurezza , ch'è una tale apertura tenuta ferma nel suo sito per via di peso calcolato da cedere o sia da venire alzato dalla pressione del vapore , giusto al momento che questo viene ad eccedere la propria forza elastica . Fu inventata e posta in uso per la prima volta la val vola di sicurezza da Papin nel suo digestore e caldaje; e sin d'allora ha formato un essenziale appendice ad ogni cal daja . Nella sua più semplice forma è dessa una valvola co nica ottusa , posta nel suo sito , ch'è all'estremo d'un breve collare , situato sulla superficie superiore della caldaja , sostenuta da un peso all' estremo d'una leva , la quale preme il fuso della valvola , e gira su d'un cardine all'al tra estremità . L'effettivo peso che tiene bassa la valvola può variare col cambiamento della posizione dell'altro sul braccio della leva ; e siccome quest' alterazione potrebbe avvenire da negligenza o da accidente , la valvola dee custodirsi in una scatola con toppa e chiave onde pre venire che sia rimossa . Dippiù dovrebbe provvedersi d'una catena attaccata alla valvola ed accessibile al macchinista da poter egli nel caso elevarla , onde assicurarsi ch'è in perfetto ordine , e non è aderente per forza di coesione alla superficie concava che la racchiude. Ma il miglior modo di applicare il peso è direttamente sulla valvola , giacchè standovi di sopra non potrà venire accresciuto da un' accidentale alterazione di posizione . Siccome nella macchina locomotiva il peso sarebbe suscet tibile di essere rimosso dal movimento , così si usa una molla a spira che obbliga la valvola a star giù . rimentò per la prima volta con la locomotiva denominata il Razzo (the Rochet) nel concorso avuto luogo in ottobre 1829 sulla strada a ruotaje di ferro tra Liverpool e Mancester , viene uni versalmente usata nelle locomotive , e talvolta anche per le navi a vapore , e ciò pe' grandi vantaggi che si hanno , sopratutto per la leggerezza , sicurezza e sollecito sviluppo di vapore . N. del T.
125 La valvola di sicurezza è perfettamente efficace allor chè è libera d'alzarsi o di abbassarsi , ed è caricata di un costante peso , il quale non dev'essere mai più della metà della pressione che la caldaja è capace di soppor tare. La rapida diminuzione nel numero degli accidenti di esplosioni avvenute , nonostante il crescente uso del vapore , pruova abbastanza che nove de' dieci accidenti accaduti sono stati prodotti da rozza negligenza o da colpe vole trascuragine ; ma per evitare per quanto è possibile i casi di esplosione , ogni caldaja dovrebbe avere almeno due valvole di sicurezza , ambe assicurate da inaccessibi lità , ed anche suscettibili a poter essere alzate con la mano di tempo in tempo ; una dovrebbe esser caricata con un peso minore dell' altra , affinchè dal sortirne il va pore il macchinista potesse venire avvertito a ridurre la quantità di vapore generato , chiudendone l'uscita , C l'altra sarebbe solamente caricata con un peso equivalente ad un terzo della pressione " che da calcolo trovato su gli ultimi esperimenti , farebbe scoppiare la caldaja , che si suppone costruita con metallo di una data spes sezza ; giacchè per quanta cura vi s'impieghi nel fare una caldaja , è impossibile d'assicurarsi d'una eguale forza per tutte le sue parti . Venne da prima suggerito da Trevithick un mezzo per la sicurezza della caldaja , introducendo in essa un turaccio di metallo , che fondendosi ad una data tempe ratura del vapore , nella quale la sua elasticità divenisse pericolosa , aprisse un foro per la sua sortita . Crediamo che questo sistema sia adottato in Francia ; ma per gl' inglesi oltre l'esser questo ripugnante alle di loro idee di meccanica espertezza 9 è soggetto ancora a molte difficol tà; alcuno de'puri metalli si fonde ad una temperatura suf ficientemente bassa da poter servire , e tutte le leghe fu sibili si ammolliscono molto tempo prima ch' esse si fon dano , e variano sotto questi riguardi con minute differen ze nella proporzione de' loro ingredienti , in guisa che il turaccio anderebbe via prima del tempo dovuto . La caldaja , oltre il pericolo che corre di creparsi per la esuberante pressione interna del vapore, è anche sog getta a danneggiarsi per la pressione esterna dell' aria " se il vapore che vi è dentro vien condensato , come deve avvenire raffreddandosi , quando vien tolto via il fuoco , locchè cagiona un vuoto comparativo nella caldaja .
126 Per evitare si fatto inconveniente sarebbe di mestiere una valvola di sicurezza che agisca nella direzione opposta di quella usuale , la quale cedendo alla pressione dell'atmo sfera permetta che vi entri l'aria , allorchè questa pres sione eccede quella esercitata dal vapore per tener chiusa la valvola. E d'uopo guardarsi d'un altro accidente accuratamente , ed è quello della formazione d'un deposito di terre ec. nella caldaja , chimicamente unite con l'acqua o tenute sospese ་in essa quali vengono depositate da ogni acqua che per molto tempo ha bollito in qualunque recipien te , come vien dimostrato dal fondo d'un vecchio calde rotto da tè . Questo deposito è assai tenace ed è cotanto aderente al metallo , che vi è d' uopo quando è accumulato ad una certa spessezza , d'uno scalpello e di un martello onde distaccarvelo . Essendo un cattivo conduttore del ca lorico impedisce la rapida formazione del vapore e non permette all' acqua d'essere in contatto col metallo , di maniera che il calorico non potendo trasmettersi all' acqua , il metallo diventa rosso e si brucia , o in linguaggio chi mico , ossida per essere stato lungo tempo esposto ad un' alta temperatura . Con queste circostanze , se si produ cesse una fessura nella crosta silicea , l'acqua venendo tosto in contatto col ferro rovente , sarebbe istantanea mente convertita in vapore di una sì alta pressione da correr rischio di crepar la caldaja . Questo è uno de ' vantaggi che ha determinato coloro che hanno adottato il sistema seguito dagl' inventori delle caldaje tubolate , nelle quali mediante l'ineguaglianza della temperatura del liquido alle differenti distanze dalla sorgente del calore , è prodotta una continuala circolazio ne , che meccanicamente impedisce la formazione d'un deposito ; mentre nelle grandi caldaje aperte ciò non può aver luogo ad ogni estensione . In queste il rimedio sembra d'esser quello di potere spesso pulire la caldaja, per impedire l'accumulamento del deposito , e l'ammis sione dell'acqua , che supplisce la perdita dalla parte che non è sulla fornace , che dovrebb'essere separata dal resto da una divisione che si estendesse ad un dipresso al di sopra del livello dell'acqua ; la novella acqua in tal modo deposita il suo sedimento nella parte ove può produrre il minimo danno , donde sarà tolto via insieme di tanto in tanto .
127 Il sig. S. Hall , colui ch ' ebbe il privilegio della nuova forma di condensatore di cui si è fatto menzione di sopra alla pagina 91 , ha inventato un mezzo da ovviare al di fetto delle caldaje per le macchine di navigazione , le quali sono più soggette a formare un deposito per la quantità di sale contenuto nell' acqua di mare , allorchè questa vien distillata . Questo ingegnoso apparato consiste in un recipiente o alambicco situato entro la caldaja , prov veduto d'acqua di mare fredda dal cannello della cister na del condensatore , per via di adatti congegni con ru binetti che agiscono da loro medesimi . La parte superiore di questo alambicco è in corrispondenza coi condensatori , dimodocchè il vuoto che conseguentemente viene formato sopra l'acqua nello alambicco produce una rápida evapo razione , ed il vapore passa nel condensatore " donde ri torna come acqua pura alla caldaja per mezzo della trom ba ad acqua calda . Non sappiamo se i vantaggi di que sto progetto compensano quelli della spesa . Per indicare in qualunque tempo l'attual pressione del vapore nella caldaja , questa è fornita d'una misura con sistente in un tubo ricurvo ( a gauge ) aperto ad ambi gli estremi , di cui l'orificio A corrisponde colla caldaja . Questo tubo contiene del mercurio , che sarà evidente mente dall' una e l'altra parte della piegatura al mede simo livello , allorchè il vapore nella caldaja è alla stessa pressione dell' aria atmosferica ; ma si alzerà nel ramo più lungo quando la pressione del vapore aumenti , così dalla sua altezza verrà indicata la pressione interna del vapore . Se il ramo maggiore è d'una certa lunghezza il mercurio vi s'inalzerà o verrà scagliato fuori interamente ; e se il vapore cresce subitamente nella sua forza elastica , il tubo agirà allora come una valvola di sicurezza . Onde non perdersi il mercurio, che in tal guisa sortirebbe da fuori, viene raccolto in una cisterna situata all' intorno dell'orifi cio del tubo , come si osserva dalla figura 11.ª Una misura o tubo ad acqua è sovente usato invece d'uno a mercurio , per economizzare la spesa di questo metallo ; ma allora bisogna che il tubo sia lungo abba stanza per contenere una sufficiente colonna d'acqua da poter bilanciare la pressione del vapore ; e facendolo d' un regolare diametro , questa misura allora costituisce ab bastanza una valvola di sicurezza . Siccome queste misure
128 per delle ovvie ragioni non si possono fare di cristallo " da poter permettere di osservare a traverso di esso l'altezza del fluido rinchiusovi , questa è indicata da una esile bac chetta di legno projettata al di sopra l'estremo del tubo , la quale galleggiando sull'acqua o sul mercurio viene cosi alzata od abbassata . Nelle macchine locomotive dove è impraticabile l'uso del mercurio e molto più quello dell' acqua per tali mi sure , praticasi un termometro , pel conosciutissimo prin cipio che la temperatura del vapore è sempre in un co stante rapporto colla sua pressione . Se non vi è contatto d'acqua con quella parte della caldaja esposta esternamente all'azione diretta della fiam ma , e dell' aria calda del fornello e del camino, il ferro si roventa e cresce tanto subitamente la pressione del vapore in contatto con esso " che facilmente può av venire una esplosione ; in caso contrario il ferro in quella parte diviene maggiormente ossidato " o bru ciato . Onde impedir questo è necessario che sempre vi sia dell'acqua nella caldaja al di sopra del livello della parte più alta esposta al fuoco ; e per porre l'ingegnere nel caso di accertarsi di questo , in tutte le caldaje vi sono due tubi coi rubinetti , uno de' quali è tuffato nel P acqua , mentre l'altro è appena per poche once al di sotto della sua superficie immersovi , allorchè questa è alla debita altezza nella caldaja ; siegue da questa dispo sizione, che se il rubinetto del tubo più corto verrà aperto , il vapore sortirà per esso " e I' acqua dall' altro quando questo a sua volta è aperto ; ma se il vapore sorte da ambi i rubinetti , il macchinista è avvertito non esservi abbastanz ' acqua nella caldaja ., e deve por mente a ri mediare a tale deficienza . La caldaja è sempre supplita d'acqua dall'azione della macchina ; ľ acqua calda estratta colla tromba dal con densatore è alzata in una cisterna posta a sufficiente al tezza al di sopra della caldaja , dalla tromba-premente ( force-pomp ) di cui si è fatta menzione nella descrizione della macchina di Watt ; da questa cisterna un tubo scende a traverso della cima della caldaja e giunge fin presso il fondo , dove è torto ad angolo retto ; l'orificio superiore nella cisterna è chiuso da una valvola attac cata ad un filo metallico ( spindle-rod ) con un estremo
129 di una semplice leva ; e questa dall'estremo dell' altro braccio tiene sospeso un filo , che sostiene un galleggian te di pietra nella caldaja , così la valvola è controbilan ciata esattamente con la gravità specifica del galleggian. te a seconda che l'acqua nella caldaja si abbassa in conseguenza della sua evaporazione , il galleggiante di scende ed eleva la valvola , permettendo che tanta acqua si versi nella caldaja fintantocchè alzandosi di nuovo il galleggiante fa chiudere la valvola ; il peso della colonna d'acqua nel tubo impedisce il vapore a sortire per quella direzione durante l'azione delle valvole ; donde deriva la necessità che la cisterna alimentatrice fosse situata a suf ficiente altezza sulla caldaja. La piegatura del tubo ali mentatore è destinata a far si chè l'acqua sortisse presso il fondo della caldaja , onde lavare il sedimento che in difetto potrebbesi ivi riunire . Circa cinque o sei anni sono un novello ed ingegnoso progetto da generare il vapore per le macchine fu proposto dal sig. T. Howard : questo consisteva nell'injettare piccole quantità d'acqua ad intervalli regolari sopra una superficie di ferro elevata alla temperatura di circa 450 ° , per essere in contatto col mercurio riscaldato sopra un fornello. Con questo mezzo si otteneva che lo spazio oc cupato dalla caldaja veniva economizzato. Un bastimento fu costruito con una macchina del sig . Howard , e fece un viaggio da Falmouth a Lisbona , ed apparentemente con economia di combustibile ciò non di meno questo principio non è stato posto in uso ; si disse in quel tem po che sufficienti vapori di mercurio esalavano da recar nocumento alla salute degl' ingegneri ; ma crediamo che la vera causa per la quale non ebbe effetto fu , sì per chè tal novello ritrovato tendeva a rimediare un male non grande , si perchè i principî usuali non sono facili ad essere perfezionati , quando sono giustamente applicati . Le macchine locomotive , come si è diggià detto , ri chiedono una caldaja di forma e principi interamente di versi da quelli delle comuni macchine . a La caldaja A , della fig . 12. si compone di un cilia dro fatto di lastre ribadite insieme di ferro lavorato ; ed è coverta d'una fodera di legno , onde impedire per quanto è possibile la perdita di calore che verrebbe rag giato da una superficie metallica moventesi nell'aria con gran velocità ; ad un estremo di essa è il fornello B , 17
130 consistente in un doppio recipiente interamente aperto nel fondo di cui l'esteriore è di ferro , con testate semicirco lari ; entro di questo ve n'è un altro quadrato di foglie di rame il di cui fondo è inchiodato dall'uno all'altro estre mo , lasciando però ai suoi tre lati uno spazio di tre once tra essi, ch'è ripieno d'acqua, e forma in effetto una con tinuazione della caldaja: il fondo di questo recipiente inter no è la graticola sulla quale vien posto il combustibile . Fè la porta del fornello di fronte , da potere aprire com'è necessario i due recipienti i quali sono tra loro ri baditi in modo da non far trapilare del vapore all'intorno. Una serie di più di 100 tubi di rame di piccolo diametro passono dall'estremo posteriore del fornello alla parte ul teriore della caldaja dove sono aperti nel camino . Questi tubi che sono interamente immersi nell'acqua , costituiscono il camino , ed aumentano considerevolmente la superficie riscaldata ch'è in contatto con l'acqua , e così si pro muove la rapida generazione del vapore. L'introduzione di questi tubi forma un' epoca nella costruzione delle caldaje , che fu suggerita dal sig. R. Stephenson nel 1829 (*) . I cilindri della macchina , di cui un solo se ne può ve
dere nella sua sezione son posti nel fondo del camino . Il vapore passa alla valvola a tiratojo pel cannello S, S, mentre quello da disperdersi passa pel camino T. II è denominato il vaso cilindrico col coverchio sferico separatore , e in esso termina il cannello del vapore in S. L'oggetto di questo congegno è d'impedire che l'acqua , agitata dal movimento , passi pel cannello del vapore nel cilindro , dove apporterebbe gran danno ; il tubo principale del vapore si divide in due rami nel ca mino , passando uno per ogni cilindro. La caldaja vien alimentata d'acqua dal tender per mezzo di due trombe attivate dalla macchina , ed ha una misura , cannelli da saggio , valvole di sicurezza ec . simili alle altre macchine , benchè tutte di particolar costruzione . Questo succinto ragguaglio che abbiam dato della cal daja e dei suoi vari congegni non devesi considerare per completo senza qualche notizia delle esplosioni cui è sog getta , le quali possono venir prodotte da varie cagioni come si é a sufficienza indicato per le diverse precauzioni di (*) Questa applicazione del vapore verrà descritta chiaramente, quando si tratterà delle strade a rotaje e delle locomotive . N. del T.
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sopra descritte destinate ad evitarle . Abbiamo pur anche fatto parola che il numero degli accidenti è rapida mente diminuito in rapporto all'immenso uso del va pore , come un indizio che la negligenza è la più co mune causa di essi . In verità è chiaro che una caldaja allorchè in origine è ben costruita , ed è di una buo na forma , fornita di doppie valvole di sicurezza d'una giusta grandezza e che agiscono bene , con uno scanda glio , in cui dalla semplice ispezione in qualunque tempo si può uno assicurare della pressione della caldaja , un accidente mai può avvenire eccetto dall' arroventarsi la caldaja , il quale si annunzierà sempre da sè per via di alcuni segni che si manifestano prima. Se venisse do mandato che una incessante attenzione fosse superiore a quella che potesse attendersi da un macchinista impiegato attivamente , forse potremmo rispondere solo che non si vuole tener conto delle cause morali di questi accidenti , quantunque sianvi notorî rimedi per le stessee ; lo scopo nostro è solamente di rimuovere qualunque timore dalla mente dei pusillanimi dal grande uso del vapore , mo strando che non vi sono cause fisiche di pericolo a cui facilmente non si possa rimediare . Se i proprietarî di macchine o i comandanti di bastimenti a vapore hanno abbastanza amor proprio da preferire il loro immediato interesse alla salvezza di coloro ch' eglino impiegano o dei passaggieri che confidano in essi , alzando la forza del vapore a 100 libbre in una caldaja capace solamente di sostenerne 50 , o impiegando caldaja difettosa , la pubblica opinione può soltanto somministrare il rimedio manife stando la generale indignazione. Lo scoppio delle caldaje presenta differentissimi feno meni ; qualche volta è una semplice fessura nel metallo , che permette soltanto l'uscita del vapore e dell'acqua ; mentre altre volte viene accompagnato da esplosione di una tale violenza che può paragonarsi a quella prodotta dalla polvere da sparo; ( 1 ) da ciò è stato supposto che in
(1 ) Quando le caldaje del bastimento a vapore Ameri · cano Moselle scoppiarono ai 25 di Aprile 1837 a Cincin nati , pel quale accidente 150 persone furono ammazzate e circa 100 gravemente ferite , vari pezzi delle caldaje andarono da 300 a 400 piedi distanti ; uno de' quali che pesava 336 libbrefu gettato a 480 piedi distante in
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tali occasioni dei gas esplosivi venivano a prodursi nella caldaja ; ma questo non sembra probabile nè conciliabile con alcuna delle conosciute leggi fisiche , perchè la forza elastica del vapore è capace d'un indefinito aumento , ed è quasi capace di produrre qualunque effetto meccanico . E sempre difficile d'avere qualche soddisfacente ragguaglio di fatti sull' avvenimento della esplosione d'una caldaja ; lo spavento dell'accaduto vieta ai sopravviventi dal ricor darsi con accuratezza del fenomeno , immediatamente dopo l'avvenuto , mentre coloro che sarebbero meglio capaci di manifestarlo per esservi stato da presso , sono o ammazzati o troppo interessati di scolparsi per non essere imparziali testimonî. In riguardo alla formazione dei gas esplosivi nella caldaja , è generalmente ammesso che il gas idro geno è il solo che può formarsi ; e che desso si ottiene dalla decomposizione del vapore quando è in contatto del ferro rovente , ma l'idrogeno puro non è esplosivo; e per rendersi tale è necessario che sia mischiato col l'ossigeno o con l'aria atmosferica. È stato osservato che potrebbe introdursi coll'acqua per qualche difetto della tromba; ma le proporzioni dell'aria e dell'idrogeno deb bono essere definite per poter produrre una esplosione ; e non è da supporsi che in una tale situazione l'uno o l'altro continuasse a cumularsi fin tanto che la quantità sia esattamente quella necessaria per produrre una e splosione. Alla fine questa spiega sul soggetto è basata su difficoltà tali che sin ora non sono state rimosse , abben chè l'attenzione degli scienziati di Europa e d'America si fossero frequentemente occupati . Ogni qualvolta la macchina a vapore è impiegata ad eseguire qualche lavoro variabile nella sua quantità o in tensità , fa d'uopo d'alcuni mezzi onde regolare la forza di essa secondo le differenti resistenze che la medesima deve vincere : se la macchina si elevasse tutta ad un tratto della metà della data resistenza , come per esempio, sarebbe un soffitto d'una dietro-bottega in un cortile, avendo rotto il tetto e portato seco giù la trave dello stesso ; nell'atto che un'altra porzione del peso di 236 libbre andò obli quamente alfiume ad 800 piedi; e passando per sopra le case cadde accanto al viale. L'altezza alla quale alcuni di questi pezzi furono lanciati, dai grandi angoli della loro discesa , devesi riferire , essere da 45° a 60º.
133 il caso se la metà del macchinario che conduce seco si fermasse di botto , o venisse tolto via dal lavoro , la mac china se si trovasse spinta dalla medesima quantità di va pore , all'istante verrebbe a muoversi rapidamente con una accelerata velocità , fintanto che questa venisse raddoppiata ; locchè sarebbe di danno per la stessa e pel resto del mac chinario che pone in movimento , come ancora uno sciupo di forza e di combustibile. L'oggetto di quel bellissimo pezzo d'opera meccanica chiamato il governatore rende ca pace la macchina a regolare l'aumento del vapore immesso nel cilindro , o in altri termini di adattare la forza che dev'esser trasmessa secondo la resistenza che deve vincere. La forma ed il principio del governatore vien meglio indicato dalla figura 13ª che da qualunque descrizione , ésso gira intorno al suo asse verticale a, per mezzo di una striscia di cuojo che passa da un canto su di uña girella e dall' altro intorno Passe del volante , od anche per ruote coniche come è dimostrato nella figura ; di ma niera che la sua velocità di rotazione varia con quella del volante. Se questa velocità aumenta , le pesanti palle 66 divergono per la cresciuta forza centrifuga , ed obbli gano il collare e di salire su l'asse questo per mezzo dell' asta e l'asse a gomito intermedi chiude parzialmente la valvola v , nel tubo del vapores , chiamata throttle valve , d'onde ne segue che vien diminuita la quantità di vapore , che passa nel cilindro : se per lo contrario , la velocità del volante è diminuita da un aumento di re sistenza , le palle del governatore si avvicinano e la val vola throttle-valve si apre in modo da immettere mag gior quantità di vapore nel cilindro onde aumentarne la forza in proporzione dell' accrescimento di resistenza . L'effetto del governatore è equivalente alla variazione di diametro d'un secondo volante , la circonferenza del quale vien rappresentata dalle palle bb , e per conse guenza il governatore medesimo , indipendentemente della sua azione sulla valvola , ha una tendenza per effettuire l'aggiustamento richiesto ; giacchè una porzione della forza esuberante della macchina , nella prima supposizio ne > viene assorbita dal dover vincere l'inerzia cresciuta del governatore ; nell'atto che nella seconda supposizio ne , questa inerzia essendo diminuita , discarica la mac china d'una porzione della resistenza . Questo rende ragione della sollecita efficacia del governa.
134 tore nell'effettuire il regolarizzamento ch'esegue senza qu fluttuazioni nella velocità dello stantuffo che sarebber pregiudizio al macchinario attivato da questo primo mot Nelle macchine per uso di bastimenti non vi occ governatore ; essendo la resistenza si grande in pro zione della forza , che la velocità non può mai esser cessiva ; e tutta la forza che la macchina è capace di citare è impiegata per girare le ruote a paletta ; ag gasi a questo che la resistenza è a un di presso unifo cambiando soltanto a seconda che varia il pescar del I mento o lo stato dell'acqua , ma mai diminuisce al di di quanto si è calcolato originalmente e provveduto la forza delle macchine ; un aumento di resistenza turalmente produce una diminuzione nella velocità bastimento , ma la macchina non può affatto andare presto da venir danneggiata dalla sua propria velocita Addiviene egualmente inutile il governatore alle macc locomotive ; poicchè il conduttore dovendo costantem avere la macchina sotto la sua sorveglianza , dev'essere corto alle sue azioni ; egli può intanto regolare la val per mezzo di leve a mano situate alla sua portata : e anche in questo caso come per le macchine per usc marina , la resistenza è presso a poco stabile , consiste principalmente nel peso della macchina e nel treno carri da esser mossi , peso che non è soggetto a qual subitaneo cambiamento durante il trasporto , mentre il mento della intera massa agisce come un volante o un golatore per eguagliare il movimento degli stantuffi . Non siamo entrati in alcuna investigazione delle mole per determinare le dimensioni d'una macchina della sua caldaja , la pressione sotto la quale devesi agire occorrente per lavorare, la velocità dello stantuffo onde produrre qualche dato utile , o la forza servibile ; nel ragguaglio degli sperimenti dai quali ne deriva l'an montar dell' attrito , gli effetti del vapore non condensate la quantità di calorico ottenuto dalle diverse specie di com bustibile ec, delle quali cose se ne deve prender ragione i queste investigazioni , e sono state già determinate approssi mativamente. Nel precedente articolo si trovano le formole esprimenti le proprietà fisiche e meccaniche del vapore ; per le altre poi è d'uopo consultare le opere che esclusiva mente ne trattano. F. BARDET .
Macchine a Vapore 7
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135 SUCCINTA DESCRIZIONE DEL TRENO DA PONTI IDEATA DAL SIGNOR GIOVANNI CAVALLI Capitano del Corpo Reale di Artiglieria Sarda , Cavaliere del merito civile di Savoja , di S. Valdimiro di quarta classe di Russia , e dell' Aquila rossa di Prussia.
Son pochi anni dacchè l'artiglieria Sarda à adottato un treno da ponte pregevolissimo , ed il capitano Cavalli , in ventore di tal sistema , sembra avervi riuniti tutt'i van taggi richiesti ; poichè un solo carro serve ad allogarvi il materiale necessario alla costruzione di un' impalcata , e quel carro transita agevolmente per selve sentieri an gusti e terreni frastagliati
inoltre lo stesso treno è suffi
ciente a svilupparsi secondo la maggiore o minore lar ghezza dell' alveo . Le barchettine piemontesi usate nella costruzione dei ponti militari son tagliate alla poppa se condo un piano perpendicolare alla linea tramezzo le schiene , per modo che commesse due barchettine dalla parte di poppa se ne forma un barcone
sul ponte di
barconi transitano le gravi artiglierie , e quando occorre il passaggio di quelle da campo il ponte di barchettine serve bene al bisogno .
La lunghezza totale di ogni barchettina è di metri 6, la larghezza nel fondo è
metro 32 .
136 Per accorciare la lunghezza del carro ogni travicello si è bipartito congegnandone la metà con apposita cer niera
così sul carro porta barchettine i travicelli son
distesi per la metà della loro lunghezza che è di 8 me tri. Con l'adozione di questa cerniera il signor Cavalli pretende aver conseguito l'altro vantaggio di rendere i travicelli capaci a sostenere uno sforzo maggiore . Nella costruzione delle impalcate i travicelli si dispongono su di una stessa linea capo contro capo :
le impalcate rie
scono così dell' istessa lunghezza dei travicelli. E da no tarsi che l'aumento del peso di un travicello prodotto dalla ferratura della cerniera è di 14 chilogrammi. Sotto gl'estremi delle traverse sulle quali poggiano i travicelli vi sono de' tacchi i
quali assettano i travicelli ai bordi
piani , plats-bords , altri tacchi sono inchiodati sui bordi piani
l'insieme di questi tacchi in un sol peso che ag
grava le traverse, impedisce che i travicelli si spostino per qualchesiasi movimento cui va soggetto il ponte . Dal mezzo delle traverse si ergono dei piuoli di ferro , i quali sʼin troducono ne' fori praticati agli estremi dei travicelli che sono sulla stessa linea: questi fori attraversando la gros sezza dei travicelli , loro permettono una tal quale oscilla zione lungo i piuoli , il che scema la rigidezza del sistema d'altronde questo genere di ligature allontana il pericolo delle rotture che possono avvenire in seguito di forti scosse ed ondeggiamento del ponte , precipuamente quando si usano travicelli di un sol pezzo . Gli estremi delle tra verse appoggiando però sui due bordi , non potrà mai
137 succedere che le travate gravitino più da un fianco che dall'altro , il che avviene talvolta per le travate che poggiano su trẻ bórdi. La facilità con cui sulle barchettine e barconi si formano le travate ,
rende del pari facile
e spedita di notte tempo , la costruzione del ponte. Le travate essendo più lunghe delle comuni , i ponti così costruiti presentano minor superficie all'urto della corrente ed ai corpi galleggianti i quali lanciati dal ne mico potrebbero infrangerli : quindi i ponti riescono più saldi e capaci di reggere su fiumi rapidissimi. Si può accrescere altresì la forza dei ponti senza di minuir la tratta delle travate , e ciò variando solamente la forza dei sostegni delle travate e non la loro lunghezza convertendo le barchettine in barconi e facendo i ponti per portiere. Un sol modello di carro serve per tutti gli attrezzi del treno , porta le barchettine e serve anche con qualche lieve modificazione per le riservé e le fucine. Il carro è a stanghe e può eseguire un intero giro , e le ruote dell'avantreno sono perciò più basse di quelle del dietrotreno : il passo del carro è di 2metrí 44 minore di quello dei carri di artiglieria da 8 di battaglia piemon tese che è di 2metri74 , La carreggiata è uguale a quella delle artiglierie. Il centro di gravità del carro è ad Imetro 22 dal suolo. Nel caricamento dei carri si distinguono tre riparti menti , nel primo compreso fra le stanghe sotto il piano del carro si allogano i travicelli piegati ; nel secondo il
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quale poggia sul piano del carro si mettono 24 tavole di sposte in quattro pile eguali , ed un cofano o cassetta è posta sul davanti : il cofano ha quattro braccia due per lato e la testiera di dietro tiene fermate le tavole al loro posto. Per scaricarle si toglie la testiera e per caricarle si fanno passare sopra il curro della medesima ; nel terzo ripartimento il quale è posto sul piano delle tavole e del cofano vi è una barchettina cogli attrezzi interni tanto per la navigazione quanto per la costruzione del ponte : la barchettina poggia sulle pile delle tavole le quali ser vono in certa guisa di molla contro le scosse del carro . Essa si carica e si scarica dalla parte di dietro del carro da 16 uomini che la fanno passare e scorrere sul curro della testiera suddetta e sopra due randelli di ghinda mento posti a guisa di curri a traverso le pile estreme delle tavole . La barchettina è situata sul carro in modo da evitare che nello scaricarla o caricarla scorra lateral mente , e sul medesimo rattenuta dagli ormeggi di prora è di poppa passati nelle campanelle proprie ed in quelle rispettive delle stanghe arrandellati . Nelle lunghe marce e per terreni disuguali si rassicura no passando inoltre le crocere nelle stesse campanelle delle stanghe ed arrandellandole sopra la barchettina medesima si rimettono al luogo prima di sboccare al fiume. Gl'istru menti , gli attrezzi , gli oggetti da ricambi ec . che non entrano nella particolare costruzione dell'impalcate , sono ripartiti sopra i diversi carri della divisione e nei propri cofani .
139 Le pratiche in uso per gittare i ponti col materiale sud detto sono tre come per il sistema francese , la prima è di gittarli successivamente , vale a dire un impalcata dopo l'altra ; e nella stessa direzione prescelta pel ponte , la seconda di gittarli per parti cioè le portiere già costrutte altrove si conducono nel medesimo tempo o successiva mente al luogo del ponte. 3.
A gittarli per conversio
ne quando si è potuto costruire il ponte flessibile in un altro luogo e si fa poi arrivare al sito con un quarto di conversione.
Delle tre esposte pratiche le due ultime si eseguono in minor tempo della prima , se non si valuta il tempo necessario per gli occorrenti preparativi , il quale é sempre più lungo di quello che occorre per lo spiegamento del ponte , ma questo tempo ammesse le circostanze ed il sito favorevole si può quasi sempre avere , perciò si pre feriva generalmente di gittare i ponti con una di queste due ultime pratiche piuttosto che colla prima la quale esigeva dei preparativi di deposito facile a farsi in molto minor tempo , ma assai difficili ad eseguirsi a fronte del nemico . Ora per altro col nuovo treno piemontese si possono gittare i ponti colla prima indicata pratica in un tempo assai breve e senza far preparativo alcuno , onde questa pratica
va preferita alle altre ammenocchè qualche cir
costanza particolare non obblighi servirsi degli altri due descritti modi . I carri essendo carichi anno il peso medio di 6179 **
140 libbre , ed il maggior carico non oltrepassa le 6332 lib bre . Essi vengono attaccati con sei cavalli in guisacbe dedotto il peso del carro ciascun cavallo trascina 749 libbre ;
il che se eccede alquanto il peso di 612 libbre
ordinariamente prescritto ai cavalli da tiro in campagna , pur tuttavolta si à il compenso di essere i carri di corto passo , onde più facilmente vengono tirati . Col descritto treno si ovvia al bisogno di far precedere lo stabilimento del materiale di deposito prima di costruire il ponte .
Si distinguono questi ponti del modo di farli e dalla loro forma cioè 1° Successivamente per barchettine a tavolato semplice . 2º Per portiere di barchettine a tavolato semplice . 3º Successivamente per barconi e tavolato semplice . 4 Per portiere di barconi a tavolato semplice. 5º Successivamente per barconi e tavolato doppio . 6° Per portiere di barconi a tavolato doppio. Con dei Pontonieri destri ed abituati a maneggiare il suddetto materiale si può costruire un ponte di 100 metri di larghezza in 300 minuti : computandosi dal momento in cui la testa della colonna del treno giunge alla sponda del fiume ;
conviene anticipatamente praticare due scali
o varatoj alla sponda del fiume , il primo è destinato a mettere in acqua le barchettine ; il secondo è quello che mette direttamente sul ponte. Con questa preliminare disposizione , i carri successivamente si scaricano secondo che progredisce la costruzione del ponte e lo scaricamento
141 si esegue dagli stessi distaccamenti . In tal guisa la costru zione è quasi finita allorchè gl' ultimi carri del treno giungono alla prima coscia del ponte. Conviene oltreciò usare la diligenza di lasciare sulla ripa un breve tratto di terreno sufficiente pel movimento dei carri. Il suddetto materiale fu sperimentato sul Pò , la di cui corrente ordinaria non oltrepassa
metro 50 per
secondo ' e credesi che possa resistere a correnti più rapide. Co'fatti si dispose la costruzione del ponte nel mese di novembre 1834 in un giorno in cui la piena del fiume Pò avea aumentato la velocità della corrente a 2 metri per secondo , eppure il ponte resistè alle violenti scosse della corrente , senza che alcuno dei travicelli o cerniere siasi rotto. Perchè questi battelli leggieri dassero un lungo servizio uopo è che fossero di legname interamente spoglio del l'alburno
le tavole e le coste debbono essere di abete
rosso , le guarnizioni di quercia spalmate di catrame minerale (1 ) .
(1) Questo catrame minerale si ricava purificando il carbon fossile ; si trova abbondantemente in natura vicino Clemont in Francia : esso penetra le fibre del legname e lo indura preservandolo dal tarlo .
Dopo
spalmato tre o quattro volte si espone alle intemperie e può conservarsi molti anni pria che occorra passarlo altra volta.
I Piemontesi assoggettano anche i cordaggi al bagno
142 Gli Austriaci vantano nel loro corpo dello stato maggiore generale l'egregio signor Carlo Birago che con profondo studio e diligenza à reso il treno da Ponti colà in uso al presente molto adatto ai bisogni della guerra ( 1 ) . La descrizione di questo ingegnoso sistema con brevità non disgiunta da molta chiarezza venne esposta dal nostro Capitano Paces nel volume X.
dell' Antologia militare
anno V. In continuazione di detto articolo parmi potersi aggiungere che gli esperimenti eseguiti sul Danubio nel
di questo minerale liquido :
le corde imberendosene e
prosciugate al sole , oltre di non perdere affatto la loro flessibilità , si rendono più resistenti .
L'arsenale di
Torino se ne provvede dall' Inghilterra , dove lo ricavano dalla formazione del Cok.
•
(1) Il signor de Birago in un capitolo della sua ope ra sui treni da ponti militari fa un cenno storico cri tico di quelli in uso presso gli eserciti di Europa : e pare che di preferenza abbia fissato il piemontese. Gio va riflettere che il Capitano Cavalli si è prefisso di confutarlo , e propone di notare taluni difetti che crede avere scorti nel sistema austriaco ; offrendo del pari in analoga memoria un'analisi comparativa dei due si stemi.
É da augurarsi che una gara tra questi due egregi uffiziali possa produrre un perfezionamento ,
nella
costruzione dei ponti militari , tale da influire sia nella parte tattica che in quella strategica della guerra.
143
l'estate dello scorso anno col ponte del signor Birago furono coronati dal più felice successo ;
epperò quel
munificentissimo Sovrano promosse al grado di colonnello il signor Birago già insignito di ordini cavallereschi da parecchi altri Sovrani , in seguito dei favorevoli rapporti ricevuti dai loro uffiziali di artiglieria spediti a Vienna per assistere agli accennati esperimenti. ( 1 ) L.
B.
Uffiziale di Artiglieria .
(1 ) Nei mesi di luglio ed agosto del corrente anno si sono ripetuti sul Danubio gli sperimenti del ponte Birago , e sono riusciti così precisi che S. A. 1. l'Ar ciduca Carlo , il quale con altri Principi Reali onorò di sua presenza le pruove, si degnò dire all'inventore » fra pochi anni non esisteranno altri ponti militari » fuori di quelli da voi ideati. Son queste parole che pronunziate da un gran capitano costituiscono il vero elogio dell' inventore .
144 ESPOSIZIONE TEORETICA ED ISTORICA
SULLA COMPOSIZIONE DELLË ARMATE , $8363
Armata . Polibio , Vegezio ci han lasciato sulla parola armata delle definizioni alquanto inesatte. Non sapremmo tampoco adottare quella trasmessaci da Grozio , il quale la chiama una moltitudine di genti di guerra che invadono apertamente le terre nemiche. Puffendorf , Voët non sono stati di lui più felici. Leggiamo nell'Enciclopedia :
armata è un numero
considerevole di truppe di fanteria e cavalleria riunite insieme per combattere . Questa definizione dovuta senza dubbio al signor Leblond è vaga ed inesatta , piuttosto potrebbe definirsi un numero di forze riunite , assoldate da un governo , dando loro una particolare destinazione. Così i soldati di Federico da lui istruiti e condotti nei campi della vittoria , possono venir designati col nome d'armata .
In tempo della repubblica francese la gran
d'armata dividevasi in quattordici armate avendo ciascu na una organizzazione particolare , ed ognuna comandata da un capo , difesero il territorio francese. Dopo aver definita l'armata , passiamo ad analizzarne le differenti specie .
Noi non adotteremo la distinzione
che fanno taluni scrittori moderni che danno il nome d'armata nazionale alla guardia nazionale , e quello d'arma ta attiva alle truppe assoldate . Queste truppe cavate dal
145 la massa dei cittadini , pagata dallo stato 2 ed incaricata di sostenere lo splendore del trono e gl' interessi del paese è imminentemente nazionale. I cittadini che si riu niscono e si armano per la difesa delle proprietà par ticolari non costituiscono un' armata , cioè una forza sem pre disponibile nelle mani del governo. Allorquando una parte di essi è chiamata a concorrere alla difesa dello stato , i medesimi s'incorporano o s'incardinano nel resto dell' armata , e non ne formano che una parte distinta e separata. Armata combinata è quella ch'è formata dai contin genti delle diverse potenze ; così le Austriache , le Prus siane , le Bavaresi e Sassoni , che diunita ai francesi attaccarono la Russia , nel 1812. sotto gli ordini di Napo leone , formavano un' armata combinata ; queste stesse potenze , che , mutandosi colla fortuna , marciarono in seguito contro i francesi ,
unendo i loro stendardi e le
loro bandiere a quelle dei russi , formarono ancora delle armate combinate.
Armata d'osservazione , è quella che protegge un assedio. Dassi talvolta questo nome ad un corpo di truppe situato sulla frontiera per osservare l'inimico , ed appog giare delle negoziazioni che stanno trattandosi . Armata di riserva è un' armata formata in più linee per rinforzare le armate che si avanzano nel territorio nemico e per contenere le popolazioni che rimangono in dietro . Napoleone per ingannare l' inimico , ha dato tal volta questo nome ad un' armata 19
che doveva rimanere
146
di riserva ; tal fu quella che si rese cosi immortale
a
Marengo . Armata di soccorso è quella che vien destinata a som ministrare i rinforzi ed i viveri in una piazza assediata : talvolta essa obbliga l' inimico a togliere l'assedio. Armata reale. Una volta davasi questo nome alle ar mate ch' erano comandate dal re in persona ed anche a quelle che marciavano con grossa artiglieria. Queste ar mate godevano de'previlegi : esse potevano far giustiziare ogni governatore o comandante di piazza i quali, privi di inolti mezzi di sussistenza 9₁ osavano chiuderle le porte. Armata navale è la riunione dei vascelli armati d'uno stato. L'origine della guerra rimonta a quella dell' uomo ; ma quelle delle armate è posteriore .
Nell' origine del
mondo intiere popolazioni combattevano tra loro . A misura che le medesime si civilizzarono nacquero le arti , e cia scheduna prese una particolare direzione : si ebbero fati catori , artigiani ,
e negozianti. Ma la difesa del paese
era considerata presso tutti i popoli come la prima di tutte le obbligazioni . Formava una specie di contratto che gli uomini facevano nel nascere , e i capi sceglievano indi stintamente , tra tutti i cittadini , coloro ch' erano più capaci nel mestiere delle armi. Non erano però così or ganizzate quelle degli Egizii .
I militari formavano una
classe distinta , e separata : ciascuna casta aveva un capô che la comandava ; lo stato provvedeva al suo mantenimen to ; ciascun uomo riceveva giornalmente cinque libre di
147
pane , due di carne , ed una data quantità di vino
aveva
inoltre per alimentare la sua famiglia dodici azure le quali equivalevano a sei arpenti di territorio esente da qualun que imposizione. Abbenchè presso questo popolo tutte le istituzioni „aves sero per base la religione , non perciò egli trascurò di organizzare con esattezza tutti i mezzi d'attacco , e di di fesa. La fanteria che doveva sempre trovarsi pronta a som ministrare dugento mila combattenti 19 si fortificava com continui esercizi , che in seguito furono adottati dai Greci . La sua maniera di combattere era in quadrati d' una im mensa profondità e larghezza. Senofonte in tal guisa for mò la sua armata nella famosa battaglia data da Ciro. La cavalleria ch' era formidabile , si formava pur anche in grandi quadrati. Queste masse erano destinate a resi stere all'urto dei carri ch' erano montati da due uomini, uno che guidava i cavalli , l'altro che combatteva , entram bi situati alla fronte delle armate , recando da per ogni dove lo spavento e la morte. Sesostri , quando parti per la sua grande spedizione, marciò con quattrocentomila uomini e ventisette mila carri . Questo eroe percorse soltanto l'Asia senza poterla conquistare , come fu di tutte le spedizioni degli Egizioni , le quali non erano basate sopra un esatto principio di conquista. L'arte di avanzarsi in diverse co lonne per circondare l'inimico , e nascondergli il vero punto di attacco non era ancora conosciuta ; marciavasi per una sola direzione , senza magazzini , e senza piazze di deposito , portando seco dei viveri per pochi giorni ,
148 e prendendone in seguito nei paesi per dove passavasi. " Malgrado la dolcezza del clima le truppe erano abituate ad accampare sotto le tende di stoffe eleganti. La scienza della fortificazione era totalmente sconosciuta agli Egizia ni ; niuno ci parla de' rampari di Tebe e di Menfi " е i conquistatori di tali paesi se ne impadronirono senza molto
stento . Abbiamo osservato di sopra , che in Egitto tutte le per sone di guerra formavano una casta particolare , lo stesso erà presso gli Ebrei . All' età di venti anni ogni Ebreo era soldato ; e se Mosè , che tanta forza ed energia diede alle sue istituzioni , avesse opinato di rendere il suo po polo conquistatore , avrebbe forse esteso il suo impero nella Siria , nell' Egitto , e per tutta l' Asia . Davide man tenne sempre in piede una parte delle sue forze. Praticò una nuova organizzazione dividendo tutti gli uomini atti alla guerra in dodici corpi ciascuno di ventiquattro mila uomi ni , che prestavano alternativamente il servizio che durava un mese .
Che perciò l'armata intera era composta di
dugentottantottomila uomini , che portavano per arme di fensive lo scudo , la corazza , ed il cosciale ; e per armi offensive la lancia , i giavelini , ľ arco , יe la spada . Salomone fu il primo che organizzò la cavalleria : Mosè fece onore a letro suo suocero per l'organizzazione del l'armata Giudaica , ch' egli formò di tribù di mille uomi ni , che si dividevano in compagnie di cento uomini , e queste compagnie in squadre di dieci uomini . È proba bile che con ciò egli volle imitare l'armata Egiziana
".
149 ove la formazione decimale era adottata fin dalla più re mota antichità . Senofonte ci dà l'ordinanza dell'armata di Creso , che si presentava sopra un fondo di trenta " mentre quella di Ciro non era che sopra un fondo di trenta e talvolta anche sopra sei onde avesse un fronte più esteso. La loro organizzazione era semplice e unifor me. Ciascuna compagnia era della forza di cento uomi ni ,
senza esservi compresi i capitani . Dieci compagnie
formavano una specie di reggimento , e dieci reggimenti un corpo particolare dipendente dagli ordini di un capo . La medesima divisione decimale trovasi in Omero (1) ; « questo eroe, dice il citato autore , parlando di Achille , >> era giunto con cinquanta vascelli , contenendo ciascuno >> cinquant' uomini , li aveva divisi in cinque corpi coman >> dati da cinque capitani dotati d'un esperimentato co >> raggio. Parimente l'armata dei Mirmidoni composta di >> settecentomila uomini era formața in battaglioni , o com pagnie di cinquecento uomini . » Intorno alle armate de » gli Assirj e dei Medi non abbiamo che dettagli incerti degni piuttosto di curiosità , che di utilità . Erodoto , il padre dell' istoria , è oscuro allorchè parla della guerra , perchè non l'aveva mai fatta , e poco la conosceva , e
(1) Omero. D'esso lui sappiamo essere stato il primo ch' ebbe cognizione degli ordini militari : perciò Polieno cominciò da Omero i suoi stratagemmi , e Stratocle , Ermia e Frontino esposero nei loro scritti la dottrina di questo divino poeta intorno alla tattica.
150
quel passo dov' egli ci fa avvertire , che Ciasarre padre del gran Ciro fu il primo , che separò la cavalleria dai picchieri , ci farebbe rimontare all'infanzia , o per me glio dire all' origine dell' arte se stessimo ai suoi detti . In seguito Senofonte ci presenta l'armata di Serse composta di numerose masse formate in colonne piene , fiancheg giate da corpi di cavalleria , portanti in fronte i carri ar mati di falci. De' Greci e de' Romani si hanno nozioni più esatte riguardo alla composizione delle loro armate. Vediamolo . L'armata completa secondo i tattici Greci , si com poneva di sedicimila Opliti , specie di fanteria di linea coperti d'una corazza > forma ovale ; ed armati
d'un casco > d'uno scudo
di
una sarissa , e lunga picca
di ventiquattro piedi , di ottomila Peltasti , che differivano dagli Opliti nella sola armatura , poichè questa in essi era un po' più corta , di quattromila fanti leggieri , che non portavano nè scudo , nè casco e per arme si servi vano soltanto dell'arco , e della frombola , infine d'un sesto di cavalleria. Tal' era approssimativamente la com posizione dell'armata d'Alessandro ,
allorchè entrò in
Asia alla testa di trentamila fanti , e cinquemila cavalli, i sedici Opliti si formavano in battaglia col fondo di otto righe , e col fronte di mille uomini
ciascuna fila era
comandata da un capo fila , che combatteva in prima riga , ed il comando degli altri uffiziali si estendeva sopra un anaggiore o minor numero di persone secondo il loro grado. Questo corpo cra quello che propriamente chia
151 mavasi falange , la forza dell' armata è che ne formava il centro (1) . A Sparta ogni cittadino era soldato , e dall'età di venti anni sino a quella di sessanta era ascritto al servizio delle armi : ma non erano chiamati che successivamente e secon do il bisogno (2). Cosi Cleombroto non aveva condotti a Leutri che gli uomini di venti a trentacinque anni . Dopo la battaglia si rimandarono quelli di trentacinque a quaranta. Tutti i cittadini erano divisi in cinque tribù , e secondo l'abbate Barthélemy l'armata divisa egualmente in cinque corpi separati chiamati mora .
Senofonte no
numera sei , e forse vi comprendeva gli sciriti, che aveva no una organizzazione particolare . I mora si dividevano in quattro lochos ,
i lochos in otto pentecostys
o sedici
Memoties , che possono paragonarsi alle nostre compagnie . Sembrava che questi non erano che quadri fissi ove col locayansi secondo il bisogno quantità di persone. Sarebbe impossibile senza di ciò conciliare Senofonte e Tucidide, i quali entrambi uffiziali distinti , non potevano ingan narsi sulla forza e l'organizzazione di questi corpi.
Gli Spartani furono i primi , che stipendiarono nella guerra di Messene degli arcieri nell'isola di Creta , che ricevevano un darico al giorno ( circa dodici soldi ) . Gli alleati formavano spesso la maggior parte dell' arma ta. Sù quarantacinquemila uomini vi esistevano soltanto
(1 ) Guischard. Mem . Militaire .
(2), Herod lib.
152 cinquemila Spartani ; per lungo tempo i popoli sottomessi , e particolarmente i Messeni fornirono un gran numero di soldati, parimente Epaminonda recò un colpo mortale alle istituzioni della Messenia. Gli Spartani erano vestiti in abiti rossi , affinchè nei combattimenti l'inimico non vedesse scorrere il sangue. Ciascuno portava un emblema particolare sullo scudo che doveva conservare sotto pena d'infamia . Andavano alla pugna a suono di flauto , preceduti da uno dei loro re ; e costui circondato da cento guerrieri , che dovevano difenderlo o morire , si situava in prima riga. La loro arme principale era la picca . I confini della Laconin sono alla punta delle nostre picche , diceva bruscamente Agesilao. Nei primi tempi i due re marciavano insieme alla guerra , ma non tardò a riconoscersi l'inconveniente di questo potere diviso , e si riuni in un solo. In Atene l'obbligo di servire il proprio paese comin ciava a dieciotto anni e finiva a sessanta , i generali sce glievano gli uomini i più atti alla guerra fra i cittadini più agiati , i poveri e gli stranieri erano di rado chiamati all' onore di servire nelle armate .
Le dieci tribù fornivano ciascuna un generale , e il comandante che cambiavasi tutti i giorni , alternava con questi dieci capi , usanza pericolosa , e mancò poco che non si perdesse la repubblica ritardando per siffatto motivo la battaglia di Maratona . I dieci capi erano scelti a sorte . Filippo diceva ridendo , gli Ateniesi erano molto fortu nati di ritrovare ogni anno dieci uomini atti a coman
153 dare , mentre che lui non altro ancora aveva potuto tro vare che, Parmenione. I dieci Strategi avevano sotto i loro ordini dieci tra siarchi , che erano una specie di capi di stato maggiore incaricati dei dettagli del servizio , di regolare le marce , di conservar la disciplina , di provvedere ai bisogni del l'armata . Eranvi anche i corrieri addetti a portar gli or dini dei generali . L'ordine profondo che fu quello degli Egizj e di tutti i popoli dell' Asia fu adottato dai Greci: la parola falange è un vocabolo generico che si applica a quest' ordine , abbenchè hanvi alcune differenze nella formazione , così i Lacedemoni combattevano sopra otto e sopra dodici di fondo , gli Ateniesi talvolta sopra trenta , Filippo ed Alessandro sopra sedici . Questi due principi guerrieri perfezionarono la falange , formandola di sedi
1 cimilaquattrocento ottantaquattro uomini disposti sopra mille ventiquattro file a sedici di fondo . Frattanto alla battaglia di Cheronea ella per un istante fu sfondata dal l'urto unito degli Ateniesi e dei Tebani . Sarebbe inu tile parlare delle divisioni , suddivisioni e manovre che il colonnello Guischard chiama con ragione imminente mente flessibile . Rinvengonsi in tutti gli scrittori antichi ed esse provano che , se i Greci ignoravano la gran scienza della guerra , quella dei piani di campagna , delle marce , delle posizioni , degli accampamenti , e degli as sedi , avevano però portata ad alta perfezione l'arte mi litare sotto il rapporto della tattica propriamente detta . In effetto osserviamo la falange prestarsi a tutte le com
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154 binazioni ,
ora nell'ordine antistone ,
doppio fronte ,
essa offriva un
ora nell' eterostome 2 si avanzava in co
lonna , talvolta nel pliato , forma un quadrato perfetto . › Manovra , dice Mauvillon , della quale i Greci si ser › vivano per trasportare con sicurezza il bottino che fa › cevano sopra l'inimico .
I Greci ebbero sempre poca cavalleria
ossia per la
natura del paese , che forniva pochi cavalli , ossia per la confidenza ch'essi riponevano nella bravura personale . Non ne avevano in Atene che soltanto 1200 , e questi erano scelti tra i cittadini più ricchi e più distinti , che ambivano l'onore d'esservi ammessi ( 1 ) . In Sparta all'opposto , uomini li più poveri ,
la cavalleria era composta di
e li meno atti al mestiere della
guerra . Componeva appena un decimo dell'armata .
Se
nofonte non ne aveva nella sua immortale ritirata che un solo squadrone di quaranta uomini . Tutta la forza di quest'arme è riposta nella rapidità dei suoi movimenti , e nelle impulsioni , l'ordine ritarda i suoi movimenti 9
(1) A tale proposito narra Erodoto che nella bat taglia di Maratona vennero derisi dai Medi, e riputati pazzi , perchè sforniti di cavalleria ardissero misu rarsi con l'armata loro che ne aveva in si gran copia. Vinti e posti in fuga i barbari essi portarono la loro cavalleria al numero di trecento cavalli ,
e venuti di
poi in maggior potere e ricchezza la crebbero ezian dio a mille e dugento .
155 e la rende pesante ed immaneggiabile , il suo uso era poco conosciuto in quei tempi . La cavalleria dei Tessali, ch'era riguardata come la più formidabile , e formavasi in rombo , quella dei Lacedemoni in cono , gli altri po poli della Grecia le davano la forma quadrata. Ciascuna nazione situava alla testa delle sue armate
delle truppe scelte che acquistavano una tazione. Sparta aveva i suoi sciriti ,
grande ripu
Tebe il suo batta
glione sacro , i Macedoni la loro famosa falange di sei mila , Alessandro creò la truppa degli amici , che s'im mortalò in tante spedizioni . La disciplina era altrettanto più severa,, fra gli Ateniesi riputavasi delitto di morte il gettar lo scudo , e fra gli Spartani chi gettasse quest' arme era marcato d'infamia. Si è creduto che la severità di tali leggi derivasse dal tener che facevano i Greci in sommo conto le armi di difesa. Egli è verissimo che essi fondavano assai in queste armi , ma da ciò non procedeva il motivo della legge " imperocchè potevansi gettare indifferentemente l' elmo e la corazza , benchè armi importantissime di difesa . La ra gione si era che l'elmo e la corazza portavansi per pura difesa propria , e lo scudo in vece per viemeglio ser bare l'ordine comune . Le ricompense erano quelle che esser dovevano presso un popolo che sapeva apprezzar la gloria , degli elogj pubblici , dei monumenti , delle iscrizioni. A Maratona in talune colonne erano incisi i nomi di quelli che glo riosamente trapassarono , ciascun anno dei deputati di
136 tutta la Grecia si recavano a Platea ad offrire dei sagri ficj sulle tombe dei vincitori dei Persiani . Atene fe' tra sportare nel ceramico le ossa dei guerrieri morti a Man tinea . Gli onori funebri formavano anche un'altra ricom pensa. Uno dei qualificati Ateniesi recitava alla presenza di tutto il popolo l'orazione funebre in lode di quei morti illustri . A Pericle il grande fu dato questo carico dopo la prima campagna della guerra del Peloponneso . Tuci dide ci ha conservato quel discorso , e se ne trova un al tro in Platea sopra lo stesso argomento . L'oggetto di tale orazione era di applaudire al coraggio di quei soldati ge nerosi , che avevano versato il loro sangue , di eccitare i cittadini alla imitazione del loro esempio , e special mente di consolare i loro congiunti . Si esortavano questi a moderare il loro dolore in vista della gloria , della quale i defunti erano colmi per sempre. » Non avete mai , si diceva ai padri ed alle madri chiesto agli Dei , che i vostri figliuoli si fossero dispen » sati da quella legge , che condanna tutti gli uomini a » morire , ma solamente , che fossero persone dabbene , ved oneste ? Sono esauditi i vostri voti , e la loro glo ria , della quale li vedete onorati , deve rasciugare le > vostre lagrime "
e cambiare i vostri sospiri in rendi
> menti di grazie. Non bastavano però semplici discorsi , ed encomii ste rili , ma la repubblica , in qualità di tenera madre " е pietosa , prendeva a suo carico il nutrimento " е la sus sistenza dei vecchi , delle vedove ,
e degli orfani , che
157 avevano bisogno di tale ajuto. Questi ultimi erano alle vati a proporzione del loro stato sino all' età in cui po tevano portare le armi ; ed allora pubblicamente sopra il teatro , ed alla presenza di tutto il popolo , erano ar mati di tutto punto , e ascritti nei ruoli della repubblica. Lacerati dalle intestine dissenzioni , i Greci non furono mai formidabili al di fuori . Riuniti in un solo stato sotto un governo cui era permesso seguire una
politica co
stante , ed assegnare alle forze una direzione fissa , avreb bero forse superato i Romani nella conquista del mondo . Quali vasti progetti i re d'Epiro e dei Macedoni non concepirono. Dopo la fatale battaglia di Cheronea Filippo procura di far dimenticare alle città riunite la perdita sofferta , occupandole alla guerra contro il potente re , e tutte queste città gli offrirono fantaccini e 15mila cavalli . I Greci che avevano resistito si lungo tempo alle armate dei Persiani , furono facilmente vinti e domati dai Romani Polibio dice che queste vittorie si dovettero alla superio rità della legione sulla Falange il di cui minaccevole aspetto destò un momento di terrore allo stesso Paolo E milio
io credo che potrebbe contradirsi questa proposi
zione. Primieramente l'ordinanza deriva dalla natura delle armi , e non le armi dalla ordinanza come Maiseroy ha voluto sostenere : bisognerebbe dunque dire che i trionfi dei Romani si dovettero alla superiorità delle loro spade , corte e larghe , non tirando che di punta, su le picche lunghe e mobili usate dai Greci : ma bisogna prolungar la quistione e considerarla sotto altri rapporti.
158
Fra tutti i popoli del mondo il più superbo e il più ardito , ma insieme il più regolato nei suoi consigli , il più costante nelle sue massime , il più accorto " il più laborioso > e in somma il più paziente è stato il popolo romano .
Da tutto ciò formossi la miglior milizia e la più avvedu ta , la più soda e la più seguita politica che fosse giam mai. Il capitale di un romano , per dir così , era l'amore delle sue leggi , e del suo paese. Una di queste cose gli faceva amar l'altra : era questa una idea stabile che do minava l'orgoglioso Claudio non che i Gracchi , Silla al pari di Mario , il severo Catone come il prodigo Lucullo. Questa idea li accompagnava al foro , nell'esilio, nei campi , nelle proscrizioni ; poichè l'amore del paese formava in essi un sentimento più vivo , più severo e segnatamente più esclusivo che nei Greci : questi impetravano senza scrupolo e senza rimorsi i soccorsi dei stranieri allorquando erano scacciati dal loro paese ,
ma presso i romani il
figlio di Veturio non ebbe imitatori . Atene non ha più prodotto cosa veruna dopo i tempi di Alessandro . Gli Eolj
che in varie guerre si resero
famosi , erano piuttosto indocili che liberi ,
e piuttosto
brutali che valorosi . Lacedemone aveva fatto il suo ultimo sforzo per la guerra producendo Cleomene ; la lega degli Achei producendo Filopemene . Roma non ha combattuto contra questi due capitani ; Plut: i Fhiess . ma l'ultimo che viveva al tempo di Annibale ,
e di Scipione , nel
159 veder operarei Romani nella Macedonia , ben giudicò che
la libertà della Grecia fosse vicina a spirare , ne' piu le restasse che il ritardare il momento di sua caduta .
Così
i popoli più bellicosi cedevano ai Romani . I Romani hanno trionfato del coraggio dei Galli , del coraggio e dell'arte dei Greci , e tutto ciò sostenuto dalla più raffinata condot ta , trionfando di Annibale ; di modo che non vi fu chi potesse giungere alla gloria della sua milizia . Roma finalmente era una ; tutti i suoi cittadini erano soldati
i suoi primi magistrati erano i suoi Generali in
capo . La guerra , che impoveriva gli altri stati , l'arric chiva , e la cura ch' ella aveva d'incorporare nel suo grembo i popoli vinti le faceva rinvenire, in ciascuna vit toria , il garante di una vittoria novella . Nessuno dubita che i Sabini , e quei intrepidi Sanniti coi quali pugnò pel corso di anni ottanta , non avessero la medesima organizzazione militare , non cingessero le medesime armi, nè fossero egualmente formati in legioni : ella li vinse pel suo coraggio , la sua costanza , il suo patriottismo " la forza delle sue istituzioni . Quando Annibale la ridusse all'orlo della sua rovina , i Cartaginesi si formavano in falange , similmente a tutti gli altri popoli dell' Africa , e questa volta la falange trionfo delle legioni. Polibio adunque rende troppo triviale questa quistione . Vediamo ora come formavasi la milizia dai romani e qual' era la loro ordinanza , e quale la loro maniera di combattere . L'obbligo di servire incominciava all'età di diecisette
160 anni , e durava venti anni
giunto questo termine 9
ciascun legionario , recatore di un certificato nominato testimoniale , rientrava nella classe dei cittadini , ed era esente, da ogni servizio . Tutti gli impieghi di magistratura erano interdetti a colui che non era stato arrollato almeno: per lo spazio di dieci anni. Per esser ammesso all' onore di difendere lo stato 9 bisognava essere di condizione libera e possedere una certa fortuna . Mario fu il primo che violò questa legge , arrol lando , nella guerra contro Giugurta , dei schiavi e dei poveri . Le leve si praticavano nel campo di Marte o nel Campidoglio . Il Console , o il Pretore ivi convocava tutti´ i cittadini che dovevano comporre le legioni , che ogni anno si completavano, dietro un decreto del Senato . Nel l'arrollamento, erano compresi tutti i cittadini dell' età di diecisett' anni sino a quarantasei , o cinquant'anni ; quelli che avevano terminate venti campagne nel servizio della fanteria ,
o dieci in quello della cavalleria , ad
eccezione, dell' ultima classe , perchè la loro povertà li esentava dal servizio militare , si dava principio ordina riamente alla organizzazione di quattro legioni , e a tale oggetto , si cominciava dal nominare sei tribù per ogni legione a scelta del popolo , o dei consoli . Tutti i coscritti erano disposti in tribù ; il magistrato delle leve ne notava
quattro successivamente in ogni
tribù . I tribuni delle quattro legioni notavano subito queste persone nelle loro legioni scegliendole quattro disegnati dai Magistrati .
a vicenda tra i
Questa operazione che
161 stabiliva una perfetta eguaglianza nella formazione della legione si rinnovava sino a tanto che fosse completa . Coloro che mancavano erano considerati infami ,
ed
esclusi dalle pubbliche cariche , e loro era vietato di con trarre matrimonio , imperocchè questa era l'unica porta che apriva l'adito agl' impieghi civili , ed al conseguimento di tutte le altre cose che sono l'oggetto dell' umana : cupidigia. Tutti i premj , tutti i vantaggi erano profusi mercè l'esercizio di quest' arte ,
in guisa che non si
poteva rinvenire condizione più misera di quella in cui si trovavano
coloro che non avevano militato .
Si sa
benissimo che il re Servio Tullio divise tutto il popolo romano in sei classi 2 che servirono di base alle leve delle truppe , ed alla formazione delle legioni . La prima composta di cittadini i più ricchi la rendita dei quali superava i centomila assi ( 1 ) fu formata di dieciotto Cen
(1) L' Asse As , era la base della numerazione d'ogni altra moneta. Aveva questi il suo nome da As , bronzo perchè era di questo metallo . In primo luogo As løsse si contava per una libra , la quale dividevasi in dodici once.
Al tempo della prima guerra punica l'asse fu
ridotto al peso di due once , a quella di una al tempo della seconda , quando erà dittatore Fabio Massimo , e finalmente , in vigore di una legge di Popizio , si ridusse ad una mezz'oncia "
ed in tal guisa poi per
severò in avvenire .
21
162 turie di cavalieri , ed ottanta Centurie di uomini per la unite altre due Centurie incari fanteria alle V quali erano cate dell' uso " o direzione delle macchine da guerra . La seconda classe componevasi di quei cittadini che avevano settantacinquemila assi di terra ; la terza di quelli che ne possedevano cinquantamila , e la quarta di quelli che ne avevano venticinquemila . Ciascuna di queste classi fu divisa in venti Centurie. Le prime quattro classi formavano l' infanteria di linea; la quinta classe dei cittadini che possedevano undicimila assi divisa in trenta Centurie formavano i Veliti , o truppe leggiere. Infine tutti quelli , che possedevano meno di undicimila assi formavano la sesta classe , ch'era la classe dei poveri , e di questi se ne formava una sola Centuria , che nei primi tempi fu esente da ogni servizio militare , perchè la povertà li rendeva inabili all' acquisto delle armi , е a fare la guerra a proprie spese. Ma allorquando le truppe incominciarono a percepire un soldo , e ciò fu in tempo dell'assedio di Veja , la classe dei poveri fu
quasi sempre sottoposta a' doveri
della milizia come tutte le altre classi dei cittadini. Polibio avverte che nel tempo delle guerre puniche questa classe era addetta al servizio della Marina , meno onorevole di quello delle legioni .
Il console Mario in
caricato della leva nella guerra contro Gingurta , aveva talmente animata la
moltitudine colla speranza del bot
163 tino ,
che i poveri facevano a gara per marciare sotto
i suoi ordini.
Questa numerazione , e classificazione stabilita da Ser vio Tullio , continuo a praticarsi pel corso di cinque anni dopo l'espulsione dei re sotto i Consoli e sotto ai Censori , che furono creati nell'anno di roma 311. Essi registra vano i nomi , l'età , la fortuna , il numero delle cam pagne dei Romani ; indi li classificavano secondo la loro fortuna , e la loro condotta. I ruoli stabiliti da questi ma gistrati servivano a far conoscere ai Consoli , o a' Pretori incaricati di far le leve , tutti quelli che erano destinati al servizio militare. I magistrati non si assoggettavano alla coscrizione ; má se si vuol prestar fede a Polibio , non era permesso aspirare ad alcuna magistratura senza aver prima fatte almeno cinque campagne nella cavalle ria , e dieci nella fanteria . Il senato ricorse qualche volta al sorteggio per la leva delle truppe. In fatti Appiano ci riferisce , che i sena tori ciò praticarono allorchè il Console Lucio Lucullo fu accusato dal popolo d'ingiustizia , e d ' iniquità nella scelta ch' egli faceva per formare le legioni nella guerra di Spagna . Soltanto i cittadini romani furono ammessi nelle legioni sino al momento in cui le guerre civili vennero a rove sciare la repubblica e tutte le leggi stabilite , ma si os serva qualche eccezione
dopo la sanguinolente battaglia
di Canne , il Senato si vide costretto a formare le legioni
164 di detenuti per debiti , o per furti , ed ottomila schiavi che la repubblica aveva acquistati dai particolari , facendo in tal modo cedere l'onesto all' utile , come dice Tito Livio. Queste legioni si condussero benissimo , e resero dei grandi servizî , e gli schiavi si acquistarono la li bertà colle armi alla mano. Silla e Mario nei loro sanguinolenti conflitti recluta vano da tutte le parti senz' alcuna scelta , e questi due furibondi incorporarono una quantità di schiavi nelle loro legioni. Catilina formò le sue di banditi , e malfat tori. Cesare levò due legioni al principio della guerra dei Galli nella Cisalpina , ch'era divenuta provincia ro mana. Pompeo fece levare a Spagna dai suoi legati due legioni composte da naturali del suo paese , che per tal motivo chiamavansi Vernacoli. In fine essendosi la potenza imperiale innalzata sulle rovine della repubblica ; il nome di cittadino romano non fu che un vero titolo , gl' italiani ed i provinciali non furono che sudditi di un medesimo patrone , la coscri zione s'estese gradatamente in tutto l' impero , e le pro vincie furono conquistate col sangue delle provincie, se condo l'energica espressione di Tacito.
I
I prefetti governatori delle provincie erano incaricati di far le leve ordinate dagl' imperatori . Tacito fa una pittura spaventevole dei disordini e degli abusi di autorità che si commettevano nelle leve delle truppe praticate nelle provincie , e dice in proposito , che avendo Vitellio ordinato
165 le leve delle truppe presso i Batavi , gli uffiziali addetti a questo incarico notavano i vecchi e gl' invalidi ,
per
obbligarli a riscattarsi col danaro , ed arrollavano i gio vani per farli servire ai loro depravati piaceri. Dopo la legge degli uomini succedeva l'augusta cerimonia del giuramento in cui si univano le più terribili imprecazio ni. Questo giuramento ligava alla legione , poichè il figlio di Catone il censore , volendo continuare a rimanere in Macedonia dopo lo scioglimento di quella ove egli serviva , suo padre scrisse a Paolo Emilio
di fargli prestare
un nuovo giuramento.
I Romani si abituavano alle fatiche della guerra con violentissimi esercizj .
Ve n'erano
di quelli la di cui
pratica rendeva il corpo più robusto o più pieghevole. La lotta , per esempio , ed il pancrazio cagionavano il primo effetto ; la danza , e la palma producevano il se condo. Ve n'erano degli altri che agivano sopra alcuna parte del corpo. Colla corsa acquistavano una estrema agilità ; col pugilato si aumentava il vigore e la flessibi lità delle braccia ; ma fra tutti gli esercizj che maggior mente giovavano era quello del disco . Ed infatti qual forza non si richiedeva in un atleta non solamente per sostenere con una mano una massa di un enorme peso , ma puranche per gettarla in aria , e spingerla ad una gran distanza ! un braccio abituato insensibilmente 2 e gradatamente al maneggio di un simile peso , non in contrava nel combattimento veruna cosa che potesse re
166 sistere a' suoi colpi ; li giavellotti ,
e le picche le più
grosse venivano lanciate colla massima impetuosità ne cessaria per rovesciare l'inimico. Da tutto ciò apparisce che l'arte militare riportava un gran vantaggio da tali esercizj , che in apparenza non formavano che un puro divertimento. Essi erano altronde vantaggiosi , poichè íspi ravano agli allievi il coraggio del cuore sperando così · acquistare quello dello spirito . Questo coraggio del cuore è dipendente più dall'educazione che dalla natura ; è una virtù maschia che ha origine nel sentimento delle pro priè forze , il quale ci porta a disprezzare i pericoli , e le loro conseguenze ;
e per acquistarlo bisogna averlo
esercitato ; e ciò appunto quello che si ottiene dalla gin nastica. Quando i Romani erano in pace , non tralasciavano d'impiegare le truppe in lavori considerevoli , tanto per tenerli sani e vigorosi , quanto perchè fossero di servizio al principato. Di questa sorte di lavori erano particolar mente gli accomodamenti delle vie pubbliche le quali per tal ragione erano chiamate viae militares ( Quintil. l. c. c. 14 ) . La legione era l'ordine col quale i Romani formavano le loro milizie : essa era tanto antica presso di essi quanto Roma medesima , malgrado l'opinione contraria del cav . Folard. Nella prima numerazione fatta da Romolo dei cit tadini che erano atti alle armi se ne contarono circa tre mila dei quali formò la fanteria , e trecento di persone
167 scelte che dovevano combattere a cavallo secondo l'occor renza. Questi ultimi si chiamavano Celeri dal nome di Fabio Celere loro primo comandante , o piuttosto secondo il parere di Giulio Scaligero erano così chiamati a mo. tivo della loro leggerezza , e prontezza nell' eseguire gli ordini del principe; presero in seguito il nome di Equiti, che conservarono per sempre , e ch' esprimeva con più esattezza il loro servizio. La repubblica loro forniva i ca valli ed erano distinti con un anello d'oro ( 1 ) per es sere ammesso in questa classe si richiedeva una qualche rendita , avendosi egualmente riguardo alla nascita ed ai servizj . Il numero si accrebbe a proporzione delle forze dello stato , e sino al tempo degli Imperatori composero tutta la cavalleria . La forza e l'ordinanza della legione hanno di molto variato da Romolo sino agli imperadori . Sarebbe troppo lungo il rapportare tutti questi cambiamenti . Vi sono tre epoche principali che convien notare. Nella prima la legione
(1) Questa distinzione pare assai chiaramente indi cata nel discorso fatto da Magone al senato di Carta gine in proposito degli anelli d'oro . Neminem nisi equi tem , et eorum ipsorum primores id insigne genere Civ. lib . 13. n . 13. questi primores equitum , sono i veri cavalieri Romani qui merebantur equo pubblico .
168 era divisa in manipoli ( 1 ) specie di compagnie di cento quaranta uomini , che si situavano sopra quattordici di fronte e dieci di fondo ; nella seconda questi manipoli furono aumentati e portati sino a trecento uomini ,
essi
presero allora il nome di coorti ; nella terza , si allungò il fronte , e le truppe non furono più situate che sopra sei di fondo. La legione ch' era un corpo completo comprendeva tutte le armi , primieramente di truppe leggiere , che combattevano avanti il fronte , in seguito gli astati , che formavano la prima linea ; dietro a questi venivano i prin cipi , e finalmente i triarii ; vecchi soldati scelti che formavano la riserva , e sovente riportavano la vittoria allorquando le due prime linee erano rovesciate. Queste tre specie di soldati si formavano in plotoni con eguali distanze nella loro fronte , eccetto i triarii ,
che non
oltrepassavano ordinariamente il numero di seicento ง avevano degli intervalli doppî oude poter ricevere gli astati e i principi. Questi plotoni erano formati a scac chiere sopra tre linee distanti l'una dall'altra di cinquanta passi ; su le ali era collocata la
cavalleria ,
che , al
numero di trecento uomini formavano dei piccioli quadrati di otto di fronte sopra otto di fondo .
(1) Il manipolo secondo Varrone de C. I. IV. era la più piccola parte della legione che segna una ban diera.
169
Tal' era l'ordine di battaglia della legione , ed era " . qual ci viene descritto da Polibio , in marcia ,
e alla
presenza del nemico ; ordine ch' egli addita proprio egual mente alla marcia , ed al combattimento. Parlando della guerra contro i Latini , Tito Livio così spiega la maniera colla quale l'anzidetto ordine adopera vasi nel combattimento. « I primi ad entrare nel combat > timento erano gli astati : se questi non arrivavano a ? penetrare nella linea inimica , e venivano respinti , i » principi li facevano passare dietro ad essi per gl' inter » valli delle loro righe , e si battevano rimanendo fermi » nel loro posto . Intanto i triarj non si partivano da canto alle loro coperti dai
› insegne ,
piegando a terra il ginocchio ,
› loro scudi
e tenendo le picche ficcate a terra colla
» punta alzata , a guisa di tante palizzate piantate intorno > a una linea. Se questi venivano puranche respinti , si › ritiravano lentamente dalla prima linea sino a quella › dei triarf ; e da ciò nacque il proverbio ,
res ad
» triariis redacta est , per denotare un affare critico . › Allora i triarj si alzavano all'istante , si riunivano a' » loro principi , e gli astati li ricevevano tra gl' inter » valli delle loro righe , e formavano in tal guisa una › sola linea piena e serrata , che piombava tutta intiera >> sul nemico ; quest' era l'ultima risorsa. Niente era più › terribile agli occhi d'un nemico
che si credeva già
» vincitore , quanto il vedersi presentare una linea così 22
170 « numerosa per arrestare i suoi progressi .
I
veliti si
sparpagliavano pria di venire al combattimento per inquie tare l'inimico a colpi di dardi ; e durante il combattimento scorrevano tra le file per ajutare i combattenti } da ciò ei è derivato il nome d'intrepidi , dato loro da qualche istorico. Lasciavansi ordinariamente degl' intervalli tra le legioni o le coorti . Scipione alla battaglia di Zama , rapporta Tito Livio , non formò le sue truppe in linea perfettamente chiusa , ma
lasciò degl' intervalli tra le
legioni , onde permettere agli elefanti d' Annibale di poter passare senza cagionar disordine nelle righe. Per questi passaggi la cavalleria , e i veliti correvano avanti , o si ritiravano dietro la linea , ma l' inimico poten dovisi introdurre , e attaccare le coorti nei fianchi al momento che davasí principio al combattimento , i medesi mi rendevano per tal motivo piuttosto pericolosi , che utili , che si lasciavano strettissimi , veliti
ed indi si guarnivano i
. e qualche volta si sopprimevano ancora ,
come
rilevasi dai commentarj di Cesare . Non aprivansi tali pas saggi
che al momento
del bisogno facendo raccorciar
le righe. Tal' era la prima ordinanza della legione , che poggiata ad una disciplina severa , ed animata dall' attrat tíva dei premj , rese da principio i Romani dominatori di tutta l'Italia , e in seguito li fece trionfare dei Galli , degli Spagnoli , dell' abilità d' Annibale ,
della forza di
Perseo , è d'Antioco , distruttori di Cartagine , vincitori della Grecia , e della maggior parte dell ' Asia , s'arric
171 chirono colle spoglie dei vinti. L'ambizione dei particolari diventati più potenti degli stessi re , non vollero più star soggetti al comando. Mario e Silla si batterono con fu rore " e Pompeo e Cesare si fecero una guerra accanita. Fino all'epoca di Mario durò la prima ordinanza della legione. Le guerre che i Romani ebbero coi Cartaginesi , coi Greci , e cogli Asiatici loro non lasciarono luogo a persone di cambiar la tattica ;
ma quando ebbero a
lottare colla fiera impetuosità dei Galli , e colla numerosa cavalleria dei Numidi , col furore dei Cimbri, e dei Teutoni , popoli così barbari che si battevano colla sciabola e coll' accetta " si accorsero che un tal ordine era troppo . debole. Sovente erano obbligati a battersi in piena linea , e talvolta prendevasi anche un manipolo di ciascun ordine , e se ne formava un corpo che chiamavasi Coorte , opera zione che da principio si praticava soltanto in qualche particolare circostanza ; e che in seguito formò una regola inalterabile.
Si riunirono i manipoli degli astati , dei
principi , e dei triarj , e ciascuna legione fu composta di dieci Coorti. Non si parlò più dei Veliti . Si crearono gli Arcieri , e i Frombolieri , che presero l'incarico , e il nome di truppe leggiere .
Nulla però fu cambiato
riguardo alla forma del servizio , e all' ordine dei gradi : i primi tra i tre ordini erano i primi Centurioni della legione . Vi si passava per merito di servizj , ed ascendevano in seguito al Centurionato del Primipolo , il quale coman dava a tutti i Centurioni ,
ed entrava nel consiglio , vi
172 erano parimente sei Tribuni , i quali erano nominati dal popolo , dai consoli , e sovente dagli stessi Generali . Sotto gl' Imperatori si vide un prefetto del campo che ne diri geva la polizia , e un Intendente delle macchine ; ma la quantità dei gradi ne scemò la dignità . I Romani non ne avevano da principio che pochi , perchè non soffrivand tra essi quel gran numero di persone brevettate ,
che
oggi si veggono nelle nostre armate. La legione così formata si dispone in battaglia anche su tre linee , come per l'innanzi praticavasi non cogl' in tervalli eguali al fronte , ma bastevoli soltanto al passag gio delle truppe leggiere.
Pria del combattimento , si chiamavano gli Aruspici , si osservava altentamente il volo dei polli sacri . Se , mal grado i loro presagi , la· vittoria si dichiarava a favore del nemico , una cerimonia angusta e terribile la riconduceva sotto le bandiere della repubblica. Così , vicino al vesu vio , colla testa coperta di un funebre velo, avendo sotto i suoi piedi una lancia che rendevasi sacra, Decio ripeteva queste parole sacramentali che proferiva il gran pontefi ce valerio
» O Giove , o Giano , o Marte , o Romolo,
› o divinità che ci furono recate dai Sabini , al numero › di dieci , io mi prostero ai Dei vostri ed alle divinità » della terra per ottenere la prosperità delle armi ro » mane ; io lor dedico > a me di unita ,
l'armata dei
> nostri nemici » . Quarantacinque anni dopo il figlio di questo medesimo Decio , dandosi tutto alla battaglia di
173 Sertine , gridó lanciandosi fra le file nemiche : » Io reco › con me stesso il terrore " la strage ,
la collera dei
Dei del cielo e dei Dei infernali rovina e maledizione ai Galli e ai Sanniti.
La disciplina era severa ,
e gli ordini dei Generali
che a mille passi distanti da Roma , avevano il dritto di vita e di morte , erano sacri per tutti ; la stessa vittoria non giustificava la dissobbedienza . Una truppa che fug giva era decimata ; un soldato che abbandonava le sue armi , e particolarmente lo scudo , sul quale era scritto il suo nome ,
andava a morte . I disertori all'interno
erano passati per le verghe ; quelli all'inimico erano po sti in croce . Il trionfo , l'ovazione , i gloriosi titoli , ricompensavano i capi ; delle corone civiche , obsidiali , morali , erano il premio delle azioni
valorose ;
dei braccialetti , delle
collane d'oro delle armi d'onore , delle gratificazioni in danaro , delle alte paghe , erano accordate ai soldati che si distinguevano . Silla fu il primo , che distribuì alle sue legioni , dopo la guerra di Giugurta , delle terre in Ita
lia , prese dai legittimi possessori : esempio funesto che fu in seguito una delle cagioni per le quali cadde la re pubblica. Non vorrei terminare questa descrizione senza dare un piccolo ragguaglio della
composizione delle armate dei
Cartaginesi , che lottarono per lungo tempo con Roma , ma i materiali mancano. I vincitori distrussero tutte le
174 opere , ed annientarono tutti i monumenti dei vinti , sembra che ci avessero voluto cancellare finanche la me moria ; si sa per altro che i Cartaginesi dedicati al com mercio , ed alla marina fondavano la loro difesa * nelle truppe straniere . Se queste truppe , scelte fra le più bel licose nazioni, fossero state animate dall'istesso sentimento de' Romani li avrebbero certamente superati .
Chi mai
avrebbe potuto resistere ad un'armata composta di terri bili trombolieri Baleari, d'infaticabile cavalleria Numida " e d'una Fanteria riunita d'impetuosi Galli , e forti Ibe ri ? Quali famose gesta non ci presenta la storia, eseguite da Astrubale posto alla testa di simili truppe ? Esse furono che salvarono Cartagine quando Santippo postosi alla loro testa arrestò i progressi dell ' armata di Regolo ; ma si vi dero in seguito rivolgere le loro armi contro il proprio paese : la loro insurrezione cagionò la perdita della Sar degna , e nella sanguinolente guerra della Libia , la ri volta di Spendio menò gli stipendiati sollevati sotto le mura di Cartagine. È dispiacevole il non poter avere una perfetta cono scenza di quella repubblica , ch'estese il suo impero quasi per tutta l'Affrica ; s'impadroni della Sicilia , della Sar degna , della Spagna ; e fece la guerra pel corso di cen toventicinque anni , tempo che durarono le tre guerre puniche contra Roma , mentre questa potenza trovavasi nel suo massimo splendore ,
e possedeva i migliori Ge
nerali. Una sola riflessione però è bastevole a formare
175 tutto l'elogio delle sue istituzioni . La sua
durata fu di
settecento anni senz' aver di bisogno di ricorrere nè ai Dittatori , nè a mezzi estraordinarj : e se avvenne che fu rovesciata , ciò fu perchè troppo confidava nella fede dei Romani, Quando Roma cadde sotto il dominio dei barbari , l'or ganizzazione delle sue armate , la loro disciplina , la loro tattica non erano punto le stesse. Il nome di legione erasi conservato , ma si formava su di una linea piena di otto o dieci di fondo ; ordine del resto dettato dalla composi zione delle armate colle quali si combatteva e colla nu merosa cavalleria che ne formava la maggior forza . Al lora chiedevasi parimente un soccorso nel gran numero di baliste , di catapulte di macchine d'ogni genere di cui le armate erano aggravate ; ma il successo dimostrò che nulla può supplire al coraggio ed alla disciplina .
1
Parecchi secoli d'oscurità successero all'impero Roma no ; gradatamente la civilizzazione superò le barbare isti tuzioni dei vincitori , e le sventure dei popoli vinti. L'or ganizzazione delle sue armate fu a queste diverse epoche , simile a quella delle altre nazioni d'Europa che cad dero sotto lo stesso giogo ,
e soggiacquero alle stesse
catostrofi . Io vorrei in questa descrizione far menzione puranche degli antichi Galli che Tacito e Cesare ci hanno di pinti con tanta verità , e che Diodoro di Sicilia osservava aver conquistata ,
Roma ,
saccheggiato il tempio di
176 Delfo , ed imposto dei tributi ad una gran parte del l'Europa e dell' Asia. Io avrei bramato narrar le spedizioni di quelli intre pidi discendenti dei Celti che partendosi da un paese coperto di folte foreste , andavano sotto gli ordini di Belloreso o di Brenno a dar la legge all' Illiria , alla Francia , alla Sassonia , ed alle coste dell' Asia minore. Ma dopo aver narrati i loro trionfi , bisognerebbe seguirli nella lunga lotta ove essi furono soggiocati dalla disci plina e dalla scienza militare di una nazione che li aveva si lungo tempo temuti , e questo articolo formerebbe una opera ; mi limiterò a parlare soltanto della organizza zione militare della Francia e Prussia " e principierò dai tempi antichi. ( sarà continuato ) VINCENZO GAROFALO .
"
177 DEGLI
EFFETTI
DEL RULLIO E del tangheGGIO DELLE NAVI SUL TIRO DEL CANNONE ,
Dappoichè la ingegnosa e ad un tempo tremenda sco verta della polvere da sparo diede origine alla più possente fra tutte le armi , dico l'artiglieria , gli uomini intenti alle cose di guerra non fecero se non volgere ogni loro studio a migliorarla , e tre secoli di continui esperimenti le han fatto operar tali progressi che ben può dirsi giunta quasi al suo perfezionamento. Tuttavolta essendosi voluta quest' arme applicare alle navi , si ebbe ben tosto a scor gere di quanto i suoi effetti fossero inferiori a quelli dell'artiglieria terrestre , e quanto gravi fossero le diffi coltà a superare per porla a livello di questa . Ma l'in gegno dell'uomo mai sempre fecondo nel crear novelli mezzi di distruzione pel suo simile , lungi dallo scorag giarsi non fe' che invocare il soccorso delle scienze , per modo che uomini versatissimi nella fisica, nella chimica , nella metallurgia , nella meccanica e nelle matematiche , dopo aver logorato la loro vita nel fare continui espe rimenti e modifiche , giunsero a sottoporre l'artiglieria navale a regole certe e di un resultamento quasi che sicuro " di tal che può dirsi aver essa di presente quasi raggiunto il suo possibile perfezionamento . 23
178 Or prima di tutto è ad osservarsi , che la instabilità del l'elemento sul quale debbonsi maneggiar queste armi ? ne rende assai difficile l'uso: quindi è che nel cannoniere navale si richiede maggior istruzione
e pratica che nel
terrestre . Ed intanto per una contradizione inesplicabile , mentre da una banda presso tutt'i popoli i quali posseg gono forze navali , si ha l'animo volto a perfeziona re il materiale dell'artiglieria ,
e tutto dì si van
fa
cendo novelle ed utili scoverte , dall'altra si trascura il personale , anzi si tende a distruggerlo. Così vediamo oggi i cannonieri essere esclusi dal bordo delle navi della Gran Bretagna , di Francia e di Russia , le quali sono montate da soli marinari , ed il corpo dell'artiglieria na vale essere ridotto ad un ristretto numero di uffiziali
e
di artefici , piuttosto che cannonieri , unicamente addetto alla costruzione del materiale .. Ma come mai può pre tendersi che uomini tolti in fretta alla pacifica naviga zione del commercio sappiano , o apprendano in pochi mesi a servirsi di armi che richieggono lunghi anni di esperienza? Siffatta osservazione avvalorata dalla favore vole opinione di dotti scrittori inglesi e francesi istessi , mi ha indotto a dar fuori talune considerazioni le quali non hanno altro scopo 'se non quello di rilevare la im portanza dell' artiglieria nelle fazioni navali , e mostrare di quanta difficoltà sia l'uso di quest' arme su di un ele mento tanto incostante quanto si è il mare . Nè mi si dia taccia di arditezza per aver voluto versare in una ma teria che non mi appartiene , imperocchè non mi son
179 fatto lecito di avventurare veruna opinione che non fosse appoggiata sugli scritti dei più rinomati autori della ma teria in esame. Semprecchè convien trarre con l'artiglieria a bordo delle navi con mare fiottoso ,
accade che la palla non
è mai gettata dal cannone senza che la direzione nella quale esso era puntato , al momento in cui il puntatore ha tratto il cordino della piastrina , non sia più o meno alterata . Il che nasce dalla moltiplicità dei movimenti cui la nave va soggetta sia per l'urto dei marosi , sia per l'azione del vento sulle vele . Questi movimenti possono ridursi a tre : 1.° Abbassamento ed innalzamento vicendevole della prua e della poppa che vien detto dai marini tangheggio: esso vien prodotto unicamente dalla disuguaglianza della superficie del mare a cagion dei marosi . 2.° Abbassamento ed innalzamento scambievole dei bordi dritto e sinistro della nave , che denominano i ma rini rullio , ovvero sbandare della nave " il quale movi mento può esser prodotto sia dal vento sia dal mare presi isolatamente , sia dall' uno sia dall' altro presi as sieme .
3.º Finalmente vi è un movimento misto composto del tangheggio e del rullio , e tal movimento è prodotto dal vento e dal mare allorchè navigando di bolina ossia con vento stretto ,
questi percuotono il naviglio in una
linea diagonale alla sua chiglia e per conseguenza alla rotta che seguir deve.
180 Premesse tali nozioni generali , di leggieri si scorgerà essere della più alta importanza in siffatte condizioni lo adoprar tutt'i mezzi perchè il colpo parta con la mag gior sollecitudine possibile ( 1 ) , come anche lo indagare qual direzione e qual parte dei movimenti di una pave siano i più favorevoli all'artiglieria per sparare , cioè se si debba trarre durante il rullio dal lato di sopravento , ov vero da quello di sottovento , ed in qual punto partico lare di tali movimenti ; se sia più vantaggioso indirizzare i projettili agli alberi ovvero allo scafo della nave uemica , se nel dar caccia al nemico si possa ovviare agl' incon venienti del rullio o del tangheggio ; se convenga meglio tirargli colpi isolati ovvero intiere fiancate ; finalmente quali projettili siano più adattati alle condizioni sotto le quali si combatte . Sono queste delle quistioni assai ardue delle quali brevemente mi farò a discorrere. In un combattimento ad assai breve distanza e con mare calmo , poco importa che le artiglierie siano puntate col rullio o contro il rullio ; poichè essendo di lieve momento
(1) E però utilissime riuscirebbero
le piastrine a
percussione adattate alle lumiere dei cannoni per la più pronta accensione che communicano alla carica , ma non pochi marini mentre convengono di cotesto po sitivo vantaggio sostengono non esservi mezzo a pre servare i fulminanti dall' umido , che li rende presto innanamsibili
181 la inclinazione o la elevazione delle stesse , possono i can nonieri calcolarla puntando al di sopra o al di sotto del punto che voglion colpire . Ma alloraquando vi sono forti marosi , la scelta di siffatti movimenti non è più indif ferente ; quindi è della più alta importanza il conoscere quali modificazioni debbono apportarsi alle massime ge nerali stabilite su tale obbietto . La regola generale per trarre in un combattimento a mare fiottoso è quella di sparare nel momento in cui la nave si avvicina al punto da pescare l' istessa quantità di acqua dall' una e dall' altra banda , ossia alloraquando presso a poco trovasi dritta . Ad esaminare i soli effetti del rullio io immaginerò che la nave si trovi alla vela con vento largo ,
poichè
se
navigasse di bolina , ossia con vento stretto , il suo movi mento non sarebbe più di rullio ; ma invece , per effetto della impulsione dei marosi che percuoterebbero obbliqua mente la prua , sarebbe un movimento misto di rullio e di tangheggio . Ora una nave alla vela col vento da me supposto , trovasi sempre dritta o pressochè dritta al finire o quasi al finire della sua sbandata verso sopravente . Senza l'azione delle vele essa si troverebbe dritta allora quando giunge alla sommità del maroso " ma con le vele e con vento fresco ciò non può aver luogo. Con una forte maretta la nave si abatte dal lato di sopravento assai al di là della sua posizione verticale ; ma
con -un
tempo ordinario da combattimento non dobbiamo supporre inclinare di molto dalla " questa pausa འ༠ - ri
il mare così agitato da farla handa di sopravante Ang
182 momentanea che ha luogo al finire del suo rullio verso sopravento , prima che incominci ad ubbidire all'urto del maroso che sta per giungerle nell' intervallo fra l'ondata
sotto al bordo , trovasi
giunta e quella
ch'è per
giungere. In siffatta posizione essa ha meno impero sulla sua avversaria che se la guardasse dall' alto di un maroso. Questa osservazione preliminare basta a mostrare che la regola di trarre il colpo allorchè la nave sta dritta , non va sempre osservata ; imperocchè i projettili scagliati in tal punto o colpiranno di rimbalzo ( urtando nei flutti ) ovvero incontrando un maroso più alto vi affonderanno dentro.
Facciamoci ora ad esaminare la importante quistione che naturalmente ne
nasce " cioè se torni più
van
taggioso il trarre alloraquando la nave si abassa o s' i nalza dal lato ove si combatte - Un bastimento a sotto vento del suo inimico , ossia combattendo col lato di sopravento , deve trovarsi nel vuoto dei due marosi allor chè il suo lato impegnato
comincia a rialzarsi , e nel
mentre ch'esso s'inalza da questa parte finisce la sua abbattuta verso sottovento . L'inconveniente di trarre dal vuoto delle due ondate , oltre quello più innanzi accen nato , nasce principalmente dal perchè il lato di un maroso da sottovento , essendo molto più ripido e disuguale del lato di sopravento , il cambiamento che ha luogo allora nella posizione della nave ,
accelerato ed accresciuto
dall ' azione del vento sulle vele , è di gran lunga più rapido e più violento di quello di abattuta verso sopra
183 vento. La direzione adunque, delle artiglierie deve trovarsi
150
del
più prontamente sconcertata in questo caso ; oltrecchè il rincular dei cannoni affrettato ed aumentato dalla inclina
Tas! zione dei ponti verso sottovento , potrebbe cagionar la
1
rottura delle brache con grave danno dei cannonieri e considerevole perdita di tempo . ( 1 ) Pare adunque chiaro
050 che allorquando si combatte dal lato di sopravento sia
la preferibile il trarre in quell' istante di pausa momentanea
поп che precede il movimento d'immersione del lato combat tente. La nave trovandosi allora sulla sommità del maroso avrà più impero sull' inimico , ed il movimento di abat
ΠΟ tuta che siegue , essendo verso sopravento la inclinazione consentanea dei ponti diminuirà il rincular dei cannoni .
ope Combattendo poi al sopravento dell' inimico , debbono aver luogo dei ragionamenti opposti a quelli or mentovati . Il lato impegnato essendo quello di sottovento , esso inco mincia ad abattersi allorchè la nave è nell' intervallo dei due marosi . Dobbiamo dunque modificare la regola generale sta bilita innanzi " е non deesi trarre però che al finire
SUR
del movimento di abattuta del lato che combatte , ossia di quello di sottovento , alloraquando la nave giunge
(1) La rottura della braca ad un cannone potendolo
1 far correre da un bordo all'altro puòferire molti uomini; ed un tale accidente richiede non poca fatica perchè possa essere riparato.
34 alla sommità di una ondata " in guisa cite ta mancata non sia scagliata dopo la pausa che precede il cambiamento di movimento . In siffatte condizioni nasce un'altra quistione, quali siano cioè i projettili più proprì ad arrecar grave danno all' inimico . Se si combatte da sottovento , ed a breve distanza , la inclinazione dei ponti della nave nemica allorchè si abatte da sottovento essendo tale che spesso permette di dominarne la intiera coperta , è chiaro che il miglior metodo sia quello di trarre a palla e mitraglia affin di uccidere all' inimico il maggior numero di uomini possibile . Ed ora che l'artiglieria navale ,
mercè la
ingegnosa scoverta del signor di Paixhans , ha fatto acqui sto degli obici-cannoni, tornerebbe anche utile nel caso supposto lo scagliar qualche
granata o qualche
bomba
sulla nave nemica allorchè presenta scoverta la sua tolda , poichè lo scoppio di siffatti projettili deve riuscirle som mamente dannoso .
Se all' opposto poi si combatte da
sopravento , accade il rovescio; dappoichè la nave nemica nei suoi movimenti di rullio verso sottovento , mostrando scoverta gran parte della carena , sarà più sano consiglio allora il trarre solo a palla : in effetti si potrà sicuramente cagionarle gravi danni nell' opera viva , nel mentre la inclinazione dei suoi ponti verso la banda opposta a quella che combatte , mette al sicuro dalla mitraglia la sua ciurma. E colpito che si avrà l'inimico
con quattro o cinque
palle da 24 o da 3o al di sotto della linea di acqua , sopratutto se i projettili avranno forato i legnami dalle due bande ,
si può esser sicuri ch'esso in breve o sarà
185 costretto ad arrendersi o affonderà . ( 1 ) Risulta dunque dalle cose finora discorse , che i projettili diretti contro lo scafo della nave nemica debbono scagliarsi durante il movimento di abbassamento del lato donde
si combatte ,
anzicchè
durante il movimento contrario che rialza le bocche delle artiglierie ; e che per contrario devesi trarre a colpire gli alberi e gli attrezzi alloraquando il lato che combatte si" rialza , dappoichè essendosi mirato al basso si colpirà all'alto . Generalmente in tutti i combattimenti a breve distanza lo scopo principale esser dee quello di produrre i più grandi guasti possibili all' opera viva dell' inimico . E que sto è molto più indispensabile per i bastimenti armati di sole carronade , come le corvette , i brigantini , le golette , ed i cutter , dappoichè il diametro delle loro palle è sì grande in proporzione della picciolezza del loro scafo , che basta un minor numero bisognerebbe trarre
di
colpi ,
di quelli
che
contro un vascello o una fregata ,
(1) I tappi conici non sempre riescono sufficienti a chiudere le vie di acqua , dappoichè alle volte le palle staccano tal quantità di legname che i buchi restano tutti squarciati all' intorno , ed altrevolte percuotendo le palle la carena nel massimo movimento di abattuta del lato opposto a quello che combatte ,
avviene che
i buchi siano al di sotto della linea del bottame ,
0
delle casse di ferro , ed allora sarà difficilissimo lo arrestare i progressi dell' acqua . 24
186
per astringerli a ricorrere alle trombe. Quattro o cinque palle da 30 che colpiscono una di queste navi nell'opera viva , vi apriranno tali vie di acqua che non vi saranno trombe capaci ad aggottarla , ed essa sarà costretta ad arrendersi , comecchè avesse intatti gli attrezzi è neppure un solo uomo le fosse stato morto .
In appoggio delle
discorse teoriche ed a rafforzare il mio ragionamento con gli esempi tratti dall' istoria moderna , mi fo a cennar fugacemente alcune fazioni navali della marina militare degli Stati Uniti di America combattute nell ' ultima guerra degli anni 1812 , 1813 , 1814 , e 1815 . Il combattimento fra la corvetta americana il Calabro ne ( 1 ) governata dal prode capitano Lawrence ,
e la
corvetta inglese il Pavone (2), mostrò di quanto momento siano le avarie prodotte dal cannone nella carena di una nave . La corvetta inglese trasse costantemente durante il suo movimento di ascensione del suo lato combattente , di tal che
i suoi colpi
produssero gravi guasti negli
attrezzi e negli alberi del Calabrone ; e questa per con trario avendo sempre sparato al finire del suo movimento d'immersione del lato combattente , le sue palle da 30 colpirono la carena del Pavone , e la bucarono dall' una all'altra banda in guisa tale che questa nave affondò con tanta furia, che gli Americani non poterono salvarne per intiero la ciurma. L'Avon grosso brigantino inglese
(1) 1 The Hornet.
(2) The Peacok.
187
aqu
da ventidue cannoni venne a battaglia con una corvetta
Rre
americana della sua medesima forza denominata parimente
200
il Pavone ( in memoria di quella fatta affondare dal Calabrone. ) Le artiglierie degli Americani furono si ben dirette, che dopo trenta minuti di fuoco l ' Avon cessò dal
des
trarre 2 e poco dopo incominciò
C
In quel mezzo vistasi dagli Americani una fregata inglese
a
tare
che accorreva alla lor volta, pensarono a porsi in salvo , e così l'Avon affondò anime e beni senza poter esser soc
ZENTA
corso nè dagli amici nè dai nemici .
far segnali di soccorso .
Dai cennati avvenimenti di leggieri si scorge quanto tremendo sia l'effetto dei colpi scagliati all' opera viva , e di quanto siano da anteporsi a quelli diretti agli alberi ed alle vele. Gl' istessi risultamenti ebbero luogo nella pugna com
ante
battuta dalla corvetta americana la Vespa , ( 1 ) Capitano
ente,
Iones , ed il brigantino inglese l' Allegro (2) armato di ventidue carronade che scagliavano 30 libbre di palla . Dopo quaranta
H
minuti di una furia non interrotta di
colpi le artiglierie dell' Allegro tacquero di botto e la Vespa essendogli corsa sopra col vento in fil di ruota lo investi e lo prese all'abbordaggio senza incontrare ulte
ude
riore resistenza . La Vespa ebbe a soffrire gravissime avarie
27
nell'alberatura , imperocchè le fu rotto l'albero di gabbia che rovesciossi assieme a quello di velaccio sulla coffa di
(1) The Wasp. (2) The Frolick.
188 trinchetto , fracassando il pennone di parrocchetto e la cerando questa vela . Indi a
poco le cadde sul cassero
anche l'albero di belvedere ed il pennone di mezzana . Non per tanto essa s'insignorì della nave nemica di cui la ciurma superstite era tutta intenta ad aggottar l'acqua che minacciava ingojarla . Questa battaglia fu combattuta con un mare assai burrascoso , imperocchè le carronade delle due navi ad ogni sbandata tuffavano le loro bocche nel mare ; ma gli Americani con sano consiglio
non
spararono che dall' alto dei marosi ed alloraquando era per finire il movimento di rullio dalla parte del nemico, per modo che i loro colpi andavano tutti a ferire
nel
guscio di questi . ( 1 ) Gli Inglesi per contrario pare che non iscegliessero bene il punto di trarre ,
dappoichè i
loro colpi partivano alloraquando il lato combattente del loro brigantino incominciava
a rialzarsi ,
e
quindi
o
andavano a colpire negli attrezzi della corvetta americana 2 o andavano a vuoto . (2 ) Non è a credersi da quel che
(1) La Vespa si era sempre mantenuta a sopravento dell' inimico. (2) È osservabile che in quasi tutti gli scontri navali nei quali prevalsero gli Americani, le loro artiglierie produssero tali guasti nello scafo delle navi nemiche che pressochè tutte le prede inglesi affondarono ovvero furono arse perchè inservibili. E ne fa fede il notamento che siegue • fregate , la guerriera , la Iava , e la Confidenza "
arse ; corvette la Boxer e la Peacock
189 sinora ho esposto , che io voglia reputare inutile del tutto , o svantaggioso il sistema d'indirizzare i tiri delle artiglierie all' alberatura delle navi ; che anzi in talune condizioni e sopratutto nelle caccie è sano consiglio il praticarlo. Ed in effetti all' inimico che fugge ,
il maggior male che
se gli possa fare è quello di torgli i mezzi a proseguir la sua fuga ; nè tanto può conseguirsi se non disarman dolo ossia facendogli rovinare gli alberi o i pennoni , o lacerandogli le vele. Ma qui nascono altre quistioni , quali cioè sieno gli effetti del rullio e del tangheggio sui tiri del cannone durante la caccia ; quali tiri siano più utili , se cioè i tiri isolati ovvero le intere fiancate ; quali pro jettili siano da preferirsi, se le palle piene, le palle vuote o le composte. Toccherò leggermente ciascuna di esse . A disarmare una nave sotto caccia sarà molto più fa vorevole un vento fresco anzicchè una leggiera brezza . Uno straglio , delle sartie , o dei patarazzi troncati da una palla , facendo perdere ad un albero di gabbia " ovvero ad un alberotto, quel contrasto di forze che lo fa star saldo sotto gli urti del vento , può facilmente rom • persi e rovinare in coverta . Un braccio rotto ad un pen
none 2 una scotta troncata ad una vela può produrre
la rottura del pennone . e quindi la sua caduta una con la vela che regge , ovvero può far sì che la vela sbat
affondate : brigantini il Reindeer , l'Avon ed il Pen guin affondati. Più quattro golette ed otto galere del pari calate a fondo.
190 tendo al vento si laceri
e venga portata via a brani .
Una palla che colpisce una vela soffiando un vento leggiero produce il solo buco , ma col vento fresco questo buco divien tosto una laceratura che si estende fino ai rinforzi dei terzaruoli e qualche volta fino alla ralinga . Una granata che scoppia in una coffa può ca gionare l'incendio del sartiame o della velatura. Quindi a disarmare una nave che fugge con vento fresco basta colpirla nelle vele ; ma con vento leggiero per lo rove scio fa mestieri colpirla negli alberi e nei pennoni . - Ma una nave in caccia può andar soggetta al doppio mo vimento del rullio e del tangheggio : ed eccone allora gli effetti. Se la nave che caccia navigherà con vento largo , il suo lato di sopra vento essendo percosso dai marosi , ora si abbatterà , ed ora s'innalzerà , dal che procederà il rullio ;
se poi navigherà con vento in
poppa , i marosi percuotendo le anche di poppa innal zeranno la nave da questa banda e faranno immergere la prua , la quale alla sua volta , allorchè l'ondata avrà percorso la lunghezza dei fianchi della nave " innalzerà la prua e farà abbassar la poppa ,
e per conseguenza
ne seguirà il tangheggio . Nel primo caso volendosi trarre coi cacciatori , ed essendo il movimento della nave la erale a queste artiglierie , è chiaro che mentre la nave si aggira sul suo asse orizzontale la punteria dei can noni che trovansi disposti in questo verso sarà alterata per tutta la linea di mira ; imperocchè essa ora sarà più a destra del punto a colpirsi , ora più a sinistra , e
191 però il più sano consiglio sarà allora quello di trarre nel punto medio di siffatti movimenti , cioè alloraquando la nave si trova dritta , essendo nelle caccie la esattezza della punteria della massima importanza . Di fatti la nave che fugge, presentando all'inimico la sola poppa , si avrà un bersaglio di gran lunga più ristretto di quello che offre una nave pel traverso . Nel secondo caso poi da noi supposto , il movimento di tangheggio cagionerà lo innalzamento e lo abbassamento delle bocche dei cannoni di prua , quindi altererà il tiro di queste artiglierie nel senso orizzontale . E però nasce la quistione a vedersi qual punto del movimento di tangheggio sia il più favo revole al tiro dei cacciatori. Nelle caccie è ad osservarsi che essendo principale scopo quello di disarmare la nave inimica, ne siegue che fa mestieri trarre all' alberatura ; e siccome questa fugge così conviene non perdere cam mino sulla stessa , e per conseguenza fa d' uopo spesso trarre a lunga gettata .
Ora quando si mira all' albera
tura di una nave si ha un bersaglio per quanto ristretto nel senso orizzontale , per altrettanto alto nel verticale , imperocchè dal pomo dell' alberotto di velaccio di maestra di una nave di fila sino alla linea di acqua si contano 180 piedi , quindi è chiaro che a voler colpire l'albe ratura del nemico le artiglierie debbono esser puntate in alto , e però il punto più favorevole del movimento di tangheggio sarà quando la prua della nave che caccia incomincia ad innalzarsi . E maggiore sarà la distanza tra nave e nave , più favorevole alla esattezza del tiro sarà
192 l'angolo di elevazione dei cannoni di prua , imperocchè al di là delle 500 tese essendo sensibile la parabola che descrivono i projettili , ne siegue ch' essendosi mirato ai pomi degli alberotti si andrà a colpire nelle basse vele , o nello scafo .
Ma qual sarà il miglior mezzo ad ottenere siffatti ri sultamenti nelle caccie ? Sarà meglio trarre coi caccia tori , ovvero cannoni di prua , 0 pure orzando o pog giando presentare il fianco per far fuoco con le batterie ? A me pare che possa più facilmente disarmarsi una nave sotto caccia , combattendola coi soli cannoni di prua ; ed eccone la dimostrazione . Nelle caccie comechè lo scopo principale sia quello di vincere in celerità il nemico che fugge , per poterlo combatter dappresso è da evitarsi ogni mossa che sia per arrecare rítardo al cammino della nave che insiegue ; e poichè ai cacciatori per la loro posizione parallela, o quasi parallela alla chiglia , è fatto loro abilità di trarre quasi dritto innanzi la prua , è chiaro che siano i tiri di questi da preferirsi a quelli dei cannoni di bat teria. E qui non saprebbesi raccomandare abbastanza ai costruttori di navi , di dar tale curvatura alle murate di prua da avere ogni bastimento dei portelli dai quali fosse fatto abilità di mirare dritto innanzi la prua , e trarre ' facendo percorrere ai projettili una linea affatto parallela alla chiglia . Per contrario volendo combattere in caccia l'inimico coi cannoni delle batterie , e supponendo che questo abbia di già il vantaggio di aver guadagnato cam mino sul primo, fa mestieri che la nave che caccia , ponga
}
193 il timone all' orza , ovvero a poggia ( secondochè rileverà il suo avversario) e venuta alquanto al traverso del vento attendi per sparare non solo il punto in cui i suoi cannoni di batteria infilino la rotta del nemico, ma benanche quel , punto del rullio ch'è il più favorevole. Ora siffatte mosse produrranno al certo tanta perdita di tempo da far sì , che alloraquando si sarà al punto di trarre , l' inimico si troverà allontanato di gran tratto ; al che se aggiungesi il tempo necessario a far riacquistare alla nave il suo abrivo , , allorchè dopo sparato voglia riprender la caccia , ne sie gue che la distanza dalla poppa di chi fugge alla prua di chi insegue si troverà raddoppiata ; e se la manovra poi si ripete , la nave cacciata perverrà presto fuori la gettata del cannone . Inoltre la incertezza dei tiri sarà maggiore , poichè una nave se dà caccia col vento in fil di ruota ( ch'è la condizione più favorevole ) accostando alla dritta o alla sinistra a fin di permettere ad una parte dei suoi cannoni di batteria di poter trarre sull' inimico , sarà percossa dai marosi in linea obbliqua alla sua posi zione primiera , sicchè soffrirà quel movimento misto di rullio e di tangheggio ch'è il più
sfavorevole pei tiri
delle artiglierie ( 1 ) .
(1) Giova avvertire non pertanto che una nave che da caccia col vento in fil di ruota , è spesso obbligata ad accostare al vento per far sì che le sue vele dere tane smascherino le anteriori ; ed alloraquando sono tutte gonfie dal vento essa riprende la sua direzione 25
1
194 Sembra incredibile quanto poco frutto faccian le fiancate scagliate in tal giacitura , e non pochi fatti ne forniscono la pruova .
Innanzi che scoppiasse la guerra fra gli Stati Uniti di America e la Gran Brettagna nell'anno 1812 , seguirono varie avvisaglie fra le navi di questi due nazioni . Fra le altre la fregata inglese la Belvedere , ch'era sotto gli ordini del capitano Byron , s' imbattè nella squadra ameri cana del Commodor Rogers , e comechè il Byron non fosse certo se la dichiarazione di guerra fosse o pur no seguita , reputò sano consiglio lo allontanarsi.
Allora
staccossi dalla squadra del Rogers la fregata il Presidente ed incominciò a dar la caccia alla Belvedere combatten dola coi suoi cannoni di prua , e questi colpi isolati pro dussero gravi danni alla fregata inglese , imperocchè le uccisero nove uomini , le rovesciarono varie carronade sul cassero , e le lacerarono non poche vele. Ma alloraquando il Presidente ebbe guadagnato cammino sulla Belvedere ed incominciò a venire al traversó per trarle contro delle fiancate , successe che i suoi tiri non produssero più al nemico altri danni che la rottura di qualche braccio dei
primiera per por rinnovar questa mossa sul bordo opposto. Quindi ne siegue che queste deviazioni lungi dal ritardare il suo cammino lo aumentano ; ma se il mare sarà fioltoso gli effetti del rullio e del tangheg gio saranno sempre i medesimi sui tiri dei cannon i delle batterie.
195 pennoni maggiori 1 e di qualche asta di coltellaccio ; mentre all' opposto i cannoni di ritirata della Belvedere arrecarono grandi avarie al Presidente che a poco a poco rimase di tanto in dietro da dar campo alla Belvedere di scampare. L'altra fregata americana la Costituzione cacciata da due fregate inglesi , dovè la sua salvezza a questo modo di trarre degl' Inglesi . Questi fatti rafforzano sempre più il mio ragionamento " e pruovano che dei cannoni isolati puntati con accuratezza e calma , e maneg giati da abili cannonieri partoriscono sempre maggiore effetto di quello che potrebbero partorirne le ripetute fiancate . Da ultimo mi rimane ora a vedere quali projettili siano più adattati ad essere scagliati in una caccia. Le palle piene di grosso calibro cagioneranno al certo gravi danni sia all'alberatura , sia all'artiglieria , ove s'introducano da poppa in una batteria e la percorranno per tutta la sua lunghezza ; ma le palle vuote ossiano granate da 30 , lanciate da obici-cannoni adoprati come cacciatori , possono produrre il doppio effetto di perforare i legnami , finchè corrono intiere , e poscia crepandosi rimpiazzar lo effetto della mitraglia ; oltredichè nel momento dello scoppio accendendo qualche
materia infiammabile che possono
incontrare in una batteria , è facile che generino l'incen dio. Laddove la mitraglia in una caccia sarebbe perfet tamente inutile " richiedendo la stessa di essere lanciata
a breve distanza. E però ben può dirsi che durante la caccia ciascun colpo scagliato da un obice-cannone equival
196
ga al tiro di una grossa artiglieria carica a palla e mitraglia. ( 1 ) Non pertanto si suole nelle caccie far uso da varie nazioni di taluni projettili composti, come due palle incatenate , due mezze palle confitte alle estremità di un'asta di ferro , dei bastoni di ferro ligati assieme da un anello , dei pezzi di catena ec
ec : Opportunis
simi riescono questi a squarciare la velatura della nave nemica , ed a troncarne i cordaggi : e nella caccia data dalla fregata americana il Presidente alla fregata britan nica l'Endimione " uno di tali projettili squarciò tredici ferzi " ovvero teli , del trinchetto dell' Endimione , e lo strappò quasi del tutto dal suo pennone. Ecco in qual modo mi sembra che debbon risolversi tutte le quistioni che io ho presentate; e però conchiu dendo queste mie osservazioni mi sembra chiaro che dai principî stabiliti , e dai fatti narrati , rimangono ferme le seguenti massime. 1.º Che ad ovviare agli inconvenienti del rullio durante un combattimento , giovi trarre i colpi al finire del movi mento d'immersione della nave dal lato donde combatte , anzicchè al cominciar del movimento d'innalzamento .
(1) E da apporsi non pertanto una limitazione a questa regola , imperocchè i tiri degli obici-cannoni fino alle 500 tese esser possono esatti e non al di là. E però se nella caccia l'inimico si mantenga al di là di questa distanza dalla prua della nave che l'insegue sarà più sano consiglio il trarre con cannoni di lunga gettata ed a palla piena .
197 à . Che il fuoco più pernicioso all' inimico sia quello diretto contro lo scafo e non già contro l'alberatura. 3.º Che nelle caccie , ad ovviare gl' inconvenienti del tangheggio , fa mestieri trarre alloraquando incomincia l'innalzamento della prua , e ad ovviare quelli del rullio alloraquando la nave pesca egual quantità di acqua dalle due bande. 4. Che nelle caccie siano da preferirsi i tiri isolati de' cannoni di prua piuttostochè quelli delle artiglierie delle batterie. 5° Finalmente che i projettili meglio adattati a disar mare una nave che fugge siano le palle piene scagliate da artiglierie di grossa gettata , alloraquando si tira al di là delle 500 tese , e le granate o pure le palle com poste al di quà dell' anzidetta distanza . Dimostrata a tal modo la importanza e la difficoltà del maneggio delle artiglierie navali , potrà di leggieri il lettore scorgere se possono sperarsi da queste armi quei terribili effetti da me cennati , senza esservi a bordo alle navi una classe di uomini dediti ad un tal servizio , ed ai quali siano ovvie tutte le discorse teoriche > non scom pagnate da lunga esperienza.
BARONE GIUSEPPE PARRILLI .
198 GIORNALE DELLA SPEDIZIONE ESEGUITA DALLE MILIZIE ANGLOISPANESICULE. correndo l'anno 1812 (1).
Il 31 maggio la spedizione consistente nel corpo di armata anglosiculo , e la prima divisione Spagnuola pre parata come era da più tempo per un diversivo agli eser citi francesi raccolti in Catalogna , comandata dal maggiore generale Willhgam , mise alla vela alle ore 5 del mattino sotto la scorta de' vascelli il Malta contrammiraglio Hal lowell, la Fama capitano Battruest il Bristol e le fregate il Tamigi , La Brune, il Ganimede, due Brich, e 7 lancioni.
1. Giugno. A mezzogiorno il vascello la Fama in as senza del Malta ch' era andato a riconoscere la costa di Valenza , ha fatto segnale al convoglio di dirigersi verso la baja di Salon , e tutti han forzato di vele per quella volta. Addi 2. Alle 7 della sera , il convoglio ha dato fondo nella baja di Tarragona , ad eccezione delle fregate la Brune , il Tamigi , tre lancioni , ed alcuni trasporti so pra i quali erano imbarcati il reggimento 67 ed il batta
(1) Si legga nel volume primo il giornale della guerra combattuta dalla brigata Anglo-Napoletana nella parte orientale della Spagna .
199 glione Real Dillon ? e che fin dalle ore cinque si erano diretti per Salon .
Alle sette e mezzo la vanguardia è stata imbarcata sulle lance del convoglio , onde esser pronta a discendere a terra ; ma sonata un'ora della notte , essa ha ricevuto contrordine e si è rimbarcata sopra i trasporti . Addi 3. Oggi la vanguardia alle ore 4 è sbarcata verso la sinistra della piazza , a due miglia circa di distanza dagli spalti . Verso le ore 7 il rimanente della fanteria ha posto piedi a terra ed a mezzogiorno tutte le truppe erano in movimento onde circondare la piazza , la quale alle 5 pomeridiane ha cominciato a tirare contro la colonna che p . m . Terragona si dirigeva sul monte dell'Olivo . Alle 8 p. era bloccata , ed i posti avanzati eran già situati mentre si sbarcavano molte munizioni da guerra ed alcuni can noni di campagna . 4. luglio. Durante
notte scorsa il nemico non ha
cessato di tirare a quando a quando ; ma poco o niuno danno ha cagionato a' lavori ed agli assedianti. La mattina la brigata di fanteria sbarcata a Salon , e quella spagnuola distaccata dal generale Coppon , il quale trovasi nella città di Reus con 7000 uomini circa, assi stita dal vascello l'Invincibile (capitano Adam) e da due fregate , ha attaccato il castello di s . Filippo situato nel Colle di Balaguer , ove per quanto dicesi vi sono francesi di presidio .
200
Verso le 9 del mattino cinquanta dragoni francesi , so stenuti da un battaglione di fanteria , sono usciti dalla
200 piazza di Terragona ed hanno attaccati i nostri posti verso il monte dell'Olivo . La brigata Siciliana li ha
af
frontati ed ha sostenuto quel conflitto , soffrendo la per dita di 12 soldati feriti , ed uno ucciso. Non si conosce la perdita del nemico , a riserva di un dragone che è rimasto smontato , ed è stato fatto prigioniero . Continuando con celerità lo sbarco dell'artiglieria , tre pezzi da 24 già trovansi a terra con le corrisponden ti munizioni.
5 luglio. La notte scorsa un brick e due bombardiere han gettato nella città alquante granate e bombe le quali hanno incendiato tre case . La piazza ha tiratò sol contro quelle navi ben pochi colpi mentre ha continuato il suo fuoco contro i soldati che costruiscono le batterie . Più di 20 cannoni di assedio sono a terra pronti ad esser piantati in batteria , e si crede che , fra breve
si
potrà principiare il generale cannoneggiamento contro la piazza. Si sente tuttavia un vivo fuoco verso Balaguer.
Al principiar della sera si sono sbarcate molte scale e si crede che il generale comandante sia deciso di tentar l'assalto alla piazza subito che sarà aperta una breccia praticabile. Si è avuto notizia sicura che il brigadiere Barone d'Ero les è giunto nella città di Vigo e vi si trova con 4000 spagnuoli. Il generale Coppon ha quest'oggi emanato un pro clama agli abitanti della Catalogna , invitandoli ad armarsi
201 in favore degl ' inglesi che sono sbarcati in quella provin cia per assisterli e non mai più abbandonarli . Addi 6. Oggi alle ore 4 del mattino una batteria di due cannoni da 24 ed un' altra di tre obici , hanno aperto il fuoco contro la piazza, la quale continua i suoi tiri con tutte le artiglierie È pervenuta la notizia che il castello di Balaguer si è reso agli alleati . Verso mezzogiorno un brick , e quattro lancioni hanno gettato nella piazza circa 50 bombe , ma senza gran profitto . A causa del tempo assai piovoso, non è stato possibile di piantar gli altri pezzi in batteria. Addi 7. È vera la resa del forte di s . Filippo , e la guarnigione è rimasta prigioniera di guerra . Nella scorsa notte essendosi terminata un' altra batteria
oggi ha principiato il fuoco contro la piazza . Le nostre artiglierie par che abbiano molto danneg giato il forte reale , mentre il medesimo ne' giorni pre cedenti ha fatto un fuoco assai vivo , ed oggi non ha spa rato un sol colpo .
Verso il mezzo del giorno , cinque lancioni hanno gettato nella piazza gran quantità di bombe , e senza grande effetto . Verso le due pomeridiane il nemico ha fatto un'altra sortita contro i nostri lavoratori , ed è stato respinto . Altri sette pezzi da 24 si son piantati in batteria
е
si spera che fra due o tre giorni al più , si aprirà un fuoco 26
202 generale contro la piazza , onde procurare di ridurla in
breve alla resa . 8 detto. Si continuano con vigore i lavori nelle batterie e va assai celere il trasporto de' cannoni dalla marina al campo. Addi 9. Si costruiscono sulla fronte e su' lati del forte Oliva , (abbandonato dal nemico perchè rovinato da gran tempo ) tre altre batterie di cannoni da 24 e di mortai . A mezzogiorno , sette lancioni e due bombardiere han tirato contro la piazza sino alle due pomeridiane , ed han no incendiato molti edifici . Un colpo di cannone tirato dalla piazza ha uccisi 7. uo mini sopra un lancione , e ne ha feriti altri due. Si fatiga incessantemente al trasporto delle altre arti glierie, onde situarle in batteria , mentre si è avuto av viso che il Maresciallo Suchet ha lasciato il forte S. Filippo il giorno 7 e corre al soccorso della Piazza , ed il Gene rale de Caen si avanza da Barcellona con un corpo di 8000 uomini. Addi 10 luglio . 500 marinai e più di 1000 spagnuoli sono impiegati al trasporto de' pezzi e delle
munizioni
nelle batterie . Il Quartier Mastro Generale Donckin è entrato questa sera in Terragona ,
per
intimar la resa al Generale
Bartholet, comandante la piazza , il quale ha risposto da 4
militar d'onore , ed ha fatto continuare il fuoco delle grosse artiglierie . Si assicura che domani sera si darà l'assalto al Forte
203 Reale , per quindi battere più facilmente in breccia le fortificazioni della piazza. I detto. Questa mattina alle quattro e mezzo , cinque batterie ed II bombardiere hanno aperto il fuoco gene rale contro la piazza , che risponde con gran vigore. La vanguardia accantonata in Villasecca , nella notte scorsa si è trasferita a Valsa sulla strada di Barcellona . Tutto l'esercito ha avuto l'ordine di tenersi pronto a marciare. Il reggimento 81
ed il secondo Italiano
sono
stati
destinati all' assalto del forte Reale. 12 detto. La scalata del forte Reale non ha avuto luogo. L'ordine era dato per le nove della sera , di poi per le undici , e finalmente il Generale Murray ha so speso quell' operazione .
L'artiglieria che non ancora era in batteria , si è du rante il giorno rimbarcata. Tutto annunzia una ritirata " mentre le truppe abbandonano confusamente le loro posi zioni , e si dirigono verso il mare. Alle due ore pomeridiane la seconda divisione Britta nica , e quella del generale Wittingam si sono imbarcate precipitosamente.
Alle ore quattro si è ordinato di togliere l'assedio, la sciando tutte le bocche da fuoco nelle batterie ,
bru
ciando quelle munizioni da guerra e da bocca , che sono già raccolte al campo. Verso il tramontar del sole si sono incendiati alcuni oggetti appartenenti al commissariato , e gran quantità di
204 gabbioni , fascine , botti ed altre cose preparate da soldati del Genio. Le palle bombe , granate , e 17 pezzi di arti glieria, cioè 7. da 24. 5. mortaj , e 5. obbici si sono abban donati al nemico , il quale acquisterà più munizioni di quelle che ha consumato durante la difesa . È impossibile di descri vere il malcontento universale che regna nell'esercito. La prima divisione rimarrà a terra sino a mezza notte , e quindi s'imbarcherà sopra i legni a tal uopo destinati . Il generale inglese , credendo di non aver il tempo ne cessario per imbarcar la cavalleria , ha ordinato‘che la me desima vada per terra a Balaguer , per quindi salire con più sicurezza a bordo delle navi , sotto la protezione delle artiglierie di quel castello. Questa sera alle ore ro . l'ammiraglio Stallonell si è of ferto d'imbarcar le artiglierie abbondante al nemico . Il ge nerale in capo , ha rifiutato tale offerta dicendo che a mo menti il Maresciallo Suehet con 20 mila e più soldati lo avrebbe attaccato se non s'imbarcava celeramente , e che per salvar pochi cannoni , non voleva rischiare di perdere l'eser cito . L'ammiraglio è furioso contro di lui e contro il generale Doukin , a'di cui consigli attribuisce la vergognosa fuga . Addi 13: Nella scorsa notte la prima divisione si è im barcata , e prima dell'alba tutto l'esercito era a bordo , ad eccezione della cavalleria , la quale si è trasferita alla cala di Balaguer , a quattro leghe e più di distanza da Tarragona.
Il nemico è uscito dalla piazza , verso le ore 5, con circa 400. soldati di fanteria , ed un plotone di cavalleria .
205 Da sopra le navi ed alla distanza del tiro di cannone si vede che il nemico stà smontando le nostre batterie , e trasporta nella piazza quanto da noi si è lasciato nel campo .
A mezzogiorno si è ricevuto l'avviso che il nemico aveva sin da jeri sera investito il castello di Balaguer, con 3000. soldati di fanteria e 400. di cavalleria . All'istante la nave sulla quale stà l'ammiraglio Hallo well , e 20 trasporti carichi di diversa truppa , han messo alla vela e si son diretti a quella volta . Poco prima che tramontasse il sole , la nostra cavalleria che già era arrivata vicino a Balaguer è stata fortemente at taccata dal nemico . Il combattimento ha durato pochi mi nuti , dappoichè non sostenuta da un corpo di fanteria , in un terreno svantaggioso , essa ha dovuto farsi strada attraverso i campi di grano ,
vigneti , e col favor della notte è
giunta in riva al mare , ove sarebbe stata di nuovo at taccata senza l'arrivo della fanteria ,
che è giunta al
momento più opportuno. La perdita in tal conflitto è stata di quattro uomini uccisi, 5 feriti , ed alquanti prigionieri . Quella del nemico s'ignora ad eccezione di un uffiziale che in un combat timento di corpo a corpo con il tenente Kerchevall degli ussari di Brunwik-Oels è stato ucciso , e di un dragone Vestfaliano parimenti ucciso da un colpo di pistola tirato da un sergente degli ussari. Un sergente del 20. dragoni leggieri che accompagnava un altro dragone francese prigioniere , è stato circondato e preso . Due vedette a cavallo , impostate sulla strada , dai
206 nostri percorsa , sono stati egualmente posti in mezzo e fatti prigionieri . Addi
14. All' alba
il rimanente del convoglio ha
lasciato la baja di Tarragona, facendo vela per la cala di Balaguer, ove è giunto un'ora prima del mezzo del giorno. All' una pomeridiana la vanguardia nemica è comparsa per la strada di Tortosa sotto il tiro del castello , che le ha sparato alquante cannonate.
In quel mentre la fregata il Tamigi , un brick , e due lancioni, ancorati come erano dinnanzi il forte ed a piccola distanza da terra , hanno incominciato contro la colonna nemica un fuoco vivo di palle e di granate , e l'hanno obbligata a seguir le strade delle montagne che sono di rimpetto al castello , e poscia han preso posizione sulla più elevata cima fuori il tiro delle artiglierie del castel lo " e de' vascelli . Un'altra colonna nemica aveva già girata la posizione per quel monte che sovrasta la pianura ove è la nostra cavalleria , ma cinque battaglioni di fanteria celeramen te le sono andati all' incontro, movendo
in colonna di
attacco. Alle 4. p. m. si son date le disposizioni per l'imbarco degli ussari di Brunswik -Oels ed i dragoni estèri. Verso sera è comparsa un' altra colonna nemica , per la strada di Tortosa ; ma si è soffermata non appena è giunta sotto il tiro della fregata, e del castello . Senza che dal nemico siasi mai tirata una sol cannonata
contro la fregata , questa ha avuta la disgrazia di perdere
207 trentadue individui ,
perchè la riserva della polvere ha
preso fuoco.
Sono le 9. p . m . e nulla più si osserva . Il nemico ha accesi molti fuochi sulle montagne , d'onde non può scendere che per un lato , medesime sulla fronte tagliate
essendo le
a picco da per ogni
verso. D'altronde tra quelle alture e la spiaggia vi è sufficiente spazio , in cui si può combattere il nemico sotto la protezione de' vascelli il Malta , l'Invincibile , e la Fama, che han gettato l'ancora assai vicino terra. 15 luglio . Nella scorsa notte si son dati gli ordini per l'imbarco della cavalleria rimasta a terra ; ma questa mattina si è ordinato di sbarcare quella che già trovavasi a bordo , tutta la fanteria e 12 pezzi di artiglieria.
Verso le ore 9 del mattino il 2.º battaglione del 27.mo ; il 1.º Italiano , ed il corpo Franco Calabro già erano a terra. Le navi da guerra ancorate innanzi il castello , tirano a quando a quando , e dirigono i colpi contro il campo nemico collocato in quelle vicinanze. Il generale Murray ha perduto il
cervello . Egli dà
mille ordini nel tempo stesso e subito dopo li
cambia .
Dice a tutti che vuol dare battaglia , e si pente di aver levato l'assedio di Tarragona . A mezzogiorno la vanguardia si è mossa per occupare il monte a dritta del forte , ove è giunta alle ore 2 dopo il mezzogiorno . Alle ore 4. p . m. tutto l'esercito era a terra , ad ec cezione della brigata Siciliana , che ancora trovavasi a
208 bordo .
Le truppe si son confusamente situate
lungo
una spiaggia deserta e priva di acqua , che scarsamente si somministra loro dalle navi ancorate nella baja . Alle ore 7 e mezzo p. m . il maggiore generale Makensie che erasi avanzato per la dritta con quattro reggimenti di fanteria e tutta la cavalleria , ha avvisato il generale comandante che il nemico lo aveva attaccato . All' istante si sono spiccati gli opportuni rinforzi , e si è ordinato di tenere su quel terreno sino all'estremo . Il generale Coppon trovasi ora in Valsa
con
7000
uomini in circa , a malgrado la nostra precipitosa ritirata . I generale Murray dice pubblicamente che il Quartier * mastro generale Donkin lo ha ingannato con falsi rap porti , e lo à fatto scomparire a fronte dell'intero esercito . L'ammiraglio Hallowell dice lo stesso , e frattanto in un momento si critico, regna fra tutti i generali la massima discordia " e tutto è confusione e disordine . In presenza di
uffiziali di diverse armi , l'ammiraglio ha
fatto dei rimproveri acerbissimi al Quartier mastro generale , dicendogli che aveva disonorato l'esercito , ed ingannato il generale comandante . Si crede che ciò menerà ad un duello .
Si è ricevuto notizia che il generale De Caen partito da Barcellona con 8000 uomini ,
si era avvanzato sino
a Villafranca , onde venire incontro al maresciallo Su chet , ma conoscendo che il nostro esercito aveva levato assedio di Terragona , si è trincerato in una forte posizione; e quando il generale Bartholet lo ha fatto avvisato che ci cravamo imbarcati e partiti ha dato gli ordini per ritor nare in Barcellona .
209 16 luglio . L'attacco che doveva principiare in gior nata non si è effettuito . Il reggimento estero e porzione del battaglione reali granatieri , che il general Comando credeva a terra sin da ieri sera 2 è soltanto sbarcato alle 8 di questa mattina. Due disertori francesi arrivati a mezzo giorno han detto che il nemico dovea attaccarci questa mattina , ma che non l'ha fatto perchè non avea ricevuto la sua artiglie ria di montagna . Le forze del nemico si credono essere 24000 uomini di fanteria , e 1800 di cavalleria , con 30 pezzi di cannone.
Quei due disertori han soggiunto tante
altre bugie , sicchè il generale Murray , il quale già aveva perduto la testa , *trovasi ora in uno stato compas sionevole di irresoluzione e di mal umore . L'ammiraglio Hallowell vuole far tutto . Gli altri ge nerali con ragione se ne lamentano • ma sir John Mur ray ha riposto in lui tutte le sue speranze , e non dà ascolto a'clamori universali . Ad istigazione dell' ammira glio Hallowell si è deciso di combattere sopra luogo . In tanto non si può sbarcare il necessario perchè il mare è sì burrascoso che veruna lancia può accostarsi al lido , e la truppa trovasi a terra senz' acqua e senza munizioni di riserva. Molti cavalli essendo ancora a bordo , la nostra cavalleria è ridotta a due terzi , e gli uffiziali superiori sono quasi tutti a piedi . All'
p . m . due aiutanti di campo del generale Cap
27
210 pon son giunti al quartier generale , apportatori di di spacci .
Il generale comandante ha subito scritto al me
desimo di venirlo a raggiungere con tutte le sue forze , assi curandolo che non si sarebbe mai imbarcato . É impossibile farsi un'idea della confusione che regna al quartier generale " e dello stato deplorabile dell' eser cito , ristretto in uno spazio di tre miglia di spiaggia deserta, privo di viveri freschi , e senz' acqua . La mag gior parte de' cavalli non han bevuto da due giorni . Si sono scavati alquanti pozzi lungo il lido 2 ma questa ri sorsa è stata inutile , mentre se ne ricava poco fango liquido . Ecco il quadro della situazione nostra al di d'oggi. Aggiungasi a ciò lo scoraggimento del soldato , il mal contento degli uffiziali , e la diffidenza de' generali , e si giudichi poi delle conseguenze che ne risulteranno . Verso la notte si è fatta una riconoscenza da tutta la vanguardia • verso Patillas , ove il maresciallo Suchet tiene il suo quartiere generale , e la maggior parte delle sue forze . Due compagnie del 1.º Italiano hanno cacciato alquanti posti nemici , ed indi le truppe si son ritirate tranquil lamente senza esser per niente inquietate .
17 luglio . Si credeva che il nemico ci avrebbe at taccati , ma son le nove ore e nulla vi è di nuovo . Seb bene il generale Murray avesse proposto al generale Cap pon di venirlo a raggiungere , pur non ostante egli ha
211 ordinato alle truppe d' imbarcarsi con tutta la possibile sollecitudine . Verso le 3 p . m . ha dato fondo in questa baja il va scello l'America , sul quale vi era il capitan generale lord William Bentink .. Verso le ore 5 dieci vascelli della squadra di Tolone con l'ammiraglio Pellew in persona hanno dato fondo in questa rada . Si è inviato
verso
Cambrilo un uffiziale dello
stato
maggiore per riconoscere la forza e la posizione occupata dal nemico , ed al suo ritorno si è saputo che il gene rale de Caen con 8000 uomini circa , si era incaminato verso il mezzogiorno .
18 detto. Le lance della squadra e de' trasporti son riunite lungo il lido, onde imbarcare tutto l'esercito , prin cipiando dalla cavalleria. Si è dato l'ordine al generale Clinton di regolare l'im barco dell' esercito .
Alle 11 a. m. lord Bentink si è imbarcato sul vascello America. Un dragone in vedetta ha fatto prigioniere una sen tinella nemica che stavagli di rimpelto . Si sono sbarcati 1000 uomini per andare a prendere nel castello di S.
Filippo l'artiglieria ,
condurla alla
spiaggia ed imbarcarla . Ciò si è effettuito colla maggiore sollecitudine, e sol due pezzi son rimasti sul lido. Il castello che già si era minato , è saltato in aria que sla sera verso le ore 11.
212 19 luglio. La squadra dell'ammiraglio Pellew si è rimessa alla vela circa le ore 10 a. m. dirigendosi per levante , ed il va cello l' America per Alicante : è partita per quella città anche la fregata il Tamigi col generale Murray , il quale ha chiesto il permesso di ritornare in Inghilterra · 20 luglio. Le due bocche da fuoco rimaste a terra si sono imbarcate e tutto il convoglio si è messo alla vela per Alicante , seguendo la costa di Tortosa . Il tempo è orribile , e si teme qualche disastro nella prossima notte . ( Sarà continuato )
213 AL SIGNOR COMPILATORE ,
Nel fascicolo d' agosto , anno 1842 , dello Spectateur militaire vi è un succinto ragguaglio di quanto contiene "l'Antologia militare nel 2.º semestre dell' anno 1841 . Credendo io inesatto il rapporto che vi si fa della Memoria sul fuoco greco ,
mia
indirizzo alcune brevi os
servazioni a tal riguardo . Lo scopo delle mie ricerche era indicato nel somma rio che precede , e nella conclusione mio sunto .
Anzichè quale archeologo ,
che termina il io ravvisai il
fuoco greco come artista pirotecnico , il mio lavoro do veva a parer mio non confondersi con tanti altri già fatti ; io ricercai specialmente se vero fosse l' asserita facoltà di bruciare nell' acqua ; io mi valsi de' lumi della moderna chimica ,
e di molte esperienze da me fatte. L'autore
della nota presenta sotto tutt' altro aspetto la mia Memoria, nè fa cenno alcuno de' fatti da me riferiti , e condanna qualche mia asserzione , solo perchè non si trovò d'accord o con quelle di un signore Lalaune che ultimamente pub blicava negli Annali di fisica e chimica ( aprile 1842 ) una sua Memoria sur le feu gregeois , et sur la poudre à eanon . Io già aveva letto questa Memoria e mi era rassegnato nel ritrovare in essa un accordo perfetto (salvo in cose di niun conto ) delle citazioni e delle opinioni sue , e mie. Ma il signor Lalaune parla da
erudito ,
ed io scrissi
214 quale uomo pratico , che però ricorre ai testi originali per indagar la natura del fuoco greco
una è l'opera
del gabinetto , la mia è una scrittura di laboratorio ; discordavo in un punto dal signor Lalaune , questo punto non è che una congettura , il cui giudizio deve spettare alla pubblica opinione.
Si tratta di sapere se il fuoco
greco avesse o no una forza impulsiva o di traslazione come quella che si osserva nella specie di razzo volante , o un proietto infiammato cacciato da qualche forza estra nea al medesimo ; il signor Lalaune è per l'affermativa , io credo di aver provato il contrario , e resto nella mia opinione .
Io ho studiato la
materia
come
artigliere
pirotecnico , io ho studiato le espressioni degli autori originali , ho provate le ricette antiche e più recenti , dalle quali ho formato l'opinione anzidetta , e sviluppato nella Memoria . Adunque credo inutile di quì ripetere le mie ragioni e quelle osservate nello Spectateur militaire ( no vembre 1841 , pagina 499 ) dove sono riferite varie opinioni del dotto colonnello Tortel che si conformano alle mie , e fra cui , quella , che le composizioni a forza projettante avendo alcuna rassomiglianza colla polvere , non datano che dal 14. ° secolo ( posteriore all'uso del fuoco greco) . Lo stesso articolo
da
me impiegato
mi fornisce un
argomento favorevole ; vi si parla di fuoco greco in un sotterraneo ; ivi non è certamente sito da razzi volanti . Negli autori originali si parla soltanto di fuoco greco che opera o immediatamente , e di contatto , colla sua fiam ma , o da qualche distanza , recato in contatto per forza
215 di qualche
macchina ( come chiaramente in Foinville ,
ed in altri autori ) . Nulla è più facile di provare pirotecni camente la dissomiglianza del fuoco greco dal razzo . È quindi naturale la mia negativa ch'esso fuoco avesse del comune colla moderna polvere da sparo , la cui essenza è di produrre per sè una forza violentissima , col mezzo del fuoco che ingenera :
il fuoco greco ingenerava un
fuoco , ma non violento tanto da produrre la projezione .
Ammetto bensì nella mia Memoria che la composizione del fuoco greco non sarà sempre stata la medesima , ed avrà
potuto contenere salnitro alcuna volta ;
ed ora
esser solida, ora liquida , ora con fiamma molle e lampante ora più ardente e vivace . Discorrendo dei sifoni ,
nome si sovente adoprato
dagli scrittori greci , parlando del loro fuoco incendiario , e volendo darne una facile e volgare descrizione , dissi ch'erano condotti o tubi , pe'quali si faceva correre il liquido il quale dal suo serbatojo si recava all'apertura esterna , ove veniva acceso ; e per dare una idea probabile della loro forma dissi che doveva essere a modo della lettera ; ma non volli ciò asserire io a fatto certo , e tanto meno io intesi escludere la probabilità che questi sifoni fossero combinati con molle ,
cosa ch' io non credo ,
le molle
non parendomi adatte per projettare i corpi non solidi . Non voglio per ora
contrastare che
la parola sifone
fosse esclusivamente adoprata per indicare condotti o reci pienti di
corpi. liquidi ,
o non valesse qualche volta ,
o in bocca di qualche autore non ben addentro nell'arte
216 militare quanto valse ne'primi tempi dell'uso della polvere la voce tromba, di cui conserviamo una simiglianza nelle così dette candele romane e ne' getti fissi de' fuochi di gioja , e che così fosse ( il sifone ) come un'asta dalla cui estremità si porgeva contro il nemico una lunga e divo rante fiamma . In qualunque modo però sieno per essere valutate queste mie osservazioni , vengano esse o no combattute , io intendo di non più oltre trattare di questo soggetto , preferendo per me le apparenze del torto , al più oltre abusare dell'attenzione del lettore su futili discussioni.
L. QUAGLIA.
;
217
LA
COLONNA MOBILE D'ISTRUZIONE
NELL' AUTUNNO DELL' ANNO 1842.
L'ordine del giorno 6 del mese di ottobre mise
a
conoscenza della guarnigione della capitale le varie truppe che doveano muovere al domani , i Generali e gli uffi ziali dello Stato Maggiore che aveano a guidarle. Due capitani ed altrettanti subalterni aggiunti lasciavano al momento Napoli per preparare i quartieri in Torre An nunziata , ne' Pagani ,
e Nocera . L'altro giorno
alle
ore 7 del mattino i distaccamenti de' vari corpi furon raccolti , posti in movimento e condotti in quelle città da un uffiziale di Stato Maggiore . Appunto all' ora del mezzodi ,
uno fra' battaglioni del primo e del secondo
granatieri , del primo , del secondo , del terzo e del quarto di linea , un battaglione del 1.° Svizzero , due squadroni degli ussari della Guardia , due plotoni di gen darmeria , due squadroni de' dragoni , due batterie di campagna , il parco corrispondente con mezza compagnia di artiglieria per scorta , e pochi artefici fabbri e fale gnami , furono raccolti sulla piazza innanzi il gran quar tiere de' Granili .
28
218 La Maestà del Re accompagnato da S. A. R. il conte di Aquila , da' suoi ajutanti generali Saluzzo Consigliere di Stato , maresciallo di campo Conte Gaetani , e briga diere Scarola , da S. E. il tenente generale Principe di Satriano , Direttore generale de' Corpi facoltativi ,
dal
brigadiere commendatore Garzia Capo dello Stato Mag giore dell' esercito , giunse colà mezz'ora dopo il mezzo giorno ed ordinò che la colonna si avviasse per la strada regia delle Calabrie . Componevan la vanguardia la com paguia cacciatori del primo di linea e lo squadrone de gli ussari
seguivano poi i primi quattro battaglioni ,
quindi le due batterie , di poi i rimanenti battaglioni , gli squadroni di cavalleria , il parco
chiudeva la co
Jonna la dietroguardia composta dalla compagnia caccia tori del primo Svizzero e da uno squadrone di dragonř. Giungendo in Portici si unirono alla Colonna due altri plotoni di gendarmeria ed una mezza compagnia di zap patori-minatori , i cui soldati erano forniti di tutti gli strumenti necessari a' lavori del campo . Allorchè l'estrema punta della dietroguardia ebbe ol trepassato il palazzo così detto del Cardinale, fuori Torre del Greco , al tocco dell'ultimo tamburo , a mano a mano ripetuto da quelli di tutti i battaglioni , si soffermò tutta quanta la colonna , la quale dopo breve riposo si mise di bel nuovo in camino . Nè ancora sonavano le ore cinque , che già la fanteria rotta in plotoni con bell' ordine ed al suono delle bande sfilava innanzi la M. S. e poscia volgeva ai preparati quartieri in Torre Annunziata , dieci miglia da
219 Napoli , la cavalleria muoveva difilatamente a' Pagani , e l'artiglieria a notte molto avvanzata giungeva in No cera , paesediecinove miglia dalla città capitale . Toccate le ore 6 p . m. di quel giorno, S. M. con tutto il suo seguito Reale , togliendo profitto della strada di ferro, rientrava qui in Napoli. Ed allora dallo Stato Maggiore Generale furon diramati gli ordini , sicchè tutte de soldatesche raccolte tra la Torre e Nocera si consi . derassero siccome due divisioni opposte e nemiche , una con lo scopo di offendere , e l'altra di difendersi: la pri ma comandata dal maresciallo di campo Lecca , la se conda dal maresciallo di campo barone de Sonnemberg dividendo ciascuna divisione in due brigate ed assegnan dovi i rispettivi uffiziali di Stato Maggiore ; lasciandone quattro capitani e due subalterni al quartier generale .
220
1º Granatieri. 1.ª Brigata Colonnello Aldanese ) 2º Idem . 1º Di linea. Tenente Ruiz 2º Idem . aggiunto . 1." Divisione Generale Lecca Capitano de Angelis a Tenenti d'Ambrosio 2.ª Brigata e Wonderweid Brig. Wonderweid aggiunti allo Stato Tenente Cosiron aggiunto . Maggiore .
3º Di linea. 4° Idem. 1º Svizzero. 10 Pezzi di campagna ed il parco. 1 Squad. degli Ussari. 1 Squad. de Dragoni . 1 Squad , di Gendar meria.
2º Reggim. Svizzero . 1. Brigata 2." Divisione Brigad . Pignatelli 4° Battag.Cacciatori . Tenente Resta 2 Pezzi di campagna . Gener. Sonnemberg 1 Squad. degli Ussari . Capit . Nunziante aggiunto . Tenenti Reymond 12º Di linea. e Labrano 2.ª Brigata aggiunti allo Stato Colonnello Atramblè ) 3° Regg. Svizzero . Ten . Schumacher 2 Pezzi di campagna. Maggiore. I Squad. di Dragoni . aggiunto.
Fu nel tempo stesso deputato il Commissario di guerra alle sussistenze del soldato , ed il capitano Cardelli di Gendarmeria qual gran Prevosto del campo . E fin dalle prime ore della sera la divisione del generale Lecca , dopo di aver raccolta una forte granguardia nella piazza mag giore di Torre Annunziata 9 avea la sua linea di posti avanzati e di quelli secondarî , talchè rimanendo sulla si nistra sponda del Sarno , andavasi più particolarmente os servando qualunque forza fosse proceduta dalla parte di Castellammare e da Nocera .
Il giorno 8 circa le ore tre del mattino le partite di alloggi , i rancieri e gli equipaggi si avviarono alla volta
221 di Nocera , ed alle ore sette, suonato a raccolta nella città, - tutt'i battaglioni della prima divisione erano disposti in battaglia fuori l'abitato , lungo la strada consolare , e dopo pochi momenti , al giungere della M. S. , si ponevano in movimento . Alla vanguardia furono date le due compa gnie Cacciatori del 1.° e 2.º di linea , ed un plotone di Ussari , alla dietroguardia la compagnia cacciatori del 4 . di linea. Oltrepassato il paese di Scafati , cioè tra il deci noquarto ed il decimoquinto miglio , stò
per
la colonna si arre
poch' istanti 2 e di poi messa di bel nuovo in
cammino sostò innanzi il villaggio de' Pagani , per dar tempo agli uffiziali dello Stato maggiore a riconoscere se in quelle adiacenze vi fossero forze nemiche ed in qual numero e come situate , a correre la strada regia e quel la che per Angri conduce a Castellammare , ed a rac cogliere le necessarie notizie su quella così detta della Costiera , la quale scavalcando il dorso di una dirama zione degli Appennini mena a Majuri . Situati dalla van guardia i necessari posti , l'intera divisione continuò il suo movimento ; che si fu certi di essere assai lontani dal nemico. Traversando il paese de'Pagani S. M. fatto suona re il buttaselle , ordinò alla cavalleria accantonata in quel villaggio di seguire il movimento della colonna . Mentre le compagnie di vanguardia prendevano posizione di là di Nocera , al tocco di mezzodi tutta quanta la divisione del
maresciallo Lecca era ordinata nel cortile di quel
gran quartiere , con i battaglioni in massa ed in batta glia , la cavalleria sull' estremo sinistro .
222 Furono in quell' istante , dal
comandante in capo la
colonna mobile d'istruzione , dati gli ordini perchè rientras sero le compagnie di vanguardia , ed una linea di posti avanzati composta di un plotone di fanteria per battaglione e d'un mezzo squadrone di cavalleria si prolungasse dal villaggio le Camerelle , appunto al miglio 21. della strada delle Calabrie , sulla dritta e sulla sinistra , senza entrare ne' terreni coltivati , ed invece, traendo profitto da sentieri da ponti da piccole case , onde potevansi fa cilmente osservare le mosse nemiche , occupasse con po sti secondarî lo sbocco di quelle comunicazioni che da’due Principati mettono nell'agro Nocerino. Con l'ordine poi di quel giorno , furono avvisati tutt' i corpi , venir loro concessa la diaria di colonna mobile d'istruzione , e cia scuno averne dritto dal giorno della partenza a tutto quello del ritorno nel proprio quartiere ; si fissarono le varie disposizioni intorno al servizio giornaliero di piazza e di campagna ,
e quanto altro mai potesse concernere il
ben essere e la vita del soldato ; e segnatamente si volle che ciascun comandante avesse passato in scrupolosa ras segna la calzatura dei suoi uomini , facendo ogni possibile e con celere modo per renderla buona e comoda. S. M. il Re con tutto il seguito reale lasciando Nocera dirizzavasi alla volta di Napoli dopo le ore 7 pomeri diane La seconda divisione avea abbandonato Nocera le ore 8 del mattino ,
circa
e fermato il suo quartier ge
223
nerale in Vietri . Il 2. ° reggimento svizzero lo squadro ne degli ussari e due artiglierie da campo aveano occupa to la Cava ,
ed eransi spiccate due compagnie ed un
plotone di cavalleria per avamposti , colà innanzi l' epi taffio ,
e propriamente
allo sbocco della traversa che
mena al vecchio camposanto e gira sulla strada di Nocera. Una compagnia del 4.° battaglione cacciatori entrò nel casale di Briante e fra le piccole case alzate innanzi quella lapide , col doppio oggetto di osservare e molestare i movimenti della colonna nemica , caso che oltre la direzione della strada postale seguisse pur quella delle traverse che per S. Lucia e Materdomini sboccano dietro la Cava e Salerno , e ritirandosi per l'Annunciata
e la traversa
della Foce, difendersi su quelle alture e calare in Salerno . Ne' casali sul ponte di Vietri prese posizione una com pagnia e mezzo del quarto battaglione cacciatori , per molestare la colonna nemica col fuoco di fiancheggiatori distesi a sinistra 9 e ritirarsi per le due vie che diret tamente menano al castello di Salerno , la cui difesa fu affidata ad una compagnia del
12.º di linea .
Le ri
manenti compagnie del 4.º cacciatori ebbero i quartieri in Vietri. Tutta la brigata Atramblè , raccolta che fu in Saler no, spiccò i suoi posti avanzati sul vecchio camposanto di quella città , dal quale si scoprono i rami di S. Lucia e Materdomini che conducono a S. Severino e Pellizzano . La mattina del giorno nove furono adempiute dagli uffiziali generali e da quelli dello stato maggiore delle due
224 divisioni , tutte le necessarie ricognizioni , onde squadrare il terreno sul quale alla domane si dovea simulare l'attacco non che la difesa . Però andavansi postando alle ore 23 italiane " verso gli avamposti di Nocera , le cinque com pagnie cacciatori , lo squadrone degli ussari e due pezzi di campagna senza cassoni . La sera poi circa le ore 8 , ritornata da Napoli S. M. fu subito comandato alle a diverse partite de' corpi appartenenti alla 1.ª divisione di riunirsi nel gran-quartiere suonando le ore 3 del giorno seguente , per insieme agli equipaggi ridursi in Salerno , e colà preparare la zuppa al soldato ; poco appresso rac cogliersi innanzi il villaggio delle Camerelle tutto il ser vizio de' posti avanzati , disponendosi quale vanguardia , ed alle ore quattro e mezzo sonarsi a raccolta nella città . Alle ore cinque del giorno 10 la 1.ª divisione mosse per la strada consolare che mena in Salerno ,
cioè la
1. ma brigata , i ro cannoni di battaglia senza cassoni, la 2.ª brigata, il parco , e la rimanente cavalleria : veniva da ultimo siccome dietroguardia una compagnia del 2.ºdi linea . Raggiunta la vanguardia , la quale era quasi vicina al miglio vigesimosecondo ; e poichè incominciava a spuntare il giorno, tutta la divisione si fermò, e le bande intuonarono l'inno della preghiera , Ricominciato il movimento, come ap pena la colonna giungeva alla via che conduce a'villaggi di Prigiano S. Pietro ed altri , sboccante sul ponte della Cava , fu distaccata la brigata Wonderweid , perchè seguendo quel camino a sinistra avesse cercato di spuntare e quindi
225 tagliar fuori la brigata Pignatelli . Sloggiate che furono le prime compagnie del 4.° cacciatori , e fatte retrocedere le une sulle altre: eziandio tagliata la ritirata ad una di esse, ed obbligata quella del capitano Guida a gettarsi ne' sot toposti villaggi di S. Severino , con ordine e con passo misurato si proseguì quel doppio movimento ,
finchè si
giunse a fronte delle truppe opposte. Si vide allora il 2.º reggimento svizzero stretto in colonna innanzi l'entrata della Cava con due compagnie strada regia ,
disposte per plotoni lungo la
dietro la linea de' posti avanzati .
Dopo i
primi colpi di moschetteria e delle artiglierie , le poche compagnie del 4.º cacciatori accantonate in Vietri celere mente vennero a rafforzare le milizie raccolte nella Ca va , e lo squadrone degli ussari rimase siccome riserva ; di poi , allora quando il posto di Briante ebbe dato l'av viso del dichiarato movimento sulla dritta della linea , fu veduto ad un tempo spingersi innanzi i soldati della 1.ª di visione , ed accelerare a ritirata quelli della seconda .
Il maresciallo Sonnemberg inteso
a proteggere que
retrogrado movimento , mentre faceva sgomberar la città. con ogni possibile sollecitudine ,
ordinava alla sua
ca
valleria di correre alla carica ed irrompere contro la giả inoltrata avanguardia nemica . Allora in brevi istanti si costruiva da' cacciatori del 2.º Svizzero una forte barricata innanzi lo sbocco del ponte , la quale fu fatta con carri e travicelli di diversa grandezza, legati tutti con solide tra verse.
Sulla dritta poscia della consolare furon piantati 29
226 due cannoni, il cui fuoco univasi a quello degli sperperati cacciatori , che coronavano le alture adjacenti , ed au mentavano così la difesa di quella posizione ne' primi momenti della ritirata . La quale fu nel seguito compita lungo tutta la bassa gola della Cava ,
tra il fuoco di
strada che partiva dagli ultimi plotoni della colonna , е quello de' cacciatori che percorrendo le colline sulla si nistra dominavano il ponte e la strada regia , e cercavano di molestare il movimento offensivo del nemico raccostandosi sempre più al castello di Salerno . Rotta quella momentanea difesa con replicati colpi di cannone e di obice, la vanguardia della prima divisione al passo di carica corse contro di quella " e con la massima celerità , ajutata che fu dagli abitanti del paese, rese sgombero ed affatto libero il ponte .
La colonna
già tutta riunita segui quelle mosse 9 e giunta a mezza strada , parecchi plotoni di fantaccini mossero a perlustrare il cammino sulla dritta , allontanarne i cacciatori nemici, e molestare da quel lato la divisione opposta , già in piena ritirata. E la compagnia granatieri del primo di linea corse a sinistra lungo il ponte di Vietri, per tagliare la strada a due plotoni del quarto cacciatori che costeggiando quelle alture miravano riunirsi alla divisione , credendola ancora nella Cava o in Vietri , e non già in Salerno dove per maggior certezza dovevano rivolgere i loro passi . Giunta la colonna nello spazioso ed aperto camino della marina, il battaglione del terzo di linea fu spiccato verso la sini
287 stra, a fine di piombare sul castello di Salerno ed impadro nirsene . Ma quelle fortificazioni furon ritrovate guernite de' soldati del quarto cacciatori e del dodicesimo di linea , che dopo alquanta resistenza le abbandonarono, sol perchè l'intera seconda divisione avea già pronunziato il retro grado movimento sopra Salerno .
L'entrata di quella città capitale del Principato citeriore fu difesa dalle tre diverse armi , e la brigata Atramblé raccolta com'era fin dal primo istante , si spinse innanzi ad occupare il posto di battaglia
lasciato dalla
prima
brigata già quasi sfornita di munizione per il lungo fuoco sostenuto ; e fu pur bello vedere unirsi a quella locale difesa le grosse artiglierie di posizione piantate sul così detto Torrione , al cui governo furono deputati in cotale occasione gli artiglieri littorali in quel giorno chiamati. La divisione Lecca dopo un vivo cannonamento eseguito da tutte le sue bocche da fuoco , con un doppio attacco sulla fronte e sulla sinistra del nemico , al passo di carica traversò Salerno " e sol due volte venne soffermata per ricominciare il fuoco misto delle artiglierie e de' battaglioni , dando poscia campo agli squadroni di muovere tostamente alla carica. Il primo battaglione del dodicesimo di linea accom pagnato da due pezzi di artiglieria , dopo di aver difeso l'entrata della città e data abilità ai rimanenti battaglioni di raccogliersi a mano a mano nel piano del Torrione , ove si voleva ultimare il movimento alle spalle e tener di piè fermo quella posizione , obbligato a ritirarsi , occupó
228 e difese il ponte di Eboli, che è sulla consolare , sicchè diede sufficiente
tempo ,
perchè
la
brigata Pignatelli
si fosse ordinata in battaglia appoggiando la
dritta al
l'altura , la sinistra al mare , la brigata Atramblé pi gliasse la seconda linea , la cavalleria in riserva , l'arti glieria sul fianco sinistro , e due compagnie del dodice simo di linea disposte in cordone coronassero tutto il Tor rione. Quando la prima divisione disposta benanche in due li nee fu di rincontro ed a giusto tiro di quei soldati , da una parte come dall'altra incominciò a scambiarsi il fuoco di file di battaglione e di artiglieria , con i successivi at tacchi di cavalleria , che per ben due volte incontrarono la resistenza de' quadrati obbliqui sostenuti dalle bocche da fuoco. E poichè come era ben chiaro , l'attacco di quella posizione doveva procedere sulla dritta , per rendere i nutile quelle linee , però mentre si proseguiva l'offesa sulla fronte , alquanti soldati del 1. battaglione Granatieri corsero velocemente per insignorirsi di quelle alture, dalle quali era facile molestare ogni movimento retrogrado im preso per la via delle Calabrie . Coronato che fu quel sito , venne superiormente ordinato di darsi alquanto riposo a tutta quanta la soldatesca . Circa le ore due e mezzo la seconda divisione mosse per i suoi novelli accantonamenti ,
il quarto battaglione
Cacciatori tra le case del Galdo , Pellizzano , e Capriglia , il secondo Svizzero tra Capriglia e Baronissi ,
il do
229
dicesimo di linea tra Penda , Langusi e Sciscfano, il terzo Svizzero , quattro pezzi di artiglieria ,
e due squadroni
di cavalleria in S. Severino , ove fu benanche piantato il quartiere generale di quella divisione . S. M. il Re con tutti del suo seguito Reale e lo stato maggiore dell'esercito ebbero le stanze nella Intendenza di quella provincia, l'intera prima divisione fu acquartierata nella città di Salerno, e le quattro compagnie del primo di linea , un plotone di dragoni e due pezzi furono situati a' posti avanzati , la cui linea volgeva soltanto dalla parte che mena al Principato Ultra. Nelle ore p . m. di quel giorno un capitano dello stato maggiore mosse da Salerno per osservare se nella linea de' villaggi innanzi di S. Severino , vi fosse sufficiente capacità a dar ricovero nel giorno seguente a tutti
gli
animali dell'artiglieria , della cavalleria , e dello stato mag giore , ed un uffiziale aggiunto si tramutò in Avellino a prepararvi i quartieri che il domani dovevano occupare i sette battaglioni ,
i due squadroni di cavalleria ed
quattro pezzi di artiglieria della seconda divisione .
i
Du
rante la notte fu poi spedito un capitano dello stato mag giore perchè preparasse i quartieri della prima divisione solo ne' tanti villaggi che sono al di là di S. Severino , ed ordinato alle varie partite de' rancieri e degli alloggi di avviarsi tutte unite agli assegnati accantonamenti alle ore 4 del mattino seguente . La divisione alle ore 5 doveva prendere le armi , e là fanteria essere in colonna per plo toni lungo la marina , la testa allo sbocco della strada
230 che mette in comunicazione i due Principati , le bocche da fuoco di campagna rotte per sezioni alla sinistra della colonna ed all' altura del mezzo delle due brigate ,
la
cavalleria dopo la fanteria , ed in fine i cassoni delle bat terie ed il parco , la cui custodia si affidava in quel giorno ad una compagnia del primo Svizzero . Ancora non era spuntata l'alba del di 11 , e già si rac coglievano al bivio delle due strade che conducono alla " Baronissi tutt'i posti avanzati dalla prima divisione , la mezza compagnia degli zappatori , lo squadrone di gendar meria scelta
e quello de' dragoni venendo a compiere
la forza della vanguardia . Una compagnia di fanti ed un plotone di zappatori messo innanzi la brigata Vonderweid si avviavano per la regia strada della Spontumata , ed il rimanente della divisione seguiva quella detta de' Casali di Salerno. Alle case del Galdo , e nel villaggio di Capriglia il ma resciallo Lecca non incontrò difficoltà nè resistenza , tal chè giunto nelle vicinanze di quello di Coperchio , il plotone de'dragoni ch' era alla vanguardia ed una compagnia di reggimento Re fanteria , celeremente lo traversavano giunti che furono alla estremità opposta, si posero in or
1 dine offensivo , intesi a chiudere il passo a quanti soldati erano colà accantonati. E fu allora cosa ammirata come una compagnia del quarto Cacciatori sapesse aprirsi la via tra quelle alture e raggiungere la sua divisione, an zichè cader tra le mani de' battaglioni nemici
esempio
231 che non si saprebbe troppo ripetere e lodare , perchè fosse ognun persuaso che in guerra il risoluto voler bene può moltissimo , la qual virtù è più particolarmente indispen sabile fra gli uffiziali delle milizie leggiere . Essendo già poco lontano dalla Baronissi si raccolse innanzi la colonna l'intera cavalleria , la quale spiccatasi al trotto , non ve dendo nè ascolte nè posti innanzi quel villaggio , imprese a dar la mano alla brigata Vonderweid di già impegnata con quella del generale Pignatelli ; ma la compagnia caccia tori del 2.º reggimento svizzero Buman , ordinata che fu in colonna per plotoni in mezzo la strada consolare , non volle lasciar compiere quel decisivo movimento , e diede tempo a que' battaglioni di decidere la loro ritirata sopra S. Severino ; il colonnello Atramblè regolando il cammino del 12.º di linea Messina da riuscire sulla regia strada de' due principati. A mala pena riunite le due colonne della 1 . divisione proseguirono quel movimento offensivo, e giunte alla traversa che mena a Penda ed esce su' Casali di Montuori , fu supremamente ordinato che tutta la cavalle-´ ria volteggiando per quei terreni , chiusi tra le alture a dritta e la consolare a sinistra , molestasse i battaglioni in ritirata , e minacciasse di tagliar la via alla intera se conda divisione , o almeno spuntasse la sinistra della linea nemica. Il generale Sonnemberg prese posizione e difese per qualche tempo la piazza del Mercato , e raccolto il secondo reggimento svizzero , l'artiglieria che lo accom pagnava ed il terzo svizzero Dufour , ricominciò la sua ri
232 tirata , quando già il reggimento dei Siciliani accelerava il passo , per uscire da quei difficili terreni prima che la cavalleria nemica non avesse lasciato gli ultimi casali di Montuori . La prima divisione entrata che fu in S. Severino , eb besi l'ordine di , dar breve riposo ai soldati , e posciá avviarsi per Avellino , movendo per brigate con piccolo intervallo , quella del brigadiere Wonderweid in avanti . Per siffatta novella ed istantanea disposizione dovette un capitano dello stato maggiore celeremente condursi in quella città , ed apparecchiarvi i quartieri per tutta la fan teria la cavalleria ed artiglieria della colonna mobile d'i struzione , non che per l'intero seguito reale , e lo stato maggiore dell' esercito. La seconda divisione , la quale non era più da vicino incalzata , al terzo miglio dopo S. Severino si fermò , per lasciare in qualche riposo i soldati , e rimessa in cam mino " non appena la sua dietroguardia l' ebbe avvisata che la prima divisione incominciava il movimento offen sivo , il generale Sonnemberg lasciando muovere in riti rata una parte de' suoi battaglioni , tolse profitto dalle pen dici del Lauro " e vi distese una linea di cacciatori . Al fuoco de'quali soldati quello aggiunse delle poche bocche da fuoco , le quali attaccate alla prolunga venivano a volta a volta situate ne'gomiti della strada , e l'altro ancora de' plotoni di fanteria messi alla dietroguardia , i quali scaricate le armi uno dopo l'altro passavano nelle prime file della
233 colonna. Dopo quel breve scambiarsi di vicendevoli colpi , giunti come si era sul confine de' due Principati , fu su periormente ordinata la sospensione di ogni ostilità " e tutte le soldatesche proseguirono il loro cammino regolar mente per l'ubertosa , e ridente valle del Calore . La vanguardia della seconda divisione entrava in Avel lino circa le ore 3 dopo il mezzogiorno , la brigata Won derweid alle ore 4 e mezzo tagliava quella città capi tale del Principato ulteriore tra l'eccedente calca di po polo e le strepitose e replicate grida di viva il Re , nè ancora erano passate le ore 6, e la colonna d'istruzione slava già accantonata in Avellino , il terzo Svizzero aveva occupato il villaggio di Atripaldi , e lo squadrone della gendarmeria Reale era in Bellizzi . S. M. il Re con tutto il seguito e lo stato maggiore dell'esercito si rimase nel palazzo dell' Intendenza , e le guardie d'onore della provincia , come già avevan pra ticato quelle del Principato Citeriore , facendo vaga mo stra della loro bella divisa , prestarono il volontario loro servizio nelle stanze reali. La linea de' posti avanzati e secondarî fu stabilita per guardare i due sbocchi all' estre mità della strada delle Puglie , non che quello del Princi pato Citra , e Terra di lavoro. Una forte granguardia messa di fronte al parco e nel centro della città , ed al quante pattuglie resero quieto e tranquillo il paese durante la dimora delle due divisioni.
Il giorno 12 le truppe rimasero in riposo. S. M. il
30
234 Re visitò tutt'i quartieri , corse la novella strada la quale mena a Montesarchio , e ritornato che fu in Avellino diede ordini perchè nel simulacro del giorno seguente la seconda divisione avesse offensivamente operato contro la divisione Lecca, che moveva alla volta della capitale. Al cader della sera furono spediti gli ufiziali dello stato maggiore , a preparare per il giorno seguente i quar tieri alle due divisioni , che fin dalle prime ore del giorno furono occupati da' distaccamenti de' vari corpi . Si ordinò alla prima divisione di tenersi sulle armi alle 4 del matti no , muovendo i battaglioni secondo la posizione del rispet tivo accantonamento per la strada di Napoli , e giungendo al piede di Monteforte situarsi innanzi la colonna , il parco ed i sedici cassoni delle due batterie , e fermarsi in aspet tazione di novelli accenni. La seconda divisione dovea pren dere le armi alle ore 5 e mezzo , ed i soldati onde componevasi, non aveano ad indossare il cappotto , per facilmente distinguersi dagli avversari " e tutti doveano essere forniti di pane , di formaggio , e di vino , poichè la zuppa si mangiava negli accantonamenti. Pure il tempo oltremodo piovoso indugiò alquanto la partenza della co lonna d'istruzione , e la cattiva condizione in cui erano · i terreni e le strade , impedi la esecuzione di ogni simu lacro di guerra, che solamente fu indicato dalle due parti . La prima divisione , lasciata la città di Avellino circa le ore 9 e mezzo , prese posizione alla gola di Monteforte , riposò per breve tempo a Cardinale ,
e circa le ore 4
235 dopo il mezzogiorno , la brigata Wonderweid occupava i villaggi di Cimitile Cicciano e Campassano , e quella del colonnello Aldanese era divisa tra S. Vitagliano , Sci sciano , e Marigliano. La seconda divisione mosse con or dine offensivo circa le ore 10 e mezzo , riposò alquanto a mezza strada ,
e prima delle ore 4 i sette battaglioni
d'infanteria erano acquartierati ne' tre villaggi di Nola , S. Paolo , e Saviano. I cinque squadroni di cavalleria e le due batterie erano riunite in Cimitile , ed il parco ed il quartier generale della prima divisione rimasero in Marigliano. S. M. il Re e tutto il suo seguito reale mosse per Napoli circa le ore cinque. Addì 14 continuando pertinacemente le piogge i due battaglioni del dodicesimo di linea e quelli del terzo Svizzero fin dalle ore 7 del mattino , guidati dal briga diere Pignatelli, mossero per rientrare ne'quartieri di No cera. La prima divisione con le due batterie di campa gna ed il parco , e tutta la cavalleria all' istessa ora si dispose in battaglia lungo la strada consolare delle Puglie, appoggiando la dritta al principio del villaggio di Mari gliano. Ritornato da Napoli S.
M.
il Re ed il suo se
guito reale comandò , la cavalleria e l'artiglieria incammi narsi a' rispettivi quartieri di Napoli , il quale movimento venne poi seguito circa le ore 11 da' sette battaglioni di infanteria ordinati su due righe , i quali giunti fuori Porta Capuana si fermarono per chiamare il nominativo appello ´de'soldati . Fu allora che S. M. il Re raccolse intorno a sè i
236 generali e gli ufiziali superiori , e dimostrò loro la somma soddisfazione per l'esatta disciplina serbata dalle truppe negli accantonamenti e nelle marce , e pel tutto insieme, l'esattezza " e l'agilità dimostrata nelle varie manovre. Da ultimo i battaglioni con file raddoppiate ed al suono delle bande , sfilarono innanzi alla M. S. facendo ammi rare il contegno militare e l'alacrità , che non lasciava ve dere alcuna traccia delle fatiche e de' disagi durati .
ANTONIO ULLOA.
}
237 COSE DIVERSE .
Sua Maestà il Re comandava che si sperimentasse la efficacia della ruota propellente applicata a' battelli a va pore , in sostituzione delle ruote a palette ( 1 ) . In
dicembre 1841 dal nascente ma bello ed utile
slabilimento
di Pietrarsa usciva una macchina a va
pore ad alta pressione della forza di 8 cavalli , e si adattava ad un battello a bella posta costrutto dalla real marina , 50 piedi lungo , 7 e mezzo largo, 6 di ele vazione , e del peso di 24 tonnellate. La " ruota propel lente con 22 pollici di diametro fu situata alla pɔppa in direzione della chiglia al di sotto della linea di acqua . Ecco i risultamenti avuti ne' vari esperimenti, giusta le varie modifiche apportate . Al primo esperimento , in cui era pure presente il Retro-Ammiraglio Staiti, il battello a vapore mosse da Pietrarsa per Napoli . La ruota era composta di quattro palmole ciascuna di un piede lunga ed inclinata per 45 gradi . La pressione del vapore era di tre à quattro atmosfere
(1) Si legga il volume X1 dell' Antologia , ove fu ron notati tutti i vantaggi che potevano ritrarre le navi a vapore, se alle ruote si sostituisse un' altra mac china la cui azione fosse nell' interno .
238 La trasmissione del movimento si ebbe mediante l' in granaggio . Lo slantuffo dava 32 colpí a minuto , e la ruota
128 giri. La velocità del battello fù di 5 a 6
miglia l'ora. Al secondo esperimento intervenne S. E. il tenente generale Filangieri . La macchina avendo prima guada gnato gli attriti , diede colle condizioni stesse migliori risultamenti · 5 a 6 miglia per ora .
Nel terzo esperimentó la ruota era composta di dae palmole lunghe due piedi ed inclinate per 45
gradi .
Lo stantuffo dava 50 colpi , la ruota 20 giri a
mi
nato : la pressione era di 3 a 4 atmosf atmosfere ere ,, la velocità di 4 miglia l'ora .
La trasmissione del movimento per ingranaggio ope ravasi per via di rocchetti di ferro e ruote di legno; e dappoichè si ebbe la rottura di varii denti di legno , si pensò trasmettere il movimento alla nave con quello eccentrico direttamente dato alla ruota. Diminuiti così gli altriti , lo stantuffo dava 150 colpi a minuto , ed altrettanti giri la ruota , e quindi di molto diminuita la velocità del battello , non si arrivò al massimo che a 4 miglia l'ora. In seguito furono le due
lunghe palette surrogate
da otto piccole , ognuna di mezzo piede lunga , le quali erano a due a due locale su quattro principi ad elice ; e con tali sfavorevoli condizioni si fece un ultimo espe
239 rimento avanti Sua Maestà il Re , nè si ebbero che tre miglia e mezzo di velocità per ora. Il peso totale di 24 tonnellate si vide essere eccedente per la forza della macchina , mentre avrebbe dovuto essere al più di 16 anch ... tonnellate . Ora il signor Sauvage meccanico di Boulogne-sur-mer ha avuto l'idea di sostituire alle ruote laterali un' elice compiutamente immersa ed applicata alle navi nella parte rientrante ed al di dietro. Questo apparato che agisce in direzione parallela alla chiglia , può farsi senza al cuna rilevante modificazione alle attuali costruzioni na vali. Il Sauvage ha eseguito gli esperimenti innanzi una commessione composta daʼsignori Poncelet, Coriolis , Piobert e Seguier . Ed oggi la nave il Napoleone ha 1.A... la sua macchina così costroita.
Le esperienze eseguite in Inghilterra , dal
signor
Smith', che ha avuto il brevetto d'invenzione per una vite propulsiva, han confirmato i risultamenti avuti in Francia . Questo costruttore ha armato il battello l'Ar chimede , che fa il servizio di cabotaggio , di una vite 10 propulsiva; ed > i viaggi di già fatti ne'mari del setten trione hanno stabilito 1.º che la vite imprime alla nave una velocità tanto grande quanto le ruote a palette : 2.° il cambiamento di direzione si opera con maggior ra pidità : 3.º il meccanismo della vite , più semplice di quello delle ruote ,
esige meno riparazioni , la posi
240
zione del meccanismo tra la ruola di poppa e l'estre mità della stiva lo mette al sicuro della più parte degli accidenti che le ruote possono provare , ed in fine il vascello armato di una vite teme meno di essere messo fuori servizio nelle tempeste. Il governo inglese ha ordinato al signor Smith di applicare tal sistema alla fregata a vapore la Great Britain destinata a' viaggi transatlantici . La vite propul siva di cui sarà armata questa nave , ha circa cinque - metri di diametro . Si calcola che la sua applicazione alleggerirà il meccanismo a vapore di più di cento tonnellate. Sono più anni dacchè nella Reale Fonderia di ferro con assai vantaggio si è messo in opera il ventilatore qual macchina soffante per i forni di fusione . Esso con siste in una cassa cilindrica, nell'asse della quale gira una ruota a palmette, che agitando l'aria atmosferica proveniente dalle due aperture praticate nelle basi del 1 cilindro, la fa uscire per quella aperta sopra un lato del medesimo . L'uso di tal macchina è antichissimo nelle industrie agricole, perchè di assai facile costruzione. Di recente però si è adoperato in Inghilterra come macchina sof fiante applicata ai forni di fusione pel ferro . I vantag gi avuti l'han fatta generale in tutte le Fonderie ove con la velocità di 1500 giri a minuto , il vento co
3
241 stante introdotto in un forno a manica , produce la fu sione di circa cantaia 14 di ferro in un'ora , potendosi con eguale risultamento suddividersi il vento generato e dar vita a varî forni messi uno vicino all' altro. La forza di cui abbisogna il ventilatoio , onde essere in azione si valuta a circa due cavalli .
Il ministro della guerra in Francia ha ordinato gli esperimenti di notte, tempo al poligono di Vincennes 9 di una novella civa fulminante , proposta per accendere in altro modo le bocche da fuoco . E sono incomin 4 ciati la notte del 25 dello scorso giugno .
- Durante il mese di ottobre ultimo , il tenente gene •
rale di artiglieria barone Duchand , profittando della ri vista d'ispezionè fatta all' 11. reggimento , andando pa recchie volte al Poligono , ha replicato i saggi sul can none da 24 che ha modificato, e l'ha sottomesso alle pro ve comparative coll' antico cannone dello stesso calibro. I cannone di Duchand ha su quello ordinario il vantaggio di poter esser puntato direttamente contro il bersaglio. Il punto in bianco dell'antico cannone era a 600 metri , talchè per tutte
le distanze
più
vicine
necessario puntare al di sotto del bersaglio, e quindi 2 era vi era incertezza nella punteria , ed una grande inesat tezza nel tiro. La trajettoria del novello cannone essendo tangente 100 metri , ovvia a questo in
alla linea del tiro a
31
242 conveniente , e fa puntar sempre sul bersaglio , sia
di
punto in bianco , sia mediante l'alzo . La
modificazione
fatta dal barone
Duchand
alla
costruzione dell'antico cannone consiste nell' aumento dato al diametro della gioja e in una piccola diminu zione a quello della culatta . -La sentinella dell' esercito rende conto di una prova fatta ultimamente a Vincennes ( 18 ottobre ) in presenza del generale Rostolan , per giudicare della precisione del tiro de' cacciatori d'Orleans comparativamente a quello della fanteria di linea . L'esperienza è durata dalle ore 10 del mattino fino alle ore 4 pomeridiane . Tre plotoni di cacciatori ed uno di fanteria del 68.° reggimento di linea vi hanno preso parte , ed ogni plotone era di 5o uomini . Tre bersagli presentavano la superficie di un metro e 10 centimetri di larghezza su due metri di altezza . Al primo tiro i soldati del 68 erano 250 metri lontani dal bersaglio, ed i cacciatori 350 metri . Le 200 palle tirate dal plotone del reg gimento hanno 25 volte investito il bersaglio , ed il me desimo numero di palle tirate da' cacciatori con la ca rabina di munizione l'hanno forato 31
volte .
A 400
metri sopra 200 palle i cacciatori ne hanno messo 70 nel giro bianco , ed i soldati di fanteria solamente sette , differenza di dieci sopra uno . Al secondo tiro essendosi a 400 metri ,
sopra 200 colpi le grosse carabine han
943 dato 45 volte ne ' bersagli , mentre
a 300 metri ,
e
con uno stesso numero di colpi , i fucili del 68 reg gimento li hanno colpito solo 24 volte. A 500 metri la carabina di munizione ha messo 20 palle nel giro bianco . Di poi un plotone di cacciatori armato della grossa carabina e situato a 660 metri da' bersagli vi ha colpito 35 volte. Un bersaglio mobile di un metro e 57 centimetri largo e due metri alto è stato in seguito posto in movimento , ed allora sopra 100 palle la fanteria 9 volte ha colpito , ed a
200 metri i cacciatori tirando 100 palle colla
grossa carabina hanno 19 volte forato il bersaglio . Il tiro de' soldati del 68. ° di linea è stato di una aggiustatezza degna di ogni elogio ; ma l'inferiorità del l'arma messa in paragone della novella carabina , è stata in gran parte la causa della differenza osservata ne' ri sultamenti . De' premî. il 1.° di 5 franchi , il 2. ° di 4 franchi , il 3. di 3 franchi , il 4. ° di 2 franchi, il 5.º di
franco
e 50 centesimi , e gli altri di 1 franco erano preparati
· a ciascun plotone; e S. A. il duca di Montepensier , che fino a mezzo giorno ha assistito a quelli esercizî , ha voluto che fossero raddoppiati . -Il giorno 29 dello scorso mese di ottobre a Robert son nell' Alsazia , furon praticati gli esperimenti di un * novello ponte pensile , costruito dal corpo de'pontonieri, e
244 destinato per l'esercito d' Affrica.
Il ponte
tutto di
legname e di corde, essendo di una estrema leggerezza, deve servire per traversare i tanti torrenti che quasi ad ogni passo fermano le colonne francesi nell' Algeria. Le prime pruove sono interamente riuscite.
Il brich denominato il Lanciero di venti cannoni comandato dal capitano Billiet , che i Francesi conside rano quale inventore delle palle incendiarie , ha l'ordine di entrare ne' vari porti della Francia , e replicare gli esperimenti su questi projetti , la cui efficacia nella difesa delle coste dovrebbe essere immensa (1 ). Si è molto parlato di alcune esperienze di polvere incendiaria ed asfissiante che si fanno in questo mo mento ( settembre ) a Lorient ; e mediante un novello sistema, qualche modificazione alle bocche da fuoco, ed una novella miscela di polvere , si crede di poter lan ciare i proietti a 3 e 4000 metri . Uno industrioso Alemanno il signor Forster di Colsfelden ( Wesfalia ) ha ritrovato il modo di fondere
(1) Siffatti saggi più volte si son da noi ripetuti nel poligono di Capua , e sempre il risultamento è stato prodigioso. Non appena ci giungeranno le notizie di quanto altrove si è operato , faremo il confronto delle varie esperienze, e le accompagneremo con alquante nostre particolari osservazioni.
245 la torba e di farne un prodotto bituminoso capace di sostituir l'asfalto
ne' suoi
diversi usi ,
ed inoltre di
garentire e conservar lungamente il legno , il ferro e tutti gli altri metalli , mediante un untume prodotto da questa sostanza . L'autore crede che il suo procedi mento costerà il decimo del prezzo dell' asfalto senza averne gl' inconvenienti . I primi saggi sono stati presen tati al consiglio raccolto in Brusselle . Nel passato mese di agosto in presenza di S. A. I. il principe Luigi, furon principiati nel poligono di Vienna i primi esperimenti per un novello sistema di blinde . I buoni risultamenti avuti hanno deciso di proseguire i saggi sopra una scala assai più grande. Nell' ispezione de' primi corpi della confederazione germanica , il colonnello Birago ha fatto , in presenza degli Arciduchi , l'esperienza de' ponti militari da lui inventati. Ha gettato in meno di tre quarti d'ora un ponte sul braccio del Danubio detto Weisgerbern , do ve le barchette comunque coverte di tavole si elevavano per 12 piedi al di sopra del livello del fiume , circostanza che rendeva la costruzione del ponte impossibile col materiale ordinario , senza aprire alquanti scavamenti che avrebbero richiesto almeno quarantotto ore di la ´voro . Il cavaliere Birago , senza riconoscenza o lavoro preparato prima , giunse al trotto col suo equipaggio di ponti di cavalletti , e cominciò la costruzione , che
246 andò a rampa fino alla terza travata , e poscia si man tenne sopra sei altre a 9 piedi al di sopra del livello del fiume , e finì a rampe sulle tre ultime travate. Imme diatamente dopo , tre carri attaccati a qualtro cavalli , carichi come erano , celeremente passarono il ponte . Fo in quella occasione fatta anche l'esperienza di un ponte di pontoni, che per le diverse unioni promette di aumen tare di un quarto , di un mezzo , di uno e mezzo la lun ghezza del ponte , senza accrescere il materiale, come si pratica negli altri ponti volanti . È inutile il dire che gli ispettori son rimasti soddisfattissimi di queste invenzioni . Gli equipaggi dell'esercito prussiano hanno ricevuto grandi miglioramenti. La fanteria cambia i suoi cassoni attaccati a quattro cavalli con quelli della cavalleria che ne hanno due. I cavalli di basto che trasporta
1 vano gli oggetti dell' ambulanza , gli strumenti , e gli approvisionamenti , sono tolti , e sostituiti da' carri a due collari. I soldati del treno avranno
ne' carri un sito
per i loro porta cappotti , per alleggerir così il peso del cavallo del vetturino. Infine i cassoni della farmacia ambulante , i quali erano attaccati ad un cavallo , lo saranno a due. Tali cambiamenti si son fatti per ren dere gli equipaggi assai più carreggiabili .
-In Prussia dal 1823 alla fine dell'anno 1829 , 885 uffiziali e 17,230 sotto uffiziali e soldati sono stati im piegati nelle amministrazioni civili .
247 Finora si credeva che il Re di Prussia fosse con tento delle sue milizie , purchè avessero buona tenuta e contegno marziale nelle manovre ; ma dopo gli eser cizj di autunno, e per ulteriori sovrane disposizioni si è prescritto a comandanti de' corpi
e di qualunque più
piccolo distaccamento di mantenere i soldati nel miglior ordine possibile in tutte le circostanze. Vuole il Re che il soldato prussiano non dimentichi mai esser egli un bravo , e ne abbia costantemente l'aspetto (1 ).
( 1) Ecco la traduzione letterale dell'ordine di gabi netto che S. M. il Re di Prussia ha dato all'ottavo corpo d'esercito dopo le manovre d'autunno dello scorso
anno . « Io son contento di potere esprimere la mia soddisfa zione alle truppe dell'ottavo corpo d'esercito , per lo zelo che hanno spiegato gli uffiziali > la buona volontà manifestata da' sotto-uffiziali e soldati delle diverse armi , e per la buona armonia tra i reggimenti di linea e la landwehr. In generale io son contento del modo come si sono eseguite le manovre ; e mi riserbo di comunicare più tardi al corpo d'esercito , per la sua propria istru zione , le molte osservazioni fatte durante il corso delle operazioni. Fo intanto osservare , come cosa importantissi ma, che senza travagliare inutilmente il soldato , fa d'uopo mantenere per quanto è possibile , anche durante le ma novre, l'ordine interno ne' battaglioni comunque ordinati ,
248 ----
10 luglio a Costantinopoli S. A. il Sultano ha
assistito ad una esperienza fatta dal colonnello del Genio Sohim-Bey ; la quale aveva per oggetto di mettere fuoco mediante l'elettricità ad una massa di polvere di dae quintali immersi nel mare. Lo scoppio fu talmente forte che l'acqua si alzò all'altezza di 40
a 50 braccia.
S. A. il sultano ha dimostrato la sua soddisfazione per questi saggi, e li ha fatto ripetere una seconda volta .
- Nello scorso mese di agosto il conte di La Barre
e nelle linee di bersaglieri, perchè in contrario il combat. timento si fa senza regola e senza direzione . Fa d'uopo non impiegar mai maggior numero di cacciatori di quelli voluti dalle circostanze, e gli uffiziali non debbono mai perderli di vista , principalmente allorchè si vuole affrontare il com battimento ne' villaggi o sopra terreni svariati . Nelle ma novre è necessario di aver più particolarmente rivolto il pensiero all'effetto delle armi da fuoco , e la cavalle ria, obbligata a ritirarsi , non deve mai situarsi al tiro della moschetteria nemica . Io son rimasto contento del l'armamento delle truppe e della buona condizione de'ca valli , segnatamente di quelli forniti per la landwer dai consiglieri dei circoli , la qual cosa è per me una prova consolante dell' interesse che si continua a dimostrare per l'importante istituzione della Landwer.
Bruhl 12 settembre 1842 . FEDERICO GUGLIELMO .
249 ha replicato i saggi de' projetti incendiarî inventati dal Duca di Normandia .
-15 dello scorso mese di ottobre un grande ed interessante esperimento si fece a bordo la cannoniera l'Eccellente , nave a vapore che era nel porto di Port smouth , a fine di praticamente veder quale è l'efficacia delle difese ideale per le caldaje delle navi a vapore . La maggiore difficoltà a rendere le navi a vapore di gran momento ne' combattimenti navali è di dare una giusta protezione alle caldaje contro i colpi del nemico ; giacchè
una sola palla perforando la nave la mette
fuori combattimento . Colla veduta di dare siffatta pro tezione alle caldaje, molte navi a vapore da guerra si son munite all'esterno , sulla parte del bordo corrispon dente alle caldaje , di un sistema di difesa che consi ste in alquante piastre o scudi di ferro , ciascuna della spessezza di 12 millimetri . L'oggetto dell' esperimento a bordo dell'Eccellente era di assicurarsi della resistenza che questo riparo dava alle caldaje contro le cannonate tirate di punto in bianco ed a 400 metri . Preparato un analogo riparo di ferro e messo alla indicata distanza , vi si tirò contro con varî cannoni di diverso calibro . Gli ammiragli E. Codring ton e Parker , ed un gran numero di uffiziali di marina , inclusi quelli della fregata Austriaca , furon presenti agli esperimenti. Il primo colpo fu tirato col cannone di
32
250 68 ed una palla di 8 pollici . Il projetto colpì il centro del bersaglio , ed avendolo fatto cedere di circa cinque pollici , rimbalzò e si ruppe in molti pezzi per effetto della percussione. Il secondo colpo fu tirato col cannone da 32 , la palla colpi sul lato dello scudo , rimbalzò , e si ruppe in due. Il terzo colpo arrivò al centro , ove rimase , dopo di aver traversato molte piastre. Il quarto colpì sul terzo del bersaglio e si ruppe in mille pezzi che si di visero nel legname sul quale era fissato il riparo , dove furon ritrovati dopo gli esperimenti .
e
Il quinto e
sesto colpo passarono per le aperture fatte dal quarto , e dopo circa 10 altri colpi , che tutti colpirono il bersa glio in varie parti ,
lo scudo di ferro fa intieramente
distratto . Il risultamento dell' esperimento fu bastante a dimostrare quanto inefficaci sono le presenti difese delle caldaje delle navi a vapore , per poterle proteggere dalle bocche da fuoco del nemico. E si è parimenti dimo strato , quanto è soddisfacente la condizione dell' arti glieria per l'istruzione avuta a bordo l'Eccellente ;
e
così praticamente si è provato la grande utilità di questa istituzione , dalla quale si forniscono gli uffiziali canno nieri ed i marinai per tutte le flotte inglesi. -Gli ultimi esperimenti a Woolwich e quelli antece denti praticati a Deal , onde dimostrare la superiorità de' novelli cannoni , mette giustamente moltissimo in teresse tra gli uffiziali di artiglieria ; e nessuna mag
251 gior prova che le numerose notizie avute, non solamente dagli uffiziali attualmente nell'esercito, ma da quelli che, han servito nelle scorse epoche. Molti manifestano la loro sorpresa all'udire il gran peso del cannone di 68 libbre messo a bordo del Geyser ,
e son desiderosi di
vedere qual vantaggio si aspetta per compensar questo inconveniente . La ragione è chiara . Si tratta di produrre un gran guasto con molta quantità di polvere , e quindi l'obbligo di lanciare il projetto molto lontano . Oggi le navi a vapore non solamente battono le città ad una distanza maggiore di quella ove giúngono le ordinaric artiglierie , ma anche perchè le granate avendo gran velocità , la forza di penetrazione è maggiore , e con seguentemente più grande è l'effetto . Tutti sono intenti a migliorar la condizione delle flotte. Il bombardamento di Acri e le operazioni ne' muri della Cina danno pra tiche dimostrazioni di quanto si può aspettar da esse . L'ammiragliato ha adottato i disegni di un magni fico battello a vapore da guerra con la macchina della forza di 800 cavalli. Il piano si è fatto dal signor Oliviero Lang , maestro costruttore all' arsenale di Woolwich , e sotto la sua immediata e personale vigilanza vien co mandato costruirsi . Per avere qualche idea della gran dezza della nave ,
basta notare che essa
Trafalgar per
piedi 6
20
ponte , e 20 piedi 5 pollici
eccederà il
pollici di lunghezza sul nella chiglia .
252 mat
Una esperienza delle più importanti si è fatta a
New-Yorch .
Si trattava di una batteria sotto marina
inventata dal conosciuto Colt, e che ha per oggetto di far saltare le navi da guerra , dirigendole contro que sto brulotto invisibile . Si scelse per tale esperienza una vecchia nave e fu decorata de' più bizzarri colori . Le bandiere rappresentavano teste di morte , ossa ed altre simili cose . La nave fu rimorchiata innanzi a Castel lorden , e la batteria sotto marina vi fu attaccata. Lo tutta la cassa della nave non di tutt scoppio fu terribile, e di rimase un sol pezzo
che avesse dimensione maggiore
di qualche pollice .
La natura di questa batteria sotto
marina non si è ancora interamente spiegata
par che
si componga di una cassa contenente certe materie che fanno esplosione ,
e che un palombaro può collocare
a' fianchi delle navi da guerra , lasciando correre un filo di ferro immerso nell'acqua . Nell'esperienza fatta innanzi Castel- lorden il filo di ferro invisibile era lun go più di 300 metri . All'ora fissata l'inventore di questa macchina infernale si rimase sul ponte del Nord Carolina , mise il filo conduttore in contatto con una pila voltaica , e l'esplosione fu pronta e terribile come la polvere . È bene inutile il dire che bisogna veder gran demente replicati tali saggi , prima di darne un esalto . giudizio , e calcolarne il possibile effetto in guerra .
253
BIBLIOGRAFIA. OPERE INTORNO LE SCIENZE LE ARTI
L'ISTORIA
MILI
TARE " MESSE A STAMPA NEL REGNO DELLE DUE SICILIE NEL SECONDO SEMESTRE DELL'ANNO 1842 .
- Elenco degli oggetti vendibili nel Deposito di smércio del Reale Officio Topografico in Napoli ed in Palermo — Napoli dalla Reale Tipografia della Guerra 1843. - Napier. Guerra della Penisola dal 1807 al 1814 con note del generale Dumas per far seguito ai Saggi sulle campagne dal 99 al 1814 dell' ultimo autore. Traduzione italiana . Napoli 18421 2 vol . in 8.º Dalla Reale Tipografia della Guerra . 4 e 5 fasci colo in 8.0
BIBLIOGRAFIA STRANIERA .
Regolamento di Giustizia criminale e disciplinale militare ema nato con editto dell'Eccellentissimo e Reverendissimo signor Car dinale Lambruschini Segretario di Stato , del di primo aprile 1842 - Roma. Nella Tipografia della Reverendissima Camera
Apostolica
1842 un volume in 8.0
充 questo il primo codice militare pubblicato in Roma. Per l'addietro le milizie dello stato Pontificio si gover navano con una svariatissima raccolta di articoli , bandi ed usi che lasciavano immenso arbitrio a' giudici nell' ap plicarli a' casi particolari :
252 Una esperienza delle più importanti si è fatta a New-Yorch .
Si trattava di una batteria sotto marina
inventata dal conosciuto Colt, e che ha per oggetto di far saltare le navi da guerra , dirigendole contro que sto brulotto invisibile . Si scelse per tale esperienza una vecchia nave e fu decorata de' più bizzarri colori . Le bandiere rappresentavano teste di morte , ossa ed altre simili cose .
La nave fu rimorchiata innanzi a Castel
lorden , e la batteria sotto marina vi fu attaccata. Lo scoppio fu terribile , e di tutta la cassa della nave non rimase un sol pezzo
che avesse dimensione maggiore
di qualche pollice.
La natura di questa batteria sotto
marina non si è ancora interamente spiegata
par che
si componga di una cassa contenente certe materie che fanno esplosione ,
e che un palombaro può collocare
a' fianchi delle navi da guerra , lasciando correre un filo di ferro immerso nell'acqua . Nell'esperienza fatta innanzi Castel-lorden il filo di ferro invisibile era lun go più di 300 metri . All'ora fissata l'inventore di B questa macchina infernale si rimase sul ponte del Nord Carolina , mise il filo conduttore in contatto con una pila voltaica , e l'esplosione fu pronta e terribile come la polvere . È bene inutile il dire che bisogna veder gran demente replicati tali saggi , prima di darne un esalto giudizio , e calcolarne il possibile effetto in guerra .
253
BIBLIOGRAFIA. OPERE INTORNO LE SCIENZE LE ARTI E L'ISTORIA
MILI
TARE , MESSE A STAMPA NEL REGNO DELLE DUE SICILIE NEL SECONDO SEMESTRE DELL' Anno 1842 .
- Elenco degli oggetti vendibili nel Deposito di smercio del Reale Officio Topografico in Napoli ed in Palermo
Napoli
dalla Reale Tipografia della Guerra 1843 . - Napier. Guerra della Penisola dal 1807 al 1814 con note del generale Dumas per far seguito ai Saggi sulle campagne dal 99 al 1814 dell' ultimo autore. Traduzione italiana. Napoli 1842 2 vol . in 8.º Dalla Reale Tipografia della Guerra . 4 e 5 fasci colo in 8.0
BIBLIOGRAFIA STRANIERA .
Regolamento di Giustizia criminale e disciplinale militare ema nato con editto dell'Eccellentissimo e Reverendissimo signor Car dinale Lambruschini Segretario di Stato , del di primo aprile 1842 - Roma. Nella Tipografia della Reverendissima Camera Apostolica - 1842 un volume in 8.0 È questo il primo codice militare pubblicato in Roma.
Per l'addietro le milizie dello stato Pontificio si gover navano con una svariatissima raccolta di articoli , bandi ed usi che lasciavano immenso arbitrio a' giudici nell' ap plicarli a' casi particolari:
254
CONTINUAZIONE .
LIBRAIRIE FRANÇAISE DE Etienne Dutréne RUE MEDINA N.º 61 PALAIS CARAMANICA À NAPLES (1) .
Augauyat , Mémoire sur l'effet des feux verticaux proposés par M. Carnot , dans la défense des places fortes ; suivi de deux notes l'une sur la trajectoire des balles ; l'autre sur le tir à ri cochet. Paris 1721 1 vol. in-4.° rare 2 duc. 2 40 -Bibliothèque portative de l'officier . Stratagèmes militaires et ruses de guerre. Paris 2 vol. in-18 , duc. 1 40 Bismark , Tactique de la cavalerie suivie d'élémens de ma noeuvres pour un régiment de cavalerie , traduit de l'allemand, sur la 2. édition revue et corrigée , par M. Schavenbarg . Pa ris 1821 , gros vol . in-8.° avec planches , duc. 2 80 Blanch , Della scienza militare considerata ne' suoi rapporti colle altre scienze , e col sistema sociale. Napoli 1842. Seconda edizione riveduta , corretta , ed aumentata di una prefazione , 1 vol . in-8.º , duc. 1 20 - Blumenthal , Théatre de la guerre dans la province d' Alger rédigé principalement d'après les travaux de M. le commandant S. Hypolite. Paris 1840 , une feuille in 4.° , gr. 40 Bousmard , Essaf général de fortification et d'attaque et dé fense des places , dans lequel ces deux sciences sont expliquées et mises l'une par l'autre à la portée de tout le monde , ou vrage utile aux militaires de toutes les classes . Troisième édi tion > revue par M. Augauyat chef de bataillon du génie , professeur à l'ecole royale de l'état-major. Paris 1837 4 vol . in 8. et un atlas de 624 in 4.º , duc. 12 60
(1 ) Leggasi il volume XIV. dell' Antologia Militare.
255 SUPPLEMENTO ALL' ANTOLOGIA MILITARE.
LEGGI DECRETI RESCRITTI MINISTERIALI PROMOZIONI.
ANNO 1842.
18 gennaio 1842 N.º 18. — È volero di S. M. il Re , che le Giunte di Esame pe' primi sergenti , portabandiere ed ajutanti , i quali aspirano agl' impieghi di alfieri, curino solo se i candi dati pel loro scibile sono o pur no meritevoli del grado pel quale si esaminano , dovendo gl' ispettori delle rispettive armi rispon dere per la condotta e qualità morali di cui debbono esser fre giati gl'individui che ascendono 1 al posto di Uffiziale , ed inibire agl' immeritevoli di presentarsi agli esami..
27 gennajo 1842 N.º 21
-S. M. il Re ha ordinato che av
venendo il caso che l'individuo di truppa, il quale al primo di cembre 1841 facea parte dell'abolita Real Casa degl'invalidi e al primo gennajo seguente era incardinato al novello deposito de've terani invalidi, entrasse in qualche ospedale Militare o civile per curarsi , e conseguentemente per le regole generali fosse privato del suo presto e soprappiù di presto, dovea questi pur non di meno, per tutto il tempo di sua permanenza negli ospedali ricevere grana due al giorno, ed a titolo di sovvenzione individuale e tutta pro pria degli antichi invalidi, il consiglio di amministrazione del men tovato deposito deve fargli pervenire tal somma quotidianamente ed intangibilmente .
256 5febbrajo 1842 N.° 36 — Nel prolungarsi di alquanti mesi l'epoca dell'esame da farsi dagli ajutanti di campo per esser nomina ti aggiunti allo stato maggiore dell'esercito , S. M. approvava per essi il programma prescrivendo pure
che uno zero annulla tutti
i punti , ed ogni mediocre ne annulla un solo = Aritmetica-Al gebra , sino all'equazione di secondo grado - Geometria Piana , Idem solida , Trigonometria rettilinea , Geometria pratica , Prin Servizio di Stato Maggiore mémoire ( Lavarenne ) — Ordinanza di Piazza, idem di
cipi generali di fortificazione Aide
Campagna , idem Amministrativa - Statuto penale Militare , Modo di Scrivere , Disegno , Una lingua estera. 14 Febbrajo 1842 N.° 45 - Si è pubblicato il seguente Sovrano decreto. La condanna di morte profferita in vigore > dell' articolo 399 dello statuto penale Militare per insubordi › nazione per via di fatto si eseguirà col laccio sulle forche , › quando le vie di fatto abbiano privato di vita il superiore 0 2. La condanna sarà eseguita tra le ventiquattro ore e nel
» luogo stesso di esecuzione , in presenza del condannato , ed > alla consegna di lui all'esecutore di giustizia - 3.º Ogni qualvolta per ispeciali circostanze non riesce possibile la con > danna col laccio sulle forche , il condannato dopo la degrada » zione , sarà fucilato alle spalle come infame . 7 Aprile 1842 N.º 97 – Coerentemente a sovrani voleri si 4
è disposto , che nella dichiarazione da farsi dall'Uffiziale nel ricevere un cavallo dall'estero , oltre la rassegna , dirà sul suo onore di non venderlo ad altri , e spedirà alla Commissione da S. M. creata per lo miglioramento delle razze de'cavalli , copia di tal dichiarazione . 17 Giugno 1842 N.° 168- Si mette a conoscenza dell'esercito il sovrano decreto col quale si vieta alle autorità militari di acco gliere dimanda di pensioni di ritiro, se prima non si è giustificato
1
257 di essersi oltrepassata l'età di sessantacinque anni per gl' impie gati civili , e di anni 60 pe' militari, e che coloro i quali , mal grado di non esser giunti alla età di sopra enunciata , si ren dessero per mali cronici incapaci di servire ulteriormente , po tranno avanzare motivata dimanda al Ministro da cui dipendono, il quale praticate le debite investigazioni sulla verità dell' espo sto " rassegnerà la dimanda alla M. S. per determinarsi se ab biasi ad accordare il ritiro, dispensando all'età , atteso l'assoluta incapacità al servizio attivo , ovvero destinarsi il ricorrente ad altro impiego che richiede minore attività e lavoro. 23 Giugno 1842. N.º 174 -— Decreto di S. M. il Re col quale si ordina il Real Corpo de' Marinari Cannonieri nel seguente modo.
Uno Stato Maggiore , cioè
1 Comandante , Capitano di Vascello o di Fregata - 1 Se condo Comandante incaricato del dettaglio del servizio e dei ruoli , Capitano di Fregata - 1 Maggiore D 1 tenente di Va scello , Istruttore di Marina — 1 Capitano , Istruttore di Arti glieria
Ajutanti Maggiori ,
Capitani - I Quartier-Mastro ,
primo o secondo Tenente -- 1 Uffiziale di Dettaglio , primo o se condo Tenente - 2 Cappellani
2 Chirurgi , Provvenienti dalla
clase navigante di Cappellani e Chirurgi
13 Totale.
Uno Stato Minore , cioè
a Ajutanti sotto-ufiziali I Primo Sergente Foriere I Macstro Armiere rurgia
20 Portabandiere primi nostromi Maestro sarto Prevosto. -
Caporal tamburo
29 Totale. 33
2 Pratici di Chi
258 Quattordici compagnie attive da imbarco , ciascuna delle quali sarà formata come appresso .
Tenente di Vascello , Comandante lo
Alfiere di Vascel
I Secondo Tenente — 2 Alunni di Pilotaggio , Marinari
4 Secondi Sergenti di prima classe , 2 Secondi Nostromi , e 2 Primi Capi - 5 Secondi
di prima Classe -
Primo Sergente
Sergenti di seconda Classe , 3 Primi Guardiani , e 2 Secondi Capi -1 Caporal Foriere G 8 Caporali di prima Classe , 5 se
condi Guardiani e 3 terzi Capi 7 Caporali di seconda Classe, 4 Timonieri, 1 Maestro di stiva > e 2 Fuochisti - 25 Individui di prima Classe , 15 Marinari e 10 Cannonieri
· 25 idem di
seconda Classe , 15 Marinari e 10 Cannonieri -- 56 idem di ter za Classe , 38 Marinari e 18 Cannonieri
84 idem di nuova
Leva da aumentarsi o diminuirsi secondo il bisogno - 4 Gru metti - 225 Totale .
Due Compagnie sedentanee , ciascuna delle quali saràformata come appresso .
1 Capitano - Comandante -
Primo Tenente -Secondo
Tenente.
I Primo Sergente 4 Secondi Sergenti di prima Classe II Secondi Sergenti di seconda Classe 1 Caporal Foriere 4 Caporali di prima Classe 4 Caporali di seconda Classe 30 Individui di prima Classe 30 idem di seconda Classe 50 idem di terza Classe 138 Totale.
Marinari e Cannonieri.
259 Su di un Vascello da ottanta , in tempo di pace, saranno im barcate due Compagnie.
Su di una Fregata da sessanta , una e mezza
Su di una
Fregata da cinquanta, una - - Su di un Brigantino da venti, mezza Compagnia -
Per gli altri Reali Legni sarà provveduto volta
per volta il numero corrispondente de' marinari . In tempo di guerra , dòvendosi aumentare il numero degl' in dividui componenti gli equipaggi , giusta i regolamenti , tale au mento si farà con la Nuova Leva , relativamente alla forza esi stente . Le promozioni sino al grado di maggiore , saranno tra gli ufiziali dell' Arma . Il maggiore prenderà rango pe' suoi ascensi con i maggiori della Linea.
28 Giugno 1842 N. 179 -- La Real Segreteria di Guerra in seguito di proposta fatta dallo Intendente Generale dell' Eser cito approvava che 1.° Nel foglio di passo che si lascerà dalle autorità Militari o civili del luogo , dal quale sono spediti i con dannati , si deve indicare con somma chiarezza la loro Classe , cioè se presidiarj o galeotti , e per questi ultimi se di prima ri cezione o antichi ; 2.° il detto foglio di passo deve accompa gnare i condannati fino al loro destino onde il Capo della scorta possa presentarlo al Sindaco , ogni qualvolta il bisogno de' mezzi di trasporto risultasse indispensabile ; 3.º i Sindaci senza l'esibizione di tal passo non forniranno i necessari trasporti a condannati , tutto per comprovare il prescritto coll'articolo : 4.° debbano i Sin daci medesimi indicare nel mandato di trasporto - Giusta il passo rilasciato dal
( nome e cognome dell'autorità ) ....... nel giorno ..... in ( data e luogo dal quale è stato spe
dito il condannato ) ed a me esibito dal ........ ……, ( nome e grado del Comandante la scorta ) e restituito allo stesso munito del
260 mio visto
qual foglio di passo munito del visto de' Sindaci che
hanno fornito i trasporti , può servire benanche di controllo ai trasporti forniti ai condannati durante l'intero viaggio. 18 Luglio , 1842 N.º 199
Il Ministero di Guerra ripete le
sue disposizioni , perchè i militari tutti essendo in vita si premu nissero dei documenti necessari o voluti dalla legge , per non soffrire ritardo alle liquidazioni delle pensioni vedovili ed orfanili . 20 Luglio 1842 N.º 201
Sovrana risoluzione perchè agli
individui , i quali all'epoca del ringaggio da cambj , si trovas sero di aver già terminato i dieci anni di servizio determinati pel primo periodo di anzianità , e di esserne posteriormente insigniti , si valuti il servizio ch'essi prestano , come Cambj , pel dritto a' periodi di anzianità .
22 Luglio 1842 N.º 203
Ministeriali disposizioni affinchè
i Corpi del Reale Esercito nel caso di eseguire de' solleciti mo vimenti per qual si voglia ragione , versino la loro munizione nei magazzini di Artiglieria del luogo d' onde partono , o in quelli più vicini , per riceverne l'equivalente daí depositi esi stenti ne' siti ove giungono . 28 Luglio 1842 N. 209 - - S. M. il Re ( D. G. ) da Palermo , ha ordinato che la massima di valutarsi agli individui del Reale Esercito il servizio che prestano, quantunque da cambj , per es sere insigniti del 2. ° periodo di anzianità, è applicabile anche a coloro che precedentemente al 14 aprile 1842 si trovavano nella suddetta posizione , senza però fare ad essi richiamo alcuno di averi , dovendo questi decorrere dal giorno della grazia .
ANTOLOGIA
MILITARE ANNO OTTAVO
VOLUME XVI.
SERIE.
ND
SECONDO SEMESTRE
COMPILATA PER CURA DI ANTONIO ULLOA
Capitano di Artiglieria Addetto allo Stato Maggiore dell'Esercito.
C'est la science et le courage qui donnent la victoire, et non la moltitude. GUIBERT.
NAPOLI , DALLA REALE TIPOGRAFIA DELLA GUERRA.
1843 ,
1
INDICE .
L ' Europa e l'Oriente considerati sotto l'aspetto politico e militare all ' epoca nostra Luigi Blanch I DELLE strade a rotaje e delle macchine a vapore che si adoperano pel trasporto dei convogli · F. Bardet 33 LETTERA intorno ad un ignoto ingegnere militare del secolo 16° . - F. Sponzilli 109 LE VITE de' più celebri capitani e soldati napole tani scritte da - Mariano d'Ayala 119 CENNO di alcune sperienze sulla forza dell' acqua che s'agghiaggia dentro proietti cavi di ferro • 121 fuso - Luigi Quaglia • CONSIDERAZIONI sul combattere da solo a solo colle armi manesche da fuoco - Rossetti ufiziale di fanteria nello Stato Pontificio 127 ― CONSIDERAZIONI_Sopra l'analisi geometrice Carlo Rocco Professore del Real Collegio Militare 141 UTILITA del fucile a percussione fulminante in so stituzione di quello a silice , e descrizione di quello Console - Stanzani 175 CONTINUAZIONE. Esposizione teoretica ed istorica sulla composizione delle armate - Vincenzo Ga rofalo . · 193 POCHE parole intorno all'articolo riguardante la me moria Storico 1.ª Torino 1841 ec. - Carlo Pronis · 217 ingegnere . CONTINUAZIONE . Giornale delle operazioni eseguite dalle milizie Angleispanesicule nella guerra di • 229 Spagna ec. ec.. POSTI AVANZATI di cavalleria leggiera. Ricordi di • F. de Brack 245 LEGGI , decreti , rescritti , ministeriali , nell' anno · 248 1842 1843 . BIBLIOGRAFIA del regno -Bibliografia straniera . 252
----
L'EUROPA E L'ORIENTE CONSIDERATI SOTTO L'ASPETTO POLITICO E MILITARE ALL'EPOCA NOSTRA .
&
Ciocchè deve accelerar le conquiste della cristiana civiltà è la sua immensa superiorità di potenza ; essa è tale, che una delle nostre nazio i marit time distruggerebbe essa sola tutte le flotte riu nite delle altre famiglie dell ' Oriente. Nè siamo meno superiori su la terra ; non solo la popola. zione cr.stiana è la più numerosa , ma è la so la , che ha probabilità di aumento ; noi abbiamo dal canto del numero una superiorità , che cre scerà di molto nel corso dei tempi . Da per tutto ove i nostri eserciti sono stati messi in contatto o Musulmane nazioni una Bramiche eon abbiamo quelli delle incontrastata dimostrato supe noi riorità molto più importante di quella del nu mero , quello dell' abilità della disciplina , del Parme e del genio strategico. JOUFFROI MÉLANGES. Le parole poste a capo di tal lavoro facilitano lo svolgimento delle idee che debbono precederlo. Perocchè a dimostrare le condizioni svariate , che imprimono la fisonomia si diverra alle
contrade dell' Europa e del
l'Oriente , basta soltanto sviluppar maggiormente quanto nell ' epigrafe è indicato ; ove si nota non solo la natura delle istituzioni , de' costumi , delle credenze , e la forza diversa delle due regioni , ma di più si determina la sorte dell' una " e quella dell'altra . Gl' importanti avvenimenti , che quotidianamente si svolgono sotto i nostri occhi , e che avranno una influenza sull' avvenire della civiltà ci spinsero a trattar questo ar gomento. Il chiaro Jouffroi dà come un fatto la superio rità dell'Europa sull'Oriente , e noi accettando tal verità , diciamo che la causa di questa superiorità tiene alla di versa civiltà dell' Europa " e dell' Oriente , non solo at tualmente ma ancora nelle epoche lontane. I
2 Un grave storico 'contemporaneo ha detto
nelle
sue
celebrate lezioni che per civiltà intendesi il perfezio namento dell'individuo sotto l'aspetto intellettuale e mo rale , onde tutta l'imperfezione degli stati inciviliti non solo dipende dall'esser poco avanzati in queste vie , ma dalla disarmonia tra i due lati della civiltà , per cui spesso lo sviluppo degl' individui è avanzato , e per non esserlo del pari quello dello stato , la società non trae tutto il partito che può dal sapere disseminato , nè vi è mezzo di metterlo in azione. Viceversa , la condizione avan zata della società non trova negl' individui le qualità do minanti nello stato . Adunque esaminando l'Oriente , e l'Oc cidente sotto questo doppio aspetto , vedremo il carattere della civiltà , e la causa della superiorità di questo su quello.
E primamente ci facciamo le seguenti quistioni -- La civiltà orientale può essere considerata in un modo ge nerale ? Qual'è questo modo ? ed è comune a tutti gli stati ed a tutt'i tempi ? La civiltà orientale in che grado favorisce lo sviluppo degl' individui e quello dello stato, e vi è disarmonia tra essi ? Il cammino istorico di quelle nazioni offre qualche circostanza , che dimostra il carattere della sua civiltà ? I.
Il carattere di una civiltà non può esser meglio
desunto che dall' influenza che hanno avuto su
di essa
gli avvenimenti più importanti , come sono appunto le conquiste ; sicchè lumeggiare l'azione che queste im portanti crisi hanno esercitato su i popoli orientali vale il rispondere alla prima parte della quistione , e dimo
strare il carattere generale e comune di tutt'i popoli di quelle contrade , malgrado la loro diversa civiltà. Ed al proposito riportiamo il passo luminoso del Guizot , allorchè tessendo la storia del terzo stato in Francia , e discorso delle cagioni che l'avevano elevato , e fatto sorgere dalla conquista , esamina ove non era avvenuto lo stesso , benchè vi fosse quella condizione primitiva . >> In niun luogo ritroverete una classe della societa , » che partendo da un'infima posizione , debole , dispre » giata , quasi che impercettibile , s'innalza con un mo >> vimento costante " e con un indefesso lavoro acquista » forza e fa epoca , invade ed assorbe successivamente » tuttociò che lo circonda , potere , ricchezza , lumi , in » fluenza ,
e diviene in fine talmente dominante , che
» si può dire che è il paese stesso ; più di una volta » nella storia del mondo l'esterne apparenze dello stato > sociale sono state le stesse di quelle dell' epoca , che > ci occupa 9 ma sono delle pure apparenze. Io vado a » mettere sotto i vostri occhi quattro , o cinque delle > più grandi nazioni dell' Asia , e vedrete ch' esse non offrono nulla di simile al fatto , che vi ho segnalato >> in questo momento . Nelle Indie per esempio l'inva » sione straniera , il passaggio , è lo stabilimento delle » diverse razze sul suolo stesso , si sono con frequenza > rinnovate ; ma che cosa n' è risultato ? La permanenza » delle caste non è stata punto attinta , la società è re » stata divisa in caste diverse quasi immobili , niuna in > vasione di una casta su di un'altra , niuna abolizione › generale di questo reggimento per mezzo del trionfo
& » di una delle caste . Dopo le Indie prendiamo la China . >> Ivi anche la storia dimostra molte analoghe conquiste a quella della moderna Europa fatte dai Germani . So » vente barbari vincitori si sono stabiliti in mezzo ad » un popolo vinto ; ma che cosa n'è risultato ? I vinti » hanno presso a poco assorbito i vincitori , e l'immo » bilità è stato il carattere del paese . Guardate i Turchi » e la loro storia nell ' Asia occidentale " 1 la separazione > de' vincitori e de' vinti è restata invincibile . Non è stato > nel potere di niuna classe della società , di niun av >> venimento della storia l'abolir questo primo effetto » della conquista , lo stato dell' Asia miñore , e la por >> zione dell' Europa , che i Turchi hanno invasa " ė og. » gidi quasi come quando segui l'invasione. In Persia » simili avvenimenti si son succeduti , razze varie si sono >> combattute e mischiate , e tuttociò soltanto ha creata > un'anarchia vasta e insormontabile , che dura da secoli , >> senza che la condizione del paese cambî , senza che vi » sia niun progresso , senza che discerner si possa lo svi » luppo della civiltà » . Tutto ciò dimostra , 1.° che a malgrado le vicende che più mutano lo stato della società , l'oriente ha conser vato un carattere costante d'immobilità nell' ordine so ciale ; 2. Questo fatto non è stato alterato dalla differen za dell'incivilimento degl'Indiani , e de'Chinesi comparati ai Turchi ed ai Persiani . E quanto è avvenuto in Asia si è riprodotto con la stessa fisonomia in Africa ; come ne fa fede l'antico Egitto ,
e le popolazioni Africane ,
sul Mediterraneo . Sicchè può dirsi che nelle istituzioni
5 dei popoli dell'oriente vi è tal forza che deprime lo svi luppo individuale . Ora l'effetto naturale di questa de pressione dell' individualità è quello di mettere ostacolo ad ogni progresso , mentre la ragione e la storia dimostrano che tal fenomeno si opera , mediante lo sviluppo degl'in dividui , i quali finiscono per iniziare il resto della so cietà . E tanto avviene dove niun mezzo si offre all' in dividuale sviluppo necessario a quello della società . Il che ci servirà a spiegar le lotte dei popoli d'oriente cogli europei , ch' erano diretti dal principio opposto , e le di verse condizioni sociali e le sorti varie di questi popoli . Per ora diremo : O I. La civiltà orientale esaminata nella sua essenza
ben dimostra , che presso tutte le nazioni abitanti quella regione , la diversità dei gradi d'incivilimento non ne altera il carattere generale . 2.
Costantemente essa manifesta una tendenza per
deprimere lo sviluppo individuale e sottometter tutti alla direzione generale , impressa dallo stato . 3.
Questo ordine di cose mentre sembra atto a dar
maggior vigore alla società non produce tale effetto , ma il contrario , perchè deprime lo sviluppo dell'individualità , rompe ogni armonia con lo stato, che si trova non forte, e subisce l'effetto della debolezza degli individui . 4.
La storia delle nazioni d'Oriente dimostra la
la loro inferiorità rispetto alle occidentali , nè questa storia riveste que' caratteri svariati , che determinano nell'occi dente i diversi periodi , mentre non vi si trova quella dif ferenza radicale tra l'antica storia , quella del medio evo
6 e la moderna ; e se l'introduzione del cristianismo ha rimulato da capo a fondo il carattere della civiltà occi dentale , l'islamismo non ha prodotto l'istesso effetto in oriente , perchè era fondato sugli stessi principi delle anti che religioni dominanti del paese . H.
Tutto quello che finora abbiam detto ci facili
ta la soluzione della seconda quistione . In effetto la civiltà occidentale in Grecia ed in Roma , malgrado le differenze locali ebbe di comune lo sviluppo dell' individualità
e
quello della società , per mezzo del progresso degl' indi vidui ,
a' quali offri una più razionale ed unisona dire
zione atta a tirar partito dalle loro facoltà , ed accrescre le forze con impulsione più uniforme. Quindi quella pro porzione , quell' armonia , che lo storico citato considera come il segno di un'avanzata civiltà , dimostrasi ugualmente presso i Greci e i Romani , sebbene con qualche differenza . I primi diedero maggior libertà allo sviluppo individuale , talchè ne seguì alquanta disproporzione con quello dello stato , ed i Greci perirono per le fazioni che lacerando il paese resero facile la straniera dominazione ; mentre presso i Romani lo sviluppo individuale per essere forse troppo sottomesso a quello dello stato , ebbe maggiore dura ta , decadde e peri solo pel suo indebolimento . Ma si noti che nell'azione , che questi popoli esercitarono sulle nazioni orientali , o sulle razze , messe nel centro dell'Europa , come la Celtica , essi tendevano ad assimilarle all'occidentale ci viltà , e strapparle dalle orientali tradizioni , che oscurate , dominavano presso i Celti e presso gli altri popoli , e ne arrestavano ogni progresso all' incivilimento. Che se si
7 vuol riassumere il risultamento voluto , tentato ,
ed in
parte raggiunto dalle conquiste d'Alessandro e dalla do minazione romana , può dirsi che era quello di far pas sare i vinti dalla civiltà orientale , o dalla barbarie , a quella occidentale. In fatti , che cosa era l'Egitto sotto i Tolomei , e le Gallie e la penisola Iberica sotto i Ro mani ? Erano la trasformazione della civiltà di quei po poli , entrati nel seno della occidentale
civiltà i di cui
avanzi lottarono contro i barbari invasori nel medio Evo, e qualche orientale tradizione , che si era intromessa in uno degli elementi più importanti della nuova civiltà ; ma che si infievoli con la rinnovazione della civiltà occi dentale , o la fine della media Età . Leggendo la storia , apparisce che il solo periodo in cui l'oriente fu superiore all'occidente , quello si è delle conquiste degli Arabi , e de' Turchi , della lunga domi nazione de' primi in Ispagna , e delle conquiste dei secondi , che distrussero l'impero d'oriente , ultimo rappresentante della civiltà greca e romana . Or tanto avvenne per la condizione in cui erano le società occidentali , che tentava no di rompere i legami nati dalle istituzioni del medio Evo. E ciò avvenne quando le tradizioni dell'antica ci
.. viltà modificate dalla salutare azione del cristianismo > trionfarono delle barbare consuetudini . E ben si vede come la superiorità dell' occidente si svolse senza positiva solu zione di continuità .
Ma a qual causa questo gran fatto
sociale si rannoda ? 1.º Il limite posto nella società che sorgeva al me dio Evo tra i poteri spirituali e temporali , tendeva a sta
8 bilir quell' equilibrio tra lo sviluppo dell' individualità , e quello della società . 2.
Nel medio Evo l'invasione barbara , e l'effetto
che produsse sulle più salutari dottrine , paralizzò lo svol gimento dell' individualità , e l'organizzazione dello stato . . 3.º In ragione , che la civiltà riprese la sua influen za , l'individuo e la società si svilupparono in un'armo nica proporzione, non completa senza dubbio , ma tale da poter riprendere quella superiorità su gli orientali , che si era perduta in tale intervallo di tempo. 3 4.
La storia dell' Europa dal 15mo secolo in poi è
una´ lenta " successiva , ma costante tendenza dell' oc cidente a contener l'oriente , penetrare in quelle regio ni , e dominarle. Queste due epoche sono espresse l'una dalla battaglia di Lepanto , e la liberazione di Vienna , che rigettò i Turchi nella difensiva ; e l'altra dalle conquiste della Russia su i Turchi e i Persiani , dalla dominazione degi' Inglesi nell ' Indie , e in ultimo dalla distruzione dei barbareschi con l'occupazione d' Algieri. 5.º Così si è veduto riprendere all'occidente , con tutti i vantaggi che i progressi della civiltà gli hanno forni to , quella superiorità che prima i Greci , ed i Romani avevano esercitato si pienamente sull'oriente . Premesse queste cose rinchiuderemo in due quistioni i fatti , da cui vogliamo ritrarre quelle conseguenze , che sono scopo di questo lavoro . 1.° Determinar le cause dei successi degl' Inglesi nell' Afghanistan e nella China , notandone le diversità . 2.
Dimostrare perchè i Russi nel Caucaso , ed i Fran
9 cesi nell' Algeria , hanno incontrato tali difficoltà
che
possono far dubitare della superiorità degli europei sulle popolazioni orientali . 1. L'Afganistan o regno del Cabul , era poco noto, quando il vlaggio prezioso di Helhiton , e l'ultimo dell' illustre Bournes han dato una più chiara idea della sua posizione , della politica costituzione , del carattere degli abitanti e dell'importanza che ha geograficamente ;
essendo una
contrada , che può essere di ostacolo > o di mezzo ad una invasione della Russia nelle possessioni Inglesi dell' India . Il Cap . Jardot nella sua stimata opera sulle rivoluzioni dell' Asia media dice che le fazioni , e le guerre interne , fecero decadere la potenza dell' Afganistan , e il sovrano del Pendegab ne conquistò una parte , sicchè non poteva sostenere l'importante posizione del suo stato , in modo da tener la bilancia tra l'Inghilterra , e la Russia . Ecco le sue parole .
« È facile dopo questo racconto di giudicar la poli >> tica , e le misure adottate dal governatore generale del » ' Indie inglesi , e dell' Inghilterra ; nell'occasione dell'as » sedio di Herat fatto dalle truppe Persiane. It sovrano › del Cabul Dost Mohammend sia ad istigazione della Rus » sia , sia per premunirsi de' tentativi bellicosi dei suoi » fratelli , e di ottenere un appoggio contro le invasioni » de' Sikh , si è riunito al sovrano della Persia nella sua » spedizione al 1838 , contro Herat , ed ha dato il con » siglio di far marciare sull' Indo le truppe persiane di >> concerto con le proprie. Le sue forze particolari non 2
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>> sommano al di là di 9 mila uomini di cavalleria , due » mila fanti , qualche truppa raccogliticcia , e 14 pezzi di » artiglieria . Il sovrano di Herat Kameran prima dei suoi >> recenti successi ,
era in certa guisa sotto la
dipen
» denza della Persia , e non aveva molta forza . Ora può >> con la sua rendita considerevole , mantenere un corpo » permanente di truppe regolare di 4 a 5 mila uomini » e secondato dagli Usbek , e da altre tribù , può cre » dersi al caso di
conquistare il trono del Caboul , e
>> ristabilir la monarchia del suo padre Mahmmoud ; >> pur nondimeno egli non si appoggia su niuna impor > tante alleanza politica , mentre non potrebbe contare >> su i Russi alleati dei Persiani , che sono i suoi mor >> tali nemici. L'Inghilterra non ha perduto tempo ad in >> tervenire in mezzo a questa conflagrazione . Un tratta >> to è stato conchiuso dal governatore generale delle sue » possessioni nelle Indie , con il sovrano di Lahore , e » lo Sac-Subya della famiglia dei Dourani per ristabilirla >> sul trono del Kaboul . Le disposizioni di questo prin >> cipe ispirato dalla riconoscenza son tutte favorevoli alla » politica Inglese . Il suo ristabilimento sul trono costi >> tuirebbe una barriera solida per il loro impero , e >> bilancerebbe in certa guisa la perdita della loro in >> fluenza in Persia , assicurandoli contro tutte le conse » guenze della morte del sovrano di Lahore. Il gover >> no Inglese si trova dunque alla testa di una lega , che > annunzia altamente la pretensione di entrare nell' Afgha >> nistan con i Sikh suoi ausiliari , e rimettere sul trono » del Cabul il suo legittimo principe . Il governo Inglese
II › non mette negligenza alcuna per riuscire ne' suoi pro › ´getti , e fa sorvegliare con cura i movimenti del Nepoul , » ad oggetto d'impedire alle truppe , che occupano le > strette di questi monti , d'invadere l'impero brittannico . » L'eventualità di una guerra in queste lontane contrade » si rende ogni giorno probabile tra la potenza Russa 2 >> e la dominazione inglese nell' Indie . In questa lotta di > cui sarebbe temerario volerne determinare l'epoca , gli Af >> ghan " e i Sikhs combatteranno certamente nei campi >> opposti : la diversità della religione , gli odî
cumu
>> lati da lunghe , e sanguinose guerre armeranno per lungo tempo questi due popoli l'uno contro l'altro . Nel 1839 il generale Kaene con circa 30,000 uomini di truppe della corona e della compagnia , forniti di molte migliaia di cammelli , traversò l' Indo , effettuì il passag gio dell' Imalaya , che niuno esercito europeo avea mai passato , superò le catene secondarie , giunse a Cabul , avendo provato la severità del clima , che produsse sulle truppe indiane tali perdite da risvegliar l'idea del 29.º bullettino del grande esercito in dicembre 1812 , occupò la città capitale Cabul , inseguì e fece prigioniero Dost mahemmed , che si rese e fu inviato nell' Indie , ed il pretendente che avea accompagnato l'esercito , Scha Suhya, fu ristabilito sul trono , che altra volta aveva occupato . Il generale Helphiston succeduto a Kaene consolidò la dominazione del principe dagl' Inglesi ristabilito . Ma col tempo cominciarono le difficoltà , e l'esercito Inglese dovette dividersi , per sottomettere il paese lacerato da una ter ribile anarchia. Allora meno concentrate quelle forze , ne
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imponevano meno agl' indigeni , e più desseminati come erano facevano sentire il loro peso sulle popolazioni più lontane dalla capitale . Questo secondo periodo è il critico nelle invasioni di un esercito organizzato in paese barbaro, ove l'asperità dei siti , e l'energia degli abitanti offre gran mezzi di resistenza , quando l' esercito afflitto dalle perdite, disgustato dalle pene da' pericoli e dalle privazioni , che accompagnano la piccola guerra , perde quella confidenza , che hanno le forti masse , fiducia la quale sorge dalla convinzione , che non vi è numero che possa vincere un corpo di soldatesche disciplinate. Ma in ragione che le forze si suddividono , l'importanza dell'ordine s'indebo lisce , e quando si risolve in combattimenti individuali , la superiorità tattica e strategica scompare del tutto ; l'ap poggio, che le diverse armi si prestano tra di loro diventa inutile , segnatamente in luoghi dove due di esse , la ca valleria e l'artiglieria sono quasi inutilizzate , e l' infan teria dovendo combattere alla spicciolata , perde anche la sua superiorità. Allora l'energia individuale degl' in digeni favorita dal sito , dal clima , dal terreno , dal l'ausilio della popolazione che non combatte , ma offre i mezzi di sussistenza ed ha tutte le notizie della guerra riprende il di sopra sull'esercito , e il terrore, che la sua concentrazione aveva ispirato , si dilegua , e i piccioli e continui successi degl' indigeni rilevano il loro coraggio , mentre gli avversari si demoralizzano perchè cominciano a dubitare della loro invincibilità . Questo fu l'andamento degli avvenimenti nell'Afghanistan dal 1839 al 1841. Dopo la insurrezione generale dei partigiani dell' antico sovrano
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deposto , il quale par ch' era più accetto alla totalità degli abitanti , gl'inglesi soffrirono perdite parziali , ma signifi canti, si concentrarono a Kaboul per cercare di stabilire le loro comunicazioni con alcune brigate distaccate , e con le possessioni nell' Indie. L'insurrezione scoppiò poscia nella capitale , il plenipotenziario Inglese , e l'illustre Burnes furono vittime della perfidia degl' indigeni , e i capi Inglesi privi di sussistenza fecero una convenzione per evacuare il paese , la quale fu violata da quelle popolazioni che li attaccarono nelle gole dei contro-forti dell' Imalaia , е dopo una gloriosa resistenza li trucidarono , o li fecero prigionieri. Qualche brigata conservò Ialaband , ed altri posti necessari a contener gl' indigeni ed a servire di base alla novella invasione divenuta necessária per l'onore non delle armi inglesi , ma della forza morale necessaria per imperare in quelle contrade. Il sovrano ristabilito fu tru cidato , un parente del deposto prese l'impero, ma l'a narchia continuò ; e quando gli Afganiti vollero che i loro operassero offensivamente , gl' Inglesi ripresero la su periorità militare , e dopo brillante difesa conservarono Iallabad , ed altri punti sulla frontiera. Avvenimenti si gravi coincidendo col cambiamento del ministero inglese, fecero dibattere la quistione dell' utilità di una spedizione, che aveva costato 350 milioni di franchi , ed aveva avuto una si triste fine. Opponeva il ministero caduto che la Russia era disposta a fare una spedizione nelle Indie per la via di terra , e che ciò era non solo possibile , ma facile se trovava ausilio nelle nazioni intermedie , come la Persia ed il Cabul , che per la sicurezza delle posses
14 sioni indiane , bisognava evitare che la guerra comincias se sull' Indo ; e quindi faceva d'uopo avere come bar riere il Lahore , ed il Cabul , essendo la Persia sotto l'in fluenza dei loro avversari ; e per tal ragione la spedizione era stata indispensabile d' imprenderla , e faceva d'uopo menarla a fine. Che se poi aveva avuto un altro esito , questo era l'effetto degli errori dei generali , e non del gabinetto che l'aveva immaginata in prima
e poscia
l'aveva fatta eseguire . Gli avversari del ministero d'allora , e i partigiani dell'attuale oppugnavano questi ragiona menti , ponendo innanzi l'incontestabile autorità di Lord Wellington , che aveva altamente dissapprovata l' invasione del Kaboul " e che credeva che passare l'Indo era entrare in una sfera indeterminata d' operazione ,
che rompeva
ogni equilibrio tra lo spazio che si occupava , e le risorse finanziere , che potevano essere impiegate senza sforzo ; e di più legava l'Inghilterra per sostenere la compagnia a tutta la politica de' principi Asiatici , che non potevano più abbandonarsi , quando si era una volta partecipato alle loro querele. Il che dimostrava , quanto quel capitano cre deva non facile , nè prossima l' invasione Russa nell' Indie e credeva , che vi era più vantaggio a difendere l' Indo, che ad occupare per una male intesa previdenza spazî vasti e difficili , ed imporre alle popolazioni principî im popolari. E su queste basi si è fatta la seconda spedizione nel Kaboul , la quale è riuscita più felice della prima per le migliori precauzioni ispirate dall' esperienza . La proclamazione poi del Governatore delle Indie differisce da quella del suo antecessore , perchè dichiara francamente
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che non intende nè di imporre un sovrano al paese , nè mantenervi le sue milizie , ma evacuarlo dopo di aver punito quelle popolazioni della violata capitolazione , e dopo di aver ripresi i prigionieri. Quindi in essa si legga la critica del sistema anteriore. Le forze impiegate in questa seconda spedizione sono state di circa 27 mila uomini . Epperò si dice , che per sottomettere e poi abbandonare uno stato , che non può mantenere più di 12 mila uo mini , ed al massimo portarli al doppio , sono " stati ne cessari 30 mila soldati , e dopo molte perdite gravi sof ferte , per evitarne delle altre , si è ordinato di evacuar quel paese prima , che la stagione fosse divenuta rigida. Il Jardot fa una descrizione della China ,
considerata
nelle sue risorse governativi , e nei suoi metodi , c con clude , che malgrado le forme della civiltà , le scienze e le arti coltivate , un esercito di più d'un milione , opere pubbliche utili e maestose , un sistema di governo razio nale ignoto ai popoli orientali , con cui le forme ammini strative sembra incompatibili , pure quell' impero , che passa i 300 milioni di uomini riuniti sotto lo stesso po tere , ricco di metodi e di forme , non presenta niuna ap parenza di vitalità e vigore , e cita egli a tal proposito il seguente giudizio di Herder « Ritenute da leggi , ed >> istituzioni cosi meschine che immutabili , la musica » l'astronomia , la poesia , la letteratura e l'arte militare >> sono nella China , ciocchè erano nei secoli anteriori . >> L'impero nel suo insieme può essere considerato , >> come una mummia imbalsamata involta nella seta , e » caricata di geroglifici » .
16 Premesso ciò , vediamo ora le operazioni militari delle tre campagne del 1840 , 41 e 42 che hanno avuto termine con il trattato di pace di Nankin , stipulato tra l'Inghilterra e la China in agosto 1842. Senza entrare in alcuna di scussione sulla legittimità della guerra , ce ne riferiamo alle tre lettere del · console Barot inserite nella Rivista de' Due Mondi , ove è chiaro che l'Inghilterra per i suoi interessi indiani , aveva bisogno del commercio dell'oppio con la China , il di cui Imperatore non voleva permet terlo ,
perchè lo credeva fatale alla sua popolazione.` Il
governo Chinese avendo commesso delle violenze contro gli agenti Inglesi , ha fornito all' Inghilterra un pretesto per fargli
la guerra . La prima campagna incominciata
con mezzi limitati in forze marittime , e terrestri , si è ridotta al blocco , all' occupazione dell' Isola di Chusan , ove la nullità de' mezzi difensivi della China chiaramente si è dimostrata. Questa prima campagna non è stata che una riconoscenza . Le perdite degl' inglesi per le malattie a Chusan , e il terrore de' Chinesi nel veder la superiorità
de' mezzi
militari degl' inglesi su i loro , ha fatto segnare dei trat tati , che rotti hanno portato l'occupazione di una parte della città di Canton dagl' Inglesi , ove questi hanno acqui stato maggior pruova della facilità ,
con la quale pote
vano battere i Chinesi : una convenzione per l'evacua zione di Canton , e una contribuzione pagata agl' Inglesi hanno terminata la seconda campagna , quando altre città erano state occupate dagl' Inglesi , rimontando i fiumi con poca perdita , e poche truppe , come Ningpo , e si è
17 operato con più vigore per terminar la guerra. Dieci mila uomini , e go navi da guerra hanno aperta la campagna del 1842 , risalendo il fiume Blu , largo e profondo da lasciarvi passare non solo i vapori , ma anche i vascelli di linea , mentre nell' interno rimontando il corso di questo gran fiume si son protetti i soldati sbarcati , che opera vano per terra. Un ultimo combattimento ha poi deciso della guerra , quando una città antemurale di Nankin > seconda capitale dell'impero difesa con vigore da 5 mila Tartari della guardia , ha resistito al vigoroso assalto dato da una brigata inglese , sostenuta da qualche nave a vapore. Allora le autorità Chinesi annunziarono di aver poteri per trattare , ed il Sovrano dello stato " che ha un milione di soldati , dichiarò di non poter resistere agli europei , perchè 5 mila de'suoi erano stati battuti , e 200 Inglesi erano stati ammazzati nel conflitto . Questo pro clama dell' Imperatore del celeste impero è il più elo quente commentario all' opinione del Jardot ed alla sen tenza dell' Herder ; ed il trattato che ne fu conchiuso , è considerato come il più importante avvenimento per il commercio europeo .
Senza discutere se vi è , o no esagerazione in queste previsioni , tanto per il loro valore , quanto per il tempo in cui si verificheranno , ed anche calcolando , che po trebbe esser causa d'una crisi commerciale alimentando alquante speranze, forse premature , non resta meno però dimostrata la superiorità della civiltà occidentale sull'orien tale , e l'azione sempre crescente che la prima esercita sulla seconda. Quindi possiamo intendere perchè una ną 3
18 zione potente incivilita ed organizzata , è stata forzata alla pace , e l'ha segnata con condizioni opposte alle massime che la regolano , da tempi immemorabili , per impotenza di resistere a forze si minime , talche sembra favoloso il risultamento . La condizione unica per la quale si posso no ottenere grandi successi con forze si disproporzionate è che l'esercito invasore per piccolo che sia , trova ausi lio negli abitanti . Or questa condizione mancava per i Chinesi che son giunti a trucidar le loro famiglie , e suici darsi piuttosto , che subire anche la momentanea domina zione straniera. Ciò prova che non manca il coraggio tra quelle genti anzi giunge al martirio , i generali non vogliono sopravvivere alla disfatta , e muoiono come Romani . Come avviene dunque che delle forze , le quali non bastano ad assediare una piazza di second' ordine in Europa , hanno sottomessa la China ? E come mai questi mezzi triplicati han dato successi passaggieri , mischiati a rovesci terribili in una piccola contrada la quale fu sgomberata e lasciata poscia in sua balia da farsi governare da chi vuole mentre la spedizione fu fatta per imporle un sovrano ? Ove é la causa di questa diversità di risultamenti ? L'evacuazione dell' Affgonistan , ed il modo barbaro , col quale è stata eseguita , come riconoscono i giornali inglesi , då per effetto che l'Inghilterra ha perduto 30 mila uomini , e e 400 milioni , per far accadere ciocche temeva al 1839 cioè di rendere quelle popolazioni amiche della Russia , perche giustamente irritate contro di essa. II passo del l'Herder , e le riflessioni del Jardot solo possono spie gare un tal fenomeno. La civiltà chinese , offrendo con
19 la navigazione interna un mezzo potente alle forze na vali Brittanniche ha dato loro quella superiorità , che non potevano trovare nelle contrade barbare del Kaboul , ove l'asperità del suolo , e l'energia negli abitanti of friva ostacoli superiori ai mezzi di cui la China disponeva . La civiltà orientale , come non tende allo svolgimento nelle forze individuali , anzi le paralizza , così snerva , piucchè non fortifica la forza dello stato 2 il cui ordina mento è tutto meccanico per l'imperfezione della civiltà vi è poca armonia tra lo sviluppo individuale è quello dello stato , il quale assorbe e non facilita il primo . Ma oltre a ciò è imperfetta una civiltà che non applica í suði metodi alla guerra per difendersi , perçui questa discrepan za costituisce la grande inferiorità degli orientali a fronte degli occidentali . E se Alessandro trovava negli Sciti mag · gior difficoltà che nei Persiani , questo spiega il perchè l'Afaghanistan abbia offerto agl' inglesi più ostacoli , che la China , malgrado la disproporzione dei due statı , e delle forze impiegate .
II.° Il chiaro Beaujour nel suo viaggio militare dell' Impê ro Ottomano , così si esprime sulla frontiera nel Caucá so. « Il Caucaso è una catena di monti , che si pròluñ » ga come un bastione dal Mar nero sino al Caspio e » divien piramidale al monte El- bourous > ed al monte » Kasbeng , intorno al quale tutti gli altri sembrano rag » grupparsi. Questa catena quasi di 200 leghe in linea » retta offre una massa cosi estesa འ e più elevata che le Alpi , mentre si stima l'El-bourous di un' altezza di
t 20 » 5425 metri al di sopra del livello del mare. La sua >> cresta informe , svariata e bizzarra , si mostra ora in > cono , ora in piramide , e qualche volta sembra sì re golarmente scannellata dai ghiacci , e dalle nevi che > si prenderebbe da lontano per un muro guernito di fe > ritoie. Ciocchè sembra spiegare la favola di Prometeo , > che gli Dei l'avevano legato con delle punte di dia > manti per punirlo di aver derubato il fuoco al cielo . » Le sommità le più elevate sono granitiche , ma i loro > fianchi sono ricoperti di schisti , e il più sovente de › clinano in vallate , e promontorii di argilla. Il carat tere calcario non si manifesta che nel littorale , e rara >> mente si discovre in massa nelle alte vallate . I pendii » sono molti tormentosi nel Nord , nell' Ovest , e nell' Est , › ma sono meno irregolari , e più inclinati verso il Sud, » ove si ribassano verso i due mari , come gli scalini di » un anfiteatro . Il Caucaso è una delle regioni le più sva » riate del globo. Il suo fronte è coronato da nevi eterne, › mentre i suoi fianchi sono coverti di alberi , e di pa » scoli , ma più particolarmente nel fianco meridionale si » sviluppa tutto il lusso della sua vegetazione. Nei fianchi > settentrionali scorrono il Kouban , e il Terek ; sul ver > sante meridionale il Phase , e il Kour
questi fiumi
» presentano su i due fianchi due linee , che sono come > due vasti fossati interposti fra l'Europa , e l'Asia ».. Tutte le valli che traversano questa gran catena di monti , che separa l'Europa dall' Asia sono abitate da bellicose popolazioni della più bella razza di uomini , ben chè non di origine comune , le quali malgrado il passag
21 gio di tante nazioni sul loro suolo , hanno conservato i loro usi e la loro energia " e sommano con dati incerti al di là di due milioni . La condizione sociale , è poi tale che il sesto della popolazione può essere adoperata nelle militari fazioni , perchè niuna occupazione dispensa dal servizio militare temporaneo , e l'età acconcia a questo stato si prolunga molto , ciocchè rende false le proporzioni riconosciute in Europa tra la totalità della popolazione , e la porzione che può prendere parte alle guerriere fa zioni . Ecco quanto il Fonton nella sua storia delle guerre dell' Asia minore riferisce su i costumi " e lo stato sociale di quelle popolazioni. < Benchè di diversa origine , di idioma , di costumi e » di forme sociali diverse, i montanari del Caucaso hanno » delle rassomiglianze generali , che si riproducono tra > essi con impercettibili gradazioni . L'amore dell' indi › pendenza , qualità innata agli abitanti di quelle alte » regioni , oltrepassa il suo ultimo limite
e degenera
>> in una feroce passione per l'individuale licenza senza » alcun freno , confidenti come sono nella propria forza » per conservarsi , ed abusarne contro gli altri . Da ciò » nasce lo spirito di rapina , quella propensione al bri » gantaggio , che ha condotto poscia alla compiuta ser › vitù de' vinti , e quel commercio di schiavi , che fu la loro principale industria da lungo tempo. Noi ci > serviamo espressamente di questo vocabolo , giacchè il > timore delle rappresaglie , naturale conseguenza delle » geste dovute alla violenza , produsse l'onore del furto , › e dell'inganno . Mettere a sacco ogni individuo ostile
22 » ad una tribù era un atto eroico ; far lo stesso alle >> amiche tribů , ed anche ai vicini , ma con molta scal >> trezza da tenerlo per lungo tempo nascosto , onde po » scia farsi gloria dell'impunità , era considerato quale >> azione anche più onorevole » .
A questo quadro l'autore aggiunge quello delle virtù di quei popoli , come la bravura , l'ospitalità ,
l'attac
camento ai legami di parentela , o di clientela . Si fa dunque chiaro qual sia la difficoltà di sottomettere quelle popolazioni , e vi è un numero di uomini di stato in Russia , che crede piucchè un errore , una calamità l'es sersi estesi nella Giorgia , ed essersi così condannati ad una guerra costante per soggiogare quelle popolazioni , che turbano le comunicazioni tra la Russia possessioni di quel vasto impero , oltre il Caucaso. Ma quando una potenza è nel movimento di espansione è difficile che si arresti , prima che non incontri i gravi ostacoli che seguono sempre la decadenza delle nazioni. In effetto se si osserva il modo come i Romani hanno operato le loro conquiste , quelle de gl'Inglesi nell' Indie , e quelle dei Russi nel Caucaso , si troveranno molte analogie. Tutti più o meno han profittato delle discordie tra i diversi principi , reggenti gli stati , soc correndo or l'uno , or l'altro e facendoli divenire prima al leati , poi tributarî , e in ultimo incorporandoli per cessione, o per riunione. Pietro il Grande bene intese che dominare il Caspio , era lo stesso che aprire alla Russia il commercio di tutte quelle estese coste > e ristabilire a suo profitte l'antica strada dell' India , quando non si trovava più estacolo, nella Persia sommessa , o alleata. I successor
231 di Pietro fecero tesoro delle sue vedute , e nelle molti plici guerre con la Turchia , operarono delle diversioni nel Caucaso , e superando quei monti , influirono su quegli stati ; e in ultimo nel 1800 Gregorio XIII sovrano della Giorgia rilasciò morendo i suoi dritti all' imperatore Ales sandro , che accettandoli fu necessario di assicurarla co municazione tra quelle contrade , e la Russia che dominava direttamente " o indirettamente le popolazioni guerriere , abitanti quelle valli. Due sistemi vi erano , uno difensivo che si limitava a guardar le comunicazioni con i Cosacchi stabiliti , come colonie militari sul Kuban e sul Terek , e la strada di Uledi Caucaso , che mena in Giorgia a traverso le montagne , senza volere dominar queste nel loro interno. Tal sistema fu seguitato fino alla pace di Adrianopoli , e non esigeva grandi mezzi militari ; ma quando per quella pace la Turchia cedette i suoi dritti su quelle popolazioni , la Russia fondandosi su i trattati volle sottometterle , e governarle . Esse resistettero , e re sistono con più o meno attività e successo da 12 anni e la Russia che tiene 100 mila uomini dall' imboccatura del Volga a quella del Kuban , ne ha destinato 40 mila per sottomettere le popolazioni , che abitano tra il Kuban , e il Terek nei contraforti del Caucaso .
Le perdite an
nuali par che siano fuori ogni proporzione nel versante settentrionale per la guerra e per le difficoltà locali ; e nel meridionale che è sommesso e tranquillo per la per fidia del clima , che dolce nel fatto ,
è micidiale nelle
sue conseguenze. E malgrado che i Russi perdano soldati , e i Circassi vedano popolazioni intiere distrutte , la forza
24 morale è passata dalla parte delle popolazioni ,
perchè
hanno avuto alquanti successi contra milizie sì brave , si solide e si disciplinate, le quali benchè non hanno smen tito la loro brillante riputazione sul campo di battaglia , hanno perduto quella confidenza nella loro invincibilità , e la loro forza morale si è diminuita dopo dodici campagne infruttuose. Ed in effetto si crede che ora l'offensiva cessi , e si riprenda il sistema difensivo , seguito prima dell'anno 1830 . Passiamo ora all' Algeria. Sallustio parlando dell' Afri
ca " dice
essa è limitata nell'occidente dallo stretto che
> separa il nostro mare dall' Oceano • e verso l'oriente » da una vasta pianura , che sensibilmente si abbassa , » e che gli abitanti del paese chiamano Cathabthmon. » Il mare è tempestoso , e senza approdi sicuri , il ter » ritorio è fertile in grano e in pascoli , ma gli alberi » non vi riescono punto ; l'acqua delle pioggie , come » quelle delle sorgenti manca egualmente. Gli uomini » sono sani , agili e sopportano facilmente la fatica ; la > più parte muoiono vecchi , meno quelli , che le armi , › o gli animali feroci fan perire , mentre ve ne sono >> molti di questa specie.. Per ciò che riguarda i primi > abitanti dell' Africa , e di quelli che vi sopravvennero in seguito, e del modo , come si sono mischiati gli uni con gli altri , benchè tra noi abbiamo una opinione » ben diversa da quella che le persone del paese hanno » su tal subbietto ; pure brevemente dirò quello che mi › hanno spiegato da qualche libro punico , che si diceva > venire dal re Hiempsal . L'Africa fu da principio occu » pata dai Getuli e Libii , popoli barbari , che si nutri
25 vano delle carni delle bestie selvagge e facevano pa » scolare i loro armenti . Senza costumi , senza leggi , e >> capi , non erano sottomessi a niun governo ; sempre in > moto , ed erranti alla ventura , la notte determinava » il luogo del loro riposo. Ma Ercole essendo morto in » Ispagna , come lo pensano gli Africani , la perdita del » capo , e le moltiplici pretensioni di quei che al comando >> aspiravano ben presto disposero l'esercito composto di >> varie nazioni. I Medi , i Persiani , e gli Armeni che >> vi erano , presero posizione a canto del nostro mare. I » Persiani nondimeno all' Oceano si accostarono " e del > corpo dei loro bastimenti fecero delle specie di ca > panne , perchè il suolo non forniva materiali , e non » poteva tirarsene , nè per compra , nè per cambio . L'e >> stensione del mare , e l'ignoranza reciproca della lingua > impedirono ogni comunicazione . Insensibilmente si mi >> schiarono a Getuli , per mezzo de' matrimoni ; e perchè >> aveano esplorato contrade diverse , e sovente mutate di » luogo 2 si chiamarono Numidi. Del resto le abitazioni » dei Numidi , che si denominano Mapalia , sono anche » oggidì per la loro forma molto simili alla carena di » una nave. Quanto ai Medi , ed agli Armeni essendosi >> associati i Libii si fortificarono vicino al mare d' Afri » ca 2 a differenza de' Getuli , ch' erano più vicini alla >> linea della zona torrida . I primi ebbero presto delle » città , perchè erano dalla Spagna separati solo per lo
stretto , e vi avevano stabilito un commercio , il loro >> nome si alterò insensibilmente dai Libii " e nel loro 1 > barbaro linguaggio li nominarono Mauri in vece di Medi.. 4
26 > In quanto ai Persiani , essi ben presto furon potenti , > e dopo che ebbero preso il nome di Numidi , si molti > plicarono tanto , che i più giovani dai loro padri si › separarono , e si stabilirono in questa contrada vicino > a Cartagine , che si denominò Numidia. In seguito gli uni , e gli altri prestandosi mutui soccorsi sottomisero » i vicini per la forza delle armi e per il terrore ed » acquistarono molta riputazione ,
e gloria ; ma princi
>> palmente quci che si erano verso il nostro mare avan » zati , perchè i Libii erano meno guerrieri che i Getuli , » in fine quasi tutta la parte inferiore dell' Africa passò » sotto il potere dei Numidi , e tutti i popoli vinti furono » incorporati nel popolo vincitore , e ne presero il nome> E dopo di aver discorso dello stabilimento delle colonie Fenicie sulla costa del Mediterraneo " e degli spazi che dividono l'Egitto dal resto dell' Africa " così dice : » Il resto è in potere dei Numidi sino alla Mauritania , « ch'è la più vicina alla Spagna . Si sa che al di sopra « de' Numidi vi sono i Getuli , di cui una parte abita « sotto le capanne , e gli altri meno inciviliti son sempre « erranti
questi sono gli Etiopi , e in seguito vengono
« le regioni dal sole bruciate » . Abbiam preso la descrizione dell' Africa da un antico storico perchè malgrado il tempo , e la varietà degli av venimenti , che hanno sottomesso la regione dell' Africa sul Mediterraneo alla dominazione Romana , alla Vandala, a quella dell' impero d'oriente , agli Arabi , a' Turchi , e oggidì ai Francesi ; la situazione del paese , il carat tere de' popoli , e perció le difficoltà locali , sorgenti da
27 questi due elementi sono oggi , come lo erano all'epoca della quale discorre Sallustio. Non è certamente la storia della conquista , e delle operazioni militari , che in 13 anni si sono eseguite dai Francesi nell' Algeria , che noi tesseremo, ma considere remo solo i mezzi impiegati , gli ostacoli incontrati e i risultamenti ottenuti .
Non è necessario di esporre le cause della spedizione contro Algieri , la riuscita di essa con 3omila uomini , motivi che si ebbe di conservarla , le vicende che avven nero in Francia , che poco influirono su quelli avveni menti , le diverse opinioni , i rapporti numerosi fatti dalle commissioni e dagl' individui inviati in quei luoghi , i quali tutti son convenuti della difficoltà di un solido stabi limento. Perocchè ivi. la colonizzazione è lenta e costosa per le difficoltà del paese , e per il carattere degli abi tanti , benchè tutti han sostenuto che bisognava conser vare l'Algeria, meno alcuno che ha detto esser più conve niente abbandonare una posizione che costava somme im mense , e perdita annuale di uomini , il che diminuiva l'influenza della Francia in Europa ; nè esser vero che fosse quella una buona scuola di guerra , perchè quel genere di combattere contro nemici che presentano poca resistenza nelle azioni , abitua le milizie a facili . successi con insignificanti perdite , per cui quando saranno in presenza delle truppe bene istruite , e l'Europa ,
disciplinate del
non si troveranno preparate a quella resi
stenza ferma , e quei ritorni offensivi , ignoti nelle guer re di Africa . Due sistemi sursero da questa
polemica , 1
28 1.° L'occupazione ristretta alle coste , ed alle città poste sul mare " 2.º La dominazione del paese per proteggere nna colonizzazione , che poteva nel seguito dare uno sbocco alla popolazione che si aumenta da poter difen dersi con poche truppe ausiliarie del governo. Quest'ul timo sistema è stato adottato " e dopo le due spedizio ni di Mascara e di Costantina , si sono occupati vasti spazi e una spedizione cominciata con 36 mila uomini , ne impiega ora 75 mila ; anzi l'attuale governatore generale ne domanda 80 mila
per
cosa che avanza lo stabilimento ,
protegge la coloniz
qualche tempo ,
zazione , e atterrisce le popolazioni co' grandi mezzi che la Francia adopera . Questo sistema è riuscito in par te ma I ' opera non è avanzata , e se le rendite della " Colonia sono accresciute , non è che il consumo del soldo di un esercito che avrebbe prodotto lo stesso effetto in Francia (1) " se fosse restato in piedi , o avrebbe dimi nuito le spese " se fosse stato in parte riformato . Ma nel l'insieme il risultamento è assai minore di quello che i Francesi hanno ottenuto altrove, quando con la metà delle forze , senza soccorsi , si sono mantenuti quattro anni in
(1) Dopo di aver dato alla stampa questa scrittura ab biamo avuto conoscenza della risposta del gener. Duvi vier all'opuscolo del gener. Boujeau, e siamo stati lusin gati di ritrovare l'istesse nostre opinioni nel primo dei due autori tanto sulla quistione della colonizzazione che sulle difficoltà che hanno incontrato i Romani , e i Vandali per il loro stabilimento nel settentrione dell ' Africa.
29 Egitto , e dopo di aver combattuto non solo gl' indigeni , ma l'esercito ottomano, han lasciato il paese solo quando all'esercito ottomano si è aggiunto quello inglese più nume roso del loro , e quando una spedizione dell' Indie è ve nula in ausilio a tante forze sbarcando sul Mar rosso ; e 4 ciò non ostante si ricondussero in Francia più di 15mila uomini ,
vale a dire ,
la metà quasi dell' esercito spe
dizionario. Questo fenomeno deve avere le sue cause in dipendenti dal genio di Napoleone , che ritornò dopo un anno dall' Egitto . Nelle condizioni locali sta la spiegazione della differenza dei risultamenti. La configurazione dell' Algeria circoscritta dalla catena del piccolo Atlante separata dal suo versante settentrio nale dalla catena del grande atlante ,
e dall' inospitale
deserto di Sara , offre un ostacolo costante per sottomet tere quelle popolazioni , le quali trovano un ricovero neʼmon ti, e solo conservano lo stato sociale da Sallustio descritto , perchè gli Arabi sono quelli che erano i Numidi , e i Kabili , quelli che erano i Getuli . Quindi nè i Cartagi nesi , benchè la loro città principale fosse in Africa , nè i Romani che al tempo di Tiberio , come dice Tacito , giả da quattro secoli ivi stabiliti combattevano Tacfarinata , nè i luogotenenti dei Kalifi , nè i Turchi ebbero mai so lida dominazione su queste popolazioni , a cui si limita vano d'imporre alquante contribuzioni e punirle con le colonne mobili , chiamate Razia in Africa , e che nemiche o alleate , o mercenarie , erano sempre un imbarazzo ; perocchè servivano d'ausilio al primo nemico , che si pre sentava , come lo fu Massinissa che facilitò la caduta di
30 Cartagine. Ora la posizione de' francesi anche migliorata resta radicalmente la stessa , perchè lo stato sociale di quelle popolazioni non è mutato , e si vorrebbe perciò la loro conversione al cristianismo. L'ismalismo si è propagato fra quei popoli , perchè non ne contrariava , ma forti ficava , ed ordinava le idee , i sentimenti , i costumi , mentre il cristianismo combatte tutte le loro tendenze , e si propone una rinnovazione completa degli uomini , e della società. Quindi la storia ben dimostra che gli sforzi sublimi della propaganda hanno potuto convertire popola zioni selvagge , che non avevano una religione ordinata con misteri , dogmi , storia e sacerdozio , ma non mai in massa han richiamate le popolazioni , come le Musulmane , le Braminiche " e le Budiste , che avevano queste e nunciate condizioni . Per cui l' Algeria costa molto , e non è da credere che si può trarre qualche vantaggio dalla popolazione , ma solo si può rigettarla nel deserto , distruggerla e rimpiazzarla con gli europei. Rivenendo alle difficoltà che s'incontrano nelle due contrade del Caucaso ,
e dell' Algeria in cui le popola
zioni a sommettere non sorpassano tre milioni , per modo che le migliori milizie del mondo , le Russe e le Francesi impiegandovi forze quadruple di quelle impiegate , per far la guerra alla China , non possono raggiungere il loro fine , è chiaro che ciò nasce dal sistema e dal grado di civiltà. Ivi lo stato è più avanzato l'individuo lo è meno , la sua vitalità diminuisce , il suo sviluppo è arrestato , la sua indipendenza è compressa ; ed al contrario dove l'azione dello stato si sente meno , l'individuo si svolge con più
31 spontaneità , ed è più atto a sopportar le lotte , in cui il vigore individuale è più importante delle regole del l'arte. Negli scontri individuali l'Arabo sarà superiore all' europeo , e forse ne combatterà due con successo ? come accadeva in Egitto con i Mamalucchi ,
ma uno
squadrone di 100 cavalli Europei non teme di azzuffarsi contro due degli orientali , perchè l'ordine per avere efficacia ha bisogno di un certo numero " senza del quale è impossibile trar partito dagli artificii della tattica. Ora i Russi nel Caucaso ed i Francesi nell' Algeria sareb bero felici se i loro avversari volessero riunir le loro forze per poter essi con forze inferiori dare delle battaglie , come a Kakul al 1769 , ad Eliopoli al 1800 , mentre attualmente debbono combattere in terreni, ove l'artiglieria giunge diffi cilmente , la cavalleria ha poca azione , e la fanteria non può sempre conservare l'ordine ed è obbligata a scio gliersi in bersaglieri ; il che ristabilisce l'equilibrio a fa vore degl' indigeni , che si ritirano quando sono battuti , e lasciano la vittoria con poco , o senza profitto . Adunque le forze debbono crescere in ragione che le popolazioni sono più barbare , ed i risultamenti sono nel senso inverso della proporzione delle forze : massimi nella China , mediocri nell' Afghanistau " sterili nel Caucaso , e presso che nulli nell'Algeria . Tale spettacolo non è nuovo per chi medita la storia de' tempi antichi . La civiltà Greca , la quale dava vasto sviluppo all'individualità , respinse i Per siani , e conquistò l'oriente sotto Alessandro , i di cui stati non erano superiori alla popolazione del Re della Grecia attuale > che sicuramente niuno crede che po
32 trebbe conquistar l'Asia. I Romani fra cui era più ar monia tra lo sviluppo individuale , e quello dello stato , sottomisero con più pena le popolazioni barbare dell'Euro pa come le Celtiche , l' Illiriche , e le Italiche , che le Asiatiche , e l'Egitto. Quando lo stato fu indebolito nel suo ordinamento , l'individualità germanica riprese il di sopra su i Romani . I Parti erano stati in Asia i nemici più temuti , e che ispiravano a Cesare l'ambizione di sot tometterli ; voto che Traiano accolse , ed esegui con pena e poca solidità , e l'impero persiano rifatto con i Parti fece tremare quello d'oriente. Valentiniano , e Giuliano ne furono le vittime. I Saraceni svolgendo l' individualità ed organizzandola lottarono contro l'Europa , e respinsero le crociate , perchè in Occidente lo stato non era orga nizzato , e lo sviluppamento individuale si arrestava alle classi elevate. Ma da che questo equilibrio si è ristabi lito , i successi dell' Europa sull' oriente crescono ogni giorno " e con più stento " ove la civiltà orientale non è avanzata . Per l'Europa i popoli i più inoltrati nel vi ver civile son quelli che meglio fanno la guerra in oriente , Ed il Guizot dice : la civiltà sta nella proporzione tra lo sviluppo dell' individuo , e il progresso dell' ordinamento dello stato. Pensiero comprovato dagli avvenimenti con temporanei , i quali di accordo colla storia , fan chiaro , che una idea ben concepita non tarda a dimostrarsi nei fatti.
LUIGI BLANCH .
33 DELLE STRADE A ROTAJE E DELLE MACCHINE A VAPORE
che si adoperano PEL TRASPORTO DHI CONVOGLI.
Una strada fornita di rotaje piane di legno , di ferro o d'altro adattato materiale è impiegata a facilitare il mo vimento delle ruote de' carretti. Tali strade sono di varie specie 9 e sono state in uso da considerevolissimo tempo come mezzi di trasporto de' minerali , e dei materiali pe 'santi 9 e recentemente in unione delle locomotive a va pore vennero introdotte ad una sì grande estenzione per oggetto del traffico generale. Siccome la costruzione de' carretti per le vie a rotaje e la forza posta in uso per trarli o spingerli sono sog. getti intimamente connessi con quello della formazione delle strade medesime, sembra conveniente di trattare tutto nel medesimo articolo . Siamo quindi intenzionati di pre sentare qui un bozzo del progresso delle invenzion ad
esse relative , ed un ragguaglio del modo di disegnare , tracciare ed eseguire una linea che s'intende destinare pel commercio in generale. I storia . Abbenchè vari autori nel provarsi a scrivere dell' ori gine delle strade a rotaje , rimontarono ad un period o molto remoto , non sembra esservi alcuna soddisfacente notizia dalla quale candidamente și possa considerare come essersene trovate prima del diecisettesimo secolo " nella prima metà del quale delle rotaje di legno con piastre di ferro sopra , o vie per carretti, furono introdotte nelle miniere di carbone del settentrione d'Inghilterra. Esse fu rono adoprate per facilitare il trasporto del carbone dalle cave ai luoghi d'imbarco nelle vicinanze di + Newcastle sopra Tyne 2 e consistevano da principio in semplici pezzi di legno incassati saldamente nelle strade ordinarie , in modo 5
34. tale da formare delle tratte per le ruote de'carri e carretti che vi venivano impiegati. Le tratte di legno presentavano una superficie molto più levigata per farvi girare le ruote sopra , di quella delle più imperfette strade precedente mente praticate , così che la forza utile de' cavalli molto aumentò . I vantaggi di queste rozze rotaje erano pur anche tanto significanti che ne produssero l'uso ne' vari distretti dov'e rano delle miniere , ed in seguito subirono varî perfezio namenti. Verso il 1765 , cioè da cento a cencinquanta anni dopo la loro prima introduzione , sembra essere
state fatte le vie a rotaje di legno nel modo seguente . Si preparavano le strade con livellarle , o dandole una inclinazione uniforme a seconda lo permettevano le cir costanze ; de' pezzi rozzamente squadrati di legno , circa sei piedi lunghi e da quattro ad ott' once quadrati , erano posti di traverso alla distanza di circa due o tre piedi tra di loro " e sopra questi degli altri pezzi accurata mente segati , delle dimensioni di circa sei o sette once larghi , e cinque doppî , venivano fissati per mezzo di cavicchi , in maniera da formare due rotaje circa quattro piedi tra loro discoste (*) . La strada veniva allora com pletata riempiendo i spazi tra i pezzi a traverso , ch'erano chiamati ( sleepers ) dormienti , e le rotaje con ghiaja , od altri materiali per uso di strade . La figura 1.ª è l' e levato e la pianta di queste primitive rotaje , essendo a a i dormienti e bb le rotaje . Un importante miglioramento su questa costruzione consistea nell' aggiungere una seconda serie di regoli simile alla prima , inchiodati o fermati con cavicchi tra di loro , come lo dimostra nella sua elevazione , la figura 2. , in cui e rappresentano i regoli superiori. Nel primo modo rimovendosi un regolo che si fosse rotto o consumato frequentemente produceva il dissesto de' dor mienti e quindi essi s'inutilizzavano , per divenire troppo larghi i buchi de' cavicchi. Venne tolto questo inconve niente dietro tale perfezionamento , potendosi più volte
Un piede inglese si compone di 12 once , uguale ognuno a 0,304 parti di metro , ed a 1,152 del palmo napolitano . N. del T.
35 rinnovare i regoli superiori , senza portar dissesto al letto e non occorreva porre de' cavicchi due volte nel me desimo buco . L'altro vantaggio prodotto da tal cambia mento fu , ch' essendo i regoli più elevati , una maggiore quantità di brecciale , o altro materiale proprio per le strade poteva gettarsi su i dormienti , onde non esser danneggiati dai piedi de' cavalli. I veicoli usati su queste strade con rotaje di legno erano generalmente dei carretti , contenenti due o tre tonnellate di carbone (*) , montati su piccole ruote ; le quali avevano un risalto o un orlo sporgente , che ve nendo a contatto col lato del regolo mantenea il carretto nella propria direzione. Ciascuno di essi era tratto da un cavallo. Siccome desideravasi , per quanto fosse possibile che la forza de' cavalli potesse applicarsi equabilmente in qua lunque parte della strada , si usava dapprima , almeno fin dal 1716, d'inchiodare sottili lastre di ferro malleabile sulla superficie de' regoli di legno, ovunque rinvenivasi un erta ascesa o una curva assai sensibile da rendere il tiro più penoso dell' usuale " di maniera che i cavalli potessero viaggiare portando l'intero carico sopra ordinarie porzioni di una linea , ed anche con l'ajuto della più grande levi galezza d'una superficie di ferro , fossero stati capaci di sor passare un punto difficultoso senza inconvenienti. Le cir costanze in queste linee venivano usate erano tali d'a ver quasi una invariabile discesa verso la sponda d'un fiume o la costa del mare , locchè essendo favorevole pe'trasporti pesanti , recava un vantaggio. Dove per altro le discese ne divenivano troppo rapidi , non era insolito di fare un poggio elevato all' estremo delle rotaje presso il fiume 2 e gittare il carbone dai carretti per via d'un piano inclinato , in una volta nel fondo del bastimento . Alcuna volta quando l' inclinazione avrebbe prodotto in convenienti se fosse distribuita egualmente lungo la linea, veniva eseguito in modo , che la più gran parte della tratta era fatta d'una conveniente inclinazione , e la ri
(*) La tonnellata é composta di 20 quintali ognuno di 112 libbre avoir-dupois , equivalente a chil . 1015 2/3 , ossiano cantari napolitani 11,40 . N. del T.
36
manente veniva completata con uno o più piani inclinati o corse dove i carretti potevano discendere con la loro propria gravità , venendone frenata la velocità da un pezzo di legno o freno chiamato brake o convoy , che premea con forza su di una o d'ambe le ruote da un lato del carretto. Devesi supporre che il risparmio del lavoro prodotto per mezzo delle rotaje di legno veniva considerato esser sufficiente per gli oggetti cui erano destinate , giacchè continuarono ad usarsi per un secolo e mezzo senza che altro importante passo siasi dato o tentato per la intro duzione d'un materiale più durevole . Alcune rotaje di pietre furono costruite per l'oggetto medesimo , ma ab benchè possedessero molti vantaggi , non erano così le vigate come quelle di legno . Vennero inseguito impiegate per materiale le lastre di ferro fuso su i regoli di legno. E cosa d'osservarsi che non ostante il ben conosciuto effetto di dette lastre che diminuiscono la resistenza e come si è di già detto il loro frequente uso fattone, sia derivato più in conseguenza di circostanze accidentali che per una premeditata misura di perfezionamento . Una rotaja di legno era in uso alla miniera di ferro Cole brook Dale , circa l'anno 1767 ; allorchè il prezzo del ferro divenne bassissimo , venne determinato , ad oggetto di porre in opera le fornaci , di fondere delle spranghe da potersi collocare sopra i regoli di legno , e rispar miare spesa per accomodarli , nel caso poi che il prezzo avesse un subitaneo aumento levarle e venderle per ferro . Questo progetto fu proposto dal sig. Reynolds , il di cui nome è anche meritevole di menzione dalla circostanza che egli eresse il primo ponte di ferro in Inghilterra , anche a Colebrook Dale . Queste spranghe o pezzi di ferro ( scantling ofiron) " come venivano denominati , erano cinque piedi lunghi , quattr'once larghi ed un'oncia ed una quarta spessi ed erano fusi con tre buchi per inchio darli ai regoli di legno . Il sig. Hornblower , ingegnoso meccanico , conosciuto come un rivale di Watt , nel de scrivere questa strada " osserva la faciltà con cui si po trebbero far andare i veicoli , allorchè bisogna che volti la tratta , dovuta alla mancanza delle guide di risalto ; ma questa è una incompatibile convenienza con qualche d'una delle più importanti qualità di una strada a rotaje .
37 Vari progetti furono proposti per combinare la dolcezza d'una rotaja col carattere d'una strada comune , e di queste forse niuna è più fattibile di quella privilegiata a favore del sig. Woodhouse nel 1803 , in cui per in gegnosi accomodamenti , che qui non è necessario di descrivere , rotaje di cui la fig. 3. rappresenta la forma della sezione sono incassate in un ordinario pavimento o strada. La forma concava della superficie superiore del regolo serve a mantenere i carretti nella retta direzione , ed anche permettere di poter voltare senza difficoltà . La faciltà del tiro che si avrebbe conseguito con l'adozione d'un tal progetto può concepirsi dall' osservare l'effetto delle grondaje di ferro in qualche strada di Londra " le quali molto somigliano nella forma ai regoli di Wood house , e frequentemente vengono usate dai conduttori , come tratte per ruote ad onta dell' inconveniente ed anco del pericolo , procedenti dall' esser esse da una banda del veicolo. Poco dopo l'esperimento avuto luogo a Colebrook Dale i regoli di ferro fuso con un risalto sporgente verso sopra come lo dimostra la sezione della fig. 4.a , furono posti in uso . Credesi che siano essi stati usati per la prima volta alle miniere di carbone del Duca di Norfolk presso Shef field nel 1776. Originalmente essi venivano fissati sopra dormienti di legno a traverso " simili a quelli usati per sostenere regoli di legno . Essi venivano fusi coi buchi per inchiodarli , situati in modo che ambo i fianchi tro vavansi dalla parte interna della tratta , o viceversa " come lo dimostra la fig. 5.a , che rappresenta una se zione di due regoli fissati ad un dormiente , con un pajo di ruote su di essi un risalto per ciascuna parte del regolo è sufficiente ad impedire i carretti di fuorviare. Verso l'anno 1793 delle grosse pietre vennero intro dotte come sostegni, invece dei dormienti di legno. Queste erano nelle prime strade a rotaje di circa un piede qua drato ed otto o nove once alte. Una di queste pietre era infossata nella strada sotto a ciascuna unione de' regoli , i quali venivano inchiodati su de' tasselli di legno inseriti nella pietra. Siccome la fondazione di grosse pietre di veniva più solida di quella de' dormienti di legno furono subito introdotte in più casi dove richiedevasi una strada durevole .
38 Vari ingegnosi perfezionamenti sono stati fatti sul ge nere delle strade a rotaje ora descritte , quali sono an cora in grandissimo uso nei distretti dove esistono le mi niere pel trasporto del carbone e della ghisa (iron-stone) ec. Onde distinguere questa specie di strada si è denominata via a rotaja piana , o tramroad , ed è adattatissima per la facilità della sua costruzione , e per la circostanza che i veicoli adattati all' uso suo possono venire anche im piegati , se fia uopo , fuori de' regoli. La forma de' regoli è però debole , considerando la quantità di ferro impiegatovi , ed è poi tale da farvi stabilire delle pietre e del fango , che non solamente impediscono il movimento de' carretti , ma possono anche farli sortir fuori della tratta. Il primo di questi in convenienti è in qualche modo stato rimediato dall' im piego d'un regolo con un risalto dalla parte di sotto " come lo dimostra la figura 6.a , forma che fu adot tata per ridurre il costo delle riparazioni occorse nella strada a tramroad di Surrey. I serî svantaggi delle vie a rotaje piane fecero porre in uso i regoli a risalto ( edge-rails ) , i quali ora hanno quasi interamente rim piazzati quelli delle precedenti forme. La prima rotaja a risalto di qualche considerevole estensione fu quella completata nel 1801 pel trasporto della lavagna dalle cave di Lord Penrhyn. La sua costruzione è spiegata dalla fig. 7. , che rappresenta i due regoli , e la forma data alla periferia esterna delle ruote per tenerle dritte. Questi regoli erano di una sezione ovale , essendo ver ticale il diametro maggiore. Essi erano quattro piedi e sei once lunghi , ed erano uniti ad un gran pezzo di ferro fuso posto al di sotto di ciascuna estremità , il quale veniva fissato in una base di ferro incassata nella strada . Le ruote erano formate con un canale circolare scorre vole sul regolo. Per altro si sperimentò che collo andar del tempo il canale diveniva cotanto profondo col consu marsi il regolo che vi si adattava strettamente , e vi pro duceva molto attrito . Per togliere si fatto sconcio il si gnor Wyatt inventò ed introdusse un regolo ed una ruota come si osserva a b alla fig. 7. , in cui la superficie del regolo ch'è a contatto e la parte corrispondente della ruota sono piane. Essendo i regoli non più discosti tra loro che di due piedi , i carretti necessariamente erano
39 piccoli , e lo attrito considerevole ; per altro la econo mia di forza prodotta era tale , che due cavalli rego larmente traevano un treno di ventiquattro carretti , cia scuno contenente quasi una tonnellata ; e dieci cavalli fu rono trovati sufficienti a condurre un convoglio pel quale su d'una strada comune , ne avrebbero bisognati quattro cento. I decisi vantaggi dei regoli a risalto erano tanto bene apprezzati dai proprietari di carbone di Northumberland e Durham 9 che furono da per tutto posti in uso , pochi anni dopo i felici esperimenti fatti a Penrhyn. La forma di essi più generalmente posta in uso fu anche meglio calcolata per la economia della forza del ferro di quelli del signor Wyatt. La figura 8. rappresenta un modo di costruzione introdotto nel cominciamento del presente secolo e ch'è tutt' ora in uso per le strade a rotaje delle miniere per una considerevole estensione . I regoli sono fusi della lunghezza di tre a quattro piedi e la loro più grande dimensione sezionale è nella pro fondità . Essi son fatti della forma così detta a pancia di pesce ( fish-bellied ) , essendo la parte sporgente infe riore curva in modo da dare al regolo la più grande spessezza nel centro che agli estremi 9 o punti di sop porto: a , fig. 8. rappresenta la sezione fatta nel mezzo del regolo , e b all'estremo. Gli estremi sono fatti in maniera che unendosi formano un sol pezzo (figura 9.ª) , situati in un piedistallo o cuscinetto di ferro fuso " il quale viene inchiodato su delle ordinarie grandi pietre , o dormienti di legno. La veduta laterale del regolo con i due cuscinetti è rappresentata da c fig. 8. , e la parte superiore della figura è una sezione completa d'una via a rotaje dimostrando ancora la forma delle ruote impie gate. Si osserverà facilmente che la superficie arrotondita del regolo rende quasi impossibile che vi si stabiliscano delle materie estranee. I modi adoperati per carretti sopra i regoli sono quasi i medesimi in questi che in que posti in uso per le vie a rotaje piane ; ma la posizione delle parti a risalto è rovesciata , l'orlo sporgente che li proteggeva è ora alla ruota in vece del regolo. Ma questo orlo sporgente può essere più piccolo di quello usato per una strada a rotaje piane , e lo attrito é usualmente anche diminuito dandovi una leggiera forma conica alla super
40 ficie esterna delle ruote , cosi che essi sono raramente in contatto con i regoli . Abbenchè il principio qui dato della costruzione sia quello più comunemente seguito , i dettagli variano tanto che difficilmente due strade a rotaje sono simili . D'avan taggio si dirà sul proposito trattando delle perfezionate strade a rotaje costruite durante gli ultimi dieci anni , avendosi in mente qui di presentare un bozzo de' pro gressi fatti nella costruzione delle medesime prima della loro recente straordinaria estensione. Le forme delle sezioni de' regoli a risalto quantunque molto varie tra loro , generalmente hanno una considerevole somiglianza 1 a quelli qui rappresentati , ed il profilo a pancia di pesce è stato scelto come il più usuale , sebbene i regoli pa ralleli , o quelli d' un eguale spessezza da un estremo all'altro anche siano stati molto in uso. La forma de' cu scinetti , sedie , o piedistalli , ed il metodo di fermare i regoli agli stessi è anche molto variabile. I regoli rap presentati nella fig. 8.ª e 9.ªa hanno le giunture a mezzi ginocchi , ed i due estremi sono uniti insieme tra le facce de cuscinetti , e sostenuti da un perno che riuni sce il tutto. Qualche volta gli estremi dei regoli furono fatti a squadri , corrispondendosi uno contro dell' altro nel cuscinetto " ed assicurati da un separato perno a tra verso di ciascun regolo. Dopo l'introduzione generale. delle macchine locomative , l'uso de' perni è stato ab bandonato , perchè considerati come di opera perduta ; e si sostituirono in varie strade de' cunei o chiavi , che poteansi stringere allorchè era d'uopo. In alcuni casi i regoli a risalto furono fusi con un cuscinetto ad uno dei loro estremi , fatti in modo da ricevere l'opposto estremo del contiguo regolo . Di un altro miglioramento apportato alla • costruzione delle strade a rotaje è d'uopo far menzione in questo rapido bozzo della loro primitiva istoria : questo consiste nella introduzione del ferro malleabile come un materiale pei regoli , perfezionamento che può forse considerarsi d'a ver fatto più di qualunque altro nel preparare le strade a rotaje e divenire il principale mezzo d' una con trada commerciale . Dal principio della introduzione delle vie a rotaje di ferro " molti inconvenienti furono ca gionati dalle frequenti rotture de' regoli , particolarmente
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di quelli della forma piana ( tram-plate ) . La fragilità del ferro fuso dovuto alla sua struttura cristallina , ren dea necessario che detti regoli venissero costruiti molto più forti di quelli sufficienti a sopportare gli ordinarî pesi , affinchè fossero capaci di resistere agli accidentali sforzi ed urti ; ma quantunque molle delle più antiche di dette vie erano costruite con più pesanti regoli di quelli che originalmente vennero supposti necessarî , le fratture erano si frequenti da produrre molto dissesto e spesa pertanto viaggiando lentamente , gli acciden ti e gl' indugi cagionati da si fatti inconvenienti erano di una minore importanza . Ma la difficoltà di guardar si da' medesimi avrebbe senza dubbio molto ritardato l'uso delle vie a rotaje pel trasporto dei passaggieri , se non vi si fosse apportato un adequato rimedio prima che avesse avuto luogo l'esperimento. Le sprangbe di ferro malleabile furono aggiustate come regoli ad una limitata estensione fino dal 1808 ; e vi furono alcuni in gegneri che patrocinarono il loro uso , non ostante l'in conveniente sorto per la loro convenevole forma , non essendovi allora in uso macchina , dalla quale potevano esser fatti economicamente in altra forma di quella qua drata o piatta. Il desiderio d' introdurre regoli più durevoli condusse anche agli esperimenti di una combinazione di ferro forgiato e fuso ; ma questi con infiniti altri poste riori vennero abbandonati nel 1820 per la invenzione del sig. Birkenshaw d'un metodo efficace e a buon mercato consistente a passare per cilindro spranghe di ferro proprie per regoli e per altri usi . La tessitura fibrosa del ferro forgiato lo rende assai meno facile a rompersi del ferro fuso , allorchè viene assoggettato alle scosse ; e la fi gura data al suo spaccato ne rende improbabile il pie gamento. È un fatto rimarchevole che i regoli mallea bili , quando sono in uso non si ossidano sino a certa estensione " mentre se giacciono nel terreno oltre la tratta , rapidamente si sfogliano e si consumano . Essi ap portano un importantissimo vantaggio diminuendo cioè il numero delle unioni che producono , perchè fatti di quin dici piedi lunghi , mentre la fragilità dei regoli fusi li rendeva insicuri dandoseli una lunghezza maggiore di tre o quattro piedi tra i punti di sostegno . Da principio i lunghi regoli forgiati limitavansi ad una forma parallela; 6
42 ma presentemente sono , da una ingegnosissima macchina a cilindri , fatti a pancia di pesce , allorchè questa forma
vien preferita (*) . (*) La qualità dei pani di ferro (pig-iron) varia secondo gli og getti pei quali viene destinato , e dipende non solo dalla qualità del minerale " ma pur anche da quella del combustibile. La prin cipale divisione è nella fonderia di ferro ( foundry-iron ) e nella forgia di ferro ( forge-iron ) , la prima venendo usata per fon dere e la seconda per convertirlo in ferro malleabile. Inoltre vien diviso la fonderia in tre qualità , distinte dai numeri 1 , 2 , e 3 . Il numero i contiene una gran quantità di carbonio, che ha acqui stato dal coke impiegato per liquefarlo , la di cui qualità è stata espressamente scelta per la produzione di questa specie di ferro " che quando è liquidó è morbido e molto scorrevole , in guisa da correre nelle più fine e dilicate cavità che può avere una forma. Il numero 2 contiene una più piccola quantità di carbonio, esso è più duro di quello del numero 1 , granellato più chiuso, e di più regolare frattura , è più refrattario nella fornace , e quando è liquido non corre così liberamente come quello del numero 1 , ma siccome è più duro e più forte vien preferito per quelli oggetti in cui si richiede fortezza e durabilità in preferenza di delicate forme queste due specie non sono proprie per conver tirsi in barre di ferro. Il numero 3 varia nel medesimo modo , del numero 2 , ma in un più grande grado , della qualità del numero 1 , esso è usato per molti oggetti di grave opera che debbono sostenere grande sforzo ed è esposto ad un costante consumo. Forge-iron , il ferro da forgia è diviso anche in tre qualità ed è distinto in (bright iron) ferro lucido , (mottled iron), ferro chiazzato , e in (white iron) ferro bianco , quali nomi sono dati per ľ apparenza che ciascuna qualità presenta agli occhi ; tutti essi contengono del carbonio , ma meno del ferro di fusione (foundry iron) , ed in proporzione che diminuiscono nell' ordine in cui son qui menzionati , white-iron avendone la più piccola proporzione degli altri , ed essendo eccedentemente duro , la sua fluidità alla prima fusa è ancora tanto poco che corre con dif ficoltà ne' canali adattati a riceverlo , ed è interamente inadatto ad essere in seguito usato per oggetti di fonderia. Il ferro da forgia o da spranghe è il pan di ferro (pig-iron) privo del carbonio e dell' ossigeno. La prima operazione per pro durre questo cambiamento è chiamata raffinamento; (refining) viene eseguita in piccole fornaci basse di circa tre piedi quadrati alla base avendo il fondo o fornello di mattoni refrattarî , ed i lati di ferro fuso , fatti vuoti onde permettere che una corrente d'acqua vi passi continuamente dentro , onde impediré che essi siano tosto bruciati ; presso la cima vi sono dei buchi per inserirvi de' cannelli del ventilatojo. Queste raffinerie hanno porte di ferro
43 Eccettuando quest' ultimo periodo l'applicazione delle vie a rotaje essendo stata limitata al trasporto di mine rali e mercanzie , e con una moderatissima velocità ; vi era poco che meritasse esser rimarcato concernente la costruzione de' carretti impiegati su di esse. Questi u sualmente erano a quattro ruote , di piccole dimensioni dalla parte di dietro , ma sono aperte davanti , il tutto è sor montato da un camino di mattoni portato all' altezza di 20 piedi dal terreno. Al livello del suolo dalla parte davanti vi è un buco simile a quello usato nella fornace di fusione per fare scorrere il metallo fuso. Questo comunica con una piatta forma di ferro fuso 20 piedi lunga e due piedi larga piazzata sopra un reci piente d'acqua col quale la sua faccia sottoposta è a contatto, che serve a condensare il metallo rapidamente a seconda che si versa nella forma. Il ferro è tenuto in uno stato di fusione nella raffineria per qualche tempo esposto ad un intenso calore pro dotto da un forte ventilatojo. A causa dello istantaneo raffred damento in cui esso è esposto , la piastra allorchè scorre nella forma è fragilissima , sicchè quando si rompe, la frattura pre senta un' apparenza brillante argentina. L'operazione del raffi namento richiede circa due ore pel suo adempimento ; e siccome il peso di ciascuna piastra -quando è distesa è di circa una ton nellata , ciascuna raffineria è capace di dare circa 70 tonnellate per settimana . Per produrre una tonnellata di ferro raffinato ? bisogna da 22 a 23 quintali di pani di ferro e da 10 a 12 quin tali di coke occorrono a tale oggetto . Il primo processo impiegato per fare le spranghe è chiamato puddling , ed è eseguito in una fornace a riverbero chiamato nace la costruzione di questa fornace all' uopo puddling-furnac rappresentata dalla fig. X. In questa figura a è la grada dalla quale si somministra il carbone per la porta che sta da un lato. Пl metallo raffinato rotto in piccoli frammenti è situato nel corpo della fornace 6 , sul quale si fa agir la fiamma nel suo transi tare per andare nel camino c. Il grado della corrente o del tiro è regolato da una valvola alla cima del camino , il quale è circa 30 piedi alto . Tal è la intensità del calore in queste fornaci , che quando è alzata la valvola la fiamma qualche volta giunge sino alla cima del ca mino. La quantità di metallo raffinato posto in questa puddling furnace a ciascuna carica è da 3 1f2 a 4 quintali . In circa mezz'ora da che viene caricata la fornace il metallo comincia a fondersi. Il fonditore (puddler) allora osserva per una piccola buca fatta espressamente, ed introducendovi i suoi ordigni pro gredisce l'opera. Il suo servizio è di disporre de' pezzi di me tallo , muovendoli con i suoi ordigni , onde assicurarsi dell' egua le applicazione del calore alla massa . Allorchè l'intera quantità
44 in confronto di quelli usati per le strade ordinarie , af finchè il peso venisse distribuito su d'una considerevole lunghezza di strada . Essendo guidate nella richiesta di rezione dagli orli sporgenti delle ruote , è inutile di at taccare gli assi de' carretti per le vie a rotaje in modo da renderli proprî a girare , e le ruote serrarsi nel corpo come negli ordinarî veicoli ; per la medesima ra è pienamente liquefatta , il fonditore scuote vigorosamente il metallo , cambiando di continuo l'ordegno , onde non venisse liquefatto. Per via di questa agitazione il metallo manda via un flui do elastico e dopo un certo tempo s'indurisce , aumentando sempre, fintanto che perde tutta la sua fluidità e si forma in pezzi. Il materiale esistente nella fornace viene allora diviso in cinque o sei porzioni dal fonditore , e ciascuna è ridotta di una forma sferica col mezzo dei suoi ordigni . Queste palle sono tecnicamente chiamate blooms. Venendo tolte dalla puddling-furnace ciascuna di queste masse è assoggettata a 10 0 20 colpi di un grave martello chiamato shingling , che le rende più compatte e le dà una forma più conveniente per andare tra i cilindri. La forma e la costruzione di questi cilindri è dimostrata dalla figura Y. Ciascuna massa viene passata successivamente a traverso de'fori a , cominciando dal più grande e terminando al più piccolo , essa è di poi passata a traverso de' cilindri scannellatib , e così ri dotta alla richiesta larghezza e spessezza, avendo con questi vari processi convertito la sostanza , da fusibile , dura e friabile , ad una spranga sfogliosa ed elastica , ch'è difficilmente fusibile e che per le sue proprietà cedevoli e suscettibile ad alterare la sua forma sotto il martello ha acquistato il nome di ferro malleabile. La quantità di metallo raffinato bisognevole per fare una ton nellata di queste rozze spranghe è di circa 22 quintali, e quella del carbone consumato nel processo è di circa 17 quintali . Le barre o spranghe quando han passato a traverso di questi cilin dri , e mentre sono ancora calde, sono tagliate nelle convenienti furnace la di cui forma e co lunghezze e portate nella balling struzione somiglia quella del puddling-furnace. In questa balling furnace le barre o spranghe sono egualmente disposte in modo che una non sorte da fuori l'altra. Varî di questi fasci , ciascuno de' quali vien composto da cinque o sei spranghe , sono posti in sieme nella fornace , e quando è sufficientemente riscaldata , in modo che lo siano essi tutti egualmente , i fasci sono tolti via se paratamente , e passati di nuovo tra cilindri simili in costruzione a quelli di sopra descritti , ma diversi tra essi per la forma dei loro fori o scannellature , in modo , che le verghe o, barre pos sono divenire rotonde , piatte o quadre a seconda del desiderio del l'artefice queste allorchè sono pesate e poste in fasci son pronte per la vendita. Medesima opera art. Iron manufacture and trade.
45 gione , combinate con la più grande drittura d'una viá a rotaje , egli è inutile , e generalmente stimato da non consigliarsi , il far che girino le ruote indipendentemente dagli assi . Il miglior progetto approvato , particolarmente per le strade a rotaje a risalto , è che le ruote siano fisse agli assi " e fare in modo che l'asse giri in buccole at taccate al corpo del carretto. Le ruote sono fatte quasi sempre di ferro , quelle da servire per traffichi che ca minano lentamente di ferro fuso , mentre le altre per diminuire il pericolo di rompersi sono " o interamente o particolarmente fatte di ferro malleabile . Quelle di ferro fuso vennero trovate di poca durata , allorchè usavansi sopra regoli forgiati ed a risalto , ma l'applicazione di un processo per indurirle " le ha rese più durevoli . Da un' epoca assai remota " i veicoli per le strade a rotaje erano stati disposti con un apparato chiamato brake , con sistente in un pezzo di legno adattato alla forma della periferia esterna delle ruote , e capace da venirvi stretto da leve o viti con sufficiente forza da ritardare od arre stare la loro rivoluzione , e conseguentemente il progresso del carretto. Prima di venire adottato il recente sistema di viaggiare rapidamente sulle vie a rotaje , l'uso delle molle non era comune " nè per le vetture tirate da ca valli nè per le locomotive. Nell'infanzia delle strade a rotaje la forza animale era il solo mezzo di locomozione impiegato a qualunque considerevole estensione ; ma l'oggetto pel quale veniva impiegato , era quello di trasportare de' prodotti minera li al luogo d'imbarco, naturalmente posto in sito onde av valersi della gravità come un ausiliario , ed in alcuni casi come sola sorgente di movimento . Quantevolte l'inclina zione del terreno è moderatissima , il declivio della strada è frequentemente in tal modo aggiustato che non è d'uopo d'una maggior forza per condurre un carretto carico " e portarlo di nuovo sopra allorchè è vuoto. Quando il declivio è più erto del conveniente per la forza ordi naria , un giudizioso congegno chiamato un self-acting che agisce da se , ossia semovente piano inclinato viene adoperato, sul quale un carretto od un convoglio si fa scendere celeremente giù per la forza di gravità , tirando una corda ; la quale dopo d'aver passata intorno ad una ruota alla cima del piano inclinato , viene condotta ab
4.6 basso il declivio ed attaccata ad un convoglio vuoto : la forza della discesa del carretto carico è sufficiente per far salire alla cima del piano inclinato quello vuoto . Questa ammirabile invenzione fu introdotta verso la fine dello scorso secolo , ed è ancora in grandissimo uso. Le macchine a vapore stazionarie tirano i carretti per vie
di funi guidate da carrucole nel centro della tratta : sono state usate ne' primi tempi , e generalmente ne❜siti dove il declivio era troppo grande da poter essere asceso colla forza de' cavalli . Le locomotive o le macchine a vapore movibili , in molte differenti forme , sono state anche esperimentate in varie epoche sin da circa l'anno 1805 , abbenchè per più di venti anni dopo quell'epoca la loro forza era imperfettissimamente sviluppata. Nel seguente ragguaglio ci diffonderemo nei passi pei quali le macchine locomotive sono state portate al presente stato di perfezione comparativa , particolarmente per la macchina applicata alle vie a rotaje , rimettendoci per le informazioni generali all'art. Macchine a vapore ( 1 ) ed a Vetture a vapore per ciò che riguarda il suo im piego sulle strade ordinarie . La possibilità di applicare la macchina a vapore all'uso di locomozione fu immaginata da varî tra quelli che da principio si occuparono a perfezionarla , e nel 1784 ne fu suggerito un progetto in una delle patenti accordate a Watt ; ma sembra che egli , o talun altro inventore , abbia messo in pratica le sue idee non prima del 1802 , allorchè i signori Trevithick e Vivian ottennero una patente d'in venzione per una macchina ad alta pressione , la quale per la sua semplicità e piccola mole fu ammirabilmente adattata per servire da locomotiva. In pochi anni costruirono essi varie vetture " una delle quali in fine dovea servire sulle strade ordinarie. Nel 1805 fecero molti interessanti esperi menti con una macchina simile a quella rappresentata dalla fig. 1o. nella strada a rotaje piane presso Mer thyr Tydvil , e provarono la possibilità del loro progetto. È cosa rimarchevole che non ostante la estrema sempli cità di questa macchina , aveva quasi tutti gli essenziali membri di quelle moderne , e le idee de' suoi inventori erano così complete , che gl' ingegneri che li seguirono (1) Vedi il volume precedente da pag. 89 a 134.
47 hanno avuto poco da fare di più onde migliorare e con durre ad effetto i suggerimenti da loro indicati . La figura 10. è una macchina veduta lateralmente e dalla parte di dietro , le medesime lettere in ciascuna di esse vedute si riferiscono alle medesime parti: a è la caldaja di forma cilindrica con gli estremi piani . Il fuoco è con tenuto in un gran tubo che sta nella caldaja e lateral mente . Un estremo di esso si vede in 6 , e la forma ne è indicata dalle linee punteggiate in quella vista di lato. Questo tubo si estende quasi sino all'estremo opposto della caldaja , diminuisce allora in grandezza , e gira sopra nel fumajuolo c . Il tubo contenente il fuoco è comple tamente circondato dall' acqua , e per tale disposizione il vapore viene generato rapidamente e ad un alto grado di elasticità . Il cilindro del vapore è situato verticalmente in d , venendo immerso quasi sino al fondo della caldaja , come è dimostrato dalle linee punteggiate . Il vapore ammesso alternativamente dalla parte di sopra e di sotto dello stantuffo per mezzo del rubinetto a quattro fori nella scatola a tiratojo alla cima del cilindro " ed il vapore superfluo , dopo d'aver spinto lo stantuffo , passa pel cannello e nel fumajuolo , dove la sua immissione pro duce una forte aspirazione. L'estremo superiore dell'asta dello stantuffo è unito alla testa a croce f , che sdruc ciola su e giù nelle guide verticali , e dagli estremi delle aste di unione g g discendono sino ai pezzi a go mito attaccati all'asse delle ruote, le quali in tal modo vengono a mettersi in giro simile al volante d'una mac china stazionaria : hè la valvola di sicurezza nella parte superiore della caldaja . L'immersione del cilindro operatore nella caldaja è assai bene ideato per economiz zare spazio e calore , ed è stato frequenti volte imitato nella costruzione delle successive macchine; e l'ammirabile pensiere di condurre il vapore superante nel fumajuolo è stato quasi invariabilmente adottato " come esso pro duce un soffio quasi proporzionato alla speditezza della macchina e conseguentemente il bisogno di nuovo sviluppo di vapore. Allorchè venne esperimentata questa macchina (nel 1805) sulla strada a rotaje piane di Merthyr , portò seco un seguito di carretti contenenti dieci tonnellate di ferro ed un considerevole numero di persone a ragione di cinque miglia all'ora . Avvenne qualche inconveniente
48 per lo impiego di un solo cilindro , perchè quantunque I' impeto obbligava le ruote a volgere oltrepassato i punti morti del pezzo a gomito , il movimento non era regolare nell' intera rivoluzione. Un carretto di supplemento se - guiva la macchina onde condurre una riserva di com bustibile e di acqua , ed una piccola tromba premente attivata dalla medesima macchina , manteneva la quantità bisognevole d'acqua nella caldaja. Trevithick si avvide che l'aderenza tra le ruote della macchina ed i regoli era sufficiente per assicurare il mo vimento progressivo della sua macchina in una strada o rizzontale o quasi orizzontale , e che le ruote sarebbero sdrucciolate e girate d'intorno senza progredire nel ca mino ove la inclinazione fosse stata considerevole , od il peso del suo carico troppo grande . Quindi propose nel suo privilegio di rimediarvi, facendo le ruote motrici d'i neguale diametro rispetto alle altre , praticandovi dei risalti ed incavi , onde adattarsi in quei praticati neʼre goli , qualora la sola adesione delle ruote regolari non sarebbe stata sufficiente. Essendo egli occupato di altro , non prosegui gli espe rimenti con la sua locomotiva , ma varî altri entrarono in campo , quantunque non avessero prodotto che pochi miglioramenti i quali non fossero stati usati o suggeriti da lui. Una erronea opinione esistè generalmente per varî anni , cioè che l'adesione del piano delle ruote fosse stata insufficiente per qualunque pratica sull'oggetto , e quindi molt' ingegnosi progetti vennero ideati onde assi curare per via d' altri mezzi il progressivo movimento. Uno de' più felici di questi esperimenti fu del sig. Blen kinsop , il quale nel 1811 ottenne una patente per la macchina locomotiva in cui la forza era applicata ad una grande ruota dentata , i denti della quale ingranavano in una crimagliera post' accanto agli ordinari regoli . La macchina di Blenkinsop fu per tutt' altro riguardo simile a quella di Trevithick , ma vi erano impiegati due ci lindri coi stantuffi , ehe lavoravano a separati pezzi a
gomito con un angolo di 90 ° , così che uno esercitava l'intera sua forza " mentre l'altro passava pei suoi punti morti . Le macchine secondo il progetto del sig. Blenkin sop lavorarono per qualche anno sulla linea della miniera di carbone presso Leeds , e trasportò de' gravissimi pesi
49 con un lento moto , ma lo strofinio era eccessivo , e sono ora per conseguenza in disuso . Nel 1812 i signori Chap man costruirono delle macchine con otto ruote le quali tutte venivano girate dalle medesime onde aumentare l'a desione . Essi proposero ancora di distendere una catena o fune lungo la via a rotaje che passasse intorno ad una ruota scannellata girata dalla macchina , ed in tal guisa ajutare il movimento progressivo . Poco tempo dopo il si gnor Brunton stesso inventò una macchina locomotiva che dal movimento alternativo di due gambe andava avanti " spinte dall'estremo posteriore della stessa . Questa singolare invenzione fu messa in effetto e si trovò avere detta mac china una considerevole forza , ma un accidente la fece abbandonare dall' inventore . Simili locomotive sono state in seguito provate da Gordon e Gurney sulle strade co muni. Nel 1814 e 1815 furono di nuovo esperimentate delle macchine con ruote regolari ed essendosi trovate adegua te 2 vennero usate sulle vie a rotaje nel settentrione d'In ghilterra. Nulla di meno varî tentativi furono fatti sino da quei tempi per introdurre novelli congegni onde au mentare l'adesione , affinchè le macchine locomotive po tessero ascendere piani di una inclinazione maggiore di quella , che potevano montare con le sole ruote piane . Vennero accordate delle patenti nel 1816 e 1817 a Giorgio Stephenson in unione dei signori Dodd e Losh, sotto la di cui direzione varie locomotive furono costruite e poste in attività sulle vie a rotaje presso Newcastle so pra Tyne pel servizio delle miniere di carbone . La caldaja in queste macchine somigliava quella di Trevithick , ma il tubo del fuoco vi passava completamente a traverso " invece di girare e condursi alla parte di dietro . Vennero usati due cilindri verticali , moventi ognuno un asse di stinto ed un paio di ruote " i di cui assi a gomito era no fatti al richiesto angolo di 90° , per mezzo d'una catena senza fine distesa sopra carrucole scannellate o dentate fisse agli assi , o , nelle più recenti macchine " connettendo delle verghe dalla parte esterna delle ruote. Una curiosa invenzione venne introdotta nelle medesi me onde garentire la macchina dallo effetto delle scosse · prodotte dalle irregolarità della strada . Quattro cilindri aperti all' atmosfera nel fondo che comunicavano dalla 7
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parte superiore colla caldaja , erano attaccati sotto il lato , e gli stantuffi , operando senza dare uscita al vapore in questi cilindri > vennero uniti all' asse motore. Con questo mezzo la pressione del vapore e dell' acqua nello stan tuffo faceva si che la caldaja e la macchina si alzavano sopra gli assi " evitando le concussioni prodotte dalle ruote. Questo sistema assicurava un egual peso da portare ciascuna ruota , quantunque i regoli potrebbero non es sere livellati ; pure ciò è stato abbandonato ed in vece posto in opera delle molle d'acciajo. Rare volte delle macchine di tale costruzione eccedono una velocità di cinque miglia per ora , ammenocchè non siano scariche , nel qual caso corrono con quella di dieci o dodici miglia. Quando i progettisti delle strade a rotaje di Liverpool e Manchester erano impegnati nel disegno ed esecuzione di quella grande opera nel 1825 ed anni seguenti, erano tanto imperfettamente sviluppati i vantaggi delle macchine a vapore locomotive , ch'era ancora incerto se potessero o no servire. Lo esperimento di formare una strada a rotaje tanto pel traffico de' passaggieri che per le mer canzie in generale fu appena fatto , quantunque quella di Stockton e Darlington " ch' erasi aperta nel 1825 n' avesse dato pruova più di qualunque altra precedente, mostrandone l'utilità . Siccome la linea di Liverpool si av vicinava al suo compimento , i direttori si presero gran pena onde assicurare il miglior metodo per usarla; e si con vinsero subito che non era da preferirsi la forza de' cavalli giacchè intendevano di andare con una considerevole cele rità e che la spesa della forza de' cavalli quando veniva applicata ad una velocità di otto o dieci miglia per ora era grandissima. Non era tanto facile il decidere su i meriti comparativi delle macchine stazionarie e delle locomo tive. Vennero fatti vari progetti per l'applicazione delle macchine fisse ad intervalli di uno o due miglia lungo la linea da trarre convogli col mezzo di cavi da stazione a stazione , ma accidentalmente si determinarono per la pratica delle locomotive , e di offrire un premio di 500 lire sterline , per la migliore che avesse adempiuto a certe condizioni , delle quali alcune erano che non dovevano emanar fumo , dovevano trarre un peso tre volte quello próprio a ragione di dieci miglia l'ora , dovevano esser sostenute da molle , non eccedere il peso di sei tonnel
51 late , o quattro e mezza se con sole quattro ruote , e non dover costare più di 550 lire sterline. Lo esperimento fu fissato per ottobre 1829 , quando furono prodotte quattro locomotive a vapore , una delle quali si ritirò sul principio dello esperimento . Delle altre. tre, la Novità ( Novelty ) dei sig. Braithwaite ed Ericson fu assai diversa da ogni altra precedentemente usata " essendo molto leggiera , ed avendo il requisito tirante d'aria per via d'un ventilatojo . Il suo effetto prometteva molto , ma bentosto un accidente sopraggiunto alla caldaja pose fine al compimento del saggio. Più recenti tentativi sonosi fatti per introdurre macchine di simile costruzione , ma non ha dato soddisfacenti prove . La Senza Pari (Sans Pareil ) del signor Hackworth poco differiva da quella di Trevithik , ed aveva due cilindri , che operavano ambi sul medesimo asse. Le due paja di ruole venivano insieme connesse mediante corde , in modo da fare uso dell'adesione tutte e quattro. Questa macchina ottenne una velocità di quindici miglia ad ora con un grosso ca rico di diciannove tonnellate ; alla fine cedè per causa di un insignificante accidente. L'ultima macchina il Razzo (the Rochet) fu costruita da Roberto Stephenson e dal sig. Booth per la strada a rotaje di Liverpool e Man chester e riuscì ad eseguire più di quello prescritto. La figura 11. rappresenta una veduta laterale di questa macchina colla sezione d' una porzione della fornace : a è la caldaja cilindrica con gli estremi piani ; 6 il fornello il quale è doppio , come lo indica la sua sezione , di cui il fuoco è posto nella parte interna , e lo spazio di circa tre once tra questa ed un' altra cassa esterna venne riem pito d'acqua. Venticinque tubi di rame del diametro cia scuno di tre once si estendevano longitudinalmente nella caldaja , aperti ad un estremo nel fornello , e dall' al tro nel fumajuolo c d è uno de' cilindri del vapore , de' quali n'erano due piazzati diagonalmente a ciascun lato della caldaja. Le aste degli stantuffi agivano tra guide , e per mezzo di aste annessevi trasferivano il movimento degli stantuffi in una semplicissima ed efficace maniera alle grandi ruote. Questo era congegnato come all' ordinario di cui uno stantuffo era nel mezzo della sua corsa , mentre l'altro era all' estremo del cilindro , e conseguentemente senza forza . Il vapore inutile passava dai cilindri lungo
32 il cannello e nel fumajuolo , per produrre il tirante; ƒƒ erano cannelli che univano l'acqua della caldaja con quella nella cassa esterna del fornello . La pratica di vari tubi di piccoli diametri invece d'un gran camino a traverso della caldaja , è la più impor tante singolarità di questa macchina , per mezzo della quale una grande estensione di superficie di metallo ri scaldata in tal modo e posta in contatto con l'acqua , vien prodotto il vapore con straordinaria rapidità . Questo progetto che fu suggerito dal sig. Booth si è di poi molto esteso , riducendo i diametri ed aumentando il numero de' tubi (*) . La posizione inclinata de' cilindri del vapore veniva a produrre un movimento della macchina da con trastar meno col giuoco della elasticità di quando erano essi posti verticalmente , ma la loro situazione ha lo svan taggio di esporsi all'aria fredda , per la qual cosa la forza del vapore veniva diminuita , quale inconveniente è stato in seguito evitato nella maggior parte delle macchine , piazzandoli orizzontalmente in una cassa sotto il fuma juolo. L'incomodo del fumo fu evitato impiegando del coke come combustibile.
(*) Su tale argomento il signor F. Tredgold , The Steam Engi ne ec . pag . 413 dice » Sembra che il merito della prima in venzione delle caldaje tubolate debbasi ad un ingegnere francese Seguin , il quale nebbe un brevetto nel 1828 a Parigi , quan tunque l'applicazione fattasene la prima volta colla locomotiva il Razzo dal R. Stephenson sia stata una invenzione indipendente. Però sulle pretenzioni alla priorità della invenzione delle caldaje tubolate dell ' ingegnere inglese Roberto Stephenson e del francese Seguin , l' onore vero devesi à più antichi progettisti . Ecco infatti quanto ne fa cenno il signor Seguier nel fare alla Reale Accademia delle Scienze di Parigi un rapporto sulle esplosioni delle caldaje a vapore e de' mezzi assoggettati per evitarlė. ( V. Mem. Encyclop . May 1842). La prima condizione per impedire o per restringere l'effetto della esplosione , cioè , la divisione dell' acqua dal vapore in piccoli tubi , era stata eseguita scrupolosamente dagli antichis simi progetti depositati negli archivî delle Arti e Mestieri di Parigi in epoca anteriore al 1792. Sicchè i primi legni a vapore sul punto di vista del governatore del vapore erano più perfetti delle nostre presenti costruzioni : questa osservazione prova che talune recenti invenzioni riguardate come perfezionamenti " non sono che la riproduzione di vecchie idee restate ignorate o cadute in obblio » . N. del T.
53 La locomotiva il Razzo con un grosso peso di diciassette tonnellate ( 193 cantaja e 80 rotoli napolit. ) corse con una velocità media di quindici miglia per ora , ma in alcune circostanze arrivò a raddoppiarla. Le macchine costruite di poi dal sig. Stephenson erano di una mag gior forza ; ma imperfette come le prime , provarono , non ostante il dubbio di molti ed anche di alcuni scien ziati , la possibilità di ottenere colle macchine locomotive su rotaje perfezionate , una velocità di viaggiare molto al di là di qualunque altra che potesse ottenersi dai ca valli. Della importanza di questo perfezionamento come mezzo di comunicazione , è cosa impossibile formarsene una giusta idea , dopo esser passati solo dieci anni , ma certo si è che da quando ebbe principio è stata votata una somma , che oltrepassa i 60,000,000 di lire sterline per la costruzione delle strade a rotaje nella sola Inghilterra : in qualche modo cio può indicare l'estensione dei cam biamenti che han dovuto introdurre (*) . (*) Ci sembra opportuno di riportare le seguenti notizie tratte da autorevoli fonti . La totale lunghezza delle linee sanzionate per mezzo di atti del parlamento in Inghilterra ammonta a circa 3000 miglia , delle quali poche sono state parzialmente o inte ramente abbandonate . Quelle destinate al trasporto dei passag gieri e delle mercanzie ed attivate dalla forza del vapore am montano al di sopra di 2000 miglia , delle quali più di 1100 miglia sono già în attività . La prima strada a rotaje posta in opera in Francia fu una breve linea nel 1783 per uso delle fonderie di Creusot al monte Cenisio. Nel 1828 fu aperta una linea di circa 12 miglia , tra S. Etienne e Andrezieux ; e delle altre unirono questa con Lyon e Roanne , alcune attivate da locomotive altre da cavalli . In seguito si aprì quella da Parigi a Versailles e S. Germain , ed una seconda linea a Versailles sull'altra riva della Senna ; un' al tra ad Orleans è in progresso. La strada a rotaje da Parigi a Rouen si estenderà probabilmente sino all'Hâvre. Nel Belgio vi è un sistema di strade a rotaje in corso eseguito dal Governo. Il piano fu sanzionato da una legge nel 1834 , e la prima sezione fu aperta l'anno seguente. La totale lunghezza delle linee secondo il piano doveva essere di 250 miglia , ma le seguenti aggiunzioni l'aumentarono al di sopra di 400 miglia , delle quali in marzo 1840 ne erano in attività 258 , e le rima nenti dovevansi portare a compimento nello spazio di altri due anni. In Germania una strada a rotaje di circa 130 miglia tra Bud
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54 Avendo fatto parola delle più importanti invenzioni ed esperimenti che han relazione alle strade a rotaje, ed alle macchine locomotive , dall' epoca della loro applicazione sino alla grandiosa strada a rotaje da Liverpool a Man chester, è d'uopo ora trattare in un bozzo come verranno man mano delle loro modifiche e delle varie operazioni di disegnare , costruire ed oprare una strada a rotaje pel traffico generale . weis , Linz , e Gmünden è da varî anni in uso ; parte di essa fu aperta fin dal 1829. La stessa è attivata da cavalli , e prin cipalmente per trarre convogli di mercanzie. Delle altre linee di grande estensione , generalmente per uso delle macchine loco motive , sono in progresso e successivamente considerevoli por zioni sono in attività. Il Governo ha dato de' grandi incorag giamenti a queste intraprese , ed in breve verrà unita Vienna con le contrade che ha d' intorno . In Russia fu completata nel 1837 la linea di circa diciassette miglia che unisce Pietroburgo con le Città ed Imperiali parchi di Pawlowsk e Zarscoe-Selo , la quale è attivata da macchine locomotive. Questa linea ha una sola rotaja di sei piedi larga , costrutta da una compagnia dietro la sanzione Imperiale. Si à intenzione di continuare la linea fino a Mosca circa 420 miglia da Pietroburgo ; ed altre estese strade a rotaje sono in progetto. La strada a rotaje che da Napoli conduce a Portici , Torre del Greco " Torre dell' Annunziata , e che dovrà prolungarsi a Scafati e Nocera , con una diramazione di tre miglia per unirsi alla città di Castellammare , avrà uno sviluppo di 23 in 24 miglia ; fu approvata con Real Decreto de' 3 febbrajo 1838 , la di cui prima tratta fu aperta ai 3 ottobre dell' anno seguente, cioè da Napoli a Portici , e fu la prima in Italia. La stessa presentemente è in piena attività sino a Castellammare , con due rotaje sino alla Torre del Greco , ed è in costruzione la se conda da quest'ultima città a Castellammare . Le distanze approssimative tra le diverse stazioni , favoriteci dal signor Mililotti sono le seguenti : Da Napoli al Granatello palmi napolitani 27977,96 idem 12646,65 Dal Granatello alla Torre del Greco 33768,77 Dalla Torre del Greco a quella dell'Annunziata idem Dalla Torre dell'Annunziata a Castellammare idém 24757,35 In tutto da Napoli a Castellammare pal . napolit. 99150,73 ossia miglia 14 e palmi 1150,73 . L'ingegnere direttore della stessa è il signor Cav. Armando Bayard de la Vingtrie . La strada da Napoli a Nocera può servire di cominciamento per un' opera della più grande importanza >
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Del modo di tracciare una linea a rotaje. Qui non si ha di mira di entrare in una esatta ricerca sulle importanti economiche quistioni , quali potrebbero considerarsi per linee principali di comunicazione in un paese , e quali con qualche variazione , sono applicabili similmente alle vie a rotaje , strade ordinarie e canali. E opinione di molti che un sistema di strade a rotaje dovrebbe prodursi dal governo d' una contrada , tanto se fossero eseguite per cura dello stato quanto da privati . Argomenti in sostegno di tale opinione sono stati tratti
cioè quella di unire il Mediterraneo all'Adriatico , prolungando si sino a Manfredonia. Altra simile strada si esegue a spese del Governo da Napoli pas sando per Casalnuovo , Acerra , Maddaloni , Caserta , e Capua, diretta dal capitano del Corpo Reale del Genio addetto allo Stato Maggiore dell' Esercito D. Clemente Fonseca, i di cui lavori sono tanto avanzati , che dicesi aprirsi in Maggio prossimo con una tratta da Napoli ad Acerra. Sentiamo che questa venga prolun gala sino alla frontiera del Regno per unirsi ad un' altra che congiunga Roma e Firenze . Nella primavera dell'anno 1840 fu aperta la strada con una sola rotaja che da Milano porta a Monza della lunghezza di circa 10 migl lombarde ed è in costruzione quella che da Venezia condurrà a Milano , della quale sentiamo essersene di già atti vata una sezione. La prima strada a rotaje costruita negli Stati Uniti di America fu una linea di circa quattro miglia pel trasporto del granito dalle Cave di Quincy al porto di Boston , che fu aperta nell'anno 1827. La favorevole introduzione delle macchine locomotive in Inghilterra fu immediatamente seguita in America , costruendo numerose importanti linee " che secondo il cav. de Gerstner 2 celebre ingegnere , nella state del 1839 le fa ammontare a più di 3000 miglia , e per la fine di detto anno quelle in attività si estenderebbero a 4100 miglia. Nei domini Brittannici nel Settentrione dell' America , secondo Stevenson , la sola strada a rotaje , posta in opera nell' anno 1837 , è la linea tra Ghamplain e S. Lorenzo di circa sedici miglia , attivata da locomotive , la quale fu formata in forza di un atto del 1832 . Nell'Isola di Cuba vi è una strada a rotaje di circa qua ranta a cinquanta miglia , tra Havana e Guines , pel trasporto de'passaggieri e mercanzie , attivata da macchine locomotive. ( Marzo 1843 ) N. del T.
56 dalla mancanza dell' unità di piano ch' evidentemente ha avuto luogo per le strade a rotaje d'Inghilterra , le quali in molti casi sono state disegnate in brevi tratte, da una importante città ad un'altra senza il dovuto riguardo d' una combinazione di piano . Una commissione stabilita per fare un rapporto su d'un sistema di vie a rotaje per l'Irlanda ha considerato questo soggetto assai abilmente , e si sforzò per le linee ch' essa propose , di evitare gli errori prov venienti dalle limitate mire di privati speculatori . Molte strade a rotaje del continente sono state sottoposte all'esame de' governi , cosa che non è avvenuta per quelle d' In ghilterra , ma non vi sono presentemente sufficienti dati di esperienze da permettere un facile paragone tra l' im piego de' due sistemi . Nel considerare questo punto non dovrebbe dimenticarsi che per quanto fosse da desiderarsi un piano generale in una contrada non ancora fornita di strade a rotaje , l' esperienza in casi molto analoghi dà poca ragione a supporre che il sistema delle vie a rotaje avesse fatto avvanzamenti subitanei come lo è di fatto , ammeno che sotto lo stimolo d'una commissione proba di privati speculatori e d'intraprendenti commerciali . Allorchè i limiti ed il corso generale d' una linea a rotaje sono determinati , vi rimangono molti punti da con siderarsi onde scegliere la direzione precisa che deve dar sele. È d'uopo accuratamente esaminare la contrada che deve traversare ; le sue elevazioni e depressioni , i suoi fiumi , canali , strade , e tutti gli altri ruscelli o mezzi di comunicazione che deve traversare " o che in qualun que modo vengono interrotti , e la sua struttura geologica ognuno de' quali può accidentalmente farla deviare dal suo conveniente corso diretto . È chiaro come regola generale , che debba preferirsi una linea retta e nel medesimo livello , quando gli estre mi sono d'una eguale elevazione , o d'un uniforme pendio allorchè uno è più alto dell'altro . Un tentativo in verità è stato fatto per provare che una strada a rotaje formata d' una serie d' ondulazioni dovesse preferirsi ad una che sia in un perfetto livello , attesocchè la forza di gravità potrebbe venire impiegata ad ajutare nelle discese e quella dell' acquistato momento nelle salite , quindi verrebbe a diminuirsi la forza artificiale richiesta per muovere i car retti su d'una strada . Questa teorica eccitò molte discus
57 sioni pochi anni sono , ma la opinione generale degl'in gegneri non gli fu favorevole. Vi sono per altro alcune circostanze nelle quali si potrebbe ricavare del vantaggio dalla forza di gravità e del momento , senza i serî in convenienti ch' esperimenterebbe la pratica d'una strada a rotaje ondolata simile a quella suggerita dall'autore di questa teorica. Ma per quanto potesse desiderarsi un per fetto livello o un uniforme pendio , è raro che l'uno e l'altro, s'abbiano per una grande distanza senza involgersi in una tale deviazione dalla superficie naturale del terreno da produrre un inconveniente . Perciò l' ingegnere dispone in tal modo le sue inclinazioni o salite da fare che si avvicinine il più ch'è possibile al livello , evitando per quanto si può qualunque perdita di forza derivante da superficie ondulanti , facendo tutte le inclinazioni da una parte della sommità o punto più alto ch'è d'uopo sor montare " e dalla parte opposta farli andar declinando. Del debito accomodo delle varie salite , si dà una sezione o profilo della linea d'una contrada , nella quale l'ele vazioni e le depressioni sono disegnate ad una molto più grande scala delle distanze orizzontali , ad oggetto che essendo di un pendio sproporzionato , più facilmente può riconoscersi all'occhio . La fig. 12.ª è la sezione d'una linea immaginaria , somigliante, eccetto che nella sua pic. cola grandezza , a quelle che soglionsi segnare , onde sottomettersi alla ispezione del parlamento . La linea oriz zontale di sotto è data come di paragone per misurare la elevazione dalla medesima , e la sua situazione si riferisce a qualche punto fisso presso uno degli estremi. Questa se zione può supporsi rappresentare la linea d'una strada a rotaje tra una città con porto di mare in A , e la città dentro terra F : la linea ondulante rappresenta la super ficie naturale del terreno : le linee rette da punti in punti la superficie della via a rotaje in progetto ; e le linee verticali marcano i cambiamenti d' inclinazione. A cagione dell' altura che vi esiste, sarà ineseguibile un uniforme pendio da A ad F , ma si ottiene una linea con mode ratissime inclinazioni praticando un cammino sotterraneo nella cima i , scavando le minori elevazioni " e riem piendone i vuoti. Se una strada venisse fatta sulla su perficie naturale del terreno > una vellura percorrendo la dopo d' aver montato l'elevazione g , dovrebbe di 8
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scendere in h " ed immediatamente rimontare sino alla cima ini , così che dovrebbe due volte ascendere una elevazione eguale alla differenza tra g ed h , producendo una considerevole perdita di forza , la quale sarebbe eser citata più o meno ad ogni ondulazione che se le farebbe . Ma in una strada costruita secondo i livelli di quella che è nella figura proposta , non solamente si eviterebbe parte della elevazione di i col traforo , ma la rimanente non şi monterebbe che una sola volta , giacchè ogni porzione tra A e d , sommità della strada , si eleva verso di essa , abbenchè in differenti gradi ; e nello stesso modo l'intera distanza tra d ed e 9 declina verso basso, mentre la rima nente parte da e ad F è perfettamente orizzontale. A causa del breve tempo decorso da che sonosi co minciati i lavori delle strade a rotaje su d' una grande scala , è d'uopo confessare che molte teoriche riguar danti le medesime non sono ancora stabilite . L'am montare del ritardo prodotto dal passare sopra una data elevazione è ancora variamente calcolato da diversi in gegneri . Nella strada ordinaria la resistenza derivante dal l'attrito e dalla irregolarità della superficie è sì grande che l'effetto della gravità è appena percettibile in una moderata inclinazione ; ma in quella a rotaje l'attrito e la resistenza del suolo sono ridotti ad un ammontare co tanto piccolo , che la gravità rimanendo la stessa , diventa una parte materiale della totale resistenza , anche dove l'inclinazione della strada è talmente lieve da rendersi quasi impercettibile all' occhio . Una teorica seguita da varî ingegneri c'insegna , che l'elevazione di venti piedi ri chiede uno sforzo eguale a quello bisognevole per un miglio su d'una strada orizzontale a rotaje ; così che la medesima forza che farebbe andare un dato peso su d'un miglio di via a rotaje alzando di 1 in 264 , o venti piedi in tutto , porterebbe lo stesso peso su di due miglia di una rotaja orizzontale. L'importanza pratica di questa quistione è grandissima , perchè un esatto giudizio su ciò si rende essenziale a dimostrare quanto lungi possa consigliare di deviare da un corso diretto per evitare la data elevazio ne. Supponendo per esempio , che si richiede una strada a rotaje tra due punti discosti tra di loro di venti miglia , e che per aversi un dritto corso occorre passare una ele vazione di 100 piedi , purchè si ottenga una strada oriz
59 zontale, val meglio preferire di aumentare la lunghezza a ventiquattro miglia ; giacchè la elevazione di 100 piedi richiederebbe una spesa di forza eguale a cinque miglia di via a rotaje orizzontale. Vi è un' altra quistione sulla quale esiste molta dispa rità di opinioni , cioè qual grado di pendio debba darsi a qualunque piano inclinato senza incorrere a spese inop portune. Sovente è necessario condurre una via a rotaje su d'una considerevole elevazione , ma gl' ingegneri di versificano sul migliore accomodamento d' una inevitabile inclinazione . Alcuni preferiscono di distribuire le salite e le discese , per quanto egualmente è possibile nella in tera linea 9 mentre altri considerano essere il migliore sistema quello di concentrarli in pochi piani inclinati in cui per ascendervi si aumenta la forza usuale , facendo il rimanente della linea comparativamente orizzontale . La strada a rotaje tra Liverpool e Manchester può addursi come esempio di quest' ultimo sistema , il medio pendio della linea non eccedendovi più di 1 in 849 , con la eccezione di due piani inclinati di circa un miglio e mezzo in 89 , ed 1 in 96 presso ciascuno , che inclinano di Rainhill , dove usualmente vien trasportato il convoglio con l'addizione d'una macchina locomotiva di più . Anche la grande strada a rotaje occidentale ( Great Western railway ) della lunghezza di 117 miglia e mezzo , non ha nel più erto pendio che sei piedi e sei once per miglio ossia circa 1 in 812 ; però ha due piani inclinati di 1 per 100 per la lunghezza uno di un miglio e mezzo е l'altro di due miglia e mezzo . La strada a rotaje da Londra a Birmingham è un esempio del primo sistema , essendo il suo ordinario pendio di 1 in 330 , o di sedici piedi per miglio , la quale non è in niun punto maggiore che eccetto nella estensione dalla città di Camden alla piazza di Eu ston eseguita in tal modo per essere attivata da macchine stazionarie . I caratteristichi pendî in Southampton , Bri ghton , South-Eastern , e molte altre linee sono di 1 in 264, o di venti piedi per miglio . Un certo grado di uguaglianza ne' pendî è essenziale all' opera economica d'una strada a rotaje che dev' esse re attivata da forza inanimata , la quale non può essere convenientemente accresciuta come quella de' cavalli per una temporanea estensione onde vincere una breve , ma
60 erta salita . Per altro se occorra qualche inclinazione co tanto ripida che la forza ordinaria non basti ad ascenderla anche col diminuire la velocità , dev'esser sormontata o dall' ajuto d'una forza ausiliaria 2 o la macchina deve correre sulle altre parti della strada con un peso minore di un massimo, e conseguentemente con una spesa inutile. E opinione di qualche scienziato che si fatto inconveniente si eviti , perchè il grado d'inclinazione è di poca im portanza in una via a rotaje , che ha un egual traffico, per entrambe le direzioni ; giacchè l'impulsione acquistata dalla gravità sulla discesa rimpiazza l'addizione di resi stenza nell' ascendere , riducendo il totale ammontare di forza richiesta per traversare la linea da ambe le direzioni quasi uguale a quella che sarebbe bisognata per una strada perfettamente orizzontale . Non ha guari sono stati fatti alcuni interessantissimi esperimenti su di questo ed altri punti della economia delle strade a rotaje , sotto la sopraintendenza del D. Lardner, di cui il seguente sembra indicare che questo effetto di compensazione ha luogo nelle inclinazioni di maggior pendio di quello che generalmente è stato supposto. Gran de accortezza necessita per formare de' calcoli di simil natura dai semplici esperimenti , quantunque siamo stati condotti accuratamente , ma i risultati sono al certo tali da giustificare serie ricerche . In luglio 1839 la macchina Hecla con venti carretti , formanti un grosso peso com presa la macchina , di ottanta tonnellate ( 912 cantari napolitani ) corse da Liverpool a Birmingham e ritornò nella stessa giornata per la qual cosa il medesimo treno, ad un dipresso sotto le stesse circostanze doveva ascen dere e discendere ogni piano della linea , in una lun ghezza di circa novantacinque miglia. Il tempo impiegato per percorrere ogni quarto di miglio fu accuratamente osservato , onde ottenere la velocità per ogni porzione di strada. La seguente tavola , estratta dalla settima edizione dell' opera di Lardner sulle Macchine a Vapore , dà il ri sultato delle osservazioni su i declivi che dal livello va riano di J in 177 o circa trenta piedi per miglio .
61 Velocità nello Velocità nel Inclinazione ascendere. discendere. Velocità media. di uno in Miglia per ora. Miglia per ora. Migha per ora. 177 265 330 400 332 590 650 Orizzontale
22,25 24,87 25,26 26,87 27,35 27,37 29,03
41,32 39,13 37,07 36,75 34,30 33,16 32,58
31,78 32,00 31,16 31,81 30,82 30,21 30,80 30,93
Da questa tavola apparisce che quantunque l'inclina zione di 1 in 177 diminuisca la velocità da circa 31 miglia a poco più di 22 miglia all'ora ; nell' ascendere la defi cienza si trova pienamente compensata dall' incremento della rapidità nel discendere . La insignificante differenza nella velocità media ne' diversi declivi può con probabi lità attribuirsi a circostanze accidentali , ma per quanto piccola essa sia , è più tosto a favore della più ripida inclinazione che altrimenti . Il risultato indica apertamente un rimarchevolissimo e valevole fatto , cioè , che una Tinea di via a rotaje con pendî da venti a trenta piedi per miglio può essere attivata in ambe le direzioni colla medesima forza che per una strada affatto orizzontale ; e se ciò venisse comprovato da più estesi esperimenti , dimostrerebbe che molti milioni possonsi economizzare per la esecuzione delle future strade a rotaje contentandosi d'una inclinazione più erta di quelle sin ora ammesse da molti valevoli ingegneri . La totalità dell' effetto com pensato qui prodotto non è da attribuirsi alla gravità ed al momento ; essendo dovuta una parte , e forse una considerevolissima di essa , alla diminuita resistenza dell'aria che incontra il treno ascendente , per la sua ri dotta velocità . La natura e l'ampiezza della resistenza at mosferica su i convogli delle strade a rotaje è un punto poco conosciuto , e le opinioni sono così contradittorie , che la estensione della sua influenza nell ' esperimento rap portato non può stabilirsi con certezza 39 ma probabilmente essa è considerevole come il risultato è differentissimo da quello che può ottenersi per via di calcolo dal puro ef fetto di gravità ed attrito. Essendo quasi impercettibile da
62 resistenza dell' aria nel caso delle strade ordinarie , atteso il grande attrito e la moderata velocità è stata consi derata frequentemente di niun conto per un elemento di calcolo nel transito sulle rotaje , donde ne son derivati molti errori che han sino ora prevaluto rispetto ai piani inclinati (*) . (*) Per indagare con diligenza il movimento di un corpo in un piano inclinato quando vi ha luogo la resistenza dell' attrito e della pressione atmosferica , la equazione generale del movi d2s ds2 a • Qui s è lo spazio per vimento da impiegarsi è dt2 dt2 =g ds corso nel tempo 2 è la velocità acquistata nel medesimo tempo, dt d2s e è la espression differenzi e ale per la forza accelerata o ri dt2 tardata. Se il corpo dovesse discendere verticalmente , g , forza di gravità ( = 32, 17 piedi ) sarebbe solamente la forza produt trice del movimento , ed essendo integrata l'equazione darebbe la relazione tra lo spazio descritto ed il tempo impiegato, quando un corpo discende od ascende in un mezzo resistente. Nel primo di questi casi g sarebbe positivo e nel secondo negativo. Per a dottare la equazione alla discesa d'un corpo in un piano incli nato , sia l'inclinazione del piano all' orizzonte: allora g sen → rappresenterebbe la forza accelerata sul piano , qualora non vi fosse attrito. Ma siccome l'attrito è proporzionale alla pressione ― = g cos ) nel piano , ed è indipendente dalla velocità , sia h posto per coefficiente dell' attrito e rappresenti una frazione della pressione ; allora avremo hgcos pel ritardo prodotto dal l'attrito 9 a è il coefficiente della resistenza dovuta alla pressio ne dell' atmosfera , che dipende dalla forma e dalla grandez za del corpo in movimento , e non dal suo peso , e la resisten za vien supposta proporzionale al quadrato della velocità. Cosi d2s ds2 la surriferita equazione diventadt =gsen - hg cos -a dt2 Or siccome i due primi termini del secondo membro sono costanti, d2s ds 2 = = A---a rappresentandoli per A, si avrà dta dt2 Integrando questa equazione con successive approssimazioni , altrimenti " avremo in termini di ti valori di ds dt (la velocità ) e di s ( la distanza nel piano ) , e quando il corpo dal riposo si mette in movimento , e quando si mette in moto con una velo cità iniziale. Da questi valori , col mezzo de' dati ottenuti da buoni esperimenti , i valori di hed a si troveranno ; e çosi gli
63 Il Dottore Lardner crede che i suoi esperimenti indicano che il pendio in cui la effettiva resistenza è doppia sia più
effetti dell' attrito possono ottenersi separatamente da quelli , che sono dovuti alla resistenza dell' aria. Nel Trattato Pratico sulle Macchine Locomotive del signor de Pambour alla pag. 154 vien dato un ragguaglio di alcuni espe rimenti in cui un numero di carretti , sia soli o attaccati uno ap presso l'altro , si son fatti correre " mediante la loro gravità su d'un piano doppiamente inclinato ; e siccome il loro movimento non era prodotto dal vapore o d' altra forza che fosse suscettibile d'irregolarità , sembra questo espediente essere stato il più adatto per ottenere i separati valori di hed a per mezzo della suddetta equazione. I carretti o convogli dal riposo posti in moto alla som mità , e colla velocità acquistata al piede del superiore piano in clinato , erano abilitati di correre il secondo , la di cui inclina zione all'orizzonte era piccolissima ( 2′ 2 ″ ) , finchè per l'attrito e ds per la resistenza dell'aria si fermarono. Facendo- dt = o , ed s eguale alle distanze date dagli esperimenti nel piano più basso, il valor me dio di h per un convoglio di sette carretti fu trovato essere 0,00215, I del totale peso del treno , e che a era 0,000029 . Il ossia 465 ds valore medio di ʼn dalle equazioni dt ( = o ) = At + V , I ed s= At +Vt ( essendo V la velocità alla cima del più basso 2 piano ) ; cioè il suo valore nella supposizione che vi sono inclusi Î'attrito e la resistenza dell'aria , venne trovato essere 0,00333 , I ossia del peso totale. Da 影ciò risulta che la resistenza del 300 l'aria , dovuta alla media velocità , diventa 0,00118 , ossia I del peso totale : la velocità media potendo considerarsi per 847 circa dodici miglia l' ora " ossia 17,6 piedi per secondo . Il surriferito valore di h , e questo coefficiente del quadrato della velocità nel termine esprimente il valore della resistenza dell'aria , si avvicinano molto a quelli risultanti da un esperi mento del Dottor Lardner nel piano di Whiston , il di cui pen I pio è di " dove la risultante velocità d' un convoglio , cioè 96 a dire la uniforme velocità acquistata allorchè la resistenza de rivata dall' attrito e dall' aria diventa eguale alla forza della di scesa nel piano , fu trovata essere 31 miglia ed un quarto per ora.< La seguente regola per determinare la effettiva resistenza " ( considerando tutto come dovuto all'attrito ) è stata trovata da
64 prossima ad x in 95 che ad in 300 : cui egli unito a molti altri aveano da prima considerato il limite g abben De Pambour . Quando un corpo dallo stato di riposo discende per due o più piani inclinati fintanto che si ferma per causa dell' ad trito , il valore dell' attrito è eguale ad una parte del peso del corpo , che viene espressa dal quoziente della intera altezza ver ticale ' divisa per l'intera distanza percorsa su i piani .. La resistenza media trovata con tale regola per lo stesso treno
è 0,00367 ( 3) dell'intero peso , e la piccola discrepanza che vi è tra questo risultato e quello trovato colle due equazioni di sopra , deriva dalla resistenza dell' aria che trovasi nella prece dente determinazione di V. Per altro non si è supposto che għ assoluti valori de' termini che si sono ottenuti per l'attrito e la pressione dell' aria posson servire con precisione pe'treni di diffe renti specie : ma fin tanto che più estesi sperimenti saranno fatti, dessi possono esser di qualche utilità mostrando approssimativa mente la proporzione tra questi casi di resistenza . In fine la probabilità di poter ottenere una formola generale per le resistenze esperimentate dai convogli sulle vie a rotaje è presentemente piccolissima. I migliori matematici hanno per lungo tempo fatto invano degli sforzi ond' esprimere analitica mente le condizioni di un semplicissimo corpo ( una palla da can none ) in movimento nell' aria ; ed il problema che comprende le continuate variabili circostanze relative ad un convoglio di car retti posto in movimento è molto più complicato . La forza con la quale agisce l'aria dipende dalla forma della locomotiva con duttrice , dalla condensazione dell' aria di fronte 9 e dall' attrito lungo i fianchi de' carretti . Ma oltre queste azioni , che sarebbero difficili ad estimarsi, l'aria esistente tra due carretti , od anche in ognuno di quelli che sono aperti , è posta in movimento , cagiona una sensibile pressione contro i fronti , le traversali di visioni interne , e la parte interna di dietro . Se il vento soffia direttamente contro la direzione del movimento aumenta la re sistenza da vincere ; ed anche quello che è obbliquo o perpen dicolare ai lati 2 premendo le ruote contro i regoli , aumenta molto l'attrito (**) . Per esibire un paragone delle resistenze sperimentate da un convoglio su d'una via a rotaje , allorchè ascende o discende un piano inclinato , abbiamo preso il primo degli esempî dati nella I tavola surriferita . In questo il pendio è di - o l'inclinazione del 177 (**) Riguardo agli effetti del vento sulla velocità delle mac shine locomotive impiegate per le strade a rotaje , vedi gli e sperimenti fatti con le macchine Royal William e la Walter , riportati nell'Arcana of science and art; 1838. pag . 83. N. del T.
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chè in 264 sia stato di sopra indicato com' essere più moderato e forse di più usuale calcolo . piano all' orizzonte è 19′ 25″ . Essendosi stimato il peso dell'intero convoglio a 80 tonnellate , avremo 80 X sen 19/ 25 = 0,452 ton nellate per la forza motrice della gravità nella discesa o la re sistenza di gravità nell'ascendere ; ed 80 Xcos 19′25″ $79.999 tonnellate per la costante pressione su i regoli . Ora il ritardo dell'attrito , tanto per ascendere che per discendere , essendo stimato 0,00215 della pressione per la suddetta investigazione , avremo 0,172 tonnellate per la resistenza costante a questo ri guardo. Essendosi trovata la resistenza dell' aria essere 0,00118 della pressione , quando la velocità è 12 miglia all'ora, avremo 0,00412 per la resistenza quando la velocità è 22,25 miglia , e 0,01423 allorchè la velocità è di 41,32 miglia ; ed essendo mol tiplicati questi numeri per 79,999, danno rispettivamente, 0,33 tonnellate e 1,138 tonnellate , per la resistenza dell' aria nell' a scendere e nel discendere. Allora pel movimento in discesa , sottraendo dalla somma delle resistenze prodotte dall' attrito e dall'aria la forza motrice di gravità , il resto è 0,858 tonnellate. E pel moto di ascensione aggiungendo insieme tutte e tre le resistenze " la somma è I 0,954 tonnellate. La differenza è di circa d'una tonnellata . 10 I 0 800 dell' intero peso , ch' esprime il soprappiù della resistenza incontrata dalla macchina nell' ascendere su quella sperimentata nella discesa. Se le resistenze nell' ascendere e discendere fossero state calcolate nella supposizione che i movimenti sono affetti I dalla gravità e dall' attrito (considerando questo a 300 della pres sione , come se vi fosse compresa la resistenza dell' aria ) la prima essendo come sopra = 0,452 tonnellate , e l' ultima 0,267 , tonnel late ; la forza motrice per la discesa sarebbe stata o, 185 , e la resi stenza nell' ascendere 0,719 tonnellate. La differenza (che in questo caso è la somma ) sarebbe stata o , 904 tonnellate 9 ad un dipresso I dell' intero peso. Questi risultati basteranno a mostrare , che 90 la resistenza diminuita dell'aria compensa in un grado consi derevole il ritardo prodotto dalla gravità allorchè un convoglio ascende su d'una strada a rotaje ; ma numerosi e più variati esperimenti bisogna ancora che siano fatti prima che sarà possi bile di determinare quanto lungi possa essere vantaggioso d'usare pendî invece d'incontrare la spesa di fare delle linee di strada orizzontali . Il metodo di trovare la resistenza che una macchina oppone allo sforzo fatto dal vapore onde porla in movimento , è il se 9
66 Le curve in una gran linea di strada a rotaje sono di un grandissimo ostacolo in conseguenza della partico guente : Moltiplicata l'aria d' uno de' due stantuffi eguali espressa in once quadrate per la pressione del vapore su di un' oncia quadra ta dello stantuffo in ciascun cilindro , allorchè questa pressione è appena sufficiente a porre in movimento la macchina ; il pro dotto è la pressione di ciascuno stantuffo . Allora siccome lo stan tuffo fa due corse nel tempo , che la ruota della macchina com pie un solo giro , la velocità dello stantuffo è a quella della macchina come due volte la lunghezza della corsa è alla circon ferenza della ruota ; e le resistenze essendo in ragione inversa delle velocità , avremo circonferenza della ruota : a due volte la lunghezza della corsa la pressione su entrambi gli stantuffi : alla resistenza o inerzia della macchina. 1 Ma la resistenza aumenta col peso che la macchina trae seco; e per determinarla allorchè il carico è attaccato al convoglio " devesi far uso della suddetta proporzione ; ma la pressione degli stantuffi , invece di trovarsi come sopra , deve prendersi allorchè la macchina ed il convoglio si osservano avere un movimento uniforme. Allora il quarto termine della proporzione , venendo diminuito della nota resistenza del convoglio , darà la resistenza della macchina sola.. Dagli esperimenti del signor Telford sono stati determinati i seguenti valori delle resistenze sperimentate dal peso de' carretti sulle strade orizzontali. In un buon terreno la resistenza è di 70 del peso del carretto e del carico ; in una superficie rotta di vec I I B e su d'una via a rotaje ben co ; su ghiaja chie selice 35 15 I. I Medesima opera Art.º Resistance (**). struita da 300 a " 250* (**) Su tale argomento si possono consultare, il Trattato Teo rico-Pratico delle Macchine Locomotive del sig . Guyonneau de Pambour antico uffiziale di Artiglieria e dello Stato Maggiore in Franci a a, l'opera sulle Macchine a Vapore del Dottor Lard ner 7. edizione , di sopra mentovati , e l ' Appendice alla tra duzione fatta in Napoli nel 1840 dal signor Stefano Mililotti delle Lezioni sulle Strade di ferro alla Scuola de' Ponti e Strade di Minard , contenente l'estratto di una memoria del signor Navier sull' impiego delle macchine locomotive sulle strade a rotaje , e l'applicazione delle formole, onde trovare il tempo necessario a percorrere la strada da Napoli a Portici colla locomotiva Bayard. La quale appendice, di cui ci siamo avvaluti, si rende anche interessante per le notizie che ci dà sulla co struzione della strada a rotaje da Napoli a Nocera e Castel lammare , e particolarmente per la prima tratta sino a Portici N. del T.
67 lare costruzione de' carretti e della velocità con cui essi si fanno andare un ingegnere giudizioso aggiusta in tal modo la sua linea da evitarle per quanto è possibile ; ed allorchè sono inevitabili le fa di un raggio tanto grande per quanto le circostanze lo permettono. Le curve che hanno un raggio meno d' un miglio sono considerate come inammessibili nei siti ove si richiede grande velocità " quantunque molte ve ne siano in uso che han meno di mezzo miglio di raggio', ne' quali i regoli sono disposti in modo che impediscono il pericolo che potrebbe avvenire dalla forza centrifuga del convoglio passando su di essi , come spiegheremo da qui a poco . Alle stazioni ed ai depo sili , dove il convoglio va piano, il raggio può essere molto più corto senza inconveniente . È cosa essenziale alla pubblica salvezza di non permet tere che una via a rotaje incroci alcuna strada molto frequentata nel medesimo piano. Allorchè venne proget tata la linea tra Liverpool e Manchester 2 siccome non si attendeva che la velocità del viaggiare eccedesse quella di dieci miglia all' ora , non fu preveduto alcun pericolo di tali intersezioni , ch' erano denominate superficie incro ciate ( surface crossings ) , sicchè varie se ne permisero; ma la loro inconvenienza e pericolo han cagionato che alcune di esse sono state modificate , essendo state condotte le strade per sopra o per sotto quelle a rotaje per mezzo di ponti . Negli atti recenti del parlamento sulle strade a rotaje è ordinato che niuna strada secondaria o maestra venisse incrociata nel medesimo livello ; ordinanza alla quale rarissime volte vien concesso farsi eccezione e se vi si fanno è duopo costruir delle porte per chiudere le rotaje , e delle guardie vi si addicono onde aprirle al lorchè è necessario traversarvi de' veicoli . Queste porte debbono essere sospese in modo da chiudere completa mente la via a rotaje allorchè la strada è aperta , e vice versa . In poche circostanze si è permesso che due vie a rotaje s'intersecassero nel medesimo livello , ma que sto pericolosissimo metodo viene ora di rado concesso. Dove è incrociata una semplice strada , non è necessa rio di meditar molto nella scelta del livello per quella a rotaje , attesocchè queste possono condursi con un dolce pendio al richiesto livello per passarvi per sotto o per sopra ; ma nell ' avvicinarsi alle città , dove molte comuni
68 cazioni sono intersecate , è essenziale che quello della strada a rotaje sia fatto più alto o più basso della ordi naria superficie , onde evitarle . A Liverpool questo si ef fettuisce con trafori sotto la città : (*) all' estremo della strada a rotaje da Londra a Birmingham da un taglio aper to ; e a Manchester , Birmingham e vari altri siti da un riempimento o viadotto . La via a rotaje di Greenwich estendendosi per l'intiera sua lunghezza sopra un distretto
(*) Dalla pianta di Liverpool pubblicata in settembre 1836, dalla Società delle utili cognizioni , rileviamo due trafori al di sotto di detta Città uno che da fuori si dirige verso il mare terminando alla stazione presso le Darsene Kings e Queens 9 e propriamente alla strada Crosbie della lunghezza d'un miglio e circa 975 palmi na politani ; ed un altro che conduce presso che nel centro della città, alla stazione a New Hay market , della lunghezza di circa 6500 palmi napolitani. Inoltre tra i varî documenti giustificativi ri portati nell' appendice to Railway Practice del signor Brees pub blicati in Londra nel 1839 , rileviamo tra quelli che trattano sul l'oggetto alla pagina 90 e 91 l'ingegnere Giuseppe Locke ma nifesta esservi un traforo sotto Liverpool per uso de' passaggieri della lunghezza di 300 yards ( circa 1037 palmi napolitani ) attivato da macchina stazionaria ad un cavo . Un secondo della lunghezza di un miglio ed un quarto , destinato pel traffico delle mercanzie con una inclinazione di I per 48 , largo 22 piedi ed alto 16, attivato anche da macchina stazionaria con un cavo della circonferenza di 5 once e mezza, lungo due miglia e mezzo. Un terzo in fine a quell'epoca si completava per condurre i passag gieri più nel centro della città , che prima venivano trasportati per mezzo degli omnibus considerati insufficienti ; questo è anche di un miglio ed un quarto , con una inclinazione di 1 per 106, essendo 25 piedi largo e 18 alto ; esso ha sei pozzi per la comu • nicazione dell'aria, due o tre de'quali erano anche aperti. Questo è similmente attivato da macchina stazionaria , ma è congegnato in modo che trovandosi questa in disordine , la stessa locomotiva tira avanti il convoglio . Sul proposito avventuriamo di manife stare una debole nostra opinione . Trovandosi tanto lodevolmente costrutto il cominciamento della Regia strada a rotaje che da Napoli condurrà per ora a Capua , giusta le massime general mente adottate , e fatto menzione nel testo , vale a dire essere costrutto alquanto più basso del livello naturale del terreno ; po trebbe costruirsi un traforo che conduce i passaggieri sino al largo del Mercatello discosto in linea retta dalla stazione principale di circa 5800 palmi napolitani , od al largo delle Pigne circa tre quarti di miglia : traforo che forse verrebbe senza pendio, atteso che il suolo della Capitale in quella direzione molto si eleva . N. del T.
69 metropolitano " è tutta in un viadotto , ed una linea , quasi interamente simile , è quella che da Londra conduce a Blackwall . Le strade a rotaje , essendo usualmente costruite di un livello più basso per quanto è possibile , spesso intersecano il corso de' fiumi quello de' canali , rendendo necessari numerosi e dispendiosi ponti. Qualora il corso delle acque da traversare formasse un seno 9 si può qualche volta 2 risparmiare la spesa con l'apertura di un novello canale pel fiume ; ed un tal taglio sovente offre il mezzo di evi tare la erezione di due ponti 9 come per esempio nella strada a rotaje da Manchester e Leeds nella valle di Calder. Formazione della strada. Sotto questo titolo viene inclusa la esecuzione delle opere necessarie per la costruzione di una strada ( indipenden temente dei regoli e lavori di finimento ) circa il dovuto livello ed ampiezza . Consistono tali opere in sotterranei o trafori praticati ne' monti , denominati dagl' Inglesi ( tun nels ) , escavazioni , riempimenti , fabbriche per ponti , viadotti ed altri edifici . Comunemente sono divise in ade guate porzioni , e date agli appaltatori per completarle ad un convenuto prezzo in un tempo determinato . E cosa essenziale di cominciare da quei lavori che richiedono il massimo tempo , onde finiscano contemporaneamente, così il capitale impiegatovi non rimanga infruttuoso. I trafori o camini sotterranei sono in generale le più grandiose opere , il di cui tempo e spesa per eseguirli non possono accuratamente calcolarsi , perchè frequenti impreviste circostanze ritardano il loro progredimento. Dei saggi sulla natura del terreno si fanno con trivelle , ma queste possono indicar degli strati sottoposti , mentre, come nel conosciutissimo caso del traforo di Kilsby ? le diffi coltà sortevi richiesero una grande energia ed abilità per vincerle ed occorse un aumento di spesa (*) : queste con Non ostante i favorevoli risultamenti ottenuti coi varî saggi fatti con la trivella in diversi siti , dove eseguir si dovea il traforo di Kilsby , purtuttavia s'incontrò una sorgente d acqua nel monte , la quale traversava uno strato di sabbia. La larghezza di questo traforo è di 24 piedi , e 23 e 4 once dal piano de' regoli al centro della volta . Appendix to Railway Practice , by S. C. Brees . N. del T.
70 altre ragioni obbligano ora ad evitarli per quanto è pos sibile nelle più recenti e più pregiate strade a rotaje. Tagli o scavamenti di grande profondità ed estensione bisognano sovente dove la strada a rotaje passa per un terreno alto , ma non ad una tale profondità dalla su perficie da richiedere un traforo . I tagli spesso richiedono esser profondi da cinquanta a settanta piedi , e qualche volta anche dippiù . Un estesissimo scavamento è tra i monti Cowran nella strada a rotaje di Newcastle e Car lisle ch'è di cento piedi profondo. Il grado di pendio da darsi alla scarpa dalle parti de'tagli varia molto a se conda de' suoli . La rocca può stare ad un di presso ver ticale; il terreno di solfato di calce varia da circa la verti cale ad un declivio di una base per un' altezza da formare un angolo di 45 gradi ; la ghiaja usualmente sta salda ad un pendio d' uno e mezzo ad uno ; la terra argillosa di Londra da uno ad uno sino a tre " rimanendo in qualche occasione ferma alla prima " ed in altre sdrucciolando all'ultimo . Alcuni ´materiali sono anche poco sicuri ad un più grande pendio ; le terre saponacie celesti , secondo Lecount , sdrucciolano con una inclinazione di quattro basi per un' altezza . L'inaspettato franamento delle scarpe qualche volta cagiona molta inquietitudine e spesa . Ulti mamente occorse nel settentrione d'Inghilterra di dover praticare un taglio in un lato d' una collina percui fu sti mato rimuovere circa 50,000 yards cubici di terra (*) . Con tutto ciò venne rimossa , e la terra sciolta fu soste nuta da una vena di scisto che non appena fu tagliata sdrucciolo una massa di terra giù nella linea della rotaja da richiedere lo scavamento di circa 500,000 yards cu bici. Il gran taglio di terra che ha avuto luogo a Blis worth nella via a rotaje tra Londra e Birmingham, offre un esempio di un metodo conveniente ed economico di attraversare de' terreni ne' quali esistono degli strati di rocca. La rotaja è alla profondità di 50 o 60 piedi , la parte superiore del suolo è rocca 2 e la più bassa consi ste d'un materiale meno solido : invece di fare uno scavo della scarpa richiesta per lo strato inferiore ciò che a -
Un Yards inglese si compone di tre piedi , ed è uguale a 0,91438 parti di metro francese , e a 3,45636 palmi Napolitani. N. del T.
71 vrebbe fatto rimuovere indispensabilmente quello superio re di roccia , i lati furono fatti quasi verticalmente 9 e la roccia sostenuta da una sottocostruzione di fabbrica . La grande larghezza di terreno occupato dalle scarpe dei tagli è un serio inconveniente allorchè sono ne' dintorni delle città o traversano valevoli poderi , nei quali casi i lati possono farsi quasi verticali , e sostenersi da muri con tali scarpe da esser capaci di resistere alla pressione della terra. L'estensione della strada a rotaje di Birmingham alla stazione Euston dà un arditissimo e bello esempio di questa specie d'opera . Nello stabilire le opere d' una strada a rotaje l'ammontare dello scavamento e del riem pimento debbono per quanto è possibile bilanciarsi , onde evitare la necessità di depositare della terra ottenuta dai tagli in banchi isolati , o di dover comprare terre addizio nali per supplire al materiale bisognevole pe' riempi menti . L'avvedutezza su tal riguardo qualche volta farà decidere qual è più costoso se un breve traforo od un aperto taglio. I riempimenti sono gli artificiali rilievi di terra formati per sostenere le rotaje ad un più alto livello della super ficie naturale del terreno . Le loro dimensioni sono il più delle volte pienamente compensate con quelle degli scava menti , da cui d'ordinario si hanno i materiali . Nel modo consueto di procedere un riempimento vien formato con temporaneamente un taglio , ed i carretti di terra percor rono pieni dallo scavo per una rotaja provvisoria al riem pimento , dove discaricano il contenuto . L'esecuzione dei trafori e dello scavamento possono procedere ad un tempo a molti diversi punti , ma un riempimento , sotto ordi narie circostanze , non può esser condotto che agli e stremi, ed il numero degli uomini impiegativi vien ristretto dallo spazio limitato. Talvolta si economizza del tempo eregendo all'estremo del riempimento un temporaneo ca sotto di legno per tenere al coverto un gran numero di car retti ad un tempo , senza i quali nulla si potrebbe fare . Dove gli scavi non offrono materiale sufficiente vengono · parzialmente formati degli ammassi dalle terre scavate vien detto taglio Questo centro. nel gettate lungo i lati e laterale , ed essendo un procedimento dispendioso , devesi praticare per quanto meno è possibile . Un importante elemento pel costo de' riempimenti è la lunghezza del
72 tragitto e la distanza che devono traversare i carretti ri pieni di terra dai punti dove sono riempiti a quelli ove si scaricano. I fianchi de' riempimenti richiedono una con siderevole scarpa , come i tagli , in particolare allorchè il materiale è d'una natura svantaggiosa. Le terre deb bono depositarsi in istrati di due o tre piedi alti , ap pena concavi nella superficie superiore , e se il tempo lo permette , è uopo di far rassettare uno strato prima che l'altro vi sia disteso sopra. Il far rassettare i recenti riem pimenti spesso cagiona grandi spese e qualche volta del pericolo. Si usa di situare i regoli in modo che possano diminuire il pericolo degli accidenti prodotti da tal causa , e viaggiar piano su quelle parti dove si osserva una ten denza a sdrucciolare , particolarmente in tempo umido : contuttoció degli accidenti avverranno sintantocchè queste grandi opere di terra non verranno a consolidarsi dal tempo . Dovrebbero accordarsi delle spese sussidiarie al costo assegnato ai riempimenti onde si facciano più alti di quanto debbono restare alla fine. Grandi difficoltà si esperimentano nel far tali riempimenti a traverso deʼsuoli paludosi o melmosi , che frequentemente affondano sotto il peso le terre depositatevi , e per conseguenza il terreno frana ne' lati . In tali casi sono stati sperimentati con apparente successo dal signor Braithwaite sulla strada a rotaje delle Contee Orientali de'giudiziosi canali , e la u nione d'un telajo di legno per ligare insieme la terra , così l'ineguale rassettamento del riempimento vien frenato . Per impedire che i carretti sortendo dai regoli cadano su i lati d'un riempimento , degli ammassi di terra sono qualche volta alzati lungo le medesime. I riempimenti e levati a traverso Chat Moss nella linea a rotaje tra Li verpool e Manchester e simili luoghi hanno eccitato molto interesse. Le difficoltà sorte dalla natura cedevole del materiale vengono in gran parte ovviate seccandosi , in modocchè quando lo sono , lo stesso musco diventa una sostanza idonea pel riempimento , e resta saldo anche ad una inclinazione di 45 gradi. La strada a rotaje di Chat Moss in parte da fluttuante com ' era , lo strato superiore melmoso è sostenuto da una piattaforma di legname e gra ticci , coverta di terra e pietre frante. Un particolar modo di riempimento che si richiede ne' distretti montuosi e lungo le coste consiste in una strada dal lato di un'alta
73 elevazione mentre dall' altro è sostenuto da un muro di rivestimento. Una importante opera di tal natura si sta eseguendo lungo la faccia di porzione del Dover Cliffs per la strada a rotaje a scirocco , in cui il muro di rivesti mento è esposto al mare. Costruzioni simili sono state in trodotte in quella strada tra Dublino e Kingstown , dove vi è anche un rimarchevole riempimento a traverso la spiaggia a Blackrock che all' alta marea ha l'apparenza d'un molo distendendosi nel mare , che vi passa tra gli archi . Nella via a rotaje tra Preston e Wyre vi è un esteso riempimento in una simile situazione ; ma quando sarà completato dovrà escludere il mare: abbenchè ancor non finito , i convogli possono passare per su i regoli prov visoriamente sostenuti da piloni . Sulla linea Stockton e Hartlepool un riempimento a mare è stato non ha guari completato ; essendo i fianchi battuti e formati con un declivio da sostenere gli urti delle onde senza danno , le mura di sostegno sono appositamente fatte per diminuire lo spazio occupato dai riempimenti come si è detto in pro posito degli scavameuti . La strada a rotaje da Dublino a Kingstown comincia in tal modo , essendo introdotti degli archi alla intersezione delle strade . Le opere di terra nella maggior parte delle grandi linee a rotaje in Inghilterra sono estesissime , in molti casi ammontando da circa 100,000 a 150,000 yards cubici per miglio . Nella sola linea tra Londra e Birmingham le quantità di terre e pietre rimosse sono state circa 16,000,000 di yards cubici , delle quali se si formasse una ciarpa tre piedi larga ed uno alta , oltrepasserebbe quella che bisognerebbe per avvolgere la terra all' equatore ! Allorchè tai lavori si completeranno sarà lodevol cosa di se minarne le scarpe deʼtagli e de' riempimenti di semenze di erba , per mezzo del quale la loro apparenza è perfezionata , mentre le radici danno una forza di coesione alla super ficie , e le rendono meno suscettibili d'essere attaccate dall' acqua . E grandissimo l'ammontare delle opere di fabbrica e mattoni bisognevoli per le varie costruzioni d' una strada a rotaje. Il rivestimento dei trafori , dove il terreno fo ratosi è di una tale natura da occorrere un sostegno forma una specie particolare di opere. Archi di quasi ogni specie sono più o meno richiesti nei viadotti , ponti, archi 10
74 e canali ; opera semplice per sostegni de'muri , fabbricati per le stazioni , ed altri necessarî edificî . Viadotti gran diosi si eseguono sovente ad oggetto di attraversare val late d'una altezza maggiore di quella che può convenien temente ottenersi dal riempimento , ed anche per entrare o traversare delle città . Comunemente essi son fatti di pietre o mattoni , e qualche volta di legno o di ferro (*) . I ponti si richiedono per traversare fiumi , e frequen temente alle intersecazioni delle strade , come mezzi di 票 comunicazioni tra varie proprietà . Da un ragguaglio del che a , appare Brittannica Encyclopædi nella sig. Lecount prendendo il medio di circa cento miglia di strade a ro laje , il numero dei ponti corrisponde a due ed un quarto per miglio. Oltre gli ordinarî archi di mattoni e pietre sono comunissimi i ponti costruiti con travi di ferro fuso collocati da un piedritto all'altro , per sostenere una piat taforma di pietre , delle lastre di ferro , o tavole di legno. Allorchè la stessa strada a rotaje passa sopra uno di si (*) Stimiamo far particolare menzione dei seguenti viadotti : quello costrutto dall' ingegnere sig. Tommaso Green , a Wellin gton Dean sulla strada a rotaje che da Newcastle conduce a North Shields , il quale per quanto è nuovo nel suo principio altrettanto magnifico è per la sua costruzione ; la totale lunghez za è di 1150 piedi , consistente in sette archi , cinque dei quali di 126 piedi larghi e due di 116 ognuno , e la massima al tezza è di 82 piedi. La grande novità è d'esser di legno e non costruito con travi dritti , come soglionsi fare i ponti di legname. " Ciascun arco è il segmento d' un cerchio di 120° , congegnato di tavole poste insieme in modo da non esser soggetto il mate riale a cedere lateralmente ma ad incrociare le forze. Il legname è stato preparato col metodo di Kyan . Year Book of facts. 1839. pag. 19. I due viadotti eseguiti dall'ingegnere G. W. Buck per la strada a rotaje tra Birmingham e Manchester , cioè quello a Stockport sul fiume Mersey è di 22 archi semicircolari , ciascuno di 63 piedi di corda , e l'altro sul Dane a Concleton composto da 41 archi che hanno 60 piedi di corda ciascuno, 21 di freccia, e 31,93 di raggio. Sulla strada che da Parigi conduce a Versailles vi è un viadotto sulla vallata di Fleury costrutto dall'ingegnere Perdonnet di due ordini di sette archi, uno soprapposto all'altro , la chiave di cia scuno di quelli inferiori è distante dal suolo per 26,46 palmi , e 71,81 è la distanza della chiave de' superiori al suolo sottoposto ai stessi , avendo per corda 37,8 palmi . Brees : Second Series of Railways Practice - ec . N. del T.
75 fatti ponti , sei costole vi s'impiegano , le di cui distanze sono aggiustate in modo che quattro di esse sostengono i regoli e le altre due i parapetti , tornando superfluo tutt'altro tra travi o costole, eccetto il suolajo di lastre di ferro . Con questa disposizione viene assicurata grande forza, la doppiezza o spessezza del ponte è ridotta ad un minimo , non essendo necessario nè brecciale ne materiale solito usarsi per le strade . I ponti di legno del medesimo ca rattere in caso di bisogno vengono anche usati . Una rimarchevole circostanza nelle opere di strade a rotaje frequentemente bisogna ne' ponti a sbieco i quali sono impiegati allorchè la via a rotaja interseca qualunque comunicazione esistente ad angolo obbliquo. Tali archi furono fabbricati prima che l'introduzione delle vie a rotaje venisse in generale uso ; ma siccome in una strada comune o canale , una deviazione dalla perfetta linea retta è di poca conseguenza , di rado venne stimato neces sario di applicarli , e si usava fabbricare l'arco dell' or dinaria forma ad angolo retto , ed accomodare la direzione della strada o canale ad esso per via di curve approssi mative. Ma siccome l'allineamento delle strade a rotaje si rende sovente importantissimo , intersecando altre strade diviene necessario di adoperare un ponte a sbieco , in cui le comunicazioni di sopra o di sotto il ponte formano angoli ineguali fra di loro (*) . (*) Tra i ponti a sbieco crediamo qui far parola di quello co strutto sulla Regia strada di Portici dal cav . Bayard , la di cui strada a rotaje vi passa per sotto intersecandola con un angolo di 20.º 50' : esso è costrutto di mattoni a due archi , ognuno dei quali serve per una via a rotaje : l'apertura di ciascun arco mi surata nel piano di fronte è di palmi 44,982 , e la lunghezza di 189 palmi. Sulla strada a rotaje che da Glasgow conduce a Greenock e Paisley l'ingegnere G. Locke ha costrutto un ponte a sbieco sulla strada South Croft intersecata con un angolo di 17° , composto di tre archi , quello di mezzo è coverto con archi di ferro fuso la di cui apertura nel piano di fronte è di 49 piedi , ed il centro della strada dista da quello dell'arco di 21 piedi e 4 once , gli altri due costrutti di mattoni sono destinati uno per ciascuna parte del precedente pel passaggio de' pedoni , le di cui aperture sono di 19 piedi e 2 once : la larghezza è di go piedi. Îl medesimo ingegnere nella stessa strada a rotaje ne ha costrutto un altro sopra Cook formante un angolo di 70° , che ha molto somiglianza
76 Allorchè le varie opere descritte saran completate , con i dovuti scoli d'acqua e chiusure , (che sono importan tissimi ) la strada è pronta per ricevere quelle opere di finimenti che la caratterizzano col nome di strada a rotaje. Quando è completato il livello dell'opera di terra, chiamasi formazione del livello , ed è usualmente due piedi al di sotto della superficie che debbono avere i regoli . Questa superficie ha circa trenta piedi di larghezza , esclusi i canali per lo scolo delle acque e le chiusure , ed è fatta in modo che il mezzo abbia poche once di elevazione su i laterali per lo scolo delle acque istesse.
Modo di
porre il
brecciale e rendere permanente la strada .
Affinchè i massi o i dormienti abbiano una fondazione solida ed asciutta , ai quali sono uniti permanentemente i regoli ( così denominati per distinguerli dalle leggiere temporanee tratte fatte durante il progredimento dell' o pera ) un suolo o strato di pietre frante ? chiamate tec nicamente ( ballast ) brecciale , vien disteso sulla strada per la spessezza d' un piede o più , variando secondo la costruzione adottata ed altre circostanze. Dopo aver si tuati i regoli , i medesimi materiali sono usati per riem pire gli spazi tra i massi ed i dormienti . I frammenti di pietre debbono essere cotanto piccoli da poter qualun que di essi passare a traverso d' un anello che abbia il diametro di due once e mezza . Secondo i casi altre so stanze sono poste in uso , particolarmente per la parte superiore del brecciale , come ghiaja , sabbia di fiume, ed argilla cotta. In alcune situazioni , con del buono brecciale , si assicura lo scolo dell'acqua e non è neces sario altro ; ma sovente occorre costruirsi un canale di
col precedente , essendo di tre archi , de'quali per sotto quello di mezzo vi sono le rotaje , ed è coverto con archi di ferro fuso , gli altri due laterali destinati pe' pedoni sono archi di pietre. Il limitato spazio non ci permette di annoverarne di più , ma desiderandosene ulteriori , si può consultare l'opera sovente da noi citata del signor S. C. Brees ; Railway Practice : A collection of working plans and practical details of construction in the Public Works of the most Celebrated Engineers. N. del T.
77 mattoni lungo il mezzo della linea con degli altri a tra verso piccoli a varî intervalli che si gettino alternativa mente verso i lati. Per la discrepanza di opinioni ch'esiste relativamente alla migliore forma e modo di fissare i regoli siamo obbliga ti dal breve spazio concessoci al soggetto di limitarci a scegliere pochi esempî de' metodi principalmente usati . Si raggira la più importante quistione se i supporti de' regoli debbono essere interrotti o continui . Il metodo più comune di fissarli è quello di porli fortemente nei cuscinetti di ferro , i quali sono inchiodati su de' massi di pietre sotter rati nel brecciale. Abbenchè questo metodo sembra dagli esperimenti fornire la più solida fondazione , pure ha varî svantaggi . I punti di sostegno essendo isolati l'uno dall'al tro , sono soggetti ad esser smossi da qualunque corpo che venisse a situarsi sul terreno 2 come anche dalla co stante vibrazione che deriva dal rapido passaggio dei pesanti convogli , e dalla benchè piccola ma irresistibile ed efficace azione della temperatura che produce la espansione e la contrazione de' regoli. Il primo di questi inconvenienti è in qualche modo Ovviato sostituendo grossi dormienti di legno ( simili a quelli descritti che si usavano per le prime strade a ro taje ) alle masse di pietre in tali siti della linea , dove facilmente sarebbero affondati. In tal caso essendo i due regoli uniti al medesimo dormiente , non van soggetti a smuoversi " o detto in altri termini a perdere il loro paralellismo , sebbene l' ineguale sprofondamento de❜dor mienti produrrebbe che un regolo diventasse più basso del l'altro . Quest' applicazione de' sostegni di legno è stata considerata in molti casi come temporanea , intendendosi di sostituirvi i massi di pietre appena che il terreno sa rebbe divenuto sufficientemente fermo ; ma come appare dalla esperienza , tanto in Inghilterra che in America ( dove per l'abbondanza del legname e'l gran prezzo della mano d'opera , il legname è stato applicato molto più estesamente alle strade a rotaje , che in Inghilterra ) il movimento de' carretti in queste parti di una linea so stenute da legno è più dolce e fermo degli altri , così che alcuni ingegneri preferiscono il sistema di costruzione su dormienti di leguame a quello su massi di pietre . In ambi questi modi di sostenere i regoli sono essi te
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nuti saldi solo ad intervalli di tre o quattro piedi , tra quali la parte intermedia agendo come un ponte , abbenchè rigidissimo , cede appena quando i carretti , e partico larmente le pesanti macchine locomotive vi passono so pra. La superficie del regolo è così convertita in una serie di minute ondulazioni , l'effetto del quale aumenta la resistenza : si è pensato che queste ondulazioni fossero di poca conseguenza , attesocchè il guadagno del discen dere bilancia il ritardo dell' ascendere ; ma il professore Barlow rapportando gli esperimenti fatti da lui nel 1835 , per la compagnia della strada a rotaje da Londra a Bir mingham , manifestò una opinione , che il vantaggio della discesa , attesa la velocità e la brevità del piano inclinato sia appena apprezzabile , e che il risultato del piega mento equivarrà al carretto condotto su d'un piano della metà della intera lunghezza , perchè orizzontale l'altra metà . Queste ed alcune altre considerazioni hanno condotto ch' è a far adottare un continuato sostegno al regolo stato effettuito in diverse strade , e con varî successi . I supporti intermedî , essendo quelli più estesamente impiegati , verranno prima descritti , tra' quali i massi di pietre secondo la opinione generale reclamano la prefe renza. I massi che s'impiegano nelle strade a rotaje di re cente costruite sono di circa due piedi quadrati ed uno di altezza , abbenchè quelli molto più piccoli , prima che l'uso delle macchine locomotive divenisse generale , ve nivano considerati buoni . Essi sono grossolanamente squa drati , ma hanno la superficie fatta in modo da assettarvi accuratamente il cuscinetto. I cuscinetti vi sono usual mente uniti col mezzo di due o tre chiodi di ferro " li quali per poter penetrare nel masso vi si fanno dei bu chi , che poi vengon riempiti con turacci di legno. I tu racci sempre debbono bucarsi per ricevere i chiodi 2 e con ficcati strettamente nella pietra , sebbene essi siano alle volte rallentati e spaccati nel trarne il chiodo. I chiodi o le cavicchie di ben secco legno di quercia , usati in vece de' chiodi di ferro per assicurare i cuscinetti , sono stati trovati molto durevoli , ma non tali da esser gene ralmente approvati per le linee percorse con grande ve locità . L'introduzione d' un pezzo di feltro tra il cusci
79 netto ed il masso è vantaggioso per diminuire la con cussione. Siccome si rende importantissimo che i massi di pietra siano ben assettati sul suolo , si costuma di fare ch'essi formino solida fondazione facendoli ripetutamente cadere da piccola altezza sul posto dov' essi debbono re stare , sito in cui della sabbia o della ghiaja molto fina si getta sotto di essi ogni volta che si lasciano cadere : a tale oggetto viene oprata una macchina portatile con una elastica leva di legno circa venti piedi lunga . Il masso al quale il cuscinetto è stato precedentemente unito , ve nendo sospeso dal breve braccio , l'uomo situato all'al tro estremo della leva l'alza e lo lascia cadere. Allorchè la pietra ha fatto un letto ben fermo ed è caduto nella giusta posizione , determinata dal livello e dal traguardo , viene distaccato dalla leva e circondato di brecciale , pren, dendo cura che non sia in minima parte smosso 2 essen do chiaro che questo accurato letto anderebbe via in un riempimento o in qualunque altra parte dove il terreno smosso si rendesse facile ad abbassarsi. La fig. 13ª dimostra un piano dove son posti in uso i massi di pietre , ed i dormienti di legno. a , a , rappresentano de' massi posti paralellamente ai lati della strada , e b , b i medesimi dia gonalmente ; posizione ora di generale preferenza gio vando nel riparare la strada allorchè il masso si ab bassa , perchè l'operaĵo può rimuoverlo e porvi del brecciale di sotto per ogni lato . Sonosi sperimentati dei massi di asfalto scozzese in vece di pietre , ma lo scri bente non saprebbe dire con qual successo : ne furono posti pochi sulla strada a rotaja di Southampton , ove i cu scinetti vi furono inchiodati senza forarli ; e furono sug gerite altre simili sostanze onde diminuire la spesa. C Estato anche proposto di usare de' pezzi di ferro fuso invece de' massi , recando sul proposito varî importanti vantaggi , ma un tal progetto sembra non aver avuto un esteso uso . Sulla strada a rotaje da Dublino a Kingstown venne fatto un saggio per assicurare un aumento di solidità intro ducendo massi di pietre lungo il corso " che erano for mati di granito sei piedi lunghi due larghi ed uno alto, e posti a traverso della tratta . Questi venivano situati quindici piedi discosti " pe' quali era solito usarsi de' sem plici massi tra essi ad intervalli di tre piedi . Forse per la difficoltà di fare il letto a così grandi massi il progetto
80 non riuscì , essendo il movimento su di essi duro e non piacevole , e la vibrazione tale da rompere molti de' lun ghi massi . In alcuni casi particolarmente nelle curve sensibili si è stimato di congiungere due cuscinetti in senso opposto strettamente ai regoli di ferro , contrariando qua lunque tendenza a separarsi che potrebbe nascere in tali situazioni dall' isolamento de' massi (*) . La pratica de' dormienti a traverso che sono rappre sentati da " с " fig, 13. lascia poco da rimarcare. Essi sono la maggior parte da sette a nove piedi lunghi , e consistono qualche volta d' interi tronchi di piccola gran dezza , ed in altri casi di mezzi tronchi posti col lato piano ossia quello segato dalla parte di sotto. Questi ed altri legnami che s' impiegano in una strada a rotaje sono ora quasi sempre Kyanized (**) , e la durata accresciutagli con questo processo è generalmente in favore del loro uso come una stabile fondazione . Diverse linee a rotaje recen temente sono per intero state fatte su questi dormienti . (*) Sulla strada a rotaje che da Napoli conduce a Castellam mare i massi di pietra sono di lava del Vesuvio ottimo mate riale per l'uso cui sono destinati , che trovasi opportunamente sopra luogo ciascuno di essi è di palmi napolitani 2,268 di ri quadratura per 1,134 di altezza , e pesa circa 315 rotoli, i quali sonosi oprati su suolo duro e consistente , e su i recenti riempi menti facili a comprimersi si sono giustamente preferiti le tra verse di legno di quercia di palmi 9,45 di lunghezza per 1,21 di larghezza e 0,6 di altezza. Per la strada in costruzione da Napoli a Capua abbiamo veduto oprare i medesimi materiali. N. del T. (**) Il signor Kyan dalle ben note qualità anti-distruttive del sublimato corrosivo ( Deuto-- Cloruro di mercurio ) immagino d'applicarlo al legname , onde garentirlo dagli attacchi del for midabile male cui va soggetto , derivante e dall'azione dell' ori gine crittogame che vegeta nel legno , e dalla presenza delle parti albuminose dell'albero ; egli pensò d' arrestarlo con l'appli cazione di detta sostanza , in conseguenza della chimica combina zione del sublimato corrosivo con quelle parti albuminose che Ber zelius ed altri rispettabili autori han trovato esistere ed in gran parte nel legname ; le quali essendo le prime ad andare in sca dimento , conducono le altre seco loro. Confidente del buon risultamento , sottomise il suo progetto al l'Ammiragliato , ed al termine degli ottimi risultati ottenuti dopo tre anni di esperimenti ebbe una patente . Consiste il processo nell'immergere il legno per una settimana in
81 La distanza tra i punti di supporto varia da tre a cinque piedi . Sostegni ad una più grande distanza sonosi usati , una soluzione di sublimato corrosivo , nelle proporzioni di cinque libbre di questo ( pari a rotoli napolitani 2,55 ) per ogni gal lone d'acqua ( pari a car: nap: 5,372 ) .. Il Dottore Faraday nel dar conoscenza della scoveṛta del signor Kyan al Reale Istituto, esibi de' pezzi di legno di diverse specie preparati da vari anni col suddetto processo , ed altri non assog gettati allo stesso , facendo rilevare la differenza dei primi che avevano conservato le loro primitive qualità, dai secondi che erano tarlati e tutti guasti . Egli diede un ragguaglio delle ingenti somme spese dalla marineria pel riatto di varî legni da guerra , i quali o perchè erano stati brevissimo tempo in mare , od ancora in costruzione avevano dovuto cambiare molto legname che trova vasi di già reso inservibile : esprimendosi nel seguente modo. « Per costruire e riattare dei legni e per altre costruzioni negli arsenali pel servizio della Real Marineria della Gran Brettagna , in dieci anni dal 1823 al 1833 si sono spese 8,432,0441 . 7.8 4.d ; la marina esistente forma un aggregato di legname di 1,216,719 loads , che valutato a 6. per load (ch'equivale a 50 piedi cubici ) , rappresenta un capitale di 7,300,314 di lire ster line. Da qual paragone si rileva il vantaggio significante di pre venire col suddetto metodo la corruzione del legname. > Il signor Roberto Smirke esibi alla medesima riunione una coppia di ciascuna delle seguenti sostanze , cioè de'travicelli , funi, vele di bastimenti ec. ec. , delle quali parte di esse erano state preparate ed altre no 2 e tutte vennero situate in un umidis simo cellajo dal 10 dicembre 1832 al 21 febbrajo 1833. Quelle ch'eransi preparate furono trovate intatte, mentre le altre quasi tutte distrutte. Il signor Faraday assicura che gli oggetti che han subito la preparazione del signor Kyan non pregiudicano affatto alla salute degli equipaggi de' legni , facendo menzione di tanti autentici fatti. Però la commissione incaricata dall'Am miragliato manifesto , onde evitare qualunque rischio , di non porre a contatto i viveri col legno preparato in tal modo , e sug geri che le vele e le funi che dovevano continuamente esser ma neggiate da marinari , era d'uopo lavarsi prima di porle in opera . L'esperienza di tredici anni, da che il signor Kyan ha fatto questa scoverta , ha di molto esteso in Inghilterra l'uso di pre parare il legname che viene destinato per le opere di Architet tura navale e civile , e per quelle costruzioni in generale sog gette alle vicissitudini atmosferiche che lo renderebbero suscetti bile di una prematura decadenza . Tal processo prendendo il nome dell'autore vien denominato dagl' inglesi Kyanized. Su tal proposito stimiamo far parola d' una più recente inven zione , riportata nel Year book offacts del 1841 , cioè che il 11
82 ma per le strade a rotaje per macchine locomotive si sono trovati non adatti , attesa la loro più grande facilità a degradarsi e bisogno di riparazioni . Non vi è sufficiente esperienza per decidere comparativamente su' vantaggi dei sostegni a lunghi intervalli con pesanti regoli e massi rispetto a quelli corti con leggieri sostegni ; ma una mag giore lunghezza di tre piedi e nove once o quattro piedi ha spesso dato pruove abbastanza . Per la flessibilità dei regoli il professore Barlow raccomanda l'importanza di situare i sostegni esattamente opposti tra di loro , onde ambi i lati de carretti ne risentano egualmente (*) .
Dei regoli e dei cuscinetti. Si è di sopra fatto parola intorno alla differenza che passa tra regoli a pancia di pesce (fish- bellied ) , ossia quelli che hanno il lato sottoposto curvo per aumentare spessezza nel centro tra i due cuscinetti , e quelli di forma paralella , che sono della medesima spessezza praticandovi delle sezioni . Perchè gli esperimenti di Barlow e d'altri la sciano in dubbio se si ottiene alcuna forza addizionale da un dato peso di ferro nella forma di pancia di pesce, i re goli a facce paralelle sono ora quasi universalmente adopra ti. Fra gli altri vantaggi , essi hanno quello che la distanza de'sostegni ne'differenti lati d'una fratta curva può essere tanto variata da permettere di porre appositi cuscinetti dal l'una e l'altra parte , cosa che non può praticarsi coi 1 signor W. Burnet ha sostituito la soluzione di muriato di zinco a quella di già in uso di sublimato corrosivo , ed il Dottore Reid esibi alla Società delle Arti di Scozia due assortimenti di abiti di soldati e marinari, delle funi ec. , de' quali uno era stato prece dentemente immerso in una soluzione di muriato di zinco e l'altro no , ed avendoli fatto stare per lo spazio di un anno in un cel lajo umidissimo , l'assortimento preparato aveva conservato il suo colore ed era perfettamente nel medesimo stato in cui fu posto , e l'altro aveva perduto il suo colore , ed era quasi tutto in fram menti. Se tale effetto preservativo si estende anche sul legname dovrebbe preferirsi a quello del signor Kyan . N. del T. (*) I cuscinetti sulla strada a rotaje da Napoli a Castellam mare sono egualmente discosti tra loro per palmi 3,78 , essendo l'uno rimpetto all' altro. Ciascun regolo di ferro malleabile è lungo palmi 18,9 , e pesa rotoli 140,293 , dimodochè ognuno è sostenuto da cinque cuscinetti. N. del. T.
83 regoli a pancia di pesce . La fig. 14. rappresenta al cune delle principali varietà di forme , ed invenzioni per fissare i regoli , che sono state introdotte nelle strade a rotaje in Inghilterra : a , è una sezione del regolo a pancia di pesce ordinariamente usata nella strada a ro taje tra Liverpool e Manchester , essendo la parte om brata quella che entra nel cuscinetto 2 e quella a soli contorni indica la doppiezza accresciuta nel centro - bė lo stesso regolo fissato nel cuscinetto , e la parte più oscura rappresenta l'estremo d' un cunio o chiave di ferro che viene ivi introdotta per assicurarlo -❤ ced sono una se zione e la veduta laterale d' un progetto inventato dal signor Losh , e posto in opera nella via a rotaje tra Newcastle e Carlisle. I regoli son fatti con una proie zione curva nel lato sottoposto , da fissarsi convenevol mente nella cavità del cuscinetto " come viene indicato dalle linee punteggiate in d; e sono usate due chiavi di ferro , introdotte in direzioni opposte . Ogni contrazione del regolo tende a trarsi lateralmente fuori del cuscinetto ; ma facendo in cotal modo , la base curva si alza dal suo seggio e ristringe le chiavi , le quali premono tanto verso basso che ne' lati -- e ed ƒ sono egualmente le vedute di un metodo inventato da Roberto Stephenson , e posto in pratica in parte della strada a rotaje da Londra a Bir mingham. Su questo la sede del regolo è piana " ma poggia su d'un segmento di ferro incluso in una cavità del cuscinetto , di maniera che una irregolarità che po trebbe fare urtare il cuscinetto in direzione del regolo 2 non verrebbe ad alterare la sua posizione . I regoli sono assicurati da cavicchie cilindriche le cui punte li premono nei lati . Ciascuna cavicchia ha una fenditura traversale ; la quale , allorchè è nella giusta posizione , viene a cor rispondere con de' buchi fatti a traverso le facce dei cuscinetti. Delle chiavi di ferro vengono introdotte in questi buchi per impedire che la cavicchia si muova 2 ed agiscono come cunei verso l'estremo della fenditura , forzando la cavicchia contro il regolo . Il cuscinetto rap presentato è una giuntura , di cui g mostra la sua for ma chiamata un half-lap , ossia termina l'estremità di ciascun regolo con piccolo aggetto tagliato ad ugna , che serve per unire fra loro i due pezzi consecutivi . La parte stretta del regolo non è divisa , ma volta di lato
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alla unione , come si osserva dalle linee punteggiate. I cuscinetti intermedi sono simili, ma hanno una cavicchia solamente da una parte. Questo modo di fissarlo permette al regolo di sdrucciolare un poco nel cuscinetto per ri guardo agli effetti della espansione e della contrazione "> e le chiavi non sono così soggette a deteriorarsi , come quando sono in contatto col regolo . Questi son tutti a pancia di pesce ed i seguenti a facce paralelle -- h è un regolo ed un cuscinetto inventato dal signor Daglish, ri conosciuto dalla compagnia della strada a rotaje da Londra a Birmingham per essere la sua sezione di miglior forma. Vien proposto che il cuscinetto sia fissato al masso od al dormiente da perni che passano a traverso del lato di sotto , e chiuso da sopra il cuscinetto. Il regolo viene fermato da due chiavi di ferro semicircolari in direzione opposta . Ancorchè ingegnosa questa disposizione ha l'inconveniente che il regolo non può esser tolto via senza rimuovere il cuscinetto ; -- è una invenzione in cui una palla di ferro che si lascia cadere in un vuoto praticato nel cuscinetto, vien forzata contro il regolo da una chiave introdotta a traverso d'un buco in una faccia del cuscinetto. Esso è semplice , ed offre sufficiente movimento laterale per l'ef fetto della temperatura sul regolo . Questa forma di re golo è conosciuta sotto il nome di T - ked o sono la se zione e la pianta d'un cuscinetto in cui il regolo è so stenuto da una chiave di legno . Le chiavi sono esatta mente lavorate , ed allorchè si adoperano diventano per la espansione quasi immovibili, perchè , come si osserva in o , sono molto strette nel centro . In verità la dila: tazione è si grande nel legno che alle volte fa rompere il cuscinetto . Questo sistema di costruzione è estesamente in uso nella Grande Unione in Birmingham Southampton ? ed altre rotaje -- med n mostra un'altra applicazione del modo di fissare i regoli con chiavi di legno adottata dal signor Storey nella grande strada a rotaje nel settentrione dell' Inghilterra . Un pezzo di legno è situato nel cuscinetto in modo da impedirne il movimento longitudinale , ed è stretto al regolo da un cunio di ferro introdotto tra la faccia del cuscinetto -- / è un regolo inventato diverso dalla forma ordinaria per far coincidere la ruota più accuratamente , ma non viene molto usato . I regoli qui rappresentati variano molto in forza ; a e b furono fatti di circa trentacinque
85 libbre per yard , ma essendosi trovati troppo leggieri " furono rimpiazzati da quelli a facce paralelle ognuno di sessanta libbre ; e ed ƒ di cinquanta libbre ciascuno > e sostenuto ad ogni tre piedi. I regoli simili a k son fatti da sessanta a settantacinque libbre per yard o più , con sostegni discosti da tre a cinque piedi tra loro , e presen temente di rado si usano del peso minore di settanta libbre per yard. Le più comuni unioni sono fatte rettangolari , come n ed o , ma sono anche fatte con giunture tagliate ad ugna o diagonali. La scossa prodotta da una leggeris sima irregolarità a queste punte è tanto dannosa che pro babilmente aumentando cura e spesa onde farle perfette sarebbero bene impiegate. I cuscinetti quasi sempre si fanno di ferro fuso , dapoicchè la loro forma complessa rende difficoltoso di farli altrimenti con sufficiente econo mia ; ma siccome per la loro fragilità van soggetti a rom persi , fu proposto di farli di ferro malleabile : a tale oggetto sonosi privilegiate delle macchine , ma apparente mente non ancora poste in opera .
Strade a rotaje con sostegni continuati. L'introduzione di questo genere di strade a rotaje è forse da attribuirsi principalmente allo esteso uso del le gname per queste opere in America ; ove non solamente s'è impiegato in vece di pietre , ma anche in gran parte in luogo del ferro. In molte strade a rotaje di America ed in alcune del Continente , i travi di legno posti in continuazione e fortemente uniti insiemi da pezzi a traver so , han supplito alla forza usuale data ai regoli di ferro; limitandosi l'applicazione del ferro ad una barra piatta o lastra due once e mezza larga , e da mezz' oncia ad una oncia spessa , inchiodata su travi dalla parte interna del taglio onde la ruote vi girino sopra . Comunque diffe rente ne' dettagli , questa costruzione di rotaje è similis sima alla più antica forma usata in Inghilterra nelle ro taje di legno dette tramway . Frequentemente questi travi o regoli di legno sono sostenuti su dormienti di traverso ; ma in ogni modo , la loro ampia superficie le fa ri cevere considerevole sostegno dal brecciale o materiale per strada nella intera loro lunghezza. Il signor I. K. Brunel , direttore della grande strada a rotaje occidentale ,
86 fu uno de' primi ingegneri Brittannici che propose sifatta costruzione , egli ciò fece colla speranza di ottenere una più uguale ed elastica strada , che sarebbe nel medesimo tempo più gradevole nel percorrerla in carozza , meno dispendiosa a mantenerla , e più sicura viaggiando con grande velocità d'una strada a rotaje costruita nel modo consueto . Ancorchè alcuni de'supposti vantaggi siano da quistio narsi , la maggiore uguaglianza di movimento su d'una tale strada , qualora è in buono stato , può ben generalmente ammettersi ; e l'opinione che sembra prevalere , si è che quantunque i sostegni longitudinali di legno non producano una strada a rotaje tanto ferma ed inflessibile come i massi di pietra , e debban d'altronde aver bisogno più tosto di maggior forza nel motore , pure questo svantaggio è più che bilanciato dal minorato consumo , di cui non facendo comparativamente rumore potrebbe servire da pruova. La grande strada a rotaje occidentale può appena esser paragonata con alcun altra in riguardo alla sua accre sciuta larghezza ; ma quella da Londra a Croydon ch'è interamente costrutta con sostegni continuati 9 e quelle di Manchester e Bolton , Hull e Selby e varie altre linee che lo sono parzialmente , le quali per altri rispetti so migliano quelle della più comune costruzione , possonsi benissimo porre in confronto con le altre . La strada a rotaje di Greenwich offre un rimarchevole esempio dei maggiori vantaggi che si hanno dai sostegni di legno su quelli di pietra , venendo la rigidezza degli ultimi au mentata dalla circostanza di essere su d'un viadotto . In questa linea , come pure in quella tra Dublino e Kin gstown , fu stimato opportuno di levare i massi " e so stituirvi una più elastica struttura di legno. I travi longi tudinali nella strada a rotaje di Croydon variano da nove a quattordici once di larghezza , e da quattro e mezza a sette once di spessezza ; ed i dormienti posti a traverso sono inchiodati sotto di essi con l'intervalli di tre piedi . I regoli sono della forma che si osserva in p fig. 15ª e sono avvitati ad intervalli di dieciotto once per ogni lato . venendovi interposto uno strato di feltro tra essi ed il legname. Questi regoli pesano circa quarantasette libbre per ogui yard. -- q fig. 15a è il regolo della grande strada a rotaje occidentale , fissato nello stesso modo ; ma le
87 viti dalla parte interna del regolo hanno le teste rotonde e vengono incastrate , mentre le altre hanno ordinaria mente le teste quadrate . La lunghezza del legname è delle più grandi dimensioni , ed i pezzi posti a traverso sono situati quindici piedi discosti , e fermati con essi , essendo il loro officio più quello di conservare la tratta nella stessa misura che di sostenere alcuna considerevole parte del peso.red & sono forme di regoli qualche volta posti in uso su i sostegni continuati • essendo r. fermato da crocchi conficcati obliquamente . I regoli simili a p sono stati fissati nella medesima maniera , ma l'uso delle viti abbenchè dispendioso , è sempre preferibile. I sostegni continuati di pietre dietro esperimento , fu rono trovati troppo duri e rigidi , ed alcune ingegnose combinazioni di legno o ferro con pietra naturale o ár tificiale od argilla cotta sono state proposte , ma non ancora poste in molto uso . Distanza o larghezza tra i regoli . La distanza o lo spazio tra i due regoli che formano una tratta è uno degli argomenti che ha eccitato molta discussione nella pratica delle strade a rotaje , ad onta che in quelle antiche era cosa di poca importanza , purchè aves sero lasciato un debito spazio per camminarvi i cavalli da non offendersi i piedi con i regoli. Quattro piedi era la ordinaria larghezza , ma molte linee ne avevano di meno. Alcune strade a rotaje delle miniere di carbone in Northumberland lo erano di quattro piedi ed otto once e mezza , e da queste quelle di Stockton e Darlington , Liverpool e Manchester , ed altre linee presero la medesi ma distanza . Il vantaggio della uniformità ha fatto sì che molte compagnie han seguito questo esempio , e per un tempo fu un ordine del parlamento , ma ora non vi è alcuna misura fissata dalla legge. L'ordinaria larghezza essendo considerata come senza limiti , Brunel la fissò di sette piedi come misura della gran linea Occidentale e de' suoi rami. Furono fatte molte opposizioni a questa ardita novità , sopra tutto a causa dell' inconvenienza di non potersi unire con le altre linee , ciò che in qualche modo veniva ovviato da un regolo interno posto per uso de' carretti stretti in qualunque porzione di strada a ro
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taje che passa su linee eseguite di differente larghezza da due compagnie. La superiorità di questa maggiore lar ghezza è apparentemente aumentata per la forza e velo cità delle macchine e nella fermezza e convenienza dei carretti ; ma molti che reputano regolare la stretta distanza delle rotaje considerano quella di sette piedi al di là della più vantaggiosa ampiezza. Dai Commissari della strada a rotaje d'Irlanda è stata raccomandata quella di sei piedi e due once. Sei piedi è la larghezza di alcune linee sta bilite sul continente : le strade a rotaje di Dundee e Ar broath , e Arbroath e Forfar l'hanno di cinque piedi e sei once , e le Contee Orientali , e Londra e Blackwall circa cinque piedi. La misura ordinaria in America è di quattro piedi ed otto once e mezza 9 essendo stata copiata dalla linea di Liwerpool . Alcune recenti linee di questa contrada sono state fatte di quattro piedi e nove once " dando piuttosto maggiore spazio ai fianchi che alla lar ghezza comune. (*) Una delle grandi raccomandazioni per un'ampia misura è quella che favorisce l'ingrandimento delle macchine , circostanza evidentemente importantissima , allorchè si consideri che l'esperienza di dieci anni sola mente ha portato l'ingrandimento delle macchine locomo tive ad un si alto grado che il loro peso e costo ora è giunto a quasi il triplo di quelle che si usavano all' aper tura della strada a rotaje da Liverpool e Manchester. Dal l'altra parte il principale argomento è che l'aumento di larghezza e massa di carretti produrrebbe più forte la re sistenza atmosferica , ma gli esperimenti del D. Lardner portano a concludere che questa resistenza non è cagio nata solo dal fronte di un convoglio tanto da rendere questa objezione molto importante . La larghezza tra le due tratte è un oggetto di molto minor conseguenza 9 siccome esso ha poco effetto salvo che nel dover limitare la grandezza del carico che può esser trasportato. Nella linea tra Liverpool e Manchester è di quattro piedi ed otto once e mezzą , ampiezza adatta attesocchè i carretti vi corrino sopra durante la costru zione della strada . La strada a rotaje tra Londra e Bir
(*) La distanza tra gli assi dei regoli di ciascuna tratta della strada a rotaje da Napoli a Castellamare è di palmi Napolitani 5,6 corrispondenti a piedi inglesi 4,87 , N. del T.
89 mingham e molte altre hanno lo spazio di sei piedi , che permette ai pesi di dieci piedi larghi di poter essere tras portati con sicurezza . Lo stesso spazio intermedio della gran via a rotaje Occidentale in conseguenza dell' aumen tata distanza permette al massimo di condurre un peso di dodici piedi (*) . Lo spazio necessario al di fuori della tratta dipende dalla larghezza del peso stabilito , che rare volte eccede i quattro piedi , salvo ne' riempimenti dove un poco di più è qualche volta concesso " così che nel caso i carretti scavalcano la tratta , vi è spazio per essi da correre sul brecciale fintanto che le ruote interne ven gano in contatto con l'altro regolo , il quale in molti casi impedisce che il convoglio si rovesci . Nel situare i regoli , dovrebbe lasciarsi qualche spazio per l'effetto della temperatura , la quale produrrà una differenza di lunghezza in un regolo di quindici piedi I d' circa di un' oncia , esposto a 76.º del termometro II di Fahrenheit ( 24. ° , 44 centigrado ) . Per mancanza di attenzione su tale provvedimento allorchè vengono situati i regoli , frequentemente vi si dà per lo effetto della tem peratura troppo spazio , che in particolare modo con le unioni a squadra producono una inutile scossa ai carretti . Il porre un pezzo di legno tra gli estremi de' due regoli è un modo ingegnoso per impedire le concussioni prodotte da tal causa " dilatandosi il legno a seconda che si con trae il ferro. Nella descrizione della fig . 8.ª si è detto che la periferia esterna delle ruote è fatta appena conica , affinchè i fianchi di esse vengano a contatto de'regoli per quanto meno è pos sibile . Nelle ruote ordinarie la loro larghezza è di 3 once e mezza , l'inclinazione è di circa 1 in 7 , il diametro dal lato esterno è d' un' oncia meno di quello interno com preso l'orlo a risalto . Le ruote sono in tal modo fissate che quando corrono dritto, i risalti sono circa un' oncia discosti dai regoli . Allorchè i regoli non son posti ver ticalmente , la linea di contatto tra essi e le ruote è in conseguenza della loro forma conica tanto stretta da pro (*) Lo spazio fra le due vie a rotaje che da Napoli conducono a Castellamare è tra gli assi dei regoli di palmi napolitani 6,8 , ossia piedi inglesi 5,9 . N. del T. 12
90 durre considerevole consumo. Molt' ingegneri per altro danno una leggiera inclinazione ai regoli dalla parte in terna , onde poter presentare una maggiore superficie alle ruote , quantunque viene aumentato l'attrito dallo strofinio della periferia conica . Questa inclinazione viene stabilita da Lecount per di un' oncia in undici once , o circa I in 29 nella strada a rotaje di Birmingham ; in quella grande Occidentale è di uno in venti . Correndo su d'una strada dritta , la parte conica man tiene la vettura nella giusta linea di direzione , perchè qualunque deviazione da essa fa che le ruote da una parte girino con un aumento di periferia e quelle dall' altra con deficienza , irregolarità che immediatamente si corregge da se stessa . Ma in una tratta curva la forza centrifuga vince quella di gravità in tal modo da produrre che il fianco dell' altro lato della curva si avvicini al regolo , e conse guentemente le opposte ruote girano su periferie ineguali , e vi si evita parte dello strofinio conseguente alle ruote ( fisse all'asse ) che sono obbligate di girare con eguale velocità , mentre l'una deve passare su d'una maggior lunghezza di regolo che l'altra. Per evitare un inutile attrito tra i fianchi ed il regolo , si usa di situare il re golo esterno nelle curve più tosto un poco più alto di quello interno, affinchè le forze opposte possano bilanciar si e produrre che il regolar peso venendo impiegato con media celerità , passi intorno alla curva senza che i fianchi dell' una e l'altra parte vengano in contatto coi regoli , e con le ruote che girino in diametri ineguali in un grado corrispondente al raggio della curva. Un pajo di ruote coniche ordinarie , del diametro di tre piedi , percorrereb be un cerchio di soli 565 piedi di raggio senza che i loro bordi sporgenti toccassero ; e siccome veruna curva d'un raggio tanto corto si ammette in una linea prin cipale a rotaje , è cosa evidente che in teoria , niente altro che un accurato piazzamento del regolo esteriore in rap porto alla speditezza del transito necessita , onde poter fa cilitare i convogli di passare lungo qualunque ordinaria strada a rolaje senza che i bordi sporgenti entrino a con tatto , ammeno che per circostanze accidentali . La seguente tavola è estratta da altra più estesa del Cavaliere de Pam bour , onde mostrare la propria elevazione da darsi al regolo esterno in una linea , che ha per distanza deʼregoli
91 quattro piedi ed otto once e mezza , con date circostan ze. Son basati i calcoli dallo impiego di ruote di tre piedi e coniche, come sonosi di sopra descritte . Velocità Velocità Raggio della curva . di 20 miglia ad ora. di 30 miglia l'ora.
1000 piedi 2000 >> 3000 4000 > 5000
1,43 oncia 0,71 » 0,47 D 0,36 » 0,28 D
3,30 once 1,65 > 1,10 > 0,83 > 0,66 »
Le stazioni , i cambiamenti di tratta ec. Il conveniente stabilimento delle stazioni e de' depositi su d'una strada a rotaje che dovrà servire per un esteso e variato traffico , è un oggetto che richiede molta atten zione. Viene stimato più vantaggioso , come regola gene rale , d'averli per quanto è possibile nel livello di ter reno circostante , tanto per economizzare la spesa della costruzione , quanto per evitare l'inconvenienza di tras portare le mercanzie dalla strada a rotaje su quelle or dinarie " e viceversa per mezzo di veicoli . Quante volte un più alto o più basso livello non potesse evitarsi , è indis pensabile di disporre l'arrivo con moderate inclinazioni per comodo de' carretti . La stazione della unione della strada a rotaje di Brandling a Gateshead è d'un disegno novello ed ingegnoso. La linea è su d'un viadotto i cui archi sono così disposti che possono sopportare un livello di considerevole estensione ; un ramo della tratta ad angolo retto colla linea principale giace lungo la chiave di cia scun arco , da dove i carretti sono condotti alle piatta forme che fan parte della strada a rotaje nel medesimo livello , ma possono abbassarsi con i carretti sopra , fin che giungono a quello de' magazzini , che sono sotto gli archi e comunicano con la superficie naturale del terre no . Le stazioni variano in carattere , da semplici officine contabili dove passaggieri e bagagli attendono per pren dere posto nel convoglio , a grandi stabilimenti che covrono varî acri di terreno , (*) con separate officine per passag (*) Un acre inglese è 4840 yards quadrati , eguale a moggi napolitani 5,7821 . N. del T..
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gieri , bagagli , e gravi mercanzie ; per agevolare il tras porto delle vetture cavalli ed anche bestiame provvenienti dalla strada a rotaje , o alla stessa portati , trovansi estesi ricoveri per convogli da rimanervi sotto , officine di ripa razione per le macchine e carretti , e molti altri edificî necessari. Le stazioni della strada a rotaje da Londra a Birmingham alla Piazza Euston , alla Città Camden ed a Birmingham , si estendono collettivamente sopra uno spa zio di circa cinquanta acri , oltre gli stabilimenti grandis . simi che la compagnia ha a Wolverton , Rugby , ed Ham pton e vari altri di minori dimensioni . Il primo estima tivo della spesa per le stazioni era di 70,000 lire sterli ne , ma dietro dell'occorrente per un maggior traffico di quello preveduto , fu erogata circa dieci volte la somma stabilita. I congegni per condurre le macchine ed i carretti da una tratta all'altra bisognano in diverse situazioni . Essi consistono generalmente in spranghe mobili e platee giranti modificate a seconda del bisogno. Le spranghe mobili ( o spine secondo alcuni , switches denominate dagli In glesi ed aiguilles da' Francesi ) sono de' regoli movibili posti al punto dove due tratte di strade s'incontrano in una 2 e talmente congegnati da poter guidare i veicoli dalla semplice tratta in una delle due , o da una delle due nella semplice. Nelle antiche strade a rotaje questo veniva effettuito da brevi spranghe mobili di ferro , mosse a mano; ma è necessario , dove le locomotive si usano per transi tare da una tratta all'altra , che conducano per quanto più gradatamente e senza scosse sia possibile , perciò le spran ghe movibili vengono fatte di considerevole lunghezza, im piegandosene rare volte meno di otto o dieci piedi , e nella grande strada a rotaje Occidentale sono di quindici piedi . La fig. 16. rappresenta una spranga mobile formata sul mo dello di quelle di antica invenzione . Le linee nere sono i regoli fissi " in cui ad A formano una tratta ed a B due. Le doppie linee da c a d indicano la spranga , ch'è gi revole in d , congiunta al punto dell' altro estremo . Dal risalto sottoposto procede la spranga e , la quale passa per sotto il regolo ad una leva od eccentrico situato in una conveniente posizione ond' esser mosso da una persona ivi destinata . Nella posizione rappresentata dalla figura , la spranga condurrebbe un convoglio lungo la tratta su
93 periore da A a B , perchè vien dato libero passaggio dal risalto tra la spranga e il regolo superiore , mentre il risalto interno premendo contro la spranga c d impe disce che quello del lato opposto della tratta lasci il dritto cammino. Se intanto col girar la leva o l'eccen trico annesso ad e , la spranga vien mossa nella direzione indicata dalla freccia > il caso diverrà al contrario : la spranga venendo in contatto col regolo a c il risalto sarà costretto muoversi lungo il lato interno , e quindi quello nella parte opposta della tratta passerà lungo l'apertura dal lato del regolo inferiore . Le spranghe ff sono fisse e chiamansi guarda-regoli , venendo destinate ad impe dire che la movibile si discosti più dell' occorrente , e che gli estremi tanto della stessa che del regolo siano danneggiati . Qualche volta con questo meccanismo le spranghe mobili uniscono tre tratte con una per via di due pezzi movibili , di cui vi è un esempio in uso alla stazione di Paddington nella grande strada a rotaje Occi dentale. Ciò che devesi raccomandare moltissimo in questa specie di spranga si è , che quando i regoli movibili sono situati in una erronea direzione , un convoglio non può mai lasciare una tratta , attesochè il momento impedisce che il risalto della ruota distacchi la spranga mobile per aprirsi un passaggio. In qualche circostanza una molla od un peso è applicato con grande vantaggio , a tenere la spranga nella posizione più comunemente richiesta , e girarla nella dovuta posizione immediatamente dopo che ha oprato. I doppi regoli , rappresentati come una spranga mobile nella figura 17ª sono d' una invenzione molto usata ed effettuiscono un dolcissimo movimento da una tratta all'altra : in questa le due tratte terminano in due doppî regoli , cd e c'd' , movibili in dd' e cambiano secondo lo richiede l'occasione nello egual modo dell' altra " es sendo riuniti i regoli da pezzi posti a traverso , in guisa che tutto vien mosso simultaneamente . Nella presente po sizione dell' apparato la tratta inferiore è quella unita con semplici linee , ma movendo le spranghe nella di rezione della freccia , la tratta inferiore verrebbe separata , e la superiore si unirebbe in A. Queste spranghe , simili a quelle precedentemente descritte vengono talora usate triple ; e son fatte alle volte per unire due tratte in cia scuna direzione. Sono in uso varî altri sistemi stimati inu
94 tili di particolarizzare. La figura 18 è destinata a dimo strare la maniera in cui le spranghe mobili vengono im piegate pe' cambiamenti di tratta , e per gl' incrociamenti . ab è un cambiamento di tratta per una semplice linea a rotaje dove il transito è quasi eguale per ciascuna dire zione. Dee rimarcarsi che gli angoli in questa figura per economizzare spazio , son fatti più sensibili di quelli che dovrebbero essere in una pubblica strada a rotaje, in cui gli angoli di più di due gradi o di due e mezzo non si po trebbero con sicurezza ammettere . In questo congegno ogni convoglio andando da a verso b prende la tratta inferiore e quella da b verso a la superiore . Le spranghe di tal ge nere e da principio descritte sono usate ai punti a e b, e siccome debbono passare sempre con lo stess' ordine , sono fatte in modo che possono agire da per loro medesime , es sendo frenata quella ad a per mezzo di molla nella posi zione, onde tenere i carretti sulla tratta inferiore , e venendo aperta dall' orlo sporgente delle ruote della macchina pel passaggio del convoglio nella contraria direzione , mentre che quella a 6 nella stessa guisa passa il convoglio verso a nella tratta superiore . Questo sistema di cambiamento di tratta è stato utilmente impiegato nella strada a rotaje da Newcastle a Carlisle ed altre. - c d rappresenta altro congegno pel medesimo oggetto , che può avere la stessa specie di spranghe , ma generalmente viene usato senza alcuna , l'impeto del treno prendendo sempre dritto la tratta " mentre che se si è fatta aprire convenientemente dagli orli sporgenti delle ruote , non può fuggire dai re goli percorrendo da quelle doppie in quelle semplici .ef mostra il congegno di un incrociamento in una rotaja con due tratte , essendo situate le spranghe ad ambe le unioni , le quali servendo solo occasionalmente , sono ope rate a mano destinandosi delle persone all' oggetto a gg : per ovviare gli accidenti che possono avvenire per ne gligenza o perchè mal piazzate le spranghe allorchè sono in tal modo situate " vari mezzi sonosi proposti ma mai praticati , onde un ingegnere ne assumesse la direzione , senza allontanarsi dal suo posto nell'avvicinarsi d'un con voglio. È solito di porre un segnale su di esse , elevando un disco di legno colorito o una banderuola , così la mac china conduttrice viene informata della posizione delle spranghe mobili a seconda che vi si avvicina , ed ha oc
95 casione di frenare la sua velocità se mai non sono giuste. Ai punti dove due rotaje s' incrociano , son formate delle scannellature onde permettere il passaggio agli orli spor genti delle ruote , e frenare qualunque tendenza delle ruote ad uscire dai regoli : vengono destinate le guarda rotaje nelle tratte come sono indicate nella figura 18 " fissandole dalla parte interna delle medesime, onde servire di guida internamente agli orli sporgenti delle ruote. Le platee giranti sono utili per trasferire de' semplici carretti da una tratta all'altra , locchè essi effettuiscono in molto minore spazio di qualunque congegno d'incrocia mento o di spranghe mobili. Esse consistono in piattaforme circolari di ferro e legno , situate al medesimo livello delle tratte 9. montate su ruote verticali per poter girare su i loro centri con grande faciltà . La figura 19. " rappre senta due platee giranti posti in modo da comunicare tra loro. Quattro regoli son posti su ciascuna di traverso " fatte in guisa da corrispondere perfettamente con quelle delle tratte . Se si desidera trasferire un carretto dalla tratta a a quella segnata b , si conduce sulla platea girante a d , allora i sostegni che tengono salda la platea vengono dimessi , si fa girare la medesima per un quarto di cerchio col carretto sopra , questo condotto sulla platea e , e fattala girare anche per un quarto di cerchio si troverà allora il carretto nella giusta posizione per correre sulla tratta 6. I carretti possono nell' egual modo essere trasferiti , come a c , su d'una tratta a croce. Le rimesse per le mac chine locomotive frequentemente son fatte ottangolari con otto tratte a guisa di raggi , venendo le macchine introdotte o cavate fuori da qualunque di esse per mezzo d'una grande platea girante posta nel centro . Quella della città di Camden ha sedici tratte così connesse . J Carretti o Vetture. Le vetture o carretti per le strade a rotaje pel traspor to de' passaggieri usualmente sono molto ampie , essendo fatta la cassa in modo da progettare sulle ruote, le quali nelle ordinarie linee raramente eccedono il diametro di tre piedi. Così fatte non van soggette a pericolo, attesa l'egua glianza d'una strada a rotaje , la comparativa bassa co
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96 struzione de'carretti , il grande peso delle ruote di ferro , e gli assi e telaio sotto la cassa ; le quali cose impediscono altresi di rovesciarsi . Riguardo alla rapidità con cui essi viaggiano , ed ai violenti urti ai quali occasionalmente sono soggetti , è d'uopo che siano costruiti ben forti ; e la cir costanza che varî veicoli vengono insieme ligati in un con voglio , rende necessario l'impiego d'un elastico mecca nismo per le scosse e per le fermate , e ciò non solo per la sicurezza e benessere de' passaggieri , ma anche per garantire i veicoli medesimi : l'elasticità nella trazione è eziandio necessaria affinchè la macchina non abbia a vin cere l'inerzia dell' intero convoglio nel medesimo istante , perlocchè occorrerebbe maggior forza di quella che bisogna quando i carretti riposano e tutti si mettono in movi mento . Varie invenzioni più o meno complete e soddisfa centi sono in uso per questo oggetto , ma la figura 20ª può servire a dare una corretta idea de' principi su cui agiscono. Essa rappresenta la pianta d' un carretto per uso de' passaggieri la di cui cassa è tolta. Il telajo situa to al di fuori delle ruote vien sostenuto sugli estremi delle molle , le quali per mezzo di buccole di rame o sostegni , poggiano sugli estremi degli assi , che si e stendono oltre le ruote , e all' uopo son torniti accurata mente . aa aa sono buffers o dischi di legno o metallo , qualche volta coverti di cuscini , fissati agli estremi di lunghe aste , che passano a traverso del telajo e lungo i lati dello stesso " ed arrivano agli estremi delle lunghe molle cc , cui sono atte a muoversi verso loro, quan do vengono spinte dalle aste , ma sono impedite di fer marsi nel telajo e non si muovono nella direzione oppo sta . Essendo permesso al centro di sdrucciolare avanti ed in dietro " ambi le molle vengono poste in azione da un impulso dato all' uno o all' altro . Tutt' i preservatori di urti ( buffers ) in un convoglio essendo situati alla me desima altezza e larghezza , trovansi a contatto , allor chè i carretti corrono l' un opposto all' altro , ferman dosi di botto 2 e la scossa viene comunicata per essi alle molle cc , la di cui elasticità dà un movimento tale da impedire qualunque dannoso urto ai carretti . L'apparato di trazione , o quello per mezzo del quale i carretti ven gono tirati avanti , consiste in aste che passano a traverso il telajo in ¿ ¿ ' , ed unite in un modo , ch'è inutile a
97 descrivere, con le piccole molle e'e, le quali anche agisco no insieme , il centro di e premendo contro la traversa del telajo del carretto come contra qualunque solido sostegno quando vien tratto da b , e quello di e' nel medesimo modo , allorchè è tirato nella direzione di b ' . L'unione tra i differenti carretti spesso consiste in una barra di ferro aggiunta , che viene staccata occorrendo con levare un perno. Sono sovente praticate delle catene unite da una particolare specie di viti , così i carretti vengono tratti tanto da presso tra di loro che i preservatori d'urti sono in contatto. In alcuni carretti le medesime molle servono per trarre avanti e per resistere agli urti , e le spire o molle spirali sono frequentemente usate all'uopo. Le guide agli assi fissate al telajo son fatte per tenerli a squadra ; ma una più elastica costruzione di carretti , in cui gli assi giuocono sufficientemente da potersi da per loro adattare su d'una tratta curva 2 e le molle pér so stenere il peso ad adempire l'officio di trarre e di resistere • all'urto , costruite d'una straordinaria leggerezza , sono state introdotte dal signor Adams promettendo gran suc cesso . Molti ingegneri sono di avviso che tanto la costru zione de' carretti che quella delle medesime rotaje siano state sin ora di una troppo grande rigidezza , ed il signor Adams è di parere che l'adozione delle sue molle arcate ed altri perfezionamenti , valessero ad accrescere ad un tempo il piacere e la sicurezza nei transiti sulle strade a rotaje J e diminuire il consumo e le rotture , che con gli attuali gravi e a dir così non elastici carretti sono gran dissime. Le vetture ordinarie di prima classe trasportano dicciotto passaggieri , essendo ripartiti in tre porzioni , con sei posti per ciascun compartimento : hanno la medesima co struzione quelli di seconda classe , portando ventiquattro passaggieri. Quelle della grande strada a rotaje Occiden tale , che la maggior parte hanno sei ruote , sono più grandi , sedendovi in talune di seconda classe settantadue persone . L'ampiezza della cassa di alcune altre è tale che son fatte come eleganti gallerie. Una magnifica vettura di circa ventotto piedi lunga e nove larga è stata recen . temente preparata per uso di Sua Maestà e pel suo se guito allorchè viaggia su questa linea . I carretti aperti in cui vi restano i passaggieri all' impiedi , vengono usati pe' brevi transiti, Carri pel trasporto delle mercanzie e 13
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bestiami , bassi carretti ( trunck ) per trasporto delle car rozze di viaggio , private vetture , e palchi per cavalli , sono tutti montati su molle " ma ľ apparato per ovviare alle scosse è sovente semplicissimo e non elastico . Il peso degli ordinarî carretti allorchè son vuoti è per la maggior parte da tre a cinque tonnellate (*) . Macchine locomotive. Nella rapida ed estesa applicazione delle macchine a vapore locomotive dalla loro felice adozione sulla strada a rotaje tra Liverpool e Manchester , i perfezionamenti si sono seguiti l'uno all'altro con somma rapidità , ma essi sono stati principalmente di una minore importanza , qualora verranno paragonati per esempio con quella della caldaja tubolata , che forma la distinta costruzione della macchina il Razzo ( Rochet ) . Il signor Stephenson costruì varie macchine poco dopo il concorso avuto luogo , in cui ri sultò vittorioso il Razzo , conservando lo stesso congegno ma disponendo il macchinario diversamente. I cilindri ven nero piazzati in una scatola sotto il fornello > e le aste degli stantuffi agivano orizzontalmente sotto la caldaja , attivando l'asse delle ruote posteriori nelle due curva ture a gomito , quali ruote erano allora le più grandi, Tanto la caldaja che il macchinario venivano fissati ad un solido telajo , i cui lati erano al di fuori delle ruote " e poggiavano per mezzo di molle e di buccole di rame (*) Sulle strade più attive pel trasporto de' viaggiatori si è in questi ultimi tempi adottato una forma di vetture a sei e fin ad otto ruote , capace di un numero straordinario di persone. Tali sono quelle sulla strada di Baltimora all' Ohio in America , e quelle costruite recentemente per la strada da Pietroburgo a Zarscoe-Selo le quali hanno una lunghezza di metri 15,20 ( palmi napolitani 57,456 ) e possono contenere 160 persone e talune a due piani fino a 250. Queste vetture ad otto ruote però quantunque risul tino più comode e dolci al corso , perchè distribuiscono meglio il peso sulle rotaje , siano economiche , ed infine presentino mag gior sicurezza , perchè non possono ribaldare per la perdita o la rottura d'una ruota , non sono adattabili che sulla strada in linea quasi perfetta , giacchè sulle curve devono aumentare potente mente la resistenza alla trazione . L'Architetto delle strade ferrate di Eduardo Biot tradotto dall' ingegnere Luigi Tatti . Milano 1837 . N. del T.
99 agli estremi degli assi . Le buccole sostenute al di fuori delle ruote hanno grande vantaggio su quelle poste al di dentro , quantunque queste vengano preferite da al cuni ingegneri gli estremi degli assi debbono essere ben torniti e ridotti in un tanto piccolo diametro , per quanto materialmente venga diminuito lo strofinio " senza porsi nel rischio che si rompino come accaderebbe se so verchiamente esili girerebbero nelle ruote . Colla espe rienza divenne evidente la vistosa economia delle macchine grandi , e fu stimato vantaggioso di aggiungere un terzo pajo di ruote , che furono fatte piccole come quelle del davanti , e situate sotto l'estremità del fornello della mac china. Gli orli rilevati delle due paja di ruote di minor diametro essendo sufficienti per guidare la macchina , Stephenson le distaccò dal centro o dal paja--motrice : in tal modo divenne meramente girevole e più facile a spinger innanzi , venendole tolto nel tempo medesimo gli sforzi laterali prodotti dagli orli sporgenti ch ' erano in contatto coi regoli nelle curve e nelle svolte , sforzi che furono trovati dannosi alle piegature a gomito dell' asse ed al giuoco annesso alle medesime . Alcuni costruttori di macchine ancora ritengono gli orli sporgenti per tutte le ruote , reputandoli come di maggior sicurezza. Le figure 21 e 22 danno qualche idea delle macchine lo comotive nell'attuale stato di perfezionamento 2 nella quale forma sono presentemente in uso sulla piupparte delle strade a rotaje in Inghilterra , in varie contrade del continente ed in America . La figura 21.ª è veduta lateralmente , e la figura 22. è una sezione longitudi nale , nelle quali molti minuti dettagli sono omessi per conservare maggior chiarezza : a è il fornello usual mente costruito di rame , e circondato da un'altra cassa di ferro " lasciando uno spazio di tre o quattr' once tutto all' intorno , che viene riempito d'acqua e forma parte della caldaja. La porta per dove si somministra il fuoco o sia carbone di coke è fatta di due piastre di ferro discoste di poche once fra di loro , onde impedire il rag giamento del calore . È condotto il coke nel tender, carro che segue la locomotiva pel trasporto del combustibile e l'acqua. Il fornello è comunemente aperto nel fondo 9 onde permettere il libero accesso dell'aria , così che la cenere cadendo a traverso del graticcio sulla strada , può
100 alle volte produrre degli accidenti . Siccome vi è po chissima acqua sulla superficie piana del fornello a, vi è inserito un turaccio fusibile , per agire come valvola di sicurezza, nel caso che divenendo troppo bassa l'acqua, rimanesse secco . I tubi nella caldaja 6 pel passaggio della fiamma e dell' aria calda sono fatti presentemente sempre di ottone , perchè trovati più durevoli di quelli di rame. Variano nel numero nelle differenti macchine da circa novanta a cencinquanta o più , essendo frequentemente del diametro minore d'un' oncia e mezza. Il potere ge nerativo del vapore , ch'è la vera misura del potere di una macchina locomotiva, dipende molto sul modo giudi zioso di tubolarla , essendo desiderabile di togliere all'a ria calda il suo intero calorico per quanto è possibile prima ch'essa abbandoni la caldaja . Il principale limite in pratica per la riduzione de' diametri de' tubi , e in conseguenza ľ aumento del loro numero e della esten sione della loro superficie è la loro suscettibilità d'ostruirsi colle ceneri e minuto carbone condotti nei medesimi dal tiro . Le caldaje frequentemente sono tubolate ad una tale estensione che giungono ad aver da quattro a seicento piedi quadrati di metallo riscaldato esposto all' acqua , in addizione della superficie della cassa che riveste il fornello . Una importante condizione nella costruzione delle caldaje delle locomotive è la sicurezza di non scoppiare , perchè siccome i tubi sono molto più deboli della cassa esterna della caldaja , è quasi certo ch' essi debbono rompersi prima , e crepandosi uno o due tubi di rado avviene il maggiore sinistro cioè quello di estinguere il fuoco , e produrre intanto un rallentamento progressivo della mac china sino a fermarsi. Per la limitata grandezza della caldaja , il vapore che si cumula nella parte superiore viene mischiato con del l'acqua soprastante ; per la qual cosa si è aggiunta la camera del vapore ( steam chamber ) d , in cui questo si separa dall' acqua , ed allora entra nel cannello del va
pore che passa a traverso del fumajuolo e ne' cilindri della macchina a e. Un regolatore o diaframma è posto in questo cannello sotto la direzione del macchinista per caldaja e termina mezzo d una bacchetta 18 che traversa la con un manico annesso ad una scala graduata la quale trovasi al di dietro della macchina . Mediante tal mezzo
101 il vapore vien somministrato a piacimento ai cilindri, od an che tolta la comunicazione quando credesi necessario. Per l'azione degli stantuffi e delle apposite verghe non si ri chiede una ulteriore spiega. Gli eccentrici che attivano le valvole a tiratojo , onde immettere alternativamente il va pore da ciascuna parte dello stantuffo , sono fissati all'asse principale piegato a gomito , ed in alcune macchine ve ne sono due paja , uno per lavorare ordinariamente , l'al tro per far rinculare la macchina . Usualmente il diame tro de' cilindri è di dodici a tredici once , e dieciotto once la lunghezza della corsa ; ed il diametro delle ruote motrici della macchina da cinque a sette piedi , essendo quello delle piccole di tre o quattro . Sono state sperimen tate sulla grande strada a rotaje Occidentale delle ruote motrici del diametro di otto ed anche di dieci piedi (*) : ma quello più comunemente usato su questa linea è di sette, e sulle rotaje dell'ordinario paralellismo di cinque o sei piedi . Il tubo che si osserva nella figura 22 e che passa dai cilindri nel fumajuolo è il tubo di scappamento per l'esito del vapore superante , essendo il suo estremo superiore di forma conica per dare maggiore effetto al getto . Alla cima del fumajuolo frequentemente vi si fissa una cappa di rete di fili di ferro per arrestare le scintille ed i pic coli pezzi di carbone , che sovente son tratti sopra dal forte tiro , i quali han prodotto varî incendi distruttivi ; ma recentemente fu introdotto un più efficace rimedio consistente in un graticcio nel fondo del fumajuolo, che arresta i pezzetti di carbone prima d'esporsi al getto del vapore. feg sono delle valvole di sicurezza tenute in giù da molle , di cui la prima è sotto la sorveglianza del conduttore . hè un fischio a vapore , il quale dal suo stridente suono previene le persone che lavorano sulla linea dell' avvicinamento della macchina. i è uno dei due tubi che comunicano con la cisterna d'acqua del tender e le piccole trombe sotto la caldaja 2 che sono attivate dalla macchina , ed assicurano un equabile rimpiazzo d'acqua (*) Il signor Brunel con la costruzione delle locomotive, che avevano le ruote motrici un diametro si grande , quantunque non ebbe i risultati che sperava , pure con un carico di 40 ton nellate , ciascuna di esse aveva per velocità media 14 a 15 leghe per ora. Flachat et I. Petiet . Guide du mécanicien con ducteur de machines locomotives . N. del T.
102 nella caldaja. Trovansi poste alla portata del conduttore , allorchè è sulla piattaforma dietro il fornello , le valvole per regolare il rimpiazzo dell'acqua , manichi per rove sciare il movimento della macchina , regolatori del vapore e dell'acqua , e molte altre comodità . Per economizzare il calore reprimendone la sua radiazione la caldaja è rivestita di legno , e qualche volta vien posta della flanella tra la caldaja ed il rivestimento . La volta del vapore, e le parti simili sono doppie , lo spazio tra la cassa interna e l'e sterna corrispondono al medesimo oggetto . Il tender e qualche volta anche la macchina sou forniti di forti freni , per arrestare quando occorre il movimento delle ruote . Alcuni carretti puranche l' hanno , ed i manici per o prarle son situati alla portata dei conduttori. In alcune linee di strade a rotaje come in quella da Londra a Birmingham sono ancora usate le macchine con sole quattro ruote , col fornello di forma circolare , e cogli assi di sostegno nelle ruote : sono state recentemente introdotte alcune macchine nella strada a rotaje tra Hull e Selby , in cui si è fatto un tentativo di combinare i vantaggi interni ed esterni de' sostegni , portando una gran parte del peso su' sostegni del centro o sulle ruote motrici , nell'atto che la fermezza del moto viene assicu rata da sostegni posti nelle ruote d'avanti e di dietro . Quante volte si desideri un aumento di adesione , come per le macchine da condurre mercanzie o per quelle de stinate ad ascendere erti pendî , vengono aggiunte in sieme quattro o sei ruote per lo mezzo di esterni pezzi a gomito e bacchette connesse > essendo tali ruote tutte del medesimo diametro . Molte locomotive in America sono ordinate differente mente da quelle di sopra descritte , ad oggetto d'apportare maggiore facilitazione nel passare lungo le curve , essendo la parte anteriore della macchina sostenuta da un basso carro a quattro ruote , che può da se stesso adattarsi ad una tratta curva . E un fatto singolare che nell' atto che le macchine inglesi sono state inviate in America per la vorare su varie linee " un manifatturiere Americano è stato competitore con successo per quelli d' Inghilterra nel costruire delle locomotive per le strade a rotaje da Birmingham a Gloucester . La locomotiva di cui Harrison ne ha avuto la patente
103 aucorchè non generalmente introdotta , merita farsene parola per l'ardita costruzione diversa dal consuelo mo dello , essendo montati su separati carretti il macchina rio e la caldaja . Questi sono costruiti con delle ruote motrici del diametro di dieci piedi , ed anche di cinque piedi , la velocità delle quali n'è divenuta tripla di quelle costrutte con gli assi piegati a gomito per la introduzione di una ruota dentata ed un rocchetto . Finora verun im portante vantaggio è stato realizzato per questi congegni (*) .
Macchine Stazionarie. Le vistose spese bisognevoli per l'uso nelle macchine lo comotive , dalla veloce azione delle parti che lavorano 2 l'addizione del loro proprio peso a quello da trasportarsi, e'l danno che producono ai regoli 2 indussero molti ad immaginare che la forza delle macchine stazionarie potrebbesi applicare con maggior vantaggio . Il lavoro delle macchine stazionarie è in se stesso senza dubbio il più economico , ma lo strofinio de' cavi pel cui mezzo si comunica la forza ai carretti forma un serio dispendio. Fin ora sono state poco in uso eccetto che pe' piani incli (*) Il limitato spazio concessoci non ci permette di chiarire con ulteriori dettagli l'ingegnosa costruzione delle macchine locomo tive ; però desiderandosene si potranno consultare tra tante opere le seguenti , cioè , quella di Tommaso Tredgold: The Steam En gine its invention and progressive improvement , an investi gation of its principles , and its application to Navigation , Ma nufactures , and Railways " la nuova edizione aumentata dal sig. Woolhouse in Londra 1838. Quella di S. C. Brees , Appendix to Railway practice , e la seconda serie dello stesso autore , in cui son dati i dettagli in grande di una delle quattro macchine locomo tive ( N.244 ) costruite per la strada a rotaje , che conduce da Parigi a Versailles dai signori Roberto e Guglielmo Hawthorne costruttori di macchine a vapore di Newcastle sopra Tyne ; e la macchina locomotiva chiamata Croydon costrutta per assistere ai convogli sul piano inclinato della strada a rotaje di Croydon . La Guide du mécanicien conducteur des machines locomotives par E. Flachat et 1. Petiet. Bruxelles 1840 opera utilissima , i di cui dettagli sono minutamente ben disegnati, incisi e descritti. In fine nell'appendice alle lezioni sulle strade di ferro di Minard , del signor D.Stefano Mililotti , Napoli 1840 , vi è la minuta de scrizione della macchina locomotiva Bayard , la quale fa molto onore all'autore tanto per la chiarezza , che per la dottrina con la quale è scritta . N. del T.
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nati molto erti , in cui , come alla città di Camden e Liverpool sono attivate da una fune senza fine condotta in mezzo d'ambe le rotaje su pulegge scannellate o car rucole che la tengono al di sopra del suolo , passando ciascuno estremo intorno d' una ruota situata sotto il ivello della strada una delle quali situata più alta è girata dalla macchina . Venne adottata una invenzione per tenere sempre ad un bisognevole grado di tensione il cavo. È stato propo sto per le contrade montuose , d'impiegar le cascate d'acqua naturali od artificiali in vece di macchine a va pore per tale oggetto. Un altro modo d'impiegare la forza delle macchine stazionarie è quello denominato tail-ropes, della quale una ingegnosa applicazione recentemente è stata adottata sulla strada à rotaje da Londrà a Blackwall e sembra essere ben impiegata per servire in una strada a rotaje in cui son disposte numerose stazioni in breve distanza. Poderosissime macchine sono stabilite a Londra ed a Blackwall , ciascuna delle quali fa girare una ruota scannellata , a cui è attaccato un cavo di sei miglia e mezza , lunghezza doppia della strada a rotaje. Un con voglio che parte da Londra si dispone in modo tale che pria di tutti trovinsi i carretti per Blackwall , dopo di essi quelli appartenenti alle stazioni intermedie , così quelli che debbono fermarsi i primi vanno situati gli ultimi nel convoglio. Ad un dato segnale la macchina stabilita a Blackwall comincia ad avvolgere il cavo pel mezzo di cui il convoglio è tratto avanti con una velocità di venti a trenta miglia per ora . Nell' avvicinarsi alla prima stazio ne il carretto che ivi devesi fermare , vien distaccato dal treno dalla persona incaricata, e fermato per mezzo d'una staffa ; il resto del treno prosegue il suo camino `senza interruzione ; e nell' egual modo gli altri veicoli sono lasciati indietro a tutte le stazioni . Oltre al tirar il con voglio , la macchina in Blackwall svolge il cavo dal fam buro di quello di Londra , il quale è disposto a far ritor nare indietro il treno allorchè è carico . Nel ritorno ciascun carrelto è attaccato al cavo , e tutti son tratti contempo raneamente , abbenchè in differenti parti della linea , verso la stazione di Londra , dove giungono in tempi diversi , ma con giust' ordine per un altro viaggio. Questa descri zione è applicata ad una sola tratta , ma le linee son due e ciascuna ha un simile apparato , e sono attivate alter
105 nativamente in ambe le direzioni . I segnali necessari son fatti da un telegrafo elettrico , inventato dai signori Wheat stone e Cooke. (* ) Però il sistema di trazione per mezzo di (*) Il modo di comunicare le idee con l'applicazione dell ' elet tricismo ai telegrafi si ottiene con pochissime difficoltà , e recen temente è stato portato ad effetto ad una grande scala dai signori Wheatstone e Cooke. La possibilità dell'applicazione di essi fu ideato da varie persone molto tempo prima che fosse di fatto espe rimentato. Arturo Young che visitò la Francia nel 1787, 1788, e 1789 fa menzione ne' suoi viaggi degli esperimenti del signor Lomond , il quale inviava messaggi da un luogo ad un altro per mezzo dell' elettricità ; ed il Rev : Signor Gamble nella descri zione del suo originale telegrafo , accenna il progetto della co municazione elettrica. Il signor Francesco Ronalds in un suo li bretto pubblicato nel 1823 sul proposito riferisce che Cavallo propose di comunicare delle idee passando un dato numero di scintille a traverso d' un filo isolato : (**) e che nel 1816 egli medesimo fece degli esperimenti su questo principio , il quale sem bravagli più suscettibile dell' applicazione della elettricità galvanica o voltaica, che venne proposta da alcuni Tedeschi ed Americani . Gli riuscì perfettamente di trasmettere de' segnali col mezzo di fili isolati alla distanza di otto miglia ; ed egli minutamente descrive i necessari congegni per adempiere al principio della comunicazione telegrafica. Per altro la pratica applicazione de' telegrafi elettrici è dovuta ai riuniti lavori de' signori G. F. Cooke ed il Professore Wheat stone ; in un ragguaglio dei fatti circa alla loro relativa posi zione in congiugnimento con la invenzione , descritto a loro ri chiesta dal signor M. I. Brunel ed il Professore Daniell , si os serva che il signor Cooke rimase solo, e che l'Inghilterra a lui è debitrice della pratica introduzione e dell' aver condotto ad un vantaggioso uso il telegrafo elettrico , promettendo d'essere una opera d'importanza nazionale : il Professore Wheatstone, è ricono sciuto come uno scienziato le di cui profonde e felici ricerche dig già han preparato il pubblico a ricevere tale invenzione come un progetto della pratica applicazione . Il loro telegrafo , pel quale ebbero una patente nel 1837 , agisce coi principi fondati sulla (**) Leggiamo in Maund's Biographical Treasury . Londra 1840. pag. 153. « Tiberio Cavallo ingegnoso filosofo naturalista nacque in Napoli nel 1749 , il quale recatosi in Inghilterra per affari di commercio , fu talmente sorpreso dalle scoverte che in tal epoca ebbero luogo nelle scienze fisiche, che abbandono i suoi affari , si stabili in Londra e dedicossi intieramente al progredimento della scienza . Egli fu autore di molti trattati sull'elettricità, aereostatica, magnetismo ec e largamente con tribui alle Transazioni Filosofiche . Mori nel 1809. D N. del T. 14
106 cavi impiegato nelle particolari circostanze sulla linea di Blackwall , è adempito con grande spesa pel consumo dei scoverta del celebre Oërsted , che un ago magnetico o una bus sola può , per la forza d' una corrente volta ca , essere inve stito con una polarità artificiale . Il signor Cooke nel seguente modo si esprime ( Telegraphic Railways pag : 14 ) « una cor rente naturale di elettricità passando intorno la circonferenza della terra produce che gli aghi magnetici in generale deviino ad angoli retti il loro corso , o verso il polo settentrionale o quello meridionale , così che una corrente artificiale di elettricismo di una adequata forza produrrà che gli aghi magnetici posti nella sua influenza possano essere egualmente deviati ad angoli retti dal loro corso, qualunque esso sia . Se poi un ago magnetico vien posto para lello e presso a qualunque parte di un filo conduttore , che si supporrà giacere tra Londra e Blackwall , la trasmissione d'una corrente elettrica di una batteria di Volta farà si che l'ago cambierà la sua posizione , in modo da rimanere durante la continuazione della corrente ad angolo retto col filo , girando in una direzione od in un'altra a seconda del corso della corrente . Se questo devia mento dell' ago vien limitato da due punti fissi posti rispettiva mente ai due lati di uno de' suoi poli , il movimento di quel polo ad un punto fisso evidentemente può costituire un segnale , ed il suo movimento all ' altro punto fisso un altro segnale . » La fi gura A rappresenta tale apparato nella quale il quadrante su cui sono rappresentati i segnali è tolto. In questo disegno a vien supposto dinotare la batteria , e bb il filo conduttore , ch'è dietro al quadrante, avvolto in c : dd l'ago magnetico, il quale è mon tato sopra un asse che passa a traverso la girella giacente alla sua estremità , e a traverso del quadrante , facendo da indice o marcatore e. La freccia indica la direzione della corrente ri chiesta onde deviare l'ago dalla posizione indicata nella figura; ed una corrente nella opposta direzione produrrebbe una devia zione verso il lato opposto. Mentre veruna corrente passa a tra verso il filo , l'ago e l'indice rimangono verticali . La figura B rappresenta tre di tali istrumenti completi , connessi insieme per mezzo di fili rinchiusi in tubi , che possono essere di qualunque bisognevole lunghezza . Uno di questi suppongasi essere a Mino ries , un altro ad una stazione intermedia , ed il terzo a Black wall ; e siccome ciascun di essi è fornito d'una batteria e di un manico al di sotto del quadrante , per mezzo del quale il filo conduttore può congiungersi a piacimento allo stesso , l'inca ricato ad ogni stazione dove trovasi piazzato un tal istrumento , comunica istantaneamente il segnale di fermata o di marcia a tutte le altre stazioni , dopo di esserne destata l'attenzione dal suono di un campanello , posto al di sopra del quadrante , per mezzo di una ingegnosa applicazione della corrente voltaica. Con questo apparato che per quanto bello altrettanto semplice si esegue con la più
107 medesimi , il quale è costosissimo ; e nonostante le precau zioni prese, il rumore delle numerose carrucole che debbo no sostenerli è nojoso . Per evitare questi ostacoli ebbe luogo la invenzione denominata strada a rotaje atmosferica » che pochi mesi or sono fu con gran successo esperimentata ad una lunghezza di circa mezzo miglio ad occidente di Londra, ultimamente chiamata la strada a rotaje di Thames grande facilità il particolar modo di attivare i convogli sulla strada a rotaje di Blackwall , sebbene è cosa essenziale che gl' incaricati a ciascun termine non solamente debbono conoscere quando il con voglio è pronto a mettersi in movimento dall'estremo opposto della linea , ma anche quando i carretti delle cinque intermedie stazioni sono all' ordine. Nel fermarsi i convogli si richiede la medesima esatta prevenzione ; ed è d'una importanza vitale nel caso di qualsivoglia accidente che sopravvenga al cavo o a qualunque de' carretti . Forse non occorre dir molto per persuadersi che il metodo di agire su questa strada a rotaje sarebbe impossibile senza l'ajuto del telegrafo elettrico. Alcuni telegrafi d'una più estesa forza di quello sopra descritto sono nella strada a rotaje di Black wall , nella grande linea Occidentale ed in quelle di Edinburgh e Glasgow. La figura C rappresenta il quadrante simile a quello in uso per la grande strada a rotaje Occidentale : dalla combina zione di quattro di si fatti aghi o indici come sono stati di sopra descritti tutte le lettere dell' alfabeto possono essere espresse , diri gendo uno o due indici verso di esse ; ed in tal modo un più esteso o più limitato numero di segnali può eseguirsi col medesi mo principio se si vuole. Un telegrafo con due indici , che di notano otto segnali è considerato dal signor Cooke come suffi ciente per ogni ordinario oggetto . Dove bisognano vari fili essi sono combinati in una corda rinchiusa in un tubo di ferro , che possono essere o sotterrati o posti al di sopra del terreno; iso landoli fra di loro con un inviluppo di cotone ed una soluzione di caoutchoux (gomma-elastica ) . Per ulteriori dettagli tanto per la costruzione che per l'applicazione a vari oggetti , e per una esposizione dei grandi vantaggi derivanti dall'uso del telegrafo elettro-magnetico , e particolarmente in congiunzione delle strade a rotaje , ci riportiamo a ciò che ha pubblicato il signor Cooke, al rapporto de' Commessarî scelti dalla Camera dei Comuni onde riferire lo stato delle comunicazioni sulle strade a rotaje nel 1840 ; e al Railway Times » 12 Giugno 1841. La più lunga linea completata è quella da Paddington a West Drayton di circa tredici miglia ; ma questa è stata eseguita onde servire di espe rimento per poi prolungarsi sino a 39 miglia. In luglio 1842 è. stato rapportato d' essere quasi al suo termine la comunicazione d'un telegrafo elettrico lungo la strada a rotaje da Londra a Gosport . Medesima opera Art." Telegraph.
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Junction , a Wormholt Scrubbs. Consiste l'apparato in un tubo di ferro nove o dieci once di diametro , che si distende lungo il mezzo della tratta ; in cui uno stantuffo vien mosso con una velocità di venti a trenta miglia per ora , estraendo l'aria dal tubo dalla parte d'avanti ed immettendovela dalla opposta che lo preme. Una connes sione viene stabilita tra questo stantuffo ed i carretti da una asta che passa a traverso un'apertura lungo la parte su periore del tubo , la quale è tenuta chiusa ermeticamente per mezzo di una bene immaginata valvola che si apre per dar adito al passaggio dell' asta . Il vuoto necessario vien prodotto da trombe ad aria attivate da una macchina a va pore stazionaria . Abbenchè varî simili progetti vi siano stati per lo innanzi , come quello del signor Pinkus , quasi identico al presente , menochè nella costruzione della val vola continuata , il vanto d'aver provato l'efficacia del principio ad una grande scala è dovuto ai signori Clegg e Samuda ; anticipandone i vantaggi della suddetta strada sarebbero qui prematuri di annunziare. Chi si applica del pari ad ogni maniera di operare con macchine staziona rie conosce la improbabilità della collisione , giacchè un solo convoglio per volta può esser posto in moto , e però un miglioramento nel quale vi è l'inconveniente che un accidente parziale sull'apparato sconcerta l'azione su tutta la linea (*). F. BARDET
(*) Su tale argomento leggesi nel fascicolo della Revue générale de l'Architecture et des travaux Publics ec. Maggio 1842. pa gina 207 un articolo scritto dal Direttore di detto giornale sig. C. Daly, in cui espone una critica diretta dagli autori delle strade a rotaje atmosferiche intorno al sistema di quelle attivate per mezzo delle macchine locomotive , sul merito della quale non vogliamo entrare ; ma servir può benissimo , a chi la consulti con l' ajuto delle diligentissime tavole di cui è adorna , a formarsi una più precisa idea della ingegnosa invenzione de'signori Clegg e Samuda. Abbiamo inoltre il discorso del nostro erudito signor Tenente Colonnello D. Marco Antonio Costa circa la possibilità di sosti tuire alla forza motrice del vapore quella della elasticità dell' a ria , letto alla riunione dell' Accademia Pontaniana in luglio 1840 , nel quale descrive il progredimento di sì fatta ardita e singolare invenzione , con la sua consueta maestria nel trattare argomenti scientifici. N. del T.
% Fig . Fig. 3.
F
Fig.
Fig. 14.
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1
109 LETTERA
>
Intorno ad un ignoto Ingegnere Militare del secolo 16."
MIO CARO ULLOA
Abbiti i sinceri complimenti miei per i tanti collabo ratori che semprepiù la nostra Antologia acquista , tua mercè , ogni giorno . Bello è l'articolo di Ayala indiritto all'egregio Carlo Promis , e da te pubblicato nel vol. 14. Io ho baciata riverente la pagina dove era illustrata la lapida funerale di Carlo Theti , ingegno nato sul medesimo suolo ove ebbe la vita l'immenso e sventurato Giordano Bruno. E quella Lapida giaceva polverosa , non curata > lungi dalla patria di quel sapiente ! fu bello il pensiero di ricordarla all' universale . E
ora io , immemore di mia poca forza , mi sento
spinto ad un nobilissimo proponimento , quale si è il ten tare sottrarre all'obblio un nome di militare architetto per 1 il quale abbiamo le fortificazioni di Pescara e di Civitella del Tronto nel Regno nostro ;
na del quale non è chi 1 una sola parola di ricordan detto abbia , prima di me , za. Ed a tal fine voglio mandarti una breve scrittura da me fatta sono circa dieci anni e che io teneva ( lo con fesso con rossore) dimenticata fra le mie povere fanfaluche . Eccola qui appresso
copiata ,
che meglio crederai poterne fare . *
e tu fanne quell' uso,
110 ILLUSTRAZIONE
1
Di una piccola Lapida esistente nella Piazza di Pescara.
Sotto al cordone in qualche angolo difeso, ed in talune cortine delle fortificazioni della Piazza di Pescara , sono alcune piccole lapide a forma circolare , di quasi un palmo di diametro. Ognuna di esse è posta in alto per non meno di venti palmi dal piano o fondo del fosso ; la pie tra sulla quale sono le lettere è calcare tenera , facile ad esser morsa dalla lima del tempo ; le lettere in molti luoghi sono corrose 9 e la iscrizione , guardata ordinaria mente di sul ciglio degli spalti , alla distanza di meglio che dodici canne , ha sempremai mostrata l'apparenza di
MESUP . SILVA onde è stata ( con un po' di licenza grammaticale ), letta: me super silvam , e poi in prosopopeia interpetrata : aedificaverunt me super sylvam. Dalla quale interpetrazione venne la credenza , che i rivestimenti delle fortificazioni erano stati costrutti sopra una selva , cioè sopra una grande quantità di legnami , che nel senso dell'arte suona sopra palafitte . Cosi leggevasi ; coși era stato letto e creduto per tant i e tanti anni da tutti i dotti uffiziali de' Corpi facultativi che furono in Pescara, E così , nell' anno 1833 , vandomi in quella Piazza , io anche leggeva ,
tro
e non
avendo particolare eccitamento che mi chiamasse a vedere
1
1
!!! da vicino la faccenda , me ne stava contento alla credenza dell' universale. La quale era in qualche modo avvalorata dai detti di un vecchia, nostro Guardia del Genia , che rammentava come nel 1808 in uno scavo fatto in luogo, cui egli più 'indicar non sapeva , erasi trovata la fabbrica delle fon damenta immersa nell'acqua e fasciata da una specie di Cassa costrutta a doppio palancato. Pure , comeche la Cassa svegliar dovesse piuttosto la idea di fabbrica in acqua e non quella di Palificata ,
una tale circo
stanza la si volea risguardare come decisiva , e non oltre moyeasi il menomo dubbio sulla natura delle fondamenta di que' muri , indicata da una lapida , e confirmata dalla iuspezione del fatto . Ciò nondimeno , chi mai detto avrebbe che la fac cenda non andava cosi ? Recatomi nell' Aprile dell'anno stesso in Civitella del Trouto , per cose del mio uficio , e visitando talune parti de' ripari del Forte ecco , mi avvenni per avventura in una lapiduzza circolare allogata in un angolo del rivestimento, e con non lieve sorpresa io lessi in quella :
MESUP . SILVA Lo stupore impertanto esser dovea in me ragionevole , mercechè ( lasciamo stare il mio ricordarmi aver letto in qualche parte ( 1 ) essere stato un Bernardo Buontalenti
(1) Architettura Militare di Francesco Marchi , il lustrata da Luigi Marini vol. 1.° Diss . 3.a
112
il costruttore di quelle difese ) le moli di fabbrica , le quali sostenevano la iscrizione e che mi stavano dinnanzi, ave vano saldissime le fondamenta , affatto scoverte e basate sul sasso sopra cui tutta si asside la Rocca di Civitella . Quasi mal credendo agli occhi miei invocai la presenza di alquanti testimoni , e sul lucgo condussi i Signori , Bion delli ( 1 ) . Colonnello , comandante la Piazza , Traversa , 5 allora Maggiore del Real Corpo del Genio , Briganti al lora Tenente dell' Artiglieria , ed altri : parlai loro della iscrizione Pescarese ,
che troppo bene conoscevano ,
ri
cordai del significato che comunemente a quella dar si soleva , e poi mostrando la lapida per me in quel sito rinvenuta , feci a quelli uffiziali aperto il pensiero che certamente le due iscrizioni essere dovevano deputate a ri cordare tutt'altra cosa che la qualità delle fondamenta . Ed essi mi furono cortesi di unanime consentimento. a Poscia , dopo breve dimora in Civitella , fattosi da me ritorno a Pescara , volsi naturalmente l'animo alla iscri zione , per me addivenuta una specie di enigma , del quale io cupidissimo era trovare lo ascoso significato. Cominciai dal meditare attesamente intorno ad un qual che senso probabile di quelle benedette parole mesup silva; e mentre più mi ci beccava il cervello e meno tro
(1) Quest' uffiziale superiore , che riuniva ogni ma niera di doti onde un tempo fù caro alla Napolitana Artiglieria , fini di vivere comandante la piazza di Ci vitella nell' anno 1836.
113 vava una via , ricordai del Dente d'Oro del fanciullo di Mesia , e temetti d'imitare la credulità di Mariano Rul land , il quale scrisse un bel volume per dare la spiega zione di un fenomeno circa la effettiva esistenza del quale egli non si era menomamente affaticato di accertarsi prima di ogni altra cosa .
Condottomi ne' fossi della fortificazione , visitai tutte le piccole lapide ; una ne scelsi che pareva meno delle altre maltrattata dalle ingiurie di più che tre secoli ( 1 ) e tro vai che quella allogata nel mezzo della Cortina S. Rocco Cavaliere , era benissimo conservata " e le lettere ci sta vano con una precisione notabile . E fattami recare una scala volli veder da vicino il dente d' oro , e in fatti trovai che ci stava dell'inganno. La iscrizione non era quale dall' universale si leggeva : ella presentava tre cose degnissime di nota. La prima , che il MESU è separa to dal P , quasi per lo spazio di una lettera , nel quale spazio si vede una specie di punto a forma di piccolo tri angolo isoscele curvilineo : la seconda , che il P non è già una maiuscola semplice come le altre , ma porta la sua asta tagliata da una traversa linea come per indicare
(1) Nel 1527 secondo Antinori Mem. stor. v. 4. p. 167. non c'erano le attuali fortificazioni : le quali fu rono certamente costrutte tra il 1530 e 1540 allora quando il Vicerè Pietro di Toledo fece elevare tante . difese sopra tutto il littorale del nostro Regno onde far sicuri i popoli dalle corse de' Barbareschi. 15
114 una specie di monogramma : e la terza , che SILVA , e non SILVAM chiaramente ci è scritto , tuttochè ci sarebbe stato comodo spazio onde metterci la M , ove questa lettera avesse dovuto essere la desinenza della pa rola
MESU · P SILVA Tale è, e tale devesi leggere la iscrizione , senza toglierci o aggiungerci nulla . E così espressa la lapida, non mai potrà recare la Prosopopeia aedificaverunt me super silvam > in qualunque maniera accomodar si volesse un modo el littico. Nè , trovando nel P tutti i probabili caratteri della iniziale di un nome proprio , si potrà più dare al silva il significato proprio di selva e figurato di legname ; ma bensi consentire gli si dovrà quello del cognome di una persona della quale il P indica il nome proprio. Quindi le parole P SILVA , furono tosto per me il nome ed il cognome del costruttore delle fortificazioni di Pescara е di Civitella del Tronto ; ond' è che io nel MESU leggo MESUbstruxit , e tutta la iscrizione mi ho fede che leg gere si potrà
Me substruxit P Silva , prosopopeia più
naturale indicante che P Silva fù l'architetto il quale favoreggiato dal Principe cbbe il forse sospirato privile gio di mandare in tal modo ai futuri il nome suo , e farlo vivere per lo meno quanto le mura che avea edificate . La storia intanto nulla , per quanto io sappia , dice di costui , il quale severamente fù costruttore di quelle difese , diritto avrebbe a figurare fra i primi inventori del sistema bastionato , e forse aspirare al primato tra quelli ;
115 perciocchè il tracciato di Pescara , all'occhio di chi sopra luogo vi pone la mente , si appalesa fra i più antichi che la inventrice Italia produceva nel sorgere del secolo deci mos esto. Ma , ahi ! il nome di P Silva caro alla scienza forse quanto quelli di S. Micheli e di Commandino , dopo tre secoli non si presenta alla posterità che debole indizio alle speculazioni del filologo essere immortale ! !
Và uomo , e ti lusinga di
Pare , che dopo questa maniera di ragionamento dovesse essere superflua ogni indagine sulla vera qualità delle fon damenta de' muri di Pescara , che in qualunque modo elle si fossero mai state costrutte , era chiaro che aver non potevano il menomo rapporto con la iscrizione . Ed io intralasciata avrei certamente questa inutile fatica se il Colonnello del Genio Carlo Ferdinando Dolce , mancato dolorosamente da non guari di tempo al rispetto ed all'am mírazione de' viventi , il quale comandava la Real Piazza , non avesse disposto uno scavo al piede della faccia destra del Bastione S. Antoni a fine di verificare la natura del suolo , e convenevolmente proporre le fondamenta di nuove Opere ordinate allora dal Real Governo , e per le quali io , che in quel tempo comandava una Compagnia di Zappatori , mi trovava in Pescara con tutta la mia gente. Lo scavo fù per me eseguito , ed a malgrado delle co piose vene sorgenti , che combattere dovetti senza mac . chine idrovore , io posi allo scoverto un bel tratto della sepolta muratura e giunsi al solidissimo letto di creta da stoviglie sul quale ella si giace , fatta , come diciam noi ,
116 a pietre perdute ,
cioè con grossi pezzi di materiali git
tati nel cavo insieme con la malta che ottima essere do vette , come dalla sua lega con le pietre , dopo tanta quiete di secoli , appariva . Nè in quello scavo io rinvenni la menoma costruttura di casse di legno , perchè queste , nel sito da me aperto , è chiaro che si furono reputate inutili , mentre la tenacità del terreno argilloso permetteva bene che la muratura fosse accolta entro una cassa naturale e non rivestita . Che se in altri siti vero è che si trovano taluni tratti di casse sepolte , come quella scoverta nel 1808 , le me desime esser debbono considerate come particolari modi di precauzione là dove la qualità franosa del terreno fù per richiedere che i laterali degli scavi fossero rivestiti con legname , o anche si credettero necessarie le ture per for mare lo stagno ec. Questo esperimento voluto dal Colonnello Dolce , col togliere di mezzo ogni idea di legname dalle fondamenta delle mura di Pescara , pose l'ultima mano , alla chiara e sincera lezione della parola Silva nel marmo pesca rese , della quale if significato è senza il menomo dubbio il cognome dell' Ingegnere costruttore . Ma io vengo di nuovo a chiedere , chi si fù mai que sto P. Silva ? Io nol sò , ma forse bene sapere lo potran . no i dotti che in Napoli ,
ed in tutta Italia consacrano
le sapienti fatiche ad onorare la memoria di coloro che nella nostra penisola somma gloria a se stessi ed alla patria seppero con le opere maravigliose procacciare.
117
Addio mio caro , Addio mio pregiato Ulloa , serbati sano al decoro dell' Esercito nostro , fà di amarmi e cre dimi immutabilmente. P. S. Pregare ti voglio perchè tu faccia ben dichia rare dal Signor Ayala se ci è differenza e quale, tra quel l'un certo Gianfrancesco Scriva spagnuolo che due Dia loghi scrisse nella sua lingua in difesa della Fortezza da lui innalzata in Napoli , secondo io trovo nel vol . 7.º pag . 444 del Tiraboschi , ed il Pirro Luigi Scriva Va lenzano costruttore del Forte S.Elmo , e costruttore anche di quello dell' Aquila in Abruzzo , Castello rinomato e giu stamente fra le più pregiate opere di tal genere in Italia . Io penso che il Tiraboschi prenda errore , che non ci sia altro Scriva del Pirro , e che la Fortezza , per la quale egli ebbe a dettare i due Dialoghi in difesa quella si fosse di S. Elmo , che per le sue forme eteroclite me ritò per avventura una qualche critica , che non era u gualmente facile a farsi in quel tempo contro un' opera bellissima e regolare quale si è il Forte Aquilano.
Anzi , a chi vorrà far cosa per bene chiarire il dubbio che propongo , gioverà tener presente la Inscrizione allogata sulla Porta maggiore del Castello di Aquila. Essa è come segue : SECURITATI . PERPETUAE . REGNORUM . GENTIUM . CAROLI.V.ROM . IMP.PACATORIS . ORBIS.P.F . AUG. CUJUS . IMPERIO . AETERNI . NOMINIS . HANC . ARCEM . D. PETRUS.A . TOLEDO . MARCHIO . VILLAE.FRANCAE . VICE.SACRA . QUOD . FRETO . SICULO . ULTRA.CITRAQ . ALLUITUS . REGENS . STATUI . CONDIQ . JUSSIT. GEMINISQ . HIS . AUSPICIB.A.PYRRHO.ALOISIO . SCRIVA . DIVI.JOANNIS . EQUITE . DESCRIPTAM . INCOEPTAMQ . D. HIERONYMUS . XARQUE . PRAEFECTUS . ARCI . PBAEFECTUSQ . AUGUST.MILITUM . EXEGIT. ANN.M.D. XLIII .
118
Della quale Iscrizione , la data 1543 , è chiaro che si appartiene all'epoca in cui fu terminata ( o a meglio dire cominciata ve
sospesa , che finita non è ) la costruzione
ramente dallo Scriva nel 1535 , secondo narra il Cirillo scrittore sincrono , negli annali dell'Aquila ( Ediz. 1570 Lib. ultimo. ) Ed in proposito della data di tale riferita Inscrizione , mi piace notare un errore corso al piede della Tavola di S. Elmo recata dal signor Ayala nell'Antologia , dove leggo il millesimo MDLXXXVIII nel quale il tipografo, io son certo 2 ha fatto entrare la L in contrabbando ; perciocchè nel 1588 regnava Filippo II. , era Vicerè in Napoli il Conte di Miranda ,
erano già passati trentanni
dacchè Carlo V. riposava sotterra, e n'erano scorsi tren tacinque dalla morte di D. Pietro di Toledo .
E di nuovo addio .
Il tuo compagno affezionatissimo F. SPONZILLI .
119 LE VITE
DE' PIÙ
LEBRI
CAPITANI E SOLDATI NAPOLETANI
SCRITTE
LA MARIANO D'AYALA.
Le vite de' nostri egregi capitari e soldati possono bene illustrare non pure la storia aneddota del reame di Na poli dal 1734 insino a' giorni presenti , ma andar de- . stando nobilissime faville di gloria e di vere durature virtù in mezzo alle milizie nazionali , a specchio ed e sempio dell' universale prefferendo i valorosi e gli ec cellenti . L'opera verrà a mano a mano pubblicandosi per qua derni. Il primo contiene le vite di ANGELO D'AMBROSIO EMMANUELE DE BOURCARD ― FRANCESCO COSTANZO- MAT TEO CORREALEGIAMBATTISTA FARDELLA. (1 )
(1) Il primo quaderno di pagine 96 si è già pub blicato.
120 Il secondo , che è sotto i torchi , narrerà i fatti di FRANCESCO EBOLI CASTROPIGNANO -ALESSANDRO BEGANI RAFFAELE DE GENNARO - GIOVANNI BAUSAN - GIUSEPPE PARISI - LUIGI ARCOVITO.
Ogni quaderno composto di sei fogli di stampa in 8.º con carattere piccolo romano " si venderà al prezzo di carlini 3 nella Tipografia dell' Iride salita Magnocavallo n.º 29 , primo piano , e presso l'Autore , largo Ecce Homo n.º 28 , secondo piano .
Addi 28 luglio 1843 .
121 CENNO DI ALCUNE SPERIENZE SULLA FORZA DELL'Acqua che s'AG GHIACCIA DENTRO PROJETTI CAVI DI FERRO FUSO , FATTE IN TORINO DALL'ANNO 1826 AL 1832 DAL CAVALIERE L. FR. QUAGLIA.
Coll' esposizione delle poche , ed incomplete sperienze da me eseguite anni sono , io non ho qui in pensiero di nulla aggiungere allo stato attuale della scienza ; intendo solo di presentare al pratico alcuni risultamenti non affatto identici a quelli già noti ,
e quindi non inutili per la
propria istruzione , nè indegni di qualche attenzione. Prima di esporre le mie ricorderò le altrui principali sperienze a me note , fatte altrove ,
con maggior preci
sione , ed ingegno , tali furono quelle dell'antica Acca demia Fiorentina del Cimento , la quale, facendo agghiac ciare dell'acqua entro una robusta sfera di rame , ne os servò la forza , che cagionò lo spezzarsi di questa ; ricor derò quelle di Huijghens, nelle quali l'acqua riducendosi in ghiaccio entro un forte doccione , o tubo di ferro ben chiuso , il faceva scoppiare , e i calcoli di Muschembroeh , che giudicò la forza del gelo nelle prime succitate espe rienze equivalente ad una forza capace di sollevare un peso di libbre francesi 27720. Somigliante a quest'ultima è l'esperienza di Buat , che col ghiaccio fece rompere una canna di ferro di spessezza un pollice . Williams nel Quebeck sperimentava una bomba
- 16
122
di diametro mill . 346 grossa di parete mill . 54 : egli la riempiva d'acqua , ne chiudeva il focone , o dicesi boc chino con turacciolo di ferro a vite , e l'esponeva ad un freddo di gradi - 22.º Si spezzò la bomba , il tappo venne cacciato a metri 20 , 15. Altravolta con gradi - 28 il tappo si trovò a 134 metri . Accennerò finalmente quelle descritte nel Bulletin Mi litaire de Ferussac T. 8 pag. 178 che ebbero luogo Varsavia negli anni 1828 , e 1829 adoprando granate prussiane da libbre 10 esposte al gelo di gradi sotto lo zero da 20 a 23 - ora col bocchino aperto , ora chiu dendolo , con tappo di legno ,
ora
con uno di ferro a
vite ; il projetto resistette , nè ruppe, se non quando era chiuso in quest'ultimo modo ; si osservò una dilatazione dell'acqua nel ridursi in ghiaccio d'un ventesimo di suo volume quando il projetto era aperto , e da 35 a 39 quando chiuso col tappo di legno. Soggiungerò di volo che il Mairan trovava che il volume del ghiaccio pro dotto da acqua non purgata da aria eccede da
a
quello dell'acqua liquida , e che quello del ghiaccio col l'acqua purgata dall' aria non eccede
.
Secondo il Bellani la dilatazione naturale ,
e libera
dell' acqua comune non eccede un sedicesimo . Abbastanza note , e ricordate sono le sperienze , o la vori di ghiaccio fatti in grande , come casa ,
palazzo ,
arredi , a Pietroborgo ; poi poco dopo a Vienna ;
nè
qui verrebbero all'uopo ; onde passerò tosto a parlare delle altre da me tentate .
123 Sperienze fatte in Piemonte.
I projetti adoprati erano del modello francese dell' lm pero , senza difetti di fusione • е di una stessa qualità di ghisa. Granate da pollici 5. 7. 2. ossia da obice di mill . 152 di bocca.
Se ne riempirono d'acqua due di eguale grossezza , e peso
si chiusero con tappo di legno di faggio lungo
mill . 41 , cacciato nel focone , o bocchino a forza di maglio sino a radere col capo l'orifizio esterno. All'una si sovrapose ( sul tappo ) un peso di chil. 19 , all'altra un carico di 45 , il freddo era 4 a 5 gradi di Reaumur sotto lo zero. Alla prima , l'acqua nel gelare rovesciò il peso , spinse fuori il turacciolo , in continuazione di cui sporgeva dal focone un cilindro di ghiaccio lungo mill . 27. Nell' al tra granata l'espulsione del peso , e del tappo parve fat tosi tutto in un tratto , come per esplosione , mentre l'ac qua era ancora allo stato liquido ; a 1.
il turacciolo si trovò
50 , e nell'intervallo il terreno era cosperso di
spruzzi d'acqua in istato di ghiaccio. Un'altra simile granata , piena d'acqua , e chiusa con turacciolo di ferro a vite nella notte che restò esposta a un freddo di — 4.º si fessurò , non intieramente però a dividersi in due pezzi eguali ; il circolo di sezione era un meridiano che passava per il focone ,
e per il cen
tro ; un quarto della sua circonferenza mancava , cioè re stava ntiero.
124 Una bomba da pollici 8 ,
ossia da mill . 223 dopo
riempita d'acqua si chiuse a forza con tappo di legno , si lasciò esposta una notte a freddo di 4 gradi di Reau mur sotto lo zero : sul tappo erasi adagiato verticalmente un peso di chil . 74 ; il peso fu rovesciato, il tappo cac ciato a I'm " e ne sorti un getto , o spruzzo d'acqua , che si trovò gelata sino a ō , 75 all' intorno : In altra espe rienza col peso di 79 chil . il tappo si trovò alla distanza di 1,90 ma la bomba intiera.
Nel 1832 con un freddo di — 7.º R. si provarono 6 bombe da pollici 8 nel tempo stesso. Un peso di chil. 12 circa pesava sul tappo di legno ;
erano riempite come
segue. 1. Con acqua ordinaria di pozzo : si fessurò a metà . 1. Con acqua simile : sollevò il tappo , ed il peso. 1. Piena con acqua bollita : sollevò il tappo , ed il peso. 1. Piena d'acqua comune in cui erano sciolti 10 grammi di soda
il tappo non mosse ; l'acqua internamente era
come gramolata , cioè leggermente gelata .
1. Piena d'olio d'olivo : non mosse il tappo ; l'olio era gelato, e piuttosto scemato, che accresciuto di volume. 1. Con acqua in cui vi erano 10 grammi di salnitro ; יןacqua appena sollevò il tappo nel gelarsi. Bomba da pollici 12 ossia da mill . 324 ; 8 coll' acqua ordinaria , chiusa con tappo di legno di rovere ; peso so — 2.º L'ac vraposto al tappo chil . 129 , freddo gradi R. qua non vi gelò , nè mosse il tappo.
L'esposizione al
freddo ebbe luogo in un cortile del laboratorio totalmente scoperto.
125 La simile bomba col peso di chil. 285 a gradi C I , come a ― 2 non mosse > nè l'acqua interna vi gelò . La medesima bomba con freddo di - 7 gradi , e di 9 carica sul tappo di legno di chil . 129 resistè al gelo ; ma il carico venne sollevato ;
il tappo venne cacciato ,
con parte d'acqua in ispruzzi come colla granata di pol lici 5.7.2 . La stessa bomba da' pollici 12 a freddo da - 7a - 9 col peso sul tappo di larice di chil . 285 , non ruppesi , non sollevò il peso ; ma l'acqua uscì all'intorno , o attra versò il tappo , e si vide formato un grosso labbro cir colare di ghiaccio attorno al medesimo. Ad una uguale bomba piena d'acqua ordinaria si chiuse il focone con tappo di legno a forza , si sovrapose un ca rico di chil. 295 ; si espose a freddo di — 4 in - 5 l'ac qua vi gelò , sollevando il peso di 8 centimetri circa . Ad un freddo di o gradi , ed a quello di 1. 2. 3. 4 . sotto lo zero , nella bomba da 12 con un peso di chil . 442 ; l'acqua si trovò liquida nell'interno ; il tappo non mosse . La stessa bomba essendo piena d'acqua , e chiusa col tappo , anche cacciato a forza ma senza caricarla di alcun peso fu esposta ad un freddo da o a— 2 sul suolo. L'ac qua vi gelò intieramente : il tappo si sollevò al di sopra del focone da 27 a 40 mill . = Qualora la bomba era co perta d'un piede di neve il tappo si sollevava della sola metà circa .
126 Palle da Cannone , o da Fucile di ghiaccio .
Si fecero, con un freddo di — 2 gradi , palle di ghiaccio del calibro da lib. 4 ( mill . 76) , si spararono in un can none campale con grammi 184 di polvere contro una ta vola di legno , alla distanza di 50 passi ; la tavola era spessa mill . 43 ; la palla non la forò , ma la ruppe , e i pezzi di legno furono cacciati a 3o. metri distanti smo vendo il terreno agghiacciato contro cui poggiava la tavola. Le pallottole da fucile di ghiaccio ,
a carica di 4 , 6
e di 10 grammi , tirate col fucile si schiacciarono contro il legno che serviva di bersaglio , senza farvi alcuna im pressione.
Per il calcolo della forza del ghiaccio , e della polvere nei projetti cavi di ferro fuso , V. Appiani , Trattato di Fisica . T. 3. etc. LUIGI QUAGLIA
già colonello d'artiglieria .
127 CONSIDERAZIONI
SUL COMBATTERE DA SOLO A SOLO COLLE ARMI MANESCHE DA FUOCO.
I. Dopo di aver fatta qualche ricerca onde poter pa ragonare , combattendo da solo a solo , gli effetti dei tiri anteriori delle armi manesche da fuoco ,
con gli effetti
dei tiri posteriori , giunsi a risolvere in varie parti una tal quistione. Ottenuti ch'ebbi questi diversi risultamenti , nello stesso luogo dove ne vennero tanti ammaestramenti per la scherma delle armi da presso , mi piacque di ve der pure sorgere , e pubblicarsi alcuni dei non mai os servati precetti , per quella delle armi da lungi . E perciò avendo scritto il presente articolo , furono completamente soddisfatti i miei desiderî ,
allorchè seppi essermi stato
fatto il favore d'inserirlo nei quaderni dell' Antologia Militare Napolitana . Sia questo un atto di rispetto , e di sincera gratitudine alle meditazioni , ed agli esercizi di tanti schermitori eccellentissimi , i quali in ogni tempo coltivarono 2 e promossero una tal parte delle
militari
cognizioni . II. Nei tiri delle armi da fuoco fissiamo l'attenzione
a due leggi ; 1.º che i corpi , i quali si tirano , tanto maggiormente perdono la forza impressagli quanto più si allontanano dalla bocca da fuoco ; 2. ° che tanto più l'oggetto a cui si tira è distante , e tanto più cresce la
128 difficoltà di colpirlo. Colla costruzione delle armi , colla qualità delle polveri , colla maniera di caricarle , ec. si cercò di accrescer le gittate ,
e di colpire esattamente
anche in lontananza : e moltissimi raziocinî ed esperienze si fecero , per conoscer la vera via che percorrono i pro ietti " e farla quindi passar nello scopo. Ma numerosis simi essendo gli elementi che hanno parte negli effetti del tiro ; e molto quelli che sono immisurabili o assolu tamente , o relativamente al tempo che si ha per agire ; giammai potrà ottenersi , con qualunque progresso , che il tiro lontano colpisca egualmente del tiro vicino. E da tale incertezza inevitabile segue che , volendo giudicar con precisione sugli effetti del fuoco delle varie armi , dopo di avere adoperate tutte le cautele possibili , affinchè il proietto colpisca , non v'è miglior mezzo che quello di osservare se dopo quanti tiri , fatti ad una data distanza uno ne va al segno prefisso . Imperocchè le conseguenze che allora si deducono da alquanti effetti predetti , com prendono quelle cause di aberrazione che valutar non sap piamo ; e diventano poi indubitate , facendovi le modifi cazioni che l'esperienze eseguite tranquillamente abbiso gnano , per essere utilmente applicate alla guerra . Una palla spinta dalle armi da fuoco ,
che ordinaria
mente si adoperano , quasi nella sua intiera gittata , con serva una forza sufficiente ad offender moltissimo un uomo mentre poi d'altra parte il danno che potrebbe fare as sai diminuisce , in causa di ciò che l'obbliga a variar direzione . Pertanto nel caso di due bersaglieri isolati e
129 avversarj , situati allo scoperto in pianura ,
e privi di
qualunque arma da desso , le probabilità decresceranno soltanto per la deviazione de' proietti ,
e niente per le
resistenze opposte alla loro penetrazione . III. Ciò premesso siano A , e B due bersaglieri , e gualmente armati , e fuori tiro , i quali si vadino avvi cinando per farsi fuoco l'un contro l'altro , ed
in tali
condizioni che niuno dei due , dopo essersi avanzato , possa mai retrocedere . Se uno di loro , per esempio A , facesse fuoco contro B molto lontano potrebbe facilmente sbagliare il colpo , e allora , prima d' aver tempo a ri caricare , arriverebbe B ad un punto , ove acquisterebbe grandissimo vantaggio : se poi A indugia troppo , e si fa accostare B soverchiamente , arrischierà di esser colpito prima di tirare. E , in quest'ultima ipotesi , neppure ec citerebbe il male se anche sparasse insieme col nemico ; perchè la maggior probabilità di colpire non gli toglie già il pericolo più grave , che s'attirò per l'errore, il quale è sempre maggiore di quello che , per se stesso " il caso gli apporta . Se il nemico non ha scaricata già
ľ arma " esiste adunque una distanza da cui facendo fuoco l'azione anticipata compensa , quella maggior probabilità che , non essendo colpito , avrebbe di poi il nemico me desimo , venendo al confine più prossimo . E per trovare ove si ha tale indifferenza , scriviamo con
x la distanza tra i bersaglieri a la più breve distanza a cui si possono avvicinare .
Y yx la probabilità che il tiro colpisca. 17
130 Sarà
-y
quella che il tiro non colpisca
e ( 1-yx ) Ya quella che il bersagliere non colpito offenda
l'altro. Acciocchè alcuno dei due non abbia svantaggio , do
vremo avere
Ya -Ya yx = ( 1 - yx ) Ya , ed Yx = ISe l'esperienze si eseguiranno in distanze dal bersaglio proporzionali ai numeri I1 , 2 , 3 , . . . . ec .; indi cando con la probabilità dei scatti veri e con ar
b,c9· ·
• • • ec. il numero dei tiri giunti al ber
saglio , alle stesse distanze ; avremo x (b − 2a+3 ) + Yx= 3 +x ( a−3 ) + x (³¹) 2 X2 Ꮖ (* ) (* ³) (c ..ec. — 36 + 3 a − 3 ) +…… 2 formola che già adoperai per risolvere varie altre qui ŝtioni. Applicazione I. Sia posto un fantoccio in piedi , grande come un uomo di mezzana statura , e se coi fucili , tirando a varie distanze , verrà confermata la serie passi passi passi passi O = 100 = 200 = 300 = .... ec. yx
=
colpi 0,95 =
colpi 0,42 =
colpi 0,14
=
colpi 0,02 = ………….ec .
avremo Yx = 0,95 — 0,53x + 0,25 x X-2 0,09 x·(*= 2 ') (® 3 ³) + ·
= = (* 2 ¹) –
ec .
E posto che i bersaglieri non si possano accostare più di 30 passi , sarà a = 3ơ , e
131 0,791 , quindi
Y30 = 0,95 - 0,53 X 0,3 0,791 Yx = I + 0,791
0,441 ; e
A 0,95 — 0,53x + 0,25 x (~ — 2' )
ec. = 0,441 .
Fatto zo , il primo membro dà un numero mag giore di 0,441 ; e fatto x = 1 ne dà uno minore : dunque la serie ha luogo pei valori di x tra o e 1 ; e si avrå — 0,53 x = 0,441 ; ed 0,95 x
509 = 0,96 prossimamente ; 530 =
cioè bisogna tirare alla distanza di circa 96 passi , per non aver lo svantaggio . Dunque , coi fucili , tanto sta in pericolo quell' uomo che alla distanza di 96 passi fa fuoco prima ; quanto quello che alla distanza di 3o passi spara il secondo .
2
Se fosse ao , cioè se i bersaglieri possano tirare a boccapetto ; verrà 0,95-0,53x=
0,95 I + 0,95
.463 0,487 ; ed x = 539 = 0,87 ;
onde in questo caso , per non avere svantaggio , bisogna tirare circa 87 passi lontano .
" Applicazione II. Se tirando contro il medesimo fan i toccio , colle pistole di cavalleria , essendo a piedi , verrà riconosciuta vera la serie passi
passi 100
passi 200
• • ec.
colpi 0,93
colpi 0,30
colpi 0,03
ec.;
Ꮖ yx
=
=
si avrà .. ec. yx = 0,93 — 0,63 x + 0,36 x (2—¹) — …
132
E se porremo che i due uomini non si possano avvi cinare più di 30 passi , sarà = 0,741 ; donde Y300,930,63 X 0,3 =
0,93 - 0,63x =0,741 = 0,426 ; ed 1,741 504 = 0,80 ; x= 630 cioè bisogna tirare , in questo caso , circa ad 8o passi lon tano , e la probabilità di colpire sarà y8o0,426. IV. Dipinta , in una tavola di qualunque data gran dezza , una figura , eguale alla superficie che presente rebbe , sul piano verticale , la posizione di un uomo in piedi , di media statura , posto di fronte ; gli si tiri , a varie distanze , una quantità sufficiente di colpi . Contate i segni fatti dai proietti , in ciascuna distanza sulla figura dipinta ; e paragonati col numero di quelli che si ebbero tirando al fantoccio , otterremo una serie , la quale c'in dicherà l'aumento delle probabilità , quando l'occhio viene ajutato a dirigere il colpo da oggetti situati intorno lo scopo preso di mira.
Se la figura fosse dipinta sopra una tavola rettangolare metri alta 1,و س9 , e larga o,metri 5 ; e se si trovasse
passi x
= 0
yx
colpi = 0,95
=
passi 100 =
passi 200
passi 300 = .... ec.
colpi 0,46 =
colpi 0,16 =
colpi 0,03 = .... ec.
a colpo d'occhio si valuterebbe il divario della proba bilità , e la formola X2 -.ec. r = 4x — 6x (*=¹) . 무 + 7x・ 딸 ( 2 2 )( 3 )
133 ci darebbe i mezzi di adoperare le une invece delle altre sperienze. V. Se i due bersaglieri avranno armi diverse, scri vendo con z
la probabilità di B , verranno le due e
quazioni
yx
Za Ya = I + Za " 7x I +Ya
La prima , essendo risoluta , dia x = m , e la seconda dia x = n : e se è nm dovrà B avvicinarsi di più verso A , e quindi far fuoco prima di lụi , giacchè se nella stessa ipotesi , tirasse alla distanza x = n non ri trarrebbe alcuna utilità dalle proprietà speciali dell'arma . Se poi n < m , converrà al contrario a B di non farsi avvicinare il nemico più di n , prima di
e far fuoco parimenti
: imperciocchè se questo potesse tirare prima
di lui , alla distanza n , acquisterebbe dalle qualità par ticolari dell' arma molto vantaggio.
Applicazione. Il bersagliere A sia d'infanteria grave armato di fucile , ed il bersagliere B sia d'infanteria leg gera , armato di carabina tedesca , caricata a palla for zata. Per trovare in questo caso il valore din , se verrà meglio verificata la serie passi passi passi passi passi x 0 = 100 = 200 = 300 400 = .. ec. colpi colpi colpi colpi colpi zx 0,95 0,66 = 0,41 = 0,26 = 0,14 = .. ec. avremo
zx = 0,95 2 ) ++ — 0,29% + 0,04* (*—¹
+ ..... ec. 0,000 (21 ) (52 )
134 E se facciamo ao , cioè se nessun ostacolo si op pone al loro avvicinamento ; sarà
0,95 ec. Zx =0,95—0,29x + 0,04x (~—-¹) —…..
I+0,95
0,487 ; giacchè anche quì ( = Z0 — 0,95. Da questa equazione abbiamo
x²-
310 463 x+ = 0 > ed x = 1,67 = n , cioè n = 167 -20 20
passi circa . Si è preso un solo dei due valori dix , perchè l'altro superando 2 non dev'essere , come si sa considerato. Se B potesse avvicinarsi sino ad 87 passi , e far fuoco prima ; sarebbe
787 = 0,95 - 0,29 X 0,87 = 0,697 9 e la differenza delle probabilità verrebbe espressa con 0,21 . 0,487 97 Da tali condizioni risulta , che se B scaricasse l'arma
Z87-7870,6 contro
alla distanza di 167 passi
non otterrebbe al
cun vantaggio : se si avvicinasse sino ad 87 passi , ed il nemico gli desse tempo a tirar prima , avrebbe una mag gior probabilità di colpire espressa da 0,21
se invece
poi A , nella stessa distanza di 87 passi , fa fuoco prima di lui , in questo caso ritorna a perdere il vantaggio del l'arma . Per evitare che la lestezza del nemico giunga a togliere ciocchè offre un'arma , qualche volta di più fa vorevole ; e porre totalmente al sicuro , riguardo a ciò, il bersagliere B , cerchiamo a qual distanza avrà la me desima utilità , tanto tirando prima , che dopo lo sparo del nemico .
135 Poichè pel bersagliere B , è z
la probabilità del tiro
fatto prima di quello del nemico , e ( 1 - x ) Za la pro babilità di quello fatto dopo ; se ha luogo un egual van taggio tanto tirando prima che dopo , dovrà essere zx = ( 1 −yx ) za ; ed il valore di x , che verifica questa equazione , ci darà il numero che si desidera . Applicazione . Nel supposto caso particolare , essendo a = 0 , si ha
0,95 - 0,29x + 0,02x ( x — I +- ..... ec. = 0,95 { 1 — 0,950,53 x 0,125 x ( x − 1 ) + .... ee . } . Questa equazione tra i limiti x = 1 9 ed x = 2 avendo soltanto valori che vi soddisfano ; sarà
0,95 — 0,29 % + 0,02 x ( x − 1 ) = — 0,125 x ( x − 1 ) } ; 0,950,05 + 0,53 x ossia
3729 x2 S
x+ 555
3610 = 0; 555
da cui ne viene x = 1,17 circa , vale a dire alla distanza di 117 passi a un dipresso , il bersagliere B tirando con seguirà tutto il vantaggio che gli offre l'arma , senza per der nulla per sbaglio di misura , o nulla acquistare per gli errori dell'avversario . E siccome un vantaggio consimile può anche ottenersi da armi della medesima specie di miglior costruzione , e dall' esercizio fatto a tirare , si vede quanto ,
in simili
casi giovi , 1.º di avere una buon' arma ; 2.° di eserci tarsi molto a tirare ; 3.° di conoscere a quali distanza convenga meglio far fuoco al combattitore , riguardo lo stato di cose in cui si trova .
136 VI. Immaginiamo adesso che il bersagliere A faccia fuoco prima , ed in vece di farsi avvicinare il nemico dopo tirato torni indietro
e supponendo che B non possa
raggiungerlo , converrà che scarichi purè la sua arma , primachè l'altro sfugga dalla gittata . E poichè avendo le medesime armi , yx è la probabilità di A, ed ( 1 —yx ) Yxı quella di B; ed essendo sempre yx >Yx - yx , cono sciamo che giammai , in questo caso , il bersagliere che tira dopo , può pareggiare l'effetto dell' altro : quando non lo favorisse qualche circostanza particolare , come esem pigrazia un aumento di probabilità pel rimbalzo della palla in terreno più duro ec . Se poi B avesse un' arma che spingesse la palla con maggiore esattezza , sarebbe
yx la probabilità di Д ; ed ( 1 - Yx) rare Д.
x quella di B : e B allora potrebbe supe
Applicazione V. Il bersagliere A d'infanteria grave faccia fuoco prima , contro il bersagliere B d'infanteria leggera , alla distanza di 167 passi . Queste condizioni danno
per A ... per B .....
Y167 = 0,205 (Y167 ) 167 = 0,388 ;
onde , se A dopo tirato retrocedesse , soffrirebbe uno svantaggio di 0,183 . Per sapere sino a qual distanza B potrà tollerare che A si avvicina , abbiamo l'equazione ( 1 —Yx ) Zx = Yx ; ed il valore di x , che otterremo ri solvendola , ci darà la distanza che si cerca .
137 Applicazione VI. Nel medesimo caso particolare si ha { 0,05 +0,53 x — 0,12 x ( x − 1 ) } 0,95 — 0,29 + 0,02 x ( x −I )} = 0,95-0,53 +0,125 x ( x - 1 ) ; ovvero
x4
1037 8916 50 x3+ 50 x²
18050 25235 = 0. 50 x + 50
Questa equazione ha una radice tra i limiti 1,07 e 1,08 la quale si avvicina più al secondo di tali numeri, onde diremo che alla distanza di 108 passi circa , il fuciliere facendo fuoco contro il cacciatore e fuggendo , non potrà avere la superiorità ; ma l'otterrebbe , se potesse tirare ad una distanza minore. VII . Se i due bersaglieri fissi in due diversi posti , distanti fra loro per a , si facciano fuoco scambievolmente; se A spara prima sarà Probabilità a favore di A.
Probabilità a favore di B.
Ya
Ya yea
Ya-y³a +y³a
Ya -ya +y³a -y¹a
Ya—y³a +y³a —y4a +y³a Ya —y³a+Y³a—y¹a +y³a—y®a Ya -ya + ...+y²²αa
Ya -ya + .....
-ya
essendo la prima somma la probabilità degli n tiri di A, e la seconda quella degli n tiri di B. Sottraendo la se conda dalla prima , verrà • +y²n = y³a { y²n y™ a -I —1 } ;
. y²a + y4a +yбa+ ··
y³a -1 pel vantaggio del bersagliere che ha prima incominciato il fuoco. Applicazione . Se i bersaglieri fossero d'infanteria grave, 18
138 e stessero distanti 100 passi , essendo allora y... = 0,42 sa rebbe , dopo 6 tiri , l'utile in discorso
0,422 ( 0,426-1 ) = 0,212 ; 0,42ª.-I onde si conosce in questi casi , quanto sia giovevole al bersagliere di anticipare i colpi VIH. I due bersaglieri siano parimenti armati di fu cile ; ed abbia A da conservar questo stesso posto che B debba impadronirsene. In questo caso ,
A potrà fare
tante scariche , per quanto tempo impiega B a percorrere la distanza , che passa dal punto in cui si trova a quello che vuole occupare. Ammettendo che A tiri cinque volte in due minuti , ossia un colpo ogni 24 secondi ; e B faccia 350 passi correndo ogni minuto , ossia 140 passi durante il tempo tra uno sparo e l'altro ; per maggior comodità scriveremo la serie.
passi ∞
yx =
colpi 0,95 =
passi 140 colpi 0,29
passi 280
· ec.
colpi 0,04
• ec.; e
9x=: 0,95—0,66 x +0,41 x (*=¹) —…………. ec. ( 2 Il bersagliere A , cominciando il suo fuoco a 280 passi distante , può far tre tiri contro il bersagliere B , e avrà per colpirlo la probabilità totale di 0,950,29 + 0,041,28
Pertanto essendo B più che certo di esser colpito , non è prudenza che si avanzi verso A senza sparare ; ma dovrà scaricare in momento opportuno l'arma che porta . Per decidere se deve sparare dopo il primo colpo , ovvero
139 dopo i due primi colpi tirati dal nemico , indichiamo con (2) e (3) gli effetti che avvengono in queste diverse a zioni e sarà Probabilità a favore di A.
Probabilità a favore di B.
)2)…..Yx+{ I—(I —Y«)Y=—1 }:(Ya−x +Ya—.) .........(I —Y«)Yz—. (3)..y«+Yx−1+{I—(1 — Y«—Y«—1)Y¤— Y}Y»—» •· · ( I—Y»—Y«—1)Yu—» che nel caso il quale consideriamo ; danno
Probabilità a favore di A. 0,9348 • (3) ...... 0,6753 .
(2)
Probabilità a favore di B.
· 0,2784 · 0,6365
paragonando queste probabilità con le altre avute nella supposizione che B non faccia fuoco ; le quali sono · · 0; (1) . • · • • 1,28 . • si vede quanto sia utile a B , in questo caso particolare , di scaricare il suo colpo ; e quanto sia preferibile il ti rar poco prima che l'inimico abbia terminato di caricare il terzo colpo. D'altronde merita riflessione che l'effetto di un tiro fatto in momento opportuno , essendo espresso da 0,6365 ; quasi viene ad eguagliare quello di tre , in pari circostanze , ch'è rappresentato da 0,6753.
IX . Ho supposto sempre che i combattenti si avvici nassero per la via più breve , ossia per la retta che con giunge i due punti in cui primieramente sono situati , e così ho potuto trascurar le piccole differenze , pel moto del bersaglio. Se però gli uomini avanzando o retroce dendo , carolassero o serpeggiassero in qualunque modo, allora le differenze diverrebbero notevoli , e bisognerebbe modificare le soluzioni date . Le stesse modificazioni do
140
vrebbero farsi parimenti , se camminassero chini , o s'ab bassassero , o si prevalessero dei vantaggi che può offrire il luogo , nel quale agiscono. X. Questi pochi ragionamenti bastono per dimostrare che alcune volte l'inefficacità del fuoco non proviene da armi difettose , mal caricate , mal dirette ec. ; ma sol tanto perchè non si distingue bene il momento favore vole , in cui conviene operare. La conoscenza di tali mo menti ci offre quanto esiste di più importante , ond' ap plicare con profitto la potenza delle armi da lungi ; e però io amerei che ciascuno , e con meditazioni , e con k esperienze estendesse. Col solo acume di mente , e non coll' opporre una moltitudine d' uomini , si possono su perare gli effetti del fuoco inimico , se alle sue stermi nate forze në'robusti travi , nelle saldissime mura resistono. 服 E il coraggio , e l'intrepidità di una truppa , senza il sapere , pertanto , spesso nient'altro può fare di meglio che una vil fuga , in folle distruzione cambiare. D'altronde poi la teorica in discorso , non è di natura tale che una volta annunziata e comparsa , possa esser trascurata 0 negletta ; giacchè chi l'ommettesse ne pagherebbe a suo tempo , di troppo la pena . E tanto perciò io desidero che questa parte dell' umano sapere , sia promossa con tutto l'impegno , quanto interessa di conservare , per quanto è possibile ,
in vita quegli uomini valorosissimi , i quali
agiscono ubbidienti secondo il volere di chi li conduce. ROSSETTI UFFIZIALE DI FANTERIA nello stato Pontificio.
141 CONSIDERAZIONI SOPRA L'ANALISI GEOMETRICA.
1. Platone riduceva a tre i metodi geometrici , come attesta Proclo , ma dava il primo luogo all'analisi , di cui credesi generalmente che fosse l'inventore . Purtutta volta una siffatta opinione ci sembra insussistente , dap poichè l'analisi è il cammino naturale che tiene la mente umana nella ricerca della verità , ed è certo che prima di Platone i geometri della scuola italica avevano fatto uso dell'analisi nelle loro investigazioni . Quel gran filo sofo non fece altro probabilmente che mettere in chiaro l'indicata operazione della mente , ed assegnare qualche norma per renderla più attiva e più feconda nella ricerca delle proprietà dell' estensione. Ma chechè siasi di ciò , noi cominceremo dall' esporre l'analisi geometrica , da al cuni detta platonica , quale veniva considerata nelle an tiche scuole greche , e prenderemo per guida Pappo Ales sandrino , che nelle sue Collezioni matematiche ci ha la sciate preziose notizie intorno alla geometria di quei tempi . Ecco le sue parole . << L'analisi ( risoluzione ) è il cammino che , partendo » dalla cosa dimandata , come se fosse conosciuta , con >> duce per mezzo di una serie di conseguenze a qualche >> cosa nota anteriormente 9 o messa nel numero de'prin
142 >> cipii riconosciuti per veri . Questo procedimento ci fa >> dunque risalire da una verità , o da una proposizione >> ai suoi antecedenti , e noi la chiamiamo analisi, o ri » soluzione , come chi dicesse una soluzione in senso in >> verso . Nella composizione ( sintesi ) al contrario , noi >> partiamo dalla proposizione che si trova esser l'ultima >> dell'analisi , ordiniamo in seguito secondo la loro na >> tura gli antecedenti , che più sopra si presentavano >> come conseguenti " e combinandoli fra loro arriviamo >> allo scopo prefisso , donde eravamo partiti nel primo » caso . << Si distinguono due specie di analisi : nell'una, che >> si può chiamare teorica 2 si propone di riconoscere » la verità ,
o la falsità di una proposizione proposta ;
» l'altra si riferisce alla soluzione de' problemi . » Nella prima , mettendo per vero o per già esistente >> il soggetto della proposizione proposta , noi camminia >> mo per le conseguenze dell'ipotesi onde arrivare a qualche cosa conosciuta ; e se questo risultato è vero, >> la proposizione proposta è anche vera . La dimostrazione >> si forma in seguito ripigliando in ordine inverso le di » verse parti dell' analisi . Se la conseguenza alla quale » si arriva in ultimo luogo si trova falsa , se ne con
>> chiude che la proposizione analizzata lo è pure. « Allorchè si tratta di un problema , noi lo supponiamo >> sulle prime come risoluto , e spingiamo le conseguenze >> che ne derivano fino a che si arrivi a qualche cosa >> conosciuta . Se l'ultimo risultato può ottenersi , se è
143 > compreso in quello che i geometri chiamano dati , la » quistione proposta può risolversi . La dimostrazione si » forma ancora ripigliando ' in ordine inverso le parti del » l'analisi . L'impossibilità dell' ultimo risultato dell' ana » lisi proverà evidentemente in ' questo caso , come nel » precedente , quella della cosa domandata . » Vi è inoltre nella soluzione di ciascun problema la › determinazione , vale a dire quella parte del ragio >> namento , con cui si dimostra quando , come , ed in >> quanti modi il problema proposto può esser risoluto (*) . » 2. Dopo questo passo di Pappo non vogliamo qui o mettere di riportare le definizioni dell'analisi ,
e della
sintesi che si trovano in uno scolio alla Prop. 1. Lib.13 di Euclide , le quali appartengono a Teone geometra di Alessandria che meglio di noi poteva giudicare de' proce dimenti degli antichi geometri greci . Egli esprimesi come segue : Resolutio est sumptio quæsiti tamquam concessi per ea , quæ consequuntur in aliquod verum concessum. Compositio est sumptio concessi per ea , quæ conse quuntur in quæsiti conclusionem , seu depraehensionem.
Da ciò si vede che Teone e Pappo si accordano nel darci la stessa idea dell'analisi , nè poteva essere altri menti , poichè tutto il metodo dei Greci si riduceva in gran parte a questi generali precetti come si vedrà meglio in appresso. La loro applicazione ad esempi particolari
(*) Pappo nella prefazione al lib. 7 .
144 si potrà vedere nelle sopraccitate collezioni di Pappo , nello scolio alla suddetta prop . 1 lib . 13 di Euclide , nei libri di Apollonio intitolati de sectione rationis , nelle opere di Viviani ,
di Roberto Simson , di Horsley , di
Giannini , di Ghetaldo , ec. ec .... , e sopratutto negli Elementi di analisi geometrica del celebre Leslie.
Avremmo potuto far qui menzione di altri lavori fatti coll' analisi geometrica degli antichi non solo da mate matici stranieri , ma anche presso di noi , se ciò fosse stato necessario . Infatti dopo di aver nominati Pappo , ed Apollonio fra gli antichi , e Viviani , Simson , ed Horsley fra i moderni , che sono gli autori classici in questo argomento , a che sarebbe giovato il citare le so luzioni di alcuni vecchi problemi , come quelli delle ta zioni , quello del Cramer , quello del Malfatti , ec. che da tanto tempo sono stati risoluti da Vieta , da Fermat , da Castiglione
e dallo stesso Malfatti ? Noi parliamo
de' metodi geometrici in generale , e però citiamo gli scritti de' classici autori , e non già gli esercizi di scuola, qualunque sia il merito di essi . Chi dunque voglia co noscere l'analisi degli antichi legga qualcuno degli autori sopraccitati , e vedrà subito di che si tratta . Nell'analisi , dunque , supponendo la quistione come già risoluta , si abbraccia il soggetto proposto nella sua tota lità e si fa passare per diverse forme , ossia si fanno di verse traduzioni dell' enunciato finchè si arriva a conoscere a che si riduce la soluzione cercata . Nella sintesi , al contrario , la proposizione enunciata
145 è sempre l'ultima conseguenza della serie dei ragiona menti che formano la dimostrazione
è questa una com
posizione , perchè si aggiunge , per così dire , principio a principio finchè si giunga a quella conseguenza. 4. Gli antichi greci nella esposizione delle verità tro vate adoperavano quasi sempre la sintesi , e nascondevano l'analisi che li aveva condotti a scoprire quelle verità ; ma non si deve da ciò conchiudere che essi tralasciassero di fare lunghi e profondi studi sul metodo analitico : al contrario si sa da Pappo che essi riguardavano l'analisi come la parte principale delle loro cognizioni , perocchè quei grandi geometri capivano benissimo che senza l' a nalisi non si può far nulla , non essendo la sintesi che una conseguenza dell'analisi , e propriamente una ma niera di presentare ciò che si è già trovato per mezzo dell'analisi. Quindi immediatamente dopo gli elementi , l'analisi diveniva oggetto dell' insegnamento , e Pappo ci ha conservato il nome de' libri che si studiavano " e le indicazioni degli argomenti in essi trattati , col soccorso delle quali i geometri moderni hanno potuto restituire alcuni di quei libri che non sono giunti sino a noi . Le opere suddette costituivano il così detto Luogo risoluto , ed i principali autori di esse furono Euclide , Aristeo Seniore , ed Apollonio Pergeo che si può risguardare come il grande analista dell' antichità . In fatti questo sommo geometra si occupò a risolvere diversi problemi , che offrivano una grande varietà di casi , per dare, mo delli del metodo analitico ; ed è giunto sino a noi uno
19
146 di questi modelli , vale a dire l'opera intitolata de se ctione rationis , che venne pubblicata e commentata dal celebre Halley. Il tanto vantato luogo risoluto non consisteva dunque che in una raccolta di modelli del me todo analitico : locus resolutus , dice Pappo , propria quædam est materia post communium elementorum con stitutionem , iis parata , qui in geometricis sibi compa rare volunt vim , ac facultatem inveniendi problemata quæ ipsis proponuntur. Con lo studio di questi modelli un ingegno nato geometra poteva sviluppare la sua fa coltà inventiva , perchè trovava occasione di esercitarla ; ma non altro poteva ricavarne , poichè il metodo degli antichi non ha regole fisse , e si riduce quasi interamente al precetto generale dell' analisi , ch'è la via naturale seguita dalla mente umana nelle sue investigazioni. Esso non è che una pesante macchina , la quale per mettersi in moto ha bisogno di esser diretta da cervelli pari a quelli di Apollonio : ed ecco perchè a malgrado de' grandi lavori analitici di questo sommo geometra , le matema: tiche vennero presso i greci in decadenza subito dopo la sua morte. Ed ove alcuno trovasse prevenuti ed arrischiati questi nostri giudizii , legga e mediti il seguente passag gio del celebre Cramer , che possedeva in grado eminente i vecchi edi nuovi metodi .
» Gli Antichi hanno avuto tanto genio quanto i mo » derni , ma essi sono inferiori a questi in quanto al me » todo , quell'arte infinitamente utile di dedurre da un solo principio universale un gran numero di verità , di
147
>> sottometterle a regole generali , di svilupparle per >> mezzo di conseguenze uniformi " e di legarle le une » alle altre nella maniera più propria a far nascere nuove » scoverte. Ciò che gli Antichi avevano dimostrato intorno » alle curve , per quanto importante , per quanto sottile >> si fosse , non era tuttavia che un ammasso di propo »> sizioni particolari , che non potevano servire a tro » varne altre , se non sotto l'aspetto che quelle ricerche » davano degli esempi , e de' modelli , che uno ingegno >> nato geometra si sforzava d'imitare. Una grande ap >> plicazione , e lo studio ostinato di una curva poteva » farvi scoprire delle proprietà singolari ; l'inventore n'era >> debitore al suo genio , e spesso al caso .
>> Lo stesso era presso a poco di tutte le branche delle >> matematiche fino alla scoverta dell'Algebra , mezzo in » gegnoso di ridurre i problemi al calcolo più semplice, » ed il più facile che la quistione possa ammettere . Que » sta chiave universale delle matematiche ne ha aperta » la porta a molti ingegni ,
pe' quali essa sarebbe stata
>> sempre chiusa senza un tanto soccorso. Si può dire che >> questa scoverta ha prodotto una vera rivoluzione nelle » scienze che dipendono dal calcolo . 5. Ciò che precede basterebbe per decidere del merito effettivo dell'analisi degli antichi : ma trattandosi di un argomento importante , e che presso di noi soprattutto ha dato luogo a dispute assai clamorose , non vogliamo tralasciare di riportare in questo luogo i pensamenti di un altro sommo matematico , cui non può in alcun modo
148 applicarsi la ridicola distinzione che alcuni fanno tra Ana lista e Geometra (*) . › Ciò che gli Antichi , e soprattutto Archimede , dice
(*). Stando a questa distinzione non si è avuto alcuna difficoltà di asserire che Cartesio , Lagrange , Legen dre , ecc. sono stati sommi analisti , ma non geometri!! Le dispute , di cui si parla qui sopra , formarono nel: l'anno scorso il soggetto di un lungo articolo inserito negli Annali di Fisica , e di Matematica , che si pub blicano in Milano dal professore Majocchi. Leggendo quell' articolo si vede subito che l'autore di esso si è messo a parlare di ciò che non intendeva , forse per mancanza deʼdati necessarii; e però ha pronunziato un falso giudizio. La quistione in apparenza sta in questo : alcuni pretendono che nella risoluzione de' problemi geometrici debba essere preferita l'analisi degli an tichi , che dicono esser superiore a quella de' moderni ; altri sostengono tutto il contrario : ma la quistione reale , ed importantissima per noi , è che i primi vorrebbero proscrivere l'attual sistema d'insegnamento delle ma tematiche pure e miste , e sostituire ad esso un miscu glio d'antico e di nuovo , che non possiamo qui esporre, ma che basterà dire essere in opposizione di quanto ora trovasi praticato ne'più illustri stabilimenti scientifici del Mondo. Ecco la vera quistione che il giornalista mila neseforse non ha potuto conoscere; ma in tal caso valeva meglio tacere , che pronunziare sentenze dal tripode .
149 il marchese de l'Hopital , ci hanno lasciato sulla dot > trina delle curve è certamente degno di ammirazione. >> Ma oltre che essi non si sono occupati che di un pic >> ciolissimo numero di curve ,
ed in un modo superfi
» ciale , 1 le loro investigazioni su questo soggetto non si >> riducono che ad alcune proposizioni particolari e senza » ordine , le quali non fanno conoscere alcun metodo re >> golare e seguito . Di tutto questo non può farsi ad essi un rimprovero legittimo; dappoichè hanno avuto bisogno >> di una estrema forza di genio per penetrare dentro tante » oscurità , e per entrare i primi in regioni affatto sco » nosciute. Se essi non sono andati più lungi , almeno >> non si sono smarriti , che che ne dica Vieta ; e più le >> strade che hanno percorse sono difficili e spinose , più » sono d'ammirarsi di non esservisi perduti . In somma >> non sembra che gli Antichi avessero potuto fare di più » per il loro tempo : essi hanno fatto ciò che i nostri buoni > ingegni avrebbero fatto nel loro luogo ; e se vivessero >> ne' nostri tempi è da credere che avrebbero le stesse » nostre vedute. È questa una conseguenza dell' egua >> glianza naturale degl' ingegni e della successione ne >> cessaria delle scoverte .
» Non è quindi da far meraviglia se gli Antichi non » siano andati più lungi ; ma non sapremmo meravigliarci >> abbastanza che uomini grandi , e tanto grandi quanto >> gli Antichi , per lungo spazio di tempo non siano andati >> al di là ; e che per una ammirazione quasi supersti » ziosa per le loro opere si siano contentati di leggerli e
150 » di commentarli , senza permettersi altro uso de' loro lumi >> se non quello che bisognava per comprenderli ; senza ar » dire di commettere il delitto di pensare qualche volta >> da se medesimi , e di spingere il loro sguardo al di là » di ciò che gli Antichi avevano scoverto. In questo modo >> moltissimi travagliavano , scrivevano : si moltiplicavano » i libri , e nondimeno non si faceva alcun progresso : » tutti i lavori di più secoli non hanno fatto che riem » pire il mondo di rispettosi comenti , e di traduzioni ri » petute di'originali spesso assai cattivi .
» Tale fu lo stato delle matematiche , e soprattutto » della filosofia , sino a Cartesio. Questo grande uomo » spinto dal suo genio e dalla sentita sua superiorità , ab » bandonò gli antichi per seguire quella stessa ragione » che gli antichi avevano seguita
e questo felice ardi
» mento , che fu trattato di rivolta , ci valse una infinità >> di nuove ed utili vedute sulla Fisica e sulla Geometria . >> Allora si aprirono gli occhi , e si cominciò a pensare. >> Cartesio cominciò dove gli Antichi avevano finito , vale » a dire diede la soluzione di un problema ( quello delle » quattro rette ) , in cui , al dire di Pappo , quelli eransi >> tutti arrenati . Si sa sino a qual punto egli ha portato » l'Analisi e la Geometria , e quanto l'alleanza che ne >> ha fatto renda facile la soluzione di una infinità di pro >> blemi che prima di lui sembravano impenetrabili, ec . (*).
(*) Vedi la prefazione all' Analyse des infiniments petits. Ecco come parlava l'Hopital ne' suoi tempi ,
151 6. Queste ragioni dell' Hopital si accordano con quelle del Cramer e sì le une che le altre non sono che lo svi luppo di alcune frasi colle quali Cartesio aveva già sen tenziato che gli Antichi non avevano metodo , e che le loro investigazioni non erano che una raccolta di proposi zioni slegate , e niente più . Purtuttavolta non bisogna tacere che gli ammiratori passionati dell' antica geometria oppon gono alle solenni autorità da noi allegate le opinioni di alcuni geometri inglesi di gran merito , come Keil , Hor sley , Gregory , Roberto Simson , Stewart , ec.; e soprat tutto la conosciuta predilezione che aveva il gran Newton per l'analisi geometrica degli Antichi. Quantunque vi sia una grande differenza tra un ragionamento solido ed una opinione o predilezione che dir si voglia , pure trattandosi di un uomo come Newton , ch'è stato lo scopritore del più potente
metodo de' moderni , l'obbiezione acquista
almeno apparentemente una gran forza ; e però merita di essere considerata con tutta l'attenzione possibile .
Volendo poi allontanare qualunque sospetto di preven zione , che alcuno potesse apporci , riporteremo intorno a questo soggetto i pensamenti del dottissimo inglese Ba
cioè un secolo e mezzo fa ; e cosa avrebbe detto se avesse conosciuto gl'immensi progressi fatti dalle matematiche ne' nostri tempi ? Eppure noi siamo obbligati a dover invocare in questi medesimi tempi la testimonianza di quel sommo geometra per opporci all' esagerate preten sioni di alcuni ammiratori degli Antichi.
152 den Powel , professore di matematiche nella università di Oxford , Ecco le sue parole : < Una cosa che tendeva a limitare le applicazioni e » ad impedire i progressi del metodo delle flussioni , era » la predilezione che Newton aveva pel metodo sinte >> tico nello stabilire le sue proposizioni . Questo è evi >> dente in tutto il trattato della quadratura delle curve , » ed è mantenuto e difeso in quello delle flussioni. Il >> metodo sintetico può essere acconcio alla semplice co >> municazione di verità elementari
ma ha questo difetto
» essenziale , cioè che non presenta allo studente quei › principii generali per cui le verità furono scoverte e per >> mezzo dei quali può esser condotto alla scoperta di >> altre . Pare in fatti che Newton sia stato guidato nella » sua scelta più da considerazioni di gusto che di uti » lità (*) ; poichè nel trattato delle flussioni si esprime << in questo modo : Dopo che l'aja di una curva è » stata trovata e costrutta , dobbiamo fare in modo nella dimostrazione della costruzione che, lasciando » da parte per quanto si può ogni calcolo algebrico , » il teorema sia ornato e fatto elegante , perchè sia › degno dello sguardo del pubblico . › Di questi principii egli diede una bella applicazione » pratica in quella opera ; ma checchè si pensi di questa
(*) Era il gusto del secolo ,
come si rileva dalla
storia delle matematiche di Montucla , e meglio dalla lettura degli autori contemporanei del Newton .
155
› preferenza astrattamente ? essa non può sicuramente >> essere commendata per utilità ; e senza dubbio lo spirito » di lei cosi istillato nella scuola matematica inglese ebbe » per lungo tempo un pessimo effetto col reprimere le > applicazioni del calcolo delle flussioni ed il progresso » delle scoperte matematiche . Passando poi il professore Powel a parlare dell' im mortale libro del Newton , intitolato Principia Mate matica , etc. esprimesi come segue : » Per riguardo allo stile ed alla maniera in cui queste > inestimabili ricerche si sono presentate dal loro autore >> sembra fuori dubbio che sebbene egli abbia in tutto e >> per tutto fatto uso del linguaggio e del metodo dell'an » tica geometria , scostandosene soltanto là dove la natura >> delle cose assolutamente ve lo costringeva , pure le inve » stigazioni furono originalmente fatte con un metodo assai > differente da quello in cui sono espresse nelle Principia. » Non si può dubitare che i risultamenti furono prima ot, » tenuti per mezzo del calcolo delle flussioni , e che po scia le pruove sintetiche ne furono inventate con quella > facilità che tanto caratterizzava l'ingegno di Newton . >> Che la cosa sia così avvenuta , se ne ricava la cer » tezza dal carteggio inedito di Newton con Cotes con. » servato a Cambridge relativo alla seconda edizione » delle Principia , cui Cotes soprantendeva . In queste > lettere il metodo analitico è quasi sempre impiegato ‣ nelle loro mutue discussioni di quei punti che sembra » vano richiedere maggiori spiegazioni .
20
154 Quando Newton preparava la prima parte delle sue >> ricerche per mandarle alla società Reale di Londra , » egli diceva in una delle sue lettere : io composi allora » alcuni teoremi ; adoperando evidentemente questa pa » rola nel senso degli antichi geometri , e volendo dire » che dopo avere scoperto i risultamenti coll' analisi , li » aveva posti sotto forma sintetica , senza la quale non » voleva che comparissero alla luce. »
In seguito volendo il 2 professore Powel dar ragione del perchè Newton espose sotto forma geometrica le sublimi ricerche contenute nelle Principia , esprimesi come qui
appresso : » Egli temeva di annunziare il principio delle flussion i » perchè prevedeva che sarebbe stato malamente inteso , » e gli avrebbe suscitato contro ogni specie di cavilli e > di obbiezioni ; ed era da un' altra parte sul punto di manifestare scoperte tali, che non solamente avrebbero » risvegliato ogni avanzo di pregiudizi Tolemaici , i quali >> avevano ancora alcuni pochi aderenti , ma avrebbero suscitato contro di lui la potente falange dei discepoli › della filosofia Cartesiana che regnava assoluta nelle uni > versità . Sarebbe stato pertanto assai imprudente l'arri » schiare l'annunzio delle sue scoperte in una forma nella » quale sarebbero state esposte ad una doppia guerra tanto > per se medesime , quanto pel metodo col quale erano » esposte ». Riflettendo attentamente a quanto intorno a Newton ha detto il signor Powel , e che si accorda con quello
155 che il grande Eulero dice nella prefazione alla sua meccanica , e con ciò che in seguito è stato detto da d'Alembert , da Bailly , da Laplace , e da altri illustri geometri , possiamo conchiudere che la geometria degli antichi non solamente non ebbe alcuna parte nelle grandi scoverte del Newton , ma rese oscura ed intralciata la loro espressione ; ed ecco perchè il signor Francoeur par lando dell'analisi e della sintesi nel paragrafo 316 del suo corso di matematiche dice che nelle ricerche complicate la sintesi ( cioè la geometria degli antichi ) perde tutta la sua chiarezza , e che si deve ad essa preferire l'analisi ( cioè il metodo de' moderni ) . Merita poi di essere os servato che il più volte lodato professore Powel attribuisce la decadenza delle matematiche avvenuta nell'Inghilterra dopo la morte di Newton al non avere i matematici in glesi coltivati i metodi analitici de'geometri del continente , ed all' essersi invece occupati con grande ingegno , e con indefessa fatica a restaurare le opere perdute dell'antica geometria ; e passando in fine a parlare dello stato pre sente delle matematiche nella patria del gran Newton pro nuncia le parole qui appresso , che noi lasceremo medi tare a quei matematici che citano continuamente Keil , Simson, Horsley ec . per provare la necessità di coltivare la geometria antica in luogo della geometria analitica a due ed a tre coordinate. » Nondimeno da pochi anni cominciò a mostrarsi in Inghilterra un notevole cambiamento nello stato delle co > gnizioni matematiche. Sono appena scorsi venti anni da
156
» che ci siamo avveduti per la prima volta di esser molto > indietro di tutto il rimanente di Europa in queste scienze , » non per mancanza di primarii ingegni , ma per la cat » tiva loro applicazione ad oggetti non degni , o almeno > tali da non poter per loro natura menare ad alcun no » tabile progresso . Da quel tempo in qua le opere e le > invenzioni dei gran matematici del continente sono state » presso noi introdotte e studiate ; e non è necessario il >> dire che non prima furono intese ed apprezzate , esse > eccitarono un grande ardore per la coltivazione di questi >> metodi ; sebbene esso siasi forse piuttosto mostrato in » minuti miglioramenti e in perfezionamenti di trattati » che in estese ricerche originali . Queste però non man >> carono interamente , e noi non dobbiamo temere di » porre a fronte delle invenzioni del continente le ricerche » analitiche dei Woodhouse , Bromhead , Ivory , Bab » bage ed Herschel . » (*) Alle cose precedenti si potrebbe
aggiungere che la
voluta predilezione di Newton per l'antica geometria pro veniva dal gusto del suo secolo . Infatti é opinione del Montucla che i mirabili teoremi del grande Ugenio furono
(*) Il signor Powel ha fatta nel suo libro menzione degli autori delle opere e delle invenzioni, di cui ragiona in questo luogo. E parlando delle opere elementari ha messe in primo luogo quelle del Legendre , e del La croix, che alcuni pretendono non aver prodotto altro presso di noi che ibridi progressi , mentre hanno ri generate le matematiche nella patria del gran Newton!
157 dapprima trovati coll' analisi algebrica , ed indi tradotti in sintesi elegantissima ; ed è noto che Pascal e Roberval , geometri del primo ordine adoperavano da principio il metodo degl' indivisibili per risolvere i problemi , ed in seguito dimostravano la verità de' loro risultati alla ma niera degli antichi . Quindi si crede ora generalmente che i geometri contemporanei del Newton abbiano fatte col l'analisi algebrica le numerose scoperte che li hanno illustrati 9 e che servirono di base ai lavori dei loro suc cessori . Ma sia per nascondere il cammino da essi se guito , sia perchè non essendo molto abituati a questo metodo , essi non ardivano confidarvisi interamente ; av veniva che quando erano giunti ad una proposizione essi non la pubblicavano senza prima tradurla nel linguaggio degli antichi. Spesso nascondevano il cammino che ve li aveva condotti , perchè i loro procedimenti d'invenzione non essendo ridotti a regole , ed a metodi generali, essi avevano il più grande interesse di tenerli nascosti , a fine di non comunicare altrui le armi che potevano farli trion fare dei loro rivali nelle controversie , e nelle disfide che rinnovavansi ogni giorno. 7. Queste riflessioni potranno servire a risolvere alcune obbiezioni fatte da uomini grandi contro l'analisi alge brica , che noi non vogliamo dissimulare ,
e che sono
state espresse nel modo seguente : >> Quali che essi siano i vantaggi dell'analisi algebrica > sul metodo geometrico degli antichi , detto volgarmente >> benchè assai impropriamente sintesi , esistono nulla
158 » dimeno alcuni problemi , ne' quali questa sembra da pre » ferirsi , tanto per la chiarezza luminosa che l'accom >> pagna , quanto per l'eleganza , e la facilità delle so
•
» luzioni . Anzi ve ne sono di quelli per i quali l'analisi » algebrica sembra essere in certo modo insufficiente , e >> dove pare che il metodo sintetico sia solo capace di arrivare. Il problema in cui si tratta di determinare » l'attrazione che uno sferoide ellittico esercita sopra un › punto qualunque situato sulla sua superficie , o nel suo » interno , è di questa specie.
» Maclaurin , che il primo ha risoluto questo problema » ha seguito un metodo puramente geometrico , e fon >> dato unicamente sopra alcune proprietà della ellise , e >> degli sferoidi ellittici " e convien confessare che questa > parte dell'opera di Maclaurin è un capolavoro di geo › metria , che si può paragonare a quanto Archimede >> ci ha lasciato di più bello ed ingegnoso » . Queste parole di Lagrange mostrano apertamente che quell' immortale geometra si era seriamente occupato delle obbiezioni che i sintetici facevano agli analisti del secolo passato ; ma il modo dubitativo introdotto nel suo discorso con la ripetizione della parola sembra , dimostra ad evi denza che egli , colla conosciuta sua moderazione voleva accennare che le obbiezioni di cui si parla non provavano altra cosa se non che quei problemi , pretesi refrattari all'analisi algebrica , non erano stati attaccati da geo metri capaci di maneggiare come si conveniva questo mi rabile istrumento ; ed infatti egli soggiunge : « io mi
159 propongo in questa memoria di far vedere che ben › lungi dal rifiutarsi all'analisi , il problema di Maclaurin » può essere con essa convenevolmente risoluto ; il che > servirà
a distruggere una delle principali obbiezioni
fatte contro l'analisi algebrica , ec » . Ma quantunque il problema di Maclaurin fosse stato egregiamente risoluto coll' analisi algebrica ,
ed in se-.
guito Laplace , e Poisson avessero estese le loro con siderazioni anche all' attrazione degli ellisoidi , pure un ill stre Matematico italiano ha ricavato dalla sublimità stessa di questi lavori analitici un argomento in favore dei metodi puramente geometrici ; ed è che in alcune re centi memorie sull'attrazione degli ellissoidi il sig. Chasles trova con ammirabile prontezza e semplicità varii teoremi che Laplace e Poisson cavarono da un gineprajo di for mule , onde ne deduce che il metodo degli antichi va talvolta più dirittamente allo scopo . Ed in ciò egli si trova essere di accordo col Lacroix , il quale dice che alle volte la sintesi ripigliando le cose da un punto di vista non tanto alto quanto l'analisi ,
conduce allo scopo in un
modo più semplice. › Ma si potrebbe da questo fatto conchiudere che la sintesi » debba preferirsi all' analisi ? L'illazione , dice il sullodato >> Matematico italiano , sarebbe falsa , ed anche ridicola, > e si dovrebbe gridare la croce addosso a chi sostenesse >> simili opinioni . 盘
8. Noi siamo ben lontani dal voler negare alla " sintesi gli accennati vantaggi ; ma ci sembra che sieno stati valu
160 tati più di quello che si conveniva . Infatti abbiamo già osservato che Newton , Ugenio , Pascal , Roberval > ec.. traducevano in sintesi le scoperte fatte coll' analisi , e perchè non avrà fatto lo stesso il Maclaurin , ch'era un analista di primo ordine ? E che altro ha fatto il signor Chasles se non tradurre in sintesi i teoremi già scoperti coll' analisi da Laplace , e da Poisson ? In matematica tutta la difficoltà consiste nello scoprire una verità ; poichè quando è trovata , un geometra abile può dimostrarla in altro modo , e spesso assai più semplice. Di ciò si ha un esem pio memorabile nella dimostrazione del teorema di Eulero sui poliedri , che venne scoperto da questo sublime geo metra con un'analisi assai complicata . Legendre , Lhuil lier , ed altri distinti geometri resero in progresso di tempo più semplice la dimostrazione di Eulero , e finalmente furono scoverti tali punti di contatto colle verità della geo metria elementare che il dottissimo sig.
Gergonne potè
dimostrare lo stesso teorema senza alcuna figura in brevi parole. E non è noto ai geometri che l'illustre Monge tradusse in geometria pura le teorie dell'analisi applicata alla geometria ; e che il sig. Lacroix fece questa stessa traduzione appena seppe che Monge l'aveva fatta ? Nè deve tacersi che molti lavori geometrici di grandissimo pregio fatti noi nostri tempi hanno avuto la loro origine non già dalla geometria degli antichi , ma da quella che i discepoli di Monge chiamano geometria pura , nella quale si fa uso di principii che grandemente s'avvicina no alla generalità dell' aualisi algebrica , da cui tale geo
161 metria è derivata ; principii ignoti agli antichi , e perciò non mai da essi adoperati , camminando la geometria antica sempre per vie particolari , ed appoggiandosi sempre a lemmi , ossia alle particolari proprietà del soggetto che considerava. Gli stretti limiti di questo scritto non ci per mettono di entrare in altre spiegazioni : ma basterà dire che il sullodato sig. Gergonne dichiara apertamente che egli non fa alcun caso della geometria degli antichi 9 mentre fa grandissimo conto della geometria pura , colla quale ,
egli soggiunge , si sono scoperte in venti anni
più proprietà dell' estensione che non n'erano state tro vate in venti secoli coll' antica geometria . 9. Riepilogando ora quanto fin qui si è detto , si può conchiudere che la geometria degli antichi , ed in suo luogo la così detta geometria pura , può essere assai van taggiosa in alcuni casi particolari , ma che l'analisi alge brica come metodo generale , e di una forza immensa " dev'essere coltivata a preferenza , abbandonando lo studio dei metodi particolari a coloro che vogliono approfondire qualche punto particolare di scienza ; ed ecco perchè Eulero , secondo dice Condorcet , impiegò tutte le forze del suo ingegno per sottomettere le scienze matematiche al dominio dell'analisi algebrica. Ma se questo dominio deve aver luogo allorchè si tratta d'inventare , che diremo ove si tratti dell' insegnamento delle matematiche ? » Preferite , dice Laplace , nell' insegnamento i metodi >> generali ; presentateli nel modo più semplice , e ve » drete nei tempo stesso ch'essi sono sempre i più facili :
21
162 » ed è un errore , soggiunge Lacroix " il credere che >> i metodi generali abbiano bisogno di essere preceduti › dalla esposizione dei metodi particolari ;
essi bastano
>> per se stessi allorchè vengono esposti convenevolmente , > e non incontrano nella mente di quelli che li studiano > vecchie idee da cancellare , o pregiudizi da distrug >> gere. La necessità di fare una scelta fra i metodi non » può dar luogo ad alcun dubbio per coloro i quali co >> noscono l'estensione della scienza ; e se si desiderano i » metodi sintetici , perchè si crede trovare in essi mag » giore evidenza , non si può di buona fede preferirli >> ai metodi analitici che sono più fecondi , e secondo › i quali sono scritte le opere dei geometri dei nostri » giorni , che conviene necessariamente studiare se si » vuole andare al di là degli elementi . » Osserverò in questa occasione che importa assai il » coordinare le opere elementari con quelle che conten >> gono le teoriche più elevate : in tal modo i giovani › risparmiano molta fatica , e si conservano ad essi le ‣ forze necessarie per aprirsi nuove strade , forze che >> avrebbero esaurite nel dover acquistare la semplice cogni » zione dello stato della scienza . É oggi fuori dubbio chc › la meccanica analitica di Lagrange , e la meccanica celeste di Laplace sono le vere sorgenti ,
ove si può
> attignere la conoscenza compiuta e metodica di tutte le » proprietà dell' equilibrio e del moto dei corpi , sia solidi, » sia fluidi , le quali formano la principale applicazione « dell'analisi trascendente; convien dunque oramai che gli
163 >> elementi sieno composti in maniera da condurre alla in » telligenza di quelle opere » . Partendo da queste giuste considerazioni gli autori delle migliori istituzioni moderne di matematiche pure , e di meccanica hanno limitata la parte sintetica dell' insegna mento alla sola geometria elementare ; e tutto ciò che spetta alle quistioni più elevate di geometria poggia ora intieramente sulla geometria analitica a due ed a tre co ordinate , la quale contiene alla geometria ,
l'applicazione
dell' algebra
e procede non già coll'ajuto di costru
zioni particolari che si devono variare per tutti i casi , come avviene nella così detta analisi cartesiana , ma adope rando i metodi generali che Lagrange e Monge hanno fatto conoscere i primi nelle loro opere ; metodi insegnati in seguito da Monge nella celebre scuola politecnica , e che Lacroix fu il primo ad introdurre magistralmente nel suo eccellente corso di matematiche pure. Questa nuova e feconda maniera di applicare l' algebra alla geometria ha fatto scomparire dai libri destinati all' in segnamento quell' amalgama informe dei vecchi e dei nuovi metodi , che ritardava il cammino , e comprimeva l'enér gia intellettuale di chi si applicava allo studio delle mate matiche ; il che è stato uno dei più grandi servigi che siansi mai prestati all' insegnamento di dette scienze . Pur tuttavolta non mancarono oppositori a questa maniera di vedere del Lagrange e del Monge , quantunque fosse la conseguenza necessaria , ed il perfezionamento di quanto intorno a questo soggetto avevano fatto Cartesio , Newton ,
164 Clairaut, Cramer , Eulero, ec . ec.
nè ciò deve recar mera
viglia , dappoichè è difficile , per non dire impossibile, togliere ai vecchi la predilezione per certi metodi parti colari , non perchè questi sieno , come essi dicono , più facili , ed eleganti , ma solamente perchè portano il sug. gello dell' antichità ,
e però sono più conformi alle a
bitudini acquistate , che costerebbe troppo il dover rifor mare. Non si rinnova così facilmente il caso del grande Ugenio , il quale , essendo già vecchio, non solo si pose a studiare l'analisi infinitesimale " ma dichiarò ancora che questa nuova scoperta era infinitamente superiore ai me todi da esso adoperati per tutto il corso della sua vita , e con i quali aveva fatto immortali scoperte. Non è dun que da far meraviglia , ripetiamo , se i vecchi matematici eccetto alcuni del primo ordine , non adottarono la geo metria analitica ; ma ciò che sorprende si è che quelli stessi ch'erano più disposti a riconoscere i vantaggi della geometria analitica, sia sotto al rapporto della uniformità dei suoi procedimenti , sia in quanto che essa sola gode del privilegio di condurre il geometra costantemente al termine delle sue ricerche senza andare a tentoni , quelli stessi le rimproveravano di non offrire per la risoluzione dei problemi se non costruzioni assai complicate , e di non dimostrare i teoremi che con calcoli , di cui la prolissità è qualche volta ributtante. Cosi il dotto Lhuillier nei suoi Elementi di analisi geometrica parlando del famoso problema del Cramer, in cui si tratta d'iscrivere nel cerchio un triangolo , di cui i lati prolungati passino per tre punti
165 dati , pretese che , sia intorno al modo di stabilire l'equa zione , sia sotto il rapporto della costruzione , la geome tria analitica che egli chiama metodo delle coordinate, non sembrava potervisi applicare comodamente. E si volle an cora assegnare donde provenivano queste difficoltà, dicen dosi che ai dati , ed alle incognite naturali di una qui stione proposta, la geometria analitica sostituisce le loro coordinate , cioè dati ed incognite fittizie ed arbitrarie , onde ne deve nascere la complicazione delle costruzioni che se ne deducono , e quella della dimostrazione de' teo remi.
10. Sono già passati molti anni dacchè il dotto Ger gonne , ed altri distinti geometrici , hanno vittoriosamente risposto a tutte queste difficoltà . Infatti il primo diede colla geometria analitica una costruzione elegantissima del suddetto problema del Cramer ;
ed avanti che il lavoro
del Gergonne fosse presso di noi conosciuto , un nostro distinto geometra aveva risoluto lo stesso problema con i soli mezzi della geometria analitica " e ne aveva data una elegante costruzione . Oltracciò lo stesso Gergonne risolvette il così detto problema delle tazioni , ed altri ancora di una grande difficoltà ; ed in questo modo la obbiezione del Lhuillier venne col fatto dileguata. In quanto poi ai teoremi , basterà dire che il sullodato Gergonne ha dato colla sola geometria analitica la teoria della curvatura delle linee , e delle superficie curve , trattando un soggetto che sembrava appartenere alla più trascendente analisi infini tesimale . Ed è poi noto che negli Annali di matemati
166 che , ed in opere recenti relative alla geometria anali tica trovasi un immenso numero di teoremi di pura geo metría dimostrati colla geometria analitica elegantemente : nè vogliamo tacere che anche nel nostro paese sono stati pubblicati da qualche tempo in qua lavori analitici , che si possono senza alcun dubbio contrapporre a quanto di più elegante e di più ingegnoso è stato prodotto nel resto dell' Europa , e che mostrano a chiare note i progressi che presso di noi vanno facendo le matematiche , dacchè si è avuta la saggezza di abbandonare i vecchi sistemi nell' insegnamento delle medesime (*) .
(*) Si vegga la Raccolta di problemi di geometria risoluti coll' analisi algebrica , pubblicata in Napoli nel l'anno 1838. Avremmo potuto far menzione di altri lavori eseguiti presso di noi colla geometria analitica ; ma il nostro scopo , come altrove abbiamo avvertito, era quello di parlare dei metodi geometrici in generale , e non già di fare la storia de' problemi risoluti con tali metodi, o del progresso di questa parte delle matema tiche nel nostro paese ; ed ecco perchè nella prima e dizione di queste considerazioni non facemmo neanche menzione che presso di noi un dotto professore pub blicò una istituzione di Analisi a due coordinate appena che comparvero le istituzioni di Lacroix , di Biot , di Collalto ; ed un altro dotto scrisse gli elementi di Análisi a tre coordinate . Il che prova che in Napoli si sono sempre seguiti i progressi delle matematiche ,
se
167 E rispetto alla introduzione delle coordinate in luogo delle incognite naturali del problema ,
l'opposizione è
tutta a favore della geometria analitica ; perocchè l' in troduzione delle coordinate ha per oggetto di esprimere i diversi luoghi geometrici relativi alla quistione , i quali servono da principio a tradurre immediatamente in lin guaggio algebrico le condizioni del problema , senza gli apparecchi e gl'incerti artifizi particolari dell'ingegno , e si prestano infine mirabilmente alla semplicità ed eleganza della composizione del problema stesso , evitando le eterne quarte proporzionali del metodo Cartesiano. E poi , chi impedisce di assumere altre incognite , mentre si fa uso delle coordinate ? Queste riflessioni , che non possono in questo luogo ottenere il necessario sviluppo , sono avva lorate e confermate dagli esempi e dai fatti enumerati qui sopra , i quali hanno provato ad evidenza , sopratutto ne' lavori analitici presso di noi pubblicati , che la geo metria a due e tre coordinate , trattata da mano perita , offre quanto la geometria antica , e meglio della Carte siana , costruzioni grafiche di greca eleganza , e così questo antico pregiudizio è anche rispettato : diciamo pregiudizio , perocchè come ben dice l'illustre Biot , « le costruzioni » geometriche devono essere considerate solamente come >> un mezzo elegante di dipingere le soluzioni dei problemi ,
non in tutti gli stabilimenti scientifici , almeno nelle Regie scuole speciali , che sono propriamente gli stabi limenti addetti allo studio delle scienze esatte .
168 › e non già come un procedimento abbastanza rigoroso » per trovare i valori numerici delle incognite . Rispetto >> a quest'ultimo oggetto il calcolo è infinitamente pre » feribile , perchè la sua esattezza è indefinita : ed anche >> conviene meglio ricorrere ad esso , quando la costru » zione non è semplicissima (*) . » II. Tutti gl' inconvenienti che si vorrebbero appro priare alla geometria analitica non nascono dunque dalla natura dell'istrumento , ma dalla maniera di adoperarlo; e sosteniamo col Gergonne che , quando le formole di questa geometria saranno state maneggiate tanto tempo , quanto n'é passato dacchè si contemplano i cerchi , ed i triangoli , questa sublime parte delle scienze esatte avrà sulla geometria degli antichi , e sulla geometria pura , anche rispetto alla costruzione dei problemi , ed alla di mostrazione dei teoremi puramente geometrici ,
quella
(*) Le costruzioni di certi problemi difficili risoluti colla sintesi sono eleganti in apparenza , ma nelfondo riescono complicatissime .
Così la costruzione data da
Vieta del problema , in cui si tratta di descrivere un cerchio che tocchi tre cerchi dati , é elegante in appa renza ma in realtà è assai complicata , perchè dipende dalle costruzioni di nove problemi precedenti. Lo stesso avvienepelproblema analogo risoluto da Fermat intorno ai contatti sferici. E chi mai vorrebbe risolvere ilpro blema del Malfatti colla spaventevole analisi geometrica datane dal Pauker ?
169 stessa superiorità che niuno le contrasta per tanti altri riguardi. Che si dovrà dunque pensare di coloro , i quali sosten
•
gono che nelle istituzioni di matematica deve predomi nare il metodo degli antichi , ed il metodo misto di geo metria e di algebra , cui danno il nome di analisi Car tesiana ? Essi pretendono , per esempio , che in luogo della geometria analitica del Biot , del Lacroix , del de Fourcy , ec. , e della meccanica del Venturoli , del Fran coeur , del Poisson e del Navier , debba la gioventù i stituirsi in certi vecchi trattati di sezioni coniche sintetiche, di sezioni coniche analitiche , di luoghi geometrici , e di meccanica , che oramai sono divenuti oggetti di semplice erudizione ; perocchè la scienza ha fatto , dopo l'epoca in cui quelli furono scritti, progressi tali che spesso si trova cangiato financo il linguaggio che adoperavasi anticamente . Per giustificare una siffatta maniera di pensare , essi pro clamano che le matematiche sono presso di noi in deca denza , e ne attribuiscono tutta la colpa all' essersi tra lasciato di coltivare i vecchi metodi , ed all' essersi messe nelle mani della gioventù istituzioni di matematiche pure e di meccanica , nelle quali predomina la geometria ana litica a due ed a tre coordinate . Purtuttavolta essi dichia rano che questa non dev' essere rifiutata 2
e che deve
tenersene conto nelle nuove istituzioni , che intendono fare , dell'applicazione dell' algebra alla geometria , ma vi aggiungono tali e tante limitazioni , che ci sembrano e quivalere ad una officiosa proscrizione. Ed in fatti non 22
170 solamente ripetono continuamente le obbiezioni sopracci tate , senza darsi alcun carico che da tanto tempo sono state confutate , e che tutti i geometri della terra coltivano ora con ardore la geometria analitica , ma vi aggiungono ancora delle accuse di conio tutto nuovo. Così , per citarne qualcuna, sostengono che certi problemi delle inclinazioni non si possono affatto risolvere colla geometria analitica, perchè questa è mancante della sintesi , che è la luce dei siti ; e che se riesce a qualche abilissimo analista di addentarne alcuno , i calcoli che deve fare sono di una immensa complicazione , e poi tutta questa erculea fatica è perduta , perchè i risultamenti finali non si possono affatto costruire. Insomma essi pretendono che nelle qui stioni puramente geometriche e dipendenti dal sito , la geometria analitica non ha alcun valore , e che deve in questi casi preferirsi il metodo degli antichi in primo luogo , ed in secondo luogo l' analisi cartesiana . Oltracciò sosten gono che le formole cui arriva in siffatte quistioni la geo metria analitica sono spesso totalmente chimeriche , vale a dire non hanno alcun significato , il quale possa inter petrarsi geometricamente ; e che i procedimenti di que sta scienza non hanno più la nobiltà
delle operazioni
dell'ingegno , onde la geometria ne rimane degradata , riducendosi ad una pura arte combinatoria , ec . ec . Ma quali pruove adducono di siffatte assertive ? Noi non possiamo qui riportarle , e rivolgendoci a coloro che non potranno , o non vorranno ricercarle ne' libri in cui si trovano , possiamo assicurarli che quei problemi delle in
171 clinazioni , espressi in termini intelligibili , si riducono a semplici problemi indeterminati ; e che sia così basterà leggere la seguente enunciazione di uno di questi problemi: >> Dato di posizione un angolo rettilineo ABC , ed una >> qualunque curva EDG , condurre da un punto D di » questa due rette DA , AC sui lati di quell' angolo , » talchè esse vi facciano angoli dati CDE , ADG colla >> sua tangente GDH , o co❜lati di quell'angolo. » L'autore napolitano da cui l'abbiamo ricavata , dopo di aver fatta l'analisi geometrica di questo problema nello stile degli antichi , dice che il punto D si trova sopra una ellisse , la quale con la suà intersezione colla curva data dà i punti cercati. Si vede dunque che il problema é
indeterminato , e
che la curva EDG potrebbe anch'essere tracciata a caso essendo estranea alla natura del problema . E problemi di questa specie si dichiarano refrattari all'analisi algebrica? Ma noi rimettiamo queste cose al giudizio de' geometri e ci rivolgiamo a fare qualche osservazione intorno alla luce del sito , di cui più sopra si è parlato. Diciamo dunque ch'essa trovasi tutta nella geometria analitica , e manca nella sintesi , siccome riflette il celebre Libri > ed ha potuto di leggieri comprendere da se medesimo chiunque avea la mente fatta per lo studio di queste scienze ; perchè soltanto per mezzo delle coordinate le grandezze sono date di sito veramente " come non lo e
rano nella geometria antica , la quale ,
senza lo stabili
mento degli assi , non poteva considerare se non posi
172 zioni relative , assolute giammai , onde mancava agli an tichi l'arte di discutere esattamente e completamente la soluzione di un problema (*) . Finalmente diciamo , che
(*) Chiunque voglia di ciò esser certo , potrà leggere in Pappo le soluzioni fatte dagli antichi di alcunifamosi problemi , e soprattutto quelle del problema della tri sezione dell'angolo . È noto che questo problema con duce ad una equazione del terzo grado , in cui le tre radici sono reali ; e per conseguenza non si può ar rivare alla costruzione di esso senza la intersezione di due curve coniche , il che dà tre punti d'intersezione. Ora, di queste tre soluzioni gli antichi ne considerano una sola
e trascurano le altre , senza dire neanche
una parola intorno ad un caso così singolare , cioè quello di avere tre soluzioni mentre se ne cercava una sola! Eppure gli antichi eransi occupati di questo problema per lo spazio di 800 anni almeno . Ma per rimanere vieppiù convinti di quanto diciamo , basterà leggere in Archimede ed in Eutocio le soluzioni del problema , in cui si tratta di dividere la sfera in data ragione . Si vedrà subito che il metodo degli antichi era non solo penoso , ma imperfetto ; dappoichè lo stesso Archimede appena con grandissimo stento arrivò ad una propor zione , ch'è una equazione del terzo grado , ossia ar rivò a mettere il problema in equazione , ma non potè risolvere questa equazione con i mezzi geometrici, onde la sua soluzione non ha alcun valore ; e di più, dopo
173 tutte le altre difficoltà sono nate dal non aver saputo in terpretare come si conveniva il linguaggio simbolico del l' algebra , poichè non vi è formola algebrica che non corrisponda a
qualche fatto geometrico ,
nè proprietà
dell' estensione che non abbia la sua corrispondente for mola algebrica ; e però non vi è proprietà dell' esten sione , o costruzione grafica che non possa rinvenirsi per mezzo dell' algebra . Ma non vale la pena di trattenersi ulteriormente a combattere simili argomenti. 12. E venendo alla conchiusione , da quanto si è detto risulta evidentemente che l'analisi algebrica è il metodo generale , ed il più potente che possegga la mente umana ; e che la geometria degli antichi ,
e molto più la così
detta geometria pura, presentano alle volte vantaggi assai preziosi ; ma a nostro modo di vedere , questi medesimi vantaggi , almeno nelle quistioni complicate , non potreb bero ottenersi se quelle quistioni non fossero prima sot toposte. alla potenza inventiva del calcolo. Infatti abbiamo
800 anni Eutocio ,
Diocle , e Dionisidoro
ci dettero
soluzioni , che a giudizio di Alfonso Borelli sono difet tose ; e tennero soltanto conto di una soluzione , che faceva al caso , trascurando le altre due delle quali non dissero neanche una parola.
Si paragonino ora
queste soluzioni con quello che dice il celebre Poinsot in una nota all' Archimede del Peyrard relativa a questo problema , e si vedrà subito che le nostre assertive poggiano sopra salde basi.
174 veduto che i più forti argomenti a favore del metodo degli
antichi e della geometria pura sono tratti dagli scritti di Newton , di Ugenio , di Maclaurin e di Chasles , cui si potrebbero aggiungere quelli di Fermat , di Poncelet , di Steiner , non che le ricerche geometriche di Pessuti in torno ai fenomeni dei tubi capillari ,
e di Belli sulla
distribuzione della elettricità nei corpi ; ed altre ricercan done , ed a queste aggiungendole , si troverà sempre che tali lavori sono usciti dalle mani di uomini che posse devano l'analisi algebrica in superlativo grado, onde questo mirabile strumento direttamente , o indirettamente ebbe sempre la parte principale in quelle importanti scoperte. Per la qual cosa stimiamo che l'analisi algebrica debba considerarsi l'anima di tutte le scienze matematiche, ap prezzando però sempre come si conviene qualunque la voro classico fatto con una geometria semplice e svelta , emula in certo modo dell' analisi , nelle opere del Newton "
e quale si ammira
e nelle moderne ricerche di
questo genere : perocchè i metodi sono gli strumenti lo gici del pensiero , e come tali niuno deve essere disprez zato , potendo qualunque metodo divenire una leva d'im mensa forza nelle mani del genio . CARLO ROCCO
professore di matematica del R. Collegio Militare .
175
UTILITÀ DEL FUCILE A PERCUSSIONE FULMINANTE IN SOSTITUZIONE DI QUELLO A SILICE, E DESCRIZIONE DI QUELLO CONSOLE.
La preferenza del fucile percuotente a fulminante sul fucile a silice , è così unanimemente sentita , tanto per le truppe , quanto per l'uso di caccia , che ormai non possonsi più vedere gli acciarini a pietra :
e mentrechè
per la caccia è già quasi disusato il fucile a silice , negli usi di guerra si cerca sbandirlo da ogni potenza militare ; stante che in Inghilterra ed in Russia si tiene ora in esperimento il sistema di fucile4 Heurteloup
in Prussia
in Svizzera , e nel Belgio sono in prova i fucili Robert , Lefaucheuxs , e Charroij : in Francia si tiene in prova , e si vuole adottare il sistema di fucile Brunéel : in Au stria , nel Regno Lombardo-Veneto , e nei ducati di Par ma e di Modena sono già in uso quelli alla Console , in somma tutti cercano di abbandonare quel fucile a si lice che fu in uso per oltre a 120 anni , e che dal 1703 in cui venne adottato ,
non vide il suo grado di perfe
zionamento se non che nel 1822 ; dal quale tramontò su bito che vennero in pratica i sistemi di fucile a percus sione con l'esca fulminante , i quali contano dal 1818. E per vero si conviene generalmente , che i vantaggi del fucile a percussione fulminante sieno i seguenti . 1.° Maggior giustezza , e forza nel tiro. O 2. Maggior prontezza , ed assieme ne' fuochi. 3.º La possibilità , e la certezza di fare un fuoco ben
176 nudrito , anche durante una pioggia , e quando eziandio le armi caricate sono state alla serena la notte . 4.
La diminuzione dei falli ( o delle cecche ) dell'ac
ciarino , e della canna , i quali si rendono presso che nulli , comparati a quelli del fucile a silice', poichè nel sistema di percussione le cecche sono nella proporzione di 1 a 185 mentre nei fucili a pietra la proporzione è sù quelli di non migliore costruzione di 1 a 7 , e sù quelli più perfetti di 1 a 22 : nei tempi di pioggia è poi caso se un fucile a pietra può far fuoco , perchè hanno man cato per un'intera Battaglia : ma non può essere più così pei fucili a percussione . 5.
La soppressione dello sfiuto del focone ( o della
sfoconata ) , che incomoda ed inquieta gli uomini , men tre toglie al soldato una parte della sua sicurezza per gli accidenti che qualche volta ne succedono : spesso essendo avvenuto , che degli uomini hanno avuto le mani , e la faccia più o meno bruciate nelle scariche per la sfoco nata degli uomini vicini . 6.
L'arma a percussione occorre di minori riparazioni
di quello che l'arma a pietra, nella quale , segnatamente un gran numero di acciarini non danno più fuoco dopo non molti tiri , e conviene rilimarli , e ritemperare , e così per le molle e per le pietre , dopo un lungo agire, ciò che non domanda il fucile a percussione . Pertanto è venuto il momento ,
e quasi la necessità ,
di prendere una determinazione a questo riguardo , e di appigliarsi ad uno dei sistemi nuovi che vanno in predicato.
177 Il sistema del fucile a percussione sù l'esca fulminante adattato alle armi da guerra dal cavaliere Console di Milano , è ormai così noto , e talmente si raccomanda da se stesso , che non mendicando apologia pel felicc ef fetto , sfida anzi la maligna contrarietà , come invita la sana critica a delle ragionevoli opposizioni.
Ed infatti l'aver adottato questo fucile , generalmente pel suo esercito , la monarchia Austriaca , e per consen timento così altre minori Potenze , ciò solo basta per farne il più bello encomio , e la maggiore raccomanda zione ; stante che , se quella militare potenza , la quale per la somma sua prudenza restia si mostra , o niente vaga delle leggiere innovazioni , non adotta se non quelle riforme , che pienamente persuasero alla ragione ed alla economia col risultato vantaggioso de' fatti , se questa mo narchia , dissi , adottò ,
e mise già in pratica il sistema
de' fucili dell'italiano inventore , e non austriaco , signor Console , mentre le altre potenze tentennando vanno su la scelta del sistema fulminante adattabile alle armi da guerra , garanzia sufficiente è questa per ripromettersene un utile ed efficace risultato
e credo così , che suffi
ciente ragione sia di invito , a fare , che anche le nostre armi al sistema del Console sieno ridotte. E ben leggemmo , non è molto , nel foglio Inglese , il Galignani , N. ° 7804 dei 21 Marzo 1840 , e così an che nel Diario Romano N.º 27 del 4 aprile p. p. il se guente articolo riportato dal Commerce. « Le autorità municipali di Brescia hanno ricevuto no 23
178 » tizia che grossi corpi di truppe austriache si riuniranno >> in autunno sulle pianure di Montechiari , sotto il co › mando del generale Radetzky . Molti corpi avranno i » fucili cogli acciarini a percussione inventati dal Signor » Console meccanico ingegnere di Milano . Questo acciarino › paragonato con tutto ciò che è stato prodotto sì in In >> ghilterra , che in Francia , è più semplice , meno di » spendioso , e più sicuro nella sua azione , e sembra che > combini tutti i vantaggi
per cui l'inglese generale
» Signor Roberto Wilson , avendolo bene studiato , e pro darlo o al governo > vato in Milano , si è deciso di raccomandarl > inglese perchè lo adotti. Certamente il sistema del si D gnor Console sorpassa tutti gli altri , essendo il di lui > fulminante applicabile anche alle artiglierie di campa gna , ed ai cannoni della marina ; e deve presentare » vantaggi di un grado eminente per avere indotto il go > verno austriaco non solo ad adottare il perfezionamento >> fatto da uno italiano , ma inoltre a decorarne l'autore » dell'ordine della corona ferrea , ed accordargli una
pensione di cinquemila franchi . » Si lesse infatti nella Gazzetta di Milano N.º 151 del 30 maggio 1836 ( qual e stratto dalla gazzetta di Vienna del 25 maggio detto ) il sovrano rescritto di S. M. I. R. « A 21 maggio detto , col » quale venne conferito l'ordine austriaco della corona di » ferro al signor Giuseppe Console del Bollo in Milano » in benigna contemplazione dei meriti da lui fattisi nel >> miglioramento scientifico-tecnico dell' armamento del » l'esercito , e dello zelo dimostrato in questa occasio
179 >> ne » . Così pure altri fogli con altri articoli hanno fa migerato l'ingegno del milanese inventore del nuovo si stema dei fucili militari , dal di lui nome detti alla Con sole . Che se ad onta dei vantaggiosi motivi pei quali l'Au stria si determinò ad adottare il sistema del Signor Ca valiere Console , niuna ragionata
apologetica memoria
siasi letta , stampata del di lui sistema , su cui prendere fondata conoscenza 2 e persuadersi dei vantaggi di quello a fronte degli altri sistemi controversi per le altre Po tenze , ciò fù forse , solo , riserva consigliata da viste politiche. Il fatto è che per ciò appunto trovasi l'eser cito austriaco armato già con fucili a percussione fulmi nante , mentre le altre potenze ne discutono ancora " е vanno rifiutando i varj presentatigli sistemi : vantaggio di preminenza derivato dalla ponderazione ,
e adozione
nel silenzio del sistema Console , e della facilità econo mica , e pieghevolezza agli usi militari , intrinseci meriti del sistema medesimo , oltre la sua sicurezza ( 1) .
Ora pertanto che la fortunata presenza del lodato Si gnor Cavalier Console in Roma ci ha verbalmente infor mati di questa sua invenzione , e mostrato sul fatto di un fucile > e di un cannone l'essenza del suo sistema , ci è
(1 ) Nel prossimo volume farem conoscere i tanti di fetti chefinora si sono sperimentati nel fucile Console , i quali sono stati particolarmente numerati nello Spetta tore Militare di Francia .
180 dato perciò il mezzo di descriverlo per trasmetterne la conoscenza agli altri militari delle nostre truppe Pontifi cie , che amano esserne informati. Il Signor Console propostosi il quesito di ridurre a per cussione fulminante i fucili di un esercito , ben vide , che la nuova invenzione, per ben convenire, doveva ri spondere utilmente agli usi di Guerra, conservar le pratiche militari , e principalmente restringersi alla maggiore eco nomia di nuova costruzione , per non rifare un immenso materiale , e renderne nullo quello in servizio ; e pella rinnovazione delle armi , esser necessità di limitare l'in novazione al minimo dei pezzi della piastrina delle armi già in uso , vale a dire , le riservate nei magazzini , e quelle in distribuzione presso le truppe ; risparmiando se possibil fosse , di toccarne le canne . Egli infatti vi riuscì a meraviglia , dapoichè limitò la sua innovazione a soli due pezzi dell' acciarino d'uso ,
e alla cartuccia modificata
nella sua costruzione per lo stucċetto fulminante annessovi . Il sistema del fucile Console consiste in questo.
Ritenuta intatta la Canna , e ritenuto nella sua inte grità l'acciarino , o piastrina , sono cambiati soltanto due pezzi ,
cioè la martellina , e lo scodellino in altri due
ingegni operanti analogamente ai rimpiazzati ; mentre nel cane è sostituito alla pietra un consimile pezzo in ferro acciarito. Il nuovo scudetto anzi che essere in ottone ,
è un
pezzo in ferro collocato sù la cartella nello stesso modo che lo scodellino attuale ,
sporgente però la metà
sol
181
tanto di quello sulla parte , che in grossezza comprende il riparo , o la brachetta , e l'incastro su la piastra , cioè per tutta la grossezza del controforte della piastra stessa , si eleva verticalmente alquanto un riparo in forma semi circolare , che và a combaciare alla canna nella faccia del focone ; l'altra parte di dimensione consimile, rimane nel piano del bacinetto , avente al di sotto il suo guscio e come in quello . In luogo del bacinetto è praticato lon. gitudinalmente allo scudetto un incavo parallelepipedo , largo sei millimetri , e profondo due , quale incavo di retto al foro del focone , attraversa anche il riparo sud detto , è questo poi soprachiuso da un ponticello ramato nel pezzo stesso , e forma così un foro parallelepipedo ove và infilato lo stuccetto metallico a fulminante , il quale scorre ed appoggia nell' altro pezzo di canaletto scoperto, al termine del quale è una piccola intacca , che lascia alloggio al cappio del filo di ottone a cui è raccomandato lo stuccetto fulminante , e la cartuccia. Nella parte del ca→ naletto scoperto è conficcata una vite di acciajo a testa perduta , la quale forma quasi incudine al tagliente che viene percosso sul fulminante. La nuova martellina che ha la forma di un esse , cioè una branca saliente , e l'altra discendente ( è come quella acciarita ) gira in bilico sull'occhio o foro della vite di questa stessa martellina , avendo , come quella d'uso , il piedino che appoggia nella molla , e la branca saliente ne forma il tallone. La branca discendente presenta al di sopra il dorso , ed al mezzo del di sotto sporge un dente
182 cuneiforme nel senso traversale della branca stessa , qual dente , o calzuolo , forma il pulzone o tagliente , che per cosso dal cane su lo stuccetto nel luogo della vite di ac ciajo nel canaletto sopra indicato , fà scoppiare il fulmi nante. Nell'esterno di questa nuova martellina nella branca discendente , e precisamente di contro al calzuolo vi è un'orecchiozza discendente in guisa di un parocchio , il di cui interno è in piano inclinato , e serve a spingere entro a misura ( se non vi fosse ben collocato ) lo stuc cetto fulminante , conservarlo nel suo canaletto , e far da guardafuoco nella parte esterna ,
onde lo sfiuto qualche
volta possibile del fulminante dagli angoli esterni dello stuccetto , non abbia ad offendere in verun modo l'uomo vicino. Per questa stessa ragione è aggiunto nella piastrina frà lo scudetto , ed il cane mediante la vite stessa che ritiene lo scudetto , allungata però , un pezzo in ferro a foggia di ala , che può chiamarsi guardafuoco , dal suo officio di difender la faccia dell' uomo dai poco probabili ; ma non impossibili accidenti dello stuccetto fulminante nella esplosione , siccome anche i francesi adottarono una si mile spondella , che dissero guardafuoco nello scodellino del loro modello 1816 .
Il cane anzi che essere armato di pietra silice ,
lo è
di un pezzo di ferro acciarito ," ma raddolcito in testa , fatto nella forma delle mascelle ,
e nella sua estremità
un poco allungato , e ripiegato verso la martellina , col qual mezzo , scattando il cane , và a percuotere nel dorso
183 il detto martellino sopra al calzuolo , o pulzone anzidetto , dal qual colpo esplode il fulminante. È raddolcita la testa di questo martello , perchè non faccia imposta nel dorso della martellina , o non la rompi , e ne resti così libera l'azione di entrambi i pezzi. E così pure raddolcito l'oc chio , e la vite della martellina ,
perchè dal contrurto
della percossa che riceve , non abbia a rompere. Il cane è siffattamente armato per non rinnovare questo pezzo principale dell' acciarino , ma quando sia necessità rinno varlo ,
allora l'inventore sostituisce un cane a pistone ,
della foggia ordinaria de' percuotenti nei fucili da caccia , colla sola differenza , che la testa del cane deve sodisfare alla condizione qui sopra espressa per il pestone stretto frà le mascelle. Un'altra aggiunta utilissima ha egli fatto , mettendo a buon partito l'uso dei tedeschi di
avere un foro di
più , o vuoto nella cartella della piastrina , pel quale , messo il cane nella tacca di mezzo punto , ferretto
infilano un
e così ritenendo il mollone , possono smontar
la noce , e tutti gli altri pezzi della piastrina per pulirla, senza aver bisogno sempre dello smontamolle : così dun que il Signor Console ha fatto due viti , una lunga , ed una corta ,
colla seconda delle quali tiene abitualmente
turato , dallo esterno , il foro pratticato nella cartella sotto il mollone , mentre la prima che è controsegnata con la spaccatura in croce , l'ha egli collocata in un nuovo foro praticato accanto alla vite del guardamano. Perloche , questa vite lunga ( cioè che oltre alla impana
184 tura prossima alla testa , ha il resto del fusto a cavic chio ) oltre al prestarsi all'occorrenza suddetta , è desti nata , e serve utilmente ad un altro necessario uso, quale è quello di mettere in freno il mollone , quando abbiano ad esercitarsi le reclute alle simulate cariche , e scariche ; sicchè questa vite rimpiazza all'uso della pietra di legno, o di osso di cui è bisogno negli esercizj attuali ; e la re cluta per la manovra , deve solo cambiar di luogo queste due viti ; cioè la corta , trasportandola dalla cartella al guardamano , e la lunga dal guardamano alla cartella , ove l'instruttore la rincontrerà collocata , se ivi vedrà la spaccatura a croce. Quando ciò sia eseguito , l'effetto ne sarà , che ; messo nello scudetto il falso , o vuoto stuccetto fulminante " lo scatto del cane sarà di poco momento e per nulla danneggerà il calzuolo , ne il parallelepipedo di ottone stante il ritegno in cui è messo il mollone ; il quale ancora viene perciò risparmiato in tali esercizj , risparmio che ne sente anche la noce. In quanto alla canna , il Console non fà , che ingra narne il focone per ridurne il foro ( il quale è sopra ad una linea di diametro ) a soli 3 o 4 punti , cioè ad un millimetro di diametro . Fin qui il sistema del fucile . Ora dicasi del sistema della di lui cartuccia a fulminante , correlativa al sistema del fucile medesimo .
È questa una cartuccia di costruzione ordinaria , che diversifica solo nell'esser chiusa dalla parte superiore con un tondino di cartone ( del diametro stesso del cilindretto
185 de' cartocci ) il quale , posto sopra la polvere , vi è quindi ripiegata attorno la poca carta residua , nel modo che si chiude dalla parte della palla . Nel mezzo del detto ton dino è passato un sctile filo di ottone ,
al quale , così
raddoppiato e ritorio , è raccomandato , cioè infilato in un lembo estremo , lo stuccetto di sottile lamina di ottone , rinvolto come una fettuccetta " entro del quale ,
per la
metà che accosta l'attaccatura del fil di ottone ,
è la
polvere fulminante del sistema Howard modificato dallo stesso Signor Console ; e per l'altra metà , che và a con tallo del focone della canna , è posta la polvere comune , pure modificata dallo stesso autore : per cui questo sluc cello , stretto da cima e da fondo , turato con cera ver gine ,
schiacciato come fettuccia ,
e formato in quadri
lungo corrispondente alla traccia ed detto ,
incastro dello scu
vien percosso dal calzuolo sù l'esca fulminante ,
la quale importando il fuoco alla civa di polverino , che è rattenuta sotto il ponticello , viene perciò spinto entro al focone un fuoco così violento ,
ed insieme così omo
geneo alla carica , che il fluido igneo insinuandosi all' i stante per una elasticità non così violenta , come quella del semplice fulminante , che caccia più ed accende meno la polvere , ma per una più frenata e più aderente elasti cità , insinuandosi ,
dissi ,
in ogni interstizio della pol
vere , la fà accender all'istante medesimo , e sviluppare in un momento tutta la sua forza di espansione . E tanto è vera la forza e sicurezza di quest' esca fulminante " 24
186 che posto frà lo scudetto ed il focone l'impedimento di un foglio di carta a due , ed anche a quattro doppj pie gato , si vede attraversare tale impedimento il fulminante del Signor Console , e dar fuoco alla carica .
La prolissa descrizione di questo sistema di fucile e di cartuccia , pel dettaglio in cui credetti dover discendere , onde darne chiara cognizione , non dovrà credersi com plicazione del sistema Console , perchè in sostanza egli non innovò ( come già si disse ) se non che due pezzi dell'attuale acciarino , lo scodellino , e la martellina , e modificò la cartuccia con la fettuccetta , o stuccetto in ot tone pel fulminante attaccatovi ;
e adottò le due garan
zie , del guardafuoco cioè , e della vite pel freno del mollone. E così infatti ne fù attestato dal regio arsenale di marina di Genova , quando , fin dal 20 luglio 1826 le si rilasciò una dichiarazione segnata dal Contro-Ammiraglio De-Rey nei seguenti termini .
« Essendosi presentata a questo Regio Arsenale dal Si > gnor Giuseppe Console una piastrina da fucile , in cui > con ingegnosa ,
e semplice maniera viene allo stesso
> applicata , per mezzo di una laminetta di ottone , l'am > morza-fulminante del Signor Howard , modificata , sot toponendola nello scudetto ad un pezzo sostituito alla > batteria , e poi alla percussione del solito cane armato, » invece della pietra focaja ,
d'altra di ferro acciarito ,
> senza otturare il focone
nè dar molto cambiamento
187
>> al sistema della piastra , non si è esitato a farne l'ap >> plicazione ad alcuni fucili di fanteria , per moltiplicar » le prove importanti a questo riguardo » . Sono però da rimarcarsi i miglioramenti da lui dati al suo sistema , tanto nella forma non più triangolare del foro dello scudetto , come prima era ,
quanto del cal
zuolo , o pulzone non più longitudinale , ma traversale all'acciarino , ed in fine la fettuccetta metallica fulmi nante , non più rialzata , ragionevolmente fatte ,
ma compressa ; modificazioni
dopo
quell'epoca dallo stesso
autore.
E ben si presta anche questo semplice sistema del Con sole agli usi in pratica per la manovra del fucile nella carica , stante che sono per esso mantenuti gli stessissimi movimenti , posposto soltanto quello di aprir la cartuccia , alla inescatura del focone , e alla chiusura del martel lino ; ed eccone l'accenno della pratica . Dopo abbattuta l'arma pel primo tempo , si apre il focone collo spingere il pollice contro la branca saliente dell'acciarino ( 2.º tempo ) ; si prende la carica ( 3.º tempo ) nel modo consueto , le prime due dita portate al fil di ottone , poi , non si strappa la cartuccia, ma si porta allo scudetto , spingendola contro al focone la fettuccetta metallica fulminante ( 4.º tempo ) , si serra quindi il fo cone nel modo già in uso, abbandonando la cartuccia che rimarrà appiccata allo scudetto ( 5.º tempo ) ; si strappa la carica ( 6.º tempo ) con quest'avvertenza di prendere
188 inclinando un poco con tutto il pugno la cartuccia " ed all' indentro il fucile , si fa punto di appoggio col nodo del pollice contro lo scudetto , e con questa leva sforzarsi il coperchietto della cartuccia e si apre ; quindi stretta frå le prime due dita nel modo di pratica , passar l'arma a sinistra . 0 tempo ) ec . ec . ec . Altra avvertenza da aversi dopo il primo fuoco si è , che ricaricando , ed a prendo nuovamente il focone , fa d'uopo tirar via la fet tuccetta metallica esplosa , ed in questo , si fa battere an che all' infuori l'arma contro il palmozzo della mano de stra , per cacciare quel qualunque corpicciuolo estraneo che potesse esser rimasto dicontro al focone . Per gli esercizj d'istruzione , il Console propone una finta cartuccia di legno , dalla quale si stacca , per un fil di ottone intro messovi a molla , un pezzetto di ottone paralellepipedo , con che si so
che rappresenta lo stuccetto fulminante ;
disfa pienamente all' esercizio della carica . Adunque tale acciarino , col relativo fulminante , pa ragonato con tutto ciò , che è stato prodotto sì in Inghil terra che in Francia , è più semplice , meno dispendioso 9 è più sicuro nella sua azione , ed ha tutti i vantaggi per l'uso di guerra , e per la riduzione delle attuali armi , sic come ne fu la proposta.
Egli è però vero altresì , che in Francia essendosi più volte discusso qual si fosse il miglior de' fucili novella. mente ideati , da sostituirli a quelli a silice » fù adottato >> finalmente a preferenza di ogni altro , il fucile Brunéel ,
189 >> dicendone il Ministro della Guerra M. Cubieres , in >> sieme al Liadieres » che il fucile Brunéel riunisce tutte » le condizioni di solidità , di semplicità , e tutte quelle » che si possono desiderare da un'arma da guerra , es >> sendo già da qualche Corpo , tenuto in uso per l'e » sperienza , la quale si dimostra sodisfacente. » Dissero » poi , che » la cartuccia Brunéel era stata rigettata » >> e si aggiunse che le altre potenze erano molto meno » avanzate nelle ricerche , stando esse ad esperimentare >> ancora i saggi che in Francia si sono successivamente >> rifiutati , tali che i fucili Heurteloop , Robert. Lefau >> cheaux , Charroyae che stanno sperimentando l'Inghil » terra , la Russia , la Prussia , la Svizzera , ed il Belgio , >> l'Austria si occupano del fucile Consolet , che noi ab » biamo rigettato da molto tempo a causa della com > plicazione del suo meccanismo , il quale ,
nulla di
>> meno ha il vantaggio di potersi inescare ( s' amorcer ) » con certezza . Io soggiungerò volentieri con le stesse parole dei ri spettabilissimi personaggi nominati » Ma non è però ab » bastanza il saggio de! fucile ; occorre arrivare ancora >> all'adozione di una cartuccia ; il fucile senza cartuccia » è un' arma inutile , impotente ; e bisogna ben persua » dersi che un sistema percuotente non è completo , fino >> a che non si è trovato un mezzo di inescare con sicu > rezza
tutta la quistione sta qui » E quel Ministro
< soggiungeva che « Le esperienze relative alla car
190
>> tuccia , non sono ancora complete ,
nè concludenti ,
>> riducendosi il problema a trovare il modo di attaccar » la capsula , o Capellozzo , alla cartuccia ordinaria » << doversi riconoscere , che le altre Potenze avevano fatto >> delle esperienze , che ottennero successo : » ed al detto >> del Generale Schneider «
le armate straniere essere
» molto avanzate in queste esperienze , siccome l' Austria » è in misura di servirsi del fucile che ha adottato , › avendo già riformato pressochè l'intero suo arma >> mento » . Or dopo di aver dimostrato con le descrizioni , e le atte stazioni sopra accennate , quanto sia semplice , il sistema Console , e nel vederlo adottato , e pratticato da quella nazione , che più d'ogn'altra ama la semplicità , ben da tutti si può considerar come vantaggioso tal fucile che si può anche inescare con sicurezza , che è il tutto ! Ha pure il vantaggio di comunicare direttamente il fuoco alla canna " e non per un caminetto caudato , vantaggio con siderabile , perciocchè le cecche divengono perciò molto meno frequenti ! È la cartuccia null'altra cosa essere , che la cartuccia ordinaria , all' estremità della quale la capsula è attaccata mediante un filo , e per la quale il Liadieres confessa esserne stato dapprima sedotto ! Ha pure quei vantaggi , che vi riconobbero le numerose com missioni ed i corpi di artiglieria , che furono incaricati dell'esame di questo fucile a percussione , siccome il Ministro Cubieres dice a garanzia del fucile Brunéel ,
191 e che noi diciamo essere stato altrettanto pratticato in Austria per garanzia del fucile Console , ove le commis sioni, e corpi di artiglieria , e rispettabili Principi furono tutti d'accordo a riconoscere le buone qualità del sistema quantunque tacessero di farne pubblicità , per riuscire i primi all' esecuzione di un armamento a fulminante , ´in frattanto che si cercava in Francia una cartuccia , e si studiava il fucile Brunéel ! Il qual Brunéel se ebbe il vanto di essere accetto da suoi , l'Italiano Console ebbe il maggior vanto di aver vinto le infinite opposizioni di gente tenace molto alle sue cose " e malgrado la diffe renza di nazionalità , il suo sistema è stato il primo ge neralizzato in Europa pella monarchia Austriaca ; comun que il generale Schneider dica « che il fucile austriaco Console , non valga il francese fucile Brunéel » asser zione detta ma non dimostrata . La cartuccia Console ha pur anco quei vantaggi che desidera quel generale , cioè che il soldato possa fare da se stesso , dandosi della pol vere, delle palle , delle capsule « o meglio , degli stuccetti fulminanti , quando ne sia stato istruito ! Sono pure quelle cartuccie , che sono ben tappate dalla bocca , che si pos sono regolarmente , e sicuramente impacchettare , che si possono legare , e stringere nei cassoni senza pericolo , che possono ugualmente portarsi sciolte senza danno » giacchè la fettuccia metallica che ritiene il fulminante è compressa , e chiusa in modo che non può nè dan neggiare ,
nè essere danneggiata , perchè oltre la cera
192 che la chiude , ha un preservato nell' interno , onde la polvere non ossidi l'ottone , qualità tutte che desiderano di trovare i francesi nella cartuccia che stanno tuttora cercando . Ma resterà a vedersi dunque ancora se il fucile Con sole sia troppo complicato nel suo meccanismo , come ne dissero i francesi , che per ciò solo lo rigettarono e credo io che troppo superficialmente lo giudicassero ; imperocchè se vi avessero portato sopra un' imparziale considerazione , vi avrebbero rilevato i seguenti vantaggi .
( sarà continuato ) Il Generale Comandante le truppe Estensi I. R. Maggiore austriaco Firmato - STANZANI.
193 CONTINUAZIONE
ESPOSIZIONE TEORETICA ED ISTORICA sulla composizione delle armate (+).
Allorquando i Franchi traversato il Reno invasero le Gallie , i Galli e i Romani formavano una sola nazione. I Franchi non si amalgamarono così presto coi vinti
, per lungo tempo le loro armate si reclutarono di guerrieri pervenuti dalla sponda dritta del Reno . Non vi erano Galli nell' armata di Childelberto , nè in quella che di
- strusse Narsete in Italia " ma poco dopo osserviam tutti gli abitanti di un cantone " di una provincia marciar contro l'inimico ; cosi son desse le truppe del ducato di Anjou , Andegeri , quelle del Berri , Betuerici , che com battevano insieme. La medesima usanza s' introdusse nel paese soggiocato dai Visigoti , poichè nella battaglia di Voville , in dove Alarico fu ucciso , un corpo intiero d'O vergnati peri con Apollinare , che li comandava. Dividendo ai loro compagni d'arme le terre del po polo vinto , i re della prima razza loro avevano imposto l'obbligo di seguirli alla guerra con una porzione dei loro vassalli ( advocatus ) le provincie somministravano i viveri per tre mesi , le armi , e gli abiti per sei . I re ed anche i reggenti quali furono Brunheaut marciavano
(1) Leggasi il volume XV.
25
194 ordinariamente alla testa delle loro armate. Queste armate combattevano con coraggio e con ordine . Narsete ne ri mase sorpreso alla battaglia di Cosilino vicino Capoa , e Abderamo pagò colla sua vita e quella della maggior parte delle sue truppe il disprezzo ch'egli aveva pei sol dati di Carlo Martello. I prigionieri divenivano schiavi ed il bottino si divideva a sorte , l' istoria tante volte repli cata del famoso vaso involato alla chiesa di Reims n'è una prova. Non sembra che Carlo Magno , il quale esiese tanto le sue conquiste , abbia nulla aggiunto alla organizza zione delle truppe ed alla loro maniera di combattere . Erano sempre i conti e i signori che conducevano i loro vassalli per un dato tempo. Bisogna soltanto aggiungervi i Benefiziarii , cioè a dire coloro ai quali i re accorda vano delle terre per un tempo limitato ed a patti condi zionati. Un articolo dei capitolari , che gl'istorici ci han tramandato , ci addita le armi usate in quei tempi . Che >> il Conte , vi si legge , abbia cura che gli uomini che » egli deve condurre abbiano una lancia , uno scudo , >> un arco , una corda e dodici frecce » .
La cavalleria era formata dai gentiluomini , dagli uo mini liberi che discendevano senza dubbio dagli antichi vincitori , e che formavano la forza principale delle ar mate. Colui che si negava di marciare doveva pagare un tributo di dodici soldi d'oro , e se non poteva pagarli diventava servo. Gl'imbriaconi erano scomunicati , e i disertori condannati a morte > i vili marcati d'infamia .
195 Sotto la terza razza ebbe luogo una notabile innova zione intendo parlare della milizia delle comuni , che an nunziano un nuovo stato di cose nella società. Delle città si erano formate , esse erano abitate da persone industrio se e ricche. Filippo I.
e Luigi il Grosso suo figlio cre
derono rinvenirvi un freno all' insolenza ed alla indocilità dei loro vassalli , sempre pronti a ribellarsi e non ubbi dire agli ordini. Le città e le comuni furon dunque co strette a reclutare a proprie spese un dato numero di truppe " ei curati marciavano alla loro testa collo sten dardo della chiesa .
L'autorità reale s'ingrandiva colle perdite che le cro ciale cagionavano all' aristocrazia . Queste immense emi grazioni dell'Europa verso l'Asia rassomigliano più alle in cursioni degli Unni e degli Sciti che alla marcia di truppe regolari ; esse non recarono alcun cambiamento nella for mazione delle truppe , nè nella maniera di combattere e noi le ricordiamo per non omettere una delle più no tabili epoche della storia militare della Francia . L'ascia a due tagli la spada e la clava erano le armi offensive dei cavalieri che portavano la bardatura di ferro al pari dei loro destrieri , Alla battaglia di Brenneville nel 1119 Luigi il Grosso uccise con un colpo della sua clava un inglese che afferrando la briglia del suo cavallo gridava, il Re è prigioniero . Riguardo alla cavalleria , allora av vilita e poco calcolabile 9 moveva in grandi masse , co perta di giubbe di cuojo , ed armata di coltellini , di giavellini , e di rotelle. Il servizio era in quell'epoca
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limitato a quaranta giorni , escluso il tempo del viaggio. Alcuni nobili non erano obbligati a servire neppure quin dici giorni , altri dieci , ed altri cinque. Ciò era per mo tivo della diminuzione del territorio che non somministrava a dippiù come nella seconda razza che attraversavasi il Reno passavansi le Alpi i Pirenei per giungere ai con fini dell'impero ? Era forse questa una concessione, che Ugo Capeto era stato costretto di accordare ai vassalli potenti su dei quali la sua autorità non si era ancora ben stabilita ? Sarebbe cosa lunga entrare nei dettagli delle diverse specie di soldati servienti clienti , satelliti , ribaldi che in quell'epoca esistevano nelle armate fran cesi. Il sapiente Daniele non è giunto a potercene dare una idea chiara. Egli prova soltanto col racconto della battaglia di Bouvines che i satelliti non godevano una grande considerazione , poichè i cavalieri Fiamenghi in dignati d'averli fatti da essi caricare si sostennero con bravura nei loro posti , senza retrocedere neppur di un passo.
Nell' organizzare le milizie delle comuni , i re avevano avuto di mira esentare i signori . Subito essi vollero sta bilire una forza che fosse indipendente dalla città , e dai ricchi vassalli , e che sempre dipendesse dai loro ordini, e Filippo Augusto arrollò dei corpi a sue spese che fu rono nominati assoldati ,
soldati . Costoro furono da
prima banditi e i più cattivi soggetti di tutte le nazioni , e segnatamente del Barbante. Allorquando terminata la guerra volevasi congedarne una porzione , essi si riuni
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vano e recavansi nelle province portando da per dove il terrore e la strage. Durante la prigionia del re Giovanni sedicimila di essi batterono e ferirono mortalmente Gia como di Borbone , contestabile di Francia , ed uno dei più segnalati servizi che rese il celebre Deugneschin , fu d'averne condotti parecchi nelle guerre di Spagna , ove questi tutti incontrarono la morte. Filippo il Bello prese a suo servizio dei corpi Alemanni e tosto s'introdussero nelle armate francesi , degl' inglesi , dei scozzesi , e sopratutto degl'italiani . Si videro alla bat taglia di Crus nel 1346 quindicimila balestrieri genovesi che molto contribuirono alla perdita della giornata. La fanteria era divisa secondo
il costume in tre numerosi
corpi , essi non ebbero tempo di ordinarsi in battaglia , furono successivamente rovesciati dalla cavalleria di Ed uard. Da questa funesta giornata datano la presa di Ca lais , e le lunghe sventure della Francia. Queste truppe straniere non impedirono a Filippo il Bello di ricorrere alle leve in massa . Nel 1302 dopo la sanguinolente e funesta battaglia di Journay , egli chiama alle armi tutti i francesi nobili , ed ignobili e di qualun que condizione essi sieno dell' età di 18 anni sino a quella di sessanta .
Già nel 1124 , allorchè la Champagne era stata occu pata dall'Imperatore Errico V. unito agľinglesi , un bando generale fu pubblicato da Luigi il Grosso , e secondo Serger che fece la numerazione delle truppe , quelle di Rhemais e di Chalonais ammontavano a sessantamila uo
198 mini. Carlo VII. ch' ebbe tanto a combattere per riacqui stare il suo regno , operò dei grandi cambiamenti nell'or ganizzazione delle armate. Creò da principio
quindeci
compagnie composte ciascuna di seicento uomini lo che formava novemila soldati di cavalleria.
Queste compagnie nelle quali aveva frammischiata della cavalleria leggiera e pesante erano composte di cento uo mini d'armi , trecento arcieri , cento corteggiani e cento paggi. Essi erano mantenuti a spese della città dei borghi e villaggi. I cambiamenti che Carlo VII introdusse nella fanteria non sono meno osservabili. Egli obligò nel 1448 , cia scuna parocchia a fornire un uomo scelto fra cinquanta dei più gagliardi , per servire in qualità di arcieri , e loro concesse parecchi privilegi che li fecero chiamare franchi arcieri, erano armati di celata ( sorta di casco usato nelle guerre degli ultimi secoli ) spada ,
arco ,
faretra e ricevevano la paga di quattro franchi al mese . Questa prima leva diede sedici mila arcieri , che furono divisi in quattro corpi ciascuno di quattro mila presi dalle parrocchie più vicine. Questi corpi erano divisi in batta glioni di cinquecento uomini comandati da uffiziali parti colari . Questa istituzione dei Franchi-Arcieri non durò quanto quella della compagnia d' ordinanza . Essi furono sostituiti verso la fine del regno di Luigi XI da seimila Svizzeri , da una leva di diecimila uomini che il re prese a suo soldo. Dequesque uffiziale Borgognese ebbe il comando di que
199 ste truppe , e reca stupore il vederlo , nel 1480 tracciare un campo all'uso romano a tre leghe distante da Roven , ed eseguirvi delle manovre di cui soltanto lui ne cono sceva la tattica . I svizzeri , che in seguito nelle armate Francesi occu pavano un posto distinto , ivi comparvero la prima volta. Essi furono diretti da Guglielmo Diebarch magistrato di Berna . Il loro soldo equivaleva a quattro giornate di tra vaglio. Così in seguito per lungo tempo fu valutata in Inghilterra la paga delle truppe ; poichè sotto Eduar do III la paga di un semplice fantaccino era il doppio della giornata di un maestro falegname , e il triplo di quella di un lavorante . Carlo VII conservò la medesima organizzazione , ed inoltre prese a suo soldo un numeroso corpo di fantaccini alemanni . Gli stranieri in quell'epoca superarono la fanteria france se la quale senza dubbio era composta dalla ultima classe del popolo , ed ove seguendo l' opinione di Brantome, non rimarcavansi che libertini sfuggiti dalla giustizia. Francesco I. che visse in un epoca in cui tutte le isti tuzioni antiche erano crollate , creò una nuova milizia , modellata su quella di Roma . Egli formò sette legioni , ciascuna di sei mila uomini , presi unitamente agli uffiziali che li comandavano , dalle medesime provincie . Queste legioni alle quali mancava soltanto la cavalle ria , si dividevano in sei coorti di cui ciascuna composta di cento archibugieri e di ottocento picchieri , sei capi
200 tani e dodici tenenti erano situati alla testa di esse . Ogni soldato che distinguevasi con una rilevante azione rice veva un anello d'oro ; se egli giungeva al grado di uf fiziale rimaneva abolito.
Disgraziatamente questa bella organizzazione fu subito distrutta , e si ritornò alle bande ed alle compagnie fran che reclutate da' capitani . Questo modo si uniformava senza dubbio più ai co stumi dei tempi ed allo spirito d'indipendenza della no biltà. Errico II. con una ordinanza 1557 volle ristabilire le legioni di Francesco I. formandole egualmente di sei mila uomini ; ma invece di sei capitani comandando ciascuno mille uomini , erano comandate da un capitano , un te nente ed un insegne , due sergenti e otto caporali . Da niele ravvisa l'origine dei reggimenti francesi in questa formazione , ch' ebbe luogo dopo le sanguinolenti balta glie di S. Quetin , e allorquando il duca di Guise colla sconfitta degl' Inglesi e la ripresa di Galais ristabilì l'o nore delle armi francesi. Ciascun capitano aveva addetto un cantone alla sua compagnia. Così si volle profittare di questa disposizione del cuore umano che faceva loro stimare più gli amici e i vicini , che lo straniero . Noi vedremo in seguito il gran Federico formarne la base della sua organizzazione mili. tare , e la Francia ripigliarla senza punto fissarvisi .
Oltre queste legioni o reggimenti Errico II . ebbe sem. pre a suo soldo moltissimi stranieri .
Se ne numeravano
201 in una rivista da lui passata nel 1558 , su la frontiera della Piccardia , nove mila raitri ( così chiamavansi un tempo i soldati tedeschi a cavallo ) ventimila lanziche necchi , così parimente si chiamavano i fantaccini tede schi , e dodici mila Svizzeri . Carlo IX non introdusse alcun cambiamento nelle ar mate francesi. Il regno di Errico III fu quello degl' intrighi della corte , del fanatismo e della esaltazione di tutte le classi. I Guisi i Montmorency separavano la loro causa da quella del re e del paese. La religione , che spesso invocava
si " armava meno braccia che la brama di guadagnare. Un posto si occupava per profittare dei torbidi che si suscitavano. A Coutres la Francia era divisa ma ad Ivry non formava che un sol voto per Errico IV , l'armata del quale consisteva in diecimila uomini di fanteria , e duemila di cavalleria e quattro cannoni. La fanteria si formava ancora su dieci file , linea piena , e non lasciando che una debole riserva . Lo squadrone alla testa del quale combatteva il re era formato di seicento uomini , situati sopra cinque file ciascuna di centoventi uomini . Se io scrivessi la storia dell'arte della guerra , dovrei trattenermi un momento su questa epoca rimarchevole ove le armate spagnuole , comandate dai duchi d' Alba e di Parma , dai Fuenter , Verdugo, Mondragon cotanto si im mortalarono , ove i principi di Nassau , quella prodigiosa successione di eroi ardirono affrontare forze
sino allora
non mai viste , e i generosi soccorsi del grand' Errico e 26
208 della interessata Elisabella , fondarono la republica di O. landa e profittarono dei progressi che le lunghe guerre civili della Francia avevano fatto fare all'arte della guerra ; Ma io mi son prefisso di parlare con alquanta particolarità della organizzazione e della forza delle Armate Francesi , ritorno dunque al mio proposito . Durante l'intiero regno di Errico IX l'esercito perma nente fu poco
numeroso ,
non si ordinavano le leve
se non all' avvicinarsi la guerra , e queste leve si pra ticavano con molto stento , si assoldavano i soldati colla forza , dice Sully , si facevano marciare col bastone ' e colla forca sempre ad essi presente : leggiamo nello stesso Sully che allorquando il re si disponeva ad attac care il duca di Savoja nel 1600 , non aveva che sei can noni , mille e cinquecento cavalli e settemila fantaccini ; ma dieci anni dopo , quando ebbe terminati tutti i pre parativi per compiere il suo vasto piano contra l'Austria , aveva trentatre cannoni ,
cinque mila cavalli , e trenta
due mila uomini di fanteria . Le provincie unite , l'In ghilterra , la Savoja , la Danimarca entrarono nella lega. Centosessantacinque mila uomini di fanteria e venticinque mila di cavalleria diretti e guidati da un eroe recavansi a far cambiare l'aspetto dell' Europa , quando il pugnale * di un vile assassino fe' cessare quella vita si utile e glo riosa. Durante le undici guerre che Luigi XIII ebbe a so stenere , gli eserciti francesi non ricevettero che momen tanei accrescimenti . Dal 1635 al 1643 questo monarca mantenne in piede cinque armate , la forza delle quali ri
203 saliva a centomila uomini , frá i quali vi erano compresi dieciottomila uomini di cavalleria . È a questa epoca che data la preponderanza della Francia . Il genio di Richelieu . preparava la grandezza di Luigi XIV : il soldo del soldato ascendeva allora a sei soldi otto denari al giorno, ma senza pane e carne. Un cavaliere , e il suo cavallo costavano una lira tredici soldi quattro denari al giorno. Eccoci giunti all'epoca in cui la Francia lottando con tra la maggior parte dell'Europa , conobbe il secreto delle sue forze ; in cui assistita da ministri di elevato ingegno, diretta da grandi generali , Luigi XIV ,
estese i limiti
del suo regno e fe risuonare il suo nome per l'universo intero. Le armate di cui si aumentavano i quadri in tempo di guerra , furono in tempo di pace sottoposte a grandi riduzioni ; ma è da osservarsi che questo stato di pace andò avanzandosi . Così ridotto l'esercito nel 1660 dopo la pace dei Pirenei , a centoventicinque mila uomini, ri tenne nel 1668 alla pace di Aix-la-Chappelle centotren tunomiladugentosessantacinque uomini ; e a quella di Ni mega , nel 1679 , centotrentottomilaquattrocentotrentatre uomini , i quali , alla tregua di Ratisbona furono portati a centocinquantottomila uomini . Lo stato di guerra fu quasi sempre il doppio. La Francia pria della pace di Nimega , oppose all'Olanda , all'Inghilterra , alla Savoja e all' Austria , che formavano la lega d'Ausbourg , tre centonovantacinque uomini , e dal 1701 sino al 1715 la stessa Francia spossata per le continue perdite , che debbonsi piuttosto attribuire alla presuntuosa ignoranza di
204 la Feuillade dei Marsin , dei Villeroi che al genio di Mol bourg e di Eugenio , mantenne ancora in piede più di quattrocentomila uomini . È frattanto alla lega di Augsbourg • che Luigi XIV prendendo per modello i Franchi-Arcieri di Francesco I. formò trenta reggimenti di milizia , pei quali ciascuna comune doveva fornire un uomo armato ed interamente vestito.
Sotto questo regno si bellicoso si compi la rivoluzione che doveva recare l'invenzione della polvere da sparo . Gli archibugi erano così pesanti , che l'uomo carico di quest' arma sortiva dalle file e l'appoggiava sopra una forcina di ferro pria di servirsene. Il moschetto fu meno pesante e si aboli la forcina ; ma l'uso di uscire dalle file prima di far fuoco si mantenne. Finalmente ,
il fu
cile armato di bajonetta divenne l'arma generale della fanteria , e nel 1703 le picche furono soppresse nell'i stesso anno ; alla prima battaglia d'Hochstel la cavalleria francese fu arrestata dai fuochi di plotone che il gran . d'elettore di Brandebourg aveva ideati e che fece adottare dalle sue truppe nella guerra contro la Polonia e la Svezia. La fanteria francese , di cui Lamartiniere migliorò le ma novre , continuò frattanto a formarsi su quattro righe ; ordinanza che non era analoga all' arma ch' erasi adot tata . Vauban perfezionò la scienza della fortificazione , ¿ alla quale Errard Marollais e Pagano avevano recato dei grandi miglioramenti . È a lui che devesi la superiorità dell'attacco su la difesa ; superiorità ch' egli stesso ha in vano procurato di controbilanciare nel suo terzo sistema.
205 Grandi disordini regnavano allora negli eserciti Fran cesi. I capitani di due diverse armi percepivano il soldo dalle loro compagnie , delle quali essi si premuravano di aumentare l'effettivo con piazze supposte , non distribuendo se non quello che non potevano appropriarsi dice uno sti mabile scrittore. Maggiori abusi si erano introdotti nel
tempo ch' esercitava l'uffizio d'intendente nell'esercito d'I talia , vi pose un freno allorchè fu chiamato al Ministero della guerra , e sciolse in parte il difficile problema di 2 mantenere un maggior numero possibile di truppa colla minore possibile spesa. Luvois suo successore marciò sulle stesse vie , e la sua amministrazione forte e previdente influì ai successi delle brillanti campagne " in cui Condè e Turenna riportarono tanti allori.
Percorriamo rapidamente l'epoca della reggenza in cui l'armata fu ridotta a centotrentaduemila uomini , forza presso a poco ch'esisteva sotto il regno di Luigi XIV alla pace di Aix-la-Chappelle. La Francia dovette al reggente il casermaggio delle truppe e l'abolizione delle rotte , val quanto dire l'obligo in cui erano gli abitanti di somministrare le sussistenze alle truppe in marcia . Il Regno di Luigi XV cominciò con felici auspici , e, nella guerra del 1733 ,
alla quale preparavasi da otto
anni , la Francia ebbe sotto le armi più di dugentomila uomini , che , per le loro vittorie riportate , gli assicu rarono il possesso della Lorena , tante volte tentato , De
-}
l'amministrazione . Letehier che vi era stato testimonio nel
206
alla Spagna quello del regno di Napoli. Essa fu men fe lice nella guerra del 1741 ; allorchè principiò in Boemia con alcuni emiferi successi , che la cattiva direzione data alle armate cangiò in rovesci . Questa campagna provò , come di già l'aveva dimostrato quella di Gustavo Adolfo , e come in seguito l' han confirmato le guerre della rivo luzione , che il vero e solo punto di attacco dell' Austria è per la sponda dritta del Danubio . In vano il Mare sciallo di Sassonia fe' osservare a Fontenoy , a Lawfel che ai soldati francesi non manca mai un capo che sappia condurli ed animarli ; la pace di Aix-la-Chappelle dopo la quale l'esercito fu ridotto a sessantasettemila uo mini di fanteria , di cui settemila erano di cavalleria , non cagionò alla Francia che debiti , e la vergogna di non po ter tampoco riattare le fortificazioni di Dunkerque ! Vorrei tralasciare di parlare della vergognosa ed impo litica guerra del 1756 : da principio la Francia ebbe sotto le armi duecentocinquantasettemila uomini , che nel 1762 furono aumentati a trecentotrentamila , eccettuatone i Sas soni e i Vittemberghesi che erano stipendiati dalla Fran cia . Ve ne bisognò in seguito un numero assai minore di questo per rovesciare in una sola campagna quella mo narchia Prussiana contro la quale la Russia , l'Austria , la Germania , e la Svezia combattevano inutilmente colle armate francesi . Ma il genio potente di Federico , che alcun mai ha potuto eguagliare nell'arte di riparare i ro vesci e riaversi delle sue disfatte , trionfò della fortuna , del numero " e dell'accanimento dei suoi nemici . Tratte
207 niamoci un istante sull'esercito da lui creato
che al di
sopra della popolazione che l'alimentava , ci offre un fe úomeno che merita una particolare avvertenza. £ In tutti gli stati di Europa , una parte soltanto della popo
lazione che si calcola ascendere a diecimila uomini su d'un milione d'abitanti , e che si prendino o con im pegno volontarî , o che si tirino a sorte , vien sottoposta al servizio militare ; in Prussia , Federigo volle che ogni uomo nascesse soldato e fosse scritto sul ruolo militare. Il Regno fu diviso in cantoni ciascun de' quali ebbe un reggimento a lui destinato , da poterlo sempre mantenere al completo cogli uomini disponibili , cioè di coloro che sono meno necessarî alle loro famiglie . Questi uomini non furono totalmente involati alla agricoltura e all'industria , poichè ottennero dei congedi per dieci mesi , e non furono obligati di presentarsi ai loro reggimenti che nel tempo delle manovre. La cavalleria , al pari della fanteria , fu reclutata nelle comuni ad essa assegnati , ma per esservi ammesso bisognava essere figlio
di proprietario . Giam
mai i reggimenti cambiavano i loro Cantoni ; in questa guisa fu creato uno spirito di corpo il quale unito al vessillo sotto cui si militava all' amor del paese
natio ?
elevava l'animo del soldato e lo rende capace delle più ardite imprese . Siccome la popolazione non bastava ad alimentare un' e sercito cosi numeroso , Federico dispose che un terzo di quest' armata sarebbe composta di stranieri , ma le con tinue disserzioni e principalmente le somme immense che
208 a quest' oggetto erogavansi , resero questa misura più gra vosa che utile . Si operò sotto il regno di Luigi XV un miglioramento Osservabil le armate francesi , che merita essere qui menzionato ; esso è dovuto a M. de Choiseul , uomo di stato , dotato di un genio pensatore . Sino a lui le compagnie appartenevano ai capitani, ed essi erano obligati di mantenerle sempre al completo ; M. de Choiseul gliene tolse l'amministrazione , e le ridusse a semplici appuntamenti , innovazione importantissima che cancellò nell'esercito le ultime vestigia del regime feudale , così funesto alla dignità reale , e formò di tutti i soldati i soldati del Re. Un'altra ordinanza dello stesso ministro ebbe anche una grande influenza , cioè quella dei consigli di Amministrazione ; e così fu tolto l'arbitrio a'colonnelli che in taluni corpi si era significantissimo . Quando Luigi XVI ascese al Trono , l'esercito era ri dotto a centoventisettemila uomini , e non vi era alcuna uniformità ne' reggimenti : taluni si componevano di quat tro battaglioni altri erano ridotti a due ed anche ad uno . Il Re chiamò al Ministero della Guerra il Conte di Saint Germain , bravo militare , e sperimentato , e che sotto i Clermont " i Contade ed i Soubise erasi acquistata una bella reputazione .
Questo Ministro era stato spesso testimonio e vittima degli abusi ; egli volle rigenerare l'esercito , ed introdusse perciò una nuova organizzazione, e in virtù di essa l'eser cito fu composto di cento sei reggimenti , formati di due battaglioni , tranne il reggimento del Re che ne conservò
209
quattro ; ciascun battaglione era composto di quattro com pagnie di centosedici uomini ; ed inoltre eravi una com pagnia di granatieri , ed una di cacciatori per ciascuno reg gimento. La medesima uguaglianza fu stabilita nella cavalleria : i quattro reggimenti di Usseri , i ventiquattro de'Dragoni , e i ventitrè di Cavalleria pesante costituirono , tranne i carabinieri , duecento cinquanta Squadroni che davano di effettivo venticinquemila cinquecento uomini. Cosi dopo la pace de' Pirenei ,
nel 1660 , in cui esi
stevano sotto le armi centoventicinque mila uomini , il piede di pace della Francia non era cambiato che di ven timila uomini , esercito che non era in proporzione coi grandi cambiamenti avvenuti in Europa , ove due nazioni allora non conosciute , la Russia e la Prussia , avevano acquistata tanta preponderanza ; ove la casa d'Austria loro compagna nel partaggio della Polonia , aveva sotto le armi duecentotrentamila uomini , che nel 1785 portò a trecentosessantaquattromila .
L'organizzazione semplice e regolare di M. de Saint Germain durò poco , non che l'abigliamento economico e comodo ch'egli aveva introdotto. Ꭶ Lo stato militare della Francia offriva nel 1790 settan tanove reggimenti di fanteria francese , e dodici di fan-. teria tedesca ; ciascun battaglione era stato portato a nove compagnie compresa quella de' granatieri . Vi erano inol tre dodici battaglioni di cacciatori , forza insufficiente e fuori d'ogni proporzione colla fanteria di linea . 27
210
L'assemblea costituente diffidò dell'esercito ; che lo ri mirava quale istrumento passivo , e che visava d'inde bolire , e non seppe abbastanza calcolare i pericoli esterni di cui la Francia era minacciata . Allorchè Dubois spinto da un giusto presentimento dell' avvenire propose nel 1790 di dichiarare che , similmente alla Prussia ed alla Sviz zera , ogni francese fosse soldato gli si rispose che questa misura non conveniva alla Francia ! Frattanto i progetti degli alleati convenuti a Pilnitz erano di togliere alla Francia la Fiandra , la Lorena, la Alsazia , il Delfinato, e non tardarono a svilupparsi . Allora fu dato il segnale del pericolo della patria , e la Francia indi spettita corse alle armi. Il Ministro Servant fu di quei che maggiormente secondarono questa generosa impulsio ne. Durante il suo breve ministero i battaglioni de' volon tarj si organizzarono in tutte le parti e nove armate al l'istante si formarono , che presentarono agli eserciti ne mici duecentoventimila combattenti. Queste forze si aumen tarono con tale celerità , che alla fine di decembre 1793 la Francia aveva sotto le armi seicento novanta mila uo mini , fra i quali si annoveravano novantasei mila di ca valleria ; l'effettivo era di un milione ventiseimila nove cento cinquanta uomini . Essi erano divisi in quattro ar mate , dappertutto vincitrici . Queste armate si componevano di reggimenti di linea , di battaglioni di volontari , di compagnie franche di le gioni formate di diverse armi . Il disordine regnava da per ogni dove ; era il momento di stabilire un ordine in
211 tutte le cose. Un decreto del mese di Gennajo 1794 or 1 dinò l'unione di un battaglione di linea con due batta glioni di volontari ; e nell'anno settimo la repubblica, che occupava gli stati Romani la Svizzera , l'Italia , l'Olanda , e le di cui frontiere si erano estese sino al Reno , aveva centodieci mezze brigate di fanteria di linea , venticinque reggimenti di cavalleria pesante , venti di dragoni , ven ticinque di cacciatori , dodici di ussari , otto di artiglie ria a piedi , otto di artiglieria a cavallo , due battaglioni di pontonieri , e quattro di zappatori. Tutti gli antichi uffiziali avevano abbandonata la Fran cia 9 o erano stati espulsi ,
essi vennero sostituiti dai
sotto-uffiziali e da una quantità di giovani , che pieni di ardore provarono che l'intelligenza col coraggio pos sano supplire all' esperienza . Dalle loro gloriose fila sor tirono quei generali , che si resero così immortali . La necessità aveva fatto adottare una nuova maniera di com baltere. Siccome , ne' primi momenti , l'istruzione non erasi bastevolmente generalizzata , onde si potesse senza rischio eseguire delle grandi manovre a fronte dell' inimico si faceva spiegare una gran quantità di tiragliatori , che permettevano alle masse di formarsi e di manovrare. Questa maniera di combattere , nella quale può svilup parsi l'intelligenza individuale , conviene più alla nazione francese che a qualunque altra , ed essa ne riportò im mensi vantaggi . Mentre gli eserciti francesi trionfavano nell'estero , delle
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fazioni agitavano l'interno della Francia disputandosi il potere . Colla creazione del Direttorio l'Europa si appagò al quanto perchè si vide un' apparenza di governo che an nunziava qualche stabilita , e la Prussia , la Toscana " la Spagna , e parte della Germania conchiusero de' trattati particolari che posero un termine alle ostilità .
Io non scrivo la storia della guerra , e non parlerei tampoco della partenza di Bonaparte per la sua gloriosa campagna d'Egitto , se non fossi costretto a rammentar la situazione della Francia quando la coscrizione militare fu stabilita. Allora delle disgrazie successero alle vittorie: dei spiriti poco elevati , e senza esperienza lasciavano on. degiare le redini del governo , la diserzione e l' indisci plina regnavano negli eserciti . Il governo era caduto in tanto disprezzo , che invano cercò dimostrarsi violento. Non potendo dunque ricorrere a 1 misure estraordinarie bisogno adoprare i mezzi legali , e il 21 agosto 1798 il generale Jourdan , il vincitore di Fleurus , fece decretare che ogni francese nel nascere , contraeva l'obbligo di servire e così si ebbe un esercito al quale fu dato una base costante é invariabile. Buonaparte ritornò : nominato primo Console il
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dicembre 1799 , il suo primo pensiero fu quello di oc cuparsi dell'esercito , a cui egli dovea la sua gloria il suo innalzamento . Abbiamo osservato sotto la Repubblica tutto ciò che l'energia e il disordine possano cagionare di e straordinario , videsi sotto Bonaparte che il genio e l'or
213 dine possano creare il grande. Le leve , il richiamo dei vecchi militari , e precipuamente la vittoria , che appre sta nuovi mezzi da vincere 2 non tardarono a portar le forze militari della Francia , a più di quattrocentomila uomini , cinquantamila de' quali erano di cavalleria. Sotto il suo regno la coscrizione s'istallò negli eserciti francesi , la maggior parte della gioventù era scartata a cagione della bassa taglia , si ebbe la fortunata idea di formare le compagnie di volteggiatori , che ben presto ga reggiarono con quelle de' granatieri.
Napoleone mirando sempre allo scopo che erasi pro posto di ristabilire la monarchia su gli avanzi della Re publica , per abituare l'esercito all'idea dell' antico sistema ristabili le antiche nominazioni . I reggimenti rimpiazzarono le mezze brigate , i larghi vessilli della Repubblica , fu rono rimpiazzati dalle aquile di bronzo colle ali spiegate : non era ciò forse annunziare al mondo che voleva far rivivere l'impero romano ? Negli ampli quadri degli eserciti francesi , i reggimenti sembrarono elementi troppo piccoli , se ne riunirono quat tro o cinque per formarne de' corpi separati comandati da un tenente generale. Per effetto dello Jstesso sistema la cavalleria fu riunita in corpi separati , che talvolta , come nella battaglia di Jena , completarono la vittoria . Sotto l'Imperadore finalmente gli eserciti francesi si ac crebbero in un modo fino allora sconosciuto . Veruno prima di lui aveva in Europa , condotto masse così immense, ma ne risultarono de' disordini inevitabili , perchè esistevano nella
214 natura delle cose. L'Europa non era formata per queste gigantesche armate che , come si è detto iperbolicamente di quelle di Serse disseccarono, le fontane e i fiumi ; i viveri , i foraggi , i medicamenti , tosto loro mancava , e bastava trattenerle un poco per distruggerle . Qui sa rebbe a proposito di trattare la quistione spesso, agitata e giammai risoluta delle grandi armate , di citare Vegezio e tutti gli autori , che similmente a lui , han preteso , che non è il numero che reca la vittoria ;
ma questa
discussione sarebbe inutile poichè basterebbe rimontare al principio semplice ed incontrastabile di Montecuccoli , che i mezzi debbono proporzionarsi allo scopo che si vuol conseguire.
Le due ultime ristaurazioni recarono piuttosto dei cam biamenti nel personale che nell'organizzazione degli eserci ti. Di tutti i ministri della Guerra che con celerità si suc cessero ed introdussero delle ordinanze , un solo cercò di dare stabili e buone istituzioni : Il Maresciallo Saint-Cyr dimostrò che la coscrizione è una legge necessaria ,
е
che conveniva conservarla , o pure rinunziare di essere una nazione grande , ed indipendente . La coscrizione adunque fu confermata , ma il mare sciallo volle introdurvi qualche riforma ; egli destinò un reggimento a ciascun dipartimento , che fu incaricato di reclutarlo. Con ciò volle in parte seguire l'organizza zione Prussiana che meglio sarebbe stato se l'avesse in tieramente imitatata : si sarebbe evitato il miscuglio delle armi che , in un si piccolo quadro non poteva recare al
215 cun vantaggio ; ma l'idea di assegnare un dipartimento a ciascun reggimento non fu men vantagiosa. Se gli uo mini sono più utili allorquando sono guardati , ciò si ot tiene principalmente rimanendoli tra i loro parenti, i loro amici , e compagni della loro infanzia. Questa osserva zione è antichissima ! Quando , nell' Iliade , il divino Ne store consiglia di riunire i combattenti per tribù e per fa miglie , esclama ;
Chi oserà mostrarsi vile innanzi a
suoi parenti e i suoi amici ? Ho percorso rapidamente le armate de' più famosi po poli , e più particolarmente quelle della Francia nelle di verse epoche della sua monarchia . Sento che per rendere più interessante questo articolo converrebbe paragonare tra loro queste armate , e rimarcare
quale di esse per
le sue fatighe , per le sue gesta valorose e si abbia acqui state maggior gloria. Certamente le armate francesi han meritata la generale ammirazione. Le falangi di Alessan dro non sottoposero che alcune contrade dell' Asia ; е le Aren della Siria
dell' Affrica non che le nebbie del
l'America ; e i ghiacci del polo sono stati testimonî del coraggio e della costanza della gioventù francese . I soldati d'Annibale appena riconobbero i rampari di Roma ;
e tutte le capitali dell'Europa hanno aperte le
porte ai soldati francesi ! Il Guadalquivir , il Tago , L'E bro , Il Po , Il Tevere , Il Danubio , l'Elba , L'Oder " Il Niemen , Il Boristene , han veduto sventolare sulle loro sponde le bandiere trionfanti della Francia ; ed anche dopo essere stati abbandonati dalla vittoria , quelli eserciti
216 si son resi gloriosi , mostrandosi superiori alle sventure e meritando anche la stima de' suoi numerosi nemici ma ravigliati dei loro trionfi e della loro caduta . Tali ricordi non saranno dimenticati : questa nobile tradizione sarà per tutto l'avvenire rammentata , che gli stessi nemici della Francia riconoscono tuttavia i loro vincitori .
VINCENZO GAROFALO.
217 POCHE PAROLE INTORNO
all'articolo riguardante la memoria Storica 1" . Corino 1841. ec. ec.
Con vero piacere si legge l'articolo inserito nel secondo semestre dell' Antologia Militare 1842 ( pag. 215 ) : e schiettamente dissi che con vero piacere, poichè pur troppo rarissimi sono in Italia quelli che da senno diano opera alli studi storici dell'antica nostra milizia . Altre disamine delle Memorie aggiunte al trattato del Martini furono stampate in giornali italiani e francesi , ma distese da persone estranee a codeste ricerche , se mi muovono a riconoscenza per la gentilezza dei modi, non le tengo utili ai progressi dei nostri studî che è appunto ciò che si deve desiderare dalla critica , e ciò che ne forma il vero scopo . Ed io assaissimo mi rallegro , che le prime parole del sig. d'Ayala manifestino lo stesso modo di pensare che io pur tengo , giacchè i giornali non devono convertirsi in mercato di lodi , e nes suno meglio di me sa quanto sia facile l'ingannarsi. In ta luno degli anzidetti giornali fu l'opera mia notata quà e là di qualche omissione ed abbaglio ( 1 ) , ma chi leggesse
(1) Per figura , il dotto sig. Cesare Cantù ( rivista Europea 1842 fascicolo di luglio ) afferma che nella de scrizione delle conche dei navigli , l'Alberti preceda il Martini in priorità ed in merito. Ora l'Alberti ne dà la sola descrizione , l'altro ne dà descrizione e disegno;
28
218
diligentemente quelle mie pagine troverebbe per l'appunto sono > e per che le cose che furon dette omesse pur si
trattandosi di cose di idraulica , dimando qual dei due si spieghi meglio? Che poi l'Alberti venga con ciò a togliere la gloria dell'invenzione a Leonardo ed ai due Viterbesi , è natural cosa , perch' egli scrisse prima > ma che questa gloria diventi sua non si ammetterà da chi sappia che una conca già era stata costrutta dagli Olandesi a Sparandam nel 1285. Che , nella parte antica della fronte dell' Ospedal Mag giore di Milano le finestre siano euritmiche : io le dissi non euritmiche , e chiamo in conferma la realtà di quanto vedesi in facciata a destra dello spettatore non che i disegni originali di mano del Filarete , stam pati in Milano (1842) per gentile assenso di S E. il cavaliere Cesare Saluzzo e da me forniti. Che , io abbia tenuto meno antico del Norchiati , Ce sare Cesariano autore dei Comenti a Vitruvio ( Como 1521), del quale il s. Cantú riferisce a lungo il titolo : ed egli apparentemente ha ragione , avendo io " disattentemente lasciato trascorrere nella stampa la parola Inediti che nel mio manoscritto si legge . Il più antico tra i tra duttori italiani INEDITI di Vitruvio tiensi C. Norchiati ec . ma che io ben conoscessi il Cesariano , é chiaro , poichè molte volte lo cito ( I. §. 13 , II , 52 , 53 , 168 , 207 , 220 , 246 , 325 ). Noterò pure che per la vita del Martin
i io non mi
219 gli abbagli , dei quali fui notato , lascio il lettore erudito ed imparziale il decidere severamente se sieno tutti miei , e se qualcuno lo sia talvolta dei miei critici . Ora eccomi a sottoporre alquante brevi
osservazioni
circa l'articolo scritto per la Memoria I. Si desiderano ( pagini 217 ) migliori e più copiose · notizie intorno ad Orso degli Orsini. Io non credo di averne parlato inesattamente 2 poichè grandissima come si sa 2 è l'autorità dell' Albini. Dissi , esserne il nome celebrato dagli storici della guerra dei Bareni , ne diedi brevi notizie : ma non credei dovermi estendere di più , poichè l' Orsini non appartiene a codesta Memoria se non per due o tre pagine di quella sua opera , la quale versa intieramente sopra la composizione di un esercito. Se io gli avessi consacrato il doppio di scritto , tre o quattro volte più a lungo avrei dovuto parlare del Santini , Val
valsi dei documenti editi dal Gaye ( abbenché li citi ) ma bensi di quelli raccolti dal benemerito Romagnuoli, d'onde (e non dagli antichi di Siena) li copiò il Gaye esso pure , che poi li fece rivedere al signor Gaetano Milanesi ( senza però avvertirne il lettore ) : come in Siena tutti sanno
e che l'opera del Romagnuoli non
è quella dei Cenni Storico--artistici di Siena e dei tribu tarî , citata dal signor Cantù , e della quale nessun Senese mi seppe dar contezza , ma bensi la bellissima raccolta manoscritta intitolata , Biografia cronologica dei Bellartisti Senesi del secolo XII , a tutto il XVIII.
220 truvio , Tartaglia , Castriotto e parecchi altri : ed allora sarei uscito affatto dai propostimi limiti di una semplice memoria . Ma in altra occasione terrò conto della data della sua morte , che il sig. d' Ayala anticipa di quasi un anno , come pure dell'avere alla ( pag. 218 ) accen nata pel primo l'edizione principe di G. B. Della Valle. vero gioiello Bigliografico . va " Vengo ora a quanto si osservò sopra l'Escri . Prima di tutto , avendolo io chiamato Pirro Ossia Pietro Luigi Escriva ,
si
dice esser duro a
comprendere com ' io
faccia Pirro sinonimo di Pietro ; ma , non è già che io li faccia sinonimi , bensì , a quell'epoca , per amor di latinità simili scambi di nomi erano frequentissimi , e di Giovanni , Antoni , Vittori, ec. tramutavansi in Giani, Atnii, Nieti , e via via. Dico cose notissime . Nella lapida latina di castel S. Elmo chiamasi Pirrhus Aloysins ; ora in un rarissimo opuscoletto di Rodrigo Moscoso Andaluso ( Anti guedue y claredad de la muy noble cindan di Valencia. Ivi 1557 ) a pag. 4, egli è detto D. Pedro Luis Escriva, caballero muy principal , coronelen el presidio de Na ples , por el invicto emperador Carlos V. Dai quali_dați io naturalmente fui condotto a dire che egli si chiamasse Pirro in latino . Pietro e Pedro in Italiano e Spagnuolo : anzi , talvolta chiamossi semplicemente Luigi , come ne ho documenti incontrastabili . Nè , voglio pretermettere in esempio lucidissimo ; quel Colonne da Stipiciano che pro cacciossi si bel nome nelle guerre di Piemonte e d'Un gheria circa il 1540 , a battesimo fu detto Pietro , ma
221 volle sempre chiamarsi Pirro , e così trovasi presso tutti gli storici . Egual cosa pur narrasi del celebre napoletano Pirro Ligorio. Quindi , circa il nome del suo casato , io dissi gli autori italiani , ed egli stesso scrivendo in lingua latina , lo dicono Scriva , il quale nome in Spagnuolo non potendo essere , forze è che si chiami Escriva. Ma si dice se Scriva non è nome spagnuolo , nol sarà egualmente Escriva ( pag. 219. ) Il secondo nome può essere ed è realmente spagnuolo , il primo nol può essere e non l'è. Infatti , per poco uno abbia stu diata quella lingna , tosto avrà saputo che in essa l'uso e l'ortografia proibiscono egualmente di scrivere una pa rola la di cui iniziale sia una S seguita da altra conso nante : peggio poi , quando fosse seguita da altre due . Così gli spagnuoli dicono Eseucla , Escalera, Escribir , come Estrabon per Strabone , Estrada pel nostro celebre storico delle guerre di Fiandra ;
e così Escriva e non
Scriva è chiamato l'autor nostro del Rodriguez . ( Bib. Valentina ) e dal Moscoso sovracitato , perchè ambedue scrissero in spagnuolo . Delle opere del Theti era desiderio mio , vivo e forte almeno quanto parlare
quello del signor d'Ayala ,
di poterne
e tanto più che io ne conosco otto bei discorsi
in gran parte inediti . Ma siccome codesta memoria ( co m'è scritto nel 1 frontespizio ) estendesi solo dal 1255 al 1560 , così io non potei parlare del Theti la di cui prima edizione è del 1569 , senza che per nulla consti ch'egli avesse scritto qualche anno prima . Non ne ho io parlato,
222 poichè avevo già parlato del Marchi ; la di cui opera venne fuori nel 1599 ; ma io aveva notato nella introduzione che per dar luogo in quella memoria a tale è tal altro autore , avrei tenuto conto dell'anno in cui scrisse ( non posteriore al 1560 e giammai all'anno in cui l'opera sua fosse stata stampata : poichè , è troppo chiaro che l'epoca della impressione non farà mai che un autore cessi di appartenere al secolo in cui visse . Vero ch' io del Marchi , i di cui scritti vennero in luce assai tardi , ma è vero altresì che egli stesso aveva già pubblicata nel 1545 la rarissima serie di tavole incise di sua mano " e nel 1556 trovandosi a Greenvich presentò a Filippo II copia di opera sua già maggiore che prima non fosse . Le quali cose chiaramente risultano dalla lettura del co dice Magliabechiano-Bolognese , vero tesoro degli studî di quel grand'uomo , tesoro che giuuse troppo tardi a notizia del Marini , ma fu da lui apprezzato , poichè avrebbe dovuto rifare intiero il suo lavoro per l'edizione Romana. Belle veramente ed importanti sono le notizie date di Gian Tomaso Scala , Di costui io conosceva il discorso delle cose narrate ec. edito dal Ruscelli , e lo citai
а
pag. 351 Vol . II : ma essendo stampato nel 1568 , e non avendo io trovato indizio che fosse stato scritto avanti , non inclusi lo Scala nella Memoria I.
Quando poi al
codice che il signor d' Ayala analizza , e o ch'io m' in ganno , o che è stampato almeno in parte
avvegnacchè
la copia che servi a quella edizione (seppur la cosa è così)
223 fosse orribilmente corrotta ed anche 'mutilata. Mi sia in tanto lecito dirne brevi parole.
Nelle mie ricerche , io uso , per quanto mi sia possibile di paragonar colle edizioni i manoscritti dei vari autori. Tenendo adunque a mano il Bellucci stampato nel 1598 e comparandolo con un codice quasi sincrono di Torino m'avviddi tosto che nello stampato la parte contenuta da pag. 34 a pag. 108 non era altrimenti del Bellucci ; esa minai i dati che vi sono per entro e viddi che l'autore si dice inventore del forte innanzi a Bologna di Niccardia ( Fort' d' Outreau ) : e siccome io aveva letto in autori istruttissimi e contemporanei ; quali sono Pietro Aretino de Bellay , Belcaire , Carloix , che codesto forte era opera di Antonio Melloni , io accettai la loro autorità , e tanto più che i due primi erano anche suoi conoscenti . L'ulti ma epoca data nel trattato essendo quella della spedizione di Scozia nel 1547 , ed il Melloni essendo stato ucciso nel 1549 , nulla dice che offenda la critica. Anzi 9 v'è di più : tutte le epoche mentovate nello stampato confuso col Bellucci , tutti i paesi percorsi consuonano perfetta. mente con quanto del Melloni scrissero i suoi concittadini Cremonesi. A dimostrar questa verità , io darò quì una tavola cronologicostorica dei fatti del Melloni , riferendo mi , alla paginatura del Bellucci . Lo stampato lace delle opere fatte circa il 1530 pei Veneziani
ne parla il di Lei codice , ora , che il Mello
ni facesse per essi parecchie fortezze , e che fosse gover natore in Candia ed in Cipro lo sappiamo da documenti
224 certissimi , crederei anzi , che ei fosse in Corfù nel 1537 ,
poichè parla il Cavitelli di difesa da lui fatta in Cipro contro i Turchi circa quell' anno , quandochè Corfù e non Cipro fu da questi assalito. (Bellucci) (pag. 45) 1537 , Trovasi in Ungheria . (pag. 72) ottobre 1538 Fortifica Vienna . (pag. 51 ), 1540. Difende Komar in Ungheria . Codesti fatti sono mentovati presso il Bellucci . Il Ca vitelli poi , che era Cremonese , e quasi contemporaneo, avendo scritto nel 1583 , dice che il Melloni servi Pao lo III. Ora , tutti sanno che già prima del 1537 molti italiani erano stati mandati in Ungheria da quel pontefice e sopratutto dopo la lega fatta nel 1538 all' impero e con Venezia . Devesi adunque credere che tra questi aiuti vi fosse pure l'ingegnere nostro. (pag. 47 88) 1541. È in Lorena all'assedio di Yuois ed altre piazze , nè d'allora in poi abbandonò il servizio di Francia , poichè tutti i fatti riferiti presso il Bellucci da quest'anno in seguito sono a prò di questa potenza . Vedansi il Cavitelli , il Campi , il Campana ed i suc citati scrittori Francesi • e si avranno tutti concordi nel dire che il Melloni da quell'epoca già aveva soldo in Francia e ne seguì gli stendardi sino alla morte sua ar caduta nel 1549. Si cita alla pag . 226 il fatto dell'ac campamento costrutto nella guerra contro Carlo V , attri buito da se stesso allo Scala ', e che sarebbe posteriore al 1550
io però vorrei osservare che quell' accampa
225
mento è già descritto presso il Bellucci (pág. 82) , e che giusta il de Bellay è del 1542 , avvegnachè in qualche edizione sia segnato al 43. Lo stesso dicasi delle date 1544 (pag.43) e 1545 (pag. 66) che tutti precedano il suo sog 'giorno in Francia. Vero è che molte di esse furono er rate dallo stampatore , ma è facilissimo rettificarle con sultando gli storici , giacchè son tutte di eventi celebri. Conchiudo coll' argomentare che la sana e severa cri tica vogliono che un trattato ricco di simili dati venga at tribuito al Melloni . E se il codice che è nella Biblio teca de' Principi di Cariati porta il nome dello Scala io gravemente sospetto che fosse costui un vantatore ed un plagiario
della qual cosa me ne porge testimonianza
le stesse sfavorevoli parole comunicate dal S. Cicogna , ( pag. 229 ) , che circa lo Scala furono tenute nel consi glio di Venezia . Ed infatti troppa imprudenza fu la sua nello spacciarsi autore del forte di Bologna , opera cer tissima del Melloni . Così pure la fortezza di Monaco , tro vasi presso il Bellucci a pag. 50. Nè mancano le incoerenze solite di plagiari ; per figura , lo Scala ( Discorso presso Ruscelli , pag. 39) loda la fortezza di Piacenza attribuen dola al Genga e ad Alessandro da Zerni : ma non seppe mutar le parole
del derubato Melloni il quale ( presso
Bellucci a pag . 51 ) biasima quella fortezza e la dice di un Gianstefano Negro . E perchè mai, presso il Ruscelli? egli lo Scala detto ingegnere di Carlo V , mentre invece apparirebbe piuttosto del re di Francia ? V'era forse mo tivo di tacer questo grado ? Si , questo motivo era noto
29
226 al Ruscelli , il quale avrà saputo benissimo che lo Scala non aveva goduto grande considerazione in questo regno. Potrei puranche chiedere , come abbia potuto accadere che d'uomo che tante opere condusse in si vari paesi , niuna memoria sia rimasta : poich' egli è fatto che niuno istorico mentova lo Scala , mentre che il vero e primo autore del codice , dico il Melloni , è rammentato sovente e da molti. E ritornando al forte presso Bologna: quando fu assalito dagli Inglesi , mentre tuttora ne durava la fabbrica , lo difese appunto il Melloni , siccome narra il Capitano Giovacchino che a questi assalti guidò le genti Italiane. Lo Scala dice di essere stato ingegnere per Fran cia in S. Dizier assediato : codesto assedio fu nel Luglio del 1544: gli storici mentovano con lode l'Italiano Ma rini , di se stesso parla pure il Melloni ( in Bellucci pag. 43, 88 ) , ma nulla trovo dello Scala. E quindi , come poteva egli l'anno stesso difendere Bologna da parte inglese , mentre nel 44 appunto questi la conquistarono e non vi furono assediati? come la poteva difendere nel Pora appunto che si moriva Oriens ( cioè il Principe d' Orange ) mentre questi mori il giorno 17 , oppure il 22 di luglio sotto S. Digier , come soldato imperiale che egli era ? bisognerà dire che lo Scala si sia trovato in S. Digier ed in Bologna ad un tempo ? E dopo questo 2 come poteva egli abbandonare ad un tratto il servizio in glese per ripigliare il francese ? Dico così , poichè la mina ch'ei dice di aver condotto in Scozia alla città di S. Andrea , non poteva essere in altra epoca che in quel
227 la dell'assedio postovi nel 1547 da Leone Srozzi : e le mine erano certamente fatte dagli assedianti italiani fran cesi, e non dai difensori inglesi: si legga presso il Bellucci (pag.80) e si troverà parlato di questa mina, benchè con er ror di stampa dovendo essere l'anno 47 dov'è l'anno 41. Ciò prova apertamente che tal fatto fu dallo Scala inconsidera tamente attribuito a se stesso , senza pensare alle conseguenze che ne dovevan nascere di evidente impossibilità. Non le pare che avesse ragione Francesco Bernardo quando diceva che in Francia erasi lo Scala vestito delle penne altrui? Quindi , raccogliendo i miei argomenti , dirò che tutto ciò mi spinge a credere aver lo Scala portato seco di Francia il manoscritto di Melloni , capitatogli alle mani dopo la morte di questo , avermi poi a suo bel agio in serite le proprie azioni , e finalmente a tutta l'opera im posto il1 proprio nome. Ciò spiega pure in qual modo nel trattato confuso col Bellucci , non vi sia molto dello Scala , poichè quella copia non era stata guasta dalle costui in terpolazioni. Spiega eziandio come facilmente il mano scritto di un Cremonese morto sul lido dell' Oceano sia capitato a Venezia , giacchè Veneziano era lo Scala che sel portò seco ed in Venezia poi visse gli ultimi suoi anni. Nè rari erano anche allora i plagi : ben lo seppe l'Alghisi , e meglio ancora il Marchi : Del rimanente ad ambedue è comune la corruzione si dei nomi proprii che dei geografici e delle date : per figura il nome del Mar chese di Marignano non è facile riconoscerlo in quel De moragna che viene menzionato due volte nel citato codice.
228 Ottimamente si dice essere questo Gian Tomaso di verso da quel Giovanni che stampò le fortificazioni mar tematiche. Solo mi si permetta qualche osservazione bi bliografica. I precetti del Ruscelli sono veramente stam pati nel 1568 , del quale anno io li tengo sott' occhio : mentre l'edizione del 1572 che si crede essere la prima è una contraffazione con solo frontispizio mutato. La prima edizione delle fortificazioni matematiche di G. Scala è del 1596 , quindi con data posteriore, ma egli distese le sue materie nel 1588 , ed ultimò ogni cosa nel 1594 , come sono fatte certo della conoscenza che ho di una diecina dei suoi codici. Egli però non era suddito pontificio dirò pure che non era Veneziano , quantunque suddito della Repubblica , quel maestro Donato che si mentova a pa gina
224.
CARLO PROMIS Ingegnere.
229 CONTINUAZIONE.
GIORNALE
delle operazioni eseguite dalle milizie ANGLO.ISPANE.SICULE
DAL 20 LUGLIO DELL'ANNO 1813. ( 1 ) .
Addi 20. Al toccó del mezzodì il convoglio delle navi malconce si è posto alla vela , per Alicante. Addi 21. Verso , sera si son veduti sulle montagne tra Tortosa , e Valenza varii fuochi accesi dal nemico.
Addi 22, 23. In questi giorni le navi han sempre na vigato per Alicante con venti burrascosi e contrarii. Addi 24. Alle ore 3 e mezzo pomeridiane il convoglio ha scoperta la rada di Alicante ed ha dato fondo in quelle acque alle ore 7. Ma mancavano 14 trasporti dispersi dal vento. Il vascello Malta sul quale trovasi imbarcato S. E. Wiliam Bendich è andato a 藤 Maone . Nelle ore pomeridiane si è ordinato alla prima divisione di sbar care e muovere sollecitamente alla volta di Valenza.
(1 ) Si legga il volume precedente , ވdove abbiamo incominciato a pubblicar siffatte notizie, solą perchè ser Six vissero di elementi a chi imprende a scrivere la storia di quella guerra , ove le nostre milizie combatterono con lodevole valore.
230 Addi 25 giugno si è cominciato ad eseguire lo sbarco de' cavalli , e dei soldati di fanteria , principiando dalla prima divisione , la quale posto piede a terra si è av viata per gli accantonamenti nelle vicinanze di Alicante. Le frazioni del 1. Estero , de' Reali Granatieri I.
e del
2. Italiano sono alle ore nove e mezzo giunti nella
rada di Alicante , provvenienti da Palermo , ed alle 4. pomeridiane sono sbarcati ? ed al momento si sono av viate per raggiungere i proprii corpi .
Addi 26. All' ordine del giorno si è letto la seguente formazione delle Brigate. PRIMA DIVISIONE Comandante il Tenente Generale Clinton
Vanguardia.
Dragoni Esteri 2.° Battaglione del 27° Corpo franco Calabro' Comp. Carabinieri di Roll. Idem del 4. Balta . Annoverese
Golonnello Adam.
Brigata di dritta.
Reali Granatieri 1.º Estero
Colonnello Pastore .
Brigata del Centro.
Reggimento 58 . 4 battag. Annoverese 1.º Italiano 2.º Italiano .
Brigadiere Smith.
Brigata di sinistra.
Brigadiere La Tour.
{ SECONDA DIVISIONE. Maggiore Generale Whittingham .
Ten . Colon . Warren.
1ª . Brigata.
1. Battaglione del 10 1. Battaglione del 27
2. Brigata
Reggimento 18 . Colon . Mar. Colon. Roll . Dillon , con 2 comp. Kenzie , Cacciatori del regg . 67 .
231 CAVALLERIA Comandante Lord Federik Bentinck
Dragoni leggieri del 27 . Ussari di Brunswich-Oels Cavalleria Siciliana. Su le navi da trasporto che tutt' ora mancano, vi sono circa 2000 uomini , molti cavalli e vari attrezzi da guerra. Il Tenente Generale Clinton , ed il Colonnello Adam non sono ancora qui pervenuti perchè imbarcati sulle navi da guerra , spedite per salvare almeno la gente , che trova vasi su que' trasporti , parte de' quali vuolsi che siano arrenati alla imboccatura dell'Ebro, e parte calati a fondo.
Addi 28. All'alba il distaccamento del 1.º reggimento Estero , che trovasi a prestar servizio in Alicante si è messo in movimento per S. Fat , onde raggiungere il proprio corpo. L'esercito del duca del Parque , che era in S. Filip po si è ritirato , ed occupa ora le posizioni di Fuente de la Yguera , Outinainte , ed Abbaida.
Son finalmente giunti in rada i quattro trasporti , che avevano dati in secco all'imboccatura dell' Ebro . I mede simi non hanno sofferto alcuna perdita ad eccezione d'una barca cannoniera " e quattro pezzi di artiglieria di grosso calibro , che ad onta di tutti gli aiuti dati dalle navi da guerra non poterono salvarsi.
Addi 29. Si sa , che il nemico è entrato in Fuente de Yguera , dopo d'aver respinti gli spaguuoli .
232 Addi 1. agosto. Le truppe si tengono pronte a partire ed hanno consegnato nel deposito del commissariato , tutte le marmitte di campagna , dovendo marciare senza di esse , per mancanza di animali da soma. Addi 2. La 1.
divisione e la brigata di artiglieria Si
ciliana con un'altra Britannica si sono avviati per Alcoy. Addi 3. Il Capitano D. Giovanni Zerilli , ed il Tenente D. Raffaele Crispino del 1.° reggimento estero , e vari altri uffiziali essendo stati reputati inutili a prestare un servizio attivo , per ordine di S. E.
il capitan generale
Lord William Bentinck si sono imbarcati onde passare in Sicilia , accompagnati da una forte raccomandazione della E. S. per ottenere da S. A. R. il Principe Vica rio Generale un vantaggioso ritiro. Si è imbarcato l'ex Capitano D. Raffaele Mirenghi , coll'ex volontario D. Gio vanni Bonocore " tutti due del 1.º reggimento estero , i quali in seguito della loro domanda sono stati congedati dal Real servizio e ritornano in Sicilia . Addi 4. Al far del giorno la riserva comandata dal maggiore generale Mackenzie , si è avviata per Alcoy. Due disertori francesi giunti da S. Filippo assicurano , che il Generale Suchet ha abbandonato quella posizione , e ritorna in fretta per la via di Valenza. La cagion di tal decisione è appunto il risultamento della battaglia , che ebbe luogo il giorno 22. di maggio nelle vicinanze di Vittoria , con vantaggio dell'esercito alleato comandato dal marchese di Wellington. Il Tenente Micheroux assi stito dal Medico Troja , ha scelto undici individui del
233 1.
Estero , tra quelli che sono di presidio nel castello
di Alicante , i quali per essere interamente inabili a pre stare un servizio attivo , devono domattina imbarcare per la Sicilia . Il tenente del Negro del 1.0 reggimento di cavalleria , che per causa di malattia cronica trovasi da molto tempo in Alicante , al comando di tutti i soldati smontati , ha ottenuta da S. E. il Capitan Generale l'or dine di ritornare in Sicilia , e restituirsi al Corpo . Addi 5. Il quartier generale è passato in Alcoy. Addi 6. Il quartier generale è passato in S. Filippo , la prima Divisione è rimasta in Albaida. Quella del ge nerale Whittigham , insieme alla vanguardia circa il mezzo del giorno da Albaida si è messa in movimento per S.Fi lippo , ove è giunta verso le ore 11. della notte . La riserva da Xixosona , si è avanzata fino ad Alcoy. Addi 7. La divisione di Wettingham e la vanguardia da S. Filippo sono andate ad Alcira , ed Algemisi . La prima divisione , la cavalleria , e l'artiglieria Siciliana sono in S. Filippo di unito al quartier generale . La cavalleria Siciliana ha ricevuto l'ordine di attendere in S. Filippo il tenente colonnello lord Federico Bentinck e dipendere dai suoi ordini. Addi 8. La divisione del generale Wittingham colla vanguardia si è incaminata verso Valencia . La 1.ª Divi sione, la cavalleria , ed il quartiere generale, han lasciati S. Filippo e sono passati in Alcira , e Algemisi . La ri serva è entrata in S. Filippo . Addi 9. All' alba il quartiere generale è entrato in 30
234 Valencia, e verso mezzó il giornó vi è giunta la vanguardia colla divisione spagnuola del generale Wittingham . Alle 6 pomeridiane la prima divisione , alquante forze dell' esercito del Duca del Parque , e varie altre truppe han preso i quartieri in Valencia , altre han dovuto accantonarsi nei vicini villaggi , ed una porzione è rimasta al campo. Gli abitanti di Valencia han dimostrato, generalmente, il mag gior contento all'entrata che ha fatto in questa capita le l'esercito alleato . Tutti i balconi si son veduti adorni di arazzi , archi trionfali si sono alzati per tutte le porte, e le strade della città , la truppa è stata salutata dalle strepitose grida di evviva , e la sera si è veduta una splendida illuminazione. Gli spagnuoli dicono che simili acclamazioni non vi furono allorchè entrò in città il Re Carlo III. Addi 10. Continuano le feste nella città , verso la sera sono entrati in Valencia la riserva " e tutti i distacca menti de' varii corpi , che erano rimasti a guardia del forte s. Filippo .
Addi 11. S. E. Il capitan generale pria di provve dere gl'impieghi , che vacano nel 1. reggimento Estero, ha disposto che dopo domani giorno 13 del corrente alle ore 8 della mattina si radunasse la Giunta di uffiziali su periori , composta dal colonnello Pastore del primo Estero come presidente , dal tenente colonnello Galluzzo de' Gra natieri reali , e dal tenente colonnello Ruffo del primo reggimento di Cavalleria membri ,
e dal maggiore Car
dona del primo Estero qual segretario , per esaminar tutti
235 i cadetti e gli esenti di meccaniche della brigata di fan teria Siciliana.
Addi 13. S. E. il capitan generale ha passato in rivista la prima divisione dell' esercito e l'artiglieria Siciliana . In tale occasione è stato chiamato innanzi la linea il te nente Zumtobel , del 1. reggimento Estero ,
e S. E.
rendendogli grazie per la sua brava e lodevole condolta , ha pubblicamente dichiarato che si sarebbe cooperato onde fargli avere qualché decorazione dal Nostro Sovrano. Una divisione dell'esercito del generale Duca del Parque è stata benanche passata in rassegna dal generale inglese. Addi 14. Si è riunito nella dogana vecchia la giunta degli uffiziali superiori , eretta per l'esame de' cadetti e soldati esenti di meccaniche della brigata di fanteria Si ciliana. Addi 15. Domani tutto l'esercito si metterà in movi mento per la via di Catalogna , ove si è ritirato il ge nerale Suchet. L'esercito del Duca del Parque si diri gerà nel regno di Aragona ,
segnatamente incontro
alla fortezza di Lerida , che deve assediare. La vanguar dia dell' esercito alleato partirà benanche per la Catalogna. Addi 16. Il quartier generale colla prima divisione si è trasferito in Puzol . La vanguardia con la cavalleria in Almenara. La riserva e la divisione di Wittingham, Elio , e Roche muoveranno nei giorni seguenti.` Addi 17. Il quartier generale colla prima divisione è in Almenara , la vanguardia colla cavalleria nel castello della Palma , la riserva colla divisione di Wittingham ,
236
Elio , e Roche seguono il movimento . Si è dovuto bat tere la strada sotto Murviedro , o sia l'antico Saguntum vicino al mare , giacchè in quel castello situato sopra una montagna isolata vi son di presidio due reggimenti fran cesi. La fortezza bloccata com'è dal corpo del maresciallo Villa Campa Spagnuolo , scarseggia di ogni provvisione e segnatamente di acqua. Addi 18. Il quartiere generale con la prima divisione è entrato nel castello della Palma . La vanguardia e la cavalleria sta acquartierata in Torre Blanco ed Alcala . Addi 19. Il quartiere generale e la prima divisione son passate a Torre Blanco , la terza brigata è rimasta al campo , e le altre due sono divise ne'vicini villaggi. La vanguardia è passata in Vinaroz , e la riserva colla divisione di Wit tingham , Elio , e Roche seguono il movimento . Addi 21. La vanguardia ha fatto riposo in Vinaroz ove si è trasferito il quartiere generale.
La prima divisione
è passata in Alcala. Si è lasciato sulla dritta un castello molto forte chiamato Penisola , il quale è situato sopra un promontorio. Il nemico vi tiene 400 uomini ma son bloc cati dalle guarriglie spagnuole , del Fragle capo insurgente Spagnuolo . Il convoglio ha dato fondo nella rada di Wina roz , ed à messo a terra le artiglierie di assedio e le provvisioni. Vinaroz è gran paese commerciante , ha un famoso vino ed è fornito da un comodo porto. La prima divisione è entrata in città , la cavalleria Siciliana con i dragoni leggieri Esteri , e la vanguardia sono partiti per Alcanar. Il quartier generale resta oggi in Vinaroz ,
237 e si son chiamati tutti i falegnami delle adjacenze onde costruire colla maggior sollecitudine un ponte sul Ebro sotto Tortosa . Il maresciallo Suchet trovasi vicino Barcellona e vuol difendere i passi di Balacguer , Riba , Lilla e Cabri , Il capitan generale Coppon di Catalogna , potrebbe con 15000 uomini insorgenti molestarlo moltissimo . Addi 22. Le tante difficoltà incontrate per la costruzione del ponte sull'Ebro , han fatto sì che alle ore 9 e mezzo si è alla meglio imbarcata l'intera prima divisione senza bagaglio , lasciando a terra i cavalli , ed è sbarcata sulla riva sinistra del fiume. Il rimanente della cavalleria si * è mossa per cercare un passo ed andare su quella stessa sponda . Si è saputo con sicurezza che il nemico sta di struggendo le fortificazioni di Terragona. Il quartiere ge nerale continua ad essere in Vinaroz . È giunto un distac camento del reggimento di cavalleria cacciatori Xaen della divisione Spagnuola del generale Millarez accantonata in torno Tortosa , con 6 feriti soldati francesi e varii ca valli , e si è venuto in cognizione , che il nemico da Tortosa passando il ponte si era inoltrato sulla riva dritta dell' Ebro , dove aveva perduti quei soldati prigionieri e pochi uccisi.
Addi 23. Alle ore otto è giunto al quartiere gene rale in Vinaroz la riserva dell' esercito e dell'artiglieria Siciliana , e Brittannica . Il capitan generale è andato a fare una riconoscenza sotto il forte di Penisola , il quale nella scorsa notte per
238 quanto dicesi , ha fatto fuoco contro alcuni disertori del presidio . A mezzo giorno ha posto alla vela parte del convoglio che aveva imbarcata la 1.ª divisione. Spagnuola
comandata da Wittingham è giunta
Quella verso
sera al quartier generale , proveniente parte da Benicarló e parte da S. Matteo . Addi 24. All' alba si è messa in movimento per la via di Tortosa la riserva dell' esercito e dell' artiglieria. Una parte degli equipaggi dello stato maggiore generale si è imbarcato . Gli animali però si sono mandati per terra in Amposta, ove si sta costruendo un ponte per passare l'Ebro . Addi 25. Il tenente Micheroux per ordine di S. E. il capitan generale Lord William Beotick è partito per Morella castello situato nelle montagne , e per Penisola onde reclutare nel corpo comandato dal sacerdote deno minato Licrce el Frayle Nibot forte di 5ooo . uomini tutti gl'individui che non sono spagnuoli . Addi 26. I 18.
individui smontati della
cavalleria
Siciliana , i quali dovevano partire per Valencia e rima nere in quel deposito , all'alba son partiti per Amposta . Alle ore quattro il generale da Vinaroz è passato ad Amposta , ove trovasi tutta la vanguardia , la riserva del l'artiglieria , e la cavalleria dell' esercito . Ed allora si è incominciato il passaggio dell' Ebro sopra piccole barche, ed alquante barcacce . Ál tocco del mezzo giorno la vanguardia era` sulla riva sinistra del fiume e fino alle 7 p. m . si è continuato ad
239 effettuire il passaggio dell' artiglieria appartenente alla vanguardia . Gli equipaggi della 1. divisione , la quale dicesi già sbarcata sotto Terragona, hanno avuto l'ordine di tenersi pronti a passare il fiume unitamente all'intera cavalleria , ma non essendo ancora finito il terzo ponte volante , han dovuto restar la notte al campo. Alle ore 9. della sera è giunta al quartier generale in Amposta la divisione Spagnuola del generale Wittingham , la quale per la piccolezza del paese non ha preso i quar tieri cd è benanche rimasto al sereno . Questa divisione domani passerà il fiume , e si crede destinata al blocco di Tortosa.
Addi 27. Nella scorsa notte tutta l'artiglieria è passata sulla sponda sinistra del fiume . Alle ore 7. della mattina finalmente dopo di essersi eseguito il passaggio di una gran quantità di cavalleria , e di carri appartenenti al commissariato , il quartier generale è andato a Perillo . Addi 28. Nella scorsa notte si è terminato il passaggio della cavalleria , e porzione della divisione Spagnuola del generale Wittingham . Alle ore 8. gli equipaggi hanno passato il fiume , e quelli della 1.
divisione della cavalleria , l'artiglieria ,
di vanguardia e riserva si sono diretti per Perillo . Il quartier generale si è trasferito allo spedaletto . Addi 29. L'artiglieria di riserva , porzione della van guardia , ed alquanti carri del commissariato, nella scorsa notte si sono fermati allo spedaletto , ed oggi alle ore 8 si son messi in movimento per Cambrils , dove si ritrova
240
il quartier generale , tutta l'artiglieria , la 1.ª divisione, la vanguardia e la riserva dell ' esercito. Addi 30. Alle ore 3 la vanguardia e la 1.
divisione
si sono avviate per Villasecca , ove si è trasferito il quar tier generale. Alle ore 8. tutta la cavalleria è andata a prendere il campo tra Cambrils e Villasecca. E dopo poco è entrata in Cambrils la divisione del generale Wit tingham , la quale ha posto il campo sul terreno ove è la cavalleria. Addi 31. La 1.a divisione e la vanguardia trovansi fin da ieri al blocco di Terragona dopo di aver cacciato il nemico dalle posizioni , che occupava innanzi la piazza. In tale occasione vi furono vari feriti " e morti , e nella brigata Siciliana 2 morti e 3 feriti . Il quartier generale è stabilito al campo innanzi Terragona . La piazza nella scorsa notte ha di tanto in tanto diretto il suo fuoco so pra il monte delle Olive. Oggi tutta la cavalleria e la riserva han raggiunto il rimanente dell'esercito che occupa le stesse posizioni prese in giugno p . p . dopo lo sbarco praticato sulla spiaggia di Terragona. Addi 1. settem . La piazza nella scorsa notte ha tirato contro gli assedianti , e nel corso della giornata non ha cessato un sol momento il suo fuoco . Addi 2. Il tenente Micheroux che per ordine del gene rale comandante parti da Vinaroz il giorno 25. dello scorso mese per reclutare tra le genti del Fragle quanti volessero passare al servizio Brittanico " e Siciliano , è giunto al quartier generale conducendo N.° 83. reclute ,
241 che sono state subito distribuite come qui appresso : Servizio Siciliano
1.0 Reggimento Estero 38. Reali Granatieri 6. 12 . { Cavalleria Siciliana
Servizio Brittanico
Dragoni Leggieri Esteri 6. 21 . Leva Italica
56 .
27, 83.
Vi era un uffiziale ch'è entrato quale alfiere nel reg gimento Estero . Nella scorsa notte il nemico ha fatto una sortita dalla piazza , la quale ha solo cagionato da una parte e dal l'altra vari feriti . Oggi poi la piazza ha diretto il suo maggior fuoco sul monte delle Olive , occupato dalle nostre truppe. Addi 3. Nella scorsa notte la vanguardia dell' esercito si è avviata nella direzione di Barcellona , giacchè il mare sciallo Suchet è uscito da quella città . Vuolsi un movi mento in avanti di tutto l'esercito .
La piazza ha tirato molte cannonate contro le nostre barche cannoniere , e tutte le navi da questa rada sono passate all' altra parte di Terragona , e propriamente ha diretto i colpi verso la marina dove è la nostra van guardia. Gli equipaggi dell' esercito Siciliano , che erano passati a Canonge ritorneranno questa sera sul monte delle Olive . L'artiglieria Siciliana è pronta a marciare ad ogni cenno. Addi 4. La cavalleria Siciliana che ieri unitamente a quella Brittanica erasi spinto fin dietro il monte delle Olive , ha preso il campo vicino Canonge .
31
242
Il convoglio si è quasi al primo riunito da vari punti dove era sulla spiaggia di Terragona , e s'incomincia con sollecitudine lo sbarco delle artiglierie . Addi 5. Si continuano i lavori per l'accomodo della strada , onde trasportar le bocche da fuoco sul monte delle Olive. La guarnigione di Tortosa forte di 5000 uomini ha fatto una sortita , ha respinto il corpo del maresciallo Villa-Campa spagnuolo , che con 3000 uomini investiva la Piazza dalla parte del fiume , si è spinta fino ad Am posta , ed ha distrutti i tre ponti volanti , che assicura vano la ritirata all' esercito alleato . Addi 6. Si son date tutte le provvidenze onde impe dire o respingere le ulteriori sortite della guarnigione di Tortosa , e col corpo del capitan generale della Catalo gna Copons si vuol porre ostacolo al movimento retro grado del maresciallo Suchet. Addi 7. Tre ussari francesi sono stati fatti prigionieri da una lancia del convoglio inglese , mentre si bagna vano nel mare. Il comandante di Terragona ha recla mato la loro restituzione . L'esercito del capitan generale Copons è diviso tra Vigne , e le adjacenze di Gerona .
Alle ore 6p. m. un distaccamento delle nostre sol datesche ha attaccato il posto avanzato che il nemico a veva sul ponte di Terragona " e dopo un vivo fuoco fatto dall' una e l'altra parte si è respinto fin sotto le batterie della Piazza , la quale non ha mancata di tirare contro gli assalitori. Addi 8. Un' altra divisione dell' esercito del duca del
243 Parque con la corrispondente artiglieria è giunta al campo innanzi Terragona . Alle ore 5 dopo il mezzogiorno tutti gli equipaggi e porzione de' carri appartenenti al commis sariato , ed altri son partiti per Cambrils ove trovasi il capitano Boaufield dello stato maggiore Brittannico , che li ha parcati fuori della città. La ragione di un tal mo vimento è per le accresciute forze nemiche in Villafranca . Addi 9. Alcuni carri del commissariato da Cambrils. nuovamente son partiti per Canonge . Addi 10. Varii equipaggi verso la sera si sono avviati al campo innanzi Terragona . Addì 11. All'alba tutto il rimanente degli equipaggi hanno lasciato Cambrils per raggiungere i rispettivi corpi ed appena al campo giunti quelli dal quartier generale si sono avviati per Pallaresos , piccolo casale circa tre miglia distante da Terragona. La nostra vanguardia tro vasi tuttora ad Altafoggia . Addì 12. Il generale in capo è andato ad Altafoggia e la notte si è rimasto sulle alture di Terragona . La van guardia è stata tutta la notte sotte le armi. Addi 13. Il generale in capo è ritornato a Pallarosos e la vanguardia è rimasta ad Altafoggia . Un prigioniere francese ha asserito che in Ventrels vi sono 200 uomini di fanteria e 300 cavalli " e che il maresciallo Suchet con una divisione di soldati è a Villafranca . Addi 14. I francesi fatti prigionieri due giorni sono dal generale Monso che è sotto gli ordini del Copon ed in seguito di un'azione ayuta nelle vicinanze di S. Sa
244 turnia, sono stati condotti da Valles a Reus e dicesi che passeranno alla marina per imbarcarsi . Essi appartengono per la maggior parte al 5 battaglione italiano. S. E. il capitan generale Lord William Bentinck ha determinato che se tra questi prigionieri vi sono de' na poletani, li farà incorporare tra le milizie di S.M. Siciliana. Quest'oggi si sono intese varie cannonate verso la parte di Altafoggia , ove tutt'ora è la nostra vanguardia, e le barche cannoniere avendo scoperto alquante soldatesche nemiche avanzarsi verso Terragona non han cessato dal far fuoco.
( sarà continuato )
245 POSTI AVANZATI
DI
CAVALLERIA
LEGGIERA
RICORD1
DI F. DE BRACK SEGUITI DAL MANUALE DEL SERVIZIO DELLA CAVALLERIA LEGGIERA IN CAMPAGNA. DEL CONTE DI LA-ROCHE-AYMON
Prima versione italiana.
COXC
Molti bell'ingegni militari di varie nazioni ed in varî tempi hanno di continuo arricchita l'arte della guerra di dotti ed istruttivi libri , e quanta utilità abbiano questi sempre arrecata al mestiere delle armi , chiaro l'ha dimostrato l'esperienza . F. de Brack , prode sol dato , e giudizioso e valente uffiziale di posti avanzati negli eserciti francesi a ' tempi del gran Capitano . Volle ancora egli essere del bel numero ; e ne' quindici anni che visse ritirato dal militar servizio , richiamando alla mente le multiplici e vere ed utili osservazioni fatte da
246 lui a fronte del nemico , le mise insieme in forma di famigliare dialogo , per farle servire d'istruzione ufiziali e sottafiziali di cavalleria leggiera ;
agli
e di poi
chiamato a militare novellamente , le pubblicò per le stampe col titolo di Posti avanzati di cavalleria leg giera. Se non che a noi pare che quest' opera debba essere di somma utilità non solo al soldato di cavalleria leggiera , ma bensì alle cavallerie gravi ed alle fante rie
imperocchè molti precetti vi s ' incontrano che pur
sono comuni ad ogni maniera di milizie ; come le teo riche del comando e della disciplina , lo
stadio della
topografia , l'istruzione igienica e medica per gli uo mini e pe' cavalli , gl'insegnamenti sulle ricognizioni militari , ed altre cose simiglianti , tutte maestrevol mente trattate dall' autore. Questo pregevolissimo libro ch'è guida al soldato in tutte le circostanze nelle quali può trovarsi in guerra , riempi tosto la Francia del suo nome , nè tardò poi ad esser conosciuto anche tra noi. Una versione italiana di questo libro noi offriamo ora a' giovani ufiziali e sottufiziali delle milizie napoli tane . Il molto studio e le assidue cure che essi met tono nell' istruirsi delle cose della guerra , la facciano loro accogliere di buon grado ,
e avere in grandissimo
pregio un' opera , già da buona pezza ammirata e lo data a cielo da molti ufiziali , de' cui nomi l'esercito del nostro Augusto Monarca si onora .
247 CONDIZIONI DELL' ASSOCIAZIONE .
Ľopera sarà contenuta in un sol volume in 12. di circa fogli 24. Verrà pubblicata per quaderni ciascuno di cinque fogli per ogni mese , al prezzo di grana quattro per foglio di 24 pagine per gli associati fino alla pubblicazione di tutta l'opera , e per gli altri il prezzo sarà accresciuto di un terzo. Saranno date inoltre due tavole gratis ai primi as sociati ,
e pubblicato tutto il volume , verranno pa
gate separatamente grana dieci. Le soscrizioni sa ranno ricevute nella tipografia del Fibreno . Napoli a di 1. settembre 1843.
248 SUPPLEMENTO ALL' ANTOLOGIA MILITARE.
LEGGI DECRETI RESCRITTI MINISTERIALI
ANNO 1842, 1843.
-Con Real Decreto dato in Messina il 17 agosto 1842 Sua Maestȧ il Re si è degnata stabilir che le Guardie del Corpo a cavallo nominati Alfieri nel reale esercito sotto la stessa data , e che nell'esame di uscita avessero riportati egual numero di punti , debbano prender rango secondo la data della rispettiva ammis sione , cioè debbano esser situati come lo erano ne' ruoli della compagnia medesima , conformemente a quanto fu disposto col Real Rescritto de' 25 agosto 1838 , in occasione di altre Guardie del Corpo nominati Alfieri con Real Decreto de' 25 maggio di quell'anno , alcuni de' quali esaminati per un' arma ebbero poi destinazione in un' altra. - In data del 13 ottobre 1842 N. 286 — La Real Segreteria ha manifestato che S. M. il Re si è degnata ordinare: che al lorquando un individuo decorato della medaglia di onore istituita col Real Decreto de' 23 dicembre 1834 , verrà congedato con un annata di prest anzicchè passare a' Veterani , la medaglia dovrà sempre rimanere presso del corpo. La Real Segreteria della Guerra avendo umiliato a Sua Maestà il Re che la maggior parte delle vacanze di sotto-uffiziali da primo sergente in giù si sperimentano ne' corpi per effetto delle pro mozioni a' gradi di aiutanti e portabandiera o portastendardi che dagl' Ispettori si conferiscono a norma de' regolamenti , e che
249 siccome ogni capo di corpo fa le promozioni di risulta appena gli giunge la partecipazione di quelle fatte dall'Ispettore , così ne deriva che tali ascensi di risulta ànno luogo immediatamente mentre in Sicilia e nelle altre guarnigioni succedono dopo il re golare corso di posta , e quindi per siffatto ritardo molti sotto uffiziali più antichi nel grado precedente sono così posposti ai meno antichi. E la Maestà Sua in data del 19 corrente la ordinato, che le promozioni a'gradi da primo sergente in giù , risultati da quelli degli aiutanti e portabandiera e portastendardi , abbiano luogo con la stessa data fissata per questi ultimi dagl' ispettori . Del 31 Marzo 1843 N. 90 -- La Real Segreteria di Guerra
ha rimesso al Comando Generale copia del Real Decreto del 19 spirante , dato da Caserta , così concepito : » FERDINANDO II . Per la Grazia di Dio Re del Regno delle due Sicilie ec. ec. > » Sulla proposizione del Maresciallo di Campo Direttore del Ministero e Real Segreteria di Stato della Guerra e Marina : » › Abbiamo risoluto di decretare e decretiamo quanto segue : » ART. 1. Il numero delle Reali Guardie del Corpo a cavallo sarà portato a cento , oltre le cariche alla compagnia dell' at tuale organico. >> ART. 2. Quando le novelle Guardie del Corpo saranno am messe avranno ducati 120 di prima messa , come attualmente si pratica per loro equipaggio , e la bardatura del cavallo , il quale dovrà essere di loro proprietà . › ART . 3. Le novelle Guardie avranno due razioni di foraggio per ciascuno , una in genere pel mantenimento del cavallo , l'altra in denaró , la quale sarà versata in un fondo di massa destinato a far fronte ai carichi , di cui potrà esserc gravata una Guardia del Corpo , per la manutenzione del suo equipaggio , e della 32
250 bardatura o altro. Questa massa sarà individuale , e sarà decon tata alla fine di ogni anno " dando a ciascun individuo il dippiù di ducati cento che debbono rimanere in cassa , per riparare alla perdita del cavallo , o ad altra straordinaria occorrenza . Uscendo dalla compagnia delle Guardie riceveranno i ducati 100 e tutt'al tro che avranno nel fondo di massa. » ART. 4. Oltre la statura , l' età e la condizione attual mente prescritte " dovranno le Guardie avere un assegnamento di ducati 12 al mese 9 sia su beni mobili , sia sugli immobili , basta che il Consiglio di Amministrazione possa prendervi una sicura iscrizione durante la permanenza dell' individuo nella com pagnia. »
› ART. 5. Sul fondo di mantenimento dovrà gravitare ancora la spesa del consumo del casermaggio , non dovendo questa es sere a carico dell'individuo , ma del corpo . » › ART. 6. Dopo sei anni di servizio potranno le Guardie esa minarsi per uscire dalla compagnia , colla nomina di Alfiere o nella cavalleria o nella fanteria dell' esercito , secondo che da Noi verrà indicato. > › ART. 7. Quelle Guardie che preferiranno di fare la loro carriera nella compagnia , prima di ascendere a sotto-brigadieri, subiranno una revisione su titoli della loro nobiltà , la quale sarà del più stretto rigore. Tutte le esenzioni a questo riguardo già da Noi accordate , o che in seguito potremo accordare s'in tendono e s'intenderanno semplicemente concedute per entrare nella compagnia ma non per farvi gli ascensi . › › ART. 8. Le novelle Guardie del Corpo , quando diverranno sotto-brigadieri riceveranno i medesimi averi che godono gli at tuali . Il cavallo però non sarà di regio conto , dovendo i nuovi sotto-brigadieri essere montati a loro spesa , e godere delle due
razioni di foraggio. »
251 > ART. 9. Tutte le Guardie del Corpo a cavallo che si tro vano entrate nella compagnia , prima del 1843 , continueranno ad esser montate di regio conto 2 ed a percepire gli averi pre scritti dalle tariffe del 1824 , e dal Real Decreto del 26 agosto 1835 , il novello metodo dovendo aver vigore soltanto per quelle che vi saranno ammesse dal 1843 in poi. » » ART. 10. Il Nostro Ministro Segretario di Stato delle Finanze ed il Maresciallo di Campo Direttore del Ministero e Real Se greteria di Stato della Guerra e Marina sono incaricati della e secuzione del presente Decreto. >> In data del giorno 8 mese di giugno S. M. il Re ha ordi nato che nelle momentanee assenze de' comandanti gli ospedali militari , li sorroghino i controlori " e ciò in vista della Sovrana decisione del 29 decembre 1838 , che confermò il principio di non alterarsi la pratica costante finora serbata. Epperò vuole la Maestà Sua che per le assenze non istantanee , i comandanti degli ospedali siano suppliti da altri uffiziali dell'esercito , giusta il prescritto negli articoli 315 e 797 della Reale Ordinanza pel servizio della Piazza .
252 BIBLIOGRAFIA
OPERE INTOrno le scienze LE ARTI E L'ISTORIA MILITARE , : MESSE A STAMPA NEL REGNO DELLE DUE SICILIE NEL PRIMO E SECONDO SEMESTRE DELL' anno 1843.
Cenno di alcune teoriche di Artiglieria - Napoli 1843. dalla Reale Tipografia della Guerra. fasc. 4. in 8.8 Competenze in danaro ed in generi - Napoli 1843. dalla Reale Tipografia della Guerra. fasc. 1. in 4. reale - Elenco delle voci di comando da usarsi a bordo dei legni da guerra della marina di Sua Maestà Nostro Signore, Napoli 1843 . Dalla Reale Tipografia della Guerra . vol. 1. in 8.9 -- Norme concernenti i generi di biancheria e calzatura delle reali truppe. Napoli 1843. Dalla Reale Tipografia della guerra vol. 1. in 8.º - Progetto di ordinamento per le pruove delle polveri da guerra e de' sacchi e barili delle medesime. Dell' uso e rimpiazzo dei mortari provetti. Dell' ordine con cui si debbono collocare e mantenere le polveri ne' magazzini , de'doveri de' conduttori e de' comandanti ne' trasporti delle polveri. - - Napoli 1843. dalla Reale Tipografia della Guerra. vol . 1 in 8.º - Regolamento per le taglie dei generi di cotone bianco e bigio. Napoli 1843. Dalla Reale Tipografia della Guerra. vol. 1. in 8. Regolamento per lo stabilimento delle razze militari dei ca valli. Napoli 1843. Dalla Reale Tipografia della Guerra. vol. 1 . in 8.9 - Regolamento per la scuola degli Alunni Marinari e dei Gru metti . Napoli 1843. Dalla Reale Tipografia della Guerra. vol . 1 . in 4. reale . - Regolamento per dirigere l'ammissione dei Cambj Militari Napoli 1843. Dalla Reale Tipografia della Guerra vol. 1. in 8.9 Regolamento tendente a diminuire i pericoli di abbordaggi ai piroscafi - Napoli 1843. dalla Reale Tipografia della Guerra . vol. 1. in 4. Regolamento per la fabbricazione delle Artiglierie in ferro di seconda fusione ed istruzioni concernenti al modo di verificarle e pruovarle. Napoli 1843. Dalla Reale Tipografia della Guerra. vol. 2 in 8.9
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