ANTOLOGIA
MILITARE ANNO SESTO VOLUME
XI
SECONDA SERIE.
Crimo Semestre. COMPILATO
Bet cura di Antonio
Olloa
Offiziale di Artiglieria.
3313
C'est la science et le courage qui donnent la victoire, et non la multitude . GUIBERT.
NAPOLI
Dalla Reale Tipografia della Guerra. 1841.
Δ
War 10.73
HARVARD COLLEGE LIBRARY FROM THE ARCHIBALD CARY COOLIDGE FUND
Aug 27,1936
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Giuseppe Antonio de Tschudy
Marchese diSanPasqualel Tenente Generale de Reali Eserciti Cavaliere Gran Croce del Real Ordine militare
di SanGiorgio della Riunione LuogotenenteGenerale e ComandanteGenerale leArmi inSicilia
INDICE.
CENNO storico sulle battaglie - di Francesco Ga rofalo . PERCHE le artiglierie gettate con ferro di seconda fusione e trattate ne forni a riverbero, son da pre ferirsi a quelle di prima fusione che si hanno dagli alti forni di Francesco d'Agostino ca pitano di artiglieria SULL' insalubrità delle scuderie , ed i mezzi onde renderle sane —— di Antonio Ulloa ..
52 61
BAJOETTA-SCIABLA del capitano francese Thierry · 73 • 79 BALISTICA - di F. G. LA RUSSIE dans l'Asie mineur ou campagne du ma réchal Paskewitch en 1828 et 1829 précédé d'un tableau du Caucaso par Felix Fonton. Paris 1840 121 un volume ― di Luigi Blanch • CONTINUAZIONE . Delle istruzioni pratiche circa l'uso de' diversi projetti nella guerra di campagna ed · · 121 in quella di piazza . 6 ALCUNE particolari evoluzioni della cavalleria • · 16 GIUSEPPE de Tschudy Tenente Generale degli eser citi napaletani - di Gabriele Quattromani . . • 181 CONTINUAZIONE . Delle differenze politichefra i popoli · 209 antichi ed i moderni di Antonio Ulloa . 229 COSE diverse · ATLANTE geografico corredato di notiziefisiche sto riche , statistighe , e politiche di Benedetto, Marzolla • 237 BIBLIOGRAFIA. Opere riguardanti le scienze le arti e l'istoria militare , messe a stampa nel Regno delle due Sicilie nel secondo semestre 1840 . 241 243 BIBLIOGRAFIA straniera . France .
AV VIS O. Nel volume X pagina 113 verso 21 invece di 1535 .
si legga
1505
CENNO STORICO
SULLE BATTAGLIE.
BATTAGLIA , azione fra due armate " o fra la maggior parte delle loro forze. Perchè siffatt' azione meriti il nome di battaglia , non è necessario , come il pretende Feu quieres parlando di quella di Cassano , che le armate si sieno tra loro assalite sulla intiera fronte ; basta che la maggior parte di esse vi abbia preso parte , sia col l'azzuffarsi , sia col manovrare. Le battaglie danno e tolgono le corone dice Monte cuccoli , esse pongono fine alla guerra .
Tali erano le
battaglie dell'antichità , in cui i popoli ed i Re combat tevano per la loro vita e per la loro sociale indipendenza ; tali furono tra le molte altre quelle più volte combattute dalla Francia contro l'Europa coalizzata.
Più coteste azioni sono importanti e decisive tanto mag giormente si sarebbe presentuoso il costituirsene giudice .
Chi mai può stimarsi tanto sapiente da poter giudicare di Cesare e Pompeo , Gustavo e Walstein , Turena e Mon tecuccoli , il Duca di Parma , e Maurizio , Mayenne ed Errico , Federigo e Daun , Napoleone e tanti capi che rovesciarono il suo carro vittorioso ? Pria di elogiare ov vero biasimare , siamo noi abbastanza istruiti di tutte le circostanze nelle quali questi eroi si trovarono impegnati ? Conosciamo tutti i piccoli dettagli ch' ebbero spesso im mensi risultati ? Quante volte non si è osservato sfuggire la vittoria a colui , che credeva averla assicurata coi più saggi prevedimenti ? L'antichità non ammirò così bene le disposizioni di Annibale a Zama che quelle che gli avevano recato la vittoria al Trasimene ed a Canne ? La manovra di Federigo a Kolin non rassomiglia a quella tanto celebrato di Lissa ? Napoleone non aveva nella glo riosa battaglia di Merengo , divisa la sua armata come nella funesta giornata del monte S. Giovanni. Adunque è ben difficile stabilire regole fisse sugli av venimenti che dipendono da un istante , e sovra deʼquali hanno tanta influenza , e l'azzardo e gli elementi , che non si possono dominare . Molti autori pertanto lo han tentato . Noi andiamo a percorrerli rapidamente ; non recherà meraviglia ,
se sopra un simile obbietto cer
chiamo d'interrogare tutti , e prevalerci dei lumi di tutti i secoli . Erodoto Tucidite , Senofonte , Polibio c'istruiscono meno coi loro precetti che coi loro esempî che ci presentano . Seguiamoli dunque nei campi di battaglia ove si negola
3 rono i destini dei re , e delle nazioni dell'antichità ; noi percorreremo in seguito gli autori dogmatici che hanno classificato cotali battaglie , e che istruiti da queste grandi lezionii , ci hanno trasmessi i mezzi da vincere . Tralascia mo i tempi eroici , ove è quasi impossibile il distinguere la favola dall' istoria , principiamo dalla gloriosa lotta dei Greci contro i Persiani .
Nelle guerre della Messenia e del Pelopponeso , non fu versato il sangue per una vana preminenza , ma
si
combatteva per la indipendenza , per quanto vi ha di più sagro fra gli uomini . A Maratona , cento mila uomini di fanteria e dieci mila di cavalleria attraversano il territorio dell' Addica. I Greci occupano una posizione vantaggiosa su di un'altura che domina la pianura . Forse essi vi avrebbero dovuto attendere i persiani , per profittare dei vantaggi del terreno e inutilizzare la loro cavalleria ; ma Miliziade ne scende e " alla testa di dieci mila Ateniesi , e di mille uomini spediti da Platea , osa attaccare Dadi. Sembra, secondo la testimonianza degli autori Greci che le due armate si attaccarono sull' intiera fronte , poichè l'ala dritta dei persiani fu rovesciata ,
e l'ala sinistra
buttata in un pantaño , ove come i Russi nel lago ag ghiacciato di Austerlitz , rimase sepolta , il loro centro soltanto riportò dei successi , e sarebbe stata distrutta la libertà di Atene , se le due ale vincitrici non marciavano in soccorso di Aristide e di Temistocle. E ben difficile formarsi un idea degli ordini di batta glia delle due armate. Come mai undicimila Greci che
4 combattevano in ordine profondo , han potuto attaccare sull' intiera fronte e circondare più di cento mila persia ni ? Come mai seicento vascelli erano stati sufficienti per trasportare centomila uomini di fanteria e dieci mila di cavalleria della Cinicia nell'isola di Eubea ? Aumentando il numero dei vinti , Erodoto non ha forse ricercato di innalzare la gloria dei vincitori ? Una disposizione egual mente così grande si ravvisa a Platea , ove Mardonio avea riunito più di cento mila combattenti ,
ma questa volta
i pendii ripidi del Citerone furono di gran soccorso ai Greci , che avevano a temere la numerosa cavalleria dei Persiani . Del resto non osservasi alcun movimento di tat tica , veruna manovra che potesse servire di modello in questa battaglia , o più tosto in questo doppio combatti mento , che ebbe luogo simultaneamente sul contraforte di una montagna , e nella pianura che bagna l' Asopo e che di già avea traversato una porzione dell' armata greca. Ciò non è che il trionfo del coraggio individuale e della disperazione. Con quale accanimento non dovevano com battere quegli Ateniesi superstiti che avevano veduto crol lare le mura della loro patria sotto
colpi de' barberi .
Erodato e Senofonte non si accordano affatto > e sem brano molto vaghi , ed oscurissimi i racconti dello storico della guerra persiana , allorquando si confrontino colla Ceropedia , e segnatamente colla relazione della maravi gliosa ritirata dei diecimila . Senofonte ci lega ai pensieri dei capi , ed osserviamo tutto ciò ch' egli racconta.
Le
sue marce sono ben combinate , ed i suoi ordini di bat
5
taglia variano secondo le località
e la natura dei com
battimenti. Se alla battaglia di Cunassa i Greci appog giandosi all' Eufrate oppongono una linea intiera e ser rata alla numerosissima armata di Artaserse , essi si for mano in colonne separate e con alcuni intervalli , allor quando fa d'uopo attraversare il centro , e attaccare gli Armeni e i Caldei , essi prendono lo stess' ordine quando il nemico li attende sulle montagne erte e ripide della Coclida , e ciò vieppiù comprova che Polibio si è ingan nato quando ha addotto per principal cagione dei successi riportati dai Romani , la superiorità delle manovre della legione su quelle della falange. Noi possiamo cavar delle lezioni più istruttive ancora nella narrazione delle batta glie di Leutri ,
e di Mantinea , le di cui savie disposi
zioni sono state in seguito imitate. Alla prima , i Tebani eran men nnmerosi dei Lacedemoni , ma erano coman dali da Epaminonda ! Volendo portare su di un punto della linea nemica la parte scelta delle sue truppe , l'eroe tebano spartisce in due la falange alla sua dritta , e sul suo centro , e riunisce sollecitamente alla sua sinistra un corpo numeroso formato sopra cinquanta di profondità ; e in tal guisa va ad attaccare la invincibile truppa dei suoi nemici ! All'istante con un semplice movimento di con versione , rifiuta la sua ala indebolita zare la sua sinistra ,
" e
facendo avan
alla quale nulla può resistere cir
conda e disperde l'ala sinistra dei Spartani .
Inventore dell'ordine obbliquo ,
che gli avea fruttato
una vittoria così memorabile, Epaminonda se ne avvale
6 anco a Mantinea , ma questa volta egli rifiuta l'ala sini stra , e invece di caricare e circondare un fianco del ne mico , porta la sua dritta contro il centro della linea che intieramente sbaraglia. Un altro eroe , Filoppemene , vinse parimente a Man tinea ; profittando sagacemente delle località si era situato dietro un burrone che terminava a due catene di mon tagne , ed avea rinforzato la sua sinistra , colla quale vo leva attaccare , dessa fu pertanto rovesciata , e Macanida di Sparta , avrebbe riportata una completa vittoria se , scagliandosi sul fianco delle truppe ch'erano postate die tro il burrone , avesse agevolato il passaggio della sua falange ; ma al contrario si abbandonò alla seguela dei fuggitivi , e quando ritornò , trovò l'armata battuta , gli Achei s'erano impadroniti delle alture , ed egli incontro la morte in mezzo alle loro file . Lasciamo le repubbliche greche , per seguir colui che a Cheronea , avea tanto contribuito alla loro distruzione . Noi l'osserveremo spesso mettere a profitto gli esempi di quelli ch' egli avea vinto .
Il passaggio del Granico non fu che un combattimento di cavalleria in cui è d' ammirarsi più il coraggio perso nale di Alessandro che l'abilità delle sue disposizioni : non è poi lo stesso della battaglia d'Isso di cui fa d'uopo leggere i dettagli ,
non già in Diodoro di Sicilia , non
in quinto Curzio , ma in Arriano .
Vi si osserva " mal
grado l'inferiorità del numero , Alessandro alla testa della sua ala dritta circondare la sinistra dei Persiani , sbara
7 gliarla , e slanciandosi di nuovo su i Greci assoldati da Dario attaccarli in fianco e farne un orribile strage .
Il distruttore di Tebe marciava sulle tracce dell' eroe Tebano. Subito invece di difendere le sponde del Tigri come avea difeso quelle del Granico e del Pinaro , Dario riunisce tutte le forze dell' Asia nella pianura innanzi Ar bella , e per lasciar un libero varco alla sua cavalleria ed ai suoi carri , fece appianare tutte le ineguaglianze del terreno . La sua armata è disposta su due linee , avendo sulle ali la cavalleria , e i carri armati di falci ; riunisce attorno a lui l' infanteria greca al suo soldo , la sola che egli poteva esporre alla falange macedone. Alessandro si tua egualmente la sua armata su due linee , di cui la seconda dovea ripiegare , se i Persiani si sforzavano di invilupparla . Come ad Isso , adopera l'ordine obbliquo , e si dirige colla cavalleria scelta che forma in cono " e colla cua spaventevole falange , verso la sinistra dei Per siani ch'egli abbatte , la incalza però qualche tempo e ritorna in seguito in soccorso della sua ala sinistra , la quale circondata dall'ala dritta di Dario correva gran pe riglio . Osservasi , che in siffatta battaglia il Monarca per siano avea già profittato dell ' esperienza del passato , e se il tradimento non avesse troncato i suoi giorni , forse avrebbe un giorno bilanciata la fortuna di Alessandro . Poro commise sull' Idapse il medesimo fallo che Dario sul Tigri : egli non ne difese abbastanza le sponde ed attese i macedoni in una aperta pianura. Il vincitore di Arbella adopra anco la manovra che gli avea recate tante
8 vittorie . Invece di attaccare il centro difeso dagli elefanti si dirige colla sua cavalleria scelta sull ' ala sinistra del nemico , rispinge Canuo sulla sua dritta , guadagna il dorso , e non fa avanzare la sua falange se non quando l'armata di Poro è inviluppata . L'arte ha di già fatto dei progressi . Nelle prime bat taglie si azzuffano , si attaccano sull'intiera linea , ed il coraggio individuale , la forza
materiale
decidono
sol
tanto dei successi . Subito si scieglie il terreno su di cui vuol battersi , si cerca un soccorso negli ostacoli natura li , si danno delle disposizioni e la vittoria è altrettanto dovuta a queste disposizioni che agli esempi di coraggio al disprezzo della morte per i quali mezzi il capo è obbli gato infiammare i suoi soldati. Trasportato debole e sof ferente su di una lettiga , come il maresciallo di Sasso nia a Fontenoi ,
Alessandro sarebbe stato rispinto nelle Verrà il tempo in cui le sole dispo
onde del Granico .
sizioni valeranno a tutto ; in cui come una intelligenza soprannaturale , il pensiero del capo presederà a tutti i movimenti , dominerà tutte le volontà , dirigerà tutti gli sforzi e deciderà quasi esso solo del successo. L'impero d'Alessandro termina colla sua vita . I suoi generali si disputarono con accanimento gli avvanzi , ed insanguinarono di nuovo tutta l' Asia.
Sei mila soldati greci , formati a questa scuola " si trovano nelle file dell ' Armata di Pirro , quando egli ap proda in Italia ,
e
quivi essi si misurano con nemici
degni del loro coraggio.
9 Dopo aver comprovato ai Tarantini , che s' impone un padrone a colui che chiama in suo soccorso lo straniero più potente di se stesso , il re d'Epiro marció nella Lu cania , e le sponde del Siri non tardarono ad essere te stimoni della sua prima vittoria .
Le legioni romane vi
combatterono lunga pezza con egual vantaggio contro le falange macedoni , ed il successo non fu dovuto che al disordine nato dagli elefanti frammischiati alla cavalleria , ed allo spavento dei romani che per la prima volta li vedevano. Le disposizioni del Console per attraversare il fiume , il suo ordine di battaglia , l'imboscata in cui egli avea collocato la sua cavalleria , annunziano un generale abile , e non si comprende perchè Fabrizio disse nel se nato ; il re d' Epiro ha vinto Levino ; ma gli Epiroti non han vinto i Romani. La battaglia d'Ascoli , sulla quale gli antichi istorici non sono tutti d'accordo , fu , da ciò che apparisce più lungo tempo disputata. Pirro vi avea situata la sua falan ge al centro , gli alleati sulle ali gli elefanti e la caval leria in seconda linea .
Le legioni romane erano simil
mente in due linee ordinate per manipoli con alcuni in tervalli. La cavalleria fiancheggiava le due ali , ed un corpo di Appuli dovea operare , durante la battaglia una diversione gettandosi sul campo degli Epiroti . Qui ancora la falange e la legione combatterono con eguale successo sino al momento in cui i terribili elefanti avendo percorso un lungo giro , piombarono sulla caval leria e vi recarono un disordine che si sparse per tutta 2
10 l'armata. Il sagrifizio di Decio non che i carri armati di lunghe picche , che i romani aveano presi dai Galli non valsero a rapir la vittoria al re d'Epiro. Sulpizio ripassò il fiume e chiese un asilo nel suo campo. Queste due disfatte illuminarono i romani , e quando Pirro venendo frettolosamente dalla Sicilia in soccorso dei suoi alleati ,
da lui a torto abbandonati , volle ri
schiare dei nuovi combattimenti , Curio cui i Romani a veano confidato il comando della loro principale armata lo attese nelle vicinanze di Benevento , in un luogo stretto tagliato da boschi e da rocce , in dove la cavalleria , e gli elefanti non poteano servire di verun soccorso . Si provocato da un nemico audace , il console romano discende un istante su le sponde del Cadore , ritorna al primo rovescio a formarsi sotto la protezione dei suoi trinceramenti , una riserva che vi avea lasciata sorte bru scamente , e decide la vittoria. Ella fu completa ed i vincitori appresero nei campi di Pirro ad allineare le loro tende , a separarle con piccole strade , e stabilirvi un or dine , che soltanto i greci allora conoscevano. L'esame di queste tre battaglie dimostra , che Polibio ha ragione quando dice ,
che nel tempo dell' invasione
di Pirro , i Romani per le guerre avute coi Galli , e coi Sanniti , erano già pervenuti a perfezionare molto l'arte della guerra , di fatti noi osserviamo degli ordini di bat taglia ragionati , delle diversioni ben combinate , la scelta delle posizioni adattata all' arme che costituisce la prin cipal forza , ed in fine l'uso delle riserve che in seguito han decise tante battaglie .
II La sanguinosa lotta contro Cartagine ci offre ancora lezioni più importanti. Là si presenta come un immenso colosso , Annibale il più grand' uomo della guerra che abbia prodotto l'antichità . Egli oppone il suo genio alla fortuna di Roma , e trionfa lunga pezza dei vincitori del mondo , e dell'invidia dei suoi concittadini. Allorchè , altieri per la conquista della Corsica e della Sardegna dei loro successi in Sicilia , e della vittoria na vale riportata da Duilio , i Romani portarono per la prima volta la guerra in Africa , Regolo dovette la vittoria di Adi alla scelta dei siti , che resero totalmente inutili gli elefanti e la cavalleria dei Cartaginesi . Similmente il La cedemone Santippo lor disse : ch'essi non erano stati vinti che per non aver riconosciuto i loro vantaggi ; e quando diede una seconda battaglia , ebbe cura di sce gliere un aperta pianura. Appiano , Frontino , Polibio ci han trasmesso gli ordini di battaglia delle due armate , e tutti concordano che la vittoria fu dovuta agli elefanti che ruppero il centro dei Romani , ed alla cavalleria che circondò , e rovesciò le due ali. Inutilmente Regolo, che seppe rinvenire la gloria nella sua disfatta avea data più profondità alla sua armata , fu vinto a suo giro per non aver ben conosciuto i suoi vantaggi che consistevano nella superiorità della sua cavalleria. Senza trattenerci alla memorabile vittoria riportata da Metello sotto le mura di Palermo , alla disfatta ove Claudio fu punito d'aver deriso gli auguri presso un popolo su perstizioso , ai famosi assedî di Trapani e di Lilibeo che
12 dimostrano a qual punto i mezzi di difesa erano presso gli antichi superiori a quelli dell' attacco , veniamo alle battaglie che diede Annibale in Italia : altrove discuteremo il suo piano di campagna , e dimostreremo che desso fu egualmente saggio che ardito .
Abbenchè i Cartaginesi avessero adottato l'ordine pro fondo dei Greci , le loro battaglie non uguagliano quelle di Epaminonda e di Alessandro.
Annibale non dovette
la maggior parte delle sue vittorie che all' impiego di due manovre , ed è maraviglioso come l'esperienza di tanti rovesci non abbia fatto ricercare a'Romani un mezzo onde prevenirle , queste due manovre consistevano a ser virsi della superiorità della sua cavalleria numida , girare le ali del nemico ,
per
o a profittare degli accidenti
del terreno per mascherare una parte delle sue forze che durante l'azione , scagliavansi sul dorso dell' armata che era attaccata nella fronte. Così al Tecino, i Numidi circon dano l'ala dritta di Scipione ,
precedono la sua armata
alle spalle e decidono della battaglia. Alla Trebia , mille cavalieri e mille fantaccini si agua dano nel letto straripato di un torrente , e piombano sul dorso di Sempronio , nel momento in cui i suoi fianchi son circondati dalla cavalleria. Al Trasimene , un' armata intiera s'aguada sulle sco scese d'un vallone , ed il confidente Flamminio peri con trenta mila de' suoi soldati ; per aver trascurato di per lustrarsi . Più tardi nelle pianure della Puglia , ne' contorni di
13 Gerio , Annibale situa nelle cavità e ne' siti nascosti del terreno cinque mila uomini di fanteria ,
e cinquecento
cavalli , e l'imprudente Minuccio che si avanza per com battere , è preso alle spalle e non deve la sua salvezza che alle sagge disposizioni di Fabio , di cui egli aveva rigettato il consiglio. Nei campi di Canne si funesti ai Romani , Annibale circonda colla sua cavalleria l'ala sinistra e la batte : spedisce i suoi istancabili Numidi ad inseguirla , e ritor na col rimanente della sua cavalleria ad assalire alle spalle l'infanteria , e copre di cadaveri il campo di battaglia. Se Astrubale " marciando in soccorso di suo fratello è disfatto ed ucciso sulle rive del Metauro , ciò è per aver atteso il combattimento in un luogo stretto e coperto , ove i suoi elefanti non poterono agire ,
e dove la sua
cavalleria non potè spiegarsi . Seguiamo l'eroe ch'era stato il terrore de' Romani ne' campi di Zama. Tito Livio , Polibio ,
Appiano sono
d'accordo sugli ordini di battaglia delle due armate. L'ul timo è pertanto il solo che dice che Scipione , allonta nandosi dal metodo ordinario di situare i manipuli a scac chiere , collocò i principi dietro agli astati , i triarî die tro a' principi , lasciando così degl'intervalli per dove gli elefanti potessero attraversare le linee . La sua pırlata fu breve : Bisogna vincere o morire ! veruno esito vi re sta in questa terra straniera . In un tempo più avven turoso , Annibale avrebbe parimenti ringraziato gli Dei d'averlo collocato fra la vittoria e la morte. Temendo
14 frattanto la superiorità della cavalleria numida , che avea preso il partito del nemico , dispose la sua fanteria in ordine profondo sopra tre linee bastantemente distanti perchè il disordine dell' una non trascinasse quello del l'altra , e ottanta elefanti marciano sopra alla sua fronte. Ma queste sagge disposizioni non bastarono , e la caval leria comandata da Lellio e Massinissa , rovesciò le ali, attacco alle spalle la terza linea e decise la vittoria . In effetto è probabile che , senza così fatto attacco cotesta terza linea , forte di ottantaquattro mila uomini e com posta di quei vecchi guerrieri che avevano trionfato a Canne ed al Trasimene , avesse resistito a'Romani di già stanchi per due lotte successive ; e vincitore di Scipione , Annibale si fosse allora reso superiore di Alessandro e di Pirro. Non deve recar stupore se dopo di aver vinto Annibale, i Romani non abbiano incontrato verun ostacolo alla con quista del mondo . Filippo pugnò frattanto con arte e co raggio a Cinocefalo ,
e l'ala dritta della sua falange ,
che si avanzava in un terreno tagliato ,
ove egli aveva
condotto la scelta delle sue forze , rovesciò tutto ciò che gli si era opposto ; ma la sua sinistra non fu così felice e la vittoria restò a Flamminio . La lotta fu più sangui nolente e più lungo tempo incerta trent'anni dopo . Perseo osò pugnare a Pydua. Là come un muro di bronzo , la falange Macedone bravò lungamente tutti gli sforzi della legione e fa schiacciata solo quando , formati in cono > per gli ordini di Paolo Emilio che in un momento di
15 sperò della vittoria , de' plotoni separati pervennero ad introdursi negli interstizî di quella massa serrata. Non entreremo su' dettagli circostanziati delle battaglie date da' Romani aʼ Galli , a quei Galli i di cui ambascia tori avevano detto ad Alessandro che nulla temevano sulla terra , che la sola vendetta del cielo . Quasi in tutte ravvisasi un coraggio cieco , ch'è superato dalla scienza, e segnatamente dalla superiorità delle armi. sarebbe inutile narrare le battaglie ,
Parimenti
e le sorprese ove
Variato tinse del loro sangue le posizioni difficili in cui seppe attirarli ; tali sorprese e tali battaglie non pote vano giammai avere veruna influenza su i destini di Roma; ma essa dovette tremare per la sua esistenza quando i Cimbri e i Teutoni mostrarono essersi riuniti dalle due estremità del mondo per punire i suoi oppressori . Invano Pipirio , corrompendo le loro guide , li sorprese nella pianura di Norcia , ove li aveva attirati ; le legioni Ro mane furono battute e si salvarono in bande sparpagliate nelle vicine foreste. Non si comprende perchè invece di penetrare in Italia , i vincitori attraversarono la Svizzera, e marciarono all' incontro dei Galli , ove loro erano pre parati dei nuovi successi. Silano fu disfatto alle falde dei Pirenei 2 e Mallio e Cepione perirono insieme colle loro armate. Giammai Roma non avea avuto a deplorare tante funeste perdite sulle sponde del Rodano . I Patrizî fecero tacer l'invidia , ed a Mario fu affidata la salvezza della patria. I Cimbri , i Teutoni e i Galli che a stuolo si erano uniti a quei terribili nemici dei Romani, saccheg
16 giarono la Spagna ; subito ricomparvero nelle Gallie , e volendo attaccare l'Italia d'ambi i lati si divisero in due formidabili armate . I Cimbri attraversarono di nuovo la Svizzera e scorrendo le Alpi , giunsero per via di un lungo giro a riunirsi nel paese dei Carnes ( il Frioli , la contea di Goritz ) : era questo un bel movimento strate gico ! I Teutoni e i Galli si avanzavano nel tempo istesso verso la Liguria Transalpina per dove dovevano pene trare. Inutilmente provocarono Mario nel campo ove erasi trincerato , il console diceva a' suoi soldati impazienti : Quando trattasi della salvezza di Roma l'azzardo non è permesso. Il momento non è molto lontano in cui potrà combat tere con la certezza di vincere. Egli frattanto lascia sfi lare tranquillamente davanti a lui quei barbari , indi si mette ad inseguirli , ed in una prima azione sulle sponde dell' Arco , gli Ambroni sono disfatti . Subito ebbe luogo sconfitta più decisiva . Mario profittò dei vantaggi del ter reno ed un corpo numeroso di fanteria a cui si riuniro no sopra bestie da carico tutti i servi dell' armata , fu imboscato , durante la notte nei burroni che circondava no il campo nemico . All'istante , mentre i Teutoni ope ravano i più grandi sforzi per impadronirsi della collina ove erano posati i Romani , questo corpo * comparve sul loro dorso , e la vittoria , dubbiosa fu decisa.
sino a quel momento rimasta
Noi abbiamo di già osservato sulle sponde della Trebia e nelle vicinanze di Gerio
lo stesso mezzo impiegato da
17 Annibale. Sembra che gli estesi terreni che occupano le nostre armate moderne , la gran quantità delle truppe leggiere che ci circondano da lontano , e la cura estrema che abbiamo di esplorare il terreno , ci mettono a coper to di simili sorprese , frattanto vedremo in seguito di que st'articolo delle armate moderne diventare , per un con corso di circostanze , vittime di una simil manovra. I Teutoni ingrassavano i campi della Provenza , ma i Cimbri non erano ancora vinti ; guadagnavano con fa cilità l'Adige che l'armata di Catullo non osò difende re , ed accorrendo i Galli , Mario venne a batterli. Il cam po di battaglia , che diresse antecedentemente i due par titi , fu desso il piano di Vercelli ; i Cimbri formati in un esteso quadrato che , secondo gli storici romani oc cupava trenta stadî ( cinque quarti di lega )
si attacca
rono gli uni agli altri per evitare l'occasione di fuggire; ma di già vinti dal clima , e succumbendo sotto il ca lore ardente d'una giornata del mese di agosto , non po tettero resistere alla tattica dei romani ,
precipuamente
alla superiorità delle loro armi , e Mario fu salutato col nome di liberatore della patria . Quando Roma non ebbe più nemici a combattere , i disordini civili prepararono la sua caduta : il colosso dovea soccumbere sotto il proprio peso . Eredi delle fazioni di Mario e Silla , i quali furono i primi che avevano ri volto le armi contro quel paese che dovevano difendere , Cesare e Pompeo si disputarono ben presto il supremo potere . L'arte militare era giunta al più alto grado di 3
18 perfezione ; le lunghe guerre contra Mitridate ,
contro
Sartorio , contro gli schiavi sollevati avevano formato dei capi esperti e dei soldati abituati a' perigli. Tratteniamoci
2 un momento sulla battaglia che decise della sorte di Roma. Ridotto Pompeo ad abbandonare il suolo d'Italia , che egli giorni ayanti assicurava di battere il piede perfarne scaturire soldati attraversa l ' Adriatico e sbarca a Diracio ; Cesare dopo essersi assicurato della Spagna e della Sici lia , lo segue con cinque legioni , ed è tosto raggiunto da Antonio. Si rimane sorpreso come Pompeo non casse attraversando l' Apso farsi incontro al suo
er
rivale
pria che riunisse tutte le sue forze ; e si è vieppiù ma ravigliato di veder posto l'assedio nel suo campo da una armata men numerosa della sua. Quel che ne due armate si staccarono dal mare ,
sia le 2 attraversarono per
diversi sentieri una parte della Tessaglia , ed il vincitore vincitore dei Galli s'incontrarono nella dell' Asia ed piccola pianura di Farsaglia : l'uno cercando ogni modo di ritardare la battaglia seguendo in tutto il suo nemico, l'altro affrettando il momento , come se avesse letto nel libro dei destini.
Pompeo con cinquantamila uomini di fanteria e sette mila di cavalleria , si forma in tre linee appoggiando al l'Enipeo la sua dritta , ove egli collocò le falangi asia tiche ; le legioni della Siria e della Cilicia furono situate al centro , ed egli si riserbò il comando della sua ala si nistra , che formò di tutte le truppe scelte della sua ar mata . È in siffatta guisa ch'egli voleva circondare le le
19 gioni di Cesare. Costui non aveva che ventidue mila uo mini di fanteria e mille di cavalleria. Appoggia parimente una delle sue ali al fiume " e si forma in tre linee, ma con maggiori intervalli tra le coorti , per presentare una fronte egualmente estesa che quello del nemico , e si trasferisce colla sua decima legione all'ala dritta ove egli opina che Pompeo avrebbe diretto tutti i suoi sforzi mag giori. Si sa che per coprire il suo fianco che andava ad inviluppare la cavalleria , situò sei coorti prese dalla ter za linea ; desse posero in fuga i giovani cavalieri roma ni e decisero la vittoria. Questi dettagli si rinvengono da per ogni dove , e noi li rapportiamo per fare osservare che in quest'epoca il metodo di conservare le riserve mobili ed indipendenti dalla linea non ancora esisteva ; poichè Pompeo doppiamente più forte del suo avversario , avrebbe potuto formarne una di dodici in quindici mila uomini , e girare il fianco dritto di Cesare , non sola mente colla sua cavalleria , ma eziandio con un corpo che avesse rovesciato tutto quello ch'eragli davanti . La battaglia di Tapso in Africa fu ancora men con trastata che quella di Farsaglia ; ma poco mancò che in Spagna i figli del gran Pompeo non vendicassero il loro padre. Giammai Cesare non aveva corso maggior rischio; con una picca alla mano , coperto dello scudo di un sem plice fantaccino , incontrava la morte nella zuffa . Com battevasi dal nascer del sole ; la notte avvicinavasi e l'e sito era tuttavia incerto , un azzardo lo decise . Bogud , re di Mauritania si trasferì in disordine nel campo dei
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figli di Pompeo ; porzione della loro armata marciò in soccorso del campo ;
questo movimento retrogrado inti
morì il resto dei soldati ; raddoppiò l'ardore di quelli di Cesare , e non mai vi fu una vittoria più completa . E con ammonticchiarsi i cadaveri di trenta mila romani che i vincitori si avanzarono sotto le mura di Munda. Questa fu l'ultima battaglia che diede Cesare . Noi non potremmo ritrarre alcuna lezione da quelle cotanto san guinolenti che scambievolmente si diedero dopo la sua morte i suoi uccisori ed i suoi vendicatori . Dai due par titi si adoprarono le medesime armi , la medesima ordi nanza , le medesime disposizioni , la medesima maniera di combattere , nulla più si decide per la superiorità di un genio . Se a Filippo , Bruto rovescia l'ala che coman dava Ottavio , Antonio ottiene l'egual vantaggio su quella che comandava Cassio . Le medesime alternative di rovesci e di successi ebbero luogo nella seconda battaglia , che pertanto fu più decisiva , poichè Bruto , disperando della fortuna , si diede la morte , dopo di aver ringraziato gli Dei d'averlo liberato dalla più grande disgrazia ; quella cioè d'essere stato tradito da qualcuno dei suoi amici.
Ora che abbiamo accennate le principali battaglie del l'antichità, potremo comprendere gli autori che vi hanno attinto dei precetti ed io vo offrirne una breve analisi , In seguito daremo il ragguaglio delle battaglie dei tempi moderni , e le distribuiremo secondo i principî da noi co nosciuti ; e dopo d'aver fatto rimarcare i progressi del l'arte militare , risultanti sia dal grado di civilizzazione
21 sia da qualche importante invenzione fisseremo il punto sin dove ella è giunta . Questo andamento ci sembra na turale e conforme alla filiazione delle idee. Fra gli autori dogmatici Onosander ,
Vegezio , l'im
peratore Leone sono i più rinomati . I due primi non e rano militari , ed è forse per tal motivo che si è dato tanto valore a quei principî che loro non appartengono , ma che essi han dovuto attingere in quelle opere che il tempo ha consumato. Onosander raccomanda di porre la maggior attenzione alla specie ed alla qualità delle truppe che si vogliono opporre al nemico ; discute il principio se sia sempre cosa vantaggiosa il collocare le truppe nell' alternativa di vin cere o morire ; proibisce al generale in capo di avven turarsi in quei giorni che sovente si decide la salvezza del l'armata ; prescrive non solamente di crearsi una riserva che possa arrecare dei soccorsi su tutti i punti minacciati e piombare sul nemico spossato dietro una lunga lotta , ma puranche di situare ad una certa distanza dal campo di battaglia , un corpo separato che giungendo improvi samente decide come alla Trebia , a Gerio e sulle sponde dell' Arno dell'esito della giornata. Vegezio , ch' entra in più minuti particolari principia col raccomandare di muovere le truppe pria di condurle alla battaglia , e non impegnarle nella zuffa se non quando si sono ben riposate delle loro fatiche . Vuole che il capo ponga la massima attenzione alle disposizioni dei suoi soldati , e che pria di menarli al ne mico loro ispiri una nobile confidenza,
22 La scelta dei campi di battaglia dev'essere , secondo lui dipendente dalla natura delle armi , così si sceglie ranno i siti coperti se abbiasi maggior fanteria e quelli piani ed uguale quando si ha più cavalleria. Addita per tanto un mezzo onde riparare alla inferiorità della caval leria ; ed è di frammischiarvi dei plotoni di fanteria , uso che secondo Cesare sovente pratticavano i Galli e i Ger mani ,
e che vedremo ricomparire nel rinascimento del
l'arte. Vegezio di accordo con Onosander precipuamente raccomanda l'impiego delle riserve , di cui ne attribuisce l'invenzione ai Lacedemoni. Io non disaminerò le sue ma novre per formarsi in cono , in tenaglia in sega ec . non mi tratterrò tampoco a dimostrare di qual nullità sono oggidì le tre considerazioni del vento , del sole , e della polvere di cui in prima imprende a parlare , colle quali egli attribuisce il risultato delle giornate di Canne e Ver celli ; ma ricorderò i casi che addita quando conviene presentar la battaglia. » Dessi sono , egli dice , allorchè l'inimico è stanco » dietro una lunga marcia , separato dal corso di un > fiume , disperso per la campagna , 0 dormendo tran » quillamente nel campo . >> Nel decimo nono capitolo del terzo libro , che in certo modo contiene il ristretto della sua opera , . egli annovera sette ordini di battaglia che noi qui in breve anderemo rapportando. 1.º Formare un lungo quadrato , e ne dimostra il pericolo allorquando l'inimico può circondarne le ali .
23 2.
Prendere l'ordine obliquo con rifiutare l'ala si
nistra ed attaccare colla dritta che verrà rinforzata dalle
migliori truppe . È questa la manovra di Leutri e di Man tinea
è quella stessa che assicurò ad Alessandro la con
quista dell' Asia . 3.º Formare l'ordine obliquo facendo avanzare la şinistra e rifiutando la dritta , manovra come benissimo osserva Puységur , più disastrosa della precedente pei Greci e i Romani i quali marciando verso la sinistra " presentavano al nemico il fianco dritto che non era co perto dallo scudo. 4.
Attaccare l'inimico con ambe le ali , rifiutando
e debilitando il centro .
5.
Rinforzare il suo centro nel momento in cui le
ali attaccano . È questa evidentemente una disposizione particolare del quarto ordine. 6.
Attaccare colla sua dritta lasciando addietro
centro e la sinistra , ma parallelamente al nemico , per trovarsi pronto a piombargli sopra, se vuol marciare in soccorso del punto attaccato. 7.º Poggiare una delle sue ali ad un lago, ad una città ad un bosco
questa disposizione sembra più una scelta di
posizione che un'ordine di battaglia. Tali sono gli ordini di battaglia di Vegezio , che parecchi autori han tanto lodato . Rilevasi che nell'analizzarli si riducono soltanto a tre : l'ordine parallelo ,
l'ordine obliquo , nel quale si
comprende il terzo ed il sesto , e l'attacco colle due ali. L'opera dell ' Imperator Leone , che similmente ad Ip
24
pocrate ha scritto in aforismi , merita esser considerata dopo aver fettà quella di Vegezio ,
si scorge hei saggi
consigli che offre sul modo di attaccare dei diversi po poli , che i Franchi e'i Lombardi erano allora più for midabili degli Slávi degli Sciti , e Saraceni . Siccome egli consagra parecchi articoli , o istituzioni all' oggetto che ci tiene occupato , lo seguiremo perciò nel suo cammino. Nel prepararsi anticipatamente i mezzi da vincere egli vuole che il generale scelga uffiziali eloquenti , e lor dia l'incarico di eccitare nei soldati la brama di combattere ch'essi ricordino la giustizia della lor eausa , la genero sità del principe , ed il compenso dovuto al coraggio . Se nelle battaglie si fanno prigionieri di un' alta statura”, e' coverti di armi risplendenti , bisogna egli dice , nascon derli ai vostri soldati , ma se i medesimi sono mal equi paggiati ,
di brutta figura , fateli percorrere il campo ;
poichè questo è un mezzo d'accrescere la confidenza delle vostre truppe. » Un generale prudente e circospetto nulla >> intraprende se non dopo un maturo esame , egli con sidera il numero dei nemiei , la natura delle loro forze ⚫e la situazioné dei luoghi , riflette sovra tutti gli av venimenti pericolosi , su tutt'i casi non preveduti , e we prepara i mezzi onde ripararvio kra Giunto il momento della pugua mostratevi alle truppè » con volto tranquillo e sereno. Non impegnate il combat timento se, non dopo di å aver riconosciuto l'ordinanza del nemico e scovérto tutte le sue disposizioni . >> Nel mentre disponete la vostra armata in battaglia ,
25
1 copritevi colle truppe leggiere per nascondere le vo stre disposizioni al nemico.
7 Affrettatevi di attaccarlo pria ch' egli siasì formato e voi facilmente ne trionfarete. Profittate dei boschi , dei fiumi , delle vallate per nascondere una porzione delle vostre truppe che do › ‹vranno assalire improvisamente i fianchi e le spalle di » coloro che attaccate. » Situate la cavalleria nelle ali , e che la fanteria di rigga la sua marcia in battaglia sulla coorte del centro Dove si troverà il Generale. » Diffidate dei movimenti di ritirata del nemico. So › vente essi non sono che astuzie per tirarvi in un aguado. » Se siete vinto ,
non vi perdete d'animo 2 ma non
>> rischiate nuovi combattimenti pria che i vostri soldati >>> non abbiano riacquistato il loro coraggio , se Dio vi > concede la vittoria , non vi appigliate a questa falsa » massima. "
Vince sed ne rimis vincas. Ciò sarebbe forse prepa rarsi de' nuovi_rovesci ; al contrario profittate di tutti i vostri vantaggi , ed inseguite l' inimico sino alla sua to tale disfatta. A somiglianza di Vegezio , l'Imperator Leone ci addita gli ordini di battaglia ; ma egli li riduce a quattro ,
e
dessi sono lo Scitico , l'Atlantico , l'Africano , l'Italico. Col primo , formasi una linea piena le di cui ali si pie gano avanti per cingere il nemico , col secondo le parti dell' intiera linea si avanzano per attaccare , lasciando 4
26 degl' intervalli per dove esse possano rientrare , è questa una marcia in avanti a scacchiere ; col terzo il centro rimane immobile , e la manovra di sopra indicata non ha luogo che nelle ali ; col quarto finalmente , l'armata si forma in due linee , tenendo dei corpi separati per coprire i fianchi , e delle riserve per guardare le spalle è desso che più si avvicina alla nostra maniera di com battere . Allorchè parecchi secoli avanti l' Imperator Leone, Ve gezio scriveva su l'arte della guerra , quest' arte era quasi dimenticata presso i vili discendenti dei Romani . Inutilmente Trajano , vincitore dei Dacii e
dei Parti ,
invano Adriano , repristinatore della disciplina , invano Settimio severo che domò i Brettoni , avevano procurato di conservare le antiche tradizioni ,
esse si smarrirono
sotto Caracalla e i suoi successori . I soldati che vende vano l'Impero non potevano difenderlo , essi si ammol lirono nelle città , disprezzarono gli esercizj del corpo , ed abbandonarono anche le armi difensive il di cui peso superava le loro forze. Fu allora che dall' oriente al l'occidente precipitaronsi da tutte le parti , come lupi affamati , i Goti , gli Sciti, i Germani , i Vandali , i Vi sigoti , i Franchi. Questi popoli barbari non si distingue vano che pel loro numero , per la loro forza fisica e per il loro coraggio. Sembra frattanto che coloro che si stabi lirono nelle Gallie vi rinvennero ancora alcuni avanzi della tattica romana , od almeno alcune tradizioni talune memoric militari , poichè i Galli e i Visigoti trattennero
27 la marcia degli Unni adoperando una manovra raccoman data dagli autori antichi. Quando Attila , di già vincitore dei Sciti , dei Germa ni e dei Scandinavi , si decise ad invadere i Galli , tutte le nazioni dal Danubio al Volga accorsero sotto i suoi vessilli , e vennero a riunirsi ai Franchi che avevano di mandato il loro soccorso . Egli saccheggiò il Belgio, passò la Senna , e assediò Orleans. Fu allora che Aezio avendo riuniti i Galli , i Visigoti e gli Alani s'avanzò per com batterlo. Il Re degli Unni non usando ricevere la batta glia nell'interno delle Gallie ripassò la Senna ed attese l'inimico nelle pianure di Chalons. È dispiacevole che nè Jornandes e nè Cassiodoro ci abbiano dato dettagli più circostanziati di questa memorevole azione. Sappiamo sol tanto che la vigilia della battaglia , Thorismont , figlio del Re dei Visigoti , s'impadroni d' un' altura che domi nava il fianco del nemico , e che ne discese per attaccare alle spalle Attila mentre costui aveva penetrato nel cen tro dell' armata dei Franchi. Da entrambe le parti pu gnavasi divisi
in tre grandi masse che marciavano di
fronte ; per qualche tempo furono scagliate flecce e gia vellotti , ma all'istante la fanteria e la cavalleria si at taccarono , si mescolarono , e da per ogni dove combat teronsi persona a persona.
Sarebbe inutile parlare della battaglia di Tobbiac , guadagnata dal Dio di Clotide , e di quella di Vouillè in cui Clovis distrusse il regno fondato dei Visigoti ; ma si rimarrà convinto leggendo in Daniele il racconto che
28 Agathias autor contemporaneo ha fatto di quella di Ca silio che falso sarebbe il credere che i Francesi di quei tempi non avessero alcun modo regolare di com battere. In fatti noi osserviamo avanzarsi formati in cono: manovra conservata forse dopo i Greci , che secondo Ta i cito , avevano il costume di adoprarla ( acies per cuneos componitur). Riguardo a Narsete, che si mostra degno rivale di Belisario egli non rimase affatto stupefatto nel vedere aperto il suo centro dall' irresistibile urto dei fran cesi ; ma facendo colle due sue ali una mezza conversio ne a dritta e a sinistra , attacca i loro fianchi , mentre un corpo di cavalleria assalisce le spalle.
La disfatta fù
si completa , che di trenta mila combattenti , egli non ne salvò che cinque uomini. Io vorrei puranche poter dare dei dettagli precisi circa le battaglie di assai diversa importanza guadagnate da Carlo Martello sotto le mura di Tours. Se Aezio fosse stato vinto a Chalons dal feroce guerriero che diceva : l'erba non cresce più su la terra che ha calpestato il mio destriero se Carlo soccumbeva nella lotta contra i Saraceni l'emblema della mezza luna avrebbe guada. gnato quello della croce. Padroni della Spagna per con seguenza del tradimento usato dal conte Giuliano , e vin citori dei Guasconi ; quei terribili nemici si avanzano sotto gli ordini di Alderamo. Carlo si porta ad incontrarli , e l'azione , che fu preceduta d' alcune scaramuccie ebbe luogo , secondo alcuni , sulle sponde del Cher , e se condo altri vicinissimo à Portiers. Quel che ne sia , i
29 francesi non erano che trentamila , ma ben armati , co perti di ferri e formati in battaglioni sottili . I Saraceni combattevano in disordine essi si avanzano in piccoli corpi , fidando più nel loro coraggio personale , che nelle ma novre e nella disciplina. Frattanto arriva il giorno della battaglia , essi formano un immenso parallelogrammo in cui osservansi due linee profonde , l' una di cavalleria e l'altra di arcieri . Esse furono abbattute dai soldati di Carlo , che non lasciava di gridar loro Soldati di Cristo tirate di punta tirate di punta. Elettrizzati dalle gesta dell' eroe coprirono di cadaveri il campo di battaglia. Taluni autori li fanno ascendere a quattrocentomila . Mè zerai pretende al contrario , che tutta l'armata di Abde ramo non oltrepassava centomila uomini. Del resto osser visi che malvolentieri egli accorda alcuni elogi all'usurpa tore Carlo il quale non contento di saccheggiare le chiese per ricompensare i suoi bravi soldati , lor concedeva tal volta dei vescovadi e delle abbazie.
Pel poco che abbiamo dell' ordine di battaglia che prese Carlo Martello , si è rimasto convinto che esso conveniva alla qualità dei suoi soldati , alla natura delle sue armi, ed al modo col quale i saraceni combattevano. Ci biso gnerà percorrere lunghe epoche pria di vedere nelle no stre armate simili disposizioni militari. Le divisioni diverse della monarchia , e precipuamente il totale stabilimento del regime feudale introdussero altro ordine di cose, che recando una novella organizzazione di armata costrinse ad adottare un metodo tutto nuovo di combattere. La ca
30 valleria esclusivamente composta della nobiltà , formò la principale arma o per meglio dire ,
l'unica forza delle
armate; e gli sventurati fantaccini , riuniti in fretta , senza istruzione , e privi di armi tutelari , non si recavano al campo di battaglia che per strigliarvi i cavalli , e divenir la preda del vincitore. Invano cercavansi talune tracce degli ordini di battaglia degli ultimi tempi della Grecia e dei bei giorni di Roma ; tutto ancor dipende da un coraggio cieco , dalla forza materiale , e l'arte ritorna verso il punto in cui trovavasi avanti Maratona e Platea. Quando Guglielmo , alla testa di cento mila Normanni Brettoni e Aquitani conquistò in una sola battaglia il trono d'Inghilterra , la pianura d' Hastings fu allagata del san gue di due armate che si attaccarono in disordine. La morte di Harold che come Guglielmo , si battè da eroe, fu la principal cagione della vittoria dei Normanni. Nella storia delle crociate , di cui un autore moderno ci ha presentato un quadro cotanto brillante e completo i redattori delle antiche croniche vantano meno l'abilità dei pii capitani che li conducevano , che il loro attacca mento , e la spaventevole forza delle braccia . Così nelle due battaglie di Nicea , Godefroy ,
Tancredi ,
e i due
Roberti sparsero il terrore nelle file degli infedeli , e sem brano più occupati di esterminare che di comandare . A Ozellis , Ugo il grande , Roberto di Parigi , Boemont , Adhemor si precipitano i primi sopra i musulmani ,
gri
dando Dio lo vuole ! Dio lo comanda ! ed è a questi gridi ripetuti dall' intiera armata , che ciascun crociato dà
31 o riceve la morte. Rinvennesi in una chiesa d'Antiochia la santa lancia che aveva forato il costato di Cristo ; Raimondo di Agiles la presenta ai combattenti , e le sponde dell'Oronto sono testimonie della più completa vittoria. Ad Ascalon , la vile milizia Egiziana era vinta pria di combattere , e i crociati , che formati in quadrato , s'avan zavano nella pianura , non ebbero bisogno , per vincere, nè della protezione del cielo , nè delle gesta dei loro capitani. Sembra del resto , che l'arte della guerra fu , in que st'epoca più perfezionata in oriente ; almeno i saraceni cui animava un fanatismo quasi al pari ardente , adope ravano , più astuzie e manovre più abili. A Ozellis , essi attirarono i crociati al di là del fiume , ed uccidono pa recchi capi che temerariamente si erano avanzati ; sotto le mura di Antiochia , Kerboghà invia il sultano di Nicea per circondare una montagna , passare il fiume , e piom bare alle spalle dell'armata mentre egli la batte di fronte. Noi scorgeremo le medesime cause " il medesimo co raggio ed ancora maggior ignoranza dell' arte della guerra nelle altre crociate. Ritorniamo in Francia in dove le battaglie non sono , come in oriente , che zuffe individuali , che attacchi senza ordine e combattimenti senza manovre. A Bovines , l'armata fu divisa in centro , ala dritta e ala sinistra ed anco formata sopra parecchie linee ; ma l'attacco si eseguì sulla intiera fronte. Filippo ed Ottone vi pugnano da semplici paladini ,
ed il successo non è
32 deciso dalla superiorità del coraggio, dai maravigliosi fatti d'arme dei cavalieri francesi, e da quello scrupoloso ve scovo di Beauvais che battevasi con una mazza , per non macchiar di sangue le sue mani. Riguardo alla fanteria francese , essa non si sostenne rimpetto gli Alemanni , più addestrati a combattere in questa campagna . E a Bou vines che il conte di Boutogne formò un battaglione pro fondo disposto in ordine rotondo ed armati di picche , e vi aveva lasciato un apertura dalla quale egli sortiva + per caricare , e rientrava per riposarsi. Nulla meglio rappresenta lo spirito del tempo ed il disprezzo in cui era caduta la fanteria.
L'arte della guerra sembra decadere ancora nel secolo che passò tra la battaglia di Bouvines e quella di Crèus. In quest'ultima , Eduardo scelse , egli è vero , un'ottima posizione ; vi si fortifica , e si divide in tre corpi di bat taglie , ma senza stabilire nè riserva ,
nè seconda linea.
L'armata francese s'avanza parimente in tre battaglie di cui la prima è composta d'arcieri genovesi , la secon da dell' intiera fanteria , e la terza della primaria no biltà , che avvicinava il re. Egli avrebbe dovuto prender posizione rimpetto agli Inglesi ; ma temevasi ch'essi non sfuggissero. Senza ordine e senza alcuna disposizione s'im pegnò il combattimento , ed una completa sconfitta fu il risultato.
Filippo e i suoi generali ivi rassomigliano molto a quel vecchio di Boemia che , quantunque cieco , non cessò di < battersi se non quando 3 cadde morto ..
33 La battaglia di Poitiers rammenta quella di Crèus. Gl'Inglesi , inferiori di numero , ivi presero egualmente una posizione quasi inespugnabile , sopra un piano ele vato in cui non poteva giugnervisi che per uno stretto ch'essi circondarono d'arcieri. L'infanteria francese fu parimente ripartita in tre battaglie ciascuna di sedici mila uomini ; e pel parere del signor Bilieaumont , che ripu tavasi allora il più abile , trecento cavalieri dei più bravi e dei più vigorosi penetrarono a cavallo nello stretto ; ivi essi furono tutti trucidati , e seicento cavalieri inglesi bastarono per rovesciare le linee francesi atterrite , e per far prigionieri il loro re e suo figlio. A Azincourt , lo stesso eccesso di confidenza , la me desima precipitazione , il medesimo disordine. È parimente contra gli ostacoli naturali che il cieco coraggio dei fran cesi va a frangersi . Sembra che nudrivasi per gli eterni nemici della Fran cia un odio che vietasse ogni prudenza , qualunque rifles sione , e che non siasi mai cessato di ripetere durante due secoli il motto di Filippo a Crèus. Essi fuggiranno ? Era riservato agli Svizzeri di rimettere in onore la fan teria. Infiammati dall' amore dell' indipendenza del loro paese , protetti dagli ostacoli delle loro montagne che sol cavano appena alcuni stretti sentieri , di già l'Europa li avea osservati vincitori , a Morga-hen , a Sempach , a Niefels , contro tutti gli sforzi della potente casa d' Austria . I brillanti cavalieri che carichi di oro e di acciaro incal zavano Carlo il Temerario nel suo cammino furono pari
5
34 mente vinti a Grandson e a Morat ; ma in quest'ultima battaglia , il successo fu in parte dovuto all' uso delle armi da fuoco ; poichè se si crede a ciò che ne ha detto Com mines , di trenta mila confederati che combattevano , dieci mila erano armati di colubrine (piccoli cannoni portatili) subito l'influenza dell' invenzione della polvere maggior mente si farà sentire ; ella renderà inutili le armi pe santi , che simili ad un impenetrabile ramparo , coprivano gli uomini d'arme , e ristabilendo così l'equaglianza nei combattimenti , contribuirà anche a ristabilirla nell' ordine sociale. Una novella arte di guerra ne sorgerà ; le picche le libarde , le partigiane saranno successivamente rimpiaz zate dagli archibugi, dai moschetti , dai fucili ; e il vero coraggio che dipende dalla forza dell'anima , ripiglierà il di sopra su quel coraggio cieco , impetuoso , prodotto materiale della forza fisica.
L'Italia era nella medesima epoca il teatro di guerre ridicole , in cui i condottieri , si davano battaglie di me lodramma , in cui la morte di un soldato e talvolta la caduta di un cavaliere decidevano della vittoria. Il momento non era lontano in cui questo paese essere insaguinato con zuffe più significanti. Allorchè Carlo VIII passò le Alpi , la sua armata era forte di quaranta mila uomini , di cui sei mila arcieri e tre mila seicento uomini d'armi . La maggior parte della fanteria conservava ancora le picche . L'artiglieria consi steva in quattrocento bocche a fuoco , di cui alcune di cinquanta libbre di palle erano tirate da cavalli , inno
35 vazione che sparse il terrore presso gl' italiani che non vi attaccavano che bovi ; tutto da principio piegò a fronte dei francesi , e la sola battaglia che ci dà un idea della maniera di combattere di quell'epoca ( 1495 ) , è quella, di Fornoe , in cui le truppe dei Veneziani e del duca di Milano vollero opporsi al ritorno del re. Il Taro sepa rava l'armata dei confederati , forte di più di trentamila uomini dall' armata francese che le guarnigioni , lasciate nel regno di Napoli aveano ridotto a novemila , Questa piccola armata , che fu d'uopo riunire , era di visa in avanguardia , corpo d'armata e retroguardia , e questi corpi marciavano secondo
il costume allora stabi
lito , ad una grande distanza gli uni dagli altri . Parimente , mentre l'avanguardia comandata dal ma resciallo de Giè passava il fiume e si portava sul cam po degli italiani , il marchese di Mantova lo tragittava dal canto suo e attaccava la retroguardia dell'armata fran cese. L'azione fu così viva su questo punto che il Re vi accorse con l'intiero corpo d'armata . « S'impegnò la › zuffa , e non si seguì in questa occasione , dice Guic » ciardini il costume d'allora , quello cioè di far com › battere un battaglione contro un battaglione , e di rim > piazzarli quando erano stanchi ; ma si precipitavano >> tutti uniti gli uni su gli altri , e dopo di aver spezzate » le lance , si servivano dall' una parte e dall' altra di » mazze , di spade e di altre armi corte. Si osserva ch'è ben difficile assegnar la ragione dei movimenti delle due armate , e che da entrambe le parti /
36 si commettono enormi falli. Non è cosi della battaglia di Ravenna , ove peri all' età di ventitre anni , il bravo Ga stone de Foix che prometteva da principio la riuscita di un gran capitano .
Egli prese un buon'ordine di batta
glia , appoggiò la sua dritta al Ronco , si formò su due linee , e si avvalse di due riserve che scagliate a tempo opportuno , decisero la vittoria . Francesco primo fece più ammirare il suo valore , la sua intrepidezza , la sua generosità , che la sua prudenza ed i suoi talenti militari . I suoi generali brillanti come lui di tutto lo splendore delle virtù cavalleresche ,
non sep
pero nè comandare , nè ubbidire , e non si distinsero che per il loro valore nel combattere . Non deve adunque re car meraviglia il disordine e la confusione che regnarono in tutte le battaglie di quell'epoca : quella di Morignano non è che un orribile mischia in cui gli svizzeri attacco no inutilmente l'artiglieria , che l'infanteria riunita masse disordinate era incaricata di difendere , Al contra rio la cavalleria spiegata su di una estesa fronte non pre sentava alcun vantaggio ; essa era puranche sostenuta da gli arcieri , ma di già loro preferivansi gli archibugieri. La battaglia di Pavia , in cui la vittoria sarebbe rimasta alle armi francesi se avessero conservato la loro posizione, fu perduta per l'imprudente audacia del Re, che si slan ciò nella pianura e rese inutile la sua artiglieria situan dosi tra essa e l'inimico che la fulminava. Gl' imperiali si mostrarono più accorti , e talune delle loro manovre annunziano uno studio ragionato della guerra . In fatti
37 essi non curarono l'ala sinistra che comandava il duca d'Alençon , ed inviarono tutte le loro forze contro il cen· tro dell' armata nemica. Il contestabile di Borbone , che si vendicava contro il suo paese degli oltraggi ricevuti dalla corte , circondava , e nel tempo stesso prendeva a rove scio le famose bande nere , che allora formavano il ter rore dell' Italia. Le truppe si formavano in grossi batta glioni di sei in ottomila uomini per cadauno. Questi bat taglioni si riunivano qualche volta per offerire come alla battaglia di Saint-Guetin , un immenso quadrato di pic chieri ed archibugieri : era già desso il modello della co lonna di Fontenoy .
Non parlerei delle guerre di religione che lacerarono la Francia sotto gli ultimi Valais ,
se Errico quarto ivi
spiegato non avesse altrettanto talento che coraggio. Non dimeno rimarcheremo alla giornata di Deux , un ordine di battaglia che ha alquanta somiglianza
a
quelli
dovevano usare i Nassau , i Gustavo Adolfo.
che
Invece
di riunire al centro della linea tutta l'infanteria e situare la cavalleria sulle ali , il contestabile forma della sua fanteria cinque corpi separati , si appoggia ai villaggi di Blèville e di Dignè , e delle linee di cavalieri occupano gl' intervalli . Egli è vero che questi cavalieri ,
formati
sopra una sola linea non potevano resistere agli Ale manni , che combattevano in colonna sopra trenta di fronte e quindici di profondità , ma questa era la miscela delle armi cotanto raccomandata dagli antichi autori , era desso un passaggio dall' ordinanza della falange all' ordi
38 nanza della legione , un avviamento nelle masse indisci plinate di Bovines e di Crecy alle moderne brigate e reg gimenti
finalmente era un mezzo di utilizzare è mobiliz
zare la fanteria. La battaglia di Coutras non è rimarcabile pel numero dei combattenti . L'armata di Joyeuse non era composta che di mille fantacini e tremila cavalieri , quella di Errico si componeva di quattromila fantaccini e di trecento uo mini di cavalleria ; ma essi erano i vecchi avanzi di Jarnac e di Moucontour , avezzati ai continui combat timenti ed alle avversità. La vittoria si decise nondimeno dal primo momento per i cattolici . La loro cavalleria sconfisse quella del Re , ed insequi sino alle falde dell'al tura ove era`situata la sua artiglieria , che consisteva in tre soli pezzi di cannone . Essi tirarono così bene che sparsero il disordine nelle file nemiche. L'infanteria at taccò nel medesimo tempo impetuosamente la fanteria di Joyeuse , e ne fece stragge. La zuffa non durò che un ora , e la vittoria fu completa. Errico combattè in prima linea , il suo elmo fu rovi nato da' colpi , e fece dei prigionieri colle sue proprie mani. Si rimane attonito del piccol numero di cannoni dell'ar mata del Re , e dell'effetto che produssero alcune cariche . Non si era dimenticato che Carlo VIII avea condotto in Ita lia più di quattrocento bocche da fuoco . Questa diminuzione era forse conseguenza delle lunghe guerre civili in cui ciascun partito distruggeva a vicenda il deposito delle armi?
39 Era un mezzo onde alleggerire le armate che si riunivano si dividevano , e pratticavano spesso delle marce rapide e lunghe ? La cavalleria , dice Legrain formava quattro squadroni quadrati , dei quali uno era sotto gli ordini del Re. L'infanteria era divisa in bande o compagnie di due o trecento uomini , comandate da Capitani la maggior parte di essa era armata di archibugi , ma nel momento dell' assalto si ricorreva alle armi bianche . Non fa d'uopo archibugiare , corriamo colla spada in mano , gridavano ai loro soldati i capitani Montgommery e Belsunce . La battaglia d'Arques deve ancora maggiormente richiamare la nostra attenzione . Non volendo lasciarsi rinchiudere nelle mura di Dieppe Errigo IV s'avanza davanti Maienna e si trincera nelle vicinanze d'Arques sopra una lingua di terra che protegge l'antico castello dominante tutta la contrada. Una fossata di dieci piedi di larghezza sopra otto di profondità è scavata dopo uno spedale che forti fica , e vi appoggia la sua sinistra sino ad un'altezza boscosa , alle falde della quale innalza due mezzi bastioni che arma di otto pezzi di artiglieria . La città di Maienna ehe piena di confidenza divideva già coi signori del suo partito le spoglie del Bernese , gli diede tempo di termi nare le sue opere .
L'ordine di battaglia adoperato dal Re in quel rin contro è rimarcabile . Situò allo spedale quattro compagnie svizzere e francese , e le fece sostenere da tre compagnie di cavalleggieri , che avevano in riserva alcuni gendarmi; la difesa dei trinceramenti fu affidata a Biron che li guarni
40 di fanteria , ed il Re con alcune truppe scelte, si rimase in riserva , pronto ad accorrere ove richiedeva il bisogno. # Questa disposizione è perfetta , ma era disùsata poichè Chartrin , da cui sono rilevati questi dettagli si sforza a giustificare Errico dicendo : che non si rimanga attonito della forma di questa armata nella quale non ravvi savasi veruna disposizione ordinaria , sia di avanguar dia , battaglia e retroguardia ec.
Sarebbe inutile rapportare l'esito della battaglia , ella fu principalmente guadagnata dal Re , che colla sua ri serva rinforzata di cinquecento archibugieri sostenne parte delle linee che avea forzato il Duca di Maienna . Si è voluto soltanto far rimarcare i progressi che avea fatto a quell' epoca , in Francia , l'arte della guerra, e di quanto gli ordini di battaglia di Errico IV erano su periori a quelli di Carlo VIII e di Francesco I. Osserviamo a Tury lo stesso miscuglio d'armi , una riserva composta di fanteria e di cavalleria sotto gli or dini di Biron , e il maggior numero ancor vinto dal sa +49 .... pere non che del coraggio.. Se a Chelles e davanti Roven Errigo non conserva il medesimo vantaggio , ciò è perchè trovasi a fronte di un **** nemico circospetto e astuto , il quale ottenne il suo scopo senza ricorrere agli eventi delle battaglie. Qualunque sia l'ammirazione che meritano i talenti del Duca di Parma adirasi contro la fortuna quando ella cessa di favorire il Monarca bravo e generoso , che sembrava destinato dal cielo a rimarginare tutte le piaghe, a spegnere tutti i ri
41 sentimenti , e formare una famiglia di tutti coloro che per lungo tempo tennero divise le guerre civili della Fran cia. Interrogato intorno ai generali dei suoi tempi , rap portasi che Errico IV. assegnò il posto a Maurizio di Nassau immediatamente appresso a lui . La posterità , in giusta a malamente istruita , lo ha collocato molto al di sopra. Esaminiamo la sola battaglia ch'egli diede .
Ri
guardo a Guglielmo che non aveva saputo profittare delle lezioni di Coligny , egli si dimostrò sempre più abile a formare le armate che a comandarle. Maurizio giunse davanti Neuport divisando di porvi l'assedio, il suo progetto era di rinchiudersi nelle linee di circonvallazione , come avea pratticato a Gerthruidem berg e a Groningue , ma l'Arciduca Alberto accorrendo alla testa di mille e duecento cavalli e di dodici mila fan taccini non glielo permise. Non gli rimanevano che due partiti a sciegliere
imbarcarsi in fretta e in disordine ,
o prepararsi alla battaglia . Maurizio non esitò punto egli fece allontanare i bastimenti di trasporto , per dare a di videre ai soldati che bisognava o vincere o morire , ed inviò il Conte Ernest di Nassau cou due mila Scozzesi e Zelandesi , quattro compagnie d' artiglieria per riconoscere i Spagnuoli e trattenere la loro marcia. Il conte Ernest si lasciò trasportare dal suo ardore , si compromise e peri quasi coll' intera vanguardia. Questo successo accrebbe l'ardore dei nemici , e pieno di confidenza l'Arciduca accelerò la sua marcia nel forte calore ed in mezzo alle ardenti arene. La sua fanteria era
6
42 divisa in due corpi , e una vanguardia di seicento cavalli la precedeva . Maurizio conservò la divisione formata secondo il solito di una avanguardia ed il corpo di battaglia. L'artiglieria fu collocata parte alla riva del mare , e parte sopra monti celli d'arena ove i marinari olandesi avevano sollecita mente costruito delle piatte forme ,
che loro diede una
gran superiorità sopra l'artiglieria spagnuola ,
la quale
ad ogni scarica rimaneva infossata nell' arena. Frattanto l'Arciduca si avanzava in buon ordine lungo il mare . La cavalleria che lo precedeva diede una carica che fu re spinta 2 e nel medesimo tempo il vice ammiraglio di Ze landa , Foost de Moore , si avvicina alla ripa con due vascelli , e cannoneggia vivamente gli Spagnuoli . Quest' attacco , e precipuamente la marea che montava obbligarono l'Arciduca a gettarsi nelle dune : Maurizio che temeva d' esser circondato sulla sua dritta ,
vi tra
sporta rapidamente la sua vanguardia . Il combattimento su questo punto fu vivissimo , le armi da fuoco non erano ancora perfezionate , e metà della fanteria conservava le picche ; parimente dopo le prime scariche , le truppe si confusero fra esse per assalirsi coll'armi bianche . I reg gimenti sollevati , che avevano acconsentito a marciare sotto gli ordini dell'Arciduca a condizione che conserverebbero i capi da essi eletti , facevano prodigî di valore , Maurizio fece allora avanzare il corpo di battaglia , e i Francesi molto contribuirono a ristabilire il combattimento . Fu e gualmente sanguinolente ed ostinata la mischia come era principiata.
43 L'Arciduca si vidde obbligato d'impegnare il resto delle sue truppe , che comandava Bourlotte e Bucquoi , due capitani allora famosi ,
e Maurizio dal canto suo spinse
innanzi gli svizzeri , i valloni , e i reggimenti di Giotelles e di Hactembroch , che formavano la riserva. L'imperter rita fanteria spagnuola resistette ancora a quest' attacco " ma la cavalleria fu rovesciata ed una nuova carica gene rale ordinata da Maurizio decise la vittoria . L'Arciduca fugi a Bruges , lasciando sul campo di battaglia più di tre mila uomini , i suoi bagagli e la sua artiglieria .
Vorremmo parlare del principe Errico che gran capita no al pari di Maurizio , ottenne una gloria più schietta che combattendo ad un tempo istesso per vendicare suo padre e liberare il suo paese , ma un eroe più famoso brillava già sulla scena del mondo , e noi dobbiamo seguirlo nei campi di battaglia ove scosse la potenza di Ferdinando . Le campagne di Gustavo Adolfo sono più rimarche voli per le sue marce per la disciplina dei suoi tempi, e precipuamente per lo spirito di cui egli seppe animarle , che per le sue battaglie. Un grande interesse s'attacca a quest'eroe che sembra non prendere le armi che per soccorrere gli oppressi 9 e che nel fior dei suoi anni , peri in seno della vittoria , lasciando di lui eterno cor doglio. La posterità si è degnata giustificare i suoi falli, e rappresentarlo come il creatore dei metodi di cui egli non fece che l'applicazione. Si deve pertanto convenire che senti prima di ogni altro capitano l'importanza delle armi a fuoco , scemò per conseguenza la profondità della
44 sua fanteria , frammischiolla colla sua cavalleria , e l'armò in gran parte di moschetti di cui allegeri il peso abo lendo le forcine di ferro , ma non
fu innovatore negli
ordini di battaglia. La cavalleria , che componeva la metà della sua armata " continuò ad occupare le ali > e la fanteria il centro 9 con più o meno di profondità. Proseguivansi gli attacchi sull' intiera, linea e la vittoria fu quasi sempre decisa dal coraggio dei suoi soldati ani mati da lui. Giustifichiamo queste asserzioni. Alla battaglia di Breitenfeld propriamente detta batta glia di Leipsick , Tilly appoggiato col dorso ad una al. tura ove avea situato la sua artiglieria , era forte di ven tidue mila uomini di fanteria divisi in diecisette reggimenti e di undici mila di cavalleria , si ordina sopra una linea estesa , avendo la cavalleria sulle ali e cinque reggimenti di Croati situati avanti la sua dritta.
Gustavo che mar
ciava coll' armata Sassone , non volea frammischiarla coi suoi svedesi, Prese un'ordine di battaglia separato : la sua fanteria , divisa in brigate di due mila sedici picchieri e moschettieri , fu situata su due linee di sedici uomini di profondità. Grimoard che avrebbe dovuto studiare que sta disposizione in Lord Hea o in Walter Harte
erra
nel comporle di mille dugento ventiquattro uomini. La cavalleria frammischiata di plotoni moschettieri , occupò le due ali , e l'artiglieria fu sparpagliata sulla fronte del l'armata. L'attacco fu eseguito su tutta la linea.
La disfatta dei Sassoni , che furono inviluppati e sba
45 ragliati per mezzo di un sagace movimento di cinque reggimenti di Croati , non ebbe la minima influenza contro i soldati svedesi .
Gustavo si contenta di rinforzare la
sua sinistra ed il combattimento si sostenne col più grande ed ostinato accanimento . Tilles che ad ogni costo vo lea vincere formò quattro masse della sua fanteria > e volle caricare i picchieri svedesi ; ma costoro aprirono le file , e fecero passare per gl' intervalli dei moschettieri , che posero gli Alemanni in disordine Malgrado ciò tut tavia resistettero , e non cederono il campo di battaglia cotanto disputato , se non quando il Re ebbe seguito pa recchi cariche alla testa dei suoi squadroni e che l'arti glieria ebbe fulminato i loro ranghi.
Walstein prese a
Lutren il medesimo ordine di battaglia che Tilles a Leip sick , e Gustavo situò egualmente la sua fanteria dispo sta in brigate al centro della linea , e la cavalleria fram mischiata di moschettieri alle ali. L'attacco fu peran che seguito su tutta la fronte. Il successo vacillava allor quando nel vivo dell'azione Gustavo cadde da colpo mor tale estinto. La sua armata raddoppia di ardore e dopo di aver trionfato di Walstein , sino all'ora invitto , ella ri porta una seconda vittoria sopra Papencheim , che al pari dell'eroe svedese , incontra la morte su quel campo di bat taglia divenuto così celebre. Gustavo più non era , ma gli avanzi della sua armata lottarono ancora con gloria sotto i capi da lui formati , essi
andiedero a fondersi
nelle armate francesi , in cui Condè e Turena già fa cevano brillare la loro arditezza e i loro talenti,
.46 Gli ordini di battaglia del primo non annunciano verun progresso nell'arte , essi sono men ragionati , meno appli cati al terreno che quelli di Errico IV di cui si è parlato in dettaglio . Abbenchè il moschetto avesse sostituito l'ar chibugio , e che vi fossero alcuni fucili , tuttavia tutto si decideva coll' assalto . La fanteria formata in lordi batta glioni occupava sempre il centro , e la cavalleria in quel l'epoca , forza principale dell' armata era sulle ali ,
prin
cipiava l'azione , e sovente essa sola guadagnava la bat taglia . Cosi , a Rocroi , le due ali si attaccano molto pri ma che il centro potesse combattere . Condè alla testa del la cavalleria dell' ala dritta rovescia la cavalleria che gli è opposta ; ed accorgendosi che la sua ala sinistra era stata battuta da Melo , e che la sua artiglieria è presa passa per dietro la linea spagnuola , va a prendere alle spalle la dritta del nemico , e decide la vittoria. La fanteria comandata da Fuentes rimane immobile , abbandonata alle sue proprie forze oppone per poco tempo una inutile re sistenza , e diviene preda del vincitore . A Lens , dove , per mezzo di una simulata fuga , Condè ritira l'Arciduca dalla sua inespugnabile posizione e lo richiama nella pia nura , la battaglia è parimente decisa dalla cavalleria , e come a Rocroi , la fanteria , rimasta priva di sostegno è ridotta ad arrendersi.
A Fribourg non ebbe luogo che un'attacco di trince ramenti , in cui il coraggio delle truppe pareggia il co raggio eroico del capo che le conduceva ; ma non fu ba stevole per ottener la vittoria ; ella si dovette ad una di
47 versione su di un punto lontano , che convenne operare il primo giorno. A Nordlingue Condè dà una battaglia in ordine paral lelo : la sua dritta è disfatta ; il suo centro è respinto al villaggio d'Alleren , ove Merci incontra la morte ; la sola sinistra , che comandava Turena guadagnò terreno , s'im possessa delle montagne di Vimberg , e gl' imperiali cre dendosi vinti , si ritirano. Condè era nato generale , Ta rena lo era diventato ; il primo si dirigeva colle sue ispi razioni che Bossuet chiama sue illuminazioni ; il secondo, colle riflessioni e colle lezioni feconde dell'esperienza . Si è voluto spesso paragonar questi due capitani ,
e * si è
avuto torto , Condè non fece fare alcun progresso all' arte militare ; e Turena per mezzo d'una nuova formazione di truppe , e coll'impiego più ragionato della fanteria , la portò 8ad un alto grado di perfezione . I suoi piani di
campagna , le sue marce sono ammirabili . Occupiamoci presentemente delle sue battaglie , sempre sagacemente applicate al terreno. Alla battaglia delle Dunes , gli spagnuoli, altieri di mar ciare sotto gli ordini di Condè e di Hocquincourt , vanzano per far togliere l'assedio di Dunkerque. Turena sorte dai suoi trinceramenti alla testa di quindicimila uo mini , di cui seimila di cavalleria ;
egli li ordina sopra
due linee 2 e si mantiene pronta la riserva di dieci squa droni ; appoggia la sinistra al mare , la dritta al canale di Furnes ;
quindi marcia lentamente , col massimo or
dine ; e quando la brigata inglese che combatteva diuni
48 ta a' francesi , attacca il punto più elevato delle dune ,. ove gli spagnuoli si erano riuniti con tutte le loro forze, il generale francese che aveva tutto preveduto , tutto cal colato profitta giudiziosamente della discesa della marca > che lascia un vasto terreno scoverto su la dritta degli spagnuoli , e vi getta la riserva che circonda il nemico ; si situa in seguito fra le due linee , e le mette in un di sordine che decide della battaglia.
A Siutzeim il duca di Lorena si credè sicuro dietro il villaggio e l'abbadia da lui fortificati , e che coprono la sua sinistra. Lorena, dirige su questo punto , ch' egli ri guarda come secondario, solo una piccola parte delle sue forze; e mentre ivi richiama l'attenzione dell'avversario, la sua fanteria profitta d'un burrone che copre i suoi movi menti , per trasferirsi sulla dritta del nemico, che circonda: questa è l'applicazione più giudiziosa dell'ordine obbli quo. Allontanandosi dal metodo ordinario ,, s' avanza sulla seconda posizione , la cavalleria al centro e le sue due ali formate di fanteria. -La battaglia di Enzheim fu puranche decisa da un cor po di fanteria che Turena , dal punto decisivo , portò so pra un bosco che copriva la sinistra del nemico. Il pennello splendido e vigoroso di Feuquieres ci ha de lineato le principali battaglie di Lassembourg , degno al lievo di Turena e di Catinat , di cui un colpevole intrigo paralizzò i talenti . Sarebbe troppo ardire il non adotta re tutte le riflessioni di questo critico giudizioso, sarebbe inutile il copiarle. Tosto questi grandi modelli furono o
49 bliati e sembra che sia trascorso un secolo tra Fleurus e Hochstedt , tra Marseglia e Ramilies .
Se Vendôme in
Italia , se Berwick in Almanza , se Villars a Denain , ri cordano i felici giorni del gran regno , essi sono gli ultimi raggi di un astro che si oscura , ed i nomi dei Marsin de' Lafeuillade , de' Villeroi , non si accoppiano che a memorabili disastri.
È allora che chiudonsi nelle
linee , le armate che non sapevano più manovrare. Questo sistema si ampliò tanto , che tosto si opinò di poter coprire in siffatta guisa tutte le parti offensibili del regno . I fran ccsi cbbero le linee di Courtray fra la Dyle e la Schelda , le linee della Sambra , le linee di Weissembourg. Erano come i Greci del basso impero che credevano di difendere Costantinopoli innalzando un muro dal ponte Eusino al mar di Marmora . Numerose disfatte segnalarono quest'er
rore , e si dovette rinunziare a queste lince continuate. Negli ultimi anni del regno di Luigi XIV i francesi ebbero solo rovesci.
Le prime campagne di Luigi XV . furono più felici. Uno straniero accolto nelle file dei francesi , provò che alla Francia mancava un'uomo il quale sapesse mettere in opera gli elementi di forza e di gloria , che quel paese
racchiude. Analiziamo le sue battaglie. Il maresciallo di Sassonia ha intitolata uno dei suoi ca pitoli : utilità dei ridotti negli ordini di battaglia ; e attaccato ai suoi propri precetti , non ha mai lasciato di trincerarsi allorquando ha ricevuto una battaglia difensiva . Noi l'osserviamo a Fontenoy sciegliere una vantaggiosa 7
50 posizione fra Antoing ed i boschi di Barri e di Bon-Se cours , ed impiegare un giorno e due notti a fortificare ed armare i suoi ridotti. E a queste opere di campagna che unicamente fu dovuta la vittoria , poichè se un solo ne sarebbe stato preso , non si aveva pronta una riserva per riprenderlo. Si conosce la debolezza dei mezzi oppo sti in prima alla terribile colonna inglese che per azzar do erasi formala " e che solo quattro pezzi di artiglieria diretti da Richelieu bastarono a romperla e metterla in disordine. Quando nel 1748 copriva l'assedio di Maëstricht che il duca di Cunberland non poteva lasciar prendere senza rischiare la sorte di una battaglia , egli fortifica parecchi villaggi , e costruisce ventitre ridotti ,
ciascun
dei quali
era armato di quattro pezzi da dodici. L'armata formata in quattro colonne di venticinque bat taglioni , dovea stabilirsi a trecento passi indietro , avendo a quattro cento passi , in riserva la cavalleria disposta in parecchie linee . Questo era l'ordine di battaglia dei Russi a Pultawa.
Se nelle battaglie offensive il maresciallo si allontana dal principio da lui riconosciuto e posto in campo : che tutto il segreto della guerra è riposto nelle gambe , ciò è perchè era convinto che l'infanteria non può resistere in un sito ove facilmente può esser circondata , A Haucoux " ove i francesi avevano una superiorità di sessantasei battaglioni , avrebbero dovuto limitarsi ad abbattere coll' artiglieria quel villaggio ,
e circondare la
51 sinistra del principe Carlo ,
cui non rimaneva , fra il
Taor e la Mosa , altra ritirata che il monte S. Pietro . Invece di questo movimento semplice e facile i francesi si avanzano sopra dieci colonne precedute da tiragliatori destinati di aprir le strade. La battaglia non principiò che alle tre ore della sera, e fu decisa colla presa di Raucoux , ove dodici battaglioni inglesi e anno veresi combatterono con estremo coraggio. La battaglia di Lawfeld è un imitazione di quella di Raucoux. La dritta del nemico era inattaccabile , bisogna ya per conseguire un vantaggioso risultamento , circondare la sua sinistra e stabilirsi fra Maëstricht e lui ;
ma per
eseguire questo movimento , sarebbe stato necessario di manovrare "
ed il Maresciallo non credeva di tanto ca
paci i suoi soldati. La battaglia adunque si ridusse ad un affare di posti , si attaccò Lawfeld di cui più di cinquanta bocche a fuoco difendevano i passaggi . I soldati frances; respinti per ben cinque volte , fecero prodigi di valore 2 e l'inimico si ritirò . In quel combattimento i soldati e le artiglierie erano talmente ammassate , che in una lettera del Maresciallo diretta al Re si legge : passando per davanti Lawfeld vi rinvenni cinquanta quattro battaglioni. Sarebbe stato facile farne un miglior uso.
FRANCESCO GAROFALO. ¡ ( Sarà continuato )
52 PERCHE LE ARTIGLIERIE
GETTATE CON FERRO DI SECONDA FUSIONE E TRATTATE NEI FORNI A RIVERBERO SON DA PREFERIRSI A QUELLE DI PRIMA FUSIONE CHE SI HANNO DAGLI ALTI FORNI.
1º . Il metallo delle bocche da fuoco deve avere le seguenti condizioni . Tenacità , Elasticità , Durezza ( 1). Tali qualità fisiche si ottengono più dal ferro fuso , che si avvicina sino ad un dato limite senza oltrepassarlo allo stato di ferro forgiato , e di acciajo .
Nel ferro ( escluse alcune sostanze, che si possono tro vare casualmente ) la presenza di una quantità maggio re , o minore di carbone , e la maniera com'è disposto , o la mancanza assoluta di esso , costituisce i tre stati dif ferenti di ferro fuso , di ferro forgiato , e di quello di acciajo. Or la ghisa ne' fornelli
a riverbero esposta all'azion
della fiamma , perdendo l'eccedenza di carbone che rite neva grezza , conserva la sua fluidità , riceve un princi
(1) Tenacità, per resistere ad una pressione di flui do, che si valuta a 2000 atmosfere. (Williams Moore , ed Mutton ) Elasticità , perché non sia diminuita la forza di coe sione dall'effetto successivo , e ripetuto dello sviluppo del gas.
Durezza, perchè il projetto non deve produrre alcun solco, nè infossamento lungo l'anima.
53
pio di affinamento , e si approssima allo stato di ferro mal leabile ( 1 ) . Modificandosi le particelle combinansi più intimamente tra loro , il ferro abbandona tutte le sostanze estranee in gas ed in iscorie , che liquide galleggiano sul bagno, e si assimila ne' suoi componenti alla natura del l'acciajo (2) ; si ha così un metallo più proprio , e me glio soddisfacente alle condizioni dello sparo. Non è così pel ferraccio degl'alti forni . Questi si unisce sempre col carbone , con metalli estranei ridotti , con metalloidi la di cui influenza è sommamente nociva ; si mescola con
( 1 ) Il Signor Narsten nella sua opera che ha per titolo la metallurgia del ferro , al secondo volume pagine 295 così dice : » Ne' forni a riverbero il metallo si trova esposto intieramente all'azion dell' aria. La fusa griggia ot » tenuta dagl'altri forni con cariche refrattarie non di › viene né più fragile, nè più dura , essa acquista pu » ranche una più grande tenacità , allorchè si rifonde rapidamente. Più si rifonde più il suo colore schia › risce senza poter giungere a quello della fusa bian » ca , la sua tessitura resta granellosa , e non passa » mai al tessuto lamellato, prova evidente, che essa si » accosta al ferro raffinato . A misura, che il suo co » lore schiarisce , la densità , e la tenacità vanno cre » scendo, e la durezza lungi dall' aumentarsi sembra » piuttosto diminuire. (2) Siderotechnie . ( Assenfratz tomo x . pagine 49 ).
54 parti di sostanze terrose , ed ai principi delle materie che formano le cariche ; oltre a ciò sempre trovansi nel suo mezzo alquanti pezzi di minerale non ridotto , o fusi per metà , ed è perciò in tale condizione il più im proprio alla fabbricazione delle bocche da fuoco .
2º. Perchè il ferro da cannone avesse una grana omo genea , e la qualità di prestarsi al lavoro del bareno , con servando una fibbra forte, ed una grande tenacità , è ne cessario che al momento della fusione abbia molta flui dità , così restando per più tempo in un alta temperatura può sempre più arrendersi alla pressione della massa rotta ; ed unir bene le sue particelle disponendole unifor memente col carbone che gli rimane . Or quell' alta tem peratura si ottiene più nelle fornaci a riverbero, che ne gli alti forni, ove il metallo è prodotto per porzioni succes sive, ed è esposto continuamente ad una corrente di aria fredda . E dippiù , lo stato estremo di fluidità ne' fornelli a riverbero, si ha il vantaggio di osservarlo ocularmente, ed anche saggiarlo con una pertica senz'alterare la tem peratura ; mentre negli alti forni nulla si vede , e si giu dica solo dal tatto al momento della fusione . 3.º È molto difficile , che circa cantaja 60 di metallo provveniente da tre alti forni , per quanti ve ne vogliono almeno per gettare un pezzo di grosso calibro , siano con dotti sempre regolarmente, ed a condizioni eguali . Dodi ci ore di lavoro , la temperatura differente ne' diversi pe riodi, il vento prodotto da correnti di acqua, il numero infinito di cariche , di materiali svariati, non potranno mai
55 'dare un prodotto d'identica ed eguale natura . All'opposto i fornelli a riverbero procedendo sempre regolarmente con apparecchi identici , ed a dati uguali , non sono soggetti alle infinite variazioni degl'alti forni . 4.º Vi è il vantaggio nelle fornaci a riverbero di po ter impiegare una terza parte di cannoni vecchi , e di massarotte , talchè sotto il rapporto economico si com pensano tutte le spese di questa seconda fusione.
5. Non tutti i minerali possono impiegarsi negli alti forni per gettare le bocche da fuoco , son pochi quelli che curano una buona fabbricazione ( come alcuni di Svezia ) . In contrario ne' forni a riverbero , le ghise provveniente da quasi tutti i minerali sono adatti a quell'uso , purchè però esse siano trattate convenevolmente negli alti forni. 6.º La materia a cannone provveniente da forni a ri verbero è messa alla pruova due volte , come materia grezza in ghisa, e come metallo confezionato ; si ha per ciò la quasi certezza della sua bontà nel servizio . Se il metallo in origine si dimostra tenace , avendo elasticità e durezza , ed essendo in certo modo dolce , dovrà sicu ramente con una manipolazione uguale , dar le migliori bocche da fuoco . Se queste brevi ragioni che la scienza siderotechica ci addita , non son sufficienti per convincerci della supe riorità dei prodotti ne' fornelli a riverbero , ci dica pur l'Inghilterra la maestra delle arti metallurgiche , perchè avendo principiate le fusioni delle artiglierie in ferro fin dall'anno 1540 , oggi siasi ridotta al solo sistema di fab
56 bricarle per seconda fusione ne'forni a riverbero di Carron di Gospel-vak , e Lawmor? I Paesi Bassi a cui la storia assegna l'origine del getto de' cannoni in ferro , perchè ora ne costruisce solo per seconda fusione ? La Francia poco meno antica dell' Inghilterra nell'arte di fondere quelle artiglierie , non ostante che in molte fonderie si trovano espressamente costruiti parecchi alti forni uniti , dietro le insinuazioni di Buffon , ed avendo anche poste riormente eretto qualche forno a mantice a fianco di essi onde completare la fusa , dovendo gettare de' pezzi di grosso calibro e con grandi masserotte , perchè ha ab bandonato intieramente l'antico sistema , e nelle sue tre grandi fonderie della marina a Ruelle , Nevers, e S. Ger vais si fonde solo con fornelli a riverbero ? ( 1 ) . E ci
(1) Il signor Gaspare Monge essendo Ministro della marina, incaricò il signor Assenfratz, di fare le espe rienze sulle ghise nello stabilimento del Creusot ed as sicurarsi degli effetti risultanti da una seconda fusione e se erano più resistenti di quelle di prima , dovendo possedere tal proprietà al massimo grado come metallo da cannone . Questo uomo sommo per dottrina e per esperienza dopo accurati saggi trovò, che le ghise di seconda fu sione erano più resistenti di quelle ottenute direttamen te dagli alti forni , ed aumentano
ancora di resistenza
rifondendole una seconda volta * ( giornale delle mine numero 194 ).
57 dica pure quel paese se i suoi prodotti son perfetti ? Or parlando di perfezione ci giova qui far rilevare , che noi avendo nell'anno 1839 assistito, nella fonderia di Nevers in Francia, alla fabbricazione di 70 pezzi di artiglieria in ferro di grosso calibro , per uso della Real Marina , giusta gli ordini di S. M. il nostro Re, in unione del nostro fonditore Panzera fummo presenti a tutt'i particolari di costruzione , e quindi le visite e le prove ; ed avemmo occasione di accertarci che è pur troppo difficile di far meglio. Ci sembrava straordinario come circa 190,000 kilogrammi di materia a cannone , quanto pesano i detti 7o pezzi , da noi sempre esaminata accuratamente in tutte le spezzature delle masserotte , de'quadrati , de'bot toni , potesse presentar ogni volta perfetta eguaglianza di grana e di colorito , sicchè all'occhio pareva veder sempre lo stesso pezzo. Quella massa fusa dallo stesso forno in una sol volta , si ebbero dalle bocche da fuoco i più per fetti risultati nelle prove " le anime si dimostrarono lucide, e levicate come cristallo , e simili allo stato in cui erano prima dello sparo.
In quanto alle prove comparative di resistenza , si pos sono leggere, nel giornale delle armi speciali , le esperienze eseguite nell' anno 1836 a Gavres dalla marina francese per le bocche da fuoco di origine Svedese , Inglese, Fran cese , fabbricate seguendo le medesime tavole di costru zione ; e chiaramente si vede se le artiglierie in ferro di Francia costruite per seconda fusione , rivalizzano o pur no con i prodotti delle prime fonderie degli altri paesi . 8
58 Nella Slesia a Berlino a Gleitwitz , a Seyn in Sassonia ad Angsbourg a Vienna , vi son fornelli a riverbero. In tutto il resto della Germania vi è al momento sol qual che fonderia , la quale conserva l'antico procedimento nel getto delle bocche da fuoco .
Vero è che la Svezia ritiene ancora il suo antico si stema di gettar le artiglierie direttamente dagli alti forni quantunque non ha guari abbia fatto alcuni saggi sulla fabbricazione per seconda fusione. Certamente i suoi pro dotti son perfettissimi sotto il rapporto di resistenza , tanto che fondono anche i pezzi di campagna , ma tal fatto può contradir mai le teoretiche dottrine , e l'esperienze di tutti gli altri paesi ,
che
hanno abbandonato quel
prisco sistema ? Esso non distrugge punto le nostre ra gioni , anzi le convalida , se si esamina per poco la natura 'de' minerali che quel paese impiega ne' suoi alti forni. *
Le fonderie di Svezia son quelle di Fiuspong , Aker e Stafiso , e tutte tre usano per minerale il solo ferro ma gnetico ( ossidotato ( 1 ) con piccola quantità di ferro spe colare (Oligista) non perchè questo fossile metallico abbia
(1) Combinazione di perossido e di protossido. (Ber zelius ) Alcuni uffiziali francesi che visitarono quelle fonderie, assicurano essere quel minerale una combina zione di protossido , e di deutossido .
La ghisa delle
bocche a fuoco ha una grana fina , è di color griggio chiaro , il carbone trovasi nello stato di grafite in pic coli gruppi ripartiti uniformemente in tutta la massa.
3g delle qualitä mignori sugli altri che si hanno in quelle contrade , ma perchè le sudette tre fonderie le quali for niscono le artiglierie , sono precisamente sul luogo delle minieri , nè si usa indistintamente quel minerale qualun que sia la sua natura ; perocchè
le stesse mine ma
gnetiche non sono tutte buone negli alti forni pel getto dei cannoni , e gli Svedesi profittano di quelle particolar◄ mente , chiamate forola che deve entrare in più gran quantità nella confezione della massa , perchè l'esperienza ha provato esser la sola buona a quell' uso .
Quando
hanno voluto servirsi di altri minerali, le bocche da fuoco hanno avuto assai minor durata . Adunque si
può dire
che la bontà di quella materia a cannone non è dovuta al procedimento , ma bensì alla qualità speciale del minerale , a quella miscela che la lunga esperienza ha fatto preferire all'ottimo combustibile di che
gli Svedesi si servono ,
all'ordine , quasi perfetto che vi è in quelli stabilimentis alle somme cure 9 ed alla perseverante vigilanza nel di rigere la fusione , vere cause che danno alla Svezia la rinomanza per le artiglierie in ferro. Ma non si lasciano di vedere accanto agli ottimi risul tamenti avuti in quelle fonderie , certi prodotti meno buo ni, anzi poco soddisfacenti al servizio.
Potremmo qui e
numerar mille esempî , ma ricordiamo solo che parecchie volte i pezzi son crepati nelle prove eseguite nelle stesse fonderie. In una delle dette tre fonderie , il terzo delle bocche da fuoco fuse per conto della Danimarca , si spez zarono nelle prime prove.
60 Parecchi cannoni da 24 fusi sul modello del generale Hellevis scoppiarono nelle prove. Altri creparono sulla flotta nella guerra del 1809. E durante l'assedio di Col berg, e nelle prove eseguite dopo , parecchie bocche da fuoco si spezzarono sotto lo sforzo della carica ordinaria. Sicchè ci sembra ben facile di decidere il metodo più proprio per dare all'Artiglieria tali bocche da fuoco colle condizioni volute ne' diversi casi di guerra. Siamo perciò contrari a coloro, i quali non perchè mancassero di lumi
e di sapere , ma per sola affezione agli antichi
sistemi e per la ripugnanza ad ogni tentativo di miglio ramento , sono spinti a contradir cotesti fatti . Fortunato però quel paese in cui sono alla direzione degli affari , uomini dotati di lunga esperienza e di alte conoscenze, i quali sanno favorir le cose utili , allontanare ogni osta colo, far produrre il bene con calma e fermezza , perchè hanno a cuore di dare al Sovrano ed al paese , mezzi militari potenti , che assicurano un giorno , se si presenta , la gloria dell'uno , la integrità dell'altro .
FRANCESCO D'AGOSTINO. Capitano di Artiglieria.
61 SULL' INSALUBRITA’
DELLE SCUDERIE " ED I MEZZI ONDE RENDERLE SANE .
Per le guerre de' sette anni e più ancora per quelle della rivoluzione fu chiaro , che poca cavalleria ma brava e bene ordinata , è assai preferibile
a quella numerosa
composta di novelli soldati di giovani cavalli ; e tutti al tresi ebbero a sperimentar nelle due epoche , il bisogno di contar molto su prodotti del propio paese, da lungo tem po con avvedimento preparati , e poco sulle incerte risorse proveniente dallo straniero. ( 1) Quindi dalla pace di Vien na l'aumento ed il miglioramento delle razze cavalline è stato l'oggetto costante ed universale in Europa , e tutti i.governi intendono esser preparati a fornir prontamente di cavalli la loro numerosa artiglieria e cavalleria.
Ep
però l'arte non darà mai alle provincie della Senna , gli immensi frutti che si raccolgono nelle contrade bagnate dalla Duina dal Nieper , nè il cavallo del settentrione avrà mai le bellezze di quello nato sull' infuocato suolo del l'Affrica.
Il cielo largo sempre di doni verso il nostro paese , non ci ha negato e neppure ha diminuito la bellezza di
(1) Nell'anno 1813 Napoleone raccoglie quasi per incantesimo 300 mila soldati , e non può accompa gnarli colla proporzionata cavalleria. E le vittorie di Bautzen di Lutzen son dannevoli agli alleati, e tornano di poco momento al vincitore.
62 tale industria , e solo per cause molte e diverse da piir tempo miseramente si vedeva deperir quella ricchezza , ་ che è pur parte principalissima della militare fortezza. Tra i primi pensieri del nostro Re vi fu quello di ac crescere le razze de'cavalli napoletani, e ridonare a que st'animale tutti i possibili pregi buoni per il lusso e per la guerra. Il real decreto del 2 maggio 1831 proibiva l'in troduzione de' cavalli stranieri nel regno ; in giugno s'in vitavano i consigli provinciali a deliberar sull'acquisto degli stalloni per i depositi di monta , ed in decembre si crea la commissione incaricata di proporre i mezzi propri per secondare la mire del Sovrano.
Quindi si fornivano gli stalloni a proprietarî , si pone va a stampa e si diffondeva un opuscolo tratto dalle me morie del duca di Guiche, sul miglioramento delle razze de' cavalli in Francia , e si adattavano quelle teoriche ab nostri usi particolari , si fissavano i vantaggi per coloro 3 che meglio facevano prosperar le razze , i diversi premi per le corse , e si voleva che le cavalle nate dagli stal • loni provinciali giunti al quarto anno gratuitamente si co prissero . Compiuta l'opera del governo è incominciata quella de' proprietarî, i quali ormai liberi dalle concor renze straniere nelle pubbliche fiere e ne' mercati del re gno , rivolgono con sicurezza i loro mezzi le loro cure al miglioramento de' prodotti . Ed è stato si notevole il van taggio avuto da siffatte disposizioni ,
che in luglio dello
anno scorso si ordinava di applicarle benanche alla Sicilia . Nel 1832 ne' soli dominî al di quà del faro
si contava
no 25000 giumenti puledrali, e nell'anno 1840 si aveva
63 no 32000 e più prodotti ( 1) . sufficienti ai bisogni del
paese e ad ogni richiesta dell'esercito . E progredendo come è tale industria , non sarà lontano il giorno che avremo anche i prodotti buoni per l'artiglieria e la grossa cavalleria , e forse potremo fornir di cavalli tutta l'Italia, quando non è molto ne compravamo a caro prezzo da paesi settentrionali .
La cavalleria dell' esercito dava campo ad altri speciali regolamenti. Fu stimolato in ogni guisa l'orgoglio de' co mandanti , onde minori fossero le annuali perdite, e più agili più forti e più belli tenessero gli animali in servizio. Gl'ispettori erano 6. già facoltati dalle ordinanze amministra tive, di proporzionare il premio a' soldati di cavalleria o treno , che più si distinguono nel governo degli animali. Un antico uffiziale di cavalleria si studiava di applicare un salutare rimedio al male del verme. Gravissima è dovunque la malattia del moccio. In Francia alcuni uffiziali indi cavano l'origine del male i mezzi come rimediarvi, e non ha guari il colonnello Giuseppe d'Aquino del primo Lan ›cieri , scriveva una breve istruzione circa il modo facile come curare i cavalli affetti da quel morbo . Quell' istru zione approvata da S. M. il Re al momento è di norma e di regola a ' varî reggimenti di cavalleria. Gli uffiziali del genio hanno in pochi anni rese più sane spaziose e belle tutte le scuderie e quelle costruite non ha molto " in Caserta a'Granili a S. Teresella tengono a qualunque paragone , ed anzi per alcuni riflessi son superiori a quelle
(1) Daremo quanto prima lo specchio delle razze dei cavalli napoletani, indicando il numero e le qualità.
64 che non è molto la commissione di generali voleva adot tare in tutta la Francia. Talchè nell'anno 1839 la perdita sofferta dai nostri reggimenti di cavalleria , dall' artiglieria a cavallo e da quella svizzera, e dal treno è stata di 82 animali morti per il moccio o verme 9 e 192 per le altre cause, in tutto 274 cioè poco più del 6 per cento, quando altrove si calcola annualmente il 12 ed anche il 15 per cento (1) . Sicchè non ha guari il ministero di Francia diceva (2) E necessario cambiar la deplorabile condizione delle › nostre scuderie , e situare i cavalli in siti più salubri; » solo ed efficace mezzo perchè la cavalleria e l' arti glieria abbia sempre mobili tutti gli squadroni tutte le batterie. Si son ricercate le cause della nostra numerosa » perdita di cavalli e gli espedienti onde farle sparire ."Ab biamo però considerato che continuando siffatta mortalità, » la riproduzione de' cavalli in Francia , malgrado tutti › gl' incoraggiamenti, sarà ben presto insufficiente per ri » parar le nostre perdite , anche durante la pace » .
Or noi crediamo far cosa assai utile di qui registrare le parole di un uffiziale dell'artiglieria francese (3) circa il modo come render sane qualunque scuderia, e come meglio conservare i cavalli . Chè se tali pratiche non sem
(1) Discorso del capitano Daru.
(2) Domanda di 39 milioni circa , per il migliora mento delle scuderie in Francia. (3) Quest' articolo è tratto del Giornale delle Armi Speciali Volume V.
65 pre son necessarie, occupando buoni e ben preparati quar, tieri , son tutte da aversi presente ne'transiti' , negli accanto namenti, ed in generale dal momento che si esce in cam pagna , quando la vita e la forza del cavallo interessa quanto quella del cavaliere .
Quando nella vicinanza immediata d'un quartiere di cavalleria , le scuderie degli abitanti son sane e compa riscono nelle medesime condizioni di quelle della caval-, leria , quando tutti i cavalli mangiono presso a poco i medesimi foraggi e bevono le medesime acque , e gli uni sono affetti dal moccio e dalla scabbia , e quelli degli abi tanti sono esenti da siffatte malattie , è ben chiaro che, le cause son permanenti nelle sole scuderie dei quartieri e gli abitanti sanno allontanarle. Or le scuderie degli abitanti sono stabilite a caso, non
hanno alcuna disposizione speciale contro l'invasione delle malattie, i cavalli che le abitano non son l'oggetto delle cure più assidue, come lo sono quelli della cavalleria , e frattanto, se ne perde un più piccolo numero . Non è dunque la lo calità la causa sola delle malattie, ma vi sono bensì altre cir costanze che non si incontrano nelle scuderie degli abitanti. Queste malattie procedono evidentemente dall' insalu brità delle scuderie. La cagione dell' insalubrità esisten te nelle scuderie della cavalleria , la quale non è in quelle degli abitanti, è ben facile a scovrirsi. Essa è dovuta alla riunione d'un numero troppo grande de'cavalli, avuto ri guardo alla capacità della scuderia , ed alla mancanza delle misure igieniche , divenute necessarie dalla stessa riu 9
66 nione di molti cavalli . È questo un fatto costante che importa di ben fissare. Essendo necessario alla cavalleria di avere i cavalli riuniti in gran numero , ne risulta che ci è uguale ne cessità di prevenir l'insalubrità delle scuderie. Ora , la causa prima della insalubrità è la corruzione dell'aria ; e questa corruzione dell'aria ha per se stessa due altre cause: l' espirazione cioè e lo sviluppo dei gas mefitici risultante dalla decomposizione delle egestioni . Tali sono le due cause d'insalubrità che bisogna combattere e distruggere .
Si supera la prima , operando in tempo utile il rin novellamento dell'aria corrotta dall' espirazione , e la se conda , togliendo le egestioni prima che abbiano il tem po di decomporsi e di produrre i gas improprii alla re spirazione , e per conseguenza nocivi ai cavalli . La salubrità delle scuderie di cavalleria e per conse guenza la conservazione dei cavalli , dipende dunque dalla soluzione delle questioni che presentano il rinnovellamento dell' aria , e l'evacuazione delle egestioni in tempo utile. Prima di esaminar queste quistioni , e come prelimi nare indispensabile , vi è qualche disposizione , in certa guisa dannevole , che si presenta da se stessa ; ed è la capacità delle scuderie in proporzionato rapporto alla quantità dei cavalli che vi si stabilisce , la quale per conse guenza deve esser valutata al metro cubo e non al metro corrente. Cosi non si porranno 100 cavalli in una scu deria, sol perchè vi sono 100 anelli ad un metro di di stanza " ma si avrà riguardo alle tre diverse dimenzioni. Non è indifferente , a capacità uguale , aver delle piccole
67 o delle grandi scuderie , giacchè è sempre possibile e fa cile di rinnovare la piccola massa d'aria , ed è sempre dif ficile , e talora impossibile , di rinnovar completamente quella considerevole , senza ricorrere a mezzi difficili ad aversi da' reggimenti ( 1 ) .
La conservazione dei cavalli è di si alta importanza nell'interesse del tesoro e soprattutto per il servizio, che non bisogna fermarsi , sempre quando si tratta de' perfeziona menti che possono giungere a questo scopo , e vincere tutti gli ostacoli che il sistema delle piccole scuderie ap porta nel servizio interno , atteso la poco capacità , quelli për la spesa necessaria alla costruzione di alcune mura di spartimento ec. ec . (2). Nella condizione attuale delle scuderie , it rinnovamento dell'aria si fa , bene o male per le porte e per le finestre: La disposizione di queste aperture , esistenti nelle scuderie ,
(1) L'accumular molti cavalli nelle scuderie , è eviden temente la causa principale della mortalità che li decima: Moniteur del 20 Gennajo.
(2) Oggi in quasi tutte le nostre scuderie, la distanza tra cavallo e cavallo è di 5 piedi , solo nelle così dette scuderie per le truppe di passaggio , come sarebbero quelle or ora costruite a' Granili , tale distanza è al quanto minore. Il numero de' cavalli capiente in cia scuna scuderia è fissato , nè possono introdursene altri, giacchè le scuderie non son costruite a corridojo , bensi con le mangiatore " limitate da' battimusi laterali ed il piatto al fondo.
68 è ordinariamente fortuita , perocchè si è avuto piuttosto riguardo alle regole dell'architettura e non già all'uffizio che queste aperture hanno sulla salubrità delle scuderie. } Era più ragionevole di cercare il modo, come sodisfare a queste due condizioni nel tempo stesso . L'aria corrotta , di cui importa sbarazzar le scuderie è sempre ad una temperatura più elevata dell'aria esterna ? essa occupa sempre la parte superiore. E dunque dalle aperture praticate nella parte superiore che bisogna cu rarne l'entrata , aprendo alquanti ventilatori a livello del suolo. Quest' aria fredda , entrando per tali orificii non sarå dannevole
a' cavalli ,
perchè li tocca alle gambe
giunge loro al corpo elevandosi , e si eleva riscaldandosi . Se al contrario , penetrasse nelle scuderie dalle aperture praticate nella parte superiore, cadrebbe sui cavalli , e po trebbe esser loro dannevole. Si è dunque condotto da ragionamenti semplici alla ne cessità di rinnovar l'aria , per mezzo di spiracoli praticati a livello del suolo , e di aver le finestre nell'alto delle pareti .
Non si vede alcuna forte ragione per aprire gli spìracolì e le finestre piuttosto sopra una faccia che sull'altra ; è sufficiente che tutte siano dalla medesima parte: tuttavia nell'incertezza, vi è qualche apparenza di ragione per met tere gli spiracoli sotto le mangiatoie , e le finestre chę sono in alto dalla parte opposta . In quanto alla porta ( poichè è buono che ve ne sia una ) , il sito sembra di poca importanza , perocchè essa permettendo l'entrata istantanea ad un volume considere. vole d'aria fredda , convien che sia aperta allorchè l'e
69 quilibrio fra l'aria esterna e quella interna è ristabilito dalle finestre e gli spiracoli . Sarà ugualmente vantaggioso di aprir le finestre progressivamente : quindi esse dovranno essere disposte in guisa, che si possa regolarizzár l'entrata dell'aria, onde evitare i dannevoli cambiamenti istantanei di temperatura (1) . Qual conseguenza di tal principio , si dovrà per quanto è possibile ,
non far mai sortiré i cavalli , specialmente
d'inverno , senza aver prima sufficientemente data aria alle scuderie, cioè , abbassata la loro temperatura ; operazione essenziale che deve esser fatta con molta prudenza . Ma l'operazione del rinnovamento dell'aria sarebbe im perfetta, se dovesse aver luogo molto tempo dopo la cor ruzione ; la mattina , per esempio , dopo una lunga notte d'inverno , quando la temperatura esterna ha fatto tener le porte e le finestre chiuse . È dunque necessario , che il rinnovamento dell'aria si esegua di tempo in tempo , e mentre la corruzione si opera , cioè , con tal mezzo che agisca senza interruzione.
Le navi ci offrono un eccellente procedimento da imi tarsi , esse usano i mantici per rinnovar l'aria nel fondo della stiva. Ciascun sa con quale efficacia questi agisco
(1) Le aperture ed i vani d'ingresso e di luce, si son praticate nelle novelle scuderie di Napoli e di Caserta non solo seguendo le regole del fabbricato , ma si è cer cato altresi che le correnti d'aria non fossero nocive a'ca valli. Ariosissime poi come sono tutte le antiche e le no vette scuderie, non vi è bisogno di aprir gli spiracoli.
70 no. Ora, sembra che niente si opponga per avere in cía scuna scuderia , i mezzi analoghi , come mantici , tubi , cammini che , agendo continuamente
operano il rinno
vamento dell'aria a misura che divien corrotta . L'a zione di questi mantici o cammini è tanto più efficace ', quanto le porte e le finestre son meglio chiuse , perchè la loro azione è il risultato della differenza di densità del l'aria calda e dell'aria fredda . Il rinnovamento dell' aria per mezzo di mantici , tubi cammini e spiracoli * avrebbe il gran vantaggio d'impedire l'elevazione della temperatu ra nelle scuderie, e di prevenire , nell'inverno sopratutto, il pronto raffreddamento ; in conseguenza, per quanto si è detto, si toglierebbe il danno causato ai cavalli, dal pas saggio d'una scuderia calda all'atmosfera fredda ; ciò che non sempre può evitarsi , quantunque si sappia quanto tal passaggio sia pericoloso. Rimane ora per completare il modo di render sane le scuderie , indicare il mezzo come prevenir l'infezione del l'aria cagionata dalla decomposizione delle urine . L'esi stenza dei gas provenienti da tal decomposizione non si mette in quistione , poichè essi colpiscono in modo assai sensibile gli occhi e l'odorato . Le urine si decompongono quando soggiornano nel suolo ove s'infiltrano , e si trovano in contatto co' solidi escrementi de' cavalli. La quistione della salubrità consiste dunque definitiva mente a preverir le infiltrazioni , ciocchè facilmente si ha mediante un solido suolo . Senza ricorrere ai bitumi , si potrebbe stabilire il suolo su qualche base a
smalto di
7י calcina e sabbia , o smalto di calcistruzzo , che rende il piano delle scuderie impenetrabile alle urine. Ora , più che mai , sarebbe facile aver questo risultamento ; e le urine non infiltrandosi più , rimarrebbe
a regolar solo
gli scoli , ciò che non presenta alcuna difficoltà , e da luogo a deboli spese ( 1).
(1) I pavimenti delle nostre antiche scuderie erano ili scardoni o scardoni e cattivi basoli , ed all'altezza della groppa dei cavalli , vi erano delle pietre bucate in corrispondenza dei pozzetti d'urina e dei pozzetti di assorbimento . L'ineguaglianza del suolo non dava mai intero passaggio alle urine nei pozzetti. Nelle no velle scuderie di Caserta de' Granili di Monteliveto , i pavimenti son tutti di lastre di pietra forte, cioè basoli di pietra del Vesuvio ossia basalto , e lunco le groppe dei cavalli, cioè parallelamente alla mangiatora , vi è un canaletto della stessa pietra , incavata nel fondo , onde raccogliere tutte le urine ed immetterle ne ' sottoposti pozzi di assorbimento . I quali son cosi costruiti da contenere un uomo, e perciò si possono facilmente net tare. I pozzetti raccolgono pure quel poco di fumiere che passa a traverso i buchi della pietra quadrata, e son coverti da corrispondenti telari.
Le scuderie di
Caserta essendo costruite a due piani, i pozzetti delle scuderie superiori corrispondono a quelli praticati nelle inferiori, e le urine raccolte in appositi canali praticati nella grossezza depiedritti, vanno così ne'pozzetti aperti sul pian terreno .
72 Non vi è dubbio che adattando il sistema delle piccole scuderie , impiegando i mezzi di rinnovar l'aria , e pre venendone la corruzione , si evita l'invasione e lo svi, luppo di due crudeli malattię , contro le quali la stessa veterinaria lotta senza
successo , perchè essa ne com
batte gli effetti senza attaccarne le cause. Distruggere questa causa è il dovere e l'interesse del governo , perchè certamente perde in un anno , più cavalli di quanto costa lo stabilimento di tal sistema, che rende sane le scuderie e dura sempre. P. S. Ecco una precauzione la quale, benchè straniera all'oggetto di queste osservazioni, interessa la conservazio ne dei cavalli , e dovrebbe a questo titolo essere scritta nel regolamento delle evoluzioni. La seconda ripresa delle istruzioni dovrebbe sempre incominciarsi al passo , qua lunque sia stato l'andamento lasciato , in tal guisa se questo è stato celere e se i cavalli sono in sudore, avranno il tempo di asciugarsi un poco prima di entrar nelle scu derie . Si dovrebbe ancora prescrivere , nell ' entrare alle scuderie , o di togliere da sopra il cavallo la coverta ba gnata , la
quale trattiene l'umidità , e lasciar sul ca
vallo la sella , i di cui pannelli secchi assorbirebbero il sudore , o pure girar la coverta , se il sudore non è traversato fino alla parte opposta , per mettere così il lato secco in contatto del dorso umido dell'animale. Queste pre cauzioni son semplicissime ; esse possono sempre seguirsi, perchè dimandano poco tempo , molte malattie.
ed evitano sicuramente
73 BAIONETTA-SCIABLA DEL CAPITANO FRANCESE THIERRY ( 1).
La baionetta-Sciabla , proposta dal capitano dell' arti glieria francese Thierry , per l'armamento dei cacciatori a piedi , è stata ora adottata all'unanimità , dalla com missione incaricata di esaminarne le proprietà . Dopo ri gorose pruove , si è riconosciuta quest' arma completa mente soddisfacente alle condizioni necessarie, onde aversi qual baionetta , e quale istromento tagliente. L'idea di aver la sciabla tale da servire
anche da
baionetta è molto antica, e la maggior parte delle potenze dell'Europa l'hanno adottata per le truppe di fanteria leggie ra (2). La combinazione la più generalmente ammessa è la sciabla situata all'estremità del fucile sia mediante la
(1) Nel nono volume dell' Antologia annunziammo tale innovazione , ed ora diamo la traduzione di quanto fu inserito nel sesto volume del Journal desArmes Speciales. (2) Nell'anno 1818 si voleva dare la baionetta-scia bla a tutti i nostri soldati, i quali per l'arma cui ap partengono e per il fucile che hanno , raramente si védono combattere in linea ; come i gendarmi gli artiglieri i zappatori i pionieri ; in conseguenza s'idearono vari modelli che tuttora sono nella sala d ' armi al castello nuovo , e tutti differiscono per le sole dimensioni da quella or ora ideata dal capitano Thierry. N. del C.
10
74 impugnatura in forma di lungó manico di baionetta , sia per mezzɔ di un dente che s'incastra nell'impugnatura . Ma nessuno di questi metodi è applicabile nè col for nimento del fucile , nè colle dimensioni delle canne a dottate dai francesi , ed inoltre presentano il grave in conveniente di rendere le armi o troppo pesanti consi derandole quali baionette , o troppo leggiere come stru menti da taglio. Per ovviare a questi difetti , il capitano Thierry ha im maginato di comporre la baionetta-sciabla colla laina e l'impugnatura che si possono facilmente separare e riunire." Separata dall'impugnatura la baionetta-sciabla non pesa che ok. 129 ( 4 once ) più della baionetta ordinaria mo dello 1822 , della quale è più lunga per 0,05 ( 2 pol lici) ( 1 ) . Il manico della baionetta-sciabla essendo lo stesso di quello della baionetta , modello 1822 , questa baionetta sciabla si adatta all' estremità del fucile senza che sia· necessaria nessuna modificazione all' arme attuale . Riunita all' impugnatura , la baionetta-sciabla acquista
il peso di ok,893 , e diventa così uno strumento da ta glio sufficientemente pesante , per tagliar con prontezza e faciltà i legnami necessarî al servizio delle truppe in cam pagna. Nelle pruove fatte innanzi la commissione, le ba ionette-sciable hanno tagliato più volte ed in meno di dieci minuti , alcuni banconi di quercia secca , che ave vano circa 14 pollici di circonferenza .
(1) Veggasi il quadro alla fine dell'articolo.
75 Come arme che il soldato deve tenere al suo fianco , la baionetta-sciabla , sormontata dalla impugnatura in rame , è tale sciabla elegante , .leggiera , buona in mano , da sostituirsi alla sciabla a due tagli ed alla baionetta, con l'allegerimento di o . k. 754 . A questa diminuzione di peso di già notabile si aggiun ge la migliore ripartizione di pesi , nel caricamento dei fantaccini sotto le armi . Perocchè le baionette-sciable do vendo essere sempre portate senza l'impugnatura , come semplice baionetta , non peserà sul fianco del soldato per più di o. k, 456 ( 15 once ) . In tal guisa non esercita più sul petto del soldato la pressione opprimente della sciabla attuale la quale pesa 1.k , 3a ballotta continua mente contro i garetti , e viene ad impacciare l'uomo in modo da parallizzarne tutti i rapidi movimenti ( 1 ) .
(1 ) La sciabla attuale di fanteria sia ad uno o due tagli è talmente incomoda , che si è dovuto abbando narla in tutte le circostanze che richiedevano molta agilità nel soldato . Le truppe inviate nella Vandea , dopo il 1830 la lasciavano negli accantonamenti , al lorchè marciavano alle persecuzioni degli insorti.
Se
ne sono generalmente sbarazzate nelle spedizioni in Africa , e la legione straniera fin dal suo arrivo in Ispagna, ne hafatto il deposito nell'arsenale di Pam plona, onde meglio operare sulla guerra di montagna. Questi esempi recenti dimostrano abbastanza la neces sità della riforma delle sciable attuali . A.
76 Il fucile d'infanteria sormontato dalla baionetta , mo dello 1822 , pesa 4.k , 482 , Il fucile di volteggiatore, meno lungo di 2 pollici , sor montato dalla baionetta-sciabla pesa 4.k, 484. Or come la baionetta-sciabla è precisamente a pollici più lunga della baionetta del 1822 , ne risulta che il fu cile di volteggiatore , sormontato dalla baionetta-sciabla diviene una picca si lunga, si leggiera , quanto il fucile di fanteria con la baionetta del modello del 1822 , e più terribile , giacchè la baionetta-sciabla ha più forza di pe netrazione , maggior resistenza di questa ultima , si pre senta più formidabile , e dà al soldato la facoltà di per cuotere simultaneamente e di punta e di taglio ( 1) . La baionetta-sciabla permette dunque di ridurre tutti i fucili di fanteria alla lunghezza di quelli dei volteggia tori , e di rendere così l'armamento uniforme , aggiun gendo valore ai fucili come armi da mano ,
e presenta
tale alleggerimento che , per mezzo del raccorciamento , si estende sino ad 1. k , 30 .
(1 ) Le baionette-sciable trapassano le corazze , esse hanno più volte, innanzi la commissione , forato libe ramente senza essere danneggiare , delle piastre di lamiera d ' una spessezza di 4 millimetri, contro le quali le baionette ordinarie si son piegate al primo colpo . Le nostre baionette attuali son troppo deboli al gomito è indispensabile di rinforzarle , ciò che ne aumenta il peso e le ravvicina molto alpeso della baionetta-sciabla.
77 Si sa che il raccorciamento dei fucili è vivamente re clamato, a causa della piccola statura dei nostri fantac cini , e sarebbe senza differenza sensibile sulla portata e sulla precisione del tiro ; poichè il fucile di volteggia tore è precisamente adottato dalle truppe di fanteria leg giera , le quali hanno il maggiore interesse di aver riu nite queste condizioni,
Raccogliendo quanto si è detto, si vede che l'adozione della baionetta-sciabla , apporta nell' armamento della fan teria i vantaggi seguenti : 1. Uniformità e semplicità. 2.° Accrescimento di valore al fucile come arma da mano , con alleggerimento di 1.k , 30 nell'armamento.
3.º Faciltà a'soldati di tagliare in campagna , le le gna necessarie al servizio ed a loro particolari bisogni . 4. Può darsi la sciabla a tutti i soldati senza ec cezione . Quest'ultimo vantaggio non è senza importanza , pe rocchè dà a'soldati delle compagnie del centro quel dritto militare che hanno perduto per la disposizione eccezionale che li dimostra senza armi fuori servizio . D'altronde, in paese nemico e tra popolazioni ostili , tal pratica è impo litica , se ne è fatto spesso l' esperimento ,
non dando
al soldato la possibilità di far sempre rispettar la sua divisa. Queste considerazioni sono sufficientemente interessanti per raccomandare la baionetta-sciabla , all'attenzione del Ministro della Guerra , e noi crediamo che si procura un reale vantaggio all' infanteria , premurando con tutti
78 i mezzi l'adozione generale di quest'arma. Per giungere a tal risultamento , basta armare le compagnie di volteg giatori di alquanti reggimenti con le baionette-sciable , ed esaminarle comparativamente nel servizio , con le baio nette e le sciable tuttora in uso onde vederne la differenza.
QUADRO COMPARATIVO
Dei pesi e delle lunghezze della baionetta-sciabla , della baio
Fanteria di Sciabla modello . 1831
Baionetta . modello 1822
Baionetta .-Sciabla
netta (modello 1822 ), delle sciable di fanteria del modello del 1831 ed a due tagli.
Differenza.
Peso dell' arme senza l'impugnatura ....
ok, 456 ok, 327
>
Peso dell'arma con la impugnatura
ok, 893
1k , 320 ok, 527
Lunghezza della lama
om,510 om, 460 om, 510 om, o5 tra le baionette.
>
ok , 129
79 BALISTICA.
Era ancora un desiderio nella scienza dell' artiglieria la nozione dei vantaggi che aver potea rispetto alla giu statezza del tiro la forma delle palle. Poichè ne abbiamo di sferiche , di schiacciate e di oblunghe , era utile ve rificare gli effetti diversi di questa triplice foggia . A tal fine appunto si son fatti da ultimo precisi esperimenti nella scuola d'applicazione dell'artiglieria e del Genio in Metz , e vi ha soprastato qual professore di Artiglieria il signor Didion. Compiuti tali esperimenti con palle lun ghe , sferiche , o schiacciate animate da una velocità ini ziale di 134 metri a . secondo e facendo 248 giri nel me desimo spazio di tempo, se n'è potuto conchiudere le se guenti regole generali da aversi presente nei varî tiri fatti colle varie bocche da fuoco. 1.
Che tra le palle delle armi da fuoco portatili
animate d'un moto di rotazione , quelle di cui la lun ghezza è maggiore del diametro , per quanto piccola siane la differenza , danno una giustatezza di tiro molto inferiore a quella che danno le palle la cui dimensione , secondo l'asse del tiro , è minore del diametro dopo lo schiac ciamento .
2.
Che nella forma la più vantaggiosa , la lunghezza
sembra essere di circa cinque quarti del diametro dopo lo schiacciamento , almeno per quelle palle che sono a nimate d'una gran velocità rotatoria e di una debole ve locità trajettizia.
80 3.
Che lo schiacciamento della palla sferica nelle
carabine , ora in uso in Francia ( e da più tempo usate da varie altre nazioni e particolarmente da' tirolesi ) vale a dire a canna rigata in elice , dà presso a poco´il mas simo della giustatezza , che potrebbe esso essere un poco più considerevole senza inconveniente per la giustatezza del tiro. Tutti questi risultamenti sono registrati nel quaderno XXVII . Tomo XVI. , del periodico Giornale della Scuola Politecnica.
F.
1
G.
SI LA
RUSSIE
DANS L'ASIE MINEUR AU CAMPAGNE DU MARECHAL PAS KEWITCH EN 1828 EN 1829 PRÉCÉDÉ D'UN TABLEAU DU CAUCASO PAR FELIX FONTON . PARIS 1840 un VOLUME
IN OTTAVO .
E perciò può dirsi che i capitani che banno combattuto contro popoh barbari , o poco avanzati nella scienza o nel arte , non debbono essere giudicati dalla faciltà con cui hanno guadaguato le battaglie , ivi è l'ordine con la sua superiorità che da la vittoria, e non il generale ; ma fa d'uopo porre a calcolo le difficoltà che ha supe rate • le quali se non sono strategiche , ne tattiche nel semplice significato di que ste parole , possono essere immense , с chi le supera prova che non è un uomo comune. Antologia Militare. Vol. 5 pag. 11 .
Lo studio della storia militare raggiugne il fine d'uti lità al quale è destinato ,
quando riempie talune condi
zioni indispensabili ; cioè . 1.° Quando la storia militare è completa , e con ciò noi intendiamo , che non si limiti ad un periodo , nè ad un popolo. 2.° Quando nella sua narrazione non omette nessuno degli elementi importanti , per ben decidere del merito e dell' importanza delle militari operazioni. Riempite queste condizioni si possono risolvere
facil.
mente i problemi della scienza della guerra , appoggian dosi a tutte le manifestazioni dell' arte nei casi svariati in cui è applicata alle militari operazioni .
II
$2
In tal guisa dall'analisi completa può sorgere una ben formolata sintesi , la quale dimostra , come in tutto lo scibile umano due principali elementi si scorgono , il fermo cioè ed il variabile ; elementi che posti in equazione danno un fatto costante " cioè non mai due avvenimenti si ras somigliano completamente , e nei più diversi ed opposti vi è un nesso e delle circostanze comuni che al carattere generale della scienza , e dell' arte li rannodano . Tali sono le ragioni che spiegano il vantaggio e l'interesse , che rendono cosi ricercate le storie dei secoli vetusti , benchè non vi sia più legame con quei tempi la di cui azione so ciale è esaurita. In effetto i due principali elementi delle storiche vicende sono fissi cioè , l'uomo che ne è l'at tore
e il mondo che ne è il teatro , a questa parte
invariabile vi si lega tutta quella variabile , nascente da tutte le differenze che lo stato morale mette tra le diverse razze umane ,
le diverse istituzioni che si potenti sono
a modificare l'uomo isolato , quando considerasi qual parte della società , e quanta diversità la costituzione fisica mette tra una regione e l'altra . E lo studio della storia è ag gradevole ed istruttivo ; perche in essa si
ritrova il
doppio interesse dell'unità , e della varietà . Se la storia antica ritrae una parte del gusto che ispira dalla varietà separante i popoli di cui descrive gli avve nimenti da quelli odierni ,
questa istessa causa ci rende
avidi di conoscere gli avvenimenti che oggi si passono in contrade che l'antichità aveva di prestigio circondate, dove l'umanità nelle sue manifestazioni riveste tali forme
83 eostanti che ne' prischi tempi sembra farci assistere.
A
questa disposizione di spirito riunito allo scopo di elevare un monumento alla gloria militare Russa , ed al ge nerale Paskewitch , siamo debitore dell' opera intitolata la Russia nell' Asia minore , e campagne del M. Pas kewitch nel 1828 , e 1829. di Felice Fonton . L'autore ha tratto profitto di tutt'i materiali parzial mente pubblicati sul proposito , onde presentare un la voro completo. Noi esaminando questa importante produ zione , vogliamo rannodarne l'analisi ai nostri precedenti lavori i quali hanno avuto in mira di esporre tutte le diverse fisonomie , che le belliche geste rivestono a se condo le epoche , i popoli , il fine ,
ed il carattere dei
capitani che le han dirette. In effetto ricordammo non è guari un pacifico coltivatore elevarsi al comando di un esercito scelto fra un popolo messo in opposizione con tutte le militari abitudini , lottare con esercito ricco di buona organizzazione in uno stato di avanzata civiltà , ed ora vedremo delle popolazioni barbare militarmente costi tuite tra le alpestre contrade di un impero nato dalla con quista , ma privo di civiltà e di scienza , disputarne invano il possesso ad un esercito agguerrito fiero delle sue ultime geste , e condotto da ún duce formato nelle grandi guerre che hanno illustrato il principio del secolo.
Quadri così
diversi facilitano a chiunque è dotato di amor del sa pere , e con specialità , delle belliche scienze , il modo d'integrare l'insieme > e differenziare le parti di questi
avvenimenti ,
84 Dopo di aver esposta la divisione
dell' opera ed indi
cato rapidamente quello che contiene , particolarizzeremo la quistione indicata nell'epigrafe ,
cioè ; determinare
fino a che grado la narrazione delle campagne del 1828 , e 1829. fanno scorgere l'elevazione ed il merito militare del duce Russo. Una interessante descrizione delle contrade che sotto il nome di Caucasiano sono note , precede la narrazione delle militari operazioni , e può considerarsi al tempo istesso quale introduzione , e quasi un lavoro
particolare . Nes
sun dubbio sorge sull' importanza di conoscere
nella
configurazione geografica e nella parte cosmologica , una regione che si rannoda
a tutti gli avvenimenti i più im
portanti della storia , e che ha dato il suo nome alla razza umana la di cui superiorità sulle altre è ricono sciuta egualmente dalle escogitazioni del
naturalista , e
del filosofo , che è deposta in tutte le storie , destinate a trasmettere ai più lontani nepoti , l'alta influenza eser citata da' popoli di questa razza , sulle sorti dell'umanità . Sotto questo aspetto la descrizione particolare delle popo lazioni abitanti quelle valli è oltremodo importante , perchè in essi si trova e si dimostra quella immobilità di condizione sociale che caratterizza i popoli orientali . L'autore analizza nella sua descrizione il sistema dei monti , e delle acque dividenti questa contrada , distaccata dalle provincie della Russia , per la catena alta del Cau caso , che la separa dalla Giorgia e dalla Persia , che passato il versante meridionale si entra nella Giorgia , indi
85 un'altra catena alla prima parallella la quale separa , il Pa schalino di Erzerum dalla Giorgia , ed una secondaria corre parallella alle due dalle rive del mar Nero . Le ultime ramificazioni di questa secondaria catena , restringe in piccolo spazio , la parte piana delle terre lungo quel mare circoscritte dalle montagne , che per delle vallate poco pratticabili servono di comunicazione , onde entrare nella parte più aperta delle provincie Transcausiane . Il mar Caspio è alla sinistra dei monti che formano la gran ca tena del Caucaso . Il Kuban , e il Terech che sorgono in essa han foce , il primo nel mar Nero , e il secondo nel Caspio , seguendo direzioni opposte , ma egualmente al di quà dei monti verso la Russia . L'Eufrate , il Kur, prendono sorgente nella catena
che separa la Giorgia
dalla Turchia Europea , e sieguono direzioni opposte, il primo si getta nel mar Nero , l'ultimo nel golfo Persico, dopo di essersi unito al Tigri ; sicchè dunque difficili sono le comunicazioni tra la Russia e le sue provincie Transcau. siane. Nel centro quella di Vedli-caucaso , poi vi è una stretta cornice lungo il Caspio che è vicino di Derbent il passo più angusto noto , sotto il nome di porta di ferro ( che ha servito di passaggio a tutte le grandi migrazioni che dall' Asia hanno invaso l'Europa dal 2.° secolo al 6.º, più particolarmente) . Le valli del Caucaso sono abi tate da una razza vetusta di belle forme : e severi con servatori di antichi costumi, per cui opponendo un' in vincibile ostinazione ad ogni dominatore che vuol modificare la loro condizione sociale , e le loro inveterate abitudini.
86 Ecco come il Fonton descrive lo spirito di cui sono ani mati quelle popolazioni. ‹ Benchè di diversa origine , e non comuni d'idioma » di costumi e di forme sociali , i montanari del Caucaso hanno pur nondimeno delle rassomiglianze generali che > si riproducono tra essi con impercettibili gradazioni. › L'amore dell'indipendenza qualità innata agli abita » tori di queste alte regioni , oltrapassa il suo ultimo li mite , e degenera in una feroce passione per l'indivi > duale licenza senza alcun freno , confidenti sulla pro pria forza per conservarsi ,
ed abusarne contro gli
> altri. Da ciò nasce lo spirito di rapina , quella propen > sione al brigantaggio che ha condotto poscia alla com » pleta servitù dei vinti ,
e quel commercio di schiavi
» che fu per lungo tempo la loro principale industria . « Noi ci serviamo espressamente di questo vocabolo , giacchè il timore delle rappresaglie natural conseguen za delle gesta alla violenza dovuta , produssero l'onore > del furto e dell'inganno . Mettere a sacco ogni indivi > duo ostile ad una tribù era un atto eroico " far lo » stesso alle amiche tribù , ed anche a' vicini , ma con > molta scaltrezza , da tenersi per molto tempo nascosto , » onde poscia farsi gloria dell' impunità , era considerato >> quale azione anche più onorevole » . A questo quadro l'autore aggiunge quello delle virtù che hanno quei popoli ,
come la bravura , l'ospitalità ,
e l'attaccamento ai legami di parentela , o di clientela . La legislazione che li regola , e quanto altro riguarda
87 quei popoli qui si disamina . Invitiamo il lettore a studiar questa parte si importante ed istruttiva , onde dalle condi zioni particolari a quelle popolazioni , dall' influenza che la religione musulmana vi ha esercitato e vi esercita , ciascuno vegga la differenza dei
popoli rimasti cristiani
in Giorgia , benchè isolati dalle nazioni che professano quel culto dallo stato dalle popolazioni colonizzate sotto l'influenza russa, ed i cosacchi denominati del mar Nero.
Nel rintracciare tutte le vicende importanti di quella regione la quale ha servito di teatro ne' diversi periodi dell'antichità, e del medio evo , l'autore giunge alla storia moderna , e getta la quistione importante , cioè come la Russia ha penetrato e stabilita la sua dominazione in quelle contrade , e se questa gli è utile , o piuttosto pa ralizza più che non accresce le sue forze. La sagacità dell'autore si fa chiara dacchè vede la cosa sotto tutti gli aspetti ed in tutta la sua estensione , ma evita di entra re ne'particolari per discutere la quistione a fondo. In ef fetto dopo di aver raccontato come Giorgio 13.º sovrano di Giorgia , trasmise sul letto di morte i suoi dritti alla Russia nel 1800 , e dopo di aver parlato dell'accettazione che ne fu fatta dall' imperatore Alessandro soggiunge .
< Certo vi era bisogno di abnegazione , e di un po » tente braccio , per far sorgere da quel caos morale , > fisico e politico un ordine di cose regolari ; se la Russia > accettò questo pesante incarico , è di giustizia che conto » glie se ne tenga ,
e che non si attribuisca ad ambi
› zione , ed a sete di conquiste una estensione di limiti
88
» che aveva sempre come eccentrica considerala , e che > sapeva non poter conservare che per le armi » . Preoccupato dal bisogno di giustificare questa posses sione lontana che obbliga alla Russia di fare dei sagrifizi che non trovano compenso immediatamente , ma si ranno dano al sistema generale della sua politica tal quale Pietro il grande ne gettò le basi , dice ,
•
« Nell'idea che dominava Pietro la sua attenzione si
» fissò sul mar Caspio , tutta la Russia poteva sboccarvi > per mezzo di un sistema di canalizzazione e di fluviali > comunicazioni che aveva stabilito nel paese , di cui il Volga era l'arteria principale . Dominare dunque il mar » Caspio era aprire alla Russia il commercio di tutte que » ste coste , e a suo profitto ristabilire quest' antica strada >> commerciale delle Indie , che noi abbiam veduto ser >> vire alternativamente ai greci ed a' romani ; ma questo » progetto poteva realizzarsi , quando si sarebbe stabilito » un ordine regolare in Persia , e messo fine a quella >> anarchia che lacerava l'interno di quel reame , e so >> prattutto negli stati littorali del mar Caspio » .
Inutile ci sembra qualunque commento a sì chiare pa role che contengono le cause prime , lo stato attuale , c lo scopo delle possessioni russe al di là del Caucaso , e le loro relazioni con la politica , ed il movimento di ci viltà che la Russia si sforza di raggiungere . Il desiderio di conoscere quali sono gli ostacoli che le popolazioni non sottomesse oppongono alle vedute di quell' impero , rende il lettore desideroso senza dubbio di sapere il numero di
89 queste popolazioni . L'autore portando a 500,000 il nu mero di questi abitanti conviene in certa guisa che non si può conoscere con quella precisione che le amministra zioni europee forniscono , la popolazione di quelle contra de , e dagli sforzi fatti da tanti anni ,
si suppone che
fussero numericamente maggiori dei calcoli approssimativi pubblicati in Russia. Epperò gli sforzi di popolazioni co stituite militarmente come quelle lo sono , possono fornire gli uomini di armi , in una proporzione ben diversa di quelle nazioni , ove la divisione del lavoro ha segnalato il progresso della civiltà . Hume discorrendo su tal pro posito ha combattuto l'opinione accreditata del numero sterminato de' barbari ,
dai quali uscirono quelle orde
che rovesciarono il romano impero . < Ecco a grandi tratti tracciato la fisionomia generale » delle possessioni russe al di là del caucaso . Il nostro » lavoro per completo che abbiamo cercato di farlo , då >> nondimeno una debole idea delle difficoltà che incon » tra l'amministrazione russa per trionfare della natura » e degli uomini e per conciliare tanti ostili elementi ; >> da ciò risulta che il posto di comandante in capo del » corpo del Caucaso , e di governatore del paese , è uno >> dei più difficili , e dei più spinosi » . Uua descrizione delle provincie turche limitrofe alle possessioni russe oltre il Caucaso prepara il lettore per le osservazioni strategiche , fà apprezzare gli ostacoli che il duce russo dovette superare nelle due campagne la dí cui narrazione , siegue la descrizione del Caucaso e ne forma la prima parte .
12
90 Il solo vantaggio per una aggressione consiste nella > configurazione del teatro della guerra , infra le catene » dell' Armenia , e dell' Alleghez (cioè a dire dei pascha. » licchi di Kars e Ahkhaliskch) essi disegnano un triangolo » quasi equilatero la di cui base è occupata dalla Russia che >> si trova stanziata sulla catena dell' Alleghez , mentre i » suoi lati si appoggiano da un canto sui monti di >> Ahkhaliskch ed Adjars , e dall'altro sull'Araxe , e il colle » di Akh-bulakh non avendo altri sbocchi praticabili che » per il colle di Saganluch , il di cui nodo lega la som mità del triangolo ; e così si formano due insuperabili » ostacoli contro dei quali l'esercito russo poteva circo >> scrivere l'esercito turco facendo irruzione pei stretti della » Alleghez , e nianovrando sulla strada di Saganluch e le >> comunicazioni con Erzerum : Queste condizioni locali >> erano senza dubbio paralizzate dai
punti di appoggio
>> che i turchi trovarono al di quà del Saganluch nelle >> loro piazze forti , ma noi vedremo nondimeno come il » generale Paskewitch seppe trarre partito di questa con » figurazione del teatro della guerra che deve bastare » all'intelligenza del lettore » . Nel rapido quadro che daremo delle operazioni delle due campagne queste nozioni sul teatro della guerra , sa ranno sufficienti anche quando esamineremo ,
il sistema
strategico dal duce russo seguito , che 1 si rannoda alla quistione posta a capo del nostro discorso.
Ma prima di
entrare nella narrazione della seconda parte è necessario mettere in più chiara luce la difficoltà dell'esercito russo
91
nel Caucaso ora che arde colà la guerra e che gli avve nimenti dimostrano ogni di maggiore la resistenza mal grado la qualità delle truppe l'intelligenza dei capi ,
e
tanti successi riportati sui persiani e i turchi , che sem bravano dovere su tutti gli aspetti consolidare lo stabili mento russo , influire militarmente
e moralmente sul
l'ostinazione delle popolazioni che abitano le vallate del caucaso. Considerando che per i lettori italiani ,
o di altre
regioni meridionali di Europa , è difficile comprendere la posizione di una contrada lontana con nomi difficili anche a pronunziarsi , e la di cui geografia è poco nota , onde facilitare lo studio di quelle guerre abbiamo escogitato la posizione dell'esercito russo nel Caucaso , rapporto ad altra regione più nota , ove delle simiglianze topografiche ren dono l'assimiliazione facile e possibile . Abbiamo prescelta Roma e considerandola all'epoca della sua dominazione nell'Italia , faremo qualche sup posizione necessaria per l'intelligenza dell' analogia , che non è completamente opposta alla realtà di quel periodo . L'Italia bagnata da due mari , è circondata dalle Alpi , che la separano. dalla Francia e dalla Germania , una catena secondaria , ma elevata la divide inegualmente strin gendo dalla parte del Mediterraneo , e lasciando vaste pianure verso il mare opposto cioè l'Adriatico: fiumi sca turiscono dalla catena principale e secondaria , e si get tono nei due mari con un corso proporzionato alla lar ghezza delle vallate che percorrono . Ponendo mente alla
92 descrizione già riportata del Caucaso , si scorge facil mente quante simiglianze si manifestano , nella costitu zione geografica dei due paesi . S'immagini dunque la potenza romana padrona dell'Italia assoluta fino alla Ma gra da un lato , e fino al Pò dall'altra che facciamo cor rispondere al kuban ed al tereck , che dippiù abbia do minio nelle Gallie , e sede il suo militar governo in Lione e domini fino alle montagne dell'Alverna , e le rive della Loira; ma comunichi con queste contrade transalpine per la sola strada del Moncinisio , e gli abitanti di tutte le vallate delle alpi , e degli appennini ; infra i due mari , abitate da popoli insommessi e guerrieri, rendessero mala gevole questa comunicazione, e dippiù le vallate degli ap pennini fossero abitate da popolazioni dell'istessa natura , ed i dominatori occupassero le coste del Genovesato , ma non i monti . È ben chiaro che potrebbero sostenersi sulla costa solo mediante una serie di forti lungo il mare , e sem pre nel cimento di essere assaliti ,
е non possedere che
il terreno che calpestano ristretti fra la Magra , il Varo e le Alpi , e dominate a mite distanze dagli abitatori de gli Appennini , è facile dedurne che questo corpo comu nicherebbe difficilmente con Lione , come col resto del l'Italia , e spesso le sue sussistenze, i suoi rinforzi dovreb be riceverli dalla Sardegna , come il corpo russo lungo il mar Nero , riceve il tutto dalla Crimea e da Odessa . Or simile è la situazione dell'esercito russo in quelle pro vincie , difficoltà di comunicazioni , base stretta , linea lur ga , posti nelle valli senza aver le alture che le domi
93 nano , clima micidiale , pericoli contiaui , oscuri, e per ciò più gravi ,
chiaramente
dimostrano la causa di
quello stato ed il merito a conservare senza soccombere una si anomala situazione. Riscontrando Polibio si scorge che vi era molta analogia tra la posizione dei romani , nella Liguria popolata da celti come le valli delle Alpi . Or l'autore nell' esporre le operazioni militari della campagna del 1828 , enumera le circostanze principali della guerra , le considera nei motivi che l'hanno pro dotto , e termina con queste parole .
<< Sarebbe un inutile lavoro di ricercare da qual canto » fosse stato il dritto primitivo in questa lotta . I popoli >> hanno delle irresistibili tendenze sulle quali le idee del » giusto , e dell' ingiusto non hanno azione , e di cui in » vano potrebbero arrestarne il corso . Allorchè la Russia, >> espulse i turchi dalle sponde settentrionali del ponte >> Eusino i suoi dritti erano per lo meno così ben fondati » che quelli dei turchi :
questi erano accampati su di
» una terra straniera , la Russia non fece che riprendere » una parte del suolo , e dei suoi limiti naturali che delle > circostanze infelici gli avevano fatto perdere » .
Gravi parole che si rannodano ad un sistema , mentre se è vero che le nazioni hanno
delle tendenze irresisti
bili, i trattati positivi che consacrano la garentigia di certe possessioni perdono della loro importanza , e sono delle tregue , e non delle paci cioè sospendono le ostilità , ma non riconoscono il titolo . Certamente la storia depone a favore di questa teorica ,
e Livio riporta le parole dei
94 deputati di un popolo del Lazio a Roma , che domandati in senato se sarebbero stati fedeli alla pace che segna vano , risposero di sì " se le condizioni erano eque, no, se non lo erano , ciocchè torna a dire 2 se non contra riavano quelle tali irresistibili tendenze , che altro non sono che lo sviluppo necessario di una situazione data , che lavora a sempreppiù svolgersi.
Alcuni distinti storici moderni hanno sostenuto questa tesi; ma hanno esteso il principio agl' individui , ciocchè mena all' anarchia morale , ma considerata nelle grandi associazioni , se il pricncipio è vero si deve riconoscere in tutti , ed allora tra le nazioni che hanno tendenze ir resistibili, vi è sola la forza si variata nei suoi effetti , che decide la necessità di essere legati dai trattati , meno in que' casi nei quali tenderebbero alla lenta distruzione di un popolo . Le tendenze irresistibili rientrano in politica , nella categoria dei doveri speculativi , e l'osservanza dei trattati va trà doveri positivi , divisione importante che indichiamo , e che forse altrove svilupperemo. L'operazione preliminare del generale Paschewitch al l'apertura della campagna fu di forzare la Persia alla stretta esecuzione della pace segnata nel
1827 , ed im porne alla sovrana del Curiel ch' era in armonia con la
Porta , e pronta a secondare le operazioni del pachà . Il corpo attivo del Caucaso sommava a ventisettemila uomini , novantaquattro pezzi di artiglieria , altri circa diecimila soldati erano destinati a presidiare i posti e le piazze , guardare la linea d'operazioni dei russi, e tenere
93 aperte le comunicazioni con l'impero . Il duce russo distri bui due corpi , l'uno alla ala dritta per imporne alla so vrana del Curiel sorvegliare le coste del mar Nero , e impossessarsi della città di Poti ; e il secondo sull' Araxe , nel pachalicco di Bajazet, per imporne ai persiani , ed indi appoggiare le operazioni del corpo principale , al di là del Sanhalug. Questi due corpi insieme ad un terzo più piccolo destinato a favorire la comunicazione mon tavano quindicimila uomini ,
percui il corpo principale
concentrato a Gumeri nella metà di aprile 1828 col ge nerale in capo contava circa dodicimila uomini " e 56 pezzi di cannone. Le forze opposte son difficili ad es sere con esattezza valutate , mentre gli abitanti delle piazze forti combattevano , vi erano le truppe regolari , e quelle locali , ciocchè dà certamente una superiorità numerica vantaggiosa ai turchi . Il Fonton rivenendo sulla configurazione del teatro della guerra dice , che se il generale russo , cominciava le sue operazioni per un movimento laterale verso Ahaskalik i suoi avversarî potevano, appoggiate come erano dalla fortezza di Kars, manovrare sul suo fianco sinistro; e se anche avesse avuto gran successi , l'esercito russo nella direzione presa , dovea prima respingere gli ottomani al di là del San ghelugi ed assediare kars che non poteva più sorprendere . Quindi faceva d'uopo imprendere l'assedio in regola , con tenere e combattere l'esercito turco ciocchè consumava tutta la campagna . La linea di sinistra verso l'Arax , nou poteva mai essere scelta perchè era sempre un accessorio
96 ed it generale Paskevitch si decise ,
col suo corpo del
centro di traversare l' hallakaz " e cercare di sorprendere kars . L'operazione ben condotta riusci , l'attacco dei russi fu intelligente nel concepimento ,
ed eseguito con rara
intrepidità , la difesa al dir dell'autore fu ostinata . Ep però una piazza attaccata
coi mezzi ordinarî e di viva
forza che soccombe dopo tre giorni , essendo ben discesa è forza convenire che è mal fortificata , mentre in contra rio , il periodo di resistenza non è per nulla
proporzio
nato alle offese . Ove vi è sorpresa , o sbalordimento , si comprende che una piazza non fa una resistenza corri spondente ; ma quando non vi sono
queste
circostanze
ciò è impossibile , adunque senza togliere nulla al merito del concepimento , e dell'attacco di kars , sosteniamo che in Europa non è possibile far nulla di simile .
Dopo che il generale russo ebbe con la presa di kars ( che pose nello stato di difesa ) assicurato la sua fronte , ne parti per operare sul
fianco destro , e marciò per
Askalalahiz di cui s'impadroni per un ardito attacco 2 benchè i difensori avessero mostrata quella tenacità
che
costantemente dimostrano i turchi nella difesa delle piazze ; Dopo la riuscita di questa operazione preliminare , i russi marciando perpendicolarmente al mar Nero si diressero sopra Akhalaskh piazza ben fortificata sperando di sor prenderla prima che Mehemet Kiossa , comandante l'e sercito turco forte di trentamila uomini vi giungesse . Il pacha che non era giunto a tempo per salvare kars 2. intesc la presa di questa piazza e la nuova direzione del
l'esercito russo , af ettò il suo movimento per f
97 .enirlo
nelle gole che doveva traversare , onde attaccare la pazza che voleva preservare , ma egualmente prevenuto dovette limitarsi a proteggerla con un campo trincerato .
I
g
nerale russo giunto sotto Akhalaskh , si riuni col corpo distaccato sulla dritta , e così suppli alle perdite fatte , ed alle guarnigioni lasciate. Vedendo il pachà trincerato sotto la piazza, concepì la necessità di isolarlo , e batterlo prima di dar principio all'assedio impossibile a portarsi a fine senza questa preliminare operazione . Il piano era ardito ma il solo possibile , e vi era un precedente analo go nella storia militare dei nostri di . Il maresciallo Soult nel 1811 prima d'imprendere l'assedio di Badajos , at taccò l'esercito spagnuolo di Carrera sulla Gebora , di sposto in posizione simile a quella dei turchi . Il duce francese riusci nell' impresa ed assediò poscia Badajos che si rese , il generale russo fece lo stesso con un successo non meno importante .
<< Attaccare all'improvviso il corpo del pachà , impa > dronirsi del campo sulle alture settentrionali , e così » isolandolo da Akhaltisikh , batterlo e spingerlo su di » Ardagna : tal fu il piano ardito ma decisivo , che il ge nerale Paskewitch concepi » . L'esercito turco fu battuto , perdette uomini , posizi ni , materiale di guerra , e la forza morale . L'assedio benchè offrisse difficoltà per l'asperità del sito e il valore dei difensori , pure la piazza cedette ai replicati ed arditi ersal de ' ru i , i quali non temevano di essere da esterni 13
98
soccorsi turbati , mentre gli avanzi dell'esercito turco , ar restarono la loro fuga alle falde del Sangalung; la citta della segui l'esempio della piazza .
Finite
lanti operazioni , l'esercito s'incaminò
queste bril
( dopo aver la
sciato un presidio nella piazza ) verso Ardagna , da dove minacciava di passare il Sangalung , sola barriera, che co vriva Erzerum residenza del serrasckiere , e di tutte le risorse destinate alla difesa dell' Asia minore . Il
corpo
della sinistra dopo averne imposto ai persiani stanzionando sull'Araxe si pose in movimento per operare offensivamente nel pascialicco di Bajazet , s' impadroni di quella piazza dopo aver respinto i turchi , e così minacciando Erze rum
dalla sua dritta combinava le sue operazioni con
quelle del generale in capo, che minacciava sulla fronte quella città . In questo tempo i turchi fecero un tentativo per riconquistare Kars , abbandonato ad una debole guar nigione , che però respinse l'attacco , e i turchi retro cedettero . Le perdite pel fuoco , e per la peste che ben che fosse stata circoscritta dalle misure energiche del gene rale russo, pur nondimeno per l'avanzata stagione, il biso gno di preparare mezzi amministrativi e militari , onde continuare le operazioni al di là della
catena dei monti
dell' Armenia , tuttocciò fece decidere a Paskewitch di condurre altrove l'esercito onde farlo meglio sussistere , ed egli rientrò
a Tiflis , per finalizzare le trattative fer
mate colla Persia , e riusci felicemente nel suo scopo . Cosi ebbe fine la campagna del 1828. « La quale durò
solo cinque
mesi ed ebbe per risulta mento la con
99 » ¯quista dei tre pasckalicchi di Kars , Akllatisckh e Ba » jazeth , la presa di tre fortezze, e di tre castelli forti , » con 313 cannoni , 195 stentardi , e ottomila prigionieri , >> questi successi furono riportati dal corpo principale di >> dodicimila uomini , e da piccioli distaccamenti la di >> cui forza effettiva non oltrepassava seimila uomini , non >> ostante molti assalti , e malgrado le perdite dovute alla » peste ed altre malattie ,
queste non si elevarono nel
>> l'esercito russo che a 3200 uomini , ed il numero mag giore nell'Inerezia fu nella Mingrelia e nel Guriel , ri » sultanti dalla malignità del clima . Le spese della guerra » diminuite dalla presa dei magazzini del nemico si ele >> varono a 5 milioni , di cui 4 furono assorbiti dalle sus >> sistenze
delle truppe , somma che non
sorpassava
» quella del loro mantenimento in tempo di pace . In » mezzo alle cure di questa campagna il generale in capo » non aveva perduto di vista le operazioni della linea del » Caucaso , a seconda la direzione che aveva data . Il ge >> nerale Emmanuel sottomise le popolazioni del Kúban " >> e distrusse i punti in cui si preparavano le spedizioni >> per le loro incursioni , il kan degli Avari prestò giura >> mento alla Russia, i Lesghi fecero la loro sommissione al generale Grabbk . Questo brillante risultamento della campagna del 1828 viene avvalorato da quelli avuti nell'anno 1829 , che non potevano conseguirsi senza questi precedenti. Due osserva zioni ci permetteremo di fare sulle parole riportate dal l'autore e la prima riguarda la parte finanziera .
100 Se la campagna ha costato cinque milioni , e quatti se ne sono spesi per le sussistenze , benchè si siano presi magazzini del nemico , ne risulta che un milione ha dovuto bastare per pagare il soldo a ventiseltemila uo mini , in cinque mesi . Ora anche duecentomila rubli al mese al loro vero valore , cioè a circa quattro franchi , fauno ottocentomila franchi al mese; e senza dubbio per quanto sia economico un esercito russo , è impossibile tenere al corrente di soldo ogni mese ventisettemila uomini con questa piccola somma . Finchè l' autore non rischiara questo passo , diremo adunque che questo milione à servito alle sole spese generali al materiale , allo spionaggio agli o spedali, e che l'esercito russo non ha avuto soldo nel corso della campagna ma la so'a sussistenza , come si è pra ticato in molti altri eserciti i quali han pagato dopo finito la guerra.
La seconda osservazione riguarda la facile
sottomissione dei popoli del Kuban , che avevano poche trupie a combattere , e potenti ausili alimentanti le loro speranze , mentre oggi che la Russia à trionfalo non ha nemici possibili , o almeno prossimi ,
una frontiera più
condizionata , e dodici anni di dominazione ,
quelle po
polazioni lottano continuamente contro numerosi eserciti. Sarebbe una strana pretensione il voler con si poche cognizioni locali ,
dar la ragione di tale avvenimento ,
per cui ci limitiamo a segnalarlo perchè chiami l'atten zione di chi solo può darne la soluzione . La campagna del 1829 fu preceduta da un attacco dei turchi , appoggiato dalle popolazioni limitrofe condotte dal
101 loro bey, contro la fortezza di Askalasickh, quando i russi erano ancora negli accantonamenti e l'esercito non si era riunito . L'attacco fu respinto dalla guarnigione rus sa " e i rinforzi che ricevette dissipò le masse che aveva no tentata quell' impresa . Certamente se riusciva la cam pagna del 1829 si sarebbe ristretta nel terreno di quella del 1828, perchè era impossibile di tentare il passaggio della catena dei monti del Sangalungh , che covrivano Erzerum , quando i nemici erano stabiliti sul fianco dritto dell'eser cito russo ; ma mancato il tentativo , il generale in capo ultimato gli affari della Persia da dove si poteva minacciare seriamente il suo fianco sinistro ,
ricevuti i rinforzi , ed
accresciuta la sua cavalleria di tre reggimenti musulma ni , si preparò a prendere l'offensiva . Organizzò il corpo che comandava in due divisioni ed una riserva , in tutto circa diciottomila uomini, di cui un terzo di cavalleria , e settanta pezzi di artiglieria . Due altri piccioli corpi fian cheggiavano questo corpo principale nel paschalino di Baja zet , e sulle sponde del mar Nero . La forza nemica som mava a circa duecentomila uomini , ma non era nè riunita nè organizzata " e nondimeno , quelli che occupavano un campo trincerato al di quà del Saganlugh , e l'esercito del serrasckiere stanziato al di là per covrire Erzerum , erano di molto superiori all'esercito russo anche separatamente . Il piano del serrasckiere dalla posizione che aveva fatto prendere al suo esercito dimostrava chiaramente , che ia sciando un corpo trincerato al di là dei monti, aperti al l'esercito russo , sperava che impegnato il nemico in quelle
102 gole potesse combatterlo colle sue forze di fronte sul fianco, ed alle spalle da quei che occupavano il campo trincerato. E dovette credere che se i russi osavano traversare i monti poteva distruggerli , e se più circospetti arrestava la loro offensiva , e preservava le provincie dalla invasione. L'auto re descrive con molti particolari l' asperità della posizione di Milledux , ove erasi trincerato Kaghi pachà con ventimila uomini, e la posizione del serrasckiere che con altri trenta mila soldati era allo sbocco della catena dei monti . Dopo di aver osservato che lo scopo principale del duce russo , era di impedire la riunione dei due corpi turchi , per la difesa delle due sole strade che vi erano , soggiunge : « Questo scopo non poteva essere raggiunto, che o per > un attacco immediato di Kaghi pachà ,
o pure profit
» tando della lontananza del serrasckiere Seleg pacha onde » traversare i monti per la strada ancora libera di Zeuvin , >> ed aprirsi così un accesso nel campo trincerato pren >> dendolo a rovescio dal canto della spianata scoverla » della sua faccia meridionale. Nel primo di questi ten >> tativi si correvano i rischi incerti di un assalto , ad un » formidabile campo , per ottenere un incompleto risul > tamento ,
mentre Kaghi pachà benchè battuto resta
» va padrone delle sue comunicazioni 2 e poteva riu » nirsi a Saleg pachà . Il secondo non andava esente di » perigli , e ci voleva per la riuscita , altrettanta » cia che previdenza ;
auda
ma i risultamenti erano ben al la >> trimenti decisivi , giacchè davano all' esercito russo ? » linca interna , e con questa il mezzo di schiacciare suc
103 » cessivamente i due corpi turchi , senza che potessero mu >> tuamente soccorrersi » . Tutto riusci a seconda della vigorosa e sapiente dire zione data dal generale russo al suo esercito. Lasciando un piccolo corpo di osservazione per minacciare ed impe dire di operare il corpo che occupava il campo di Mille dux, col resto dell'esercito Paskewitch traversa i monti per la strada di Zeuvin senza incontrare ostacoli , discende nella pianura , respinge il corpo di Osman pachà che occu pava gli ultimi controforti della catena , riconosce la vallata di Kueli , ove era il serrasckiere , ed il 14 giugno gli dà battaglia , e lo vince. Lascia un corpo per inseguirlo ri torna pel versante meridionale , e diunito al corpo di os servazione attacca il campo di Milledux , lo supera , di sperde l'esercito , ne prende il materiale e fa molti pri gioni , tra i quali Haki pacha che comandava. Dopo di aver riportato queste due vittorie disorganizzato il sistema degli ottomani , e tolta ogni forza morale , entrò in Er zerum " ove gli abitanti forzarono il serrasckiere a capi tulare e rendersi . Più tardi fu occupato Trabisonda. I due corpi laterali ebbero de'rovesci , i quali come sempre accade non ebbero nessuna influenza sugli avvenimenti , poichè questi si decidono ove sono le grandi masse. E quando il duce russo spediva un corpo contro i Curdi, e si preparava a marciare sul Bosforo , la pace venne a coro nare le sue imprese, ed a metter termine ai suoi successi . Noi non ci estendiamo a caratterizzare questa campa
gna
solo osserveremo che una interna rivoluzione si era
104 operata nei sentimenti delle popolazioni musulmane , la quale merita di esser posla in luce , senza diminuire il merito di chi ne seppe trar profitto , e bisogna dire che tali fa cilitazioni non si erano presentate a chi altra volta aveva combattuto contro
alla gente.
• Si è detto tante volte che i turchi erano accampati in Europa , e ciò era ben vero , mentre le popolazioni difendevano le piazze , e sortivano con le capitolazioni 2 perchè esse credevano di non poter esistere , ove non dominavano . Ma le città di Adrianopoli e di Erzerum , negli anni 1828 e 1829 subiscono l'occupazione russa non sola , ma combattono
l'energia dei capi che vole
vano difendersi , mentre altra volta gli eccitavano e cru delmente li punivano ,
allorchè li vedevano deboli e la
loro debolezza traducevano in perfidia . Nell'epoca di cui teniam parola le popolazioni musulmane si considerano. come gli europei stanziati e fissati sul suolo , avendo in mira di garantire i loro interessi civili , piucchè la loro po litica situazione . Erzerum fa di quanto una città d' Italia di Germania , d'Inghilterra, o di Francia fa in simili casi , cioè cerca sommettersi al vincitore onde la vittoria meno disputata pesa meno sugl'interessi delle popolazioni . Questa trasformazione di un popolo conquistatore in cittadini an nunzia la fine della conquista ; e l'ultimo Aticherif di Guilhaniè pronunziato dal novello sultano è la semplice dichiarazione di un fatto realizzato . La presenza di reggi menti musulmani nell'esercito russo , combattendo contro i loro correlegionarî è un fatto non men significativo della grande trasformazione segnalata.
105
Or vediamo fino a che grado le campagne del 1828 e del 1829 possono dar la misura
del merito militare
del duce russo , non nel senso relativo e locale , ma in quello assoluto , e generale . Discorrendo dell' amministrazione degli antichi eserciti dicemmo
che un conduttore di esercito doveva essere
sotto due aspetti considerato , cioè del governo e del co mando. Nel primo è compreso , quanto riguarda la di rezione morale ed i metodi d'amministrazione , tanto per l'esercito quando per i paesi che si occupano , ma che sono strettanente rannodati tra essi .
Nel secondo vi
è quanto il capo prepara e vien condotto a fine , mercè יןopera dell' esercito qual massa operante. Ivi è compreso la strategia che fissa le operazioni , ed è per cosi dire la parte trascendente della scienza , e la tattica che ne ri solve con l'azione i concepimenti, ed è la parte artistica della guerra . L'autore dopo di aver parlato della stratégia in gene rale, della necessità di farla piegare alle circostanze lo cali , e di• profittare degli errori del nemico volendo farne una più ardita e larga applicazione ,
cita le parole del
l'illustre Arciduca Carlo, che in una lettera al generale Paskewitch scritta dopo queste campagne, dice : bisogna in guerra saper transigere con i principi. Il generale russo ha sempre tenuto conto di questa sentenza , poichè ha messo molta calma nel maturare i suoi piani , e molto vigore nella esecuzione , per cui poco o nulla ha lasciato al 14
106 'azzardo , e per mezzo delle più minute precauzioni ha allontanati tutti i pericoli , onde dar libero corso a quello spirito intraprendente che solo chi non è iniziato nei par ticolari delle operazioni militari li nota come temerità . « Se la strategia quale scienza considerata , consiste a >> combinare l'impiego dei propri mezzi su di un dato teatro, in modo da ritrarne il più gran vantaggio, è evi » dente che più questi mezzi sono circoscritti più l'abi » lità delle combinazioni avrà parte nella riuscita . Il let >> tore osservando la carta , e misurando le difficoltà dei » luoghi , l'estensione delle frontiere ,
e rappresentan™
>> dosi la tela de' nemici che da ogni lato la circondano, » vedrà come lo scopo a raggiungere sorpassa gli ele > menti necessarî pel successo. Forzato per la mancanza >> di punti di appoggio naturali di sostituirvi gran parte >> delle forze , sa il generale russo si ben trarre pro > fitto dalla configurazione del paese che circonda con » barriere di ferro ; le sue masse si raggruppono e com >> patte e serrate si spingono verso le frontiere persiane, » e turche, e formano una impenetrabile foresta . Il corpo » riservato alle operazioni offensive, diminuito nella forza >> acquista il vantaggio di abbandonarsi alle sue opera › zioni, senza essere necessitato a far muovere dei di > staccamenti separati , i quali imbarazzati dalle difficoltà locali , e dalla mancanza delle sussistenze
avrebbero
» paralizzato le mosse del corpo principale .
I due distaccamenti isolati operavano sulle due ali ,
107 » l'uno per la linea del littorale del mar Nero verso Batum , >> e l'altra verso Baiazet per l'Armenia ,
il grosso del
> l'esercito si concentrò al centro della catena dell'Alla » ghez, una debole forza è destinata a guardare le due > strette di Bordeyon , e di Isaliki , e cosi completamen > te assicurare il fianco dritto . Il corpo di operazione è > riunito sulla sinistra al di là delle strette di Ellodura » vicino a Gumeri , queste disposizioni nulla lasciano de > siderare allo strategico il più difficile . Tutte le frontiere sono preservate dalle invasioni , le masse principali so > no concentrate nei punti più deboli , ma conservano il › vantaggio di poter da questi punti operar movimenti › di aggressione decisivi. Bentosto si vide marciando su » Kars impadronirsi delle comunicazioni del nemico con
questa piazza , senza perdere le proprie , Kars iso >> lata cede ad un vigoroso attacco ,
e l'esercito turco
> rigettato verso le gole del Saganlung non può più opera > re alcun movimento al di là dei monti , che per la strada » che conduce per Ardagna ad Akhaltsikh , è minacciato › però di essere circoscritto verso quest' ostacolo insor » montabile ,
o di essere tagliato da Erzerum . La peste
» che si sviluppa nelle file dell'esercito Russo , impedi » al Generale Paskevitch di profittar subito di questa >> favorevole situazione . Tirando partito della sua forzata e >> inazione , l'esercito turco potette ripassare i monti , е doppia ne sulla posto Ardagan ; > scalonarsi innanzi di > cessità di proseguire le operazioni immediatamente, per
108 >> non perdere i frutti della vittoria di Kars , e di rac cogliere le sue riserve , onde rinforzare l'Esercito dig » già indebolito. Il Generale in Capo esegui allora la >> marcia laterale per Akhalkalaki verso Akhaltsikh , co › stegiando parallellamente la frontiera, l'Esercito Russo, » vi si appoggiò per la sua dritta , e si pose in contatto con le riserve per la linea accessoria di Isalki .
L'oc
>> cupazione di Akhalkalaki e di Heertuis gli diede la » linea interna , e pose l'esercito Turco , nell'alternativa » o di vedersi tagliato da Akhaltsikh o di gettarsi sotto > le mura di questa piazza ,
e di accettare la battaglia
che fino a quel momento aveva avuto a cuore di evi tare. Il Pachà deciso per questo ultimo partito fu >> battuto dalle forze Russe concentrate ,
e il Generale
» Paskevitch terminò la campagna col brillante assalto di Akhaltsikeh. In effetto la caduta delle altre posizioni » turche al di là del Saganlung furono i risultamenti della vittoria. I turchi rilegati al di là dei monti , l' esercito » Russo si mantenne nell' inverno col fianco dritto ad » Akhaltsikh, il centro ad Ardagan, ed il fianco sinistro » a Kars . Esso occupava una posizione semicercolare, e gualmente atta a facilitare la distribuzione degli ap >> provvisionamenti , e le disposizioni delle riserve . I tur » chi riprendono l'offensiva in primavera, onde rompere » questa linea si dividono in due corpi , l'uno fa una << falsa dimostrazione contro Kars e l'altro con mo 9 > vimento laterale si dirige verso di Akhaltsikh , mettendo
109 ) a profitto la posizione centrale delle sue riserve. Il Gene
› rale Paskevitch, respinge da due parti il turco verso la » sua ala sinistra, lo batte stringendolo tra due fuochi, e ri >> gettandolo nelle montagne gli toglie la linea d'opera > zione che dovette riprendere dopo la presa di Erzerum. › Avendo così il generale russo libero il suo fianco dritto, › e seguendo la linea offensiva naturale , concentrò i suoi » soldati ai piedi di Saganlung pria che l'Esercito principa » le Turco avesse preso l'offensiva , qui l'esercito Russo > dovette combattere contro forze quintuple e molto favo >> rite dalle località . I turchi divisi in due corpi per di > fendere le due strade che i monti traversano , commisero > l'errore di non tenersi vicini , da potersi mutualmente soccorrersi. Il generale Russo pose ciò subito a profitto. › Tenendo a bada Akaghi Pachà con delle false dimo › strazioni sulla strada di Medjinguberte , guadagna con › una marcia laterale quella di Zeuvin , passa le mon » tagne e si getta nell'intervallo aperto tra i due corpi › turchi , e taglia tutte le loro comunicazioni. Questa >> manovra fissò irrevocabilmente la sorte della Guerra . › I Pacha isolati invano tentano di riunirsi a Daghine » l'esercito Russo padrone della linea interna , porta suc >> cessivamente le sue masse contro ognuno dei corpi » turchi , e gli fa subire tre complete disfatte in tre » giorni'; da ciò Erzerum , e tutto il paschalino si sot◄ > tomisero al vincitore » . L'autore discorrendo della tattica usata nelle due campa
I10
gne , dopo di aver fatto conoscere quali erano i metodi adoperati dai generali russi contro i musulmani , dice che il generale Paskevitch era secondato nelle sue strategiche combinazioni da una tattica appropriata al sito , ed al ne mico che dovevasi combattere. « L'Esercito Russo suppliva alla inferiorità della sua >> infanteria con un utile impiego dell' artiglieria che te >> neva unita e sempre concentrica , onde aumentare la sua azione distruttiva , indi siegue. » L'esercito è dal generale in capo diviso in due corpi di battaglia cioè e di riserva , ed il corpo di battaglia è >> disposto su tre linee . Nella prima l'infanteria in colonna >> di un battaglione , ed anche meno , in ordine d'attac co ; in seconda linea l'altra metà dell' infanteria nello >> stess'ordine, in terza linea la cavalleria con la sua arti glieria negl' intervalli del centro. La riserva messa a › distanza secondo le località , è egualmente formata in » due linee nello stesso ordine. Si ammira il pensamento > semplice , ma fecondo che suggeri questa formazione. » E abitudine degli Orientali di combattere sorpassando > i fianchi degli avversarii , in conseguenza è necessario › opporre loro un ordine di battaglia profondo , onde » giungere alla coda , estendere la propria linea , e pro > nunziare oltremodo il movimento di conversione . Allora > il centro indebolito 2
e fulminato dal fuoco concentri
» vo dell'Artiglieria , veniva rotto senza pena da un sem > plice movimento offensivo della prima linea Russa ,
III mentre le ali si trovavano
prese tra due fuochi, dal
› corpo di battaglia cioè e dalla riserva . Ecco i principii di > tattica che hanno valuto all'Esercito Russo, le vittorie di >> Milledux e di Kenli. Per quello che riguarda l'arte di at > taccare le fortezze , i campi trincerati , e gli assalti , si >> considera del pari che il Generale Paskevitch ha do 1 > vuto lottare contro un popolo riconosciuto per la sua > tenacità nel combattere al coverto , e fu obbligato di › agire contro un nemico sovente quattro volte più forte > in numero. Il Generale in Capo doveva sopratutto as >> sicurare la sua posizione sotto le mure delle piazze › assediate . La scelta delle posizioni è calcolata in modo > da rendere facile l'investimento delle fortezze , senza ren >> dere necessario una divisione spicciolata delle truppe , » questo primo scopo raggiunto , l'artiglieria agiva " e > l'uso giudizioso delle formidabili batterie riaccostate per > quanto era possibile , a fine di evitare l'inutilità , e la › lungheria dei lavori , aprivano alle colonne la strada , e le proteggevano nel tempo dell' assalto . E per la parte amministrativa l'autore soggiunge:
Se nel periodo , e con le preoccupazioni di due guer › re successive il Generale Paskevitch non ha potuto con > sacrarsi con quella cura che avrebbe voluto , al Gover > no interno e civile , la sua attività amministrativa , sì › è pratticata in tutto l'Esercito . » Il Corpo d'operazione non era numeroso al certo, non › dimeno tutti gli ostacoli provenivano principalmente, dal
T12 >> la mancanza di comunicazione e dalla scarsezza asso » luta di veltovaglie nel paese ; per mezzo di una bene >> intesa organizzazione e dei parchi ,
adottando le Ara
› bas del paese come mezzi di trasporto , non solo il generale russo surmontò tutti gli ostacoli , ma realizzò > un'economia pel tesoro. E come nel suo potere non » vi era di cercar nuove risorse , utilizzò con successo quelle ch' esistevano . Dove le requisizioni e le misure » di rigore avrebbero senza profitto eccitato l'animosità , > il Duce Russo, seppe per mezzo dell'oro così ricercato >> dagli Orientali , realizzare dei contratti che non erano > onerosi. Presso i Kurdi al contrario egli accordava la pace in cambio di contribuzioni in
natura ; infine le
» spedizioni pei foraggiatori furono organizzate in modo che la sopra abbondanza di un giorno non producesse > la scarsezza dell' altro. Tutte queste preoccupazioni e › questi metodi severi avevano conservato le provvisioni > conquistate nelle piazze , le quali sono si facile a di > sperdersi , ove molt' ordine non regna. Persuaso il ge nerale Paskewitch che l'Esercito mal nudrito si batte › male e marcia male , perchè vi è indebolimento fisico e morale, gli ospedali che ordinariamente nelle regioni asiatiche vedono soccumbere
quasi tutti quelli che vi
ao , in queste campagne , per le cure del duce > entrano >> russo ne sortivano
"dei malati entrati.
» Per la sua abilità a regolare e dirigere i popoli conqui stati, col talento che pose per utilizzare le risorse di que
113
» sto paese allora nuovo , giunse ad evitare ogni collisione e diede pena a'musulmani di Kars , e di Erzerum alla » partenza delle truppe russe. Il loro timore di ritornare › ancora una volta dall'ordine regolare di cose al bru » tale dispotismo del pachà , non sembrerà strano, ma sară › sempre una pruova imponente del sentimento che il › vincitore seppe ispirare per la sua equità . » Il rispetto per gli usi e per la religione , la ripartizione › regolare dei pesi , e il non tollerare nessuna vendetta dei > greci e degli armeni su i musulmani , sono stati i mezzi per ottenere quel bel risultamento.
Ora dal governo , e l'amministrazione che lo realizza in alto > e dai risultamenti che si sono avuti , non può mettersi in dubbio che il generale Russo abbia oltre modo data una morale impulsione al suo esercito , Io ha reso bravo e disciplinato , perchè con somma previ denza ha fatto quanto da esso dipendeva per nutrirlo e conservarlo . L'energiche misure con le quali arrestò , e circoscrisse la peste sviluppata nelle file dell'esercito allor chè era a Kars sono una chiara dimostrazione dell' ener gia del capo , mentre siffatta epidemia non circoscritta met teva il piccolo esercito russo nell ' impossibilità di opera re , per la quantità degli uomini inutilizzati e per la de moralizzazione operante su quanti restavano . Sarà sempre un fenonomo pel filosofo il vedere come gli uomini si familiarizzano in guerra con la morte , e il loro morale ne viene esaltato piucchè depresso dai pericoli che corrono; 15
114
eppure non possono resistere alla idea della morte , quando ad essi si presenta nuda di tutte quelle forti emozioni che in uomini vigorosi e non fisicamente depressi gli facilita di affrontarla nè possono preservarsi dall'impressione di un fine lento ed oscuro, in mezzo a spasmi e dolori , ai quali l'energia della volontà oppone una negativa rassegnazione . Le operazioni eseguite dall'esercito russo dimostrano , che nulla aveva perduto del suo vigore per queste calamità , ed il numero di uomini usciti dagli ospedali, è una pruova assai completa. Questa parte neglelta più o meno in tutti gli eserciti , e sopratutto in paesi , ove regna il fatalismo , e la società civile non offre nessun ausilio al soldato , come avviene nei paesi inciviliti ,
ove vi sono mezzi vasti in
medici , e medicamenti per supplire a quanto manca al l'esercito operante . 1 La sommissione delle popolazioni turche , benchè ri sultante in parte da quella modificazione di sentimenti da noi notata , è forza convenire che urtate una volta quelle masse ne' costumi e nelle credenze , questa disposizione si paralizzava per l'esesperazione dominante. La sottomis sione delle indomate popolazioni del Caucaso , in un mo mento ove tutto favoriva le loro speranze , come l'or ganizzazione e i servizî resi dai reggimenti musulmani in questa guerra, fan chiaro che il Paskevitch era do tato delle qualità per ben governare un esercito ed i popoli sommessi . E se vi si aggiunge la fermezza e l'a bilità con la quale paralizzò nelle sue diplomatiche ope
115 razioni , le disposizioni della Persia e della sovrana del Guriel, quando anche militarmente non si fosse alto ele vato in riputazione , non si poteva senza ingiustizia ne gargli le qualità di chi sa governare . Per essere giusti di remo che aveva due vantaggi i quali hanno facilitato le sue operazioni amministrative ; ma che uomini meno do tati delle governative qualità le avrebbero reso inutili . Queste sono un piccolo esercito, abituato a quella guerra avendo confidenza nel capo per l'esito favorevole della lotta contro la Persia . Un piccolo esercito fa che il gene rale agisce direttamente per tutti, dà gli ordini e li rettifica, laddove grandi masse, in vasti spazii annullano e indebo liscono l'idea del capo , perchè è tradotta ed applicata da uomini che non hanno nè concepito e sovente non hanno compreso ciocchè vi è nell'ordine e come si lega ad un sistema, e spesso non hanno il carattere la risoluzione e la confidenza di chi ebbe il concepimento. Tuttociò si evita in un piccolo esercito , dove ogni uffiziale raddop pia di zelo perchè è osservato dal capo " e la ricom pensa e la pena giunge senza traversare gli intrighi ,
e
le passioni intermedie , come avviene nei grandi eserciti . D'altronde le sussistenze sono più facili , per cui si pos sono avere le masse sempre riunite . È una quistione oggidì agitata in Francia, se un eser cito destinato a combattere giornalmente come in Africa e nel Caucaso , guadagna o perde nel suo insieme , qui stione fatta altra volta per la Calabria e per la Spa
116 gna. Certamente la disciplina ed il morale dell'esercito che agisce alla spicciolata ed è esasperato dalle priva zioni dalle pene dall'atrocità dei nemici , de'quali ne im pronta la ferocia per rappresaglia ; la teuuta del soldato , la gran tattica , non progrediscono ; i Generali non si formano ; viceversa l'uffiziale subalterno il capitano ed il capo battaglione
quasi passivi
nei grandi escrciti ,
qui hanno responsabilità diretta , debbono pensare con la loro testa e non col regolamento , per cui si sviluppano tutti in gradazioni diverse , e danno una massa di lumi di esperienza d' intelligenza e di perseveranza , preziosi per un capo che sa tirarne pariito ; infine l'esercito come machina perde di valore , ma l'individualità al contrario sviluppandosi si eleva e si aumenta , ed è facile con tale elemento di rimettere l'altro in armonia con questo.
Si può sostenere che la strategia fondata sul dominio di alcuni punti che minacciano le comunicazioni nemi che covrenti le proprie , più non ha importanza , ove queste comunicazioni mancono ed ove uno scarso mate riale e poco ordine nel nemico fa che gli uomini si sal vano e si riuniscono facilmente , ciocchè non accade negli eserciti ove la forza sta nell' ordine e nel materiale , e questi perduti , non vi è più esercito . Ora nelle campa gne del 1828 e 1829 , i Turchi avevano eserciti e ma teriale di guerra , per cui il generale Russo operò stra tegicamente , fu fedele al principio delle masse , e certa mente le battaglie di Kenli e di Milledux , sono basate su gli stessi principî posti in uso a Lonato e Castiglione .
117 È ben vero che gli eserciti opposti non contrariavano di molto le sue combinazioni , ma Napoleone al monte Tabor operava nelle regole, avendo un ignorante pachà a fronte, del pari che quando combatteva l'Arciduca Carlo a Ratisbona . Dai fatti si conclude che il generale Pas kevicth ha seguito i principî strategici nelle due sue cam pagne 2 ed i risultamenti vi hanno corrisposto. I successi puramente tattici ordinariamente hanno una più limitata portata, quando sono dal pensiero strategico separati . La tattica del generale Russo è quella seguita costantemente in Oriente da Senofonte a Savaroff e Napoleone, essa era conseguenza della condizione delle cose, diremo solo che Paskevitch sostituendo le colonne ai quadrati , e i mezzi battaglioni a'battaglioni, ha voluto rendere più mobile il suo ordine e diremo che ha voluto più riaccostarsi all'ordine ro mano che al greco , cioè alla mobilità e non al peso. Ques t'ordine prevalse anche nelle guerre europee , meno per l'esercito inglese. Perocchè tutti vogliono avere massa mo bile per l'urto , onde manovrare con faciltà , ed eccet tuano solo il caso delle posizioni puramente difensive. L'uso dell' artiglieria contro le masse informe è il miglior espe diente " ed in quella guerra fu il mezzo più potente. La cavalleria completa la vittoria, perchè può solo rompere gli ordini 2 ma non si profitta della vittoria allorchè si com balte contro la
cavalleria individualmente sciolta , la
quale riacquista tutti i suoi vantaggi naturali se quella che gli è opposta si mette anche nella stessa condizione.
118 Adunque în riguardo alla tattica , il generale Russo si avvalse delle tradizioni antiche modificate dall' esperienza del suo tempo, e basta studiarne l'ordine di marcia , ove alle antiche base vi accoppia metodi secondarî ingegnosi che lo menano a vincere quei popoli .
Per la guerra di
assedio ha preso il miglior partito , facendo meno operare gli uomini e più le macchine , ma queste piazze dovevano esser poca cosa , perchè la resistenza non si combina con l'energia dei difensori , i mezzi limitati e le perdite scarse dei vincitori. E ben diremo che il generale Paskewicth si è dimostrato in queste due campagne dotato di qualità che nei capitani si esiggono , e riteniamo per vero dopo quest' analisi quando nell' epigrafe esprimemmo , cioè il Duce che combatte popoli barbari e non ha contrario nè Generali nè Eserciti istruiti , ma masse ardenti , e dif ficoltà locali , se non può sviluppare il grado di genio militare che possiede , può non di men dare idea di quanto è capace , e come nel sormontar le difficoltà che quelle guerre offrono , può ben dimostrare di es sere dotato delle qualità indispensabili per essere nove rato tra i Capitani , cioè forza di carattere , freddo valore, impetuoso in alcuni momenti , molta previdenza, e sopratutto una risoluzione pronta che dà impulsione alle masse , e gli ispira confidenza.
È certamente volendo nel Duce Russo marcare la qualità la più eminente , diremo senza esitare che sia la risolu zione. I generali russi piucchè i tedeschi possedono tak
119 qualità
come ne sono pruove Romanzof , Suvarof , ed
altri. Or ciocchè più ha determinato il successo di queste due campagne , è la risoluzione pronta e vigorosa del generale Paskewitch. Rendiamo grazie all'autore di aver arricchito la let teratura militare di un lavoro che tutt' i` giudici trovano bene scritto , pieno di conoscenze preziose per la storia dei nostri di 2 e dei vetusti . L'atlante che lo accompagna largamente concepito non corrisponde nell'esecuzione , e meno la carta del Caucaso , il rimanente è poco intelli gibile. Ma nel rendere giustizia all' autore ricordiamo altresi che le opere le quali mirano ad elevare il merito di un uomo distinto, producono una doppia impressione la quale sorge dalle stesse umane tendenze. L'universale si compiace di vedere elevar gli uomini a quel grado che onora l'uma nità , ma dall'altro canto quest' istesso sentimento si mo difica , quando vede l'uomo che non erra mai , non ha mai nessun torto , nessuna imperfezione ; allora si crede burlata perchè ha sempre il sentimento della sua imper. fezione , ed ama di vedere che i più alti non ne sono esenti. Plutarco ciò conosceva , e l'arte posta da quello scrit tore per rilevare gli errori e le debolezze dei suoi eroi contribuisce al costante interesse che le sue vite conser vano. Ora diremo che tale impressione lascia il lavoro del Fonton. Non mai vi è errore , o ordine male eseguito , ciocchè da pertutto accade ; e la guerra è troppo com posta , e l'uomo troppo imperfetto , perchè si creda ciò
120 possibile. Il lettore non può dare esatto giudizio , per chè studia la sola storia , vede solo l'esterno degli av venimenti , ed ignora quella storia reale la quale si ri leva dalla corrispondenza che si fa tutt'i giorni , la vera svelatrice dei fatti , delle cause , delle passioni , e delle debolezze umane. Un illustre maresciallo dei nostri di in terrogato sulle memorie publicate da un suo collega , dis se : sono eccellenti ma tutto va troppo in regola , tutti eseguiscono gli ordini , tutti fanno bene , la mia lunga esperienza m'insegna che ben diversamente avviene in guerra.
LUIGI BLANCH .
121 CONTINUAZIONE
DELLE ISTRUZIONI PRATICHE CIRCA L'USO DE' DIVERSI PRO JETTI NELLA GUERRA DI CAMPAGNA ED IN QUELLA DI PIAZZA, DEL TENENTE COLONNELLO DECKER. DALLA VERSIO NE FRANCÊSE DEL GENERALE RAVICHIO DI PERETSDORF ( 1 ) .
II. DELLE GRANDI E PICCOLE CARICHE DI CAMPAGNA.
La grande carica di campagna ( fissata per 1 libbra di polvere per gli obici di 7 libbre , e 2 libbre per gli obici di 10 libbre) (2 ) dopo che le piccole cariche sono state adottate , raramente si adoperano in campo aperto, e soltanto nelle seguenti circostanze cioè ;
1. Non mai alla distanza minore di 1100 passi , ed anche in tal caso fa d'uopo , tirar contro le truppe , le bocche da fuoco , i convogli di artiglieria , ed eccezio nalmente contro le colonne in movimento; supponendo che per tutti questi casi il terreno lungo la linea del tiro è piano ed uniforme. 2. Ma se è svariato e messo innanzi il nemico ed
(1) Si vegga il volume IX e X. (2) Rimandiamo il lettore al Regolamento approvato da S. M. il Re nell' anno 1832 , ove è fissato quanto riguar da i projetti , le cariche
ed altri oggetti appartenenti
all' artiglieria napoletana .
16
122 è anche sfavorevole al colpo , non si tirerà contro le truppe ordinate in linea , di raro contro quelle
in movimento ,
e soltanto contro le masse , o i grandi convogli . 3. Se il terreno svantaggioso è innanzi la nostra batteria , non avrà nessuna influenza sulla trajettoria , ed è mestieri conformarsi a quanto si è detto al numero uno . L'istesso avviene allorchè è sulla metà della por tata ; ma allora si tira alla distanza maggiore di 1,100 passi , anche contro le truppe schierate; giacchè l'istesso terreno prescrive l'uso del tiro rotolante curvilineo. 4. Contro i villaggi che si vogliono incendiare , da 500 passi alla maggior distanza possibile del tiro curvi lineo . E così si dà alla granata una forza di percussione da forare il tetto delle case , le mura di mediocre spes sezza , o quelle fabbricate di loto misto con paglia o fieno, e si produce nell'interno degli edifizii lo stesso effetto del projetto incendiario . Colla piccola carica , la granata non ha forza sufficiente per tanto guasto , si ferma e non pro duce incendio. Le piccole cariche si adoperano dovunque in aperta campagna, dalla distanza di 600 passi alla portata del tiro curvilineo , che è di 1,600 passi per l'obice di 7 libbre e di 1,800 per quello
di 10 libbre ,
qualunque sia la
natura del terreno ; giacchè la trajeltoria è sì alta , che passa al di sopra di tutti gli oggetti . Le piccole cariche sono di grandissima efficacia contro le masse di cavalleria e di artiglieria , e contro i trince ramenti di campagna innalzati alla distanza di 900 a 1,100
123 passi. Al di là di questo limite , l'effetto è minore , e lo scopo deve essere di grande estenzione per non man care il colpo. In guerra non si usa l'obice quando il cannone può dare lo stesso risultamento , ma si preferiscono le granate alle palle nelle occasioni seguenti. 1. Contro un nemico che sta fermo ed al coverto. 2. Quando la posizione del nemico è in terreno fra stagliato , svariato , o che la vista non può penetrare. 3. Contro le truppe situate ne' boschi . 4. Da una montagna all'altra. 5. Contro una posizione più alta , o più bassa della nostra.
6. Contro le strade infossate e di gran lunghezza ( vallate ) quando il nemico vi si è molto innoltrato . 7. Principalmente nella guerra di montagna . 8. Per incendiare .
9. Nell' inseguire il nemico. 10. Dovunque è necessario produrre un effetto morale, piucchè un effetto fisico, ed in ogni altra simile occasione .
III. DEL TIRO CURVILINEo. Chiunque ha messo attenzione a quanto finora si è detto , senza difficoltà vede quando in guerra si deve adoprare il tiro curvilineo. Sicchè è inutile di entrare in ulteriori particolari. Si può dire nel generale . Che il tiro curvilineo si adopera dovunque il terreno la formazione del nemico ec. non permettono di quello rotolante .
usar
124 IV. DELLAGRANATA LANCIATA CONTRO UN OGGETTO FERMO PIU ALTO O PIU BASSO DELLA BATTERIA.
Come l'elevazione dell'obice è del tutto indipendente dalla linea di mira , così la posizione più alta dell' og getto non ha influenza sulla trajettoria ; dacchè l'an golo del terreno ( 1) e quello di elevazione , quasi in sieme, non danno un numero di gradi maggiore di quello che dà la costruzione dell ' affusto. Il massimo angolo è di 22 gradi. Segue da ciò che alle grandi distanze ado prando le piccole cariche si può tirar solo contro l' og getto fisso, che non si eleva sulla batteria per più di 2 gradi (2) . Or questa circostanza limita molto l'uso degli obici nella guerra di montagna " ove frattanto tali bocche da fuoco sono di molta efficacia. È dunque necessario ri correre ad altri espedienti. Se ne presentano due , modificando cioè la vite di mira e quando questo espediente non è valevole, interrando la codetta dell'affusto , procedimento da seguirsi senza danno della macchina , allorchè si usano le deboli cariche. Se la vite di mira è abattuta o tolta , l'obice di 7 libbre può esser puntato con 22 gradi e mezzo, e quello
(1) L'angolo formato dalla linea di mira che rasenta i metalli , e si dirige allo scopo colla linea orizzontale si chiama angolo del terreno. (2) Alle distanze indicate dall'autore l'obice deve puntarsi coll' angolo di 20 gradi.
125 di 10 libbre con 24 gradi . Cosi l'oggetto può essere due gradi e mezzo al di sopra dell' angolo del terreno nel primo caso " e 4 gradi nel secondo , senza che si abbia bisogno d' interrar la codetta dell' affusto. Ma all'altezza di 2 gradi e mezzo coll' obice di 7 libbre corrisponde 100 piedi circa alla distanza di 1000 passi ( che è la media distanza del tiro curvilineo) ed alla altezza di 4 gradi coll' obice di 10 libbre corrisponde pure 100 piedi circa ; e perciò quando alla distanza di 1000 passi l'og getto è più alto della batteria per 100 piedi , si può anche senza difficoltà tirare coll'obice di 7 libbre a piccole cariche, e ad una elevazione maggiore coll' obice di 10 libbre . Da quanto si è detto possono dedursi per la pratica le seguenti regole. 1. Quando nella guerra di montagna si deve tirar la granala, contro il nemico situato sopra un punto ele vato , fa d'uopo determinar prima l'angolo del terreno. 2. Se quest' angolo non eccede i due gradi e mezzo per gli obici di 7 libbre e 4 gradi per quelli di 10 libbre si può tirare con piccole cariche . 3. Se però l'angolo è maggiore di 2 gradi e mezzo per l'uno , e 4 gradi per l'altro , la codetta dell'affusto deve essere interrata , volendo usare le piccole cariche , in caso contrario è necessario servirsi delle grandi cariche . Ciò si farà più chiaro coll' esempio . Supponghiamo che si voglia coll' obice di 7 libbre , ruinare il campo nemico piantato sopra un altura molto alta , e lontana in linea retta per 1200 passi .
126 Supponghiamo che misurato l'angolo del terreno , 'si trovi di 7 gradi , seguendo la tavola delle portate , si deve dare 20 gradi di elevazione all' obice , e caricarlo con una mezza libbra di polvere ; ma perchè l'oggetto è alto 2 gradi , bisogna prendere 27 gradi sul quarto di cer chio. Or siccome la costruzione dell'affusto rende tal cosa impossibile, senza interrare la codetta , così è necessario usar la gran carica di campagna.
Intanto , giusta la tavola delle portate, alla distanza di 1200 passi ci vogliono 8 gradi e mezzo di elevazione colla grande carica , i quali diunito a' 7 gradi del terreno , si hanno 15 gradi e mezzo. Adunque in tal caso particolare fa d'uopo puntare coll'angolo di 15 gradi e mezzo ed u sare la grande carica , onde giungere sino al campo nemico situato sopra una montagna alta e distante 1200 passi. Chi può ignorare che la tavola delle portate , malgrado tutti i miglioramenti ricevuti , è ancora molta imperfetta e lascia molto desiderare per la sua perfezione? E perciò gli obici tirati secondo le antiche regole vanno difficilmente a colpir l'oggetto , benchè in verità non è impossibile , che le granate non soltamente restano dove cadono , ma fanno anche alquanti rimbalzi , ed in consegnenza lo scopo si manca. Con 15 gradi e mezzo di elevazione una granata resta ben di raro al punto ove cade , purchè il terreno non sia abbastanza molle. I mezzi da usarsi in simili casi sono conseguenza della pratica , e perciò non può discorrersene in quest' articolo .
Ben di raro s'incontra difficoltà per tirar contro l'og
127 getto che sta più basso della batteria.
Alle distanze di
1000 passi , può essere di 10 a 12 gradi ; e resta ancora molta elevazione , per tirare , dopo di aver conosciuto l'angolo del terreno. V. DEL TIRO CURVILINEO ROTOLANTE.
Affinchè il tiro rotolante eseguito cogli obici sia efficace il terreno dev'essere molto favorevole', poco interessa che abbia una pendenza nella salita , o nella discesa. La granata non è mai ben situata sulla carica allorchè si mira di punto in bianco ( 1 ) quindi è vantaggioso di eseguire il tiro rotolante con qualche grado di elevazione . È questo d'altronde il mezzo di gettar la granata al di sopra del terreno sfavorevole al tiro. L'artigliere dimostra grandissima ignoranza se vuole eseguire il tiro rotolante, prendendo interamente norma dall'antico metodo , cioè ti rando costantemente senza elevazione. Il tiro curvilineo rotolante colle piccole cariche si usa in rasa campagna : 1.° Contro le masse di truppe alle distanze di 100 a 1500 passi.
2.
Contro le truppe in movimento alle distanze di
700 ad 800 passi , dando all' obice una elevazione dipen dente dal terreno .
(1) La granata é del pari situata sulla carica , allor chè si mira di punto in bianco e quando si mira coll' alzo. T.
128 3.
Contro la linea di soldati o di bocche da fuoco
alle distanze di 700 a 1200 passi , e per eccezione sino a
1300 passi
ne' terreni favorevoli ,
dando all' arma
qualche grado di alzo . Colle grandi cariche il tiro curvilineo rotolante si usa 1.° Contro le linee di soldati o bocche da fuoco , alla distanza di 1200 passi ed anche più . 2. O Contro le masse di soldati o di bocche da fuoco
da 1100 a 1200 passi ed anche al di là. €
3.º Contro le truppe in movimento da goo passi ed
al di là 2 ma con qualche elevazione. Se il terreno non è interamente piano e solido su tutta la linea del tiro , si deve ben conoscere ove sono i punti sfavorevoli , giacchè senza di ciò si consumano inutilmen te le granate .
Se per esempio , questi punti svantaggiosi sono sul primo terzo della linea del tiro , si può anche usare il tiro ro tolante ; ma quando sono verso la metà , o sull'ultimo terzo si ha poca speranza di trarne vantaggio, e val me glio adoprare il tiro curvilineo. Il tiro curvilineo rotolante ( 1) è preferibile ed è assai van taggioso contro i trinceramenti di campagna, supposto che il terreno messo innanzi la batteria sia unito e solido.
(1) Allorchè la granata è lanciata in guisa che fa + pochi rimbalzi dopo la prima caduta , si chiama que sto tiro curvilineo ; ma se nèfa molti ed alti, si chiama tiro rotolante curvilineo. A
129
VI. DEL TIRO CURVILINEO A PALLE,
Essendo una sola la palla che si tira coll' obice ,
così
essa deve servire per tutte le distanze e per tutti i diversi terreni . Or come il cono di evasamento è maggiore
di
quello prodotto nel tiro del cannone , così il loro uso col l'obice cessa del tutto ne'terreni disuguali , svariati e segna tamente quando siffatto terreno è innanzi la bocca da fuoco : cesserà pure sopra una collina , ed anche da una montagna all'altra. Sopra un terreno molto favorevole , gli obici di 7 lib bre tirano con vantaggio a palle , sino alla distanza di 700 passi , e con quelli di 10 libbre si va fino alla di stanza di 800 passi . Ma nella piupparte de' casi val me glio tirare a distanze minori. E siccome il tiro a palle col l'obice deve esser considerato come eccezione e non come regola , se si continua a separare questa bocca da fuoco dalle batterie di cannoni , ed a farne delle batterie parti colari , l'uso delle scatole a palle soffrirà anche mag gior restrizione ; forse si avranno
altri miglioramenti ,
come è avvenuto fin da molti anni in varie artiglierie , particolarmente in quelle Inglesi. Si abbia qual regola generale che il tiro a palle coll'o bice , esige , in circostanze simili , più alzo del cannone.
VII. DELLE PALLE LUMINOSE. Il piccol numero di palle luminose che si trasportano cogli obici , non permette di dar regole circa l'uso di 37
130 tali projetti. Le sole circostanze decidono del momento in cui è necessità adoprarle. L'obice di 7 libbre con una carica di
di libbra di polvere , e quello di 10 libbre
con una carica di
libbra , puntati tutti e due coll' an
golo di 16 gradi , lanciano la palla luminosa alla distanza di circa 300 passi.
VIII . DELLE PALLE INCENDIARIE. Allorchè gli esperimenti sulle palle incendiarie saranno ultimati , e si sarà definitivamente fissato la carica la pun teria e le distanze spettanti a tali projetti ,
e segnata
mente quando la loro confezione sarà migliorata ,
allora
soltanto potremo trarne molto vantaggio in guerra . Il numero di questi projetti essendo poco considere vole nelle batterie , cosi si usano ben di raro. Del rima nente le granate quasi sempre hanno la stessa efficacia contro le città ed i villaggi . Le palle incendiarie si usano là dove si è sicuro che vi sono grandi approvvisionamenti di materie combustibili , come foraggi secchi , legname di costruzione o da bruciare, ed altre cose simili . Se la palla incendiaria cade in mezzo a tali oggetti e la fiam ma con faciltà li covra di fuoco, si ha speranza di veder prodotto l'incendio. Ma se cade a qualche significante di stanza non agisce come projetto incendiario e solo per la sua esplosione qual granata ordinaria .
Queste palle
ben confezionate vogliono la stessa carica e la stessa e levazione che le granate di campagna ordinarie , e si hanno così le stesse portate .
131
DEI TIRI RETTILINEI E CURVILINEI CON LE BOCCHE A FUOCO DI PIAZZA E DI COSTA.
CANNONI.
Nella guerra d'assedio i tiri rettilinei e curvilinei sono usati, come nella guerra di campagna " ma in circostanze differenti e difficilissime. Intanto il problema è più facile, perchè ordinariamente lo scopo essendo determinato ed invariabile , si ha tempo di riflettere sul miglior mezzo da adoperare , ciò che spesso non è possibile ,
nella
guerra di campagna > ove molte cose riuscirebbero se si avesse
agio ed il tempo di prepararle.
Nella guerra d'assedio , l'artiglieria ha il gran van taggio di conoscere esattamente le distanze alle quali deve tirare
nell'interno della piazza l'ingegnere gli indica
queste distanze ; al di fuori ła geometria pratica gli som ministra i mezzi sufficienti per misurarle. Ma l'artigliere nell'attaccare la piazza deve lottar con tro ben altre difficoltà ; le più grandi provengono dalla difettosa costruzione delle bocche da fuoco ,
che non
avendo nessuna somiglianza tra di loro , non permettono di procedersi con regole uniformi . Ne risulta quindi una perdita di tempo, per determinare la carica e la punteria conveniente a ciascun pezzo . Può accadere senza dubbio che le munizioni siano rare ; che i rami di trincea siano mal tracciati ,
e che per conseguenza l'artiglieria non
132 possa stabilire le sue batterie nei siti convenienti , e sia obbligata • di piantarle suo mal grado , e per soprappiù debba tirare contro la sua convinzione ( 1 ) inconvenienti
di cui gli antichi assedi ne danno numerosi esempî . Nella guerra d'assedio , l'artigliere deve saper fare della necessità virtù , accettare tutti gli incarichi e cer care di conseguir l'oggetto anche con mezzi insufficienti. Poichè nella guerra di assedio il più delle volte è ne cessario seguir le eccezioni e non le regole , così sarebbe difficile di dar norme esatte e precise sull'uso di tale o altro tiro , solo possiamo indicar talune generalità .
(1) Questa difficoltà non può aver luogo allorchè la situazione delle batterie è stabilita dal comandante l'artiglieria e da quello del genio , sotto la direzione del generale in capo , talche ognuno difende gl' inte ressi della sua arma , che son pur quelli del servizio . Nei particolari riguardante l'esecuzione de' lavori cia scun' arma lavora pel più gran successo de’mezzi d' at tacco 2 e se le batterie sono troppo discoste dalle trin cee , il genio apre i convenienti rami di comunicazione
ed al bisogno anco le piazze d'armi. T.
133 I. DIVERSE portate.
1. Nella difesa delle piazze. La maggior portata del cannone da la carica
24 sparato con
del peso della palla e con l'inclinazione di
16 a 20 gradi , e di 3,300 metri ; ma non si fa mai uso di questa portata , e neanche di quelle che sorpassano 750 metri , si per l'incertezza del tiro , che per l'obbligo di sparambiare le munizioni , quando non si può contare sul rimpiazzo dei projetti e della polvere.
Si vorranno impiegare queste portate contro il quar tier generale del corpo assediante ? Non se ne ha molto vantaggio e nè si arrestano i progressi dell' assedio . Con tro i posti isolati , o contro riunioni di truppe qualunque? Ciò non mena ad alcuno effetto . O meglio ancora contro i depositi del nemico ? Ma egli non avrå la dissaccortezza di stabilirsi sotto il fuoco della piazza. Nel solo caso particolare che l'assediante ardisse spin gere le riconoscenze in pieno giorno e con una scorta numerosa , a 900 , o 1000 metri dalla piazza, si tira qual che colpo di cannone , per tenerlo ad una convenevole distanza.
2. Nell' attacco delle piazze.
Qui il tiro a grandi distanze deve essere all' intutto proscritto ; poichè l' assediante agirebbe apertamente con tro il proprio interesse , facendo conoscere troppo presto il suo arrivo al nemico , come pure la fronte dove vuol
134
dirigere l'attacco , senza che ne risulta il minimo van taggio. L'artiglieria deve nel generale limitarsi a' seguenti essenziali principî . Nella guerra d'assedio piucchè nella guerra di cam pagna è necessario di evitare i tiri inutili; ogni colpo che non contribuisce al progresso dell' attacco, o all' indebo limento della difesa , è un colpo perduto.
Ora passo a trattare delle diverse specie di tiro usati negli assedî , ed indicherò per ciascuno la distanza che gli conviene. II. DEL TIRO D'INFILATA E PARTICOLARMENTE DEL TIRO A FALLA.
1. Nella difesa delle piazze.´ È necessario supporre che l' inimico abbia commesso grandi errori nella disposizione delle sue trincee , perchè si potessero infilare dalle artiglierie della piazza. In quanto al tiro a palla, sia di punto in bianco , sia con alzo " se ne fa uso nelle seguenti circostanze :
1. Per bersagliare le teste delle zappe, o per batte re i rami delle trincee defilate . Si usano a tal oggetto i cannoni da 12 con la carica di piazza ( 1 )
(1) Questa carica è di
e con l'alzo
del peso della palla , men
tre la carica di campagna è la metà ( Autore ) (a) . (a) Si usano in Francia come da noi anche i pezzi da 16 colla carica un terzo del peso della palla ; ma in Prussia questo calibro non esiste ( Trad. )
135 proporzionato alla distanza . Se l'occasione si presenta di tirare con efficacia contro il nemico in movimento verso la piazza , o contro i suoi lavori,
alla distanza di
750 a 900 metri , si adoperano i cannoni da 24 e la carica di campagna ; 0 2. Contro il nemico allorchè passa dalla prima alla
seconda parallela , e prima che abbia completato le bat terie destinate a scavalcare le artiglierie della piazza; 3.º Per battere con vigore dalle opere laterali e le batterie nemiche fin dal momento che sono terminate ; 4.
Per appoggiare le sortite . Le artiglierie situate
sopra i rampari manterranno un vivo fuoco a palla contro le batterie nemiche e le teste delle zappe, finchè non sono mascherate dalle truppe uscite dalla piazza ;
5.
Per impedire all'assediante di seguir troppo d'ap
presso le truppe delle sortite , quando sono riuscite o hanno mancato nell'impresa . 6.º Sul passaggio del fosso, tirando dai fianchi dei bastioni che hanno preso contro questo passaggio. In tal caso si usa ordinariamente il tiro d'alto in basso ; 7. Per allontanare il nemico da un opera che ha
presa; 8. Nel cannoneggiamento che ha per oggetto di scavalcare le bocche da fuoco nemiche , le quali possono essere colpite di sbiego , di fianco , o direttamente .
136 2. Nell ' altacco delle piazze.
Il tiro d'infilata ha per oggetto di battere secondo la loro estensione le lunghe linee nemiche ( come facce , cortine , controguardie ec. ) , di sbarazzare i terrapieni dagli ostacoli che vi si possono trovare , e di rendere inabitabili le parti più distanti dell'interno della piazza . Anche perchè tali batterie non sono stabilite parallela mente alla fronte di attacco , ma obbliquamente, e meglio ancora perpendicolarmente . Or dunque per tali oggetti adoperar si possono solo į cannoni da 12 e da 24, sparati con la carica intera di campagna ( 1).
Ma d'altra parte le linee nemiche non devono essere molto più alte delle batterie d'infilata (3) ; perchè altri menti il tiro sarebbe troppo elevato , e l'oggetto che si vuole dai rimbalzi estesi va perduto. Così parimenti si cerca di non estendere il tiro d'infilata al di là di 600, 0 750 metri al più:
(1) In contrario si usano per questo oggetto le cari che deboli , perché il tiro a rimbalzo è più efficace. (2) Non vi è inconveniente se le opere del nemico sono un poco più elevate delle batterie assedianti. Ma vi sono de limiti che non è nella competenza di questa opera di determinare. Basta il conoscere che tali limiti non sono cosi insignificanti come l'Autore crede (Trad. Frances ).
137 Per tirar d'infilata al di là di 600 o
ď uopo usare il grande alzo ,
750 metri fa
ciò che dà il rimbalzo
esteso. Se le batterie d'infilata sono convenientemente situate per agire con efficacia , esse faranno fuoco giorno e notte purchè l'artigliere si assicura prima dell' esattezza della punteria durante la notte . Ma se il fuoco è obbliquo alle facce della piazza manca il loro oggetto, ed è prudente di meglio stabilirle. L'artiglieria d'assedio fa ordinariamente uso del tiro a palla ( ad eccezione del tiro a rimbalzo , e di quello che ha per oggetto di scavalcare i pezzi del nemico) nelle cir costanze seguenti : 1.º Tirando dai ridotti chiusi ed uniti alle parallele contro il nemico che sorte dalla piazza , prima che non si sia del tutto spiegato. Il tiro che più si usa in questo caso sarà quello di punto in bianco , o parallelo , che è di 450, a 500 metri di portata. 2.
Tirando dalle batterie stabilite sulle ali a barbetta,
di punto in bianco o con alzo , essendo troppo piccola la distanza pel tiro rotolante . Queste batterie ,
efficaci
contro le sortite , sono ordinariamente armate con can noni di piccolo calibro : nei combattimenti contro una guarnigione che fa qualche sortita , il tempo è sempre pre ziosissimo .
18
38
III.
DEL TIRO A RIMBALLO.
1. Nella difesa delle piazze
S'impiega rarissimamente il tiro a rimbalzo nella difesa delle piazze, perchè il terreno innanzi è più basso e non si presta per questo genere di fuoco ( 1) .
2. Nell'attacco delle piazze.
Le batterie da rimbalzo son situate , nella prima pa rallela , per conseguenza a 500 o 600 metri tutta al più dal piede dello spalto; egli è di regola di battere di rim balzo tutte le facce del fronte d'attacco , allorchè le cir costanze lo permettono . Le opinioni sul tiro a rimbalzo non sono a nessuna parte casi stabiliti come nell'artiglieria francese , ove si impiegano solo i cannoni da 24 o da 16 ed in mancanza quelli da 12 lunghi , con le cariche estremamente debo li , p . e. ? una libbra ,
una libbra e mezza per i can
(1 ) Non si usa il tiro a rimbalzo nella difesa delle piazze , anche perché l' assediante difficilmente fa co struir le sue opere in guisa da presentare il fianco al fuoco della piazza ; o almeno cerca sempre il modo come esser coverto da tali tiri, se le circostanze del terreno non lo vietano .
139 noni da 24 ( 1 ) ed adopera le palle di forma regolare senza difetti e di eguale peso . Il principio di una debole carica fa anche pensare di non impiegare il calibro su periore a quello da 12 " a causa della difficoltà che or dinariamente si ha nel procurarsi gli approvvisionamen ti necessari.
Epperó necessario ricordarsi che il tiro a
rimbalzo è l'oggetto più importante nell' assedio delle piazze . Egli è impossibile d'ottenere nel medesimo tempo un punto di caduta molto ravvicinato al di dietro del parapelto con un rimbalzo rasante ; e si rischia di mancare all'oggetto volendo il rimbalzo ficcante o rasante e che tocca più volte il suolo. Perchè il punto di caduta sia molto vicino ed al di dietro del parapetto , bisogna che la trajettoria sia elevata , ciò che si ha con l'alzo grande e con le cariche più deboli di quelle usate finora (2) . Volendo aver precise idee sul tiro a rimbalzo , basta
(1 ) Noi non imprenderemo di dar qui tutte le nozio ni relative al tiro a rimbalzo . Basta far conoscere che per questo tiro la carica pel cannone da 24 può va riare da 3 once e mezza fino a quasi quattro libbre secondo la distanza del bersaglio e la sua elevazione al di sopra della batteria; generalmente però si hanno buoni risultamenti con la carica di 9 once . (2) Si chiama questo tiro rimbalzo rasante , e quando la carica è forte e si tira con poca elevazione si ha il rimbalzo ficcante .
140 ricordarsi ciò che è stato detto precedentemente discor rendo delle piccole cariche nel tiro degli obici, ed appli carlo al tiro del cannone. I cannoni che tirano a rimbalzo fan e notte , per misure
fuoco giorno
conseguenza fa d'uopo prender tutte
le
onde conservar sempre al pezzo quella direzione
che si è creduto esser la migliore . Finchè non si avran no idee ben chiare
sul tiro a rimbalzo , e che non si
crederà di apportarvi più economia " non si dovranno attendere grandi risultamenti da questo tiro sì difficile .
IV. DE TIRI A TUTTA VOLATA DALLE CONTROBATTERIE .
1. Nella difesa delle piazze .
Non sarebbe prudente d'impegnare un cannoneggia mento collo scopo di scavalcare le batterie nemiche , le quali del pari vogliono scavalcar le nostre fin dacchè sono armate , poiche l'assediato si trova ben presto ob bligato di rinunciarvi . Si cerca al contrario di bersaglia re l'assediante in ogni modo , tirando sulle sue linee e batterie ,
come abbiamo detto precedentemente . Il tiro
destinato a scavalcare i pezzi del nemico non deve essere impiegato nelle piazze . Quello a palla deve mirare a di struggere le opere , le bocche a fuoco , le truppe asse
dianti . Nel tiro ove si ha questo oggetto in mira , si usa an che la carica di campagua, allorchè le distanze lo esiggono
141 e si vuol dare al projetto una forza d'impulsione mag giore di quella che gli darebbe la carica di piazza, equi valente ad un quarto del peso della palla.
2. Nell' attacco delle piazze.
Non si stabiliscono ordinariamente le controbatterie a più di 300 metri da quelle che si vogliono scavaleare. Si devono dunque piantare alla seconda parallela , e solo per qualche eccezione si mettono nella prima parallela. Nella maggior parte delle artiglierie , si tracciano le can noniere delle controbatterie sul prolungamento del mezzo delle cannoniere nemiche ; in altre ( p. e nell'artiglieria austriaca ) , si tracciano sul prolungamento delle guancie di queste cannoniere " e si trova vantaggioso un tal me todo ; poichè un colpo bene aggiustato può demolir la guancia della cannoniera e colpire anche il pezzo che è indietro . Questo sistema meriterebbe alquanti esperimenti.
Onde scavalcare l'artiglieria della piazza bisognano dei cannoni il cui tiro sia di grande aggiustatezza . I più grossi calibri godono di questo vantaggio ; si prescrivono a tale oggetto i cannoni da 24 , e si rigettano quelli che sono del calibro minore di quello da 12. Frattanto i Francesi hanno sperimentato
nel 1799 all' assedio
di
S. Giovanni d'Acri , che si poteva scavalcar l'artiglieria con i cannoni inferiori al calibro da 12 " poichè in mancanza di altri essi vi hanno impiegato quelli da 8. Quando si raccomanda si spesso di economizzare le mu
142 nizioni negli assedi, fa meraviglia che non si tenta d'ot tenere lo stesso risultamento con i cannoni da 6 rinfor zati di metallo e di solida costruzione. In quanto all'ob biezione fatta per la palla da 6 , di non aver molta forza d'impulsione , essa è distrutta dall'esperienza ; poi chè si sa che la palla penetrando nella cannoniera con veemenza , non produce tanto effetto quanto quello di un calibro più piccolo, poichè la prima vi fa semplicemente il buco , mentre la seconda
rompe tutti i legami che
mantengono il rivestimento ( 1 ) .
Come nel tiro a tutta volata l'oggetto principale è di mirar lo scopo con precisione , così è necessario tirar lentamente e puntare con molta cura . L'alzo di legno è quello che è in uso attualmente ; non se ne è ancora ri trovato altro migliore per le bocche a fuoco di piazza. Non si creda che il tiro da preferirsi sia quello che colpisce e distrugge le artiglierie nemiche , come quella palla la quale fora il nero del bersaglio (2) ; poichè
( 1) Indipendentemente dalla maggiore esattezza del cannone di maggior calibro , il suo projetto ,
anche
con grandissima forza , rompe tutto il masso che tra versa, facendo il buco e tagliando i legami che riten gono il rivestimento. T. Fran . (2) Non é men vero che è questo tal risultamento da cercarsi; poiché il nemico non ha sempre un appro visionamento sufficiente ; vi bisogna del tempo per ri fornirli , e i cannonieri non servono più con lo stesso sangue freddo. T. Franc .
143
quando l'assediante ne ha molte in serbo cambia subito quelle rotte ,
e tutto si trova nello stesso stato di pri
ma. I migliori colpi son quelli che colpiscono nello stes so tempo la cannoniera e la bocca da fuoco, e che per conseguenza rompano con le schegge la guancia e scaval cano il pezzo, o pure toccano la prima e vanno a dan neggiar la seconda.
Si usa di tirare da queste batterie solo di giorno; poi chè le maggiori precauzioni onde conservar nella notte la punteria esatta , sono quasi sempre insufficienti. Le controbatterie son destinate a scavalcare i pezzi del l'assediante , stabilite ordinariamente nelle trincee aperte sopra lo spalto dirimpetto i fianchi del nemico. Esse de vono baltere i fossi delle opere , distruggere i blok-haus elevati nelle strade coperte , battere di preferenza i fian chi, e scavalcare le bocche da fuoco che vi si trovano . Così queste batterie tirano a cortissime distanze, giam mai al di là di 225 metri , e spesso più da vicino. Esse usano il tiro parallelo , e sono armate di cannoni da 24, ed in caso di necessità con cannoni da 12 , che durante il giorno tirano a palla con la maggiore attività possibile, e durante la notte tirano a metraglie ovvero a palle (1). ( Vedi qui appresso ) .
(1) Qui si desidererebbe una miglior dicitura, per non far confusione tra il tiro a palla e quello da noi chia mato impropriamente tiro a metraglia , ovvero con a stuccio a palle.
144
V. TIRI NELLE BATTERIE DI BRECCIA .
1. Nella difesa delle piazze.
Allorchè il nemico , mercè i suoi lavori, si è molto av vicinato alla piazza per stabilire le sue batterie di brec cia , le bocche da fuoco sulla fronte d'attacco sono già da molto tempo distrutte , o ridotte all'inazione . Non vi è dun que possibilità di più lottare ;
bisogna agire dalle ope
re laterali contro le batterie di breccia e le controbat terie , se pertanto la disposizione di queste opere lo per melle.
Qui non è quistione del tiro in breccia , ma di tutti i tiri della difesa , allorchè essi
sono vicini e destinati a
scavalcar l'artiglieria nemica alla distanza di 75 , 150 , 225 metri , ec.; si sono già dati su questi tiri tutte le spiegazioni necessarie . Il tiro ravvicinato si adopera del pari contro le teste delle zappe , allorchè il nemico si avanza in questo mo do per coronare la strada coverta ; se ne fa anche uso nelle mezze-linee e nelle opere laterali situate favorevol mente durante l'assalto, e prima di venire alle mani . Que slo tiro si esegue con i cannoni di piccolo calibro .
Le bocche da fuoco piantate nei fianchi , sono impiega te contro le batterie di breccia e contro quelle che si costruiscono ; e conveniente allora
di rinforzarle con
qualche cannone di grosso calibro ,
come quelli situati
sulle cortine dietro le cannoniere obbliquamente aperte, o
145 sopra gli affusti di piazza ,
quando ve ne restano dispo
nibili ; i quali tirano in tal caso a palla. In fine queste bocche da fuoco messi su' fianchi , posso no ancora essere efficacissime tirando a palla contro il passaggio del fosso , poichè la piccola distanza che vi è dal nemico è causa di gravi danni .
' attacco delle piazze. 2. Nell
S'impiega il tiro in breccia sempre quando si vuol pro durre nel ramparo tale apertura, per la quale l'infanteria può procedere all'assalto .
Ordinariamente le batterie di
breccia sono stabilite contro le facce de' rivellini e de' ba stioni , sulla cresta della controscarpa che si trova di rim pello , e per conseguenza alla distanza di 70 " o 80 pie di ; ma non si usano mai contro le cortine. Si armano queste batterie con cannoni pesanti rinforzati alla culatta, ed ai quali si dà la carica de' tre ottavi del peso della palla ( 1 ) . Il tiro in breccia è un tiro parallelo ravvici natissimo. Il tiro delle batterie di breccia si deve eseguire con determinate regole :
quando si ha innanzi un muro di
rivestimento , si tira in guisa da formare nel muro , al l'altezza di 5 piedi al di sopra del fondo del fosso , o dal livello delle acque se questo fosso ne è colmo , una
(1) La carica è la metà del peso della palla ; è senza dubbio errore il fissarla ai tre ottavi. 19
146 linea orizzontale di buchi di palle , avendo 6o a So piedi di lunghezza , onde designar così la larghezza della brec cia . Si tracciano in seguito e dello stesso modo alle due estremità di questa linea duc altre linee verticali , comin ciando dal basso , onde avere una specie di camice la quale contorna il muro che deve crollar più tardi. Dopo quest' operazione , la batteria tirando a salva sul mezzo di questa camice il muro di rivestimento crolla per strati orizzontali da basso in alto , e la breccia è aperta .
Qui il tempo è prezioso ; bisogna dunque che non so kamente il fuoco sia ben diretto, ma ben anche eseguito con sollecitudine e continuamente durante tutto il giorno. Secondo le regole ordinarie la breccia è praticabile 6, o 8 ore dopo il cominciamento del fuoco . 10 Finora si è creduto molto difficile e anche impossibile di aprir la breccia nello spalleggiamento di terra . Le esperienze fatte vicino Coblenza con i cannoni da 12 hanno provato la falsità di quest' opinione , poichè due di questi cannoni tirando per 3 ore al giorno, contro un terrapieno alla distanza di 75 metri , lo distrussero tal mente che un distaccamento di travagliatori nel giorno della pruova volendo rialzarlo , non poette
riparare i
-danni occasionati nelle ore pomeridiane del giorno pre cedente. Le palle ridussero la terra quasi in polvere , e non si seppe più ove prenderne per riparare il terrapieno, L'operazione dunque di far breccia ad un parapetto è seseguibile con le palle, siccome l'esperienza l'ha provato.
147 VI. DEL TIRO DI RIFLESSO (1)
I colpi di riflesso si usano dalla piazza contro un opera esterna rivestita in fabbrica che presa dal nemico , si vuolę battere , onde impedire all' assediante di stabilirvisi (2) , e ancora questo sarebbe quando non si può impiegare nessun altro tiro . Al di fuori della piazza non può aver luogo ; giacchè esso usasi solo contro le mura , che non si alzano ne' lavori d'assedio. Per l'assediante il tiro di riflesso può senza dubbio essere utile , e particolarmente contro i fianchi ritirati e nascosti , come nelle piazze forti costruite coll ' antico metodo italiano ,
e che non si possono battere diretta
mente dalle controbatterie .
Bisogna adunque cercare di
battere tali fianchi tirando obbliquamente sulla cortina talchè la palla possa rimbalzando arrivarvi ed entrar nella
(1 ) Si chiama tiro di riflesso , quello in cui il projetto colpisce il bersaglio dopo di aver urtato sopra un pig no resistente, che lo spinge al punto che si vuol toccare. T. Francese . (2) Noi non concepiamo come questo tiro può essere adoperato in tale occasione , poichè le opere esterne son sempre costruite in modo da esser vedute e do minate da quelle delta piazza , e non vediamo sopra qual punto le palle debbono toccar prima, per quindi colpire nell'interno di un opera in cui l'inimico cerca di stabilirsi.
148 cannoniera; è questo il meglio che può avvenire a quelli che vogliono adoperar tale tiro . È possibile che , atteso il capriccio degli ingegneri di elevare delle opere in fabbrica e nessuna in terra , il tiro di riflesso ritorna in moda nei nostri moderni as sedî ; qualche colpo obbliquo contro il rivestimento di queste opere, può produrre tale effetto che non avrebbe luogo contro le semplici mura di terra. Tuttavia questo tiro sarà di molto effetto contro le can noniere rivestite di fabbrica , perchè esse favoriscono l'ef fetto del cannone, e l'intelligente assediante non stabili sce le sue batterie a tutta volata sul prolungamento della loro direttrice ; ma le situa di lato , onde battere obbliqua mente le guance . Per questo le sue bocche da fuoco sa ranno al coverto dai colpi che il nemico può tirargli dalle cannoniere " mentre i suoi projetti vanno ad urtare uno delle guance , e dopo di aver rimbalzato , prendono altro cammino nel terrapieno , o nella casamatta ; or ciò non è altro che un tiro di riflesso.
Per scavalcare l'artiglieria nemica , non è più neces sario d'impiegare la carica di campagna completa ,
ma
: quella più debole col tiro di riflesso ; si può anche usa re il cannone da 6 > o pure gli obici cannoni ( vedi qui appresso ) .
Con ciò l'artiglieria d'assedio riceverà
grandi cambiamenti; ma non possono essere qui indicati , poichè oltrepasseremo il limite che ci siamo fissato .
149 VII. DEL TIRO À PALLE.
Nella guerra di assedio il tiro a palle è frequentemente adoperato , ma in verità in circostanze diverse. Le quali sono favorevoli quando le distanze sono generalmente piccole , le palle di grosso calibro , e l' eggetto a col pire immobile; nocive allorchè questo oggetto come il più delle volte avviene è molto piccolo, ed è cinto da tutti i lati da ostacoli , solidi che ricevono molte palle isolate il di cui effetto è perduto. Suppongo conosciute le proprietà del tiro a palle ; mi contenterò di numerare i casi ove esso trova la sua ap plicazione.
1. Nella difesa delle piazze.
1. Nelle sortite , per conseguenza in tutti i rami del servizio che si
competono all' uso dell'artiglieria di
campagna. 2. In tutti i siti ove vi può essere un attacco di viva forza ; come su sbocchi , verso le porte , sopra i ponti ed ove si può arrestare con qualche colpo tirato a palle il nemico che cerca per sorpresa penetrar nella piazza , ó tentare una scalata . I pezzi piantati su' fianchi sono par ticolarmente destinati a quest' uso .
3. Contro la gola di un opera esterna di cui il nemico si sarebbe impadronito di viva forza . Si tira a palle dalla cortina o dagli angoli alle spalle , affin di cacciarlo , o almeno render più difficile la sua dimora nell'opera.
150 4. Il tiro a palle è ancora adoperato , come bentosto si spiegherà , nell'attacco che il nemico tenta immedia tamente. Ma si deve evitare di tirar dal ramparo prin cipale sulle opere che si trovano innanzi , allorchè esse sono ancora occupate dalle nostre truppe. In generale si fa uso di questo tiro solo dalle opere situate sopra un livello inferiore , e da dove bisogna battere le entrate de terminate , o gli spazî ristretti , come per esempio , le fossate secche e rivestite di fabbrica . 5. Contro le batterie della prima parallela , durante la loro costruzione , quando il sito è stato scoverto per mez zo delle palle luminose. Si scelgono allora di preferenza le grosse palle che si tirano con i cannoni di grosso calibro, poichè la distanza è di 500 a 600 metri . 6. Durante la notte con le grosse palle si tira contro le teste delle zappe che il nemico spinge in avanti . La direzione de' pezzi si fissa durante il giorno . 7. Contro i lavoratori occupati alla costruzione della seconda parallela . 8. Contro quelli occupati alla terza parallela ; contro i lavori che conducono alla strada coverta ; e contro il coronamento di quest'ultima . 9. Contro gl'imbuti fatti dai fornelli di mine costruiți dal nemico , affin d' impedirne il coronamento . 10. Contro il passaggio del fosso . 11. Dalla tagliata praticata nel bastione attaccato , con tro la breccia che vi è stata aperta.
151 12. Tutte le bocche da fuoco che essendo sul fianco sono ancora intatte , tirano a palle con molta sollecitu dine al momento dell' assalto .
2. Nell' attacco delle piazze.
L'assediante usa molto meno il tiro a palle di quello che fa l'assediato ; e ciò perchè i projetti sono più pro prî alla difesa che all'attacco . 1. Le bocche da fuoco delle batterie situate alle ali de gli attacchi tirono a palle , dacchè il nemico tenta una sorlita e si trova ad una conveniente portata. 2. La notte contro le cannoniere sulle quali si è tirato di giorno per scavalcarne i pezzi , affin d'impedire al ne mico di ripararle .
3. Contro i fianchi durante la notte. 4. Contro la breccia durante il giorno , o durante la notte , dal momento che è aperta , affin d'impedire al ne mico d'apportarvi i mezzi di difesa. 5. Contro il nemico che tenta di sboccare dalla brec cia dopo l'assalto respinto .
VIII. DELLE PALLE ROVENTI.
Il tiro a palle roventi ha luogo rarissimamente nell'in terno della piazza , a meno che il nemico non abbia fis sati i suoi depositi così scioccamente , che si possono sco vrire e colpirli , Si usa in tal caso l'alzo ed una piccola
152 carica, purché siano sufficienti per colpir l'oggetto di vc lata. La distanza dell'oggetto a colpire determina l'altezza dell' alzo . Tal tiro si usa più di frequente contro la piazza , e di preferenza nei bombardamenti , allorchè si ha la spe ranza che con si debole mezzo il nemico si rende . Nel generale può dirsi che il tiro a palla rovente nella guerra di assedio , si usa dapertutto ove il bersaglio non può esser colpito di volata , allorchè il projetto non può passare a traverso questo bersaglio , ed al contrário vi deve restar conficcato , ed ha cosi il tempo d'esercitare il suo effetto come projetto incendiario . Tali sono i blockhaus , le batterie blindate ,
gli approvvisionamenti in legname,
i magazzini di foraggi e gli edifizî di legno .
IX. DELLE PALLE VUOTĖ .
Non è molto tempo che si son fatte sul tiro delle palle vuote gli esperimenti molto istruttivi , ed essi hanno possentamente contribuito a rettificar le opinioni finora avute sul proposito.
La migliore bocche da fuoco per tirare le palle vuote è il cannone corto da 24 della lunghezza di 12 calibri circa , destinato a tirare le palle piene con una carica di 3 a 4 libbre. Questo cannone può lanciar la granata di 7 libbre ( Stein ) ciò ch'è molto vantaggioso . Si osserva che con 4 libbre di polvere e la] palla piena questa è lanciata a
240 metri ,
allorchè
il cannone è puntato paral
153 lelamente al terreno ; a 600 metri quando lo è di punto in bianco , cioè a dire con l'angolo di un grado e
,
ed a 1 , 050 se ha 3 gradi di elevazione . Per tirar così la granata , bisogna che abbia il tacco e si adopera quello da 24.
Si è tirato la granata senza
tacco nel cannone corto da 24, e non vi si è avuto alcuno svantaggio rimarcabile ; ma questo cannone era di ferro fuso ; è probabile che se fosse stato di bronzo , avrebbe sofferto. La carica era di 2 libbre e
di polvere fina ,
e si ebbe la portata di 225 metri col tiro parallelo ; la portata di 505 metri mirando di punto in bianco , I sotto l'angolo di 1 ; la portata di 1050 metri , sotto l'angolo di 4
e la portata di 600 metri con 5 once di
polvere e 14 gradi di elevazione al pezzo . Per scavalcare l'artiglieria della piazza con i cannoni da 24 corti , si era caricata la granata di una libbra di polvere fina , onde farla scoppiare; la spoletta aveva 2 po lici
di lunghezza , ed era caricata con la composizione
ordinaria , che è di una parte di zolfo ', una di salnitro e due di polverino. Il cartoccio conteneva 2 libbre
di
polvere ordinaria. • Si tirarono in tutto 14 colpi alla distanza di 450 me tri, per conseguenza 150 m. al di là della distanza alla quale si situa il pezzo , volendo scavalcar l'artiglieria nemica. Il fuoco fu diretto contro due cannoniere , di cui una era rivestita con salciccioni e l'altra con gabbioni . Il pri mo colpo urtò contro la prima cannoniera e la granata 20
154
con la sua esplosione la mise fuori servizio . Il quattordice simo colpo ,
fece lo stesso alla seconda cannoniera . Sol
nove colpi incontrarono il bersaglio . Volendo stabilire il giusto paragone delle palle piene da 24 senza tacchi e caricati con quattro libbre di polvere or dinaria , se ne tirarono 53 ; delle quali 22 colpirono lo scopo ; ma la sola cannoniera rivestita con salciccioni fu distrutta. Tutte le circostanze erano le stesse.
Il tiro di volata eseguito col cannone da 24 lungo ordi nario , e la granata preparata come precedentemente , diede i risultati seguenti . Si tirarono 16 colpi tutti con la carica di 2 libbre e
di polvere ordinaria ;
10 colpirono il bersaglio ; al
sesto colpo ( 4 avevano già colpito ) la cannoniera con salciccioni fu distrutta , ed al sedicesimo quella rivestita con gabbioni lo fu del pari. Si tirarono 35 colpi colle palle piene e la carica di 8 libbre 14 colpirono il bersaglio; e questi 35 colpi distrus sero la cannoniera rivestita con salciccioni . L'opinione ricevuta che si può far breccia con le palle vuote lanciate contro lo spalleggiamento di terra , ha bi sogno di rettifica . Si sostiene che ciascuna granata agisce come la piccola mina ; ma si dimentica che la mina grande o piccola , ha bisogno della linea di minor resi stenza . Ho più volte veduto che gli scoppi della granata riagivano sempre pel buco fatto dal projetto entrando nello spalleggiamento , senza formare in altra parte al
155 cuna sorta d'imbuto ( 1 ) . Ma ben è diverso tirando con tro le cannoniere . Se la granata che s'infossa
nel rive
stimento vi si arresta, per la costruzione della canno niera , si ha la linea di minor resistenza > e per conse guenza la granata agisce come una mina , come l'hanno provate le belle esperienze fatte a Magonza con i can noni da 24 corti e lunghi.
DELL'OBICE.
Gli obici esercitano nell'attacco e nella difesa delle piaz ze una parte assai importante , che si è ancora più in grandita con l'introduzione delle piccole cariche. Ma come gli obici d'assedio sono costruiti similmente a
(1) Par che il buco fatto dalla granata infossata nel parapetto , sia presto colmato dalla caduta delle terre, e quindi nel momento dell' esplosione la granata si trova da tutti i lati circondata dalla terra , e conseguente mente farà il suo effetto secondo quella linea di minor resistenza che l'autore non ritrova. L'esperienza in vocata dal Decker per sostenere la sua opinione , é quella che fa dare ventisette piedi di grossezza ai pa rapetti esposti ai colpi delle granate da 8 pollici , mentre si da la spessezza di solo 18 piedi ai parapetti H esposti ai colpi della palla da 24. Ciò che dice l'autore pare in parte applicabile ai soli parapetti in fabbrica (T. I.) .
156 quelli da campagna , sarebbe fastidioso pel lettore di svi luppar di nuovo tutte le specie di tiro adoperati con tale bocca da fuoco . Mi limito dunque ad indicare le circo stanze principali ove l' obice è impiegato nella guerra de gli assedi.
E
I. DEL TIRO DELL'OBICE .
1. Nella difesa delle piazze.
1. Contro l'attacco di viva forza , quando il terreno avanti ستla piazza offre un ricovero contro il tiro del can
none. 2. Contro gli attacci dell'assediante. Gli obici sono si tuati agli angoli salienti delle opere, onde molestare con le granate i lavori diretti sulle capitali . 3. Contro le batterie in costruzione sulle tre parallele. 4. Contro le teste delle zappe con le piccole cariche . 5. I contro-approcci si armano con gli obici . 6. Contro le truppe nemiche che cercano d'opporsi alle sortite , e segnalamente contro le masse di cavalleria . 7. Contro i depositi del nemico, quando il loro sito è conosciuto e si possono bersagliare . Si scelgono a tale oggetto i calibri più grossi ( quello da 25 libbre stein ) , e si tira con la camera piena e l'elevazione conveniente .
8. Contro i convogli del nemico , quando si possono colpire ed offrono un bersaglio di gran dimensione. 9. Si fa poco uso del tiro rotolante , perchè ordinaria
157 mente gli obici della piazza son troppo elevati per ese guir tale tiro.
2. Nell' attacco delle piazze.
1. Durante il bombardamento si tira per lo più giorno e notte con la carica di campagna e la grande elevazione. 2. Nel generale durante l'assedio si usano da pertulto gli obici ,
sempre quando si offre l'occasione tra' limiti
voluti dal tiro curvilineo della granata , limiti che saran no facilmente conosciuti da quanto si è detto preceden temente . 3. Nelle mezze parallele stabilite tra la terza e la se conda parallela ;
le strade coverte e le piazze d'armi
saranno battuti dagli obici sparati con piccole cariche. 4. Di preferenza ai cannoni, gli obici si usano per il tiro a rimbalzo. 5. E per battere d'infilata , mettendo la carica di cam pagna, e dando per quanto è possibile poca elevazione all' arma .
II. DEL TIRO A PALLE.
Il tiro a palle può essere adoperato più utilmente nella difesa che nell'attacco , poichè negli spazi ristretti la me traglia dell' obice fa più effetto che in campo aperto. In generale il tiro a palle dell' obice, si usa in casi si mili al cannone , avendo riguardo ai limiti prescritti da questa bocca da fuoco .
158 III. DELLE PALLE LUMINOSE.
1. Nella difesa delle piazz
1. Contro gli attacchi a viva forza e particolarmente sopra gli sbocchi per i quali l'inimico si dirige . 2. Contro l'apertura delle parallele , dacchè si scorge che si fanno delle disposizioni per aprirle ( 1 ) . 3. Contro i punti occupati dall' assediante, ove si ode
alquanto rumore durante la notte , e che può far cre dere che si tratta di qualche impresa contro la piazza . 4. Il tiro delle palle luminose è particolarmente im portante , quando si presume che l'assediante ha il proget to di spingersi innanzi , da una parallela all'altra. ' 5. Per scovrire a tempo i movimenti del nemico dopo una sortita respinta , ed impedir col cannone della piazza d'incalzar troppo da vicino le nostre truppe, ed anche di perseguitarle . 2. Nell' attacco delle piazze.
Essendo interesse dell'assediante di spingere oltre i lavori col maggior silenzio possibile; così non illumina il terreno dell' attacco . Adunque troverà difficilmente l'occasione di usar le palle luminose .
(1) È essenziale di far cadere i proietti dietro l'og getto che si vuole illuminare , in contrario niente si vede.
159 IV . DELLE GRANATE Incendiarie .
Conformandosi a quanto è stato precedentemente detto questi proietti possono essere utilissimi nella guerra di assedio , segnatamente all' assediante ,, per il bombarda mento; quando però si sarà perfezionata la loro fabbrica zione , e se ne hanno molte al parco.
L'assediato ne usa contro i depositi del nemico, quan to sono assai mal situati per essere colpiti , o contro le barracche e le tettoie di legno.
160 TIRO DE MORTAI
Imortai nella guerra di assedio hanno una parle molto più importante degli obici . E qualche volta anco ra una parte decisiva . Non sarà dunque mai soverchia la cura per renderli efficaci. Essi hanno la superiorità su gli obici , perchè le por tate , almeno quelle dei mortai pesanti , sono molte più grandi , ed il tiro è più aggiustato, ed i mortai leggieri sono con
molto più facili a trasportarsi .
Le bombe agiscono
maggior forza delle granate ,
attesocchè cadono da più
grande altezza e per conseguenza traversono, le grandi soprattutte , le tettoie quando queste non sono a prova . In una parola il mortaio è tal bocca da fuoco per fetta per l'attacco e la difesa delle piazze 2 e merita an cora la preferenza'su gli obici , perchè può lanciare i proietti di differente specie , e senza alcun timore di tirar di tra verso si possono usare anche durante la oscurità della notte. Nei tiri curvilinei rasanti gli obici hanno per lo con trario un vantaggio decisivo sopra i mortai.
I. USO DELLE BOMBE .
1. Nella difesa delle piazze .
1.º Contro l'attacco di viva forza in unione degli obici , allorchè il terreno che mette il nemico al coverto delle palle .
161 2.° Contro le batterie nemiche e le teste delle zappe. Contro le opere laterali difese dal tiro del canno
3.
ne. I mortai e particolarmente i mortai leggieri trovano dapertutto sito , e non impediscono mai lo stabilimento delle batterie di cannoni e di obici.
Contro i lavori dell' assediante in generale ; per
4.
conseguenza all'apertura delle parallele e nel passaggio da una parallela all' altra . Allorchè il fuoco del nemico ha fatto da molto
5.
tempo tacere i cannoni, i mortai sono ordinariamente in piena attività, non solamente sul corpo della piazza , ma anche nei rivellini e nelle opere laterali. Nelle batterie coverte durante tutta la difesa " ma
6.
particolarmente durante, o dopo la costruzione della terza parallela . 7.° I mortai leggieri debbono adoperarsi nei contro-ap procci. 8.
Contro i lavori di zappa che il nemico spinge sullo
spalto per coronare la strada coverta. 9.º Per impedire la costruzione delle contro-batterie e delle batterie di breccia. 10.° Per battere su gl' imbuti prodotti dalla mina on de impedire al nemico di stabilirvisi . 11.º Per cacciarlo da un opera esterna che ha presa. 12.º Per impedire il passaggio del fosso , o per ren derlo più difficile. 13.
Per impedire al nemico di stabilirsi sulla breccia,
tirando dalla tagliata praticata sul bastione attaccato ed abbandonato.
21
162 2. Nell' attacco delle piazze.
1.
È molto difficile particolarizzar tutti i casi di un
bombardamento ( questo nome deriva dal proietto che ha più efficacia in tale operazione ) poichè il suo impiego di pende dalla località e da molte altre circostanze. 2.º Nell'attacco in regola , le batterie destinate al tiro curvilineo son le prime ad incominciar il fuoco , poichè la loro costruzione presenta meno difficoltà . Hanno prin cipalmente per oggetto di bersagliare giorno e notte con le bombe, le parti della piazza contro le quali non si può avere nessun risultamen to dai cannoni e dagli obici, per conseguenza i cavalieri , le batterie coverte , i magazzini a pruova di bombe ec.. 3.
I mortai pesanti e qualche volta i mortai del
calibro medio, aumentano al nemico le difficoltà di termi nare i lavori sul fronte di attacco , l'armamento delle sue batterie , il trasporto delle" bocche da fuoco ;
a tempe
stare di bombe i siti ove le truppe si riuniscono durre in cenere i principali fabbricati ec .
a ri
I mortai leg
gieri vi son raramente impiegati per l'allontanamento dello scopo, e perchè le piccole bombe non hanno mol ta forza di percussione . 4.
Si usano ancora le bombe per covrire con tiri cur
vilinei tutto il fronte d'attacco, nel senso della lunghezza. 5. Per agire contro l'interno de' bastioni pieni e vuoti. 6.
Per mettere momentaneamente le opere laterali
sotto il fuoco de' mortai, dacchè il nemico cerca di stabi
163 lirvi le bocche da fuoco, e ritardare così la marcia de'no stri lavori. 8 7. Il tiro curvilineo nella seconda parallela è anche efficace come nella prima, ed in tutti i periodi dell'assedio. I mortai leggieri cominciano qui ad essere utilmente im piegati. 8.
Questi ultimi lo sono ancora con gran vantaggio
nell'armamento delle mezze parallele. A contaré da que sto periodo dell'assedio, la strada coverta e le piazze d'ar ini sono bersagliate dalle bombe. 9.º A cominciare dalla terza parallela , i fianchi nemici sono molestati dalle bombe che aumentano il fuoco delle contro-batterie , o pure distruggono le casematte. 10.º Dacchè il coronamento della strada coverta e più tardi l'alloggiamento sulla breccia sono ultimati , i mortai da 7 libbre sono le bocche da fuoco più convenienti per piantarle momentaneamente ; essi battono la tagliata die tro la quale il nemico può ritirarsi.
II. DE' FUOCHI VERTICALI.
L'assediato e l'assediante possono trarre partito dai fuo chi verticali , allorchè li sanno impiegare a proposito.
Le piccole portate che si hanno con i fuochi verticali impongono alle due parti di usarli solo nell' ultimo pe riodo dell' assedio ; per conseguenza durante e dopo la costruzione della terza parallela , al passaggio del fosso , ed infine nel momento dell' assalto.
164 Così l'assediato incomincia a tirar le granate col tacco le pietre la metraglia ec . ec. , quando l'assediante passa alla costruzione della terza parallela e delle batterie che ne dipendono. Continua a tirar contro il coronamento della strada coverta " ed infine lo schiaccia durante l'as salto con una spessa grandine di questi proietti vertical menti lanciati . L'assediante al contrario usa tali proietti in tutte le batterie della terza parallela; ne covre la strada coverta e le piazze d'armi onde cacciarne la guarnigione , e così si prepara all'assalto.
III. DELLE PALLE LUMINOse,
Le palle luminose di grosso calibro per i grandi mortai , sono preferibile a quelle degli obici ,
perchè essendo di
diametro maggiore , contengono più composizione, e per conseguenza durano più tempo . Indipendentemente da questo vantaggio hanno ancora la maggiore probabilità di colpir l'oggetto , e per con seguenza di produrre migliore effetto .
Del resto il loro
uso è esattamente lo stesso delle palle luminose lanciate dagli obici , e quanto si è detto per queste ultime gli è. ugualmente applicabile.
165 IV. DELLE BOMBE INCENDIARIE.
Le grosse bombe incendiarie , quelle del calibro di 30 e di 50 libbre , procurano gran vantaggio nel bombar damento , allorchè è ben fissata la loro confezione e la ma niera di riempirle . Esse agiscono , per la gran massa di fuoco, in modo molto più efficace delle bombe ordinarie e producono l'incendio. Ma devono prepararsi in modo da essere smorzate con molta difficoltà . Devono anche con tener la carica sufficiente per farle crepare , onde impe dire così che nessuno vi si avvicina , ed obbliga pure ai soldati nemici ad allontanarsene . Le bombe incendiarie del calibro inferiore a quelle da 50 libbre , hanno indipendentemente al disvantaggio già notato , quello di doversi usare a corte distanze , a 525 metri al più ; per conseguenza le batterie armate con tali bocche da fuoco, e che sono destinate ad incendiare gli sta bilimenti nemici, devono essere tanto più vicine alla piazza.
A.
U.
166 ALCUNE PARTICOLARI EVOLUZIONI DELLA CAVALLERIA .
Nell'anno 1839 veniva messo a stampa dalla Tipografia della Guerra un atlante per gli esercizi e le evoluzioni delle truppe di cavalleria napolitana , da far seguito al l'ordinanza del 1808. Ora ecco alcune altre evoluzioni scritte sul proposito da un nostro generale , che onorato dell'intera fiducia Sovrana , occupa nell'esercito il posto più bello e più lusinghiero. Tali evoluzioni furono ripetute volte eseguite da' due reggimenti Ussari della Guardia al campo di Marte ed in quello di Aversa . E perchè si vegga di quanto inte resse non sono tutti
i più piccoli particolari spettanti
alle evoluzioni delle diverse armi ,
e di qual valore non 事
sono in guerra allorchè opportunemente si adoperano " ricordiamo le parole di Napoleone : Vi é nelle battaglie tale istante in cui il più piccolo movimento la più piccola evoluzione decide e dà la vittoria. E certamente tal sentenza più direttamente si applica alla cavalleria , la di cui particolare e prima divisa è il momento propizio la prontezza l'ardire.
Ottocento
cavalli di Kellermann
decidono a Marengo , e la carica di tutta la brava caval leria francese guidata da Milhaud e dall' istesso Keller mann , il 18 giugno 1815 coglie piccolo alloro, e l' inutile mossa della grossa cavalleria della guardia è fortissima causa del disastro di Waterloo.
167
.I...
La cavalleria essendo in colonna per plotoni ( Tav. 1.ª dell ' atlante per gli esercizj e le evoluzioni delle truppe di cavalleria ) può anche passare in colonna doppia ed il comando sarà lo stesso di quello notato nella tavola . Se la dritta è in testa il primo battaglione spinge l'ala si nistra in avanti , ed il secondo battaglione accelerando il passo la raggiunge , e si mette con i plotoni della te sta del primo battaglione all' istessa altura . Essendo la co Jonna con la sinistra in testa , il secondo battaglione spinge l'ala dritta in avanti , ed il primo accelerando il passo andrà a formar la colonna di dritta all'istessa altura. La distanza fra le colonne sarà sempre quella del plotone .
Viceversa dalla colonna doppia volendo formar quella semplice di plotoni , dritta in avanti ,
il primo battaglione spinge l'ala
ed il secondo segue il movimento col
mezzo a dritta. Il comando sarà mezzate la colonna .
la dritta in testa di
Volendo [ ordinar la colonna con
la sinistra in testa , il secondo battaglione avanza l' ala si nistra, ed il primo segue il movimento col mezzo a sinistrą . Ed allora il comando sarà la sinistra alla testa dimez zate la colonna . Se si volesse marciare indietro in colonna semplice con la dritta in testa , il primo battaglione contro marcerà , ed il secondo lo seguirà in eoda cambiando i. plotoni due volte direzione a dritta ; epperò al comando si aggiungerà solo la voce analoga per muovere in ritirala . Per mettersi in colonna semplice con la sinistra in testa ,
168 e marciare in ritirata, il secondo battaglione contromarcia , ed il primo lo segue cambiando due volte direzione a si nistra; ed il comando in conseguenza sarà la sinistra in testa dimezzate la colonna per marciare in ritirata. È da avvertirsi che i battaglioni spingendo l'ala in avan # ti , debbono prima con maggior velocità guadagnare lo spazio uguale all' intera profondità della colonna.
II.
Lo spiegamento in battaglia della doppia colonna (parte seconda dell'atlante Tav. V) oltre del fronte, spesso deve eseguirsi nella direzione de' lati e talvolta anche indietro. Dovendo eseguirsi dal lato dritto della colonna , il primo battaglione fa a dritta in battaglia , ed il secondo sulla " dritta in battaglia. Il comandante in capo darà il primo My comando a dritta in battaglia , e quelli delle colonne , ognuno darà il corrispondente .
Per l'opposto se è dal
Jato sinistro si comanderà a sinistra in battaglia , e la colonna di dritta farà sulla sinistra in battaglia con •la stessa norma di comandi . Per mettere ad effetto il fronte indietro , è necessario che i battaglioni cambiano di po sizione , mercè il comando , cambiamento di posizione delle colonne; ed allora rompendo i plotoni , come nella contromarcia , cioè per quattro quelli di dritta a sinistra , e viceversa quelli della colonna di sinistra , marceranno pei fianchi , e s'intersecheranno reciprocamente per avanti i plotoni della colonna di dritta, fermandosi ognuna nel
169 terreno dell' altra , ove si comanderà fronte ai parti colari plotoni. Ciò fatto si spiegherà la colonna come si
F è indicato nella tavola sesta , discorrendo della doppia colonna che va indietro .
III.
Dalla colonna per plotoni con la dritta alla testa ( Ta vola VI.a ) dovendo passare in colonna doppia che si ordina per andare indietro , il primo battaglione contro marcia 2 e si spinge innanzi al nuovo fronte , mentre il secondo battaglione fa successivamente con plotoni mezzo giro a sinistra conversate , e raddoppia la colonna alla dritta del primo .
All'opposto se la colonna è con la
sinistra alla testa , il secondo battaglione esegue la con tromarcia e va in avanti , ed il primo facendo successi vamente con plotoni mezzo giro a dritta conversate, rad doppia la colonna sulla sinistra. Volendo poi la doppia colonna già ordinata per andare indietro , rimetterla in colonna semplice , seguendo le norme già date , si spinge l'ala dritta innanzi al primo battaglione, se deve essere la dritta in testa , ed il secondo battaglione segue il movimento col mezzo a sinistra . Se la sinistra deve far testa , il secon do battaglione fa muovere l'ala sinistra in avanti ,
ed
il primo segue dappresso col mezzo a dritta. Dovendo la colonna semplice dirigersi dalla parte opposta al mo vimento di ritirata , e volendosi la dritta alla testa ,
il
primo battaglione contromarcia , ed il secondo lo segue
22
170 immediatamente , cambiando due volte direzione a sini stra . Infine se la colonna dev' essere con la sinistra alla testa , il secondo battaglione contromarcia, ed il primo lo segue dappresso cambiando due volte direzione a dritta , ed il comando sarà , la dritta o la sinistra in testa di mezzate la colonna per marciare in avanti.
IV.
Lá doppia colonna ordinata per andare indietro ( Ta vola VI.a ) volendo spiegarla dal lato sinistro o dritto " innanzi il fronte e dalla parte del movimento , è necessario prima far cambiare di posizione ai battaglioni , come si è detto sopra , e dopo spiegarla in colonna come è par ticolarizzato nella tavola quinta. Più reggimenti che muovono in linea , e sono tutti ordinati in doppia colonna " si fanno con le stesse norme passare in colonna semplice , e da questa si dispongono in doppie colonne , e si spiegano sul reggimento di base , che è il primo a porsi in battaglia. Oltre lo spiegamento delle doppie colonne per marciare in avanti ed indietro , è ancora da adottarsi quella usata dall' infanteria , cioé restando fermi i plotoni del centro . Siffatta manovra
è utilissima onde aprir de' vuoti alle
colonne che debbono traversar la linea di battaglia , e formarsi subito eseguito il passaggio , senza perdere l' al lineamento . Per adattarsi adunque alla cavalleria , si co manderà ; Con plotoni in doppia colonna_sul centro , i
171 comandanti dei battaglioni ripetono il comando , ed indi quello del centro aggiunge l'ultimo fermo con quarti a sinistra, e quello del secondo il primo fermo con quarti a dritta. Dopo il comando di marcia i plotoni del centro restono fermi , e gli altri
guidati da' rispettivi uffiziali
obbliquano per la sinistra e per la dritta , onde prender successivamente posto in colonna . Tali doppie colonne sono le stesse di quelle ordinate per muovere in avanti ; quindi si spiegano colle stesse norme sulla testa che resta ferma .
Non si discorre della doppia colonna per squadroni , restando fermi quelli del centro , atteso che val meglio nelle occorrenze , serrarle in massa dietro di essi.
V.
Il simile movimento è da stabilirsi anche per andare in avanti ( Tav . VII.a ) , cioè per squadroni i primi di fronte plotoni a dritta , marcia , ed analogamente ai due movimenti detti per la dritta degli squadroni , ši possono stabilire anche per la sinistra .
Dalla colonna di plotoni si passa a quella di squadroni , dando il comando per squadroni teste di colonna a dritta, o a sinistra , secondo la colonna è colla dritta o la si " nistra in testa. Con più faciltà se l'intiera colonna è per squadroni si può rompere in quella per plotoni. Dovendo spiegare in battaglia le colonne per squadroni si co manda per plotoni a sinistra o a dritta , e ridotto cośi
172 il tutto in una colonna , si seguono le regole generali date per lo spiegamento .
VI.
Avviene talvolta che una divisione debba serrare in massa sulla coda della colonna , e su di altra frazione interna ( Tav. XI . ) , ed allora al comando sull' ultimo squadrone in massa serrate la colonna , l'ultimo resta fermo , e tutti gli altri squadroni alla voce de' brigadieri facendo con quarti mezzo giro a dritta , marciano fino alla distanza di plotone da quello precedente , ove rimet tano il fronte , e si allineano .
Volendo serrare in massa su qualche squadrone cen trale , tutti gli altri messi dietro a quello iudicató serrano in massa con i movimenti prescritti nella tavola seconda , e quelli che lo precedono eseguono quanto sopra si è detto. Date le norme per serrare in massa la colonna , è indi spensabile di prescrivere il metodo di rimetterla con distan ze , o occorrendo di guadagnare alquanto spazio in avanti per marciare e spiegarsi . A tale oggetto si comanda , per la testa della colonna aprile le distanze il primo squadrone si mette in movimento , gli altri lo seguono , a misura che quelli precedenti si sono allontanati per lo spazio di cinque plotoni. Per prendere poi le distanze sulla testa della co· lonna, al comando dato, il primo squadrone resta fermo , e gli altri alle successive voci de' brigadieri , e degli altri uffiziali fanno con quarti mezzo giro a dritta , e vanno a
173 rimettere il fronte , dopo di essersi allontanati per la di stanza di cinque plotoni da quello che à fatto già fronte. Dovendo infine aprir le distanze su qualche divisione centrale , si comanda 2 su tale squadrone prendete le distanze , ed allora lo squadrone indicato resta fermo ว tutti quelli messi innanzi marciano e ciascuno si arresta dopo di essersi allontanato dal precedente , fermato già per lo spazio prescritto nelle colonne con distanze . Gli squadroni indietro a quelli di base , eseguono quanto si è detto nel prendere le distanze sulla testa della colonna . Ciò vale per nota alla Tavola XXIX , giacchè nel prendere ed aprire le distanze sulle diverse frazioni della colonna , si prepara questa per lo spiegamento in batta glia' , sul terreno che meglio conviene . Nel progetto di manovra per la cavalleria , mancano tutte le evoluzioni delle colonne serrate in massa , le quali essendo quelle stesse stabilite per l' infanteria , si possono rilevare dall'ordinanza di quest' arma. Epperò si avverte, che l'infanteria comanda fianco dritto , o sinistro, e la cavalleria con quarti a dritta o a sinistra, non potendo ques t'arma altrimenti muovere nel prolungamento delle righe.
VII.
Le norme stesse prescritte nella tavola XII.a le quali servono a formare una divisione ch'è nell' ordine di bat taglia in massa per reggimenti , si applicano pure al caso che la divisione si voglia ordinare in massa per squa
174 droni , ciocchè occorre spesso di praticare nel muovere la truppa avanti , e dietro le ali , e su di uno, squadro ne centrale . Ma si noti che ordinando le masse avanti la linea , gli squadroni non possono andarvi in colonna parziale di plotoni , ma debbono rompere
per quarti ,
onde essere poi nella massa con la distanza prescritta dal fronte del plotone . VIII .
Nella detta tavola ( XIII .
) si
fa menzione dello
spiegamento in avanti sulla testa della colonna per squa droni', nella tavola XVIII poi si determina il modo come schierarsi innanzi lo squadrone del centro
( che si dice
formazione in due movimenti ) dalla quale manovra appare anche come la colonna può spiegarsi in avanti sulla coda ; poichè in tal caso tutta la colonna esegue quanto è prescritto per la parte messa innanzi lo squadrone di base. Avviene però talvolta che per ostacoli naturali , o perchè altre truppe ingombrano il terreno (come spesso si osserva nei campi d'istruzione) debbasi marciare in co lonna di plotoni , e se i reggimenti nei quali rompe la divisione possono marciare per le diagonali, come è detto nella tavola , la formazione sulla testa è presso a poco la stessa, mentre nell' approssimarsi ogni squadrone col primo plotone dietro la linea di battaglia , il capitano forma il suo squadrone , e vi entra come è prescritto nel pro getto .
Similmente la formazione
in avanti sulla coda
della colonna per plotoni , riesce facile potendo andare
175 indietro col movimento1 per diagonali , tutta la differenza sta nel comandare per squadroni testa di colonna a dritta in vece di plotoni a dritta , ed il resto viene come nella ci tata tavola è stabilito . Per ultimo la formazione su qual che plotone del centro , si sa esser composta dei due mo vimenti notati , onde formarsi sulla testa e sulla coda . Altre volte pei cennati ostacoli non si può anche con le colonne di plotoni marciare per le diagonali , allora per formarsi sulla testa della colonna , dopo di aver situato il primo plotone , tutti gli altri debbono per dietro conversar primo a sinistra , e giunto ognuno all' altura ove deve entrare in battaglia, girando a dritta vi si stabiliscono con modi presso a poco simili a quelli fissati nella tavola XXXII per le colonne che sboccano dallo stretto . Volendo schie rarsi poi sulla coda nell'anzidetta circostanza , l' ultimo plotone si mette sulla linea di battaglia , il resto della colonna fa la contromarcia, ed indi subito testa di colonna a sinistra e marcia , il penultimo plotone che è alla testa , passando l'ultimo per avanti il fronte appoggia a dritta, e dopocchè à marciato per la estensione di poco più
il
fronte del plotone esegue il mezzo giro a dritta conver sate , e così successivamente si ordinano tutti gli altri sulla linea di battaglia .
La formazione su qualche plo
tone del centro , resta fissata dai due descritti movimenti sulla testa e sulla coda .
NOTA. Seguendo le norme dell' atlante per gli eser cizj e le evoluzioni della cavalleria, si è qui discorso
146 IX .
Dalla sola ispezione della tavola XIV.a si conosce che la colonna per plotoni, volendo spiegar la fronte indietro la linea di battaglia , basta comandare in vece di plotoni a dritta per squadroni testa di colonna a dritta , quando i reggimenti sono all'altura , ed avanti il fronte di battaglia ove debbono schierarsi , tutto il rimanente è particolariz zato nel progetto . X.
La colonna per plotoni tavola V.ª , fa la contromarcia , e si spiega in seguito , come quella colonna, che con la sinistra in avanti deve mettersi in battaglia sulla testa , giusta quanto si è detto neila nota alla tavola XIII .
XI.
Dai due notati movimenti tavola XVIII.a risulta l'altro per formarsi fronte indietro su qualche plotone centrale .
solo delle formazioni supponendo la dritta alla testa , essendo assai facil cosa il concepire gli analoghi mo vimenti , essendo colla sinistra in testa.
Per brevità
si tralascia ancora la formazione sull'ordine inverso , che facilmente si rileva dai particolari indicati per l'ordine diretto.
177 Relativamente alle tre tavole per lo spiegamento fronte indietro , è da notarsi la stessa circostanza di sopra men zionata , di non poter marciare sul terreno di formazione per le diagonali. Adunque per formarsi fronte indietro sulla testa dopocchè il primo plotone avrà contromar ciato , il resto della colonna per avanti il fronte dello stesso plotone , fa quanto si è detto sopra , cioè , su bito testa di colonna a dritta col secondo plotone , il quale oltrepassato il primo appoggia a sinistra , ed av vanza innanzi per poco più del suo fronte , e quivi con un mezzo giro a sinistra conversate , entra nella linea di battaglia. Gli altri plotoni che marciano in seguito giunti all' altura corrispondente l'un dopo l'altro eseguono lo stesso movimento . Per eseguire il fronte indietro su qualche plotone della coda " nell'ipotesi di essere ingombrato il terreno laterale tutta la colonna fa la la contromarcia contromarcia , e quindi si riduce al caso della colonna , che con la sinistra in testa si deve spiegare in avanti . Lo spiegamento su qualche plotone centrale, nasce da gli stabiliti due movimenti , per la formazione sulla testa , e sulla coda fronte indietro , come si è fatto rilevare in tutti i menzionati movimenti di simil natura . Nelle ordi nanze in vigore non si fa parola delle formazioni in due movimenti , e col nuovo progetto di manovra in di scorso , si portano solo i due casi della formazione sullo squadrone del centro tavola XVIII e XIX , e nella tavo la XXXV parlando del cambiamento di fronte della se
23
178 conda linea si mette in pratica uno degli altri due , cioè della colonna che non è tutta sulla linea di formazione, e si deve spiegare in battaglia . Or come tali movimenti indipendentemente dal cambiamento di fronte proposto , occorre spesso di adoperarli , così è vantaggioso di qui discorrerne separatamente . Si supponga prima la colonna di più battaglioni ordi nata per squadroni , o plotoni che con la dritta alla testa corre per avanti il fronte ,
e conversando a sinistra una
parte sia nella novella linea di formazione , sia ancora avanti il fronte , allorchè
e l'altra
il • comandante in
capo comanda a sinistra in battaglia. In tal caso
tut
t'i comandanti della porzione di colonna che è già sulla linea di battaglia ripetono lo stesso comando , e gli altri comandono sulla testa della colonna fronte indietro in battaglia , e dopo la voce di marcia ciascuno esegue uno dei due ordinati movimenti , colle norme prescritte nel pro getto di manovra. In secondo luogo se la colonna come si è supposto nel precedente caso , viene per dietro il fronte di batta glia e conversata che ha a dritta, una porzione ha corsa la linea mentre l'altra è ancora dietro , ed il comandante in capo ordini
a sinistra in battaglia , i
comandanti
che sono nella linea di battaglia ripetono quel comando e quelli che non lo sono ancora , danno la voce in avanti in battaglia , e si spiegono al comando di marcia , come per gli ordinati movimenti è stabilito. Nell' uno e nell' altro caso il comandante di quello
squadrone che forse con
179 alquanti plotoni è nella linea
di formazione 2 ed altri plotoni fuori , indica il numero de' plotoni che debbono eseguire il movimento della te sta e quali debbono uniformarsi al movimento per la coda. Così per esempio nel primo caso supposto che il settimo squadrone, con un solo plotone sia nella linea di battaglia , e gli altri tre ancora avanti di essa , il co mandante dello squadrone comanderà : primo plotone a sinistra in battaglia , tre ultimi plotoni fronte indietro in battaglia. Gli altri comandanti le brigate, i reggimen ti , battaglioni , le di cui parti di colonna debbono fare tutte due i movimenti , l'indicano soltanto. Così nell' e sempio precedente il comandante la prima brigata , il se condo reggimento , ed il quarto battaglione danno il co mando a sinistra e fronte indietro in battaglia .
Alle regole date onde schierar le colonne in battaglia si aggiunga l'altra pel fianco , che spesso si è nella ne cessità di adottare. In fatti la colonna per squadroni che con la dritta in testa , entri per la sinistra della linea di formazione , e fa a sinistra in battaglia , si stabilisce lungo il prolungamento delle ali sinistre degli squadroni perni delle conversioni. Or se il fronte deve essere tangente all'ala dritta della colonna , la linea si trova schierata più avanti per l'estensione di uno squadrone , e deve poi retrocedere per rimettersi al suo posto . Ad ovviare dunque questo doppio ed incomodo movimento, si è fissato di schie rar la colonna pel fianco. Il comandante in capo accenna la manovra ordinando pel fianco dritto a sinistra in bat
180 taglia , e gli altri fino a quelli di squadrone ripetono lo stesso comando ; ma i capitani poi precisando il mo vimento danno il comando con quarti a dritta , ed alla voce di marcia rompono con quarti a dritta › е con le teste degli squadroni cambiando direzione a sinistra si sta biliscono sulla linea di battaglia in colonna progressiva pel fianco ; ed allora dal comandante in capo si ordina alto fronte , e ciascuno si allinea al solito . Essendo la colonna ordinata per plotoni , i comandanti di questi preciseranno il movimento , ordinando ognuno `per doppia fila di riga a dritta , e rompendo , come per la contromarcia , formeranno > cambiando direzione a si nistra , la colonna come sopra . I capitani sorvegliano al movimento . Viceversa trovandosi in battaglia , ed occorrendo di rompere in colonna dietro il fronte " se si vuole la dritta alla testa " il comandante in capo ordinerà per plotoni , (o divisioni) indietro a dritta , che sarà ripetuto da tutti i comandanti e da' capitani , di poi verrà dato il secondo comando con quarti a dritta per squadroni , o plotoni testa di colonna a dritta marcia. Eseguito il movimento , ciascuno de' detti plotoni , o squadroni marcerà secondo l'ordine , e quando tutto ha cambiato direzione, i coman danti rispettivi daranno la voce alto fronte.
181 GIUSEPPE DE TSCHUDY.
Giuseppe Antonio Carlo Giovanni de Tschudy nacque in Napoli addi 8 Marzo 1773 dal Barone Fridolino Bri gadiere e Colonnello delle Guardie Svizzere > e da Mad dalena Wirtz de Rudenz Marchese di San Pasquale . Pri monato de' maschi ebbe la disgrazia di perder la madre appena giunto all' età di sette anni " e fu condotto a Glarona presso l'ava paterna . Rimasto colà alquanti mesi venne inviato a Solura dove fu messo nell'istituto Mydar. I corpi Svizzeri erano allora per capitolazione proprietà dei loro capi , di talchè due appartenevano a' de Tschudy un altro a Wirtz ; e l'ultimo a Jauch , per la qual cosa il primogenito di Fridolino venia riguardato , ed era Co lonnello sin dalla cuna . Pure il padre intendendo alla buona educazione di lui volea che toccasse tutti i gradi della milizia che precedono quello che mette l' uomo alla testa d'una numerosa famiglia , e perciò nominatolo Ca detto nel 1776 attese sino al 1786 per crearlo secondo Luogotenente
nelle Reali Guardie Svizzere. E volle pure
che in Napoli , Giuseppe non intralasciasse gli studi cominciati, anzi li compisse assistendo come alunno esterno alle lezioni dell' Accademia Militare retta in quel tempo dal chiarissimo Giuseppe Parisi . Per verità non furono molto proficue queste lezioni al giovinetto perchè già prov veduto di grado militare , non sottoposto alla continua disciplina dell' Accademia , e securo del dritto acquistato
182
nascendo ad esser Colonnello . Ma nelle cose terrene non è certezza. Venuto l' Acton in Napoli , e volendo ricom porre tutte le antiche istituzioni , indusse il Sovrano a di struggere quanto v'era de'vecchi corpi , e crearne novelli con altri nomi ed altre leggi , prendendo a motivo non privo di fondamento , la trascuratezza mostrata dal Tanucci per le cose di guerra . La capitolazione con gli Elvetici fu sciolta ( 1790) gli . uomini di quelle truppe ebbero un grado dippiù fra i novelli soldati . Giuseppe in forza di questa legge divenne primo Luogotenente nel Primo Estero . E poichè niuna fiducia negli uomini napolitani volea porre l' Acton , invitava una mano di forestieri a rior dinar l'esercito . Per le infanterie correva Salis , ed al suo fianco voleva il giovane Tschudy. Il quale poichè vide svanito il dritto ereditario di esser Colonnello cercò con saggio consiglio acquistarne altro più solido , quello cioè che nasceva dalla buona fama .
Di fatti tanto av
vanzò nell' addestrarsi alle militari evoluzioni, sopratutto in Capua dov'erano riuniti i corpi militari detti di mo dello , che allora e poi nelle manovre ebbe pochissimi e guali , e fu eletto istruttore del secondo estero dimorante in Palermo , dove fu spedito . Dopo un biennio creato Capitano Luogotenente , e passati altri tre anni chiamato dallo zio Carlo aiutante di campo , continuò con fervore nel proponimento di divenir buon soldato si che volle esser esaminato per il grado di Maggiore che ottenne nel 1797 nel Secondo Macedone , e che cangiò con quello
183 di primo Maggiore nell' altro Corpo detto Real Napoli scorsi pochi mesi. In quel tempo per l'appunto veniva decretato un campo ne' dintorni di S. Germano . Pretesto n'era l'istruzione de' soldati , motivo le minaccevoli armi francesi , effetto tristissimo un epidemia che rapi molte migliaia di uomini . Giuseppe segui il suo Generale , il quale caduto anche esso infermo dovè ritirarsi in Napoli da Itri dov' era an dato , e'l suo aiutante fu designato a comandare un bat taglione di granatieri. La guerra co ' francesi pareva im minente , de Tschudy già era co' suoi soldati in Cività di Penne quando ( 1798) fu tolto di là e spedito in Palermo ad istruir con massima celerità il secondo estero . Forse l'infermità che rendeva inetto al comando di que' soldati il colonnello Keysser ,
la mancanza d'un
Luogotenente Colonnello , e la bella fama di Tschudy produssero tal cangiamento 2 ma questi anzi che vedere nell' ordine ricevuto il divisamento di rendere una mano di soldati in breve tempo addestrata alle fazioni guerre sche , suppose in esso un segno della nimicizia dell'Acton per la sua famiglia .
Ciò non pertanto addolorato di dover abbandonare il posto dell'onore e del pericolo partì per il novello inca rico , che pur non era privo di attrattive , proponendosi di riescire mercè ogni sforzo a tornar sul campo co'no velli soldati . E di fatti tanto seppe fare
che se quella
guerra fosse stata combattuta egli avrebbe potuto pren dervi parte , ma sventuratamente quelle prime armi non
184 furono felici per cagioni che qui non è luogo discorrere e'l Sovrano sul cader di quello stesso anno dovè ritirarsi in Palermo . Nello sbarcare vide e palesò il suo contento a quegli uomini cangiati in soldati nel breve spazio di otto mesi , ed ordinò che il Maggiore Tschudy in premio di tante fatiche durate fosse promosso al grado di Colonnello . Mentrechè però l'allegro giovane attendeva il meritato guiderdone la sventura lo circondava . Dolorosa . sventura perchè dovea ferirlo nel più vivo del cuore . Il vecchio suo padre preposto alla difesa di Gaeta avea ceduta la piazza alle armi di Francia prima che le leggi di guerra ve lo avessero costretto . Questa nuova giunta in Palermo segretamente al Re ed al Ministro era ignorata da tutti gli altri , anche dal Maggiore che spensieratamente ba loccava nel teatro co' suoi coetanei . Quella gaiezza di pinta come gioia per la fortuna francese. Giuseppe vide giungnere in quella stessa sera un ordine regio che gli imponeva recarsi prontamente in Napoli o in Castellam mare presso il proprio Genitore e rimanervi sino a no vello comando . La protezione della Regina invocata da Giuseppe non bastò a difenderlo , così che questi minacciato di prigionia se non partisse , dovette imbarcarsi su d'una nave inglese destinatagli dall' Acton e partire . Due sole cose rendettero meno amara la partenza ; il vedersi accompagnato da lut t'i buoni, che dispregiando la collera del potente ministro andarono a circondare il vascello per benedire al viaggio dell'esule , e l'aver compagni in quella nave molti altri
185 del pari innoccnti. E la previdenza malvolonterosa di questo fu seguita da effetto , imperciocchè giunto il na viglio nel porto di Napoli tutti ebbero libera la discesa meno il Maggiore che pria tenuto su quello quasi pri gione fu poscia , lui richiedente, condotto , ma a piedi ed in mezzo a' soldati, innanzi al consesso repubblicano che preseduto dal Laubert, reggeva temporaneamente le cose di Napoli col nome di Governo provvisorio.
Caduto in sospetto com'egli era al vederlo giugnere malgrado la sua nota affezione alla parte regia , quello divenne certezza allorchè domandato presentò l'ordine per il quale avea abbandonato la Sicilia. In verità non potea essere interpetrato altramente il motivo di quell'ordine se non col supporre nel de Tschudy un esploratore , pure ad ultima prova fu richiesto d'indossar la divisa repub blicana, e su la di lui ricusa veniva condotto in carcere, allorquando comparve suo zio materno Giuseppe Wirtz supremo duce delle armi Napolitane , e data malleveria esser incapace il nepote d'ogni pensiero che onorato non fosse , seco lo trasse libero ma non purgato da' sospetti . I quali non rinvigoriti perchè lealmente tranquilli scor reano i giorni per lo Tschudy , ma neppur distrutti es sendo a' reggitori novelli e malfermi più facile il temere che il dispregiare i perigli , venne in mente a' repubbli cani crearlo Colonnello d'un corpo di Usseri . Insidiosa era la nomina , chè se accettava era decisivamente per fatto attaccato a quell'ordine di cose talmente da doverne correre i rischi , se negava avrebbero potuto a giusto ti 24
186 tolo imprigionarlo . Volle fortuna che Giuseppe intimo amico della famiglia del duca di Monteleone vedendo que sta prossima ad emigrar per Roma avesse alquanti giorni prima ottenuto un passaporto dal Pigliacelli Ministro in quel tempo
questa carta fatta in tempo non sospetto servi
a chiarire gli animi , rendè libere e non vigilate le azioni del de Tschudy, e rendè innocente la novella ricusa del grado . Senonchè ritenuto come per istatico il Monteleone per altra cagione , nè più partendo Giuseppe, affin di prov vedere alla propria sicurezza fu obbligato a divenir sem plice milite della Guardia Nazionale. Ciò avrebbe bastato perderlo presso Acton al ritorno del Monarca , spenta la Repubblica , ma la fortuna volle salvarlo con altro mezzo inopinato . Faceva egli una sera parte del drappello cui era affidato il posto di S. Tom maso di Aquino con altri suoi amici onorati , allorchè venne un Commessario Francese , uno fra quelli però che sotto colore di riforme e d'amor di libertà pensavano ad empire la borsa , deciso a torre ai monaci di S. Martino le ricche masserizie e le sacre suppellettili che s'aveano. Ordinò alla compagnia prender le armi e seguirlo , e s'av viò alla Certosa . Per via lo Tschudy comprese a qual ribalderia egli ed i suoi compagni andavano a prestar le mani , nè potendo disobbedire al Commessario volle al meno il minor male possibile ; guadagnatene perciò la fiducia gli susurrò all' orecchio esser necessario che un solo entrasse prima per non ispaventare i monaci e bel lamente far entrare gli altri più tardi . Persuase , fu eletto,
187 ed egli profittò del destro per prevenire que' Padri del pericolo. Pochi minuti bastarono a salvar molte ricchezze, e'l bottino fatto dal francese con apparenza legale fù così lieve e tanto mal rispose alle speranze che il burlato , fatto accorto del vero , procurò lo scioglimento di quella compagnia dichiarandola aristocratica. In questa guisa non solo poche ore Tschudy fu ascritto a quella Guardia , ma i monaci più tardi spontaneamente renderono testimonianza di lode in favor suo " e de' suoi compagni . Caduta la Repubblica , prima che le castella cedessero a mal fidi patti , Giuseppe presentossi al porporato Fa brizio Ruffo. A questo diceva sè essere innocente d'ogni colpa lontana o vicina , aver lasciato la Sicilia per ordine, aver ricusato la divisa di Repubblica per dovere . Ma ně queste parole nè le prove parvero sufficienti al Cardinale per dargli nuove lettere patenti che lo confermassero nel l'antico grado ; nè ciò fu male ; coloro che furono testi moni di que' tempi , o per le storie li conobbero , trove ranno giuste queste parole. Diceva il Ruffo che il presen tarsi al Duca di Salandra , e porsi sotto gli ordini di lui per acquistar merito , sarebbe stato unico mezzo di riacqui star il grado , ma questo diceva come consiglio , chè non voleva o non poteva dirlo come comando, e Giuseppe che intendeva esser in quel grado col quale era partito da Palermo non sapea comprendere cosa indicasse quella frase, dappoichè egli non avea demeritato , e gli parea che do vesse essergli fatta giustizia ; si rimaneva quindi senza grado trascurato attendendo tempi migliori .
{
188 Intanto il barone Fridolino stretto in amicizia col For teguerri Toscano Direttore degli affari di guerra scrivea sempre da Napoli a questo , ingiusta cosa esser punire nel figlio le colpe paterne ; e 'l Forteguerri persuaso della giustizia di quelle parole otteneva dal Sovrano ( 17 Giu gno 1801 )
che il Maggiore de Tschudy per riacqui
stare la grazia sovrana ricominciasse da soldato » Giu seppe altamente protestando che tutto per incontrar il real gradimento , nulla per espiar colpe non mai commesse avrebbe fatto , divenne semplice soldato , assiduo rispettoso obbediente , prima nel Reggimento Abruzzo , poi in quello di Calabria , e finalmente nel Real Macedone . Sorte eguale era toccata a molti altri uffiziali per cagioni non dissimili. Passavano intanto i giorni , i mesi e gli anni , la pena non cessava , Tschudy impazientiva . Condottosi dalla So vrana , ebbe da essa il consiglio di presentarsi al Monarca per ottener giustizia o permesso di partire . Acton a quei giorni l'era caduto dal cuore e giustamente così perchè i di lui consigli avean indotto il Re nel 1798 a recarsi a Palermo contro il pensiero suo e de' migliori , come perchè ,
essendo dispregiatore di sua natura , da quel
tempo trascurava l'origine della sua grandezza . * Il Sovrano era alla Villa detta Favorita dimorava , in
Portici la Regina e'l soldato ebbe ordine dall' amorevole signora dirle nel riedere dalla presenza del Monarca quanto questi avesse risposto . Il consiglio fu provvido , che il Re Ferdinando rammentati a un'ora i servigi dello Tschudy, e le lodi che in altro tempo aveagl' impartito , e l'averlo
189 osservato esattissimo negli abiti , nelle guardie , e nelle rassegne durante quel tempo che fu soldato semplice , be nigno lo accolse e lo licenziò contento . Lietissima la So vrana nel veder l'ingiustizia riparata fè sapere al giovane che nello stesso giorno per una singolar coincidenza egli tornava all'antico grado , e'l suo persecutore , così volendo i trattati novellam ente conchiusi con la Francia , partiva spoglio d'autorità per Sicilia .
Voleva il Re che a render compiuta riparazione non si tenessero interrotti per quel tempo di pena i servigî di Giuseppe , e sette giorni dopo proponendo così il Conte di Damas Ispettore dell' Esercito , lo nominava Luogote nente Colonnello nel Corpo secondo Principe Reale , ma ciò non era favore perchè era lo Tschudy il più antico della sua classe . Ramirez uomo rispettabile , era Colon nello di que' soldati , però inutile per cronica infermità il comando era in realtà affidato , al Luogotenente Colon nello ; il quale poichè fu riaccesa la guerra co' Francesi condusse un Battaglione su le frontiere nella Brigata del Generale Rosenheim ( 1805 ) essendo colà duce supremo il Russo Lascy. Questi prima assai che i nemici si mo strassero retrocesse dalle vicinanze di Chieti còn passi assai più alla fuga conformi che a sapiente ritratta , e poco dopo s'imbarcò co' suoi Russi abbandonando il Re alle sole pro prie forze. Per la qual cosa la ritirata continuò pe' sol dati di questa parte dell'esercito ; ma lenta e senza danno o periglio come quella che venia fatta per le Puglie e per le Calabrie orientali in paese amico , senza nemici che la infestassero .
190 Questo nocciuolo dell' esercito giunse a Cotrone dove ordinava il Fardella Capo dello Stato Maggiore che il Brigadiere de Cesare co' soldati del Corpo estero per via di terra n'andasse a Reggio donde sarebbe stato avviato a Messina , mentrechè il Battaglione Principe Reale e 'l traino delle Artiglierie per via di mare si dirigesse in Si cilia . Dato l'ordine parti ; su di un grosso naviglio am mucchiaronsi il de Cesare , lo Tschudy , il Battaglione , e le artiglierie , e così a stento per lo grave peso che soffriva il bastimento , presero la via di Sicilia . Un pre datore barbaresco ignaro che soldati e non mercanzie por tava il vascello voleva impadronirsene , pur colto nel fianco dalla palla d'un cannone che maestrevolmente gli diresse l'uffiziale Pellegrino s'allontanò . La gente stivata non poteva trar la vita che mancavano i viveri e sino l'aria : Tschudy fece prender terra a Cariati , noleggiò ad alto prezzo da quegli abitanti sei altre navi minori su le quali con por zione de' suoi soldati arrivò prestamente in Messina , donde partiva da un lato una fregata inglese a sua domanda per soccorrere il primo bastimento , e dall' altro i suoi soldati eran mandati dal Fardella a rafforzare l' intrepido Nun ziante , che sosteneva la guerra contro i Francesi nel l'estrema Calabria.
Fosse stato dolore della sorte avversa , o malvagità dì que' tempi troppo spesso ricorrenti ne' quali nè premio ha il fedele nè pena il disobbediente , rimase Giuseppe tra scurato fra molti che avean trovato modo da rendersi ac cetti al Sovrano . Dolente di questa pena , che certamente
191 non avea meritato , domandò il congedo per ripatriare , e l'ottenne. Prima di partire diè al Fraveth , Uditore dell' esercito , i conti , cosa non imitata da altri a quei giorni disastrosi , e rimase creditore di alcune centinaia di ducati , de' quali per la povertà dell' erario non potè ottener pagamento .
Tutti gli uffiziali esteri avvezzi al comando paterno e severo a un'ora dello Tschudy , si lamentarono dapprima di quella perdita, e poscia domandarono ad alte grida seguirlo. Allora il Generale de Bourcard diceva al dolente uffiziale, esser cosa poco onorevole preporre il privato affetto al dovere , non esser opportuno quel tempo per abbandonare la divisa militare , che sarebbe stato segnale d'abbandono generale , doverne attender altro più propizio. De Tschudy sapea scernere la linea che separa il dovere dell' uomo pubblico da quello del privato , tacque , e rimase , ad detto momentaneamente agli uffiziali della Piazza di Paler mo • dove però appena fu giunto , lo destinarono a far le veci del Colonnello Candrian che in Misilmeri compo neva un novello Corpo raccozzando tutti gli esteri che potea del disciolto esercito. Al Candrian non sapevano ob bedire quegli uomini varî di credenza , di lingua , di costumanze , e per questa ragione scorsi solamente sette mesi fu traslocato in Monreale per comporre altro corpo di gente meno difficile ,
e rimase quel comando al de
Tschudy. Egli adoperando giustizia rigorosa ed affetto illu minato non solo seppe tener tranquilli que' soldati , ma loro ispirò sensi d' onore , e que' santi principî di disci
192 plina militare senza i quali non può esservi esercito . E sì che non avea poco a fare ; andavano tuttodì a quelle bandiere i profughi , i prigionieri di guerra fatti nelle Spa gne , ed altri molti di perduti costumi che per delitti avean mentito il nome ed abbandonata la patria , per lo che accrescevansi d'ora in ora le file di que' soldati , e pure i buoni non ne venian guastati ,
i corretti rimanevano
fermi nel nuovo cammino , i malvagi cangiavan costumi. Belli eran que' soldati , buoni li avea renduti il duce , tutti graditi al Sovrano , tutti temuti a coloro che voleano porre a soqquadro l'unico dominio rimasto a Ferdinando . Gl' Inglesi determinarono il Re a spedire truppe nelle isole d'Ischia e di Procida , se non per riacquistare il regno dove i Napoleonidi erano forti , almeno per com moverne gli spiriti e turbarne la pace . Non consentivano gl' inglesi ad aver a compagni i soldati del de Tschudy, nè a prima vista pareva che avessero il torto , perchè gente ragunaticcia , ed avvezza a cangiar di bandiere non era per ispirare fiducia abbastanza quando avrebbe ve duto innanzi a sè il mezzo ed il premio a novella fuga. Ma la Regina Carolina conosceva de Tschudy , confidava in lui , volle che andasse e seppe volere . Partiva Giu seppe divenuto Colonnello alla fine , e giunto e stabilito in Ischia , per mostrare . in qual conto dovessero essere tenute le dicerie inglesi su la diserzione di quei soldati che tenevano come certa , spedi venti dei suoi al Capo Miseno con l'incarico di sedurre quanti potessero di uo mini francesi. I venti tornaron tutti e seco loro andaro
193 no sessantotto soldati de' corpi Svizzeri e la Tour d'Au vergne. La qual cosa io qui dico non mai per far onta a' gloriosi eserciti di Francia che si piccol numero di vili non saprebbe infamare " ma per dire come fosse securo dei suoi Giuseppe , e quanto andassero errati gl'inglesi Tanta meraviglia ciò produsse , che cessato l'oggetto pro dotto dalla politica di stare in quelle isole , tutti andarono via , e rimase ultimo il de Tschudy co ' suoi per distrug ger le fortificazioni ; allorchè poi giunse in Palermo volle con escusabil iattanza presentare al Re ed ai Siciliani quei sessantotto abbigliati ancora dalla divisa franccse. Ormai siam pervenuti a tempi tristissimi. Un uomo in glese compiè l'opera intrapresa contro il più antico " e più fedele alleato del suo Re Guglielmo Bentinck di cui la storia tace se avesse o no l'incarico di far ciò che o però , ma narra che fu premiato e laudato , vide in Si cilia un lievito di fermento che pochi covavano , lo in coraggio , riuni i malcontenti , profuse l'oro e le pro messe , oppresse i molti fedeli , fece in somina tanto che la Regina dove per la forza andar prima fuori Palermo poscia fuori il suo regno , il Re abbandonar prima col fatto più tardi coi bandi il reggimento di Sicilia . In tanto sovvertimento i soldati tutti rimasero fedeli , comechè loro fossero telti sino i mezzi al vivere ed al coprirsi le carni; glorioso fu quel tempo
di privazioni quando veniva of
ferto l'oro il grado il potere in guiderdone dell' infedeltà; e questo coraggio pare che sinora abbia taciuto o dispre giato la storia , come se fosse da meno di quello che fa
25
194 incontrar morte gloriosa e subita sul campo. Primì in questa gloria furono i soldati del de Tschudy , e ciò dico considerando da quali vili principî fossero passati sul sen tiero dell' onore , e ripensando che più maltrattati furono perchè più temuti . Il destino però dovea essere compiuto Bentick divenuto con improvvido consiglio supremo duce dell' esercito reale , volle ed ottenne che due migliaia di que' soldati passassero armati e novellamente abbigliati agli stipendi inglesi , locchè facendo sapeva che il co mandante avrebbe dovuto cedere il campo , o piegarsi al l'infedeltà . Ed avvenne la prima di queste cose. Il de Tschudy consegnati i soldati all' inglese Macfarlane , ot tenutene a gravi fatiche le quietanze d'uomini , d'armi , e di vesti , domandò il congedo non potendo più utilmente adoprarsi al servizio di quel reggimento cui non rimaneva che il potere di segnar la propria perdizione . Ma questo congedo fu accordato con ben altri sentimenti del primo . Videro i Sovrani la cagione del disgusto " e da quel momento furono securi che in ogni tempo e sotto ogni bandiera il Colonnello era onoratissimo soldato , tarda ma bella testimonianza , e che non avea voluto piegarsi al colosso Brittanno , videro i suoi compagni che la sven tura spesso segue i leali , videro gl' inglesi che doveano stimar loro malgrado colui che nel servir il suo Re loro si era mostrato infesto , nel partire dispregiatore .
Nelle
lettere del Sovrano traluceva la benignità , in quelle dei generali l'alta estimazione. La Regina dalla sua terra di esilio scrivea , cosa meravigliosa in quel tempo ma che
195 la storia spiegò più tardi , raccomandandolo al Manhes duce francese ch' era in Calabria allora. Bentinck offerto gl' inutilmente il grado di generale a soldo inglese e'l comando della Legione italica composta dagli stessi suoi soldati , fece pagargli prima di partire quelle centinaia di ducati di cui era creditore sin dal 1805 , ed allorchè nell' armistizio del 1814 , incontrollo in Parma , mostrò a' generali napoletani il concetto in che lo avea , e la meraviglia sua nel vederlo ancora colonnello , quando avrebbe da tre anni potuto esser generale.
Molti altri uffiziali per la stessa cagione vennero col de Tschudy nel Regno di Napoli , e tutti combattendo sotto altra divisa ma per la patria , mostrarono l'ingiu stizia di coloro che ponevano a ragion di spregio per lo esercito transfarino la mancanza di occasioni propizie al valore . Murat pugnava allora nelle Russie' , sua moglie acco glieva benevolmente questi uffiziali e sopratutto il de Tschudy sciolto dall'antico giuramento , lo invitava nel suo palagio , lo creava colonnello di un quinto reggi mento d'ordinanza , novello corpo dopo che l' altro dello stesso nome difeso che ebbe virilmente Danzica col Rapp n'era andato prigioniero in Moscovia . Questi nuovi soldati erano Calabresi , e si mettevano sotto gli ordini del de Tschudy nelle vicinanze di Napoli , prima in Casoria , poscia a Pignataro. La guerra continuava , i Francesi combattevano contro tutta l'Europa , ma Murat univasi a' Tedeschi per cacciar dalla Lombardia il Vicerè Euge
196 nio Beauharnais. non
La disciplina delle nostre truppe allora
era severissima ,
l'improntitudine
acquistata dal
Marat ne' campi faceva che chiudesse gli occhi su le colpe de' soldati , seme funesto che spargeva l'improv vido senza pensare che avrebbe dovuto fargli raccorre amarissimo disinganno. La diserzione era il primo effetto della rilassata disciplina , e questa invadeva i soldati prima che partissero per l'alta Italia dove dovean lavare quella macchia combattendo sventurati ma non ingloriosi . Tschu dy perdè ventisei soldati pochi giorni prima che li con ducesse sul campo della guerra , magnificata questa diser zione agli occhi di Gioacchino dal Carrascosa 2 sotto gli ordini del quale eran que' soldati , procurava che passas sero alla terza della prima Divisione ,
che rimanessero
nel Regno , che finalmente quelli del Sesto li supplissero nelle fazioni guerresche .
Bello fu allora il veder come
piangevano i soldati del 5. ° dolenti che la viltà di po chissimi macchiasse l'onore di tutti , e dovesse farli po sporre al 6. ° dove la diserzione era per centinaia , gri davano altamente voler esser condotti alla pugna perchè non indegni successori de' bravi di Danzica . Il colonnello rimbrottavali dicendo meritata esser la punizione , dover una famiglia giustamente portar la pena di qualche tra viato , esser però agevole ottener perdono quando tutti senza eccezione si rimanessero fermi e sotto i vessilli . E poichè vide l'effetto seguir le parole ,
e d'altra banda
partito il sesto , corse in Napoli la sera , presentossi al Murat , e non ostante la folla de' corteggiani
e la pre
197 senza del Carrascosa , tanto fortemente a prò de' suoi fa vellò che Murat riconobbe aver troppo leggermente ope
rato " e messe le cose nell'antico ordine rendette giustizia a que' soldati , e fregiò il colonnello della stella delle due Sicilie . E'l duce e i soldati si mostrarono degni di ciò ch'era stato fatto in lor favore , che combattendo i Francesi del Vicerè al Panaro a Rubiera a Reggio il quinto di linea non ismenti quell' orgoglio che avea renduto eloquente il suo comandante. In tali combattimenti quei calabresi si mo strarono valorosi sempre , e talvolta temerarî ; allora il Carrascosa riconobbe aver con prevenzione giudicato
il ·
de Tschudy , e questi apprese ad estimar quel Generale per le fazioni di guerra . Ed a costui richiesta , in varî giorni gli uomini del quinto ebbero venti decorazioni e molte promozioni . L'anno di poi divenuto il Murat partegiano francese i soldati del de Tschudy continuarono a combattere da strenui. Più difficili divennero allora le cose perchè lo esercito pugnava in ritirata ,
quando i comandi erano
dubbi , l'eseguirli malagevole , le vettovaglie scarse o man canti , i profughi molti , moltissimi i nemici , i popoli avversi , le promesse d'impunità ripetute , l'esempio dei vili contagioso . Il de Tschudy era sempre alla testa dei suoi tenendoli raggranellati , e fedeli in mezzo allo sban damento degli altri , e pur era ferito nella spalla dritta da un' archibugiata tirolese ricevuta innanzi Bologna . Egli ed i suoi erano giunti in Capua allorquando fu segnata
198 la capitolazione di Casalanza . Egli consegnò la Cassa mi litare intatta alle autorità Amministrative militari , pagati prima tutt'i soldati e gli uffiziali , e sovvenuto il Corpo di Verdinois con tremila franchi. Per quella ferita la Stella delle due Sicilie fu cangiata in Commenda. Un' altra glo ria però aveansi procurata que' bravi Calabresi . Allorquan do Murat comandava ripetutamente al Generale Fontaine forzare il ponte sul Panaro e 'l Fontaine vilmente recu sava , Carlo Filangieri alla testa di pochi cavalieri si spin geva ad una morte quasi secura . Caddero tutti que' bravi , e'l Filangieri con essi. Pugnavano gli Austriaci per pre dare quel corpo creduto cadavere pugnavano i Calabresi del 5.
per salvarlo . Acre fu lo scontro , terribili i colpi ,
varia la fortuna dapprima , poscia favorevole a' Calabresi, e questi portarono in Napoli sugli omeri il prode crivellato dalle palle ma non estinto , e volle fortuna che guarisse comechè a grave slento. Capua fu per brevi giorni gover nata dal de Tschudy. Mutato affatto il reggimento di Napoli ,
e cessato pei
governatori francesi con la disfatta ogni dritto ottenuto dalla vittoria , per ordine del Re Ferdinando compose il de Tschudy un nuovo corpo estero , rendendolo a ciò me ravigliosamente atto l'antica abitudine , e l'agevole favel lare in varie lingue. Egli adempiva l'incarico nella Provincia di Bari che
anche resse per la parte militare 2 quando funestamente la peste si mostrò nella città di Noia. Inviato il Mirabelli , divenuto chiarissimo per la difesa di Amantea 2 a far si
199 che il male non si diffondesse nel regno e fosse spento, quel corpo ancora non ben composto servì a circondar la misera città guardando le controvallazioni , e così attenta mente la guardia fu fatta che nè uomo , nè merce , nè animale uscendone , fu la tremenda malattia distrutta nella sua stessa cuna , e'l regno assicurato . Rimase il Colon nello nelle Puglie alla estirpazione de' malviventi nella qualità di Sotto Ispettore delle Truppe estere sotto il co mando di Riccardo Church Generale inglese a' nostri stipendi.
Stette in quell'incarico sino alla sciagurata e poca del 1820 , quando fu creato Maresciallo di Campo , e coman dante per pochi giorni della Piazza di Gaeta , e poi per minor tempo di quella di Capua . Ritornato l'antico ordine di cose " piacque al Monarca rammemorare la vita pas sala dell' uffiziale e nominarlo Colonnello Comandante le reliquie delle infanterie del distrutto esercito . Al qual in carico per se gravissimo altro ne fu aggiunto non meno pesante , quello cioè di chiarire i conti delle truppe sban date , locchè fatto con lealtà e prestezza gli proccurò molte lodi. Egli da quel tempo creò i Corpi nominati Re , Re gina e Principessa andando in Castellammare , Solmona, Avellino , Melazzo , Napoli , e Palermo assumendo poco dipoi il comando della seconda Brigata di linea. L'anno seguente fu creato Brigadiere , e nel 1826 de stinato a comandar due novelli corpi venuti dalla Svizzera. I quali cresciuti al numero di quattro lo ebbero ad Ispet tore nel 1827. Divenuto egli Maresciallo di Campo di bel
200 nuovo ( 1828 ) , tanto seppe destreggiare nel difficile co mandamento che incontrò grazia presso del principe reale Ferdinando ,
allorchè questi fu creato con sapientissimo
consiglio capo di tutte le nostre armi . E mancato ai vivi il valoroso generale napolitano principe di Campana , duce delle armi di Sicilia , il principe proponeva all' augusto genitore il de Tschudy a surrogarlo ; la qual cosa otte nuta partiva il Maresciallo per lo nuovo suo incarico al 5 Giugno 1830.
Qui comincia una novella vita per il generale de Tschudy vita che riuniva l'uomo di guerra all' uomo di stato , vita che servi a renderlo carissimo al Monarca , e stimato da n tutti. Per le vicende di Sicilia e di Napoli molte cose militari avean d'uopo di riforma e di miglioramento nella parte del regno al di là del Faro. Le prime sue cure volse alla disciplina delle milizie . Poscia vide esser gl' infermi soldati male alloggiati nell' ospedal militare di S. Francesco di Paola, e curò ampliarlo , ed abbellirlo ; procurò che il nu drimento e le medele fossero migliori ,
sbandi l'incuria
e'l furto , fece in una parola sì bene che l'augusto nostro Re visitando l'Ospedale dispose che vi si allogasse la statua del Generale , ordine cui la modestia di questo non diede esecuzione. Ridusse a buone forme le caserme di S. Gia como del Noviziato e de' Quattro Venti accrescendone gli edifici. Creò per così dire quella della Vittoria su la strada che mena a Monreale ; rinnovò l'altra di Castellamare ; rendè il Castello del Molo capace di due Compagnie . Apri
201 una via comoda alle artiglierie del Palazzo Reale , un altra alla caserma del Noviziato. Le quali cose tutte furon fatte ad onta degli ostacoli suscitatigli , e solo potè riescirvi perchè il Sovrano provvido approvò le belle mutazioni qualche volta prima , spesso dopo che fossero state eseguite .
Nè alle cose militari s' arrestò il Generale ; egli volle indicare che la missione degli uomini di guerra non è soltanto quella di distruggere . Una vasta congerie di sassi esisteva in Palermo nel luogo ab antico detto Papireto , e colà era il ritrovo delle laidezze , il deposito delle lor dure. A sue spese produsse un delizioso cangiamento in quel sito , e vi sorge ora un'amena villetta dedicata da lui al Principe Leopoldo Luogotenente allora in Sicilia pel Re suo germano. E benchè veduta quell ' opera il Senato di Palermo avesse deliberato assegnare una somma mensuale di danaro per mantenerla in florido stato , pure egli volle durante la vita a proprie spese sovvenire all' opera sua. Avvedutosi il Senato dell' attitudine che s'avea a queste cose il de Tschudy pregollo che avesse preseduto all' ab bellimento della piazza ch'esiste innanzi la Reggia ; volen teroso accolse il Generale la domanda , e parte di quel piano è renduto uniforme e rigoglioso di alberi tanto ne cessarî in Palermo ,
e serve di ombrosa passeggiata a
que' cittadini . Ciò fu fatto in piccolo spazio di tempo co mechè gli acquedotti sottoposti e poco profondati gravi difficoltà presentassero . Lo spazioso ed utile lazzaretto sul mare fuori Palermo fu parimente menato in pochi anni a compimento da lui 26
202
come lo attesta la iscrizione appostavi da quei Sopran tendenti. Per non interrompere il racconto di queste opere non ho voluto narrare un fatto che avvenne nel I1 Settembre del 1831 e che fu onorevole per lo de Tschudy. Alcuni sciagurati corsero la città tentando disordinarla per profit tarne " ma tanto pochi erano che il pericolo fu assai mi nore di quello che appariva . In quel subuglio quando i pacifici si nascondono , e gli avidi si profferiscono , venia domandato al Generale che facesse andare i soldati per le vie a comprimer ciò che avrebbe potuto produrre uno scompiglio universale. Lo Tschudy profittando della trista sperienza fatta da altri nel 1820 , allorquando per simile misura era stato perduto Palermo , negò ; lasciati pochi soldati a soccorso della Polizia , ragunò
gli
altri fuori
la città , e si pose in buona mostra di combattimento . La cosa fu spenta sul nascere , perchè la malvagità era fra pochissimi , il Colonnello Statella perlustrando l'agro Palermitano ebbe in mano i delinquenti e tutto tornò al l'antica quiete. Ma i nemici del bene dipinsero la con dotta del Generale come timorosa o improvvida , e tutti vedeano imminente la sua disgrazia. Il Sovrano al con trario giudicò bene aver operato il de Tschudy e si ri masero confusi coloro che su la caduta di questo inten deano innalzarsi . L'avvenimento che ho narrato fu lie • vissima cosa in paragone di ciò ch'ebbe luogo più tardi; il pensiero rifugge dagl' infiniti mali che in Sicilia pro dusse il flagello desolatore dell'intera Europa.
203 Rapido come se avesse avuto le ali , il colera asiatico correva verso la bassa Italia ,
ed invadeva Napoli . In
Sicilia dominava il pensiero del contagio cosiffattamente che armi uomini e danaro aveano impiegato i Siciliani a guardarsi , forse poco a prepararsi nel caso che la malattia invadesse quella amenissima isola. Ma il morbo che sinora mente umana non ha compreso spregiò le cir convallazioni e s'apprese in quella Città prima lievemente poi con un furore di cui sino a quel punto non avea quasi mostrato l' eguale . Corse voce di veleno , fenomeno tristissimo che dappertutto accompagnò il distruggitore fla gello , la plebe fu commossa , in tutt' i luoghi era un fuggire , un celarsi , una disperazione ; i paesi circostanti fortemente persuasi poter esser diffuso il colera per via di contagio nè viveri spedivano alla desolata città , nè permettevano che uomo ne uscisse, i malvagi uccidevano in qualche villaggio con inauditi martori coloro ch'eran preposti alla sicurezza pubblica , o che riscuotevano le gravezze , le nimicizie private colà prendeano la maschera di pubblica vendetta . Dall' altro canto le persone notabili și celavano o cercavano scampo al flagello nella fuga , i medici inconfidenti nell' arte propria scordavano il loro ministero e 'l valore usato , le poche medicine preparate erano piuttosto rapite che comperate , i vincoli del sangue e dell'amicizia infranti , e la falce della morte rotelava uccidendo a migliaia per giorno i celati , i fuggenti , i curati , i derelitti . Forse non mai l'ira divina si mostrò più tremenda. In tanto orrore il Generale delle Armi de
204 Tschudy che con piccola mano di soldati renduta anche minore per morte o malattia ( 1 ) dovea raffrenare i pes simi o i disperati , difendere le castella , contenere i pri gioni , provvedere i vivi di nutrimento , i morti di sepol tura . Tacquero allora i dispareri , il pericolo riunì gli animi dei reggitori , i soldati e i duci gareggiarono di coraggio tutti fecero il loro debito , e pur cadeano colti da morte o mal vivi per le privazioni e'l morbo asiatico .
Che facesse il provvido Sovrano per riparare a tanto danno lo dirà la storia , e fu pietoso consiglio divino che pochi giorni durasse la malattia in Palermo benchè avesse distrutto un sesto degli abitanti . Piacque allora al Mo narca premiare il de Tschudy , e volle dire nel promo verlo a Tenente Generale , che ciò faceva per l'attività lo zelo e la fermezza mostrate da lui nell' emergenze della Sicilia. Anzi volle più tardi ( 2 ) che assumesse il reggimento della Sicilia poichè di là era tornato il Duca di Laurenzana ; e questa carica fu l'ultima che il de Tschudy si ebbe . Governare i popoli rendendo rispettate le leggi, amato il Sovrano , incolumi le proprietà , corretti o intimiditi i malvagi , premiati o incoraggiati i buoni , ecco quello ch'è dovere di colui che regge a nome del Monarca. Dal momento in cui Giuseppe prese le redini della Sicilia curò l'adempimento di questi doveri. Facile era l'accesso
(1) 67 uffiziali furono spenti.
(2) Parole del Decreto.
205 a lui durante nove ore del giorno , il povero che chiedeva pane o giustizia non attese mai un minuto per parlargli, nè parti mai scontento per denegata giustizia , o per limosi na recusata . Volle rassicurati gli animi , difese le robe , e vi riescì non solo perseguitando senza posa i grassatori e ponendoli nelle mani dei giudici , ma promovendo le opere pubbliche , santo ed umanissimo mezzo di scemare i delitti , perchè a'poveri då lavoro e pane La prigione dei malfattori che deturpava la bella via del Cassero e pro duceva sempre timori , venia vuotata nei giorni festivi dedicati alla proteggitrice di Palermo , ed
i cattivi tra
sferiti in altro luogo dove benchè stivati , era malagevole guardarli ; il de Tschudy affrettò a tutt' uomo il perfe zionamento di porzione del nuovo carcere , e vi fè rin chiudere quegli uomini pericolosi . Ed acciocchè scompa risse dall' antico edificio ogni vestigio di prigione , pro pose al Re , ed ottenne che colà fossero traslocati i tri bunali , rimanendo vuoto l'antico palagio di giustizia per destinarlo agli uffici de' Ministri del Regno. Nei frequenti viaggi del Sovrano per la Sicilia egli pre sentava gli affari d'ogni branca del governamento e cu rava sollecito eseguir gli ordini che veniangli dati , ma ciò facendo procurava al Principe le benedizioni de'con tenti , de' famelici nutriti , degli oppressi ristorati , dei calunniati tornati in buona fama . Anzi una volta ritardo a bella posta il supplizio capitale d'un malfattore
acciò
potesse il Sovrano al suo giungere trovar occasione pro pizia a far rilucere l'animo suo abborrente dal sangue .
206 Fu allora che presentò al suo Re un lavoro nel quale tutto ciò che appartiene alla bella Sicilia avea notato si che ad un girar d'occhio poteva esser conosciuto quanto a quella isola appartiene di denaro , di uomini , di navi, di imposte , di produzioni , di commercio , di proprietà regie date a' privati , e ciò nè breve nè agevole fatica procurò a lui , ed al suo
aiutante Carlo Grenet che lo
scrisse sotto i suoi sguardi . Per le quali cose il Monarca contento dava a questo la croce del merito civile , a lui la Gran croce di S. Giorgio . Piaceva
a Ferdinando la
franchezza del suo Luogotenente , il de Tschudy adorava un Principe presso cui la verità trovava facile accesso , е che si rammentava d'esser uomo. Quindi non è a me ravigliare se continue dimostrazioni di gradimento il sud dito riceveva dal Re 2 e se questi onorava
il Generale
del dolce e raro nome di amico . Nè questo nome o quelle dimostrazioni eccitavano l'altrui gelosia , chè il de Tschudy nel fedele adempimento del proprio dovere faceva con sistere i suoi raggiri ; laonde ebbe pochi o niun nimico fra tutti , niun invidioso tra gli ottimati . E così facendo avea trovato il difficile segreto di obbligar tutt'i suoi di pendenti a vigilar su loro stessi , ad esser fedeli , pronti al lavoro , ma benchè severo fu estimato essendo dure agli uomini la bizzarria , e l'ingiustizia non mai l'equa e continua severità . Negli ultimi affari che tennero gli animi nostri sospesi tra il pericolo della guerra o'l timore d' ignominia , Tschudy comprese il giovane nostro Sovrano , e vide che solo se
207 guendolo poteva esser salvo l'onore ; allora non perdono a fatiche , a vigilie , a vigilanza ; le armi furon appron tate ,
gli spiriti delle truppe elevati , gli ordini rapida
mente venuti da Napoli celeramente eseguiti , l'attitudine dignitosa , i perturbatori , e le antiche simpatie di alcuni compresse , le fallaci promesse svelate , lo spirito pubbli co illuminato ; tutto finalmente " quanto uomo fedele al Sovrano ed alla patria può fare , il de Tschudy adoperò, e'l plauso de' buoni coronò il favore impartitogli dal Principe. Queste fatiche però , e quelle seguenti durate , nell'an dare colà del Re poco dopo , riscaldarono il sangue del Generale che già da molti anni pativa un umore acre e salsedinoso. Al principiar dell'Agosto ultimo per le brac cia mostraronsi varie antraci tormentose , ed una SO pratutto apparve tra la scapola destra e la colonna ver tebrale . Chiamati i migliori
cerusici di Palermo videro
esser giunti forse troppo tardi , avendo l'infermo dispre giato il male dapprima. Cure fraterne , affetto filiale , studio sedulo e continuo della malattia , segreti dell'arte , tutto adoperarono i professori chiarissimi che medicarono l'infermo e tutto indarno ; invano pure due professori spediti da Napoli corsero in aiuto de' loro confratelli , ed inutilmente diede un avviso il Consiglio Generale Sanita rio Militare di Napoli . Dio avea segnato i giorni di Giu seppe , e l'arte non valse a prolungarli , nè l'affetto dei Siciliani , nè le lagrime degli amici , nè le preghiere dei poveri nè i voti del Sovrano, Fosse stata almeno o men
208 lunga o meno tormentosa la malattia! Straziato , indebolito,
presso a morte 2 il Generale non avea che parole di ri conoscenza pe ' suoi medici e per gli assistenti . Era Giuseppe de Tschudy bello di aspetto , di fibra for te, di umor gaio e sollazzevole . Amantissimo della carriera militare contento ne soffri sempre le privazioni i disagi , le fatiche. Non abbandonò mai le bandiere , ed innanzi al fuoco nemico fu freddo per se caldo per i suoi soldati. Furono principi invariabili della sua vita l'adempimento a' doveri , il vero e leale attaccamento al Sovrano ed al paese. Riposa ora , com' egli avea scritto nel suo testamento olografo , nella celebre sepoltura de' PP. Cappuccini in Palerino, sino a che si ergerà una pietra che ne indichi l'estrema dimora.
G. QUATTROMANI .
4:3
209 DELLE DIFFERENZE POLITICHE FRA I POPOLI ANTICHI ED I MODERNI .
PARTE PRIMA.
LA GUERRA DI ANDREA ZAMBELLI professore DI SCIENZA E LEGGI POLITI CHE NELLA I. R. UNIVERSITÀ DI PAVIA . MILANO 1839 .
LIBRO SECONDO ( 1) Della invenzione delle Artiglierie e dei loro effetti sino alla guerra dei sette anni. Si hanno solo conghietture e tradizioni , circa l'età il modo il nome del primo scovritore della polvere . La pal ma si disputa agli Orientali , ai Tartari, a Bacone, al mo naco Schwartz e certamente non furon questi i primi ad usarla in guerra . La miscela del solfo del salnitro del carbone forse si conobbe anche prima del secolo XII , e valse per la dimostrazione della pubblica gioja per i giuo chi e spettacoli festivi . L'Italia però a cui il mondo va pur debitore di molte cose , e l'Europa ripete la ricca eredità dell'antica sapienza , vanta la gloria di averne pri ma conosciuta la forza di projezione , e di averla usata per la difesa ed oppugnazione delle città e nei combatti menti . Dalle assediate mura di Brescia ( 1311 ) tuonarono
(1) Leggasi il volume X.
27
210 le prime bombarde a danno degli imperiali soldati di Ar rico VII di Lucemburgo , e le milizie di Milano nel 1449 combattevano con ventimila moschetti . Eppure gli italiani anzicchè ritrovare in quella scoperta gli elementi incalco labili per la loro forza e grandezza , addormentati come erano sui passati allori , l'insegnarono allo straniero, onde esser facile preda di vicini ambiziosi e potenti ! Erano in quel tempo , dice Hallam , dominati dal disgraziato pre giudizio favorevole allo straniero, al quale senza ragione perocchè non era il vincitore , cedevano la palma del co raggio e della scienza militare ! « Dall' Italia ebbero le > prime armi da fuoco i forestieri , pe' suoi avvisi , ed am > maestramenti ne fecero costoro i primi saggi . Erano i > secoli di mezzo 9 secoli di bassi di sublimi di buoni e > di ree azioni ; ma tra mezzo a siffatta mistura è pur bello agli occhi nostri il veder gli italiani i primi nei › miglioramenti
della milizia . Chè se le artiglierie in
ventate pur da noi non ne vennero a perfezione , non › ne fu causa la poca attitudine nostra , che è anzi mol > tiplice e somma > non l'indolenza che dall' Italia in
nanzi la dominazione Spagnuola erane anche troppo › sbandita , ma si bene se ne deve riferir la cagione alle » vicende politiche de' tempi appresso , che la gloria dei pacifici studi a' nostri lasciando , posero in mano ad altre genti il dominio e la forza. » Fu lento il progresso fatto per tanta scoperta , perchè tutte le invenzioni umane avanzano con lentezza e pro gressivamente. Quello delle artiglierie ritrovò pure nel
211 l'interesse de' pochi la più ostinata opposizione , ed ebbe a combattere la cieca ignoranza de' tempi , finchè l'istesso avanzamento delle scienze e più ancora l'impero poten tissimo de'fatti , non ebbe dimostrato ad evidenza, che gli effetti delle forze meccaniche non tengono al paragone di quelle di projezioni , ed il meraviglioso fuoco greco , lé saette ardenti , gli oli incendiarî , son poca cosa , con⭑ tro i tiri aggiustati e ben diretti delle bocche da fuoco. Per le artiglierie sorge un altra epoca di guerra , si cambiano le offese e le difese, le armi le machine creano altri bisogni , e nuovi ordini e nuovi metodi. Dura però ancor lunga pezza quel dannevole e barbaro sistema delle scorrerie , che teneva in continuo pericolo le proprietà e la vita del pacifico cittadino. Or si dice « L'impulso a can » giamenti successivi è dato esclusivamente dalla scoperta istessa , che aiutò l'avanzamento di un arte da cui di pende la potenza degli stati , e non già dalle scienze . Molte grandi ed utili invenzioni son dovute al caso . Epperò il perfezionamento di quante scoperte onorano l'uomo è frutto della meditazione e dell' esperienza . Le scienze affine sempre le danno la miglior forma possibile, chè il sapere e non già l'ignoranza migliora e fa pro gredir le cose . E tanto era d'uopo che avvenisse pel quel ritrovato superiore a tutti gli altri .
Quant' anche il
caso avesse svelato la polvere e fortuita fosse stata l'istan tanea accensione del nitro unito al solfo ; la meditazione applicò questa scoverta alle armi , la sottomise a calcolo, ne regolò la forza. E le armi da getto de' moderni son
212 divenute superiori a quelle degli antichi non tanto a causa della scoverta polvere , ma per il progresso delle scienze naturali ed esatte che hanno secondata e per fezionata la prima invenzione . Perocchè « le artiglierie › contengono quanto ha dippiù efficace la potenza chi » mica di più ingegnoso la meccanica di più astruso ed > esatto la matematica . Ed il progresso di queste scienze e di queste arti ha necessariamente riverberato sulle armi , e quindi sull' istessa scienza ed arte di guerra. « L'invenzione delle artiglierie dette la spinta e favori il progresso di tutto ciò che alla maggior civiltà ed al < maggior bene de'popoli contribuisca . » Senza dubbio per le armi da fuoco migliorò assai il vivere civile , perchè le guerre divennero più solleciti meno lunghe , si evita rono le grandi invasioni de' popoli barbari , l'intelligenza vinse la forza fisica , e scemato così quello spirito caval leresco che lungamente signoreggiò le masse , le popola zioni furon neutrali nelle lotti , ne lasciarono la cura agli eserciti. Epperò la condizione sociale si cambiava in quel torno anche perchè alle pretenzioni locali succede l'unità della forza e del potere centrale , e la feudalità nata dal seno della barbaria, dopo averla combattuta , non ha forza per lottar contro le raccolte popolazioni , il po tère monarchico e
quello potentissimo della religione
di Cristo , che distrugge le caste , bandisce la legge di amore di universale fratellanza , il dritto di primeggiar solo per la virtù la saviezza l'ingegno. Poco a poco la feudalità diminuisce il suo potere , succedono tempi mi
213 gliori e rinascono le arti le scienze le lettere , germo gliano quelle pubbliche virtù che sono la forza delle na zioni la durata degl' imperi , e gli uomini animati delle più vive passioni , si spingono ne' viaggi nelle ardite im prese nelle invenzioni nelle scoperte. L'aspetto politico dell' Europa si muta , le relazioni dei governi incomin ciano ad esser frequenti , e le grandi monarchie sentono il bisogno della forza stabile e numerosa che mantenga la loro grandezza e ne accresca lo splendore. E questo avanzamento di civiltà pesando di continuo e sempre , su gli uomini su gli ordini sui mezzi , grandemente ha in fluito sulla scienza e sull'arte della guerra , ed è divenuto anche mezzo efficacissimo di vittoria. Ripetiamo in breve il nostro concetto , niuna scoverta come niuna scienza isolatamente considerata è quella che più ha spinto il progresso della guerra e del viver civile, chè se il loro fine e la conseguenza è stata sempre di assicurar l'utilità all'uman genere, tutte con anella quasi invisibili , si hanno dato continuo e scambievole aiuto ed appoggio. Lo Zambelli soggiunge « Perfezionavansi le armi da sparo , costituivasi la strategia , ed armi , ordinanze , › evoluzioni , tutto procedette di pari dopo il trovato della > polvere.... Col migliorar le bocche da fuoco , mi
gliorarono le altre cose , vennero queste in eccellenza > poichè furono quelle condotte a perfezione » . Or l'artiglieria al pari delle altre armi ha avuto mag giore o minore impulso
e svolgimento , secondochè
le
214 occasioni il genio de' capitani l'hanno dimostrata più • meno proficua in guerra , quindi i suoi migliorament i non sempre furon causa de' cangiamenti avvenuti nelle belliche cose . I prodigi di Carlo VIII in Italia son dovuti alle prime artiglierie campali ; eppure Macchiavelli scrive esser sufficiente alla fanteria di correr contro le bocche da fuoco , prenderle o renderle inutili ; e per moltissimi anni l'infanteria armata di picca , tenne al conflitto anche contro la numerosa artiglieria . Certamente il progresso dell'arte militare all'epoca de'condottieri non è dovuta alle novelle armi. Passano due secoli dalla invenzione , sorgono i Toligny i Maurizii , e le artiglierie restano nell' infanzia ancora per lungo tempo si accendono con la lanterna, e si sanno piantar solo sulla fronte di battaglia .
Gustavo
crea l'artiglieria mobile reggimentale , primo dimostra al passaggio del Lech il modo come usar tale arme ;
ma
finita la lotta di trent'anni l'infanteria si credette quasi la sola necessaria agli eserciti , e le bocche da fuoco pesanti come sono, si stimano poco adatte alle fazioni campali , ed il genio di Neuton del Torricelli dell'Haller si rivolge unica mente alle quistioni di pura e semplice balistica . Appare sulla scena del mondo Federico II e la scienza e l'arte della guerra ha grandissimo sviluppo , gli stessi soldati fronteg giano contro quelli di tutta l'Europa collegata ; l'arti glieria segue i movimenti della bella cavalleria del Seyd litz , ma sovente è piantata quale opera di fortificazione , ed una volta girata si ha per perduta . E finita quella guerra continuano le balistiche discussioni ,
qualche pri
215 vilegiato ingegno discorre del come usar le artiglierie nelle battaglie , ma le considera isolate e non combinate alle altre armi ; nè manca chi imprende a dimostrare esser sola la specie di bocche da fuoco necessarie nelle fazioni ed inutile e quasi dannevole la loro mobilità . Le prime guerre della rivoluzione si combattono con artiglierie mi gliori , e riunite come sono a reggimenti si credono se condarie alle altre armi . Per opera di Napoleone questa arma diviene la clave del gicante, che principia e dà fine alle battaglie ; non più si dubita della sua immensa ef ficacia e si proporziona il numero al terreno ed alla bontà de'guerreggianti . Durante però il corso di una guerra ora generale´ora parziale e continua sempre , la scienza e l'arte bellica quasi toccano la perfezione , le artiglierie subiscono significanti cambiamenti nel 1803 nel 1811 , e si aspetta il giorno della pace , per dare intero ascolto al capitano di Francia che si lamenta del lento fuoco di quell'artiglieria , che ha sostituito all'inutile cannoneggia mento di Valmy quello glorioso di Osterlizza di Wagram. Dicasi in contrario che quando maggiore fu il cambia mento nel guerreggiare, altrettanto s'intese più il bisogno di migliorar le artiglierie. Dopo il 1815 è dessa l'arme che più ha progredito; ed oggi forma il cardine degli eser citi , ed il numero si accresce sempreppiù, onde supplire alla mancata esperienza di guerra allo scemato valore delle milizie. Imperocchè quando migliaja e migliaja di soldati son preparati ad uscire in campo tutto ad un tratto correre dieci leghe al giorno , non fermarsi per qua
216 lunque ostacolo , combattere e passar sicuro negli accan tonamenti , è pur necessario di • aver le artiglierie adatte a siffatto mobilissimo sistema di guerra. Si aggiunga le bocche da fuoco maggiormente miglio rarono in quella particolare specie ove più spesso si usa rono . Allorchè la guerra si diresse alle piazze ed a's ti fortificati, quelle di assedio e di difesa chiamarono l'uni versale attenzione. Si mirò poscia alla distruzione degli ordinati eserciti , e le artiglierie campali si ridussero per tanto scopo . Le guerre di Spagna di Morea dell'Algeria del Caucaso facevano cambiar le bocche da fuoco di montagna. Ed ora prevedendosi la probabilità di avvicen darsi colle numerose flotte che corrono i mari , è costante lo studio alle artiglierie navali e di costa. L'uso delle bocche da fuoco sul mare fa grandemente differir le antiche dalle novelle guerre navali , e rende oggi anche su quell' elemento la perizia superiore al co raggio . Lo Zambelli ben ne nota le differenze ne' varî e particolari conflitti alla vela e nell'imbozzatura , nel dare e prender la caccia , nelle evoluzioni delle flotte , e poscia dice
Se negli antichi secoli un capitano di terra poteva
» divenire un buon capitano di mare , modernamente il generale di un armata navale ne deve sapere assai più » che un condottiero di milizie terrestri. Corrono differenze >> notabili nel fatto della perizia guerresca , fra il dirigere » una battaglia sulle acque e il dirizzarla in terra . » Tal difficile e dubbiosa quistione fu contrariamente de cisa dal primo , tra primi capitani del secolo.
217 Il generale in capo di un armata navale , dice Napoleone nelle sue memorie , ed il generale in capo dell' esercito di terra domandono qualità assai diverse . Quelle proprie a capitanar l'esercito di terra si hanno dalla natura , quelle necessarie per comandar l'armata navale si acqui stano dall' esperienza.
Alessandro e Condè nel fior dell' età han capitanato gli eserciti. L'arte della guerra campale , è un arte di genio d'ispirazione ; ma nè Alessandro , nè Conde , a 22 anni avrebbero comandato un armata navale . Nelle guerre sul mare niente è genio , o ispirazione , tullo è positivo ed esperieuza , ed il generale di mare ha bisogno della sola scienza della navigazione. Quello di terra ha bisogno di tutto , o di un talento che lo mette al caso di profittar di tutte le esperienze , e di ogni cono scenza. Il generale di mare niente indovina , sa dov'è il nemico , conosce la sua forza . Quello di terra non sa mai niente di certo , non vede mai bene il nemico , ně sa mai dove realmente si trova; e quando gli eserciti sono a fronte , il minimo accidente di terreno , il più piccolo bosco è sufficiente per nasconder parte dell' esercito ne mico " o solamente i tre quarti. Dall'insieme delle cose e per una specie d'ispirazione, il capitano in terra , vede conosce e giudica il suo avversario ; e quello di mare col giusto colpo d'occhio numera le forze contrarie. Ciò che rende difficile il mestiere del generale in terra è il co stante pensiero di far vivere tanti uomini ed animali, che se si lascia guidare dagli amministratori , è perduto ; in con 28
218 trario quello di mare non è mai per tanto preoccupato, non studia mai il terreno , nè esamina mai il campo di battaglia; chè il mare delle Indie delle Americhe della Manica è sempre un piano liquido , ed il più abile ma rino ha il vantaggio sul meno abile per la maggior co noscenza de' venti che spirano in tale acque , e dopo lunga esperienza da' soli segni atmosferici si rileva anti cipatamente quelli che debbono dominare. Il generale di terra non sà mai il campo di battaglia, non conosce dove combatterà il nemico , non ha notizie certe , e solo il colpo d'occhio e l'ispirazione danno norma alle sue operazioni . I dati su quali si basa la conoscenza deʼsiti , sono si even tuali, che s'impara poco o niente dall'esperienza , ed il veder tutto ad un tratto i rapporti che hanno i terreni secondo la natura delle contrade , è un dono " come anche il colpo d'occhio militare i grandi generali lo ripetono dalla natura. Non pertanto le osservazioni sulle carte topografiche , l'a bitudine di leggere su di esse , ajutano molto la riuscita delle imprese. Il generale di mare dipende più da' suoi capi tani di Vascello , che il generale di terra da' suoi luo gotenenti. Questi può prendere il comando diretto delle milizie , esser su tutti i punti , e rimediare i falsi movi menti de' suoi generali . Quello di mare ha una personale influenza sugli uomini del vascello ove inalbera la sua bandiera, ed il fumo delle artiglierie spesso nelle battaglie navali impedisce di vedere i segnali dell' ammiraglio , i venti cambiano e non sono sempre gl' istessi su tutta la linea ; sicchè è di tutti i mestieri quello in cui i subal terni più decidono.
219 Rari e difficile , dice l'autore, sono oggi gli sbarchi « e non tanto per la virtù di animosi soldati quando per le raccolte masse e per l'arte di bene indirizzarle ■ Or noi togliendo occasione dalle parole del Zambelli , c'in gegneremo in altra scrittura , di rannodar siffatta discussio ne a quella assai più interessante delle attuali fortificazioni marittime. Perocchè i prodigi del vapore , il cannoneg. giamento di Algeri di Lisbona , la presa di S. Giovanni d'Ulloa , di Acri , non valgono a dimostrare , in modo assoluto , la superiorità delle offese navali , e l'impossi bilità di vincerle . Quistione interessante per tutti vitale al nostro paese , ora segnatamente che il Mediterraneo ritorna ad essere il centro del mondo incivilito e commerciale, E ci auguriamo di far chiaro abbastanza , che non a danno o per timore il Cielo ci ha dato 900 e più miglia di costa ed un magnifico littorale sopra tre mari. Nè inutilmente ma quali elementi di forza e di ricchezza ci donò porti come Baja , Messina, Augusta , Siracusa, Brindisi , ed una classe numerosa di marinaj , che oggi nel commercio " ri Valizza per arte e destrezza con i più periti ed agili di Europa.
220
LIBRO TERZO.
Degli effetti delle artiglierie nelle guerre degli ultimi tempi ; e di alcune quistioni che le risguardano.
Vorremmo seguir lo Zambelli , più che in ogni altro suo discorso, nello scientifico confronto che fa delle guerre combattute da due capitani di Prussia e di Francia . Im perocchè ci è sembrato a sufficienza chiaro il dominio che oggi la strategia ha sulla tattica , e come la vittoria pre cipuamente dipende dalla virtù di chi sà vincere prima di giungere sul campo di battaglia , incatenar gli avve nimenti , e lasciar poco a quella fortuna potente in tutte le umane cose potentissima in guerra .
I Bavari ed i
Wurtemburghesi guidati da Napoleone vincono la con trastata battaglia di Armsberg contro le agguerrite bande tedesche ; gli Italiani che da secoli non più si erano rac colti in eserciti ,
messi sotto il comando dello stesso ca
pitano e de' suoi luogotenenti , guerreggiano con gloria in Ispagna in Russia in Germania ; e lord Welligton con duce più volte alla vittoria i mercenarii della Germania e per fino l'infingardo e molle Indiano . E l'autore forte della sentenza più volte ripetuta dal capitano di Francia ; negli eserciti odierni , un buon generale buoni uffiziali, una buona organizzazione formano ottime truppe, indi pendentemente dalla causa per cui combattono , ben vi aggiunge » Le milizie d'oggidì debbano aver coraggio > perchè anche esso è un mezzo per vincere , ma non
221 > il principale ; ma non è il coraggio di cui abbisogna → vano le soldatesche antiche. Oggi è necessario quel co ‣ raggio di rassegnazione che nasce dalla disciplina e dallo spirito di corpo . Proprio è de soldati odierni l'an· › dar rassegnati ai colpi dell' inimico per forma , che > non si scompiglino o sbandino al rumore delle arti › glierie , ma stian fermi nelle ordinanze e non ne tur › bino menomamente l'accordo > · • · « Possono i ca › pitani crear le buone milizie in ogni parte del mondo > e fra ogni stato e qualità di persone, perchè qualunque → truppa di gente in qualunque paese può essere dagli ‣ uffiziali e dalla organizzazione militare educata all' or › dine , alla precisione ,
alle rapidità delle evoluzioni ,
> allo spirito di corpo , alla disciplina su cui principalmente si appoggiano le moderne guerre . » A stabilire intero paragone tra il guerreggiare antico e quello moderno, era forse mestieri ragionar più lunga mente della gran tattica , e discorrere alquanto dell'ammi nistrazione militare usata nelle due diverse epoche.
E
l'autore dopo di aver superato molte e grandi difficoltà , si è lasciato sfuggire il più bel soggetto degno della sua penna. Ricordare cioè il segreto magistero che spinse gli antichi alle grandi imprese , e dimostrare come tutti son capaci dello stesso entusiasmo e disprezzo per la vita, e solo variano i mezzi come animar l' uno e regolar l'altro . Doveva ricordare che il costume conservato sempre di far parlare i capi a' soldati si poggia sulla conoscenza del cuore umano. E ben poteva porre a confronto le pe
222
rorazioni di Alessandro di Cesare e gli ordini del giorno di Federico di Napoleone . Raccogliendo il sunto de' tanti discorsi l'autore è con dotto a ragionar degli eserciti permanenti . Necessità po litica de' nostri tempi. Il passaggio della pace alla guerra è quasicchè instantaneo , e la lontananza le incerte al leanze la straniera protezione non mettono il paese al si curo degli insulti nemici . È chimera anzi stoltezza l'uni versale monarchia , la stabile confederazione tra potentati. É utopia l'idea dell' eterna pace , chi veramente vuol go derla si prepari a non temerla. Chè se le lotti son di venute più giuste e men frequenti , e l'universale è ri volto alle conquiste della pace anzicchè a quelle della guerra , pur non è cessato il desiderio di maggior potenza , il dritto del più forte ancora signoreggia il mondo , le ingiustizie le violenze son coperte dalle apparenze speciose da' sofismi , ed a nulla valgono le proteste ed i lamenti del debole! Non vi ha forza umana capace di prevenire e cambiar sempre gli avvenimenti che nascono dalla na tura delle cose e dalle circostanze ! Sarà un giorno ele mento di discordia quell' istesso furore del nostro secolo per gli interessi materiali , quello smisurato scatenamento di cupidità che domina gli individui le masse i governi. Adunque non saremo primo nel proclamare che il man tenimento de soldati pronti a tutte le eventualità è il sa crifizio più utile che fa un paese. Tutto si lega e s' in catena nella vita sociale , gli elementi della sua forza son pur quelli della sua prosperità ; chè l'agricoltore nel campo
223
l'artefice nel lavoratorio il negoziante al banco , divien più confidente e fiero a misura che la società nella quale vive si fa più forte e potente. E la gloria delle armi oggi come sempre rigenera i popoli, e conserva gli stessi governi . Tutte le virtù adornano le nazioni , diceva un nostro filosofo concittadino ma la virtù che più splende sta nei campi, il senno , l'eloquenza l'ingegno avanzano gli stati, il valore guerriero li conserva. I primipopoli erano rozzi ignoranti barbari ma durevóli perchè guerrieri. Quelli di civiltà corrotta presto caddero , benchè abbondassero buone leggi , statuti , oratori , tutt' i sostegni e gl' inci tamenti alla virtù , ma gl' infigardi avevano tollerato che le armi cadessero. Ora non più si tengono raccolte le intere popolazioni è solo una mano di soldati e pronta sempre per dimostrare äi novelli chiamati l'uso del coraggio il come si combatte. Il costume generalmente introdotto in Europa degli e ◄ serciti stanziati è da preferirsi certamente a quello di < agguerrir tulta una nazione , come facevano gli antichi < con manifesto danno dell' industria cui non inclina un popolo armigero , e della quiete pubblica , facilmente << turbata , costume da preferirsi ancor più al reggimento << feudale che opprimeva la nazione e soffocava il seme • di ogni civiltà . » . . .
Il rendere armigero tutto un
popolo non poteva più confarsi ai tempi moderni , ed » oggi con gli eserciti permanenti , l'indipendenza delle ‣ genti la prosperità e la gloria viene assai meglio e in perenne modo assicurata contro le vari età de'sociali
224 e politici costumi , che erano cagione di tante cose varie > e così strane vicissitudini nell' agitata e travagliosa an > tichità
Si aggiunga , la preponderanza del potere mi
litare in Europa per molto tempo e con grave danno del l' incivilimento , raccolse negli eserciti solo una folla tur bolenta ed indigente , pronta a trascorrere nei maggiori eccessi , ludibrio sempre di capi astuti ed ambiziosi , stru mento delle altrui passioni ; ed in contrario oggi la có scrizione e l'ordinamento delle riserve , son causa della fiducia e del riposo universale , ed esercitano una van taggiosissima influenza sull'istesso progresso della comu Banza civile . L'esercito in tempo di pace , diceva l'illustre maresciallo Soult , è la scuola militare che le generazioni traversano a vicenda per impararvi le armi la disciplina la fatiga le privazioni ,
e nel passaggio continuo dalle
bandiere alla famiglia dalla famiglia alle bandiere ,
son
tutte le garanzie dell' ordine della moralità della forza. Or la guerra al cui scopo concorre la somma delle umane cognizioni per esser divenuta a tal mestiere ove › più vale il senno che la forza del braccio più la guer > resca perizia che il cieco coraggio » i Principi ed i go verni tutti inquieti dell'indebolito spirito guerriero, per le abitudini e gl'interessi della pace, aumentano ogni gior no i mezzi materiali , si apprestano le difese regolari ed or dinate , ed animano le milizie colla fedeltà , il sentimento dell'onore il dovere. Perchè poi nelle occasioni le forze non mancassero di esperienza e di consiglio ,
accolgono ogni
gloria , spingono con tutto ardore lo studio e la pratica
225 delle cose di guerra ; ed alle sommità degli eserciti non più mettono gli uomini stranieri alla scienza lontano dalle fatiche e dall' esperienza de'campi . E d'altra parte danno vita al paese , pongono in alto quella superiorità dell'in telligenza che tutti accettono perchè nessuno usurpa , e stringono sempre più la scambievole confidenza la stretta unità morale ', sicchè ne' giorni difficili e di lotta ciascuno serva secondo la propria forza o influenza , e quanti re stano alle armi possano con animo risoluto dimostrar co raggio ne' successi , fermezza nei rovesci ( 1 ) . Il carico che si ha imposto lo Zambelli e ben lungi dall' esser compito , e quanto gli resta a
pubblicare è
fatto per tanto ingegno è sarà d'interesse maggiore . Noi siam desiderosi di vederlo quanto prima determinar gli
(1) Nel terzo volume dell' Antologia ( 1835) discor rendo delle milizie ottomane dicemmo
« Oggi non si
» ordinano eserciti là dove non sono nazioni incivilite › e diligenti ; giacchè il presente sistema di guerra > si ferma sulla forza morale delle masse , la quale › rende la volontà risoluta , ispira quella fiducia tanto necessaria , fa credere leggieri i rovesci , i sacrifizi nulli , e porge i mezzi per conseguir la vittoria vari » successivi e nuovi sempre » E gli avvenimenti in Affrica nell' Afganistan nella Cina ed ancor più la pic cola lotta sulle coste della Siria , hanno aumentato il numero delle prove storiche comprovanti quel principio. 29
226 intimi ed incontrastabili legami che uniscono la guerra alla politica ; anche perchè al primo svolgere i due vo lumi già messi a stampa , portavamo intera fiducia , che l'autore per la sua particolare condizione , si fosse più ri volto alle morali e filosofiche considerazioni , e meno a quelle materiali e speciali .
Senza dubbio dovrà praticar
tanto svolgendo i grandi periodi degli annali del mondo. Dirà il modo ed i mezzi usati dalle antiche repubbliche, nel torre vantaggio della loro forza e delle successive vit torie , e più ancora come seppe il popolo romano spinger le sue Aquile all' Oceano al Reno al Danubio al Tigri all' Atlante , e reggere per secoli sproporzionate conquiste. Nel tracciare i novelli sistemi e metodi usati nella mez zana età , nel secolo di Carlo V , ed in quelle seguenti , certamente noterà come i dettati del segretario fiorentino potevano seguirsi nell'epoca di disordine di conflitti di sangue , ma son dannevoli nel secolo d'industria e d'intel ligenza , quando la politica non è più un mistero un arte e non è più vittoria il solo guadagnar tempo . Vastissimo campo si aprirà al suo bello ingegno allorchè giunto al se colo XVIII ricorderà quali avvenimenti ruppero il dritto pubblico fermato in Wesfalia . E rivolto al paese che volle riconquistare il dominio avuto per Luigi XIV , dirà come surse quello smisurato impero , che figlio di sforzi so praumani cento vittorie , ed un
eccedente splendore di
gloria non furon sufficienti a dargli vita , e colla sua caduta stabili i novello ordine europeo ; dando campo di sempre più meditare sulle vere cause della grandezza e decadenza delle nazioni !
227 Sarà allora ben facile allo Zambelli il notar
quanto
gli avvenimenti politicì , che quotidianamente si offrono agli occhi di chiaroveggenti , sono in grandissima parte conseguenza , del dominio de' mari
lasciato nelle
mani
della potenza brittannica ; e la pèrdita di quel capitano al quale la natura aveva largamente fornito tutte le qua lità necessarie a vincere ed imperare , ma che ripose tutto nella sua vita , e non fu ad un tempo il primo nella guerra ed il primo nella pace . La storia dirà un giorno se poteva esserlo .
Capitano perfetto massimo nella
> guerra offensiva ebbe tali compagni d'arme quali po >> tevangli occorrere ne' varî oggetti delle sue guerriere > imprese , sicchè à lui non mancava , nè chi fedelmente > gli rapportasse lo stato de' paesi delle cose 2 ne chi in > un subito ne compren desse ,
e ne spiegasse i rapidi
cenni , ne alcun condottiere ,
ebbe mai più abili più
» valorosi più costanti esecutori degli ordini suoi . Usci › d'ogni impresa d'ogni pericolo a bene , e ad onore , › una serie non interrotta di trionfi e di conquiste furono » i suoi passi , ma quando i suoi maravigliosi successi » gli ebbero affascinato l'intelletto ,
quando l' ebbrezza
> dell'orgoglio lo condusse a disprezzare e le regole po sitive della scienza e gli uomini e le cose , cominciò la sua decadenza , mirabile non meno della salita. II ‣ quale disastro di un uomo si grande succeduto da si alto grado fa chiaro , che nella odierna civiltà la gran › dezza di un capitano per eminente che sia viene ad » essere necessariamente complicata di molti elementi
228 > stranei e di uomini e di dottrine e di mezzi , onde le › gesta di lui non tanto si debbono riferire ad ispirazio › ne di privilegiato ingegno , quanto i progressi dell'etá › e della scienza nella quale può egli bensì per virtù > propria divenire eccellente , ma sempre secondo i det > tami di essa. >> Compia l'autore il suo lavoro utile
all' universale ne
cessario per quanti son chiamati al governo degli uomini, e l'Italia avrà sempre più ragione di contar lo Zambelli tra le forti intelligenze della nostra epoca , come si vanta di tanti insigni in ogni utile e severa disciplina .
ANTONIO ULLOA. Uffiziale di artiglieria.
229 COSE DIVERSE.
Per gli usi del commercio e della guerra mancava una carta che colla maggior precisione ed esattezza avesse rappresentato le due coste , lo scandaglio , e la direzione delle correnti dello stretto di Messina pel quale corrono tuttodì le navi di tutte le nazioni . Per comando di S. M. il Re questo importante lavoro venne affidato al capitano dello stato maggiore Camillo Buonopane , ed al tenente del genio Raffaele Orsini addetto all ' officio to pografico . Le istruzioni superiormente date all' aopo I prescrivono che alla scala del хоосо la topografia del terreno di amendue le coste debba comprendere presso a poco l'estensione di 40 miglia quadre geografiche sul piano di operazione che ne racchiude 120 ad un bel circa. Però quella riguardante la costa di Calabria sarà limitata da' monti di Scilla ,
e dalla
così detta
Torre del Lupo situata a mezzogiorno di Reggio ,
e
quella della costa di Sicilia lo sarà da Torre maggiore presso Torre di Faro e da Messina. Dal mese di luglio
a quello di dicembre 1840. la
parte geodetica coordinata ad otto punti trigonometrici , osservati nel maggio del 1820 dal maggiore Alessandro Ducarne , è stata già eseguita , ed in questa primavera i novelli punti trigonometrici osservati da due nominati uffiziali , somministreranno ad altri ingegneri del Reale
230 Officio Topografico , che vi saranno spediti , le neces sarie basi onde dar principio a' lavori di dettaglio. Continuano gli esperimenti per il fucile e le pistole a percussione ideate dal defunto colonnello Mori . Nello scorso mese di ottobre innanzi ad una commissione di uffiziali di artiglieria fu fatto il paragone tra quattro fucili di antica costruzione ed altrettanti novelli . Tirati con ogni fucile 40 colpi di quelli a percussione tutti lan ciarono il proietto e gli altri diedero 69 colpi mancati . In novembre poi essendosi tirati 2606 colpi con i fa cili a percussione, si ebbero solo sei colpi mancati . Ora si cerca di sperimentare le variazioni igrometriche della polvere , la quale per altra ha già dimostrato di aver la preziosa proprietà di accendersi solo sotto la percossa senza comunicar l'accensione .
L'armiere del terzo reggimento svizzero Carlo Met ter ha ridotto un fucile ordinario colla pietra focaja in guisa da scaricarlo anche colla capsula , senza che l'una usa ritarda o produca danno all'azione dell'altra . Si è creata una commissione di uffiziali di artiglieria , la quale regolerà gli esperimenti , e farà conoscere i van taggi e gli inconvenienti dell' arma così cambiata .
Si sono ripetuti gli esperimenti dell'obice alla Wil lantroys modificato nella real fonderia di Napoli onde ser vir quale bocca da fuoco per la difesa delle coste. La mattina del 28 decembre scorso , in presenza di S. E.
231 il direttore generale di artiglieria e di molti uffiziali superiori e subalterni dell' arma , furono tirati dieci colpi colla polvere di 120 tese , la carica costante di quindici libbre ed i proietti uniformi alla superficie u guali nel peso. Per i primi tre tiri l'obice si elevò per cinque gradi e la caduta del proietto fu tra le 1150 , alle 1250 tese , e quella media di circa 1216 tese . In seguito l'arma fu puntata con tre gradi di elevazione la prima caduta del proietto fu dalle 850 alle 950 tese e quella media di circa 893 tese, il numero dei rim balzi fu di 4 ad 8 , e la lunghezza intera dei tiri fu dalle 1250 alle 1650 tese e quella media di circa 1478 . Il giorno 28 gennaio furono colla stessa arma tirati 20 colpi , la polvere era di 110 tese e la carica solita di 15 libbre. Dato all' obice l'elevazione di un grado e mezzo la prima caduta del proietto fu tra le 700 e le goo tese , e quella media di circa 812 tese , il nu mero dei rimbalzi fu di 4 a 7 , la lunghezza totale del tiro tra le 950 alle 1200 tese , e quella media di circa 1075 tese.Dando 2 gradi di elevazione la prima caduta del proietto fu tra le 850 alle 950 tese e quella media di circa 1075 tese , il numero de' rimbalzi 4 a 7 , la lunghezza totale del tiro tra le 1050
a 1250
tese , e quella media di circa 1075 tese . Elevando l'o bice per due gradi e mezzo la prima caduta fa tra le 750 alle 950 tese e quella media di circa 891 tese ,
232 il numero de' rimbalzi 2 a 5 , la lunghezza totale del tiro tra le 880 alle 1100 tese e quella media di circa 1009 tese . Con tre gradi di alzo non si ebbero rimbalzi e la caduta del proietto fu ad 890 tese , e con tre gradi e mezzo fu a goo tese. ― Il sergente toscano Luigi Pierantoni ,
essendo di
guarnigione in Livorno , ha fatto un aggiunzione al l'ordinario fucile di fanteria , talchè 20 palle possono esser lanciate con forza uguale nello spazio di otto se condi . Ha parimenti applicato questa sua invenzione alle pistole , che scaricano sette palle nello stesso tempo . Gli esperimenti sono perfettamente riusciti , con picciolis simi difetti che l'autore si propone di ovviare United Service. - Il 28 novembre nel parco di Monceaux si son fatte le pruove del battello portatile del signor Leclerc .
Il
battello pesa 200 kil . e fu facilmente varato da quattro soldati. Vi entrarono 45 soldati con armi e bagaglie ed alcuni barcajuoli . Il battello si governò come ogni altra lancia della medesima forma , con meno pesca ď acqua , giacchè pesa meno . In 21 minuti fa tratto a riva diviso interamente e chiuso in una cassa , fatta
co' suoi 爨 pezzi stessi , larga ed alta 90.
2 metri lunga ,
70
centimetri
Ci vuole ad un dipresso altrettanto
tempo per unirlo . Questo stesso battello ha già fatto al quanti viaggi , ed era sulla Senna al momento di una vio
233 고 lenta procella . Fu diviso e riunito 14 volte senza sof 3 frire il menomo guasto . Ognuno sente il vantaggio di tale battelli su tutti i fiumi che hanno poc' acqua , i quali possono di preferenza usarsi dalle vanguardie. Pe scando poco il battello , può anche con molto vantaggio sostituirsi alle zattere, così costose, per la deteriorazione che soffre il legname e la necessità di nettarle a quando a quando . - D'ordine del ministero della guerra in Francia s'inco
minceranno gli esperimenti de' moschetti a due canne onde armarne i sotto uffiziali dell' esercito. Nello scorso mese di ottobre nella piazza di Stra sburgo , e propriamente nell'opera avanzata fuori la porta di Osterlizza , si son fatti gli esperimenti di un nuovo mortaio detto
alla Dujardin , il quale gelta i
projetti a 4 mila metri . Le bombe si sono tutte lanciate nella pianura del Poligono. Per decisione ministeriale dello scorso gennaio , tutti i grilletti delle armi da fuoco portatili ed anche quelli adoperati nella riparazione delle armi, nelle manifatture o pe' corpi , saranno di acciaio temperato come quello della noce e dello scatto. Dovranno però consumarsi pri ma tutti i grilletti in ferro che sono nelle manifatture.
}
I grandi eserciti sentono la necessità di avere una speciale infanteria leggiera per alcuni servizi particolari alla guerra, i di cui battaglioni si vogliono composti di 30
234 soldati destri robusti e coraggiosi, onde segnalarsi ne'con tinui scontri , movendo da fiancheggiatori alla vanguardia alla dietroguardia , nelle partite . In Francia i battaglioni leggieri avendo ricevuto la novella carabina rigata furono spediti a combattere in Affrica , ma si è osservato che le piccole carabine non hanno il tiro sufficientemente aggiustato e la portata non adempie lo scopo , grandi son troppo pesanti .
quelle
Il ministro della guerra si
propone di ovviare a questi due inconvenienti .
-- Nella cazzetta officiale di Carlsrue del 14 decembre scorso, vi è un ordinanza del Gran Duca di Baden , che rende sicuro il supplemento de' cavalli necessario all'e sercito in pace ed in guerra . Tra le principali disposizioni si notano le seguenti . Si farà annualmente lo stato de' cavalli del paese buoni al servizio dell'esercito , onde seguir le regole del l'ordinamento militare della Confederazione Germanica . Gli amministratori de'distretti annualmente e nel mese di febbraio, faranno lo stato de'cavalli del distretto adat ti al servizio della cavalleria dell' artiglieria del treno. Tutti i cavalli del gran Ducato addetti al servizio dovranno esser compresi nello stato , secondo le diverse classifiche . I proprietarî de ' cavalli che le autorità non hanno notati nello stato ,
dovranno farne la dichiarazione ,
sotto pena di ammenda di 1 a 25 fiorini .
35 I ministri della guerra e dell' interno faranno la ri partizione
de' cavalli necessari al servizio dell' esercito
e quelli da restar dîsponibili per la riserva ,
-
Fra gli altri cambiamenti introdotti nell'esercito
bavaro , si è sostituita all'antica baionetta , la baionetta sciabla, simile a quella da poco tempo data a' tiraglia→ tori francesi di Affrica . I sotto uffiziali avranno la ca rabina rigata simile a quella usata da' Tirolesi . — In Prussia si son terminati e con successo gli espe rimenti per rendere più leggiera l'artiglieria da cam pagna . Ed ora in Spandau si continuano gli esperimenti per le palle a cassa sferica , di cui tutti ne conoscono ad un tempo , i micidiali effetti , e la difficolta di aggiu starne il tiro . Tutta la fanteria della guardia in Prussia ha avuto i fucili a percussione e le giberne adatte aʼnovelli fucili. E poichè nelle grandi manovre a fuoco spesso si era osservato , che il fluido elastico uscendo dalla lumiera degli ordinari fucili incomoda moltissimo il soldato che è sulla dritta , e spirando i forti venti la polvere pre parata nel bacinetto andava via e faceva mancare il colpo , così si è creduto rimediare a questo doppio in conveniente , alzando un piccolo talloncino di circa otto linee all' estremo del bacinetto .
M Nel passato mese di settembre nella pianura di Wol kow in Russia , si sono incominciati gli esperimenti delle
236 palle , le quali hanno la proprietà di accendersi dopo di aver colpito nel segno . È ben facile il veder quanto saran giovevolí tali proietti , nelle battaglie navali e nella difesa delle coste. L'ammiragliato inglese ha ordinato la costruzione di uña nave a vapore da guerra a vite d'Archimede eon due macchine ciascuna della forza di 200 cavalli . Con tale sostituzione il movimento della nave sarà accelerato e più uniforme , nè il vento avrà tanto ef fetto quanto ora , che spesso una ruota giunge ad essere in teramente immersa nell'acqua e lascia agir solo quella opposta. La nave potrà girar quasi sul suo centro , cosa interamente impossibile col sistema attuale delle ruote . È ben facile il veder poi quale altro vantaggio non ri trarranno in guerra le navi a vapore dopo tale cambia mento . Sarà allora assai più facile di esporsi al can noneggiamento, senza timore di vedersi inutilizzate le macchine dal primo colpo di cannone , e che la palla urlando contro le ruote della nave la ferma nel suo mo vimento . Tolto le ruote il cassero sarà interamente sgom bro, e le navi potranno aver su i fianchi la grossa arti glieria, quando ora si hanno solo alla poppa ed alla prua.
237 ATLANTE GEOGRAFICO CORREDATO DI NOTIZIE FISICHE , STORICHE , STATISTIGHE , E POLITICHE ESEGUITO SECONDO I PIÙ RECENTI PROGRESSI DELLA GEOGRAFIA E DEDICATO
AS.E. HMaresciallo di Campo MARCHESE DELCARRETTO CAVALIERE DELL' INSIGNE REALE ORDINE DI S. GENNARO , MINISTRO SEGRETARIO DI STATO DELLA POLIZIA GENERALE , ISPETTORE , COMANDANTE LA GENDARMERIA REALE EC EC. EC. ᎠᎪ BENEDETTO MARZOLLA
Impiegato nel Reale Officio Topografico.
Il voler tutta qui dimostrare l'utilità dello studio della Geografia ei ci sembra opera non necessaria come cosa già dottamente e con ampiezza trattata da valenti scrittori , i quali acconciamente han detto , che il non conoscere ciò che risguarda la terra che è nostro sog giorno , non altrimenti sarebbe che l'ignorare le varie parti della casa per noi abitata . Onde avventuratamente
.238 veggonsi questi studî non più obbliati o negletti , ma all' opposito con grande ardore coltivati . Ancora inutile sembraci toccare del diletto che arreca lo studio della geografia , essendo noto altresì
quanto grato torni il
discorrere se non con la persona almen con la mente tante e si diverse regioni del globo , osservarne la na tura , notarne i moltiplici prodotti ed apparare i vari costumi e l'indole dei diversi popoli componenti l'umana famiglia. Diremo dunque soltanto
qualche parola
del
l'atlante che ci facciamo a pubblicare . Lo studio della geografia
come tutti quelli delle
scienze fisiche , ha d'uopo del potente aiuto della vista . E però non potrebbe andare disgiunta dalle tavole rap presentanti i vari paesi una narrazione geografica , sic come le tavole senza la narrazione non potrebbero es sere gran fatto utili . Il perchè abbiam determinato di apporre sopra ciascuna tavola la descrizione fisica , sto rica , politica , statistica della regione di cui la tavola presenta l'aspetto , sicchè non siavi d' uopo di svolgere altre carte ed altri libri per gir rintracciando ciò che si brama d'apprendere . Il che produce il risparmio che riesce utile fuor di misura tanto maggiormente da che si breve è l'umana vita , e così lunga l'estensione del
sapere. A questo scopo medesimo ci siamo ingegnati di ri trarre dalle accreditate opere dei più recenti geografi
239 ( che la geografia procede di giorno in giorno più in nanzi ) le cognizioni più necessarie con ordine e chia rezza disponendole . E quanto agli scrittori che abbiam * consultati non vuolsi omettere di dire che ci siamo so pratutto giovati dell' opera di che l' Italia si onora del valoroso e lodato geografo Adriano Balbi , e segnata mente del suo Compendio della Geografia , opera tanto dotta e commendevole quanto modesta nel titolo ( 1 ) . Ma in vece di altro aggiungere pubblichiamo insieme al presente manifesto la prima tavola dell' Atlante , cioè La Carta generale di Europa la quale più delle parole varrà a far conoscere il metodo per noi tenuto.
Solo
avvertiamo che trattandosi di carte generali , le notizie appostevi presentano in brevi tratti il quadro generale di quelle che saranno distesamente particolareggiate nelle seguenti speciali carte di ciascuno stato , notizie che per amor dell'ordine saranno distinte in tre cate gorie , cioè Statistica , Geografia Fisica , e Geografia Politica , siccome vedesi essersi fatto nella Carta di
Europa .
(1) L'edizione che abbiamo consultata è l'ultima che ora si sta pubblicando a Torino sotto l'occhio dell'autore .
240 CARTE DI CUI Sarà composto L'ATLANTE
1. Mondo conosciuto dagli antichi . 2. Impero di Alessandro. 3. Egitto antico , Palestina , ed Arabia petrea . 4. Grecia antica, Arcipelaco , Macedonia , Tracia. 5. Asia minore , Armenia , Me sopotania. 6. Italia antica. 7. Le Gallie . 8. Impero romano ( sotto Costantino ). 9. Descrizione del Globo in due emisferi. 10. Carta generale di Europa . 11. Svezia, Norvegia , Danimarca, ed Islanda. 12. Alemagna. 13. Impero Russo ( in Europa ) . 14. Regno di Prussia. 15. Regno della Gran Brettagna . 16. Regni di Olanda, e del Belgio. 17. Regno di Francia. 18. Confederazione Svizzera. 19. Spagna e Portogallo . 20. Carta generale d'Italia . 21. Regno Sardo . 22. Regno Lombardo-Veneto 23. Gran ducato di Toscana . 24. Ducati di Parma, di Modena, e di Lucca . 25. Stato della Chiesa . 26. Regno delle due Sicilie 27. Turchia ( in Europa ) . 28. Carta Generale di Asia . 29. Turchia d'Asia, Persia, Arabia, Caboul, ec. 30. Indie al di là e al di quà del Gange. 31. Impero Cinese e del Giappone. 32. Carta generale dell' Oceania. 33. Carta generale dell' Africa. 34. Stati al nord dell' Africa . 35. Algeria . 36 Egitto, Arabia petrea. 37. America Settentrionale. 38. Stati uniti e Ca nadà. 39. Messico ed Antille. 40, America Meridionale ed isole dipendenti.
241 BIBLIOGRAFIA OPERE RIGUARDANTI LE SCIENZE LE ARTI E L'ISTORIA MILI TARE " MESSE A STAMPA NEL REGNO DELLE DUE SICILIE NEL SECONDO SEMESTRE DELL'ANNO 1840 .
-Cenno sugli avvenimenti militari ossia saggi storici sulle cam pagne dal 1799 al 1814 del conte M. Dumas tenente generale degli eserciti francesi, seconda edizione fascicolo 38. Napoli dalla tipografia all'insegna del gravina 18.0 . D. Carlos ed i suoi difensori opera del signor Isidoro Magués tradotta ed ampliata di ulteriori notizie da Gaetano Valeriani dalla tipografia di Matteo Vara Vico 1.° Portaria S. Tommaso Numero II. Elementi di topografia e geodesia pratica del Professore Vinci terza edizione con numerose tavole in rame 2. volumi in 8 du cati due. Elenco degli oggetti vendibili nel deposito di smercio del Real Officio Topografico in Napoli ed in Palermo A Napoli dalla Ti. pografia della Guerra 1841 . Appare da tale elenco che allo smercio del Reale Of ficio in Napoli al largo del Castello ed a quello in Paler mo vi sono I. molte carte geografiche , topografiche ed idrografiche , non che alcune piante particolari incise su rame ed in litografia. II . Varie opere riguardante le cose militari, tra le quali si numerano le varie ordinanze le collezioni de' decreti i regolamenti le istruzioni . III. I ritratti di varii sovrani , di tutti i nostri principi reali e di altri distinti generali e grandi uomini . IV . Varie vedute e disegni in litografia . V. Tutte le carte relative al servizio de' corpi dell'esercito e de' militari isolati . VI Quelle pel servizio degli ospedali militari. Ruoli de' generali ed uffiziali attivi e sedentanei del Real eser cito e della Real Marina di S. M. il Re delle due Sicilie per " l'anno 1840. Napoli dalla Tipografia Militare 1840 . - Solaio incombustibile nel conventino de' Mendicanti al novell Camposanto, immaginato e diretto da Salvadore d'Ayala già uffi ziale d'artiglieria , ed ora uffiziale di Ripartimento al Ministero della Guerra . Napoli 1840 . Nel prossimo volume riprodurremo tal piccola ed interes sante memoria, onde gli uffiziali del Genio conoscendo il ritrovato e le difficoltà superate dall'autore nel porlo la prima volta in pratica , potessero farne utile applicazione nelle moltiplici costruzioni. 31
242 Storia del regno di Napoli scritta da Massimo Nugnes, fasci colo IV. e V. Napoli dalla Tipografia della Guerra. Storia del regno di Napoli di Filippo M. Pagano uffiziale del Genio e già allievo della reale scuola politecnica — militare. Volume III. Napoli tipografia Sangiacomo. Quando l'universale faceva plauso ad un lavoro che si bellamente progrediva , ecco che l'autore lo arresta e po ne termine alla sua storia dimostrando quali erano le condizioni di questo regno sotto agli Aragonesi . Dolenti per tal decisione, facciam voti ardenti perchè il Pagano voglia cambiarla , e si decida a cogliere per intero il frutto di tante fatiche . Chè al suo bell'ingegno non mancano tutti i mezzi per superar gli ostacoli che si presentano a chiunque vuol discorrere delle storiche vicende . -- Catalogo de' libri esistenti nella Biblioteca del Reale Officio Topografico. Napoli dalla Tipografia della Guerra. La biblioteca del Reale Officio Topografico fu fondata da S. M. il Re FERDINANDO I. nell'anno 1816 a simi glianza di quella che era in Palermo , e lo fu per uso di quel bello e compiuto stabilimento e della numerosa guar nigione di Napoli . Essa mano mano si è ingrandita, sicchè ora è pure ornamento della nostra capitale , ed insieme alle quattro nascenti biblioteche ordinate da S.M.FERDINANDO II cioè quella dell' Artiglieria , del Genio e degli Ospedali Militari tutte in Napoli , e quella in Nocera per le milizie colà raccolte , è prova evidente dell'interesse che si pone al progresso delle scienze militari . Alla fine dell'anno scorso la biblioteca dell' Officio To pografico contava 14207 volumi , de' quali 766 sono scritti nell'idioma italiano , 97 in latino , 1488 in francese , 20 in inglese , 14 in tedesco , 18 nello spagnuolo . Suf ficiente è il numero de' manoscritti e molti sono gli ano nimi. I libri tutti si leggono nel catalogo per ordine alfabe tico e son divisi in 17 classi cioè : Architettura civile , Belle Arti ed istoria de' monumenti dalla fine del XIV al XVI secolo , volumi 764 dall' anno 1578 al 1840 Architettura idraulica volumi 108 dal 1723 al 1840 - Archi tettura militare volumi 272 dall'anno 1585 al 1840 - Artiglie ria volumi 243 dal 1621 al 1840 - Arte militare, Tattica , Stra tegia volumi 958 dal 1634 al 1840 - Geodesia , Geografia, To pografia , ed Idrografia volumi 450 dal 1567 al 1840 Legi slazione , Ordinanza , e Regolamenti volumi 583 dal 1681 al
243 al 1640 dal 342 Matematiche pure e miste volumi *840 1840 - Marina volumi 438 dal 1614 al 1840 - Storia uni versale e particolare volumi 2841 dal 1573 al 1840 - Storia Storia naturale volu militare volumi 661 dal 1614 al 1840 mi 625 dal 1735 al 1840 - Fisica , Chimica , Medicina , Chi rurgia , e Veterinaria volumi 79 dal 1730 al 1840 - Lettera Economia , Politica, Sta tura volumi 994 dal 1686 al 1840 tistica , Commercio volumi 475 dal 1644 al 1840 - Viaggi vo lumi 747 dal 1718 al 1840-―― Poligrafia volumi 2225 dall'anno 1584 al 1840 . La biblioteca ha inoltre 5914 carte geografiche cioè ; Carte universali fogli 1127 dall' anno 1820 al 1840 ·-d'Eu ropa fogli 119 dall'anno 1693 al 1828 - d'Affrica fogli 15 dall'anno 1746 al 1830 - dell' Asia fogli 17 - dell' America fogli 6 dall'anno 1746 al 1823 - Oceaniche fogli 43 dall'anno 1814 al 1824 Carte particolari d' Europa fogli 160 dal 1684 al 1827 - d'Asia fogli 44 dal 1683 al 1819 - d'Affrica fogli 101 dal 1685 al 1828 - d'America fogli 269 dal 1731 al 1826-- Carte del l'Italia settentrionale e meridionale fogli 522 dall'anno 1603 al 1827 - Isole d'Italia fogli 14 dall' anno 1686 al 1824 - Re gno delle due Sicilie fogli 275 dall' anno 1703 al 1828 - Spagna e Portogallo fogli 137 dal 1706 al 1824 - Portogallo fogli 82 dal 1662 al 1825 - Francia fogli 576 dal 1626 al 1826 Danimarca fogli 59 dal 1765 al 1817 - Svezia e Novergia fogli 31 dal 1769 al 1817. - Isole Britaniche fogli 308 dal 1733 al 1817 - Alemagna settentrionale, ossia Westfalia, Paesi Bassi, Sassonia fogli 360 dal 1627 al 1826 ――― Alemagna meridionale ossia Svezia , Baviera , Austria , Svizzera , ed Ungheria fogli 556 dal 1633 al 1828 -- Provincie Illiriehe e Turchia europea fogli dal 1700 al 1828 - Carte topografiche ed idrografiche della Russia fogli 138- Carte diverse fogli 5 dal 1817 al 1826 .
BIBLIOGRAFIA STRANIERA . FRANCIA. MAGASIN DE LIVRES SUR L'ART MILITAIRE " LA MARINE > LES MATHÉMATIQUES , LA PHISIQUE , LA CHIMIE, LA MI NÉRALOGIE , LES MINES ET LES PONTS-ET-0 AUSSÉES. LI BRAIRE D'AUGUSTE LENEVEU, rue des granDS-AUGUSTINS, 18 " À PARIS. Il existe dans mes magasins 100,000 volumes d'ouvrages sur les sciences et sur les arts . -Mémorial de l'Officier du Génie , ou recueil de mémoire observations et procédés généraux propres à perfectionner la fortification et les perfections et les constructions mi
244 litaires , rédigé par les soins du Comité , avec l'approba tion des Ministres de la guerre , 13 vol . in 8.º avec une grande quantité de planches . Le 13. Numero de la collection du mémorial viens de parai tre : On l'attendais avec impacience dépuis bien longtemps , car le mérite des Travaux publiés dans ce recueil , parait-suivre une progression croissante. Malheureusement , il est plusque jamais difficile de se procu rer , ce numero qui contiens cinq mémoires fors intéressants : 1. Un mémoire sur la stabilité des revêtemens et de leurs fondations , par Poncelet , membre dell'Institut. 2. Un rapport et mémoire sur la constructions et le prix des couvertures en zinc , par Poncelet , membre de l'Institut. 3. Une notice sur l'emploi du Bitume , par Perrin . 4. Une notice sur les Cuisines de Campement , servant de Chauffoir , par M. d'Houteville , chef de Bataillon du Génie. 5. Des observations sur le mode d'execution et de la restau ration du Pont-Levis à contrepoids variable , décrit au N.º 5 du mémorial . Tous ces mémoires sont d'un prix immense sous le rapport scien tifique. -Cours de Mécanique appliqueé aux machines , in f. " lithogra phie. Francs 100 . -Cours de Balistique par Persil , lithografie. Francs 30 . -Cours de Stabilité des Constructions par Persil , in f.º lithogra phie. Francs 40. -Introduction à la mécanique industrielle physique ou expéri mentale par J. V. Poncelet , chef de bataillon du génie, membre de l'institut de France, Académie des sciences, professeur de mé canique phisique et expérimentale à la Faculté des sciences de Paris, ancien professeur du cours de mécanique appliquée aux machines à l'école d'application de l'artillerie et du génie, etc. 2 édition entiérement corrigée et contenant un grand nombre de considérations nouvelles. 1 vol . in-8 de plus de 500 pages, gig. 7 -Examen critique des différences essentielles qui existent entre les armes à feu françaises et anglaises , et qui doivent être con sidérés comme la cause principale de l'infériorité des francais " dans leurs derniers combats avec le Anglais par Schilimmbach, ex-officier de l'armée prussienne 1 vol . in 8. -Histoire sommaire de l'Egypte sous le gouvernement de Mo hammed-Aly, ou récit des principaux événements qui ont eu lieu de 1823 à 1838 , par M. Félix Mengin , précédée d'une intro duction, et suivie d'études géographiques et historiques sur l'Ara bie par M. Jomard, membre de l'institut de France ; accompa gnée da la relation du voyage de Mohammed-Aly an Fazool , d'une carte de l'Acyr et d'une carte générale d' Arabie , par le même ; terminée par des considérations sur les affaires de l'Egy pte 1 vol. in 8. 1839 .
ANTOLOGIA
MILITARE ANNO SESTO - VOLUME XII. SECONDA SERIE .
SECONDO SEMESTRE . COMPILATA
PER CURA DI
ANTONIO
ULLOA
Uffiziate diArtiglieria Aggiunto allo Stato Maggiore dell'Esercito.
C'est la science et le courage qui donnent la victoire, et non la moltitude GUIBERT.
NAPOLI , DALLA REALE TIPOGRAFIA DELLA GUERRA
1841.
1
INDICE.
AVVISO IV CONTINUAZIONE . Del cenno storico sulle battaglie I · Vincenzo Garofalo uffiziale al ritiro , SOLAIO incombustibile nel conventino dei mendi canti al novello camposanto . Considerazioni ge nerali intorno alle costruzioni di ferro e mat toni vuoti - Salvadore d' Ayala già uffiziale di artiglieria capo di ripartimento al ministero di • · • 41 guerra • • 62 PRENDRE l'ennemi en flagrant délit . ANNUNZIO . Storia della guerra dal 1792 al 1815 69 DEL fuoco greco del basso impero e del medio e vo - Luigi Zenone Quaglia comandante la piaz za di Genova 73 MEMOIRE et correspondance de la guerre de succes sion d'Espagne , publiés par ordre du gouver nement , et precedé d'un introduction du géné ral Pélét directeur du dépôt de la guerre • • 105 Luigi Blanch CONSIDERAZIONI intorno il dizionario militare ita liano qual'è e quale dovrebbe essere — Francesco Sponsilli capitano del corpo reale del Genio . 14.5 DIZIONARIO militare francese-italiano di M. d'Ayala 225 ANNUNZIO . Sunto di tattica delle tre armi fanteria, cavalleria , l'artiglieria di Girolamo Ulloa .. 234 COSE DIVERSE - La novella sala d'armi nel Ca stello Nuovo - Esperimenti del fucile a fulmi nante del fu colonnello Mori - Delfucile ideato dal fu armiere Carlo Metter - Dell' obice alla · 235 Willantroys ec. ec... BIBLIOGRAFIA Opere riguardanti le scienze le arti e l'istoria militare , messe a stampa nel regno delle due Sicilie nel primo semestre del • 24.8 l'anno 1841 .
AVVISO.
Allorchè , sei anni or sono , imprendemmo la pubblicazione di quest' opera periodica militare tra le tante di simil genere , più segnatamente to gliemmo a modello lo Spettatore di Francia ; nè tralasciammo dall'inviar volta per volta i nostri lavori a quella riunione di scienziati , ed intelli genti uffiziali , che dal 1826 mena prosperamente innanzi l'opera più diffusa tra gli eserciti , che da tutti si studia e si consulta . Eravamo lusingati del modo vantaggioso come sempre avevano di scorso delle produzioni militari , che da qualche anno si
vanno mettendo a stampa dagli uffiziali
dell'esercito napoletano , quando il Direttore Noirot ci ha diretto il graziosissimo invito di darsi nel l'Antologia l'analisi di ciascun volume dello Spet tatore Militare.
Noi persuasi di fare ad un tempo cosa grata e sommamente utile a' nostri compagni d'arme " come meglio per noi si potrà risponderemo a sì gentile offerta , e nel prossimo volume incomin ceremo a ragionare di quella preziosa gradevole e svariata raccolta di cose di guerra .
CONTINUAZIONE
DEL CENNO STORICO SULLE BATTAGLIE (1).
La guerra del 1756 sarebbe troppo difficile a descri
versi. La corte non era allora che un focolajo d'intrighi e questi intrighi avevano invasa l'armata. I piani sono mal combinati , l'esecuzione non è mai franca nè vigorosa, i successi son lenti ed incerti, i rovesci pronti e decisivi . Hastembeck , Bergen , Willinghausen non ebbero alcun risultato; Kosback attirò alla Francia il viso dell'Europa. Nelle memorie che diventarono classiche , il prigioniero di S. Elena ha rimarcato i fatti dei generali di quell'epo ca ; noi vi rinviamo i nostri lettori , ma mentre che noi facciamo osservare al mondo a qual punto di avvilimento può scendere una gran nazione , si vede bensi Federico in nalzare la Prussia, povera e spopolata , al più alto grado di potenza e di gloria . Questo principe, il più grande uomo di guerra che i secoli abbiano prodotto da Annibale sino a Napoleone, produsse una rivoluzione nell'arte della guerra,
(1) Si legga il volume XI.
Ascoltando nel medesimo tempo le lezioni dell'antichità e le ispirazioni di un genio creatore , perfezionò tutte le armi. La fanteria prese dalla falange greca quei spiegamenti pronti e facili che permettono di passare in qualunque istante , dall'ordine di colonna all'ordine di battaglia , de gli esercizi continui gli appresero come andare incontro al nemico e schiacciarle con un fuoco vivo e micidiale .
La Cavalleria che pria di lui , pesante e poco maneg gevole , non caricava che al trotto, si slanciò al galoppo , e percorse in siffatta guisa parecchie miglia senza scomporre le sue fila nè perdere le sue distanze. L'artiglieria a ca vallo ( arma da lui inventata ) segui la cavalleria nei suoi movimenti rapidi , e la portò anche a profitiare di tutt' i cambiamenti della sorte , e di tutti i falli del nemico . Tali perfezionamenti " ovvero tali invenzioni recarono una nuova maniera di combattere . Invece delle battaglie di Condè , delle battaglie di posizioni di Lafeuillade e di Villeroi delle battaglie di Sito del Maresciallo di Sas sonia . Federico diede delle battaglie manovre a Huegau non che a Kesselsdorf , ove col manovrare egli circon da l' ala sinistra degli austriaci ,
e li scaccia dalla loro
posizione. Parimente è col manovrare , che alla battaglia di Praga circonda ed abbatte l'ala sinistra del principe di Lorena. Osservatolo a Lissa ove era inferiore di cinquan ta mila uomini , minacciare la dritta degli Austriaci , ed all'istante avanzarsi verso la sinistra che avevano sfornita, circondarli e sconfiggerli. Lo stesso movimento gli avreb be dato il medesimo successo a Kolin , se il centro non
3 și fosse impegnato senza ordine . Federico che ricercava battaglie , perche era certo di vincere trovò in Daun un novello Fabio . Abile nell'arte di sciegliere le posi zioni e trincerarvisi , il generale Austriaco seppe ricon durre le battaglie a degli affari di posizione o di sito; ma ovunque fu possibile di manovrare , egli fu battuto. Se non eravamo circoscritti nei limiti di un articolo , a vremmo seguito il Re di Prussia su quei campi di battaglia in dove la vittoria abbandonò i suoi vessilli , e là che lo avremmo veduto , sereno e giammai abbattuto , profit tare di tutte le circostanze, procacciarsi indefessamente dei nuovi mezzi , e meritare , mostrandosi sempre superiore alle sventure , il ritorno della fortuna. Federico non contento di lasciare dei gloriosi esempì ha tracciato sulle battaglie delle massime che meritano di esser meditate. Noi andiamo ad analizzarle , ma pria riferiremo ciò che Montecuccoli , degno rivale di Turena e Fequieres , giusto estimatore di questi grandi uominì , hanno scritto su tale materia. Così avremo in un rapido cenno fissato il punto ove la pratica , i precetti , gli e sempi , e le dottrine avevano portata la scienza delle bat taglie , allorquando scoppiò la rivoluzione francese che deve riguardarsi come un éra novella . D'accordo coll' Imperator Leone , di cui abbiam citato le istituzioni , Montecuccoli consiglia di non trascurare alcun mezzo onde animare ed esaltare
i soldatì , vuol
parimente che si riunisce la maggior forza possibile , poichè il Dio ch' egli invoca , è per la quantità dei battaglioni.
4 Colui che non osserva nella creazione del mondo che lo stabilimento dell' ordine , deve amare l'ordine , cioè a dire una conveniente disposizione di elementi confusi nell'istesso caos . Parimente il suo libro è un modello su questo rapporto. Egli va a servirci di norma , ma pria di parlare delle disposizioni che debbono precedere una bat taglia , riportiamo i consigli generali ch' egli antepone. 1.
Consultare lentamente ed eseguire con prontezza .
2.º Cedere qualche cosa all'azzardo , poichè colui che vuol tutto prevedere , è incapace di eseguir nulla . 3. Combattere a propria elezione e giammai secondo la volontà del nemico . 4.
Dare della riputazione alle proprie armi.
5.° Mettersi alla portata di profittare di tutte le congetture. Le disposizioni sono secondo i luoghi e secondo la specie delle truppe che si possono impiegare . Sotto il primo rap porto , bisogna affrettarsi di profittare degli ostacoli na turali per appoggiare i suoi fianchi , se sul campo di bat taglia sono delle alture , dei boschi , dei villaggi , bisogna impadronirsene , ed ivi prevenire l' inimico . Se un fiume copre un ala, si può senza alcun rischio condurre nell'altra tutta la cavalleria , e questa la manovra di Farsaglia . Se esistono dietro l'inimico delle profondi vallate , dei boschi folti , fa d'uopo profittarne per collocarvi delle truppe leggiere o dei dragoni che piombano bruscamente su di esso , se vi hanno delle maremme , fa d' uopo masche rarle per attirarvelo durante il combattimento . Le dispo
5 sizioni relative al piazzamento delle truppe diversificano un poco più , Montecuccoli che viveva in epoca dove le armi a fuoco erano già divenute di grande importanza , • ma non ancora si erano perfezionate , e non conoscevasi l'uso della bajonetta , si occupa molto della miscela delle armi. Il problema consisteva nel situare i picchieri abba stanza a portata degli archibugieri , dei carabinieri e dei moschettieri , onde poterli proteggere contro la cavalleria; e quell'autore si applica a risolverlo nel suo ordine di battaglia.
La sua armata è situata su due linee separate di tre cento passi , e ciascuna linea ha una riserva particolare . Se degli ostacoli naturali non coprono i fianchi bisogna rimediare coll'arte, scavare delle trincee , costruire delle tagliate d'alberi . Se si vuole fortemente attaccare un'ala del nemico , fa d'uopo operare colle migliori truppe , ed altirare l'attenzione dell' avversario sul punto opposto.
Il resto dell' armata deve al contrario marciare lenta mente , e rimanere in posizione
è questo uno degli or
dini di Vegezio , è questa la manovra di Epaminonda . Se si vuole attaccare con ambe le ali , bisogna rallen tare il movimento del centro per presentare una forma di mezza luna .
È questa la manovra che nel 1619 , valse
a Banier
la vittoria di Menrich in Boemia , è questo l'ordine scitico di cui parla l'Imperatore Maurizio . L'artiglieria si divide in grande ed in piccola :
la
grande va situata nei fianchi e sulla fronte della linea; la piccola negl' intervalli delle truppe .
6 Montecuccoli dopo d'aver parlato delle disposizioni ad dita dei precetti per l'azione . Bisogna sempre prevenire l'inimico , ed assalirlo pria ch' egli siasi spiegato in battaglia.
Marciare , se il terreno è eguale , ma rimanere in po sizione , se trovasi svantaggiosamente situato . Tirare continuamente , e con colpi successivi, onde non rimanere sprovisto di fuoco . Non impegnare le riserve che nel più pressante bisogno, onde disporne sempre quale ultimo appoggio ; far pochi prigionieri per evitare l'im barazzo di custodirli. Quanto all'esito della battaglia o si guadagna ,
o si
perde . Se rimanete vincitori , ringraziatene Iddio . Sepellite i morti , pubblicate con esagerazione la vittoria ; non date tempo al nemico di ravvedersi ; sollevate le popolazioni, guadagnate gli alleati , corrompete gli amici mentreche gli animi , avidi delle novità , sono scossi. Imitate Anni bale dopo la battaglia di Canne , tullo è propizio al vincitore , tutto è contrario al vinto , ha detto Tacito. Profittate dunque del momento , dividete la vostra armata eseguite in un medesimo tempo intraprese , prendete delle città , e ponetele nello stato di difesa . Si è vinto ? non bisogna perdersi di coraggio , ma rammentarsi che le armi sono giornalieri .
Devesi allora riunire l'armata ,
guarnire le frontiere , tagliare i ponti ed inondare le cam pagne. Se l'inimico v' incalza , bisogna sagrificare una porzione delle truppe per salvar l'altra , ritirarsi per
7 diverse direzioni ,
e distruggere i bagagli che non pos
sono trasportarsi . Fequieres che scrive quarant' anni dopo Montecuccoli principia il suo capitolo delle battaglie con stabilire le ra gioni che debbono indurre il generale a cercare o ad evitare l'attacco : le prime sono , allorquando si ha la superiorità del numero , quando il generale nemico è ina bile , quando regna la disunione nell'armata contraria , quando credesi che l'avversario non si sia aumentato , quando taluni successi han dato sicurtà alle nostre truppe. Le ragioni per evitare le battaglie sono naturalmente op poste a quelle che abbiamo indicate. Come a Montecuccoli , Fequieres divide parimente i suoi precetti in mezzi di previdenza , in preparativi ed in mezzi di azione , e sono gli ultimi ,
dic' egli saggia
mente , che al momento del combattimento decidono spesso del successo. I mezzi di previdenza sono
quelli stessi prescritti da
Montecuccoli ; fa d'uopo soltanto aggiungerci il consiglio di provvedersi di molte munizioni e di forte riserve di artiglieria. I mezzi del momento , sono di profittare di tutti gli ac cidenti del terreno , di operare un grande sforzo sul punto ove l'inimico è più debole , di conservare attentamente in marcia le distanze delle linee , pratticare dei continui alti per rettificare gli allineamenti , sostenere con fer mezza i colpi del nemico , fuoco.
e di caricarlo dopo il suo
Il fuoco di due righe oggidi adottato in tutte le ar mate d'Europa non permette più l'applicazione di que st'ultimo precetto ; lo stesso avviene per quanto Fequieres dice circa i movimenti in battaglia ed in colonna , che la tattica moderna ha molto perfezionati ; ma quello che siegue è di tutti i tempi. Se il successo è incerto il generale deve portarsi sul punto ove incontrasi maggior resistenza. Se la prima li nea del nemico è rovesciata ,
non bisogna darsi ad in
seguirla , ma soltanto marciare in buon ordine ond' es sere a portata di poter attaccare la seconda . Se questa seconda linea vien a soffrire la medesima sorte della pri ma bisogna ritenere le truppe sotto le bandiere , e non slanciare i corpi di riserva che ancora non han combattu to
spetta ad essi l'impedire al nemico di riunirsi e fare
dei prigionieri ec. Si sa che Fequieres dopo di aver esposti i suoi precetti , ne få l'applicazione alle battaglie alle quali erasi trovato presente . È dessa una sorgente feconda d'istruzione : noi vi rin viamo i nostri lettori. Federico non scriveva che per i suoi generali; i suoi con sigli debbono avere la forma e la concisione del comando . < Bisogna ricorrere alle battaglie per terminar le contese . << Bisogna prevenirle ; poichè quelle che risultano dal
» l'azzardo non recano verun vantaggio . : « Le migliori battaglie sono quelle dove si costringe il nemico a non rifiutarle .
9 » Rifiutando un'ala , e rafforzando quella che deve > attaccare si può portare la maggior parte delle forze >> su l'ala del nemico che si vuole attaccare in fianco . > Questa maniera d'attaccare offre tre vantaggi . » 1. ° D'attaccare il punto decisivo .
2. » 3.
Di poter prendere l'offensiva con forze inferiori. Di compromettere solo le truppe che
si si
> tuano innanzi , ed essere sempre pronto a potersi ri > tirare . >> Gli attacchi sul centro recano le vittorie più com. > plete ; poichè se si giunge a penetrarvi , le ali son » perdute.
» Gli attacchi di villaggio han bisogno di molta gente, >> che perciò ho cercato sempre di evitarli. » Villeroi fu battuto a Romilies per aver situato una » parte delle sue truppe in un terreno ove non poteva > agire. » Non bisogna far fuoco marciando , poichè è il ter >> reno che si acquista , e non gl' inimici che si ammaz » zano ciò che decide della vittoria . Dopo di aver esposto la teoria dei grandi maestri del l'arte sarebbe inutile il rapportare quel che ne dicono su questa materia Follard e Puységur , Guibert e l'Inglese Loyd . Siam giunti in un epoca in cui quest'ultimo scrit tore avrebbe recalo un nome più autorevole alle lotte immense , sanguinolenti e decisive , diamo a rapportare .
che in succinto an
Le prime battaglie della rivoluzione non sono che af
10 fari di posto ove ravvisansi più le tradizioni delle guerre dei francesi nei sette anni , che la meditazione delle lezioni e degli esempî di Federico . Tal fu la battaglia di Walmy ,
ove tutto si limitò ad
una semplice scaramuccia ; tal fu puranche quella di Jem mapes ove non si ottenne quell' esito che la superiorità delle armi francesi prometteva. Nondimeno bisogna con venire che Dumouriez fu a quest' epoca il salvatore della Francia . Egli seppe inspirare la confidenza nei soldati intimoriti dalle disfatte di Mons e di Tournay : egli seppe farsi obbedire dai capi che divisavano degl ' intrighi e del le pretensioni rivali. Non si saprebbe abbastanza ammi rare la sua marcia di Sedan nei stretti dell' Argonna , ch'egli giustamente riguardava come le Termopoli , ma ove gli era riservata una sorte più propizia di quella di Leonida. Se i suoi piani fossero stati bene eseguiti , Custin, invece di attraversare l' Alemagna , sopra Coblentz ,
si sarebbe portato
ed i francesi avrebbero guadagnato le
sponde del Reno in una sola campagna .
Una sola giornata donò il Belgio alla Francia , ed una sola giornata glielo fè perdere .
Dumouriez commise lo
sbaglio di dare a Nerwinden una battaglia in ordine pa rallelo , che fu ridotta ad un affare di posti per l'attacco della tomba di Medelwinden , del villaggio di Nerovinden che fu parecchie volte preso e ripreso , e di quello di Orsmael , ove Miranda non potette sostenersi . I francesi furono battuti e'l dovevano essere. I maneggi politici di Lafeyette , la defezione di Du
II mouriez , ed i numerosi rovesci , che ne furono il risul tato , avevano inspirato la massima diffidenza contro i ge nerali della vecchia armata. Obliavansi i servizi segnalati che avevano prestato i Valence i Custin i Kellermann i Dampierre i Biron ; e dalle file dei soldati sortirono all'istante dei generali , di cui l' Europa sorpresa conob be nel medesimo tempo l'esistenza e la gloria . Li osser veremo marciare per vie più grandi ,
più decisive , ed
innalzarsi dal loro nulla , ai più elevati concepimenti militari. Gli alleati che al terminar del 1793 avrebbero dovuto marciare rapidamente sopra Parigi , commisero il fallo di dividersi . Gl' inglesi si diressero sopra Dunkerque ; ed il principe di Cobourg che erasi di già impadronito di Va lenciemes e Condè , in nome dell' imperatore d'Austria , assedio Maubeuge ed il suo campo trincerato. Due bat taglie liberarono le due piazze. La prima ( Hondtschoote ) , che Houchard suo malgrado guadagnò , e di cui egli non seppe profittare , non è che un risultato dei combattimenti che fecero temere al duca d' Yorck che non gli si ta gliassero le sue comunicazioni con Furnes , donde egli traeva i suoi approvvisionamenti . La seconda merita di esser riflettuta , e Jourdan ch'erasi distinto in qualità di general di brigata a Kondtschoote , manovra a Walignies al pari di un allievo di Federico . Il principe di Cobourg aveva sessanta cinque mila uo mini sotto i suoi ordini .
Un corpo distaccato tratteneva
la guarnigione di Maubeuge , e la maggior parte della
12 sua armata occupava una fortissima posizione , poggiando la dritta alla Sambra al di sopra di Berlaimont , il cen tro a Douleus , e la sinistra Watignies. Tutto questo spa zio , secondo il metodo che Daun avea pratticato contro i prussiani , era coperto di ridotti , di trinceramenti , di batterie. Jourdan riunisce a Guise quarantaquattro mila uomi ni , ottanta pezzi di artiglieria , e dirigendosi per Avesny si forma davanti l'estremità di un bosco , che l'inimico aveva trascurato di occupare. La sua dritta è a Solre-le Chäteau , e la sinistra si distende nella direzione di Landrecies. La battaglia , che durò due giorni , avvenne il 15 e 16 novembre 1793. Il primo giorno i francesi attaccarono l'intiera linca ,
ma presentarono una batta
glia parallela che , lasciando deboli tutti i punti , non poteva recare che de' successi
momentanei e poco decisi
vi ; ma il general francese all' istante avvertì il suo sba glio ; trasferisce durante la notte la scelta delle sue trup pe alla sua ala dritta , ed al pari del re di Prussia a Lissa , circonda , abbenchè inferiore di forze , la sinistra degli austriaci ; circonda e riempie di fuoco Watignies ch' era il punto decisivo , la chiave di tutta la posizione , e ri porta una completa vittoria. A Watignies i francesi avevano combattuto per togliere il blocco di Maubeuge ; noi li vedremo prendere un altro andamento , e dare la battaglia di Fleurus per coprire l'as sedio di Charleroi , che il principe di Cobourg volea far togliere.
13 L'armata di Jourdan era forte di settantamila uomini di fanteria e
otto mila di cavalleria. La sua dritta pog
giavasi alla Sambra vicino a Teignies , avendo alle spalle Lambusart , il suo centro era davanti Gosseliers , e la sua sinistra , che coronava le alture di Landeli , veniva pa rimente a terminare alla Sambra. I francesi occupavano puranche un vasto semicerchio , che il Picton divideva in due parti ineguali . I villaggi di Raulez Wanversèe , Epi gnies Gosseliers , erano fortemente trincerati , e parecchi ridotti , di cui uno armato era di dieciotto pezzi di grosso calibro dominavano la pianura. Tutto questo spazio final mente formava un'immenso campo trincerato , che for mava una linea formidabile di circonvallazione . Il principe di Cobourg , determinato a respingere i fran cesi all'altra sponda della Sambra ,
si avanza alla testa
di cento mila uomini ; ma invece di scegliere un punto d'attacco ed ivi dirigere la maggior parte delle sue forze , divide la sua armata ed attacca il nemico su tutti i punti. Similmente , il successo che ottenne, nel primo momento , il generale Beaulieù , che costrinse la dritta dei francesi a ripassare la Sambra a Chätelet , non ebbe alcun risultato decisivo ; il generale francese , che aveva disposto le sue riserve , rinvenne il mezzo di ristabilire prontamente il combattimento , e dopo di aver praticato dei sforzi incredi bili per guadagnare il campo alla dritta di Wagnée , gli Austriaci batterono la ritirata su questo punto.
Non in
contrano un esito più felice sul loro centro e sulla loro dritta , dove il principe d' Orange avea in prima ripor
14 tato qualche vantaggio . A Fleurus , come a Watignies , la fanteria e la cavalleria francese combatterono con un coraggio che sconcertò la vecchia tattica dei generali for mati alla scuola di Lasus. I nomi che la gloria ha in se guito si spesso consecrato di Klèber , di Marceau , di Lefèvre , di Championnet , di Bernadotte furono con glo ria mentovati dal vincitore modesto , cui la posterità altri buirà la maggior parte di questa brillante giornata . Il ri sultato di questa battaglia , eletrizzò l'intiera nazione francese e fu immenso . Gli austriaci ripassaroro la Mosa ed abban donarono il Belgio , Gli olandesi e gl'inglesi si ritirarono sopra Brèda ; tutte le piazze della Fiandra ritornarono in potere della Francia ,
e la Francia sino allora minac
ciata nel suo territorio, non combatte più che per estendere le sue frontiere e punire i suoi aggressori . Il mentovare soltanto i nomi degli assedi dei combattimenti , delle bat taglie che segnalarono quest' epoca , oltrepasserebbe i li miti che mi son fissato . Offrirne il solo quadro, è anche molto, poichè si vede al nord Pichegru, Moreau inseguire gli olandesi e gl' inglesi dietro i fiumi e i canali ove essi credevano trovare un sicuro ricovero 2 e terminare colla presa d'Amsterdam una conquista inutilmente intrapresa dai generali di Luigi XIV ; Jourdan proseguire il corso delle sue vittorie , passare la Roër guadagnare il campo trin cerato di Fuliers e piantare finalmente gli stendardi fran cesi su i limiti dell'antica Gallia ; le armate del Reno e della Mosella superare tutte le difficoltà di terreno , to gliere il blocco di Landau riacquistare la linea di Weis
15 sembourg , trionfare sulle sommità scabrose di Matrberg battere nel medesimo tempo gli austriaci e i prussiani , e presentare con ammirazione i nomi di Hochè , di Desaix ed un immenso numero di guerrieri che marciavano sulle loro tracce ; le armate dei Pirenei orientali ed occiden tali condotte da Dugommier e Perignon , Muller e Moncey respingere al di là dei monti gli spagnuoli , tenerli dietro sino alle sponde dell' Ebro e dettar loro la pace. Ma una carriera novella e più brillante ancora si apre alle armi francesi , ed è in Italia che ad essi si presentano delle nuove combinazioni , dei risultati impreveduti , e degli ordini di battaglia di cui l'antichità , il medio evo ed i tempi moderni non offrono alcun modello . Pria che Bo naparte , di cui l'assedio di Tolone aveva manifestato i talenti , venisse a prendere il comando dell' armata d'I talia , Schèrer avea guadagnato la battaglia di Loano ; che fa d'uopo anche rapportare . Cinquantamila Austro- Sardi occupavano posizioni for midabili , la dritta poggiava al monte S. Bernardo , il centro a Rocca-Barbena , la sinistra al mare , avendo sulla fronte , simile ad un immensa fossata , un val lone trarupato di ottocento tese di profondità . I francesi in numero di trentacinquemila , di cui dodicimila giun gevano sotto gli ordini di Augereau dai pirenei orientali occupavano la linea di Borghetto. Fu deciso di attaccare il centro ; per conseguenza le divisioni comandate da Massena si divisero sopra Rocca-Barbena ,
mentre dei
finti attacchi , diretti da Schèrer e Serrurier , trattennero
16 La dritta e la sinistra del nemico. Le truppe elettrizzate dai loro capi , il numero dei quali ne osserviamo i no ni diventati in seguito così famosi , cioè Lannes , Suchet, Joubert , Saint-Xilaire , fecero prodigi di valore . Massena s'impadroni di tutte le posizioni e dopo di aver penetrato nel centro si diresse sagacemente sulle alture che domina vano la dritta dei nemici ; costoro non avevano altra ri tirata che per le gole di San-Giacomo : Massena anche ivi li raggiunse , e tutto ciò che scampò dalla morte fuggi in disordine nella valle della Bormida. L'Italia era ri masta scoperta ; ma colui che non mancò mai di trarre tutto il partito possibile dalla vittoria non era ancor giunto sul teatro della sua gloria.
I successi riportati da Schèrer non avevano migliorato la sorte dell'armata francese che , priva di soldo , di viveri, e di scarpe , era ridotta a trentamila uomini presen ti sotto le armi alla fine di marzo 1796 quando Bonaparte ne prende il comando . Viceversa gli austriaci ed i piemon tesi non avevano trascurato alcun mezzo per aumentare le loro forze . L'armata dei primi montava a quaranta cinque mila uomini comandati da Beaulieu che abbiamo osservato distinguersi alla battaglia di Fleuruy ; quella dei secondi contava più di venticinque mila uomini . Due cento bocche a fuoco erano unite a queste due armate , ed i francesi avevano esaurito tutte le loro risorse per loro opporre una trentina di cannoni . Questi debɔli mezzi non bastavano per una assoluta di fensiva. Bonaparte si risolse di attaccare .
Talune dimo
17 strazioni sulla sua dritta ,
ingannarono Beaulieu che si
affrettò di dividere la sua armata in due corpi di cui l'uno si recò sopra Voltri ,
per difendere Genova ; il
secondo sopra Montenotte , per tagliare a Savona la stra da della Cornica ; la terza sulle sponde della Stura e del Tanaro , per coprire il Piemonte. Mentre l'inimico si divideva così imprudentemente , Bonaparte riuniva i suoi soldati , e prometteva alla loro miseria le ricchezze del l'Italia, come la ricompensa dovuta a tanto coraggio a tanta costanza. Sollecito a profittare dei falli del suo avversario , il generale francese si reca frettolosamente sul centro del nemico , il 12 aprile , a Montenotte la prima vittoria ; il 14 una nuova vittoria , quella di Millesimo , e divisi gli austriaci dai piemontesi , i francesi s'impadroniscono di tutte le gole dell' Italia . In queste due battaglie l' inimico fu circondato da movimenti che non seppe prevedere , attaccato nei fianchi ,
ed anco preso di rovescio . Il co
raggio delle truppe francesi uguagliò le belle disposizio ni del capo . Vorrei poter parlare del combattimento di Dego , ove il vincitore c'insegna di non addormentarsi mai in seno della vittoria, e de' brillanti fatti d'armi di Vico , di Chera sco e di Mondovi che obbligarono il Piemonte a dividersi dalla coalizzazione , ed il portinajo delle Alpi dovette de molire le fortezze di Suza e della Brunetta . Beaulieu , che avrebbe dovuto fare maggiori sforzi per sostenere il Pie monte , tentò invano di coprire il Milanese col difendere il Pò . Bonaparte lo tenne a bada innanzi Valenza , esegui 3
18 una marcia rapida di sedici leghe
e tragittò il fiume
a
Piacenza . Il passaggio dell'Adda sul ponte di Lodi è an cora più ardito. La battaglia di Borghetto respinse gli austriaci al di là dell' Adige , e diè canso di porre ľ as sedio a Mantova . Questa battaglia fu preparata con mo vimenti che molestarono l'inimico sopra alquanti punti lon tani , mentre si operava una celere ed inaspettata riunione di forze su quello ove si voleva portare il colpo decisivo . Erano queste di già le medesime combinazioni che do vevano più tardi sorprendere la Germania . Non potendo lottare contro il giovine eroe cui dovea combattere, Beaulieu chiede un successore , e Wurmser giunge dalle sponde del Reno con trentamila uomini . Nel medesimo tempo altri rinforzi furono spediti dagli stati ere ditarî , e portarono l'armata austriaca quasi a sessantamila uomini. Bonaparte non avea più di quarantamila soldati e dovea conservare le fortezze cedute , trattenere l'Italia assediar Mantova , e far fronte alla formidabile armata che marciava per l'offensiva . Il suo genio misurò tutto il pericolo della sua posizione , e non si sbalordi . Frattanto Wurmser , contando sulla superiorità delle sue forze , lascia il suo quartier generale di Trento , e divide la sua armata in tre corpi . Quello della sinistra sorti dalla valle dell' Adige e si diresse sopra
Verona ;
il centro ove Wurmser aveva riunito trentamila uomini sotto i suoi ordini marciò tra l'Adige ed il lago di Gar da ; mentre la dritta , forte di più di ventiquattromila uomini girò per il lago e si trasferi sopra Brescia onde
19 separare l'armata francese di Milano e tagliarle la rè tirata. Tutto era perduto se rimanevasi sulla difensiva Bonaparte punto non esitò : toglie l'assedio ,
abbandona
la sua artiglieria , riunisce la sua armata sul Mincio , e calcola che attaccando successivamente i tre corpi separati dell' inimico , poteva ristabilire l'equilibrio delle forze e si lusinga di vincere. L'esecuzione fu così sollecita che la ri soluzione. Il più pressante oggetto era di riaprire le sue comunicazioni :
marcia sul corpo che aveva circondato il
lago ; ed i combattimenti di Gavardo ,
di Salo , e pre
cipuamente di Lonato che avevano di già respinto due divisioni di Wurmser , liberano la sinistra dei francesi e sono il preludio della battaglia di Castiglione . L'armata austriaca aveva preso posizione tra il Mincio e la Chiusa ; la sua sinistra , verso Medola , poggiava ad una piccola altura che dominava la pianura e che ga rentiva un forte ridotto munito d'artiglieria ; il centro era davanti Solferino , e la dritta , per la quale Wurm ser sperava
di
riunirsi alle truppe che circondavano
il lago , si stendeva
nella direzione di Castel- Venzago.
Bonaparte risolse di attaccare la sinistra del nemico ; dà in conseguenza gli ordini alla divisione Serrurier che da Mantova avea presa la direzione di Marcaria e di Pozzoli per coprire la comunicazione di Cremona , di portarsi , du rante la notte sul villaggio di Guidezzolo che restava die tro la linea nemica ; il suo aiutante di campo , Marmont, marcia alla punta del giorno contro
il
ridotto lo can
noneggia con dodici pezzi di artiglieria che prendevano per
20 traverso gli austriaci ,
e tosto il generale Verdier se ne
impadronisce alla testa di tre battaglioni di granatieri. I francesi appena padroni di questo punto vantaggioso , la divisione Serrurier , comandata dal generale Fiorella , esce da Guidezzolo e prende di rovescio la sinistra degli austriaci. È allora che Bonaparte , il quale aveva tratte nuto l' inimico con finti attacchi , scaglia le sue formida bili divisioni d'Augerau e Massena ; esse penetrano tra il centro e la dritta di Wurmser , che si ritira al di là del Mincio , tagliando i ponti ed abbandonando l'artiglieria. Questa battaglia è nell'ordine obliquo ,
perchè è l'ap
poggio di un'ala che si è attaccata ; ella offre , nel me desimo tempo uu punto di somiglianza con parecchie bat taglie dell'antichità per i corpi che giungono all' impro viso per la strada di Brescia a Mantova che si era tra scurato di perlustrare. I risultamenti furono immensi; la li nea del Mincio fu forzata a Peschiera , gli austriaci fu rono inseguiti al di là di Verona e nella vallata dell'A dige , e cinque stendardi , settanta pezzi di artiglieria e quindici mila prigionieri cadono in potere del vincito re. Dopo non molto giunsero dei nuovi rinforzi a Wurm ser che aveva cercato un ricovero nelle montagne.
Intento ancora il generale tedesco di salvar Mantova , dopo di aver lasciato venticinque mila uomini per di fendere il Tirolo , discende per le gole della Brenta onde trasferirsi al di sotto di Verona . Cogliendo il momento in cui egli era in marcia , Bonaparte ripassa velocemente le due sponde dell' Adige , batte a Roveredo e a Caliano il
21 corpo lasciato nel Tirolo , lo sbaraglia in un combattimento sulle sponde del Lavis 2 e fingendo avvalersi di nuovi rinforzi , corre alla seguela di Wurmser nelle gole della Brenta ; lo raggiunge , e la battaglia di Bassano e di San Giorgio distrussero questa novella armata , ed il vecchio generale che voleva liberar Mantova , è troppo fortunato di trovarvi un rifuggio . L'istoria di veruna epoca offre un modello di simili ope razioni. Giammai erasi usata tanta celerità nelle marcie , altrettanta capacità nelle combinazioni ; giammai non eransi si bene apprezzati i vantaggi che possono ottenersi con piombare sul nemico al momento ch' egli è in movimento , sconcertare in tal modo tutti i suoi progetti ,
e sorpren
derlo sul fatto. Nella terza campagna , Alvinzi alla testa di due ar mate ,
di cui una scendeva dal Tirolo e l'altra attra
versava gli stati veneziani , s'avanzò per liberar Man tova , eppure si osservano delle operazioni simili a quelle delle campagne precedenti. Bonaparte si riunisce avanti Ve rona per combinare il mezzo di resistere a questo doppio attacco. Subito egli prende l'offensiva , e non potendo gua dagnare la forte posizione di Caldiero ; ritorna sulla sponda dritta dell' Adige getta un ponte a Remo , ivi ripassa bru scamente il fiume e dirigendosi attraverso le Maremme porta la guerra ove il picciol numero lotta egualmente contra forze superiori . Adopera nell'ultima giornata d'Ar coli , la manovra che gli era riuscita
a Castiglione :
mentre egli attacca di fronte un corpo partito da Legna
22 go , circonda le Maremme che appoggiavano la sinistra del nemico , perviene sulle spalle de' tedeschi , e decide la vittoria. L' inesauribile Austria somministra altri soldati : Alvinzi ripiglia la sua doppia manovra , ma questa volta la massa delle forze discende dal Tirolo , mentre alla testa di venti mila uomini Provera si porta sul basso Adige. Bonaparte va dov' era il maggior pericolo , e Rivoli è testimone di una delle sue vittorie la più memorabile . Piomba sulle colonne separate dell' armata austriaca che le sorprende ancora questa volta mentre erano in marcia , e ventimila uomini ne sconfiggono completamente più di quarantacinque mila . La stessa sera della battaglia il vincitore si pone alla testa di alcune truppe scelte , corre ad incontrar Provera che avea passato l'Adige , e guadagna la battaglia della Favorita . Il risultato di queste brillanti azioni furono ventiquattro bandiere venticinque mila prigionieri e sessanta pezzi di artiglieria . Mantova capitolò ed il general francese nascon dendosi alla pompa del trionfo , usò del nobile contegno di non fare abbassare le armi innanzi a lui al vecchio generale austriaco.
Mentre l'armata d'Italia si copriva giornalmente di novella gloria , le armate del Reno e della Sambra-e Mosa si erano avanzate nella Germania.
La prima era
giunta sino alle sponde dell' Iser , e la seconda sulla Naab. Ma dopo parecchi combattimenti ,
ove sommamente ri
splende il coraggio di quelle milizie , esse sono obbligate di battere in ritirata , per effetto di una cattiva direzio
23 ne data a quella guerra , e perchè i Tedeschi sono gui dati dall' Arciduca Carlo che sa conoscere il debole del nemico , e manovrare trà due separati eserciti . Le batta glie che furono date su questo teatro , non rassomigliano a quelle combattute in Italia. Gli Austriaci , preparati antecedentemente per difender tutto 2 erano egualmente divisi pe' vasti spazii , ed i francesi lungi di riunirsi si estendono al pari di essi , marciano in colonne iso late con grandi intervalli , le quali si avanzano lenta mente e parallelamente . Le battaglie di Renchen di Ra stadt ed Eltingen danno deboli risultati .
Il vincitore
non può profittare del successo , ed è obbligato di fer marsi dopo la vittoria . Moreau non era il generale di Hohenlinden , Soult e Ney annunziavano l'alta rinoman za . Saint-Cyr e Desaix confermavano quella già da essi acquistata. La battaglia di Nereishein , ove il principe Carlo cir condo l'ala dritta dei francesi e tagliò per un istante la loro linea d'operazione sopra Heidnheim , era ben conce pita ; ma l'esser diviso
sopra otto leghe di estenzione
con lasciare dei grandi intervalli tra le colonne che non potevano sostenersi , ne corrispondere tra esse , diminui il successo. Quest' era lo stesso cattivo sistema di guerra dei sette anni , era quello stesso di Cobourg a Fleurus , che il solo Arciduca Carlo incominciava a cambiare , ma che osserveremo seguirsi dalle armate austriache per mol tissimo altro tempo .
Il liberatore della Germania doveva misurarsi col vin
24 citore dell' Italia . Il principe Carlo , che aveva terminata la sua gloriosa carriera colla presa delle teste di ponte di Huningue e
di Kell ,
venne a sostituire Alvinzi.
Raggiunse l'armata austriaca sul Tagliamento e Bonaparte che aveva ricevuto dei rinforzi dalle armate del Reno e della Sambra-e Mosa 9 non tardò di attaccarlo . L'ordine nel quale i francesi passarono il fiume , è osservabile . I primi reggimenti erano in battaglia , tenendo sulle loro due ale un battaglione di granatieri in colonna serrata . Massena manovrava nello stesso tempo alle falde delle montagne , e girando per l'ala dritta del nemico giunse ad Osopo e Gemona ; Joubert penetrando nel Tirolo , batte Laudon a Neumarc , a Clausel ed a Muhblach . Allora l'Arciduca Carlo si ritirò sulla Sava ove i francesi pervennero per le due strade di Tarvisi e di Adehberg, ed i preliminari di pace , segnati a Leoben furono tosto seguiti dal trattato di Campo Formio . Frattanto Moreau , ed Hoche che rimpiazzava Jourdan avevano tragittato il Reno. Quest'ultimo portò una inno vazione significante nell' organizzazione dell'armata . Fino a lui la cavalleria era divisa in brigate , egli la riuni per armi , e la formò in divisioni di Ussari , di Caccia tori , di Dragoni , e di grossa cavalleria . La battaglia di Neuwred che guadagnò è più rimarchevole pel coraggio delle truppe che s' impadronirono delle strade palizzate ed armate di artiglieria , che per la disposizione del capo .
Non si sa comprendere perchè si fecero degli attacchi paralleli sull'intiera fronte e su i due appoggi di Hederf
25
dorf e di Bendorf. Gli austriaci furono " del rimanente , inseguiti con ardore , ed al momento della pace " il ge nerale francese era
già sulla Nidda , e vedeva aprir
si d'innanzi una vasta carriera di gloria . Ho creduto dover dare un cenno rapido delle prime campagne della rivoluzione ,
esse
poichè
sono l'epoca
dei progressi innegabili nell' arte della guerra e nella scienza delle battaglie . Non seguirò lo stesso piano
pèr
le altre campagne . Il lettore potrà supplirvi e leggere gli avvenimenti consultando le opere
pregevoli ,
sotto
molti rapporti , di Mathieu Dumas e di Jomini.
La pace non poteva essere di lunga durata. L'oro del l'Inghilterra rinnovò una seconda lega . L'Italia fu perdu ta , e le battaglie della Trebia e di Novi partorirono dei nuovi nemici alla Francia , che mano mano giunge vano dal settentrione
dell'Europa .
Le
prime
colonne
russe passate il Gothard cercarono di riunirsi nella Sviz zera ad altri russi che avevano attraversata la Germania . Vincitori su questo punto sarebbero penetrati senza osta colo nel centro della Francia . Bonaparte trovavasi allora in Egitto. Quando un tempo i Cimbri minacciarono l'Italia, Pompeo , la speranza
e l'amore di Roma , era pure
nell' Oriente . Massena fu il novello Mario che meritò il nome di Salvatore della patria . Notiamo talune circo stanze di questa lotta si gloriosa . Richiamato sulle sponde del Reno per via di una saggia diversione ( L'assedio di Philisbourg ) l'Arciduca Carlo avea lasciato la Svizzera , e Korsakow fu sostituito nel 4
26 campo di Zurigo . Il generale russo , attendeva per pren dere l'offensiva ,
che Suwarow avesse occupate le for
midabili barriere
che dividono la Svizzera dall' Italia ;
ma Massena non gliene diede il tempo .
Il Linth ed il
Limat dividono le due armate ; Soult preceduto da una compagnia di nuotatori , passa il primo fiume , il 25 Set tembre 1799 , s'impossessa , dietro sanguinosi combattimenti del villaggio di Schaunitz , e divide per via di abili ed ardite manovre ,
l'ala sinistra dell' armata nemica dal
suo centro che si rattrova circondato e scoperto. Massena passa nel tempo istesso il Limat a Dièsi kon , Mortier s'immorta a Vollishofen , ed il villag gio di Hougg è conquistato con tutte le batterie che ne difendono gli approcci .
E allora che Korsakow formando quindici mila russi in colonna serrata , si avanza di fronte contro le truppe francesi che sboccano da Hougg , come gli spagnuoli a Saint Quitin , e gl' Inglesi a Fontenoy , essi rovesciano quanto mai loro si presenta innanzi per opporsi alla loro marcia ; ma Massena fa sollecitamente ripiegar le due ale per rinforzare il suo centro , getta su fianchi del nemico parecchie compagnie d'artiglieria leggiera , di cui quella comandata dal capo squadrone Fois si fè particolarmente distinguere , e la spaventevole colonna mitragliate battu!a in breccia , offre tosto degl' intervalli per dove s'introdus sero gl' intrepidi battaglioni francesi . orribile
La carneficina
è
la cavalleria che sopraggiunge compiè la disfatta
e gli avanzi
si ritirano a Zurigo , di cui il giorno se
27 guente Oudinot getta a terra le porte a colpi di cannone Lecourbe , che alla testa delle tre brigate , Gudio , Mo litor e Loison era stato incaricato di difendere il Gothard e di trattenere la marcia di Sawarow , esegue nello stesso tempo in quelle elevate regioni delle ardite combinazioni inusitate , che creano una nuova arte della guerra di montagna , traversando i ghiacci superando i precipizii. Diede per quindici giorni continui combattimenti gigante schi e terribili , come la natura selvaggia e colossale , che , per la prima volta loro serviva di teatro. Questa battaglia di Zurigo dev'esser meditata per l'in fluenza che ebbe non solo alle sponde del Limat , ma dalle sorgenti della Reuss e del Vallese sino al Reno ed al Danubio .
Una seguela di movimenti vasti e combi
nati prepararono alla Francia le grandi scene di cui Napoleone ci fa testimonianza nelle sue campagne di Ger mania . Il genio di
Lecourbe ,
che allontanandosi dal
principio tanto raccomandato da Rohan altri militari , di
occupare
cioè le
e da tutti gli
alture , sa ricono
scere che l'occupazione delle valli è assai più importante e decisiva . Mentre Massena batte i Russi nella Svizzera , Brune salva l'Olanda , e Bonaparte , scampato dagl' in crocia tori inglesi , giunge sulle coste della Francia. Egli aveva lasciato in Egitto quella brava armata , che insegnava ai seguaci di Maometto , i progressi che aveva fatto in Eu ropa l'arte della guerra dopo che S. Luigi era caduto sugli stessi paraggi . Allora , la loro cavalleria leggiera
28 aveva trionfato dei cavalli coperti di ferro ,
delle gual
trappe dei tempi di mezzo ; ora il loro coraggio si spegne innanzi i quadrati di quella fanteria , che alle Piramidi ad Aboukir ,
e principalmente alla battaglia di Eliopoli
ove quell' immortale Klèber , si covre di tanta gloria . Sarebbe non men curioso che utile di ravvicinare queste due spedizioni egualmente famose , e dopo di aver parago nata la miglior maniera di combattere delle due epoche , indagare le cause che due volte trascinarono i francesi sulle sponde del Nilo . Forse si dimostrerebbe che Bona parte seguendo lo spirito del secolo tentò un intrapresa al pari favorevole ai progressi dell' incivilimento di quei popoli ed al vantaggio del commercio francese .
S. Luigi
diresse l'ultima crociata sul granaio dell'antica Roma , in un epoca in cui l'Europa era ancora coperta di maremme , e d'immense foreste , talchè Duhaillan , autore quasi con temporaneo ha ragione quando ci dice : che il figlio pio della regina Bianca era ancora più uomo di stato che divoto. Appena giunto in Francia il conquistatore dell'Egitto cambia la forma del governo ,
è da
primo generale
della republica ne diviene il primo magistrato. Un nuovo ordine si stabili : le dissenzioni furono calmate e le armate portate al loro completo . Moreau prese il comando del l'armata del Reno ,
ed il vincitore di Zurigo passò in
Italia . Un'epoca più gloriosa di quella del 1794 va a rilu cere per la Francia , e frattanto tosto sarà essa cancellata in un'epoca ancor più luminosa .
29 Istruito dalla propria esperienza , e forse ancora dagli esempi di colui ch ' egli riguardava come suo rivale , Mo reau , che aveva innalzato il suo nome in mezzo ai di sastri dell'Italia , eseguì con maggior talento ed audacia la campagna del 1800 . Ivi le sue marce sono più celeri ,
i suoi movimenti
più decisivi ; ma le sue battaglie sono tuttavia nell' ordi ne parallelo e date su vaste estenzioni con corpi separati che non potevano prestarsi un soccorso scambievole . Tal'è quella d'Engen ove il centro erroneamente chiamato la riserva , lotta per un'intiera giornata con trentamila uo mini , contra quarantacinque mila austriaci ; mentre che la dritta , comandata da Lecourbe rovescia a Kokack la sinistra del nemico , ed
il corpo di Saint-Cyr stacca
to da Slaulingen ,
non potè condurre innanzi al nemi
co che una sola
brigata.
La sanguinosa battaglia di
Moeskirk fu data sullo stesso principio . L'ala sinistra , rimasta assai indietro , non vi prese parte , ed è al co raggio impetuoso di Lecourbe ,
che secondato da Van
daumme , girò la sinistra degli austriaci , ed ai prodigi di valore della divisione Delmas , che si deve principalmente attribuir la vittoria . A Moeskirk ,
come ad Engen , il
vecchio maresciallo Kray procurò , con un ardito movi mento , di urtare nel centro dell'armata francese . Forse vi sarebbe riuscito , se Moreau , non si portava sul punto d'attacco e sereno e tranquillo in mezzo del più gran , periglio diceva alla 53.a mezza brigata : Ricordatevi che Bonaparte vi ha salutato in Italia col nome la terri
30
bile. Le battaglie
si succedono
perchè
non si è
nel
caso di profittare dei primi vantaggi . Saint-Cyr sostenuto da due divisioni del centro , guadagna Bilberach . Gli au striaci si erano trincerati su questa formidabile posizione . Furono attaccati di fronte , mentre un corpo di truppe francesi minacciava il loro punto di ritirata . I successi in Italia , erano più rapidi e più decisivi . Mentre gli austriaci bloccavano Genova e si portavano sulle sponde del Varo , difeso da Suchet , Bonaparte alla testa di un'armata di cui l'inimico ignorava l'esistenza , penetrava pel S. Ber nardo , attraversava il Milanese ,
e dava la memorabile
battaglia di Marengo , ove la sua avventurosa stella , il coraggio di Victor di Lannes , e principalmente la marcia veloce del generoso . Desaix , ripararono il fallo di aver separata quella armata poco numerosa su le due direzioni di Alessandria e d'Acqui . Questa battaglia , che recò l' intiera conquista dell'Italia ,
deve essere annoverata fra quelle
di cui le riserve han deciso il successo. La battaglia di Hohenlinden che segui quella di Marengo , recò più onore a Moreau , di cui ella è la più bella palma militare. En trerò in alcuni dettagli che tuttora s'ignorano ; essi sono di stretta necessità poichè dice nelle sue memorie il pri gioniero di S. Elena la battaglia di Hohenlinden non fu che un incontro fortunato in cui la sorte della cam pagna fu condotta senza combinazione alcuna. Dopo l'armestizio di Partsdorf , l'armata francese passò l'Iser , e si avanzò verso l'Inn seguendo le tre direzio ni di Rosenheim di Wasserbourg e di Mulhdorf. Questo
31
movimento si esegui con piena sicurezza ,
ed erasi tal
mente convinto che l'inimico non prenderebbe l'offensi va , che la riserva di cavalleria era una marcia indietro . Avvenne diversamente
il principe Giovanni che coman
dava l'armata austriaca , sorti il primo dicembre 1800 per la strada di Mulhdorf , gettando la sua dritta nella valle dell' Issen , e dopo un lungo e sanguinoso combat timento , i francesi si posero in piena ritirata. Moreau , indugiò un momento nel decidersi a continuare il movi mento fino alle alture di Parsdorf ,
come lo consigliava
il generale Lahorie , che non dipendeva da lui , o pure ri cevere la battaglia all' uscita della foresta di Hohenlinden , come divisavano i generali Dessole e Grenier.
Durante
la discussione , un ingegnere bavarese attaccato allo stato maggiore , indicò una strada
che conduceva dall'altura
'di Wasserbourg a quella di Mulhdorf e che conduceva a Matempot all' entrata medesima dello stretto di Hohen linden.
Questa scoverta fu un tratto di luce per Moreau : ri solse di fermare il principe Giovanni nel sortire dallo stretto , e di cacciargli alle spalle le due divisioni Ri chepanse e Decaen che si rattrovavano a Ebersberg ed a Zornoting. Questo piano sembrava di facile esecuzio ne , e frattanto un incidente del tutto imprevisto lo fe fallire. Mentre in
mezzo ai fiocchi di neve che oscu
ravano l'aria , la divisione Richepanse era impegnata nel cammino scabroso e sfondato d'Ebersberg a Matempot , una forte colonna austriaca separava a S. Cristofaro , la
32 sua prima brigata dal resto della colonna. Qualunque altro si sarebbe fermato per riunir la sua divisione , ma quel generale conoscendo quanto i momenti son prezio si , quanto era decisivo il movimento che
gli era stato
prescritto , continua velocemente la sua marcia ardita e giunge a Matempot con due soli reggimenti di fanteria ed il primo dei cacciatori che comandava l' intrepido Montbrun : trattiene , per vie di continuate cariche , la riserva di cavalleria che giungeva da Haag , e pronto e terribile , si getta in colonna serrata nello stretto ove 1 arreca al nemico il terrore e la morte. Cento pezzi di arti glieria dodici mila prigionieri furono i brillanti trionfi della giornata , che si poteva rendere anche più completa marciando sul campo di Haag nella valle dell'Issen , ove si trovava impegnata tutta la dritta del nemico . Delaem , Grenier , Ney , Grouchy , Grandjean , Walter , Dessobs diedero replicate prove di coraggio e di un talento già consumato . Questa battaglia , ch' ebbe una sì grande in fluenza sulle negoziazioni di Luneville , e nella categoria di quelle che sono decise coll' arrivo subitaneo di un cor po che si getta alle spalle di un' armata . Ne abbiam ve duto gli esempi nelle campagne di Annibale , nella disfatta dei Teutoni , ed ultimamente nelle battaglie di Castiglione e d'Arcoli , ma questa manovra è sempre rischiosa , poi chè un infinità di accidenti possono compromettere un corpo separato , senza sostegno , e che per la posizione che prende si chiude ogni cammino
di ritirata .
Innalzato Bonaparte per le armi , volle fondare una no
33 vella dinastia sugli avanzi del governo repubblicano ; la Francia si sottomise e l'Europa lo riconobbe. Soltanto l'Inghilterra fidando nella sua situazione isolana , volle con tinuare una lotta che la pace d' Amiens interruppe solo per alcuni giorni, onde ispirar nuovo coraggio ai com battenti. L'Annover fu invaso dall' esercito francese , ed impaziente di nuovi perigli , l'armata intiera marcia verso le sponde dell' Oceano ; occupa Hambourg , la Olanda ed il littorale dalla Schelda alla Garonna . Di già immensi mezzi di attacco erano riuniti a Bruges , a Calais , a Boulougne " a Brest , allorchè alterrito dai preparativi che sempre a veva affettato di disprezzare ,
il gabinetto inglese giun
se a formare una terza lega.
Il pericolo
era immi
nente , e questa unione sarebbe troppo tardi scoppiata , se eseguendo rigorosamente gli ordini ricevuti da Napoleone il contro le due
Ammiraglio
squadre
di
Villeneuve
che
poteva riunir
Rochefort e di Brest , si fosse
presentato nella Manica con sessantasei vascelli di linea. Nulla avrebbe potuto opporsi ai duemila e ducento basti menti che si rattrovano già riuniti ,
per trasportare
più di sessanta mila uomini e nove mila cavalli , occu pare lo stretto canale che divide la Francia dall' Inghil terra , ed invadere quell' isola . Ma bisognò rinunziare ad un
progetto che aveva costato tanti travagli e tanti
pensieri .
Senza attendere l'arrivo dei Russi senza at
tendere le risoluzioni della Prussia , l'armata Austriaca marcia invade la Baviera 2 e si avanza verso le frontiere della Francia . Allora l'Imperatore dei francesi emana gli or 5
34 dini ,
e da Hambourg a Brest in un istante tutto è in
movimento . Giammai fuvvi pensiero di guerra più vasto e più imponente , giammai
marce cotanto distanti erano
state così ben combinate , e queste marce erano di già delle manovre che avevano per oggetto d' ingannar l' ini mico ,
di
circondarlo
gli tutt'i mezzi
nelle sue posizioni , di toglier
di ritirata ;
esse
erano il comincia
mento di quelle battaglie , come dice lo stesso Napo leone che pongono un impero tra la vittoria e la di sfatta. In quale classe porremo quella che andiamo a de scrivere ? Non può annoverarsi fra le battaglie di posi zione di Romillies e di Malplaquet ; le battaglie di posto di Lawfeld e di Raucoux , le battaglie manovre di Lissa e di Kollin le battaglie di marce che per una veloce concentrazione di forze dissunite , Bonaparte aveva trion fato in Italia.
Ci permetteremo servirci di nuovi vocaboli
per descrivere ciò che non ha alcun modello . Non potremmo chiamar queste grandi azioni battaglie strategiche ? La terribile lotta non abbraccia in effetti 9 due o tre mila tese d'estensione , come quella di Fonte noy , come tutte quelle date da Federico ,
essa non si
limita a poche ore come il praticava e raccomandava il maresciallo di Sassonia , la sua durata è di quindici e venti giorni , il suo teatro , di vaste provincie , di regni interi. I combattimenti sono così frequenti ,
e non di
meno si legati gli uni agli altri , ch'è impossibile sepa rarli , e tante diverse azioni ne compongono una sola. Noi crediamo esser presenti ad un dramma il di cui svi
35 luppo è portato per futte le scene che l'hanno prece duto. È perciò questa memorevole denominata d'Ulm e d'Osterlizza .
campagna
è stata
Additiamo soltanto i movimenti ed i risultati . Gli Austriaci volendo guardare , secondo il loro antico costume , tutti i punti di una linea estesa , si prolungano da Kempten a Ulm > e custodiscono gli stretti della mon tagna Nera con una vanguardia . Napoleone finge di for zar queste gole , e mentre il maresciallo Ney si porta sopra Alberk , per trattenere Mack dentro Ulm ; il ri manente dell' armata fa una lunga
conversione , altra
versa il Wurtemberg , e nel medesimo giorno ed al l'istessa ora giunge Bernadotte da Hambourg , è Mar mont che non ha guari aveva occupata l'Olanda . Davoust e Soult giunti dai campi di Burges e Boulogne passano il Danubio à Ingolstad ,
a Donavert , a Neubourg , e ta
gliano al nemico tutte le sue comunicazioni con Vienna. Allora si dà principio alla lotta : Murat distrugge a Wer fingen dodici battaglioni di granatieri ; Dupont a Albeck resiste con tre reggimenti , a trentamila Austriaci , Soult s'impossessa di Memmingen , e divide così il nemico dal Tirolo , di poi l'ardito Ney guadagna la posizione d' El chingen , i ridotti di Michelsberg son superati , e Mack è costretto a capitolare coll' intiera armata ,
mentre il
principe Ferdinando perde trentamila uomini à Langenau, diecimila a Nordlingen , e giunge a salvarsi con pochi deboli squadroni . Sessantamila prigionieri ducento pezzi di artiglieria ,
i migliori generali dell' Austria sono i
36 trofei di questa grande vittoria. La battaglia strategica d'Osterlizza fu guadagnata con combinazioni meno estese senza dubbio , ma ancora più complicate . Bisognava bat tere la prima armata russa giunta di già sull' Inn , ma novrare sulle due sponde del Danubio , impedire la marcia sopra Vienna delle armate del Tirolo e dell' Italia , assi curare la propria linea d'operazione , e tenere a freno la Prussia : questi diversi oggetti furono conseguiti . I com battimenti di Ried e di Lambae ove la retroguardia di Kutusow fu sbaragliata ,
la presa dell' inespugnabile
Scharnitz , la sanguinosa zuffa di Dievscheim , ove con una sola divisione , Mortier batte un armata intiera ; l'in gresso in Vienna ove centomila fucili e due mila cannoni caddero nelle mani dei francesi , la sorpresa del ponte di Spitz , il
combattimento a morte d' Hollembrun
dove
Murat cerca d'espiare il fallo commesso di farsi ingan nare dai russi , son le prime scene della grande giornata d'Osterlizza . Napoleone vi adopra la sua manovra favorita: attacca i russi e gli Austriaci riuniti nel momento che sono in mar cia con la massa delle loro forze per circondare la sua dritta , e troncargli in tal guisa la comunicazione con Vienna. La vittoria non fu neppure per un solo istante indecisa , Soult sfonda il centro della posizione nemica sulle alture di Prazen; Lannes , e Bernadotte guadagnono Blasowitz e la spianata di Kruh appoggio principale della loro drit ta ; e la sinistra
rovesciata
da
Davoust , rinchiusa in
un terreno scabroso in mezzo ai laghi ed una sola riti
37
rata , è
compiutament
e
distrutta .
Cenlottanta pezzi dí
artiglieria , quarantacinq ue bandiere e ventimila prigio nieri caddero in mano dei francesi ; un numero ancor maggior peri sul campo di battaglia , o nei laghi ghiac ciati , che si aprirono sotto i loro passi . Giammai i generali francesi avevano manovrato con mag gior talento ed abilità ; giammai la fanteria aveva com battuto con tanta unione ed altrettanto ardire. Citiamo i nomi di taluni che la Francia inebriata si compiaceva di leggere nei rapporti di questa immortale vittoria Soult , Legraud , Saint-Hilaire , Friant , Vandamme , Murat , sono in prima linea ; essi furono degnamente secondati da Se bastiani , Dalle Magne , e da una schiera di bravi che combatterono sotto i loro ordini , L' Imperatore d' Austria, che vedevasi inseguito sino agli ultimi confini della Mora via , venne ad implorar la pace al bivacco di Napoleone , l'Imperatore Alessandro riacquistò i suoi stati cogli avanzi della sua armata che il vincitore avea risparmiati . La battaglia di Jena che fa d'uopo anche
misurare
sopra una grande scala fu più decisiva. I prussiani > che senza soccorrerli , avevano veduto i russi e gli austriaci uniti esser vinti dal capitano di Francia " osarono soli sfidarlo e tentar la sorte dei combatti menti.
Riuniti sulla Saal distaccano due corpi sul Bas
so-Meno ,
onde
tagliar la linea d'operazione di Ma
yenza. Napoleone riuni sollecitamente la sua armata accan tonata in
Germania , di
già egli aveva
calcolato gli
errori del nemico che gli presenta il fianco 9 e stabilito
38 il punto ove andava ad attaccarlo. Si avanza per le tre direzioni di Cobourg , di Cronach e di Hoff e sorpren de l'armata prussiana tra Weimar e Neustad , in movi mento per appoggiare la sua vanguardia. Quest' armata è prontamente inviluppata e vinta . Davoust s' impossessa di Naumbourg , ove sono tutti i magazzini , passa la Saal a Kosen , attraversa gli stretti e taglia a' prussiani ogni riti rata sull' Elba . Bernadotte , che doveva appoggiare Davoust passa dal canto suo la Saal a Dornbourg , e minaccia il fianco del nemico . Napoleone alla testa di quattro formi dabili corpi di Ney , di Soult , di Lannes , e di Auge reau corre sulle alture d' Jena. Si sanno gl' inutili sforzi che settantamila prussiani, alla presenza del loro Re, fanno per aprirsi le loro
comunicazioni ;
essi
crollano in
nanzi le tre divisioni di Morand , di Gudin e di Friant. Un giorno spense l'opera di Federico , un armata , più di centomila uomini fu totalmente distrutta ,. e la monar chia prussiana cessò d'esistere. Ad Osterlizza ed a Jena Napoleone combatteva coi suoi vecchi soldati che avevano sofferto fanti travagli , e tanti pericoli . Ma nella battaglia di Wagram erano questi occupati nella inpolitica guerra di Spagna , e con giovani coscritti ap pena esercitati al maneggio delle armi coi Witteburghesi coi Sassoni, coi Bavararesi allora alleati fedeli della Francia , quel capitano principia la lotta coll' Austria. Il piano dei nemici era esteso : la Prussia , l'Inghilterra dovevano concorrervi, ma l'Austria impaziente comparve sola sull' arena. Il Prin cipe Carlo passò l' Inn , e manovrando sulle due sponde del
39 Danubio , invase la Baviera alla testa di sei corpi d' armątą e di due riserve . Napoleone giunge a Stuttgard quando il movimento de' suoi eserciti si era già operato da Berthier, generale sempre irrisoluto e timido , che dava degli ordini , dei contrordini, esterminava tutto ed accresceva ad ogniistan te l'imminente rovina. L' Imperatore rianima subito la fidu cia ; rammenta ai suoi soldati la campagna di Osterlizza , e lascia all' Arciduca il tempo di sviluppare il suo prog getto ; costui passa l'Iser e porta le sue mosse lungo il Danubio . Napoleone si decide a rifiutare la sua sinistra e movendo da Augsbourg , appoggio della sua dritta ove avea riunito la maggior parte delle sue forze , fa come al principio della campagna d'Osterlizza una estesa con servazione , e chiude l'Arciduca tra il Basso Iser ed il Da nubio. La lotta strategica è principiata ; il punto obbiet tivo è Vienna , partenza della linea d'operazione del ne mico , il campo di battaglia si estende dal Lech alla ca pitale dell' Austria , dal Danubio alle montagne del Tiro lo. Tann , Abensberg, Landshut, Eckmulh, Pressing , Ra tisbona sono a vicenda il teatro di sanguinosi combatti menti , ove cento pezzi di artiglieria , quaranta bandiere, cinquanta mila prigionieri, tremila vetture caddero in po ter dei francesi. Bonaparte non si trattiene a contem plare questi brillanti trofei e continua le sue mosse: inve ce di seguir le tracce dell'Arciduca Carlo in Boemia, prosie gue la sua marcia celere , trionfa ancora a Ebersberg en tra in Vienna , e consegue lo scopo delle sue profonde combinazioni . Io non descrivo la seconda parte di qua sta campagna ; la riunione sovente tentata delle armate
40 d'Italia e di Germania di cui il Simmering fu testimo ne ; Haab , ove il coraggio del principe Eugenio non ri para che debolmente i suoi falli ; Essling , ove Mas sena s'acquista tanta gloria , e Lannes incontra una morte degna della sua bella vita ; neppure mi tratterrò sul sanguinoso teatro di Wagram , ove la vittoria fu si lungamente contrastata ; ma offrirò come la più bella o◄ perazione militare , la concentrazione subitanea , inaspet tata sopra un sol punto , della massa delle forze france si. Quattro giorni prima l'armata d'Italia minaccia Coa morn e Pest; Marmont che giunge dalla
Croazia " as
sedia il castello di Graz : Bernadotte era a Lintz , per lustrando il Danubio e sorvegliando le uscite della Boe mia
tutti si posero in movimento nell' istesso tempo ,
tutti eseguirono marce sforzate , e giunsero nel medesimo istante nell'isola di Loubau , ove si apparecchiava la di struzione dell'armata austriaca. Dopo di aver descritte le principali battaglie dell' anti chità e percorso a traverso i secoli , i progressi e le abbera zioni dell'arte , son giunte all'epoca che la guerra iocca la più grande elevatezza ed il mio lavoro è terminato . Potrei rapportare ancora molte altre battaglie ; la maggior parte appartengono al gran Capitano di cui la fortuna secondò per lungo tempo il genio ,
ed alcune sono di generali
che in altr'epoca avrebbero occupato il primo posto. Lascio poi ad altri il carico di porre accanto di Lutzen di Dresda , Lipsia , Waterloo !
VINCENZO GAROFALO Uffiziale al ritiro .
Ilnuovo camposanto
20
T
41 SOLAIO INCOMBUSTIBILE NEL CONVENTINO DEI MENDICANTI AL NOVELLO CAMPOSANTO.
J
CONSIDERAZIONI GENERALI intorno alle costruzioni di ferro e mattoni vuoti .
1.
Fra le invenzioni moderne onde l'arte di edificare ha ratto maggior giovamento debbono annoverarsi le costru zioni di ferro e mattoni vuoti , non solo per alleggerire i ripieni di fabbrica e diminuire il carico ai sostegni , co me fu praticato alcune volte dagli antichi ; ma ancora per garentire dagl' incendi i pubblici monumenti , o per ren dere incapaci d'infezione le sale degli ospedali , i dormi torî degli ospizi e dei luoghi di religione , o finalmente per aggiungere nelle case particolari ai requisiti di con venienza quelli di comodo e di sicurezza . Se in vero i tetti , i terrazzi , le volte , le scale , i solai , i tramezzi, gli ammezzati costrutti con mattoni vuoti sonosi esperi mentati incombustibili non meno che suscettivi di una re sistenza maravigliosa ; e poi che le loro sottili pareti non danno mica passaggio all'umidità al calore ed al suono, tutte queste condizioni di giorno in giorno ne rendono più frequente l'uso . E però nei teatri francesi , e nelle sale degli spettacoli i solai della platea e dell' orchestra vanno facendosi con 6
42 mattoni vuoti ricoverti da sottili intavolature sonore , tanto per ragioni di acustica , quanto per la incombustibilità ; nè questo è pensiero di private persone ; ma misure di buon governo voglion colà che nei nuovi teatri si eseguisse siffatta costruzione , la quale ha già avuto effetto pei tea tri dell' Opera comique , del Gymnase ,
e del Palais
Royal.
Oltre a ciò nella maggior parte delle opere pubbliche non ha guari innalzate o ristorate , le parti accesssorie di cui si è fatto cenno sono state costruite di ferro e mattoni vuoti per la resistenza ed incombustibilità loro ; ed ora in Parigi si ammirano i tetti del palazzo delle belle Arti , della Borsa , dell'archivio della Gran Corte de' Conti , e quelli dei teatri Francese , Ambigu comique , Ventadour, e Nouveauté , le soffitte della sala Luigi Filippo nella ca mera dei Deputati , e della sala de' 27 , 28 e 29 luglio nel palazzo di Versailles ; i solai della galleria Luigi Filippo nel palazzo delle Tuilléries , e quello della gran sala di ricevimento nell' aula regia ; i terrazzi delle ca mere che corrispondono al gran cortile del palazzo stesso oltre tante altre opere della stessa specie , che sarebbe difficile di enumerare . E poichè queste costruzioni , adottate nella Capitale e ne' Comuni della Francia , potrebbero essere non meno profittevoli a noi , torna utile discorrere i vantaggi che ne verrebbero alle nostre cose . Infatti considerando la perdita irreparabile che produrrebbe un incendio ai Re gi Studi , ove si conservano tuttavia sotto soffitte di legna
43
me la gran quadreria , il museo dei bronzi , dei vasi e truschi , delle medaglie , da' papiri , la libreria e tanti altri oggetti di valore inestimabile , che niuna spesa per grande che fosse potrebbe restituire , si scorgerà bene quanto sarebbero meglio conservati tanti capi lavori dei passati secoli in edifizî garantiti dal fuoco . Il palazzo dei Ministeri ove è compreso il Banco delle due Sicilie , cioè il deposito del denaro dei particolari e del governo , il quale come edifizio di recente data avrebbe potuto esser costruito con materia incombustibile , ha non pertanto tra mezzi , solai e tetto di legname ; ondechè oltre il timore di un incendio , si osservano i solai delle grandi sale già incurvati , abbenchè avessero sofferto il cambiamento di molte travi rotte o infradiciate . Il Real Teatro di San Carlo tanto d'accosto alla Reggia ed alla massa dei fab bricati particolari , il quale dopo l'incendio poteva rie dificarsi con covertura incombustibile ,
stato come pri
ma costrutto con tetto a travatura , e con partimenti , pal co scenico e platea di legname ; percui non dee recar maraviglia se vi si teme sempre un novello disastro . Il vasto edifizio degli esposti , detto dell' Annunziata , opera remota della pietà dei Napoletani , mostra tuttora le mura rovinate dall' incendio cui soggiacque anni sono ; e non ostante contenga immenso numero di sale , di dormitorî , di abitazioni ed un magnifico tempio , dopo tale accidente va restaurandosi con solai , soffitte e tetti di legname. Pure sarebbe stato desiderabile tanto per cagioni di salu brità e di nettezza , quanto per garantirlo da nuovi pe
44
ricoli , che fosse bandita dalla sua costruzione qualunque materia combustibile , almeno in grazia dell' uso . Ma a che discorrere di avvenimenti che son tra noi poco pro babili per la cura di allontanarli dai mentovati edifizî , quando son poche le case della
Capitale , che abbiano
officine terrene a volta ? Che anzi per la massima parte non offrono , che soffitte di legname bassissime , rese più basse ancora dagli ammezzati : perlochè comunque queste stanze terrene si adoprino , risultan sempre soggette ad incendi , e malsane per abitazioni. In tale stato di cose qual vantaggio non offrirebbero i solai di ferro e mattoni vuoti , i quali non hanno mestiere di mura resistenti come le volte , e possono sostituirsi al le travature ordinarie quando occorre rifarle ? Questa spe cie di solai ha il doppio vantaggio , al dir del Cavalieri , di occupare uno spazio minore di quello che si richiede per le armature di legname , e di allontanare dagli edifizì il pericolo degl' incendi . Inoltre formando essi una massa omogenea ed inflessibile la quale non oscilla come i pa vimenti sostenuti da travi , sono da preferirsi nelle offici ne negli opifici ove van collocate macchine in movimen to ; cioè telai , filature ec . , nelle sale da ballo o da scherma , infine ovunque questi solai per l'uso loro non debbono andar soggetti ad oscillazione . Nè sarebbero me no acconci nelle sale degli ospedali e degli ospizî , mas sime per le vedute d'Igiene , perocchè il lavamento e le fumigazioni disinfettanti possono farsi , senza che le in filtrazioni reiterate tendessero a distruggere la loro tes
45 situra , come suole avvenire per quelli sostenuti da travi . Tutti questi vantaggi e tanti altri proprî di tal genere di costruzioni , i quali non possono trovar luogo in que sto breve cenno , van congiunti come si è detto alla so lidità ed alla durata . E che sia così rispetto alla solidità basta osservare , che uno di questi solai , pel quale si so no impiegati quarantotto a sessanta rotoli di ferro per canna quadrata , ha sopportato su questa estensione il ca rico di dodici a sedici cantaia . I terrazzi della conserva dei viveri costrutti dal capitano ingegnere Greban con cin quantadue rotoli di ferro a canna quadrata hanno resisti to ad un carico di sessanta cantaia spartito in dugento quaranta palmi superficiali . Nel palazzo della Camera dei Deputati in Parigi un terrazzo di mattoni vuoti e ferro è stato gravato nella esecuzione di trecentoventi palmi qua drati da cencinquantacinque cantaia di pietra da taglio , che doveva impiegarsi in altri lavori , la quale resistenza non si può ottenere dalle costruzioni di legname . Se si riflette inoltre , che i pavimenti , i terrazzi ed in ge nerale tutte le opere di ferro e mattoni vuoti acquistano una solidità che va sempre crescendo col tempo , e for mano a poco a poco colla materia che li riunisce un tut to omogeneo , mentre le travature per la differenza di temperatura , per l'umidità e per la mancanza di circolazione d'aria marciscono in breve tempo , si scorgerà fa cilmente , che la durata di quelle sorpassa di molto l' al tra delle opere consimili di legname. Nondimeno si suole osservare , che questo sistema ri
46 chiede una spesa maggiore , la qual cosa sebbene sia vera pe' telai e pe' tetti di qualche estensione , non è così per le mura di partimento , per le volte ec.; ma concesso pur questo , si ponga mente alla maggior durata delle opere di ferro e mattoni vuoti , e si vedrà che il dippiù di spesa vien compensato dalla durata maggiore . Oltrac ciò è da riflettersi ancora , che possono i casi d'incen dio non esser rari , nè i disastri che ne derivano di lie ve momento , per non darsi la pena di porvi rimedio ; e però se generalmente si riconosce l'utilità della spesa che si sopporta per tener pronti uomini , macchine ed i strumenti accomodati a spegnere incendi , dee riputarsi viemeglio utile ancora quella necessaria per garantirne gli edifizî più ragguardevoli e quanto vi si contiene : peroc chè non ostante gli apprestati sussidi , non sempre è in potere degli uomini arrestare i progressi del fuoco , quan do si apprende ad un fabbricato nel quale una parte del le materie adoperate per la sua costruzione è eminente mente combustibile.
Non può dunque rivocarsi in dubbio l'utilità di siffat ta specie di costruzioni in moltissime e varie occasioni , indipendentemente dalle condizioni di convenienza , di co modo , e di salubrità delle quali si è fatto cenno ; o che si vogliano garentire dai pericoli di un incendio gli edifizi delle città destinati a tenere in serbo preziose suppellettili come i musei , le quadrerie , le biblioteche , gli archivi , i gabinetti di storia naturale , di mineralogia , di notomia, ovvero quelle fabbriche che per lo stesso loro ministero
47 vi vanno più soggette , siccome teatri, sale di spettacolo, ospedali militari e civli , le sale d'armi , chiese , magaz zini di materie combustibili , forni , fornaci , fucine , fi. latoi , e tintorie ; in fine ovunque la pubblica sicurezza e quella delle sostanze dei particolari reclamano misure di buon governo acconce a rendere questi fabbricati im muni dagli accidenti del fuoco ; i quali non possono prevedersi, difficilmente si riparano , ed in un atimo distrug gono le fortune più colossali , le industrie più grandiosi. Ma poi che in fatto di nuove opere fa mestieri sormon tar gli ostacoli , che soglionvi frapporre le antiche abitu dini , i pregiudizî , e l'ignoranza di coloro i quali , per chè non intendono a queste cose , le contrastano ; ci sia mo avvisati di persuader l' universale colla prova dei sen si e colla evidenza del fatto. Laonde abbiam creduto non priva d'importanza l'esposizione dei particolari relativi alla costruzione di un solaio di ferro e mattoni vuoti da noi falta pel conventino dei Frati Mendicanti nel nuovo Cam posanto ; il quale solaio forma soffitta al refettorio e SO stiene varie divisioni per celle e corridori in cui va di viso il piano superiore , talchè possiamo mostrare ai no stri compatrioti qualche applicazione di queste nuove , sin golari , e finora a noi estranie maniere di costruzioni , per servirci delle stesse parole del Cavaliere.
Ma è nostro dovere in tale congiuntura altamente ap palesare , che l'adempimeuto di questa nuova opera è do vuta alle sollecitudini del chiarissimo commendatore San cio Intendente di Napoli , il quale ha voluto offrire in
48 essa un esempio delle costruzioni di sopra cennate , in considerazione dell' utilità che potrebbero trarne i suoi am ministrati , nel caso dovesse farsene qualche conveniente applicazione. PARTICOLARI
Della prima costruzione napolitana.
2.
Lo spazio che occupa in pianta il refettorio del con vento dei Frati Mendicanti al Camposanto nuovo è un quadrilatero il quale avendo due lati paralleli congiunti da un terzo lato ad angoli retti , ma non istessamente dal quarto , piglia la forma di un trapezio. Un muro di tompagnatura che sorge dal suolo e si eleva fino alla sof fitta , serve a rendere rettangolare questo spazio , masche rando lo sbieco che formano i muri principali . I suddet ti tali paralleli sono distanti circa ventinove palmi l'uno dall' altro , ed hanno la lunghezza dentro opera uno di trentaquattro palmi , l'altro di trentasei e mezzo , per cui la superficie del solaio ha l'estenzione di circa sedici can ne. Il quale spazio è stato coverto da una piattabanda costruita di ferro e mattoni vuoti , il cui muramento ha la grossezza di un palmo ed una centinatura quasi im percettibile del sessantesimo della corda , mentre il piano superiore che forma solaio , presenta una superficie oriz zontale cui va soprapposto il corrispondente mattonato.
49
Tre armature di ferro distanti otto palmi e mezzo l' una dall' altra traversano i muri paralleli e dividono il qua drilatero anzidetto in quattro compartimenti ( fig. 1. ) ; poi quattr' ordini di traverse di ferro equidistanti , imper nate nei muri opposti e collegate colle suddette armature li suddividono in altri più piccoli e servono a ritener le mura laterali e le armature principali. E poichè nel muro della facciata sono aperte due gran di finestre gotiche per seguirne l'ordine generale , que sto mnro riducesi ad un pilastro centrale di tre palmi di larghezza , e due altri che formano cantonata di circa un palmo , tal chè delle indicate traverse di ferro quelle de' due ordini di mezzo sono impernate al pilastro il quale giace fra le suddette grandi finestre , e quelle degli altri due ordini , pervenute all'armatura che più si accosta al muro suddetto si diramano in due uno dei quali rami s' imperna nel pilastro centrale , l'altro in quello di can tonata come si rileva dalla fig. 1. , la quale fa vedere in pianta la disposizione dell'ossatura di ferro . I due rami di traverse sopra additati i quali formano una V, vanno a terminare alla metà dell' altezza delle due grandi finestre , ov'è situato un architrave di legname " che divide ciascuno dei lor vani in due parti , una infe riore , l'altra superiore , e però , affinchè il rigonfiamento del gesso , adoperato nella costruzione sia conveniente mente compresso , è stato d'uopo disporre le suddette traverse nel modo indicato , perchè formassero una spe cie di arco a discarico . 7
50 Le armature di ferro surriferite sono composte di due pezzi principali , cioè una spranga di ferro un quarto di palmo di larghezza , un oncia e mezzo di grossezza e cur vata ad arco " ed un'altra dritta , della stessa larghezza e grossezza , e della lunghezza di palmi trentaquattro , la quale a due palmi e mezzo di distanza dai due estremi è stata rinforzata da due talloni , che formano spalla e servono a ritenere le estremità dell' altra curvata ad ar co , perchè ne venga un solo sistema . Nove staffe di ferro situate a pari distanza l'una dall' altra uniscono le anzi dette due spranghe , e mantengono invariabile il sistema mediante perni di ferro e madreviti nei
punti
oppor
tuni ; cosicchè la spranga formante arco serba costan temente una freccia di tre quarti di palmo per rispet to all'altra che fa le veci di corda ( fig . 2. ) Le armature di ferro poggiano su muri laterali i quali hanno due palmi e mezzo di grossezza , ma perchè la lor pressione si esercitasse sopra una superficié più estesa è stato d'uopo farne poggiare gli estremi immediatamente sopra alcuni cuscinetti di ferro fuso situati nella grossez za del muro ; i quali hanno la lunghezza di due palmi e mezzo , la larghezza di tre quarti di palmo , e la gros sezza di circa due once , con in mezzo un tallone che porta un incastro della grossezza di quello appartenente alle armature mentovate , affinchè potessero collocarvisi esattamente , e rimanervi invariabilmente fissate . Ciascuna delle armature suddette termina con due occhi per dove passano due pali di ferro , che vanno incastrati nel muro >
1 5r e coverti dall' arricciatura e dallo intonaco a modo delle catene ordinarie . Le spranghe di ferro delle quali abbiam fatto parola hanno la larghezza di due once e mezzo e la grossezza dr un' oncia circa , e sono da una parte fissate in uno dei muri che stanno a traverso di quelli su cui poggia no le armature principali , e dall' altra incastrate nella spranga orizzontale di queste , e così si prolungano fino al muro opposto , ove son fermate del pari : talchè le mura laterali sono stabilmente ritenute da questo sistema di catene .
La forma di legname su cui appoggiava la piattaban da , aveva una piccola curvatura a botte del sessantesi mo della corda , essendosi riserbato l'architetto incarica to dei lavori del suddetto convento di raccordare la piatta banda alle mura laterali con quelle superficie curve e quel'i oggetti di cornice , che gli sarebbero sembrati convenienti. Non pertanto giova avvertire , che questo genere di costruzione ammette qualunque specie di forma architet tonica di prima costruzione , e tutti gli adornamenti di cui è suscettiva una soffitta o volta di covertura , come sarebbero i compartimenti a cassettoni con rosoni o senza , con scorniciature ec. " e tutte le forme possibili , a botta a crociera a schifo ed a cupola , nel qual caso dall' os satura principale si fanno partire alcune strisce di ferro, che servono non solo come gambe di forza , ma ben an che a disegnare gli spigoli formati dalla penetrazione delle superficie che servono di soffitta.
Il muramento della piattabanda si è eseguito con tubi
52
di creta cotta , i quali hanno la figura di tronco dicono la cui altezza è di un palmo , il cerchio della base di sei once di diametro e l'altro di cinque ; questi danno se gnandosi lungo la superficie curvilinea e su' due cerchi di base al torno mediante una lamina di ferro dentata , affinchè il gesso che si adopera al muramento vi si ap prenda con maggior tenacità; ed inoltre vi si praticano tre fori circolari di un' oncia di diametro , uno nella superficie
curva , ed uno per ognuna delle due superficie circolari . Le mura di recinto della sale , che facea d' uopo co prire , perchè elevate senza impostatura in costruzione , è stato mestieri fossero tagliate a forza ad incastro nella cima per servir di spalla alla piattabanda . Di poi sono stali riempiuti i compartimenti lasciati vuoti dalle
arma
ture di ferro e dalle traverse di cui si è fatto cenno , coi tubi di creta cotta dianzi descritti , collocando gli uni ac costo gli altri nel verso delle superficie conotronche , e con le basi maggiori all'insù . Il riempimento si è cominciato dalle mura su cui pog giano le armature principali , arricciando in prima col gesso il muro d'impostura. I tubi immersi nell'acqua e porti ai manuali , venivano man mano collocati sullo stra to di gesso , che si era apparecchiato sul muro di spalla e sulla parte della forma ove doveva poggiare ciascuno di essi , disposta così una linea di tubi accosto al muro , ed incassati gli estremì di essa fra il muro traverso e l' ar matura più vicina , ovvero fra due armature principali contigue , con mattoni o con frammenti di laterizi , ove
53 non avesse potuto aver luogo il collocamento di qualche tubo di minor diametro , si passava alla seconda linea . I tubi della quale dovevansi diligentemente collocare in maniera , che la parte curvilinea fosse situata nell'an golo rientrante curvilineo di due fra' tubi della prima li nea , incassandone gli estremi nello stesso modo di sopra cennato. Così si è proseguito il riempimento dell'ossatura di ferro della quale abbiam fatto parola " incomin ciando dalla fascia compresa fra il muro di facciata e l'ar matura , e continuando fino al muro opposto . Giova intanto osservare che essendo mancati i tubi di creta cotta a cagione della differenza fra la superficie ef fettiva e quella calcolata nello estimativo , e della dimi nuzione de' diametri avvenuta nel corso della fabbricazio ´ne , si ebbe bisogno di farne costruire un' altra quantità per proseguire il riempimento ; e poichè la forma era sor retta da debolissime puntellature , e queste non appari vano caricate da alcun peso " con tutto che la parte di piattabanda già costruita non poggiasse se non sopra due soli muri, i pilastrini di facciata ed un'armatura di ferro ci determinammo a fare togliere la forma , rimanendo così per molti giorni questa porzione di piattabanda da un lato senza alcun sostegno sottoposto. Ripigliato quindi il lavoro e compiuto il riempimento , dopo due giorni fu tolta la rima nente forma , ed il tutto appariva formato di un solo getto . Gli esperimenti fatti da noi su questo genere di costru zioni ci hanno dimostrato , che il muramento di gesso nel consolidarsi aumenta di volume . ciocchè ha luogo in bre
54 vissimo tempo , percui quando le mura su cuì vanno im postate questa specie di volte non sono ritenute , cedono al primo urto ; al contrario poi se sono convenientemente collegate , e resistono al primo impeto della forza espan siva del gesso , appena consolidato il muramento non vi è alcuna spinta , e tutto riducesi alla semplice pressione verticale ; epperò su debolissimi assiti di tramezzo pog giano solai di questa specie senza alcuna inquietudine.
Non basta però , che le mura su cui vanno impostate queste volte , sieno convenientemente resistenti , allor chè sono o a piattabanda come la nostra , o comunque sorbassate ; perocchè particolarmente quando trattasi di covrire una estesa superficie con muramento a gesso e laterizî vuoti , posto pur che le mura resistessero alla forza di dilatazione di questa fabbrica , essa stessa però vi cederebbe , e quindi si fenderebbe nelle parti non con solidate , oltre a che la dilatazione esercitandosi a prefe renza su queste parti , produrrebbe sempre nuovi distae chi , e si darebbe luogo ad una costruzione pericolante . Per le quali cose conviene dividere questi gran massi di muramento , e ritener ciascuna parte con proporzionate catene di ferro , affinchè non si dia luogo alle disgiun zioni testè cennate .. Rimarrebbe a parlarsi del calcolo di resistenza delle armature conveniente alla costruzione suddetta ,
donde
sono state dedotte le dimensioni adottate ; e siccome non vi erano dati per ricavarle da quelle dello stesso genere eseguite in Francia , poichè pochissima luce su questo par
55 ticolare spargono le opere che ne trattano , è stato me stieri istituir nuovi esperimenti sulla resistenza assoluta e relativa del ferro malleabile ; e dar luogo a calcoli di tenacità che non possono trovar posto in questo breve cenno ; ma che ci riserbiamo di pubblicare come parte di un lavoro compiuto sulle costruzioni di ferro e laterizî vuoti.
Dobbiamo però far conoscere , che il peso di una canna quadrata della piattabanda costruita si può valutare do dici cantaia , cosicchè per una zona compresa fra due ar mature il peso è di cantaia quarantotto. Le armature principali , le quali per provarne la re sistenza si eran fatte poggiare con gli estremi su due ca valletti di legname situati a ventinove palmi di distanza l'uno dall' altro , hanno resistito al carico di ventiquattro cantaia diviso in sei punti della loro lunghezza , ed han conservato la stessa freccia e la stessa dirittura della cor da sottoposta all'arco di ferro che la distente , in gu:sa chè considerando ritenuti e non liberi gli estremi 2 e la divisione del carico per tutta la lunghezza , e sopra i muri si osserverà , che oltre il carico della piattabanda , quando pur fosse slegata , potrebbero queste armature sostenere il peso di dodici cantaia a canna quadrata di superficie . Non facciamo parola della conservazione del ferro nel l'interno delle mura , perciocchè non vi è ossidazione senza assorbimento di ossigeno , e si sa bene
che non
può esservi assorbimento senza contatto di aria , o di al tre sostanze ossigenate che possono decomporsi ; le catene poi usate dentro alle fabbriche rinvenute intatte dopo
56 una lunga serie di anni , ed una quantità di ossature di ferro che da un secolo a questa parte sono adoperate nelle opere costruite in gesso e mattoni vuoti danno una prova di fatto della loro durata , senza tener conto delle composi zioni in cesso per preservare la superficie di queste catene dal contatto dell' aria e dell' acqua. I materiali impiegati nella suddetta costruzione sono i seguenti :
Ferro per armature principa spranche ,
li ,
traverse " e
verticali di ritenuta
•
pali
·
Cantaia
16. 45 .
idem
3. 90 .
idem
65.
Coscinetti di ferro fuso su cui poggiano le armature principali
•
Gesso per murare la piatta
banda
ed
Tubi di creta cotta della forma
indicata 4000. Materiali che ridotti alla quantità impiegata in una canna quadrata danno circa CANTAJA , ROTOLI .
Ferro
I.
>>>
Gesso
4.
>>>
Ferro fuso
24.
Tubi di creta 240. Si comprende bene , che in questo primo saggio non si
è
avuto quella
spensabile , quando
economia nella spesa , ch'è vogliasi
intraprendere
indi
con succes
57 so questa specie di costruzioni , particolarmente per quanto riguarda la manifattura dei tubi di creta cotta , pei quali fa mestieri che gli artefici vi sieno addestrati per ottenere quel risparmio di manodopera che si conviene ; lo stesso debbe osservarsi per il gesso il quale è stato fin'ora po co adoperato , e potrebbesi acquistare con non lieve ri sparmio sul ducato a cantaio che n'è il prezzo corrente. In fine i lavori di ferro di questo genere costeranno me no " saranno adempiuti con maggiore esattezza e daranno luogo ad esperimenti di resistenza interessantissimi , quan do sieno più frequenti le costruzioni di questo genere . Non può dunque la spesa fatta pel solaio da noi de scritto servir di tipo al calcolo di quella occorrente per opere consimili , come forse altri si pensa ; perocchè è stato mestieri stabilire una piccola manifattura per fabbri care i tubi di creta ivi adoperati , essendosi costruiti due torni con volanti di quercia ed acquistati varî utensili ne cessarî al lavoro ; la quale spesa ha dovuto gravitare inte ramente su' 4mila tubi messi in opera . In oltre bisogna considerare che gli artefici i quali in prima lavoravano al torno appena venticinque tubi al giorno , verso la fine dell'opera già ne costruivano oltre centoventi ; cosicchè quei lavori fittili che nell'attuale costruzione han costato ducati quaranta il migliaio , nel corso di una fabbrica zione continua possono costare appena ducati quindici.
Nelle armature principali del solaio surriferito è stato adoperato il ferro delle nostre fucine , e pure avrebbe potuto impiegarsi benissimo quello inglese , il quale in 8
38 questa maniera di lavoro presenta una gran resistenza c molta omogeneità ; e così si sarebbe ottenuto anche un altro risparmio .
Oltre a ciò fa d'uopo distinguere in queste costruzio ni tre specie di solai , che gli architetti francesi chiama no , planchers faibles , planchers ordinaires e planchers résistants a seconda della solidità e della loro tessitura; e però in quattro metri superficiali di solaio della prima specie si adoperano novecento tubi di piccola dimensio ne , tre cantaia di gesso , e ventiquattro rotoli di ferro ; per covrire la stessa superficie con solaio della seconda specie occorrono trecentosessanta tubi alquanto più gran di , quattro cantaia di gesso e rotoli quarantotto di fer ro ; per la stessa estensione di solaio della terza specie vi s'impiegano dugentoventiquattro tubi di maggior gran dezza , cinque + di ferro .
cantaja di gesso , ed un cantaio e venti
Ciò premesso possiamo classificare fra i solai della ter za specie , quello da noi costruito , tanto per la resisten za , quanto per l'ampiezza ; e se poniam mente che la spesa di ducati cinquecento erogala per questo primo saggio , potrebbe ridursi a metà quando fosse stabilita una fabbricazione regolare per la costruzione de' tubi di creta cotta , pel gesso , e per le opere di ferro , la spesa non sembrerà esorbitante . Tenendo presente inoltre la quantità dei materiali ado perati nei solai comunemente in uso , planchers ordi naires , si rileva che la spesa per siffatti solai si riduce
59 a poco più della metà di quella che bisogna per la co struzione dei solai resistenti testè cennati ; laonde non dobbiamo credere , come alcuni suppongono , scemi di senno coloro che han fatto costruire le loro case in Pa rigi con solai di ferro e mattoni vuoti per garantirle da gl' incendi . Le stesse osservazioni van fatte pei solai leggieri , plan chers faibles , che sono i più comuni , e pei quali ba stano poche strisce di ferro ed una leggiera fabbrica di creta e gesso ; ondechè la spesa a cui possono ascendere questi solai è appena la quarta parte di quella che oc corre pei solai della terza specie.
Da tutto ciò si scorge chiaramente , che l'importo di queste costruzioni non è come si vorrebbe far credere estraordinario ; e dippiù siam sicuri , che accordandosi talune facilitazioni , acconce a piantare qualche fabbrica di laterizî vuoti , e qualche officina per lavori di ferro , e caldeggiandone l'esecuzione in alcune opere pubbliche, bene vedremmo anche noi prosperar questo metodo in quei casi che la comune sicurezza lo richiede. E sareb be questa un'altra pietra all'edifizio di di in di crescente della civiltà napolitana .
NOTA
Nel far parola dei solai e dei terrazzi di ferro e di mattoni vuoti ci siamo intrattenuti intorno alla resistenza che hanno presentata , quando se n'è gravata la super
60 ficie di pesi proporzionati alla specie di prova che dove va assicurare una solidità corrispondente all'uso . E da siffatti esperimenti abbiamo conchiuso esser la resistenza loro molto superiore a quella de' solai e terrazzi sorretti da travatura . Non pensavamo però che il solaio da noi costruito e di cui abbiam fatto menzione dovesse andar soggetto ad uno esperimento straordinario , al quale non sonosi per anche sottoposte le costruzioni di questa ma niera eseguite in Francia , e di cui qui giova parlare nell'interesse dell'arte . Avevamo già inteso che l'anzidetto solaio doveva so stenere alcune divisioni per accomodare il piano che so vrasta il refettorio alla disposizione generale delle celle nel conventino da noi mentovato ;
e però credevamo si
trattasse delle solite divisioni alla siciliana , come parec chie altre se ne osservano colà : ma ora siamo venuti in cognizione essersi adoperati in vece tre ordini di mat toni uniti col gesso , che compreso l'intonaco e l'arric ciatura presentano framezzi di quattro once di grossezza i quali non ancora rasciutti pesano dodici rotoli per pal mo superficiale .
I muri che formano i mentovati tramezzi son due ; uno lungo il mezzo della piattabanda ed ha la lunghezza di trentatre palmi e l'altezza di venti ; l'altro che poggia sull'armatura principale del centro (fig. 1. ) ed è lungo circa ventinove palmi ed altro del pari. Questi muri di visorî sorretti immediatamente dal solaio sottoposto , pe sano il primo ottanta cantaia , il secondo sessanta , fatta
61 deduzione dei vani , senza che alcun artifizio di discarico riportasse , come suol farsi , parte del peso sui muri . La quale costruzione non offre certamente grande stabilità; e perciò sarebbe desiderabile che cessato l'oggetto di esperimentare quanto fosser saldi questa specie di solai , si togliesse a questo nostro parte di un peso inutile e strabocchevole , non essendo commendevole far poggiare in falso de' muri , che gravitano con cento quaranta can taia su venti palmi di superficie.
Il solaio da noi costruito col sopportare questo carico ha già dato una prova di resistenza la quale non si ha nelle volte ordinarie di maggior sesto ;
del resto
avendo mostrato una costruzione del tutto nuova nel nostro paese , nè priva di pregio in molte congiunture , il nostro scopo rimane adempiuto .
SALVADORE D'AYALA Già uffiziale di artiglieria capo di ripartimento al ministero di guerra.
62 PRENDRE L'ENNEMI EN FLagrant délit ( 1) .
Generalmente prendere il nemico enflagrant délit, espri me l'idea di ´sorprendere un errore nel momento della sua esecuzione. Quindi la sorpresa , e l'errore sono le sue principali condizioni. La strategia come la tattica possono ammettere , l'ap plicazione di questo modo . La idea è semplice , chiara , e generale . Quello che lo è meno si è il calcolo col quale possa pervenirsi a profittare dell'errore nemico , ad incitarlo a commetterne ; calcolo vario che abbisogna di risoluzioni non sempre si mili , e sempre istantanee ; calcolo in cui la parte mili tare si complica di cento morali amministrative , e direi quasi filosofiche considerazioni.
Si può sorprendere in errore un esercito che di piè fermo si difende ; nulladimeno questo principio sembra che si applichi più specialmente , o almeno più profitte volmente , contro un esercito il quale si muova con isco
(1 ) Dal sagace e bel lavoro militare scritto da un nostro uffiziale superiore dell'Esercito e che vorremmo per intero riprodurre colle stampe ,
ci si è permesso
di estrarne solo queste affatto nuove ed interessanti considerazioni sull' espressione flagrant délit assai spes so usata dagli scrittori francesi e difficilissima a ren derla nell' italiano idioma.
63 po offensivo , ed in generale contro un esercito in mo vimento .
Le condizioni necessarie per pervenire a sorprender l'errore nella sua attuale esecuzione sembrami che fossero: 1. Che esso sia ben certo , ben dichiarato , in inol trata esecuzione : ben certo ben dichiarato , giacchè l'er rore non può adeguatamente presumersi ,
nè debbe re
putarsi saggio , se qualche incertezza regni in fatti gravi , di fondar su di essa un general movimento , il quale ove incontrasse altre condizioni da quelle supposte , potrebbe divenir alla sua volta un pericoloso errore . Si può è ve ro dal valor morale del suo avversario , dalla conoscen za del teatro su cui si opera , dalla qualità , e dalla co stituzione dell' esercito nemico , sperare , e fino ad un certo punto presumere che potrà più , o meno errare ; ma propriamente dove , come , quando non può preve dersi . Quindi il raziocinio ha bisogno indispensabilmente di fatti materiali , conosciuti , determinati per rettamente deve l'errore essere inoltrato calcolare , e risolversi nella sua esecuzione ,
perchè se non lo fosse sarebbe
agevole , o almen possibile di ripararlo ; un comincia mento di errore non produrrebbe che un cominciamento di utile per colui il quale tenterebbe di profittarne, com pensato dall' avvertimento che darebbe a chi lo commet te ; onde bisogna che sia tanto inoltrato da divenir più , o meno irreparabile. 2. Che si sia in istato di profittarne , cioè che la co noscenza di esso giunga in tempo utile ,
che la mente
64 di chi debba sorprendere sia pronta , ed energica , l'eser cito costituito , e rotto ai rapidi , ed improvisi movimen ti.
L'avversario avendo l'iniziativa delle operazioni vi
precede nell'ordine del tempo .
Questo vantaggio forma
poi la sua rovina ; ma non pertanto il vostro scopo es sendo quello precisamente di strapparglielo ,
e di ritor
cerlo contro di lui , forza è di riguadagnarne il tempo perduto per mezzo di una più efficace celerità relativa . 3. Che si sia passato in modo da esser libero di ma novrare in più direzioni seconde le circostanze , e le va rietà del terreno : spesso i spazii reputati insormontabili , ma sormontati dalla perseveranza , divengono causa delle più fatali sorpresi . Egli è evidente , che se si fosse mal postato , il calcolo del tempo , e dello spazio tornerebbe a vostro danno . 4. Che le vostre disposizioni , e le intenzioni vostre sieno ignorate dal nemico senza che non vi sarebbe sor、 presa ; la qual cosa è facilissima , poicchè salvo quelle generali di tenervi pronto da ogni lato di osservar gelo samente da pertutto ; realmente pria che il nemico sveli la sua manovra eseguendola , voi non avete nessuna idea determinata , ed attuale su' i movimenti che vi converrà di opporgli . Ond'è che voi rimanete un mistero per lui nel tempo ch' egli non ha più misteri per voi . Allora se si sia sicuro del valor morale > e tattico del proprio eser cito ; il predir gli avvenimenti è cosa facile . Questo genere di manovre produce nella guerra di movimenti le più gravi , ed irreparabili conseguenze in
65 chi n'è opportunamente colpito . Non è già che in quel la di negativa difesa non possa produrne .
Un errore è
sempre un errore : finchè non sia o riparato , o corretto, è sempre origine , di danni
ed occasione continua di pericoli , é
se non che in questa natura di guerra ordi
nariamente tutto è disposto per una ritirata , e raramente avviene che non vi siano più , o meno lontano ,
osta
coli naturali , o artificiali ( la vastità degli spazii è tra i primi ) per sostener nel bisogno l'esercito respinto ,
e
contenere il vincitore . In questa guerra una ritirata più , o meno ordinata , più , o meno contrastata è una natural previsione ; per essa di lunga mano son preparate tut te le facilitazioni , e tutti gli appoggi to a questa idea predominante.
tutto è coordina
La necessità di ritirarsi
non può sorprendere , bensì potrà divenir necessario di mutare i modi a causa della influenza prepotente acqui stata da una mal provveduta manovra nemica .
Bene , O
mal ritirandosi si rimane più , o meno nel medesimo or dine d'idea , e di disposizioni . Non avviene del pari se per una manovra instantanea , efficace del nemico siete costretto di mutare in ritirata la vostra offensiva già in pieno corso . Il vostro calcolo > e le vostre idee son rovesciate da capo a fondo .
Quanto
avevate preparato per facilitare il vostro scopo offensivo diviene per voi ostacolo ,
nè la strettezza del tempo vi
permette di provveder convenevolmente alle nuove com binazioni di cui abbisognate . Questo istantaneo passaggio sotto il cannone del nemico a fronte della superiorità dei
66 suoi movimenti , forzato a combattere altrove , ed in al tro tempo , e con altri modi da ciò che pensavate , ov vero a ritirarvi fuori d'ogni vostra previsione , questo istantaneo passaggio è di natura delicatissimo meno an córa tatticamente che strategicamente : e dirò dippiù che in tal caso la tattica solo puol dare alla strategia il tem po di riparare i suoi errori , aver conservato parte ,
dapoicchè
la
prima puol
o tutto il suo natural valore "
mentre la strategia pel commesso errore ha perduto tut to il suo in quei momenti , e finchè duri il predominio della manovra nemica .
Ma questo predominio potrà durar molto , durar forse fino a produrre la totale distruzione dell' esercito preso en flagrant délit ; giacchè , oltre che può spingervi su qualche grande ostacolo per voi in quelle circostanze in vicibile , ordinariamente più , o meno previene , e disor dina ogni vostro movimento utile , più o meno v' inter dice le vostre linee di operazioni , e la vostra base , più o meno v'isola dai vostri soccorsi di ogni specie , più , o meno vi separa in piu parti , e le confonde , più , 0 meno si appropria i mezzi di guerra da voi preparati in direzioni che non potete altrimenti seguire , più , o me no. scompone gli ordini , e gli animi . Lo spazio ed il tempo combattono equalmente contro di voi. Colui che con dati certi può , e sa procedere a simili imprese , questi può meno geometricamente " e com passatamente , che non il consigliano i trattatisti , allon tanarsi dalla sua base , e dalle sue linee. Colui che sa
67 comprendere quella parte della guerra la quale varia e giornaliera dipende dal giudizio , e dalle disposizioni più , o meno erronee del nemico ,
può senza fallire lasciar
· spontaneamente le sue linee , e la sua base temporanea mente , o diffinitivamente purchè sia sicuro che forzata mente obbligherà il nemico a lasciar le sue , e purchè con modi prestabiliti ,
e preparati si sia riservato di ri
tornar sulle antiche 9 o stabilirsi sulle nuove. L'impro viso , la sorpresa , l'iniziativa operosa , e durevole costi tuiranno i vantaggi immensi che si saran procurati . Ma colui solamente tenda l'arco d'Achille , che ha braccio per maneggiarlo .
Un esercito anche unito può esser preso en flagrant délit , se unito troppo espone i suoi fianchi "
e le sue
estremità , la sua base , e le sue ritirate. Un tal' esercito per poco che sia numeroso 2 e si prolunghi su di una sola strada a portata di manovra del nemico , principal mente se questa strada fosse dominata o frastagliata , que sto esercito si presterebbe ammirabilmente ad esser preso en flagrant délit ad una delle due estremità , o al centro. Le estremità possano allora tenersi come due corpi se paratî poco capaci di esser sostenuti , e soccorsi in tem po utile dal centro e questo dalle estremità . Le sue di verse parti lungi di servirsi di mutuo sostegno , sogliono comunicarsi la di loro mutua confusione . Ve n'ha mol ti esempii , e tra gli altri il corpo principale dell' eser cito austriaco ad Hohenlinden .
E tra noi ve n'ha uno
cui un istorico sentenziosamente travisando i fatti , e me
2
68
ditatamente sragionando tenta di dar taccia di preziosa manovra di guerra .
Deve però convenirsi che mercè i
più dissuniti , e falsi movimenti del nemico non fu se guita da tutte quelle immediate ,
ed evidenti catastrofi
cui avrebbe dovuto naturalmente soggiacere ;
ma diede
questa immensa , benchè meno avvertita conseguenza , che decise della guerra per non aver veduto , o se come l'istorico il pretende , di aver veduto ma di non aver tratto profitto delle occasioni preziose , e prolungate che il nemico offri per combatterlo , prendendolo en flagrant délit , quando n'era opportuno il momento , e non quan do quella combinazione di guerra era presso che esaurita . Le più fulminee campagne di Napoleone , sembrami ' procederono da quei principii ; così parmi intendesse egli il flagrant délit . Allora solamente i più gagliardi ,
e poderosi
eserciti
si dileguano come nebbia con un fatto solo di guerra cioè quando son colpiti in piena , erronea , ed inoltrata offensiva , così tra l'Adige , e la Brenta così ad Ulına , e poi ad Osterlizza , così a Jena ,
e poi Friedland , cosi
a Ratisbona , benchè con successi meno compiuti in quan to all'esercito vinto , ma con immensa conquista di paesi . Così nella immortal campagna del 1814 potè Napoleone operar quei prodigii con un pugno d'uomini , i quali, qualun que fosse stato il loro valore , sarebbero rimasti accerchiati , e distrutti in poche ore dalle immense forze nemiche an che coperti da trincieramenti di campagna . Così non avven
ne
e simili finali successi non si manifestarono nè a Wa
69
gram , nè dopo il passaggio del Niemen, tutto che avesse tanto sublimemente disposto su di esse le sue colonne , indi in alcuni punti sì difettosamente guidate . Il genere di guerra prescelto dal nemico nel secondo caso, le circo stanze di terreno e la natura della operazione nel primo non permisero l'applicazione la più profittevole di questo genere di manovre. Nell'uno, e nell'altro il nemico non aveva preventivamente pronunziato il movimento , nè la offesa .
STORIA DELLA GUERRA DAL 1792 AL 1815.
Il colonnello Virtenberghese Kaussler si noto e si be nemerito per la collezione di battaglie la più completa ch' esiste , ora mette a stampa i primi volumi riguardanti la narrazione istorica delle guerre combattute in Europa ed in Egitto dal 1792 al 1815. La scelta del perlodo ben dimostra , che il sapiente autore ha sentito l' utilità di far ben conoscere quell' epoca importante all'arte ed alla scienza , per le sue vaste conseguenze sull'equilibrio politico , le condizioni socfalt , ed il progresso dell'inci vilimento . Era necessaria un'opera, che chiarisse gli avve nimenti straordinarî , che noti a tutti , perchè tuttora e sercitano potentissima azione , non sono giudicati fredda mente; ma a traverso il prisma delle passioni , degl' inte ressi , delle speranze fallite , e dei desiderî esistenti , cioc chè ha prodotto , e produr deve molti mali , risultamen to inevitabile di tutte le nozioni incomplete , e de' fatti poco studiati. Così per esempio si ripete da molti. Gli eserciti francesi hanno costantemente trionfato nelle
7༠ guerre , ed i rovesci sofferti negli ultimi periodi dell' epoca scorsa furon conseguenza di cause estranee al cammino
"
regolare degli avvenimenti militari. I Francesi nei primi anni della guerra han trovato appoggio nelle popolazioni . Il genio di Napoleone , come capitano , non era l'effetto di personale ed eccezionale condizione , ed i vantaggi avuti dalla repubblica erano in gran parte dovuti alla su periorità dei francesi sugli alleati .
Non è d'uopo indicar quali funeste conseguenze pos sono produrre siffatte idee , quando predominano l'opinio ne pubblica , ed i poteri , che ne subiscono l'influenza . Adunque una storia dettata da autore si chiaro deve se non distruggere , almeno gettare il dubbio su tali detti , e preparare il ritorno , ad idee più giuste , nascenti da più completa conoscenza dei fatti , e di più accurato giudizio sulle cause. E perciò questo scientifico e militare lavoro luminosamente dimostrerà , che di diciassette campagne combattute in Europa ( senza contar le guerre parziali,) se può dirsi che i francesi trionfarono in quella del 92 , 94 96, 97 , 800, 801 , 805 , 806 , 807 , e 809, è giusto di dare agli alleâti , il vantaggio in quelle del 93, 95, 99 , 812 , 813, 814 e 815. Nelle due conquiste del regno di Napoli al 98 e 1806, le quattro campagne di Egitto dal 98 al 1801 , . e le otto nella penisola spagnuola dal 1807 al 1814 , i fran ceti hanno avuto nei primi momenti facilità d'invasio ne , e dopo hanno incontrato grandissima difficoltà per sostenersi , e conservar le conquiste. Così parimenti sarà chiaro che i francesi nel periodo della repubblica do vettero combattere le popolazioni delle Alpi , poco quelle dell'Italia superiore , più quelle della mezzana , e mol tissimo quelle abitanti l'estremità della penisola . Nella
75 Germania montagnosa e nei piccoli cantoni Svizzeri, hanno dovuto combattere le masse appoggiate e sostenute dagli alleati , mentre i loro partigiani appartenenti alle classi medie della società ed anche parzialmente alle più elevate non offrivano ausilio attivo, erano elementi organizzatori, nei paesi sottomessi dalla loro superiorità militare e da politiche transazioni ; quindi hanno avuto reggimenti , bri gate , divisioni , ma non mai le popolazioni spontanea mente si son levate in loro favore, Nella guerra di Spa gna hanno dovuto combattere le popolazioni, per tutto il corso delle militari operazioni ; ed in Germania hanno avuto alleanza con i governi , ma hanno ritrovato opposi zione nelle masse , fenomeno manifestato nella campagna del 180g svolto pienamente in quella del 1813 , e conserva to nella guerra del 14 e 15. Per questa storia si vedrà pure che le classi medie, che più coltivano l'intelligenza , sono stȧ té le più tenaci, contro la dominazione francese . Meno dun que in Polonia , ove la Francia ha ritrovato l'importante ausilio di milizie ordinate e preparate in suo favore, da per tutto ha combattuto , e non si è appoggiata su le masse , L'istesso e perfettamente avvenuto nella campagna di Egit to. In ultimo sarà chiaro che senza Napoleone nella guerra del 1796 e 97 i francesi avrebbero avuto successi rego lari , che hanno gli eserciti guidati da i Capitani distinti e non eccezionáli ; chè certamente senza quel genio , il trattato di Campoformio > non poneva
fine alla lotta
che poteva prolungarsi sulla rive del Pò per molti anni ancora. Questa Storia noterà l'influenza degli spazi , del tempo della mobilità , e della rapida impulsione data oggi alle mi litari operazioni , quale è la proporzione delle forze che
3 si possono muovere gli spazi
possibili ad occuparsi e
percorrersi, infine dove possono giungere i premeditati dise gni di un capitano, ove sono di massima forza , dove son nulli , atteso la grandezza degli eserciti il terreno che oc cupano. Saranno così determinati i progressi della scienza e dell'arte , di cui gli uomini d'ingegno possono giovar sene, e qual'è la parte al solo genio riserbato ; e sarà pur dimostrato che i risultamenti politici ottenuti per tali guerre sono nè meno vasti , nè meno importanti. L'Ame rica separata dall' Europa , la Grecia e l'Egitto dell'Im pero Ottomano , la Russia sulla Varta , l' Austria dive nuta potenza compatta e marittima , la Prussia fino al Reno e al di là , tutte le Repubbliche scomparse insie me con i piccoli principati della Germania .
E l'altra
parte : tutte le conquiste della Francia ricadute in mano ai suoi avversarj , ed essa ritornata a' limiti del 1740 ed anche meno ,
il Mezzogiorno indebolito , gli antichi al
leati della Francia nel settentrione distrutti 0 isolati. E le condizioni della società da per tutto in gradi diversi modificati , talchè si rende semprepiù necessaria quella pace sicura , operosa e feconda allo sviluppo di ogni prosperità ; perchè la guerra è divenuta oggi assai terri bile , mette in movimento numerose masse • esige gran sagrifizî nel centro degli stati , e non si limita alla cir conferenza.
A nostro credere questa Storia arricchita di piani e di carte , sarà necessaria a tutti , e più segnatamente a quanti con nomi diversi si occupano degli
affari publici
e son chiamati a determinar quando e come le nazioni debbono fare il gran sagrifizio de' propri figli e
della
publica prosperità , all' onore e all' interesse ben inteso.
73 DEL FUOCO GRECO
DEL BASSO IMPERO " E DEL MEDIO EVO.
Sommario .
1. E volgare opinione che il fuoco greco bruciasse nell' acqua , o sott' acqua . 2. Quest' opinione non è avvalorata dal dire degli sto rici originali. 3. L'asserta proprietà esige cognizioni speciali per esi stere nei corpi. Esame di queste condizioni.
4. Le composizioni indicate dagli scrittori circa il fuoco greco non hanno la proprietà succennata. M 5. Il fuoco greco non aveva proprietà militare più ef ficaci di quelle dei nostri brulotti ,
ma ne differiva per
essere liquido. Però se ne formarono anche projetti sodi.
S. I.
L'uomo ravvisò in ogni tempo , nel fuoco il più ener gico stromento di potenza . , ed un essere la cui conoscen za è più propria dell' onnipotente sapienza che della sua . A tal concepimento consentanea la pagana mitologia ci raccontò la condanna di Prometeo , colpevole di averla rapito al cielo , e donato all' uomo .
La terribil legge
de' prischi romani contro la vestale negligente a custodir lo , ci prova come in que' tempi , forse , fosse ancor ma◄ IO
74 lagevole l'eccitarlo , l'averlo. E se infatti ci figuriamo l'uomo privo di quest' elemento ,
il vediamo tosto sceso
alla condizione de ' bruti : ma fatto possessore del fuoco > sottomise a se la natura tutta , scrutò le viscere della terra ; e gli spazi immensi de' cieli : esistettero le arti le scienze e si moltiplicarono , si perfezionarono i mezzi di soddisfare i bisogni , i piaceri della vita . Elemento altrettanto benefico , quanto tremendo , il fuoco , nelle mani dell' uomo , fu causa ora di vita , ora di morte e di distruzione " e divenne anche un arma . Le storie di tutti i tempi , e di tutti i popoli ci dimo strano non di rado l'uomo in guerra col suo simile ser virsi del fuoco per danneggiare il nemico sia coll'incen dio di città , abitazioni, o prodotti della terra o dell'arte, sia direttamente contro le persone stesse o le truppe del l'attaccante ; e ciò coll' uso di legna impegolate accese , di carboni ardenti , di acqua , olj bollenti , di ferri , di pietre arroventate , di travi infiammati , di zolfi , bitumi incendiarii , ec . cacciati a mano , o con macchine .
Le fazioni navali , e quelle di espugnazione di rocche affortificate viddero sovente ne' tempi antichi , adoprati tai mezzi . Ed ove l'arte abbia alcun che cooperato ad accrescere l'efficacia del fuoco , potrà essere stato l'ef fetto in certi casi più o meno grande solenne , o terri bile . Tale divenne in alcuni fatti militari il fuoco arte fatto , nelle mani dei greci , tale lo è fra quelle dei mo derni la polvere da cannone . All'uso di mezzi incendiarii semplici debbesi riferire 1
75 quanto accenna , e insegna Vegezio ( institut. milit. lib. 4 cap. 2 S. vI ) ivi specialmente parlandovi de' modi con cui il difensore può render impotenti quelle torri ossi dionali che , accostate a rampari , servivano a salirvi so pra 2 ed oppugnar le città . « Egli consiglia di mettervi il fuoco, dopo strappatone » le pelli o le coperte di lana di cui si ricoprono, o se » non si può , di gettar contro le medesime col mezzo » di baliste , delle falariche , e malleoli che rechino ma » terie incendiarie nel legno.
Idem. I malleoli son
» delle freccie ardenti che recano l'incendio ad ogni co << sa cui possono attaccarsi ; la falarica è una specie di >> lancia con grosso ferro in cima ove si avvolgono delle >> stoppe zeppe di zolfo , di bitume , di resine " e di > olio incendiario . Questo dardo spinto vivamente dalle >> baliste fora le coperte delle torri , si attacca al corpo >> della macchina e spesso l'incenerisce » . Quinto Curzio nel lib . 4 discorre di tali mezzi di difesa usati dagli abitanti di Tiro assediata da Alessandro : ram menta una rovente gettata sopra gli assalitori ec. Fin da quei tempi era nell' oriente ben noto la Nafta; narrando lo stesso autore come lo stesso Re Macedone ,
passato
l'Eufrate , arrivava alla città di Mannio dov'era una grotta in cui era un fonte che buttava fuori gran copie di bitume . Altrove dice che le mura di Babilonia furono cementate con bitume di questo fonte , ed il bitume ser viva in cambio di calcina per collegare insieme i mattoni di terra cotti .
76 Coteste fonti sono tuttora abbondanti in Persia , sulle rive del Mar Caspio , in India , e ne esiste in Calabria , in Sicilia , in America persino nell'Italia presso Parma . Ne' fonti di Nafta presso Bakou nell'India , l'intensità delle fiamme permanenti
è tale che si può leggere al
loro chiarore da 500 tese ( mémorial Encyclop . 1834 , pag. 341 ) . Attorno alla detta città , sonovi 82 pozzi che forniscono cadauno anno 40194 quintali di Nafta (ivi) . Egli è quindi naturale che ne' luoghi
in cui era cosi
abbondante la Nafta , si facesse uso in guerra di sostan za così ardente , come infatti praticarono i Persiani , o Parti, contro Lucullo e contro l'imperatore Severo , ec . Dall' oriente i greci poterono imparare l'uso del Nafta ; e da questi finalmente i romani ( come risulta dalla nota di Vegezio , in cui parla dell' olio ardente ) . Tale pure il fuoco adoprato dagli ebrei nella difesa di Gerusalemme assediata da' romani . Nissuna però di simili composizioni aveva la propietà di bruciar nell'acqua . Simili projetti furon comunissimi ne'secoli scorsi 2 e li diciam carcasse .
§. 2.
Esempi dell'uso del fuoco greco.
L'opinione degli scrittori (non contemporanei) che fan cenno del fuoco greco trovasi in sunto nella definizione che ne diede il Grassi nel suo dizionario militare , eccola Una sorta di fuoco lavorato con tale artifizio , che
77 « scorrendo líquido , si poteva còn trombe , e sifoni man ‹ dare all'insù , od all'in giù , e che in luogo di estin guersi nell'acqua , acquistava in essa maggior forza. Questo fuoco è invenzione antichissima de' Persiani i << quali adopravano la nafta come principale ingredien « te di esso : fu noto ai Romani . Non si estingueva che << colla sabbia , coll'orina , coll'aceto , o colle pelli fresche » . James ( dict. milit. ) il definisce specie di fuoco ar tificiato che di per se penetra la superficie del mare " e che brucia con crescente violenza quando si frammischia
ľ acqua , ec . Ammettesi di più , che si cacciava senza esplosione .. senza lasciar residuo solido "
te rombo in aria
. che faceva for
· • • dava luce livida , fumo fetente
non aveva per se forza di traslazione . · le sue fiamme si diriggevano anche d'alto in basso . • · · che fu adoperato in istato liquido
e ta
lora in quello di solido .
Secondo alcuni bruciava persino il ferro e
le pietre . E volgare opinione che lo scopritore della composizio ne del fuoco greco ( benchè alcuni autori , col Grassi , siano di contrario parere ) sia stato un Tallinico nativo di Eliopoli , che lo insegnava all' Imperatore Costantino e che dal 7 all' II i Greci ně
Pogonato ( an 668 ) ;
fecero uso in più occorrenze. Da eşsi ricevette il nome, e lo conservò sin quando cadde nelle mani degli infedeli . I primi fatti militari che resero noto , e celebre ad un
78 tempo il fuoco ( che già come si disse , l'uso del fuoco prodotto dal nafta e da bitumi , è di tempo immemoriale) considerato come nuova scoperta , sono i due assedi di Costantinopoli ( occupata da Greci Imperatori ) fatti dai Saraceni . Avvenne il primo dal 672
a 673
impe
rando il predetto Costantino . L'esito di quell' assedio " ( valendomi delle parole di Gibbon ) nell' Oriente e nel l'Occidente avrebbe la gloria delle armi romane , ed oscu rò per un poco quella de' Saraceni . Stretti dalle armi di questi fecero i greci abitatori del la capitale la proferta di redimere la propria religione , e l'impero con una menda , o dicasi contribuzione d'una pezza d'oro per testa ,
ma questa magnifica offerta fu
sdegnosamente rebuttata , e l'arrivo delle navi dell'Egit to , e della Soria sempre più raddoppiò la presunzione di Moshinah capo de' Musulmani assediati .
Si è computato il numero delle navi a 1800 , dal che si può argomentare quanto erano piccole ; venivano con loro 20 vascelli , in cui la grandezza faceva danno alla celerità , e che per altro non contenevano cadauno che 100 soldati armati pesantemente . Questa numerosa squa dra precedea verso il Bosforo sopra un mare tranquillo , con vento favorevole e per improntar le frasi dei greci , dice Gibbon la selva mobile adombrava la superficie del lo stretto . Intanto dal generale saraceno s'era fissata la funesta notte destinata ad un assalto generale per terra ,
mare .
e per
79 Per aumentar la fiducia del nemico aveva l'Impera tore fatto abbassar la catena che custodiva l'ingresso del porto ; ma intanto che i Musulmani stavano esaminando se conveniva giovarsi dell'occasione, o se avessero a te mer qualche insidia ,
venne a sorprenderli la morte .
Lanciarono i greci le loro barche incendiarie : gli a rabi ( dicesi 30 mila uomini ) le loro armi ,
e le loro.
navi divennero preda delle fiamme , e quei vascelli che vollero fuggire si spezzarono gli uni contro gli altri , e furono inghiottiti dalle onde .
Si rianimarono i saraceni l'anno seguente ricevettero due numerosi navigli di soccorso ; uno di 400 barche , veniva d'Alessandria , ed il secondo di 360 dall'Affrica: ma si riaccesero i terribili fuochi dei greci , e fu meno grande la distruzione , sol perchè aveano i musulmani appreso per sperienza a star lontano dal pericolo , o per chè gli egiziani che servivano nel navile tradirono , ec . Il secondo assedio ebbe luogo nel 717 , 718 ( Impe ratore Leone Isaurico ) . Omar, capo de' Seraceni investi Constantinopoli per terra , mentre Suphiam e Tiseth il facevano per mare . Le barche a fuoco de' greci ,
e la
violenza della tempesta distrussero gran parte di questo naviglio , è l'assedio fu pure levato . Autori greci dico no che di 3000 navi nemiche 10 solo scamparono . All'epoca della prima crociata avendo i latini acqui stato parecchie città sui saraceni , Alessio nè pretendeva il dominio
l'Imperatore greco
e l'omaggio , al che
rifiutandosi i primi egli imprese a contrariare i progressi
80 delle loro armi ;
( nel 1097 e seguente ) spediva due
grosse squadre per impedir l'arrivo de' soccorsi del l'Europa. Le galee Pisane e Genovesi , che venivano recando vettovaglie ai crociati affamati nel loro campo d'assedio di Gerusalemme , incontrarono il greco naviglio al capo di Mellea , passo necessario a chi d'Italia recasi in Pa lestina . I legni greci portavano sulla loro prora macchi ne inusitate ;
erano spaventevoli immagini in bronzo di
tigri , o di altre bestie feroci , le quali tutte ripiene l'am pio torace di bollenti materie agitate da mantici ,
vomi
tavano à volontà dalle fauci trifulche neri globi di fuo co . I Pisani affrontatili , ma malmenati dal fuoco greco retrocedettero ; ed i genovesi all' incontro avendo
pro
vato a dilungare i navili avvampanti con lunghe aste ferrate trascorsero illesi , e il soccorso arrivò si in tempo, che diè luogo alla presa di Gerusalemme . E qui vogliam fare due osservazioni , l'una si è che non mai i Greci fecero uso del loro fuoco nelle fazioni non marittime ; seconda che non veniva da essi scagliato , in distanza " ma solo operava per diretta approssimazione della barca di fuoco , benchè però si parli in alcuni di fuoco gettato col mangano , non senza farne gran caso . Ricordiamo altresi circa l'efficacia di esso , i numerosi altri fatti navali e assedii di que' tempi in cui non pare che i Greci facessero uso del loro fuoco ,
o per essere
da essi tenuto in poco conto , dopo la prima impressione di novità , o per non esser più rammentata dagli storici
81 per il non ottenuto effetto anche
adoprato . Giammai i
crociati fecero uso del fuoco greco ; per contro par che all'epoca de' medesimi i saraceni non solo nè cono scessero la composizione , ma ne avessero migliorato l'uso , poichè l' usarono con precisione ed effetto contro le armate di terra , contro il nemico ed in distanza . Co si nell'anno 1190 i crociati assediano i saraceni in S. Gio : d'Acri, tre grosse torri ambulanti poste rimpetto i tre an goli principali della città , fasciate di cuojo , a triplice involto furono consumate dal fuoco greco lacciato dagli as sediati . Nello stesso assedio, circa il natale di detto anno , in una battaglia navale le galee di tiro gaernite in gran parte di Genovesi ,
e Pisani si dilungarono dal
lido
in segno di sfida , alle galee egiziane ; queste aspettarono lanciati quindi i ramponi per abbordarsi e stringersi scam bievolmente , i Saraceni applicarono il loro fuoco greco : fetentissimo n'era il fumo, livida la fiamma, che in vece di sollevarsi strisciava da lato , o ritorcevasi a basso , i crociati versavano aceto , e spargevano sabbia ´sopra le parti incendiate , e dalle gabbie con le balestre ,
dalle
co
verte con i picconi di ferro , si facevano largo. La bat taglia ebbe dubbio successo . Le notizie meglio particola rizzate risultano dal racconto di Joinville, non posso quin di astenermi di riferirne uno squarcio.
« Le roy pour secourir son frere roy de Cézile se fe * » ri ( fourra ) entre les Turs ( turcs ) si avant qu'il ( ils') » li empistrent le coliére de son cheval de feu gréjori : >> et par celle pointe que le roy fist , il secouri le roy II
82 » de Cézile , et sa gent , en chacerent les turs de leur ost . Quant les sarracins le vindre assailir il getterent » le feu grėjois ou hordis ( alle trincee ) qu'il ( monsieur >> Gautier ) y avoit fait faire , et le feu s'il prist de legier , » car les templiers y avoient fait méttre grans planches
de sapin , et sachez que les turs n'attendirent pas que » le feu feust ers ( acceso ) , ains (ma) alerent sus cour » re aux templiers parmi le feu ardent . · » Aprés la bataille du temple tout vois ( fois ) advint > ainsi que le turs couvrirent monseigneur Guion Mal » voisin de feu grejois qu'a grant peinne le purent este >> indre sa gent . >> Un soir avint là où ncus ètions les chat chastiaux » (torri d'assedio , con palco superiore ) de nuit, qu'ils > nous avierent un engin que l'on appèle Perrière , ce » qu'il n'avoient encore fait , et mistrent le feu gréjois » en la fonde ( corda della balestra , specie di fionda ) < de l'engin : quand M. Gautier vit ce il nous dit , sei >> gneurs nous sommes ou ( al ) plus grant péril que nous fussions oneques , mais sitost comme il geterent le pre mier cop ( colpo ) nous nous misme à coutes ( a terra sui gomiti ) et a genoux : le primier cop qu'il geterent vint entre nos deux chas-chastels , et chaï ( cadde ) en » la place devant nous que l'ost avait fait pour boucher » le fleuve ; nos esteigneurs ( spegnitori del fuoco ) fu rent appareillé pour esteindre le feu ( e fu spento , altra » volta le torri furono consumate dal fuoco poi ec.ec. ) et pource ( per il motivo ) que les sarrasins ne po
83 >> voient trere ( tirare ) a cux ( di lancio ) pour les >> deux eles ( a cagione de'fatti ripari di tavole ) il trai > vent tout droit vers les nues, si ( cosicchè ) que le py » let ( dardo , projetto ) leur cheoient ( cadeva ) tout » droit vers euls ( cioè non potendo colpire col tiro di » ritto , tiravano in arcata di modo che il dardo acceso » cadeva più giusto sulle torri » . Riferisce che i turchi passeggiavano le loro macchine ( Perrière ) in pieno giorno avanti il campo cristiano , che tirarono molto fuoco sullo stradale del fiume che ap puntaronlo
al suo chaschateil , che in poco tempo fu
bruciato come gli altri ,
che eranvi 16 di tali macchine · L'armata es
da gittar grosse pietre ; ed anche il fuoco .
sendo imbarcata sul Nilo per scendere verso Damiate , i saraceni , che erano sulla riva tirarono dardi a fuoco = « Si graut foison de pyles a tout le feu gregeois qu'il >> sembloit que les étoiles du ciel cheissent ( cadessero ) . Varie memorie di que' tempi fanno cenno di fuoco get tato con macchine dagli arabi , non solo in oriente , ma nelle loro conquiste in Europa , così a questo ( fuoco greco ) anzichè a vera polvere pirica che da taluni vuolsi nota ai medesimi ben prima che agli europei , devesi ascri vere i casi predetti ,
e così il fatto rapportato in una
cronaca di Pietro vescovo di Leon in Ispagna , e di Alfonso VI re di Castiglia : stando alla conquista del re gno di Toledo occupato dai mori in una fazion navale *
l'anno 1085 succeduta fra quel re , o quel di Tunisi : le navi di questi erano armate di grosse macchine di fer
84 ro per mezzo di cui gettavansi quantità di tuoni e di ful mini . E siccome l'epoca , o il modo di servirsi di semplici materie per incendiare , si strasfuse in quella di fuoco missile composto , più ardente , cacciato per forza di mac china, cosi a questa potrà essersi unita quella in princi pio imperfettissima dell'impiego del nitro , senza che ancora fosse pratica la polvere a fuoco , quale or possediamo .
Tale sarà stata la composizione di Marco greco , cui taluni fanno onore di aver conosciuto il fuoco greco . In nissun testo si nota la proprietà del fuoco greco di brucciar nell' acqua . Bensi pare che or fosse liquido , e si adoperassero tubi , canali , o sifoni per condurlo , di riggerlo sino a larghe aperture di forme strane , o ani mato da mantici onde aver luogo la fiamma da operare col contatto; ovvero fosse solido , e si cacciasse con mac chine per arder i corpi su cui cadeva ; nel primo caso si aveva l'effetto de' brulotti , nel secondo quello delle carcasse , colla differenza che in questo secondo caso , il nostro motore è la forza svolta dalla polvere, presso i seraceni sarà stata una molla di macchina, o di freccia .
S. 3. Dell' ardere nell'acqua .
Ma se la proprietà di brucciare nell'acqua non risulta al fuoco greco da testimonianze di scrittori , è essa im possibile ?
85
Nella proprietà di brucciare nell'acqua si debbono ac curatamente distinguere due casi ; l'uno di ardere sulla superficie della medesima , l'altra di continuare il fuoco eutro ,
e sotto la stessa . La prima è naturale a corpi
combustibili più leggieri di quel liquido , e non solubili in esso . L'altra è affatto straordinaria , e non esistente in natura (solo scoperta in prodotti della moderna chimica) non si può ammettere che dietro prove di fatto . Non as sistita tale opinione dagli storici , è essa probabile? Posso no i moderni ottener quello che realmente non ebbero i greci nel loro vantato fuoco ? Non è gran tempo che la chimica ammetteva qual suo principio inconcusso e fondamentale , che non vi potes se essere combustione ( ossia produzione di fuoco e luce con cambiamento di stato de' corpi ) dell'ossigeno .
senza il concorso
Se ora nuove scoperte fecero riformar
siffatta massima , se il chimico c'insegna più maniere di operar combustioni , ossia scomposizioni con calorico e luce , possiamo però dire tuttora che l'ossigeno è il com burente universale , se non eslusivo della natura . E la combustione ha luogo per mezzo suo , sia esso in istato di gaz , qual è nell' aria atmosferica che il fornisce alla quasi totalità delle ignizioni , sia esso in istato liquido o di solido , dal quale riducesi in quello di fluido aerifor me ; sicchè le combustioni possono praticamente dividersi in tre modi , cioè 1.º in quelle alimentate dall' ossigeno dell'aria, quando i corpi che vi ardono e sono immedia tamente spenti dalla privazione di essa , in qualunque
86 modo succeda o per vacuo fattone attorno 9 o per inter posto corpo liquido , o solo che scacci l'aria che il circon da ; 2.º in quelle esistenti in forza dell' ossigeno ricavato da corpo concreto nel qual caso l'aria non è più in dispensabile all' ignizione ; così il carbone acceso , che arde nel nitro ; così i flegoni , la polvere piria ; così gli alcaloidi ,
e specialmente il potassio nell' acqua : Vi si
scompongono i fosferi ec . Così scorgersi che in queste ultime combustioni può benissimo esservene di tali da aver luogo nell'acqua , che é corpo abbondante di ossigeno . La terza maniera di combustione comprenderà quelle che si fanno senza ossigeno ;
ciò succede co' fulminati ,
col cloro , co' fluidi elettrici . Anche queste combustioni possono aver luogo nell'acqua .
La polvere piria ( da schioppo ) non brucia nell'acqua , o l'acqua la spegne non per mancanza d'aria , che l'os sigeno l'ha con se , ma per l'operata interna altera zione o soluzione de' suoi principj ,
e per la cessazione
dell' altra temperatura di sua accensione , come ora sia mo per dimostrare .
Essa polvere infatti si accende per
calore eccitato , messa fra due pezzi di calce viva che si spuzza di acqua . Noi non conosciamo composto a base di nitro o di pol vere da guerra il quale , attorniato o coperto da acqua , se acceso " vi continui ad ardere , mentre , il può entro altri corpi , come nel mercurio , nella terra , nella sab bia , ec. perchè l'acqua dissolve il nitro } e s'interponé fra l'ossigeno e le molecole combustibili .
87 L'acqua versata sui corpi accesi ,
vi sopprime la vo
latilizzazione , senza di cui la combinazione detta combu stione più non l'opera . Affinchè un corpo possa ardere di successiva combustione , è accessorio il concorso di un certo grado di calore che ne rompe l'aggregazion molecolare e ne mette gli elementi diversi fra loro in contatto allo stato aeriforme, o di estrema divisione . L'acqua che attornia un corpo acceso ne assorbe il calorico , e l' estingue : per lo stesso motivo che l'aria soffita sulla fiamma delle candele la smorza 2 mentre un simil soffio avviva un braciere ,
una fornace , vieppiù se è caldo.
acqua gettata in ispruzzi su corpo ardente di vivo fuoco , lo rinvicorisce " lo aizza se non è sufficiente a raffreddarlo , perchè è decomposta dal calore , e svolge ella stessa elementi volatili fiammeggianti . Un corpo ignescente con fiamma " è involto in una atmosfera sua propria , incandescente , il cui calore pro move la continuazione della combustione , della volatiliz zazione di elementi combustibili , e stabilisce una corren te centrifuga dal cui grado di rapidità dipende quella suffi cienza di forza , o di attitudine a respinger l'acqua che supponiamo di repente versata sul corpo acceso , la quale distrugge quell' atmosfera . Se havvi mezzo di far si che quest' atmosfera rimanga illesa anche sott'acqua , anche sott'acqua avremmo l'ignizione . La rapidità della combustione a ossigeno è proporzio nale alla prontezza delle combinazioni de' suoi atomi, con quelli del combustibile ; essa può essere con alcuni com
88 bustibili , quasi istantanea quando gli atomi di questo e di quello sono già posti in meccanico contatto , e quan do l'azione determinante del fluido igneo possa anche istantaneamente diffondersi fra tutte le molecole ; così è nella polvere in granelli : in fatti la polvere di più pronta accenzione , e consumazione è la meno densa. Quando l'accenzione è principata in un corpo , la te nacità del fuoco ossia la difficoltà a spegnersi è ordina riamente proporzionale alla stessa rapidità della combu stione , quindi son più difficili a spegnersi le misture in cui vi è più quantità di polvere , o quelle che con quan tità eguale di questa " son meno dense in poche pa role pare innegabile che quanto maggior è il calorico sviluppato nella combustione , quanto maggiore è la per meabilità del combustibile ,
ossia quanto maggiore è la
superficie che nè può ad un tratto invadere la fiamma , e così maggiore in tempo eguale , il calorico sviluppato, o la quantità del fuoco prodotto , vieppiù difficile è lo spegnerne la combustione . Tutti i predetti principii dimostrando possibile il fuoco sott' acqua , nè additano anche le difficoltà ,
e le con
dizioni .
Direttore per ben due lustri del laboratorio pirotecni co di Torino " in quell' arma cui aveva devoluta la mia militar carriera , io ebbi mezzo di provar varie combi nazioni piriche proposte , e di molte nuove ne ricercai le proprietà diverse . Io ebbi così mezzo di convincermi che le più energiche , son quelle a base di nitro , ( trala
89 sciando di discorrere di quelle che offre la chimica cot gaz ossigeno ).. - Queste misture si fanno o per fusione , de'componenti in istato secco , o per impasto di questi con un veicolo li quido ; o finalmente in istato asciutto addensandone i ma teriali polverizzati colla compressione . L'energia maggiore risulta coll' ultimo modo ; quindi per le seconde dopo ben essicate ; la meno , colle prime: nessuna bruccia , in generale , se attorniata dall' acqua : dissi in generale perchè evvi tal eccezione che accen neremmo in seguito .
Se un corpo solido , più pesante dell' acqua ,
di me
diocre quantità , e compatta , molto combustibile venghi acceso nell' aria , e senz' alcun riparo , o invoglio , cae ciato nell'acqua , esso vi si estingue all'istante ; se però tal corpo è in considerevol quantitá o massa 9 e du rante la combustione ha potuto produrre una crosta spongiosa di scoria abbrucciata , non solubile , questa im pedisce il contatto dell' acqua colla superficie ignescente sottoposta , e questo è il caso de' pirofoni ,
e di flegoni
( composti fusi , di resina , o zolfo , e nitro o polvere ) allora la combustione può proseguir con fiamma , o so !
lo con fumo, sinchè l'acqua, raffreddato il corpo , o vinto l'involucro arrivi in contatto delle molecole in ignizione, o vicine . Quando poi la mistura è fatta per compressione di componenti polverosi , non essendo involta , P acqua la penetra tosto , scioglie il nitro ,
e cessa il fuoco ; se
poi essa sta racchiusa e calcata in un tubo a pareti im 12
go permeabili , e che non abbia che una sola bocca , od, aper tura ristretta da cui esca , o si sfoghi con impeto il fuo co , cioè quando la mistura è di cómposti vivaci , e pro duce molto calorico e fiamma , allora continua sott'acqua la combustione come nell' aria . Così bruciano le buone spolette , e più o meno lungamente i soffioni d'artiglieria. Le prime vi bruciano interamente perchè il gettito di fiamma che esce dell'orifizio tubulare di esse respinge l'acqua dinanzi la sola apertura del tubo ; non così suc cede coi razzi perchè di maggior apertura , di un vano interno , che resta invaso dall'acqua che il gettito non vale a respingere .
Di qui si scorge quanto sia insussistente la credenza di alcuni che durante gli assedii si possano spegnere le spo lette accese delle bombe , ed impedirne lo scoppio , non es sendo necessaria alla loro combustione l'aria non possono essere soffocate . Parecchi segretisti porgono pure ricette per lo stesso oggetto ; io ne feci la sperienza : se mai furono efficaci in passati tempi , ora colle nostre misture , nol sono di certo . 1 Debbesi pur anche avvertir la differenza di agire , e di risultato dall' immergere in acqua , e dal inaffiarne un corpo acceso ; potendo il fuoco resistere nel secondo , e nou al primo caso.
91 S. 4.
De' fisici , o esteriori caratteri assegnati al fuoco greco .
Stando strettamente al solo dir degli autori originali , scema di assai il maraviglioso di cui si rivestì più tardi l'idea del fuoco greco , poichè non di altro ci parlano che di fiamma , viva , vorace , or prodotta da corpo li quido , or da mistura missile , cioè soda . È però certo che esso non aveva di per se forza di elasticità ( come ha la polvere ) nè di traslazione ( come i razzi volanti nostri ) . Non si accenna che rompesse , penetrasse , dunque non produceva urto . Brucciava con fiamma puzzolente ; si attaccava ai panni , alle cose con pertinacia ;
aveva
dunque per base olj , o bitumi , o resine , il cui fuoco è tenacissimo . Il volgersi la sua fiamma verso lo ingiù poteva esser l'effetto o dello scolare del liquido acceso , o dell' impressa direzione col mantice .
1
La grande ardenza , la difficoltà di estinguersi non in
dica che la sua ben intesa manipulazione , e la sua com posizione. E quelle olle , e fiale ripiene di fuoco greco che cac ciate sulle navi nemiche , l'incendiavano , eran certo prima di esser cacciate , accese ; meno probabile pare creder che la composizione avesse le proprietà di un pi
92 roforo di accendersi cioè all' aria : ma anche i comuni pirofori si spegnon nell'acqua . Ora ci piace di esplorar la ragione di quel rombazzo che , cacciato , faceva il fuoco greco , traversando l'aria; ecco come si esprime Nicetos Coniates in bill. Bysunt : « injicitur edificiis miserorum ( coperti di paglia o di « canna ) qui ad mare siti ignis groecus , quem tegen « tibus quibustam vasis ,
sopitum habuerunt , is statim
« more fulminis flaminis erupit et exiluit , et incendit « quaecumque nactus est , et incidit.
L'imperatore Leone ( tactica cap. XIX. de navali praelio ) parla di stratagemmi ( molitiones ) contro le navi , o marinai nemici ; e fra essi annovera
« cujus
* generis sunt ignis cum tonitur , et fumo ignito per Syphones emissus " et incendens naves » .
Osservisi
che ne parla come di cosa di poco conto , come disse pure delle olla piene di animali velenosi ( serpi , scor pioni ) o di polvere di calce viva ( per soffocare ) che gettate nel legno nemico vi si spezzano ; parla ad un tempo de' triboli di ferro , ec . Ioinville , nella sua cronaca 2, così lo descrive : « La « manière du feu gregeois était telle qu'il venait bien devant , aussi gros comme un tonnel ( barile ) de verjus , et la queue de feu qui partait de li ( lui ) estoit bien aussi grant comme un gran glaive ;
il fe
sait telle noise ( rombo ) au venir , qu'il sembloit que se feust la foudre du ciel ; il sembloit un dragon qui volast par l'air , tantost gettoit grant clarté , que l'on
93
veoit parmi l'ost ( il campo ) comme se il feust jour , « pour la grant foison du feu qui getoit .
•
( era
cacciato con balestra a verricello ; a balestre a tour ) . Ammesso che il fuoco greco non aveva forza , che non faceva esplosione , che si cacciava con macchina a molla , è evidente che quel rumore di cui parlano gli autori poteva esser quello stesso che fa un corpo leg gero , e voluminoso ( e tale era il fuoco greco , colla sua gran fiamma ) che fenda l'aria con certa rapidità , come fa la pietra appiattita scagliata dalla fionda , 0 • da mano potente ; come la verga aggirata celeremente nell' aria . Altre circostanze che fanno che un projetto
e tale
era il fuoco greco ) è fragoroso nella sua trajettoria , so no prodotte dalla sua forma irregolare e si aggira nell'aria, quando benchè sferico , è cavo , o vuoto con apertura al di fuori , come son quelle trottole di fanciulli che aggiransi sul loro asse con lamentoso clamore ; o final mente quando , benchè sferico di fattura è sformato , è aminollito dal calore del fuoco.
Nel troppo rapido decorrere del decennio che io fui direttore del laboratorio pirotecnico , venni incaricato in sieme a parecchi altri uffiziali piemontesi d'introdurne fra noi la costruzione de' razzi alla congrève : io ebbi eseguire svariate esperienze ; e fra queste or vienmi in acconcio di rammentar quelle fatte collo scopo di cac ciar detti razzi , senza governale , o bacchetta : era ve ramente mirabile anzichè strano il sentir guaire sonora
94 mente il dardo pirico quando si moveva spiralinente nel l'aria , o quando , fattosi , in sul finire un maggior va cuo interno , scemava la volontà del getto di fuoco .
Il paragone de'razzi col fuoco greco non è opportuno , come già dissi , quindi nemmeno applicabile a questo il principio con cui se ne spiega il ronzare , che è l'effet to dello sforzo del gettito ardente varcando la ristretta unica apertura del tubo che ne racchiude la composizione. + Il fuoco greco non lasciava alcun residuo , quindi pa re che non fosse chiuso in alcun recipiente : poteva però esser traforato e vuoto , o bislungo , e così anche per ciò prodursi quel fragore che l'immaginazione avrà in grandita , che la fama nella bocca degli assenti avrà ma gnificata , come anche vediamo farsi a tempi nostri par lando o scrivendo di cose nuove , non viste da tutti . Dirò finalmente che io non trovo nè buone ragioni , nè testi scritti concludenti per ammettere l' asserto che il fuoco greco potesse spegnersi coll' olio , coll' orina ? coll' aceto " e non coll' acqua . Credo piuttosto , con Plinio ( della nafta ) che ciò me glio si ottenesse colla sabbia " colla terra 9 colle pelli fresche perchè così si impedisce l'accesso dell'aria , e si soffoca il fuoco . Io sono d'avviso che non solo colle det te sostanze liquide, ma anche coll'acqua, quando non a modo di spruzzo ma in copia fosse versata sul fuoco gre со 2 si venisse a spegnerlo.
95 S. 5.
Dei vasi , trombe e sifoni.
I recipienti accennati dagli storici che discorrono del fuo co greco, son diversi: e per lo più sono i sifoni e le olle o pignatte che si recavano sulle navi , e si cacciavano su quelle del nemico . I sifoni erano recipienti o tubi ricurvi , o canali , qua le di forma di U per cui il liquido combustibile passava per giugnere alle bocche di varia forma , ove si accen deva al contatto dell' aria per mezzo di qualche corpo
acceso . Diceva i tromba ai recipienti allungati a larga aper tura , fisse , od a mano . Simili erano talvolta i soffioni o sofioni , cioè tubi ma neggevoli portatili da un soldato ( utautur et syphonibus manu conjectis , que milites post aernea sucta teneant .... haec enim parati igne referta , ostium in faciem conjiciunt ( Leon . tact . §. 57 ) .
S. 6. Della natura del fuoco greco , ossia delle materie componenti il medesimo.
Se consultiamo i libri , e specialmente gli antichi non ci mancano le ricette del fuoco greco , ed il maggior numero di essi nota l'espressa facoltà di bruciar nell'acqua. Di tali ri
96 cette molte furon redatte o ricopiate in verba magistri. Io ebbi vaghezza di sottoporne buon numero , quelle dei più fa migerati autori al cimento dell' esperienza : esse però per lo più si rassomigliano , siano di Marco Greco , di Al berto Magno , di Valturio , di Cardono , di Biringuccio, ec . ed io ebbi occasione di riconoscere quanto i risultati spesso in tal genere , sono lontani dalla significazione delle parole ,
e di persuadermi quanto dobbiam esser
guardinghi nell' accordar fede agli antichi su ciò che ri guarda le scienze naturali. Scaligero ( exercit . 13 ) dà la seguente ricetta da lui ricavata da un libro arabo e tradotta in latino
ignis
ferrum destruens , inventum filii Amram : « Picis liquidae , gummi juniperi , olei e lacrima te « rebinthi , olei ex bitumine , olei de sulphure , olei de « nitro , olei ex ovorum vitellis ,- olei laurini , singulorum << partes senas . Pulveris ohmest ( idect lauri siccae ) , << capur ( camphorae ? ) utriusque in acqua vitae mace << rati , ona partes 14 , salispetrae ad pondus omnium : <«< indita in vas vitreum oris angusti bene lutato , infon «< dientur in ventre equino ( letame ? ) pro menses sex ; << quarto quoque die agitentur , deinde distillentur in Se << raphno (Cambicco)
· hos ignes in vasa conjectos
in hostes jaculantur ». La sola lettura persuade che non è il caso di materia buona per gli usi militari. Altre se ne posson leggere più o meno strane , o impraticabili nel Porta , maggia naturale nel Syemmenowitz , ec. ec.
97 Altre , più semplici , sine ,
a base di nafta solfo , o di re
con o senza nitro ,
sono indicate da più recenti
autori .
Se però ammettiamo come cosa dimostrata che il fuo co greco non aveva la proprietà di ardere nell'acqua , nè segue che molte delle ricette scritte son vere , e che noi conosciamo la composizione del fuoco greco , o equi valente
quindi possiam dire di più , che noi moderni ,
possiam fare più che gli antichi col loro fuoco , po tendo noi veramente avere il fuoco nell acqua . E po trà benissimo ammettersi che Callinico non fù lo scopri tore del fuoco greco , già noto in Persia , ec. e ricono scere in Vegezio un autore ben anteriore , che ne' suoi scritti lo descrive , e ne dà la mistura : il dice falto (sen za indicare le doti di cadauno ) di stoppa intrisa nel solfo bitume , resina e olio incendiario ( petrolio ? ) con esso si avvolgono le freccie che si cacciano colle baliste con tro le torri ossidionali . L'efficacia dipende moltissimo dalle proporzioni de' componenti ; ed in ciò Callinico avrà avuto il merito. Infatti con nitro , solfo , e carbone si può aver la polvere gagliardissima , imitare il fulmine , ed il tuo no 2 ovvero un inoffensivo fuoco artifiziato da allettar solo la vista . Così i Persi , i Romani , i Greci ,
i Seracini pote
vano con gl'ingredienti medesimi , variando dose , mani polazione ed uso , crear corpi di proprietà ben diverse fra loro.
13
98 E opinione generale de' scrittori , che la base del fuo co greco fosse la nasta o dicasi petrolio . Tale era pure la base o uno de' componenti della mistura incendiaria di Vegezio. Un antico alchimista detto Marias asserisce che il fuoco greco si componeva di nafta e di resina ( l'esperienza però prova che essa non bruccia nell'acqua ) . La nafta infatti è sostanza liquida , di pronta accensione, ma di lento abbrucciamento ,
conserva bene il fuoco ,
arde di bella fiamma , galleggia sull'acqua cui non è misibile , e su cui ( non in cui ) può brucciare , a dif ferenza degli oli grassi che non vi brucciano , e dell' al cool che vi si dissolve . Il suo fuoco però è molto pla cido , lento ; è più lucente che calorifero : di per se non può esser molto incendiario . Tale è pure il fuoco della canfora , e delle resine . La sua vivacità sarà forse stata accresciuta , e dalla manipolazione , e del genere di ma teria mistavi.
Fra sostanze prodotte naturalmente e in
certa abbondanza nel Levante non saprei ravvisarvi che il nitro atto a dar vivacità alle sostanze bituminose . Di esso però non ne fanno parola il più degli antichi auto ri che danno la composizione del fuoco greco , fra cui i due precedentemente citati , il più in maniera vaga senza dosi ne manipolazioni. Quelli che più credettero di conoscere e pubblicarono composti preconizzati come quelli di fuoco bruciante sot t'acqua , sono gli scrittori degli scorsi secoli ; e si ridu cono a dire che i componenti erano tutti , o il più dei
99 seguenti
canfora ,
nafta ,
zolfo ,
Io ne provai la maggior parte
pece ,
olio , nitro.
in alcune trovai buo
ne composizioni incendiarie , in nessuna la proprietà ac cennata e straordinaria ,
Uno dei più recenti , ed accreditati autori di pirotecnia il bolognese Ruggieri ,
volle pure dare una ricetta del
fuoco greco , nella seguente guisa , solfo parti 2 , nitro 4, petroleo 1. Ma quì la base della composizione sarebbe il nitro anzichè la nafta ; eppure I' acqua di subito la spegne si in palla scoperta , che in un tubo : L'esperienza fece in equal modo giustizia annichilan dole , delle mirabili virtù de' pirici composti che s' ac cendono al contatto de' raggi del sole ;
di quelli che
l'olio estingue e l'acqua accende , ec.
e delle molte
altre ordinazioni prodigiose degli
Avicenna , mesroe ,
ec. che tutte furon spogli delle loro facoltà
sovran
naturali . Per brevità non farò discorso delle moderne invenzio ni di fuoco greco la cui composizione venne tenuta se greta , e di cui si può veder l'istoria nel dizionario tee nologico , nel dizionario d'artiglieria di Cotty, Suppl . Feu grégeois, fra cui è a distinguersi quello di un liquido che cacciato con una tromba usciva infiammato , ec . e di cui i governi non vollero comprare , nè che si divolgas se il composto . Nulla dirò delle composizioni di Marco greco ( liber ignum ) , di cui l'antichità pare con fonda mento contestata dal nostro Omodei ( dei Razzi ) ..
100 Certamente le composizioni incendiarie , fra cui il fuo co greco , non furon sempre le stesse ne' tempi diversi ; forse quella degli imperatori costantinopolitani non fù identica di quella deʼsaraceni , e diversità essenzialissima sarà stata la presenza o nò del sanitro .
Siccome però pare fosse tuttora quest' ultimo mescolato agli oli , essenze bitumi , che nè ammortono l'attività , e la caratteristica proprietà che gli deve la pirica pol vere , l'istantaneità , o dirò meglio la rapidità di com bustione , così dalla cognizione del nitro , dall' uso di questo a quello della polvere , in detti remoti tempi , non è ammissibile l'induzione .
Può anzi nascer dubbio
dell' epoca che il nitrato di potassa fosse noto . Il nitro è vero è nominato nelle biblie latine ; ne leggiamo il no me ne' libri di Mosè ,
lib . 5 cap. 29 in Plinio 2
in
Dioscoride , in Vitruvio , in Ovidio , eo . (1 ) ma il nitro degli antichi è egli la sostanza medesima del nostro ? Io nol credo . Egitto ,
Il nitro dei primi , quello si abondante in
quello di cui gli antichi abitatori condivano i
loro legumi , che suppliva al sale nel pane il natron " non poteva essere il nitrato di potassa ( veleno potente in simili dosi ).
(1 ) Ovidio prescrivendo un cosmetico dice - nec ce • :( si
russa tibi , nec nitri spuma rubentis delit •
sa che la soda è la base del sapone ) .
ΙΟΙ Basta per convincersene leggere la descrizione delle proprietà del nitro fatto da Plinio lib . 31 cap . X. e lib . 36 cap. 96 ;
il nitrato di polassa , però
era noto
agli antichi sotto il nome di salpetra di cui dice lo stesso Plinio , raccogliersene in quantità sui sassi delle spelonche ec : E l'indica nives degli arabi ( V. Meyer technibi ) .
S. 7. . Delle sostanze atte a brucciar nell'acqua.
Poichè non consta che i greci avessero misture capaci di bruciar nell'acqua , anche colla notizia del nitro , ve diam di volo se a tanto siano giunti i moderni pirotcenici. Quando si mescola il nitro con corpi combustibili non liquidi , si possono aver sostanze di ardenza più o me no vivace , secondo la quantità , e la retta proporzio ne del salnitro , sino al punto di reggere , dopo accese in aria per breve tempo , nell'acqua anche non involti , se in masse considerevoli , o sino alla totale consumazione se in ricettacolo o ripari convenienti , come sopra si disse . Quando però il nitro è in poca dose ,
o in composi
zione liquida , o unito ad olii e grassi , la sua vivacità è di assai scemata , ed il composto " anche acceso nel l'aria , tosto si estingue nell'acqua .
Possiamo infire considerar la polvere da guerra gra nulare come quella fra le misture nitrose , che gode mas
102 simo grado di energia ;
essa infatti bruccia nel vacuo ,
nel mercurio , nel piombo fuso , nella terra , ec . in som ma in un corpo che , non l'alteri chimicamente
ciò
che fa l'acqua ) . Dopo la polvere vengono in un ordine di vivacità i roccafuochi , e simili misture incendiarie , le spolette e altre invenzioni a base di nitro composti solidi , fatti per fusione al fuoco , colla compressione , se in polvere , ov vero cou impasto a veicolo gommoso . Di essi l'artificiere ne conosce più specie : polvere
altri a base di nitro ,
altri di
eccone alcune ricette usuali
Rocca fuoco -zolfo 5 polverino 4.
idem
nitro 4 polvere
3 zolfo
idem
nitro 4 polvere
8 zolfo 16 .
per spolette
I resine 9 .
polverino 4 a 5 nitro 3 zolfo 1 .
Nessuno de' tali composti è in forma liquida , perchè la liquidità è tale condizione contraria alla subitanea pene trazion del calorico , e de' gaz accesi ; perchè suppone la presenza di olio , o di alcool ec . con cui si mischia bensì , ma non s'incorpora il nitro . Facciamo appena cenno degli ( 1 ) alcoloidi , che bruc ciano nell'acqua perchè , il loro uso non può ammettersi nella pratica militare per l'alto suo prezzo .
(1 ) Il potassio , i fosfori di bario , di stronzio , di calcio , si accendono nell'acqua .
103 Ammettiamo piuttosto possibile l'esistenza , o l'inven zione di un empirico preparato ( sia quello degli an tichi greci , o il fuoco marino o nuovo ) in cui venga a farsi libero il potassio ,
e quindi possibile l'accenzione
nell'acqua del prodotto
al che però non consente
l'istoria , riguardo al fuoco greco . Esempii che ci accennano aver avuto principio tal rea zione e risultato , ne ebbi in alcuni prodotti del concorso di materie idrocarbonese col nitrato di potassa in pecu liari circostanze , onde ne risultarono residui che si ac cendevano al contatto dell' aria . Esempio ne sono alcuni pirofori ( 1) .
(1) Come quello che arde in virtù del carburo di potassio
• e si fa con solfo , nitro ,
e tartaro :
quello fatto col solfato di potassa nero fumo , quello antico di Homborg fatto coll'allume , e collo zucca ro , e tanti altri.
104 CONCLUSIONE.
Ci par che basti quanto abbiam esposto , per dimo strar la verità delle preposizioni poste in capo a questo scritto , cioè Il fuoco greco non brucciava nell'acqua ; differiva dai razzi ,
e dalle nostre cariche o pojetti a polvere ; era
solo incendiario ; e negli effetti non diverso dagli odier ni brulotti , o carcasse ; nella composizione fosse diverso, poichè il più era liquido . Che se noi propriamente non abbiamo il fuoco liquido di gran vivacità ,
come ci si rappresenta quello greco ,
possiamo avere molto di più degli antichi , colle misture, e prodotti ora a noi noti , e con modi assai più facili , pronti e potenti . Se si eccettuino i due descritti casi di incendio di flot ta assediante Costantinopoli , vale a dire se si escludono quelli di sorpresa, e per novità ; l'effetto del fuoco greco fu negli altri in cui venne adoperato di ben poca im portanza .
LUIGI ZENONE QUAGLIA Comandante la Piazza di Genova .
105 MEMOIRE
ET CORRESPONDANCE DE LA GUERRE DE SUCCESSION
D' ES
PAGNE , PUBLIÉ PAR ORDRE DU GOUVERNEMENT > ET PRE CEDÉ D'UN INTRODUCTION DU GENERAL PÉLÊT DIRECTEUR DU DEPÔT DE LA GUERRE. 3 VOL . IN 4 ET ATLAS 1839 .
Il Generale in capo , è guidato dalla propria esperienza , o dal suo genio. La tattica , l'evoluzioni , la scienza dell' uffi ziale d'artigieria , e del genio possono apprendersi nei trattati : Ma la cognizio ne della gran tattica , non si acquista che per l'esperienza , e per lo studio della sto ria di tutt' i gran capitani. Memoire de Napoleon. Vol. 5.
L'istituzione del deposito della guerra , cioè , la riu nione di tutte le memorie , le corrispondenze , ed i pia ni di campagna , con le carte geografiche , e topografi che , i piani di battaglia , i disegni delle piazze , furono riuniti in Parigi all'epoca di Luigi 14.º , e vi si destinò, un direttore ,
ed alquanti
uffiziali ad esso subordinati ,
onde regolarizzare e far progredire , tutto questo scien tifico materiale . A quel tempo si dimostrava ad eviden za , che la guerra era scienza nel concepimento , ed arte nella sua applicazione . Perocchè ove avesse continuato a dominar l'idea , che il valore negli individui e l'ispira zione istantanea nei capi , erano i soli mezzi per assicu rare il successo , o renderlo probabile , non mai sarebbe venuto in pensiero di aver quello stabilimento.
E sin
d'allora un altro ordine d'idee dovea prevalere , cioè il 114
106
valore senza direzione , nuoce alla scopo della guerra , mentre esso non è di far brillare qualche qualità a spe se dell' umanità , chè al contrario la trista necessità di sacrificar gli uomini pei loro simili ,
obbliga la ricerca
di tutti i mezzi dell' intelligenza e quindi si escogitano e si mettono a tributo tutt'i rami dello scibile ,
onde
collo studio ed i metodi il più svelto sapere , non resta in quel vago , origine delle operazioni mal calcolate ; nė si manca di quanto contribuisce a determinar con mag giore esattezza tutte quelle quistioni di guerra che ben posate , si diminuisce l'imbarazzo degli uomini comuni , e si dà gran facilità a quelli chiamati dalla natura al coman do degli eserciti . Certamente considerando la guerra , come una serie di problemi a risolversi , essa si trasfor ma dall' urto bruto della forza all' azione direttrice del l'intelligenza . E l'utilità dell'istituzione che indicammo , e chiaramente posto in luce dalla natura della cosa 2 е si rannoda al nostro epigrafe ; mentre si è raccomandato lo studio della storia militare , qual metodo per formare gli uomini al comando destinati , quando hanno in certo grado quelle facoltà senza le quali la più profonda istru zione resta sterile. E cosa ben naturale il coordinar mano mano i mate riali ad oggetto di facilitar l'istruzione , che nella storia militare il gran capitano consiglia ; nè bisogna credere , che con ciò intendeva quell' uomo di guerra , che la vasta istruzione storica , fa che ad ogni circostanza , chi la conosce , trova il caso identico da seguirsi ,
o da e
107 vitarsi ; al contrario ,
istruiti dalle geste guerriere dei
gran capitani , l'intelligenza si abitua a rapidamente calcolare , se l'avvenimento che si presenta è stato con cepito d'appresso i grandi ed eterni principî della scien za , o se a questi è in opposizione . Tale spontanea con seguenza 9 e quella che si deve cercare nello studio del la storia " e non la volgare imitazione di casi non mai identici .
Che se l'istituzione del deposito suppone la
guerra elevata a scienza " e se il mezzo teoretico
per
meglio studiarla in grande , è la storia militare ; met tere gli uffiziali al caso di conoscere i documenti reali , ove sta il vero della storia ,
è il metodo più atto allo
scopo indicato. Per tanto oggetto sorge l'opera della quale discorriamo , cioè la corrispondenza , e le memorie della guerra della successione di Spagna , che in tre volumi racchiudono le campagne in tutt'i teatri di guerra dal 1701 al 1703 ; e quindi le tre prime campagne di que sta gran guerra . Il chiaro generale Pelêt direttore del deposito , ha re golata tal pubblicazione , e vi ha posto in fronte una introduzione onde dar conto dell' impresa , ed in certa guisa giustificare il periodo prescelto .
Noi non intendiamo di analizzare le tre campagne , con tenute nell'opera ma bensì lo spirito della guerra a quel l'epoca, ed il carattere generale di essa . E per raggiunge re lo scopo ci siam limitati alla soluzione di tre quistio ni , che secondo noi possono contener l'esame dell' in troduzione : La prima più particolarmente è quella che
108 si è avuta nel porre a stampa questi documenti ,
dimo
strare cioè , cosa si è conservato di quei metodi , e quali son variati nel tempo nostro , e dipoi daremo un breve cenno delle operazioni militari , seguendone la cronolo gia , e così potrem citare qualche documento estraen done i più importanti , onde mettere i nostri lettori al caso di conoscere il modo di dire e l'idee dominanti in quel periodo , ed avvalorar le quistioni precedentemente svolte ; giacchè se l'idee , esposte sullo stato dell'arte , e della scienza nel periodo indicato non sono corroborate dal tenore e dallo spirito dei documenti dell'epoca , il let tore avrà tal mezzo , da giudicar le nostre idee affermati vamente , o negativamente. 1. Ed in primo vogliam considerare per quale ragio ne , il general Pelêt ha prescelto questo periodo di guerra. 2. Fissare le condizione dell'arte e della scienza in quell'epoca . 3. Indicare , lo stato dell'arte e della scienza nei nostri giorni , i caratteri che in quel periodo erano svol ti , e che tuttora esistono e quali modificazioni han avuto. Ecco quanto dice l'autore per giustificar la scelta del pe riodo . Dopo di aver numerato i vantaggi , che la conoscenza de' documenti militari offriva particolarmente , nell'epoca che un maggior numero d'individui è chiamato a discu tere queste importanti quistioni ;
» La scelta della guerra di successione (pag. 8) e fe lice sotto l'aspetto militare . Questa fu un epoca di > transazione tra la scuola di Turena è quella del gran
109 » Federico . L'abbandono diffinitivo dell'ultimo bando feu dale , sorgente di disordine e d' indisciplina , la crea » zione de' reggimenti di milizia fece intervenir la nazio > ne in tutte le file dell' esercito , l'invenzione del fu » cile colla baîonetta 9 tolse ogni virtù alle armi difen > sive e produssero perfezionamenti considerevoli. E per >> le considerazioni politiche vi aggiunge.
>> È mestieri ricordarsi che nell' epoche principali del » la storia di Europa al tempo de' romani , ed a quello » di Carlo Magno , Carlo V. , e Napoleone , il conti » nente presentava due grandi divisioni determinate dal » l'angolo acuto , formato dal mare Adriatico , e quel » lo del Nord , la loro separazione può esser meglio in › dicata , dalla valle del Reno ,
risalendo alla
cresta
delle Alpi , e prolungandosi per la catena dell'Emo >> frontiera militare continuamente irrigata dal sangue » umano " e destinata ancora per lungo tempo , a rice » vere questo tristo sagrifizio : Da una parte del Sud » Ovest sono alquante regioni generalmente favorite dal › la bontà del clima , le quali conservano le tracce della » civiltà greca e romaua " e quella che apportarono gli » arabi dall' Oriente " essenzialmente marittime e com » merciali , hanno vaste coste sull'Oceano ,
e sul bel
>> bacino del Mediterraneo ; le di cui rive son si ricche » di poesia ,
di monumenti e di eroici ricordi . Questo
>> mare interno è tal potente legame , che ha sempre > riunito le tre nazioni , e gli ha creato interessi comu ni. Dall'altra parte nel Nord-Est dell'Europa , si esten
110 › de la regione dell'antica barbaria , ove i lumi hanno >> più tardi penetrato , ed ove hanno avuto un successo > tanto più degno di riflessione , paese intieramente con » tinentale , che non tocca ai grandi mari , che per il >> Baltico
ed il ponte Eusino. I popoli del settentrione
>> hanno una costante tendenza ad uscir da questi due » bacini interni , lo scopo delle potenze del mezzogiorno » è di contenerli , di restringerli al di là degli stretti . Queste parole dell'autore giustificano la preferenza da ta al periodo della guerra di successione della Spagna " per il doppio interesse militare e politico . L'importanza di uno storico periodo , riguardato nel suo aspetto generale può risultare dà due condizioni , cioè :
I. O il periodo benchè esaurito nei suoi effetti , per tutte le vicende ulteriori ; la sua influenza immediata , più non si fa sentire , ma ha molto influito sulla fisono mia dei fatti , e perchè nella prima si sono manifestati caratteri imponenti , azioni straordinarie ,
sviluppo d'in
telligenza e di volontà , che hanno operato nell'interesse di qualche grande idea , o per realizzare qualche gran fatto sociale. 2. O perchè la storia di quell'epoca
oltre questi ca
ratteri ha dato origine ad un novello ordine d'idee di metodi e di fatti , ha segnalate un' era sociale 2 di cui quella contemporanea ne è lo svolgimento largo è com posto nel senso il più ampio. Tal chè può sembrare op posto e non lo è " mentre le differenze , nascenti tra le opposizioni di due sistemi , son ben diverse da quelle ,
III che hanno origine nello sviluppamento dall' istesso germe . Applicando queste idee , al periodo storico , prescelto dal general Pelêt, vogliam dimostrare , che questo riuniva tutte le condizioni indicate, sotto l'aspetto politico , morale , e mili tare . Per procedere con ordine logico e per far chiaro il senso delle parole trascritte dall'introduzione , le quali racchiu dono come dicemmo la risposta alla prima quistione , esa miniamo il periodo indicato sotto tutti e tre gli aspetti . 1. Il sistema politico reggente la moderna società , a differenza di quelli dominanti nell'antichità e nel medio evo , e di consenso universale fissato al trattato di Vest falia : È del pari facile di scorgere ,
che il trattato di
Utrechet e di Rastatd , i quali posero fine alla guerra di successione di Spagna , dimostrarono alle menti eser citate , i primi germi che alterar dovevano , l'importan za politica delle potenze , tal quale il trattato di Vest falia l'aveva stabilito . Ecco quanto l'Ancillon ne dice. › Poche guerre hanno avuto conseguenze più impor >> tanti , ed hanno prodotto mutazioni più decisive , della >> guerra del Nord al principio del XVIII secolo . Questa » tolse ogni specie d'influenza , e di potere a due po >> tenze , che avevano fino allora dominato in questa › parte dell' Europa ; e diede la maggior preponderanza >> a due stati fino allora deboli , e forse ignoti . La Svezia , » e la Polonia rientrarono nell'oscurità , e caddero nella >> impotenza .
La Russia , e la Prussia s' inalzarono ad
» un grado di considerazione importante ,
ebbero una
> azione attiva , e distinta in tutte le diplomatiche tran
112 sazioni della republica europea .
Non mai l' Europa
» fu divisa in due masse più distinte , e più indipendenti » l'una dall'altra , quanto al principio del XVIII secolo . › Due guerre l'insanguinarono nell' istesso tempo , > tutti gli stati dallo
stretto di Messina
e
e la Rocca di
» Gibilterra al capo Nord , e dal mare di Azof al mar Bianco , furono trascinati nel movimento generale . Ma » queste due guerre , come due grandi drammi , che si rappresentavano nello stesso tempo su due teatri con » tigui , non hanno nulla di comune l'uno con l'altro . >> La guerra di successione di Spagna , ricompose il si >> stema politico del mezzodi , e quello del Nord , il siste » ma politico del Nord , da ciò è risultato più tardi 9 >> che i due sistemi allorchè si son rannodati ,
e reci
> procamente penetrati , han prodotto gran cambiamenti >> nel sistema generale . Dippiù queste due guerre ugual > mente lunghe , e sanguinose differiscono talmente per >> il loro scopo , la loro
condotta e i mezzi usati , che
>> si possono considerar quelle del settentrione , e tralasciar » quelle del mezzo giorno .
Adunque si fa ben chiaro che in quell'epoca si pre paravano i grandi mutamenti , nel sistema l'Europa ,
qual' erano al
politico del
trattato di Vestfalia ,
il di
cui successivo svolgimento l'ha sempre più alterato , e così
ebbero
origine le grandi guerre del
scorso e dell'attuale ,
le di
cui ultime
secolo
conseguen
ze 2 sono sotto i nostri occhi , ma si rannodano al pen siero del general Pelêt ; dacchè l'antagonismo tra le po
113 tenze del settentrione e del mezzogiorno indicato d' ap presso la configurazione geografica , è l'azione esercitata dalle potenze , che l' Aucillon segnala essersi elevate nel Nord , al principio del XVIII secolo sul sistema meri dionale , ridotto alla difensiva . Quell'autore , ragione nel suo sesto libro ,
ne dà la
delle rivoluzioni politiche
dell'Europa , e così dice discorrendo del trattato di Utrecht. » La pace di Utrecht aveva fatto discendere la Fran » cia dal grado di altezza , che le precedenti guer >> re l'avevano fatto salire , il quale , era incompatibile , >> con la politica indipendenza degli altri stati . Questa » pace rimise la Francia in tale posizione che poteva esi » stere senza soffrire per la sua sicurezza e senza perder >> nulla della sua gloria , era ancora assai forte , per di >> fendersi contro gl'ingiusti attacchi , ed anche proteggere >> i deboli ; ma non poteva più impunemente abusar » della sua forza . Da quel momento divenne un'elemen >> to principale del sistema Europeo , senza esserne il >> centro , fu necessaria all'equilibrio , senza poterlo com > battere e romperlo » . La storia del sistema politico del XVIII secolo , ha avuto per carattere costante lo sviluppo delle forze appartenenti alle potenze settentrionali e l'indebolimento del sistema meridionale rappresentato dalla Francia , togliendo a questa i suoi naturali alleati nel Nord , e nell'Oriente : Altrove discorrendo , del quadro della guerra della rivoluzione , cercammo di riannodar queste due epoche storiche.
Ora
notiam soltanto che i trattati del 1814 , e 1815 fermati un 15
114 secolo dopo di quello di Utrechet , ebbero to stesso sco po, aggravato da tutta la preponderanza , che le potenze settentrionali avevano acquistato , e dall' allarme , che i successi della Francia avevano sparso nel principio del nostro secolo
per cui diciamo , che fu ceriamente assai
sagace la scelta di quel periodo grandioso e storico , tanto per la pubblicazione de' documenti militari di cui qui teniam parola , e di quelli diplomatici messi a stam pa dal chiaro Mignet , accompagnati da una introdu zione , ove è luminosemente trattato , l'importanza di quel periodo , come causa prima di tutt'i grandi avveni menti posteriori . Periodo si necessario a conoscersi onde dar solida base , al sistema che può seguirsi , mentre ciocchè favorisce più l'errore , nelle politiche combina zioni , è di considerar taluni fatti , come fenomeni inespli cabili , o pur torti di alcuni individui che regolano gli affari , e nessuno si sottomette ai fenomeni di cui ne ignora la causa e crede che può conoscerla , e tutti son disposti a credere , dividui
di rimediare gli errori degl' in
con sostituire
illusioni le
a questi
degli
altri . E così le
vane speranze moltiplicano gli errori , in
vece di diminuirli , e si aggrava il male ,
e si dichiara
insopportabile . Quando al contrario si considerano cer ti fatti ,
esser l'effetto lento , ma costante di talune
cause superiori agli
sforzi dell' umana volontà ,
allora
in vece di diriggere le azioni , e consumar le forze per realizzare l'impossibile, si cerca di avere il miglior risulta mento ,
da quelli possibili e si acquista quella calma ,
115 che rende l'intelletto chiaro e la volontà forte ,
perchè
si conoscono tutt'i dati del problema a risolversi . La parte morale ed intellettuale che segnalammo 1 come quella da esser presa in considerazione onde de terminar la scelta di tali pubblicazioni ci sembra che abbia il carattere notato nella politica. In effetto nel XVII secolo , lo stato morale ed intelletuale dell'Europa rivestì il carattere, che la società moderna aver doveva; e quello del la letteratura , modellandosi sulla classica antichità , sen za servile imitazione , il razionalismo filosofico , la cen tralità amministrativa , la legislazione scientifica , lo svi luppo delle classi all'industria ed al commercio dedicato , per mezzo del lavoro libero accettato come principio > benchè paralizzato dal sistema regolamentario , la fusione delle classi incominciata dalla comune ubbidienza al po tere Sovrano. Tali condizioni , son quelle dominanti le società attuali e tutte avevano avuto non solo il germe , ma un positivo sviluppamento , nell' epoca di cui teniam parola ; per cui riunisce tutte le circostanze , di un pe riodo importante , per la quantità degli avvenimenti , la condizione degli uomini , e l'influenza immediata , che esercitano sullo stato attuale . Le parole del Pelêt giustificano la scelta sotto l'as petto militare
ma qui lo notiamo , essendo scopo delle
altre due quistioni , e dell' intiero articolo il dimostrarlo; Ora per ben determinare lo stato dell' arte , e della scien za in un periodo ,
bisogna prima gettar
lo sguardo
sulla natura della scienza , e dell'arte ; e sul metodo di
116 insegnamento. Il generale Pelêt fedele a questo metodo , cosi si esprime , riunendo sotto un punto l'essenza del l'arte , ed il metodo d' apprenderla .
>> La storia militare possiede un vantaggio speciale ; >> essa insegna il segreto dell' arte ,
ne narra le mara
» viglie. La guerra è una scienza " che mette a contri >> buzione tutte le umane conoscenze , sotto questo aspetto >> essa si apprende come le altre scienze
ma essa è un
» arte sublime , nelle sue alte parti . Le arti sopratutto , » quelle della guerra mancano di teorica ? e di princi » pî scritti. Si nasce generale come si nasce poeta , >> pittore , scultore « . › L'arte della guerra , esercitata trà più terribili pe >> ricoli , tra circostanze variabili sempre, con masse sog > gette ad impressioni rapide , e che bisogna esserne co >> stantemente padrone ; quest'arte esige la riunione del » le qualità le più opposte , e si sviluppa dall' esperien » za e dallo studio dei grandi modelli , ma come la > guerra non desola permanentemente il mondo , i mili >> tari cercono delle utili lezioni nella storia composta da >> gli uomini che l'hanno avute de' grandi comandi « . Ecco poi come l'istesso autore si esprime , sulla sto ria della campagna del 1809 .
» Il tattico e l'uomo comune " egli dice nel primo > volume , vedono nella guerra , solo i dettagli , e l'or > ganizzazione degli eserciti , i movimenti , l'impiego > delle forze cieche , i calcoli o le linee strategiche : » L'uomo di genio ed il filosofo vi scovrono ben altre
117 > cose " cioè il più vasto campo delle combinazioni mo >> rali di cui l'uomo è la base ,
con le sue passioni , i
>> suoi sentimenti , i suoi interessi ; per i primi la guer » ra è una scienza assoggettata a medoti regolari ,
per
» i secondi , è l'arte più estesa 9 più subblime ,
nella
» quale entra l'uomo con le sue passioni , gli spazî , gli › elementi , la politica la più variabile , il mondo fisico , > e morale. Con i regolamenti e degli anni ,
il tattico
» forma de' soldati macchine sufficienti per i tempi ordi >> narî , con le passioni il genio crea gli eroi.
Non
» dimeno poichè le passioni son passaggiere , come tuttociò >> ch'è eccessivo così non si devono trascurare i soccorsi di
>> una generosa disciplina ? che forma " e sostiene gli >> eserciti , e l'eroismo organizza . La guerra, è in effetto >> un'immenso giuoco delle umane passioni , si svolgono con maggiore impeto .
ove queste
L'uomo è in tut
» t'i gradi il mobile delle sue operazioni , è l' istrumento > dei suoi successi , e dei suoi rovesci , î risultamenti >> dipendono dalla forza con la quale opera , ed in con >> seguenza dalla natura delle impressioni , che riceve dal » l'organizzazione alla quale è sommesso « . Adunque la guerra essendo una vasta scienza , e l'uo mo essendone l'agente principale ,
essa riunisce
in se
le scienze fisiche esalte 2 e morali ; per cui la sua storia è il più vasto campo per l'istruzione non solo dei militari " ma del, filosofo e dell' uomo di stato. Discen dendo da queste idee ,
ecco
come nell ' introduzione 2
il chiaro autore caratterizza il periodo del quale si discorre
118 in riguardo alla condizione dell ' arte , della guerra .
e della scienza
>> Poche epoche sono si favorevoli allo studio della >> guerra, come la fine del regno di Luigi XIV . La scien » za e l'arte avevano di molto progredito , perchè le teo » riche , e gli esempi avessero acquistato dell' autorità . >> E necessario ancora a quei tempi rivenire onde avere >> una solida isiruzione nella fortificazione , nell' attacco 9 » e nella difesa delle piazze , rimaste pressochè staziona » rie dopo Vauban . Allora le operazioni strategiche lun » gamente preparate , saggiamente eseguite , » tomesse alla discussione ,
erano sot
nella corrispondenza della
» Corte , e dei generali . Leggendo la corrispondenza >> si seguono passo a passo ,
queste lente e compassate
» guerre , si percorre il teatro , si assiste alle operazioni » de' due eserciti , giacchè i movimenti dei nemici , son >> generalmente ben esposti ; e questa è una utile prepa » razione allo studio delle nostre campagne , quando la vittoria volava rapidamente , e le ispirazioni del cam » po di battaglia diriggevano le operazioni . Un altra sor >> gente d'istruzione è aperta allo studio
nelle antiche
> memorie militari . Si è osservato che la guerra percor >> re metodicamente l'istesso teatro , che si ferma su > gli stessi campi di battaglia , come i p.incipali avveni » menti della vita de'popoli , è sommessa alle leggi del » la natura , o almeno alle grandi conformazioni del ter reno
Ogni nazione naturalmente costituita nel suo
territorio , lo è egualmente costituita nei suoi limiti :
19 Al di là di questi nelle contrade contigue a diversi > stati si decidono le grandi quistioni tra i governi , e > sovente i loro destini : E per limitare questo punto di > vista al secolo XVIII . si è veduto nel 1701 ,
1733 ,
» 1741 , 1756 , 1792 , e 1800 , la guerra ricomparir » sulle rive della Mosa , del Reno , del Pò , e del Da nubio ; e per quanti secoli ancora , i nostri eserciti do >> vranno percorrere questi terreni , che i giovani debbo no studiare « .
Per più completamente esporre lo stato dell'arte, e della scienza in quel periodo riporteremo quanto ne dice il Pelêt , talchè con guida sicura e con faciltà potremo rias sumere la condizione ed il modo di guerreggiare a quel ľ epoca. » Le potenze le quali collegate contro Luigi XIV avevano » le loro forze riunite, gli eserciti combinati sorpassarono in >> numero , tutte le proporzioni fino allora ricevute , e si » riaccostarono a quelle , raccolte oggi. La Francia dovette >> imitarne l'esempio ; ma l'arte non aveva fatto sufficiente » progresso per muovere masse si numerose , la di cui or › ganizzazione era imperfetta . Risultavano da ciò piccole vittorie , qualche volta grandi disfatte , sempre intermina » bili campagne , l'eccessivo numero delle piazze , covrenti >> tutto il paese obbligava alla guerra di assedio , di trince » ramenti , e di posizioni . Questo stato di cose rendeva im » possibile ogni grande operazione , e si ritardavano i pro > gressi dell'arte . Nondimeno non è a noi permesso , che >> abbiamo rinovato in qualche anno i prodigi de'più gran
120 » capitani dell'antichità , ed abbiamo portato le nostre vitto > riose aquile nelle capitali dell'Europa , di disdegnar le le » zioni degli uomini, ch'erano stati gli allievi di Turena, e » che per esso si rannodavano alla scuola illustre di Nas » sau , e di Gustavo. Questi nobili avanzi di tanta gloria » Boufflers, Catinat, Vaudome , Vauban , Villars , Berwick >> c'impongono sovente l'ammirazione per la loro divozio » ne , il loro patriottismo , e la loro nobile semplicità , » mentre i loro talenti , ci danno utili insegnamenti. Noi >> li ricercheremo egualmente, presso i nemici guidati da » due gran maestri dell'arte Eugenio , e Malborrogh , >> ove vi erano ancora Stharemberg , Schoulembourg , e i » principi di Baden , e di Assia : Pel rimanente le dis » grazie sono si feconde in insegnamenti che le vittorie. » I militari francesi devono soprattutto apprendere come >> il proprio territorio si difende passo a passo , come si >> lotta contro la fortuna , qual'è la gravità degli errori , » che la leggerezza , e la presunzione fanno commettere : >> Si osservino attentamente le simiglianze delle due guerre › fatte alla Francia , dalle coalizioni europee l'una al prin » cipio del XVIII secolo , e l'altra ne' primi dell'attuale : da » queste rassomiglianze risultano , preziose istruzioni , per » la diplomazia e la guerra . Vedendo la Francia attac >> cata alla fine del secolo di Luigi XIV e sotto Napoleone , >> come a tante epoche della sua storia , osservando con › qual costanza l'inimicizia si è contra la sua potenza ele » vata , e le defezioni di cui fu vittima , si riconosce la ➤ sua vera posizione in Europa, e la necessità in cui è di
121 > mantenersi in uno stato permanente di osservazione ar › mata , e s'impara a conoscere com'essa è vulnerabile » nelle parti le più importanti della sua politica vitalità. >> Ma queste guerre provano , che può contare sul valore » de' suoi figli » . Le osservazioni dell'autore si possono ridurre alle se guenti : 1. Nel secolo XVII l'aumento delle forze numeriche de gli eserciti, giunse a tal punto, non corrispondente ai pro gressi dell'organizzazione ; per cui vi fu disquilibrio tra le masse e la loro mobilità , ciocchè ritardava i progressi dell'arte, rendeva impossibile le grandi e rapide operazio ni, che solo decidono del dominio dei grandi spazî , scopo principale della guerra, combinato con la disorganizzazione degli eserciti, che li difendono . 2. Da questo disquilibrio negli elementi dell'arte , ne surse qual legittima conseguenza, che la guerra si faceva alla circonferenza e non al centro, per cui doveva durar' molto , era più di posizione che di movimenti , e le bat taglie si limitavano nei loro effetti a liberare,
investire ,
o proteggere un'assedio, per cui poche battaglie, ove com batteva un numero superiore di uomini , e ne erano vittime anche più che alcune battaglie del nostro tempo , che hanno deciso della sorte degli imperi.
Vi erano tanti
uomini a Malplaquet e Romilley , che a Vaterloo, e qual differenza di risultamenti ? In allora la tattica e la strate gìa, mancavano di ciò , che solo da grandi conseguenze , la celerità nell'operare, e nel trarre profitto della vittoria. 16
122 3. Nell' epoca della guerra di successione , il sistema moderno era fissato , i suoi tre elementi gli uomini , le armi , e gli ordini , lo erano come oggi , l'attacco , la difesa delle piazze , le riconoscenze dei terreno , P orga nizzazione de' corpi , lo erano del pari . Ed in effetto gli stessi punti , ove gii eserciti in quell'epoca si urtaroco , son quelli , che hanno nei nostri dè avuto grande impor tanza nelle guerre , e nelle battaglie.
4. Dalla redazione delle istruzioni date ai generali ; dalle relazioni di questi , dalle memorie redatte nel ga binetto , o nell'esercito si scovre chiaramente, che l'idee , le forme , e l'istesso modo di dire non differisce da quel lo adoperato oggi , e può ben servir di modello ai con temporanei.
5. Questa rivoluzione dell'arte e della scienza , segna lata all'epoca di Gustavo e di Nassau , ebbe pieno svol gimento in questo periodo , e la superiorità di quell'epoca continuata da. Turena poggiava sulla mobilità , perchè le masse non erano sì numericamente forti , ed il materiale di guerra non era così cresciuto . È dunque ben facile il veder quanto l'insieme giu stifica la scelta del periodo della corrispondenza, la quale ha tutte le condizioni necessarie per essere istruttiva ai militari di ogni grado. E ci sembra confermata la soluzio ne data alla prima quistione , e per l'altre vien determi nato il carattere che la scienza , e l'arte in quel periodo rivestiya , e quale n' era la politica conseguenza , cioè i suoi risultamenti non erano proporzionati nè all' eccel
123 lenza dei capitani ( che non mancarono ) nè al numero delle truppe , nè al sangue sparso , nè alla durata della guerra. Eccoci ora a domandare (‹ Per qual ragione nelle guerre >> combattute sul cadere dello scorso secolo , e nel prin >> cipio del nostro , i risultamenti sono stati si strepitosi , e le militari operazioni , in vece di limitarsi alla cir >> conferenza degli imperi subito si son rivolti al centro ? Si può del pari domandar qual nuova arma, quale ordine nuovo , hanno prodotto avvenimenti così diversi ? E qui la risposta è negativa ; le armi , e gli ordini hanno avuto dei perfezionamenti senza dubbio , ma nessuno di quei cambiamenti radicali ,
che mutano l'arte , e la scienza
al tempo istesso , come lo fu l' invenzione della polvere. Ed in verità si legge nel Cormontaigne , ed in altri au A
tori il numero delle macchine , e le munizioni consumate all'assedio di Turino al 1706 ,
e si mette in paragone
con quello di Magonza , di Danzica , e di Mantoya , e si vedrà che è inferiore e non superiore . Vuolsi attribuire la differenza tra le due epoche al nu mero cresciuto de soldati , e ciò non è stato sempre në in tutte le campagne. Il solo aumento del numero ten deva a paralizzare piuttosto i risultamenti , che ad acere scerli , mentre se all'epoca di Turena e di Gustavo , gli effetti furono ben significanti e se nella guerra di succes sione lo furono meno , ciò fu conseguenza dell'aumenta to numero , che accresceva l'ostacolo > e non era mezzo 3 onde ayerne di maggiori . Fa d'uopo riconoscere adunque
124 una ben altra modificazione , perchè le masse potessero dare questi straordinarii risultamenti . Questa è la mobilità introdotta negli eserciti , la quale ha ristabilita l'armonia che dopo Turena , si era notabilmente alterata , come os serva il Pelêt , e che il carattere di quelle guerre ne con servò l'impronta. Senza ripetere , ciocchè altrove notammo , diremo che il gran progresso dell' organizzazione ha fa cilitato quello dell' arte , e senza inventar novelle armi , ha fornito il metodo di trarre il massimo partito , da quel le esistenti. Lo stesso è avvenuto per gli ordini ; ciocchè riunito al sistema regolare del reclutamento degli eserci ti , senza portare nessun mutamento radicale ne'tre ele menti della guerra , ne ha tratto il massimo vantaggio. Tutto ciò è stato realizzato con la mobilità la quale in tattica , ed in strategia ha reso le operazioni , nei campi di battaglia e sul teatro di guerra , più rapide , e più de cisive , e si è combattuto non per liberar dall'assedio una piazza , ma per togliere cazioni ,
all'esercito le
sue comuni
separarlo dai depositi , che lo alimentavano ,
impedire che si riorganizzasse ; e penetrando nel centro del paese , togliere gli elementi istessi della sua ricompo sizione. Adunque possiam dire
che la guerra attuale
differisce da quella di successione nel metodo e nello effetto, nell'ultima l'accrescimento del numero era un ostacolo ai grandi risultamenti , ed ora questa istessa circostanza li produce , mercè la grande mobilità im • >> pressa alle masse , per mezzo di una migliore , e più > adatta organizzazione » .
125 Onde aver la contropruova consideriamo le operazio.i delle tre campagne particolarizzate nell'opera . L'anno 1701 fu un periodo preliminare della guerra ; in cui si unirono gli eserciti , e si operò solo in Italia " ove Catinat difendeva l'Adige , ed Eugenio ne sorprese il passaggio ed un corpo a Carpi ; Indi Villerois sostitui Catinat attacco Eugenio a Chiari , fu battuto , e ne risultò l'investimento di Mantova , e l'occupazione del basso Pò , e dello stato di Mirandola " e terminò la campagna con respingere i francesi al di là dell' Oglio , benchè avessero per alleati il duca di Savoia , e le milizie spagnuole , fossero anche riunite a quelle francesi : Sul Reno la guerra fu di osservazione , Villerois vi comandaya i francesi, nelle Fian dre era Bauflers che comandava , doveva proteggere l'e lettore di Colonia alleato della Francia , ed impedir la riu nione degl' imperiali con
gl' inglesi
e gli olandesi , ma
non riuscì nel doppio scopo , per cui in alcuni punti vi furono piccole operazioni di guerra , in altri gli eserciti si osservarono > e nel tutto la campagna , fu alla Fran cia svantaggiosa .
Nell' anno 1702 la guerra fu sinistra ai francesi che non poterono nè salvare le piazze dell' elettore di Co lonia , nè impedire che Malborhoug , prendesse Ruremon da e Liegi , e dopo gli eserciti entrarono ne' quartieri di inverno. Il solo Tallard riuscì a soccorrere la piazza di Bonn , che teneva per l'elettore di Colonia sul Reno > Villars lasciando Catinat a difesa dell' Alsazia , passò il Reno ad Uninga , e vinse la battaglia di Fredling contro
126 il principe di Baden ; ma lo scopo della sua operazione di raggiungere cioè l'elettore di Baviera sul Danubio , non riusci per mancanza di accordo , e fu aggiornato alla susseguente campagna . Gli imperiali dal loro canto s'im padronirono di Landau , che Catinat non potette soccor rere. Nello stesso anno in Italia la sorpresa di Cremona fát ta da Eugenio , la prigionia di Villerois , e la miracolosa conservazione della piazza dai francesi , prepararono le operazioni di Vandome , che successe a Catinat e Ville roi . E che aveva in mira di liberar Mantova assediata dagl' imperiali , riprendere il Modanese , e così covrire Parma ,
e togliendo la comunicazione degl' imperiali
nel basso Pò , vietargli ogni mezzo di fomentare le popolazioni
del regno di Napoli occupato dagli spa
gnuoli. Sapienti evoluzioni si fecero da' due capitani , l'uno per riuscire nello scopo , e l'altro per farlo mancare , e la hattaglia di Luzzara , che fu una sorpresa non riu scita di Eugenio contro Vandome diede termine alla cam pagna , ed il generale francese riuscì a ristabilir la co municazione con Mantova, e soccorrerla ; dacchè Eugenio ristretto il blocco da un lato , dovette abbandonar tutt' i posti del basso Po , meno Ostiglia, onde concentrare le sue forze nel paese di Trento , minacciato dalle forze bava rese e francese. Nella campagna del
1703 in Fiandra Molborbong }
voleva separar l'esercito francese dalla piazza di Anver
127 sa , per poterla liberamente assediare e non vi riusci , dall' altro canto Willerois non potette impedir la caduta delle piazze di Uj e Limbourg che il generale inglese as sediò, e prese a malgrado i movimenti dell'esercito francese. Sul Reno il maresciallo de Villars riprese il proggetto dell'anno scorso di riunirsi cioè all' elettore di Baviera sul Danubio , e questo movimento fu facilitato ,
dalla
vittoria riportata dall'elettore contro gl'imperiali : Villars passa il Reno , batte e gira il Principe di Baden , supera le gole della foresta Nera ,
e si riunisce all' Elettore .
Il principe di Baden segue Villars , e di unito all' elet tore attacca Sthirum a Hocchest 9 e lo battono , quan do Baden era a Donnavert , e riprendano la superiorità in Baviera sugl' imperiali , Tallard intanto assedia e ri prende Landau dalle mani degli imperiali distratti dalla marcia , e le operazioni di Villars sul Danubio . In Italia vi furono belle operazioni , per parte di Vandome , ad oggetto di riunire una parte del suo esercito per il Tirolo a quello dell'elettore e di Villars ; operazione , che mancò per mancanza di concerto ; non meno sapienti , e più felici in risultamenti furono le ma novre , e le marcie di Starembherg successore di Euge nio , che dovette riunirsi ai piemontesi , che si trovava no minacciati , e stretti da Vandome , dopo la loro de fezione dall'alleanza francese . Terminate queste operazio ni , gli eserciti entrarono ne' quartieri d'inverno come allora era di uso .
Ecco alquanti interessanti estratti sulle tre campagne ,
128 Nel primo anno Luigi XIV scriveva da Merli al măre sciallo Catinat , dopo che il Principe Eugenio aveva pas sato l'Adige , cioè il 12 agosto 1701 . » Mio cugino- Con dclore ho letto nella lettera , che >> mi avete scritto il 1 del mese , che avete perduto l'oc >> casione di combattere il nemico , prima che fosse giunto › a Desenzano " mentre il suo esercito aveva operato in >> presenza del vostro messo a solo due miglia di di » stanza e sempre prestandovi il fianco per tutta la gior » nata. Io aspettava la notizia di un'avvenimento che do » veva esser felice impiegando le mie truppe , giusto i > replicati ordini , che vi ho trasmessi per mezzo di Cha >> millart . Voi avete perduto la più felice occasione , >> si possa presentare in guerra: Le nostre truppe erano » di molto superiore a quelle del nemico , erano di buona > volontà , e dovevano con vantaggio combattere quel » le dell' Imperatore rese stanche da un soggiorno , ove >> non hanno avuto che mezzi di
sussistenza scarsi
» incompleti , e marciavano innanzi a voi ,
ed
divise dal
» lago di Garda , e dalle rocche , in terreno circoscritto e > svantaggioso , obbligate al combattimento solo per a » prirsi una ritirata . Ai mali passati non vi è più rime dio ; le misure che prendete per l'avvenire , mi danno >> minori speranze : Seguendo la strada del Cremonese , » vi allontanate dal nemico , che si dirigge verso Brescia e › la grande strada di Milano : Potete esser voi sicuro di › raggiungerli , prima che vi siano giunti , ed impedirli › d'impadronirsene ? Temete che le vostre sussistenze
129 » non siano a gran distanza del vostro esercito : Gl' im >> periali marciano in un paese a loro sconosciuto ; ove >> non hanno magazzini 2 nè ospedali , e niente li ar
>> resta " e voi avete la vicinanza delle città , dei fiumi, » e tutto il paese è per voi . Io vi aveva prevenuto, che » avevate a fronte un giovane principe che si è im » pegnato contro le regole della guerra , volete voi se » guirlo , e lasciargli fare quanto vuole ? Ho ordinato » a d'Esgrignî , e a Pleneuf , in questa circostanza , fu » nesta e più difficile , di quelle che finora si sono ma » nifestate , e che sarà senza rimedio , se per qualche >> fortunato evento non arrestate il principe Eugenio nel » la sua marcia ; ho ordinato dico a d'Esgrignî , ed a >> Pleneuf di fornirvi i viveri necessarî a qualunque » prezzo , e di farli rimontare dal Mantovano per il Po » a Cremona , e di farli andare per l'Oglio, onde siano » a voi più vicini.
» Ho ordinato al principe di Veudemont di obbligare gli >> abitanti del milanese di condurre i viveri al vostro eserci » to , s'è molto vicino ad essi, perchè potessero correg » gerli , o rimetterli nei siti indicati dal signor d'Esgri gni. Tutte queste precauzioni e che debbono essere >> determinate in ventiquattro ore , vi ordino di marciare >> al nemico per la strada la più breve, di raggiungerlo » con la maggior diligenza che potete ,
seguirlo nella
» sua marcia , quando sarà a voi vicino , e di farlo tor » mentare da un grosso corpo di cavalleria , sempre in » in avanzo su di esso, ed in fine di obligarlo o girarlo
17
130 >> per poter dare una battaglia il di cui risultamento non » può esser dubbio , quando impiegherete tutte le vostre >> forze » .
Non a caso prescegliemmo questa lettera del Re ,
il
quale non essendo un generale distinto , fa chiaro che talune idee sulla maniera di far la guerra erano molte diffuse in quell'epoca . Quel Sovrano scrive una lettera , sì piena di vigore e di scienza , ove tutto è preveduto ed indicato con chiarezza . Ci piace ora di trascrivere l'estratto di una lettera di Berthier al marescial Marmont scritta il 21 novembre 1811 colla quale Napoleone si dimostra poco sodisfatto dell' andamento della guerra , ed indica la condotta a tenersi . » S. Maestà , dice Berthier , non è contento della di >> rezione data alla guerra : Voi avete la superiorità sul >> nemico , ed invece di prendere l'iniziativa , la riceve >> te costantemente . La marcia del general Hill contro >> l'esercito del mezzogiorno
con 15 mila uomini ,
e
>> ciocchè vi può arrivare di meglio , essendo il vostro >> esercito forte
e ben ordinato , da non temere quello
>> inglese " anche se avesse quattro o cinque divisioni >> riunite : E di poi continua » .
Io non posso che ripetere gli ordini dell' Imperato >> re . Prendete il vostro quartier generale a Salamanca , » lavorate con attività per fortificar questa città , riunite >> un novello equipaggio di assedio , onde armarne le mura » riunite tutti gli approvisionamenti , fate che le vostre » milizie sciambiano alquanti colpi di fucile ogni giorno
131 • » con gl' inglesi , situate due forti vanguardie , l'una
>> che minaccia Rodrigo ,
l'altra Almeida , minacciate
» le altre direzioni della frontiera del Portogallo , inviate » le partite per desolare i villaggi ; infine impiegate tutt'i > mezzi per tenere il nemico sul chi viva , e così con le >> semplici dimostrazioni , ben combinate , avrete il van >> taggio sugl' inglesi . La comparazione di questi due estratti sono a nostro credere sufficienti e più utili di ogni commentario , onde dimostrar quanto vi è di comune e quanto di differenza , tra le due epoche , Imperocchè Luigi XIV e Napoleone prescrivono entrambi , di approvisionarsi di esser vicino al nemico , inquietarlo continuamente per poterlo con succes so combattere , quando si presenta l'opportunità. Ecco come il Maresciallo de Villars il 15 ottobre 1702 dal campo di Friedligen , rende conto della battaglia che porta tal nome . >> Io ebbi notizia che l'esercito imperiale , comandato >> dal principe di Baden si metteva in movimento il 14 , >> e lasciava i suoi trinceramenti. Il dì 13 l'infanteria di >> vostra Maestà , e la Brigata di Vivans avevano passato » il Reno. La presa di Neubourg ci faceva scorgere un >> movimento vivace nel campo nemico ,
e credetti utile
» di mettermi al caso d'impedire , che il loro esercito po >> tesse molestare il nostro stabilimento nel novello posto, » o di attaccarlo se distaccava qualche corpo d'infanteria >> per la direzione di Neubourg . V. M. comprenderà , che >> il suo esercito era situato al di la del Reno il giorno 13 ,
132 » per le ragioni che ho avuto l'onore d'esporle fu lesta » mente in battaglia nei trinceramenti del nemico , nella » mattina del 14 i signori Desbordes, e di Charamandes >> si son posti alla testa dell' infanteria " la quale con » molta diligenza mosse , per guadagnare la cresta più alta » di una montagna . La cavalleria imperiale ch'aveva 2000 >> cavalli più della nostra ; era in battaglia nella pianura, » e quella di V. M. fu situata alla sinistra del forte di >> Friedligen, malgrado il vivo fuoco di artiglieria , che >> veniva da questo forte , e la dritta appoggiava a quella » montagna , che l'infanteria aveva occupata . In questo >> mentre si vidde , che l'infanteria nemica faceva il pos » sibile per guadagnar la sommità delle alture e vi saliva » in battaglia , e quella di V. M. traversava le vigne, ed » i terreni sì difficili , che rallentavano il movimento. >> Debbo osservare a V. M. che si erano inviati duemila >> uomini d'infanteria verso Neubourg . Nondimeno i si >> gnori Desbordes , e di Charamande che sollecitavano » il movimento dell'infanteria , il primo forse con troppo >> ardore andava incontro al nemico con le Brigate di » Champagne , di Bourbonese , di Poitou , • della Regina , >> li ritrovarono in un bosco molto folto. I nemici ave » vano le loro bocche da fuoco , e malgrado la viva re >> sistenza opposta furon rovesciati , e presi i cannoni . In >> quell'istante il signor Magnac ch'era nella pianura alla » testa della cavalleria , vidde quella del nemico pronta » per caricare quella di V. M. , e nell'ordine che me >> glio gli conveniva . Si era fin dal mattino raccoman
133 >> dato ai cavalieri di non servirsi dell'arma da fuoco , e » di tirar la sciabla , a cento passi dal nemico ed in ve >> rità tanto hanno praticato . Gl'imperiali hanno fatto tre » quarti della strada , il signor di Magnac , seguito dal » signor S. Maurizio , che comandava la seconda linea » si è condotto quale antico , e buon ufficiale ei si è posto >> in movimento a 200 passi . La cavalleria imperiale è >> stata intieramente rovesciata , senza che gli squadroni di » V. M. abbiano un istante smentito il loro valore ; hanno > spinto il nemico , fino allo stretto , che li ha fatto perdere >> di vista . La nostra infanteria aveva rotto , e rovesciato << con tre cariche diverse quella del nemico , e preso i » cannoni , ma il soverchio ardore, e la morte del signor > Desbordes tenente generale ,
ed il signor Chavannes
» brigadiere , la spinse fuori la pianura , dopo di aver >> cacciato il nemico dal bosco , e fatto perdergli il van >> taggio che aveva . Il signor di Charamante , e i signori » Sullebeny e di Tot , che si distinti , non poterono im » pedire, ch'essa ritornasse. Nondimeno si può giudicare << del vantaggio che ha sul nemico ottenuto , giacchè gli >> ha preso diverse bandiere , senza averne perduta una » sola . È raro, e felice che in combattimento si caldo, e > si contrastato l'esercito di V. M. , non abbia perduto nè » bandiere , nè stendardi , nè timbani , e ne abbia presi » più di 34 al nemico . Ecco , o sire quanto doveva rap » portare a V. M. circa un vantaggio ordinario dalle sue » armi sempre vittoriose » . Onde meglio dimostrare che nell'epoca di cui teniam
134 parola , erano fissati i metodi principali degli ordini mili tari, i quali dovevano, e potevano più o meno esser per fezionati , e ciò non implicava , anzi contradiceva la dif ferenza radicale , diam due relazioni di battaglie , combat tute da Federico , e da Napoleone , perchè si giudichino , quanto le differenze son poco sensibili , in comparazione delle battaglie dell'antichità 9 e
del Medio-Evo : Fe
derico il grande così racconta la battaglia di Kessel dorf, data il 15 dicembre 1745 ,
la quale decise della
pace di Dresda . << I sassoni avevano appoggiato la loro sinistra a Kes » seldorf , il terreno era piano , questo villaggio era di » feso da tutti i granatieri dell' esercito ,
e dal reggi
> mento Rutouwiski , una batteria di 24 pezzi di grosso >> cannone 9 ne rendevano l'accesso pericoloso . Il corpo >> di Grune era all' estrema dritta dell' esercito , che ap poggiavasi a Benerich vicino all' Elba : questa posizio » ne era inattaccabile , perchè le rocce " ed i precipizî , » ne rendevano difficile l'avvicinamento ; prima della bat >> taglia la cavalleria sassona era alla sinistra di Nesseldorf >> schierata in linea col rimanente dell'esercito , la sini » stra verso Tarrant , non si sa perchè il conte Ruto >> wiski , ne mutasse la posizione , disponendola in terza » linea , dietro la sua infanteria . Allorchè il principe di >> Anhalt giunse con la testa dell' esercito , giudicò ad » un tratto che il successo della giornata dipendeva dal » la presa del villaggio di Kesseldorf e fece le sue di sposizioni per impadronirsene . Ordinò le truppe dirim
135 >> petto quelle del nimico : l'infanteria destinata a piom » bar sul villaggio , fu posta su tre linee , i dragoni for >> marono la quarta
tre battaglioni di granatieri , con
> tre battaglioni del suo reggimento attaccarono il vil >> laggio di fronte . Il signor Lhevald la prese in fianco , » 24 cannoni caricati a mitraglia , e l'infanteria sassone , >> fecero retrocedere gli assalitori : Il secondo attacco non » fu più felice , giacchè il fuoco era troppo violento , >> ma un reggimento sassone uscito dal villaggio , per » inseguire i prussiani ,
avendo
mascherato
la propria
>> batteria il principe Anhalt profittò di questo momento , » ordinò al colonnello Luderiz , che comandava i dra >> goni di caricare ; questi piomba con impeto contro i sas » soni , e quanto gli resiste è passato a fil di spada o cade » prigioniere . L'infanteria occupa nello stesso tempo il >> villaggio , vi entra da tutt' i lati , e toglie via quella >> batteria , che aveva reso sì formidabile il posto. II ge >> neral Leohald compie la vittoria , ed obbliga alle truppe , » che avevano difeso il villaggio di deporre le armi . » Il principe di Anhalt da abile capitano trae profitto da » questo primo successo , guadagna il fianco sinistro del >> nemico , la cavalleria della dritta rovescia con un solo >> urto la cavalleria sassone , e la
disperde in guisa
» da non più riunirsi. Tutto è prontamente in fuga » innanzi alle milizie , abituate a conservar l'ordine , e » non sbandarsi. La sinistra de' prussiani , comandata dal » principe Maurizio si cannoneggia col nemico , finchè » il villaggio di Kesseldorf non è preso ,
ma volendo
136 » dividere la gloria della giornata , supera tutti gli osta » coli , e s'impadronisce di Benenench. Ecco ora la relazione della battaglia di Millesimo com battuta il 15 aprile 1796 e scritta dal general Bonaparte , al suo governo . << Io vi ho avvisato , che la campagna era incomin >> ciata fin dal 20 marzo 2 e vi ho data notizia della » segnalata vittoria riportata ne' campi di Montenotte ; » debbo oggi rapportarvi la battaglia di Millesimo. Dopo » quella di Montenotte , traslocai il mio quartier gene » ralo a Carcare , ed ordinai al general La Harpe di es » sere a s.t Zeno onde poter piombare " su gli 8 bat >> taglioni che il nemico avea nella città e prenderli , e >> l'indomani con un movimento rapido e nascosto occu >> pare la città di Cairo. Il general Massena si spinse con la >> sua divisione verso le alture di Dego , il general Augerau » che da due giorni era in movimento , attaccò il nemico » nella pianura di Carcare con la 69.ª e 39.
Il ge
» neral di brigata Menard occupò le alture di Biestro , » e il general di brigata Joubert con la prima d'infan >> teria leggera occupò l'interessante posizione di s. Mar » gherita , il 10 allo spuntar del giorno il general Au » gereau con la sua divisione forzò le gole di Millesimo , >> mentre i generali Menard 2 e Joubert cacciano il ne » mico da tutte le posizioni circonvicine , e con pronta » ed ardita evoluzione inviluppano un corpo di 1500 gra >> natieri austriaci alla testa de' quali era il general Pro » vera, che invece di deporre le armi e rendersi prigionie >> ro , si ritira sulla vetta della montagna di Cosseria ,
137 » ove
si trincera nelle
ruine di un vecchio castel
» lo , forte per la 1 sua posizione . Il general
Augereau
> spinge innanzi la sua artiglieria , il cannoneggiamento » dura varie ore , alle 11 annoiato di vedermi ritardato >> nel movimento da un pugno di uomini feci intimare a Provera la resa ; egli domanda di parlamentare ; ma il > vivo cannoneggiamento , che incomincia sulla mia dritta, » mi chiama su quel punto il nemico parlamenta con Au > gereau per più ore, ma le condizioni che vuole , non » potendosi accettare : Augereau ordina 4
colonne , è
>> marcia verso il castello di Cosseria ; Di già l'intrepido > general Joubert granatiere per il coraggio , e buon ge > nerale per le cognizioni e i suoi militari talenti , era > entrato con 7 uomini ne' trinceramenti nemici fe > rito alla testa cadde , ed i suoi soldati lo credono > morto " ed il movimento della colonna è rallentato . La
ferita però non era pericolosa .
La seconda colonna
>> comandata dal general Bannel , mosse con silenziosa » severità l'arme al braccio. Allorchè questo bravo ge » nerale fu ammazzato ai piedi del trinceramento nemi > co , la terza colonna comandata dall' ajutante generale » Guerin , è del pari sconcertata nel suo movimento dopo >> che questo uffiziale generale è ucciso . La notte giunse » ed io temetti , che il nemico non cercasse di uscire dal » suo posto ; perciò feci riunire i battaglioni , elevare >> alquanti trinceramenti a mezza portata di fucile. L'in >> domani al cominciar del giorno l'esercito Austro-Sardo » e quello francese eran a fronte l'un dell' altro , la 18
138 mia sinistra comandata da Augereau teneva Provera » bloccato , alquanti reggimenti nemici cercarono di ur >> tare il mio centro e romperlo , il general Menard vi >> vamente li respinse : ordinai subito alla mia dritta di > ripiegare un'ora dopo il mezzo
giorno . Il general
» Massena spunta il nemico sulla sinistra , ove occupava >> con forti trinceramenti e batterie il villaggio di Dego, » noi spingemmo le truppe leggiere fino sulla strada da >> Dego a Spino .
Il general La Harpe marciò
con
» la sua divisione in tre colonne in massa , quella di si >> nistra comandata dal general Causse passò la Bormida » sotto il fuoco del nemico , avendo
l'acqua sino alla
» cinta , ed attaccò la sinistra per la dritta ; il general >> Cervoni alla testa della seconda colonna , passò egual » mente la Bormida ,
protetta dalle nostre batterie , e
> mosse dritto al nemico ,
che fu su tutti i punti invi
luppato e posto in fuga. Mentre ci disponevamo ad >> attaccar la sinistra , Provera capitola e si rende pri » gioniero. Noi abbiamo 7 mila prigionieri , ed abbiam » preso 22 pezzi e 15 bandiere : L'esercito nemico ha » avuto 2500 uomini morti . Lo ripetiamo nessun raggionamento può dare al lettore una più chiara idea delle simiglianze , che vi era sul ľ operare , come nel descrivere i fatti d'armi di questi tre periodi , e ciò perchè gli elementi , l'organizzazione erano simili e le differenze sorgono dai metodi secondarî perfezionati in ogni tempo , ad oggetto di trarre il mas simo vantaggio dagli eserciti . E ben si scorge ,
che il
principale sta nella mobilità impressa alle operazioni in
139 tattica , e lo vedremo anche in strategia ,
dall' impor
tante lettera scritta dal Vandome a Luigi XIV quando nel 1703 si proponeva di spingere una parte dell' eser cito francese che era in Italia pel Tirolo , onde riunirsi ai bavari , ed all'esercito che era sul Danubio . >> Ho ricevuto oggi alle 9 della mattina la lettera che » la M. V. mi ha fatto l'onore di scrivermi per mezzo » di s.t Marth , la quale mi mette in grande imbarazzo » ed eccone le ragioni : E oggi il 29 , e V. M. mi dice > di ritornare con tutte le truppe in Lombardia . Se alla » fine di questo mese , che sarà tra due giorni , io non » ricevo dall' Elettore di Baviera notizie con le quali mi >> annunzia , che si avanza al di quà ,
e se non vedo
» che la riunione sia possibile. La difficoltà delle comu > nicazioni e sì difficile , ch'è quasi sicuro , che non ne > riceverò non soltanto ora , ma anche in altro più lungo >> termine , e sono nel maggiore imbarazzo 1 conoscendo > il vivo desiderio di V. M. , perchè si faccia la riu » nione. Per diversi mezzi ho scritto al signor Bicous , >> di assicurare l'elettore di Baviera ,
che io mi sarei
» avanzato sempre , e non retrocedo senza di aver sue no » tizie. Due messi da me inviati , mi hanno promesso , ▸ che sicuramente arriverebbero presso di lui , io temo >> peraltro che s' impegni a restare ov'è , ed anche a ten » tare il passaggio del Monte Brenner , e sarebbe a quel >> che mi sembra un tristo controtempo , se mentre egli » si avanza , noi gli voltiamo le spalle . V. M. deve ve » derne le conseguenze , meglio che chiunque altro , come >> anche i bisogni del maresciallo de Villars . Ma riguar
140 é do all'Italia , io conosco assai la nostra situazione per » risponderne sulla mia persona . Noi abbiam forze suffi » cienti , da non esser necessario il mio pronto ritorno . » Io la supplico di credermi , e di non far caso affatto >> di quanto gli si rapporta da altri. Io oso ancora rispon » dervi : Sire , che anche quando il duca di Savoja si di chiarasse contro, e le truppe destinate all'Elettore di Ba » vjera c'avessero raggiunto , per poca infanteria , che la » M. V. m'invia , io sarò forte da oppormi al nemico , >> ed impedire nello stesso tempo che l'esercito imperiale pro > gredisca .
Jeri fui a riconoscere Trento , che ci è fa
>> cile di bombardarla , e ridurla in cenere. La strada di » Bolzano facendo lavorare per due miglia diverrà buona , » e perciocchè vedo oserei rispondere a V. M. di giun >> gervi
ma dopo l'ordine ricevuto resterò ove sono fine
» alla risposta di V. M. a questa mia. Io conto riceverla >> prima del 15 del mese prossimo . Forse allora riceverò >> notizie dell'Elettore , e le fortificazioni d'Arco saranno >> ristabilite. Ho creduto di prendere sulla mia responsa » bilità a differire fino a quest'epoca , l'esecuzione del » l'ordine di V. M. 2 il suo servizio non ne soffrirà af fatto , mentre gli affari della Lombardia , come ho rap › portato a V. M. , non rendono necessario il mio pronto » ritorno 2 e quei di Germania nemmeno ne soffriranno » dacchè secondo tutte le apparenze , l'Elettore anderà » a raggiungere il maresciallo Villars , d'appresso la let >> tera , che M. Chamillart ha scritto a M. Ricous da >> parte di V. M. Domani andrò a riconoscere la stra » da , che conduce a Bolzano , per farvi lavorare ; il si
141 >> gnor Chemilleureux vi è andato oggi, ed egli non cre » de impossibile di fare un ponte sull'Adige al passaggio > di Buso di Velo .
Potendo far ciò ben presto saremo
>> padroni di Trento . Porrò tutto in opera onde impie >> gare utilmente il tempo , fino al ritorno del corriere , » che V. M. mi spedirà subito dopo l'arrivo del signor >> s.t Marthe . Questa lettera importante fa conoscere l'idea , che aveva avuto il gabinetto francese nel combinare un movimento re ciproco di riunione , tra l'esercito di Germania , e quello che pugnava in Italia. La sola idea di combinar le ope razioni tra eserciti , che combattevano in teatri diversi , separati da grandi ostacoli naturali , dimostrano , che la guerra era divenuta una scienza vasta , fondata sul cal colo dello spazio , del tempo ,
e dei locali accidenti ,
mentre l'esercito che guerreggiava in Fiandra ,
quello
sul Reno , quello che traversando la foresta Nera ave va raggiunti i bavaresi sul Danubio , erano diretti da un principio unico , dal quale derivavan le operazioni parti colari di ognuno di essi , per il fine propostosi. Le com binazioni progettate con l'esercito d'Italia , son tentate e non realizzate , è l'ultima espressione de' progressi della gran guerra in quel periodo. neva Vandome ,
L'importanza che ci po
ed il coraggioso esempio ,
capitani di allargare piuttosto la loro
dato ai
responsabilità ,
invece di restringerla , suppone idee chiare , ed un'alto carattere : Esempio raro e non sempre imitato , perchè è dato a pochi di aver convinzioni forte , e di nulla temere per realizzarle . A meglio convalidar la nostra asserzio
142
ne , riporteremo l'estratto della lettera del generale Bo naparte al direttorio in data di Cherasco
il 28
aprile
1796 dopo l'armistizio segnato col Re di Sardegna . < Cittadini direttori Ceva , Coni , ed Alessandria sono « in potere del nostro esercito , come tutt'i posti del Pie « monte al di là della Stura , e del Tanaro . Se non se << gnate la pace col Re di Sardegna , io conserverò queste < piazze , e marcerò contro Turino .
Il mio equipaggio
a di assedio , va da Coni a Cherasco . Intanto io marcio « domani contro Baulieu , l'obbligherò a ripassare il Po, << e lo passo immediatamente co'miei soldati : Io m'impa « dronirò di tutta la Lombardia , e prima di un mese , « spero di essere sulle montagne del Tirolo , unirmi con « l'esercito del Reno , e spingere di concerto la guerra < in Baviera. Questo proggetto è degno di voi , dell'eser a cito , e dei destini della Francia » . Ecco che l'idea sorta nel 1703 ,
in menti alte , ma
non straordinarie , è ripresa da un'uomo di genio , che la realizza al 1796 e questa operazione produce il primo trattato ,
che ha cambiato da capo a fondo il sistema
politico dell'Europa . Il trattato di Vestfalia , certamente è stato sempre alterato , fino al momento che non fu se gnato l'altro di Campoformio ; epperò si è cercato sem pre di considerarlo come la base del dritto pubblico Eu ropeo , ciocchè sovente era falso , ma dopo Campo for mino ciò non era possibile " e fu necessario di dare al tra data al patto , che servir doveva qual base al dritto pubblico Europeo . Quale è la causa di questi vasti mutamenti politici ?
143 Oggi possiam dire , che indipendentemente da quelle mo rali , di cui altrove parlammo, la mobilità degli eserciti ha dato alla guerra d'invasione un'estensione tale, che il centro delle risorse è sempre tolto di mira ; e le guerre, che prima terminavano per spossamento , avendo solo toccato la circonferenza dovevano produrre trattati più miti, e dovevano alterar poco le geografiche diliminazioni degli stati , al contrario quelle che dettate venivano alle parti , nella capitale dell' impero succombente dovevano alterare lo stato delle possessioni , perchè era impossibile di resistere " a chi tolto aveva la più gran parte dei mezzi di resistenza , occupando gli spazî ,
e tutte le risorse
che presentono a chi li possiede. Diciam dunque : I. La guerra fatta al principio del 18 secolo , rasso
migliava nel più a quelle combattute posteriormen fin ai te di nostri , perchè gli elementi , l'organizzaz io
, e lo stile ne delle narrazioni , e delle prescrizioni è lo stesso . 2. La grave differenza sta nella mobilità dei nostri
eserciti , e la lentezza di quelli antichi ; per cui miti ef fetti negli ultimi , e strepitosi nei primi :
opposizione di
sviluppo , e non di contrasto negli elementi. 3. L'idee di pubblicar queste corrispondenze militari , è stata giusta ed utile , e si è posto così in prattica il pen siero espresso nell' epigrafe. 4. La scelta dell'epoca è stata vantaggiosa sotto molti aspetti , mentre bisognava far conoscere ,
come si ope
rava con eserciti armati , ed organizzati come i nostri , quando però non era pienamente svolto il partito che poteva trarsene
cognizione fatta per meglio comprende
144 re , e le gesta di Federico , e quelle delle guerre ultime : Si traeva utile per la scienza politica , perchè tutta la storia di Francia , e stata nel fondo composta di sforzi tendenti a riprendere l'importanza
avuta col trattato di
Riswik , precedente quello di Utrecht , aggravato dall'e levazioni delle potenze del Settentrione, talchè prima esse dipendevano e completavano il sistema politico del Mez zodi , rappresentato dalla Polonia
e la Svezia , ed oggi
la Russia e la Prussia 9 in vece di essere conseguenza del sistema Meridionale , ne sono l'opposizioni ,
e ten
dono semprepiù a renderlo dipendente: ciò hanno voluto realizzare i trattati del 1814 e 1815 , in contrario di quello di Vestfalia , ove il centro era nel mezzodi , la Francia dava impulsione alla Svezia alla Polonia, influiva nell'in terno di quei stati, e sopratutto sulla loro esterna politica. L'elevazione di una gran potenza marittima unita al siste ma del mezzogiorno è il solo elemento di equilibrio pos sibile in Europa , e tutte le transazioni diplomatiche , tutte le guerre , e l'influenza dei loro diversi teatri, sarà sempre l'effetto per questo gran cambiamento, che si mo stra ad Utrecht , e che si è svolto al congresso di Vienna.
Vasto punto di vista per il militare , l'economista , il filosofo , e l'uomo di stato , il quale dimostra sempre più , come nella narrazione de' fatti bellici , vi è tal massa di lumi a ritrarne , per chi sa osservare " mentre questa lotta , in cui l'intelligenza
e la volontà umana ,
si sviluppano oltre modo , e sempre fertile in severe le zioni , ed alti insegnamenti . LUIGI BLANCH.
145 CONSIDERAZIONI INTORNO IL DIZIONARIO MILITARE ITALIANO QUAL'É, E QUALE ESSER DOVREBBE PER FRANCESCO SPONSILLI Capitano del Corpo Reale del Genio ( 1 ) .
. la critics fatta dall'artiste e nel sincero amor dell' arte , ordinaria mente è la nunziatrice delle utili verita FOSCOLO.
1.0 L'uomo che consacra gli onorati sudori alla utilità del suo simile , ha un dritto sacro alla riconoscenza di ogni anima gentile , anche allora quando in parte o in tutto giunto non sia al nobile scopo che si era prefisso .
Quindi ingiusta è la critica amara ed inurbana che non di rado si volge alle opere scritte con quel proponimen to ; codarda è poi quando la si scrive contro la memoria di dotti trapassati . Tuttociò non vuol dire che le opere intese al bene degli uomini sottrarsi debbano al tribunale della critical onesta ed all' urbano giudizio de' contemporanei e dei po steri. Chè senza un tale procedimento , troppi sarebbero
(1) Scrittura dedicata a S. E. il signor Principe di Satriano Tenente Generale ec. ec. ec . Direttore Ge nerale dei Corpi Facoltativi in Napoli.
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146 gli errori , anche involontari , inevitabili effetti della fic volezza umana , ai quali l'uomo presterebbe quel culto che è dovuto solamente alla verità . Quando la prima fiata mi venne tra mano il Diziona rio Militare di Giuseppe Grassi ( 1 ) mandai un sospiro di riconoscenza al dotto Filologo , il quale proponeasi di re stituire alla lingua italiana una gloria militare ecclissata pel tempo e la negligenza , e menato avea a compimento il nobile disegno con improba fatica durata nelle ricer che a traverso la nebbia de secoli , e con una erudizione che vastissima io ammirai in ciò che risguardava le cose guerresche dell' età trascorse.
E alle fatiche del Grassi far vidi giustissimo plauso ehe menomamente io pensai scapitar potesse per le giuste critiche fatte alle medesime coi modi più urbani, da due dotti militari noti all' universale come decoro degli Eser citi che hanno il bene di possederli . Intendo dire delle Osservazioni del nostro Generale de Sauget pubblicate anonime nel 1827 , e di quelle che il Colonnello Ferrari di Piacenza scriveva sull'Antologia di Firenze , ed in una lettera a'compilatori del Vocabolario universale napolitano. Di non poche osservazioni io stesso allora andava per mia particolare istruzione facendo su quell' opera di merito non comune , e meditandola sempre più mi volgeva alle cose di guerra che agli antichi ed al medio evo si appartenevano ; era per altro spiacevolmente mal
(1) Torino 1833.
147 pago quando di preferenza mi faceva a ricercare di quelle che sono la suppellettile delle militari faccende de' tempi nostri. Il quale difetto in cose ch' erano per me della maggior importanza , sempre più spiacevole mi tornava quando poneva la mente al tuono di soverchia fiducia che il Lessicografo , uomo non militare , appalesa nelle forze sue , al modo assoluto col quale ei decide del me rito di talune voci , all' arbitraria maniera con cui am mette nella comunione del Lessico o ne rigetta voci > materie ed opere, che tanto per essere ammesse quanto per essere rifiutate avean mestieri di giudizio profferito da un consesso di artisti militari e non da privato dilet tante .
Pure , non ostante queste mie considerazioni , mi rimasi dal fare aperto il menomo parere al cospetto del pubblico tenendomi contento a ristringere in una scrittura tulť'i miei pensamenti , quando mi venne alle mani il Dizio nario di Artiglieria de Capitani Carbone e Arnò ( 1) , compilato con tale un disegno che per la sua giustezza for、 ma uno de' maggiori pregi dell'opera. La quale facendomi a scorrere nella speranza che fosse utile alla napolitana artiglieria , restai grandemente sorpreso quando vidi che non il Dizionario dell' Artiglieria Italiana era quello , ma si della Piemontese , quantunque i compilatori si af> fidassero ch'esser dovesse tenuto come codice inalterabile da tutti gli artiglieri italiani , perchè scritto è in toscano.
(1) Torino 1835 .
148 Questo concetto mi apri alla mente la ragione per la quale il Dizionario del Grassi riusciva ottimo per la guerra antica , e forse meno che mediocre per la moderna . Io mi accorsi che il Grassi ed i signori Carbone ed Arnó avevano militato sotto la medesima bandiera , e che non volendo uscir fuori del circolo di Toscana , e non am mettere ne' loro lavori altre voci che le pertinenti a quella provincia , non cadde loro menomamente in sospetto che venivano in tal modo a colpire di bando anche una folla di idee le quali presso il rimanente delle province italiche hanno esistenza " uso e nome " comecchè non abbiano
ricevuto battesimo nelle acque di Arno . Fu allora , lo confesso , che forte m'increbbe dell' il limitato rispetto col quale dalla nostra gioventù sentia no minare , citare e mantenere i dettati de' due Lessici 7 e temetti che per effetto di una riverenza troppo cieca per parte d'intelletti mal cauti , il molto di buono onde co tali opere si adornano far potesse velo a quel tanto di male che io ci notava , sicchè lasciando a questo metter ra dice nella mente de' meno fondati lettori diventasse col tempo per cattiva natura di frutti , nocevolissimo non solo alla lingua , perchè avremmo avuta una lingua di dritto ed una di fatto , una lingua scritta ed una parlata , una lingua nobile per l'artista ed una plebaica per l'arti giano , ma eziandio a molte idee alla scienza ed all'arte della guerra appartenenti . Le quali opere considerando nel lor tutto insieme e nelle relazioni che naturalmente debbono serbare col pub
149 blico italiano , mi par di vedere che esse non potranno mai adempier quell' ufficio al
quale i loro compilatori
le destinavano , perchè in sè contengono
elementi di
non lieve dispregio da cui riporta ferita l'amor proprio de' molti ; presentano tratti notabili di parzialità non bene fondata , e mancano di un sostegno sufficiente perchè siano accettevoli presso tutta la nazione con quel carat tere col quale si sono fatte innanzi . Imperciocchè partita l'Italia in tante province indipendenti l' una dall' altra , e nelle quali sono tanti eserciti che hanno le loro parti colari idee di una non male pretesa dignità ; non sarà mai possibile che tutti questi eserciti pieghino a rinunziare alle voci che sono in uso presso di loro , ed a far rive renza alla favella ed ai modi usati dai loro degni com pagni d'arme nati sulle rive dell' Arno . Egli è questo un affare di amor proprio , e non sarà mai per accadere che un così numeroso ordine di uomini di guerra si la sci da un pedagogo mettere sulle spalle quella soma istessa che i letterati italiani , quantunque uomini di pace , ab borrirono generosamente di sopportare per le mani del l'Accademia della Crusca . Io non sono da tanto per discutere se la Toscana ab bia o nò il dritto di dare legge di eloquio a tutta la no stra penisola . Ho però svolto gran parte dell'ampio pro cesso che per tre secoli fu con varia sorte agitato , ed il giudizio che in me stesso riporto come frutto di con vincimento morale non sarebbe all' intutto alla Toscana sfavorevole ; ma , io ripeto a me medesimo, se tanti bene
150 fondati diritti al primato in fatto di lingua sostenuti per tanti e tanti anni da uomini di sommo ingegno, non sono stati bastevoli a far che tutta Italia consentisse aperta. mente e senza restrizione ad accogliere il Dialetto toscano, bisogna ben dire che nella natura delle cose ci siano e lementi assolutamente contrarî alle pretese de' Fiorentini, ed ogni privato lessicista , il quale nel Dizionario militare per una via urtar volesse l'amor proprio de' diversi eser citi italiani , e per l'altra far volesse violenza alla inva riabile relazione che natura stabiliva infra i dialetti italia ni , richiamando le nenie , le dolorose nenie che turba rono la pace delle lettere per trecento noiosissimi anni e scandalosi ; un tale privato lessicista , io dico , rischierebbe molto di veder messo da banda e maledetto il suo lavoro,
Nè credo che per conciliare l'amor proprio degli uo mini militari di tutta Italia , fosse mestieri a' nostri com . pilatori di allontanarsi dalle regole naturali della lessico grafia, e scosso il peso di gravissime autorità intendere al lor lavoro . Io non ricorderò come Omero ed i celebri scrit tori greci formassero di tutti i dialetti del lor paese quel mirabile impasto ch'è stato sempre il distintivo pregio della lingua greca . Nè dirò tampoco come lo stesso fio rentino Dante Alighieri nella sua opera De vulgari elo quentia scrisse che il volgare illustre , cardinale, antico e cortigiano in Italia è quello il quale è di tutte le città italiche . • · io di tutto ciò non voglio far · parola perchè ripetuto da tanti approvati scrittori moderni, e citerò solamente tale autorità in faccia alla quale il
151
dotto compilatore del Dizionario Militare Italiano , se fosse vissuto in questi giorni , osato non avrebbe parlar di precedenza in favore del sermone toscano . Io intendo recare in mezzo l'autorità dello stesso si gnor Giuseppe Grassi ,
il quale scrivendo al Cavaliere
Monti ( 1) , e ragionando dell ' Accademia di Madrid , cosi · « Quell' Accademia che non avea
si esprime •
l'orgoglio provinciale di ridurre alle sole Castiglie il » pregio del bel dire , ammise nel corpo della favella le » voci particolari delle altre province o regni della Spagna >> onde formare una lingua nobile , e comune nel tempo » stesso a tutti gli abitanti di quella vastissima terra » . Dove mai cercar la ragione della contradizione che si trova fra le poche riportate parole e tutte quelle che´ scrive il Grassi nella prefazione del suo Dizionario per mostrare ogni maniera di ossequio alla Toscana ed alla Accademia della Crusca ? Egli è facile il rinvenirla que sta ragione ; essa è non altrove che nel cuore dell'uomo: il Grassi quando scriveva al cav. Monti si pregiava di essere italiano , quando poi scriveva il Dizionario pregia vasi di essere Accademico della Crusca . Nè la parzialità mostrata dai nostri lessicisti si arresta al sentenziar la preminenza del dialetto di una provincia pra gli altri delle rimanenti contrade italiane ; ma si estende anche sulle opere degli scrittori d'Italia , e fin sulle stesse voci di che farsi voleva catalogo .
(1) V. Proposta ec. vol . 8. parte 1. pag. 28.
152 • lo ragionando partitamente del Dizionario del Grassi, dirò quanto concerne gli scrittori da lui accettati e quel li da lui tenuti in non cale. E qui dove cenno d'en trambi i Dizionarî solo notar mi piace , che forse stata sarebbe gentilezza dei compilatori il non trascurare le ordinanze delle tre armi scritte di recente per gli stati principali d'Italia , e forse molta utilità era per venirne a quelle opere , le quali (particolarmente quella del Gras si) potevano allargarsi nella nomenclatura di tanti e tanti svariati oggetti particolari che non sono nè esser possono nelle opere di preclari scrittori. E se i signori Carbone ed Arnò con quel saggissimo divisamento , che avrebbe dovuto avere il Grassi , cercarono le idee relative all'ar tiglieria in tutt'i libri anche forestieri dove trovar si potevano , io mi penso che per non far torto alla massa delle cose ed all' universale che le avea in uso nella lin gua parlata , dovevano essi stessi ed il Grassi andare in traccia delle voci tecniche in tutt' i luoghi ed in ogni ma niera di libri dove quelle si annidavano . Nè questa è mia asserzione gratuita ; egli è pensiero cavato dalla natura del lavoro ; è pensiero
confermato dal Johnson , vale a
dire da uno de' maggiori lumi della Filologia in generale , e della Lessicografia in particolare . Some of the examples, egli scrive ( 1 ) , have been taken from writers who were never mentioned as masters of elegance or models of style
(1) The Iohson's Dictionary's Preface p . 8 ,
153 but words must be sought where they are used ; and in what pages , eminent for purity can terms of manu facture or agriculture be found ? E poi ( 1 ) quando lo stesso scrittore scusar volle il difetto di molti vocaboli nel suo Dizionario , ecco le parole che scrisse : « I could not visit caverns to learn the miner's lan guage , nor take a voyage to perfect my skill in the » dialect of navigation , nor visit the warehouses of mer > chants , and shops of artificers , to gain the names of » wares tools , and operations , of which no mention is » found in books « .
Dopo le quali cose , pare che andar non dovessi er rato affermando che ove i dotti Lessicisti , de' quali ra giono , avessero avuto l'intenzione di esporre nelle opere loro la lingua quale attualmente si parla dai militari di tutta Italia , era mestieri che questa lingua fosse da loro cercata non solo in tutte le province della penisola , ma in ogni maniera di libri approvati dalle persone del me stiere, in ogni modo di officine di cose guerresche , ed anche nell' interno delle nostre caserme . Che se poi il fine de' due Dizionarî quello si fosse di presentare un Codice di voci che tutt'i militari d ' Ita lia adottar dovrebbero , ove scrivendo o parlando vo glia non avessero di passare per Irocchesi , in tale con cetto è pur manifesto che la privata autorità dei loro com
(1) Ibid. pag. 11. 20
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pilatori , non ostante il gran merito di essi , sempre sa rebbe troppo debole , dappoichè affine di rendere bene e facilmente accetto a' dotti militari di tutta la nazione qualunque lavoro solenne tendente a migliorare il loro barbaro linguaggio , senza soverchiamente irritare il loro amor proprio , converrebbe presentarlo col nome di au tore riconosciuto e confessato da tutti per sapientissimo , qualora l'opera non fosse patentemente di una incontra stabile eccellenza . Egli è vero che l'autorità in un Dizionario non viene dal compilatore , ma dagli scrittori citati come in appog gio delle voci. Pure , quando un Lessicista sceglie a modo suo e ripudia , nobilita e degrada le voci , si avvale del l'autorità di questo , e rifiuta il sussidio di quell' altro scrit tore , trascura le sorgenti dell'arte per dissetarsi ad altre di non dichiarata legittimità ; un tale compilatore si toglie addosso un carico troppo enorme 2 e bisogna che sia per lo meno un Johnson perchè non si abbia apertamente a dir male delle cose sue . Io temo di essere giudicato con soverchio rigore da coloro che non potranno o non vorranno penetrare nella semplicità del mio fine . Io conosco che incedo per ignes trattando cose agitate per lungo e per largo da sommi letterati italiani ; ma dichiaro a chi mi vorrà far degno di sua credenza , che quel modo assoluto assolutissimo usato dal Grassi e da' signori Carbone ed Arnò nel con dannare tutt'i dotti ed indotti militari d'Italia a mendicare le parole della loro scienza e della loro arte dalle bocche
155 degli artefici ( 1 ) ( non degli artisti ! ) ( 2) toscani , mi sembrò tanto umiliante che non seppi passarmela in si lenzio , ed in questo preambulo come in un avviso ai gio vani miei compagni d'armi , far volli un breve passo sopra di ardua quistione di letteratura militare , tutto che non sacerdote , ma appena devoto io possa nel tempio delle lettere essere reputato. E per togliermi il più presto che io possa dalle strette, lascerò da banda le generali per dire qualche altra pa rola intorno a' particolari della quistione. Dappoichè pare secondo ragione che non si possa dare da un qualche privato uomo sentenza assoluta intorno ad una lite rimasta indecisa per tre secoli e che ai giorni nostri sembra assopita , non vi sarà chi possa disconve nire che per aver noi in Italia un codice di lingua tec nica veramente nazionale , uopo egli è fare una scelta giudiziosa di voci scientifiche ed artistiche presso tutt'i dialetti de' popoli italiani , fondendo così in un medesimo crogiuolo gli svariati elementi della favella nostra comune. Ciò in quanto alle voci tecniche indigene già esistenti ne' vocabolari . Chè rispetto
a quelle pur nostrali , ma
ehe registrate ancor non sono , in qualunque dialetto mai saranno per essere trovate , debbono esse venir pro
(1) L'uso se non il Dizionario , mette una notabile differenza tra artefice ed artista . (2) V. la Prefazione al Dizionario dei signori Car bone ed Arnò .
156 dolle • e giudicate sempre dagli scienziati e dagli artisti , perchè sono il patrimonio della lingua parlata , il campo su cui signoreggia l'uso, del quale Orazio vuole che si stia contenti alle decisioni anche arbitrarie . Ma siccome l'edificio di un Dizionario tecnologico non lascia di con finare per un lato con la lingua scritta , così così all' all' opere di uomini versati nelle arti e nelle scienze andar deve congiunta quella del Filologo , ma sotto la presidenza della filosofia , e senza quelle tali pretese che finora hanno menato lo scandalo ed il fastidio . Quando le voci risguar dano idee astratte , ha lo scrittore egregio ogni diritto di veder piegare ai modi suoi la massa di color che favellano ; chè per le infinite idee nate nell'immenso campo delle astrazioni , la ricerca delle voci che loro cor rispondono far si deve presso il filosofo a cui solo è dato il crearle. Ma quando per lo contrario le voci nascono nell'officina dell'arte , e fra l' innumerevole popolo degli artisti si diffondono , egli è là che alla sua volta deve il filologo piegarsi a raccorle , quando vuol dare ad esse il posto che , ordinandole, loro compete. Potrà non per tanto l'uom dotto far rilevare la differenza che passa tra una voce fermata dalla pratica ed un'altra domandata dalla filosofia , od usata da scrittori venerevoli ; e se pur talora scorgesse una qualche divergenza tra l'uso dell'ar tista e la ragione teoretica della lingua , curar potrà di conciliare l'uno con l'altra , ma non dovrà mai osare di farsi tiranno dell' uso , il quale è egli stesso signore e despota delle lingue .
157 Comprendo che in questa maniera di Onomatopea sarà per figurare grandemente il neologismo , ed in ispezialità quello che gallicismo suole chiamarsi , e con orrore da taluni ; ma ragguardando all' intima natura ed al proce dimento delle cose , ciò reputarsi dovrà ben naturale ed oso anche dire inevitabile. Perciocchè se ne' passati secoli acconcia trovossi la sentenza di Orazio in favore delle voci di greca origine ,
Et nova fictaque nuper habebunt verba fidem , si Graeco fonte cadant , pace detorta · era perchè allora essendo la Grecia maestra nelle arti e nelle scienze , di vocaboli e modi greci impinguar si potea la lingua latina , Per la ragione istessa, e per la versatilità del greco idioma , poscia dagl' italiani e dalle nazioni moderne vocaboli greci appiccaronsi , e da taluni per pompa si ap piccano ancora a tante invenzioni novelle , quantunque tali vocaboli siano talora una specie di enigmi per la gene ralità alla quale vorrebbe ragione che fossero facilissimi a pronunziarsi , e pianissimi a concepirsi . . . . E sem pre per quella medesima ragione , ai giorni nostri , lo stato florido e prosperoso in che si trovano talune nazioni forestiere , e fra queste l'Inghilterra e la Francia, in ogni maniera di scienze e di arti , chiama gli artisti eccellenti alle continue lucubrazioni , ed al continuo maneggio delle opere straniere. E come nell'odierno commercio delle idee e delle cose, facilitato pe' legni a vapore, per le strade di ferro , e pe' giornali , la lingua francese è divenuta la in terprete universale , la lingua de' diplomatici , de' dotti e
158 degli artisti di Europa , così avviene che particolarmente questi ultimi traendo da libri francesi quelle idee che con giunte coi propri concetti producono preziosi risultamenti, danno essi a questi risultamenti stessi le denominazioni galliche fatte italiane , quasi spontaneo tributo di gratitu dine alla lingua nutrice del loro miglioramento e pro gresso . E perchè i trovati nostri o le nostre modificazioni non più si giacciono a dormire lunghi anni , ma tosto vanno pei giornali pubblicandosi presso gli stranieri, e git tati sono nel vortice della polemica e degli esperimenti , egli diventa utile anche allo scienziato ed all'artista italiano, che laddove si trattano idee o cose di origine forestiera possano gli stranieri trovar nelle parole con le quali ia Italia quelle sono espresse , una immagine delle primitive loro voci , e vedere per entro la quistione più facilmente di quello che far si potrebbe da loro ove l' idea o la cosa di che si parla , fosse indicata con nome affatto italiano. Il facile commercio degli uomini d'ingegno italiani e stra nieri , unisce quasi tutti in una medesima grande famiglia nella quale si sente , quasi direi , l'istinto di far uso di moltissimi termini in comune ; e come i francesi , quando un trovato è nostro , ne adottano le voci italiane senza il menomo scrupolo , cosi gl'italiani moderni facilmente ado perano, e pur non senza moderazione , il francesismo delle voci, particolarmente nelle scienze e nelle arti per la ragio ne istessa che i nostri antichi (le impeccabili penne del 300) adoperarono smodatamente non solo quello de' vocaboli , ma eziandio quello delle locuzioni , e precipuamente nelle
159 lettere , quando altro loro non cadeva tra mano che le carte de' trovatori provenzali . Veramente io non so , nè conoscer posso fin
a qual
punto nelle scienze , arti e mestieri sia per avverarsi , e fra diverse nazioni , l'istinto da me cennato di far uso di termini in comune ; ma io penso che questo accader deve , e mi conforta a pensarlo la conoscenza di quello che risguarda la nobile scienza ed arte che io professo . Imperciocchè trovo una quantità di vocaboli di guerra comuni alle maggiori nazioni , ai meglio disciplinati eser citi , ai più dotti scrittori militari di tutta Europa. Leggasi alla fine di questa mia scrittura la tavola nella quale sono talune fra le principali voci di guerra , adot tate nella loro più chiara isofonia dagl' Italiani , Fran cesi , Tedeschi ed Inglesi
e si converrà meco che gli
artisti militari di quelle nazioni adottandole , ebbero più riguardo al giovamento che ne veniya alla circolazione " per dir cosi , delle idee , che alle pretese delle loro lin gue in particolare. Ed è perciò che presso noi , molte e molte voci tecniche , quanto alla loro convenienza sem bra che non debbano andar misurate colla breve spanna della lingua particolare , ma talora col gran metro del linguaggio universale degli artisti raccolti nella grande officina europea , dove se noi italiani , per ischifiltose lo gomachie volessimo dissentire dal rimanente della brigata , saremmo cuculiati , come diceva Redi alla Crusca , ma cuculiati daddovero . Laddove un Dizionario tecnologico , sia generale sia
160 particolare , compilar si volesse ne' modi per me cennati , sarebbero le voci fermate ( 1 ) nel medesimo quelle , che dirsi poscia dovrebbero voci italiane perchè tolte dalla grande mole della favella nostra , della favella di noi, che la Dio mercè siamo italiani per lo meno come erano molti e molti di coloro che scrivevano cinquecento anni addietro , ed erano ben lungi dal riscuotere dentro e fuori Italia la lode degli uomini lodati di quel tempo.
Ed un tal Codice di voci tornerebbe senza fallo gradito e venerevole tanto agli uomini di lettere quanto agli scien ziati ed artisti , perchè sarebbe l' opera nella quale si trove rebbe soddisfatto egualmente l'amor proprio di tutti; cosic chè solamente dopo la perfezione di un tal libro , il lette rato avrebbe diritto di farla da censore, per indicare a co loro che dediti sono alle scienze ed alle arti , la buona via
(1 ) Fermate.
ma per quanto lo permette
la natura variabile di tali cose . Il pensare difermare queste tali faccende in modo assoluto ed eterno , come lo pretendono taluni , è affare che sente di follia. Academies have been instituted , to guarde the avenues of their languages, to retain fugitives , and repulse in truders , but their vigilance and activity have hitherts been vain ; sounds are too volatile and subtile for le gal restraints ; to enchain syllables , and to rash the wind , are equally the andertakings of pride , unwil ling to measure its desires by its strenght.
Iohnson ibid. p. 12.
161 quando a dispetto del codice della lingua dar volessero in isfrenatezze', e ricordar loro che legittimamente è ad essi tolta la libertà di crear vocaboli quando nel Dizionario autorizzato si trova di che ben sovvenire ai loro bisogni .
II.°
Superest igitur consuetudo : nam fuerit pene ridiculum malle sermonem quo locuti sunt homines , quam quo loquuntur.
QUINTILIANUS (1) .
L'opera del Grassi porta in fronte il titolo di Diziona rio Militare Italiano : siffatta denominazione induce natu ralmente a sperare che l'Autore abbia raccolto tutti i vocaboli militari in uso presso gli stati principali nei quali la penisola è partita , e gli offra a tutti gli uomini di guerra della medesima . Ma poichè in effetto ciò non si avvera , così è forza credere che il predicato italiano ivi sia posto ad esprimere che le voci nel libro raccolte sono proposte come autorevoli e solenni a tutte le province del paese nostro. I letterati italiani hanno approvato siffatto lavoro , ed i giovanetti tengono per fermo che seguendone rigorosa mente i dettati essi saranno per iscrivere sempre bene il tecnico linguaggio militare d'Italia .
(1) Institutionum . Lugduni 1549 p . 54 . 21
162 Non pertanto io mi asterrò dal manifestare il mio voto come Artista , e tutto che conosca essere il medesimo di ben poco momento , pure dirò apertamente che dai gio vani militari vorrei che ricevuta fosse meno alla cieca la lingua delle cose guerresche dettata dal Grassi. La quale patendo assai molti e gravi eccettuamenti e restrizioni circa la convenienza delle parole ed il loro significato , come io verrò sommettendo alla disamina dei dotti , pare che essa pria di essere approvata siccome guida sufficiente ed unica al buono scrivere nelle cose di guerra , esser debba prodotta e giudicata al tribunale della critica . Il libro del Grassi nacque non per bisogno patito da tutta Italia , ma bensì per quello di una fra le italiche province. Imperciocchè nell' anno 1814 , il Re di Sar degna riordinando l' Esercito suo volle che di quello i regolamenti ed i comandi fossero purgati dalle soverchie voci forestiere , e provvidissimo quindi sorse il concetto di un lavoro inteso a riformare il linguaggio della mili zia piemontese . Pare che il Grassi , volontariamente sot tentrando all' incarico , credesse bastevoli le sue non i scarse in vero , e già dal pubblico pregiate cognizioni sulla Filologia generale . L'opera fu in fretta condotta a termine nel brevissimo spazio di circa due anni. Quindi sembra che di una riforma intorno così grave subbietto, non richiesta dalla unanimità della nazione , non elabo rata da dotto uomo di guerra ( o a meglio dire da dotti e sperimentati militari ) e compilata in tempo così breve, che non ostante i miglioramenti ad essa recati dall' Autore
163 solo ed infermo del corpo , meglio saggio la diresti o em brione che cosa compita ; di una tale riforma , sia lecito investigare e dichiarar le ragioni perchè , non soddisfa cendo alle attuali guerresche bisogne , non può tornare utile all' universale . Se nell'esercito piemontese sentivasi la necessità di mon dare la favella militare dalle soverchie voci francesi , io mi avviso che il lessicista , il quale ne tolse il carico , vol gere non dovesse il suo primo studio al Vocabolario della Crusca ed agli autori medesimi che i vocabolari sti avevano preso per guida del lor lavoro , per la forte ragione che quel vocabolario è fondato principalmente sopra gli scrittori trecentisti di Toscana , o per dir meglio sopra gli scritti di tutti coloro che nel decimo terzo е e nel decimo quarto secolo s' ingegnavano di esprimere alla meglio le loro idee fermandole colla penna sulla carta
i quali tutti coloro non solo scrivevano con voca
boli del basso popolo ( 1 ) , e con voci che non di rado creavano di loro testa 2 ma spessissimo con termini asso❤
(1) Il Grassi del suo Dizionario all'infuori ha sempre mai fatta professione di sprezzo verso la vecchia Cru sca . Egli nel suo Parallelo del vocabolario della Crusca con quello della lingua inglese e quello dell' Accademia spagnuola (v . Proposta 2. p.1 . ) , parlando del trecento , è ben lungi dal venerarlo come un secol d'oro : Egli si esprime cosi
Intendo per trecento quel secolo rozzo >
» del quale il Conte Perticari ha tessuta la storia . . »
164
Intamente francesi ; cosicchè , senza dire delle maledizioni che chiarissimi moderni hanno regalate alla lingua usata dal comune degli scriventi di quel tempo , la medesima fu spregiata dai più dotti suoi contemporanei ,
spregiata
da Brunetto Latini il quale amò meglio scrivere in fran cese che nel barbaro infrancescato gergone del tempo suo ; spregiata e posta in caricatura da Franco Sacchetti ; spre giata , condannata , maledetta dallo stesso Dante Alighieri , come lo dimostra chiaro il trattato degli scrittori del tre cento datoci dal Perticari ( 1 ) . Ed in fatti , i vocaboli Carnaggio , Melèa , Mislèa , Inaverare , Scrima , In gaggiare , Guerriace , Maniero , Mojana etc.: che il nostro lessico militare produce come oro tolto alle vene rate miniere del Boccaccio , di Ciriffo Calvanèò (8) , di Guido Giudice , di Gio: Villani , del M S. di Ugo Cac ciotti , delle carte anonime della tavola ritonda , delle no velle antiche etc. altro non sono che sgraziati gallicismi nati dalle parole Carnage , Meslèe , Navirer , Escrime , Engager , Gnenoyer , Mansir , Moyenne , assolutamente
(1) Proposta. V. I. parte 1. p. 15 19 e 45 . (2) Il Gr· in un momento di buona fede scriveva a Monti : « Voi già avete veduto con quanta venerazione >> citano l'autorità del Ciriffo Calvanèo , pessimo romanzo » di quell' età » . E quante carte pessimissime sono pro dotte come autorità nel Dizionario del Grassi !!!
V. Proposta 1. P. 2. p . 284 .
165 inutili a noi moderni ( 1 ) che abbiamo già in uso gli e quivalenti italiani ,
ed affatto oziosi in un lessico dove
trovar dovevano luogo ben molti ed acconci gallicismi , fatti ormai nazionali dall' uso , che è re delle lingue . D'altronde , volendosi dare a noi militari un Lessico italiano della nostra scienza ed arte , era uopo volgersi contemporaneamente alla ricerca delle fonti atte a farci ricchi di buoni vocaboli , e sovvenirci di idee esatte " affine di evitare ogni sconcio nel presentare le une male appoggiate dagli altri , o questi male a quelle convenienti . E se lo scopo del lessicografo non era il solo disegnar parole , ma lo esprimere anche un poco le idee ,
egli
dovea per principio di ragione attenersi in preferenza a tutti gl' italici rispettati scrittori di cose di guerra , e non darci di sua privata autorità le definizioni de' vocaboli ; chè grave peccato a me sembra il trattare faccende ar tistiche tenendo per ultima ( pare incredibile ! ) e con sultando solo in difetto di altra l'autorità degli uomini dell'arte ( 2) . Concedasi pure a chi sostener lo vuole , che del parlare accada come de' vini ai quali gli anni donano bontà e pregio maggiore ; concedasi che il dire
(1) Tutto al più possono servire per ajutare ad in tendere tali libri se a taluno venisse voglia di leggerli. Pure a questo ufficio mi pare che adempier debba il vocabolario universale della lingua e non quello specia le di una scienza o di un arte .
(2) V. Prefaz. alla Ediz. del 1833 .
166 del secolo decimoterzo , lo sgrammaticare del decimo quarto ed il chiacchierare del decimoquinto debbano an dare innanzi allo scrivere del secol nostro " ma si dovrà ciò intendere circa talune grazie dello stile delle quali poco le scienze si avvalgono ( 1 ) , non certamente riguar do la esattezza delle idee che forma il fondamento e la base di quanto emana dalle cose scientifiche ed artistiche. La quale esattezza nelle idee è di mestieri che sia creduta meglio negli uomini o negli scrittori dell' Arte che negli storici , ne' Poeti , nè Romanzieri o in iscartabelli anoni mi scritti a gran soddisfacimento del volgo , ed a marcio dispetto della ragione. Nè comprendo il perchè quel dotto filologo il quale in marzo 1818 scriveva al cavaliere Monti : « È ben tempo di spastoiarci da queste sozzure . Tocca a voi il nettarle ed a riporre la lingua nostra nell'o norato seggio che le si conviene fra quelle delle odierne » genti. Non vi sto a dire che in tutt'i termini di For >> tificazione e di Architettura Militare non ce ne ha uno >> definito bene , perchè voi lo sapete meglio di me , ed » i signori della Crusca hanno con definizioni generali >> messo sulla stessa riga Riparo , Palancato , Bastiglia, Ca » stello .
.. Guai a noi con quelle generalità e con
» quei tanti sinonimi ! perdiamo l'uso di scrivere proprio » ed esatto » . Quel medesimo poi , nel recarci il Dizio nario militare , diceva nella prefazione che il suo primo studio fu naturalmente il Vocabolario della Crusca, e
(1) Giordani p. 340 .
167 quanto agli esempi, vengono in primo luogo quelli degli autori citati della Crusca come testi di lingua .
E quali
sono mai questi autori di cui l'autorità in cose di guerra facea dal Grassi mettere in secondo luogo quella di Bi ringoccio , Davèla , Marchi e Montecuccoli , Tanzini , Colletta e Vacani uomini chiari per fatti di guerra , per cognizione del loro mestiere e per valore letterario? Quali sono mai questi autori di cui il merito e la sufficienza militare ha fatto reputare inutili e condannare al silenzio Agricola , Alghisi , Altoni , Belici , Capobianco , i due Cataneo , Colliado , Guarini , Gentilini , Maggi, Castriotto , Savorgnano , Tartaglia , Palmieri , Parisi , Pacces , Co stanzo , Commendatore Afan de Rivera , Niola , Cridis e Locatelli (a) che formano la più gran parte dell' ordine venerando degli scrittori militari d'Italia ? Gli Autori dai quali il Grassi , non uomo di guerra , non dotto nella scienza e nell' arte militare , non conoscentesi del gusto odierno cavava il linguaggio solenne pe' militari italici , sono poeti (1 ) , preti (2) , pittori e scultori , (3) , ne
(a) Non nomino il dotto nostro Blanch perchè all'epoca di che ragiono , non ancora erano pubblicati i suoi Discorsi. (1) Dante , Petrarca , Ariosto , Tasso , Fazio degli Uberti , Rucellai , Pulci , Tassoni. (2) Cardinali Bembo e Bentivoglio , Padre Bartoli , Segneri, Giambullari, Fra Giordano , Fra Cavalca ec. (3) Lippi, Leonardo da Vinci, Buonarrotti, Cellini ec.
168 gozianti e finanzieri ( 1 ) ,
medici (2) , cortegianí (3) "
Architetti (4) e generalmente parlando uomini dotti nella Filologia comune , ma pacifici letterati, i quali non mai sognato avrebbero di vedersi citati come autorità in cose di scienza ed arte militare , e che non è possibile posse dessero la esattezza dell' espressione , la precipua appli cazione e la convenienza delle parole alle cose o alle idee guerresche cui esse si riferiscono , i quali finalmente in affari al loro mestiere non pertinenti scrivevano con vo caboli di cui bene spesso ' non avrebbero saputo rendere una ragione a priori (5) .
(1) Segni , Sacchetti , Gio: e Matteo Villani etc. (2) Redi , Botta , etc. (3) Algarotti , Magalotti. (4) Viviani. (5) Gli scrittori classici , e precipuamente quelli di storia , che versano intorno svariate facoltà non pos sono e non debbono esser tenuti ciecamente per norma ne' particolari risguardanti le facoltà medesime ; chè una manifesta mancanza di senno fu sempre reputata lo avere per eccellente tutto quello che si rinviene in approvalo scrittore. E servano di appoggio al mio pen siero le parole di Quintiliano : Neque id statim ( egli dice ) legenti persuasum sit , omnia quæ magni auctores dixerint , utique esse perfecta . . . Summi enim sunt , homines tamen
acciditque iis qui quidquid apud illos
repererunt, dicendi legem putant, ut deteriora imitentur
169 Nè solamente a scrittori, che quantunque non militari, hanno per la maggior parte diritto alla nostrà stima , pre. stava ossequio il Grassi , ma scordevole del già ester nato desiderio di spastoiarsi dalle sozzure della Crusca largo se ne addimostrava eziandio ad ogni maniera di libri , sol che avessero il marchio di testi di lingua z quindi la scienza e l'arte della guerra erano per lui in Italia astrette a dissetarsi alle peggio che torbide sorgenti di Storie Pistolesi ( 1 ) , Novelle antiche , Tavola ritonda , Reali di Francia , Pecorone , Storia di Rinaldo di Mon talbano , Libro di Astrologia , Trattato de' peccati mortali,
(id enim est facilius ) ac se abunde similes putent , si vitia magnorum consequantur (Op . cit. p . 502) . Dal che si ricava che pessimo consiglio fu quello del Grassi quan do reputò ottimi ,
e registrò nel Lessico tutt'i voca
boli relativi a cose di guerra quai li rinveniva nelle opere scritte da uomini ricchi di assai dottrina , ma affatto scarchi di scienza , e di arte militare. (1) Il Grassi nel suo Lessico cita con riverenza le Storie Pistolesi e qualche cosa di peggio , mentre poi in altre sue scritture ne maledice.
Io leggo nel citato
suo Parallelo ec. p . 25 « A questo modo egli (il Iohnson) » non ha mostruosamente congiunto , siccome ha fatto » la Crusca , ad un significato nobile e casto un esem » pio osceno , nè alla definizione di una parola scienti >> fica un estratto delle Cronache Pistolesi o di Fra Jaco
» pone . •
>> . 22
170 Libro delle similitudini , Libro di Motti , Maestruzzo Canti Carnascialeschi ; e a farsi ricche con lo stabbio di gran numero di manoscritti contenenti anonime traduzioni di Virgilio , Lucano , Tito Livio , Sallustio ec . La quale farragine di carte ove stata fosse giudicata in merito dalla Critica sotto la presidenza della ragione , lungi dall'aver trono in un libro dove tanti dotti scrittori militari non ebbero uno scanno , lungi dall' essere proposta a dare legge di eloquio alla milizia italica , avrebbe avuto più conveniente destino coll' andare nelle botteghe de' pizzi- · cagnoli a fornire pastrani alle acciughe. Come conseguenza della non ragionata scelta fatta delle sorgenti da cui si sono attinti i vocaboli , viene uno dei difetti maggiori del nostro lessico , che ogni lettore non prevenuto troverà in quello sciame d'insetti evocati dai cimiteri letterarî dell'antichità , e che non giovano , ma infestano la nostra militare favella . A discolpare il Grassi dalla quale accusa , non mancherà chi dica aver avuto il medesimo in mente di giovare alla Storia ( 1 ) , cioè alla conoscenza degli scrittori vetusti . Ed io rispondo , che ove il Grassi avesse avuto chiaramente e solamente questo fine avrebbe tutte ma tutte le voci vecchie e disusate notate colla sigla di voce antica 2 e non intromessa tanta copia di quelle che fa dolore il trovar confuse colle moder ne e con quelle di uso comune senza un segno che a norma altrui le distingua. Ma il lessicista torinese mostra chia
(1) V. Prefaz. all' Ediz . del 1833 .
της ramente il fine che aveva nella ricerca accurata delle voci fra le carte dell' antichità : sentiamo le sue parole ( 1 )
·
· « tutti lamentarono la povertà della lingua , tutti
>> la condannavano come impotente ai moderni usi di
» guerra · » mente ·
sottentrare animosa
· . Giudicai
• al difficil carico di mostrare quanto
·
>> questa lingua tacciata a torto di scarsezza , potesse >> ampiamente supplire al bisogno , e ridivenire la mae >> stra delle armi
•
ma il tempo premeva e
>> non mi lasciava campo a penetrare in tutti i più ri » posti tesori di essa , nè forse il risuscitarla nelle anti » che sue forme sarebbe stato in que' primi momenti (2 ) >> opera efficace nè accetta ·
·
· » . Segue il Grassi
a favellare de' modi che tenne onde abbreviare il suo la voro nel 1816 , indi narra come data fuori la prima e dizione egli poneva mano alla seconda nell'idea di mi gliorare la sua fatica : per la quale egli volse le ricer che alla Crusca
ed agli autori e scritti di quella , non
che al Dizionario di Alberti , sempre ricavandone nuove · << scarseggia ricchezze e sempre confessando che . » vano ancora e lasciavano alla lingua d'Italia la ver
» gogna di non poter dire del suo quello che le na » zioni vicine dicevano . · · • >> . A chi bene la vuol comprendere , da ciò è manifesta
( 1 ) Prefaz. (2) Nella restaurazione della Monarchia al 1814 .
Sarda
172 l'intenzione del Grassi : egli praticando le sue ricerche ne' libri antichi voleva risuscitare la lingua nelle antiche sue forme , voleva condurla al punto di poter dire del suo quello che le nazioni vicine dicevano. Vale a dire che tendeva a supplire colla vecchia suppellettile della fa vella a tutti i bisogni relativi alla guerra moderna: pen siero certamente pieno di zelo " ma non al certo pieno di filosofia : del quale però
a celare con accortezza il
difetto ricorreva il lessicista ad una sentenza gratuita che manca' di esattezza e di applicazione :
Raro privile
» gio della nostra lingua scritta , egli dice ( 1) , è questo » di potersi talvolta valere anche dei più antichi voca ➤ boli . • » ma io dico , vorrei non fosse di menticato quel talvolta . Bello sarà il mettere nel discorso una voce antica senza affettazione , e Quintiliano lo ap prova quando detta : Verba a vetustate repetita , non solum magnos assertores habent , sed etiam afferunt ora tioni majestatem aliquam , non sine delectatione : nam et auctoritatem antiquitatis habent : et quia intermissa sunt gratiam novitatis similem parant . Sed opus est modo, ut ncque crebra sint hæc , neque manifesta , quia nihil est odiosius affectatione (2) . Ma sgraziato egli riuscirebbe il ravvivare una moltitudine di parole vecchie per esprimere le cose novelle le quali hanno già in corso di uso i loro adatti vocaboli moderni . Quæ est autem in hominibus
(1) Prefaz. (2) Op. cit . p.54 .
173 ( scrive Cicerone ( 1 ) ) tanta perversitas ut inventis fru gibus glande vescantur ? E senza troppo dire fra i latini di Temistio , di Lucano ( 2) e di Favorino che metteva no in caricatura la preferenza delle voci antiche alle mo derne , noi incontriamo da per tutto la medesima ripro vazione nelle bocche di quelli fra gli odierni scrittori che non soffrono dalla Pica o Malacia . Il Perticari scriveva (3): « Vera stoltezza ella è poi quella di alcuni che vorreb bero colle vecchie voci le nuove imagini significare . » Nè sappiamo come si misero consiglio possa cadere nel » l'animo di chi raccomanda proprietà di favella » . Come pure il Monti (4)
» Coloro che sperano di riparare col
>> l'aiuto dei Trecentisti al voto del vocabolario e ai bi >> sogni della nostra favella in tante parti cangiata , e » di tante voci cresciuta per opera delle scienze , saran » no inviati al grande ospedale degl' innocenti » .
Ed il Colletta (5) forse uno dei più venusti scrittori italici : >> Ma chi oggi esponesse le nuove cose altrui >> con le voci antiche d'Italia , non sarebbe inteso , e re spingerebbe di tre secoli alcune dottrine , quelle special >> mente della guerra e delle arti » . Ed in ultimo , l'eru dito traduttore di Petronio , il Lancetti ( che dodici anni
(1 ) Orat. (2) Prop. t . 1. p. 178. (3) Degli scrittori del Trecento. Prop . l. 1 p. 184.
(4) Prop . 3. 2. p . 177 . (5) Storia del Reame di Napoli. v . p . 24 .
174 spese intorno a preparar la materia per un Dizionario mi litare il quale non diede alla luce perchè prevenuto dal Grassi ) scrivendo al Monti ( 1 ) si esprime : « Imperocchè » non sò nascondervi che quando la storia della militare » letteratura e quella dell'arte della Guerra io andava › preparando , non rade volte m'imbarazzavano i modi >> toscani che io voleva pur seguire in ubbidienza alle » leggi dell' Accademia , e che talvolta meno chiari e » significanti mi parevano dei termini o altrove usati , o > da qualche scrittore nuovamente introdotti » . Nè io di più aggiunger voglio per dimostrare che il Grassi nell'eccesso dello zelo si dava a seguire una massima fallace , quella cioè di rècare le voci vecchie onde sov venire ai bisogni nuovi ; ma d'altronde non inutile rie scirà l'osservare che in conseguenza della massima stessa assumeva egli un incarico il quale era a lui incompetente per non lievi riguardi . Imperciocchè se è vera la facoltà che hanno gli scrittori del fare parcamente uso di qual che voce antica 2 men vero non è che questa debba es sere scelta dal giudizio e dal gusto loro medesimo , co . sicchè essi affin di misurarne esattamente la convenienza uopo è che abbiano ricercata la voce alla propria sor gente e non rinvenuta l'arida ed inanimata entro un Di zionario . Or la facoltà di potersi giovare dei più anti chi vocaboli , non acquistandosi dagli scrittori per altro modo , ed essendo una tale facoltà non privilegio esclu
Prop. 2. 1. p . 289.
175 sivo della lingua nostra , come asserisce il Grassi , ma proprietà di tutte le favelle secondo il senso del Multa renascentur quæ jam cecidere di Orazio , così chiaro ne viene che essa non può essere dono di un compilatore di lessici , il quale non può darsi che in tutte le svariate scienze ed arti sia fornito di quella filosofia e di quel gu sto necessario alla palingenesi de' vocaboli . Quindi , un tale loro ritorno dalla morte alla vita , opera è sol della lenta mano del tempo e di quella degli approvati scrit tori che a poco a poco , per vie lunghe e quasi inosser vate riproducono in mezzo al sermone vivente una voce antica , e questa allora dir si potrà vocabolo ravvivato quando nella descritta maniera si fece strada fino a noi , e non vi giunse solamente per la simpatia di un lessico grafo , del quale l'incarico sta nel compilare la storia della lingua , e non nel farsene il riformatore . E gioverà qui notare sul proposito taluni vocaboli ri prodotti dal Grassi , perchè si veda che quantunque per la piupparte esatti e di buona origine , pure urtano con l'uso nostro ( 1 ) e potrebbero nella lingua parlata sem brare scurrili , nella scritta affettati (2) .
(1) V. in fine la nota numero 2 . (2) Qualunque voce che a noi sembrar possa mal conveniente al parlar nostro , potrebbe essere legitti mata nel vocabolario solo dalla nota , voce di uso presso la tale provincia d' Italia : ma il Grassi rarissime volte ha ciò praticato .
176 Rincavallare . Con l'appoggio di tre esempî , si reca a noi nel significato di fornire di cavalli una milizia . Noi usiamo Rimontare ( 1 ) , ed il Grassi nota questa voce come di uso più comune " ma non la correda che con un esempio solo , il che pare una contradizione. Stando al numero ed alla nobiltà degli esempi pare che Rinca vallare avendone tre di buona Crusca ( la cronaca del Vellutello , la cronaca del Morelli ed il Pecorone ) debba aver preferenza sopra Kimontare il quale un solo ne ha , e quello che , secondo Grassi , è peggio , un tale esempio è tratto da scrittore militare ( il Melzo ) . Intanto, Rin cavallare che nasce da Incarallare è improprio per a nalogia di lingua : perciocchè se Imbestiare significa ri durre a stato di bestia (2) come mai Incavallare non esprimerà il ridurre a stato di cavallo ? Era in man canza di meglio , forse più tollerabile Incavalcare o Rin cavalcare come si trova per le artiglierie . Ma .
non
ci è scrittore che abbia fatto uso di queste voci per ca valleria. Ma · · • · " io rispondo , il buon senso non è egli scrittore che vale meglio di un Pecorone? Intraprendere per sorprendere , sta bene per dritto di lingua ,
ma neli' uso della milizia chiameremo noi In
traprenditore ( Partitario , Impresario ) ogni individuo destinato a fare una sorpresa di guerra ?
(1) Il Vocab. Univ . Nap . nell'uso militare ha pre ferito Rinontare a Rincavallare .
(2) Alberti.
177 Fodero sinonimo di Zattera , è recato come vocabolo toscano . Se toscano appellasi perchè usato nella milizia di Toscana , sta bene nel Dizionario , che non invita i nostri ad adottarlo . Ma se dicesi toscano nel senso di parola pura , potrebbe chiamare i poco cauti a servirsene una co' suoi derivati , e farebbe ridere chi al passaggio de' fiumi parlasse di foderare la truppa , infoderare i soldati , mettere la gente nel fodero. Pallottola è scritta per piccola palla d'archibuso , ed ebbe l'onore di essere ammessa nel vocabolario , non come voce usata nella milizia piemontese , come vuole l'analogia
•
ma perchè
e con vera proprietà
trovasi adoperata dal Cardinale Bembo ad esprimere una palla piccola differente da quella di cannone . Il Grassi fa plauso all'uso del vocabolo trattandosi di palla da fu ciliere , e lo riprova nel significato di palla da cannone anche malgrado che così ne abbia scritto Gio . Villani uno de' santi padri della Crusca . Nè solo il nostro lessi cografo lo riprova in quel senso , ma lo mette in deri sione : « Datevi a cercare , egli scriveva a Monti ( 1) , >> Pallotta o Pallottola e sotto questi due vezzeggiativi o » diminutivi (2) ritroverete esempi del significato della » palla da cannone . Ma qual sarebbe l'effetto di una >> scrittura che vi dicesse gravemente le mura di Danzica
(1 ) Prop. V. I. P. I. p . 283 . (2 ) Gio . Villani ne fa diminutivo relativamente alle grosse palle da bombarda.
23
178 » o Tarragona essere state per tre mesi battute dalle pal » lotte o dalle pallottole nemiche ? ( 1 ) » . Or io in quanto al significato di palla da fucile (2) chiederò alla mia posta qual sarebbe l'effetto di una scrittura che vi dicesse gravemente come il bravo generale Laharpe in un ab baglio fatale cadeva vittima infelice per le pallotte , o per le pallottole de' suoi medesimi soldati ? Tracciare in significato di seguire la traccia dell'ini mico non mai sarà adottato da dotti militari ai quali le matematiche danno la voce tracciare in senso di dise gnare la traccia , o la configurazione di qualche cosa (3) e non già seguire indovinando l'andamento di checchessia . Ove , in questo senso , dir non si volesse Esplorare l'i nimico , potrà farsi uso del vocabolo Rintracciare che espri me forse meglio il concetto . D'altronde , il Tracciare di Grassi non corrisponde , come egli pretende , al ter
(1) Dopo tuttociò chi mai crederebbe che nel Lessico la Granata è definita una Pallottola di ferro . (2) I compilatori del vocabolario universale napoli tano , hanno scritto un tale significato , ma si sono astenuti dal far di Pallottola un vocabolo militare come hanno fatto per Palla di munizione . • stabilirono ancora che si dovesse (3) .. tracciarla (una batteria) e costruirla • ·
· · quindi · · · una strada è che gl' ingegneri poterono tracciare
coperta con gabbioni e sacchi a terra • • Vacani stor . V. 2. p . 99 e 122 .
179 mine francese Traquer , il quale significa circondare e stringere la belva , e non seguirne le pedate . Battaglia di mano per assalto repentino ad una piaz za forte , sarà sempre una frase impropria non ostante l'autorità del varchi e del Botta ( 1 ) : perciocchè se il cozzare di due eserciti in rasa campagna ha d'uopo di non poche condizioni perchè si chiami battaglia , l'assalto alle opere di una piazza aver dovrà dritto ad una tale appellazione , meno che ogni altro fatto di guerra .
Guerra guerriata , e Guerra guerreggiata avranno costantemente il valore di sgraziate cacofonie , e loro non gioverà l'essere cose di Gio . Villani perchè siano ante poste alla così detta guerra di scaramucce , della quale locuzione non mancano esempî pur fra gli antichi . Ostentazione ancorchè usata da Machiavelli e
racco
mandata da Grassi come più calzante di dimostrazione dovrà a questa essere posposta , perchè Dimostrazione non ostante il suo difetto nella calzatura , è voce tenuta solenne presso gli artisti guerrieri di tutta Europa (2 ) ed è presso gli eserciti d'Italia fermata dall'uso .
(1 ) L'uso fra noi ha fermato colpo di mano . alla prima condizione di un sito forte , cioè che sia esente da un colpo di mano onde l'assalitore non possa nemmeno introdurvisi coll' uso delle scale .
D' Antonj Arch. Mil . Torino 1778 v . 1. p. 43. (2) Io non saprei veramente in qual punto della cal zatura di Dimostrazione avesse potuto il Grassi trovare
180 Scaraventare farà sempre ridere i soldati nostri ad onta che il Grassi lo chiamì bell accrescitivo di avven tare . Se qualche italico scrittore di cose militari seguendo il pensiero del Davanzati usasse Scaraventatevi in vece di Scagliatevi e simili , sarebbe tenuto per affettato e peggio. Sguinzagliare per esprimere l'atto dello spingere una truppa sull' inimico , non mai potrà rendersi accettabile presso i buoni scrittori , tanto perchè cavato dal Ciriffo Calvaneo che lo stesso Grassi confessa altro non essere che un pessimo romanzo , quanto perchè la metafora a cui si riferisce è stata presa con poca convenienza dal
il difetto , che se pur v'è, io lo reputo come nonnulla: sono certo però che gli artisti militari di tutta Europa l'hanno giudicata conveniente . I francesi dicono : Opé rer une démonstration à l'effet d'attirer l'ennemi Jomini Art. de la Guer . p . 324 .
I tedeschi : Demonstrationen gibt es von dreyerley Arten . L'Arciduca Carlo , Grundsätze etc. p . 32. Gl' Inglesi : the righ of our army mode a demonstra tion to attack the enemy · • :
The united service Journal. n. 10. p . 397 . Quindi se credo che in cose di arte , il consenso uni versale degli artisti equivaler possa ad una buona cal zatura, e se sostengo che noi italiani appartandoci in talune cose da quel consenso universale incorreremo nel l'affettato e nel ridicolo , non temo di cadere nell'eresia.
181 cane legato al guinzaglio . Le voci Sfrenare e Disfrenare fornirebbero nel senso di sopra una metafora più digni tosa perchè tolta dal cavallo animale generoso e guerriero; ma il Grassi le nota nel significato diretto ,
perchè nel
metaforico non avrà trovato esempio alcuno , il che non toglie che all'ombra dell' autorità del buon senso se ne possa far uso. Volatore ove si usasse in significato di quel fante leg giero detto da' francesi Voltigeur suonerebbe la cosa più scurrile del mondo :
intanto , vedi gusto ! il Grassi la
toglie dalla traduzione di Vegezio fatta da Bono Giamboni, che non è certamente la cima de' classici italiani , e la raccomanda come voce fatta per lo stile nobile !! Vero è che l'Ariosto l'ha nobilmente usata parlando di uomo ( Fur. c. 4. st. 24. ) . Accelerando il volator le penne , ma quest' uomo cavalcava l' Ippogrifo e non andava a piedi in altra parte ha detto ( Ibid . st . 44. ) . Dove che torni il volatore ha speme , e pur questa fiata di una bestia colle ali soldato di fanteria intendeva il poeta .
e non
di un
Incamiciatura o Incrostatura tuttochè usata dal Vi viani e da Davila non esprime ciò che noi in fortificazione intendiamo colla parola Rivestimento o muro di Rivesti mento ( 1 ) , vale a dire un corpo di grossa muratura de
(1 ) Alti di ben 45 piedi sono i robusti rivestimenti del corpo di piazza .
•
· ·
Vacani st. v. 1. p. 165.
182 stinato a sostegno del terrapieno .
Per Incamiciatura
noi intendiamo una superficie di circa un palmo di fab brica regolare, della quale l'oggetto è di risarcire la fac cia troppo corrosa in un
muro di rivestimento . Incro
statura poi dice più chiaramente il nostro concetto trat tandosi di mettere in piano il muro alquanto corroso " non con pietre regolari , ma con pietruzze e calcina . In Italia la Crosta e la Camicia non hanno mai destate idee di molta solidità , come si conferma nell' esempio del Galilei riportate nel Dizionario alla voce Camicia. D'al tronde nel Dizionario istesso al vocabolo rivestimento tro viamo che trattandosi di una voce affatto moderna cosi gli scrittori nobili ed esatti preferiranno Incamiciatura o Camicia : in quanto all' esattezza dell' espressione , ho detto abbastanza ; circa la nobiltà dirò solo che lo andare in camicia difficilmente sarà cosa nobile rispetto allo an dar vestito (1).
Imberciatore. Quale attrattiva mai avrà questo gentil vocabolo del Negoziante Segni per farlo preferire a Mi ratore o Puntatore volendo indicare colui che coll'occhio alla mira dirige un pezzo di artiglieria perchè colpisca nel segno ? Spennacchio come sinonimo di Pennacchio sembra ine satto
imperciocchè se spennacchiare vuol dire strappare
(1) Dopo ciò non sarà ella una contradizione l'affer mare che la voce Rivestire è più tecnica d' incamiciare? Rappresentano ciascuna un' idea distinta .
183 le penne o scomporre le penne ordinate , come potrà mai essere bene in analogia il chiamare spennacchio un ornamento del quale le penne sono ordinate o composte? Se Berni usava questa voce era perchè usata in Toscana; ma questa ragione non è bastevole ad autorizzare un can giamento presso di noi . Speziale nel significato di Farmacista , esprime forse bene l'idea , ma può confondersi col venditore del pepe garofano , e cannella ( Epicier ) , ed una tale ignobile parentela dovea malgrado la protezione del Montecuccoli , non far godere ad una tal voce la preferenza che il Grassi le ha accordata sopra l'altra non anfibia , da noi in uso e che non trovasi nel Dizionario.
Militatore , vocabolo desunto da un libro di prediche e notato come nobile dal Grassi , sarà senza fallo per manifesta affettatura rifiutato sempre , come sinonimo di soldato . Mariscalco usato dal Boccaccio , invece di Maresciallo di Campo non mai sarà buona merce appo di noi . Palla amata per palla con uncini non mancherà chia mare ad un equivoco ridicolo tuttochè usata dal Varchi e da Botta ripetuta , perchè amo non è vocabolo generico di cosa uncinata , ma stromento da pigliar pesci .
E così , Ostiere abbenchè scritto dal Tasso in signifi cato di Quartiere di truppe , e Trattore ancorchè usato dal Salvini per Soldato che tira , saranno sempre dai nostri militari intesi per Tavernaro e Taverna . E vivanda per vettovaglia dovrà pur essere fuggito quantunque sia voce
184
Dantesca , perchè farebbe confondere i vivandieri di un esercito con coloro che forniscono le vettovaglie . E Battagliare in significato di Battere o Tormentare le mura coll' artiglieria sarà fuggito come le precedenti (1 ). Nè fra noi esprimer volendo il montare una lama , si dirà metterla a cavallo , come scriveva il medico Redi. Ed il Tergiduttore per Serrafila o Guida , lo Speculatore del Machiavelli per Esploratore , il Rifosso del Guicciar dini , per fosso , lo Strombettiere della Crusca per Trom betta , lo scorazzare per fare scorreria , del Davanzati , il Tamburaccio di Ciriffo Calvanèo , che sebbene sia tut t'altro , il lessico dar ne vuole per Gran Cassa ; e lo Strupo del Dante ( o Stupro secondo Monti ) per trup pa
tutte queste ed altre simili voci che il Grassi cavò da
remoti scrittori e pretese di dare a noi come ravvivate, non varranno a sovvenire ai nostri veri bisogni o miglio rare le condizioni della nostra favella , come non po tranno formare l'elogio della filosofia e del gusto del lessicografo riguardo a cose militari . E come poco fortunato egli era nella scelta delle voci
presso scrittori non militari e delle età trascorse " egual mente tale lo troviamo per difetto di gusto nello spigo lare che fa presso gli stessi pochi uomini del mestiere > ai quali ha fatto grazia di volgersi . Sparata per scarica del Melzo ; Rintrinciamento per trinceramento sulla brec
(1) Il signor G. D. S. nola questa voce come ripro vevole.
185 cia ; Provianda per vettovaglie e munizioni ; Patrona per giberna ; Lustratore per ispettore ; Incavallare per for nire di cavalli ; Sedia di guerra per teatro della guerra; Stato Colonnello per stato maggiore di un reggimento , ed impedimento per bagagli (1) ; tutte queste voci tolte dai libri del Montecuccoli tampoco chiamar si potranno un bel soccorso ad arricchire la favella nostra . La quale per chè sussidiare si avesse potuto con le voci antiquate , era d uopo che un dotto uomo di guerra avesse pria di ogni altra cosa verificato i reali bisogni di quella e poi chiamate in aiuto quelle fra le voci antiche già ravvivate da chiari scrittori moderni ง e l'altre di nuovo conio ma usate,
presso gli eserciti degli stati principali d'Italia. Ma il Grassi senza volgersi a ciò che formava il bisogno effet tivo della lingua, credette farla ricca dandole una quan tità di voci senza scelta : le quali poichè cribrate dal gu sto e dal senso della scienza e dell'arte , maraviglia non è se per la più parte sono reputate o mal convenienti o all' intutto superflue . E basterà volger l'occhio a' di plomi di nobiltà regalati a vocaboli Incamiciatura , Con gresso (per combattimento) Instrurre , Confliggere , Lu stratore , Militatore , Volatore , Speculatore ; al pri mato concesso ed alle lodi e raccomandazioni scritte per
(1) Io trovo nel libro 6. dell' arte della guerra di Machiavelli , usato impedimenti per bagagli ; ma poche · carte dopo per ostacoli : impedimento nel significato a dottato dal Grassi é una voce anfibia ed inesatta. 24
186
le voci Fodero ( per Zattera ) , Pallottola , Scaraven tare , Combattere della vita etc. allo stesso marchio di anticata che apposto vedesi a talune voci , le quali non solo non hanno i medesimi caratteri di tante altre ripro dotte, ma sono usate dai medesimi scrittori antichi ed an che dai moderni , come :
Badalucco ( 1 ) Fardaggio ,
Fossato ec.: basterà ciò solamente notare , io diceva , per scorgere chiaro che la milizia italiana assai scarso aiuto ritrasse dai molti lumi letterarî e dal forte zelo del Grassi , perchè il medesimo nella scelta dei fonti da cui attignere le voci guerresche segui di preferenza i pregiudizî della Crusca , ed in quella de' vocaboli non ebbe altro metodo , altra guida che il gusto proprio , e la propria non sem pre bene regolata volontà . E ben dall'essere stato il no
(1 ) Io non comprendo perchè sono chiamate voci an ticate la balorda voce Badalucco e l'altra Fardaggio , che si trovano nel modernissimo Carlo Botta : il Grassı che ha ( secondo lui ) ravvivate tante voci quatriduane, negò poi capricciosamente di ammettere fra le ravvivate queste che si trovano in un approvato scrittore de'tempi nostri. Il Johnson nel suo Dizionario ( Londra 1810 ) ha dato luogo alle voci vecchie , quando le ha trovale in autori nuovi: Obsolete words , ei dice , are admitted, when they are found in Authors not obsolete ( Pre face p. 5. ) ( Prop. 2. 1. p. 8. ). Questo vuol dire rav vivare le parole con la ragione , e non con il capriccio.
187.
stro lessicografo soverchiamente ligio alla crusca , pro veniva al Dizionario , e fin dalla sua origine , un difetto che poscia non fu possibile toglier via
perciocchè se il
Grassi fin dal principio avesse formata la pianta del suo lavoro tutta con materiali cavati dalla lingua d'Italia e dalle opere di dotti italiani e dotti militari italiani an tichi e moderni , trovato non si sarebbe nel caso di ser virsi de' materiali meno adatti nelle parti principali del l'edificio " e de' meglio acconci ne' soli finimenti ed og getti secondari . In effetti dopo tante e tante laboriose e lunghe ricerche praticate ne'cimiteri della letteratura an tica egli si trovò mancante ancora di un grandissimo nu mero di voci figlie della guerra moderna, e cui ben sup porre egli dovea non essere possibile che possedessero l'Accademia della Crusca e gli autori da quella venerati . Egli mancava di Strategia , Base di operazioni , Linea di operazioni , Oggetto di operazioni , Ritirate eccentri che , Tattica , Stato maggiore , Gendarmeria , Topo grafia , Diffilamento , Guardia Nazionale , Ispettore , Ajutante di Campo , Volteggiatore , Invalido , Cassone , Cassa di tamburo ,
Baracca , Batteria galleggiante ,
Neutralità , e tante altre voci della maggiore necessità e dell'uso più frequente nella scienza ed arte della guerra presso i militari moderni . Nella ricerca delle quali voci stretto da necessità volgevasi il Grassi , alle opere stori che del Vacani e del Botta e ad un opuscolo del Gene rale Colletta ; ma violando quel suo voto per lo quale gli scrittori viventi rimaner dovevano dal Dizionario na
188 turalmente esclusi ( 1) , poteva allargarsi oltre i confini dei tre ora nominati , ed ammettere a consulta altri chia rissimi per approvate opere militari , non che adottare le Ordinanze ed i regolamenti degli eserciti meglio disciplí nati nel paese nostro (2). Le quali ordinanze e regola menti (non al certo da meno de' Regolamenti delle Bande toscane e degli ordini e privilegi delle milizie di Parma che sono fra i testi citati dal lessico) data avrebbero al com pilatore una ubertosa messe di vocaboli in uso precipua mente per la Piccola Tattica , e chiamata la mente di lui a non poche investigazioni anche fuori della loro materia (3) .
(1 ) Prefazione.
(2) Il Grassi tanto ebbe per nulla l'autorità di quasi tutti gli scrittori moderni e delle nostre ordinanze, che avendo fatto tesoro non saprei dove di tante voci , che esser non potevano ne' suoi classici , amò meglio pro durle in contrabbando , che mettercele all'ombra di e sempi per lui creduti ignobili. V. Androne , Andito , Arca , Bacchetta di tamburo , Cacciavite , Corredo , Cintolone , Coccarda , Colonna di attacco , Controspalto , Debellazione , Fascine incatramate ,
Locago ,
Loco ,
Sfera di friabilità , Sfera di rottura , Solido di escava zione ( nelle mine ) Montagna , Passeggiata, Racchet tiere , Rappa , Razzo , Congreve , mira . ec . ec .
Sistema , Vite di
(3) Quando il Johnson che devesi riguardare come il padre della lessicografia volle scusare nel suo Dizio
189 E non solamente tra gli scrittori moderni di chiaro nome , e nelle ordinanze degli eserciti
nostri era
me
stieri che il Grassi facesse le sue ricerche , ma eziandio nelle opere didascaliche forestiere , perciocchè solamente con lo spigolare in quelle potea
incarnare il disegno
suo , quello cioè di scendere dalle cose alle parole ( 1 ) mettendosi al possesso delle idee più notabili nella scienza e nell'arte della guerra, e poi quelle vestire con voci ita liche aiutato dalla semplice traduzione grammaticale , dalla isofonia , e sia pure dal neologismo ove fare di meglio non si fosse potuto . In tal modo operando il Grassi sa rebbe stato naturalmente manodotto verso tante , e tante
nario la mancanza di molti vocaboli di arti , ecco quale fu la ragione che assegnar ne volle
•
· I could
not visit , dic' egli , caverns to learn the miner's lan guage , nor take a voyage to perfect my skill in the dialect of navigation , non visit the warehouses ofmer chants , and shops of artificers , to gain the names of wares, tools , and operations, of which no mention is found in books. Ibid. p . 11 . Or se un uomo che avea a dovizia dottrina e fonti, credea che nelle cose di arti bisognava andare a cer care i vocaboli ne'magazzini , nelle botteghe e fin nelle viscere della terra , perché mai i lessicisti italiani sde gnano di venire nelle nostre caserme ad imparare qual che cosetta dell'arte della Guerra ? (1) Prefazione .
190 voci che se non erano in Vacani , Bolta e Collella , esser dovevano cercate altrove affinchè non rimanessero fuori la porta del vocabolario. Tali , fra le moltissime , io noto che sono : Accantonamento , Appoggio ( delle ale nella linea di battaglia) , Base secondaria o accidentale di ope. razioni , Coscrizione ( 1 ) Colpo d'occhio militare , Co lonna doppia , Fronte di operazioni , Fronte moderno, Fornello da palle roventi , Faccia curva , Fianco curvo, Fianco ( nella linea di battaglia ) , Fuochi verticali (2) , Generale in capo (3) ,
Genio ( L'arma del ) , Guerra
di Cordone , Linea di difesa ( la Base di operazioni che si converte in ) , manovre di Strategia , Manovre di Tat tica , Manovre di acqua ( in Fortis ) , Obice , Cannone , Perno ( di movimento e di operazioni ) , Piccola Guerra, Piano di operazioni , Piano di paragone , Piano di sito, Piano di diffilamento , Piano Direttore ( degli attacchi e delle fortificazioni di una piazza ) , Punto decisivo, Punto Strategico , Riserva Strategica , Ritorni offensivi , Ri
(1) Il Vocab. Univ . Napol . ammette fra le voci mi litari Coscrizione , ma n' esclude Coscritto : nota fra le militari Descritto e non Descrizione. (2) Voce usata dal Colletta v . 3. p . 215 . (3) Il Grassi ne consiglia nello stile sublime di chia marlo Governatore ! ! · per Comando del Generale in capo del
l'esercito . • Vacani stor . v . 2. p. 172 .
191 vestimento a discarico , Spalto a contropendenza , Teatro della guerra , Teatro delle operazioni ,
Torre bastio
nata , Torre modello , Torre Massimiliana , Traversa casamattata , Tanaglia casamattata , Uniforme ed un numero presso che infinito di altre voci che sono rap presentanti esatte ed esclusive delle 'principali idee della guerra odierna , e sono manifestamente italiane tuttochè prive di un atto di cittadinanza rogato dalla penna di Pace da Certaldo o del barbiere Burchiello . Nè solamente di vocaboli esprimenti idee fondamentali della teorica e delle cose nella guerra moderna , sentesi nel lessico un positivo bisogno . Perciocchè io non trovo tante voci secondarie , ancor perfettamente italiane tutto che talune non siano che isofone colle corrispondenti e stere : mancano Ambulanza ( 1 ) , Arresti , Battente , Carroleva (2) Castighi (militari) , Cinturino , Culotta , Cordamiccia ,
Colonna mobile
(1 ) V. il Vocab .
Univ .
( 3) ,
Fiancheggiato
Napol . V. Vacani Stor.
v . 3. p . 319 .
(2) Questa è voce dell' artiglieria piemontese con gli Uffiziali della quale il Grassi pare che abbia avuto poco commercio , sentendosi forte abbastanza per gli scrit tori del 300. (3) Percorreva i vicini monti a danno delle colonne mobili nemiche · ·
Vacani Stor . v . 2. p . 297 .
192 re (1) , Graduatore, Gran cassa, Guardinfante (peʼmagaz zini a polvere ) , Insubordinazione (vi è subordinazione ) , Letto ( de' soldati ) , Movimento ( nel maneggio delle armi ) , Maschera ,
Ordinario ( per rancio ) ,
Passo
( per foglio di via ) , Prigione ( pe' soldati ) , Sala di disciplina ( pe' sotto uffiziali ) ,
Libretta ,
Porta-Gi
berna , Porta-tirante (2) Ritenuta , Sostegno , Seguito, Spillafocone , Spina ( pel cannone ) , Volta-vite , Santo (3), Dragonante, Formazione, Truppe del Genio, Guardia (del Gen. e di Art. ) , Intendenza Generale del l'Esercito , Ordinatore ( Commissario di Guerra ) , Ser vizio, Gerarchia, Ordine del giorno (4), Granguardia, ( Grand garde ) (5) Capoposto, Capopezzo (6) , Capo
(1) Se nel Vocab . trovasi Fiancheggiare in senso at tivo per far difesa in su i fianchi di un esercito , e' par che dovrebbe ammettersi Fiancheggiatore per indi care colui che opera . (2) Il signor Gen. D. S. ( op . cit . ) nota acconcia mente che i vocaboli Bandoliera e Sopraspalle sono troppo generici per essere anteposti alle voci di uso Portagiberna , e Portatirante .
(3) Noi non usiamo la voce Parola . (4) Sotto la voce Parola vi è ordine della sera . (5) Il lessicista forse la confondeva con Vanguardia ( avant-garde ) ch'è tutt'altro. (6) Nell' Artiglieria piemontese è detto Cannoniere.
193 battaglione (1 ) , e non poche altre , le quali quantunque nella favella antica aver potessero qualche maniera di equivalente , pure essendo voci di uso non debbono an dare taciute nel codice della lingua parlata e scritta dal l'universale degli uomini di guerra in Italia ; perciocchè, concedendo pure a chi ha la smania di sostenerlo , che lo scrivere esattamente con i medesimi riboboli del Mal mantile sia il magnum bonum a cui può aspirare un uomo di lettere , pure il riformare sotto una tale veduta lo sta bilito linguaggio militare esser non può che il maximum delle scioccherie che negli ozî della pace commetter si possono da un esercito . Finalmente , rispetto alle voci di uso delle quali è povero il Dizionario del Grassi , io non mi terró dal re clamare un luogo per taluni neologismi divenuti integrali della nostra lingua parlata , onde rotta per loro la bar riera del pregiudizio abbiano di dritto quella cittadinanza che quasi centomila parlanti tutto di loro stanno accor dando di fatto , e si tolga lo scandalo del vedere qualche colto scrittore militare far uso nelle sue carte di talune voci affatto diverse da quelle di cui si serve allorchè fa vella. I neologismi , a mio scarso senso > raccomandabili
(1) ..... i quali sotto gli ordini del Capo-bat taglione dovettero recarsi
Vacani stor. v. 2. p . 94 .
25
194 sono : Avantreno, Bivacco, Bloccaus , Barena, Coscrizio ne , Plotone , Pompò e pochi altri. Nè certo gli spiriti pu rissimi gridar potranno che io proponga d' insudiciare la lingua regalandole talune brutture tollerate solamente per abuso; perciocchè i puristi conoscono bene che fra le lingue derivate la Italiana è forse la più impinguata di voci forestie re, e che in ispecialità il nostro lessico militare scaturito dalle purissime sorgenti del secol d'oro , è tanto abbondevole di parole Greche ( 1 ) , Latine prettissime ( 2) , Francesi (3) ,
(1) Tetrafalangarchia ,
Tarantinarchia , Sintagmar
chia , Penticontarchia , Ecatondarchia , Epitirarchia , e qualche centinaio di altre che a pronunziarle fanno venir l'asma .
(2) Bello per guerra. Castro per castello , e quindi un gran castello dir si potrebbe un Castrone . Prelio per Battaglia . Secure per Scure .
Tuba per tromba.
Clade per strage. Gladio , Commeato , Funditore , Instrurre ec. ec . (3) Carnaggio , Carcasso , Mislèa , Melèa, Madrillo , Inaverare , Scrima , Ingaggiare , Guerriare , Maniero; Moyana , Ritrinceramento , ec .
195 Spagnole ( 1 ) , Tedesche (2) , Unghere (3), Turche (4) , Saracine (5) , Arabe (6) , Tartare (7) , Moresche (8) , Giapponesi (9) , Persiane ( 10) , Indiane ( 11 ) , che ove dir si volesse poliglotto io non so chi giustamente dimostrar potrebbe che è solamente merce della casa nostra . Quindi è che in mezzo a tanta foresteria ella sembrar potrà non meno che cinica ostinazione il voler negare cit tadinanza a talune voci e frasi venute dall'estero , fatte già di comune e frequentissimo uso , e che d'altronde
(1) Mugavero , Sgheriglio , Tamburiglia , Tonello Veidore . (2) Godendac per errore dipronunzia che meglio dir si dovrebbe Gutentag , Lavetta che meglio sarebbe La fetta , Lanzehenech, Raitro e molte altre . V. Tromba, Schiera , Squaragnato ,
Saccomanno , Maresciallo
Tregua , Truppa , ec . , ec.
(3) Aiduca . (4) Agà , Agalar , Alcangi , Assappo , Bechli, San giacco , Saica , Seraschiere , Spahi , Talabalacco , Ti maro , Topchi , Zaimo etc. (5) Gazzara . (6) Sagro , Scimitarra , Taballo , Zagaglia. (7) Orda.
(8) Timballo . (9) Catana , Nanghinata. (10) Acinace , Meleforo . (11 ) Naire.
196 per la piupparte non mancano di buone ragioni , onde aver precedenza sulle vecchie che loro si vorrebbero sosti tuire . Dirò solamente di qualcuna fra le più notabili .' Avantreno. Con questa voce si è da lunga pezza inteso negli eserciti nostri , e nella più gran parte d'Italia (1) , la parte anteriore ne' veicoli di Artiglieria , composta di due ruote " un corpo d'asse con perno ed un timone , separabile a volontà dal rimanente della macchina . Il Grassi nella prima edizione del Lessico notò questo vocabolo ; nella seconda lo soppresse . I compilatori del Dizionario di Artiglieria , ragionando di questa circostanza scrivono che il lessicografo riconosciuto l'abbaglio preso , can didamente lo corresse . Io non sò quali motivi ebbe il Grassi per produrre in pria quella parola , e quali per poi sopprimerla , avvegnacchè sembra chiaro, che il primo operato non fu già abbaglio , perchè il lungo uso avea
(1) I signori Carbone ed Arnò scrivono , nella pre fazione del loro Dizionario : che Avantreno è vocabolo non usato in alcuna parte d'Italia : eppure in Napoli è tenuto cittadino fin dal secolo passato , V. Pietro Afan de Rivera Memorie sulle manovre di forza . Mes sina 1792 p. 5. E quello che fa più maraviglia è il trovarlo piemon tese in tempo anche anteriore a quello notato . V. Ti gnola Artiglieria pratica , Torino 1774 p. 122. e Pa pacino ( il padre dell' artiglieria piemontese) Dell'arti glieria pratica. Torino 1775 p . 31 , 89 ec.
197 fatta , e pur nella patria di lui , domestica quella voce come ľ operato secondo non era correzione ma licenza ultronea ; chè il compilatore di lessici non ha la menoma facoltà di accogliere a suo beneplacito od esiliar vocaboli, dovendo governarsi per massime generali di procedimen to , e non per modi di mutabile volontà . Che la voce Avantreno sia ora proscritta in Piemonte dove si è voluto adottar l' altra Carretto , stà bene perchè così volet usus : che sia accettata in Napoli ed in altre parti d'Italia , deve star benone perchè anche l'uso così · • : ma quando i si ·
vuole e da lungo tempo
gnori Carbone ed Arnò dicono che gli amatori del bello scrivere debbono preferire Carretto ad Avantreno, io mi farò animo ad esporre il mio pensiero in contrario . Il così detto avantreno è parte di tutť i grandi veicoli di artiglieria , ed allogata in sul dinanzi di quelli :
or
una voce ( e fosse anche , come non è , un brutto fran cesismo , secondo dicono i compp . piemontesi ) la quale brevemente e con chiarezza esprimesse le due notate idee non sarebbe allora tale da meritare primato su di altra che a tanto non sapesse adempiere ? Il vocabolo Avantreno vi sodisfa: egli non è nè brutto nè francesismo , anzi ita lianissimo come fratello di avanguardia ( 1 ) , ed esprime nel suo insieme una cosa ch' è secondaria , e non principale,
(1) Se la lingua possiede avanguardia , perché non possederà ella in virtù di analogia Avamposto , Avanfosso ,
198 parte e non tutto : nel componente avan contiene l' idea del luogo che occupa , e nell' altro
treno , quella del
genere di macchina cui appartiene ; avvegnacchè treno voce già fatta italiana quantunque derivata dal francese train , è generica di uomini , cavalli e carri per arti glieria ; ma più precipuamente quando è da noi pronun ziata tra-ino indica nella lingua parlata e nelle cose ci vili tanto un particolare plebeo veicolo a due ruote, quanto la parte di uno nobile a quattro , quella cioè affidata alle ruote posteriori . Per lo contrario , Carretto tuttochè raccomandata dal Grassi come voce propria e toscana ( 1 ) e celebrata dai signori Carbone ed Arnò come breve e sonante negli usi del comando militare , che altro mai ella rappresen terà alla mente , fuorchè un carro piccolo ? (2) che al tro mai ella avrà dritto di pretendere tranne la onesta cittadinanza nel paese ove l'uso trovasi averla accolta e preferita ad Avan-treno ? Bivacco . Con soverchia austerezza è stato rispinto que sto vocabolo dai nostri uomini di lettere, e pur meritava per molti rispetti un luogo nel codice della lingua .
Avan-cammino-coperto, Avambraccio usati continuamente dai militari, ma rifiutati dal Grassi ?
· scompigliava gli avamposti con tanto maggior faciltà ? Vacani stor . v. 2. p. 342 .
(1 ) V. Berro nel Dizion. (2) V. Alberti Diz . Ital. Fr.
199 Il nostro Bivacco viene dal Bivouac , o Bivac de'fran cesi , il quale è formato da due voci tedesche Bey pre posizione , e Wachen nome sostantivo neutro , in modo che Bey-Wachen uniti esprimono in-vigilanza (1) . Cosif fatla voce fu adottata negli eserciti di Francia per espri mere il modo col quale un esercito o una truppa qua lunque accampata , rimaner dovesse in veglia tutta la notte , cioè dovesse tutta mettersi in vigilanza qualora a vesse a temersi di attacco straordinario , senza profittare del riposo e dell' agiatezza delle tende (2) . La circostanza estraordinaria del rimanere tutta la truppa in vigilanza , a differenza dell' ordinaria quando la vigilanza è affidata alla sola frazione che fornisce gli avamposti, fece assegnare a quel particolare e vigile accampamento il nome di Bey wachen, di Bivac , o di Bivacco .
(1) Il Grassi alla voce Guardia-Doppia , dice che il Beywache de' tedeschi significa guardia raddoppiata; egli s'inganna ; perciocchè il Verdoppelang der Nachtwa che vegen Nähe des Feindes che si trova in qualche Dizionario
è senso figurato e non proprio della voce
Beywache la quale letteralmente vuol dire in guardia , figuratamente corpo di riserva, ed unita alla frase zu Pferd , una volta s'intendeva per Bivacco . Io però ho cavato questo vocabolo da Beywachen , e non da Bey wache , anche perchè l'idea madre della voce è vigi lanza e non guardia .
(2) V. L'Enciclop. Met. alla voce Bivac.
200
Ma quando nelle guerre della rivoluzione francese si disusarono le tende , furono le truppe costrette a rimanere negli accampamenti sia di notte sia di giorno in que'me desimi modi , e con quelle medesime forme in che per lo innanzi si soleva rimanere momentaneamente in oc correnza di timore straordinario . Questa maniera sbrigativa di accampare fu trovata utilissima , non all'umanità , ma all' Arte della Guerra ; ed essendo stata generalmente a dottata in Europa portò con sè presso tutti gli eserciti stranieri il vocabolo destinato ad indicarla . In effetti i te deschi senza pensare alla vanagloria di richiamare in vita il loro buon concittadino Beywachen , ritennero Bivouac come voce convenzionale e ne hanno cavato il verbo Bi vouacquiren . . . und die Knechte bivouacquiren bey den Wagen . L'Arciduca Carlo nell' Op. int. Grandsätze der Kobern Krugs Kunsts 87.
Latour-Maubourg bivoccakirt bey Kanitz Cristina · Kausler Atlas der merkwürdigsten schlagten ec. p . 883 . E gl' inglesi avendo accolta la voce Bivouac
·
The bivouack of Cuesta was on the road to Madrid The United service Journal ec. n . 7. p . 1. ne fecero anche il verbo to bivouack · ·
.. other wise he must
have bivouaqued the length of the canal.
Campaigns of • •
Duke of Wellington Battle of
Toulouse P. 3. Quindi i guerrieri italiani ,
reduci dai campi delle
più celebrate battaglie di Bonaparte portarono con loro
201 un tal vocabolo tecnico 9 e l' uso lo ha fermato negli eser citi della parte maggiore della nostra penisola. Pure ciò non ostante il vocabolo è stato rifiutato dai lessicisti italici che hanno preteso potersi a quello sostitui re il verbo serenare il quale non sò quanto sia buono , nè come potrebbe dare il nome corrispondente ( 1) . Ma io son certo che i dotti militari nostri useranno sempre bivacco , perchè ove conseguir non potessero il bene di essere intesi dagli uomini di pace di tutta Italia, loro man car non potrà almeno un compenso nella consolazione di essere perfettamente capiti dagli uomini di guerra di tutta Europa . Bloccaus è dal tedesco Blockhaus. Il Grassi non scrisse questa voce nel lessico ignorando il valore della impor tante piccola opera di moderna fortificazione cui ella si riferisce. I signori Carbone ed Arnò l' hanno indicata nel loro Dizionario di Artiglieria, e propongono farla italiana sotto il nome d'Impiozzata . Io fo notare che la voce Impiozzata ancorchè abbia
(1) Il Cav. Vacani ha voluto nella sua storia evi tare così il proscritto bivaccare come il favorito sere nare
egli ha fatto uso della perifrasi « . . . con più
» fuochi quali soglionsi dalle truppe accampate di notte › a cielo scoperto elevarsi · • • · • « ( Op. cit. v . 2 p. 255. ) : ma la circunlocuzione ove non sia opera di una premeditata eleganza , mostra il bisogno e stento , quindi si rende spiacevole .
26
lo
202 l'alto merito di essere uscita dall' aureo manoscritto di Ugo Caciotti (V. in Grassi), pure non la trovo nel mio Voca bolario Universale Napolitano , dove nè tampoco rinvengo Piozza , Piozzare o simili ;
cosicchè tengo essere ella
una creazione del capo di quel tale Messer Ugo , che veramente non sò chi egli sia. E come essa voce Im piozzata per isofonia mi chiama all' altra , Palizzata , e quindi ad idea ben lontana dal Bloccaus 9 e siccome neppure il Bastione di legno ed il Castello de' lessicisti torinesi hanno col medesimo nessuna relazione , così io a coloro che assolutamente volessero una tal voce forestiera vestire alla foggia italiana , proporrei il vocabolo Casat travi ch'è la esatta traduzione del tedesco , o l'altra Forlattravi che se ne allontana un poco , ma forse me glio spiega l'idea .
Ciò propongo senza la menoma pretensione , ed anzi a coloro che del mio coniar parole mostrar si volessero scandalizzati come se io coniassi moneta falsa , mi affretto a dichiarare che alle due voci da me proposte io stesso rinuncio , che ad uso mio particolare per esprimere la idea del Bloccaus non mai terrò vocabolo diverso dall'o riginale , perchè espressivo , perchè usato da tutta Europa e perchè i colti militari italici intenderanno sempre per essa il concetto generalmente ricevuto nell'arte ( 1).
(1) Il Bloccaus, io lo ripeto, non è Bastione , non è Castello , egli ha costruzione , forma , destinazione , carattere particolare in somma , ma ove star si vo
203
•
Plotone. Questa voce come francesismo più di tanti altri sfortunato è stata a forza cacciata fuori del Vocabo lario come per congiura di tutti i lessicografi , ed a patente disprezzo di meglio che centomila militari i quali in Italia la tengono canonica nelle faccende loro . Il Grassi volle sbandirla e di sua privata autorità pose nel luogo di quella la parola Drappello non certamente pura italiana , ma anche , come la competitrice sua , derivante dal francese: intanto egli , ancorchè nell' esiliare Plotone commesso a vesse un atto al di là de' poteri suoi , pure tratto in in ganno dalla frequenza con la quale la voce Drappello è usata dai buoni scrittori d'Italia', e dal non trovare plo tone quasi mai ne' medesimi, non si avvide che sostituendo la prima alla seconda nel Dizionario militare .
Nella vagina allor con cambio secco , In luogo del coltel mettea uno stecco (1). Presso qualunque militare nella maggior parte d'Italia , il vocabolo Plotone è tecnico ,
esprime nel battaglione
un' aliquota eguale alla metà della compagnia , e nello squadrone un' aliquota eguale alla quarta parte , e non è adoperato che nelle precipue circostanze di servizio e nel senso più ristrettivo ; perciocchè ove si trattasse di una mano indeterminata di soldati minore della com
lesse contenti ad un paragone meno degli altri imper fetto , io direi che ha una lontana somiglianza col Tamburo . (1) Secchia. Rap, c . 5. s . 66 .
204 pagnia e dello squadrone , sarebbe fra noi improprio il chiamarla Plotone , ma dir si dovrebbe Distaccamento , del quale la forza ordinariamente si argomenta dal grado di chi lo comanda . Ecco la ragione per la quale ben di raro incontrasi la voce Plotone negli scrittori moderni di cose militari a' quali non facilmente accade far parola di que' particolari casi di manovre o di disciplina , in cui è uopo servirsi assolutamente della voce solenne plotone. Non ostante non mancano libri ne' quali essa trovasi nel significato proprio adoperata : le nostre ordinanze che sono certamente Codici di arte militare , e che , preci puamente le odierne , sono
state scritte da artisti di
sommo merito , le nostre ordinanze potrebbero , anzi do vrebbero formar legge presso un lessicografo il quale co munemente non solo manca della qualità di Artista , ma eziandio di quella di dilettante , e privo dei lumi diretti dell'arte non ha , nella proprietà delle parole artistiche altra misura che quella che loro deriva dal trovarsi regi strata in scrittori anch'essi più del lessicografo digiuni della materia : si caecus caecum ducit ambo in foveam cadunt. Ma quando il lessicografo volesse per proprio capriccio an teporre i Regolamenti delle bande toscane , Gli ordini e privilegi delle milizie di Parma " all' Ordinanza di P 'iazza del Regno nostro, potrà volgersi ai libri di non pochi e non ineleganti traduttori di cose militari odier ne , ed anche quando queste traduzioni di cose di arte e fatte da dotti artisti posporre volesse alle anonime pol verose traduzioni di Tito Livio e di Virgilio che la Cru
205 sca conserva ancora manoscritte ed ignorate dal pubbli со 2 non mancheranno opere di chiarissimi nelle quali egli
troverà usato il vocabolo plotone ; ed a me basta citare quella del Palmieri ( 1 ) nella quale andandosi in quei par ticolari che lo richiedono , trovasi con tutta la proprietà adoperato . Veniamo ora a Drappello ,
e cerchiamo nell' Alberti
il suo sincero significato « Drappello. Moltitudine di uo » mini sotto un'insegna . Brigata di persone (2) . Insegna. › Straccio di panno » . Quanti significati ! de' quali solo
(1) Rifles . Crit. sull'arte della guerra . Napoli 1816. Nella nota a p. 98 è usata la voce Plutoni , ed alle pag. 215 e 217 l'altra Pellottoni . Di questa rinomata opera laprima edizione è del 1761 E vedi Frezza. Tattica Militare. Napoli 1752 , che usa la voce Pelottoni.
(2) La bella donna e le compagne elette In un bel drappelletto ivan ristrette. Segneri.
Raccolta di cose : Qualche piccolo drappelletto di sonetli. Salvini.
Ed anche raccolta di bestie : Di destrier giovincelli un bel drappello Alfieri. Il Vocab. Univers . Napolitano si è astenuto dal far di drappello un vocabolo militare .
206 il primo ha guidato i lessicografi al traslato di Drappello per mezza compagnia , senza badare che la esattezza e la proprietà del significato dipendeva da una particolarità non affatto trascurabile , quale si è il radicale della voce cioè la bandiera, l'insegna sotto della quale procede riu nita quella tale moltitudine di uomini . Applicarla ad una moltitudine senza insegna (qual'è la mezza compagnia) è un volere snaturare la voce , farla uscire dai moderati limiti di un intelligibile traslato , e capricciosamente me narla a perdizione fra i rami dell' iperbole
Ma la libidine di volersi distinguere coll' appartarsi in talune cose dall' uso presente tanto fra i moderni prevale che in uno fra i più gravi italiani scrittori della storia moderna ( 1 ) io trovo scritta la voce Drappello a mani festa violazione dell'uso odierno , quantunque non senza una certa proprietà ; perciocchè usata la veggo per Reg gimento nel quale la moltitudine procede sotto un'insegna; ma dev'essere chiamata Reggimento e non Drappello 2 per la forte ragione che se si lascia agli scrittori una tanto larga facoltà di cangiar nomi alle cose che già ne tengono uno , si corre rischio d'intendersi perfettamente bene come fra loro s' intendevano i fabbricatori della torre di Babele. E che sia così , io
provo col trovare
nel medesimo , d'altronde elegantissimo scrittore , usata • · Che se la frase un Drappello di Deputati . . nel medesimo libro la medesima parola aver deve il me
(1) G. P. C.
207 desimo significato , eccoti che intender dovremo come un Reggimento di Deputati del parlamento a bandiera spie gata portossi ad adempiere quell' incarico che in effetto da picciol numero de' medesimi adempito venne . Meglio usata io trovo la voce Drappello dal Vacani > perchè adoperata per significare in generale una mano di soldati così di cavalleria come di fanteria ( 1 ) . Quindi farà anche torto maggiore al Grassi , il considerare che tenendo egli in gravissimo conto i due ora da me men tovati scrittori , abbia voluto trasandare la costoro opi nione, e sostituire a Plotone vocabolo di uso e determi natissimo , l'altro Drappello non inteso da nessun mi litare tanto perchè soverchiamente generico , quanto per chè inesatto. Di linea. È questa una frase moderna con la quale negli eserciti si denomina in ognuna delle tre armi quella parte addetta ad esclusivamente formare la linea di bat taglia , e distinta dall' altra della quale un' ordinamento più svelto ed incarichi mobilissimi chiamar fanno Leg giera. La denominazione di linea quantunque italiana ? spiacque al Grassi , e venne bandita dal Dizionario a dispetto dell' uso dominatore delle lingue , dell' uso quem penes arbitrium est et jus et norma loquendi (2) . Alla
(1) Vol. 1. p . 236. 262 . (2) Al 1.0 Reggimento leggiero in colonna teneva dietro il 4. Reggimento di linea . Vacani Stor . v . 2. p . 38 .
208 voce Fanteria leggiamo nel Dizionario : « i moderni e serciti hanno come gli antichi due sorte d'infanteria , » Ed » quella d'ordinanza , e la leggiera • • alla voce Cavalleria : « la milizia a cavallo .
•
secondo l'armatura essa si parte in Grossa , e Leg › giera ‹ eppure la cosa non è così , chè nella più gran parte d'Italia le denominazioni di Ordinanza per la fanteria , e Grossa per la cavalleria non ci sono е in loro luogo stanno le altre di Linea e Leggiera che in tutta Europa sono state letteralmente adottate : di modo tale che in Austria lungi dal trovarsi ( come dice il Grassi alla voce Fanteria ) la denominazione corrispondente a Grave o Stataria , io vi trovo , come in Francia e come fra noi , anche quella di Linea ( 1 ) che andar dovea per dritto registrata nel Dizionario militare italiano .
In Resta : questa è frase usata nel Dizionario per e sprimere il modo col quale il soldato di fanteria impugna la baionetta innastata nell'atto di assalire l'inimico ; e benchè una tal frase non trovisi registrata fra le voci , pure all'ombra dell'autorità del Grassi i non cauti usano scrivere con la bajonetta in resta ; e stimando decoroso
(1 ) Diese ( Die Armeen ) bestehen aus Infanterie ? Cavallerie und Geschütze , welche sich wieder in Linien und Leichte Infanterie , Linien-und Leichte Cavallerie , un Linien-un Leichtes Geschütz abtheilen. Ľ Arciduca Carlo nella sua opera 'che porta per_ti tolo Gruadsätze ec, • · • •
200 il riprodurre un modo nobile della italiana cavalleria non si avvisano che nel vero significato la espressione loro equivale a con la bajonetta innastata e poggiata contro il bellico, il chè è ridicolo e non esatto , mentre la ma niera d'impugnare la bajonetta innastata dai soldati mo derni nell' assalto , è tutt' altra da quella che usavano per impugnare la lancia i cavalieri del medio evo. Quindi l'utilità di adoperare un bel modo di dir militare ita liano ed antico, è minore del danno che ne risulta per la inesattezza del significato . Nell'esercito di Napoli in difetto di una frase concisa " e non trovando sufficiente il modo colla bajonetta innastata o simile ( perchè la bajonetta innastata si porta anche quando non si marcia ad un assalto ) , i militari usano la perifrasi al calate-ba jonetta , perchè calate-bajonetta è il comando al quale s'impugna dal soldato l'arma in atto dell'aggressione. E forse la frase al calate-bajonetta meritava un luogo nel lessico , ma il compilatore o la ignorava , o non la stimava degna dell' onor del registro . Intanto , se il Grassi privar volle il Dizionario di una quantità di voci
e di frasi adottate per necessità dagli
eserciti d'Italia , e fermate dall' uso signore unico delle favelle " non mancò per altra via recare in compenso una folla di vocaboli e modi parasiti di cui brulica inutilmente il libro , e mostrasi pingue a danno delle borse de'com pratori. Sono tali tutte le locuzioni militari adattabili a tanti verbi , a tanti nomi per quanto è lungo e largo il campo 27
210 della fantasia . Col verbo Fare , eccoti : Fare a buona o a mala guerra , Fare a coltellate , Fare Badalucco ,
con
Fare Camerata · •
Mettere , trovi: Mettere alle Coltella , Mettere il piede, Mettere in puntelli , mettersi sull' imbroccata • Col nome Arma , sono : Arma falsa , Arma lanciatoia , Armi leste , Armi scomposte
Co' nomi Guerra , Battaglia .
• vi è una guerra ,
una battaglia di parole futili , come con quelli di pagna ,
Cavallo ,
Guardia , Mina , Piede ,
Cam
Ponte ,
Tiro ec . è una grandine di inutilissime frasi , le quali ove fossero state dal lessicista moltiplicate fino a riempir dieci volumi in Folio nello scopo di regalare agli scaffali delle grandi biblioteche un Dizionario di tutte le locu zioni militari immaginabili applicate a tutt'i verbi e nomi della lingua , forse state sarebbero meglio compatite; ma coll' averci il Grassi voluto regalare quelle tali e tante che erano nel suo beneplacito , o che per lui erano state desunte dai testi e testicelli dell' età dell' oro , senza la menoma misura razionale , non ne ha reso certamente quella parte del Dizionario la meglio accetta ai militari della patria nostra ( 1) . E come mai quei militari ne' quali è copia di senno potranno senza nausea soffrire nel codice della loro fa
(1) Vedi i consimili ragionamenti del Monti , per occasioni identiche , nella proposta, Vol . 2. parte 1 . pag. 68 e seguenti.
211 vella tecnica drappelli interi di voci che forse esser potrebbero militari , come : Lingua , Nembo , Nugolo , Grandine , Tempesta , Piovere , Polso ( 1 ) , Folgorare, Impeto , Macello , Mazzocchio , Mascalzone , Mecca nica , Montagna , Fiorito ,
Fiedere , Liberato , Libe
ratore , Libero , Riliberare , Riliberato , Legnare , Ri percossa , Trauccidere , Traucciso ,
Ferire a morte ,
Confluenza , Bizzarria , Bizzarro , Barbiere , Ferita, Ferituccia , Leccatura , Cicatrice , Graffiatura , Stilet tata , Truffare , Pietra , Scolatojo , Vallone (2) ec.ec.
(1 ) Il Grassi spiega figuratamente questa voce per Quantità di soldati , e cita un esempio del Caro il quale figuratamente l'usa in senso di Forza , come l'ha usata il Petrarca nel Son . 184 « Tenere e fresche e diè lor polso e lena » , e come il Filicaja nella Canz. la Poesia « Vita e luce agl'ingegni e polso e lena » . Il Grassi ha voluto fare di sua autorità un figurato difigurato, e non avrà mai resa lodevole l'espressione: Bonaparte spedi un polso di soldati a rinforzo di Lannes ec. (2) Vallone è nome appellativo degli abitanti di una parte del Brabante , e diviene voce militare per acci dente come Svizzero , Francese , Tedesco , quando si parla di soldato di quella nazione . Il Grassi non poteva farne una voce militare italiana senza dar di cozzo nel significato generale di quel vocabolo , il quale nelle cose a montagne pertinenti è l' accrescitivo di Valle , come l'usa , tra gli altri un dotto italiano « La direzione
212 Soffriranno i militari nostri tanti vocaboli , come : Ali cetta ( 1 ) , Cinquadéa , Draghinassa , Dare la Cassia, Mangiaferro , Spaccamontagne , Soldatone (2) , Scan napane , Sberleffe , Tagliacantoni , Smargiasso (3) ,
> stessa delle vallicelle nelle valli , e di queste nei val > loni . • ·
• ».
Mengotti Idr. v. 1. p. 34. •
lasciando a sinistra la truppa poc' anzi ac
campata nel vallone : • · · · Vacani 2.º 255. (1) Questa è una voce portata per errore nella Cru sca , secondo dice Grassi al vocabolo accetta ;
e po
trebbe essere cosa da scherzo , o tutto al più un' anti frasi di grande spada , al dir di Monti Pr . v. 1. P. 2. p. 40 ; quindi in ognuno de' tre casi non meritava posto nel Dizionario militare , e molto meno un lungo arti colo , col riferire nove ottave di un pessimo romanzo. (2) Soldalone è cavato dall' Eneide travestita del Lalli , poema burlesco . (3) In un altro articolo lungo forse oltre il bisogno loda il Grassi le dotte ricerche del Salvini , e del Bi scioni intorno l'idiotismo Smargiasso . Io penso che tali dotte ricerche possano andare tutto al più di pari passo quanto al merito con quelle di Balzac le Barbon e di Lapirione Grammatico tendenti a trovare quali de' due piedi Enea pose primo in terra scendendo in Italia , e quale fu la mano di Venere ferita da Diomede alla guerra di Troja.
213 Scannonezzare , Scaraventare (3) , Strombazzare , Stam burare , Stendardiere ,
Striscia ,
Lancia corale ec .
che chiaramente si scorge essere stati usati per baja da coloro che gli scrissero " e quindi non dovrebbero come tali (al dir di Monti ) trovar luogo che nel Dizionario di Arlecchino ? Si lasceranno elle nel vocabolario delle cose di guerra , alcune voci che lo stesso compilatore nota es sere non militari come : Difensione , Ristata , Sbacchet tatura , Terzetta , Migliarola , Paloscio , Scorrimen to , Spada , Stilettata ec . voci dal medesimo notate di basse e fuori d'uso nella milizia, come ; Assortire, Sci grignata , Trombettatore ec . voci dubbie 2 come Mat tero , Pedovace
voci di volgo irritato , cioè non voci ,
gridi di belve, come, Battaglia-Battaglia , Sacco-Sacco , Salva-Salva , Serra- Serra ec . voci in ultimo delle quali lo stesso lessicografo confessa ignorare il significato , come Tozzo ?.. Finalmente potranno mai seguitare ad averci luogo tutte le locuzioni presso chè insignificanti le quali di fondo ap partengono alla lingua in generale , non alla milizia in particolare , cosichè per essere intese necessario non è aprire un Dizionario di cose di guerra ? Chi mai , per esempio , conoscendo il significato della voce Guardia , sarà tanto zucca da non comprendere le frasi Esser di
(3) L'elogio che fa il Grassi a questa voce ridico lissima , è la satira più acerba al gusto di lui in let teratura militare.
214 Guardia , Rinforzare le Guardie , Far buona Guardia, Guardia doppia etc. ed aver bisogno di un lessico mi litare affine di averne spiegazione ? O , viceversa , chi mai volendo costruire la parola Guardia co' verbi Essere e Rinforzare , e cogli aggettivi Buona e Doppia , o con altre parti del discorso e secondo le regole della Gram matica , sarà tanto dabbene da temere di non poterlo fare senza la sanzione del Cinuzzi , del Bentivoglio , del Ma lespini e del Davanzati ? Ma lasciando la origine e proprietà delle voci veniamo a fare un cenno sulla esattezza delle definizioni , chè il disegnare parole senza rappresentare idee , raccorre ma teriali senza dar loro una convenuta forma , opera sa rebbe contro ragione . Io credo che un Dizionario militare debba fondarsi tanto sulla chiarezza delle voci , quanto sulla esattezza delle definizioni " e sotto quest'ultimo rispetto recare tutte le principali nozioni della scienza e dell'arte della Guerra , messe in ordine alfabetico relativo a' vocaboli destinati ad esprimerle . Ove così debba essere , e' pare che il Grassi mirato non abbia la cosa sotto un tale punto di vista. Anelando egli a dimostrare che la lingua possedeva in sè ogni tesoro di parole bisognevoli alla guerra antica e moderna , e volgendosi di troppo alla invenzione de'segni , si trovò distolto anche di soverchio dalla considerazione sulle cose; e pare altresì che ogni qual volta negli scrittori suoi ebbe trovata una voce antica esprimente idea o cosa moderna
215 egli si rimanesse contento e confirmato nell'idea che gli antichi sapevano non solo le bisogne loro ,
ma eziandio
tutto ciò che noi chiamiamo cose nostre . Pure
conside
randosi un pò più attesamente la cosa " vedrassi non an dare a tal modo la faccenda ,
chè la esistenza di una voce presso qualche scrittore antico " non mena di con
seguente la esistenza di tutto lo sviluppamento dell' ideal che ci adattano i moderni , ed a provar questo saranno sufficienti pochi esempî . Corpo di Esercito , questa voce di significato moderno indica l'aliquota massima di un grande esercito , una frazione che opera sempre conformemente al fine che il tutto si propone ; chè se avesse un piano di operazioni diverso da quello dell'intero esercito sarebbe denominato esercito secondario , e non già corpo di esercito . Or il Grassi , che alla meglio ha vestita di idee moderne la definizione della voce , quando ha voluto appiccarvi l'esempio tratto dal Bentivoglio , non ha badato che l'e sempio mal conveniva alla data definizione ; perciocchè il Corpo di Esercito riportato dal Bentivoglio non è fra zione , ma intero , sciolto da relazioni di dipendenza con altri , e tal quale come se si dicesse un corpo di truppe destinate ad una spedizione .
Operazione ; questa voce anche pertinente ad una idea moderna , è stata dal Grassi rinvenuta ne' libri del Mon tecuccoli , e ciò è bastato perchè ei le dasse una definizione che forse a tempi di quel gran generale era buona , ma che a' nostri è più che inesattissima ; perciocchè l'opera
216 zione così detta da Boulow , dall' Arciduca Carlo e da Jomini , non è già l'atto dell' operare , e non include tutt' i movimenti e tutte le azioni di un esercito , come dice il nostro lessicista , ma tiene un significato limitatis simo e particolare , del quale io a lungo ho detto nel l'ottava delle mie lezioni di Strategia . Ordine ; vocabolo che maritato all' altro battaglia si sente da' moderni in modo che a me non è sembrato esatto ( 1) ; e non ostante è ben lontano dall'adattarsi alla definizione del Grassi , la quale è un pretto solecismo mi litare , perciocchè se l'ordine retto è quello col quale i soldati vengono schierati sopra una linea retta , e l'obbliquo è quello nel quale una delle ali dell'esercito è più dell' altra lontana dalla fronte dell' esercito op posto , si potrà bene chiamare ordine rett'obbliquo quello nel quale le truppe sono sopra una linea retta , ed hanno intanto una delle ali rifiutata , mentre l'altra è prossima all' inimico . Il Grassi ricavò le sue idee da Machiavelli , da Cinuzzi e da Algarotti , e restò in errore , mentre i moderni con la medesima voce intendono altra cosa.
Dal che pare che gli esempî cavati dal Bentivoglio , dal Montecuccoli , dal Machiavelli ec . essendo stati in sufficienti a darne la definizione esatta delle voci , siano addivenuti del tutto inutili , ove suppor non si voglia che il Grassi a provarci come i vocaboli Corpo di esercito , o operazione ed ordine sono di buon sangue italiano abbia
(1 ) Cenno critico al Racchia .
217 voluto evocare la testimonianza di quattro o cinque de funti illustri scrittori , quando la cosa è incontrastabile anche presso ogni vivente ed oscuro maestro di scuola di villaggio. E come il Grassi datosi tutto alla contemplazione degli antichi , fempo non ebbe di aver dimestichezza co'moderni a fine di potere scorgere le relazioni tra le idee di una epoca con quelle di un'altra , così bene spesso ha errato nelle definizioni deʼvocaboli , o le ha poste in contro senso degli esempi , o ne ha recate per buone ed ordi narie idee militari talune che a'giorni nostri tenute sono per riprovevoli ; e stimate assolutamente improprie . Si noti che il lessicista mette il vocabolo Imboccare in luogo dell' Enfiler e del Battre en enfilade de' fran cesi , e confonde nella medesima definizione il Battere co' tiri la bocca delle trincee , ed il Battere per filo , che per gli uomini esperti del mestiere sono due cose evidentemente diverse. Imperciocchè l' Imboccare natu ralmente si spiega per tirare una palla nella bocca o in terno della trincea , o di una cannoniera , o di un pezzo di artiglieria , vale a dire farla d'alto in basso · cadere , o per diritto colpire con quella in un punto solo , che nel primo caso e relativamente al fuoco della piazza contro le trincee , direbbero i francesi Plonger ; ed il Battere perfilo , poi intendersi deve del fare in modo che la palla percorra successivamente molti punti , o tutta la lun ghezza di un'opera rettilinea , il che mena all' Enfiler de' francesi o al battre , come essi dicono , et nettoyer
•
28
218
avec le canon , ou le fusil , toute l'étendue d'une ligne droite ( 1 ) . I prodotti esempi del Galilei e del Davila sono ad evidenza per lo Plonger ; che se il Tensini ha veramente usato l'Imboccare per Enfiler , non bisogna imitarlo in cosa per la quale il nostro convincimento si nega , tanto più che il Tensini , come tutti gli scrittori di quel tempo ,
ha usati non pochi vocaboli improprî ,
ed ha detto Svaporare la mina per sventarla ; Belloardo per Baloardo ; Balla da cannone per palla , ec . Il non corrispondere de' vocaboli alle definizioni ed agli esempî si scorge particolarmente ad Ascolta (2) , a Colon
(1 ) Dict. de Bélidor. Questo è il cosidetto ricochèt de francesi; ed a questo proposito io non sò come sia sfuggito al Grassi il bello articolo dell ' Antologia ( 1826 vol. 23.
A. p. 104. )
scritto dal dotto signor Maggiore Barone Ferrari di Piacenza sul Petardo , le Columbrine e le Spingarde , ove è detto di un Trattato di Artiglieria codice della Riccardiana di Firenze scritto sul finire del 16. secolo, e che contiene in due appositi capitoli gl' insegnamenti sulla maniera di caricare a palla rovente e del tirare a rimbalzo che a Vauban vuolsi malamente attribuire . (2) Il signor Gen. D. S. nell' Opuscolo da me altra volta citato fece osservazione alla voce Ascolta , ma il Grassi che forse non era da tanto da apprezzarla , la tenne in non cale : i giovani però l'abbiano presente perchè utile alla convenienza di talune voci cogli us corrispondenti.
219
na (1) , Piazzuola , Porticciuola , Profenda , Profosso, Serrafila ec . ec . A Bandiera della Pace trovasi male accortamente pro
dotto come uso militare ordinario un procedimento che le odierne milizie hanno, e giustamente , per obbrobrioso; tale è il mettere giù le armi in rasa campagna , implo rando dall' inimico l'accordo col mezzo di un cencio bianco alla punta di un' asta . Un militare che avesse sa puto misurare la convenienza dell' esempio agli usi di guerra , avrebbe forse prodotta la frase Bandiera della Pace , ma scelto l'esempio di dentro la storia delle cessioni delle piazze forti , e messo a parte quello del Bembo , il quale rapportando un atto di viltà fatto da' Turchi non è adatto a servire di appoggio ad una voce solenne di bene ordinata milizia . Ma sconvenevolezza forse anche maggiore della prece dente , si è il produrre in fra gli odierni usi di guerra i verbi Furare e Rubare co'pregevoli loro derivati Ru beria, Rubamento e Furto nell' onesto senso di quelle su bitanee spedizioni militari espresse dai francesi con la voce Enlèvement , e colla frase Enlever par surprise. Cotali
( 1 ) Nella definizione di questa voce il lessicista ha errato leggendo Soliani-Raschini , il quale non parla della colonna in generale ma di quella di Folard, ch'è cosa particolarissima. Ebbe egli la correzione del signor G. D. S. e ciò non ostante ne dà una definizione non mi litare , foggiata probabilmente da lui , e non sulle or dinanze degli eserciti della parte maggiore d'Italia .
220 vocaboli esser potevano non disonesti forse a' tempi della primitiva barbarie della Società , quando Omero, Erodoto Tucidide mettono il ladroneccio fra i costumi eroici , o quando il Bojardo fà dire a Rinaldo.
Perocchè io tengo , che non sia vergogna Pigliar la roba quand' ella bisogna.
Ma a' giorni nostri suonano dell' intutto diversi , ed un militare di professione si sarebbe astenuto dall' insudiciarne il lessico delle cose di guerra , come di proporre Spiare in senso di Esplorare , e Presidiario ( che suona nel paese nostro condannato a' ferri ed in Toscana condan nato nell' Isola come discolo) in senso di soldato di guar nigione ( 1 ) . Le quali voci , forse proprie ne' passati se roli hanno presso di noi mutata significazione , come la mutarono Masnadiere usato da Boccaccio e da Gio: Vil Jani per Guardia del corpo ; Assassino che nello stesso Gio: Villani si trova in senso di buon difensore , e Ri baldo che Frate Cavalca usa per soldato del Pontefice ;
(1) Non dee far meraviglia se noi intendiamo Pre sidio per Guarnigione , e Presidiario per condannato a ferri : la nostra lingua presenta non poche di consimili anomalie ; Corsale ladro di mare , e Corsaletto arma dura ; Motto parola e Mottino ammutinamento ; Vallo riparo , e Valletto servitore ,
e Vallone gran valle ;
Partigiana arma , e Partigiano uomo dipartito ; Fon deria edificio , e Fonditore soldato con la fonda , sono tutte voci del medesimo conio.
221 parole tutte , che fra noi hanno senso scellerato ed ob brobrioso (1) . Nè ci passeremo del notare , che il Grassi dando cer tificato di onestà a' vocaboli Furare , Rubare, Ruberia, volle autenticarlo co' nomi di F. Villani , di Galilei e di Cellini , i quali ne' loro scritti chiaramente appiccano quei nomi a turpissime azioni ed infami e non ad onorate spedizioni di guerra . E così il Grassi (2) trovando in Algarotti usato al plu rale le nuove leve in senso figurato di nuovi soldati , si è voluto arbitrare a far lo stesso al singolare, di modo che sull' autorità del nostro vocabolario in vece di un Co scritto diremo da ora innanzi una Leva !
E cosi ne dà Munizione per Calibro , e crede che noi saremo così buoni da confondere le idee nostre per venerare l'autorità del Cinuzzi . É poi scorta per sino nimo di Munizioni , all' ombra dell' altra grave autorità delle Storie Pistolesi , cosicchè Munizione , Calibro e Scorta diventano la medesima cosa " e di unita a Gente di pezza , a Torracchione e simili servono come le dis sonanze della musica a far parte dell' ammirevole novello ordine di idee che ne regala il lessico. Dalle quali osservazioni io ricavo che il lessicista avendo bisogno inevitabilmente di due appoggi di autorità , l'uno per la purezza delle voci nella lingua , e l'altro per la esattezza delle idee nella scienza e nell'arte, e non avendo
(1 ) Prop. V. 1. P. 1. p . 102. 104. 106 . (2) V. Leva 2.
222 sene procurato che uno solo e non sempre legittimo , ha dovuto provvedere a'bisogni suoi con mezzi scarsi ed insuf ficienti , e quindi di necessità e mal suo grado incor so è negli sconci che da me si vanno enumerando .
Dei quali sconci forse il più grave sta in quella pa tina di antichità che copre tutto l'edificio del lessico , dove materiali e forme moderne vai affaticandoti in vano di trovare, chè le poche che ci sono giacciono affogate sotto al vecchiume : quando per lo contrario , l'edificio esser dovea tale che costrutto sopra le più fermate basi delle nozioni proprie della guerra moderna , non presentasse delle antiche che le più venerevoli , e le più strettamente necessarie , sia per moderata erudizione , sia per cono scere in talune circostanze le vicende più notabili della scienza e dell' arte. Ma il Grassi che volte avea le per altro dotte specu lazioni intorno a sei secoli della nostra letteratura ( 1) , nell' applicarle poi alla scienza ed all' arte della guerra dimenticò quasi all' intutto il secolo presente , e non pen sando esser questo il più luminoso , il più maraviglioso di tutti sia per fatti sia per teoriche di milizia ; non pen sando esser questo il secolo della maggiore importanza per noi militari viventi , dava corpo al suo Dizionario con voci e con idee affatto antiquate , e quasi per niente accettabili nell' ordine di quelle del giorno d' oggi . Ed in tale proposito , trovansi bene le voci Cennanella, Taballo , Tuba , Naccaro , Nacchera , Naccheretta , Naccherino , e Naccherone degli antichi ; ma non già (1) Vedi Prefazione.
223
Fanfara ( 1 ) ,
Biuccoli ,
Cimbasso ,
Trombacchiare
Grancassa , Serpentone ec. ec . della musica militare mo derna. Leggansi l'etimologie di Maestro , Paggio, Tri buno , Vassallo , Contatore , Commissario , Collate rale
leggansi i minuti particolari onde vanno corredati
i vocaboli Elefante , Elmo , Falange , Legione , Corona, 'mazone , Aquila , Balista , Catapulta , Centurione , A Coorte , Corvo , Manipolo , Onagro ec . ec,
e poi si
vegga se vi è pur uno 2 uno solo fra gli articoli di guerra moderna che sia scritto nel lessico con altrettanta cura e ricercatezza. Che anzi i più importanti o non vi si tro vano o sono talmente sforniti delle idee maggiormente necessarie , che una sensazione di scontento destano nel l'uomo del mestiere che loro è costretto a rivolgersi . Ba sterà notarne alcuni pochi per provare il mio asserto. (1) La voce Fanfara in italiano è nome di una pic cola composizione di brillante carattere per le trombe ed i timpani particolarmente ad uso militare ; ma fra noi si è per Metonimia adattata ad indicare la particolare banda musicale ad uso di taluni battaglioni isolati. La voce Biuccoli noi l'abbiamo tolta dall' inglese Bugle-horn che indica il medesimo istrumento .
E concesso pure
che tutte le voci qui da me riportate nel testo avessero una valida etimologia , o pure che fossero tutte impro prie come figlie di nomenclatura capricciosa , io penso che in ognuno de'due casi dovrebbero aver luogo nel Di zionario , non fosse altro che per trasmettere alla po sterità, la notizia degli svariati strumenti musicali di cui noi facciamo uso nelle bande di suonatori militari.
224 Accampamento , Quartiere d'inverno, non presentano ' tampoco un lampo di ciò che effettivamente con tai voci intendono i moderni : e ben qui dovèa farsi notare la differenza che tra Accampamento , Accantonamento , e Quartiere d'inverno mettono i dotti militari d'oggi giorno (1). (1) Atempi nostri , generalmente , dai militari sifa una distinzione notabile tra questi tre modi di dare ri poso alle soldatesche sul fronte di battaglia e su quello di operazioni. De' medesimi il secondo ed il terzo sono stati da' francesi distinti con le voci Cantonnemens e Quartiers d'hiver ( V. Jomini art. de la Guerre . Ed . 1837) . Gl' inglesi hanno adottato Cantonments , e Winter Quar ters , ( United service Journal n . 10 and 16 ) deschi Cantonirungen
i te
e Winterquartieren ( Grundsätze
der Höhern Kriegs-Kunst ) ed i militari italiani Accan tonamenti e Quartieri d' inverno . Avendo il Grassi nella prima edizione del suo Di zionario confusi questi due significati , ne fu dal ck . Generale Desauget avvertito : ma il rigido filologo ri spose ( Antolog. di Firenze n . 91 ) che non poteva se pararli ed ammettere la voce forestiera accantonare , perchè le sue autorità non glielo permettevano .
Or ,
qual'è mai l'autorità in faccia alla quale si pretende far tacere il consenso di tutti i militari di Europa e · · Questa il bisogno della scienza e dell' arte ? • autorità è il Cardinale Bentivoglio ( V. in Grassi la voce Acquartierare ).
( Sarà continuato )
225
DIZIONARIO MILITARE
FRANCESE-ITALIANO
DI M. D'À YA LA (*) .
L'ITALIA la quale avanzò tutte quante le altre nazioni in ogni maniera di scienze , lettere ed arti , ebbe non pure a durare l'infortunio di vedersi negare da tali cui fu maestra , il debito tributo di gratitudine ed onoranza , ma udir parlare da labbri italiani parole d'ingrato suono forestiero , poi che i suoi figliuoli si ebbero dimenticato
(*) Abbiamo già sotť occhio la prima e seconda pun tata di si utile opera che piacque alla Maestà del Re accogliere e incoraggiare , e della quale ragioneremo al suo compimento . Pure dobbiam dire anzi tempo che l'autore non ha perdonato a sollecitudini ed a spese per farne un' edizione nitida ed elegante . E dobbiamo sempre più congratularci coll'eccellente tipografo Gae tano Nobile , i cui torchi mandan fuori di continuo belli e difficili lavori , fra quali è bellissimo e di somma difficoltà il dizionario ond'è parola. Ci piace intanto , per già raccomandarlo alle persone militari d'Italia , riportarne qui la prefazione.
29
226 fin d'ogni gloria antica . Ed anzi fu tra noi lisciato il mal vezzo di abbracciare insozzati vocaboli , appunto in quel tempo che un esercito ed un regno , cui davasi il grande nome di esercito e regno d'Italia , facevansi argomento a speranze che a que' confini sì angusti non si frenava no. Ed ogniddi ci tocca ancora sentire di que' vocaboli sì nelle Armerie , quali sono quelli di furgone , forgia , attelaggio , selletta ,
trincapalle ,
bulone , punteria ,
frottante ed assai altri , si nelle Fonderie dove si usano barena , massarotta ,
refrattario , ghisa , perciare ,
mortai a placca ed altrettali , si nelle Ferriere o Ma gone , nelle Fabbriche Montature e Sale d'armi ;' e da ultimo nella Marineria e in mezzo delle soldatesche , sic come mattare e smattare , babordo e tribordo , rotta, organizzazione , pompiere ,
sciabracca ,
contabilità 2
borderò , bivacco , pombò , giberna , bricchè , e via di cendo. E troppo io trarrei per le lunghe se avvisassi di cennare solamente le tante strane voci poste da noi in luo go delle pure nostre e sonore , e le quali spesso spesso niu na cosa non dicono di ciò che dovrebbero andar significan do. Chè se novelle cose si fosse costretti nominare , di vero sarebbe forza allora far tesoro di nuovi modi : non così ove abbiansi a discorrer materie notissime sin da allora che l'incivilimento italiano andava innanzi per alquanti secoli alla civiltà straniera . Non è dunque nauseosa ed increscevole l'abbiettezza di accattare espressioni ed atti tudini dalle lingue di Oltralpe ? A centinaia si varavano navi da traffico e da guerra negli arsenali di Venezia
227 Amalfi Genova e Pisa , le opere forti alzavano già super bamente i loro merli sulle terre italiane " i lavori delle orificerie della pirotecnia e della getteria qui procedeva no oltre assai , le armi erano con sapere e valentia or dinale e maneggiate in Italia , allora quando per le al tre nazioni d'Europa spuntava appena l'alba della uma nità loro . Gran numero d' Italiani , della scuola di Al berigo da Balbiano , illustraronsi nelle armi. Un Gugliel mo da Genova dirige l'assedio di Gerusalemme alla pri ma Crociata , ed un Pazzi da Firenze ne scala valorosa mente le mura . Un italiano , il Sammicheli , inventava i bastioni per cingerne la sua patria Verona , e forse pri ma di lui un napolitano avevane già afforzate le mura di Otranto contro le offese barbaresche , comechè più in nanzi , cioè nel 1464 , vuolsi in piedi il Garitone de'fio ri in Torino . Luigi di Capua famoso capitano dell'in felice Federico d'Aragona apre il campo alla guerra sot terranea delle mine ; ed anche l' intelletto di Martinengo incarna il disegno delle contrammine nell'assedio di Ro di. Barocci italiano tra le file
dell' italiano Alessandro
Farnese immagina le batterie galleggianti per espugnare Anversa a pro del secondo Filippo ; ma un altro inge gno d'Italia Federico Giambelli mantovano , il quale sta va fra gli assediati , inventa le barche incendiarie dette francescamente brulotti ; sicchè lo Schiller toglie merita mente a chiamarlo l'Archimede d'Anversa . Bartolommeo Colleoni comincia ad usare le artiglierie nelle giornate campali . Gli spari a rimbalzo , ond' è venuta manco ogni
228
più ostinata difesa , furono opera del veneziano Moretti : le tanaglie per coprir la cortina hanno la prima immagi ne nel barbacannone dell' Italiano Tensini , il quale fè parte di diciotto assedii e quattro ne sostenne . La scien za del diffilamento o sottraimento era stata divinata nel capitolo de' siti dal romano Pietro Sardi ; pure vi corse ro due secoli insino a che gli
oltramontani non ne a
vessero trattato . Francesco Laparelli da Cortona , Baldas sarre Lanza , e Bartolomeo Genga urbinate già fortifica to aveano La Valletta , e Polito di Clemente le adiacen ze di Recanati . Per opera del Buonarroti si ristorano i baluardi di Firenze , s'innalza la fortezza di San Miniato a cavaliere della città , ed il borgo di Roma vien di ope re forti circondato. Vanno afforzando , Pellegrino Tibaldi Ravenna , Giam battista Rainaldi Ferrara , Bernardo Buontalenti Civitella del Tronto Porto ferraio Livorno Pistoia Prato e il Bel vedere di Firenze. Sono pregevoli lavori di Giovanni A leotti la cittadella di Ferrara ,
di Mario e Germanico
Savorgnano molte fortificazioni del Veneziano , di Giro lamo Cataneo i merli di Sabionetta , di Bonaiuto Lorini Zara ed il castello di Brescia . Debbonsi a Gabriello Bu sca le muraglie di Suza Demonte e Momigliano , a Fran cesco Maurolico la cinta di Messina ,
a Giovanni Rinal
dini quelle dell' isola del Gozzo , di Reggio , di Cotrone e di Lipari , a Vincenzo Scamozzi Palmanuova , a Giorgio Capobianco il castello di Milano .
Pier Francesco da Viterbo , Sammicheli e Sangallo
229 rendon forti Parma , Ancona ,
Castro , Nepi , Ascoli e
Perugia , il Marchi costruisce nel 1547 la fortezza di Piacenza , il Paciotto le cittadelle di Torino e di Anver sa , Giovanbattista Belici Boulogne in Piccardia , Giaco mo Castriotto la città di Calesse , molti luoghi della Lin guadoca della Provenza del Lionese della Sciampagna della Normandia ed altri punti sulla frontiera . Seguitano in Francia la Catterina de' Medici nel 1534 il cavaliere Re logio i due Marini Campi Bellarmata Befani e parecchi altri ingegneri italiani ; e vediam sorgere colà altre ope re forti , fra le quali Brovage , Perpignano , San Deside rio e Metz. Ma v' ha più ancora : a munire Sedan ecco il Pasino ferrarese " Vincenzo Casali risarcisce ed imme glia alquante fortezze del Portogallo la ricinge Custrin e Spandau ,
Francesco Girumel
Girolamo Maggi ritarda
per via di macchine la resa di Famagosta .
Queste e mille altre cose operaron tra noi ed altrove valorosi italiani ; sicchè lo stesso Allent il quale discorre le condizioni dell'arme del Genio francese sotto l'impero scrive queste parole « l'Italia forniva gl'ingegneri al re sto di Europa » . E mentre qui si andavano illustrando la filosofia e le ingenue discipline non lasciaronsi neglette le opere militari . Infatti nel 1521 pubblicava il Machia velli l'Arte della Guerra , e volgendo l'anno istesso ap parisce il primo trattato di fortificazione di Giambattista de la Valle della nostra Venafro ; nè indugia gran fatto la pubblicazione delli quisiti ed invenzioni diverse di Nic colò Tartaglia , al quale si dee il primo pensiero del cam
230 mino curvilineo de' proietti , nè la balistica sarebbesi al zata ad esatta scienza senza la mente stupenda del
to
scano Galilei che può dirsi il legislatore del moto di pro iezione , ed al quale si dee eziandio un trattato di for tificazione. E dopo che Tartaglia correva per tre secoli innanzi alla invenzione dell'uffiziale francese Choumara di tirare addietro i parapetti , e sette Italiani trovavan modo di fiancheggiare le fortezze , cioè Antonio di San Gallo , il frate da Modena , maestro Francesco da Viterbo , Gi rolamo Marino , Mangone
il Ferramolino , Melone e Giovanni
dopo che il Marchi insegnava tutti gli espe
dienti dell'arte fortificatrice , le contragguardie , gli aloni le mezze lune , i rivellini , le frecce , i ridotti , le ber rette da prete , le opere a corno ed a corona " i ma gisteri delle inondazioni , i principii della fortificazione perpendicolare ; dopo che ebbero il Lanteri da Paratico innalzato a scienza matematica l'arte del fortificamento , il Theti da Nola tagliati a denti i fianchi e distaccati i bastioni , il Montecuccoli dettato sì grandi aforismi per l'assedio e la difesa , dopo tutto questo direm noi che non avendo opere non possiamo aver lingua ? Ventinove scrittori italiani conta la militare architettura nel secolo XV , quando sullo spirare del XVI apparve in Francia il primo trattato di fortificazione di Errard ingegnere di Errico IV . Arrovelliamo dunque d'italiano rossore nel vedere chi ancora voglia esser tenero della lingua militare francese , adoperando nelle scritture e nei parlari un ba stardume di voci. Purghiamo l'azzurro del nostro Cielo
231 da' miasmi del gallicismo , chè oramai non ha d' uopo la militare favella itallana di altra veste che non sia la sua , candida quanto le nevi delle sue Alpi . Ad ammendare si grave fallo surse primo in Italia il Grassi , il quale era segretario dell' Accademia di Torino, e metteva a stampa nel 1816 la prima edizione del Di zionario militare italiano. Pure non soldato egli , nè tra quelli che vivon vita operosa in mezzo ad artefici fabbri che e ministeri militari ebbe a cadere in qualche errore , dottamente notato dal chiarissimo maresciallo dell' ese rci to nostro Desauget , già troppo noto e caro a tutti colo- . ro i quali abbiano in pregio dottrina erudizione e cortesia , Vero è bene che in una sua lettera diceva il Grassi : io presi le prime mosse del mio lavoro dalle perpetue la gnanze che muovevano con me per questo rispetto quel fervido ingegno del Foscolo che più degli altri ne al zava il grido , quel Monti , quel Lambcrli e tutti quei sommi uomini che nelle splendide sale del Paradisi di voci guerriere con prodi guerrieri andavano disputan do , e coi quali trattai sovente di questa grave mate ria. Ma ciò non ostante , que' prodi , i quali se ne sta van di que' tempi a crocchio in Milano nelle splendide sale del Paradisi " non si avevan colà nè arte di arma iuoli e fuochisti , nè scuole di scienze pertinenti alla mi lizia , nè fonderie da cannoni , nè opere di fortificazione da innalzare , nè campeggiamenti , e nulla insomma di quanto è mestieri a colui il quale già fornito di lette re , pongasi a lavoro di cotal fatta.
232 La morte intanto del celebrato Torinese , autore del dettato su' sinonimi , sventuratamente avvenuta nel 1831 ; già ridotto com'era a valersi dell'opera di amanuensi per la vista perduta , fece si che affidati i nuovi manoscritti del suo vocabolario agli accademici cavalieri Salluzzo Ca rena Omodei ed abate Gazzera , costoro dopo lungo con siderare con troppa gelosia di amichevoli officii si deter minarono di farli pubblici tali quali il dotto autore aveali lasciati , non quali li avrebb' egli ridotti . È pero neces sario di apporvi e giunte ed osservazioni , perchè vie me glio vada raccomandato l'uso di un libro che dovreb b'essere come presidio di colui il quale nello scrivere di cose di guerra cerca lode di purgato scrittore. In fatto poi di cose pertinenti all' artiglieria è povero anzi che no il dizionario del Grassi , ed il Maggiore del l'arme nel ducato di Parma barone Giuseppe Ferrari vi avea volto il pensiero ,
e due egregi uffiziali delle arti
glierie piemontesi uno ne posero a stampa nel 1835 tutto particolare alle milizie scienziate. Delle quali opere mi sono io giovato e di libri italiani eziandio , de' quali da rò in principio una breve bibliografia , perchè chi voglia possa più ampiamente consultarli . Nè mi sono tenuto a' pochissimi che van considerati siccome classici ; perocchè mi ebbi una legge nella sentenza del chiarissimo Pietro Giordani , principe degl' italiani prosatori. «
vocaboli
>> sono arbitrario segno delle cose ; e ogni cosa dee avere > il segno proprio ; altrimenti non sarà enunciata , e l'i » dea di lei non potrà passare dall' uno nell' altro cer
233 › vello. Questi segni , questi vocaboli bisogna prenderli >> come sono e dove si trovano. Non li pigliate voi dalle1 > nazioni loutane, anche barbare , quando vi danno la > cosa , prima ignota ? E se li pigliate dalla Cina o dal la America , perchè no da uno scrittoruccio anche > rozzo o di Bergamo o di Messina , o di jeri o di quat » trocento anni fa ? Ho io creduto intanto che meglio soddisfacesse ai bi sogni degli uffiziali l'avere un dizionario francese-italia no , perocchè la maggior parte dei libri militari d'oggidi sono in cotal favella dettati o tradotti , e più facilmente si possono in tal guisa vedere i francesismi troppo facil mente adoperati . E per non rendere molto grande il vo lume nè ho aggiunto esempio , almeno in questa prima edizione , nè date certe definizioni troppo note , siccome di ancora bussola cannone ferro leva sella timone e vattene là.
3.
234 SUNTO DI TATTICA DELLE TRE ARMI FANTERIA , CAVALLERIA , ED ARTÍGLIERIA DI GIROLAMO ULLOA UFFIZIALE DI ARTIGLIERIA .
Fra gli studi più utili allé persone militari certamente annoverar
dee quello intorno alla Tattica delle fanterie,
della cavalleria , e delle artiglierie , che insegna i prin cipi coi quali eseguir debbono le truppe le varie evolu zioni , allorchè trovansi in presenza del nemico. Molti dotti militari avendo conosciuto una tal verità , si sono occupati su questo obbietto , sebbene niuno finora abbia mirato alla brevità , ed alla intelligenza dell' universale . Perlochè , non ponendo fidanza l'autore in sè medesimo, dai più accreditati scrittori ha attinto i principi , e com. pilato per guida dei giovani suoi commilitoni questa bre ve opera. In tal guisa non si potrà dargli taccia d'aver posto in mezzo un' opinione tutta sua " e sarà altresì in giusto chi vorrà crederlo
plagiario , perciocchè divisa
mento non fu già quello di presentare un'opera nuova , ma un compendio di Tattica per gli Uffiziali del nostro Esercito , che nel difetto di procurarsene , trovassero in questo tutto lo sviluppo delle circostanze e relazioni del le tre diverse armi , il modo di avvicinarsi al
nemico
nella triplice combinazione , e quello di combatterlo nei tanti movimenti sul campo di battaglia .
Spera l'autore che i favorevoli risultamenti della istru zione potranno forse convincere ciascuno della utilità del lavoro.
235 COSE DIVERSE .
0
Dappiù anni si sentiva il bisogno ed il vantaggio di aver raccolti le mostre delle varie costruzioni spettanti alle artiglierie napoletane ; sicchè fossero di esatta gui da e regola , agli artefici in legno ed in ferro. Ed ecco sorgere nel Castello nuovo un ampia e bella sala , la quale già comprende le sacome ed i modelli delle anti che costruzioni di artiglieria dall' anno 1789 , e mano mano si fornisce delle sacome e modelli del nuovo siste ma di artiglieria dall'anno 1835 da noi adottate. Bello è l'edifizio , rivolto a mezzogiorno ha sedici tramezzi tra i quali sono giudiziosamente situati i rilievi ed i di segni delle varie costruzioni di piazza e costa , di assedio , di campagna , di montagna , segnatamente ideati negli 1 anni 1789 , 1803 , 1818 , 1835 e 1838. Due porte late rali mettono quell'ampia sala in comunicazione dell'Arse nale , e delle Fonderie. Sulla prima son fermati i ritratti di quanti finora ebbero la suprema direzione della na poletana Artiglieria, cioè Balbasor ( 1738 , a 1744 ) , Gazola ( 1745 , a 1760 ) Pietra ( 1761 , a 1768 ) , Pommereul ( 1788 , a 1799 ) , Minichini ( 1800 , a 1801 ) , Novi ( 1807 , a 1813 ) , Macri ( 1816 , a
236 1832 ) , D ' Escamard ( 1832 , a 1834 ) ,
Filangieri
Sulla porta principale sta scritto :
NELL'ANNO DECIMO CHE PROVVIDO GOVERNAVA LA SICILIA FERDINANDO II. QUANDO LE MILIZIE SCIENZIATE CARLO FILANGIERI REGGEVA
A GIOVAMENTO , E MEMORIA DELLE ARTIGLIERIE NAPOLETANE IL TENENTE COLONNELLO RUSSO DIRIGENDO LE OPERE DELL' ARSENALE
QUESTA SALA ORDINAVA.
Nel centro di sì bello edifizio , e tra acconcio e mi litare trofeo di armi ,
si alza la statua del Nostro
Re , ed ognuno vi legge:
A FERDINANDO II . RE DELLE DUE SICILIE
P. F. A. IL QUALE COME OGNI ALTRA CIVILE E MILITARE COSA LE ARTIGLIERIE SEMPRE IMMEGLIANDO GLI ARCHETIPI NE DESTINAVA IN APPOSITO CRONOLOGICO MUSEO QUESTO SIMULACRO GLI UFFIZIALI DI ARTIGLIERIA GRATI E DEVOTI INALZAVANO L'ANNO MDCCCXLI.
237 Dovunque e da tutti accuratamente si replicano i saggi gli esperimenti , onde ricercar quel fucile a percus sione più vantaggioso al soldato , più adatto agli usi della guerra. Tuttora però in Francia come in Germania in Russia ed in Inghilterra , si è incerto sulla scelta della migliore arma tra le molte già ideate , chè nessuna so disfa interamente allo scopo. - Da noi quindi si son continuate le prove del fucile a fulminante immaginato dal fu colonnello Mori di artiglie ria , e la commissione vi ha più volte notato la se guente gravissima imperfezione . Dopo molti colpi a pal la , per effetto del riscaldamento ed il continuo stro piccio de' due cilindri , componenti il congegno princi pale della novella arma , si produce tanto vuoto sicchè i granelli del fulminante e l'istessa fiamma facilmente "
vi s'introduce, ed allora in ogni tiro il magazzinetto si accende. È questo tale inconveniente da rendere ina tile il facile , e poicchè va congiunto all' istesso pria cipio dell' invenzione con difficoltà potrebbe ovviarsi ? perchè diminuendo l'attrito si ha l'imperfetto compa ciamento e perciò l'istesso dannevole risultamento . Cosi parimenti si è osservato , che la martellina battendo sul foro del cilindro lo slarga ; e quindi si consuma più polvere fulminante , maggiore è la fiamma , più incerti riescono i tiri. La mattina del 27 aprile nell' arsenale di Napoli fu
238 sottomesso ad altri espèrimenti l'obice alla Willantong, modificato nella Reale fonderia. Si tirarono venticinque colpi colla polvere di 129 tese, la carica costante di 15 libbre francesi , i projetti di 8 pollici di diametro uni formi alla superficie uguali nel peso . Per nove tiri si diede all' arma 7 pollici 2 linee di alzo corrispondente a gradi 2 , e la prima caduta del proietto fu tra le 600 e le 800 tese e quella media di 700 tese , il nu mero medio di rimbalzi fu 2 , la distanza media per corsa dal projetto con i rimbalzi fu al di là delle 100 tese , la lunghezza intera del tiro fa tra le 650 e le 1050 tese e quella mezzana fa di oltre le 750 tese . Indi . l'arma per sei colpi fu puntata
con 8 pollici di
alzo corrispondente a gradi 3 di elevazione ; la prima cadula fu tra le 620 e le 750 tese e quella media fu di tese 695 , il numero medio de' rimbalzi fu 2 , la di slanza maggiore percorsa dal projetto rimbalzante , fa di tesi 200 , la lunghezza del tiro fu tra le 650 e le 950 tese e quella media fu di tese 761. Infine per i rimanenti tiri l'obice ebbe 6 pollici 2 linee di alzo , ossia 2 gradi di elevazione ; e la prima caduta fu tra le 500 e le 800 tese quella media fu di tese 690 , il minor numero di rimbalzi fa 2 , il maggiore fu di 3, 1 la distanza più piccola corsa dal projetto con i rim balzi fu di tese 120 e quella maggiore di 400 , l' in tera lunghezza del tiro tra le 750 e le 1100 tese , e quella media di 871 tese .
239 Nello scorso mese di maggio nelle fossate del Castel lo nuovo ed innanzi una commissione di uffiziali di ar tiglieria s'incominciarono gli esperimenti al fucile ideato dal fu armiere del terzo reggimento svizzero Carlo Metter che può scaricarsi mediante la pietra focaja , o il cap pelletto (capsula) ( 1 ) . Ecco il risultamento del processo verbale redatto all' uopo .
Tirandosi col cappelletto fulminante si sono osservate le seguenti cose: 1. Esce dalla lumiera ordinaria tanta quantità di fluido elastico dannevole al tiro del fucile , ed alla con servazione e durata della canna. Adattato un pezzettino di carta contro la lumiera ordinaria , per l'uscita del fluido è stata lanciata circa tre piedi distanti . E fissato un foglio di carta in direzione della lumiera , e distante due piedi , dopo alquanti colpi la carta si è colorata da piccoli e spessi punti neri . Si è perciò notato che tale inconveniente riesce del pari molesto al soldato messo alla dritta del tiratore . 2. Il cappelletto si adatta alla lumiera fulminante solo dalla parte dell' acciarino essendo questo alzato , oppure essendo il cane armato , altrimenti l'uomo si offende col taglio della pietra focaia ; nel
1.
caso il soldato
deve allontanare il gomito dal corpo , non senza incon
(1) Si legga l'annunzio dato nel XI volume .
240 veniente , per lo spazio occupato nelle file ; nel secondo poi gli è di sommo pericolo. 3. Dopo di essersi tirati più colpi col cappelletto ful minante , senza sgrillettare o smontare l'arma
e pu
lirla nella parte interna , dalla metà del giorno che è cessato il fuoco , sino alle ore 9
del dì seguente che
si è ricominciato , la lumiera fulminante non ha comu nicata l'accensione alla carica ; e volendo tirar colla pie tra focaja si è dovuto nettare il focone ordinario con la spilla , perchè i residui delle combustioni hanno ot turato il canale di comunicazione praticato lungo il cen tro del vitone , ed anche la lumiera fulminante ; ciò si è osservato smontando il facile e svitando la cu latta della canna . Tale inconveniente è assai notevole , perchè spesso il soldato in guerra , dal combattimento di un giorno a quello dell'altro , non ha l'agio nè il tempo da potere interamente separare i pezzi del fucile , e pulirlo tutto.
4. Dopo 15 colpi consecutivi , la canna si è riscal data tanto da dover cessare il fuoco , benchè si fosse tolto dai cartocci la quantità di polvere necessaria per la civa dei fucili a pietra focaja . 5. La cassa del fucile che avvicina la lumiera fulmi nante si è bruciata , locchè facilmente può evitarsi po nendo una piastra di ferro in continuazione della lumiera . 6. La martellina e la lumiera fulminante non han sof
241 i. ferto , nè han dato motivo ad osservazioni . E però la commissione ha notato essere ben naturale che quest'ul timo col tempo si logora verso la punta , ed allora il primo non và ad urtarlo , come
avviene
ne' fucili a
percussione , ne' quali si rimedia cambiandolo . Tirando poi colla pietra focaia si è veduto uscir dalla lumiera fulminante alquanto fluido , si è osservato un sufficiente intervallo tra l'accension della polvere e l'u scita del projetto , ed il rinculo era si forte da soffrir ne sensibilmente la spalla del soldato. Siffatto inconve niente cagiona variazione nel colpo , atteso il voto ci lindro lasciato nel mezzo del vitone , che comunica l'accension della lumiera fulminante alla carica , e riem pitosi di polvere forma una specie di ricamera . 2.º La lamiera ordinaria di tal fucile è situata quasi al centro della carica , per conseguenza maggior quantità di polvere si accende nel primo istante ; ed il rinculo si sperimenta maggiore anche perchè il fluido elastico tro va nel primo momento più adito verso la lumiera ful minante , e colà si dirige . Nello scorso mese di aprile alquanti uffiziali del bat taglione de' cacciatori francesi ultimamente
organizzati
furon presenti alle pruove fatte co' novelli fucili a per cussione ideati dal signor Capitano Thierry ,
e perfe
zionati dal colonnello di artiglieria Pontcharre. Duran te il corso degli esperimenti l' arma fu riconosciuta buo 31
242
na , capace di tirar sei colpi a minuto, e di spinger le palle fino a 900 metri . Colla carabina rinforzata di cai son forniti i soldati delle compagnie di carabinieri di ciascun battaglione , a 600 metri si son colpite nove pal le , a 500 metri i colpi sono stati 12 sopra 100 ,
e
con quelle poi che hanno tutti i cacciatori a 400 e 300 metri il bersaglio è stato crivellato. I risultamenti favorevoli delle prove replicatamente fatte col moschetto e la pistola Delvigne , avendo chia mato l'attenzione del Maresciallo Ministro della Guerra, si son replicati al campo di Compiegne. Un plotone di cacciatori si è armato col moschetto , ed un plotone di nssari colla pistola. In mezzo al progresso che ogni giorno si esperimenta nel tiro delle armi da fuoco in Europa , si è notato che i novelli battaglioni de' cacciatori francesi , non ha guari ordinati, hanno adottato il principio di tirar sempre a volontà senza aspettare il comando di fuoco ,
così o
gnuno ha il tempo di bene aggiustar l'arma e di mi rar giusto prima di spingere il grilletto del fucile. [ fuochi di battaglione invece di essere un vano strepito, sono delle scariche assai micidiali . Imperciocchè il sol dato non è più obbligato di tirare il suo colpo , bene o male aggiustato, allorchè l'uffiziale ha gridato fuoco.
Le novelle prigioni militari dell'Abbaye dirette dal capo battaglione del genio il signor Lemoine sono co
1%<
243 struite secondo il sistema penitenziario , adattato però a' soldati . Le sale spaziose per i lavoratori , e le celle di correzione sono ad un tempo vantaggiose alla salute de' detenuti , ed al bisogno dell'interna disciplina . Que ste prigioni di preferenza si destinano agl' individui tra dotti innanzi i consigli di guerra di guarnigione. - Nel mese di novembre delle accurate pruove si son fatte nel Belgio per i tre diversi modelli di rigata cioè : nellature ;
carabina
1.º La novella carabina inglese a due scan
2. La carabina del sistema Delvigne , mo
dificata dal capitano Thierry ;
3. E la vera carabina ~
Delvigne caricata con la palla cilindro-conica . A 500 me tri quest'ultim' arma ha dato il doppio dell ' aggiustatez za della carabina inglese , e dodici volte quella mc dificata dal Thierry. In seguito di questi risultamenti si concludenti , il Re
de' Belgi ha nominato il Delvi
gne cavaliere del suo ordine.
Le esperienze comparative simili a
quelle fatte in
Liège , s' incominciano quanto prima a Vicennes . Il giorno due di agosto il Tenente Colonnello Bi
rago produsse alla presenza di S. M. l'Imperatore d'Au stria il suo novello ponte militare , e le varie applica zioni del medesimo in campagna , cioè ( 1 ). (1 ) Si legga nell' undecimo volume dell'Antologia , quanto il nostro Capitano Pacces ne ha detto per tale invenzione.
244
Primo , come compimento di ponti con pile di mura o di legna distrutte. A tale uopo venne costruito sotto un tratto del fiume Vienna largo 150 piedi , colle sponde ripide ed interamente lastricate , alte 18 piedi . Il pal co del ponte , elevato 18 piedi al di
sopra del pelo
dell'acqua poggiava sulle due ripe e sopra sei cavalletti , due dei quali collocati sul pendio delle sponde , tre so pra pontoni , ed il sesto sul fondo del fiume. Siffatta costruzione semplice e nuova , somiglia al ponte sopra pile di legno che esiste li presso , e fu eseguito nel bre ve spazio di un'ora e mezza dalla truppa , che da una lega distante aveva trasportato il materiale per sei equi paggi . Secondo , come ponte a pendio per le incrociate co lonne , delle quali una cammina liberamente sul ponte , e l'altra sotto. Con un' ascesa ortoganale alla strada che viene da Wengaiber fu costrutto il ponte di sette partite , alto in modo che quello di mezzo aveva nove piedi in altezza ,
e 21 in ampiezza al di sopra della
strada ; e si poteva comodamente viaggiar sotto , non che a piedi in carrozza . Terzo , come ponte volante pel passaggio di profondi burroni . In mancanza di sito opportuno , il ponte com messo di travi fu sul momento alzato nella pianura. Entrambi questi due ponti furon
costruiti in un'o
ra la mattina stessa degli esperimenti .
245 Quarto , come ponte stabile sopra un fiume , con le sponde alte e lastricate. In un' ora fu costruito tal ponte sopra il ramo del canale del Danubio ( esso era composto da 12 partite sorretto da 9 cavalletti , e da 12 pontoni nel mezzo ) . S. M. l'Imperatore lo esaminò altentamente, vi passò sopra coi serenissimi Arciduchi Francesco , Carlo , Luigi ,
e Leopoldo , ed il numero
so e brillante seguito ; e dopo la fanteria , cavalleria, ed artiglieria ch' era sulla sponda sinistra ricevette l'or dine di passarlo benanche. Lo sperimento riusci oltre ogni dire felicissimo , e S. M. I'Imperatore onorò l'inventore signor Birago , colle più graziose espressioni , della Sovrana sua soddisfazione .
-
Il Re di Baviera ha regalato una ricca tabacchiera
in oro con la sua cifra al Maggior Birago , inventore del novello sistema . de' ponti militari . I quali si sono esperimentati nello scorso mese di giugno , in presenza di molti distinti uffiziali austriaci , e due uffiziali pie montesi a bella posta colà spediti , onde dar ragguaglio dei saggi .
-
Molti scientifici inglesi e distinti uffiziali , fra i quali
si notava il Marchese del Duero, i Colonnelli Gurward , nello scorso mese di aprile si riunirono
a Charletown
per esaminare le qualità comparative de' facili a percus sione che si vogliano adottare nell'esercito Inglese, e quello ideato dal barone di Heuteloup . Benchè il tempo fosse
246 assai umido e ventoso , furon tirati in brevissimo tempo circa sei colpi a minuto col fucile Heurteloup
e
160
colpi senza che alcuno ne mancasse. Tutto il congegno dell'arma , per essere situato sotto il ponte, è in parte al coverto dall'intemperie dell'aria . La carica sta in una fettuccia di stagno impermea bile all'acqua , la quale per esser chiusa tra un mo bile coverchio ed il sottoponte , la pioggia o l'umido non vi ha azione alcuna . E frattanto la composizione contenuta nella fettuccia ( clorato di potassa " e solfato di antimonio , o meglio clorato di potassa e sublimato di mercurio ) il modo come è situata e staccata ad ogni colpo , la semplicità , la leggerezza , e la sicurezza dà all'invenzione grande superiorità su moltissime armi a percussione finora ideate , e da potersi adattare a qualun que arma da fuoco . La fettuccia è circa 8 pollici lunga e
larga e poche linee spessa , somministra 5 cariche
mediante il concegno di una ruota ed una piccola leva , si avanza gradatamente ad ogni colpo del cane , e si appoggia sopra una ciminiera piana , il coltello facendo corso col cane taglia solo la parte ch'è sulla ciminie ra , e la martellina battendo su di essa quasi nel tempo stesso si produce l'accensione . Si è osservato che la chi mica composizione della fettuccia permette ad una parte di esser tagliata , e produrre esplosione , senza comu nicar l'accensione alla rimanente fettuccia .
247
Il meccanismo per altro è oltremodo complicato per un fucile di soldato , ed è mestieri ripetere
e
svariar
gli esperimenti prima di darne esatto giudizio . E quindi giustamente si nota che la composizione avendo tutti gl' inconvenienti conosciuti per quelle fulminanti , se tal volta fosse capace di accendere la fettuccia, il danno sa rebbe significantissimo , ed il soldato non potrebbe nel caldo della mischia riparar così facilmente la sua arma. Il costo è comparativamente maggiore del fucile or dinario , e se non può porsi in quistione, il modo in gegnoso col quale l'autore ha saputo superar moltissima difficoltà , e dare all'arma una marcata superiorità sulle altre ; epperò rimane sempre tale da non potersi dare al soldato , ed è oltremodo difficile il modo
onde
te
nerla in buona condizione. Il giorno
12 marzo un caporale delle compagnie
Zappatori e Minatori che sono a Woolvich , fa armato del novello facile a percussione con una novella bajo netta . La quale circa due piedi e mezzo lunga , ed un
$
pollice
e mezzo larga , è di proporzionata spessezza .
Un lato taglia come sciabla , l'altro è a dente di sega, può produrre le peggiori ferite perchè difficili a curarle ed è adattissima per tagliar le palizzate e le legna nei bivacchi . La lunghezza data alla bajonetta protegge il fantaccino contro gli attacchi della cavalleria . L'intero fucile con la novella bajonetta , nel peso differisce poco da quello attuale.
248 BIBLIOGRAFIA . OPERE RIGUARDANTI LE SCIENZE LE ARTI E L'ISTORIA MI LITARE 2 MESSE A STAMPA NEL REGNO DELLE DUE SIGI LIE NEL PRIMO SEMESTRE DELL'ANNO 1841 .
-
Istruzione sulla fortificazione di campagna seguita da una espo
sizione della traccia del fronte di fortificazione , detto moderno ; e da un appendice contenente i risultamenti di teoria ę di espe rienza più immediatamente applicabili alla pratica compilata da Filippo Maria Pagano uffiziale del Genio. Napoli dalla Reale Tipografia della Guerra. Un volume in 8. - Memoriale pei lavori di guerra di G. H. Dufour tenente colon nello del Genio membro della legion di onore , prima versione italiana di Vincenzo Pugliese capitano di Fanteria
Dalla Reale
Tipografia della Guerra. - Atlante geografico corredato di notizie fisiche, storiche,
sta tistiche e politiche eseguito secondo i più recenti progressi della geografia da Benedetto Marzolla Impiegato nel Real Officio To pografico. ROMA.
Risoluzione di un problema di tattica di P. Roselli ufficiale d'infanteria . Tipografia dell' Ospizio 1841 .
Nel prossimo volume discorreremo di questo opusco letto scientifico militare .
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